diff options
| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 05:30:13 -0700 |
|---|---|---|
| committer | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 05:30:13 -0700 |
| commit | 139a57c3bd70229c541297ec52025c32774db57a (patch) | |
| tree | 62e69c155c04df02081c1269161215bbab226d9b | |
| -rw-r--r-- | .gitattributes | 3 | ||||
| -rw-r--r-- | 7781-8.txt | 2620 | ||||
| -rw-r--r-- | 7781-8.zip | bin | 0 -> 57758 bytes | |||
| -rw-r--r-- | LICENSE.txt | 11 | ||||
| -rw-r--r-- | README.md | 2 | ||||
| -rw-r--r-- | old/marte10.txt | 2582 | ||||
| -rw-r--r-- | old/marte10.zip | bin | 0 -> 1292080 bytes |
7 files changed, 5218 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/7781-8.txt b/7781-8.txt new file mode 100644 index 0000000..9249e8c --- /dev/null +++ b/7781-8.txt @@ -0,0 +1,2620 @@ +The Project Gutenberg EBook of La vita sul pianeta Marte, by +Giovanni Virginio Schiaparelli + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La vita sul pianeta Marte + +Author: Giovanni Virginio Schiaparelli + +Posting Date: January 17, 2013 [EBook #7781] +Release Date: March, 2005 +First Posted: May 16, 2003 + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA VITA SUL PIANETA MARTE *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles +Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This +is a common project with "Progetto Manuzio", +http://www.liberliber.it + + + + + + + + + + +Giovanni Virginio Schiaparelli + +LA VITA SUL PIANETA MARTE + + + + + + +I. IL PIANETA MARTE - Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6 + 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista "Natura ed Arte" + +II. LA VITA SUL PIANETA MARTE - Estratto dal fascicolo N.° 11 + Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte" + +III. IL PIANETA MARTE - Estratto dalla rivista Natura ed Arte, + Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909 + + + + + +GIOVANNI SCHIAPARELLI + +IL PIANETA MARTE + +Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista +"Natura ed Arte" + + +Nelle belle sere dell'autunno passato una grande stella rossa fu +veduta per più mesi brillare sull'orizzonte meridionale del cielo; era +il pianeta Marte, che si accostava per qualche tempo alla Terra in una +delle sue apparizioni, solite a ripetersi ad intervalli di 780 +giorni. Nella schiera degli otto pianeti principali Marte occupa, per +volume, il penultimo luogo; il solo Mercurio è più piccolo di lui. Ma +in certe posizioni, in cui egli ritorna ad intervalli di sedici anni, +Marte può avvicinarsi alla Terra più dell'usato, brillando più di ogni +altro pianeta, Venere sola eccettuata; ed in tali contingenze tanto +arde di luce rossa, da meritare il nome, che i Greci gli diedero, di +_Pyrois_(infocato). Nei tempi ormai per sempre passati, quando si +pretendeva di leggere in cielo l'avvenire degli umani eventi, queste +grandi apparizioni di Marte erano lo spavento dei popoli, e davano +molto da fare agli astrologi, ai quali incombeva il compito, non +sempre facile, di studiare l'influsso del pianeta sulle vicende +guerresche e sulle costellazioni politiche del momento. Anche ora la +grande apparizione testè avvenuta di Marte ha destato il pubblico +interesse; ma per una ragione ben diversa. Oggi è nata presso alcuni +la speranza, che da osservazioni diligenti fatte sulla sua superficie +con giganteschi telescopi, si possa ottenere quando che sia la +soluzione di un gran problema cosmologico; arrivar cioè a sapere, se i +corpi celesti possano dirsi sede di esseri intelligenti, o, almeno, di +esseri organizzati. + +L'idea di popolare gli astri e le sfere celesti d'intelligenze pure o +corporee, di animali e di piante, non è nuova; ed una curiosa rassegna +sarebbe a farsi di tutti gli scrittori antichi e