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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 04:49:00 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni + +Author: Auguste Debay + +Translator: Gianpietro Introzzi + +Release Date: August 8, 2005 [EBook #16489] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO *** + + + + +Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed +Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net) + + + + + + + + + + + + CURIOSITÀ FISIOLOGICHE + + + + *IGIENE DEI PIACERI* + + SECONDO + + LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI + + + DI + *A. DEBAY* + + + RIDUZIONI DAL FRANCESE + DEL + D. Introzzi Gianpietro + + + + GIOVANNI GNOCCHI + EDITORE MILANO + + 1886. + + + + Bergamo--Stab. Tip. Frat. Bolis. + + + + + + + ================ + + CAPITOLO I. + + *Definizione del piacere.* + + ================ + + +La vita dell'uomo è un misto di _piaceri_ e di _dolori_. Queste due +sensazioni del pari forti e diametralmente opposte si agitano nell'animo +umano, lottano incessantemente tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben +di rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua natura ardente, vivace +cerca sempre ed ovunque il piacere, come lo stato nel quale egli meglio +può gustare la vita, usandone però moderatamente. E per _piacere_ +intendo accennare a qualunque aggradevole sensazione che faccia presa +sui nostri sensi. Così chiamerò _piacere_ le ebbrezze voluttuose di +amore, come le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere più forte, +più vivo a quello più debole sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno +mai da questa grande classificazione, cioè _piaceri sensuali_ e _piaceri +morali_. Inutile pure il dire che i generi sono infiniti. + +_I piaceri fisici o sensuali_, quantunque più ricercati, sono quelli che +meno restano impressi, anzi cercano col cessare dell'eccitante che li ha +prodotti. I _piaceri morali_ sono i più puri, sono quelli che giammai si +cancellano dall'animo. + +I diversi generi di piaceri però sono prodotti da varie cause. Dalla +condizione sociale, dal temperamento nervoso, dall'educazione, dai +climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso, dallo stato di salute, ecc. +Come ben si può scorgere a priori un vecchio ottuagenario non ricercherà +i piaceri vivaci e focosi della gioventù. Diversi saranno i piaceri che +si ricercheranno in inverno ed in estate, in città ed in campagna. Come +pure diversi sono i piaceri dell'amore da quelli della mensa; quelli +della caccia da quelli del riposo, ecc. + +Molto agisce sui piaceri anche il temperamento; infatti lo stesso +piacere farà una più viva impressione sul temperamento nervoso che sul +linfatico. + +La nostra vita è dunque un complesso di piaceri e di dolori. +L'indifferenza che tanti definiscono uno stato intermedio fra il dolore +ed il piacere, raramente si scontra nella vita. + +Il piacere può anche dirsi il possesso dei beni che si desiderano, il +dolore la loro privazione. E siccome tutti nella loro vita desiderano, +così tutti potranno andar soggetti alla realizzazione di questi +desiderii o alla loro privazione. E questa asserzione è puramente +pratica. Non è forse un piacere il riposarsi quando si è stanchi? Il +mangiare, il bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare ed essere +riamato dal nostro ideale, poter sacrificare a lei tutto perfino la +vita, non è forse una dolce soddisfazione, non è forse un piacere? +Soccorrere l'infelice, consolare l'afflitto, morire per la patria, per +un'anima bella non son forse piaceri? E se questi lo sono, la negazione +di essi non produce dolore nell'animo nostro? + +Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere e sempre fugge il dolore. +Questo non ha bisogno di dimostrazione. Anche i bruti per istinto +cercano la gioia, le sensazioni gradevoli. Eccetto nel caso d'una +perversione di istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno +quello che può loro nuocere. + +Non mi si accusi però di voler fare l'apologia del piacere o del +sensualismo. No; una accusa di tal genere classificherebbe subito chi la +lancia per un'anima poco elevata. Il piacere è anche _morale_, diss'io; +e del resto, anche gustando i _fisici_, sempre però con riservatezza, è +un bene. + +Un uomo che sente dignità di se stesso non abusa dei piaceri sensuali, +perchè ha anche la cognizione di sapere che, oltrepassato un dato +limite, diventano dannosi. È forse male gustare l'odore grato d'una +mammola, il delicato sapore d'un frutto maturo? È forse male amare +onestamente una vaga fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente +supremo ci ha largiti questi beni affine di sollevare lo spirito nostro +dalle fatiche del lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo? + +Uno dei più dolci incanti della vita è la unione _dei piaceri dei sensi_ +al _godimento dello spirito_, perchè ci sollevano come in un mondo +incantato, tutto nuovo per noi. Guai però a chi si lascia trasportare +dal piacere. Esso non deve mai essere un bisogno, una abitudine, un +vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe al livello del bruto, perchè +soffocherebbe in noi qualunque altro lodevole sentimento. Quanti uomini +che, dominati da un piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia +analogia coll'animale, cui li assimila la loro inclinazione!.... + +I piaceri sensuali avviliscono ed annientano l'uomo! Quanti uomini +d'ingegno non si sono per questo completamente abbrutiti. Basterà citare +il romano Antonio. Non avrebbe egli vinto Ottavio se un amore cieco non +lo avesse gettato fra le seducenti braccia della regina Cleopatra! + +Da questo capitolo deduciamo dunque la morale seguente: gustiamo i +piaceri leciti con somma prudenza; mai non lasciamoci dominare da essi. +Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando altri, pregiudicherebbero noi +stessi. Non vuotiamo per intiero il calice del piacere; dopo questo +viene l'ebbrezza, la sazietà, il dolore. + +Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci alle nozioni d'igiene che +verranno esposte in questo libro. + + + + + ================ + + GAPITOLO II. + + *La giovinezza ed i suoi piaceri* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Adolescenza--Pubertà.* + + +_Adolescenza e sua igiene_.--Questa bella età che si rimpiange sempre ha +i suoi piaceri innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi consistono +in giuochi meno o più rumorosi, come il salto, le corse, la ginnastica, +la danza, il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri che, quando +non affaticano di soverchio il fanciullo, sono giovevoli; perchè +irrobustiscono i suoi muscoli; gli allargano il torace, consolidano la +sua salute e lo rendono agile e destro. + +Le malattie e le indisposizioni che affliggono questa età sono le +bronchiti, i mali di gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali, i +colpi, le cadute, ma principalmente i flussi di ventre e le +indigestioni. Quando le prime cure materne non bastano a guarire il +giovinetto, allora la prudenza esige di chiamare il medico, perchè è +meglio prevenire una malattia che guarirla. Secondo i casi giova +all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti. + +I mali di corpo e le coliche provengono dalla ghiottoneria propria a +questa età; dal mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal rodere gli +acerbi. + +Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni provocate da +zuccherini, confetti, pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche +sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare di non guastare lo +stomaco sì da bambini. Quando dopo qualche malattia il fanciullo non si +corregga, bene è d'uopo che i genitori gli facciano una continua +vigilanza, perchè la malattia si rinnoverebbe con somma facilità. + +Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi i tristi effetti +dell'ingordigia, massime poi alle giovinette, perchè le chicche tolgono +loro la giovanile avvenenza e la seducente freschezza. + +_Pubertà_.--La pubertà è l'età nella quale una grande rivoluzione +s'opera nel corso della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo +diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è l'età nella quale ci si +schiude davanti un orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra color +di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri, degli affetti più vivi; è +l'epoca nella quale la fervida immaginazione ci trasporta, in cui si +fanno mille castelli in aria; castelli che pur troppo si sfasciano al +primo vento glaciale del nord. Eppure si è felici, o per lo meno molti +lo sono, perchè adulti si rimpiange questa fase della vita nella quale +cominciano a far capolino i prodromi di potenti fenomeni organici che la +pubertà non indugia a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da +quest'epoca, domina tirannicamente il nostro essere. E ciò ha voluto +natura per mantenere il suo fine: _la propagazione della specie_. + +Innumerevoli sono i piaceri di questa età perchè è appunto nella pubertà +che lo spirito nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti, di +forti impressioni. + +Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti, i teatri sono piaceri +che attraggono la gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore al +quale è bene mettere un freno. Infatti essi ponno e _moralmente_ e +_fisicamente_ riuscire dannosi alla gioventù. + +_Fisicamente_ potranno nuocere non usando tutte quelle precauzioni che +pur troppo in queste occasioni, nelle quali si è esaltati, non passano +nemmeno per la testa. Infatti il subitaneo passaggio dal caldo al freddo +o viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga al corpo, le +soppressioni totali o parziali di una esalazione, di una evacuazione +sono cause di affezioni polmonari acute, di irritazioni intestinali, di +dolori addominali, di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi dopo +un po' di tempo od anche istantaneamente. + +_Moralmente_ potranno nuocere se il carattere del giovinetto è molto +impressionabile. È cura dei genitori il preservarlo da questi pericoli. +Non che io dica di privare affatto il giovane da qualsiasi divertimento +suaccennato, dal teatro, per esempio, no. Ma aver cura, se si tratta del +teatro, di sapere a quale produzione assisterà il giovane. Infatti non +resterebbe male impressionato se assistesse ad una produzione nella +quale l'amor coniugale si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio ad +un eletto sacrificio da parte della donna?... Nella quale si passano in +rassegna le turpitudini di qualche scellerato? Allontanatelo dunque da +questi luoghi equivochi, ma però accompagnatelo là dove delle produzioni +morali inspireranno nel suo cuore il sentimento del buono, del vero e +del bello. + +Inoltre un piacere pericoloso pei giovani è il pubblico ballo, +maggiormente quello di una grande città, dove vi si slancia una folla +ardente e vivace, avida di trovare il piacere nell'ebbrezza della danza. + +Però i genitori potranno accompagnarvelo se il desiderio di curiosità +del figlio loro si mantenga come un'idea fissa. + +I piaceri che si provano invece frequentando le feste di famiglia ed i +piccoli giuochi di società sono molto più innocenti e dovransi accordare +di buon grado perchè sollevano lo spirito giovanile. + +È in queste riunioni che il giovane si reca volentieri perchè sa di +trovare l'oggetto dei suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili. +La danza per questa età è un divertimento carissimo, perchè possono far +pompa della loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione +nascente, che se si mantiene nei limiti è una leggiera alterazione +dell'amor proprio. A questi convegni intervengono sempre amici di casa, +per cui la decenza e il pudore non hanno nulla a soffrire. Ne risulta +quindi una gaiezza sincera e scevra di qualunque fine secondario. + +Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi generi di piaceri fisici e +morali. Raccomandiamo alla gioventù i piaceri morali, perchè oltre +all'essere incancellabili, sono di utilità grandissima agli altri, e +lasciano nell'anima una soddisfazione ed un contento grandissimo. Eccone +un esempio. + + + _Un beneficio è sempre ricompensato._ + + RACCONTO. + + +Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente +per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi +suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo +cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al +suolo. A tal vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia smunta e +macilente di quel giovane infelice domandò alla folla che gli era +accaduto. È ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma per carpirci +qualche soldo; è colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo +esaminò attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il +poveretto: + +--Largo, signori, concedetegli un po' di aria; quest'uomo è estenuato +dalla fame. + +E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini: + +--Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina +osteria; gli faremo ingoiare qualcosa. + +E seguiti dalla folla che benedicevano quel giovane pietoso, entrarono, +e deposto l'affamato su una banca, Edmondo domandò una tazza di brodo e +un bicchier di vino del più buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo +vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò un po' la testa e +compreso cosa eragli accaduto: + +--Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio +ve ne compenserà.--E a lenti sorsi trangugiò il resto della bevanda +ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e +raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiamò l'oste, gli +diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il +resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì. + +Intanto l'ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s'era +impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò a +casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L'indomani +a' suoi amici, che gli domandavano perchè non era intervenuto a una così +bella gita, raccontò il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una +così rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d'una +scampagnata. + +--Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domandò un +amico. + +--Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli. + +--Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese, +puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben fornita, +ma io la metto a tua disposizione!... + + * * * * * + +Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita +sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ciò che le pareva +colpevole. L'aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l'esercito +disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane +elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo +dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di là colle +proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti, +non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni. +E presolo per mano gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un amico del +povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di +fame» E rivoltosi al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò a casa, +questo quartiere non è sicuro per voi!» Quell'operaio era l'affamato +dell'osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval! + + + + PARTE SECONDA. + + *I piaceri della giovinezza e loro igiene.* + + +Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un +limite ad esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, e sono il più +delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per +l'intiera vita. + +Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un eccesso +nel mangiare o nel bere? + +Come si disse poi nel capitolo precedente bisogna tener calcolo anche +del luogo, delle stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. Non tutti +i luoghi sono adatti al benessere del nostro temperamento, e sono a +fuggirsi i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana causa di +febbri dolorose. Anche le stagioni influiscono sui generi dei piaceri, +come pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e ritrarre giovamento +intervenendo ad una partita di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto, +se non in giorni sereni e in luoghi salubri. Un consiglio che i giovani +dovrebbero sempre ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, anche +sentendo il più stimolante bisogno, quando si è corso, saltato, fatto +esercizi ginnastici, perchè, sopprimendo istantaneamente la +traspirazione, si va incontro a malattie molto pericolose. Altresì, per +la stessa ragione, non si deve esporsi ad una corrente d'aria fissa. +Tenetevi fisso nella memoria questo consiglio se un giorno o l'altro non +volete che, a seconda del vostro temperamento più o meno debole, essere +assaliti da reumi, da flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola e +da altre di queste forti indisposizioni che tutte provengono dalla +soppressione istantanea della traspirazione. Quanti che per aver +trascurato questi precetti si rovinarono per tutta la vita!.... + +I piaceri poi non devono essere spinti fino alla fatica, altrimenti +diventano nocivi. Anche l'amore allo studio deve essere frenato, perchè +un'occupazione continua logora gli organi. Così gli studi che esigono +una posizione incomoda devono essere di poca durata. Tali sono il +disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa. + +Anche la musica vocale riesce dannosa a coloro che si sforzano, o che +ripetono intempestivamente esercizi che non sono alla loro portata, +perchè le corde vocali logorandosi si può perdere del tutto quella voce +che per tanti è la loro vita. + +È dunque meglio che tali studi si ripetano spesse volte nel giorno, +piuttosto che sacrificare ad essi delle ore intere. + + + + PARTE TERZA. + + *Igiene alimentare della giovinezza.* + + +Questo capitolo deve essere attentamente considerato, essendo la +questione degli alimenti la principale, poichè, questi sono i fattori +principali della vita. È una questione che dolorosamente non fa parte +del programa scolastico; dolorosamente dico, perchè molti giovani +istruiti escono dagli istituti senza avere nemmeno le prime cognizioni +riguardo a questa materia. La scelta degli alimenti, la loro quantità e +qualità dovrebbe essere calcolata in ragione del sesso, dell'età e del +temperamento dell'individuo. Influiscono molto anche su esse le +stagioni, i luoghi, le professioni. Essendo provvisti di queste utili +cognizioni si scanserebbero tante malattie, e l'alimentazione avrebbe +pieno il suo corso di rinvigorire le esauste forze del giovane. E il +nutrimento di esso richiederebbe maggiori cure di quelle che attualmente +si prestano. La qualità e quantità delle sostanze alimentari devono +essere conformate e proporzionate sulle perdite del soggetto, quindi +nella giovinezza l'alimentazione dev'essere più abbondante, perchè in +quest'epoca della vita molto attiva ed operosa il giovane subisce un +continuo ed abbondante spreco di forze muscolari. + +Si deve avere riguardo anche al genere di vita che conduce l'individuo; +infatti un impiegato che è condannato ad una vita sedentaria dovrà +nutrirsi meno d'un manuale che s'affatica tutto il giorno. Le stagioni +pure influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano molto più che +d'estate, e nella scelta dei cibi si deve aver molto riguardo nella +primavera e nell'autunno. + +Circa poi il numero dei pasti, questi devono essere regolati sulla forza +dello stomaco dei giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare quattro +pasti al giorno. Due abbondanti e due più leggieri intermedi per +attenuare la fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 anni invece +bastano due soli pasti abbondanti o al massimo tre. + +Sopratutto però badate di non mangiare e bere eccessivamente! Guai agli +intemperanti! Lo stomaco starei quasi per dire che è il centro della +vita nostra, perchè è nello stomaco che i cibi subiscono quella +trasformazione chimica, per la quale, ridotti in chimo, si assimilano +col sangue, risarcendoci per tal modo delle forze perdute. Chi è sano +di stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e potrà giungere ad una +robusta vecchiaia esente da infermità. Una raccomandazione importante +sarebbe quella di alzarsi da tavola con un leggiero appetito, mai +mangiare ingordamente fino a che vi sentite sazi, perchè se lo stomaco +affatica a digerire tutti quei cibi coi quali lo empite, esso si +logorerà ben presto e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche ed +altre malattie sempre gravi allo stomaco ed agli intestini. Abbiate +dunque sempre cura di questo apparato sì necessario alla vita; rifiutate +qualunque cibo o bevanda che gli possa nuocere e che lo rendono incapace +di funzionare nella tarda età. + +Abbiate dunque sempre in mente questi precetti, perchè chi ve li dice è +uno che per molto tempo ha violentemente sofferto di stomaco e vi +scongiura pel male nel quale potreste incorrere di osservare +attentamente queste norme elementari. + + + + + ================ + + CAPITOLO III. + + *Dell'amor fisico* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Primi palpiti d'amore.* + + +È nella giovinezza che noi cominciamo a pensare ed a sognare: è in +questa età che le nostre forze fisiche e le facoltà intellettuali e +morali si sviluppano e s'ingrandiscono; è in questa età che il nostro +cuore si apre ad una vita novella, che esso si accende e batte per una +nuova passione che in un istante può incendiare tutto l'umano edificio. +È l'amore che si mostra sotto un aspetto giocondo alla nostra fervida +immaginazione, è l'amore che incomincia ad impossessarsi dei nostri +giovani cuori per forse poi straziarli e farsene giuoco. Quasi tutti o +ben pochi vanno esenti da questa passione; e gli antichi avevano ragione +di raffigurare l'amore sotto le sembianze d'un vispo fanciulletto alato, +cogli occhi bendati tenendo in una mano una fiaccola, nell'altra un arco +sempre teso e sulle spalle una farètra piena di acutissimi dardi. Nulla +può contro esso; anche gli Dei stessi dell'Olimpo, persino il sommo +Giove furono trafitti dalle freccie dorate d'Amore. + +Tutti adorano l'amore e specialmente i giovani, per esso tutto +sacrificano, per esso cercano la riputazione, la fama, la gloria! Di +quante nobili e generose azioni è causa l'amore! Dante, Petrarca, Tasso +per lui si immortalarono! E Amore sempre volubile, perchè bello, spinge +gli uni alla gloria, gli altri al tradimento, alla ignominia; quanti +esempi che pur troppo si potrebbero citare!... Meglio è il silenzio. + + + + PARTE SECONDA. + + *Sensazione del coito.* + + +Al fine di conservare la nostra specie sul globo la natura ci ha +concesso durante l'atto della riproduzione uno dei più vivi piaceri. +Questa sensazione in certi insetti è così intensa che perfino la morte +non varrebbe a separare il maschio dalla femmina durante il coito. + +Nell'uomo un improvviso arresto, qualunque sia il motivo, dei pieceri +venerei, può produrre gravissime conseguenze e in certi casi anche la +morte. I piaceri d'amore poi offrono i più svariati fenomeni a seconda +della costituzione fisica dell'individuo, della sua impressionabilità +nervosa e del clima in cui vive. + +Vi sono taluni che li gustano e vi si abbandonano con una vera frenesia; +altri che restano quasi insensibili. Però questi due casi sono anormali, +e dinotano un'alterazione del sistema nervoso. Il coito, per produrre +buoni frutti, deve aver luogo in un voluttuoso raccoglimento. + +La donna nella più tenera età, come per istinto, preludia alla +riproduzione colle sue bambole e col suo amore ad esse come fossero +figlie. + +La giovinetta sogna d'amore e scorge davanti a sè un orizzonte roseo e +sorridente. + +La donna pone tutto il suo amore nei figli, uniche sue speranze +avvenire, e fattasi vecchia circonda colle cure più sollecite i suoi +vispi nipotini. + + + + PARTE TERZA. + + *I due lati dell'Amore.* + + +Non sempre l'amore è causa di gioie pure ed infinite; talvolta lo è di +dolori e di una vita sventurata. Se giovani lo si cerca e lo si brama, +in seguito poi a qualche disillusione si cerca di fuggirlo e lo si +maledice. + +Esso, come già dissi, spinge gli uni alla gloria; gli altri, perchè +comanda la devozione e l'ubbidienza, all'ignominia, al tradimento! + +Eppure l'amore è l'ideale di tutti; tutti pongono in esso i loro sogni, +le loro speranze. Ma guai a chi leggiermente vi s'abbandoni! Prima di +cadere completamente nei lacci d'amore bisogna ponderare ben bene dove +esso ci potrà condurre. + +L'amore ha un lato vivace, sorridente, che ci attrae; l'altro è tetro, +imbronciato, che ci disgusta. + +L'amore puro, timido e casto appartiene al primo genere. Esso è l'amore +che deve formare la felicità nostra, è un amore tutto poetico e +lusinghiero. + +Al secondo appartiene l'amore irato, focoso, che è funestato dalla +gelosia. Guardiamoci da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri +petti ben presto si consuma senza poter nulla di poetico godere. Esso è +un amore direi quasi despota e tiranno. + +È vero che all'amore nulla può comandare, ma è bensì vero che gli si può +resistere con un grandissimo sforzo di volontà. Tocca ai genitori di +mostrare ai loro figli il lato brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico, +ad arrestarli sul lubrico cammino che conduce ad una vita desolata, +piena di pianti e di tristezze. + +Guardatevi pure, o giovinetti inesperti, dagli amori volubili, gelosi e +violenti. Se un tal genere di amore cominciasse a far presa nel vostro +animo soffocatelo al suo nascere; meglio negare, anche con dolore, la +propria volontà, che essere infelici, e disgraziati più tardi. + + + + PARTE QUARTA. + + *Dell'Amore e sua igiene morale.* + + +Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili avvicina due giovani +cuori e li fa battere entrambi dello stesso palpito, raramente si può +arrestare i battiti di quei cuori, raramente si può scindere i due +amanti. Nulla, nemmeno l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente di +quel primo amore. + +Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile è l'incompatibilità +di carattere, la differenza della posizione sociale. E quì l'igiene e il +ragionamento devono riunirsi in uno sforzo comune per rendere evidente +ai due innamorati l'impossibilità di accendere la fiaccola d'Imeneo. Le +ragioni però che i genitori dovranno addurre sempre, devono avere un +serio fondamento, e devono essere esposte con dolcezza se si vuole +ottenere la vittoria. Esporle con severa durezza non si farebbe altro +che attizzare il contrariato amore. + +Se questi mezzi fossero vani, allora l'amore essendo troppo radicato nel +cuore del giovane, nulla varrà a estirparlo, e se un languore incurabile +s'impossessasse del povero innamorato, l'unico rimedio è il matrimonio. + +Però di rado si scontrano questi casi, perchè una cura amorosa e assidua +da parte dei genitori può allontanare queste sventure. E più tardi, +quando il giovane comprenderà la disgrazia alla quale è sfuggito, +avranno la soddisfazione di sentirsi ringraziare e di essere più di +prima amati. + +Dopo però s'accorgono della giustezza dei rifiuti dei genitori; nella +foga della loro passione nulla vedono, e non pensano che i genitori +hanno molta maggiore esperienza di loro. + +Mi ricordo d'una giovinetta che disse: + +«Pare che i miei genitori dimentichino che io voglio maritarmi per me e +non per essi. Perchè rifiutarmi l'uomo che io amo e designarmene un +altro che mi è indifferente e che ben presto mi tornerà odioso?» + +Se questi giovani potessero in queste occasioni riflettere, vedrebbero +che queste determinazioni sono state prese dopo le più minute +informazioni e ricerche, circa al futuro sposo o sposa alla sua +famiglia, al suo carattere, alla sua condotta. + +Vorreste voi che un padre e una madre avessero d'abbandonare la loro +creatura allevata con tanti sacrifici sulla via della virtù a un giovine +dedito ai piaceri più vergognosi e illeciti, a un giovane che invece di +essere il sostegno della sposa, fosse il suo carnefice? Oh! no... farete +bene a rifiutare la domanda d'un simile soggetto che farebbe infelice la +vostra prole diletta. + +È dovere sacrosanto de' genitori di vegliare sui figli loro, di +consigliarli, di guidarli sul lubrico sentiero della vita. Essi non +hanno esperienza, la loro mente è piena di poesia, vedono tutto color di +rosa; perchè sono i primi passi che fanno nel mondo, perchè sono +desiderosi di tutto vedere, di tutto gustare. + +E voi giovani, pur troppo sempre presuntuosi, ascoltate i vostri +genitori; se voi avete lo studio, essi hanno la conoscenza pratica della +vita, e sempre potranno giovarvi i loro saggi consigli; i loro precetti +potranno togliervi dal precipizio che si apre sotto ai vostri piedi. Se +ora vi sembrano irragionevoli e severi li benedirete in seguito quando +la vita vi sarà nota colle sue disillusioni, coi suoi disinganni. Voi +non potete sapere dove può condurvi un amore pernicioso. Non disperate +se il primo amore sarà infelice; un altro meno poetico, più ragionato +del primo formerà la gioia della vostra vita futura. Anzi vi persuaderò +con un esempio. + + + _Come chiodo scaccia chiodo, così amore scaccia amore._ + + RACCONTO. + + +Quando l'amore si fa sentire nell'animo del giovane, palpita il primo +suono ardente di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È la vista +d'una graziosa giovanetta degli occhi neri ed espressivi che gli ha +messo nell'animo questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli allora +abbandona i giuochi, i trastulli di bambino, fugge i compagni, cerca +solo i luoghi poetici e nascosti per poter sognare di lei, per lasciar +libero corso all'immaginazione sua. E lo assale una dolce melanconia che +in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi d'amore che lo assale e gli +fa trascorrere istanti dolci e felici. + +A questo grado di amore giungeva quello d'Emilio e la sua _bella_ se +n'era accorta e il contraccambiava di pari affetto vero e sincero. I +colloqui si succedevano, ed in uno di questi Emilio afferrata la mano di +Lei, che dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un bacio ardente, un +bacio che svelava la sua interna e violenta passione. Quel bacio fece +sussultare ambedue, e fece battere i loro cuori d'uno stesso palpito +violento e pieno di amore. Emilo ed Aspasia erano felici; le +dichiarazioni d'un amore eterno, che si sarebbe seppellito con essi +nella tomba, si succederono. I baci non erano più sulla bella manina, ma +sulle rosee guancie animate dal fuoco d'amore. Essi erano troppo +contenti, una sventura pareva imminente. E la sventura pur troppo +amareggiò il loro amore. Emilio fu condotto da suo padre a Parigi per +ivi continuare i suoi studi. L'ultimo convegno d'addio fu pieno di +giuramenti d'un amore costante e fedele. + +Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione nei primi sei mesi, +ed erano ardenti come il loro cuore. Ma dopo questo tempo Emilio, +corrotto dalle seduzioni della tremenda capitale, si sentì meno +innamorato, le sue lettere diminuirono finchè cessarono del tutto. Egli +attirato da alcuni suoi cattivi amici aveva dimenticata la sua gentile +Aspasia per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei festini. + +La povera amica dimenticata si struggeva come una candela; un malore +inqualificabile s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi +consigli d'una sua amica sincera, sarebbe forz'anche morta di +crepacuore. Ma convinta e fatta forte dalla rassegnazione, divenne +ancora la bella donzella seducente di prima. + +E siccome le rose non appassiscono mai sullo stelo, trovò subito chi +davvero l'amò d'un amore meno ardente e focoso ma più costante e reale. +La giovanetta sulle prime non voleva aprire il suo cuore a nessuno, ma +consigliata dall'amica sua lasciò che questo amore benefico cancellasse +i dolorosi avanzi del primo così sfortunato. + +E ciò serva a dimostrare come il primo amore rare volte finisce col +matrimonio essendo troppo ardente e focoso. + + + + + ================ + + CAPITOLO IV. + + ================ + + + _Conseguenze d'una cattiva scelta._ + + RACCONTO. + + +Eugenia B..., figlia di ricchi genitori che avevano pensato a ritirarsi +dagli affari per godere nella vecchiaia i discreti frutti del loro +assiduo lavoro giovanile, era una graziosa fanciulla sui 18 anni. Fra i +molti adoratori, un giovane per nome Horimonte aveva saputo far breccia +nel suo cuore e farsi amare. Era un giovanotto di belle apparenze, +quantunque nascondesse sotto la sua ricercata eleganza e compitezza un +cuore cattivo e un animo perverso. Tuttavia tanto seppe fare e dire che +entrò anche nelle grazie dei genitori, i quali illusi e privi d'ogni +informazione sul suo conto, lo tenevano caro e vedevano di buon occhio +l'amore dei due giovani. Horimonte era pieno di attenzioni per la sua +giovane sposa che in certo modo amava, ma d'un amore vivo e volubile +quanto il suo carattere; cercando di nascondere i suoi difetti egli non +faceva pompa che delle sue buone qualità che si sforzava di far credere +che avesse. + +Finalmente tutti completamente illusi acconsentirono al matrimonio e +giunse il giorno nel quale uniti per sempre a braccio uno dell'altro +esciti dalla chiesa si avviavano verso casa. La folla che era accorsa +numerosa applaudiva a questa unione, e i giovani e le fanciulle da +marito si comunicavano tra loro la propria ammirazione. Molti anzi +invidiavano questa coppia che tutti chiamavano felice. + +E così fu nei primi cinque o sei mesi di matrimonio. Il marito mai non +lasciava sola la sua cara Eugenia e le prodigava mille cure e mille +attenzioni. + +Ma la luna di miele, ahimè! troppo presto passò e una completa +rivoluzione si palesò nelle abitudini di Horimonte. + +Un giorno tra gli altri marito e moglie ebbero un grave diverbio che +fece accorrere la fantesca, la quale non potendo aprire l'uscio, essendo +questo chiuso al di dentro, stette ad origliare e tutto comprese. Di +maniera che dopo potè essere in grado di consolare la sua povera +padrona, alla quale voleva molto bene. Questa la pregò di tacere quanto +aveva udito. Essa lo promise; ma il giorno dopo tutto il quartiere seppe +che il giovane sposo tradiva la moglie e l'abbandonava per correr dietro +alle crestaie ed alle donne di mondo, per le quali spendeva e spandeva +con una eccessiva prodigalità. E pur troppo era vero. Horimonte dotato +d'un ricco temperamento sanguigno, aveva bisogno d'uno sfogo, e, diceva +egli, doveva cangiare amore e piaceri per sopportare passabilmente la +vita. Aveva speso il resto di quel patrimonio che gli era restato, e per +pagare gl'innumerevoli debiti aveva già intaccata la dote della moglie. + +Povera Eugenia, ben altre sciagure le sovrastavano!... Tuttavia dopo +qualche tempo dacchè conduceva questa vita scapestrata sembrò si +cangiasse, e ritornò infatti ad essere il marito affettuoso ed +obbediente dei primi mesi. La moglie credula e resa cieca dall'amore, +credette a una conversione e dimenticò le sventure trascorse. Poveretta! +Questa non era che un'infame commedia. Horimondo aveva bisogno di una di +lei firma per poter vendere una casa che formava parte della dote di +lei. Infine dopo una settimana di costanza e di scioccherie infinite, il +marito, esposto il suo progetto, rimase tutto sconcertato perchè la +moglie invece di accondiscendere subito, come aveva sperato, disse che +abbisognava anche il consenso di suo padre. Horimonte, preso dall'ira +per vedere il suo progetto sfumato, con una voce aspra e brutale +soggiunse: + +«Ah! sono queste le proteste d'amore? Indegna, le vostre parole furono +sempre una vile menzogna. Se il mio onore e la mia vita fossero in +pericolo, voi non fareste il minimo sacrificio per salvarlo.» + +Una lagrima spuntò sulle ciglia di Eugenia; voleva parlare, ma il pianto +le faceva nodo alla gola. + +Il vile, vedendola intenerirsi, non pose tempo in mezzo, e disse +estraendosi da tasca una rivoltella: + +«Signora, scegliete: o firmate o mi uccido ai vostri piedi.» + +La misera moglie, impietosita, fattasi forte, prese la penna, e già +stava per mettere il suo nome, quando, vedendo la faccia inferocita del +marito, fu presa da un tremito convulso, e la penna le cascò di mano. + +Il marito, male interpretando tale atto, fu acciecato dallo sdegno, e +gridò: «Ah! voi volete il mio disonore!.... Ebbene non avrete questa +soddisfazione. Voi non mi vedrete più.» E si slanciò verso l'uscio. +Eugenia l'afferrò, e voleva trattenerlo, ma egli con una spinta brutale +la fece rotolare sul pavimento e fuggì. Disgraziatamente, battendo del +capo contro uno spigolo, si fece una larga ferita; alla vista del sangue +mandò un debole grido e svenne. + +Quando ritornò in sè era debolissima. Per fortuna un grumo di sangue +aveva arrestato l'emorragia. Pure ebbe la forza di alzarsi, di lavare il +pavimento, di pulirsi i capelli e il viso per nascondere la brutalità di +suo marito. Aveva appena finito quando entrò suo padre, che tutto +accorato le domandò se era successo qualcosa di grave avendo veduto +Horimonte tutto stralunato ed agitato. + +«Nulla padre mio.» Ma un secondo svenimento sconfessò la risposta. La +ferita si riaperse, ed il sangue usci di nuovo. La fantesca corse pel +medico, e dieci minuti dopo entrò con esso. Dopo aver fatto rinvenire +Eugenia medicò la ferita, ed assicurò il padre sulla poca gravezza di +questa, dicendo che dopo un po' di giorni sarebbe stata completamente +rimarginata. Andato che fu il medico, il padre volle sapere la causa di +quella ferita. Ella cercò di scusarsi dicendo che era caduta +accidentalmente; ma il buon genitore, che già sospettava di qualche +cosa, insistè cosi amorevolmente che Eugenia tutto gli confessò. Il +padre la lodò della sua rassegnazione e ringraziò Iddio di avergli +concesso una figlia sì buona, dotata di un carattere così generoso, +poscia soggiunse: + +«Fin troppo, figlia mia, hai sopportato i legami di quell'uomo brutale; +ora questi saranno rotti per sempre, e tu vivrai ancora in grembo alla +tua famiglia come quando eri zitella.» + +E infatti il giorno istesso lasciò questa casa testimone di sì acerbi +dolori e visse tranquilla vicina ai suoi genitori. Quel po' d'affetto +che ancora restavale dell'immenso amore di quello sciagurato ben presto +sfumò, e subentrò l'indignazione, ed ebbe la forza, acconsentendo alle +preghiere del padre, di domandare una legittima separazione. + +Dopo tre mesi però, dacchè Horimonte era fuggito, ella ricevette una +lettera da lui scritta, nella quale egli domandava mille perdoni alla +moglie, e la supplicava di riceverlo ancora sotto il tetto coniugale. +Inutile dire che questa domanda fu lasciata senza risposta. Egli fu così +vile da scriverne un'altra alla quale rispose il padre d'Eugenia in +questi termini: + +«I legami che esistevano un tempo tra mia figlia e voi sono oramai +rotti per sempre. Noi ne abbiamo fatto il solenne giuramento. Tra poco +la legge pronuncierà il suo voto. La vostra brutale e codarda condotta +ci ha spinti a questo passo. Non cercate di rivederci. Per noi non +dovete esistere sulla terra. + +Questa lettera laconica, e pur tanto espressiva, esaspirò il nostro +bellimbusto. Mai non avrebbe pensato che sua moglie così timida avesse +avuta tanta forza d'energia. Invano scrisse ancora, intromise terze +persone; padre e figlia furono irremovibili. + +Allora disperato, vedendo che nulla poteva ottenere colle buone, +bestemmiò, imprecò e giunse persino a scrivere una lettera piena di +minaccie ad Eugenia. + +Ma questo atto gli costò caro, perchè un agente di polizia s'incaricò di +portargli la risposta, e fu una risposta amara amara. Dovette umiliarsi +a chiedere perdono all'agente, dichiarando di conoscere la sua mancanza +e di andare tanto lontano di maniera che i signori D.... più non +udissero parlare di lui. + +Ed infatti quel codardo non solo abbandonò la città ma esule volontario +andò a finire tra la rabbia ed il dolore i suoi giorni in estraneo +paese. Eccovi, o genitori e giovanette, un esempio atroce, ma pur +veritiero dei danni che avvengono per una scelta fatta con troppa +leggierezza o per capriccio. + + + + + ================ + + CAPITOLO V. + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Il matrimonio ed suoi piaceri.* + + +Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di due cuori, di due anime che si +comprendono a vicenda, che a vicenda si amano. Dovrebbe essere l'unione +di due esseri di sesso diverso che si propongono di condividere le gioie +ed i dolori della vita. Il fine del matrimonio è di perpetuare +_legittimamente_ l'umana specie. Due esseri che si amano desiderano +adrentemente quest'unione che per sempre li congiunge con una catena +dorata, che assimila le loro inclinazioni, le simpatie loro e la loro +moralità. E infatti, come è sufficientemente dimostrato nel precedente +racconto, questa dote è indispensabile per rendere un matrimonio felice. +Tanto le gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora più strettamente, +perchè accrescono la simpatia e la stima reciproca. L'amore ardente che +li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, si calma, dando luogo ad un +affetto profondo che raramente si può svellere dal cuore. + +Difficilmente i _matrimoni d'onore_ riescono a bene, ed anche il +proverbio «_chi per onor si piglia per rabbia si scapiglia_» conferma +quest'asserzione. + +Come sono felici coloro che legati dai vincoli della stima, +dell'affezione e della devozione trascorrono la vita loro tranquilli, +col cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come lesti trascorrono i giorni +loro! Come arride loro il sereno avvenire. + +E la loro contentezza s'accresce quando il primo frutto d'amore rende +ambiziosa e fiera la sposa che può sentirsi chiamata col dolce nome di +_madre_. + +Le cure dei coniugi allora sono rivolte al figlio loro perchè possa +crescere dietro il loro esempio buono e virtuoso, e benedica quando sarà +adulto chi gli diede la vita fisica e morale! + + + + PARTE SECONDA. + + *Piaceri dell'amore materno e paterno.