diff options
| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 05:33:34 -0700 |
|---|---|---|
| committer | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 05:33:34 -0700 |
| commit | 40b3f2daacc6908fe4c3ce1a434639a9c9874298 (patch) | |
| tree | 118418fbb44212b22ffa884aea80797ef14b847c | |
| -rw-r--r-- | .gitattributes | 3 | ||||
| -rw-r--r-- | 9642-8.txt | 6405 | ||||
| -rw-r--r-- | 9642-8.zip | bin | 0 -> 75343 bytes | |||
| -rw-r--r-- | LICENSE.txt | 11 | ||||
| -rw-r--r-- | README.md | 2 | ||||
| -rw-r--r-- | old/7psnv10.txt | 6368 | ||||
| -rw-r--r-- | old/7psnv10.zip | bin | 0 -> 74292 bytes | |||
| -rw-r--r-- | old/8psnv10.txt | 6368 | ||||
| -rw-r--r-- | old/8psnv10.zip | bin | 0 -> 74632 bytes |
9 files changed, 19157 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/9642-8.txt b/9642-8.txt new file mode 100644 index 0000000..c61f990 --- /dev/null +++ b/9642-8.txt @@ -0,0 +1,6405 @@ +Project Gutenberg's Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Poesie e novelle in versi + +Author: Ferdinando Fontana + +Posting Date: December 7, 2011 [EBook #9642] +Release Date: January, 2006 +First Posted: October 12, 2003 + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles +Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This +book has been completed in cooperation with the Progetto +Manuzio, http://www.liberliber.it. We thank the "Biblioteca +Sormani" di Milano that has provided the images. + + + + + + + + + + + + +FERDINANDO FONTANA + + +POESIE + +E + +NOVELLE IN VERSI + + + + +MILANO + +1877. + + + + + +A ANTONIO GHISLANZONI + + + +SCUOLA MODERNA[1] + +AD ANTONIO GHISLANZONI, +DEDICANDOGLI IL LIBRO. + + +Alla tua nota satira +Chi porse l'argomento? +Forse i carmi d'un giovane +Da pochi giorni spento?[2] +Forse il _Torso di Venere_ +O il _Düalismo_ ardito, +Che una Musa propizia +Dettava a un erudito?[3] + +Non già!.... Dalle tue laudi +Fu consacrato il primo; +Tu lo sapesti scegliere +Dal medïocre limo; [4] +All'altro degli stolidi +Soltanto il volgo indegno +Oggi contrasta il fervido +Estro e il robusto ingegno. + +Forse dell'_Inno a Satana_ [5] +Ti spaventò il concetto? +No!.... Che tu abborri i vincoli +Che strozzan l'intelletto, +E so che, quando mediti, +Ti ribelli ai confini, +Al pensier del filosofo +Imposti dai cretini. + +È ver, talora il genio +Ama le forme strane, +Ma il pensator sa leggere +Nelle sue cifre arcane, +E sa discerner l'enfasi +Del verso che non crea +Dal balenar fantastico +D'una sublime idea. + +Spesso il cantor d'Ofelia, +Col labbro d'uno stolto, +Strambi concetti mormora +Ed è di nebbie avvolto, +Ma sempre, come folgore +Che irradia la tempesta, +Risplende tra le nebbie +L'olimpica sua testa.... + +Evvia!.... se qualche Bécero, +Nelle invalide carte, +Pallia coll'artificio +La mancanza dell'arte; +Se con grottesche immagini +Pochi grulli impotenti +Cercano un vieto elogio +A mal composte menti; + +Se nella solitudine +Dove ti sei rinchiuso +È giunto qualche cantico +Di giovinetto illuso. +Se un impudente o un ebete +Parlando in metro oscuro +S'imbranca colle vecchie +Che dicono il futuro; + +Deh!.... non armar la cetera +Colla mordente corda! +Carni di imbelli vittime +Il verso tuo non morda! +Frena, romito Antonio, +La beffarda parola; +Non dir che pochi stolidi +Son la _moderna scuola!_ + +Serba ai pedanti, agli arcadi, +Lo scherno e l'ironia; +Taglia pei dorsi elastici +Le vesti in parodia; +Non fornir armi ai deboli +Che temono di noi +E che verranno a irriderci +Cantando i versi tuoi. + +Pensa che ai pochi giovani, +Che vedon l'ardua meta, +Il ben d'un raro plauso +I grami giorni allieta.... +E che il maggior cordoglio +Che contristi i gagliardi +È di sentirsi mettere +Col volgo dei codardi. + + +[1] Questi versi vennero già pubblicati in risposta ad una poesia del +signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio +_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori +letterarii_. Più die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi +intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e +quelli che operano con vero ingegno. + +[2] Emilio Praga. + +[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito. + +[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggiò l'ingegno di Praga. +Quando questi pubblicò la sua _Tavolozza_, l'eminente critico, +parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo +colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._" + +[5] L'_Inno a Satana_, di Giosuè Carducci. + + + + +LIRICHE + +PREFAZIONE AI MIEI VERSI + +Esser pöeti è legger nei futuri +Giorni; è spaziar nel cielo delle indagini +Condannate dai timidi cervelli; +Esser pöeti o sentirsi maturi +Quando nel sangue bollono i vent'anmi; +È ridere di tutto, esser ribelli +Alla gloria e agli affanni. + +Esser pöeti è librarsi giganti +Sull'universo e, in sè raccolti, vivere +Animati da incognita scintilla; +È accogliere del par sorrisi e pianti, +Inni e bestemmie, rantoli e vagiti; +È scrutar con impavida pupilla +I misteri infiniti; + +È piangere col vinto e coll'afflitto, +Nè al forte, al vincitor, negare il plauso, +Nè armar la cetra d'una corda sola; +È comprender la colpa ed il delitto, +Laudando il sacrifìcio e l'innocenza; +È cantar tra un bicchiero e una carola +Il chiostro e l'astinenza. + +Prisma novello, col pensiero, i mille +Raggi dell'universo in sè raccogliere +E mutarli in cadenze e in armonie; +Poi fra le genti seminar scintille, +Fatali incendi suscitando intorno, +Turbando il cranio alle persone pie... +O illudendole un giorno! + +Esser pöeti è salir sovra un monte, +Di notte, quando il ciel di stelle è fulgido, +E, in estasi, esclamar: "Credo! V'è un Dio!" +E inginocchiarsi, e chinare la fronte, +Ripieno il cor di mistica paura... +Poscia negarlo o metterlo in oblio +Discesi alla pianura! + +Esser pöeti è viver d'illusioni +Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano; +È celiar con sè stessi e con coloro +Che vi sanno ammirar nelle canzoni; +È accettare, negando, il Bene e il Male; +È desiare la miseria e l'oro, +La reggia e l'ospedale. + +Esser pöeti è tentar l'ocëano +Della vita; è svelarlo; è, ansanti, correre +Dietro un caro idëal.... cui non si crede! +È comprender del tutto il nulla arcano, +E, d'ogni cosa quaggiù disperando, +Trovare ancora entusïasmo e fede +Per vivere cantando. + +Esser pöeti è abbandonarsi ai sensi; +È compendiare un secolo in un distico; +È mutar l'alimento del mattino, +A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi.... +E, invero, questi versi sono usciti +Dalle vivande o dal _preteso_ vino +Che l'oste m'ha imbanditi. + + + + +LA FORMA E L'IDEA + +(A EMILIO PRAGA) + +La forma son le tenebre, +E la luce è l'Idea; +La Forma è il rito, il simbolo +Del pensiero che crea; +Il pensiero è l'Iehova +Dei veggenti profeti +Che parla dai roveti., +E la Forma è Gesù. +La Forma è la parabola, +La Forma è il pane, è il vino, +È l'orto, il bacio, il Golgota, +È la Croce, è Longino; +E il pensiero è l'assiduo +Svolgersi del crëato, +Cui spiegar non è dato +Alle menti quaggiù! + +Eterna lotta!.... Scorgere +L'Idea!.... Vedere il sole!... +E disperar d'esprimerlo +Con possenti parole! +Nelle affannose veglie +Concepir l'universo.... +E alla foga del verso +Non saperlo svelar! +Dietro un fatal connubio +Il cervello si stanca!.... +Giunge lo sposo al tempio, +Ma la sposa vi manca; +Egli, il Pensiero, l'évoca +Colla voce pietosa.... +Ma la Forma, la sposa, +Non si reca all'altar. + +Ahi!.... Talora nel cranio, +Indarno affaticato, +Disperando, un terribile +Dubbio m'è balenato! +Pensai che forse esistono +Idee sì vaghe e arcane +Che invan le menti umane +S'attentano a scolpir! +Forse passò fra gli uomini +Il sommo dei pöeti +Fra la schiera dei mutoli +E degli analfabeti.... +E, forse, il suo silenzio +Fu incompresa epopea, +In cui sfuggì l'Idea +Della Forma il martîr! + +Ah!.... Perché, dunque, struggerti, +O povero cervello? +Contro la Forma, il despota, +Sorgi, schiavo rubello! +Non ti curar degli uomini! +Vivi in te stesso e pensa!.... +La tua melòde immensa +Non rivelar che a te! +Chiuso nel tuo silenzio +Ogni idïoma oblia! +Del tempo e dello spazio +Comprendi l'armonia! +Ogni idïoma e frivolo +A esprimer l'Universo! +Nato a servire un verso +Il mio pensier non è!! + +Evvia!.... Sorridi, Emilio!.... +Sorge nel Ciel l'aurora, +E, solitario, io vigilo +Sulle mie carte ancora! +Stolto!.... Giuro il silenzio, +E ti favello intanto!.... +Stolto!.... E rileggo il canto +Che la mia man notò! +Emilio, io voglio illudermi! +Sono troppo felice! +Mi risveglio da un'estasi +E il pensiero mi dice: +"Stretto è il fatal connubio! +"Chiudi gli occhi e riposa.... +"Questa notte la sposa +"All'altar si recò...." + +Milano, giugno 1875. + + + + +NOJA LETTERARIA + +Favello a voi, cui ferve la scintilla +Dei febbrili entusiasmi nel cervello; +Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla +La balda gioja d'un pensier novello! + +Favello a voi, che, frammezzo alle genti, +Vecchi a vent'anni, in silenzio passate, +Colla pupilla vólta ai firmamenti +E colle mani alle reni appoggiate. + +Favello a voi, cui nota è l'armonia +D'ogni cosa creata, e cui son noti +Cogli entusiasmi la melanconia +E gli sconforti; a voi favello, iloti, + +Dannati a conservar la stessa creta +Leggendo dentro ai secoli venturi; +Dannati a scorger la splendida meta +Dietro le grate di carceri oscuri! + +Favello a voi, per cui dolore e gioja, +Pari al lampo, non duran che un istante, +E che desiate, per fuggir la noja, +Un'angoscia od un gaudio incessante; + +Favello a voi, che vivete com'ebri +D'un arcano licor sovra la terra, +Ed avete un uncino nei cerébri +Che l'Universo nei suoi moti afferra! + +Noi siam mendíchi, a cui la gente antica +Le briciole lasciò di lauta mensa; +Viviam di stenti e il genio s'affatica +Dietro una turba di fantasmi immensa. + +Gli antichi Numi, ispirator dei carmi, +Son morti nel sogghigno universale; +La Natura ci annoja; il suon dell'armi +Ne spaventa; ridiam dell'idëale; + +L'amore è un campo in cui non resta zolla +Da fecondare; senza scrosci è l'ira; +Il nostro corpo e una corteccia frolla, +Mentre la mente a nuovi cieli aspira. + +E nuovi cieli, splendidi, profondi +Come lo spazio, immaginar n'è dato.... +Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi +Senza cifra, un poëta non è nato! + +I nostri canti son feti già morti; +Sono la serpe che la coda addenta; +Son l'urna ove troviam pochi conforti +E la febbre che i giorni ne tormenta. + +Noi li cantiamo a noi stessi soltanto, +E all'ultimo levita siamo eguali, +Che, derelitto nel suo tempio santo, +Celebrerà da solo i ritüali.... + +E non ci resta che cingere i fianchi +Col bigiastro mantel del pellegrino, +E correre la terra erranti e stanchi, +E abbandonarci ad un pazzo cammino.... + +Milano, luglio 1875. + + + + +LETTERATURA DISONESTA + +A CESARE TRONCONI [1]. + +Que la muse, brisant le luth des courtisanes, +Fasse vibrer sans peur l'air de la liberté; +Qu'elle marche pieds nuds, comme la verité. +ALF. DI MUSSET. + +Dunque perchè le pagine +Noi modelliam sul vero; +Perchè neghiam di battere +Ogni volgar sentiero; +Perchè volgiamo intrepidi +Le pensierose fronti +Alla più vasta cerchia +Di splendidi orizzonti; + +Dunque perchè l'indagine +I nostri libri ispira; +Perchè i costumi ipocriti +Ci fanno schifo ed ira; +Perchè, toccando l'ulceri, +La nostra man non trema. +D'insultatori un popolo +Ci scaglia l'anatema!? + +Scosso all'ingiusto oltraggio, +Tu ti contristi e piangi: +Nelle dolenti veglie +Fremi e la penna infrangi; +E, forse, al melanconico +Ingegno tuo tu chiedi +Se un mondo immaginario +È quel che ascolti e vedi! + +Me pur gli insulti colsero +Dei grulli e dei perversi, +E, inesperto degli uomini, +Un tempo anch'io soffersi.. +Allor pensai che inutile +Pazzia sono i miei canti, +Che un vano desiderio +È il vincere i pedanti! + +E mi tentò, nell'aride +Mie notti d'apatia, +La vile idea di scegliere +Men faticosa via; +E, a tesser panegirici +Alla Morale e a Dio, +Nel branco delle pecore +Giurai d'entrare anch'io! + +Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino +Della verace Musa +Venne a guarir l'insania +Della mia mente ottusa! +E da quel giorno, libero +Da ogni dubbio codardo, +Contro i melensi e gli Arcadi +Io sursi più gagliardo! + +E il temerario oltraggio +Come una celia accolsi, +E l'amarezza inutile +Nella risata io sciolsi; +E i profili ridicoli +Di grotteschi figuri +Della mia stanza vennero +A popolare i muri. + +Una lanterna magica +Mi rallegrò le notti; +E vidi volti d'ùpupa. +Ventri che parean botti, +E smisurate orecchie, +E code smisurate, +E uno stuolo di scimmie +Da artisti camuffate. + +Imitando dei chierici +La vieta filastrocca, +Tutte ad insulse nenie +Aprivano la bocca; +E, mentre mi passavano +Lentamente dinanti, +Un'eco lontanissima +Ne ripeteva i canti: + +"Heine e Musset son scettici +"Degni dell'odio umano; +"Giorgio Byron non merita +"Una stretta di mano! +"Con quei che il vero parlano +"Non si discute mai!.... +"Se sonvi error, celiamoli;.... +"Correggerli?.... Giammai! + +"Lasciam che il mondo seguiti +"Le usanze inveterate; +"Che le donne ci aizzino +"A passioni dannate; +"Che le fanciulle uccidano +"I bambini illegali; +"Che le piaghe si coprino +"Con fiori e madrigali! + +"L'amor del mondo è soffio.... +"Ma guai chi fa all'amore! +"Giusto è che i vecchi imprechino +"Dei giovani al vigore! +"La Società dev'essere +"Il modello dell'Arte.... +"Ma noi vogliamo scorgerla +"Soltanto da una parte! + +"Perché della famiglia +"Son sante le affezioni, +"Non canterem che bamboli, +"Che madri in ginocchioni; +"Non canterem che Sindaci +"Che porgono l'anello; +"Consulteremo il Codice +"Per giudicare il Bello! + +"Per chi dirà che esistono +"Altre fonti di gioja; +"Per chi dirà che a scrivere +"Al par di noi si annoja; +"Per chi dirà con libera +"Parola un'opinione, +"Invocheremo l'_indice_, +"La _Santa Inquisizione!_ + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"Crear vorreste?.... È inutile! +"Deve copiar la Musa! +"Deve copiare!.... E il plauso +"Le largiranno tutti.... +"E grideranno al genio +"Babbi, mammine e putti! + +"Lasciate che combattano +"Per le donne gli stolti! +"Esse non saran l'ultime +"A graffiar loro i volti! +"Le donne sono un popolo +"Mansüeto di schiave.... +"Non è d'un cuor di femmina +"Il buon-senso la chiave! + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"A magri pranzi assidasi +"L'indipendente Musa! +"Sol nella vita pratica +"Siate _veristi!_.... Il male, +"Fatto con volto ipocrita., +"Diventa più idëale!!" + +Ahimè!.... Superba Lirica, +L'ali su te ripiega! +Non già tuonar., ma ridere +Mi fe' quella congrega!.... +Alle grottesche immagini +Dal letto mio, celiando, +Risposi, amico Cesare, +Coi versi che ti mando: + +"Tutto è quaggiù possibile! +"Il tempo è omai passato, +"In cui, fanciullo e ingenuo, +"Mi son maravigliato! +"Degli antichi filosofi +"Or la saviezza imito; +"Alla meta so incedere +"Indifferente e ardito.... + +"E se color che insultanci +"Bandissero domani +"Che, per pudore, debbano +"Portar le brache i cani, +"Io, nel veder l'eccentrica +"Innovazion morale, +"Continüando a ridere, +"Direi: È naturale!" + +Napoli, 16 marzo 1876. + +[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle +_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere più calunniato e +più vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per +risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni +giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per +chiamarlo l'_innominabile...._ tout court. + + + +VERITAS, VANITAS! + +Una sera piovosa, äutunnale, +Ora schivando il fango, ora una pozza. +Io seguii la carrozza +Che manda al Cimitero l'Ospedale. + +Cimitero e Ospedal son buoni amici +E tengono fra lor conti correnti. +Davver, pochi clienti +Si dan l'un l'altro tanti benefici! + +L'Ospedale gli manda i suoi defunti, +E il Cimiter lo paga col dolore, +Che rende infermo il cuore +E fa le donne e i giovinetti smunti.... + +L'Ospedale gli manda le sue spoglie, +E il Cimiter gli manda i suoi pöeti, +Che in mezzo ai sepolcreti +Tentano col pensier le eterne soglie.... + +La carrozza che va dall'Ospedale +Al Cimitero, portandovi i morti, +M'ha dati più conforti +Che non millanta libri di morale! + +Filosofando, io le cammino allato +E vo pensando a chi dentro vi giace, +E, spesso, mi do pace +Se per _caso_ quel dì non ho pranzato! + +La colomba che sopra v'è scolpita +Par che dica, mandandomi un saluto: +"Che giova esser vissuto! +"Che giova il darci pena della vita!" + +Or, quella sera, deposte le bare, +Il negro carro era diggià partito, +Ed io, come impietrito, +Restai del camposanto al limitare. + +Là m'inchiodava una visione strana, +Di quelle che sa far soltanto il Vero, +E che vede il pensiero +Sol di chi studia la Commedia Umana. + +Una vecchia magrissima e grinzosa +S'era posta a seder sovra le bare, +Ed io l'udìa cantare +Una canzon con voce cavernosa. + +La solinga megera, gravemente, +S'accompagnava nelle note basse +Battendo sulle casse +Coll'ossa delle gambe macilente. + +Elia diceva: "Io son la portinaja, +"E sono vecchia, e di pessimo umore.... +"Ma quando ero sul fiore +"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja! + +"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla, +"Su queste spalle secche e questa bocca +"Ora, bazza a chi tocca! +"Io vo' morir, che non son buona a nulla! + +"Forse, qui dentro, in queste casse bianche +"Han chiuso qualche giovane d'allora, +"Che si tolse all'aurora +"Dalle mie braccia, colle membra stanche! + +"Forse, a quel tempo, egli m'avrà adorata +"Come a ventanni un'illusion si adora! +"Il giovane d'allora +"Amore, arte, piacer m'avrà chiamata! + +"Chicchetussia dei mille amanti miei, +"Che mi presti la bara a seggiolone, +"Sappi che un'illusione +"Per te, se fosti vivo, ancor sarei.... + +"E sarei la più triste e la più grama, +"La più steril di pace e d'allegrezza, +"E potrei d'amarezza, +"Non più di gaudio, pagar la tua brama. + +"Sappi ch'io sono ancora un'illusione, +"Ma non siccome un dì bella e gioconda, +"Né alla mia treccia bionda +"Chiederesti il profumo e l'oblivione! + +"Sappi che piangeresti in mia presenza, +"Perch'io son l'illusion la più inumana; +"La più caduca e vana; +"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!" + +Agosto 1876. + + + + +LE DEMOLIZIONI + +A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER. + +Pietre, da tanti secoli +In un bacio congiunte, +Travi e barre, dall'acqua +E dal sole consunte, +Barcollanti casipole, +Ieri viventi ancora, +Oggi il Tempo vi mormora: +"È giunta l'ultim'ora!" + +Il Tempo!... Il triste scettico; +L'êra, l'anno e l'istante; +L'orco che mangia i popoli; +L'impassibil quadrante; +La sfinge inaccessibile; +Il mistico serpente, +Che afferra, eterno circolo, +La sua coda col dente. + +In un nembo di polvere +Cadon le vecchie mura; +Sembran côlte le tegole +Da un'orrenda paura; +Ed i balconi, vedovi +D'imposte e senza vetri, +Sovra i passanti guardano +Come occhiaje di spetri. + +Povere case!... Il rantolo +Della vostra agonia +Fu lungo!... Il dì novissimo +Lentamente venìa! +Barbari sempre, gli uomini +V'han fatto i funerali, +Pria che cadeste vittime +Sotto i colpi mortali. + +E accanto a voi scolpirono, +A scherno, in questi giorni, +Di fastosi palagî +I superbi contorni. +Ah! quei colossi risero +Di voi pigmei morenti, +E più amari vi fecero +I fatali momenti! + +Povere case!... Io vagolo +A voi dintorno.--È notte. +E l'ombre dalle fiaccole +Rosseggianti son rotte; +E, somiglianti ai demoni +Cui l'eccidio conduce, +I pïonieri nereggiano +Sugli sprazzi di luce. + +Ed io penso alla storia +Delle mura cadenti; +Ai drammi, alle commedie, +Agli idilii innocenti +Che si ordiron per secoli +Nelle piccole stanze +Ed impressero un marchio +Sulle umane sembianze. + +Ed io penso alle veglie, +Alle insonnie, ai riposi, +Alle fedi, alle infamie, +Ai convegni amorosi, +Ai sorrisi, alle lagrime, +Ai dì foschi, ai dì lieti, +Ai pöemi che videro +Quelle quattro pareti! + +Oh!... non ridete, splendide +Case dai freschi ornati, +Palagî da una magica +Mano in un dì crëati! +Or tutti a voi sorridono +Con beata alterezza +Ed i vostri muri spirano +La balda giovinezza.... + +Ma verrà il dì che i posteri +Vi chiameran capanne, +Ed al suolo abbattendovi, +Come fragili canne, +Tesseranno una lirica +Sovra i detriti immani.... +Più caduchi edifizii +Innalzando il domani! + +Tu sol, bigio fantasima, +Gotico tempio altero. +Tu, frastaglio di guglie, +Tu, gigante severo, +Vedrai le metamorfosi +Dei giorni che verranno, +Sogghignando alla gioja, +Sogghignando all'affanno! + +Finchè il Tempo, il terribile +Tarlo che rode il mondo, +Verrà te pure a spingere +Nell'abisso profondo; +E forse, fra un millennio, +Quivi sostando un uomo, +Tenterà di far credere +Che tu esistevi, o Duomo!.... + +Eugenio, sono effimeri, +Al par di queste stanze +D'ogni mortale i gaudii +I pianti e le speranze; +Il passato è macerie +Su cui sorge il presente, +E l'avvenire è il figlio +D'un vegliardo cadente. + +Oh! umani eventi! oh! frivole +Parvenze d'un istante! +Perchè dunque ci esagita +Questa febbre incessante? +Perchè dunque sussistono +Il sepolcro e la culla? +Perchè mai tanto fremito +Se tutto attende il Nulla? + +Perchè?... Perchè lo struggere +E il crëar son la vita; +Perchè la noja è l'unica +Larva da noi fuggita; +Perchè questa è l'armonica +Legge dell'universo; +Perchè senz'essa il cérebro +Non mi darebbe un verso! + +Milano, 2 ottobre 1875. + + + + +IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1] + +Egli visse sognando e sogna ancora +Chiuso per sempre in questa negra bara; +Sogna il tripudio della nuova aurora +E il fior, che per il maggio si prepara. + +Quand'ei moveva per le nostre vie +Parlava sempre del supremo giorno, +Ed un nembo di canti e d'armonie +Al grosso capo gli aleggiava intorno. + +E poi che il guardo umano invan s'attenta +Di legger della Morte nei misteri, +Ei rafforzava la pupilla lenta, +Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri. + +E, spaventato dal fatal problema, +Triste amatore d'un'estasi arcana, +Cantava a sè medesimo un pöema +Inebbrïando la sua forma umana! + +Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura +Questo dispregio dei nostri costumi? +Dobbiamo noi su questa sepoltura +Rammentar la sua vita o i suoi volumi? + +È vero!.... È vero!.... Ei calpestò un affetto, +Che men compianta potea far sua vita!.... +È vero!.... È vero!.... Al domestico tetto +Per lui la mensa fu di duol condita!.... + +Ma chi di noi, sovra il proprio cammino, +Non calpestò, rimpiangendolo, un fiore?... +Nascer pöeta è orribile destino! +Il cérebro talor soffoca il cuore! + +Oh! guai nascer pöeta ove la Musa +Non trova il pane per nudrire i figli! +Ove ogni sciocco delle labbra abusa +Per esser largo solo di consigli! + +Oh! guai nascer pöeta ove il sol splende +Ed infervora i cantici ispirati, +Ma dove l'uomo allori e culto rende +Soltanto ai pensatori trapassati! + +Costui vivrà da pochi consolato, +Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre, +O di spezzar la cetera indignato, +Per altre voluttà meno leggiadre! + +Costui vivrà la famiglia cantando, +La famiglia idëal,--cui dritto avea-- +E ch'egli dovè perder lagrimando.... +Chè, coi versi, nudrir non la potea. + +Noi, cui sorride l'italo orizzonte, +Siamo un popol di bimbi analfabeti! +Da qualche lustro appena alziam la fronte.... +Siam troppo grami per pagar pöeti! + +Non turbi adunque questo popol gramo +Il sepolcro d'un povero cantore.... +Meditiam la sua vita e confessiamo +L'ignoranza d'un secolo e l'errore! + +Emilio! Emilio!... Son le tue parole +Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento) +Da te un giorno le udii che le vïole +Dicean l'april con profumato accento. + +E tu piangevi per le tue sventure, +Antiveggendo questo estremo istante, +Senza sentirne le viete päure +E mentre il viso tuo parea raggiante! + +Poi soggiungesti sorridendo: "Amico, +"Quando mi porteranno al cimitero +"Verrai tu pure, com'è l'uso antico, +"A far dei versi sul mio drappo nero; + +"Ma ti ricorda degli accenti miei, +"Ed agli astanti, quel dì, li ripeti.... +"Se tu prima morissi, io li vorrei +"Ripetere fra i mille sepolcreti. + +"E là, dove la Morte i ricchi accoglie +"E i poveri del par, tutti eguagliando, +"Mi parria che dovrebber le tue spoglie +"Ascoltare i miei versi giubilando!" + +.............................. + +Quest'oggi, in cui la legge di Natura +Te primo, Emilio, al dì fatal condusse, +D'ogni giogo servil la mente pura, +Pieno il cor delle mie fedi inconcusse, + +Io vengo a replicar su questa bara +Le tue parole; io compio il tuo desìo.... +E sento, amico, che mi è meno amara +L'ultima volta che ti dico: Addio! + +[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875 +sul feretro del poeta delle _Penombre_. + + + + +ANACREONTE + +Fra le colonne--d'un bianco tempio +Sacro a Minerva,--la Dea propizia +Ai savî, austera Dea, +Pensieroso sedea + +Anacrëonte,--cantor dei fervidi +Baci e degli inni--nati fra i calici +E delle porporine +Rose allacciate al crine. + +Sedea pensoso,--stringendo l'abile +Stil nella destra,--la intatta tavola +Sulle gambe giacente +Guardando avidamente. + +Un sacerdote--dall'occhio linceo +Di là passava;--vide l'insolito +Vate nel sacro albergo +E gli si fece a tergo. + +Ei non udìllo;--come le statue +Chiuse nel tempio--pareva immobile, +E la fisa pupilla +Non mandava scintilla. + +Spesso la destra--la cerea tavola +Avvicinava;--ma sulla tenue +Veste che la copriva +Non un verso scolpiva. + +E d'inusato--pallor coprivansi +D'Anacrëonte--le tempia, e l'unghia +Tormentava la lama +Con rabbïosa brama. + +Nella clessidra--cadea la polvere, +E intorno, intorno--con suon monotono, +Sotto le arcate fosche, +Ronzavano le mosche. + +Alfin lo stile--sovra la tavola +L'acuta punta--venne a configgere, +E con note indefesse +Questo cantico impresse: + +"Perchè mi manca nel pensier la vita? +"Perchè come una spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio? +"Perchè la luce mi niega i colori? +"Perchè il profumo mi niegano i fiori, +"E la Musa un esametro? + +"Non sono io quello che i ridenti canti +"Questa notte vergò?--Perchè gli incanti +"Söavi, perchè l'estasi +"E l'armonia dei non studiati carmi, +"Come donne, veniano a visitarmi, +"Innamorate e ingenue? + +"Ed or ch'io chieggo un verso, una melòde; +"Or che una sete mi esagita e rode +"Di profumi e di cantici, +"Non una lieta immagin mi consola, +"E invano alla mia Musa una parola +"Io chieggo in elemosina! + +"Forse Minerva, l'äustera diva, +"Si vendica di me;--greggia votiva +"Non reco;--nel suo tempio +"Prima di questo giorno io non entrai; +"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!; +"Minerva ama il trapezio! + +"_Anacrëonte dai versi söavi +"Non t'è propizia la Diva dei savi!_" +"Dirà ridendo il popolo.... +"Stolto!... Il più savio è chi gode la vita! +"Il più savio son io!... Pòpol m'addita +"Qual'è dunque il mio tempio! + +"No!... Minerva è propizia al mio poeta! +"Io sono un savio dalla fronte lieta!... +"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito +"Che la mia Musa, de' miei baci stanca, +"Or m'abbandoni!... Già il mio crin s'imbianca +"E gli occhi miei si offuscano!... + +"Nave sdruscita, si rintana in porto +"A morir nella noja e lo sconforto! +"Oh!... splendide memorie!... +"Solcasti l'onde un dì, di fiori ornata, +"E sulla tua bandiera inalberata +"Stava scritto:--_Odi Erotiche_. + +"Venian da lunge a udir la melodia +"Che dalle tue seriche sarchie uscia +"Sotto la man de' Zeffiri, +"E del mar della vita i nocchier stanchi +"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi +"Per guarir dalla noja. + +"Giungevan mesti e cogli occhi infossati +"E partivano lieti e consolati +"In cor benedicendoti; +"E, giunti in patria, alle persone care +"Recavan, talismano salutare, +"Un'ode a Bacco o a Venere. + +"Or sei sdruscita; le sarchie di seta +"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta +"Guasto dal tarlo e fracido!... +"Povera nave, ti rintana in porto +"Ahimè!... Pria di perire di sconforto +"Languirai di memorie! + +"O Musa mia, dammi un ultimo canto, +"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto +"Dell'amor tuo!... D'un'estasi +"Fammi ancora bëato!... E poi... ch'io muoja! +"Più della morte ho in orrore la noja.... +"E il dolore di perderti! + +"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita +"Mi langue!... Come spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio! +"Ahimè!... La luce mi nega i colori! +"Ahimè!... Un profumo mi niegano i fiori +"E la Musa un esametro!" + +Sovra il suo ciglio--brillò una lagrima; +Scosso era il labbro--da un lieve tremito; +E la spaziosa fronte +Chinava Anacrëonte. + +Allor dei vate--battè sull'omero +Il sacerdote,--la cerea tavola +Colla destra additando, +E disse sogghignando: + +"Pazzi e pöeti--sono sinonimi! +"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio +"Ancor molle hai di pianto.... +"Ed hai crëato un canto! + +Luglio 1875. + + + + +EVO MEDIO + +(A GIUSEPPE GIACOSA) + +Oh!... Il bel tempo dei miracoli, +Dei giulivi menestrelli, +Delle fate, degli spiriti +E dei magici castelli! +Oh! il bel tempo dei pigmei, +Delle imprese e dei tornei! + +Oh!... Il bel tempo delle maglie, +Dei vestiti di velluto, +Quando Iddio, la dama e il trono +Si rubavano il tributo, +E cantavasi il perdono +Sul motivo dei fendenti, +Ed insieme pullulavano +I castelli ed i conventi! + +Oh!... Il bel tempo dell'assiduo +Alternar di paci e guerre, +Quando i vescovi aggiravansi +Cavalcando per le terre, +Mentre ai piè delle Eminenze +Chiedean tutti le indulgenze! + +Beppe, il mondo di quell'epoca +Pare un mondo immaginario! +Il ladron della mattina +Bacia a sera un reliquiario; +Sulla massa che cammina, +Come pecore attruppate, +S'erge sempre, quasi a bussola, +Il cocuzzolo d'un frate. + + * * * * * + +Eran più che innumerevoli +I colori delle tonache; +Una mistica lussuria +Dava l'estasi alle monache; +E cantavansi a distesa +Inni e salmi nella chiesa. + +Sovra un asse Frate Angelico +Dipingea le sue Madonne; +Sempre azzuro il manto aveano, +Sempre rosse avean le gonne; +N'era il capo incoronato +Da un bel circolo dorato. + +Gli alchimisti si sfiatavano +Sulle brage dei fornelli; +I teologi soffiavano +Nei fanatici cervelli; +Il delirio universale +Era l'or filosofale. + +Si chiedeva allo Zodïaco +L'avvenir delle persone; +I romiti fabbricavano +Le medaglie e le corone; +E diceano i benefíci +Dei flagelli e dei cilici. + +Come noi si va in America, +Lor si andava in Palestina; +Qual tesor ne riportavano +Una scheggia peregrina +Della croce di Gesù.... +Nè chiedevano di più! + + * * * * * + +Oh!... I corteggi all'Evo Medio +Nei trionfi e nelle feste! +Oh! i cavalli, i fanti, i carri, +L'oro e i drappi sulle teste! +Eran splendidi e bizzarri +I corteggi d'un possente, +Smaglïanti come il crotalo +Sotto il sol d'Affrica ardente. + +Nani, alfieri, paggi e chierici, +Gente bella e foggie strane +E buffoni e trovatori +E vezzose castellane +Ed in mezzo ai gran signori, +Del suo prence a mano manca, +La ventraglia d'un cenobita +Su una mula tutta bianca! + +Imbandíansi sulle tavole +Le vivande in piatti d'oro; +Il vestito delle dame +Era un piccolo tesoro: +Della plebe il brulicame +Facea ressa nelle vie, +Quando andavano a godersela +Monsignori e Signorie. + +Poi le danze! Al suon di pifferi +Di sirvente e di mandòle +_Tarantelle e cavalloggie_ +Alternavansi a _spagnole_; +E, vedute dalle loggie, +Quelle genti a più colori +Un gran mazzo ti parevano +In cui vita aveano i fiori. + + * * * * * + +L'Evo Medio si compendia +Nella chiesa e nel castello; +Dominavan le nazioni +Un guerriero o un fraticello; +Fra le mille devozioni, +(Sacerdote il trovatore) +Una sola era pregevole, +Beppe: quella dell'amore! + +Nelle chiese c'era l'organo, +Avean trombe i cavalieri, +Ma la musica del popolo +Era quella dei trovieri +E le libere parole +Uscian fuor delle mandòle. + +Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo +È una nenia e non un canto! +Noi siam lucciole sbiadite, +Essi il fuoco, essi l'incanto! +Oggi i bozzoli e la vite +Ci preoccupan l'idea +Più dei lauri e della gloria +D'una bellica epopea! + +Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito +Sulle stragi dei possenti; +S'io ricordo il Sant'Uffizio +Ed i roghi dei sapienti; +S'io rifletto alle baldanze +Di tiranniche ignoranze; + +Benedico le vittorie +In onor dei Veri eterni, +E il prosaico vestimento +Dei filosofi moderni; +Benedico dei presenti +La volgar monotonia; +Nella scienza e nei negozii +Trovo ancor la poesia! + +Penso, è ver, che in tutti i secoli +Si pareggian beni e mali; +Che gli umani desiderii +Han confini sempre eguali.... +Ma davver sono contento +Di non viver nel _trecento_. + +Agosto, 1876. + + + + +IL SECOLO DI PERICLE + +(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI) + +Sotto la ferrea--clava spartana +Isterilivasi,--schiava gemente, +La nata libera--volontà umana. +Delfo, silente, + +Sull'aureo tripode--parea dormire, +Poichè le belliche--tube eran mute, +Nè più all'Oracolo--chiedevan l'ire +Senno e virtude. + +Nojata e gelida--la Pitonessa +Sonar nel tempio--non intendea +Che d'una vecchia--la voce fessa +Cui, sorda, Igea + +Degli anni all'ónere--curva lasciava, +O qualche timida--prece d'amore +Che su virginee--labbra mandava +L'ansia del cuore.-- + +Tebe era mutola;--tacea Corinto; +Messene, esangue,--nelle sue mura +Chiudeva un popolo--per sempre vinto +Dalla sciagura. + +Brandían gli Ellenii--zappe e bipenni! +Di illustri ceneri--piene eran l'urne, +E le Olimpiadi--venian solenni +E taciturne + +A baciar l'ampie--fronti dei saggi... +Ma, in fondo ai bigî--tempi, un fulgore +Brillava... ed erano--gli accesi raggi +Di Atene in fiore. + + + +A TAIDE + +Taide, il mondo è un'accolita +Di sciocchi e di bricconi; +A poche menti garbano +Le libere canzoni; +Gli sciocchi non camminano +Che coi piedi degli altri, +E l'armi degli scaltri +Son frasi e ipocrisia. + +Il labbro, che ti predica +L'azzurro e la morale, +Beve, nell'ombra, al lurido +Nappo del baccanale; +Le donne _oneste_ mostrano +Nudo ai teatri il seno +E chiameranno osceno +Questo povero canto! + +In custodia ridicola +Ognun stringe la sposa.... +E volge all'altrui talamo +La mente desïosa; +Mille impotenti giovani +Sparlan dell'altrui donne.... +E delle proprie nonne +Si fanno i paladini! + +È l'infanzia un miscuglio +Di lubrici misteri; +La pubertà ci innebria +D'ardenti desideri; +Ma i vecchi scaraventano +Sovra noi l'anatèma, +Se ne facciamo il tema +D'un'ode in settenari. + +L'arte greca è lascivia +E l'insegna il pedante; +Porta e Goldoni estasiano +E venerato è Dante; +Ma se noi, baldi giovani, +Tessiamo un inno al _Vero_, +Sorge un popolo intero +A gridarci la croce! + +Quadri, melodi e statue +E commedie e volumi +Tutti d'amor ci parlano +Negli umani costumi.... +È una rancida nenia! +È un nojoso frastuono! +Sempre lo stesso tôno +Su una nota tenuta!... + +Taide, tu pure, ingenua, +Alla nenia credesti! +Con chi primo ti piacque +Una notte giacesti.... +E trovasti, togliendoti +Al convegno geniale, +L'infamia e l'ospedale +Dove morir di stenti. + +Altre, di te più caute, +Si ribellano al mondo +E, odïandoli, agli uomini +Fanno il viso giocondo; +Ed, ingannate, ingannano; +E rubano, baciando; +E ridono, sputando +In fronte ai derubati! + +Innanzi a lor si inchinano +Gli sciocchi riverenti, +E i poeti le ragliano +Con patetici accenti, +E le madri del popolo, +Che soffrono la fame, +Alle fanciulle grame +Le citano a modello! + +Io nacqui troppo povero +Per comperarne i baci, +E non m'impiglio al vischio +Dei lor sguardi procaci; +Delle fanciulle ingenue +La ritrosia m'annoja, +Chè dell'amor la gioja +Non disgiungo dai sensi. + +Le donne oneste adescano +Senza conceder mai; +Fra gli imbecilli, o Taide, +Finor non m'imbrancai! +Odio gli altari e gli idoli +A cui la turba grulla, +Senza ottener mai nulla, +Si inginocchia pregando! + +Spose od amanti, il talamo +E la tomba d'amore! +La noja o l'amicizia +Lo sùrrogan nel cuore.... +Il Piacer, che n'è figlio, +Come l'Ebrëo Errante, +Con ardore incessante +Cerca novelle forme! + +Taide, tu sola, vittima +Degli umani disprezzi, +Ai tristi che ti insultano +Rendi lagrime e vezzi, +Chè le fanciulle povere +Dal sangue ardente e buone, +Perdendo un'illusione +Non si mutano in serpi! + +Tu sola sei possibile +Per le menti severe, +Che le catene abborrono +Adorando il piacere! +Tu, che ai ricchi ed ai poveri +Mostri un egual sembiante +E accogli in un istante +Ogni filosofia! + +Tu, che non rechi i triboli +D'un amore geloso; +Che non ti atteggi a vittima +D'un dolor fastidioso; +Tu, che ti serbi vergine, +Anche da lebbra infetta +Che bocca maledetta +T'infiltrò nelle carni! + +Tu, con cui scorre libera +E aperta la parola; +Tu, d'ogni umana lagrima +Educata alla scuola; +Tu, che dai per un obolo +Ciò che l'altre, per anni, +Con amarezze e inganni, +Vendono a caro prezzo! + +No!... L'amor non è l'unica +Gioja al mortal concessa! +Anche l'odio ha i suoi gaudî! +E la vendetta anch'essa! +E l'han le acute indagini +Note ai sapienti, e l'ore +Consacrate all'ardore +D'un ambizioso sogno! + +Vieni, povera vittima, +Vieni!... Al tuo sen mi stringi! +Al par di mille ipocrite, +Taide, il delirio infingi! +A sozze man proficua +Tu stessa non comprendi +Che la merce che vendi +È una perla preziosa! + +Vieni!... Svanita l'estasi +Col sol di domattina, +Ti lascerò, per correre +Dietro un'Arte Divina.... +Nè subirò la nenia +Di promesse o lamenti, +Che dei versi fluënti +Potrian rompermi il filo!... + +Milano, ottobre 1875. + + + + +LA NOTTE DI SAN SILVESTRO + +La falange dei secoli stanotte +Si accrescerà d'un milite novello; +E di tanti dolor, di tante lotte, +Di tante gioje, raccolte in un anno, +Forse un'eco infedele per memoria +I dì venturi avranno! +Per legger dentro ai secoli remoti +Noi meditiam la forma d'un avello; +E i nostri figli, cui sarem mal noti, +Mediteran nei nostri cimiteri, +Dei nostri eventi tessendo la storia +E dei nostri pensieri. + +E strana legge!... I tumuli silenti +Serban per lunghe etadi la parola, +Mentre le mille voci delle genti +Duran lo spazio che dura un istante, +E vanno dei superstiti a morire +Nel frastuono incessante! +Ah!... Chi potrà afferrar l'attimo arcano +Che al tempo stesso sussiste e si invola?! +Chi mai potrà indicar con ferma mano +Il limite sottil che fu segnato +A divider fra loro l'_avvenire_, +Il _presente_ e il _passato?!_ + +E noi viviamo; ed ogni dì che fugge +Segna una ruga sulla nostra fronte; +E un'agonia lentissima ne strugge; +E, tremebondi, a noi stessi chiediamo +Se esisterem, trascorso un anno, ancora; +E mormoriam: _"Speriamo!"_ +E interroghiamo gli eventi passati, +E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte; +E dai mille fantasimi evocati +Attendiam le speranze ed i conforti, +Baciando i figli che vedon l'aurora +E ripensando ai morti. + +Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla! +Tremendo Iddio che le esistenze ingoi! +Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla +Dai nebbïosi orizzonti!... Ocëàno +Sovra i cui flutti non scerne la sponda +L'ansioso sguardo umano!... +Dimmi, rispondi, che son divenuti +I giorni senza numero, e gli eroi, +E i popoli, che in sen ti son caduti? +Che mai facesti tu di tanta polve +Che, come l'onda s'accavalla all'onda, +Su sè stessa s'avvolve? + +Che mai facesti tu di tante glorie, +Di tanti pianti e di tanti sorrisi? +Che giovano ai presenti le memorie +Se chi lasciolle eternamente è spento? +Oh!... Triste scherno!... Un'êra di mill'anni +S'accoglie in un accento! +Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego, +Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi +E presso a cui scrivo e bestemmio e prego, +Val più dei raggi insiem moltiplicati +Che piovvero dal sol su gaudi e affanni +Nei secoli passati! + +Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone +Vale gli scettri dei re che son morti! +Il mio gramo cappel val le corone +Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito +Val le toghe di porpora e di bisso +Del popolo quirito!!! +Cesare, Carlomagno e Bonaparte +Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti +Spingete, o spettri, sovra queste carte.... +Datemi voi l'accento arcano, il verso, +Ond'io possa descrivere l'abisso +Su cui sta l'Universo! + +................................ + +Io mi prostro!... In un'orgia di visioni +S'accascia la brïaca fantasia.... +Veggo mari di sangue, e templi, e troni +Accatastati, e altari, e deliranti +Moltitudini, e donne, e bare, e fiori, +E spade luccicanti.... +E tutta questa baräonda vola +Dinanzi agli occhi della mente mia; +S'apre ogni bocca e non dice parola; +Batte ogni piede ed un fruscìo non s'ode; +E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori, +Ogni folgore esplode. + +Talor frammezzo alla gente piccina +Giganteggia d'un Genio la figura; +Socchiusi gli occhi e colla fronte china +Passano i savî delle età trascorse, +Color che innanzi all'ardüo problema +Hanno esclamato: _Forse!_ +Ed io, fiutando l'aura che circonda +Questa turba idëal che fa paura, +Sento le nari tormentarmi un'onda +Di lezzi e di profumi; una miscela +D'odor d'alcòve e di tombe; l'emblema +Che la carne rivela! + +................................ + +Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato +Come un tronco cui svelse la bufèra, +Io mi sollevo.--Il mio sogno è passato, +Al pari d'ogni gente e d'ogni evento; +Sorgo e, senza nudrir stolide fedi, +Alla vita mi avvento. +E a lei mi stringo, a questa grama vita +Irta di noje, vana e passaggiera, +Ma che all'avida bocca inaridita +Può ancor porger la mistica mammella! +A questa vita, il solo _maravedi_ +Dell'umana scarsella! + +Dolce tesor di mie brevi giornate, +Io ti vo' spendere in luce e in amore, +In lagrime e in ebbrezze spensierate! +Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... È nulla il resto! +Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni, +Non morti, io li detesto!... +Io sparirò pria che i capelli bianchi +M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore, +Ma vo' morir colla testa sui fianchi +Ignudi d'una donna amata e bella, +Ripetendo le libere canzoni +Di mia mente rubella! + +Milano, dicembre 1876. + + + + +LA SENAVRA[1] + +AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI. + +Sognatori incorreggibili; +Fervidissimi credenti; +Cranî vasti e cranî piccoli +Dai cervelli turbolenti; +Furibonde crëature +Piene d'ansie e di paure; +Vociatori allucinati +Dagli spettri torturati; + +Barcollanti paralitici +Avviati alla demenza; +Infelici, cui sovreccita +L'epilettica potenza; +Pellagrosi, a cui la Fame +Dissanguò le carni grame +Per dipingere le rose +Delle mense sontüose; + +Catalettici, insensibili +Come il cuor d'una beghina, +Dallo sguardo spento e immobile, +Dalla testa sempre china, +Cui l'orrenda malattia, +Ch'è peggior dell'agonia, +Indurì la gamba e il braccio +Come il ferro e come il ghiaccio; + +Idïoti tardi e sucidi +Dalle stolide risate; +Silenziosi melanconici +Dalle fronti ottenebrate; +Vecchi e bimbi, uomini e donne, +A cui celan vesti e gonne +(Dalla _modula_ uniforme) +La goffaggin delle forme; + +O pöeti, cui, per esserlo, +Non mancò che l'equilibro; +O confuse e sparse pagine +Che talor non fan più un libro; +O filosofi egoïsti +Che furiosi, o lieti, o tristi, +Suggeriste un entusiasmo +All'indagine d'Erasmo; + +Io vi veggo dell'Ospizio +Negli androni lunghi e scuri +Sfilar tutti e, a larve simili, +Rasentar gli scialbi muri; +E me stesso e il mondo oblio +Nell'udir lo stropiccìo +Delle scarpe trascinate +Sulle pietre levigate. + +Quest'Ospizio, or non è un secolo, +Era un chiostro solitario; +Vi dormian, tranquilli, i monaci +Fra una cena ed un rosario: +Quella pace chi rimembra? +Tutto muta!... E il chiostro or sembra, +Per le grida e il chiasso eterno, +Una bolgia dell'inferno! + +Quanti sogni!... Quanti fascini! +Quanti inani desideri! +Quante vacüe dovizie +Di ipotetici forzieri! +Quante inutili ambizioni +Irte a mille umiliazioni! +Quanto spreco di esistenze +Per ridicole parvenze! + +Quanto fremer di battaglie +Idëali in queste mura! +Che splendor di luci incognite! +Che prodigi di natura! +Che profumi di giardini.... +Nel pensiero dei meschini! +Che romane orgie evocate +Dalle femmine _eccitate!_ + +Salve!... Salve!... Questo popolo, +Che stropiccia i corridoi, +È di re un'augusta accolita! +È un manipolo d'eroi! +Sono artefici immortali! +Sono duci e generali! +Sono menti sovrumane! +Son duchesse e cortigiane! + +Questo giovane, che medita, +È un sapiente... che sa nulla! +Questa vecchia ottuagenaria +Va affermando esser fanciulla! +Questo mostro d'ambizione +Vi domanda un mozzicone! +Questo semplice artigiano +Vuole onori da sultano! + +Una donna, melanconica +E dal volto deformato, +Vi susurra: "Dunque, Emilio, +"Non m'inganno!... Sei tornato!" +Ed un'altra, in foggie strane, +Si rimbocca le sottane +Al disopra dei ginocchi, +Ammiccandovi degli occhi! + +Chi combatte cogli spiriti +Grida, impreca e il braccio ruota; +Altri, al suol cadendo supplice, +Resta in estasi devota; +Poi proteste, insulti ed ire!... +"Io son savio!... Voglio uscire! +"Scellerati!... Al cenno mio +"Ubbidite!... Io sono Iddio!..." + +Se la vita è un mar simbolico, +E se noi siam naviganti; +Se quaggiù bonaccie e turbini +Voglion dir sorrisi e pianti, +O miei buoni, questa gente, +Che non sa dov'è l'oriente, +Questi miseri sparuti +Sono naufraghi perduti!... + +Ahi!... La Scienza, con un gemito, +Dietro a lor perde il coraggio, +Nè sa ancor qual sia la gomena +Da gettar pel salvataggio! +Incessante l'uragano +Scuote il rabido oceàno.... +Ed i fragili intelletti +Si frantuman tra gli affetti!... + +Fedi e infamie, amori ed odii, +Amarezze ed illusioni! +Ecco i venti, i nembi, i fulmini! +Ecco i tristi cavalloni! +Fino il duol del padre oppresso +Nei nepoti resta impresso, +E van pazzi a cento a cento +Per chimerico spavento! + +O follia, sei tu un'orribile +E fantastica megera +Che trapassi in mezzo agli uomini +Come rapida bufera, +E che godi, sghignazzando, +A toccare il fronte blando +Del dormente nëonato +Con un dito arroventato? + +O Follia!... Cupa voragine!... +Viver... morti!--Esser sepolti.... +Nè saperlo!--Aver lo spregio.... +E non leggerlo sui volti! +O Follìa!... Pensier tremendo!... +Forse l'estro ond'io m'accendo +È lo stigma del Destino, +Che mi colse da bambino!... + +................................ + +Le notturne ore discesero; +Son deserti i foschi androni; +Già i maniaci s'addormentano +Nei squallenti cameroni; +Già dei poveri _sospetti,_ +Presso l'ànsole dei letti, +I metodici guardiani +Assicuran piedi e mani.... + +Deh!... Con sogni placidissimi +La pietà li benedica! +Chè sui pazzi sta l'anàtema +D'una duplice fatica, +E domani essi dovranno, +Quando tutti sorgeranno +Dell'albore ai raggi incerti, +_Risognare_ ad occhi aperti!... + +Dalla Senavra, 26 settembre 1876. + +[1] La _Senavra_ è il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.] + + + + +IN ALTO + +(A GIUSEPPE GALLOTTI) + +Non domandarmi un cantico +Per le umane passioni! +L'inesorabil logica +M'impone altre canzoni; +Io non posso più esprimere +Nè il pianto, nè la gioja, +Chè mi vennero a noja +Le lagrime e i sorrisi dei viventi. +Mi rifiuto all'analisi +Delle cose crëate, +Per viver nel delirio +Di altezze sconfinate; +Ivi è un eterno fascino, +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Dinanzi alla voragine +Dell'eterna armonia +Le passioni degli uomini +Perdon la poësia; +Così l'estremo rantolo +Del nocchier si confonde +Col ruggito dell'onde, +Su cui passa, tuonando, la bufera!... +Il Bene e il Mal s'intrecciano +Nell'assidua natura; +Il Bene e il Mal s'alternano +Con sapiente misura; +E, indivisi, si aggirano +Fra il turbo dei viventi, +Gelidi, indifferenti +A chi piange, a chi ride ed a chi spera. + +La medaglia simbolica, +Dalla gianica faccia, +Ha nella prima il gaudio, +Nell'altra la minaccia; +Ma si palesa agli uomini +Sempre con fronte eguale, +Perchè nel Ben sta il Male, +Perchè nel Male sta del Bene il germe. + +I contenti e le lagrime +Dei poveri mortali +Per varïar di secoli +Saranno sempre eguali; +I desiderii fervono +In ogni crëatura... +E il gaudio o la sventura +Vengono a soddisfar l'umano verme, + +E poi che un giorno ridere +O pianger gli è concesso, +Torna dei desiderii +Il popolo indefesso; +La noja uccide il gaudio +Ed il dolor si accheta... +E la caduca creta +Ribeve al fonte dell'antica speme! +È una storia monotona +Degli uomini la storia! +Sempre lo stesso fremito +Di bassezze e di gloria! +Sempre gli stessi gemiti +Per gli stessi dolori! +Sempre gli stessi amori! +Sempre il labbro che ride e quel che geme! + +Al suon delle battaglie +Succedono le paci; +Dopo l'orgie del sangue +Vengon quelle dei baci; +Come fantasmi, i popoli +Agitando le braccia, +Contorcendo la faccia, +Per un istante passan sulla terra.... +Nè resta che una debole +Eco di tanti eventi, +Che nel frastuon va a perdersi +Delle novelle genti,... +Poi ricomincia il turbine +Dei desiderii arcani, +Che dai cervelli umani +Elettrico incessante si disserra! + +Dal sorriso d'un popolo +Nasce d'un altro il pianto; +Per una gente è un empio +Chi per un'altra è un santo; +E le bufere scrosciano, +E il sol sfavilla, e i fiori +Si veston di colori, +E nello spazio rotëan le stelle!... + +Tutti, mendìchi e principi, +Deboli e forti, tutti +Proviam gli stessi gaudii, +Abbiam gli stessi lutti! +Il Bene e il Mal ci scuotono +Coll'istessa potenza, +E l'umana sapienza +Alla gran legge invan si fa ribelle!... + +No, il sorriso degli uomini, +No, degli uomini il pianto, +Nel cranio mio non destano +Giocondo o mesto un canto; +Perch'io so che le lagrime +Fan più dolci i sorrisi; +Perch'io so che indivisi +Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi. +Sol nell'immensa sintesi +Delle cose crëate, +Nel supremo delirio +Di altezze sconfinate +Trovo dei carmi il fascino! +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Giugno 1875. + + + + +CIRCOLO + +(A PAOLO GORINI) + + +Un dì d'autunno, al tramontar del sole, +In un ermo giardino entrò la Morte; +E impallidìr le rose e le vïole +Presàghe di lor sorte. + +Le foglie, scosse da leggiero vento +E per sottil pioviggin lagrimanti, +Siccome colte da orribil spavento +Si fecero tremanti. + +E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori, +Disse una voce: "Così vuole Iddio! +"Voi dovete morire!--Addio colori! +"Olenti effluvii, addio!" + +E la Morte passava.--Un'armonia +Di indistinti sospiri e di lamenti +Sorgea dovunque, ovunque la seguia +Nei sentieri silenti. + +Eran sospiri timidi, repressi, +Come il fruscìo d'un abito di dama +Che va di notte a colpevoli amplessi; +Era un pianto, una brama + +Di restar fiori e foglie un giorno ancora. +Un povero giacinto domandava +Di lasciargli veder la nuova aurora... +Ma la Morte passava. + +Il giranio avvizziva; le vïole, +Baciandosi fra lor con aria mesta, +Diceansi addio, e sull'umide ajuole +Chinavano la testa. + +Solo una rosa, una fulgida rosa +Dal vivace color, nata il mattino, +Surse a lottar, fidente e coraggiosa, +Coll'avverso destino. + +E alla Morte gridò: "Perchè degg'io +"Morire adesso che son nata or ora? +"La mia parte di vita io chieggo a Dio... +"Io vo' vivere ancora!" + +"Perchè vivere ancor?"--chiese la Morte. +"Perchè ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta: +"Morir non è svanîr, ma cambiar sorte, +"Nascere un'altra volta... + +"La mia man non distrugge, ma trasforma; +"Apportatrice di vita indefessa, +"La Materia non muor; muta la forma, +"Ma la creta è la stessa." + +--"Lasciami dunque la forma presente, +"Con te non mi lagnai della mia sorte. +"Io voglio restar rosa eternamente!..." +--Le rispose la Morte: + +"E che dirà la terra, a cui tu devi +"Porger te stessa in provvido alimento? +"Tu dalla morte altrui vita ricevi; +"A te l'altrui tormento + +"Dà l'esistenza; il loto che si muta +"Nel tuo stelo e le foglie ti colora, +"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta +"Ma pur convien ch'ei mora!... + +"A che tanto terror?... Prima d'un mese +"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto. +"Per ridonarle a te, l'April cortese +"Le farà d'aria e loto. + +"La stessa brama, che tu senti, avranno, +"Morir dovendo, l'aria e il loto allora... +"Ma poi, mutati, Iddio benediranno +"D'essere rose ancora... + +"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto +"E d'esser rose lo ringrazieranno,... +"Per poi lagnarsi il dì che in aria o loto +"Rimutarsi dovranno! + +"È un'assidua vicenda!...--Il nëonato +"È vecchio quanto il Tempo!--È un'infinita +"Catena!... Tutto muore!... E nel Crëato +"Freme eterna la vita!..." + +Tacque e passò.--Cadean le foglie a mille +Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti +Biancheggiavan le mura delle ville; +E gli sfrondati arbusti + +Parevan membra di bimbi malati +Usciti da mefitici ospedali; +Borea scopava coi buffi gelati +Le foglie nei vïali; + +E intorno, intorno, un susurro s'udia +Confuso e fioco, come il suon lontano +D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia +Un'aërëa mano. + +Era un canto di grazie; era un concento +Che nel vespro nebbioso si perdea; +Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento +Lo ripetean.--Dicea: + +"Ave, o Signor, che ci desti la vita, +"Che loto ed aria quaggiù ci mettesti! +"Possente Iddio, la tua bontà infinita +"Fa che si manifesti!... + +"Possente Iddio, ci manda un po' di piova! +"Possente Iddio, ci manda un po' di neve! +"E tien lungi l'April, che in forma nova, +"Aimè, mutar si deve! + +"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore! +"Noi siamo lieti della nostra sorte... +"L'April tien lungi, chè mutarci in fiore +"Vuol dir darci la morte!" + +Milano, giugno 1875. + + + + +A FULVIO FULGONIO + +O modesto filosofo, +Che giunto a quarant'anni, +Fra l'incessante turbine +Di miserie e d'affanni, +Vivi solingo e povero, +E nel tuo cor securo +_Sotto l'usbergo del sentirti puro_, + +Di' qual è dunque il tramite +Che al sepolcro conduce +E cui conforta il raggio +D'inestinguibil luce? +Dimmi, come si vincono +Queste umane tempeste, +Che fan le genti o torve, o tristi, o meste? + +Verso la tomba scendere +Io ti contemplo, o amico, +Come l'ombra di Socrate, +Il grande savio antico; +Tu pure d'ogni infamia, +Con bocca altera e muta, +Bevesti in questo mondo la cicuta! + +Deh!... Se una pia memoria +E un fervido entusiasmo, +Possono ancora emergere +Dall'umano mïasmo, +Lascia ch'io possa volgerti +Quell'arcana parola +Che sa dire chi soffre e che consola. + +Sorridi ancora!... Passano +I secoli e le genti, +E le plebi, al barbaglio +Degli empi pläudenti, +Tu non merchi gli applausi, +Ma sul tuo franco viso +Ami serbar l'impavido sorriso, + +O modesto filosofo, +Spesse volte affamato, +Io mi faccio una gloria +Di camminarti allato! +O dolce amico, insegnami +A vivere securo +_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_! + +Agosto 1875. + + + + +LA CHIESETTA DEI MORTI + +(A GIULIO CORSARI) + +L'ho vista la chiesuola; essa è perduta +In mezzo ai campi come un eremita; +Ed è deserta, solitaria e muta, +Qual chi studia il problema della vita. + +O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati, +Macerie umane, chi vi mosse in terra? +Insiem congiunti come v'han chiamati? +Bécero, Truffaldino o Fortinguerra? + +Sotto una rozza lapide sconnessa +Dorme il vecchio curato del villaggio; +Egli almen cogli offizii e colla messa +Il nome a questa età lasciò in retaggio! + +Ma un teschio, posto là, sul cornicione +Con cent'altri, ridendo, par che esclami: +"Bel profitto davver, se le persone +"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!" + +Ed è un teschio giallognolo e pulito +Siccome d'un nodar la pergamena, +Ed ha la nuca dal profilo ardito +E guarda in giù con un'occhiaja appena. + +................................ +................................ +................................ +................................ + +È il mattino.--Sull'erba verde e folta +Scintillano le gocce di rugiada, +E il ritornello da lontan s'ascolta +D'un villano che passa sulla strada. + +La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa +Poggiar sul cornicione d'una chiesa, +Coi passeri che intorno le fan festa +O col becco alle vuote orbite offesa! + +E contemplare i proprii stinchi ignudi +In una nicchia, messi insieme a mille, +O (peggio ancora) un pöeta che sudi, +E cerchi un verso alzando le pupille... + +Ei colla vita di cento persone, +(Che visser forse ognuna settant'anni) +Farà dieci quartine o una canzone. +Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!... + +Poveri morti, perdonate!--Tutti +Amor vi concepì; tutti una madre +E un padre aveste; e amaste; e foste tutti +Sposo, figlio, fratello, amico o padre... + +Per una strofa che dalla matita +Mi cade, voi viveste, ahimè, tant'anni! +Un sol mio verso è costato una vita!... +E una mia rima chissà quanti affanni? + +Castelleone, agosto 1874. + + + + +A UNA DONNA INTELLIGENTE + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi può amarti, o bella crëatura. + +Ho pensato all'arbitrio del destino, +Che ti formò col puro cäolino +Con cui formò il cervello dei veggenti: +Ho pensato al delirio +Di chi baciò i tuoi begli occhi lucenti; +All'angoscia di chi, dopo il delirio, +Vorrà, tremante, interrogarti il cuore, +E, forse, troverà lento e sbiadito. +Come un suono che muore, +L'amoroso battìto! + +Strano connubio!... Donna e intelligenza! +I sogni, che s'incarnano +Nella gentil parvenza! +Strano connubio!... Intelligenza e donna!... +Lucifero che cela il ghigno orrendo +Sotto un pallido volto di Madonna! +Una bionda e leggiadra testolina, +Un gingillo da pôr sovra un guanciale, +Che scruta ed indovina +Il cupo abisso del Bene e del Male? +Strano connubio!... Donna e intelligenza!... +Una mandòla, cui la man d'amore +Sa cercare una languida cadenza, +E a cui scuote le corde +Questo fantasma che sussulta e spia, +E bacia, e sferza, e morde, +E che gli umani chiaman: _Poesia_! + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi può amarti, o bella crëatura! + +Io vorrei che alla mia donna adorata +Mormorasse un mortal detti d'amore, +Perch'io potessi trafiggergli il cuore +O morir di sua mano; +Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei +Che tenesse lontano +Dal suo capo gentile +Il più spietato dei rivali miei, +Il _Pensier_, che solleva +Il tristo tentatore +Che un dì fe' perder Eva +E poi distrusse ogni sogno d'amore. + +E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi +Colle lagrime agli occhi e il viso bianco, +E, come un pellegrin d'affanni stanco, +Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei +E, baciandoli, o donna, io ti direi: + +"Di non udir quaggiù che la mia voce, +"E d'esser sorda alle melòdi arcane +"Che vibrano nel tuo capo adorato; +"Perch'io temo che il sol della dimane +"Ti risvegli più fredda all'amor mio; +"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_ +"(Funestissimo Iddio) +"Ti tolgano per sempre ai baci miei!" + +Questo, o donna, piangendo, io ti direi. + +E se tu volgerai, dolcezza mia, +Quasi ammaliata, le pupille al cielo +Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando +Nel profondo del cor la gelosia, +Afferrerò la balza del tuo velo +Per tenerti qui in terra... o per morire, +Se a quella reggia d'oro +Poëta e donna, tu vorrai salire. + +Agosto 1876. + + + + +IL DÌ DEI MORTI + +Quest'oggi il calendario +Segna il giorno dei morti, +Il giorno in cui gli scheletri +Han mistici conforti, +Ed io, seguendo il popolo +Come sopra pensiero, +Mi trovo al cimitero +Fra i cippi a vagolar. +Qui tra le mute lagrime +Delle madri dolenti, +Tra gli ipocriti gemiti +Degli eredi parenti, +Tra i fiori che inghirlandano +I cippi biancheggianti, +Rovistando i sembianti, +Comincio a meditar. + +Chi mi disse che il fùnebre +Campo, ov'io sono, ispiri +Pensieri melanconici, +Desolanti deliri? +Chi mi disse che incutono +Disinganni e paure +Le mille sepolture +Che stan dinanzi a me? +Qui, dove gli altri parlano +D'incompresi destini; +Qui, dove gli altri perdonsi +In mar senza confini; +Qui, dove tutti fremono +D'indicibil terrore, +A me si spegne in cuore +Ogni bugiarda fè. + +Sulle zolle che atteggiansi +A smaglïanti ajuole, +Tra i fiori, che si volgono +Desiosi ai rai del sole, +Della Morte io non veggio +La larva ischeletrita; +Non la Morte, la Vita, +O miei fratelli, è qui!... +La Morte!... Che significa +Questa strana parola, +Che fa sgomento ai timidi +E che i forti consola? +La Morte!... Chi mi scioglie +Questo fatal segreto, +Che al cèrebro d'Amleto +Il dubbio suggerì? + +È la Morte una fisima +Delle pusille menti! +Se nacquer dai cadaveri +L'erbe ed i fiori olenti, +Se i vermi ha fatto nascere +La carne imputridita, +La forma, e non la vita, +D'esistere cessò!... +L'operosa materia +Convien che a sè ritorni; +La Morte è legge assidua; +Noi moriam tutti i giorni! +Noi moriam, trasformandoci +Da bimbi in giovinetti! +Noi moriam cogli affetti +Che il nostro cor provò! + +Perchè cercar nell'anima +Le fede e la speranza? +Perchè cercar nell'anima +La postuma esultanza, +Se scioglier la materia +Ci può il fatal problema, +Se il mistico pöema +Essa cantar ci sa? +Essa, l'eterno simbolo; +Essa, l'eterna Dea; +Essa, da cui germogliano +E l'albero e l'Idea; +Essa che dà alle indagini +I responsi più esatti, +Che non i sogni astratti +Delle trascorse età! + +Che v'importa dell'anime +Dei figli trapassati, +O padri, sovra i candidi +Sepolcri inginocchiati? +Via!... Chiudete l'orecchio +Ad una sciocca turba, +Che il pensier vi conturba +Con sogni di terror! +I vostri figli vivono; +Sono raggi di sole, +Son glebe, son garofani, +Son aria, son vïole; +Voi, pregando sugli umidi +Fiori o sui secchi dumi, +Ne aspirate i profumi +E vivete con lor. + +Oh!... Dite ai mille ipocriti +Dalle fisime strane, +Che noi, togliendo l'anima +Alle credenze umane, +Non vi togliamo il balsamo +Delle memorie pie, +I canti e l'armonie +Che sanno consolar! +Credete alla Materia +Per creder nell'Eterno; +Il Bene e il Mal sussistono; +Ecco il Cielo e l'Inferno! +Religïon purissima +È la Scienza, la luce +Che gli uomini conduce +Ad amarsi e pensar. + + + + +PER IL SANTO NATALE + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Eugenio, l'abitudine +È una cinica Dea, +Che avvelenò coll'alito +Ogni sublime idea! +Profuse il genio ai popoli +Le perle smaglïanti +E un'orda di baccanti +In pietre le mutò! + +Dal dì che all'Evangelio +Pace e conforto io chiesi, +Dal dì che il cor degli uomini +A interrogare appresi +E, come un serpe, ascondersi +Vidi nel Bene il Male, +Il giorno di Natale, +Da allora mi indignò! + +I pöetastri raglino +Vieti e melliflui canti, +Le olenti dame pensino +Ai bambini lattanti, +Credan davver gli stolidi +Ch'oggi ogni sdegno è spento, +Biascichi un complimento +Ogni bocca volgar! + +Io, solitario, medito +Chiuso nella mia stanza +Che retaggio di popoli +Grulli è una grulla usanza... +Nè a vagolar pei trivii +Coi miei pensier discendo, +Chè fuggo un quadro orrendo +Che m'eccita a imprecar. + +Giù v'è un delirio, un'orgia +Di sangue e di carname; +Polpe squarciate e muscoli +Ornati di fogliame, +Bestie sgozzate e viscere +Ancora palpitanti, +E rosse man fumanti, +E gocciolanti acciar! + +Lungi da me l'orribile +Tripudio dei macelli, +Ove le fronti pallide +Di pecore e vitelli, +Trofëo spaventevole, +Col livid'occhio spento, +Mandandomi un lamento, +Mi possono guardar! + +Lungi da me, o limosine +D'un mondo imbellettato, +Chicche donate ai bamboli +D'un popolo affamato! +Lungi da me l'ingenua +Fede dei tardi ingegni, +Che spengansi gli sdegni +Coll'agape d'un dì! + +Lungi da me quest'ebete +Sfida a chi più divora, +Quest'inno che da gonfie +Ventraglie erutta fuora! +Lungi da me l'effluvio +Di frutta e di dolciumi, +A cui gli acri profumi +Inutil sangue unì! + +O triste lotta!... O vincolo +Fatal della Natura! +È ver, dell'altrui sangue +Vive ogni creatura! +È ver, la morte è il nocciolo +Che genera la vita! +In terra e in ciel scolpita +La dura legge io so!... + +Ma, per far festa, uccidere, +Non per sbramar la fame; +Ma il rider tra i cadaveri, +Gridando: _Pace_!... è infame! +Ma l'esclamar tra i rantoli +"_Quest'oggi è un giorno gajo!_" +È lazzo da beccajo +Che il sangue inebrïò! + +Deh! Se nei vostri pargoli +Sensi d'amor bramate +Dal barbaro spettacolo, +Madri, li allontanate... +O scenderanno funebri +Fantasimi crudeli +A rapir loro i cieli +Del sonno verginal! + +Ah! dite lor che scordino +Quest'efferata usanza; +Che a feste meno stolide +Rivolgan la speranza; +Che verrà un dì in cui gli uomini +Saran davver fratelli, +Senza l'orgie e i macelli +Di questo saturnal! + +25 dicembre 1876. + + + + +CORAGGIO! + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio, +Dall'esil campanile, a mezza china. +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina, +Come la guancia d'una giovinetta +Cui si parli d'amore. + +O mesto amico mio, biondo dottore, +Talor lo sogno anch'io +Questo tranquillo oblio; +Talor m'accascio anch'io sul mio dolore +Penso alla noja arcana +Che da ogni cosa emana; +Penso a quelli che furono +E a quelli che verranno; +All'albe ed ai tramonti ed all'affanno +Che domina crëato e crëature; +Alle molte sventure +Ed ai pochi sorrisi +Concessi a quei che pensano; alla culla +Tanto presso alla tomba; +A questo eterno nulla! + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio +Dall'esil campanile, a mezza china, +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina; +Ed io perdo il coraggio +Nella frivola vita cittadina! +E nei ridotti, ove s'affolla un mondo +D'ubbriachi e di cretini, +M'aggiro; e il volto mio cogitabondo +Porta il riflesso d'inconsci destini... + +Pur se giunge una nota al mio cervello, +Se vien qualche cencioso menestrello +A strimpellare una canzon gioconda +Al mio attonito orecchio, +Una febbre m'inonda +Di mille desiderii sconfinati; +E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio +Che crollerà sotto il mio giovin pugno; +All'arte nuova; ai versi cesellati, +Coi quali passo qualche lieta notte +Della mia giovinezza; +E ritorno alle lotte, +Ove soltanto il debole si spezza; +Ed odio, ed amo, e scrivo, +E lagrimo talor, ma fremo e vivo! + + + + +DITIRAMBO + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Un giorno, Eugenio, tramontava il sole +E tu mi stavi accanto, +Ed al cervello mio le tue parole +Suggerivano un canto. + +Tu mi dicevi: "La scienza è la luce +"Che feconda gli ingegni; +"È la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni... + +Ai regni inesplorati, agli ideali +"Che tu cercando vai, +"A cui le menti, che han tarpate l'ali +"Non arrivano mai." + +Ed io dicevo: "È vero!... I giorni miei +"Passan senza splendori! +"Oh, quante notti fra i bicchier perdei! +"E quante fra gli amori!" + +E ripetevo: "La scienza è la luce +"Che feconda gli ingegni! +"È la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni!" + +Poscia, rinchiuso nella stanza mia, +Quella notte vegliai; +Degli intravisti carmi l'armonia +Mi si aperse e pensai: + +Scienza, che debbo chiederti? +Qual ben puoi tu largirmi? +Ahimè!... Dei canti il fascino +Forse tu puoi rapirmi! +L'entusiasmo puoi togliermi +Che i giorni miei fa lieti! +L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti! + +Scienza, che debbo chiederti? +Forse il concetto immenso +Del nostro nulla?