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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:49:00 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni
+
+Author: Auguste Debay
+
+Translator: Gianpietro Introzzi
+
+Release Date: August 8, 2005 [EBook #16489]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO ***
+
+
+
+
+Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed
+Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net)
+
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+
+
+
+
+
+ CURIOSITÀ FISIOLOGICHE
+
+
+
+ *IGIENE DEI PIACERI*
+
+ SECONDO
+
+ LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI
+
+
+ DI
+ *A. DEBAY*
+
+
+ RIDUZIONI DAL FRANCESE
+ DEL
+ D. Introzzi Gianpietro
+
+
+
+ GIOVANNI GNOCCHI
+ EDITORE MILANO
+
+ 1886.
+
+
+
+ Bergamo--Stab. Tip. Frat. Bolis.
+
+
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO I.
+
+ *Definizione del piacere.*
+
+ ================
+
+
+La vita dell'uomo è un misto di _piaceri_ e di _dolori_. Queste due
+sensazioni del pari forti e diametralmente opposte si agitano nell'animo
+umano, lottano incessantemente tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben
+di rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua natura ardente, vivace
+cerca sempre ed ovunque il piacere, come lo stato nel quale egli meglio
+può gustare la vita, usandone però moderatamente. E per _piacere_
+intendo accennare a qualunque aggradevole sensazione che faccia presa
+sui nostri sensi. Così chiamerò _piacere_ le ebbrezze voluttuose di
+amore, come le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere più forte,
+più vivo a quello più debole sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno
+mai da questa grande classificazione, cioè _piaceri sensuali_ e _piaceri
+morali_. Inutile pure il dire che i generi sono infiniti.
+
+_I piaceri fisici o sensuali_, quantunque più ricercati, sono quelli che
+meno restano impressi, anzi cercano col cessare dell'eccitante che li ha
+prodotti. I _piaceri morali_ sono i più puri, sono quelli che giammai si
+cancellano dall'animo.
+
+I diversi generi di piaceri però sono prodotti da varie cause. Dalla
+condizione sociale, dal temperamento nervoso, dall'educazione, dai
+climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso, dallo stato di salute, ecc.
+Come ben si può scorgere a priori un vecchio ottuagenario non ricercherà
+i piaceri vivaci e focosi della gioventù. Diversi saranno i piaceri che
+si ricercheranno in inverno ed in estate, in città ed in campagna. Come
+pure diversi sono i piaceri dell'amore da quelli della mensa; quelli
+della caccia da quelli del riposo, ecc.
+
+Molto agisce sui piaceri anche il temperamento; infatti lo stesso
+piacere farà una più viva impressione sul temperamento nervoso che sul
+linfatico.
+
+La nostra vita è dunque un complesso di piaceri e di dolori.
+L'indifferenza che tanti definiscono uno stato intermedio fra il dolore
+ed il piacere, raramente si scontra nella vita.
+
+Il piacere può anche dirsi il possesso dei beni che si desiderano, il
+dolore la loro privazione. E siccome tutti nella loro vita desiderano,
+così tutti potranno andar soggetti alla realizzazione di questi
+desiderii o alla loro privazione. E questa asserzione è puramente
+pratica. Non è forse un piacere il riposarsi quando si è stanchi? Il
+mangiare, il bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare ed essere
+riamato dal nostro ideale, poter sacrificare a lei tutto perfino la
+vita, non è forse una dolce soddisfazione, non è forse un piacere?
+Soccorrere l'infelice, consolare l'afflitto, morire per la patria, per
+un'anima bella non son forse piaceri? E se questi lo sono, la negazione
+di essi non produce dolore nell'animo nostro?
+
+Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere e sempre fugge il dolore.
+Questo non ha bisogno di dimostrazione. Anche i bruti per istinto
+cercano la gioia, le sensazioni gradevoli. Eccetto nel caso d'una
+perversione di istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno
+quello che può loro nuocere.
+
+Non mi si accusi però di voler fare l'apologia del piacere o del
+sensualismo. No; una accusa di tal genere classificherebbe subito chi la
+lancia per un'anima poco elevata. Il piacere è anche _morale_, diss'io;
+e del resto, anche gustando i _fisici_, sempre però con riservatezza, è
+un bene.
+
+Un uomo che sente dignità di se stesso non abusa dei piaceri sensuali,
+perchè ha anche la cognizione di sapere che, oltrepassato un dato
+limite, diventano dannosi. È forse male gustare l'odore grato d'una
+mammola, il delicato sapore d'un frutto maturo? È forse male amare
+onestamente una vaga fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente
+supremo ci ha largiti questi beni affine di sollevare lo spirito nostro
+dalle fatiche del lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo?
+
+Uno dei più dolci incanti della vita è la unione _dei piaceri dei sensi_
+al _godimento dello spirito_, perchè ci sollevano come in un mondo
+incantato, tutto nuovo per noi. Guai però a chi si lascia trasportare
+dal piacere. Esso non deve mai essere un bisogno, una abitudine, un
+vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe al livello del bruto, perchè
+soffocherebbe in noi qualunque altro lodevole sentimento. Quanti uomini
+che, dominati da un piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia
+analogia coll'animale, cui li assimila la loro inclinazione!....
+
+I piaceri sensuali avviliscono ed annientano l'uomo! Quanti uomini
+d'ingegno non si sono per questo completamente abbrutiti. Basterà citare
+il romano Antonio. Non avrebbe egli vinto Ottavio se un amore cieco non
+lo avesse gettato fra le seducenti braccia della regina Cleopatra!
+
+Da questo capitolo deduciamo dunque la morale seguente: gustiamo i
+piaceri leciti con somma prudenza; mai non lasciamoci dominare da essi.
+Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando altri, pregiudicherebbero noi
+stessi. Non vuotiamo per intiero il calice del piacere; dopo questo
+viene l'ebbrezza, la sazietà, il dolore.
+
+Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci alle nozioni d'igiene che
+verranno esposte in questo libro.
+
+
+
+
+ ================
+
+ GAPITOLO II.
+
+ *La giovinezza ed i suoi piaceri*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Adolescenza--Pubertà.*
+
+
+_Adolescenza e sua igiene_.--Questa bella età che si rimpiange sempre ha
+i suoi piaceri innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi consistono
+in giuochi meno o più rumorosi, come il salto, le corse, la ginnastica,
+la danza, il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri che, quando
+non affaticano di soverchio il fanciullo, sono giovevoli; perchè
+irrobustiscono i suoi muscoli; gli allargano il torace, consolidano la
+sua salute e lo rendono agile e destro.
+
+Le malattie e le indisposizioni che affliggono questa età sono le
+bronchiti, i mali di gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali, i
+colpi, le cadute, ma principalmente i flussi di ventre e le
+indigestioni. Quando le prime cure materne non bastano a guarire il
+giovinetto, allora la prudenza esige di chiamare il medico, perchè è
+meglio prevenire una malattia che guarirla. Secondo i casi giova
+all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti.
+
+I mali di corpo e le coliche provengono dalla ghiottoneria propria a
+questa età; dal mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal rodere gli
+acerbi.
+
+Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni provocate da
+zuccherini, confetti, pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche
+sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare di non guastare lo
+stomaco sì da bambini. Quando dopo qualche malattia il fanciullo non si
+corregga, bene è d'uopo che i genitori gli facciano una continua
+vigilanza, perchè la malattia si rinnoverebbe con somma facilità.
+
+Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi i tristi effetti
+dell'ingordigia, massime poi alle giovinette, perchè le chicche tolgono
+loro la giovanile avvenenza e la seducente freschezza.
+
+_Pubertà_.--La pubertà è l'età nella quale una grande rivoluzione
+s'opera nel corso della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo
+diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è l'età nella quale ci si
+schiude davanti un orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra color
+di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri, degli affetti più vivi; è
+l'epoca nella quale la fervida immaginazione ci trasporta, in cui si
+fanno mille castelli in aria; castelli che pur troppo si sfasciano al
+primo vento glaciale del nord. Eppure si è felici, o per lo meno molti
+lo sono, perchè adulti si rimpiange questa fase della vita nella quale
+cominciano a far capolino i prodromi di potenti fenomeni organici che la
+pubertà non indugia a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da
+quest'epoca, domina tirannicamente il nostro essere. E ciò ha voluto
+natura per mantenere il suo fine: _la propagazione della specie_.
+
+Innumerevoli sono i piaceri di questa età perchè è appunto nella pubertà
+che lo spirito nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti, di
+forti impressioni.
+
+Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti, i teatri sono piaceri
+che attraggono la gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore al
+quale è bene mettere un freno. Infatti essi ponno e _moralmente_ e
+_fisicamente_ riuscire dannosi alla gioventù.
+
+_Fisicamente_ potranno nuocere non usando tutte quelle precauzioni che
+pur troppo in queste occasioni, nelle quali si è esaltati, non passano
+nemmeno per la testa. Infatti il subitaneo passaggio dal caldo al freddo
+o viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga al corpo, le
+soppressioni totali o parziali di una esalazione, di una evacuazione
+sono cause di affezioni polmonari acute, di irritazioni intestinali, di
+dolori addominali, di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi dopo
+un po' di tempo od anche istantaneamente.
+
+_Moralmente_ potranno nuocere se il carattere del giovinetto è molto
+impressionabile. È cura dei genitori il preservarlo da questi pericoli.
+Non che io dica di privare affatto il giovane da qualsiasi divertimento
+suaccennato, dal teatro, per esempio, no. Ma aver cura, se si tratta del
+teatro, di sapere a quale produzione assisterà il giovane. Infatti non
+resterebbe male impressionato se assistesse ad una produzione nella
+quale l'amor coniugale si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio ad
+un eletto sacrificio da parte della donna?... Nella quale si passano in
+rassegna le turpitudini di qualche scellerato? Allontanatelo dunque da
+questi luoghi equivochi, ma però accompagnatelo là dove delle produzioni
+morali inspireranno nel suo cuore il sentimento del buono, del vero e
+del bello.
+
+Inoltre un piacere pericoloso pei giovani è il pubblico ballo,
+maggiormente quello di una grande città, dove vi si slancia una folla
+ardente e vivace, avida di trovare il piacere nell'ebbrezza della danza.
+
+Però i genitori potranno accompagnarvelo se il desiderio di curiosità
+del figlio loro si mantenga come un'idea fissa.
+
+I piaceri che si provano invece frequentando le feste di famiglia ed i
+piccoli giuochi di società sono molto più innocenti e dovransi accordare
+di buon grado perchè sollevano lo spirito giovanile.
+
+È in queste riunioni che il giovane si reca volentieri perchè sa di
+trovare l'oggetto dei suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili.
+La danza per questa età è un divertimento carissimo, perchè possono far
+pompa della loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione
+nascente, che se si mantiene nei limiti è una leggiera alterazione
+dell'amor proprio. A questi convegni intervengono sempre amici di casa,
+per cui la decenza e il pudore non hanno nulla a soffrire. Ne risulta
+quindi una gaiezza sincera e scevra di qualunque fine secondario.
+
+Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi generi di piaceri fisici e
+morali. Raccomandiamo alla gioventù i piaceri morali, perchè oltre
+all'essere incancellabili, sono di utilità grandissima agli altri, e
+lasciano nell'anima una soddisfazione ed un contento grandissimo. Eccone
+un esempio.
+
+
+ _Un beneficio è sempre ricompensato._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente
+per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi
+suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo
+cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al
+suolo. A tal vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia smunta e
+macilente di quel giovane infelice domandò alla folla che gli era
+accaduto. È ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma per carpirci
+qualche soldo; è colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo
+esaminò attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il
+poveretto:
+
+--Largo, signori, concedetegli un po' di aria; quest'uomo è estenuato
+dalla fame.
+
+E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini:
+
+--Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina
+osteria; gli faremo ingoiare qualcosa.
+
+E seguiti dalla folla che benedicevano quel giovane pietoso, entrarono,
+e deposto l'affamato su una banca, Edmondo domandò una tazza di brodo e
+un bicchier di vino del più buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo
+vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò un po' la testa e
+compreso cosa eragli accaduto:
+
+--Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio
+ve ne compenserà.--E a lenti sorsi trangugiò il resto della bevanda
+ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e
+raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiamò l'oste, gli
+diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il
+resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.
+
+Intanto l'ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s'era
+impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò a
+casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L'indomani
+a' suoi amici, che gli domandavano perchè non era intervenuto a una così
+bella gita, raccontò il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una
+così rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d'una
+scampagnata.
+
+--Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domandò un
+amico.
+
+--Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli.
+
+--Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese,
+puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben fornita,
+ma io la metto a tua disposizione!...
+
+ * * * * *
+
+Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita
+sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ciò che le pareva
+colpevole. L'aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l'esercito
+disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane
+elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo
+dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di là colle
+proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti,
+non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni.
+E presolo per mano gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un amico del
+povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di
+fame» E rivoltosi al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò a casa,
+questo quartiere non è sicuro per voi!» Quell'operaio era l'affamato
+dell'osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *I piaceri della giovinezza e loro igiene.*
+
+
+Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un
+limite ad esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, e sono il più
+delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per
+l'intiera vita.
+
+Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un eccesso
+nel mangiare o nel bere?
+
+Come si disse poi nel capitolo precedente bisogna tener calcolo anche
+del luogo, delle stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. Non tutti
+i luoghi sono adatti al benessere del nostro temperamento, e sono a
+fuggirsi i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana causa di
+febbri dolorose. Anche le stagioni influiscono sui generi dei piaceri,
+come pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e ritrarre giovamento
+intervenendo ad una partita di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto,
+se non in giorni sereni e in luoghi salubri. Un consiglio che i giovani
+dovrebbero sempre ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, anche
+sentendo il più stimolante bisogno, quando si è corso, saltato, fatto
+esercizi ginnastici, perchè, sopprimendo istantaneamente la
+traspirazione, si va incontro a malattie molto pericolose. Altresì, per
+la stessa ragione, non si deve esporsi ad una corrente d'aria fissa.
+Tenetevi fisso nella memoria questo consiglio se un giorno o l'altro non
+volete che, a seconda del vostro temperamento più o meno debole, essere
+assaliti da reumi, da flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola e
+da altre di queste forti indisposizioni che tutte provengono dalla
+soppressione istantanea della traspirazione. Quanti che per aver
+trascurato questi precetti si rovinarono per tutta la vita!....
+
+I piaceri poi non devono essere spinti fino alla fatica, altrimenti
+diventano nocivi. Anche l'amore allo studio deve essere frenato, perchè
+un'occupazione continua logora gli organi. Così gli studi che esigono
+una posizione incomoda devono essere di poca durata. Tali sono il
+disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.
+
+Anche la musica vocale riesce dannosa a coloro che si sforzano, o che
+ripetono intempestivamente esercizi che non sono alla loro portata,
+perchè le corde vocali logorandosi si può perdere del tutto quella voce
+che per tanti è la loro vita.
+
+È dunque meglio che tali studi si ripetano spesse volte nel giorno,
+piuttosto che sacrificare ad essi delle ore intere.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene alimentare della giovinezza.*
+
+
+Questo capitolo deve essere attentamente considerato, essendo la
+questione degli alimenti la principale, poichè, questi sono i fattori
+principali della vita. È una questione che dolorosamente non fa parte
+del programa scolastico; dolorosamente dico, perchè molti giovani
+istruiti escono dagli istituti senza avere nemmeno le prime cognizioni
+riguardo a questa materia. La scelta degli alimenti, la loro quantità e
+qualità dovrebbe essere calcolata in ragione del sesso, dell'età e del
+temperamento dell'individuo. Influiscono molto anche su esse le
+stagioni, i luoghi, le professioni. Essendo provvisti di queste utili
+cognizioni si scanserebbero tante malattie, e l'alimentazione avrebbe
+pieno il suo corso di rinvigorire le esauste forze del giovane. E il
+nutrimento di esso richiederebbe maggiori cure di quelle che attualmente
+si prestano. La qualità e quantità delle sostanze alimentari devono
+essere conformate e proporzionate sulle perdite del soggetto, quindi
+nella giovinezza l'alimentazione dev'essere più abbondante, perchè in
+quest'epoca della vita molto attiva ed operosa il giovane subisce un
+continuo ed abbondante spreco di forze muscolari.
+
+Si deve avere riguardo anche al genere di vita che conduce l'individuo;
+infatti un impiegato che è condannato ad una vita sedentaria dovrà
+nutrirsi meno d'un manuale che s'affatica tutto il giorno. Le stagioni
+pure influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano molto più che
+d'estate, e nella scelta dei cibi si deve aver molto riguardo nella
+primavera e nell'autunno.
+
+Circa poi il numero dei pasti, questi devono essere regolati sulla forza
+dello stomaco dei giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare quattro
+pasti al giorno. Due abbondanti e due più leggieri intermedi per
+attenuare la fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 anni invece
+bastano due soli pasti abbondanti o al massimo tre.
+
+Sopratutto però badate di non mangiare e bere eccessivamente! Guai agli
+intemperanti! Lo stomaco starei quasi per dire che è il centro della
+vita nostra, perchè è nello stomaco che i cibi subiscono quella
+trasformazione chimica, per la quale, ridotti in chimo, si assimilano
+col sangue, risarcendoci per tal modo delle forze perdute. Chi è sano
+di stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e potrà giungere ad una
+robusta vecchiaia esente da infermità. Una raccomandazione importante
+sarebbe quella di alzarsi da tavola con un leggiero appetito, mai
+mangiare ingordamente fino a che vi sentite sazi, perchè se lo stomaco
+affatica a digerire tutti quei cibi coi quali lo empite, esso si
+logorerà ben presto e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche ed
+altre malattie sempre gravi allo stomaco ed agli intestini. Abbiate
+dunque sempre cura di questo apparato sì necessario alla vita; rifiutate
+qualunque cibo o bevanda che gli possa nuocere e che lo rendono incapace
+di funzionare nella tarda età.
+
+Abbiate dunque sempre in mente questi precetti, perchè chi ve li dice è
+uno che per molto tempo ha violentemente sofferto di stomaco e vi
+scongiura pel male nel quale potreste incorrere di osservare
+attentamente queste norme elementari.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO III.
+
+ *Dell'amor fisico*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Primi palpiti d'amore.*
+
+
+È nella giovinezza che noi cominciamo a pensare ed a sognare: è in
+questa età che le nostre forze fisiche e le facoltà intellettuali e
+morali si sviluppano e s'ingrandiscono; è in questa età che il nostro
+cuore si apre ad una vita novella, che esso si accende e batte per una
+nuova passione che in un istante può incendiare tutto l'umano edificio.
+È l'amore che si mostra sotto un aspetto giocondo alla nostra fervida
+immaginazione, è l'amore che incomincia ad impossessarsi dei nostri
+giovani cuori per forse poi straziarli e farsene giuoco. Quasi tutti o
+ben pochi vanno esenti da questa passione; e gli antichi avevano ragione
+di raffigurare l'amore sotto le sembianze d'un vispo fanciulletto alato,
+cogli occhi bendati tenendo in una mano una fiaccola, nell'altra un arco
+sempre teso e sulle spalle una farètra piena di acutissimi dardi. Nulla
+può contro esso; anche gli Dei stessi dell'Olimpo, persino il sommo
+Giove furono trafitti dalle freccie dorate d'Amore.
+
+Tutti adorano l'amore e specialmente i giovani, per esso tutto
+sacrificano, per esso cercano la riputazione, la fama, la gloria! Di
+quante nobili e generose azioni è causa l'amore! Dante, Petrarca, Tasso
+per lui si immortalarono! E Amore sempre volubile, perchè bello, spinge
+gli uni alla gloria, gli altri al tradimento, alla ignominia; quanti
+esempi che pur troppo si potrebbero citare!... Meglio è il silenzio.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Sensazione del coito.*
+
+
+Al fine di conservare la nostra specie sul globo la natura ci ha
+concesso durante l'atto della riproduzione uno dei più vivi piaceri.
+Questa sensazione in certi insetti è così intensa che perfino la morte
+non varrebbe a separare il maschio dalla femmina durante il coito.
+
+Nell'uomo un improvviso arresto, qualunque sia il motivo, dei pieceri
+venerei, può produrre gravissime conseguenze e in certi casi anche la
+morte. I piaceri d'amore poi offrono i più svariati fenomeni a seconda
+della costituzione fisica dell'individuo, della sua impressionabilità
+nervosa e del clima in cui vive.
+
+Vi sono taluni che li gustano e vi si abbandonano con una vera frenesia;
+altri che restano quasi insensibili. Però questi due casi sono anormali,
+e dinotano un'alterazione del sistema nervoso. Il coito, per produrre
+buoni frutti, deve aver luogo in un voluttuoso raccoglimento.
+
+La donna nella più tenera età, come per istinto, preludia alla
+riproduzione colle sue bambole e col suo amore ad esse come fossero
+figlie.
+
+La giovinetta sogna d'amore e scorge davanti a sè un orizzonte roseo e
+sorridente.
+
+La donna pone tutto il suo amore nei figli, uniche sue speranze
+avvenire, e fattasi vecchia circonda colle cure più sollecite i suoi
+vispi nipotini.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *I due lati dell'Amore.*
+
+
+Non sempre l'amore è causa di gioie pure ed infinite; talvolta lo è di
+dolori e di una vita sventurata. Se giovani lo si cerca e lo si brama,
+in seguito poi a qualche disillusione si cerca di fuggirlo e lo si
+maledice.
+
+Esso, come già dissi, spinge gli uni alla gloria; gli altri, perchè
+comanda la devozione e l'ubbidienza, all'ignominia, al tradimento!
+
+Eppure l'amore è l'ideale di tutti; tutti pongono in esso i loro sogni,
+le loro speranze. Ma guai a chi leggiermente vi s'abbandoni! Prima di
+cadere completamente nei lacci d'amore bisogna ponderare ben bene dove
+esso ci potrà condurre.
+
+L'amore ha un lato vivace, sorridente, che ci attrae; l'altro è tetro,
+imbronciato, che ci disgusta.
+
+L'amore puro, timido e casto appartiene al primo genere. Esso è l'amore
+che deve formare la felicità nostra, è un amore tutto poetico e
+lusinghiero.
+
+Al secondo appartiene l'amore irato, focoso, che è funestato dalla
+gelosia. Guardiamoci da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri
+petti ben presto si consuma senza poter nulla di poetico godere. Esso è
+un amore direi quasi despota e tiranno.
+
+È vero che all'amore nulla può comandare, ma è bensì vero che gli si può
+resistere con un grandissimo sforzo di volontà. Tocca ai genitori di
+mostrare ai loro figli il lato brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico,
+ad arrestarli sul lubrico cammino che conduce ad una vita desolata,
+piena di pianti e di tristezze.
+
+Guardatevi pure, o giovinetti inesperti, dagli amori volubili, gelosi e
+violenti. Se un tal genere di amore cominciasse a far presa nel vostro
+animo soffocatelo al suo nascere; meglio negare, anche con dolore, la
+propria volontà, che essere infelici, e disgraziati più tardi.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Dell'Amore e sua igiene morale.*
+
+
+Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili avvicina due giovani
+cuori e li fa battere entrambi dello stesso palpito, raramente si può
+arrestare i battiti di quei cuori, raramente si può scindere i due
+amanti. Nulla, nemmeno l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente di
+quel primo amore.
+
+Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile è l'incompatibilità
+di carattere, la differenza della posizione sociale. E quì l'igiene e il
+ragionamento devono riunirsi in uno sforzo comune per rendere evidente
+ai due innamorati l'impossibilità di accendere la fiaccola d'Imeneo. Le
+ragioni però che i genitori dovranno addurre sempre, devono avere un
+serio fondamento, e devono essere esposte con dolcezza se si vuole
+ottenere la vittoria. Esporle con severa durezza non si farebbe altro
+che attizzare il contrariato amore.
+
+Se questi mezzi fossero vani, allora l'amore essendo troppo radicato nel
+cuore del giovane, nulla varrà a estirparlo, e se un languore incurabile
+s'impossessasse del povero innamorato, l'unico rimedio è il matrimonio.
+
+Però di rado si scontrano questi casi, perchè una cura amorosa e assidua
+da parte dei genitori può allontanare queste sventure. E più tardi,
+quando il giovane comprenderà la disgrazia alla quale è sfuggito,
+avranno la soddisfazione di sentirsi ringraziare e di essere più di
+prima amati.
+
+Dopo però s'accorgono della giustezza dei rifiuti dei genitori; nella
+foga della loro passione nulla vedono, e non pensano che i genitori
+hanno molta maggiore esperienza di loro.
+
+Mi ricordo d'una giovinetta che disse:
+
+«Pare che i miei genitori dimentichino che io voglio maritarmi per me e
+non per essi. Perchè rifiutarmi l'uomo che io amo e designarmene un
+altro che mi è indifferente e che ben presto mi tornerà odioso?»
+
+Se questi giovani potessero in queste occasioni riflettere, vedrebbero
+che queste determinazioni sono state prese dopo le più minute
+informazioni e ricerche, circa al futuro sposo o sposa alla sua
+famiglia, al suo carattere, alla sua condotta.
+
+Vorreste voi che un padre e una madre avessero d'abbandonare la loro
+creatura allevata con tanti sacrifici sulla via della virtù a un giovine
+dedito ai piaceri più vergognosi e illeciti, a un giovane che invece di
+essere il sostegno della sposa, fosse il suo carnefice? Oh! no... farete
+bene a rifiutare la domanda d'un simile soggetto che farebbe infelice la
+vostra prole diletta.
+
+È dovere sacrosanto de' genitori di vegliare sui figli loro, di
+consigliarli, di guidarli sul lubrico sentiero della vita. Essi non
+hanno esperienza, la loro mente è piena di poesia, vedono tutto color di
+rosa; perchè sono i primi passi che fanno nel mondo, perchè sono
+desiderosi di tutto vedere, di tutto gustare.
+
+E voi giovani, pur troppo sempre presuntuosi, ascoltate i vostri
+genitori; se voi avete lo studio, essi hanno la conoscenza pratica della
+vita, e sempre potranno giovarvi i loro saggi consigli; i loro precetti
+potranno togliervi dal precipizio che si apre sotto ai vostri piedi. Se
+ora vi sembrano irragionevoli e severi li benedirete in seguito quando
+la vita vi sarà nota colle sue disillusioni, coi suoi disinganni. Voi
+non potete sapere dove può condurvi un amore pernicioso. Non disperate
+se il primo amore sarà infelice; un altro meno poetico, più ragionato
+del primo formerà la gioia della vostra vita futura. Anzi vi persuaderò
+con un esempio.
+
+
+ _Come chiodo scaccia chiodo, così amore scaccia amore._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Quando l'amore si fa sentire nell'animo del giovane, palpita il primo
+suono ardente di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È la vista
+d'una graziosa giovanetta degli occhi neri ed espressivi che gli ha
+messo nell'animo questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli allora
+abbandona i giuochi, i trastulli di bambino, fugge i compagni, cerca
+solo i luoghi poetici e nascosti per poter sognare di lei, per lasciar
+libero corso all'immaginazione sua. E lo assale una dolce melanconia che
+in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi d'amore che lo assale e gli
+fa trascorrere istanti dolci e felici.
+
+A questo grado di amore giungeva quello d'Emilio e la sua _bella_ se
+n'era accorta e il contraccambiava di pari affetto vero e sincero. I
+colloqui si succedevano, ed in uno di questi Emilio afferrata la mano di
+Lei, che dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un bacio ardente, un
+bacio che svelava la sua interna e violenta passione. Quel bacio fece
+sussultare ambedue, e fece battere i loro cuori d'uno stesso palpito
+violento e pieno di amore. Emilo ed Aspasia erano felici; le
+dichiarazioni d'un amore eterno, che si sarebbe seppellito con essi
+nella tomba, si succederono. I baci non erano più sulla bella manina, ma
+sulle rosee guancie animate dal fuoco d'amore. Essi erano troppo
+contenti, una sventura pareva imminente. E la sventura pur troppo
+amareggiò il loro amore. Emilio fu condotto da suo padre a Parigi per
+ivi continuare i suoi studi. L'ultimo convegno d'addio fu pieno di
+giuramenti d'un amore costante e fedele.
+
+Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione nei primi sei mesi,
+ed erano ardenti come il loro cuore. Ma dopo questo tempo Emilio,
+corrotto dalle seduzioni della tremenda capitale, si sentì meno
+innamorato, le sue lettere diminuirono finchè cessarono del tutto. Egli
+attirato da alcuni suoi cattivi amici aveva dimenticata la sua gentile
+Aspasia per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei festini.
+
+La povera amica dimenticata si struggeva come una candela; un malore
+inqualificabile s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi
+consigli d'una sua amica sincera, sarebbe forz'anche morta di
+crepacuore. Ma convinta e fatta forte dalla rassegnazione, divenne
+ancora la bella donzella seducente di prima.
+
+E siccome le rose non appassiscono mai sullo stelo, trovò subito chi
+davvero l'amò d'un amore meno ardente e focoso ma più costante e reale.
+La giovanetta sulle prime non voleva aprire il suo cuore a nessuno, ma
+consigliata dall'amica sua lasciò che questo amore benefico cancellasse
+i dolorosi avanzi del primo così sfortunato.
+
+E ciò serva a dimostrare come il primo amore rare volte finisce col
+matrimonio essendo troppo ardente e focoso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO IV.
+
+ ================
+
+
+ _Conseguenze d'una cattiva scelta._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Eugenia B..., figlia di ricchi genitori che avevano pensato a ritirarsi
+dagli affari per godere nella vecchiaia i discreti frutti del loro
+assiduo lavoro giovanile, era una graziosa fanciulla sui 18 anni. Fra i
+molti adoratori, un giovane per nome Horimonte aveva saputo far breccia
+nel suo cuore e farsi amare. Era un giovanotto di belle apparenze,
+quantunque nascondesse sotto la sua ricercata eleganza e compitezza un
+cuore cattivo e un animo perverso. Tuttavia tanto seppe fare e dire che
+entrò anche nelle grazie dei genitori, i quali illusi e privi d'ogni
+informazione sul suo conto, lo tenevano caro e vedevano di buon occhio
+l'amore dei due giovani. Horimonte era pieno di attenzioni per la sua
+giovane sposa che in certo modo amava, ma d'un amore vivo e volubile
+quanto il suo carattere; cercando di nascondere i suoi difetti egli non
+faceva pompa che delle sue buone qualità che si sforzava di far credere
+che avesse.
+
+Finalmente tutti completamente illusi acconsentirono al matrimonio e
+giunse il giorno nel quale uniti per sempre a braccio uno dell'altro
+esciti dalla chiesa si avviavano verso casa. La folla che era accorsa
+numerosa applaudiva a questa unione, e i giovani e le fanciulle da
+marito si comunicavano tra loro la propria ammirazione. Molti anzi
+invidiavano questa coppia che tutti chiamavano felice.
+
+E così fu nei primi cinque o sei mesi di matrimonio. Il marito mai non
+lasciava sola la sua cara Eugenia e le prodigava mille cure e mille
+attenzioni.
+
+Ma la luna di miele, ahimè! troppo presto passò e una completa
+rivoluzione si palesò nelle abitudini di Horimonte.
+
+Un giorno tra gli altri marito e moglie ebbero un grave diverbio che
+fece accorrere la fantesca, la quale non potendo aprire l'uscio, essendo
+questo chiuso al di dentro, stette ad origliare e tutto comprese. Di
+maniera che dopo potè essere in grado di consolare la sua povera
+padrona, alla quale voleva molto bene. Questa la pregò di tacere quanto
+aveva udito. Essa lo promise; ma il giorno dopo tutto il quartiere seppe
+che il giovane sposo tradiva la moglie e l'abbandonava per correr dietro
+alle crestaie ed alle donne di mondo, per le quali spendeva e spandeva
+con una eccessiva prodigalità. E pur troppo era vero. Horimonte dotato
+d'un ricco temperamento sanguigno, aveva bisogno d'uno sfogo, e, diceva
+egli, doveva cangiare amore e piaceri per sopportare passabilmente la
+vita. Aveva speso il resto di quel patrimonio che gli era restato, e per
+pagare gl'innumerevoli debiti aveva già intaccata la dote della moglie.
+
+Povera Eugenia, ben altre sciagure le sovrastavano!... Tuttavia dopo
+qualche tempo dacchè conduceva questa vita scapestrata sembrò si
+cangiasse, e ritornò infatti ad essere il marito affettuoso ed
+obbediente dei primi mesi. La moglie credula e resa cieca dall'amore,
+credette a una conversione e dimenticò le sventure trascorse. Poveretta!
+Questa non era che un'infame commedia. Horimondo aveva bisogno di una di
+lei firma per poter vendere una casa che formava parte della dote di
+lei. Infine dopo una settimana di costanza e di scioccherie infinite, il
+marito, esposto il suo progetto, rimase tutto sconcertato perchè la
+moglie invece di accondiscendere subito, come aveva sperato, disse che
+abbisognava anche il consenso di suo padre. Horimonte, preso dall'ira
+per vedere il suo progetto sfumato, con una voce aspra e brutale
+soggiunse:
+
+«Ah! sono queste le proteste d'amore? Indegna, le vostre parole furono
+sempre una vile menzogna. Se il mio onore e la mia vita fossero in
+pericolo, voi non fareste il minimo sacrificio per salvarlo.»
+
+Una lagrima spuntò sulle ciglia di Eugenia; voleva parlare, ma il pianto
+le faceva nodo alla gola.
+
+Il vile, vedendola intenerirsi, non pose tempo in mezzo, e disse
+estraendosi da tasca una rivoltella:
+
+«Signora, scegliete: o firmate o mi uccido ai vostri piedi.»
+
+La misera moglie, impietosita, fattasi forte, prese la penna, e già
+stava per mettere il suo nome, quando, vedendo la faccia inferocita del
+marito, fu presa da un tremito convulso, e la penna le cascò di mano.
+
+Il marito, male interpretando tale atto, fu acciecato dallo sdegno, e
+gridò: «Ah! voi volete il mio disonore!.... Ebbene non avrete questa
+soddisfazione. Voi non mi vedrete più.» E si slanciò verso l'uscio.
+Eugenia l'afferrò, e voleva trattenerlo, ma egli con una spinta brutale
+la fece rotolare sul pavimento e fuggì. Disgraziatamente, battendo del
+capo contro uno spigolo, si fece una larga ferita; alla vista del sangue
+mandò un debole grido e svenne.
+
+Quando ritornò in sè era debolissima. Per fortuna un grumo di sangue
+aveva arrestato l'emorragia. Pure ebbe la forza di alzarsi, di lavare il
+pavimento, di pulirsi i capelli e il viso per nascondere la brutalità di
+suo marito. Aveva appena finito quando entrò suo padre, che tutto
+accorato le domandò se era successo qualcosa di grave avendo veduto
+Horimonte tutto stralunato ed agitato.
+
+«Nulla padre mio.» Ma un secondo svenimento sconfessò la risposta. La
+ferita si riaperse, ed il sangue usci di nuovo. La fantesca corse pel
+medico, e dieci minuti dopo entrò con esso. Dopo aver fatto rinvenire
+Eugenia medicò la ferita, ed assicurò il padre sulla poca gravezza di
+questa, dicendo che dopo un po' di giorni sarebbe stata completamente
+rimarginata. Andato che fu il medico, il padre volle sapere la causa di
+quella ferita. Ella cercò di scusarsi dicendo che era caduta
+accidentalmente; ma il buon genitore, che già sospettava di qualche
+cosa, insistè cosi amorevolmente che Eugenia tutto gli confessò. Il
+padre la lodò della sua rassegnazione e ringraziò Iddio di avergli
+concesso una figlia sì buona, dotata di un carattere così generoso,
+poscia soggiunse:
+
+«Fin troppo, figlia mia, hai sopportato i legami di quell'uomo brutale;
+ora questi saranno rotti per sempre, e tu vivrai ancora in grembo alla
+tua famiglia come quando eri zitella.»
+
+E infatti il giorno istesso lasciò questa casa testimone di sì acerbi
+dolori e visse tranquilla vicina ai suoi genitori. Quel po' d'affetto
+che ancora restavale dell'immenso amore di quello sciagurato ben presto
+sfumò, e subentrò l'indignazione, ed ebbe la forza, acconsentendo alle
+preghiere del padre, di domandare una legittima separazione.
+
+Dopo tre mesi però, dacchè Horimonte era fuggito, ella ricevette una
+lettera da lui scritta, nella quale egli domandava mille perdoni alla
+moglie, e la supplicava di riceverlo ancora sotto il tetto coniugale.
+Inutile dire che questa domanda fu lasciata senza risposta. Egli fu così
+vile da scriverne un'altra alla quale rispose il padre d'Eugenia in
+questi termini:
+
+«I legami che esistevano un tempo tra mia figlia e voi sono oramai
+rotti per sempre. Noi ne abbiamo fatto il solenne giuramento. Tra poco
+la legge pronuncierà il suo voto. La vostra brutale e codarda condotta
+ci ha spinti a questo passo. Non cercate di rivederci. Per noi non
+dovete esistere sulla terra.
+
+Questa lettera laconica, e pur tanto espressiva, esaspirò il nostro
+bellimbusto. Mai non avrebbe pensato che sua moglie così timida avesse
+avuta tanta forza d'energia. Invano scrisse ancora, intromise terze
+persone; padre e figlia furono irremovibili.
+
+Allora disperato, vedendo che nulla poteva ottenere colle buone,
+bestemmiò, imprecò e giunse persino a scrivere una lettera piena di
+minaccie ad Eugenia.
+
+Ma questo atto gli costò caro, perchè un agente di polizia s'incaricò di
+portargli la risposta, e fu una risposta amara amara. Dovette umiliarsi
+a chiedere perdono all'agente, dichiarando di conoscere la sua mancanza
+e di andare tanto lontano di maniera che i signori D.... più non
+udissero parlare di lui.
+
+Ed infatti quel codardo non solo abbandonò la città ma esule volontario
+andò a finire tra la rabbia ed il dolore i suoi giorni in estraneo
+paese. Eccovi, o genitori e giovanette, un esempio atroce, ma pur
+veritiero dei danni che avvengono per una scelta fatta con troppa
+leggierezza o per capriccio.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO V.
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Il matrimonio ed suoi piaceri.*
+
+
+Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di due cuori, di due anime che si
+comprendono a vicenda, che a vicenda si amano. Dovrebbe essere l'unione
+di due esseri di sesso diverso che si propongono di condividere le gioie
+ed i dolori della vita. Il fine del matrimonio è di perpetuare
+_legittimamente_ l'umana specie. Due esseri che si amano desiderano
+adrentemente quest'unione che per sempre li congiunge con una catena
+dorata, che assimila le loro inclinazioni, le simpatie loro e la loro
+moralità. E infatti, come è sufficientemente dimostrato nel precedente
+racconto, questa dote è indispensabile per rendere un matrimonio felice.
+Tanto le gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora più strettamente,
+perchè accrescono la simpatia e la stima reciproca. L'amore ardente che
+li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, si calma, dando luogo ad un
+affetto profondo che raramente si può svellere dal cuore.
+
+Difficilmente i _matrimoni d'onore_ riescono a bene, ed anche il
+proverbio «_chi per onor si piglia per rabbia si scapiglia_» conferma
+quest'asserzione.
+
+Come sono felici coloro che legati dai vincoli della stima,
+dell'affezione e della devozione trascorrono la vita loro tranquilli,
+col cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come lesti trascorrono i giorni
+loro! Come arride loro il sereno avvenire.
+
+E la loro contentezza s'accresce quando il primo frutto d'amore rende
+ambiziosa e fiera la sposa che può sentirsi chiamata col dolce nome di
+_madre_.
+
+Le cure dei coniugi allora sono rivolte al figlio loro perchè possa
+crescere dietro il loro esempio buono e virtuoso, e benedica quando sarà
+adulto chi gli diede la vita fisica e morale!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Piaceri dell'amore materno e paterno.*
+
+
+Quando la donna è resa madre, i suoi pensieri, le sue più tenere cure,
+le sue più dolci affezioni sono riservate per la sua creaturina. È
+istinto di amarle profondamente affinchè possano crescere forti e
+robuste. E l'amore e tanto più intenso verso il bambino quanto più
+grande è l'affetto che porta al marito. Osservate con quanta gioia
+quella affettuosa madre accarezza il suo fanciullino, con quanta gioia
+lo bacia prodigandogli le più affettuose cure. Essa si assoggetta per
+lui a fatiche, a veglie, a inquietudine con costanza e quasi con gioia,
+per avere un sorriso, un bacio del suo angioletto. Come scrive Giusti
+nella sua poesia:
+
+ «In ogni pena, un nuovo affetto impara.»
+
+Essa condivide le piccole afflizioni del bimbo, e gioisce de' suoi
+giuochi infantili. Cerca di indovinare i suoi minimi bisogni, i suoi
+piccoli desideri per soddisfarli affine di vedere il viso del suo
+figliuolino raggiante di gioia. E non meno profondo, quantunque diverso,
+è l'amore del padre. Anche esso è dominato da questo istinto
+lodevolissimo che lo attacca sempre più alle gioie della famiglia. Solo
+gli uomini abruttiti dal vizio mancano di questo sentimento naturale,
+rendendosi così di lunga inferiore alla belva la più feroce.
+
+Se il padre non presta ai bimbi suoi quelle amorose cure che sono
+proprio delle madri, egli però cerca col suo indefesso lavoro di
+formarsi uno stato sempre migliore del presente per poter dare alle sue
+creature quell'educazione di cui tanto abbisogna un giovane. E quando
+stanco del lavoro giornaliero si reca a casa, con quanta gioia vede
+venirsi incontro i suoi demonietti vispi e allegri, e gettarsi fra le
+sue braccia e baciarlo e chiamarlo col tenero nome di _papà_.
+
+Non è questa per un uomo di delicati sentimenti una delle più dolci
+soddisfazioni? Ma il suo amore s'accresce quando i fanciulli si fanno
+più grandicelli, quando cominciano a parlare, a comprendere. Con quanta
+pazienza esso allora cerca d'istruirli e risponde loro alle più piccole
+domande!... E fatti giovani, allora i coniugi ripongono in loro le loro
+più lusinghiere speranze, perchè allora possono raccogliere il frutto
+dei loro sacrifizi, del loro amore!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VI.
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Della procreazione.*
+
+
+_Norme igieniche_.--Coloro che amano di godere sempre una buona salute e
+quei conjugi che desiderano avere una bella e maschia prole devono
+procurarsi e leggere attentamente l'_Hygiène du Mariage_, perchè per la
+salute dei frutti e per quella degli stessi procreatori non è
+indifferente di librarsi ai piaceri voluttuosi di amore in tutti i
+luoghi, tempi e circostanze. Noi accenneremo le norme elementari.
+Intanto le epoche migliori per la fecondazione sono la _primavera_ e
+l'autunno. Migliore poi è la _primavera_, perchè quella dolce aura
+profumata che spira accarezzando i primi fiori, i verdi ramoscelli, quel
+tiepido sole che ci rallegra, la natura che ci risveglia, tutto insomma
+ci invita a gustare delle dolci ebbrezze di amore.
+
+I fisiologi, in base a molte osservazioni prese, sostengono che gli
+individui concepiti durante i rigori invernali, o durante i cocenti
+calori d'estate, crescono deboli, gracili, e sono difficilmente
+educabili.
+
+Gli animali invece non hanno che una sola epoca dell'anno per procreare;
+ma sebbene l'uomo possa far ciò in tutte le stagioni, deve osservare le
+predette norme, e prova della verità di questi citerò il seguente
+
+
+ RACCONTO[1]
+
+[1] Estratto dagli annali fatti rari.