* + + +Quando la donna è resa madre, i suoi pensieri, le sue più tenere cure, +le sue più dolci affezioni sono riservate per la sua creaturina. È +istinto di amarle profondamente affinchè possano crescere forti e +robuste. E l'amore e tanto più intenso verso il bambino quanto più +grande è l'affetto che porta al marito. Osservate con quanta gioia +quella affettuosa madre accarezza il suo fanciullino, con quanta gioia +lo bacia prodigandogli le più affettuose cure. Essa si assoggetta per +lui a fatiche, a veglie, a inquietudine con costanza e quasi con gioia, +per avere un sorriso, un bacio del suo angioletto. Come scrive Giusti +nella sua poesia: + + «In ogni pena, un nuovo affetto impara.» + +Essa condivide le piccole afflizioni del bimbo, e gioisce de' suoi +giuochi infantili. Cerca di indovinare i suoi minimi bisogni, i suoi +piccoli desideri per soddisfarli affine di vedere il viso del suo +figliuolino raggiante di gioia. E non meno profondo, quantunque diverso, +è l'amore del padre. Anche esso è dominato da questo istinto +lodevolissimo che lo attacca sempre più alle gioie della famiglia. Solo +gli uomini abruttiti dal vizio mancano di questo sentimento naturale, +rendendosi così di lunga inferiore alla belva la più feroce. + +Se il padre non presta ai bimbi suoi quelle amorose cure che sono +proprio delle madri, egli però cerca col suo indefesso lavoro di +formarsi uno stato sempre migliore del presente per poter dare alle sue +creature quell'educazione di cui tanto abbisogna un giovane. E quando +stanco del lavoro giornaliero si reca a casa, con quanta gioia vede +venirsi incontro i suoi demonietti vispi e allegri, e gettarsi fra le +sue braccia e baciarlo e chiamarlo col tenero nome di _papà_. + +Non è questa per un uomo di delicati sentimenti una delle più dolci +soddisfazioni? Ma il suo amore s'accresce quando i fanciulli si fanno +più grandicelli, quando cominciano a parlare, a comprendere. Con quanta +pazienza esso allora cerca d'istruirli e risponde loro alle più piccole +domande!... E fatti giovani, allora i coniugi ripongono in loro le loro +più lusinghiere speranze, perchè allora possono raccogliere il frutto +dei loro sacrifizi, del loro amore! + + + + + ================ + + CAPITOLO VI. + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Della procreazione.* + + +_Norme igieniche_.--Coloro che amano di godere sempre una buona salute e +quei conjugi che desiderano avere una bella e maschia prole devono +procurarsi e leggere attentamente l'_Hygiène du Mariage_, perchè per la +salute dei frutti e per quella degli stessi procreatori non è +indifferente di librarsi ai piaceri voluttuosi di amore in tutti i +luoghi, tempi e circostanze. Noi accenneremo le norme elementari. +Intanto le epoche migliori per la fecondazione sono la _primavera_ e +l'autunno. Migliore poi è la _primavera_, perchè quella dolce aura +profumata che spira accarezzando i primi fiori, i verdi ramoscelli, quel +tiepido sole che ci rallegra, la natura che ci risveglia, tutto insomma +ci invita a gustare delle dolci ebbrezze di amore. + +I fisiologi, in base a molte osservazioni prese, sostengono che gli +individui concepiti durante i rigori invernali, o durante i cocenti +calori d'estate, crescono deboli, gracili, e sono difficilmente +educabili. + +Gli animali invece non hanno che una sola epoca dell'anno per procreare; +ma sebbene l'uomo possa far ciò in tutte le stagioni, deve osservare le +predette norme, e prova della verità di questi citerò il seguente + + + RACCONTO[1] + +[1] Estratto dagli annali fatti rari. + + +«I coniugi di Lor..., dotati d'una buona costituzione fisica, d'una +salute floridissima e senza alcun vizio ereditario, dopo 10 anni di +matrimonio, non avevano potuto conservarsi un sol figlio dei sei che +avevano avuto, perchè, quantunque il parto fosse regolare, essi non +campavano che due o tre mesi stante la loro gracilità. + +«I medici riuniti a consulto credettero che il male fosse durante la +gestazione, perciò ordinarono un regime particolare di vita alla signora +quando si sentì di nuovo madre. Il parto ebbe luogo felicemente, ma il +bambino ebbe la stessa sorte dei fratelli. + +«I signori di Lor..., esasperati, decisero di non aver più prole. Ma il +caso volle che al sig. Lor... capitasse nelle mani l'_Hygiène du +Mariage_. La lesse attentamente, la comunicò anche alla moglie, e +decisero di seguire tutte quelle auree norme e quei precetti per una +nuova procreazione, giacchè in loro il desiderio d'avere un figlio era +vivissimo. + +«Il 15 gennaio infatti la signora Lor...... partorì un grazioso bambino +che prometteva di campare visto la sua robustezza. La madre medesima lo +alattò, ed ebbe la consolazione di vederselo crescere dinanzi sano e +vispo come un pesce. Ne ringraziò di ciò Iddio che le aveva fatto +capitare fra le mani il suddetto libro.» + +Ed ora due paroline di ossarvazione: + +Perchè quest'ultimo bimbo sopravisse e gli altri morirono? Basterà per +risposta far osservare che i parti della signora Lor.... avvenivano +sempre nei mesi di marzo, aprile, agosto o settembre, il che vuoi dire +che la fecondazione avveniva nei mesi di luglio, agosto, dicembre e +gennaio, i mesi più sfavorevoli ad una sana procreazione. + + + + PARTE SECONDA. + + *Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri dell'amore.* + + +I piaceri dell'amore sono cause che producono una intensa scossa del +sistema nervoso. Questa scossa è talmente forte che ha prodotto perfino +la morte; essa chiamasi anche _spasimo venereo_. È evidente dunque, ed +anche la scienza ce lo insegna, che pur gustandoli moderatamente bisogna +che noi ci troviamo in uno stato di calma fisica e morale, e che tutti i +nostri organi sieno in riposo. + +_Norme elementari_.--Il coito non si dovrà effettuare quando noi +avessimo ammalato un organo qualunque, perchè il male si aggraverebbe. + +Quando si è mangiato e bevuto copiosamente, perchè, arrestando la +digestione, sarebbe causa d'una gastrite fortissima o peggio. + +Quando si hanno appena finiti lavori intellettuali o fisici che +richiedono fatica, o quando si ha corso, saltato, camminato, ecc. perchè +il nostro fisico ha bisogno di riposo; l'atto sessuale non farebbe che +prostrarlo maggiormente. + +Quando si è stato poco prima in preda a un eccesso d'ira, di dolore, di +spavento, o si è provato una forte emozione, perchè il male non solo si +propagherebbe a voi, ma anche alla prole vostra. + +Quando poi si gustano questi piaceri non si deve mai oltrepassare i +limiti prescritti dalla natura, perchè il nostro fisico ne risentirebbe; +dopo ci abbisogna un assoluto riposo, perchè mettendo in moto subito +dopo i nostri muscoli, s'incorrerebbe in abbattimenti. + +Bisogna altresì evitare durante il coito le posizioni anormali od +incomode; il luogo, l'occasione, la paura d'essere scoperti durante +questo atto sono sempre nocevoli. Sono malori che non si sentiranno +direttamente, e da giovani si considerano questi avvertimenti come +superflue pedanterie, ma ben se ne pente quando vecchi si è aggravati da +tutti quei piccoli acciacchi e malori che sono l'effetto degli eccessi +giovanili. + +Quegl'individui che sempre vivono sotto la influenza genitale perdono a +poco a poco ogni intelligenza. Non sono più capaci di pensare, nè di +agire, e si rendono uguali ai bruti dominati sempre dal pensiero di +soddisfare i loro brutali desideri. E questi eccessi venerei, dei quali +prego i giovani di sempre astenersi, producono gravi malanni e _forse +anche la morte_. Questo fatto convincerà gli increduli. + + + RACCONTO. + + +Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori, era un bel giovane sui 24 +anni circa, e studiava volonteroso alla Facoltà di Parigi, quando per +somma sventura gli morì il padre. Passatogli il primo dolore, e +trovandosi padrone d'un bel capitale, si recò di nuovo a Parigi, che +aveva lasciato per recarsi in famiglia. Gli amici suoi, sapendolo ricco, +si attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano dell'inclinazione +di Massimo ai piaceri per godere alle sue spalle. + +Da principio erano festini, gite in campagna, pranzi in compagnia di +donne prive del pudore. Vennero in seguito le serate, le orgie, alle +quali Massimo invitava tutti i suoi compagni libertini e le loro +mantenute. Il nostro povero giovane che camminava diritto al precipizio +era da tutti adulato, tutti lo riguardavano come il campione della +festa, ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione. Ma il +patrimonio intanto scemava, e la salute gli si era alterata. A 25 anni, +in seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri d'amore, pareva +già vecchio. Le sue forze erano esauste, il suo volto era pallido e +macilento, gli occhi senza vita, come coperti di un fitto velo; una +completa calvizie denotava una precoce caducità. + +Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì, ed ebbe abbastanza intelligenza +per comprendere che la sua vita sarebbe oramai perduta. Per cui decise +di finirla in mezzo ai più folli piaceri. + +E così fu.... Pochi giorni dopo diede una festa sontuosa, alla quale +invitò tanti amici e prostitute quanti ne poteva capire la sala. Questa +era tutta messa a nuovo, tutta dorata ed illuminata da mille candele. I +fiori più rari esalavano un odore delicato e soave, tutto invitava +all'orgia. Il banchetto incominciò. Lascio al signor lettore immaginarne +la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un vero inferno: uomini e +donne, assaporati i cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini ed a +liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri, ai più ributtanti piaceri, e +al pari dei bruti, quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono +sul pavimento, gli uni addosso agli altri, seminudi e nelle posizioni +più schifose. Era una scena ributtante. Quando il sole era già alto +sull'orizzonte, parecchi ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda +svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro, lo scossero, lo chiamarono +ripetutamente!.... Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente +ad una giovane donna, era freddo cadavere! + + + + + ================ + + CAPITOLO VII. + + *Mali derivanti dai piaceri solitari.* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +I piaceri solitari sono fra i vizi i più degradanti e i più dannosi, +perchè non solo sono funesti al fisico, ma anche al morale, e le facoltà +intellettuali si impiccioliscono sempre più. + +Se noi dunque parliamo di questi vergognosi vizi, gli è per mostrarne i +pericoli, gli è per poter arrestare quei giovani che vi si abbandonano, +e che corrono indubbiamente su quella via sdrucciolevole che li conduce +al precipizio. Pur troppo entrambi i sessi hanno esempio di infelici che +furono trascinati ad una mala fine per questa degradante abitudine. + +I caratteri principali dai quali si potrà conoscere l'infelice dedito ai +piaceri solitari sono: + +Affievolimento della intelligenza, perdita della memoria, timidità +eccessiva, pusillanimità, pigrizia, stupidità ed alle volte follia. + +Si conoscono dal fisico per: + +Persistente pallidezza, magrezza, indebolimento di forze, tremito +nervoso, alito fetente, in seguito sordità, tisi, consunzione e forse +anche la morte. + +Questa deplorevole passione però è più frequente fra le ragazze, perchè, +dicono i medici, maggiore è il loro sistema genitale, e perchè, facendo +una vita sedentaria, non possono essere distratte da brutti pensieri +quanto un giovane. + +Noi traccieremo qui un quadro dei mali che derivano da questa tremenda +passione. + +Questi mali nelle donne sono _diretti_ o _simpatici_. + +Diretti se colpiscono direttamente il sistema genitale, simpatici se +colpiscono organi meno o più lontani. + + + _Diretti._ + + +Distruzione della verginità. + +Dilatazione del canale vulvo-uterino. + +Rilassamento della mucosa che copre quelle parti, donde hanno luogo i +fiori bianchi meno o più abbondanti e fetidi. + +Irritazione e indebolimento dell'utero, da cui l'interruzione della +mestruazione. + +Emorragie uterine. + +Vapori isterici. + +Rilassamento del canale della vescica, da cui l'incontinenza di urina. + +Sterilità. + +Perdite abbondanti che alterano la salute, distruggono le forze, +conducendo al marasmo e fors'anche alla morte. + + + _Simpatici._ + + +Ammollimento delle mammelle. + +Indebolimento delle forze digestive, indigestioni, vomiti, gastriche +croniche. + +Irritazione cronica dei polmoni, catarri, asma, tisi. + +Indebolimento del cervello e del sistema nervoso. + +Degradazione intellettuale. + +Tristezza, noia, disgusto per la società. + +Stupida indifferenza. + +Aspetto d'idiota. + +Perdita della memoria. + +Difficoltà di pensare, ecc. + +Debolezza muscolare. + +Pigrizia, affievolimento generale. + +Magrezza del corpo intero. + +Pelle floscia, pallidezza, orbite profonde, occhi senza vita. + +Finalmente atonia completa, sonnolenza, morte. + +Ecco le terribili conseguenze che derivano da questo detestabile vizio. +Voi giovinette osservate di quali mali sia causa la masturbazione, e +pensate che se non vi arrestate, vi piomberanno tutti addosso +conducendovi ad una certa e misera fine. Voi che dovreste essere +corteggiate ed adorate, voi che dovreste ispirare la poesia, l'amore, +sarete da tutti fuggite, da tutti disprezzate. I vostri lineamenti +gentili si altereranno, la vostra giovanile freschezza scomparirà per +dar luogo a rughe precoci, il vostro colorito roseo darà luogo a una +pallidezza livida. Oh! no, no fuggite questo vizio così abbominevole e +funesto! + +Non seguendo i miei consigli, invece di una gioventù brillante, d'un +vicino matrimonio sereno e ridente, che vi farà gustare tutti gli +ineffabili piaceri di sposa e di madre, non troverete sul vostro cammino +che compianto, tristezza ed abbandono. + +Spero che questa lettura vi sarà di giovamento, e se il vizio non è già +radicato in voi, potrete svellerlo con forza d'animo e di volontà, e +allontanare tutti quei mali che da questo derivano mediante alcune cure +ragionate, un'alimentazione particolare, distrazioni, viaggi, esercizi +fisici, ecc. Allora soltanto potrete vivere di un'altra vita, e +diverrete ancora vispe, allegre e amate da tutti. + +E ciò che dissi per le giovinette, fra le quali però questo vizio si +osserva maggiormente, lo dico a voi giovani che foste d'animo sì basso +per abbadonarvi ai pieceri solitari. Non vedete i mali che ne +provengono, non vedete come voi perdete in gaiezza, in salute, in +intelligenza? + +Fino a che questo vizio vi dominerà, voi non potrete concepire nulla di +nobile, nulla di grande; i vostri studi saranno per voi ardui, perchè +svanita sarà la memoria, rimarrete ignoranti, e sarete spregiati da chi +conosce l'abitudine vostra. Oh! no, miei cari giovani, sradicate con +ogni sforzo questo vizio riprovato dalla natura e dalla società; +ritornate coi vostri amici, fate parte dei loro giuochi chiassosi, dei +loro divertimenti! Non sentite vergogna di voi medesimi? dunque rialzate +orgogliosi la testa, dimenticate i giorni vergognosi trascorsi, +ridiventate giovani onorati e forti, pensate che avete parenti, amici e +sopratutto una _patria_. + + + + PARTE SECONDA. + + *Mezzi per impedire i piaceri solitari.* + + +Quando i genitori o coloro presso i quali vive il fanciullo abbiano +acquistato la certezza che il giovinetto è dedito a questo detestabile +vizio dovranno porre in opera tutti i mezzi per impedirlo. Dovranno però +usare prudenza e dolcezza perchè la violenza ed i castighi irriterebbero +solamente il soggetto. + +I mezzi da impiegarsi sono _fisici_ o _morali_. + +I mezzi morali, però, sono quelli che meglio riescono, perchè scuotendo +l'immaginazione, destano un sentimento di timore e risvegliano l'amor +proprio. + +Si cercherà, per esempio, di far comprendere al giovane come tutti +possono accorgersi delle sue abitudini, perchè gli traspare dal viso, e +che invece di compiangerlo, lo disprezzeranno e mostrandolo a dito, lo +lascieranno solo, temendo che esso guasti i compagni che gli sono +vicini. + +Se giungete a fare arrossire di vergogna il fanciullo o la fanciulla +siete sicuri che questi faranno il loro possibile per cambiarsi. + +Un altro mezzo da usarsi colle giovinette, è di suscitare la loro +ambizione, ripetendo loro sovente che erano belle, fresche, avvenenti, e +che gli adoratori cominciavano a ronzare loro d'attorno, invece che ora +sono brutte, pallide, macilenti, e che in luogo di farle segno di mille +gentilezze come le sono le giovinette loro pari, sono fuggite e +guardate con disprezzo. + +Se l'ambizione comincia a far capolino, se si persuadono che un giorno +potranno eclissare in bellezza le loro orgogliose compagne, allora siete +sicuri che esse saranno istantaneamente guarite da questo vizio. + +Bisogna allontanare dai giovanetti le occasioni che possono trascinarli, +come la lettura di romanzi, la vista di pitture o di incisioni +indecenti, i teatri dove si danno produzioni immorali o leggiere, e +tutto ciò che può accendere l'immaginazione loro. + +Le giovinette che raggiunsero la pubertà sono dotate di una +impressionabilità squisita, e risentono più vivamente dei giovani lo +stimolo d'amore. + +Se la giovinetta che manifesta l'inclinazione per l'altro sesso è nubile +è un sacro dovere dei genitori di maritarla. Se non lo è bisogna che +questi raddoppino l'attenzione perchè è facile che si dia al piacere +solitario. I mezzi eccellenti per arrrestarlo sono le gite, le partite +di piaceri, i viaggi, le passeggiate, ecc. + + + + PARTE TERZA. + + *Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari.* + + +_Alimentazione e distrazioni_: + +_a_) Nutrimento dolce e corroborante da cui saranno escluse le carni +scure, i pesci di carne rossa, il caffè, il vino, le vivande ventose, le +droghe, gli zuccherini, ecc.; + +_b_) Fare una leggiera cena di frutti rinfrescanti prima ai coricarsi; + +_c_) Vietare gli alimenti indigesti e le bevande eccitanti; + +_d_) Fare uso di cioccolatte di buona qualità, che è un alimento +eccellente e di facile digestione. Accennerò il cioccolatte fabbricato +dalla Compagnia coloniale, che è preparato con zuccaro e cacao di prima +qualità; + +_e_) Si procurerà di far fare un leggiero esercizio fisico dopo il +pasto; + +_f_) Ogni quindici o venti giorni si dovrà accordare al soggetto il +piacere d'un pranzo o d'una colazione in campagna, quando il tempo lo +permette, oppure in un albergo, perchè la distrazione e il cambiamento +di cibi sono efficacissimi, e producono ottimi effetti. + +_Raccomandazioni diverse_: + +_a_) Si cerchi di stancare il giovane con esercizi muscolari faticosi +prima di lasciarlo coricare; + +_b_) Si procuri che il suo letto sia abbastanza duro e poco carico di +coperte; + +_c_) Si faccia alzare appena svegliato; + +_d_) Gli si dieno vesti leggiere piuttosto ampie e non mai troppo calde; + +_e_) Non si lasci scaldare al sole o al fuoco; + +_f_) Non si permetta l'uso dello scaldino alle giovanette; + +_g_) Si allontani finalmente qualunque causa morale o fisica che ecciti +le loro funeste tendenze. + +_Consiglio ai genitori_. + +Si cerchi di correggere il fanciullo sino da bambino, perchè allora, +come la pianticella, più facilmente si sradicheranno dall'animo loro le +cattive abitudini. + +Che le correzioni sieno dolci e prudenti, e che si cerchi di sfavorire +lo sviluppo delle buone qualità, l'amore al lavoro, all'operosità, alle +occupazioni attive, che sono la salvaguardia dell'innocenza e la +conservazione della salute. + + + + + ================ + + CAPITOLO VIII. + + *Della donna e dei piaceri che offre.* + + ================ + + +La donna, secondo gli artisti, è un complesso grazioso ed armonioso di +linee delicate e di soavi contorni; è l'essere il più perfetto che abbia +prodotto Natura. Essa giganteggia sopra tutte le altre creazioni; è +intelligente quanto l'uomo, lo supera per le doti morali. + +La donna è indispensabile per l'uomo, e senza lei, infatti, non vi +sarebbe nè amore, nè famiglia, quindi nessun piacere puro e soave. + +Oh! sì, l'uomo deve rispettare e amare la donna che si sacrifica a lui, +che prodiga le più affettuose cure ai frutti del suo amore, che +condivide i suoi dolori e le sue gioie. Dovrà esserle immensamente +grato, perchè essa è un inestimabile tesoro di modestia, di grazia, di +amabilità, di devozione, di amore. E quanto più l'uomo la ama e la +rispetta, tanto più essa gli si affeziona, e gli è devota, e maggiori e +ineffabili saranno i piaceri che essa gli apporterà, e di tutto farà +per rendere felice l'uomo che le dimostra un vero e sincero amore. + +Morali e fisici sono i piaceri che ci procura la donna. + +I fisici derivano dalla sua bellezza, dalle sue attrattive che +soddisfano gli occhi nostri. + +I morali derivano dalle doti che essa possiede, dalla grazia, dal suo +spirito, dalla dolcezza del suo carattere, ecc. La donna può +impressionare tutti i sensi nostri, ma principalmente quelli dell'udito, +della vista e del tatto. + +Quantunque il senso dell'udito ci procuri minori sensazioni che quello +della vista pure gli armoniosi suoni d'una voce graziosa di donna ci +scendono sempre dolci al cuore. Non si prova forse una squisita +sensazione quando la donna amata ci parla, quando arrossendo ci confessa +il suo amore?.... Allora tutti i sensi sono come soggiogati da una +ebbrezza deliziosa, non si desidera che di sentire ancora la sua voce +melodiosa e soave. + +E il senso dell'udito non resta dolcemente impressionato quando una voce +di donna canta una bella romanza e quando le diverse modulazioni e +colore delle sue note esprimono i diversi sentimenti dell'animo suo? + +Il timbro della voce d'una donna è generalmente puro e dolce, ed +accarezzando il nostro orecchio, ci fa una impressione gradevolissima. +Però si da il caso che molte giovinette anche belle abbiano una voce +grossa e rozza, che fa perder loro i pregi e le attrattive fisiche +esterne. Per cui è da raccomandarsi ai genitori di rettificare +possibilmente la voce dei figli loro quando sono ancora bambini per +mezzo di utili esercizi che troveranno nella nostra _Hygiène de la +voix_. + +Il senso della vista ci procura le più dolci sensazioni. È infatti cogli +occhi che si osservano le bellezze della donna, che si ammirano i +contorni delle sue forme eleganti, che si seguono i suoi movimenti +graziosi, che si scorge il suo incantevole sorriso; cogli occhi infine +che si apprezzano le mille attrattive delle quali Natura la regalò. + +Il senso del tatto è la sede dei piaceri fisici, inutile è il +dimostrarlo. Infatti quale sensazione è più dolce di quella che si prova +quando la gentile e morbida mano della donna amata ci accarezza, o +quando questa ci bacia dimostrandoci l'amor suo, la sua devozione? + +Guai però a quegli individui che non hanno abbastanza forza per +resistere alle voluttà dei piaceri fisici! Questa funesta passione è +causa di molti mali morali e materiali; presto le loro forze si +estenuano e se la morte non li colpisce, invecchiati precocemente +conducono una vita misera e amareggiata dall'infermità. + + + + + ================ + + CAPITOLO IX. + + *Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.* + + ================ + + +Tutte le passioni umane vanno soggette a dei traviamenti più o meno +comuni, ma l'amore offre delle aberrazioni singolarissime. Talvolta si +manifesta con tale energia che inspira perfino paura. Talvolta si tiene +celato fino ad una propizia occasione, e allora si manifesta +pubblicamente. + +Generalmente l'amore ha per iscopo il godimento fisico. Quando si trova +rivestito della forma platonica si manifestano delle singolari +aberrazioni, e allora la passione è portata alla frenesia, al delirio. +Gl'infelici che ne sono colpiti destano timore e devono essere rinchiusi +in stabilimenti opportuni. + +I traviamenti venerei si manifestano sotto diverse specie, dall'amore +sensuale all'_irritazione genitale_ e all'_uteropatia_. + +La prima, propria all'uomo, comprende il _priapismo_ e la _satiriasi_ +mali gravissimi che finiscono spesso colla morte. + +La seconda, propria alla donna, comprende l'_isterismo_ e +l'_uteropatia_, mali che però offrono speranza di guarigione. + +Fra questi mali gravissimi ve ne sono altri intermedi che sono +perversioni dell'apparecchio nervoso-sensorio. + +Vi sono anche, all'incontro, parecchi individui d'un eccessivo rigorismo +per la maggior parte delle donne, e non comprendono la donna che in +mezzo alle ricchezze, all'eleganza, alle dovizie; tutte le altre per +loro sono sciupate e ripugnanti. Ben presto però la follia +s'impadronisce di essi. + +Esistono taluni anche ai quali piacciono le donne alte, altri le +piccole, altri ancora o le grosse o le magre; v'è chi adora la donna dal +colorito vivace, chi ama quella dal viso pallido, ecc. + +Vi sono individui pei quali i piaceri sensuali sono la loro principale +occupazione, e cercano qualunque mezzo per soddisfarli, però sono +frenati abbastanza per nascondere il loro vizio. Questa irritazione +genitale soddisfatta conduce alla _satiriasi_. Si dica lo stesso delle +donne che, soddisfando le loro brame sensuali, vanno incontro +all'_isterismo_ e alla _uteropatia_. Questo sia d'avviso a coloro che +hanno un temperamento tendente all'amore. + +Inoltre se lo spasimo venereo è prolungato oltre i limiti possono +derivare infiniti mali, e pur troppo delle convulsioni mortali, e +fors'anche la morte fulminante. + +Questi piaceri poi, gustati troppo spesso, ci abbrutiscono, facendoci +svanire le facoltà intellettuali e le forze fisiche, e rendendoci +inutili a noi stessi e alla società. + + + + PARTE PRIMA. + + *Satiriasi.* + + +Questa funesta affezione deriva dal temperamento con predominio +genitale, dall'impero dell'istinto brutale sulla ragione, e +dall'irritazione morbosa del sistema nervoso, dell'apparato generatore e +del cervelletto. L'individuo affetto da questa malattia soccombe +indubitabilmente. + +Citeremo un esempio. + +Il giovanetto Amedeo R..., dotato di un temperamento nervoso-sanguigno +con predominio genitale, si era fin da fanciullo abbandonato ai piaceri +solitari. Ma la sua forte costituzione e la sorveglianza dei genitori ne +scongiurarono i tristi effetti. Uscito però dalla famiglia potè +abbandonarsi anima e corpo ai piaceri d'amore, bazzicando nelle case di +tolleranza e dandosi in braccio a prostitute. Perfino la morte di suo +padre non giunse a scuotere quest'anima depravata. Lasciò la capitale +per andare a raccogliere l'eredità, e poi vi tornò sciupandovi più di +prima patrimonio, salute e onore. Ben presto però, povero affatto e +cacciato anche dalle donne perdute, cui incuteva spavento colle sue +brutali passioni, si vide costretto per soddisfarle di girovagare pei +luoghi deserti della capitale tra i ruderi e le rovine, dando l'assalto +alle donne che per malaventura vi passavano sole. Ma la polizia seppe +subito arrestarlo, e lo trasse in prigione. Ma da qui fu trasportato +all'ospedale dei pazzi, e ivi legato con ferri, perchè offrì i più +violenti sintomi di furore genitale. + +Fu messo in una gabbia di ferro della quale mordeva le spranghe, e qui +stette come un cane idrofobo per una settimana in preda a convulsioni +tremende. Impossibile fare il ritratto di quest'infelice; più non era un +uomo, aveva l'aspetto d'una belva arrabbiata, l'espressione di Lucifero. +Infine, dopo sette giorni in preda ad una tremenda ed atroce +convulsione, spirò. Fu una scena orribile. Il guardiano stesso, +assuefatto ed insensibile, non potè trattenere una lagrima! + + + + PARTE SECONDA. + + *Erotismo per soverchia continenza.* + + +Come gli eccessi _in più_ sono dannosi alla salute, così lo sono anche +gli eccessi _in meno_, perchè distruggono l'equilibrio che deve esistere +fra le diverse funzioni. Infatti, essendo qualunque organo necessario +alla macchina umana, se le funzioni di questo organo sono soppresse o +ritardate, ne deriva un disquilibrio più o meno profondo. Il solo buon +senso ci dimostra che sarebbe una follia il volere porre un limite alle +leggi naturali. Quindi bisogna usare moderatamente delle cose della +vita, ma non privarsene affatto. + +Gli esempi dei mali che provengono da una soverchia continenza sono +raccolti negli annali della medicina, e non potendo qui esporli +indirizziamo il lettore alla nostra _Igiene del matrimonio_. + + + + PARTE TERZA. + + *Follia erotica.* + + +Abbiamo detto che la _satiriasi_, speciale all'uomo, prende il nome di +_ninfomania_ quando s'impadronisce della donna. I mali che ne provengono +sono i medesimi e le cause sono le stesse, le cause predisponenti +consistono nell'avere un temperamento bilioso sanguigno, nel leggere o +vedere cose oscene, e infine nell'avere amici viziosi e dediti ai +piaceri venerei. + +La _ninfomania_ prende alle volte spaventevoli proporzioni, avendo la +donna organi genitali molto sviluppati; allora bisogna legare le +infelici che ne sono affette, perchè squarcierebbero tutti gli uomini +che loro capitassero sotto mano. Per fortuna però questa forma di +ninfomania è rara, e coloro che ne sono colpiti o guariscono per mezzo +di una rivoluzione nel temperamento loro, o muoiono fra le convulsioni +della febbre erotica. + +Vi sono però diverse gradazioni di ninfomania, ma il pudore e la +vergogna fanno sì che le donne affette nascondino i loro trasporti +nell'ombra e nel mistero. + +Quando la ninfomania assale fortemente le donne, queste cadono in +convulsioni alla vista di un uomo. Il viso loro è orribile a vedersi, +perchè tutti i muscoli si contraggono in un ironico sorriso, gli occhi +scintillanti, la voce rauca ed acuta, le membra scricchiolanti denotano +il loro spasimo e il loro dolore. + + + + PARTE QUARTA. + + *Follia erotica intermittente.* + + + RACCONTO. + + +Vive una giovane che all'età di 23 anni offriva i più singolari +contrasti di lubricità e di pudore. Ciascun mese essa era in preda alla +crisi ninfomaniaca che durava cinque o sei giorni, e durante questo +tempo sentiva un insaziabile desiderio dei piaceri venerei. + +Quando la crisi era passata si vergognava degli eccessi che aveva +commessi, e camminava a testa bassa per paura che le si leggesse in viso +il vergognoso difetto che la degradava. + +Impiegò tutti i mezzi sedativi ed antivenerei, ma invano. Due anni durò +questo stato. Alla fine del secondo per fortuna ingravidossi; dico per +fortuna, perchè da quest'istante in poi le crisi erotiche più non si +manifestarono. Diede alla luce una bella bambina. L'amor materno soffocò +qualunque altro sentimento. Essa vive ritiratissima, riponendo tutte le +sue gioie, i suoi affetti, le sue speranze nella sua creaturina, che ama +profondamente. + +Molte volte il triste ricordo dell'obbrobrioso passato le si affacciava +alla memoria, ma ella lo cacciava da sè, e ritraeva novello e vigoroso +coraggio da un bacio della sua bambina. + +E questa donna vive ancora, quantunque sempre triste, cercando di +espiare il passato con una vita esemplare e ritirata. + +Eccovi in breve le diverse affezioni erotiche che affliggono i due +sessi. L'unico consiglio che possa darvi si è quello di chiamare lo +aiuto di un medico rinomato appena se ne sentano i sintomi. Un giorno +che si ritardi potrebbe causare gravi crisi e forse anche la morte. + + + + PARTE QUINTA. + + *Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico.* + + +Per preservarsi dalle malattie suaccennate, bisogna avere delle +precauzioni e perseveranza. La prima norma è quella di allontanare da sè +il predominio generale all'irritazione prima che questa si dichiari +negli organi genitali. + +I genitori devono avere cura della condotta e delle tendenze del figlio +loro, dipendendo queste malattie dal temperamento del giovane. Se +riconoscono l'esistenza della predisposizione dovranno senza indugio +consultare un medico. + +Le norme igieniche da osservarsi per combattere l'irritazione genitale +riguardano la alimentazione, e richiedono la ginnastica. + +Si sottoporrà il giovane ad un regime alimentare basato sopra lo stato +della sua salute e delle sue forze. + +Se è d'un temperamento robusto, gli si prescriveranno carni bianche, +fecule, latticinii, erbaggi, sostanze povere di succhi nutritivi; gli si +proibiranno le bibite eccitanti, dandogli invece quelle che rinfrescano. + +Se invece è d'un temperamento debole, gli si ordinerà il brodo di carne, +l'arrosto di bue, vitello, pollo, e specialmente dell'eccellente +cioccolatte, e per bevande le acque zuccherate, aromatizzate, le +infusioni leggiermente toniche, per esempio la camomilla, il tiglio, +l'acqua di fior d'arancio e simili. + +Si dovrà in seguito sottoporre il soggetto ad esercizi ginnastici, al +ballo, all'equitazione, al giuoco della palla, del bigliardo, ecc., e +qualunque altro esercizio o giuoco che richiegga uno sforzo muscolare, +così si riporterà sul tronco quella forza che è in eccesso negli organi +genitali. + +Se questi mezzi fossero vani, e le tendenze erotiche non diminuissero, +si ricorrerà alle medicine ed agli altri mezzi sedativi ed antivenerei. +I salassi, le bevande rinfrescanti e debilitanti abbattono +l'irritazione. Ma il regime alimentare trionfa su tutto. Noi abbiamo +dimostrato questo ad evidenza nella nostra _Hygiène alimentaire_, e +infatti coll'alimentazione non solo si possono sradicare le malattie, ma +perfino mutare la costituzione dello individuo. + + + + + ================ + + CAPITOLO X. + + *Igiene dei piaceri venerei.* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +I piaceri dell'amore gustati con prudenza e moderazione servono come +tutte le altre funzioni vitali a mantenere la nostra salute. Invece gli +eccessi la sciupano, e sono causa di gravissime malattie. Quegli +spensierati giovani che si abbandonano con trasporto alle snervanti +voluttà d'amore, e si vantano coi loro amici di poter più volte +rinnovare la fatica d'Ercole, non sanno che la loro spavalderia ed +imprudenza attenterà alla loro salute, alle loro facoltà mentali e che +prepara loro una vecchiezza precoce. + +Quando i primi desiderii si manifestano bene sarebbe d'ammogliarsi. Ma +da noi pur troppo non è così, perchè si prende moglie quando si è già +avanzati in età e quando si ha davanti la prospettiva d'una bella dote. + +E pur troppo i desiderii, che già sono abbastanza forti, devono essere +soddisfatti. Pur troppo, dico, perchè per soddisfarli bisogna gettarsi +in braccio alle donne pubbliche! + +Giovani, siate per lo meno sobrii se dovete abbandonarvi a questi mezzi +estremi! + +Le prostitute sono a temersi, perchè appartenendo esse a tutti gli +uomini che le pagano, possono facilmente incalzarsi varie malattie +sempre gravi, perchè infettano il sangue, e fra le tante la più grave +che è la _sifilide_. Guai a colui che ne è colpito, perchè il _virus_ +non solo appesta l'affetto senza speranza di guarigione, ma si trasmette +anche alla prole innocente. + +Voi, giovani, pensate ai mali che vi possono danneggiare varcando la +soglia di una casa di prostituzione, non dispregiate questi consigli, +pensate che la vergogna ed il rimpianto succedono sempre alle ore +dell'orgia. + +Eccone un esempio. + + + RACCONTO. + + +Un giovane di 24 anni Alfonso Du..., figlio d'agiata famiglia, aveva +abbracciato la carriera di commerciante. Primo commesso di una delle +principali case della capitale, era ben veduto da tutti, perchè amato e +stimato da' suoi superiori e da quelli a lui sottoposti. + +Da parecchi anni conviveva con una donna, ma l'aveva circondata da tanto +mistero che nessuno poteva immaginare questo fatto. Ma avuti dei +dissensi con essa, erano già quattro giorni che più non la vedeva, +quando una sera in compagnia di tristi amici varcò la soglia di un +postribolo. Mai non l'avesse fatto. Ne uscì col germe di una malattia +che amareggiò la sua esistenza. S'affidò ad un medico, ma dopo due mesi +la malattia peggiorò, e l'infelice si vide perduto. Le glandole erano +oltremodo gonfie, gli cadevano i capelli a ciocche, la pelle gli si +copriva di pustole, il _virus_ straziava orribilmente il povero Alfonso. + +Fortuna volle che un suo amico lo condusse da un celebre medico, il +quale, pur non nascondendogli la gravezza del suo male, gli promise la +guarigione se adottava il suo sistema. Alfonso seguì infatti tutte le +istruzioni del bravo medico, e dopo 10 mesi si credette libero dal +_virus_ che l'infettava. Infatti egli si sentiva tanto bene che dopo due +mesi pensò a prender moglie. Il medico non glielo permise, dicendogli +però che poteva ammogliarsi senza pericolo di trasmettere la malattia ai +figli dopo due anni. Alfonso ebbe tanta costanza di aspettare a sposarsi +passati i ventiquattro mesi ed ebbe anche la consolazione di avere un +figlio. Esso crebbe robusto sino al ventesimosesto mese, nel quale fu +colpito da un'oftalmia purulenta. Questa guarita, il male si trasportò +all'orecchio e alla bocca. Insomma aveva ereditato il male paterno. La +povera creaturina rimase mingherlina per tutta la sua infanzia. + +Sorte migliore non ebbe il secondo figlio, epperò la sua costituzione +rimase egualmente molto gracile. + +Alfonso, desolato, decise di non aver più figli, per non avere il dolore +di vederli sopportare le conseguenze de' suoi trascorsi. + +Povero giovane! Egli condusse poi una vita trista, pensando che i suoi +due figliolini un giorno gli rinfaccierebbero le amarezze della loro +esistenza! Ancora qualche anno vegetò piuttosto che visse, e morì di +dolore e di crepacuore! + +Lettori, che questo fatto vi sia d'esempio. Pensate a tutte le +conseguenze prima di gettarvi fra le braccia d'una cortigiana. + + + + PARTE SECONDA. + + +Credo utile di riassumere in questo capitolo alcuni precetti +risguardanti i piaceri dell'amore. + +L'unico consiglio per conservare a lungo la propria salute è di gustare +con moderazione i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano il nostro +fisico ed estenuano le nostre forze. L'unico mezzo per rendere il +piacere più vivo è di gustarlo raramente. + +Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà d'amore dopo il pasto, perchè +tale voluttà, turbando la digestione, può essere causa di soffocazioni, +di svenimenti e fors'anche di apoplessia. + +Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono spreco di forze fisiche. + +Quando si ha qualche organo ammalato, si prova un malessere generale, +perchè il coito non farebbe altro che accrescere il male. + +Si debbono scansare o reprimere i desideri immoderati, o i trasporti +troppo focosi, perchè logorando rapidamente la macchina umana ci possono +essere funesti. Coloro che hanno stomaco debole, e che sono disposti +alle affezioni polmonari sono generalmente inclinati a siffatti piaceri, +dovranno dunque fare ogni sforzo per frenarsi, perchè le voluttà +sensuali precipitano i battiti del cuore, producono delle congestioni ai +polmoni, che sono sempre funeste per chi tende alla tisi. + +Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, oppure quando è assopito +naturalmente, è sempre dannoso alla salute il ridestarlo con mezzi +morali o fisici, perchè bisogna concedere agli organi genitali il loro +istante di riposo. E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti. + +È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, perchè lo spasimo venereo, +cagionando una forte tensione dei muscoli degli arti inferiori che già +portano il peso del corpo, li affatica oltre misura. Le conseguenze non +si manifestano istantaneamente, e fin che si è giovani e robusti non ci +si bada, ma ben se ne accorge quando, vecchi, le gambe, ricusando il +loro ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si affaticano per un +nonnulla, di maniera che la stanchezza vi accompagna perfino a letto. + +Male è ripetere il coito più volte, perchè scuote il sistema nervoso ed +esaurisce le nostre forze. Per lo meno tra un accostamento e l'altro è +bene lasciare l'intervallo di un giorno. + +L'impotenza si riscontra specialmente nei beoni, perchè il loro sangue +fu riscaldato da liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, che +accelerano i moti del cuore ed irritano il cervello. + +Può derivare anche da un'alimentazione povera, debilitante, dal regime +latteo o esclusivamente vegetale e dall'uso delle bevande acide. + +Siccome le perdite della donna sono minori di quelle dell'uomo, così +essa può ripetere il coito più volte, ma però è bene se ne astenga, +perchè è provato che quelle che ne abusano vanno soggette alle tristi +affezioni delle ovaie, della matrice, qualche volta anche al cancro. + +Dunque, riassumendo, diremo: + +L'assoluta continenza, come l'incontinenza della voluttà d'amore, sono +due estremi riprovati dalla natura e dalla ragione. + +Infatti se la continenza è conservata strettamente è causa d'una sequela +di malattie e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle allucinazioni +oscene, alla follia, al delirio erotico. + +L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo veduto logorano +istantaneamente la salute, e sono causa di sterilità. È il libertinaggio +che produce quegli esseri che poi crescono gracili e sparuti; è il +libertinaggio che riempie le sale degli ospedali di infelici che +aspettano la morte come fine dei loro mali. Giovani, guardatevi dagli +eccessi delle voluttà sensuali; essi conducono spesso alla morte. + + + + + ================ + + CAPITOLO XI. + + *Età virile e i suoi piaceri.* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Virilità.* + + +La virilità è l'epoca più lunga della vita umana, poichè comincia +qualche anno dopo della pubertà, e finisce giunti alla prima vecchiaia. + +Questa è l'epoca la più felice della vita di colui che non è stato +deteriorato dagli eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione. +È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili ci lasciano, nella quale la +riflessione prende il loro posto, e la realtà si presenta senza tante +illusioni ai nostri occhi oramai fatti esperti. Una rivoluzione fisica e +morale si è operata nel nostro organismo. L'amore scema per dar luogo ad +un affetto profondo, a una sincera devozione. L'amicizia diventa un +bisogno, e getta nel nostro cuore profonde radici. È in questo periodo +che i gusti diventano più serii e ragionati, e che l'uomo tende a +procurarsi una stato degno di lui nella società. Questa è l'epoca dei +lavori utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi, ma più vivi, +nella quale non si gustano le distrazioni se uon quando si hanno +adempiti ai doveri di cittadino, di marito, di padre! Di marito e di +padre, dico, perchè in questi anni l'uomo si cerca una sposa buona e +gentile, e la donna un compagno laborioso ed onesto. Questo passo è il +più importante della vita, e la prudenza di usare prima di stringere il +nodo coniugale non è mai troppa, perchè da questa unione dipende la +nostra felicità o la nostra sventura. + +Ho detto che una grande rivoluzione si è operata nel morale +dell'individuo; infatti esso non obbedisce come da giovane alle prime +impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione e dall'esperienza. Prima +di intraprendere una speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi +lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non esporre i suoi beni, +giacchè egli è responsabile anche del benessere della sua famiglia. +Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire, perchè le ricchezze +acquistate da giovane servono nella tarda età ed all'educazione dei +figli suoi. + +Il marito deve essere più sobrio che il celibatario nei piaceri +dell'amore e condurre una vita più regolata di questi, perchè i figli +che procurerà saranno più belli e rigogliosi. + +È oramai provato che le qualità fisiche e morali del padre si +trasmettono direttamente ai figli, per cui quanto più il padre godrà +una florida salute, tanto più il figlio crescerà forte e robusto. È +dunque necessario per un padre che senta il proprio dovere, che abbia a +dar vita ai figli che diverranno utili alla patria, stante che ciò sta +per tre quarti in suo potere. Dovrà perciò consultare varii libri che +trattano della procreazione, fra i quali anche la nostra _Hygiène du +mariage_. + + + + PARTE SECONDA + + *Età matura.