--È inutile! +Io questa idea la penso... +Come da vasto incendio +Le scintille incessanti, +Così dal nulla a me vengono i canti + +Tu sai giunger, per aride +E tortuose vie, +In lande ove s'impressero, +Da tempo, l'orme mie! +Scienza, che debbo chiederti? +Io volo, e tu cammini... +Per soffermarci agii stessi confini! + +Puoi tu insegnarmi il numero +Degli astri rotëanti? +Dirmi che sia lo spazio +E cosa sian gli istanti? +Dirmi perchè sussistano +La luce, l'ombra e il moto, +E come in foglie si trasmuti il loto? + +Scienza, a crëare insegnami +Un'erba od un insetto; +A discerner le cause +Dell'odio e dell'affetto; +A indovinar l'incognito +Principio della creta; +Scienza, dei mondi apprendimi la meta! + +Ed io, fervente apostolo +E adorator dell'arte, +Verrò a chiedere l'estasi +Alle tue dotte carte, +E vestirò coi fascini +D'un eterno poëma +La soluzione del vital problema! + +Ma, fino allora, chiederti, +Scienza, che deggio io mai? +Forse l'oro e la gloria +Che da tempo spregiai? +Forse di qualche popolo +Le gesta o la favella? +Forse una data o il nome d'una stella?.. + +Ahimè!...La scienza è un briciolo +All'ignoto involato! +Noi non ghermiam che un atomo +E gridiamo: È il Creato!... +E perdiamo nell'ansie, +E perdiam negli affanni +L'incantevol sorriso dei verd'anni! + +E poi, giunti sul margine +Della vita che fugge, +Anco cinti di gloria, +Un pensiero ne strugge; +È del Nulla il fantasima +Che nell'estrema prova +Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?... + +Lo so; i verd'anni passano +Pei dotti e pei gaudenti, +E forse nel silenzio +Degli anni miei cadenti, +Triste e scorato, ai fervidi +Giovani dì pensando, +Anch'io dovrò ripeter lagrimando: + +"Stolto!... I bei sogni sparvero! +"Sparvero e nappi e amori, +"E i giorni tuoi tramontano +"Qual sol senza splendori! +"Scendi, rabbiosa ed invida, +"Nella tua sepoltura +"A mutar forma, o volgar crëatura!" + +È ver!... Ma tutti muojono, +E dotti e gaudenti! +E allor che giova il plauso +O il biasmo delle genti? +In un pugno di polvere +L'incompreso Destino +Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino! + +................................ +................................ + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano, +E che--forse--Alighieri +Invidia il bimbo partorito jeri... + +E vorrebbe rivivere +Per giornate più liete, +Soffocando nel cèrebro +Della Scienza la sete,... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, gli allori +Fra le tazze oblïati e fra gli amori! + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano +E che--forse--Arlecchino +Vorria rinascer per studiar latino + +E vorrebbe rivivere +Per diventar dottore, +L'esilarante arguzia +Soffocando nel cuore... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, le cene +Rubate al ventre... dalle pergamene! + +Viviam!... Dei desiderii +È la turba infinita; +Per soddisfarla gli uomini +Troppo breve han la vita!... +E vivesser coi secoli +Convien che il labbro gema: +"Noi siamo affranti...o la turba non scema!" + +Viviam!... Lasciam che passino +Servi all'istinto gli anni! +Tutti avrem pari i gaudii, +Tutti pari gli affanni!.... +L'eternità in un circolo +Infinito ne serra!... +È il Nulla in cui s'avvoltola la terra, + +Luglio 1875. + + + + +PER UNA SUICIDA + +Una bionda fanciulla innamorata +Dal terzo piano si gettò stasera. +L'han raccolta piangendo ed è spirata! + +Domani i preti, colla stola nera, +Com'è costume, a prenderla verranno +Recitando la solita preghiera; + +Domani tutti il nome suo sapranno, +E morrà nel frasario d'un giornale +Questa epopëa d'un immenso affanno! + +Poveretta!... La veste nuzïale +L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto +Mutare in epitaffio un madrigale! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto, +Credea nei libri di legger la vita, +E non vedea che sterile deserto! + +E rivivea la fantasia romita +In epoche lontano; in mezzo a gente +Che incancellabil orma avea scolpita. + +E tutti mi diceano amaramente: +"Che noi non siam che un popol di fantasmi; +"Che i nostri affetti son ceneri spente; + +"Che son svaniti amori ed entusiasmi; +"E che i lampi e i profumi eran mutati +"In fosforo volgare ed in mïasmi!" + +Ed io discesi nei trivii affollati, +Non recando nè fedi nè illusioni, +Arido figlio di padri annojati. + +Ma l'impeto fatal delle canzoni +Tacitamente palpitar mi fea! +Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni, + +Fra lo splendore d'una eterna idea +E le tenebre folte, il mar solcando +Degli eventi, che intorno a me fremea, + +L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando; +E nella notte altrui trovai l'aurora; +E risi e piansi anch'io; e lagrimando + +La strofa mi sgorgò calda e sonora; +E ritrovai la fede e la speranza, +Perché m'accorsi che si vive ancora! + +Sì!... Si vive! Si lagrima! Si danza! +Come un dì! Come sempre! E infin che luce +Avrà il sole ed i fiori avran fraganza, + +Questo dramma, ora lieto ed ora truce, +In cui tutti abbiam parte, ed è la vita, +E che un'ignota man scrive e conduce, + +Palpiterà di passione infinita, +Miscêla arcana d'ombra e di splendore! +E tu eterna starai (lampa romita, + +Oppure incendio divampante) Amore! + +Ottobre 1876. + + + + +QUANDO? + +(A DINO MARAZZANI) + +Quando i giorni verranno +Della malinconia, +E morirà d'affanno +Nel mio cranio la giovin fantasia, + +Io penserò alle notti, +Che passai con me stesso; +Agli studii interrotti +Per meditar della lampa al riflesso; + +Io penserò alle sere, +Che, coi pochi diletti, +Confusi le preghiere +Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti. + +Allora, stanco anch'io +Dei furbi e dei cretini, +Mi sentirò il desìo, +Il santo ardor di più vasti confini! + +Stringerò nella mano +Un nodoso bastone, +E me ne andrò lontano +Un balsamo a cercar, l'oblivïone... + +Andrò verso l'Oriente, +Col sole sulla fronte, +Guardando avidamente +La linea circolar dell'orizzonte. + +E bacierò le siepi +E i fiori per la via, +E cercherò i presèpi +Ove deporre la stanchezza mia. + +E scenderò, pensando, +Alle vaste marine; +E vedrò, palpitando, +Gli splendidi tramonti e le mattine. + +Ritroverò la vita +Nell'immensa natura; +E la gioja infinita +Del creato empirà la crëatura... + +Parmi d'aver dinanti +Le romite vallate; +Le strade biancheggianti +Ove la fine polve arde in estate; + +Odo stillar le fonti +Dallo spungoso tufo +E, la sera, fra i monti, +Stridere il grillo ed ululare il gufo. + +Sento l'acre profumo +Dell'erbe e delle piante +E, sull'umido dumo, +La verde cavalletta saltellante. + +Poi, quando il giorno estremo +Degli erranti miei giorni, +Col comando supremo +Vorrà che in vermi il corpo mio ritorni, + +Io cercherò una sponda +Giallastra e desolata, +Ove si franga l'onda +D'una glauca marina sconfinata + +Là poserò le spalle +Sull'arena minuta, +Che, come eterna valle. +Verso un fondo nebbioso andrà perduta; + +Rammenterô le storie +Della mia giovinezza; +Rivivrò di memorie, +Di pianto, di speranza e d'allegrezza; + +Ed atomo piccino +Dinanzi alla Natura +E dinanzi al Destino, +Coll'unghie mi farò una sepoltura, + +Guarderò i cieli azzurri, +Il mar pieno d'incanti, +Di calme e di susurri, +E i pulviscoli in aria roteanti. + +Là morirò tranquillo +Dagli uomini lontano... +E, forse, fatto brillo +Dall'agonia, colla tremula mano. + +Sovra la sabbia ardente, +Pensando all'universo, +Traccierò sorridente, +O dolce amico mio, l'ultimo verso. + + + + +ARS, ALMA MATER + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +L'Arte morrà!... o La splendida +Arte che amiamo, o Alberto, +Morrà, come ingannevole +Miraggio del deserto!... +Oh! Tu non sai l'angoscia +Che in petto mi fremea +Quando la triste idea +Nel cranio mi guizzò! +Nata col primo palpito +Dell'umano pensiero, +L'Arte non era in fascie +Quando cantava Omero; +Ma dalle vette olimpich +All'Ellenia stupita +Dicea: "Narro la vita +"D'un'arte che passò!" + +Dal sacro fiume Egizio, +Dal Gange e dal Giordano +Alle colonne d'Ercole +Che chiudean l'oceáno, +Errante coi fenicii, +Ape del sen fecondo, +Ella versò sul mondo +Il miel di sue virtù. +E ad Iside e ad Osiride +Eresse monumenti; +E verseggiò le pagine +Dei vecchi testamenti; +E toccò l'arpa a Davide; +E al popol patriarca +Disegnò l'are e l'arca; +E celebrò Visnù. + +In Grecia Apelle e Fidia +Le chieser marmi e tele; +Ella insegnò la linea +Divina a Prassitele, +E a Socrate e a Demostene +La possente parola, +E ad Eschilo la scuola +Delle passioni aprì. +Le mani d'Aristotile +Ne composer la storia; +La chiamò Saffo, in lagrime, +Amor; Pericle, gloria; +Inspirò l'odi a Pindaro; +Seguì Alcibiade a festa; +E gaja dalla testa +D'Anacrëonte uscì... + +Poi trasvolò, coll'aquile +Delle legioni, a Roma; +Ed intrecciando i lauri +Alla flüente chioma, +Cantò i trionfi, il sonito +Delle tube guerriere, +Le spoglie e le bandiere +Del Lazio vincitor. +E quando la Repubblica, +L'invincibile atleta, +Sotto il pugno di Cesare +Si sfasciò come creta, +Ella, che adora il genio, +Nella bellezza avvolto, +Baciò, plaudente, in volto +L'audace lottator! + +E l'adorò, recandogli +Un impero a tributo; +E, ad eternarlo, complici +Ebbe Tacito e Bruto; +E quando ei cadde, vittima +Di vendetta gloriosa, +Gli suggerì la posa +In cui dovea morir. +Sovra il suo corpo esangue +S'abbandonò piangendo; +E si temprò all'incudine +D'uno spasimo orrendo... +Poi surse, e avea nell'occhio +Sguardi così possenti +Che n'arsero le menti +Nei secoli avvenir, + +Ella narrò a Virgilio +L'egloghe e l'epopee; +Apprese in versi a Orazio +Le proverbiali idee; +E rizzò terme e templii, +E circhi e colossei, +E sogghignò agli Dei, +Agli aúguri, agli altar. +Dai lidi della Nubia +Chiamò il pardo e il leone; +Tolse a femminee viscere +Caligola e Nerone; +Rovesciò il bianco pollice +In faccia ai moribondi, +E chiese se altri mondi +Eran da conquistar!... + +Mutati i lauri in pampini. +Nuda dal capo ai piedi, +A mense interminabili +Volle Eterie e Cinedi; +E, brïaca, in un'orgia, +Di vino e di deliri, +Cadde dai drappi assiri +Sul pavimento d'or. +Fra i bianchi intercolonnii +Ella era ancor sopita, +Quando un profeta mistico +Venne a chiamarla in vita. +Ei la coprì col ruvido +Manto, le diè una croce, +E colla blanda voce +Le favellò d'amor. + +Cosparsa il crin di cenere +Seco a pregar l'addusse; +La confortò di massime +Söavi ed inconcusse, +E in mezzo a ignoti popoli, +Quasi selvaggi ancora, +Vestitala da suora, +La chiuse in monaster. +Ella, seguendo l'indole +Di sua mondana vita, +Da preci e da cilicii +Affranta ed intristita, +Per scongiurar la noja +Del chiostro freddo ed ermo, +Tradusse in canto fermo +I timidi pensier. + +Indi miniò una bibbia, +Cesellò dei rosari, +E ricamò in fantastici +Fregi gli scapolarí... +La santità dell'opere +La rese ardita, e un giorno +A un'asse si fe' attorno +Con piume e con color, +E disegnò un'aurëola +In mezzo a cui, raggiante, +Pinse il volto mitissimo +Del suo profeta e amante; +E, le pupille in lagrime, +Compunta a divozione, +Disse alle genti buone: +"Questi è Nostro Signor!" + +Fu la sua voce armonica +Che il nuovo dogma apprese; +Fu per sua man che sursero +E metropoli e chiese; +E dissero i miracoli +Di sue glorie passate, +Le aguglie, le navate, +I pöemi e gli altar. +Pur, colle glorie, l'orgia +Fatal non iscordava; +E il giorno che un Pontefice +La volle far sua schiava, +L'Arte, la bella indomita, +Volse le spalle al tristo, +E fea ritorno a Cristo +Per piangere e pregar. + +Un'invincibil nausea +Le saliva alla bocca, +Chè l'andazzo del secolo +La fea torva e barocca; +Eran grottesche immagini +Di frati, angioli e santi +Con manti svolazzanti +E iperbolici pel; +Erano idee rachitiche +Cinte di gonfie vesti; +Sparía la pura linea +Sotto i fregi funesti; +E nei giardini mistici +Della latina scuola +Il puzzo di Lojola +Isterilia gli stel. + +E Sanzio, e Michelangelo +Non eran polve ancora +Quand'ella in Francia e in Anglia +Vide la prima aurora; +E, mentre di Giansenio +La pura man guidava, +Fremeva e palpitava +D'Amleto col cantor. +Poscia amò i nèi, la cipria, +Le satire mordenti; +Chiamò gli Enciclopedici +In sale aurate e olenti; +E, per fuggir degli Arcadi +L'inesorabil belo, +Della Germania al Cielo +Cercò sorti miglior. + +Ma sulla strada un pallido +Giovinetto severo +La soffermò, dicendole: +"Io mi chiamo Pensiero. +"Il mondo mi perseguita; +"Io gli grido che l'amo; +"Ma son povero e gramo, +"E non mi vuole udir! +"Tu sei leggiadra, e gli uomini +"Aman le cose belle; +"Or ben, di' lor che il raggio +"Io scrutai delle stelle, +"Che la pena ed il premio +"Impartirò a chi tocca; +"Per la tua rosea bocca +"Io mi farò capir!..." + +L'Arte e il Pensier si amarono. +Ella porse al Pensiero +Le gioje che sollevano; +Egli le apprese il vero. +Ma l'Arte, esperta e provvida, +Recò al novello tetto +Di cortigiana il letto, +Di monaca il pudor. +Dall'ideal connubio +(Non più Minerva strana +Nata da stolto cranio, +Nè isterica cristiana, +Ma dolce e melanconica, +E d'austera parvenza) +Nacque una figlia--o Scienza +Tu palpitasti allor! + +E, gigante, fra gli uomini +Già il tuo nome risuona! +Ma corre ancora il popolo +Alla tua madre buona, +E la sua voce armonica +E i suoi racconti adora, +E ride e freme e plora, +Udendoli narrar. +E l'Arte narra i dubbi, +Che ne assedian qui in terra, +E i miti, e i sogni, e i simboli, +E la pace, e la guerra; +Parla di re e di popoli, +D'amorose leggende, +E, dai palagi, scende +Al rozzo casolar. + +Poscia veggendo, trepida, +Che dei tempi passati +La monotona storia +Ha i cèrebri annojati, +Sferza colla commedia +Le goffe costumanze, +E scruta nelle stanze +Gli intrighi ed i mister. +E, risalendo ai limpidi +Fonti della natura, +Ci canta in un Idillio +Crëato e crëatura, +E insegna all'occhio l'ultima +Gradazione di verde, +Che da lontan si perde +In profumo leggier. + +L'Arte è la candid'avola +Che tesse le sue fole; +E noi, che ancor siam pargoli, +Amiam le sue parole; +Ma, fatti adulti, i popoli +La chiameran ciarliera, +Ed alla figlia austera +Rivolgeranno il piè!... +E cercheran l'oceano +Del fiume antico uggiati; +E scruteran dai vertici +I cieli sconfinati; +E chiederanno i fascini, +Che il genio oggi dispensa, +Alla natura immensa, +Che tutto chiude in sè. + +Forse tu sola, o Musica, +Astrazion dell'idea. +Vivrai, dell'arti l'ultima +E più perfetta Dea! +L'altre morran!... Le statue +(Simulacri pallenti +Delle beltà viventi) +Cadranno infrante al suol; +E voi, riflesso inutile +Di ciò che esiste, o tele, +Voi copriràn la polvere, +L'oblío, le ragnatele! +O libri, al fuoco!... Briciole +Della filosofia!... +Ogni fisonomia +È un libro aperto al sol! + +Alberto, ho il ciglio in lagrime +Penso a quel dì fatale! +Alla luce novissima +Della scienza ideale! +All'orrenda catastrofe +Della tragedia trista! +Penso all'ultimo artista +Che quel giorno vivrà! +Ei della madre suggere +Vorrà l'esausto petto, +E rabbioso e famelico +Lo dirà maledetto; +E forse, per resistere +Un'ora all'ardua pugna, +Lo graffierà coll'ugna +E il sangue ne berrà! + +Agosto 1876. + + + + +DE MINIMIS. + + + +MORS TUA, VITA MEA + +Era un uomo sensibile; dicea +Che tutto vive d'una vita arcana; +Che, come il bruco, si forma l'idea; +Che non è sola l'esistenza umana. + +E predicava ai bimbi e ai giovinetti +Di rispettar gli steli delle rose, +I nidi delle rondini, e gli insetti, +E le sementi, e gli uomini, e le cose. + +Poi, meditando l'incessante guerra +Che la fame crudel move ai men forti, +E pensando che ognun semina in terra +Ad ogni passo migliaja di morti, + +D'infinita pietà pianse angosciato, +E, i cibi rifiutando alla natura, +In un angol tranquillo del crëato +S'adagiò, come morto a sepoltura. + +Là, rivolgendo gli occhi moribondi +Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini, +Vide la vita di novelli mondi, +La strana vita d'esseri piccini. + +Vide un bruco, due ragne e un capinero, +Il bruco, rosicchiando un'erba-menta, +Rotava in essa, senza alcun pensiero, +Il pungolo, che sfibra e che tormenta. + +E poi che sazio, in estasi bëate +Levava il picciol capo verso il sole, +Le ragne da una foglia arsa sbucate, +Si divisero il bruco nelle gole. + +Le due comari, del bottino liete, +Facevan l'una all'altra i complimenti, +Quando, piombando dal vicino abete +Il capinero, li mutò in lamenti. + +Nel giallo becco ei se le prese entrambe +Trillando gajamente: Il colpo è bello!... +--L'uomo _sensibil_ balzò sulle gambe, +Stese la mano... e si mangiò l'uccello. + +Luglio 1876. + + + + +FLECTAR, NON FRANGAR + +(A LUIGI DELLA BEFFA) + + +Tu vuoi saper perchè la vita mia +Colla gente volgare si consumi, +E come io pensi un'ode all'osteria +Fra gli sconci profumi; + +Tu vuoi saper perchè fra gli imbecilli +Cerco talora qualche idea sublime, +E come mai le nebbie dei pusilli +Mi dian l'audaci rime; + +Tu vuoi saper perchè passo le sere +Giuocando un trivial giuoco coi cretini +Bevendo spesso le tisane nere +Che l'oste chiama vini! + +Io sono lo scultor che il sasso adora +Con cui saprà dar vita ad una Dea; +So che dopo la notte vien l'aurora, + Dopo il dubbio l'idea. + +So che il maggio fa seguito all'inverno, +E che il torpore è padre all'entusiasmo, +E che la vita è un alternarsi eterno + D'olezzo e di mïasmo! + +Come l'aquila anch'io dormo sovente +In una grotta una lunga stagione, +E nell'ore volgari e sonnolente + Annego la ragione... + +Poi spicco l'ali dall'oscuro nido +E, librandomi in ciel, nel volo immenso +Saluto il mondo con superbo strido...-- + È allor che canto e penso. + +Autunno 1875. + + + + +MELODIA + +Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole; +Mormoravan le labbra--portentose parole; +Un inno solo dalle labbra uscia, +Un inno che diceva: +_La parola dell'uomo è melodia, +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole +Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole; +E un lieto canto dalle gole ascia, +Un canto che diceva: +_Solo il nostro linguaggio è melodia +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole, +Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole; +Cantavano con note di profumi, +E cantavano il maggio; +E tremolanti sui roridi dumi +Diceano: _Il nostro è il più gentil linguaggio!_ + +Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava, +La femmina d'un rospo--ancor essa cantava; +Il prediletto che quel canto udia, +Da lungi rispondeva: +_La tua voce, o mia sposa, ë melodia +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava. +Sulla strada maëstra--pensieroso passava; +Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli +E i rospi, e disse in cuore: +_I linguaggi quaggiù son tutti belli, +E specialmente se parlan d'amore!_ + +Luglio 1876 + + + + +SEMINARE E RACCOGLIERE + +Il cuore è un ventilabro--e noi siam mietitori. +Noi seminiam gli affetti a piene mani, + +Crediam nelle sementi--che promettono i fiori, +Crediamo nelle messi del domani. + +Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita, +Ci volgiamo alle zolle fecondate; + +Non crediam più: speriamo;--speriam la via fiorita; +Vogliam mietere i fiori e le derrate. + +Ahimè!... Da pochi semi--la pianta si matura! +Di molti sterpi la campagna è piena! + +E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura, +Chinan la testa sulla gialla arena! + +Noi moriam, seminando--la fede e la speranza, +Raccogliendo la noja e l'amarezza, + +Ai giovani invidiando--la inutile esultanza... +E pur bramando lunga la vecchiezza! + +Il cuore è un ventilàbro--e noi siam mietitori; +Noi guardiamo le zolle fecondate + +E le troviam coperte--di spine e di dolori +O da compianti cippi funestate. + + + + +IL MARE CANTA + +(A ENRICO CAROSELLI) + +Il mare canta, il fremito dell'onde +Son note, son cadenze, son canzoni; +E i raggi che la luna in ciel diffonde + Son tremule visioni. + +I pescatori nelle glauche notti +Del Gran Cantore ascoltano i concenti +E alla spiaggia li recano, tradotti +In melodici accenti. + +Napoli abbraccia il mar, come un pöeta +Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme; +Quando tranquillo è il mar Napoli è lieta, +Quando è in tempesta freme. + +Santa Lucia, febbrajo 1876. + + + + +EN ATTENDANT + +Il ragno, che da un albero +All'altro va tessendo la sua tela, +Al pöeta, che smania +Dietro i suoi canti, un conforto rivela. + +Ei da un ramo si dondola, +Acrobata sospeso a un fil d'argento; +Tenta alla meta giungere,... +Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento. + +Così il pöeta penzola, +Pria di spingersi a voi, sulle illusioni; +E tenta, e veglia, e spasima... +Indi aspetta le sacre ispirazioni. + +Luglio 1876.--In un bosco. + + + + +A UN CALENDARIO AMERICANO + +Nella mia stanza ho un picciol calendario +Da cui strappo un foglietto +Tutte le sere, pria di pormi a letto. + +Quante cose stan scritte +Sull'esil cartolina! +In alto il mese; poi, sotto la data, +L'effemeride e un piatto di cucina! +Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue; +San Prospero--Battaglia nel tal sito, +L'anno tale--Bollito +Di filetto di bue._ + +Strano compendio della vita umana! +La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto +L'esistenza è una cinica fiumana +Che a ignoto mar discende! +Oggi a foschi burron passa daccanto, +Tra i fior domani d'un giardin risplende +Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera +Rugge fra i massi d'orrenda scogliera! + +Quand'io ti strappo, o breve cartolina, +Sento una stretta al cuore; +Sento la giovinezza che declina; +Penso che l'uomo tutti i giorni muore! + +Luglio 1876. + + + + +ACQUA DEI MONTI + +È questa la purissima +Acqua dei monti; +La cristallina lagrima +D'äeree fronti. + +Anche le vette piangono +Ed han sorrisi, +Ed i cipressi alternano +Ai fiordalisi... + +L'acqua è l'ingenua figlia +Dei cicli azzurri, +E parlano d'ambrosie +I suoi susurri. + +L'acqua è la figlia tenera +D'inferociti +Giganti e, quasi a molcerli, +Lambe i graniti. + +Madonna d'Oropa, 1876. + + + + +IN CORPO DI GUARDIA + +(A GIACINTO GALLINA) + +È la sera.--Nei lunghi corridoi +E nei vasti cortili +Passeggiano i soldati. +Ognun favella dei päesi suoi +E dei volti gentili +Che al villaggio ha lasciati. +Si canta, si schiamazza, si riaccende +La pipa. + +In fondo agli anditi risplende +La lucerna notturna, la facella +Che veglierà di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quanti giovani ardenti! +Menenio Agrippa ha detto +Che le nazion son uomini viventi; +Chi ne forma la testa +E chi ne forma il petto, +Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare +Che l'esercito sia +Il giovin sangue della patria mia. + +Tramonteranno i giorni in cui le spade +Scintilleranno ai rai del sole.--Allora +Questi soldati di varie contrade +Saluteranno la novella aurora; +Rivedranno le madri e, l'ire spente, +Muteranno l'acciaio dei fucili +Nei miti aràtri; e obliando la guerra, +Feconderan la terra +Della loro vallata sorridente. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +I trombettieri sono usciti.--È l'ora +In cui debbo a sonar la ritirata; +E una folla di gente entusiasmata +Si farà ad essi attorno, +E udrà gli squilli acuti e le cadenze +Che usciran dalle trombe luccicanti; +E seguirà, con fervide movenze, +I soldati che tornano al quartiere. + +Poi cesserà il clamor degli abitanti; +Moriran le canzoni +E moriranno delle trombe i suoni; +Scenderà sui cortili e nelle stanze +Un silenzio solenne; +E l'ombra romperà dei corridoi +La lucerna notturna, la facella +Che veglierà di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876. + + + + +ULTIMA RATIO + +Allor che tatto tace +E mi rinchiudo nella stanza mia. +Sento una voce in cuore, un'armonia, +Che mi susurra: La vita è la _Pace_. + +Allor che nella storia +Dei popoli e dei re scruto le gesta, +Una smania m'opprime e mi molesta, +E mi ripete: La vita è la _Gloria!_ + +Allor che dal languore +D'una notte di baci io son spossato, +Una voce mi giunge dal creato, +Che mi ripete: La vita è l'_Amore!_ + +Quando un vecchio piloto +Mi narra gli usi di lontane genti +E dei suoi giorni i fortunosi eventi, +Io ripeto fra me: La vita è il _Moto!_ + +Quando la melodia +D'un verso o d'un liuto mi percote, +Mi echeggian nella mente colle note +Le parole: La vita è _Poësia!_ + +Se alla diva potenza +Io penso del cervello di Keplero, +Se a Spallanzani rivolgo il pensiero., +Dico fra me: La vita è la _Scïenza!_ + +Ma, se in mezzo a una brulla +Campagna, a meditar mesto m'aggiro, +Guardo il cielo, la terra... indi sospiro. +E ripeto fra me: La vita è il _Nulla!_ + + + + +DIES. + + +ALBA + +E sia così!--Sul nostro capo un altro +Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo +Agli antipodi!--A tutti la nojosa +Catena della vita; a tutti, grami +E possenti, la uggiosa vicenda +Del cibo e delle vesti! + +Un'alba ancora! + +Pallida luce del lontano oriente, +Sia tu di nebbie apportatrìce o nunzia +Di lieto sol; abbia tu rose al crine +O di pioviggin umida ne venga, +Nulla ti chieggo!... + +I desiderii miei +Non han confine, e, novello Epulone, +In questo inferno, ove innocente caddi, +Io mille volte vo' morir di sete +Pria di volgermi a te pietosamente +Mendicando una gocciola! + +Ahi!... D'Abramo +Più ancor spietata, a me,--che nulla chieggo-- +Un balsamo fatale, alba, tu imponi! + +L'illusïon m'imponi e la speranza, +Che renderan più amari i disinganni; +E illumini le carte, ov'io favello +Con me stesso; ed aggiungi un altro filo +A questo cencio, a questa ragnatela +Del mio futile orgoglio; e mi conforti +Di sublimi parole: + +_"All'opra!... Avanti! +"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o pöeta, +"La luce e il moto!... A te l'immenso dono +"Di qualche centinajo di minuti!!..."_ + +Vecchia megera, sfinge imbellettata, +Scialba carogna rizzata sui trampoli, +Dal ghigno sterëotipo e dai mille +Fronzoli in similoro,... ad altri narra +Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono +Che non dà nei tuoi lacci! + +_"All'opra! All'opra! +"Al lavoro!..._" + +E tu intanto, oscena arpia, +Mi pagherai col rabescar di rughe +Il mio sembiante; col pelarmi il cranio; +Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi +Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,-- +Il gel dell'agonia!... + +Nulla ti chieggo +Alba!... +No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso +Per maledirti, quanto umanamente +È dato maledir!... +Ora ai tuoi vezzi +Presti fede chi vuole!... Io m'addormento! + + + + +MERIGGIO + +9 FEBBRAJO 187*. + +Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore +Che creò la sventura quando creò l'amore. +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Tutti abbiam nella vita +L'ora fatal che resta, come negro stilita +Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra. +E. PRAGA. + +Questo e il mio dì fatale!... +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo. +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima. + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusione del mio primo amore! +Un amore di fuoco, uno sfrenato +Abbandono dei sensi!... Oggi colei, +Che ieri ancor nei supremi deliri +Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto +Che spento a un tratto si sentì nel coro +Ogni disio di me! + +Questo è il meriggio! +Questo è il triste meriggio della mia +Povera vita! + +Io sono solo e piango, +Ed amo ancora! + +Oh!... N'ho provate tante +D'amarezze quaggiù!... Negli anni primi +Io senza guida rimasi qui in terra; +Poscia, orrende compagne, ebbi la fame, +E la miseria, e il freddo, e la crudele +Compassion dei felici, e l'ironia +Dei mille!... + +E quelli fùr giorni di gioja +Al paragon di questo!... Allora i canti +Giocondamente mi nascean nel cranio. +Ed io, recando un ideai tesoro +Di pöesia, indifferente o lieto +Passavo in mezzo alle sventure mie! + +Oh! Maledetta la tua testa bionda, +O crëatura, che hai forma di donna! +Tu, venuta per compier l'anatèma +Che un'altra mi scagliò, quand'io non volli +Da amor turbati i miei futili sogni +Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta +Quella tua bocca ch'io baciai fremendo! +Quelle tue carni che col labbro mio +Consacrai tutte! + +O carni!... O polve!... O vermi +Olezzanti d'olezzi celestiali! +S'agita ancora questo sangue mio. +Tumultuando, s'io ripenso a voi! +Ma un più intenso desir m'arde le vene! +Ed è quel di vedervi entro una bara +Scender sotterra a tornar vermi e polve! +Maledetta la man che mi porgesti, +O donna, il dì che ti venni dinanzi! +Maledetto il tuo seno e maledette +Le tue spalle! Ed il piè, con cui movesti +Ai ritrovi d'amor che m'han bëato! +E la tua lingua e le beltà recondite +Del tuo corpo, in eterno maledette! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Io nacqui buono, e là, dove potea +Giunger la mano mia, sempre una lagrima +Tersi; e, piangendo, il perdono implorai +Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira, +Recai loro un'offesa; ed amo i fiori +E l'indulgenza; e un'immensa vergogna +Mi sale al viso s'io penso che alcuno, +Più debole di me, può dir: "_Tu, forte, +"Mi oltraggiasti!_" + +Ma in questa ora fatale +Io medito un delitto; ed accarezzo +Nefande idee di sangue; e s'io potessi +Esser solo con _lei_, lontan da tutti, +Non veduto, nell'ombra, io la vorrei +Vigliaccamente uccidere!... Vorrei +Vederla agonizzar fra le mie braccia; +E guardarle negli occhi, annebbïati +Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti +Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso +La fossa; e seppellirla; e fra le genti +Tornar ridendo; e pormi sulla faccia +Una maschera; e il dì, che la sua salma +Assassinata fosse discoverta, +Vorrei mescermi al volgo impietosito; +E simular le lagrime; e cantarne +Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo, +Ch'io ne morrò d'angoscia!... + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oh!... Scellerate +Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente! +Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni! +Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango +E son solo!... + + + +E il profil di quella bionda +Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi +Come nei dì ch'io la copria di baci! + +Or mansueto le favello: + +"O amata +"Crëatura gentil, vorrei morire +"Pria di vederti piangere!... Darei +"Tutto il mio sangue per vederti lieta! +"Alla legge d'amor chino la testa! +"Qual colpa è in te se i baci miei, che un giorno +"Ti davano il delirio, or ti dan noja? +"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse +"T'aggrappasti, nell'ultime giornate, +"Ai ruderi sconnessi d'un affetto +"Che cadeva in rovina?! + +"È eterna legge +"Che la fiamma d'amor non duri eterna! +"Ma eternamente io porterò nel cuore +"La tua dolce memoria! E benedetto +"Dirò il giorno, in cui tu, nulla chiedendo +"Fuor che carezze, a me, che non osavo +"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo +"Di tue beltà!... + +"Non ha gemme la terra +"Che paghino una sola ora d'amore!... +"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia +"Le briciole soltanto, le memorie, +"Conforteranno i miei venturi giorni! + +"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!) +"Dimenticare le tue carni e il tuo +"Sembïante, e il tuo nome, e rammentarmi +"Dei nostri baci e delle nostre notti +"Come di baci e di notti trascorse +"In altra vita che non sia codesta! +"Come di eventi di tempi remoti! + +"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario +"Mi chiuderò fra quattro mura, e lungi, +"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo +"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe, +"Pur ch'io più non incontri nelle vie +"Il tuo flessibil corpo da libellula, +"Che nelle forme aggrazïate ha un fascino +"Voluttüoso che insulta e tormenta! +"Pur ch'io più non ti vegga!... o un vel di sangue +"M'offuscherà dell'intelletto il lume! +"Ed io dovrei bruttar la vita mia +"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!) +"D'una macchia di sangue!" + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo, +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima! + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusïone del mio primo amore! +Questo è il mio dì fatale!... E l'abbiam tutti, +Genti buone, quaggiù!... Questo è il meriggio! +Questo è il triste meriggio della mia +Povera vita!... E mi coce il sollione +Dei più torbidi affetti, ed ho nel cuore +Il fuoco e lo splendore smaglïante +Che nel meriggio abbacina ed uccide! + +Io sono solo, e piango, ed amo ancora! + +Milano, febbraio 187*. + + + + +SERA + +Quando dai margini--verdi, le Driadi, +Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero, +Solinghe traggono--verso gli spechi, +I campi han echi + +Indefinibili;--la brezza mormora; +L'estremo bacio,--coi raggi vividi, +Sugli alti culmini--dardeggia il sole; +Rose e vïole + +Pingon la glauca--vôlta dell'etere; +I grilli trillano--fra l'erbe tenui; +E dentro il calice--chiuso dei fiori, +Nido d'amori, + +Trovano un talamo--pieno d'effluvii +Gli insetti; i placidi--sonni discendono; +Ed accarezzano--le fronti umane +Estasi arcane. + +È allor ch'io medito--dei melanconici +Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime +Un vel m'intorbida--l'occhio languente; +Allor, dolente + +D'inconsapevoli--mali, di squallidi +Giorni d'angoscia--sento il presagio; +Ricordo i rantoli--dei moribondi, +Penso ai profondi + +Misteri, ed évoco--mille fantasimi +Torvi, ed enumero--tutte le noje, +Tutte le ambascie,--tutti i sospiri, +Tutti i deliri, + +Che angustian l'anima--di quei che vivono! +E sulle spiagge--dei vasti océani +Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco +Al Fato bieco + +Che in quest'assidua--vita, pulviscolo +Gramo, mi esagita;--che in questo circolo +Triste m'avvinghia--dell'esistenza; +Vana parvenza, + +Cui non i secoli--la via segnarono, +E che precipita--(l'indivisibile +Tarlo recandosi--d'un _perchè_ ignoto) +Giù nel remoto!... + +Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida +Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici +Allor che in candide--nebbiose bende +L'alba risplende; + +Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida +Musa, che veglia--serena ed ilare; +E a me gli esametri, nella notturna +Ora, dall'urna + +Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero +Ha, nella tremula--penombra, il dubbio +E, nella mistica--melanconia +Ha l'agonia! + +Ed io, che, trepido,--di questa effimera +Mia vita medito--l'ora novissima, +Reco nell'intima--mente una vaga +Scienza presaga: + +Credo che il debole--fil, che mi tessono +Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo; +E che il mio spirito--dovrà partire +All'imbrunire; + +Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue +Nelle ancor giovani--membra si esagita, +Io, del crepuscolo--nella penombra, +Mi sento un'ombra! + +Ottobre 1876. + + + + +NOTTE + +A MARIA. + +Gli astri scintillano;--l'onda riposa; +E sovra il glauco--specchio del mare +Il raggio tremola--d'una pietosa +Luce lunare. + +Da lungi il circolo--delle pendici +Chiude la baja--con braccia immani; +Ivi approdarono--Libii e Fenici +Mori ed Ispani. + +Le barche dormono--presso la rada; +Il flutto instabile--ne culla il sonno; +Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada +La triglia e il tonno. + +I fari splendono--là, in lontananza, +Pupille immobili--fise nel vuoto; +E par che evóchino--la rimembranza +D'un dì remoto. + +Maria, nell'anima--ho l'armonia +Dei più ineffabili--sensi d'amore; +Sul labbro ho un gemito--di pöesia +E di languore! + +E vorrei stringerti--sul petto, come +Stretta è la baja--dalle pendici; +E col tuo incidere--leggiadro nome +Queste felici + +Ore fuggevoli!--Libar vorrei +Qualche satanico--filtro amoroso +Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!... +Poscia al riposo + +Eterno chiudere--gli occhi; il passato +Tutto in un'estasi--ridir fra noi... +Scendere all'Èrebo--martirizzato +Dai baci tuoi. + + + + +CITTÀ ITALIANE + + + +NAPOLI + +(A MICHELE UDA) + +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana; +Vi si respira il soffio +Dell'epoca pagana; +Come al tempo dei Cesari +Rimaser le taverne; +Serban l'antica foggia +L'anfore e le lucerne. + +Il popolo s'inebria +Di leggende e di canti; +Ama le notti tiepide, +I tramonti smaglianti, +L'albe serene, il glauco +Color della marina, +Ciò che fa chiasso e luccica, +Il lotto e Mergellina. + +Ogni veste in fantastici +Disegni si ricama; +La ricchezza frastaglia +I merletti alla dama, +E l'abile miseria +Alle povere donne +In pittoreschi cenci +Sa ricamar le gonne. + +Di poco pane e d'acqua +La plebe si nutrica; +Ha l'apatia mirabile +Della sapienza antica; +Come adorava gli idoli, +Adora i santi adesso; +I simboli mutarono, +Ma il culto è ancor lo stesso + +I cocchieri bestemmiano +Per le marmoree vie... +E salutano agli angoli +I Cristi e le Marie. +Spesso la fame, squallida +Larva, i tugurii invade... +E cogli aranci i pargoli +Giuocano nelle strade. + +Oggi si muta in ghiaccio +L'umor delle fontane... +E le camelie sbocciano +Col sol della dimane. +Ogni edificio è un'ampia +Mole che in cielo ascende... +E a vivere sul lastrico +Il cittadin discende. + +Ieri l'orrendo tremito +D'un sotterraneo moto +Facea pregare e piangere +Il popolo devoto... +Oggi, già quasi immemore +Del periglio mortale, +Ei pensa alle baldorie +Del pazzo carnevale. + +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana! +Un ineffabil fascino +Dalle sue pietre emana; +Pari alla vita assidua +Di sua genial natura, +Un incessante fremito +Vibra fra le sue mura. + +Bimbi, cavalli e monaci, +Soldati e marinari, +Dame, accattoni e lazzari, +Ganimedi e somari, +Cocchi, carri e curricoli, +Mercajuoli ed artieri, +Un mondo indefinibile +Brulica nei quartieri. + +I confratelli, in candidi +Lenzuoli imbacuccati, +Colle faci precedono +I feretri dorati; +E intanto, sotto i portici, +Trofei multicolori, +S'innalzano a piramidi +Frutta, legumi e fiori. + +Come pesci, i ladruncoli +Guizzan fra dorsi e petti; +Le cortigiane passano +Ridendo ai giovinetti; +E fra le ruote, gli uomini, +Le donne ed i cavalli +Delle capre lampeggiano +I limpid'occhi gialli. + +Echeggia intorno l'impeto +Dalle robuste gole; +La negra folla ondeggia +Sotto i raggi del sole; +Mille campane annunziano +Battesimi e agonie... +E Pulcinella sbraita +Lazzi e corbellerie. + +Dal porto, colla candida +Ala cercando il vento, +Le navicelle salpano +Per Gäeta e Sorrento; +E in fondo (immane fiaccola +Che il Tempo non consuma) +Sovra le cose e gli uomini, +L'alto Vesuvio fuma. + +O mia canzone, librati +Nell'aria profumata; +Guarda l'immensa cerchia +Della città incantata; +Vedrai che da Posilipo +A Porta Capuana... +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana. + +Napoli, 3 febbrajo 1876. + + + + +CAGLIARI + +(AD AGGELO SOMMARUGA) + +Cagliari è fatta di case giallastre, +Come un branco d'agnelle a un monte appese; +E scivolan le scarpe sulle lastre +Delle sue strade ripide e scoscese. + +C'è una gran baja ed un porto piccino, +Ove l'onda giammai freme adirata, +E par che dica ad ogni brigantino: +"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!" + +Cagliari è gaja; ha un'aria patriarcale, +E del buon tempo antico ama la legge; +E non pensa a mutar la cattedrale +Lo strano campanil che la protegge. + +La turba scarmigliata dei _picciocchi_ +Gira dovunque col corbello in testa, +E sguscia dei passanti fra i ginocchi +Più delle anguille irrequïeta e lesta. + +Quel corbello è il suo pane ed è il suo tetto, +Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona; +Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto; +È il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona. + +Quando piove ei lo muta in un ombrello, +Lo cambia in parasol quando è l'agosto, +Poi, pien di merci--tornato corbello-- +Per due soldi lo reca in ogni posto. + +La gente dorme quando il giorno cade; +S'alza coi primi albori e va al mercato; +E le donne sciorinan per le strade +I pannilini freschi di bucato. + +I cittadini hanno la faccia rasa; +Vengon dai monti i villosi sembianti; +Le cittadine son massaje in casa +E a San Remy son belle ed eleganti. + +Gli innamorati hanno un costume strano, +E l'uso è tal che nessuno ci abbada; +La dama sta a un balcon del terzo piano +Ed il damo le parla... dalla strada! + +Di sibili infiorato è l'idïoma, +Dolce all'amore; auster su labbri austeri. +C'è qualche bimbo colla bionda chioma... +Caso raro!... perchè son tutti neri! + +Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco +Ha liete valli e colli pittoreschi, +E larghe vie dal suol sassoso e bianco, +Ed irte siepi di _fichi moreschi_. + +Grappoli enormi e picciolette viti +Ornan le balze--ridenti festoni!-- +E all'arse gole fa graziosi inviti +Lo scialbo color d'ambra dei limoni. + +Siam quasi al verno e par di primavera! +E melegrane e cedri ed ananassi +Ti mandan, colla brezza della sera, +Un saluto d'effluvii quando passi. + +Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga, +Stan campi incolti e vergini foreste, +Dove il cinghiale e dove il cervo alberga, +Dove vette _prezíose_ alzan le creste. + +Ivi una febbre d'or spinge gli umani, +Ma (ahimè!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci +E resta sol la _febbre_ all'indomani +Che li dissangua cogli orrendi baci! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oggi è _sagra_, ed il popolo ha indossato +Il _costume_ gentil del suo päese; +Nè più bello un pittor l'avria foggiato +Cui fosse il Genio dei color cortese. + +Lungo la baja è un ondeggiar festante +Di gonne rosse dai botton lucenti; +È una baldoria, un correre incessante +Di cavallucci magri e intelligenti. + +E intorno al picciol porto--ove diè fondo +La carena panciuta dei velieri-- +Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo +Di brache bianche e di berretti neri. + +Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876. + + + + +SOCIALISMO + +_Uscita da caligini profonde, +Ch'io vo tentando e a penetrar non basto, +Salute a te, nelle tue vie feconde, +O Umanità, cui ciascun dì risponde +Un idëal più vasto!_ + +27 ottobre 1860. + +(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_). + + + +EPISTOLA + +A + +ENRICO BIGNAMI + +SOCIALISMO + +Dal dì che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!" +E che un fiero entusiasmo--scintillò sulle fronti, +E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali +Entraron, colla peste,--nel novero dei mali, +L'umanità rïarse--d'una febbre incessante: +Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante, +E la tema scotendo--giù dai dorsi avviliti, +Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti. + +Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie... +È ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie... +Ma pari alle tempeste--son le amare vendette! +Non han leggi in entrambe--e castighi e säette! +Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura +Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura! + +Un tempo era il carnefice--del popolo maestro; +Ei l'educò alla scuola--dei ceppi e del capestro; +Al codice mitissimo--il popolo educato +Si vendicò col sangue;..--come aveva imparato. + +Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio? +Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia, +Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria, +Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento, +Dalle viscere umane--esce sempre un lamento! + +Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio più ardito! +E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito, +Gridò un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!" + +Gli empi ne profittarono. + +--E quando ei disse: "Ho sete!" +D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata! + +Or ben, quando dei buoni--fu la bontà oltraggiata, +Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...! +E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti. + +Ma venne il dì che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!" +E avean sete di scienza,--di libertà!... +"Bevete!..." +Fu lor risposto. +E il sangue--si diede lor dei figli! +E morirono i padri--su fetidi giacigli! +E messe alla tortura--für le membra del saggio! + +Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali! +Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali, +Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso, +Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso! + +Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola, +È un mistero!... Per noi--il cielo è una parola!.. + +Perchè voler, da fragili--e grame creature, +Ciò che forse è miracolo--per divine nature? + +Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale; +Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale! +E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_; +Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi, +E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta, +A Giove antico atteggiansi--che scaglia la säetta... + +Guardiam giù... +Questo fiume--fatto di teste umane, +Questa immensa valanga,--questo esercito immane, +Ha un nome! +Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_ + +Ei cammina!... Ei cammina!... + +--Nel cèrebro fecondo +Dei mille pensatori--egli attinge i portenti, +I segreti, che dànno--la vittoria. +Le genti, +Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli +Si spalancano; cadono--i fantastici veli +Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara; +Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara; +Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta; +E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta, +Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce) +Mille grida adunando--in una sola voce, +Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede, +Questa immane fiumana,--questo Mondo procede! + +Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana! +Alla foce!... Alla foce!... + +--Ov'è dessa?... È lontana! +Lontana più del sole!--Più del sol misteriosa! +Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa, +Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti? + +Ma che importa!... + +Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!... + +Pur, come un dì le streghe--di Macbeth sul sentiero, +A soffermar per poco--del Mondo il passo altero, +Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame; +I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame! + +O roditori eterni--delle umane famiglie, +Che dei padri cadenti--insultate le figlie, +Perchè portan nel seno--un bambino illegale; +Che vorreste la donna--ad una pietra eguale; +Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine +Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine +Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?" +O roditori eterni,--che dell'età fiorente +Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose, +Cadano nei postriboli,--come foglie di rose +Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando +E incutendo nei cuori--un terrore esecrando, +Obbligate le madri--a uccidere i bambini; +O voi, che non leggete--negli umani destini +Quest'ardente desío--di pace e fratellanza; +Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza, +Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni +Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni +Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia; +O voi, che li spingete--all'orribile caccia +Delle conquiste; o voi--che beäti ridete +Nelle comode case--e buoni vi credete +Perchè date una veste--allo spazzacamino; +O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino +L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario, +E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario, +Sfilate per le vie--tronfiamente, perchè +Un _circolo operaio_--surse vostra mercè, +Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai, +A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?... + +I poëti d'Arcadia--han pensato a costoro! +Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro; +Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti; +Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti; +Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali; +Posero loro in bocca--idilii e madrigali; +Indi li presentarono--alle dame annoiate! + +Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!... + +Questi pastor da scena,--questi villan galanti +Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti! +Queste Filli, che cantano--canzonette sì gaie, +Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie! +Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali +Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali! +Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maëstri, +Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri! +E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati, +Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati +Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro +Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro +E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini. +Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini! + +Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate, +Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate, +Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi +Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi +Che daranno la seta!... +--Mentre noi, nelle sere +Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere, +O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia, +Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia +Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle, +Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle! + +Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande; +Essi mangiano un pane--ch'è peggior delle ghiande! +Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo; +Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo! +Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto; +Men terribile è il male--ove il soccorso è pronto! +Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani; +Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!... + +E la _Fame_ li decima! + +--Oh! la _Fame_!... L'arcano +Problema, che scombussola--ogni sistema umano! + +Come mai questo squallido--fantasma esiste? +Noi +Siamo pochi; la Terra--è grande; i frutti suoi +Dovrebbero bastare--a color che vi stanno! +Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'è dunque l'inganno? +Perchè dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora, +Digiuna presso un uomo--che ozïando divora? +Perchè mai chi le glebe--feconda di sua mano +Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame? + +È strano! + +Io so ben ch'è una fisima--l'eguaglianza sociale, +Poichè, qui in terra, tutto--è bene, e tutto è male; +Poiché ciascuno al mondo--predilige un tesoro; +Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro, +Il poeta i suoi sogni;--poichè è vana speranza +Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza: +Poichè fin che degli uomini--saran diversi i volti +E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti, +Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali +Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali; +So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane +Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane; +So che è propria natura--d'ogni nostro bisogno +Di svanir, soddisfatto,--crëando un altro sogno; +Ma so ancor che un diritto--inconcusso è la vita; +Che sovra cose ed uomini--una legge è scolpita, +Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti; +Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!" + +Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge, +Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge, +Forse, un giorno, può insorgere--questo popol di schiavi! +L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi! +I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti! +Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti +Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia! +Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia +E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli... +E saran la funebre--ironia dei ribelli! +Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove +Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove +Procrëavan tiranni--alla timida plebe! +I badili e le vanghe,--use a romper le glebe, +Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!... + +Oh!... Facciamo giustìzia--prima che sia già tardi! +Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo! +Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo +L'avidità degli avi--che, coi pingui retaggi, +Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!... + +Ed or, rispetti umani;--inutili timori; +Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori; +Genuflessioni timide--ad idoli tarlati, +Arido galateo--coi nemici garbati; +Martirii del cervello,--che proromper non osa +Per mercar da un giornale--una linea graziosa; +Amarezze inghiottite;--malintese prudenze, +Che contro il rancidume--delle viete sentenze, +Domate i sillogismi--del bollente pensiero; +Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero; +Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno; +Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!... + +Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora, +Perchè siete il tramonto--ed io voglio l'aurora; +Perchè se noi, quì in terra,--viviamo una giornata, +Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata; +Perchè, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea; +Perchè gli oscuri baci--di questa sacra Dea +Valgono i mille affetti--della gente piccina; +Perchè val più il delirio--d'un sogno che affascina. +Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato; +Perchè ai dolor dei molti--io mi sono temprato, +Perchè i ghigni di scherno,--la fame e la Censura, +(Dalla fronte brevissima)--non mi fan più paura; +Perchè la solitudine--amo più della folla; +Perchè abborro i mïasmi--d'una carne già frolla; +Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca +E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!... + +Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio! +Sì, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio! +Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_, +Dei morenti di fame! +--Sulla nostra bandiera +Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_ +Molti, +Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti, +M'avran da questo giorno--in abbominio! +I grulli +Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli! +Odian senza discutere;--aman senza pensare! + +Tal sia di loro!... + +Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare! +Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!... + +Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io! + + + + + +NOVELLE IN VERSI + + + +ACQUA E FUOCO + + + +A FELICE UDA + +ACQUA + +I. + +Chi conosce Mercallo? +È un povero paese +Tra i monti che sepárano--il lago di Varese +Dal Verbano. + +Fa in tutto--un seicento abitanti, + +Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti, +I villani, alla festa,--cantano all'osteria +E giuocando alla mora--bevon la malvasia. +Quando il raccolto è scarso--e il pallido digiuno +Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno +Fantasima, dappresso--ai freddi focolari, +La taverna è deserta;--la nenia dei rosari +Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri +(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri), +Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso. + +Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso +Dei villani! +I beoni--frequentano la chiesa +Anch'essi!.. Almeno là--possono alla distesa +Metter fuori la voce,--quando l'economia +Nei dì grami li tiene--lungi dall'osteria! + + * * * * * + +Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo, +Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_, +Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda, +Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda. + +Gli affari prosperavano--che da parecchie annate, +I villani contavano--men meschine derrate; +E perciò nelle botti--non dormigliava il vino. + +La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino. +Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara +Ed in tutti i mestieri). +--Stando al mondo s'impara. +E Martino a sessanta--anni aveva imparato +A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato +Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola. + + * * * * * + +Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola. +Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano +Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano; +Gli diè il lauto stipendio--di quattrocento lire +All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire. + +Con quattrocento lire--di Milano (vi pare, +O miei buoni lettori?)--nessun la può scialare! +Eppure il giovinotto,--contro ogni economia, +Avea trovato il modo--d'andare all'osteria +Tutte le sere! +È vero--che beveva assai poco! +Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco, + +Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti, +Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti! + + * * * * * + +Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai, +Ma nè a Lisa nè al giovane--volle parlarne mai. +Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese +Gli aveva cattivato--gli animi del paese. +Era povero!... È vero!...--Ma cos'era Martino?... +Viveva! Questo è il compito--di chi nacque meschino... +E il vecchietto diceva:--"Presto l'avrò adempito!" + +Quando la primavera--col suo tiepido dito +Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno; +Quando i campi e il creato--col loro canto eterno +Intuonarono l'inno--della vita novella; +Quando Lisa a Graziano--parve farsi più bella; +Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte; +Il maestro veniva--dopo la mezzanotte +A passeggiar soletto--intorno all'osteria. + +Allora al primo piano--una griglia s'apria. + +Era Lisa. + +I due giovani--non contavan più l'ore! +Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore? + +Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano. + +"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano +Alla bionda fanciulla. + +Ella diceva: "Anch'io!" + +Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre!..." + + * * * * * + +Il vecchietto--ascoltava ogni cosa, +E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti +Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti +In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto! +Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto +Di gioia!... +Ma l'aprile--passò; giugno passò; +E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivò; +Né il povero maestro--aveva ancor trovato +Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato +"Di vostra figlia" al padre. +--In settembre le notti +Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti +Bolliva. +"È strana cosa!"--Rifletteva Martino, +"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino! +"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!" + + * * * * * + +Una notte pioveva.--Parea quasi una voce +Di lamento, lo squillo--delle poche campane +Che suonavano l'ore--nelle valli lontane. +Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano, +Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano, +Il vecchietto tremava--pel freddo. +Il giovinotto, +Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto +Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!" + +"Anch'io!" Lisa diceva. + +--E il maestro: "Conviene +"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina +"Saprà tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina +"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto +"D'amarti?" +"Che rispose?" +--"_Ma, Signor benedetto!_ +"Esclamò: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!... +"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva, +"Non c'è nissuno al mondo--disposto a benedirla +"Più di me!_" + +"Giurabacco!--È tempo di finirla!" +Spalancando le griglie--tuonò il vecchio dall'alto. + +Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto... +E fuggire... +Martino--gli gridò: "Ma, per Diana, +"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?... +"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature +"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!" + + + * * * * * + +Graziano sposò Lisa. +--Era tempo! +Martino +Morì. +Il maestro allora--lasciò i libri pel vino. +Divenne ostiere. +Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella +Spirò, mettendo al mondo--una bambina bella +Come un amore, e cui--lasciò erede del nome. + + + +II. + +Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome +Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita +Era la nuova Lisa--la delizia e la vita +Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta. + +Egli la contemplava--in un'estasi muta; +Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_; +Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!" +Ai villani, recando--la solita scodella +Di vino, domandava:--"Non è vero che è bella?" +Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa, +Mormorasse vedendola:--"Guarda com'è ben messa!" + +Le aveva appreso a leggere. +--Su un libro d'orazioni +Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni, +Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi: + +Le fanciulle son angioli +Che pregan col candore; +Per esse il vecchio padre +È il loro primo amore! + + * * * * * + +Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti + + * * * * * + +Il volto allegro e sano--della bella fanciulla +Si fe' pallido e magro +"Che hai?" Le chiese. +"Nulla!" +Ella rispose. +Il vecchio--divenne da quel giorno +Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno; +Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva. + + * * * * * + +Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva) +Egli balzò dal letto--e s'affacciò inquieto +Alla finestra, +Il lume--degli astri, mansüeto +Come un guardo materno,--sulla terra piovea: +Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea +Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli; +Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli; +Le campagne riarse--dai torridi sollioni +Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni +Indistinti, söavi;--il villaggio dormia +Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia. + +Ei guardò gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte, +E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte +Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via +Su cui stornar la mente--da una triste malia... + +Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia. + + * * * * * + +Che è questo? +Al primo piano--s'è dischiusa una griglia, +Giù, nella via, si muove--un'ombra nera. +Dice +Una voce da basso:--"Lisa, notte felice! +"Come ti voglio bene!" + +--L'altra risponde: "Anch'io!" + +Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre..." +Ad un tratto--cordiale e fragorosa +Scoppia, come una folgore,--una risata in alto. +Già l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto +E fuggire... +Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana, +"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana? +"Orsù!