summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 05:33:34 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 05:33:34 -0700
commit40b3f2daacc6908fe4c3ce1a434639a9c9874298 (patch)
tree118418fbb44212b22ffa884aea80797ef14b847c
initial commit of ebook 9642HEADmain
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--9642-8.txt6405
-rw-r--r--9642-8.zipbin0 -> 75343 bytes
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
-rw-r--r--old/7psnv10.txt6368
-rw-r--r--old/7psnv10.zipbin0 -> 74292 bytes
-rw-r--r--old/8psnv10.txt6368
-rw-r--r--old/8psnv10.zipbin0 -> 74632 bytes
9 files changed, 19157 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/9642-8.txt b/9642-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..c61f990
--- /dev/null
+++ b/9642-8.txt
@@ -0,0 +1,6405 @@
+Project Gutenberg's Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Poesie e novelle in versi
+
+Author: Ferdinando Fontana
+
+Posting Date: December 7, 2011 [EBook #9642]
+Release Date: January, 2006
+First Posted: October 12, 2003
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles
+Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This
+book has been completed in cooperation with the Progetto
+Manuzio, http://www.liberliber.it. We thank the "Biblioteca
+Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+FERDINANDO FONTANA
+
+
+POESIE
+
+E
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+
+MILANO
+
+1877.
+
+
+
+
+
+A ANTONIO GHISLANZONI
+
+
+
+SCUOLA MODERNA[1]
+
+AD ANTONIO GHISLANZONI,
+DEDICANDOGLI IL LIBRO.
+
+
+Alla tua nota satira
+Chi porse l'argomento?
+Forse i carmi d'un giovane
+Da pochi giorni spento?[2]
+Forse il _Torso di Venere_
+O il _Düalismo_ ardito,
+Che una Musa propizia
+Dettava a un erudito?[3]
+
+Non già!.... Dalle tue laudi
+Fu consacrato il primo;
+Tu lo sapesti scegliere
+Dal medïocre limo; [4]
+All'altro degli stolidi
+Soltanto il volgo indegno
+Oggi contrasta il fervido
+Estro e il robusto ingegno.
+
+Forse dell'_Inno a Satana_ [5]
+Ti spaventò il concetto?
+No!.... Che tu abborri i vincoli
+Che strozzan l'intelletto,
+E so che, quando mediti,
+Ti ribelli ai confini,
+Al pensier del filosofo
+Imposti dai cretini.
+
+È ver, talora il genio
+Ama le forme strane,
+Ma il pensator sa leggere
+Nelle sue cifre arcane,
+E sa discerner l'enfasi
+Del verso che non crea
+Dal balenar fantastico
+D'una sublime idea.
+
+Spesso il cantor d'Ofelia,
+Col labbro d'uno stolto,
+Strambi concetti mormora
+Ed è di nebbie avvolto,
+Ma sempre, come folgore
+Che irradia la tempesta,
+Risplende tra le nebbie
+L'olimpica sua testa....
+
+Evvia!.... se qualche Bécero,
+Nelle invalide carte,
+Pallia coll'artificio
+La mancanza dell'arte;
+Se con grottesche immagini
+Pochi grulli impotenti
+Cercano un vieto elogio
+A mal composte menti;
+
+Se nella solitudine
+Dove ti sei rinchiuso
+È giunto qualche cantico
+Di giovinetto illuso.
+Se un impudente o un ebete
+Parlando in metro oscuro
+S'imbranca colle vecchie
+Che dicono il futuro;
+
+Deh!.... non armar la cetera
+Colla mordente corda!
+Carni di imbelli vittime
+Il verso tuo non morda!
+Frena, romito Antonio,
+La beffarda parola;
+Non dir che pochi stolidi
+Son la _moderna scuola!_
+
+Serba ai pedanti, agli arcadi,
+Lo scherno e l'ironia;
+Taglia pei dorsi elastici
+Le vesti in parodia;
+Non fornir armi ai deboli
+Che temono di noi
+E che verranno a irriderci
+Cantando i versi tuoi.
+
+Pensa che ai pochi giovani,
+Che vedon l'ardua meta,
+Il ben d'un raro plauso
+I grami giorni allieta....
+E che il maggior cordoglio
+Che contristi i gagliardi
+È di sentirsi mettere
+Col volgo dei codardi.
+
+
+[1] Questi versi vennero già pubblicati in risposta ad una poesia del
+signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio
+_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori
+letterarii_. Più die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi
+intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e
+quelli che operano con vero ingegno.
+
+[2] Emilio Praga.
+
+[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito.
+
+[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggiò l'ingegno di Praga.
+Quando questi pubblicò la sua _Tavolozza_, l'eminente critico,
+parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo
+colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._"
+
+[5] L'_Inno a Satana_, di Giosuè Carducci.
+
+
+
+
+LIRICHE
+
+PREFAZIONE AI MIEI VERSI
+
+Esser pöeti è legger nei futuri
+Giorni; è spaziar nel cielo delle indagini
+Condannate dai timidi cervelli;
+Esser pöeti o sentirsi maturi
+Quando nel sangue bollono i vent'anmi;
+È ridere di tutto, esser ribelli
+Alla gloria e agli affanni.
+
+Esser pöeti è librarsi giganti
+Sull'universo e, in sè raccolti, vivere
+Animati da incognita scintilla;
+È accogliere del par sorrisi e pianti,
+Inni e bestemmie, rantoli e vagiti;
+È scrutar con impavida pupilla
+I misteri infiniti;
+
+È piangere col vinto e coll'afflitto,
+Nè al forte, al vincitor, negare il plauso,
+Nè armar la cetra d'una corda sola;
+È comprender la colpa ed il delitto,
+Laudando il sacrifìcio e l'innocenza;
+È cantar tra un bicchiero e una carola
+Il chiostro e l'astinenza.
+
+Prisma novello, col pensiero, i mille
+Raggi dell'universo in sè raccogliere
+E mutarli in cadenze e in armonie;
+Poi fra le genti seminar scintille,
+Fatali incendi suscitando intorno,
+Turbando il cranio alle persone pie...
+O illudendole un giorno!
+
+Esser pöeti è salir sovra un monte,
+Di notte, quando il ciel di stelle è fulgido,
+E, in estasi, esclamar: "Credo! V'è un Dio!"
+E inginocchiarsi, e chinare la fronte,
+Ripieno il cor di mistica paura...
+Poscia negarlo o metterlo in oblio
+Discesi alla pianura!
+
+Esser pöeti è viver d'illusioni
+Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano;
+È celiar con sè stessi e con coloro
+Che vi sanno ammirar nelle canzoni;
+È accettare, negando, il Bene e il Male;
+È desiare la miseria e l'oro,
+La reggia e l'ospedale.
+
+Esser pöeti è tentar l'ocëano
+Della vita; è svelarlo; è, ansanti, correre
+Dietro un caro idëal.... cui non si crede!
+È comprender del tutto il nulla arcano,
+E, d'ogni cosa quaggiù disperando,
+Trovare ancora entusïasmo e fede
+Per vivere cantando.
+
+Esser pöeti è abbandonarsi ai sensi;
+È compendiare un secolo in un distico;
+È mutar l'alimento del mattino,
+A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi....
+E, invero, questi versi sono usciti
+Dalle vivande o dal _preteso_ vino
+Che l'oste m'ha imbanditi.
+
+
+
+
+LA FORMA E L'IDEA
+
+(A EMILIO PRAGA)
+
+La forma son le tenebre,
+E la luce è l'Idea;
+La Forma è il rito, il simbolo
+Del pensiero che crea;
+Il pensiero è l'Iehova
+Dei veggenti profeti
+Che parla dai roveti.,
+E la Forma è Gesù.
+La Forma è la parabola,
+La Forma è il pane, è il vino,
+È l'orto, il bacio, il Golgota,
+È la Croce, è Longino;
+E il pensiero è l'assiduo
+Svolgersi del crëato,
+Cui spiegar non è dato
+Alle menti quaggiù!
+
+Eterna lotta!.... Scorgere
+L'Idea!.... Vedere il sole!...
+E disperar d'esprimerlo
+Con possenti parole!
+Nelle affannose veglie
+Concepir l'universo....
+E alla foga del verso
+Non saperlo svelar!
+Dietro un fatal connubio
+Il cervello si stanca!....
+Giunge lo sposo al tempio,
+Ma la sposa vi manca;
+Egli, il Pensiero, l'évoca
+Colla voce pietosa....
+Ma la Forma, la sposa,
+Non si reca all'altar.
+
+Ahi!.... Talora nel cranio,
+Indarno affaticato,
+Disperando, un terribile
+Dubbio m'è balenato!
+Pensai che forse esistono
+Idee sì vaghe e arcane
+Che invan le menti umane
+S'attentano a scolpir!
+Forse passò fra gli uomini
+Il sommo dei pöeti
+Fra la schiera dei mutoli
+E degli analfabeti....
+E, forse, il suo silenzio
+Fu incompresa epopea,
+In cui sfuggì l'Idea
+Della Forma il martîr!
+
+Ah!.... Perché, dunque, struggerti,
+O povero cervello?
+Contro la Forma, il despota,
+Sorgi, schiavo rubello!
+Non ti curar degli uomini!
+Vivi in te stesso e pensa!....
+La tua melòde immensa
+Non rivelar che a te!
+Chiuso nel tuo silenzio
+Ogni idïoma oblia!
+Del tempo e dello spazio
+Comprendi l'armonia!
+Ogni idïoma e frivolo
+A esprimer l'Universo!
+Nato a servire un verso
+Il mio pensier non è!!
+
+Evvia!.... Sorridi, Emilio!....
+Sorge nel Ciel l'aurora,
+E, solitario, io vigilo
+Sulle mie carte ancora!
+Stolto!.... Giuro il silenzio,
+E ti favello intanto!....
+Stolto!.... E rileggo il canto
+Che la mia man notò!
+Emilio, io voglio illudermi!
+Sono troppo felice!
+Mi risveglio da un'estasi
+E il pensiero mi dice:
+"Stretto è il fatal connubio!
+"Chiudi gli occhi e riposa....
+"Questa notte la sposa
+"All'altar si recò...."
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+NOJA LETTERARIA
+
+Favello a voi, cui ferve la scintilla
+Dei febbrili entusiasmi nel cervello;
+Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla
+La balda gioja d'un pensier novello!
+
+Favello a voi, che, frammezzo alle genti,
+Vecchi a vent'anni, in silenzio passate,
+Colla pupilla vólta ai firmamenti
+E colle mani alle reni appoggiate.
+
+Favello a voi, cui nota è l'armonia
+D'ogni cosa creata, e cui son noti
+Cogli entusiasmi la melanconia
+E gli sconforti; a voi favello, iloti,
+
+Dannati a conservar la stessa creta
+Leggendo dentro ai secoli venturi;
+Dannati a scorger la splendida meta
+Dietro le grate di carceri oscuri!
+
+Favello a voi, per cui dolore e gioja,
+Pari al lampo, non duran che un istante,
+E che desiate, per fuggir la noja,
+Un'angoscia od un gaudio incessante;
+
+Favello a voi, che vivete com'ebri
+D'un arcano licor sovra la terra,
+Ed avete un uncino nei cerébri
+Che l'Universo nei suoi moti afferra!
+
+Noi siam mendíchi, a cui la gente antica
+Le briciole lasciò di lauta mensa;
+Viviam di stenti e il genio s'affatica
+Dietro una turba di fantasmi immensa.
+
+Gli antichi Numi, ispirator dei carmi,
+Son morti nel sogghigno universale;
+La Natura ci annoja; il suon dell'armi
+Ne spaventa; ridiam dell'idëale;
+
+L'amore è un campo in cui non resta zolla
+Da fecondare; senza scrosci è l'ira;
+Il nostro corpo e una corteccia frolla,
+Mentre la mente a nuovi cieli aspira.
+
+E nuovi cieli, splendidi, profondi
+Come lo spazio, immaginar n'è dato....
+Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi
+Senza cifra, un poëta non è nato!
+
+I nostri canti son feti già morti;
+Sono la serpe che la coda addenta;
+Son l'urna ove troviam pochi conforti
+E la febbre che i giorni ne tormenta.
+
+Noi li cantiamo a noi stessi soltanto,
+E all'ultimo levita siamo eguali,
+Che, derelitto nel suo tempio santo,
+Celebrerà da solo i ritüali....
+
+E non ci resta che cingere i fianchi
+Col bigiastro mantel del pellegrino,
+E correre la terra erranti e stanchi,
+E abbandonarci ad un pazzo cammino....
+
+Milano, luglio 1875.
+
+
+
+
+LETTERATURA DISONESTA
+
+A CESARE TRONCONI [1].
+
+Que la muse, brisant le luth des courtisanes,
+Fasse vibrer sans peur l'air de la liberté;
+Qu'elle marche pieds nuds, comme la verité.
+ALF. DI MUSSET.
+
+Dunque perchè le pagine
+Noi modelliam sul vero;
+Perchè neghiam di battere
+Ogni volgar sentiero;
+Perchè volgiamo intrepidi
+Le pensierose fronti
+Alla più vasta cerchia
+Di splendidi orizzonti;
+
+Dunque perchè l'indagine
+I nostri libri ispira;
+Perchè i costumi ipocriti
+Ci fanno schifo ed ira;
+Perchè, toccando l'ulceri,
+La nostra man non trema.
+D'insultatori un popolo
+Ci scaglia l'anatema!?
+
+Scosso all'ingiusto oltraggio,
+Tu ti contristi e piangi:
+Nelle dolenti veglie
+Fremi e la penna infrangi;
+E, forse, al melanconico
+Ingegno tuo tu chiedi
+Se un mondo immaginario
+È quel che ascolti e vedi!
+
+Me pur gli insulti colsero
+Dei grulli e dei perversi,
+E, inesperto degli uomini,
+Un tempo anch'io soffersi..
+Allor pensai che inutile
+Pazzia sono i miei canti,
+Che un vano desiderio
+È il vincere i pedanti!
+
+E mi tentò, nell'aride
+Mie notti d'apatia,
+La vile idea di scegliere
+Men faticosa via;
+E, a tesser panegirici
+Alla Morale e a Dio,
+Nel branco delle pecore
+Giurai d'entrare anch'io!
+
+Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino
+Della verace Musa
+Venne a guarir l'insania
+Della mia mente ottusa!
+E da quel giorno, libero
+Da ogni dubbio codardo,
+Contro i melensi e gli Arcadi
+Io sursi più gagliardo!
+
+E il temerario oltraggio
+Come una celia accolsi,
+E l'amarezza inutile
+Nella risata io sciolsi;
+E i profili ridicoli
+Di grotteschi figuri
+Della mia stanza vennero
+A popolare i muri.
+
+Una lanterna magica
+Mi rallegrò le notti;
+E vidi volti d'ùpupa.
+Ventri che parean botti,
+E smisurate orecchie,
+E code smisurate,
+E uno stuolo di scimmie
+Da artisti camuffate.
+
+Imitando dei chierici
+La vieta filastrocca,
+Tutte ad insulse nenie
+Aprivano la bocca;
+E, mentre mi passavano
+Lentamente dinanti,
+Un'eco lontanissima
+Ne ripeteva i canti:
+
+"Heine e Musset son scettici
+"Degni dell'odio umano;
+"Giorgio Byron non merita
+"Una stretta di mano!
+"Con quei che il vero parlano
+"Non si discute mai!....
+"Se sonvi error, celiamoli;....
+"Correggerli?.... Giammai!
+
+"Lasciam che il mondo seguiti
+"Le usanze inveterate;
+"Che le donne ci aizzino
+"A passioni dannate;
+"Che le fanciulle uccidano
+"I bambini illegali;
+"Che le piaghe si coprino
+"Con fiori e madrigali!
+
+"L'amor del mondo è soffio....
+"Ma guai chi fa all'amore!
+"Giusto è che i vecchi imprechino
+"Dei giovani al vigore!
+"La Società dev'essere
+"Il modello dell'Arte....
+"Ma noi vogliamo scorgerla
+"Soltanto da una parte!
+
+"Perché della famiglia
+"Son sante le affezioni,
+"Non canterem che bamboli,
+"Che madri in ginocchioni;
+"Non canterem che Sindaci
+"Che porgono l'anello;
+"Consulteremo il Codice
+"Per giudicare il Bello!
+
+"Per chi dirà che esistono
+"Altre fonti di gioja;
+"Per chi dirà che a scrivere
+"Al par di noi si annoja;
+"Per chi dirà con libera
+"Parola un'opinione,
+"Invocheremo l'_indice_,
+"La _Santa Inquisizione!_
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"Crear vorreste?.... È inutile!
+"Deve copiar la Musa!
+"Deve copiare!.... E il plauso
+"Le largiranno tutti....
+"E grideranno al genio
+"Babbi, mammine e putti!
+
+"Lasciate che combattano
+"Per le donne gli stolti!
+"Esse non saran l'ultime
+"A graffiar loro i volti!
+"Le donne sono un popolo
+"Mansüeto di schiave....
+"Non è d'un cuor di femmina
+"Il buon-senso la chiave!
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"A magri pranzi assidasi
+"L'indipendente Musa!
+"Sol nella vita pratica
+"Siate _veristi!_.... Il male,
+"Fatto con volto ipocrita.,
+"Diventa più idëale!!"
+
+Ahimè!.... Superba Lirica,
+L'ali su te ripiega!
+Non già tuonar., ma ridere
+Mi fe' quella congrega!....
+Alle grottesche immagini
+Dal letto mio, celiando,
+Risposi, amico Cesare,
+Coi versi che ti mando:
+
+"Tutto è quaggiù possibile!
+"Il tempo è omai passato,
+"In cui, fanciullo e ingenuo,
+"Mi son maravigliato!
+"Degli antichi filosofi
+"Or la saviezza imito;
+"Alla meta so incedere
+"Indifferente e ardito....
+
+"E se color che insultanci
+"Bandissero domani
+"Che, per pudore, debbano
+"Portar le brache i cani,
+"Io, nel veder l'eccentrica
+"Innovazion morale,
+"Continüando a ridere,
+"Direi: È naturale!"
+
+Napoli, 16 marzo 1876.
+
+[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle
+_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere più calunniato e
+più vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per
+risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni
+giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per
+chiamarlo l'_innominabile...._ tout court.
+
+
+
+VERITAS, VANITAS!
+
+Una sera piovosa, äutunnale,
+Ora schivando il fango, ora una pozza.
+Io seguii la carrozza
+Che manda al Cimitero l'Ospedale.
+
+Cimitero e Ospedal son buoni amici
+E tengono fra lor conti correnti.
+Davver, pochi clienti
+Si dan l'un l'altro tanti benefici!
+
+L'Ospedale gli manda i suoi defunti,
+E il Cimiter lo paga col dolore,
+Che rende infermo il cuore
+E fa le donne e i giovinetti smunti....
+
+L'Ospedale gli manda le sue spoglie,
+E il Cimiter gli manda i suoi pöeti,
+Che in mezzo ai sepolcreti
+Tentano col pensier le eterne soglie....
+
+La carrozza che va dall'Ospedale
+Al Cimitero, portandovi i morti,
+M'ha dati più conforti
+Che non millanta libri di morale!
+
+Filosofando, io le cammino allato
+E vo pensando a chi dentro vi giace,
+E, spesso, mi do pace
+Se per _caso_ quel dì non ho pranzato!
+
+La colomba che sopra v'è scolpita
+Par che dica, mandandomi un saluto:
+"Che giova esser vissuto!
+"Che giova il darci pena della vita!"
+
+Or, quella sera, deposte le bare,
+Il negro carro era diggià partito,
+Ed io, come impietrito,
+Restai del camposanto al limitare.
+
+Là m'inchiodava una visione strana,
+Di quelle che sa far soltanto il Vero,
+E che vede il pensiero
+Sol di chi studia la Commedia Umana.
+
+Una vecchia magrissima e grinzosa
+S'era posta a seder sovra le bare,
+Ed io l'udìa cantare
+Una canzon con voce cavernosa.
+
+La solinga megera, gravemente,
+S'accompagnava nelle note basse
+Battendo sulle casse
+Coll'ossa delle gambe macilente.
+
+Elia diceva: "Io son la portinaja,
+"E sono vecchia, e di pessimo umore....
+"Ma quando ero sul fiore
+"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja!
+
+"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla,
+"Su queste spalle secche e questa bocca
+"Ora, bazza a chi tocca!
+"Io vo' morir, che non son buona a nulla!
+
+"Forse, qui dentro, in queste casse bianche
+"Han chiuso qualche giovane d'allora,
+"Che si tolse all'aurora
+"Dalle mie braccia, colle membra stanche!
+
+"Forse, a quel tempo, egli m'avrà adorata
+"Come a ventanni un'illusion si adora!
+"Il giovane d'allora
+"Amore, arte, piacer m'avrà chiamata!
+
+"Chicchetussia dei mille amanti miei,
+"Che mi presti la bara a seggiolone,
+"Sappi che un'illusione
+"Per te, se fosti vivo, ancor sarei....
+
+"E sarei la più triste e la più grama,
+"La più steril di pace e d'allegrezza,
+"E potrei d'amarezza,
+"Non più di gaudio, pagar la tua brama.
+
+"Sappi ch'io sono ancora un'illusione,
+"Ma non siccome un dì bella e gioconda,
+"Né alla mia treccia bionda
+"Chiederesti il profumo e l'oblivione!
+
+"Sappi che piangeresti in mia presenza,
+"Perch'io son l'illusion la più inumana;
+"La più caduca e vana;
+"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!"
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+LE DEMOLIZIONI
+
+A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER.
+
+Pietre, da tanti secoli
+In un bacio congiunte,
+Travi e barre, dall'acqua
+E dal sole consunte,
+Barcollanti casipole,
+Ieri viventi ancora,
+Oggi il Tempo vi mormora:
+"È giunta l'ultim'ora!"
+
+Il Tempo!... Il triste scettico;
+L'êra, l'anno e l'istante;
+L'orco che mangia i popoli;
+L'impassibil quadrante;
+La sfinge inaccessibile;
+Il mistico serpente,
+Che afferra, eterno circolo,
+La sua coda col dente.
+
+In un nembo di polvere
+Cadon le vecchie mura;
+Sembran côlte le tegole
+Da un'orrenda paura;
+Ed i balconi, vedovi
+D'imposte e senza vetri,
+Sovra i passanti guardano
+Come occhiaje di spetri.
+
+Povere case!... Il rantolo
+Della vostra agonia
+Fu lungo!... Il dì novissimo
+Lentamente venìa!
+Barbari sempre, gli uomini
+V'han fatto i funerali,
+Pria che cadeste vittime
+Sotto i colpi mortali.
+
+E accanto a voi scolpirono,
+A scherno, in questi giorni,
+Di fastosi palagî
+I superbi contorni.
+Ah! quei colossi risero
+Di voi pigmei morenti,
+E più amari vi fecero
+I fatali momenti!
+
+Povere case!... Io vagolo
+A voi dintorno.--È notte.
+E l'ombre dalle fiaccole
+Rosseggianti son rotte;
+E, somiglianti ai demoni
+Cui l'eccidio conduce,
+I pïonieri nereggiano
+Sugli sprazzi di luce.
+
+Ed io penso alla storia
+Delle mura cadenti;
+Ai drammi, alle commedie,
+Agli idilii innocenti
+Che si ordiron per secoli
+Nelle piccole stanze
+Ed impressero un marchio
+Sulle umane sembianze.
+
+Ed io penso alle veglie,
+Alle insonnie, ai riposi,
+Alle fedi, alle infamie,
+Ai convegni amorosi,
+Ai sorrisi, alle lagrime,
+Ai dì foschi, ai dì lieti,
+Ai pöemi che videro
+Quelle quattro pareti!
+
+Oh!... non ridete, splendide
+Case dai freschi ornati,
+Palagî da una magica
+Mano in un dì crëati!
+Or tutti a voi sorridono
+Con beata alterezza
+Ed i vostri muri spirano
+La balda giovinezza....
+
+Ma verrà il dì che i posteri
+Vi chiameran capanne,
+Ed al suolo abbattendovi,
+Come fragili canne,
+Tesseranno una lirica
+Sovra i detriti immani....
+Più caduchi edifizii
+Innalzando il domani!
+
+Tu sol, bigio fantasima,
+Gotico tempio altero.
+Tu, frastaglio di guglie,
+Tu, gigante severo,
+Vedrai le metamorfosi
+Dei giorni che verranno,
+Sogghignando alla gioja,
+Sogghignando all'affanno!
+
+Finchè il Tempo, il terribile
+Tarlo che rode il mondo,
+Verrà te pure a spingere
+Nell'abisso profondo;
+E forse, fra un millennio,
+Quivi sostando un uomo,
+Tenterà di far credere
+Che tu esistevi, o Duomo!....
+
+Eugenio, sono effimeri,
+Al par di queste stanze
+D'ogni mortale i gaudii
+I pianti e le speranze;
+Il passato è macerie
+Su cui sorge il presente,
+E l'avvenire è il figlio
+D'un vegliardo cadente.
+
+Oh! umani eventi! oh! frivole
+Parvenze d'un istante!
+Perchè dunque ci esagita
+Questa febbre incessante?
+Perchè dunque sussistono
+Il sepolcro e la culla?
+Perchè mai tanto fremito
+Se tutto attende il Nulla?
+
+Perchè?... Perchè lo struggere
+E il crëar son la vita;
+Perchè la noja è l'unica
+Larva da noi fuggita;
+Perchè questa è l'armonica
+Legge dell'universo;
+Perchè senz'essa il cérebro
+Non mi darebbe un verso!
+
+Milano, 2 ottobre 1875.
+
+
+
+
+IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1]
+
+Egli visse sognando e sogna ancora
+Chiuso per sempre in questa negra bara;
+Sogna il tripudio della nuova aurora
+E il fior, che per il maggio si prepara.
+
+Quand'ei moveva per le nostre vie
+Parlava sempre del supremo giorno,
+Ed un nembo di canti e d'armonie
+Al grosso capo gli aleggiava intorno.
+
+E poi che il guardo umano invan s'attenta
+Di legger della Morte nei misteri,
+Ei rafforzava la pupilla lenta,
+Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri.
+
+E, spaventato dal fatal problema,
+Triste amatore d'un'estasi arcana,
+Cantava a sè medesimo un pöema
+Inebbrïando la sua forma umana!
+
+Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura
+Questo dispregio dei nostri costumi?
+Dobbiamo noi su questa sepoltura
+Rammentar la sua vita o i suoi volumi?
+
+È vero!.... È vero!.... Ei calpestò un affetto,
+Che men compianta potea far sua vita!....
+È vero!.... È vero!.... Al domestico tetto
+Per lui la mensa fu di duol condita!....
+
+Ma chi di noi, sovra il proprio cammino,
+Non calpestò, rimpiangendolo, un fiore?...
+Nascer pöeta è orribile destino!
+Il cérebro talor soffoca il cuore!
+
+Oh! guai nascer pöeta ove la Musa
+Non trova il pane per nudrire i figli!
+Ove ogni sciocco delle labbra abusa
+Per esser largo solo di consigli!
+
+Oh! guai nascer pöeta ove il sol splende
+Ed infervora i cantici ispirati,
+Ma dove l'uomo allori e culto rende
+Soltanto ai pensatori trapassati!
+
+Costui vivrà da pochi consolato,
+Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre,
+O di spezzar la cetera indignato,
+Per altre voluttà meno leggiadre!
+
+Costui vivrà la famiglia cantando,
+La famiglia idëal,--cui dritto avea--
+E ch'egli dovè perder lagrimando....
+Chè, coi versi, nudrir non la potea.
+
+Noi, cui sorride l'italo orizzonte,
+Siamo un popol di bimbi analfabeti!
+Da qualche lustro appena alziam la fronte....
+Siam troppo grami per pagar pöeti!
+
+Non turbi adunque questo popol gramo
+Il sepolcro d'un povero cantore....
+Meditiam la sua vita e confessiamo
+L'ignoranza d'un secolo e l'errore!
+
+Emilio! Emilio!... Son le tue parole
+Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento)
+Da te un giorno le udii che le vïole
+Dicean l'april con profumato accento.
+
+E tu piangevi per le tue sventure,
+Antiveggendo questo estremo istante,
+Senza sentirne le viete päure
+E mentre il viso tuo parea raggiante!
+
+Poi soggiungesti sorridendo: "Amico,
+"Quando mi porteranno al cimitero
+"Verrai tu pure, com'è l'uso antico,
+"A far dei versi sul mio drappo nero;
+
+"Ma ti ricorda degli accenti miei,
+"Ed agli astanti, quel dì, li ripeti....
+"Se tu prima morissi, io li vorrei
+"Ripetere fra i mille sepolcreti.
+
+"E là, dove la Morte i ricchi accoglie
+"E i poveri del par, tutti eguagliando,
+"Mi parria che dovrebber le tue spoglie
+"Ascoltare i miei versi giubilando!"
+
+..............................
+
+Quest'oggi, in cui la legge di Natura
+Te primo, Emilio, al dì fatal condusse,
+D'ogni giogo servil la mente pura,
+Pieno il cor delle mie fedi inconcusse,
+
+Io vengo a replicar su questa bara
+Le tue parole; io compio il tuo desìo....
+E sento, amico, che mi è meno amara
+L'ultima volta che ti dico: Addio!
+
+[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875
+sul feretro del poeta delle _Penombre_.
+
+
+
+
+ANACREONTE
+
+Fra le colonne--d'un bianco tempio
+Sacro a Minerva,--la Dea propizia
+Ai savî, austera Dea,
+Pensieroso sedea
+
+Anacrëonte,--cantor dei fervidi
+Baci e degli inni--nati fra i calici
+E delle porporine
+Rose allacciate al crine.
+
+Sedea pensoso,--stringendo l'abile
+Stil nella destra,--la intatta tavola
+Sulle gambe giacente
+Guardando avidamente.
+
+Un sacerdote--dall'occhio linceo
+Di là passava;--vide l'insolito
+Vate nel sacro albergo
+E gli si fece a tergo.
+
+Ei non udìllo;--come le statue
+Chiuse nel tempio--pareva immobile,
+E la fisa pupilla
+Non mandava scintilla.
+
+Spesso la destra--la cerea tavola
+Avvicinava;--ma sulla tenue
+Veste che la copriva
+Non un verso scolpiva.
+
+E d'inusato--pallor coprivansi
+D'Anacrëonte--le tempia, e l'unghia
+Tormentava la lama
+Con rabbïosa brama.
+
+Nella clessidra--cadea la polvere,
+E intorno, intorno--con suon monotono,
+Sotto le arcate fosche,
+Ronzavano le mosche.
+
+Alfin lo stile--sovra la tavola
+L'acuta punta--venne a configgere,
+E con note indefesse
+Questo cantico impresse:
+
+"Perchè mi manca nel pensier la vita?
+"Perchè come una spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio?
+"Perchè la luce mi niega i colori?
+"Perchè il profumo mi niegano i fiori,
+"E la Musa un esametro?
+
+"Non sono io quello che i ridenti canti
+"Questa notte vergò?--Perchè gli incanti
+"Söavi, perchè l'estasi
+"E l'armonia dei non studiati carmi,
+"Come donne, veniano a visitarmi,
+"Innamorate e ingenue?
+
+"Ed or ch'io chieggo un verso, una melòde;
+"Or che una sete mi esagita e rode
+"Di profumi e di cantici,
+"Non una lieta immagin mi consola,
+"E invano alla mia Musa una parola
+"Io chieggo in elemosina!
+
+"Forse Minerva, l'äustera diva,
+"Si vendica di me;--greggia votiva
+"Non reco;--nel suo tempio
+"Prima di questo giorno io non entrai;
+"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!;
+"Minerva ama il trapezio!
+
+"_Anacrëonte dai versi söavi
+"Non t'è propizia la Diva dei savi!_"
+"Dirà ridendo il popolo....
+"Stolto!... Il più savio è chi gode la vita!
+"Il più savio son io!... Pòpol m'addita
+"Qual'è dunque il mio tempio!
+
+"No!... Minerva è propizia al mio poeta!
+"Io sono un savio dalla fronte lieta!...
+"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito
+"Che la mia Musa, de' miei baci stanca,
+"Or m'abbandoni!... Già il mio crin s'imbianca
+"E gli occhi miei si offuscano!...
+
+"Nave sdruscita, si rintana in porto
+"A morir nella noja e lo sconforto!
+"Oh!... splendide memorie!...
+"Solcasti l'onde un dì, di fiori ornata,
+"E sulla tua bandiera inalberata
+"Stava scritto:--_Odi Erotiche_.
+
+"Venian da lunge a udir la melodia
+"Che dalle tue seriche sarchie uscia
+"Sotto la man de' Zeffiri,
+"E del mar della vita i nocchier stanchi
+"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi
+"Per guarir dalla noja.
+
+"Giungevan mesti e cogli occhi infossati
+"E partivano lieti e consolati
+"In cor benedicendoti;
+"E, giunti in patria, alle persone care
+"Recavan, talismano salutare,
+"Un'ode a Bacco o a Venere.
+
+"Or sei sdruscita; le sarchie di seta
+"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta
+"Guasto dal tarlo e fracido!...
+"Povera nave, ti rintana in porto
+"Ahimè!... Pria di perire di sconforto
+"Languirai di memorie!
+
+"O Musa mia, dammi un ultimo canto,
+"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto
+"Dell'amor tuo!... D'un'estasi
+"Fammi ancora bëato!... E poi... ch'io muoja!
+"Più della morte ho in orrore la noja....
+"E il dolore di perderti!
+
+"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita
+"Mi langue!... Come spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio!
+"Ahimè!... La luce mi nega i colori!
+"Ahimè!... Un profumo mi niegano i fiori
+"E la Musa un esametro!"
+
+Sovra il suo ciglio--brillò una lagrima;
+Scosso era il labbro--da un lieve tremito;
+E la spaziosa fronte
+Chinava Anacrëonte.
+
+Allor dei vate--battè sull'omero
+Il sacerdote,--la cerea tavola
+Colla destra additando,
+E disse sogghignando:
+
+"Pazzi e pöeti--sono sinonimi!
+"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio
+"Ancor molle hai di pianto....
+"Ed hai crëato un canto!
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+EVO MEDIO
+
+(A GIUSEPPE GIACOSA)
+
+Oh!... Il bel tempo dei miracoli,
+Dei giulivi menestrelli,
+Delle fate, degli spiriti
+E dei magici castelli!
+Oh! il bel tempo dei pigmei,
+Delle imprese e dei tornei!
+
+Oh!... Il bel tempo delle maglie,
+Dei vestiti di velluto,
+Quando Iddio, la dama e il trono
+Si rubavano il tributo,
+E cantavasi il perdono
+Sul motivo dei fendenti,
+Ed insieme pullulavano
+I castelli ed i conventi!
+
+Oh!... Il bel tempo dell'assiduo
+Alternar di paci e guerre,
+Quando i vescovi aggiravansi
+Cavalcando per le terre,
+Mentre ai piè delle Eminenze
+Chiedean tutti le indulgenze!
+
+Beppe, il mondo di quell'epoca
+Pare un mondo immaginario!
+Il ladron della mattina
+Bacia a sera un reliquiario;
+Sulla massa che cammina,
+Come pecore attruppate,
+S'erge sempre, quasi a bussola,
+Il cocuzzolo d'un frate.
+
+ * * * * *
+
+Eran più che innumerevoli
+I colori delle tonache;
+Una mistica lussuria
+Dava l'estasi alle monache;
+E cantavansi a distesa
+Inni e salmi nella chiesa.
+
+Sovra un asse Frate Angelico
+Dipingea le sue Madonne;
+Sempre azzuro il manto aveano,
+Sempre rosse avean le gonne;
+N'era il capo incoronato
+Da un bel circolo dorato.
+
+Gli alchimisti si sfiatavano
+Sulle brage dei fornelli;
+I teologi soffiavano
+Nei fanatici cervelli;
+Il delirio universale
+Era l'or filosofale.
+
+Si chiedeva allo Zodïaco
+L'avvenir delle persone;
+I romiti fabbricavano
+Le medaglie e le corone;
+E diceano i benefíci
+Dei flagelli e dei cilici.
+
+Come noi si va in America,
+Lor si andava in Palestina;
+Qual tesor ne riportavano
+Una scheggia peregrina
+Della croce di Gesù....
+Nè chiedevano di più!
+
+ * * * * *
+
+Oh!... I corteggi all'Evo Medio
+Nei trionfi e nelle feste!
+Oh! i cavalli, i fanti, i carri,
+L'oro e i drappi sulle teste!
+Eran splendidi e bizzarri
+I corteggi d'un possente,
+Smaglïanti come il crotalo
+Sotto il sol d'Affrica ardente.
+
+Nani, alfieri, paggi e chierici,
+Gente bella e foggie strane
+E buffoni e trovatori
+E vezzose castellane
+Ed in mezzo ai gran signori,
+Del suo prence a mano manca,
+La ventraglia d'un cenobita
+Su una mula tutta bianca!
+
+Imbandíansi sulle tavole
+Le vivande in piatti d'oro;
+Il vestito delle dame
+Era un piccolo tesoro:
+Della plebe il brulicame
+Facea ressa nelle vie,
+Quando andavano a godersela
+Monsignori e Signorie.
+
+Poi le danze! Al suon di pifferi
+Di sirvente e di mandòle
+_Tarantelle e cavalloggie_
+Alternavansi a _spagnole_;
+E, vedute dalle loggie,
+Quelle genti a più colori
+Un gran mazzo ti parevano
+In cui vita aveano i fiori.
+
+ * * * * *
+
+L'Evo Medio si compendia
+Nella chiesa e nel castello;
+Dominavan le nazioni
+Un guerriero o un fraticello;
+Fra le mille devozioni,
+(Sacerdote il trovatore)
+Una sola era pregevole,
+Beppe: quella dell'amore!
+
+Nelle chiese c'era l'organo,
+Avean trombe i cavalieri,
+Ma la musica del popolo
+Era quella dei trovieri
+E le libere parole
+Uscian fuor delle mandòle.
+
+Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo
+È una nenia e non un canto!
+Noi siam lucciole sbiadite,
+Essi il fuoco, essi l'incanto!
+Oggi i bozzoli e la vite
+Ci preoccupan l'idea
+Più dei lauri e della gloria
+D'una bellica epopea!
+
+Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito
+Sulle stragi dei possenti;
+S'io ricordo il Sant'Uffizio
+Ed i roghi dei sapienti;
+S'io rifletto alle baldanze
+Di tiranniche ignoranze;
+
+Benedico le vittorie
+In onor dei Veri eterni,
+E il prosaico vestimento
+Dei filosofi moderni;
+Benedico dei presenti
+La volgar monotonia;
+Nella scienza e nei negozii
+Trovo ancor la poesia!
+
+Penso, è ver, che in tutti i secoli
+Si pareggian beni e mali;
+Che gli umani desiderii
+Han confini sempre eguali....
+Ma davver sono contento
+Di non viver nel _trecento_.
+
+Agosto, 1876.
+
+
+
+
+IL SECOLO DI PERICLE
+
+(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI)
+
+Sotto la ferrea--clava spartana
+Isterilivasi,--schiava gemente,
+La nata libera--volontà umana.
+Delfo, silente,
+
+Sull'aureo tripode--parea dormire,
+Poichè le belliche--tube eran mute,
+Nè più all'Oracolo--chiedevan l'ire
+Senno e virtude.
+
+Nojata e gelida--la Pitonessa
+Sonar nel tempio--non intendea
+Che d'una vecchia--la voce fessa
+Cui, sorda, Igea
+
+Degli anni all'ónere--curva lasciava,
+O qualche timida--prece d'amore
+Che su virginee--labbra mandava
+L'ansia del cuore.--
+
+Tebe era mutola;--tacea Corinto;
+Messene, esangue,--nelle sue mura
+Chiudeva un popolo--per sempre vinto
+Dalla sciagura.
+
+Brandían gli Ellenii--zappe e bipenni!
+Di illustri ceneri--piene eran l'urne,
+E le Olimpiadi--venian solenni
+E taciturne
+
+A baciar l'ampie--fronti dei saggi...
+Ma, in fondo ai bigî--tempi, un fulgore
+Brillava... ed erano--gli accesi raggi
+Di Atene in fiore.
+
+
+
+A TAIDE
+
+Taide, il mondo è un'accolita
+Di sciocchi e di bricconi;
+A poche menti garbano
+Le libere canzoni;
+Gli sciocchi non camminano
+Che coi piedi degli altri,
+E l'armi degli scaltri
+Son frasi e ipocrisia.
+
+Il labbro, che ti predica
+L'azzurro e la morale,
+Beve, nell'ombra, al lurido
+Nappo del baccanale;
+Le donne _oneste_ mostrano
+Nudo ai teatri il seno
+E chiameranno osceno
+Questo povero canto!
+
+In custodia ridicola
+Ognun stringe la sposa....
+E volge all'altrui talamo
+La mente desïosa;
+Mille impotenti giovani
+Sparlan dell'altrui donne....
+E delle proprie nonne
+Si fanno i paladini!
+
+È l'infanzia un miscuglio
+Di lubrici misteri;
+La pubertà ci innebria
+D'ardenti desideri;
+Ma i vecchi scaraventano
+Sovra noi l'anatèma,
+Se ne facciamo il tema
+D'un'ode in settenari.
+
+L'arte greca è lascivia
+E l'insegna il pedante;
+Porta e Goldoni estasiano
+E venerato è Dante;
+Ma se noi, baldi giovani,
+Tessiamo un inno al _Vero_,
+Sorge un popolo intero
+A gridarci la croce!
+
+Quadri, melodi e statue
+E commedie e volumi
+Tutti d'amor ci parlano
+Negli umani costumi....
+È una rancida nenia!
+È un nojoso frastuono!
+Sempre lo stesso tôno
+Su una nota tenuta!...
+
+Taide, tu pure, ingenua,
+Alla nenia credesti!
+Con chi primo ti piacque
+Una notte giacesti....
+E trovasti, togliendoti
+Al convegno geniale,
+L'infamia e l'ospedale
+Dove morir di stenti.
+
+Altre, di te più caute,
+Si ribellano al mondo
+E, odïandoli, agli uomini
+Fanno il viso giocondo;
+Ed, ingannate, ingannano;
+E rubano, baciando;
+E ridono, sputando
+In fronte ai derubati!
+
+Innanzi a lor si inchinano
+Gli sciocchi riverenti,
+E i poeti le ragliano
+Con patetici accenti,
+E le madri del popolo,
+Che soffrono la fame,
+Alle fanciulle grame
+Le citano a modello!
+
+Io nacqui troppo povero
+Per comperarne i baci,
+E non m'impiglio al vischio
+Dei lor sguardi procaci;
+Delle fanciulle ingenue
+La ritrosia m'annoja,
+Chè dell'amor la gioja
+Non disgiungo dai sensi.
+
+Le donne oneste adescano
+Senza conceder mai;
+Fra gli imbecilli, o Taide,
+Finor non m'imbrancai!
+Odio gli altari e gli idoli
+A cui la turba grulla,
+Senza ottener mai nulla,
+Si inginocchia pregando!
+
+Spose od amanti, il talamo
+E la tomba d'amore!
+La noja o l'amicizia
+Lo sùrrogan nel cuore....
+Il Piacer, che n'è figlio,
+Come l'Ebrëo Errante,
+Con ardore incessante
+Cerca novelle forme!
+
+Taide, tu sola, vittima
+Degli umani disprezzi,
+Ai tristi che ti insultano
+Rendi lagrime e vezzi,
+Chè le fanciulle povere
+Dal sangue ardente e buone,
+Perdendo un'illusione
+Non si mutano in serpi!
+
+Tu sola sei possibile
+Per le menti severe,
+Che le catene abborrono
+Adorando il piacere!
+Tu, che ai ricchi ed ai poveri
+Mostri un egual sembiante
+E accogli in un istante
+Ogni filosofia!
+
+Tu, che non rechi i triboli
+D'un amore geloso;
+Che non ti atteggi a vittima
+D'un dolor fastidioso;
+Tu, che ti serbi vergine,
+Anche da lebbra infetta
+Che bocca maledetta
+T'infiltrò nelle carni!
+
+Tu, con cui scorre libera
+E aperta la parola;
+Tu, d'ogni umana lagrima
+Educata alla scuola;
+Tu, che dai per un obolo
+Ciò che l'altre, per anni,
+Con amarezze e inganni,
+Vendono a caro prezzo!
+
+No!... L'amor non è l'unica
+Gioja al mortal concessa!
+Anche l'odio ha i suoi gaudî!
+E la vendetta anch'essa!
+E l'han le acute indagini
+Note ai sapienti, e l'ore
+Consacrate all'ardore
+D'un ambizioso sogno!
+
+Vieni, povera vittima,
+Vieni!... Al tuo sen mi stringi!
+Al par di mille ipocrite,
+Taide, il delirio infingi!
+A sozze man proficua
+Tu stessa non comprendi
+Che la merce che vendi
+È una perla preziosa!
+
+Vieni!... Svanita l'estasi
+Col sol di domattina,
+Ti lascerò, per correre
+Dietro un'Arte Divina....
+Nè subirò la nenia
+Di promesse o lamenti,
+Che dei versi fluënti
+Potrian rompermi il filo!...
+
+Milano, ottobre 1875.
+
+
+
+
+LA NOTTE DI SAN SILVESTRO
+
+La falange dei secoli stanotte
+Si accrescerà d'un milite novello;
+E di tanti dolor, di tante lotte,
+Di tante gioje, raccolte in un anno,
+Forse un'eco infedele per memoria
+I dì venturi avranno!
+Per legger dentro ai secoli remoti
+Noi meditiam la forma d'un avello;
+E i nostri figli, cui sarem mal noti,
+Mediteran nei nostri cimiteri,
+Dei nostri eventi tessendo la storia
+E dei nostri pensieri.
+
+E strana legge!... I tumuli silenti
+Serban per lunghe etadi la parola,
+Mentre le mille voci delle genti
+Duran lo spazio che dura un istante,
+E vanno dei superstiti a morire
+Nel frastuono incessante!
+Ah!... Chi potrà afferrar l'attimo arcano
+Che al tempo stesso sussiste e si invola?!
+Chi mai potrà indicar con ferma mano
+Il limite sottil che fu segnato
+A divider fra loro l'_avvenire_,
+Il _presente_ e il _passato?!_
+
+E noi viviamo; ed ogni dì che fugge
+Segna una ruga sulla nostra fronte;
+E un'agonia lentissima ne strugge;
+E, tremebondi, a noi stessi chiediamo
+Se esisterem, trascorso un anno, ancora;
+E mormoriam: _"Speriamo!"_
+E interroghiamo gli eventi passati,
+E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte;
+E dai mille fantasimi evocati
+Attendiam le speranze ed i conforti,
+Baciando i figli che vedon l'aurora
+E ripensando ai morti.
+
+Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla!
+Tremendo Iddio che le esistenze ingoi!
+Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla
+Dai nebbïosi orizzonti!... Ocëàno
+Sovra i cui flutti non scerne la sponda
+L'ansioso sguardo umano!...
+Dimmi, rispondi, che son divenuti
+I giorni senza numero, e gli eroi,
+E i popoli, che in sen ti son caduti?
+Che mai facesti tu di tanta polve
+Che, come l'onda s'accavalla all'onda,
+Su sè stessa s'avvolve?
+
+Che mai facesti tu di tante glorie,
+Di tanti pianti e di tanti sorrisi?
+Che giovano ai presenti le memorie
+Se chi lasciolle eternamente è spento?
+Oh!... Triste scherno!... Un'êra di mill'anni
+S'accoglie in un accento!
+Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego,
+Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi
+E presso a cui scrivo e bestemmio e prego,
+Val più dei raggi insiem moltiplicati
+Che piovvero dal sol su gaudi e affanni
+Nei secoli passati!
+
+Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone
+Vale gli scettri dei re che son morti!
+Il mio gramo cappel val le corone
+Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito
+Val le toghe di porpora e di bisso
+Del popolo quirito!!!
+Cesare, Carlomagno e Bonaparte
+Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti
+Spingete, o spettri, sovra queste carte....
+Datemi voi l'accento arcano, il verso,
+Ond'io possa descrivere l'abisso
+Su cui sta l'Universo!
+
+................................
+
+Io mi prostro!... In un'orgia di visioni
+S'accascia la brïaca fantasia....
+Veggo mari di sangue, e templi, e troni
+Accatastati, e altari, e deliranti
+Moltitudini, e donne, e bare, e fiori,
+E spade luccicanti....
+E tutta questa baräonda vola
+Dinanzi agli occhi della mente mia;
+S'apre ogni bocca e non dice parola;
+Batte ogni piede ed un fruscìo non s'ode;
+E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori,
+Ogni folgore esplode.
+
+Talor frammezzo alla gente piccina
+Giganteggia d'un Genio la figura;
+Socchiusi gli occhi e colla fronte china
+Passano i savî delle età trascorse,
+Color che innanzi all'ardüo problema
+Hanno esclamato: _Forse!_
+Ed io, fiutando l'aura che circonda
+Questa turba idëal che fa paura,
+Sento le nari tormentarmi un'onda
+Di lezzi e di profumi; una miscela
+D'odor d'alcòve e di tombe; l'emblema
+Che la carne rivela!
+
+................................
+
+Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato
+Come un tronco cui svelse la bufèra,
+Io mi sollevo.--Il mio sogno è passato,
+Al pari d'ogni gente e d'ogni evento;
+Sorgo e, senza nudrir stolide fedi,
+Alla vita mi avvento.
+E a lei mi stringo, a questa grama vita
+Irta di noje, vana e passaggiera,
+Ma che all'avida bocca inaridita
+Può ancor porger la mistica mammella!
+A questa vita, il solo _maravedi_
+Dell'umana scarsella!
+
+Dolce tesor di mie brevi giornate,
+Io ti vo' spendere in luce e in amore,
+In lagrime e in ebbrezze spensierate!
+Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... È nulla il resto!
+Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni,
+Non morti, io li detesto!...
+Io sparirò pria che i capelli bianchi
+M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore,
+Ma vo' morir colla testa sui fianchi
+Ignudi d'una donna amata e bella,
+Ripetendo le libere canzoni
+Di mia mente rubella!
+
+Milano, dicembre 1876.
+
+
+
+
+LA SENAVRA[1]
+
+AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI.
+
+Sognatori incorreggibili;
+Fervidissimi credenti;
+Cranî vasti e cranî piccoli
+Dai cervelli turbolenti;
+Furibonde crëature
+Piene d'ansie e di paure;
+Vociatori allucinati
+Dagli spettri torturati;
+
+Barcollanti paralitici
+Avviati alla demenza;
+Infelici, cui sovreccita
+L'epilettica potenza;
+Pellagrosi, a cui la Fame
+Dissanguò le carni grame
+Per dipingere le rose
+Delle mense sontüose;
+
+Catalettici, insensibili
+Come il cuor d'una beghina,
+Dallo sguardo spento e immobile,
+Dalla testa sempre china,
+Cui l'orrenda malattia,
+Ch'è peggior dell'agonia,
+Indurì la gamba e il braccio
+Come il ferro e come il ghiaccio;
+
+Idïoti tardi e sucidi
+Dalle stolide risate;
+Silenziosi melanconici
+Dalle fronti ottenebrate;
+Vecchi e bimbi, uomini e donne,
+A cui celan vesti e gonne
+(Dalla _modula_ uniforme)
+La goffaggin delle forme;
+
+O pöeti, cui, per esserlo,
+Non mancò che l'equilibro;
+O confuse e sparse pagine
+Che talor non fan più un libro;
+O filosofi egoïsti
+Che furiosi, o lieti, o tristi,
+Suggeriste un entusiasmo
+All'indagine d'Erasmo;
+
+Io vi veggo dell'Ospizio
+Negli androni lunghi e scuri
+Sfilar tutti e, a larve simili,
+Rasentar gli scialbi muri;
+E me stesso e il mondo oblio
+Nell'udir lo stropiccìo
+Delle scarpe trascinate
+Sulle pietre levigate.
+
+Quest'Ospizio, or non è un secolo,
+Era un chiostro solitario;
+Vi dormian, tranquilli, i monaci
+Fra una cena ed un rosario:
+Quella pace chi rimembra?
+Tutto muta!... E il chiostro or sembra,
+Per le grida e il chiasso eterno,
+Una bolgia dell'inferno!
+
+Quanti sogni!... Quanti fascini!
+Quanti inani desideri!
+Quante vacüe dovizie
+Di ipotetici forzieri!
+Quante inutili ambizioni
+Irte a mille umiliazioni!
+Quanto spreco di esistenze
+Per ridicole parvenze!
+
+Quanto fremer di battaglie
+Idëali in queste mura!
+Che splendor di luci incognite!
+Che prodigi di natura!
+Che profumi di giardini....
+Nel pensiero dei meschini!
+Che romane orgie evocate
+Dalle femmine _eccitate!_
+
+Salve!... Salve!... Questo popolo,
+Che stropiccia i corridoi,
+È di re un'augusta accolita!
+È un manipolo d'eroi!
+Sono artefici immortali!
+Sono duci e generali!
+Sono menti sovrumane!
+Son duchesse e cortigiane!
+
+Questo giovane, che medita,
+È un sapiente... che sa nulla!
+Questa vecchia ottuagenaria
+Va affermando esser fanciulla!
+Questo mostro d'ambizione
+Vi domanda un mozzicone!
+Questo semplice artigiano
+Vuole onori da sultano!
+
+Una donna, melanconica
+E dal volto deformato,
+Vi susurra: "Dunque, Emilio,
+"Non m'inganno!... Sei tornato!"
+Ed un'altra, in foggie strane,
+Si rimbocca le sottane
+Al disopra dei ginocchi,
+Ammiccandovi degli occhi!
+
+Chi combatte cogli spiriti
+Grida, impreca e il braccio ruota;
+Altri, al suol cadendo supplice,
+Resta in estasi devota;
+Poi proteste, insulti ed ire!...
+"Io son savio!... Voglio uscire!
+"Scellerati!... Al cenno mio
+"Ubbidite!... Io sono Iddio!..."
+
+Se la vita è un mar simbolico,
+E se noi siam naviganti;
+Se quaggiù bonaccie e turbini
+Voglion dir sorrisi e pianti,
+O miei buoni, questa gente,
+Che non sa dov'è l'oriente,
+Questi miseri sparuti
+Sono naufraghi perduti!...
+
+Ahi!... La Scienza, con un gemito,
+Dietro a lor perde il coraggio,
+Nè sa ancor qual sia la gomena
+Da gettar pel salvataggio!
+Incessante l'uragano
+Scuote il rabido oceàno....
+Ed i fragili intelletti
+Si frantuman tra gli affetti!...
+
+Fedi e infamie, amori ed odii,
+Amarezze ed illusioni!
+Ecco i venti, i nembi, i fulmini!
+Ecco i tristi cavalloni!
+Fino il duol del padre oppresso
+Nei nepoti resta impresso,
+E van pazzi a cento a cento
+Per chimerico spavento!
+
+O follia, sei tu un'orribile
+E fantastica megera
+Che trapassi in mezzo agli uomini
+Come rapida bufera,
+E che godi, sghignazzando,
+A toccare il fronte blando
+Del dormente nëonato
+Con un dito arroventato?
+
+O Follia!... Cupa voragine!...
+Viver... morti!--Esser sepolti....
+Nè saperlo!--Aver lo spregio....
+E non leggerlo sui volti!
+O Follìa!... Pensier tremendo!...
+Forse l'estro ond'io m'accendo
+È lo stigma del Destino,
+Che mi colse da bambino!...
+
+................................
+
+Le notturne ore discesero;
+Son deserti i foschi androni;
+Già i maniaci s'addormentano
+Nei squallenti cameroni;
+Già dei poveri _sospetti,_
+Presso l'ànsole dei letti,
+I metodici guardiani
+Assicuran piedi e mani....
+
+Deh!... Con sogni placidissimi
+La pietà li benedica!
+Chè sui pazzi sta l'anàtema
+D'una duplice fatica,
+E domani essi dovranno,
+Quando tutti sorgeranno
+Dell'albore ai raggi incerti,
+_Risognare_ ad occhi aperti!...
+
+Dalla Senavra, 26 settembre 1876.
+
+[1] La _Senavra_ è il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.]
+
+
+
+
+IN ALTO
+
+(A GIUSEPPE GALLOTTI)
+
+Non domandarmi un cantico
+Per le umane passioni!
+L'inesorabil logica
+M'impone altre canzoni;
+Io non posso più esprimere
+Nè il pianto, nè la gioja,
+Chè mi vennero a noja
+Le lagrime e i sorrisi dei viventi.
+Mi rifiuto all'analisi
+Delle cose crëate,
+Per viver nel delirio
+Di altezze sconfinate;
+Ivi è un eterno fascino,
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Dinanzi alla voragine
+Dell'eterna armonia
+Le passioni degli uomini
+Perdon la poësia;
+Così l'estremo rantolo
+Del nocchier si confonde
+Col ruggito dell'onde,
+Su cui passa, tuonando, la bufera!...
+Il Bene e il Mal s'intrecciano
+Nell'assidua natura;
+Il Bene e il Mal s'alternano
+Con sapiente misura;
+E, indivisi, si aggirano
+Fra il turbo dei viventi,
+Gelidi, indifferenti
+A chi piange, a chi ride ed a chi spera.
+
+La medaglia simbolica,
+Dalla gianica faccia,
+Ha nella prima il gaudio,
+Nell'altra la minaccia;
+Ma si palesa agli uomini
+Sempre con fronte eguale,
+Perchè nel Ben sta il Male,
+Perchè nel Male sta del Bene il germe.
+
+I contenti e le lagrime
+Dei poveri mortali
+Per varïar di secoli
+Saranno sempre eguali;
+I desiderii fervono
+In ogni crëatura...
+E il gaudio o la sventura
+Vengono a soddisfar l'umano verme,
+
+E poi che un giorno ridere
+O pianger gli è concesso,
+Torna dei desiderii
+Il popolo indefesso;
+La noja uccide il gaudio
+Ed il dolor si accheta...
+E la caduca creta
+Ribeve al fonte dell'antica speme!
+È una storia monotona
+Degli uomini la storia!
+Sempre lo stesso fremito
+Di bassezze e di gloria!
+Sempre gli stessi gemiti
+Per gli stessi dolori!
+Sempre gli stessi amori!
+Sempre il labbro che ride e quel che geme!
+
+Al suon delle battaglie
+Succedono le paci;
+Dopo l'orgie del sangue
+Vengon quelle dei baci;
+Come fantasmi, i popoli
+Agitando le braccia,
+Contorcendo la faccia,
+Per un istante passan sulla terra....
+Nè resta che una debole
+Eco di tanti eventi,
+Che nel frastuon va a perdersi
+Delle novelle genti,...
+Poi ricomincia il turbine
+Dei desiderii arcani,
+Che dai cervelli umani
+Elettrico incessante si disserra!
+
+Dal sorriso d'un popolo
+Nasce d'un altro il pianto;
+Per una gente è un empio
+Chi per un'altra è un santo;
+E le bufere scrosciano,
+E il sol sfavilla, e i fiori
+Si veston di colori,
+E nello spazio rotëan le stelle!...
+
+Tutti, mendìchi e principi,
+Deboli e forti, tutti
+Proviam gli stessi gaudii,
+Abbiam gli stessi lutti!
+Il Bene e il Mal ci scuotono
+Coll'istessa potenza,
+E l'umana sapienza
+Alla gran legge invan si fa ribelle!...
+
+No, il sorriso degli uomini,
+No, degli uomini il pianto,
+Nel cranio mio non destano
+Giocondo o mesto un canto;
+Perch'io so che le lagrime
+Fan più dolci i sorrisi;
+Perch'io so che indivisi
+Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi.
+Sol nell'immensa sintesi
+Delle cose crëate,
+Nel supremo delirio
+Di altezze sconfinate
+Trovo dei carmi il fascino!
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Giugno 1875.
+
+
+
+
+CIRCOLO
+
+(A PAOLO GORINI)
+
+
+Un dì d'autunno, al tramontar del sole,
+In un ermo giardino entrò la Morte;
+E impallidìr le rose e le vïole
+Presàghe di lor sorte.
+
+Le foglie, scosse da leggiero vento
+E per sottil pioviggin lagrimanti,
+Siccome colte da orribil spavento
+Si fecero tremanti.
+
+E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori,
+Disse una voce: "Così vuole Iddio!
+"Voi dovete morire!--Addio colori!
+"Olenti effluvii, addio!"
+
+E la Morte passava.--Un'armonia
+Di indistinti sospiri e di lamenti
+Sorgea dovunque, ovunque la seguia
+Nei sentieri silenti.
+
+Eran sospiri timidi, repressi,
+Come il fruscìo d'un abito di dama
+Che va di notte a colpevoli amplessi;
+Era un pianto, una brama
+
+Di restar fiori e foglie un giorno ancora.
+Un povero giacinto domandava
+Di lasciargli veder la nuova aurora...
+Ma la Morte passava.
+
+Il giranio avvizziva; le vïole,
+Baciandosi fra lor con aria mesta,
+Diceansi addio, e sull'umide ajuole
+Chinavano la testa.
+
+Solo una rosa, una fulgida rosa
+Dal vivace color, nata il mattino,
+Surse a lottar, fidente e coraggiosa,
+Coll'avverso destino.
+
+E alla Morte gridò: "Perchè degg'io
+"Morire adesso che son nata or ora?
+"La mia parte di vita io chieggo a Dio...
+"Io vo' vivere ancora!"
+
+"Perchè vivere ancor?"--chiese la Morte.
+"Perchè ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta:
+"Morir non è svanîr, ma cambiar sorte,
+"Nascere un'altra volta...
+
+"La mia man non distrugge, ma trasforma;
+"Apportatrice di vita indefessa,
+"La Materia non muor; muta la forma,
+"Ma la creta è la stessa."
+
+--"Lasciami dunque la forma presente,
+"Con te non mi lagnai della mia sorte.
+"Io voglio restar rosa eternamente!..."
+--Le rispose la Morte:
+
+"E che dirà la terra, a cui tu devi
+"Porger te stessa in provvido alimento?
+"Tu dalla morte altrui vita ricevi;
+"A te l'altrui tormento
+
+"Dà l'esistenza; il loto che si muta
+"Nel tuo stelo e le foglie ti colora,
+"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta
+"Ma pur convien ch'ei mora!...
+
+"A che tanto terror?... Prima d'un mese
+"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto.
+"Per ridonarle a te, l'April cortese
+"Le farà d'aria e loto.
+
+"La stessa brama, che tu senti, avranno,
+"Morir dovendo, l'aria e il loto allora...
+"Ma poi, mutati, Iddio benediranno
+"D'essere rose ancora...
+
+"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto
+"E d'esser rose lo ringrazieranno,...
+"Per poi lagnarsi il dì che in aria o loto
+"Rimutarsi dovranno!
+
+"È un'assidua vicenda!...--Il nëonato
+"È vecchio quanto il Tempo!--È un'infinita
+"Catena!... Tutto muore!... E nel Crëato
+"Freme eterna la vita!..."
+
+Tacque e passò.--Cadean le foglie a mille
+Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti
+Biancheggiavan le mura delle ville;
+E gli sfrondati arbusti
+
+Parevan membra di bimbi malati
+Usciti da mefitici ospedali;
+Borea scopava coi buffi gelati
+Le foglie nei vïali;
+
+E intorno, intorno, un susurro s'udia
+Confuso e fioco, come il suon lontano
+D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia
+Un'aërëa mano.
+
+Era un canto di grazie; era un concento
+Che nel vespro nebbioso si perdea;
+Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento
+Lo ripetean.--Dicea:
+
+"Ave, o Signor, che ci desti la vita,
+"Che loto ed aria quaggiù ci mettesti!
+"Possente Iddio, la tua bontà infinita
+"Fa che si manifesti!...
+
+"Possente Iddio, ci manda un po' di piova!
+"Possente Iddio, ci manda un po' di neve!
+"E tien lungi l'April, che in forma nova,
+"Aimè, mutar si deve!
+
+"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore!
+"Noi siamo lieti della nostra sorte...
+"L'April tien lungi, chè mutarci in fiore
+"Vuol dir darci la morte!"
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+A FULVIO FULGONIO
+
+O modesto filosofo,
+Che giunto a quarant'anni,
+Fra l'incessante turbine
+Di miserie e d'affanni,
+Vivi solingo e povero,
+E nel tuo cor securo
+_Sotto l'usbergo del sentirti puro_,
+
+Di' qual è dunque il tramite
+Che al sepolcro conduce
+E cui conforta il raggio
+D'inestinguibil luce?
+Dimmi, come si vincono
+Queste umane tempeste,
+Che fan le genti o torve, o tristi, o meste?
+
+Verso la tomba scendere
+Io ti contemplo, o amico,
+Come l'ombra di Socrate,
+Il grande savio antico;
+Tu pure d'ogni infamia,
+Con bocca altera e muta,
+Bevesti in questo mondo la cicuta!
+
+Deh!... Se una pia memoria
+E un fervido entusiasmo,
+Possono ancora emergere
+Dall'umano mïasmo,
+Lascia ch'io possa volgerti
+Quell'arcana parola
+Che sa dire chi soffre e che consola.
+
+Sorridi ancora!... Passano
+I secoli e le genti,
+E le plebi, al barbaglio
+Degli empi pläudenti,
+Tu non merchi gli applausi,
+Ma sul tuo franco viso
+Ami serbar l'impavido sorriso,
+
+O modesto filosofo,
+Spesse volte affamato,
+Io mi faccio una gloria
+Di camminarti allato!
+O dolce amico, insegnami
+A vivere securo
+_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_!
+
+Agosto 1875.
+
+
+
+
+LA CHIESETTA DEI MORTI
+
+(A GIULIO CORSARI)
+
+L'ho vista la chiesuola; essa è perduta
+In mezzo ai campi come un eremita;
+Ed è deserta, solitaria e muta,
+Qual chi studia il problema della vita.
+
+O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati,
+Macerie umane, chi vi mosse in terra?
+Insiem congiunti come v'han chiamati?
+Bécero, Truffaldino o Fortinguerra?
+
+Sotto una rozza lapide sconnessa
+Dorme il vecchio curato del villaggio;
+Egli almen cogli offizii e colla messa
+Il nome a questa età lasciò in retaggio!
+
+Ma un teschio, posto là, sul cornicione
+Con cent'altri, ridendo, par che esclami:
+"Bel profitto davver, se le persone
+"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!"
+
+Ed è un teschio giallognolo e pulito
+Siccome d'un nodar la pergamena,
+Ed ha la nuca dal profilo ardito
+E guarda in giù con un'occhiaja appena.
+
+................................
+................................
+................................
+................................
+
+È il mattino.--Sull'erba verde e folta
+Scintillano le gocce di rugiada,
+E il ritornello da lontan s'ascolta
+D'un villano che passa sulla strada.
+
+La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa
+Poggiar sul cornicione d'una chiesa,
+Coi passeri che intorno le fan festa
+O col becco alle vuote orbite offesa!
+
+E contemplare i proprii stinchi ignudi
+In una nicchia, messi insieme a mille,
+O (peggio ancora) un pöeta che sudi,
+E cerchi un verso alzando le pupille...
+
+Ei colla vita di cento persone,
+(Che visser forse ognuna settant'anni)
+Farà dieci quartine o una canzone.
+Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!...
+
+Poveri morti, perdonate!--Tutti
+Amor vi concepì; tutti una madre
+E un padre aveste; e amaste; e foste tutti
+Sposo, figlio, fratello, amico o padre...
+
+Per una strofa che dalla matita
+Mi cade, voi viveste, ahimè, tant'anni!
+Un sol mio verso è costato una vita!...
+E una mia rima chissà quanti affanni?
+
+Castelleone, agosto 1874.
+
+
+
+
+A UNA DONNA INTELLIGENTE
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi può amarti, o bella crëatura.
+
+Ho pensato all'arbitrio del destino,
+Che ti formò col puro cäolino
+Con cui formò il cervello dei veggenti:
+Ho pensato al delirio
+Di chi baciò i tuoi begli occhi lucenti;
+All'angoscia di chi, dopo il delirio,
+Vorrà, tremante, interrogarti il cuore,
+E, forse, troverà lento e sbiadito.
+Come un suono che muore,
+L'amoroso battìto!
+
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!