* + + +L'età matura non è che la continuazione della virilità, quindi tutte le +qualità che in quell'epoca già germogliavano ora prendono vita e si +manifestano. Infatti questa è l'epoca la più pratica della vita. È +l'epoca nella quale si cercano avidamente le ricchezze, le cariche, gli +onori, nella quale l'uomo si occupa con ardore per aumentare il proprio +benessere e stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che egli adopera per +giungere al suo fine sono onesti, allora non si può che applaudire, ma +pur troppo non tutti li impiegano. Questi, quantunque dispensino oro, +dovunque passano, dovrebbero essere disprezzati! Ma non lo sono; l'oro +accieca gli occhi del volgo, e purchè gli si dia denaro non svela le +macchie che intaccherebbero l'onore di questi ricchi. Ai nostri tempi la +potenza del danaro è sì grande che con esso si acquista persino l'onore! + + + + PARTE TERZA. + + *Piaceri dell'età matura.* + + +Siccome nell'età matura il cerchio delle relazioni è più largo che +durante la giovinezza, così i piaceri saranno più numerosi, perchè +maggiori saranno anche le soddisfazioni. + +Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo in questo periodo si sono +cangiati. L'ardore giovanile che lo animava nelle sue partite di piacere +è scomparso. Gioie più calme e meno effimere sottentrarono a quelle +folli e strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti, i solazzi, i +passatempi, ma pur godendoli, ha sempre innanzi agli occhi il fine de' +suoi desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di piaceri a seconda +del diverso grado che si occupa nell'umano consorzio. + +Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari sono fonti di piacere, come +le fortunate speculazioni pel capitalista, un isperato raccolto per +l'agricoltore, un'abbondante messe per l'affittaiuolo, ecc. + +Non è forse un'immensa gioia per uno scrittore che una sua opera ottenga +un favorevole successo? Per un poeta, per un pittore sapere che il suo +nome vola di bocca in bocca accompagnato da elogi e ammirazione? Non è +forse una gioia sincera quella dell'impiegato, del soldato che avanza di +grado, che si rende superiore ai compagni per la sua abilità? + +E lo scienziato che dopo un faticoso studio e un indefesso lavoro giunge +ad ottenere una scoperta che renderà un immenso servizio all'umanità non +prova nell'anima una calda soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti +sono i piaceri di questo genere, che potrei enumerare, sempre graditi +agli uomini eletti. + +Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc. sono quelle che +solleticano vivamente l'amor proprio dell'uomo di questa età. Il piacere +che si prova giungendo in possesso di una decorazione, per esempio, è +tanto più grande quanto maggiori furono le difficoltà che si +sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi da questi generi di +piaceri, perchè alle volte si provano delle disillusioni e degli acerbi +disinganni, vedendo onorato chi non ne ha punto i meriti e vedendo sè +dimenticati. Ma non affliggetevi per questo, chè il merito e la virtù +sempre sono ricompensati! + + + + PARTE QUARTA. + + *Piaceri paterni e materni.* + + +Nell'età matura i piaceri della tavola sono più sentiti e più ricercati, +perchè quivi generalmente l'uomo laborioso riposando delle fatiche +giornaliere, prova i più cari piaceri della famiglia. È infatti a tavola +che il padre di famiglia si trova circondato dai suoi cari figliuoletti, +e quando l'appetito non manca a nessuno, il pranzo è allegro e +chiassoso, perchè in quest'ora in cui tutti sono riuniti si raccontano +le cose della giornata, e generalmente l'allegria regna tra la +famigliuola. Il pranzo del celibe invece è privo di tutta questa gioia +sincera, anzi è il più delle volte freddo e melanconico, perchè il suo +cuore non si apre alle dolcezze infinite che procurano una moglie +affettuosa e dei vispi fanciulletti. + +Gioia e piacere maggiore provano il padre o la madre quando ricorre il +santo del loro nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare loro +mille sorprese, che loro attesti il loro affetto e la loro riconoscenza. +E questi sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore, e vi lasciano +traccie indelebili, sono piaceri che sorpassano di lunga quelli che si +gustano al teatro, a un ballo, ad un festino, sono piaceri infine che +non può immaginare se non chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed +educati. + + + + PARTE QUINTA. + + +L'uomo prudente che desidera una vecchiaia esente da infermità deve +essere in particolar modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40 ai 50 +anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi ancora forte e robusto, pure, +essendo la perdita di fluido nerveo piuttosto copioso, così ne deriva un +indebolimento muscolare, e alle volte un malessere non si ripara che col +tempo e talora imperfettamente. Dalla sua nascita sino ai 40 anni le +funzioni organiche dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo un po' +stazionarie, decrescono sensibilmente. + +Come nelle altre età l'amore è un grato piacere, così lo è anche +nell'età matura, ma il marito non ha per iscopo dell'amore il solo +piacere. Esso pensa alla prole, perchè in questa età la si desidera +ardentemente. + +Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato deve essere più che mai sobrio +dei piaceri d'amore, perchè questi diminuiscono le sue forze fisiche ed +intellettuali, delle quali più che mai abbisogna, e perchè deve sentire +il dovere di procreare figli forti e robusti, e se il suo corpo è +sciupato gli esseri a cui darà la vita saranno pure deboli e gracili. +Infatti è oramai provato l'ereditorietà delle qualità fisiche e morali +del padre, e se quest'opera lo permettesse si potrebbero citare mille +esempi a testimonianza. + +Ripetiamo dunque per conclusione che coloro i quali nella giovinezza +fuggono gli eccessi e i disordini, godono nella virilità maggior numero +di piaceri. + + + + + ================ + + CAPITOLO XII. + + *Nubilità--Età matura.* + + ================ + + +Quantunque i piaceri della donna sieno meno numerosi e svariati di +quelli dell'uomo, pure non sono meno vivi, anzi le donne li sentono +maggiormente e più profondamente di noi. + +Il sogno della giovinetta è di potersi unire con un nodo indissolubile +all'uomo che ama, che ha fatto sossultare il suo cuore, e di poter +legittimare il suo amore col matrimonio. E il giorno di nozze rimane +sempre scolpito nel suo cuore come un lieto e sacro ricordo. + +La gioia della giovane sposa sempre più si aumenta quando ella sentirà +portare nel seno il frutto del suo amore, perchè presto avrà la +consolazione di sentirsi chiamare col dolce nome di madre! Nulla è più +dolce infatti per una donna di vedersi circondata da una corona di +figliuoletti vispi e graziosi. + +La donna incinta negli antichi tempi era stimata ed onorata da tutti. +Presso i Romani e presso i Greci si prodigavano tutte le cure le più +amorose. La condizione non influiva nulla, la donna incinta aveva la +preminenza su tutti, perchè essa doveva dare alla patria un cittadino di +più. + +I Greci si alzavano rispettosamente all'avvicinarsi di una donna in +istato di gravidanza, e anche oggi la società civile prodiga le più +minuziose attenzioni alla donna che sta per diventare madre di famiglia. + +Voi donne che non avete scelto un compagno, se comprendeste le soavi +gioie della maternità, sono sicuro che invidiereste colei che tiene fra +le sue braccia un bambinello vezzoso, che lo nutre col suo latte, che lo +bacia, che lo accarezza, e per ricompensa vuole da lui un sorriso che +dimostri la sua contentezza. Non si possono descrivere con parole le +emozioni, le gioie che può provare una madre, emozioni sempre dolci, +gioie sempre ineffabili. + +Il marito poi, quantunque abbrutito dai vizii, prodiga alla moglie +incinta le attenzioni di cui egli è capace. La gravidanza dunque è +l'epoca più importante della vita femminile. + + + + + ================ + + CAPITOLO XIII. + + *Igiene dell'età matura.* + + ================ + + +L'igiene di questa età comprende le azioni della vita fisica e morale, +ma principalmente sulle tendenze essa deve apportare i suoi consigli. + +Come già abbiamo accennato, ciò che si impadronisce dell'uomo a questa +età è l'ambizione e la vanità. È infatti in questa età che l'uomo +ambisce alle cariche, agli onori, alle ricchezze, alle distinzioni. +Questa passione se non oltrepassa i limiti è di vantaggio all'uomo, +perchè gli dà il coraggio e il desiderio di sopportare e di riescire. + +Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora è dannosa e rende +all'individuo che è assalito la vita pesante e penosa. È allora che il +desiderio di possedere ricchezze, di acquistare una fortuna, si +impossessa di lui e gli resta nella mente come un'idea fissa. Si +combatta dunque questa passione al suo nascere, si cerchi qualunque +mezzo per soffocarla, perchè la _tendenza all'acquisività_, spinta +all'eccesso, può diventare _avarizia_, e all'avarizia va sempre unita +l'invidia, questa passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, e che +sempre cresce e mai non gli lascia riposo. + +Tuttavia anche quando questa passione si è impadronita di noi non +bisogna mai disperare, perchè con forza d'animo si può sradicarla dal +cuore. I mezzi che si suggeriscono sono i soliti che distruggono il +nostro spirito, e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la caccia, la +pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, ecc. + +I piaceri che in questa età predominano sono i piaceri della tavola. +Abbiamo già detto che l'individuo giunto a questa età ricerca tutte le +vivande le più piacevoli e i vini più squisiti, perchè questi piaceri +sono quelli che maggiormente rallegrano l'individuo. Questi piaceri, +gustati moderatamente, sono di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano +distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in liete brigate d'amici e +di compagni. + +Ma se questi piaceri occupano troppo la mente dell'individuo, allora +degenerano nella ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato da +tutti, può nuocere immensamente alla salute. L'abuso delle vivande +stuzzicanti e dei liquori sono cagioni di gravissime infermità che, +sviluppandosi presto o tardi, sono però d'una gravezza talora +irrimediabile. + +Le bevande alcooliche in ispecie portano un immenso danno al sistema +nervoso, e producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono +l'intelligenza dell'individuo che ne abusa, rendendolo vecchio prima del +tempo e inutile a sè stesso ed alla società. + +Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri pranzi di famiglia, perchè +sono essi mezzi eccellenti per far nascere le gioie sì pure e sì sante +come quelle dell'amicizia. Però ricorderò ancora che coloro che sono +ingordi e mangiano più del bisogno diventano stupidi, sonnacchiosi, +pigri, vanno soggetti a malattie infiammatorie e possono con tutte le +probabilità essere colpiti d'apoplessia. + +Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli animali; mangiare e bere +solamente quando hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito per +gustare gli squisiti cibi e le delicate vivande. Fin che si è giovani la +costituzione è robusta, e non sente le tristi conseguenze degli eccessi, +ma giunti all'età matura gli organi, trovandosi logorati, non prestano +intiero il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono i bagordi +trascorsi. + + + + + ================ + + CAPITOLO XIV. + + *Prima vecchiaia.* + + ================ + + +La prima vecchiaia comprende nell'uomo il periodo dai 50 ai 65 anni, +nella donna dai 45 ai 55. Periodo poi che in ambo i sessi varia in più +od in meno a seconda della costituzione dell'individuo che gli fu +trasmessa dai genitori. + +Questa età è per taluni piena di acciacchi, per altri scorre limpida e +serena. È in questa epoca che si manifestano tutte le tristi conseguenze +degli eccessi giovanili, è in questa epoca che si riprovano tutti gli +abusi ed anche le soverchie continenze. + +Se invece nella giovane età l'individuo ha condotto una vita regolare, +ed i disordini ed i vizi non hanno logorato i suoi organi, allora la +prima vecchiaia può essergli grata, perchè ancora può provare varii +piaceri. Quando però l'età del declino arriva si devono raddoppiare le +attenzioni e le cure, perchè il minimo eccesso è in questa età fatale. + +I piaceri che si provano in questa età non sono molto variati, perchè a +60 anni si affatica facilmente. Si cerchino quindi quei piaceri che +richiedono minor spreco di forze muscolari. Si abbandoneranno dunque le +passeggiate lunghe, le partite di caccia, di pesca, di campagna. Si +cercheranno invece le riunioni d'amici nei caffè o nei _clubs_, i +concerti; si frequenteranno i teatri, le accademie musicali, le case +private, le distrazioni artistiche. + +Questa è l'età nella quale si attende con più pazienza ai lavori non +faticosi. Per un pittore od uno scultore questa è l'età nella quale più +diligentemente attende ai suoi artistici lavori. + +Nelle lunghe sere d'inverno questi buoni vecchietti cercano di scacciare +la noia facendo una partitina agli scacchi, alle carte, a dama o a +dominò. + +Inoltre il piacere più sviluppato in questa età è quello della tavola. +In quest'epoca però non si bada alla quantità ma specialmente alla +qualità del cibo, e al vecchio piace immensamente di vedersi davanti una +tavola bene imbandita e ama gustare un po' di molti cibi squisiti. Si +guardi però il vecchio dalla ghiottornia, perchè una sola indigestione +può essergli fatale. Siate dunque prudenti, perchè anche il proverbio +dice: _Chi più mangia meno mangia_. + + + + + ================ + + CAPITOLO XV. + + *Dell'erotismo nella vecchiaia.* + + ================ + + +Quando l'individuo, uomo o donna, è giunto alla vecchiaia deve astenersi +assolutamente dai piaceri che procura l'amore. + +Quantunque la facoltà riproduttrice occupi la più gran parte della vita +umana, pure finisce al cominciare della vecchiaia, ossia verso i 60 o 65 +anni. Le forze dell'uomo verso questa età sempre più diminuiscono, e per +lo più anche i suoi desiderii. Così vuole natura. L'imprudente che +osasse infrangere queste leggi si troverebbe ben presto pentito, perchè +andrebbe incontro ad amare disillusioni. E pur troppo si è constatato +che in questa età i desiderii si ridestano in molti con una insolita +forza, e si mantengono con una certa costanza nella mente del misero che +ne è assalito. Questo, invece di accarezzare e secondare tali desiderii, +deve fare di tutto onde allontanarli da sè. E pur troppo nella +maggioranza dei casi ciò non avviene. Il vecchio che è assalito da +questi nocivi desiderii, cerca ogni mezzo per poter soddisfarli e per +ristabilire la sua attitudine genitale. Infelice! esso forse ignora il +danno che da ciò deriva. Esso forse ignora la malattia, gli acciacchi +che lo assaliranno, conseguenze di questa insana passione. Ebbene legga +attentamente queste poche righe, e se ragiona si asterrà per sempre dal +gustare i piaceri dell'amore. + +Ogni sacrifizio che il vecchio dedica all'amore è una parte della +salute, della sua stessa esistenza che da lui sen fugge. Di più il +vecchio che si abbandona ai piaceri venerei subisce un enorme +disperdimento di fluido nerveo, e siccome questa perdita non si può +riparare come in gioventù, ne deriva che lo individuo resta abbattuto +per settimane intere. L'abuso poi produce delle laboriose digestioni, +delle notti insonni, delle tremende infiammazioni alla vescica e mille +altre malattie che conducono l'individuo alla tomba. Si guardi bene da +ciò il vecchio, perchè se coltiva la sua lubrica immaginazione può +essere colpito da quella schifosa malattia che abbiamo precedentemente +descritta: _la follia erotica_! + + + + + ================ + + CAPITOLO XVI. + + *Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.* + + ================ + + +Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo già detto, corre dai 60 ai 70 +anni, può offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il vecchio che è +arrivato a questa età senza aver abusato delle cose mondane, senza +essere in preda a dolori e ad afflizioni morali, e che si trova in +condizioni agiate, può condurre una vita abbastanza felice, +accontentandosi del proprio stato, e cercando le distrazioni proprie +alla sua età. + +Questa per chi ha lavorato per tutta la vita è un'epoca di riposo, è +un'epoca nella quale, non essendo più soggetto agli usi del mondo, può +condurre una vita indipendente e gustare la sua libertà. + +Questa età riesce più ricca di distrazioni per colui che ha avuto la +fortuna d'istruirsi. Infatti quale migliore distrazione della +conversazione per un vecchio? Quale maggior passatempo di discutere su +mille cose tra parenti e amici? + +La conversazione in generale è piacevole pel vecchio, perchè egli ama +riandare coi suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli +avvenimenti, sulle peripezie comuni della giovinezza; ed ora che si è +divenuti più riflessivi, si considerano attentamente le scapate +giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti per la gioventù nascente. + +Anche la lettura offre un gradevole passatempo pel vecchio istruito, +perchè non solo trova diletto nella lettura dei giornali, ma anche nelle +produzioni letterarie rinomate, e si compiace di vedere i progressi +nelle arti e nelle scienze. In questa età si apprezzano quei lavori +classici che da giovani si trascuravano, e si leggono e si analizzano +con piacere. + +Ma il più dolce piacere che il vecchio possa provare si è quello del far +del bene. E per far ciò non occorrono le ricchezze; un consiglio, un +saggio avvertimento, una correzione a tempo possono apportare più utili +frutti che una manciata d'oro. Il far del bene non consiste solo, come +molti lo credono, di distribuire elemosine quà e là dove la miseria fa +strage; vi sono infelici che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi a +domandar l'elemosina. Il vecchio che ama di vedersi venerato e amato da +tutti deve andare egli stesso a visitare gli ammalati, a soccorrere i +poverelli; in persona deve penetrare nei più oscuri bugigattoli, +incoraggiare il misero, procurargli un utile lavoro, asciugare le +lagrime agli orfanelli. Egli deve cercare di mantenere la pace ovunque +egli possa, egli deve avviare i giovani sulla retta strada del buono, +del bello, del vero; egli deve cercare di lenire i dolori, calmare gli +affanni! Egli insomma deve mettere la sua esperienza a profitto di quei +poverelli che si trovano in condizioni d'abbisognarne. Così facendo egli +sarà da tutti benedetto, i suoi protetti e i suoi beneficati pregheranno +per lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà lieta e serena, +l'orizzonte sempre azzurro gli arriderà sempre, non una nube offuscherà +il suo avvenire e camminerà verso la tomba su un allegro cammino coperto +di fiori. La sua coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna +soddisfazione lo renderà contento perchè tutti lo mostreranno a dito, +come il benefattore dei poveri, il consolatore degli afflitti. E quando +Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà rimpianto da tutti i suoi protetti, +che rimanderanno il suo nome ai posteri a eterna memoria della loro +sincera gratitudine e riconoscenza. + + + + + ================ + + CAPITOLO XVII. + + *Seconda vecchiaia* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +La seconda vecchiaia comincia nel 70° anno, e finisce verso il 79° anno +più anno meno e seconda della costituzione del regime e della condizione +sociale dell'individuo. Questa età, secondo i fisiologi, sarebbe la +penultima della vita umana, ma è ben raro che l'individuo che raggiunga +questo periodo sia ancora in buona salute, perchè di rado un giovane si +mantiene lontano dai vizi e dagli abusi. + +Gli svaghi e i passatempi di questa età sono affini a quelli della +precedente, solo che diventano molto più rari. + +Il vecchio a 70 anni desidera la quiete, il riposo. Le distrazioni che +ancora gli rimangono sono la compagnia di un amico d'infanzia, la +tavola, la pipa o la tabacchiera. + +Ciò che a un settuagenario torna molto caro e gradito è il discorrere +della sua gioventù, delle sue avventure, delle sue buone azioni, e una +debolezza comune a tutti i vecchi è quella di sentirsi lodare. + +Un altro piacere speciale a certi individui è quello di ammassare +ricchezze per paura che abbia loro a mancare il necessario, anche quando +hanno denaro più del bisogno. Coloro poi che furono prodighi in gioventù +sono ora tanto più parchi ed economi. Qualità del resto che _gli eredi_ +trovano buona quando il vecchio non si assoggetti a privazioni. + + + + PARTE SECONDA. + + *Dell'abitudine e della noia dei vecchi.* + + +Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta una necessità, una +propensione irresistibile della loro esistenza che bisogna guardarsi +bene dal contrastare, perchè ne potrebbe derivare uno sconcerto nel +debole organismo dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano +su tutte le cose e su tutte le circostanze della vita. Inutile è +l'enumerare tutte le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio può +formarsi un'abitudine. Diverse sono a seconda del suo grado, della sua +posizione sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di alzarsi e +coricarsi ad una data ora, di fare quella data passeggiata, quella tale +visita, di frequentare una conversazione, un caffè, ecc.; abitudini che +se gli sono contrariate, il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si +attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a quest'età, non potendo +gustare certi piaceri, non potendo avere altri svaghi, si attacca +vivamente a questi ultimi passatempi che gli rimangono per non restare +solo e non lasciarsi sopraffare dalla _noia_. + +La noia infatti è uno dei principali nemici della nostra salute. La noia +colpisce il nostro fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci +annichilisce rendendoci incapaci di operare con saggia energia. Ciò che +mantiene viva ed animata la vita nostra è la speranza di raggiungere un +fine che abbiamo concepito. Se questa speranza per varii motivi viene a +cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante della vita, la noia +sopravviene e l'uomo da questa assalito più non vive, ma vegeta. + +Se la noia è mortale per un giovane, lascio immaginare al lettore quanto +funesta sia per un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì +ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, esso non +desidera altro che la morte venga a por fine alla sua monotona e +melanconica vita di amarezze e di rimpianti. Felice è il letterato, il +filosofo e l'artista che s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha +queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. Felice il vecchio che ha +la fortuna di passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua famiglia, +circondato dai figli amorosi e da una allegra corona di nipotini. Per +lui le ore scorrono piacevoli e serene! Felice anche il settuagenario +contadino, che, conducendo una vita operosa, quantunque dura e faticosa, +non può essere assalito dalla noia. Felice infine il vecchio che da +giovane ha condotta una vita regolata, perchè godendo ora buona salute, +può camminare ridente e sereno verso l'età del declino. + + + + PARTE TERZA. + + *Decrepitezza.* + + +La decrepitezza è l'ultima fase della vita umana. Pochi sono coloro che +vi arrivano, e questi pochi sono tormentati da acciacchi e da diversi +malanni. + +In quest'epoca le distrazioni sono infinitamente rare. L'ottuagenario, +essendo molto debole, ha bisogno d'un costante riposo, quindi le lunghe +passeggiate più non convengono a lui. Esso pone la sua vita quasi sempre +seduto sul seggiolone. Le sue membra inferiori essendosi di molto +affievolite hanno bisogno d'un bastone sul quale appoggiarsi per +camminare. I sensi più non gli servono, perchè funzionano +imperfettamente; il gusto è quello che ancor più gli serve. Lo stomaco, +se ha condotto una vita regolata nelle fasi precedenti della vita, +funziona regolarmente, e quindi anche la salute sarà buona. + +L'unico passatempo che resta all'ottuagenario è la conversazione. Però +egli ama sempre discorrere delle passate cose, e trova che tutto una +volta andava meglio, che il mondo presentava più attrattive, che insomma +ora più non si progredisce e che si comincia a deteriorare. + +Così sembrano le cose a lui, perchè i suoi sensi affievoliti non +funzionano che imperfettamente, + +E conducendo questa vita abbastanza monotona ogni giorno s'avvicina ad +una morte serena e tranquilla. Pochi però arrivano alla _morte senile_. +I più sono colpiti avanti la caducità. + + + + + ================ + + CAPITOLO XVIII. + + *Dei sensi.* + + ================ + + +Come la storia naturale ce lo insegna, cinque sono i sensi umani. La +vista, l'udito, l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi noi +siamo suscettivi di dolore o di piacere. I sensi ricevono la impressione +esterna, la quale viene immediatamente trasmessa al cervello per mezzo +dei nervi. Colui che possiede i suoi sensi in tutta la loro integrità +può essere felice, perchè sopra essi agiscono tutti gli eccitanti della +vita. Per ragioni plausibili ed incontrastate i fisiologi hanno +collocato i sensi in ordine di merito come più sopra li abbiamo +accennati. La _vista_ occupa il primo posto, perchè è il senso il più +delicato e sottile. La retina, principale organo della visione, è il +prolungamento dei nervi ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano +del fuoco della mente. L'_udito_, che occupa il secondo posto, ha pure +la sua origine nel cervello. È un senso abbastanza esteso perchè +possiamo intendere i suoni più minuti a grandi distanze. + +L'_odorato_, che ha col cervello meno intimità, ha anche una sfera +d'azione poco estesa. + +Il _gusto_, che occupa il quarto posto, è ancora più lontano del +cervello e non agisce se non colle molecole colle quali è in contatto. + +Il _tatto_ infine, che occupa il quinto posto, è il più esteso, e si +esercita immediatamente su tutti i corpi sottomessi alla sua azione. A +seconda della corrispondenza e dell'armonia che esiste fra questi sensi, +le facoltà intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per esempio, le +orecchie, gli occhi ben conformati trasmettono rigorosamente al cervello +le sensazioni che provano. + +Siccome la _vista_ e l'_udito_ sono in maggior relazione col cervello, +così questi, ricevendo le impressioni del bello, sono detti _sensi +superiori_. + +Il _gusto_ e il _tatto_ invece, che ne sono più lontani, non ricevono +che impressioni fisiche, perciò chiamaronsi _sensi inferiori_. + +L'_odorato_ appartiene tanto alla prima, quanto alla seconda categoria a +seconda delle occasioni. + +Quanto più i sensi superiori sono esercitati, tanto meno hanno +preponderanza gli inferiori e viceversa. In generale un senso più degli +altri esercitato sempre più si sviluppa e prepondera su noi. Per +esempio, i fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente si mostrano +ordinariamente golosi, ecc. + + + + PARTE PRIMA. + + *Piaceri dei sensi.* + + +_Vista_. La vista, come senso superiore, è fonte di piaceri d'un ordine +elevato. Questi piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione, +mettendo in attuazione le facoltà intellettuali. Infinite sono le +impressioni che ci procura la vista, impressioni gradevoli o dolorose, +diverse le une dalle altre, che fanno però sempre breccia nell'animo +nostro. Non è forse cogli occhi che noi ammiriamo le bellezze +dell'universo, che noi apprezziamo le produzioni del Creatore? + +Sempre ci occorre di vedere; la vista è il senso il più indispensabile. +Qualunque divertimento che noi godiamo, qualunque passatempo che ci +procuriamo ha per fattore principale la vista. Noi viaggiamo, andiamo in +campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi nuovi, per bearsi alla +vista di prospettive incantevoli, per vedere le produzioni più +spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere ad un ballo grandioso? +Ad un ballo nel quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione, la +magnificenza delle decorazioni, la leggierezza e la leggiadria delle +ballarine, la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria e ti +rapisce. + +Non è delizioso l'assistere ad una solennità, ad una festa pubblica; il +vedere quella folla giuliva che accorre per assistere all'illuminazione +fantastica, al bengala, ai diversi fuochi d'artifizio? Non ci fanno una +dolce impressione quei cento razzi che scoppiettando si elevano al +cielo, si dividono e cadono in forma di stelle lucenti di tutti i +colori? + +Non la finirei più se volessi accennare tutte le impressioni, tutti i +piaceri che ci procura il senso della vista. Il lettore medesimo li +prova; è inutile quindi che glie li dica io. + + + + PARTE SECONDA. + + *Allucinazioni ed aberrazioni della vista.* + + +Le cause che producono le allucinazioni possono essere fisiche o morali. + +Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite alcooliche, o di quelle +che eccitano il sistema nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito, +della belladonna, ecc. + +Le morali sono più numerose, come per esempio le idee fisse, le tristi +passioni che irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, il timore, +la speranza, ecc.; e le aberrazioni che producono solo talvolta +gradevoli e piacenti, altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni. + + + RACCONTI. + + +Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava in Grecia. Una sera tiepida +e serena di primavera m'era sdraiato ai piedi del monte Liceo all'ombra +d'un colossale platano, ed assorto come in estasi contemplava il +tramonto che dava a questa regione un singolare ed incantevole aspetto. +Lontano lontano la cima dei monti si confondeva coll'azzurro cielo e +l'azzurra onda del golfo d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del +sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano sulle rive del fiume Ladone +che scorreva ai miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano +salutando il giorno morente. Ed io, sdraiato com'era, teneva fisso lo +sguardo su quelle amene rive, e mi pareva d'udire il canto delle ninfe +che danzavano al suono del flauto del Dio Pane. E distingueva le loro +eleganti e seducenti personcine che premevano coi loro piedi il suolo in +cadenza, e scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi e di quando +in quando scopriva le loro forme rotondeggianti ed incantevoli, se il +zeffiretto profumato solleva mollemente i loro aerei vestiti. + +Ma ahimè, un sol movimento della pupilla dissipò questa dolce visione. + + * * * * * + +Tra le allucinazioni della vista è da notarsi anche questa: + +Un impiegato al Ministero della guerra ogni mattina quando si destava +vedeva un ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava in maniera tale +da occupare tutto il locale, quindi l'infelice era costretto ad uscire +perchè gli sembrava di soffocare. + +Questa allucinazione in seguito si cambiò, e lo stesso impiegato tutte +le mattine si deliziava alla vista d'una stupenda colazione. Ma +avvicinandosi per gustarla questa spariva e a lui non restava altro che +l'appetito insoddisfatto. + + + + PARTE TERZA. + + *Igiene della vista.* + + +Essendo la vista il più delicato senso, così bisogna usare ogni riguardo +per mantenerlo e conservarlo nella sua integrità. + +La prima cura che devesi avere è la pulitezza. Gli occhi devono essere +lavati con acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente tiepida +l'inverno, e ciò basta per levare le impurità che le glandole lagrimali +e sebacee che hanno deposto sui contorni dell'occhio. Se l'occhio fosse +un po' irritato bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche goccia di +astringente. + +Bisogna evitare, per conservare l'integrità della vista, il fumo, la +polvere, i colpi, le cadute, la luce viva, l'oscurità profonda. È di +grave danno un assiduo lavoro al lume della candela, perchè la fiamma +oscillando obbliga incessantemente l'occhio a mutar centro. È di danno +alla vista una fiamma biancastra, meno una rossa. Si cercherà di non +passare mai da una viva luce ad uva profonda oscurità e viceversa. + +Un consiglio utile ai giovani è questo: di non portar occhiali se non +per un imperioso bisogno, perchè questi indeboliscono la vista. + +Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie a capo scoperto, e +di non bagnarsi il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione, +perchè può risultar danno alla vista, all'udito e ai denti. Dunque che +il lettore segui queste norme se vuol conservare sano questo +indispensabile senso. + + + + + ================ + + CAPITOLO XIX. + + *Dell'udito* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +Il senso dell'udito, che occupa il secondo posto, segue immediatamente +quello della vista. Esso appartiene alla categoria degli organi +superiori, perchè ci procura piaceri poetici e sentimentali. + +Questo senso è pure importantissimo, e, direi, quasi indispensabile. È +infatti per mezzo dell'udito che possiamo intendere ciò che i nostri +simili ci dicono, e possiamo colla parola rispondere loro ed essere +intesi. L'udito e la parola riconfermano quindi i vincoli sociali. + +Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo i suoni, per mezzo di +esso noi gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce mormorio del +ruscello, il fremire del zefiro fra i rami fronzuti. È per mezzo +dell'udito anche che intendiamo la graziosa voce della donna amata, e +ci beiamo di questo suono melodioso e gentile che giocherella contro la +membrana del nostro timpano. È per mezzo dell'udito infine che l'animo +nostro si solleva e può gustare le infinite dolcezze che procura la +musica. + +È l'udito che ha dato origine alla musica; a misura che questo senso è +più delicato tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni delle +melodie vocali ed istrumentali. Ed è specialmente la _voce cantata_ che +tocca deliziosamente il nostro udito e ci procura degli ineffabili +piaceri. Il canto è l'unione della melodia alla poesia, e quando esso è +l'espressione fedele dei moti del core di chi canta quale essere tanto +insensibile potrebbe resistere agli incanti ineffabili di quella voce? +Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste note d'amore, di gloria, +di ebbrezza. + + + + PARTE SECONDA. + + *Della musica sull'organismo umano.* + + +La musica piace generalmente a tutti e specialmente a quelle persone che +hanno la mente colta. Il suono musicale è il più numeroso fra gli +eccitanti dell'udito. Si accetta sempre con piacere di assistere ad un +concerto, ad un'accademia musicale, ad un'opera, ad una riunione, dove, +come si dice, si fa un po' di musica. La musica produce più violenti i +suoi effetti se il sistema nervoso dell'individuo è molto +impressionabile. + +Infiniti sono gli esempi che ci offre la storia antica. Ne citerò +qualcuno. + +Il musico Antigenita riscaldò talmente il cervello di Alessandro Magno +suonando su un flauto _Il Governo del Carro_ che il re, levandosi da +tavola e gettandosi sulle sue armi, voleva far strage de' suoi +commensali. + +Tepandro, musico spartano, pacificò col suono della sua lira una disputa +che doveva decidersi con un duello. + +Tutti conoscono l'impero dell'arpa di Davide sopra il re Saulle. + +E potrei citare altri esempi, ma rimanderò il lettore alla _Hygiène de +la voix_, dove ne può trovare di curiosi assai. + +La musica inoltre può estendere la sua benefica influenza anche su +persone ammalate. Così si racconta che la lira di Chirone e il flauto +d'Ismenia calmarono i dolori sciatici. + +Asilepiade ordinava certi motivi musicali contro la frenesia. + +Teofrasto si sentiva sollevato mediante la musica, da un affezione +nervosa. + +Si conta altresì che una donna caduta in letargo da cinque giorni si +risvegliò al suono della musica. + +Inoltre Filippo V di Spagna, colpito da un'alienazione mentale, era +insensibile a qualunque rimedio. S.M. la regina, conoscendo il delicato +carattere del re, fece venire a Corte l'esimio cantante Farinelli. Il re +si sentì talmente trasportato da quella voce di tenore così penetrante +che volle vedere il cantante. Questi, giunto che fu alla presenza del +sire, gettandosi ai suoi piedi, esclamò: una grazia, sire, tornate a +presiedere al Consiglio. La grazia fu accordata. Il re era salvo, e dopo +un po' di tempo guarì completamente. + +Questi esempi basteranno a dimostrare la influenza della musica +sull'udito. + +Questo senso dunque, dopo quello della vista, ci procura maggiori e più +sentiti piaceri. Beato dunque colui che possiede un fino e delicato +orecchio. + + + + PARTE TERZA. + + *Allucinazioni dell'udito.* + + +L'organo dell'udito, come quello della vista, va soggetto a delle strane +aberrazioni. Citerò un esempio fra i molti, che darò al lettore un'idea. + + + RACCONTO. + + +La signora E......, quantunque godosse di tutta la sua ragione, andava +soggetta a delle aberrazioni che la disturbavano non poco. + +Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla sua toeletta, sentiva +d'apprima una voce di uomo gentile che lodava il suo angelico viso, le +sue rotondeggianti forme, la sua fresca carnagione, ecc. e dopo un po' +di tempo un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra che le sussurrava +all'orecchio: «Brutta civetta, vanitosa che prendi a imprestito dal +profumiere il tuo roseo colorito, che ti fai seducente di forme con +mille mezzi artificiali. Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti +vedessero ora come io ti vedo?» + +La povera signora E..... si guardava atterrita attorno per scorgere +l'imprudente, e poi esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi e +dissipare le proprie emozioni. + + + + PARTE QUARTA. + + *Igiene dell'udito.* + + +Le norme igieniche relative alla conservazione dell'udito sono le +seguenti: + +Guardarsi dagli agenti indiretti o diretti che in certo qual modo +possono nuocere alla mucosa che ricopre il condotto uditivo. + +Così bisognerà guardarsi dalle manovre dello stuzzica-orecchi, dai +liquidi irritanti, dai rumori violenti, dalle scariche d'artiglieria, +dai colpi, dalle grida acute, dallo stridere della sega, dalle correnti +di aria fredda quando il capo è in traspirazione, dall'abuso delle +bevande alcooliche od eccitanti; tutte le cause che partoriscono una +maggiore o minore sordità, e che possono dar luogo a convulsioni nervose +o a veri attacchi di nervi. + +Inoltre bisogna avere cura di tenere netto l'orecchio lavandolo con +acqua fresca all'estate e con acqua tiepida all'inverno, e se si fa uso +dello stuzzica-orecchi, guardarsi dall'offendere in qualsiasi modo la +membrana mucosa o il timpano. Che il lettore segua dunque queste norme, +perchè il senso dell'udito è fonte inesausta di piaceri. + + + + + ================ + + CAPITOLO XX. + + *Dell'odorato* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +Il terzo senso è l'_odorato_ o _alfato_, senso che, come l'intermediario +fra i sensi superiori e tra gl'inferiori, partecipa delle qualità dei +primi e dei secondi. La sede dell'odorato è nelle _fosse nasali_, dove +risiede la membrana _pituitaria_, sulla quale disponendosi le particelle +odorose fanno impressione sul nervo _olfativo_ che comunica col +cervello. + +Quell'appendice più o meno lunga, che noi chiamiamo naso, non serve che +a dirigere l'aria carica d'odori verso la parte superiore delle forze +nasali. Affinchè l'odorato possa esercitare le sue funzioni conviene che +la membrana pituitaria sia sana e che l'aria circoli liberamente nel +canale nasale, essendo l'aria il veicolo delle molecole odorose. + +Le sensazioni prodotte dagli stessi odori variano da individuo a +individuo, ossia agli uni piace un odore, che disgusta un altro. + +Vi sono odori soavi e penetranti che svegliano in noi nobili sentimenti, +altri che eccitano i trasporti amorosi come gli odori ambrosiaci o +afrodisiaci. + +Non sono del parere di fuggire gli odori, ma di usarne moderatamente, +perchè l'abuso degli odori non solo è dannoso alla salute, ma snerva ed +affievolisce il corpo. + + + + PARTE SECONDA. + + *Classificazione degli odori.* + + +Fino ad oggi non si è potuto classificare giustamente gli odori in +conseguenza della tenuità delle molecole odorose. Il naturalista Linneo +li divise in sette classi: aromatici, fragranti, ambrosiaci, agliacei, +nauseanti, fetidi, ripugnanti. + +Trascriveremo la classificazione fisiologica che è basata sopra la +proprietà degli odori. + +_Tonici_, che agiscono sull'economia animale; + +_Debilitanti_, che producono svenimenti e lipotimie; + +_Inebbrianti_, che cagionano l'ebbrezza; + +_Caustici_, la cui prolungata azione produce la tumefazione delle +membrane mucose e provoca delle emorragie; + +_Nevrofili_, che calmano l'agitazione nervosa; + +_Antisterici_ e _isterici_, che calmano o provocano gli spasimi nervosi; + +_Emmenagoghi_, che ristabiliscono il flusso catameniale ritardato o +soppresso; + +_Sonniferi_, che producono sonnolenza; + +_Vomitivi_, che danno luogo al vomito; + +_Purgativi_, che danno luogo allo scioglimento di corpo; + +_Carminativi_, che fanno cessare i dolori di ventre; + +_Esilaranti_, che eccitano la gioia; + +_Ambrosiaci_, che eccitano gli organi genitali. + +Vi sono altri odori che hanno qualità speciali, ma rimandiamo il lettore +al libro _Les Parfums et le fleurs_. + +È imprudenza il dormire in una camera ove vi siano tanti fiori, perchè +questi assorbono l'ossigeno dell'aria e versano in questa l'acido +carbonico; quindi chi non vuol levarsi alla mattina con un forte dolor +di capo, osservi questa norma. + + + + PARTE TERZA. + + *Aberrazioni dell'odorato.* + + +Quantunque le aberrazioni di questo senso sieno molto rare pure citeremo +due casi. + + + RACCONTI. + + +Un avvocato avendo fatto una fortissima indigestione di formaggio +trovava il sapore e l'odore di questo in tutte le vivande che gli si +portavano, e per ben sei mesi non mangiò altro che mele e frumento alla +stato naturale. Però dopo una fortissima flussione di stomaco, e +ricuperata la salute, si trovò libero da questa aberrazione. + +Un'attrice s'immaginò che gli amanti da lei licenziati, oltre +all'ingiuriarla, le gettassero sulla sua candida pelle delle materie +fetide che le toglievano perfino il sonno. + + + + PARTE QUARTA + + *Igiene dell'odorato.