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature +"Fate presto! Sposatevi,--mie care crëature!" + + * * * * * + +O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata! +È vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata! +La colpa non è mia--ma degli umani eventi!... +Una storia monotona--han gli amori innocenti! +Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto +Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto +Di padre in figlio. + +È un calcolo--infinitesimale; +È l'acqua, che può forse--aver nome _termale_, +O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_, +Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante! + +E quest'acqua è il racconto. + + * * * * * + +--"Per farlo men meschino +(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino! + +Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono! + +La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono... +Vuoi un'altra novella? +--La leggerai fra poco. +Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_ + +Milano, 1875. + + + +FUOCO + +Era sera e pioveva. +--Il tremolante raggio +Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio +Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore +Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore; +Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere, +E alle quali imprecava--un grosso carrettiere, +Perchè il mulo a ogni passo--scivolava. +La via +Era deserta. +In alto--dicean l'avemmaria +Due fesse campanuccie. +--Di piombo il ciel parea, +E la sottil pioviggine--silenziosa cadea. + + * * * * * + +Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili, +O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili, +Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto. +Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto. +I dindi, che non amano--dormire affratellati, +Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati; +Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca +Dominavan la scena. +--Il bove e la giovenca +Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle, +Pensando forse all'erba--brucata nella valle +E alla miglior pastura--da sceglier la dimane. + +Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane +Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia, +Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano +Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano. + +L'orizzonte, all'occàso,--colla sua tinta scialba +Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_" +E con questo proverbio--le rubizze comari +Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari. + + * * * * * + +Quella sera non c'era--benedizione in chiesa. +La prebenda era povera,--non potea far la spesa +D'accender tanti moccoli--tutti i giorni. +Il curato +Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato, +Movendo a lunghi passi--verso la farmacia. + +Colà la vieta triade--del villaggio venia +A far tutte le sere--la solita partita. + + * * * * * + +"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!" +"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!" + +Eran le donnicciuole--che rientravano in casa. + + * * * * * + +I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze; +Sui talami nuziali--scendevan le esultanze; +I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi; +I bimbi sonnecchiavano. +--Alcuni, più testardi, +Strillavan nella culla--con noiosi lamenti. +La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti, +Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!" + +I desiderii inutili--colle vampe segrete +Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse +Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse, +Dell'amante villano--all'ultima parola, +E trovavano fredde--le candide lenzuola, +E con stolidi accenti--pregavano il Signore +Perchè la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore! + +Sovra le brune case--il silenzio scendea, +E la sottil pioviggine--lentamente cadea. + + * * * * * + +A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara, +Risuonò da lontano--un'allegra fanfara. + +I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri, +Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri! +I bersaglieri!!!" + +Allora--fu un batter d'impennate, +Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate, +Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche, +Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche. + +Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!" + +Le madri abbandonavano--le culle dei bambini; +E, fra l'essere donne--curiose o madri buone, +Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone, +Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio +Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio. + + * * * * * + +La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente +Parean le note acute--sfidar l'ombra silente. + +Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari, +Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari; +Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano, +Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano, +In fondo alla contrada. +--Gli squilli delle trombe, +Come fìtta gragnuola--che sui tetti precombe, +Echeggiàr nella via,--annunziando al villaggio +Che i bersaglieri entravano. +--Sotto il tenue raggio +D'una lampada santa,--fantastiche visioni, +Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni. + + * * * * * + +I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi +Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi; +I tinníti dell'armi--pareano strappi d'arpe; +Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe +Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie; +La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie +E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca. + +I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca; +Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!" + +Ed era +Bujo!!! + + * * * * * + +Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera, +Marciava un uffiziale--dal torace spazioso, +Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso, +Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri. + +Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri? +Forse pensava a nulla! +--Con piglio indifferente +Egli passava in mezzo--allo stuol della gente +Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi. + +Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzò gli occhi +E si fermò. +Due stelle--gli brillavan davanti; +Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti. +Erano due pupille,--cui fea cornice un volto +Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto. + +Il soldato col guardo--esperto ed indovino +S'accorse che quel volto--era un volto divino; +Un volto sedicenne--di bellezza ideale! +Vide due labbra tumide--dal taglio sensüale, +Una fronte purissima,--un mento ovale e fine, +Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine, +E su due guance bianche--cader due brune anella. + +Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!" + + * * * * * + +La fanciulla fu presa--da uno strano languore +E mormorò, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!" +Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro; +Spinse una porticella--che s'apriva nel muro +E fe' cenno che entrasse. +--Ei la seguì... +La porta +Fu chiusa. + + * * * * * + +Era una stalla.-- +Piovea la luce smorta +Da una piccola lampada--che dall'alto pendea; +Una magra giovenca--gravemente giacea +Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti +I ragni sciorinavano--le polverose reti; +La soffitta, composta--d'esili travicelli, +Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli +In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti; +In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti +Falciati nella sera. +--La fanciulla s'assise +Su quel mucchio di fiori;--alzò gli occhi e sorrise. +Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno! +"Mio padre dorme... E poi--sarà un minuto!" +Il bruno +Ufficiale si pose--a sederle dappresso. + +Ella guardò per poco--lo smagliante riflesso +Dei bottoni dorati--del giovane soldato; +Li toccava, tremando,--col dito fusellato; +Sembrava come assorta--in un sogno; chinava +La testa sovra il petto--e quel petto anelava... + +Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzò la faccia; +Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia +E...........--............ +...........--............. + + * * * * * + +Giovinette ardenti,--donne all'amor crëate, +Da una stolida legge--a soffrir condannate, +Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante +Ricordando il profilo--d'un maschio sembïante? + +O superbe matrone,--dalle vesti scollate, +Che parlate d'onore--e di virtù parlate, +Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale +Perchè so che i viventi--hanno un nemico eguale! +La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma, +Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma! + +Voi pur siete di carne,--o severe matrone, +E forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane, +Voi pure calpestaste--le convenienze umane, +E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude! + +Chi narrerà i misteri--che un cuor di donna chiude? +Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato? + +Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato +Baciò, tacque e passò... +--La matrona severa +Ripigliò la sua maschera--nei crocchi della sera; +Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa; +Frequentò, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa; +Licenziò la domestica--e il fedel servitore +Perchè nell'anticamera--parlavano d'amore; +E, suscitando intorno--mille fiamme lascive, +Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive: +Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta, +Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!... + +Giovinette di fuoco,--donne all'amor create, +Da uno stolto egoïsmo--a soffrir condannate; +Giovinette di fuoco--e superbe matrone, +Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane, +Calpestaste con gioia--le convenienze umane +E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude, +Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude! + + * * * * * + +Quando il bruno soldato--uscì sopra la via +Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia. +Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera. + +La fanciulla (che tale--da un istante non era), +Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata... +I suoi sogni di languide--vision la fean beäta. + +Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti +Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti, +Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai... + + * * * * * + +La fanciulla e il soldato--non si vider più mai, + +Napoli, 29 febbraio 1876. + + + + + +MASTRO SPAGHI + +A + +FELICE CAMERONI + +MASTRO SPAGHI + +I. + +Mastro Spaghi era il boia--della città d'Urbino. +Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino; +Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva +Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva +Una candida barba.--Avea gli occhi profondi, +L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi +E violetti, le labbra--grosse e larghe. +Campava +Tirando il collo agli altri. + + * * * * * + +--La forca prosperava +Nell'Evo Medio! +Oh! Quelli--eran tempi bëati! +Nè i maggiori colpevoli--erano gli appiccati! + +I furbi ed i potenti--facevano man bassa, +Come chi taglia spiche,--sui capi della massa. +Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri +Fiorivan dappertutto. +--Perciò v'eran maestri +Nell'arte del carnefice! +--A Roma avea gran nome +Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome +Tanagliare una vittima,--senza farla spirare. + +La Santa Inquisizione--avea fatto educare +Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro. + +In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro. + + * * * * * + +Perchè vi spaventate,--o lettori cortesi, +S'io parlo di carnefici? +--Il nome lor lo appresi +Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte, +Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte +Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio +O in partita, gli è sempre--ammazzare. + +Il barbaglio +Della gloria e del genio--pel filosofo è nulla! +Chè, sfrondati gli allori,--v'è la campagna brulla; +V'è la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue; +Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue; +Ove stanno i carnefici--e le vittime. +Evvia! +Perchè mai vi spaventa--questa novella mia? +Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni +Per non parlar di boia! +--Abolirli?... Illusioni +D'anime semplicette! +--Togliam le guerre e il boia, +E impossibile è il dramma,--e morirem di noia! + +L'umanità è un malato--che di salassi ha d'uopo! + +Ma finiran le guerre--e i carnefici!... +E dopo? +Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi +Degli umani discorsi--degli umani pöemi? + +Saran la fede immensa;--l'amore universale; +I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male; +Del male, che pei posteri--sarà l'egual chimera +Di quel che è il ben per noi! +--E s'anco fosse vera +Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille +Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille +Ancor più innanzi... +Il cèrebro--Mormora ancora: "E poi?..." +Siam daccapo alla noia! + + + +II. + +--Fra tutti i pari suoi +Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro. +La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro +In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era. +Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera +Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano! +La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano +Si mutava in un filo--così forte e sottile, +Qual non l'avria mutato--la mano più gentile +D'una donna ai ricami--espertissima. + + * * * * * + +Quando +Saliva sopra il palco--era proprio ammirando! + +Dall'alto della forca--con un braccio potente, +Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente; +Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo; +Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo +E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi, +Dava uno strappo... +Il misero--schizzava in fuori gli occhi +Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia; +Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;... +Ma era affar d'un istante!... +--E il popolo plaudiva +A lui che così presto--d'una persona viva +Sapea fare un cadavere! + + * * * * * + +Il popol gli era grato, +Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato. +I nobili morivano--di scure, e i popolani +Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani +"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire. +"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!" + + +III. + +In vent'anni la fama--del nostro personaggio +Nelle città d'Italia--avea fatto vïaggio, +Raccontando la storia--di mille impiccamenti, +Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti; +Tantochè mastro Spaghi,--il carnefice artista, +Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista +Nei dì presenti; ed egli--era sempre in cammino. + +Oggi appiccava un ladro--nella città d'Urbino; +L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta +Per un villan, che avea--tentato far vendetta +Contro il Duca, perchè--questi gli avea (badate +Che inezia!) la sorella--e la sposa violate; +Il dì dopo correva--a Firenze, chiamato +Per un giovane ardente,--che aveva cospirato +(Diceva la sentenza),--contro le leggi. +Insomma, +Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma +Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?" + + + +IV. + +Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado, +Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo +Ed i repubblicani--colli di San Marino. + +A Sant'Angelo in Vado--non c'è che una prigione. + +Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione) +V'abitavano i frati;--era un piccol convento; +Non divenne prigione--che nel mille e trecento. + + * * * * * + +Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza, +I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza +Di facce d'appiccati. +--Era una notte estiva. +Sui campi la finestra--della stanza s'apriva. +Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella +D'un carcere, che un tempo--era stato una cella, +Là stava il condannato--a morire domani +Sulla forca. + +Il carnefice--torceva nelle mani +Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra, +Su un tavolo, una lampada. +--La vicina finestra +Tormentava il lucignolo--con buffi violenti, +Di profumi campestri--söavemente olenti. + +Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate +Come un fanciul che sogna--le libere giornate +Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde +Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde, +E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco +Gli spiega la grammatica. +--Non la più debol eco +Il silenzio turbava. +--S'erano i borghigiani +Coricati assai presto,--per poter l'indomani +Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero +La festa della forca. + + * * * * * + +--Dormiva il prigioniero? +Io l'ignoro. +Chi veglia--è mastro Spaghi. +E questi +Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti: + + + +V. + +"Questo è quel dei dugento--che in vent'anni suonati +"Spaccierò sulla forca.--I primi che ho spacciati +"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso +"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso! +"Cos'è strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo! +"E questo (almen mi pare)--è un beneficio, in fondo! +"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza! +"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza, +"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio, +"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio +"Di me, la bella parte--di carnefice!" + + * * * * * + +Un grillo +Lungi nella campagna,--turbò il sonno tranquillo +Alle cicale, sopra--le piante addormentate, +Con note così allegre--che parevan risate. + + * * * * * + +"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature, +"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure, +"Come son liete!" disse--il boia sospirando. +"Essi vivono poco;--e col profumo blando +"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero +"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo, +"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata, +"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!... + +"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante +"Di queste bestioline!... +--Allora ero l'amante +"Di Rita, la più bella--forosetta che Iddio +"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio! + +"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia, +"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia +"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta. +"Una quercia, simíle--ad una vecchia brutta +"Che s'è presa d'amore--per un bel giovinetto, +"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto; +"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina, +"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina. +"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa! +"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa +"Quasi per isfuggire--parea farsi più basso! +"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso? +"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori, +"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!" + + + +VI. + +Fuori, +Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente +Trillò ancor. Mastro Spaghi--sospirò nuovamente. + + * * * * * + +"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante +"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante! +"La notte, quando tutti--dormivano, soletto +"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto, +"Spiando la finestra--dove Rita dormiva. + +"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva +"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco +"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco +"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille! +"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille! +"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto +"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto... +"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare +"Che il povero piccino--avesse a strimpellare +"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita... +"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perchè ho ucciso dei grilli! +"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!" + + + +VII. + +La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi +Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi, +Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi +Del boia era caduto.-- +Ei tenea fisi gli occhi +Sul laccio e sulle mani... +--Ma il suo pensier dovea +Essere ben lontano. + + * * * * * + +--Il vegliardo dicea +A fior di labbra: +"Rita!...--Vent'anni son trascorsi! +"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi! +"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino, +"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino +"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere, +"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere +"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano +"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano! +"Questi privilegiati--che portano un gran nome +"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome +"Ai più arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente, +"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente +"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio! +"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio, +"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!" + + * * * * * + +Una nottola venne--nella stanza a squittire +Attirata dal lume;--fece due giri in tondo +Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo, +Fuori della finestra,--tornò, battendo l'ali, +Spaventata d'avere--osato tanto. + + +VIII + +Eguali +Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne, +Lagrime solitarie,--lentamente secerne, +Poche gocciole fredde--imperlavan la testa +Del boia. + + * * * * * + +Egli diceva: +"--Fu una notte funesta! +"So che mi son svegliato--con pesanti catene +"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene! + +"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte +"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte. +"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino +"Sognai.-- +Fui risvegliato--sul fare del mattino +"Da un uomo lungo e pallido.-- +Io gli chiesi chi fosse. +"Ei non rispose, côlto--da un accesso di tosse; +"Il fetor della carcere--gli grattava la gola. + +"Fui condotto all'aperto.-- +Un frate colla stola +"Negra mi passò accanto. +Lo seguivan dei ceffi +"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi +"A un meschin che legato--ne veniva con loro. + +"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro. + +"Egli batteva i denti,--era tutto tremante; +"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante. + +"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino, +"Mi toccò sulla spalla,--e additando il meschino, +"Miagulò:-- +"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire +"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire. +"Il carnefice è vecchio.--Se ti garba il mestiere +"Comincia a strozzar questo.--Verrà il Duca a vedere. +"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato, +"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato. +"Il Duca è giusto e buono;--a tanta sua clemenza +"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza. +"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_ + +"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia! + + +IX. + +Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi, +Chè il duolo ama le tenebre. +Le mani sui ginocchi +Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava. + + * * * * * + +"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava. +"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto +"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto! +"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato +"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato +"O una figliola, bella--come sua madre! +Oh! Rita.,. +"Dove sei? +Mi narrarono--che te ne sei fuggita +"In paese lontano,--quando ti venne detto +"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto! +"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno, +"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno +"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente! +"Da allora in poi nessuno--la rivide... +Clemente +"Iddio, se rivedere--un dì potessi almeno +"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!" + + + +X. + +E alzò gli occhi. +Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi +Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi +Della lampada, spicca,--sul buio della stanza. + +È una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza, +Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi. +Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi +E inquïeti, e, scorgendo--colà soltanto il boia, +Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia. + +Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta +Una manata d'oro. +--Poi si ferma ed aspetta. + + * * * * * + +"Chi sei?" chiede il carnefice, +--Ella cade ai ginocchi +Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi: +--"Tutto quest'oro è tuo;--questo è quanto possiedo... +Guarda!" +L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!" + +Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea, +E la sua mano secca--a un altr'oro correa! +All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo +Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo, +Coprivan quasi. +"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?" +Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome +Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?" + + * * * * * + +--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei. +"Eppure per molt'anni--sono stata felice! +"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice. +"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi; +"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi. +"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai +"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai. +"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci, +"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci! +"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori, +"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori! +"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!... +"E dovunque si balli,--e dovunque si canti, +"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!" + + * * * * * + +Mastro Spaghi esclamò:--"Povera figliuola! + + * * * * * + +--"Un dì venne a trovarmi--un bruno giovinetto, +"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto... +"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo! +"Del condannato.... +"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo +"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai. +"A color ch'ho appiccato--il nome domandai! +"Che mi preme del nome--che porta un condannato!" + + * * * * * + +--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!..... +"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi: +Il perchè glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi... +Mi piaceva. Era bello! +--Ma poi ne fui noiata.... +"Era povero!... +Eppure--egli non m'ha insultata +"Quando gliel dissi! +Pianse;--mi baciò il volto e il seno, +"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_ +"_Non odiarmi!_..." +Venia--ogni giorno, recando +"Cibi e fiaschi di vino. +--Io ridevo trincando; +"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita +"Vedendomi gioconda. +--Un dì esclamai: "_Squisita_ +"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_" + +Ei rispose: "_Domani--porterò questo e quello_." + +"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai +"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai? +"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_ + +--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!.. + +"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!... +"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!" + + + +XI. + +Ella si coprì il viso--con entrambe le mani. + + * * * * * + +La campagna avea un'eco--di gemiti lontani. +Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia, +Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia. +La lampada moriva. +--Mastro Spaghi avea detto +Ravvivandola: "È triste!--Povero giovanotto!" + +E nell'olio una lagrima--al boia era caduta. + + * * * * * + +La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta. + + + +XII. + +La fanciulla riprese: +--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo! +"Io morrò s'egli muore!--Egli, povero e gramo, +"Mi pagò più di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita! +"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi diè la vita! +"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata! +"Io pretendo di vivere--perchè mi sento amata! +"Perchè voglio adorarlo,--e coprirlo di baci! +"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?" + + * * * * * + +Ella facea paura. +--Agitava le braccia, +E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia. +Correva per la stanza.--Abbrancava le grate +Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate, +Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!" + + * * * * * + +Ei mormorò di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!" + + +XIII. + +Allora la fanciulla--divenne mansüeta +Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta. +Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato +Tornò pallido. +Il labbro,--qual ferro arroventato, +Restò sol di carminio. +--Ivi il sangue soltanto +Afflüiva nei giorni--della gioia e del pianto; +Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci, +Dovea dir: "Questa donna--è nata per i baci." + + * * * * * + +Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna, +Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna. +Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso, +Fissava sul suo cranio--un punto luminoso. + + * * * * * + +Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando, +A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando +Del vegliardo, gli disse: +--"Tu non l'ucciderai, +"Non è vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai... +"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero +"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero +"Avessero una faccia--così buona, e che pare +"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!" + + +XIV. + +Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso; +E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso. +Un'iride ideale--di memorie e d'amore, +Di dolci desiderii--soffocati nel cuore. + +Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante +Della perduta sposa--il leggiadro sembiante, +Che gli dicea: +"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_" + +Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona +Una voce infantile;--quella d'una bambina; +Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina. + + * * * * * + +Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse. +Avea il pianto negli occhi--e mormorò: +"Se fosse +"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina! +"Vorrei diventar cieco--per averla vicina! +"Che sarà divenuta?--Sarà dessa felice? +"Forse è una gran signora...--Forse una meretrice! + + * * * * * + +Così parlava. +Intanto--la dolente fanciulla +Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla. + +Alfin surse da terra,--chè volavano l'ore. +Avea l'occhio velato--da un osceno languore, +Ed additando l'oro--mormorò al vecchio: + +"Senti: +"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti... +"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi +"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi. +"Io ti darò... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..." +E si slacciò le vesti. +--Ei con mano gagliarda, +"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose +Le vesti. +Ella la destra--gli strinse. Vi depose +Un bacio e disse: +"Grazie!--Oh!... Grazie, padre! + + * * * * * + +Allora, +Nelle braccia serrandola:--"Lontana è ancor l'aurora!" +Esclamò il vecchio. "Insieme--con voi verrò!.. Mia figlia, +"Sì, mia figlia sarai!" + + + +XV. + +--E dalla ferrea griglia +Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre. + +Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre; +La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore; +Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore. + +Quella luna invitava--a amar, solo a vederla. +La terra era d'argento,--il ciel di madreperla. +E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto +Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto, +Perchè nel santo affetto,--che purifica tutto, +Oblïasse ogni colpa,--oblïasse ogni lutto. + +Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano; +Lo si saria veduto--a tre miglia lontano. + +Ei non se ne accorgeva. +--Celiando, il giovinetto +Quel cranio traditore--copri col suo berretto, +E disse: +"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole +"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!" + + * * * * * + +Così senza spettacolo--rimaser l'indomani +Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani: +E così, nella corsa--facendo invidia al vento, +Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento, +Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina +Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina. + +FINE. + + + + +INDICE + +Scuola moderna + +LIRICHE. + +Prefazione ai miei versi +La Forma e l'Idea +Noia letteraria +Letteratura disonesta +Veritas, Vanitas! +Le demolizioni +In morte di Emilio Praga +Anacreonte +Evo Medio +Il secolo di Pericle +A Taide +La notte di san Silvestro +La Senavra +In alto +Circolo +A Fulvio Fulgonio +La chiesetta dei morti +A una donna intelligente +Il dì dei morti +Per il santo Natale +Coraggio! +Ditirambo +Per una suicida +Quando? +Ars, alma mater + + +DE MINIMIS. + +Mors tua, vita mea +Flectar, non frangar +Melodia +Seminare e raccogliere +Il mare canta +En attendant +A un calendario americano +Acqua dei monti +In corpo di guardia +Ultima ratio + +DIES. + +Alba +Meriggio +Sera +Notte + +CITTÀ ITALIANE. + +Napoli +Cagliari + +EPISTOLA AD E. BIGNAMI. + +Socialismo + +NOVELLE IN VERSI. +Acqua +Fuoco +Mastro Spaghi + + + +112 + + + + + + + + + + + +End of Project Gutenberg's Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + +***** This file should be named 9642-8.txt or 9642-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/9/6/4/9642/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles +Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This +book has been completed in cooperation with the Progetto +Manuzio, http://www.liberliber.it. We thank the "Biblioteca +Sormani" di Milano that has provided the images. + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +https://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. Of course, we hope that you will support the Project +Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by +freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of +this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with +the work. You can easily comply with the terms of this agreement by +keeping this work in the same format with its attached full Project +Gutenberg-tm License when you share it without charge with others. + +1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern +what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in +a constant state of change. If you are outside the United States, check +the laws of your country in addition to the terms of this agreement +before downloading, copying, displaying, performing, distributing or +creating derivative works based on this work or any other Project +Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning +the copyright status of any work in any country outside the United +States. + +1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: + +1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate +access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently +whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the +phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project +Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed, +copied or distributed: + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + +1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. However, if you provide access to or +distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than +"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version +posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org), +you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a +copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon +request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other +form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm +License as specified in paragraph 1.E.1. + +1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, +performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works +unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. + +1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing +access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided +that + +- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from + the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method + you already use to calculate your applicable taxes. The fee is + owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he + has agreed to donate royalties under this paragraph to the + Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments + must be paid within 60 days following each date on which you + prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax + returns. Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. You must require such a user to return or + destroy all copies of the works possessed in a physical medium + and discontinue all use of and all access to other copies of + Project Gutenberg-tm works. + +- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any + money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the + electronic work is discovered and reported to you within 90 days + of receipt of the work. + +- You comply with all other terms of this agreement for free + distribution of Project Gutenberg-tm works. + +1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm +electronic work or group of works on different terms than are set +forth in this agreement, you must obtain permission in writing from +both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael +Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the +Foundation as set forth in Section 3 below. + +1.F. + +1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable +effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread +public domain works in creating the Project Gutenberg-tm +collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic +works, and the medium on which they may be stored, may contain +"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual +property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a +computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by +your equipment. + +1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right +of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project +Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project +Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all +liability to you for damages, costs and expenses, including legal +fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT +LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE +PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE +TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE +LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR +INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH +DAMAGE. + +1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a +defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can +receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a +written explanation to the person you received the work from. If you +received the work on a physical medium, you must return the medium with +your written explanation. The person or entity that provided you with +the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a +refund. If you received the work electronically, the person or entity +providing it to you may choose to give you a second opportunity to +receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy +is also defective, you may demand a refund in writing without further +opportunities to fix the problem. + +1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth +in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO +WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. + +1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied +warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. +If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the +law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be +interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by +the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any +provision of this agreement shall not void the remaining provisions. + +1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at https://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at https://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit https://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including including checks, online payments and credit card +donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + https://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/9642-8.zip b/9642-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..7917179 --- /dev/null +++ b/9642-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..993fede --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #9642 (https://www.gutenberg.org/ebooks/9642) diff --git a/old/7psnv10.txt b/old/7psnv10.txt new file mode 100644 index 0000000..255a3ed --- /dev/null +++ b/old/7psnv10.txt @@ -0,0 +1,6368 @@ +The Project Gutenberg EBook of Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana + +Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the +copyright laws for your country before downloading or redistributing +this or any other Project Gutenberg eBook. + +This header should be the first thing seen when viewing this Project +Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the +header without written permission. + +Please read the "legal small print," and other information about the +eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is +important information about your specific rights and restrictions in +how the file may be used. You can also find out about how to make a +donation to Project Gutenberg, and how to get involved. + + +**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts** + +**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971** + +*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!***** + + +Title: Poesie e novelle in versi + +Author: Ferdinando Fontana + +Release Date: January, 2006 [EBook #9642] +[This file was first posted on October 12, 2003] + +Edition: 10 + +Language: Italian + +Character set encoding: US-ASCII + +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + + + + + + + + +Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks +and the Online Distributed Proofreading Team. + +This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio, +http://www.liberliber.it + +We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images. + + + + + + +FERDINANDO FONTANA + + +POESIE + +E + +NOVELLE IN VERSI + + + + +MILANO + +1877. + + + + + +A ANTONIO GHISLANZONI + + + +SCUOLA MODERNA[1] + +AD ANTONIO GHISLANZONI, +DEDICANDOGLI IL LIBRO. + + +Alla tua nota satira +Chi porse l'argomento? +Forse i carmi d'un giovane +Da pochi giorni spento?[2] +Forse il _Torso di Venere_ +O il _Dualismo_ ardito, +Che una Musa propizia +Dettava a un erudito?[3] + +Non gia`!.... Dalle tue laudi +Fu consacrato il primo; +Tu lo sapesti scegliere +Dal mediocre limo; [4] +All'altro degli stolidi +Soltanto il volgo indegno +Oggi contrasta il fervido +Estro e il robusto ingegno. + +Forse dell'_Inno a Satana_ [5] +Ti spavento` il concetto? +No!.... Che tu abborri i vincoli +Che strozzan l'intelletto, +E so che, quando mediti, +Ti ribelli ai confini, +Al pensier del filosofo +Imposti dai cretini. + +E` ver, talora il genio +Ama le forme strane, +Ma il pensator sa leggere +Nelle sue cifre arcane, +E sa discerner l'enfasi +Del verso che non crea +Dal balenar fantastico +D'una sublime idea. + +Spesso il cantor d'Ofelia, +Col labbro d'uno stolto, +Strambi concetti mormora +Ed e` di nebbie avvolto, +Ma sempre, come folgore +Che irradia la tempesta, +Risplende tra le nebbie +L'olimpica sua testa.... + +Evvia!.... se qualche Becero, +Nelle invalide carte, +Pallia coll'artificio +La mancanza dell'arte; +Se con grottesche immagini +Pochi grulli impotenti +Cercano un vieto elogio +A mal composte menti; + +Se nella solitudine +Dove ti sei rinchiuso +E` giunto qualche cantico +Di giovinetto illuso. +Se un impudente o un ebete +Parlando in metro oscuro +S'imbranca colle vecchie +Che dicono il futuro; + +Deh!.... non armar la cetera +Colla mordente corda! +Carni di imbelli vittime +Il verso tuo non morda! +Frena, romito Antonio, +La beffarda parola; +Non dir che pochi stolidi +Son la _moderna scuola!_ + +Serba ai pedanti, agli arcadi, +Lo scherno e l'ironia; +Taglia pei dorsi elastici +Le vesti in parodia; +Non fornir armi ai deboli +Che temono di noi +E che verranno a irriderci +Cantando i versi tuoi. + +Pensa che ai pochi giovani, +Che vedon l'ardua meta, +Il ben d'un raro plauso +I grami giorni allieta.... +E che il maggior cordoglio +Che contristi i gagliardi +E` di sentirsi mettere +Col volgo dei codardi. + + +[1] Questi versi vennero gia` pubblicati in risposta ad una poesia del +signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio +_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori +letterarii_. Piu` die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi +intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e +quelli che operano con vero ingegno. + +[2] Emilio Praga. + +[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito. + +[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggio` l'ingegno di Praga. +Quando questi pubblico` la sua _Tavolozza_, l'eminente critico, +parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo +colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._" + +[5] L'_Inno a Satana_, di Giosue` Carducci. + + + + +LIRICHE + +PREFAZIONE AI MIEI VERSI + +Esser poeti e` legger nei futuri +Giorni; e` spaziar nel cielo delle indagini +Condannate dai timidi cervelli; +Esser poeti o sentirsi maturi +Quando nel sangue bollono i vent'anmi; +E` ridere di tutto, esser ribelli +Alla gloria e agli affanni. + +Esser poeti e` librarsi giganti +Sull'universo e, in se` raccolti, vivere +Animati da incognita scintilla; +E` accogliere del par sorrisi e pianti, +Inni e bestemmie, rantoli e vagiti; +E` scrutar con impavida pupilla +I misteri infiniti; + +E` piangere col vinto e coll'afflitto, +Ne` al forte, al vincitor, negare il plauso, +Ne` armar la cetra d'una corda sola; +E` comprender la colpa ed il delitto, +Laudando il sacrificio e l'innocenza; +E` cantar tra un bicchiero e una carola +Il chiostro e l'astinenza. + +Prisma novello, col pensiero, i mille +Raggi dell'universo in se` raccogliere +E mutarli in cadenze e in armonie; +Poi fra le genti seminar scintille, +Fatali incendi suscitando intorno, +Turbando il cranio alle persone pie... +O illudendole un giorno! + +Esser poeti e` salir sovra un monte, +Di notte, quando il ciel di stelle e` fulgido, +E, in estasi, esclamar: "Credo! V'e` un Dio!" +E inginocchiarsi, e chinare la fronte, +Ripieno il cor di mistica paura... +Poscia negarlo o metterlo in oblio +Discesi alla pianura! + +Esser poeti e` viver d'illusioni +Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano; +E` celiar con se` stessi e con coloro +Che vi sanno ammirar nelle canzoni; +E` accettare, negando, il Bene e il Male; +E` desiare la miseria e l'oro, +La reggia e l'ospedale. + +Esser poeti e` tentar l'oceano +Della vita; e` svelarlo; e`, ansanti, correre +Dietro un caro ideal.... cui non si crede! +E` comprender del tutto il nulla arcano, +E, d'ogni cosa quaggiu` disperando, +Trovare ancora entusiasmo e fede +Per vivere cantando. + +Esser poeti e` abbandonarsi ai sensi; +E` compendiare un secolo in un distico; +E` mutar l'alimento del mattino, +A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi.... +E, invero, questi versi sono usciti +Dalle vivande o dal _preteso_ vino +Che l'oste m'ha imbanditi. + + + + +LA FORMA E L'IDEA + +(A EMILIO PRAGA) + +La forma son le tenebre, +E la luce e` l'Idea; +La Forma e` il rito, il simbolo +Del pensiero che crea; +Il pensiero e` l'Iehova +Dei veggenti profeti +Che parla dai roveti., +E la Forma e` Gesu`. +La Forma e` la parabola, +La Forma e` il pane, e` il vino, +E` l'orto, il bacio, il Golgota, +E` la Croce, e` Longino; +E il pensiero e` l'assiduo +Svolgersi del creato, +Cui spiegar non e` dato +Alle menti quaggiu`! + +Eterna lotta!.... Scorgere +L'Idea!.... Vedere il sole!... +E disperar d'esprimerlo +Con possenti parole! +Nelle affannose veglie +Concepir l'universo.... +E alla foga del verso +Non saperlo svelar! +Dietro un fatal connubio +Il cervello si stanca!.... +Giunge lo sposo al tempio, +Ma la sposa vi manca; +Egli, il Pensiero, l'evoca +Colla voce pietosa.... +Ma la Forma, la sposa, +Non si reca all'altar. + +Ahi!.... Talora nel cranio, +Indarno affaticato, +Disperando, un terribile +Dubbio m'e` balenato! +Pensai che forse esistono +Idee si` vaghe e arcane +Che invan le menti umane +S'attentano a scolpir! +Forse passo` fra gli uomini +Il sommo dei poeti +Fra la schiera dei mutoli +E degli analfabeti.... +E, forse, il suo silenzio +Fu incompresa epopea, +In cui sfuggi` l'Idea +Della Forma il martir! + +Ah!.... Perche', dunque, struggerti, +O povero cervello? +Contro la Forma, il despota, +Sorgi, schiavo rubello! +Non ti curar degli uomini! +Vivi in te stesso e pensa!.... +La tua melode immensa +Non rivelar che a te! +Chiuso nel tuo silenzio +Ogni idioma oblia! +Del tempo e dello spazio +Comprendi l'armonia! +Ogni idioma e frivolo +A esprimer l'Universo! +Nato a servire un verso +Il mio pensier non e`!! + +Evvia!.... Sorridi, Emilio!.... +Sorge nel Ciel l'aurora, +E, solitario, io vigilo +Sulle mie carte ancora! +Stolto!.... Giuro il silenzio, +E ti favello intanto!.... +Stolto!.... E rileggo il canto +Che la mia man noto`! +Emilio, io voglio illudermi! +Sono troppo felice! +Mi risveglio da un'estasi +E il pensiero mi dice: +"Stretto e` il fatal connubio! +"Chiudi gli occhi e riposa.... +"Questa notte la sposa +"All'altar si reco`...." + +Milano, giugno 1875. + + + + +NOJA LETTERARIA + +Favello a voi, cui ferve la scintilla +Dei febbrili entusiasmi nel cervello; +Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla +La balda gioja d'un pensier novello! + +Favello a voi, che, frammezzo alle genti, +Vecchi a vent'anni, in silenzio passate, +Colla pupilla volta ai firmamenti +E colle mani alle reni appoggiate. + +Favello a voi, cui nota e` l'armonia +D'ogni cosa creata, e cui son noti +Cogli entusiasmi la melanconia +E gli sconforti; a voi favello, iloti, + +Dannati a conservar la stessa creta +Leggendo dentro ai secoli venturi; +Dannati a scorger la splendida meta +Dietro le grate di carceri oscuri! + +Favello a voi, per cui dolore e gioja, +Pari al lampo, non duran che un istante, +E che desiate, per fuggir la noja, +Un'angoscia od un gaudio incessante; + +Favello a voi, che vivete com'ebri +D'un arcano licor sovra la terra, +Ed avete un uncino nei cerebri +Che l'Universo nei suoi moti afferra! + +Noi siam mendichi, a cui la gente antica +Le briciole lascio` di lauta mensa; +Viviam di stenti e il genio s'affatica +Dietro una turba di fantasmi immensa. + +Gli antichi Numi, ispirator dei carmi, +Son morti nel sogghigno universale; +La Natura ci annoja; il suon dell'armi +Ne spaventa; ridiam dell'ideale; + +L'amore e` un campo in cui non resta zolla +Da fecondare; senza scrosci e` l'ira; +Il nostro corpo e una corteccia frolla, +Mentre la mente a nuovi cieli aspira. + +E nuovi cieli, splendidi, profondi +Come lo spazio, immaginar n'e` dato.... +Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi +Senza cifra, un poeta non e` nato! + +I nostri canti son feti gia` morti; +Sono la serpe che la coda addenta; +Son l'urna ove troviam pochi conforti +E la febbre che i giorni ne tormenta. + +Noi li cantiamo a noi stessi soltanto, +E all'ultimo levita siamo eguali, +Che, derelitto nel suo tempio santo, +Celebrera` da solo i rituali.... + +E non ci resta che cingere i fianchi +Col bigiastro mantel del pellegrino, +E correre la terra erranti e stanchi, +E abbandonarci ad un pazzo cammino.... + +Milano, luglio 1875. + + + + +LETTERATURA DISONESTA + +A CESARE TRONCONI [1]. + +Que la muse, brisant le luth des courtisanes, +Fasse vibrer sans peur l'air de la liberte'; +Qu'elle marche pieds nuds, comme la verite'. +ALF. DI MUSSET. + +Dunque perche` le pagine +Noi modelliam sul vero; +Perche` neghiam di battere +Ogni volgar sentiero; +Perche` volgiamo intrepidi +Le pensierose fronti +Alla piu` vasta cerchia +Di splendidi orizzonti; + +Dunque perche` l'indagine +I nostri libri ispira; +Perche` i costumi ipocriti +Ci fanno schifo ed ira; +Perche`, toccando l'ulceri, +La nostra man non trema. +D'insultatori un popolo +Ci scaglia l'anatema!? + +Scosso all'ingiusto oltraggio, +Tu ti contristi e piangi: +Nelle dolenti veglie +Fremi e la penna infrangi; +E, forse, al melanconico +Ingegno tuo tu chiedi +Se un mondo immaginario +E` quel che ascolti e vedi! + +Me pur gli insulti colsero +Dei grulli e dei perversi, +E, inesperto degli uomini, +Un tempo anch'io soffersi.. +Allor pensai che inutile +Pazzia sono i miei canti, +Che un vano desiderio +E` il vincere i pedanti! + +E mi tento`, nell'aride +Mie notti d'apatia, +La vile idea di scegliere +Men faticosa via; +E, a tesser panegirici +Alla Morale e a Dio, +Nel branco delle pecore +Giurai d'entrare anch'io! + +Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino +Della verace Musa +Venne a guarir l'insania +Della mia mente ottusa! +E da quel giorno, libero +Da ogni dubbio codardo, +Contro i melensi e gli Arcadi +Io sursi piu` gagliardo! + +E il temerario oltraggio +Come una celia accolsi, +E l'amarezza inutile +Nella risata io sciolsi; +E i profili ridicoli +Di grotteschi figuri +Della mia stanza vennero +A popolare i muri. + +Una lanterna magica +Mi rallegro` le notti; +E vidi volti d'upupa. +Ventri che parean botti, +E smisurate orecchie, +E code smisurate, +E uno stuolo di scimmie +Da artisti camuffate. + +Imitando dei chierici +La vieta filastrocca, +Tutte ad insulse nenie +Aprivano la bocca; +E, mentre mi passavano +Lentamente dinanti, +Un'eco lontanissima +Ne ripeteva i canti: + +"Heine e Musset son scettici +"Degni dell'odio umano; +"Giorgio Byron non merita +"Una stretta di mano! +"Con quei che il vero parlano +"Non si discute mai!.... +"Se sonvi error, celiamoli;.... +"Correggerli?.... Giammai! + +"Lasciam che il mondo seguiti +"Le usanze inveterate; +"Che le donne ci aizzino +"A passioni dannate; +"Che le fanciulle uccidano +"I bambini illegali; +"Che le piaghe si coprino +"Con fiori e madrigali! + +"L'amor del mondo e` soffio.... +"Ma guai chi fa all'amore! +"Giusto e` che i vecchi imprechino +"Dei giovani al vigore! +"La Societa` dev'essere +"Il modello dell'Arte.... +"Ma noi vogliamo scorgerla +"Soltanto da una parte! + +"Perche' della famiglia +"Son sante le affezioni, +"Non canterem che bamboli, +"Che madri in ginocchioni; +"Non canterem che Sindaci +"Che porgono l'anello; +"Consulteremo il Codice +"Per giudicare il Bello! + +"Per chi dira` che esistono +"Altre fonti di gioja; +"Per chi dira` che a scrivere +"Al par di noi si annoja; +"Per chi dira` con libera +"Parola un'opinione, +"Invocheremo l'_indice_, +"La _Santa Inquisizione!_ + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"Crear vorreste?.... E` inutile! +"Deve copiar la Musa! +"Deve copiare!.... E il plauso +"Le largiranno tutti.... +"E grideranno al genio +"Babbi, mammine e putti! + +"Lasciate che combattano +"Per le donne gli stolti! +"Esse non saran l'ultime +"A graffiar loro i volti! +"Le donne sono un popolo +"Mansueto di schiave.... +"Non e` d'un cuor di femmina +"Il buon-senso la chiave! + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"A magri pranzi assidasi +"L'indipendente Musa! +"Sol nella vita pratica +"Siate _veristi!_.... Il male, +"Fatto con volto ipocrita., +"Diventa piu` ideale!!" + +Ahime`!.... Superba Lirica, +L'ali su te ripiega! +Non gia` tuonar., ma ridere +Mi fe' quella congrega!.... +Alle grottesche immagini +Dal letto mio, celiando, +Risposi, amico Cesare, +Coi versi che ti mando: + +"Tutto e` quaggiu` possibile! +"Il tempo e` omai passato, +"In cui, fanciullo e ingenuo, +"Mi son maravigliato! +"Degli antichi filosofi +"Or la saviezza imito; +"Alla meta so incedere +"Indifferente e ardito.... + +"E se color che insultanci +"Bandissero domani +"Che, per pudore, debbano +"Portar le brache i cani, +"Io, nel veder l'eccentrica +"Innovazion morale, +"Continuando a ridere, +"Direi: E` naturale!" + +Napoli, 16 marzo 1876. + +[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle +_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere piu` calunniato e +piu` vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per +risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni +giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per +chiamarlo l'_innominabile...._ tout court. + + + +VERITAS, VANITAS! + +Una sera piovosa, autunnale, +Ora schivando il fango, ora una pozza. +Io seguii la carrozza +Che manda al Cimitero l'Ospedale. + +Cimitero e Ospedal son buoni amici +E tengono fra lor conti correnti. +Davver, pochi clienti +Si dan l'un l'altro tanti benefici! + +L'Ospedale gli manda i suoi defunti, +E il Cimiter lo paga col dolore, +Che rende infermo il cuore +E fa le donne e i giovinetti smunti.... + +L'Ospedale gli manda le sue spoglie, +E il Cimiter gli manda i suoi poeti, +Che in mezzo ai sepolcreti +Tentano col pensier le eterne soglie.... + +La carrozza che va dall'Ospedale +Al Cimitero, portandovi i morti, +M'ha dati piu` conforti +Che non millanta libri di morale! + +Filosofando, io le cammino allato +E vo pensando a chi dentro vi giace, +E, spesso, mi do pace +Se per _caso_ quel di` non ho pranzato! + +La colomba che sopra v'e` scolpita +Par che dica, mandandomi un saluto: +"Che giova esser vissuto! +"Che giova il darci pena della vita!" + +Or, quella sera, deposte le bare, +Il negro carro era diggia` partito, +Ed io, come impietrito, +Restai del camposanto al limitare. + +La` m'inchiodava una visione strana, +Di quelle che sa far soltanto il Vero, +E che vede il pensiero +Sol di chi studia la Commedia Umana. + +Una vecchia magrissima e grinzosa +S'era posta a seder sovra le bare, +Ed io l'udia cantare +Una canzon con voce cavernosa. + +La solinga megera, gravemente, +S'accompagnava nelle note basse +Battendo sulle casse +Coll'ossa delle gambe macilente. + +Elia diceva: "Io son la portinaja, +"E sono vecchia, e di pessimo umore.... +"Ma quando ero sul fiore +"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja! + +"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla, +"Su queste spalle secche e questa bocca +"Ora, bazza a chi tocca! +"Io vo' morir, che non son buona a nulla! + +"Forse, qui dentro, in queste casse bianche +"Han chiuso qualche giovane d'allora, +"Che si tolse all'aurora +"Dalle mie braccia, colle membra stanche! + +"Forse, a quel tempo, egli m'avra` adorata +"Come a ventanni un'illusion si adora! +"Il giovane d'allora +"Amore, arte, piacer m'avra` chiamata! + +"Chicchetussia dei mille amanti miei, +"Che mi presti la bara a seggiolone, +"Sappi che un'illusione +"Per te, se fosti vivo, ancor sarei.... + +"E sarei la piu` triste e la piu` grama, +"La piu` steril di pace e d'allegrezza, +"E potrei d'amarezza, +"Non piu` di gaudio, pagar la tua brama. + +"Sappi ch'io sono ancora un'illusione, +"Ma non siccome un di` bella e gioconda, +"Ne' alla mia treccia bionda +"Chiederesti il profumo e l'oblivione! + +"Sappi che piangeresti in mia presenza, +"Perch'io son l'illusion la piu` inumana; +"La piu` caduca e vana; +"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!" + +Agosto 1876. + + + + +LE DEMOLIZIONI + +A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER. + +Pietre, da tanti secoli +In un bacio congiunte, +Travi e barre, dall'acqua +E dal sole consunte, +Barcollanti casipole, +Ieri viventi ancora, +Oggi il Tempo vi mormora: +"E` giunta l'ultim'ora!" + +Il Tempo!... Il triste scettico; +L'era, l'anno e l'istante; +L'orco che mangia i popoli; +L'impassibil quadrante; +La sfinge inaccessibile; +Il mistico serpente, +Che afferra, eterno circolo, +La sua coda col dente. + +In un nembo di polvere +Cadon le vecchie mura; +Sembran colte le tegole +Da un'orrenda paura; +Ed i balconi, vedovi +D'imposte e senza vetri, +Sovra i passanti guardano +Come occhiaje di spetri. + +Povere case!... Il rantolo +Della vostra agonia +Fu lungo!... Il di` novissimo +Lentamente venia! +Barbari sempre, gli uomini +V'han fatto i funerali, +Pria che cadeste vittime +Sotto i colpi mortali. + +E accanto a voi scolpirono, +A scherno, in questi giorni, +Di fastosi palagi +I superbi contorni. +Ah! quei colossi risero +Di voi pigmei morenti, +E piu` amari vi fecero +I fatali momenti! + +Povere case!... Io vagolo +A voi dintorno.--E` notte. +E l'ombre dalle fiaccole +Rosseggianti son rotte; +E, somiglianti ai demoni +Cui l'eccidio conduce, +I pionieri nereggiano +Sugli sprazzi di luce. + +Ed io penso alla storia +Delle mura cadenti; +Ai drammi, alle commedie, +Agli idilii innocenti +Che si ordiron per secoli +Nelle piccole stanze +Ed impressero un marchio +Sulle umane sembianze. + +Ed io penso alle veglie, +Alle insonnie, ai riposi, +Alle fedi, alle infamie, +Ai convegni amorosi, +Ai sorrisi, alle lagrime, +Ai di` foschi, ai di` lieti, +Ai poemi che videro +Quelle quattro pareti! + +Oh!... non ridete, splendide +Case dai freschi ornati, +Palagi da una magica +Mano in un di` creati! +Or tutti a voi sorridono +Con beata alterezza +Ed i vostri muri spirano +La balda giovinezza.... + +Ma verra` il di` che i posteri +Vi chiameran capanne, +Ed al suolo abbattendovi, +Come fragili canne, +Tesseranno una lirica +Sovra i detriti immani.... +Piu` caduchi edifizii +Innalzando il domani! + +Tu sol, bigio fantasima, +Gotico tempio altero. +Tu, frastaglio di guglie, +Tu, gigante severo, +Vedrai le metamorfosi +Dei giorni che verranno, +Sogghignando alla gioja, +Sogghignando all'affanno! + +Finche` il Tempo, il terribile +Tarlo che rode il mondo, +Verra` te pure a spingere +Nell'abisso profondo; +E forse, fra un millennio, +Quivi sostando un uomo, +Tentera` di far credere +Che tu esistevi, o Duomo!.... + +Eugenio, sono effimeri, +Al par di queste stanze +D'ogni mortale i gaudii +I pianti e le speranze; +Il passato e` macerie +Su cui sorge il presente, +E l'avvenire e` il figlio +D'un vegliardo cadente. + +Oh! umani eventi! oh! frivole +Parvenze d'un istante! +Perche` dunque ci esagita +Questa febbre incessante? +Perche` dunque sussistono +Il sepolcro e la culla? +Perche` mai tanto fremito +Se tutto attende il Nulla? + +Perche`?... Perche` lo struggere +E il crear son la vita; +Perche` la noja e` l'unica +Larva da noi fuggita; +Perche` questa e` l'armonica +Legge dell'universo; +Perche` senz'essa il cerebro +Non mi darebbe un verso! + +Milano, 2 ottobre 1875. + + + + +IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1] + +Egli visse sognando e sogna ancora +Chiuso per sempre in questa negra bara; +Sogna il tripudio della nuova aurora +E il fior, che per il maggio si prepara. + +Quand'ei moveva per le nostre vie +Parlava sempre del supremo giorno, +Ed un nembo di canti e d'armonie +Al grosso capo gli aleggiava intorno. + +E poi che il guardo umano invan s'attenta +Di legger della Morte nei misteri, +Ei rafforzava la pupilla lenta, +Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri. + +E, spaventato dal fatal problema, +Triste amatore d'un'estasi arcana, +Cantava a se` medesimo un poema +Inebbriando la sua forma umana! + +Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura +Questo dispregio dei nostri costumi? +Dobbiamo noi su questa sepoltura +Rammentar la sua vita o i suoi volumi? + +E` vero!.... E` vero!.... Ei calpesto` un affetto, +Che men compianta potea far sua vita!.... +E` vero!.... E` vero!.... Al domestico tetto +Per lui la mensa fu di duol condita!.... + +Ma chi di noi, sovra il proprio cammino, +Non calpesto`, rimpiangendolo, un fiore?... +Nascer poeta e` orribile destino! +Il cerebro talor soffoca il cuore! + +Oh! guai nascer poeta ove la Musa +Non trova il pane per nudrire i figli! +Ove ogni sciocco delle labbra abusa +Per esser largo solo di consigli! + +Oh! guai nascer poeta ove il sol splende +Ed infervora i cantici ispirati, +Ma dove l'uomo allori e culto rende +Soltanto ai pensatori trapassati! + +Costui vivra` da pochi consolato, +Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre, +O di spezzar la cetera indignato, +Per altre volutta` meno leggiadre! + +Costui vivra` la famiglia cantando, +La famiglia ideal,--cui dritto avea-- +E ch'egli dove` perder lagrimando.... +Che`, coi versi, nudrir non la potea. + +Noi, cui sorride l'italo orizzonte, +Siamo un popol di bimbi analfabeti! +Da qualche lustro appena alziam la fronte.... +Siam troppo grami per pagar poeti! + +Non turbi adunque questo popol gramo +Il sepolcro d'un povero cantore.... +Meditiam la sua vita e confessiamo +L'ignoranza d'un secolo e l'errore! + +Emilio! Emilio!... Son le tue parole +Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento) +Da te un giorno le udii che le viole +Dicean l'april con profumato accento. + +E tu piangevi per le tue sventure, +Antiveggendo questo estremo istante, +Senza sentirne le viete paure +E mentre il viso tuo parea raggiante! + +Poi soggiungesti sorridendo: "Amico, +"Quando mi porteranno al cimitero +"Verrai tu pure, com'e` l'uso antico, +"A far dei versi sul mio drappo nero; + +"Ma ti ricorda degli accenti miei, +"Ed agli astanti, quel di`, li ripeti.... +"Se tu prima morissi, io li vorrei +"Ripetere fra i mille sepolcreti. + +"E la`, dove la Morte i ricchi accoglie +"E i poveri del par, tutti eguagliando, +"Mi parria che dovrebber le tue spoglie +"Ascoltare i miei versi giubilando!" + +.............................. + +Quest'oggi, in cui la legge di Natura +Te primo, Emilio, al di` fatal condusse, +D'ogni giogo servil la mente pura, +Pieno il cor delle mie fedi inconcusse, + +Io vengo a replicar su questa bara +Le tue parole; io compio il tuo desio.... +E sento, amico, che mi e` meno amara +L'ultima volta che ti dico: Addio! + +[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875 +sul feretro del poeta delle _Penombre_. + + + + +ANACREONTE + +Fra le colonne--d'un bianco tempio +Sacro a Minerva,--la Dea propizia +Ai savi, austera Dea, +Pensieroso sedea + +Anacreonte,--cantor dei fervidi +Baci e degli inni--nati fra i calici +E delle porporine +Rose allacciate al crine. + +Sedea pensoso,--stringendo l'abile +Stil nella destra,--la intatta tavola +Sulle gambe giacente +Guardando avidamente. + +Un sacerdote--dall'occhio linceo +Di la` passava;--vide l'insolito +Vate nel sacro albergo +E gli si fece a tergo. + +Ei non udillo;--come le statue +Chiuse nel tempio--pareva immobile, +E la fisa pupilla +Non mandava scintilla. + +Spesso la destra--la cerea tavola +Avvicinava;--ma sulla tenue +Veste che la copriva +Non un verso scolpiva. + +E d'inusato--pallor coprivansi +D'Anacreonte--le tempia, e l'unghia +Tormentava la lama +Con rabbiosa brama. + +Nella clessidra--cadea la polvere, +E intorno, intorno--con suon monotono, +Sotto le arcate fosche, +Ronzavano le mosche. + +Alfin lo stile--sovra la tavola +L'acuta punta--venne a configgere, +E con note indefesse +Questo cantico impresse: + +"Perche` mi manca nel pensier la vita? +"Perche` come una spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio? +"Perche` la luce mi niega i colori? +"Perche` il profumo mi niegano i fiori, +"E la Musa un esametro? + +"Non sono io quello che i ridenti canti +"Questa notte vergo`?