+I sogni, che s'incarnano
+Nella gentil parvenza!
+Strano connubio!... Intelligenza e donna!...
+Lucifero che cela il ghigno orrendo
+Sotto un pallido volto di Madonna!
+Una bionda e leggiadra testolina,
+Un gingillo da pôr sovra un guanciale,
+Che scruta ed indovina
+Il cupo abisso del Bene e del Male?
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!...
+Una mandòla, cui la man d'amore
+Sa cercare una languida cadenza,
+E a cui scuote le corde
+Questo fantasma che sussulta e spia,
+E bacia, e sferza, e morde,
+E che gli umani chiaman: _Poesia_!
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi può amarti, o bella crëatura!
+
+Io vorrei che alla mia donna adorata
+Mormorasse un mortal detti d'amore,
+Perch'io potessi trafiggergli il cuore
+O morir di sua mano;
+Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei
+Che tenesse lontano
+Dal suo capo gentile
+Il più spietato dei rivali miei,
+Il _Pensier_, che solleva
+Il tristo tentatore
+Che un dì fe' perder Eva
+E poi distrusse ogni sogno d'amore.
+
+E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi
+Colle lagrime agli occhi e il viso bianco,
+E, come un pellegrin d'affanni stanco,
+Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei
+E, baciandoli, o donna, io ti direi:
+
+"Di non udir quaggiù che la mia voce,
+"E d'esser sorda alle melòdi arcane
+"Che vibrano nel tuo capo adorato;
+"Perch'io temo che il sol della dimane
+"Ti risvegli più fredda all'amor mio;
+"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_
+"(Funestissimo Iddio)
+"Ti tolgano per sempre ai baci miei!"
+
+Questo, o donna, piangendo, io ti direi.
+
+E se tu volgerai, dolcezza mia,
+Quasi ammaliata, le pupille al cielo
+Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando
+Nel profondo del cor la gelosia,
+Afferrerò la balza del tuo velo
+Per tenerti qui in terra... o per morire,
+Se a quella reggia d'oro
+Poëta e donna, tu vorrai salire.
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+IL DÌ DEI MORTI
+
+Quest'oggi il calendario
+Segna il giorno dei morti,
+Il giorno in cui gli scheletri
+Han mistici conforti,
+Ed io, seguendo il popolo
+Come sopra pensiero,
+Mi trovo al cimitero
+Fra i cippi a vagolar.
+Qui tra le mute lagrime
+Delle madri dolenti,
+Tra gli ipocriti gemiti
+Degli eredi parenti,
+Tra i fiori che inghirlandano
+I cippi biancheggianti,
+Rovistando i sembianti,
+Comincio a meditar.
+
+Chi mi disse che il fùnebre
+Campo, ov'io sono, ispiri
+Pensieri melanconici,
+Desolanti deliri?
+Chi mi disse che incutono
+Disinganni e paure
+Le mille sepolture
+Che stan dinanzi a me?
+Qui, dove gli altri parlano
+D'incompresi destini;
+Qui, dove gli altri perdonsi
+In mar senza confini;
+Qui, dove tutti fremono
+D'indicibil terrore,
+A me si spegne in cuore
+Ogni bugiarda fè.
+
+Sulle zolle che atteggiansi
+A smaglïanti ajuole,
+Tra i fiori, che si volgono
+Desiosi ai rai del sole,
+Della Morte io non veggio
+La larva ischeletrita;
+Non la Morte, la Vita,
+O miei fratelli, è qui!...
+La Morte!... Che significa
+Questa strana parola,
+Che fa sgomento ai timidi
+E che i forti consola?
+La Morte!... Chi mi scioglie
+Questo fatal segreto,
+Che al cèrebro d'Amleto
+Il dubbio suggerì?
+
+È la Morte una fisima
+Delle pusille menti!
+Se nacquer dai cadaveri
+L'erbe ed i fiori olenti,
+Se i vermi ha fatto nascere
+La carne imputridita,
+La forma, e non la vita,
+D'esistere cessò!...
+L'operosa materia
+Convien che a sè ritorni;
+La Morte è legge assidua;
+Noi moriam tutti i giorni!
+Noi moriam, trasformandoci
+Da bimbi in giovinetti!
+Noi moriam cogli affetti
+Che il nostro cor provò!
+
+Perchè cercar nell'anima
+Le fede e la speranza?
+Perchè cercar nell'anima
+La postuma esultanza,
+Se scioglier la materia
+Ci può il fatal problema,
+Se il mistico pöema
+Essa cantar ci sa?
+Essa, l'eterno simbolo;
+Essa, l'eterna Dea;
+Essa, da cui germogliano
+E l'albero e l'Idea;
+Essa che dà alle indagini
+I responsi più esatti,
+Che non i sogni astratti
+Delle trascorse età!
+
+Che v'importa dell'anime
+Dei figli trapassati,
+O padri, sovra i candidi
+Sepolcri inginocchiati?
+Via!... Chiudete l'orecchio
+Ad una sciocca turba,
+Che il pensier vi conturba
+Con sogni di terror!
+I vostri figli vivono;
+Sono raggi di sole,
+Son glebe, son garofani,
+Son aria, son vïole;
+Voi, pregando sugli umidi
+Fiori o sui secchi dumi,
+Ne aspirate i profumi
+E vivete con lor.
+
+Oh!... Dite ai mille ipocriti
+Dalle fisime strane,
+Che noi, togliendo l'anima
+Alle credenze umane,
+Non vi togliamo il balsamo
+Delle memorie pie,
+I canti e l'armonie
+Che sanno consolar!
+Credete alla Materia
+Per creder nell'Eterno;
+Il Bene e il Mal sussistono;
+Ecco il Cielo e l'Inferno!
+Religïon purissima
+È la Scienza, la luce
+Che gli uomini conduce
+Ad amarsi e pensar.
+
+
+
+
+PER IL SANTO NATALE
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Eugenio, l'abitudine
+È una cinica Dea,
+Che avvelenò coll'alito
+Ogni sublime idea!
+Profuse il genio ai popoli
+Le perle smaglïanti
+E un'orda di baccanti
+In pietre le mutò!
+
+Dal dì che all'Evangelio
+Pace e conforto io chiesi,
+Dal dì che il cor degli uomini
+A interrogare appresi
+E, come un serpe, ascondersi
+Vidi nel Bene il Male,
+Il giorno di Natale,
+Da allora mi indignò!
+
+I pöetastri raglino
+Vieti e melliflui canti,
+Le olenti dame pensino
+Ai bambini lattanti,
+Credan davver gli stolidi
+Ch'oggi ogni sdegno è spento,
+Biascichi un complimento
+Ogni bocca volgar!
+
+Io, solitario, medito
+Chiuso nella mia stanza
+Che retaggio di popoli
+Grulli è una grulla usanza...
+Nè a vagolar pei trivii
+Coi miei pensier discendo,
+Chè fuggo un quadro orrendo
+Che m'eccita a imprecar.
+
+Giù v'è un delirio, un'orgia
+Di sangue e di carname;
+Polpe squarciate e muscoli
+Ornati di fogliame,
+Bestie sgozzate e viscere
+Ancora palpitanti,
+E rosse man fumanti,
+E gocciolanti acciar!
+
+Lungi da me l'orribile
+Tripudio dei macelli,
+Ove le fronti pallide
+Di pecore e vitelli,
+Trofëo spaventevole,
+Col livid'occhio spento,
+Mandandomi un lamento,
+Mi possono guardar!
+
+Lungi da me, o limosine
+D'un mondo imbellettato,
+Chicche donate ai bamboli
+D'un popolo affamato!
+Lungi da me l'ingenua
+Fede dei tardi ingegni,
+Che spengansi gli sdegni
+Coll'agape d'un dì!
+
+Lungi da me quest'ebete
+Sfida a chi più divora,
+Quest'inno che da gonfie
+Ventraglie erutta fuora!
+Lungi da me l'effluvio
+Di frutta e di dolciumi,
+A cui gli acri profumi
+Inutil sangue unì!
+
+O triste lotta!... O vincolo
+Fatal della Natura!
+È ver, dell'altrui sangue
+Vive ogni creatura!
+È ver, la morte è il nocciolo
+Che genera la vita!
+In terra e in ciel scolpita
+La dura legge io so!...
+
+Ma, per far festa, uccidere,
+Non per sbramar la fame;
+Ma il rider tra i cadaveri,
+Gridando: _Pace_!... è infame!
+Ma l'esclamar tra i rantoli
+"_Quest'oggi è un giorno gajo!_"
+È lazzo da beccajo
+Che il sangue inebrïò!
+
+Deh! Se nei vostri pargoli
+Sensi d'amor bramate
+Dal barbaro spettacolo,
+Madri, li allontanate...
+O scenderanno funebri
+Fantasimi crudeli
+A rapir loro i cieli
+Del sonno verginal!
+
+Ah! dite lor che scordino
+Quest'efferata usanza;
+Che a feste meno stolide
+Rivolgan la speranza;
+Che verrà un dì in cui gli uomini
+Saran davver fratelli,
+Senza l'orgie e i macelli
+Di questo saturnal!
+
+25 dicembre 1876.
+
+
+
+
+CORAGGIO!
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio,
+Dall'esil campanile, a mezza china.
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina,
+Come la guancia d'una giovinetta
+Cui si parli d'amore.
+
+O mesto amico mio, biondo dottore,
+Talor lo sogno anch'io
+Questo tranquillo oblio;
+Talor m'accascio anch'io sul mio dolore
+Penso alla noja arcana
+Che da ogni cosa emana;
+Penso a quelli che furono
+E a quelli che verranno;
+All'albe ed ai tramonti ed all'affanno
+Che domina crëato e crëature;
+Alle molte sventure
+Ed ai pochi sorrisi
+Concessi a quei che pensano; alla culla
+Tanto presso alla tomba;
+A questo eterno nulla!
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio
+Dall'esil campanile, a mezza china,
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina;
+Ed io perdo il coraggio
+Nella frivola vita cittadina!
+E nei ridotti, ove s'affolla un mondo
+D'ubbriachi e di cretini,
+M'aggiro; e il volto mio cogitabondo
+Porta il riflesso d'inconsci destini...
+
+Pur se giunge una nota al mio cervello,
+Se vien qualche cencioso menestrello
+A strimpellare una canzon gioconda
+Al mio attonito orecchio,
+Una febbre m'inonda
+Di mille desiderii sconfinati;
+E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio
+Che crollerà sotto il mio giovin pugno;
+All'arte nuova; ai versi cesellati,
+Coi quali passo qualche lieta notte
+Della mia giovinezza;
+E ritorno alle lotte,
+Ove soltanto il debole si spezza;
+Ed odio, ed amo, e scrivo,
+E lagrimo talor, ma fremo e vivo!
+
+
+
+
+DITIRAMBO
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Un giorno, Eugenio, tramontava il sole
+E tu mi stavi accanto,
+Ed al cervello mio le tue parole
+Suggerivano un canto.
+
+Tu mi dicevi: "La scienza è la luce
+"Che feconda gli ingegni;
+"È la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni...
+
+Ai regni inesplorati, agli ideali
+"Che tu cercando vai,
+"A cui le menti, che han tarpate l'ali
+"Non arrivano mai."
+
+Ed io dicevo: "È vero!... I giorni miei
+"Passan senza splendori!
+"Oh, quante notti fra i bicchier perdei!
+"E quante fra gli amori!"
+
+E ripetevo: "La scienza è la luce
+"Che feconda gli ingegni!
+"È la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni!"
+
+Poscia, rinchiuso nella stanza mia,
+Quella notte vegliai;
+Degli intravisti carmi l'armonia
+Mi si aperse e pensai:
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Qual ben puoi tu largirmi?
+Ahimè!... Dei canti il fascino
+Forse tu puoi rapirmi!
+L'entusiasmo puoi togliermi
+Che i giorni miei fa lieti!
+L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti!
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Forse il concetto immenso
+Del nostro nulla?--È inutile!
+Io questa idea la penso...
+Come da vasto incendio
+Le scintille incessanti,
+Così dal nulla a me vengono i canti
+
+Tu sai giunger, per aride
+E tortuose vie,
+In lande ove s'impressero,
+Da tempo, l'orme mie!
+Scienza, che debbo chiederti?
+Io volo, e tu cammini...
+Per soffermarci agii stessi confini!
+
+Puoi tu insegnarmi il numero
+Degli astri rotëanti?
+Dirmi che sia lo spazio
+E cosa sian gli istanti?
+Dirmi perchè sussistano
+La luce, l'ombra e il moto,
+E come in foglie si trasmuti il loto?
+
+Scienza, a crëare insegnami
+Un'erba od un insetto;
+A discerner le cause
+Dell'odio e dell'affetto;
+A indovinar l'incognito
+Principio della creta;
+Scienza, dei mondi apprendimi la meta!
+
+Ed io, fervente apostolo
+E adorator dell'arte,
+Verrò a chiedere l'estasi
+Alle tue dotte carte,
+E vestirò coi fascini
+D'un eterno poëma
+La soluzione del vital problema!
+
+Ma, fino allora, chiederti,
+Scienza, che deggio io mai?
+Forse l'oro e la gloria
+Che da tempo spregiai?
+Forse di qualche popolo
+Le gesta o la favella?
+Forse una data o il nome d'una stella?..
+
+Ahimè!...La scienza è un briciolo
+All'ignoto involato!
+Noi non ghermiam che un atomo
+E gridiamo: È il Creato!...
+E perdiamo nell'ansie,
+E perdiam negli affanni
+L'incantevol sorriso dei verd'anni!
+
+E poi, giunti sul margine
+Della vita che fugge,
+Anco cinti di gloria,
+Un pensiero ne strugge;
+È del Nulla il fantasima
+Che nell'estrema prova
+Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?...
+
+Lo so; i verd'anni passano
+Pei dotti e pei gaudenti,
+E forse nel silenzio
+Degli anni miei cadenti,
+Triste e scorato, ai fervidi
+Giovani dì pensando,
+Anch'io dovrò ripeter lagrimando:
+
+"Stolto!... I bei sogni sparvero!
+"Sparvero e nappi e amori,
+"E i giorni tuoi tramontano
+"Qual sol senza splendori!
+"Scendi, rabbiosa ed invida,
+"Nella tua sepoltura
+"A mutar forma, o volgar crëatura!"
+
+È ver!... Ma tutti muojono,
+E dotti e gaudenti!
+E allor che giova il plauso
+O il biasmo delle genti?
+In un pugno di polvere
+L'incompreso Destino
+Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino!
+
+................................
+................................
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano,
+E che--forse--Alighieri
+Invidia il bimbo partorito jeri...
+
+E vorrebbe rivivere
+Per giornate più liete,
+Soffocando nel cèrebro
+Della Scienza la sete,...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, gli allori
+Fra le tazze oblïati e fra gli amori!
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano
+E che--forse--Arlecchino
+Vorria rinascer per studiar latino
+
+E vorrebbe rivivere
+Per diventar dottore,
+L'esilarante arguzia
+Soffocando nel cuore...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, le cene
+Rubate al ventre... dalle pergamene!
+
+Viviam!... Dei desiderii
+È la turba infinita;
+Per soddisfarla gli uomini
+Troppo breve han la vita!...
+E vivesser coi secoli
+Convien che il labbro gema:
+"Noi siamo affranti...o la turba non scema!"
+
+Viviam!... Lasciam che passino
+Servi all'istinto gli anni!
+Tutti avrem pari i gaudii,
+Tutti pari gli affanni!....
+L'eternità in un circolo
+Infinito ne serra!...
+È il Nulla in cui s'avvoltola la terra,
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+PER UNA SUICIDA
+
+Una bionda fanciulla innamorata
+Dal terzo piano si gettò stasera.
+L'han raccolta piangendo ed è spirata!
+
+Domani i preti, colla stola nera,
+Com'è costume, a prenderla verranno
+Recitando la solita preghiera;
+
+Domani tutti il nome suo sapranno,
+E morrà nel frasario d'un giornale
+Questa epopëa d'un immenso affanno!
+
+Poveretta!... La veste nuzïale
+L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto
+Mutare in epitaffio un madrigale!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto,
+Credea nei libri di legger la vita,
+E non vedea che sterile deserto!
+
+E rivivea la fantasia romita
+In epoche lontano; in mezzo a gente
+Che incancellabil orma avea scolpita.
+
+E tutti mi diceano amaramente:
+"Che noi non siam che un popol di fantasmi;
+"Che i nostri affetti son ceneri spente;
+
+"Che son svaniti amori ed entusiasmi;
+"E che i lampi e i profumi eran mutati
+"In fosforo volgare ed in mïasmi!"
+
+Ed io discesi nei trivii affollati,
+Non recando nè fedi nè illusioni,
+Arido figlio di padri annojati.
+
+Ma l'impeto fatal delle canzoni
+Tacitamente palpitar mi fea!
+Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni,
+
+Fra lo splendore d'una eterna idea
+E le tenebre folte, il mar solcando
+Degli eventi, che intorno a me fremea,
+
+L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando;
+E nella notte altrui trovai l'aurora;
+E risi e piansi anch'io; e lagrimando
+
+La strofa mi sgorgò calda e sonora;
+E ritrovai la fede e la speranza,
+Perché m'accorsi che si vive ancora!
+
+Sì!... Si vive! Si lagrima! Si danza!
+Come un dì! Come sempre! E infin che luce
+Avrà il sole ed i fiori avran fraganza,
+
+Questo dramma, ora lieto ed ora truce,
+In cui tutti abbiam parte, ed è la vita,
+E che un'ignota man scrive e conduce,
+
+Palpiterà di passione infinita,
+Miscêla arcana d'ombra e di splendore!
+E tu eterna starai (lampa romita,
+
+Oppure incendio divampante) Amore!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+QUANDO?
+
+(A DINO MARAZZANI)
+
+Quando i giorni verranno
+Della malinconia,
+E morirà d'affanno
+Nel mio cranio la giovin fantasia,
+
+Io penserò alle notti,
+Che passai con me stesso;
+Agli studii interrotti
+Per meditar della lampa al riflesso;
+
+Io penserò alle sere,
+Che, coi pochi diletti,
+Confusi le preghiere
+Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti.
+
+Allora, stanco anch'io
+Dei furbi e dei cretini,
+Mi sentirò il desìo,
+Il santo ardor di più vasti confini!
+
+Stringerò nella mano
+Un nodoso bastone,
+E me ne andrò lontano
+Un balsamo a cercar, l'oblivïone...
+
+Andrò verso l'Oriente,
+Col sole sulla fronte,
+Guardando avidamente
+La linea circolar dell'orizzonte.
+
+E bacierò le siepi
+E i fiori per la via,
+E cercherò i presèpi
+Ove deporre la stanchezza mia.
+
+E scenderò, pensando,
+Alle vaste marine;
+E vedrò, palpitando,
+Gli splendidi tramonti e le mattine.
+
+Ritroverò la vita
+Nell'immensa natura;
+E la gioja infinita
+Del creato empirà la crëatura...
+
+Parmi d'aver dinanti
+Le romite vallate;
+Le strade biancheggianti
+Ove la fine polve arde in estate;
+
+Odo stillar le fonti
+Dallo spungoso tufo
+E, la sera, fra i monti,
+Stridere il grillo ed ululare il gufo.
+
+Sento l'acre profumo
+Dell'erbe e delle piante
+E, sull'umido dumo,
+La verde cavalletta saltellante.
+
+Poi, quando il giorno estremo
+Degli erranti miei giorni,
+Col comando supremo
+Vorrà che in vermi il corpo mio ritorni,
+
+Io cercherò una sponda
+Giallastra e desolata,
+Ove si franga l'onda
+D'una glauca marina sconfinata
+
+Là poserò le spalle
+Sull'arena minuta,
+Che, come eterna valle.
+Verso un fondo nebbioso andrà perduta;
+
+Rammenterô le storie
+Della mia giovinezza;
+Rivivrò di memorie,
+Di pianto, di speranza e d'allegrezza;
+
+Ed atomo piccino
+Dinanzi alla Natura
+E dinanzi al Destino,
+Coll'unghie mi farò una sepoltura,
+
+Guarderò i cieli azzurri,
+Il mar pieno d'incanti,
+Di calme e di susurri,
+E i pulviscoli in aria roteanti.
+
+Là morirò tranquillo
+Dagli uomini lontano...
+E, forse, fatto brillo
+Dall'agonia, colla tremula mano.
+
+Sovra la sabbia ardente,
+Pensando all'universo,
+Traccierò sorridente,
+O dolce amico mio, l'ultimo verso.
+
+
+
+
+ARS, ALMA MATER
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+L'Arte morrà!... o La splendida
+Arte che amiamo, o Alberto,
+Morrà, come ingannevole
+Miraggio del deserto!...
+Oh! Tu non sai l'angoscia
+Che in petto mi fremea
+Quando la triste idea
+Nel cranio mi guizzò!
+Nata col primo palpito
+Dell'umano pensiero,
+L'Arte non era in fascie
+Quando cantava Omero;
+Ma dalle vette olimpich
+All'Ellenia stupita
+Dicea: "Narro la vita
+"D'un'arte che passò!"
+
+Dal sacro fiume Egizio,
+Dal Gange e dal Giordano
+Alle colonne d'Ercole
+Che chiudean l'oceáno,
+Errante coi fenicii,
+Ape del sen fecondo,
+Ella versò sul mondo
+Il miel di sue virtù.
+E ad Iside e ad Osiride
+Eresse monumenti;
+E verseggiò le pagine
+Dei vecchi testamenti;
+E toccò l'arpa a Davide;
+E al popol patriarca
+Disegnò l'are e l'arca;
+E celebrò Visnù.
+
+In Grecia Apelle e Fidia
+Le chieser marmi e tele;
+Ella insegnò la linea
+Divina a Prassitele,
+E a Socrate e a Demostene
+La possente parola,
+E ad Eschilo la scuola
+Delle passioni aprì.
+Le mani d'Aristotile
+Ne composer la storia;
+La chiamò Saffo, in lagrime,
+Amor; Pericle, gloria;
+Inspirò l'odi a Pindaro;
+Seguì Alcibiade a festa;
+E gaja dalla testa
+D'Anacrëonte uscì...
+
+Poi trasvolò, coll'aquile
+Delle legioni, a Roma;
+Ed intrecciando i lauri
+Alla flüente chioma,
+Cantò i trionfi, il sonito
+Delle tube guerriere,
+Le spoglie e le bandiere
+Del Lazio vincitor.
+E quando la Repubblica,
+L'invincibile atleta,
+Sotto il pugno di Cesare
+Si sfasciò come creta,
+Ella, che adora il genio,
+Nella bellezza avvolto,
+Baciò, plaudente, in volto
+L'audace lottator!
+
+E l'adorò, recandogli
+Un impero a tributo;
+E, ad eternarlo, complici
+Ebbe Tacito e Bruto;
+E quando ei cadde, vittima
+Di vendetta gloriosa,
+Gli suggerì la posa
+In cui dovea morir.
+Sovra il suo corpo esangue
+S'abbandonò piangendo;
+E si temprò all'incudine
+D'uno spasimo orrendo...
+Poi surse, e avea nell'occhio
+Sguardi così possenti
+Che n'arsero le menti
+Nei secoli avvenir,
+
+Ella narrò a Virgilio
+L'egloghe e l'epopee;
+Apprese in versi a Orazio
+Le proverbiali idee;
+E rizzò terme e templii,
+E circhi e colossei,
+E sogghignò agli Dei,
+Agli aúguri, agli altar.
+Dai lidi della Nubia
+Chiamò il pardo e il leone;
+Tolse a femminee viscere
+Caligola e Nerone;
+Rovesciò il bianco pollice
+In faccia ai moribondi,
+E chiese se altri mondi
+Eran da conquistar!...
+
+Mutati i lauri in pampini.
+Nuda dal capo ai piedi,
+A mense interminabili
+Volle Eterie e Cinedi;
+E, brïaca, in un'orgia,
+Di vino e di deliri,
+Cadde dai drappi assiri
+Sul pavimento d'or.
+Fra i bianchi intercolonnii
+Ella era ancor sopita,
+Quando un profeta mistico
+Venne a chiamarla in vita.
+Ei la coprì col ruvido
+Manto, le diè una croce,
+E colla blanda voce
+Le favellò d'amor.
+
+Cosparsa il crin di cenere
+Seco a pregar l'addusse;
+La confortò di massime
+Söavi ed inconcusse,
+E in mezzo a ignoti popoli,
+Quasi selvaggi ancora,
+Vestitala da suora,
+La chiuse in monaster.
+Ella, seguendo l'indole
+Di sua mondana vita,
+Da preci e da cilicii
+Affranta ed intristita,
+Per scongiurar la noja
+Del chiostro freddo ed ermo,
+Tradusse in canto fermo
+I timidi pensier.
+
+Indi miniò una bibbia,
+Cesellò dei rosari,
+E ricamò in fantastici
+Fregi gli scapolarí...
+La santità dell'opere
+La rese ardita, e un giorno
+A un'asse si fe' attorno
+Con piume e con color,
+E disegnò un'aurëola
+In mezzo a cui, raggiante,
+Pinse il volto mitissimo
+Del suo profeta e amante;
+E, le pupille in lagrime,
+Compunta a divozione,
+Disse alle genti buone:
+"Questi è Nostro Signor!"
+
+Fu la sua voce armonica
+Che il nuovo dogma apprese;
+Fu per sua man che sursero
+E metropoli e chiese;
+E dissero i miracoli
+Di sue glorie passate,
+Le aguglie, le navate,
+I pöemi e gli altar.
+Pur, colle glorie, l'orgia
+Fatal non iscordava;
+E il giorno che un Pontefice
+La volle far sua schiava,
+L'Arte, la bella indomita,
+Volse le spalle al tristo,
+E fea ritorno a Cristo
+Per piangere e pregar.
+
+Un'invincibil nausea
+Le saliva alla bocca,
+Chè l'andazzo del secolo
+La fea torva e barocca;
+Eran grottesche immagini
+Di frati, angioli e santi
+Con manti svolazzanti
+E iperbolici pel;
+Erano idee rachitiche
+Cinte di gonfie vesti;
+Sparía la pura linea
+Sotto i fregi funesti;
+E nei giardini mistici
+Della latina scuola
+Il puzzo di Lojola
+Isterilia gli stel.
+
+E Sanzio, e Michelangelo
+Non eran polve ancora
+Quand'ella in Francia e in Anglia
+Vide la prima aurora;
+E, mentre di Giansenio
+La pura man guidava,
+Fremeva e palpitava
+D'Amleto col cantor.
+Poscia amò i nèi, la cipria,
+Le satire mordenti;
+Chiamò gli Enciclopedici
+In sale aurate e olenti;
+E, per fuggir degli Arcadi
+L'inesorabil belo,
+Della Germania al Cielo
+Cercò sorti miglior.
+
+Ma sulla strada un pallido
+Giovinetto severo
+La soffermò, dicendole:
+"Io mi chiamo Pensiero.
+"Il mondo mi perseguita;
+"Io gli grido che l'amo;
+"Ma son povero e gramo,
+"E non mi vuole udir!
+"Tu sei leggiadra, e gli uomini
+"Aman le cose belle;
+"Or ben, di' lor che il raggio
+"Io scrutai delle stelle,
+"Che la pena ed il premio
+"Impartirò a chi tocca;
+"Per la tua rosea bocca
+"Io mi farò capir!..."
+
+L'Arte e il Pensier si amarono.
+Ella porse al Pensiero
+Le gioje che sollevano;
+Egli le apprese il vero.
+Ma l'Arte, esperta e provvida,
+Recò al novello tetto
+Di cortigiana il letto,
+Di monaca il pudor.
+Dall'ideal connubio
+(Non più Minerva strana
+Nata da stolto cranio,
+Nè isterica cristiana,
+Ma dolce e melanconica,
+E d'austera parvenza)
+Nacque una figlia--o Scienza
+Tu palpitasti allor!
+
+E, gigante, fra gli uomini
+Già il tuo nome risuona!
+Ma corre ancora il popolo
+Alla tua madre buona,
+E la sua voce armonica
+E i suoi racconti adora,
+E ride e freme e plora,
+Udendoli narrar.
+E l'Arte narra i dubbi,
+Che ne assedian qui in terra,
+E i miti, e i sogni, e i simboli,
+E la pace, e la guerra;
+Parla di re e di popoli,
+D'amorose leggende,
+E, dai palagi, scende
+Al rozzo casolar.
+
+Poscia veggendo, trepida,
+Che dei tempi passati
+La monotona storia
+Ha i cèrebri annojati,
+Sferza colla commedia
+Le goffe costumanze,
+E scruta nelle stanze
+Gli intrighi ed i mister.
+E, risalendo ai limpidi
+Fonti della natura,
+Ci canta in un Idillio
+Crëato e crëatura,
+E insegna all'occhio l'ultima
+Gradazione di verde,
+Che da lontan si perde
+In profumo leggier.
+
+L'Arte è la candid'avola
+Che tesse le sue fole;
+E noi, che ancor siam pargoli,
+Amiam le sue parole;
+Ma, fatti adulti, i popoli
+La chiameran ciarliera,
+Ed alla figlia austera
+Rivolgeranno il piè!...
+E cercheran l'oceano
+Del fiume antico uggiati;
+E scruteran dai vertici
+I cieli sconfinati;
+E chiederanno i fascini,
+Che il genio oggi dispensa,
+Alla natura immensa,
+Che tutto chiude in sè.
+
+Forse tu sola, o Musica,
+Astrazion dell'idea.
+Vivrai, dell'arti l'ultima
+E più perfetta Dea!
+L'altre morran!... Le statue
+(Simulacri pallenti
+Delle beltà viventi)
+Cadranno infrante al suol;
+E voi, riflesso inutile
+Di ciò che esiste, o tele,
+Voi copriràn la polvere,
+L'oblío, le ragnatele!
+O libri, al fuoco!... Briciole
+Della filosofia!...
+Ogni fisonomia
+È un libro aperto al sol!
+
+Alberto, ho il ciglio in lagrime
+Penso a quel dì fatale!
+Alla luce novissima
+Della scienza ideale!
+All'orrenda catastrofe
+Della tragedia trista!
+Penso all'ultimo artista
+Che quel giorno vivrà!
+Ei della madre suggere
+Vorrà l'esausto petto,
+E rabbioso e famelico
+Lo dirà maledetto;
+E forse, per resistere
+Un'ora all'ardua pugna,
+Lo graffierà coll'ugna
+E il sangue ne berrà!
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+DE MINIMIS.
+
+
+
+MORS TUA, VITA MEA
+
+Era un uomo sensibile; dicea
+Che tutto vive d'una vita arcana;
+Che, come il bruco, si forma l'idea;
+Che non è sola l'esistenza umana.
+
+E predicava ai bimbi e ai giovinetti
+Di rispettar gli steli delle rose,
+I nidi delle rondini, e gli insetti,
+E le sementi, e gli uomini, e le cose.
+
+Poi, meditando l'incessante guerra
+Che la fame crudel move ai men forti,
+E pensando che ognun semina in terra
+Ad ogni passo migliaja di morti,
+
+D'infinita pietà pianse angosciato,
+E, i cibi rifiutando alla natura,
+In un angol tranquillo del crëato
+S'adagiò, come morto a sepoltura.
+
+Là, rivolgendo gli occhi moribondi
+Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini,
+Vide la vita di novelli mondi,
+La strana vita d'esseri piccini.
+
+Vide un bruco, due ragne e un capinero,
+Il bruco, rosicchiando un'erba-menta,
+Rotava in essa, senza alcun pensiero,
+Il pungolo, che sfibra e che tormenta.
+
+E poi che sazio, in estasi bëate
+Levava il picciol capo verso il sole,
+Le ragne da una foglia arsa sbucate,
+Si divisero il bruco nelle gole.
+
+Le due comari, del bottino liete,
+Facevan l'una all'altra i complimenti,
+Quando, piombando dal vicino abete
+Il capinero, li mutò in lamenti.
+
+Nel giallo becco ei se le prese entrambe
+Trillando gajamente: Il colpo è bello!...
+--L'uomo _sensibil_ balzò sulle gambe,
+Stese la mano... e si mangiò l'uccello.
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+FLECTAR, NON FRANGAR
+
+(A LUIGI DELLA BEFFA)
+
+
+Tu vuoi saper perchè la vita mia
+Colla gente volgare si consumi,
+E come io pensi un'ode all'osteria
+Fra gli sconci profumi;
+
+Tu vuoi saper perchè fra gli imbecilli
+Cerco talora qualche idea sublime,
+E come mai le nebbie dei pusilli
+Mi dian l'audaci rime;
+
+Tu vuoi saper perchè passo le sere
+Giuocando un trivial giuoco coi cretini
+Bevendo spesso le tisane nere
+Che l'oste chiama vini!
+
+Io sono lo scultor che il sasso adora
+Con cui saprà dar vita ad una Dea;
+So che dopo la notte vien l'aurora,
+ Dopo il dubbio l'idea.
+
+So che il maggio fa seguito all'inverno,
+E che il torpore è padre all'entusiasmo,
+E che la vita è un alternarsi eterno
+ D'olezzo e di mïasmo!
+
+Come l'aquila anch'io dormo sovente
+In una grotta una lunga stagione,
+E nell'ore volgari e sonnolente
+ Annego la ragione...
+
+Poi spicco l'ali dall'oscuro nido
+E, librandomi in ciel, nel volo immenso
+Saluto il mondo con superbo strido...--
+ È allor che canto e penso.
+
+Autunno 1875.
+
+
+
+
+MELODIA
+
+Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole;
+Mormoravan le labbra--portentose parole;
+Un inno solo dalle labbra uscia,
+Un inno che diceva:
+_La parola dell'uomo è melodia,
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole
+Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole;
+E un lieto canto dalle gole ascia,
+Un canto che diceva:
+_Solo il nostro linguaggio è melodia
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole,
+Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole;
+Cantavano con note di profumi,
+E cantavano il maggio;
+E tremolanti sui roridi dumi
+Diceano: _Il nostro è il più gentil linguaggio!_
+
+Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava,
+La femmina d'un rospo--ancor essa cantava;
+Il prediletto che quel canto udia,
+Da lungi rispondeva:
+_La tua voce, o mia sposa, ë melodia
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava.
+Sulla strada maëstra--pensieroso passava;
+Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli
+E i rospi, e disse in cuore:
+_I linguaggi quaggiù son tutti belli,
+E specialmente se parlan d'amore!_
+
+Luglio 1876
+
+
+
+
+SEMINARE E RACCOGLIERE
+
+Il cuore è un ventilabro--e noi siam mietitori.
+Noi seminiam gli affetti a piene mani,
+
+Crediam nelle sementi--che promettono i fiori,
+Crediamo nelle messi del domani.
+
+Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita,
+Ci volgiamo alle zolle fecondate;
+
+Non crediam più: speriamo;--speriam la via fiorita;
+Vogliam mietere i fiori e le derrate.
+
+Ahimè!... Da pochi semi--la pianta si matura!
+Di molti sterpi la campagna è piena!
+
+E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura,
+Chinan la testa sulla gialla arena!
+
+Noi moriam, seminando--la fede e la speranza,
+Raccogliendo la noja e l'amarezza,
+
+Ai giovani invidiando--la inutile esultanza...
+E pur bramando lunga la vecchiezza!
+
+Il cuore è un ventilàbro--e noi siam mietitori;
+Noi guardiamo le zolle fecondate
+
+E le troviam coperte--di spine e di dolori
+O da compianti cippi funestate.
+
+
+
+
+IL MARE CANTA
+
+(A ENRICO CAROSELLI)
+
+Il mare canta, il fremito dell'onde
+Son note, son cadenze, son canzoni;
+E i raggi che la luna in ciel diffonde
+ Son tremule visioni.
+
+I pescatori nelle glauche notti
+Del Gran Cantore ascoltano i concenti
+E alla spiaggia li recano, tradotti
+In melodici accenti.
+
+Napoli abbraccia il mar, come un pöeta
+Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme;
+Quando tranquillo è il mar Napoli è lieta,
+Quando è in tempesta freme.
+
+Santa Lucia, febbrajo 1876.
+
+
+
+
+EN ATTENDANT
+
+Il ragno, che da un albero
+All'altro va tessendo la sua tela,
+Al pöeta, che smania
+Dietro i suoi canti, un conforto rivela.
+
+Ei da un ramo si dondola,
+Acrobata sospeso a un fil d'argento;
+Tenta alla meta giungere,...
+Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento.
+
+Così il pöeta penzola,
+Pria di spingersi a voi, sulle illusioni;
+E tenta, e veglia, e spasima...
+Indi aspetta le sacre ispirazioni.
+
+Luglio 1876.--In un bosco.
+
+
+
+
+A UN CALENDARIO AMERICANO
+
+Nella mia stanza ho un picciol calendario
+Da cui strappo un foglietto
+Tutte le sere, pria di pormi a letto.
+
+Quante cose stan scritte
+Sull'esil cartolina!
+In alto il mese; poi, sotto la data,
+L'effemeride e un piatto di cucina!
+Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue;
+San Prospero--Battaglia nel tal sito,
+L'anno tale--Bollito
+Di filetto di bue._
+
+Strano compendio della vita umana!
+La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto
+L'esistenza è una cinica fiumana
+Che a ignoto mar discende!
+Oggi a foschi burron passa daccanto,
+Tra i fior domani d'un giardin risplende
+Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera
+Rugge fra i massi d'orrenda scogliera!
+
+Quand'io ti strappo, o breve cartolina,
+Sento una stretta al cuore;
+Sento la giovinezza che declina;
+Penso che l'uomo tutti i giorni muore!
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+ACQUA DEI MONTI
+
+È questa la purissima
+Acqua dei monti;
+La cristallina lagrima
+D'äeree fronti.
+
+Anche le vette piangono
+Ed han sorrisi,
+Ed i cipressi alternano
+Ai fiordalisi...
+
+L'acqua è l'ingenua figlia
+Dei cicli azzurri,
+E parlano d'ambrosie
+I suoi susurri.
+
+L'acqua è la figlia tenera
+D'inferociti
+Giganti e, quasi a molcerli,
+Lambe i graniti.
+
+Madonna d'Oropa, 1876.
+
+
+
+
+IN CORPO DI GUARDIA
+
+(A GIACINTO GALLINA)
+
+È la sera.--Nei lunghi corridoi
+E nei vasti cortili
+Passeggiano i soldati.
+Ognun favella dei päesi suoi
+E dei volti gentili
+Che al villaggio ha lasciati.
+Si canta, si schiamazza, si riaccende
+La pipa.
+
+In fondo agli anditi risplende
+La lucerna notturna, la facella
+Che veglierà di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quanti giovani ardenti!
+Menenio Agrippa ha detto
+Che le nazion son uomini viventi;
+Chi ne forma la testa
+E chi ne forma il petto,
+Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare
+Che l'esercito sia
+Il giovin sangue della patria mia.
+
+Tramonteranno i giorni in cui le spade
+Scintilleranno ai rai del sole.--Allora
+Questi soldati di varie contrade
+Saluteranno la novella aurora;
+Rivedranno le madri e, l'ire spente,
+Muteranno l'acciaio dei fucili
+Nei miti aràtri; e obliando la guerra,
+Feconderan la terra
+Della loro vallata sorridente.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+I trombettieri sono usciti.--È l'ora
+In cui debbo a sonar la ritirata;
+E una folla di gente entusiasmata
+Si farà ad essi attorno,
+E udrà gli squilli acuti e le cadenze
+Che usciran dalle trombe luccicanti;
+E seguirà, con fervide movenze,
+I soldati che tornano al quartiere.
+
+Poi cesserà il clamor degli abitanti;
+Moriran le canzoni
+E moriranno delle trombe i suoni;
+Scenderà sui cortili e nelle stanze
+Un silenzio solenne;
+E l'ombra romperà dei corridoi
+La lucerna notturna, la facella
+Che veglierà di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876.
+
+
+
+
+ULTIMA RATIO
+
+Allor che tatto tace
+E mi rinchiudo nella stanza mia.
+Sento una voce in cuore, un'armonia,
+Che mi susurra: La vita è la _Pace_.
+
+Allor che nella storia
+Dei popoli e dei re scruto le gesta,
+Una smania m'opprime e mi molesta,
+E mi ripete: La vita è la _Gloria!_
+
+Allor che dal languore
+D'una notte di baci io son spossato,
+Una voce mi giunge dal creato,
+Che mi ripete: La vita è l'_Amore!_
+
+Quando un vecchio piloto
+Mi narra gli usi di lontane genti
+E dei suoi giorni i fortunosi eventi,
+Io ripeto fra me: La vita è il _Moto!_
+
+Quando la melodia
+D'un verso o d'un liuto mi percote,
+Mi echeggian nella mente colle note
+Le parole: La vita è _Poësia!_
+
+Se alla diva potenza
+Io penso del cervello di Keplero,
+Se a Spallanzani rivolgo il pensiero.,
+Dico fra me: La vita è la _Scïenza!_
+
+Ma, se in mezzo a una brulla
+Campagna, a meditar mesto m'aggiro,
+Guardo il cielo, la terra... indi sospiro.
+E ripeto fra me: La vita è il _Nulla!_
+
+
+
+
+DIES.
+
+
+ALBA
+
+E sia così!--Sul nostro capo un altro
+Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo
+Agli antipodi!--A tutti la nojosa
+Catena della vita; a tutti, grami
+E possenti, la uggiosa vicenda
+Del cibo e delle vesti!
+
+Un'alba ancora!
+
+Pallida luce del lontano oriente,
+Sia tu di nebbie apportatrìce o nunzia
+Di lieto sol; abbia tu rose al crine
+O di pioviggin umida ne venga,
+Nulla ti chieggo!...
+
+I desiderii miei
+Non han confine, e, novello Epulone,
+In questo inferno, ove innocente caddi,
+Io mille volte vo' morir di sete
+Pria di volgermi a te pietosamente
+Mendicando una gocciola!
+
+Ahi!... D'Abramo
+Più ancor spietata, a me,--che nulla chieggo--
+Un balsamo fatale, alba, tu imponi!
+
+L'illusïon m'imponi e la speranza,
+Che renderan più amari i disinganni;
+E illumini le carte, ov'io favello
+Con me stesso; ed aggiungi un altro filo
+A questo cencio, a questa ragnatela
+Del mio futile orgoglio; e mi conforti
+Di sublimi parole:
+
+_"All'opra!... Avanti!
+"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o pöeta,
+"La luce e il moto!... A te l'immenso dono
+"Di qualche centinajo di minuti!!..."_
+
+Vecchia megera, sfinge imbellettata,
+Scialba carogna rizzata sui trampoli,
+Dal ghigno sterëotipo e dai mille
+Fronzoli in similoro,... ad altri narra
+Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono
+Che non dà nei tuoi lacci!
+
+_"All'opra! All'opra!
+"Al lavoro!..._"
+
+E tu intanto, oscena arpia,
+Mi pagherai col rabescar di rughe
+Il mio sembiante; col pelarmi il cranio;
+Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi
+Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,--
+Il gel dell'agonia!...
+
+Nulla ti chieggo
+Alba!...
+No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso
+Per maledirti, quanto umanamente
+È dato maledir!...
+Ora ai tuoi vezzi
+Presti fede chi vuole!... Io m'addormento!
+
+
+
+
+MERIGGIO
+
+9 FEBBRAJO 187*.
+
+Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore
+Che creò la sventura quando creò l'amore.
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Tutti abbiam nella vita
+L'ora fatal che resta, come negro stilita
+Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra.
+E. PRAGA.
+
+Questo e il mio dì fatale!...
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo.
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima.
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusione del mio primo amore!
+Un amore di fuoco, uno sfrenato
+Abbandono dei sensi!... Oggi colei,
+Che ieri ancor nei supremi deliri
+Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto
+Che spento a un tratto si sentì nel coro
+Ogni disio di me!
+
+Questo è il meriggio!
+Questo è il triste meriggio della mia
+Povera vita!
+
+Io sono solo e piango,
+Ed amo ancora!
+
+Oh!... N'ho provate tante
+D'amarezze quaggiù!... Negli anni primi
+Io senza guida rimasi qui in terra;
+Poscia, orrende compagne, ebbi la fame,
+E la miseria, e il freddo, e la crudele
+Compassion dei felici, e l'ironia
+Dei mille!...
+
+E quelli fùr giorni di gioja
+Al paragon di questo!... Allora i canti
+Giocondamente mi nascean nel cranio.
+Ed io, recando un ideai tesoro
+Di pöesia, indifferente o lieto
+Passavo in mezzo alle sventure mie!
+
+Oh! Maledetta la tua testa bionda,
+O crëatura, che hai forma di donna!
+Tu, venuta per compier l'anatèma
+Che un'altra mi scagliò, quand'io non volli
+Da amor turbati i miei futili sogni
+Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta
+Quella tua bocca ch'io baciai fremendo!
+Quelle tue carni che col labbro mio
+Consacrai tutte!
+
+O carni!... O polve!... O vermi
+Olezzanti d'olezzi celestiali!
+S'agita ancora questo sangue mio.
+Tumultuando, s'io ripenso a voi!
+Ma un più intenso desir m'arde le vene!
+Ed è quel di vedervi entro una bara
+Scender sotterra a tornar vermi e polve!
+Maledetta la man che mi porgesti,
+O donna, il dì che ti venni dinanzi!
+Maledetto il tuo seno e maledette
+Le tue spalle! Ed il piè, con cui movesti
+Ai ritrovi d'amor che m'han bëato!
+E la tua lingua e le beltà recondite
+Del tuo corpo, in eterno maledette!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Io nacqui buono, e là, dove potea
+Giunger la mano mia, sempre una lagrima
+Tersi; e, piangendo, il perdono implorai
+Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira,
+Recai loro un'offesa; ed amo i fiori
+E l'indulgenza; e un'immensa vergogna
+Mi sale al viso s'io penso che alcuno,
+Più debole di me, può dir: "_Tu, forte,
+"Mi oltraggiasti!_"
+
+Ma in questa ora fatale
+Io medito un delitto; ed accarezzo
+Nefande idee di sangue; e s'io potessi
+Esser solo con _lei_, lontan da tutti,
+Non veduto, nell'ombra, io la vorrei
+Vigliaccamente uccidere!... Vorrei
+Vederla agonizzar fra le mie braccia;
+E guardarle negli occhi, annebbïati
+Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti
+Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso
+La fossa; e seppellirla; e fra le genti
+Tornar ridendo; e pormi sulla faccia
+Una maschera; e il dì, che la sua salma
+Assassinata fosse discoverta,
+Vorrei mescermi al volgo impietosito;
+E simular le lagrime; e cantarne
+Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo,
+Ch'io ne morrò d'angoscia!...
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oh!... Scellerate
+Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente!
+Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni!
+Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango
+E son solo!...
+
+
+
+E il profil di quella bionda
+Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi
+Come nei dì ch'io la copria di baci!
+
+Or mansueto le favello:
+
+"O amata
+"Crëatura gentil, vorrei morire
+"Pria di vederti piangere!... Darei
+"Tutto il mio sangue per vederti lieta!
+"Alla legge d'amor chino la testa!
+"Qual colpa è in te se i baci miei, che un giorno
+"Ti davano il delirio, or ti dan noja?
+"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse
+"T'aggrappasti, nell'ultime giornate,
+"Ai ruderi sconnessi d'un affetto
+"Che cadeva in rovina?!
+
+"È eterna legge
+"Che la fiamma d'amor non duri eterna!
+"Ma eternamente io porterò nel cuore
+"La tua dolce memoria! E benedetto
+"Dirò il giorno, in cui tu, nulla chiedendo
+"Fuor che carezze, a me, che non osavo
+"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo
+"Di tue beltà!...
+
+"Non ha gemme la terra
+"Che paghino una sola ora d'amore!...
+"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia
+"Le briciole soltanto, le memorie,
+"Conforteranno i miei venturi giorni!
+
+"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!)
+"Dimenticare le tue carni e il tuo
+"Sembïante, e il tuo nome, e rammentarmi
+"Dei nostri baci e delle nostre notti
+"Come di baci e di notti trascorse
+"In altra vita che non sia codesta!
+"Come di eventi di tempi remoti!
+
+"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario
+"Mi chiuderò fra quattro mura, e lungi,
+"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo
+"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe,
+"Pur ch'io più non incontri nelle vie
+"Il tuo flessibil corpo da libellula,
+"Che nelle forme aggrazïate ha un fascino
+"Voluttüoso che insulta e tormenta!
+"Pur ch'io più non ti vegga!... o un vel di sangue
+"M'offuscherà dell'intelletto il lume!
+"Ed io dovrei bruttar la vita mia
+"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!)
+"D'una macchia di sangue!"
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo,
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima!
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusïone del mio primo amore!
+Questo è il mio dì fatale!... E l'abbiam tutti,
+Genti buone, quaggiù!... Questo è il meriggio!
+Questo è il triste meriggio della mia
+Povera vita!... E mi coce il sollione
+Dei più torbidi affetti, ed ho nel cuore
+Il fuoco e lo splendore smaglïante
+Che nel meriggio abbacina ed uccide!
+
+Io sono solo, e piango, ed amo ancora!
+
+Milano, febbraio 187*.
+
+
+
+
+SERA
+
+Quando dai margini--verdi, le Driadi,
+Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero,
+Solinghe traggono--verso gli spechi,
+I campi han echi
+
+Indefinibili;--la brezza mormora;
+L'estremo bacio,--coi raggi vividi,
+Sugli alti culmini--dardeggia il sole;
+Rose e vïole
+
+Pingon la glauca--vôlta dell'etere;
+I grilli trillano--fra l'erbe tenui;
+E dentro il calice--chiuso dei fiori,
+Nido d'amori,
+
+Trovano un talamo--pieno d'effluvii
+Gli insetti; i placidi--sonni discendono;
+Ed accarezzano--le fronti umane
+Estasi arcane.
+
+È allor ch'io medito--dei melanconici
+Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime
+Un vel m'intorbida--l'occhio languente;
+Allor, dolente
+
+D'inconsapevoli--mali, di squallidi
+Giorni d'angoscia--sento il presagio;
+Ricordo i rantoli--dei moribondi,
+Penso ai profondi
+
+Misteri, ed évoco--mille fantasimi
+Torvi, ed enumero--tutte le noje,
+Tutte le ambascie,--tutti i sospiri,
+Tutti i deliri,
+
+Che angustian l'anima--di quei che vivono!
+E sulle spiagge--dei vasti océani
+Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco
+Al Fato bieco
+
+Che in quest'assidua--vita, pulviscolo
+Gramo, mi esagita;--che in questo circolo
+Triste m'avvinghia--dell'esistenza;
+Vana parvenza,
+
+Cui non i secoli--la via segnarono,
+E che precipita--(l'indivisibile
+Tarlo recandosi--d'un _perchè_ ignoto)
+Giù nel remoto!...
+
+Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida
+Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici
+Allor che in candide--nebbiose bende
+L'alba risplende;
+
+Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida
+Musa, che veglia--serena ed ilare;
+E a me gli esametri, nella notturna
+Ora, dall'urna
+
+Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero
+Ha, nella tremula--penombra, il dubbio
+E, nella mistica--melanconia
+Ha l'agonia!
+
+Ed io, che, trepido,--di questa effimera
+Mia vita medito--l'ora novissima,
+Reco nell'intima--mente una vaga
+Scienza presaga:
+
+Credo che il debole--fil, che mi tessono
+Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo;
+E che il mio spirito--dovrà partire
+All'imbrunire;
+
+Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue
+Nelle ancor giovani--membra si esagita,
+Io, del crepuscolo--nella penombra,
+Mi sento un'ombra!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+NOTTE
+
+A MARIA.
+
+Gli astri scintillano;--l'onda riposa;
+E sovra il glauco--specchio del mare
+Il raggio tremola--d'una pietosa
+Luce lunare.
+
+Da lungi il circolo--delle pendici
+Chiude la baja--con braccia immani;
+Ivi approdarono--Libii e Fenici
+Mori ed Ispani.
+
+Le barche dormono--presso la rada;
+Il flutto instabile--ne culla il sonno;
+Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada
+La triglia e il tonno.
+
+I fari splendono--là, in lontananza,
+Pupille immobili--fise nel vuoto;
+E par che evóchino--la rimembranza
+D'un dì remoto.
+
+Maria, nell'anima--ho l'armonia
+Dei più ineffabili--sensi d'amore;
+Sul labbro ho un gemito--di pöesia
+E di languore!
+
+E vorrei stringerti--sul petto, come
+Stretta è la baja--dalle pendici;
+E col tuo incidere--leggiadro nome
+Queste felici
+
+Ore fuggevoli!--Libar vorrei
+Qualche satanico--filtro amoroso
+Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!...
+Poscia al riposo
+
+Eterno chiudere--gli occhi; il passato
+Tutto in un'estasi--ridir fra noi...
+Scendere all'Èrebo--martirizzato
+Dai baci tuoi.
+
+
+
+
+CITTÀ ITALIANE
+
+
+
+NAPOLI
+
+(A MICHELE UDA)
+
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana;
+Vi si respira il soffio
+Dell'epoca pagana;
+Come al tempo dei Cesari
+Rimaser le taverne;
+Serban l'antica foggia
+L'anfore e le lucerne.
+
+Il popolo s'inebria
+Di leggende e di canti;
+Ama le notti tiepide,
+I tramonti smaglianti,
+L'albe serene, il glauco
+Color della marina,
+Ciò che fa chiasso e luccica,
+Il lotto e Mergellina.
+
+Ogni veste in fantastici
+Disegni si ricama;
+La ricchezza frastaglia
+I merletti alla dama,
+E l'abile miseria
+Alle povere donne
+In pittoreschi cenci
+Sa ricamar le gonne.
+
+Di poco pane e d'acqua
+La plebe si nutrica;
+Ha l'apatia mirabile
+Della sapienza antica;
+Come adorava gli idoli,
+Adora i santi adesso;
+I simboli mutarono,
+Ma il culto è ancor lo stesso
+
+I cocchieri bestemmiano
+Per le marmoree vie...
+E salutano agli angoli
+I Cristi e le Marie.
+Spesso la fame, squallida
+Larva, i tugurii invade...
+E cogli aranci i pargoli
+Giuocano nelle strade.
+
+Oggi si muta in ghiaccio
+L'umor delle fontane...
+E le camelie sbocciano
+Col sol della dimane.
+Ogni edificio è un'ampia
+Mole che in cielo ascende...
+E a vivere sul lastrico
+Il cittadin discende.
+
+Ieri l'orrendo tremito
+D'un sotterraneo moto
+Facea pregare e piangere
+Il popolo devoto...
+Oggi, già quasi immemore
+Del periglio mortale,
+Ei pensa alle baldorie
+Del pazzo carnevale.
+
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana!
+Un ineffabil fascino
+Dalle sue pietre emana;
+Pari alla vita assidua
+Di sua genial natura,
+Un incessante fremito
+Vibra fra le sue mura.
+
+Bimbi, cavalli e monaci,
+Soldati e marinari,
+Dame, accattoni e lazzari,
+Ganimedi e somari,
+Cocchi, carri e curricoli,
+Mercajuoli ed artieri,
+Un mondo indefinibile
+Brulica nei quartieri.
+
+I confratelli, in candidi
+Lenzuoli imbacuccati,
+Colle faci precedono
+I feretri dorati;
+E intanto, sotto i portici,
+Trofei multicolori,
+S'innalzano a piramidi
+Frutta, legumi e fiori.
+
+Come pesci, i ladruncoli
+Guizzan fra dorsi e petti;
+Le cortigiane passano
+Ridendo ai giovinetti;
+E fra le ruote, gli uomini,
+Le donne ed i cavalli
+Delle capre lampeggiano
+I limpid'occhi gialli.
+
+Echeggia intorno l'impeto
+Dalle robuste gole;
+La negra folla ondeggia
+Sotto i raggi del sole;
+Mille campane annunziano
+Battesimi e agonie...
+E Pulcinella sbraita
+Lazzi e corbellerie.
+
+Dal porto, colla candida
+Ala cercando il vento,
+Le navicelle salpano
+Per Gäeta e Sorrento;
+E in fondo (immane fiaccola
+Che il Tempo non consuma)
+Sovra le cose e gli uomini,
+L'alto Vesuvio fuma.
+
+O mia canzone, librati
+Nell'aria profumata;
+Guarda l'immensa cerchia
+Della città incantata;
+Vedrai che da Posilipo
+A Porta Capuana...
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana.
+
+Napoli, 3 febbrajo 1876.
+
+
+
+
+CAGLIARI
+
+(AD AGGELO SOMMARUGA)
+
+Cagliari è fatta di case giallastre,
+Come un branco d'agnelle a un monte appese;
+E scivolan le scarpe sulle lastre
+Delle sue strade ripide e scoscese.
+
+C'è una gran baja ed un porto piccino,
+Ove l'onda giammai freme adirata,
+E par che dica ad ogni brigantino:
+"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!"
+
+Cagliari è gaja; ha un'aria patriarcale,
+E del buon tempo antico ama la legge;
+E non pensa a mutar la cattedrale
+Lo strano campanil che la protegge.
+
+La turba scarmigliata dei _picciocchi_
+Gira dovunque col corbello in testa,
+E sguscia dei passanti fra i ginocchi
+Più delle anguille irrequïeta e lesta.
+
+Quel corbello è il suo pane ed è il suo tetto,
+Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona;
+Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto;
+È il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona.
+
+Quando piove ei lo muta in un ombrello,
+Lo cambia in parasol quando è l'agosto,
+Poi, pien di merci--tornato corbello--
+Per due soldi lo reca in ogni posto.
+
+La gente dorme quando il giorno cade;
+S'alza coi primi albori e va al mercato;
+E le donne sciorinan per le strade
+I pannilini freschi di bucato.
+
+I cittadini hanno la faccia rasa;
+Vengon dai monti i villosi sembianti;
+Le cittadine son massaje in casa
+E a San Remy son belle ed eleganti.
+
+Gli innamorati hanno un costume strano,
+E l'uso è tal che nessuno ci abbada;
+La dama sta a un balcon del terzo piano
+Ed il damo le parla... dalla strada!
+
+Di sibili infiorato è l'idïoma,
+Dolce all'amore; auster su labbri austeri.
+C'è qualche bimbo colla bionda chioma...
+Caso raro!... perchè son tutti neri!
+
+Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco
+Ha liete valli e colli pittoreschi,
+E larghe vie dal suol sassoso e bianco,
+Ed irte siepi di _fichi moreschi_.
+
+Grappoli enormi e picciolette viti
+Ornan le balze--ridenti festoni!--
+E all'arse gole fa graziosi inviti
+Lo scialbo color d'ambra dei limoni.
+
+Siam quasi al verno e par di primavera!
+E melegrane e cedri ed ananassi
+Ti mandan, colla brezza della sera,
+Un saluto d'effluvii quando passi.
+
+Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga,
+Stan campi incolti e vergini foreste,
+Dove il cinghiale e dove il cervo alberga,
+Dove vette _prezíose_ alzan le creste.
+
+Ivi una febbre d'or spinge gli umani,
+Ma (ahimè!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci
+E resta sol la _febbre_ all'indomani
+Che li dissangua cogli orrendi baci!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oggi è _sagra_, ed il popolo ha indossato
+Il _costume_ gentil del suo päese;
+Nè più bello un pittor l'avria foggiato
+Cui fosse il Genio dei color cortese.
+
+Lungo la baja è un ondeggiar festante
+Di gonne rosse dai botton lucenti;
+È una baldoria, un correre incessante
+Di cavallucci magri e intelligenti.
+
+E intorno al picciol porto--ove diè fondo
+La carena panciuta dei velieri--
+Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo
+Di brache bianche e di berretti neri.
+
+Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876.
+
+
+
+
+SOCIALISMO
+
+_Uscita da caligini profonde,
+Ch'io vo tentando e a penetrar non basto,
+Salute a te, nelle tue vie feconde,
+O Umanità, cui ciascun dì risponde
+Un idëal più vasto!_
+
+27 ottobre 1860.
+
+(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_).
+
+
+
+EPISTOLA
+
+A
+
+ENRICO BIGNAMI
+
+SOCIALISMO
+
+Dal dì che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!"
+E che un fiero entusiasmo--scintillò sulle fronti,
+E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali
+Entraron, colla peste,--nel novero dei mali,
+L'umanità rïarse--d'una febbre incessante:
+Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante,
+E la tema scotendo--giù dai dorsi avviliti,
+Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti.
+
+Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie...
+È ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie...
+Ma pari alle tempeste--son le amare vendette!
+Non han leggi in entrambe--e castighi e säette!
+Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura
+Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura!
+
+Un tempo era il carnefice--del popolo maestro;
+Ei l'educò alla scuola--dei ceppi e del capestro;
+Al codice mitissimo--il popolo educato
+Si vendicò col sangue;..--come aveva imparato.
+
+Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio?
+Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia,
+Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria,
+Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento,
+Dalle viscere umane--esce sempre un lamento!
+
+Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio più ardito!
+E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito,
+Gridò un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!"
+
+Gli empi ne profittarono.
+
+--E quando ei disse: "Ho sete!"
+D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata!
+
+Or ben, quando dei buoni--fu la bontà oltraggiata,
+Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...!
+E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti.
+
+Ma venne il dì che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!"
+E avean sete di scienza,--di libertà!...
+"Bevete!..."
+Fu lor risposto.
+E il sangue--si diede lor dei figli!
+E morirono i padri--su fetidi giacigli!
+E messe alla tortura--für le membra del saggio!
+
+Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali!
+Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali,
+Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso,
+Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso!
+
+Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola,
+È un mistero!... Per noi--il cielo è una parola!..
+
+Perchè voler, da fragili--e grame creature,
+Ciò che forse è miracolo--per divine nature?
+
+Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale;
+Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale!
+E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_;
+Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi,
+E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta,
+A Giove antico atteggiansi--che scaglia la säetta...
+
+Guardiam giù...
+Questo fiume--fatto di teste umane,
+Questa immensa valanga,--questo esercito immane,
+Ha un nome!
+Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_
+
+Ei cammina!... Ei cammina!...
+
+--Nel cèrebro fecondo
+Dei mille pensatori--egli attinge i portenti,
+I segreti, che dànno--la vittoria.
+Le genti,
+Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli
+Si spalancano; cadono--i fantastici veli
+Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara;
+Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara;
+Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta;
+E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta,
+Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce)
+Mille grida adunando--in una sola voce,
+Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede,
+Questa immane fiumana,--questo Mondo procede!
+
+Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana!
+Alla foce!... Alla foce!...
+
+--Ov'è dessa?... È lontana!
+Lontana più del sole!--Più del sol misteriosa!
+Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa,
+Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti?
+
+Ma che importa!...
+
+Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!...
+
+Pur, come un dì le streghe--di Macbeth sul sentiero,
+A soffermar per poco--del Mondo il passo altero,
+Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame;
+I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame!
+
+O roditori eterni--delle umane famiglie,
+Che dei padri cadenti--insultate le figlie,
+Perchè portan nel seno--un bambino illegale;
+Che vorreste la donna--ad una pietra eguale;
+Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine
+Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine
+Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?"
+O roditori eterni,--che dell'età fiorente
+Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose,
+Cadano nei postriboli,--come foglie di rose
+Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando
+E incutendo nei cuori--un terrore esecrando,
+Obbligate le madri--a uccidere i bambini;
+O voi, che non leggete--negli umani destini
+Quest'ardente desío--di pace e fratellanza;
+Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza,
+Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni
+Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni
+Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia;
+O voi, che li spingete--all'orribile caccia
+Delle conquiste; o voi--che beäti ridete
+Nelle comode case--e buoni vi credete
+Perchè date una veste--allo spazzacamino;
+O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino
+L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario,
+E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario,
+Sfilate per le vie--tronfiamente, perchè
+Un _circolo operaio_--surse vostra mercè,
+Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai,
+A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?...
+
+I poëti d'Arcadia--han pensato a costoro!
+Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro;
+Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti;
+Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti;
+Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali;
+Posero loro in bocca--idilii e madrigali;
+Indi li presentarono--alle dame annoiate!
+
+Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!...
+
+Questi pastor da scena,--questi villan galanti
+Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti!
+Queste Filli, che cantano--canzonette sì gaie,
+Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie!
+Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali
+Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali!
+Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maëstri,
+Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri!
+E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati,
+Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati
+Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro
+Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro
+E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini.
+Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini!
+
+Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate,
+Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate,
+Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi
+Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi
+Che daranno la seta!...
+--Mentre noi, nelle sere
+Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere,
+O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia,
+Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia
+Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle,
+Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle!
+
+Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande;
+Essi mangiano un pane--ch'è peggior delle ghiande!
+Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo;
+Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo!
+Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto;
+Men terribile è il male--ove il soccorso è pronto!
+Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani;
+Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!...
+
+E la _Fame_ li decima!
+
+--Oh! la _Fame_!... L'arcano
+Problema, che scombussola--ogni sistema umano!
+
+Come mai questo squallido--fantasma esiste?
+Noi
+Siamo pochi; la Terra--è grande; i frutti suoi
+Dovrebbero bastare--a color che vi stanno!
+Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'è dunque l'inganno?
+Perchè dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora,
+Digiuna presso un uomo--che ozïando divora?
+Perchè mai chi le glebe--feconda di sua mano
+Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame?
+
+È strano!
+
+Io so ben ch'è una fisima--l'eguaglianza sociale,
+Poichè, qui in terra, tutto--è bene, e tutto è male;
+Poiché ciascuno al mondo--predilige un tesoro;
+Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro,
+Il poeta i suoi sogni;--poichè è vana speranza
+Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza:
+Poichè fin che degli uomini--saran diversi i volti
+E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti,
+Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali
+Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali;
+So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane
+Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane;
+So che è propria natura--d'ogni nostro bisogno
+Di svanir, soddisfatto,--crëando un altro sogno;
+Ma so ancor che un diritto--inconcusso è la vita;
+Che sovra cose ed uomini--una legge è scolpita,
+Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti;
+Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!"
+
+Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge,
+Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge,
+Forse, un giorno, può insorgere--questo popol di schiavi!
+L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi!
+I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti!
+Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti
+Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia!
+Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia
+E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli...
+E saran la funebre--ironia dei ribelli!
+Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove
+Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove
+Procrëavan tiranni--alla timida plebe!
+I badili e le vanghe,--use a romper le glebe,
+Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!...
+
+Oh!... Facciamo giustìzia--prima che sia già tardi!
+Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo!
+Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo
+L'avidità degli avi--che, coi pingui retaggi,
+Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!...
+
+Ed or, rispetti umani;--inutili timori;
+Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori;
+Genuflessioni timide--ad idoli tarlati,
+Arido galateo--coi nemici garbati;
+Martirii del cervello,--che proromper non osa
+Per mercar da un giornale--una linea graziosa;
+Amarezze inghiottite;--malintese prudenze,
+Che contro il rancidume--delle viete sentenze,
+Domate i sillogismi--del bollente pensiero;
+Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero;
+Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno;
+Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!...
+
+Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora,
+Perchè siete il tramonto--ed io voglio l'aurora;
+Perchè se noi, quì in terra,--viviamo una giornata,
+Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata;
+Perchè, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea;
+Perchè gli oscuri baci--di questa sacra Dea
+Valgono i mille affetti--della gente piccina;
+Perchè val più il delirio--d'un sogno che affascina.
+Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato;
+Perchè ai dolor dei molti--io mi sono temprato,
+Perchè i ghigni di scherno,--la fame e la Censura,
+(Dalla fronte brevissima)--non mi fan più paura;
+Perchè la solitudine--amo più della folla;
+Perchè abborro i mïasmi--d'una carne già frolla;
+Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca
+E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!...
+
+Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio!
+Sì, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio!
+Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_,
+Dei morenti di fame!
+--Sulla nostra bandiera
+Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_
+Molti,
+Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti,
+M'avran da questo giorno--in abbominio!
+I grulli
+Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli!
+Odian senza discutere;--aman senza pensare!
+
+Tal sia di loro!...
+
+Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare!
+Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!...
+
+Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io!
+
+
+
+
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+ACQUA E FUOCO
+
+
+
+A FELICE UDA
+
+ACQUA
+
+I.
+
+Chi conosce Mercallo?
+È un povero paese
+Tra i monti che sepárano--il lago di Varese
+Dal Verbano.
+
+Fa in tutto--un seicento abitanti,
+
+Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti,
+I villani, alla festa,--cantano all'osteria
+E giuocando alla mora--bevon la malvasia.