+
+
+«I coniugi di Lor..., dotati d'una buona costituzione fisica, d'una
+salute floridissima e senza alcun vizio ereditario, dopo 10 anni di
+matrimonio, non avevano potuto conservarsi un sol figlio dei sei che
+avevano avuto, perchè, quantunque il parto fosse regolare, essi non
+campavano che due o tre mesi stante la loro gracilità.
+
+«I medici riuniti a consulto credettero che il male fosse durante la
+gestazione, perciò ordinarono un regime particolare di vita alla signora
+quando si sentì di nuovo madre. Il parto ebbe luogo felicemente, ma il
+bambino ebbe la stessa sorte dei fratelli.
+
+«I signori di Lor..., esasperati, decisero di non aver più prole. Ma il
+caso volle che al sig. Lor... capitasse nelle mani l'_Hygiène du
+Mariage_. La lesse attentamente, la comunicò anche alla moglie, e
+decisero di seguire tutte quelle auree norme e quei precetti per una
+nuova procreazione, giacchè in loro il desiderio d'avere un figlio era
+vivissimo.
+
+«Il 15 gennaio infatti la signora Lor...... partorì un grazioso bambino
+che prometteva di campare visto la sua robustezza. La madre medesima lo
+alattò, ed ebbe la consolazione di vederselo crescere dinanzi sano e
+vispo come un pesce. Ne ringraziò di ciò Iddio che le aveva fatto
+capitare fra le mani il suddetto libro.»
+
+Ed ora due paroline di ossarvazione:
+
+Perchè quest'ultimo bimbo sopravisse e gli altri morirono? Basterà per
+risposta far osservare che i parti della signora Lor.... avvenivano
+sempre nei mesi di marzo, aprile, agosto o settembre, il che vuoi dire
+che la fecondazione avveniva nei mesi di luglio, agosto, dicembre e
+gennaio, i mesi più sfavorevoli ad una sana procreazione.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri dell'amore.*
+
+
+I piaceri dell'amore sono cause che producono una intensa scossa del
+sistema nervoso. Questa scossa è talmente forte che ha prodotto perfino
+la morte; essa chiamasi anche _spasimo venereo_. È evidente dunque, ed
+anche la scienza ce lo insegna, che pur gustandoli moderatamente bisogna
+che noi ci troviamo in uno stato di calma fisica e morale, e che tutti i
+nostri organi sieno in riposo.
+
+_Norme elementari_.--Il coito non si dovrà effettuare quando noi
+avessimo ammalato un organo qualunque, perchè il male si aggraverebbe.
+
+Quando si è mangiato e bevuto copiosamente, perchè, arrestando la
+digestione, sarebbe causa d'una gastrite fortissima o peggio.
+
+Quando si hanno appena finiti lavori intellettuali o fisici che
+richiedono fatica, o quando si ha corso, saltato, camminato, ecc. perchè
+il nostro fisico ha bisogno di riposo; l'atto sessuale non farebbe che
+prostrarlo maggiormente.
+
+Quando si è stato poco prima in preda a un eccesso d'ira, di dolore, di
+spavento, o si è provato una forte emozione, perchè il male non solo si
+propagherebbe a voi, ma anche alla prole vostra.
+
+Quando poi si gustano questi piaceri non si deve mai oltrepassare i
+limiti prescritti dalla natura, perchè il nostro fisico ne risentirebbe;
+dopo ci abbisogna un assoluto riposo, perchè mettendo in moto subito
+dopo i nostri muscoli, s'incorrerebbe in abbattimenti.
+
+Bisogna altresì evitare durante il coito le posizioni anormali od
+incomode; il luogo, l'occasione, la paura d'essere scoperti durante
+questo atto sono sempre nocevoli. Sono malori che non si sentiranno
+direttamente, e da giovani si considerano questi avvertimenti come
+superflue pedanterie, ma ben se ne pente quando vecchi si è aggravati da
+tutti quei piccoli acciacchi e malori che sono l'effetto degli eccessi
+giovanili.
+
+Quegl'individui che sempre vivono sotto la influenza genitale perdono a
+poco a poco ogni intelligenza. Non sono più capaci di pensare, nè di
+agire, e si rendono uguali ai bruti dominati sempre dal pensiero di
+soddisfare i loro brutali desideri. E questi eccessi venerei, dei quali
+prego i giovani di sempre astenersi, producono gravi malanni e _forse
+anche la morte_. Questo fatto convincerà gli increduli.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori, era un bel giovane sui 24
+anni circa, e studiava volonteroso alla Facoltà di Parigi, quando per
+somma sventura gli morì il padre. Passatogli il primo dolore, e
+trovandosi padrone d'un bel capitale, si recò di nuovo a Parigi, che
+aveva lasciato per recarsi in famiglia. Gli amici suoi, sapendolo ricco,
+si attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano dell'inclinazione
+di Massimo ai piaceri per godere alle sue spalle.
+
+Da principio erano festini, gite in campagna, pranzi in compagnia di
+donne prive del pudore. Vennero in seguito le serate, le orgie, alle
+quali Massimo invitava tutti i suoi compagni libertini e le loro
+mantenute. Il nostro povero giovane che camminava diritto al precipizio
+era da tutti adulato, tutti lo riguardavano come il campione della
+festa, ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione. Ma il
+patrimonio intanto scemava, e la salute gli si era alterata. A 25 anni,
+in seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri d'amore, pareva
+già vecchio. Le sue forze erano esauste, il suo volto era pallido e
+macilento, gli occhi senza vita, come coperti di un fitto velo; una
+completa calvizie denotava una precoce caducità.
+
+Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì, ed ebbe abbastanza intelligenza
+per comprendere che la sua vita sarebbe oramai perduta. Per cui decise
+di finirla in mezzo ai più folli piaceri.
+
+E così fu.... Pochi giorni dopo diede una festa sontuosa, alla quale
+invitò tanti amici e prostitute quanti ne poteva capire la sala. Questa
+era tutta messa a nuovo, tutta dorata ed illuminata da mille candele. I
+fiori più rari esalavano un odore delicato e soave, tutto invitava
+all'orgia. Il banchetto incominciò. Lascio al signor lettore immaginarne
+la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un vero inferno: uomini e
+donne, assaporati i cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini ed a
+liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri, ai più ributtanti piaceri, e
+al pari dei bruti, quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono
+sul pavimento, gli uni addosso agli altri, seminudi e nelle posizioni
+più schifose. Era una scena ributtante. Quando il sole era già alto
+sull'orizzonte, parecchi ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda
+svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro, lo scossero, lo chiamarono
+ripetutamente!.... Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente
+ad una giovane donna, era freddo cadavere!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VII.
+
+ *Mali derivanti dai piaceri solitari.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+I piaceri solitari sono fra i vizi i più degradanti e i più dannosi,
+perchè non solo sono funesti al fisico, ma anche al morale, e le facoltà
+intellettuali si impiccioliscono sempre più.
+
+Se noi dunque parliamo di questi vergognosi vizi, gli è per mostrarne i
+pericoli, gli è per poter arrestare quei giovani che vi si abbandonano,
+e che corrono indubbiamente su quella via sdrucciolevole che li conduce
+al precipizio. Pur troppo entrambi i sessi hanno esempio di infelici che
+furono trascinati ad una mala fine per questa degradante abitudine.
+
+I caratteri principali dai quali si potrà conoscere l'infelice dedito ai
+piaceri solitari sono:
+
+Affievolimento della intelligenza, perdita della memoria, timidità
+eccessiva, pusillanimità, pigrizia, stupidità ed alle volte follia.
+
+Si conoscono dal fisico per:
+
+Persistente pallidezza, magrezza, indebolimento di forze, tremito
+nervoso, alito fetente, in seguito sordità, tisi, consunzione e forse
+anche la morte.
+
+Questa deplorevole passione però è più frequente fra le ragazze, perchè,
+dicono i medici, maggiore è il loro sistema genitale, e perchè, facendo
+una vita sedentaria, non possono essere distratte da brutti pensieri
+quanto un giovane.
+
+Noi traccieremo qui un quadro dei mali che derivano da questa tremenda
+passione.
+
+Questi mali nelle donne sono _diretti_ o _simpatici_.
+
+Diretti se colpiscono direttamente il sistema genitale, simpatici se
+colpiscono organi meno o più lontani.
+
+
+ _Diretti._
+
+
+Distruzione della verginità.
+
+Dilatazione del canale vulvo-uterino.
+
+Rilassamento della mucosa che copre quelle parti, donde hanno luogo i
+fiori bianchi meno o più abbondanti e fetidi.
+
+Irritazione e indebolimento dell'utero, da cui l'interruzione della
+mestruazione.
+
+Emorragie uterine.
+
+Vapori isterici.
+
+Rilassamento del canale della vescica, da cui l'incontinenza di urina.
+
+Sterilità.
+
+Perdite abbondanti che alterano la salute, distruggono le forze,
+conducendo al marasmo e fors'anche alla morte.
+
+
+ _Simpatici._
+
+
+Ammollimento delle mammelle.
+
+Indebolimento delle forze digestive, indigestioni, vomiti, gastriche
+croniche.
+
+Irritazione cronica dei polmoni, catarri, asma, tisi.
+
+Indebolimento del cervello e del sistema nervoso.
+
+Degradazione intellettuale.
+
+Tristezza, noia, disgusto per la società.
+
+Stupida indifferenza.
+
+Aspetto d'idiota.
+
+Perdita della memoria.
+
+Difficoltà di pensare, ecc.
+
+Debolezza muscolare.
+
+Pigrizia, affievolimento generale.
+
+Magrezza del corpo intero.
+
+Pelle floscia, pallidezza, orbite profonde, occhi senza vita.
+
+Finalmente atonia completa, sonnolenza, morte.
+
+Ecco le terribili conseguenze che derivano da questo detestabile vizio.
+Voi giovinette osservate di quali mali sia causa la masturbazione, e
+pensate che se non vi arrestate, vi piomberanno tutti addosso
+conducendovi ad una certa e misera fine. Voi che dovreste essere
+corteggiate ed adorate, voi che dovreste ispirare la poesia, l'amore,
+sarete da tutti fuggite, da tutti disprezzate. I vostri lineamenti
+gentili si altereranno, la vostra giovanile freschezza scomparirà per
+dar luogo a rughe precoci, il vostro colorito roseo darà luogo a una
+pallidezza livida. Oh! no, no fuggite questo vizio così abbominevole e
+funesto!
+
+Non seguendo i miei consigli, invece di una gioventù brillante, d'un
+vicino matrimonio sereno e ridente, che vi farà gustare tutti gli
+ineffabili piaceri di sposa e di madre, non troverete sul vostro cammino
+che compianto, tristezza ed abbandono.
+
+Spero che questa lettura vi sarà di giovamento, e se il vizio non è già
+radicato in voi, potrete svellerlo con forza d'animo e di volontà, e
+allontanare tutti quei mali che da questo derivano mediante alcune cure
+ragionate, un'alimentazione particolare, distrazioni, viaggi, esercizi
+fisici, ecc. Allora soltanto potrete vivere di un'altra vita, e
+diverrete ancora vispe, allegre e amate da tutti.
+
+E ciò che dissi per le giovinette, fra le quali però questo vizio si
+osserva maggiormente, lo dico a voi giovani che foste d'animo sì basso
+per abbadonarvi ai pieceri solitari. Non vedete i mali che ne
+provengono, non vedete come voi perdete in gaiezza, in salute, in
+intelligenza?
+
+Fino a che questo vizio vi dominerà, voi non potrete concepire nulla di
+nobile, nulla di grande; i vostri studi saranno per voi ardui, perchè
+svanita sarà la memoria, rimarrete ignoranti, e sarete spregiati da chi
+conosce l'abitudine vostra. Oh! no, miei cari giovani, sradicate con
+ogni sforzo questo vizio riprovato dalla natura e dalla società;
+ritornate coi vostri amici, fate parte dei loro giuochi chiassosi, dei
+loro divertimenti! Non sentite vergogna di voi medesimi? dunque rialzate
+orgogliosi la testa, dimenticate i giorni vergognosi trascorsi,
+ridiventate giovani onorati e forti, pensate che avete parenti, amici e
+sopratutto una _patria_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Mezzi per impedire i piaceri solitari.*
+
+
+Quando i genitori o coloro presso i quali vive il fanciullo abbiano
+acquistato la certezza che il giovinetto è dedito a questo detestabile
+vizio dovranno porre in opera tutti i mezzi per impedirlo. Dovranno però
+usare prudenza e dolcezza perchè la violenza ed i castighi irriterebbero
+solamente il soggetto.
+
+I mezzi da impiegarsi sono _fisici_ o _morali_.
+
+I mezzi morali, però, sono quelli che meglio riescono, perchè scuotendo
+l'immaginazione, destano un sentimento di timore e risvegliano l'amor
+proprio.
+
+Si cercherà, per esempio, di far comprendere al giovane come tutti
+possono accorgersi delle sue abitudini, perchè gli traspare dal viso, e
+che invece di compiangerlo, lo disprezzeranno e mostrandolo a dito, lo
+lascieranno solo, temendo che esso guasti i compagni che gli sono
+vicini.
+
+Se giungete a fare arrossire di vergogna il fanciullo o la fanciulla
+siete sicuri che questi faranno il loro possibile per cambiarsi.
+
+Un altro mezzo da usarsi colle giovinette, è di suscitare la loro
+ambizione, ripetendo loro sovente che erano belle, fresche, avvenenti, e
+che gli adoratori cominciavano a ronzare loro d'attorno, invece che ora
+sono brutte, pallide, macilenti, e che in luogo di farle segno di mille
+gentilezze come le sono le giovinette loro pari, sono fuggite e
+guardate con disprezzo.
+
+Se l'ambizione comincia a far capolino, se si persuadono che un giorno
+potranno eclissare in bellezza le loro orgogliose compagne, allora siete
+sicuri che esse saranno istantaneamente guarite da questo vizio.
+
+Bisogna allontanare dai giovanetti le occasioni che possono trascinarli,
+come la lettura di romanzi, la vista di pitture o di incisioni
+indecenti, i teatri dove si danno produzioni immorali o leggiere, e
+tutto ciò che può accendere l'immaginazione loro.
+
+Le giovinette che raggiunsero la pubertà sono dotate di una
+impressionabilità squisita, e risentono più vivamente dei giovani lo
+stimolo d'amore.
+
+Se la giovinetta che manifesta l'inclinazione per l'altro sesso è nubile
+è un sacro dovere dei genitori di maritarla. Se non lo è bisogna che
+questi raddoppino l'attenzione perchè è facile che si dia al piacere
+solitario. I mezzi eccellenti per arrrestarlo sono le gite, le partite
+di piaceri, i viaggi, le passeggiate, ecc.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari.*
+
+
+_Alimentazione e distrazioni_:
+
+_a_) Nutrimento dolce e corroborante da cui saranno escluse le carni
+scure, i pesci di carne rossa, il caffè, il vino, le vivande ventose, le
+droghe, gli zuccherini, ecc.;
+
+_b_) Fare una leggiera cena di frutti rinfrescanti prima ai coricarsi;
+
+_c_) Vietare gli alimenti indigesti e le bevande eccitanti;
+
+_d_) Fare uso di cioccolatte di buona qualità, che è un alimento
+eccellente e di facile digestione. Accennerò il cioccolatte fabbricato
+dalla Compagnia coloniale, che è preparato con zuccaro e cacao di prima
+qualità;
+
+_e_) Si procurerà di far fare un leggiero esercizio fisico dopo il
+pasto;
+
+_f_) Ogni quindici o venti giorni si dovrà accordare al soggetto il
+piacere d'un pranzo o d'una colazione in campagna, quando il tempo lo
+permette, oppure in un albergo, perchè la distrazione e il cambiamento
+di cibi sono efficacissimi, e producono ottimi effetti.
+
+_Raccomandazioni diverse_:
+
+_a_) Si cerchi di stancare il giovane con esercizi muscolari faticosi
+prima di lasciarlo coricare;
+
+_b_) Si procuri che il suo letto sia abbastanza duro e poco carico di
+coperte;
+
+_c_) Si faccia alzare appena svegliato;
+
+_d_) Gli si dieno vesti leggiere piuttosto ampie e non mai troppo calde;
+
+_e_) Non si lasci scaldare al sole o al fuoco;
+
+_f_) Non si permetta l'uso dello scaldino alle giovanette;
+
+_g_) Si allontani finalmente qualunque causa morale o fisica che ecciti
+le loro funeste tendenze.
+
+_Consiglio ai genitori_.
+
+Si cerchi di correggere il fanciullo sino da bambino, perchè allora,
+come la pianticella, più facilmente si sradicheranno dall'animo loro le
+cattive abitudini.
+
+Che le correzioni sieno dolci e prudenti, e che si cerchi di sfavorire
+lo sviluppo delle buone qualità, l'amore al lavoro, all'operosità, alle
+occupazioni attive, che sono la salvaguardia dell'innocenza e la
+conservazione della salute.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VIII.
+
+ *Della donna e dei piaceri che offre.*
+
+ ================
+
+
+La donna, secondo gli artisti, è un complesso grazioso ed armonioso di
+linee delicate e di soavi contorni; è l'essere il più perfetto che abbia
+prodotto Natura. Essa giganteggia sopra tutte le altre creazioni; è
+intelligente quanto l'uomo, lo supera per le doti morali.
+
+La donna è indispensabile per l'uomo, e senza lei, infatti, non vi
+sarebbe nè amore, nè famiglia, quindi nessun piacere puro e soave.
+
+Oh! sì, l'uomo deve rispettare e amare la donna che si sacrifica a lui,
+che prodiga le più affettuose cure ai frutti del suo amore, che
+condivide i suoi dolori e le sue gioie. Dovrà esserle immensamente
+grato, perchè essa è un inestimabile tesoro di modestia, di grazia, di
+amabilità, di devozione, di amore. E quanto più l'uomo la ama e la
+rispetta, tanto più essa gli si affeziona, e gli è devota, e maggiori e
+ineffabili saranno i piaceri che essa gli apporterà, e di tutto farà
+per rendere felice l'uomo che le dimostra un vero e sincero amore.
+
+Morali e fisici sono i piaceri che ci procura la donna.
+
+I fisici derivano dalla sua bellezza, dalle sue attrattive che
+soddisfano gli occhi nostri.
+
+I morali derivano dalle doti che essa possiede, dalla grazia, dal suo
+spirito, dalla dolcezza del suo carattere, ecc. La donna può
+impressionare tutti i sensi nostri, ma principalmente quelli dell'udito,
+della vista e del tatto.
+
+Quantunque il senso dell'udito ci procuri minori sensazioni che quello
+della vista pure gli armoniosi suoni d'una voce graziosa di donna ci
+scendono sempre dolci al cuore. Non si prova forse una squisita
+sensazione quando la donna amata ci parla, quando arrossendo ci confessa
+il suo amore?.... Allora tutti i sensi sono come soggiogati da una
+ebbrezza deliziosa, non si desidera che di sentire ancora la sua voce
+melodiosa e soave.
+
+E il senso dell'udito non resta dolcemente impressionato quando una voce
+di donna canta una bella romanza e quando le diverse modulazioni e
+colore delle sue note esprimono i diversi sentimenti dell'animo suo?
+
+Il timbro della voce d'una donna è generalmente puro e dolce, ed
+accarezzando il nostro orecchio, ci fa una impressione gradevolissima.
+Però si da il caso che molte giovinette anche belle abbiano una voce
+grossa e rozza, che fa perder loro i pregi e le attrattive fisiche
+esterne. Per cui è da raccomandarsi ai genitori di rettificare
+possibilmente la voce dei figli loro quando sono ancora bambini per
+mezzo di utili esercizi che troveranno nella nostra _Hygiène de la
+voix_.
+
+Il senso della vista ci procura le più dolci sensazioni. È infatti cogli
+occhi che si osservano le bellezze della donna, che si ammirano i
+contorni delle sue forme eleganti, che si seguono i suoi movimenti
+graziosi, che si scorge il suo incantevole sorriso; cogli occhi infine
+che si apprezzano le mille attrattive delle quali Natura la regalò.
+
+Il senso del tatto è la sede dei piaceri fisici, inutile è il
+dimostrarlo. Infatti quale sensazione è più dolce di quella che si prova
+quando la gentile e morbida mano della donna amata ci accarezza, o
+quando questa ci bacia dimostrandoci l'amor suo, la sua devozione?
+
+Guai però a quegli individui che non hanno abbastanza forza per
+resistere alle voluttà dei piaceri fisici! Questa funesta passione è
+causa di molti mali morali e materiali; presto le loro forze si
+estenuano e se la morte non li colpisce, invecchiati precocemente
+conducono una vita misera e amareggiata dall'infermità.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO IX.
+
+ *Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.*
+
+ ================
+
+
+Tutte le passioni umane vanno soggette a dei traviamenti più o meno
+comuni, ma l'amore offre delle aberrazioni singolarissime. Talvolta si
+manifesta con tale energia che inspira perfino paura. Talvolta si tiene
+celato fino ad una propizia occasione, e allora si manifesta
+pubblicamente.
+
+Generalmente l'amore ha per iscopo il godimento fisico. Quando si trova
+rivestito della forma platonica si manifestano delle singolari
+aberrazioni, e allora la passione è portata alla frenesia, al delirio.
+Gl'infelici che ne sono colpiti destano timore e devono essere rinchiusi
+in stabilimenti opportuni.
+
+I traviamenti venerei si manifestano sotto diverse specie, dall'amore
+sensuale all'_irritazione genitale_ e all'_uteropatia_.
+
+La prima, propria all'uomo, comprende il _priapismo_ e la _satiriasi_
+mali gravissimi che finiscono spesso colla morte.
+
+La seconda, propria alla donna, comprende l'_isterismo_ e
+l'_uteropatia_, mali che però offrono speranza di guarigione.
+
+Fra questi mali gravissimi ve ne sono altri intermedi che sono
+perversioni dell'apparecchio nervoso-sensorio.
+
+Vi sono anche, all'incontro, parecchi individui d'un eccessivo rigorismo
+per la maggior parte delle donne, e non comprendono la donna che in
+mezzo alle ricchezze, all'eleganza, alle dovizie; tutte le altre per
+loro sono sciupate e ripugnanti. Ben presto però la follia
+s'impadronisce di essi.
+
+Esistono taluni anche ai quali piacciono le donne alte, altri le
+piccole, altri ancora o le grosse o le magre; v'è chi adora la donna dal
+colorito vivace, chi ama quella dal viso pallido, ecc.
+
+Vi sono individui pei quali i piaceri sensuali sono la loro principale
+occupazione, e cercano qualunque mezzo per soddisfarli, però sono
+frenati abbastanza per nascondere il loro vizio. Questa irritazione
+genitale soddisfatta conduce alla _satiriasi_. Si dica lo stesso delle
+donne che, soddisfando le loro brame sensuali, vanno incontro
+all'_isterismo_ e alla _uteropatia_. Questo sia d'avviso a coloro che
+hanno un temperamento tendente all'amore.
+
+Inoltre se lo spasimo venereo è prolungato oltre i limiti possono
+derivare infiniti mali, e pur troppo delle convulsioni mortali, e
+fors'anche la morte fulminante.
+
+Questi piaceri poi, gustati troppo spesso, ci abbrutiscono, facendoci
+svanire le facoltà intellettuali e le forze fisiche, e rendendoci
+inutili a noi stessi e alla società.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Satiriasi.*
+
+
+Questa funesta affezione deriva dal temperamento con predominio
+genitale, dall'impero dell'istinto brutale sulla ragione, e
+dall'irritazione morbosa del sistema nervoso, dell'apparato generatore e
+del cervelletto. L'individuo affetto da questa malattia soccombe
+indubitabilmente.
+
+Citeremo un esempio.
+
+Il giovanetto Amedeo R..., dotato di un temperamento nervoso-sanguigno
+con predominio genitale, si era fin da fanciullo abbandonato ai piaceri
+solitari. Ma la sua forte costituzione e la sorveglianza dei genitori ne
+scongiurarono i tristi effetti. Uscito però dalla famiglia potè
+abbandonarsi anima e corpo ai piaceri d'amore, bazzicando nelle case di
+tolleranza e dandosi in braccio a prostitute. Perfino la morte di suo
+padre non giunse a scuotere quest'anima depravata. Lasciò la capitale
+per andare a raccogliere l'eredità, e poi vi tornò sciupandovi più di
+prima patrimonio, salute e onore. Ben presto però, povero affatto e
+cacciato anche dalle donne perdute, cui incuteva spavento colle sue
+brutali passioni, si vide costretto per soddisfarle di girovagare pei
+luoghi deserti della capitale tra i ruderi e le rovine, dando l'assalto
+alle donne che per malaventura vi passavano sole. Ma la polizia seppe
+subito arrestarlo, e lo trasse in prigione. Ma da qui fu trasportato
+all'ospedale dei pazzi, e ivi legato con ferri, perchè offrì i più
+violenti sintomi di furore genitale.
+
+Fu messo in una gabbia di ferro della quale mordeva le spranghe, e qui
+stette come un cane idrofobo per una settimana in preda a convulsioni
+tremende. Impossibile fare il ritratto di quest'infelice; più non era un
+uomo, aveva l'aspetto d'una belva arrabbiata, l'espressione di Lucifero.
+Infine, dopo sette giorni in preda ad una tremenda ed atroce
+convulsione, spirò. Fu una scena orribile. Il guardiano stesso,
+assuefatto ed insensibile, non potè trattenere una lagrima!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Erotismo per soverchia continenza.*
+
+
+Come gli eccessi _in più_ sono dannosi alla salute, così lo sono anche
+gli eccessi _in meno_, perchè distruggono l'equilibrio che deve esistere
+fra le diverse funzioni. Infatti, essendo qualunque organo necessario
+alla macchina umana, se le funzioni di questo organo sono soppresse o
+ritardate, ne deriva un disquilibrio più o meno profondo. Il solo buon
+senso ci dimostra che sarebbe una follia il volere porre un limite alle
+leggi naturali. Quindi bisogna usare moderatamente delle cose della
+vita, ma non privarsene affatto.
+
+Gli esempi dei mali che provengono da una soverchia continenza sono
+raccolti negli annali della medicina, e non potendo qui esporli
+indirizziamo il lettore alla nostra _Igiene del matrimonio_.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Follia erotica.*
+
+
+Abbiamo detto che la _satiriasi_, speciale all'uomo, prende il nome di
+_ninfomania_ quando s'impadronisce della donna. I mali che ne provengono
+sono i medesimi e le cause sono le stesse, le cause predisponenti
+consistono nell'avere un temperamento bilioso sanguigno, nel leggere o
+vedere cose oscene, e infine nell'avere amici viziosi e dediti ai
+piaceri venerei.
+
+La _ninfomania_ prende alle volte spaventevoli proporzioni, avendo la
+donna organi genitali molto sviluppati; allora bisogna legare le
+infelici che ne sono affette, perchè squarcierebbero tutti gli uomini
+che loro capitassero sotto mano. Per fortuna però questa forma di
+ninfomania è rara, e coloro che ne sono colpiti o guariscono per mezzo
+di una rivoluzione nel temperamento loro, o muoiono fra le convulsioni
+della febbre erotica.
+
+Vi sono però diverse gradazioni di ninfomania, ma il pudore e la
+vergogna fanno sì che le donne affette nascondino i loro trasporti
+nell'ombra e nel mistero.
+
+Quando la ninfomania assale fortemente le donne, queste cadono in
+convulsioni alla vista di un uomo. Il viso loro è orribile a vedersi,
+perchè tutti i muscoli si contraggono in un ironico sorriso, gli occhi
+scintillanti, la voce rauca ed acuta, le membra scricchiolanti denotano
+il loro spasimo e il loro dolore.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Follia erotica intermittente.*
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Vive una giovane che all'età di 23 anni offriva i più singolari
+contrasti di lubricità e di pudore. Ciascun mese essa era in preda alla
+crisi ninfomaniaca che durava cinque o sei giorni, e durante questo
+tempo sentiva un insaziabile desiderio dei piaceri venerei.
+
+Quando la crisi era passata si vergognava degli eccessi che aveva
+commessi, e camminava a testa bassa per paura che le si leggesse in viso
+il vergognoso difetto che la degradava.
+
+Impiegò tutti i mezzi sedativi ed antivenerei, ma invano. Due anni durò
+questo stato. Alla fine del secondo per fortuna ingravidossi; dico per
+fortuna, perchè da quest'istante in poi le crisi erotiche più non si
+manifestarono. Diede alla luce una bella bambina. L'amor materno soffocò
+qualunque altro sentimento. Essa vive ritiratissima, riponendo tutte le
+sue gioie, i suoi affetti, le sue speranze nella sua creaturina, che ama
+profondamente.
+
+Molte volte il triste ricordo dell'obbrobrioso passato le si affacciava
+alla memoria, ma ella lo cacciava da sè, e ritraeva novello e vigoroso
+coraggio da un bacio della sua bambina.
+
+E questa donna vive ancora, quantunque sempre triste, cercando di
+espiare il passato con una vita esemplare e ritirata.
+
+Eccovi in breve le diverse affezioni erotiche che affliggono i due
+sessi. L'unico consiglio che possa darvi si è quello di chiamare lo
+aiuto di un medico rinomato appena se ne sentano i sintomi. Un giorno
+che si ritardi potrebbe causare gravi crisi e forse anche la morte.
+
+
+
+ PARTE QUINTA.
+
+ *Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico.*
+
+
+Per preservarsi dalle malattie suaccennate, bisogna avere delle
+precauzioni e perseveranza. La prima norma è quella di allontanare da sè
+il predominio generale all'irritazione prima che questa si dichiari
+negli organi genitali.
+
+I genitori devono avere cura della condotta e delle tendenze del figlio
+loro, dipendendo queste malattie dal temperamento del giovane. Se
+riconoscono l'esistenza della predisposizione dovranno senza indugio
+consultare un medico.
+
+Le norme igieniche da osservarsi per combattere l'irritazione genitale
+riguardano la alimentazione, e richiedono la ginnastica.
+
+Si sottoporrà il giovane ad un regime alimentare basato sopra lo stato
+della sua salute e delle sue forze.
+
+Se è d'un temperamento robusto, gli si prescriveranno carni bianche,
+fecule, latticinii, erbaggi, sostanze povere di succhi nutritivi; gli si
+proibiranno le bibite eccitanti, dandogli invece quelle che rinfrescano.
+
+Se invece è d'un temperamento debole, gli si ordinerà il brodo di carne,
+l'arrosto di bue, vitello, pollo, e specialmente dell'eccellente
+cioccolatte, e per bevande le acque zuccherate, aromatizzate, le
+infusioni leggiermente toniche, per esempio la camomilla, il tiglio,
+l'acqua di fior d'arancio e simili.
+
+Si dovrà in seguito sottoporre il soggetto ad esercizi ginnastici, al
+ballo, all'equitazione, al giuoco della palla, del bigliardo, ecc., e
+qualunque altro esercizio o giuoco che richiegga uno sforzo muscolare,
+così si riporterà sul tronco quella forza che è in eccesso negli organi
+genitali.
+
+Se questi mezzi fossero vani, e le tendenze erotiche non diminuissero,
+si ricorrerà alle medicine ed agli altri mezzi sedativi ed antivenerei.
+I salassi, le bevande rinfrescanti e debilitanti abbattono
+l'irritazione. Ma il regime alimentare trionfa su tutto. Noi abbiamo
+dimostrato questo ad evidenza nella nostra _Hygiène alimentaire_, e
+infatti coll'alimentazione non solo si possono sradicare le malattie, ma
+perfino mutare la costituzione dello individuo.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO X.
+
+ *Igiene dei piaceri venerei.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+I piaceri dell'amore gustati con prudenza e moderazione servono come
+tutte le altre funzioni vitali a mantenere la nostra salute. Invece gli
+eccessi la sciupano, e sono causa di gravissime malattie. Quegli
+spensierati giovani che si abbandonano con trasporto alle snervanti
+voluttà d'amore, e si vantano coi loro amici di poter più volte
+rinnovare la fatica d'Ercole, non sanno che la loro spavalderia ed
+imprudenza attenterà alla loro salute, alle loro facoltà mentali e che
+prepara loro una vecchiezza precoce.
+
+Quando i primi desiderii si manifestano bene sarebbe d'ammogliarsi. Ma
+da noi pur troppo non è così, perchè si prende moglie quando si è già
+avanzati in età e quando si ha davanti la prospettiva d'una bella dote.
+
+E pur troppo i desiderii, che già sono abbastanza forti, devono essere
+soddisfatti. Pur troppo, dico, perchè per soddisfarli bisogna gettarsi
+in braccio alle donne pubbliche!
+
+Giovani, siate per lo meno sobrii se dovete abbandonarvi a questi mezzi
+estremi!
+
+Le prostitute sono a temersi, perchè appartenendo esse a tutti gli
+uomini che le pagano, possono facilmente incalzarsi varie malattie
+sempre gravi, perchè infettano il sangue, e fra le tante la più grave
+che è la _sifilide_. Guai a colui che ne è colpito, perchè il _virus_
+non solo appesta l'affetto senza speranza di guarigione, ma si trasmette
+anche alla prole innocente.
+
+Voi, giovani, pensate ai mali che vi possono danneggiare varcando la
+soglia di una casa di prostituzione, non dispregiate questi consigli,
+pensate che la vergogna ed il rimpianto succedono sempre alle ore
+dell'orgia.
+
+Eccone un esempio.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Un giovane di 24 anni Alfonso Du..., figlio d'agiata famiglia, aveva
+abbracciato la carriera di commerciante. Primo commesso di una delle
+principali case della capitale, era ben veduto da tutti, perchè amato e
+stimato da' suoi superiori e da quelli a lui sottoposti.
+
+Da parecchi anni conviveva con una donna, ma l'aveva circondata da tanto
+mistero che nessuno poteva immaginare questo fatto. Ma avuti dei
+dissensi con essa, erano già quattro giorni che più non la vedeva,
+quando una sera in compagnia di tristi amici varcò la soglia di un
+postribolo. Mai non l'avesse fatto. Ne uscì col germe di una malattia
+che amareggiò la sua esistenza. S'affidò ad un medico, ma dopo due mesi
+la malattia peggiorò, e l'infelice si vide perduto. Le glandole erano
+oltremodo gonfie, gli cadevano i capelli a ciocche, la pelle gli si
+copriva di pustole, il _virus_ straziava orribilmente il povero Alfonso.
+
+Fortuna volle che un suo amico lo condusse da un celebre medico, il
+quale, pur non nascondendogli la gravezza del suo male, gli promise la
+guarigione se adottava il suo sistema. Alfonso seguì infatti tutte le
+istruzioni del bravo medico, e dopo 10 mesi si credette libero dal
+_virus_ che l'infettava. Infatti egli si sentiva tanto bene che dopo due
+mesi pensò a prender moglie. Il medico non glielo permise, dicendogli
+però che poteva ammogliarsi senza pericolo di trasmettere la malattia ai
+figli dopo due anni. Alfonso ebbe tanta costanza di aspettare a sposarsi
+passati i ventiquattro mesi ed ebbe anche la consolazione di avere un
+figlio. Esso crebbe robusto sino al ventesimosesto mese, nel quale fu
+colpito da un'oftalmia purulenta. Questa guarita, il male si trasportò
+all'orecchio e alla bocca. Insomma aveva ereditato il male paterno. La
+povera creaturina rimase mingherlina per tutta la sua infanzia.
+
+Sorte migliore non ebbe il secondo figlio, epperò la sua costituzione
+rimase egualmente molto gracile.
+
+Alfonso, desolato, decise di non aver più figli, per non avere il dolore
+di vederli sopportare le conseguenze de' suoi trascorsi.
+
+Povero giovane! Egli condusse poi una vita trista, pensando che i suoi
+due figliolini un giorno gli rinfaccierebbero le amarezze della loro
+esistenza! Ancora qualche anno vegetò piuttosto che visse, e morì di
+dolore e di crepacuore!
+
+Lettori, che questo fatto vi sia d'esempio. Pensate a tutte le
+conseguenze prima di gettarvi fra le braccia d'una cortigiana.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+
+Credo utile di riassumere in questo capitolo alcuni precetti
+risguardanti i piaceri dell'amore.
+
+L'unico consiglio per conservare a lungo la propria salute è di gustare
+con moderazione i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano il nostro
+fisico ed estenuano le nostre forze. L'unico mezzo per rendere il
+piacere più vivo è di gustarlo raramente.
+
+Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà d'amore dopo il pasto, perchè
+tale voluttà, turbando la digestione, può essere causa di soffocazioni,
+di svenimenti e fors'anche di apoplessia.
+
+Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono spreco di forze fisiche.
+
+Quando si ha qualche organo ammalato, si prova un malessere generale,
+perchè il coito non farebbe altro che accrescere il male.
+
+Si debbono scansare o reprimere i desideri immoderati, o i trasporti
+troppo focosi, perchè logorando rapidamente la macchina umana ci possono
+essere funesti. Coloro che hanno stomaco debole, e che sono disposti
+alle affezioni polmonari sono generalmente inclinati a siffatti piaceri,
+dovranno dunque fare ogni sforzo per frenarsi, perchè le voluttà
+sensuali precipitano i battiti del cuore, producono delle congestioni ai
+polmoni, che sono sempre funeste per chi tende alla tisi.
+
+Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, oppure quando è assopito
+naturalmente, è sempre dannoso alla salute il ridestarlo con mezzi
+morali o fisici, perchè bisogna concedere agli organi genitali il loro
+istante di riposo. E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.
+
+È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, perchè lo spasimo venereo,
+cagionando una forte tensione dei muscoli degli arti inferiori che già
+portano il peso del corpo, li affatica oltre misura. Le conseguenze non
+si manifestano istantaneamente, e fin che si è giovani e robusti non ci
+si bada, ma ben se ne accorge quando, vecchi, le gambe, ricusando il
+loro ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si affaticano per un
+nonnulla, di maniera che la stanchezza vi accompagna perfino a letto.
+
+Male è ripetere il coito più volte, perchè scuote il sistema nervoso ed
+esaurisce le nostre forze. Per lo meno tra un accostamento e l'altro è
+bene lasciare l'intervallo di un giorno.
+
+L'impotenza si riscontra specialmente nei beoni, perchè il loro sangue
+fu riscaldato da liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, che
+accelerano i moti del cuore ed irritano il cervello.
+
+Può derivare anche da un'alimentazione povera, debilitante, dal regime
+latteo o esclusivamente vegetale e dall'uso delle bevande acide.
+
+Siccome le perdite della donna sono minori di quelle dell'uomo, così
+essa può ripetere il coito più volte, ma però è bene se ne astenga,
+perchè è provato che quelle che ne abusano vanno soggette alle tristi
+affezioni delle ovaie, della matrice, qualche volta anche al cancro.
+
+Dunque, riassumendo, diremo:
+
+L'assoluta continenza, come l'incontinenza della voluttà d'amore, sono
+due estremi riprovati dalla natura e dalla ragione.
+
+Infatti se la continenza è conservata strettamente è causa d'una sequela
+di malattie e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle allucinazioni
+oscene, alla follia, al delirio erotico.
+
+L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo veduto logorano
+istantaneamente la salute, e sono causa di sterilità. È il libertinaggio
+che produce quegli esseri che poi crescono gracili e sparuti; è il
+libertinaggio che riempie le sale degli ospedali di infelici che
+aspettano la morte come fine dei loro mali. Giovani, guardatevi dagli
+eccessi delle voluttà sensuali; essi conducono spesso alla morte.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XI.
+
+ *Età virile e i suoi piaceri.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Virilità.*
+
+
+La virilità è l'epoca più lunga della vita umana, poichè comincia
+qualche anno dopo della pubertà, e finisce giunti alla prima vecchiaia.
+
+Questa è l'epoca la più felice della vita di colui che non è stato
+deteriorato dagli eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione.
+È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili ci lasciano, nella quale la
+riflessione prende il loro posto, e la realtà si presenta senza tante
+illusioni ai nostri occhi oramai fatti esperti. Una rivoluzione fisica e
+morale si è operata nel nostro organismo. L'amore scema per dar luogo ad
+un affetto profondo, a una sincera devozione. L'amicizia diventa un
+bisogno, e getta nel nostro cuore profonde radici. È in questo periodo
+che i gusti diventano più serii e ragionati, e che l'uomo tende a
+procurarsi una stato degno di lui nella società. Questa è l'epoca dei
+lavori utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi, ma più vivi,
+nella quale non si gustano le distrazioni se uon quando si hanno
+adempiti ai doveri di cittadino, di marito, di padre! Di marito e di
+padre, dico, perchè in questi anni l'uomo si cerca una sposa buona e
+gentile, e la donna un compagno laborioso ed onesto. Questo passo è il
+più importante della vita, e la prudenza di usare prima di stringere il
+nodo coniugale non è mai troppa, perchè da questa unione dipende la
+nostra felicità o la nostra sventura.
+
+Ho detto che una grande rivoluzione si è operata nel morale
+dell'individuo; infatti esso non obbedisce come da giovane alle prime
+impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione e dall'esperienza. Prima
+di intraprendere una speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi
+lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non esporre i suoi beni,
+giacchè egli è responsabile anche del benessere della sua famiglia.
+Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire, perchè le ricchezze
+acquistate da giovane servono nella tarda età ed all'educazione dei
+figli suoi.
+
+Il marito deve essere più sobrio che il celibatario nei piaceri
+dell'amore e condurre una vita più regolata di questi, perchè i figli
+che procurerà saranno più belli e rigogliosi.
+
+È oramai provato che le qualità fisiche e morali del padre si
+trasmettono direttamente ai figli, per cui quanto più il padre godrà
+una florida salute, tanto più il figlio crescerà forte e robusto. È
+dunque necessario per un padre che senta il proprio dovere, che abbia a
+dar vita ai figli che diverranno utili alla patria, stante che ciò sta
+per tre quarti in suo potere. Dovrà perciò consultare varii libri che
+trattano della procreazione, fra i quali anche la nostra _Hygiène du
+mariage_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA
+
+ *Età matura.*
+
+
+L'età matura non è che la continuazione della virilità, quindi tutte le
+qualità che in quell'epoca già germogliavano ora prendono vita e si
+manifestano. Infatti questa è l'epoca la più pratica della vita. È
+l'epoca nella quale si cercano avidamente le ricchezze, le cariche, gli
+onori, nella quale l'uomo si occupa con ardore per aumentare il proprio
+benessere e stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che egli adopera per
+giungere al suo fine sono onesti, allora non si può che applaudire, ma
+pur troppo non tutti li impiegano. Questi, quantunque dispensino oro,
+dovunque passano, dovrebbero essere disprezzati! Ma non lo sono; l'oro
+accieca gli occhi del volgo, e purchè gli si dia denaro non svela le
+macchie che intaccherebbero l'onore di questi ricchi. Ai nostri tempi la
+potenza del danaro è sì grande che con esso si acquista persino l'onore!
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Piaceri dell'età matura.*
+
+
+Siccome nell'età matura il cerchio delle relazioni è più largo che
+durante la giovinezza, così i piaceri saranno più numerosi, perchè
+maggiori saranno anche le soddisfazioni.
+
+Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo in questo periodo si sono
+cangiati. L'ardore giovanile che lo animava nelle sue partite di piacere
+è scomparso. Gioie più calme e meno effimere sottentrarono a quelle
+folli e strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti, i solazzi, i
+passatempi, ma pur godendoli, ha sempre innanzi agli occhi il fine de'
+suoi desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di piaceri a seconda
+del diverso grado che si occupa nell'umano consorzio.