--Perche` gli incanti +"Soavi, perche` l'estasi +"E l'armonia dei non studiati carmi, +"Come donne, veniano a visitarmi, +"Innamorate e ingenue? + +"Ed or ch'io chieggo un verso, una melode; +"Or che una sete mi esagita e rode +"Di profumi e di cantici, +"Non una lieta immagin mi consola, +"E invano alla mia Musa una parola +"Io chieggo in elemosina! + +"Forse Minerva, l'austera diva, +"Si vendica di me;--greggia votiva +"Non reco;--nel suo tempio +"Prima di questo giorno io non entrai; +"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!; +"Minerva ama il trapezio! + +"_Anacreonte dai versi soavi +"Non t'e` propizia la Diva dei savi!_" +"Dira` ridendo il popolo.... +"Stolto!... Il piu` savio e` chi gode la vita! +"Il piu` savio son io!... Popol m'addita +"Qual'e` dunque il mio tempio! + +"No!... Minerva e` propizia al mio poeta! +"Io sono un savio dalla fronte lieta!... +"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito +"Che la mia Musa, de' miei baci stanca, +"Or m'abbandoni!... Gia` il mio crin s'imbianca +"E gli occhi miei si offuscano!... + +"Nave sdruscita, si rintana in porto +"A morir nella noja e lo sconforto! +"Oh!... splendide memorie!... +"Solcasti l'onde un di`, di fiori ornata, +"E sulla tua bandiera inalberata +"Stava scritto:--_Odi Erotiche_. + +"Venian da lunge a udir la melodia +"Che dalle tue seriche sarchie uscia +"Sotto la man de' Zeffiri, +"E del mar della vita i nocchier stanchi +"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi +"Per guarir dalla noja. + +"Giungevan mesti e cogli occhi infossati +"E partivano lieti e consolati +"In cor benedicendoti; +"E, giunti in patria, alle persone care +"Recavan, talismano salutare, +"Un'ode a Bacco o a Venere. + +"Or sei sdruscita; le sarchie di seta +"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta +"Guasto dal tarlo e fracido!... +"Povera nave, ti rintana in porto +"Ahime`!... Pria di perire di sconforto +"Languirai di memorie! + +"O Musa mia, dammi un ultimo canto, +"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto +"Dell'amor tuo!... D'un'estasi +"Fammi ancora beato!... E poi... ch'io muoja! +"Piu` della morte ho in orrore la noja.... +"E il dolore di perderti! + +"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita +"Mi langue!... Come spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio! +"Ahime`!... La luce mi nega i colori! +"Ahime`!... Un profumo mi niegano i fiori +"E la Musa un esametro!" + +Sovra il suo ciglio--brillo` una lagrima; +Scosso era il labbro--da un lieve tremito; +E la spaziosa fronte +Chinava Anacreonte. + +Allor dei vate--batte` sull'omero +Il sacerdote,--la cerea tavola +Colla destra additando, +E disse sogghignando: + +"Pazzi e poeti--sono sinonimi! +"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio +"Ancor molle hai di pianto.... +"Ed hai creato un canto! + +Luglio 1875. + + + + +EVO MEDIO + +(A GIUSEPPE GIACOSA) + +Oh!... Il bel tempo dei miracoli, +Dei giulivi menestrelli, +Delle fate, degli spiriti +E dei magici castelli! +Oh! il bel tempo dei pigmei, +Delle imprese e dei tornei! + +Oh!... Il bel tempo delle maglie, +Dei vestiti di velluto, +Quando Iddio, la dama e il trono +Si rubavano il tributo, +E cantavasi il perdono +Sul motivo dei fendenti, +Ed insieme pullulavano +I castelli ed i conventi! + +Oh!... Il bel tempo dell'assiduo +Alternar di paci e guerre, +Quando i vescovi aggiravansi +Cavalcando per le terre, +Mentre ai pie` delle Eminenze +Chiedean tutti le indulgenze! + +Beppe, il mondo di quell'epoca +Pare un mondo immaginario! +Il ladron della mattina +Bacia a sera un reliquiario; +Sulla massa che cammina, +Come pecore attruppate, +S'erge sempre, quasi a bussola, +Il cocuzzolo d'un frate. + + * * * * * + +Eran piu` che innumerevoli +I colori delle tonache; +Una mistica lussuria +Dava l'estasi alle monache; +E cantavansi a distesa +Inni e salmi nella chiesa. + +Sovra un asse Frate Angelico +Dipingea le sue Madonne; +Sempre azzuro il manto aveano, +Sempre rosse avean le gonne; +N'era il capo incoronato +Da un bel circolo dorato. + +Gli alchimisti si sfiatavano +Sulle brage dei fornelli; +I teologi soffiavano +Nei fanatici cervelli; +Il delirio universale +Era l'or filosofale. + +Si chiedeva allo Zodiaco +L'avvenir delle persone; +I romiti fabbricavano +Le medaglie e le corone; +E diceano i benefici +Dei flagelli e dei cilici. + +Come noi si va in America, +Lor si andava in Palestina; +Qual tesor ne riportavano +Una scheggia peregrina +Della croce di Gesu`.... +Ne` chiedevano di piu`! + + * * * * * + +Oh!... I corteggi all'Evo Medio +Nei trionfi e nelle feste! +Oh! i cavalli, i fanti, i carri, +L'oro e i drappi sulle teste! +Eran splendidi e bizzarri +I corteggi d'un possente, +Smaglianti come il crotalo +Sotto il sol d'Affrica ardente. + +Nani, alfieri, paggi e chierici, +Gente bella e foggie strane +E buffoni e trovatori +E vezzose castellane +Ed in mezzo ai gran signori, +Del suo prence a mano manca, +La ventraglia d'un cenobita +Su una mula tutta bianca! + +Imbandiansi sulle tavole +Le vivande in piatti d'oro; +Il vestito delle dame +Era un piccolo tesoro: +Della plebe il brulicame +Facea ressa nelle vie, +Quando andavano a godersela +Monsignori e Signorie. + +Poi le danze! Al suon di pifferi +Di sirvente e di mandole +_Tarantelle e cavalloggie_ +Alternavansi a _spagnole_; +E, vedute dalle loggie, +Quelle genti a piu` colori +Un gran mazzo ti parevano +In cui vita aveano i fiori. + + * * * * * + +L'Evo Medio si compendia +Nella chiesa e nel castello; +Dominavan le nazioni +Un guerriero o un fraticello; +Fra le mille devozioni, +(Sacerdote il trovatore) +Una sola era pregevole, +Beppe: quella dell'amore! + +Nelle chiese c'era l'organo, +Avean trombe i cavalieri, +Ma la musica del popolo +Era quella dei trovieri +E le libere parole +Uscian fuor delle mandole. + +Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo +E` una nenia e non un canto! +Noi siam lucciole sbiadite, +Essi il fuoco, essi l'incanto! +Oggi i bozzoli e la vite +Ci preoccupan l'idea +Piu` dei lauri e della gloria +D'una bellica epopea! + +Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito +Sulle stragi dei possenti; +S'io ricordo il Sant'Uffizio +Ed i roghi dei sapienti; +S'io rifletto alle baldanze +Di tiranniche ignoranze; + +Benedico le vittorie +In onor dei Veri eterni, +E il prosaico vestimento +Dei filosofi moderni; +Benedico dei presenti +La volgar monotonia; +Nella scienza e nei negozii +Trovo ancor la poesia! + +Penso, e` ver, che in tutti i secoli +Si pareggian beni e mali; +Che gli umani desiderii +Han confini sempre eguali.... +Ma davver sono contento +Di non viver nel _trecento_. + +Agosto, 1876. + + + + +IL SECOLO DI PERICLE + +(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI) + +Sotto la ferrea--clava spartana +Isterilivasi,--schiava gemente, +La nata libera--volonta` umana. +Delfo, silente, + +Sull'aureo tripode--parea dormire, +Poiche` le belliche--tube eran mute, +Ne` piu` all'Oracolo--chiedevan l'ire +Senno e virtude. + +Nojata e gelida--la Pitonessa +Sonar nel tempio--non intendea +Che d'una vecchia--la voce fessa +Cui, sorda, Igea + +Degli anni all'onere--curva lasciava, +O qualche timida--prece d'amore +Che su virginee--labbra mandava +L'ansia del cuore.-- + +Tebe era mutola;--tacea Corinto; +Messene, esangue,--nelle sue mura +Chiudeva un popolo--per sempre vinto +Dalla sciagura. + +Brandian gli Ellenii--zappe e bipenni! +Di illustri ceneri--piene eran l'urne, +E le Olimpiadi--venian solenni +E taciturne + +A baciar l'ampie--fronti dei saggi... +Ma, in fondo ai bigi--tempi, un fulgore +Brillava... ed erano--gli accesi raggi +Di Atene in fiore. + + + +A TAIDE + +Taide, il mondo e` un'accolita +Di sciocchi e di bricconi; +A poche menti garbano +Le libere canzoni; +Gli sciocchi non camminano +Che coi piedi degli altri, +E l'armi degli scaltri +Son frasi e ipocrisia. + +Il labbro, che ti predica +L'azzurro e la morale, +Beve, nell'ombra, al lurido +Nappo del baccanale; +Le donne _oneste_ mostrano +Nudo ai teatri il seno +E chiameranno osceno +Questo povero canto! + +In custodia ridicola +Ognun stringe la sposa.... +E volge all'altrui talamo +La mente desiosa; +Mille impotenti giovani +Sparlan dell'altrui donne.... +E delle proprie nonne +Si fanno i paladini! + +E` l'infanzia un miscuglio +Di lubrici misteri; +La puberta` ci innebria +D'ardenti desideri; +Ma i vecchi scaraventano +Sovra noi l'anatema, +Se ne facciamo il tema +D'un'ode in settenari. + +L'arte greca e` lascivia +E l'insegna il pedante; +Porta e Goldoni estasiano +E venerato e` Dante; +Ma se noi, baldi giovani, +Tessiamo un inno al _Vero_, +Sorge un popolo intero +A gridarci la croce! + +Quadri, melodi e statue +E commedie e volumi +Tutti d'amor ci parlano +Negli umani costumi.... +E` una rancida nenia! +E` un nojoso frastuono! +Sempre lo stesso tono +Su una nota tenuta!... + +Taide, tu pure, ingenua, +Alla nenia credesti! +Con chi primo ti piacque +Una notte giacesti.... +E trovasti, togliendoti +Al convegno geniale, +L'infamia e l'ospedale +Dove morir di stenti. + +Altre, di te piu` caute, +Si ribellano al mondo +E, odiandoli, agli uomini +Fanno il viso giocondo; +Ed, ingannate, ingannano; +E rubano, baciando; +E ridono, sputando +In fronte ai derubati! + +Innanzi a lor si inchinano +Gli sciocchi riverenti, +E i poeti le ragliano +Con patetici accenti, +E le madri del popolo, +Che soffrono la fame, +Alle fanciulle grame +Le citano a modello! + +Io nacqui troppo povero +Per comperarne i baci, +E non m'impiglio al vischio +Dei lor sguardi procaci; +Delle fanciulle ingenue +La ritrosia m'annoja, +Che` dell'amor la gioja +Non disgiungo dai sensi. + +Le donne oneste adescano +Senza conceder mai; +Fra gli imbecilli, o Taide, +Finor non m'imbrancai! +Odio gli altari e gli idoli +A cui la turba grulla, +Senza ottener mai nulla, +Si inginocchia pregando! + +Spose od amanti, il talamo +E la tomba d'amore! +La noja o l'amicizia +Lo surrogan nel cuore.... +Il Piacer, che n'e` figlio, +Come l'Ebreo Errante, +Con ardore incessante +Cerca novelle forme! + +Taide, tu sola, vittima +Degli umani disprezzi, +Ai tristi che ti insultano +Rendi lagrime e vezzi, +Che` le fanciulle povere +Dal sangue ardente e buone, +Perdendo un'illusione +Non si mutano in serpi! + +Tu sola sei possibile +Per le menti severe, +Che le catene abborrono +Adorando il piacere! +Tu, che ai ricchi ed ai poveri +Mostri un egual sembiante +E accogli in un istante +Ogni filosofia! + +Tu, che non rechi i triboli +D'un amore geloso; +Che non ti atteggi a vittima +D'un dolor fastidioso; +Tu, che ti serbi vergine, +Anche da lebbra infetta +Che bocca maledetta +T'infiltro` nelle carni! + +Tu, con cui scorre libera +E aperta la parola; +Tu, d'ogni umana lagrima +Educata alla scuola; +Tu, che dai per un obolo +Cio` che l'altre, per anni, +Con amarezze e inganni, +Vendono a caro prezzo! + +No!... L'amor non e` l'unica +Gioja al mortal concessa! +Anche l'odio ha i suoi gaudi! +E la vendetta anch'essa! +E l'han le acute indagini +Note ai sapienti, e l'ore +Consacrate all'ardore +D'un ambizioso sogno! + +Vieni, povera vittima, +Vieni!... Al tuo sen mi stringi! +Al par di mille ipocrite, +Taide, il delirio infingi! +A sozze man proficua +Tu stessa non comprendi +Che la merce che vendi +E` una perla preziosa! + +Vieni!... Svanita l'estasi +Col sol di domattina, +Ti lascero`, per correre +Dietro un'Arte Divina.... +Ne` subiro` la nenia +Di promesse o lamenti, +Che dei versi fluenti +Potrian rompermi il filo!... + +Milano, ottobre 1875. + + + + +LA NOTTE DI SAN SILVESTRO + +La falange dei secoli stanotte +Si accrescera` d'un milite novello; +E di tanti dolor, di tante lotte, +Di tante gioje, raccolte in un anno, +Forse un'eco infedele per memoria +I di` venturi avranno! +Per legger dentro ai secoli remoti +Noi meditiam la forma d'un avello; +E i nostri figli, cui sarem mal noti, +Mediteran nei nostri cimiteri, +Dei nostri eventi tessendo la storia +E dei nostri pensieri. + +E strana legge!... I tumuli silenti +Serban per lunghe etadi la parola, +Mentre le mille voci delle genti +Duran lo spazio che dura un istante, +E vanno dei superstiti a morire +Nel frastuono incessante! +Ah!... Chi potra` afferrar l'attimo arcano +Che al tempo stesso sussiste e si invola?! +Chi mai potra` indicar con ferma mano +Il limite sottil che fu segnato +A divider fra loro l'_avvenire_, +Il _presente_ e il _passato?!_ + +E noi viviamo; ed ogni di` che fugge +Segna una ruga sulla nostra fronte; +E un'agonia lentissima ne strugge; +E, tremebondi, a noi stessi chiediamo +Se esisterem, trascorso un anno, ancora; +E mormoriam: _"Speriamo!"_ +E interroghiamo gli eventi passati, +E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte; +E dai mille fantasimi evocati +Attendiam le speranze ed i conforti, +Baciando i figli che vedon l'aurora +E ripensando ai morti. + +Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla! +Tremendo Iddio che le esistenze ingoi! +Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla +Dai nebbiosi orizzonti!... Oceano +Sovra i cui flutti non scerne la sponda +L'ansioso sguardo umano!... +Dimmi, rispondi, che son divenuti +I giorni senza numero, e gli eroi, +E i popoli, che in sen ti son caduti? +Che mai facesti tu di tanta polve +Che, come l'onda s'accavalla all'onda, +Su se` stessa s'avvolve? + +Che mai facesti tu di tante glorie, +Di tanti pianti e di tanti sorrisi? +Che giovano ai presenti le memorie +Se chi lasciolle eternamente e` spento? +Oh!... Triste scherno!... Un'era di mill'anni +S'accoglie in un accento! +Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego, +Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi +E presso a cui scrivo e bestemmio e prego, +Val piu` dei raggi insiem moltiplicati +Che piovvero dal sol su gaudi e affanni +Nei secoli passati! + +Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone +Vale gli scettri dei re che son morti! +Il mio gramo cappel val le corone +Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito +Val le toghe di porpora e di bisso +Del popolo quirito!!! +Cesare, Carlomagno e Bonaparte +Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti +Spingete, o spettri, sovra queste carte.... +Datemi voi l'accento arcano, il verso, +Ond'io possa descrivere l'abisso +Su cui sta l'Universo! + +................................ + +Io mi prostro!... In un'orgia di visioni +S'accascia la briaca fantasia.... +Veggo mari di sangue, e templi, e troni +Accatastati, e altari, e deliranti +Moltitudini, e donne, e bare, e fiori, +E spade luccicanti.... +E tutta questa baraonda vola +Dinanzi agli occhi della mente mia; +S'apre ogni bocca e non dice parola; +Batte ogni piede ed un fruscio non s'ode; +E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori, +Ogni folgore esplode. + +Talor frammezzo alla gente piccina +Giganteggia d'un Genio la figura; +Socchiusi gli occhi e colla fronte china +Passano i savi delle eta` trascorse, +Color che innanzi all'arduo problema +Hanno esclamato: _Forse!_ +Ed io, fiutando l'aura che circonda +Questa turba ideal che fa paura, +Sento le nari tormentarmi un'onda +Di lezzi e di profumi; una miscela +D'odor d'alcove e di tombe; l'emblema +Che la carne rivela! + +................................ + +Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato +Come un tronco cui svelse la bufera, +Io mi sollevo.--Il mio sogno e` passato, +Al pari d'ogni gente e d'ogni evento; +Sorgo e, senza nudrir stolide fedi, +Alla vita mi avvento. +E a lei mi stringo, a questa grama vita +Irta di noje, vana e passaggiera, +Ma che all'avida bocca inaridita +Puo` ancor porger la mistica mammella! +A questa vita, il solo _maravedi_ +Dell'umana scarsella! + +Dolce tesor di mie brevi giornate, +Io ti vo' spendere in luce e in amore, +In lagrime e in ebbrezze spensierate! +Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... E` nulla il resto! +Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni, +Non morti, io li detesto!... +Io spariro` pria che i capelli bianchi +M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore, +Ma vo' morir colla testa sui fianchi +Ignudi d'una donna amata e bella, +Ripetendo le libere canzoni +Di mia mente rubella! + +Milano, dicembre 1876. + + + + +LA SENAVRA[1] + +AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI. + +Sognatori incorreggibili; +Fervidissimi credenti; +Crani vasti e crani piccoli +Dai cervelli turbolenti; +Furibonde creature +Piene d'ansie e di paure; +Vociatori allucinati +Dagli spettri torturati; + +Barcollanti paralitici +Avviati alla demenza; +Infelici, cui sovreccita +L'epilettica potenza; +Pellagrosi, a cui la Fame +Dissanguo` le carni grame +Per dipingere le rose +Delle mense sontuose; + +Catalettici, insensibili +Come il cuor d'una beghina, +Dallo sguardo spento e immobile, +Dalla testa sempre china, +Cui l'orrenda malattia, +Ch'e` peggior dell'agonia, +Induri` la gamba e il braccio +Come il ferro e come il ghiaccio; + +Idioti tardi e sucidi +Dalle stolide risate; +Silenziosi melanconici +Dalle fronti ottenebrate; +Vecchi e bimbi, uomini e donne, +A cui celan vesti e gonne +(Dalla _modula_ uniforme) +La goffaggin delle forme; + +O poeti, cui, per esserlo, +Non manco` che l'equilibro; +O confuse e sparse pagine +Che talor non fan piu` un libro; +O filosofi egoisti +Che furiosi, o lieti, o tristi, +Suggeriste un entusiasmo +All'indagine d'Erasmo; + +Io vi veggo dell'Ospizio +Negli androni lunghi e scuri +Sfilar tutti e, a larve simili, +Rasentar gli scialbi muri; +E me stesso e il mondo oblio +Nell'udir lo stropiccio +Delle scarpe trascinate +Sulle pietre levigate. + +Quest'Ospizio, or non e` un secolo, +Era un chiostro solitario; +Vi dormian, tranquilli, i monaci +Fra una cena ed un rosario: +Quella pace chi rimembra? +Tutto muta!... E il chiostro or sembra, +Per le grida e il chiasso eterno, +Una bolgia dell'inferno! + +Quanti sogni!... Quanti fascini! +Quanti inani desideri! +Quante vacue dovizie +Di ipotetici forzieri! +Quante inutili ambizioni +Irte a mille umiliazioni! +Quanto spreco di esistenze +Per ridicole parvenze! + +Quanto fremer di battaglie +Ideali in queste mura! +Che splendor di luci incognite! +Che prodigi di natura! +Che profumi di giardini.... +Nel pensiero dei meschini! +Che romane orgie evocate +Dalle femmine _eccitate!_ + +Salve!... Salve!... Questo popolo, +Che stropiccia i corridoi, +E` di re un'augusta accolita! +E` un manipolo d'eroi! +Sono artefici immortali! +Sono duci e generali! +Sono menti sovrumane! +Son duchesse e cortigiane! + +Questo giovane, che medita, +E` un sapiente... che sa nulla! +Questa vecchia ottuagenaria +Va affermando esser fanciulla! +Questo mostro d'ambizione +Vi domanda un mozzicone! +Questo semplice artigiano +Vuole onori da sultano! + +Una donna, melanconica +E dal volto deformato, +Vi susurra: "Dunque, Emilio, +"Non m'inganno!... Sei tornato!" +Ed un'altra, in foggie strane, +Si rimbocca le sottane +Al disopra dei ginocchi, +Ammiccandovi degli occhi! + +Chi combatte cogli spiriti +Grida, impreca e il braccio ruota; +Altri, al suol cadendo supplice, +Resta in estasi devota; +Poi proteste, insulti ed ire!... +"Io son savio!... Voglio uscire! +"Scellerati!... Al cenno mio +"Ubbidite!... Io sono Iddio!..." + +Se la vita e` un mar simbolico, +E se noi siam naviganti; +Se quaggiu` bonaccie e turbini +Voglion dir sorrisi e pianti, +O miei buoni, questa gente, +Che non sa dov'e` l'oriente, +Questi miseri sparuti +Sono naufraghi perduti!... + +Ahi!... La Scienza, con un gemito, +Dietro a lor perde il coraggio, +Ne` sa ancor qual sia la gomena +Da gettar pel salvataggio! +Incessante l'uragano +Scuote il rabido oceano.... +Ed i fragili intelletti +Si frantuman tra gli affetti!... + +Fedi e infamie, amori ed odii, +Amarezze ed illusioni! +Ecco i venti, i nembi, i fulmini! +Ecco i tristi cavalloni! +Fino il duol del padre oppresso +Nei nepoti resta impresso, +E van pazzi a cento a cento +Per chimerico spavento! + +O follia, sei tu un'orribile +E fantastica megera +Che trapassi in mezzo agli uomini +Come rapida bufera, +E che godi, sghignazzando, +A toccare il fronte blando +Del dormente neonato +Con un dito arroventato? + +O Follia!... Cupa voragine!... +Viver... morti!--Esser sepolti.... +Ne` saperlo!--Aver lo spregio.... +E non leggerlo sui volti! +O Follia!... Pensier tremendo!... +Forse l'estro ond'io m'accendo +E` lo stigma del Destino, +Che mi colse da bambino!... + +................................ + +Le notturne ore discesero; +Son deserti i foschi androni; +Gia` i maniaci s'addormentano +Nei squallenti cameroni; +Gia` dei poveri _sospetti,_ +Presso l'ansole dei letti, +I metodici guardiani +Assicuran piedi e mani.... + +Deh!... Con sogni placidissimi +La pieta` li benedica! +Che` sui pazzi sta l'anatema +D'una duplice fatica, +E domani essi dovranno, +Quando tutti sorgeranno +Dell'albore ai raggi incerti, +_Risognare_ ad occhi aperti!... + +Dalla Senavra, 26 settembre 1876. + +[1] La _Senavra_ e` il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.] + + + + +IN ALTO + +(A GIUSEPPE GALLOTTI) + +Non domandarmi un cantico +Per le umane passioni! +L'inesorabil logica +M'impone altre canzoni; +Io non posso piu` esprimere +Ne` il pianto, ne` la gioja, +Che` mi vennero a noja +Le lagrime e i sorrisi dei viventi. +Mi rifiuto all'analisi +Delle cose create, +Per viver nel delirio +Di altezze sconfinate; +Ivi e` un eterno fascino, +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Dinanzi alla voragine +Dell'eterna armonia +Le passioni degli uomini +Perdon la poesia; +Cosi` l'estremo rantolo +Del nocchier si confonde +Col ruggito dell'onde, +Su cui passa, tuonando, la bufera!... +Il Bene e il Mal s'intrecciano +Nell'assidua natura; +Il Bene e il Mal s'alternano +Con sapiente misura; +E, indivisi, si aggirano +Fra il turbo dei viventi, +Gelidi, indifferenti +A chi piange, a chi ride ed a chi spera. + +La medaglia simbolica, +Dalla gianica faccia, +Ha nella prima il gaudio, +Nell'altra la minaccia; +Ma si palesa agli uomini +Sempre con fronte eguale, +Perche` nel Ben sta il Male, +Perche` nel Male sta del Bene il germe. + +I contenti e le lagrime +Dei poveri mortali +Per variar di secoli +Saranno sempre eguali; +I desiderii fervono +In ogni creatura... +E il gaudio o la sventura +Vengono a soddisfar l'umano verme, + +E poi che un giorno ridere +O pianger gli e` concesso, +Torna dei desiderii +Il popolo indefesso; +La noja uccide il gaudio +Ed il dolor si accheta... +E la caduca creta +Ribeve al fonte dell'antica speme! +E` una storia monotona +Degli uomini la storia! +Sempre lo stesso fremito +Di bassezze e di gloria! +Sempre gli stessi gemiti +Per gli stessi dolori! +Sempre gli stessi amori! +Sempre il labbro che ride e quel che geme! + +Al suon delle battaglie +Succedono le paci; +Dopo l'orgie del sangue +Vengon quelle dei baci; +Come fantasmi, i popoli +Agitando le braccia, +Contorcendo la faccia, +Per un istante passan sulla terra.... +Ne` resta che una debole +Eco di tanti eventi, +Che nel frastuon va a perdersi +Delle novelle genti,... +Poi ricomincia il turbine +Dei desiderii arcani, +Che dai cervelli umani +Elettrico incessante si disserra! + +Dal sorriso d'un popolo +Nasce d'un altro il pianto; +Per una gente e` un empio +Chi per un'altra e` un santo; +E le bufere scrosciano, +E il sol sfavilla, e i fiori +Si veston di colori, +E nello spazio rotean le stelle!... + +Tutti, mendichi e principi, +Deboli e forti, tutti +Proviam gli stessi gaudii, +Abbiam gli stessi lutti! +Il Bene e il Mal ci scuotono +Coll'istessa potenza, +E l'umana sapienza +Alla gran legge invan si fa ribelle!... + +No, il sorriso degli uomini, +No, degli uomini il pianto, +Nel cranio mio non destano +Giocondo o mesto un canto; +Perch'io so che le lagrime +Fan piu` dolci i sorrisi; +Perch'io so che indivisi +Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi. +Sol nell'immensa sintesi +Delle cose create, +Nel supremo delirio +Di altezze sconfinate +Trovo dei carmi il fascino! +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Giugno 1875. + + + + +CIRCOLO + +(A PAOLO GORINI) + + +Un di` d'autunno, al tramontar del sole, +In un ermo giardino entro` la Morte; +E impallidir le rose e le viole +Presaghe di lor sorte. + +Le foglie, scosse da leggiero vento +E per sottil pioviggin lagrimanti, +Siccome colte da orribil spavento +Si fecero tremanti. + +E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori, +Disse una voce: "Cosi` vuole Iddio! +"Voi dovete morire!--Addio colori! +"Olenti effluvii, addio!" + +E la Morte passava.--Un'armonia +Di indistinti sospiri e di lamenti +Sorgea dovunque, ovunque la seguia +Nei sentieri silenti. + +Eran sospiri timidi, repressi, +Come il fruscio d'un abito di dama +Che va di notte a colpevoli amplessi; +Era un pianto, una brama + +Di restar fiori e foglie un giorno ancora. +Un povero giacinto domandava +Di lasciargli veder la nuova aurora... +Ma la Morte passava. + +Il giranio avvizziva; le viole, +Baciandosi fra lor con aria mesta, +Diceansi addio, e sull'umide ajuole +Chinavano la testa. + +Solo una rosa, una fulgida rosa +Dal vivace color, nata il mattino, +Surse a lottar, fidente e coraggiosa, +Coll'avverso destino. + +E alla Morte grido`: "Perche` degg'io +"Morire adesso che son nata or ora? +"La mia parte di vita io chieggo a Dio... +"Io vo' vivere ancora!" + +"Perche` vivere ancor?"--chiese la Morte. +"Perche` ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta: +"Morir non e` svanir, ma cambiar sorte, +"Nascere un'altra volta... + +"La mia man non distrugge, ma trasforma; +"Apportatrice di vita indefessa, +"La Materia non muor; muta la forma, +"Ma la creta e` la stessa." + +--"Lasciami dunque la forma presente, +"Con te non mi lagnai della mia sorte. +"Io voglio restar rosa eternamente!..." +--Le rispose la Morte: + +"E che dira` la terra, a cui tu devi +"Porger te stessa in provvido alimento? +"Tu dalla morte altrui vita ricevi; +"A te l'altrui tormento + +"Da` l'esistenza; il loto che si muta +"Nel tuo stelo e le foglie ti colora, +"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta +"Ma pur convien ch'ei mora!... + +"A che tanto terror?... Prima d'un mese +"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto. +"Per ridonarle a te, l'April cortese +"Le fara` d'aria e loto. + +"La stessa brama, che tu senti, avranno, +"Morir dovendo, l'aria e il loto allora... +"Ma poi, mutati, Iddio benediranno +"D'essere rose ancora... + +"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto +"E d'esser rose lo ringrazieranno,... +"Per poi lagnarsi il di` che in aria o loto +"Rimutarsi dovranno! + +"E` un'assidua vicenda!...--Il neonato +"E` vecchio quanto il Tempo!--E` un'infinita +"Catena!... Tutto muore!... E nel Creato +"Freme eterna la vita!..." + +Tacque e passo`.--Cadean le foglie a mille +Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti +Biancheggiavan le mura delle ville; +E gli sfrondati arbusti + +Parevan membra di bimbi malati +Usciti da mefitici ospedali; +Borea scopava coi buffi gelati +Le foglie nei viali; + +E intorno, intorno, un susurro s'udia +Confuso e fioco, come il suon lontano +D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia +Un'aerea mano. + +Era un canto di grazie; era un concento +Che nel vespro nebbioso si perdea; +Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento +Lo ripetean.--Dicea: + +"Ave, o Signor, che ci desti la vita, +"Che loto ed aria quaggiu` ci mettesti! +"Possente Iddio, la tua bonta` infinita +"Fa che si manifesti!... + +"Possente Iddio, ci manda un po' di piova! +"Possente Iddio, ci manda un po' di neve! +"E tien lungi l'April, che in forma nova, +"Aime`, mutar si deve! + +"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore! +"Noi siamo lieti della nostra sorte... +"L'April tien lungi, che` mutarci in fiore +"Vuol dir darci la morte!" + +Milano, giugno 1875. + + + + +A FULVIO FULGONIO + +O modesto filosofo, +Che giunto a quarant'anni, +Fra l'incessante turbine +Di miserie e d'affanni, +Vivi solingo e povero, +E nel tuo cor securo +_Sotto l'usbergo del sentirti puro_, + +Di' qual e` dunque il tramite +Che al sepolcro conduce +E cui conforta il raggio +D'inestinguibil luce? +Dimmi, come si vincono +Queste umane tempeste, +Che fan le genti o torve, o tristi, o meste? + +Verso la tomba scendere +Io ti contemplo, o amico, +Come l'ombra di Socrate, +Il grande savio antico; +Tu pure d'ogni infamia, +Con bocca altera e muta, +Bevesti in questo mondo la cicuta! + +Deh!... Se una pia memoria +E un fervido entusiasmo, +Possono ancora emergere +Dall'umano miasmo, +Lascia ch'io possa volgerti +Quell'arcana parola +Che sa dire chi soffre e che consola. + +Sorridi ancora!... Passano +I secoli e le genti, +E le plebi, al barbaglio +Degli empi plaudenti, +Tu non merchi gli applausi, +Ma sul tuo franco viso +Ami serbar l'impavido sorriso, + +O modesto filosofo, +Spesse volte affamato, +Io mi faccio una gloria +Di camminarti allato! +O dolce amico, insegnami +A vivere securo +_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_! + +Agosto 1875. + + + + +LA CHIESETTA DEI MORTI + +(A GIULIO CORSARI) + +L'ho vista la chiesuola; essa e` perduta +In mezzo ai campi come un eremita; +Ed e` deserta, solitaria e muta, +Qual chi studia il problema della vita. + +O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati, +Macerie umane, chi vi mosse in terra? +Insiem congiunti come v'han chiamati? +Becero, Truffaldino o Fortinguerra? + +Sotto una rozza lapide sconnessa +Dorme il vecchio curato del villaggio; +Egli almen cogli offizii e colla messa +Il nome a questa eta` lascio` in retaggio! + +Ma un teschio, posto la`, sul cornicione +Con cent'altri, ridendo, par che esclami: +"Bel profitto davver, se le persone +"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!" + +Ed e` un teschio giallognolo e pulito +Siccome d'un nodar la pergamena, +Ed ha la nuca dal profilo ardito +E guarda in giu` con un'occhiaja appena. + +................................ +................................ +................................ +................................ + +E` il mattino.--Sull'erba verde e folta +Scintillano le gocce di rugiada, +E il ritornello da lontan s'ascolta +D'un villano che passa sulla strada. + +La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa +Poggiar sul cornicione d'una chiesa, +Coi passeri che intorno le fan festa +O col becco alle vuote orbite offesa! + +E contemplare i proprii stinchi ignudi +In una nicchia, messi insieme a mille, +O (peggio ancora) un poeta che sudi, +E cerchi un verso alzando le pupille... + +Ei colla vita di cento persone, +(Che visser forse ognuna settant'anni) +Fara` dieci quartine o una canzone. +Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!... + +Poveri morti, perdonate!--Tutti +Amor vi concepi`; tutti una madre +E un padre aveste; e amaste; e foste tutti +Sposo, figlio, fratello, amico o padre... + +Per una strofa che dalla matita +Mi cade, voi viveste, ahime`, tant'anni! +Un sol mio verso e` costato una vita!... +E una mia rima chissa` quanti affanni? + +Castelleone, agosto 1874. + + + + +A UNA DONNA INTELLIGENTE + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi puo` amarti, o bella creatura. + +Ho pensato all'arbitrio del destino, +Che ti formo` col puro caolino +Con cui formo` il cervello dei veggenti: +Ho pensato al delirio +Di chi bacio` i tuoi begli occhi lucenti; +All'angoscia di chi, dopo il delirio, +Vorra`, tremante, interrogarti il cuore, +E, forse, trovera` lento e sbiadito. +Come un suono che muore, +L'amoroso battito! + +Strano connubio!... Donna e intelligenza! +I sogni, che s'incarnano +Nella gentil parvenza! +Strano connubio!... Intelligenza e donna!... +Lucifero che cela il ghigno orrendo +Sotto un pallido volto di Madonna! +Una bionda e leggiadra testolina, +Un gingillo da por sovra un guanciale, +Che scruta ed indovina +Il cupo abisso del Bene e del Male? +Strano connubio!... Donna e intelligenza!... +Una mandola, cui la man d'amore +Sa cercare una languida cadenza, +E a cui scuote le corde +Questo fantasma che sussulta e spia, +E bacia, e sferza, e morde, +E che gli umani chiaman: _Poesia_! + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi puo` amarti, o bella creatura! + +Io vorrei che alla mia donna adorata +Mormorasse un mortal detti d'amore, +Perch'io potessi trafiggergli il cuore +O morir di sua mano; +Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei +Che tenesse lontano +Dal suo capo gentile +Il piu` spietato dei rivali miei, +Il _Pensier_, che solleva +Il tristo tentatore +Che un di` fe' perder Eva +E poi distrusse ogni sogno d'amore. + +E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi +Colle lagrime agli occhi e il viso bianco, +E, come un pellegrin d'affanni stanco, +Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei +E, baciandoli, o donna, io ti direi: + +"Di non udir quaggiu` che la mia voce, +"E d'esser sorda alle melodi arcane +"Che vibrano nel tuo capo adorato; +"Perch'io temo che il sol della dimane +"Ti risvegli piu` fredda all'amor mio; +"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_ +"(Funestissimo Iddio) +"Ti tolgano per sempre ai baci miei!" + +Questo, o donna, piangendo, io ti direi. + +E se tu volgerai, dolcezza mia, +Quasi ammaliata, le pupille al cielo +Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando +Nel profondo del cor la gelosia, +Afferrero` la balza del tuo velo +Per tenerti qui in terra... o per morire, +Se a quella reggia d'oro +Poeta e donna, tu vorrai salire. + +Agosto 1876. + + + + +IL DI` DEI MORTI + +Quest'oggi il calendario +Segna il giorno dei morti, +Il giorno in cui gli scheletri +Han mistici conforti, +Ed io, seguendo il popolo +Come sopra pensiero, +Mi trovo al cimitero +Fra i cippi a vagolar. +Qui tra le mute lagrime +Delle madri dolenti, +Tra gli ipocriti gemiti +Degli eredi parenti, +Tra i fiori che inghirlandano +I cippi biancheggianti, +Rovistando i sembianti, +Comincio a meditar. + +Chi mi disse che il funebre +Campo, ov'io sono, ispiri +Pensieri melanconici, +Desolanti deliri? +Chi mi disse che incutono +Disinganni e paure +Le mille sepolture +Che stan dinanzi a me? +Qui, dove gli altri parlano +D'incompresi destini; +Qui, dove gli altri perdonsi +In mar senza confini; +Qui, dove tutti fremono +D'indicibil terrore, +A me si spegne in cuore +Ogni bugiarda fe`. + +Sulle zolle che atteggiansi +A smaglianti ajuole, +Tra i fiori, che si volgono +Desiosi ai rai del sole, +Della Morte io non veggio +La larva ischeletrita; +Non la Morte, la Vita, +O miei fratelli, e` qui!... +La Morte!... Che significa +Questa strana parola, +Che fa sgomento ai timidi +E che i forti consola? +La Morte!... Chi mi scioglie +Questo fatal segreto, +Che al cerebro d'Amleto +Il dubbio suggeri`? + +E` la Morte una fisima +Delle pusille menti! +Se nacquer dai cadaveri +L'erbe ed i fiori olenti, +Se i vermi ha fatto nascere +La carne imputridita, +La forma, e non la vita, +D'esistere cesso`!... +L'operosa materia +Convien che a se` ritorni; +La Morte e` legge assidua; +Noi moriam tutti i giorni! +Noi moriam, trasformandoci +Da bimbi in giovinetti! +Noi moriam cogli affetti +Che il nostro cor provo`! + +Perche` cercar nell'anima +Le fede e la speranza? +Perche` cercar nell'anima +La postuma esultanza, +Se scioglier la materia +Ci puo` il fatal problema, +Se il mistico poema +Essa cantar ci sa? +Essa, l'eterno simbolo; +Essa, l'eterna Dea; +Essa, da cui germogliano +E l'albero e l'Idea; +Essa che da` alle indagini +I responsi piu` esatti, +Che non i sogni astratti +Delle trascorse eta`! + +Che v'importa dell'anime +Dei figli trapassati, +O padri, sovra i candidi +Sepolcri inginocchiati? +Via!... Chiudete l'orecchio +Ad una sciocca turba, +Che il pensier vi conturba +Con sogni di terror! +I vostri figli vivono; +Sono raggi di sole, +Son glebe, son garofani, +Son aria, son viole; +Voi, pregando sugli umidi +Fiori o sui secchi dumi, +Ne aspirate i profumi +E vivete con lor. + +Oh!... Dite ai mille ipocriti +Dalle fisime strane, +Che noi, togliendo l'anima +Alle credenze umane, +Non vi togliamo il balsamo +Delle memorie pie, +I canti e l'armonie +Che sanno consolar! +Credete alla Materia +Per creder nell'Eterno; +Il Bene e il Mal sussistono; +Ecco il Cielo e l'Inferno! +Religion purissima +E` la Scienza, la luce +Che gli uomini conduce +Ad amarsi e pensar. + + + + +PER IL SANTO NATALE + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Eugenio, l'abitudine +E` una cinica Dea, +Che avveleno` coll'alito +Ogni sublime idea! +Profuse il genio ai popoli +Le perle smaglianti +E un'orda di baccanti +In pietre le muto`! + +Dal di` che all'Evangelio +Pace e conforto io chiesi, +Dal di` che il cor degli uomini +A interrogare appresi +E, come un serpe, ascondersi +Vidi nel Bene il Male, +Il giorno di Natale, +Da allora mi indigno`! + +I poetastri raglino +Vieti e melliflui canti, +Le olenti dame pensino +Ai bambini lattanti, +Credan davver gli stolidi +Ch'oggi ogni sdegno e` spento, +Biascichi un complimento +Ogni bocca volgar! + +Io, solitario, medito +Chiuso nella mia stanza +Che retaggio di popoli +Grulli e` una grulla usanza... +Ne` a vagolar pei trivii +Coi miei pensier discendo, +Che` fuggo un quadro orrendo +Che m'eccita a imprecar. + +Giu` v'e` un delirio, un'orgia +Di sangue e di carname; +Polpe squarciate e muscoli +Ornati di fogliame, +Bestie sgozzate e viscere +Ancora palpitanti, +E rosse man fumanti, +E gocciolanti acciar! + +Lungi da me l'orribile +Tripudio dei macelli, +Ove le fronti pallide +Di pecore e vitelli, +Trofeo spaventevole, +Col livid'occhio spento, +Mandandomi un lamento, +Mi possono guardar! + +Lungi da me, o limosine +D'un mondo imbellettato, +Chicche donate ai bamboli +D'un popolo affamato! +Lungi da me l'ingenua +Fede dei tardi ingegni, +Che spengansi gli sdegni +Coll'agape d'un di`! + +Lungi da me quest'ebete +Sfida a chi piu` divora, +Quest'inno che da gonfie +Ventraglie erutta fuora! +Lungi da me l'effluvio +Di frutta e di dolciumi, +A cui gli acri profumi +Inutil sangue uni`! + +O triste lotta!... O vincolo +Fatal della Natura! +E` ver, dell'altrui sangue +Vive ogni creatura! +E` ver, la morte e` il nocciolo +Che genera la vita! +In terra e in ciel scolpita +La dura legge io so!... + +Ma, per far festa, uccidere, +Non per sbramar la fame; +Ma il rider tra i cadaveri, +Gridando: _Pace_!... e` infame! +Ma l'esclamar tra i rantoli +"_Quest'oggi e` un giorno gajo!_" +E` lazzo da beccajo +Che il sangue inebrio`! + +Deh! Se nei vostri pargoli +Sensi d'amor bramate +Dal barbaro spettacolo, +Madri, li allontanate... +O scenderanno funebri +Fantasimi crudeli +A rapir loro i cieli +Del sonno verginal! + +Ah! dite lor che scordino +Quest'efferata usanza; +Che a feste meno stolide +Rivolgan la speranza; +Che verra` un di` in cui gli uomini +Saran davver fratelli, +Senza l'orgie e i macelli +Di questo saturnal! + +25 dicembre 1876. + + + + +CORAGGIO! + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio, +Dall'esil campanile, a mezza china. +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina, +Come la guancia d'una giovinetta +Cui si parli d'amore. + +O mesto amico mio, biondo dottore, +Talor lo sogno anch'io +Questo tranquillo oblio; +Talor m'accascio anch'io sul mio dolore +Penso alla noja arcana +Che da ogni cosa emana; +Penso a quelli che furono +E a quelli che verranno; +All'albe ed ai tramonti ed all'affanno +Che domina creato e creature; +Alle molte sventure +Ed ai pochi sorrisi +Concessi a quei che pensano; alla culla +Tanto presso alla tomba; +A questo eterno nulla! + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio +Dall'esil campanile, a mezza china, +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina; +Ed io perdo il coraggio +Nella frivola vita cittadina! +E nei ridotti, ove s'affolla un mondo +D'ubbriachi e di cretini, +M'aggiro; e il volto mio cogitabondo +Porta il riflesso d'inconsci destini... + +Pur se giunge una nota al mio cervello, +Se vien qualche cencioso menestrello +A strimpellare una canzon gioconda +Al mio attonito orecchio, +Una febbre m'inonda +Di mille desiderii sconfinati; +E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio +Che crollera` sotto il mio giovin pugno; +All'arte nuova; ai versi cesellati, +Coi quali passo qualche lieta notte +Della mia giovinezza; +E ritorno alle lotte, +Ove soltanto il debole si spezza; +Ed odio, ed amo, e scrivo, +E lagrimo talor, ma fremo e vivo! + + + + +DITIRAMBO + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Un giorno, Eugenio, tramontava il sole +E tu mi stavi accanto, +Ed al cervello mio le tue parole +Suggerivano un canto. + +Tu mi dicevi: "La scienza e` la luce +"Che feconda gli ingegni; +"E` la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni... + +Ai regni inesplorati, agli ideali +"Che tu cercando vai, +"A cui le menti, che han tarpate l'ali +"Non arrivano mai." + +Ed io dicevo: "E` vero!... I giorni miei +"Passan senza splendori! +"Oh, quante notti fra i bicchier perdei! +"E quante fra gli amori!" + +E ripetevo: "La scienza e` la luce +"Che feconda gli ingegni! +"E` la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni!" + +Poscia, rinchiuso nella stanza mia, +Quella notte vegliai; +Degli intravisti carmi l'armonia +Mi si aperse e pensai: + +Scienza, che debbo chiederti? +Qual ben puoi tu largirmi? +Ahime`!... Dei canti il fascino +Forse tu puoi rapirmi! +L'entusiasmo puoi togliermi +Che i giorni miei fa lieti! +L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti! + +Scienza, che debbo chiederti? +Forse il concetto immenso +Del nostro nulla?--E` inutile! +Io questa idea la penso... +Come da vasto incendio +Le scintille incessanti, +Cosi` dal nulla a me vengono i canti + +Tu sai giunger, per aride +E tortuose vie, +In lande ove s'impressero, +Da tempo, l'orme mie! +Scienza, che debbo chiederti? +Io volo, e tu cammini... +Per soffermarci agii stessi confini! + +Puoi tu insegnarmi il numero +Degli astri roteanti? +Dirmi che sia lo spazio +E cosa sian gli istanti? +Dirmi perche` sussistano +La luce, l'ombra e il moto, +E come in foglie si trasmuti il loto? + +Scienza, a creare insegnami +Un'erba od un insetto; +A discerner le cause +Dell'odio e dell'affetto; +A indovinar l'incognito +Principio della creta; +Scienza, dei mondi apprendimi la meta! + +Ed io, fervente apostolo +E adorator dell'arte, +Verro` a chiedere l'estasi +Alle tue dotte carte, +E vestiro` coi fascini +D'un eterno poema +La soluzione del vital problema! + +Ma, fino allora, chiederti, +Scienza, che deggio io mai? +Forse l'oro e la gloria +Che da tempo spregiai? +Forse di qualche popolo +Le gesta o la favella? +Forse una data o il nome d'una stella?.. + +Ahime`!...La scienza e` un briciolo +All'ignoto involato! +Noi non ghermiam che un atomo +E gridiamo: E` il Creato!... +E perdiamo nell'ansie, +E perdiam negli affanni +L'incantevol sorriso dei verd'anni! + +E poi, giunti sul margine +Della vita che fugge, +Anco cinti di gloria, +Un pensiero ne strugge; +E` del Nulla il fantasima +Che nell'estrema prova +Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?... + +Lo so; i verd'anni passano +Pei dotti e pei gaudenti, +E forse nel silenzio +Degli anni miei cadenti, +Triste e scorato, ai fervidi +Giovani di` pensando, +Anch'io dovro` ripeter lagrimando: + +"Stolto!... I bei sogni sparvero! +"Sparvero e nappi e amori, +"E i giorni tuoi tramontano +"Qual sol senza splendori! +"Scendi, rabbiosa ed invida, +"Nella tua sepoltura +"A mutar forma, o volgar creatura!" + +E` ver!... Ma tutti muojono, +E dotti e gaudenti! +E allor che giova il plauso +O il biasmo delle genti? +In un pugno di polvere +L'incompreso Destino +Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino! + +................................ +................................ + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano, +E che--forse--Alighieri +Invidia il bimbo partorito jeri... + +E vorrebbe rivivere +Per giornate piu` liete, +Soffocando nel cerebro +Della Scienza la sete,... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, gli allori +Fra le tazze obliati e fra gli amori! + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano +E che--forse--Arlecchino +Vorria rinascer per studiar latino + +E vorrebbe rivivere +Per diventar dottore, +L'esilarante arguzia +Soffocando nel cuore... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, le cene +Rubate al ventre... dalle pergamene! + +Viviam!... Dei desiderii +E` la turba infinita; +Per soddisfarla gli uomini +Troppo breve han la vita!... +E vivesser coi secoli +Convien che il labbro gema: +"Noi siamo affranti...o la turba non scema!" + +Viviam!... Lasciam che passino +Servi all'istinto gli anni! +Tutti avrem pari i gaudii, +Tutti pari gli affanni!.... +L'eternita` in un circolo +Infinito ne serra!... +E` il Nulla in cui s'avvoltola la terra, + +Luglio 1875. + + + + +PER UNA SUICIDA + +Una bionda fanciulla innamorata +Dal terzo piano si getto` stasera. +L'han raccolta piangendo ed e` spirata! + +Domani i preti, colla stola nera, +Com'e` costume, a prenderla verranno +Recitando la solita preghiera; + +Domani tutti il nome suo sapranno, +E morra` nel frasario d'un giornale +Questa epopea d'un immenso affanno! + +Poveretta!... La veste nuziale +L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto +Mutare in epitaffio un madrigale! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto, +Credea nei libri di legger la vita, +E non vedea che sterile deserto! + +E rivivea la fantasia romita +In epoche lontano; in mezzo a gente +Che incancellabil orma avea scolpita. + +E tutti mi diceano amaramente: +"Che noi non siam che un popol di fantasmi; +"Che i nostri affetti son ceneri spente; + +"Che son svaniti amori ed entusiasmi; +"E che i lampi e i profumi eran mutati +"In fosforo volgare ed in miasmi!" + +Ed io discesi nei trivii affollati, +Non recando ne` fedi ne` illusioni, +Arido figlio di padri annojati. + +Ma l'impeto fatal delle canzoni +Tacitamente palpitar mi fea! +Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni, + +Fra lo splendore d'una eterna idea +E le tenebre folte, il mar solcando +Degli eventi, che intorno a me fremea, + +L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando; +E nella notte altrui trovai l'aurora; +E risi e piansi anch'io; e lagrimando + +La strofa mi sgorgo` calda e sonora; +E ritrovai la fede e la speranza, +Perche' m'accorsi che si vive ancora! + +Si`!... Si vive! Si lagrima! Si danza! +Come un di`! Come sempre! E infin che luce +Avra` il sole ed i fiori avran fraganza, + +Questo dramma, ora lieto ed ora truce, +In cui tutti abbiam parte, ed e` la vita, +E che un'ignota man scrive e conduce, + +Palpitera` di passione infinita, +Miscela arcana d'ombra e di splendore! +E tu eterna starai (lampa romita, + +Oppure incendio divampante) Amore! + +Ottobre 1876. + + + + +QUANDO? + +(A DINO MARAZZANI) + +Quando i giorni verranno +Della malinconia, +E morira` d'affanno +Nel mio cranio la giovin fantasia, + +Io pensero` alle notti, +Che passai con me stesso; +Agli studii interrotti +Per meditar della lampa al riflesso; + +Io pensero` alle sere, +Che, coi pochi diletti, +Confusi le preghiere +Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti. + +Allora, stanco anch'io +Dei furbi e dei cretini, +Mi sentiro` il desio, +Il santo ardor di piu` vasti confini! + +Stringero` nella mano +Un nodoso bastone, +E me ne andro` lontano +Un balsamo a cercar, l'oblivione... + +Andro` verso l'Oriente, +Col sole sulla fronte, +Guardando avidamente +La linea circolar dell'orizzonte. + +E baciero` le siepi +E i fiori per la via, +E cerchero` i presepi +Ove deporre la stanchezza mia. + +E scendero`, pensando, +Alle vaste marine; +E vedro`, palpitando, +Gli splendidi tramonti e le mattine. + +Ritrovero` la vita +Nell'immensa natura; +E la gioja infinita +Del creato empira` la creatura... + +Parmi d'aver dinanti +Le romite vallate; +Le strade biancheggianti +Ove la fine polve arde in estate; + +Odo stillar le fonti +Dallo spungoso tufo +E, la sera, fra i monti, +Stridere il grillo ed ululare il gufo. + +Sento l'acre profumo +Dell'erbe e delle piante +E, sull'umido dumo, +La verde cavalletta saltellante. + +Poi, quando il giorno estremo +Degli erranti miei giorni, +Col comando supremo +Vorra` che in vermi il corpo mio ritorni, + +Io cerchero` una sponda +Giallastra e desolata, +Ove si franga l'onda +D'una glauca marina sconfinata + +La` posero` le spalle +Sull'arena minuta, +Che, come eterna valle. +Verso un fondo nebbioso andra` perduta; + +Rammentero le storie +Della mia giovinezza; +Rivivro` di memorie, +Di pianto, di speranza e d'allegrezza; + +Ed atomo piccino +Dinanzi alla Natura +E dinanzi al Destino, +Coll'unghie mi faro` una sepoltura, + +Guardero` i cieli azzurri, +Il mar pieno d'incanti, +Di calme e di susurri, +E i pulviscoli in aria roteanti. + +La` moriro` tranquillo +Dagli uomini lontano... +E, forse, fatto brillo +Dall'agonia, colla tremula mano. + +Sovra la sabbia ardente, +Pensando all'universo, +Tracciero` sorridente, +O dolce amico mio, l'ultimo verso. + + + + +ARS, ALMA MATER + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +L'Arte morra`!... o La splendida +Arte che amiamo, o Alberto, +Morra`, come ingannevole +Miraggio del deserto!... +Oh! Tu non sai l'angoscia +Che in petto mi fremea +Quando la triste idea +Nel cranio mi guizzo`! +Nata col primo palpito +Dell'umano pensiero, +L'Arte non era in fascie +Quando cantava Omero; +Ma dalle vette olimpich +All'Ellenia stupita +Dicea: "Narro la vita +"D'un'arte che passo`!" + +Dal sacro fiume Egizio, +Dal Gange e dal Giordano +Alle colonne d'Ercole +Che chiudean l'oceano, +Errante coi fenicii, +Ape del sen fecondo, +Ella verso` sul mondo +Il miel di sue virtu`. +E ad Iside e ad Osiride +Eresse monumenti; +E verseggio` le pagine +Dei vecchi testamenti; +E tocco` l'arpa a Davide; +E al popol patriarca +Disegno` l'are e l'arca; +E celebro` Visnu`. + +In Grecia Apelle e Fidia +Le chieser marmi e tele; +Ella insegno` la linea +Divina a Prassitele, +E a Socrate e a Demostene +La possente parola, +E ad Eschilo la scuola +Delle passioni apri`. +Le mani d'Aristotile +Ne composer la storia; +La chiamo` Saffo, in lagrime, +Amor; Pericle, gloria; +Inspiro` l'odi a Pindaro; +Segui` Alcibiade a festa; +E gaja dalla testa +D'Anacreonte usci`... + +Poi trasvolo`, coll'aquile +Delle legioni, a Roma; +Ed intrecciando i lauri +Alla fluente chioma, +Canto` i trionfi, il sonito +Delle tube guerriere, +Le spoglie e le bandiere +Del Lazio vincitor. +E quando la Repubblica, +L'invincibile atleta, +Sotto il pugno di Cesare +Si sfascio` come creta, +Ella, che adora il genio, +Nella bellezza avvolto, +Bacio`, plaudente, in volto +L'audace lottator! + +E l'adoro`, recandogli +Un impero a tributo; +E, ad eternarlo, complici +Ebbe Tacito e Bruto; +E quando ei cadde, vittima +Di vendetta gloriosa, +Gli suggeri` la posa +In cui dovea morir. +Sovra il suo corpo esangue +S'abbandono` piangendo; +E si tempro` all'incudine +D'uno spasimo orrendo... +Poi surse, e avea nell'occhio +Sguardi cosi` possenti +Che n'arsero le menti +Nei secoli avvenir, + +Ella narro` a Virgilio +L'egloghe e l'epopee; +Apprese in versi a Orazio +Le proverbiali idee; +E rizzo` terme e templii, +E circhi e colossei, +E sogghigno` agli Dei, +Agli auguri, agli altar. +Dai lidi della Nubia +Chiamo` il pardo e il leone; +Tolse a femminee viscere +Caligola e Nerone; +Rovescio` il bianco pollice +In faccia ai moribondi, +E chiese se altri mondi +Eran da conquistar!... + +Mutati i lauri in pampini. +Nuda dal capo ai piedi, +A mense interminabili +Volle Eterie e Cinedi; +E, briaca, in un'orgia, +Di vino e di deliri, +Cadde dai drappi assiri +Sul pavimento d'or. +Fra i bianchi intercolonnii +Ella era ancor sopita, +Quando un profeta mistico +Venne a chiamarla in vita. +Ei la copri` col ruvido +Manto, le die` una croce, +E colla blanda voce +Le favello` d'amor. + +Cosparsa il crin di cenere +Seco a pregar l'addusse; +La conforto` di massime +Soavi ed inconcusse, +E in mezzo a ignoti popoli, +Quasi selvaggi ancora, +Vestitala da suora, +La chiuse in monaster. +Ella, seguendo l'indole +Di sua mondana vita, +Da preci e da cilicii +Affranta ed intristita, +Per scongiurar la noja +Del chiostro freddo ed ermo, +Tradusse in canto fermo +I timidi pensier. + +Indi minio` una bibbia, +Cesello` dei rosari, +E ricamo` in fantastici +Fregi gli scapolari... +La santita` dell'opere +La rese ardita, e un giorno +A un'asse si fe' attorno +Con piume e con color, +E disegno` un'aureola +In mezzo a cui, raggiante, +Pinse il volto mitissimo +Del suo profeta e amante; +E, le pupille in lagrime, +Compunta a divozione, +Disse alle genti buone: +"Questi e` Nostro Signor!" + +Fu la sua voce armonica +Che il nuovo dogma apprese; +Fu per sua man che sursero +E metropoli e chiese; +E dissero i miracoli +Di sue glorie passate, +Le aguglie, le navate, +I poemi e gli altar. +Pur, colle glorie, l'orgia +Fatal non iscordava; +E il giorno che un Pontefice +La volle far sua schiava, +L'Arte, la bella indomita, +Volse le spalle al tristo, +E fea ritorno a Cristo +Per piangere e pregar. + +Un'invincibil nausea +Le saliva alla bocca, +Che` l'andazzo del secolo +La fea torva e barocca; +Eran grottesche immagini +Di frati, angioli e santi +Con manti svolazzanti +E iperbolici pel; +Erano idee rachitiche +Cinte di gonfie vesti; +Sparia la pura linea +Sotto i fregi funesti; +E nei giardini mistici +Della latina scuola +Il puzzo di Lojola +Isterilia gli stel. + +E Sanzio, e Michelangelo +Non eran polve ancora +Quand'ella in Francia e in Anglia +Vide la prima aurora; +E, mentre di Giansenio +La pura man guidava, +Fremeva e palpitava +D'Amleto col cantor. +Poscia amo` i nei, la cipria, +Le satire mordenti; +Chiamo` gli Enciclopedici +In sale aurate e olenti; +E, per fuggir degli Arcadi +L'inesorabil belo, +Della Germania al Cielo +Cerco` sorti miglior. + +Ma sulla strada un pallido +Giovinetto severo +La soffermo`, dicendole: +"Io mi chiamo Pensiero. +"Il mondo mi perseguita; +"Io gli grido che l'amo; +"Ma son povero e gramo, +"E non mi vuole udir! +"Tu sei leggiadra, e gli uomini +"Aman le cose belle; +"Or ben, di' lor che il raggio +"Io scrutai delle stelle, +"Che la pena ed il premio +"Impartiro` a chi tocca; +"Per la tua rosea bocca +"Io mi faro` capir!..." + +L'Arte e il Pensier si amarono. +Ella porse al Pensiero +Le gioje che sollevano; +Egli le apprese il vero. +Ma l'Arte, esperta e provvida, +Reco` al novello tetto +Di cortigiana il letto, +Di monaca il pudor. +Dall'ideal connubio +(Non piu` Minerva strana +Nata da stolto cranio, +Ne` isterica cristiana, +Ma dolce e melanconica, +E d'austera parvenza) +Nacque una figlia--o Scienza +Tu palpitasti allor! + +E, gigante, fra gli uomini +Gia` il tuo nome risuona! +Ma corre ancora il popolo +Alla tua madre buona, +E la sua voce armonica +E i suoi racconti adora, +E ride e freme e plora, +Udendoli narrar. +E l'Arte narra i dubbi, +Che ne assedian qui in terra, +E i miti, e i sogni, e i simboli, +E la pace, e la guerra; +Parla di re e di popoli, +D'amorose leggende, +E, dai palagi, scende +Al rozzo casolar. + +Poscia veggendo, trepida, +Che dei tempi passati +La monotona storia +Ha i cerebri annojati, +Sferza colla commedia +Le goffe costumanze, +E scruta nelle stanze +Gli intrighi ed i mister. +E, risalendo ai limpidi +Fonti della natura, +Ci canta in un Idillio +Creato e creatura, +E insegna all'occhio l'ultima +Gradazione di verde, +Che da lontan si perde +In profumo leggier. + +L'Arte e` la candid'avola +Che tesse le sue fole; +E noi, che ancor siam pargoli, +Amiam le sue parole; +Ma, fatti adulti, i popoli +La chiameran ciarliera, +Ed alla figlia austera +Rivolgeranno il pie`!... +E cercheran l'oceano +Del fiume antico uggiati; +E scruteran dai vertici +I cieli sconfinati; +E chiederanno i fascini, +Che il genio oggi dispensa, +Alla natura immensa, +Che tutto chiude in se`. + +Forse tu sola, o Musica, +Astrazion dell'idea. +Vivrai, dell'arti l'ultima +E piu` perfetta Dea! +L'altre morran!... Le statue +(Simulacri pallenti +Delle belta` viventi) +Cadranno infrante al suol; +E voi, riflesso inutile +Di cio` che esiste, o tele, +Voi copriran la polvere, +L'oblio, le ragnatele! +O libri, al fuoco!... Briciole +Della filosofia!... +Ogni fisonomia +E` un libro aperto al sol! + +Alberto, ho il ciglio in lagrime +Penso a quel di` fatale! +Alla luce novissima +Della scienza ideale! +All'orrenda catastrofe +Della tragedia trista! +Penso all'ultimo artista +Che quel giorno vivra`! +Ei della madre suggere +Vorra` l'esausto petto, +E rabbioso e famelico +Lo dira` maledetto; +E forse, per resistere +Un'ora all'ardua pugna, +Lo graffiera` coll'ugna +E il sangue ne berra`! + +Agosto 1876. + + + + +DE MINIMIS. + + + +MORS TUA, VITA MEA + +Era un uomo sensibile; dicea +Che tutto vive d'una vita arcana; +Che, come il bruco, si forma l'idea; +Che non e` sola l'esistenza umana. + +E predicava ai bimbi e ai giovinetti +Di rispettar gli steli delle rose, +I nidi delle rondini, e gli insetti, +E le sementi, e gli uomini, e le cose. + +Poi, meditando l'incessante guerra +Che la fame crudel move ai men forti, +E pensando che ognun semina in terra +Ad ogni passo migliaja di morti, + +D'infinita pieta` pianse angosciato, +E, i cibi rifiutando alla natura, +In un angol tranquillo del creato +S'adagio`, come morto a sepoltura. + +La`, rivolgendo gli occhi moribondi +Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini, +Vide la vita di novelli mondi, +La strana vita d'esseri piccini. + +Vide un bruco, due ragne e un capinero, +Il bruco, rosicchiando un'erba-menta, +Rotava in essa, senza alcun pensiero, +Il pungolo, che sfibra e che tormenta. + +E poi che sazio, in estasi beate +Levava il picciol capo verso il sole, +Le ragne da una foglia arsa sbucate, +Si divisero il bruco nelle gole. + +Le due comari, del bottino liete, +Facevan l'una all'altra i complimenti, +Quando, piombando dal vicino abete +Il capinero, li muto` in lamenti. + +Nel giallo becco ei se le prese entrambe +Trillando gajamente: Il colpo e` bello!... +--L'uomo _sensibil_ balzo` sulle gambe, +Stese la mano... e si mangio` l'uccello. + +Luglio 1876. + + + + +FLECTAR, NON FRANGAR + +(A LUIGI DELLA BEFFA) + + +Tu vuoi saper perche` la vita mia +Colla gente volgare si consumi, +E come io pensi un'ode all'osteria +Fra gli sconci profumi; + +Tu vuoi saper perche` fra gli imbecilli +Cerco talora qualche idea sublime, +E come mai le nebbie dei pusilli +Mi dian l'audaci rime; + +Tu vuoi saper perche` passo le sere +Giuocando un trivial giuoco coi cretini +Bevendo spesso le tisane nere +Che l'oste chiama vini! + +Io sono lo scultor che il sasso adora +Con cui sapra` dar vita ad una Dea; +So che dopo la notte vien l'aurora, + Dopo il dubbio l'idea. + +So che il maggio fa seguito all'inverno, +E che il torpore e` padre all'entusiasmo, +E che la vita e` un alternarsi eterno + D'olezzo e di miasmo! + +Come l'aquila anch'io dormo sovente +In una grotta una lunga stagione, +E nell'ore volgari e sonnolente + Annego la ragione... + +Poi spicco l'ali dall'oscuro nido +E, librandomi in ciel, nel volo immenso +Saluto il mondo con superbo strido...-- + E` allor che canto e penso. + +Autunno 1875. + + + + +MELODIA + +Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole; +Mormoravan le labbra--portentose parole; +Un inno solo dalle labbra uscia, +Un inno che diceva: +_La parola dell'uomo e` melodia, +Che sovra ogni idioma si solleva!_ + +Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole +Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole; +E un lieto canto dalle gole ascia, +Un canto che diceva: +_Solo il nostro linguaggio e` melodia +Che sovra ogni idioma si solleva!_ + +Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole, +Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole; +Cantavano con note di profumi, +E cantavano il maggio; +E tremolanti sui roridi dumi +Diceano: _Il nostro e` il piu` gentil linguaggio!_ + +Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava, +La femmina d'un rospo--ancor essa cantava; +Il prediletto che quel canto udia, +Da lungi rispondeva: +_La tua voce, o mia sposa, e melodia +Che sovra ogni idioma si solleva!_ + +Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava. +Sulla strada maestra--pensieroso passava; +Egli ascolto` gli amanti, i fior, gli uccelli +E i rospi, e disse in cuore: +_I linguaggi quaggiu` son tutti belli, +E specialmente se parlan d'amore!_ + +Luglio 1876 + + + + +SEMINARE E RACCOGLIERE + +Il cuore e` un ventilabro--e noi siam mietitori. +Noi seminiam gli affetti a piene mani, + +Crediam nelle sementi--che promettono i fiori, +Crediamo nelle messi del domani. + +Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita, +Ci volgiamo alle zolle fecondate; + +Non crediam piu`: speriamo;--speriam la via fiorita; +Vogliam mietere i fiori e le derrate. + +Ahime`!... Da pochi semi--la pianta si matura! +Di molti sterpi la campagna e` piena! + +E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura, +Chinan la testa sulla gialla arena! + +Noi moriam, seminando--la fede e la speranza, +Raccogliendo la noja e l'amarezza, + +Ai giovani invidiando--la inutile esultanza... +E pur bramando lunga la vecchiezza! + +Il cuore e` un ventilabro--e noi siam mietitori; +Noi guardiamo le zolle fecondate + +E le troviam coperte--di spine e di dolori +O da compianti cippi funestate. + + + + +IL MARE CANTA + +(A ENRICO CAROSELLI) + +Il mare canta, il fremito dell'onde +Son note, son cadenze, son canzoni; +E i raggi che la luna in ciel diffonde + Son tremule visioni. + +I pescatori nelle glauche notti +Del Gran Cantore ascoltano i concenti +E alla spiaggia li recano, tradotti +In melodici accenti. + +Napoli abbraccia il mar, come un poeta +Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme; +Quando tranquillo e` il mar Napoli e` lieta, +Quando e` in tempesta freme. + +Santa Lucia, febbrajo 1876. + + + + +EN ATTENDANT + +Il ragno, che da un albero +All'altro va tessendo la sua tela, +Al poeta, che smania +Dietro i suoi canti, un conforto rivela. + +Ei da un ramo si dondola, +Acrobata sospeso a un fil d'argento; +Tenta alla meta giungere,... +Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento. + +Cosi` il poeta penzola, +Pria di spingersi a voi, sulle illusioni; +E tenta, e veglia, e spasima... +Indi aspetta le sacre ispirazioni. + +Luglio 1876.--In un bosco. + + + + +A UN CALENDARIO AMERICANO + +Nella mia stanza ho un picciol calendario +Da cui strappo un foglietto +Tutte le sere, pria di pormi a letto. + +Quante cose stan scritte +Sull'esil cartolina! +In alto il mese; poi, sotto la data, +L'effemeride e un piatto di cucina! +Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue; +San Prospero--Battaglia nel tal sito, +L'anno tale--Bollito +Di filetto di bue._ + +Strano compendio della vita umana! +La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto +L'esistenza e` una cinica fiumana +Che a ignoto mar discende! +Oggi a foschi burron passa daccanto, +Tra i fior domani d'un giardin risplende +Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera +Rugge fra i massi d'orrenda scogliera! + +Quand'io ti strappo, o breve cartolina, +Sento una stretta al cuore; +Sento la giovinezza che declina; +Penso che l'uomo tutti i giorni muore! + +Luglio 1876. + + + + +ACQUA DEI MONTI + +E` questa la purissima +Acqua dei monti; +La cristallina lagrima +D'aeree fronti. + +Anche le vette piangono +Ed han sorrisi, +Ed i cipressi alternano +Ai fiordalisi... + +L'acqua e` l'ingenua figlia +Dei cicli azzurri, +E parlano d'ambrosie +I suoi susurri. + +L'acqua e` la figlia tenera +D'inferociti +Giganti e, quasi a molcerli, +Lambe i graniti. + +Madonna d'Oropa, 1876. + + + + +IN CORPO DI GUARDIA + +(A GIACINTO GALLINA) + +E` la sera.--Nei lunghi corridoi +E nei vasti cortili +Passeggiano i soldati. +Ognun favella dei paesi suoi +E dei volti gentili +Che al villaggio ha lasciati. +Si canta, si schiamazza, si riaccende +La pipa. + +In fondo agli anditi risplende +La lucerna notturna, la facella +Che vegliera` di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quanti giovani ardenti! +Menenio Agrippa ha detto +Che le nazion son uomini viventi; +Chi ne forma la testa +E chi ne forma il petto, +Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare +Che l'esercito sia +Il giovin sangue della patria mia. + +Tramonteranno i giorni in cui le spade +Scintilleranno ai rai del sole.--Allora +Questi soldati di varie contrade +Saluteranno la novella aurora; +Rivedranno le madri e, l'ire spente, +Muteranno l'acciaio dei fucili +Nei miti aratri; e obliando la guerra, +Feconderan la terra +Della loro vallata sorridente. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +I trombettieri sono usciti.--E` l'ora +In cui debbo a sonar la ritirata; +E una folla di gente entusiasmata +Si fara` ad essi attorno, +E udra` gli squilli acuti e le cadenze +Che usciran dalle trombe luccicanti; +E seguira`, con fervide movenze, +I soldati che tornano al quartiere. + +Poi cessera` il clamor degli abitanti; +Moriran le canzoni +E moriranno delle trombe i suoni; +Scendera` sui cortili e nelle stanze +Un silenzio solenne; +E l'ombra rompera` dei corridoi +La lucerna notturna, la facella +Che vegliera` di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876. + + + + +ULTIMA RATIO + +Allor che tatto tace +E mi rinchiudo nella stanza mia. +Sento una voce in cuore, un'armonia, +Che mi susurra: La vita e` la _Pace_. + +Allor che nella storia +Dei popoli e dei re scruto le gesta, +Una smania m'opprime e mi molesta, +E mi ripete: La vita e` la _Gloria!_ + +Allor che dal languore +D'una notte di baci io son spossato, +Una voce mi giunge dal creato, +Che mi ripete: La vita e` l'_Amore!_ + +Quando un vecchio piloto +Mi narra gli usi di lontane genti +E dei suoi giorni i fortunosi eventi, +Io ripeto fra me: La vita e` il _Moto!_ + +Quando la melodia +D'un verso o d'un liuto mi percote, +Mi echeggian nella mente colle note +Le parole: La vita e` _Poesia!_ + +Se alla diva potenza +Io penso del cervello di Keplero, +Se a Spallanzani rivolgo il pensiero., +Dico fra me: La vita e` la _Scienza!_ + +Ma, se in mezzo a una brulla +Campagna, a meditar mesto m'aggiro, +Guardo il cielo, la terra... indi sospiro. +E ripeto fra me: La vita e` il _Nulla!_ + + + + +DIES. + + +ALBA + +E sia cosi`!--Sul nostro capo un altro +Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo +Agli antipodi!--A tutti la nojosa +Catena della vita; a tutti, grami +E possenti, la uggiosa vicenda +Del cibo e delle vesti! + +Un'alba ancora! + +Pallida luce del lontano oriente, +Sia tu di nebbie apportatrice o nunzia +Di lieto sol; abbia tu rose al crine +O di pioviggin umida ne venga, +Nulla ti chieggo!... + +I desiderii miei +Non han confine, e, novello Epulone, +In questo inferno, ove innocente caddi, +Io mille volte vo' morir di sete +Pria di volgermi a te pietosamente +Mendicando una gocciola! + +Ahi!... D'Abramo +Piu` ancor spietata, a me,--che nulla chieggo-- +Un balsamo fatale, alba, tu imponi! + +L'illusion m'imponi e la speranza, +Che renderan piu` amari i disinganni; +E illumini le carte, ov'io favello +Con me stesso; ed aggiungi un altro filo +A questo cencio, a questa ragnatela +Del mio futile orgoglio; e mi conforti +Di sublimi parole: + +_"All'opra!... Avanti! +"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o poeta, +"La luce e il moto!... A te l'immenso dono +"Di qualche centinajo di minuti!!..."