+Quando il raccolto è scarso--e il pallido digiuno
+Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno
+Fantasima, dappresso--ai freddi focolari,
+La taverna è deserta;--la nenia dei rosari
+Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri
+(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri),
+Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso.
+
+Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso
+Dei villani!
+I beoni--frequentano la chiesa
+Anch'essi!.. Almeno là--possono alla distesa
+Metter fuori la voce,--quando l'economia
+Nei dì grami li tiene--lungi dall'osteria!
+
+ * * * * *
+
+Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo,
+Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_,
+Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda,
+Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda.
+
+Gli affari prosperavano--che da parecchie annate,
+I villani contavano--men meschine derrate;
+E perciò nelle botti--non dormigliava il vino.
+
+La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino.
+Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara
+Ed in tutti i mestieri).
+--Stando al mondo s'impara.
+E Martino a sessanta--anni aveva imparato
+A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato
+Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola.
+
+ * * * * *
+
+Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola.
+Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano
+Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano;
+Gli diè il lauto stipendio--di quattrocento lire
+All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire.
+
+Con quattrocento lire--di Milano (vi pare,
+O miei buoni lettori?)--nessun la può scialare!
+Eppure il giovinotto,--contro ogni economia,
+Avea trovato il modo--d'andare all'osteria
+Tutte le sere!
+È vero--che beveva assai poco!
+Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco,
+
+Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti,
+Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti!
+
+ * * * * *
+
+Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai,
+Ma nè a Lisa nè al giovane--volle parlarne mai.
+Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese
+Gli aveva cattivato--gli animi del paese.
+Era povero!... È vero!...--Ma cos'era Martino?...
+Viveva! Questo è il compito--di chi nacque meschino...
+E il vecchietto diceva:--"Presto l'avrò adempito!"
+
+Quando la primavera--col suo tiepido dito
+Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno;
+Quando i campi e il creato--col loro canto eterno
+Intuonarono l'inno--della vita novella;
+Quando Lisa a Graziano--parve farsi più bella;
+Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte;
+Il maestro veniva--dopo la mezzanotte
+A passeggiar soletto--intorno all'osteria.
+
+Allora al primo piano--una griglia s'apria.
+
+Era Lisa.
+
+I due giovani--non contavan più l'ore!
+Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore?
+
+Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano.
+
+"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano
+Alla bionda fanciulla.
+
+Ella diceva: "Anch'io!"
+
+Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre!..."
+
+ * * * * *
+
+Il vecchietto--ascoltava ogni cosa,
+E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti
+Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti
+In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto!
+Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto
+Di gioia!...
+Ma l'aprile--passò; giugno passò;
+E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivò;
+Né il povero maestro--aveva ancor trovato
+Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato
+"Di vostra figlia" al padre.
+--In settembre le notti
+Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti
+Bolliva.
+"È strana cosa!"--Rifletteva Martino,
+"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino!
+"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!"
+
+ * * * * *
+
+Una notte pioveva.--Parea quasi una voce
+Di lamento, lo squillo--delle poche campane
+Che suonavano l'ore--nelle valli lontane.
+Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano,
+Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano,
+Il vecchietto tremava--pel freddo.
+Il giovinotto,
+Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto
+Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!"
+
+"Anch'io!" Lisa diceva.
+
+--E il maestro: "Conviene
+"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina
+"Saprà tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina
+"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto
+"D'amarti?"
+"Che rispose?"
+--"_Ma, Signor benedetto!_
+"Esclamò: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!...
+"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva,
+"Non c'è nissuno al mondo--disposto a benedirla
+"Più di me!_"
+
+"Giurabacco!--È tempo di finirla!"
+Spalancando le griglie--tuonò il vecchio dall'alto.
+
+Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto...
+E fuggire...
+Martino--gli gridò: "Ma, per Diana,
+"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?...
+"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature
+"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!"
+
+
+ * * * * *
+
+Graziano sposò Lisa.
+--Era tempo!
+Martino
+Morì.
+Il maestro allora--lasciò i libri pel vino.
+Divenne ostiere.
+Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella
+Spirò, mettendo al mondo--una bambina bella
+Come un amore, e cui--lasciò erede del nome.
+
+
+
+II.
+
+Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome
+Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita
+Era la nuova Lisa--la delizia e la vita
+Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta.
+
+Egli la contemplava--in un'estasi muta;
+Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_;
+Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!"
+Ai villani, recando--la solita scodella
+Di vino, domandava:--"Non è vero che è bella?"
+Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa,
+Mormorasse vedendola:--"Guarda com'è ben messa!"
+
+Le aveva appreso a leggere.
+--Su un libro d'orazioni
+Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni,
+Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi:
+
+Le fanciulle son angioli
+Che pregan col candore;
+Per esse il vecchio padre
+È il loro primo amore!
+
+ * * * * *
+
+Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti
+
+ * * * * *
+
+Il volto allegro e sano--della bella fanciulla
+Si fe' pallido e magro
+"Che hai?" Le chiese.
+"Nulla!"
+Ella rispose.
+Il vecchio--divenne da quel giorno
+Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno;
+Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva.
+
+ * * * * *
+
+Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva)
+Egli balzò dal letto--e s'affacciò inquieto
+Alla finestra,
+Il lume--degli astri, mansüeto
+Come un guardo materno,--sulla terra piovea:
+Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea
+Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli;
+Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli;
+Le campagne riarse--dai torridi sollioni
+Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni
+Indistinti, söavi;--il villaggio dormia
+Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia.
+
+Ei guardò gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte,
+E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte
+Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via
+Su cui stornar la mente--da una triste malia...
+
+Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia.
+
+ * * * * *
+
+Che è questo?
+Al primo piano--s'è dischiusa una griglia,
+Giù, nella via, si muove--un'ombra nera.
+Dice
+Una voce da basso:--"Lisa, notte felice!
+"Come ti voglio bene!"
+
+--L'altra risponde: "Anch'io!"
+
+Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre..."
+Ad un tratto--cordiale e fragorosa
+Scoppia, come una folgore,--una risata in alto.
+Già l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto
+E fuggire...
+Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana,
+"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana?
+"Orsù!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature
+"Fate presto! Sposatevi,--mie care crëature!"
+
+ * * * * *
+
+O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata!
+È vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata!
+La colpa non è mia--ma degli umani eventi!...
+Una storia monotona--han gli amori innocenti!
+Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto
+Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto
+Di padre in figlio.
+
+È un calcolo--infinitesimale;
+È l'acqua, che può forse--aver nome _termale_,
+O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_,
+Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante!
+
+E quest'acqua è il racconto.
+
+ * * * * *
+
+--"Per farlo men meschino
+(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino!
+
+Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono!
+
+La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono...
+Vuoi un'altra novella?
+--La leggerai fra poco.
+Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_
+
+Milano, 1875.
+
+
+
+FUOCO
+
+Era sera e pioveva.
+--Il tremolante raggio
+Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio
+Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore
+Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore;
+Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere,
+E alle quali imprecava--un grosso carrettiere,
+Perchè il mulo a ogni passo--scivolava.
+La via
+Era deserta.
+In alto--dicean l'avemmaria
+Due fesse campanuccie.
+--Di piombo il ciel parea,
+E la sottil pioviggine--silenziosa cadea.
+
+ * * * * *
+
+Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili,
+O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili,
+Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto.
+Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto.
+I dindi, che non amano--dormire affratellati,
+Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati;
+Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca
+Dominavan la scena.
+--Il bove e la giovenca
+Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle,
+Pensando forse all'erba--brucata nella valle
+E alla miglior pastura--da sceglier la dimane.
+
+Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane
+Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia,
+Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano
+Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano.
+
+L'orizzonte, all'occàso,--colla sua tinta scialba
+Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_"
+E con questo proverbio--le rubizze comari
+Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari.
+
+ * * * * *
+
+Quella sera non c'era--benedizione in chiesa.
+La prebenda era povera,--non potea far la spesa
+D'accender tanti moccoli--tutti i giorni.
+Il curato
+Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato,
+Movendo a lunghi passi--verso la farmacia.
+
+Colà la vieta triade--del villaggio venia
+A far tutte le sere--la solita partita.
+
+ * * * * *
+
+"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!"
+"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!"
+
+Eran le donnicciuole--che rientravano in casa.
+
+ * * * * *
+
+I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze;
+Sui talami nuziali--scendevan le esultanze;
+I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi;
+I bimbi sonnecchiavano.
+--Alcuni, più testardi,
+Strillavan nella culla--con noiosi lamenti.
+La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti,
+Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!"
+
+I desiderii inutili--colle vampe segrete
+Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse
+Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse,
+Dell'amante villano--all'ultima parola,
+E trovavano fredde--le candide lenzuola,
+E con stolidi accenti--pregavano il Signore
+Perchè la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore!
+
+Sovra le brune case--il silenzio scendea,
+E la sottil pioviggine--lentamente cadea.
+
+ * * * * *
+
+A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara,
+Risuonò da lontano--un'allegra fanfara.
+
+I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri,
+Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri!
+I bersaglieri!!!"
+
+Allora--fu un batter d'impennate,
+Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate,
+Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche,
+Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche.
+
+Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!"
+
+Le madri abbandonavano--le culle dei bambini;
+E, fra l'essere donne--curiose o madri buone,
+Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone,
+Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio
+Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio.
+
+ * * * * *
+
+La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente
+Parean le note acute--sfidar l'ombra silente.
+
+Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari,
+Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari;
+Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano,
+Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano,
+In fondo alla contrada.
+--Gli squilli delle trombe,
+Come fìtta gragnuola--che sui tetti precombe,
+Echeggiàr nella via,--annunziando al villaggio
+Che i bersaglieri entravano.
+--Sotto il tenue raggio
+D'una lampada santa,--fantastiche visioni,
+Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni.
+
+ * * * * *
+
+I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi
+Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi;
+I tinníti dell'armi--pareano strappi d'arpe;
+Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe
+Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie;
+La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie
+E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca.
+
+I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca;
+Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!"
+
+Ed era
+Bujo!!!
+
+ * * * * *
+
+Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera,
+Marciava un uffiziale--dal torace spazioso,
+Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso,
+Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri.
+
+Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri?
+Forse pensava a nulla!
+--Con piglio indifferente
+Egli passava in mezzo--allo stuol della gente
+Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi.
+
+Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzò gli occhi
+E si fermò.
+Due stelle--gli brillavan davanti;
+Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti.
+Erano due pupille,--cui fea cornice un volto
+Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto.
+
+Il soldato col guardo--esperto ed indovino
+S'accorse che quel volto--era un volto divino;
+Un volto sedicenne--di bellezza ideale!
+Vide due labbra tumide--dal taglio sensüale,
+Una fronte purissima,--un mento ovale e fine,
+Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine,
+E su due guance bianche--cader due brune anella.
+
+Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!"
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla fu presa--da uno strano languore
+E mormorò, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!"
+Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro;
+Spinse una porticella--che s'apriva nel muro
+E fe' cenno che entrasse.
+--Ei la seguì...
+La porta
+Fu chiusa.
+
+ * * * * *
+
+Era una stalla.--
+Piovea la luce smorta
+Da una piccola lampada--che dall'alto pendea;
+Una magra giovenca--gravemente giacea
+Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti
+I ragni sciorinavano--le polverose reti;
+La soffitta, composta--d'esili travicelli,
+Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli
+In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti;
+In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti
+Falciati nella sera.
+--La fanciulla s'assise
+Su quel mucchio di fiori;--alzò gli occhi e sorrise.
+Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno!
+"Mio padre dorme... E poi--sarà un minuto!"
+Il bruno
+Ufficiale si pose--a sederle dappresso.
+
+Ella guardò per poco--lo smagliante riflesso
+Dei bottoni dorati--del giovane soldato;
+Li toccava, tremando,--col dito fusellato;
+Sembrava come assorta--in un sogno; chinava
+La testa sovra il petto--e quel petto anelava...
+
+Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzò la faccia;
+Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia
+E...........--............
+...........--.............
+
+ * * * * *
+
+Giovinette ardenti,--donne all'amor crëate,
+Da una stolida legge--a soffrir condannate,
+Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante
+Ricordando il profilo--d'un maschio sembïante?
+
+O superbe matrone,--dalle vesti scollate,
+Che parlate d'onore--e di virtù parlate,
+Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale
+Perchè so che i viventi--hanno un nemico eguale!
+La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma,
+Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma!
+
+Voi pur siete di carne,--o severe matrone,
+E forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane,
+Voi pure calpestaste--le convenienze umane,
+E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude!
+
+Chi narrerà i misteri--che un cuor di donna chiude?
+Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato?
+
+Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato
+Baciò, tacque e passò...
+--La matrona severa
+Ripigliò la sua maschera--nei crocchi della sera;
+Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa;
+Frequentò, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa;
+Licenziò la domestica--e il fedel servitore
+Perchè nell'anticamera--parlavano d'amore;
+E, suscitando intorno--mille fiamme lascive,
+Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive:
+Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta,
+Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!...
+
+Giovinette di fuoco,--donne all'amor create,
+Da uno stolto egoïsmo--a soffrir condannate;
+Giovinette di fuoco--e superbe matrone,
+Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane,
+Calpestaste con gioia--le convenienze umane
+E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude,
+Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude!
+
+ * * * * *
+
+Quando il bruno soldato--uscì sopra la via
+Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia.
+Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera.
+
+La fanciulla (che tale--da un istante non era),
+Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata...
+I suoi sogni di languide--vision la fean beäta.
+
+Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti
+Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti,
+Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai...
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla e il soldato--non si vider più mai,
+
+Napoli, 29 febbraio 1876.
+
+
+
+
+
+MASTRO SPAGHI
+
+A
+
+FELICE CAMERONI
+
+MASTRO SPAGHI
+
+I.
+
+Mastro Spaghi era il boia--della città d'Urbino.
+Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino;
+Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva
+Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva
+Una candida barba.--Avea gli occhi profondi,
+L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi
+E violetti, le labbra--grosse e larghe.
+Campava
+Tirando il collo agli altri.
+
+ * * * * *
+
+--La forca prosperava
+Nell'Evo Medio!
+Oh! Quelli--eran tempi bëati!
+Nè i maggiori colpevoli--erano gli appiccati!
+
+I furbi ed i potenti--facevano man bassa,
+Come chi taglia spiche,--sui capi della massa.
+Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri
+Fiorivan dappertutto.
+--Perciò v'eran maestri
+Nell'arte del carnefice!
+--A Roma avea gran nome
+Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome
+Tanagliare una vittima,--senza farla spirare.
+
+La Santa Inquisizione--avea fatto educare
+Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro.
+
+In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro.
+
+ * * * * *
+
+Perchè vi spaventate,--o lettori cortesi,
+S'io parlo di carnefici?
+--Il nome lor lo appresi
+Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte,
+Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte
+Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio
+O in partita, gli è sempre--ammazzare.
+
+Il barbaglio
+Della gloria e del genio--pel filosofo è nulla!
+Chè, sfrondati gli allori,--v'è la campagna brulla;
+V'è la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue;
+Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue;
+Ove stanno i carnefici--e le vittime.
+Evvia!
+Perchè mai vi spaventa--questa novella mia?
+Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni
+Per non parlar di boia!
+--Abolirli?... Illusioni
+D'anime semplicette!
+--Togliam le guerre e il boia,
+E impossibile è il dramma,--e morirem di noia!
+
+L'umanità è un malato--che di salassi ha d'uopo!
+
+Ma finiran le guerre--e i carnefici!...
+E dopo?
+Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi
+Degli umani discorsi--degli umani pöemi?
+
+Saran la fede immensa;--l'amore universale;
+I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male;
+Del male, che pei posteri--sarà l'egual chimera
+Di quel che è il ben per noi!
+--E s'anco fosse vera
+Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille
+Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille
+Ancor più innanzi...
+Il cèrebro--Mormora ancora: "E poi?..."
+Siam daccapo alla noia!
+
+
+
+II.
+
+--Fra tutti i pari suoi
+Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro.
+La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro
+In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era.
+Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera
+Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano!
+La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano
+Si mutava in un filo--così forte e sottile,
+Qual non l'avria mutato--la mano più gentile
+D'una donna ai ricami--espertissima.
+
+ * * * * *
+
+Quando
+Saliva sopra il palco--era proprio ammirando!
+
+Dall'alto della forca--con un braccio potente,
+Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente;
+Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo;
+Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo
+E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi,
+Dava uno strappo...
+Il misero--schizzava in fuori gli occhi
+Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia;
+Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;...
+Ma era affar d'un istante!...
+--E il popolo plaudiva
+A lui che così presto--d'una persona viva
+Sapea fare un cadavere!
+
+ * * * * *
+
+Il popol gli era grato,
+Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato.
+I nobili morivano--di scure, e i popolani
+Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani
+"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire.
+"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!"
+
+
+III.
+
+In vent'anni la fama--del nostro personaggio
+Nelle città d'Italia--avea fatto vïaggio,
+Raccontando la storia--di mille impiccamenti,
+Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti;
+Tantochè mastro Spaghi,--il carnefice artista,
+Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista
+Nei dì presenti; ed egli--era sempre in cammino.
+
+Oggi appiccava un ladro--nella città d'Urbino;
+L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta
+Per un villan, che avea--tentato far vendetta
+Contro il Duca, perchè--questi gli avea (badate
+Che inezia!) la sorella--e la sposa violate;
+Il dì dopo correva--a Firenze, chiamato
+Per un giovane ardente,--che aveva cospirato
+(Diceva la sentenza),--contro le leggi.
+Insomma,
+Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma
+Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?"
+
+
+
+IV.
+
+Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado,
+Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo
+Ed i repubblicani--colli di San Marino.
+
+A Sant'Angelo in Vado--non c'è che una prigione.
+
+Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione)
+V'abitavano i frati;--era un piccol convento;
+Non divenne prigione--che nel mille e trecento.
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza,
+I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza
+Di facce d'appiccati.
+--Era una notte estiva.
+Sui campi la finestra--della stanza s'apriva.
+Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella
+D'un carcere, che un tempo--era stato una cella,
+Là stava il condannato--a morire domani
+Sulla forca.
+
+Il carnefice--torceva nelle mani
+Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra,
+Su un tavolo, una lampada.
+--La vicina finestra
+Tormentava il lucignolo--con buffi violenti,
+Di profumi campestri--söavemente olenti.
+
+Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate
+Come un fanciul che sogna--le libere giornate
+Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde
+Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde,
+E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco
+Gli spiega la grammatica.
+--Non la più debol eco
+Il silenzio turbava.
+--S'erano i borghigiani
+Coricati assai presto,--per poter l'indomani
+Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero
+La festa della forca.
+
+ * * * * *
+
+--Dormiva il prigioniero?
+Io l'ignoro.
+Chi veglia--è mastro Spaghi.
+E questi
+Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti:
+
+
+
+V.
+
+"Questo è quel dei dugento--che in vent'anni suonati
+"Spaccierò sulla forca.--I primi che ho spacciati
+"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso
+"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso!
+"Cos'è strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo!
+"E questo (almen mi pare)--è un beneficio, in fondo!
+"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza!
+"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza,
+"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio,
+"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio
+"Di me, la bella parte--di carnefice!"
+
+ * * * * *
+
+Un grillo
+Lungi nella campagna,--turbò il sonno tranquillo
+Alle cicale, sopra--le piante addormentate,
+Con note così allegre--che parevan risate.
+
+ * * * * *
+
+"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature,
+"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure,
+"Come son liete!" disse--il boia sospirando.
+"Essi vivono poco;--e col profumo blando
+"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero
+"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo,
+"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata,
+"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!...
+
+"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante
+"Di queste bestioline!...
+--Allora ero l'amante
+"Di Rita, la più bella--forosetta che Iddio
+"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio!
+
+"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia,
+"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia
+"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta.
+"Una quercia, simíle--ad una vecchia brutta
+"Che s'è presa d'amore--per un bel giovinetto,
+"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto;
+"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina,
+"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina.
+"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa!
+"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa
+"Quasi per isfuggire--parea farsi più basso!
+"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso?
+"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori,
+"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!"
+
+
+
+VI.
+
+Fuori,
+Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente
+Trillò ancor. Mastro Spaghi--sospirò nuovamente.
+
+ * * * * *
+
+"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante
+"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante!
+"La notte, quando tutti--dormivano, soletto
+"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto,
+"Spiando la finestra--dove Rita dormiva.
+
+"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva
+"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco
+"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco
+"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille!
+"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille!
+"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto
+"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto...
+"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare
+"Che il povero piccino--avesse a strimpellare
+"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita...
+"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perchè ho ucciso dei grilli!
+"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!"
+
+
+
+VII.
+
+La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi
+Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi,
+Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi
+Del boia era caduto.--
+Ei tenea fisi gli occhi
+Sul laccio e sulle mani...
+--Ma il suo pensier dovea
+Essere ben lontano.
+
+ * * * * *
+
+--Il vegliardo dicea
+A fior di labbra:
+"Rita!...--Vent'anni son trascorsi!
+"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi!
+"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino,
+"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino
+"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere,
+"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere
+"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano
+"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano!
+"Questi privilegiati--che portano un gran nome
+"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome
+"Ai più arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente,
+"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente
+"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio!
+"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio,
+"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!"
+
+ * * * * *
+
+Una nottola venne--nella stanza a squittire
+Attirata dal lume;--fece due giri in tondo
+Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo,
+Fuori della finestra,--tornò, battendo l'ali,
+Spaventata d'avere--osato tanto.
+
+
+VIII
+
+Eguali
+Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne,
+Lagrime solitarie,--lentamente secerne,
+Poche gocciole fredde--imperlavan la testa
+Del boia.
+
+ * * * * *
+
+Egli diceva:
+"--Fu una notte funesta!
+"So che mi son svegliato--con pesanti catene
+"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene!
+
+"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte
+"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte.
+"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino
+"Sognai.--
+Fui risvegliato--sul fare del mattino
+"Da un uomo lungo e pallido.--
+Io gli chiesi chi fosse.
+"Ei non rispose, côlto--da un accesso di tosse;
+"Il fetor della carcere--gli grattava la gola.
+
+"Fui condotto all'aperto.--
+Un frate colla stola
+"Negra mi passò accanto.
+Lo seguivan dei ceffi
+"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi
+"A un meschin che legato--ne veniva con loro.
+
+"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro.
+
+"Egli batteva i denti,--era tutto tremante;
+"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante.
+
+"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino,
+"Mi toccò sulla spalla,--e additando il meschino,
+"Miagulò:--
+"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire
+"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire.
+"Il carnefice è vecchio.--Se ti garba il mestiere
+"Comincia a strozzar questo.--Verrà il Duca a vedere.
+"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato,
+"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato.
+"Il Duca è giusto e buono;--a tanta sua clemenza
+"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza.
+"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_
+
+"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia!
+
+
+IX.
+
+Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi,
+Chè il duolo ama le tenebre.
+Le mani sui ginocchi
+Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava.
+
+ * * * * *
+
+"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava.
+"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto
+"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto!
+"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato
+"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato
+"O una figliola, bella--come sua madre!
+Oh! Rita.,.
+"Dove sei?
+Mi narrarono--che te ne sei fuggita
+"In paese lontano,--quando ti venne detto
+"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto!
+"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno,
+"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno
+"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente!
+"Da allora in poi nessuno--la rivide...
+Clemente
+"Iddio, se rivedere--un dì potessi almeno
+"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!"
+
+
+
+X.
+
+E alzò gli occhi.
+Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi
+Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi
+Della lampada, spicca,--sul buio della stanza.
+
+È una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza,
+Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi.
+Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi
+E inquïeti, e, scorgendo--colà soltanto il boia,
+Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia.
+
+Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta
+Una manata d'oro.
+--Poi si ferma ed aspetta.
+
+ * * * * *
+
+"Chi sei?" chiede il carnefice,
+--Ella cade ai ginocchi
+Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi:
+--"Tutto quest'oro è tuo;--questo è quanto possiedo...
+Guarda!"
+L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!"
+
+Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea,
+E la sua mano secca--a un altr'oro correa!
+All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo
+Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo,
+Coprivan quasi.
+"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?"
+Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome
+Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?"
+
+ * * * * *
+
+--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei.
+"Eppure per molt'anni--sono stata felice!
+"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice.
+"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi;
+"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi.
+"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai
+"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai.
+"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci,
+"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci!
+"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori,
+"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori!
+"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!...
+"E dovunque si balli,--e dovunque si canti,
+"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!"
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi esclamò:--"Povera figliuola!
+
+ * * * * *
+
+--"Un dì venne a trovarmi--un bruno giovinetto,
+"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto...
+"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo!
+"Del condannato....
+"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo
+"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai.
+"A color ch'ho appiccato--il nome domandai!
+"Che mi preme del nome--che porta un condannato!"
+
+ * * * * *
+
+--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!.....
+"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi:
+Il perchè glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi...
+Mi piaceva. Era bello!
+--Ma poi ne fui noiata....
+"Era povero!...
+Eppure--egli non m'ha insultata
+"Quando gliel dissi!
+Pianse;--mi baciò il volto e il seno,
+"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_
+"_Non odiarmi!_..."
+Venia--ogni giorno, recando
+"Cibi e fiaschi di vino.
+--Io ridevo trincando;
+"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita
+"Vedendomi gioconda.
+--Un dì esclamai: "_Squisita_
+"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_"
+
+Ei rispose: "_Domani--porterò questo e quello_."
+
+"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai
+"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai?
+"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_
+
+--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!..
+
+"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!...
+"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!"
+
+
+
+XI.
+
+Ella si coprì il viso--con entrambe le mani.
+
+ * * * * *
+
+La campagna avea un'eco--di gemiti lontani.
+Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia,
+Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia.
+La lampada moriva.
+--Mastro Spaghi avea detto
+Ravvivandola: "È triste!--Povero giovanotto!"
+
+E nell'olio una lagrima--al boia era caduta.
+
+ * * * * *
+
+La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta.
+
+
+
+XII.
+
+La fanciulla riprese:
+--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo!
+"Io morrò s'egli muore!--Egli, povero e gramo,
+"Mi pagò più di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita!
+"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi diè la vita!
+"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata!
+"Io pretendo di vivere--perchè mi sento amata!
+"Perchè voglio adorarlo,--e coprirlo di baci!
+"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?"
+
+ * * * * *
+
+Ella facea paura.
+--Agitava le braccia,
+E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia.
+Correva per la stanza.--Abbrancava le grate
+Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate,
+Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!"
+
+ * * * * *
+
+Ei mormorò di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!"
+
+
+XIII.
+
+Allora la fanciulla--divenne mansüeta
+Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta.
+Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato
+Tornò pallido.
+Il labbro,--qual ferro arroventato,
+Restò sol di carminio.
+--Ivi il sangue soltanto
+Afflüiva nei giorni--della gioia e del pianto;
+Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci,
+Dovea dir: "Questa donna--è nata per i baci."
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna,
+Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna.
+Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso,
+Fissava sul suo cranio--un punto luminoso.
+
+ * * * * *
+
+Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando,
+A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando
+Del vegliardo, gli disse:
+--"Tu non l'ucciderai,
+"Non è vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai...
+"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero
+"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero
+"Avessero una faccia--così buona, e che pare
+"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!"
+
+
+XIV.
+
+Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso;
+E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso.
+Un'iride ideale--di memorie e d'amore,
+Di dolci desiderii--soffocati nel cuore.
+
+Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante
+Della perduta sposa--il leggiadro sembiante,
+Che gli dicea:
+"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_"
+
+Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona
+Una voce infantile;--quella d'una bambina;
+Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina.
+
+ * * * * *
+
+Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse.
+Avea il pianto negli occhi--e mormorò:
+"Se fosse
+"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina!
+"Vorrei diventar cieco--per averla vicina!
+"Che sarà divenuta?--Sarà dessa felice?
+"Forse è una gran signora...--Forse una meretrice!
+
+ * * * * *
+
+Così parlava.
+Intanto--la dolente fanciulla
+Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla.
+
+Alfin surse da terra,--chè volavano l'ore.
+Avea l'occhio velato--da un osceno languore,
+Ed additando l'oro--mormorò al vecchio:
+
+"Senti:
+"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti...
+"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi
+"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi.
+"Io ti darò... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..."
+E si slacciò le vesti.
+--Ei con mano gagliarda,
+"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose
+Le vesti.
+Ella la destra--gli strinse. Vi depose
+Un bacio e disse:
+"Grazie!--Oh!... Grazie, padre!
+
+ * * * * *
+
+Allora,
+Nelle braccia serrandola:--"Lontana è ancor l'aurora!"
+Esclamò il vecchio. "Insieme--con voi verrò!.. Mia figlia,
+"Sì, mia figlia sarai!"
+
+
+
+XV.
+
+--E dalla ferrea griglia
+Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre.
+
+Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre;
+La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore;
+Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore.
+
+Quella luna invitava--a amar, solo a vederla.
+La terra era d'argento,--il ciel di madreperla.
+E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto
+Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto,
+Perchè nel santo affetto,--che purifica tutto,
+Oblïasse ogni colpa,--oblïasse ogni lutto.
+
+Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano;
+Lo si saria veduto--a tre miglia lontano.
+
+Ei non se ne accorgeva.
+--Celiando, il giovinetto
+Quel cranio traditore--copri col suo berretto,
+E disse:
+"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole
+"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!"
+
+ * * * * *
+
+Così senza spettacolo--rimaser l'indomani
+Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani:
+E così, nella corsa--facendo invidia al vento,
+Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento,
+Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina
+Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina.
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+Scuola moderna
+
+LIRICHE.
+
+Prefazione ai miei versi
+La Forma e l'Idea
+Noia letteraria
+Letteratura disonesta
+Veritas, Vanitas!
+Le demolizioni
+In morte di Emilio Praga
+Anacreonte
+Evo Medio
+Il secolo di Pericle
+A Taide
+La notte di san Silvestro
+La Senavra
+In alto
+Circolo
+A Fulvio Fulgonio
+La chiesetta dei morti
+A una donna intelligente
+Il dì dei morti
+Per il santo Natale
+Coraggio!
+Ditirambo
+Per una suicida
+Quando?
+Ars, alma mater
+
+
+DE MINIMIS.
+
+Mors tua, vita mea
+Flectar, non frangar
+Melodia
+Seminare e raccogliere
+Il mare canta
+En attendant
+A un calendario americano
+Acqua dei monti
+In corpo di guardia
+Ultima ratio
+
+DIES.
+
+Alba
+Meriggio
+Sera
+Notte
+
+CITTÀ ITALIANE.
+
+Napoli
+Cagliari
+
+EPISTOLA AD E. BIGNAMI.
+
+Socialismo
+
+NOVELLE IN VERSI.
+Acqua
+Fuoco
+Mastro Spaghi
+
+
+
+112
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+***** This file should be named 9642-8.txt or 9642-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ https://www.gutenberg.org/9/6/4/9642/
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles
+Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This
+book has been completed in cooperation with the Progetto
+Manuzio, http://www.liberliber.it. We thank the "Biblioteca
+Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+https://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/9642-8.zip b/9642-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..7917179
--- /dev/null
+++ b/9642-8.zip
Binary files differ
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..993fede
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #9642 (https://www.gutenberg.org/ebooks/9642)
diff --git a/old/7psnv10.txt b/old/7psnv10.txt
new file mode 100644
index 0000000..255a3ed
--- /dev/null
+++ b/old/7psnv10.txt
@@ -0,0 +1,6368 @@
+The Project Gutenberg EBook of Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana
+
+Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the
+copyright laws for your country before downloading or redistributing
+this or any other Project Gutenberg eBook.
+
+This header should be the first thing seen when viewing this Project
+Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the
+header without written permission.
+
+Please read the "legal small print," and other information about the
+eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is
+important information about your specific rights and restrictions in
+how the file may be used. You can also find out about how to make a
+donation to Project Gutenberg, and how to get involved.
+
+
+**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts**
+
+**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971**
+
+*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!*****
+
+
+Title: Poesie e novelle in versi
+
+Author: Ferdinando Fontana
+
+Release Date: January, 2006 [EBook #9642]
+[This file was first posted on October 12, 2003]
+
+Edition: 10
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: US-ASCII
+
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+
+
+
+
+
+
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks
+and the Online Distributed Proofreading Team.
+
+This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio,
+http://www.liberliber.it
+
+We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+
+
+
+
+
+FERDINANDO FONTANA
+
+
+POESIE
+
+E
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+
+MILANO
+
+1877.
+
+
+
+
+
+A ANTONIO GHISLANZONI
+
+
+
+SCUOLA MODERNA[1]
+
+AD ANTONIO GHISLANZONI,
+DEDICANDOGLI IL LIBRO.
+
+
+Alla tua nota satira
+Chi porse l'argomento?
+Forse i carmi d'un giovane
+Da pochi giorni spento?[2]
+Forse il _Torso di Venere_
+O il _Dualismo_ ardito,
+Che una Musa propizia
+Dettava a un erudito?[3]
+
+Non gia`!.... Dalle tue laudi
+Fu consacrato il primo;
+Tu lo sapesti scegliere
+Dal mediocre limo; [4]
+All'altro degli stolidi
+Soltanto il volgo indegno
+Oggi contrasta il fervido
+Estro e il robusto ingegno.
+
+Forse dell'_Inno a Satana_ [5]
+Ti spavento` il concetto?
+No!.... Che tu abborri i vincoli
+Che strozzan l'intelletto,
+E so che, quando mediti,
+Ti ribelli ai confini,
+Al pensier del filosofo
+Imposti dai cretini.
+
+E` ver, talora il genio
+Ama le forme strane,
+Ma il pensator sa leggere
+Nelle sue cifre arcane,
+E sa discerner l'enfasi
+Del verso che non crea
+Dal balenar fantastico
+D'una sublime idea.
+
+Spesso il cantor d'Ofelia,
+Col labbro d'uno stolto,
+Strambi concetti mormora
+Ed e` di nebbie avvolto,
+Ma sempre, come folgore
+Che irradia la tempesta,
+Risplende tra le nebbie
+L'olimpica sua testa....
+
+Evvia!.... se qualche Becero,
+Nelle invalide carte,
+Pallia coll'artificio
+La mancanza dell'arte;
+Se con grottesche immagini
+Pochi grulli impotenti
+Cercano un vieto elogio
+A mal composte menti;
+
+Se nella solitudine
+Dove ti sei rinchiuso
+E` giunto qualche cantico
+Di giovinetto illuso.
+Se un impudente o un ebete
+Parlando in metro oscuro
+S'imbranca colle vecchie
+Che dicono il futuro;
+
+Deh!.... non armar la cetera
+Colla mordente corda!
+Carni di imbelli vittime
+Il verso tuo non morda!
+Frena, romito Antonio,
+La beffarda parola;
+Non dir che pochi stolidi
+Son la _moderna scuola!_
+
+Serba ai pedanti, agli arcadi,
+Lo scherno e l'ironia;
+Taglia pei dorsi elastici
+Le vesti in parodia;
+Non fornir armi ai deboli
+Che temono di noi
+E che verranno a irriderci
+Cantando i versi tuoi.
+
+Pensa che ai pochi giovani,
+Che vedon l'ardua meta,
+Il ben d'un raro plauso
+I grami giorni allieta....
+E che il maggior cordoglio
+Che contristi i gagliardi
+E` di sentirsi mettere
+Col volgo dei codardi.
+
+
+[1] Questi versi vennero gia` pubblicati in risposta ad una poesia del
+signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio
+_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori
+letterarii_. Piu` die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi
+intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e
+quelli che operano con vero ingegno.
+
+[2] Emilio Praga.
+
+[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito.
+
+[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggio` l'ingegno di Praga.
+Quando questi pubblico` la sua _Tavolozza_, l'eminente critico,
+parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo
+colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._"
+
+[5] L'_Inno a Satana_, di Giosue` Carducci.
+
+
+
+
+LIRICHE
+
+PREFAZIONE AI MIEI VERSI
+
+Esser poeti e` legger nei futuri
+Giorni; e` spaziar nel cielo delle indagini
+Condannate dai timidi cervelli;
+Esser poeti o sentirsi maturi
+Quando nel sangue bollono i vent'anmi;
+E` ridere di tutto, esser ribelli
+Alla gloria e agli affanni.
+
+Esser poeti e` librarsi giganti
+Sull'universo e, in se` raccolti, vivere
+Animati da incognita scintilla;
+E` accogliere del par sorrisi e pianti,
+Inni e bestemmie, rantoli e vagiti;
+E` scrutar con impavida pupilla
+I misteri infiniti;
+
+E` piangere col vinto e coll'afflitto,
+Ne` al forte, al vincitor, negare il plauso,
+Ne` armar la cetra d'una corda sola;
+E` comprender la colpa ed il delitto,
+Laudando il sacrificio e l'innocenza;
+E` cantar tra un bicchiero e una carola
+Il chiostro e l'astinenza.
+
+Prisma novello, col pensiero, i mille
+Raggi dell'universo in se` raccogliere
+E mutarli in cadenze e in armonie;
+Poi fra le genti seminar scintille,
+Fatali incendi suscitando intorno,
+Turbando il cranio alle persone pie...
+O illudendole un giorno!
+
+Esser poeti e` salir sovra un monte,
+Di notte, quando il ciel di stelle e` fulgido,
+E, in estasi, esclamar: "Credo! V'e` un Dio!"
+E inginocchiarsi, e chinare la fronte,
+Ripieno il cor di mistica paura...
+Poscia negarlo o metterlo in oblio
+Discesi alla pianura!
+
+Esser poeti e` viver d'illusioni
+Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano;
+E` celiar con se` stessi e con coloro
+Che vi sanno ammirar nelle canzoni;
+E` accettare, negando, il Bene e il Male;
+E` desiare la miseria e l'oro,
+La reggia e l'ospedale.
+
+Esser poeti e` tentar l'oceano
+Della vita; e` svelarlo; e`, ansanti, correre
+Dietro un caro ideal.... cui non si crede!
+E` comprender del tutto il nulla arcano,
+E, d'ogni cosa quaggiu` disperando,
+Trovare ancora entusiasmo e fede
+Per vivere cantando.
+
+Esser poeti e` abbandonarsi ai sensi;
+E` compendiare un secolo in un distico;
+E` mutar l'alimento del mattino,
+A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi....
+E, invero, questi versi sono usciti
+Dalle vivande o dal _preteso_ vino
+Che l'oste m'ha imbanditi.
+
+
+
+
+LA FORMA E L'IDEA
+
+(A EMILIO PRAGA)
+
+La forma son le tenebre,
+E la luce e` l'Idea;
+La Forma e` il rito, il simbolo
+Del pensiero che crea;
+Il pensiero e` l'Iehova
+Dei veggenti profeti
+Che parla dai roveti.,
+E la Forma e` Gesu`.
+La Forma e` la parabola,
+La Forma e` il pane, e` il vino,
+E` l'orto, il bacio, il Golgota,
+E` la Croce, e` Longino;
+E il pensiero e` l'assiduo
+Svolgersi del creato,
+Cui spiegar non e` dato
+Alle menti quaggiu`!
+
+Eterna lotta!.... Scorgere
+L'Idea!.... Vedere il sole!...
+E disperar d'esprimerlo
+Con possenti parole!
+Nelle affannose veglie
+Concepir l'universo....
+E alla foga del verso
+Non saperlo svelar!
+Dietro un fatal connubio
+Il cervello si stanca!....
+Giunge lo sposo al tempio,
+Ma la sposa vi manca;
+Egli, il Pensiero, l'evoca
+Colla voce pietosa....
+Ma la Forma, la sposa,
+Non si reca all'altar.
+
+Ahi!.... Talora nel cranio,
+Indarno affaticato,
+Disperando, un terribile
+Dubbio m'e` balenato!
+Pensai che forse esistono
+Idee si` vaghe e arcane
+Che invan le menti umane
+S'attentano a scolpir!
+Forse passo` fra gli uomini
+Il sommo dei poeti
+Fra la schiera dei mutoli
+E degli analfabeti....
+E, forse, il suo silenzio
+Fu incompresa epopea,
+In cui sfuggi` l'Idea
+Della Forma il martir!
+
+Ah!.... Perche', dunque, struggerti,
+O povero cervello?
+Contro la Forma, il despota,
+Sorgi, schiavo rubello!
+Non ti curar degli uomini!
+Vivi in te stesso e pensa!....
+La tua melode immensa
+Non rivelar che a te!
+Chiuso nel tuo silenzio
+Ogni idioma oblia!
+Del tempo e dello spazio
+Comprendi l'armonia!
+Ogni idioma e frivolo
+A esprimer l'Universo!
+Nato a servire un verso
+Il mio pensier non e`!!
+
+Evvia!.... Sorridi, Emilio!....
+Sorge nel Ciel l'aurora,
+E, solitario, io vigilo
+Sulle mie carte ancora!
+Stolto!.... Giuro il silenzio,
+E ti favello intanto!....
+Stolto!.... E rileggo il canto
+Che la mia man noto`!
+Emilio, io voglio illudermi!
+Sono troppo felice!
+Mi risveglio da un'estasi
+E il pensiero mi dice:
+"Stretto e` il fatal connubio!
+"Chiudi gli occhi e riposa....
+"Questa notte la sposa
+"All'altar si reco`...."
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+NOJA LETTERARIA
+
+Favello a voi, cui ferve la scintilla
+Dei febbrili entusiasmi nel cervello;
+Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla
+La balda gioja d'un pensier novello!
+
+Favello a voi, che, frammezzo alle genti,
+Vecchi a vent'anni, in silenzio passate,
+Colla pupilla volta ai firmamenti
+E colle mani alle reni appoggiate.
+
+Favello a voi, cui nota e` l'armonia
+D'ogni cosa creata, e cui son noti
+Cogli entusiasmi la melanconia
+E gli sconforti; a voi favello, iloti,
+
+Dannati a conservar la stessa creta
+Leggendo dentro ai secoli venturi;
+Dannati a scorger la splendida meta
+Dietro le grate di carceri oscuri!
+
+Favello a voi, per cui dolore e gioja,
+Pari al lampo, non duran che un istante,
+E che desiate, per fuggir la noja,
+Un'angoscia od un gaudio incessante;
+
+Favello a voi, che vivete com'ebri
+D'un arcano licor sovra la terra,
+Ed avete un uncino nei cerebri
+Che l'Universo nei suoi moti afferra!
+
+Noi siam mendichi, a cui la gente antica
+Le briciole lascio` di lauta mensa;
+Viviam di stenti e il genio s'affatica
+Dietro una turba di fantasmi immensa.
+
+Gli antichi Numi, ispirator dei carmi,
+Son morti nel sogghigno universale;
+La Natura ci annoja; il suon dell'armi
+Ne spaventa; ridiam dell'ideale;
+
+L'amore e` un campo in cui non resta zolla
+Da fecondare; senza scrosci e` l'ira;
+Il nostro corpo e una corteccia frolla,
+Mentre la mente a nuovi cieli aspira.
+
+E nuovi cieli, splendidi, profondi
+Come lo spazio, immaginar n'e` dato....
+Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi
+Senza cifra, un poeta non e` nato!
+
+I nostri canti son feti gia` morti;
+Sono la serpe che la coda addenta;
+Son l'urna ove troviam pochi conforti
+E la febbre che i giorni ne tormenta.
+
+Noi li cantiamo a noi stessi soltanto,
+E all'ultimo levita siamo eguali,
+Che, derelitto nel suo tempio santo,
+Celebrera` da solo i rituali....
+
+E non ci resta che cingere i fianchi
+Col bigiastro mantel del pellegrino,
+E correre la terra erranti e stanchi,
+E abbandonarci ad un pazzo cammino....
+
+Milano, luglio 1875.
+
+
+
+
+LETTERATURA DISONESTA
+
+A CESARE TRONCONI [1].
+
+Que la muse, brisant le luth des courtisanes,
+Fasse vibrer sans peur l'air de la liberte';
+Qu'elle marche pieds nuds, comme la verite'.
+ALF. DI MUSSET.
+
+Dunque perche` le pagine
+Noi modelliam sul vero;
+Perche` neghiam di battere
+Ogni volgar sentiero;
+Perche` volgiamo intrepidi
+Le pensierose fronti
+Alla piu` vasta cerchia
+Di splendidi orizzonti;
+
+Dunque perche` l'indagine
+I nostri libri ispira;
+Perche` i costumi ipocriti
+Ci fanno schifo ed ira;
+Perche`, toccando l'ulceri,
+La nostra man non trema.
+D'insultatori un popolo
+Ci scaglia l'anatema!?
+
+Scosso all'ingiusto oltraggio,
+Tu ti contristi e piangi:
+Nelle dolenti veglie
+Fremi e la penna infrangi;
+E, forse, al melanconico
+Ingegno tuo tu chiedi
+Se un mondo immaginario
+E` quel che ascolti e vedi!
+
+Me pur gli insulti colsero
+Dei grulli e dei perversi,
+E, inesperto degli uomini,
+Un tempo anch'io soffersi..
+Allor pensai che inutile
+Pazzia sono i miei canti,
+Che un vano desiderio
+E` il vincere i pedanti!
+
+E mi tento`, nell'aride
+Mie notti d'apatia,
+La vile idea di scegliere
+Men faticosa via;
+E, a tesser panegirici
+Alla Morale e a Dio,
+Nel branco delle pecore
+Giurai d'entrare anch'io!
+
+Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino
+Della verace Musa
+Venne a guarir l'insania
+Della mia mente ottusa!
+E da quel giorno, libero
+Da ogni dubbio codardo,
+Contro i melensi e gli Arcadi
+Io sursi piu` gagliardo!
+
+E il temerario oltraggio
+Come una celia accolsi,
+E l'amarezza inutile
+Nella risata io sciolsi;
+E i profili ridicoli
+Di grotteschi figuri
+Della mia stanza vennero
+A popolare i muri.
+
+Una lanterna magica
+Mi rallegro` le notti;
+E vidi volti d'upupa.
+Ventri che parean botti,
+E smisurate orecchie,
+E code smisurate,
+E uno stuolo di scimmie
+Da artisti camuffate.
+
+Imitando dei chierici
+La vieta filastrocca,
+Tutte ad insulse nenie
+Aprivano la bocca;
+E, mentre mi passavano
+Lentamente dinanti,
+Un'eco lontanissima
+Ne ripeteva i canti:
+
+"Heine e Musset son scettici
+"Degni dell'odio umano;
+"Giorgio Byron non merita
+"Una stretta di mano!
+"Con quei che il vero parlano
+"Non si discute mai!....
+"Se sonvi error, celiamoli;....
+"Correggerli?.... Giammai!
+
+"Lasciam che il mondo seguiti
+"Le usanze inveterate;
+"Che le donne ci aizzino
+"A passioni dannate;
+"Che le fanciulle uccidano
+"I bambini illegali;
+"Che le piaghe si coprino
+"Con fiori e madrigali!
+
+"L'amor del mondo e` soffio....
+"Ma guai chi fa all'amore!
+"Giusto e` che i vecchi imprechino
+"Dei giovani al vigore!
+"La Societa` dev'essere
+"Il modello dell'Arte....
+"Ma noi vogliamo scorgerla
+"Soltanto da una parte!
+
+"Perche' della famiglia
+"Son sante le affezioni,
+"Non canterem che bamboli,
+"Che madri in ginocchioni;
+"Non canterem che Sindaci
+"Che porgono l'anello;
+"Consulteremo il Codice
+"Per giudicare il Bello!
+
+"Per chi dira` che esistono
+"Altre fonti di gioja;
+"Per chi dira` che a scrivere
+"Al par di noi si annoja;
+"Per chi dira` con libera
+"Parola un'opinione,
+"Invocheremo l'_indice_,
+"La _Santa Inquisizione!_
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"Crear vorreste?.... E` inutile!
+"Deve copiar la Musa!
+"Deve copiare!.... E il plauso
+"Le largiranno tutti....
+"E grideranno al genio
+"Babbi, mammine e putti!
+
+"Lasciate che combattano
+"Per le donne gli stolti!
+"Esse non saran l'ultime
+"A graffiar loro i volti!
+"Le donne sono un popolo
+"Mansueto di schiave....
+"Non e` d'un cuor di femmina
+"Il buon-senso la chiave!
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"A magri pranzi assidasi
+"L'indipendente Musa!
+"Sol nella vita pratica
+"Siate _veristi!_.... Il male,
+"Fatto con volto ipocrita.,
+"Diventa piu` ideale!!"
+
+Ahime`!.... Superba Lirica,
+L'ali su te ripiega!
+Non gia` tuonar., ma ridere
+Mi fe' quella congrega!....
+Alle grottesche immagini
+Dal letto mio, celiando,
+Risposi, amico Cesare,
+Coi versi che ti mando:
+
+"Tutto e` quaggiu` possibile!
+"Il tempo e` omai passato,
+"In cui, fanciullo e ingenuo,
+"Mi son maravigliato!
+"Degli antichi filosofi
+"Or la saviezza imito;
+"Alla meta so incedere
+"Indifferente e ardito....
+
+"E se color che insultanci
+"Bandissero domani
+"Che, per pudore, debbano
+"Portar le brache i cani,
+"Io, nel veder l'eccentrica
+"Innovazion morale,
+"Continuando a ridere,
+"Direi: E` naturale!"
+
+Napoli, 16 marzo 1876.
+
+[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle
+_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere piu` calunniato e
+piu` vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per
+risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni
+giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per
+chiamarlo l'_innominabile...._ tout court.
+
+
+
+VERITAS, VANITAS!
+
+Una sera piovosa, autunnale,
+Ora schivando il fango, ora una pozza.
+Io seguii la carrozza
+Che manda al Cimitero l'Ospedale.
+
+Cimitero e Ospedal son buoni amici
+E tengono fra lor conti correnti.
+Davver, pochi clienti
+Si dan l'un l'altro tanti benefici!
+
+L'Ospedale gli manda i suoi defunti,
+E il Cimiter lo paga col dolore,
+Che rende infermo il cuore
+E fa le donne e i giovinetti smunti....
+
+L'Ospedale gli manda le sue spoglie,
+E il Cimiter gli manda i suoi poeti,
+Che in mezzo ai sepolcreti
+Tentano col pensier le eterne soglie....
+
+La carrozza che va dall'Ospedale
+Al Cimitero, portandovi i morti,
+M'ha dati piu` conforti
+Che non millanta libri di morale!
+
+Filosofando, io le cammino allato
+E vo pensando a chi dentro vi giace,
+E, spesso, mi do pace
+Se per _caso_ quel di` non ho pranzato!
+
+La colomba che sopra v'e` scolpita
+Par che dica, mandandomi un saluto:
+"Che giova esser vissuto!
+"Che giova il darci pena della vita!"
+
+Or, quella sera, deposte le bare,
+Il negro carro era diggia` partito,
+Ed io, come impietrito,
+Restai del camposanto al limitare.
+
+La` m'inchiodava una visione strana,
+Di quelle che sa far soltanto il Vero,
+E che vede il pensiero
+Sol di chi studia la Commedia Umana.
+
+Una vecchia magrissima e grinzosa
+S'era posta a seder sovra le bare,
+Ed io l'udia cantare
+Una canzon con voce cavernosa.
+
+La solinga megera, gravemente,
+S'accompagnava nelle note basse
+Battendo sulle casse
+Coll'ossa delle gambe macilente.
+
+Elia diceva: "Io son la portinaja,
+"E sono vecchia, e di pessimo umore....
+"Ma quando ero sul fiore
+"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja!
+
+"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla,
+"Su queste spalle secche e questa bocca
+"Ora, bazza a chi tocca!
+"Io vo' morir, che non son buona a nulla!
+
+"Forse, qui dentro, in queste casse bianche
+"Han chiuso qualche giovane d'allora,
+"Che si tolse all'aurora
+"Dalle mie braccia, colle membra stanche!
+
+"Forse, a quel tempo, egli m'avra` adorata
+"Come a ventanni un'illusion si adora!
+"Il giovane d'allora
+"Amore, arte, piacer m'avra` chiamata!
+
+"Chicchetussia dei mille amanti miei,
+"Che mi presti la bara a seggiolone,
+"Sappi che un'illusione
+"Per te, se fosti vivo, ancor sarei....
+
+"E sarei la piu` triste e la piu` grama,
+"La piu` steril di pace e d'allegrezza,
+"E potrei d'amarezza,
+"Non piu` di gaudio, pagar la tua brama.
+
+"Sappi ch'io sono ancora un'illusione,
+"Ma non siccome un di` bella e gioconda,
+"Ne' alla mia treccia bionda
+"Chiederesti il profumo e l'oblivione!
+
+"Sappi che piangeresti in mia presenza,
+"Perch'io son l'illusion la piu` inumana;
+"La piu` caduca e vana;
+"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!"
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+LE DEMOLIZIONI
+
+A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER.
+
+Pietre, da tanti secoli
+In un bacio congiunte,
+Travi e barre, dall'acqua
+E dal sole consunte,
+Barcollanti casipole,
+Ieri viventi ancora,
+Oggi il Tempo vi mormora:
+"E` giunta l'ultim'ora!"
+
+Il Tempo!... Il triste scettico;
+L'era, l'anno e l'istante;
+L'orco che mangia i popoli;
+L'impassibil quadrante;
+La sfinge inaccessibile;
+Il mistico serpente,
+Che afferra, eterno circolo,
+La sua coda col dente.
+
+In un nembo di polvere
+Cadon le vecchie mura;
+Sembran colte le tegole
+Da un'orrenda paura;
+Ed i balconi, vedovi
+D'imposte e senza vetri,
+Sovra i passanti guardano
+Come occhiaje di spetri.
+
+Povere case!... Il rantolo
+Della vostra agonia
+Fu lungo!... Il di` novissimo
+Lentamente venia!
+Barbari sempre, gli uomini
+V'han fatto i funerali,
+Pria che cadeste vittime
+Sotto i colpi mortali.
+
+E accanto a voi scolpirono,
+A scherno, in questi giorni,
+Di fastosi palagi
+I superbi contorni.
+Ah! quei colossi risero
+Di voi pigmei morenti,
+E piu` amari vi fecero
+I fatali momenti!
+
+Povere case!... Io vagolo
+A voi dintorno.--E` notte.
+E l'ombre dalle fiaccole
+Rosseggianti son rotte;
+E, somiglianti ai demoni
+Cui l'eccidio conduce,
+I pionieri nereggiano
+Sugli sprazzi di luce.
+
+Ed io penso alla storia
+Delle mura cadenti;
+Ai drammi, alle commedie,
+Agli idilii innocenti
+Che si ordiron per secoli
+Nelle piccole stanze
+Ed impressero un marchio
+Sulle umane sembianze.
+
+Ed io penso alle veglie,
+Alle insonnie, ai riposi,
+Alle fedi, alle infamie,
+Ai convegni amorosi,
+Ai sorrisi, alle lagrime,
+Ai di` foschi, ai di` lieti,
+Ai poemi che videro
+Quelle quattro pareti!
+
+Oh!... non ridete, splendide
+Case dai freschi ornati,
+Palagi da una magica
+Mano in un di` creati!
+Or tutti a voi sorridono
+Con beata alterezza
+Ed i vostri muri spirano
+La balda giovinezza....
+
+Ma verra` il di` che i posteri
+Vi chiameran capanne,
+Ed al suolo abbattendovi,
+Come fragili canne,
+Tesseranno una lirica
+Sovra i detriti immani....
+Piu` caduchi edifizii
+Innalzando il domani!
+
+Tu sol, bigio fantasima,
+Gotico tempio altero.
+Tu, frastaglio di guglie,
+Tu, gigante severo,
+Vedrai le metamorfosi
+Dei giorni che verranno,
+Sogghignando alla gioja,
+Sogghignando all'affanno!
+
+Finche` il Tempo, il terribile
+Tarlo che rode il mondo,
+Verra` te pure a spingere
+Nell'abisso profondo;
+E forse, fra un millennio,
+Quivi sostando un uomo,
+Tentera` di far credere
+Che tu esistevi, o Duomo!....
+
+Eugenio, sono effimeri,
+Al par di queste stanze
+D'ogni mortale i gaudii
+I pianti e le speranze;
+Il passato e` macerie
+Su cui sorge il presente,
+E l'avvenire e` il figlio
+D'un vegliardo cadente.
+
+Oh! umani eventi! oh! frivole
+Parvenze d'un istante!
+Perche` dunque ci esagita
+Questa febbre incessante?
+Perche` dunque sussistono
+Il sepolcro e la culla?
+Perche` mai tanto fremito
+Se tutto attende il Nulla?
+
+Perche`?... Perche` lo struggere
+E il crear son la vita;
+Perche` la noja e` l'unica
+Larva da noi fuggita;
+Perche` questa e` l'armonica
+Legge dell'universo;
+Perche` senz'essa il cerebro
+Non mi darebbe un verso!
+
+Milano, 2 ottobre 1875.
+
+
+
+
+IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1]
+
+Egli visse sognando e sogna ancora
+Chiuso per sempre in questa negra bara;
+Sogna il tripudio della nuova aurora
+E il fior, che per il maggio si prepara.
+
+Quand'ei moveva per le nostre vie
+Parlava sempre del supremo giorno,
+Ed un nembo di canti e d'armonie
+Al grosso capo gli aleggiava intorno.
+
+E poi che il guardo umano invan s'attenta
+Di legger della Morte nei misteri,
+Ei rafforzava la pupilla lenta,
+Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri.
+
+E, spaventato dal fatal problema,
+Triste amatore d'un'estasi arcana,
+Cantava a se` medesimo un poema
+Inebbriando la sua forma umana!
+
+Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura
+Questo dispregio dei nostri costumi?
+Dobbiamo noi su questa sepoltura
+Rammentar la sua vita o i suoi volumi?
+
+E` vero!.... E` vero!.... Ei calpesto` un affetto,
+Che men compianta potea far sua vita!....
+E` vero!.... E` vero!.... Al domestico tetto
+Per lui la mensa fu di duol condita!....
+
+Ma chi di noi, sovra il proprio cammino,
+Non calpesto`, rimpiangendolo, un fiore?...
+Nascer poeta e` orribile destino!
+Il cerebro talor soffoca il cuore!
+
+Oh! guai nascer poeta ove la Musa
+Non trova il pane per nudrire i figli!
+Ove ogni sciocco delle labbra abusa
+Per esser largo solo di consigli!
+
+Oh! guai nascer poeta ove il sol splende
+Ed infervora i cantici ispirati,
+Ma dove l'uomo allori e culto rende
+Soltanto ai pensatori trapassati!
+
+Costui vivra` da pochi consolato,
+Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre,
+O di spezzar la cetera indignato,
+Per altre volutta` meno leggiadre!
+
+Costui vivra` la famiglia cantando,
+La famiglia ideal,--cui dritto avea--
+E ch'egli dove` perder lagrimando....
+Che`, coi versi, nudrir non la potea.
+
+Noi, cui sorride l'italo orizzonte,
+Siamo un popol di bimbi analfabeti!
+Da qualche lustro appena alziam la fronte....
+Siam troppo grami per pagar poeti!
+
+Non turbi adunque questo popol gramo
+Il sepolcro d'un povero cantore....
+Meditiam la sua vita e confessiamo
+L'ignoranza d'un secolo e l'errore!
+
+Emilio! Emilio!... Son le tue parole
+Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento)
+Da te un giorno le udii che le viole
+Dicean l'april con profumato accento.
+
+E tu piangevi per le tue sventure,
+Antiveggendo questo estremo istante,
+Senza sentirne le viete paure
+E mentre il viso tuo parea raggiante!
+
+Poi soggiungesti sorridendo: "Amico,
+"Quando mi porteranno al cimitero
+"Verrai tu pure, com'e` l'uso antico,
+"A far dei versi sul mio drappo nero;
+
+"Ma ti ricorda degli accenti miei,
+"Ed agli astanti, quel di`, li ripeti....
+"Se tu prima morissi, io li vorrei
+"Ripetere fra i mille sepolcreti.
+
+"E la`, dove la Morte i ricchi accoglie
+"E i poveri del par, tutti eguagliando,
+"Mi parria che dovrebber le tue spoglie
+"Ascoltare i miei versi giubilando!"
+
+..............................
+
+Quest'oggi, in cui la legge di Natura
+Te primo, Emilio, al di` fatal condusse,
+D'ogni giogo servil la mente pura,
+Pieno il cor delle mie fedi inconcusse,
+
+Io vengo a replicar su questa bara
+Le tue parole; io compio il tuo desio....
+E sento, amico, che mi e` meno amara
+L'ultima volta che ti dico: Addio!
+
+[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875
+sul feretro del poeta delle _Penombre_.
+
+
+
+
+ANACREONTE
+
+Fra le colonne--d'un bianco tempio
+Sacro a Minerva,--la Dea propizia
+Ai savi, austera Dea,
+Pensieroso sedea
+
+Anacreonte,--cantor dei fervidi
+Baci e degli inni--nati fra i calici
+E delle porporine
+Rose allacciate al crine.
+
+Sedea pensoso,--stringendo l'abile
+Stil nella destra,--la intatta tavola
+Sulle gambe giacente
+Guardando avidamente.
+
+Un sacerdote--dall'occhio linceo
+Di la` passava;--vide l'insolito
+Vate nel sacro albergo
+E gli si fece a tergo.
+
+Ei non udillo;--come le statue
+Chiuse nel tempio--pareva immobile,
+E la fisa pupilla
+Non mandava scintilla.
+
+Spesso la destra--la cerea tavola
+Avvicinava;--ma sulla tenue
+Veste che la copriva
+Non un verso scolpiva.
+
+E d'inusato--pallor coprivansi
+D'Anacreonte--le tempia, e l'unghia
+Tormentava la lama
+Con rabbiosa brama.
+
+Nella clessidra--cadea la polvere,
+E intorno, intorno--con suon monotono,
+Sotto le arcate fosche,
+Ronzavano le mosche.
+
+Alfin lo stile--sovra la tavola
+L'acuta punta--venne a configgere,
+E con note indefesse
+Questo cantico impresse:
+
+"Perche` mi manca nel pensier la vita?
+"Perche` come una spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio?
+"Perche` la luce mi niega i colori?
+"Perche` il profumo mi niegano i fiori,
+"E la Musa un esametro?
+
+"Non sono io quello che i ridenti canti
+"Questa notte vergo`?--Perche` gli incanti
+"Soavi, perche` l'estasi
+"E l'armonia dei non studiati carmi,
+"Come donne, veniano a visitarmi,
+"Innamorate e ingenue?
+
+"Ed or ch'io chieggo un verso, una melode;
+"Or che una sete mi esagita e rode
+"Di profumi e di cantici,
+"Non una lieta immagin mi consola,
+"E invano alla mia Musa una parola
+"Io chieggo in elemosina!
+
+"Forse Minerva, l'austera diva,
+"Si vendica di me;--greggia votiva
+"Non reco;--nel suo tempio
+"Prima di questo giorno io non entrai;
+"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!;
+"Minerva ama il trapezio!
+
+"_Anacreonte dai versi soavi
+"Non t'e` propizia la Diva dei savi!_"
+"Dira` ridendo il popolo....
+"Stolto!... Il piu` savio e` chi gode la vita!
+"Il piu` savio son io!... Popol m'addita
+"Qual'e` dunque il mio tempio!
+
+"No!... Minerva e` propizia al mio poeta!
+"Io sono un savio dalla fronte lieta!...
+"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito
+"Che la mia Musa, de' miei baci stanca,
+"Or m'abbandoni!... Gia` il mio crin s'imbianca
+"E gli occhi miei si offuscano!...
+
+"Nave sdruscita, si rintana in porto
+"A morir nella noja e lo sconforto!
+"Oh!... splendide memorie!...
+"Solcasti l'onde un di`, di fiori ornata,
+"E sulla tua bandiera inalberata
+"Stava scritto:--_Odi Erotiche_.
+
+"Venian da lunge a udir la melodia
+"Che dalle tue seriche sarchie uscia
+"Sotto la man de' Zeffiri,
+"E del mar della vita i nocchier stanchi
+"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi
+"Per guarir dalla noja.
+
+"Giungevan mesti e cogli occhi infossati
+"E partivano lieti e consolati
+"In cor benedicendoti;
+"E, giunti in patria, alle persone care
+"Recavan, talismano salutare,
+"Un'ode a Bacco o a Venere.
+
+"Or sei sdruscita; le sarchie di seta
+"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta
+"Guasto dal tarlo e fracido!...
+"Povera nave, ti rintana in porto
+"Ahime`!... Pria di perire di sconforto
+"Languirai di memorie!
+
+"O Musa mia, dammi un ultimo canto,
+"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto
+"Dell'amor tuo!... D'un'estasi
+"Fammi ancora beato!... E poi... ch'io muoja!
+"Piu` della morte ho in orrore la noja....
+"E il dolore di perderti!
+
+"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita
+"Mi langue!... Come spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio!
+"Ahime`!... La luce mi nega i colori!
+"Ahime`!... Un profumo mi niegano i fiori
+"E la Musa un esametro!"
+
+Sovra il suo ciglio--brillo` una lagrima;
+Scosso era il labbro--da un lieve tremito;
+E la spaziosa fronte
+Chinava Anacreonte.
+
+Allor dei vate--batte` sull'omero
+Il sacerdote,--la cerea tavola
+Colla destra additando,
+E disse sogghignando:
+
+"Pazzi e poeti--sono sinonimi!
+"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio
+"Ancor molle hai di pianto....
+"Ed hai creato un canto!
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+EVO MEDIO
+
+(A GIUSEPPE GIACOSA)
+
+Oh!... Il bel tempo dei miracoli,
+Dei giulivi menestrelli,
+Delle fate, degli spiriti
+E dei magici castelli!
+Oh! il bel tempo dei pigmei,
+Delle imprese e dei tornei!
+
+Oh!... Il bel tempo delle maglie,
+Dei vestiti di velluto,
+Quando Iddio, la dama e il trono
+Si rubavano il tributo,
+E cantavasi il perdono
+Sul motivo dei fendenti,
+Ed insieme pullulavano
+I castelli ed i conventi!
+
+Oh!... Il bel tempo dell'assiduo
+Alternar di paci e guerre,
+Quando i vescovi aggiravansi
+Cavalcando per le terre,
+Mentre ai pie` delle Eminenze
+Chiedean tutti le indulgenze!
+
+Beppe, il mondo di quell'epoca
+Pare un mondo immaginario!
+Il ladron della mattina
+Bacia a sera un reliquiario;
+Sulla massa che cammina,
+Come pecore attruppate,
+S'erge sempre, quasi a bussola,
+Il cocuzzolo d'un frate.
+
+ * * * * *
+
+Eran piu` che innumerevoli
+I colori delle tonache;
+Una mistica lussuria
+Dava l'estasi alle monache;
+E cantavansi a distesa
+Inni e salmi nella chiesa.
+
+Sovra un asse Frate Angelico
+Dipingea le sue Madonne;
+Sempre azzuro il manto aveano,
+Sempre rosse avean le gonne;
+N'era il capo incoronato
+Da un bel circolo dorato.
+
+Gli alchimisti si sfiatavano
+Sulle brage dei fornelli;
+I teologi soffiavano
+Nei fanatici cervelli;
+Il delirio universale
+Era l'or filosofale.
+
+Si chiedeva allo Zodiaco
+L'avvenir delle persone;
+I romiti fabbricavano
+Le medaglie e le corone;
+E diceano i benefici
+Dei flagelli e dei cilici.
+
+Come noi si va in America,
+Lor si andava in Palestina;
+Qual tesor ne riportavano
+Una scheggia peregrina
+Della croce di Gesu`....
+Ne` chiedevano di piu`!
+
+ * * * * *
+
+Oh!... I corteggi all'Evo Medio
+Nei trionfi e nelle feste!
+Oh! i cavalli, i fanti, i carri,
+L'oro e i drappi sulle teste!
+Eran splendidi e bizzarri
+I corteggi d'un possente,
+Smaglianti come il crotalo
+Sotto il sol d'Affrica ardente.
+
+Nani, alfieri, paggi e chierici,
+Gente bella e foggie strane
+E buffoni e trovatori
+E vezzose castellane
+Ed in mezzo ai gran signori,
+Del suo prence a mano manca,
+La ventraglia d'un cenobita
+Su una mula tutta bianca!
+
+Imbandiansi sulle tavole
+Le vivande in piatti d'oro;
+Il vestito delle dame
+Era un piccolo tesoro:
+Della plebe il brulicame
+Facea ressa nelle vie,
+Quando andavano a godersela
+Monsignori e Signorie.