* + + +Le norme igieniche sono le seguenti: non usare delle polveri irritanti +come la canfora il pepe, il tabacco che irritano la pituitaria, e fanno +perdere la sensibilità olfativa. + +Evitare le variazioni troppo rapide di temperatura, perchè il +raffreddore è dannoso all'odorato. Pure dannosa è la vegetazione alla +superficie della pituitaria, lo scirro, il cattivo vezzo che tanti hanno +di stimolarsi il naso colle dita. + +L'avulsione dei peli del naso è pure pericolosa; spesso ne risultano +ulcerazioni profonde e anche la cancrena. Per levarsi questi peli +bisogna servirsi del _depilatorio_. + +Inoltre è da raccomandarsi, specialmente alle signore, di non abusare +dei profumi dei fiori, perchè l'abuso attutisce la sensibilità +dell'odorato stesso. + + + + + ================ + + CAPITOLO XXI. + + *Del gusto.* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + *Classificazione dei sapori.* + + +Il quarto senso è il gusto, che forma col tatto i sensi inferiori. +Questo senso agisce solamente quando le molecole dei corpi sapidi +vengono a contatto di esso. Varie sono le opinioni circa la residenza +del gusto. Alcuni lo mettono nelle papille della lingua, alcuni nel +palato, altri nel velo palatino, ma i più dotti credono che lingua, +palato, e velo palatino concorrano a completare il senso del gusto. +Questo senso guida l'uomo e specialmente i bruti, alla ricerca degli +alimenti. + +I _sapori_ si dividono nelle classi seguenti: + +_Dolci_: come lo zucchero, i datteri, i fichi, ecc., e hanno proprietà +emolienti, lassative. + +_Acquosi_ o _scipiti_: come le zucche, i cocomeri, la lattuga, ecc., e +hanno proprietà debilitanti e leggiermente diuretiche. + +_Grassi vischiosi_: come il tasso barbasso, la bismalva, i fiori di +soffola, ecc., e hanno proprietà dolcificanti e snervanti. + +_Acidi_: come il ribes, la melagrana, il limone, e hanno proprietà +rinfrescanti, debilitanti. + +_Amari_: come il rabarbaro, le foglie di salice, l'assenzio, e hanno +proprietà toniche e purgative. + +_Salati_: come l'acqua di mare, la soda, la potassa, e hanno proprietà +detersive, purgative. + +_Stitici_ o _acerbi_: come le cotogne, le sorbe, le nespole verdi, ed +hanno proprietà astringenti. + +_Piccanti_, _aromatici_: come il pepe rosso, ì chiodi di garofano, la +cannella, e hanno proprietà toniche, fortemente eccitanti. + +_Acri-mordenti_: come l'aglio, le cipolline, ed hanno proprietà +riscaldanti. + +È da notarsi che l'odorato previene il gusto nella ricerca delle +sostanze alimentari, perchè le sostanze composte racchiudono in loro +stesse un profumo: come le fragole, le mele, i lamponi, ecc., quindi +agiscono doppiamente sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce al +primo per raddoppiare i piaceri. Il senso del gusto infatti è fonte di +svariatissimi godimenti più o meno vivi e squisiti a seconda dell'età, +della salute, della delicatezza, del temperamento e della condizione +sociale dell'individuo. Per esempio i fanciulli e le donne in generale +amano le cose dolci e per contrasto le acide o acerbe. Quando si è +giovani, siccome l'appetito si fa sentire, così si amano tutti i sapori +tranne quelli a tutti antipatici. + +Avanzando sempre più in età i gusti si cambiano, il palato diventa più +ottuso, e si cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e piccanti, e +ciò per eccitare l'appetito e rendere la digestione più facile. Alcune +volte sono dunque necessarie, ma più spesso alterano l'organismo, e +sono più di danno che di vantaggio alla salute. È un passatempo +abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso pranzo di famiglia di +osservare sulle fisionomie di diversi le varie impressioni provocate +dagli organi del gusto e dell'odorato. + +Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi da un amico all'uscire da +un lauto e copioso banchetto. Eccolo: + +Esistono i due proverbi: _vivere per mangiare_ e _mangiare per vivere_. +Proverbi entrambi da evitarsi. Ecco perchè presi la via di mezzo. Io +mangio principalmente per vivere, ma in certo qual modo vivo anche per +mangiare. Se gusto, se assaporo una vivanda gli è perchè io sono un +essere superiore al bruto che inghiottisce gli alimenti per puro +istinto; si è perchè io sono un uomo intelligente che voglio servirmi di +tutti i sensi che l'Ente Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio fare +onore al Lucullo che mi ha invitato alla sua mensa e al cuoco che ha +preparato le succose vivande. Non è forse vero quanto vi ho detto? Vi +scorgete l'ombra di una biasimevole leccornia? Del resto, signori miei, +leccardi non possono essere tutti, perchè per aguzzare il senso del +gusto occorre uno studio speciale che io feci con cura amorosa. + +In primo luogo dovetti attenermi ad un severo regime per sviluppare +questo senso, regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero, e +giunsi ad un discreto risultato dopo un corso di fisiologia degli organi +e dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni? Eccolo. + +Ma quì non voglio infastidire il lettore con questi appunti che si +possono trovare più estesi in un trattato di storia naturale. Dirò +solamente che questo amico quasi quasi mi convinse che l'esser leccardi +non è una cosa tanto facile quanto credeva, perchè bisogna davvero +studiare tutte le minutezze per vieppiù assaporare una _bottiglia di +champagne_ o _un'ala di fagiano_. + + * * * * * + +Il mangiare e il bevere, dicono taluni, è un piacere puramente fisico e +materiale; non importa, ma non si può negare che si ha un piacere dolce +e vivo. + +Non si prova forse una gradevole soddisfazione quando dopo un eccellente +pasto, inaffiato con un delicato vinetto di Piemonte si fuma una +cigaretta seduto al balcone? + +Chi potrebbe negare che il nostro fisico tutto si ristora quando +d'estate si beve una fresca e dolce bevanda al limone, al lampone, al +ribes; quando si prendono a centellini quei soavi gelati? + +Sì, noi dobbiamo ascoltare anche il senso del gusto, perchè, +ascoltandolo moderatamente, si procura dei piaceri gredevolissimi, +quantunque sieno _fisici e materiali_. + + + + PARTE SECONDA. + + *Aberrazioni del gusto.* + + + RACCONTO. + + +Due avvocati, amici intimi, pranzavano sempre insieme, ed offrivano +delle aberrazioni affatto speciali. L'uno si lamentava che il cuoco +salava troppo le vivande. Al contrario l'altro le trovava insipide. Si +bisticciavano un po' e quando l'aberrazione cessava mangiavano tutti e +due deliziosamente. + + + + PARTE TERZA. + + *Igiene del gusto.* + + +Affinchè il senso del gusto agisca esattatamente occorre il completo +sviluppo e la sanità di tutte le parti che lo compongono. + +Si dovrà quindi guardarsi da tutte quelle sostanze che possono +danneggiare la lingua, la mucosa della bocca o il velo palatino; da +quelle che alterano la sensibilità dell'apparato gustatorio, dalle +abitudini che nuociono alla secrezione salivale come l'abuso degli +aromi, della pipa, del tabacco, dei liquori, ecc. + +Se la lingua fosse coperta da qualche impurità allora il gusto diventa +ottuso, appena percettibile; le bevande acide e toniche possono però +risvegliarlo dal suo torpore. + +Il senso del gusto non è sviluppato se non nella età adulta, se questo +si affievolisce è un sintomo d'un'affezione allo stomaco. Quindi bisogna +guardarsi da tutte quelle cause che possono nuocere non solo a questo +senso ma all'intiero organismo. + + + + + ================ + + GAPITOLO XXII. + + *Del tatto.* + + ================ + + + + PARTE PRIMA. + + +L'ultimo senso inferiore, il più fisico e materiale, è il tatto. Esso +però è il più diffuso, poichè risiede nell'organo cutaneo. + +Il _tatto_ si attua _toccando_ l'oggetto che si vuol esaminare. Per +mezzo di questo senso si conoscono le asprezze, la morbidezza, il peso e +la grandezza d'un corpo; per mezzo suo inoltre si sente il caldo e il +freddo, e molti individui anche lo stato elettrico dell'atmosfera. + +La mano è la parte del corpo dove maggiormente risiede la sensibilità +tattile e precisamente esso si trova nei polpastrelli delle dita. Per +formarsi un'idea dell'importanza speciale di questo senso bisogna +pensare ai ciechi che fanno ogni sorta di lavori servendosi del tatto, +che perfino giungono a leggere gli scritti in rilievo ed a conoscere i +varii colori. + +La mano, per meglio godere delle sensibilità tattiche, deve essere +coperta da una bianca e morbida pelle, deve avere le dita bene +articolate terminanti in una polpa mollemente arrotondita. Le signore +che s'interessano delle loro mani possono leggere la opera intitolata: +_Hygiène des mains et des pieds_. + +Il tatto, a seconda del modo col quale è esercitato, prende varii nomi. + +Il solletico è un tatto speciale che tutti conoscono. Quando è +esercitato sotto la pianta dei piedi provoca talmente il riso da essere +assaliti da convulsioni e fors'anche della morte in un eccesso titanico. + +Il solletico delle labbra o del palmo della mano produce un'irritazione +voluttuosa, di maniera che si hanno parecchie donne che provano per +questo solletico dei trasalimenti nervosi e degli attacchi isteriformi. + +Il solletico dell'ugula produce il vomito, quello della pituitaria lo +starnuto, ed altri fenomeni le altre parti del corpo. + +Il tatto poi occupa il primo posto nei diversi atti dei piaceri +sessuali. Le impressioni però che sono trasmesse al cervello sono meno o +più vive e intense a seconda del temperamento dell'individuo. Se uno ha +un temperamento sensibile e nervoso il piacere che prova accarezzando +una superficie morbida, tondeggiante e vellutata è molto più vivo che +non quello di un linfatico, nel quale la fibra è più molle e meno +sensibile ed ha bisogno d'un contatto più pronunziato e prolungato per +giungere a sensazioni meno vive di quelle dei soggetti nervosi. È +dunque vero però che essendo il tatto il senso fisico per eccellenza +trova in amore le sue più dolci applicazioni. + + + + PARTE SECONDA. + + *Aberrazioni del tatto.* + + +Numerosi sono gli esempi di aberrazioni del tatto che ci offrono gli +annali di medicina. Noi ne citeremo qualcuno. + +Una signora sentiva una miriade di sorci correre sopra il suo corpo; +finiti questi si credeva circondata da infiniti mosconi che la +punzecchiavano. L'allucinazione durava una mezz'ora e tutti i giorni +aveva luogo. + +Un'altra signora si credeva d'essere preda d'una quantità di bruchi. + +Una terza sudava a larghe goccie di sudore nel cuore del verno. + +Una quarta, avendo bevuto ad un ruscello dove aveva visto una rana, +credeva di sentire le rane danzare nel suo stomaco. + +E non la finiremmo più; eccone un'altra più curiosa: + +Un povero notaio aveva una moglie che per fargli fare ciò che voleva lo +bastonava. Per farla corta la moglie morì. Il notaio, contento da una +parte, ringraziava il Cielo che lo aveva liberato. Ma ahimè! Povero +illuso! La moglie (così credeva lui) tutti i giorni a quell'ora istessa +gli faceva la sua visitina, e lo picchiava ancora di santa ragione, di +maniera che il povero notaio gridava perfino pel dolore! + + + + PARTE TERZA. + + *Igiene del tatto.* + + +Siccome il tatto si trova diffuso in tutto l'organo cutaneo, perciò chi +desidera conservarsi un tatto sensibile e delicato bisognerà che +allontani tutte le cause che possono alterare o guastare la pelle. È +perciò che per evitare le numerose affezioni che possono nuocere alla +pelle diviene indispensabile di vegliare alla sua integrità e di +mantenerla, in uno stato di polizia che nulla lasci a desiderare. + +Bisognerà dunque guardarsi dai grandi calori, come dai freddi eccessivi, +dal fuoco, dagli alcali, dagli acidi; si dovrà evitare la alternativa +dell'acqua calda e di quella fredda, chè tutte sono cause di indurimento +dell'epidermide o di screpolature gravissime. Inoltre i geloni +trascurati possono anche trasformare le dita. + +Coloro dunque che, oltre all'evitare queste affezioni abbastanza +dolorose, desiderano conservare il senso del tatto in tutta la sua +integrità, si procuri la nostra _Hygiène des mains et des pieds_, ove +diffusamente si parla di queste norme che qui sono solamente accennate. + + + + + ================ + + CAPITOLO XXIII. + + *Rapporti tra le quattro parti del giorno e le + quattro stagioni.--Loro influenza + sull'economia umana.* + + ================ + + +Il _giorno_ è indicato dalla natura per occuparsi dei propri affari, per +lavorare e anche per godersi qualche divertimento. + +La _notte_ fu creata per riposare, per riparare, mediante il sonno, alle +perdite della giornata. Chi inverte queste leggi di natura si troverà a +suo tempo pentito. + +E pur troppo nell'alta società si fa giorno della notte e viceversa. La +vita passata nei teatri, nei caffè, nei _clubs_, attrae questi signori, +ma li rovina e li rende gracili ed insani. Guardate le contadine che si +levano e si coricano col sole. Quantunque il loro viso sia abbronzito, +pure presentano i colori di una ferrea e vigorosa salute! + + + IL MATTINO. + + +Il _mattino_ corrisponde alla _primavera_ e alla _gioventù dell'uomo_. + +La parte migliore del giorno è il mattino quando il sole non ancora +visibile sull'orizzonte, manda avanti a sè i suoi raggi di fuoco che +indorano e fanno brillare pari a gemme le terse goccie di rugiada che +coronano i petali dei fiori, quando gli uccelletti appena svegli +ringraziano col loro allegro cinguettio il sole nascente, il padre della +vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova assistendo alla levata del +sole in un calmo mattino di primavera! Appena che i suoi benefici raggi +inondano l'atmosfera i contadini escono giulivi dalle loro case per +avviarsi al lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta, noi ci +sentiamo più spigliati, più vigorosi; è nel mattino che le nostre +facoltà intellettuali funzionano con maggior facilità ed energia. È per +questo che i letterati, i poeti e gli artisti stanno occupati più nella +mattina che nel resto della giornata. + +Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie sempre la mattina. Chi non +ama questi sollazzi? A chi non piace quando si è in una compagnia +allegra e piacevole andare in un ameno boschetto, sulla riva d'un +ruscello e fare una colazione resa saporitissima dall'appetito che +sviluppa l'aria del mattino? + +I medici hanno anche osservato che il maggior numero di miglioramenti +nelle malattie avvengono nella mattina, perchè in questa fase del giorno +tutto concorre per allietare l'anima ed il corpo. + + + IL MEZZOGIORNO. + + +Il _mezzodì_ corrisponde all'estate e all'_età matura_ nell'uomo. + +Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari hanno acquistato tutta la loro +forza, i lavoranti in quest'ora di massimo calore cercano l'ombra e il +riposo per rivigorire le stanche loro membra. + +Così l'uomo maturo che ha gustato tutti i piaceri della giovinezza e che +durante questa epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno stato +discreto, può gustare tranquillo e contento i piaceri e le pure gioie +della famiglia, godendo unitamente a questi un poco di riposo e di +tranquillità. + +Un altro rapporto che esiste è il seguente: come nell'estate, così nelle +calde ore del mezzodì maggiormente si esercita l'azione morbifica e +particolarmente sullo stomaco, sul fegato e sugli intestini. È perciò +che l'igiene prescrive l'esclusione di certi alimenti che possono essere +funesti. E siccome l'età matura è un'età di riposo, così bisogna gustare +con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono e rendono inerte +l'individuo. + + + LA SERA. + + +La _sera_ corrisponde all'_autunno_ e all'_età del declino_. + +Come la sera fa cessare i lavori, sospende tutte le occupazioni, così +l'età del declino domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età precedenti +si è a sufficienza lavorato e goduto. + +La _sera_ come l'_autunno_ e l'_età del declino_ è triste e melanconica. + +Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue belle giornate, pure la +natura morente non può ispirare allegria. E in questa stagione che gli +alberi si spogliano delle loro verdi fronde; è in questa stagione che i +fiori scompaiono, che le praterie ingialliscono, che le pioggie +ingrossano i torrenti, è in questa stagione infine che la natura muore! + +In tal modo cammina la vita umana che dall'età del declino entra nella +vecchiaia. + +Come l'età del declino, così l'autunno è fertile in malattie; si +raccomenderà quindi la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza degli +abusi di quei frutti che prodiga l'autunno. + +Il rapporto che esiste è dunque spiccante. Tutti e tre offrono un vago +indefinibile che si avvicina alla tristezza. + + + LA NOTTE. + + +La _notte_ corrisponde all'_inverno_ ed alla _decrepitezza_. + +La notte deve intieramente dedicarsi al riposo, poichè non solo gli +animali dormono la notte, ma anche un gran numero di vegetali, poichè +per essi il sonno è di assoluta necessità. + +In primavera le notti sono spesso stellate e fredde; in estate ora +tiepide, limpide, ora calde tempestose; in autunno sono umide e malsane; +in inverno gelide. + +A seconda delle stagioni il sonno è dolce, piacevole; grave ed +interrotto; profondo o leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e +intenso. + +Si può dire che la durata del sonno è a seconda delle perdite fatte +nella giornata. Mille volte infelici quegli ammalati che la notte non +possono godere del sonno placido e riparatore, perchè sono molestati da +crudeli dolori! + +Ecco così esaminate le diverse parti del giorno, le stagioni e le età +dell'uomo, ed accennato al rapporto che havvi tra loro. + +Terminerò il capitolo raccomandando di non invertire le leggi naturali +facendo come i ricchi notte del giorno e del giorno notte, perchè +immenso è il danno che ne deriva. + + + + + ================ + + CAPITOLO XXIV. + + *Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.* + + ================ + + +In quest'ultimo capitolo accenneremo ai diversi piaceri che offrono le +quattro stagioni. Piaceri diversi tra loro, perchè, come ogni stagione +ha i suoi fiori, così ha i suoi godimenti. + +Nei climi temperati, ove quattro sono le parti dell'anno, vi hanno +piaceri non conosciuti; nella zona torrida le stagioni sono due: quella +delle pioggie e della siccità. + +Invece noi siamo contenti, quando dopo un po' di giorni di sole +eccessivo che dissecca la terra e infuoca il cielo, di ricevere una +benefica acqua che spenga gli eccessivi calori. Questa continua +alternazione non può renderci monotoma la vita. + + + + PARTE PRIMA. + + *Dei piaceri in primavera.* + + +L'inverno è passato, il vento gelido e freddo di questa stagione di +morte s'intiepidisce; e la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui che +si è alzato una di queste mattine gioconde nella quale la natura ti +sorride a ciascun passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e respirando +l'aria a pieni polmoni ha dovuto esclamare: Viva la primavera! Viva +questa epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido risveglio +della natura, nella quale il cielo si fa più bello e la terra gli +sorride di amore. È in questi giorni che tutto ritorna, che ritornano le +rondinelle al nido del porticato, i piccoli fiori al vaso della +fanciulla, i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di capelli nere e +lucenti. Chi sarà colui che non benedirà quest'epoca, la più bella, la +più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca nella quale un sole brillante +dà la forza e la vivacità a tutta la natura?!.... + +La primavera! Non è forse la più bella di tutte le quattro stagioni? Non +è forse nella primavera che si può vedere ed ammirare la onnipotenza +dell'Ente Supremo? + +Bisogna certamente essere pessimisti per odiare quest'epoca; bisogna +certamente aver perduto tutto lo spirito per non sentire questi profumi +che ti spingono all'amore plastico, come l'autunno all'amore platonico. + +Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci offre. Le poetiche +passeggiate, le escursioni, le colazioni nei campi, le cavalcate, le +gite di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo fatto che ama studiare ha +la botanica, la zoologia, la mineralogia che gli offre un esteso campo +per acquistarsi utili cognizioni e passatempo. + +È nella primavera che lo spirito, il talento, il genio che giaceva +annichilito, senza forza e senza slancio, è in questa stagione, dico, +che hanno preso il volo, che hanno stese le loro ali gigantesche e che +volano nei campi ridenti dell'immaginazione. + +Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il grido che l'anima invia alla +primavera, il grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri profumati +all'ideale. Come si può restare insensibili davanti alla splendida +ricchezza che si spiega maestosa e sorride davanti agli occhi, che ci +attira, che ci solleva in un mondo novello, che ci mostra un orizzonte +dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi i più inebbrianti?! +Come sei bella o natura! Quanto sei grande! Dove hai preso le mille +forme di fiori che rendono vivaci le praterie, le siepi, i campi? Ove li +hai presi potenza soprannaturale? + +In ciascun angolo il più remoto brilla un fiore, brilla uno de' tuoi +figli vaporosi che levano la monotonia e il dolore con un vago sorriso +che t'inspira amore. L'aria ne è addolcita, e ciascun zefiro che passa +accoglie sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore di mille rose. Nei +capelli neri e lucenti, sul seno della fanciulla, sugli altari, nei +pranzi e sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra e sulla terrazza +del sontuoso palazzo, avunque brilla un fiore, ovunque è un profumo +d'amore. + +Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti dalle rosee ali +l'accompagnano. Sono i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre, +apritele al sole, al profumo dei fiori. Come sono belli; io vi amo e vi +saluto. Vi amo perchè dai vostri calici spira una dolcezza triste e +solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla poetica pure vi ama; v'amo +infine perchè siete i fiori, i figli della _primavera_. + + + + PARTE SECONDA. + + *Dei piaceri nell'estate.* + + +Le tiepide aurette primaverili più non scuotono mollemente la nera +treccia di capelli. La primavera è finita e l'estate col suo calore +tanto benefico alla campagna si fa avanti maestoso ed infuocato. Il sole +è giunto al punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari alla +terra; la sua forza benefica è al massimo. In estate maturano le +biondeggianti messi, i frutti i più squisiti, le tinte si fanno più +scure e intense; tutto insomma partecipa al cambiamento che il sole di +giugno opera nei campi. + +Fra i piaceri che si possono godere nell'estate figurano le passeggiate +di buon mattino e di sera in campagna. Queste passeggiate sono +piacevolissime per coloro che sanno gustare le pure gioie campestri. + +In questa stagione deve essere contento anche il proprietario che può +passeggiare sui suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, l'uva che +matura, i prati smaltati di fiori. Beato il proprietario, perchè tali +beni, essendo suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore! + +D'estate poi sono un'occasione di divertimento, e sono di un'utilità +incontestabile i bagni. Le acque minerali e termali sono molto +frequentate durante l'estate da ammalati, oppure da coloro che vogliono +condurre una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti si +trovano tutti i divertimenti della capitale, di più si possono fare le +passeggiate campestri che sono d'una grandissima utilità alla salute. + +La massima principale per migliorare in questi stabilimenti è di non +lasciarsi sopraffare dalla noia. La noia è il peggior nemico della +salute; quindi se un bagnante si annoia causa il cattivo tempo o lo +stabilimento, dovrà subito abbandonare questo luogo per cercarne uno +migliore, nel quale i concerti, la conversazione, i giuochi di società +non lo lascino annoiato o melanconico. + +Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e sotto questa denominazione +intendo le gite in barca, in battello a vapore, le passeggiate lungo le +rive dei fiumi o dei laghi, infine il nuoto, tutti esercizi che +dilettano immensamente ed irrubostiscono i nostri muscoli. + +L'estate offre pure la sua parte di poesia. Non inspira forse dei nobili +ed elevati sentimenti la vista d'un ameno ed ombroso boschetto dove +nulla s'intende altro che il gorgheggio degli uccelli e il mormorio del +terso ruscello? + +Non si rimpiangono forse i convegni amorosi datisi nei boschi remoti e +poetici? Non siamo eccitati alla riflessione quando seduti all'ombra +d'un gigantesco platano nella quieta campagna ammiriamo intorno a noi +l'opera del Creatore? + +Insomma i piaceri estivi, quantunque meno chiassosi dei primaverili, ci +tornano ciononostante graditi, perchè accompagnati dalla riflessione. + + + + PARTE TERZA. + + *Dei piaceri in autunno.* + + +L'autunno è la stagione più ricca di frutta, è la stagione nella quale +anche il regno animale ci dà gli elementi più svariati e di migliore +qualità, per cui questa stagione è desiderata dai fanciulli, dai +buongustai e dai leccardi. + +La natura in autunno cambia ancora di aspetto. Le mattine e le sere si +fanno sempre più fresche, l'aere è più mite. L'autunno è l'epoca dei +viaggi nei paesi meridionali; è l'epoca della caccia. + +Riguardo a questo piacere dobbiamo dire che se è spinto alla fatica +diventa nocivo alla salute. Alla caccia bisogna guardarsi dalle correnti +d'aria fresca quando si è in traspirazione, nel bevere quando si è +sudati, o dall'attraversare qualche acqua quando i piedi sono riscaldati +dal percorso cammino. Queste sono norme che non si osservano quando +siamo in preda all'entusiasmo di inseguire qualche lepre, ma che +dovrebbero seguirsi per non prepararsi delle infermità. + +Un altro piacere per i proprietarii di terre è quello di assistere al +raccolto e principalmente alle vendemmie. Nei paesi viniferi si danno +delle feste campestri, come le colazioni, i pranzi, i balli, feste che +ci tornano gradite, perchè nuove e purificate dall'aura imbalsamata +della campagna. Ma la seconda metà dell'autunno non presenta questi +dolci piaceri. Essa è triste, melanconica. La natura si spoglia de' suoi +verdi colori, gli alberi nudi sono tetri, gli augelletti più non +gorgheggiano, le brine cominciano a coprire la terra, l'aquilone freddo +sibila fra i rami, le nebbie, le pioggie sono frequenti, i torrenti +straripano, i raggi solari si affievoliscono, la natura si addormenta +per ridestarsi più viva, più appariscente in primavera. + +L'autunno però, sebbene abbondante in piaceri, è pure abbondante in +malattie. Queste provengono dai cambiamenti repentini di temperatura che +sono frequentissimi in autunno. Provengono però principalmente dalle +scorpacciate di frutta di cui è ricca questa stagione. Si guardino bene +i golosi dagli eccessi di questo genere, perchè non sanno quanto +dolorosi sieno i flussi di ventre, le febbri ribelli o le dissenterie. + +Un alimento che raccomando caldamente nell'affievolimento di stomaco è +il _buon cioccolatte_, perchè, oltre all'essere facilmente digeribile, +ripara subito le perdite del corpo. Bisogna però guardarsi dal +cioccolatte di cattiva fabbricazione, perchè non fa altro che ingombrare +lo stomaco. + +Un'altra raccomandazione è quella di coprirsi ai primi freddi per +evitare i raffreddori e le soppressioni di traspirazione. + + + + PARTE QUARTA. + + *Dei piaceri in inverno.* + + +Questa è la stagione più monotona e melanconica dell'anno. Il sole più +non ci riscalda, e pare che ci abbia abbandonati. La neve bianca e +fredda copre come un funebre lenzuolo tutta la campagna. Ovunque è +tristezza, ovunque è torpore. + +Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel fanciullo che se ne stanno +rincantucciati al caminetto, non lo è però pel giovane, il quale trova +nell'inverno dei cari e graditi divertimenti. Egli sfida i rigori del +verno per assistere all'opera, al dramma, ai concerti; egli sfida la +neve per correre dove la danza lo chiama e lo attira, e non lascia la +minima occasione per festeggiare l'amore e il piacere. + +Una molestia dell'inverno è il freddo delle mani e dei piedi. Freddo che +deriva da ciò che il sangue più non circola nella rete muscolare +superficiale, ma bensì è spinto nei vasi interni. + +È sopratutto nell'inverno che il vecchio deve usare a sè stesso tutti i +riguardi, perchè il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi piaceri +devono essere quelli del focolare, della lettura, della conversazione, +dei giuochi di famiglia che occupano e cacciano la noia. + +È nell'inverno poi che si gustano maggiormente i piaceri dell'amicizia, +perchè in questa stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione. +Un vero amico non è mai abbastanza custodito. L'amicizia è un porto dove +si rifugia durante l'uragano, ove si felicita dopo il pericolo. Qual +maggior gioia di quella di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico, al +quale si hanno mille cose da confidare, mille da sentire! + +L'inverno è anche la stagione più propizia ai pranzi, ai festini, ai +banchetti. In questa epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco +possiede maggior energia; le sue funzioni hanno luogo più prontamente, e +può quindi digerire più presto una maggiore quantità di alimenti che +nelle altre stagioni. + +È nell'inverno che si hanno le feste di Natale e quelle del primo giorno +dell'anno. + +Quest'ultima in Francia è festeggiata da tutti, non solo dai bimbi che +desiderano i regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano gradite le +riunioni di famiglia. + +Il carnevale viene poi a portare l'allegria ai giovani, e procurare loro +mille sorta di piaceri nei quali la folla delirante si getta a capo +fitto. + +E quì termina l'opera, lo scopo della quale non solo era di accennare i +piaceri delle diverse stagioni, ma bensì di cercare di assegnar loro un +limite uniformandole alle norme dell'igiene. Dunque di nuovo +raccomandiamo ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle cose +della vita, perchè, come abbiamo accennato in questo libro, possono +apportare gravi sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse anche +la morte! + + + FINE. + + + + + + + *INDICE* + + + CAPITOLO I. + +Definizione del piacere + + + CAPITOLO II. + +PARTE I. La giovinezza ed i suoi piaceri--Adolescenza--pubertà + + » II. I piaceri della giovinezza e loro igiene + + » III. Igiene alimentare della giovinezza + + + CAPITOLO III + +PARTE I. Dell' amor fisico--Primi palpiti d'amore + + » II. Sensazione del coito + + » III. I due lati dell'amore + + » IV. Dell'amore e sua igiene morale + + + CAPITOLO IV. + +Conseguenze d'una cattiva scelta--Racconto + + + CAPITOLO V. + +PARTE I. Il matrimonio ed i suoi piaceri + + » II. I piaceri dell'amore materno e paterno + + + CAPITOLO VI. + +PARTE I. Della procreazione--Norme igieniche + + » II. Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri d'amore + + + CAPITOLO VII. + +PARTE I. Mali derivanti dai piaceri solitari + + » II. Mezzi per impedire i piaceri solitari + + » III Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari + + + CAPITOLO VIII + +Della donna e dei piaceri che offre + + + CAPITOLO IX. + +Delle aberrazioni o traviamenti d'amore + +PARTE I. Satiriasi + + » II. Erotismo per soverchia continenza + + » III. Follia erotica + + » IV. Follia erotica intermittente--Racconto + + » V. Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico + + + CAPITOLO X. + +PARTE I. Igiene dei piaceri venerei + + » II. + + + CAPITOLO XI. + +PARTE I. Età virile ed i suoi piaceri--Virilità + + » II. Età matura + + » III. Piaceri dell'età matura + + » IV. Piaceri paterni e materni + + » V. + + + CAPITOLO XII. + +Nubilità--Età matura + + + CAPITOLO XIII. + +Igiene dell'età matura + + + CAPITOLO XIV. + +Prima vecchiaia + + + CAPITOLO XV. + +Dell'erotismo nella vecchiaia + + + CAPITOLO XVI. + +Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri + + + CAPITOLO XVII. + +PARTE I. Seconda vecchiaia + + » II. Dell'abitudine e della noia nei vecchi + + » III. Decrepitezza + + + CAPITOLO XVIII. + +Dei sensi + +PARTE I. Piaceri dei sensi + + » II. Allucinazioni ed aberrazioni della vista + + » III. Igiene della vista + + + CAPITOLO XIX. + +PARTE I. Dell'udito + + » II. Della musica sull'organismo umano + + » III. Allucinazioni dell'udito + + » IV. Igiene dell'udito + + + CAPITOLO XX. + +PARTE I. Dell'odorato + + » II. Classificazione degli odori + + » III. Aberrazioni dell'odorato + + » IV. Igiene dell'odorato + + + CAPITOLO XXI. + +PARTE I. Del gusto--Classificazione dei sapori + + » II. Aberrazioni del gusto + + » III. Igiene del gusto + + + CAPITOLO XXII. + +PARTE I. Del tatto + + » II. Aberrazioni del tatto + + » III. Igiene del tatto + + + CAPITOLO XXIII. + +Rapporti tra le quattro parti del giorno e le quattro stagioni--Loro +influenza sull'economia umana + + + CAPITOLO XXIV. + +Dei piace riofferti dalle quattro stagioni + +PARTE I. Dei piaceri in primavera + + » II. Dei piaceri in estate + + » III. Dei piaceri in autunno + + » IV. Dei piaceri in inverno + + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i +temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO *** + +***** This file should be named 16489-8.txt or 16489-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/4/8/16489/ + +Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed +Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni + +Author: Auguste Debay + +Translator: Gianpietro Introzzi + +Release Date: August 8, 2005 [EBook #16489] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO *** + + + + +Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed +Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net) + + + + + + +</pre> + + +<p style="text-align:center;"> +<span class="pagenum">[Pag. 1]</span><a name='Page_1'></a> + +<span style="font-size:75%;font-variant:small-caps">Curiosità fisiologiche</span><br /> +<br /> +<br /> +<br /> +<span style="font-size:230%;text-align:center;"><b>IGIENE DEI PIACERI</b></span><br /> +<br /> +<span style="font-size:100%;text-align:center;">SECONDO</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:200%;text-align:center;">LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:75%;text-align:center;">DI</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:150%;text-align:center;"><b>A. DEBAY</b></span><br /> +<br /> +<br /> +<span style="font-size:85%;text-align:center;">RIDUZIONI DAL FRANCESE</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:75%;text-align:center;">DEL</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:115%;text-align:center;">D. Introzzi Gianpietro</span><br /> +<br /> +<br /> +<br /> +<span style="font-size:100%;text-align:center;">GIOVANNI GNOCCHI </span><br /> +<span style="font-size:100%;text-align:center;">EDITORE MILANO</span><br /> +<br /> +<span style="font-size:135%;text-align:center;">1886.</span><br /> +<br /> +<br /> +<br /> +<span class="pagenum">[Pag. 2]</span><a name='Page_2'></a> +<span style="font-size:75%;text-align:center;">Bergamo—Stab. Tip. Frat. Bolis.</span><br /> +<span class="pagenum">[Pag. 3]</span><a name='Page_3'></a> +</p> + + +<h1>CAPITOLO I.</h1> + +<h2>Definizione del piacere.</h2> + +<p>La vita dell'uomo è un misto di <i>piaceri</i> +e di <i>dolori</i>. Queste due sensazioni del +pari forti e diametralmente opposte si agitano +nell'animo umano, lottano incessantemente +tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben di +rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua +natura ardente, vivace cerca sempre ed ovunque +il piacere, come lo stato nel quale egli +meglio può gustare la vita, usandone però +moderatamente. E per <i>piacere</i> intendo accennare +a qualunque aggradevole sensazione che +faccia presa sui nostri sensi. Così chiamerò +<i>piacere</i> le ebbrezze voluttuose di amore, come +le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere +più forte, più vivo a quello più debole +sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno +mai da questa grande classificazione, cioè +<i>piaceri sensuali</i> e <i>piaceri morali</i>. Inutile pure +il dire che i generi sono infiniti.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 4]</span><a name='Page_4'></a> +<p><i>I piaceri fisici o sensuali</i>, quantunque più +ricercati, sono quelli che meno restano impressi, +anzi cercano col cessare dell'eccitante +che li ha prodotti. I <i>piaceri morali</i> sono i +più puri, sono quelli che giammai si cancellano +dall'animo.</p> + +<p>I diversi generi di piaceri però sono prodotti +da varie cause. Dalla condizione sociale, +dal temperamento nervoso, dall'educazione, +dai climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso, +dallo stato di salute, ecc. Come ben si può +scorgere a priori un vecchio ottuagenario non +ricercherà i piaceri vivaci e focosi della gioventù. +Diversi saranno i piaceri che si ricercheranno +in inverno ed in estate, in città ed +in campagna. Come pure diversi sono i piaceri +dell'amore da quelli della mensa; quelli +della caccia da quelli del riposo, ecc.</p> + +<p>Molto agisce sui piaceri anche il temperamento; +infatti lo stesso piacere farà una più +viva impressione sul temperamento nervoso +che sul linfatico.</p> + +<p>La nostra vita è dunque un complesso di +piaceri e di dolori. L'indifferenza che tanti +definiscono uno stato intermedio fra il dolore +ed il piacere, raramente si scontra nella vita.</p> + +<p>Il piacere può anche dirsi il possesso dei +beni che si desiderano, il dolore la loro privazione. +E siccome tutti nella loro vita desiderano, +così tutti potranno andar soggetti +alla realizzazione di questi desiderii o alla +loro privazione. E questa asserzione è puramente +pratica. Non è forse un piacere il riposarsi +quando si è stanchi? Il mangiare, il +bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare +ed essere riamato dal nostro ideale, poter sacrificare<span class="pagenum">[Pag. 5]</span><a name='Page_5'></a> +a lei tutto perfino la vita, non è +forse una dolce soddisfazione, non è forse +un piacere? Soccorrere l'infelice, consolare +l'afflitto, morire per la patria, per un'anima +bella non son forse piaceri? E se questi lo +sono, la negazione di essi non produce dolore +nell'animo nostro?</p> + +<p>Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere +e sempre fugge il dolore. Questo non ha bisogno +di dimostrazione. Anche i bruti per +istinto cercano la gioia, le sensazioni gradevoli. +Eccetto nel caso d'una perversione di +istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno +quello che può loro nuocere.</p> + +<p>Non mi si accusi però di voler fare l'apologia +del piacere o del sensualismo. No; una +accusa di tal genere classificherebbe subito +chi la lancia per un'anima poco elevata. Il +piacere è anche <i>morale</i>, diss'io; e del resto, +anche gustando i <i>fisici</i>, sempre però con riservatezza, +è un bene.</p> + +<p>Un uomo che sente dignità di se stesso +non abusa dei piaceri sensuali, perchè ha +anche la cognizione di sapere che, oltrepassato +un dato limite, diventano dannosi. È +forse male gustare l'odore grato d'una mammola, +il delicato sapore d'un frutto maturo? +È forse male amare onestamente una vaga +fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente +supremo ci ha largiti questi beni affine di +sollevare lo spirito nostro dalle fatiche del +lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo?</p> + +<p>Uno dei più dolci incanti della vita è la +unione <i>dei piaceri dei sensi</i> al <i>godimento +dello spirito</i>,<span class="pagenum">[Pag. 6]</span><a name='Page_6'></a> perchè ci sollevano come in un +mondo incantato, tutto nuovo per noi. Guai +però a chi si lascia trasportare dal piacere. +Esso non deve mai essere un bisogno, una +abitudine, un vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe +al livello del bruto, perchè soffocherebbe +in noi qualunque altro lodevole sentimento. +Quanti uomini che, dominati da un +piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia +analogia coll'animale, cui li assimila +la loro inclinazione!....</p> + +<p>I piaceri sensuali avviliscono ed annientano +l'uomo! Quanti uomini d'ingegno non si sono +per questo completamente abbrutiti. Basterà +citare il romano Antonio. Non avrebbe egli +vinto Ottavio se un amore cieco non lo +avesse gettato fra le seducenti braccia della +regina Cleopatra!</p> + +<p>Da questo capitolo deduciamo dunque la +morale seguente: gustiamo i piaceri leciti con +somma prudenza; mai non lasciamoci dominare +da essi. Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando +altri, pregiudicherebbero noi stessi. +Non vuotiamo per intiero il calice del piacere; +dopo questo viene l'ebbrezza, la sazietà, +il dolore.</p> + +<p>Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci +alle nozioni d'igiene che verranno esposte in +questo libro.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 7]</span><a name='Page_7'></a> + + + + +<h1>GAPITOLO II.</h1> + +<h2>La giovinezza ed i suoi piaceri</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Adolescenza—Pubertà.</h4> + +<p><i>Adolescenza e sua igiene</i>.—Questa bella +età che si rimpiange sempre ha i suoi piaceri +innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi +consistono in giuochi meno o più rumorosi, +come il salto, le corse, la ginnastica, la danza, +il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri +che, quando non affaticano di soverchio il +fanciullo, sono giovevoli; perchè irrobustiscono +i suoi muscoli; gli allargano il torace, +consolidano la sua salute e lo rendono agile +e destro.</p> + +<p>Le malattie e le indisposizioni che affliggono +questa età sono le bronchiti, i mali di +gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali, +i colpi, le cadute, ma principalmente i flussi +di ventre e le indigestioni. Quando le prime +cure materne non bastano a guarire il giovinetto, +allora la prudenza esige di chiamare +il medico, perchè è meglio prevenire una +malattia che guarirla. Secondo i casi giova +all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti.</p> + +<p>I mali di corpo e le coliche provengono +<span class="pagenum">[Pag. 8]</span><a name='Page_8'></a>dalla ghiottoneria propria a questa età; dal +mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal +rodere gli acerbi.</p> + +<p>Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni +provocate da zuccherini, confetti, +pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche +sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare +di non guastare lo stomaco sì da +bambini. Quando dopo qualche malattia il +fanciullo non si corregga, bene è d'uopo che +i genitori gli facciano una continua vigilanza, +perchè la malattia si rinnoverebbe con somma +facilità.</p> + +<p>Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi +i tristi effetti dell'ingordigia, massime poi +alle giovinette, perchè le chicche tolgono loro +la giovanile avvenenza e la seducente freschezza.</p> + +<p><i>Pubertà</i>.