_ + +Vecchia megera, sfinge imbellettata, +Scialba carogna rizzata sui trampoli, +Dal ghigno stereotipo e dai mille +Fronzoli in similoro,... ad altri narra +Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono +Che non da` nei tuoi lacci! + +_"All'opra! All'opra! +"Al lavoro!..._" + +E tu intanto, oscena arpia, +Mi pagherai col rabescar di rughe +Il mio sembiante; col pelarmi il cranio; +Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi +Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,-- +Il gel dell'agonia!... + +Nulla ti chieggo +Alba!... +No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso +Per maledirti, quanto umanamente +E` dato maledir!... +Ora ai tuoi vezzi +Presti fede chi vuole!... Io m'addormento! + + + + +MERIGGIO + +9 FEBBRAJO 187*. + +Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore +Che creo` la sventura quando creo` l'amore. +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Tutti abbiam nella vita +L'ora fatal che resta, come negro stilita +Sul nostro capo, immobile, finche' anuiam sottoterra. +E. PRAGA. + +Questo e il mio di` fatale!... +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo. +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima. + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusione del mio primo amore! +Un amore di fuoco, uno sfrenato +Abbandono dei sensi!... Oggi colei, +Che ieri ancor nei supremi deliri +Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto +Che spento a un tratto si senti` nel coro +Ogni disio di me! + +Questo e` il meriggio! +Questo e` il triste meriggio della mia +Povera vita! + +Io sono solo e piango, +Ed amo ancora! + +Oh!... N'ho provate tante +D'amarezze quaggiu`!... Negli anni primi +Io senza guida rimasi qui in terra; +Poscia, orrende compagne, ebbi la fame, +E la miseria, e il freddo, e la crudele +Compassion dei felici, e l'ironia +Dei mille!... + +E quelli fur giorni di gioja +Al paragon di questo!... Allora i canti +Giocondamente mi nascean nel cranio. +Ed io, recando un ideai tesoro +Di poesia, indifferente o lieto +Passavo in mezzo alle sventure mie! + +Oh! Maledetta la tua testa bionda, +O creatura, che hai forma di donna! +Tu, venuta per compier l'anatema +Che un'altra mi scaglio`, quand'io non volli +Da amor turbati i miei futili sogni +Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta +Quella tua bocca ch'io baciai fremendo! +Quelle tue carni che col labbro mio +Consacrai tutte! + +O carni!... O polve!... O vermi +Olezzanti d'olezzi celestiali! +S'agita ancora questo sangue mio. +Tumultuando, s'io ripenso a voi! +Ma un piu` intenso desir m'arde le vene! +Ed e` quel di vedervi entro una bara +Scender sotterra a tornar vermi e polve! +Maledetta la man che mi porgesti, +O donna, il di` che ti venni dinanzi! +Maledetto il tuo seno e maledette +Le tue spalle! Ed il pie`, con cui movesti +Ai ritrovi d'amor che m'han beato! +E la tua lingua e le belta` recondite +Del tuo corpo, in eterno maledette! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Io nacqui buono, e la`, dove potea +Giunger la mano mia, sempre una lagrima +Tersi; e, piangendo, il perdono implorai +Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira, +Recai loro un'offesa; ed amo i fiori +E l'indulgenza; e un'immensa vergogna +Mi sale al viso s'io penso che alcuno, +Piu` debole di me, puo` dir: "_Tu, forte, +"Mi oltraggiasti!_" + +Ma in questa ora fatale +Io medito un delitto; ed accarezzo +Nefande idee di sangue; e s'io potessi +Esser solo con _lei_, lontan da tutti, +Non veduto, nell'ombra, io la vorrei +Vigliaccamente uccidere!... Vorrei +Vederla agonizzar fra le mie braccia; +E guardarle negli occhi, annebbiati +Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti +Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso +La fossa; e seppellirla; e fra le genti +Tornar ridendo; e pormi sulla faccia +Una maschera; e il di`, che la sua salma +Assassinata fosse discoverta, +Vorrei mescermi al volgo impietosito; +E simular le lagrime; e cantarne +Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo, +Ch'io ne morro` d'angoscia!... + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oh!... Scellerate +Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente! +Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni! +Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango +E son solo!... + + + +E il profil di quella bionda +Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi +Come nei di` ch'io la copria di baci! + +Or mansueto le favello: + +"O amata +"Creatura gentil, vorrei morire +"Pria di vederti piangere!... Darei +"Tutto il mio sangue per vederti lieta! +"Alla legge d'amor chino la testa! +"Qual colpa e` in te se i baci miei, che un giorno +"Ti davano il delirio, or ti dan noja? +"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse +"T'aggrappasti, nell'ultime giornate, +"Ai ruderi sconnessi d'un affetto +"Che cadeva in rovina?! + +"E` eterna legge +"Che la fiamma d'amor non duri eterna! +"Ma eternamente io portero` nel cuore +"La tua dolce memoria! E benedetto +"Diro` il giorno, in cui tu, nulla chiedendo +"Fuor che carezze, a me, che non osavo +"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo +"Di tue belta`!... + +"Non ha gemme la terra +"Che paghino una sola ora d'amore!... +"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia +"Le briciole soltanto, le memorie, +"Conforteranno i miei venturi giorni! + +"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!) +"Dimenticare le tue carni e il tuo +"Sembiante, e il tuo nome, e rammentarmi +"Dei nostri baci e delle nostre notti +"Come di baci e di notti trascorse +"In altra vita che non sia codesta! +"Come di eventi di tempi remoti! + +"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario +"Mi chiudero` fra quattro mura, e lungi, +"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo +"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe, +"Pur ch'io piu` non incontri nelle vie +"Il tuo flessibil corpo da libellula, +"Che nelle forme aggraziate ha un fascino +"Voluttuoso che insulta e tormenta! +"Pur ch'io piu` non ti vegga!... o un vel di sangue +"M'offuschera` dell'intelletto il lume! +"Ed io dovrei bruttar la vita mia +"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!) +"D'una macchia di sangue!" + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo, +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima! + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusione del mio primo amore! +Questo e` il mio di` fatale!... E l'abbiam tutti, +Genti buone, quaggiu`!... Questo e` il meriggio! +Questo e` il triste meriggio della mia +Povera vita!... E mi coce il sollione +Dei piu` torbidi affetti, ed ho nel cuore +Il fuoco e lo splendore smagliante +Che nel meriggio abbacina ed uccide! + +Io sono solo, e piango, ed amo ancora! + +Milano, febbraio 187*. + + + + +SERA + +Quando dai margini--verdi, le Driadi, +Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero, +Solinghe traggono--verso gli spechi, +I campi han echi + +Indefinibili;--la brezza mormora; +L'estremo bacio,--coi raggi vividi, +Sugli alti culmini--dardeggia il sole; +Rose e viole + +Pingon la glauca--volta dell'etere; +I grilli trillano--fra l'erbe tenui; +E dentro il calice--chiuso dei fiori, +Nido d'amori, + +Trovano un talamo--pieno d'effluvii +Gli insetti; i placidi--sonni discendono; +Ed accarezzano--le fronti umane +Estasi arcane. + +E` allor ch'io medito--dei melanconici +Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime +Un vel m'intorbida--l'occhio languente; +Allor, dolente + +D'inconsapevoli--mali, di squallidi +Giorni d'angoscia--sento il presagio; +Ricordo i rantoli--dei moribondi, +Penso ai profondi + +Misteri, ed evoco--mille fantasimi +Torvi, ed enumero--tutte le noje, +Tutte le ambascie,--tutti i sospiri, +Tutti i deliri, + +Che angustian l'anima--di quei che vivono! +E sulle spiagge--dei vasti oceani +Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco +Al Fato bieco + +Che in quest'assidua--vita, pulviscolo +Gramo, mi esagita;--che in questo circolo +Triste m'avvinghia--dell'esistenza; +Vana parvenza, + +Cui non i secoli--la via segnarono, +E che precipita--(l'indivisibile +Tarlo recandosi--d'un _perche`_ ignoto) +Giu` nel remoto!... + +Il Vespro e` l'incubo--della mia splendida +Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici +Allor che in candide--nebbiose bende +L'alba risplende; + +Il Vespro e` l'incubo--della mia splendida +Musa, che veglia--serena ed ilare; +E a me gli esametri, nella notturna +Ora, dall'urna + +Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero +Ha, nella tremula--penombra, il dubbio +E, nella mistica--melanconia +Ha l'agonia! + +Ed io, che, trepido,--di questa effimera +Mia vita medito--l'ora novissima, +Reco nell'intima--mente una vaga +Scienza presaga: + +Credo che il debole--fil, che mi tessono +Le Parche, rompersi--dovra` al crepuscolo; +E che il mio spirito--dovra` partire +All'imbrunire; + +Poiche`, or che in fervidi--flotti il mio sangue +Nelle ancor giovani--membra si esagita, +Io, del crepuscolo--nella penombra, +Mi sento un'ombra! + +Ottobre 1876. + + + + +NOTTE + +A MARIA. + +Gli astri scintillano;--l'onda riposa; +E sovra il glauco--specchio del mare +Il raggio tremola--d'una pietosa +Luce lunare. + +Da lungi il circolo--delle pendici +Chiude la baja--con braccia immani; +Ivi approdarono--Libii e Fenici +Mori ed Ispani. + +Le barche dormono--presso la rada; +Il flutto instabile--ne culla il sonno; +Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada +La triglia e il tonno. + +I fari splendono--la`, in lontananza, +Pupille immobili--fise nel vuoto; +E par che evochino--la rimembranza +D'un di` remoto. + +Maria, nell'anima--ho l'armonia +Dei piu` ineffabili--sensi d'amore; +Sul labbro ho un gemito--di poesia +E di languore! + +E vorrei stringerti--sul petto, come +Stretta e` la baja--dalle pendici; +E col tuo incidere--leggiadro nome +Queste felici + +Ore fuggevoli!--Libar vorrei +Qualche satanico--filtro amoroso +Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!... +Poscia al riposo + +Eterno chiudere--gli occhi; il passato +Tutto in un'estasi--ridir fra noi... +Scendere all'Erebo--martirizzato +Dai baci tuoi. + + + + +CITTA` ITALIANE + + + +NAPOLI + +(A MICHELE UDA) + +Napoli e` il pandemonio +D'ogni stranezza umana; +Vi si respira il soffio +Dell'epoca pagana; +Come al tempo dei Cesari +Rimaser le taverne; +Serban l'antica foggia +L'anfore e le lucerne. + +Il popolo s'inebria +Di leggende e di canti; +Ama le notti tiepide, +I tramonti smaglianti, +L'albe serene, il glauco +Color della marina, +Cio` che fa chiasso e luccica, +Il lotto e Mergellina. + +Ogni veste in fantastici +Disegni si ricama; +La ricchezza frastaglia +I merletti alla dama, +E l'abile miseria +Alle povere donne +In pittoreschi cenci +Sa ricamar le gonne. + +Di poco pane e d'acqua +La plebe si nutrica; +Ha l'apatia mirabile +Della sapienza antica; +Come adorava gli idoli, +Adora i santi adesso; +I simboli mutarono, +Ma il culto e` ancor lo stesso + +I cocchieri bestemmiano +Per le marmoree vie... +E salutano agli angoli +I Cristi e le Marie. +Spesso la fame, squallida +Larva, i tugurii invade... +E cogli aranci i pargoli +Giuocano nelle strade. + +Oggi si muta in ghiaccio +L'umor delle fontane... +E le camelie sbocciano +Col sol della dimane. +Ogni edificio e` un'ampia +Mole che in cielo ascende... +E a vivere sul lastrico +Il cittadin discende. + +Ieri l'orrendo tremito +D'un sotterraneo moto +Facea pregare e piangere +Il popolo devoto... +Oggi, gia` quasi immemore +Del periglio mortale, +Ei pensa alle baldorie +Del pazzo carnevale. + +Napoli e` il pandemonio +D'ogni stranezza umana! +Un ineffabil fascino +Dalle sue pietre emana; +Pari alla vita assidua +Di sua genial natura, +Un incessante fremito +Vibra fra le sue mura. + +Bimbi, cavalli e monaci, +Soldati e marinari, +Dame, accattoni e lazzari, +Ganimedi e somari, +Cocchi, carri e curricoli, +Mercajuoli ed artieri, +Un mondo indefinibile +Brulica nei quartieri. + +I confratelli, in candidi +Lenzuoli imbacuccati, +Colle faci precedono +I feretri dorati; +E intanto, sotto i portici, +Trofei multicolori, +S'innalzano a piramidi +Frutta, legumi e fiori. + +Come pesci, i ladruncoli +Guizzan fra dorsi e petti; +Le cortigiane passano +Ridendo ai giovinetti; +E fra le ruote, gli uomini, +Le donne ed i cavalli +Delle capre lampeggiano +I limpid'occhi gialli. + +Echeggia intorno l'impeto +Dalle robuste gole; +La negra folla ondeggia +Sotto i raggi del sole; +Mille campane annunziano +Battesimi e agonie... +E Pulcinella sbraita +Lazzi e corbellerie. + +Dal porto, colla candida +Ala cercando il vento, +Le navicelle salpano +Per Gaeta e Sorrento; +E in fondo (immane fiaccola +Che il Tempo non consuma) +Sovra le cose e gli uomini, +L'alto Vesuvio fuma. + +O mia canzone, librati +Nell'aria profumata; +Guarda l'immensa cerchia +Della citta` incantata; +Vedrai che da Posilipo +A Porta Capuana... +Napoli e` il pandemonio +D'ogni stranezza umana. + +Napoli, 3 febbrajo 1876. + + + + +CAGLIARI + +(AD AGGELO SOMMARUGA) + +Cagliari e` fatta di case giallastre, +Come un branco d'agnelle a un monte appese; +E scivolan le scarpe sulle lastre +Delle sue strade ripide e scoscese. + +C'e` una gran baja ed un porto piccino, +Ove l'onda giammai freme adirata, +E par che dica ad ogni brigantino: +"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!" + +Cagliari e` gaja; ha un'aria patriarcale, +E del buon tempo antico ama la legge; +E non pensa a mutar la cattedrale +Lo strano campanil che la protegge. + +La turba scarmigliata dei _picciocchi_ +Gira dovunque col corbello in testa, +E sguscia dei passanti fra i ginocchi +Piu` delle anguille irrequieta e lesta. + +Quel corbello e` il suo pane ed e` il suo tetto, +Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona; +Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto; +E` il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona. + +Quando piove ei lo muta in un ombrello, +Lo cambia in parasol quando e` l'agosto, +Poi, pien di merci--tornato corbello-- +Per due soldi lo reca in ogni posto. + +La gente dorme quando il giorno cade; +S'alza coi primi albori e va al mercato; +E le donne sciorinan per le strade +I pannilini freschi di bucato. + +I cittadini hanno la faccia rasa; +Vengon dai monti i villosi sembianti; +Le cittadine son massaje in casa +E a San Remy son belle ed eleganti. + +Gli innamorati hanno un costume strano, +E l'uso e` tal che nessuno ci abbada; +La dama sta a un balcon del terzo piano +Ed il damo le parla... dalla strada! + +Di sibili infiorato e` l'idioma, +Dolce all'amore; auster su labbri austeri. +C'e` qualche bimbo colla bionda chioma... +Caso raro!... perche` son tutti neri! + +Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco +Ha liete valli e colli pittoreschi, +E larghe vie dal suol sassoso e bianco, +Ed irte siepi di _fichi moreschi_. + +Grappoli enormi e picciolette viti +Ornan le balze--ridenti festoni!-- +E all'arse gole fa graziosi inviti +Lo scialbo color d'ambra dei limoni. + +Siam quasi al verno e par di primavera! +E melegrane e cedri ed ananassi +Ti mandan, colla brezza della sera, +Un saluto d'effluvii quando passi. + +Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga, +Stan campi incolti e vergini foreste, +Dove il cinghiale e dove il cervo alberga, +Dove vette _preziose_ alzan le creste. + +Ivi una febbre d'or spinge gli umani, +Ma (ahime`!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci +E resta sol la _febbre_ all'indomani +Che li dissangua cogli orrendi baci! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oggi e` _sagra_, ed il popolo ha indossato +Il _costume_ gentil del suo paese; +Ne` piu` bello un pittor l'avria foggiato +Cui fosse il Genio dei color cortese. + +Lungo la baja e` un ondeggiar festante +Di gonne rosse dai botton lucenti; +E` una baldoria, un correre incessante +Di cavallucci magri e intelligenti. + +E intorno al picciol porto--ove die` fondo +La carena panciuta dei velieri-- +Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo +Di brache bianche e di berretti neri. + +Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876. + + + + +SOCIALISMO + +_Uscita da caligini profonde, +Ch'io vo tentando e a penetrar non basto, +Salute a te, nelle tue vie feconde, +O Umanita`, cui ciascun di` risponde +Un ideal piu` vasto!_ + +27 ottobre 1860. + +(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_). + + + +EPISTOLA + +A + +ENRICO BIGNAMI + +SOCIALISMO + +Dal di` che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!" +E che un fiero entusiasmo--scintillo` sulle fronti, +E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali +Entraron, colla peste,--nel novero dei mali, +L'umanita` riarse--d'una febbre incessante: +Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante, +E la tema scotendo--giu` dai dorsi avviliti, +Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti. + +Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie... +E` ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie... +Ma pari alle tempeste--son le amare vendette! +Non han leggi in entrambe--e castighi e saette! +Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura +Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura! + +Un tempo era il carnefice--del popolo maestro; +Ei l'educo` alla scuola--dei ceppi e del capestro; +Al codice mitissimo--il popolo educato +Si vendico` col sangue;..--come aveva imparato. + +Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio? +Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia, +Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria, +Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento, +Dalle viscere umane--esce sempre un lamento! + +Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio piu` ardito! +E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito, +Grido` un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!" + +Gli empi ne profittarono. + +--E quando ei disse: "Ho sete!" +D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata! + +Or ben, quando dei buoni--fu la bonta` oltraggiata, +Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...! +E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti. + +Ma venne il di` che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!" +E avean sete di scienza,--di liberta`!... +"Bevete!..." +Fu lor risposto. +E il sangue--si diede lor dei figli! +E morirono i padri--su fetidi giacigli! +E messe alla tortura--fur le membra del saggio! + +Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali! +Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali, +Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso, +Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso! + +Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola, +E` un mistero!... Per noi--il cielo e` una parola!.. + +Perche` voler, da fragili--e grame creature, +Cio` che forse e` miracolo--per divine nature? + +Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale; +Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale! +E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_; +Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi, +E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta, +A Giove antico atteggiansi--che scaglia la saetta... + +Guardiam giu`... +Questo fiume--fatto di teste umane, +Questa immensa valanga,--questo esercito immane, +Ha un nome! +Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_ + +Ei cammina!... Ei cammina!... + +--Nel cerebro fecondo +Dei mille pensatori--egli attinge i portenti, +I segreti, che danno--la vittoria. +Le genti, +Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli +Si spalancano; cadono--i fantastici veli +Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara; +Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara; +Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta; +E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta, +Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce) +Mille grida adunando--in una sola voce, +Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede, +Questa immane fiumana,--questo Mondo procede! + +Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana! +Alla foce!... Alla foce!... + +--Ov'e` dessa?... E` lontana! +Lontana piu` del sole!--Piu` del sol misteriosa! +Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa, +Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti? + +Ma che importa!... + +Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!... + +Pur, come un di` le streghe--di Macbeth sul sentiero, +A soffermar per poco--del Mondo il passo altero, +Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame; +I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame! + +O roditori eterni--delle umane famiglie, +Che dei padri cadenti--insultate le figlie, +Perche` portan nel seno--un bambino illegale; +Che vorreste la donna--ad una pietra eguale; +Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine +Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine +Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?" +O roditori eterni,--che dell'eta` fiorente +Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose, +Cadano nei postriboli,--come foglie di rose +Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando +E incutendo nei cuori--un terrore esecrando, +Obbligate le madri--a uccidere i bambini; +O voi, che non leggete--negli umani destini +Quest'ardente desio--di pace e fratellanza; +Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza, +Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni +Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni +Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia; +O voi, che li spingete--all'orribile caccia +Delle conquiste; o voi--che beati ridete +Nelle comode case--e buoni vi credete +Perche` date una veste--allo spazzacamino; +O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino +L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario, +E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario, +Sfilate per le vie--tronfiamente, perche` +Un _circolo operaio_--surse vostra merce`, +Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai, +A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?... + +I poeti d'Arcadia--han pensato a costoro! +Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro; +Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti; +Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti; +Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali; +Posero loro in bocca--idilii e madrigali; +Indi li presentarono--alle dame annoiate! + +Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!... + +Questi pastor da scena,--questi villan galanti +Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti! +Queste Filli, che cantano--canzonette si` gaie, +Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie! +Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali +Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali! +Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maestri, +Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri! +E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati, +Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati +Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro +Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro +E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini. +Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini! + +Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate, +Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate, +Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi +Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi +Che daranno la seta!... +--Mentre noi, nelle sere +Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere, +O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia, +Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia +Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle, +Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle! + +Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande; +Essi mangiano un pane--ch'e` peggior delle ghiande! +Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo; +Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo! +Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto; +Men terribile e` il male--ove il soccorso e` pronto! +Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani; +Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!... + +E la _Fame_ li decima! + +--Oh! la _Fame_!... L'arcano +Problema, che scombussola--ogni sistema umano! + +Come mai questo squallido--fantasma esiste? +Noi +Siamo pochi; la Terra--e` grande; i frutti suoi +Dovrebbero bastare--a color che vi stanno! +Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'e` dunque l'inganno? +Perche` dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora, +Digiuna presso un uomo--che oziando divora? +Perche` mai chi le glebe--feconda di sua mano +Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame? + +E` strano! + +Io so ben ch'e` una fisima--l'eguaglianza sociale, +Poiche`, qui in terra, tutto--e` bene, e tutto e` male; +Poiche' ciascuno al mondo--predilige un tesoro; +Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro, +Il poeta i suoi sogni;--poiche` e` vana speranza +Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza: +Poiche` fin che degli uomini--saran diversi i volti +E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti, +Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali +Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali; +So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane +Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane; +So che e` propria natura--d'ogni nostro bisogno +Di svanir, soddisfatto,--creando un altro sogno; +Ma so ancor che un diritto--inconcusso e` la vita; +Che sovra cose ed uomini--una legge e` scolpita, +Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti; +Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!" + +Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge, +Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge, +Forse, un giorno, puo` insorgere--questo popol di schiavi! +L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi! +I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti! +Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti +Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia! +Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia +E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli... +E saran la funebre--ironia dei ribelli! +Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove +Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove +Procreavan tiranni--alla timida plebe! +I badili e le vanghe,--use a romper le glebe, +Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!... + +Oh!... Facciamo giustizia--prima che sia gia` tardi! +Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo! +Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo +L'avidita` degli avi--che, coi pingui retaggi, +Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!... + +Ed or, rispetti umani;--inutili timori; +Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori; +Genuflessioni timide--ad idoli tarlati, +Arido galateo--coi nemici garbati; +Martirii del cervello,--che proromper non osa +Per mercar da un giornale--una linea graziosa; +Amarezze inghiottite;--malintese prudenze, +Che contro il rancidume--delle viete sentenze, +Domate i sillogismi--del bollente pensiero; +Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero; +Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno; +Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!... + +Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora, +Perche` siete il tramonto--ed io voglio l'aurora; +Perche` se noi, qui` in terra,--viviamo una giornata, +Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata; +Perche`, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea; +Perche` gli oscuri baci--di questa sacra Dea +Valgono i mille affetti--della gente piccina; +Perche` val piu` il delirio--d'un sogno che affascina. +Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato; +Perche` ai dolor dei molti--io mi sono temprato, +Perche` i ghigni di scherno,--la fame e la Censura, +(Dalla fronte brevissima)--non mi fan piu` paura; +Perche` la solitudine--amo piu` della folla; +Perche` abborro i miasmi--d'una carne gia` frolla; +Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca +E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!... + +Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio! +Si`, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio! +Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_, +Dei morenti di fame! +--Sulla nostra bandiera +Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_ +Molti, +Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti, +M'avran da questo giorno--in abbominio! +I grulli +Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli! +Odian senza discutere;--aman senza pensare! + +Tal sia di loro!... + +Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare! +Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!... + +Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io! + + + + + +NOVELLE IN VERSI + + + +ACQUA E FUOCO + + + +A FELICE UDA + +ACQUA + +I. + +Chi conosce Mercallo? +E` un povero paese +Tra i monti che separano--il lago di Varese +Dal Verbano. + +Fa in tutto--un seicento abitanti, + +Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti, +I villani, alla festa,--cantano all'osteria +E giuocando alla mora--bevon la malvasia. +Quando il raccolto e` scarso--e il pallido digiuno +Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno +Fantasima, dappresso--ai freddi focolari, +La taverna e` deserta;--la nenia dei rosari +Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri +(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri), +Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso. + +Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso +Dei villani! +I beoni--frequentano la chiesa +Anch'essi!.. Almeno la`--possono alla distesa +Metter fuori la voce,--quando l'economia +Nei di` grami li tiene--lungi dall'osteria! + + * * * * * + +Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo, +Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_, +Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda, +Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda. + +Gli affari prosperavano--che da parecchie annate, +I villani contavano--men meschine derrate; +E percio` nelle botti--non dormigliava il vino. + +La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino. +Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara +Ed in tutti i mestieri). +--Stando al mondo s'impara. +E Martino a sessanta--anni aveva imparato +A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato +Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola. + + * * * * * + +Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola. +Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano +Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano; +Gli die` il lauto stipendio--di quattrocento lire +All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire. + +Con quattrocento lire--di Milano (vi pare, +O miei buoni lettori?)--nessun la puo` scialare! +Eppure il giovinotto,--contro ogni economia, +Avea trovato il modo--d'andare all'osteria +Tutte le sere! +E` vero--che beveva assai poco! +Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco, + +Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti, +Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti! + + * * * * * + +Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai, +Ma ne` a Lisa ne` al giovane--volle parlarne mai. +Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese +Gli aveva cattivato--gli animi del paese. +Era povero!... E` vero!...--Ma cos'era Martino?... +Viveva! Questo e` il compito--di chi nacque meschino... +E il vecchietto diceva:--"Presto l'avro` adempito!" + +Quando la primavera--col suo tiepido dito +Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno; +Quando i campi e il creato--col loro canto eterno +Intuonarono l'inno--della vita novella; +Quando Lisa a Graziano--parve farsi piu` bella; +Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte; +Il maestro veniva--dopo la mezzanotte +A passeggiar soletto--intorno all'osteria. + +Allora al primo piano--una griglia s'apria. + +Era Lisa. + +I due giovani--non contavan piu` l'ore! +Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore? + +Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano. + +"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano +Alla bionda fanciulla. + +Ella diceva: "Anch'io!" + +Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre!..." + + * * * * * + +Il vecchietto--ascoltava ogni cosa, +E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti +Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti +In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto! +Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto +Di gioia!... +Ma l'aprile--passo`; giugno passo`; +E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivo`; +Ne' il povero maestro--aveva ancor trovato +Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato +"Di vostra figlia" al padre. +--In settembre le notti +Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti +Bolliva. +"E` strana cosa!"--Rifletteva Martino, +"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino! +"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!" + + * * * * * + +Una notte pioveva.--Parea quasi una voce +Di lamento, lo squillo--delle poche campane +Che suonavano l'ore--nelle valli lontane. +Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano, +Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano, +Il vecchietto tremava--pel freddo. +Il giovinotto, +Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto +Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!" + +"Anch'io!" Lisa diceva. + +--E il maestro: "Conviene +"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina +"Sapra` tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina +"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto +"D'amarti?" +"Che rispose?" +--"_Ma, Signor benedetto!_ +"Esclamo`: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!... +"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva, +"Non c'e` nissuno al mondo--disposto a benedirla +"Piu` di me!_" + +"Giurabacco!--E` tempo di finirla!" +Spalancando le griglie--tuono` il vecchio dall'alto. + +Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto... +E fuggire... +Martino--gli grido`: "Ma, per Diana, +"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?... +"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature +"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!" + + + * * * * * + +Graziano sposo` Lisa. +--Era tempo! +Martino +Mori`. +Il maestro allora--lascio` i libri pel vino. +Divenne ostiere. +Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella +Spiro`, mettendo al mondo--una bambina bella +Come un amore, e cui--lascio` erede del nome. + + + +II. + +Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome +Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita +Era la nuova Lisa--la delizia e la vita +Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta. + +Egli la contemplava--in un'estasi muta; +Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_; +Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!" +Ai villani, recando--la solita scodella +Di vino, domandava:--"Non e` vero che e` bella?" +Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa, +Mormorasse vedendola:--"Guarda com'e` ben messa!" + +Le aveva appreso a leggere. +--Su un libro d'orazioni +Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni, +Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi: + +Le fanciulle son angioli +Che pregan col candore; +Per esse il vecchio padre +E` il loro primo amore! + + * * * * * + +Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti + + * * * * * + +Il volto allegro e sano--della bella fanciulla +Si fe' pallido e magro +"Che hai?" Le chiese. +"Nulla!" +Ella rispose. +Il vecchio--divenne da quel giorno +Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno; +Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva. + + * * * * * + +Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva) +Egli balzo` dal letto--e s'affaccio` inquieto +Alla finestra, +Il lume--degli astri, mansueto +Come un guardo materno,--sulla terra piovea: +Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea +Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli; +Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli; +Le campagne riarse--dai torridi sollioni +Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni +Indistinti, soavi;--il villaggio dormia +Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia. + +Ei guardo` gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte, +E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte +Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via +Su cui stornar la mente--da una triste malia... + +Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia. + + * * * * * + +Che e` questo? +Al primo piano--s'e` dischiusa una griglia, +Giu`, nella via, si muove--un'ombra nera. +Dice +Una voce da basso:--"Lisa, notte felice! +"Come ti voglio bene!" + +--L'altra risponde: "Anch'io!" + +Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre..." +Ad un tratto--cordiale e fragorosa +Scoppia, come una folgore,--una risata in alto. +Gia` l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto +E fuggire... +Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana, +"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana? +"Orsu`!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature +"Fate presto! Sposatevi,--mie care creature!" + + * * * * * + +O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata! +E` vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata! +La colpa non e` mia--ma degli umani eventi!... +Una storia monotona--han gli amori innocenti! +Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto +Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto +Di padre in figlio. + +E` un calcolo--infinitesimale; +E` l'acqua, che puo` forse--aver nome _termale_, +O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_, +Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante! + +E quest'acqua e` il racconto. + + * * * * * + +--"Per farlo men meschino +(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino! + +Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono! + +La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono... +Vuoi un'altra novella? +--La leggerai fra poco. +Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_ + +Milano, 1875. + + + +FUOCO + +Era sera e pioveva. +--Il tremolante raggio +Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio +Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore +Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore; +Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere, +E alle quali imprecava--un grosso carrettiere, +Perche` il mulo a ogni passo--scivolava. +La via +Era deserta. +In alto--dicean l'avemmaria +Due fesse campanuccie. +--Di piombo il ciel parea, +E la sottil pioviggine--silenziosa cadea. + + * * * * * + +Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili, +O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili, +Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto. +Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto. +I dindi, che non amano--dormire affratellati, +Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati; +Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca +Dominavan la scena. +--Il bove e la giovenca +Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle, +Pensando forse all'erba--brucata nella valle +E alla miglior pastura--da sceglier la dimane. + +Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane +Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia, +Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano +Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano. + +L'orizzonte, all'occaso,--colla sua tinta scialba +Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_" +E con questo proverbio--le rubizze comari +Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari. + + * * * * * + +Quella sera non c'era--benedizione in chiesa. +La prebenda era povera,--non potea far la spesa +D'accender tanti moccoli--tutti i giorni. +Il curato +Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato, +Movendo a lunghi passi--verso la farmacia. + +Cola` la vieta triade--del villaggio venia +A far tutte le sere--la solita partita. + + * * * * * + +"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!" +"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!" + +Eran le donnicciuole--che rientravano in casa. + + * * * * * + +I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze; +Sui talami nuziali--scendevan le esultanze; +I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi; +I bimbi sonnecchiavano. +--Alcuni, piu` testardi, +Strillavan nella culla--con noiosi lamenti. +La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti, +Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!" + +I desiderii inutili--colle vampe segrete +Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse +Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse, +Dell'amante villano--all'ultima parola, +E trovavano fredde--le candide lenzuola, +E con stolidi accenti--pregavano il Signore +Perche` la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore! + +Sovra le brune case--il silenzio scendea, +E la sottil pioviggine--lentamente cadea. + + * * * * * + +A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara, +Risuono` da lontano--un'allegra fanfara. + +I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri, +Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri! +I bersaglieri!!!" + +Allora--fu un batter d'impennate, +Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate, +Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche, +Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche. + +Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!" + +Le madri abbandonavano--le culle dei bambini; +E, fra l'essere donne--curiose o madri buone, +Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone, +Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio +Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio. + + * * * * * + +La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente +Parean le note acute--sfidar l'ombra silente. + +Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari, +Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari; +Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano, +Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano, +In fondo alla contrada. +--Gli squilli delle trombe, +Come fitta gragnuola--che sui tetti precombe, +Echeggiar nella via,--annunziando al villaggio +Che i bersaglieri entravano. +--Sotto il tenue raggio +D'una lampada santa,--fantastiche visioni, +Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni. + + * * * * * + +I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi +Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi; +I tinniti dell'armi--pareano strappi d'arpe; +Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe +Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie; +La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie +E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca. + +I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca; +Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!" + +Ed era +Bujo!!! + + * * * * * + +Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera, +Marciava un uffiziale--dal torace spazioso, +Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso, +Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri. + +Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri? +Forse pensava a nulla! +--Con piglio indifferente +Egli passava in mezzo--allo stuol della gente +Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi. + +Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzo` gli occhi +E si fermo`. +Due stelle--gli brillavan davanti; +Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti. +Erano due pupille,--cui fea cornice un volto +Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto. + +Il soldato col guardo--esperto ed indovino +S'accorse che quel volto--era un volto divino; +Un volto sedicenne--di bellezza ideale! +Vide due labbra tumide--dal taglio sensuale, +Una fronte purissima,--un mento ovale e fine, +Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine, +E su due guance bianche--cader due brune anella. + +Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!" + + * * * * * + +La fanciulla fu presa--da uno strano languore +E mormoro`, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!" +Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro; +Spinse una porticella--che s'apriva nel muro +E fe' cenno che entrasse. +--Ei la segui`... +La porta +Fu chiusa. + + * * * * * + +Era una stalla.-- +Piovea la luce smorta +Da una piccola lampada--che dall'alto pendea; +Una magra giovenca--gravemente giacea +Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti +I ragni sciorinavano--le polverose reti; +La soffitta, composta--d'esili travicelli, +Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli +In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti; +In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti +Falciati nella sera. +--La fanciulla s'assise +Su quel mucchio di fiori;--alzo` gli occhi e sorrise. +Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno! +"Mio padre dorme... E poi--sara` un minuto!" +Il bruno +Ufficiale si pose--a sederle dappresso. + +Ella guardo` per poco--lo smagliante riflesso +Dei bottoni dorati--del giovane soldato; +Li toccava, tremando,--col dito fusellato; +Sembrava come assorta--in un sogno; chinava +La testa sovra il petto--e quel petto anelava... + +Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzo` la faccia; +Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia +E...........--............ +...........--............. + + * * * * * + +Giovinette ardenti,--donne all'amor create, +Da una stolida legge--a soffrir condannate, +Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante +Ricordando il profilo--d'un maschio sembiante? + +O superbe matrone,--dalle vesti scollate, +Che parlate d'onore--e di virtu` parlate, +Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale +Perche` so che i viventi--hanno un nemico eguale! +La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma, +Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma! + +Voi pur siete di carne,--o severe matrone, +E forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane, +Voi pure calpestaste--le convenienze umane, +E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude! + +Chi narrera` i misteri--che un cuor di donna chiude? +Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato? + +Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato +Bacio`, tacque e passo`... +--La matrona severa +Ripiglio` la sua maschera--nei crocchi della sera; +Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa; +Frequento`, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa; +Licenzio` la domestica--e il fedel servitore +Perche` nell'anticamera--parlavano d'amore; +E, suscitando intorno--mille fiamme lascive, +Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive: +Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta, +Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!... + +Giovinette di fuoco,--donne all'amor create, +Da uno stolto egoismo--a soffrir condannate; +Giovinette di fuoco--e superbe matrone, +Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane, +Calpestaste con gioia--le convenienze umane +E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude, +Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude! + + * * * * * + +Quando il bruno soldato--usci` sopra la via +Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia. +Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera. + +La fanciulla (che tale--da un istante non era), +Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata... +I suoi sogni di languide--vision la fean beata. + +Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti +Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti, +Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai... + + * * * * * + +La fanciulla e il soldato--non si vider piu` mai, + +Napoli, 29 febbraio 1876. + + + + + +MASTRO SPAGHI + +A + +FELICE CAMERONI + +MASTRO SPAGHI + +I. + +Mastro Spaghi era il boia--della citta` d'Urbino. +Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino; +Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva +Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva +Una candida barba.--Avea gli occhi profondi, +L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi +E violetti, le labbra--grosse e larghe. +Campava +Tirando il collo agli altri. + + * * * * * + +--La forca prosperava +Nell'Evo Medio! +Oh! Quelli--eran tempi beati! +Ne` i maggiori colpevoli--erano gli appiccati! + +I furbi ed i potenti--facevano man bassa, +Come chi taglia spiche,--sui capi della massa. +Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri +Fiorivan dappertutto. +--Percio` v'eran maestri +Nell'arte del carnefice! +--A Roma avea gran nome +Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome +Tanagliare una vittima,--senza farla spirare. + +La Santa Inquisizione--avea fatto educare +Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro. + +In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro. + + * * * * * + +Perche` vi spaventate,--o lettori cortesi, +S'io parlo di carnefici? +--Il nome lor lo appresi +Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte, +Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte +Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio +O in partita, gli e` sempre--ammazzare. + +Il barbaglio +Della gloria e del genio--pel filosofo e` nulla! +Che`, sfrondati gli allori,--v'e` la campagna brulla; +V'e` la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue; +Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue; +Ove stanno i carnefici--e le vittime. +Evvia! +Perche` mai vi spaventa--questa novella mia? +Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni +Per non parlar di boia! +--Abolirli?... Illusioni +D'anime semplicette! +--Togliam le guerre e il boia, +E impossibile e` il dramma,--e morirem di noia! + +L'umanita` e` un malato--che di salassi ha d'uopo! + +Ma finiran le guerre--e i carnefici!... +E dopo? +Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi +Degli umani discorsi--degli umani poemi? + +Saran la fede immensa;--l'amore universale; +I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male; +Del male, che pei posteri--sara` l'egual chimera +Di quel che e` il ben per noi! +--E s'anco fosse vera +Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille +Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille +Ancor piu` innanzi... +Il cerebro--Mormora ancora: "E poi?..." +Siam daccapo alla noia! + + + +II. + +--Fra tutti i pari suoi +Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro. +La gran pratica e` vero--l'avea reso il piu` destro +In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era. +Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera +Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano! +La seta piu` ribelle--di mastro Spaghi in mano +Si mutava in un filo--cosi` forte e sottile, +Qual non l'avria mutato--la mano piu` gentile +D'una donna ai ricami--espertissima. + + * * * * * + +Quando +Saliva sopra il palco--era proprio ammirando! + +Dall'alto della forca--con un braccio potente, +Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente; +Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo; +Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo +E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi, +Dava uno strappo... +Il misero--schizzava in fuori gli occhi +Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia; +Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;... +Ma era affar d'un istante!... +--E il popolo plaudiva +A lui che cosi` presto--d'una persona viva +Sapea fare un cadavere! + + * * * * * + +Il popol gli era grato, +Perche` soltanto il popolo--era allora appiccato. +I nobili morivano--di scure, e i popolani +Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani +"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire. +"Mastro Spaghi ama il popolo,--che` non lo fa soffrire!" + + +III. + +In vent'anni la fama--del nostro personaggio +Nelle citta` d'Italia--avea fatto viaggio, +Raccontando la storia--di mille impiccamenti, +Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti; +Tantoche` mastro Spaghi,--il carnefice artista, +Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista +Nei di` presenti; ed egli--era sempre in cammino. + +Oggi appiccava un ladro--nella citta` d'Urbino; +L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta +Per un villan, che avea--tentato far vendetta +Contro il Duca, perche`--questi gli avea (badate +Che inezia!) la sorella--e la sposa violate; +Il di` dopo correva--a Firenze, chiamato +Per un giovane ardente,--che aveva cospirato +(Diceva la sentenza),--contro le leggi. +Insomma, +Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma +Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?" + + + +IV. + +Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado, +Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo +Ed i repubblicani--colli di San Marino. + +A Sant'Angelo in Vado--non c'e` che una prigione. + +Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione) +V'abitavano i frati;--era un piccol convento; +Non divenne prigione--che nel mille e trecento. + + * * * * * + +Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza, +I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza +Di facce d'appiccati. +--Era una notte estiva. +Sui campi la finestra--della stanza s'apriva. +Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella +D'un carcere, che un tempo--era stato una cella, +La` stava il condannato--a morire domani +Sulla forca. + +Il carnefice--torceva nelle mani +Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra, +Su un tavolo, una lampada. +--La vicina finestra +Tormentava il lucignolo--con buffi violenti, +Di profumi campestri--soavemente olenti. + +Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate +Come un fanciul che sogna--le libere giornate +Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde +Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde, +E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco +Gli spiega la grammatica. +--Non la piu` debol eco +Il silenzio turbava. +--S'erano i borghigiani +Coricati assai presto,--per poter l'indomani +Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero +La festa della forca. + + * * * * * + +--Dormiva il prigioniero? +Io l'ignoro. +Chi veglia--e` mastro Spaghi. +E questi +Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti: + + + +V. + +"Questo e` quel dei dugento--che in vent'anni suonati +"Spacciero` sulla forca.--I primi che ho spacciati +"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso +"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso! +"Cos'e` strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo! +"E questo (almen mi pare)--e` un beneficio, in fondo! +"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza! +"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza, +"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio, +"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio +"Di me, la bella parte--di carnefice!" + + * * * * * + +Un grillo +Lungi nella campagna,--turbo` il sonno tranquillo +Alle cicale, sopra--le piante addormentate, +Con note cosi` allegre--che parevan risate. + + * * * * * + +"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature, +"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure, +"Come son liete!" disse--il boia sospirando. +"Essi vivono poco;--e col profumo blando +"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero +"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo, +"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata, +"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!... + +"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante +"Di queste bestioline!... +--Allora ero l'amante +"Di Rita, la piu` bella--forosetta che Iddio +"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio! + +"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia, +"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia +"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta. +"Una quercia, simile--ad una vecchia brutta +"Che s'e` presa d'amore--per un bel giovinetto, +"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto; +"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina, +"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina. +"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa! +"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa +"Quasi per isfuggire--parea farsi piu` basso! +"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso? +"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori, +"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!" + + + +VI. + +Fuori, +Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente +Trillo` ancor. Mastro Spaghi--sospiro` nuovamente. + + * * * * * + +"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante +"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante! +"La notte, quando tutti--dormivano, soletto +"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto, +"Spiando la finestra--dove Rita dormiva. + +"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva +"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco +"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco +"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille! +"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille! +"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto +"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto... +"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare +"Che il povero piccino--avesse a strimpellare +"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita... +"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perche` ho ucciso dei grilli! +"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!" + + + +VII. + +La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi +Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi, +Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi +Del boia era caduto.-- +Ei tenea fisi gli occhi +Sul laccio e sulle mani... +--Ma il suo pensier dovea +Essere ben lontano. + + * * * * * + +--Il vegliardo dicea +A fior di labbra: +"Rita!...--Vent'anni son trascorsi! +"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi! +"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino, +"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino +"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere, +"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere +"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano +"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano! +"Questi privilegiati--che portano un gran nome +"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome +"Ai piu` arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente, +"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente +"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio! +"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio, +"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!" + + * * * * * + +Una nottola venne--nella stanza a squittire +Attirata dal lume;--fece due giri in tondo +Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo, +Fuori della finestra,--torno`, battendo l'ali, +Spaventata d'avere--osato tanto. + + +VIII + +Eguali +Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne, +Lagrime solitarie,--lentamente secerne, +Poche gocciole fredde--imperlavan la testa +Del boia. + + * * * * * + +Egli diceva: +"--Fu una notte funesta! +"So che mi son svegliato--con pesanti catene +"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene! + +"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte +"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte. +"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino +"Sognai.-- +Fui risvegliato--sul fare del mattino +"Da un uomo lungo e pallido.-- +Io gli chiesi chi fosse. +"Ei non rispose, colto--da un accesso di tosse; +"Il fetor della carcere--gli grattava la gola. + +"Fui condotto all'aperto.-- +Un frate colla stola +"Negra mi passo` accanto. +Lo seguivan dei ceffi +"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi +"A un meschin che legato--ne veniva con loro. + +"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro. + +"Egli batteva i denti,--era tutto tremante; +"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante. + +"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino, +"Mi tocco` sulla spalla,--e additando il meschino, +"Miagulo`:-- +"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire +"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire. +"Il carnefice e` vecchio.--Se ti garba il mestiere +"Comincia a strozzar questo.--Verra` il Duca a vedere. +"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato, +"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato. +"Il Duca e` giusto e buono;--a tanta sua clemenza +"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza. +"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_ + +"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia! + + +IX. + +Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi, +Che` il duolo ama le tenebre. +Le mani sui ginocchi +Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava. + + * * * * * + +"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava. +"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto +"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto! +"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato +"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato +"O una figliola, bella--come sua madre! +Oh! Rita.,. +"Dove sei? +Mi narrarono--che te ne sei fuggita +"In paese lontano,--quando ti venne detto +"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto! +"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno, +"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno +"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente! +"Da allora in poi nessuno--la rivide... +Clemente +"Iddio, se rivedere--un di` potessi almeno +"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!" + + + +X. + +E alzo` gli occhi. +Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi +Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi +Della lampada, spicca,--sul buio della stanza. + +E` una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza, +Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi. +Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi +E inquieti, e, scorgendo--cola` soltanto il boia, +Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia. + +Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta +Una manata d'oro. +--Poi si ferma ed aspetta. + + * * * * * + +"Chi sei?" chiede il carnefice, +--Ella cade ai ginocchi +Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi: +--"Tutto quest'oro e` tuo;--questo e` quanto possiedo... +Guarda!" +L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!" + +Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea, +E la sua mano secca--a un altr'oro correa! +All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo +Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo, +Coprivan quasi. +"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?" +Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome +Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?" + + * * * * * + +--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei. +"Eppure per molt'anni--sono stata felice! +"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice. +"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi; +"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi. +"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai +"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai. +"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci, +"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci! +"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori, +"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori! +"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!... +"E dovunque si balli,--e dovunque si canti, +"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!" + + * * * * * + +Mastro Spaghi esclamo`:--"Povera figliuola! + + * * * * * + +--"Un di` venne a trovarmi--un bruno giovinetto, +"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto... +"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo! +"Del condannato.... +"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo +"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai. +"A color ch'ho appiccato--il nome domandai! +"Che mi preme del nome--che porta un condannato!" + + * * * * * + +--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!..... +"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi: +Il perche` glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi... +Mi piaceva. Era bello! +--Ma poi ne fui noiata.... +"Era povero!... +Eppure--egli non m'ha insultata +"Quando gliel dissi! +Pianse;--mi bacio` il volto e il seno, +"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_ +"_Non odiarmi!