+
+Poi le danze! Al suon di pifferi
+Di sirvente e di mandole
+_Tarantelle e cavalloggie_
+Alternavansi a _spagnole_;
+E, vedute dalle loggie,
+Quelle genti a piu` colori
+Un gran mazzo ti parevano
+In cui vita aveano i fiori.
+
+ * * * * *
+
+L'Evo Medio si compendia
+Nella chiesa e nel castello;
+Dominavan le nazioni
+Un guerriero o un fraticello;
+Fra le mille devozioni,
+(Sacerdote il trovatore)
+Una sola era pregevole,
+Beppe: quella dell'amore!
+
+Nelle chiese c'era l'organo,
+Avean trombe i cavalieri,
+Ma la musica del popolo
+Era quella dei trovieri
+E le libere parole
+Uscian fuor delle mandole.
+
+Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo
+E` una nenia e non un canto!
+Noi siam lucciole sbiadite,
+Essi il fuoco, essi l'incanto!
+Oggi i bozzoli e la vite
+Ci preoccupan l'idea
+Piu` dei lauri e della gloria
+D'una bellica epopea!
+
+Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito
+Sulle stragi dei possenti;
+S'io ricordo il Sant'Uffizio
+Ed i roghi dei sapienti;
+S'io rifletto alle baldanze
+Di tiranniche ignoranze;
+
+Benedico le vittorie
+In onor dei Veri eterni,
+E il prosaico vestimento
+Dei filosofi moderni;
+Benedico dei presenti
+La volgar monotonia;
+Nella scienza e nei negozii
+Trovo ancor la poesia!
+
+Penso, e` ver, che in tutti i secoli
+Si pareggian beni e mali;
+Che gli umani desiderii
+Han confini sempre eguali....
+Ma davver sono contento
+Di non viver nel _trecento_.
+
+Agosto, 1876.
+
+
+
+
+IL SECOLO DI PERICLE
+
+(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI)
+
+Sotto la ferrea--clava spartana
+Isterilivasi,--schiava gemente,
+La nata libera--volonta` umana.
+Delfo, silente,
+
+Sull'aureo tripode--parea dormire,
+Poiche` le belliche--tube eran mute,
+Ne` piu` all'Oracolo--chiedevan l'ire
+Senno e virtude.
+
+Nojata e gelida--la Pitonessa
+Sonar nel tempio--non intendea
+Che d'una vecchia--la voce fessa
+Cui, sorda, Igea
+
+Degli anni all'onere--curva lasciava,
+O qualche timida--prece d'amore
+Che su virginee--labbra mandava
+L'ansia del cuore.--
+
+Tebe era mutola;--tacea Corinto;
+Messene, esangue,--nelle sue mura
+Chiudeva un popolo--per sempre vinto
+Dalla sciagura.
+
+Brandian gli Ellenii--zappe e bipenni!
+Di illustri ceneri--piene eran l'urne,
+E le Olimpiadi--venian solenni
+E taciturne
+
+A baciar l'ampie--fronti dei saggi...
+Ma, in fondo ai bigi--tempi, un fulgore
+Brillava... ed erano--gli accesi raggi
+Di Atene in fiore.
+
+
+
+A TAIDE
+
+Taide, il mondo e` un'accolita
+Di sciocchi e di bricconi;
+A poche menti garbano
+Le libere canzoni;
+Gli sciocchi non camminano
+Che coi piedi degli altri,
+E l'armi degli scaltri
+Son frasi e ipocrisia.
+
+Il labbro, che ti predica
+L'azzurro e la morale,
+Beve, nell'ombra, al lurido
+Nappo del baccanale;
+Le donne _oneste_ mostrano
+Nudo ai teatri il seno
+E chiameranno osceno
+Questo povero canto!
+
+In custodia ridicola
+Ognun stringe la sposa....
+E volge all'altrui talamo
+La mente desiosa;
+Mille impotenti giovani
+Sparlan dell'altrui donne....
+E delle proprie nonne
+Si fanno i paladini!
+
+E` l'infanzia un miscuglio
+Di lubrici misteri;
+La puberta` ci innebria
+D'ardenti desideri;
+Ma i vecchi scaraventano
+Sovra noi l'anatema,
+Se ne facciamo il tema
+D'un'ode in settenari.
+
+L'arte greca e` lascivia
+E l'insegna il pedante;
+Porta e Goldoni estasiano
+E venerato e` Dante;
+Ma se noi, baldi giovani,
+Tessiamo un inno al _Vero_,
+Sorge un popolo intero
+A gridarci la croce!
+
+Quadri, melodi e statue
+E commedie e volumi
+Tutti d'amor ci parlano
+Negli umani costumi....
+E` una rancida nenia!
+E` un nojoso frastuono!
+Sempre lo stesso tono
+Su una nota tenuta!...
+
+Taide, tu pure, ingenua,
+Alla nenia credesti!
+Con chi primo ti piacque
+Una notte giacesti....
+E trovasti, togliendoti
+Al convegno geniale,
+L'infamia e l'ospedale
+Dove morir di stenti.
+
+Altre, di te piu` caute,
+Si ribellano al mondo
+E, odiandoli, agli uomini
+Fanno il viso giocondo;
+Ed, ingannate, ingannano;
+E rubano, baciando;
+E ridono, sputando
+In fronte ai derubati!
+
+Innanzi a lor si inchinano
+Gli sciocchi riverenti,
+E i poeti le ragliano
+Con patetici accenti,
+E le madri del popolo,
+Che soffrono la fame,
+Alle fanciulle grame
+Le citano a modello!
+
+Io nacqui troppo povero
+Per comperarne i baci,
+E non m'impiglio al vischio
+Dei lor sguardi procaci;
+Delle fanciulle ingenue
+La ritrosia m'annoja,
+Che` dell'amor la gioja
+Non disgiungo dai sensi.
+
+Le donne oneste adescano
+Senza conceder mai;
+Fra gli imbecilli, o Taide,
+Finor non m'imbrancai!
+Odio gli altari e gli idoli
+A cui la turba grulla,
+Senza ottener mai nulla,
+Si inginocchia pregando!
+
+Spose od amanti, il talamo
+E la tomba d'amore!
+La noja o l'amicizia
+Lo surrogan nel cuore....
+Il Piacer, che n'e` figlio,
+Come l'Ebreo Errante,
+Con ardore incessante
+Cerca novelle forme!
+
+Taide, tu sola, vittima
+Degli umani disprezzi,
+Ai tristi che ti insultano
+Rendi lagrime e vezzi,
+Che` le fanciulle povere
+Dal sangue ardente e buone,
+Perdendo un'illusione
+Non si mutano in serpi!
+
+Tu sola sei possibile
+Per le menti severe,
+Che le catene abborrono
+Adorando il piacere!
+Tu, che ai ricchi ed ai poveri
+Mostri un egual sembiante
+E accogli in un istante
+Ogni filosofia!
+
+Tu, che non rechi i triboli
+D'un amore geloso;
+Che non ti atteggi a vittima
+D'un dolor fastidioso;
+Tu, che ti serbi vergine,
+Anche da lebbra infetta
+Che bocca maledetta
+T'infiltro` nelle carni!
+
+Tu, con cui scorre libera
+E aperta la parola;
+Tu, d'ogni umana lagrima
+Educata alla scuola;
+Tu, che dai per un obolo
+Cio` che l'altre, per anni,
+Con amarezze e inganni,
+Vendono a caro prezzo!
+
+No!... L'amor non e` l'unica
+Gioja al mortal concessa!
+Anche l'odio ha i suoi gaudi!
+E la vendetta anch'essa!
+E l'han le acute indagini
+Note ai sapienti, e l'ore
+Consacrate all'ardore
+D'un ambizioso sogno!
+
+Vieni, povera vittima,
+Vieni!... Al tuo sen mi stringi!
+Al par di mille ipocrite,
+Taide, il delirio infingi!
+A sozze man proficua
+Tu stessa non comprendi
+Che la merce che vendi
+E` una perla preziosa!
+
+Vieni!... Svanita l'estasi
+Col sol di domattina,
+Ti lascero`, per correre
+Dietro un'Arte Divina....
+Ne` subiro` la nenia
+Di promesse o lamenti,
+Che dei versi fluenti
+Potrian rompermi il filo!...
+
+Milano, ottobre 1875.
+
+
+
+
+LA NOTTE DI SAN SILVESTRO
+
+La falange dei secoli stanotte
+Si accrescera` d'un milite novello;
+E di tanti dolor, di tante lotte,
+Di tante gioje, raccolte in un anno,
+Forse un'eco infedele per memoria
+I di` venturi avranno!
+Per legger dentro ai secoli remoti
+Noi meditiam la forma d'un avello;
+E i nostri figli, cui sarem mal noti,
+Mediteran nei nostri cimiteri,
+Dei nostri eventi tessendo la storia
+E dei nostri pensieri.
+
+E strana legge!... I tumuli silenti
+Serban per lunghe etadi la parola,
+Mentre le mille voci delle genti
+Duran lo spazio che dura un istante,
+E vanno dei superstiti a morire
+Nel frastuono incessante!
+Ah!... Chi potra` afferrar l'attimo arcano
+Che al tempo stesso sussiste e si invola?!
+Chi mai potra` indicar con ferma mano
+Il limite sottil che fu segnato
+A divider fra loro l'_avvenire_,
+Il _presente_ e il _passato?!_
+
+E noi viviamo; ed ogni di` che fugge
+Segna una ruga sulla nostra fronte;
+E un'agonia lentissima ne strugge;
+E, tremebondi, a noi stessi chiediamo
+Se esisterem, trascorso un anno, ancora;
+E mormoriam: _"Speriamo!"_
+E interroghiamo gli eventi passati,
+E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte;
+E dai mille fantasimi evocati
+Attendiam le speranze ed i conforti,
+Baciando i figli che vedon l'aurora
+E ripensando ai morti.
+
+Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla!
+Tremendo Iddio che le esistenze ingoi!
+Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla
+Dai nebbiosi orizzonti!... Oceano
+Sovra i cui flutti non scerne la sponda
+L'ansioso sguardo umano!...
+Dimmi, rispondi, che son divenuti
+I giorni senza numero, e gli eroi,
+E i popoli, che in sen ti son caduti?
+Che mai facesti tu di tanta polve
+Che, come l'onda s'accavalla all'onda,
+Su se` stessa s'avvolve?
+
+Che mai facesti tu di tante glorie,
+Di tanti pianti e di tanti sorrisi?
+Che giovano ai presenti le memorie
+Se chi lasciolle eternamente e` spento?
+Oh!... Triste scherno!... Un'era di mill'anni
+S'accoglie in un accento!
+Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego,
+Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi
+E presso a cui scrivo e bestemmio e prego,
+Val piu` dei raggi insiem moltiplicati
+Che piovvero dal sol su gaudi e affanni
+Nei secoli passati!
+
+Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone
+Vale gli scettri dei re che son morti!
+Il mio gramo cappel val le corone
+Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito
+Val le toghe di porpora e di bisso
+Del popolo quirito!!!
+Cesare, Carlomagno e Bonaparte
+Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti
+Spingete, o spettri, sovra queste carte....
+Datemi voi l'accento arcano, il verso,
+Ond'io possa descrivere l'abisso
+Su cui sta l'Universo!
+
+................................
+
+Io mi prostro!... In un'orgia di visioni
+S'accascia la briaca fantasia....
+Veggo mari di sangue, e templi, e troni
+Accatastati, e altari, e deliranti
+Moltitudini, e donne, e bare, e fiori,
+E spade luccicanti....
+E tutta questa baraonda vola
+Dinanzi agli occhi della mente mia;
+S'apre ogni bocca e non dice parola;
+Batte ogni piede ed un fruscio non s'ode;
+E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori,
+Ogni folgore esplode.
+
+Talor frammezzo alla gente piccina
+Giganteggia d'un Genio la figura;
+Socchiusi gli occhi e colla fronte china
+Passano i savi delle eta` trascorse,
+Color che innanzi all'arduo problema
+Hanno esclamato: _Forse!_
+Ed io, fiutando l'aura che circonda
+Questa turba ideal che fa paura,
+Sento le nari tormentarmi un'onda
+Di lezzi e di profumi; una miscela
+D'odor d'alcove e di tombe; l'emblema
+Che la carne rivela!
+
+................................
+
+Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato
+Come un tronco cui svelse la bufera,
+Io mi sollevo.--Il mio sogno e` passato,
+Al pari d'ogni gente e d'ogni evento;
+Sorgo e, senza nudrir stolide fedi,
+Alla vita mi avvento.
+E a lei mi stringo, a questa grama vita
+Irta di noje, vana e passaggiera,
+Ma che all'avida bocca inaridita
+Puo` ancor porger la mistica mammella!
+A questa vita, il solo _maravedi_
+Dell'umana scarsella!
+
+Dolce tesor di mie brevi giornate,
+Io ti vo' spendere in luce e in amore,
+In lagrime e in ebbrezze spensierate!
+Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... E` nulla il resto!
+Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni,
+Non morti, io li detesto!...
+Io spariro` pria che i capelli bianchi
+M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore,
+Ma vo' morir colla testa sui fianchi
+Ignudi d'una donna amata e bella,
+Ripetendo le libere canzoni
+Di mia mente rubella!
+
+Milano, dicembre 1876.
+
+
+
+
+LA SENAVRA[1]
+
+AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI.
+
+Sognatori incorreggibili;
+Fervidissimi credenti;
+Crani vasti e crani piccoli
+Dai cervelli turbolenti;
+Furibonde creature
+Piene d'ansie e di paure;
+Vociatori allucinati
+Dagli spettri torturati;
+
+Barcollanti paralitici
+Avviati alla demenza;
+Infelici, cui sovreccita
+L'epilettica potenza;
+Pellagrosi, a cui la Fame
+Dissanguo` le carni grame
+Per dipingere le rose
+Delle mense sontuose;
+
+Catalettici, insensibili
+Come il cuor d'una beghina,
+Dallo sguardo spento e immobile,
+Dalla testa sempre china,
+Cui l'orrenda malattia,
+Ch'e` peggior dell'agonia,
+Induri` la gamba e il braccio
+Come il ferro e come il ghiaccio;
+
+Idioti tardi e sucidi
+Dalle stolide risate;
+Silenziosi melanconici
+Dalle fronti ottenebrate;
+Vecchi e bimbi, uomini e donne,
+A cui celan vesti e gonne
+(Dalla _modula_ uniforme)
+La goffaggin delle forme;
+
+O poeti, cui, per esserlo,
+Non manco` che l'equilibro;
+O confuse e sparse pagine
+Che talor non fan piu` un libro;
+O filosofi egoisti
+Che furiosi, o lieti, o tristi,
+Suggeriste un entusiasmo
+All'indagine d'Erasmo;
+
+Io vi veggo dell'Ospizio
+Negli androni lunghi e scuri
+Sfilar tutti e, a larve simili,
+Rasentar gli scialbi muri;
+E me stesso e il mondo oblio
+Nell'udir lo stropiccio
+Delle scarpe trascinate
+Sulle pietre levigate.
+
+Quest'Ospizio, or non e` un secolo,
+Era un chiostro solitario;
+Vi dormian, tranquilli, i monaci
+Fra una cena ed un rosario:
+Quella pace chi rimembra?
+Tutto muta!... E il chiostro or sembra,
+Per le grida e il chiasso eterno,
+Una bolgia dell'inferno!
+
+Quanti sogni!... Quanti fascini!
+Quanti inani desideri!
+Quante vacue dovizie
+Di ipotetici forzieri!
+Quante inutili ambizioni
+Irte a mille umiliazioni!
+Quanto spreco di esistenze
+Per ridicole parvenze!
+
+Quanto fremer di battaglie
+Ideali in queste mura!
+Che splendor di luci incognite!
+Che prodigi di natura!
+Che profumi di giardini....
+Nel pensiero dei meschini!
+Che romane orgie evocate
+Dalle femmine _eccitate!_
+
+Salve!... Salve!... Questo popolo,
+Che stropiccia i corridoi,
+E` di re un'augusta accolita!
+E` un manipolo d'eroi!
+Sono artefici immortali!
+Sono duci e generali!
+Sono menti sovrumane!
+Son duchesse e cortigiane!
+
+Questo giovane, che medita,
+E` un sapiente... che sa nulla!
+Questa vecchia ottuagenaria
+Va affermando esser fanciulla!
+Questo mostro d'ambizione
+Vi domanda un mozzicone!
+Questo semplice artigiano
+Vuole onori da sultano!
+
+Una donna, melanconica
+E dal volto deformato,
+Vi susurra: "Dunque, Emilio,
+"Non m'inganno!... Sei tornato!"
+Ed un'altra, in foggie strane,
+Si rimbocca le sottane
+Al disopra dei ginocchi,
+Ammiccandovi degli occhi!
+
+Chi combatte cogli spiriti
+Grida, impreca e il braccio ruota;
+Altri, al suol cadendo supplice,
+Resta in estasi devota;
+Poi proteste, insulti ed ire!...
+"Io son savio!... Voglio uscire!
+"Scellerati!... Al cenno mio
+"Ubbidite!... Io sono Iddio!..."
+
+Se la vita e` un mar simbolico,
+E se noi siam naviganti;
+Se quaggiu` bonaccie e turbini
+Voglion dir sorrisi e pianti,
+O miei buoni, questa gente,
+Che non sa dov'e` l'oriente,
+Questi miseri sparuti
+Sono naufraghi perduti!...
+
+Ahi!... La Scienza, con un gemito,
+Dietro a lor perde il coraggio,
+Ne` sa ancor qual sia la gomena
+Da gettar pel salvataggio!
+Incessante l'uragano
+Scuote il rabido oceano....
+Ed i fragili intelletti
+Si frantuman tra gli affetti!...
+
+Fedi e infamie, amori ed odii,
+Amarezze ed illusioni!
+Ecco i venti, i nembi, i fulmini!
+Ecco i tristi cavalloni!
+Fino il duol del padre oppresso
+Nei nepoti resta impresso,
+E van pazzi a cento a cento
+Per chimerico spavento!
+
+O follia, sei tu un'orribile
+E fantastica megera
+Che trapassi in mezzo agli uomini
+Come rapida bufera,
+E che godi, sghignazzando,
+A toccare il fronte blando
+Del dormente neonato
+Con un dito arroventato?
+
+O Follia!... Cupa voragine!...
+Viver... morti!--Esser sepolti....
+Ne` saperlo!--Aver lo spregio....
+E non leggerlo sui volti!
+O Follia!... Pensier tremendo!...
+Forse l'estro ond'io m'accendo
+E` lo stigma del Destino,
+Che mi colse da bambino!...
+
+................................
+
+Le notturne ore discesero;
+Son deserti i foschi androni;
+Gia` i maniaci s'addormentano
+Nei squallenti cameroni;
+Gia` dei poveri _sospetti,_
+Presso l'ansole dei letti,
+I metodici guardiani
+Assicuran piedi e mani....
+
+Deh!... Con sogni placidissimi
+La pieta` li benedica!
+Che` sui pazzi sta l'anatema
+D'una duplice fatica,
+E domani essi dovranno,
+Quando tutti sorgeranno
+Dell'albore ai raggi incerti,
+_Risognare_ ad occhi aperti!...
+
+Dalla Senavra, 26 settembre 1876.
+
+[1] La _Senavra_ e` il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.]
+
+
+
+
+IN ALTO
+
+(A GIUSEPPE GALLOTTI)
+
+Non domandarmi un cantico
+Per le umane passioni!
+L'inesorabil logica
+M'impone altre canzoni;
+Io non posso piu` esprimere
+Ne` il pianto, ne` la gioja,
+Che` mi vennero a noja
+Le lagrime e i sorrisi dei viventi.
+Mi rifiuto all'analisi
+Delle cose create,
+Per viver nel delirio
+Di altezze sconfinate;
+Ivi e` un eterno fascino,
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Dinanzi alla voragine
+Dell'eterna armonia
+Le passioni degli uomini
+Perdon la poesia;
+Cosi` l'estremo rantolo
+Del nocchier si confonde
+Col ruggito dell'onde,
+Su cui passa, tuonando, la bufera!...
+Il Bene e il Mal s'intrecciano
+Nell'assidua natura;
+Il Bene e il Mal s'alternano
+Con sapiente misura;
+E, indivisi, si aggirano
+Fra il turbo dei viventi,
+Gelidi, indifferenti
+A chi piange, a chi ride ed a chi spera.
+
+La medaglia simbolica,
+Dalla gianica faccia,
+Ha nella prima il gaudio,
+Nell'altra la minaccia;
+Ma si palesa agli uomini
+Sempre con fronte eguale,
+Perche` nel Ben sta il Male,
+Perche` nel Male sta del Bene il germe.
+
+I contenti e le lagrime
+Dei poveri mortali
+Per variar di secoli
+Saranno sempre eguali;
+I desiderii fervono
+In ogni creatura...
+E il gaudio o la sventura
+Vengono a soddisfar l'umano verme,
+
+E poi che un giorno ridere
+O pianger gli e` concesso,
+Torna dei desiderii
+Il popolo indefesso;
+La noja uccide il gaudio
+Ed il dolor si accheta...
+E la caduca creta
+Ribeve al fonte dell'antica speme!
+E` una storia monotona
+Degli uomini la storia!
+Sempre lo stesso fremito
+Di bassezze e di gloria!
+Sempre gli stessi gemiti
+Per gli stessi dolori!
+Sempre gli stessi amori!
+Sempre il labbro che ride e quel che geme!
+
+Al suon delle battaglie
+Succedono le paci;
+Dopo l'orgie del sangue
+Vengon quelle dei baci;
+Come fantasmi, i popoli
+Agitando le braccia,
+Contorcendo la faccia,
+Per un istante passan sulla terra....
+Ne` resta che una debole
+Eco di tanti eventi,
+Che nel frastuon va a perdersi
+Delle novelle genti,...
+Poi ricomincia il turbine
+Dei desiderii arcani,
+Che dai cervelli umani
+Elettrico incessante si disserra!
+
+Dal sorriso d'un popolo
+Nasce d'un altro il pianto;
+Per una gente e` un empio
+Chi per un'altra e` un santo;
+E le bufere scrosciano,
+E il sol sfavilla, e i fiori
+Si veston di colori,
+E nello spazio rotean le stelle!...
+
+Tutti, mendichi e principi,
+Deboli e forti, tutti
+Proviam gli stessi gaudii,
+Abbiam gli stessi lutti!
+Il Bene e il Mal ci scuotono
+Coll'istessa potenza,
+E l'umana sapienza
+Alla gran legge invan si fa ribelle!...
+
+No, il sorriso degli uomini,
+No, degli uomini il pianto,
+Nel cranio mio non destano
+Giocondo o mesto un canto;
+Perch'io so che le lagrime
+Fan piu` dolci i sorrisi;
+Perch'io so che indivisi
+Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi.
+Sol nell'immensa sintesi
+Delle cose create,
+Nel supremo delirio
+Di altezze sconfinate
+Trovo dei carmi il fascino!
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Giugno 1875.
+
+
+
+
+CIRCOLO
+
+(A PAOLO GORINI)
+
+
+Un di` d'autunno, al tramontar del sole,
+In un ermo giardino entro` la Morte;
+E impallidir le rose e le viole
+Presaghe di lor sorte.
+
+Le foglie, scosse da leggiero vento
+E per sottil pioviggin lagrimanti,
+Siccome colte da orribil spavento
+Si fecero tremanti.
+
+E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori,
+Disse una voce: "Cosi` vuole Iddio!
+"Voi dovete morire!--Addio colori!
+"Olenti effluvii, addio!"
+
+E la Morte passava.--Un'armonia
+Di indistinti sospiri e di lamenti
+Sorgea dovunque, ovunque la seguia
+Nei sentieri silenti.
+
+Eran sospiri timidi, repressi,
+Come il fruscio d'un abito di dama
+Che va di notte a colpevoli amplessi;
+Era un pianto, una brama
+
+Di restar fiori e foglie un giorno ancora.
+Un povero giacinto domandava
+Di lasciargli veder la nuova aurora...
+Ma la Morte passava.
+
+Il giranio avvizziva; le viole,
+Baciandosi fra lor con aria mesta,
+Diceansi addio, e sull'umide ajuole
+Chinavano la testa.
+
+Solo una rosa, una fulgida rosa
+Dal vivace color, nata il mattino,
+Surse a lottar, fidente e coraggiosa,
+Coll'avverso destino.
+
+E alla Morte grido`: "Perche` degg'io
+"Morire adesso che son nata or ora?
+"La mia parte di vita io chieggo a Dio...
+"Io vo' vivere ancora!"
+
+"Perche` vivere ancor?"--chiese la Morte.
+"Perche` ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta:
+"Morir non e` svanir, ma cambiar sorte,
+"Nascere un'altra volta...
+
+"La mia man non distrugge, ma trasforma;
+"Apportatrice di vita indefessa,
+"La Materia non muor; muta la forma,
+"Ma la creta e` la stessa."
+
+--"Lasciami dunque la forma presente,
+"Con te non mi lagnai della mia sorte.
+"Io voglio restar rosa eternamente!..."
+--Le rispose la Morte:
+
+"E che dira` la terra, a cui tu devi
+"Porger te stessa in provvido alimento?
+"Tu dalla morte altrui vita ricevi;
+"A te l'altrui tormento
+
+"Da` l'esistenza; il loto che si muta
+"Nel tuo stelo e le foglie ti colora,
+"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta
+"Ma pur convien ch'ei mora!...
+
+"A che tanto terror?... Prima d'un mese
+"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto.
+"Per ridonarle a te, l'April cortese
+"Le fara` d'aria e loto.
+
+"La stessa brama, che tu senti, avranno,
+"Morir dovendo, l'aria e il loto allora...
+"Ma poi, mutati, Iddio benediranno
+"D'essere rose ancora...
+
+"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto
+"E d'esser rose lo ringrazieranno,...
+"Per poi lagnarsi il di` che in aria o loto
+"Rimutarsi dovranno!
+
+"E` un'assidua vicenda!...--Il neonato
+"E` vecchio quanto il Tempo!--E` un'infinita
+"Catena!... Tutto muore!... E nel Creato
+"Freme eterna la vita!..."
+
+Tacque e passo`.--Cadean le foglie a mille
+Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti
+Biancheggiavan le mura delle ville;
+E gli sfrondati arbusti
+
+Parevan membra di bimbi malati
+Usciti da mefitici ospedali;
+Borea scopava coi buffi gelati
+Le foglie nei viali;
+
+E intorno, intorno, un susurro s'udia
+Confuso e fioco, come il suon lontano
+D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia
+Un'aerea mano.
+
+Era un canto di grazie; era un concento
+Che nel vespro nebbioso si perdea;
+Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento
+Lo ripetean.--Dicea:
+
+"Ave, o Signor, che ci desti la vita,
+"Che loto ed aria quaggiu` ci mettesti!
+"Possente Iddio, la tua bonta` infinita
+"Fa che si manifesti!...
+
+"Possente Iddio, ci manda un po' di piova!
+"Possente Iddio, ci manda un po' di neve!
+"E tien lungi l'April, che in forma nova,
+"Aime`, mutar si deve!
+
+"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore!
+"Noi siamo lieti della nostra sorte...
+"L'April tien lungi, che` mutarci in fiore
+"Vuol dir darci la morte!"
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+A FULVIO FULGONIO
+
+O modesto filosofo,
+Che giunto a quarant'anni,
+Fra l'incessante turbine
+Di miserie e d'affanni,
+Vivi solingo e povero,
+E nel tuo cor securo
+_Sotto l'usbergo del sentirti puro_,
+
+Di' qual e` dunque il tramite
+Che al sepolcro conduce
+E cui conforta il raggio
+D'inestinguibil luce?
+Dimmi, come si vincono
+Queste umane tempeste,
+Che fan le genti o torve, o tristi, o meste?
+
+Verso la tomba scendere
+Io ti contemplo, o amico,
+Come l'ombra di Socrate,
+Il grande savio antico;
+Tu pure d'ogni infamia,
+Con bocca altera e muta,
+Bevesti in questo mondo la cicuta!
+
+Deh!... Se una pia memoria
+E un fervido entusiasmo,
+Possono ancora emergere
+Dall'umano miasmo,
+Lascia ch'io possa volgerti
+Quell'arcana parola
+Che sa dire chi soffre e che consola.
+
+Sorridi ancora!... Passano
+I secoli e le genti,
+E le plebi, al barbaglio
+Degli empi plaudenti,
+Tu non merchi gli applausi,
+Ma sul tuo franco viso
+Ami serbar l'impavido sorriso,
+
+O modesto filosofo,
+Spesse volte affamato,
+Io mi faccio una gloria
+Di camminarti allato!
+O dolce amico, insegnami
+A vivere securo
+_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_!
+
+Agosto 1875.
+
+
+
+
+LA CHIESETTA DEI MORTI
+
+(A GIULIO CORSARI)
+
+L'ho vista la chiesuola; essa e` perduta
+In mezzo ai campi come un eremita;
+Ed e` deserta, solitaria e muta,
+Qual chi studia il problema della vita.
+
+O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati,
+Macerie umane, chi vi mosse in terra?
+Insiem congiunti come v'han chiamati?
+Becero, Truffaldino o Fortinguerra?
+
+Sotto una rozza lapide sconnessa
+Dorme il vecchio curato del villaggio;
+Egli almen cogli offizii e colla messa
+Il nome a questa eta` lascio` in retaggio!
+
+Ma un teschio, posto la`, sul cornicione
+Con cent'altri, ridendo, par che esclami:
+"Bel profitto davver, se le persone
+"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!"
+
+Ed e` un teschio giallognolo e pulito
+Siccome d'un nodar la pergamena,
+Ed ha la nuca dal profilo ardito
+E guarda in giu` con un'occhiaja appena.
+
+................................
+................................
+................................
+................................
+
+E` il mattino.--Sull'erba verde e folta
+Scintillano le gocce di rugiada,
+E il ritornello da lontan s'ascolta
+D'un villano che passa sulla strada.
+
+La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa
+Poggiar sul cornicione d'una chiesa,
+Coi passeri che intorno le fan festa
+O col becco alle vuote orbite offesa!
+
+E contemplare i proprii stinchi ignudi
+In una nicchia, messi insieme a mille,
+O (peggio ancora) un poeta che sudi,
+E cerchi un verso alzando le pupille...
+
+Ei colla vita di cento persone,
+(Che visser forse ognuna settant'anni)
+Fara` dieci quartine o una canzone.
+Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!...
+
+Poveri morti, perdonate!--Tutti
+Amor vi concepi`; tutti una madre
+E un padre aveste; e amaste; e foste tutti
+Sposo, figlio, fratello, amico o padre...
+
+Per una strofa che dalla matita
+Mi cade, voi viveste, ahime`, tant'anni!
+Un sol mio verso e` costato una vita!...
+E una mia rima chissa` quanti affanni?
+
+Castelleone, agosto 1874.
+
+
+
+
+A UNA DONNA INTELLIGENTE
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi puo` amarti, o bella creatura.
+
+Ho pensato all'arbitrio del destino,
+Che ti formo` col puro caolino
+Con cui formo` il cervello dei veggenti:
+Ho pensato al delirio
+Di chi bacio` i tuoi begli occhi lucenti;
+All'angoscia di chi, dopo il delirio,
+Vorra`, tremante, interrogarti il cuore,
+E, forse, trovera` lento e sbiadito.
+Come un suono che muore,
+L'amoroso battito!
+
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!
+I sogni, che s'incarnano
+Nella gentil parvenza!
+Strano connubio!... Intelligenza e donna!...
+Lucifero che cela il ghigno orrendo
+Sotto un pallido volto di Madonna!
+Una bionda e leggiadra testolina,
+Un gingillo da por sovra un guanciale,
+Che scruta ed indovina
+Il cupo abisso del Bene e del Male?
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!...
+Una mandola, cui la man d'amore
+Sa cercare una languida cadenza,
+E a cui scuote le corde
+Questo fantasma che sussulta e spia,
+E bacia, e sferza, e morde,
+E che gli umani chiaman: _Poesia_!
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi puo` amarti, o bella creatura!
+
+Io vorrei che alla mia donna adorata
+Mormorasse un mortal detti d'amore,
+Perch'io potessi trafiggergli il cuore
+O morir di sua mano;
+Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei
+Che tenesse lontano
+Dal suo capo gentile
+Il piu` spietato dei rivali miei,
+Il _Pensier_, che solleva
+Il tristo tentatore
+Che un di` fe' perder Eva
+E poi distrusse ogni sogno d'amore.
+
+E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi
+Colle lagrime agli occhi e il viso bianco,
+E, come un pellegrin d'affanni stanco,
+Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei
+E, baciandoli, o donna, io ti direi:
+
+"Di non udir quaggiu` che la mia voce,
+"E d'esser sorda alle melodi arcane
+"Che vibrano nel tuo capo adorato;
+"Perch'io temo che il sol della dimane
+"Ti risvegli piu` fredda all'amor mio;
+"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_
+"(Funestissimo Iddio)
+"Ti tolgano per sempre ai baci miei!"
+
+Questo, o donna, piangendo, io ti direi.
+
+E se tu volgerai, dolcezza mia,
+Quasi ammaliata, le pupille al cielo
+Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando
+Nel profondo del cor la gelosia,
+Afferrero` la balza del tuo velo
+Per tenerti qui in terra... o per morire,
+Se a quella reggia d'oro
+Poeta e donna, tu vorrai salire.
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+IL DI` DEI MORTI
+
+Quest'oggi il calendario
+Segna il giorno dei morti,
+Il giorno in cui gli scheletri
+Han mistici conforti,
+Ed io, seguendo il popolo
+Come sopra pensiero,
+Mi trovo al cimitero
+Fra i cippi a vagolar.
+Qui tra le mute lagrime
+Delle madri dolenti,
+Tra gli ipocriti gemiti
+Degli eredi parenti,
+Tra i fiori che inghirlandano
+I cippi biancheggianti,
+Rovistando i sembianti,
+Comincio a meditar.
+
+Chi mi disse che il funebre
+Campo, ov'io sono, ispiri
+Pensieri melanconici,
+Desolanti deliri?
+Chi mi disse che incutono
+Disinganni e paure
+Le mille sepolture
+Che stan dinanzi a me?
+Qui, dove gli altri parlano
+D'incompresi destini;
+Qui, dove gli altri perdonsi
+In mar senza confini;
+Qui, dove tutti fremono
+D'indicibil terrore,
+A me si spegne in cuore
+Ogni bugiarda fe`.
+
+Sulle zolle che atteggiansi
+A smaglianti ajuole,
+Tra i fiori, che si volgono
+Desiosi ai rai del sole,
+Della Morte io non veggio
+La larva ischeletrita;
+Non la Morte, la Vita,
+O miei fratelli, e` qui!...
+La Morte!... Che significa
+Questa strana parola,
+Che fa sgomento ai timidi
+E che i forti consola?
+La Morte!... Chi mi scioglie
+Questo fatal segreto,
+Che al cerebro d'Amleto
+Il dubbio suggeri`?
+
+E` la Morte una fisima
+Delle pusille menti!
+Se nacquer dai cadaveri
+L'erbe ed i fiori olenti,
+Se i vermi ha fatto nascere
+La carne imputridita,
+La forma, e non la vita,
+D'esistere cesso`!...
+L'operosa materia
+Convien che a se` ritorni;
+La Morte e` legge assidua;
+Noi moriam tutti i giorni!
+Noi moriam, trasformandoci
+Da bimbi in giovinetti!
+Noi moriam cogli affetti
+Che il nostro cor provo`!
+
+Perche` cercar nell'anima
+Le fede e la speranza?
+Perche` cercar nell'anima
+La postuma esultanza,
+Se scioglier la materia
+Ci puo` il fatal problema,
+Se il mistico poema
+Essa cantar ci sa?
+Essa, l'eterno simbolo;
+Essa, l'eterna Dea;
+Essa, da cui germogliano
+E l'albero e l'Idea;
+Essa che da` alle indagini
+I responsi piu` esatti,
+Che non i sogni astratti
+Delle trascorse eta`!
+
+Che v'importa dell'anime
+Dei figli trapassati,
+O padri, sovra i candidi
+Sepolcri inginocchiati?
+Via!... Chiudete l'orecchio
+Ad una sciocca turba,
+Che il pensier vi conturba
+Con sogni di terror!
+I vostri figli vivono;
+Sono raggi di sole,
+Son glebe, son garofani,
+Son aria, son viole;
+Voi, pregando sugli umidi
+Fiori o sui secchi dumi,
+Ne aspirate i profumi
+E vivete con lor.
+
+Oh!... Dite ai mille ipocriti
+Dalle fisime strane,
+Che noi, togliendo l'anima
+Alle credenze umane,
+Non vi togliamo il balsamo
+Delle memorie pie,
+I canti e l'armonie
+Che sanno consolar!
+Credete alla Materia
+Per creder nell'Eterno;
+Il Bene e il Mal sussistono;
+Ecco il Cielo e l'Inferno!
+Religion purissima
+E` la Scienza, la luce
+Che gli uomini conduce
+Ad amarsi e pensar.
+
+
+
+
+PER IL SANTO NATALE
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Eugenio, l'abitudine
+E` una cinica Dea,
+Che avveleno` coll'alito
+Ogni sublime idea!
+Profuse il genio ai popoli
+Le perle smaglianti
+E un'orda di baccanti
+In pietre le muto`!
+
+Dal di` che all'Evangelio
+Pace e conforto io chiesi,
+Dal di` che il cor degli uomini
+A interrogare appresi
+E, come un serpe, ascondersi
+Vidi nel Bene il Male,
+Il giorno di Natale,
+Da allora mi indigno`!
+
+I poetastri raglino
+Vieti e melliflui canti,
+Le olenti dame pensino
+Ai bambini lattanti,
+Credan davver gli stolidi
+Ch'oggi ogni sdegno e` spento,
+Biascichi un complimento
+Ogni bocca volgar!
+
+Io, solitario, medito
+Chiuso nella mia stanza
+Che retaggio di popoli
+Grulli e` una grulla usanza...
+Ne` a vagolar pei trivii
+Coi miei pensier discendo,
+Che` fuggo un quadro orrendo
+Che m'eccita a imprecar.
+
+Giu` v'e` un delirio, un'orgia
+Di sangue e di carname;
+Polpe squarciate e muscoli
+Ornati di fogliame,
+Bestie sgozzate e viscere
+Ancora palpitanti,
+E rosse man fumanti,
+E gocciolanti acciar!
+
+Lungi da me l'orribile
+Tripudio dei macelli,
+Ove le fronti pallide
+Di pecore e vitelli,
+Trofeo spaventevole,
+Col livid'occhio spento,
+Mandandomi un lamento,
+Mi possono guardar!
+
+Lungi da me, o limosine
+D'un mondo imbellettato,
+Chicche donate ai bamboli
+D'un popolo affamato!
+Lungi da me l'ingenua
+Fede dei tardi ingegni,
+Che spengansi gli sdegni
+Coll'agape d'un di`!
+
+Lungi da me quest'ebete
+Sfida a chi piu` divora,
+Quest'inno che da gonfie
+Ventraglie erutta fuora!
+Lungi da me l'effluvio
+Di frutta e di dolciumi,
+A cui gli acri profumi
+Inutil sangue uni`!
+
+O triste lotta!... O vincolo
+Fatal della Natura!
+E` ver, dell'altrui sangue
+Vive ogni creatura!
+E` ver, la morte e` il nocciolo
+Che genera la vita!
+In terra e in ciel scolpita
+La dura legge io so!...
+
+Ma, per far festa, uccidere,
+Non per sbramar la fame;
+Ma il rider tra i cadaveri,
+Gridando: _Pace_!... e` infame!
+Ma l'esclamar tra i rantoli
+"_Quest'oggi e` un giorno gajo!_"
+E` lazzo da beccajo
+Che il sangue inebrio`!
+
+Deh! Se nei vostri pargoli
+Sensi d'amor bramate
+Dal barbaro spettacolo,
+Madri, li allontanate...
+O scenderanno funebri
+Fantasimi crudeli
+A rapir loro i cieli
+Del sonno verginal!
+
+Ah! dite lor che scordino
+Quest'efferata usanza;
+Che a feste meno stolide
+Rivolgan la speranza;
+Che verra` un di` in cui gli uomini
+Saran davver fratelli,
+Senza l'orgie e i macelli
+Di questo saturnal!
+
+25 dicembre 1876.
+
+
+
+
+CORAGGIO!
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio,
+Dall'esil campanile, a mezza china.
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina,
+Come la guancia d'una giovinetta
+Cui si parli d'amore.
+
+O mesto amico mio, biondo dottore,
+Talor lo sogno anch'io
+Questo tranquillo oblio;
+Talor m'accascio anch'io sul mio dolore
+Penso alla noja arcana
+Che da ogni cosa emana;
+Penso a quelli che furono
+E a quelli che verranno;
+All'albe ed ai tramonti ed all'affanno
+Che domina creato e creature;
+Alle molte sventure
+Ed ai pochi sorrisi
+Concessi a quei che pensano; alla culla
+Tanto presso alla tomba;
+A questo eterno nulla!
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio
+Dall'esil campanile, a mezza china,
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina;
+Ed io perdo il coraggio
+Nella frivola vita cittadina!
+E nei ridotti, ove s'affolla un mondo
+D'ubbriachi e di cretini,
+M'aggiro; e il volto mio cogitabondo
+Porta il riflesso d'inconsci destini...
+
+Pur se giunge una nota al mio cervello,
+Se vien qualche cencioso menestrello
+A strimpellare una canzon gioconda
+Al mio attonito orecchio,
+Una febbre m'inonda
+Di mille desiderii sconfinati;
+E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio
+Che crollera` sotto il mio giovin pugno;
+All'arte nuova; ai versi cesellati,
+Coi quali passo qualche lieta notte
+Della mia giovinezza;
+E ritorno alle lotte,
+Ove soltanto il debole si spezza;
+Ed odio, ed amo, e scrivo,
+E lagrimo talor, ma fremo e vivo!
+
+
+
+
+DITIRAMBO
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Un giorno, Eugenio, tramontava il sole
+E tu mi stavi accanto,
+Ed al cervello mio le tue parole
+Suggerivano un canto.
+
+Tu mi dicevi: "La scienza e` la luce
+"Che feconda gli ingegni;
+"E` la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni...
+
+Ai regni inesplorati, agli ideali
+"Che tu cercando vai,
+"A cui le menti, che han tarpate l'ali
+"Non arrivano mai."
+
+Ed io dicevo: "E` vero!... I giorni miei
+"Passan senza splendori!
+"Oh, quante notti fra i bicchier perdei!
+"E quante fra gli amori!"
+
+E ripetevo: "La scienza e` la luce
+"Che feconda gli ingegni!
+"E` la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni!"
+
+Poscia, rinchiuso nella stanza mia,
+Quella notte vegliai;
+Degli intravisti carmi l'armonia
+Mi si aperse e pensai:
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Qual ben puoi tu largirmi?
+Ahime`!... Dei canti il fascino
+Forse tu puoi rapirmi!
+L'entusiasmo puoi togliermi
+Che i giorni miei fa lieti!
+L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti!
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Forse il concetto immenso
+Del nostro nulla?--E` inutile!
+Io questa idea la penso...
+Come da vasto incendio
+Le scintille incessanti,
+Cosi` dal nulla a me vengono i canti
+
+Tu sai giunger, per aride
+E tortuose vie,
+In lande ove s'impressero,
+Da tempo, l'orme mie!
+Scienza, che debbo chiederti?
+Io volo, e tu cammini...
+Per soffermarci agii stessi confini!
+
+Puoi tu insegnarmi il numero
+Degli astri roteanti?
+Dirmi che sia lo spazio
+E cosa sian gli istanti?
+Dirmi perche` sussistano
+La luce, l'ombra e il moto,
+E come in foglie si trasmuti il loto?
+
+Scienza, a creare insegnami
+Un'erba od un insetto;
+A discerner le cause
+Dell'odio e dell'affetto;
+A indovinar l'incognito
+Principio della creta;
+Scienza, dei mondi apprendimi la meta!
+
+Ed io, fervente apostolo
+E adorator dell'arte,
+Verro` a chiedere l'estasi
+Alle tue dotte carte,
+E vestiro` coi fascini
+D'un eterno poema
+La soluzione del vital problema!
+
+Ma, fino allora, chiederti,
+Scienza, che deggio io mai?
+Forse l'oro e la gloria
+Che da tempo spregiai?
+Forse di qualche popolo
+Le gesta o la favella?
+Forse una data o il nome d'una stella?..
+
+Ahime`!...La scienza e` un briciolo
+All'ignoto involato!
+Noi non ghermiam che un atomo
+E gridiamo: E` il Creato!...
+E perdiamo nell'ansie,
+E perdiam negli affanni
+L'incantevol sorriso dei verd'anni!
+
+E poi, giunti sul margine
+Della vita che fugge,
+Anco cinti di gloria,
+Un pensiero ne strugge;
+E` del Nulla il fantasima
+Che nell'estrema prova
+Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?...
+
+Lo so; i verd'anni passano
+Pei dotti e pei gaudenti,
+E forse nel silenzio
+Degli anni miei cadenti,
+Triste e scorato, ai fervidi
+Giovani di` pensando,
+Anch'io dovro` ripeter lagrimando:
+
+"Stolto!... I bei sogni sparvero!
+"Sparvero e nappi e amori,
+"E i giorni tuoi tramontano
+"Qual sol senza splendori!
+"Scendi, rabbiosa ed invida,
+"Nella tua sepoltura
+"A mutar forma, o volgar creatura!"
+
+E` ver!... Ma tutti muojono,
+E dotti e gaudenti!
+E allor che giova il plauso
+O il biasmo delle genti?
+In un pugno di polvere
+L'incompreso Destino
+Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino!
+
+................................
+................................
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano,
+E che--forse--Alighieri
+Invidia il bimbo partorito jeri...
+
+E vorrebbe rivivere
+Per giornate piu` liete,
+Soffocando nel cerebro
+Della Scienza la sete,...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, gli allori
+Fra le tazze obliati e fra gli amori!
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano
+E che--forse--Arlecchino
+Vorria rinascer per studiar latino
+
+E vorrebbe rivivere
+Per diventar dottore,
+L'esilarante arguzia
+Soffocando nel cuore...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, le cene
+Rubate al ventre... dalle pergamene!
+
+Viviam!... Dei desiderii
+E` la turba infinita;
+Per soddisfarla gli uomini
+Troppo breve han la vita!...
+E vivesser coi secoli
+Convien che il labbro gema:
+"Noi siamo affranti...o la turba non scema!"
+
+Viviam!... Lasciam che passino
+Servi all'istinto gli anni!
+Tutti avrem pari i gaudii,
+Tutti pari gli affanni!....
+L'eternita` in un circolo
+Infinito ne serra!...
+E` il Nulla in cui s'avvoltola la terra,
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+PER UNA SUICIDA
+
+Una bionda fanciulla innamorata
+Dal terzo piano si getto` stasera.
+L'han raccolta piangendo ed e` spirata!
+
+Domani i preti, colla stola nera,
+Com'e` costume, a prenderla verranno
+Recitando la solita preghiera;
+
+Domani tutti il nome suo sapranno,
+E morra` nel frasario d'un giornale
+Questa epopea d'un immenso affanno!
+
+Poveretta!... La veste nuziale
+L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto
+Mutare in epitaffio un madrigale!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto,
+Credea nei libri di legger la vita,
+E non vedea che sterile deserto!
+
+E rivivea la fantasia romita
+In epoche lontano; in mezzo a gente
+Che incancellabil orma avea scolpita.
+
+E tutti mi diceano amaramente:
+"Che noi non siam che un popol di fantasmi;
+"Che i nostri affetti son ceneri spente;
+
+"Che son svaniti amori ed entusiasmi;
+"E che i lampi e i profumi eran mutati
+"In fosforo volgare ed in miasmi!"
+
+Ed io discesi nei trivii affollati,
+Non recando ne` fedi ne` illusioni,
+Arido figlio di padri annojati.
+
+Ma l'impeto fatal delle canzoni
+Tacitamente palpitar mi fea!
+Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni,
+
+Fra lo splendore d'una eterna idea
+E le tenebre folte, il mar solcando
+Degli eventi, che intorno a me fremea,
+
+L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando;
+E nella notte altrui trovai l'aurora;
+E risi e piansi anch'io; e lagrimando
+
+La strofa mi sgorgo` calda e sonora;
+E ritrovai la fede e la speranza,
+Perche' m'accorsi che si vive ancora!
+
+Si`!... Si vive! Si lagrima! Si danza!
+Come un di`! Come sempre! E infin che luce
+Avra` il sole ed i fiori avran fraganza,
+
+Questo dramma, ora lieto ed ora truce,
+In cui tutti abbiam parte, ed e` la vita,
+E che un'ignota man scrive e conduce,
+
+Palpitera` di passione infinita,
+Miscela arcana d'ombra e di splendore!
+E tu eterna starai (lampa romita,
+
+Oppure incendio divampante) Amore!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+QUANDO?
+
+(A DINO MARAZZANI)
+
+Quando i giorni verranno
+Della malinconia,
+E morira` d'affanno
+Nel mio cranio la giovin fantasia,
+
+Io pensero` alle notti,
+Che passai con me stesso;
+Agli studii interrotti
+Per meditar della lampa al riflesso;
+
+Io pensero` alle sere,
+Che, coi pochi diletti,
+Confusi le preghiere
+Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti.
+
+Allora, stanco anch'io
+Dei furbi e dei cretini,
+Mi sentiro` il desio,
+Il santo ardor di piu` vasti confini!
+
+Stringero` nella mano
+Un nodoso bastone,
+E me ne andro` lontano
+Un balsamo a cercar, l'oblivione...
+
+Andro` verso l'Oriente,
+Col sole sulla fronte,
+Guardando avidamente
+La linea circolar dell'orizzonte.
+
+E baciero` le siepi
+E i fiori per la via,
+E cerchero` i presepi
+Ove deporre la stanchezza mia.
+
+E scendero`, pensando,
+Alle vaste marine;
+E vedro`, palpitando,
+Gli splendidi tramonti e le mattine.
+
+Ritrovero` la vita
+Nell'immensa natura;
+E la gioja infinita
+Del creato empira` la creatura...
+
+Parmi d'aver dinanti
+Le romite vallate;
+Le strade biancheggianti
+Ove la fine polve arde in estate;
+
+Odo stillar le fonti
+Dallo spungoso tufo
+E, la sera, fra i monti,
+Stridere il grillo ed ululare il gufo.
+
+Sento l'acre profumo
+Dell'erbe e delle piante
+E, sull'umido dumo,
+La verde cavalletta saltellante.
+
+Poi, quando il giorno estremo
+Degli erranti miei giorni,
+Col comando supremo
+Vorra` che in vermi il corpo mio ritorni,
+
+Io cerchero` una sponda
+Giallastra e desolata,
+Ove si franga l'onda
+D'una glauca marina sconfinata
+
+La` posero` le spalle
+Sull'arena minuta,
+Che, come eterna valle.
+Verso un fondo nebbioso andra` perduta;
+
+Rammentero le storie
+Della mia giovinezza;
+Rivivro` di memorie,
+Di pianto, di speranza e d'allegrezza;
+
+Ed atomo piccino
+Dinanzi alla Natura
+E dinanzi al Destino,
+Coll'unghie mi faro` una sepoltura,
+
+Guardero` i cieli azzurri,
+Il mar pieno d'incanti,
+Di calme e di susurri,
+E i pulviscoli in aria roteanti.
+
+La` moriro` tranquillo
+Dagli uomini lontano...
+E, forse, fatto brillo
+Dall'agonia, colla tremula mano.
+
+Sovra la sabbia ardente,
+Pensando all'universo,
+Tracciero` sorridente,
+O dolce amico mio, l'ultimo verso.
+
+
+
+
+ARS, ALMA MATER
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+L'Arte morra`!... o La splendida
+Arte che amiamo, o Alberto,
+Morra`, come ingannevole
+Miraggio del deserto!...
+Oh! Tu non sai l'angoscia
+Che in petto mi fremea
+Quando la triste idea
+Nel cranio mi guizzo`!
+Nata col primo palpito
+Dell'umano pensiero,
+L'Arte non era in fascie
+Quando cantava Omero;
+Ma dalle vette olimpich
+All'Ellenia stupita
+Dicea: "Narro la vita
+"D'un'arte che passo`!"
+
+Dal sacro fiume Egizio,
+Dal Gange e dal Giordano
+Alle colonne d'Ercole
+Che chiudean l'oceano,
+Errante coi fenicii,
+Ape del sen fecondo,
+Ella verso` sul mondo
+Il miel di sue virtu`.
+E ad Iside e ad Osiride
+Eresse monumenti;
+E verseggio` le pagine
+Dei vecchi testamenti;
+E tocco` l'arpa a Davide;
+E al popol patriarca
+Disegno` l'are e l'arca;
+E celebro` Visnu`.
+
+In Grecia Apelle e Fidia
+Le chieser marmi e tele;
+Ella insegno` la linea
+Divina a Prassitele,
+E a Socrate e a Demostene
+La possente parola,
+E ad Eschilo la scuola
+Delle passioni apri`.
+Le mani d'Aristotile
+Ne composer la storia;
+La chiamo` Saffo, in lagrime,
+Amor; Pericle, gloria;
+Inspiro` l'odi a Pindaro;
+Segui` Alcibiade a festa;
+E gaja dalla testa
+D'Anacreonte usci`...
+
+Poi trasvolo`, coll'aquile
+Delle legioni, a Roma;
+Ed intrecciando i lauri
+Alla fluente chioma,
+Canto` i trionfi, il sonito
+Delle tube guerriere,
+Le spoglie e le bandiere
+Del Lazio vincitor.
+E quando la Repubblica,
+L'invincibile atleta,
+Sotto il pugno di Cesare
+Si sfascio` come creta,
+Ella, che adora il genio,
+Nella bellezza avvolto,
+Bacio`, plaudente, in volto
+L'audace lottator!
+
+E l'adoro`, recandogli
+Un impero a tributo;
+E, ad eternarlo, complici
+Ebbe Tacito e Bruto;
+E quando ei cadde, vittima
+Di vendetta gloriosa,
+Gli suggeri` la posa
+In cui dovea morir.
+Sovra il suo corpo esangue
+S'abbandono` piangendo;
+E si tempro` all'incudine
+D'uno spasimo orrendo...
+Poi surse, e avea nell'occhio
+Sguardi cosi` possenti
+Che n'arsero le menti
+Nei secoli avvenir,
+
+Ella narro` a Virgilio
+L'egloghe e l'epopee;
+Apprese in versi a Orazio
+Le proverbiali idee;
+E rizzo` terme e templii,
+E circhi e colossei,
+E sogghigno` agli Dei,
+Agli auguri, agli altar.
+Dai lidi della Nubia
+Chiamo` il pardo e il leone;
+Tolse a femminee viscere
+Caligola e Nerone;
+Rovescio` il bianco pollice
+In faccia ai moribondi,
+E chiese se altri mondi
+Eran da conquistar!...
+
+Mutati i lauri in pampini.
+Nuda dal capo ai piedi,
+A mense interminabili
+Volle Eterie e Cinedi;
+E, briaca, in un'orgia,
+Di vino e di deliri,
+Cadde dai drappi assiri
+Sul pavimento d'or.
+Fra i bianchi intercolonnii
+Ella era ancor sopita,
+Quando un profeta mistico
+Venne a chiamarla in vita.
+Ei la copri` col ruvido
+Manto, le die` una croce,
+E colla blanda voce
+Le favello` d'amor.
+
+Cosparsa il crin di cenere
+Seco a pregar l'addusse;
+La conforto` di massime
+Soavi ed inconcusse,
+E in mezzo a ignoti popoli,
+Quasi selvaggi ancora,
+Vestitala da suora,
+La chiuse in monaster.
+Ella, seguendo l'indole
+Di sua mondana vita,
+Da preci e da cilicii
+Affranta ed intristita,
+Per scongiurar la noja
+Del chiostro freddo ed ermo,
+Tradusse in canto fermo
+I timidi pensier.
+
+Indi minio` una bibbia,
+Cesello` dei rosari,
+E ricamo` in fantastici
+Fregi gli scapolari...
+La santita` dell'opere
+La rese ardita, e un giorno
+A un'asse si fe' attorno
+Con piume e con color,
+E disegno` un'aureola
+In mezzo a cui, raggiante,
+Pinse il volto mitissimo
+Del suo profeta e amante;
+E, le pupille in lagrime,
+Compunta a divozione,
+Disse alle genti buone:
+"Questi e` Nostro Signor!"
+
+Fu la sua voce armonica
+Che il nuovo dogma apprese;
+Fu per sua man che sursero
+E metropoli e chiese;
+E dissero i miracoli
+Di sue glorie passate,
+Le aguglie, le navate,
+I poemi e gli altar.
+Pur, colle glorie, l'orgia
+Fatal non iscordava;
+E il giorno che un Pontefice
+La volle far sua schiava,
+L'Arte, la bella indomita,
+Volse le spalle al tristo,
+E fea ritorno a Cristo
+Per piangere e pregar.
+
+Un'invincibil nausea
+Le saliva alla bocca,
+Che` l'andazzo del secolo
+La fea torva e barocca;
+Eran grottesche immagini
+Di frati, angioli e santi
+Con manti svolazzanti
+E iperbolici pel;
+Erano idee rachitiche
+Cinte di gonfie vesti;
+Sparia la pura linea
+Sotto i fregi funesti;
+E nei giardini mistici
+Della latina scuola
+Il puzzo di Lojola
+Isterilia gli stel.
+
+E Sanzio, e Michelangelo
+Non eran polve ancora
+Quand'ella in Francia e in Anglia
+Vide la prima aurora;
+E, mentre di Giansenio
+La pura man guidava,
+Fremeva e palpitava
+D'Amleto col cantor.
+Poscia amo` i nei, la cipria,
+Le satire mordenti;
+Chiamo` gli Enciclopedici
+In sale aurate e olenti;
+E, per fuggir degli Arcadi
+L'inesorabil belo,
+Della Germania al Cielo
+Cerco` sorti miglior.
+
+Ma sulla strada un pallido
+Giovinetto severo
+La soffermo`, dicendole:
+"Io mi chiamo Pensiero.
+"Il mondo mi perseguita;
+"Io gli grido che l'amo;
+"Ma son povero e gramo,
+"E non mi vuole udir!
+"Tu sei leggiadra, e gli uomini
+"Aman le cose belle;
+"Or ben, di' lor che il raggio
+"Io scrutai delle stelle,
+"Che la pena ed il premio
+"Impartiro` a chi tocca;
+"Per la tua rosea bocca
+"Io mi faro` capir!..."
+
+L'Arte e il Pensier si amarono.
+Ella porse al Pensiero
+Le gioje che sollevano;
+Egli le apprese il vero.
+Ma l'Arte, esperta e provvida,
+Reco` al novello tetto
+Di cortigiana il letto,
+Di monaca il pudor.
+Dall'ideal connubio
+(Non piu` Minerva strana
+Nata da stolto cranio,
+Ne` isterica cristiana,
+Ma dolce e melanconica,
+E d'austera parvenza)
+Nacque una figlia--o Scienza
+Tu palpitasti allor!
+
+E, gigante, fra gli uomini
+Gia` il tuo nome risuona!
+Ma corre ancora il popolo
+Alla tua madre buona,
+E la sua voce armonica
+E i suoi racconti adora,
+E ride e freme e plora,
+Udendoli narrar.
+E l'Arte narra i dubbi,
+Che ne assedian qui in terra,
+E i miti, e i sogni, e i simboli,
+E la pace, e la guerra;
+Parla di re e di popoli,
+D'amorose leggende,
+E, dai palagi, scende
+Al rozzo casolar.
+
+Poscia veggendo, trepida,
+Che dei tempi passati
+La monotona storia
+Ha i cerebri annojati,
+Sferza colla commedia
+Le goffe costumanze,
+E scruta nelle stanze
+Gli intrighi ed i mister.
+E, risalendo ai limpidi
+Fonti della natura,
+Ci canta in un Idillio
+Creato e creatura,
+E insegna all'occhio l'ultima
+Gradazione di verde,
+Che da lontan si perde
+In profumo leggier.
+
+L'Arte e` la candid'avola
+Che tesse le sue fole;
+E noi, che ancor siam pargoli,
+Amiam le sue parole;
+Ma, fatti adulti, i popoli
+La chiameran ciarliera,
+Ed alla figlia austera
+Rivolgeranno il pie`!...
+E cercheran l'oceano
+Del fiume antico uggiati;
+E scruteran dai vertici
+I cieli sconfinati;
+E chiederanno i fascini,
+Che il genio oggi dispensa,
+Alla natura immensa,
+Che tutto chiude in se`.
+
+Forse tu sola, o Musica,
+Astrazion dell'idea.
+Vivrai, dell'arti l'ultima
+E piu` perfetta Dea!
+L'altre morran!... Le statue
+(Simulacri pallenti
+Delle belta` viventi)
+Cadranno infrante al suol;
+E voi, riflesso inutile
+Di cio` che esiste, o tele,
+Voi copriran la polvere,
+L'oblio, le ragnatele!
+O libri, al fuoco!... Briciole
+Della filosofia!...
+Ogni fisonomia
+E` un libro aperto al sol!
+
+Alberto, ho il ciglio in lagrime
+Penso a quel di` fatale!
+Alla luce novissima
+Della scienza ideale!
+All'orrenda catastrofe
+Della tragedia trista!
+Penso all'ultimo artista
+Che quel giorno vivra`!
+Ei della madre suggere
+Vorra` l'esausto petto,
+E rabbioso e famelico
+Lo dira` maledetto;
+E forse, per resistere
+Un'ora all'ardua pugna,
+Lo graffiera` coll'ugna
+E il sangue ne berra`!
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+DE MINIMIS.
+
+
+
+MORS TUA, VITA MEA
+
+Era un uomo sensibile; dicea
+Che tutto vive d'una vita arcana;
+Che, come il bruco, si forma l'idea;
+Che non e` sola l'esistenza umana.
+
+E predicava ai bimbi e ai giovinetti
+Di rispettar gli steli delle rose,
+I nidi delle rondini, e gli insetti,
+E le sementi, e gli uomini, e le cose.
+
+Poi, meditando l'incessante guerra
+Che la fame crudel move ai men forti,
+E pensando che ognun semina in terra
+Ad ogni passo migliaja di morti,
+
+D'infinita pieta` pianse angosciato,
+E, i cibi rifiutando alla natura,
+In un angol tranquillo del creato
+S'adagio`, come morto a sepoltura.
+
+La`, rivolgendo gli occhi moribondi
+Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini,
+Vide la vita di novelli mondi,
+La strana vita d'esseri piccini.
+
+Vide un bruco, due ragne e un capinero,
+Il bruco, rosicchiando un'erba-menta,
+Rotava in essa, senza alcun pensiero,
+Il pungolo, che sfibra e che tormenta.
+
+E poi che sazio, in estasi beate
+Levava il picciol capo verso il sole,
+Le ragne da una foglia arsa sbucate,
+Si divisero il bruco nelle gole.
+
+Le due comari, del bottino liete,
+Facevan l'una all'altra i complimenti,
+Quando, piombando dal vicino abete
+Il capinero, li muto` in lamenti.
+
+Nel giallo becco ei se le prese entrambe
+Trillando gajamente: Il colpo e` bello!...
+--L'uomo _sensibil_ balzo` sulle gambe,
+Stese la mano... e si mangio` l'uccello.
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+FLECTAR, NON FRANGAR
+
+(A LUIGI DELLA BEFFA)
+
+
+Tu vuoi saper perche` la vita mia
+Colla gente volgare si consumi,
+E come io pensi un'ode all'osteria
+Fra gli sconci profumi;
+
+Tu vuoi saper perche` fra gli imbecilli
+Cerco talora qualche idea sublime,
+E come mai le nebbie dei pusilli
+Mi dian l'audaci rime;
+
+Tu vuoi saper perche` passo le sere
+Giuocando un trivial giuoco coi cretini
+Bevendo spesso le tisane nere
+Che l'oste chiama vini!
+
+Io sono lo scultor che il sasso adora
+Con cui sapra` dar vita ad una Dea;
+So che dopo la notte vien l'aurora,
+ Dopo il dubbio l'idea.
+
+So che il maggio fa seguito all'inverno,
+E che il torpore e` padre all'entusiasmo,
+E che la vita e` un alternarsi eterno
+ D'olezzo e di miasmo!
+
+Come l'aquila anch'io dormo sovente
+In una grotta una lunga stagione,
+E nell'ore volgari e sonnolente
+ Annego la ragione...
+
+Poi spicco l'ali dall'oscuro nido
+E, librandomi in ciel, nel volo immenso
+Saluto il mondo con superbo strido...--
+ E` allor che canto e penso.
+
+Autunno 1875.
+
+
+
+
+MELODIA
+
+Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole;
+Mormoravan le labbra--portentose parole;
+Un inno solo dalle labbra uscia,
+Un inno che diceva:
+_La parola dell'uomo e` melodia,
+Che sovra ogni idioma si solleva!_
+
+Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole
+Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole;
+E un lieto canto dalle gole ascia,
+Un canto che diceva:
+_Solo il nostro linguaggio e` melodia
+Che sovra ogni idioma si solleva!_
+
+Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole,
+Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole;
+Cantavano con note di profumi,
+E cantavano il maggio;
+E tremolanti sui roridi dumi
+Diceano: _Il nostro e` il piu` gentil linguaggio!_
+
+Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava,
+La femmina d'un rospo--ancor essa cantava;
+Il prediletto che quel canto udia,
+Da lungi rispondeva:
+_La tua voce, o mia sposa, e melodia
+Che sovra ogni idioma si solleva!_
+
+Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava.
+Sulla strada maestra--pensieroso passava;
+Egli ascolto` gli amanti, i fior, gli uccelli
+E i rospi, e disse in cuore:
+_I linguaggi quaggiu` son tutti belli,
+E specialmente se parlan d'amore!_
+
+Luglio 1876
+
+
+
+
+SEMINARE E RACCOGLIERE
+
+Il cuore e` un ventilabro--e noi siam mietitori.
+Noi seminiam gli affetti a piene mani,
+
+Crediam nelle sementi--che promettono i fiori,
+Crediamo nelle messi del domani.
+
+Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita,
+Ci volgiamo alle zolle fecondate;
+
+Non crediam piu`: speriamo;--speriam la via fiorita;
+Vogliam mietere i fiori e le derrate.
+
+Ahime`!... Da pochi semi--la pianta si matura!
+Di molti sterpi la campagna e` piena!
+
+E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura,
+Chinan la testa sulla gialla arena!
+
+Noi moriam, seminando--la fede e la speranza,
+Raccogliendo la noja e l'amarezza,
+
+Ai giovani invidiando--la inutile esultanza...
+E pur bramando lunga la vecchiezza!
+
+Il cuore e` un ventilabro--e noi siam mietitori;
+Noi guardiamo le zolle fecondate
+
+E le troviam coperte--di spine e di dolori
+O da compianti cippi funestate.
+
+
+
+
+IL MARE CANTA
+
+(A ENRICO CAROSELLI)
+
+Il mare canta, il fremito dell'onde
+Son note, son cadenze, son canzoni;
+E i raggi che la luna in ciel diffonde
+ Son tremule visioni.
+
+I pescatori nelle glauche notti
+Del Gran Cantore ascoltano i concenti
+E alla spiaggia li recano, tradotti
+In melodici accenti.
+
+Napoli abbraccia il mar, come un poeta
+Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme;
+Quando tranquillo e` il mar Napoli e` lieta,
+Quando e` in tempesta freme.
+
+Santa Lucia, febbrajo 1876.
+
+
+
+
+EN ATTENDANT
+
+Il ragno, che da un albero
+All'altro va tessendo la sua tela,
+Al poeta, che smania
+Dietro i suoi canti, un conforto rivela.
+
+Ei da un ramo si dondola,
+Acrobata sospeso a un fil d'argento;
+Tenta alla meta giungere,...
+Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento.
+
+Cosi` il poeta penzola,
+Pria di spingersi a voi, sulle illusioni;
+E tenta, e veglia, e spasima...
+Indi aspetta le sacre ispirazioni.