+
+Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari sono fonti di piacere, come
+le fortunate speculazioni pel capitalista, un isperato raccolto per
+l'agricoltore, un'abbondante messe per l'affittaiuolo, ecc.
+
+Non è forse un'immensa gioia per uno scrittore che una sua opera ottenga
+un favorevole successo? Per un poeta, per un pittore sapere che il suo
+nome vola di bocca in bocca accompagnato da elogi e ammirazione? Non è
+forse una gioia sincera quella dell'impiegato, del soldato che avanza di
+grado, che si rende superiore ai compagni per la sua abilità?
+
+E lo scienziato che dopo un faticoso studio e un indefesso lavoro giunge
+ad ottenere una scoperta che renderà un immenso servizio all'umanità non
+prova nell'anima una calda soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti
+sono i piaceri di questo genere, che potrei enumerare, sempre graditi
+agli uomini eletti.
+
+Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc. sono quelle che
+solleticano vivamente l'amor proprio dell'uomo di questa età. Il piacere
+che si prova giungendo in possesso di una decorazione, per esempio, è
+tanto più grande quanto maggiori furono le difficoltà che si
+sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi da questi generi di
+piaceri, perchè alle volte si provano delle disillusioni e degli acerbi
+disinganni, vedendo onorato chi non ne ha punto i meriti e vedendo sè
+dimenticati. Ma non affliggetevi per questo, chè il merito e la virtù
+sempre sono ricompensati!
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Piaceri paterni e materni.*
+
+
+Nell'età matura i piaceri della tavola sono più sentiti e più ricercati,
+perchè quivi generalmente l'uomo laborioso riposando delle fatiche
+giornaliere, prova i più cari piaceri della famiglia. È infatti a tavola
+che il padre di famiglia si trova circondato dai suoi cari figliuoletti,
+e quando l'appetito non manca a nessuno, il pranzo è allegro e
+chiassoso, perchè in quest'ora in cui tutti sono riuniti si raccontano
+le cose della giornata, e generalmente l'allegria regna tra la
+famigliuola. Il pranzo del celibe invece è privo di tutta questa gioia
+sincera, anzi è il più delle volte freddo e melanconico, perchè il suo
+cuore non si apre alle dolcezze infinite che procurano una moglie
+affettuosa e dei vispi fanciulletti.
+
+Gioia e piacere maggiore provano il padre o la madre quando ricorre il
+santo del loro nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare loro
+mille sorprese, che loro attesti il loro affetto e la loro riconoscenza.
+E questi sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore, e vi lasciano
+traccie indelebili, sono piaceri che sorpassano di lunga quelli che si
+gustano al teatro, a un ballo, ad un festino, sono piaceri infine che
+non può immaginare se non chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed
+educati.
+
+
+
+ PARTE QUINTA.
+
+
+L'uomo prudente che desidera una vecchiaia esente da infermità deve
+essere in particolar modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40 ai 50
+anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi ancora forte e robusto, pure,
+essendo la perdita di fluido nerveo piuttosto copioso, così ne deriva un
+indebolimento muscolare, e alle volte un malessere non si ripara che col
+tempo e talora imperfettamente. Dalla sua nascita sino ai 40 anni le
+funzioni organiche dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo un po'
+stazionarie, decrescono sensibilmente.
+
+Come nelle altre età l'amore è un grato piacere, così lo è anche
+nell'età matura, ma il marito non ha per iscopo dell'amore il solo
+piacere. Esso pensa alla prole, perchè in questa età la si desidera
+ardentemente.
+
+Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato deve essere più che mai sobrio
+dei piaceri d'amore, perchè questi diminuiscono le sue forze fisiche ed
+intellettuali, delle quali più che mai abbisogna, e perchè deve sentire
+il dovere di procreare figli forti e robusti, e se il suo corpo è
+sciupato gli esseri a cui darà la vita saranno pure deboli e gracili.
+Infatti è oramai provato l'ereditorietà delle qualità fisiche e morali
+del padre, e se quest'opera lo permettesse si potrebbero citare mille
+esempi a testimonianza.
+
+Ripetiamo dunque per conclusione che coloro i quali nella giovinezza
+fuggono gli eccessi e i disordini, godono nella virilità maggior numero
+di piaceri.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XII.
+
+ *Nubilità--Età matura.*
+
+ ================
+
+
+Quantunque i piaceri della donna sieno meno numerosi e svariati di
+quelli dell'uomo, pure non sono meno vivi, anzi le donne li sentono
+maggiormente e più profondamente di noi.
+
+Il sogno della giovinetta è di potersi unire con un nodo indissolubile
+all'uomo che ama, che ha fatto sossultare il suo cuore, e di poter
+legittimare il suo amore col matrimonio. E il giorno di nozze rimane
+sempre scolpito nel suo cuore come un lieto e sacro ricordo.
+
+La gioia della giovane sposa sempre più si aumenta quando ella sentirà
+portare nel seno il frutto del suo amore, perchè presto avrà la
+consolazione di sentirsi chiamare col dolce nome di madre! Nulla è più
+dolce infatti per una donna di vedersi circondata da una corona di
+figliuoletti vispi e graziosi.
+
+La donna incinta negli antichi tempi era stimata ed onorata da tutti.
+Presso i Romani e presso i Greci si prodigavano tutte le cure le più
+amorose. La condizione non influiva nulla, la donna incinta aveva la
+preminenza su tutti, perchè essa doveva dare alla patria un cittadino di
+più.
+
+I Greci si alzavano rispettosamente all'avvicinarsi di una donna in
+istato di gravidanza, e anche oggi la società civile prodiga le più
+minuziose attenzioni alla donna che sta per diventare madre di famiglia.
+
+Voi donne che non avete scelto un compagno, se comprendeste le soavi
+gioie della maternità, sono sicuro che invidiereste colei che tiene fra
+le sue braccia un bambinello vezzoso, che lo nutre col suo latte, che lo
+bacia, che lo accarezza, e per ricompensa vuole da lui un sorriso che
+dimostri la sua contentezza. Non si possono descrivere con parole le
+emozioni, le gioie che può provare una madre, emozioni sempre dolci,
+gioie sempre ineffabili.
+
+Il marito poi, quantunque abbrutito dai vizii, prodiga alla moglie
+incinta le attenzioni di cui egli è capace. La gravidanza dunque è
+l'epoca più importante della vita femminile.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIII.
+
+ *Igiene dell'età matura.*
+
+ ================
+
+
+L'igiene di questa età comprende le azioni della vita fisica e morale,
+ma principalmente sulle tendenze essa deve apportare i suoi consigli.
+
+Come già abbiamo accennato, ciò che si impadronisce dell'uomo a questa
+età è l'ambizione e la vanità. È infatti in questa età che l'uomo
+ambisce alle cariche, agli onori, alle ricchezze, alle distinzioni.
+Questa passione se non oltrepassa i limiti è di vantaggio all'uomo,
+perchè gli dà il coraggio e il desiderio di sopportare e di riescire.
+
+Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora è dannosa e rende
+all'individuo che è assalito la vita pesante e penosa. È allora che il
+desiderio di possedere ricchezze, di acquistare una fortuna, si
+impossessa di lui e gli resta nella mente come un'idea fissa. Si
+combatta dunque questa passione al suo nascere, si cerchi qualunque
+mezzo per soffocarla, perchè la _tendenza all'acquisività_, spinta
+all'eccesso, può diventare _avarizia_, e all'avarizia va sempre unita
+l'invidia, questa passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, e che
+sempre cresce e mai non gli lascia riposo.
+
+Tuttavia anche quando questa passione si è impadronita di noi non
+bisogna mai disperare, perchè con forza d'animo si può sradicarla dal
+cuore. I mezzi che si suggeriscono sono i soliti che distruggono il
+nostro spirito, e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la caccia, la
+pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, ecc.
+
+I piaceri che in questa età predominano sono i piaceri della tavola.
+Abbiamo già detto che l'individuo giunto a questa età ricerca tutte le
+vivande le più piacevoli e i vini più squisiti, perchè questi piaceri
+sono quelli che maggiormente rallegrano l'individuo. Questi piaceri,
+gustati moderatamente, sono di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano
+distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in liete brigate d'amici e
+di compagni.
+
+Ma se questi piaceri occupano troppo la mente dell'individuo, allora
+degenerano nella ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato da
+tutti, può nuocere immensamente alla salute. L'abuso delle vivande
+stuzzicanti e dei liquori sono cagioni di gravissime infermità che,
+sviluppandosi presto o tardi, sono però d'una gravezza talora
+irrimediabile.
+
+Le bevande alcooliche in ispecie portano un immenso danno al sistema
+nervoso, e producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono
+l'intelligenza dell'individuo che ne abusa, rendendolo vecchio prima del
+tempo e inutile a sè stesso ed alla società.
+
+Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri pranzi di famiglia, perchè
+sono essi mezzi eccellenti per far nascere le gioie sì pure e sì sante
+come quelle dell'amicizia. Però ricorderò ancora che coloro che sono
+ingordi e mangiano più del bisogno diventano stupidi, sonnacchiosi,
+pigri, vanno soggetti a malattie infiammatorie e possono con tutte le
+probabilità essere colpiti d'apoplessia.
+
+Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli animali; mangiare e bere
+solamente quando hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito per
+gustare gli squisiti cibi e le delicate vivande. Fin che si è giovani la
+costituzione è robusta, e non sente le tristi conseguenze degli eccessi,
+ma giunti all'età matura gli organi, trovandosi logorati, non prestano
+intiero il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono i bagordi
+trascorsi.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIV.
+
+ *Prima vecchiaia.*
+
+ ================
+
+
+La prima vecchiaia comprende nell'uomo il periodo dai 50 ai 65 anni,
+nella donna dai 45 ai 55. Periodo poi che in ambo i sessi varia in più
+od in meno a seconda della costituzione dell'individuo che gli fu
+trasmessa dai genitori.
+
+Questa età è per taluni piena di acciacchi, per altri scorre limpida e
+serena. È in questa epoca che si manifestano tutte le tristi conseguenze
+degli eccessi giovanili, è in questa epoca che si riprovano tutti gli
+abusi ed anche le soverchie continenze.
+
+Se invece nella giovane età l'individuo ha condotto una vita regolare,
+ed i disordini ed i vizi non hanno logorato i suoi organi, allora la
+prima vecchiaia può essergli grata, perchè ancora può provare varii
+piaceri. Quando però l'età del declino arriva si devono raddoppiare le
+attenzioni e le cure, perchè il minimo eccesso è in questa età fatale.
+
+I piaceri che si provano in questa età non sono molto variati, perchè a
+60 anni si affatica facilmente. Si cerchino quindi quei piaceri che
+richiedono minor spreco di forze muscolari. Si abbandoneranno dunque le
+passeggiate lunghe, le partite di caccia, di pesca, di campagna. Si
+cercheranno invece le riunioni d'amici nei caffè o nei _clubs_, i
+concerti; si frequenteranno i teatri, le accademie musicali, le case
+private, le distrazioni artistiche.
+
+Questa è l'età nella quale si attende con più pazienza ai lavori non
+faticosi. Per un pittore od uno scultore questa è l'età nella quale più
+diligentemente attende ai suoi artistici lavori.
+
+Nelle lunghe sere d'inverno questi buoni vecchietti cercano di scacciare
+la noia facendo una partitina agli scacchi, alle carte, a dama o a
+dominò.
+
+Inoltre il piacere più sviluppato in questa età è quello della tavola.
+In quest'epoca però non si bada alla quantità ma specialmente alla
+qualità del cibo, e al vecchio piace immensamente di vedersi davanti una
+tavola bene imbandita e ama gustare un po' di molti cibi squisiti. Si
+guardi però il vecchio dalla ghiottornia, perchè una sola indigestione
+può essergli fatale. Siate dunque prudenti, perchè anche il proverbio
+dice: _Chi più mangia meno mangia_.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XV.
+
+ *Dell'erotismo nella vecchiaia.*
+
+ ================
+
+
+Quando l'individuo, uomo o donna, è giunto alla vecchiaia deve astenersi
+assolutamente dai piaceri che procura l'amore.
+
+Quantunque la facoltà riproduttrice occupi la più gran parte della vita
+umana, pure finisce al cominciare della vecchiaia, ossia verso i 60 o 65
+anni. Le forze dell'uomo verso questa età sempre più diminuiscono, e per
+lo più anche i suoi desiderii. Così vuole natura. L'imprudente che
+osasse infrangere queste leggi si troverebbe ben presto pentito, perchè
+andrebbe incontro ad amare disillusioni. E pur troppo si è constatato
+che in questa età i desiderii si ridestano in molti con una insolita
+forza, e si mantengono con una certa costanza nella mente del misero che
+ne è assalito. Questo, invece di accarezzare e secondare tali desiderii,
+deve fare di tutto onde allontanarli da sè. E pur troppo nella
+maggioranza dei casi ciò non avviene. Il vecchio che è assalito da
+questi nocivi desiderii, cerca ogni mezzo per poter soddisfarli e per
+ristabilire la sua attitudine genitale. Infelice! esso forse ignora il
+danno che da ciò deriva. Esso forse ignora la malattia, gli acciacchi
+che lo assaliranno, conseguenze di questa insana passione. Ebbene legga
+attentamente queste poche righe, e se ragiona si asterrà per sempre dal
+gustare i piaceri dell'amore.
+
+Ogni sacrifizio che il vecchio dedica all'amore è una parte della
+salute, della sua stessa esistenza che da lui sen fugge. Di più il
+vecchio che si abbandona ai piaceri venerei subisce un enorme
+disperdimento di fluido nerveo, e siccome questa perdita non si può
+riparare come in gioventù, ne deriva che lo individuo resta abbattuto
+per settimane intere. L'abuso poi produce delle laboriose digestioni,
+delle notti insonni, delle tremende infiammazioni alla vescica e mille
+altre malattie che conducono l'individuo alla tomba. Si guardi bene da
+ciò il vecchio, perchè se coltiva la sua lubrica immaginazione può
+essere colpito da quella schifosa malattia che abbiamo precedentemente
+descritta: _la follia erotica_!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVI.
+
+ *Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.*
+
+ ================
+
+
+Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo già detto, corre dai 60 ai 70
+anni, può offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il vecchio che è
+arrivato a questa età senza aver abusato delle cose mondane, senza
+essere in preda a dolori e ad afflizioni morali, e che si trova in
+condizioni agiate, può condurre una vita abbastanza felice,
+accontentandosi del proprio stato, e cercando le distrazioni proprie
+alla sua età.
+
+Questa per chi ha lavorato per tutta la vita è un'epoca di riposo, è
+un'epoca nella quale, non essendo più soggetto agli usi del mondo, può
+condurre una vita indipendente e gustare la sua libertà.
+
+Questa età riesce più ricca di distrazioni per colui che ha avuto la
+fortuna d'istruirsi. Infatti quale migliore distrazione della
+conversazione per un vecchio? Quale maggior passatempo di discutere su
+mille cose tra parenti e amici?
+
+La conversazione in generale è piacevole pel vecchio, perchè egli ama
+riandare coi suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli
+avvenimenti, sulle peripezie comuni della giovinezza; ed ora che si è
+divenuti più riflessivi, si considerano attentamente le scapate
+giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti per la gioventù nascente.
+
+Anche la lettura offre un gradevole passatempo pel vecchio istruito,
+perchè non solo trova diletto nella lettura dei giornali, ma anche nelle
+produzioni letterarie rinomate, e si compiace di vedere i progressi
+nelle arti e nelle scienze. In questa età si apprezzano quei lavori
+classici che da giovani si trascuravano, e si leggono e si analizzano
+con piacere.
+
+Ma il più dolce piacere che il vecchio possa provare si è quello del far
+del bene. E per far ciò non occorrono le ricchezze; un consiglio, un
+saggio avvertimento, una correzione a tempo possono apportare più utili
+frutti che una manciata d'oro. Il far del bene non consiste solo, come
+molti lo credono, di distribuire elemosine quà e là dove la miseria fa
+strage; vi sono infelici che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi a
+domandar l'elemosina. Il vecchio che ama di vedersi venerato e amato da
+tutti deve andare egli stesso a visitare gli ammalati, a soccorrere i
+poverelli; in persona deve penetrare nei più oscuri bugigattoli,
+incoraggiare il misero, procurargli un utile lavoro, asciugare le
+lagrime agli orfanelli. Egli deve cercare di mantenere la pace ovunque
+egli possa, egli deve avviare i giovani sulla retta strada del buono,
+del bello, del vero; egli deve cercare di lenire i dolori, calmare gli
+affanni! Egli insomma deve mettere la sua esperienza a profitto di quei
+poverelli che si trovano in condizioni d'abbisognarne. Così facendo egli
+sarà da tutti benedetto, i suoi protetti e i suoi beneficati pregheranno
+per lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà lieta e serena,
+l'orizzonte sempre azzurro gli arriderà sempre, non una nube offuscherà
+il suo avvenire e camminerà verso la tomba su un allegro cammino coperto
+di fiori. La sua coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna
+soddisfazione lo renderà contento perchè tutti lo mostreranno a dito,
+come il benefattore dei poveri, il consolatore degli afflitti. E quando
+Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà rimpianto da tutti i suoi protetti,
+che rimanderanno il suo nome ai posteri a eterna memoria della loro
+sincera gratitudine e riconoscenza.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVII.
+
+ *Seconda vecchiaia*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+La seconda vecchiaia comincia nel 70° anno, e finisce verso il 79° anno
+più anno meno e seconda della costituzione del regime e della condizione
+sociale dell'individuo. Questa età, secondo i fisiologi, sarebbe la
+penultima della vita umana, ma è ben raro che l'individuo che raggiunga
+questo periodo sia ancora in buona salute, perchè di rado un giovane si
+mantiene lontano dai vizi e dagli abusi.
+
+Gli svaghi e i passatempi di questa età sono affini a quelli della
+precedente, solo che diventano molto più rari.
+
+Il vecchio a 70 anni desidera la quiete, il riposo. Le distrazioni che
+ancora gli rimangono sono la compagnia di un amico d'infanzia, la
+tavola, la pipa o la tabacchiera.
+
+Ciò che a un settuagenario torna molto caro e gradito è il discorrere
+della sua gioventù, delle sue avventure, delle sue buone azioni, e una
+debolezza comune a tutti i vecchi è quella di sentirsi lodare.
+
+Un altro piacere speciale a certi individui è quello di ammassare
+ricchezze per paura che abbia loro a mancare il necessario, anche quando
+hanno denaro più del bisogno. Coloro poi che furono prodighi in gioventù
+sono ora tanto più parchi ed economi. Qualità del resto che _gli eredi_
+trovano buona quando il vecchio non si assoggetti a privazioni.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Dell'abitudine e della noia dei vecchi.*
+
+
+Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta una necessità, una
+propensione irresistibile della loro esistenza che bisogna guardarsi
+bene dal contrastare, perchè ne potrebbe derivare uno sconcerto nel
+debole organismo dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano
+su tutte le cose e su tutte le circostanze della vita. Inutile è
+l'enumerare tutte le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio può
+formarsi un'abitudine. Diverse sono a seconda del suo grado, della sua
+posizione sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di alzarsi e
+coricarsi ad una data ora, di fare quella data passeggiata, quella tale
+visita, di frequentare una conversazione, un caffè, ecc.; abitudini che
+se gli sono contrariate, il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si
+attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a quest'età, non potendo
+gustare certi piaceri, non potendo avere altri svaghi, si attacca
+vivamente a questi ultimi passatempi che gli rimangono per non restare
+solo e non lasciarsi sopraffare dalla _noia_.
+
+La noia infatti è uno dei principali nemici della nostra salute. La noia
+colpisce il nostro fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci
+annichilisce rendendoci incapaci di operare con saggia energia. Ciò che
+mantiene viva ed animata la vita nostra è la speranza di raggiungere un
+fine che abbiamo concepito. Se questa speranza per varii motivi viene a
+cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante della vita, la noia
+sopravviene e l'uomo da questa assalito più non vive, ma vegeta.
+
+Se la noia è mortale per un giovane, lascio immaginare al lettore quanto
+funesta sia per un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì
+ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, esso non
+desidera altro che la morte venga a por fine alla sua monotona e
+melanconica vita di amarezze e di rimpianti. Felice è il letterato, il
+filosofo e l'artista che s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha
+queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. Felice il vecchio che ha
+la fortuna di passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua famiglia,
+circondato dai figli amorosi e da una allegra corona di nipotini. Per
+lui le ore scorrono piacevoli e serene! Felice anche il settuagenario
+contadino, che, conducendo una vita operosa, quantunque dura e faticosa,
+non può essere assalito dalla noia. Felice infine il vecchio che da
+giovane ha condotta una vita regolata, perchè godendo ora buona salute,
+può camminare ridente e sereno verso l'età del declino.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Decrepitezza.*
+
+
+La decrepitezza è l'ultima fase della vita umana. Pochi sono coloro che
+vi arrivano, e questi pochi sono tormentati da acciacchi e da diversi
+malanni.
+
+In quest'epoca le distrazioni sono infinitamente rare. L'ottuagenario,
+essendo molto debole, ha bisogno d'un costante riposo, quindi le lunghe
+passeggiate più non convengono a lui. Esso pone la sua vita quasi sempre
+seduto sul seggiolone. Le sue membra inferiori essendosi di molto
+affievolite hanno bisogno d'un bastone sul quale appoggiarsi per
+camminare. I sensi più non gli servono, perchè funzionano
+imperfettamente; il gusto è quello che ancor più gli serve. Lo stomaco,
+se ha condotto una vita regolata nelle fasi precedenti della vita,
+funziona regolarmente, e quindi anche la salute sarà buona.
+
+L'unico passatempo che resta all'ottuagenario è la conversazione. Però
+egli ama sempre discorrere delle passate cose, e trova che tutto una
+volta andava meglio, che il mondo presentava più attrattive, che insomma
+ora più non si progredisce e che si comincia a deteriorare.
+
+Così sembrano le cose a lui, perchè i suoi sensi affievoliti non
+funzionano che imperfettamente,
+
+E conducendo questa vita abbastanza monotona ogni giorno s'avvicina ad
+una morte serena e tranquilla. Pochi però arrivano alla _morte senile_.
+I più sono colpiti avanti la caducità.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVIII.
+
+ *Dei sensi.*
+
+ ================
+
+
+Come la storia naturale ce lo insegna, cinque sono i sensi umani. La
+vista, l'udito, l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi noi
+siamo suscettivi di dolore o di piacere. I sensi ricevono la impressione
+esterna, la quale viene immediatamente trasmessa al cervello per mezzo
+dei nervi. Colui che possiede i suoi sensi in tutta la loro integrità
+può essere felice, perchè sopra essi agiscono tutti gli eccitanti della
+vita. Per ragioni plausibili ed incontrastate i fisiologi hanno
+collocato i sensi in ordine di merito come più sopra li abbiamo
+accennati. La _vista_ occupa il primo posto, perchè è il senso il più
+delicato e sottile. La retina, principale organo della visione, è il
+prolungamento dei nervi ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano
+del fuoco della mente. L'_udito_, che occupa il secondo posto, ha pure
+la sua origine nel cervello. È un senso abbastanza esteso perchè
+possiamo intendere i suoni più minuti a grandi distanze.
+
+L'_odorato_, che ha col cervello meno intimità, ha anche una sfera
+d'azione poco estesa.
+
+Il _gusto_, che occupa il quarto posto, è ancora più lontano del
+cervello e non agisce se non colle molecole colle quali è in contatto.
+
+Il _tatto_ infine, che occupa il quinto posto, è il più esteso, e si
+esercita immediatamente su tutti i corpi sottomessi alla sua azione. A
+seconda della corrispondenza e dell'armonia che esiste fra questi sensi,
+le facoltà intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per esempio, le
+orecchie, gli occhi ben conformati trasmettono rigorosamente al cervello
+le sensazioni che provano.
+
+Siccome la _vista_ e l'_udito_ sono in maggior relazione col cervello,
+così questi, ricevendo le impressioni del bello, sono detti _sensi
+superiori_.
+
+Il _gusto_ e il _tatto_ invece, che ne sono più lontani, non ricevono
+che impressioni fisiche, perciò chiamaronsi _sensi inferiori_.
+
+L'_odorato_ appartiene tanto alla prima, quanto alla seconda categoria a
+seconda delle occasioni.
+
+Quanto più i sensi superiori sono esercitati, tanto meno hanno
+preponderanza gli inferiori e viceversa. In generale un senso più degli
+altri esercitato sempre più si sviluppa e prepondera su noi. Per
+esempio, i fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente si mostrano
+ordinariamente golosi, ecc.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Piaceri dei sensi.*
+
+
+_Vista_. La vista, come senso superiore, è fonte di piaceri d'un ordine
+elevato. Questi piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione,
+mettendo in attuazione le facoltà intellettuali. Infinite sono le
+impressioni che ci procura la vista, impressioni gradevoli o dolorose,
+diverse le une dalle altre, che fanno però sempre breccia nell'animo
+nostro. Non è forse cogli occhi che noi ammiriamo le bellezze
+dell'universo, che noi apprezziamo le produzioni del Creatore?
+
+Sempre ci occorre di vedere; la vista è il senso il più indispensabile.
+Qualunque divertimento che noi godiamo, qualunque passatempo che ci
+procuriamo ha per fattore principale la vista. Noi viaggiamo, andiamo in
+campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi nuovi, per bearsi alla
+vista di prospettive incantevoli, per vedere le produzioni più
+spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere ad un ballo grandioso?
+Ad un ballo nel quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione, la
+magnificenza delle decorazioni, la leggierezza e la leggiadria delle
+ballarine, la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria e ti
+rapisce.
+
+Non è delizioso l'assistere ad una solennità, ad una festa pubblica; il
+vedere quella folla giuliva che accorre per assistere all'illuminazione
+fantastica, al bengala, ai diversi fuochi d'artifizio? Non ci fanno una
+dolce impressione quei cento razzi che scoppiettando si elevano al
+cielo, si dividono e cadono in forma di stelle lucenti di tutti i
+colori?
+
+Non la finirei più se volessi accennare tutte le impressioni, tutti i
+piaceri che ci procura il senso della vista. Il lettore medesimo li
+prova; è inutile quindi che glie li dica io.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Allucinazioni ed aberrazioni della vista.*
+
+
+Le cause che producono le allucinazioni possono essere fisiche o morali.
+
+Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite alcooliche, o di quelle
+che eccitano il sistema nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito,
+della belladonna, ecc.
+
+Le morali sono più numerose, come per esempio le idee fisse, le tristi
+passioni che irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, il timore,
+la speranza, ecc.; e le aberrazioni che producono solo talvolta
+gradevoli e piacenti, altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.
+
+
+ RACCONTI.
+
+
+Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava in Grecia. Una sera tiepida
+e serena di primavera m'era sdraiato ai piedi del monte Liceo all'ombra
+d'un colossale platano, ed assorto come in estasi contemplava il
+tramonto che dava a questa regione un singolare ed incantevole aspetto.
+Lontano lontano la cima dei monti si confondeva coll'azzurro cielo e
+l'azzurra onda del golfo d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del
+sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano sulle rive del fiume Ladone
+che scorreva ai miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano
+salutando il giorno morente. Ed io, sdraiato com'era, teneva fisso lo
+sguardo su quelle amene rive, e mi pareva d'udire il canto delle ninfe
+che danzavano al suono del flauto del Dio Pane. E distingueva le loro
+eleganti e seducenti personcine che premevano coi loro piedi il suolo in
+cadenza, e scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi e di quando
+in quando scopriva le loro forme rotondeggianti ed incantevoli, se il
+zeffiretto profumato solleva mollemente i loro aerei vestiti.
+
+Ma ahimè, un sol movimento della pupilla dissipò questa dolce visione.
+
+ * * * * *
+
+Tra le allucinazioni della vista è da notarsi anche questa:
+
+Un impiegato al Ministero della guerra ogni mattina quando si destava
+vedeva un ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava in maniera tale
+da occupare tutto il locale, quindi l'infelice era costretto ad uscire
+perchè gli sembrava di soffocare.
+
+Questa allucinazione in seguito si cambiò, e lo stesso impiegato tutte
+le mattine si deliziava alla vista d'una stupenda colazione. Ma
+avvicinandosi per gustarla questa spariva e a lui non restava altro che
+l'appetito insoddisfatto.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene della vista.*
+
+
+Essendo la vista il più delicato senso, così bisogna usare ogni riguardo
+per mantenerlo e conservarlo nella sua integrità.
+
+La prima cura che devesi avere è la pulitezza. Gli occhi devono essere
+lavati con acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente tiepida
+l'inverno, e ciò basta per levare le impurità che le glandole lagrimali
+e sebacee che hanno deposto sui contorni dell'occhio. Se l'occhio fosse
+un po' irritato bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche goccia di
+astringente.
+
+Bisogna evitare, per conservare l'integrità della vista, il fumo, la
+polvere, i colpi, le cadute, la luce viva, l'oscurità profonda. È di
+grave danno un assiduo lavoro al lume della candela, perchè la fiamma
+oscillando obbliga incessantemente l'occhio a mutar centro. È di danno
+alla vista una fiamma biancastra, meno una rossa. Si cercherà di non
+passare mai da una viva luce ad uva profonda oscurità e viceversa.
+
+Un consiglio utile ai giovani è questo: di non portar occhiali se non
+per un imperioso bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.
+
+Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie a capo scoperto, e
+di non bagnarsi il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione,
+perchè può risultar danno alla vista, all'udito e ai denti. Dunque che
+il lettore segui queste norme se vuol conservare sano questo
+indispensabile senso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIX.
+
+ *Dell'udito*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+Il senso dell'udito, che occupa il secondo posto, segue immediatamente
+quello della vista. Esso appartiene alla categoria degli organi
+superiori, perchè ci procura piaceri poetici e sentimentali.
+
+Questo senso è pure importantissimo, e, direi, quasi indispensabile. È
+infatti per mezzo dell'udito che possiamo intendere ciò che i nostri
+simili ci dicono, e possiamo colla parola rispondere loro ed essere
+intesi. L'udito e la parola riconfermano quindi i vincoli sociali.
+
+Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo i suoni, per mezzo di
+esso noi gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce mormorio del
+ruscello, il fremire del zefiro fra i rami fronzuti. È per mezzo
+dell'udito anche che intendiamo la graziosa voce della donna amata, e
+ci beiamo di questo suono melodioso e gentile che giocherella contro la
+membrana del nostro timpano. È per mezzo dell'udito infine che l'animo
+nostro si solleva e può gustare le infinite dolcezze che procura la
+musica.
+
+È l'udito che ha dato origine alla musica; a misura che questo senso è
+più delicato tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni delle
+melodie vocali ed istrumentali. Ed è specialmente la _voce cantata_ che
+tocca deliziosamente il nostro udito e ci procura degli ineffabili
+piaceri. Il canto è l'unione della melodia alla poesia, e quando esso è
+l'espressione fedele dei moti del core di chi canta quale essere tanto
+insensibile potrebbe resistere agli incanti ineffabili di quella voce?
+Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste note d'amore, di gloria,
+di ebbrezza.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Della musica sull'organismo umano.*
+
+
+La musica piace generalmente a tutti e specialmente a quelle persone che
+hanno la mente colta. Il suono musicale è il più numeroso fra gli
+eccitanti dell'udito. Si accetta sempre con piacere di assistere ad un
+concerto, ad un'accademia musicale, ad un'opera, ad una riunione, dove,
+come si dice, si fa un po' di musica. La musica produce più violenti i
+suoi effetti se il sistema nervoso dell'individuo è molto
+impressionabile.
+
+Infiniti sono gli esempi che ci offre la storia antica. Ne citerò
+qualcuno.
+
+Il musico Antigenita riscaldò talmente il cervello di Alessandro Magno
+suonando su un flauto _Il Governo del Carro_ che il re, levandosi da
+tavola e gettandosi sulle sue armi, voleva far strage de' suoi
+commensali.
+
+Tepandro, musico spartano, pacificò col suono della sua lira una disputa
+che doveva decidersi con un duello.
+
+Tutti conoscono l'impero dell'arpa di Davide sopra il re Saulle.
+
+E potrei citare altri esempi, ma rimanderò il lettore alla _Hygiène de
+la voix_, dove ne può trovare di curiosi assai.
+
+La musica inoltre può estendere la sua benefica influenza anche su
+persone ammalate. Così si racconta che la lira di Chirone e il flauto
+d'Ismenia calmarono i dolori sciatici.
+
+Asilepiade ordinava certi motivi musicali contro la frenesia.
+
+Teofrasto si sentiva sollevato mediante la musica, da un affezione
+nervosa.
+
+Si conta altresì che una donna caduta in letargo da cinque giorni si
+risvegliò al suono della musica.
+
+Inoltre Filippo V di Spagna, colpito da un'alienazione mentale, era
+insensibile a qualunque rimedio. S.M. la regina, conoscendo il delicato
+carattere del re, fece venire a Corte l'esimio cantante Farinelli. Il re
+si sentì talmente trasportato da quella voce di tenore così penetrante
+che volle vedere il cantante. Questi, giunto che fu alla presenza del
+sire, gettandosi ai suoi piedi, esclamò: una grazia, sire, tornate a
+presiedere al Consiglio. La grazia fu accordata. Il re era salvo, e dopo
+un po' di tempo guarì completamente.
+
+Questi esempi basteranno a dimostrare la influenza della musica
+sull'udito.
+
+Questo senso dunque, dopo quello della vista, ci procura maggiori e più
+sentiti piaceri. Beato dunque colui che possiede un fino e delicato
+orecchio.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Allucinazioni dell'udito.*
+
+
+L'organo dell'udito, come quello della vista, va soggetto a delle strane
+aberrazioni. Citerò un esempio fra i molti, che darò al lettore un'idea.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+La signora E......, quantunque godosse di tutta la sua ragione, andava
+soggetta a delle aberrazioni che la disturbavano non poco.
+
+Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla sua toeletta, sentiva
+d'apprima una voce di uomo gentile che lodava il suo angelico viso, le
+sue rotondeggianti forme, la sua fresca carnagione, ecc. e dopo un po'
+di tempo un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra che le sussurrava
+all'orecchio: «Brutta civetta, vanitosa che prendi a imprestito dal
+profumiere il tuo roseo colorito, che ti fai seducente di forme con
+mille mezzi artificiali. Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti
+vedessero ora come io ti vedo?»
+
+La povera signora E..... si guardava atterrita attorno per scorgere
+l'imprudente, e poi esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi e
+dissipare le proprie emozioni.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Igiene dell'udito.*
+
+
+Le norme igieniche relative alla conservazione dell'udito sono le
+seguenti:
+
+Guardarsi dagli agenti indiretti o diretti che in certo qual modo
+possono nuocere alla mucosa che ricopre il condotto uditivo.
+
+Così bisognerà guardarsi dalle manovre dello stuzzica-orecchi, dai
+liquidi irritanti, dai rumori violenti, dalle scariche d'artiglieria,
+dai colpi, dalle grida acute, dallo stridere della sega, dalle correnti
+di aria fredda quando il capo è in traspirazione, dall'abuso delle
+bevande alcooliche od eccitanti; tutte le cause che partoriscono una
+maggiore o minore sordità, e che possono dar luogo a convulsioni nervose
+o a veri attacchi di nervi.
+
+Inoltre bisogna avere cura di tenere netto l'orecchio lavandolo con
+acqua fresca all'estate e con acqua tiepida all'inverno, e se si fa uso
+dello stuzzica-orecchi, guardarsi dall'offendere in qualsiasi modo la
+membrana mucosa o il timpano. Che il lettore segua dunque queste norme,
+perchè il senso dell'udito è fonte inesausta di piaceri.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XX.
+
+ *Dell'odorato*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+Il terzo senso è l'_odorato_ o _alfato_, senso che, come l'intermediario
+fra i sensi superiori e tra gl'inferiori, partecipa delle qualità dei
+primi e dei secondi. La sede dell'odorato è nelle _fosse nasali_, dove
+risiede la membrana _pituitaria_, sulla quale disponendosi le particelle
+odorose fanno impressione sul nervo _olfativo_ che comunica col
+cervello.
+
+Quell'appendice più o meno lunga, che noi chiamiamo naso, non serve che
+a dirigere l'aria carica d'odori verso la parte superiore delle forze
+nasali. Affinchè l'odorato possa esercitare le sue funzioni conviene che
+la membrana pituitaria sia sana e che l'aria circoli liberamente nel
+canale nasale, essendo l'aria il veicolo delle molecole odorose.
+
+Le sensazioni prodotte dagli stessi odori variano da individuo a
+individuo, ossia agli uni piace un odore, che disgusta un altro.
+
+Vi sono odori soavi e penetranti che svegliano in noi nobili sentimenti,
+altri che eccitano i trasporti amorosi come gli odori ambrosiaci o
+afrodisiaci.
+
+Non sono del parere di fuggire gli odori, ma di usarne moderatamente,
+perchè l'abuso degli odori non solo è dannoso alla salute, ma snerva ed
+affievolisce il corpo.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Classificazione degli odori.*
+
+
+Fino ad oggi non si è potuto classificare giustamente gli odori in
+conseguenza della tenuità delle molecole odorose. Il naturalista Linneo
+li divise in sette classi: aromatici, fragranti, ambrosiaci, agliacei,
+nauseanti, fetidi, ripugnanti.
+
+Trascriveremo la classificazione fisiologica che è basata sopra la
+proprietà degli odori.
+
+_Tonici_, che agiscono sull'economia animale;
+
+_Debilitanti_, che producono svenimenti e lipotimie;
+
+_Inebbrianti_, che cagionano l'ebbrezza;
+
+_Caustici_, la cui prolungata azione produce la tumefazione delle
+membrane mucose e provoca delle emorragie;
+
+_Nevrofili_, che calmano l'agitazione nervosa;
+
+_Antisterici_ e _isterici_, che calmano o provocano gli spasimi nervosi;
+
+_Emmenagoghi_, che ristabiliscono il flusso catameniale ritardato o
+soppresso;
+
+_Sonniferi_, che producono sonnolenza;
+
+_Vomitivi_, che danno luogo al vomito;
+
+_Purgativi_, che danno luogo allo scioglimento di corpo;
+
+_Carminativi_, che fanno cessare i dolori di ventre;
+
+_Esilaranti_, che eccitano la gioia;
+
+_Ambrosiaci_, che eccitano gli organi genitali.
+
+Vi sono altri odori che hanno qualità speciali, ma rimandiamo il lettore
+al libro _Les Parfums et le fleurs_.
+
+È imprudenza il dormire in una camera ove vi siano tanti fiori, perchè
+questi assorbono l'ossigeno dell'aria e versano in questa l'acido
+carbonico; quindi chi non vuol levarsi alla mattina con un forte dolor
+di capo, osservi questa norma.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Aberrazioni dell'odorato.*
+
+
+Quantunque le aberrazioni di questo senso sieno molto rare pure citeremo
+due casi.
+
+
+ RACCONTI.
+
+
+Un avvocato avendo fatto una fortissima indigestione di formaggio
+trovava il sapore e l'odore di questo in tutte le vivande che gli si
+portavano, e per ben sei mesi non mangiò altro che mele e frumento alla
+stato naturale. Però dopo una fortissima flussione di stomaco, e
+ricuperata la salute, si trovò libero da questa aberrazione.
+
+Un'attrice s'immaginò che gli amanti da lei licenziati, oltre
+all'ingiuriarla, le gettassero sulla sua candida pelle delle materie
+fetide che le toglievano perfino il sonno.
+
+
+
+ PARTE QUARTA
+
+ *Igiene dell'odorato.*
+
+
+Le norme igieniche sono le seguenti: non usare delle polveri irritanti
+come la canfora il pepe, il tabacco che irritano la pituitaria, e fanno
+perdere la sensibilità olfativa.
+
+Evitare le variazioni troppo rapide di temperatura, perchè il
+raffreddore è dannoso all'odorato. Pure dannosa è la vegetazione alla
+superficie della pituitaria, lo scirro, il cattivo vezzo che tanti hanno
+di stimolarsi il naso colle dita.
+
+L'avulsione dei peli del naso è pure pericolosa; spesso ne risultano
+ulcerazioni profonde e anche la cancrena. Per levarsi questi peli
+bisogna servirsi del _depilatorio_.
+
+Inoltre è da raccomandarsi, specialmente alle signore, di non abusare
+dei profumi dei fiori, perchè l'abuso attutisce la sensibilità
+dell'odorato stesso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXI.
+
+ *Del gusto.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Classificazione dei sapori.*
+
+
+Il quarto senso è il gusto, che forma col tatto i sensi inferiori.
+Questo senso agisce solamente quando le molecole dei corpi sapidi
+vengono a contatto di esso. Varie sono le opinioni circa la residenza
+del gusto. Alcuni lo mettono nelle papille della lingua, alcuni nel
+palato, altri nel velo palatino, ma i più dotti credono che lingua,
+palato, e velo palatino concorrano a completare il senso del gusto.
+Questo senso guida l'uomo e specialmente i bruti, alla ricerca degli
+alimenti.
+
+I _sapori_ si dividono nelle classi seguenti:
+
+_Dolci_: come lo zucchero, i datteri, i fichi, ecc., e hanno proprietà
+emolienti, lassative.
+
+_Acquosi_ o _scipiti_: come le zucche, i cocomeri, la lattuga, ecc., e
+hanno proprietà debilitanti e leggiermente diuretiche.
+
+_Grassi vischiosi_: come il tasso barbasso, la bismalva, i fiori di
+soffola, ecc., e hanno proprietà dolcificanti e snervanti.
+
+_Acidi_: come il ribes, la melagrana, il limone, e hanno proprietà
+rinfrescanti, debilitanti.
+
+_Amari_: come il rabarbaro, le foglie di salice, l'assenzio, e hanno
+proprietà toniche e purgative.
+
+_Salati_: come l'acqua di mare, la soda, la potassa, e hanno proprietà
+detersive, purgative.
+
+_Stitici_ o _acerbi_: come le cotogne, le sorbe, le nespole verdi, ed
+hanno proprietà astringenti.
+
+_Piccanti_, _aromatici_: come il pepe rosso, ì chiodi di garofano, la
+cannella, e hanno proprietà toniche, fortemente eccitanti.
+
+_Acri-mordenti_: come l'aglio, le cipolline, ed hanno proprietà
+riscaldanti.
+
+È da notarsi che l'odorato previene il gusto nella ricerca delle
+sostanze alimentari, perchè le sostanze composte racchiudono in loro
+stesse un profumo: come le fragole, le mele, i lamponi, ecc., quindi
+agiscono doppiamente sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce al
+primo per raddoppiare i piaceri. Il senso del gusto infatti è fonte di
+svariatissimi godimenti più o meno vivi e squisiti a seconda dell'età,
+della salute, della delicatezza, del temperamento e della condizione
+sociale dell'individuo. Per esempio i fanciulli e le donne in generale
+amano le cose dolci e per contrasto le acide o acerbe. Quando si è
+giovani, siccome l'appetito si fa sentire, così si amano tutti i sapori
+tranne quelli a tutti antipatici.
+
+Avanzando sempre più in età i gusti si cambiano, il palato diventa più
+ottuso, e si cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e piccanti, e
+ciò per eccitare l'appetito e rendere la digestione più facile. Alcune
+volte sono dunque necessarie, ma più spesso alterano l'organismo, e
+sono più di danno che di vantaggio alla salute. È un passatempo
+abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso pranzo di famiglia di
+osservare sulle fisionomie di diversi le varie impressioni provocate
+dagli organi del gusto e dell'odorato.