_..." +Venia--ogni giorno, recando +"Cibi e fiaschi di vino. +--Io ridevo trincando; +"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita +"Vedendomi gioconda. +--Un di` esclamai: "_Squisita_ +"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_" + +Ei rispose: "_Domani--portero` questo e quello_." + +"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai +"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai? +"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_ + +--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!.. + +"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!... +"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!" + + + +XI. + +Ella si copri` il viso--con entrambe le mani. + + * * * * * + +La campagna avea un'eco--di gemiti lontani. +Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia, +Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia. +La lampada moriva. +--Mastro Spaghi avea detto +Ravvivandola: "E` triste!--Povero giovanotto!" + +E nell'olio una lagrima--al boia era caduta. + + * * * * * + +La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta. + + + +XII. + +La fanciulla riprese: +--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo! +"Io morro` s'egli muore!--Egli, povero e gramo, +"Mi pago` piu` di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita! +"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi die` la vita! +"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata! +"Io pretendo di vivere--perche` mi sento amata! +"Perche` voglio adorarlo,--e coprirlo di baci! +"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?" + + * * * * * + +Ella facea paura. +--Agitava le braccia, +E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia. +Correva per la stanza.--Abbrancava le grate +Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate, +Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!" + + * * * * * + +Ei mormoro` di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!" + + +XIII. + +Allora la fanciulla--divenne mansueta +Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta. +Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato +Torno` pallido. +Il labbro,--qual ferro arroventato, +Resto` sol di carminio. +--Ivi il sangue soltanto +Affluiva nei giorni--della gioia e del pianto; +Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci, +Dovea dir: "Questa donna--e` nata per i baci." + + * * * * * + +Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna, +Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna. +Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso, +Fissava sul suo cranio--un punto luminoso. + + * * * * * + +Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando, +A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando +Del vegliardo, gli disse: +--"Tu non l'ucciderai, +"Non e` vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai... +"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero +"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero +"Avessero una faccia--cosi` buona, e che pare +"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!" + + +XIV. + +Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso; +E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso. +Un'iride ideale--di memorie e d'amore, +Di dolci desiderii--soffocati nel cuore. + +Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante +Della perduta sposa--il leggiadro sembiante, +Che gli dicea: +"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_" + +Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona +Una voce infantile;--quella d'una bambina; +Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina. + + * * * * * + +Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse. +Avea il pianto negli occhi--e mormoro`: +"Se fosse +"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina! +"Vorrei diventar cieco--per averla vicina! +"Che sara` divenuta?--Sara` dessa felice? +"Forse e` una gran signora...--Forse una meretrice! + + * * * * * + +Cosi` parlava. +Intanto--la dolente fanciulla +Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla. + +Alfin surse da terra,--che` volavano l'ore. +Avea l'occhio velato--da un osceno languore, +Ed additando l'oro--mormoro` al vecchio: + +"Senti: +"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti... +"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi +"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi. +"Io ti daro`... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..." +E si slaccio` le vesti. +--Ei con mano gagliarda, +"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose +Le vesti. +Ella la destra--gli strinse. Vi depose +Un bacio e disse: +"Grazie!--Oh!... Grazie, padre! + + * * * * * + +Allora, +Nelle braccia serrandola:--"Lontana e` ancor l'aurora!" +Esclamo` il vecchio. "Insieme--con voi verro`!.. Mia figlia, +"Si`, mia figlia sarai!" + + + +XV. + +--E dalla ferrea griglia +Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre. + +Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre; +La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore; +Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore. + +Quella luna invitava--a amar, solo a vederla. +La terra era d'argento,--il ciel di madreperla. +E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto +Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto, +Perche` nel santo affetto,--che purifica tutto, +Obliasse ogni colpa,--obliasse ogni lutto. + +Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano; +Lo si saria veduto--a tre miglia lontano. + +Ei non se ne accorgeva. +--Celiando, il giovinetto +Quel cranio traditore--copri col suo berretto, +E disse: +"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole +"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!" + + * * * * * + +Cosi` senza spettacolo--rimaser l'indomani +Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani: +E cosi`, nella corsa--facendo invidia al vento, +Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento, +Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina +Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina. + +FINE. + + + + +INDICE + +Scuola moderna + +LIRICHE. + +Prefazione ai miei versi +La Forma e l'Idea +Noia letteraria +Letteratura disonesta +Veritas, Vanitas! +Le demolizioni +In morte di Emilio Praga +Anacreonte +Evo Medio +Il secolo di Pericle +A Taide +La notte di san Silvestro +La Senavra +In alto +Circolo +A Fulvio Fulgonio +La chiesetta dei morti +A una donna intelligente +Il di` dei morti +Per il santo Natale +Coraggio! +Ditirambo +Per una suicida +Quando? +Ars, alma mater + + +DE MINIMIS. + +Mors tua, vita mea +Flectar, non frangar +Melodia +Seminare e raccogliere +Il mare canta +En attendant +A un calendario americano +Acqua dei monti +In corpo di guardia +Ultima ratio + +DIES. + +Alba +Meriggio +Sera +Notte + +CITTA` ITALIANE. + +Napoli +Cagliari + +EPISTOLA AD E. BIGNAMI. + +Socialismo + +NOVELLE IN VERSI. +Acqua +Fuoco +Mastro Spaghi + + + +112 + + + + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + +This file should be named 7psnv10.txt or 7psnv10.zip +Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, 7psnv11.txt +VERSIONS based on separate sources get new LETTER, 7psnv10a.txt + +Project Gutenberg eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US +unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +We are now trying to release all our eBooks one year in advance +of the official release dates, leaving time for better editing. +Please be encouraged to tell us about any error or corrections, +even years after the official publication date. + +Please note neither this listing nor its contents are final til +midnight of the last day of the month of any such announcement. +The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at +Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A +preliminary version may often be posted for suggestion, comment +and editing by those who wish to do so. + +Most people start at our Web sites at: +http://gutenberg.net or +http://promo.net/pg + +These Web sites include award-winning information about Project +Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new +eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!). + + +Those of you who want to download any eBook before announcement +can get to them as follows, and just download by date. This is +also a good way to get them instantly upon announcement, as the +indexes our cataloguers produce obviously take a while after an +announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter. + +http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext05 or +ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext05 + +Or /etext04, 03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, +91 or 90 + +Just search by the first five letters of the filename you want, +as it appears in our Newsletters. + + +Information about Project Gutenberg (one page) + +We produce about two million dollars for each hour we work. The +time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours +to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright +searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our +projected audience is one hundred million readers. If the value +per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2 +million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text +files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+ +We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002 +If they reach just 1-2% of the world's population then the total +will reach over half a trillion eBooks given away by year's end. + +The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks! +This is ten thousand titles each to one hundred million readers, +which is only about 4% of the present number of computer users. + +Here is the briefest record of our progress (* means estimated): + +eBooks Year Month + + 1 1971 July + 10 1991 January + 100 1994 January + 1000 1997 August + 1500 1998 October + 2000 1999 December + 2500 2000 December + 3000 2001 November + 4000 2001 October/November + 6000 2002 December* + 9000 2003 November* +10000 2004 January* + + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created +to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium. + +We need your donations more than ever! + +As of February, 2002, contributions are being solicited from people +and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut, +Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois, +Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, +Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New +Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, +Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South +Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West +Virginia, Wisconsin, and Wyoming. + +We have filed in all 50 states now, but these are the only ones +that have responded. + +As the requirements for other states are met, additions to this list +will be made and fund raising will begin in the additional states. +Please feel free to ask to check the status of your state. + +In answer to various questions we have received on this: + +We are constantly working on finishing the paperwork to legally +request donations in all 50 states. If your state is not listed and +you would like to know if we have added it since the list you have, +just ask. + +While we cannot solicit donations from people in states where we are +not yet registered, we know of no prohibition against accepting +donations from donors in these states who approach us with an offer to +donate. + +International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about +how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made +deductible, and don't have the staff to handle it even if there are +ways. + +Donations by check or money order may be sent to: + + PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION + 809 North 1500 West + Salt Lake City, UT 84116 + +Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment +method other than by check or money order. + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by +the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN +[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are +tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising +requirements for other states are met, additions to this list will be +made and fund-raising will begin in the additional states. + +We need your donations more than ever! + +You can get up to date donation information online at: + +http://www.gutenberg.net/donation.html + + +*** + +If you can't reach Project Gutenberg, +you can always email directly to: + +Michael S. Hart <hart@pobox.com> + +Prof. Hart will answer or forward your message. + +We would prefer to send you information by email. + + +**The Legal Small Print** + + +(Three Pages) + +***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START*** +Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers. +They tell us you might sue us if there is something wrong with +your copy of this eBook, even if you got it for free from +someone other than us, and even if what's wrong is not our +fault. So, among other things, this "Small Print!" statement +disclaims most of our liability to you. It also tells you how +you may distribute copies of this eBook if you want to. + +*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK +By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm +eBook, you indicate that you understand, agree to and accept +this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive +a refund of the money (if any) you paid for this eBook by +sending a request within 30 days of receiving it to the person +you got it from. If you received this eBook on a physical +medium (such as a disk), you must return it with your request. + +ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS +This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks, +is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart +through the Project Gutenberg Association (the "Project"). +Among other things, this means that no one owns a United States copyright +on or for this work, so the Project (and you!) can copy and +distribute it in the United States without permission and +without paying copyright royalties. Special rules, set forth +below, apply if you wish to copy and distribute this eBook +under the "PROJECT GUTENBERG" trademark. + +Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market +any commercial products without permission. + +To create these eBooks, the Project expends considerable +efforts to identify, transcribe and proofread public domain +works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any +medium they may be on may contain "Defects". Among other +things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other +intellectual property infringement, a defective or damaged +disk or other eBook medium, a computer virus, or computer +codes that damage or cannot be read by your equipment. + +LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES +But for the "Right of Replacement or Refund" described below, +[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may +receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims +all liability to you for damages, costs and expenses, including +legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR +UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT, +INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE +OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE +POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES. + +If you discover a Defect in this eBook within 90 days of +receiving it, you can receive a refund of the money (if any) +you paid for it by sending an explanatory note within that +time to the person you received it from. If you received it +on a physical medium, you must return it with your note, and +such person may choose to alternatively give you a replacement +copy. If you received it electronically, such person may +choose to alternatively give you a second opportunity to +receive it electronically. + +THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS +TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT +LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A +PARTICULAR PURPOSE. + +Some states do not allow disclaimers of implied warranties or +the exclusion or limitation of consequential damages, so the +above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you +may have other legal rights. + +INDEMNITY +You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation, +and its trustees and agents, and any volunteers associated +with the production and distribution of Project Gutenberg-tm +texts harmless, from all liability, cost and expense, including +legal fees, that arise directly or indirectly from any of the +following that you do or cause: [1] distribution of this eBook, +[2] alteration, modification, or addition to the eBook, +or [3] any Defect. + +DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm" +You may distribute copies of this eBook electronically, or by +disk, book or any other medium if you either delete this +"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg, +or: + +[1] Only give exact copies of it. Among other things, this + requires that you do not remove, alter or modify the + eBook or this "small print!" statement. You may however, + if you wish, distribute this eBook in machine readable + binary, compressed, mark-up, or proprietary form, + including any form resulting from conversion by word + processing or hypertext software, but only so long as + *EITHER*: + + [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and + does *not* contain characters other than those + intended by the author of the work, although tilde + (~), asterisk (*) and underline (_) characters may + be used to convey punctuation intended by the + author, and additional characters may be used to + indicate hypertext links; OR + + [*] The eBook may be readily converted by the reader at + no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent + form by the program that displays the eBook (as is + the case, for instance, with most word processors); + OR + + [*] You provide, or agree to also provide on request at + no additional cost, fee or expense, a copy of the + eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC + or other equivalent proprietary form). + +[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this + "Small Print!" statement. + +[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the + gross profits you derive calculated using the method you + already use to calculate your applicable taxes. If you + don't derive profits, no royalty is due. Royalties are + payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation" + the 60 days following each date you prepare (or were + legally required to prepare) your annual (or equivalent + periodic) tax return. Please contact us beforehand to + let us know your plans and to work out the details. + +WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO? +Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of +public domain and licensed works that can be freely distributed +in machine readable form. + +The Project gratefully accepts contributions of money, time, +public domain materials, or royalty free copyright licenses. +Money should be paid to the: +"Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +If you are interested in contributing scanning equipment or +software or other items, please contact Michael Hart at: +hart@pobox.com + +[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only +when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by +Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be +used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be +they hardware or software or any other related product without +express permission.] + +*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END* + diff --git a/old/7psnv10.zip b/old/7psnv10.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..20952e4 --- /dev/null +++ b/old/7psnv10.zip diff --git a/old/8psnv10.txt b/old/8psnv10.txt new file mode 100644 index 0000000..7055d18 --- /dev/null +++ b/old/8psnv10.txt @@ -0,0 +1,6368 @@ +The Project Gutenberg EBook of Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana + +Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the +copyright laws for your country before downloading or redistributing +this or any other Project Gutenberg eBook. + +This header should be the first thing seen when viewing this Project +Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the +header without written permission. + +Please read the "legal small print," and other information about the +eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is +important information about your specific rights and restrictions in +how the file may be used. You can also find out about how to make a +donation to Project Gutenberg, and how to get involved. + + +**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts** + +**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971** + +*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!***** + + +Title: Poesie e novelle in versi + +Author: Ferdinando Fontana + +Release Date: January, 2006 [EBook #9642] +[This file was first posted on October 12, 2003] + +Edition: 10 + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + + + + + + + + +Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks +and the Online Distributed Proofreading Team. + +This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio, +http://www.liberliber.it + +We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images. + + + + + + +FERDINANDO FONTANA + + +POESIE + +E + +NOVELLE IN VERSI + + + + +MILANO + +1877. + + + + + +A ANTONIO GHISLANZONI + + + +SCUOLA MODERNA[1] + +AD ANTONIO GHISLANZONI, +DEDICANDOGLI IL LIBRO. + + +Alla tua nota satira +Chi porse l'argomento? +Forse i carmi d'un giovane +Da pochi giorni spento?[2] +Forse il _Torso di Venere_ +O il _Düalismo_ ardito, +Che una Musa propizia +Dettava a un erudito?[3] + +Non già!.... Dalle tue laudi +Fu consacrato il primo; +Tu lo sapesti scegliere +Dal medïocre limo; [4] +All'altro degli stolidi +Soltanto il volgo indegno +Oggi contrasta il fervido +Estro e il robusto ingegno. + +Forse dell'_Inno a Satana_ [5] +Ti spaventò il concetto? +No!.... Che tu abborri i vincoli +Che strozzan l'intelletto, +E so che, quando mediti, +Ti ribelli ai confini, +Al pensier del filosofo +Imposti dai cretini. + +È ver, talora il genio +Ama le forme strane, +Ma il pensator sa leggere +Nelle sue cifre arcane, +E sa discerner l'enfasi +Del verso che non crea +Dal balenar fantastico +D'una sublime idea. + +Spesso il cantor d'Ofelia, +Col labbro d'uno stolto, +Strambi concetti mormora +Ed è di nebbie avvolto, +Ma sempre, come folgore +Che irradia la tempesta, +Risplende tra le nebbie +L'olimpica sua testa.... + +Evvia!.... se qualche Bécero, +Nelle invalide carte, +Pallia coll'artificio +La mancanza dell'arte; +Se con grottesche immagini +Pochi grulli impotenti +Cercano un vieto elogio +A mal composte menti; + +Se nella solitudine +Dove ti sei rinchiuso +È giunto qualche cantico +Di giovinetto illuso. +Se un impudente o un ebete +Parlando in metro oscuro +S'imbranca colle vecchie +Che dicono il futuro; + +Deh!.... non armar la cetera +Colla mordente corda! +Carni di imbelli vittime +Il verso tuo non morda! +Frena, romito Antonio, +La beffarda parola; +Non dir che pochi stolidi +Son la _moderna scuola!_ + +Serba ai pedanti, agli arcadi, +Lo scherno e l'ironia; +Taglia pei dorsi elastici +Le vesti in parodia; +Non fornir armi ai deboli +Che temono di noi +E che verranno a irriderci +Cantando i versi tuoi. + +Pensa che ai pochi giovani, +Che vedon l'ardua meta, +Il ben d'un raro plauso +I grami giorni allieta.... +E che il maggior cordoglio +Che contristi i gagliardi +È di sentirsi mettere +Col volgo dei codardi. + + +[1] Questi versi vennero già pubblicati in risposta ad una poesia del +signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio +_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori +letterarii_. Più die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi +intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e +quelli che operano con vero ingegno. + +[2] Emilio Praga. + +[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito. + +[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggiò l'ingegno di Praga. +Quando questi pubblicò la sua _Tavolozza_, l'eminente critico, +parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo +colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._" + +[5] L'_Inno a Satana_, di Giosuè Carducci. + + + + +LIRICHE + +PREFAZIONE AI MIEI VERSI + +Esser pöeti è legger nei futuri +Giorni; è spaziar nel cielo delle indagini +Condannate dai timidi cervelli; +Esser pöeti o sentirsi maturi +Quando nel sangue bollono i vent'anmi; +È ridere di tutto, esser ribelli +Alla gloria e agli affanni. + +Esser pöeti è librarsi giganti +Sull'universo e, in sè raccolti, vivere +Animati da incognita scintilla; +È accogliere del par sorrisi e pianti, +Inni e bestemmie, rantoli e vagiti; +È scrutar con impavida pupilla +I misteri infiniti; + +È piangere col vinto e coll'afflitto, +Nè al forte, al vincitor, negare il plauso, +Nè armar la cetra d'una corda sola; +È comprender la colpa ed il delitto, +Laudando il sacrifìcio e l'innocenza; +È cantar tra un bicchiero e una carola +Il chiostro e l'astinenza. + +Prisma novello, col pensiero, i mille +Raggi dell'universo in sè raccogliere +E mutarli in cadenze e in armonie; +Poi fra le genti seminar scintille, +Fatali incendi suscitando intorno, +Turbando il cranio alle persone pie... +O illudendole un giorno! + +Esser pöeti è salir sovra un monte, +Di notte, quando il ciel di stelle è fulgido, +E, in estasi, esclamar: "Credo! V'è un Dio!" +E inginocchiarsi, e chinare la fronte, +Ripieno il cor di mistica paura... +Poscia negarlo o metterlo in oblio +Discesi alla pianura! + +Esser pöeti è viver d'illusioni +Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano; +È celiar con sè stessi e con coloro +Che vi sanno ammirar nelle canzoni; +È accettare, negando, il Bene e il Male; +È desiare la miseria e l'oro, +La reggia e l'ospedale. + +Esser pöeti è tentar l'ocëano +Della vita; è svelarlo; è, ansanti, correre +Dietro un caro idëal.... cui non si crede! +È comprender del tutto il nulla arcano, +E, d'ogni cosa quaggiù disperando, +Trovare ancora entusïasmo e fede +Per vivere cantando. + +Esser pöeti è abbandonarsi ai sensi; +È compendiare un secolo in un distico; +È mutar l'alimento del mattino, +A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi.... +E, invero, questi versi sono usciti +Dalle vivande o dal _preteso_ vino +Che l'oste m'ha imbanditi. + + + + +LA FORMA E L'IDEA + +(A EMILIO PRAGA) + +La forma son le tenebre, +E la luce è l'Idea; +La Forma è il rito, il simbolo +Del pensiero che crea; +Il pensiero è l'Iehova +Dei veggenti profeti +Che parla dai roveti., +E la Forma è Gesù. +La Forma è la parabola, +La Forma è il pane, è il vino, +È l'orto, il bacio, il Golgota, +È la Croce, è Longino; +E il pensiero è l'assiduo +Svolgersi del crëato, +Cui spiegar non è dato +Alle menti quaggiù! + +Eterna lotta!.... Scorgere +L'Idea!.... Vedere il sole!... +E disperar d'esprimerlo +Con possenti parole! +Nelle affannose veglie +Concepir l'universo.... +E alla foga del verso +Non saperlo svelar! +Dietro un fatal connubio +Il cervello si stanca!.... +Giunge lo sposo al tempio, +Ma la sposa vi manca; +Egli, il Pensiero, l'évoca +Colla voce pietosa.... +Ma la Forma, la sposa, +Non si reca all'altar. + +Ahi!.... Talora nel cranio, +Indarno affaticato, +Disperando, un terribile +Dubbio m'è balenato! +Pensai che forse esistono +Idee sì vaghe e arcane +Che invan le menti umane +S'attentano a scolpir! +Forse passò fra gli uomini +Il sommo dei pöeti +Fra la schiera dei mutoli +E degli analfabeti.... +E, forse, il suo silenzio +Fu incompresa epopea, +In cui sfuggì l'Idea +Della Forma il martîr! + +Ah!.... Perché, dunque, struggerti, +O povero cervello? +Contro la Forma, il despota, +Sorgi, schiavo rubello! +Non ti curar degli uomini! +Vivi in te stesso e pensa!.... +La tua melòde immensa +Non rivelar che a te! +Chiuso nel tuo silenzio +Ogni idïoma oblia! +Del tempo e dello spazio +Comprendi l'armonia! +Ogni idïoma e frivolo +A esprimer l'Universo! +Nato a servire un verso +Il mio pensier non è!! + +Evvia!.... Sorridi, Emilio!.... +Sorge nel Ciel l'aurora, +E, solitario, io vigilo +Sulle mie carte ancora! +Stolto!.... Giuro il silenzio, +E ti favello intanto!.... +Stolto!.... E rileggo il canto +Che la mia man notò! +Emilio, io voglio illudermi! +Sono troppo felice! +Mi risveglio da un'estasi +E il pensiero mi dice: +"Stretto è il fatal connubio! +"Chiudi gli occhi e riposa.... +"Questa notte la sposa +"All'altar si recò...." + +Milano, giugno 1875. + + + + +NOJA LETTERARIA + +Favello a voi, cui ferve la scintilla +Dei febbrili entusiasmi nel cervello; +Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla +La balda gioja d'un pensier novello! + +Favello a voi, che, frammezzo alle genti, +Vecchi a vent'anni, in silenzio passate, +Colla pupilla vólta ai firmamenti +E colle mani alle reni appoggiate. + +Favello a voi, cui nota è l'armonia +D'ogni cosa creata, e cui son noti +Cogli entusiasmi la melanconia +E gli sconforti; a voi favello, iloti, + +Dannati a conservar la stessa creta +Leggendo dentro ai secoli venturi; +Dannati a scorger la splendida meta +Dietro le grate di carceri oscuri! + +Favello a voi, per cui dolore e gioja, +Pari al lampo, non duran che un istante, +E che desiate, per fuggir la noja, +Un'angoscia od un gaudio incessante; + +Favello a voi, che vivete com'ebri +D'un arcano licor sovra la terra, +Ed avete un uncino nei cerébri +Che l'Universo nei suoi moti afferra! + +Noi siam mendíchi, a cui la gente antica +Le briciole lasciò di lauta mensa; +Viviam di stenti e il genio s'affatica +Dietro una turba di fantasmi immensa. + +Gli antichi Numi, ispirator dei carmi, +Son morti nel sogghigno universale; +La Natura ci annoja; il suon dell'armi +Ne spaventa; ridiam dell'idëale; + +L'amore è un campo in cui non resta zolla +Da fecondare; senza scrosci è l'ira; +Il nostro corpo e una corteccia frolla, +Mentre la mente a nuovi cieli aspira. + +E nuovi cieli, splendidi, profondi +Come lo spazio, immaginar n'è dato.... +Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi +Senza cifra, un poëta non è nato! + +I nostri canti son feti già morti; +Sono la serpe che la coda addenta; +Son l'urna ove troviam pochi conforti +E la febbre che i giorni ne tormenta. + +Noi li cantiamo a noi stessi soltanto, +E all'ultimo levita siamo eguali, +Che, derelitto nel suo tempio santo, +Celebrerà da solo i ritüali.... + +E non ci resta che cingere i fianchi +Col bigiastro mantel del pellegrino, +E correre la terra erranti e stanchi, +E abbandonarci ad un pazzo cammino.... + +Milano, luglio 1875. + + + + +LETTERATURA DISONESTA + +A CESARE TRONCONI [1]. + +Que la muse, brisant le luth des courtisanes, +Fasse vibrer sans peur l'air de la liberté; +Qu'elle marche pieds nuds, comme la verité. +ALF. DI MUSSET. + +Dunque perchè le pagine +Noi modelliam sul vero; +Perchè neghiam di battere +Ogni volgar sentiero; +Perchè volgiamo intrepidi +Le pensierose fronti +Alla più vasta cerchia +Di splendidi orizzonti; + +Dunque perchè l'indagine +I nostri libri ispira; +Perchè i costumi ipocriti +Ci fanno schifo ed ira; +Perchè, toccando l'ulceri, +La nostra man non trema. +D'insultatori un popolo +Ci scaglia l'anatema!? + +Scosso all'ingiusto oltraggio, +Tu ti contristi e piangi: +Nelle dolenti veglie +Fremi e la penna infrangi; +E, forse, al melanconico +Ingegno tuo tu chiedi +Se un mondo immaginario +È quel che ascolti e vedi! + +Me pur gli insulti colsero +Dei grulli e dei perversi, +E, inesperto degli uomini, +Un tempo anch'io soffersi.. +Allor pensai che inutile +Pazzia sono i miei canti, +Che un vano desiderio +È il vincere i pedanti! + +E mi tentò, nell'aride +Mie notti d'apatia, +La vile idea di scegliere +Men faticosa via; +E, a tesser panegirici +Alla Morale e a Dio, +Nel branco delle pecore +Giurai d'entrare anch'io! + +Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino +Della verace Musa +Venne a guarir l'insania +Della mia mente ottusa! +E da quel giorno, libero +Da ogni dubbio codardo, +Contro i melensi e gli Arcadi +Io sursi più gagliardo! + +E il temerario oltraggio +Come una celia accolsi, +E l'amarezza inutile +Nella risata io sciolsi; +E i profili ridicoli +Di grotteschi figuri +Della mia stanza vennero +A popolare i muri. + +Una lanterna magica +Mi rallegrò le notti; +E vidi volti d'ùpupa. +Ventri che parean botti, +E smisurate orecchie, +E code smisurate, +E uno stuolo di scimmie +Da artisti camuffate. + +Imitando dei chierici +La vieta filastrocca, +Tutte ad insulse nenie +Aprivano la bocca; +E, mentre mi passavano +Lentamente dinanti, +Un'eco lontanissima +Ne ripeteva i canti: + +"Heine e Musset son scettici +"Degni dell'odio umano; +"Giorgio Byron non merita +"Una stretta di mano! +"Con quei che il vero parlano +"Non si discute mai!.... +"Se sonvi error, celiamoli;.... +"Correggerli?.... Giammai! + +"Lasciam che il mondo seguiti +"Le usanze inveterate; +"Che le donne ci aizzino +"A passioni dannate; +"Che le fanciulle uccidano +"I bambini illegali; +"Che le piaghe si coprino +"Con fiori e madrigali! + +"L'amor del mondo è soffio.... +"Ma guai chi fa all'amore! +"Giusto è che i vecchi imprechino +"Dei giovani al vigore! +"La Società dev'essere +"Il modello dell'Arte.... +"Ma noi vogliamo scorgerla +"Soltanto da una parte! + +"Perché della famiglia +"Son sante le affezioni, +"Non canterem che bamboli, +"Che madri in ginocchioni; +"Non canterem che Sindaci +"Che porgono l'anello; +"Consulteremo il Codice +"Per giudicare il Bello! + +"Per chi dirà che esistono +"Altre fonti di gioja; +"Per chi dirà che a scrivere +"Al par di noi si annoja; +"Per chi dirà con libera +"Parola un'opinione, +"Invocheremo l'_indice_, +"La _Santa Inquisizione!_ + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"Crear vorreste?.... È inutile! +"Deve copiar la Musa! +"Deve copiare!.... E il plauso +"Le largiranno tutti.... +"E grideranno al genio +"Babbi, mammine e putti! + +"Lasciate che combattano +"Per le donne gli stolti! +"Esse non saran l'ultime +"A graffiar loro i volti! +"Le donne sono un popolo +"Mansüeto di schiave.... +"Non è d'un cuor di femmina +"Il buon-senso la chiave! + +"Su, giovinetti!.... Facile +"Strada v'abbiam dischiusa! +"A magri pranzi assidasi +"L'indipendente Musa! +"Sol nella vita pratica +"Siate _veristi!_.... Il male, +"Fatto con volto ipocrita., +"Diventa più idëale!!" + +Ahimè!.... Superba Lirica, +L'ali su te ripiega! +Non già tuonar., ma ridere +Mi fe' quella congrega!.... +Alle grottesche immagini +Dal letto mio, celiando, +Risposi, amico Cesare, +Coi versi che ti mando: + +"Tutto è quaggiù possibile! +"Il tempo è omai passato, +"In cui, fanciullo e ingenuo, +"Mi son maravigliato! +"Degli antichi filosofi +"Or la saviezza imito; +"Alla meta so incedere +"Indifferente e ardito.... + +"E se color che insultanci +"Bandissero domani +"Che, per pudore, debbano +"Portar le brache i cani, +"Io, nel veder l'eccentrica +"Innovazion morale, +"Continüando a ridere, +"Direi: È naturale!" + +Napoli, 16 marzo 1876. + +[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle +_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere più calunniato e +più vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per +risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni +giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per +chiamarlo l'_innominabile...._ tout court. + + + +VERITAS, VANITAS! + +Una sera piovosa, äutunnale, +Ora schivando il fango, ora una pozza. +Io seguii la carrozza +Che manda al Cimitero l'Ospedale. + +Cimitero e Ospedal son buoni amici +E tengono fra lor conti correnti. +Davver, pochi clienti +Si dan l'un l'altro tanti benefici! + +L'Ospedale gli manda i suoi defunti, +E il Cimiter lo paga col dolore, +Che rende infermo il cuore +E fa le donne e i giovinetti smunti.... + +L'Ospedale gli manda le sue spoglie, +E il Cimiter gli manda i suoi pöeti, +Che in mezzo ai sepolcreti +Tentano col pensier le eterne soglie.... + +La carrozza che va dall'Ospedale +Al Cimitero, portandovi i morti, +M'ha dati più conforti +Che non millanta libri di morale! + +Filosofando, io le cammino allato +E vo pensando a chi dentro vi giace, +E, spesso, mi do pace +Se per _caso_ quel dì non ho pranzato! + +La colomba che sopra v'è scolpita +Par che dica, mandandomi un saluto: +"Che giova esser vissuto! +"Che giova il darci pena della vita!" + +Or, quella sera, deposte le bare, +Il negro carro era diggià partito, +Ed io, come impietrito, +Restai del camposanto al limitare. + +Là m'inchiodava una visione strana, +Di quelle che sa far soltanto il Vero, +E che vede il pensiero +Sol di chi studia la Commedia Umana. + +Una vecchia magrissima e grinzosa +S'era posta a seder sovra le bare, +Ed io l'udìa cantare +Una canzon con voce cavernosa. + +La solinga megera, gravemente, +S'accompagnava nelle note basse +Battendo sulle casse +Coll'ossa delle gambe macilente. + +Elia diceva: "Io son la portinaja, +"E sono vecchia, e di pessimo umore.... +"Ma quando ero sul fiore +"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja! + +"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla, +"Su queste spalle secche e questa bocca +"Ora, bazza a chi tocca! +"Io vo' morir, che non son buona a nulla! + +"Forse, qui dentro, in queste casse bianche +"Han chiuso qualche giovane d'allora, +"Che si tolse all'aurora +"Dalle mie braccia, colle membra stanche! + +"Forse, a quel tempo, egli m'avrà adorata +"Come a ventanni un'illusion si adora! +"Il giovane d'allora +"Amore, arte, piacer m'avrà chiamata! + +"Chicchetussia dei mille amanti miei, +"Che mi presti la bara a seggiolone, +"Sappi che un'illusione +"Per te, se fosti vivo, ancor sarei.... + +"E sarei la più triste e la più grama, +"La più steril di pace e d'allegrezza, +"E potrei d'amarezza, +"Non più di gaudio, pagar la tua brama. + +"Sappi ch'io sono ancora un'illusione, +"Ma non siccome un dì bella e gioconda, +"Né alla mia treccia bionda +"Chiederesti il profumo e l'oblivione! + +"Sappi che piangeresti in mia presenza, +"Perch'io son l'illusion la più inumana; +"La più caduca e vana; +"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!" + +Agosto 1876. + + + + +LE DEMOLIZIONI + +A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER. + +Pietre, da tanti secoli +In un bacio congiunte, +Travi e barre, dall'acqua +E dal sole consunte, +Barcollanti casipole, +Ieri viventi ancora, +Oggi il Tempo vi mormora: +"È giunta l'ultim'ora!" + +Il Tempo!... Il triste scettico; +L'êra, l'anno e l'istante; +L'orco che mangia i popoli; +L'impassibil quadrante; +La sfinge inaccessibile; +Il mistico serpente, +Che afferra, eterno circolo, +La sua coda col dente. + +In un nembo di polvere +Cadon le vecchie mura; +Sembran côlte le tegole +Da un'orrenda paura; +Ed i balconi, vedovi +D'imposte e senza vetri, +Sovra i passanti guardano +Come occhiaje di spetri. + +Povere case!... Il rantolo +Della vostra agonia +Fu lungo!... Il dì novissimo +Lentamente venìa! +Barbari sempre, gli uomini +V'han fatto i funerali, +Pria che cadeste vittime +Sotto i colpi mortali. + +E accanto a voi scolpirono, +A scherno, in questi giorni, +Di fastosi palagî +I superbi contorni. +Ah! quei colossi risero +Di voi pigmei morenti, +E più amari vi fecero +I fatali momenti! + +Povere case!... Io vagolo +A voi dintorno.--È notte. +E l'ombre dalle fiaccole +Rosseggianti son rotte; +E, somiglianti ai demoni +Cui l'eccidio conduce, +I pïonieri nereggiano +Sugli sprazzi di luce. + +Ed io penso alla storia +Delle mura cadenti; +Ai drammi, alle commedie, +Agli idilii innocenti +Che si ordiron per secoli +Nelle piccole stanze +Ed impressero un marchio +Sulle umane sembianze. + +Ed io penso alle veglie, +Alle insonnie, ai riposi, +Alle fedi, alle infamie, +Ai convegni amorosi, +Ai sorrisi, alle lagrime, +Ai dì foschi, ai dì lieti, +Ai pöemi che videro +Quelle quattro pareti! + +Oh!... non ridete, splendide +Case dai freschi ornati, +Palagî da una magica +Mano in un dì crëati! +Or tutti a voi sorridono +Con beata alterezza +Ed i vostri muri spirano +La balda giovinezza.... + +Ma verrà il dì che i posteri +Vi chiameran capanne, +Ed al suolo abbattendovi, +Come fragili canne, +Tesseranno una lirica +Sovra i detriti immani.... +Più caduchi edifizii +Innalzando il domani! + +Tu sol, bigio fantasima, +Gotico tempio altero. +Tu, frastaglio di guglie, +Tu, gigante severo, +Vedrai le metamorfosi +Dei giorni che verranno, +Sogghignando alla gioja, +Sogghignando all'affanno! + +Finchè il Tempo, il terribile +Tarlo che rode il mondo, +Verrà te pure a spingere +Nell'abisso profondo; +E forse, fra un millennio, +Quivi sostando un uomo, +Tenterà di far credere +Che tu esistevi, o Duomo!.... + +Eugenio, sono effimeri, +Al par di queste stanze +D'ogni mortale i gaudii +I pianti e le speranze; +Il passato è macerie +Su cui sorge il presente, +E l'avvenire è il figlio +D'un vegliardo cadente. + +Oh! umani eventi! oh! frivole +Parvenze d'un istante! +Perchè dunque ci esagita +Questa febbre incessante? +Perchè dunque sussistono +Il sepolcro e la culla? +Perchè mai tanto fremito +Se tutto attende il Nulla? + +Perchè?... Perchè lo struggere +E il crëar son la vita; +Perchè la noja è l'unica +Larva da noi fuggita; +Perchè questa è l'armonica +Legge dell'universo; +Perchè senz'essa il cérebro +Non mi darebbe un verso! + +Milano, 2 ottobre 1875. + + + + +IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1] + +Egli visse sognando e sogna ancora +Chiuso per sempre in questa negra bara; +Sogna il tripudio della nuova aurora +E il fior, che per il maggio si prepara. + +Quand'ei moveva per le nostre vie +Parlava sempre del supremo giorno, +Ed un nembo di canti e d'armonie +Al grosso capo gli aleggiava intorno. + +E poi che il guardo umano invan s'attenta +Di legger della Morte nei misteri, +Ei rafforzava la pupilla lenta, +Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri. + +E, spaventato dal fatal problema, +Triste amatore d'un'estasi arcana, +Cantava a sè medesimo un pöema +Inebbrïando la sua forma umana! + +Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura +Questo dispregio dei nostri costumi? +Dobbiamo noi su questa sepoltura +Rammentar la sua vita o i suoi volumi? + +È vero!.... È vero!.... Ei calpestò un affetto, +Che men compianta potea far sua vita!.... +È vero!.... È vero!.... Al domestico tetto +Per lui la mensa fu di duol condita!.... + +Ma chi di noi, sovra il proprio cammino, +Non calpestò, rimpiangendolo, un fiore?... +Nascer pöeta è orribile destino! +Il cérebro talor soffoca il cuore! + +Oh! guai nascer pöeta ove la Musa +Non trova il pane per nudrire i figli! +Ove ogni sciocco delle labbra abusa +Per esser largo solo di consigli! + +Oh! guai nascer pöeta ove il sol splende +Ed infervora i cantici ispirati, +Ma dove l'uomo allori e culto rende +Soltanto ai pensatori trapassati! + +Costui vivrà da pochi consolato, +Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre, +O di spezzar la cetera indignato, +Per altre voluttà meno leggiadre! + +Costui vivrà la famiglia cantando, +La famiglia idëal,--cui dritto avea-- +E ch'egli dovè perder lagrimando.... +Chè, coi versi, nudrir non la potea. + +Noi, cui sorride l'italo orizzonte, +Siamo un popol di bimbi analfabeti! +Da qualche lustro appena alziam la fronte.... +Siam troppo grami per pagar pöeti! + +Non turbi adunque questo popol gramo +Il sepolcro d'un povero cantore.... +Meditiam la sua vita e confessiamo +L'ignoranza d'un secolo e l'errore! + +Emilio! Emilio!... Son le tue parole +Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento) +Da te un giorno le udii che le vïole +Dicean l'april con profumato accento. + +E tu piangevi per le tue sventure, +Antiveggendo questo estremo istante, +Senza sentirne le viete päure +E mentre il viso tuo parea raggiante! + +Poi soggiungesti sorridendo: "Amico, +"Quando mi porteranno al cimitero +"Verrai tu pure, com'è l'uso antico, +"A far dei versi sul mio drappo nero; + +"Ma ti ricorda degli accenti miei, +"Ed agli astanti, quel dì, li ripeti.... +"Se tu prima morissi, io li vorrei +"Ripetere fra i mille sepolcreti. + +"E là, dove la Morte i ricchi accoglie +"E i poveri del par, tutti eguagliando, +"Mi parria che dovrebber le tue spoglie +"Ascoltare i miei versi giubilando!" + +.............................. + +Quest'oggi, in cui la legge di Natura +Te primo, Emilio, al dì fatal condusse, +D'ogni giogo servil la mente pura, +Pieno il cor delle mie fedi inconcusse, + +Io vengo a replicar su questa bara +Le tue parole; io compio il tuo desìo.... +E sento, amico, che mi è meno amara +L'ultima volta che ti dico: Addio! + +[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875 +sul feretro del poeta delle _Penombre_. + + + + +ANACREONTE + +Fra le colonne--d'un bianco tempio +Sacro a Minerva,--la Dea propizia +Ai savî, austera Dea, +Pensieroso sedea + +Anacrëonte,--cantor dei fervidi +Baci e degli inni--nati fra i calici +E delle porporine +Rose allacciate al crine. + +Sedea pensoso,--stringendo l'abile +Stil nella destra,--la intatta tavola +Sulle gambe giacente +Guardando avidamente. + +Un sacerdote--dall'occhio linceo +Di là passava;--vide l'insolito +Vate nel sacro albergo +E gli si fece a tergo. + +Ei non udìllo;--come le statue +Chiuse nel tempio--pareva immobile, +E la fisa pupilla +Non mandava scintilla. + +Spesso la destra--la cerea tavola +Avvicinava;--ma sulla tenue +Veste che la copriva +Non un verso scolpiva. + +E d'inusato--pallor coprivansi +D'Anacrëonte--le tempia, e l'unghia +Tormentava la lama +Con rabbïosa brama. + +Nella clessidra--cadea la polvere, +E intorno, intorno--con suon monotono, +Sotto le arcate fosche, +Ronzavano le mosche. + +Alfin lo stile--sovra la tavola +L'acuta punta--venne a configgere, +E con note indefesse +Questo cantico impresse: + +"Perchè mi manca nel pensier la vita? +"Perchè come una spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio? +"Perchè la luce mi niega i colori? +"Perchè il profumo mi niegano i fiori, +"E la Musa un esametro? + +"Non sono io quello che i ridenti canti +"Questa notte vergò?--Perchè gli incanti +"Söavi, perchè l'estasi +"E l'armonia dei non studiati carmi, +"Come donne, veniano a visitarmi, +"Innamorate e ingenue? + +"Ed or ch'io chieggo un verso, una melòde; +"Or che una sete mi esagita e rode +"Di profumi e di cantici, +"Non una lieta immagin mi consola, +"E invano alla mia Musa una parola +"Io chieggo in elemosina! + +"Forse Minerva, l'äustera diva, +"Si vendica di me;--greggia votiva +"Non reco;--nel suo tempio +"Prima di questo giorno io non entrai; +"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!; +"Minerva ama il trapezio! + +"_Anacrëonte dai versi söavi +"Non t'è propizia la Diva dei savi!_" +"Dirà ridendo il popolo.... +"Stolto!... Il più savio è chi gode la vita! +"Il più savio son io!... Pòpol m'addita +"Qual'è dunque il mio tempio! + +"No!... Minerva è propizia al mio poeta! +"Io sono un savio dalla fronte lieta!... +"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito +"Che la mia Musa, de' miei baci stanca, +"Or m'abbandoni!... Già il mio crin s'imbianca +"E gli occhi miei si offuscano!... + +"Nave sdruscita, si rintana in porto +"A morir nella noja e lo sconforto! +"Oh!... splendide memorie!... +"Solcasti l'onde un dì, di fiori ornata, +"E sulla tua bandiera inalberata +"Stava scritto:--_Odi Erotiche_. + +"Venian da lunge a udir la melodia +"Che dalle tue seriche sarchie uscia +"Sotto la man de' Zeffiri, +"E del mar della vita i nocchier stanchi +"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi +"Per guarir dalla noja. + +"Giungevan mesti e cogli occhi infossati +"E partivano lieti e consolati +"In cor benedicendoti; +"E, giunti in patria, alle persone care +"Recavan, talismano salutare, +"Un'ode a Bacco o a Venere. + +"Or sei sdruscita; le sarchie di seta +"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta +"Guasto dal tarlo e fracido!... +"Povera nave, ti rintana in porto +"Ahimè!... Pria di perire di sconforto +"Languirai di memorie! + +"O Musa mia, dammi un ultimo canto, +"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto +"Dell'amor tuo!... D'un'estasi +"Fammi ancora bëato!... E poi... ch'io muoja! +"Più della morte ho in orrore la noja.... +"E il dolore di perderti! + +"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita +"Mi langue!... Come spugna inaridita +"Mi sta il cervel nel cranio! +"Ahimè!... La luce mi nega i colori! +"Ahimè!... Un profumo mi niegano i fiori +"E la Musa un esametro!" + +Sovra il suo ciglio--brillò una lagrima; +Scosso era il labbro--da un lieve tremito; +E la spaziosa fronte +Chinava Anacrëonte. + +Allor dei vate--battè sull'omero +Il sacerdote,--la cerea tavola +Colla destra additando, +E disse sogghignando: + +"Pazzi e pöeti--sono sinonimi! +"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio +"Ancor molle hai di pianto.... +"Ed hai crëato un canto! + +Luglio 1875. + + + + +EVO MEDIO + +(A GIUSEPPE GIACOSA) + +Oh!... Il bel tempo dei miracoli, +Dei giulivi menestrelli, +Delle fate, degli spiriti +E dei magici castelli! +Oh! il bel tempo dei pigmei, +Delle imprese e dei tornei! + +Oh!... Il bel tempo delle maglie, +Dei vestiti di velluto, +Quando Iddio, la dama e il trono +Si rubavano il tributo, +E cantavasi il perdono +Sul motivo dei fendenti, +Ed insieme pullulavano +I castelli ed i conventi! + +Oh!... Il bel tempo dell'assiduo +Alternar di paci e guerre, +Quando i vescovi aggiravansi +Cavalcando per le terre, +Mentre ai piè delle Eminenze +Chiedean tutti le indulgenze! + +Beppe, il mondo di quell'epoca +Pare un mondo immaginario! +Il ladron della mattina +Bacia a sera un reliquiario; +Sulla massa che cammina, +Come pecore attruppate, +S'erge sempre, quasi a bussola, +Il cocuzzolo d'un frate. + + * * * * * + +Eran più che innumerevoli +I colori delle tonache; +Una mistica lussuria +Dava l'estasi alle monache; +E cantavansi a distesa +Inni e salmi nella chiesa. + +Sovra un asse Frate Angelico +Dipingea le sue Madonne; +Sempre azzuro il manto aveano, +Sempre rosse avean le gonne; +N'era il capo incoronato +Da un bel circolo dorato. + +Gli alchimisti si sfiatavano +Sulle brage dei fornelli; +I teologi soffiavano +Nei fanatici cervelli; +Il delirio universale +Era l'or filosofale. + +Si chiedeva allo Zodïaco +L'avvenir delle persone; +I romiti fabbricavano +Le medaglie e le corone; +E diceano i benefíci +Dei flagelli e dei cilici. + +Come noi si va in America, +Lor si andava in Palestina; +Qual tesor ne riportavano +Una scheggia peregrina +Della croce di Gesù.... +Nè chiedevano di più! + + * * * * * + +Oh!... I corteggi all'Evo Medio +Nei trionfi e nelle feste! +Oh! i cavalli, i fanti, i carri, +L'oro e i drappi sulle teste! +Eran splendidi e bizzarri +I corteggi d'un possente, +Smaglïanti come il crotalo +Sotto il sol d'Affrica ardente. + +Nani, alfieri, paggi e chierici, +Gente bella e foggie strane +E buffoni e trovatori +E vezzose castellane +Ed in mezzo ai gran signori, +Del suo prence a mano manca, +La ventraglia d'un cenobita +Su una mula tutta bianca! + +Imbandíansi sulle tavole +Le vivande in piatti d'oro; +Il vestito delle dame +Era un piccolo tesoro: +Della plebe il brulicame +Facea ressa nelle vie, +Quando andavano a godersela +Monsignori e Signorie. + +Poi le danze! Al suon di pifferi +Di sirvente e di mandòle +_Tarantelle e cavalloggie_ +Alternavansi a _spagnole_; +E, vedute dalle loggie, +Quelle genti a più colori +Un gran mazzo ti parevano +In cui vita aveano i fiori. + + * * * * * + +L'Evo Medio si compendia +Nella chiesa e nel castello; +Dominavan le nazioni +Un guerriero o un fraticello; +Fra le mille devozioni, +(Sacerdote il trovatore) +Una sola era pregevole, +Beppe: quella dell'amore! + +Nelle chiese c'era l'organo, +Avean trombe i cavalieri, +Ma la musica del popolo +Era quella dei trovieri +E le libere parole +Uscian fuor delle mandòle. + +Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo +È una nenia e non un canto! +Noi siam lucciole sbiadite, +Essi il fuoco, essi l'incanto! +Oggi i bozzoli e la vite +Ci preoccupan l'idea +Più dei lauri e della gloria +D'una bellica epopea! + +Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito +Sulle stragi dei possenti; +S'io ricordo il Sant'Uffizio +Ed i roghi dei sapienti; +S'io rifletto alle baldanze +Di tiranniche ignoranze; + +Benedico le vittorie +In onor dei Veri eterni, +E il prosaico vestimento +Dei filosofi moderni; +Benedico dei presenti +La volgar monotonia; +Nella scienza e nei negozii +Trovo ancor la poesia! + +Penso, è ver, che in tutti i secoli +Si pareggian beni e mali; +Che gli umani desiderii +Han confini sempre eguali.... +Ma davver sono contento +Di non viver nel _trecento_. + +Agosto, 1876. + + + + +IL SECOLO DI PERICLE + +(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI) + +Sotto la ferrea--clava spartana +Isterilivasi,--schiava gemente, +La nata libera--volontà umana. +Delfo, silente, + +Sull'aureo tripode--parea dormire, +Poichè le belliche--tube eran mute, +Nè più all'Oracolo--chiedevan l'ire +Senno e virtude. + +Nojata e gelida--la Pitonessa +Sonar nel tempio--non intendea +Che d'una vecchia--la voce fessa +Cui, sorda, Igea + +Degli anni all'ónere--curva lasciava, +O qualche timida--prece d'amore +Che su virginee--labbra mandava +L'ansia del cuore.-- + +Tebe era mutola;--tacea Corinto; +Messene, esangue,--nelle sue mura +Chiudeva un popolo--per sempre vinto +Dalla sciagura. + +Brandían gli Ellenii--zappe e bipenni! +Di illustri ceneri--piene eran l'urne, +E le Olimpiadi--venian solenni +E taciturne + +A baciar l'ampie--fronti dei saggi... +Ma, in fondo ai bigî--tempi, un fulgore +Brillava... ed erano--gli accesi raggi +Di Atene in fiore. + + + +A TAIDE + +Taide, il mondo è un'accolita +Di sciocchi e di bricconi; +A poche menti garbano +Le libere canzoni; +Gli sciocchi non camminano +Che coi piedi degli altri, +E l'armi degli scaltri +Son frasi e ipocrisia. + +Il labbro, che ti predica +L'azzurro e la morale, +Beve, nell'ombra, al lurido +Nappo del baccanale; +Le donne _oneste_ mostrano +Nudo ai teatri il seno +E chiameranno osceno +Questo povero canto! + +In custodia ridicola +Ognun stringe la sposa.... +E volge all'altrui talamo +La mente desïosa; +Mille impotenti giovani +Sparlan dell'altrui donne.... +E delle proprie nonne +Si fanno i paladini! + +È l'infanzia un miscuglio +Di lubrici misteri; +La pubertà ci innebria +D'ardenti desideri; +Ma i vecchi scaraventano +Sovra noi l'anatèma, +Se ne facciamo il tema +D'un'ode in settenari. + +L'arte greca è lascivia +E l'insegna il pedante; +Porta e Goldoni estasiano +E venerato è Dante; +Ma se noi, baldi giovani, +Tessiamo un inno al _Vero_, +Sorge un popolo intero +A gridarci la croce! + +Quadri, melodi e statue +E commedie e volumi +Tutti d'amor ci parlano +Negli umani costumi.... +È una rancida nenia! +È un nojoso frastuono! +Sempre lo stesso tôno +Su una nota tenuta!... + +Taide, tu pure, ingenua, +Alla nenia credesti! +Con chi primo ti piacque +Una notte giacesti.... +E trovasti, togliendoti +Al convegno geniale, +L'infamia e l'ospedale +Dove morir di stenti. + +Altre, di te più caute, +Si ribellano al mondo +E, odïandoli, agli uomini +Fanno il viso giocondo; +Ed, ingannate, ingannano; +E rubano, baciando; +E ridono, sputando +In fronte ai derubati! + +Innanzi a lor si inchinano +Gli sciocchi riverenti, +E i poeti le ragliano +Con patetici accenti, +E le madri del popolo, +Che soffrono la fame, +Alle fanciulle grame +Le citano a modello! + +Io nacqui troppo povero +Per comperarne i baci, +E non m'impiglio al vischio +Dei lor sguardi procaci; +Delle fanciulle ingenue +La ritrosia m'annoja, +Chè dell'amor la gioja +Non disgiungo dai sensi. + +Le donne oneste adescano +Senza conceder mai; +Fra gli imbecilli, o Taide, +Finor non m'imbrancai! +Odio gli altari e gli idoli +A cui la turba grulla, +Senza ottener mai nulla, +Si inginocchia pregando! + +Spose od amanti, il talamo +E la tomba d'amore! +La noja o l'amicizia +Lo sùrrogan nel cuore.... +Il Piacer, che n'è figlio, +Come l'Ebrëo Errante, +Con ardore incessante +Cerca novelle forme! + +Taide, tu sola, vittima +Degli umani disprezzi, +Ai tristi che ti insultano +Rendi lagrime e vezzi, +Chè le fanciulle povere +Dal sangue ardente e buone, +Perdendo un'illusione +Non si mutano in serpi! + +Tu sola sei possibile +Per le menti severe, +Che le catene abborrono +Adorando il piacere! +Tu, che ai ricchi ed ai poveri +Mostri un egual sembiante +E accogli in un istante +Ogni filosofia! + +Tu, che non rechi i triboli +D'un amore geloso; +Che non ti atteggi a vittima +D'un dolor fastidioso; +Tu, che ti serbi vergine, +Anche da lebbra infetta +Che bocca maledetta +T'infiltrò nelle carni! + +Tu, con cui scorre libera +E aperta la parola; +Tu, d'ogni umana lagrima +Educata alla scuola; +Tu, che dai per un obolo +Ciò che l'altre, per anni, +Con amarezze e inganni, +Vendono a caro prezzo! + +No!... L'amor non è l'unica +Gioja al mortal concessa! +Anche l'odio ha i suoi gaudî! +E la vendetta anch'essa! +E l'han le acute indagini +Note ai sapienti, e l'ore +Consacrate all'ardore +D'un ambizioso sogno! + +Vieni, povera vittima, +Vieni!... Al tuo sen mi stringi! +Al par di mille ipocrite, +Taide, il delirio infingi! +A sozze man proficua +Tu stessa non comprendi +Che la merce che vendi +È una perla preziosa! + +Vieni!... Svanita l'estasi +Col sol di domattina, +Ti lascerò, per correre +Dietro un'Arte Divina.... +Nè subirò la nenia +Di promesse o lamenti, +Che dei versi fluënti +Potrian rompermi il filo!... + +Milano, ottobre 1875. + + + + +LA NOTTE DI SAN SILVESTRO + +La falange dei secoli stanotte +Si accrescerà d'un milite novello; +E di tanti dolor, di tante lotte, +Di tante gioje, raccolte in un anno, +Forse un'eco infedele per memoria +I dì venturi avranno! +Per legger dentro ai secoli remoti +Noi meditiam la forma d'un avello; +E i nostri figli, cui sarem mal noti, +Mediteran nei nostri cimiteri, +Dei nostri eventi tessendo la storia +E dei nostri pensieri. + +E strana legge!... I tumuli silenti +Serban per lunghe etadi la parola, +Mentre le mille voci delle genti +Duran lo spazio che dura un istante, +E vanno dei superstiti a morire +Nel frastuono incessante! +Ah!... Chi potrà afferrar l'attimo arcano +Che al tempo stesso sussiste e si invola?! +Chi mai potrà indicar con ferma mano +Il limite sottil che fu segnato +A divider fra loro l'_avvenire_, +Il _presente_ e il _passato?!_ + +E noi viviamo; ed ogni dì che fugge +Segna una ruga sulla nostra fronte; +E un'agonia lentissima ne strugge; +E, tremebondi, a noi stessi chiediamo +Se esisterem, trascorso un anno, ancora; +E mormoriam: _"Speriamo!"_ +E interroghiamo gli eventi passati, +E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte; +E dai mille fantasimi evocati +Attendiam le speranze ed i conforti, +Baciando i figli che vedon l'aurora +E ripensando ai morti. + +Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla! +Tremendo Iddio che le esistenze ingoi! +Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla +Dai nebbïosi orizzonti!... Ocëàno +Sovra i cui flutti non scerne la sponda +L'ansioso sguardo umano!... +Dimmi, rispondi, che son divenuti +I giorni senza numero, e gli eroi, +E i popoli, che in sen ti son caduti? +Che mai facesti tu di tanta polve +Che, come l'onda s'accavalla all'onda, +Su sè stessa s'avvolve? + +Che mai facesti tu di tante glorie, +Di tanti pianti e di tanti sorrisi? +Che giovano ai presenti le memorie +Se chi lasciolle eternamente è spento? +Oh!... Triste scherno!... Un'êra di mill'anni +S'accoglie in un accento! +Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego, +Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi +E presso a cui scrivo e bestemmio e prego, +Val più dei raggi insiem moltiplicati +Che piovvero dal sol su gaudi e affanni +Nei secoli passati! + +Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone +Vale gli scettri dei re che son morti! +Il mio gramo cappel val le corone +Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito +Val le toghe di porpora e di bisso +Del popolo quirito!!! +Cesare, Carlomagno e Bonaparte +Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti +Spingete, o spettri, sovra queste carte.... +Datemi voi l'accento arcano, il verso, +Ond'io possa descrivere l'abisso +Su cui sta l'Universo! + +................................ + +Io mi prostro!... In un'orgia di visioni +S'accascia la brïaca fantasia.... +Veggo mari di sangue, e templi, e troni +Accatastati, e altari, e deliranti +Moltitudini, e donne, e bare, e fiori, +E spade luccicanti.... +E tutta questa baräonda vola +Dinanzi agli occhi della mente mia; +S'apre ogni bocca e non dice parola; +Batte ogni piede ed un fruscìo non s'ode; +E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori, +Ogni folgore esplode. + +Talor frammezzo alla gente piccina +Giganteggia d'un Genio la figura; +Socchiusi gli occhi e colla fronte china +Passano i savî delle età trascorse, +Color che innanzi all'ardüo problema +Hanno esclamato: _Forse!_ +Ed io, fiutando l'aura che circonda +Questa turba idëal che fa paura, +Sento le nari tormentarmi un'onda +Di lezzi e di profumi; una miscela +D'odor d'alcòve e di tombe; l'emblema +Che la carne rivela! + +................................ + +Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato +Come un tronco cui svelse la bufèra, +Io mi sollevo.--Il mio sogno è passato, +Al pari d'ogni gente e d'ogni evento; +Sorgo e, senza nudrir stolide fedi, +Alla vita mi avvento. +E a lei mi stringo, a questa grama vita +Irta di noje, vana e passaggiera, +Ma che all'avida bocca inaridita +Può ancor porger la mistica mammella! +A questa vita, il solo _maravedi_ +Dell'umana scarsella! + +Dolce tesor di mie brevi giornate, +Io ti vo' spendere in luce e in amore, +In lagrime e in ebbrezze spensierate! +Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... È nulla il resto! +Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni, +Non morti, io li detesto!... +Io sparirò pria che i capelli bianchi +M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore, +Ma vo' morir colla testa sui fianchi +Ignudi d'una donna amata e bella, +Ripetendo le libere canzoni +Di mia mente rubella! + +Milano, dicembre 1876. + + + + +LA SENAVRA[1] + +AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI. + +Sognatori incorreggibili; +Fervidissimi credenti; +Cranî vasti e cranî piccoli +Dai cervelli turbolenti; +Furibonde crëature +Piene d'ansie e di paure; +Vociatori allucinati +Dagli spettri torturati; + +Barcollanti paralitici +Avviati alla demenza; +Infelici, cui sovreccita +L'epilettica potenza; +Pellagrosi, a cui la Fame +Dissanguò le carni grame +Per dipingere le rose +Delle mense sontüose; + +Catalettici, insensibili +Come il cuor d'una beghina, +Dallo sguardo spento e immobile, +Dalla testa sempre china, +Cui l'orrenda malattia, +Ch'è peggior dell'agonia, +Indurì la gamba e il braccio +Come il ferro e come il ghiaccio; + +Idïoti tardi e sucidi +Dalle stolide risate; +Silenziosi melanconici +Dalle fronti ottenebrate; +Vecchi e bimbi, uomini e donne, +A cui celan vesti e gonne +(Dalla _modula_ uniforme) +La goffaggin delle forme; + +O pöeti, cui, per esserlo, +Non mancò che l'equilibro; +O confuse e sparse pagine +Che talor non fan più un libro; +O filosofi egoïsti +Che furiosi, o lieti, o tristi, +Suggeriste un entusiasmo +All'indagine d'Erasmo; + +Io vi veggo dell'Ospizio +Negli androni lunghi e scuri +Sfilar tutti e, a larve simili, +Rasentar gli scialbi muri; +E me stesso e il mondo oblio +Nell'udir lo stropiccìo +Delle scarpe trascinate +Sulle pietre levigate. + +Quest'Ospizio, or non è un secolo, +Era un chiostro solitario; +Vi dormian, tranquilli, i monaci +Fra una cena ed un rosario: +Quella pace chi rimembra? +Tutto muta!... E il chiostro or sembra, +Per le grida e il chiasso eterno, +Una bolgia dell'inferno! + +Quanti sogni!... Quanti fascini! +Quanti inani desideri! +Quante vacüe dovizie +Di ipotetici forzieri! +Quante inutili ambizioni +Irte a mille umiliazioni! +Quanto spreco di esistenze +Per ridicole parvenze! + +Quanto fremer di battaglie +Idëali in queste mura! +Che splendor di luci incognite! +Che prodigi di natura! +Che profumi di giardini.... +Nel pensiero dei meschini! +Che romane orgie evocate +Dalle femmine _eccitate!_ + +Salve!... Salve!... Questo popolo, +Che stropiccia i corridoi, +È di re un'augusta accolita! +È un manipolo d'eroi! +Sono artefici immortali! +Sono duci e generali! +Sono menti sovrumane! +Son duchesse e cortigiane! + +Questo giovane, che medita, +È un sapiente... che sa nulla! +Questa vecchia ottuagenaria +Va affermando esser fanciulla! +Questo mostro d'ambizione +Vi domanda un mozzicone! +Questo semplice artigiano +Vuole onori da sultano! + +Una donna, melanconica +E dal volto deformato, +Vi susurra: "Dunque, Emilio, +"Non m'inganno!... Sei tornato!" +Ed un'altra, in foggie strane, +Si rimbocca le sottane +Al disopra dei ginocchi, +Ammiccandovi degli occhi! + +Chi combatte cogli spiriti +Grida, impreca e il braccio ruota; +Altri, al suol cadendo supplice, +Resta in estasi devota; +Poi proteste, insulti ed ire!... +"Io son savio!... Voglio uscire! +"Scellerati!... Al cenno mio +"Ubbidite!... Io sono Iddio!..." + +Se la vita è un mar simbolico, +E se noi siam naviganti; +Se quaggiù bonaccie e turbini +Voglion dir sorrisi e pianti, +O miei buoni, questa gente, +Che non sa dov'è l'oriente, +Questi miseri sparuti +Sono naufraghi perduti!... + +Ahi!... La Scienza, con un gemito, +Dietro a lor perde il coraggio, +Nè sa ancor qual sia la gomena +Da gettar pel salvataggio! +Incessante l'uragano +Scuote il rabido oceàno.... +Ed i fragili intelletti +Si frantuman tra gli affetti!... + +Fedi e infamie, amori ed odii, +Amarezze ed illusioni! +Ecco i venti, i nembi, i fulmini! +Ecco i tristi cavalloni! +Fino il duol del padre oppresso +Nei nepoti resta impresso, +E van pazzi a cento a cento +Per chimerico spavento! + +O follia, sei tu un'orribile +E fantastica megera +Che trapassi in mezzo agli uomini +Come rapida bufera, +E che godi, sghignazzando, +A toccare il fronte blando +Del dormente nëonato +Con un dito arroventato? + +O Follia!... Cupa voragine!... +Viver... morti!--Esser sepolti.... +Nè saperlo!