—La pubertà è l'età nella quale +una grande rivoluzione s'opera nel corso +della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo +diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è +l'età nella quale ci si schiude davanti un +orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra +color di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri, +degli affetti più vivi; è l'epoca nella +quale la fervida immaginazione ci trasporta, +in cui si fanno mille castelli in aria; castelli +che pur troppo si sfasciano al primo vento +glaciale del nord. Eppure si è felici, o per +lo meno molti lo sono, perchè adulti si rimpiange +questa fase della vita nella quale cominciano +a far capolino i prodromi di potenti +fenomeni organici che la pubertà non indugia +a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da +<span class="pagenum">[Pag. 9]</span><a name='Page_9'></a>quest'epoca, domina tirannicamente il nostro +essere. E ciò ha voluto natura per mantenere +il suo fine: <i>la propagazione della specie</i>.</p> + +<p>Innumerevoli sono i piaceri di questa età +perchè è appunto nella pubertà che lo spirito +nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti, +di forti impressioni.</p> + +<p>Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti, +i teatri sono piaceri che attraggono la +gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore +al quale è bene mettere un freno. Infatti essi +ponno e <i>moralmente</i> e <i>fisicamente</i> riuscire +dannosi alla gioventù.</p> + +<p><i>Fisicamente</i> potranno nuocere non usando +tutte quelle precauzioni che pur troppo in +queste occasioni, nelle quali si è esaltati, +non passano nemmeno per la testa. Infatti +il subitaneo passaggio dal caldo al freddo o +viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga +al corpo, le soppressioni totali o parziali +di una esalazione, di una evacuazione +sono cause di affezioni polmonari acute, di +irritazioni intestinali, di dolori addominali, +di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi +dopo un po' di tempo od anche istantaneamente.</p> + +<p><i>Moralmente</i> potranno nuocere se il carattere +del giovinetto è molto impressionabile. +È cura dei genitori il preservarlo da questi +pericoli. Non che io dica di privare affatto +il giovane da qualsiasi divertimento suaccennato, +dal teatro, per esempio, no. Ma aver +cura, se si tratta del teatro, di sapere a quale +produzione assisterà il giovane. Infatti non +resterebbe male impressionato se assistesse +<span class="pagenum">[Pag. 10]</span><a name='Page_10'></a>ad una produzione nella quale l'amor coniugale +si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio +ad un eletto sacrificio da parte della donna?... +Nella quale si passano in rassegna le turpitudini +di qualche scellerato? Allontanatelo +dunque da questi luoghi equivochi, ma però +accompagnatelo là dove delle produzioni morali +inspireranno nel suo cuore il sentimento +del buono, del vero e del bello.</p> + +<p>Inoltre un piacere pericoloso pei giovani +è il pubblico ballo, maggiormente quello di +una grande città, dove vi si slancia una folla +ardente e vivace, avida di trovare il piacere +nell'ebbrezza della danza.</p> + +<p>Però i genitori potranno accompagnarvelo +se il desiderio di curiosità del figlio loro si +mantenga come un'idea fissa.</p> + +<p>I piaceri che si provano invece frequentando +le feste di famiglia ed i piccoli giuochi +di società sono molto più innocenti e dovransi +accordare di buon grado perchè sollevano lo +spirito giovanile.</p> + +<p>È in queste riunioni che il giovane si reca +volentieri perchè sa di trovare l'oggetto dei +suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili. +La danza per questa età è un divertimento +carissimo, perchè possono far pompa della +loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione +nascente, che se si mantiene nei limiti +è una leggiera alterazione dell'amor proprio. +A questi convegni intervengono sempre amici +di casa, per cui la decenza e il pudore non +hanno nulla a soffrire. Ne risulta quindi una +gaiezza sincera e scevra di qualunque fine +secondario.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 11]</span><a name='Page_11'></a> +<p>Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi +generi di piaceri fisici e morali. Raccomandiamo +alla gioventù i piaceri morali, +perchè oltre all'essere incancellabili, sono di +utilità grandissima agli altri, e lasciano nell'anima +una soddisfazione ed un contento +grandissimo. Eccone un esempio.</p> + +<h5>Un beneficio è sempre ricompensato.</h5> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Con passo frettoloso e col viso allegro e +giulivo un giovane studente per nome Edmondo +Derval si avviava ad un convegno +per andare con diversi suoi amici a fare una +scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo +cammino da un crocchio di gente che attorniavano +un poveretto steso al suolo. A tal +vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia +smunta e macilente di quel giovane infelice +domandò alla folla che gli era accaduto. È +ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma +per carpirci qualche soldo; è colto da apoplessia, +dicevano gli altri. Derval lo esaminò +attentamente, e disse indignato a chi osava +ingiuriare il poveretto:</p> + +<p>—Largo, signori, concedetegli un po' di +aria; quest'uomo è estenuato dalla fame.</p> + +<p>E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi +a tre giovanetti vicini:</p> + +<p>—Animo, disse loro, aiutatemi a portare +questo disgraziato nella vicina osteria; gli +faremo ingoiare qualcosa.</p> + +<p>E seguiti dalla folla che benedicevano quel +<span class="pagenum">[Pag. 12]</span><a name='Page_12'></a>giovane pietoso, entrarono, e deposto l'affamato +su una banca, Edmondo domandò una +tazza di brodo e un bicchier di vino del più +buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo +vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò +un po' la testa e compreso cosa eragli accaduto:</p> + +<p>—Grazie, disse ad Edmondo con uno +sguardo languido, ma espressivo, Dio ve ne +compenserà.—E a lenti sorsi trangugiò il +resto della bevanda ristoratrice. Derval gli +fece anche portare un bel pezzo di vitello, e +raccomandato al suo protetto di mangiare +lentamente, chiamò l'oste, gli diede una moneta +da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di +consegnare il resto a quel povero giovane, +e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.</p> + +<p>Intanto l'ora del convegno era trascorsa, +ed il borsellino s'era impicciolito, ma egli +lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò +a casa col cuore soddisfatto di avere fatto +una buona azione. L'indomani a' suoi amici, +che gli domandavano perchè non era intervenuto +a una così bella gita, raccontò il fatto, +ed essi lo approvarono dicendo che una così +rara soddisfazione valeva meglio che i folli +piaceri d'una scampagnata.</p> + +<p>—Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al +poverello? gli domandò un amico.</p> + +<p>—Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che +mi rimaneva, rispose egli.</p> + +<p>—Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro +giorni alla fine del mese, puoi abbisognare +di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben +fornita, ma io la metto a tua disposizione!...</p> +<span class="pagenum">[Pag. 13]</span><a name='Page_13'></a> +<hr style='width: 45%;' /> + +<p>Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 +scoppiava. La plebe inferocita sfogava il suo +furore da lungo tempo represso su tutto ciò +che le pareva colpevole. L'aristocrazia fuggiva, +il re era prigione, l'esercito disfatto. Nel decimo +giorno circa del furore plebeo un giovane +elegantemente vestito si difendeva a stento +dalle ingiurie e pur troppo dalle busse dei +popolani, e certamente non sarebbe uscito +di là colle proprie gambe se un giovane operaio, +fattasi la via a forza di gomiti, non +avesse fatto il largo attorno al nostro eroe +con due poderosi pugni. E presolo per mano +gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un +amico del povero, un consolatore degli afflitti; +senza di lui io sarei morto di fame» E rivoltosi +al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò +a casa, questo quartiere non è sicuro +per voi!» Quell'operaio era l'affamato dell'osteria, +quel giovane elegante era Edmondo +Derval!</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>I piaceri della giovinezza e loro igiene.</h4> + +<p>Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, +dobbiamo sempre porre un limite ad +esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, +e sono il più delle volte cause di serie malattie +che possono renderci infelici per l'intiera +vita.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 14]</span><a name='Page_14'></a> +<p>Chi non conosce le dolorose indisposizioni +che provengono da un eccesso nel mangiare +o nel bere?</p> + +<p>Come si disse poi nel capitolo precedente +bisogna tener calcolo anche del luogo, delle +stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. +Non tutti i luoghi sono adatti al benessere +del nostro temperamento, e sono a fuggirsi +i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana +causa di febbri dolorose. Anche le stagioni +influiscono sui generi dei piaceri, come +pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e +ritrarre giovamento intervenendo ad una partita +di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto, +se non in giorni sereni e in luoghi salubri. +Un consiglio che i giovani dovrebbero sempre +ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, +anche sentendo il più stimolante bisogno, +quando si è corso, saltato, fatto esercizi ginnastici, +perchè, sopprimendo istantaneamente +la traspirazione, si va incontro a malattie +molto pericolose. Altresì, per la stessa ragione, +non si deve esporsi ad una corrente d'aria +fissa. Tenetevi fisso nella memoria questo +consiglio se un giorno o l'altro non volete +che, a seconda del vostro temperamento più +o meno debole, essere assaliti da reumi, da +flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola +e da altre di queste forti indisposizioni che +tutte provengono dalla soppressione istantanea +della traspirazione. Quanti che per aver +trascurato questi precetti si rovinarono per +tutta la vita!....</p> + +<p>I piaceri poi non devono essere spinti fino +alla fatica, altrimenti diventano nocivi. Anche +<span class="pagenum">[Pag. 15]</span><a name='Page_15'></a>l'amore allo studio deve essere frenato, perchè +un'occupazione continua logora gli organi. +Così gli studi che esigono una posizione incomoda +devono essere di poca durata. Tali sono +il disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.</p> + +<p>Anche la musica vocale riesce dannosa a +coloro che si sforzano, o che ripetono intempestivamente +esercizi che non sono alla loro +portata, perchè le corde vocali logorandosi +si può perdere del tutto quella voce che per +tanti è la loro vita.</p> + +<p>È dunque meglio che tali studi si ripetano +spesse volte nel giorno, piuttosto che sacrificare +ad essi delle ore intere.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Igiene alimentare della giovinezza.</h4> + +<p>Questo capitolo deve essere attentamente +considerato, essendo la questione degli alimenti +la principale, poichè, questi sono i +fattori principali della vita. È una questione +che dolorosamente non fa parte del programa +scolastico; dolorosamente dico, perchè molti +giovani istruiti escono dagli istituti senza avere +nemmeno le prime cognizioni riguardo a questa +materia. La scelta degli alimenti, la loro +quantità e qualità dovrebbe essere calcolata +in ragione del sesso, dell'età e del temperamento +dell'individuo. Influiscono molto anche +su esse le stagioni, i luoghi, le professioni. +Essendo provvisti di queste utili cognizioni +si scanserebbero tante malattie, e l'alimenta<span class="pagenum">[Pag. 16]</span><a name='Page_16'></a>zione +avrebbe pieno il suo corso di rinvigorire +le esauste forze del giovane. E il nutrimento +di esso richiederebbe maggiori cure +di quelle che attualmente si prestano. La +qualità e quantità delle sostanze alimentari +devono essere conformate e proporzionate +sulle perdite del soggetto, quindi nella giovinezza +l'alimentazione dev'essere più abbondante, +perchè in quest'epoca della vita molto +attiva ed operosa il giovane subisce un continuo +ed abbondante spreco di forze muscolari.</p> + +<p>Si deve avere riguardo anche al genere di +vita che conduce l'individuo; infatti un impiegato +che è condannato ad una vita sedentaria +dovrà nutrirsi meno d'un manuale che +s'affatica tutto il giorno. Le stagioni pure +influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano +molto più che d'estate, e nella scelta +dei cibi si deve aver molto riguardo nella +primavera e nell'autunno.</p> + +<p>Circa poi il numero dei pasti, questi devono +essere regolati sulla forza dello stomaco dei +giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare +quattro pasti al giorno. Due abbondanti e +due più leggieri intermedi per attenuare la +fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 +anni invece bastano due soli pasti abbondanti +o al massimo tre.</p> + +<p>Sopratutto però badate di non mangiare e +bere eccessivamente! Guai agli intemperanti! +Lo stomaco starei quasi per dire che è il +centro della vita nostra, perchè è nello stomaco +che i cibi subiscono quella trasformazione +chimica, per la quale, ridotti in chimo, +si assimilano col sangue, risarcendoci per tal +<span class="pagenum">[Pag. 17]</span><a name='Page_17'></a>modo delle forze perdute. Chi è sano di +stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e +potrà giungere ad una robusta vecchiaia esente +da infermità. Una raccomandazione importante +sarebbe quella di alzarsi da tavola con +un leggiero appetito, mai mangiare ingordamente +fino a che vi sentite sazi, perchè se lo +stomaco affatica a digerire tutti quei cibi coi +quali lo empite, esso si logorerà ben presto +e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche +ed altre malattie sempre gravi allo stomaco +ed agli intestini. Abbiate dunque sempre cura +di questo apparato sì necessario alla vita; +rifiutate qualunque cibo o bevanda che gli +possa nuocere e che lo rendono incapace di +funzionare nella tarda età.</p> + +<p>Abbiate dunque sempre in mente questi +precetti, perchè chi ve li dice è uno che per +molto tempo ha violentemente sofferto di +stomaco e vi scongiura pel male nel quale +potreste incorrere di osservare attentamente +queste norme elementari.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 18]</span><a name='Page_18'></a> + + + +<h1>CAPITOLO III. </h1> + +<h2>Dell'amor fisico</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Primi palpiti d'amore.</h4> + +<p>È nella giovinezza che noi cominciamo a +pensare ed a sognare: è in questa età che +le nostre forze fisiche e le facoltà intellettuali +e morali si sviluppano e s'ingrandiscono; è +in questa età che il nostro cuore si apre ad +una vita novella, che esso si accende e batte +per una nuova passione che in un istante +può incendiare tutto l'umano edificio. È l'amore +che si mostra sotto un aspetto giocondo +alla nostra fervida immaginazione, è l'amore +che incomincia ad impossessarsi dei nostri +giovani cuori per forse poi straziarli e farsene +giuoco. Quasi tutti o ben pochi vanno esenti +da questa passione; e gli antichi avevano ragione +di raffigurare l'amore sotto le sembianze +d'un vispo fanciulletto alato, cogli occhi bendati +tenendo in una mano una fiaccola, nell'altra +un arco sempre teso e sulle spalle una +farètra piena di acutissimi dardi. Nulla può +contro esso; anche gli Dei stessi dell'Olimpo, +persino il sommo Giove furono trafitti dalle +freccie dorate d'Amore.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 19]</span><a name='Page_19'></a> +<p>Tutti adorano l'amore e specialmente i +giovani, per esso tutto sacrificano, per esso +cercano la riputazione, la fama, la gloria! +Di quante nobili e generose azioni è causa +l'amore! Dante, Petrarca, Tasso per lui si +immortalarono! E Amore sempre volubile, +perchè bello, spinge gli uni alla gloria, gli +altri al tradimento, alla ignominia; quanti +esempi che pur troppo si potrebbero citare!... +Meglio è il silenzio.</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Sensazione del coito.</h4> + +<p>Al fine di conservare la nostra specie sul +globo la natura ci ha concesso durante l'atto +della riproduzione uno dei più vivi piaceri. +Questa sensazione in certi insetti è così intensa +che perfino la morte non varrebbe a +separare il maschio dalla femmina durante +il coito.</p> + +<p>Nell'uomo un improvviso arresto, qualunque +sia il motivo, dei pieceri venerei, può +produrre gravissime conseguenze e in certi +casi anche la morte. I piaceri d'amore poi +offrono i più svariati fenomeni a seconda +della costituzione fisica dell'individuo, della +sua impressionabilità nervosa e del clima in +cui vive.</p> + +<p>Vi sono taluni che li gustano e vi si abbandonano +con una vera frenesia; altri che +restano quasi insensibili. Però questi due casi +sono anormali, e dinotano un'alterazione del +<span class="pagenum">[Pag. 20]</span><a name='Page_20'></a>sistema nervoso. Il coito, per produrre buoni +frutti, deve aver luogo in un voluttuoso raccoglimento.</p> + +<p>La donna nella più tenera età, come per +istinto, preludia alla riproduzione colle sue +bambole e col suo amore ad esse come fossero +figlie.</p> + +<p>La giovinetta sogna d'amore e scorge davanti +a sè un orizzonte roseo e sorridente.</p> + +<p>La donna pone tutto il suo amore nei +figli, uniche sue speranze avvenire, e fattasi +vecchia circonda colle cure più sollecite i +suoi vispi nipotini.</p> + + + +<h3>Parte terza.</h3> + +<h4>I due lati dell'Amore.</h4> + +<p>Non sempre l'amore è causa di gioie pure +ed infinite; talvolta lo è di dolori e di una +vita sventurata. Se giovani lo si cerca e lo si +brama, in seguito poi a qualche disillusione +si cerca di fuggirlo e lo si maledice.</p> + +<p>Esso, come già dissi, spinge gli uni alla +gloria; gli altri, perchè comanda la devozione +e l'ubbidienza, all'ignominia, al tradimento!</p> + +<p>Eppure l'amore è l'ideale di tutti; tutti +pongono in esso i loro sogni, le loro speranze. +Ma guai a chi leggiermente vi s'abbandoni! +Prima di cadere completamente nei lacci +d'amore bisogna ponderare ben bene dove +esso ci potrà condurre.</p> + +<p>L'amore ha un lato vivace, sorridente, che +ci attrae; l'altro è tetro, imbronciato, che ci +disgusta.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 21]</span><a name='Page_21'></a> +<p>L'amore puro, timido e casto appartiene +al primo genere. Esso è l'amore che deve +formare la felicità nostra, è un amore tutto +poetico e lusinghiero.</p> + +<p>Al secondo appartiene l'amore irato, focoso, +che è funestato dalla gelosia. Guardiamoci +da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri +petti ben presto si consuma senza poter nulla +di poetico godere. Esso è un amore direi +quasi despota e tiranno.</p> + +<p>È vero che all'amore nulla può comandare, +ma è bensì vero che gli si può resistere con +un grandissimo sforzo di volontà. Tocca +ai genitori di mostrare ai loro figli il lato +brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico, ad +arrestarli sul lubrico cammino che conduce +ad una vita desolata, piena di pianti e di +tristezze.</p> + +<p>Guardatevi pure, o giovinetti inesperti, +dagli amori volubili, gelosi e violenti. Se un +tal genere di amore cominciasse a far presa +nel vostro animo soffocatelo al suo nascere; +meglio negare, anche con dolore, la propria +volontà, che essere infelici, e disgraziati più +tardi.</p> + + + +<h3>Parte Quarta.</h3> + +<h4>Dell'Amore e sua igiene morale.</h4> + +<p>Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili +avvicina due giovani cuori e li fa battere +entrambi dello stesso palpito, raramente si +può arrestare i battiti di quei cuori, raramente +<span class="pagenum">[Pag. 22]</span><a name='Page_22'></a>si può scindere i due amanti. Nulla, nemmeno +l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente +di quel primo amore.</p> + +<p>Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile +è l'incompatibilità di carattere, la +differenza della posizione sociale. E quì l'igiene +e il ragionamento devono riunirsi in +uno sforzo comune per rendere evidente ai +due innamorati l'impossibilità di accendere +la fiaccola d'Imeneo. Le ragioni però che i +genitori dovranno addurre sempre, devono +avere un serio fondamento, e devono essere +esposte con dolcezza se si vuole ottenere la +vittoria. Esporle con severa durezza non +si farebbe altro che attizzare il contrariato +amore.</p> + +<p>Se questi mezzi fossero vani, allora l'amore +essendo troppo radicato nel cuore del giovane, +nulla varrà a estirparlo, e se un languore +incurabile s'impossessasse del povero innamorato, +l'unico rimedio è il matrimonio.</p> + +<p>Però di rado si scontrano questi casi, perchè +una cura amorosa e assidua da parte dei +genitori può allontanare queste sventure. E +più tardi, quando il giovane comprenderà la +disgrazia alla quale è sfuggito, avranno la +soddisfazione di sentirsi ringraziare e di essere +più di prima amati.</p> + +<p>Dopo però s'accorgono della giustezza dei +rifiuti dei genitori; nella foga della loro passione +nulla vedono, e non pensano che i +genitori hanno molta maggiore esperienza +di loro.</p> + +<p>Mi ricordo d'una giovinetta che disse:</p> + +<p>«Pare che i miei genitori dimentichino +<span class="pagenum">[Pag. 23]</span><a name='Page_23'></a>che io voglio maritarmi per me e non per +essi. Perchè rifiutarmi l'uomo che io amo e +designarmene un altro che mi è indifferente +e che ben presto mi tornerà odioso?»</p> + +<p>Se questi giovani potessero in queste occasioni +riflettere, vedrebbero che queste determinazioni +sono state prese dopo le più minute +informazioni e ricerche, circa al futuro sposo +o sposa alla sua famiglia, al suo carattere, +alla sua condotta.</p> + +<p>Vorreste voi che un padre e una madre +avessero d'abbandonare la loro creatura allevata +con tanti sacrifici sulla via della virtù a +un giovine dedito ai piaceri più vergognosi e +illeciti, a un giovane che invece di essere il +sostegno della sposa, fosse il suo carnefice? +Oh! no... farete bene a rifiutare la domanda +d'un simile soggetto che farebbe infelice la +vostra prole diletta.</p> + +<p>È dovere sacrosanto de' genitori di vegliare +sui figli loro, di consigliarli, di guidarli sul +lubrico sentiero della vita. Essi non hanno +esperienza, la loro mente è piena di poesia, +vedono tutto color di rosa; perchè sono i +primi passi che fanno nel mondo, perchè sono +desiderosi di tutto vedere, di tutto gustare.</p> + +<p>E voi giovani, pur troppo sempre presuntuosi, +ascoltate i vostri genitori; se voi avete +lo studio, essi hanno la conoscenza pratica +della vita, e sempre potranno giovarvi i loro +saggi consigli; i loro precetti potranno togliervi +dal precipizio che si apre sotto ai +vostri piedi. Se ora vi sembrano irragionevoli +e severi li benedirete in seguito quando la +vita vi sarà nota colle sue disillusioni, coi +<span class="pagenum">[Pag. 24]</span><a name='Page_24'></a>suoi disinganni. Voi non potete sapere dove +può condurvi un amore pernicioso. Non disperate +se il primo amore sarà infelice; un +altro meno poetico, più ragionato del primo +formerà la gioia della vostra vita futura. +Anzi vi persuaderò con un esempio.</p> + +<h5>Come chiodo scaccia chiodo, così amore scaccia amore.</h5> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Quando l'amore si fa sentire nell'animo +del giovane, palpita il primo suono ardente +di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È +la vista d'una graziosa giovanetta degli occhi +neri ed espressivi che gli ha messo nell'animo +questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli +allora abbandona i giuochi, i trastulli di +bambino, fugge i compagni, cerca solo i luoghi +poetici e nascosti per poter sognare di lei, +per lasciar libero corso all'immaginazione +sua. E lo assale una dolce melanconia che +in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi +d'amore che lo assale e gli fa trascorrere +istanti dolci e felici.</p> + +<p>A questo grado di amore giungeva quello +d'Emilio e la sua <i>bella</i> se n'era accorta e +il contraccambiava di pari affetto vero e sincero. +I colloqui si succedevano, ed in uno di +questi Emilio afferrata la mano di Lei, che +dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un +bacio ardente, un bacio che svelava la sua +interna e violenta passione. Quel bacio fece +sussultare ambedue, e fece battere i loro +<span class="pagenum">[Pag. 25]</span><a name='Page_25'></a>cuori d'uno stesso palpito violento e pieno +di amore. Emilo ed Aspasia erano felici; +le dichiarazioni d'un amore eterno, che si +sarebbe seppellito con essi nella tomba, si +succederono. I baci non erano più sulla bella +manina, ma sulle rosee guancie animate dal +fuoco d'amore. Essi erano troppo contenti, +una sventura pareva imminente. E la sventura +pur troppo amareggiò il loro amore. Emilio +fu condotto da suo padre a Parigi per ivi +continuare i suoi studi. L'ultimo convegno +d'addio fu pieno di giuramenti d'un amore +costante e fedele.</p> + +<p>Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione +nei primi sei mesi, ed erano ardenti +come il loro cuore. Ma dopo questo +tempo Emilio, corrotto dalle seduzioni della +tremenda capitale, si sentì meno innamorato, +le sue lettere diminuirono finchè cessarono +del tutto. Egli attirato da alcuni suoi cattivi +amici aveva dimenticata la sua gentile Aspasia +per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei +festini.</p> + +<p>La povera amica dimenticata si struggeva +come una candela; un malore inqualificabile +s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi +consigli d'una sua amica sincera, sarebbe +forz'anche morta di crepacuore. Ma convinta +e fatta forte dalla rassegnazione, divenne +ancora la bella donzella seducente di prima.</p> + +<p>E siccome le rose non appassiscono mai +sullo stelo, trovò subito chi davvero l'amò +d'un amore meno ardente e focoso ma più +costante e reale. La giovanetta sulle prime +non voleva aprire il suo cuore a nessuno, +<span class="pagenum">[Pag. 26]</span><a name='Page_26'></a>ma consigliata dall'amica sua lasciò che questo +amore benefico cancellasse i dolorosi avanzi +del primo così sfortunato.</p> + +<p>E ciò serva a dimostrare come il primo +amore rare volte finisce col matrimonio essendo +troppo ardente e focoso.</p> + + + +<h1>CAPITOLO IV.</h1> + +<h5>Conseguenze d'una cattiva scelta.</h5> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Eugenia B..., figlia di ricchi genitori che +avevano pensato a ritirarsi dagli affari per +godere nella vecchiaia i discreti frutti del +loro assiduo lavoro giovanile, era una graziosa +fanciulla sui 18 anni. Fra i molti adoratori, +un giovane per nome Horimonte aveva +saputo far breccia nel suo cuore e farsi amare. +Era un giovanotto di belle apparenze, quantunque +nascondesse sotto la sua ricercata +eleganza e compitezza un cuore cattivo e un +animo perverso. Tuttavia tanto seppe fare e +dire che entrò anche nelle grazie dei genitori, +i quali illusi e privi d'ogni informazione +sul suo conto, lo tenevano caro e vedevano +di buon occhio l'amore dei due giovani. Horimonte +era pieno di attenzioni per la sua +giovane sposa che in certo modo amava, ma +d'un amore vivo e volubile quanto il suo +carattere; cercando di nascondere i suoi di<span class="pagenum">[Pag. 27]</span><a name='Page_27'></a>fetti +egli non faceva pompa che delle sue +buone qualità che si sforzava di far credere +che avesse.</p> + +<p>Finalmente tutti completamente illusi acconsentirono +al matrimonio e giunse il giorno +nel quale uniti per sempre a braccio uno +dell'altro esciti dalla chiesa si avviavano verso +casa. La folla che era accorsa numerosa applaudiva +a questa unione, e i giovani e le +fanciulle da marito si comunicavano tra loro +la propria ammirazione. Molti anzi invidiavano +questa coppia che tutti chiamavano +felice.</p> + +<p>E così fu nei primi cinque o sei mesi di +matrimonio. Il marito mai non lasciava sola +la sua cara Eugenia e le prodigava mille cure +e mille attenzioni.</p> + +<p>Ma la luna di miele, ahimè! troppo presto +passò e una completa rivoluzione si palesò +nelle abitudini di Horimonte.</p> + +<p>Un giorno tra gli altri marito e moglie +ebbero un grave diverbio che fece accorrere +la fantesca, la quale non potendo aprire l'uscio, +essendo questo chiuso al di dentro, stette ad +origliare e tutto comprese. Di maniera che +dopo potè essere in grado di consolare la +sua povera padrona, alla quale voleva molto +bene. Questa la pregò di tacere quanto aveva +udito. Essa lo promise; ma il giorno dopo +tutto il quartiere seppe che il giovane sposo +tradiva la moglie e l'abbandonava per correr +dietro alle crestaie ed alle donne di mondo, +per le quali spendeva e spandeva con una +eccessiva prodigalità. E pur troppo era vero. +Horimonte dotato d'un ricco temperamento +<span class="pagenum">[Pag. 28]</span><a name='Page_28'></a>sanguigno, aveva bisogno d'uno sfogo, e, +diceva egli, doveva cangiare amore e piaceri +per sopportare passabilmente la vita. Aveva +speso il resto di quel patrimonio che gli era +restato, e per pagare gl'innumerevoli debiti +aveva già intaccata la dote della moglie.</p> + +<p>Povera Eugenia, ben altre sciagure le sovrastavano!... +Tuttavia dopo qualche tempo +dacchè conduceva questa vita scapestrata sembrò +si cangiasse, e ritornò infatti ad essere +il marito affettuoso ed obbediente dei primi +mesi. La moglie credula e resa cieca dall'amore, +credette a una conversione e dimenticò +le sventure trascorse. Poveretta! Questa +non era che un'infame commedia. Horimondo +aveva bisogno di una di lei firma per poter +vendere una casa che formava parte della +dote di lei. Infine dopo una settimana di +costanza e di scioccherie infinite, il marito, +esposto il suo progetto, rimase tutto sconcertato +perchè la moglie invece di accondiscendere +subito, come aveva sperato, disse +che abbisognava anche il consenso di suo +padre. Horimonte, preso dall'ira per vedere +il suo progetto sfumato, con una voce aspra +e brutale soggiunse:</p> + +<p>«Ah! sono queste le proteste d'amore? +Indegna, le vostre parole furono sempre una +vile menzogna. Se il mio onore e la mia vita +fossero in pericolo, voi non fareste il minimo +sacrificio per salvarlo.»</p> + +<p>Una lagrima spuntò sulle ciglia di Eugenia; +voleva parlare, ma il pianto le faceva nodo +alla gola.</p> + +<p>Il vile, vedendola intenerirsi, non pose +<span class="pagenum">[Pag. 29]</span><a name='Page_29'></a>tempo in mezzo, e disse estraendosi da tasca +una rivoltella:</p> + +<p>«Signora, scegliete: o firmate o mi uccido +ai vostri piedi.»</p> + +<p>La misera moglie, impietosita, fattasi forte, +prese la penna, e già stava per mettere il +suo nome, quando, vedendo la faccia inferocita +del marito, fu presa da un tremito +convulso, e la penna le cascò di mano.</p> + +<p>Il marito, male interpretando tale atto, +fu acciecato dallo sdegno, e gridò: «Ah! voi +volete il mio disonore!.... Ebbene non avrete +questa soddisfazione. Voi non mi vedrete più.» +E si slanciò verso l'uscio. Eugenia l'afferrò, +e voleva trattenerlo, ma egli con una spinta +brutale la fece rotolare sul pavimento e fuggì. +Disgraziatamente, battendo del capo contro +uno spigolo, si fece una larga ferita; alla +vista del sangue mandò un debole grido e +svenne.</p> + +<p>Quando ritornò in sè era debolissima. Per +fortuna un grumo di sangue aveva arrestato +l'emorragia. Pure ebbe la forza di alzarsi, +di lavare il pavimento, di pulirsi i capelli e +il viso per nascondere la brutalità di suo +marito. Aveva appena finito quando entrò +suo padre, che tutto accorato le domandò se +era successo qualcosa di grave avendo veduto +Horimonte tutto stralunato ed agitato.</p> + +<p>«Nulla padre mio.» Ma un secondo svenimento +sconfessò la risposta. La ferita si +riaperse, ed il sangue usci di nuovo. La fantesca +corse pel medico, e dieci minuti dopo +entrò con esso. Dopo aver fatto rinvenire +Eugenia medicò la ferita, ed assicurò il padre +<span class="pagenum">[Pag. 30]</span><a name='Page_30'></a>sulla poca gravezza di questa, dicendo che +dopo un po' di giorni sarebbe stata completamente +rimarginata. Andato che fu il medico, +il padre volle sapere la causa di quella ferita. +Ella cercò di scusarsi dicendo che era caduta +accidentalmente; ma il buon genitore, che +già sospettava di qualche cosa, insistè cosi +amorevolmente che Eugenia tutto gli confessò. +Il padre la lodò della sua rassegnazione +e ringraziò Iddio di avergli concesso una figlia +sì buona, dotata di un carattere così generoso, +poscia soggiunse:</p> + +<p>«Fin troppo, figlia mia, hai sopportato i +legami di quell'uomo brutale; ora questi +saranno rotti per sempre, e tu vivrai ancora +in grembo alla tua famiglia come quando +eri zitella.»</p> + +<p>E infatti il giorno istesso lasciò questa +casa testimone di sì acerbi dolori e visse +tranquilla vicina ai suoi genitori. Quel po' +d'affetto che ancora restavale dell'immenso +amore di quello sciagurato ben presto sfumò, +e subentrò l'indignazione, ed ebbe la forza, +acconsentendo alle preghiere del padre, di +domandare una legittima separazione.</p> + +<p>Dopo tre mesi però, dacchè Horimonte era +fuggito, ella ricevette una lettera da lui scritta, +nella quale egli domandava mille perdoni +alla moglie, e la supplicava di riceverlo ancora +sotto il tetto coniugale. Inutile dire che +questa domanda fu lasciata senza risposta. +Egli fu così vile da scriverne un'altra alla +quale rispose il padre d'Eugenia in questi +termini:</p> + +<p>«I legami che esistevano un tempo tra +<span class="pagenum">[Pag. 31]</span><a name='Page_31'></a>mia figlia e voi sono oramai rotti per sempre. +Noi ne abbiamo fatto il solenne giuramento. +Tra poco la legge pronuncierà il suo voto. +La vostra brutale e codarda condotta ci ha +spinti a questo passo. Non cercate di rivederci. +Per noi non dovete esistere sulla terra.</p> + +<p>Questa lettera laconica, e pur tanto espressiva, +esaspirò il nostro bellimbusto. Mai non +avrebbe pensato che sua moglie così timida +avesse avuta tanta forza d'energia. Invano +scrisse ancora, intromise terze persone; padre +e figlia furono irremovibili.</p> + +<p>Allora disperato, vedendo che nulla poteva +ottenere colle buone, bestemmiò, imprecò e +giunse persino a scrivere una lettera piena +di minaccie ad Eugenia.</p> + +<p>Ma questo atto gli costò caro, perchè un +agente di polizia s'incaricò di portargli la +risposta, e fu una risposta amara amara. Dovette +umiliarsi a chiedere perdono all'agente, +dichiarando di conoscere la sua mancanza e +di andare tanto lontano di maniera che i +signori D.... più non udissero parlare di lui.</p> + +<p>Ed infatti quel codardo non solo abbandonò +la città ma esule volontario andò a +finire tra la rabbia ed il dolore i suoi giorni +in estraneo paese. Eccovi, o genitori e giovanette, +un esempio atroce, ma pur veritiero +dei danni che avvengono per una scelta fatta +con troppa leggierezza o per capriccio.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 32]</span><a name='Page_32'></a> + + + +<h1>CAPITOLO V.</h1> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Il matrimonio ed suoi piaceri.</h4> + +<p>Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di +due cuori, di due anime che si comprendono +a vicenda, che a vicenda si amano. +Dovrebbe essere l'unione di due esseri di +sesso diverso che si propongono di condividere +le gioie ed i dolori della vita. Il fine +del matrimonio è di perpetuare <i>legittimamente</i> +l'umana specie. Due esseri che si amano +desiderano adrentemente quest'unione che +per sempre li congiunge con una catena +dorata, che assimila le loro inclinazioni, le +simpatie loro e la loro moralità. E infatti, +come è sufficientemente dimostrato nel precedente +racconto, questa dote è indispensabile +per rendere un matrimonio felice. Tanto le +gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora +più strettamente, perchè accrescono la simpatia +e la stima reciproca. L'amore ardente +che li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, +si calma, dando luogo ad un affetto +profondo che raramente si può svellere dal +cuore.</p> + +<p>Difficilmente i <i>matrimoni d'onore</i> riescono +a bene, ed anche il proverbio «<i>chi per onor +si piglia per rabbia si scapiglia</i>»<span class="pagenum">[Pag. 33]</span><a name='Page_33'></a> conferma +quest'asserzione.</p> + +<p>Come sono felici coloro che legati dai vincoli +della stima, dell'affezione e della devozione +trascorrono la vita loro tranquilli, col +cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come +lesti trascorrono i giorni loro! Come arride +loro il sereno avvenire.</p> + +<p>E la loro contentezza s'accresce quando il +primo frutto d'amore rende ambiziosa e fiera +la sposa che può sentirsi chiamata col dolce +nome di <i>madre</i>.</p> + +<p>Le cure dei coniugi allora sono rivolte al +figlio loro perchè possa crescere dietro il loro +esempio buono e virtuoso, e benedica quando +sarà adulto chi gli diede la vita fisica e morale!</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Piaceri dell'amore materno e paterno.</h4> + +<p>Quando la donna è resa madre, i suoi +pensieri, le sue più tenere cure, le sue più +dolci affezioni sono riservate per la sua creaturina. +È istinto di amarle profondamente +affinchè possano crescere forti e robuste. E +l'amore e tanto più intenso verso il bambino +quanto più grande è l'affetto che porta al +marito. Osservate con quanta gioia quella +affettuosa madre accarezza il suo fanciullino, +con quanta gioia lo bacia prodigandogli le +più affettuose cure. Essa si assoggetta per +lui a fatiche, a veglie, a inquietudine con +costanza e quasi con gioia, per avere un +<span class="pagenum">[Pag. 34]</span><a name='Page_34'></a>sorriso, un bacio del suo angioletto. Come +scrive Giusti nella sua poesia:</p> + +<p>«In ogni pena, un nuovo affetto impara.»</p> + +<p>Essa condivide le piccole afflizioni del +bimbo, e gioisce de' suoi giuochi infantili. +Cerca di indovinare i suoi minimi bisogni, +i suoi piccoli desideri per soddisfarli affine +di vedere il viso del suo figliuolino raggiante +di gioia. E non meno profondo, quantunque +diverso, è l'amore del padre. Anche esso è +dominato da questo istinto lodevolissimo che +lo attacca sempre più alle gioie della famiglia. +Solo gli uomini abruttiti dal vizio mancano +di questo sentimento naturale, rendendosi +così di lunga inferiore alla belva la più feroce.</p> + +<p>Se il padre non presta ai bimbi suoi quelle +amorose cure che sono proprio delle madri, +egli però cerca col suo indefesso lavoro di +formarsi uno stato sempre migliore del presente +per poter dare alle sue creature quell'educazione +di cui tanto abbisogna un giovane. +E quando stanco del lavoro giornaliero +si reca a casa, con quanta gioia vede venirsi +incontro i suoi demonietti vispi e allegri, e +gettarsi fra le sue braccia e baciarlo e chiamarlo +col tenero nome di <i>papà</i>.</p> + +<p>Non è questa per un uomo di delicati +sentimenti una delle più dolci soddisfazioni? +Ma il suo amore s'accresce quando i fanciulli +si fanno più grandicelli, quando cominciano +a parlare, a comprendere. Con quanta pazienza +esso allora cerca d'istruirli e risponde +loro alle più piccole domande!... E fatti giovani, +allora i coniugi ripongono in loro le +<span class="pagenum">[Pag. 35]</span><a name='Page_35'></a>loro più lusinghiere speranze, perchè allora +possono raccogliere il frutto dei loro sacrifizi, +del loro amore!</p> + + + + +<h1>CAPITOLO VI.</h1> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Della procreazione.</h4> + +<p><i>Norme igieniche</i>.—Coloro che amano di +godere sempre una buona salute e quei conjugi +che desiderano avere una bella e maschia +prole devono procurarsi e leggere attentamente +l'<i>Hygiène du Mariage</i>, perchè +per la salute dei frutti e per quella degli +stessi procreatori non è indifferente di librarsi +ai piaceri voluttuosi di amore in tutti i luoghi, +tempi e circostanze. Noi accenneremo le norme +elementari. Intanto le epoche migliori per la +fecondazione sono la <i>primavera</i> e l'autunno. +Migliore poi è la <i>primavera</i>, perchè quella +dolce aura profumata che spira accarezzando +i primi fiori, i verdi ramoscelli, quel tiepido +sole che ci rallegra, la natura che ci risveglia, +tutto insomma ci invita a gustare delle dolci +ebbrezze di amore.</p> + +<p>I fisiologi, in base a molte osservazioni +prese, sostengono che gli individui concepiti +durante i rigori invernali, o durante i cocenti +calori d'estate, crescono deboli, gracili, +e sono difficilmente educabili.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 36]</span><a name='Page_36'></a> +<p>Gli animali invece non hanno che una +sola epoca dell'anno per procreare; ma sebbene +l'uomo possa far ciò in tutte le stagioni, +deve osservare le predette norme, e prova +della verità di questi citerò il seguente</p> + +<h6>RACCONTO<a name='FNanchor_1_1'></a><a href='#Footnote_1_1'><sup>[1]</sup></a></h6> + +<p>«I coniugi di Lor..., dotati d'una buona +costituzione fisica, d'una salute floridissima +e senza alcun vizio ereditario, dopo 10 anni +di matrimonio, non avevano potuto conservarsi +un sol figlio dei sei che avevano avuto, +perchè, quantunque il parto fosse regolare, +essi non campavano che due o tre mesi +stante la loro gracilità.</p> + +<p>«I medici riuniti a consulto credettero +che il male fosse durante la gestazione, perciò +ordinarono un regime particolare di vita alla +signora quando si sentì di nuovo madre. Il +parto ebbe luogo felicemente, ma il bambino +ebbe la stessa sorte dei fratelli.</p> + +<p>«I signori di Lor..., esasperati, decisero +di non aver più prole. Ma il caso volle che +al sig. Lor... capitasse nelle mani l'<i>Hygiène +du Mariage</i>. La lesse attentamente, la comunicò +anche alla moglie, e decisero di seguire +tutte quelle auree norme e quei precetti per +una nuova procreazione, giacchè in loro il +desiderio d'avere un figlio era vivissimo.</p> + +<p>«Il 15 gennaio infatti la signora Lor...... +partorì un grazioso bambino che prometteva +<span class="pagenum">[Pag. 37]</span><a name='Page_37'></a>di campare visto la sua robustezza. La madre +medesima lo alattò, ed ebbe la consolazione +di vederselo crescere dinanzi sano e vispo +come un pesce. Ne ringraziò di ciò Iddio che +le aveva fatto capitare fra le mani il suddetto +libro.»</p> + +<p>Ed ora due paroline di ossarvazione:</p> + +<p>Perchè quest'ultimo bimbo sopravisse e gli +altri morirono? Basterà per risposta far osservare +che i parti della signora Lor.... avvenivano +sempre nei mesi di marzo, aprile, agosto +o settembre, il che vuoi dire che la fecondazione +avveniva nei mesi di luglio, agosto, +dicembre e gennaio, i mesi più sfavorevoli +ad una sana procreazione.</p> + +<a name='Footnote_1_1'></a><a href='#FNanchor_1_1'>[1]</a><div class='note'><p> Estratto dagli annali fatti rari.</p></div> + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri dell'amore.