+
+Luglio 1876.--In un bosco.
+
+
+
+
+A UN CALENDARIO AMERICANO
+
+Nella mia stanza ho un picciol calendario
+Da cui strappo un foglietto
+Tutte le sere, pria di pormi a letto.
+
+Quante cose stan scritte
+Sull'esil cartolina!
+In alto il mese; poi, sotto la data,
+L'effemeride e un piatto di cucina!
+Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue;
+San Prospero--Battaglia nel tal sito,
+L'anno tale--Bollito
+Di filetto di bue._
+
+Strano compendio della vita umana!
+La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto
+L'esistenza e` una cinica fiumana
+Che a ignoto mar discende!
+Oggi a foschi burron passa daccanto,
+Tra i fior domani d'un giardin risplende
+Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera
+Rugge fra i massi d'orrenda scogliera!
+
+Quand'io ti strappo, o breve cartolina,
+Sento una stretta al cuore;
+Sento la giovinezza che declina;
+Penso che l'uomo tutti i giorni muore!
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+ACQUA DEI MONTI
+
+E` questa la purissima
+Acqua dei monti;
+La cristallina lagrima
+D'aeree fronti.
+
+Anche le vette piangono
+Ed han sorrisi,
+Ed i cipressi alternano
+Ai fiordalisi...
+
+L'acqua e` l'ingenua figlia
+Dei cicli azzurri,
+E parlano d'ambrosie
+I suoi susurri.
+
+L'acqua e` la figlia tenera
+D'inferociti
+Giganti e, quasi a molcerli,
+Lambe i graniti.
+
+Madonna d'Oropa, 1876.
+
+
+
+
+IN CORPO DI GUARDIA
+
+(A GIACINTO GALLINA)
+
+E` la sera.--Nei lunghi corridoi
+E nei vasti cortili
+Passeggiano i soldati.
+Ognun favella dei paesi suoi
+E dei volti gentili
+Che al villaggio ha lasciati.
+Si canta, si schiamazza, si riaccende
+La pipa.
+
+In fondo agli anditi risplende
+La lucerna notturna, la facella
+Che vegliera` di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quanti giovani ardenti!
+Menenio Agrippa ha detto
+Che le nazion son uomini viventi;
+Chi ne forma la testa
+E chi ne forma il petto,
+Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare
+Che l'esercito sia
+Il giovin sangue della patria mia.
+
+Tramonteranno i giorni in cui le spade
+Scintilleranno ai rai del sole.--Allora
+Questi soldati di varie contrade
+Saluteranno la novella aurora;
+Rivedranno le madri e, l'ire spente,
+Muteranno l'acciaio dei fucili
+Nei miti aratri; e obliando la guerra,
+Feconderan la terra
+Della loro vallata sorridente.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+I trombettieri sono usciti.--E` l'ora
+In cui debbo a sonar la ritirata;
+E una folla di gente entusiasmata
+Si fara` ad essi attorno,
+E udra` gli squilli acuti e le cadenze
+Che usciran dalle trombe luccicanti;
+E seguira`, con fervide movenze,
+I soldati che tornano al quartiere.
+
+Poi cessera` il clamor degli abitanti;
+Moriran le canzoni
+E moriranno delle trombe i suoni;
+Scendera` sui cortili e nelle stanze
+Un silenzio solenne;
+E l'ombra rompera` dei corridoi
+La lucerna notturna, la facella
+Che vegliera` di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876.
+
+
+
+
+ULTIMA RATIO
+
+Allor che tatto tace
+E mi rinchiudo nella stanza mia.
+Sento una voce in cuore, un'armonia,
+Che mi susurra: La vita e` la _Pace_.
+
+Allor che nella storia
+Dei popoli e dei re scruto le gesta,
+Una smania m'opprime e mi molesta,
+E mi ripete: La vita e` la _Gloria!_
+
+Allor che dal languore
+D'una notte di baci io son spossato,
+Una voce mi giunge dal creato,
+Che mi ripete: La vita e` l'_Amore!_
+
+Quando un vecchio piloto
+Mi narra gli usi di lontane genti
+E dei suoi giorni i fortunosi eventi,
+Io ripeto fra me: La vita e` il _Moto!_
+
+Quando la melodia
+D'un verso o d'un liuto mi percote,
+Mi echeggian nella mente colle note
+Le parole: La vita e` _Poesia!_
+
+Se alla diva potenza
+Io penso del cervello di Keplero,
+Se a Spallanzani rivolgo il pensiero.,
+Dico fra me: La vita e` la _Scienza!_
+
+Ma, se in mezzo a una brulla
+Campagna, a meditar mesto m'aggiro,
+Guardo il cielo, la terra... indi sospiro.
+E ripeto fra me: La vita e` il _Nulla!_
+
+
+
+
+DIES.
+
+
+ALBA
+
+E sia cosi`!--Sul nostro capo un altro
+Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo
+Agli antipodi!--A tutti la nojosa
+Catena della vita; a tutti, grami
+E possenti, la uggiosa vicenda
+Del cibo e delle vesti!
+
+Un'alba ancora!
+
+Pallida luce del lontano oriente,
+Sia tu di nebbie apportatrice o nunzia
+Di lieto sol; abbia tu rose al crine
+O di pioviggin umida ne venga,
+Nulla ti chieggo!...
+
+I desiderii miei
+Non han confine, e, novello Epulone,
+In questo inferno, ove innocente caddi,
+Io mille volte vo' morir di sete
+Pria di volgermi a te pietosamente
+Mendicando una gocciola!
+
+Ahi!... D'Abramo
+Piu` ancor spietata, a me,--che nulla chieggo--
+Un balsamo fatale, alba, tu imponi!
+
+L'illusion m'imponi e la speranza,
+Che renderan piu` amari i disinganni;
+E illumini le carte, ov'io favello
+Con me stesso; ed aggiungi un altro filo
+A questo cencio, a questa ragnatela
+Del mio futile orgoglio; e mi conforti
+Di sublimi parole:
+
+_"All'opra!... Avanti!
+"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o poeta,
+"La luce e il moto!... A te l'immenso dono
+"Di qualche centinajo di minuti!!..."_
+
+Vecchia megera, sfinge imbellettata,
+Scialba carogna rizzata sui trampoli,
+Dal ghigno stereotipo e dai mille
+Fronzoli in similoro,... ad altri narra
+Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono
+Che non da` nei tuoi lacci!
+
+_"All'opra! All'opra!
+"Al lavoro!..._"
+
+E tu intanto, oscena arpia,
+Mi pagherai col rabescar di rughe
+Il mio sembiante; col pelarmi il cranio;
+Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi
+Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,--
+Il gel dell'agonia!...
+
+Nulla ti chieggo
+Alba!...
+No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso
+Per maledirti, quanto umanamente
+E` dato maledir!...
+Ora ai tuoi vezzi
+Presti fede chi vuole!... Io m'addormento!
+
+
+
+
+MERIGGIO
+
+9 FEBBRAJO 187*.
+
+Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore
+Che creo` la sventura quando creo` l'amore.
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Tutti abbiam nella vita
+L'ora fatal che resta, come negro stilita
+Sul nostro capo, immobile, finche' anuiam sottoterra.
+E. PRAGA.
+
+Questo e il mio di` fatale!...
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo.
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima.
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusione del mio primo amore!
+Un amore di fuoco, uno sfrenato
+Abbandono dei sensi!... Oggi colei,
+Che ieri ancor nei supremi deliri
+Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto
+Che spento a un tratto si senti` nel coro
+Ogni disio di me!
+
+Questo e` il meriggio!
+Questo e` il triste meriggio della mia
+Povera vita!
+
+Io sono solo e piango,
+Ed amo ancora!
+
+Oh!... N'ho provate tante
+D'amarezze quaggiu`!... Negli anni primi
+Io senza guida rimasi qui in terra;
+Poscia, orrende compagne, ebbi la fame,
+E la miseria, e il freddo, e la crudele
+Compassion dei felici, e l'ironia
+Dei mille!...
+
+E quelli fur giorni di gioja
+Al paragon di questo!... Allora i canti
+Giocondamente mi nascean nel cranio.
+Ed io, recando un ideai tesoro
+Di poesia, indifferente o lieto
+Passavo in mezzo alle sventure mie!
+
+Oh! Maledetta la tua testa bionda,
+O creatura, che hai forma di donna!
+Tu, venuta per compier l'anatema
+Che un'altra mi scaglio`, quand'io non volli
+Da amor turbati i miei futili sogni
+Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta
+Quella tua bocca ch'io baciai fremendo!
+Quelle tue carni che col labbro mio
+Consacrai tutte!
+
+O carni!... O polve!... O vermi
+Olezzanti d'olezzi celestiali!
+S'agita ancora questo sangue mio.
+Tumultuando, s'io ripenso a voi!
+Ma un piu` intenso desir m'arde le vene!
+Ed e` quel di vedervi entro una bara
+Scender sotterra a tornar vermi e polve!
+Maledetta la man che mi porgesti,
+O donna, il di` che ti venni dinanzi!
+Maledetto il tuo seno e maledette
+Le tue spalle! Ed il pie`, con cui movesti
+Ai ritrovi d'amor che m'han beato!
+E la tua lingua e le belta` recondite
+Del tuo corpo, in eterno maledette!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Io nacqui buono, e la`, dove potea
+Giunger la mano mia, sempre una lagrima
+Tersi; e, piangendo, il perdono implorai
+Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira,
+Recai loro un'offesa; ed amo i fiori
+E l'indulgenza; e un'immensa vergogna
+Mi sale al viso s'io penso che alcuno,
+Piu` debole di me, puo` dir: "_Tu, forte,
+"Mi oltraggiasti!_"
+
+Ma in questa ora fatale
+Io medito un delitto; ed accarezzo
+Nefande idee di sangue; e s'io potessi
+Esser solo con _lei_, lontan da tutti,
+Non veduto, nell'ombra, io la vorrei
+Vigliaccamente uccidere!... Vorrei
+Vederla agonizzar fra le mie braccia;
+E guardarle negli occhi, annebbiati
+Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti
+Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso
+La fossa; e seppellirla; e fra le genti
+Tornar ridendo; e pormi sulla faccia
+Una maschera; e il di`, che la sua salma
+Assassinata fosse discoverta,
+Vorrei mescermi al volgo impietosito;
+E simular le lagrime; e cantarne
+Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo,
+Ch'io ne morro` d'angoscia!...
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oh!... Scellerate
+Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente!
+Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni!
+Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango
+E son solo!...
+
+
+
+E il profil di quella bionda
+Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi
+Come nei di` ch'io la copria di baci!
+
+Or mansueto le favello:
+
+"O amata
+"Creatura gentil, vorrei morire
+"Pria di vederti piangere!... Darei
+"Tutto il mio sangue per vederti lieta!
+"Alla legge d'amor chino la testa!
+"Qual colpa e` in te se i baci miei, che un giorno
+"Ti davano il delirio, or ti dan noja?
+"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse
+"T'aggrappasti, nell'ultime giornate,
+"Ai ruderi sconnessi d'un affetto
+"Che cadeva in rovina?!
+
+"E` eterna legge
+"Che la fiamma d'amor non duri eterna!
+"Ma eternamente io portero` nel cuore
+"La tua dolce memoria! E benedetto
+"Diro` il giorno, in cui tu, nulla chiedendo
+"Fuor che carezze, a me, che non osavo
+"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo
+"Di tue belta`!...
+
+"Non ha gemme la terra
+"Che paghino una sola ora d'amore!...
+"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia
+"Le briciole soltanto, le memorie,
+"Conforteranno i miei venturi giorni!
+
+"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!)
+"Dimenticare le tue carni e il tuo
+"Sembiante, e il tuo nome, e rammentarmi
+"Dei nostri baci e delle nostre notti
+"Come di baci e di notti trascorse
+"In altra vita che non sia codesta!
+"Come di eventi di tempi remoti!
+
+"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario
+"Mi chiudero` fra quattro mura, e lungi,
+"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo
+"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe,
+"Pur ch'io piu` non incontri nelle vie
+"Il tuo flessibil corpo da libellula,
+"Che nelle forme aggraziate ha un fascino
+"Voluttuoso che insulta e tormenta!
+"Pur ch'io piu` non ti vegga!... o un vel di sangue
+"M'offuschera` dell'intelletto il lume!
+"Ed io dovrei bruttar la vita mia
+"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!)
+"D'una macchia di sangue!"
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo,
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima!
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusione del mio primo amore!
+Questo e` il mio di` fatale!... E l'abbiam tutti,
+Genti buone, quaggiu`!... Questo e` il meriggio!
+Questo e` il triste meriggio della mia
+Povera vita!... E mi coce il sollione
+Dei piu` torbidi affetti, ed ho nel cuore
+Il fuoco e lo splendore smagliante
+Che nel meriggio abbacina ed uccide!
+
+Io sono solo, e piango, ed amo ancora!
+
+Milano, febbraio 187*.
+
+
+
+
+SERA
+
+Quando dai margini--verdi, le Driadi,
+Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero,
+Solinghe traggono--verso gli spechi,
+I campi han echi
+
+Indefinibili;--la brezza mormora;
+L'estremo bacio,--coi raggi vividi,
+Sugli alti culmini--dardeggia il sole;
+Rose e viole
+
+Pingon la glauca--volta dell'etere;
+I grilli trillano--fra l'erbe tenui;
+E dentro il calice--chiuso dei fiori,
+Nido d'amori,
+
+Trovano un talamo--pieno d'effluvii
+Gli insetti; i placidi--sonni discendono;
+Ed accarezzano--le fronti umane
+Estasi arcane.
+
+E` allor ch'io medito--dei melanconici
+Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime
+Un vel m'intorbida--l'occhio languente;
+Allor, dolente
+
+D'inconsapevoli--mali, di squallidi
+Giorni d'angoscia--sento il presagio;
+Ricordo i rantoli--dei moribondi,
+Penso ai profondi
+
+Misteri, ed evoco--mille fantasimi
+Torvi, ed enumero--tutte le noje,
+Tutte le ambascie,--tutti i sospiri,
+Tutti i deliri,
+
+Che angustian l'anima--di quei che vivono!
+E sulle spiagge--dei vasti oceani
+Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco
+Al Fato bieco
+
+Che in quest'assidua--vita, pulviscolo
+Gramo, mi esagita;--che in questo circolo
+Triste m'avvinghia--dell'esistenza;
+Vana parvenza,
+
+Cui non i secoli--la via segnarono,
+E che precipita--(l'indivisibile
+Tarlo recandosi--d'un _perche`_ ignoto)
+Giu` nel remoto!...
+
+Il Vespro e` l'incubo--della mia splendida
+Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici
+Allor che in candide--nebbiose bende
+L'alba risplende;
+
+Il Vespro e` l'incubo--della mia splendida
+Musa, che veglia--serena ed ilare;
+E a me gli esametri, nella notturna
+Ora, dall'urna
+
+Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero
+Ha, nella tremula--penombra, il dubbio
+E, nella mistica--melanconia
+Ha l'agonia!
+
+Ed io, che, trepido,--di questa effimera
+Mia vita medito--l'ora novissima,
+Reco nell'intima--mente una vaga
+Scienza presaga:
+
+Credo che il debole--fil, che mi tessono
+Le Parche, rompersi--dovra` al crepuscolo;
+E che il mio spirito--dovra` partire
+All'imbrunire;
+
+Poiche`, or che in fervidi--flotti il mio sangue
+Nelle ancor giovani--membra si esagita,
+Io, del crepuscolo--nella penombra,
+Mi sento un'ombra!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+NOTTE
+
+A MARIA.
+
+Gli astri scintillano;--l'onda riposa;
+E sovra il glauco--specchio del mare
+Il raggio tremola--d'una pietosa
+Luce lunare.
+
+Da lungi il circolo--delle pendici
+Chiude la baja--con braccia immani;
+Ivi approdarono--Libii e Fenici
+Mori ed Ispani.
+
+Le barche dormono--presso la rada;
+Il flutto instabile--ne culla il sonno;
+Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada
+La triglia e il tonno.
+
+I fari splendono--la`, in lontananza,
+Pupille immobili--fise nel vuoto;
+E par che evochino--la rimembranza
+D'un di` remoto.
+
+Maria, nell'anima--ho l'armonia
+Dei piu` ineffabili--sensi d'amore;
+Sul labbro ho un gemito--di poesia
+E di languore!
+
+E vorrei stringerti--sul petto, come
+Stretta e` la baja--dalle pendici;
+E col tuo incidere--leggiadro nome
+Queste felici
+
+Ore fuggevoli!--Libar vorrei
+Qualche satanico--filtro amoroso
+Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!...
+Poscia al riposo
+
+Eterno chiudere--gli occhi; il passato
+Tutto in un'estasi--ridir fra noi...
+Scendere all'Erebo--martirizzato
+Dai baci tuoi.
+
+
+
+
+CITTA` ITALIANE
+
+
+
+NAPOLI
+
+(A MICHELE UDA)
+
+Napoli e` il pandemonio
+D'ogni stranezza umana;
+Vi si respira il soffio
+Dell'epoca pagana;
+Come al tempo dei Cesari
+Rimaser le taverne;
+Serban l'antica foggia
+L'anfore e le lucerne.
+
+Il popolo s'inebria
+Di leggende e di canti;
+Ama le notti tiepide,
+I tramonti smaglianti,
+L'albe serene, il glauco
+Color della marina,
+Cio` che fa chiasso e luccica,
+Il lotto e Mergellina.
+
+Ogni veste in fantastici
+Disegni si ricama;
+La ricchezza frastaglia
+I merletti alla dama,
+E l'abile miseria
+Alle povere donne
+In pittoreschi cenci
+Sa ricamar le gonne.
+
+Di poco pane e d'acqua
+La plebe si nutrica;
+Ha l'apatia mirabile
+Della sapienza antica;
+Come adorava gli idoli,
+Adora i santi adesso;
+I simboli mutarono,
+Ma il culto e` ancor lo stesso
+
+I cocchieri bestemmiano
+Per le marmoree vie...
+E salutano agli angoli
+I Cristi e le Marie.
+Spesso la fame, squallida
+Larva, i tugurii invade...
+E cogli aranci i pargoli
+Giuocano nelle strade.
+
+Oggi si muta in ghiaccio
+L'umor delle fontane...
+E le camelie sbocciano
+Col sol della dimane.
+Ogni edificio e` un'ampia
+Mole che in cielo ascende...
+E a vivere sul lastrico
+Il cittadin discende.
+
+Ieri l'orrendo tremito
+D'un sotterraneo moto
+Facea pregare e piangere
+Il popolo devoto...
+Oggi, gia` quasi immemore
+Del periglio mortale,
+Ei pensa alle baldorie
+Del pazzo carnevale.
+
+Napoli e` il pandemonio
+D'ogni stranezza umana!
+Un ineffabil fascino
+Dalle sue pietre emana;
+Pari alla vita assidua
+Di sua genial natura,
+Un incessante fremito
+Vibra fra le sue mura.
+
+Bimbi, cavalli e monaci,
+Soldati e marinari,
+Dame, accattoni e lazzari,
+Ganimedi e somari,
+Cocchi, carri e curricoli,
+Mercajuoli ed artieri,
+Un mondo indefinibile
+Brulica nei quartieri.
+
+I confratelli, in candidi
+Lenzuoli imbacuccati,
+Colle faci precedono
+I feretri dorati;
+E intanto, sotto i portici,
+Trofei multicolori,
+S'innalzano a piramidi
+Frutta, legumi e fiori.
+
+Come pesci, i ladruncoli
+Guizzan fra dorsi e petti;
+Le cortigiane passano
+Ridendo ai giovinetti;
+E fra le ruote, gli uomini,
+Le donne ed i cavalli
+Delle capre lampeggiano
+I limpid'occhi gialli.
+
+Echeggia intorno l'impeto
+Dalle robuste gole;
+La negra folla ondeggia
+Sotto i raggi del sole;
+Mille campane annunziano
+Battesimi e agonie...
+E Pulcinella sbraita
+Lazzi e corbellerie.
+
+Dal porto, colla candida
+Ala cercando il vento,
+Le navicelle salpano
+Per Gaeta e Sorrento;
+E in fondo (immane fiaccola
+Che il Tempo non consuma)
+Sovra le cose e gli uomini,
+L'alto Vesuvio fuma.
+
+O mia canzone, librati
+Nell'aria profumata;
+Guarda l'immensa cerchia
+Della citta` incantata;
+Vedrai che da Posilipo
+A Porta Capuana...
+Napoli e` il pandemonio
+D'ogni stranezza umana.
+
+Napoli, 3 febbrajo 1876.
+
+
+
+
+CAGLIARI
+
+(AD AGGELO SOMMARUGA)
+
+Cagliari e` fatta di case giallastre,
+Come un branco d'agnelle a un monte appese;
+E scivolan le scarpe sulle lastre
+Delle sue strade ripide e scoscese.
+
+C'e` una gran baja ed un porto piccino,
+Ove l'onda giammai freme adirata,
+E par che dica ad ogni brigantino:
+"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!"
+
+Cagliari e` gaja; ha un'aria patriarcale,
+E del buon tempo antico ama la legge;
+E non pensa a mutar la cattedrale
+Lo strano campanil che la protegge.
+
+La turba scarmigliata dei _picciocchi_
+Gira dovunque col corbello in testa,
+E sguscia dei passanti fra i ginocchi
+Piu` delle anguille irrequieta e lesta.
+
+Quel corbello e` il suo pane ed e` il suo tetto,
+Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona;
+Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto;
+E` il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona.
+
+Quando piove ei lo muta in un ombrello,
+Lo cambia in parasol quando e` l'agosto,
+Poi, pien di merci--tornato corbello--
+Per due soldi lo reca in ogni posto.
+
+La gente dorme quando il giorno cade;
+S'alza coi primi albori e va al mercato;
+E le donne sciorinan per le strade
+I pannilini freschi di bucato.
+
+I cittadini hanno la faccia rasa;
+Vengon dai monti i villosi sembianti;
+Le cittadine son massaje in casa
+E a San Remy son belle ed eleganti.
+
+Gli innamorati hanno un costume strano,
+E l'uso e` tal che nessuno ci abbada;
+La dama sta a un balcon del terzo piano
+Ed il damo le parla... dalla strada!
+
+Di sibili infiorato e` l'idioma,
+Dolce all'amore; auster su labbri austeri.
+C'e` qualche bimbo colla bionda chioma...
+Caso raro!... perche` son tutti neri!
+
+Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco
+Ha liete valli e colli pittoreschi,
+E larghe vie dal suol sassoso e bianco,
+Ed irte siepi di _fichi moreschi_.
+
+Grappoli enormi e picciolette viti
+Ornan le balze--ridenti festoni!--
+E all'arse gole fa graziosi inviti
+Lo scialbo color d'ambra dei limoni.
+
+Siam quasi al verno e par di primavera!
+E melegrane e cedri ed ananassi
+Ti mandan, colla brezza della sera,
+Un saluto d'effluvii quando passi.
+
+Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga,
+Stan campi incolti e vergini foreste,
+Dove il cinghiale e dove il cervo alberga,
+Dove vette _preziose_ alzan le creste.
+
+Ivi una febbre d'or spinge gli umani,
+Ma (ahime`!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci
+E resta sol la _febbre_ all'indomani
+Che li dissangua cogli orrendi baci!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oggi e` _sagra_, ed il popolo ha indossato
+Il _costume_ gentil del suo paese;
+Ne` piu` bello un pittor l'avria foggiato
+Cui fosse il Genio dei color cortese.
+
+Lungo la baja e` un ondeggiar festante
+Di gonne rosse dai botton lucenti;
+E` una baldoria, un correre incessante
+Di cavallucci magri e intelligenti.
+
+E intorno al picciol porto--ove die` fondo
+La carena panciuta dei velieri--
+Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo
+Di brache bianche e di berretti neri.
+
+Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876.
+
+
+
+
+SOCIALISMO
+
+_Uscita da caligini profonde,
+Ch'io vo tentando e a penetrar non basto,
+Salute a te, nelle tue vie feconde,
+O Umanita`, cui ciascun di` risponde
+Un ideal piu` vasto!_
+
+27 ottobre 1860.
+
+(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_).
+
+
+
+EPISTOLA
+
+A
+
+ENRICO BIGNAMI
+
+SOCIALISMO
+
+Dal di` che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!"
+E che un fiero entusiasmo--scintillo` sulle fronti,
+E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali
+Entraron, colla peste,--nel novero dei mali,
+L'umanita` riarse--d'una febbre incessante:
+Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante,
+E la tema scotendo--giu` dai dorsi avviliti,
+Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti.
+
+Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie...
+E` ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie...
+Ma pari alle tempeste--son le amare vendette!
+Non han leggi in entrambe--e castighi e saette!
+Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura
+Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura!
+
+Un tempo era il carnefice--del popolo maestro;
+Ei l'educo` alla scuola--dei ceppi e del capestro;
+Al codice mitissimo--il popolo educato
+Si vendico` col sangue;..--come aveva imparato.
+
+Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio?
+Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia,
+Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria,
+Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento,
+Dalle viscere umane--esce sempre un lamento!
+
+Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio piu` ardito!
+E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito,
+Grido` un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!"
+
+Gli empi ne profittarono.
+
+--E quando ei disse: "Ho sete!"
+D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata!
+
+Or ben, quando dei buoni--fu la bonta` oltraggiata,
+Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...!
+E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti.
+
+Ma venne il di` che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!"
+E avean sete di scienza,--di liberta`!...
+"Bevete!..."
+Fu lor risposto.
+E il sangue--si diede lor dei figli!
+E morirono i padri--su fetidi giacigli!
+E messe alla tortura--fur le membra del saggio!
+
+Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali!
+Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali,
+Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso,
+Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso!
+
+Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola,
+E` un mistero!... Per noi--il cielo e` una parola!..
+
+Perche` voler, da fragili--e grame creature,
+Cio` che forse e` miracolo--per divine nature?
+
+Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale;
+Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale!
+E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_;
+Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi,
+E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta,
+A Giove antico atteggiansi--che scaglia la saetta...
+
+Guardiam giu`...
+Questo fiume--fatto di teste umane,
+Questa immensa valanga,--questo esercito immane,
+Ha un nome!
+Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_
+
+Ei cammina!... Ei cammina!...
+
+--Nel cerebro fecondo
+Dei mille pensatori--egli attinge i portenti,
+I segreti, che danno--la vittoria.
+Le genti,
+Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli
+Si spalancano; cadono--i fantastici veli
+Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara;
+Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara;
+Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta;
+E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta,
+Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce)
+Mille grida adunando--in una sola voce,
+Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede,
+Questa immane fiumana,--questo Mondo procede!
+
+Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana!
+Alla foce!... Alla foce!...
+
+--Ov'e` dessa?... E` lontana!
+Lontana piu` del sole!--Piu` del sol misteriosa!
+Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa,
+Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti?
+
+Ma che importa!...
+
+Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!...
+
+Pur, come un di` le streghe--di Macbeth sul sentiero,
+A soffermar per poco--del Mondo il passo altero,
+Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame;
+I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame!
+
+O roditori eterni--delle umane famiglie,
+Che dei padri cadenti--insultate le figlie,
+Perche` portan nel seno--un bambino illegale;
+Che vorreste la donna--ad una pietra eguale;
+Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine
+Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine
+Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?"
+O roditori eterni,--che dell'eta` fiorente
+Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose,
+Cadano nei postriboli,--come foglie di rose
+Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando
+E incutendo nei cuori--un terrore esecrando,
+Obbligate le madri--a uccidere i bambini;
+O voi, che non leggete--negli umani destini
+Quest'ardente desio--di pace e fratellanza;
+Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza,
+Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni
+Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni
+Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia;
+O voi, che li spingete--all'orribile caccia
+Delle conquiste; o voi--che beati ridete
+Nelle comode case--e buoni vi credete
+Perche` date una veste--allo spazzacamino;
+O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino
+L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario,
+E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario,
+Sfilate per le vie--tronfiamente, perche`
+Un _circolo operaio_--surse vostra merce`,
+Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai,
+A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?...
+
+I poeti d'Arcadia--han pensato a costoro!
+Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro;
+Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti;
+Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti;
+Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali;
+Posero loro in bocca--idilii e madrigali;
+Indi li presentarono--alle dame annoiate!
+
+Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!...
+
+Questi pastor da scena,--questi villan galanti
+Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti!
+Queste Filli, che cantano--canzonette si` gaie,
+Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie!
+Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali
+Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali!
+Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maestri,
+Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri!
+E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati,
+Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati
+Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro
+Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro
+E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini.
+Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini!
+
+Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate,
+Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate,
+Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi
+Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi
+Che daranno la seta!...
+--Mentre noi, nelle sere
+Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere,
+O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia,
+Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia
+Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle,
+Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle!
+
+Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande;
+Essi mangiano un pane--ch'e` peggior delle ghiande!
+Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo;
+Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo!
+Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto;
+Men terribile e` il male--ove il soccorso e` pronto!
+Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani;
+Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!...
+
+E la _Fame_ li decima!
+
+--Oh! la _Fame_!... L'arcano
+Problema, che scombussola--ogni sistema umano!
+
+Come mai questo squallido--fantasma esiste?
+Noi
+Siamo pochi; la Terra--e` grande; i frutti suoi
+Dovrebbero bastare--a color che vi stanno!
+Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'e` dunque l'inganno?
+Perche` dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora,
+Digiuna presso un uomo--che oziando divora?
+Perche` mai chi le glebe--feconda di sua mano
+Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame?
+
+E` strano!
+
+Io so ben ch'e` una fisima--l'eguaglianza sociale,
+Poiche`, qui in terra, tutto--e` bene, e tutto e` male;
+Poiche' ciascuno al mondo--predilige un tesoro;
+Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro,
+Il poeta i suoi sogni;--poiche` e` vana speranza
+Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza:
+Poiche` fin che degli uomini--saran diversi i volti
+E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti,
+Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali
+Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali;
+So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane
+Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane;
+So che e` propria natura--d'ogni nostro bisogno
+Di svanir, soddisfatto,--creando un altro sogno;
+Ma so ancor che un diritto--inconcusso e` la vita;
+Che sovra cose ed uomini--una legge e` scolpita,
+Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti;
+Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!"
+
+Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge,
+Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge,
+Forse, un giorno, puo` insorgere--questo popol di schiavi!
+L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi!
+I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti!
+Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti
+Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia!
+Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia
+E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli...
+E saran la funebre--ironia dei ribelli!
+Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove
+Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove
+Procreavan tiranni--alla timida plebe!
+I badili e le vanghe,--use a romper le glebe,
+Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!...
+
+Oh!... Facciamo giustizia--prima che sia gia` tardi!
+Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo!
+Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo
+L'avidita` degli avi--che, coi pingui retaggi,
+Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!...
+
+Ed or, rispetti umani;--inutili timori;
+Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori;
+Genuflessioni timide--ad idoli tarlati,
+Arido galateo--coi nemici garbati;
+Martirii del cervello,--che proromper non osa
+Per mercar da un giornale--una linea graziosa;
+Amarezze inghiottite;--malintese prudenze,
+Che contro il rancidume--delle viete sentenze,
+Domate i sillogismi--del bollente pensiero;
+Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero;
+Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno;
+Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!...
+
+Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora,
+Perche` siete il tramonto--ed io voglio l'aurora;
+Perche` se noi, qui` in terra,--viviamo una giornata,
+Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata;
+Perche`, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea;
+Perche` gli oscuri baci--di questa sacra Dea
+Valgono i mille affetti--della gente piccina;
+Perche` val piu` il delirio--d'un sogno che affascina.
+Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato;
+Perche` ai dolor dei molti--io mi sono temprato,
+Perche` i ghigni di scherno,--la fame e la Censura,
+(Dalla fronte brevissima)--non mi fan piu` paura;
+Perche` la solitudine--amo piu` della folla;
+Perche` abborro i miasmi--d'una carne gia` frolla;
+Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca
+E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!...
+
+Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio!
+Si`, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio!
+Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_,
+Dei morenti di fame!
+--Sulla nostra bandiera
+Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_
+Molti,
+Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti,
+M'avran da questo giorno--in abbominio!
+I grulli
+Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli!
+Odian senza discutere;--aman senza pensare!
+
+Tal sia di loro!...
+
+Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare!
+Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!...
+
+Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io!
+
+
+
+
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+ACQUA E FUOCO
+
+
+
+A FELICE UDA
+
+ACQUA
+
+I.
+
+Chi conosce Mercallo?
+E` un povero paese
+Tra i monti che separano--il lago di Varese
+Dal Verbano.
+
+Fa in tutto--un seicento abitanti,
+
+Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti,
+I villani, alla festa,--cantano all'osteria
+E giuocando alla mora--bevon la malvasia.
+Quando il raccolto e` scarso--e il pallido digiuno
+Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno
+Fantasima, dappresso--ai freddi focolari,
+La taverna e` deserta;--la nenia dei rosari
+Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri
+(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri),
+Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso.
+
+Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso
+Dei villani!
+I beoni--frequentano la chiesa
+Anch'essi!.. Almeno la`--possono alla distesa
+Metter fuori la voce,--quando l'economia
+Nei di` grami li tiene--lungi dall'osteria!
+
+ * * * * *
+
+Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo,
+Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_,
+Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda,
+Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda.
+
+Gli affari prosperavano--che da parecchie annate,
+I villani contavano--men meschine derrate;
+E percio` nelle botti--non dormigliava il vino.
+
+La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino.
+Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara
+Ed in tutti i mestieri).
+--Stando al mondo s'impara.
+E Martino a sessanta--anni aveva imparato
+A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato
+Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola.
+
+ * * * * *
+
+Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola.
+Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano
+Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano;
+Gli die` il lauto stipendio--di quattrocento lire
+All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire.
+
+Con quattrocento lire--di Milano (vi pare,
+O miei buoni lettori?)--nessun la puo` scialare!
+Eppure il giovinotto,--contro ogni economia,
+Avea trovato il modo--d'andare all'osteria
+Tutte le sere!
+E` vero--che beveva assai poco!
+Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco,
+
+Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti,
+Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti!
+
+ * * * * *
+
+Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai,
+Ma ne` a Lisa ne` al giovane--volle parlarne mai.
+Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese
+Gli aveva cattivato--gli animi del paese.
+Era povero!... E` vero!...--Ma cos'era Martino?...
+Viveva! Questo e` il compito--di chi nacque meschino...
+E il vecchietto diceva:--"Presto l'avro` adempito!"
+
+Quando la primavera--col suo tiepido dito
+Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno;
+Quando i campi e il creato--col loro canto eterno
+Intuonarono l'inno--della vita novella;
+Quando Lisa a Graziano--parve farsi piu` bella;
+Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte;
+Il maestro veniva--dopo la mezzanotte
+A passeggiar soletto--intorno all'osteria.
+
+Allora al primo piano--una griglia s'apria.
+
+Era Lisa.
+
+I due giovani--non contavan piu` l'ore!
+Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore?
+
+Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano.
+
+"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano
+Alla bionda fanciulla.
+
+Ella diceva: "Anch'io!"
+
+Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre!..."
+
+ * * * * *
+
+Il vecchietto--ascoltava ogni cosa,
+E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti
+Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti
+In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto!
+Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto
+Di gioia!...
+Ma l'aprile--passo`; giugno passo`;
+E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivo`;
+Ne' il povero maestro--aveva ancor trovato
+Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato
+"Di vostra figlia" al padre.
+--In settembre le notti
+Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti
+Bolliva.
+"E` strana cosa!"--Rifletteva Martino,
+"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino!
+"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!"
+
+ * * * * *
+
+Una notte pioveva.--Parea quasi una voce
+Di lamento, lo squillo--delle poche campane
+Che suonavano l'ore--nelle valli lontane.
+Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano,
+Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano,
+Il vecchietto tremava--pel freddo.
+Il giovinotto,
+Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto
+Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!"
+
+"Anch'io!" Lisa diceva.
+
+--E il maestro: "Conviene
+"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina
+"Sapra` tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina
+"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto
+"D'amarti?"
+"Che rispose?"
+--"_Ma, Signor benedetto!_
+"Esclamo`: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!...
+"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva,
+"Non c'e` nissuno al mondo--disposto a benedirla
+"Piu` di me!_"
+
+"Giurabacco!--E` tempo di finirla!"
+Spalancando le griglie--tuono` il vecchio dall'alto.
+
+Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto...
+E fuggire...
+Martino--gli grido`: "Ma, per Diana,
+"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?...
+"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature
+"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!"
+
+
+ * * * * *
+
+Graziano sposo` Lisa.
+--Era tempo!
+Martino
+Mori`.
+Il maestro allora--lascio` i libri pel vino.
+Divenne ostiere.
+Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella
+Spiro`, mettendo al mondo--una bambina bella
+Come un amore, e cui--lascio` erede del nome.
+
+
+
+II.
+
+Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome
+Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita
+Era la nuova Lisa--la delizia e la vita
+Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta.
+
+Egli la contemplava--in un'estasi muta;
+Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_;
+Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!"
+Ai villani, recando--la solita scodella
+Di vino, domandava:--"Non e` vero che e` bella?"
+Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa,
+Mormorasse vedendola:--"Guarda com'e` ben messa!"
+
+Le aveva appreso a leggere.
+--Su un libro d'orazioni
+Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni,
+Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi:
+
+Le fanciulle son angioli
+Che pregan col candore;
+Per esse il vecchio padre
+E` il loro primo amore!
+
+ * * * * *
+
+Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti
+
+ * * * * *
+
+Il volto allegro e sano--della bella fanciulla
+Si fe' pallido e magro
+"Che hai?" Le chiese.
+"Nulla!"
+Ella rispose.
+Il vecchio--divenne da quel giorno
+Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno;
+Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva.
+
+ * * * * *
+
+Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva)
+Egli balzo` dal letto--e s'affaccio` inquieto
+Alla finestra,
+Il lume--degli astri, mansueto
+Come un guardo materno,--sulla terra piovea:
+Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea
+Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli;
+Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli;
+Le campagne riarse--dai torridi sollioni
+Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni
+Indistinti, soavi;--il villaggio dormia
+Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia.
+
+Ei guardo` gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte,
+E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte
+Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via
+Su cui stornar la mente--da una triste malia...
+
+Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia.
+
+ * * * * *
+
+Che e` questo?
+Al primo piano--s'e` dischiusa una griglia,
+Giu`, nella via, si muove--un'ombra nera.
+Dice
+Una voce da basso:--"Lisa, notte felice!
+"Come ti voglio bene!"
+
+--L'altra risponde: "Anch'io!"
+
+Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre..."
+Ad un tratto--cordiale e fragorosa
+Scoppia, come una folgore,--una risata in alto.
+Gia` l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto
+E fuggire...
+Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana,
+"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana?
+"Orsu`!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature
+"Fate presto! Sposatevi,--mie care creature!"
+
+ * * * * *
+
+O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata!
+E` vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata!
+La colpa non e` mia--ma degli umani eventi!...
+Una storia monotona--han gli amori innocenti!
+Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto
+Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto
+Di padre in figlio.
+
+E` un calcolo--infinitesimale;
+E` l'acqua, che puo` forse--aver nome _termale_,
+O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_,
+Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante!
+
+E quest'acqua e` il racconto.
+
+ * * * * *
+
+--"Per farlo men meschino
+(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino!
+
+Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono!
+
+La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono...
+Vuoi un'altra novella?
+--La leggerai fra poco.
+Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_
+
+Milano, 1875.
+
+
+
+FUOCO
+
+Era sera e pioveva.
+--Il tremolante raggio
+Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio
+Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore
+Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore;
+Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere,
+E alle quali imprecava--un grosso carrettiere,
+Perche` il mulo a ogni passo--scivolava.
+La via
+Era deserta.
+In alto--dicean l'avemmaria
+Due fesse campanuccie.
+--Di piombo il ciel parea,
+E la sottil pioviggine--silenziosa cadea.
+
+ * * * * *
+
+Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili,
+O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili,
+Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto.
+Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto.
+I dindi, che non amano--dormire affratellati,
+Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati;
+Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca
+Dominavan la scena.
+--Il bove e la giovenca
+Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle,
+Pensando forse all'erba--brucata nella valle
+E alla miglior pastura--da sceglier la dimane.
+
+Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane
+Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia,
+Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano
+Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano.
+
+L'orizzonte, all'occaso,--colla sua tinta scialba
+Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_"
+E con questo proverbio--le rubizze comari
+Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari.
+
+ * * * * *
+
+Quella sera non c'era--benedizione in chiesa.
+La prebenda era povera,--non potea far la spesa
+D'accender tanti moccoli--tutti i giorni.
+Il curato
+Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato,
+Movendo a lunghi passi--verso la farmacia.
+
+Cola` la vieta triade--del villaggio venia
+A far tutte le sere--la solita partita.
+
+ * * * * *
+
+"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!"
+"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!"
+
+Eran le donnicciuole--che rientravano in casa.
+
+ * * * * *
+
+I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze;
+Sui talami nuziali--scendevan le esultanze;
+I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi;
+I bimbi sonnecchiavano.
+--Alcuni, piu` testardi,
+Strillavan nella culla--con noiosi lamenti.
+La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti,
+Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!"
+
+I desiderii inutili--colle vampe segrete
+Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse
+Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse,
+Dell'amante villano--all'ultima parola,
+E trovavano fredde--le candide lenzuola,
+E con stolidi accenti--pregavano il Signore
+Perche` la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore!
+
+Sovra le brune case--il silenzio scendea,
+E la sottil pioviggine--lentamente cadea.
+
+ * * * * *
+
+A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara,
+Risuono` da lontano--un'allegra fanfara.
+
+I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri,
+Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri!
+I bersaglieri!!!"
+
+Allora--fu un batter d'impennate,
+Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate,
+Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche,
+Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche.
+
+Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!"
+
+Le madri abbandonavano--le culle dei bambini;
+E, fra l'essere donne--curiose o madri buone,
+Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone,
+Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio
+Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio.
+
+ * * * * *
+
+La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente
+Parean le note acute--sfidar l'ombra silente.
+
+Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari,
+Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari;
+Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano,
+Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano,
+In fondo alla contrada.
+--Gli squilli delle trombe,
+Come fitta gragnuola--che sui tetti precombe,
+Echeggiar nella via,--annunziando al villaggio
+Che i bersaglieri entravano.
+--Sotto il tenue raggio
+D'una lampada santa,--fantastiche visioni,
+Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni.
+
+ * * * * *
+
+I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi
+Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi;
+I tinniti dell'armi--pareano strappi d'arpe;
+Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe
+Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie;
+La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie
+E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca.
+
+I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca;
+Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!"
+
+Ed era
+Bujo!!!
+
+ * * * * *
+
+Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera,
+Marciava un uffiziale--dal torace spazioso,
+Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso,
+Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri.
+
+Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri?
+Forse pensava a nulla!
+--Con piglio indifferente
+Egli passava in mezzo--allo stuol della gente
+Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi.
+
+Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzo` gli occhi
+E si fermo`.
+Due stelle--gli brillavan davanti;
+Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti.
+Erano due pupille,--cui fea cornice un volto
+Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto.
+
+Il soldato col guardo--esperto ed indovino
+S'accorse che quel volto--era un volto divino;
+Un volto sedicenne--di bellezza ideale!
+Vide due labbra tumide--dal taglio sensuale,
+Una fronte purissima,--un mento ovale e fine,
+Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine,
+E su due guance bianche--cader due brune anella.
+
+Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!"
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla fu presa--da uno strano languore
+E mormoro`, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!"
+Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro;
+Spinse una porticella--che s'apriva nel muro
+E fe' cenno che entrasse.
+--Ei la segui`...
+La porta
+Fu chiusa.
+
+ * * * * *
+
+Era una stalla.--
+Piovea la luce smorta
+Da una piccola lampada--che dall'alto pendea;
+Una magra giovenca--gravemente giacea
+Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti
+I ragni sciorinavano--le polverose reti;
+La soffitta, composta--d'esili travicelli,
+Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli
+In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti;
+In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti
+Falciati nella sera.
+--La fanciulla s'assise
+Su quel mucchio di fiori;--alzo` gli occhi e sorrise.
+Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno!
+"Mio padre dorme... E poi--sara` un minuto!"
+Il bruno
+Ufficiale si pose--a sederle dappresso.
+
+Ella guardo` per poco--lo smagliante riflesso
+Dei bottoni dorati--del giovane soldato;
+Li toccava, tremando,--col dito fusellato;
+Sembrava come assorta--in un sogno; chinava
+La testa sovra il petto--e quel petto anelava...
+
+Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzo` la faccia;
+Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia
+E...........--............
+...........--.............
+
+ * * * * *
+
+Giovinette ardenti,--donne all'amor create,
+Da una stolida legge--a soffrir condannate,
+Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante
+Ricordando il profilo--d'un maschio sembiante?
+
+O superbe matrone,--dalle vesti scollate,
+Che parlate d'onore--e di virtu` parlate,
+Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale
+Perche` so che i viventi--hanno un nemico eguale!
+La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma,
+Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma!
+
+Voi pur siete di carne,--o severe matrone,
+E forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane,
+Voi pure calpestaste--le convenienze umane,
+E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude!
+
+Chi narrera` i misteri--che un cuor di donna chiude?
+Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato?
+
+Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato
+Bacio`, tacque e passo`...
+--La matrona severa
+Ripiglio` la sua maschera--nei crocchi della sera;
+Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa;
+Frequento`, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa;
+Licenzio` la domestica--e il fedel servitore
+Perche` nell'anticamera--parlavano d'amore;
+E, suscitando intorno--mille fiamme lascive,
+Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive:
+Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta,
+Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!...
+
+Giovinette di fuoco,--donne all'amor create,
+Da uno stolto egoismo--a soffrir condannate;
+Giovinette di fuoco--e superbe matrone,
+Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane,
+Calpestaste con gioia--le convenienze umane
+E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude,
+Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude!
+
+ * * * * *
+
+Quando il bruno soldato--usci` sopra la via
+Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia.
+Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera.
+
+La fanciulla (che tale--da un istante non era),
+Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata...
+I suoi sogni di languide--vision la fean beata.
+
+Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti
+Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti,
+Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai...
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla e il soldato--non si vider piu` mai,
+
+Napoli, 29 febbraio 1876.
+
+
+
+
+
+MASTRO SPAGHI
+
+A
+
+FELICE CAMERONI
+
+MASTRO SPAGHI
+
+I.
+
+Mastro Spaghi era il boia--della citta` d'Urbino.
+Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino;
+Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva
+Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva
+Una candida barba.--Avea gli occhi profondi,
+L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi
+E violetti, le labbra--grosse e larghe.
+Campava
+Tirando il collo agli altri.
+
+ * * * * *
+
+--La forca prosperava
+Nell'Evo Medio!
+Oh! Quelli--eran tempi beati!
+Ne` i maggiori colpevoli--erano gli appiccati!
+
+I furbi ed i potenti--facevano man bassa,
+Come chi taglia spiche,--sui capi della massa.
+Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri
+Fiorivan dappertutto.
+--Percio` v'eran maestri
+Nell'arte del carnefice!
+--A Roma avea gran nome
+Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome
+Tanagliare una vittima,--senza farla spirare.
+
+La Santa Inquisizione--avea fatto educare
+Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro.
+
+In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro.
+
+ * * * * *
+
+Perche` vi spaventate,--o lettori cortesi,
+S'io parlo di carnefici?
+--Il nome lor lo appresi
+Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte,
+Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte
+Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio
+O in partita, gli e` sempre--ammazzare.
+
+Il barbaglio
+Della gloria e del genio--pel filosofo e` nulla!
+Che`, sfrondati gli allori,--v'e` la campagna brulla;
+V'e` la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue;
+Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue;
+Ove stanno i carnefici--e le vittime.
+Evvia!
+Perche` mai vi spaventa--questa novella mia?
+Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni
+Per non parlar di boia!
+--Abolirli?... Illusioni
+D'anime semplicette!
+--Togliam le guerre e il boia,
+E impossibile e` il dramma,--e morirem di noia!
+
+L'umanita` e` un malato--che di salassi ha d'uopo!
+
+Ma finiran le guerre--e i carnefici!...
+E dopo?
+Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi
+Degli umani discorsi--degli umani poemi?
+
+Saran la fede immensa;--l'amore universale;
+I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male;
+Del male, che pei posteri--sara` l'egual chimera
+Di quel che e` il ben per noi!
+--E s'anco fosse vera
+Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille
+Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille
+Ancor piu` innanzi...
+Il cerebro--Mormora ancora: "E poi?..."
+Siam daccapo alla noia!
+
+
+
+II.
+
+--Fra tutti i pari suoi
+Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro.
+La gran pratica e` vero--l'avea reso il piu` destro
+In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era.
+Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera
+Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano!
+La seta piu` ribelle--di mastro Spaghi in mano
+Si mutava in un filo--cosi` forte e sottile,
+Qual non l'avria mutato--la mano piu` gentile
+D'una donna ai ricami--espertissima.
+
+ * * * * *
+
+Quando
+Saliva sopra il palco--era proprio ammirando!
+
+Dall'alto della forca--con un braccio potente,
+Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente;
+Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo;
+Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo
+E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi,
+Dava uno strappo...
+Il misero--schizzava in fuori gli occhi
+Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia;
+Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;...
+Ma era affar d'un istante!...
+--E il popolo plaudiva
+A lui che cosi` presto--d'una persona viva
+Sapea fare un cadavere!
+
+ * * * * *
+
+Il popol gli era grato,
+Perche` soltanto il popolo--era allora appiccato.
+I nobili morivano--di scure, e i popolani
+Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani
+"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire.
+"Mastro Spaghi ama il popolo,--che` non lo fa soffrire!"
+
+
+III.
+
+In vent'anni la fama--del nostro personaggio
+Nelle citta` d'Italia--avea fatto viaggio,
+Raccontando la storia--di mille impiccamenti,
+Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti;
+Tantoche` mastro Spaghi,--il carnefice artista,
+Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista
+Nei di` presenti; ed egli--era sempre in cammino.
+
+Oggi appiccava un ladro--nella citta` d'Urbino;
+L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta
+Per un villan, che avea--tentato far vendetta
+Contro il Duca, perche`--questi gli avea (badate
+Che inezia!) la sorella--e la sposa violate;
+Il di` dopo correva--a Firenze, chiamato
+Per un giovane ardente,--che aveva cospirato
+(Diceva la sentenza),--contro le leggi.
+Insomma,
+Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma
+Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?"
+
+
+
+IV.
+
+Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado,
+Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo
+Ed i repubblicani--colli di San Marino.
+
+A Sant'Angelo in Vado--non c'e` che una prigione.
+
+Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione)
+V'abitavano i frati;--era un piccol convento;
+Non divenne prigione--che nel mille e trecento.
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza,
+I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza
+Di facce d'appiccati.
+--Era una notte estiva.
+Sui campi la finestra--della stanza s'apriva.
+Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella
+D'un carcere, che un tempo--era stato una cella,
+La` stava il condannato--a morire domani
+Sulla forca.
+
+Il carnefice--torceva nelle mani
+Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra,
+Su un tavolo, una lampada.
+--La vicina finestra
+Tormentava il lucignolo--con buffi violenti,
+Di profumi campestri--soavemente olenti.
+
+Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate
+Come un fanciul che sogna--le libere giornate
+Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde
+Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde,
+E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco
+Gli spiega la grammatica.
+--Non la piu` debol eco
+Il silenzio turbava.
+--S'erano i borghigiani
+Coricati assai presto,--per poter l'indomani
+Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero
+La festa della forca.
+
+ * * * * *
+
+--Dormiva il prigioniero?
+Io l'ignoro.
+Chi veglia--e` mastro Spaghi.
+E questi
+Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti:
+
+
+
+V.
+
+"Questo e` quel dei dugento--che in vent'anni suonati
+"Spacciero` sulla forca.--I primi che ho spacciati
+"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso
+"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso!
+"Cos'e` strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo!
+"E questo (almen mi pare)--e` un beneficio, in fondo!
+"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza!
+"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza,
+"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio,
+"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio
+"Di me, la bella parte--di carnefice!"
+
+ * * * * *
+
+Un grillo
+Lungi nella campagna,--turbo` il sonno tranquillo
+Alle cicale, sopra--le piante addormentate,
+Con note cosi` allegre--che parevan risate.
+
+ * * * * *
+
+"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature,
+"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure,
+"Come son liete!" disse--il boia sospirando.
+"Essi vivono poco;--e col profumo blando
+"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero
+"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo,
+"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata,
+"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!...
+
+"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante
+"Di queste bestioline!...
+--Allora ero l'amante
+"Di Rita, la piu` bella--forosetta che Iddio
+"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio!
+
+"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia,
+"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia
+"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta.
+"Una quercia, simile--ad una vecchia brutta
+"Che s'e` presa d'amore--per un bel giovinetto,
+"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto;
+"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina,
+"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina.
+"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa!
+"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa
+"Quasi per isfuggire--parea farsi piu` basso!
+"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso?
+"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori,
+"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!"
+
+
+
+VI.
+
+Fuori,
+Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente
+Trillo` ancor. Mastro Spaghi--sospiro` nuovamente.
+
+ * * * * *
+
+"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante
+"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante!
+"La notte, quando tutti--dormivano, soletto
+"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto,
+"Spiando la finestra--dove Rita dormiva.
+
+"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva
+"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco
+"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco
+"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille!
+"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille!
+"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto
+"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto...
+"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare
+"Che il povero piccino--avesse a strimpellare
+"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita...
+"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perche` ho ucciso dei grilli!
+"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!"
+
+
+
+VII.
+
+La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi
+Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi,
+Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi
+Del boia era caduto.--
+Ei tenea fisi gli occhi
+Sul laccio e sulle mani...
+--Ma il suo pensier dovea
+Essere ben lontano.
+
+ * * * * *
+
+--Il vegliardo dicea
+A fior di labbra:
+"Rita!...--Vent'anni son trascorsi!
+"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi!
+"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino,
+"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino
+"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere,
+"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere
+"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano
+"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano!
+"Questi privilegiati--che portano un gran nome
+"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome
+"Ai piu` arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente,
+"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente
+"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio!
+"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio,
+"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!"
+
+ * * * * *
+
+Una nottola venne--nella stanza a squittire
+Attirata dal lume;--fece due giri in tondo
+Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo,
+Fuori della finestra,--torno`, battendo l'ali,
+Spaventata d'avere--osato tanto.
+
+
+VIII
+
+Eguali
+Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne,
+Lagrime solitarie,--lentamente secerne,
+Poche gocciole fredde--imperlavan la testa
+Del boia.
+
+ * * * * *
+
+Egli diceva:
+"--Fu una notte funesta!
+"So che mi son svegliato--con pesanti catene
+"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene!
+
+"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte
+"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte.
+"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino
+"Sognai.--
+Fui risvegliato--sul fare del mattino
+"Da un uomo lungo e pallido.--
+Io gli chiesi chi fosse.
+"Ei non rispose, colto--da un accesso di tosse;
+"Il fetor della carcere--gli grattava la gola.
+
+"Fui condotto all'aperto.--
+Un frate colla stola
+"Negra mi passo` accanto.
+Lo seguivan dei ceffi
+"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi
+"A un meschin che legato--ne veniva con loro.
+
+"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro.
+
+"Egli batteva i denti,--era tutto tremante;
+"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante.
+
+"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino,
+"Mi tocco` sulla spalla,--e additando il meschino,
+"Miagulo`:--
+"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire
+"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire.
+"Il carnefice e` vecchio.--Se ti garba il mestiere
+"Comincia a strozzar questo.--Verra` il Duca a vedere.
+"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato,
+"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato.
+"Il Duca e` giusto e buono;--a tanta sua clemenza
+"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza.
+"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_
+
+"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia!
+
+
+IX.
+
+Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi,
+Che` il duolo ama le tenebre.
+Le mani sui ginocchi
+Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava.
+
+ * * * * *
+
+"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava.
+"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto
+"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto!
+"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato
+"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato
+"O una figliola, bella--come sua madre!
+Oh! Rita.,.
+"Dove sei?
+Mi narrarono--che te ne sei fuggita
+"In paese lontano,--quando ti venne detto
+"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto!
+"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno,
+"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno
+"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente!
+"Da allora in poi nessuno--la rivide...
+Clemente
+"Iddio, se rivedere--un di` potessi almeno
+"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!"
+
+
+
+X.
+
+E alzo` gli occhi.
+Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi
+Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi
+Della lampada, spicca,--sul buio della stanza.
+
+E` una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza,
+Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi.
+Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi
+E inquieti, e, scorgendo--cola` soltanto il boia,
+Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia.
+
+Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta
+Una manata d'oro.
+--Poi si ferma ed aspetta.
+
+ * * * * *
+
+"Chi sei?" chiede il carnefice,
+--Ella cade ai ginocchi
+Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi:
+--"Tutto quest'oro e` tuo;--questo e` quanto possiedo...
+Guarda!"
+L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!"
+
+Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea,
+E la sua mano secca--a un altr'oro correa!
+All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo
+Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo,
+Coprivan quasi.
+"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?"
+Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome
+Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?"
+
+ * * * * *
+
+--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei.
+"Eppure per molt'anni--sono stata felice!
+"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice.
+"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi;
+"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi.
+"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai
+"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai.
+"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci,
+"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci!
+"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori,
+"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori!
+"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!...
+"E dovunque si balli,--e dovunque si canti,
+"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!"
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi esclamo`:--"Povera figliuola!
+
+ * * * * *
+
+--"Un di` venne a trovarmi--un bruno giovinetto,
+"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto...
+"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo!
+"Del condannato....
+"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo
+"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai.
+"A color ch'ho appiccato--il nome domandai!
+"Che mi preme del nome--che porta un condannato!"
+
+ * * * * *
+
+--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!.....
+"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi:
+Il perche` glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi...
+Mi piaceva. Era bello!
+--Ma poi ne fui noiata....
+"Era povero!...
+Eppure--egli non m'ha insultata
+"Quando gliel dissi!
+Pianse;--mi bacio` il volto e il seno,
+"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_
+"_Non odiarmi!_..."
+Venia--ogni giorno, recando
+"Cibi e fiaschi di vino.
+--Io ridevo trincando;
+"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita
+"Vedendomi gioconda.
+--Un di` esclamai: "_Squisita_
+"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_"
+
+Ei rispose: "_Domani--portero` questo e quello_."
+
+"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai
+"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai?
+"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_
+
+--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!..
+
+"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!...
+"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!"
+
+
+
+XI.
+
+Ella si copri` il viso--con entrambe le mani.
+
+ * * * * *
+
+La campagna avea un'eco--di gemiti lontani.
+Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia,
+Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia.
+La lampada moriva.
+--Mastro Spaghi avea detto
+Ravvivandola: "E` triste!--Povero giovanotto!"
+
+E nell'olio una lagrima--al boia era caduta.
+
+ * * * * *
+
+La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta.
+
+
+
+XII.
+
+La fanciulla riprese:
+--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo!
+"Io morro` s'egli muore!--Egli, povero e gramo,
+"Mi pago` piu` di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita!
+"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi die` la vita!
+"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata!
+"Io pretendo di vivere--perche` mi sento amata!
+"Perche` voglio adorarlo,--e coprirlo di baci!
+"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?"
+
+ * * * * *
+
+Ella facea paura.
+--Agitava le braccia,
+E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia.
+Correva per la stanza.--Abbrancava le grate
+Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate,
+Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!"
+
+ * * * * *
+
+Ei mormoro` di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!"
+
+
+XIII.
+
+Allora la fanciulla--divenne mansueta
+Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta.
+Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato
+Torno` pallido.
+Il labbro,--qual ferro arroventato,
+Resto` sol di carminio.
+--Ivi il sangue soltanto
+Affluiva nei giorni--della gioia e del pianto;
+Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci,
+Dovea dir: "Questa donna--e` nata per i baci."
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna,
+Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna.
+Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso,
+Fissava sul suo cranio--un punto luminoso.
+
+ * * * * *
+
+Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando,
+A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando
+Del vegliardo, gli disse:
+--"Tu non l'ucciderai,
+"Non e` vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai...
+"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero
+"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero
+"Avessero una faccia--cosi` buona, e che pare
+"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!"
+
+
+XIV.
+
+Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso;
+E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso.
+Un'iride ideale--di memorie e d'amore,
+Di dolci desiderii--soffocati nel cuore.
+
+Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante
+Della perduta sposa--il leggiadro sembiante,
+Che gli dicea:
+"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_"
+
+Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona
+Una voce infantile;--quella d'una bambina;
+Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina.
+
+ * * * * *
+
+Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse.
+Avea il pianto negli occhi--e mormoro`:
+"Se fosse
+"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina!
+"Vorrei diventar cieco--per averla vicina!
+"Che sara` divenuta?--Sara` dessa felice?
+"Forse e` una gran signora...--Forse una meretrice!
+
+ * * * * *
+
+Cosi` parlava.
+Intanto--la dolente fanciulla
+Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla.
+
+Alfin surse da terra,--che` volavano l'ore.
+Avea l'occhio velato--da un osceno languore,
+Ed additando l'oro--mormoro` al vecchio:
+
+"Senti:
+"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti...
+"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi
+"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi.
+"Io ti daro`... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..."
+E si slaccio` le vesti.
+--Ei con mano gagliarda,
+"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose
+Le vesti.
+Ella la destra--gli strinse. Vi depose
+Un bacio e disse:
+"Grazie!--Oh!... Grazie, padre!
+
+ * * * * *
+
+Allora,
+Nelle braccia serrandola:--"Lontana e` ancor l'aurora!"
+Esclamo` il vecchio. "Insieme--con voi verro`!.. Mia figlia,
+"Si`, mia figlia sarai!"
+
+
+
+XV.
+
+--E dalla ferrea griglia
+Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre.
+
+Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre;
+La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore;
+Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore.
+
+Quella luna invitava--a amar, solo a vederla.
+La terra era d'argento,--il ciel di madreperla.
+E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto
+Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto,
+Perche` nel santo affetto,--che purifica tutto,
+Obliasse ogni colpa,--obliasse ogni lutto.
+
+Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano;
+Lo si saria veduto--a tre miglia lontano.
+
+Ei non se ne accorgeva.
+--Celiando, il giovinetto
+Quel cranio traditore--copri col suo berretto,
+E disse:
+"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole
+"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!"
+
+ * * * * *
+
+Cosi` senza spettacolo--rimaser l'indomani
+Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani:
+E cosi`, nella corsa--facendo invidia al vento,
+Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento,
+Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina
+Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina.
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+Scuola moderna
+
+LIRICHE.
+
+Prefazione ai miei versi
+La Forma e l'Idea
+Noia letteraria
+Letteratura disonesta
+Veritas, Vanitas!
+Le demolizioni
+In morte di Emilio Praga
+Anacreonte
+Evo Medio
+Il secolo di Pericle
+A Taide
+La notte di san Silvestro
+La Senavra
+In alto
+Circolo
+A Fulvio Fulgonio
+La chiesetta dei morti
+A una donna intelligente
+Il di` dei morti
+Per il santo Natale
+Coraggio!
+Ditirambo
+Per una suicida
+Quando?
+Ars, alma mater
+
+
+DE MINIMIS.
+
+Mors tua, vita mea
+Flectar, non frangar
+Melodia
+Seminare e raccogliere
+Il mare canta
+En attendant
+A un calendario americano
+Acqua dei monti
+In corpo di guardia
+Ultima ratio
+
+DIES.
+
+Alba
+Meriggio
+Sera
+Notte
+
+CITTA` ITALIANE.
+
+Napoli
+Cagliari
+
+EPISTOLA AD E. BIGNAMI.
+
+Socialismo
+
+NOVELLE IN VERSI.
+Acqua
+Fuoco
+Mastro Spaghi
+
+
+
+112
+
+
+
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+This file should be named 7psnv10.txt or 7psnv10.zip
+Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, 7psnv11.txt
+VERSIONS based on separate sources get new LETTER, 7psnv10a.txt
+
+Project Gutenberg eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US
+unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+We are now trying to release all our eBooks one year in advance
+of the official release dates, leaving time for better editing.
+Please be encouraged to tell us about any error or corrections,
+even years after the official publication date.
+
+Please note neither this listing nor its contents are final til
+midnight of the last day of the month of any such announcement.
+The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at
+Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A
+preliminary version may often be posted for suggestion, comment
+and editing by those who wish to do so.
+
+Most people start at our Web sites at:
+http://gutenberg.net or
+http://promo.net/pg
+
+These Web sites include award-winning information about Project
+Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new
+eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!).
+
+
+Those of you who want to download any eBook before announcement
+can get to them as follows, and just download by date. This is
+also a good way to get them instantly upon announcement, as the
+indexes our cataloguers produce obviously take a while after an
+announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter.
+
+http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext05 or
+ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext05
+
+Or /etext04, 03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92,
+91 or 90
+
+Just search by the first five letters of the filename you want,
+as it appears in our Newsletters.
+
+
+Information about Project Gutenberg (one page)
+
+We produce about two million dollars for each hour we work. The
+time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours
+to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright
+searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our
+projected audience is one hundred million readers. If the value
+per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2
+million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text
+files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+
+We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002
+If they reach just 1-2% of the world's population then the total
+will reach over half a trillion eBooks given away by year's end.
+
+The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks!
+This is ten thousand titles each to one hundred million readers,
+which is only about 4% of the present number of computer users.
+
+Here is the briefest record of our progress (* means estimated):
+
+eBooks Year Month
+
+ 1 1971 July
+ 10 1991 January
+ 100 1994 January
+ 1000 1997 August
+ 1500 1998 October
+ 2000 1999 December
+ 2500 2000 December
+ 3000 2001 November
+ 4000 2001 October/November
+ 6000 2002 December*
+ 9000 2003 November*
+10000 2004 January*
+
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created
+to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium.
+
+We need your donations more than ever!
+
+As of February, 2002, contributions are being solicited from people
+and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut,
+Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois,
+Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts,
+Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New
+Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio,
+Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South
+Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West
+Virginia, Wisconsin, and Wyoming.
+
+We have filed in all 50 states now, but these are the only ones
+that have responded.
+
+As the requirements for other states are met, additions to this list
+will be made and fund raising will begin in the additional states.
+Please feel free to ask to check the status of your state.
+
+In answer to various questions we have received on this:
+
+We are constantly working on finishing the paperwork to legally
+request donations in all 50 states. If your state is not listed and
+you would like to know if we have added it since the list you have,
+just ask.
+
+While we cannot solicit donations from people in states where we are
+not yet registered, we know of no prohibition against accepting
+donations from donors in these states who approach us with an offer to
+donate.
+
+International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about
+how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made
+deductible, and don't have the staff to handle it even if there are
+ways.
+
+Donations by check or money order may be sent to:
+
+ PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION
+ 809 North 1500 West
+ Salt Lake City, UT 84116
+
+Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment
+method other than by check or money order.
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by
+the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN
+[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are
+tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising
+requirements for other states are met, additions to this list will be
+made and fund-raising will begin in the additional states.
+
+We need your donations more than ever!
+
+You can get up to date donation information online at:
+
+http://www.gutenberg.net/donation.html
+
+
+***
+
+If you can't reach Project Gutenberg,
+you can always email directly to:
+
+Michael S. Hart <hart@pobox.com>
+
+Prof. Hart will answer or forward your message.
+
+We would prefer to send you information by email.
+
+
+**The Legal Small Print**
+
+
+(Three Pages)
+
+***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START***
+Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers.
+They tell us you might sue us if there is something wrong with
+your copy of this eBook, even if you got it for free from
+someone other than us, and even if what's wrong is not our
+fault. So, among other things, this "Small Print!" statement
+disclaims most of our liability to you. It also tells you how
+you may distribute copies of this eBook if you want to.
+
+*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK
+By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm
+eBook, you indicate that you understand, agree to and accept
+this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive
+a refund of the money (if any) you paid for this eBook by
+sending a request within 30 days of receiving it to the person
+you got it from. If you received this eBook on a physical
+medium (such as a disk), you must return it with your request.
+
+ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS
+This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks,
+is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart
+through the Project Gutenberg Association (the "Project").
+Among other things, this means that no one owns a United States copyright
+on or for this work, so the Project (and you!) can copy and
+distribute it in the United States without permission and
+without paying copyright royalties. Special rules, set forth
+below, apply if you wish to copy and distribute this eBook
+under the "PROJECT GUTENBERG" trademark.
+
+Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market
+any commercial products without permission.