+
+Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi da un amico all'uscire da
+un lauto e copioso banchetto. Eccolo:
+
+Esistono i due proverbi: _vivere per mangiare_ e _mangiare per vivere_.
+Proverbi entrambi da evitarsi. Ecco perchè presi la via di mezzo. Io
+mangio principalmente per vivere, ma in certo qual modo vivo anche per
+mangiare. Se gusto, se assaporo una vivanda gli è perchè io sono un
+essere superiore al bruto che inghiottisce gli alimenti per puro
+istinto; si è perchè io sono un uomo intelligente che voglio servirmi di
+tutti i sensi che l'Ente Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio fare
+onore al Lucullo che mi ha invitato alla sua mensa e al cuoco che ha
+preparato le succose vivande. Non è forse vero quanto vi ho detto? Vi
+scorgete l'ombra di una biasimevole leccornia? Del resto, signori miei,
+leccardi non possono essere tutti, perchè per aguzzare il senso del
+gusto occorre uno studio speciale che io feci con cura amorosa.
+
+In primo luogo dovetti attenermi ad un severo regime per sviluppare
+questo senso, regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero, e
+giunsi ad un discreto risultato dopo un corso di fisiologia degli organi
+e dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni? Eccolo.
+
+Ma quì non voglio infastidire il lettore con questi appunti che si
+possono trovare più estesi in un trattato di storia naturale. Dirò
+solamente che questo amico quasi quasi mi convinse che l'esser leccardi
+non è una cosa tanto facile quanto credeva, perchè bisogna davvero
+studiare tutte le minutezze per vieppiù assaporare una _bottiglia di
+champagne_ o _un'ala di fagiano_.
+
+ * * * * *
+
+Il mangiare e il bevere, dicono taluni, è un piacere puramente fisico e
+materiale; non importa, ma non si può negare che si ha un piacere dolce
+e vivo.
+
+Non si prova forse una gradevole soddisfazione quando dopo un eccellente
+pasto, inaffiato con un delicato vinetto di Piemonte si fuma una
+cigaretta seduto al balcone?
+
+Chi potrebbe negare che il nostro fisico tutto si ristora quando
+d'estate si beve una fresca e dolce bevanda al limone, al lampone, al
+ribes; quando si prendono a centellini quei soavi gelati?
+
+Sì, noi dobbiamo ascoltare anche il senso del gusto, perchè,
+ascoltandolo moderatamente, si procura dei piaceri gredevolissimi,
+quantunque sieno _fisici e materiali_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Aberrazioni del gusto.*
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Due avvocati, amici intimi, pranzavano sempre insieme, ed offrivano
+delle aberrazioni affatto speciali. L'uno si lamentava che il cuoco
+salava troppo le vivande. Al contrario l'altro le trovava insipide. Si
+bisticciavano un po' e quando l'aberrazione cessava mangiavano tutti e
+due deliziosamente.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene del gusto.*
+
+
+Affinchè il senso del gusto agisca esattatamente occorre il completo
+sviluppo e la sanità di tutte le parti che lo compongono.
+
+Si dovrà quindi guardarsi da tutte quelle sostanze che possono
+danneggiare la lingua, la mucosa della bocca o il velo palatino; da
+quelle che alterano la sensibilità dell'apparato gustatorio, dalle
+abitudini che nuociono alla secrezione salivale come l'abuso degli
+aromi, della pipa, del tabacco, dei liquori, ecc.
+
+Se la lingua fosse coperta da qualche impurità allora il gusto diventa
+ottuso, appena percettibile; le bevande acide e toniche possono però
+risvegliarlo dal suo torpore.
+
+Il senso del gusto non è sviluppato se non nella età adulta, se questo
+si affievolisce è un sintomo d'un'affezione allo stomaco. Quindi bisogna
+guardarsi da tutte quelle cause che possono nuocere non solo a questo
+senso ma all'intiero organismo.
+
+
+
+
+ ================
+
+ GAPITOLO XXII.
+
+ *Del tatto.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+L'ultimo senso inferiore, il più fisico e materiale, è il tatto. Esso
+però è il più diffuso, poichè risiede nell'organo cutaneo.
+
+Il _tatto_ si attua _toccando_ l'oggetto che si vuol esaminare. Per
+mezzo di questo senso si conoscono le asprezze, la morbidezza, il peso e
+la grandezza d'un corpo; per mezzo suo inoltre si sente il caldo e il
+freddo, e molti individui anche lo stato elettrico dell'atmosfera.
+
+La mano è la parte del corpo dove maggiormente risiede la sensibilità
+tattile e precisamente esso si trova nei polpastrelli delle dita. Per
+formarsi un'idea dell'importanza speciale di questo senso bisogna
+pensare ai ciechi che fanno ogni sorta di lavori servendosi del tatto,
+che perfino giungono a leggere gli scritti in rilievo ed a conoscere i
+varii colori.
+
+La mano, per meglio godere delle sensibilità tattiche, deve essere
+coperta da una bianca e morbida pelle, deve avere le dita bene
+articolate terminanti in una polpa mollemente arrotondita. Le signore
+che s'interessano delle loro mani possono leggere la opera intitolata:
+_Hygiène des mains et des pieds_.
+
+Il tatto, a seconda del modo col quale è esercitato, prende varii nomi.
+
+Il solletico è un tatto speciale che tutti conoscono. Quando è
+esercitato sotto la pianta dei piedi provoca talmente il riso da essere
+assaliti da convulsioni e fors'anche della morte in un eccesso titanico.
+
+Il solletico delle labbra o del palmo della mano produce un'irritazione
+voluttuosa, di maniera che si hanno parecchie donne che provano per
+questo solletico dei trasalimenti nervosi e degli attacchi isteriformi.
+
+Il solletico dell'ugula produce il vomito, quello della pituitaria lo
+starnuto, ed altri fenomeni le altre parti del corpo.
+
+Il tatto poi occupa il primo posto nei diversi atti dei piaceri
+sessuali. Le impressioni però che sono trasmesse al cervello sono meno o
+più vive e intense a seconda del temperamento dell'individuo. Se uno ha
+un temperamento sensibile e nervoso il piacere che prova accarezzando
+una superficie morbida, tondeggiante e vellutata è molto più vivo che
+non quello di un linfatico, nel quale la fibra è più molle e meno
+sensibile ed ha bisogno d'un contatto più pronunziato e prolungato per
+giungere a sensazioni meno vive di quelle dei soggetti nervosi. È
+dunque vero però che essendo il tatto il senso fisico per eccellenza
+trova in amore le sue più dolci applicazioni.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Aberrazioni del tatto.*
+
+
+Numerosi sono gli esempi di aberrazioni del tatto che ci offrono gli
+annali di medicina. Noi ne citeremo qualcuno.
+
+Una signora sentiva una miriade di sorci correre sopra il suo corpo;
+finiti questi si credeva circondata da infiniti mosconi che la
+punzecchiavano. L'allucinazione durava una mezz'ora e tutti i giorni
+aveva luogo.
+
+Un'altra signora si credeva d'essere preda d'una quantità di bruchi.
+
+Una terza sudava a larghe goccie di sudore nel cuore del verno.
+
+Una quarta, avendo bevuto ad un ruscello dove aveva visto una rana,
+credeva di sentire le rane danzare nel suo stomaco.
+
+E non la finiremmo più; eccone un'altra più curiosa:
+
+Un povero notaio aveva una moglie che per fargli fare ciò che voleva lo
+bastonava. Per farla corta la moglie morì. Il notaio, contento da una
+parte, ringraziava il Cielo che lo aveva liberato. Ma ahimè! Povero
+illuso! La moglie (così credeva lui) tutti i giorni a quell'ora istessa
+gli faceva la sua visitina, e lo picchiava ancora di santa ragione, di
+maniera che il povero notaio gridava perfino pel dolore!
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene del tatto.*
+
+
+Siccome il tatto si trova diffuso in tutto l'organo cutaneo, perciò chi
+desidera conservarsi un tatto sensibile e delicato bisognerà che
+allontani tutte le cause che possono alterare o guastare la pelle. È
+perciò che per evitare le numerose affezioni che possono nuocere alla
+pelle diviene indispensabile di vegliare alla sua integrità e di
+mantenerla, in uno stato di polizia che nulla lasci a desiderare.
+
+Bisognerà dunque guardarsi dai grandi calori, come dai freddi eccessivi,
+dal fuoco, dagli alcali, dagli acidi; si dovrà evitare la alternativa
+dell'acqua calda e di quella fredda, chè tutte sono cause di indurimento
+dell'epidermide o di screpolature gravissime. Inoltre i geloni
+trascurati possono anche trasformare le dita.
+
+Coloro dunque che, oltre all'evitare queste affezioni abbastanza
+dolorose, desiderano conservare il senso del tatto in tutta la sua
+integrità, si procuri la nostra _Hygiène des mains et des pieds_, ove
+diffusamente si parla di queste norme che qui sono solamente accennate.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXIII.
+
+ *Rapporti tra le quattro parti del giorno e le
+ quattro stagioni.--Loro influenza
+ sull'economia umana.*
+
+ ================
+
+
+Il _giorno_ è indicato dalla natura per occuparsi dei propri affari, per
+lavorare e anche per godersi qualche divertimento.
+
+La _notte_ fu creata per riposare, per riparare, mediante il sonno, alle
+perdite della giornata. Chi inverte queste leggi di natura si troverà a
+suo tempo pentito.
+
+E pur troppo nell'alta società si fa giorno della notte e viceversa. La
+vita passata nei teatri, nei caffè, nei _clubs_, attrae questi signori,
+ma li rovina e li rende gracili ed insani. Guardate le contadine che si
+levano e si coricano col sole. Quantunque il loro viso sia abbronzito,
+pure presentano i colori di una ferrea e vigorosa salute!
+
+
+ IL MATTINO.
+
+
+Il _mattino_ corrisponde alla _primavera_ e alla _gioventù dell'uomo_.
+
+La parte migliore del giorno è il mattino quando il sole non ancora
+visibile sull'orizzonte, manda avanti a sè i suoi raggi di fuoco che
+indorano e fanno brillare pari a gemme le terse goccie di rugiada che
+coronano i petali dei fiori, quando gli uccelletti appena svegli
+ringraziano col loro allegro cinguettio il sole nascente, il padre della
+vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova assistendo alla levata del
+sole in un calmo mattino di primavera! Appena che i suoi benefici raggi
+inondano l'atmosfera i contadini escono giulivi dalle loro case per
+avviarsi al lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta, noi ci
+sentiamo più spigliati, più vigorosi; è nel mattino che le nostre
+facoltà intellettuali funzionano con maggior facilità ed energia. È per
+questo che i letterati, i poeti e gli artisti stanno occupati più nella
+mattina che nel resto della giornata.
+
+Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie sempre la mattina. Chi non
+ama questi sollazzi? A chi non piace quando si è in una compagnia
+allegra e piacevole andare in un ameno boschetto, sulla riva d'un
+ruscello e fare una colazione resa saporitissima dall'appetito che
+sviluppa l'aria del mattino?
+
+I medici hanno anche osservato che il maggior numero di miglioramenti
+nelle malattie avvengono nella mattina, perchè in questa fase del giorno
+tutto concorre per allietare l'anima ed il corpo.
+
+
+ IL MEZZOGIORNO.
+
+
+Il _mezzodì_ corrisponde all'estate e all'_età matura_ nell'uomo.
+
+Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari hanno acquistato tutta la loro
+forza, i lavoranti in quest'ora di massimo calore cercano l'ombra e il
+riposo per rivigorire le stanche loro membra.
+
+Così l'uomo maturo che ha gustato tutti i piaceri della giovinezza e che
+durante questa epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno stato
+discreto, può gustare tranquillo e contento i piaceri e le pure gioie
+della famiglia, godendo unitamente a questi un poco di riposo e di
+tranquillità.
+
+Un altro rapporto che esiste è il seguente: come nell'estate, così nelle
+calde ore del mezzodì maggiormente si esercita l'azione morbifica e
+particolarmente sullo stomaco, sul fegato e sugli intestini. È perciò
+che l'igiene prescrive l'esclusione di certi alimenti che possono essere
+funesti. E siccome l'età matura è un'età di riposo, così bisogna gustare
+con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono e rendono inerte
+l'individuo.
+
+
+ LA SERA.
+
+
+La _sera_ corrisponde all'_autunno_ e all'_età del declino_.
+
+Come la sera fa cessare i lavori, sospende tutte le occupazioni, così
+l'età del declino domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età precedenti
+si è a sufficienza lavorato e goduto.
+
+La _sera_ come l'_autunno_ e l'_età del declino_ è triste e melanconica.
+
+Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue belle giornate, pure la
+natura morente non può ispirare allegria. E in questa stagione che gli
+alberi si spogliano delle loro verdi fronde; è in questa stagione che i
+fiori scompaiono, che le praterie ingialliscono, che le pioggie
+ingrossano i torrenti, è in questa stagione infine che la natura muore!
+
+In tal modo cammina la vita umana che dall'età del declino entra nella
+vecchiaia.
+
+Come l'età del declino, così l'autunno è fertile in malattie; si
+raccomenderà quindi la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza degli
+abusi di quei frutti che prodiga l'autunno.
+
+Il rapporto che esiste è dunque spiccante. Tutti e tre offrono un vago
+indefinibile che si avvicina alla tristezza.
+
+
+ LA NOTTE.
+
+
+La _notte_ corrisponde all'_inverno_ ed alla _decrepitezza_.
+
+La notte deve intieramente dedicarsi al riposo, poichè non solo gli
+animali dormono la notte, ma anche un gran numero di vegetali, poichè
+per essi il sonno è di assoluta necessità.
+
+In primavera le notti sono spesso stellate e fredde; in estate ora
+tiepide, limpide, ora calde tempestose; in autunno sono umide e malsane;
+in inverno gelide.
+
+A seconda delle stagioni il sonno è dolce, piacevole; grave ed
+interrotto; profondo o leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e
+intenso.
+
+Si può dire che la durata del sonno è a seconda delle perdite fatte
+nella giornata. Mille volte infelici quegli ammalati che la notte non
+possono godere del sonno placido e riparatore, perchè sono molestati da
+crudeli dolori!
+
+Ecco così esaminate le diverse parti del giorno, le stagioni e le età
+dell'uomo, ed accennato al rapporto che havvi tra loro.
+
+Terminerò il capitolo raccomandando di non invertire le leggi naturali
+facendo come i ricchi notte del giorno e del giorno notte, perchè
+immenso è il danno che ne deriva.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXIV.
+
+ *Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.*
+
+ ================
+
+
+In quest'ultimo capitolo accenneremo ai diversi piaceri che offrono le
+quattro stagioni. Piaceri diversi tra loro, perchè, come ogni stagione
+ha i suoi fiori, così ha i suoi godimenti.
+
+Nei climi temperati, ove quattro sono le parti dell'anno, vi hanno
+piaceri non conosciuti; nella zona torrida le stagioni sono due: quella
+delle pioggie e della siccità.
+
+Invece noi siamo contenti, quando dopo un po' di giorni di sole
+eccessivo che dissecca la terra e infuoca il cielo, di ricevere una
+benefica acqua che spenga gli eccessivi calori. Questa continua
+alternazione non può renderci monotoma la vita.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Dei piaceri in primavera.*
+
+
+L'inverno è passato, il vento gelido e freddo di questa stagione di
+morte s'intiepidisce; e la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui che
+si è alzato una di queste mattine gioconde nella quale la natura ti
+sorride a ciascun passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e respirando
+l'aria a pieni polmoni ha dovuto esclamare: Viva la primavera! Viva
+questa epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido risveglio
+della natura, nella quale il cielo si fa più bello e la terra gli
+sorride di amore. È in questi giorni che tutto ritorna, che ritornano le
+rondinelle al nido del porticato, i piccoli fiori al vaso della
+fanciulla, i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di capelli nere e
+lucenti. Chi sarà colui che non benedirà quest'epoca, la più bella, la
+più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca nella quale un sole brillante
+dà la forza e la vivacità a tutta la natura?!....
+
+La primavera! Non è forse la più bella di tutte le quattro stagioni? Non
+è forse nella primavera che si può vedere ed ammirare la onnipotenza
+dell'Ente Supremo?
+
+Bisogna certamente essere pessimisti per odiare quest'epoca; bisogna
+certamente aver perduto tutto lo spirito per non sentire questi profumi
+che ti spingono all'amore plastico, come l'autunno all'amore platonico.
+
+Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci offre. Le poetiche
+passeggiate, le escursioni, le colazioni nei campi, le cavalcate, le
+gite di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo fatto che ama studiare ha
+la botanica, la zoologia, la mineralogia che gli offre un esteso campo
+per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.
+
+È nella primavera che lo spirito, il talento, il genio che giaceva
+annichilito, senza forza e senza slancio, è in questa stagione, dico,
+che hanno preso il volo, che hanno stese le loro ali gigantesche e che
+volano nei campi ridenti dell'immaginazione.
+
+Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il grido che l'anima invia alla
+primavera, il grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri profumati
+all'ideale. Come si può restare insensibili davanti alla splendida
+ricchezza che si spiega maestosa e sorride davanti agli occhi, che ci
+attira, che ci solleva in un mondo novello, che ci mostra un orizzonte
+dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi i più inebbrianti?!
+Come sei bella o natura! Quanto sei grande! Dove hai preso le mille
+forme di fiori che rendono vivaci le praterie, le siepi, i campi? Ove li
+hai presi potenza soprannaturale?
+
+In ciascun angolo il più remoto brilla un fiore, brilla uno de' tuoi
+figli vaporosi che levano la monotonia e il dolore con un vago sorriso
+che t'inspira amore. L'aria ne è addolcita, e ciascun zefiro che passa
+accoglie sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore di mille rose. Nei
+capelli neri e lucenti, sul seno della fanciulla, sugli altari, nei
+pranzi e sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra e sulla terrazza
+del sontuoso palazzo, avunque brilla un fiore, ovunque è un profumo
+d'amore.
+
+Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti dalle rosee ali
+l'accompagnano. Sono i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre,
+apritele al sole, al profumo dei fiori. Come sono belli; io vi amo e vi
+saluto. Vi amo perchè dai vostri calici spira una dolcezza triste e
+solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla poetica pure vi ama; v'amo
+infine perchè siete i fiori, i figli della _primavera_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Dei piaceri nell'estate.*
+
+
+Le tiepide aurette primaverili più non scuotono mollemente la nera
+treccia di capelli. La primavera è finita e l'estate col suo calore
+tanto benefico alla campagna si fa avanti maestoso ed infuocato. Il sole
+è giunto al punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari alla
+terra; la sua forza benefica è al massimo. In estate maturano le
+biondeggianti messi, i frutti i più squisiti, le tinte si fanno più
+scure e intense; tutto insomma partecipa al cambiamento che il sole di
+giugno opera nei campi.
+
+Fra i piaceri che si possono godere nell'estate figurano le passeggiate
+di buon mattino e di sera in campagna. Queste passeggiate sono
+piacevolissime per coloro che sanno gustare le pure gioie campestri.
+
+In questa stagione deve essere contento anche il proprietario che può
+passeggiare sui suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, l'uva che
+matura, i prati smaltati di fiori. Beato il proprietario, perchè tali
+beni, essendo suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!
+
+D'estate poi sono un'occasione di divertimento, e sono di un'utilità
+incontestabile i bagni. Le acque minerali e termali sono molto
+frequentate durante l'estate da ammalati, oppure da coloro che vogliono
+condurre una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti si
+trovano tutti i divertimenti della capitale, di più si possono fare le
+passeggiate campestri che sono d'una grandissima utilità alla salute.
+
+La massima principale per migliorare in questi stabilimenti è di non
+lasciarsi sopraffare dalla noia. La noia è il peggior nemico della
+salute; quindi se un bagnante si annoia causa il cattivo tempo o lo
+stabilimento, dovrà subito abbandonare questo luogo per cercarne uno
+migliore, nel quale i concerti, la conversazione, i giuochi di società
+non lo lascino annoiato o melanconico.
+
+Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e sotto questa denominazione
+intendo le gite in barca, in battello a vapore, le passeggiate lungo le
+rive dei fiumi o dei laghi, infine il nuoto, tutti esercizi che
+dilettano immensamente ed irrubostiscono i nostri muscoli.
+
+L'estate offre pure la sua parte di poesia. Non inspira forse dei nobili
+ed elevati sentimenti la vista d'un ameno ed ombroso boschetto dove
+nulla s'intende altro che il gorgheggio degli uccelli e il mormorio del
+terso ruscello?
+
+Non si rimpiangono forse i convegni amorosi datisi nei boschi remoti e
+poetici? Non siamo eccitati alla riflessione quando seduti all'ombra
+d'un gigantesco platano nella quieta campagna ammiriamo intorno a noi
+l'opera del Creatore?
+
+Insomma i piaceri estivi, quantunque meno chiassosi dei primaverili, ci
+tornano ciononostante graditi, perchè accompagnati dalla riflessione.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Dei piaceri in autunno.*
+
+
+L'autunno è la stagione più ricca di frutta, è la stagione nella quale
+anche il regno animale ci dà gli elementi più svariati e di migliore
+qualità, per cui questa stagione è desiderata dai fanciulli, dai
+buongustai e dai leccardi.
+
+La natura in autunno cambia ancora di aspetto. Le mattine e le sere si
+fanno sempre più fresche, l'aere è più mite. L'autunno è l'epoca dei
+viaggi nei paesi meridionali; è l'epoca della caccia.
+
+Riguardo a questo piacere dobbiamo dire che se è spinto alla fatica
+diventa nocivo alla salute. Alla caccia bisogna guardarsi dalle correnti
+d'aria fresca quando si è in traspirazione, nel bevere quando si è
+sudati, o dall'attraversare qualche acqua quando i piedi sono riscaldati
+dal percorso cammino. Queste sono norme che non si osservano quando
+siamo in preda all'entusiasmo di inseguire qualche lepre, ma che
+dovrebbero seguirsi per non prepararsi delle infermità.
+
+Un altro piacere per i proprietarii di terre è quello di assistere al
+raccolto e principalmente alle vendemmie. Nei paesi viniferi si danno
+delle feste campestri, come le colazioni, i pranzi, i balli, feste che
+ci tornano gradite, perchè nuove e purificate dall'aura imbalsamata
+della campagna. Ma la seconda metà dell'autunno non presenta questi
+dolci piaceri. Essa è triste, melanconica. La natura si spoglia de' suoi
+verdi colori, gli alberi nudi sono tetri, gli augelletti più non
+gorgheggiano, le brine cominciano a coprire la terra, l'aquilone freddo
+sibila fra i rami, le nebbie, le pioggie sono frequenti, i torrenti
+straripano, i raggi solari si affievoliscono, la natura si addormenta
+per ridestarsi più viva, più appariscente in primavera.
+
+L'autunno però, sebbene abbondante in piaceri, è pure abbondante in
+malattie. Queste provengono dai cambiamenti repentini di temperatura che
+sono frequentissimi in autunno. Provengono però principalmente dalle
+scorpacciate di frutta di cui è ricca questa stagione. Si guardino bene
+i golosi dagli eccessi di questo genere, perchè non sanno quanto
+dolorosi sieno i flussi di ventre, le febbri ribelli o le dissenterie.
+
+Un alimento che raccomando caldamente nell'affievolimento di stomaco è
+il _buon cioccolatte_, perchè, oltre all'essere facilmente digeribile,
+ripara subito le perdite del corpo. Bisogna però guardarsi dal
+cioccolatte di cattiva fabbricazione, perchè non fa altro che ingombrare
+lo stomaco.
+
+Un'altra raccomandazione è quella di coprirsi ai primi freddi per
+evitare i raffreddori e le soppressioni di traspirazione.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Dei piaceri in inverno.*
+
+
+Questa è la stagione più monotona e melanconica dell'anno. Il sole più
+non ci riscalda, e pare che ci abbia abbandonati. La neve bianca e
+fredda copre come un funebre lenzuolo tutta la campagna. Ovunque è
+tristezza, ovunque è torpore.
+
+Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel fanciullo che se ne stanno
+rincantucciati al caminetto, non lo è però pel giovane, il quale trova
+nell'inverno dei cari e graditi divertimenti. Egli sfida i rigori del
+verno per assistere all'opera, al dramma, ai concerti; egli sfida la
+neve per correre dove la danza lo chiama e lo attira, e non lascia la
+minima occasione per festeggiare l'amore e il piacere.
+
+Una molestia dell'inverno è il freddo delle mani e dei piedi. Freddo che
+deriva da ciò che il sangue più non circola nella rete muscolare
+superficiale, ma bensì è spinto nei vasi interni.
+
+È sopratutto nell'inverno che il vecchio deve usare a sè stesso tutti i
+riguardi, perchè il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi piaceri
+devono essere quelli del focolare, della lettura, della conversazione,
+dei giuochi di famiglia che occupano e cacciano la noia.
+
+È nell'inverno poi che si gustano maggiormente i piaceri dell'amicizia,
+perchè in questa stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione.
+Un vero amico non è mai abbastanza custodito. L'amicizia è un porto dove
+si rifugia durante l'uragano, ove si felicita dopo il pericolo. Qual
+maggior gioia di quella di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico, al
+quale si hanno mille cose da confidare, mille da sentire!
+
+L'inverno è anche la stagione più propizia ai pranzi, ai festini, ai
+banchetti. In questa epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco
+possiede maggior energia; le sue funzioni hanno luogo più prontamente, e
+può quindi digerire più presto una maggiore quantità di alimenti che
+nelle altre stagioni.
+
+È nell'inverno che si hanno le feste di Natale e quelle del primo giorno
+dell'anno.
+
+Quest'ultima in Francia è festeggiata da tutti, non solo dai bimbi che
+desiderano i regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano gradite le
+riunioni di famiglia.
+
+Il carnevale viene poi a portare l'allegria ai giovani, e procurare loro
+mille sorta di piaceri nei quali la folla delirante si getta a capo
+fitto.
+
+E quì termina l'opera, lo scopo della quale non solo era di accennare i
+piaceri delle diverse stagioni, ma bensì di cercare di assegnar loro un
+limite uniformandole alle norme dell'igiene. Dunque di nuovo
+raccomandiamo ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle cose
+della vita, perchè, come abbiamo accennato in questo libro, possono
+apportare gravi sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse anche
+la morte!
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+
+
+ *INDICE*
+
+
+ CAPITOLO I.
+
+Definizione del piacere
+
+
+ CAPITOLO II.
+
+PARTE I. La giovinezza ed i suoi piaceri--Adolescenza--pubertà
+
+ » II. I piaceri della giovinezza e loro igiene
+
+ » III. Igiene alimentare della giovinezza
+
+
+ CAPITOLO III
+
+PARTE I. Dell' amor fisico--Primi palpiti d'amore
+
+ » II. Sensazione del coito
+
+ » III. I due lati dell'amore
+
+ » IV. Dell'amore e sua igiene morale
+
+
+ CAPITOLO IV.
+
+Conseguenze d'una cattiva scelta--Racconto
+
+
+ CAPITOLO V.
+
+PARTE I. Il matrimonio ed i suoi piaceri
+
+ » II. I piaceri dell'amore materno e paterno
+
+
+ CAPITOLO VI.
+
+PARTE I. Della procreazione--Norme igieniche
+
+ » II. Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri d'amore
+
+
+ CAPITOLO VII.
+
+PARTE I. Mali derivanti dai piaceri solitari
+
+ » II. Mezzi per impedire i piaceri solitari
+
+ » III Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari
+
+
+ CAPITOLO VIII
+
+Della donna e dei piaceri che offre
+
+
+ CAPITOLO IX.
+
+Delle aberrazioni o traviamenti d'amore
+
+PARTE I. Satiriasi
+
+ » II. Erotismo per soverchia continenza
+
+ » III. Follia erotica
+
+ » IV. Follia erotica intermittente--Racconto
+
+ » V. Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico
+
+
+ CAPITOLO X.
+
+PARTE I. Igiene dei piaceri venerei
+
+ » II.
+
+
+ CAPITOLO XI.
+
+PARTE I. Età virile ed i suoi piaceri--Virilità
+
+ » II. Età matura
+
+ » III. Piaceri dell'età matura
+
+ » IV. Piaceri paterni e materni
+
+ » V.
+
+
+ CAPITOLO XII.
+
+Nubilità--Età matura
+
+
+ CAPITOLO XIII.
+
+Igiene dell'età matura
+
+
+ CAPITOLO XIV.
+
+Prima vecchiaia
+
+
+ CAPITOLO XV.
+
+Dell'erotismo nella vecchiaia
+
+
+ CAPITOLO XVI.
+
+Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri
+
+
+ CAPITOLO XVII.
+
+PARTE I. Seconda vecchiaia
+
+ » II. Dell'abitudine e della noia nei vecchi
+
+ » III. Decrepitezza
+
+
+ CAPITOLO XVIII.
+
+Dei sensi
+
+PARTE I. Piaceri dei sensi
+
+ » II. Allucinazioni ed aberrazioni della vista
+
+ » III. Igiene della vista
+
+
+ CAPITOLO XIX.
+
+PARTE I. Dell'udito
+
+ » II. Della musica sull'organismo umano
+
+ » III. Allucinazioni dell'udito
+
+ » IV. Igiene dell'udito
+
+
+ CAPITOLO XX.
+
+PARTE I. Dell'odorato
+
+ » II. Classificazione degli odori
+
+ » III. Aberrazioni dell'odorato
+
+ » IV. Igiene dell'odorato
+
+
+ CAPITOLO XXI.
+
+PARTE I. Del gusto--Classificazione dei sapori
+
+ » II. Aberrazioni del gusto
+
+ » III. Igiene del gusto
+
+
+ CAPITOLO XXII.
+
+PARTE I. Del tatto
+
+ » II. Aberrazioni del tatto
+
+ » III. Igiene del tatto
+
+
+ CAPITOLO XXIII.
+
+Rapporti tra le quattro parti del giorno e le quattro stagioni--Loro
+influenza sull'economia umana
+
+
+ CAPITOLO XXIV.
+
+Dei piace riofferti dalle quattro stagioni
+
+PARTE I. Dei piaceri in primavera
+
+ » II. Dei piaceri in estate
+
+ » III. Dei piaceri in autunno
+
+ » IV. Dei piaceri in inverno
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO ***
+
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+redistribution.
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+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
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+ License. You must require such a user to return or
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+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
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+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
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+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
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+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
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+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
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+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+*** END: FULL LICENSE ***
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+ The Project Gutenberg eBook of Curiosità Fisiologiche
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+
+
+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni
+
+Author: Auguste Debay
+
+Translator: Gianpietro Introzzi
+
+Release Date: August 8, 2005 [EBook #16489]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO ***
+
+
+
+
+Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed
+Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net)
+
+
+
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+
+
+</pre>
+
+
+<p style="text-align:center;">
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;1]</span><a name='Page_1'></a>
+
+<span style="font-size:75%;font-variant:small-caps">Curiosità fisiologiche</span><br />
+<br />
+<br />
+<br />
+<span style="font-size:230%;text-align:center;"><b>IGIENE DEI PIACERI</b></span><br />
+<br />
+<span style="font-size:100%;text-align:center;">SECONDO</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:200%;text-align:center;">LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:75%;text-align:center;">DI</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:150%;text-align:center;"><b>A. DEBAY</b></span><br />
+<br />
+<br />
+<span style="font-size:85%;text-align:center;">RIDUZIONI DAL FRANCESE</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:75%;text-align:center;">DEL</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:115%;text-align:center;">D. Introzzi Gianpietro</span><br />
+<br />
+<br />
+<br />
+<span style="font-size:100%;text-align:center;">GIOVANNI GNOCCHI </span><br />
+<span style="font-size:100%;text-align:center;">EDITORE MILANO</span><br />
+<br />
+<span style="font-size:135%;text-align:center;">1886.</span><br />
+<br />
+<br />
+<br />
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;2]</span><a name='Page_2'></a>
+<span style="font-size:75%;text-align:center;">Bergamo&mdash;Stab. Tip. Frat. Bolis.</span><br />
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;3]</span><a name='Page_3'></a>
+</p>
+
+
+<h1>CAPITOLO I.</h1>
+
+<h2>Definizione del piacere.</h2>
+
+<p>La vita dell'uomo è un misto di <i>piaceri</i>
+e di <i>dolori</i>. Queste due sensazioni del
+pari forti e diametralmente opposte si agitano
+nell'animo umano, lottano incessantemente
+tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben di
+rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua
+natura ardente, vivace cerca sempre ed ovunque
+il piacere, come lo stato nel quale egli
+meglio può gustare la vita, usandone però
+moderatamente. E per <i>piacere</i> intendo accennare
+a qualunque aggradevole sensazione che
+faccia presa sui nostri sensi. Così chiamerò
+<i>piacere</i> le ebbrezze voluttuose di amore, come
+le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere
+più forte, più vivo a quello più debole
+sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno
+mai da questa grande classificazione, cioè
+<i>piaceri sensuali</i> e <i>piaceri morali</i>. Inutile pure
+il dire che i generi sono infiniti.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;4]</span><a name='Page_4'></a>
+<p><i>I piaceri fisici o sensuali</i>, quantunque più
+ricercati, sono quelli che meno restano impressi,
+anzi cercano col cessare dell'eccitante
+che li ha prodotti. I <i>piaceri morali</i> sono i
+più puri, sono quelli che giammai si cancellano
+dall'animo.</p>
+
+<p>I diversi generi di piaceri però sono prodotti
+da varie cause. Dalla condizione sociale,
+dal temperamento nervoso, dall'educazione,
+dai climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso,
+dallo stato di salute, ecc. Come ben si può
+scorgere a priori un vecchio ottuagenario non
+ricercherà i piaceri vivaci e focosi della gioventù.
+Diversi saranno i piaceri che si ricercheranno
+in inverno ed in estate, in città ed
+in campagna. Come pure diversi sono i piaceri
+dell'amore da quelli della mensa; quelli
+della caccia da quelli del riposo, ecc.</p>
+
+<p>Molto agisce sui piaceri anche il temperamento;
+infatti lo stesso piacere farà una più
+viva impressione sul temperamento nervoso
+che sul linfatico.</p>
+
+<p>La nostra vita è dunque un complesso di
+piaceri e di dolori. L'indifferenza che tanti
+definiscono uno stato intermedio fra il dolore
+ed il piacere, raramente si scontra nella vita.</p>
+
+<p>Il piacere può anche dirsi il possesso dei
+beni che si desiderano, il dolore la loro privazione.
+E siccome tutti nella loro vita desiderano,
+così tutti potranno andar soggetti
+alla realizzazione di questi desiderii o alla
+loro privazione. E questa asserzione è puramente
+pratica. Non è forse un piacere il riposarsi
+quando si è stanchi? Il mangiare, il
+bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare
+ed essere riamato dal nostro ideale, poter sacrificare<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;5]</span><a name='Page_5'></a>
+a lei tutto perfino la vita, non è
+forse una dolce soddisfazione, non è forse
+un piacere? Soccorrere l'infelice, consolare
+l'afflitto, morire per la patria, per un'anima
+bella non son forse piaceri? E se questi lo
+sono, la negazione di essi non produce dolore
+nell'animo nostro?</p>
+
+<p>Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere
+e sempre fugge il dolore. Questo non ha bisogno
+di dimostrazione. Anche i bruti per
+istinto cercano la gioia, le sensazioni gradevoli.
+Eccetto nel caso d'una perversione di
+istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno
+quello che può loro nuocere.</p>
+
+<p>Non mi si accusi però di voler fare l'apologia
+del piacere o del sensualismo. No; una
+accusa di tal genere classificherebbe subito
+chi la lancia per un'anima poco elevata. Il
+piacere è anche <i>morale</i>, diss'io; e del resto,
+anche gustando i <i>fisici</i>, sempre però con riservatezza,
+è un bene.</p>
+
+<p>Un uomo che sente dignità di se stesso
+non abusa dei piaceri sensuali, perchè ha
+anche la cognizione di sapere che, oltrepassato
+un dato limite, diventano dannosi. È
+forse male gustare l'odore grato d'una mammola,
+il delicato sapore d'un frutto maturo?
+È forse male amare onestamente una vaga
+fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente
+supremo ci ha largiti questi beni affine di
+sollevare lo spirito nostro dalle fatiche del
+lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo?</p>
+
+<p>Uno dei più dolci incanti della vita è la
+unione <i>dei piaceri dei sensi</i> al <i>godimento
+dello spirito</i>,<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;6]</span><a name='Page_6'></a> perchè ci sollevano come in un
+mondo incantato, tutto nuovo per noi. Guai
+però a chi si lascia trasportare dal piacere.
+Esso non deve mai essere un bisogno, una
+abitudine, un vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe
+al livello del bruto, perchè soffocherebbe
+in noi qualunque altro lodevole sentimento.
+Quanti uomini che, dominati da un
+piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia
+analogia coll'animale, cui li assimila
+la loro inclinazione!....</p>
+
+<p>I piaceri sensuali avviliscono ed annientano
+l'uomo! Quanti uomini d'ingegno non si sono
+per questo completamente abbrutiti. Basterà
+citare il romano Antonio. Non avrebbe egli
+vinto Ottavio se un amore cieco non lo
+avesse gettato fra le seducenti braccia della
+regina Cleopatra!</p>
+
+<p>Da questo capitolo deduciamo dunque la
+morale seguente: gustiamo i piaceri leciti con
+somma prudenza; mai non lasciamoci dominare
+da essi. Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando
+altri, pregiudicherebbero noi stessi.
+Non vuotiamo per intiero il calice del piacere;
+dopo questo viene l'ebbrezza, la sazietà,
+il dolore.</p>
+
+<p>Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci
+alle nozioni d'igiene che verranno esposte in
+questo libro.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;7]</span><a name='Page_7'></a>
+
+
+
+
+<h1>GAPITOLO II.</h1>
+
+<h2>La giovinezza ed i suoi piaceri</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Adolescenza&mdash;Pubertà.</h4>
+
+<p><i>Adolescenza e sua igiene</i>.&mdash;Questa bella
+età che si rimpiange sempre ha i suoi piaceri
+innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi
+consistono in giuochi meno o più rumorosi,
+come il salto, le corse, la ginnastica, la danza,
+il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri
+che, quando non affaticano di soverchio il
+fanciullo, sono giovevoli; perchè irrobustiscono
+i suoi muscoli; gli allargano il torace,
+consolidano la sua salute e lo rendono agile
+e destro.</p>
+
+<p>Le malattie e le indisposizioni che affliggono
+questa età sono le bronchiti, i mali di
+gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali,
+i colpi, le cadute, ma principalmente i flussi
+di ventre e le indigestioni. Quando le prime
+cure materne non bastano a guarire il giovinetto,
+allora la prudenza esige di chiamare
+il medico, perchè è meglio prevenire una
+malattia che guarirla. Secondo i casi giova
+all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti.</p>
+
+<p>I mali di corpo e le coliche provengono
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;8]</span><a name='Page_8'></a>dalla ghiottoneria propria a questa età; dal
+mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal
+rodere gli acerbi.</p>
+
+<p>Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni
+provocate da zuccherini, confetti,
+pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche
+sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare
+di non guastare lo stomaco sì da
+bambini. Quando dopo qualche malattia il
+fanciullo non si corregga, bene è d'uopo che
+i genitori gli facciano una continua vigilanza,
+perchè la malattia si rinnoverebbe con somma
+facilità.</p>
+
+<p>Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi
+i tristi effetti dell'ingordigia, massime poi
+alle giovinette, perchè le chicche tolgono loro
+la giovanile avvenenza e la seducente freschezza.</p>
+
+<p><i>Pubertà</i>.&mdash;La pubertà è l'età nella quale
+una grande rivoluzione s'opera nel corso
+della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo
+diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è
+l'età nella quale ci si schiude davanti un
+orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra
+color di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri,
+degli affetti più vivi; è l'epoca nella
+quale la fervida immaginazione ci trasporta,
+in cui si fanno mille castelli in aria; castelli
+che pur troppo si sfasciano al primo vento
+glaciale del nord. Eppure si è felici, o per
+lo meno molti lo sono, perchè adulti si rimpiange
+questa fase della vita nella quale cominciano
+a far capolino i prodromi di potenti
+fenomeni organici che la pubertà non indugia
+a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;9]</span><a name='Page_9'></a>quest'epoca, domina tirannicamente il nostro
+essere. E ciò ha voluto natura per mantenere
+il suo fine: <i>la propagazione della specie</i>.</p>
+
+<p>Innumerevoli sono i piaceri di questa età
+perchè è appunto nella pubertà che lo spirito
+nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti,
+di forti impressioni.</p>
+
+<p>Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti,
+i teatri sono piaceri che attraggono la
+gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore
+al quale è bene mettere un freno. Infatti essi
+ponno e <i>moralmente</i> e <i>fisicamente</i> riuscire
+dannosi alla gioventù.</p>
+
+<p><i>Fisicamente</i> potranno nuocere non usando
+tutte quelle precauzioni che pur troppo in
+queste occasioni, nelle quali si è esaltati,
+non passano nemmeno per la testa. Infatti
+il subitaneo passaggio dal caldo al freddo o
+viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga
+al corpo, le soppressioni totali o parziali
+di una esalazione, di una evacuazione
+sono cause di affezioni polmonari acute, di
+irritazioni intestinali, di dolori addominali,
+di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi
+dopo un po' di tempo od anche istantaneamente.</p>
+
+<p><i>Moralmente</i> potranno nuocere se il carattere
+del giovinetto è molto impressionabile.
+È cura dei genitori il preservarlo da questi
+pericoli. Non che io dica di privare affatto
+il giovane da qualsiasi divertimento suaccennato,
+dal teatro, per esempio, no. Ma aver
+cura, se si tratta del teatro, di sapere a quale
+produzione assisterà il giovane. Infatti non
+resterebbe male impressionato se assistesse
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;10]</span><a name='Page_10'></a>ad una produzione nella quale l'amor coniugale
+si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio
+ad un eletto sacrificio da parte della donna?...
+Nella quale si passano in rassegna le turpitudini
+di qualche scellerato? Allontanatelo
+dunque da questi luoghi equivochi, ma però
+accompagnatelo là dove delle produzioni morali
+inspireranno nel suo cuore il sentimento
+del buono, del vero e del bello.</p>
+
+<p>Inoltre un piacere pericoloso pei giovani
+è il pubblico ballo, maggiormente quello di
+una grande città, dove vi si slancia una folla
+ardente e vivace, avida di trovare il piacere
+nell'ebbrezza della danza.</p>
+
+<p>Però i genitori potranno accompagnarvelo
+se il desiderio di curiosità del figlio loro si
+mantenga come un'idea fissa.</p>
+
+<p>I piaceri che si provano invece frequentando
+le feste di famiglia ed i piccoli giuochi
+di società sono molto più innocenti e dovransi
+accordare di buon grado perchè sollevano lo
+spirito giovanile.</p>
+
+<p>È in queste riunioni che il giovane si reca
+volentieri perchè sa di trovare l'oggetto dei
+suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili.
+La danza per questa età è un divertimento
+carissimo, perchè possono far pompa della
+loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione
+nascente, che se si mantiene nei limiti
+è una leggiera alterazione dell'amor proprio.