moderni che si +esercitarono su questo tema, incominciando dal _Sogno di Scipione_di +Cicerone, e dalla _Storia veridica_di Luciano Samosatese, e venendo +già per Dante, Giordano Bruno, Ugenio e Kircher a quegli eleganti +novellatori francesi Cyrano di Bergorac, Fontenelle, Voltaire, i quali +posero negli spazi celesti il teatro delle loro argute o satiriche +descrizioni, per arrivare in ultimo al celebre Hans Pfaal d'Amsterdam, +ben noto ai lettori di Edgar Poe. La maggior parte di questi scritti +però o professano di esser pure immaginazioni poetiche, o sono scherzi +di ingegno dei quali il vero pregio deve cercarsi in tutt'altra parte +che in una seria discussione dell'argomento di cui stiamo +discorrendo. Ma nel presente secolo diversi scrittori tentarono di +elevare la pluralità dei mondi abitati alla dignità di questione +filosofica. Lasciando da parte le sedicenti rivelazioni degli +spiritisti, che ai nostri tempi hanno rinnovato ed anzi superato le +visioni di Swedenborg, basterà nominare Giovanni Reynaud (_Terre et +Ciel_) e Davide Brewster (_More Worlds than one_) i quali collocarono +negli astri le speranze della nostra vita futura e seppero trovare, +non dirò dimostrazioni (che in questa materia non ve n'è) ma pensieri +ed aspirazioni che ebbero e sempre avranno eco vivissima nel +sentimento di molti. Metafisica per metafisica, preferiamo questa ai +dogmi brutali e scoraggianti del materialismo. Quanto ai teologi +cristiani, essi, seguendo l'esempio di San Tommaso, quasi tutti +osteggiarono l'idea che possano esistere altri mondi simili al mondo +terrestre. Dico, quasi tutti, perchè noi leggiamo in uno di loro, a +cui certamente nessuno ha potuto far rimprovero d'empietà, le parole +seguenti[1] + +"Il creato, che contempla l'astronomo, non è un semplice ammasso di +materia luminosa; è un prodigioso organismo, in cui, dove cessa +l'incandescenza della materia, incomincia la vita. Benchè questa non +sia penetrabile ai suoi telescopii, tuttavia, dall'analogia del nostro +globo, possiamo argomentarne la generale esistenza negli altri. La +costituzione atmosferica degli altri pianeti, che in alcuno è cotanto +simile alla nostra, e la struttura e la composizione delle stelle +simile a quella del nostro sole, ci persuadono che essi, o sono in uno +stadio simile al presente del nostro sistema, o percorrono taluno di +quei periodi, che esso già percorse, o è destinato a +percorrere. Dall'immensa varietà delle creature che furono già e che +sono sul nostro globo, possiamo argomentare le diversità di quelle che +possono esistere in altri. Se da noi l'aria, l'acqua e la terra sono +popolate da tante varietà di esse, che si cambiarono le tante volte al +mutare delle semplici circostanze di clima e di mezzo; quante più se +ne devon trovare in quegli sterminati sistemi, ove gli astri +secondarii son rischiarati talora non da uno, ma da più Soli +alternativamente, e dove le vicende climateriche succedentisi del +caldo e del freddo devono essere estreme per le eccentricità delle +orbite, e per le varie intensità assolute delle loro radiazioni, da +cui neppure il nostro Sole è esente! + +"Sarebbe però ben angusta veduta quella di voler modellato l'Universo +tutto sul tipo del nostro piccolo globo, mentre il nostro stesso +relativamente microscopico sistema ci presenta tante varietà; nè è +filosofico il pretendere che ogni astro debba esser abitato come il +nostro, e che in ogni sistema la vita sia limitata ai satelliti +oscuri. È vero, che essa da noi non può esistere che entro confini di +temperatura assai limitati, cioè tra 0° e 40°-45° gradi centesimali, +ma chi può sapere se questi non sono limiti solo pei nostri organismi? +Tuttavia, anche con questi limiti, se essa non potrebbe esistere negli +astri