+
+To create these eBooks, the Project expends considerable
+efforts to identify, transcribe and proofread public domain
+works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any
+medium they may be on may contain "Defects". Among other
+things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other
+intellectual property infringement, a defective or damaged
+disk or other eBook medium, a computer virus, or computer
+codes that damage or cannot be read by your equipment.
+
+LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES
+But for the "Right of Replacement or Refund" described below,
+[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may
+receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims
+all liability to you for damages, costs and expenses, including
+legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR
+UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT,
+INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE
+OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE
+POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES.
+
+If you discover a Defect in this eBook within 90 days of
+receiving it, you can receive a refund of the money (if any)
+you paid for it by sending an explanatory note within that
+time to the person you received it from. If you received it
+on a physical medium, you must return it with your note, and
+such person may choose to alternatively give you a replacement
+copy. If you received it electronically, such person may
+choose to alternatively give you a second opportunity to
+receive it electronically.
+
+THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS
+TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT
+LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A
+PARTICULAR PURPOSE.
+
+Some states do not allow disclaimers of implied warranties or
+the exclusion or limitation of consequential damages, so the
+above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you
+may have other legal rights.
+
+INDEMNITY
+You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation,
+and its trustees and agents, and any volunteers associated
+with the production and distribution of Project Gutenberg-tm
+texts harmless, from all liability, cost and expense, including
+legal fees, that arise directly or indirectly from any of the
+following that you do or cause: [1] distribution of this eBook,
+[2] alteration, modification, or addition to the eBook,
+or [3] any Defect.
+
+DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm"
+You may distribute copies of this eBook electronically, or by
+disk, book or any other medium if you either delete this
+"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg,
+or:
+
+[1] Only give exact copies of it. Among other things, this
+ requires that you do not remove, alter or modify the
+ eBook or this "small print!" statement. You may however,
+ if you wish, distribute this eBook in machine readable
+ binary, compressed, mark-up, or proprietary form,
+ including any form resulting from conversion by word
+ processing or hypertext software, but only so long as
+ *EITHER*:
+
+ [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and
+ does *not* contain characters other than those
+ intended by the author of the work, although tilde
+ (~), asterisk (*) and underline (_) characters may
+ be used to convey punctuation intended by the
+ author, and additional characters may be used to
+ indicate hypertext links; OR
+
+ [*] The eBook may be readily converted by the reader at
+ no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent
+ form by the program that displays the eBook (as is
+ the case, for instance, with most word processors);
+ OR
+
+ [*] You provide, or agree to also provide on request at
+ no additional cost, fee or expense, a copy of the
+ eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC
+ or other equivalent proprietary form).
+
+[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this
+ "Small Print!" statement.
+
+[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the
+ gross profits you derive calculated using the method you
+ already use to calculate your applicable taxes. If you
+ don't derive profits, no royalty is due. Royalties are
+ payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation"
+ the 60 days following each date you prepare (or were
+ legally required to prepare) your annual (or equivalent
+ periodic) tax return. Please contact us beforehand to
+ let us know your plans and to work out the details.
+
+WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO?
+Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of
+public domain and licensed works that can be freely distributed
+in machine readable form.
+
+The Project gratefully accepts contributions of money, time,
+public domain materials, or royalty free copyright licenses.
+Money should be paid to the:
+"Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+If you are interested in contributing scanning equipment or
+software or other items, please contact Michael Hart at:
+hart@pobox.com
+
+[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only
+when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by
+Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be
+used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be
+they hardware or software or any other related product without
+express permission.]
+
+*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END*
+
diff --git a/old/7psnv10.zip b/old/7psnv10.zip
new file mode 100644
index 0000000..20952e4
--- /dev/null
+++ b/old/7psnv10.zip
Binary files differ
diff --git a/old/8psnv10.txt b/old/8psnv10.txt
new file mode 100644
index 0000000..7055d18
--- /dev/null
+++ b/old/8psnv10.txt
@@ -0,0 +1,6368 @@
+The Project Gutenberg EBook of Poesie e novelle in versi, by Ferdinando Fontana
+
+Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the
+copyright laws for your country before downloading or redistributing
+this or any other Project Gutenberg eBook.
+
+This header should be the first thing seen when viewing this Project
+Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the
+header without written permission.
+
+Please read the "legal small print," and other information about the
+eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is
+important information about your specific rights and restrictions in
+how the file may be used. You can also find out about how to make a
+donation to Project Gutenberg, and how to get involved.
+
+
+**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts**
+
+**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971**
+
+*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!*****
+
+
+Title: Poesie e novelle in versi
+
+Author: Ferdinando Fontana
+
+Release Date: January, 2006 [EBook #9642]
+[This file was first posted on October 12, 2003]
+
+Edition: 10
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+
+
+
+
+
+
+
+Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks
+and the Online Distributed Proofreading Team.
+
+This book has been completed in cooperation with the Progetto Manuzio,
+http://www.liberliber.it
+
+We thank the "Biblioteca Sormani" di Milano that has provided the images.
+
+
+
+
+
+
+FERDINANDO FONTANA
+
+
+POESIE
+
+E
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+
+MILANO
+
+1877.
+
+
+
+
+
+A ANTONIO GHISLANZONI
+
+
+
+SCUOLA MODERNA[1]
+
+AD ANTONIO GHISLANZONI,
+DEDICANDOGLI IL LIBRO.
+
+
+Alla tua nota satira
+Chi porse l'argomento?
+Forse i carmi d'un giovane
+Da pochi giorni spento?[2]
+Forse il _Torso di Venere_
+O il _Düalismo_ ardito,
+Che una Musa propizia
+Dettava a un erudito?[3]
+
+Non già!.... Dalle tue laudi
+Fu consacrato il primo;
+Tu lo sapesti scegliere
+Dal medïocre limo; [4]
+All'altro degli stolidi
+Soltanto il volgo indegno
+Oggi contrasta il fervido
+Estro e il robusto ingegno.
+
+Forse dell'_Inno a Satana_ [5]
+Ti spaventò il concetto?
+No!.... Che tu abborri i vincoli
+Che strozzan l'intelletto,
+E so che, quando mediti,
+Ti ribelli ai confini,
+Al pensier del filosofo
+Imposti dai cretini.
+
+È ver, talora il genio
+Ama le forme strane,
+Ma il pensator sa leggere
+Nelle sue cifre arcane,
+E sa discerner l'enfasi
+Del verso che non crea
+Dal balenar fantastico
+D'una sublime idea.
+
+Spesso il cantor d'Ofelia,
+Col labbro d'uno stolto,
+Strambi concetti mormora
+Ed è di nebbie avvolto,
+Ma sempre, come folgore
+Che irradia la tempesta,
+Risplende tra le nebbie
+L'olimpica sua testa....
+
+Evvia!.... se qualche Bécero,
+Nelle invalide carte,
+Pallia coll'artificio
+La mancanza dell'arte;
+Se con grottesche immagini
+Pochi grulli impotenti
+Cercano un vieto elogio
+A mal composte menti;
+
+Se nella solitudine
+Dove ti sei rinchiuso
+È giunto qualche cantico
+Di giovinetto illuso.
+Se un impudente o un ebete
+Parlando in metro oscuro
+S'imbranca colle vecchie
+Che dicono il futuro;
+
+Deh!.... non armar la cetera
+Colla mordente corda!
+Carni di imbelli vittime
+Il verso tuo non morda!
+Frena, romito Antonio,
+La beffarda parola;
+Non dir che pochi stolidi
+Son la _moderna scuola!_
+
+Serba ai pedanti, agli arcadi,
+Lo scherno e l'ironia;
+Taglia pei dorsi elastici
+Le vesti in parodia;
+Non fornir armi ai deboli
+Che temono di noi
+E che verranno a irriderci
+Cantando i versi tuoi.
+
+Pensa che ai pochi giovani,
+Che vedon l'ardua meta,
+Il ben d'un raro plauso
+I grami giorni allieta....
+E che il maggior cordoglio
+Che contristi i gagliardi
+È di sentirsi mettere
+Col volgo dei codardi.
+
+
+[1] Questi versi vennero già pubblicati in risposta ad una poesia del
+signor Ghislanzoni, dallo stesso titolo, nella quale l'egregio
+_umorista_ avea preso a far la satira di certi sedicenti _innovatori
+letterarii_. Più die a rispondere al signor Ghislanzoni, questi versi
+intendevano a metter in chiaro la differenza che passa fra costoro e
+quelli che operano con vero ingegno.
+
+[2] Emilio Praga.
+
+[3] Due splendide liriche di Arrigo Boito.
+
+[4] Il Ghislanzoni fu il primo che incoraggiò l'ingegno di Praga.
+Quando questi pubblicò la sua _Tavolozza_, l'eminente critico,
+parlandone in un giornale cittadino, dava principio al suo articolo
+colle seguenti parole: "_Finalmente, abbiamo un poeta._"
+
+[5] L'_Inno a Satana_, di Giosuè Carducci.
+
+
+
+
+LIRICHE
+
+PREFAZIONE AI MIEI VERSI
+
+Esser pöeti è legger nei futuri
+Giorni; è spaziar nel cielo delle indagini
+Condannate dai timidi cervelli;
+Esser pöeti o sentirsi maturi
+Quando nel sangue bollono i vent'anmi;
+È ridere di tutto, esser ribelli
+Alla gloria e agli affanni.
+
+Esser pöeti è librarsi giganti
+Sull'universo e, in sè raccolti, vivere
+Animati da incognita scintilla;
+È accogliere del par sorrisi e pianti,
+Inni e bestemmie, rantoli e vagiti;
+È scrutar con impavida pupilla
+I misteri infiniti;
+
+È piangere col vinto e coll'afflitto,
+Nè al forte, al vincitor, negare il plauso,
+Nè armar la cetra d'una corda sola;
+È comprender la colpa ed il delitto,
+Laudando il sacrifìcio e l'innocenza;
+È cantar tra un bicchiero e una carola
+Il chiostro e l'astinenza.
+
+Prisma novello, col pensiero, i mille
+Raggi dell'universo in sè raccogliere
+E mutarli in cadenze e in armonie;
+Poi fra le genti seminar scintille,
+Fatali incendi suscitando intorno,
+Turbando il cranio alle persone pie...
+O illudendole un giorno!
+
+Esser pöeti è salir sovra un monte,
+Di notte, quando il ciel di stelle è fulgido,
+E, in estasi, esclamar: "Credo! V'è un Dio!"
+E inginocchiarsi, e chinare la fronte,
+Ripieno il cor di mistica paura...
+Poscia negarlo o metterlo in oblio
+Discesi alla pianura!
+
+Esser pöeti è viver d'illusioni
+Che sull'Eterno Nulla il piede appoggiano;
+È celiar con sè stessi e con coloro
+Che vi sanno ammirar nelle canzoni;
+È accettare, negando, il Bene e il Male;
+È desiare la miseria e l'oro,
+La reggia e l'ospedale.
+
+Esser pöeti è tentar l'ocëano
+Della vita; è svelarlo; è, ansanti, correre
+Dietro un caro idëal.... cui non si crede!
+È comprender del tutto il nulla arcano,
+E, d'ogni cosa quaggiù disperando,
+Trovare ancora entusïasmo e fede
+Per vivere cantando.
+
+Esser pöeti è abbandonarsi ai sensi;
+È compendiare un secolo in un distico;
+È mutar l'alimento del mattino,
+A vespro giunti, in voli eccelsi, immensi....
+E, invero, questi versi sono usciti
+Dalle vivande o dal _preteso_ vino
+Che l'oste m'ha imbanditi.
+
+
+
+
+LA FORMA E L'IDEA
+
+(A EMILIO PRAGA)
+
+La forma son le tenebre,
+E la luce è l'Idea;
+La Forma è il rito, il simbolo
+Del pensiero che crea;
+Il pensiero è l'Iehova
+Dei veggenti profeti
+Che parla dai roveti.,
+E la Forma è Gesù.
+La Forma è la parabola,
+La Forma è il pane, è il vino,
+È l'orto, il bacio, il Golgota,
+È la Croce, è Longino;
+E il pensiero è l'assiduo
+Svolgersi del crëato,
+Cui spiegar non è dato
+Alle menti quaggiù!
+
+Eterna lotta!.... Scorgere
+L'Idea!.... Vedere il sole!...
+E disperar d'esprimerlo
+Con possenti parole!
+Nelle affannose veglie
+Concepir l'universo....
+E alla foga del verso
+Non saperlo svelar!
+Dietro un fatal connubio
+Il cervello si stanca!....
+Giunge lo sposo al tempio,
+Ma la sposa vi manca;
+Egli, il Pensiero, l'évoca
+Colla voce pietosa....
+Ma la Forma, la sposa,
+Non si reca all'altar.
+
+Ahi!.... Talora nel cranio,
+Indarno affaticato,
+Disperando, un terribile
+Dubbio m'è balenato!
+Pensai che forse esistono
+Idee sì vaghe e arcane
+Che invan le menti umane
+S'attentano a scolpir!
+Forse passò fra gli uomini
+Il sommo dei pöeti
+Fra la schiera dei mutoli
+E degli analfabeti....
+E, forse, il suo silenzio
+Fu incompresa epopea,
+In cui sfuggì l'Idea
+Della Forma il martîr!
+
+Ah!.... Perché, dunque, struggerti,
+O povero cervello?
+Contro la Forma, il despota,
+Sorgi, schiavo rubello!
+Non ti curar degli uomini!
+Vivi in te stesso e pensa!....
+La tua melòde immensa
+Non rivelar che a te!
+Chiuso nel tuo silenzio
+Ogni idïoma oblia!
+Del tempo e dello spazio
+Comprendi l'armonia!
+Ogni idïoma e frivolo
+A esprimer l'Universo!
+Nato a servire un verso
+Il mio pensier non è!!
+
+Evvia!.... Sorridi, Emilio!....
+Sorge nel Ciel l'aurora,
+E, solitario, io vigilo
+Sulle mie carte ancora!
+Stolto!.... Giuro il silenzio,
+E ti favello intanto!....
+Stolto!.... E rileggo il canto
+Che la mia man notò!
+Emilio, io voglio illudermi!
+Sono troppo felice!
+Mi risveglio da un'estasi
+E il pensiero mi dice:
+"Stretto è il fatal connubio!
+"Chiudi gli occhi e riposa....
+"Questa notte la sposa
+"All'altar si recò...."
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+NOJA LETTERARIA
+
+Favello a voi, cui ferve la scintilla
+Dei febbrili entusiasmi nel cervello;
+Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla
+La balda gioja d'un pensier novello!
+
+Favello a voi, che, frammezzo alle genti,
+Vecchi a vent'anni, in silenzio passate,
+Colla pupilla vólta ai firmamenti
+E colle mani alle reni appoggiate.
+
+Favello a voi, cui nota è l'armonia
+D'ogni cosa creata, e cui son noti
+Cogli entusiasmi la melanconia
+E gli sconforti; a voi favello, iloti,
+
+Dannati a conservar la stessa creta
+Leggendo dentro ai secoli venturi;
+Dannati a scorger la splendida meta
+Dietro le grate di carceri oscuri!
+
+Favello a voi, per cui dolore e gioja,
+Pari al lampo, non duran che un istante,
+E che desiate, per fuggir la noja,
+Un'angoscia od un gaudio incessante;
+
+Favello a voi, che vivete com'ebri
+D'un arcano licor sovra la terra,
+Ed avete un uncino nei cerébri
+Che l'Universo nei suoi moti afferra!
+
+Noi siam mendíchi, a cui la gente antica
+Le briciole lasciò di lauta mensa;
+Viviam di stenti e il genio s'affatica
+Dietro una turba di fantasmi immensa.
+
+Gli antichi Numi, ispirator dei carmi,
+Son morti nel sogghigno universale;
+La Natura ci annoja; il suon dell'armi
+Ne spaventa; ridiam dell'idëale;
+
+L'amore è un campo in cui non resta zolla
+Da fecondare; senza scrosci è l'ira;
+Il nostro corpo e una corteccia frolla,
+Mentre la mente a nuovi cieli aspira.
+
+E nuovi cieli, splendidi, profondi
+Come lo spazio, immaginar n'è dato....
+Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi
+Senza cifra, un poëta non è nato!
+
+I nostri canti son feti già morti;
+Sono la serpe che la coda addenta;
+Son l'urna ove troviam pochi conforti
+E la febbre che i giorni ne tormenta.
+
+Noi li cantiamo a noi stessi soltanto,
+E all'ultimo levita siamo eguali,
+Che, derelitto nel suo tempio santo,
+Celebrerà da solo i ritüali....
+
+E non ci resta che cingere i fianchi
+Col bigiastro mantel del pellegrino,
+E correre la terra erranti e stanchi,
+E abbandonarci ad un pazzo cammino....
+
+Milano, luglio 1875.
+
+
+
+
+LETTERATURA DISONESTA
+
+A CESARE TRONCONI [1].
+
+Que la muse, brisant le luth des courtisanes,
+Fasse vibrer sans peur l'air de la liberté;
+Qu'elle marche pieds nuds, comme la verité.
+ALF. DI MUSSET.
+
+Dunque perchè le pagine
+Noi modelliam sul vero;
+Perchè neghiam di battere
+Ogni volgar sentiero;
+Perchè volgiamo intrepidi
+Le pensierose fronti
+Alla più vasta cerchia
+Di splendidi orizzonti;
+
+Dunque perchè l'indagine
+I nostri libri ispira;
+Perchè i costumi ipocriti
+Ci fanno schifo ed ira;
+Perchè, toccando l'ulceri,
+La nostra man non trema.
+D'insultatori un popolo
+Ci scaglia l'anatema!?
+
+Scosso all'ingiusto oltraggio,
+Tu ti contristi e piangi:
+Nelle dolenti veglie
+Fremi e la penna infrangi;
+E, forse, al melanconico
+Ingegno tuo tu chiedi
+Se un mondo immaginario
+È quel che ascolti e vedi!
+
+Me pur gli insulti colsero
+Dei grulli e dei perversi,
+E, inesperto degli uomini,
+Un tempo anch'io soffersi..
+Allor pensai che inutile
+Pazzia sono i miei canti,
+Che un vano desiderio
+È il vincere i pedanti!
+
+E mi tentò, nell'aride
+Mie notti d'apatia,
+La vile idea di scegliere
+Men faticosa via;
+E, a tesser panegirici
+Alla Morale e a Dio,
+Nel branco delle pecore
+Giurai d'entrare anch'io!
+
+Evvia!.... Sorridi!.... Il fascino
+Della verace Musa
+Venne a guarir l'insania
+Della mia mente ottusa!
+E da quel giorno, libero
+Da ogni dubbio codardo,
+Contro i melensi e gli Arcadi
+Io sursi più gagliardo!
+
+E il temerario oltraggio
+Come una celia accolsi,
+E l'amarezza inutile
+Nella risata io sciolsi;
+E i profili ridicoli
+Di grotteschi figuri
+Della mia stanza vennero
+A popolare i muri.
+
+Una lanterna magica
+Mi rallegrò le notti;
+E vidi volti d'ùpupa.
+Ventri che parean botti,
+E smisurate orecchie,
+E code smisurate,
+E uno stuolo di scimmie
+Da artisti camuffate.
+
+Imitando dei chierici
+La vieta filastrocca,
+Tutte ad insulse nenie
+Aprivano la bocca;
+E, mentre mi passavano
+Lentamente dinanti,
+Un'eco lontanissima
+Ne ripeteva i canti:
+
+"Heine e Musset son scettici
+"Degni dell'odio umano;
+"Giorgio Byron non merita
+"Una stretta di mano!
+"Con quei che il vero parlano
+"Non si discute mai!....
+"Se sonvi error, celiamoli;....
+"Correggerli?.... Giammai!
+
+"Lasciam che il mondo seguiti
+"Le usanze inveterate;
+"Che le donne ci aizzino
+"A passioni dannate;
+"Che le fanciulle uccidano
+"I bambini illegali;
+"Che le piaghe si coprino
+"Con fiori e madrigali!
+
+"L'amor del mondo è soffio....
+"Ma guai chi fa all'amore!
+"Giusto è che i vecchi imprechino
+"Dei giovani al vigore!
+"La Società dev'essere
+"Il modello dell'Arte....
+"Ma noi vogliamo scorgerla
+"Soltanto da una parte!
+
+"Perché della famiglia
+"Son sante le affezioni,
+"Non canterem che bamboli,
+"Che madri in ginocchioni;
+"Non canterem che Sindaci
+"Che porgono l'anello;
+"Consulteremo il Codice
+"Per giudicare il Bello!
+
+"Per chi dirà che esistono
+"Altre fonti di gioja;
+"Per chi dirà che a scrivere
+"Al par di noi si annoja;
+"Per chi dirà con libera
+"Parola un'opinione,
+"Invocheremo l'_indice_,
+"La _Santa Inquisizione!_
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"Crear vorreste?.... È inutile!
+"Deve copiar la Musa!
+"Deve copiare!.... E il plauso
+"Le largiranno tutti....
+"E grideranno al genio
+"Babbi, mammine e putti!
+
+"Lasciate che combattano
+"Per le donne gli stolti!
+"Esse non saran l'ultime
+"A graffiar loro i volti!
+"Le donne sono un popolo
+"Mansüeto di schiave....
+"Non è d'un cuor di femmina
+"Il buon-senso la chiave!
+
+"Su, giovinetti!.... Facile
+"Strada v'abbiam dischiusa!
+"A magri pranzi assidasi
+"L'indipendente Musa!
+"Sol nella vita pratica
+"Siate _veristi!_.... Il male,
+"Fatto con volto ipocrita.,
+"Diventa più idëale!!"
+
+Ahimè!.... Superba Lirica,
+L'ali su te ripiega!
+Non già tuonar., ma ridere
+Mi fe' quella congrega!....
+Alle grottesche immagini
+Dal letto mio, celiando,
+Risposi, amico Cesare,
+Coi versi che ti mando:
+
+"Tutto è quaggiù possibile!
+"Il tempo è omai passato,
+"In cui, fanciullo e ingenuo,
+"Mi son maravigliato!
+"Degli antichi filosofi
+"Or la saviezza imito;
+"Alla meta so incedere
+"Indifferente e ardito....
+
+"E se color che insultanci
+"Bandissero domani
+"Che, per pudore, debbano
+"Portar le brache i cani,
+"Io, nel veder l'eccentrica
+"Innovazion morale,
+"Continüando a ridere,
+"Direi: È naturale!"
+
+Napoli, 16 marzo 1876.
+
+[1] Cesare Tronconi, l'autore della _Passione maledetta_ e delle
+_Madri... per ridere_. Cesare Tronconi, il romanziere più calunniato e
+più vilipeso dagli spigolistri. Ripeto a bella posta il suo nome per
+risarcirlo in parte della guerra sleale e vigliacca mossagli da alcuni
+giornalisti, i quali per non dargli voga erano andati d'accordo per
+chiamarlo l'_innominabile...._ tout court.
+
+
+
+VERITAS, VANITAS!
+
+Una sera piovosa, äutunnale,
+Ora schivando il fango, ora una pozza.
+Io seguii la carrozza
+Che manda al Cimitero l'Ospedale.
+
+Cimitero e Ospedal son buoni amici
+E tengono fra lor conti correnti.
+Davver, pochi clienti
+Si dan l'un l'altro tanti benefici!
+
+L'Ospedale gli manda i suoi defunti,
+E il Cimiter lo paga col dolore,
+Che rende infermo il cuore
+E fa le donne e i giovinetti smunti....
+
+L'Ospedale gli manda le sue spoglie,
+E il Cimiter gli manda i suoi pöeti,
+Che in mezzo ai sepolcreti
+Tentano col pensier le eterne soglie....
+
+La carrozza che va dall'Ospedale
+Al Cimitero, portandovi i morti,
+M'ha dati più conforti
+Che non millanta libri di morale!
+
+Filosofando, io le cammino allato
+E vo pensando a chi dentro vi giace,
+E, spesso, mi do pace
+Se per _caso_ quel dì non ho pranzato!
+
+La colomba che sopra v'è scolpita
+Par che dica, mandandomi un saluto:
+"Che giova esser vissuto!
+"Che giova il darci pena della vita!"
+
+Or, quella sera, deposte le bare,
+Il negro carro era diggià partito,
+Ed io, come impietrito,
+Restai del camposanto al limitare.
+
+Là m'inchiodava una visione strana,
+Di quelle che sa far soltanto il Vero,
+E che vede il pensiero
+Sol di chi studia la Commedia Umana.
+
+Una vecchia magrissima e grinzosa
+S'era posta a seder sovra le bare,
+Ed io l'udìa cantare
+Una canzon con voce cavernosa.
+
+La solinga megera, gravemente,
+S'accompagnava nelle note basse
+Battendo sulle casse
+Coll'ossa delle gambe macilente.
+
+Elia diceva: "Io son la portinaja,
+"E sono vecchia, e di pessimo umore....
+"Ma quando ero sul fiore
+"Degli anni, allora, ero leggiadra e gaja!
+
+"Quanti baci, quand'ero ancor fanciulla,
+"Su queste spalle secche e questa bocca
+"Ora, bazza a chi tocca!
+"Io vo' morir, che non son buona a nulla!
+
+"Forse, qui dentro, in queste casse bianche
+"Han chiuso qualche giovane d'allora,
+"Che si tolse all'aurora
+"Dalle mie braccia, colle membra stanche!
+
+"Forse, a quel tempo, egli m'avrà adorata
+"Come a ventanni un'illusion si adora!
+"Il giovane d'allora
+"Amore, arte, piacer m'avrà chiamata!
+
+"Chicchetussia dei mille amanti miei,
+"Che mi presti la bara a seggiolone,
+"Sappi che un'illusione
+"Per te, se fosti vivo, ancor sarei....
+
+"E sarei la più triste e la più grama,
+"La più steril di pace e d'allegrezza,
+"E potrei d'amarezza,
+"Non più di gaudio, pagar la tua brama.
+
+"Sappi ch'io sono ancora un'illusione,
+"Ma non siccome un dì bella e gioconda,
+"Né alla mia treccia bionda
+"Chiederesti il profumo e l'oblivione!
+
+"Sappi che piangeresti in mia presenza,
+"Perch'io son l'illusion la più inumana;
+"La più caduca e vana;
+"L'illusion dei sepolcri: l'_Esperienza_!"
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+LE DEMOLIZIONI
+
+A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER.
+
+Pietre, da tanti secoli
+In un bacio congiunte,
+Travi e barre, dall'acqua
+E dal sole consunte,
+Barcollanti casipole,
+Ieri viventi ancora,
+Oggi il Tempo vi mormora:
+"È giunta l'ultim'ora!"
+
+Il Tempo!... Il triste scettico;
+L'êra, l'anno e l'istante;
+L'orco che mangia i popoli;
+L'impassibil quadrante;
+La sfinge inaccessibile;
+Il mistico serpente,
+Che afferra, eterno circolo,
+La sua coda col dente.
+
+In un nembo di polvere
+Cadon le vecchie mura;
+Sembran côlte le tegole
+Da un'orrenda paura;
+Ed i balconi, vedovi
+D'imposte e senza vetri,
+Sovra i passanti guardano
+Come occhiaje di spetri.
+
+Povere case!... Il rantolo
+Della vostra agonia
+Fu lungo!... Il dì novissimo
+Lentamente venìa!
+Barbari sempre, gli uomini
+V'han fatto i funerali,
+Pria che cadeste vittime
+Sotto i colpi mortali.
+
+E accanto a voi scolpirono,
+A scherno, in questi giorni,
+Di fastosi palagî
+I superbi contorni.
+Ah! quei colossi risero
+Di voi pigmei morenti,
+E più amari vi fecero
+I fatali momenti!
+
+Povere case!... Io vagolo
+A voi dintorno.--È notte.
+E l'ombre dalle fiaccole
+Rosseggianti son rotte;
+E, somiglianti ai demoni
+Cui l'eccidio conduce,
+I pïonieri nereggiano
+Sugli sprazzi di luce.
+
+Ed io penso alla storia
+Delle mura cadenti;
+Ai drammi, alle commedie,
+Agli idilii innocenti
+Che si ordiron per secoli
+Nelle piccole stanze
+Ed impressero un marchio
+Sulle umane sembianze.
+
+Ed io penso alle veglie,
+Alle insonnie, ai riposi,
+Alle fedi, alle infamie,
+Ai convegni amorosi,
+Ai sorrisi, alle lagrime,
+Ai dì foschi, ai dì lieti,
+Ai pöemi che videro
+Quelle quattro pareti!
+
+Oh!... non ridete, splendide
+Case dai freschi ornati,
+Palagî da una magica
+Mano in un dì crëati!
+Or tutti a voi sorridono
+Con beata alterezza
+Ed i vostri muri spirano
+La balda giovinezza....
+
+Ma verrà il dì che i posteri
+Vi chiameran capanne,
+Ed al suolo abbattendovi,
+Come fragili canne,
+Tesseranno una lirica
+Sovra i detriti immani....
+Più caduchi edifizii
+Innalzando il domani!
+
+Tu sol, bigio fantasima,
+Gotico tempio altero.
+Tu, frastaglio di guglie,
+Tu, gigante severo,
+Vedrai le metamorfosi
+Dei giorni che verranno,
+Sogghignando alla gioja,
+Sogghignando all'affanno!
+
+Finchè il Tempo, il terribile
+Tarlo che rode il mondo,
+Verrà te pure a spingere
+Nell'abisso profondo;
+E forse, fra un millennio,
+Quivi sostando un uomo,
+Tenterà di far credere
+Che tu esistevi, o Duomo!....
+
+Eugenio, sono effimeri,
+Al par di queste stanze
+D'ogni mortale i gaudii
+I pianti e le speranze;
+Il passato è macerie
+Su cui sorge il presente,
+E l'avvenire è il figlio
+D'un vegliardo cadente.
+
+Oh! umani eventi! oh! frivole
+Parvenze d'un istante!
+Perchè dunque ci esagita
+Questa febbre incessante?
+Perchè dunque sussistono
+Il sepolcro e la culla?
+Perchè mai tanto fremito
+Se tutto attende il Nulla?
+
+Perchè?... Perchè lo struggere
+E il crëar son la vita;
+Perchè la noja è l'unica
+Larva da noi fuggita;
+Perchè questa è l'armonica
+Legge dell'universo;
+Perchè senz'essa il cérebro
+Non mi darebbe un verso!
+
+Milano, 2 ottobre 1875.
+
+
+
+
+IN MORTE DI EMILIO PRAGA[1]
+
+Egli visse sognando e sogna ancora
+Chiuso per sempre in questa negra bara;
+Sogna il tripudio della nuova aurora
+E il fior, che per il maggio si prepara.
+
+Quand'ei moveva per le nostre vie
+Parlava sempre del supremo giorno,
+Ed un nembo di canti e d'armonie
+Al grosso capo gli aleggiava intorno.
+
+E poi che il guardo umano invan s'attenta
+Di legger della Morte nei misteri,
+Ei rafforzava la pupilla lenta,
+Oppur tarpava il volo ai suoi pensieri.
+
+E, spaventato dal fatal problema,
+Triste amatore d'un'estasi arcana,
+Cantava a sè medesimo un pöema
+Inebbrïando la sua forma umana!
+
+Or, ditemi, fu in lui colpa o sventura
+Questo dispregio dei nostri costumi?
+Dobbiamo noi su questa sepoltura
+Rammentar la sua vita o i suoi volumi?
+
+È vero!.... È vero!.... Ei calpestò un affetto,
+Che men compianta potea far sua vita!....
+È vero!.... È vero!.... Al domestico tetto
+Per lui la mensa fu di duol condita!....
+
+Ma chi di noi, sovra il proprio cammino,
+Non calpestò, rimpiangendolo, un fiore?...
+Nascer pöeta è orribile destino!
+Il cérebro talor soffoca il cuore!
+
+Oh! guai nascer pöeta ove la Musa
+Non trova il pane per nudrire i figli!
+Ove ogni sciocco delle labbra abusa
+Per esser largo solo di consigli!
+
+Oh! guai nascer pöeta ove il sol splende
+Ed infervora i cantici ispirati,
+Ma dove l'uomo allori e culto rende
+Soltanto ai pensatori trapassati!
+
+Costui vivrà da pochi consolato,
+Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre,
+O di spezzar la cetera indignato,
+Per altre voluttà meno leggiadre!
+
+Costui vivrà la famiglia cantando,
+La famiglia idëal,--cui dritto avea--
+E ch'egli dovè perder lagrimando....
+Chè, coi versi, nudrir non la potea.
+
+Noi, cui sorride l'italo orizzonte,
+Siamo un popol di bimbi analfabeti!
+Da qualche lustro appena alziam la fronte....
+Siam troppo grami per pagar pöeti!
+
+Non turbi adunque questo popol gramo
+Il sepolcro d'un povero cantore....
+Meditiam la sua vita e confessiamo
+L'ignoranza d'un secolo e l'errore!
+
+Emilio! Emilio!... Son le tue parole
+Ch'io ripeto commosso... e (lo rammento)
+Da te un giorno le udii che le vïole
+Dicean l'april con profumato accento.
+
+E tu piangevi per le tue sventure,
+Antiveggendo questo estremo istante,
+Senza sentirne le viete päure
+E mentre il viso tuo parea raggiante!
+
+Poi soggiungesti sorridendo: "Amico,
+"Quando mi porteranno al cimitero
+"Verrai tu pure, com'è l'uso antico,
+"A far dei versi sul mio drappo nero;
+
+"Ma ti ricorda degli accenti miei,
+"Ed agli astanti, quel dì, li ripeti....
+"Se tu prima morissi, io li vorrei
+"Ripetere fra i mille sepolcreti.
+
+"E là, dove la Morte i ricchi accoglie
+"E i poveri del par, tutti eguagliando,
+"Mi parria che dovrebber le tue spoglie
+"Ascoltare i miei versi giubilando!"
+
+..............................
+
+Quest'oggi, in cui la legge di Natura
+Te primo, Emilio, al dì fatal condusse,
+D'ogni giogo servil la mente pura,
+Pieno il cor delle mie fedi inconcusse,
+
+Io vengo a replicar su questa bara
+Le tue parole; io compio il tuo desìo....
+E sento, amico, che mi è meno amara
+L'ultima volta che ti dico: Addio!
+
+[1] Questi versi vennero letti dall'autore il giorno 28 dicembre 1875
+sul feretro del poeta delle _Penombre_.
+
+
+
+
+ANACREONTE
+
+Fra le colonne--d'un bianco tempio
+Sacro a Minerva,--la Dea propizia
+Ai savî, austera Dea,
+Pensieroso sedea
+
+Anacrëonte,--cantor dei fervidi
+Baci e degli inni--nati fra i calici
+E delle porporine
+Rose allacciate al crine.
+
+Sedea pensoso,--stringendo l'abile
+Stil nella destra,--la intatta tavola
+Sulle gambe giacente
+Guardando avidamente.
+
+Un sacerdote--dall'occhio linceo
+Di là passava;--vide l'insolito
+Vate nel sacro albergo
+E gli si fece a tergo.
+
+Ei non udìllo;--come le statue
+Chiuse nel tempio--pareva immobile,
+E la fisa pupilla
+Non mandava scintilla.
+
+Spesso la destra--la cerea tavola
+Avvicinava;--ma sulla tenue
+Veste che la copriva
+Non un verso scolpiva.
+
+E d'inusato--pallor coprivansi
+D'Anacrëonte--le tempia, e l'unghia
+Tormentava la lama
+Con rabbïosa brama.
+
+Nella clessidra--cadea la polvere,
+E intorno, intorno--con suon monotono,
+Sotto le arcate fosche,
+Ronzavano le mosche.
+
+Alfin lo stile--sovra la tavola
+L'acuta punta--venne a configgere,
+E con note indefesse
+Questo cantico impresse:
+
+"Perchè mi manca nel pensier la vita?
+"Perchè come una spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio?
+"Perchè la luce mi niega i colori?
+"Perchè il profumo mi niegano i fiori,
+"E la Musa un esametro?
+
+"Non sono io quello che i ridenti canti
+"Questa notte vergò?--Perchè gli incanti
+"Söavi, perchè l'estasi
+"E l'armonia dei non studiati carmi,
+"Come donne, veniano a visitarmi,
+"Innamorate e ingenue?
+
+"Ed or ch'io chieggo un verso, una melòde;
+"Or che una sete mi esagita e rode
+"Di profumi e di cantici,
+"Non una lieta immagin mi consola,
+"E invano alla mia Musa una parola
+"Io chieggo in elemosina!
+
+"Forse Minerva, l'äustera diva,
+"Si vendica di me;--greggia votiva
+"Non reco;--nel suo tempio
+"Prima di questo giorno io non entrai;
+"Gli amori, il vin, le rose io sempre amai!;
+"Minerva ama il trapezio!
+
+"_Anacrëonte dai versi söavi
+"Non t'è propizia la Diva dei savi!_"
+"Dirà ridendo il popolo....
+"Stolto!... Il più savio è chi gode la vita!
+"Il più savio son io!... Pòpol m'addita
+"Qual'è dunque il mio tempio!
+
+"No!... Minerva è propizia al mio poeta!
+"Io sono un savio dalla fronte lieta!...
+"Rido, ma penso!--Ahi!... dubito
+"Che la mia Musa, de' miei baci stanca,
+"Or m'abbandoni!... Già il mio crin s'imbianca
+"E gli occhi miei si offuscano!...
+
+"Nave sdruscita, si rintana in porto
+"A morir nella noja e lo sconforto!
+"Oh!... splendide memorie!...
+"Solcasti l'onde un dì, di fiori ornata,
+"E sulla tua bandiera inalberata
+"Stava scritto:--_Odi Erotiche_.
+
+"Venian da lunge a udir la melodia
+"Che dalle tue seriche sarchie uscia
+"Sotto la man de' Zeffiri,
+"E del mar della vita i nocchier stanchi
+"Si fean dappresso ai tuoi dorati fianchi
+"Per guarir dalla noja.
+
+"Giungevan mesti e cogli occhi infossati
+"E partivano lieti e consolati
+"In cor benedicendoti;
+"E, giunti in patria, alle persone care
+"Recavan, talismano salutare,
+"Un'ode a Bacco o a Venere.
+
+"Or sei sdruscita; le sarchie di seta
+"Son rotte; il fianco tuo puzza di creta
+"Guasto dal tarlo e fracido!...
+"Povera nave, ti rintana in porto
+"Ahimè!... Pria di perire di sconforto
+"Languirai di memorie!
+
+"O Musa mia, dammi un ultimo canto,
+"L'estremo bacio sia, l'estremo incanto
+"Dell'amor tuo!... D'un'estasi
+"Fammi ancora bëato!... E poi... ch'io muoja!
+"Più della morte ho in orrore la noja....
+"E il dolore di perderti!
+
+"Ahi!... Vane preci!... Nel pensier la vita
+"Mi langue!... Come spugna inaridita
+"Mi sta il cervel nel cranio!
+"Ahimè!... La luce mi nega i colori!
+"Ahimè!... Un profumo mi niegano i fiori
+"E la Musa un esametro!"
+
+Sovra il suo ciglio--brillò una lagrima;
+Scosso era il labbro--da un lieve tremito;
+E la spaziosa fronte
+Chinava Anacrëonte.
+
+Allor dei vate--battè sull'omero
+Il sacerdote,--la cerea tavola
+Colla destra additando,
+E disse sogghignando:
+
+"Pazzi e pöeti--sono sinonimi!
+"Tu della Musa--ti lagni, il ciglio
+"Ancor molle hai di pianto....
+"Ed hai crëato un canto!
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+EVO MEDIO
+
+(A GIUSEPPE GIACOSA)
+
+Oh!... Il bel tempo dei miracoli,
+Dei giulivi menestrelli,
+Delle fate, degli spiriti
+E dei magici castelli!
+Oh! il bel tempo dei pigmei,
+Delle imprese e dei tornei!
+
+Oh!... Il bel tempo delle maglie,
+Dei vestiti di velluto,
+Quando Iddio, la dama e il trono
+Si rubavano il tributo,
+E cantavasi il perdono
+Sul motivo dei fendenti,
+Ed insieme pullulavano
+I castelli ed i conventi!
+
+Oh!... Il bel tempo dell'assiduo
+Alternar di paci e guerre,
+Quando i vescovi aggiravansi
+Cavalcando per le terre,
+Mentre ai piè delle Eminenze
+Chiedean tutti le indulgenze!
+
+Beppe, il mondo di quell'epoca
+Pare un mondo immaginario!
+Il ladron della mattina
+Bacia a sera un reliquiario;
+Sulla massa che cammina,
+Come pecore attruppate,
+S'erge sempre, quasi a bussola,
+Il cocuzzolo d'un frate.
+
+ * * * * *
+
+Eran più che innumerevoli
+I colori delle tonache;
+Una mistica lussuria
+Dava l'estasi alle monache;
+E cantavansi a distesa
+Inni e salmi nella chiesa.
+
+Sovra un asse Frate Angelico
+Dipingea le sue Madonne;
+Sempre azzuro il manto aveano,
+Sempre rosse avean le gonne;
+N'era il capo incoronato
+Da un bel circolo dorato.
+
+Gli alchimisti si sfiatavano
+Sulle brage dei fornelli;
+I teologi soffiavano
+Nei fanatici cervelli;
+Il delirio universale
+Era l'or filosofale.
+
+Si chiedeva allo Zodïaco
+L'avvenir delle persone;
+I romiti fabbricavano
+Le medaglie e le corone;
+E diceano i benefíci
+Dei flagelli e dei cilici.
+
+Come noi si va in America,
+Lor si andava in Palestina;
+Qual tesor ne riportavano
+Una scheggia peregrina
+Della croce di Gesù....
+Nè chiedevano di più!
+
+ * * * * *
+
+Oh!... I corteggi all'Evo Medio
+Nei trionfi e nelle feste!
+Oh! i cavalli, i fanti, i carri,
+L'oro e i drappi sulle teste!
+Eran splendidi e bizzarri
+I corteggi d'un possente,
+Smaglïanti come il crotalo
+Sotto il sol d'Affrica ardente.
+
+Nani, alfieri, paggi e chierici,
+Gente bella e foggie strane
+E buffoni e trovatori
+E vezzose castellane
+Ed in mezzo ai gran signori,
+Del suo prence a mano manca,
+La ventraglia d'un cenobita
+Su una mula tutta bianca!
+
+Imbandíansi sulle tavole
+Le vivande in piatti d'oro;
+Il vestito delle dame
+Era un piccolo tesoro:
+Della plebe il brulicame
+Facea ressa nelle vie,
+Quando andavano a godersela
+Monsignori e Signorie.
+
+Poi le danze! Al suon di pifferi
+Di sirvente e di mandòle
+_Tarantelle e cavalloggie_
+Alternavansi a _spagnole_;
+E, vedute dalle loggie,
+Quelle genti a più colori
+Un gran mazzo ti parevano
+In cui vita aveano i fiori.
+
+ * * * * *
+
+L'Evo Medio si compendia
+Nella chiesa e nel castello;
+Dominavan le nazioni
+Un guerriero o un fraticello;
+Fra le mille devozioni,
+(Sacerdote il trovatore)
+Una sola era pregevole,
+Beppe: quella dell'amore!
+
+Nelle chiese c'era l'organo,
+Avean trombe i cavalieri,
+Ma la musica del popolo
+Era quella dei trovieri
+E le libere parole
+Uscian fuor delle mandòle.
+
+Oh!... I bei tempi!... Il nostro secolo
+È una nenia e non un canto!
+Noi siam lucciole sbiadite,
+Essi il fuoco, essi l'incanto!
+Oggi i bozzoli e la vite
+Ci preoccupan l'idea
+Più dei lauri e della gloria
+D'una bellica epopea!
+
+Oh!... I bei tempi!... Eppur s'io medito
+Sulle stragi dei possenti;
+S'io ricordo il Sant'Uffizio
+Ed i roghi dei sapienti;
+S'io rifletto alle baldanze
+Di tiranniche ignoranze;
+
+Benedico le vittorie
+In onor dei Veri eterni,
+E il prosaico vestimento
+Dei filosofi moderni;
+Benedico dei presenti
+La volgar monotonia;
+Nella scienza e nei negozii
+Trovo ancor la poesia!
+
+Penso, è ver, che in tutti i secoli
+Si pareggian beni e mali;
+Che gli umani desiderii
+Han confini sempre eguali....
+Ma davver sono contento
+Di non viver nel _trecento_.
+
+Agosto, 1876.
+
+
+
+
+IL SECOLO DI PERICLE
+
+(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI)
+
+Sotto la ferrea--clava spartana
+Isterilivasi,--schiava gemente,
+La nata libera--volontà umana.
+Delfo, silente,
+
+Sull'aureo tripode--parea dormire,
+Poichè le belliche--tube eran mute,
+Nè più all'Oracolo--chiedevan l'ire
+Senno e virtude.
+
+Nojata e gelida--la Pitonessa
+Sonar nel tempio--non intendea
+Che d'una vecchia--la voce fessa
+Cui, sorda, Igea
+
+Degli anni all'ónere--curva lasciava,
+O qualche timida--prece d'amore
+Che su virginee--labbra mandava
+L'ansia del cuore.--
+
+Tebe era mutola;--tacea Corinto;
+Messene, esangue,--nelle sue mura
+Chiudeva un popolo--per sempre vinto
+Dalla sciagura.
+
+Brandían gli Ellenii--zappe e bipenni!
+Di illustri ceneri--piene eran l'urne,
+E le Olimpiadi--venian solenni
+E taciturne
+
+A baciar l'ampie--fronti dei saggi...
+Ma, in fondo ai bigî--tempi, un fulgore
+Brillava... ed erano--gli accesi raggi
+Di Atene in fiore.
+
+
+
+A TAIDE
+
+Taide, il mondo è un'accolita
+Di sciocchi e di bricconi;
+A poche menti garbano
+Le libere canzoni;
+Gli sciocchi non camminano
+Che coi piedi degli altri,
+E l'armi degli scaltri
+Son frasi e ipocrisia.
+
+Il labbro, che ti predica
+L'azzurro e la morale,
+Beve, nell'ombra, al lurido
+Nappo del baccanale;
+Le donne _oneste_ mostrano
+Nudo ai teatri il seno
+E chiameranno osceno
+Questo povero canto!
+
+In custodia ridicola
+Ognun stringe la sposa....
+E volge all'altrui talamo
+La mente desïosa;
+Mille impotenti giovani
+Sparlan dell'altrui donne....
+E delle proprie nonne
+Si fanno i paladini!
+
+È l'infanzia un miscuglio
+Di lubrici misteri;
+La pubertà ci innebria
+D'ardenti desideri;
+Ma i vecchi scaraventano
+Sovra noi l'anatèma,
+Se ne facciamo il tema
+D'un'ode in settenari.
+
+L'arte greca è lascivia
+E l'insegna il pedante;
+Porta e Goldoni estasiano
+E venerato è Dante;
+Ma se noi, baldi giovani,
+Tessiamo un inno al _Vero_,
+Sorge un popolo intero
+A gridarci la croce!
+
+Quadri, melodi e statue
+E commedie e volumi
+Tutti d'amor ci parlano
+Negli umani costumi....
+È una rancida nenia!
+È un nojoso frastuono!
+Sempre lo stesso tôno
+Su una nota tenuta!...
+
+Taide, tu pure, ingenua,
+Alla nenia credesti!
+Con chi primo ti piacque
+Una notte giacesti....
+E trovasti, togliendoti
+Al convegno geniale,
+L'infamia e l'ospedale
+Dove morir di stenti.
+
+Altre, di te più caute,
+Si ribellano al mondo
+E, odïandoli, agli uomini
+Fanno il viso giocondo;
+Ed, ingannate, ingannano;
+E rubano, baciando;
+E ridono, sputando
+In fronte ai derubati!
+
+Innanzi a lor si inchinano
+Gli sciocchi riverenti,
+E i poeti le ragliano
+Con patetici accenti,
+E le madri del popolo,
+Che soffrono la fame,
+Alle fanciulle grame
+Le citano a modello!
+
+Io nacqui troppo povero
+Per comperarne i baci,
+E non m'impiglio al vischio
+Dei lor sguardi procaci;
+Delle fanciulle ingenue
+La ritrosia m'annoja,
+Chè dell'amor la gioja
+Non disgiungo dai sensi.
+
+Le donne oneste adescano
+Senza conceder mai;
+Fra gli imbecilli, o Taide,
+Finor non m'imbrancai!
+Odio gli altari e gli idoli
+A cui la turba grulla,
+Senza ottener mai nulla,
+Si inginocchia pregando!
+
+Spose od amanti, il talamo
+E la tomba d'amore!
+La noja o l'amicizia
+Lo sùrrogan nel cuore....
+Il Piacer, che n'è figlio,
+Come l'Ebrëo Errante,
+Con ardore incessante
+Cerca novelle forme!
+
+Taide, tu sola, vittima
+Degli umani disprezzi,
+Ai tristi che ti insultano
+Rendi lagrime e vezzi,
+Chè le fanciulle povere
+Dal sangue ardente e buone,
+Perdendo un'illusione
+Non si mutano in serpi!
+
+Tu sola sei possibile
+Per le menti severe,
+Che le catene abborrono
+Adorando il piacere!
+Tu, che ai ricchi ed ai poveri
+Mostri un egual sembiante
+E accogli in un istante
+Ogni filosofia!
+
+Tu, che non rechi i triboli
+D'un amore geloso;
+Che non ti atteggi a vittima
+D'un dolor fastidioso;
+Tu, che ti serbi vergine,
+Anche da lebbra infetta
+Che bocca maledetta
+T'infiltrò nelle carni!
+
+Tu, con cui scorre libera
+E aperta la parola;
+Tu, d'ogni umana lagrima
+Educata alla scuola;
+Tu, che dai per un obolo
+Ciò che l'altre, per anni,
+Con amarezze e inganni,
+Vendono a caro prezzo!
+
+No!... L'amor non è l'unica
+Gioja al mortal concessa!
+Anche l'odio ha i suoi gaudî!
+E la vendetta anch'essa!
+E l'han le acute indagini
+Note ai sapienti, e l'ore
+Consacrate all'ardore
+D'un ambizioso sogno!
+
+Vieni, povera vittima,
+Vieni!... Al tuo sen mi stringi!
+Al par di mille ipocrite,
+Taide, il delirio infingi!
+A sozze man proficua
+Tu stessa non comprendi
+Che la merce che vendi
+È una perla preziosa!
+
+Vieni!... Svanita l'estasi
+Col sol di domattina,
+Ti lascerò, per correre
+Dietro un'Arte Divina....
+Nè subirò la nenia
+Di promesse o lamenti,
+Che dei versi fluënti
+Potrian rompermi il filo!...
+
+Milano, ottobre 1875.
+
+
+
+
+LA NOTTE DI SAN SILVESTRO
+
+La falange dei secoli stanotte
+Si accrescerà d'un milite novello;
+E di tanti dolor, di tante lotte,
+Di tante gioje, raccolte in un anno,
+Forse un'eco infedele per memoria
+I dì venturi avranno!
+Per legger dentro ai secoli remoti
+Noi meditiam la forma d'un avello;
+E i nostri figli, cui sarem mal noti,
+Mediteran nei nostri cimiteri,
+Dei nostri eventi tessendo la storia
+E dei nostri pensieri.
+
+E strana legge!... I tumuli silenti
+Serban per lunghe etadi la parola,
+Mentre le mille voci delle genti
+Duran lo spazio che dura un istante,
+E vanno dei superstiti a morire
+Nel frastuono incessante!
+Ah!... Chi potrà afferrar l'attimo arcano
+Che al tempo stesso sussiste e si invola?!
+Chi mai potrà indicar con ferma mano
+Il limite sottil che fu segnato
+A divider fra loro l'_avvenire_,
+Il _presente_ e il _passato?!_
+
+E noi viviamo; ed ogni dì che fugge
+Segna una ruga sulla nostra fronte;
+E un'agonia lentissima ne strugge;
+E, tremebondi, a noi stessi chiediamo
+Se esisterem, trascorso un anno, ancora;
+E mormoriam: _"Speriamo!"_
+E interroghiamo gli eventi passati,
+E gli amori, e i dolori, e l'ire, e l'onte;
+E dai mille fantasimi evocati
+Attendiam le speranze ed i conforti,
+Baciando i figli che vedon l'aurora
+E ripensando ai morti.
+
+Oh!... Tomba sconfinata!... Oh! Eterno Nulla!
+Tremendo Iddio che le esistenze ingoi!
+Oh! Infinito cammin!... Campagna brulla
+Dai nebbïosi orizzonti!... Ocëàno
+Sovra i cui flutti non scerne la sponda
+L'ansioso sguardo umano!...
+Dimmi, rispondi, che son divenuti
+I giorni senza numero, e gli eroi,
+E i popoli, che in sen ti son caduti?
+Che mai facesti tu di tanta polve
+Che, come l'onda s'accavalla all'onda,
+Su sè stessa s'avvolve?
+
+Che mai facesti tu di tante glorie,
+Di tanti pianti e di tanti sorrisi?
+Che giovano ai presenti le memorie
+Se chi lasciolle eternamente è spento?
+Oh!... Triste scherno!... Un'êra di mill'anni
+S'accoglie in un accento!
+Oh!... Triste scherno!... Il mozzicon di sego,
+Nella cui scialba fiamma ho gli occhi fisi
+E presso a cui scrivo e bestemmio e prego,
+Val più dei raggi insiem moltiplicati
+Che piovvero dal sol su gaudi e affanni
+Nei secoli passati!
+
+Oh!... Triste scherno!... Il mio vecchio bastone
+Vale gli scettri dei re che son morti!
+Il mio gramo cappel val le corone
+Che il tempo infranse! E il mio mantel sdruscito
+Val le toghe di porpora e di bisso
+Del popolo quirito!!!
+Cesare, Carlomagno e Bonaparte
+Ove siete?... Ove siete?... I volti smorti
+Spingete, o spettri, sovra queste carte....
+Datemi voi l'accento arcano, il verso,
+Ond'io possa descrivere l'abisso
+Su cui sta l'Universo!
+
+................................
+
+Io mi prostro!... In un'orgia di visioni
+S'accascia la brïaca fantasia....
+Veggo mari di sangue, e templi, e troni
+Accatastati, e altari, e deliranti
+Moltitudini, e donne, e bare, e fiori,
+E spade luccicanti....
+E tutta questa baräonda vola
+Dinanzi agli occhi della mente mia;
+S'apre ogni bocca e non dice parola;
+Batte ogni piede ed un fruscìo non s'ode;
+E, in fondo a un bujo ciel, senza fragori,
+Ogni folgore esplode.
+
+Talor frammezzo alla gente piccina
+Giganteggia d'un Genio la figura;
+Socchiusi gli occhi e colla fronte china
+Passano i savî delle età trascorse,
+Color che innanzi all'ardüo problema
+Hanno esclamato: _Forse!_
+Ed io, fiutando l'aura che circonda
+Questa turba idëal che fa paura,
+Sento le nari tormentarmi un'onda
+Di lezzi e di profumi; una miscela
+D'odor d'alcòve e di tombe; l'emblema
+Che la carne rivela!
+
+................................
+
+Dal suolo, ov'io gemevo, rovesciato
+Come un tronco cui svelse la bufèra,
+Io mi sollevo.--Il mio sogno è passato,
+Al pari d'ogni gente e d'ogni evento;
+Sorgo e, senza nudrir stolide fedi,
+Alla vita mi avvento.
+E a lei mi stringo, a questa grama vita
+Irta di noje, vana e passaggiera,
+Ma che all'avida bocca inaridita
+Può ancor porger la mistica mammella!
+A questa vita, il solo _maravedi_
+Dell'umana scarsella!
+
+Dolce tesor di mie brevi giornate,
+Io ti vo' spendere in luce e in amore,
+In lagrime e in ebbrezze spensierate!
+Ah!... Ch'io frema!... Ch'io viva!... È nulla il resto!
+Muoja chi non vuol vivere!... I piagnoni,
+Non morti, io li detesto!...
+Io sparirò pria che i capelli bianchi
+M'abbian cinta la fronte, ed ho poche ore,
+Ma vo' morir colla testa sui fianchi
+Ignudi d'una donna amata e bella,
+Ripetendo le libere canzoni
+Di mia mente rubella!
+
+Milano, dicembre 1876.
+
+
+
+
+LA SENAVRA[1]
+
+AI DOTTORI A. MAGNI E A. ARCARI.
+
+Sognatori incorreggibili;
+Fervidissimi credenti;
+Cranî vasti e cranî piccoli
+Dai cervelli turbolenti;
+Furibonde crëature
+Piene d'ansie e di paure;
+Vociatori allucinati
+Dagli spettri torturati;
+
+Barcollanti paralitici
+Avviati alla demenza;
+Infelici, cui sovreccita
+L'epilettica potenza;
+Pellagrosi, a cui la Fame
+Dissanguò le carni grame
+Per dipingere le rose
+Delle mense sontüose;
+
+Catalettici, insensibili
+Come il cuor d'una beghina,
+Dallo sguardo spento e immobile,
+Dalla testa sempre china,
+Cui l'orrenda malattia,
+Ch'è peggior dell'agonia,
+Indurì la gamba e il braccio
+Come il ferro e come il ghiaccio;
+
+Idïoti tardi e sucidi
+Dalle stolide risate;
+Silenziosi melanconici
+Dalle fronti ottenebrate;
+Vecchi e bimbi, uomini e donne,
+A cui celan vesti e gonne
+(Dalla _modula_ uniforme)
+La goffaggin delle forme;
+
+O pöeti, cui, per esserlo,
+Non mancò che l'equilibro;
+O confuse e sparse pagine
+Che talor non fan più un libro;
+O filosofi egoïsti
+Che furiosi, o lieti, o tristi,
+Suggeriste un entusiasmo
+All'indagine d'Erasmo;
+
+Io vi veggo dell'Ospizio
+Negli androni lunghi e scuri
+Sfilar tutti e, a larve simili,
+Rasentar gli scialbi muri;
+E me stesso e il mondo oblio
+Nell'udir lo stropiccìo
+Delle scarpe trascinate
+Sulle pietre levigate.
+
+Quest'Ospizio, or non è un secolo,
+Era un chiostro solitario;
+Vi dormian, tranquilli, i monaci
+Fra una cena ed un rosario:
+Quella pace chi rimembra?
+Tutto muta!... E il chiostro or sembra,
+Per le grida e il chiasso eterno,
+Una bolgia dell'inferno!
+
+Quanti sogni!... Quanti fascini!
+Quanti inani desideri!
+Quante vacüe dovizie
+Di ipotetici forzieri!
+Quante inutili ambizioni
+Irte a mille umiliazioni!
+Quanto spreco di esistenze
+Per ridicole parvenze!
+
+Quanto fremer di battaglie
+Idëali in queste mura!
+Che splendor di luci incognite!
+Che prodigi di natura!
+Che profumi di giardini....
+Nel pensiero dei meschini!
+Che romane orgie evocate
+Dalle femmine _eccitate!_
+
+Salve!... Salve!... Questo popolo,
+Che stropiccia i corridoi,
+È di re un'augusta accolita!
+È un manipolo d'eroi!
+Sono artefici immortali!
+Sono duci e generali!
+Sono menti sovrumane!
+Son duchesse e cortigiane!
+
+Questo giovane, che medita,
+È un sapiente... che sa nulla!
+Questa vecchia ottuagenaria
+Va affermando esser fanciulla!
+Questo mostro d'ambizione
+Vi domanda un mozzicone!
+Questo semplice artigiano
+Vuole onori da sultano!
+
+Una donna, melanconica
+E dal volto deformato,
+Vi susurra: "Dunque, Emilio,
+"Non m'inganno!... Sei tornato!"
+Ed un'altra, in foggie strane,
+Si rimbocca le sottane
+Al disopra dei ginocchi,
+Ammiccandovi degli occhi!
+
+Chi combatte cogli spiriti
+Grida, impreca e il braccio ruota;
+Altri, al suol cadendo supplice,
+Resta in estasi devota;
+Poi proteste, insulti ed ire!...
+"Io son savio!... Voglio uscire!
+"Scellerati!... Al cenno mio
+"Ubbidite!... Io sono Iddio!..."
+
+Se la vita è un mar simbolico,
+E se noi siam naviganti;
+Se quaggiù bonaccie e turbini
+Voglion dir sorrisi e pianti,
+O miei buoni, questa gente,
+Che non sa dov'è l'oriente,
+Questi miseri sparuti
+Sono naufraghi perduti!...
+
+Ahi!... La Scienza, con un gemito,
+Dietro a lor perde il coraggio,
+Nè sa ancor qual sia la gomena
+Da gettar pel salvataggio!
+Incessante l'uragano
+Scuote il rabido oceàno....
+Ed i fragili intelletti
+Si frantuman tra gli affetti!...
+
+Fedi e infamie, amori ed odii,
+Amarezze ed illusioni!
+Ecco i venti, i nembi, i fulmini!
+Ecco i tristi cavalloni!
+Fino il duol del padre oppresso
+Nei nepoti resta impresso,
+E van pazzi a cento a cento
+Per chimerico spavento!
+
+O follia, sei tu un'orribile
+E fantastica megera
+Che trapassi in mezzo agli uomini
+Come rapida bufera,
+E che godi, sghignazzando,
+A toccare il fronte blando
+Del dormente nëonato
+Con un dito arroventato?
+
+O Follia!... Cupa voragine!...
+Viver... morti!--Esser sepolti....
+Nè saperlo!--Aver lo spregio....
+E non leggerlo sui volti!
+O Follìa!... Pensier tremendo!...
+Forse l'estro ond'io m'accendo
+È lo stigma del Destino,
+Che mi colse da bambino!...
+
+................................
+
+Le notturne ore discesero;
+Son deserti i foschi androni;
+Già i maniaci s'addormentano
+Nei squallenti cameroni;
+Già dei poveri _sospetti,_
+Presso l'ànsole dei letti,
+I metodici guardiani
+Assicuran piedi e mani....
+
+Deh!... Con sogni placidissimi
+La pietà li benedica!
+Chè sui pazzi sta l'anàtema
+D'una duplice fatica,
+E domani essi dovranno,
+Quando tutti sorgeranno
+Dell'albore ai raggi incerti,
+_Risognare_ ad occhi aperti!...
+
+Dalla Senavra, 26 settembre 1876.
+
+[1] La _Senavra_ è il nome dell'ospizio dei pazzi di Milano.]
+
+
+
+
+IN ALTO
+
+(A GIUSEPPE GALLOTTI)
+
+Non domandarmi un cantico
+Per le umane passioni!
+L'inesorabil logica
+M'impone altre canzoni;
+Io non posso più esprimere
+Nè il pianto, nè la gioja,
+Chè mi vennero a noja
+Le lagrime e i sorrisi dei viventi.
+Mi rifiuto all'analisi
+Delle cose crëate,
+Per viver nel delirio
+Di altezze sconfinate;
+Ivi è un eterno fascino,
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Dinanzi alla voragine
+Dell'eterna armonia
+Le passioni degli uomini
+Perdon la poësia;
+Così l'estremo rantolo
+Del nocchier si confonde
+Col ruggito dell'onde,
+Su cui passa, tuonando, la bufera!...
+Il Bene e il Mal s'intrecciano
+Nell'assidua natura;
+Il Bene e il Mal s'alternano
+Con sapiente misura;
+E, indivisi, si aggirano
+Fra il turbo dei viventi,
+Gelidi, indifferenti
+A chi piange, a chi ride ed a chi spera.
+
+La medaglia simbolica,
+Dalla gianica faccia,
+Ha nella prima il gaudio,
+Nell'altra la minaccia;
+Ma si palesa agli uomini
+Sempre con fronte eguale,
+Perchè nel Ben sta il Male,
+Perchè nel Male sta del Bene il germe.
+
+I contenti e le lagrime
+Dei poveri mortali
+Per varïar di secoli
+Saranno sempre eguali;
+I desiderii fervono
+In ogni crëatura...
+E il gaudio o la sventura
+Vengono a soddisfar l'umano verme,
+
+E poi che un giorno ridere
+O pianger gli è concesso,
+Torna dei desiderii
+Il popolo indefesso;
+La noja uccide il gaudio
+Ed il dolor si accheta...
+E la caduca creta
+Ribeve al fonte dell'antica speme!
+È una storia monotona
+Degli uomini la storia!
+Sempre lo stesso fremito
+Di bassezze e di gloria!
+Sempre gli stessi gemiti
+Per gli stessi dolori!
+Sempre gli stessi amori!
+Sempre il labbro che ride e quel che geme!
+
+Al suon delle battaglie
+Succedono le paci;
+Dopo l'orgie del sangue
+Vengon quelle dei baci;
+Come fantasmi, i popoli
+Agitando le braccia,
+Contorcendo la faccia,
+Per un istante passan sulla terra....
+Nè resta che una debole
+Eco di tanti eventi,
+Che nel frastuon va a perdersi
+Delle novelle genti,...
+Poi ricomincia il turbine
+Dei desiderii arcani,
+Che dai cervelli umani
+Elettrico incessante si disserra!
+
+Dal sorriso d'un popolo
+Nasce d'un altro il pianto;
+Per una gente è un empio
+Chi per un'altra è un santo;
+E le bufere scrosciano,
+E il sol sfavilla, e i fiori
+Si veston di colori,
+E nello spazio rotëan le stelle!...
+
+Tutti, mendìchi e principi,
+Deboli e forti, tutti
+Proviam gli stessi gaudii,
+Abbiam gli stessi lutti!
+Il Bene e il Mal ci scuotono
+Coll'istessa potenza,
+E l'umana sapienza
+Alla gran legge invan si fa ribelle!...
+
+No, il sorriso degli uomini,
+No, degli uomini il pianto,
+Nel cranio mio non destano
+Giocondo o mesto un canto;
+Perch'io so che le lagrime
+Fan più dolci i sorrisi;
+Perch'io so che indivisi
+Il Bene e il Mal s'aggiran fra i viventi.
+Sol nell'immensa sintesi
+Delle cose crëate,
+Nel supremo delirio
+Di altezze sconfinate
+Trovo dei carmi il fascino!
+Ivi, un pugno di polve,
+Che ignoto soffio avvolve,
+Sembrano gli astri nello spazio ardenti.
+
+Giugno 1875.
+
+
+
+
+CIRCOLO
+
+(A PAOLO GORINI)
+
+
+Un dì d'autunno, al tramontar del sole,
+In un ermo giardino entrò la Morte;
+E impallidìr le rose e le vïole
+Presàghe di lor sorte.
+
+Le foglie, scosse da leggiero vento
+E per sottil pioviggin lagrimanti,
+Siccome colte da orribil spavento
+Si fecero tremanti.
+
+E dal bigiastro ciel, parlando ai fiori,
+Disse una voce: "Così vuole Iddio!
+"Voi dovete morire!--Addio colori!
+"Olenti effluvii, addio!"
+
+E la Morte passava.--Un'armonia
+Di indistinti sospiri e di lamenti
+Sorgea dovunque, ovunque la seguia
+Nei sentieri silenti.
+
+Eran sospiri timidi, repressi,
+Come il fruscìo d'un abito di dama
+Che va di notte a colpevoli amplessi;
+Era un pianto, una brama
+
+Di restar fiori e foglie un giorno ancora.
+Un povero giacinto domandava
+Di lasciargli veder la nuova aurora...
+Ma la Morte passava.
+
+Il giranio avvizziva; le vïole,
+Baciandosi fra lor con aria mesta,
+Diceansi addio, e sull'umide ajuole
+Chinavano la testa.
+
+Solo una rosa, una fulgida rosa
+Dal vivace color, nata il mattino,
+Surse a lottar, fidente e coraggiosa,
+Coll'avverso destino.
+
+E alla Morte gridò: "Perchè degg'io
+"Morire adesso che son nata or ora?
+"La mia parte di vita io chieggo a Dio...
+"Io vo' vivere ancora!"
+
+"Perchè vivere ancor?"--chiese la Morte.
+"Perchè ho terror del nulla..."--"Erri; m'ascolta:
+"Morir non è svanîr, ma cambiar sorte,
+"Nascere un'altra volta...
+
+"La mia man non distrugge, ma trasforma;
+"Apportatrice di vita indefessa,
+"La Materia non muor; muta la forma,
+"Ma la creta è la stessa."
+
+--"Lasciami dunque la forma presente,
+"Con te non mi lagnai della mia sorte.