--Aver lo spregio.... +E non leggerlo sui volti! +O Follìa!... Pensier tremendo!... +Forse l'estro ond'io m'accendo +È lo stigma del Destino, +Che mi colse da bambino!... + +................................ + +Le notturne ore discesero; +Son deserti i foschi androni; +Già i maniaci s'addormentano +Nei squallenti cameroni; +Già dei poveri _sospetti,_ +Presso l'ànsole dei letti, +I metodici guardiani +Assicuran piedi e mani.... + +Deh!... Con sogni placidissimi +La pietà li benedica! +Chè sui pazzi sta l'anàtema +D'una duplice fatica, +E domani essi dovranno, +Quando tutti sorgeranno +Dell'albore ai raggi incerti, +_Risognare_ ad occhi aperti!... + +Dalla Senavra, 26 settembre 1876. + +[1] La _Senavra_ è il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.] + + + + +IN ALTO + +(A GIUSEPPE GALLOTTI) + +Non domandarmi un cantico +Per le umane passioni! +L'inesorabil logica +M'impone altre canzoni; +Io non posso più esprimere +Nè il pianto, nè la gioja, +Chè mi vennero a noja +Le lagrime e i sorrisi dei viventi. +Mi rifiuto all'analisi +Delle cose crëate, +Per viver nel delirio +Di altezze sconfinate; +Ivi è un eterno fascino, +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Dinanzi alla voragine +Dell'eterna armonia +Le passioni degli uomini +Perdon la poësia; +Così l'estremo rantolo +Del nocchier si confonde +Col ruggito dell'onde, +Su cui passa, tuonando, la bufera!... +Il Bene e il Mal s'intrecciano +Nell'assidua natura; +Il Bene e il Mal s'alternano +Con sapiente misura; +E, indivisi, si aggirano +Fra il turbo dei viventi, +Gelidi, indifferenti +A chi piange, a chi ride ed a chi spera. + +La medaglia simbolica, +Dalla gianica faccia, +Ha nella prima il gaudio, +Nell'altra la minaccia; +Ma si palesa agli uomini +Sempre con fronte eguale, +Perchè nel Ben sta il Male, +Perchè nel Male sta del Bene il germe. + +I contenti e le lagrime +Dei poveri mortali +Per varïar di secoli +Saranno sempre eguali; +I desiderii fervono +In ogni crëatura... +E il gaudio o la sventura +Vengono a soddisfar l'umano verme, + +E poi che un giorno ridere +O pianger gli è concesso, +Torna dei desiderii +Il popolo indefesso; +La noja uccide il gaudio +Ed il dolor si accheta... +E la caduca creta +Ribeve al fonte dell'antica speme! +È una storia monotona +Degli uomini la storia! +Sempre lo stesso fremito +Di bassezze e di gloria! +Sempre gli stessi gemiti +Per gli stessi dolori! +Sempre gli stessi amori! +Sempre il labbro che ride e quel che geme! + +Al suon delle battaglie +Succedono le paci; +Dopo l'orgie del sangue +Vengon quelle dei baci; +Come fantasmi, i popoli +Agitando le braccia, +Contorcendo la faccia, +Per un istante passan sulla terra.... +Nè resta che una debole +Eco di tanti eventi, +Che nel frastuon va a perdersi +Delle novelle genti,... +Poi ricomincia il turbine +Dei desiderii arcani, +Che dai cervelli umani +Elettrico incessante si disserra! + +Dal sorriso d'un popolo +Nasce d'un altro il pianto; +Per una gente è un empio +Chi per un'altra è un santo; +E le bufere scrosciano, +E il sol sfavilla, e i fiori +Si veston di colori, +E nello spazio rotëan le stelle!... + +Tutti, mendìchi e principi, +Deboli e forti, tutti +Proviam gli stessi gaudii, +Abbiam gli stessi lutti! +Il Bene e il Mal ci scuotono +Coll'istessa potenza, +E l'umana sapienza +Alla gran legge invan si fa ribelle!... + +No, il sorriso degli uomini, +No, degli uomini il pianto, +Nel cranio mio non destano +Giocondo o mesto un canto; +Perch'io so che le lagrime +Fan più dolci i sorrisi; +Perch'io so che indivisi +Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi. +Sol nell'immensa sintesi +Delle cose crëate, +Nel supremo delirio +Di altezze sconfinate +Trovo dei carmi il fascino! +Ivi, un pugno di polve, +Che ignoto soffio avvolve, +Sembrano gli astri nello spazio ardenti. + +Giugno 1875. + + + + +CIRCOLO + +(A PAOLO GORINI) + + +Un dì d'autunno, al tramontar del sole, +In un ermo giardino entrò la Morte; +E impallidìr le rose e le vïole +Presàghe di lor sorte. + +Le foglie, scosse da leggiero vento +E per sottil pioviggin lagrimanti, +Siccome colte da orribil spavento +Si fecero tremanti. + +E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori, +Disse una voce: "Così vuole Iddio! +"Voi dovete morire!--Addio colori! +"Olenti effluvii, addio!" + +E la Morte passava.--Un'armonia +Di indistinti sospiri e di lamenti +Sorgea dovunque, ovunque la seguia +Nei sentieri silenti. + +Eran sospiri timidi, repressi, +Come il fruscìo d'un abito di dama +Che va di notte a colpevoli amplessi; +Era un pianto, una brama + +Di restar fiori e foglie un giorno ancora. +Un povero giacinto domandava +Di lasciargli veder la nuova aurora... +Ma la Morte passava. + +Il giranio avvizziva; le vïole, +Baciandosi fra lor con aria mesta, +Diceansi addio, e sull'umide ajuole +Chinavano la testa. + +Solo una rosa, una fulgida rosa +Dal vivace color, nata il mattino, +Surse a lottar, fidente e coraggiosa, +Coll'avverso destino. + +E alla Morte gridò: "Perchè degg'io +"Morire adesso che son nata or ora? +"La mia parte di vita io chieggo a Dio... +"Io vo' vivere ancora!" + +"Perchè vivere ancor?"--chiese la Morte. +"Perchè ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta: +"Morir non è svanîr, ma cambiar sorte, +"Nascere un'altra volta... + +"La mia man non distrugge, ma trasforma; +"Apportatrice di vita indefessa, +"La Materia non muor; muta la forma, +"Ma la creta è la stessa." + +--"Lasciami dunque la forma presente, +"Con te non mi lagnai della mia sorte. +"Io voglio restar rosa eternamente!..." +--Le rispose la Morte: + +"E che dirà la terra, a cui tu devi +"Porger te stessa in provvido alimento? +"Tu dalla morte altrui vita ricevi; +"A te l'altrui tormento + +"Dà l'esistenza; il loto che si muta +"Nel tuo stelo e le foglie ti colora, +"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta +"Ma pur convien ch'ei mora!... + +"A che tanto terror?... Prima d'un mese +"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto. +"Per ridonarle a te, l'April cortese +"Le farà d'aria e loto. + +"La stessa brama, che tu senti, avranno, +"Morir dovendo, l'aria e il loto allora... +"Ma poi, mutati, Iddio benediranno +"D'essere rose ancora... + +"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto +"E d'esser rose lo ringrazieranno,... +"Per poi lagnarsi il dì che in aria o loto +"Rimutarsi dovranno! + +"È un'assidua vicenda!...--Il nëonato +"È vecchio quanto il Tempo!--È un'infinita +"Catena!... Tutto muore!... E nel Crëato +"Freme eterna la vita!..." + +Tacque e passò.--Cadean le foglie a mille +Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti +Biancheggiavan le mura delle ville; +E gli sfrondati arbusti + +Parevan membra di bimbi malati +Usciti da mefitici ospedali; +Borea scopava coi buffi gelati +Le foglie nei vïali; + +E intorno, intorno, un susurro s'udia +Confuso e fioco, come il suon lontano +D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia +Un'aërëa mano. + +Era un canto di grazie; era un concento +Che nel vespro nebbioso si perdea; +Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento +Lo ripetean.--Dicea: + +"Ave, o Signor, che ci desti la vita, +"Che loto ed aria quaggiù ci mettesti! +"Possente Iddio, la tua bontà infinita +"Fa che si manifesti!... + +"Possente Iddio, ci manda un po' di piova! +"Possente Iddio, ci manda un po' di neve! +"E tien lungi l'April, che in forma nova, +"Aimè, mutar si deve! + +"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore! +"Noi siamo lieti della nostra sorte... +"L'April tien lungi, chè mutarci in fiore +"Vuol dir darci la morte!" + +Milano, giugno 1875. + + + + +A FULVIO FULGONIO + +O modesto filosofo, +Che giunto a quarant'anni, +Fra l'incessante turbine +Di miserie e d'affanni, +Vivi solingo e povero, +E nel tuo cor securo +_Sotto l'usbergo del sentirti puro_, + +Di' qual è dunque il tramite +Che al sepolcro conduce +E cui conforta il raggio +D'inestinguibil luce? +Dimmi, come si vincono +Queste umane tempeste, +Che fan le genti o torve, o tristi, o meste? + +Verso la tomba scendere +Io ti contemplo, o amico, +Come l'ombra di Socrate, +Il grande savio antico; +Tu pure d'ogni infamia, +Con bocca altera e muta, +Bevesti in questo mondo la cicuta! + +Deh!... Se una pia memoria +E un fervido entusiasmo, +Possono ancora emergere +Dall'umano mïasmo, +Lascia ch'io possa volgerti +Quell'arcana parola +Che sa dire chi soffre e che consola. + +Sorridi ancora!... Passano +I secoli e le genti, +E le plebi, al barbaglio +Degli empi pläudenti, +Tu non merchi gli applausi, +Ma sul tuo franco viso +Ami serbar l'impavido sorriso, + +O modesto filosofo, +Spesse volte affamato, +Io mi faccio una gloria +Di camminarti allato! +O dolce amico, insegnami +A vivere securo +_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_! + +Agosto 1875. + + + + +LA CHIESETTA DEI MORTI + +(A GIULIO CORSARI) + +L'ho vista la chiesuola; essa è perduta +In mezzo ai campi come un eremita; +Ed è deserta, solitaria e muta, +Qual chi studia il problema della vita. + +O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati, +Macerie umane, chi vi mosse in terra? +Insiem congiunti come v'han chiamati? +Bécero, Truffaldino o Fortinguerra? + +Sotto una rozza lapide sconnessa +Dorme il vecchio curato del villaggio; +Egli almen cogli offizii e colla messa +Il nome a questa età lasciò in retaggio! + +Ma un teschio, posto là, sul cornicione +Con cent'altri, ridendo, par che esclami: +"Bel profitto davver, se le persone +"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!" + +Ed è un teschio giallognolo e pulito +Siccome d'un nodar la pergamena, +Ed ha la nuca dal profilo ardito +E guarda in giù con un'occhiaja appena. + +................................ +................................ +................................ +................................ + +È il mattino.--Sull'erba verde e folta +Scintillano le gocce di rugiada, +E il ritornello da lontan s'ascolta +D'un villano che passa sulla strada. + +La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa +Poggiar sul cornicione d'una chiesa, +Coi passeri che intorno le fan festa +O col becco alle vuote orbite offesa! + +E contemplare i proprii stinchi ignudi +In una nicchia, messi insieme a mille, +O (peggio ancora) un pöeta che sudi, +E cerchi un verso alzando le pupille... + +Ei colla vita di cento persone, +(Che visser forse ognuna settant'anni) +Farà dieci quartine o una canzone. +Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!... + +Poveri morti, perdonate!--Tutti +Amor vi concepì; tutti una madre +E un padre aveste; e amaste; e foste tutti +Sposo, figlio, fratello, amico o padre... + +Per una strofa che dalla matita +Mi cade, voi viveste, ahimè, tant'anni! +Un sol mio verso è costato una vita!... +E una mia rima chissà quanti affanni? + +Castelleone, agosto 1874. + + + + +A UNA DONNA INTELLIGENTE + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi può amarti, o bella crëatura. + +Ho pensato all'arbitrio del destino, +Che ti formò col puro cäolino +Con cui formò il cervello dei veggenti: +Ho pensato al delirio +Di chi baciò i tuoi begli occhi lucenti; +All'angoscia di chi, dopo il delirio, +Vorrà, tremante, interrogarti il cuore, +E, forse, troverà lento e sbiadito. +Come un suono che muore, +L'amoroso battìto! + +Strano connubio!... Donna e intelligenza! +I sogni, che s'incarnano +Nella gentil parvenza! +Strano connubio!... Intelligenza e donna!... +Lucifero che cela il ghigno orrendo +Sotto un pallido volto di Madonna! +Una bionda e leggiadra testolina, +Un gingillo da pôr sovra un guanciale, +Che scruta ed indovina +Il cupo abisso del Bene e del Male? +Strano connubio!... Donna e intelligenza!... +Una mandòla, cui la man d'amore +Sa cercare una languida cadenza, +E a cui scuote le corde +Questo fantasma che sussulta e spia, +E bacia, e sferza, e morde, +E che gli umani chiaman: _Poesia_! + +Quand'io lessi i tuoi versi +Ho pensato alla gioja +Immensa e alla sventura +Di chi può amarti, o bella crëatura! + +Io vorrei che alla mia donna adorata +Mormorasse un mortal detti d'amore, +Perch'io potessi trafiggergli il cuore +O morir di sua mano; +Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei +Che tenesse lontano +Dal suo capo gentile +Il più spietato dei rivali miei, +Il _Pensier_, che solleva +Il tristo tentatore +Che un dì fe' perder Eva +E poi distrusse ogni sogno d'amore. + +E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi +Colle lagrime agli occhi e il viso bianco, +E, come un pellegrin d'affanni stanco, +Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei +E, baciandoli, o donna, io ti direi: + +"Di non udir quaggiù che la mia voce, +"E d'esser sorda alle melòdi arcane +"Che vibrano nel tuo capo adorato; +"Perch'io temo che il sol della dimane +"Ti risvegli più fredda all'amor mio; +"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_ +"(Funestissimo Iddio) +"Ti tolgano per sempre ai baci miei!" + +Questo, o donna, piangendo, io ti direi. + +E se tu volgerai, dolcezza mia, +Quasi ammaliata, le pupille al cielo +Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando +Nel profondo del cor la gelosia, +Afferrerò la balza del tuo velo +Per tenerti qui in terra... o per morire, +Se a quella reggia d'oro +Poëta e donna, tu vorrai salire. + +Agosto 1876. + + + + +IL DÌ DEI MORTI + +Quest'oggi il calendario +Segna il giorno dei morti, +Il giorno in cui gli scheletri +Han mistici conforti, +Ed io, seguendo il popolo +Come sopra pensiero, +Mi trovo al cimitero +Fra i cippi a vagolar. +Qui tra le mute lagrime +Delle madri dolenti, +Tra gli ipocriti gemiti +Degli eredi parenti, +Tra i fiori che inghirlandano +I cippi biancheggianti, +Rovistando i sembianti, +Comincio a meditar. + +Chi mi disse che il fùnebre +Campo, ov'io sono, ispiri +Pensieri melanconici, +Desolanti deliri? +Chi mi disse che incutono +Disinganni e paure +Le mille sepolture +Che stan dinanzi a me? +Qui, dove gli altri parlano +D'incompresi destini; +Qui, dove gli altri perdonsi +In mar senza confini; +Qui, dove tutti fremono +D'indicibil terrore, +A me si spegne in cuore +Ogni bugiarda fè. + +Sulle zolle che atteggiansi +A smaglïanti ajuole, +Tra i fiori, che si volgono +Desiosi ai rai del sole, +Della Morte io non veggio +La larva ischeletrita; +Non la Morte, la Vita, +O miei fratelli, è qui!... +La Morte!... Che significa +Questa strana parola, +Che fa sgomento ai timidi +E che i forti consola? +La Morte!... Chi mi scioglie +Questo fatal segreto, +Che al cèrebro d'Amleto +Il dubbio suggerì? + +È la Morte una fisima +Delle pusille menti! +Se nacquer dai cadaveri +L'erbe ed i fiori olenti, +Se i vermi ha fatto nascere +La carne imputridita, +La forma, e non la vita, +D'esistere cessò!... +L'operosa materia +Convien che a sè ritorni; +La Morte è legge assidua; +Noi moriam tutti i giorni! +Noi moriam, trasformandoci +Da bimbi in giovinetti! +Noi moriam cogli affetti +Che il nostro cor provò! + +Perchè cercar nell'anima +Le fede e la speranza? +Perchè cercar nell'anima +La postuma esultanza, +Se scioglier la materia +Ci può il fatal problema, +Se il mistico pöema +Essa cantar ci sa? +Essa, l'eterno simbolo; +Essa, l'eterna Dea; +Essa, da cui germogliano +E l'albero e l'Idea; +Essa che dà alle indagini +I responsi più esatti, +Che non i sogni astratti +Delle trascorse età! + +Che v'importa dell'anime +Dei figli trapassati, +O padri, sovra i candidi +Sepolcri inginocchiati? +Via!... Chiudete l'orecchio +Ad una sciocca turba, +Che il pensier vi conturba +Con sogni di terror! +I vostri figli vivono; +Sono raggi di sole, +Son glebe, son garofani, +Son aria, son vïole; +Voi, pregando sugli umidi +Fiori o sui secchi dumi, +Ne aspirate i profumi +E vivete con lor. + +Oh!... Dite ai mille ipocriti +Dalle fisime strane, +Che noi, togliendo l'anima +Alle credenze umane, +Non vi togliamo il balsamo +Delle memorie pie, +I canti e l'armonie +Che sanno consolar! +Credete alla Materia +Per creder nell'Eterno; +Il Bene e il Mal sussistono; +Ecco il Cielo e l'Inferno! +Religïon purissima +È la Scienza, la luce +Che gli uomini conduce +Ad amarsi e pensar. + + + + +PER IL SANTO NATALE + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Eugenio, l'abitudine +È una cinica Dea, +Che avvelenò coll'alito +Ogni sublime idea! +Profuse il genio ai popoli +Le perle smaglïanti +E un'orda di baccanti +In pietre le mutò! + +Dal dì che all'Evangelio +Pace e conforto io chiesi, +Dal dì che il cor degli uomini +A interrogare appresi +E, come un serpe, ascondersi +Vidi nel Bene il Male, +Il giorno di Natale, +Da allora mi indignò! + +I pöetastri raglino +Vieti e melliflui canti, +Le olenti dame pensino +Ai bambini lattanti, +Credan davver gli stolidi +Ch'oggi ogni sdegno è spento, +Biascichi un complimento +Ogni bocca volgar! + +Io, solitario, medito +Chiuso nella mia stanza +Che retaggio di popoli +Grulli è una grulla usanza... +Nè a vagolar pei trivii +Coi miei pensier discendo, +Chè fuggo un quadro orrendo +Che m'eccita a imprecar. + +Giù v'è un delirio, un'orgia +Di sangue e di carname; +Polpe squarciate e muscoli +Ornati di fogliame, +Bestie sgozzate e viscere +Ancora palpitanti, +E rosse man fumanti, +E gocciolanti acciar! + +Lungi da me l'orribile +Tripudio dei macelli, +Ove le fronti pallide +Di pecore e vitelli, +Trofëo spaventevole, +Col livid'occhio spento, +Mandandomi un lamento, +Mi possono guardar! + +Lungi da me, o limosine +D'un mondo imbellettato, +Chicche donate ai bamboli +D'un popolo affamato! +Lungi da me l'ingenua +Fede dei tardi ingegni, +Che spengansi gli sdegni +Coll'agape d'un dì! + +Lungi da me quest'ebete +Sfida a chi più divora, +Quest'inno che da gonfie +Ventraglie erutta fuora! +Lungi da me l'effluvio +Di frutta e di dolciumi, +A cui gli acri profumi +Inutil sangue unì! + +O triste lotta!... O vincolo +Fatal della Natura! +È ver, dell'altrui sangue +Vive ogni creatura! +È ver, la morte è il nocciolo +Che genera la vita! +In terra e in ciel scolpita +La dura legge io so!... + +Ma, per far festa, uccidere, +Non per sbramar la fame; +Ma il rider tra i cadaveri, +Gridando: _Pace_!... è infame! +Ma l'esclamar tra i rantoli +"_Quest'oggi è un giorno gajo!_" +È lazzo da beccajo +Che il sangue inebrïò! + +Deh! Se nei vostri pargoli +Sensi d'amor bramate +Dal barbaro spettacolo, +Madri, li allontanate... +O scenderanno funebri +Fantasimi crudeli +A rapir loro i cieli +Del sonno verginal! + +Ah! dite lor che scordino +Quest'efferata usanza; +Che a feste meno stolide +Rivolgan la speranza; +Che verrà un dì in cui gli uomini +Saran davver fratelli, +Senza l'orgie e i macelli +Di questo saturnal! + +25 dicembre 1876. + + + + +CORAGGIO! + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio, +Dall'esil campanile, a mezza china. +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina, +Come la guancia d'una giovinetta +Cui si parli d'amore. + +O mesto amico mio, biondo dottore, +Talor lo sogno anch'io +Questo tranquillo oblio; +Talor m'accascio anch'io sul mio dolore +Penso alla noja arcana +Che da ogni cosa emana; +Penso a quelli che furono +E a quelli che verranno; +All'albe ed ai tramonti ed all'affanno +Che domina crëato e crëature; +Alle molte sventure +Ed ai pochi sorrisi +Concessi a quei che pensano; alla culla +Tanto presso alla tomba; +A questo eterno nulla! + +Tu sogni una condotta, un bel villaggio +Dall'esil campanile, a mezza china, +Che si imporpori al raggio +Del sol, quando declina; +Ed io perdo il coraggio +Nella frivola vita cittadina! +E nei ridotti, ove s'affolla un mondo +D'ubbriachi e di cretini, +M'aggiro; e il volto mio cogitabondo +Porta il riflesso d'inconsci destini... + +Pur se giunge una nota al mio cervello, +Se vien qualche cencioso menestrello +A strimpellare una canzon gioconda +Al mio attonito orecchio, +Una febbre m'inonda +Di mille desiderii sconfinati; +E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio +Che crollerà sotto il mio giovin pugno; +All'arte nuova; ai versi cesellati, +Coi quali passo qualche lieta notte +Della mia giovinezza; +E ritorno alle lotte, +Ove soltanto il debole si spezza; +Ed odio, ed amo, e scrivo, +E lagrimo talor, ma fremo e vivo! + + + + +DITIRAMBO + +(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER) + +Un giorno, Eugenio, tramontava il sole +E tu mi stavi accanto, +Ed al cervello mio le tue parole +Suggerivano un canto. + +Tu mi dicevi: "La scienza è la luce +"Che feconda gli ingegni; +"È la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni... + +Ai regni inesplorati, agli ideali +"Che tu cercando vai, +"A cui le menti, che han tarpate l'ali +"Non arrivano mai." + +Ed io dicevo: "È vero!... I giorni miei +"Passan senza splendori! +"Oh, quante notti fra i bicchier perdei! +"E quante fra gli amori!" + +E ripetevo: "La scienza è la luce +"Che feconda gli ingegni! +"È la guida infallibil che conduce +"A inesplorati regni!" + +Poscia, rinchiuso nella stanza mia, +Quella notte vegliai; +Degli intravisti carmi l'armonia +Mi si aperse e pensai: + +Scienza, che debbo chiederti? +Qual ben puoi tu largirmi? +Ahimè!... Dei canti il fascino +Forse tu puoi rapirmi! +L'entusiasmo puoi togliermi +Che i giorni miei fa lieti! +L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti! + +Scienza, che debbo chiederti? +Forse il concetto immenso +Del nostro nulla?--È inutile! +Io questa idea la penso... +Come da vasto incendio +Le scintille incessanti, +Così dal nulla a me vengono i canti + +Tu sai giunger, per aride +E tortuose vie, +In lande ove s'impressero, +Da tempo, l'orme mie! +Scienza, che debbo chiederti? +Io volo, e tu cammini... +Per soffermarci agii stessi confini! + +Puoi tu insegnarmi il numero +Degli astri rotëanti? +Dirmi che sia lo spazio +E cosa sian gli istanti? +Dirmi perchè sussistano +La luce, l'ombra e il moto, +E come in foglie si trasmuti il loto? + +Scienza, a crëare insegnami +Un'erba od un insetto; +A discerner le cause +Dell'odio e dell'affetto; +A indovinar l'incognito +Principio della creta; +Scienza, dei mondi apprendimi la meta! + +Ed io, fervente apostolo +E adorator dell'arte, +Verrò a chiedere l'estasi +Alle tue dotte carte, +E vestirò coi fascini +D'un eterno poëma +La soluzione del vital problema! + +Ma, fino allora, chiederti, +Scienza, che deggio io mai? +Forse l'oro e la gloria +Che da tempo spregiai? +Forse di qualche popolo +Le gesta o la favella? +Forse una data o il nome d'una stella?.. + +Ahimè!...La scienza è un briciolo +All'ignoto involato! +Noi non ghermiam che un atomo +E gridiamo: È il Creato!... +E perdiamo nell'ansie, +E perdiam negli affanni +L'incantevol sorriso dei verd'anni! + +E poi, giunti sul margine +Della vita che fugge, +Anco cinti di gloria, +Un pensiero ne strugge; +È del Nulla il fantasima +Che nell'estrema prova +Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?... + +Lo so; i verd'anni passano +Pei dotti e pei gaudenti, +E forse nel silenzio +Degli anni miei cadenti, +Triste e scorato, ai fervidi +Giovani dì pensando, +Anch'io dovrò ripeter lagrimando: + +"Stolto!... I bei sogni sparvero! +"Sparvero e nappi e amori, +"E i giorni tuoi tramontano +"Qual sol senza splendori! +"Scendi, rabbiosa ed invida, +"Nella tua sepoltura +"A mutar forma, o volgar crëatura!" + +È ver!... Ma tutti muojono, +E dotti e gaudenti! +E allor che giova il plauso +O il biasmo delle genti? +In un pugno di polvere +L'incompreso Destino +Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino! + +................................ +................................ + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano, +E che--forse--Alighieri +Invidia il bimbo partorito jeri... + +E vorrebbe rivivere +Per giornate più liete, +Soffocando nel cèrebro +Della Scienza la sete,... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, gli allori +Fra le tazze oblïati e fra gli amori! + +Viviam!... Rubando un briciolo, +Affannosi, all'Ignoto, +O tessendo una lirica +Ad un pugno di loto, +Pensiam che i giorni passano +E che--forse--Arlecchino +Vorria rinascer per studiar latino + +E vorrebbe rivivere +Per diventar dottore, +L'esilarante arguzia +Soffocando nel cuore... +Per poi--forse--rimpiangere, +Fatto vecchio, le cene +Rubate al ventre... dalle pergamene! + +Viviam!... Dei desiderii +È la turba infinita; +Per soddisfarla gli uomini +Troppo breve han la vita!... +E vivesser coi secoli +Convien che il labbro gema: +"Noi siamo affranti...o la turba non scema!" + +Viviam!... Lasciam che passino +Servi all'istinto gli anni! +Tutti avrem pari i gaudii, +Tutti pari gli affanni!.... +L'eternità in un circolo +Infinito ne serra!... +È il Nulla in cui s'avvoltola la terra, + +Luglio 1875. + + + + +PER UNA SUICIDA + +Una bionda fanciulla innamorata +Dal terzo piano si gettò stasera. +L'han raccolta piangendo ed è spirata! + +Domani i preti, colla stola nera, +Com'è costume, a prenderla verranno +Recitando la solita preghiera; + +Domani tutti il nome suo sapranno, +E morrà nel frasario d'un giornale +Questa epopëa d'un immenso affanno! + +Poveretta!... La veste nuzïale +L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto +Mutare in epitaffio un madrigale! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto, +Credea nei libri di legger la vita, +E non vedea che sterile deserto! + +E rivivea la fantasia romita +In epoche lontano; in mezzo a gente +Che incancellabil orma avea scolpita. + +E tutti mi diceano amaramente: +"Che noi non siam che un popol di fantasmi; +"Che i nostri affetti son ceneri spente; + +"Che son svaniti amori ed entusiasmi; +"E che i lampi e i profumi eran mutati +"In fosforo volgare ed in mïasmi!" + +Ed io discesi nei trivii affollati, +Non recando nè fedi nè illusioni, +Arido figlio di padri annojati. + +Ma l'impeto fatal delle canzoni +Tacitamente palpitar mi fea! +Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni, + +Fra lo splendore d'una eterna idea +E le tenebre folte, il mar solcando +Degli eventi, che intorno a me fremea, + +L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando; +E nella notte altrui trovai l'aurora; +E risi e piansi anch'io; e lagrimando + +La strofa mi sgorgò calda e sonora; +E ritrovai la fede e la speranza, +Perché m'accorsi che si vive ancora! + +Sì!... Si vive! Si lagrima! Si danza! +Come un dì! Come sempre! E infin che luce +Avrà il sole ed i fiori avran fraganza, + +Questo dramma, ora lieto ed ora truce, +In cui tutti abbiam parte, ed è la vita, +E che un'ignota man scrive e conduce, + +Palpiterà di passione infinita, +Miscêla arcana d'ombra e di splendore! +E tu eterna starai (lampa romita, + +Oppure incendio divampante) Amore! + +Ottobre 1876. + + + + +QUANDO? + +(A DINO MARAZZANI) + +Quando i giorni verranno +Della malinconia, +E morirà d'affanno +Nel mio cranio la giovin fantasia, + +Io penserò alle notti, +Che passai con me stesso; +Agli studii interrotti +Per meditar della lampa al riflesso; + +Io penserò alle sere, +Che, coi pochi diletti, +Confusi le preghiere +Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti. + +Allora, stanco anch'io +Dei furbi e dei cretini, +Mi sentirò il desìo, +Il santo ardor di più vasti confini! + +Stringerò nella mano +Un nodoso bastone, +E me ne andrò lontano +Un balsamo a cercar, l'oblivïone... + +Andrò verso l'Oriente, +Col sole sulla fronte, +Guardando avidamente +La linea circolar dell'orizzonte. + +E bacierò le siepi +E i fiori per la via, +E cercherò i presèpi +Ove deporre la stanchezza mia. + +E scenderò, pensando, +Alle vaste marine; +E vedrò, palpitando, +Gli splendidi tramonti e le mattine. + +Ritroverò la vita +Nell'immensa natura; +E la gioja infinita +Del creato empirà la crëatura... + +Parmi d'aver dinanti +Le romite vallate; +Le strade biancheggianti +Ove la fine polve arde in estate; + +Odo stillar le fonti +Dallo spungoso tufo +E, la sera, fra i monti, +Stridere il grillo ed ululare il gufo. + +Sento l'acre profumo +Dell'erbe e delle piante +E, sull'umido dumo, +La verde cavalletta saltellante. + +Poi, quando il giorno estremo +Degli erranti miei giorni, +Col comando supremo +Vorrà che in vermi il corpo mio ritorni, + +Io cercherò una sponda +Giallastra e desolata, +Ove si franga l'onda +D'una glauca marina sconfinata + +Là poserò le spalle +Sull'arena minuta, +Che, come eterna valle. +Verso un fondo nebbioso andrà perduta; + +Rammenterô le storie +Della mia giovinezza; +Rivivrò di memorie, +Di pianto, di speranza e d'allegrezza; + +Ed atomo piccino +Dinanzi alla Natura +E dinanzi al Destino, +Coll'unghie mi farò una sepoltura, + +Guarderò i cieli azzurri, +Il mar pieno d'incanti, +Di calme e di susurri, +E i pulviscoli in aria roteanti. + +Là morirò tranquillo +Dagli uomini lontano... +E, forse, fatto brillo +Dall'agonia, colla tremula mano. + +Sovra la sabbia ardente, +Pensando all'universo, +Traccierò sorridente, +O dolce amico mio, l'ultimo verso. + + + + +ARS, ALMA MATER + +(AD ALBERTO BARBAVARA) + +L'Arte morrà!... o La splendida +Arte che amiamo, o Alberto, +Morrà, come ingannevole +Miraggio del deserto!... +Oh! Tu non sai l'angoscia +Che in petto mi fremea +Quando la triste idea +Nel cranio mi guizzò! +Nata col primo palpito +Dell'umano pensiero, +L'Arte non era in fascie +Quando cantava Omero; +Ma dalle vette olimpich +All'Ellenia stupita +Dicea: "Narro la vita +"D'un'arte che passò!" + +Dal sacro fiume Egizio, +Dal Gange e dal Giordano +Alle colonne d'Ercole +Che chiudean l'oceáno, +Errante coi fenicii, +Ape del sen fecondo, +Ella versò sul mondo +Il miel di sue virtù. +E ad Iside e ad Osiride +Eresse monumenti; +E verseggiò le pagine +Dei vecchi testamenti; +E toccò l'arpa a Davide; +E al popol patriarca +Disegnò l'are e l'arca; +E celebrò Visnù. + +In Grecia Apelle e Fidia +Le chieser marmi e tele; +Ella insegnò la linea +Divina a Prassitele, +E a Socrate e a Demostene +La possente parola, +E ad Eschilo la scuola +Delle passioni aprì. +Le mani d'Aristotile +Ne composer la storia; +La chiamò Saffo, in lagrime, +Amor; Pericle, gloria; +Inspirò l'odi a Pindaro; +Seguì Alcibiade a festa; +E gaja dalla testa +D'Anacrëonte uscì... + +Poi trasvolò, coll'aquile +Delle legioni, a Roma; +Ed intrecciando i lauri +Alla flüente chioma, +Cantò i trionfi, il sonito +Delle tube guerriere, +Le spoglie e le bandiere +Del Lazio vincitor. +E quando la Repubblica, +L'invincibile atleta, +Sotto il pugno di Cesare +Si sfasciò come creta, +Ella, che adora il genio, +Nella bellezza avvolto, +Baciò, plaudente, in volto +L'audace lottator! + +E l'adorò, recandogli +Un impero a tributo; +E, ad eternarlo, complici +Ebbe Tacito e Bruto; +E quando ei cadde, vittima +Di vendetta gloriosa, +Gli suggerì la posa +In cui dovea morir. +Sovra il suo corpo esangue +S'abbandonò piangendo; +E si temprò all'incudine +D'uno spasimo orrendo... +Poi surse, e avea nell'occhio +Sguardi così possenti +Che n'arsero le menti +Nei secoli avvenir, + +Ella narrò a Virgilio +L'egloghe e l'epopee; +Apprese in versi a Orazio +Le proverbiali idee; +E rizzò terme e templii, +E circhi e colossei, +E sogghignò agli Dei, +Agli aúguri, agli altar. +Dai lidi della Nubia +Chiamò il pardo e il leone; +Tolse a femminee viscere +Caligola e Nerone; +Rovesciò il bianco pollice +In faccia ai moribondi, +E chiese se altri mondi +Eran da conquistar!... + +Mutati i lauri in pampini. +Nuda dal capo ai piedi, +A mense interminabili +Volle Eterie e Cinedi; +E, brïaca, in un'orgia, +Di vino e di deliri, +Cadde dai drappi assiri +Sul pavimento d'or. +Fra i bianchi intercolonnii +Ella era ancor sopita, +Quando un profeta mistico +Venne a chiamarla in vita. +Ei la coprì col ruvido +Manto, le diè una croce, +E colla blanda voce +Le favellò d'amor. + +Cosparsa il crin di cenere +Seco a pregar l'addusse; +La confortò di massime +Söavi ed inconcusse, +E in mezzo a ignoti popoli, +Quasi selvaggi ancora, +Vestitala da suora, +La chiuse in monaster. +Ella, seguendo l'indole +Di sua mondana vita, +Da preci e da cilicii +Affranta ed intristita, +Per scongiurar la noja +Del chiostro freddo ed ermo, +Tradusse in canto fermo +I timidi pensier. + +Indi miniò una bibbia, +Cesellò dei rosari, +E ricamò in fantastici +Fregi gli scapolarí... +La santità dell'opere +La rese ardita, e un giorno +A un'asse si fe' attorno +Con piume e con color, +E disegnò un'aurëola +In mezzo a cui, raggiante, +Pinse il volto mitissimo +Del suo profeta e amante; +E, le pupille in lagrime, +Compunta a divozione, +Disse alle genti buone: +"Questi è Nostro Signor!" + +Fu la sua voce armonica +Che il nuovo dogma apprese; +Fu per sua man che sursero +E metropoli e chiese; +E dissero i miracoli +Di sue glorie passate, +Le aguglie, le navate, +I pöemi e gli altar. +Pur, colle glorie, l'orgia +Fatal non iscordava; +E il giorno che un Pontefice +La volle far sua schiava, +L'Arte, la bella indomita, +Volse le spalle al tristo, +E fea ritorno a Cristo +Per piangere e pregar. + +Un'invincibil nausea +Le saliva alla bocca, +Chè l'andazzo del secolo +La fea torva e barocca; +Eran grottesche immagini +Di frati, angioli e santi +Con manti svolazzanti +E iperbolici pel; +Erano idee rachitiche +Cinte di gonfie vesti; +Sparía la pura linea +Sotto i fregi funesti; +E nei giardini mistici +Della latina scuola +Il puzzo di Lojola +Isterilia gli stel. + +E Sanzio, e Michelangelo +Non eran polve ancora +Quand'ella in Francia e in Anglia +Vide la prima aurora; +E, mentre di Giansenio +La pura man guidava, +Fremeva e palpitava +D'Amleto col cantor. +Poscia amò i nèi, la cipria, +Le satire mordenti; +Chiamò gli Enciclopedici +In sale aurate e olenti; +E, per fuggir degli Arcadi +L'inesorabil belo, +Della Germania al Cielo +Cercò sorti miglior. + +Ma sulla strada un pallido +Giovinetto severo +La soffermò, dicendole: +"Io mi chiamo Pensiero. +"Il mondo mi perseguita; +"Io gli grido che l'amo; +"Ma son povero e gramo, +"E non mi vuole udir! +"Tu sei leggiadra, e gli uomini +"Aman le cose belle; +"Or ben, di' lor che il raggio +"Io scrutai delle stelle, +"Che la pena ed il premio +"Impartirò a chi tocca; +"Per la tua rosea bocca +"Io mi farò capir!..." + +L'Arte e il Pensier si amarono. +Ella porse al Pensiero +Le gioje che sollevano; +Egli le apprese il vero. +Ma l'Arte, esperta e provvida, +Recò al novello tetto +Di cortigiana il letto, +Di monaca il pudor. +Dall'ideal connubio +(Non più Minerva strana +Nata da stolto cranio, +Nè isterica cristiana, +Ma dolce e melanconica, +E d'austera parvenza) +Nacque una figlia--o Scienza +Tu palpitasti allor! + +E, gigante, fra gli uomini +Già il tuo nome risuona! +Ma corre ancora il popolo +Alla tua madre buona, +E la sua voce armonica +E i suoi racconti adora, +E ride e freme e plora, +Udendoli narrar. +E l'Arte narra i dubbi, +Che ne assedian qui in terra, +E i miti, e i sogni, e i simboli, +E la pace, e la guerra; +Parla di re e di popoli, +D'amorose leggende, +E, dai palagi, scende +Al rozzo casolar. + +Poscia veggendo, trepida, +Che dei tempi passati +La monotona storia +Ha i cèrebri annojati, +Sferza colla commedia +Le goffe costumanze, +E scruta nelle stanze +Gli intrighi ed i mister. +E, risalendo ai limpidi +Fonti della natura, +Ci canta in un Idillio +Crëato e crëatura, +E insegna all'occhio l'ultima +Gradazione di verde, +Che da lontan si perde +In profumo leggier. + +L'Arte è la candid'avola +Che tesse le sue fole; +E noi, che ancor siam pargoli, +Amiam le sue parole; +Ma, fatti adulti, i popoli +La chiameran ciarliera, +Ed alla figlia austera +Rivolgeranno il piè!... +E cercheran l'oceano +Del fiume antico uggiati; +E scruteran dai vertici +I cieli sconfinati; +E chiederanno i fascini, +Che il genio oggi dispensa, +Alla natura immensa, +Che tutto chiude in sè. + +Forse tu sola, o Musica, +Astrazion dell'idea. +Vivrai, dell'arti l'ultima +E più perfetta Dea! +L'altre morran!... Le statue +(Simulacri pallenti +Delle beltà viventi) +Cadranno infrante al suol; +E voi, riflesso inutile +Di ciò che esiste, o tele, +Voi copriràn la polvere, +L'oblío, le ragnatele! +O libri, al fuoco!... Briciole +Della filosofia!... +Ogni fisonomia +È un libro aperto al sol! + +Alberto, ho il ciglio in lagrime +Penso a quel dì fatale! +Alla luce novissima +Della scienza ideale! +All'orrenda catastrofe +Della tragedia trista! +Penso all'ultimo artista +Che quel giorno vivrà! +Ei della madre suggere +Vorrà l'esausto petto, +E rabbioso e famelico +Lo dirà maledetto; +E forse, per resistere +Un'ora all'ardua pugna, +Lo graffierà coll'ugna +E il sangue ne berrà! + +Agosto 1876. + + + + +DE MINIMIS. + + + +MORS TUA, VITA MEA + +Era un uomo sensibile; dicea +Che tutto vive d'una vita arcana; +Che, come il bruco, si forma l'idea; +Che non è sola l'esistenza umana. + +E predicava ai bimbi e ai giovinetti +Di rispettar gli steli delle rose, +I nidi delle rondini, e gli insetti, +E le sementi, e gli uomini, e le cose. + +Poi, meditando l'incessante guerra +Che la fame crudel move ai men forti, +E pensando che ognun semina in terra +Ad ogni passo migliaja di morti, + +D'infinita pietà pianse angosciato, +E, i cibi rifiutando alla natura, +In un angol tranquillo del crëato +S'adagiò, come morto a sepoltura. + +Là, rivolgendo gli occhi moribondi +Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini, +Vide la vita di novelli mondi, +La strana vita d'esseri piccini. + +Vide un bruco, due ragne e un capinero, +Il bruco, rosicchiando un'erba-menta, +Rotava in essa, senza alcun pensiero, +Il pungolo, che sfibra e che tormenta. + +E poi che sazio, in estasi bëate +Levava il picciol capo verso il sole, +Le ragne da una foglia arsa sbucate, +Si divisero il bruco nelle gole. + +Le due comari, del bottino liete, +Facevan l'una all'altra i complimenti, +Quando, piombando dal vicino abete +Il capinero, li mutò in lamenti. + +Nel giallo becco ei se le prese entrambe +Trillando gajamente: Il colpo è bello!... +--L'uomo _sensibil_ balzò sulle gambe, +Stese la mano... e si mangiò l'uccello. + +Luglio 1876. + + + + +FLECTAR, NON FRANGAR + +(A LUIGI DELLA BEFFA) + + +Tu vuoi saper perchè la vita mia +Colla gente volgare si consumi, +E come io pensi un'ode all'osteria +Fra gli sconci profumi; + +Tu vuoi saper perchè fra gli imbecilli +Cerco talora qualche idea sublime, +E come mai le nebbie dei pusilli +Mi dian l'audaci rime; + +Tu vuoi saper perchè passo le sere +Giuocando un trivial giuoco coi cretini +Bevendo spesso le tisane nere +Che l'oste chiama vini! + +Io sono lo scultor che il sasso adora +Con cui saprà dar vita ad una Dea; +So che dopo la notte vien l'aurora, + Dopo il dubbio l'idea. + +So che il maggio fa seguito all'inverno, +E che il torpore è padre all'entusiasmo, +E che la vita è un alternarsi eterno + D'olezzo e di mïasmo! + +Come l'aquila anch'io dormo sovente +In una grotta una lunga stagione, +E nell'ore volgari e sonnolente + Annego la ragione... + +Poi spicco l'ali dall'oscuro nido +E, librandomi in ciel, nel volo immenso +Saluto il mondo con superbo strido...-- + È allor che canto e penso. + +Autunno 1875. + + + + +MELODIA + +Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole; +Mormoravan le labbra--portentose parole; +Un inno solo dalle labbra uscia, +Un inno che diceva: +_La parola dell'uomo è melodia, +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole +Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole; +E un lieto canto dalle gole ascia, +Un canto che diceva: +_Solo il nostro linguaggio è melodia +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole, +Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole; +Cantavano con note di profumi, +E cantavano il maggio; +E tremolanti sui roridi dumi +Diceano: _Il nostro è il più gentil linguaggio!_ + +Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava, +La femmina d'un rospo--ancor essa cantava; +Il prediletto che quel canto udia, +Da lungi rispondeva: +_La tua voce, o mia sposa, ë melodia +Che sovra ogni idïoma si solleva!_ + +Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava. +Sulla strada maëstra--pensieroso passava; +Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli +E i rospi, e disse in cuore: +_I linguaggi quaggiù son tutti belli, +E specialmente se parlan d'amore!_ + +Luglio 1876 + + + + +SEMINARE E RACCOGLIERE + +Il cuore è un ventilabro--e noi siam mietitori. +Noi seminiam gli affetti a piene mani, + +Crediam nelle sementi--che promettono i fiori, +Crediamo nelle messi del domani. + +Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita, +Ci volgiamo alle zolle fecondate; + +Non crediam più: speriamo;--speriam la via fiorita; +Vogliam mietere i fiori e le derrate. + +Ahimè!... Da pochi semi--la pianta si matura! +Di molti sterpi la campagna è piena! + +E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura, +Chinan la testa sulla gialla arena! + +Noi moriam, seminando--la fede e la speranza, +Raccogliendo la noja e l'amarezza, + +Ai giovani invidiando--la inutile esultanza... +E pur bramando lunga la vecchiezza! + +Il cuore è un ventilàbro--e noi siam mietitori; +Noi guardiamo le zolle fecondate + +E le troviam coperte--di spine e di dolori +O da compianti cippi funestate. + + + + +IL MARE CANTA + +(A ENRICO CAROSELLI) + +Il mare canta, il fremito dell'onde +Son note, son cadenze, son canzoni; +E i raggi che la luna in ciel diffonde + Son tremule visioni. + +I pescatori nelle glauche notti +Del Gran Cantore ascoltano i concenti +E alla spiaggia li recano, tradotti +In melodici accenti. + +Napoli abbraccia il mar, come un pöeta +Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme; +Quando tranquillo è il mar Napoli è lieta, +Quando è in tempesta freme. + +Santa Lucia, febbrajo 1876. + + + + +EN ATTENDANT + +Il ragno, che da un albero +All'altro va tessendo la sua tela, +Al pöeta, che smania +Dietro i suoi canti, un conforto rivela. + +Ei da un ramo si dondola, +Acrobata sospeso a un fil d'argento; +Tenta alla meta giungere,... +Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento. + +Così il pöeta penzola, +Pria di spingersi a voi, sulle illusioni; +E tenta, e veglia, e spasima... +Indi aspetta le sacre ispirazioni. + +Luglio 1876.--In un bosco. + + + + +A UN CALENDARIO AMERICANO + +Nella mia stanza ho un picciol calendario +Da cui strappo un foglietto +Tutte le sere, pria di pormi a letto. + +Quante cose stan scritte +Sull'esil cartolina! +In alto il mese; poi, sotto la data, +L'effemeride e un piatto di cucina! +Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue; +San Prospero--Battaglia nel tal sito, +L'anno tale--Bollito +Di filetto di bue._ + +Strano compendio della vita umana! +La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto +L'esistenza è una cinica fiumana +Che a ignoto mar discende! +Oggi a foschi burron passa daccanto, +Tra i fior domani d'un giardin risplende +Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera +Rugge fra i massi d'orrenda scogliera! + +Quand'io ti strappo, o breve cartolina, +Sento una stretta al cuore; +Sento la giovinezza che declina; +Penso che l'uomo tutti i giorni muore! + +Luglio 1876. + + + + +ACQUA DEI MONTI + +È questa la purissima +Acqua dei monti; +La cristallina lagrima +D'äeree fronti. + +Anche le vette piangono +Ed han sorrisi, +Ed i cipressi alternano +Ai fiordalisi... + +L'acqua è l'ingenua figlia +Dei cicli azzurri, +E parlano d'ambrosie +I suoi susurri. + +L'acqua è la figlia tenera +D'inferociti +Giganti e, quasi a molcerli, +Lambe i graniti. + +Madonna d'Oropa, 1876. + + + + +IN CORPO DI GUARDIA + +(A GIACINTO GALLINA) + +È la sera.--Nei lunghi corridoi +E nei vasti cortili +Passeggiano i soldati. +Ognun favella dei päesi suoi +E dei volti gentili +Che al villaggio ha lasciati. +Si canta, si schiamazza, si riaccende +La pipa. + +In fondo agli anditi risplende +La lucerna notturna, la facella +Che veglierà di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quanti giovani ardenti! +Menenio Agrippa ha detto +Che le nazion son uomini viventi; +Chi ne forma la testa +E chi ne forma il petto, +Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare +Che l'esercito sia +Il giovin sangue della patria mia. + +Tramonteranno i giorni in cui le spade +Scintilleranno ai rai del sole.--Allora +Questi soldati di varie contrade +Saluteranno la novella aurora; +Rivedranno le madri e, l'ire spente, +Muteranno l'acciaio dei fucili +Nei miti aràtri; e obliando la guerra, +Feconderan la terra +Della loro vallata sorridente. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +I trombettieri sono usciti.--È l'ora +In cui debbo a sonar la ritirata; +E una folla di gente entusiasmata +Si farà ad essi attorno, +E udrà gli squilli acuti e le cadenze +Che usciran dalle trombe luccicanti; +E seguirà, con fervide movenze, +I soldati che tornano al quartiere. + +Poi cesserà il clamor degli abitanti; +Moriran le canzoni +E moriranno delle trombe i suoni; +Scenderà sui cortili e nelle stanze +Un silenzio solenne; +E l'ombra romperà dei corridoi +La lucerna notturna, la facella +Che veglierà di dentro, +Mentre veglia di fuor la sentinella. + +Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876. + + + + +ULTIMA RATIO + +Allor che tatto tace +E mi rinchiudo nella stanza mia. +Sento una voce in cuore, un'armonia, +Che mi susurra: La vita è la _Pace_. + +Allor che nella storia +Dei popoli e dei re scruto le gesta, +Una smania m'opprime e mi molesta, +E mi ripete: La vita è la _Gloria!_ + +Allor che dal languore +D'una notte di baci io son spossato, +Una voce mi giunge dal creato, +Che mi ripete: La vita è l'_Amore!_ + +Quando un vecchio piloto +Mi narra gli usi di lontane genti +E dei suoi giorni i fortunosi eventi, +Io ripeto fra me: La vita è il _Moto!_ + +Quando la melodia +D'un verso o d'un liuto mi percote, +Mi echeggian nella mente colle note +Le parole: La vita è _Poësia!_ + +Se alla diva potenza +Io penso del cervello di Keplero, +Se a Spallanzani rivolgo il pensiero., +Dico fra me: La vita è la _Scïenza!_ + +Ma, se in mezzo a una brulla +Campagna, a meditar mesto m'aggiro, +Guardo il cielo, la terra... indi sospiro. +E ripeto fra me: La vita è il _Nulla!_ + + + + +DIES. + + +ALBA + +E sia così!--Sul nostro capo un altro +Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo +Agli antipodi!--A tutti la nojosa +Catena della vita; a tutti, grami +E possenti, la uggiosa vicenda +Del cibo e delle vesti! + +Un'alba ancora! + +Pallida luce del lontano oriente, +Sia tu di nebbie apportatrìce o nunzia +Di lieto sol; abbia tu rose al crine +O di pioviggin umida ne venga, +Nulla ti chieggo!... + +I desiderii miei +Non han confine, e, novello Epulone, +In questo inferno, ove innocente caddi, +Io mille volte vo' morir di sete +Pria di volgermi a te pietosamente +Mendicando una gocciola! + +Ahi!... D'Abramo +Più ancor spietata, a me,--che nulla chieggo-- +Un balsamo fatale, alba, tu imponi! + +L'illusïon m'imponi e la speranza, +Che renderan più amari i disinganni; +E illumini le carte, ov'io favello +Con me stesso; ed aggiungi un altro filo +A questo cencio, a questa ragnatela +Del mio futile orgoglio; e mi conforti +Di sublimi parole: + +_"All'opra!... Avanti! +"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o pöeta, +"La luce e il moto!... A te l'immenso dono +"Di qualche centinajo di minuti!!..."_ + +Vecchia megera, sfinge imbellettata, +Scialba carogna rizzata sui trampoli, +Dal ghigno sterëotipo e dai mille +Fronzoli in similoro,... ad altri narra +Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono +Che non dà nei tuoi lacci! + +_"All'opra! All'opra! +"Al lavoro!..._" + +E tu intanto, oscena arpia, +Mi pagherai col rabescar di rughe +Il mio sembiante; col pelarmi il cranio; +Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi +Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,-- +Il gel dell'agonia!... + +Nulla ti chieggo +Alba!... +No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso +Per maledirti, quanto umanamente +È dato maledir!... +Ora ai tuoi vezzi +Presti fede chi vuole!... Io m'addormento! + + + + +MERIGGIO + +9 FEBBRAJO 187*. + +Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore +Che creò la sventura quando creò l'amore. +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Tutti abbiam nella vita +L'ora fatal che resta, come negro stilita +Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra. +E. PRAGA. + +Questo e il mio dì fatale!... +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo. +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima. + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusione del mio primo amore! +Un amore di fuoco, uno sfrenato +Abbandono dei sensi!... Oggi colei, +Che ieri ancor nei supremi deliri +Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto +Che spento a un tratto si sentì nel coro +Ogni disio di me! + +Questo è il meriggio! +Questo è il triste meriggio della mia +Povera vita! + +Io sono solo e piango, +Ed amo ancora! + +Oh!... N'ho provate tante +D'amarezze quaggiù!... Negli anni primi +Io senza guida rimasi qui in terra; +Poscia, orrende compagne, ebbi la fame, +E la miseria, e il freddo, e la crudele +Compassion dei felici, e l'ironia +Dei mille!... + +E quelli fùr giorni di gioja +Al paragon di questo!... Allora i canti +Giocondamente mi nascean nel cranio. +Ed io, recando un ideai tesoro +Di pöesia, indifferente o lieto +Passavo in mezzo alle sventure mie! + +Oh! Maledetta la tua testa bionda, +O crëatura, che hai forma di donna! +Tu, venuta per compier l'anatèma +Che un'altra mi scagliò, quand'io non volli +Da amor turbati i miei futili sogni +Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta +Quella tua bocca ch'io baciai fremendo! +Quelle tue carni che col labbro mio +Consacrai tutte! + +O carni!... O polve!... O vermi +Olezzanti d'olezzi celestiali! +S'agita ancora questo sangue mio. +Tumultuando, s'io ripenso a voi! +Ma un più intenso desir m'arde le vene! +Ed è quel di vedervi entro una bara +Scender sotterra a tornar vermi e polve! +Maledetta la man che mi porgesti, +O donna, il dì che ti venni dinanzi! +Maledetto il tuo seno e maledette +Le tue spalle! Ed il piè, con cui movesti +Ai ritrovi d'amor che m'han bëato! +E la tua lingua e le beltà recondite +Del tuo corpo, in eterno maledette! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Io nacqui buono, e là, dove potea +Giunger la mano mia, sempre una lagrima +Tersi; e, piangendo, il perdono implorai +Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira, +Recai loro un'offesa; ed amo i fiori +E l'indulgenza; e un'immensa vergogna +Mi sale al viso s'io penso che alcuno, +Più debole di me, può dir: "_Tu, forte, +"Mi oltraggiasti!_" + +Ma in questa ora fatale +Io medito un delitto; ed accarezzo +Nefande idee di sangue; e s'io potessi +Esser solo con _lei_, lontan da tutti, +Non veduto, nell'ombra, io la vorrei +Vigliaccamente uccidere!... Vorrei +Vederla agonizzar fra le mie braccia; +E guardarle negli occhi, annebbïati +Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti +Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso +La fossa; e seppellirla; e fra le genti +Tornar ridendo; e pormi sulla faccia +Una maschera; e il dì, che la sua salma +Assassinata fosse discoverta, +Vorrei mescermi al volgo impietosito; +E simular le lagrime; e cantarne +Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo, +Ch'io ne morrò d'angoscia!... + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oh!... Scellerate +Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente! +Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni! +Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango +E son solo!... + + + +E il profil di quella bionda +Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi +Come nei dì ch'io la copria di baci! + +Or mansueto le favello: + +"O amata +"Crëatura gentil, vorrei morire +"Pria di vederti piangere!... Darei +"Tutto il mio sangue per vederti lieta! +"Alla legge d'amor chino la testa! +"Qual colpa è in te se i baci miei, che un giorno +"Ti davano il delirio, or ti dan noja? +"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse +"T'aggrappasti, nell'ultime giornate, +"Ai ruderi sconnessi d'un affetto +"Che cadeva in rovina?! + +"È eterna legge +"Che la fiamma d'amor non duri eterna! +"Ma eternamente io porterò nel cuore +"La tua dolce memoria! E benedetto +"Dirò il giorno, in cui tu, nulla chiedendo +"Fuor che carezze, a me, che non osavo +"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo +"Di tue beltà!... + +"Non ha gemme la terra +"Che paghino una sola ora d'amore!... +"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia +"Le briciole soltanto, le memorie, +"Conforteranno i miei venturi giorni! + +"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!) +"Dimenticare le tue carni e il tuo +"Sembïante, e il tuo nome, e rammentarmi +"Dei nostri baci e delle nostre notti +"Come di baci e di notti trascorse +"In altra vita che non sia codesta! +"Come di eventi di tempi remoti! + +"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario +"Mi chiuderò fra quattro mura, e lungi, +"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo +"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe, +"Pur ch'io più non incontri nelle vie +"Il tuo flessibil corpo da libellula, +"Che nelle forme aggrazïate ha un fascino +"Voluttüoso che insulta e tormenta! +"Pur ch'io più non ti vegga!... o un vel di sangue +"M'offuscherà dell'intelletto il lume! +"Ed io dovrei bruttar la vita mia +"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!) +"D'una macchia di sangue!" + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +O genti buone, +Se i canti miei v'han dato un entusiasmo, +Se una scintilla dell'anima mia +V'arse un istante, siatemi cortesi +D'una lagrima! + +Ho qui dentro un'angoscia +Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto +L'illusïone del mio primo amore! +Questo è il mio dì fatale!... E l'abbiam tutti, +Genti buone, quaggiù!... Questo è il meriggio! +Questo è il triste meriggio della mia +Povera vita!... E mi coce il sollione +Dei più torbidi affetti, ed ho nel cuore +Il fuoco e lo splendore smaglïante +Che nel meriggio abbacina ed uccide! + +Io sono solo, e piango, ed amo ancora! + +Milano, febbraio 187*. + + + + +SERA + +Quando dai margini--verdi, le Driadi, +Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero, +Solinghe traggono--verso gli spechi, +I campi han echi + +Indefinibili;--la brezza mormora; +L'estremo bacio,--coi raggi vividi, +Sugli alti culmini--dardeggia il sole; +Rose e vïole + +Pingon la glauca--vôlta dell'etere; +I grilli trillano--fra l'erbe tenui; +E dentro il calice--chiuso dei fiori, +Nido d'amori, + +Trovano un talamo--pieno d'effluvii +Gli insetti; i placidi--sonni discendono; +Ed accarezzano--le fronti umane +Estasi arcane. + +È allor ch'io medito--dei melanconici +Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime +Un vel m'intorbida--l'occhio languente; +Allor, dolente + +D'inconsapevoli--mali, di squallidi +Giorni d'angoscia--sento il presagio; +Ricordo i rantoli--dei moribondi, +Penso ai profondi + +Misteri, ed évoco--mille fantasimi +Torvi, ed enumero--tutte le noje, +Tutte le ambascie,--tutti i sospiri, +Tutti i deliri, + +Che angustian l'anima--di quei che vivono! +E sulle spiagge--dei vasti océani +Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco +Al Fato bieco + +Che in quest'assidua--vita, pulviscolo +Gramo, mi esagita;--che in questo circolo +Triste m'avvinghia--dell'esistenza; +Vana parvenza, + +Cui non i secoli--la via segnarono, +E che precipita--(l'indivisibile +Tarlo recandosi--d'un _perchè_ ignoto) +Giù nel remoto!... + +Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida +Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici +Allor che in candide--nebbiose bende +L'alba risplende; + +Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida +Musa, che veglia--serena ed ilare; +E a me gli esametri, nella notturna +Ora, dall'urna + +Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero +Ha, nella tremula--penombra, il dubbio +E, nella mistica--melanconia +Ha l'agonia! + +Ed io, che, trepido,--di questa effimera +Mia vita medito--l'ora novissima, +Reco nell'intima--mente una vaga +Scienza presaga: + +Credo che il debole--fil, che mi tessono +Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo; +E che il mio spirito--dovrà partire +All'imbrunire; + +Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue +Nelle ancor giovani--membra si esagita, +Io, del crepuscolo--nella penombra, +Mi sento un'ombra! + +Ottobre 1876. + + + + +NOTTE + +A MARIA. + +Gli astri scintillano;--l'onda riposa; +E sovra il glauco--specchio del mare +Il raggio tremola--d'una pietosa +Luce lunare. + +Da lungi il circolo--delle pendici +Chiude la baja--con braccia immani; +Ivi approdarono--Libii e Fenici +Mori ed Ispani. + +Le barche dormono--presso la rada; +Il flutto instabile--ne culla il sonno; +Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada +La triglia e il tonno. + +I fari splendono--là, in lontananza, +Pupille immobili--fise nel vuoto; +E par che evóchino--la rimembranza +D'un dì remoto. + +Maria, nell'anima--ho l'armonia +Dei più ineffabili--sensi d'amore; +Sul labbro ho un gemito--di pöesia +E di languore! + +E vorrei stringerti--sul petto, come +Stretta è la baja--dalle pendici; +E col tuo incidere--leggiadro nome +Queste felici + +Ore fuggevoli!--Libar vorrei +Qualche satanico--filtro amoroso +Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!... +Poscia al riposo + +Eterno chiudere--gli occhi; il passato +Tutto in un'estasi--ridir fra noi... +Scendere all'Èrebo--martirizzato +Dai baci tuoi. + + + + +CITTÀ ITALIANE + + + +NAPOLI + +(A MICHELE UDA) + +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana; +Vi si respira il soffio +Dell'epoca pagana; +Come al tempo dei Cesari +Rimaser le taverne; +Serban l'antica foggia +L'anfore e le lucerne. + +Il popolo s'inebria +Di leggende e di canti; +Ama le notti tiepide, +I tramonti smaglianti, +L'albe serene, il glauco +Color della marina, +Ciò che fa chiasso e luccica, +Il lotto e Mergellina. + +Ogni veste in fantastici +Disegni si ricama; +La ricchezza frastaglia +I merletti alla dama, +E l'abile miseria +Alle povere donne +In pittoreschi cenci +Sa ricamar le gonne. + +Di poco pane e d'acqua +La plebe si nutrica; +Ha l'apatia mirabile +Della sapienza antica; +Come adorava gli idoli, +Adora i santi adesso; +I simboli mutarono, +Ma il culto è ancor lo stesso + +I cocchieri bestemmiano +Per le marmoree vie... +E salutano agli angoli +I Cristi e le Marie. +Spesso la fame, squallida +Larva, i tugurii invade... +E cogli aranci i pargoli +Giuocano nelle strade. + +Oggi si muta in ghiaccio +L'umor delle fontane... +E le camelie sbocciano +Col sol della dimane. +Ogni edificio è un'ampia +Mole che in cielo ascende... +E a vivere sul lastrico +Il cittadin discende. + +Ieri l'orrendo tremito +D'un sotterraneo moto +Facea pregare e piangere +Il popolo devoto... +Oggi, già quasi immemore +Del periglio mortale, +Ei pensa alle baldorie +Del pazzo carnevale. + +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana! +Un ineffabil fascino +Dalle sue pietre emana; +Pari alla vita assidua +Di sua genial natura, +Un incessante fremito +Vibra fra le sue mura. + +Bimbi, cavalli e monaci, +Soldati e marinari, +Dame, accattoni e lazzari, +Ganimedi e somari, +Cocchi, carri e curricoli, +Mercajuoli ed artieri, +Un mondo indefinibile +Brulica nei quartieri. + +I confratelli, in candidi +Lenzuoli imbacuccati, +Colle faci precedono +I feretri dorati; +E intanto, sotto i portici, +Trofei multicolori, +S'innalzano a piramidi +Frutta, legumi e fiori. + +Come pesci, i ladruncoli +Guizzan fra dorsi e petti; +Le cortigiane passano +Ridendo ai giovinetti; +E fra le ruote, gli uomini, +Le donne ed i cavalli +Delle capre lampeggiano +I limpid'occhi gialli. + +Echeggia intorno l'impeto +Dalle robuste gole; +La negra folla ondeggia +Sotto i raggi del sole; +Mille campane annunziano +Battesimi e agonie... +E Pulcinella sbraita +Lazzi e corbellerie. + +Dal porto, colla candida +Ala cercando il vento, +Le navicelle salpano +Per Gäeta e Sorrento; +E in fondo (immane fiaccola +Che il Tempo non consuma) +Sovra le cose e gli uomini, +L'alto Vesuvio fuma. + +O mia canzone, librati +Nell'aria profumata; +Guarda l'immensa cerchia +Della città incantata; +Vedrai che da Posilipo +A Porta Capuana... +Napoli è il pandemonio +D'ogni stranezza umana. + +Napoli, 3 febbrajo 1876. + + + + +CAGLIARI + +(AD AGGELO SOMMARUGA) + +Cagliari è fatta di case giallastre, +Come un branco d'agnelle a un monte appese; +E scivolan le scarpe sulle lastre +Delle sue strade ripide e scoscese. + +C'è una gran baja ed un porto piccino, +Ove l'onda giammai freme adirata, +E par che dica ad ogni brigantino: +"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!" + +Cagliari è gaja; ha un'aria patriarcale, +E del buon tempo antico ama la legge; +E non pensa a mutar la cattedrale +Lo strano campanil che la protegge. + +La turba scarmigliata dei _picciocchi_ +Gira dovunque col corbello in testa, +E sguscia dei passanti fra i ginocchi +Più delle anguille irrequïeta e lesta. + +Quel corbello è il suo pane ed è il suo tetto, +Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona; +Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto; +È il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona. + +Quando piove ei lo muta in un ombrello, +Lo cambia in parasol quando è l'agosto, +Poi, pien di merci--tornato corbello-- +Per due soldi lo reca in ogni posto. + +La gente dorme quando il giorno cade; +S'alza coi primi albori e va al mercato; +E le donne sciorinan per le strade +I pannilini freschi di bucato. + +I cittadini hanno la faccia rasa; +Vengon dai monti i villosi sembianti; +Le cittadine son massaje in casa +E a San Remy son belle ed eleganti. + +Gli innamorati hanno un costume strano, +E l'uso è tal che nessuno ci abbada; +La dama sta a un balcon del terzo piano +Ed il damo le parla... dalla strada! + +Di sibili infiorato è l'idïoma, +Dolce all'amore; auster su labbri austeri. +C'è qualche bimbo colla bionda chioma... +Caso raro!... perchè son tutti neri! + +Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco +Ha liete valli e colli pittoreschi, +E larghe vie dal suol sassoso e bianco, +Ed irte siepi di _fichi moreschi_. + +Grappoli enormi e picciolette viti +Ornan le balze--ridenti festoni!-- +E all'arse gole fa graziosi inviti +Lo scialbo color d'ambra dei limoni. + +Siam quasi al verno e par di primavera! +E melegrane e cedri ed ananassi +Ti mandan, colla brezza della sera, +Un saluto d'effluvii quando passi. + +Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga, +Stan campi incolti e vergini foreste, +Dove il cinghiale e dove il cervo alberga, +Dove vette _prezíose_ alzan le creste. + +Ivi una febbre d'or spinge gli umani, +Ma (ahimè!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci +E resta sol la _febbre_ all'indomani +Che li dissangua cogli orrendi baci! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Oggi è _sagra_, ed il popolo ha indossato +Il _costume_ gentil del suo päese; +Nè più bello un pittor l'avria foggiato +Cui fosse il Genio dei color cortese. + +Lungo la baja è un ondeggiar festante +Di gonne rosse dai botton lucenti; +È una baldoria, un correre incessante +Di cavallucci magri e intelligenti. + +E intorno al picciol porto--ove diè fondo +La carena panciuta dei velieri-- +Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo +Di brache bianche e di berretti neri. + +Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876. + + + + +SOCIALISMO + +_Uscita da caligini profonde, +Ch'io vo tentando e a penetrar non basto, +Salute a te, nelle tue vie feconde, +O Umanità, cui ciascun dì risponde +Un idëal più vasto!_ + +27 ottobre 1860. + +(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_). + + + +EPISTOLA + +A + +ENRICO BIGNAMI + +SOCIALISMO + +Dal dì che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!" +E che un fiero entusiasmo--scintillò sulle fronti, +E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali +Entraron, colla peste,--nel novero dei mali, +L'umanità rïarse--d'una febbre incessante: +Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante, +E la tema scotendo--giù dai dorsi avviliti, +Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti. + +Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie... +È ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie... +Ma pari alle tempeste--son le amare vendette! +Non han leggi in entrambe--e castighi e säette! +Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura +Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura! + +Un tempo era il carnefice--del popolo maestro; +Ei l'educò alla scuola--dei ceppi e del capestro; +Al codice mitissimo--il popolo educato +Si vendicò col sangue;..--come aveva imparato. + +Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio? +Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia, +Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria, +Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento, +Dalle viscere umane--esce sempre un lamento! + +Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio più ardito! +E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito, +Gridò un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!" + +Gli empi ne profittarono. + +--E quando ei disse: "Ho sete!" +D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata! + +Or ben, quando dei buoni--fu la bontà oltraggiata, +Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...! +E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti. + +Ma venne il dì che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!" +E avean sete di scienza,--di libertà!... +"Bevete!..." +Fu lor risposto. +E il sangue--si diede lor dei figli! +E morirono i padri--su fetidi giacigli! +E messe alla tortura--für le membra del saggio! + +Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio! +Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali! +Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali, +Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso, +Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso! + +Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola, +È un mistero!... Per noi--il cielo è una parola!.. + +Perchè voler, da fragili--e grame creature, +Ciò che forse è miracolo--per divine nature? + +Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale; +Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale! +E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_; +Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi, +E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta, +A Giove antico atteggiansi--che scaglia la säetta... + +Guardiam giù... +Questo fiume--fatto di teste umane, +Questa immensa valanga,--questo esercito immane, +Ha un nome! +Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_ + +Ei cammina!... Ei cammina!... + +--Nel cèrebro fecondo +Dei mille pensatori--egli attinge i portenti, +I segreti, che dànno--la vittoria. +Le genti, +Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli +Si spalancano; cadono--i fantastici veli +Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara; +Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara; +Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta; +E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta, +Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce) +Mille grida adunando--in una sola voce, +Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede, +Questa immane fiumana,--questo Mondo procede! + +Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana! +Alla foce!... Alla foce!... + +--Ov'è dessa?... È lontana! +Lontana più del sole!