infiammati, questi astri maggiori avrebbero sempre nella +creazione il grande ufficio di sostenerla, regolando il corso dei +corpi secondarii mediante l'attrazione delle loro masse, e di +avvivarle colla luce e col calore. E qual sorpresa sarebbe, se fra +tanti milioni, anche molti e molti di questi sistemi fossero deserti? +Non vediamo noi che sul nostro globo regioni, in proporzioni assai +estese, sono incapaci di vita? L'immensità della fabbrica, non +verrebbe perciò meno alla sua dignità, nè allo scopo inteso +dell'Architetto. + +"La vita empie l'universo, e colla vita va associata l'intelligenza; e +come abbondano gli esseri a noi inferiori, così possono in altre +condizioni esisterne di quelli immensamente più capaci di noi. Fra il +debole lume di questo raggio divino, che rifulge nel nostro fragile +composto, mercè del quale potemmo pur conoscere tante meraviglie, e la +sapienza dell'autore di tutte le cose è una infinita distanza, che può +essere intercalata da gradi infiniti delle sue creature, per le quali +i teoremi, che per noi son frutto di ardui studi potrebbero essere +semplici intuizioni". + +Mi son permesso di trascrivere questo passo del Secchi, perchè è +difficile dir più e meglio in sì poche parole. Ai nostri tempi la +dottrina della pluralità dei mondi abitati da esseri viventi ed +intelligenti ha trovato un ardente apostolo in Camillo +Flammarion. Questo dotto ed immaginoso scrittore, nel quale la scienza +copiosa ed ordinata dei fatti d'osservazione non impedisce l'esercizio +di una fantasia potente e della più seducente eloquenza, già da +trent'anni va svolgendo la questione sotto i suoi varii aspetti in +diverse opere, le quali e da chi consente, e da chi dubita si fanno +leggere assai volentieri[2]. Egli si è proposto di sottrarre questo +tema alla fantasia dei poeti ed all'arbitrio dei novellieri, e di +circondare l'ipotesi della pluralità dei mondi abitati con tutto +l'apparato scientifico, che oggi è possibile chiamare in suo soccorso; +di darle così tutto quel grado di logica consistenza e di probabilità +empirica di cui è capare. "Faire converger toutes les lumières de la +science vers ce grand point, la Vie universelle; l'éclairer dans son +aspect réel; établir ses rayonnements immenses et montrer qu' il est +le but mystérieux autour du quel gravite la création toute entière; +agrandir ainsi jusque par de là les bornes du visible le domaine de +l'existence vitale, si longtemps confiné à l'atome terrestre; déchirer +les voiles qui nous cachaient le règne de l'existence à la surface des +mondes; et sur la vie à l'infini répandue permettre à la pensée de +planer dans son auréole glorieuse; c'est là, selon nous, un problème, +dont la solution importe à notre temps". Questo è lo splendido +programma al quale il cosmologo francese ha consacrato il suo ingegno +e la sua varia coltura. Leggendo le sue pagine animate da calda +eloquenza ed ardenti del desiderio dell'ignoto, si è tratti ad +esclamare coll'Ettore virgiliano: + + _Si Pergama dextra + Defendi possent, certe hoc defensa fuissent_ + +Se fosse stato possibile dimostrare la esistenza della vita e +dell'intelligenza nei globi celesti con altri argomenti, che con +quelli della diretta osservazione, nessuno più del Flammarion avrebbe +meritato di farlo. Ma pur troppo è da confessare che, quanto a +risultati di osservazione, finora abbiamo poche speranze e nessun +fatto. La Luna, che di tutti gli astri è senza paragone il più +prossimo a noi, e nella quale oggetti di 400 e 500 metri di diametro +sono visibili senza troppa difficoltà nei potenti telescopi del tempo +moderno, la Luna non ha dato fatti, e non dà neppure speranze. Più la +si esamina, e più si ha ragione di credere, che sia un deserto di +aride rupi, privo