+"Io voglio restar rosa eternamente!..."
+--Le rispose la Morte:
+
+"E che dirà la terra, a cui tu devi
+"Porger te stessa in provvido alimento?
+"Tu dalla morte altrui vita ricevi;
+"A te l'altrui tormento
+
+"Dà l'esistenza; il loto che si muta
+"Nel tuo stelo e le foglie ti colora,
+"Muore anch'ei; d'esser rosa ei si rifiuta
+"Ma pur convien ch'ei mora!...
+
+"A che tanto terror?... Prima d'un mese
+"Che saran le tue foglie?... Od aria o loto.
+"Per ridonarle a te, l'April cortese
+"Le farà d'aria e loto.
+
+"La stessa brama, che tu senti, avranno,
+"Morir dovendo, l'aria e il loto allora...
+"Ma poi, mutati, Iddio benediranno
+"D'essere rose ancora...
+
+"Benediran l'Ente Infinito e Ignoto
+"E d'esser rose lo ringrazieranno,...
+"Per poi lagnarsi il dì che in aria o loto
+"Rimutarsi dovranno!
+
+"È un'assidua vicenda!...--Il nëonato
+"È vecchio quanto il Tempo!--È un'infinita
+"Catena!... Tutto muore!... E nel Crëato
+"Freme eterna la vita!..."
+
+Tacque e passò.--Cadean le foglie a mille
+Giallastre e secche; e dietro i tenui fusti
+Biancheggiavan le mura delle ville;
+E gli sfrondati arbusti
+
+Parevan membra di bimbi malati
+Usciti da mefitici ospedali;
+Borea scopava coi buffi gelati
+Le foglie nei vïali;
+
+E intorno, intorno, un susurro s'udia
+Confuso e fioco, come il suon lontano
+D'un'arpa, cui chiedesse un'armonia
+Un'aërëa mano.
+
+Era un canto di grazie; era un concento
+Che nel vespro nebbioso si perdea;
+Le foglie e i fior caduti, a cento, a cento
+Lo ripetean.--Dicea:
+
+"Ave, o Signor, che ci desti la vita,
+"Che loto ed aria quaggiù ci mettesti!
+"Possente Iddio, la tua bontà infinita
+"Fa che si manifesti!...
+
+"Possente Iddio, ci manda un po' di piova!
+"Possente Iddio, ci manda un po' di neve!
+"E tien lungi l'April, che in forma nova,
+"Aimè, mutar si deve!
+
+"Deh!... Tien lungi l'Aprile!... Ave, o Signore!
+"Noi siamo lieti della nostra sorte...
+"L'April tien lungi, chè mutarci in fiore
+"Vuol dir darci la morte!"
+
+Milano, giugno 1875.
+
+
+
+
+A FULVIO FULGONIO
+
+O modesto filosofo,
+Che giunto a quarant'anni,
+Fra l'incessante turbine
+Di miserie e d'affanni,
+Vivi solingo e povero,
+E nel tuo cor securo
+_Sotto l'usbergo del sentirti puro_,
+
+Di' qual è dunque il tramite
+Che al sepolcro conduce
+E cui conforta il raggio
+D'inestinguibil luce?
+Dimmi, come si vincono
+Queste umane tempeste,
+Che fan le genti o torve, o tristi, o meste?
+
+Verso la tomba scendere
+Io ti contemplo, o amico,
+Come l'ombra di Socrate,
+Il grande savio antico;
+Tu pure d'ogni infamia,
+Con bocca altera e muta,
+Bevesti in questo mondo la cicuta!
+
+Deh!... Se una pia memoria
+E un fervido entusiasmo,
+Possono ancora emergere
+Dall'umano mïasmo,
+Lascia ch'io possa volgerti
+Quell'arcana parola
+Che sa dire chi soffre e che consola.
+
+Sorridi ancora!... Passano
+I secoli e le genti,
+E le plebi, al barbaglio
+Degli empi pläudenti,
+Tu non merchi gli applausi,
+Ma sul tuo franco viso
+Ami serbar l'impavido sorriso,
+
+O modesto filosofo,
+Spesse volte affamato,
+Io mi faccio una gloria
+Di camminarti allato!
+O dolce amico, insegnami
+A vivere securo
+_Sotto l'usbergo del sentirmi puro_!
+
+Agosto 1875.
+
+
+
+
+LA CHIESETTA DEI MORTI
+
+(A GIULIO CORSARI)
+
+L'ho vista la chiesuola; essa è perduta
+In mezzo ai campi come un eremita;
+Ed è deserta, solitaria e muta,
+Qual chi studia il problema della vita.
+
+O teschi, o tibie, o stinchi ammonticchiati,
+Macerie umane, chi vi mosse in terra?
+Insiem congiunti come v'han chiamati?
+Bécero, Truffaldino o Fortinguerra?
+
+Sotto una rozza lapide sconnessa
+Dorme il vecchio curato del villaggio;
+Egli almen cogli offizii e colla messa
+Il nome a questa età lasciò in retaggio!
+
+Ma un teschio, posto là, sul cornicione
+Con cent'altri, ridendo, par che esclami:
+"Bel profitto davver, se le persone
+"Deggion dir _ti chiamavi_ e non _ti chiami_!"
+
+Ed è un teschio giallognolo e pulito
+Siccome d'un nodar la pergamena,
+Ed ha la nuca dal profilo ardito
+E guarda in giù con un'occhiaja appena.
+
+................................
+................................
+................................
+................................
+
+È il mattino.--Sull'erba verde e folta
+Scintillano le gocce di rugiada,
+E il ritornello da lontan s'ascolta
+D'un villano che passa sulla strada.
+
+La Natura e il Lavoro!--E poi?--La testa
+Poggiar sul cornicione d'una chiesa,
+Coi passeri che intorno le fan festa
+O col becco alle vuote orbite offesa!
+
+E contemplare i proprii stinchi ignudi
+In una nicchia, messi insieme a mille,
+O (peggio ancora) un pöeta che sudi,
+E cerchi un verso alzando le pupille...
+
+Ei colla vita di cento persone,
+(Che visser forse ognuna settant'anni)
+Farà dieci quartine o una canzone.
+Che l'udito ai viventi o strazii, o inganni!...
+
+Poveri morti, perdonate!--Tutti
+Amor vi concepì; tutti una madre
+E un padre aveste; e amaste; e foste tutti
+Sposo, figlio, fratello, amico o padre...
+
+Per una strofa che dalla matita
+Mi cade, voi viveste, ahimè, tant'anni!
+Un sol mio verso è costato una vita!...
+E una mia rima chissà quanti affanni?
+
+Castelleone, agosto 1874.
+
+
+
+
+A UNA DONNA INTELLIGENTE
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi può amarti, o bella crëatura.
+
+Ho pensato all'arbitrio del destino,
+Che ti formò col puro cäolino
+Con cui formò il cervello dei veggenti:
+Ho pensato al delirio
+Di chi baciò i tuoi begli occhi lucenti;
+All'angoscia di chi, dopo il delirio,
+Vorrà, tremante, interrogarti il cuore,
+E, forse, troverà lento e sbiadito.
+Come un suono che muore,
+L'amoroso battìto!
+
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!
+I sogni, che s'incarnano
+Nella gentil parvenza!
+Strano connubio!... Intelligenza e donna!...
+Lucifero che cela il ghigno orrendo
+Sotto un pallido volto di Madonna!
+Una bionda e leggiadra testolina,
+Un gingillo da pôr sovra un guanciale,
+Che scruta ed indovina
+Il cupo abisso del Bene e del Male?
+Strano connubio!... Donna e intelligenza!...
+Una mandòla, cui la man d'amore
+Sa cercare una languida cadenza,
+E a cui scuote le corde
+Questo fantasma che sussulta e spia,
+E bacia, e sferza, e morde,
+E che gli umani chiaman: _Poesia_!
+
+Quand'io lessi i tuoi versi
+Ho pensato alla gioja
+Immensa e alla sventura
+Di chi può amarti, o bella crëatura!
+
+Io vorrei che alla mia donna adorata
+Mormorasse un mortal detti d'amore,
+Perch'io potessi trafiggergli il cuore
+O morir di sua mano;
+Ma, ginocchioni, il ciel supplicherei
+Che tenesse lontano
+Dal suo capo gentile
+Il più spietato dei rivali miei,
+Il _Pensier_, che solleva
+Il tristo tentatore
+Che un dì fe' perder Eva
+E poi distrusse ogni sogno d'amore.
+
+E s'io t'amassi, ti verrei dinanzi
+Colle lagrime agli occhi e il viso bianco,
+E, come un pellegrin d'affanni stanco,
+Singhiozzando ai tuoi pie' mi getterei
+E, baciandoli, o donna, io ti direi:
+
+"Di non udir quaggiù che la mia voce,
+"E d'esser sorda alle melòdi arcane
+"Che vibrano nel tuo capo adorato;
+"Perch'io temo che il sol della dimane
+"Ti risvegli più fredda all'amor mio;
+"Perch'io temo che i baci del _Pensiero_
+"(Funestissimo Iddio)
+"Ti tolgano per sempre ai baci miei!"
+
+Questo, o donna, piangendo, io ti direi.
+
+E se tu volgerai, dolcezza mia,
+Quasi ammaliata, le pupille al cielo
+Ov'abita il tuo Nume, io, soffocando
+Nel profondo del cor la gelosia,
+Afferrerò la balza del tuo velo
+Per tenerti qui in terra... o per morire,
+Se a quella reggia d'oro
+Poëta e donna, tu vorrai salire.
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+IL DÌ DEI MORTI
+
+Quest'oggi il calendario
+Segna il giorno dei morti,
+Il giorno in cui gli scheletri
+Han mistici conforti,
+Ed io, seguendo il popolo
+Come sopra pensiero,
+Mi trovo al cimitero
+Fra i cippi a vagolar.
+Qui tra le mute lagrime
+Delle madri dolenti,
+Tra gli ipocriti gemiti
+Degli eredi parenti,
+Tra i fiori che inghirlandano
+I cippi biancheggianti,
+Rovistando i sembianti,
+Comincio a meditar.
+
+Chi mi disse che il fùnebre
+Campo, ov'io sono, ispiri
+Pensieri melanconici,
+Desolanti deliri?
+Chi mi disse che incutono
+Disinganni e paure
+Le mille sepolture
+Che stan dinanzi a me?
+Qui, dove gli altri parlano
+D'incompresi destini;
+Qui, dove gli altri perdonsi
+In mar senza confini;
+Qui, dove tutti fremono
+D'indicibil terrore,
+A me si spegne in cuore
+Ogni bugiarda fè.
+
+Sulle zolle che atteggiansi
+A smaglïanti ajuole,
+Tra i fiori, che si volgono
+Desiosi ai rai del sole,
+Della Morte io non veggio
+La larva ischeletrita;
+Non la Morte, la Vita,
+O miei fratelli, è qui!...
+La Morte!... Che significa
+Questa strana parola,
+Che fa sgomento ai timidi
+E che i forti consola?
+La Morte!... Chi mi scioglie
+Questo fatal segreto,
+Che al cèrebro d'Amleto
+Il dubbio suggerì?
+
+È la Morte una fisima
+Delle pusille menti!
+Se nacquer dai cadaveri
+L'erbe ed i fiori olenti,
+Se i vermi ha fatto nascere
+La carne imputridita,
+La forma, e non la vita,
+D'esistere cessò!...
+L'operosa materia
+Convien che a sè ritorni;
+La Morte è legge assidua;
+Noi moriam tutti i giorni!
+Noi moriam, trasformandoci
+Da bimbi in giovinetti!
+Noi moriam cogli affetti
+Che il nostro cor provò!
+
+Perchè cercar nell'anima
+Le fede e la speranza?
+Perchè cercar nell'anima
+La postuma esultanza,
+Se scioglier la materia
+Ci può il fatal problema,
+Se il mistico pöema
+Essa cantar ci sa?
+Essa, l'eterno simbolo;
+Essa, l'eterna Dea;
+Essa, da cui germogliano
+E l'albero e l'Idea;
+Essa che dà alle indagini
+I responsi più esatti,
+Che non i sogni astratti
+Delle trascorse età!
+
+Che v'importa dell'anime
+Dei figli trapassati,
+O padri, sovra i candidi
+Sepolcri inginocchiati?
+Via!... Chiudete l'orecchio
+Ad una sciocca turba,
+Che il pensier vi conturba
+Con sogni di terror!
+I vostri figli vivono;
+Sono raggi di sole,
+Son glebe, son garofani,
+Son aria, son vïole;
+Voi, pregando sugli umidi
+Fiori o sui secchi dumi,
+Ne aspirate i profumi
+E vivete con lor.
+
+Oh!... Dite ai mille ipocriti
+Dalle fisime strane,
+Che noi, togliendo l'anima
+Alle credenze umane,
+Non vi togliamo il balsamo
+Delle memorie pie,
+I canti e l'armonie
+Che sanno consolar!
+Credete alla Materia
+Per creder nell'Eterno;
+Il Bene e il Mal sussistono;
+Ecco il Cielo e l'Inferno!
+Religïon purissima
+È la Scienza, la luce
+Che gli uomini conduce
+Ad amarsi e pensar.
+
+
+
+
+PER IL SANTO NATALE
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Eugenio, l'abitudine
+È una cinica Dea,
+Che avvelenò coll'alito
+Ogni sublime idea!
+Profuse il genio ai popoli
+Le perle smaglïanti
+E un'orda di baccanti
+In pietre le mutò!
+
+Dal dì che all'Evangelio
+Pace e conforto io chiesi,
+Dal dì che il cor degli uomini
+A interrogare appresi
+E, come un serpe, ascondersi
+Vidi nel Bene il Male,
+Il giorno di Natale,
+Da allora mi indignò!
+
+I pöetastri raglino
+Vieti e melliflui canti,
+Le olenti dame pensino
+Ai bambini lattanti,
+Credan davver gli stolidi
+Ch'oggi ogni sdegno è spento,
+Biascichi un complimento
+Ogni bocca volgar!
+
+Io, solitario, medito
+Chiuso nella mia stanza
+Che retaggio di popoli
+Grulli è una grulla usanza...
+Nè a vagolar pei trivii
+Coi miei pensier discendo,
+Chè fuggo un quadro orrendo
+Che m'eccita a imprecar.
+
+Giù v'è un delirio, un'orgia
+Di sangue e di carname;
+Polpe squarciate e muscoli
+Ornati di fogliame,
+Bestie sgozzate e viscere
+Ancora palpitanti,
+E rosse man fumanti,
+E gocciolanti acciar!
+
+Lungi da me l'orribile
+Tripudio dei macelli,
+Ove le fronti pallide
+Di pecore e vitelli,
+Trofëo spaventevole,
+Col livid'occhio spento,
+Mandandomi un lamento,
+Mi possono guardar!
+
+Lungi da me, o limosine
+D'un mondo imbellettato,
+Chicche donate ai bamboli
+D'un popolo affamato!
+Lungi da me l'ingenua
+Fede dei tardi ingegni,
+Che spengansi gli sdegni
+Coll'agape d'un dì!
+
+Lungi da me quest'ebete
+Sfida a chi più divora,
+Quest'inno che da gonfie
+Ventraglie erutta fuora!
+Lungi da me l'effluvio
+Di frutta e di dolciumi,
+A cui gli acri profumi
+Inutil sangue unì!
+
+O triste lotta!... O vincolo
+Fatal della Natura!
+È ver, dell'altrui sangue
+Vive ogni creatura!
+È ver, la morte è il nocciolo
+Che genera la vita!
+In terra e in ciel scolpita
+La dura legge io so!...
+
+Ma, per far festa, uccidere,
+Non per sbramar la fame;
+Ma il rider tra i cadaveri,
+Gridando: _Pace_!... è infame!
+Ma l'esclamar tra i rantoli
+"_Quest'oggi è un giorno gajo!_"
+È lazzo da beccajo
+Che il sangue inebrïò!
+
+Deh! Se nei vostri pargoli
+Sensi d'amor bramate
+Dal barbaro spettacolo,
+Madri, li allontanate...
+O scenderanno funebri
+Fantasimi crudeli
+A rapir loro i cieli
+Del sonno verginal!
+
+Ah! dite lor che scordino
+Quest'efferata usanza;
+Che a feste meno stolide
+Rivolgan la speranza;
+Che verrà un dì in cui gli uomini
+Saran davver fratelli,
+Senza l'orgie e i macelli
+Di questo saturnal!
+
+25 dicembre 1876.
+
+
+
+
+CORAGGIO!
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio,
+Dall'esil campanile, a mezza china.
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina,
+Come la guancia d'una giovinetta
+Cui si parli d'amore.
+
+O mesto amico mio, biondo dottore,
+Talor lo sogno anch'io
+Questo tranquillo oblio;
+Talor m'accascio anch'io sul mio dolore
+Penso alla noja arcana
+Che da ogni cosa emana;
+Penso a quelli che furono
+E a quelli che verranno;
+All'albe ed ai tramonti ed all'affanno
+Che domina crëato e crëature;
+Alle molte sventure
+Ed ai pochi sorrisi
+Concessi a quei che pensano; alla culla
+Tanto presso alla tomba;
+A questo eterno nulla!
+
+Tu sogni una condotta, un bel villaggio
+Dall'esil campanile, a mezza china,
+Che si imporpori al raggio
+Del sol, quando declina;
+Ed io perdo il coraggio
+Nella frivola vita cittadina!
+E nei ridotti, ove s'affolla un mondo
+D'ubbriachi e di cretini,
+M'aggiro; e il volto mio cogitabondo
+Porta il riflesso d'inconsci destini...
+
+Pur se giunge una nota al mio cervello,
+Se vien qualche cencioso menestrello
+A strimpellare una canzon gioconda
+Al mio attonito orecchio,
+Una febbre m'inonda
+Di mille desiderii sconfinati;
+E penso ai vecchi errori, al mondo vecchio
+Che crollerà sotto il mio giovin pugno;
+All'arte nuova; ai versi cesellati,
+Coi quali passo qualche lieta notte
+Della mia giovinezza;
+E ritorno alle lotte,
+Ove soltanto il debole si spezza;
+Ed odio, ed amo, e scrivo,
+E lagrimo talor, ma fremo e vivo!
+
+
+
+
+DITIRAMBO
+
+(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)
+
+Un giorno, Eugenio, tramontava il sole
+E tu mi stavi accanto,
+Ed al cervello mio le tue parole
+Suggerivano un canto.
+
+Tu mi dicevi: "La scienza è la luce
+"Che feconda gli ingegni;
+"È la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni...
+
+Ai regni inesplorati, agli ideali
+"Che tu cercando vai,
+"A cui le menti, che han tarpate l'ali
+"Non arrivano mai."
+
+Ed io dicevo: "È vero!... I giorni miei
+"Passan senza splendori!
+"Oh, quante notti fra i bicchier perdei!
+"E quante fra gli amori!"
+
+E ripetevo: "La scienza è la luce
+"Che feconda gli ingegni!
+"È la guida infallibil che conduce
+"A inesplorati regni!"
+
+Poscia, rinchiuso nella stanza mia,
+Quella notte vegliai;
+Degli intravisti carmi l'armonia
+Mi si aperse e pensai:
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Qual ben puoi tu largirmi?
+Ahimè!... Dei canti il fascino
+Forse tu puoi rapirmi!
+L'entusiasmo puoi togliermi
+Che i giorni miei fa lieti!
+L'entusiasmo!... Il tesoro dei poeti!
+
+Scienza, che debbo chiederti?
+Forse il concetto immenso
+Del nostro nulla?--È inutile!
+Io questa idea la penso...
+Come da vasto incendio
+Le scintille incessanti,
+Così dal nulla a me vengono i canti
+
+Tu sai giunger, per aride
+E tortuose vie,
+In lande ove s'impressero,
+Da tempo, l'orme mie!
+Scienza, che debbo chiederti?
+Io volo, e tu cammini...
+Per soffermarci agii stessi confini!
+
+Puoi tu insegnarmi il numero
+Degli astri rotëanti?
+Dirmi che sia lo spazio
+E cosa sian gli istanti?
+Dirmi perchè sussistano
+La luce, l'ombra e il moto,
+E come in foglie si trasmuti il loto?
+
+Scienza, a crëare insegnami
+Un'erba od un insetto;
+A discerner le cause
+Dell'odio e dell'affetto;
+A indovinar l'incognito
+Principio della creta;
+Scienza, dei mondi apprendimi la meta!
+
+Ed io, fervente apostolo
+E adorator dell'arte,
+Verrò a chiedere l'estasi
+Alle tue dotte carte,
+E vestirò coi fascini
+D'un eterno poëma
+La soluzione del vital problema!
+
+Ma, fino allora, chiederti,
+Scienza, che deggio io mai?
+Forse l'oro e la gloria
+Che da tempo spregiai?
+Forse di qualche popolo
+Le gesta o la favella?
+Forse una data o il nome d'una stella?..
+
+Ahimè!...La scienza è un briciolo
+All'ignoto involato!
+Noi non ghermiam che un atomo
+E gridiamo: È il Creato!...
+E perdiamo nell'ansie,
+E perdiam negli affanni
+L'incantevol sorriso dei verd'anni!
+
+E poi, giunti sul margine
+Della vita che fugge,
+Anco cinti di gloria,
+Un pensiero ne strugge;
+È del Nulla il fantasima
+Che nell'estrema prova
+Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?...
+
+Lo so; i verd'anni passano
+Pei dotti e pei gaudenti,
+E forse nel silenzio
+Degli anni miei cadenti,
+Triste e scorato, ai fervidi
+Giovani dì pensando,
+Anch'io dovrò ripeter lagrimando:
+
+"Stolto!... I bei sogni sparvero!
+"Sparvero e nappi e amori,
+"E i giorni tuoi tramontano
+"Qual sol senza splendori!
+"Scendi, rabbiosa ed invida,
+"Nella tua sepoltura
+"A mutar forma, o volgar crëatura!"
+
+È ver!... Ma tutti muojono,
+E dotti e gaudenti!
+E allor che giova il plauso
+O il biasmo delle genti?
+In un pugno di polvere
+L'incompreso Destino
+Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino!
+
+................................
+................................
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano,
+E che--forse--Alighieri
+Invidia il bimbo partorito jeri...
+
+E vorrebbe rivivere
+Per giornate più liete,
+Soffocando nel cèrebro
+Della Scienza la sete,...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, gli allori
+Fra le tazze oblïati e fra gli amori!
+
+Viviam!... Rubando un briciolo,
+Affannosi, all'Ignoto,
+O tessendo una lirica
+Ad un pugno di loto,
+Pensiam che i giorni passano
+E che--forse--Arlecchino
+Vorria rinascer per studiar latino
+
+E vorrebbe rivivere
+Per diventar dottore,
+L'esilarante arguzia
+Soffocando nel cuore...
+Per poi--forse--rimpiangere,
+Fatto vecchio, le cene
+Rubate al ventre... dalle pergamene!
+
+Viviam!... Dei desiderii
+È la turba infinita;
+Per soddisfarla gli uomini
+Troppo breve han la vita!...
+E vivesser coi secoli
+Convien che il labbro gema:
+"Noi siamo affranti...o la turba non scema!"
+
+Viviam!... Lasciam che passino
+Servi all'istinto gli anni!
+Tutti avrem pari i gaudii,
+Tutti pari gli affanni!....
+L'eternità in un circolo
+Infinito ne serra!...
+È il Nulla in cui s'avvoltola la terra,
+
+Luglio 1875.
+
+
+
+
+PER UNA SUICIDA
+
+Una bionda fanciulla innamorata
+Dal terzo piano si gettò stasera.
+L'han raccolta piangendo ed è spirata!
+
+Domani i preti, colla stola nera,
+Com'è costume, a prenderla verranno
+Recitando la solita preghiera;
+
+Domani tutti il nome suo sapranno,
+E morrà nel frasario d'un giornale
+Questa epopëa d'un immenso affanno!
+
+Poveretta!... La veste nuzïale
+L'attendeva coll'alba!... Ella ha voluto
+Mutare in epitaffio un madrigale!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Un tempo, anch'io, giovinetto inesperto,
+Credea nei libri di legger la vita,
+E non vedea che sterile deserto!
+
+E rivivea la fantasia romita
+In epoche lontano; in mezzo a gente
+Che incancellabil orma avea scolpita.
+
+E tutti mi diceano amaramente:
+"Che noi non siam che un popol di fantasmi;
+"Che i nostri affetti son ceneri spente;
+
+"Che son svaniti amori ed entusiasmi;
+"E che i lampi e i profumi eran mutati
+"In fosforo volgare ed in mïasmi!"
+
+Ed io discesi nei trivii affollati,
+Non recando nè fedi nè illusioni,
+Arido figlio di padri annojati.
+
+Ma l'impeto fatal delle canzoni
+Tacitamente palpitar mi fea!
+Ed io, passando fra i tristi e fra i buoni,
+
+Fra lo splendore d'una eterna idea
+E le tenebre folte, il mar solcando
+Degli eventi, che intorno a me fremea,
+
+L'oltraggio fatto a noi dissi esecrando;
+E nella notte altrui trovai l'aurora;
+E risi e piansi anch'io; e lagrimando
+
+La strofa mi sgorgò calda e sonora;
+E ritrovai la fede e la speranza,
+Perché m'accorsi che si vive ancora!
+
+Sì!... Si vive! Si lagrima! Si danza!
+Come un dì! Come sempre! E infin che luce
+Avrà il sole ed i fiori avran fraganza,
+
+Questo dramma, ora lieto ed ora truce,
+In cui tutti abbiam parte, ed è la vita,
+E che un'ignota man scrive e conduce,
+
+Palpiterà di passione infinita,
+Miscêla arcana d'ombra e di splendore!
+E tu eterna starai (lampa romita,
+
+Oppure incendio divampante) Amore!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+QUANDO?
+
+(A DINO MARAZZANI)
+
+Quando i giorni verranno
+Della malinconia,
+E morirà d'affanno
+Nel mio cranio la giovin fantasia,
+
+Io penserò alle notti,
+Che passai con me stesso;
+Agli studii interrotti
+Per meditar della lampa al riflesso;
+
+Io penserò alle sere,
+Che, coi pochi diletti,
+Confusi le preghiere
+Per l'Arte, per il Vero e per gli affetti.
+
+Allora, stanco anch'io
+Dei furbi e dei cretini,
+Mi sentirò il desìo,
+Il santo ardor di più vasti confini!
+
+Stringerò nella mano
+Un nodoso bastone,
+E me ne andrò lontano
+Un balsamo a cercar, l'oblivïone...
+
+Andrò verso l'Oriente,
+Col sole sulla fronte,
+Guardando avidamente
+La linea circolar dell'orizzonte.
+
+E bacierò le siepi
+E i fiori per la via,
+E cercherò i presèpi
+Ove deporre la stanchezza mia.
+
+E scenderò, pensando,
+Alle vaste marine;
+E vedrò, palpitando,
+Gli splendidi tramonti e le mattine.
+
+Ritroverò la vita
+Nell'immensa natura;
+E la gioja infinita
+Del creato empirà la crëatura...
+
+Parmi d'aver dinanti
+Le romite vallate;
+Le strade biancheggianti
+Ove la fine polve arde in estate;
+
+Odo stillar le fonti
+Dallo spungoso tufo
+E, la sera, fra i monti,
+Stridere il grillo ed ululare il gufo.
+
+Sento l'acre profumo
+Dell'erbe e delle piante
+E, sull'umido dumo,
+La verde cavalletta saltellante.
+
+Poi, quando il giorno estremo
+Degli erranti miei giorni,
+Col comando supremo
+Vorrà che in vermi il corpo mio ritorni,
+
+Io cercherò una sponda
+Giallastra e desolata,
+Ove si franga l'onda
+D'una glauca marina sconfinata
+
+Là poserò le spalle
+Sull'arena minuta,
+Che, come eterna valle.
+Verso un fondo nebbioso andrà perduta;
+
+Rammenterô le storie
+Della mia giovinezza;
+Rivivrò di memorie,
+Di pianto, di speranza e d'allegrezza;
+
+Ed atomo piccino
+Dinanzi alla Natura
+E dinanzi al Destino,
+Coll'unghie mi farò una sepoltura,
+
+Guarderò i cieli azzurri,
+Il mar pieno d'incanti,
+Di calme e di susurri,
+E i pulviscoli in aria roteanti.
+
+Là morirò tranquillo
+Dagli uomini lontano...
+E, forse, fatto brillo
+Dall'agonia, colla tremula mano.
+
+Sovra la sabbia ardente,
+Pensando all'universo,
+Traccierò sorridente,
+O dolce amico mio, l'ultimo verso.
+
+
+
+
+ARS, ALMA MATER
+
+(AD ALBERTO BARBAVARA)
+
+L'Arte morrà!... o La splendida
+Arte che amiamo, o Alberto,
+Morrà, come ingannevole
+Miraggio del deserto!...
+Oh! Tu non sai l'angoscia
+Che in petto mi fremea
+Quando la triste idea
+Nel cranio mi guizzò!
+Nata col primo palpito
+Dell'umano pensiero,
+L'Arte non era in fascie
+Quando cantava Omero;
+Ma dalle vette olimpich
+All'Ellenia stupita
+Dicea: "Narro la vita
+"D'un'arte che passò!"
+
+Dal sacro fiume Egizio,
+Dal Gange e dal Giordano
+Alle colonne d'Ercole
+Che chiudean l'oceáno,
+Errante coi fenicii,
+Ape del sen fecondo,
+Ella versò sul mondo
+Il miel di sue virtù.
+E ad Iside e ad Osiride
+Eresse monumenti;
+E verseggiò le pagine
+Dei vecchi testamenti;
+E toccò l'arpa a Davide;
+E al popol patriarca
+Disegnò l'are e l'arca;
+E celebrò Visnù.
+
+In Grecia Apelle e Fidia
+Le chieser marmi e tele;
+Ella insegnò la linea
+Divina a Prassitele,
+E a Socrate e a Demostene
+La possente parola,
+E ad Eschilo la scuola
+Delle passioni aprì.
+Le mani d'Aristotile
+Ne composer la storia;
+La chiamò Saffo, in lagrime,
+Amor; Pericle, gloria;
+Inspirò l'odi a Pindaro;
+Seguì Alcibiade a festa;
+E gaja dalla testa
+D'Anacrëonte uscì...
+
+Poi trasvolò, coll'aquile
+Delle legioni, a Roma;
+Ed intrecciando i lauri
+Alla flüente chioma,
+Cantò i trionfi, il sonito
+Delle tube guerriere,
+Le spoglie e le bandiere
+Del Lazio vincitor.
+E quando la Repubblica,
+L'invincibile atleta,
+Sotto il pugno di Cesare
+Si sfasciò come creta,
+Ella, che adora il genio,
+Nella bellezza avvolto,
+Baciò, plaudente, in volto
+L'audace lottator!
+
+E l'adorò, recandogli
+Un impero a tributo;
+E, ad eternarlo, complici
+Ebbe Tacito e Bruto;
+E quando ei cadde, vittima
+Di vendetta gloriosa,
+Gli suggerì la posa
+In cui dovea morir.
+Sovra il suo corpo esangue
+S'abbandonò piangendo;
+E si temprò all'incudine
+D'uno spasimo orrendo...
+Poi surse, e avea nell'occhio
+Sguardi così possenti
+Che n'arsero le menti
+Nei secoli avvenir,
+
+Ella narrò a Virgilio
+L'egloghe e l'epopee;
+Apprese in versi a Orazio
+Le proverbiali idee;
+E rizzò terme e templii,
+E circhi e colossei,
+E sogghignò agli Dei,
+Agli aúguri, agli altar.
+Dai lidi della Nubia
+Chiamò il pardo e il leone;
+Tolse a femminee viscere
+Caligola e Nerone;
+Rovesciò il bianco pollice
+In faccia ai moribondi,
+E chiese se altri mondi
+Eran da conquistar!...
+
+Mutati i lauri in pampini.
+Nuda dal capo ai piedi,
+A mense interminabili
+Volle Eterie e Cinedi;
+E, brïaca, in un'orgia,
+Di vino e di deliri,
+Cadde dai drappi assiri
+Sul pavimento d'or.
+Fra i bianchi intercolonnii
+Ella era ancor sopita,
+Quando un profeta mistico
+Venne a chiamarla in vita.
+Ei la coprì col ruvido
+Manto, le diè una croce,
+E colla blanda voce
+Le favellò d'amor.
+
+Cosparsa il crin di cenere
+Seco a pregar l'addusse;
+La confortò di massime
+Söavi ed inconcusse,
+E in mezzo a ignoti popoli,
+Quasi selvaggi ancora,
+Vestitala da suora,
+La chiuse in monaster.
+Ella, seguendo l'indole
+Di sua mondana vita,
+Da preci e da cilicii
+Affranta ed intristita,
+Per scongiurar la noja
+Del chiostro freddo ed ermo,
+Tradusse in canto fermo
+I timidi pensier.
+
+Indi miniò una bibbia,
+Cesellò dei rosari,
+E ricamò in fantastici
+Fregi gli scapolarí...
+La santità dell'opere
+La rese ardita, e un giorno
+A un'asse si fe' attorno
+Con piume e con color,
+E disegnò un'aurëola
+In mezzo a cui, raggiante,
+Pinse il volto mitissimo
+Del suo profeta e amante;
+E, le pupille in lagrime,
+Compunta a divozione,
+Disse alle genti buone:
+"Questi è Nostro Signor!"
+
+Fu la sua voce armonica
+Che il nuovo dogma apprese;
+Fu per sua man che sursero
+E metropoli e chiese;
+E dissero i miracoli
+Di sue glorie passate,
+Le aguglie, le navate,
+I pöemi e gli altar.
+Pur, colle glorie, l'orgia
+Fatal non iscordava;
+E il giorno che un Pontefice
+La volle far sua schiava,
+L'Arte, la bella indomita,
+Volse le spalle al tristo,
+E fea ritorno a Cristo
+Per piangere e pregar.
+
+Un'invincibil nausea
+Le saliva alla bocca,
+Chè l'andazzo del secolo
+La fea torva e barocca;
+Eran grottesche immagini
+Di frati, angioli e santi
+Con manti svolazzanti
+E iperbolici pel;
+Erano idee rachitiche
+Cinte di gonfie vesti;
+Sparía la pura linea
+Sotto i fregi funesti;
+E nei giardini mistici
+Della latina scuola
+Il puzzo di Lojola
+Isterilia gli stel.
+
+E Sanzio, e Michelangelo
+Non eran polve ancora
+Quand'ella in Francia e in Anglia
+Vide la prima aurora;
+E, mentre di Giansenio
+La pura man guidava,
+Fremeva e palpitava
+D'Amleto col cantor.
+Poscia amò i nèi, la cipria,
+Le satire mordenti;
+Chiamò gli Enciclopedici
+In sale aurate e olenti;
+E, per fuggir degli Arcadi
+L'inesorabil belo,
+Della Germania al Cielo
+Cercò sorti miglior.
+
+Ma sulla strada un pallido
+Giovinetto severo
+La soffermò, dicendole:
+"Io mi chiamo Pensiero.
+"Il mondo mi perseguita;
+"Io gli grido che l'amo;
+"Ma son povero e gramo,
+"E non mi vuole udir!
+"Tu sei leggiadra, e gli uomini
+"Aman le cose belle;
+"Or ben, di' lor che il raggio
+"Io scrutai delle stelle,
+"Che la pena ed il premio
+"Impartirò a chi tocca;
+"Per la tua rosea bocca
+"Io mi farò capir!..."
+
+L'Arte e il Pensier si amarono.
+Ella porse al Pensiero
+Le gioje che sollevano;
+Egli le apprese il vero.
+Ma l'Arte, esperta e provvida,
+Recò al novello tetto
+Di cortigiana il letto,
+Di monaca il pudor.
+Dall'ideal connubio
+(Non più Minerva strana
+Nata da stolto cranio,
+Nè isterica cristiana,
+Ma dolce e melanconica,
+E d'austera parvenza)
+Nacque una figlia--o Scienza
+Tu palpitasti allor!
+
+E, gigante, fra gli uomini
+Già il tuo nome risuona!
+Ma corre ancora il popolo
+Alla tua madre buona,
+E la sua voce armonica
+E i suoi racconti adora,
+E ride e freme e plora,
+Udendoli narrar.
+E l'Arte narra i dubbi,
+Che ne assedian qui in terra,
+E i miti, e i sogni, e i simboli,
+E la pace, e la guerra;
+Parla di re e di popoli,
+D'amorose leggende,
+E, dai palagi, scende
+Al rozzo casolar.
+
+Poscia veggendo, trepida,
+Che dei tempi passati
+La monotona storia
+Ha i cèrebri annojati,
+Sferza colla commedia
+Le goffe costumanze,
+E scruta nelle stanze
+Gli intrighi ed i mister.
+E, risalendo ai limpidi
+Fonti della natura,
+Ci canta in un Idillio
+Crëato e crëatura,
+E insegna all'occhio l'ultima
+Gradazione di verde,
+Che da lontan si perde
+In profumo leggier.
+
+L'Arte è la candid'avola
+Che tesse le sue fole;
+E noi, che ancor siam pargoli,
+Amiam le sue parole;
+Ma, fatti adulti, i popoli
+La chiameran ciarliera,
+Ed alla figlia austera
+Rivolgeranno il piè!...
+E cercheran l'oceano
+Del fiume antico uggiati;
+E scruteran dai vertici
+I cieli sconfinati;
+E chiederanno i fascini,
+Che il genio oggi dispensa,
+Alla natura immensa,
+Che tutto chiude in sè.
+
+Forse tu sola, o Musica,
+Astrazion dell'idea.
+Vivrai, dell'arti l'ultima
+E più perfetta Dea!
+L'altre morran!... Le statue
+(Simulacri pallenti
+Delle beltà viventi)
+Cadranno infrante al suol;
+E voi, riflesso inutile
+Di ciò che esiste, o tele,
+Voi copriràn la polvere,
+L'oblío, le ragnatele!
+O libri, al fuoco!... Briciole
+Della filosofia!...
+Ogni fisonomia
+È un libro aperto al sol!
+
+Alberto, ho il ciglio in lagrime
+Penso a quel dì fatale!
+Alla luce novissima
+Della scienza ideale!
+All'orrenda catastrofe
+Della tragedia trista!
+Penso all'ultimo artista
+Che quel giorno vivrà!
+Ei della madre suggere
+Vorrà l'esausto petto,
+E rabbioso e famelico
+Lo dirà maledetto;
+E forse, per resistere
+Un'ora all'ardua pugna,
+Lo graffierà coll'ugna
+E il sangue ne berrà!
+
+Agosto 1876.
+
+
+
+
+DE MINIMIS.
+
+
+
+MORS TUA, VITA MEA
+
+Era un uomo sensibile; dicea
+Che tutto vive d'una vita arcana;
+Che, come il bruco, si forma l'idea;
+Che non è sola l'esistenza umana.
+
+E predicava ai bimbi e ai giovinetti
+Di rispettar gli steli delle rose,
+I nidi delle rondini, e gli insetti,
+E le sementi, e gli uomini, e le cose.
+
+Poi, meditando l'incessante guerra
+Che la fame crudel move ai men forti,
+E pensando che ognun semina in terra
+Ad ogni passo migliaja di morti,
+
+D'infinita pietà pianse angosciato,
+E, i cibi rifiutando alla natura,
+In un angol tranquillo del crëato
+S'adagiò, come morto a sepoltura.
+
+Là, rivolgendo gli occhi moribondi
+Ai fil d'erba ed ai fior ch'avea vicini,
+Vide la vita di novelli mondi,
+La strana vita d'esseri piccini.
+
+Vide un bruco, due ragne e un capinero,
+Il bruco, rosicchiando un'erba-menta,
+Rotava in essa, senza alcun pensiero,
+Il pungolo, che sfibra e che tormenta.
+
+E poi che sazio, in estasi bëate
+Levava il picciol capo verso il sole,
+Le ragne da una foglia arsa sbucate,
+Si divisero il bruco nelle gole.
+
+Le due comari, del bottino liete,
+Facevan l'una all'altra i complimenti,
+Quando, piombando dal vicino abete
+Il capinero, li mutò in lamenti.
+
+Nel giallo becco ei se le prese entrambe
+Trillando gajamente: Il colpo è bello!...
+--L'uomo _sensibil_ balzò sulle gambe,
+Stese la mano... e si mangiò l'uccello.
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+FLECTAR, NON FRANGAR
+
+(A LUIGI DELLA BEFFA)
+
+
+Tu vuoi saper perchè la vita mia
+Colla gente volgare si consumi,
+E come io pensi un'ode all'osteria
+Fra gli sconci profumi;
+
+Tu vuoi saper perchè fra gli imbecilli
+Cerco talora qualche idea sublime,
+E come mai le nebbie dei pusilli
+Mi dian l'audaci rime;
+
+Tu vuoi saper perchè passo le sere
+Giuocando un trivial giuoco coi cretini
+Bevendo spesso le tisane nere
+Che l'oste chiama vini!
+
+Io sono lo scultor che il sasso adora
+Con cui saprà dar vita ad una Dea;
+So che dopo la notte vien l'aurora,
+ Dopo il dubbio l'idea.
+
+So che il maggio fa seguito all'inverno,
+E che il torpore è padre all'entusiasmo,
+E che la vita è un alternarsi eterno
+ D'olezzo e di mïasmo!
+
+Come l'aquila anch'io dormo sovente
+In una grotta una lunga stagione,
+E nell'ore volgari e sonnolente
+ Annego la ragione...
+
+Poi spicco l'ali dall'oscuro nido
+E, librandomi in ciel, nel volo immenso
+Saluto il mondo con superbo strido...--
+ È allor che canto e penso.
+
+Autunno 1875.
+
+
+
+
+MELODIA
+
+Gli amanti passeggiavano--mentre cadeva il sole;
+Mormoravan le labbra--portentose parole;
+Un inno solo dalle labbra uscia,
+Un inno che diceva:
+_La parola dell'uomo è melodia,
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Gli usignuoli cantavano--mentre cadeva il sole
+Echeggiavan nei boschi--i trilli delle gole;
+E un lieto canto dalle gole ascia,
+Un canto che diceva:
+_Solo il nostro linguaggio è melodia
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Sui rugiadosi margini,--mentre cadeva il sole,
+Nelle ebbrezze del polline--cantavan le viole;
+Cantavano con note di profumi,
+E cantavano il maggio;
+E tremolanti sui roridi dumi
+Diceano: _Il nostro è il più gentil linguaggio!_
+
+Nascosta in un rigagnolo,--mentre il sol tramontava,
+La femmina d'un rospo--ancor essa cantava;
+Il prediletto che quel canto udia,
+Da lungi rispondeva:
+_La tua voce, o mia sposa, ë melodia
+Che sovra ogni idïoma si solleva!_
+
+Un pallido filosofo,--mentre il sol tramontava.
+Sulla strada maëstra--pensieroso passava;
+Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli
+E i rospi, e disse in cuore:
+_I linguaggi quaggiù son tutti belli,
+E specialmente se parlan d'amore!_
+
+Luglio 1876
+
+
+
+
+SEMINARE E RACCOGLIERE
+
+Il cuore è un ventilabro--e noi siam mietitori.
+Noi seminiam gli affetti a piene mani,
+
+Crediam nelle sementi--che promettono i fiori,
+Crediamo nelle messi del domani.
+
+Poscia, giunti nel mezzo--del campo della vita,
+Ci volgiamo alle zolle fecondate;
+
+Non crediam più: speriamo;--speriam la via fiorita;
+Vogliam mietere i fiori e le derrate.
+
+Ahimè!... Da pochi semi--la pianta si matura!
+Di molti sterpi la campagna è piena!
+
+E un popolo d'arbusti,--spossati dall'arsura,
+Chinan la testa sulla gialla arena!
+
+Noi moriam, seminando--la fede e la speranza,
+Raccogliendo la noja e l'amarezza,
+
+Ai giovani invidiando--la inutile esultanza...
+E pur bramando lunga la vecchiezza!
+
+Il cuore è un ventilàbro--e noi siam mietitori;
+Noi guardiamo le zolle fecondate
+
+E le troviam coperte--di spine e di dolori
+O da compianti cippi funestate.
+
+
+
+
+IL MARE CANTA
+
+(A ENRICO CAROSELLI)
+
+Il mare canta, il fremito dell'onde
+Son note, son cadenze, son canzoni;
+E i raggi che la luna in ciel diffonde
+ Son tremule visioni.
+
+I pescatori nelle glauche notti
+Del Gran Cantore ascoltano i concenti
+E alla spiaggia li recano, tradotti
+In melodici accenti.
+
+Napoli abbraccia il mar, come un pöeta
+Abbraccia l'arpa, con cui ride o geme;
+Quando tranquillo è il mar Napoli è lieta,
+Quando è in tempesta freme.
+
+Santa Lucia, febbrajo 1876.
+
+
+
+
+EN ATTENDANT
+
+Il ragno, che da un albero
+All'altro va tessendo la sua tela,
+Al pöeta, che smania
+Dietro i suoi canti, un conforto rivela.
+
+Ei da un ramo si dondola,
+Acrobata sospeso a un fil d'argento;
+Tenta alla meta giungere,...
+Ma sempre invano!... E, allora,aspetta il vento.
+
+Così il pöeta penzola,
+Pria di spingersi a voi, sulle illusioni;
+E tenta, e veglia, e spasima...
+Indi aspetta le sacre ispirazioni.
+
+Luglio 1876.--In un bosco.
+
+
+
+
+A UN CALENDARIO AMERICANO
+
+Nella mia stanza ho un picciol calendario
+Da cui strappo un foglietto
+Tutte le sere, pria di pormi a letto.
+
+Quante cose stan scritte
+Sull'esil cartolina!
+In alto il mese; poi, sotto la data,
+L'effemeride e un piatto di cucina!
+Ieri diceva:--_Luglio--Ventidue;
+San Prospero--Battaglia nel tal sito,
+L'anno tale--Bollito
+Di filetto di bue._
+
+Strano compendio della vita umana!
+La farsa e il dramma! Il sorriso ed il pianto
+L'esistenza è una cinica fiumana
+Che a ignoto mar discende!
+Oggi a foschi burron passa daccanto,
+Tra i fior domani d'un giardin risplende
+Sotto i raggi dell'alba, ed alla sera
+Rugge fra i massi d'orrenda scogliera!
+
+Quand'io ti strappo, o breve cartolina,
+Sento una stretta al cuore;
+Sento la giovinezza che declina;
+Penso che l'uomo tutti i giorni muore!
+
+Luglio 1876.
+
+
+
+
+ACQUA DEI MONTI
+
+È questa la purissima
+Acqua dei monti;
+La cristallina lagrima
+D'äeree fronti.
+
+Anche le vette piangono
+Ed han sorrisi,
+Ed i cipressi alternano
+Ai fiordalisi...
+
+L'acqua è l'ingenua figlia
+Dei cicli azzurri,
+E parlano d'ambrosie
+I suoi susurri.
+
+L'acqua è la figlia tenera
+D'inferociti
+Giganti e, quasi a molcerli,
+Lambe i graniti.
+
+Madonna d'Oropa, 1876.
+
+
+
+
+IN CORPO DI GUARDIA
+
+(A GIACINTO GALLINA)
+
+È la sera.--Nei lunghi corridoi
+E nei vasti cortili
+Passeggiano i soldati.
+Ognun favella dei päesi suoi
+E dei volti gentili
+Che al villaggio ha lasciati.
+Si canta, si schiamazza, si riaccende
+La pipa.
+
+In fondo agli anditi risplende
+La lucerna notturna, la facella
+Che veglierà di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quanti giovani ardenti!
+Menenio Agrippa ha detto
+Che le nazion son uomini viventi;
+Chi ne forma la testa
+E chi ne forma il petto,
+Chi le braccia e chi il ventre; ed a me pare
+Che l'esercito sia
+Il giovin sangue della patria mia.
+
+Tramonteranno i giorni in cui le spade
+Scintilleranno ai rai del sole.--Allora
+Questi soldati di varie contrade
+Saluteranno la novella aurora;
+Rivedranno le madri e, l'ire spente,
+Muteranno l'acciaio dei fucili
+Nei miti aràtri; e obliando la guerra,
+Feconderan la terra
+Della loro vallata sorridente.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+I trombettieri sono usciti.--È l'ora
+In cui debbo a sonar la ritirata;
+E una folla di gente entusiasmata
+Si farà ad essi attorno,
+E udrà gli squilli acuti e le cadenze
+Che usciran dalle trombe luccicanti;
+E seguirà, con fervide movenze,
+I soldati che tornano al quartiere.
+
+Poi cesserà il clamor degli abitanti;
+Moriran le canzoni
+E moriranno delle trombe i suoni;
+Scenderà sui cortili e nelle stanze
+Un silenzio solenne;
+E l'ombra romperà dei corridoi
+La lucerna notturna, la facella
+Che veglierà di dentro,
+Mentre veglia di fuor la sentinella.
+
+Quartiere San Filippo, Milano, agosto 1876.
+
+
+
+
+ULTIMA RATIO
+
+Allor che tatto tace
+E mi rinchiudo nella stanza mia.
+Sento una voce in cuore, un'armonia,
+Che mi susurra: La vita è la _Pace_.
+
+Allor che nella storia
+Dei popoli e dei re scruto le gesta,
+Una smania m'opprime e mi molesta,
+E mi ripete: La vita è la _Gloria!_
+
+Allor che dal languore
+D'una notte di baci io son spossato,
+Una voce mi giunge dal creato,
+Che mi ripete: La vita è l'_Amore!_
+
+Quando un vecchio piloto
+Mi narra gli usi di lontane genti
+E dei suoi giorni i fortunosi eventi,
+Io ripeto fra me: La vita è il _Moto!_
+
+Quando la melodia
+D'un verso o d'un liuto mi percote,
+Mi echeggian nella mente colle note
+Le parole: La vita è _Poësia!_
+
+Se alla diva potenza
+Io penso del cervello di Keplero,
+Se a Spallanzani rivolgo il pensiero.,
+Dico fra me: La vita è la _Scïenza!_
+
+Ma, se in mezzo a una brulla
+Campagna, a meditar mesto m'aggiro,
+Guardo il cielo, la terra... indi sospiro.
+E ripeto fra me: La vita è il _Nulla!_
+
+
+
+
+DIES.
+
+
+ALBA
+
+E sia così!--Sul nostro capo un altro
+Giorno risplenda!--A noi la luce; il bujo
+Agli antipodi!--A tutti la nojosa
+Catena della vita; a tutti, grami
+E possenti, la uggiosa vicenda
+Del cibo e delle vesti!
+
+Un'alba ancora!
+
+Pallida luce del lontano oriente,
+Sia tu di nebbie apportatrìce o nunzia
+Di lieto sol; abbia tu rose al crine
+O di pioviggin umida ne venga,
+Nulla ti chieggo!...
+
+I desiderii miei
+Non han confine, e, novello Epulone,
+In questo inferno, ove innocente caddi,
+Io mille volte vo' morir di sete
+Pria di volgermi a te pietosamente
+Mendicando una gocciola!
+
+Ahi!... D'Abramo
+Più ancor spietata, a me,--che nulla chieggo--
+Un balsamo fatale, alba, tu imponi!
+
+L'illusïon m'imponi e la speranza,
+Che renderan più amari i disinganni;
+E illumini le carte, ov'io favello
+Con me stesso; ed aggiungi un altro filo
+A questo cencio, a questa ragnatela
+Del mio futile orgoglio; e mi conforti
+Di sublimi parole:
+
+_"All'opra!... Avanti!
+"Al lavoro!... Al lavoro!... A te, o pöeta,
+"La luce e il moto!... A te l'immenso dono
+"Di qualche centinajo di minuti!!..."_
+
+Vecchia megera, sfinge imbellettata,
+Scialba carogna rizzata sui trampoli,
+Dal ghigno sterëotipo e dai mille
+Fronzoli in similoro,... ad altri narra
+Le tue storielle!... Un vecchio lupo io sono
+Che non dà nei tuoi lacci!
+
+_"All'opra! All'opra!
+"Al lavoro!..._"
+
+E tu intanto, oscena arpia,
+Mi pagherai col rabescar di rughe
+Il mio sembiante; col pelarmi il cranio;
+Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi
+Nelle vene e nell'ossa,--a poco a poco,--
+Il gel dell'agonia!...
+
+Nulla ti chieggo
+Alba!...
+No!--Errai!--Ti chieggo un verso; un verso
+Per maledirti, quanto umanamente
+È dato maledir!...
+Ora ai tuoi vezzi
+Presti fede chi vuole!... Io m'addormento!
+
+
+
+
+MERIGGIO
+
+9 FEBBRAJO 187*.
+
+Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore
+Che creò la sventura quando creò l'amore.
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Tutti abbiam nella vita
+L'ora fatal che resta, come negro stilita
+Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra.
+E. PRAGA.
+
+Questo e il mio dì fatale!...
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo.
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima.
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusione del mio primo amore!
+Un amore di fuoco, uno sfrenato
+Abbandono dei sensi!... Oggi colei,
+Che ieri ancor nei supremi deliri
+Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto
+Che spento a un tratto si sentì nel coro
+Ogni disio di me!
+
+Questo è il meriggio!
+Questo è il triste meriggio della mia
+Povera vita!
+
+Io sono solo e piango,
+Ed amo ancora!
+
+Oh!... N'ho provate tante
+D'amarezze quaggiù!... Negli anni primi
+Io senza guida rimasi qui in terra;
+Poscia, orrende compagne, ebbi la fame,
+E la miseria, e il freddo, e la crudele
+Compassion dei felici, e l'ironia
+Dei mille!...
+
+E quelli fùr giorni di gioja
+Al paragon di questo!... Allora i canti
+Giocondamente mi nascean nel cranio.
+Ed io, recando un ideai tesoro
+Di pöesia, indifferente o lieto
+Passavo in mezzo alle sventure mie!
+
+Oh! Maledetta la tua testa bionda,
+O crëatura, che hai forma di donna!
+Tu, venuta per compier l'anatèma
+Che un'altra mi scagliò, quand'io non volli
+Da amor turbati i miei futili sogni
+Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta
+Quella tua bocca ch'io baciai fremendo!
+Quelle tue carni che col labbro mio
+Consacrai tutte!
+
+O carni!... O polve!... O vermi
+Olezzanti d'olezzi celestiali!
+S'agita ancora questo sangue mio.
+Tumultuando, s'io ripenso a voi!
+Ma un più intenso desir m'arde le vene!
+Ed è quel di vedervi entro una bara
+Scender sotterra a tornar vermi e polve!
+Maledetta la man che mi porgesti,
+O donna, il dì che ti venni dinanzi!
+Maledetto il tuo seno e maledette
+Le tue spalle! Ed il piè, con cui movesti
+Ai ritrovi d'amor che m'han bëato!
+E la tua lingua e le beltà recondite
+Del tuo corpo, in eterno maledette!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Io nacqui buono, e là, dove potea
+Giunger la mano mia, sempre una lagrima
+Tersi; e, piangendo, il perdono implorai
+Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira,
+Recai loro un'offesa; ed amo i fiori
+E l'indulgenza; e un'immensa vergogna
+Mi sale al viso s'io penso che alcuno,
+Più debole di me, può dir: "_Tu, forte,
+"Mi oltraggiasti!_"
+
+Ma in questa ora fatale
+Io medito un delitto; ed accarezzo
+Nefande idee di sangue; e s'io potessi
+Esser solo con _lei_, lontan da tutti,
+Non veduto, nell'ombra, io la vorrei
+Vigliaccamente uccidere!... Vorrei
+Vederla agonizzar fra le mie braccia;
+E guardarle negli occhi, annebbïati
+Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti
+Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso
+La fossa; e seppellirla; e fra le genti
+Tornar ridendo; e pormi sulla faccia
+Una maschera; e il dì, che la sua salma
+Assassinata fosse discoverta,
+Vorrei mescermi al volgo impietosito;
+E simular le lagrime; e cantarne
+Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo,
+Ch'io ne morrò d'angoscia!...
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oh!... Scellerate
+Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente!
+Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni!
+Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango
+E son solo!...
+
+
+
+E il profil di quella bionda
+Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi
+Come nei dì ch'io la copria di baci!
+
+Or mansueto le favello:
+
+"O amata
+"Crëatura gentil, vorrei morire
+"Pria di vederti piangere!... Darei
+"Tutto il mio sangue per vederti lieta!
+"Alla legge d'amor chino la testa!
+"Qual colpa è in te se i baci miei, che un giorno
+"Ti davano il delirio, or ti dan noja?
+"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse
+"T'aggrappasti, nell'ultime giornate,
+"Ai ruderi sconnessi d'un affetto
+"Che cadeva in rovina?!
+
+"È eterna legge
+"Che la fiamma d'amor non duri eterna!
+"Ma eternamente io porterò nel cuore
+"La tua dolce memoria! E benedetto
+"Dirò il giorno, in cui tu, nulla chiedendo
+"Fuor che carezze, a me, che non osavo
+"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo
+"Di tue beltà!...
+
+"Non ha gemme la terra
+"Che paghino una sola ora d'amore!...
+"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia
+"Le briciole soltanto, le memorie,
+"Conforteranno i miei venturi giorni!
+
+"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!)
+"Dimenticare le tue carni e il tuo
+"Sembïante, e il tuo nome, e rammentarmi
+"Dei nostri baci e delle nostre notti
+"Come di baci e di notti trascorse
+"In altra vita che non sia codesta!
+"Come di eventi di tempi remoti!
+
+"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario
+"Mi chiuderò fra quattro mura, e lungi,
+"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo
+"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe,
+"Pur ch'io più non incontri nelle vie
+"Il tuo flessibil corpo da libellula,
+"Che nelle forme aggrazïate ha un fascino
+"Voluttüoso che insulta e tormenta!
+"Pur ch'io più non ti vegga!... o un vel di sangue
+"M'offuscherà dell'intelletto il lume!
+"Ed io dovrei bruttar la vita mia
+"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!)
+"D'una macchia di sangue!"
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+O genti buone,
+Se i canti miei v'han dato un entusiasmo,
+Se una scintilla dell'anima mia
+V'arse un istante, siatemi cortesi
+D'una lagrima!
+
+Ho qui dentro un'angoscia
+Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto
+L'illusïone del mio primo amore!
+Questo è il mio dì fatale!... E l'abbiam tutti,
+Genti buone, quaggiù!... Questo è il meriggio!
+Questo è il triste meriggio della mia
+Povera vita!... E mi coce il sollione
+Dei più torbidi affetti, ed ho nel cuore
+Il fuoco e lo splendore smaglïante
+Che nel meriggio abbacina ed uccide!
+
+Io sono solo, e piango, ed amo ancora!
+
+Milano, febbraio 187*.
+
+
+
+
+SERA
+
+Quando dai margini--verdi, le Driadi,
+Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero,
+Solinghe traggono--verso gli spechi,
+I campi han echi
+
+Indefinibili;--la brezza mormora;
+L'estremo bacio,--coi raggi vividi,
+Sugli alti culmini--dardeggia il sole;
+Rose e vïole
+
+Pingon la glauca--vôlta dell'etere;
+I grilli trillano--fra l'erbe tenui;
+E dentro il calice--chiuso dei fiori,
+Nido d'amori,
+
+Trovano un talamo--pieno d'effluvii
+Gli insetti; i placidi--sonni discendono;
+Ed accarezzano--le fronti umane
+Estasi arcane.
+
+È allor ch'io medito--dei melanconici
+Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime
+Un vel m'intorbida--l'occhio languente;
+Allor, dolente
+
+D'inconsapevoli--mali, di squallidi
+Giorni d'angoscia--sento il presagio;
+Ricordo i rantoli--dei moribondi,
+Penso ai profondi
+
+Misteri, ed évoco--mille fantasimi
+Torvi, ed enumero--tutte le noje,
+Tutte le ambascie,--tutti i sospiri,
+Tutti i deliri,
+
+Che angustian l'anima--di quei che vivono!
+E sulle spiagge--dei vasti océani
+Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco
+Al Fato bieco
+
+Che in quest'assidua--vita, pulviscolo
+Gramo, mi esagita;--che in questo circolo
+Triste m'avvinghia--dell'esistenza;
+Vana parvenza,
+
+Cui non i secoli--la via segnarono,
+E che precipita--(l'indivisibile
+Tarlo recandosi--d'un _perchè_ ignoto)
+Giù nel remoto!...
+
+Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida
+Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici
+Allor che in candide--nebbiose bende
+L'alba risplende;
+
+Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida
+Musa, che veglia--serena ed ilare;
+E a me gli esametri, nella notturna
+Ora, dall'urna
+
+Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero
+Ha, nella tremula--penombra, il dubbio
+E, nella mistica--melanconia
+Ha l'agonia!
+
+Ed io, che, trepido,--di questa effimera
+Mia vita medito--l'ora novissima,
+Reco nell'intima--mente una vaga
+Scienza presaga:
+
+Credo che il debole--fil, che mi tessono
+Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo;
+E che il mio spirito--dovrà partire
+All'imbrunire;
+
+Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue
+Nelle ancor giovani--membra si esagita,
+Io, del crepuscolo--nella penombra,
+Mi sento un'ombra!
+
+Ottobre 1876.
+
+
+
+
+NOTTE
+
+A MARIA.
+
+Gli astri scintillano;--l'onda riposa;
+E sovra il glauco--specchio del mare
+Il raggio tremola--d'una pietosa
+Luce lunare.
+
+Da lungi il circolo--delle pendici
+Chiude la baja--con braccia immani;
+Ivi approdarono--Libii e Fenici
+Mori ed Ispani.
+
+Le barche dormono--presso la rada;
+Il flutto instabile--ne culla il sonno;
+Ed a fior d'acqua--guizzan l'orada
+La triglia e il tonno.
+
+I fari splendono--là, in lontananza,
+Pupille immobili--fise nel vuoto;
+E par che evóchino--la rimembranza
+D'un dì remoto.
+
+Maria, nell'anima--ho l'armonia
+Dei più ineffabili--sensi d'amore;
+Sul labbro ho un gemito--di pöesia
+E di languore!
+
+E vorrei stringerti--sul petto, come
+Stretta è la baja--dalle pendici;
+E col tuo incidere--leggiadro nome
+Queste felici
+
+Ore fuggevoli!--Libar vorrei
+Qualche satanico--filtro amoroso
+Che addoppi l'impeto--dei sensi miei!...
+Poscia al riposo
+
+Eterno chiudere--gli occhi; il passato
+Tutto in un'estasi--ridir fra noi...
+Scendere all'Èrebo--martirizzato
+Dai baci tuoi.
+
+
+
+
+CITTÀ ITALIANE
+
+
+
+NAPOLI
+
+(A MICHELE UDA)
+
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana;
+Vi si respira il soffio
+Dell'epoca pagana;
+Come al tempo dei Cesari
+Rimaser le taverne;
+Serban l'antica foggia
+L'anfore e le lucerne.
+
+Il popolo s'inebria
+Di leggende e di canti;
+Ama le notti tiepide,
+I tramonti smaglianti,
+L'albe serene, il glauco
+Color della marina,
+Ciò che fa chiasso e luccica,
+Il lotto e Mergellina.
+
+Ogni veste in fantastici
+Disegni si ricama;
+La ricchezza frastaglia
+I merletti alla dama,
+E l'abile miseria
+Alle povere donne
+In pittoreschi cenci
+Sa ricamar le gonne.
+
+Di poco pane e d'acqua
+La plebe si nutrica;
+Ha l'apatia mirabile
+Della sapienza antica;
+Come adorava gli idoli,
+Adora i santi adesso;
+I simboli mutarono,
+Ma il culto è ancor lo stesso
+
+I cocchieri bestemmiano
+Per le marmoree vie...
+E salutano agli angoli
+I Cristi e le Marie.
+Spesso la fame, squallida
+Larva, i tugurii invade...
+E cogli aranci i pargoli
+Giuocano nelle strade.
+
+Oggi si muta in ghiaccio
+L'umor delle fontane...
+E le camelie sbocciano
+Col sol della dimane.
+Ogni edificio è un'ampia
+Mole che in cielo ascende...
+E a vivere sul lastrico
+Il cittadin discende.
+
+Ieri l'orrendo tremito
+D'un sotterraneo moto
+Facea pregare e piangere
+Il popolo devoto...
+Oggi, già quasi immemore
+Del periglio mortale,
+Ei pensa alle baldorie
+Del pazzo carnevale.
+
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana!
+Un ineffabil fascino
+Dalle sue pietre emana;
+Pari alla vita assidua
+Di sua genial natura,
+Un incessante fremito
+Vibra fra le sue mura.
+
+Bimbi, cavalli e monaci,
+Soldati e marinari,
+Dame, accattoni e lazzari,
+Ganimedi e somari,
+Cocchi, carri e curricoli,
+Mercajuoli ed artieri,
+Un mondo indefinibile
+Brulica nei quartieri.
+
+I confratelli, in candidi
+Lenzuoli imbacuccati,
+Colle faci precedono
+I feretri dorati;
+E intanto, sotto i portici,
+Trofei multicolori,
+S'innalzano a piramidi
+Frutta, legumi e fiori.
+
+Come pesci, i ladruncoli
+Guizzan fra dorsi e petti;
+Le cortigiane passano
+Ridendo ai giovinetti;
+E fra le ruote, gli uomini,
+Le donne ed i cavalli
+Delle capre lampeggiano
+I limpid'occhi gialli.
+
+Echeggia intorno l'impeto
+Dalle robuste gole;
+La negra folla ondeggia
+Sotto i raggi del sole;
+Mille campane annunziano
+Battesimi e agonie...
+E Pulcinella sbraita
+Lazzi e corbellerie.
+
+Dal porto, colla candida
+Ala cercando il vento,
+Le navicelle salpano
+Per Gäeta e Sorrento;
+E in fondo (immane fiaccola
+Che il Tempo non consuma)
+Sovra le cose e gli uomini,
+L'alto Vesuvio fuma.
+
+O mia canzone, librati
+Nell'aria profumata;
+Guarda l'immensa cerchia
+Della città incantata;
+Vedrai che da Posilipo
+A Porta Capuana...
+Napoli è il pandemonio
+D'ogni stranezza umana.
+
+Napoli, 3 febbrajo 1876.
+
+
+
+
+CAGLIARI
+
+(AD AGGELO SOMMARUGA)
+
+Cagliari è fatta di case giallastre,
+Come un branco d'agnelle a un monte appese;
+E scivolan le scarpe sulle lastre
+Delle sue strade ripide e scoscese.
+
+C'è una gran baja ed un porto piccino,
+Ove l'onda giammai freme adirata,
+E par che dica ad ogni brigantino:
+"Se tu cerchi la pace, l'hai trovata!"
+
+Cagliari è gaja; ha un'aria patriarcale,
+E del buon tempo antico ama la legge;
+E non pensa a mutar la cattedrale
+Lo strano campanil che la protegge.
+
+La turba scarmigliata dei _picciocchi_
+Gira dovunque col corbello in testa,
+E sguscia dei passanti fra i ginocchi
+Più delle anguille irrequïeta e lesta.
+
+Quel corbello è il suo pane ed è il suo tetto,
+Ed il _picciocco_ mai non l'abbandona;
+Se vuoi dormire egli ne fa il suo letto;
+È il suo scudo, il suo stral s'egli tenzona.
+
+Quando piove ei lo muta in un ombrello,
+Lo cambia in parasol quando è l'agosto,
+Poi, pien di merci--tornato corbello--
+Per due soldi lo reca in ogni posto.
+
+La gente dorme quando il giorno cade;
+S'alza coi primi albori e va al mercato;
+E le donne sciorinan per le strade
+I pannilini freschi di bucato.
+
+I cittadini hanno la faccia rasa;
+Vengon dai monti i villosi sembianti;
+Le cittadine son massaje in casa
+E a San Remy son belle ed eleganti.
+
+Gli innamorati hanno un costume strano,
+E l'uso è tal che nessuno ci abbada;
+La dama sta a un balcon del terzo piano
+Ed il damo le parla... dalla strada!
+
+Di sibili infiorato è l'idïoma,
+Dolce all'amore; auster su labbri austeri.
+C'è qualche bimbo colla bionda chioma...
+Caso raro!... perchè son tutti neri!
+
+Cagliari guarda il mar, mentre al suo fianco
+Ha liete valli e colli pittoreschi,
+E larghe vie dal suol sassoso e bianco,
+Ed irte siepi di _fichi moreschi_.