</h4> + +<p>I piaceri dell'amore sono cause che producono +una intensa scossa del sistema nervoso. +Questa scossa è talmente forte che ha +prodotto perfino la morte; essa chiamasi anche +<i>spasimo venereo</i>. È evidente dunque, ed anche +la scienza ce lo insegna, che pur gustandoli +moderatamente bisogna che noi ci troviamo +in uno stato di calma fisica e morale, e che +tutti i nostri organi sieno in riposo.</p> + +<p><i>Norme elementari</i>.—Il coito non si dovrà +effettuare quando noi avessimo ammalato un +organo qualunque, perchè il male si aggraverebbe.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 38]</span><a name='Page_38'></a> +<p>Quando si è mangiato e bevuto copiosamente, +perchè, arrestando la digestione, sarebbe +causa d'una gastrite fortissima o peggio.</p> + +<p>Quando si hanno appena finiti lavori intellettuali +o fisici che richiedono fatica, o +quando si ha corso, saltato, camminato, ecc. +perchè il nostro fisico ha bisogno di riposo; +l'atto sessuale non farebbe che prostrarlo +maggiormente.</p> + +<p>Quando si è stato poco prima in preda +a un eccesso d'ira, di dolore, di spavento, +o si è provato una forte emozione, perchè il +male non solo si propagherebbe a voi, ma +anche alla prole vostra.</p> + +<p>Quando poi si gustano questi piaceri non +si deve mai oltrepassare i limiti prescritti +dalla natura, perchè il nostro fisico ne risentirebbe; +dopo ci abbisogna un assoluto riposo, +perchè mettendo in moto subito dopo i nostri +muscoli, s'incorrerebbe in abbattimenti.</p> + +<p>Bisogna altresì evitare durante il coito le +posizioni anormali od incomode; il luogo, +l'occasione, la paura d'essere scoperti durante +questo atto sono sempre nocevoli. Sono malori +che non si sentiranno direttamente, e da +giovani si considerano questi avvertimenti +come superflue pedanterie, ma ben se ne +pente quando vecchi si è aggravati da tutti +quei piccoli acciacchi e malori che sono l'effetto +degli eccessi giovanili.</p> + +<p>Quegl'individui che sempre vivono sotto la +influenza genitale perdono a poco a poco +ogni intelligenza. Non sono più capaci di +pensare, nè di agire, e si rendono uguali ai +bruti dominati sempre dal pensiero di sod<span class="pagenum">[Pag. 39]</span><a name='Page_39'></a>disfare +i loro brutali desideri. E questi eccessi +venerei, dei quali prego i giovani di sempre +astenersi, producono gravi malanni e <i>forse +anche la morte</i>. Questo fatto convincerà gli +increduli.</p> + +<h6>. RACCONTO.</h6> + +<p>Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori, +era un bel giovane sui 24 anni circa, e studiava +volonteroso alla Facoltà di Parigi, +quando per somma sventura gli morì il padre. +Passatogli il primo dolore, e trovandosi padrone +d'un bel capitale, si recò di nuovo a +Parigi, che aveva lasciato per recarsi in famiglia. +Gli amici suoi, sapendolo ricco, si +attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano +dell'inclinazione di Massimo ai piaceri +per godere alle sue spalle.</p> + +<p>Da principio erano festini, gite in campagna, +pranzi in compagnia di donne prive +del pudore. Vennero in seguito le serate, le +orgie, alle quali Massimo invitava tutti i +suoi compagni libertini e le loro mantenute. +Il nostro povero giovane che camminava diritto +al precipizio era da tutti adulato, tutti +lo riguardavano come il campione della festa, +ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione. +Ma il patrimonio intanto scemava, +e la salute gli si era alterata. A 25 anni, in +seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri +d'amore, pareva già vecchio. Le sue +forze erano esauste, il suo volto era pallido +e macilento, gli occhi senza vita, come co<span class="pagenum">[Pag. 40]</span><a name='Page_40'></a>perti +di un fitto velo; una completa calvizie +denotava una precoce caducità.</p> + +<p>Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì, +ed ebbe abbastanza intelligenza per comprendere +che la sua vita sarebbe oramai perduta. +Per cui decise di finirla in mezzo ai più folli +piaceri.</p> + +<p>E così fu.... Pochi giorni dopo diede una +festa sontuosa, alla quale invitò tanti amici +e prostitute quanti ne poteva capire la sala. +Questa era tutta messa a nuovo, tutta dorata +ed illuminata da mille candele. I fiori più +rari esalavano un odore delicato e soave, +tutto invitava all'orgia. Il banchetto incominciò. +Lascio al signor lettore immaginarne +la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un +vero inferno: uomini e donne, assaporati i +cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini +ed a liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri, +ai più ributtanti piaceri, e al pari dei bruti, +quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono +sul pavimento, gli uni addosso +agli altri, seminudi e nelle posizioni più +schifose. Era una scena ributtante. Quando +il sole era già alto sull'orizzonte, parecchi +ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda +svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro, +lo scossero, lo chiamarono ripetutamente!.... +Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente +ad una giovane donna, era freddo +cadavere!</p> +<span class="pagenum">[Pag. 41]</span><a name='Page_41'></a> + + + +<h1>CAPITOLO VII.</h1> + +<h2>Mali derivanti dai piaceri solitari.</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>I piaceri solitari sono fra i vizi i più degradanti +e i più dannosi, perchè non solo +sono funesti al fisico, ma anche al morale, e +le facoltà intellettuali si impiccioliscono sempre +più.</p> + +<p>Se noi dunque parliamo di questi vergognosi +vizi, gli è per mostrarne i pericoli, gli +è per poter arrestare quei giovani che vi si +abbandonano, e che corrono indubbiamente +su quella via sdrucciolevole che li conduce +al precipizio. Pur troppo entrambi i sessi +hanno esempio di infelici che furono trascinati +ad una mala fine per questa degradante +abitudine.</p> + +<p>I caratteri principali dai quali si potrà conoscere +l'infelice dedito ai piaceri solitari sono:</p> + +<p>Affievolimento della intelligenza, perdita +della memoria, timidità eccessiva, pusillanimità, +pigrizia, stupidità ed alle volte follia.</p> + +<p>Si conoscono dal fisico per:</p> + +<p>Persistente pallidezza, magrezza, indebolimento +di forze, tremito nervoso, alito fetente, +in seguito sordità, tisi, consunzione e forse +anche la morte.</p> + +<p>Questa deplorevole passione però è più +frequente fra le ragazze, perchè, dicono i +<span class="pagenum">[Pag. 42]</span><a name='Page_42'></a>medici, maggiore è il loro sistema genitale, +e perchè, facendo una vita sedentaria, non +possono essere distratte da brutti pensieri +quanto un giovane.</p> + +<p>Noi traccieremo qui un quadro dei mali +che derivano da questa tremenda passione.</p> + +<p>Questi mali nelle donne sono <i>diretti</i> o <i>simpatici</i>.</p> + +<p>Diretti se colpiscono direttamente il sistema +genitale, simpatici se colpiscono organi meno +o più lontani.</p> + + +<h5>Diretti.</h5> + +<p>Distruzione della verginità.</p> + +<p>Dilatazione del canale vulvo-uterino.</p> + +<p>Rilassamento della mucosa che copre quelle +parti, donde hanno luogo i fiori bianchi meno +o più abbondanti e fetidi.</p> + +<p>Irritazione e indebolimento dell'utero, da +cui l'interruzione della mestruazione.</p> + +<p>Emorragie uterine.</p> + +<p>Vapori isterici.</p> + +<p>Rilassamento del canale della vescica, da +cui l'incontinenza di urina.</p> + +<p>Sterilità.</p> + +<p>Perdite abbondanti che alterano la salute, +distruggono le forze, conducendo al marasmo +e fors'anche alla morte.</p> + +<br /> + +<h5>Simpatici.</h5> + +<p>Ammollimento delle mammelle.</p> + +<p>Indebolimento delle forze digestive, indigestioni, +vomiti, gastriche croniche.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 43]</span><a name='Page_43'></a> +<p>Irritazione cronica dei polmoni, catarri, +asma, tisi.</p> + +<p>Indebolimento del cervello e del sistema +nervoso.</p> + +<p>Degradazione intellettuale.</p> + +<p>Tristezza, noia, disgusto per la società.</p> + +<p>Stupida indifferenza.</p> + +<p>Aspetto d'idiota.</p> + +<p>Perdita della memoria.</p> + +<p>Difficoltà di pensare, ecc.</p> + +<p>Debolezza muscolare.</p> + +<p>Pigrizia, affievolimento generale.</p> + +<p>Magrezza del corpo intero.</p> + +<p>Pelle floscia, pallidezza, orbite profonde, +occhi senza vita.</p> + +<p>Finalmente atonia completa, sonnolenza, +morte.</p> + +<p>Ecco le terribili conseguenze che derivano +da questo detestabile vizio. Voi giovinette +osservate di quali mali sia causa la masturbazione, +e pensate che se non vi arrestate, +vi piomberanno tutti addosso conducendovi +ad una certa e misera fine. Voi che dovreste +essere corteggiate ed adorate, voi che dovreste +ispirare la poesia, l'amore, sarete da +tutti fuggite, da tutti disprezzate. I vostri +lineamenti gentili si altereranno, la vostra +giovanile freschezza scomparirà per dar luogo +a rughe precoci, il vostro colorito roseo +darà luogo a una pallidezza livida. Oh! no, +no fuggite questo vizio così abbominevole +e funesto!</p> + +<p>Non seguendo i miei consigli, invece di +una gioventù brillante, d'un vicino matrimonio +sereno e ridente, che vi farà gustare +<span class="pagenum">[Pag. 44]</span><a name='Page_44'></a>tutti gli ineffabili piaceri di sposa e di madre, +non troverete sul vostro cammino che compianto, +tristezza ed abbandono.</p> + +<p>Spero che questa lettura vi sarà di giovamento, +e se il vizio non è già radicato in +voi, potrete svellerlo con forza d'animo e di +volontà, e allontanare tutti quei mali che da +questo derivano mediante alcune cure ragionate, +un'alimentazione particolare, distrazioni, +viaggi, esercizi fisici, ecc. Allora soltanto potrete +vivere di un'altra vita, e diverrete ancora +vispe, allegre e amate da tutti.</p> + +<p>E ciò che dissi per le giovinette, fra le +quali però questo vizio si osserva maggiormente, +lo dico a voi giovani che foste d'animo +sì basso per abbadonarvi ai pieceri solitari. +Non vedete i mali che ne provengono, non +vedete come voi perdete in gaiezza, in salute, +in intelligenza?</p> + +<p>Fino a che questo vizio vi dominerà, voi +non potrete concepire nulla di nobile, nulla +di grande; i vostri studi saranno per voi ardui, +perchè svanita sarà la memoria, rimarrete +ignoranti, e sarete spregiati da chi conosce +l'abitudine vostra. Oh! no, miei cari giovani, +sradicate con ogni sforzo questo vizio riprovato +dalla natura e dalla società; ritornate +coi vostri amici, fate parte dei loro giuochi +chiassosi, dei loro divertimenti! Non sentite +vergogna di voi medesimi? dunque rialzate +orgogliosi la testa, dimenticate i giorni vergognosi +trascorsi, ridiventate giovani onorati +e forti, pensate che avete parenti, amici e +sopratutto una <i>patria</i>.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 45]</span><a name='Page_45'></a> + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Mezzi per impedire i piaceri solitari.</h4> + +<p>Quando i genitori o coloro presso i quali +vive il fanciullo abbiano acquistato la certezza +che il giovinetto è dedito a questo detestabile +vizio dovranno porre in opera tutti +i mezzi per impedirlo. Dovranno però usare +prudenza e dolcezza perchè la violenza ed +i castighi irriterebbero solamente il soggetto.</p> + +<p>I mezzi da impiegarsi sono <i>fisici</i> o <i>morali</i>.</p> + +<p>I mezzi morali, però, sono quelli che meglio +riescono, perchè scuotendo l'immaginazione, +destano un sentimento di timore e risvegliano +l'amor proprio.</p> + +<p>Si cercherà, per esempio, di far comprendere +al giovane come tutti possono accorgersi +delle sue abitudini, perchè gli traspare +dal viso, e che invece di compiangerlo, lo +disprezzeranno e mostrandolo a dito, lo lascieranno +solo, temendo che esso guasti i +compagni che gli sono vicini.</p> + +<p>Se giungete a fare arrossire di vergogna +il fanciullo o la fanciulla siete sicuri che +questi faranno il loro possibile per cambiarsi.</p> + +<p>Un altro mezzo da usarsi colle giovinette, +è di suscitare la loro ambizione, ripetendo +loro sovente che erano belle, fresche, avvenenti, +e che gli adoratori cominciavano a +ronzare loro d'attorno, invece che ora sono +brutte, pallide, macilenti, e che in luogo di +farle segno di mille gentilezze come le sono +<span class="pagenum">[Pag. 46]</span><a name='Page_46'></a>le giovinette loro pari, sono fuggite e guardate +con disprezzo.</p> + +<p>Se l'ambizione comincia a far capolino, se +si persuadono che un giorno potranno eclissare +in bellezza le loro orgogliose compagne, +allora siete sicuri che esse saranno istantaneamente +guarite da questo vizio.</p> + +<p>Bisogna allontanare dai giovanetti le occasioni +che possono trascinarli, come la lettura +di romanzi, la vista di pitture o di incisioni +indecenti, i teatri dove si danno produzioni +immorali o leggiere, e tutto ciò che può accendere +l'immaginazione loro.</p> + +<p>Le giovinette che raggiunsero la pubertà +sono dotate di una impressionabilità squisita, +e risentono più vivamente dei giovani lo +stimolo d'amore.</p> + +<p>Se la giovinetta che manifesta l'inclinazione +per l'altro sesso è nubile è un sacro dovere +dei genitori di maritarla. Se non lo è bisogna +che questi raddoppino l'attenzione perchè è +facile che si dia al piacere solitario. I mezzi +eccellenti per arrrestarlo sono le gite, le partite +di piaceri, i viaggi, le passeggiate, ecc.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari.</h4> + +<p><i>Alimentazione e distrazioni</i>:</p> + +<p><i>a</i>) Nutrimento dolce e corroborante da cui +saranno escluse le carni scure, i pesci di +carne rossa, il caffè, il vino, le vivande ventose, +le droghe, gli zuccherini, ecc.;</p> + +<p><span class="pagenum">[Pag. 47]</span><a name='Page_47'></a><i>b</i>) Fare una leggiera cena di frutti rinfrescanti +prima ai coricarsi;</p> + +<p><i>c</i>) Vietare gli alimenti indigesti e le bevande +eccitanti;</p> + +<p><i>d</i>) Fare uso di cioccolatte di buona qualità, +che è un alimento eccellente e di facile +digestione. Accennerò il cioccolatte fabbricato +dalla Compagnia coloniale, che è preparato +con zuccaro e cacao di prima qualità;</p> + +<p><i>e</i>) Si procurerà di far fare un leggiero esercizio +fisico dopo il pasto;</p> + +<p><i>f</i>) Ogni quindici o venti giorni si dovrà accordare +al soggetto il piacere d'un pranzo +o d'una colazione in campagna, quando il +tempo lo permette, oppure in un albergo, +perchè la distrazione e il cambiamento di +cibi sono efficacissimi, e producono ottimi +effetti.</p> + +<p><i>Raccomandazioni diverse</i>:</p> + +<p><i>a</i>) Si cerchi di stancare il giovane con esercizi +muscolari faticosi prima di lasciarlo +coricare;</p> + +<p><i>b</i>) Si procuri che il suo letto sia abbastanza +duro e poco carico di coperte;</p> + +<p><i>c</i>) Si faccia alzare appena svegliato;</p> + +<p><i>d</i>) Gli si dieno vesti leggiere piuttosto ampie +e non mai troppo calde;</p> + +<p><i>e</i>) Non si lasci scaldare al sole o al fuoco;</p> + +<p><i>f</i>) Non si permetta l'uso dello scaldino alle +giovanette;</p> + +<p><i>g</i>) Si allontani finalmente qualunque causa +morale o fisica che ecciti le loro funeste +tendenze.</p> + +<p><i>Consiglio ai genitori</i>.</p> + +<p>Si cerchi di correggere il fanciullo sino da +<span class="pagenum">[Pag. 48]</span><a name='Page_48'></a>bambino, perchè allora, come la pianticella, +più facilmente si sradicheranno dall'animo loro +le cattive abitudini.</p> + +<p>Che le correzioni sieno dolci e prudenti, +e che si cerchi di sfavorire lo sviluppo delle +buone qualità, l'amore al lavoro, all'operosità, +alle occupazioni attive, che sono la salvaguardia +dell'innocenza e la conservazione +della salute.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO VIII.</h1> + +<h2>Della donna e dei piaceri che offre.</h2> + +<p>La donna, secondo gli artisti, è un complesso +grazioso ed armonioso di linee delicate +e di soavi contorni; è l'essere il più perfetto +che abbia prodotto Natura. Essa giganteggia +sopra tutte le altre creazioni; è intelligente +quanto l'uomo, lo supera per le doti morali.</p> + +<p>La donna è indispensabile per l'uomo, e +senza lei, infatti, non vi sarebbe nè amore, +nè famiglia, quindi nessun piacere puro e +soave.</p> + +<p>Oh! sì, l'uomo deve rispettare e amare la +donna che si sacrifica a lui, che prodiga le +più affettuose cure ai frutti del suo amore, +che condivide i suoi dolori e le sue gioie. +Dovrà esserle immensamente grato, perchè +essa è un inestimabile tesoro di modestia, di +grazia, di amabilità, di devozione, di amore. +E quanto più l'uomo la ama e la rispetta, +tanto più essa gli si affeziona, e gli è devota, +e maggiori e ineffabili saranno i piaceri che +<span class="pagenum">[Pag. 49]</span><a name='Page_49'></a>essa gli apporterà, e di tutto farà per rendere +felice l'uomo che le dimostra un vero e sincero +amore.</p> + +<p>Morali e fisici sono i piaceri che ci procura +la donna.</p> + +<p>I fisici derivano dalla sua bellezza, dalle +sue attrattive che soddisfano gli occhi nostri.</p> + +<p>I morali derivano dalle doti che essa possiede, +dalla grazia, dal suo spirito, dalla dolcezza +del suo carattere, ecc. La donna può +impressionare tutti i sensi nostri, ma principalmente +quelli dell'udito, della vista e del +tatto.</p> + +<p>Quantunque il senso dell'udito ci procuri +minori sensazioni che quello della vista pure +gli armoniosi suoni d'una voce graziosa di +donna ci scendono sempre dolci al cuore. Non +si prova forse una squisita sensazione quando +la donna amata ci parla, quando arrossendo +ci confessa il suo amore?.... Allora tutti i +sensi sono come soggiogati da una ebbrezza +deliziosa, non si desidera che di sentire ancora +la sua voce melodiosa e soave.</p> + +<p>E il senso dell'udito non resta dolcemente +impressionato quando una voce di donna +canta una bella romanza e quando le diverse +modulazioni e colore delle sue note esprimono +i diversi sentimenti dell'animo suo?</p> + +<p>Il timbro della voce d'una donna è generalmente +puro e dolce, ed accarezzando il +nostro orecchio, ci fa una impressione gradevolissima. +Però si da il caso che molte +giovinette anche belle abbiano una voce grossa +e rozza, che fa perder loro i pregi e le attrattive +fisiche esterne. Per cui è da raccoman<span class="pagenum">[Pag. 50]</span><a name='Page_50'></a>darsi +ai genitori di rettificare possibilmente +la voce dei figli loro quando sono ancora +bambini per mezzo di utili esercizi che troveranno +nella nostra <i>Hygiène de la voix</i>.</p> + +<p>Il senso della vista ci procura le più dolci +sensazioni. È infatti cogli occhi che si osservano +le bellezze della donna, che si ammirano +i contorni delle sue forme eleganti, che si +seguono i suoi movimenti graziosi, che si +scorge il suo incantevole sorriso; cogli occhi +infine che si apprezzano le mille attrattive +delle quali Natura la regalò.</p> + +<p>Il senso del tatto è la sede dei piaceri fisici, +inutile è il dimostrarlo. Infatti quale sensazione +è più dolce di quella che si prova +quando la gentile e morbida mano della donna +amata ci accarezza, o quando questa ci bacia +dimostrandoci l'amor suo, la sua devozione?</p> + +<p>Guai però a quegli individui che non hanno +abbastanza forza per resistere alle voluttà dei +piaceri fisici! Questa funesta passione è causa +di molti mali morali e materiali; presto le +loro forze si estenuano e se la morte non li +colpisce, invecchiati precocemente conducono +una vita misera e amareggiata dall'infermità.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO IX.</h1> + +<h2>Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.</h2> + +<p>Tutte le passioni umane vanno soggette a +dei traviamenti più o meno comuni, ma l'amore +offre delle aberrazioni singolarissime. +<span class="pagenum">[Pag. 51]</span><a name='Page_51'></a>Talvolta si manifesta con tale energia che +inspira perfino paura. Talvolta si tiene celato +fino ad una propizia occasione, e allora si +manifesta pubblicamente.</p> + +<p>Generalmente l'amore ha per iscopo il godimento +fisico. Quando si trova rivestito della +forma platonica si manifestano delle singolari +aberrazioni, e allora la passione è portata +alla frenesia, al delirio. Gl'infelici che ne +sono colpiti destano timore e devono essere +rinchiusi in stabilimenti opportuni.</p> + +<p>I traviamenti venerei si manifestano sotto +diverse specie, dall'amore sensuale all'<i>irritazione +genitale</i> e all'<i>uteropatia</i>.</p> + +<p>La prima, propria all'uomo, comprende il +<i>priapismo</i> e la <i>satiriasi</i> mali gravissimi che +finiscono spesso colla morte.</p> + +<p>La seconda, propria alla donna, comprende +l'<i>isterismo</i> e l'<i>uteropatia</i>, mali che però offrono +speranza di guarigione.</p> + +<p>Fra questi mali gravissimi ve ne sono altri +intermedi che sono perversioni dell'apparecchio +nervoso-sensorio.</p> + +<p>Vi sono anche, all'incontro, parecchi individui +d'un eccessivo rigorismo per la maggior +parte delle donne, e non comprendono la +donna che in mezzo alle ricchezze, all'eleganza, +alle dovizie; tutte le altre per loro +sono sciupate e ripugnanti. Ben presto però +la follia s'impadronisce di essi.</p> + +<p>Esistono taluni anche ai quali piacciono +le donne alte, altri le piccole, altri ancora +o le grosse o le magre; v'è chi adora la +donna dal colorito vivace, chi ama quella +dal viso pallido, ecc.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 52]</span><a name='Page_52'></a> +<p>Vi sono individui pei quali i piaceri sensuali +sono la loro principale occupazione, e +cercano qualunque mezzo per soddisfarli, però +sono frenati abbastanza per nascondere il +loro vizio. Questa irritazione genitale soddisfatta +conduce alla <i>satiriasi</i>. Si dica lo stesso +delle donne che, soddisfando le loro brame +sensuali, vanno incontro all'<i>isterismo</i> e alla +<i>uteropatia</i>. Questo sia d'avviso a coloro che +hanno un temperamento tendente all'amore.</p> + +<p>Inoltre se lo spasimo venereo è prolungato +oltre i limiti possono derivare infiniti mali, +e pur troppo delle convulsioni mortali, e fors'anche +la morte fulminante.</p> + +<p>Questi piaceri poi, gustati troppo spesso, +ci abbrutiscono, facendoci svanire le facoltà +intellettuali e le forze fisiche, e rendendoci +inutili a noi stessi e alla società.</p> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Satiriasi.</h4> + +<p>Questa funesta affezione deriva dal temperamento +con predominio genitale, dall'impero +dell'istinto brutale sulla ragione, e dall'irritazione +morbosa del sistema nervoso, dell'apparato +generatore e del cervelletto. L'individuo +affetto da questa malattia soccombe +indubitabilmente.</p> + +<p>Citeremo un esempio.</p> + +<p>Il giovanetto Amedeo R..., dotato di un temperamento +nervoso-sanguigno con predominio +genitale, si era fin da fanciullo abbandonato +<span class="pagenum">[Pag. 53]</span><a name='Page_53'></a>ai piaceri solitari. Ma la sua forte costituzione +e la sorveglianza dei genitori ne scongiurarono +i tristi effetti. Uscito però dalla famiglia +potè abbandonarsi anima e corpo ai piaceri +d'amore, bazzicando nelle case di tolleranza +e dandosi in braccio a prostitute. Perfino la +morte di suo padre non giunse a scuotere +quest'anima depravata. Lasciò la capitale per +andare a raccogliere l'eredità, e poi vi tornò +sciupandovi più di prima patrimonio, salute +e onore. Ben presto però, povero affatto e +cacciato anche dalle donne perdute, cui incuteva +spavento colle sue brutali passioni, si +vide costretto per soddisfarle di girovagare +pei luoghi deserti della capitale tra i ruderi +e le rovine, dando l'assalto alle donne che +per malaventura vi passavano sole. Ma la +polizia seppe subito arrestarlo, e lo trasse +in prigione. Ma da qui fu trasportato all'ospedale +dei pazzi, e ivi legato con ferri, +perchè offrì i più violenti sintomi di furore +genitale.</p> + +<p>Fu messo in una gabbia di ferro della quale +mordeva le spranghe, e qui stette come un +cane idrofobo per una settimana in preda a +convulsioni tremende. Impossibile fare il ritratto +di quest'infelice; più non era un uomo, +aveva l'aspetto d'una belva arrabbiata, l'espressione +di Lucifero. Infine, dopo sette +giorni in preda ad una tremenda ed atroce +convulsione, spirò. Fu una scena orribile. Il +guardiano stesso, assuefatto ed insensibile, +non potè trattenere una lagrima!</p> +<span class="pagenum">[Pag. 54]</span><a name='Page_54'></a> + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Erotismo per soverchia continenza.</h4> + +<p>Come gli eccessi <i>in più</i> sono dannosi alla +salute, così lo sono anche gli eccessi <i>in meno</i>, +perchè distruggono l'equilibrio che deve esistere +fra le diverse funzioni. Infatti, essendo +qualunque organo necessario alla macchina +umana, se le funzioni di questo organo sono +soppresse o ritardate, ne deriva un disquilibrio +più o meno profondo. Il solo buon senso +ci dimostra che sarebbe una follia il volere +porre un limite alle leggi naturali. Quindi +bisogna usare moderatamente delle cose della +vita, ma non privarsene affatto.</p> + +<p>Gli esempi dei mali che provengono da una +soverchia continenza sono raccolti negli annali +della medicina, e non potendo qui esporli +indirizziamo il lettore alla nostra <i>Igiene del +matrimonio</i>.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Follia erotica.</h4> + +<p>Abbiamo detto che la <i>satiriasi</i>, speciale +all'uomo, prende il nome di <i>ninfomania</i> +quando s'impadronisce della donna. I mali +che ne provengono sono i medesimi e le cause +sono le stesse, le cause predisponenti consistono +nell'avere un temperamento bilioso +<span class="pagenum">[Pag. 55]</span><a name='Page_55'></a>sanguigno, nel leggere o vedere cose oscene, +e infine nell'avere amici viziosi e dediti ai +piaceri venerei.</p> + +<p>La <i>ninfomania</i> prende alle volte spaventevoli +proporzioni, avendo la donna organi +genitali molto sviluppati; allora bisogna legare +le infelici che ne sono affette, perchè +squarcierebbero tutti gli uomini che loro +capitassero sotto mano. Per fortuna però +questa forma di ninfomania è rara, e coloro +che ne sono colpiti o guariscono per mezzo +di una rivoluzione nel temperamento loro, +o muoiono fra le convulsioni della febbre +erotica.</p> + +<p>Vi sono però diverse gradazioni di ninfomania, +ma il pudore e la vergogna fanno +sì che le donne affette nascondino i loro trasporti +nell'ombra e nel mistero.</p> + +<p>Quando la ninfomania assale fortemente +le donne, queste cadono in convulsioni alla +vista di un uomo. Il viso loro è orribile a +vedersi, perchè tutti i muscoli si contraggono +in un ironico sorriso, gli occhi scintillanti, +la voce rauca ed acuta, le membra scricchiolanti +denotano il loro spasimo e il loro +dolore.</p> + + + +<h3>Parte Quarta.</h3> + +<h4>Follia erotica intermittente.</h4> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Vive una giovane che all'età di 23 anni +offriva i più singolari contrasti di lubricità +<span class="pagenum">[Pag. 56]</span><a name='Page_56'></a>e di pudore. Ciascun mese essa era in preda +alla crisi ninfomaniaca che durava cinque o +sei giorni, e durante questo tempo sentiva +un insaziabile desiderio dei piaceri venerei.</p> + +<p>Quando la crisi era passata si vergognava +degli eccessi che aveva commessi, e camminava +a testa bassa per paura che le si leggesse +in viso il vergognoso difetto che la +degradava.</p> + +<p>Impiegò tutti i mezzi sedativi ed antivenerei, +ma invano. Due anni durò questo +stato. Alla fine del secondo per fortuna ingravidossi; +dico per fortuna, perchè da quest'istante +in poi le crisi erotiche più non si +manifestarono. Diede alla luce una bella bambina. +L'amor materno soffocò qualunque +altro sentimento. Essa vive ritiratissima, riponendo +tutte le sue gioie, i suoi affetti, le +sue speranze nella sua creaturina, che ama +profondamente.</p> + +<p>Molte volte il triste ricordo dell'obbrobrioso +passato le si affacciava alla memoria, ma ella +lo cacciava da sè, e ritraeva novello e vigoroso +coraggio da un bacio della sua bambina.</p> + +<p>E questa donna vive ancora, quantunque +sempre triste, cercando di espiare il passato +con una vita esemplare e ritirata.</p> + +<p>Eccovi in breve le diverse affezioni erotiche +che affliggono i due sessi. L'unico consiglio +che possa darvi si è quello di chiamare lo +aiuto di un medico rinomato appena se ne +sentano i sintomi. Un giorno che si ritardi +potrebbe causare gravi crisi e forse anche +la morte.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 57]</span><a name='Page_57'></a> + + +<h3>Parte Quinta.</h3> + +<h4>Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico.</h4> + +<p>Per preservarsi dalle malattie suaccennate, +bisogna avere delle precauzioni e perseveranza. +La prima norma è quella di allontanare da +sè il predominio generale all'irritazione prima +che questa si dichiari negli organi genitali.</p> + +<p>I genitori devono avere cura della condotta +e delle tendenze del figlio loro, dipendendo +queste malattie dal temperamento del giovane. +Se riconoscono l'esistenza della predisposizione +dovranno senza indugio consultare un +medico.</p> + +<p>Le norme igieniche da osservarsi per combattere +l'irritazione genitale riguardano la +alimentazione, e richiedono la ginnastica.</p> + +<p>Si sottoporrà il giovane ad un regime alimentare +basato sopra lo stato della sua salute +e delle sue forze.</p> + +<p>Se è d'un temperamento robusto, gli si prescriveranno +carni bianche, fecule, latticinii, +erbaggi, sostanze povere di succhi nutritivi; +gli si proibiranno le bibite eccitanti, dandogli +invece quelle che rinfrescano.</p> + +<p>Se invece è d'un temperamento debole, +gli si ordinerà il brodo di carne, l'arrosto di +bue, vitello, pollo, e specialmente dell'eccellente +cioccolatte, e per bevande le acque +zuccherate, aromatizzate, le infusioni leggiermente +toniche, per esempio la camomilla, il +tiglio, l'acqua di fior d'arancio e simili.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 58]</span><a name='Page_58'></a> +<p>Si dovrà in seguito sottoporre il soggetto +ad esercizi ginnastici, al ballo, all'equitazione, +al giuoco della palla, del bigliardo, ecc., e +qualunque altro esercizio o giuoco che richiegga +uno sforzo muscolare, così si riporterà +sul tronco quella forza che è in eccesso +negli organi genitali.</p> + +<p>Se questi mezzi fossero vani, e le tendenze +erotiche non diminuissero, si ricorrerà alle +medicine ed agli altri mezzi sedativi ed antivenerei. +I salassi, le bevande rinfrescanti e +debilitanti abbattono l'irritazione. Ma il regime +alimentare trionfa su tutto. Noi abbiamo +dimostrato questo ad evidenza nella nostra +<i>Hygiène alimentaire</i>, e infatti coll'alimentazione +non solo si possono sradicare le malattie, +ma perfino mutare la costituzione dello +individuo.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO X.</h1> + +<h2>Igiene dei piaceri venerei.</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>I piaceri dell'amore gustati con prudenza +e moderazione servono come tutte le altre +funzioni vitali a mantenere la nostra salute. +Invece gli eccessi la sciupano, e sono causa +di gravissime malattie. Quegli spensierati +giovani che si abbandonano con trasporto +alle snervanti voluttà d'amore, e si vantano +coi loro amici di poter più volte rinnovare +<span class="pagenum">[Pag. 59]</span><a name='Page_59'></a>la fatica d'Ercole, non sanno che la loro +spavalderia ed imprudenza attenterà alla loro +salute, alle loro facoltà mentali e che prepara +loro una vecchiezza precoce.</p> + +<p>Quando i primi desiderii si manifestano +bene sarebbe d'ammogliarsi. Ma da noi pur +troppo non è così, perchè si prende moglie +quando si è già avanzati in età e quando si +ha davanti la prospettiva d'una bella dote.</p> + +<p>E pur troppo i desiderii, che già sono abbastanza +forti, devono essere soddisfatti. Pur +troppo, dico, perchè per soddisfarli bisogna +gettarsi in braccio alle donne pubbliche!</p> + +<p>Giovani, siate per lo meno sobrii se dovete +abbandonarvi a questi mezzi estremi!</p> + +<p>Le prostitute sono a temersi, perchè appartenendo +esse a tutti gli uomini che le pagano, +possono facilmente incalzarsi varie malattie +sempre gravi, perchè infettano il sangue, e +fra le tante la più grave che è la <i>sifilide</i>. +Guai a colui che ne è colpito, perchè il <i>virus</i> +non solo appesta l'affetto senza speranza di +guarigione, ma si trasmette anche alla prole +innocente.</p> + +<p>Voi, giovani, pensate ai mali che vi possono +danneggiare varcando la soglia di una +casa di prostituzione, non dispregiate questi +consigli, pensate che la vergogna ed il rimpianto +succedono sempre alle ore dell'orgia.</p> + +<p>Eccone un esempio.</p> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Un giovane di 24 anni Alfonso Du..., figlio +d'agiata famiglia, aveva abbracciato la car<span class="pagenum">[Pag. 60]</span><a name='Page_60'></a>riera +di commerciante. Primo commesso di +una delle principali case della capitale, era +ben veduto da tutti, perchè amato e stimato +da' suoi superiori e da quelli a lui sottoposti.</p> + +<p>Da parecchi anni conviveva con una donna, +ma l'aveva circondata da tanto mistero che +nessuno poteva immaginare questo fatto. Ma +avuti dei dissensi con essa, erano già quattro +giorni che più non la vedeva, quando una +sera in compagnia di tristi amici varcò la +soglia di un postribolo. Mai non l'avesse fatto. +Ne uscì col germe di una malattia che amareggiò +la sua esistenza. S'affidò ad un medico, +ma dopo due mesi la malattia peggiorò, e +l'infelice si vide perduto. Le glandole erano +oltremodo gonfie, gli cadevano i capelli a +ciocche, la pelle gli si copriva di pustole, il +<i>virus</i> straziava orribilmente il povero Alfonso.</p> + +<p>Fortuna volle che un suo amico lo condusse +da un celebre medico, il quale, pur non nascondendogli +la gravezza del suo male, gli +promise la guarigione se adottava il suo sistema. +Alfonso seguì infatti tutte le istruzioni +del bravo medico, e dopo 10 mesi si credette +libero dal <i>virus</i> che l'infettava. Infatti egli +si sentiva tanto bene che dopo due mesi +pensò a prender moglie. Il medico non glielo +permise, dicendogli però che poteva ammogliarsi +senza pericolo di trasmettere la malattia +ai figli dopo due anni. Alfonso ebbe +tanta costanza di aspettare a sposarsi passati i +ventiquattro mesi ed ebbe anche la consolazione +di avere un figlio. Esso crebbe robusto sino +al ventesimosesto mese, nel quale fu colpito +<span class="pagenum">[Pag. 61]</span><a name='Page_61'></a>da un'oftalmia purulenta. Questa guarita, il +male si trasportò all'orecchio e alla bocca. +Insomma aveva ereditato il male paterno. La +povera creaturina rimase mingherlina per +tutta la sua infanzia.</p> + +<p>Sorte migliore non ebbe il secondo figlio, +epperò la sua costituzione rimase egualmente +molto gracile.</p> + +<p>Alfonso, desolato, decise di non aver più +figli, per non avere il dolore di vederli sopportare +le conseguenze de' suoi trascorsi.</p> + +<p>Povero giovane! Egli condusse poi una vita +trista, pensando che i suoi due figliolini un +giorno gli rinfaccierebbero le amarezze della +loro esistenza! Ancora qualche anno vegetò +piuttosto che visse, e morì di dolore e di +crepacuore!</p> + +<p>Lettori, che questo fatto vi sia d'esempio. +Pensate a tutte le conseguenze prima di gettarvi +fra le braccia d'una cortigiana.</p> + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<p>Credo utile di riassumere in questo capitolo +alcuni precetti risguardanti i piaceri +dell'amore.</p> + +<p>L'unico consiglio per conservare a lungo +la propria salute è di gustare con moderazione +i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano +il nostro fisico ed estenuano le nostre forze. +L'unico mezzo per rendere il piacere più +vivo è di gustarlo raramente.</p> + +<p>Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà +d'amore dopo il pasto, perchè tale voluttà, +<span class="pagenum">[Pag. 62]</span><a name='Page_62'></a>turbando la digestione, può essere causa di +soffocazioni, di svenimenti e fors'anche di +apoplessia.</p> + +<p>Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono +spreco di forze fisiche.</p> + +<p>Quando si ha qualche organo ammalato, +si prova un malessere generale, perchè il coito +non farebbe altro che accrescere il male.</p> + +<p>Si debbono scansare o reprimere i desideri +immoderati, o i trasporti troppo focosi, perchè +logorando rapidamente la macchina umana +ci possono essere funesti. Coloro che hanno +stomaco debole, e che sono disposti alle affezioni +polmonari sono generalmente inclinati +a siffatti piaceri, dovranno dunque fare ogni +sforzo per frenarsi, perchè le voluttà sensuali +precipitano i battiti del cuore, producono +delle congestioni ai polmoni, che sono sempre +funeste per chi tende alla tisi.</p> + +<p>Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, +oppure quando è assopito naturalmente, è +sempre dannoso alla salute il ridestarlo con +mezzi morali o fisici, perchè bisogna concedere +agli organi genitali il loro istante di riposo. +E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.</p> + +<p>È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, +perchè lo spasimo venereo, cagionando una +forte tensione dei muscoli degli arti inferiori +che già portano il peso del corpo, li affatica +oltre misura. Le conseguenze non si manifestano +istantaneamente, e fin che si è giovani +e robusti non ci si bada, ma ben se ne accorge +quando, vecchi, le gambe, ricusando il loro +ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si +<span class="pagenum">[Pag. 63]</span><a name='Page_63'></a>affaticano per un nonnulla, di maniera che +la stanchezza vi accompagna perfino a letto.</p> + +<p>Male è ripetere il coito più volte, perchè +scuote il sistema nervoso ed esaurisce le nostre +forze. Per lo meno tra un accostamento +e l'altro è bene lasciare l'intervallo di un +giorno.</p> + +<p>L'impotenza si riscontra specialmente nei +beoni, perchè il loro sangue fu riscaldato da +liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, +che accelerano i moti del cuore ed +irritano il cervello.</p> + +<p>Può derivare anche da un'alimentazione +povera, debilitante, dal regime latteo o esclusivamente +vegetale e dall'uso delle bevande +acide.</p> + +<p>Siccome le perdite della donna sono minori +di quelle dell'uomo, così essa può ripetere +il coito più volte, ma però è bene se ne +astenga, perchè è provato che quelle che ne +abusano vanno soggette alle tristi affezioni +delle ovaie, della matrice, qualche volta anche +al cancro.</p> + +<p>Dunque, riassumendo, diremo:</p> + +<p>L'assoluta continenza, come l'incontinenza +della voluttà d'amore, sono due estremi riprovati +dalla natura e dalla ragione.</p> + +<p>Infatti se la continenza è conservata strettamente +è causa d'una sequela di malattie +e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle +allucinazioni oscene, alla follia, al delirio +erotico.</p> + +<p>L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo +veduto logorano istantaneamente la salute, +e sono causa di sterilità. È il libertinaggio +<span class="pagenum">[Pag. 64]</span><a name='Page_64'></a>che produce quegli esseri che poi crescono +gracili e sparuti; è il libertinaggio che riempie +le sale degli ospedali di infelici che aspettano +la morte come fine dei loro mali. Giovani, +guardatevi dagli eccessi delle voluttà sensuali; +essi conducono spesso alla morte.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XI.</h1> + +<h2>Età virile e i suoi piaceri.</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Virilità.</h4> + +<p>La virilità è l'epoca più lunga della vita +umana, poichè comincia qualche anno dopo +della pubertà, e finisce giunti alla prima +vecchiaia.</p> + +<p>Questa è l'epoca la più felice della vita +di colui che non è stato deteriorato dagli +eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione. +È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili +ci lasciano, nella quale la riflessione +prende il loro posto, e la realtà si presenta +senza tante illusioni ai nostri occhi oramai +fatti esperti. Una rivoluzione fisica e morale +si è operata nel nostro organismo. L'amore +scema per dar luogo ad un affetto profondo, +a una sincera devozione. L'amicizia diventa +un bisogno, e getta nel nostro cuore profonde +radici. È in questo periodo che i gusti +<span class="pagenum">[Pag. 65]</span><a name='Page_65'></a>diventano più serii e ragionati, e che l'uomo +tende a procurarsi una stato degno di lui +nella società. Questa è l'epoca dei lavori +utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi, +ma più vivi, nella quale non si gustano +le distrazioni se uon quando si hanno adempiti +ai doveri di cittadino, di marito, di padre! +Di marito e di padre, dico, perchè in questi +anni l'uomo si cerca una sposa buona e +gentile, e la donna un compagno laborioso +ed onesto. Questo passo è il più importante +della vita, e la prudenza di usare prima di +stringere il nodo coniugale non è mai troppa, +perchè da questa unione dipende la nostra +felicità o la nostra sventura.</p> + +<p>Ho detto che una grande rivoluzione si è +operata nel morale dell'individuo; infatti esso +non obbedisce come da giovane alle prime +impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione +e dall'esperienza. Prima di intraprendere una +speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi +lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non +esporre i suoi beni, giacchè egli è responsabile +anche del benessere della sua famiglia. +Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire, +perchè le ricchezze acquistate da giovane +servono nella tarda età ed all'educazione dei +figli suoi.</p> + +<p>Il marito deve essere più sobrio che il celibatario +nei piaceri dell'amore e condurre +una vita più regolata di questi, perchè i figli +che procurerà saranno più belli e rigogliosi.</p> + +<p>È oramai provato che le qualità fisiche e +morali del padre si trasmettono direttamente +ai figli, per cui quanto più il padre godrà +<span class="pagenum">[Pag. 66]</span><a name='Page_66'></a>una florida salute, tanto più il figlio crescerà +forte e robusto. È dunque necessario per un +padre che senta il proprio dovere, che abbia +a dar vita ai figli che diverranno utili alla +patria, stante che ciò sta per tre quarti in +suo potere. Dovrà perciò consultare varii +libri che trattano della procreazione, fra i +quali anche la nostra <i>Hygiène du mariage</i>.</p> + + + +<h3>Parte Seconda</h3> + +<h4>Età matura.</h4> + +<p>L'età matura non è che la continuazione +della virilità, quindi tutte le qualità che in +quell'epoca già germogliavano ora prendono +vita e si manifestano. Infatti questa è l'epoca +la più pratica della vita. È l'epoca nella quale +si cercano avidamente le ricchezze, le cariche, +gli onori, nella quale l'uomo si occupa con +ardore per aumentare il proprio benessere e +stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che +egli adopera per giungere al suo fine sono +onesti, allora non si può che applaudire, ma +pur troppo non tutti li impiegano. Questi, +quantunque dispensino oro, dovunque passano, +dovrebbero essere disprezzati! Ma non +lo sono; l'oro accieca gli occhi del volgo, e +purchè gli si dia denaro non svela le macchie +che intaccherebbero l'onore di questi ricchi. +Ai nostri tempi la potenza del danaro è sì +grande che con esso si acquista persino l'onore!