d'ogni elemento necessario alla vita organica. Nè +fatti, nè speranze si possono avere dallo studio della superficie di +Venere, che fra tutti i pianeti è quello che può avvicinarsi +maggiormente alla Terra. La sua atmosfera è perpetuamente ingombra di +dense nuvole, le quali finora hanno impedito, ed impediranno +probabilmente ancora per lunghi secoli (se non per sempre) di +conoscere i particolari del suo corpo solido, e quanto su di esso +avviene. Per ragioni non dissimili (a cui si aggiunge la grande +lontananza) nulla avremo a sperare in quest'ordine di idee dallo +studio dei grandi pianeti superiori, Giove, Saturno, Urano, e +Nettuno. Quanto a Mercurio, le sue osservazioni sono di una estrema +difficoltà, avviluppato com'egli è di continuo nella luce del Sole; +tanto, che solamente negli ultimi anni è stato possibile discernervi +entro qualche macchia con sufficiente frequenza e determinare il vero +periodo della sua rotazione. Non parliamo nè del Sole, nè delle +stelle, nè delle comete, nè delle nebule; tutti corpi, dei quali la +costituzione fisica non sembra propria alla produzione e alla +conservazione della vita, almeno nelle forme con cui noi l'intendiamo. + +Tutte le nostre speranze si sono quindi poco a poco concentrate su +Marte il solo astro che possa giustificarle sino ad un certo punto, +siccome or ora si vedrà. Tali speranze si sono accresciute ed hanno +raggiunto anzi presso alcuni un grado di esaltazione quasi febbrile, +dopo che un esame accurato di quel pianeta ha fatto scoprire in esso +alcuni cambiamenti, e un sistema di misteriose configurazioni, in cui +con un po' di buona volontà si potrebbe congetturare piuttosto il +lavoro di esseri intelligenti, anzi che la semplice opera delle forze +naturali inorganiche. L'ultima grande apparizione di Marte ha dato +origine ad espressioni entusiastiche di tali speranze, specialmente +presso i Nordamericani; i quali, possedendo nel loro Osservatorio di +California il più gran cannocchiale che mai sia stato costrutto, +avrebbero tutto il diritto al vanto di aver scoperto non solo un nuovo +mondo, ma anche una nuova umanità. Ma in Francia l'agitazione delle +menti ispirata dal Flammarion ha prodotto effetti anche più +straordinari: ivi con tutta serietà sono proposte ingenti somme come +premio a chi sarà primo a dimostrare, per mezzo della diretta +osservazione, che esistono in alcuno degli astri indizî certi di +esseri intelligenti. In America poi ed in Francia si sta macchinando +la costruzione di nuovi telescopi d'inusata potenza, il costo dei +quali si conterà per milioni. Fra tanti segni dei tempi questo almeno +ci dà diritto a sperar bene dell'avvenire. L'ansietà con cui molti +guardano alle tenebre del futuro non mi sembra in ogni parte +giustificata. Non è vero che l'età presente, più delle passate, manchi +di elevati principi e di aspirazioni ideali. Il secolo decimonono può +considerare con orgoglio quello che ha fatto; il suo posto negli +annali del progresso umano non sarà senza gloria. A costo +d'incredibili fatiche e di eroici sacrifizi esso ha compiuto ormai +l'esplorazione di tutta la superficie terrestre, sulle cui carte non +restano che poche lacune. Penetrando nelle viscere del nostro pianeta, +ha mostrato la storia delle trasformazioni a cui fu soggetto, ed ha +rievocato dal loro sepolcro le infinite generazioni che lo popolarono +per milioni di anni. Coll'investigazione archeologica, collo studio +dell'etnografia e della filologia ha ritrovato i veri titoli di +nobiltà del genere umano, e fatto risorgere alla luce del giorno i +primi prodotti delle sue civiltà. Con estese associazioni di pazienti +e di instancabili osservatori ha iniziato lo studio dell'atmosfera, e +delle sue leggi, che sarà uno dei grandi problemi