+
+Grappoli enormi e picciolette viti
+Ornan le balze--ridenti festoni!--
+E all'arse gole fa graziosi inviti
+Lo scialbo color d'ambra dei limoni.
+
+Siam quasi al verno e par di primavera!
+E melegrane e cedri ed ananassi
+Ti mandan, colla brezza della sera,
+Un saluto d'effluvii quando passi.
+
+Cagliari guarda il mare, e, alle sue terga,
+Stan campi incolti e vergini foreste,
+Dove il cinghiale e dove il cervo alberga,
+Dove vette _prezíose_ alzan le creste.
+
+Ivi una febbre d'or spinge gli umani,
+Ma (ahimè!...) talvolta l'_or_ sfugge agli audaci
+E resta sol la _febbre_ all'indomani
+Che li dissangua cogli orrendi baci!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Oggi è _sagra_, ed il popolo ha indossato
+Il _costume_ gentil del suo päese;
+Nè più bello un pittor l'avria foggiato
+Cui fosse il Genio dei color cortese.
+
+Lungo la baja è un ondeggiar festante
+Di gonne rosse dai botton lucenti;
+È una baldoria, un correre incessante
+Di cavallucci magri e intelligenti.
+
+E intorno al picciol porto--ove diè fondo
+La carena panciuta dei velieri--
+Havvi una folla, un'accozzaglia, un mondo
+Di brache bianche e di berretti neri.
+
+Cagliari, domenica, 22 ottobre 1876.
+
+
+
+
+SOCIALISMO
+
+_Uscita da caligini profonde,
+Ch'io vo tentando e a penetrar non basto,
+Salute a te, nelle tue vie feconde,
+O Umanità, cui ciascun dì risponde
+Un idëal più vasto!_
+
+27 ottobre 1860.
+
+(A. ARNABOLDI--_Sulla montagna_).
+
+
+
+EPISTOLA
+
+A
+
+ENRICO BIGNAMI
+
+SOCIALISMO
+
+Dal dì che pochi dissero:--"Ecco i nuovi orizzonti!"
+E che un fiero entusiasmo--scintillò sulle fronti,
+E che feudi e tiranni,--pregiudizii e messali
+Entraron, colla peste,--nel novero dei mali,
+L'umanità rïarse--d'una febbre incessante:
+Dei soffrenti si mosse--l'esercito gigante,
+E la tema scotendo--giù dai dorsi avviliti,
+Sorse a chieder ragione--degli insulti patiti.
+
+Furon giorni di sangue;--rosseggiaron le vie...
+È ver!... Colle zizzanie--cadder rose e gazzie...
+Ma pari alle tempeste--son le amare vendette!
+Non han leggi in entrambe--e castighi e säette!
+Gli stolidi soltanto--vorrebber la Natura
+Eguale al freddo svizzero--che i suoi colpi misura!
+
+Un tempo era il carnefice--del popolo maestro;
+Ei l'educò alla scuola--dei ceppi e del capestro;
+Al codice mitissimo--il popolo educato
+Si vendicò col sangue;..--come aveva imparato.
+
+Al!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Chi, fra noi, del perdono--ebbe sempre il coraggio?
+Nelle pagine lunghe,--su cui veglia la Storia,
+Tra le feste d'un giorno,--tra una colpa e una gloria,
+Tra il sovrapporsi assiduo--d'un evento a un evento,
+Dalle viscere umane--esce sempre un lamento!
+
+Cristo, anch'egli, degl'empi--rese il braccio più ardito!
+E fu il giorno che in croce,--per le angoscie sfinito,
+Gridò un'ultima volta:--"Sopportate e tacete!"
+
+Gli empi ne profittarono.
+
+--E quando ei disse: "Ho sete!"
+D'aceto e fiel gli porsero--una spugna bagnata!
+
+Or ben, quando dei buoni--fu la bontà oltraggiata,
+Non un giorno, ma secoli,--essi tacquer pazienti...!
+E gli empi li derisero--raddoppiando i tormenti.
+
+Ma venne il dì che i buoni-dissero anch'essi: "Ho sete!"
+E avean sete di scienza,--di libertà!...
+"Bevete!..."
+Fu lor risposto.
+E il sangue--si diede lor dei figli!
+E morirono i padri--su fetidi giacigli!
+E messe alla tortura--für le membra del saggio!
+
+Ah!... Non gettiam la pietra--su chi lava un oltraggio!
+Cristo era un uomo-dio;--noi non siam che mortali!
+Ei sapeva che il cielo--esisteva; che i mali,
+Con cui l'avean qui in terra--i tristi vilipeso,
+Gli fruttavan la gloria--del trono ov'era sceso!
+
+Ma per noi questo cielo,--questa speranza sola,
+È un mistero!... Per noi--il cielo è una parola!..
+
+Perchè voler, da fragili--e grame creature,
+Ciò che forse è miracolo--per divine nature?
+
+Ma libriamoci in alto;--tra il vero e l'ideale;
+Ove l'aria non sfibra--questa carne mortale!
+E guardiamo sugli uomini;--sui viventi dell'_oggi_;
+Su coloro che popolano--le vallate ed i poggi,
+E che, orgoglio di vermi,--raggiungendo una vetta,
+A Giove antico atteggiansi--che scaglia la säetta...
+
+Guardiam giù...
+Questo fiume--fatto di teste umane,
+Questa immensa valanga,--questo esercito immane,
+Ha un nome!
+Lo si mormora--con riverenza: _Il Mondo!_
+
+Ei cammina!... Ei cammina!...
+
+--Nel cèrebro fecondo
+Dei mille pensatori--egli attinge i portenti,
+I segreti, che dànno--la vittoria.
+Le genti,
+Attraverso agli oceani,--si favellano; i cieli
+Si spalancano; cadono--i fantastici veli
+Che rendean sacra d'Iside,--nei templi egizii, l'ara;
+Ogni giorno che sorge--ha un raggio che rischiara;
+Ogni giorno che passa--ha una tenebra spenta;
+E sull'eterna via--dei suoi destini (lenta,
+Per la vita degli uomini;--per un'idea, veloce)
+Mille grida adunando--in una sola voce,
+Travolgendo implacabile--chi non vuole o non vede,
+Questa immane fiumana,--questo Mondo procede!
+
+Avanti!... Avanti!... Al mare,--o mistica fiumana!
+Alla foce!... Alla foce!...
+
+--Ov'è dessa?... È lontana!
+Lontana più del sole!--Più del sol misteriosa!
+Chi potrebbe, osservando--ogni uomo ed ogni cosa,
+Predir l'ultimo giorno--dei terrestri abitanti?
+
+Ma che importa!...
+
+Alla foce!...-Al mare!... Avanti!... Avanti!...
+
+Pur, come un dì le streghe--di Macbeth sul sentiero,
+A soffermar per poco--del Mondo il passo altero,
+Sorgon tre sfingi; e sono--sfingi rabbiose e grame;
+I moralisti ipocriti,--gli eserciti e la fame!
+
+O roditori eterni--delle umane famiglie,
+Che dei padri cadenti--insultate le figlie,
+Perchè portan nel seno--un bambino illegale;
+Che vorreste la donna--ad una pietra eguale;
+Che eccitandone i sensi--con arti sopraffine
+Bramate, come i vecchi,--veder ignuda Frine
+Per turpemente chiederle:--"Sei tu ancora innocente?"
+O roditori eterni,--che dell'età fiorente
+Odiate i baci, e fate--che le madri, non spose,
+Cadano nei postriboli,--come foglie di rose
+Sui letamai; che, primi,--l'indagine vietando
+E incutendo nei cuori--un terrore esecrando,
+Obbligate le madri--a uccidere i bambini;
+O voi, che non leggete--negli umani destini
+Quest'ardente desío--di pace e fratellanza;
+Voi, che abbagliando gli uomini--con cinica baldanza,
+Togliete ai campi il braccio--dei giovani ventenni
+Per armarlo nei giorni,--in cui le idee solenni
+Sorgono a dimandare--che giustizia si faccia;
+O voi, che li spingete--all'orribile caccia
+Delle conquiste; o voi--che beäti ridete
+Nelle comode case--e buoni vi credete
+Perchè date una veste--allo spazzacamino;
+O voi, gretti ambiziosi,--che annebbiate col vino
+L'orizzonte ristretto--d'un esile onorario,
+E, colla banda in testa,--ed al passo ordinario,
+Sfilate per le vie--tronfiamente, perchè
+Un _circolo operaio_--surse vostra mercè,
+Ditemi, nei banchetti,--parlando agli operai,
+A chi smuove la terra--non ci pensaste mai?...
+
+I poëti d'Arcadia--han pensato a costoro!
+Essi cantaron Fille,--Tirsi, Clori e Lindoro;
+Coprirono di cipria--le piaghe puzzolenti;
+Sulle teste dei villici--versaron l'acque olenti;
+Nascosero gli stracci--sotto i nastri ideali;
+Posero loro in bocca--idilii e madrigali;
+Indi li presentarono--alle dame annoiate!
+
+Oh!... Vigliacchi sarcasmi!--Oh!... Ironie scellerate!...
+
+Questi pastor da scena,--questi villan galanti
+Sono un popol di schiavi--dalle miserie affranti!
+Queste Filli, che cantano--canzonette sì gaie,
+Sono donne che muoiono--nelle immonde risaie!
+Questi Tirsi e Lindori,--che sputan madrigali
+Son pellagrosi e tisici!--Son carne da ospedali!
+Questi eroi dell'idilio,--nell'amore maëstri,
+Stancaron fin ad oggi--e giudici e capestri!
+E, fra le lunghe prediche--di parroci o curati,
+Fra le sevizie orribili--di chi li ha dissanguati
+Per sprecar in un'ora--quanto ha negato loro
+Pel lavoro d'un anno;--fra la sete dell'oro
+E la fame, gli errori--e lo spregio, i meschini.
+Gli arcadici pastori,--son ladri ed assassini!
+
+Mentre noi cittadini,--nelle sere d'estate,
+Sorbiamo, a suon di musica,--le bevande diacciate,
+Essi cadon dal sonno,--veglian pallidi e infermi
+Nei campi, nelle vigne,--o attorno ai mille vermi
+Che daranno la seta!...
+--Mentre noi, nelle sere
+Invernali, danziamo,--o cerchiamo al bicchiere,
+O al teatro, o al tepore--d'un buon letto, la gioia,
+Essi treman dal freddo--su una lurida stuoia
+Sdraiati, e addormentandosi--nelle insalubri stalle,
+Invidiano lo strame--ai bovi e alle cavalle!
+
+Lamentando una salsa--noi biasciam le vivande;
+Essi mangiano un pane--ch'è peggior delle ghiande!
+Noi ci lagniam d'un nodo--nei fili d'un lenzuolo;
+Essi dormon vestiti--sovra un umido suolo!
+Gli operai cittadini--sono ricchi in confronto;
+Men terribile è il male--ove il soccorso è pronto!
+Noi possiamo, mendichi,--trovar pietose mani;
+Essi son soli, poveri,--quasi ignoti... lontani!...
+
+E la _Fame_ li decima!
+
+--Oh! la _Fame_!... L'arcano
+Problema, che scombussola--ogni sistema umano!
+
+Come mai questo squallido--fantasma esiste?
+Noi
+Siamo pochi; la Terra--è grande; i frutti suoi
+Dovrebbero bastare--a color che vi stanno!
+Chi ruba?... Chi nasconde?--Ov'è dunque l'inganno?
+Perchè dunque chi suda,--e raccoglie, e lavora,
+Digiuna presso un uomo--che ozïando divora?
+Perchè mai chi le glebe--feconda di sua mano
+Ne reca ad altri il frutto--e muor di fame?
+
+È strano!
+
+Io so ben ch'è una fisima--l'eguaglianza sociale,
+Poichè, qui in terra, tutto--è bene, e tutto è male;
+Poiché ciascuno al mondo--predilige un tesoro;
+Il savio i suoi volumi,--l'usuraio il suo oro,
+Il poeta i suoi sogni;--poichè è vana speranza
+Fra miseria e ricchezza--ottener l'eguaglianza:
+Poichè fin che degli uomini--saran diversi i volti
+E nasceranno belli--e brutti, furbi e stolti,
+Deboli e forti, arditi--e timidi, i mortali
+Si rassomiglicranno,--ma non saranno eguali;
+So, che se tutti gli uomini--avesser oggi un pane
+Chiederebbero unanimi--il lusso alla dimane;
+So che è propria natura--d'ogni nostro bisogno
+Di svanir, soddisfatto,--crëando un altro sogno;
+Ma so ancor che un diritto--inconcusso è la vita;
+Che sovra cose ed uomini--una legge è scolpita,
+Una legge che domina--eventi, gaudi e lutti;
+Che la Terra ci grida:--"Figli, vivete tutti!"
+
+Oh!... Tremiamo!... Nel sacro--nome di questa legge,
+Che prodiga i suoi doni--e che tutti protegge,
+Forse, un giorno, può insorgere--questo popol di schiavi!
+L'ire represse in Furie--posson mutar gli ignavi!
+I fucili cadranno--dinanzi alle bidenti!
+Come i patrizii antichi,--i borghesi piangenti
+Bacieranno i figliuoli--per morir di mannaia!
+Le canzoni, che ai padri--narrarono dell'aia
+E dei campi le cure,--tuoneran tra i macelli...
+E saran la funebre--ironia dei ribelli!
+Quelle mani incallite--saccheggieran le alcove
+Dove i ricchi dormirono--i lunghi sonni, e dove
+Procrëavan tiranni--alla timida plebe!
+I badili e le vanghe,--use a romper le glebe,
+Sfracelleran le teste--dei bimbi e dei vegliardi!...
+
+Oh!... Facciamo giustìzia--prima che sia già tardi!
+Prima che sorga l'alba--di quel giorno tremendo!
+Facciam che i nostri figli--non bestemmin piangendo
+L'avidità degli avi--che, coi pingui retaggi,
+Avran lasciato ad essi--il livor dei servaggi!...
+
+Ed or, rispetti umani;--inutili timori;
+Fanciulleschi desiri--di fanciulleschi onori;
+Genuflessioni timide--ad idoli tarlati,
+Arido galateo--coi nemici garbati;
+Martirii del cervello,--che proromper non osa
+Per mercar da un giornale--una linea graziosa;
+Amarezze inghiottite;--malintese prudenze,
+Che contro il rancidume--delle viete sentenze,
+Domate i sillogismi--del bollente pensiero;
+Oltraggi silenziosi--allo splendido Vero;
+Tacite abiurazioni--per la lode d'un giorno;
+Debolezze dell'uomo,--venitemi d'attorno!...
+
+Io vi lascio sul limite,--che non varcai finora,
+Perchè siete il tramonto--ed io voglio l'aurora;
+Perchè se noi, quì in terra,--viviamo una giornata,
+Io d'ineffabil luce--la mia vo' illuminata;
+Perchè, sazio degli uomini,--io voglio amar l'Idea;
+Perchè gli oscuri baci--di questa sacra Dea
+Valgono i mille affetti--della gente piccina;
+Perchè val più il delirio--d'un sogno che affascina.
+Dell'entusiasmo d'obbligo--d'un ballo mascherato;
+Perchè ai dolor dei molti--io mi sono temprato,
+Perchè i ghigni di scherno,--la fame e la Censura,
+(Dalla fronte brevissima)--non mi fan più paura;
+Perchè la solitudine--amo più della folla;
+Perchè abborro i mïasmi--d'una carne già frolla;
+Perch'io cerco per scrivere--una pagina bianca
+E sui vecchi caratteri--il mio sguardo si stanca!...
+
+Enrico, il cor mi batte--di generoso orgoglio!
+Sì, nella santa pugna--esserti al fianco io voglio!
+Noi propugniamo i dritti--della _famiglia vera_,
+Dei morenti di fame!
+--Sulla nostra bandiera
+Noi non scriviam: _Rivolta!_--Scriviam: _Giustizia!_
+Molti,
+Che mi furon diletti,--lo so, torcendo i volti,
+M'avran da questo giorno--in abbominio!
+I grulli
+Negli amori e negli odii--sono sempre fanciulli!
+Odian senza discutere;--aman senza pensare!
+
+Tal sia di loro!...
+
+Avanti!...--Avanti!... Al mare!... Al mare!
+Alla foce!... Alla foce!...--Degli errori all'oblio!...
+
+Dammi la mano, Enrico,--son _socialista_ anch'io!
+
+
+
+
+
+NOVELLE IN VERSI
+
+
+
+ACQUA E FUOCO
+
+
+
+A FELICE UDA
+
+ACQUA
+
+I.
+
+Chi conosce Mercallo?
+È un povero paese
+Tra i monti che sepárano--il lago di Varese
+Dal Verbano.
+
+Fa in tutto--un seicento abitanti,
+
+Quando i bachi e le vigne--dan raccolti abbondanti,
+I villani, alla festa,--cantano all'osteria
+E giuocando alla mora--bevon la malvasia.
+Quando il raccolto è scarso--e il pallido digiuno
+Entra nelle capanne,--e siede, come un bruno
+Fantasima, dappresso--ai freddi focolari,
+La taverna è deserta;--la nenia dei rosari
+Esce fuor dalle porte--dei meschini abituri
+(Dove spiccan le teste--sovra dei fondi oscuri),
+Come fuor da una chiesa--esce l'odor d'incenso.
+
+Oh! La chiesa! La chiesa!--Ecco il tripudio immenso
+Dei villani!
+I beoni--frequentano la chiesa
+Anch'essi!.. Almeno là--possono alla distesa
+Metter fuori la voce,--quando l'economia
+Nei dì grami li tiene--lungi dall'osteria!
+
+ * * * * *
+
+Or nel mille ottocento--e cinquanta, a Mercallo,
+Nell'unica taverna--all'insegna del _Gallo_,
+Abitava un vecchietto--con una figlia, bionda,
+Bella, diciassett'anni,--ben tornita e gioconda.
+
+Gli affari prosperavano--che da parecchie annate,
+I villani contavano--men meschine derrate;
+E perciò nelle botti--non dormigliava il vino.
+
+La fanciulla avea nome--Lisa; il padre Martino.
+Era un buon galantuomo--(cosa in un oste rara
+Ed in tutti i mestieri).
+--Stando al mondo s'impara.
+E Martino a sessanta--anni aveva imparato
+A pigiar bene l'uva,--a trovar sul mercato
+Fiducia, e ad adorare--l'unica figliuola.
+
+ * * * * *
+
+Nel cinquanta a Mercallo--fu fondata una scuola.
+Era il verno.--Il Comune--fe' venir da Milano
+Un maestro; un bel giovane;--avea nome Graziano;
+Gli diè il lauto stipendio--di quattrocento lire
+All'anno, e un bugigattolo--dove poter dormire.
+
+Con quattrocento lire--di Milano (vi pare,
+O miei buoni lettori?)--nessun la può scialare!
+Eppure il giovinotto,--contro ogni economia,
+Avea trovato il modo--d'andare all'osteria
+Tutte le sere!
+È vero--che beveva assai poco!
+Un bicchiere soltanto!...--Se lo sorbiva al fuoco,
+
+Ma di bicchier quel verno--egli ne bevve tanti,
+Che in aprile Graziano--e Lisa erano amanti!
+
+ * * * * *
+
+Il padre se ne accorse--e ne fu lieto assai,
+Ma nè a Lisa nè al giovane--volle parlarne mai.
+Gli piaceva il maestro.--Il suo piglio cortese
+Gli aveva cattivato--gli animi del paese.
+Era povero!... È vero!...--Ma cos'era Martino?...
+Viveva! Questo è il compito--di chi nacque meschino...
+E il vecchietto diceva:--"Presto l'avrò adempito!"
+
+Quando la primavera--col suo tiepido dito
+Venne a schiuder le imposte,--inchiodate dal verno;
+Quando i campi e il creato--col loro canto eterno
+Intuonarono l'inno--della vita novella;
+Quando Lisa a Graziano--parve farsi più bella;
+Quando fu del vin vecchio--vuota l'ultima botte;
+Il maestro veniva--dopo la mezzanotte
+A passeggiar soletto--intorno all'osteria.
+
+Allora al primo piano--una griglia s'apria.
+
+Era Lisa.
+
+I due giovani--non contavan più l'ore!
+Chi di voi l'ha contate--nei colloqui d'amore?
+
+Ma le contava il vecchio--dal suo secondo piano.
+
+"Come ti voglio bene!"--mormorava Graziano
+Alla bionda fanciulla.
+
+Ella diceva: "Anch'io!"
+
+Ed egli soggiungeva:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre!..."
+
+ * * * * *
+
+Il vecchietto--ascoltava ogni cosa,
+E rideva in cuor suo.--Eran tanto innocenti
+Quei colloqui!... Ei pensava--ai begli anni ridenti
+In cui per la sua donna--avea fatto altrettanto!
+Si sentiva commosso;--avrebbe quasi pianto
+Di gioia!...
+Ma l'aprile--passò; giugno passò;
+E l'estate trascorse;--e l'autunno arrivò;
+Né il povero maestro--aveva ancor trovato
+Il coraggio di dire:--"Io sono innamorato
+"Di vostra figlia" al padre.
+--In settembre le notti
+Divenner fresche. Il vino--nuovo dentro le botti
+Bolliva.
+"È strana cosa!"--Rifletteva Martino,
+"Graziano e Lisa in tutto--somigliano al mio vino!
+"Mentre di fuor fa freddo--hanno il cuore che cuoce!"
+
+ * * * * *
+
+Una notte pioveva.--Parea quasi una voce
+Di lamento, lo squillo--delle poche campane
+Che suonavano l'ore--nelle valli lontane.
+Il tocco era passato.--Dal suo secondo piano,
+Ascoltando il colloquio--di Lisa e di Graziano,
+Il vecchietto tremava--pel freddo.
+Il giovinotto,
+Sfidando l'intemperie,--mormorava di sotto
+Alla nota finestra:--"Come ti voglio bene!"
+
+"Anch'io!" Lisa diceva.
+
+--E il maestro: "Conviene
+"Ch'io mi faccia coraggio!--Tuo padre domattina
+"Saprà tutto!... Speriamo!...--E poi, Lisa, indovina
+"Che rispose il curato--quando ieri gli ho detto
+"D'amarti?"
+"Che rispose?"
+--"_Ma, Signor benedetto!_
+"Esclamò: _Fatti avanti!--Parla a Martino... Prova!...
+"Animo!... Se suo padre--la vostra unione approva,
+"Non c'è nissuno al mondo--disposto a benedirla
+"Più di me!_"
+
+"Giurabacco!--È tempo di finirla!"
+Spalancando le griglie--tuonò il vecchio dall'alto.
+
+Il coraggioso giovine--fe' per spiccare un salto...
+E fuggire...
+Martino--gli gridò: "Ma, per Diana,
+"Fermati, giovinotto!--Cosa son?... La befana?...
+"Via!... Piuttosto che espormi--a mille infreddature
+"Fate presto, sposatevi,--mie care creature!"
+
+
+ * * * * *
+
+Graziano sposò Lisa.
+--Era tempo!
+Martino
+Morì.
+Il maestro allora--lasciò i libri pel vino.
+Divenne ostiere.
+Lisa,--dopo quattr'anni, anch'ella
+Spirò, mettendo al mondo--una bambina bella
+Come un amore, e cui--lasciò erede del nome.
+
+
+
+II.
+
+Nel mille ed ottocento--settanta, colle chiome
+Che parevano d'oro,--allegra e ben tornita
+Era la nuova Lisa--la delizia e la vita
+Del padre, a cui la testa--s'era fatta canuta.
+
+Egli la contemplava--in un'estasi muta;
+Le baciava la fronte;--la chiamava _folletto_;
+Le dicea di ripetergli:--"Oh! Mio babbo diletto!"
+Ai villani, recando--la solita scodella
+Di vino, domandava:--"Non è vero che è bella?"
+Volea che alla domenica--ogni donna, alla messa,
+Mormorasse vedendola:--"Guarda com'è ben messa!"
+
+Le aveva appreso a leggere.
+--Su un libro d'orazioni
+Avea di proprio pugno,--con grossi paroloni,
+Scritto dei versi (ignoro--di qual poeta); questi:
+
+Le fanciulle son angioli
+Che pregan col candore;
+Per esse il vecchio padre
+È il loro primo amore!
+
+ * * * * *
+
+Ma pel povero padre--vennero i giorni mesti
+
+ * * * * *
+
+Il volto allegro e sano--della bella fanciulla
+Si fe' pallido e magro
+"Che hai?" Le chiese.
+"Nulla!"
+Ella rispose.
+Il vecchio--divenne da quel giorno
+Pensieroso. Le stava--ogni momento attorno;
+Volea leggerle in cuore;--di notte non dormiva.
+
+ * * * * *
+
+Una notte, fra l'altre,--(era una notte estiva)
+Egli balzò dal letto--e s'affacciò inquieto
+Alla finestra,
+Il lume--degli astri, mansüeto
+Come un guardo materno,--sulla terra piovea:
+Il corteggio dei colli,--da lungi, si perdea
+Dietro il caro ideale--dell'azzurro dei cieli;
+Lo stormir delle fronde--parea fruscio di veli;
+Le campagne riarse--dai torridi sollioni
+Beveano la rugiada;--le Talli aveano suoni
+Indistinti, söavi;--il villaggio dormia
+Sul guancial di granito--che e il monte gli fornia.
+
+Ei guardò gli astri, i colli,--e l'azzurro orizzonte,
+E le piante, ed i campi,--ed il villaggio, e il monte
+Che gli sorgea daccanto...--Parea cercar la via
+Su cui stornar la mente--da una triste malia...
+
+Ma la cercava invano!--Ei pensava a sua figlia.
+
+ * * * * *
+
+Che è questo?
+Al primo piano--s'è dischiusa una griglia,
+Giù, nella via, si muove--un'ombra nera.
+Dice
+Una voce da basso:--"Lisa, notte felice!
+"Come ti voglio bene!"
+
+--L'altra risponde: "Anch'io!"
+
+Allor l'ombra soggiunge:--"Domattina, amor mio,
+"Voglio farmi coraggio!--Vo' chiederti in isposa
+"A tuo padre..."
+Ad un tratto--cordiale e fragorosa
+Scoppia, come una folgore,--una risata in alto.
+Già l'ombra coraggiosa--sta per spiccare un salto
+E fuggire...
+Ma il vecchio--le grida: "Evvia!.,. Perdiana,
+"Fermati, giovinetto!--Cosa son? La befana?
+"Orsù!.. Per risparmiarmi--le mille infreddature
+"Fate presto! Sposatevi,--mie care crëature!"
+
+ * * * * *
+
+O lettrice cortese,--non dir che t'ho ingannata!
+È vero, troppo semplice--novella io t'ho narrata!
+La colpa non è mia--ma degli umani eventi!...
+Una storia monotona--han gli amori innocenti!
+Nella gente volgare--(che invidio e che rispetto
+Per rispettar me stesso)--si ricopia ogni affetto
+Di padre in figlio.
+
+È un calcolo--infinitesimale;
+È l'acqua, che può forse--aver nome _termale_,
+O _salsa_, o _benedetta_,--o _tofana_, o _stagnante_,
+Ma s'assomiglia sempre--con ben poca variante!
+
+E quest'acqua è il racconto.
+
+ * * * * *
+
+--"Per farlo men meschino
+(Tu mi dirai) "Poeta--ci hai messo anche del vino!
+
+Ahi!... L'acqua guasta tutto!--Persino il vino buono!
+
+La bevanda fu insipida--te ne chieggo perdono...
+Vuoi un'altra novella?
+--La leggerai fra poco.
+Bada!.. Non riscaldarti!..--Ha per titolo: _Fuoco!_
+
+Milano, 1875.
+
+
+
+FUOCO
+
+Era sera e pioveva.
+--Il tremolante raggio
+Delle lampade ad olio,--accese nel villaggio
+Dinanzi alle Madonne,--col giallastro bagliore
+Sulle pietre specchiavasi--della strada Maggiore;
+Sulle pietre, cui l'acqua--rendea lucide e nere,
+E alle quali imprecava--un grosso carrettiere,
+Perchè il mulo a ogni passo--scivolava.
+La via
+Era deserta.
+In alto--dicean l'avemmaria
+Due fesse campanuccie.
+--Di piombo il ciel parea,
+E la sottil pioviggine--silenziosa cadea.
+
+ * * * * *
+
+Le galline e i piccioni,--nascosti sui fienili,
+O accovacciati agli angoli--dei luridi cortili,
+Borbottavan sommessi--cercando il posto adatto.
+Sulle ceneri calde--s'accoccolava il gatto.
+I dindi, che non amano--dormire affratellati,
+Sui carri e sulle travi--eransi sparpagliati;
+Taluni dai piuoli--d'una scala sbilenca
+Dominavan la scena.
+--Il bove e la giovenca
+Ruminavan sdraiati--nelle tiepide stalle,
+Pensando forse all'erba--brucata nella valle
+E alla miglior pastura--da sceglier la dimane.
+
+Col muso fra le zampe,--dalla sua cuccia, il cane
+Guardava con disprezzo--dell'oche la famiglia,
+Mentre un fanciullo lacero--con una fronda in mano
+Di spingerla all'asciutto--s'affaticava invano.
+
+L'orizzonte, all'occàso,--colla sua tinta scialba
+Facea dir: "_Sol che guarda_--_indietro, pioggia all'alba!_"
+E con questo proverbio--le rubizze comari
+Chiudevano le imposte--dei rozzi casolari.
+
+ * * * * *
+
+Quella sera non c'era--benedizione in chiesa.
+La prebenda era povera,--non potea far la spesa
+D'accender tanti moccoli--tutti i giorni.
+Il curato
+Passava coll'ombrello--sull'umido sagrato,
+Movendo a lunghi passi--verso la farmacia.
+
+Colà la vieta triade--del villaggio venia
+A far tutte le sere--la solita partita.
+
+ * * * * *
+
+"Buona notte, Teresa!"--"Salute, Margherita!"
+"Dormite bene, Checca!"--"State bene, Gervasa!"
+
+Eran le donnicciuole--che rientravano in casa.
+
+ * * * * *
+
+I lumi scintillavano--nelle rustiche stanze;
+Sui talami nuziali--scendevan le esultanze;
+I vecchi accarezzavano--le coltri cogli sguardi;
+I bimbi sonnecchiavano.
+--Alcuni, più testardi,
+Strillavan nella culla--con noiosi lamenti.
+La nenia dello gocciole--dalle gronde cadenti,
+Come un canto materno,--diceva lor: "Tacete!"
+
+I desiderii inutili--colle vampe segrete
+Turbavan le orazioni--delle fanciulle ed esse
+Accanto al picciol letto--pensavan, genuflesse,
+Dell'amante villano--all'ultima parola,
+E trovavano fredde--le candide lenzuola,
+E con stolidi accenti--pregavano il Signore
+Perchè la santa fiamma--spegnesse a lor nel cuore!
+
+Sovra le brune case--il silenzio scendea,
+E la sottil pioviggine--lentamente cadea.
+
+ * * * * *
+
+A un tratto, come il lampo--che le nubi rischiara,
+Risuonò da lontano--un'allegra fanfara.
+
+I fanciulli, che uscirono--sugli alpestri sentieri,
+Tornarono di corsa--gridando: "I bersaglieri!
+I bersaglieri!!!"
+
+Allora--fu un batter d'impennate,
+Un cigolar sui cardini--d'imposte spalancate,
+Un vagolar di lumi--sulle negre baltresche,
+Un vociar di padrone,--un chiamar di fantesche.
+
+Si gridava: "Correte!...--Son qui!... Sono vicini!"
+
+Le madri abbandonavano--le culle dei bambini;
+E, fra l'essere donne--curiose o madri buone,
+Prendeano il mezzo termine--d'affacciarsi al verone,
+Tenendo sempre a bada--colla coda dell'occhio
+Il letticciuolo, dove--miagolava il marmocchio.
+
+ * * * * *
+
+La fanfara appressavasi.--Con un piglio insolente
+Parean le note acute--sfidar l'ombra silente.
+
+Le fanciulle, lasciando--divozioni e rosari,
+Balzavan sulle soglie--dei bruni casolari;
+Colle pupille in fiamme,--battendo mano a mano,
+Saltellavan di gioia,--e guardavan lontano,
+In fondo alla contrada.
+--Gli squilli delle trombe,
+Come fìtta gragnuola--che sui tetti precombe,
+Echeggiàr nella via,--annunziando al villaggio
+Che i bersaglieri entravano.
+--Sotto il tenue raggio
+D'una lampada santa,--fantastiche visioni,
+Sfavillaron nell'ombra--le bocche degli ottoni.
+
+ * * * * *
+
+I soldati marciavano--serrati; il suon dei passi
+Cadenzato e monotono--rimbombava sui sassi;
+I tinníti dell'armi--pareano strappi d'arpe;
+Nelle pozze e nel fango--cadean le larghe scarpe
+Insudiciando l'uose--strette sulle caviglie;
+La pioggia scivolava--sulle negre mocciglie
+E imperlava i cocuzzoli--dei cappelli alla scrocca.
+
+I fanciulli, guardandoli,--aprian tanto di bocca;
+Le ragazze esclamavano:--"Che bei giovani!"
+
+Ed era
+Bujo!!!
+
+ * * * * *
+
+Dinanzi a tutti,--accanto alla bandiera,
+Marciava un uffiziale--dal torace spazioso,
+Dalle spalle quadrate.--Marciava silenzioso,
+Colla fronte dimessa;--parea sopra pensieri.
+
+Pensava egli al domani?--Pensava egli all'ieri?
+Forse pensava a nulla!
+--Con piglio indifferente
+Egli passava in mezzo--allo stuol della gente
+Ed automa ambulante--si guardava i ginocchi.
+
+Giunto presso a una lampada--l'uffiziale alzò gli occhi
+E si fermò.
+Due stelle--gli brillavan davanti;
+Due stelle nere, lucide,--che parevan diamanti.
+Erano due pupille,--cui fea cornice un volto
+Di giovinetta, pallido,--nella penombra avvolto.
+
+Il soldato col guardo--esperto ed indovino
+S'accorse che quel volto--era un volto divino;
+Un volto sedicenne--di bellezza ideale!
+Vide due labbra tumide--dal taglio sensüale,
+Una fronte purissima,--un mento ovale e fine,
+Dalla pelle cosparsa--di linee azzurrine,
+E su due guance bianche--cader due brune anella.
+
+Il soldato, baciandola,--disse: "Quanto sei bella!"
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla fu presa--da uno strano languore
+E mormorò, abbracciandolo:--"Assistimi, o Signore!"
+Indi trasse il soldato--sotto un andito oscuro;
+Spinse una porticella--che s'apriva nel muro
+E fe' cenno che entrasse.
+--Ei la seguì...
+La porta
+Fu chiusa.
+
+ * * * * *
+
+Era una stalla.--
+Piovea la luce smorta
+Da una piccola lampada--che dall'alto pendea;
+Una magra giovenca--gravemente giacea
+Su poca paglia; agli angoli--delle rozze pareti
+I ragni sciorinavano--le polverose reti;
+La soffitta, composta--d'esili travicelli,
+Era negra pel fumo;--vanghe, zappe, rastrelli
+In un canto appoggiavano--l'aste lunghe e lucenti;
+In fondo c'era un mucchio--d'erbe e di fiori olenti
+Falciati nella sera.
+--La fanciulla s'assise
+Su quel mucchio di fiori;--alzò gli occhi e sorrise.
+Poi disse a voce bassa:--"Qui ci vede nessuno!
+"Mio padre dorme... E poi--sarà un minuto!"
+Il bruno
+Ufficiale si pose--a sederle dappresso.
+
+Ella guardò per poco--lo smagliante riflesso
+Dei bottoni dorati--del giovane soldato;
+Li toccava, tremando,--col dito fusellato;
+Sembrava come assorta--in un sogno; chinava
+La testa sovra il petto--e quel petto anelava...
+
+Ad un tratto, cogli occhi--socchiusi, alzò la faccia;
+Cinse il collo del giovane--con entrambe le braccia
+E...........--............
+...........--.............
+
+ * * * * *
+
+Giovinette ardenti,--donne all'amor crëate,
+Da una stolida legge--a soffrir condannate,
+Non sognaste voi forse--il gaudio d'un istante
+Ricordando il profilo--d'un maschio sembïante?
+
+O superbe matrone,--dalle vesti scollate,
+Che parlate d'onore--e di virtù parlate,
+Io sorrido al severo--vostro piglio glaciale
+Perchè so che i viventi--hanno un nemico eguale!
+La carne!... Questa schiava--ribelle, non mai doma,
+Che freme al sol contatto--d'una leggiadra chioma!
+
+Voi pur siete di carne,--o severe matrone,
+E forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E d'ardore supremo,--da ogni sguardo lontane,
+Voi pure calpestaste--le convenienze umane,
+E ai baci d'un ignoto--vi abbandonaste ignude!
+
+Chi narrerà i misteri--che un cuor di donna chiude?
+Chi gli incontri fatali--che il caso ha preparato?
+
+Fu un istante!... Nessuno--lo seppe... Il fortunato
+Baciò, tacque e passò...
+--La matrona severa
+Ripigliò la sua maschera--nei crocchi della sera;
+Ad un detto men cauto--finse sentirsi offesa;
+Frequentò, come al solito,--e corsi, e balli e chiesa;
+Licenziò la domestica--e il fedel servitore
+Perchè nell'anticamera--parlavano d'amore;
+E, suscitando intorno--mille fiamme lascive,
+Visse, come ogni dama--che si rispetta, vive:
+Ipocrita a trent'anni,--bacchettona a cinquanta,
+Borbottona a sessanta,--e nel feretro santa!...
+
+Giovinette di fuoco,--donne all'amor create,
+Da uno stolto egoïsmo--a soffrir condannate;
+Giovinette di fuoco--e superbe matrone,
+Che forse in qualche giorno--di suprema oblivione
+E di supremo ardore,--da ogni sguardo lontane,
+Calpestaste con gioia--le convenienze umane
+E ai baci d'un ignoto--v'abbandonaste ignude,
+Voi capirete il senso--che il mio racconto chiude!
+
+ * * * * *
+
+Quando il bruno soldato--uscì sopra la via
+Gli passava dinanzi--l'ultima compagnia.
+Ei, raddoppiando il passo,--raggiunse la bandiera.
+
+La fanciulla (che tale--da un istante non era),
+Sovra il mucchio di fiori--pareva addormentata...
+I suoi sogni di languide--vision la fean beäta.
+
+Come noi sogniam spesso--negli anni adolescenti
+Di leggiadre donzelle--i bei volti ridenti,
+Ella sognava un nimbo--di giovinetti gai...
+
+ * * * * *
+
+La fanciulla e il soldato--non si vider più mai,
+
+Napoli, 29 febbraio 1876.
+
+
+
+
+
+MASTRO SPAGHI
+
+A
+
+FELICE CAMERONI
+
+MASTRO SPAGHI
+
+I.
+
+Mastro Spaghi era il boia--della città d'Urbino.
+Contava cinquant'anni;--era smilzo e piccino;
+Era calvo; il suo cranio,--da lontano, pareva
+Una palla di vetro.--Sul petto gli cadeva
+Una candida barba.--Avea gli occhi profondi,
+L'orbite cavernose,--i pomelli rotondi
+E violetti, le labbra--grosse e larghe.
+Campava
+Tirando il collo agli altri.
+
+ * * * * *
+
+--La forca prosperava
+Nell'Evo Medio!
+Oh! Quelli--eran tempi bëati!
+Nè i maggiori colpevoli--erano gli appiccati!
+
+I furbi ed i potenti--facevano man bassa,
+Come chi taglia spiche,--sui capi della massa.
+Le tanaglie e l'eculeo,--le scuri ed i capestri
+Fiorivan dappertutto.
+--Perciò v'eran maestri
+Nell'arte del carnefice!
+--A Roma avea gran nome
+Un boia, che sapeva--dal calcagno alle chiome
+Tanagliare una vittima,--senza farla spirare.
+
+La Santa Inquisizione--avea fatto educare
+Molti allievi alla scuola--di cotanto maestro.
+
+In quanto a mastro Spaghi--s'era dato al capestro.
+
+ * * * * *
+
+Perchè vi spaventate,--o lettori cortesi,
+S'io parlo di carnefici?
+--Il nome lor lo appresi
+Nella storia dei popoli,--in cui tengon gran parte,
+Il dire mastro Spaghi--o il dire Bonaparte
+Per me suona lo stesso.--Ammazzare al dettaglio
+O in partita, gli è sempre--ammazzare.
+
+Il barbaglio
+Della gloria e del genio--pel filosofo è nulla!
+Chè, sfrondati gli allori,--v'è la campagna brulla;
+V'è la campagna brulla,--tutta a macchie di sangue;
+Ove il forte sogghigna;--ove il debole langue;
+Ove stanno i carnefici--e le vittime.
+Evvia!
+Perchè mai vi spaventa--questa novella mia?
+Converrebbe abolire--la storia ed i cannoni
+Per non parlar di boia!
+--Abolirli?... Illusioni
+D'anime semplicette!
+--Togliam le guerre e il boia,
+E impossibile è il dramma,--e morirem di noia!
+
+L'umanità è un malato--che di salassi ha d'uopo!
+
+Ma finiran le guerre--e i carnefici!...
+E dopo?
+Che faranno i mortali?--Quali saranno i temi
+Degli umani discorsi--degli umani pöemi?
+
+Saran la fede immensa;--l'amore universale;
+I viaggi nell'aria,--e l'assenza del male;
+Del male, che pei posteri--sarà l'egual chimera
+Di quel che è il ben per noi!
+--E s'anco fosse vera
+Questa ideal famiglia--degli umani (fra mille
+Miliardi di secoli)--figgiamo le pupille
+Ancor più innanzi...
+Il cèrebro--Mormora ancora: "E poi?..."
+Siam daccapo alla noia!
+
+
+
+II.
+
+--Fra tutti i pari suoi
+Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro.
+La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro
+In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era.
+Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera
+Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano!
+La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano
+Si mutava in un filo--così forte e sottile,
+Qual non l'avria mutato--la mano più gentile
+D'una donna ai ricami--espertissima.
+
+ * * * * *
+
+Quando
+Saliva sopra il palco--era proprio ammirando!
+
+Dall'alto della forca--con un braccio potente,
+Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente;
+Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo;
+Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo
+E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi,
+Dava uno strappo...
+Il misero--schizzava in fuori gli occhi
+Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia;
+Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;...
+Ma era affar d'un istante!...
+--E il popolo plaudiva
+A lui che così presto--d'una persona viva
+Sapea fare un cadavere!
+
+ * * * * *
+
+Il popol gli era grato,
+Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato.
+I nobili morivano--di scure, e i popolani
+Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani
+"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire.
+"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!"
+
+
+III.
+
+In vent'anni la fama--del nostro personaggio
+Nelle città d'Italia--avea fatto vïaggio,
+Raccontando la storia--di mille impiccamenti,
+Miracoli dell'arte,--alle estatiche genti;
+Tantochè mastro Spaghi,--il carnefice artista,
+Era chiamato ovunque,--al par d'un concertista
+Nei dì presenti; ed egli--era sempre in cammino.
+
+Oggi appiccava un ladro--nella città d'Urbino;
+L'indomani a Piacenza--giungeva di gran fretta
+Per un villan, che avea--tentato far vendetta
+Contro il Duca, perchè--questi gli avea (badate
+Che inezia!) la sorella--e la sposa violate;
+Il dì dopo correva--a Firenze, chiamato
+Per un giovane ardente,--che aveva cospirato
+(Diceva la sentenza),--contro le leggi.
+Insomma,
+Mastro Spaghi pareva--una palla di gomma
+Che balza, ed agli astanti--sembra dir: "Dove vado?"
+
+
+
+IV.
+
+Adesso lo troviamo--a Sant'Angelo in Vado,
+Grossa borgata allora,--posta tra l'Appennmo
+Ed i repubblicani--colli di San Marino.
+
+A Sant'Angelo in Vado--non c'è che una prigione.
+
+Nel mille e due (secondo--la vecchia tradizione)
+V'abitavano i frati;--era un piccol convento;
+Non divenne prigione--che nel mille e trecento.
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi sedeva--in un umida stanza,
+I cui muri, giallognoli--e a macchie, avean sembianza
+Di facce d'appiccati.
+--Era una notte estiva.
+Sui campi la finestra--della stanza s'apriva.
+Di fronte alla finestra--c'era una porta, quella
+D'un carcere, che un tempo--era stato una cella,
+Là stava il condannato--a morire domani
+Sulla forca.
+
+Il carnefice--torceva nelle mani
+Un superbo lacciuolo.--Splendeva alla sua destra,
+Su un tavolo, una lampada.
+--La vicina finestra
+Tormentava il lucignolo--con buffi violenti,
+Di profumi campestri--söavemente olenti.
+
+Mastro Spaghi annasava--le odorose zaffate
+Come un fanciul che sogna--le libere giornate
+Nella scuola rinchiuso,--e il cui sguardo si perde
+Alle cime dei pioppi--che si pingon di verde,
+E al cielo azzurro, mentre--il professor di greco
+Gli spiega la grammatica.
+--Non la più debol eco
+Il silenzio turbava.
+--S'erano i borghigiani
+Coricati assai presto,--per poter l'indomani
+Svegliarsi di buon'ora,--e gustar per intero
+La festa della forca.
+
+ * * * * *
+
+--Dormiva il prigioniero?
+Io l'ignoro.
+Chi veglia--è mastro Spaghi.
+E questi
+Faceva a bassa voce--dei monologhi mesti:
+
+
+
+V.
+
+"Questo è quel dei dugento--che in vent'anni suonati
+"Spaccierò sulla forca.--I primi che ho spacciati
+"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso
+"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso!
+"Cos'è strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo!
+"E questo (almen mi pare)--è un beneficio, in fondo!
+"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza!
+"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza,
+"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio,
+"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio
+"Di me, la bella parte--di carnefice!"
+
+ * * * * *
+
+Un grillo
+Lungi nella campagna,--turbò il sonno tranquillo
+Alle cicale, sopra--le piante addormentate,
+Con note così allegre--che parevan risate.
+
+ * * * * *
+
+"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature,
+"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure,
+"Come son liete!" disse--il boia sospirando.
+"Essi vivono poco;--e col profumo blando
+"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero
+"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo,
+"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata,
+"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!...
+
+"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante
+"Di queste bestioline!...
+--Allora ero l'amante
+"Di Rita, la più bella--forosetta che Iddio
+"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio!
+
+"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia,
+"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia
+"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta.
+"Una quercia, simíle--ad una vecchia brutta
+"Che s'è presa d'amore--per un bel giovinetto,
+"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto;
+"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina,
+"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina.
+"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa!
+"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa
+"Quasi per isfuggire--parea farsi più basso!
+"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso?
+"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori,
+"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!"
+
+
+
+VI.
+
+Fuori,
+Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente
+Trillò ancor. Mastro Spaghi--sospirò nuovamente.
+
+ * * * * *
+
+"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante
+"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante!
+"La notte, quando tutti--dormivano, soletto
+"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto,
+"Spiando la finestra--dove Rita dormiva.
+
+"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva
+"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco
+"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco
+"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille!
+"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille!
+"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto
+"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto...
+"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare
+"Che il povero piccino--avesse a strimpellare
+"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita...
+"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita!
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perchè ho ucciso dei grilli!
+"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!"
+
+
+
+VII.
+
+La lampada schizzava--bagliori incerti e vaghi
+Sovra il meditabondo--cranio di mastro Spaghi,
+Il lacciuol, colle mani--inerti, sui ginocchi
+Del boia era caduto.--
+Ei tenea fisi gli occhi
+Sul laccio e sulle mani...
+--Ma il suo pensier dovea
+Essere ben lontano.
+
+ * * * * *
+
+--Il vegliardo dicea
+A fior di labbra:
+"Rita!...--Vent'anni son trascorsi!
+"Da allora n'ho provati--di angosce e di rimorsi!
+"Sono stato un vigliacco!--Quando il Duca d'Urbino,
+"Dopo l'_jus primae noctis_,--sorridendo, il mattino
+"A me t'ha rimandata,--io dovevo tacere,
+"O ucciderlo... od uccidermi!--Quando il tristo messere
+"Io di spacciar tentai--per vendicarmi, invano
+"Io raccolsi il coraggio--in codesta mia mano!
+"Questi privilegiati--che portano un gran nome
+"Hanno un certo prestigio--che fa rizzar le chiome
+"Ai più arditi; hanno un fascino--che noi, povera gente,
+"Siam dannati a subire;--hanno un piglio insolente
+"Che agghiaccia!... Superiori--a noi li fece Iddio!
+"Sospeso sul suo petto--rimase il braccio mio,
+"E la mano ribelle--non mi volle ubbidire!"
+
+ * * * * *
+
+Una nottola venne--nella stanza a squittire
+Attirata dal lume;--fece due giri in tondo
+Nelle pareti urtando;--poi nel buio profondo,
+Fuori della finestra,--tornò, battendo l'ali,
+Spaventata d'avere--osato tanto.
+
+
+VIII
+
+Eguali
+Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne,
+Lagrime solitarie,--lentamente secerne,
+Poche gocciole fredde--imperlavan la testa
+Del boia.
+
+ * * * * *
+
+Egli diceva:
+"--Fu una notte funesta!
+"So che mi son svegliato--con pesanti catene
+"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene!
+
+"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte
+"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte.
+"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino
+"Sognai.--
+Fui risvegliato--sul fare del mattino
+"Da un uomo lungo e pallido.--
+Io gli chiesi chi fosse.
+"Ei non rispose, côlto--da un accesso di tosse;
+"Il fetor della carcere--gli grattava la gola.
+
+"Fui condotto all'aperto.--
+Un frate colla stola
+"Negra mi passò accanto.
+Lo seguivan dei ceffi
+"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi
+"A un meschin che legato--ne veniva con loro.
+
+"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro.
+
+"Egli batteva i denti,--era tutto tremante;
+"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante.
+
+"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino,
+"Mi toccò sulla spalla,--e additando il meschino,
+"Miagulò:--
+"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire
+"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire.
+"Il carnefice è vecchio.--Se ti garba il mestiere
+"Comincia a strozzar questo.--Verrà il Duca a vedere.
+"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato,
+"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato.
+"Il Duca è giusto e buono;--a tanta sua clemenza
+"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza.
+"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_
+
+"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia!
+
+
+IX.
+
+Egli stringea le labbra--e aveva chiuso gli occhi,
+Chè il duolo ama le tenebre.
+Le mani sui ginocchi
+Tremavano, ed il mento--sul petto si appoggiava.
+
+ * * * * *
+
+"Me due volte vigliacco!"--mastro Spaghi pensava.
+"Potevo una sol volta.--esserlo!... Avrei dovuto
+"Tenermi la mia sposa--e scordar l'accaduto!
+"L'oltraggio era comune--a mille! Sarei stato
+"Felice! Forse un figlio--Iddio m'avrebbe dato
+"O una figliola, bella--come sua madre!
+Oh! Rita.,.
+"Dove sei?
+Mi narrarono--che te ne sei fuggita
+"In paese lontano,--quando ti venne detto
+"Ch'io facevo il carnefice,--e che m'hai maledetto!
+"Un pastore stamane--m'asseriva che al seno,
+"Partendo, ella teneva--sospeso il frutto osceno
+"Di quella notte orrenda...--una bimba dormente!
+"Da allora in poi nessuno--la rivide...
+Clemente
+"Iddio, se rivedere--un dì potessi almeno
+"Questa bimba, che Rita--tenea sospesa al seno!"
+
+
+
+X.
+
+E alzò gli occhi.
+Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi
+Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi
+Della lampada, spicca,--sul buio della stanza.
+
+È una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza,
+Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi.
+Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi
+E inquïeti, e, scorgendo--colà soltanto il boia,
+Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia.
+
+Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta
+Una manata d'oro.
+--Poi si ferma ed aspetta.
+
+ * * * * *
+
+"Chi sei?" chiede il carnefice,
+--Ella cade ai ginocchi
+Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi:
+--"Tutto quest'oro è tuo;--questo è quanto possiedo...
+Guarda!"
+L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!"
+
+Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea,
+E la sua mano secca--a un altr'oro correa!
+All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo
+Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo,
+Coprivan quasi.
+"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?"
+Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome
+Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?"
+
+ * * * * *
+
+--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei.
+"Eppure per molt'anni--sono stata felice!
+"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice.
+"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi;
+"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi.
+"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai
+"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai.
+"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci,
+"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci!
+"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori,
+"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori!
+"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!...
+"E dovunque si balli,--e dovunque si canti,
+"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!"
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi esclamò:--"Povera figliuola!
+
+ * * * * *
+
+--"Un dì venne a trovarmi--un bruno giovinetto,
+"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto...
+"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo!
+"Del condannato....
+"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo
+"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai.
+"A color ch'ho appiccato--il nome domandai!
+"Che mi preme del nome--che porta un condannato!"
+
+ * * * * *
+
+--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!.....
+"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi:
+Il perchè glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi...
+Mi piaceva. Era bello!
+--Ma poi ne fui noiata....
+"Era povero!...
+Eppure--egli non m'ha insultata
+"Quando gliel dissi!
+Pianse;--mi baciò il volto e il seno,
+"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_
+"_Non odiarmi!_..."
+Venia--ogni giorno, recando
+"Cibi e fiaschi di vino.
+--Io ridevo trincando;
+"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita
+"Vedendomi gioconda.
+--Un dì esclamai: "_Squisita_
+"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_"
+
+Ei rispose: "_Domani--porterò questo e quello_."
+
+"_Baje!_..." dissi ridendo,--"_Tu una lepre?... Non sai
+"Che soltanto d'Urbania--col Signor ne mangiai?
+"Tu portarmi una lepre?--Tu pezzente e meschino?_
+
+--L'indomani egli venne--colla lepre e col vino!..
+
+"Ah!... Io sono un'infame!--Egli aveva rubato!...
+"Gli intendenti del Duca--l'han preso e condannato!"
+
+
+
+XI.
+
+Ella si coprì il viso--con entrambe le mani.
+
+ * * * * *
+
+La campagna avea un'eco--di gemiti lontani.
+Le foglie che stormivano--di fuori, nell'ortaglia,
+Parevano il fruscio--d'un abito a gramaglia.
+La lampada moriva.
+--Mastro Spaghi avea detto
+Ravvivandola: "È triste!--Povero giovanotto!"
+
+E nell'olio una lagrima--al boia era caduta.
+
+ * * * * *
+
+La fiamma scoppiettando--la stilla avea bevuta.
+
+
+
+XII.
+
+La fanciulla riprese:
+--"Io l'amo! Io l'amo! Io l'amo!
+"Io morrò s'egli muore!--Egli, povero e gramo,
+"Mi pagò più di tutti!--Ei d'amor mi ha arricchita!
+"Gli altri mi dan dell'oro!--Egli mi diè la vita!
+"Io lo voglio!... Dovessi--dar fuoco alla borgata!
+"Io pretendo di vivere--perchè mi sento amata!
+"Perchè voglio adorarlo,--e coprirlo di baci!
+"Lo comprendi, o carnefice?--Tu mi guardi? Tu taci?"
+
+ * * * * *
+
+Ella facea paura.
+--Agitava le braccia,
+E diceva: "_Lo voglio!_"--con aria di minaccia.
+Correva per la stanza.--Abbrancava le grate
+Dell'usciuolo del carcere--con mani forsennate,
+Gridando: "Spingi! Aiutami!--Aiutami, amor mio!"
+
+ * * * * *
+
+Ei mormorò di dentro:--"Lea, non perderti!... Addio!"
+
+
+XIII.
+
+Allora la fanciulla--divenne mansüeta
+Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta.
+Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato
+Tornò pallido.
+Il labbro,--qual ferro arroventato,
+Restò sol di carminio.
+--Ivi il sangue soltanto
+Afflüiva nei giorni--della gioia e del pianto;
+Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci,
+Dovea dir: "Questa donna--è nata per i baci."
+
+ * * * * *
+
+Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna,
+Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna.
+Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso,
+Fissava sul suo cranio--un punto luminoso.
+
+ * * * * *
+
+Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando,
+A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando
+Del vegliardo, gli disse:
+--"Tu non l'ucciderai,
+"Non è vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai...
+"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero
+"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero
+"Avessero una faccia--così buona, e che pare
+"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!"
+
+
+XIV.
+
+Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso;
+E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso.
+Un'iride ideale--di memorie e d'amore,
+Di dolci desiderii--soffocati nel cuore.
+
+Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante
+Della perduta sposa--il leggiadro sembiante,
+Che gli dicea:
+"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_"
+
+Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona
+Una voce infantile;--quella d'una bambina;
+Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina.
+
+ * * * * *
+
+Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse.
+Avea il pianto negli occhi--e mormorò:
+"Se fosse
+"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina!
+"Vorrei diventar cieco--per averla vicina!
+"Che sarà divenuta?--Sarà dessa felice?
+"Forse è una gran signora...--Forse una meretrice!
+
+ * * * * *
+
+Così parlava.
+Intanto--la dolente fanciulla
+Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla.
+
+Alfin surse da terra,--chè volavano l'ore.
+Avea l'occhio velato--da un osceno languore,
+Ed additando l'oro--mormorò al vecchio:
+
+"Senti:
+"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti...
+"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi
+"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi.
+"Io ti darò... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..."
+E si slacciò le vesti.
+--Ei con mano gagliarda,
+"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose
+Le vesti.
+Ella la destra--gli strinse. Vi depose
+Un bacio e disse:
+"Grazie!--Oh!... Grazie, padre!
+
+ * * * * *
+
+Allora,
+Nelle braccia serrandola:--"Lontana è ancor l'aurora!"
+Esclamò il vecchio. "Insieme--con voi verrò!.. Mia figlia,
+"Sì, mia figlia sarai!"
+
+
+
+XV.
+
+--E dalla ferrea griglia
+Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre.
+
+Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre;
+La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore;
+Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore.
+
+Quella luna invitava--a amar, solo a vederla.
+La terra era d'argento,--il ciel di madreperla.
+E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto
+Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto,
+Perchè nel santo affetto,--che purifica tutto,
+Oblïasse ogni colpa,--oblïasse ogni lutto.
+
+Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano;
+Lo si saria veduto--a tre miglia lontano.
+
+Ei non se ne accorgeva.
+--Celiando, il giovinetto
+Quel cranio traditore--copri col suo berretto,
+E disse:
+"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole
+"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!"
+
+ * * * * *
+
+Così senza spettacolo--rimaser l'indomani
+Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani:
+E così, nella corsa--facendo invidia al vento,
+Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento,
+Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina
+Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina.
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+Scuola moderna
+
+LIRICHE.
+
+Prefazione ai miei versi
+La Forma e l'Idea
+Noia letteraria
+Letteratura disonesta
+Veritas, Vanitas!
+Le demolizioni
+In morte di Emilio Praga
+Anacreonte
+Evo Medio
+Il secolo di Pericle
+A Taide
+La notte di san Silvestro
+La Senavra
+In alto
+Circolo
+A Fulvio Fulgonio
+La chiesetta dei morti
+A una donna intelligente
+Il dì dei morti
+Per il santo Natale
+Coraggio!
+Ditirambo
+Per una suicida
+Quando?
+Ars, alma mater
+
+
+DE MINIMIS.
+
+Mors tua, vita mea
+Flectar, non frangar
+Melodia
+Seminare e raccogliere
+Il mare canta
+En attendant
+A un calendario americano
+Acqua dei monti
+In corpo di guardia
+Ultima ratio
+
+DIES.
+
+Alba
+Meriggio
+Sera
+Notte
+
+CITTÀ ITALIANE.
+
+Napoli
+Cagliari
+
+EPISTOLA AD E. BIGNAMI.
+
+Socialismo
+
+NOVELLE IN VERSI.
+Acqua
+Fuoco
+Mastro Spaghi
+
+
+
+112
+
+
+
+
+
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, POESIE E NOVELLE IN VERSI ***
+
+This file should be named 8psnv10.txt or 8psnv10.zip
+Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, 8psnv11.txt
+VERSIONS based on separate sources get new LETTER, 8psnv10a.txt
+
+Project Gutenberg eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US
+unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+We are now trying to release all our eBooks one year in advance
+of the official release dates, leaving time for better editing.
+Please be encouraged to tell us about any error or corrections,
+even years after the official publication date.
+
+Please note neither this listing nor its contents are final til
+midnight of the last day of the month of any such announcement.
+The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at
+Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A
+preliminary version may often be posted for suggestion, comment
+and editing by those who wish to do so.
+
+Most people start at our Web sites at:
+http://gutenberg.net or
+http://promo.net/pg
+
+These Web sites include award-winning information about Project
+Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new
+eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!).
+
+
+Those of you who want to download any eBook before announcement
+can get to them as follows, and just download by date. This is
+also a good way to get them instantly upon announcement, as the
+indexes our cataloguers produce obviously take a while after an
+announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter.
+
+http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext05 or
+ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext05
+
+Or /etext04, 03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92,
+91 or 90
+
+Just search by the first five letters of the filename you want,
+as it appears in our Newsletters.
+
+
+Information about Project Gutenberg (one page)
+
+We produce about two million dollars for each hour we work. The
+time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours
+to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright
+searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our
+projected audience is one hundred million readers. If the value
+per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2
+million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text
+files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+
+We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002
+If they reach just 1-2% of the world's population then the total
+will reach over half a trillion eBooks given away by year's end.
+
+The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks!
+This is ten thousand titles each to one hundred million readers,
+which is only about 4% of the present number of computer users.
+
+Here is the briefest record of our progress (* means estimated):
+
+eBooks Year Month
+
+ 1 1971 July
+ 10 1991 January
+ 100 1994 January
+ 1000 1997 August
+ 1500 1998 October
+ 2000 1999 December
+ 2500 2000 December
+ 3000 2001 November
+ 4000 2001 October/November
+ 6000 2002 December*
+ 9000 2003 November*
+10000 2004 January*
+
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created
+to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium.
+
+We need your donations more than ever!
+
+As of February, 2002, contributions are being solicited from people
+and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut,
+Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois,
+Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts,
+Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New
+Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio,
+Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South
+Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West
+Virginia, Wisconsin, and Wyoming.
+
+We have filed in all 50 states now, but these are the only ones
+that have responded.
+
+As the requirements for other states are met, additions to this list
+will be made and fund raising will begin in the additional states.
+Please feel free to ask to check the status of your state.
+
+In answer to various questions we have received on this:
+
+We are constantly working on finishing the paperwork to legally
+request donations in all 50 states. If your state is not listed and
+you would like to know if we have added it since the list you have,
+just ask.
+
+While we cannot solicit donations from people in states where we are
+not yet registered, we know of no prohibition against accepting
+donations from donors in these states who approach us with an offer to
+donate.
+
+International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about
+how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made
+deductible, and don't have the staff to handle it even if there are
+ways.
+
+Donations by check or money order may be sent to:
+
+ PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION
+ 809 North 1500 West
+ Salt Lake City, UT 84116
+
+Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment
+method other than by check or money order.
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by
+the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN
+[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are
+tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising
+requirements for other states are met, additions to this list will be
+made and fund-raising will begin in the additional states.
+
+We need your donations more than ever!
+
+You can get up to date donation information online at:
+
+http://www.gutenberg.net/donation.html
+
+
+***
+
+If you can't reach Project Gutenberg,
+you can always email directly to:
+
+Michael S. Hart <hart@pobox.com>
+
+Prof. Hart will answer or forward your message.
+
+We would prefer to send you information by email.
+
+
+**The Legal Small Print**
+
+
+(Three Pages)
+
+***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START***
+Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers.
+They tell us you might sue us if there is something wrong with
+your copy of this eBook, even if you got it for free from
+someone other than us, and even if what's wrong is not our
+fault. So, among other things, this "Small Print!" statement
+disclaims most of our liability to you. It also tells you how
+you may distribute copies of this eBook if you want to.
+
+*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK
+By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm
+eBook, you indicate that you understand, agree to and accept
+this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive
+a refund of the money (if any) you paid for this eBook by
+sending a request within 30 days of receiving it to the person
+you got it from. If you received this eBook on a physical
+medium (such as a disk), you must return it with your request.
+
+ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS
+This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks,
+is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart
+through the Project Gutenberg Association (the "Project").
+Among other things, this means that no one owns a United States copyright
+on or for this work, so the Project (and you!) can copy and
+distribute it in the United States without permission and
+without paying copyright royalties. Special rules, set forth
+below, apply if you wish to copy and distribute this eBook
+under the "PROJECT GUTENBERG" trademark.
+
+Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market
+any commercial products without permission.
+
+To create these eBooks, the Project expends considerable
+efforts to identify, transcribe and proofread public domain
+works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any
+medium they may be on may contain "Defects". Among other
+things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other
+intellectual property infringement, a defective or damaged
+disk or other eBook medium, a computer virus, or computer
+codes that damage or cannot be read by your equipment.
+
+LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES
+But for the "Right of Replacement or Refund" described below,
+[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may
+receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims
+all liability to you for damages, costs and expenses, including
+legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR
+UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT,
+INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE
+OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE
+POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES.
+
+If you discover a Defect in this eBook within 90 days of
+receiving it, you can receive a refund of the money (if any)
+you paid for it by sending an explanatory note within that
+time to the person you received it from. If you received it
+on a physical medium, you must return it with your note, and
+such person may choose to alternatively give you a replacement
+copy. If you received it electronically, such person may
+choose to alternatively give you a second opportunity to
+receive it electronically.
+
+THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS
+TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT
+LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A
+PARTICULAR PURPOSE.
+
+Some states do not allow disclaimers of implied warranties or
+the exclusion or limitation of consequential damages, so the
+above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you
+may have other legal rights.
+
+INDEMNITY
+You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation,
+and its trustees and agents, and any volunteers associated
+with the production and distribution of Project Gutenberg-tm
+texts harmless, from all liability, cost and expense, including
+legal fees, that arise directly or indirectly from any of the
+following that you do or cause: [1] distribution of this eBook,
+[2] alteration, modification, or addition to the eBook,
+or [3] any Defect.
+
+DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm"
+You may distribute copies of this eBook electronically, or by
+disk, book or any other medium if you either delete this
+"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg,
+or:
+
+[1] Only give exact copies of it. Among other things, this
+ requires that you do not remove, alter or modify the
+ eBook or this "small print!" statement. You may however,
+ if you wish, distribute this eBook in machine readable
+ binary, compressed, mark-up, or proprietary form,
+ including any form resulting from conversion by word
+ processing or hypertext software, but only so long as
+ *EITHER*:
+
+ [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and
+ does *not* contain characters other than those
+ intended by the author of the work, although tilde
+ (~), asterisk (*) and underline (_) characters may
+ be used to convey punctuation intended by the
+ author, and additional characters may be used to
+ indicate hypertext links; OR
+
+ [*] The eBook may be readily converted by the reader at
+ no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent
+ form by the program that displays the eBook (as is
+ the case, for instance, with most word processors);
+ OR
+
+ [*] You provide, or agree to also provide on request at
+ no additional cost, fee or expense, a copy of the
+ eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC
+ or other equivalent proprietary form).
+
+[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this
+ "Small Print!" statement.
+
+[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the
+ gross profits you derive calculated using the method you
+ already use to calculate your applicable taxes. If you
+ don't derive profits, no royalty is due. Royalties are
+ payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation"
+ the 60 days following each date you prepare (or were
+ legally required to prepare) your annual (or equivalent
+ periodic) tax return. Please contact us beforehand to
+ let us know your plans and to work out the details.
+
+WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO?
+Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of
+public domain and licensed works that can be freely distributed
+in machine readable form.
+
+The Project gratefully accepts contributions of money, time,
+public domain materials, or royalty free copyright licenses.
+Money should be paid to the:
+"Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+If you are interested in contributing scanning equipment or
+software or other items, please contact Michael Hart at:
+hart@pobox.com
+
+[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only
+when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by
+Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be
+used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be
+they hardware or software or any other related product without
+express permission.]
+
+*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END*
+
diff --git a/old/8psnv10.zip b/old/8psnv10.zip
new file mode 100644
index 0000000..6a2f2aa
--- /dev/null
+++ b/old/8psnv10.zip
Binary files differ