+A questi convegni intervengono sempre amici
+di casa, per cui la decenza e il pudore non
+hanno nulla a soffrire. Ne risulta quindi una
+gaiezza sincera e scevra di qualunque fine
+secondario.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;11]</span><a name='Page_11'></a>
+<p>Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi
+generi di piaceri fisici e morali. Raccomandiamo
+alla gioventù i piaceri morali,
+perchè oltre all'essere incancellabili, sono di
+utilità grandissima agli altri, e lasciano nell'anima
+una soddisfazione ed un contento
+grandissimo. Eccone un esempio.</p>
+
+<h5>Un beneficio è sempre ricompensato.</h5>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Con passo frettoloso e col viso allegro e
+giulivo un giovane studente per nome Edmondo
+Derval si avviava ad un convegno
+per andare con diversi suoi amici a fare una
+scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo
+cammino da un crocchio di gente che attorniavano
+un poveretto steso al suolo. A tal
+vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia
+smunta e macilente di quel giovane infelice
+domandò alla folla che gli era accaduto. È
+ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma
+per carpirci qualche soldo; è colto da apoplessia,
+dicevano gli altri. Derval lo esaminò
+attentamente, e disse indignato a chi osava
+ingiuriare il poveretto:</p>
+
+<p>&mdash;Largo, signori, concedetegli un po' di
+aria; quest'uomo è estenuato dalla fame.</p>
+
+<p>E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi
+a tre giovanetti vicini:</p>
+
+<p>&mdash;Animo, disse loro, aiutatemi a portare
+questo disgraziato nella vicina osteria; gli
+faremo ingoiare qualcosa.</p>
+
+<p>E seguiti dalla folla che benedicevano quel
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;12]</span><a name='Page_12'></a>giovane pietoso, entrarono, e deposto l'affamato
+su una banca, Edmondo domandò una
+tazza di brodo e un bicchier di vino del più
+buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo
+vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò
+un po' la testa e compreso cosa eragli accaduto:</p>
+
+<p>&mdash;Grazie, disse ad Edmondo con uno
+sguardo languido, ma espressivo, Dio ve ne
+compenserà.&mdash;E a lenti sorsi trangugiò il
+resto della bevanda ristoratrice. Derval gli
+fece anche portare un bel pezzo di vitello, e
+raccomandato al suo protetto di mangiare
+lentamente, chiamò l'oste, gli diede una moneta
+da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di
+consegnare il resto a quel povero giovane,
+e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.</p>
+
+<p>Intanto l'ora del convegno era trascorsa,
+ed il borsellino s'era impicciolito, ma egli
+lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò
+a casa col cuore soddisfatto di avere fatto
+una buona azione. L'indomani a' suoi amici,
+che gli domandavano perchè non era intervenuto
+a una così bella gita, raccontò il fatto,
+ed essi lo approvarono dicendo che una così
+rara soddisfazione valeva meglio che i folli
+piaceri d'una scampagnata.</p>
+
+<p>&mdash;Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al
+poverello? gli domandò un amico.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che
+mi rimaneva, rispose egli.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro
+giorni alla fine del mese, puoi abbisognare
+di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben
+fornita, ma io la metto a tua disposizione!...</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;13]</span><a name='Page_13'></a>
+<hr style='width: 45%;' />
+
+<p>Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789
+scoppiava. La plebe inferocita sfogava il suo
+furore da lungo tempo represso su tutto ciò
+che le pareva colpevole. L'aristocrazia fuggiva,
+il re era prigione, l'esercito disfatto. Nel decimo
+giorno circa del furore plebeo un giovane
+elegantemente vestito si difendeva a stento
+dalle ingiurie e pur troppo dalle busse dei
+popolani, e certamente non sarebbe uscito
+di là colle proprie gambe se un giovane operaio,
+fattasi la via a forza di gomiti, non
+avesse fatto il largo attorno al nostro eroe
+con due poderosi pugni. E presolo per mano
+gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un
+amico del povero, un consolatore degli afflitti;
+senza di lui io sarei morto di fame» E rivoltosi
+al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò
+a casa, questo quartiere non è sicuro
+per voi!» Quell'operaio era l'affamato dell'osteria,
+quel giovane elegante era Edmondo
+Derval!</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>I piaceri della giovinezza e loro igiene.</h4>
+
+<p>Qualunque sia il piacere che ci procuriamo,
+dobbiamo sempre porre un limite ad
+esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti,
+e sono il più delle volte cause di serie malattie
+che possono renderci infelici per l'intiera
+vita.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;14]</span><a name='Page_14'></a>
+<p>Chi non conosce le dolorose indisposizioni
+che provengono da un eccesso nel mangiare
+o nel bere?</p>
+
+<p>Come si disse poi nel capitolo precedente
+bisogna tener calcolo anche del luogo, delle
+stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego.
+Non tutti i luoghi sono adatti al benessere
+del nostro temperamento, e sono a fuggirsi
+i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana
+causa di febbri dolorose. Anche le stagioni
+influiscono sui generi dei piaceri, come
+pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e
+ritrarre giovamento intervenendo ad una partita
+di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto,
+se non in giorni sereni e in luoghi salubri.
+Un consiglio che i giovani dovrebbero sempre
+ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere,
+anche sentendo il più stimolante bisogno,
+quando si è corso, saltato, fatto esercizi ginnastici,
+perchè, sopprimendo istantaneamente
+la traspirazione, si va incontro a malattie
+molto pericolose. Altresì, per la stessa ragione,
+non si deve esporsi ad una corrente d'aria
+fissa. Tenetevi fisso nella memoria questo
+consiglio se un giorno o l'altro non volete
+che, a seconda del vostro temperamento più
+o meno debole, essere assaliti da reumi, da
+flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola
+e da altre di queste forti indisposizioni che
+tutte provengono dalla soppressione istantanea
+della traspirazione. Quanti che per aver
+trascurato questi precetti si rovinarono per
+tutta la vita!....</p>
+
+<p>I piaceri poi non devono essere spinti fino
+alla fatica, altrimenti diventano nocivi. Anche
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;15]</span><a name='Page_15'></a>l'amore allo studio deve essere frenato, perchè
+un'occupazione continua logora gli organi.
+Così gli studi che esigono una posizione incomoda
+devono essere di poca durata. Tali sono
+il disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.</p>
+
+<p>Anche la musica vocale riesce dannosa a
+coloro che si sforzano, o che ripetono intempestivamente
+esercizi che non sono alla loro
+portata, perchè le corde vocali logorandosi
+si può perdere del tutto quella voce che per
+tanti è la loro vita.</p>
+
+<p>È dunque meglio che tali studi si ripetano
+spesse volte nel giorno, piuttosto che sacrificare
+ad essi delle ore intere.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Igiene alimentare della giovinezza.</h4>
+
+<p>Questo capitolo deve essere attentamente
+considerato, essendo la questione degli alimenti
+la principale, poichè, questi sono i
+fattori principali della vita. È una questione
+che dolorosamente non fa parte del programa
+scolastico; dolorosamente dico, perchè molti
+giovani istruiti escono dagli istituti senza avere
+nemmeno le prime cognizioni riguardo a questa
+materia. La scelta degli alimenti, la loro
+quantità e qualità dovrebbe essere calcolata
+in ragione del sesso, dell'età e del temperamento
+dell'individuo. Influiscono molto anche
+su esse le stagioni, i luoghi, le professioni.
+Essendo provvisti di queste utili cognizioni
+si scanserebbero tante malattie, e l'alimenta<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;16]</span><a name='Page_16'></a>zione
+avrebbe pieno il suo corso di rinvigorire
+le esauste forze del giovane. E il nutrimento
+di esso richiederebbe maggiori cure
+di quelle che attualmente si prestano. La
+qualità e quantità delle sostanze alimentari
+devono essere conformate e proporzionate
+sulle perdite del soggetto, quindi nella giovinezza
+l'alimentazione dev'essere più abbondante,
+perchè in quest'epoca della vita molto
+attiva ed operosa il giovane subisce un continuo
+ed abbondante spreco di forze muscolari.</p>
+
+<p>Si deve avere riguardo anche al genere di
+vita che conduce l'individuo; infatti un impiegato
+che è condannato ad una vita sedentaria
+dovrà nutrirsi meno d'un manuale che
+s'affatica tutto il giorno. Le stagioni pure
+influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano
+molto più che d'estate, e nella scelta
+dei cibi si deve aver molto riguardo nella
+primavera e nell'autunno.</p>
+
+<p>Circa poi il numero dei pasti, questi devono
+essere regolati sulla forza dello stomaco dei
+giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare
+quattro pasti al giorno. Due abbondanti e
+due più leggieri intermedi per attenuare la
+fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24
+anni invece bastano due soli pasti abbondanti
+o al massimo tre.</p>
+
+<p>Sopratutto però badate di non mangiare e
+bere eccessivamente! Guai agli intemperanti!
+Lo stomaco starei quasi per dire che è il
+centro della vita nostra, perchè è nello stomaco
+che i cibi subiscono quella trasformazione
+chimica, per la quale, ridotti in chimo,
+si assimilano col sangue, risarcendoci per tal
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;17]</span><a name='Page_17'></a>modo delle forze perdute. Chi è sano di
+stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e
+potrà giungere ad una robusta vecchiaia esente
+da infermità. Una raccomandazione importante
+sarebbe quella di alzarsi da tavola con
+un leggiero appetito, mai mangiare ingordamente
+fino a che vi sentite sazi, perchè se lo
+stomaco affatica a digerire tutti quei cibi coi
+quali lo empite, esso si logorerà ben presto
+e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche
+ed altre malattie sempre gravi allo stomaco
+ed agli intestini. Abbiate dunque sempre cura
+di questo apparato sì necessario alla vita;
+rifiutate qualunque cibo o bevanda che gli
+possa nuocere e che lo rendono incapace di
+funzionare nella tarda età.</p>
+
+<p>Abbiate dunque sempre in mente questi
+precetti, perchè chi ve li dice è uno che per
+molto tempo ha violentemente sofferto di
+stomaco e vi scongiura pel male nel quale
+potreste incorrere di osservare attentamente
+queste norme elementari.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;18]</span><a name='Page_18'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO III. </h1>
+
+<h2>Dell'amor fisico</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Primi palpiti d'amore.</h4>
+
+<p>È nella giovinezza che noi cominciamo a
+pensare ed a sognare: è in questa età che
+le nostre forze fisiche e le facoltà intellettuali
+e morali si sviluppano e s'ingrandiscono; è
+in questa età che il nostro cuore si apre ad
+una vita novella, che esso si accende e batte
+per una nuova passione che in un istante
+può incendiare tutto l'umano edificio. È l'amore
+che si mostra sotto un aspetto giocondo
+alla nostra fervida immaginazione, è l'amore
+che incomincia ad impossessarsi dei nostri
+giovani cuori per forse poi straziarli e farsene
+giuoco. Quasi tutti o ben pochi vanno esenti
+da questa passione; e gli antichi avevano ragione
+di raffigurare l'amore sotto le sembianze
+d'un vispo fanciulletto alato, cogli occhi bendati
+tenendo in una mano una fiaccola, nell'altra
+un arco sempre teso e sulle spalle una
+farètra piena di acutissimi dardi. Nulla può
+contro esso; anche gli Dei stessi dell'Olimpo,
+persino il sommo Giove furono trafitti dalle
+freccie dorate d'Amore.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;19]</span><a name='Page_19'></a>
+<p>Tutti adorano l'amore e specialmente i
+giovani, per esso tutto sacrificano, per esso
+cercano la riputazione, la fama, la gloria!
+Di quante nobili e generose azioni è causa
+l'amore! Dante, Petrarca, Tasso per lui si
+immortalarono! E Amore sempre volubile,
+perchè bello, spinge gli uni alla gloria, gli
+altri al tradimento, alla ignominia; quanti
+esempi che pur troppo si potrebbero citare!...
+Meglio è il silenzio.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Sensazione del coito.</h4>
+
+<p>Al fine di conservare la nostra specie sul
+globo la natura ci ha concesso durante l'atto
+della riproduzione uno dei più vivi piaceri.
+Questa sensazione in certi insetti è così intensa
+che perfino la morte non varrebbe a
+separare il maschio dalla femmina durante
+il coito.</p>
+
+<p>Nell'uomo un improvviso arresto, qualunque
+sia il motivo, dei pieceri venerei, può
+produrre gravissime conseguenze e in certi
+casi anche la morte. I piaceri d'amore poi
+offrono i più svariati fenomeni a seconda
+della costituzione fisica dell'individuo, della
+sua impressionabilità nervosa e del clima in
+cui vive.</p>
+
+<p>Vi sono taluni che li gustano e vi si abbandonano
+con una vera frenesia; altri che
+restano quasi insensibili. Però questi due casi
+sono anormali, e dinotano un'alterazione del
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;20]</span><a name='Page_20'></a>sistema nervoso. Il coito, per produrre buoni
+frutti, deve aver luogo in un voluttuoso raccoglimento.</p>
+
+<p>La donna nella più tenera età, come per
+istinto, preludia alla riproduzione colle sue
+bambole e col suo amore ad esse come fossero
+figlie.</p>
+
+<p>La giovinetta sogna d'amore e scorge davanti
+a sè un orizzonte roseo e sorridente.</p>
+
+<p>La donna pone tutto il suo amore nei
+figli, uniche sue speranze avvenire, e fattasi
+vecchia circonda colle cure più sollecite i
+suoi vispi nipotini.</p>
+
+
+
+<h3>Parte terza.</h3>
+
+<h4>I due lati dell'Amore.</h4>
+
+<p>Non sempre l'amore è causa di gioie pure
+ed infinite; talvolta lo è di dolori e di una
+vita sventurata. Se giovani lo si cerca e lo si
+brama, in seguito poi a qualche disillusione
+si cerca di fuggirlo e lo si maledice.</p>
+
+<p>Esso, come già dissi, spinge gli uni alla
+gloria; gli altri, perchè comanda la devozione
+e l'ubbidienza, all'ignominia, al tradimento!</p>
+
+<p>Eppure l'amore è l'ideale di tutti; tutti
+pongono in esso i loro sogni, le loro speranze.
+Ma guai a chi leggiermente vi s'abbandoni!
+Prima di cadere completamente nei lacci
+d'amore bisogna ponderare ben bene dove
+esso ci potrà condurre.</p>
+
+<p>L'amore ha un lato vivace, sorridente, che
+ci attrae; l'altro è tetro, imbronciato, che ci
+disgusta.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;21]</span><a name='Page_21'></a>
+<p>L'amore puro, timido e casto appartiene
+al primo genere. Esso è l'amore che deve
+formare la felicità nostra, è un amore tutto
+poetico e lusinghiero.</p>
+
+<p>Al secondo appartiene l'amore irato, focoso,
+che è funestato dalla gelosia. Guardiamoci
+da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri
+petti ben presto si consuma senza poter nulla
+di poetico godere. Esso è un amore direi
+quasi despota e tiranno.</p>
+
+<p>È vero che all'amore nulla può comandare,
+ma è bensì vero che gli si può resistere con
+un grandissimo sforzo di volontà. Tocca
+ai genitori di mostrare ai loro figli il lato
+brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico, ad
+arrestarli sul lubrico cammino che conduce
+ad una vita desolata, piena di pianti e di
+tristezze.</p>
+
+<p>Guardatevi pure, o giovinetti inesperti,
+dagli amori volubili, gelosi e violenti. Se un
+tal genere di amore cominciasse a far presa
+nel vostro animo soffocatelo al suo nascere;
+meglio negare, anche con dolore, la propria
+volontà, che essere infelici, e disgraziati più
+tardi.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Quarta.</h3>
+
+<h4>Dell'Amore e sua igiene morale.</h4>
+
+<p>Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili
+avvicina due giovani cuori e li fa battere
+entrambi dello stesso palpito, raramente si
+può arrestare i battiti di quei cuori, raramente
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;22]</span><a name='Page_22'></a>si può scindere i due amanti. Nulla, nemmeno
+l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente
+di quel primo amore.</p>
+
+<p>Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile
+è l'incompatibilità di carattere, la
+differenza della posizione sociale. E quì l'igiene
+e il ragionamento devono riunirsi in
+uno sforzo comune per rendere evidente ai
+due innamorati l'impossibilità di accendere
+la fiaccola d'Imeneo. Le ragioni però che i
+genitori dovranno addurre sempre, devono
+avere un serio fondamento, e devono essere
+esposte con dolcezza se si vuole ottenere la
+vittoria. Esporle con severa durezza non
+si farebbe altro che attizzare il contrariato
+amore.</p>
+
+<p>Se questi mezzi fossero vani, allora l'amore
+essendo troppo radicato nel cuore del giovane,
+nulla varrà a estirparlo, e se un languore
+incurabile s'impossessasse del povero innamorato,
+l'unico rimedio è il matrimonio.</p>
+
+<p>Però di rado si scontrano questi casi, perchè
+una cura amorosa e assidua da parte dei
+genitori può allontanare queste sventure. E
+più tardi, quando il giovane comprenderà la
+disgrazia alla quale è sfuggito, avranno la
+soddisfazione di sentirsi ringraziare e di essere
+più di prima amati.</p>
+
+<p>Dopo però s'accorgono della giustezza dei
+rifiuti dei genitori; nella foga della loro passione
+nulla vedono, e non pensano che i
+genitori hanno molta maggiore esperienza
+di loro.</p>
+
+<p>Mi ricordo d'una giovinetta che disse:</p>
+
+<p>«Pare che i miei genitori dimentichino
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;23]</span><a name='Page_23'></a>che io voglio maritarmi per me e non per
+essi. Perchè rifiutarmi l'uomo che io amo e
+designarmene un altro che mi è indifferente
+e che ben presto mi tornerà odioso?»</p>
+
+<p>Se questi giovani potessero in queste occasioni
+riflettere, vedrebbero che queste determinazioni
+sono state prese dopo le più minute
+informazioni e ricerche, circa al futuro sposo
+o sposa alla sua famiglia, al suo carattere,
+alla sua condotta.</p>
+
+<p>Vorreste voi che un padre e una madre
+avessero d'abbandonare la loro creatura allevata
+con tanti sacrifici sulla via della virtù a
+un giovine dedito ai piaceri più vergognosi e
+illeciti, a un giovane che invece di essere il
+sostegno della sposa, fosse il suo carnefice?
+Oh! no... farete bene a rifiutare la domanda
+d'un simile soggetto che farebbe infelice la
+vostra prole diletta.</p>
+
+<p>È dovere sacrosanto de' genitori di vegliare
+sui figli loro, di consigliarli, di guidarli sul
+lubrico sentiero della vita. Essi non hanno
+esperienza, la loro mente è piena di poesia,
+vedono tutto color di rosa; perchè sono i
+primi passi che fanno nel mondo, perchè sono
+desiderosi di tutto vedere, di tutto gustare.</p>
+
+<p>E voi giovani, pur troppo sempre presuntuosi,
+ascoltate i vostri genitori; se voi avete
+lo studio, essi hanno la conoscenza pratica
+della vita, e sempre potranno giovarvi i loro
+saggi consigli; i loro precetti potranno togliervi
+dal precipizio che si apre sotto ai
+vostri piedi. Se ora vi sembrano irragionevoli
+e severi li benedirete in seguito quando la
+vita vi sarà nota colle sue disillusioni, coi
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;24]</span><a name='Page_24'></a>suoi disinganni. Voi non potete sapere dove
+può condurvi un amore pernicioso. Non disperate
+se il primo amore sarà infelice; un
+altro meno poetico, più ragionato del primo
+formerà la gioia della vostra vita futura.
+Anzi vi persuaderò con un esempio.</p>
+
+<h5>Come chiodo scaccia chiodo, così amore scaccia amore.</h5>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Quando l'amore si fa sentire nell'animo
+del giovane, palpita il primo suono ardente
+di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È
+la vista d'una graziosa giovanetta degli occhi
+neri ed espressivi che gli ha messo nell'animo
+questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli
+allora abbandona i giuochi, i trastulli di
+bambino, fugge i compagni, cerca solo i luoghi
+poetici e nascosti per poter sognare di lei,
+per lasciar libero corso all'immaginazione
+sua. E lo assale una dolce melanconia che
+in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi
+d'amore che lo assale e gli fa trascorrere
+istanti dolci e felici.</p>
+
+<p>A questo grado di amore giungeva quello
+d'Emilio e la sua <i>bella</i> se n'era accorta e
+il contraccambiava di pari affetto vero e sincero.
+I colloqui si succedevano, ed in uno di
+questi Emilio afferrata la mano di Lei, che
+dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un
+bacio ardente, un bacio che svelava la sua
+interna e violenta passione. Quel bacio fece
+sussultare ambedue, e fece battere i loro
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;25]</span><a name='Page_25'></a>cuori d'uno stesso palpito violento e pieno
+di amore. Emilo ed Aspasia erano felici;
+le dichiarazioni d'un amore eterno, che si
+sarebbe seppellito con essi nella tomba, si
+succederono. I baci non erano più sulla bella
+manina, ma sulle rosee guancie animate dal
+fuoco d'amore. Essi erano troppo contenti,
+una sventura pareva imminente. E la sventura
+pur troppo amareggiò il loro amore. Emilio
+fu condotto da suo padre a Parigi per ivi
+continuare i suoi studi. L'ultimo convegno
+d'addio fu pieno di giuramenti d'un amore
+costante e fedele.</p>
+
+<p>Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione
+nei primi sei mesi, ed erano ardenti
+come il loro cuore. Ma dopo questo
+tempo Emilio, corrotto dalle seduzioni della
+tremenda capitale, si sentì meno innamorato,
+le sue lettere diminuirono finchè cessarono
+del tutto. Egli attirato da alcuni suoi cattivi
+amici aveva dimenticata la sua gentile Aspasia
+per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei
+festini.</p>
+
+<p>La povera amica dimenticata si struggeva
+come una candela; un malore inqualificabile
+s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi
+consigli d'una sua amica sincera, sarebbe
+forz'anche morta di crepacuore. Ma convinta
+e fatta forte dalla rassegnazione, divenne
+ancora la bella donzella seducente di prima.</p>
+
+<p>E siccome le rose non appassiscono mai
+sullo stelo, trovò subito chi davvero l'amò
+d'un amore meno ardente e focoso ma più
+costante e reale. La giovanetta sulle prime
+non voleva aprire il suo cuore a nessuno,
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;26]</span><a name='Page_26'></a>ma consigliata dall'amica sua lasciò che questo
+amore benefico cancellasse i dolorosi avanzi
+del primo così sfortunato.</p>
+
+<p>E ciò serva a dimostrare come il primo
+amore rare volte finisce col matrimonio essendo
+troppo ardente e focoso.</p>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO IV.</h1>
+
+<h5>Conseguenze d'una cattiva scelta.</h5>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Eugenia B..., figlia di ricchi genitori che
+avevano pensato a ritirarsi dagli affari per
+godere nella vecchiaia i discreti frutti del
+loro assiduo lavoro giovanile, era una graziosa
+fanciulla sui 18 anni. Fra i molti adoratori,
+un giovane per nome Horimonte aveva
+saputo far breccia nel suo cuore e farsi amare.
+Era un giovanotto di belle apparenze, quantunque
+nascondesse sotto la sua ricercata
+eleganza e compitezza un cuore cattivo e un
+animo perverso. Tuttavia tanto seppe fare e
+dire che entrò anche nelle grazie dei genitori,
+i quali illusi e privi d'ogni informazione
+sul suo conto, lo tenevano caro e vedevano
+di buon occhio l'amore dei due giovani. Horimonte
+era pieno di attenzioni per la sua
+giovane sposa che in certo modo amava, ma
+d'un amore vivo e volubile quanto il suo
+carattere; cercando di nascondere i suoi di<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;27]</span><a name='Page_27'></a>fetti
+egli non faceva pompa che delle sue
+buone qualità che si sforzava di far credere
+che avesse.</p>
+
+<p>Finalmente tutti completamente illusi acconsentirono
+al matrimonio e giunse il giorno
+nel quale uniti per sempre a braccio uno
+dell'altro esciti dalla chiesa si avviavano verso
+casa. La folla che era accorsa numerosa applaudiva
+a questa unione, e i giovani e le
+fanciulle da marito si comunicavano tra loro
+la propria ammirazione. Molti anzi invidiavano
+questa coppia che tutti chiamavano
+felice.</p>
+
+<p>E così fu nei primi cinque o sei mesi di
+matrimonio. Il marito mai non lasciava sola
+la sua cara Eugenia e le prodigava mille cure
+e mille attenzioni.</p>
+
+<p>Ma la luna di miele, ahimè! troppo presto
+passò e una completa rivoluzione si palesò
+nelle abitudini di Horimonte.</p>
+
+<p>Un giorno tra gli altri marito e moglie
+ebbero un grave diverbio che fece accorrere
+la fantesca, la quale non potendo aprire l'uscio,
+essendo questo chiuso al di dentro, stette ad
+origliare e tutto comprese. Di maniera che
+dopo potè essere in grado di consolare la
+sua povera padrona, alla quale voleva molto
+bene. Questa la pregò di tacere quanto aveva
+udito. Essa lo promise; ma il giorno dopo
+tutto il quartiere seppe che il giovane sposo
+tradiva la moglie e l'abbandonava per correr
+dietro alle crestaie ed alle donne di mondo,
+per le quali spendeva e spandeva con una
+eccessiva prodigalità. E pur troppo era vero.
+Horimonte dotato d'un ricco temperamento
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;28]</span><a name='Page_28'></a>sanguigno, aveva bisogno d'uno sfogo, e,
+diceva egli, doveva cangiare amore e piaceri
+per sopportare passabilmente la vita. Aveva
+speso il resto di quel patrimonio che gli era
+restato, e per pagare gl'innumerevoli debiti
+aveva già intaccata la dote della moglie.</p>
+
+<p>Povera Eugenia, ben altre sciagure le sovrastavano!...
+Tuttavia dopo qualche tempo
+dacchè conduceva questa vita scapestrata sembrò
+si cangiasse, e ritornò infatti ad essere
+il marito affettuoso ed obbediente dei primi
+mesi. La moglie credula e resa cieca dall'amore,
+credette a una conversione e dimenticò
+le sventure trascorse. Poveretta! Questa
+non era che un'infame commedia. Horimondo
+aveva bisogno di una di lei firma per poter
+vendere una casa che formava parte della
+dote di lei. Infine dopo una settimana di
+costanza e di scioccherie infinite, il marito,
+esposto il suo progetto, rimase tutto sconcertato
+perchè la moglie invece di accondiscendere
+subito, come aveva sperato, disse
+che abbisognava anche il consenso di suo
+padre. Horimonte, preso dall'ira per vedere
+il suo progetto sfumato, con una voce aspra
+e brutale soggiunse:</p>
+
+<p>«Ah! sono queste le proteste d'amore?
+Indegna, le vostre parole furono sempre una
+vile menzogna. Se il mio onore e la mia vita
+fossero in pericolo, voi non fareste il minimo
+sacrificio per salvarlo.»</p>
+
+<p>Una lagrima spuntò sulle ciglia di Eugenia;
+voleva parlare, ma il pianto le faceva nodo
+alla gola.</p>
+
+<p>Il vile, vedendola intenerirsi, non pose
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;29]</span><a name='Page_29'></a>tempo in mezzo, e disse estraendosi da tasca
+una rivoltella:</p>
+
+<p>«Signora, scegliete: o firmate o mi uccido
+ai vostri piedi.»</p>
+
+<p>La misera moglie, impietosita, fattasi forte,
+prese la penna, e già stava per mettere il
+suo nome, quando, vedendo la faccia inferocita
+del marito, fu presa da un tremito
+convulso, e la penna le cascò di mano.</p>
+
+<p>Il marito, male interpretando tale atto,
+fu acciecato dallo sdegno, e gridò: «Ah! voi
+volete il mio disonore!.... Ebbene non avrete
+questa soddisfazione. Voi non mi vedrete più.»
+E si slanciò verso l'uscio. Eugenia l'afferrò,
+e voleva trattenerlo, ma egli con una spinta
+brutale la fece rotolare sul pavimento e fuggì.
+Disgraziatamente, battendo del capo contro
+uno spigolo, si fece una larga ferita; alla
+vista del sangue mandò un debole grido e
+svenne.</p>
+
+<p>Quando ritornò in sè era debolissima. Per
+fortuna un grumo di sangue aveva arrestato
+l'emorragia. Pure ebbe la forza di alzarsi,
+di lavare il pavimento, di pulirsi i capelli e
+il viso per nascondere la brutalità di suo
+marito. Aveva appena finito quando entrò
+suo padre, che tutto accorato le domandò se
+era successo qualcosa di grave avendo veduto
+Horimonte tutto stralunato ed agitato.</p>
+
+<p>«Nulla padre mio.» Ma un secondo svenimento
+sconfessò la risposta. La ferita si
+riaperse, ed il sangue usci di nuovo. La fantesca
+corse pel medico, e dieci minuti dopo
+entrò con esso. Dopo aver fatto rinvenire
+Eugenia medicò la ferita, ed assicurò il padre
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;30]</span><a name='Page_30'></a>sulla poca gravezza di questa, dicendo che
+dopo un po' di giorni sarebbe stata completamente
+rimarginata. Andato che fu il medico,
+il padre volle sapere la causa di quella ferita.
+Ella cercò di scusarsi dicendo che era caduta
+accidentalmente; ma il buon genitore, che
+già sospettava di qualche cosa, insistè cosi
+amorevolmente che Eugenia tutto gli confessò.
+Il padre la lodò della sua rassegnazione
+e ringraziò Iddio di avergli concesso una figlia
+sì buona, dotata di un carattere così generoso,
+poscia soggiunse:</p>
+
+<p>«Fin troppo, figlia mia, hai sopportato i
+legami di quell'uomo brutale; ora questi
+saranno rotti per sempre, e tu vivrai ancora
+in grembo alla tua famiglia come quando
+eri zitella.»</p>
+
+<p>E infatti il giorno istesso lasciò questa
+casa testimone di sì acerbi dolori e visse
+tranquilla vicina ai suoi genitori. Quel po'
+d'affetto che ancora restavale dell'immenso
+amore di quello sciagurato ben presto sfumò,
+e subentrò l'indignazione, ed ebbe la forza,
+acconsentendo alle preghiere del padre, di
+domandare una legittima separazione.</p>
+
+<p>Dopo tre mesi però, dacchè Horimonte era
+fuggito, ella ricevette una lettera da lui scritta,
+nella quale egli domandava mille perdoni
+alla moglie, e la supplicava di riceverlo ancora
+sotto il tetto coniugale. Inutile dire che
+questa domanda fu lasciata senza risposta.
+Egli fu così vile da scriverne un'altra alla
+quale rispose il padre d'Eugenia in questi
+termini:</p>
+
+<p>«I legami che esistevano un tempo tra
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;31]</span><a name='Page_31'></a>mia figlia e voi sono oramai rotti per sempre.
+Noi ne abbiamo fatto il solenne giuramento.
+Tra poco la legge pronuncierà il suo voto.
+La vostra brutale e codarda condotta ci ha
+spinti a questo passo. Non cercate di rivederci.
+Per noi non dovete esistere sulla terra.</p>
+
+<p>Questa lettera laconica, e pur tanto espressiva,
+esaspirò il nostro bellimbusto. Mai non
+avrebbe pensato che sua moglie così timida
+avesse avuta tanta forza d'energia. Invano
+scrisse ancora, intromise terze persone; padre
+e figlia furono irremovibili.</p>
+
+<p>Allora disperato, vedendo che nulla poteva
+ottenere colle buone, bestemmiò, imprecò e
+giunse persino a scrivere una lettera piena
+di minaccie ad Eugenia.</p>
+
+<p>Ma questo atto gli costò caro, perchè un
+agente di polizia s'incaricò di portargli la
+risposta, e fu una risposta amara amara. Dovette
+umiliarsi a chiedere perdono all'agente,
+dichiarando di conoscere la sua mancanza e
+di andare tanto lontano di maniera che i
+signori D.... più non udissero parlare di lui.</p>
+
+<p>Ed infatti quel codardo non solo abbandonò
+la città ma esule volontario andò a
+finire tra la rabbia ed il dolore i suoi giorni
+in estraneo paese. Eccovi, o genitori e giovanette,
+un esempio atroce, ma pur veritiero
+dei danni che avvengono per una scelta fatta
+con troppa leggierezza o per capriccio.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;32]</span><a name='Page_32'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO V.</h1>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Il matrimonio ed suoi piaceri.</h4>
+
+<p>Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di
+due cuori, di due anime che si comprendono
+a vicenda, che a vicenda si amano.
+Dovrebbe essere l'unione di due esseri di
+sesso diverso che si propongono di condividere
+le gioie ed i dolori della vita. Il fine
+del matrimonio è di perpetuare <i>legittimamente</i>
+l'umana specie. Due esseri che si amano
+desiderano adrentemente quest'unione che
+per sempre li congiunge con una catena
+dorata, che assimila le loro inclinazioni, le
+simpatie loro e la loro moralità. E infatti,
+come è sufficientemente dimostrato nel precedente
+racconto, questa dote è indispensabile
+per rendere un matrimonio felice. Tanto le
+gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora
+più strettamente, perchè accrescono la simpatia
+e la stima reciproca. L'amore ardente
+che li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta,
+si calma, dando luogo ad un affetto
+profondo che raramente si può svellere dal
+cuore.</p>
+
+<p>Difficilmente i <i>matrimoni d'onore</i> riescono
+a bene, ed anche il proverbio «<i>chi per onor
+si piglia per rabbia si scapiglia</i>»<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;33]</span><a name='Page_33'></a> conferma
+quest'asserzione.</p>
+
+<p>Come sono felici coloro che legati dai vincoli
+della stima, dell'affezione e della devozione
+trascorrono la vita loro tranquilli, col
+cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come
+lesti trascorrono i giorni loro! Come arride
+loro il sereno avvenire.</p>
+
+<p>E la loro contentezza s'accresce quando il
+primo frutto d'amore rende ambiziosa e fiera
+la sposa che può sentirsi chiamata col dolce
+nome di <i>madre</i>.</p>
+
+<p>Le cure dei coniugi allora sono rivolte al
+figlio loro perchè possa crescere dietro il loro
+esempio buono e virtuoso, e benedica quando
+sarà adulto chi gli diede la vita fisica e morale!</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Piaceri dell'amore materno e paterno.</h4>
+
+<p>Quando la donna è resa madre, i suoi
+pensieri, le sue più tenere cure, le sue più
+dolci affezioni sono riservate per la sua creaturina.
+È istinto di amarle profondamente
+affinchè possano crescere forti e robuste. E
+l'amore e tanto più intenso verso il bambino
+quanto più grande è l'affetto che porta al
+marito. Osservate con quanta gioia quella
+affettuosa madre accarezza il suo fanciullino,
+con quanta gioia lo bacia prodigandogli le
+più affettuose cure. Essa si assoggetta per
+lui a fatiche, a veglie, a inquietudine con
+costanza e quasi con gioia, per avere un
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;34]</span><a name='Page_34'></a>sorriso, un bacio del suo angioletto. Come
+scrive Giusti nella sua poesia:</p>
+
+<p>«In ogni pena, un nuovo affetto impara.»</p>
+
+<p>Essa condivide le piccole afflizioni del
+bimbo, e gioisce de' suoi giuochi infantili.
+Cerca di indovinare i suoi minimi bisogni,
+i suoi piccoli desideri per soddisfarli affine
+di vedere il viso del suo figliuolino raggiante
+di gioia. E non meno profondo, quantunque
+diverso, è l'amore del padre. Anche esso è
+dominato da questo istinto lodevolissimo che
+lo attacca sempre più alle gioie della famiglia.
+Solo gli uomini abruttiti dal vizio mancano
+di questo sentimento naturale, rendendosi
+così di lunga inferiore alla belva la più feroce.</p>
+
+<p>Se il padre non presta ai bimbi suoi quelle
+amorose cure che sono proprio delle madri,
+egli però cerca col suo indefesso lavoro di
+formarsi uno stato sempre migliore del presente
+per poter dare alle sue creature quell'educazione
+di cui tanto abbisogna un giovane.
+E quando stanco del lavoro giornaliero
+si reca a casa, con quanta gioia vede venirsi
+incontro i suoi demonietti vispi e allegri, e
+gettarsi fra le sue braccia e baciarlo e chiamarlo
+col tenero nome di <i>papà</i>.</p>
+
+<p>Non è questa per un uomo di delicati
+sentimenti una delle più dolci soddisfazioni?
+Ma il suo amore s'accresce quando i fanciulli
+si fanno più grandicelli, quando cominciano
+a parlare, a comprendere. Con quanta pazienza
+esso allora cerca d'istruirli e risponde
+loro alle più piccole domande!... E fatti giovani,
+allora i coniugi ripongono in loro le
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;35]</span><a name='Page_35'></a>loro più lusinghiere speranze, perchè allora
+possono raccogliere il frutto dei loro sacrifizi,
+del loro amore!</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO VI.</h1>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Della procreazione.</h4>
+
+<p><i>Norme igieniche</i>.&mdash;Coloro che amano di
+godere sempre una buona salute e quei conjugi
+che desiderano avere una bella e maschia
+prole devono procurarsi e leggere attentamente
+l'<i>Hygiène du Mariage</i>, perchè
+per la salute dei frutti e per quella degli
+stessi procreatori non è indifferente di librarsi
+ai piaceri voluttuosi di amore in tutti i luoghi,
+tempi e circostanze. Noi accenneremo le norme
+elementari. Intanto le epoche migliori per la
+fecondazione sono la <i>primavera</i> e l'autunno.
+Migliore poi è la <i>primavera</i>, perchè quella
+dolce aura profumata che spira accarezzando
+i primi fiori, i verdi ramoscelli, quel tiepido
+sole che ci rallegra, la natura che ci risveglia,
+tutto insomma ci invita a gustare delle dolci
+ebbrezze di amore.</p>
+
+<p>I fisiologi, in base a molte osservazioni
+prese, sostengono che gli individui concepiti
+durante i rigori invernali, o durante i cocenti
+calori d'estate, crescono deboli, gracili,
+e sono difficilmente educabili.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;36]</span><a name='Page_36'></a>
+<p>Gli animali invece non hanno che una
+sola epoca dell'anno per procreare; ma sebbene
+l'uomo possa far ciò in tutte le stagioni,
+deve osservare le predette norme, e prova
+della verità di questi citerò il seguente</p>
+
+<h6>RACCONTO<a name='FNanchor_1_1'></a><a href='#Footnote_1_1'><sup>[1]</sup></a></h6>
+
+<p>«I coniugi di Lor..., dotati d'una buona
+costituzione fisica, d'una salute floridissima
+e senza alcun vizio ereditario, dopo 10 anni
+di matrimonio, non avevano potuto conservarsi
+un sol figlio dei sei che avevano avuto,
+perchè, quantunque il parto fosse regolare,
+essi non campavano che due o tre mesi
+stante la loro gracilità.</p>
+
+<p>«I medici riuniti a consulto credettero
+che il male fosse durante la gestazione, perciò
+ordinarono un regime particolare di vita alla
+signora quando si sentì di nuovo madre. Il
+parto ebbe luogo felicemente, ma il bambino
+ebbe la stessa sorte dei fratelli.</p>
+
+<p>«I signori di Lor..., esasperati, decisero
+di non aver più prole. Ma il caso volle che
+al sig. Lor... capitasse nelle mani l'<i>Hygiène
+du Mariage</i>. La lesse attentamente, la comunicò
+anche alla moglie, e decisero di seguire
+tutte quelle auree norme e quei precetti per
+una nuova procreazione, giacchè in loro il
+desiderio d'avere un figlio era vivissimo.</p>
+
+<p>«Il 15 gennaio infatti la signora Lor......
+partorì un grazioso bambino che prometteva
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;37]</span><a name='Page_37'></a>di campare visto la sua robustezza. La madre
+medesima lo alattò, ed ebbe la consolazione
+di vederselo crescere dinanzi sano e vispo
+come un pesce. Ne ringraziò di ciò Iddio che
+le aveva fatto capitare fra le mani il suddetto
+libro.»</p>
+
+<p>Ed ora due paroline di ossarvazione:</p>
+
+<p>Perchè quest'ultimo bimbo sopravisse e gli
+altri morirono? Basterà per risposta far osservare
+che i parti della signora Lor.... avvenivano
+sempre nei mesi di marzo, aprile, agosto
+o settembre, il che vuoi dire che la fecondazione
+avveniva nei mesi di luglio, agosto,
+dicembre e gennaio, i mesi più sfavorevoli
+ad una sana procreazione.</p>
+
+<a name='Footnote_1_1'></a><a href='#FNanchor_1_1'>[1]</a><div class='note'><p> Estratto dagli annali fatti rari.</p></div>
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri dell'amore.</h4>
+
+<p>I piaceri dell'amore sono cause che producono
+una intensa scossa del sistema nervoso.
+Questa scossa è talmente forte che ha
+prodotto perfino la morte; essa chiamasi anche
+<i>spasimo venereo</i>. È evidente dunque, ed anche
+la scienza ce lo insegna, che pur gustandoli
+moderatamente bisogna che noi ci troviamo
+in uno stato di calma fisica e morale, e che
+tutti i nostri organi sieno in riposo.</p>
+
+<p><i>Norme elementari</i>.&mdash;Il coito non si dovrà
+effettuare quando noi avessimo ammalato un
+organo qualunque, perchè il male si aggraverebbe.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;38]</span><a name='Page_38'></a>
+<p>Quando si è mangiato e bevuto copiosamente,
+perchè, arrestando la digestione, sarebbe
+causa d'una gastrite fortissima o peggio.</p>
+
+<p>Quando si hanno appena finiti lavori intellettuali
+o fisici che richiedono fatica, o
+quando si ha corso, saltato, camminato, ecc.
+perchè il nostro fisico ha bisogno di riposo;
+l'atto sessuale non farebbe che prostrarlo
+maggiormente.</p>
+
+<p>Quando si è stato poco prima in preda
+a un eccesso d'ira, di dolore, di spavento,
+o si è provato una forte emozione, perchè il
+male non solo si propagherebbe a voi, ma
+anche alla prole vostra.</p>
+
+<p>Quando poi si gustano questi piaceri non
+si deve mai oltrepassare i limiti prescritti
+dalla natura, perchè il nostro fisico ne risentirebbe;
+dopo ci abbisogna un assoluto riposo,
+perchè mettendo in moto subito dopo i nostri
+muscoli, s'incorrerebbe in abbattimenti.</p>
+
+<p>Bisogna altresì evitare durante il coito le
+posizioni anormali od incomode; il luogo,
+l'occasione, la paura d'essere scoperti durante
+questo atto sono sempre nocevoli. Sono malori
+che non si sentiranno direttamente, e da
+giovani si considerano questi avvertimenti
+come superflue pedanterie, ma ben se ne
+pente quando vecchi si è aggravati da tutti
+quei piccoli acciacchi e malori che sono l'effetto
+degli eccessi giovanili.</p>
+
+<p>Quegl'individui che sempre vivono sotto la
+influenza genitale perdono a poco a poco
+ogni intelligenza. Non sono più capaci di
+pensare, nè di agire, e si rendono uguali ai
+bruti dominati sempre dal pensiero di sod<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;39]</span><a name='Page_39'></a>disfare
+i loro brutali desideri. E questi eccessi
+venerei, dei quali prego i giovani di sempre
+astenersi, producono gravi malanni e <i>forse
+anche la morte</i>. Questo fatto convincerà gli
+increduli.</p>
+
+<h6>. RACCONTO.</h6>
+
+<p>Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori,
+era un bel giovane sui 24 anni circa, e studiava
+volonteroso alla Facoltà di Parigi,
+quando per somma sventura gli morì il padre.
+Passatogli il primo dolore, e trovandosi padrone
+d'un bel capitale, si recò di nuovo a
+Parigi, che aveva lasciato per recarsi in famiglia.