--Più del sol misteriosa! +Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa, +Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti? + +Ma che importa!... + +Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!... + +Pur, come un dì le streghe--di Macbeth sul sentiero, +A soffermar per poco--del Mondo il passo altero, +Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame; +I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame! + +O roditori eterni--delle umane famiglie, +Che dei padri cadenti--insultate le figlie, +Perchè portan nel seno--un bambino illegale; +Che vorreste la donna--ad una pietra eguale; +Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine +Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine +Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?" +O roditori eterni,--che dell'età fiorente +Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose, +Cadano nei postriboli,--come foglie di rose +Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando +E incutendo nei cuori--un terrore esecrando, +Obbligate le madri--a uccidere i bambini; +O voi, che non leggete--negli umani destini +Quest'ardente desío--di pace e fratellanza; +Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza, +Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni +Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni +Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia; +O voi, che li spingete--all'orribile caccia +Delle conquiste; o voi--che beäti ridete +Nelle comode case--e buoni vi credete +Perchè date una veste--allo spazzacamino; +O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino +L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario, +E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario, +Sfilate per le vie--tronfiamente, perchè +Un _circolo operaio_--surse vostra mercè, +Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai, +A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?... + +I poëti d'Arcadia--han pensato a costoro! +Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro; +Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti; +Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti; +Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali; +Posero loro in bocca--idilii e madrigali; +Indi li presentarono--alle dame annoiate! + +Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!... + +Questi pastor da scena,--questi villan galanti +Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti! +Queste Filli, che cantano--canzonette sì gaie, +Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie! +Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali +Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali! +Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maëstri, +Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri! +E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati, +Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati +Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro +Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro +E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini. +Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini! + +Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate, +Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate, +Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi +Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi +Che daranno la seta!... +--Mentre noi, nelle sere +Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere, +O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia, +Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia +Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle, +Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle! + +Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande; +Essi mangiano un pane--ch'è peggior delle ghiande! +Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo; +Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo! +Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto; +Men terribile è il male--ove il soccorso è pronto! +Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani; +Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!... + +E la _Fame_ li decima! + +--Oh! la _Fame_!... L'arcano +Problema, che scombussola--ogni sistema umano! + +Come mai questo squallido--fantasma esiste? +Noi +Siamo pochi; la Terra--è grande; i frutti suoi +Dovrebbero bastare--a color che vi stanno! +Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'è dunque l'inganno? +Perchè dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora, +Digiuna presso un uomo--che ozïando divora? +Perchè mai chi le glebe--feconda di sua mano +Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame? + +È strano! + +Io so ben ch'è una fisima--l'eguaglianza sociale, +Poichè, qui in terra, tutto--è bene, e tutto è male; +Poiché ciascuno al mondo--predilige un tesoro; +Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro, +Il poeta i suoi sogni;--poichè è vana speranza +Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza: +Poichè fin che degli uomini--saran diversi i volti +E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti, +Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali +Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali; +So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane +Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane; +So che è propria natura--d'ogni nostro bisogno +Di svanir, soddisfatto,--crëando un altro sogno; +Ma so ancor che un diritto--inconcusso è la vita; +Che sovra cose ed uomini--una legge è scolpita, +Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti; +Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!" + +Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge, +Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge, +Forse, un giorno, può insorgere--questo popol di schiavi! +L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi! +I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti! +Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti +Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia! +Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia +E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli... +E saran la funebre--ironia dei ribelli! +Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove +Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove +Procrëavan tiranni--alla timida plebe! +I badili e le vanghe,--use a romper le glebe, +Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!... + +Oh!... Facciamo giustìzia--prima che sia già tardi! +Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo! +Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo +L'avidità degli avi--che, coi pingui retaggi, +Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!... + +Ed or, rispetti umani;--inutili timori; +Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori; +Genuflessioni timide--ad idoli tarlati, +Arido galateo--coi nemici garbati; +Martirii del cervello,--che proromper non osa +Per mercar da un giornale--una linea graziosa; +Amarezze inghiottite;--malintese prudenze, +Che contro il rancidume--delle viete sentenze, +Domate i sillogismi--del bollente pensiero; +Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero; +Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno; +Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!... + +Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora, +Perchè siete il tramonto--ed io voglio l'aurora; +Perchè se noi, quì in terra,--viviamo una giornata, +Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata; +Perchè, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea; +Perchè gli oscuri baci--di questa sacra Dea +Valgono i mille affetti--della gente piccina; +Perchè val più il delirio--d'un sogno che affascina. +Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato; +Perchè ai dolor dei molti--io mi sono temprato, +Perchè i ghigni di scherno,--la fame e la Censura, +(Dalla fronte brevissima)--non mi fan più paura; +Perchè la solitudine--amo più della folla; +Perchè abborro i mïasmi--d'una carne già frolla; +Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca +E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!... + +Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio! +Sì, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio! +Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_, +Dei morenti di fame! +--Sulla nostra bandiera +Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_ +Molti, +Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti, +M'avran da questo giorno--in abbominio! +I grulli +Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli! +Odian senza discutere;--aman senza pensare! + +Tal sia di loro!... + +Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare! +Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!... + +Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io! + + + + + +NOVELLE IN VERSI + + + +ACQUA E FUOCO + + + +A FELICE UDA + +ACQUA + +I. + +Chi conosce Mercallo? +È un povero paese +Tra i monti che sepárano--il lago di Varese +Dal Verbano. + +Fa in tutto--un seicento abitanti, + +Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti, +I villani, alla festa,--cantano all'osteria +E giuocando alla mora--bevon la malvasia. +Quando il raccolto è scarso--e il pallido digiuno +Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno +Fantasima, dappresso--ai freddi focolari, +La taverna è deserta;--la nenia dei rosari +Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri +(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri), +Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso. + +Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso +Dei villani! +I beoni--frequentano la chiesa +Anch'essi!.. Almeno là--possono alla distesa +Metter fuori la voce,--quando l'economia +Nei dì grami li tiene--lungi dall'osteria! + + * * * * * + +Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo, +Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_, +Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda, +Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda. + +Gli affari prosperavano--che da parecchie annate, +I villani contavano--men meschine derrate; +E perciò nelle botti--non dormigliava il vino. + +La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino. +Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara +Ed in tutti i mestieri). +--Stando al mondo s'impara. +E Martino a sessanta--anni aveva imparato +A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato +Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola. + + * * * * * + +Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola. +Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano +Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano; +Gli diè il lauto stipendio--di quattrocento lire +All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire. + +Con quattrocento lire--di Milano (vi pare, +O miei buoni lettori?)--nessun la può scialare! +Eppure il giovinotto,--contro ogni economia, +Avea trovato il modo--d'andare all'osteria +Tutte le sere! +È vero--che beveva assai poco! +Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco, + +Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti, +Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti! + + * * * * * + +Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai, +Ma nè a Lisa nè al giovane--volle parlarne mai. +Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese +Gli aveva cattivato--gli animi del paese. +Era povero!... È vero!...--Ma cos'era Martino?... +Viveva! Questo è il compito--di chi nacque meschino... +E il vecchietto diceva:--"Presto l'avrò adempito!" + +Quando la primavera--col suo tiepido dito +Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno; +Quando i campi e il creato--col loro canto eterno +Intuonarono l'inno--della vita novella; +Quando Lisa a Graziano--parve farsi più bella; +Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte; +Il maestro veniva--dopo la mezzanotte +A passeggiar soletto--intorno all'osteria. + +Allora al primo piano--una griglia s'apria. + +Era Lisa. + +I due giovani--non contavan più l'ore! +Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore? + +Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano. + +"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano +Alla bionda fanciulla. + +Ella diceva: "Anch'io!" + +Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre!..." + + * * * * * + +Il vecchietto--ascoltava ogni cosa, +E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti +Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti +In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto! +Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto +Di gioia!... +Ma l'aprile--passò; giugno passò; +E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivò; +Né il povero maestro--aveva ancor trovato +Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato +"Di vostra figlia" al padre. +--In settembre le notti +Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti +Bolliva. +"È strana cosa!"--Rifletteva Martino, +"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino! +"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!" + + * * * * * + +Una notte pioveva.--Parea quasi una voce +Di lamento, lo squillo--delle poche campane +Che suonavano l'ore--nelle valli lontane. +Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano, +Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano, +Il vecchietto tremava--pel freddo. +Il giovinotto, +Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto +Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!" + +"Anch'io!" Lisa diceva. + +--E il maestro: "Conviene +"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina +"Saprà tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina +"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto +"D'amarti?" +"Che rispose?" +--"_Ma, Signor benedetto!_ +"Esclamò: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!... +"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva, +"Non c'è nissuno al mondo--disposto a benedirla +"Più di me!_" + +"Giurabacco!--È tempo di finirla!" +Spalancando le griglie--tuonò il vecchio dall'alto. + +Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto... +E fuggire... +Martino--gli gridò: "Ma, per Diana, +"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?... +"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature +"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!" + + + * * * * * + +Graziano sposò Lisa. +--Era tempo! +Martino +Morì. +Il maestro allora--lasciò i libri pel vino. +Divenne ostiere. +Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella +Spirò, mettendo al mondo--una bambina bella +Come un amore, e cui--lasciò erede del nome. + + + +II. + +Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome +Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita +Era la nuova Lisa--la delizia e la vita +Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta. + +Egli la contemplava--in un'estasi muta; +Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_; +Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!" +Ai villani, recando--la solita scodella +Di vino, domandava:--"Non è vero che è bella?" +Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa, +Mormorasse vedendola:--"Guarda com'è ben messa!" + +Le aveva appreso a leggere. +--Su un libro d'orazioni +Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni, +Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi: + +Le fanciulle son angioli +Che pregan col candore; +Per esse il vecchio padre +È il loro primo amore! + + * * * * * + +Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti + + * * * * * + +Il volto allegro e sano--della bella fanciulla +Si fe' pallido e magro +"Che hai?" Le chiese. +"Nulla!" +Ella rispose. +Il vecchio--divenne da quel giorno +Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno; +Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva. + + * * * * * + +Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva) +Egli balzò dal letto--e s'affacciò inquieto +Alla finestra, +Il lume--degli astri, mansüeto +Come un guardo materno,--sulla terra piovea: +Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea +Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli; +Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli; +Le campagne riarse--dai torridi sollioni +Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni +Indistinti, söavi;--il villaggio dormia +Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia. + +Ei guardò gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte, +E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte +Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via +Su cui stornar la mente--da una triste malia... + +Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia. + + * * * * * + +Che è questo? +Al primo piano--s'è dischiusa una griglia, +Giù, nella via, si muove--un'ombra nera. +Dice +Una voce da basso:--"Lisa, notte felice! +"Come ti voglio bene!" + +--L'altra risponde: "Anch'io!" + +Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio, +"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa +"A tuo padre..." +Ad un tratto--cordiale e fragorosa +Scoppia, come una folgore,--una risata in alto. +Già l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto +E fuggire... +Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana, +"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana? +"Orsù!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature +"Fate presto! Sposatevi,--mie care crëature!" + + * * * * * + +O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata! +È vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata! +La colpa non è mia--ma degli umani eventi!... +Una storia monotona--han gli amori innocenti! +Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto +Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto +Di padre in figlio. + +È un calcolo--infinitesimale; +È l'acqua, che può forse--aver nome _termale_, +O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_, +Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante! + +E quest'acqua è il racconto. + + * * * * * + +--"Per farlo men meschino +(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino! + +Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono! + +La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono... +Vuoi un'altra novella? +--La leggerai fra poco. +Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_ + +Milano, 1875. + + + +FUOCO + +Era sera e pioveva. +--Il tremolante raggio +Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio +Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore +Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore; +Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere, +E alle quali imprecava--un grosso carrettiere, +Perchè il mulo a ogni passo--scivolava. +La via +Era deserta. +In alto--dicean l'avemmaria +Due fesse campanuccie. +--Di piombo il ciel parea, +E la sottil pioviggine--silenziosa cadea. + + * * * * * + +Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili, +O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili, +Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto. +Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto. +I dindi, che non amano--dormire affratellati, +Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati; +Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca +Dominavan la scena. +--Il bove e la giovenca +Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle, +Pensando forse all'erba--brucata nella valle +E alla miglior pastura--da sceglier la dimane. + +Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane +Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia, +Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano +Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano. + +L'orizzonte, all'occàso,--colla sua tinta scialba +Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_" +E con questo proverbio--le rubizze comari +Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari. + + * * * * * + +Quella sera non c'era--benedizione in chiesa. +La prebenda era povera,--non potea far la spesa +D'accender tanti moccoli--tutti i giorni. +Il curato +Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato, +Movendo a lunghi passi--verso la farmacia. + +Colà la vieta triade--del villaggio venia +A far tutte le sere--la solita partita. + + * * * * * + +"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!" +"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!" + +Eran le donnicciuole--che rientravano in casa. + + * * * * * + +I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze; +Sui talami nuziali--scendevan le esultanze; +I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi; +I bimbi sonnecchiavano. +--Alcuni, più testardi, +Strillavan nella culla--con noiosi lamenti. +La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti, +Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!" + +I desiderii inutili--colle vampe segrete +Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse +Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse, +Dell'amante villano--all'ultima parola, +E trovavano fredde--le candide lenzuola, +E con stolidi accenti--pregavano il Signore +Perchè la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore! + +Sovra le brune case--il silenzio scendea, +E la sottil pioviggine--lentamente cadea. + + * * * * * + +A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara, +Risuonò da lontano--un'allegra fanfara. + +I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri, +Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri! +I bersaglieri!!!" + +Allora--fu un batter d'impennate, +Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate, +Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche, +Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche. + +Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!" + +Le madri abbandonavano--le culle dei bambini; +E, fra l'essere donne--curiose o madri buone, +Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone, +Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio +Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio. + + * * * * * + +La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente +Parean le note acute--sfidar l'ombra silente. + +Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari, +Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari; +Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano, +Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano, +In fondo alla contrada. +--Gli squilli delle trombe, +Come fìtta gragnuola--che sui tetti precombe, +Echeggiàr nella via,--annunziando al villaggio +Che i bersaglieri entravano. +--Sotto il tenue raggio +D'una lampada santa,--fantastiche visioni, +Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni. + + * * * * * + +I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi +Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi; +I tinníti dell'armi--pareano strappi d'arpe; +Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe +Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie; +La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie +E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca. + +I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca; +Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!" + +Ed era +Bujo!!! + + * * * * * + +Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera, +Marciava un uffiziale--dal torace spazioso, +Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso, +Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri. + +Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri? +Forse pensava a nulla! +--Con piglio indifferente +Egli passava in mezzo--allo stuol della gente +Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi. + +Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzò gli occhi +E si fermò. +Due stelle--gli brillavan davanti; +Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti. +Erano due pupille,--cui fea cornice un volto +Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto. + +Il soldato col guardo--esperto ed indovino +S'accorse che quel volto--era un volto divino; +Un volto sedicenne--di bellezza ideale! +Vide due labbra tumide--dal taglio sensüale, +Una fronte purissima,--un mento ovale e fine, +Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine, +E su due guance bianche--cader due brune anella. + +Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!" + + * * * * * + +La fanciulla fu presa--da uno strano languore +E mormorò, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!" +Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro; +Spinse una porticella--che s'apriva nel muro +E fe' cenno che entrasse. +--Ei la seguì... +La porta +Fu chiusa. + + * * * * * + +Era una stalla.-- +Piovea la luce smorta +Da una piccola lampada--che dall'alto pendea; +Una magra giovenca--gravemente giacea +Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti +I ragni sciorinavano--le polverose reti; +La soffitta, composta--d'esili travicelli, +Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli +In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti; +In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti +Falciati nella sera. +--La fanciulla s'assise +Su quel mucchio di fiori;--alzò gli occhi e sorrise. +Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno! +"Mio padre dorme... E poi--sarà un minuto!" +Il bruno +Ufficiale si pose--a sederle dappresso. + +Ella guardò per poco--lo smagliante riflesso +Dei bottoni dorati--del giovane soldato; +Li toccava, tremando,--col dito fusellato; +Sembrava come assorta--in un sogno; chinava +La testa sovra il petto--e quel petto anelava... + +Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzò la faccia; +Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia +E...........--............ +...........--............. + + * * * * * + +Giovinette ardenti,--donne all'amor crëate, +Da una stolida legge--a soffrir condannate, +Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante +Ricordando il profilo--d'un maschio sembïante? + +O superbe matrone,--dalle vesti scollate, +Che parlate d'onore--e di virtù parlate, +Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale +Perchè so che i viventi--hanno un nemico eguale! +La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma, +Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma! + +Voi pur siete di carne,--o severe matrone, +E forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane, +Voi pure calpestaste--le convenienze umane, +E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude! + +Chi narrerà i misteri--che un cuor di donna chiude? +Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato? + +Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato +Baciò, tacque e passò... +--La matrona severa +Ripigliò la sua maschera--nei crocchi della sera; +Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa; +Frequentò, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa; +Licenziò la domestica--e il fedel servitore +Perchè nell'anticamera--parlavano d'amore; +E, suscitando intorno--mille fiamme lascive, +Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive: +Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta, +Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!... + +Giovinette di fuoco,--donne all'amor create, +Da uno stolto egoïsmo--a soffrir condannate; +Giovinette di fuoco--e superbe matrone, +Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione +E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane, +Calpestaste con gioia--le convenienze umane +E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude, +Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude! + + * * * * * + +Quando il bruno soldato--uscì sopra la via +Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia. +Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera. + +La fanciulla (che tale--da un istante non era), +Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata... +I suoi sogni di languide--vision la fean beäta. + +Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti +Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti, +Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai... + + * * * * * + +La fanciulla e il soldato--non si vider più mai, + +Napoli, 29 febbraio 1876. + + + + + +MASTRO SPAGHI + +A + +FELICE CAMERONI + +MASTRO SPAGHI + +I. + +Mastro Spaghi era il boia--della città d'Urbino. +Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino; +Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva +Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva +Una candida barba.--Avea gli occhi profondi, +L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi +E violetti, le labbra--grosse e larghe. +Campava +Tirando il collo agli altri. + + * * * * * + +--La forca prosperava +Nell'Evo Medio! +Oh! Quelli--eran tempi bëati! +Nè i maggiori colpevoli--erano gli appiccati! + +I furbi ed i potenti--facevano man bassa, +Come chi taglia spiche,--sui capi della massa. +Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri +Fiorivan dappertutto. +--Perciò v'eran maestri +Nell'arte del carnefice! +--A Roma avea gran nome +Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome +Tanagliare una vittima,--senza farla spirare. + +La Santa Inquisizione--avea fatto educare +Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro. + +In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro. + + * * * * * + +Perchè vi spaventate,--o lettori cortesi, +S'io parlo di carnefici? +--Il nome lor lo appresi +Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte, +Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte +Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio +O in partita, gli è sempre--ammazzare. + +Il barbaglio +Della gloria e del genio--pel filosofo è nulla! +Chè, sfrondati gli allori,--v'è la campagna brulla; +V'è la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue; +Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue; +Ove stanno i carnefici--e le vittime. +Evvia! +Perchè mai vi spaventa--questa novella mia? +Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni +Per non parlar di boia! +--Abolirli?... Illusioni +D'anime semplicette! +--Togliam le guerre e il boia, +E impossibile è il dramma,--e morirem di noia! + +L'umanità è un malato--che di salassi ha d'uopo! + +Ma finiran le guerre--e i carnefici!... +E dopo? +Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi +Degli umani discorsi--degli umani pöemi? + +Saran la fede immensa;--l'amore universale; +I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male; +Del male, che pei posteri--sarà l'egual chimera +Di quel che è il ben per noi! +--E s'anco fosse vera +Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille +Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille +Ancor più innanzi... +Il cèrebro--Mormora ancora: "E poi?..." +Siam daccapo alla noia! + + + +II. + +--Fra tutti i pari suoi +Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro. +La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro +In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era. +Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera +Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano! +La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano +Si mutava in un filo--così forte e sottile, +Qual non l'avria mutato--la mano più gentile +D'una donna ai ricami--espertissima. + + * * * * * + +Quando +Saliva sopra il palco--era proprio ammirando! + +Dall'alto della forca--con un braccio potente, +Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente; +Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo; +Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo +E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi, +Dava uno strappo... +Il misero--schizzava in fuori gli occhi +Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia; +Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;... +Ma era affar d'un istante!... +--E il popolo plaudiva +A lui che così presto--d'una persona viva +Sapea fare un cadavere! + + * * * * * + +Il popol gli era grato, +Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato. +I nobili morivano--di scure, e i popolani +Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani +"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire. +"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!" + + +III. + +In vent'anni la fama--del nostro personaggio +Nelle città d'Italia--avea fatto vïaggio, +Raccontando la storia--di mille impiccamenti, +Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti; +Tantochè mastro Spaghi,--il carnefice artista, +Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista +Nei dì presenti; ed egli--era sempre in cammino. + +Oggi appiccava un ladro--nella città d'Urbino; +L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta +Per un villan, che avea--tentato far vendetta +Contro il Duca, perchè--questi gli avea (badate +Che inezia!) la sorella--e la sposa violate; +Il dì dopo correva--a Firenze, chiamato +Per un giovane ardente,--che aveva cospirato +(Diceva la sentenza),--contro le leggi. +Insomma, +Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma +Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?" + + + +IV. + +Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado, +Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo +Ed i repubblicani--colli di San Marino. + +A Sant'Angelo in Vado--non c'è che una prigione. + +Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione) +V'abitavano i frati;--era un piccol convento; +Non divenne prigione--che nel mille e trecento. + + * * * * * + +Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza, +I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza +Di facce d'appiccati. +--Era una notte estiva. +Sui campi la finestra--della stanza s'apriva. +Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella +D'un carcere, che un tempo--era stato una cella, +Là stava il condannato--a morire domani +Sulla forca. + +Il carnefice--torceva nelle mani +Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra, +Su un tavolo, una lampada. +--La vicina finestra +Tormentava il lucignolo--con buffi violenti, +Di profumi campestri--söavemente olenti. + +Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate +Come un fanciul che sogna--le libere giornate +Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde +Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde, +E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco +Gli spiega la grammatica. +--Non la più debol eco +Il silenzio turbava. +--S'erano i borghigiani +Coricati assai presto,--per poter l'indomani +Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero +La festa della forca. + + * * * * * + +--Dormiva il prigioniero? +Io l'ignoro. +Chi veglia--è mastro Spaghi. +E questi +Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti: + + + +V. + +"Questo è quel dei dugento--che in vent'anni suonati +"Spaccierò sulla forca.--I primi che ho spacciati +"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso +"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso! +"Cos'è strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo! +"E questo (almen mi pare)--è un beneficio, in fondo! +"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza! +"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza, +"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio, +"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio +"Di me, la bella parte--di carnefice!" + + * * * * * + +Un grillo +Lungi nella campagna,--turbò il sonno tranquillo +Alle cicale, sopra--le piante addormentate, +Con note così allegre--che parevan risate. + + * * * * * + +"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature, +"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure, +"Come son liete!" disse--il boia sospirando. +"Essi vivono poco;--e col profumo blando +"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero +"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo, +"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata, +"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!... + +"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante +"Di queste bestioline!... +--Allora ero l'amante +"Di Rita, la più bella--forosetta che Iddio +"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio! + +"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia, +"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia +"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta. +"Una quercia, simíle--ad una vecchia brutta +"Che s'è presa d'amore--per un bel giovinetto, +"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto; +"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina, +"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina. +"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa! +"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa +"Quasi per isfuggire--parea farsi più basso! +"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso? +"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori, +"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!" + + + +VI. + +Fuori, +Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente +Trillò ancor. Mastro Spaghi--sospirò nuovamente. + + * * * * * + +"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante +"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante! +"La notte, quando tutti--dormivano, soletto +"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto, +"Spiando la finestra--dove Rita dormiva. + +"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva +"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco +"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco +"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille! +"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille! +"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto +"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto... +"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare +"Che il povero piccino--avesse a strimpellare +"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita... +"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita! +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perchè ho ucciso dei grilli! +"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!" + + + +VII. + +La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi +Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi, +Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi +Del boia era caduto.-- +Ei tenea fisi gli occhi +Sul laccio e sulle mani... +--Ma il suo pensier dovea +Essere ben lontano. + + * * * * * + +--Il vegliardo dicea +A fior di labbra: +"Rita!...--Vent'anni son trascorsi! +"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi! +"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino, +"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino +"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere, +"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere +"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano +"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano! +"Questi privilegiati--che portano un gran nome +"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome +"Ai più arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente, +"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente +"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio! +"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio, +"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!" + + * * * * * + +Una nottola venne--nella stanza a squittire +Attirata dal lume;--fece due giri in tondo +Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo, +Fuori della finestra,--tornò, battendo l'ali, +Spaventata d'avere--osato tanto. + + +VIII + +Eguali +Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne, +Lagrime solitarie,--lentamente secerne, +Poche gocciole fredde--imperlavan la testa +Del boia. + + * * * * * + +Egli diceva: +"--Fu una notte funesta! +"So che mi son svegliato--con pesanti catene +"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene! + +"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte +"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte. +"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino +"Sognai.-- +Fui risvegliato--sul fare del mattino +"Da un uomo lungo e pallido.-- +Io gli chiesi chi fosse. +"Ei non rispose, côlto--da un accesso di tosse; +"Il fetor della carcere--gli grattava la gola. + +"Fui condotto all'aperto.-- +Un frate colla stola +"Negra mi passò accanto. +Lo seguivan dei ceffi +"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi +"A un meschin che legato--ne veniva con loro. + +"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro. + +"Egli batteva i denti,--era tutto tremante; +"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante. + +"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino, +"Mi toccò sulla spalla,--e additando il meschino, +"Miagulò:-- +"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire +"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire. +"Il carnefice è vecchio.--Se ti garba il mestiere +"Comincia a strozzar questo.--Verrà il Duca a vedere. +"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato, +"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato. +"Il Duca è giusto e buono;--a tanta sua clemenza +"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza. +"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_ + +"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia! + + +IX. + +Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi, +Chè il duolo ama le tenebre. +Le mani sui ginocchi +Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava. + + * * * * * + +"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava. +"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto +"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto! +"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato +"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato +"O una figliola, bella--come sua madre! +Oh! Rita.,. +"Dove sei? +Mi narrarono--che te ne sei fuggita +"In paese lontano,--quando ti venne detto +"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto! +"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno, +"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno +"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente! +"Da allora in poi nessuno--la rivide... +Clemente +"Iddio, se rivedere--un dì potessi almeno +"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!" + + + +X. + +E alzò gli occhi. +Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi +Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi +Della lampada, spicca,--sul buio della stanza. + +È una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza, +Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi. +Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi +E inquïeti, e, scorgendo--colà soltanto il boia, +Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia. + +Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta +Una manata d'oro. +--Poi si ferma ed aspetta. + + * * * * * + +"Chi sei?" chiede il carnefice, +--Ella cade ai ginocchi +Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi: +--"Tutto quest'oro è tuo;--questo è quanto possiedo... +Guarda!" +L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!" + +Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea, +E la sua mano secca--a un altr'oro correa! +All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo +Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo, +Coprivan quasi. +"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?" +Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome +Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?" + + * * * * * + +--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei. +"Eppure per molt'anni--sono stata felice! +"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice. +"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi; +"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi. +"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai +"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai. +"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci, +"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci! +"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori, +"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori! +"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!... +"E dovunque si balli,--e dovunque si canti, +"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!" + + * * * * * + +Mastro Spaghi esclamò:--"Povera figliuola! + + * * * * * + +--"Un dì venne a trovarmi--un bruno giovinetto, +"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto... +"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo! +"Del condannato.... +"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo +"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai. +"A color ch'ho appiccato--il nome domandai! +"Che mi preme del nome--che porta un condannato!" + + * * * * * + +--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!..... +"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi: +Il perchè glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi... +Mi piaceva. Era bello! +--Ma poi ne fui noiata.... +"Era povero!... +Eppure--egli non m'ha insultata +"Quando gliel dissi! +Pianse;--mi baciò il volto e il seno, +"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_ +"_Non odiarmi!_..." +Venia--ogni giorno, recando +"Cibi e fiaschi di vino. +--Io ridevo trincando; +"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita +"Vedendomi gioconda. +--Un dì esclamai: "_Squisita_ +"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_" + +Ei rispose: "_Domani--porterò questo e quello_." + +"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai +"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai? +"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_ + +--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!.. + +"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!... +"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!" + + + +XI. + +Ella si coprì il viso--con entrambe le mani. + + * * * * * + +La campagna avea un'eco--di gemiti lontani. +Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia, +Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia. +La lampada moriva. +--Mastro Spaghi avea detto +Ravvivandola: "È triste!--Povero giovanotto!" + +E nell'olio una lagrima--al boia era caduta. + + * * * * * + +La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta. + + + +XII. + +La fanciulla riprese: +--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo! +"Io morrò s'egli muore!--Egli, povero e gramo, +"Mi pagò più di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita! +"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi diè la vita! +"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata! +"Io pretendo di vivere--perchè mi sento amata! +"Perchè voglio adorarlo,--e coprirlo di baci! +"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?" + + * * * * * + +Ella facea paura. +--Agitava le braccia, +E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia. +Correva per la stanza.--Abbrancava le grate +Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate, +Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!" + + * * * * * + +Ei mormorò di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!" + + +XIII. + +Allora la fanciulla--divenne mansüeta +Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta. +Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato +Tornò pallido. +Il labbro,--qual ferro arroventato, +Restò sol di carminio. +--Ivi il sangue soltanto +Afflüiva nei giorni--della gioia e del pianto; +Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci, +Dovea dir: "Questa donna--è nata per i baci." + + * * * * * + +Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna, +Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna. +Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso, +Fissava sul suo cranio--un punto luminoso. + + * * * * * + +Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando, +A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando +Del vegliardo, gli disse: +--"Tu non l'ucciderai, +"Non è vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai... +"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero +"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero +"Avessero una faccia--così buona, e che pare +"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!" + + +XIV. + +Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso; +E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso. +Un'iride ideale--di memorie e d'amore, +Di dolci desiderii--soffocati nel cuore. + +Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante +Della perduta sposa--il leggiadro sembiante, +Che gli dicea: +"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_" + +Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona +Una voce infantile;--quella d'una bambina; +Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina. + + * * * * * + +Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse. +Avea il pianto negli occhi--e mormorò: +"Se fosse +"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina! +"Vorrei diventar cieco--per averla vicina! +"Che sarà divenuta?--Sarà dessa felice? +"Forse è una gran signora...--Forse una meretrice! + + * * * * * + +Così parlava. +Intanto--la dolente fanciulla +Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla. + +Alfin surse da terra,--chè volavano l'ore. +Avea l'occhio velato--da un osceno languore, +Ed additando l'oro--mormorò al vecchio: + +"Senti: +"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti... +"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi +"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi. +"Io ti darò... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..." +E si slacciò le vesti. +--Ei con mano gagliarda, +"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose +Le vesti. +Ella la destra--gli strinse. Vi depose +Un bacio e disse: +"Grazie!--Oh!... Grazie, padre! + + * * * * * + +Allora, +Nelle braccia serrandola:--"Lontana è ancor l'aurora!" +Esclamò il vecchio. "Insieme--con voi verrò!.. Mia figlia, +"Sì, mia figlia sarai!" + + + +XV. + +--E dalla ferrea griglia +Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre. + +Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre; +La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore; +Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore. + +Quella luna invitava--a amar, solo a vederla. +La terra era d'argento,--il ciel di madreperla. +E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto +Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto, +Perchè nel santo affetto,--che purifica tutto, +Oblïasse ogni colpa,--oblïasse ogni lutto. + +Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano; +Lo si saria veduto--a tre miglia lontano. + +Ei non se ne accorgeva. +--Celiando, il giovinetto +Quel cranio traditore--copri col suo berretto, +E disse: +"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole +"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!" + + * * * * * + +Così senza spettacolo--rimaser l'indomani +Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani: +E così, nella corsa--facendo invidia al vento, +Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento, +Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina +Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina. + +FINE. + + + + +INDICE + +Scuola moderna + +LIRICHE. + +Prefazione ai miei versi +La Forma e l'Idea +Noia letteraria +Letteratura disonesta +Veritas, Vanitas! +Le demolizioni +In morte di Emilio Praga +Anacreonte +Evo Medio +Il secolo di Pericle +A Taide +La notte di san Silvestro +La Senavra +In alto +Circolo +A Fulvio Fulgonio +La chiesetta dei morti +A una donna intelligente +Il dì dei morti +Per il santo Natale +Coraggio! +Ditirambo +Per una suicida +Quando? +Ars, alma mater + + +DE MINIMIS. + +Mors tua, vita mea +Flectar, non frangar +Melodia +Seminare e raccogliere +Il mare canta +En attendant +A un calendario americano +Acqua dei monti +In corpo di guardia +Ultima ratio + +DIES. + +Alba +Meriggio +Sera +Notte + +CITTÀ ITALIANE. + +Napoli +Cagliari + +EPISTOLA AD E. BIGNAMI. + +Socialismo + +NOVELLE IN VERSI. +Acqua +Fuoco +Mastro Spaghi + + + +112 + + + + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI *** + +This file should be named 8psnv10.txt or 8psnv10.zip +Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, 8psnv11.txt +VERSIONS based on separate sources get new LETTER, 8psnv10a.txt + +Project Gutenberg eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US +unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +We are now trying to release all our eBooks one year in advance +of the official release dates, leaving time for better editing. +Please be encouraged to tell us about any error or corrections, +even years after the official publication date. + +Please note neither this listing nor its contents are final til +midnight of the last day of the month of any such announcement. +The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at +Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A +preliminary version may often be posted for suggestion, comment +and editing by those who wish to do so. + +Most people start at our Web sites at: +http://gutenberg.net or +http://promo.net/pg + +These Web sites include award-winning information about Project +Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new +eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!). + + +Those of you who want to download any eBook before announcement +can get to them as follows, and just download by date. This is +also a good way to get them instantly upon announcement, as the +indexes our cataloguers produce obviously take a while after an +announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter. + +http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext05 or +ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext05 + +Or /etext04, 03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, +91 or 90 + +Just search by the first five letters of the filename you want, +as it appears in our Newsletters. + + +Information about Project Gutenberg (one page) + +We produce about two million dollars for each hour we work. The +time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours +to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright +searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our +projected audience is one hundred million readers. If the value +per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2 +million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text +files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+ +We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002 +If they reach just 1-2% of the world's population then the total +will reach over half a trillion eBooks given away by year's end. + +The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks! +This is ten thousand titles each to one hundred million readers, +which is only about 4% of the present number of computer users. + +Here is the briefest record of our progress (* means estimated): + +eBooks Year Month + + 1 1971 July + 10 1991 January + 100 1994 January + 1000 1997 August + 1500 1998 October + 2000 1999 December + 2500 2000 December + 3000 2001 November + 4000 2001 October/November + 6000 2002 December* + 9000 2003 November* +10000 2004 January* + + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created +to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium. + +We need your donations more than ever! + +As of February, 2002, contributions are being solicited from people +and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut, +Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois, +Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, +Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New +Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, +Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South +Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West +Virginia, Wisconsin, and Wyoming. + +We have filed in all 50 states now, but these are the only ones +that have responded. + +As the requirements for other states are met, additions to this list +will be made and fund raising will begin in the additional states. +Please feel free to ask to check the status of your state. + +In answer to various questions we have received on this: + +We are constantly working on finishing the paperwork to legally +request donations in all 50 states. If your state is not listed and +you would like to know if we have added it since the list you have, +just ask. + +While we cannot solicit donations from people in states where we are +not yet registered, we know of no prohibition against accepting +donations from donors in these states who approach us with an offer to +donate. + +International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about +how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made +deductible, and don't have the staff to handle it even if there are +ways. + +Donations by check or money order may be sent to: + + PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION + 809 North 1500 West + Salt Lake City, UT 84116 + +Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment +method other than by check or money order. + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by +the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN +[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are +tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising +requirements for other states are met, additions to this list will be +made and fund-raising will begin in the additional states. + +We need your donations more than ever! + +You can get up to date donation information online at: + +http://www.gutenberg.net/donation.html + + +*** + +If you can't reach Project Gutenberg, +you can always email directly to: + +Michael S. Hart <hart@pobox.com> + +Prof. Hart will answer or forward your message. + +We would prefer to send you information by email. + + +**The Legal Small Print** + + +(Three Pages) + +***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START*** +Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers. +They tell us you might sue us if there is something wrong with +your copy of this eBook, even if you got it for free from +someone other than us, and even if what's wrong is not our +fault. So, among other things, this "Small Print!" statement +disclaims most of our liability to you. It also tells you how +you may distribute copies of this eBook if you want to. + +*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK +By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm +eBook, you indicate that you understand, agree to and accept +this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive +a refund of the money (if any) you paid for this eBook by +sending a request within 30 days of receiving it to the person +you got it from. If you received this eBook on a physical +medium (such as a disk), you must return it with your request. + +ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS +This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks, +is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart +through the Project Gutenberg Association (the "Project"). +Among other things, this means that no one owns a United States copyright +on or for this work, so the Project (and you!) can copy and +distribute it in the United States without permission and +without paying copyright royalties. Special rules, set forth +below, apply if you wish to copy and distribute this eBook +under the "PROJECT GUTENBERG" trademark. + +Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market +any commercial products without permission. + +To create these eBooks, the Project expends considerable +efforts to identify, transcribe and proofread public domain +works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any +medium they may be on may contain "Defects". Among other +things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other +intellectual property infringement, a defective or damaged +disk or other eBook medium, a computer virus, or computer +codes that damage or cannot be read by your equipment. + +LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES +But for the "Right of Replacement or Refund" described below, +[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may +receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims +all liability to you for damages, costs and expenses, including +legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR +UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT, +INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE +OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE +POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES. + +If you discover a Defect in this eBook within 90 days of +receiving it, you can receive a refund of the money (if any) +you paid for it by sending an explanatory note within that +time to the person you received it from. If you received it +on a physical medium, you must return it with your note, and +such person may choose to alternatively give you a replacement +copy. If you received it electronically, such person may +choose to alternatively give you a second opportunity to +receive it electronically. + +THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS +TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT +LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A +PARTICULAR PURPOSE. + +Some states do not allow disclaimers of implied warranties or +the exclusion or limitation of consequential damages, so the +above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you +may have other legal rights. + +INDEMNITY +You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation, +and its trustees and agents, and any volunteers associated +with the production and distribution of Project Gutenberg-tm +texts harmless, from all liability, cost and expense, including +legal fees, that arise directly or indirectly from any of the +following that you do or cause: [1] distribution of this eBook, +[2] alteration, modification, or addition to the eBook, +or [3] any Defect. + +DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm" +You may distribute copies of this eBook electronically, or by +disk, book or any other medium if you either delete this +"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg, +or: + +[1] Only give exact copies of it. Among other things, this + requires that you do not remove, alter or modify the + eBook or this "small print!" statement. You may however, + if you wish, distribute this eBook in machine readable + binary, compressed, mark-up, or proprietary form, + including any form resulting from conversion by word + processing or hypertext software, but only so long as + *EITHER*: + + [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and + does *not* contain characters other than those + intended by the author of the work, although tilde + (~), asterisk (*) and underline (_) characters may + be used to convey punctuation intended by the + author, and additional characters may be used to + indicate hypertext links; OR + + [*] The eBook may be readily converted by the reader at + no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent + form by the program that displays the eBook (as is + the case, for instance, with most word processors); + OR + + [*] You provide, or agree to also provide on request at + no additional cost, fee or expense, a copy of the + eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC + or other equivalent proprietary form). + +[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this + "Small Print!" statement. + +[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the + gross profits you derive calculated using the method you + already use to calculate your applicable taxes. If you + don't derive profits, no royalty is due. Royalties are + payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation" + the 60 days following each date you prepare (or were + legally required to prepare) your annual (or equivalent + periodic) tax return. Please contact us beforehand to + let us know your plans and to work out the details. + +WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO? +Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of +public domain and licensed works that can be freely distributed +in machine readable form. + +The Project gratefully accepts contributions of money, time, +public domain materials, or royalty free copyright licenses. +Money should be paid to the: +"Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +If you are interested in contributing scanning equipment or +software or other items, please contact Michael Hart at: +hart@pobox.com + +[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only +when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by +Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be +used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be +they hardware or software or any other related product without +express permission.] + +*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END* + diff --git a/old/8psnv10.zip b/old/8psnv10.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..6a2f2aa --- /dev/null +++ b/old/8psnv10.zip |