</p> +<span class="pagenum">[Pag. 67]</span><a name='Page_67'></a> + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Piaceri dell'età matura.</h4> + +<p>Siccome nell'età matura il cerchio delle +relazioni è più largo che durante la giovinezza, +così i piaceri saranno più numerosi, +perchè maggiori saranno anche le soddisfazioni.</p> + +<p>Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo +in questo periodo si sono cangiati. L'ardore +giovanile che lo animava nelle sue partite +di piacere è scomparso. Gioie più calme e +meno effimere sottentrarono a quelle folli e +strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti, +i solazzi, i passatempi, ma pur godendoli, +ha sempre innanzi agli occhi il fine de' suoi +desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di +piaceri a seconda del diverso grado che si +occupa nell'umano consorzio.</p> + +<p>Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari +sono fonti di piacere, come le fortunate speculazioni +pel capitalista, un isperato raccolto +per l'agricoltore, un'abbondante messe per +l'affittaiuolo, ecc.</p> + +<p>Non è forse un'immensa gioia per uno +scrittore che una sua opera ottenga un favorevole +successo? Per un poeta, per un +pittore sapere che il suo nome vola di bocca +in bocca accompagnato da elogi e ammirazione? +Non è forse una gioia sincera quella +dell'impiegato, del soldato che avanza di +grado, che si rende superiore ai compagni +per la sua abilità?</p> +<span class="pagenum">[Pag. 68]</span><a name='Page_68'></a> +<p>E lo scienziato che dopo un faticoso studio +e un indefesso lavoro giunge ad ottenere una +scoperta che renderà un immenso servizio +all'umanità non prova nell'anima una calda +soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti +sono i piaceri di questo genere, che potrei +enumerare, sempre graditi agli uomini eletti.</p> + +<p>Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc. +sono quelle che solleticano vivamente l'amor +proprio dell'uomo di questa età. Il piacere +che si prova giungendo in possesso di una +decorazione, per esempio, è tanto più grande +quanto maggiori furono le difficoltà che si +sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi +da questi generi di piaceri, perchè alle +volte si provano delle disillusioni e degli acerbi +disinganni, vedendo onorato chi non ne ha +punto i meriti e vedendo sè dimenticati. Ma +non affliggetevi per questo, chè il merito e +la virtù sempre sono ricompensati!</p> + + + +<h3>Parte Quarta.</h3> + +<h4>Piaceri paterni e materni.</h4> + +<p>Nell'età matura i piaceri della tavola sono +più sentiti e più ricercati, perchè quivi generalmente +l'uomo laborioso riposando delle +fatiche giornaliere, prova i più cari piaceri +della famiglia. È infatti a tavola che il padre +di famiglia si trova circondato dai suoi cari +figliuoletti, e quando l'appetito non manca a +nessuno, il pranzo è allegro e chiassoso, perchè +in quest'ora in cui tutti sono riuniti si rac<span class="pagenum">[Pag. 69]</span><a name='Page_69'></a>contano +le cose della giornata, e generalmente +l'allegria regna tra la famigliuola. Il +pranzo del celibe invece è privo di tutta +questa gioia sincera, anzi è il più delle volte +freddo e melanconico, perchè il suo cuore +non si apre alle dolcezze infinite che procurano +una moglie affettuosa e dei vispi fanciulletti.</p> + +<p>Gioia e piacere maggiore provano il padre +o la madre quando ricorre il santo del loro +nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare +loro mille sorprese, che loro attesti il +loro affetto e la loro riconoscenza. E questi +sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore, +e vi lasciano traccie indelebili, sono piaceri +che sorpassano di lunga quelli che si gustano +al teatro, a un ballo, ad un festino, sono +piaceri infine che non può immaginare se non +chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed +educati.</p> + +<h3>Parte Quinta.</h3> + +<p>L'uomo prudente che desidera una vecchiaia +esente da infermità deve essere in particolar +modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40 +ai 50 anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi +ancora forte e robusto, pure, essendo la perdita +di fluido nerveo piuttosto copioso, così +ne deriva un indebolimento muscolare, e alle +volte un malessere non si ripara che col +tempo e talora imperfettamente. Dalla sua +nascita sino ai 40 anni le funzioni organiche +dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo +un po' stazionarie, decrescono sensibilmente.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 70]</span><a name='Page_70'></a> +<p>Come nelle altre età l'amore è un grato +piacere, così lo è anche nell'età matura, ma +il marito non ha per iscopo dell'amore il +solo piacere. Esso pensa alla prole, perchè +in questa età la si desidera ardentemente.</p> + +<p>Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato +deve essere più che mai sobrio dei piaceri +d'amore, perchè questi diminuiscono le sue +forze fisiche ed intellettuali, delle quali più +che mai abbisogna, e perchè deve sentire il +dovere di procreare figli forti e robusti, e se +il suo corpo è sciupato gli esseri a cui darà +la vita saranno pure deboli e gracili. Infatti +è oramai provato l'ereditorietà delle qualità +fisiche e morali del padre, e se quest'opera +lo permettesse si potrebbero citare mille esempi +a testimonianza.</p> + +<p>Ripetiamo dunque per conclusione che coloro +i quali nella giovinezza fuggono gli eccessi +e i disordini, godono nella virilità maggior +numero di piaceri.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XII.</h1> + +<h2>Nubilità—Età matura.</h2> + +<p>Quantunque i piaceri della donna sieno +meno numerosi e svariati di quelli dell'uomo, +pure non sono meno vivi, anzi le donne li +sentono maggiormente e più profondamente +di noi.</p> + +<p>Il sogno della giovinetta è di potersi unire +con un nodo indissolubile all'uomo che ama, +<span class="pagenum">[Pag. 71]</span><a name='Page_71'></a>che ha fatto sossultare il suo cuore, e di poter +legittimare il suo amore col matrimonio. E +il giorno di nozze rimane sempre scolpito +nel suo cuore come un lieto e sacro ricordo.</p> + +<p>La gioia della giovane sposa sempre più +si aumenta quando ella sentirà portare nel +seno il frutto del suo amore, perchè presto +avrà la consolazione di sentirsi chiamare col +dolce nome di madre! Nulla è più dolce +infatti per una donna di vedersi circondata +da una corona di figliuoletti vispi e graziosi.</p> + +<p>La donna incinta negli antichi tempi era +stimata ed onorata da tutti. Presso i Romani +e presso i Greci si prodigavano tutte le cure +le più amorose. La condizione non influiva +nulla, la donna incinta aveva la preminenza +su tutti, perchè essa doveva dare alla patria +un cittadino di più.</p> + +<p>I Greci si alzavano rispettosamente all'avvicinarsi +di una donna in istato di gravidanza, +e anche oggi la società civile prodiga le più +minuziose attenzioni alla donna che sta per +diventare madre di famiglia.</p> + +<p>Voi donne che non avete scelto un compagno, +se comprendeste le soavi gioie della +maternità, sono sicuro che invidiereste colei +che tiene fra le sue braccia un bambinello +vezzoso, che lo nutre col suo latte, che lo +bacia, che lo accarezza, e per ricompensa +vuole da lui un sorriso che dimostri la sua +contentezza. Non si possono descrivere con +parole le emozioni, le gioie che può provare +una madre, emozioni sempre dolci, gioie +sempre ineffabili.</p> + +<p>Il marito poi, quantunque abbrutito dai +<span class="pagenum">[Pag. 72]</span><a name='Page_72'></a>vizii, prodiga alla moglie incinta le attenzioni +di cui egli è capace. La gravidanza dunque è +l'epoca più importante della vita femminile.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XIII.</h1> + +<h2>Igiene dell'età matura.</h2> + +<p>L'igiene di questa età comprende le azioni +della vita fisica e morale, ma principalmente +sulle tendenze essa deve apportare i suoi +consigli.</p> + +<p>Come già abbiamo accennato, ciò che si +impadronisce dell'uomo a questa età è l'ambizione +e la vanità. È infatti in questa età +che l'uomo ambisce alle cariche, agli onori, +alle ricchezze, alle distinzioni. Questa passione +se non oltrepassa i limiti è di vantaggio +all'uomo, perchè gli dà il coraggio e il desiderio +di sopportare e di riescire.</p> + +<p>Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora +è dannosa e rende all'individuo che è +assalito la vita pesante e penosa. È allora +che il desiderio di possedere ricchezze, di +acquistare una fortuna, si impossessa di lui +e gli resta nella mente come un'idea fissa. +Si combatta dunque questa passione al suo +nascere, si cerchi qualunque mezzo per soffocarla, +perchè la <i>tendenza all'acquisività</i>, +spinta all'eccesso, può diventare <i>avarizia</i>, e +all'avarizia va sempre unita l'invidia, questa +passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, +e che sempre cresce e mai non gli +lascia riposo.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 73]</span><a name='Page_73'></a> +<p>Tuttavia anche quando questa passione si +è impadronita di noi non bisogna mai disperare, +perchè con forza d'animo si può sradicarla +dal cuore. I mezzi che si suggeriscono +sono i soliti che distruggono il nostro spirito, +e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la +caccia, la pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, +ecc.</p> + +<p>I piaceri che in questa età predominano +sono i piaceri della tavola. Abbiamo già detto +che l'individuo giunto a questa età ricerca +tutte le vivande le più piacevoli e i vini più +squisiti, perchè questi piaceri sono quelli +che maggiormente rallegrano l'individuo. +Questi piaceri, gustati moderatamente, sono +di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano +distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in +liete brigate d'amici e di compagni.</p> + +<p>Ma se questi piaceri occupano troppo la +mente dell'individuo, allora degenerano nella +ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato +da tutti, può nuocere immensamente alla +salute. L'abuso delle vivande stuzzicanti e +dei liquori sono cagioni di gravissime infermità +che, sviluppandosi presto o tardi, sono +però d'una gravezza talora irrimediabile.</p> + +<p>Le bevande alcooliche in ispecie portano +un immenso danno al sistema nervoso, e +producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono +l'intelligenza dell'individuo che ne +abusa, rendendolo vecchio prima del tempo +e inutile a sè stesso ed alla società.</p> + +<p>Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri +pranzi di famiglia, perchè sono essi mezzi +eccellenti per far nascere le gioie sì pure e +<span class="pagenum">[Pag. 74]</span><a name='Page_74'></a>sì sante come quelle dell'amicizia. Però ricorderò +ancora che coloro che sono ingordi +e mangiano più del bisogno diventano stupidi, +sonnacchiosi, pigri, vanno soggetti a +malattie infiammatorie e possono con tutte +le probabilità essere colpiti d'apoplessia.</p> + +<p>Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli +animali; mangiare e bere solamente quando +hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito +per gustare gli squisiti cibi e le delicate +vivande. Fin che si è giovani la costituzione +è robusta, e non sente le tristi conseguenze +degli eccessi, ma giunti all'età matura gli +organi, trovandosi logorati, non prestano intiero +il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono +i bagordi trascorsi.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XIV.</h1> + +<h2>Prima vecchiaia.</h2> + +<p>La prima vecchiaia comprende nell'uomo +il periodo dai 50 ai 65 anni, nella donna dai +45 ai 55. Periodo poi che in ambo i sessi +varia in più od in meno a seconda della costituzione +dell'individuo che gli fu trasmessa +dai genitori.</p> + +<p>Questa età è per taluni piena di acciacchi, +per altri scorre limpida e serena. È in questa +epoca che si manifestano tutte le tristi conseguenze +degli eccessi giovanili, è in questa +epoca che si riprovano tutti gli abusi ed anche +le soverchie continenze.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 75]</span><a name='Page_75'></a> +<p>Se invece nella giovane età l'individuo ha +condotto una vita regolare, ed i disordini ed +i vizi non hanno logorato i suoi organi, allora +la prima vecchiaia può essergli grata, +perchè ancora può provare varii piaceri. +Quando però l'età del declino arriva si devono +raddoppiare le attenzioni e le cure, +perchè il minimo eccesso è in questa età +fatale.</p> + +<p>I piaceri che si provano in questa età non +sono molto variati, perchè a 60 anni si affatica +facilmente. Si cerchino quindi quei piaceri +che richiedono minor spreco di forze muscolari. +Si abbandoneranno dunque le passeggiate +lunghe, le partite di caccia, di pesca, +di campagna. Si cercheranno invece le riunioni +d'amici nei caffè o nei <i>clubs</i>, i concerti; +si frequenteranno i teatri, le accademie +musicali, le case private, le distrazioni artistiche.</p> + +<p>Questa è l'età nella quale si attende con +più pazienza ai lavori non faticosi. Per un +pittore od uno scultore questa è l'età nella +quale più diligentemente attende ai suoi artistici +lavori.</p> + +<p>Nelle lunghe sere d'inverno questi buoni +vecchietti cercano di scacciare la noia facendo +una partitina agli scacchi, alle carte, a dama +o a dominò.</p> + +<p>Inoltre il piacere più sviluppato in questa +età è quello della tavola. In quest'epoca però +non si bada alla quantità ma specialmente +alla qualità del cibo, e al vecchio piace immensamente +di vedersi davanti una tavola +bene imbandita e ama gustare un po' di molti +<span class="pagenum">[Pag. 76]</span><a name='Page_76'></a>cibi squisiti. Si guardi però il vecchio dalla +ghiottornia, perchè una sola indigestione può +essergli fatale. Siate dunque prudenti, perchè +anche il proverbio dice: <i>Chi più mangia +meno mangia</i>.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XV.</h1> + +<h2>Dell'erotismo nella vecchiaia.</h2> + +<p>Quando l'individuo, uomo o donna, è giunto +alla vecchiaia deve astenersi assolutamente +dai piaceri che procura l'amore.</p> + +<p>Quantunque la facoltà riproduttrice occupi +la più gran parte della vita umana, pure +finisce al cominciare della vecchiaia, ossia +verso i 60 o 65 anni. Le forze dell'uomo +verso questa età sempre più diminuiscono, e +per lo più anche i suoi desiderii. Così vuole +natura. L'imprudente che osasse infrangere +queste leggi si troverebbe ben presto pentito, +perchè andrebbe incontro ad amare disillusioni. +E pur troppo si è constatato che in +questa età i desiderii si ridestano in molti +con una insolita forza, e si mantengono con +una certa costanza nella mente del misero +che ne è assalito. Questo, invece di accarezzare +e secondare tali desiderii, deve fare di +tutto onde allontanarli da sè. E pur troppo +nella maggioranza dei casi ciò non avviene. +Il vecchio che è assalito da questi nocivi desiderii, +cerca ogni mezzo per poter soddisfarli +e per ristabilire la sua attitudine genitale. +<span class="pagenum">[Pag. 77]</span><a name='Page_77'></a>Infelice! esso forse ignora il danno che da +ciò deriva. Esso forse ignora la malattia, gli +acciacchi che lo assaliranno, conseguenze di +questa insana passione. Ebbene legga attentamente +queste poche righe, e se ragiona si +asterrà per sempre dal gustare i piaceri dell'amore.</p> + +<p>Ogni sacrifizio che il vecchio dedica all'amore +è una parte della salute, della sua +stessa esistenza che da lui sen fugge. Di più +il vecchio che si abbandona ai piaceri venerei +subisce un enorme disperdimento di fluido +nerveo, e siccome questa perdita non si può +riparare come in gioventù, ne deriva che lo +individuo resta abbattuto per settimane intere. +L'abuso poi produce delle laboriose digestioni, +delle notti insonni, delle tremende +infiammazioni alla vescica e mille altre malattie +che conducono l'individuo alla tomba. +Si guardi bene da ciò il vecchio, perchè se +coltiva la sua lubrica immaginazione può +essere colpito da quella schifosa malattia che +abbiamo precedentemente descritta: <i>la follia +erotica</i>!</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XVI.</h1> + +<h2>Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.</h2> + +<p>Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo +già detto, corre dai 60 ai 70 anni, può +offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il +vecchio che è arrivato a questa età senza +aver abusato delle cose mondane, senza es<span class="pagenum">[Pag. 78]</span><a name='Page_78'></a>sere +in preda a dolori e ad afflizioni morali, +e che si trova in condizioni agiate, può condurre +una vita abbastanza felice, accontentandosi +del proprio stato, e cercando le distrazioni +proprie alla sua età.</p> + +<p>Questa per chi ha lavorato per tutta la +vita è un'epoca di riposo, è un'epoca nella +quale, non essendo più soggetto agli usi del +mondo, può condurre una vita indipendente +e gustare la sua libertà.</p> + +<p>Questa età riesce più ricca di distrazioni +per colui che ha avuto la fortuna d'istruirsi. +Infatti quale migliore distrazione della conversazione +per un vecchio? Quale maggior +passatempo di discutere su mille cose tra +parenti e amici?</p> + +<p>La conversazione in generale è piacevole +pel vecchio, perchè egli ama riandare coi +suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli +avvenimenti, sulle peripezie comuni della +giovinezza; ed ora che si è divenuti più riflessivi, +si considerano attentamente le scapate +giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti +per la gioventù nascente.</p> + +<p>Anche la lettura offre un gradevole passatempo +pel vecchio istruito, perchè non solo +trova diletto nella lettura dei giornali, ma +anche nelle produzioni letterarie rinomate, e +si compiace di vedere i progressi nelle arti +e nelle scienze. In questa età si apprezzano +quei lavori classici che da giovani si trascuravano, +e si leggono e si analizzano con +piacere.</p> + +<p>Ma il più dolce piacere che il vecchio +possa provare si è quello del far del bene. +<span class="pagenum">[Pag. 79]</span><a name='Page_79'></a>E per far ciò non occorrono le ricchezze; +un consiglio, un saggio avvertimento, una +correzione a tempo possono apportare più +utili frutti che una manciata d'oro. Il far +del bene non consiste solo, come molti lo +credono, di distribuire elemosine quà e là +dove la miseria fa strage; vi sono infelici +che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi +a domandar l'elemosina. Il vecchio che +ama di vedersi venerato e amato da tutti +deve andare egli stesso a visitare gli ammalati, +a soccorrere i poverelli; in persona deve +penetrare nei più oscuri bugigattoli, incoraggiare +il misero, procurargli un utile lavoro, +asciugare le lagrime agli orfanelli. Egli deve +cercare di mantenere la pace ovunque egli +possa, egli deve avviare i giovani sulla retta +strada del buono, del bello, del vero; egli +deve cercare di lenire i dolori, calmare gli +affanni! Egli insomma deve mettere la sua +esperienza a profitto di quei poverelli che si +trovano in condizioni d'abbisognarne. Così +facendo egli sarà da tutti benedetto, i suoi +protetti e i suoi beneficati pregheranno per +lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà +lieta e serena, l'orizzonte sempre azzurro gli +arriderà sempre, non una nube offuscherà il +suo avvenire e camminerà verso la tomba su +un allegro cammino coperto di fiori. La sua +coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna +soddisfazione lo renderà contento perchè tutti +lo mostreranno a dito, come il benefattore +dei poveri, il consolatore degli afflitti. E +quando Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà +rimpianto da tutti i suoi protetti, che riman<span class="pagenum">[Pag. 80]</span><a name='Page_80'></a>deranno +il suo nome ai posteri a eterna +memoria della loro sincera gratitudine e +riconoscenza.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XVII.</h1> + +<h2>Seconda vecchiaia</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>La seconda vecchiaia comincia nel 70° anno, +e finisce verso il 79° anno più anno meno +e seconda della costituzione del regime e +della condizione sociale dell'individuo. Questa +età, secondo i fisiologi, sarebbe la penultima +della vita umana, ma è ben raro che l'individuo +che raggiunga questo periodo sia ancora +in buona salute, perchè di rado un giovane +si mantiene lontano dai vizi e dagli +abusi.</p> + +<p>Gli svaghi e i passatempi di questa età +sono affini a quelli della precedente, solo che +diventano molto più rari.</p> + +<p>Il vecchio a 70 anni desidera la quiete, il +riposo. Le distrazioni che ancora gli rimangono +sono la compagnia di un amico d'infanzia, +la tavola, la pipa o la tabacchiera.</p> + +<p>Ciò che a un settuagenario torna molto +caro e gradito è il discorrere della sua gioventù, +delle sue avventure, delle sue buone +azioni, e una debolezza comune a tutti i vecchi +è quella di sentirsi lodare.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 81]</span><a name='Page_81'></a> +<p>Un altro piacere speciale a certi individui +è quello di ammassare ricchezze per paura +che abbia loro a mancare il necessario, anche +quando hanno denaro più del bisogno. Coloro +poi che furono prodighi in gioventù sono +ora tanto più parchi ed economi. Qualità +del resto che <i>gli eredi</i> trovano buona quando +il vecchio non si assoggetti a privazioni.</p> + + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Dell'abitudine e della noia dei vecchi.</h4> + +<p>Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta +una necessità, una propensione irresistibile +della loro esistenza che bisogna guardarsi +bene dal contrastare, perchè ne potrebbe +derivare uno sconcerto nel debole organismo +dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano +su tutte le cose e su tutte le circostanze +della vita. Inutile è l'enumerare tutte +le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio +può formarsi un'abitudine. Diverse sono a +seconda del suo grado, della sua posizione +sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di +alzarsi e coricarsi ad una data ora, di fare +quella data passeggiata, quella tale visita, +di frequentare una conversazione, un caffè, +ecc.; abitudini che se gli sono contrariate, +il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si +attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a +quest'età, non potendo gustare certi piaceri, +non potendo avere altri svaghi, si attacca +vivamente a questi ultimi passatempi che gli +<span class="pagenum">[Pag. 82]</span><a name='Page_82'></a>rimangono per non restare solo e non lasciarsi +sopraffare dalla <i>noia</i>.</p> + +<p>La noia infatti è uno dei principali nemici +della nostra salute. La noia colpisce il nostro +fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci +annichilisce rendendoci incapaci di operare +con saggia energia. Ciò che mantiene viva +ed animata la vita nostra è la speranza di +raggiungere un fine che abbiamo concepito. +Se questa speranza per varii motivi viene +a cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante +della vita, la noia sopravviene e l'uomo da +questa assalito più non vive, ma vegeta.</p> + +<p>Se la noia è mortale per un giovane, lascio +immaginare al lettore quanto funesta sia per +un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì +ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, +esso non desidera altro che la +morte venga a por fine alla sua monotona e +melanconica vita di amarezze e di rimpianti. +Felice è il letterato, il filosofo e l'artista che +s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha +queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. +Felice il vecchio che ha la fortuna di +passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua +famiglia, circondato dai figli amorosi e da una +allegra corona di nipotini. Per lui le ore +scorrono piacevoli e serene! Felice anche il +settuagenario contadino, che, conducendo una +vita operosa, quantunque dura e faticosa, non +può essere assalito dalla noia. Felice infine +il vecchio che da giovane ha condotta una +vita regolata, perchè godendo ora buona +salute, può camminare ridente e sereno verso +l'età del declino.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 83]</span><a name='Page_83'></a> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Decrepitezza.</h4> + +<p>La decrepitezza è l'ultima fase della vita +umana. Pochi sono coloro che vi arrivano, +e questi pochi sono tormentati da acciacchi +e da diversi malanni.</p> + +<p>In quest'epoca le distrazioni sono infinitamente +rare. L'ottuagenario, essendo molto +debole, ha bisogno d'un costante riposo, +quindi le lunghe passeggiate più non convengono +a lui. Esso pone la sua vita quasi +sempre seduto sul seggiolone. Le sue membra +inferiori essendosi di molto affievolite hanno +bisogno d'un bastone sul quale appoggiarsi +per camminare. I sensi più non gli servono, +perchè funzionano imperfettamente; il gusto +è quello che ancor più gli serve. Lo stomaco, +se ha condotto una vita regolata nelle fasi +precedenti della vita, funziona regolarmente, +e quindi anche la salute sarà buona.</p> + +<p>L'unico passatempo che resta all'ottuagenario +è la conversazione. Però egli ama sempre +discorrere delle passate cose, e trova che +tutto una volta andava meglio, che il mondo +presentava più attrattive, che insomma ora +più non si progredisce e che si comincia a +deteriorare.</p> + +<p>Così sembrano le cose a lui, perchè i suoi +sensi affievoliti non funzionano che imperfettamente,</p> +<span class="pagenum">[Pag. 84]</span><a name='Page_84'></a> +<p>E conducendo questa vita abbastanza monotona +ogni giorno s'avvicina ad una morte +serena e tranquilla. Pochi però arrivano alla +<i>morte senile</i>. I più sono colpiti avanti la caducità.</p> + + +<h1>CAPITOLO XVIII.</h1> + +<h2>Dei sensi.</h2> + +<p>Come la storia naturale ce lo insegna, +cinque sono i sensi umani. La vista, l'udito, +l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi +noi siamo suscettivi di dolore o di piacere. +I sensi ricevono la impressione esterna, la +quale viene immediatamente trasmessa al +cervello per mezzo dei nervi. Colui che possiede +i suoi sensi in tutta la loro integrità +può essere felice, perchè sopra essi agiscono +tutti gli eccitanti della vita. Per ragioni plausibili +ed incontrastate i fisiologi hanno collocato +i sensi in ordine di merito come più +sopra li abbiamo accennati. La <i>vista</i> occupa +il primo posto, perchè è il senso il più delicato +e sottile. La retina, principale organo +della visione, è il prolungamento dei nervi +ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano +del fuoco della mente. L'<i>udito</i>, che occupa +il secondo posto, ha pure la sua origine nel +cervello. È un senso abbastanza esteso perchè +possiamo intendere i suoni più minuti a +grandi distanze.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 85]</span><a name='Page_85'></a> +<p>L'<i>odorato</i>, che ha col cervello meno intimità, +ha anche una sfera d'azione poco estesa.</p> + +<p>Il <i>gusto</i>, che occupa il quarto posto, è +ancora più lontano del cervello e non agisce +se non colle molecole colle quali è in contatto.</p> + +<p>Il <i>tatto</i> infine, che occupa il quinto posto, +è il più esteso, e si esercita immediatamente +su tutti i corpi sottomessi alla sua azione. +A seconda della corrispondenza e dell'armonia +che esiste fra questi sensi, le facoltà +intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per +esempio, le orecchie, gli occhi ben conformati +trasmettono rigorosamente al cervello +le sensazioni che provano.</p> + +<p>Siccome la <i>vista</i> e l'<i>udito</i> sono in maggior +relazione col cervello, così questi, ricevendo +le impressioni del bello, sono detti <i>sensi superiori</i>.</p> + +<p>Il <i>gusto</i> e il <i>tatto</i> invece, che ne sono più +lontani, non ricevono che impressioni fisiche, +perciò chiamaronsi <i>sensi inferiori</i>.</p> + +<p>L'<i>odorato</i> appartiene tanto alla prima, +quanto alla seconda categoria a seconda delle +occasioni.</p> + +<p>Quanto più i sensi superiori sono esercitati, +tanto meno hanno preponderanza gli +inferiori e viceversa. In generale un senso +più degli altri esercitato sempre più si sviluppa +e prepondera su noi. Per esempio, i +fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente +si mostrano ordinariamente golosi, ecc.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 86]</span><a name='Page_86'></a> + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Piaceri dei sensi.</h4> + +<p><i>Vista</i>. La vista, come senso superiore, è +fonte di piaceri d'un ordine elevato. Questi +piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione, +mettendo in attuazione le facoltà +intellettuali. Infinite sono le impressioni che +ci procura la vista, impressioni gradevoli o +dolorose, diverse le une dalle altre, che fanno +però sempre breccia nell'animo nostro. Non +è forse cogli occhi che noi ammiriamo le +bellezze dell'universo, che noi apprezziamo +le produzioni del Creatore?</p> + +<p>Sempre ci occorre di vedere; la vista è il +senso il più indispensabile. Qualunque divertimento +che noi godiamo, qualunque passatempo +che ci procuriamo ha per fattore principale +la vista. Noi viaggiamo, andiamo in +campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi +nuovi, per bearsi alla vista di prospettive +incantevoli, per vedere le produzioni più +spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere +ad un ballo grandioso? Ad un ballo nel +quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione, +la magnificenza delle decorazioni, +la leggierezza e la leggiadria delle ballarine, +la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria +e ti rapisce.</p> + +<p>Non è delizioso l'assistere ad una solennità, +ad una festa pubblica; il vedere quella folla +giuliva che accorre per assistere all'illumina<span class="pagenum">[Pag. 87]</span><a name='Page_87'></a>zione +fantastica, al bengala, ai diversi fuochi +d'artifizio? Non ci fanno una dolce impressione +quei cento razzi che scoppiettando si +elevano al cielo, si dividono e cadono in +forma di stelle lucenti di tutti i colori?</p> + +<p>Non la finirei più se volessi accennare +tutte le impressioni, tutti i piaceri che ci +procura il senso della vista. Il lettore medesimo +li prova; è inutile quindi che glie li +dica io.</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Allucinazioni ed aberrazioni della vista.</h4> + +<p>Le cause che producono le allucinazioni +possono essere fisiche o morali.</p> + +<p>Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite +alcooliche, o di quelle che eccitano il sistema +nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito, +della belladonna, ecc.</p> + +<p>Le morali sono più numerose, come per +esempio le idee fisse, le tristi passioni che +irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, +il timore, la speranza, ecc.; e le aberrazioni +che producono solo talvolta gradevoli e piacenti, +altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.</p> + +<h6>RACCONTI.</h6> + +<p>Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava +in Grecia. Una sera tiepida e serena +di primavera m'era sdraiato ai piedi del +<span class="pagenum">[Pag. 88]</span><a name='Page_88'></a>monte Liceo all'ombra d'un colossale platano, +ed assorto come in estasi contemplava +il tramonto che dava a questa regione un +singolare ed incantevole aspetto. Lontano +lontano la cima dei monti si confondeva +coll'azzurro cielo e l'azzurra onda del golfo +d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del +sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano +sulle rive del fiume Ladone che scorreva ai +miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano +salutando il giorno morente. Ed io, +sdraiato com'era, teneva fisso lo sguardo su +quelle amene rive, e mi pareva d'udire il +canto delle ninfe che danzavano al suono del +flauto del Dio Pane. E distingueva le loro +eleganti e seducenti personcine che premevano +coi loro piedi il suolo in cadenza, e +scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi +e di quando in quando scopriva le loro +forme rotondeggianti ed incantevoli, se il +zeffiretto profumato solleva mollemente i loro +aerei vestiti.</p> + +<p>Ma ahimè, un sol movimento della pupilla +dissipò questa dolce visione.</p> + +<hr style='width: 45%;' /> + +<p>Tra le allucinazioni della vista è da notarsi +anche questa:</p> + +<p>Un impiegato al Ministero della guerra +ogni mattina quando si destava vedeva un +ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava +in maniera tale da occupare tutto il locale, +quindi l'infelice era costretto ad uscire perchè +gli sembrava di soffocare.</p> + +<p>Questa allucinazione in seguito si cambiò, +e lo stesso impiegato tutte le mattine si de<span class="pagenum">[Pag. 89]</span><a name='Page_89'></a>liziava +alla vista d'una stupenda colazione. +Ma avvicinandosi per gustarla questa spariva +e a lui non restava altro che l'appetito insoddisfatto.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Igiene della vista.</h4> + +<p>Essendo la vista il più delicato senso, così +bisogna usare ogni riguardo per mantenerlo +e conservarlo nella sua integrità.</p> + +<p>La prima cura che devesi avere è la pulitezza. +Gli occhi devono essere lavati con +acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente +tiepida l'inverno, e ciò basta per levare +le impurità che le glandole lagrimali +e sebacee che hanno deposto sui contorni +dell'occhio. Se l'occhio fosse un po' irritato +bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche +goccia di astringente.</p> + +<p>Bisogna evitare, per conservare l'integrità +della vista, il fumo, la polvere, i colpi, le cadute, +la luce viva, l'oscurità profonda. È di +grave danno un assiduo lavoro al lume della +candela, perchè la fiamma oscillando obbliga +incessantemente l'occhio a mutar centro. È +di danno alla vista una fiamma biancastra, +meno una rossa. Si cercherà di non passare +mai da una viva luce ad uva profonda oscurità +e viceversa.</p> + +<p>Un consiglio utile ai giovani è questo: di +non portar occhiali se non per un imperioso +bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 90]</span><a name='Page_90'></a> +<p>Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie +a capo scoperto, e di non bagnarsi +il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione, +perchè può risultar danno alla +vista, all'udito e ai denti. Dunque che il +lettore segui queste norme se vuol conservare +sano questo indispensabile senso.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XIX.</h1> + +<h2>Dell'udito</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>Il senso dell'udito, che occupa il secondo +posto, segue immediatamente quello della +vista. Esso appartiene alla categoria degli +organi superiori, perchè ci procura piaceri +poetici e sentimentali.</p> + +<p>Questo senso è pure importantissimo, e, +direi, quasi indispensabile. È infatti per mezzo +dell'udito che possiamo intendere ciò che i +nostri simili ci dicono, e possiamo colla parola +rispondere loro ed essere intesi. L'udito +e la parola riconfermano quindi i vincoli +sociali.</p> + +<p>Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo +i suoni, per mezzo di esso noi +gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce +mormorio del ruscello, il fremire del zefiro +fra i rami fronzuti. È per mezzo dell'udito +anche che intendiamo la graziosa voce della +<span class="pagenum">[Pag. 91]</span><a name='Page_91'></a>donna amata, e ci beiamo di questo suono +melodioso e gentile che giocherella contro +la membrana del nostro timpano. È per mezzo +dell'udito infine che l'animo nostro si solleva +e può gustare le infinite dolcezze che procura +la musica.</p> + +<p>È l'udito che ha dato origine alla musica; +a misura che questo senso è più delicato +tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni +delle melodie vocali ed istrumentali. +Ed è specialmente la <i>voce cantata</i> che tocca +deliziosamente il nostro udito e ci procura +degli ineffabili piaceri. Il canto è l'unione +della melodia alla poesia, e quando esso è +l'espressione fedele dei moti del core di chi +canta quale essere tanto insensibile potrebbe +resistere agli incanti ineffabili di quella voce? +Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste +note d'amore, di gloria, di ebbrezza.</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Della musica sull'organismo umano.</h4> + +<p>La musica piace generalmente a tutti e +specialmente a quelle persone che hanno la +mente colta. Il suono musicale è il più numeroso +fra gli eccitanti dell'udito. Si accetta +sempre con piacere di assistere ad un concerto, +ad un'accademia musicale, ad un'opera, +ad una riunione, dove, come si dice, si fa +un po' di musica. La musica produce più +violenti i suoi effetti se il sistema nervoso +dell'individuo è molto impressionabile.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 92]</span><a name='Page_92'></a> +<p>Infiniti sono gli esempi che ci offre la storia +antica. Ne citerò qualcuno.</p> + +<p>Il musico Antigenita riscaldò talmente il +cervello di Alessandro Magno suonando su un +flauto <i>Il Governo del Carro</i> che il re, levandosi +da tavola e gettandosi sulle sue armi, +voleva far strage de' suoi commensali.</p> + +<p>Tepandro, musico spartano, pacificò col +suono della sua lira una disputa che doveva +decidersi con un duello.</p> + +<p>Tutti conoscono l'impero dell'arpa di Davide +sopra il re Saulle.</p> + +<p>E potrei citare altri esempi, ma rimanderò +il lettore alla <i>Hygiène de la voix</i>, dove ne +può trovare di curiosi assai.</p> + +<p>La musica inoltre può estendere la sua +benefica influenza anche su persone ammalate. +Così si racconta che la lira di Chirone e il +flauto d'Ismenia calmarono i dolori sciatici.</p> + +<p>Asilepiade ordinava certi motivi musicali +contro la frenesia.</p> + +<p>Teofrasto si sentiva sollevato mediante la +musica, da un affezione nervosa.</p> + +<p>Si conta altresì che una donna caduta in +letargo da cinque giorni si risvegliò al suono +della musica.</p> + +<p>Inoltre Filippo V di Spagna, colpito da +un'alienazione mentale, era insensibile a qualunque +rimedio. S.M. la regina, conoscendo +il delicato carattere del re, fece venire a +Corte l'esimio cantante Farinelli. Il re si sentì +talmente trasportato da quella voce di tenore +così penetrante che volle vedere il cantante. +Questi, giunto che fu alla presenza del sire, +gettandosi ai suoi piedi, esclamò: una grazia, +<span class="pagenum">[Pag. 93]</span><a name='Page_93'></a>sire, tornate a presiedere al Consiglio. La +grazia fu accordata. Il re era salvo, e dopo +un po' di tempo guarì completamente.</p> + +<p>Questi esempi basteranno a dimostrare la +influenza della musica sull'udito.</p> + +<p>Questo senso dunque, dopo quello della +vista, ci procura maggiori e più sentiti piaceri. +Beato dunque colui che possiede un fino e +delicato orecchio.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Allucinazioni dell'udito.</h4> + +<p>L'organo dell'udito, come quello della vista, +va soggetto a delle strane aberrazioni. Citerò +un esempio fra i molti, che darò al lettore +un'idea.</p> + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>La signora E......, quantunque godosse di +tutta la sua ragione, andava soggetta a delle +aberrazioni che la disturbavano non poco.</p> + +<p>Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla +sua toeletta, sentiva d'apprima una voce di +uomo gentile che lodava il suo angelico viso, +le sue rotondeggianti forme, la sua fresca +carnagione, ecc. e dopo un po' di tempo +un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra +che le sussurrava all'orecchio: «Brutta civetta, +vanitosa che prendi a imprestito dal profumiere +il tuo roseo colorito, che ti fai seducente +di forme con mille mezzi artificiali. +<span class="pagenum">[Pag. 94]</span><a name='Page_94'></a>Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti vedessero +ora come io ti vedo?»</p> + +<p>La povera signora E..... si guardava atterrita +attorno per scorgere l'imprudente, e poi +esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi +e dissipare le proprie emozioni.</p> + + + +<h3>Parte Quarta.</h3> + +<h4>Igiene dell'udito.</h4> + +<p>Le norme igieniche relative alla conservazione +dell'udito sono le seguenti:</p> + +<p>Guardarsi dagli agenti indiretti o diretti +che in certo qual modo possono nuocere alla +mucosa che ricopre il condotto uditivo.</p> + +<p>Così bisognerà guardarsi dalle manovre +dello stuzzica-orecchi, dai liquidi irritanti, +dai rumori violenti, dalle scariche d'artiglieria, +dai colpi, dalle grida acute, dallo +stridere della sega, dalle correnti di aria +fredda quando il capo è in traspirazione, +dall'abuso delle bevande alcooliche od eccitanti; +tutte le cause che partoriscono una +maggiore o minore sordità, e che possono +dar luogo a convulsioni nervose o a veri +attacchi di nervi.</p> + +<p>Inoltre bisogna avere cura di tenere netto +l'orecchio lavandolo con acqua fresca all'estate +e con acqua tiepida all'inverno, e se +si fa uso dello stuzzica-orecchi, guardarsi +dall'offendere in qualsiasi modo la membrana +mucosa o il timpano. Che il lettore segua +dunque queste norme, perchè il senso dell'udito +è fonte inesausta di piaceri.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 95]</span><a name='Page_95'></a> + + + +<h1>CAPITOLO XX.</h1> + +<h2>Dell'odorato</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>Il terzo senso è l'<i>odorato</i> o <i>alfato</i>, senso +che, come l'intermediario fra i sensi superiori +e tra gl'inferiori, partecipa delle qualità dei +primi e dei secondi. La sede dell'odorato è +nelle <i>fosse nasali</i>, dove risiede la membrana +<i>pituitaria</i>, sulla quale disponendosi le particelle +odorose fanno impressione sul nervo +<i>olfativo</i> che comunica col cervello.</p> + +<p>Quell'appendice più o meno lunga, che +noi chiamiamo naso, non serve che a dirigere +l'aria carica d'odori verso la parte superiore +delle forze nasali. Affinchè l'odorato possa +esercitare le sue funzioni conviene che la +membrana pituitaria sia sana e che l'aria +circoli liberamente nel canale nasale, essendo +l'aria il veicolo delle molecole odorose.</p> + +<p>Le sensazioni prodotte dagli stessi odori +variano da individuo a individuo, ossia agli +uni piace un odore, che disgusta un altro.</p> + +<p>Vi sono odori soavi e penetranti che svegliano +in noi nobili sentimenti, altri che +eccitano i trasporti amorosi come gli odori +ambrosiaci o afrodisiaci.</p> + +<p>Non sono del parere di fuggire gli odori, +ma di usarne moderatamente, perchè l'abuso +degli odori non solo è dannoso alla salute, +ma snerva ed affievolisce il corpo.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 96]</span><a name='Page_96'></a> + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Classificazione degli odori.