+Gli amici suoi, sapendolo ricco, si
+attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano
+dell'inclinazione di Massimo ai piaceri
+per godere alle sue spalle.</p>
+
+<p>Da principio erano festini, gite in campagna,
+pranzi in compagnia di donne prive
+del pudore. Vennero in seguito le serate, le
+orgie, alle quali Massimo invitava tutti i
+suoi compagni libertini e le loro mantenute.
+Il nostro povero giovane che camminava diritto
+al precipizio era da tutti adulato, tutti
+lo riguardavano come il campione della festa,
+ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione.
+Ma il patrimonio intanto scemava,
+e la salute gli si era alterata. A 25 anni, in
+seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri
+d'amore, pareva già vecchio. Le sue
+forze erano esauste, il suo volto era pallido
+e macilento, gli occhi senza vita, come co<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;40]</span><a name='Page_40'></a>perti
+di un fitto velo; una completa calvizie
+denotava una precoce caducità.</p>
+
+<p>Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì,
+ed ebbe abbastanza intelligenza per comprendere
+che la sua vita sarebbe oramai perduta.
+Per cui decise di finirla in mezzo ai più folli
+piaceri.</p>
+
+<p>E così fu.... Pochi giorni dopo diede una
+festa sontuosa, alla quale invitò tanti amici
+e prostitute quanti ne poteva capire la sala.
+Questa era tutta messa a nuovo, tutta dorata
+ed illuminata da mille candele. I fiori più
+rari esalavano un odore delicato e soave,
+tutto invitava all'orgia. Il banchetto incominciò.
+Lascio al signor lettore immaginarne
+la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un
+vero inferno: uomini e donne, assaporati i
+cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini
+ed a liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri,
+ai più ributtanti piaceri, e al pari dei bruti,
+quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono
+sul pavimento, gli uni addosso
+agli altri, seminudi e nelle posizioni più
+schifose. Era una scena ributtante. Quando
+il sole era già alto sull'orizzonte, parecchi
+ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda
+svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro,
+lo scossero, lo chiamarono ripetutamente!....
+Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente
+ad una giovane donna, era freddo
+cadavere!</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;41]</span><a name='Page_41'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO VII.</h1>
+
+<h2>Mali derivanti dai piaceri solitari.</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>I piaceri solitari sono fra i vizi i più degradanti
+e i più dannosi, perchè non solo
+sono funesti al fisico, ma anche al morale, e
+le facoltà intellettuali si impiccioliscono sempre
+più.</p>
+
+<p>Se noi dunque parliamo di questi vergognosi
+vizi, gli è per mostrarne i pericoli, gli
+è per poter arrestare quei giovani che vi si
+abbandonano, e che corrono indubbiamente
+su quella via sdrucciolevole che li conduce
+al precipizio. Pur troppo entrambi i sessi
+hanno esempio di infelici che furono trascinati
+ad una mala fine per questa degradante
+abitudine.</p>
+
+<p>I caratteri principali dai quali si potrà conoscere
+l'infelice dedito ai piaceri solitari sono:</p>
+
+<p>Affievolimento della intelligenza, perdita
+della memoria, timidità eccessiva, pusillanimità,
+pigrizia, stupidità ed alle volte follia.</p>
+
+<p>Si conoscono dal fisico per:</p>
+
+<p>Persistente pallidezza, magrezza, indebolimento
+di forze, tremito nervoso, alito fetente,
+in seguito sordità, tisi, consunzione e forse
+anche la morte.</p>
+
+<p>Questa deplorevole passione però è più
+frequente fra le ragazze, perchè, dicono i
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;42]</span><a name='Page_42'></a>medici, maggiore è il loro sistema genitale,
+e perchè, facendo una vita sedentaria, non
+possono essere distratte da brutti pensieri
+quanto un giovane.</p>
+
+<p>Noi traccieremo qui un quadro dei mali
+che derivano da questa tremenda passione.</p>
+
+<p>Questi mali nelle donne sono <i>diretti</i> o <i>simpatici</i>.</p>
+
+<p>Diretti se colpiscono direttamente il sistema
+genitale, simpatici se colpiscono organi meno
+o più lontani.</p>
+
+
+<h5>Diretti.</h5>
+
+<p>Distruzione della verginità.</p>
+
+<p>Dilatazione del canale vulvo-uterino.</p>
+
+<p>Rilassamento della mucosa che copre quelle
+parti, donde hanno luogo i fiori bianchi meno
+o più abbondanti e fetidi.</p>
+
+<p>Irritazione e indebolimento dell'utero, da
+cui l'interruzione della mestruazione.</p>
+
+<p>Emorragie uterine.</p>
+
+<p>Vapori isterici.</p>
+
+<p>Rilassamento del canale della vescica, da
+cui l'incontinenza di urina.</p>
+
+<p>Sterilità.</p>
+
+<p>Perdite abbondanti che alterano la salute,
+distruggono le forze, conducendo al marasmo
+e fors'anche alla morte.</p>
+
+<br />
+
+<h5>Simpatici.</h5>
+
+<p>Ammollimento delle mammelle.</p>
+
+<p>Indebolimento delle forze digestive, indigestioni,
+vomiti, gastriche croniche.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;43]</span><a name='Page_43'></a>
+<p>Irritazione cronica dei polmoni, catarri,
+asma, tisi.</p>
+
+<p>Indebolimento del cervello e del sistema
+nervoso.</p>
+
+<p>Degradazione intellettuale.</p>
+
+<p>Tristezza, noia, disgusto per la società.</p>
+
+<p>Stupida indifferenza.</p>
+
+<p>Aspetto d'idiota.</p>
+
+<p>Perdita della memoria.</p>
+
+<p>Difficoltà di pensare, ecc.</p>
+
+<p>Debolezza muscolare.</p>
+
+<p>Pigrizia, affievolimento generale.</p>
+
+<p>Magrezza del corpo intero.</p>
+
+<p>Pelle floscia, pallidezza, orbite profonde,
+occhi senza vita.</p>
+
+<p>Finalmente atonia completa, sonnolenza,
+morte.</p>
+
+<p>Ecco le terribili conseguenze che derivano
+da questo detestabile vizio. Voi giovinette
+osservate di quali mali sia causa la masturbazione,
+e pensate che se non vi arrestate,
+vi piomberanno tutti addosso conducendovi
+ad una certa e misera fine. Voi che dovreste
+essere corteggiate ed adorate, voi che dovreste
+ispirare la poesia, l'amore, sarete da
+tutti fuggite, da tutti disprezzate. I vostri
+lineamenti gentili si altereranno, la vostra
+giovanile freschezza scomparirà per dar luogo
+a rughe precoci, il vostro colorito roseo
+darà luogo a una pallidezza livida. Oh! no,
+no fuggite questo vizio così abbominevole
+e funesto!</p>
+
+<p>Non seguendo i miei consigli, invece di
+una gioventù brillante, d'un vicino matrimonio
+sereno e ridente, che vi farà gustare
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;44]</span><a name='Page_44'></a>tutti gli ineffabili piaceri di sposa e di madre,
+non troverete sul vostro cammino che compianto,
+tristezza ed abbandono.</p>
+
+<p>Spero che questa lettura vi sarà di giovamento,
+e se il vizio non è già radicato in
+voi, potrete svellerlo con forza d'animo e di
+volontà, e allontanare tutti quei mali che da
+questo derivano mediante alcune cure ragionate,
+un'alimentazione particolare, distrazioni,
+viaggi, esercizi fisici, ecc. Allora soltanto potrete
+vivere di un'altra vita, e diverrete ancora
+vispe, allegre e amate da tutti.</p>
+
+<p>E ciò che dissi per le giovinette, fra le
+quali però questo vizio si osserva maggiormente,
+lo dico a voi giovani che foste d'animo
+sì basso per abbadonarvi ai pieceri solitari.
+Non vedete i mali che ne provengono, non
+vedete come voi perdete in gaiezza, in salute,
+in intelligenza?</p>
+
+<p>Fino a che questo vizio vi dominerà, voi
+non potrete concepire nulla di nobile, nulla
+di grande; i vostri studi saranno per voi ardui,
+perchè svanita sarà la memoria, rimarrete
+ignoranti, e sarete spregiati da chi conosce
+l'abitudine vostra. Oh! no, miei cari giovani,
+sradicate con ogni sforzo questo vizio riprovato
+dalla natura e dalla società; ritornate
+coi vostri amici, fate parte dei loro giuochi
+chiassosi, dei loro divertimenti! Non sentite
+vergogna di voi medesimi? dunque rialzate
+orgogliosi la testa, dimenticate i giorni vergognosi
+trascorsi, ridiventate giovani onorati
+e forti, pensate che avete parenti, amici e
+sopratutto una <i>patria</i>.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;45]</span><a name='Page_45'></a>
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Mezzi per impedire i piaceri solitari.</h4>
+
+<p>Quando i genitori o coloro presso i quali
+vive il fanciullo abbiano acquistato la certezza
+che il giovinetto è dedito a questo detestabile
+vizio dovranno porre in opera tutti
+i mezzi per impedirlo. Dovranno però usare
+prudenza e dolcezza perchè la violenza ed
+i castighi irriterebbero solamente il soggetto.</p>
+
+<p>I mezzi da impiegarsi sono <i>fisici</i> o <i>morali</i>.</p>
+
+<p>I mezzi morali, però, sono quelli che meglio
+riescono, perchè scuotendo l'immaginazione,
+destano un sentimento di timore e risvegliano
+l'amor proprio.</p>
+
+<p>Si cercherà, per esempio, di far comprendere
+al giovane come tutti possono accorgersi
+delle sue abitudini, perchè gli traspare
+dal viso, e che invece di compiangerlo, lo
+disprezzeranno e mostrandolo a dito, lo lascieranno
+solo, temendo che esso guasti i
+compagni che gli sono vicini.</p>
+
+<p>Se giungete a fare arrossire di vergogna
+il fanciullo o la fanciulla siete sicuri che
+questi faranno il loro possibile per cambiarsi.</p>
+
+<p>Un altro mezzo da usarsi colle giovinette,
+è di suscitare la loro ambizione, ripetendo
+loro sovente che erano belle, fresche, avvenenti,
+e che gli adoratori cominciavano a
+ronzare loro d'attorno, invece che ora sono
+brutte, pallide, macilenti, e che in luogo di
+farle segno di mille gentilezze come le sono
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;46]</span><a name='Page_46'></a>le giovinette loro pari, sono fuggite e guardate
+con disprezzo.</p>
+
+<p>Se l'ambizione comincia a far capolino, se
+si persuadono che un giorno potranno eclissare
+in bellezza le loro orgogliose compagne,
+allora siete sicuri che esse saranno istantaneamente
+guarite da questo vizio.</p>
+
+<p>Bisogna allontanare dai giovanetti le occasioni
+che possono trascinarli, come la lettura
+di romanzi, la vista di pitture o di incisioni
+indecenti, i teatri dove si danno produzioni
+immorali o leggiere, e tutto ciò che può accendere
+l'immaginazione loro.</p>
+
+<p>Le giovinette che raggiunsero la pubertà
+sono dotate di una impressionabilità squisita,
+e risentono più vivamente dei giovani lo
+stimolo d'amore.</p>
+
+<p>Se la giovinetta che manifesta l'inclinazione
+per l'altro sesso è nubile è un sacro dovere
+dei genitori di maritarla. Se non lo è bisogna
+che questi raddoppino l'attenzione perchè è
+facile che si dia al piacere solitario. I mezzi
+eccellenti per arrrestarlo sono le gite, le partite
+di piaceri, i viaggi, le passeggiate, ecc.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari.</h4>
+
+<p><i>Alimentazione e distrazioni</i>:</p>
+
+<p><i>a</i>) Nutrimento dolce e corroborante da cui
+saranno escluse le carni scure, i pesci di
+carne rossa, il caffè, il vino, le vivande ventose,
+le droghe, gli zuccherini, ecc.;</p>
+
+<p><span class="pagenum">[Pag.&nbsp;47]</span><a name='Page_47'></a><i>b</i>) Fare una leggiera cena di frutti rinfrescanti
+prima ai coricarsi;</p>
+
+<p><i>c</i>) Vietare gli alimenti indigesti e le bevande
+eccitanti;</p>
+
+<p><i>d</i>) Fare uso di cioccolatte di buona qualità,
+che è un alimento eccellente e di facile
+digestione. Accennerò il cioccolatte fabbricato
+dalla Compagnia coloniale, che è preparato
+con zuccaro e cacao di prima qualità;</p>
+
+<p><i>e</i>) Si procurerà di far fare un leggiero esercizio
+fisico dopo il pasto;</p>
+
+<p><i>f</i>) Ogni quindici o venti giorni si dovrà accordare
+al soggetto il piacere d'un pranzo
+o d'una colazione in campagna, quando il
+tempo lo permette, oppure in un albergo,
+perchè la distrazione e il cambiamento di
+cibi sono efficacissimi, e producono ottimi
+effetti.</p>
+
+<p><i>Raccomandazioni diverse</i>:</p>
+
+<p><i>a</i>) Si cerchi di stancare il giovane con esercizi
+muscolari faticosi prima di lasciarlo
+coricare;</p>
+
+<p><i>b</i>) Si procuri che il suo letto sia abbastanza
+duro e poco carico di coperte;</p>
+
+<p><i>c</i>) Si faccia alzare appena svegliato;</p>
+
+<p><i>d</i>) Gli si dieno vesti leggiere piuttosto ampie
+e non mai troppo calde;</p>
+
+<p><i>e</i>) Non si lasci scaldare al sole o al fuoco;</p>
+
+<p><i>f</i>) Non si permetta l'uso dello scaldino alle
+giovanette;</p>
+
+<p><i>g</i>) Si allontani finalmente qualunque causa
+morale o fisica che ecciti le loro funeste
+tendenze.</p>
+
+<p><i>Consiglio ai genitori</i>.</p>
+
+<p>Si cerchi di correggere il fanciullo sino da
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;48]</span><a name='Page_48'></a>bambino, perchè allora, come la pianticella,
+più facilmente si sradicheranno dall'animo loro
+le cattive abitudini.</p>
+
+<p>Che le correzioni sieno dolci e prudenti,
+e che si cerchi di sfavorire lo sviluppo delle
+buone qualità, l'amore al lavoro, all'operosità,
+alle occupazioni attive, che sono la salvaguardia
+dell'innocenza e la conservazione
+della salute.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO VIII.</h1>
+
+<h2>Della donna e dei piaceri che offre.</h2>
+
+<p>La donna, secondo gli artisti, è un complesso
+grazioso ed armonioso di linee delicate
+e di soavi contorni; è l'essere il più perfetto
+che abbia prodotto Natura. Essa giganteggia
+sopra tutte le altre creazioni; è intelligente
+quanto l'uomo, lo supera per le doti morali.</p>
+
+<p>La donna è indispensabile per l'uomo, e
+senza lei, infatti, non vi sarebbe nè amore,
+nè famiglia, quindi nessun piacere puro e
+soave.</p>
+
+<p>Oh! sì, l'uomo deve rispettare e amare la
+donna che si sacrifica a lui, che prodiga le
+più affettuose cure ai frutti del suo amore,
+che condivide i suoi dolori e le sue gioie.
+Dovrà esserle immensamente grato, perchè
+essa è un inestimabile tesoro di modestia, di
+grazia, di amabilità, di devozione, di amore.
+E quanto più l'uomo la ama e la rispetta,
+tanto più essa gli si affeziona, e gli è devota,
+e maggiori e ineffabili saranno i piaceri che
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;49]</span><a name='Page_49'></a>essa gli apporterà, e di tutto farà per rendere
+felice l'uomo che le dimostra un vero e sincero
+amore.</p>
+
+<p>Morali e fisici sono i piaceri che ci procura
+la donna.</p>
+
+<p>I fisici derivano dalla sua bellezza, dalle
+sue attrattive che soddisfano gli occhi nostri.</p>
+
+<p>I morali derivano dalle doti che essa possiede,
+dalla grazia, dal suo spirito, dalla dolcezza
+del suo carattere, ecc. La donna può
+impressionare tutti i sensi nostri, ma principalmente
+quelli dell'udito, della vista e del
+tatto.</p>
+
+<p>Quantunque il senso dell'udito ci procuri
+minori sensazioni che quello della vista pure
+gli armoniosi suoni d'una voce graziosa di
+donna ci scendono sempre dolci al cuore. Non
+si prova forse una squisita sensazione quando
+la donna amata ci parla, quando arrossendo
+ci confessa il suo amore?.... Allora tutti i
+sensi sono come soggiogati da una ebbrezza
+deliziosa, non si desidera che di sentire ancora
+la sua voce melodiosa e soave.</p>
+
+<p>E il senso dell'udito non resta dolcemente
+impressionato quando una voce di donna
+canta una bella romanza e quando le diverse
+modulazioni e colore delle sue note esprimono
+i diversi sentimenti dell'animo suo?</p>
+
+<p>Il timbro della voce d'una donna è generalmente
+puro e dolce, ed accarezzando il
+nostro orecchio, ci fa una impressione gradevolissima.
+Però si da il caso che molte
+giovinette anche belle abbiano una voce grossa
+e rozza, che fa perder loro i pregi e le attrattive
+fisiche esterne. Per cui è da raccoman<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;50]</span><a name='Page_50'></a>darsi
+ai genitori di rettificare possibilmente
+la voce dei figli loro quando sono ancora
+bambini per mezzo di utili esercizi che troveranno
+nella nostra <i>Hygiène de la voix</i>.</p>
+
+<p>Il senso della vista ci procura le più dolci
+sensazioni. È infatti cogli occhi che si osservano
+le bellezze della donna, che si ammirano
+i contorni delle sue forme eleganti, che si
+seguono i suoi movimenti graziosi, che si
+scorge il suo incantevole sorriso; cogli occhi
+infine che si apprezzano le mille attrattive
+delle quali Natura la regalò.</p>
+
+<p>Il senso del tatto è la sede dei piaceri fisici,
+inutile è il dimostrarlo. Infatti quale sensazione
+è più dolce di quella che si prova
+quando la gentile e morbida mano della donna
+amata ci accarezza, o quando questa ci bacia
+dimostrandoci l'amor suo, la sua devozione?</p>
+
+<p>Guai però a quegli individui che non hanno
+abbastanza forza per resistere alle voluttà dei
+piaceri fisici! Questa funesta passione è causa
+di molti mali morali e materiali; presto le
+loro forze si estenuano e se la morte non li
+colpisce, invecchiati precocemente conducono
+una vita misera e amareggiata dall'infermità.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO IX.</h1>
+
+<h2>Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.</h2>
+
+<p>Tutte le passioni umane vanno soggette a
+dei traviamenti più o meno comuni, ma l'amore
+offre delle aberrazioni singolarissime.
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;51]</span><a name='Page_51'></a>Talvolta si manifesta con tale energia che
+inspira perfino paura. Talvolta si tiene celato
+fino ad una propizia occasione, e allora si
+manifesta pubblicamente.</p>
+
+<p>Generalmente l'amore ha per iscopo il godimento
+fisico. Quando si trova rivestito della
+forma platonica si manifestano delle singolari
+aberrazioni, e allora la passione è portata
+alla frenesia, al delirio. Gl'infelici che ne
+sono colpiti destano timore e devono essere
+rinchiusi in stabilimenti opportuni.</p>
+
+<p>I traviamenti venerei si manifestano sotto
+diverse specie, dall'amore sensuale all'<i>irritazione
+genitale</i> e all'<i>uteropatia</i>.</p>
+
+<p>La prima, propria all'uomo, comprende il
+<i>priapismo</i> e la <i>satiriasi</i> mali gravissimi che
+finiscono spesso colla morte.</p>
+
+<p>La seconda, propria alla donna, comprende
+l'<i>isterismo</i> e l'<i>uteropatia</i>, mali che però offrono
+speranza di guarigione.</p>
+
+<p>Fra questi mali gravissimi ve ne sono altri
+intermedi che sono perversioni dell'apparecchio
+nervoso-sensorio.</p>
+
+<p>Vi sono anche, all'incontro, parecchi individui
+d'un eccessivo rigorismo per la maggior
+parte delle donne, e non comprendono la
+donna che in mezzo alle ricchezze, all'eleganza,
+alle dovizie; tutte le altre per loro
+sono sciupate e ripugnanti. Ben presto però
+la follia s'impadronisce di essi.</p>
+
+<p>Esistono taluni anche ai quali piacciono
+le donne alte, altri le piccole, altri ancora
+o le grosse o le magre; v'è chi adora la
+donna dal colorito vivace, chi ama quella
+dal viso pallido, ecc.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;52]</span><a name='Page_52'></a>
+<p>Vi sono individui pei quali i piaceri sensuali
+sono la loro principale occupazione, e
+cercano qualunque mezzo per soddisfarli, però
+sono frenati abbastanza per nascondere il
+loro vizio. Questa irritazione genitale soddisfatta
+conduce alla <i>satiriasi</i>. Si dica lo stesso
+delle donne che, soddisfando le loro brame
+sensuali, vanno incontro all'<i>isterismo</i> e alla
+<i>uteropatia</i>. Questo sia d'avviso a coloro che
+hanno un temperamento tendente all'amore.</p>
+
+<p>Inoltre se lo spasimo venereo è prolungato
+oltre i limiti possono derivare infiniti mali,
+e pur troppo delle convulsioni mortali, e fors'anche
+la morte fulminante.</p>
+
+<p>Questi piaceri poi, gustati troppo spesso,
+ci abbrutiscono, facendoci svanire le facoltà
+intellettuali e le forze fisiche, e rendendoci
+inutili a noi stessi e alla società.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Satiriasi.</h4>
+
+<p>Questa funesta affezione deriva dal temperamento
+con predominio genitale, dall'impero
+dell'istinto brutale sulla ragione, e dall'irritazione
+morbosa del sistema nervoso, dell'apparato
+generatore e del cervelletto. L'individuo
+affetto da questa malattia soccombe
+indubitabilmente.</p>
+
+<p>Citeremo un esempio.</p>
+
+<p>Il giovanetto Amedeo R..., dotato di un temperamento
+nervoso-sanguigno con predominio
+genitale, si era fin da fanciullo abbandonato
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;53]</span><a name='Page_53'></a>ai piaceri solitari. Ma la sua forte costituzione
+e la sorveglianza dei genitori ne scongiurarono
+i tristi effetti. Uscito però dalla famiglia
+potè abbandonarsi anima e corpo ai piaceri
+d'amore, bazzicando nelle case di tolleranza
+e dandosi in braccio a prostitute. Perfino la
+morte di suo padre non giunse a scuotere
+quest'anima depravata. Lasciò la capitale per
+andare a raccogliere l'eredità, e poi vi tornò
+sciupandovi più di prima patrimonio, salute
+e onore. Ben presto però, povero affatto e
+cacciato anche dalle donne perdute, cui incuteva
+spavento colle sue brutali passioni, si
+vide costretto per soddisfarle di girovagare
+pei luoghi deserti della capitale tra i ruderi
+e le rovine, dando l'assalto alle donne che
+per malaventura vi passavano sole. Ma la
+polizia seppe subito arrestarlo, e lo trasse
+in prigione. Ma da qui fu trasportato all'ospedale
+dei pazzi, e ivi legato con ferri,
+perchè offrì i più violenti sintomi di furore
+genitale.</p>
+
+<p>Fu messo in una gabbia di ferro della quale
+mordeva le spranghe, e qui stette come un
+cane idrofobo per una settimana in preda a
+convulsioni tremende. Impossibile fare il ritratto
+di quest'infelice; più non era un uomo,
+aveva l'aspetto d'una belva arrabbiata, l'espressione
+di Lucifero. Infine, dopo sette
+giorni in preda ad una tremenda ed atroce
+convulsione, spirò. Fu una scena orribile. Il
+guardiano stesso, assuefatto ed insensibile,
+non potè trattenere una lagrima!</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;54]</span><a name='Page_54'></a>
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Erotismo per soverchia continenza.</h4>
+
+<p>Come gli eccessi <i>in più</i> sono dannosi alla
+salute, così lo sono anche gli eccessi <i>in meno</i>,
+perchè distruggono l'equilibrio che deve esistere
+fra le diverse funzioni. Infatti, essendo
+qualunque organo necessario alla macchina
+umana, se le funzioni di questo organo sono
+soppresse o ritardate, ne deriva un disquilibrio
+più o meno profondo. Il solo buon senso
+ci dimostra che sarebbe una follia il volere
+porre un limite alle leggi naturali. Quindi
+bisogna usare moderatamente delle cose della
+vita, ma non privarsene affatto.</p>
+
+<p>Gli esempi dei mali che provengono da una
+soverchia continenza sono raccolti negli annali
+della medicina, e non potendo qui esporli
+indirizziamo il lettore alla nostra <i>Igiene del
+matrimonio</i>.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Follia erotica.</h4>
+
+<p>Abbiamo detto che la <i>satiriasi</i>, speciale
+all'uomo, prende il nome di <i>ninfomania</i>
+quando s'impadronisce della donna. I mali
+che ne provengono sono i medesimi e le cause
+sono le stesse, le cause predisponenti consistono
+nell'avere un temperamento bilioso
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;55]</span><a name='Page_55'></a>sanguigno, nel leggere o vedere cose oscene,
+e infine nell'avere amici viziosi e dediti ai
+piaceri venerei.</p>
+
+<p>La <i>ninfomania</i> prende alle volte spaventevoli
+proporzioni, avendo la donna organi
+genitali molto sviluppati; allora bisogna legare
+le infelici che ne sono affette, perchè
+squarcierebbero tutti gli uomini che loro
+capitassero sotto mano. Per fortuna però
+questa forma di ninfomania è rara, e coloro
+che ne sono colpiti o guariscono per mezzo
+di una rivoluzione nel temperamento loro,
+o muoiono fra le convulsioni della febbre
+erotica.</p>
+
+<p>Vi sono però diverse gradazioni di ninfomania,
+ma il pudore e la vergogna fanno
+sì che le donne affette nascondino i loro trasporti
+nell'ombra e nel mistero.</p>
+
+<p>Quando la ninfomania assale fortemente
+le donne, queste cadono in convulsioni alla
+vista di un uomo. Il viso loro è orribile a
+vedersi, perchè tutti i muscoli si contraggono
+in un ironico sorriso, gli occhi scintillanti,
+la voce rauca ed acuta, le membra scricchiolanti
+denotano il loro spasimo e il loro
+dolore.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Quarta.</h3>
+
+<h4>Follia erotica intermittente.</h4>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Vive una giovane che all'età di 23 anni
+offriva i più singolari contrasti di lubricità
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;56]</span><a name='Page_56'></a>e di pudore. Ciascun mese essa era in preda
+alla crisi ninfomaniaca che durava cinque o
+sei giorni, e durante questo tempo sentiva
+un insaziabile desiderio dei piaceri venerei.</p>
+
+<p>Quando la crisi era passata si vergognava
+degli eccessi che aveva commessi, e camminava
+a testa bassa per paura che le si leggesse
+in viso il vergognoso difetto che la
+degradava.</p>
+
+<p>Impiegò tutti i mezzi sedativi ed antivenerei,
+ma invano. Due anni durò questo
+stato. Alla fine del secondo per fortuna ingravidossi;
+dico per fortuna, perchè da quest'istante
+in poi le crisi erotiche più non si
+manifestarono. Diede alla luce una bella bambina.
+L'amor materno soffocò qualunque
+altro sentimento. Essa vive ritiratissima, riponendo
+tutte le sue gioie, i suoi affetti, le
+sue speranze nella sua creaturina, che ama
+profondamente.</p>
+
+<p>Molte volte il triste ricordo dell'obbrobrioso
+passato le si affacciava alla memoria, ma ella
+lo cacciava da sè, e ritraeva novello e vigoroso
+coraggio da un bacio della sua bambina.</p>
+
+<p>E questa donna vive ancora, quantunque
+sempre triste, cercando di espiare il passato
+con una vita esemplare e ritirata.</p>
+
+<p>Eccovi in breve le diverse affezioni erotiche
+che affliggono i due sessi. L'unico consiglio
+che possa darvi si è quello di chiamare lo
+aiuto di un medico rinomato appena se ne
+sentano i sintomi. Un giorno che si ritardi
+potrebbe causare gravi crisi e forse anche
+la morte.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;57]</span><a name='Page_57'></a>
+
+
+<h3>Parte Quinta.</h3>
+
+<h4>Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico.</h4>
+
+<p>Per preservarsi dalle malattie suaccennate,
+bisogna avere delle precauzioni e perseveranza.
+La prima norma è quella di allontanare da
+sè il predominio generale all'irritazione prima
+che questa si dichiari negli organi genitali.</p>
+
+<p>I genitori devono avere cura della condotta
+e delle tendenze del figlio loro, dipendendo
+queste malattie dal temperamento del giovane.
+Se riconoscono l'esistenza della predisposizione
+dovranno senza indugio consultare un
+medico.</p>
+
+<p>Le norme igieniche da osservarsi per combattere
+l'irritazione genitale riguardano la
+alimentazione, e richiedono la ginnastica.</p>
+
+<p>Si sottoporrà il giovane ad un regime alimentare
+basato sopra lo stato della sua salute
+e delle sue forze.</p>
+
+<p>Se è d'un temperamento robusto, gli si prescriveranno
+carni bianche, fecule, latticinii,
+erbaggi, sostanze povere di succhi nutritivi;
+gli si proibiranno le bibite eccitanti, dandogli
+invece quelle che rinfrescano.</p>
+
+<p>Se invece è d'un temperamento debole,
+gli si ordinerà il brodo di carne, l'arrosto di
+bue, vitello, pollo, e specialmente dell'eccellente
+cioccolatte, e per bevande le acque
+zuccherate, aromatizzate, le infusioni leggiermente
+toniche, per esempio la camomilla, il
+tiglio, l'acqua di fior d'arancio e simili.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;58]</span><a name='Page_58'></a>
+<p>Si dovrà in seguito sottoporre il soggetto
+ad esercizi ginnastici, al ballo, all'equitazione,
+al giuoco della palla, del bigliardo, ecc., e
+qualunque altro esercizio o giuoco che richiegga
+uno sforzo muscolare, così si riporterà
+sul tronco quella forza che è in eccesso
+negli organi genitali.</p>
+
+<p>Se questi mezzi fossero vani, e le tendenze
+erotiche non diminuissero, si ricorrerà alle
+medicine ed agli altri mezzi sedativi ed antivenerei.
+I salassi, le bevande rinfrescanti e
+debilitanti abbattono l'irritazione. Ma il regime
+alimentare trionfa su tutto. Noi abbiamo
+dimostrato questo ad evidenza nella nostra
+<i>Hygiène alimentaire</i>, e infatti coll'alimentazione
+non solo si possono sradicare le malattie,
+ma perfino mutare la costituzione dello
+individuo.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO X.</h1>
+
+<h2>Igiene dei piaceri venerei.</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>I piaceri dell'amore gustati con prudenza
+e moderazione servono come tutte le altre
+funzioni vitali a mantenere la nostra salute.
+Invece gli eccessi la sciupano, e sono causa
+di gravissime malattie. Quegli spensierati
+giovani che si abbandonano con trasporto
+alle snervanti voluttà d'amore, e si vantano
+coi loro amici di poter più volte rinnovare
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;59]</span><a name='Page_59'></a>la fatica d'Ercole, non sanno che la loro
+spavalderia ed imprudenza attenterà alla loro
+salute, alle loro facoltà mentali e che prepara
+loro una vecchiezza precoce.</p>
+
+<p>Quando i primi desiderii si manifestano
+bene sarebbe d'ammogliarsi. Ma da noi pur
+troppo non è così, perchè si prende moglie
+quando si è già avanzati in età e quando si
+ha davanti la prospettiva d'una bella dote.</p>
+
+<p>E pur troppo i desiderii, che già sono abbastanza
+forti, devono essere soddisfatti. Pur
+troppo, dico, perchè per soddisfarli bisogna
+gettarsi in braccio alle donne pubbliche!</p>
+
+<p>Giovani, siate per lo meno sobrii se dovete
+abbandonarvi a questi mezzi estremi!</p>
+
+<p>Le prostitute sono a temersi, perchè appartenendo
+esse a tutti gli uomini che le pagano,
+possono facilmente incalzarsi varie malattie
+sempre gravi, perchè infettano il sangue, e
+fra le tante la più grave che è la <i>sifilide</i>.
+Guai a colui che ne è colpito, perchè il <i>virus</i>
+non solo appesta l'affetto senza speranza di
+guarigione, ma si trasmette anche alla prole
+innocente.</p>
+
+<p>Voi, giovani, pensate ai mali che vi possono
+danneggiare varcando la soglia di una
+casa di prostituzione, non dispregiate questi
+consigli, pensate che la vergogna ed il rimpianto
+succedono sempre alle ore dell'orgia.</p>
+
+<p>Eccone un esempio.</p>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Un giovane di 24 anni Alfonso Du..., figlio
+d'agiata famiglia, aveva abbracciato la car<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;60]</span><a name='Page_60'></a>riera
+di commerciante. Primo commesso di
+una delle principali case della capitale, era
+ben veduto da tutti, perchè amato e stimato
+da' suoi superiori e da quelli a lui sottoposti.</p>
+
+<p>Da parecchi anni conviveva con una donna,
+ma l'aveva circondata da tanto mistero che
+nessuno poteva immaginare questo fatto. Ma
+avuti dei dissensi con essa, erano già quattro
+giorni che più non la vedeva, quando una
+sera in compagnia di tristi amici varcò la
+soglia di un postribolo. Mai non l'avesse fatto.
+Ne uscì col germe di una malattia che amareggiò
+la sua esistenza. S'affidò ad un medico,
+ma dopo due mesi la malattia peggiorò, e
+l'infelice si vide perduto. Le glandole erano
+oltremodo gonfie, gli cadevano i capelli a
+ciocche, la pelle gli si copriva di pustole, il
+<i>virus</i> straziava orribilmente il povero Alfonso.</p>
+
+<p>Fortuna volle che un suo amico lo condusse
+da un celebre medico, il quale, pur non nascondendogli
+la gravezza del suo male, gli
+promise la guarigione se adottava il suo sistema.
+Alfonso seguì infatti tutte le istruzioni
+del bravo medico, e dopo 10 mesi si credette
+libero dal <i>virus</i> che l'infettava. Infatti egli
+si sentiva tanto bene che dopo due mesi
+pensò a prender moglie. Il medico non glielo
+permise, dicendogli però che poteva ammogliarsi
+senza pericolo di trasmettere la malattia
+ai figli dopo due anni. Alfonso ebbe
+tanta costanza di aspettare a sposarsi passati i
+ventiquattro mesi ed ebbe anche la consolazione
+di avere un figlio. Esso crebbe robusto sino
+al ventesimosesto mese, nel quale fu colpito
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;61]</span><a name='Page_61'></a>da un'oftalmia purulenta. Questa guarita, il
+male si trasportò all'orecchio e alla bocca.
+Insomma aveva ereditato il male paterno. La
+povera creaturina rimase mingherlina per
+tutta la sua infanzia.</p>
+
+<p>Sorte migliore non ebbe il secondo figlio,
+epperò la sua costituzione rimase egualmente
+molto gracile.</p>
+
+<p>Alfonso, desolato, decise di non aver più
+figli, per non avere il dolore di vederli sopportare
+le conseguenze de' suoi trascorsi.</p>
+
+<p>Povero giovane! Egli condusse poi una vita
+trista, pensando che i suoi due figliolini un
+giorno gli rinfaccierebbero le amarezze della
+loro esistenza! Ancora qualche anno vegetò
+piuttosto che visse, e morì di dolore e di
+crepacuore!</p>
+
+<p>Lettori, che questo fatto vi sia d'esempio.
+Pensate a tutte le conseguenze prima di gettarvi
+fra le braccia d'una cortigiana.</p>
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<p>Credo utile di riassumere in questo capitolo
+alcuni precetti risguardanti i piaceri
+dell'amore.</p>
+
+<p>L'unico consiglio per conservare a lungo
+la propria salute è di gustare con moderazione
+i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano
+il nostro fisico ed estenuano le nostre forze.
+L'unico mezzo per rendere il piacere più
+vivo è di gustarlo raramente.</p>
+
+<p>Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà
+d'amore dopo il pasto, perchè tale voluttà,
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;62]</span><a name='Page_62'></a>turbando la digestione, può essere causa di
+soffocazioni, di svenimenti e fors'anche di
+apoplessia.</p>
+
+<p>Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono
+spreco di forze fisiche.</p>
+
+<p>Quando si ha qualche organo ammalato,
+si prova un malessere generale, perchè il coito
+non farebbe altro che accrescere il male.</p>
+
+<p>Si debbono scansare o reprimere i desideri
+immoderati, o i trasporti troppo focosi, perchè
+logorando rapidamente la macchina umana
+ci possono essere funesti. Coloro che hanno
+stomaco debole, e che sono disposti alle affezioni
+polmonari sono generalmente inclinati
+a siffatti piaceri, dovranno dunque fare ogni
+sforzo per frenarsi, perchè le voluttà sensuali
+precipitano i battiti del cuore, producono
+delle congestioni ai polmoni, che sono sempre
+funeste per chi tende alla tisi.</p>
+
+<p>Quando l'appetito venereo fu soddisfatto,
+oppure quando è assopito naturalmente, è
+sempre dannoso alla salute il ridestarlo con
+mezzi morali o fisici, perchè bisogna concedere
+agli organi genitali il loro istante di riposo.
+E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.</p>
+
+<p>È male gustare in piedi i piaceri dell'amore,
+perchè lo spasimo venereo, cagionando una
+forte tensione dei muscoli degli arti inferiori
+che già portano il peso del corpo, li affatica
+oltre misura. Le conseguenze non si manifestano
+istantaneamente, e fin che si è giovani
+e robusti non ci si bada, ma ben se ne accorge
+quando, vecchi, le gambe, ricusando il loro
+ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;63]</span><a name='Page_63'></a>affaticano per un nonnulla, di maniera che
+la stanchezza vi accompagna perfino a letto.</p>
+
+<p>Male è ripetere il coito più volte, perchè
+scuote il sistema nervoso ed esaurisce le nostre
+forze. Per lo meno tra un accostamento
+e l'altro è bene lasciare l'intervallo di un
+giorno.</p>
+
+<p>L'impotenza si riscontra specialmente nei
+beoni, perchè il loro sangue fu riscaldato da
+liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche,
+che accelerano i moti del cuore ed
+irritano il cervello.</p>
+
+<p>Può derivare anche da un'alimentazione
+povera, debilitante, dal regime latteo o esclusivamente
+vegetale e dall'uso delle bevande
+acide.</p>
+
+<p>Siccome le perdite della donna sono minori
+di quelle dell'uomo, così essa può ripetere
+il coito più volte, ma però è bene se ne
+astenga, perchè è provato che quelle che ne
+abusano vanno soggette alle tristi affezioni
+delle ovaie, della matrice, qualche volta anche
+al cancro.</p>
+
+<p>Dunque, riassumendo, diremo:</p>
+
+<p>L'assoluta continenza, come l'incontinenza
+della voluttà d'amore, sono due estremi riprovati
+dalla natura e dalla ragione.</p>
+
+<p>Infatti se la continenza è conservata strettamente
+è causa d'una sequela di malattie
+e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle
+allucinazioni oscene, alla follia, al delirio
+erotico.</p>
+
+<p>L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo
+veduto logorano istantaneamente la salute,
+e sono causa di sterilità. È il libertinaggio
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;64]</span><a name='Page_64'></a>che produce quegli esseri che poi crescono
+gracili e sparuti; è il libertinaggio che riempie
+le sale degli ospedali di infelici che aspettano
+la morte come fine dei loro mali. Giovani,
+guardatevi dagli eccessi delle voluttà sensuali;
+essi conducono spesso alla morte.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XI.</h1>
+
+<h2>Età virile e i suoi piaceri.</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Virilità.</h4>
+
+<p>La virilità è l'epoca più lunga della vita
+umana, poichè comincia qualche anno dopo
+della pubertà, e finisce giunti alla prima
+vecchiaia.</p>
+
+<p>Questa è l'epoca la più felice della vita
+di colui che non è stato deteriorato dagli
+eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione.
+È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili
+ci lasciano, nella quale la riflessione
+prende il loro posto, e la realtà si presenta
+senza tante illusioni ai nostri occhi oramai
+fatti esperti. Una rivoluzione fisica e morale
+si è operata nel nostro organismo. L'amore
+scema per dar luogo ad un affetto profondo,
+a una sincera devozione. L'amicizia diventa
+un bisogno, e getta nel nostro cuore profonde
+radici. È in questo periodo che i gusti
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;65]</span><a name='Page_65'></a>diventano più serii e ragionati, e che l'uomo
+tende a procurarsi una stato degno di lui
+nella società. Questa è l'epoca dei lavori
+utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi,
+ma più vivi, nella quale non si gustano
+le distrazioni se uon quando si hanno adempiti
+ai doveri di cittadino, di marito, di padre!
+Di marito e di padre, dico, perchè in questi
+anni l'uomo si cerca una sposa buona e
+gentile, e la donna un compagno laborioso
+ed onesto. Questo passo è il più importante
+della vita, e la prudenza di usare prima di
+stringere il nodo coniugale non è mai troppa,
+perchè da questa unione dipende la nostra
+felicità o la nostra sventura.</p>
+
+<p>Ho detto che una grande rivoluzione si è
+operata nel morale dell'individuo; infatti esso
+non obbedisce come da giovane alle prime
+impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione
+e dall'esperienza. Prima di intraprendere una
+speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi
+lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non
+esporre i suoi beni, giacchè egli è responsabile
+anche del benessere della sua famiglia.
+Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire,
+perchè le ricchezze acquistate da giovane
+servono nella tarda età ed all'educazione dei
+figli suoi.</p>
+
+<p>Il marito deve essere più sobrio che il celibatario
+nei piaceri dell'amore e condurre
+una vita più regolata di questi, perchè i figli
+che procurerà saranno più belli e rigogliosi.</p>
+
+<p>È oramai provato che le qualità fisiche e
+morali del padre si trasmettono direttamente
+ai figli, per cui quanto più il padre godrà
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;66]</span><a name='Page_66'></a>una florida salute, tanto più il figlio crescerà
+forte e robusto. È dunque necessario per un
+padre che senta il proprio dovere, che abbia
+a dar vita ai figli che diverranno utili alla
+patria, stante che ciò sta per tre quarti in
+suo potere. Dovrà perciò consultare varii
+libri che trattano della procreazione, fra i
+quali anche la nostra <i>Hygiène du mariage</i>.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda</h3>
+
+<h4>Età matura.</h4>
+
+<p>L'età matura non è che la continuazione
+della virilità, quindi tutte le qualità che in
+quell'epoca già germogliavano ora prendono
+vita e si manifestano. Infatti questa è l'epoca
+la più pratica della vita. È l'epoca nella quale
+si cercano avidamente le ricchezze, le cariche,
+gli onori, nella quale l'uomo si occupa con
+ardore per aumentare il proprio benessere e
+stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che
+egli adopera per giungere al suo fine sono
+onesti, allora non si può che applaudire, ma
+pur troppo non tutti li impiegano. Questi,
+quantunque dispensino oro, dovunque passano,
+dovrebbero essere disprezzati! Ma non
+lo sono; l'oro accieca gli occhi del volgo, e
+purchè gli si dia denaro non svela le macchie
+che intaccherebbero l'onore di questi ricchi.