del secolo XX. Ma +tutto questo non gli è bastato; e dopo aver proseguito energicamente +nello studio dei cieli, della materia, e delle forze naturali l'opera +dei secoli anteriori e fondata la chimica degli astri, di cui prima +pareva follia parlare; ora aspira a più alta meta, e ansiosamente +comincia a spiare, se qualche voce di simpatia e di fratellanza non ci +possa venir dalle profondità cosmiche; e per ottenerne indizio è +pronto a spender per un solo telescopio più somme, di quante ne abbian +spese in favore della scienza pura tutti i secoli precedenti insieme +considerati. Ecco uno, un solo dei tanti aspetti nobili, moralmente +grandiosi, poetici, sotto cui si presenterà alla posterità imparziale +quel secolo, che allo spettatore unilaterale sembra essere per +eccellenza il secolo della prosa, dell'egoismo, della meccanica +brutale, dei godimenti materiali. Noi siamo migliori di quello che +crediamo essere! La stessa difficoltà che proviamo ad esser contenti e +soddisfatti di noi medesimi, è un segno di progresso e di forza. Ma +torniamo al nostro argomento. + + + +II. + +Nella scala delle orbite planetarie, la Terra occupa, a partir dal +Sole, il terzo posto e Marte il quarto. L'orbita di Marte comprende +quindi dentro di sè l'orbita della Terra; ed è di essa più grande nel +rapporto di circa 3 a 2. Ambedue le orbite sono di forma leggermente +ovale, ma così per l'una come per l'altra la differenza fra il più +grande e il più piccolo diametro è relativamente trascurabile: in +altre parole, la differenza di queste orbite da un circolo perfetto è +assai poca, tanto che occorrebbero disegni in molto grande scala per +renderla sensibile a misure fatte col compasso. Il Sole non si trova +nel centro nè dell'una, nè dell'altra, e questo difetto di centratura +è assai maggiore per Marte che per la Terra. La Terra gira intorno al +Sole in ragione di 30 chilometri per minuto secondo; Marte in ragione +di 24 chilometri. Essendo questi più lento, e dovendo percorrere un +circolo più grande, impiega, a far il suo giro completo intorno al +Sole, 687 giorni, quasi il doppio dei 365 che impiega la Terra a fare +il proprio. + +Quindi appare subito manifesta la ragione per cui così di raro Marte +rifulge in tutto il suo splendore. Movendosi i due astri intorno al +Sole in periodi così differenti, per lo più si troveranno in parti +molto distanti dello spazio celeste, e soltanto saranno vicini, quando +l'uno e l'altro giaceranno nella medesima direzione a partir dal +sole. Trovandosi allora i tre corpi (Sole, Terra, Marte) in linea +retta, e la Terra (come quella che è più vicina al Sole) occupando il +posto di mezzo, allo spettatore terrestre, Marte ed il Sole +appariranno in plaghe opposte al cielo; e questo intendono dire gli +astronomi quando parlano di Marte in _opposizione_col Sole. Le epoche +adunque in cui Marte si presenta a noi più vicino, sono quelle delle +opposizioni, le quali ricorrono ad intervalli di circa ventisei mesi, +o 780 giorni. + +[vedi figura 01.png] + +Ma non in tutte le opposizioni Marte giunge ad avvicinarsi alla Terra +in egual misura. Mentre l'orbita della Terra è quasi esattamente +centrata sul Sole, quella di Marte è invece notabilmente eccentrica: +la loro proporzione e disposizione può vedersi rappresentata nella +figura qui a lato, dove S rappresenta il Sole, il circolo minore è +quello della Terra, il maggiore quello di Marte. Ora si vede subito, +che quando i due pianeti si avvicinano fra loro nella parte più +serrata dell'intervallo fra le due orbite, la Terra essendo in T e +Marte in M, si ha il massimo avvicinamento possibile, siccome (con +poca differenza) è accaduto nel 1877 e nel 1892, e di nuovo accadrà +nel 1909. Queste, che ricorrono ad intervalli alternati di 15 