</h4> + +<p>Fino ad oggi non si è potuto classificare +giustamente gli odori in conseguenza della +tenuità delle molecole odorose. Il naturalista +Linneo li divise in sette classi: aromatici, fragranti, +ambrosiaci, agliacei, nauseanti, fetidi, +ripugnanti.</p> + +<p>Trascriveremo la classificazione fisiologica +che è basata sopra la proprietà degli odori.</p> + +<p><i>Tonici</i>, che agiscono sull'economia animale;</p> + +<p><i>Debilitanti</i>, che producono svenimenti e +lipotimie;</p> + +<p><i>Inebbrianti</i>, che cagionano l'ebbrezza;</p> + +<p><i>Caustici</i>, la cui prolungata azione produce +la tumefazione delle membrane mucose e +provoca delle emorragie;</p> + +<p><i>Nevrofili</i>, che calmano l'agitazione nervosa;</p> + +<p><i>Antisterici</i> e <i>isterici</i>, che calmano o provocano +gli spasimi nervosi;</p> + +<p><i>Emmenagoghi</i>, che ristabiliscono il flusso +catameniale ritardato o soppresso;</p> + +<p><i>Sonniferi</i>, che producono sonnolenza;</p> + +<p><i>Vomitivi</i>, che danno luogo al vomito;</p> + +<p><i>Purgativi</i>, che danno luogo allo scioglimento +di corpo;</p> + +<p><i>Carminativi</i>, che fanno cessare i dolori di +ventre;</p> + +<p><i>Esilaranti</i>, che eccitano la gioia;</p> + +<p><i>Ambrosiaci</i>, che eccitano gli organi genitali.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 97]</span><a name='Page_97'></a> +<p>Vi sono altri odori che hanno qualità speciali, +ma rimandiamo il lettore al libro <i>Les +Parfums et le fleurs</i>.</p> + +<p>È imprudenza il dormire in una camera +ove vi siano tanti fiori, perchè questi assorbono +l'ossigeno dell'aria e versano in questa +l'acido carbonico; quindi chi non vuol levarsi +alla mattina con un forte dolor di capo, +osservi questa norma.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Aberrazioni dell'odorato.</h4> + +<p>Quantunque le aberrazioni di questo senso +sieno molto rare pure citeremo due casi.</p> + +<h6>RACCONTI.</h6> + +<p>Un avvocato avendo fatto una fortissima +indigestione di formaggio trovava il sapore e +l'odore di questo in tutte le vivande che gli +si portavano, e per ben sei mesi non mangiò +altro che mele e frumento alla stato naturale. +Però dopo una fortissima flussione di stomaco, +e ricuperata la salute, si trovò libero da +questa aberrazione.</p> + +<p>Un'attrice s'immaginò che gli amanti da +lei licenziati, oltre all'ingiuriarla, le gettassero +sulla sua candida pelle delle materie fetide +che le toglievano perfino il sonno.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 98]</span><a name='Page_98'></a> + + +<h3>Parte Quarta</h3> + +<h4>Igiene dell'odorato.</h4> + +<p>Le norme igieniche sono le seguenti: non +usare delle polveri irritanti come la canfora +il pepe, il tabacco che irritano la pituitaria, +e fanno perdere la sensibilità olfativa.</p> + +<p>Evitare le variazioni troppo rapide di temperatura, +perchè il raffreddore è dannoso +all'odorato. Pure dannosa è la vegetazione +alla superficie della pituitaria, lo scirro, il +cattivo vezzo che tanti hanno di stimolarsi +il naso colle dita.</p> + +<p>L'avulsione dei peli del naso è pure pericolosa; +spesso ne risultano ulcerazioni profonde +e anche la cancrena. Per levarsi questi +peli bisogna servirsi del <i>depilatorio</i>.</p> + +<p>Inoltre è da raccomandarsi, specialmente +alle signore, di non abusare dei profumi dei +fiori, perchè l'abuso attutisce la sensibilità +dell'odorato stesso.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 99]</span><a name='Page_99'></a> + + + +<h1>CAPITOLO XXI.</h1> + +<h2>Del gusto.</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Classificazione dei sapori.</h4> + +<p>Il quarto senso è il gusto, che forma col +tatto i sensi inferiori. Questo senso agisce +solamente quando le molecole dei corpi sapidi +vengono a contatto di esso. Varie sono +le opinioni circa la residenza del gusto. Alcuni +lo mettono nelle papille della lingua, alcuni +nel palato, altri nel velo palatino, ma i più +dotti credono che lingua, palato, e velo palatino +concorrano a completare il senso del +gusto. Questo senso guida l'uomo e specialmente +i bruti, alla ricerca degli alimenti.</p> + +<p>I <i>sapori</i> si dividono nelle classi seguenti:</p> + +<p><i>Dolci</i>: come lo zucchero, i datteri, i fichi, +ecc., e hanno proprietà emolienti, lassative.</p> + +<p><i>Acquosi</i> o <i>scipiti</i>: come le zucche, i cocomeri, +la lattuga, ecc., e hanno proprietà +debilitanti e leggiermente diuretiche.</p> + +<p><i>Grassi vischiosi</i>: come il tasso barbasso, +la bismalva, i fiori di soffola, ecc., e hanno +proprietà dolcificanti e snervanti.</p> + +<p><i>Acidi</i>: come il ribes, la melagrana, il limone, +e hanno proprietà rinfrescanti, debilitanti.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 100]</span><a name='Page_100'></a> +<p><i>Amari</i>: come il rabarbaro, le foglie di salice, +l'assenzio, e hanno proprietà toniche e purgative.</p> + +<p><i>Salati</i>: come l'acqua di mare, la soda, la +potassa, e hanno proprietà detersive, purgative.</p> + +<p><i>Stitici</i> o <i>acerbi</i>: come le cotogne, le sorbe, +le nespole verdi, ed hanno proprietà astringenti.</p> + +<p><i>Piccanti</i>, <i>aromatici</i>: come il pepe rosso, +ì chiodi di garofano, la cannella, e hanno +proprietà toniche, fortemente eccitanti.</p> + +<p><i>Acri-mordenti</i>: come l'aglio, le cipolline, +ed hanno proprietà riscaldanti.</p> + +<p>È da notarsi che l'odorato previene il gusto +nella ricerca delle sostanze alimentari, perchè +le sostanze composte racchiudono in loro +stesse un profumo: come le fragole, le mele, +i lamponi, ecc., quindi agiscono doppiamente +sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce +al primo per raddoppiare i piaceri. Il senso +del gusto infatti è fonte di svariatissimi godimenti +più o meno vivi e squisiti a seconda +dell'età, della salute, della delicatezza, del +temperamento e della condizione sociale dell'individuo. +Per esempio i fanciulli e le donne +in generale amano le cose dolci e per contrasto +le acide o acerbe. Quando si è giovani, +siccome l'appetito si fa sentire, così si amano +tutti i sapori tranne quelli a tutti antipatici.</p> + +<p>Avanzando sempre più in età i gusti si +cambiano, il palato diventa più ottuso, e si +cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e +piccanti, e ciò per eccitare l'appetito e rendere +la digestione più facile. Alcune volte +sono dunque necessarie, ma più spesso alte<span class="pagenum">[Pag. 101]</span><a name='Page_101'></a>rano +l'organismo, e sono più di danno che +di vantaggio alla salute. È un passatempo +abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso +pranzo di famiglia di osservare sulle +fisionomie di diversi le varie impressioni provocate +dagli organi del gusto e dell'odorato.</p> + +<p>Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi +da un amico all'uscire da un lauto e +copioso banchetto. Eccolo:</p> + +<p>Esistono i due proverbi: <i>vivere per mangiare</i> +e <i>mangiare per vivere</i>. Proverbi entrambi +da evitarsi. Ecco perchè presi la via di +mezzo. Io mangio principalmente per vivere, +ma in certo qual modo vivo anche per mangiare. +Se gusto, se assaporo una vivanda gli +è perchè io sono un essere superiore al bruto +che inghiottisce gli alimenti per puro istinto; +si è perchè io sono un uomo intelligente che +voglio servirmi di tutti i sensi che l'Ente +Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio +fare onore al Lucullo che mi ha invitato alla +sua mensa e al cuoco che ha preparato le +succose vivande. Non è forse vero quanto vi +ho detto? Vi scorgete l'ombra di una biasimevole +leccornia? Del resto, signori miei, +leccardi non possono essere tutti, perchè per +aguzzare il senso del gusto occorre uno studio +speciale che io feci con cura amorosa.</p> + +<p>In primo luogo dovetti attenermi ad un +severo regime per sviluppare questo senso, +regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero, +e giunsi ad un discreto risultato +dopo un corso di fisiologia degli organi e +dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni? +Eccolo.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 102]</span><a name='Page_102'></a> +<p>Ma quì non voglio infastidire il lettore con +questi appunti che si possono trovare più +estesi in un trattato di storia naturale. Dirò +solamente che questo amico quasi quasi mi +convinse che l'esser leccardi non è una cosa +tanto facile quanto credeva, perchè bisogna +davvero studiare tutte le minutezze per vieppiù +assaporare una <i>bottiglia di champagne</i> +o <i>un'ala di fagiano</i>.</p> + +<hr style='width: 45%;' /> + +<p>Il mangiare e il bevere, dicono taluni, è un +piacere puramente fisico e materiale; non +importa, ma non si può negare che si ha un +piacere dolce e vivo.</p> + +<p>Non si prova forse una gradevole soddisfazione +quando dopo un eccellente pasto, inaffiato +con un delicato vinetto di Piemonte si +fuma una cigaretta seduto al balcone?</p> + +<p>Chi potrebbe negare che il nostro fisico +tutto si ristora quando d'estate si beve una +fresca e dolce bevanda al limone, al lampone, +al ribes; quando si prendono a centellini +quei soavi gelati?</p> + +<p>Sì, noi dobbiamo ascoltare anche il senso +del gusto, perchè, ascoltandolo moderatamente, +si procura dei piaceri gredevolissimi, +quantunque sieno <i>fisici e materiali</i>.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 103]</span><a name='Page_103'></a> + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Aberrazioni del gusto.</h4> + + + +<h6>RACCONTO.</h6> + +<p>Due avvocati, amici intimi, pranzavano +sempre insieme, ed offrivano delle aberrazioni +affatto speciali. L'uno si lamentava che il +cuoco salava troppo le vivande. Al contrario +l'altro le trovava insipide. Si bisticciavano +un po' e quando l'aberrazione cessava mangiavano +tutti e due deliziosamente.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Igiene del gusto.</h4> + +<p>Affinchè il senso del gusto agisca esattatamente +occorre il completo sviluppo e la +sanità di tutte le parti che lo compongono.</p> + +<p>Si dovrà quindi guardarsi da tutte quelle +sostanze che possono danneggiare la lingua, +la mucosa della bocca o il velo palatino; +da quelle che alterano la sensibilità dell'apparato +gustatorio, dalle abitudini che nuociono +alla secrezione salivale come l'abuso degli +aromi, della pipa, del tabacco, dei liquori, ecc.</p> + +<p>Se la lingua fosse coperta da qualche impurità +allora il gusto diventa ottuso, appena +percettibile; le bevande acide e toniche possono +però risvegliarlo dal suo torpore.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 104]</span><a name='Page_104'></a> +<p>Il senso del gusto non è sviluppato se non +nella età adulta, se questo si affievolisce è +un sintomo d'un'affezione allo stomaco. Quindi +bisogna guardarsi da tutte quelle cause che +possono nuocere non solo a questo senso ma +all'intiero organismo.</p> + + + + +<h1>GAPITOLO XXII.</h1> + +<h2>Del tatto.</h2> + + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<p>L'ultimo senso inferiore, il più fisico e +materiale, è il tatto. Esso però è il più diffuso, +poichè risiede nell'organo cutaneo.</p> + +<p>Il <i>tatto</i> si attua <i>toccando</i> l'oggetto che si +vuol esaminare. Per mezzo di questo senso +si conoscono le asprezze, la morbidezza, il +peso e la grandezza d'un corpo; per mezzo +suo inoltre si sente il caldo e il freddo, e +molti individui anche lo stato elettrico dell'atmosfera.</p> + +<p>La mano è la parte del corpo dove maggiormente +risiede la sensibilità tattile e precisamente +esso si trova nei polpastrelli delle +dita. Per formarsi un'idea dell'importanza +speciale di questo senso bisogna pensare ai +ciechi che fanno ogni sorta di lavori servendosi +del tatto, che perfino giungono a leggere +gli scritti in rilievo ed a conoscere i varii +colori.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 105]</span><a name='Page_105'></a> +<p>La mano, per meglio godere delle sensibilità +tattiche, deve essere coperta da una +bianca e morbida pelle, deve avere le dita +bene articolate terminanti in una polpa mollemente +arrotondita. Le signore che s'interessano +delle loro mani possono leggere la +opera intitolata: <i>Hygiène des mains et des +pieds</i>.</p> + +<p>Il tatto, a seconda del modo col quale è +esercitato, prende varii nomi.</p> + +<p>Il solletico è un tatto speciale che tutti conoscono. +Quando è esercitato sotto la pianta +dei piedi provoca talmente il riso da essere +assaliti da convulsioni e fors'anche della morte +in un eccesso titanico.</p> + +<p>Il solletico delle labbra o del palmo della +mano produce un'irritazione voluttuosa, di +maniera che si hanno parecchie donne che +provano per questo solletico dei trasalimenti +nervosi e degli attacchi isteriformi.</p> + +<p>Il solletico dell'ugula produce il vomito, +quello della pituitaria lo starnuto, ed altri +fenomeni le altre parti del corpo.</p> + +<p>Il tatto poi occupa il primo posto nei diversi +atti dei piaceri sessuali. Le impressioni +però che sono trasmesse al cervello sono +meno o più vive e intense a seconda del +temperamento dell'individuo. Se uno ha un +temperamento sensibile e nervoso il piacere +che prova accarezzando una superficie morbida, +tondeggiante e vellutata è molto più +vivo che non quello di un linfatico, nel quale +la fibra è più molle e meno sensibile ed ha +bisogno d'un contatto più pronunziato e +prolungato per giungere a sensazioni meno +<span class="pagenum">[Pag. 106]</span><a name='Page_106'></a>vive di quelle dei soggetti nervosi. È dunque +vero però che essendo il tatto il senso fisico +per eccellenza trova in amore le sue più dolci +applicazioni.</p> + + + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Aberrazioni del tatto.</h4> + +<p>Numerosi sono gli esempi di aberrazioni +del tatto che ci offrono gli annali di medicina. +Noi ne citeremo qualcuno.</p> + +<p>Una signora sentiva una miriade di sorci +correre sopra il suo corpo; finiti questi si +credeva circondata da infiniti mosconi che +la punzecchiavano. L'allucinazione durava +una mezz'ora e tutti i giorni aveva luogo.</p> + +<p>Un'altra signora si credeva d'essere preda +d'una quantità di bruchi.</p> + +<p>Una terza sudava a larghe goccie di sudore +nel cuore del verno.</p> + +<p>Una quarta, avendo bevuto ad un ruscello +dove aveva visto una rana, credeva di sentire +le rane danzare nel suo stomaco.</p> + +<p>E non la finiremmo più; eccone un'altra +più curiosa:</p> + +<p>Un povero notaio aveva una moglie che +per fargli fare ciò che voleva lo bastonava. +Per farla corta la moglie morì. Il notaio, contento +da una parte, ringraziava il Cielo che +lo aveva liberato. Ma ahimè! Povero illuso! +La moglie (così credeva lui) tutti i giorni a +quell'ora istessa gli faceva la sua visitina, e +<span class="pagenum">[Pag. 107]</span><a name='Page_107'></a>lo picchiava ancora di santa ragione, di maniera +che il povero notaio gridava perfino +pel dolore!</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Igiene del tatto.</h4> + +<p>Siccome il tatto si trova diffuso in tutto +l'organo cutaneo, perciò chi desidera conservarsi +un tatto sensibile e delicato bisognerà +che allontani tutte le cause che possono +alterare o guastare la pelle. È perciò +che per evitare le numerose affezioni che +possono nuocere alla pelle diviene indispensabile +di vegliare alla sua integrità e di mantenerla, +in uno stato di polizia che nulla lasci +a desiderare.</p> + +<p>Bisognerà dunque guardarsi dai grandi +calori, come dai freddi eccessivi, dal fuoco, +dagli alcali, dagli acidi; si dovrà evitare la +alternativa dell'acqua calda e di quella fredda, +chè tutte sono cause di indurimento dell'epidermide +o di screpolature gravissime. Inoltre +i geloni trascurati possono anche trasformare +le dita.</p> + +<p>Coloro dunque che, oltre all'evitare queste +affezioni abbastanza dolorose, desiderano conservare +il senso del tatto in tutta la sua integrità, +si procuri la nostra <i>Hygiène des +mains et des pieds</i>, ove diffusamente si parla +di queste norme che qui sono solamente +accennate.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 108]</span><a name='Page_108'></a> + + + +<h1>CAPITOLO XXIII.</h1> + +<h2>Rapporti tra le quattro parti del giorno e le +quattro stagioni.—Loro influenza sull'economia +umana.</h2> + +<p>Il <i>giorno</i> è indicato dalla natura per occuparsi +dei propri affari, per lavorare e anche +per godersi qualche divertimento.</p> + +<p>La <i>notte</i> fu creata per riposare, per riparare, +mediante il sonno, alle perdite della +giornata. Chi inverte queste leggi di natura +si troverà a suo tempo pentito.</p> + +<p>E pur troppo nell'alta società si fa giorno +della notte e viceversa. La vita passata nei +teatri, nei caffè, nei <i>clubs</i>, attrae questi signori, +ma li rovina e li rende gracili ed insani. +Guardate le contadine che si levano e +si coricano col sole. Quantunque il loro viso +sia abbronzito, pure presentano i colori di +una ferrea e vigorosa salute!</p> + +<h3>Il Mattino.</h3> + +<p>Il <i>mattino</i> corrisponde alla <i>primavera</i> e +alla <i>gioventù dell'uomo</i>.</p> + +<p>La parte migliore del giorno è il mattino +quando il sole non ancora visibile sull'orizzonte, +manda avanti a sè i suoi raggi di +fuoco che indorano e fanno brillare pari a +gemme le terse goccie di rugiada che coro<span class="pagenum">[Pag. 109]</span><a name='Page_109'></a>nano +i petali dei fiori, quando gli uccelletti +appena svegli ringraziano col loro allegro +cinguettio il sole nascente, il padre della +vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova +assistendo alla levata del sole in un calmo +mattino di primavera! Appena che i suoi benefici +raggi inondano l'atmosfera i contadini +escono giulivi dalle loro case per avviarsi al +lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta, +noi ci sentiamo più spigliati, più vigorosi; +è nel mattino che le nostre facoltà intellettuali +funzionano con maggior facilità ed +energia. È per questo che i letterati, i poeti +e gli artisti stanno occupati più nella mattina +che nel resto della giornata.</p> + +<p>Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie +sempre la mattina. Chi non ama questi sollazzi? +A chi non piace quando si è in una +compagnia allegra e piacevole andare in un +ameno boschetto, sulla riva d'un ruscello e +fare una colazione resa saporitissima dall'appetito +che sviluppa l'aria del mattino?</p> + +<p>I medici hanno anche osservato che il +maggior numero di miglioramenti nelle malattie +avvengono nella mattina, perchè in +questa fase del giorno tutto concorre per +allietare l'anima ed il corpo.</p> + +<h3>Il Mezzogiorno.</h3> + +<p>Il <i>mezzodì</i> corrisponde all'estate e all'<i>età +matura</i> nell'uomo.</p> + +<p>Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari +hanno acquistato tutta la loro forza, i lavo<span class="pagenum">[Pag. 110]</span><a name='Page_110'></a>ranti +in quest'ora di massimo calore cercano +l'ombra e il riposo per rivigorire le stanche +loro membra.</p> + +<p>Così l'uomo maturo che ha gustato tutti +i piaceri della giovinezza e che durante questa +epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno +stato discreto, può gustare tranquillo e contento +i piaceri e le pure gioie della famiglia, +godendo unitamente a questi un poco di riposo +e di tranquillità.</p> + +<p>Un altro rapporto che esiste è il seguente: +come nell'estate, così nelle calde ore del +mezzodì maggiormente si esercita l'azione +morbifica e particolarmente sullo stomaco, sul +fegato e sugli intestini. È perciò che l'igiene +prescrive l'esclusione di certi alimenti che +possono essere funesti. E siccome l'età matura +è un'età di riposo, così bisogna gustare +con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono +e rendono inerte l'individuo.</p> + +<h3>La Sera.</h3> + +<p>La <i>sera</i> corrisponde all'<i>autunno</i> e all'<i>età +del declino</i>.</p> + +<p>Come la sera fa cessare i lavori, sospende +tutte le occupazioni, così l'età del declino +domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età +precedenti si è a sufficienza lavorato e goduto.</p> + +<p>La <i>sera</i> come l'<i>autunno</i> e l'<i>età del declino</i> +è triste e melanconica.</p> + +<p>Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue +belle giornate, pure la natura morente non +<span class="pagenum">[Pag. 111]</span><a name='Page_111'></a>può ispirare allegria. E in questa stagione +che gli alberi si spogliano delle loro verdi +fronde; è in questa stagione che i fiori scompaiono, +che le praterie ingialliscono, che le +pioggie ingrossano i torrenti, è in questa +stagione infine che la natura muore!</p> + +<p>In tal modo cammina la vita umana che +dall'età del declino entra nella vecchiaia.</p> + +<p>Come l'età del declino, così l'autunno è +fertile in malattie; si raccomenderà quindi +la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza +degli abusi di quei frutti che prodiga l'autunno.</p> + +<p>Il rapporto che esiste è dunque spiccante. +Tutti e tre offrono un vago indefinibile che +si avvicina alla tristezza.</p> + +<h3>La Notte.</h3> + +<p>La <i>notte</i> corrisponde all'<i>inverno</i> ed alla +<i>decrepitezza</i>.</p> + +<p>La notte deve intieramente dedicarsi al +riposo, poichè non solo gli animali dormono +la notte, ma anche un gran numero di vegetali, +poichè per essi il sonno è di assoluta +necessità.</p> + +<p>In primavera le notti sono spesso stellate +e fredde; in estate ora tiepide, limpide, ora +calde tempestose; in autunno sono umide e +malsane; in inverno gelide.</p> + +<p>A seconda delle stagioni il sonno è dolce, +piacevole; grave ed interrotto; profondo o +leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e +intenso.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 112]</span><a name='Page_112'></a> +<p>Si può dire che la durata del sonno è a +seconda delle perdite fatte nella giornata. +Mille volte infelici quegli ammalati che la +notte non possono godere del sonno placido +e riparatore, perchè sono molestati da crudeli +dolori!</p> + +<p>Ecco così esaminate le diverse parti del +giorno, le stagioni e le età dell'uomo, ed +accennato al rapporto che havvi tra loro.</p> + +<p>Terminerò il capitolo raccomandando di +non invertire le leggi naturali facendo come +i ricchi notte del giorno e del giorno notte, +perchè immenso è il danno che ne deriva.</p> + + + + +<h1>CAPITOLO XXIV.</h1> + +<h2>Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.</h2> + +<p>In quest'ultimo capitolo accenneremo ai +diversi piaceri che offrono le quattro stagioni. +Piaceri diversi tra loro, perchè, come ogni +stagione ha i suoi fiori, così ha i suoi godimenti.</p> + +<p>Nei climi temperati, ove quattro sono le +parti dell'anno, vi hanno piaceri non conosciuti; +nella zona torrida le stagioni sono +due: quella delle pioggie e della siccità.</p> + +<p>Invece noi siamo contenti, quando dopo +un po' di giorni di sole eccessivo che dissecca +la terra e infuoca il cielo, di ricevere una +benefica acqua che spenga gli eccessivi calori. +Questa continua alternazione non può renderci +monotoma la vita.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 113]</span><a name='Page_113'></a> + + +<h3>Parte Prima.</h3> + +<h4>Dei piaceri in primavera.</h4> + +<p>L'inverno è passato, il vento gelido e freddo +di questa stagione di morte s'intiepidisce; e +la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui +che si è alzato una di queste mattine gioconde +nella quale la natura ti sorride a ciascun +passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e +respirando l'aria a pieni polmoni ha dovuto +esclamare: Viva la primavera! Viva questa +epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido +risveglio della natura, nella quale il +cielo si fa più bello e la terra gli sorride di +amore. È in questi giorni che tutto ritorna, +che ritornano le rondinelle al nido del porticato, +i piccoli fiori al vaso della fanciulla, +i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di +capelli nere e lucenti. Chi sarà colui che +non benedirà quest'epoca, la più bella, la +più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca +nella quale un sole brillante dà la forza e +la vivacità a tutta la natura?!....</p> + +<p>La primavera! Non è forse la più bella di +tutte le quattro stagioni? Non è forse nella +primavera che si può vedere ed ammirare la +onnipotenza dell'Ente Supremo?</p> + +<p>Bisogna certamente essere pessimisti per +odiare quest'epoca; bisogna certamente aver +perduto tutto lo spirito per non sentire questi +profumi che ti spingono all'amore plastico, +come l'autunno all'amore platonico.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 114]</span><a name='Page_114'></a> +<p>Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci +offre. Le poetiche passeggiate, le escursioni, +le colazioni nei campi, le cavalcate, le gite +di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo +fatto che ama studiare ha la botanica, la zoologia, +la mineralogia che gli offre un esteso +campo per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.</p> + +<p>È nella primavera che lo spirito, il talento, +il genio che giaceva annichilito, senza forza +e senza slancio, è in questa stagione, dico, +che hanno preso il volo, che hanno stese le +loro ali gigantesche e che volano nei campi +ridenti dell'immaginazione.</p> + +<p>Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il +grido che l'anima invia alla primavera, il +grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri +profumati all'ideale. Come si può restare +insensibili davanti alla splendida ricchezza +che si spiega maestosa e sorride davanti agli +occhi, che ci attira, che ci solleva in un +mondo novello, che ci mostra un orizzonte +dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi +i più inebbrianti?! Come sei bella o +natura! Quanto sei grande! Dove hai preso +le mille forme di fiori che rendono vivaci le +praterie, le siepi, i campi? Ove li hai presi +potenza soprannaturale?</p> + +<p>In ciascun angolo il più remoto brilla un +fiore, brilla uno de' tuoi figli vaporosi che +levano la monotonia e il dolore con un +vago sorriso che t'inspira amore. L'aria ne +è addolcita, e ciascun zefiro che passa accoglie +sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore +di mille rose. Nei capelli neri e lucenti, sul +<span class="pagenum">[Pag. 115]</span><a name='Page_115'></a>seno della fanciulla, sugli altari, nei pranzi e +sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra +e sulla terrazza del sontuoso palazzo, avunque +brilla un fiore, ovunque è un profumo +d'amore.</p> + +<p>Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti +dalle rosee ali l'accompagnano. Sono +i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre, apritele +al sole, al profumo dei fiori. Come sono +belli; io vi amo e vi saluto. Vi amo perchè +dai vostri calici spira una dolcezza triste e +solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla +poetica pure vi ama; v'amo infine perchè +siete i fiori, i figli della <i>primavera</i>.</p> + +<h3>Parte Seconda.</h3> + +<h4>Dei piaceri nell'estate.</h4> + +<p>Le tiepide aurette primaverili più non scuotono +mollemente la nera treccia di capelli. +La primavera è finita e l'estate col suo calore +tanto benefico alla campagna si fa avanti +maestoso ed infuocato. Il sole è giunto al +punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari +alla terra; la sua forza benefica +è al massimo. In estate maturano le biondeggianti +messi, i frutti i più squisiti, le +tinte si fanno più scure e intense; tutto insomma +partecipa al cambiamento che il sole +di giugno opera nei campi.</p> + +<p>Fra i piaceri che si possono godere nell'estate +figurano le passeggiate di buon mattino +e di sera in campagna. Queste passeggiate sono +<span class="pagenum">[Pag. 116]</span><a name='Page_116'></a>piacevolissime per coloro che sanno gustare +le pure gioie campestri.</p> + +<p>In questa stagione deve essere contento +anche il proprietario che può passeggiare sui +suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, +l'uva che matura, i prati smaltati di fiori. +Beato il proprietario, perchè tali beni, essendo +suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!</p> + +<p>D'estate poi sono un'occasione di divertimento, +e sono di un'utilità incontestabile +i bagni. Le acque minerali e termali sono +molto frequentate durante l'estate da ammalati, +oppure da coloro che vogliono condurre +una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti +si trovano tutti i divertimenti della +capitale, di più si possono fare le passeggiate +campestri che sono d'una grandissima utilità +alla salute.</p> + +<p>La massima principale per migliorare in +questi stabilimenti è di non lasciarsi sopraffare +dalla noia. La noia è il peggior nemico della +salute; quindi se un bagnante si annoia causa +il cattivo tempo o lo stabilimento, dovrà +subito abbandonare questo luogo per cercarne +uno migliore, nel quale i concerti, la conversazione, +i giuochi di società non lo lascino +annoiato o melanconico.</p> + +<p>Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e +sotto questa denominazione intendo le gite +in barca, in battello a vapore, le passeggiate +lungo le rive dei fiumi o dei laghi, infine il +nuoto, tutti esercizi che dilettano immensamente +ed irrubostiscono i nostri muscoli.</p> + +<p>L'estate offre pure la sua parte di poesia. +Non inspira forse dei nobili ed elevati senti<span class="pagenum">[Pag. 117]</span><a name='Page_117'></a>menti +la vista d'un ameno ed ombroso boschetto +dove nulla s'intende altro che il +gorgheggio degli uccelli e il mormorio del +terso ruscello?</p> + +<p>Non si rimpiangono forse i convegni amorosi +datisi nei boschi remoti e poetici? Non +siamo eccitati alla riflessione quando seduti +all'ombra d'un gigantesco platano nella quieta +campagna ammiriamo intorno a noi l'opera +del Creatore?</p> + +<p>Insomma i piaceri estivi, quantunque meno +chiassosi dei primaverili, ci tornano ciononostante +graditi, perchè accompagnati dalla +riflessione.</p> + + + +<h3>Parte Terza.</h3> + +<h4>Dei piaceri in autunno.</h4> + +<p>L'autunno è la stagione più ricca di frutta, +è la stagione nella quale anche il regno animale +ci dà gli elementi più svariati e di +migliore qualità, per cui questa stagione è +desiderata dai fanciulli, dai buongustai e dai +leccardi.</p> + +<p>La natura in autunno cambia ancora di +aspetto. Le mattine e le sere si fanno sempre +più fresche, l'aere è più mite. L'autunno è +l'epoca dei viaggi nei paesi meridionali; è +l'epoca della caccia.</p> + +<p>Riguardo a questo piacere dobbiamo dire +che se è spinto alla fatica diventa nocivo alla +salute. Alla caccia bisogna guardarsi dalle +correnti d'aria fresca quando si è in traspi<span class="pagenum">[Pag. 118]</span><a name='Page_118'></a>razione, +nel bevere quando si è sudati, o +dall'attraversare qualche acqua quando i piedi +sono riscaldati dal percorso cammino. Queste +sono norme che non si osservano quando +siamo in preda all'entusiasmo di inseguire +qualche lepre, ma che dovrebbero seguirsi +per non prepararsi delle infermità.</p> + +<p>Un altro piacere per i proprietarii di terre +è quello di assistere al raccolto e principalmente +alle vendemmie. Nei paesi viniferi si +danno delle feste campestri, come le colazioni, +i pranzi, i balli, feste che ci tornano gradite, +perchè nuove e purificate dall'aura imbalsamata +della campagna. Ma la seconda metà +dell'autunno non presenta questi dolci piaceri. +Essa è triste, melanconica. La natura si +spoglia de' suoi verdi colori, gli alberi nudi +sono tetri, gli augelletti più non gorgheggiano, +le brine cominciano a coprire la terra, +l'aquilone freddo sibila fra i rami, le nebbie, +le pioggie sono frequenti, i torrenti straripano, +i raggi solari si affievoliscono, la natura si +addormenta per ridestarsi più viva, più appariscente +in primavera.</p> + +<p>L'autunno però, sebbene abbondante in +piaceri, è pure abbondante in malattie. Queste +provengono dai cambiamenti repentini di temperatura +che sono frequentissimi in autunno. +Provengono però principalmente dalle scorpacciate +di frutta di cui è ricca questa stagione. +Si guardino bene i golosi dagli eccessi di +questo genere, perchè non sanno quanto dolorosi +sieno i flussi di ventre, le febbri ribelli +o le dissenterie.</p> + +<p>Un alimento che raccomando caldamente +<span class="pagenum">[Pag. 119]</span><a name='Page_119'></a>nell'affievolimento di stomaco è il <i>buon cioccolatte</i>, +perchè, oltre all'essere facilmente digeribile, +ripara subito le perdite del corpo. +Bisogna però guardarsi dal cioccolatte di +cattiva fabbricazione, perchè non fa altro che +ingombrare lo stomaco.</p> + +<p>Un'altra raccomandazione è quella di coprirsi +ai primi freddi per evitare i raffreddori +e le soppressioni di traspirazione.</p> + + + +<h3>Parte Quarta.</h3> + +<h4>Dei piaceri in inverno.</h4> + +<p>Questa è la stagione più monotona e melanconica +dell'anno. Il sole più non ci riscalda, +e pare che ci abbia abbandonati. La neve +bianca e fredda copre come un funebre lenzuolo +tutta la campagna. Ovunque è tristezza, +ovunque è torpore.</p> + +<p>Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel +fanciullo che se ne stanno rincantucciati al +caminetto, non lo è però pel giovane, il +quale trova nell'inverno dei cari e graditi +divertimenti. Egli sfida i rigori del verno per +assistere all'opera, al dramma, ai concerti; +egli sfida la neve per correre dove la danza +lo chiama e lo attira, e non lascia la minima +occasione per festeggiare l'amore e il piacere.</p> + +<p>Una molestia dell'inverno è il freddo delle +mani e dei piedi. Freddo che deriva da ciò +che il sangue più non circola nella rete muscolare +superficiale, ma bensì è spinto nei +vasi interni.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 120]</span><a name='Page_120'></a> +<p>È sopratutto nell'inverno che il vecchio +deve usare a sè stesso tutti i riguardi, perchè +il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi +piaceri devono essere quelli del focolare, della +lettura, della conversazione, dei giuochi di +famiglia che occupano e cacciano la noia.</p> + +<p>È nell'inverno poi che si gustano maggiormente +i piaceri dell'amicizia, perchè in questa +stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione. +Un vero amico non è mai abbastanza +custodito. L'amicizia è un porto dove +si rifugia durante l'uragano, ove si felicita +dopo il pericolo. Qual maggior gioia di quella +di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico, +al quale si hanno mille cose da confidare, +mille da sentire!</p> + +<p>L'inverno è anche la stagione più propizia +ai pranzi, ai festini, ai banchetti. In questa +epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco +possiede maggior energia; le sue funzioni +hanno luogo più prontamente, e può +quindi digerire più presto una maggiore quantità +di alimenti che nelle altre stagioni.</p> + +<p>È nell'inverno che si hanno le feste di +Natale e quelle del primo giorno dell'anno.</p> + +<p>Quest'ultima in Francia è festeggiata da +tutti, non solo dai bimbi che desiderano i +regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano +gradite le riunioni di famiglia.</p> + +<p>Il carnevale viene poi a portare l'allegria +ai giovani, e procurare loro mille sorta di +piaceri nei quali la folla delirante si getta a +capo fitto.</p> +<span class="pagenum">[Pag. 121]</span><a name='Page_121'></a> +<p>E quì termina l'opera, lo scopo della quale +non solo era di accennare i piaceri delle diverse +stagioni, ma bensì di cercare di assegnar +loro un limite uniformandole alle norme +dell'igiene. Dunque di nuovo raccomandiamo +ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle +cose della vita, perchè, come abbiamo accennato +in questo libro, possono apportare gravi +sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse +anche la morte!</p> + + +<h3>Fine.</h3> +<span class="pagenum">[Pag. 122]</span><a name='Page_122'></a><span class="pagenum">[Pag. 123]</span><a name='Page_123'></a> + + +<h1>INDICE</h1> + +<p>CAPITOLO I</p> + +<p>Definizione del piacere pag. <a href='#Page_3'>3</a></p> +<br /> + + +<p>CAPITOLO II.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. La giovinezza ed i suoi piaceri—Adolescenza—pubertà pag. <a href='#Page_7'>7</a></p> + +<p>» II. I piaceri della giovinezza e loro igiene pag. <a href='#Page_13'>13</a></p> + +<p>» III. Igiene alimentare della giovinezza pag. <a href='#Page_15'>15</a></p> +<br /> + + +<p>CAPITOLO III</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell' amor fisico—Primi palpiti d'amore pag. <a href='#Page_18'>18</a></p> + +<p>» II. Sensazione del coito pag. <a href='#Page_19'>19</a></p> + +<p>» III. I due lati dell'amore pag. <a href='#Page_20'>20</a></p> + +<p>» IV. Dell'amore e sua igiene morale pag. <a href='#Page_21'>21</a></p> +<br /> + + +<p>CAPITOLO IV.</p> + +<p>Conseguenze d'una cattiva scelta—Racconto pag. <a href='#Page_26'>26</a></p> +<br /> + +<p><span class="pagenum">[Pag. 124]</span><a name='Page_124'></a>CAPITOLO V.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Il matrimonio ed i suoi piaceri pag. <a href='#Page_32'>32</a></p> + +<p>» II. I piaceri dell'amore materno e paterno pag. <a href='#Page_33'>33</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO VI.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Della procreazione—Norme igieniche pag. <a href='#Page_35'>35</a></p> + +<p>» II. Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri d'amore pag. <a href='#Page_37'>37</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO VII.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Mali derivanti dai piaceri solitari pag. <a href='#Page_41'>41</a></p> + +<p>» II. Mezzi per impedire i piaceri solitari pag. <a href='#Page_45'>45</a></p> + +<p>» III Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari pag. <a href='#Page_46'>46</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO VIII</p> + +<p>Della donna e dei piaceri che offre pag. <a href='#Page_48'>48</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO IX.</p> + +<p>Delle aberrazioni o traviamenti d'amore pag. <a href='#Page_50'>50</a></p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Satiriasi pag. <a href='#Page_52'>52</a></p> + +<p>» II. Erotismo per soverchia continenza pag. <a href='#Page_54'>54</a></p> +<span class="pagenum">[Pag. 125]</span><a name='Page_125'></a> +<p>» III. Follia erotica pag. <a href='#Page_54'>54</a></p> + +<p>» IV. Follia erotica intermittente—Racconto pag. <a href='#Page_55'>55</a></p> + +<p>» V. Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico pag. <a href='#Page_57'>57</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO X.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Igiene dei piaceri venerei pag. <a href='#Page_58'>58</a></p> + +<p>» II. pag. <a href='#Page_61'>61</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XI.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Età virile ed i suoi piaceri—Virilità pag. <a href='#Page_64'>64</a></p> + +<p>» II. Età matura pag. <a href='#Page_66'>66</a></p> + +<p>» III. Piaceri dell'età matura pag. <a href='#Page_67'>67</a></p> + +<p>» IV. Piaceri paterni e materni pag. <a href='#Page_68'>68</a></p> + +<p>» V. pag. <a href='#Page_69'>69</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XII.</p> + +<p>Nubilità—Età matura pag. <a href='#Page_70'>70</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XIII.</p> + +<p>Igiene dell'età matura pag. <a href='#Page_72'>72</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XIV.</p> + +<p>Prima vecchiaia pag. <a href='#Page_74'>74</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XV.</p> + +<p>Dell'erotismo nella vecchiaia pag. <a href='#Page_76'>76</a></p> +<br /> + +<p><span class="pagenum">[Pag. 126]</span><a name='Page_126'></a>CAPITOLO XVI.</p> + +<p>Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri pag. <a href='#Page_77'>77</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XVII.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Seconda vecchiaia pag. <a href='#Page_80'>80</a></p> + +<p>» II. Dell'abitudine e della noia nei vecchi pag. <a href='#Page_81'>81</a></p> + +<p>» III. Decrepitezza pag. <a href='#Page_83'>83</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XVIII.</p> + +<p>Dei sensi pag. <a href='#Page_84'>84</a></p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Piaceri dei sensi pag. <a href='#Page_86'>86</a></p> + +<p>» II. Allucinazioni ed aberrazioni della vista pag. <a href='#Page_87'>87</a></p> + +<p>» III. Igiene della vista pag. <a href='#Page_89'>89</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XIX.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell'udito pag. <a href='#Page_90'>90</a></p> + +<p>» II. Della musica sull'organismo umano pag. <a href='#Page_91'>91</a></p> + +<p>» III. Allucinazioni dell'udito pag. <a href='#Page_93'>93</a></p> + +<p>» IV. Igiene dell'udito pag. <a href='#Page_94'>94</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XX.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell'odorato pag. <a href='#Page_95'>95</a></p> + +<p>» II. Classificazione degli odori pag. <a href='#Page_96'>96</a></p> + +<p>» III. Aberrazioni dell'odorato pag. <a href='#Page_97'>97</a></p> + +<p>» IV. Igiene dell'odorato pag. <a href='#Page_98'>98</a></p> +<br /><span class="pagenum">[Pag. 127]</span><a name='Page_127'></a> + +<p>CAPITOLO XXI.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Del gusto—Classificazione dei sapori pag. <a href='#Page_99'>99</a></p> + +<p>» II. Aberrazioni del gusto pag. <a href='#Page_103'>103</a></p> + +<p>» III. Igiene del gusto pag. <a href='#Page_103'>103</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XXII.</p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Del tatto pag. <a href='#Page_104'>104</a></p> + +<p>» II. Aberrazioni del tatto pag. <a href='#Page_106'>106</a></p> + +<p>» III. Igiene del tatto pag. <a href='#Page_107'>107</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XXIII.</p> + +<p>Rapporti tra le quattro parti del giorno +e le quattro stagioni—Loro +influenza sull'economia umana pag. <a href='#Page_108'>108</a></p> +<br /> + +<p>CAPITOLO XXIV.</p> + +<p>Dei piace riofferti dalle quattro stagioni pag. <a href='#Page_112'>112</a></p> + +<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dei piaceri in primavera pag. <a href='#Page_113'>113</a></p> + +<p>» II. Dei piaceri in estate pag. <a href='#Page_115'>115</a></p> + +<p>» III. Dei piaceri in autunno pag. <a href='#Page_117'>117</a></p> + +<p>» IV. Dei piaceri in inverno pag. <a href='#Page_119'>119</a></p> +<span class="pagenum">[Pag. 128]</span><a name='Page_128'></a> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i +temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO *** + +***** This file should be named 16489-h.htm or 16489-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/1/6/4/8/16489/ + +Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed +Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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