+Ai nostri tempi la potenza del danaro è sì
+grande che con esso si acquista persino l'onore!</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;67]</span><a name='Page_67'></a>
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Piaceri dell'età matura.</h4>
+
+<p>Siccome nell'età matura il cerchio delle
+relazioni è più largo che durante la giovinezza,
+così i piaceri saranno più numerosi,
+perchè maggiori saranno anche le soddisfazioni.</p>
+
+<p>Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo
+in questo periodo si sono cangiati. L'ardore
+giovanile che lo animava nelle sue partite
+di piacere è scomparso. Gioie più calme e
+meno effimere sottentrarono a quelle folli e
+strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti,
+i solazzi, i passatempi, ma pur godendoli,
+ha sempre innanzi agli occhi il fine de' suoi
+desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di
+piaceri a seconda del diverso grado che si
+occupa nell'umano consorzio.</p>
+
+<p>Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari
+sono fonti di piacere, come le fortunate speculazioni
+pel capitalista, un isperato raccolto
+per l'agricoltore, un'abbondante messe per
+l'affittaiuolo, ecc.</p>
+
+<p>Non è forse un'immensa gioia per uno
+scrittore che una sua opera ottenga un favorevole
+successo? Per un poeta, per un
+pittore sapere che il suo nome vola di bocca
+in bocca accompagnato da elogi e ammirazione?
+Non è forse una gioia sincera quella
+dell'impiegato, del soldato che avanza di
+grado, che si rende superiore ai compagni
+per la sua abilità?</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;68]</span><a name='Page_68'></a>
+<p>E lo scienziato che dopo un faticoso studio
+e un indefesso lavoro giunge ad ottenere una
+scoperta che renderà un immenso servizio
+all'umanità non prova nell'anima una calda
+soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti
+sono i piaceri di questo genere, che potrei
+enumerare, sempre graditi agli uomini eletti.</p>
+
+<p>Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc.
+sono quelle che solleticano vivamente l'amor
+proprio dell'uomo di questa età. Il piacere
+che si prova giungendo in possesso di una
+decorazione, per esempio, è tanto più grande
+quanto maggiori furono le difficoltà che si
+sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi
+da questi generi di piaceri, perchè alle
+volte si provano delle disillusioni e degli acerbi
+disinganni, vedendo onorato chi non ne ha
+punto i meriti e vedendo sè dimenticati. Ma
+non affliggetevi per questo, chè il merito e
+la virtù sempre sono ricompensati!</p>
+
+
+
+<h3>Parte Quarta.</h3>
+
+<h4>Piaceri paterni e materni.</h4>
+
+<p>Nell'età matura i piaceri della tavola sono
+più sentiti e più ricercati, perchè quivi generalmente
+l'uomo laborioso riposando delle
+fatiche giornaliere, prova i più cari piaceri
+della famiglia. È infatti a tavola che il padre
+di famiglia si trova circondato dai suoi cari
+figliuoletti, e quando l'appetito non manca a
+nessuno, il pranzo è allegro e chiassoso, perchè
+in quest'ora in cui tutti sono riuniti si rac<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;69]</span><a name='Page_69'></a>contano
+le cose della giornata, e generalmente
+l'allegria regna tra la famigliuola. Il
+pranzo del celibe invece è privo di tutta
+questa gioia sincera, anzi è il più delle volte
+freddo e melanconico, perchè il suo cuore
+non si apre alle dolcezze infinite che procurano
+una moglie affettuosa e dei vispi fanciulletti.</p>
+
+<p>Gioia e piacere maggiore provano il padre
+o la madre quando ricorre il santo del loro
+nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare
+loro mille sorprese, che loro attesti il
+loro affetto e la loro riconoscenza. E questi
+sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore,
+e vi lasciano traccie indelebili, sono piaceri
+che sorpassano di lunga quelli che si gustano
+al teatro, a un ballo, ad un festino, sono
+piaceri infine che non può immaginare se non
+chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed
+educati.</p>
+
+<h3>Parte Quinta.</h3>
+
+<p>L'uomo prudente che desidera una vecchiaia
+esente da infermità deve essere in particolar
+modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40
+ai 50 anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi
+ancora forte e robusto, pure, essendo la perdita
+di fluido nerveo piuttosto copioso, così
+ne deriva un indebolimento muscolare, e alle
+volte un malessere non si ripara che col
+tempo e talora imperfettamente. Dalla sua
+nascita sino ai 40 anni le funzioni organiche
+dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo
+un po' stazionarie, decrescono sensibilmente.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;70]</span><a name='Page_70'></a>
+<p>Come nelle altre età l'amore è un grato
+piacere, così lo è anche nell'età matura, ma
+il marito non ha per iscopo dell'amore il
+solo piacere. Esso pensa alla prole, perchè
+in questa età la si desidera ardentemente.</p>
+
+<p>Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato
+deve essere più che mai sobrio dei piaceri
+d'amore, perchè questi diminuiscono le sue
+forze fisiche ed intellettuali, delle quali più
+che mai abbisogna, e perchè deve sentire il
+dovere di procreare figli forti e robusti, e se
+il suo corpo è sciupato gli esseri a cui darà
+la vita saranno pure deboli e gracili. Infatti
+è oramai provato l'ereditorietà delle qualità
+fisiche e morali del padre, e se quest'opera
+lo permettesse si potrebbero citare mille esempi
+a testimonianza.</p>
+
+<p>Ripetiamo dunque per conclusione che coloro
+i quali nella giovinezza fuggono gli eccessi
+e i disordini, godono nella virilità maggior
+numero di piaceri.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XII.</h1>
+
+<h2>Nubilità&mdash;Età matura.</h2>
+
+<p>Quantunque i piaceri della donna sieno
+meno numerosi e svariati di quelli dell'uomo,
+pure non sono meno vivi, anzi le donne li
+sentono maggiormente e più profondamente
+di noi.</p>
+
+<p>Il sogno della giovinetta è di potersi unire
+con un nodo indissolubile all'uomo che ama,
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;71]</span><a name='Page_71'></a>che ha fatto sossultare il suo cuore, e di poter
+legittimare il suo amore col matrimonio. E
+il giorno di nozze rimane sempre scolpito
+nel suo cuore come un lieto e sacro ricordo.</p>
+
+<p>La gioia della giovane sposa sempre più
+si aumenta quando ella sentirà portare nel
+seno il frutto del suo amore, perchè presto
+avrà la consolazione di sentirsi chiamare col
+dolce nome di madre! Nulla è più dolce
+infatti per una donna di vedersi circondata
+da una corona di figliuoletti vispi e graziosi.</p>
+
+<p>La donna incinta negli antichi tempi era
+stimata ed onorata da tutti. Presso i Romani
+e presso i Greci si prodigavano tutte le cure
+le più amorose. La condizione non influiva
+nulla, la donna incinta aveva la preminenza
+su tutti, perchè essa doveva dare alla patria
+un cittadino di più.</p>
+
+<p>I Greci si alzavano rispettosamente all'avvicinarsi
+di una donna in istato di gravidanza,
+e anche oggi la società civile prodiga le più
+minuziose attenzioni alla donna che sta per
+diventare madre di famiglia.</p>
+
+<p>Voi donne che non avete scelto un compagno,
+se comprendeste le soavi gioie della
+maternità, sono sicuro che invidiereste colei
+che tiene fra le sue braccia un bambinello
+vezzoso, che lo nutre col suo latte, che lo
+bacia, che lo accarezza, e per ricompensa
+vuole da lui un sorriso che dimostri la sua
+contentezza. Non si possono descrivere con
+parole le emozioni, le gioie che può provare
+una madre, emozioni sempre dolci, gioie
+sempre ineffabili.</p>
+
+<p>Il marito poi, quantunque abbrutito dai
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;72]</span><a name='Page_72'></a>vizii, prodiga alla moglie incinta le attenzioni
+di cui egli è capace. La gravidanza dunque è
+l'epoca più importante della vita femminile.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XIII.</h1>
+
+<h2>Igiene dell'età matura.</h2>
+
+<p>L'igiene di questa età comprende le azioni
+della vita fisica e morale, ma principalmente
+sulle tendenze essa deve apportare i suoi
+consigli.</p>
+
+<p>Come già abbiamo accennato, ciò che si
+impadronisce dell'uomo a questa età è l'ambizione
+e la vanità. È infatti in questa età
+che l'uomo ambisce alle cariche, agli onori,
+alle ricchezze, alle distinzioni. Questa passione
+se non oltrepassa i limiti è di vantaggio
+all'uomo, perchè gli dà il coraggio e il desiderio
+di sopportare e di riescire.</p>
+
+<p>Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora
+è dannosa e rende all'individuo che è
+assalito la vita pesante e penosa. È allora
+che il desiderio di possedere ricchezze, di
+acquistare una fortuna, si impossessa di lui
+e gli resta nella mente come un'idea fissa.
+Si combatta dunque questa passione al suo
+nascere, si cerchi qualunque mezzo per soffocarla,
+perchè la <i>tendenza all'acquisività</i>,
+spinta all'eccesso, può diventare <i>avarizia</i>, e
+all'avarizia va sempre unita l'invidia, questa
+passione che rode sordamente l'animo dell'uomo,
+e che sempre cresce e mai non gli
+lascia riposo.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;73]</span><a name='Page_73'></a>
+<p>Tuttavia anche quando questa passione si
+è impadronita di noi non bisogna mai disperare,
+perchè con forza d'animo si può sradicarla
+dal cuore. I mezzi che si suggeriscono
+sono i soliti che distruggono il nostro spirito,
+e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la
+caccia, la pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione,
+ecc.</p>
+
+<p>I piaceri che in questa età predominano
+sono i piaceri della tavola. Abbiamo già detto
+che l'individuo giunto a questa età ricerca
+tutte le vivande le più piacevoli e i vini più
+squisiti, perchè questi piaceri sono quelli
+che maggiormente rallegrano l'individuo.
+Questi piaceri, gustati moderatamente, sono
+di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano
+distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in
+liete brigate d'amici e di compagni.</p>
+
+<p>Ma se questi piaceri occupano troppo la
+mente dell'individuo, allora degenerano nella
+ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato
+da tutti, può nuocere immensamente alla
+salute. L'abuso delle vivande stuzzicanti e
+dei liquori sono cagioni di gravissime infermità
+che, sviluppandosi presto o tardi, sono
+però d'una gravezza talora irrimediabile.</p>
+
+<p>Le bevande alcooliche in ispecie portano
+un immenso danno al sistema nervoso, e
+producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono
+l'intelligenza dell'individuo che ne
+abusa, rendendolo vecchio prima del tempo
+e inutile a sè stesso ed alla società.</p>
+
+<p>Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri
+pranzi di famiglia, perchè sono essi mezzi
+eccellenti per far nascere le gioie sì pure e
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;74]</span><a name='Page_74'></a>sì sante come quelle dell'amicizia. Però ricorderò
+ancora che coloro che sono ingordi
+e mangiano più del bisogno diventano stupidi,
+sonnacchiosi, pigri, vanno soggetti a
+malattie infiammatorie e possono con tutte
+le probabilità essere colpiti d'apoplessia.</p>
+
+<p>Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli
+animali; mangiare e bere solamente quando
+hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito
+per gustare gli squisiti cibi e le delicate
+vivande. Fin che si è giovani la costituzione
+è robusta, e non sente le tristi conseguenze
+degli eccessi, ma giunti all'età matura gli
+organi, trovandosi logorati, non prestano intiero
+il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono
+i bagordi trascorsi.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XIV.</h1>
+
+<h2>Prima vecchiaia.</h2>
+
+<p>La prima vecchiaia comprende nell'uomo
+il periodo dai 50 ai 65 anni, nella donna dai
+45 ai 55. Periodo poi che in ambo i sessi
+varia in più od in meno a seconda della costituzione
+dell'individuo che gli fu trasmessa
+dai genitori.</p>
+
+<p>Questa età è per taluni piena di acciacchi,
+per altri scorre limpida e serena. È in questa
+epoca che si manifestano tutte le tristi conseguenze
+degli eccessi giovanili, è in questa
+epoca che si riprovano tutti gli abusi ed anche
+le soverchie continenze.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;75]</span><a name='Page_75'></a>
+<p>Se invece nella giovane età l'individuo ha
+condotto una vita regolare, ed i disordini ed
+i vizi non hanno logorato i suoi organi, allora
+la prima vecchiaia può essergli grata,
+perchè ancora può provare varii piaceri.
+Quando però l'età del declino arriva si devono
+raddoppiare le attenzioni e le cure,
+perchè il minimo eccesso è in questa età
+fatale.</p>
+
+<p>I piaceri che si provano in questa età non
+sono molto variati, perchè a 60 anni si affatica
+facilmente. Si cerchino quindi quei piaceri
+che richiedono minor spreco di forze muscolari.
+Si abbandoneranno dunque le passeggiate
+lunghe, le partite di caccia, di pesca,
+di campagna. Si cercheranno invece le riunioni
+d'amici nei caffè o nei <i>clubs</i>, i concerti;
+si frequenteranno i teatri, le accademie
+musicali, le case private, le distrazioni artistiche.</p>
+
+<p>Questa è l'età nella quale si attende con
+più pazienza ai lavori non faticosi. Per un
+pittore od uno scultore questa è l'età nella
+quale più diligentemente attende ai suoi artistici
+lavori.</p>
+
+<p>Nelle lunghe sere d'inverno questi buoni
+vecchietti cercano di scacciare la noia facendo
+una partitina agli scacchi, alle carte, a dama
+o a dominò.</p>
+
+<p>Inoltre il piacere più sviluppato in questa
+età è quello della tavola. In quest'epoca però
+non si bada alla quantità ma specialmente
+alla qualità del cibo, e al vecchio piace immensamente
+di vedersi davanti una tavola
+bene imbandita e ama gustare un po' di molti
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;76]</span><a name='Page_76'></a>cibi squisiti. Si guardi però il vecchio dalla
+ghiottornia, perchè una sola indigestione può
+essergli fatale. Siate dunque prudenti, perchè
+anche il proverbio dice: <i>Chi più mangia
+meno mangia</i>.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XV.</h1>
+
+<h2>Dell'erotismo nella vecchiaia.</h2>
+
+<p>Quando l'individuo, uomo o donna, è giunto
+alla vecchiaia deve astenersi assolutamente
+dai piaceri che procura l'amore.</p>
+
+<p>Quantunque la facoltà riproduttrice occupi
+la più gran parte della vita umana, pure
+finisce al cominciare della vecchiaia, ossia
+verso i 60 o 65 anni. Le forze dell'uomo
+verso questa età sempre più diminuiscono, e
+per lo più anche i suoi desiderii. Così vuole
+natura. L'imprudente che osasse infrangere
+queste leggi si troverebbe ben presto pentito,
+perchè andrebbe incontro ad amare disillusioni.
+E pur troppo si è constatato che in
+questa età i desiderii si ridestano in molti
+con una insolita forza, e si mantengono con
+una certa costanza nella mente del misero
+che ne è assalito. Questo, invece di accarezzare
+e secondare tali desiderii, deve fare di
+tutto onde allontanarli da sè. E pur troppo
+nella maggioranza dei casi ciò non avviene.
+Il vecchio che è assalito da questi nocivi desiderii,
+cerca ogni mezzo per poter soddisfarli
+e per ristabilire la sua attitudine genitale.
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;77]</span><a name='Page_77'></a>Infelice! esso forse ignora il danno che da
+ciò deriva. Esso forse ignora la malattia, gli
+acciacchi che lo assaliranno, conseguenze di
+questa insana passione. Ebbene legga attentamente
+queste poche righe, e se ragiona si
+asterrà per sempre dal gustare i piaceri dell'amore.</p>
+
+<p>Ogni sacrifizio che il vecchio dedica all'amore
+è una parte della salute, della sua
+stessa esistenza che da lui sen fugge. Di più
+il vecchio che si abbandona ai piaceri venerei
+subisce un enorme disperdimento di fluido
+nerveo, e siccome questa perdita non si può
+riparare come in gioventù, ne deriva che lo
+individuo resta abbattuto per settimane intere.
+L'abuso poi produce delle laboriose digestioni,
+delle notti insonni, delle tremende
+infiammazioni alla vescica e mille altre malattie
+che conducono l'individuo alla tomba.
+Si guardi bene da ciò il vecchio, perchè se
+coltiva la sua lubrica immaginazione può
+essere colpito da quella schifosa malattia che
+abbiamo precedentemente descritta: <i>la follia
+erotica</i>!</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XVI.</h1>
+
+<h2>Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.</h2>
+
+<p>Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo
+già detto, corre dai 60 ai 70 anni, può
+offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il
+vecchio che è arrivato a questa età senza
+aver abusato delle cose mondane, senza es<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;78]</span><a name='Page_78'></a>sere
+in preda a dolori e ad afflizioni morali,
+e che si trova in condizioni agiate, può condurre
+una vita abbastanza felice, accontentandosi
+del proprio stato, e cercando le distrazioni
+proprie alla sua età.</p>
+
+<p>Questa per chi ha lavorato per tutta la
+vita è un'epoca di riposo, è un'epoca nella
+quale, non essendo più soggetto agli usi del
+mondo, può condurre una vita indipendente
+e gustare la sua libertà.</p>
+
+<p>Questa età riesce più ricca di distrazioni
+per colui che ha avuto la fortuna d'istruirsi.
+Infatti quale migliore distrazione della conversazione
+per un vecchio? Quale maggior
+passatempo di discutere su mille cose tra
+parenti e amici?</p>
+
+<p>La conversazione in generale è piacevole
+pel vecchio, perchè egli ama riandare coi
+suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli
+avvenimenti, sulle peripezie comuni della
+giovinezza; ed ora che si è divenuti più riflessivi,
+si considerano attentamente le scapate
+giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti
+per la gioventù nascente.</p>
+
+<p>Anche la lettura offre un gradevole passatempo
+pel vecchio istruito, perchè non solo
+trova diletto nella lettura dei giornali, ma
+anche nelle produzioni letterarie rinomate, e
+si compiace di vedere i progressi nelle arti
+e nelle scienze. In questa età si apprezzano
+quei lavori classici che da giovani si trascuravano,
+e si leggono e si analizzano con
+piacere.</p>
+
+<p>Ma il più dolce piacere che il vecchio
+possa provare si è quello del far del bene.
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;79]</span><a name='Page_79'></a>E per far ciò non occorrono le ricchezze;
+un consiglio, un saggio avvertimento, una
+correzione a tempo possono apportare più
+utili frutti che una manciata d'oro. Il far
+del bene non consiste solo, come molti lo
+credono, di distribuire elemosine quà e là
+dove la miseria fa strage; vi sono infelici
+che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi
+a domandar l'elemosina. Il vecchio che
+ama di vedersi venerato e amato da tutti
+deve andare egli stesso a visitare gli ammalati,
+a soccorrere i poverelli; in persona deve
+penetrare nei più oscuri bugigattoli, incoraggiare
+il misero, procurargli un utile lavoro,
+asciugare le lagrime agli orfanelli. Egli deve
+cercare di mantenere la pace ovunque egli
+possa, egli deve avviare i giovani sulla retta
+strada del buono, del bello, del vero; egli
+deve cercare di lenire i dolori, calmare gli
+affanni! Egli insomma deve mettere la sua
+esperienza a profitto di quei poverelli che si
+trovano in condizioni d'abbisognarne. Così
+facendo egli sarà da tutti benedetto, i suoi
+protetti e i suoi beneficati pregheranno per
+lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà
+lieta e serena, l'orizzonte sempre azzurro gli
+arriderà sempre, non una nube offuscherà il
+suo avvenire e camminerà verso la tomba su
+un allegro cammino coperto di fiori. La sua
+coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna
+soddisfazione lo renderà contento perchè tutti
+lo mostreranno a dito, come il benefattore
+dei poveri, il consolatore degli afflitti. E
+quando Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà
+rimpianto da tutti i suoi protetti, che riman<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;80]</span><a name='Page_80'></a>deranno
+il suo nome ai posteri a eterna
+memoria della loro sincera gratitudine e
+riconoscenza.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XVII.</h1>
+
+<h2>Seconda vecchiaia</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>La seconda vecchiaia comincia nel 70° anno,
+e finisce verso il 79° anno più anno meno
+e seconda della costituzione del regime e
+della condizione sociale dell'individuo. Questa
+età, secondo i fisiologi, sarebbe la penultima
+della vita umana, ma è ben raro che l'individuo
+che raggiunga questo periodo sia ancora
+in buona salute, perchè di rado un giovane
+si mantiene lontano dai vizi e dagli
+abusi.</p>
+
+<p>Gli svaghi e i passatempi di questa età
+sono affini a quelli della precedente, solo che
+diventano molto più rari.</p>
+
+<p>Il vecchio a 70 anni desidera la quiete, il
+riposo. Le distrazioni che ancora gli rimangono
+sono la compagnia di un amico d'infanzia,
+la tavola, la pipa o la tabacchiera.</p>
+
+<p>Ciò che a un settuagenario torna molto
+caro e gradito è il discorrere della sua gioventù,
+delle sue avventure, delle sue buone
+azioni, e una debolezza comune a tutti i vecchi
+è quella di sentirsi lodare.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;81]</span><a name='Page_81'></a>
+<p>Un altro piacere speciale a certi individui
+è quello di ammassare ricchezze per paura
+che abbia loro a mancare il necessario, anche
+quando hanno denaro più del bisogno. Coloro
+poi che furono prodighi in gioventù sono
+ora tanto più parchi ed economi. Qualità
+del resto che <i>gli eredi</i> trovano buona quando
+il vecchio non si assoggetti a privazioni.</p>
+
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Dell'abitudine e della noia dei vecchi.</h4>
+
+<p>Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta
+una necessità, una propensione irresistibile
+della loro esistenza che bisogna guardarsi
+bene dal contrastare, perchè ne potrebbe
+derivare uno sconcerto nel debole organismo
+dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano
+su tutte le cose e su tutte le circostanze
+della vita. Inutile è l'enumerare tutte
+le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio
+può formarsi un'abitudine. Diverse sono a
+seconda del suo grado, della sua posizione
+sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di
+alzarsi e coricarsi ad una data ora, di fare
+quella data passeggiata, quella tale visita,
+di frequentare una conversazione, un caffè,
+ecc.; abitudini che se gli sono contrariate,
+il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si
+attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a
+quest'età, non potendo gustare certi piaceri,
+non potendo avere altri svaghi, si attacca
+vivamente a questi ultimi passatempi che gli
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;82]</span><a name='Page_82'></a>rimangono per non restare solo e non lasciarsi
+sopraffare dalla <i>noia</i>.</p>
+
+<p>La noia infatti è uno dei principali nemici
+della nostra salute. La noia colpisce il nostro
+fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci
+annichilisce rendendoci incapaci di operare
+con saggia energia. Ciò che mantiene viva
+ed animata la vita nostra è la speranza di
+raggiungere un fine che abbiamo concepito.
+Se questa speranza per varii motivi viene
+a cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante
+della vita, la noia sopravviene e l'uomo da
+questa assalito più non vive, ma vegeta.</p>
+
+<p>Se la noia è mortale per un giovane, lascio
+immaginare al lettore quanto funesta sia per
+un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì
+ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario,
+esso non desidera altro che la
+morte venga a por fine alla sua monotona e
+melanconica vita di amarezze e di rimpianti.
+Felice è il letterato, il filosofo e l'artista che
+s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha
+queste mortali ore di noie e di scoraggiamento.
+Felice il vecchio che ha la fortuna di
+passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua
+famiglia, circondato dai figli amorosi e da una
+allegra corona di nipotini. Per lui le ore
+scorrono piacevoli e serene! Felice anche il
+settuagenario contadino, che, conducendo una
+vita operosa, quantunque dura e faticosa, non
+può essere assalito dalla noia. Felice infine
+il vecchio che da giovane ha condotta una
+vita regolata, perchè godendo ora buona
+salute, può camminare ridente e sereno verso
+l'età del declino.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;83]</span><a name='Page_83'></a>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Decrepitezza.</h4>
+
+<p>La decrepitezza è l'ultima fase della vita
+umana. Pochi sono coloro che vi arrivano,
+e questi pochi sono tormentati da acciacchi
+e da diversi malanni.</p>
+
+<p>In quest'epoca le distrazioni sono infinitamente
+rare. L'ottuagenario, essendo molto
+debole, ha bisogno d'un costante riposo,
+quindi le lunghe passeggiate più non convengono
+a lui. Esso pone la sua vita quasi
+sempre seduto sul seggiolone. Le sue membra
+inferiori essendosi di molto affievolite hanno
+bisogno d'un bastone sul quale appoggiarsi
+per camminare. I sensi più non gli servono,
+perchè funzionano imperfettamente; il gusto
+è quello che ancor più gli serve. Lo stomaco,
+se ha condotto una vita regolata nelle fasi
+precedenti della vita, funziona regolarmente,
+e quindi anche la salute sarà buona.</p>
+
+<p>L'unico passatempo che resta all'ottuagenario
+è la conversazione. Però egli ama sempre
+discorrere delle passate cose, e trova che
+tutto una volta andava meglio, che il mondo
+presentava più attrattive, che insomma ora
+più non si progredisce e che si comincia a
+deteriorare.</p>
+
+<p>Così sembrano le cose a lui, perchè i suoi
+sensi affievoliti non funzionano che imperfettamente,</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;84]</span><a name='Page_84'></a>
+<p>E conducendo questa vita abbastanza monotona
+ogni giorno s'avvicina ad una morte
+serena e tranquilla. Pochi però arrivano alla
+<i>morte senile</i>. I più sono colpiti avanti la caducità.</p>
+
+
+<h1>CAPITOLO XVIII.</h1>
+
+<h2>Dei sensi.</h2>
+
+<p>Come la storia naturale ce lo insegna,
+cinque sono i sensi umani. La vista, l'udito,
+l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi
+noi siamo suscettivi di dolore o di piacere.
+I sensi ricevono la impressione esterna, la
+quale viene immediatamente trasmessa al
+cervello per mezzo dei nervi. Colui che possiede
+i suoi sensi in tutta la loro integrità
+può essere felice, perchè sopra essi agiscono
+tutti gli eccitanti della vita. Per ragioni plausibili
+ed incontrastate i fisiologi hanno collocato
+i sensi in ordine di merito come più
+sopra li abbiamo accennati. La <i>vista</i> occupa
+il primo posto, perchè è il senso il più delicato
+e sottile. La retina, principale organo
+della visione, è il prolungamento dei nervi
+ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano
+del fuoco della mente. L'<i>udito</i>, che occupa
+il secondo posto, ha pure la sua origine nel
+cervello. È un senso abbastanza esteso perchè
+possiamo intendere i suoni più minuti a
+grandi distanze.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;85]</span><a name='Page_85'></a>
+<p>L'<i>odorato</i>, che ha col cervello meno intimità,
+ha anche una sfera d'azione poco estesa.</p>
+
+<p>Il <i>gusto</i>, che occupa il quarto posto, è
+ancora più lontano del cervello e non agisce
+se non colle molecole colle quali è in contatto.</p>
+
+<p>Il <i>tatto</i> infine, che occupa il quinto posto,
+è il più esteso, e si esercita immediatamente
+su tutti i corpi sottomessi alla sua azione.
+A seconda della corrispondenza e dell'armonia
+che esiste fra questi sensi, le facoltà
+intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per
+esempio, le orecchie, gli occhi ben conformati
+trasmettono rigorosamente al cervello
+le sensazioni che provano.</p>
+
+<p>Siccome la <i>vista</i> e l'<i>udito</i> sono in maggior
+relazione col cervello, così questi, ricevendo
+le impressioni del bello, sono detti <i>sensi superiori</i>.</p>
+
+<p>Il <i>gusto</i> e il <i>tatto</i> invece, che ne sono più
+lontani, non ricevono che impressioni fisiche,
+perciò chiamaronsi <i>sensi inferiori</i>.</p>
+
+<p>L'<i>odorato</i> appartiene tanto alla prima,
+quanto alla seconda categoria a seconda delle
+occasioni.</p>
+
+<p>Quanto più i sensi superiori sono esercitati,
+tanto meno hanno preponderanza gli
+inferiori e viceversa. In generale un senso
+più degli altri esercitato sempre più si sviluppa
+e prepondera su noi. Per esempio, i
+fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente
+si mostrano ordinariamente golosi, ecc.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;86]</span><a name='Page_86'></a>
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Piaceri dei sensi.</h4>
+
+<p><i>Vista</i>. La vista, come senso superiore, è
+fonte di piaceri d'un ordine elevato. Questi
+piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione,
+mettendo in attuazione le facoltà
+intellettuali. Infinite sono le impressioni che
+ci procura la vista, impressioni gradevoli o
+dolorose, diverse le une dalle altre, che fanno
+però sempre breccia nell'animo nostro. Non
+è forse cogli occhi che noi ammiriamo le
+bellezze dell'universo, che noi apprezziamo
+le produzioni del Creatore?</p>
+
+<p>Sempre ci occorre di vedere; la vista è il
+senso il più indispensabile. Qualunque divertimento
+che noi godiamo, qualunque passatempo
+che ci procuriamo ha per fattore principale
+la vista. Noi viaggiamo, andiamo in
+campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi
+nuovi, per bearsi alla vista di prospettive
+incantevoli, per vedere le produzioni più
+spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere
+ad un ballo grandioso? Ad un ballo nel
+quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione,
+la magnificenza delle decorazioni,
+la leggierezza e la leggiadria delle ballarine,
+la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria
+e ti rapisce.</p>
+
+<p>Non è delizioso l'assistere ad una solennità,
+ad una festa pubblica; il vedere quella folla
+giuliva che accorre per assistere all'illumina<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;87]</span><a name='Page_87'></a>zione
+fantastica, al bengala, ai diversi fuochi
+d'artifizio? Non ci fanno una dolce impressione
+quei cento razzi che scoppiettando si
+elevano al cielo, si dividono e cadono in
+forma di stelle lucenti di tutti i colori?</p>
+
+<p>Non la finirei più se volessi accennare
+tutte le impressioni, tutti i piaceri che ci
+procura il senso della vista. Il lettore medesimo
+li prova; è inutile quindi che glie li
+dica io.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Allucinazioni ed aberrazioni della vista.</h4>
+
+<p>Le cause che producono le allucinazioni
+possono essere fisiche o morali.</p>
+
+<p>Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite
+alcooliche, o di quelle che eccitano il sistema
+nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito,
+della belladonna, ecc.</p>
+
+<p>Le morali sono più numerose, come per
+esempio le idee fisse, le tristi passioni che
+irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento,
+il timore, la speranza, ecc.; e le aberrazioni
+che producono solo talvolta gradevoli e piacenti,
+altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.</p>
+
+<h6>RACCONTI.</h6>
+
+<p>Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava
+in Grecia. Una sera tiepida e serena
+di primavera m'era sdraiato ai piedi del
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;88]</span><a name='Page_88'></a>monte Liceo all'ombra d'un colossale platano,
+ed assorto come in estasi contemplava
+il tramonto che dava a questa regione un
+singolare ed incantevole aspetto. Lontano
+lontano la cima dei monti si confondeva
+coll'azzurro cielo e l'azzurra onda del golfo
+d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del
+sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano
+sulle rive del fiume Ladone che scorreva ai
+miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano
+salutando il giorno morente. Ed io,
+sdraiato com'era, teneva fisso lo sguardo su
+quelle amene rive, e mi pareva d'udire il
+canto delle ninfe che danzavano al suono del
+flauto del Dio Pane. E distingueva le loro
+eleganti e seducenti personcine che premevano
+coi loro piedi il suolo in cadenza, e
+scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi
+e di quando in quando scopriva le loro
+forme rotondeggianti ed incantevoli, se il
+zeffiretto profumato solleva mollemente i loro
+aerei vestiti.</p>
+
+<p>Ma ahimè, un sol movimento della pupilla
+dissipò questa dolce visione.</p>
+
+<hr style='width: 45%;' />
+
+<p>Tra le allucinazioni della vista è da notarsi
+anche questa:</p>
+
+<p>Un impiegato al Ministero della guerra
+ogni mattina quando si destava vedeva un
+ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava
+in maniera tale da occupare tutto il locale,
+quindi l'infelice era costretto ad uscire perchè
+gli sembrava di soffocare.</p>
+
+<p>Questa allucinazione in seguito si cambiò,
+e lo stesso impiegato tutte le mattine si de<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;89]</span><a name='Page_89'></a>liziava
+alla vista d'una stupenda colazione.
+Ma avvicinandosi per gustarla questa spariva
+e a lui non restava altro che l'appetito insoddisfatto.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Igiene della vista.</h4>
+
+<p>Essendo la vista il più delicato senso, così
+bisogna usare ogni riguardo per mantenerlo
+e conservarlo nella sua integrità.</p>
+
+<p>La prima cura che devesi avere è la pulitezza.
+Gli occhi devono essere lavati con
+acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente
+tiepida l'inverno, e ciò basta per levare
+le impurità che le glandole lagrimali
+e sebacee che hanno deposto sui contorni
+dell'occhio. Se l'occhio fosse un po' irritato
+bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche
+goccia di astringente.</p>
+
+<p>Bisogna evitare, per conservare l'integrità
+della vista, il fumo, la polvere, i colpi, le cadute,
+la luce viva, l'oscurità profonda. È di
+grave danno un assiduo lavoro al lume della
+candela, perchè la fiamma oscillando obbliga
+incessantemente l'occhio a mutar centro. È
+di danno alla vista una fiamma biancastra,
+meno una rossa. Si cercherà di non passare
+mai da una viva luce ad uva profonda oscurità
+e viceversa.</p>
+
+<p>Un consiglio utile ai giovani è questo: di
+non portar occhiali se non per un imperioso
+bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;90]</span><a name='Page_90'></a>
+<p>Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie
+a capo scoperto, e di non bagnarsi
+il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione,
+perchè può risultar danno alla
+vista, all'udito e ai denti. Dunque che il
+lettore segui queste norme se vuol conservare
+sano questo indispensabile senso.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XIX.</h1>
+
+<h2>Dell'udito</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>Il senso dell'udito, che occupa il secondo
+posto, segue immediatamente quello della
+vista. Esso appartiene alla categoria degli
+organi superiori, perchè ci procura piaceri
+poetici e sentimentali.</p>
+
+<p>Questo senso è pure importantissimo, e,
+direi, quasi indispensabile. È infatti per mezzo
+dell'udito che possiamo intendere ciò che i
+nostri simili ci dicono, e possiamo colla parola
+rispondere loro ed essere intesi. L'udito
+e la parola riconfermano quindi i vincoli
+sociali.</p>
+
+<p>Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo
+i suoni, per mezzo di esso noi
+gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce
+mormorio del ruscello, il fremire del zefiro
+fra i rami fronzuti. È per mezzo dell'udito
+anche che intendiamo la graziosa voce della
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;91]</span><a name='Page_91'></a>donna amata, e ci beiamo di questo suono
+melodioso e gentile che giocherella contro
+la membrana del nostro timpano. È per mezzo
+dell'udito infine che l'animo nostro si solleva
+e può gustare le infinite dolcezze che procura
+la musica.</p>
+
+<p>È l'udito che ha dato origine alla musica;
+a misura che questo senso è più delicato
+tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni
+delle melodie vocali ed istrumentali.
+Ed è specialmente la <i>voce cantata</i> che tocca
+deliziosamente il nostro udito e ci procura
+degli ineffabili piaceri. Il canto è l'unione
+della melodia alla poesia, e quando esso è
+l'espressione fedele dei moti del core di chi
+canta quale essere tanto insensibile potrebbe
+resistere agli incanti ineffabili di quella voce?
+Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste
+note d'amore, di gloria, di ebbrezza.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Della musica sull'organismo umano.</h4>
+
+<p>La musica piace generalmente a tutti e
+specialmente a quelle persone che hanno la
+mente colta. Il suono musicale è il più numeroso
+fra gli eccitanti dell'udito. Si accetta
+sempre con piacere di assistere ad un concerto,
+ad un'accademia musicale, ad un'opera,
+ad una riunione, dove, come si dice, si fa
+un po' di musica. La musica produce più
+violenti i suoi effetti se il sistema nervoso
+dell'individuo è molto impressionabile.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;92]</span><a name='Page_92'></a>
+<p>Infiniti sono gli esempi che ci offre la storia
+antica. Ne citerò qualcuno.</p>
+
+<p>Il musico Antigenita riscaldò talmente il
+cervello di Alessandro Magno suonando su un
+flauto <i>Il Governo del Carro</i> che il re, levandosi
+da tavola e gettandosi sulle sue armi,
+voleva far strage de' suoi commensali.</p>
+
+<p>Tepandro, musico spartano, pacificò col
+suono della sua lira una disputa che doveva
+decidersi con un duello.</p>
+
+<p>Tutti conoscono l'impero dell'arpa di Davide
+sopra il re Saulle.</p>
+
+<p>E potrei citare altri esempi, ma rimanderò
+il lettore alla <i>Hygiène de la voix</i>, dove ne
+può trovare di curiosi assai.</p>
+
+<p>La musica inoltre può estendere la sua
+benefica influenza anche su persone ammalate.
+Così si racconta che la lira di Chirone e il
+flauto d'Ismenia calmarono i dolori sciatici.</p>
+
+<p>Asilepiade ordinava certi motivi musicali
+contro la frenesia.</p>
+
+<p>Teofrasto si sentiva sollevato mediante la
+musica, da un affezione nervosa.</p>
+
+<p>Si conta altresì che una donna caduta in
+letargo da cinque giorni si risvegliò al suono
+della musica.</p>
+
+<p>Inoltre Filippo V di Spagna, colpito da
+un'alienazione mentale, era insensibile a qualunque
+rimedio. S.M. la regina, conoscendo
+il delicato carattere del re, fece venire a
+Corte l'esimio cantante Farinelli. Il re si sentì
+talmente trasportato da quella voce di tenore
+così penetrante che volle vedere il cantante.
+Questi, giunto che fu alla presenza del sire,
+gettandosi ai suoi piedi, esclamò: una grazia,
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;93]</span><a name='Page_93'></a>sire, tornate a presiedere al Consiglio. La
+grazia fu accordata. Il re era salvo, e dopo
+un po' di tempo guarì completamente.</p>
+
+<p>Questi esempi basteranno a dimostrare la
+influenza della musica sull'udito.</p>
+
+<p>Questo senso dunque, dopo quello della
+vista, ci procura maggiori e più sentiti piaceri.
+Beato dunque colui che possiede un fino e
+delicato orecchio.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Allucinazioni dell'udito.</h4>
+
+<p>L'organo dell'udito, come quello della vista,
+va soggetto a delle strane aberrazioni. Citerò
+un esempio fra i molti, che darò al lettore
+un'idea.</p>
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>La signora E......, quantunque godosse di
+tutta la sua ragione, andava soggetta a delle
+aberrazioni che la disturbavano non poco.</p>
+
+<p>Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla
+sua toeletta, sentiva d'apprima una voce di
+uomo gentile che lodava il suo angelico viso,
+le sue rotondeggianti forme, la sua fresca
+carnagione, ecc. e dopo un po' di tempo
+un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra
+che le sussurrava all'orecchio: «Brutta civetta,
+vanitosa che prendi a imprestito dal profumiere
+il tuo roseo colorito, che ti fai seducente
+di forme con mille mezzi artificiali.
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;94]</span><a name='Page_94'></a>Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti vedessero
+ora come io ti vedo?»</p>
+
+<p>La povera signora E..... si guardava atterrita
+attorno per scorgere l'imprudente, e poi
+esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi
+e dissipare le proprie emozioni.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Quarta.</h3>
+
+<h4>Igiene dell'udito.</h4>
+
+<p>Le norme igieniche relative alla conservazione
+dell'udito sono le seguenti:</p>
+
+<p>Guardarsi dagli agenti indiretti o diretti
+che in certo qual modo possono nuocere alla
+mucosa che ricopre il condotto uditivo.</p>
+
+<p>Così bisognerà guardarsi dalle manovre
+dello stuzzica-orecchi, dai liquidi irritanti,
+dai rumori violenti, dalle scariche d'artiglieria,
+dai colpi, dalle grida acute, dallo
+stridere della sega, dalle correnti di aria
+fredda quando il capo è in traspirazione,
+dall'abuso delle bevande alcooliche od eccitanti;
+tutte le cause che partoriscono una
+maggiore o minore sordità, e che possono
+dar luogo a convulsioni nervose o a veri
+attacchi di nervi.</p>
+
+<p>Inoltre bisogna avere cura di tenere netto
+l'orecchio lavandolo con acqua fresca all'estate
+e con acqua tiepida all'inverno, e se
+si fa uso dello stuzzica-orecchi, guardarsi
+dall'offendere in qualsiasi modo la membrana
+mucosa o il timpano. Che il lettore segua
+dunque queste norme, perchè il senso dell'udito
+è fonte inesausta di piaceri.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;95]</span><a name='Page_95'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XX.</h1>
+
+<h2>Dell'odorato</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>Il terzo senso è l'<i>odorato</i> o <i>alfato</i>, senso
+che, come l'intermediario fra i sensi superiori
+e tra gl'inferiori, partecipa delle qualità dei
+primi e dei secondi. La sede dell'odorato è
+nelle <i>fosse nasali</i>, dove risiede la membrana
+<i>pituitaria</i>, sulla quale disponendosi le particelle
+odorose fanno impressione sul nervo
+<i>olfativo</i> che comunica col cervello.</p>
+
+<p>Quell'appendice più o meno lunga, che
+noi chiamiamo naso, non serve che a dirigere
+l'aria carica d'odori verso la parte superiore
+delle forze nasali. Affinchè l'odorato possa
+esercitare le sue funzioni conviene che la
+membrana pituitaria sia sana e che l'aria
+circoli liberamente nel canale nasale, essendo
+l'aria il veicolo delle molecole odorose.</p>
+
+<p>Le sensazioni prodotte dagli stessi odori
+variano da individuo a individuo, ossia agli
+uni piace un odore, che disgusta un altro.</p>
+
+<p>Vi sono odori soavi e penetranti che svegliano
+in noi nobili sentimenti, altri che
+eccitano i trasporti amorosi come gli odori
+ambrosiaci o afrodisiaci.</p>
+
+<p>Non sono del parere di fuggire gli odori,
+ma di usarne moderatamente, perchè l'abuso
+degli odori non solo è dannoso alla salute,
+ma snerva ed affievolisce il corpo.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;96]</span><a name='Page_96'></a>
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Classificazione degli odori.</h4>
+
+<p>Fino ad oggi non si è potuto classificare
+giustamente gli odori in conseguenza della
+tenuità delle molecole odorose. Il naturalista
+Linneo li divise in sette classi: aromatici, fragranti,
+ambrosiaci, agliacei, nauseanti, fetidi,
+ripugnanti.</p>
+
+<p>Trascriveremo la classificazione fisiologica
+che è basata sopra la proprietà degli odori.</p>
+
+<p><i>Tonici</i>, che agiscono sull'economia animale;</p>
+
+<p><i>Debilitanti</i>, che producono svenimenti e
+lipotimie;</p>
+
+<p><i>Inebbrianti</i>, che cagionano l'ebbrezza;</p>
+
+<p><i>Caustici</i>, la cui prolungata azione produce
+la tumefazione delle membrane mucose e
+provoca delle emorragie;</p>
+
+<p><i>Nevrofili</i>, che calmano l'agitazione nervosa;</p>
+
+<p><i>Antisterici</i> e <i>isterici</i>, che calmano o provocano
+gli spasimi nervosi;</p>
+
+<p><i>Emmenagoghi</i>, che ristabiliscono il flusso
+catameniale ritardato o soppresso;</p>
+
+<p><i>Sonniferi</i>, che producono sonnolenza;</p>
+
+<p><i>Vomitivi</i>, che danno luogo al vomito;</p>
+
+<p><i>Purgativi</i>, che danno luogo allo scioglimento
+di corpo;</p>
+
+<p><i>Carminativi</i>, che fanno cessare i dolori di
+ventre;</p>
+
+<p><i>Esilaranti</i>, che eccitano la gioia;</p>
+
+<p><i>Ambrosiaci</i>, che eccitano gli organi genitali.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;97]</span><a name='Page_97'></a>
+<p>Vi sono altri odori che hanno qualità speciali,
+ma rimandiamo il lettore al libro <i>Les
+Parfums et le fleurs</i>.</p>
+
+<p>È imprudenza il dormire in una camera
+ove vi siano tanti fiori, perchè questi assorbono
+l'ossigeno dell'aria e versano in questa
+l'acido carbonico; quindi chi non vuol levarsi
+alla mattina con un forte dolor di capo,
+osservi questa norma.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Aberrazioni dell'odorato.</h4>
+
+<p>Quantunque le aberrazioni di questo senso
+sieno molto rare pure citeremo due casi.</p>
+
+<h6>RACCONTI.</h6>
+
+<p>Un avvocato avendo fatto una fortissima
+indigestione di formaggio trovava il sapore e
+l'odore di questo in tutte le vivande che gli
+si portavano, e per ben sei mesi non mangiò
+altro che mele e frumento alla stato naturale.