e di 17 +anni, diconsi le _grandi opposizioni_. Marte allora è veramente +stupendo a considerare coll'occhio nudo, ma più ancora col +telescopio. Tuttavia anche in tale favorevolissima posizione il suo +diametro apparente non supera la settantacinquesima parte del diametro +apparente del Sole o della Luna: così che occorre un telescopio +amplificante 75 volte perchè in esso Marte si presenti come la Luna +all'occhio nudo. Ma nelle comuni opposizioni non si arriva neppure a +tanto: e quando i due pianeti occupano i punti designati sulla figura +con T' M', la minima loro distanza T'M' è quasi doppia della TM. In +queste opposizioni meno fortunate il massimo diametro apparente a cui +Marte può arrivare non supera 1/150 del diametro lunare, ed è +necessario amplificarlo 150 volte per vederlo come la Luna ad occhio +nudo. La sua superficie apparente e la sua luce sono allora soltanto +_il quarto_di quella che si vede nelle grandi opposizioni. + +Non conviene dunque illudersi su questi, che abbiam chiamato +avvicinamenti di Marte alla Terra; sono vicinanze relative, e la Luna, +che pure dista da noi trenta diametri del globo terrestre, ha ancora +su Marte un grandissimo vantaggio. Il 2 Settembre 1877 e il 6 Agosto +1892, giorni delle ultime grandi opposizioni, ebbe luogo la minima +distanza possibile del pianeta, che fu di quasi 57 milioni di +chilometri e di 146 volte la distanza della Luna. Mentre adunque in +questa un telescopio di mediocre potenza è capace di rilevare +montagne, valli, circhi e crateri senza numero ed un'infinità di altri +particolari topografici[3], ben altro potere ottico sarà necessario, +perchè si possano vedere distintamente in Marte anche soltanto le +configurazioni delle macchie principali. L'esperienza ha fatto vedere +che non è difficile di rilevar nella Luna, col soccorso dei maggiori +telescopi, un oggetto rotondeggiante di mezzo chilometro di diametro, +o una striscia di 200 metri di larghezza. In Marte si può arrivare a +distinguere come punto un oggetto rotondeggiante di 60 a 70 chilometri +di diametro, e come linea sottile una striscia di 30 chilometri di +larghezza. Il corso di un fiume come il Po sarebbe facile a +distinguersi nella Luna su quasi tutta la sua lunghezza, ma nessuno +dei maggiori fiumi della Terra riuscirebbe a noi visibile in Marte. E +mentre nella Luna una città come Milano (od anche soltanto Pavia) +sarebbe già un oggetto ben vidibile a noi, in Marte non potremmo +sperare di vedere neppure Parigi e Londra, ed appena con molta +attenzione sarebbe possibile distinguervi isole rotondeggianti della +grandezza di Majorca, od isole allungate, grandi come Candia e Cipro. + +Non farà dunque meraviglia, che Galileo, i cui telescopi non +superarono mai l'amplificazione di 30 diametri, non abbia potuto fare +in Marte alcuna scoperta. Primo ad osservare con qualche sicurezza le +macchie di questo pianeta fu il celebre Ugenio, che le vide coll'aiuto +di telescopi lavorati da lui stesso, assai più perfetti e più grandi +di quelli di Galileo (1656-1659). Pochi anni dopo, Domenico Cassini a +Bologna (1666) non solo riconobbe diverse macchie, ma dal loro rapido +spostarsi sul disco fu condotto a scoprire la rotazione del pianeta +intorno ad un asse obliquo, a similitudine della Terra: dalla qual +rotazione definì la durata in 24 ore e 40 minuti. I telescopi usati da +Cassini erano lavorati in Roma dal più celebre artefice ottico di quei +tempi, Giuseppe Campani, i cui lavori godettero di un incontrastabile +primato per quasi cent'anni, fino a che per opera di Short, di Dollond +e di Herschel tale vanto passò per qualche tempo all'Inghilterra. E +con telescopi di Campani fece Bianchini in Verona nel 1719 i primi +disegni alquanto accurati delle macchie di Marte, scoprendo