+Però dopo una fortissima flussione di stomaco,
+e ricuperata la salute, si trovò libero da
+questa aberrazione.</p>
+
+<p>Un'attrice s'immaginò che gli amanti da
+lei licenziati, oltre all'ingiuriarla, le gettassero
+sulla sua candida pelle delle materie fetide
+che le toglievano perfino il sonno.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;98]</span><a name='Page_98'></a>
+
+
+<h3>Parte Quarta</h3>
+
+<h4>Igiene dell'odorato.</h4>
+
+<p>Le norme igieniche sono le seguenti: non
+usare delle polveri irritanti come la canfora
+il pepe, il tabacco che irritano la pituitaria,
+e fanno perdere la sensibilità olfativa.</p>
+
+<p>Evitare le variazioni troppo rapide di temperatura,
+perchè il raffreddore è dannoso
+all'odorato. Pure dannosa è la vegetazione
+alla superficie della pituitaria, lo scirro, il
+cattivo vezzo che tanti hanno di stimolarsi
+il naso colle dita.</p>
+
+<p>L'avulsione dei peli del naso è pure pericolosa;
+spesso ne risultano ulcerazioni profonde
+e anche la cancrena. Per levarsi questi
+peli bisogna servirsi del <i>depilatorio</i>.</p>
+
+<p>Inoltre è da raccomandarsi, specialmente
+alle signore, di non abusare dei profumi dei
+fiori, perchè l'abuso attutisce la sensibilità
+dell'odorato stesso.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;99]</span><a name='Page_99'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XXI.</h1>
+
+<h2>Del gusto.</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Classificazione dei sapori.</h4>
+
+<p>Il quarto senso è il gusto, che forma col
+tatto i sensi inferiori. Questo senso agisce
+solamente quando le molecole dei corpi sapidi
+vengono a contatto di esso. Varie sono
+le opinioni circa la residenza del gusto. Alcuni
+lo mettono nelle papille della lingua, alcuni
+nel palato, altri nel velo palatino, ma i più
+dotti credono che lingua, palato, e velo palatino
+concorrano a completare il senso del
+gusto. Questo senso guida l'uomo e specialmente
+i bruti, alla ricerca degli alimenti.</p>
+
+<p>I <i>sapori</i> si dividono nelle classi seguenti:</p>
+
+<p><i>Dolci</i>: come lo zucchero, i datteri, i fichi,
+ecc., e hanno proprietà emolienti, lassative.</p>
+
+<p><i>Acquosi</i> o <i>scipiti</i>: come le zucche, i cocomeri,
+la lattuga, ecc., e hanno proprietà
+debilitanti e leggiermente diuretiche.</p>
+
+<p><i>Grassi vischiosi</i>: come il tasso barbasso,
+la bismalva, i fiori di soffola, ecc., e hanno
+proprietà dolcificanti e snervanti.</p>
+
+<p><i>Acidi</i>: come il ribes, la melagrana, il limone,
+e hanno proprietà rinfrescanti, debilitanti.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;100]</span><a name='Page_100'></a>
+<p><i>Amari</i>: come il rabarbaro, le foglie di salice,
+l'assenzio, e hanno proprietà toniche e purgative.</p>
+
+<p><i>Salati</i>: come l'acqua di mare, la soda, la
+potassa, e hanno proprietà detersive, purgative.</p>
+
+<p><i>Stitici</i> o <i>acerbi</i>: come le cotogne, le sorbe,
+le nespole verdi, ed hanno proprietà astringenti.</p>
+
+<p><i>Piccanti</i>, <i>aromatici</i>: come il pepe rosso,
+ì chiodi di garofano, la cannella, e hanno
+proprietà toniche, fortemente eccitanti.</p>
+
+<p><i>Acri-mordenti</i>: come l'aglio, le cipolline,
+ed hanno proprietà riscaldanti.</p>
+
+<p>È da notarsi che l'odorato previene il gusto
+nella ricerca delle sostanze alimentari, perchè
+le sostanze composte racchiudono in loro
+stesse un profumo: come le fragole, le mele,
+i lamponi, ecc., quindi agiscono doppiamente
+sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce
+al primo per raddoppiare i piaceri. Il senso
+del gusto infatti è fonte di svariatissimi godimenti
+più o meno vivi e squisiti a seconda
+dell'età, della salute, della delicatezza, del
+temperamento e della condizione sociale dell'individuo.
+Per esempio i fanciulli e le donne
+in generale amano le cose dolci e per contrasto
+le acide o acerbe. Quando si è giovani,
+siccome l'appetito si fa sentire, così si amano
+tutti i sapori tranne quelli a tutti antipatici.</p>
+
+<p>Avanzando sempre più in età i gusti si
+cambiano, il palato diventa più ottuso, e si
+cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e
+piccanti, e ciò per eccitare l'appetito e rendere
+la digestione più facile. Alcune volte
+sono dunque necessarie, ma più spesso alte<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;101]</span><a name='Page_101'></a>rano
+l'organismo, e sono più di danno che
+di vantaggio alla salute. È un passatempo
+abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso
+pranzo di famiglia di osservare sulle
+fisionomie di diversi le varie impressioni provocate
+dagli organi del gusto e dell'odorato.</p>
+
+<p>Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi
+da un amico all'uscire da un lauto e
+copioso banchetto. Eccolo:</p>
+
+<p>Esistono i due proverbi: <i>vivere per mangiare</i>
+e <i>mangiare per vivere</i>. Proverbi entrambi
+da evitarsi. Ecco perchè presi la via di
+mezzo. Io mangio principalmente per vivere,
+ma in certo qual modo vivo anche per mangiare.
+Se gusto, se assaporo una vivanda gli
+è perchè io sono un essere superiore al bruto
+che inghiottisce gli alimenti per puro istinto;
+si è perchè io sono un uomo intelligente che
+voglio servirmi di tutti i sensi che l'Ente
+Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio
+fare onore al Lucullo che mi ha invitato alla
+sua mensa e al cuoco che ha preparato le
+succose vivande. Non è forse vero quanto vi
+ho detto? Vi scorgete l'ombra di una biasimevole
+leccornia? Del resto, signori miei,
+leccardi non possono essere tutti, perchè per
+aguzzare il senso del gusto occorre uno studio
+speciale che io feci con cura amorosa.</p>
+
+<p>In primo luogo dovetti attenermi ad un
+severo regime per sviluppare questo senso,
+regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero,
+e giunsi ad un discreto risultato
+dopo un corso di fisiologia degli organi e
+dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni?
+Eccolo.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;102]</span><a name='Page_102'></a>
+<p>Ma quì non voglio infastidire il lettore con
+questi appunti che si possono trovare più
+estesi in un trattato di storia naturale. Dirò
+solamente che questo amico quasi quasi mi
+convinse che l'esser leccardi non è una cosa
+tanto facile quanto credeva, perchè bisogna
+davvero studiare tutte le minutezze per vieppiù
+assaporare una <i>bottiglia di champagne</i>
+o <i>un'ala di fagiano</i>.</p>
+
+<hr style='width: 45%;' />
+
+<p>Il mangiare e il bevere, dicono taluni, è un
+piacere puramente fisico e materiale; non
+importa, ma non si può negare che si ha un
+piacere dolce e vivo.</p>
+
+<p>Non si prova forse una gradevole soddisfazione
+quando dopo un eccellente pasto, inaffiato
+con un delicato vinetto di Piemonte si
+fuma una cigaretta seduto al balcone?</p>
+
+<p>Chi potrebbe negare che il nostro fisico
+tutto si ristora quando d'estate si beve una
+fresca e dolce bevanda al limone, al lampone,
+al ribes; quando si prendono a centellini
+quei soavi gelati?</p>
+
+<p>Sì, noi dobbiamo ascoltare anche il senso
+del gusto, perchè, ascoltandolo moderatamente,
+si procura dei piaceri gredevolissimi,
+quantunque sieno <i>fisici e materiali</i>.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;103]</span><a name='Page_103'></a>
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Aberrazioni del gusto.</h4>
+
+
+
+<h6>RACCONTO.</h6>
+
+<p>Due avvocati, amici intimi, pranzavano
+sempre insieme, ed offrivano delle aberrazioni
+affatto speciali. L'uno si lamentava che il
+cuoco salava troppo le vivande. Al contrario
+l'altro le trovava insipide. Si bisticciavano
+un po' e quando l'aberrazione cessava mangiavano
+tutti e due deliziosamente.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Igiene del gusto.</h4>
+
+<p>Affinchè il senso del gusto agisca esattatamente
+occorre il completo sviluppo e la
+sanità di tutte le parti che lo compongono.</p>
+
+<p>Si dovrà quindi guardarsi da tutte quelle
+sostanze che possono danneggiare la lingua,
+la mucosa della bocca o il velo palatino;
+da quelle che alterano la sensibilità dell'apparato
+gustatorio, dalle abitudini che nuociono
+alla secrezione salivale come l'abuso degli
+aromi, della pipa, del tabacco, dei liquori, ecc.</p>
+
+<p>Se la lingua fosse coperta da qualche impurità
+allora il gusto diventa ottuso, appena
+percettibile; le bevande acide e toniche possono
+però risvegliarlo dal suo torpore.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;104]</span><a name='Page_104'></a>
+<p>Il senso del gusto non è sviluppato se non
+nella età adulta, se questo si affievolisce è
+un sintomo d'un'affezione allo stomaco. Quindi
+bisogna guardarsi da tutte quelle cause che
+possono nuocere non solo a questo senso ma
+all'intiero organismo.</p>
+
+
+
+
+<h1>GAPITOLO XXII.</h1>
+
+<h2>Del tatto.</h2>
+
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<p>L'ultimo senso inferiore, il più fisico e
+materiale, è il tatto. Esso però è il più diffuso,
+poichè risiede nell'organo cutaneo.</p>
+
+<p>Il <i>tatto</i> si attua <i>toccando</i> l'oggetto che si
+vuol esaminare. Per mezzo di questo senso
+si conoscono le asprezze, la morbidezza, il
+peso e la grandezza d'un corpo; per mezzo
+suo inoltre si sente il caldo e il freddo, e
+molti individui anche lo stato elettrico dell'atmosfera.</p>
+
+<p>La mano è la parte del corpo dove maggiormente
+risiede la sensibilità tattile e precisamente
+esso si trova nei polpastrelli delle
+dita. Per formarsi un'idea dell'importanza
+speciale di questo senso bisogna pensare ai
+ciechi che fanno ogni sorta di lavori servendosi
+del tatto, che perfino giungono a leggere
+gli scritti in rilievo ed a conoscere i varii
+colori.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;105]</span><a name='Page_105'></a>
+<p>La mano, per meglio godere delle sensibilità
+tattiche, deve essere coperta da una
+bianca e morbida pelle, deve avere le dita
+bene articolate terminanti in una polpa mollemente
+arrotondita. Le signore che s'interessano
+delle loro mani possono leggere la
+opera intitolata: <i>Hygiène des mains et des
+pieds</i>.</p>
+
+<p>Il tatto, a seconda del modo col quale è
+esercitato, prende varii nomi.</p>
+
+<p>Il solletico è un tatto speciale che tutti conoscono.
+Quando è esercitato sotto la pianta
+dei piedi provoca talmente il riso da essere
+assaliti da convulsioni e fors'anche della morte
+in un eccesso titanico.</p>
+
+<p>Il solletico delle labbra o del palmo della
+mano produce un'irritazione voluttuosa, di
+maniera che si hanno parecchie donne che
+provano per questo solletico dei trasalimenti
+nervosi e degli attacchi isteriformi.</p>
+
+<p>Il solletico dell'ugula produce il vomito,
+quello della pituitaria lo starnuto, ed altri
+fenomeni le altre parti del corpo.</p>
+
+<p>Il tatto poi occupa il primo posto nei diversi
+atti dei piaceri sessuali. Le impressioni
+però che sono trasmesse al cervello sono
+meno o più vive e intense a seconda del
+temperamento dell'individuo. Se uno ha un
+temperamento sensibile e nervoso il piacere
+che prova accarezzando una superficie morbida,
+tondeggiante e vellutata è molto più
+vivo che non quello di un linfatico, nel quale
+la fibra è più molle e meno sensibile ed ha
+bisogno d'un contatto più pronunziato e
+prolungato per giungere a sensazioni meno
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;106]</span><a name='Page_106'></a>vive di quelle dei soggetti nervosi. È dunque
+vero però che essendo il tatto il senso fisico
+per eccellenza trova in amore le sue più dolci
+applicazioni.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Aberrazioni del tatto.</h4>
+
+<p>Numerosi sono gli esempi di aberrazioni
+del tatto che ci offrono gli annali di medicina.
+Noi ne citeremo qualcuno.</p>
+
+<p>Una signora sentiva una miriade di sorci
+correre sopra il suo corpo; finiti questi si
+credeva circondata da infiniti mosconi che
+la punzecchiavano. L'allucinazione durava
+una mezz'ora e tutti i giorni aveva luogo.</p>
+
+<p>Un'altra signora si credeva d'essere preda
+d'una quantità di bruchi.</p>
+
+<p>Una terza sudava a larghe goccie di sudore
+nel cuore del verno.</p>
+
+<p>Una quarta, avendo bevuto ad un ruscello
+dove aveva visto una rana, credeva di sentire
+le rane danzare nel suo stomaco.</p>
+
+<p>E non la finiremmo più; eccone un'altra
+più curiosa:</p>
+
+<p>Un povero notaio aveva una moglie che
+per fargli fare ciò che voleva lo bastonava.
+Per farla corta la moglie morì. Il notaio, contento
+da una parte, ringraziava il Cielo che
+lo aveva liberato. Ma ahimè! Povero illuso!
+La moglie (così credeva lui) tutti i giorni a
+quell'ora istessa gli faceva la sua visitina, e
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;107]</span><a name='Page_107'></a>lo picchiava ancora di santa ragione, di maniera
+che il povero notaio gridava perfino
+pel dolore!</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Igiene del tatto.</h4>
+
+<p>Siccome il tatto si trova diffuso in tutto
+l'organo cutaneo, perciò chi desidera conservarsi
+un tatto sensibile e delicato bisognerà
+che allontani tutte le cause che possono
+alterare o guastare la pelle. È perciò
+che per evitare le numerose affezioni che
+possono nuocere alla pelle diviene indispensabile
+di vegliare alla sua integrità e di mantenerla,
+in uno stato di polizia che nulla lasci
+a desiderare.</p>
+
+<p>Bisognerà dunque guardarsi dai grandi
+calori, come dai freddi eccessivi, dal fuoco,
+dagli alcali, dagli acidi; si dovrà evitare la
+alternativa dell'acqua calda e di quella fredda,
+chè tutte sono cause di indurimento dell'epidermide
+o di screpolature gravissime. Inoltre
+i geloni trascurati possono anche trasformare
+le dita.</p>
+
+<p>Coloro dunque che, oltre all'evitare queste
+affezioni abbastanza dolorose, desiderano conservare
+il senso del tatto in tutta la sua integrità,
+si procuri la nostra <i>Hygiène des
+mains et des pieds</i>, ove diffusamente si parla
+di queste norme che qui sono solamente
+accennate.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;108]</span><a name='Page_108'></a>
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XXIII.</h1>
+
+<h2>Rapporti tra le quattro parti del giorno e le
+quattro stagioni.&mdash;Loro influenza sull'economia
+umana.</h2>
+
+<p>Il <i>giorno</i> è indicato dalla natura per occuparsi
+dei propri affari, per lavorare e anche
+per godersi qualche divertimento.</p>
+
+<p>La <i>notte</i> fu creata per riposare, per riparare,
+mediante il sonno, alle perdite della
+giornata. Chi inverte queste leggi di natura
+si troverà a suo tempo pentito.</p>
+
+<p>E pur troppo nell'alta società si fa giorno
+della notte e viceversa. La vita passata nei
+teatri, nei caffè, nei <i>clubs</i>, attrae questi signori,
+ma li rovina e li rende gracili ed insani.
+Guardate le contadine che si levano e
+si coricano col sole. Quantunque il loro viso
+sia abbronzito, pure presentano i colori di
+una ferrea e vigorosa salute!</p>
+
+<h3>Il Mattino.</h3>
+
+<p>Il <i>mattino</i> corrisponde alla <i>primavera</i> e
+alla <i>gioventù dell'uomo</i>.</p>
+
+<p>La parte migliore del giorno è il mattino
+quando il sole non ancora visibile sull'orizzonte,
+manda avanti a sè i suoi raggi di
+fuoco che indorano e fanno brillare pari a
+gemme le terse goccie di rugiada che coro<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;109]</span><a name='Page_109'></a>nano
+i petali dei fiori, quando gli uccelletti
+appena svegli ringraziano col loro allegro
+cinguettio il sole nascente, il padre della
+vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova
+assistendo alla levata del sole in un calmo
+mattino di primavera! Appena che i suoi benefici
+raggi inondano l'atmosfera i contadini
+escono giulivi dalle loro case per avviarsi al
+lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta,
+noi ci sentiamo più spigliati, più vigorosi;
+è nel mattino che le nostre facoltà intellettuali
+funzionano con maggior facilità ed
+energia. È per questo che i letterati, i poeti
+e gli artisti stanno occupati più nella mattina
+che nel resto della giornata.</p>
+
+<p>Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie
+sempre la mattina. Chi non ama questi sollazzi?
+A chi non piace quando si è in una
+compagnia allegra e piacevole andare in un
+ameno boschetto, sulla riva d'un ruscello e
+fare una colazione resa saporitissima dall'appetito
+che sviluppa l'aria del mattino?</p>
+
+<p>I medici hanno anche osservato che il
+maggior numero di miglioramenti nelle malattie
+avvengono nella mattina, perchè in
+questa fase del giorno tutto concorre per
+allietare l'anima ed il corpo.</p>
+
+<h3>Il Mezzogiorno.</h3>
+
+<p>Il <i>mezzodì</i> corrisponde all'estate e all'<i>età
+matura</i> nell'uomo.</p>
+
+<p>Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari
+hanno acquistato tutta la loro forza, i lavo<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;110]</span><a name='Page_110'></a>ranti
+in quest'ora di massimo calore cercano
+l'ombra e il riposo per rivigorire le stanche
+loro membra.</p>
+
+<p>Così l'uomo maturo che ha gustato tutti
+i piaceri della giovinezza e che durante questa
+epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno
+stato discreto, può gustare tranquillo e contento
+i piaceri e le pure gioie della famiglia,
+godendo unitamente a questi un poco di riposo
+e di tranquillità.</p>
+
+<p>Un altro rapporto che esiste è il seguente:
+come nell'estate, così nelle calde ore del
+mezzodì maggiormente si esercita l'azione
+morbifica e particolarmente sullo stomaco, sul
+fegato e sugli intestini. È perciò che l'igiene
+prescrive l'esclusione di certi alimenti che
+possono essere funesti. E siccome l'età matura
+è un'età di riposo, così bisogna gustare
+con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono
+e rendono inerte l'individuo.</p>
+
+<h3>La Sera.</h3>
+
+<p>La <i>sera</i> corrisponde all'<i>autunno</i> e all'<i>età
+del declino</i>.</p>
+
+<p>Come la sera fa cessare i lavori, sospende
+tutte le occupazioni, così l'età del declino
+domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età
+precedenti si è a sufficienza lavorato e goduto.</p>
+
+<p>La <i>sera</i> come l'<i>autunno</i> e l'<i>età del declino</i>
+è triste e melanconica.</p>
+
+<p>Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue
+belle giornate, pure la natura morente non
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;111]</span><a name='Page_111'></a>può ispirare allegria. E in questa stagione
+che gli alberi si spogliano delle loro verdi
+fronde; è in questa stagione che i fiori scompaiono,
+che le praterie ingialliscono, che le
+pioggie ingrossano i torrenti, è in questa
+stagione infine che la natura muore!</p>
+
+<p>In tal modo cammina la vita umana che
+dall'età del declino entra nella vecchiaia.</p>
+
+<p>Come l'età del declino, così l'autunno è
+fertile in malattie; si raccomenderà quindi
+la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza
+degli abusi di quei frutti che prodiga l'autunno.</p>
+
+<p>Il rapporto che esiste è dunque spiccante.
+Tutti e tre offrono un vago indefinibile che
+si avvicina alla tristezza.</p>
+
+<h3>La Notte.</h3>
+
+<p>La <i>notte</i> corrisponde all'<i>inverno</i> ed alla
+<i>decrepitezza</i>.</p>
+
+<p>La notte deve intieramente dedicarsi al
+riposo, poichè non solo gli animali dormono
+la notte, ma anche un gran numero di vegetali,
+poichè per essi il sonno è di assoluta
+necessità.</p>
+
+<p>In primavera le notti sono spesso stellate
+e fredde; in estate ora tiepide, limpide, ora
+calde tempestose; in autunno sono umide e
+malsane; in inverno gelide.</p>
+
+<p>A seconda delle stagioni il sonno è dolce,
+piacevole; grave ed interrotto; profondo o
+leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e
+intenso.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;112]</span><a name='Page_112'></a>
+<p>Si può dire che la durata del sonno è a
+seconda delle perdite fatte nella giornata.
+Mille volte infelici quegli ammalati che la
+notte non possono godere del sonno placido
+e riparatore, perchè sono molestati da crudeli
+dolori!</p>
+
+<p>Ecco così esaminate le diverse parti del
+giorno, le stagioni e le età dell'uomo, ed
+accennato al rapporto che havvi tra loro.</p>
+
+<p>Terminerò il capitolo raccomandando di
+non invertire le leggi naturali facendo come
+i ricchi notte del giorno e del giorno notte,
+perchè immenso è il danno che ne deriva.</p>
+
+
+
+
+<h1>CAPITOLO XXIV.</h1>
+
+<h2>Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.</h2>
+
+<p>In quest'ultimo capitolo accenneremo ai
+diversi piaceri che offrono le quattro stagioni.
+Piaceri diversi tra loro, perchè, come ogni
+stagione ha i suoi fiori, così ha i suoi godimenti.</p>
+
+<p>Nei climi temperati, ove quattro sono le
+parti dell'anno, vi hanno piaceri non conosciuti;
+nella zona torrida le stagioni sono
+due: quella delle pioggie e della siccità.</p>
+
+<p>Invece noi siamo contenti, quando dopo
+un po' di giorni di sole eccessivo che dissecca
+la terra e infuoca il cielo, di ricevere una
+benefica acqua che spenga gli eccessivi calori.
+Questa continua alternazione non può renderci
+monotoma la vita.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;113]</span><a name='Page_113'></a>
+
+
+<h3>Parte Prima.</h3>
+
+<h4>Dei piaceri in primavera.</h4>
+
+<p>L'inverno è passato, il vento gelido e freddo
+di questa stagione di morte s'intiepidisce; e
+la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui
+che si è alzato una di queste mattine gioconde
+nella quale la natura ti sorride a ciascun
+passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e
+respirando l'aria a pieni polmoni ha dovuto
+esclamare: Viva la primavera! Viva questa
+epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido
+risveglio della natura, nella quale il
+cielo si fa più bello e la terra gli sorride di
+amore. È in questi giorni che tutto ritorna,
+che ritornano le rondinelle al nido del porticato,
+i piccoli fiori al vaso della fanciulla,
+i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di
+capelli nere e lucenti. Chi sarà colui che
+non benedirà quest'epoca, la più bella, la
+più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca
+nella quale un sole brillante dà la forza e
+la vivacità a tutta la natura?!....</p>
+
+<p>La primavera! Non è forse la più bella di
+tutte le quattro stagioni? Non è forse nella
+primavera che si può vedere ed ammirare la
+onnipotenza dell'Ente Supremo?</p>
+
+<p>Bisogna certamente essere pessimisti per
+odiare quest'epoca; bisogna certamente aver
+perduto tutto lo spirito per non sentire questi
+profumi che ti spingono all'amore plastico,
+come l'autunno all'amore platonico.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;114]</span><a name='Page_114'></a>
+<p>Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci
+offre. Le poetiche passeggiate, le escursioni,
+le colazioni nei campi, le cavalcate, le gite
+di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo
+fatto che ama studiare ha la botanica, la zoologia,
+la mineralogia che gli offre un esteso
+campo per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.</p>
+
+<p>È nella primavera che lo spirito, il talento,
+il genio che giaceva annichilito, senza forza
+e senza slancio, è in questa stagione, dico,
+che hanno preso il volo, che hanno stese le
+loro ali gigantesche e che volano nei campi
+ridenti dell'immaginazione.</p>
+
+<p>Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il
+grido che l'anima invia alla primavera, il
+grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri
+profumati all'ideale. Come si può restare
+insensibili davanti alla splendida ricchezza
+che si spiega maestosa e sorride davanti agli
+occhi, che ci attira, che ci solleva in un
+mondo novello, che ci mostra un orizzonte
+dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi
+i più inebbrianti?! Come sei bella o
+natura! Quanto sei grande! Dove hai preso
+le mille forme di fiori che rendono vivaci le
+praterie, le siepi, i campi? Ove li hai presi
+potenza soprannaturale?</p>
+
+<p>In ciascun angolo il più remoto brilla un
+fiore, brilla uno de' tuoi figli vaporosi che
+levano la monotonia e il dolore con un
+vago sorriso che t'inspira amore. L'aria ne
+è addolcita, e ciascun zefiro che passa accoglie
+sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore
+di mille rose. Nei capelli neri e lucenti, sul
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;115]</span><a name='Page_115'></a>seno della fanciulla, sugli altari, nei pranzi e
+sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra
+e sulla terrazza del sontuoso palazzo, avunque
+brilla un fiore, ovunque è un profumo
+d'amore.</p>
+
+<p>Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti
+dalle rosee ali l'accompagnano. Sono
+i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre, apritele
+al sole, al profumo dei fiori. Come sono
+belli; io vi amo e vi saluto. Vi amo perchè
+dai vostri calici spira una dolcezza triste e
+solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla
+poetica pure vi ama; v'amo infine perchè
+siete i fiori, i figli della <i>primavera</i>.</p>
+
+<h3>Parte Seconda.</h3>
+
+<h4>Dei piaceri nell'estate.</h4>
+
+<p>Le tiepide aurette primaverili più non scuotono
+mollemente la nera treccia di capelli.
+La primavera è finita e l'estate col suo calore
+tanto benefico alla campagna si fa avanti
+maestoso ed infuocato. Il sole è giunto al
+punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari
+alla terra; la sua forza benefica
+è al massimo. In estate maturano le biondeggianti
+messi, i frutti i più squisiti, le
+tinte si fanno più scure e intense; tutto insomma
+partecipa al cambiamento che il sole
+di giugno opera nei campi.</p>
+
+<p>Fra i piaceri che si possono godere nell'estate
+figurano le passeggiate di buon mattino
+e di sera in campagna. Queste passeggiate sono
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;116]</span><a name='Page_116'></a>piacevolissime per coloro che sanno gustare
+le pure gioie campestri.</p>
+
+<p>In questa stagione deve essere contento
+anche il proprietario che può passeggiare sui
+suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti,
+l'uva che matura, i prati smaltati di fiori.
+Beato il proprietario, perchè tali beni, essendo
+suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!</p>
+
+<p>D'estate poi sono un'occasione di divertimento,
+e sono di un'utilità incontestabile
+i bagni. Le acque minerali e termali sono
+molto frequentate durante l'estate da ammalati,
+oppure da coloro che vogliono condurre
+una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti
+si trovano tutti i divertimenti della
+capitale, di più si possono fare le passeggiate
+campestri che sono d'una grandissima utilità
+alla salute.</p>
+
+<p>La massima principale per migliorare in
+questi stabilimenti è di non lasciarsi sopraffare
+dalla noia. La noia è il peggior nemico della
+salute; quindi se un bagnante si annoia causa
+il cattivo tempo o lo stabilimento, dovrà
+subito abbandonare questo luogo per cercarne
+uno migliore, nel quale i concerti, la conversazione,
+i giuochi di società non lo lascino
+annoiato o melanconico.</p>
+
+<p>Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e
+sotto questa denominazione intendo le gite
+in barca, in battello a vapore, le passeggiate
+lungo le rive dei fiumi o dei laghi, infine il
+nuoto, tutti esercizi che dilettano immensamente
+ed irrubostiscono i nostri muscoli.</p>
+
+<p>L'estate offre pure la sua parte di poesia.
+Non inspira forse dei nobili ed elevati senti<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;117]</span><a name='Page_117'></a>menti
+la vista d'un ameno ed ombroso boschetto
+dove nulla s'intende altro che il
+gorgheggio degli uccelli e il mormorio del
+terso ruscello?</p>
+
+<p>Non si rimpiangono forse i convegni amorosi
+datisi nei boschi remoti e poetici? Non
+siamo eccitati alla riflessione quando seduti
+all'ombra d'un gigantesco platano nella quieta
+campagna ammiriamo intorno a noi l'opera
+del Creatore?</p>
+
+<p>Insomma i piaceri estivi, quantunque meno
+chiassosi dei primaverili, ci tornano ciononostante
+graditi, perchè accompagnati dalla
+riflessione.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Terza.</h3>
+
+<h4>Dei piaceri in autunno.</h4>
+
+<p>L'autunno è la stagione più ricca di frutta,
+è la stagione nella quale anche il regno animale
+ci dà gli elementi più svariati e di
+migliore qualità, per cui questa stagione è
+desiderata dai fanciulli, dai buongustai e dai
+leccardi.</p>
+
+<p>La natura in autunno cambia ancora di
+aspetto. Le mattine e le sere si fanno sempre
+più fresche, l'aere è più mite. L'autunno è
+l'epoca dei viaggi nei paesi meridionali; è
+l'epoca della caccia.</p>
+
+<p>Riguardo a questo piacere dobbiamo dire
+che se è spinto alla fatica diventa nocivo alla
+salute. Alla caccia bisogna guardarsi dalle
+correnti d'aria fresca quando si è in traspi<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;118]</span><a name='Page_118'></a>razione,
+nel bevere quando si è sudati, o
+dall'attraversare qualche acqua quando i piedi
+sono riscaldati dal percorso cammino. Queste
+sono norme che non si osservano quando
+siamo in preda all'entusiasmo di inseguire
+qualche lepre, ma che dovrebbero seguirsi
+per non prepararsi delle infermità.</p>
+
+<p>Un altro piacere per i proprietarii di terre
+è quello di assistere al raccolto e principalmente
+alle vendemmie. Nei paesi viniferi si
+danno delle feste campestri, come le colazioni,
+i pranzi, i balli, feste che ci tornano gradite,
+perchè nuove e purificate dall'aura imbalsamata
+della campagna. Ma la seconda metà
+dell'autunno non presenta questi dolci piaceri.
+Essa è triste, melanconica. La natura si
+spoglia de' suoi verdi colori, gli alberi nudi
+sono tetri, gli augelletti più non gorgheggiano,
+le brine cominciano a coprire la terra,
+l'aquilone freddo sibila fra i rami, le nebbie,
+le pioggie sono frequenti, i torrenti straripano,
+i raggi solari si affievoliscono, la natura si
+addormenta per ridestarsi più viva, più appariscente
+in primavera.</p>
+
+<p>L'autunno però, sebbene abbondante in
+piaceri, è pure abbondante in malattie. Queste
+provengono dai cambiamenti repentini di temperatura
+che sono frequentissimi in autunno.
+Provengono però principalmente dalle scorpacciate
+di frutta di cui è ricca questa stagione.
+Si guardino bene i golosi dagli eccessi di
+questo genere, perchè non sanno quanto dolorosi
+sieno i flussi di ventre, le febbri ribelli
+o le dissenterie.</p>
+
+<p>Un alimento che raccomando caldamente
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;119]</span><a name='Page_119'></a>nell'affievolimento di stomaco è il <i>buon cioccolatte</i>,
+perchè, oltre all'essere facilmente digeribile,
+ripara subito le perdite del corpo.
+Bisogna però guardarsi dal cioccolatte di
+cattiva fabbricazione, perchè non fa altro che
+ingombrare lo stomaco.</p>
+
+<p>Un'altra raccomandazione è quella di coprirsi
+ai primi freddi per evitare i raffreddori
+e le soppressioni di traspirazione.</p>
+
+
+
+<h3>Parte Quarta.</h3>
+
+<h4>Dei piaceri in inverno.</h4>
+
+<p>Questa è la stagione più monotona e melanconica
+dell'anno. Il sole più non ci riscalda,
+e pare che ci abbia abbandonati. La neve
+bianca e fredda copre come un funebre lenzuolo
+tutta la campagna. Ovunque è tristezza,
+ovunque è torpore.</p>
+
+<p>Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel
+fanciullo che se ne stanno rincantucciati al
+caminetto, non lo è però pel giovane, il
+quale trova nell'inverno dei cari e graditi
+divertimenti. Egli sfida i rigori del verno per
+assistere all'opera, al dramma, ai concerti;
+egli sfida la neve per correre dove la danza
+lo chiama e lo attira, e non lascia la minima
+occasione per festeggiare l'amore e il piacere.</p>
+
+<p>Una molestia dell'inverno è il freddo delle
+mani e dei piedi. Freddo che deriva da ciò
+che il sangue più non circola nella rete muscolare
+superficiale, ma bensì è spinto nei
+vasi interni.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;120]</span><a name='Page_120'></a>
+<p>È sopratutto nell'inverno che il vecchio
+deve usare a sè stesso tutti i riguardi, perchè
+il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi
+piaceri devono essere quelli del focolare, della
+lettura, della conversazione, dei giuochi di
+famiglia che occupano e cacciano la noia.</p>
+
+<p>È nell'inverno poi che si gustano maggiormente
+i piaceri dell'amicizia, perchè in questa
+stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione.
+Un vero amico non è mai abbastanza
+custodito. L'amicizia è un porto dove
+si rifugia durante l'uragano, ove si felicita
+dopo il pericolo. Qual maggior gioia di quella
+di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico,
+al quale si hanno mille cose da confidare,
+mille da sentire!</p>
+
+<p>L'inverno è anche la stagione più propizia
+ai pranzi, ai festini, ai banchetti. In questa
+epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco
+possiede maggior energia; le sue funzioni
+hanno luogo più prontamente, e può
+quindi digerire più presto una maggiore quantità
+di alimenti che nelle altre stagioni.</p>
+
+<p>È nell'inverno che si hanno le feste di
+Natale e quelle del primo giorno dell'anno.</p>
+
+<p>Quest'ultima in Francia è festeggiata da
+tutti, non solo dai bimbi che desiderano i
+regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano
+gradite le riunioni di famiglia.</p>
+
+<p>Il carnevale viene poi a portare l'allegria
+ai giovani, e procurare loro mille sorta di
+piaceri nei quali la folla delirante si getta a
+capo fitto.</p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;121]</span><a name='Page_121'></a>
+<p>E quì termina l'opera, lo scopo della quale
+non solo era di accennare i piaceri delle diverse
+stagioni, ma bensì di cercare di assegnar
+loro un limite uniformandole alle norme
+dell'igiene. Dunque di nuovo raccomandiamo
+ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle
+cose della vita, perchè, come abbiamo accennato
+in questo libro, possono apportare gravi
+sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse
+anche la morte!</p>
+
+
+<h3>Fine.</h3>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;122]</span><a name='Page_122'></a><span class="pagenum">[Pag.&nbsp;123]</span><a name='Page_123'></a>
+
+
+<h1>INDICE</h1>
+
+<p>CAPITOLO I</p>
+
+<p>Definizione del piacere pag. <a href='#Page_3'>3</a></p>
+<br />
+
+
+<p>CAPITOLO II.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. La giovinezza ed i suoi piaceri&mdash;Adolescenza&mdash;pubertà pag. <a href='#Page_7'>7</a></p>
+
+<p>» II. I piaceri della giovinezza e loro igiene pag. <a href='#Page_13'>13</a></p>
+
+<p>» III. Igiene alimentare della giovinezza pag. <a href='#Page_15'>15</a></p>
+<br />
+
+
+<p>CAPITOLO III</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell' amor fisico&mdash;Primi palpiti d'amore pag. <a href='#Page_18'>18</a></p>
+
+<p>» II. Sensazione del coito pag. <a href='#Page_19'>19</a></p>
+
+<p>» III. I due lati dell'amore pag. <a href='#Page_20'>20</a></p>
+
+<p>» IV. Dell'amore e sua igiene morale pag. <a href='#Page_21'>21</a></p>
+<br />
+
+
+<p>CAPITOLO IV.</p>
+
+<p>Conseguenze d'una cattiva scelta&mdash;Racconto pag. <a href='#Page_26'>26</a></p>
+<br />
+
+<p><span class="pagenum">[Pag.&nbsp;124]</span><a name='Page_124'></a>CAPITOLO V.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Il matrimonio ed i suoi piaceri pag. <a href='#Page_32'>32</a></p>
+
+<p>» II. I piaceri dell'amore materno e paterno pag. <a href='#Page_33'>33</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO VI.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Della procreazione&mdash;Norme igieniche pag. <a href='#Page_35'>35</a></p>
+
+<p>» II. Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri d'amore pag. <a href='#Page_37'>37</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO VII.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Mali derivanti dai piaceri solitari pag. <a href='#Page_41'>41</a></p>
+
+<p>» II. Mezzi per impedire i piaceri solitari pag. <a href='#Page_45'>45</a></p>
+
+<p>» III Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari pag. <a href='#Page_46'>46</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO VIII</p>
+
+<p>Della donna e dei piaceri che offre pag. <a href='#Page_48'>48</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO IX.</p>
+
+<p>Delle aberrazioni o traviamenti d'amore pag. <a href='#Page_50'>50</a></p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Satiriasi pag. <a href='#Page_52'>52</a></p>
+
+<p>» II. Erotismo per soverchia continenza pag. <a href='#Page_54'>54</a></p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;125]</span><a name='Page_125'></a>
+<p>» III. Follia erotica pag. <a href='#Page_54'>54</a></p>
+
+<p>» IV. Follia erotica intermittente&mdash;Racconto pag. <a href='#Page_55'>55</a></p>
+
+<p>» V. Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico pag. <a href='#Page_57'>57</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO X.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Igiene dei piaceri venerei pag. <a href='#Page_58'>58</a></p>
+
+<p>» II. pag. <a href='#Page_61'>61</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XI.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Età virile ed i suoi piaceri&mdash;Virilità pag. <a href='#Page_64'>64</a></p>
+
+<p>» II. Età matura pag. <a href='#Page_66'>66</a></p>
+
+<p>» III. Piaceri dell'età matura pag. <a href='#Page_67'>67</a></p>
+
+<p>» IV. Piaceri paterni e materni pag. <a href='#Page_68'>68</a></p>
+
+<p>» V. pag. <a href='#Page_69'>69</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XII.</p>
+
+<p>Nubilità&mdash;Età matura pag. <a href='#Page_70'>70</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XIII.</p>
+
+<p>Igiene dell'età matura pag. <a href='#Page_72'>72</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XIV.</p>
+
+<p>Prima vecchiaia pag. <a href='#Page_74'>74</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XV.</p>
+
+<p>Dell'erotismo nella vecchiaia pag. <a href='#Page_76'>76</a></p>
+<br />
+
+<p><span class="pagenum">[Pag.&nbsp;126]</span><a name='Page_126'></a>CAPITOLO XVI.</p>
+
+<p>Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri pag. <a href='#Page_77'>77</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XVII.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Seconda vecchiaia pag. <a href='#Page_80'>80</a></p>
+
+<p>» II. Dell'abitudine e della noia nei vecchi pag. <a href='#Page_81'>81</a></p>
+
+<p>» III. Decrepitezza pag. <a href='#Page_83'>83</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XVIII.</p>
+
+<p>Dei sensi pag. <a href='#Page_84'>84</a></p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Piaceri dei sensi pag. <a href='#Page_86'>86</a></p>
+
+<p>» II. Allucinazioni ed aberrazioni della vista pag. <a href='#Page_87'>87</a></p>
+
+<p>» III. Igiene della vista pag. <a href='#Page_89'>89</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XIX.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell'udito pag. <a href='#Page_90'>90</a></p>
+
+<p>» II. Della musica sull'organismo umano pag. <a href='#Page_91'>91</a></p>
+
+<p>» III. Allucinazioni dell'udito pag. <a href='#Page_93'>93</a></p>
+
+<p>» IV. Igiene dell'udito pag. <a href='#Page_94'>94</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XX.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dell'odorato pag. <a href='#Page_95'>95</a></p>
+
+<p>» II. Classificazione degli odori pag. <a href='#Page_96'>96</a></p>
+
+<p>» III. Aberrazioni dell'odorato pag. <a href='#Page_97'>97</a></p>
+
+<p>» IV. Igiene dell'odorato pag. <a href='#Page_98'>98</a></p>
+<br /><span class="pagenum">[Pag.&nbsp;127]</span><a name='Page_127'></a>
+
+<p>CAPITOLO XXI.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Del gusto&mdash;Classificazione dei sapori pag. <a href='#Page_99'>99</a></p>
+
+<p>» II. Aberrazioni del gusto pag. <a href='#Page_103'>103</a></p>
+
+<p>» III. Igiene del gusto pag. <a href='#Page_103'>103</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XXII.</p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Del tatto pag. <a href='#Page_104'>104</a></p>
+
+<p>» II. Aberrazioni del tatto pag. <a href='#Page_106'>106</a></p>
+
+<p>» III. Igiene del tatto pag. <a href='#Page_107'>107</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XXIII.</p>
+
+<p>Rapporti tra le quattro parti del giorno
+e le quattro stagioni&mdash;Loro
+influenza sull'economia umana pag. <a href='#Page_108'>108</a></p>
+<br />
+
+<p>CAPITOLO XXIV.</p>
+
+<p>Dei piace riofferti dalle quattro stagioni pag. <a href='#Page_112'>112</a></p>
+
+<p><span style="font-variant:small-caps">Parte</span> I. Dei piaceri in primavera pag. <a href='#Page_113'>113</a></p>
+
+<p>» II. Dei piaceri in estate pag. <a href='#Page_115'>115</a></p>
+
+<p>» III. Dei piaceri in autunno pag. <a href='#Page_117'>117</a></p>
+
+<p>» IV. Dei piaceri in inverno pag. <a href='#Page_119'>119</a></p>
+<span class="pagenum">[Pag.&nbsp;128]</span><a name='Page_128'></a>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
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+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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