in esse +particolari abbastanza difficili, quale per esempio la sottile +penisola che nella carta annessa porta il nome di _Hesperia_. Verso la +fine del secolo scorso Herschel e Schroeter dallo studio delle candide +macchie polari del pianeta dedussero l'obliquità del suo asse di +rotazione rispetto al piano dell'orbita, quell'angolo, cioè, che per +la Terra costituisce l'obliquità dell'eclittica, ed è poco diverso +nell'uno e nell'altro pianeta. Così fu determinato anche per i due +emisferi di Marte il corso periodico delle stagioni, e la legge delle +variazioni dei climi, che tanta analogia mostrano con le nostre. + +Tutte queste osservazioni però non erano sufficienti a dare una +descrizione completa della superficie di Marte. Come vero fondatore +dell'_Areografia_[4] dobbiamo considerare il tedesco Maedler, il quale +nel 1830, valendosi di un perfettissimo telescopio di Fraunhofer +(celebre ottico di Monaco, per cui opera il primato nella costruzione +dei telescopi passò verso il 1820 alla Germania), vide e descrisse le +macchie del pianeta incomparabilmente meglio che tutti gli astronomi +anteriori. Maedler fu il primo a determinare con misure bene ordinate +la posizione di un certo numero di punti principali sulla superficie +di Marte rispetto all'equatore e ad un primo meridiano, che è quello +notato zero sull'annessa carta. + +[vedi figura tavola01.jpg] + +[vedi figura tavola02.jpg] + +Ordinando rispetto a questi punti le diverse particolarità +topografiche riuscì a costruire la prima carta areografica: la quale, +comechè ancora incompleta e necessariamente limitata a poche macchie +principali, è tuttavia monumento onorevole della sua cura e +diligenza, e rappresenta per la descrizione di Marte quello che 2000 +anni fa la carta di Eratostene fu per la geografia terrestre. Questa +carta per più di 30 anni fu non soltanto la migliore, ma anzi +l'unica; e soltanto verso il 1860 si cominciò a fare nello studio del +pianeta qualche progresso ulteriore, specialmente per le osservazioni +di Secchi, Dawes, Kaiser, e Lockyer. Da quell'epoca e specialmente a +partire dalla grande opposizione del 1862 quei progressi si vennero +accelerando, ed a ciò contribuirono non poco i grandissimi telescopi, +che negli ultimi tempi gli ottici, specialmente quelli d'America, +hanno imparato a costruire[5]. + +Dalla comparazione di tutte le nuove ed antiche osservazioni risultò +come primo fatto importante, che la forma e disposizione delle macchie +del pianeta è invariabile nei suoi tratti principali, com'è sulla +Terra la distribuzione dei mari e della parte asciutta. Noi possiamo, +per esempio, riconoscere nei disegni di Ugenio (1659) il golfo +appellato _Gran Sirte_(vedi l'annessa carta); nei disegni di Maraldi +(1704) il _Mare Cimmerio_e il _Mare delle Sirene_; nei disegni di +Bianchini (1719) il _Mare Tirreno_e la penisola _Esperia_. Anche le +posizioni dei punti principali determinate da Maedler (1830), da +Kaiser (1862) e da me (1877-1879) si accordano fra loro in modo da +escludere affatto l'idea di Schroeter, che le macchie di Marte siano +nuvole o formazioni atmosferiche transitorie, come certamente sono +quelle di Giove e di Saturno. + +Marte ha dunque una topografia stabile, come la Terra e la Luna, e per +quanto si può sapere, anche Mercurio. Tale stabilità si ravvisa +tuttavia per Marte soltanto nelle forme generali, e non si estende +agli ultimi particolari. Osservazioni continuate han posto fuor d'ogni +dubbio negli ultimi tempi che molte regioni mutano di colore fra certi +limiti, secondo la stagione che domina su quei luoghi, e secondo +l'inclinazione, con cui sono percossi dai raggi solari. Tali mutazioni +di colori hanno certamente luogo anche per molte parti della Terra, e +sarebbero visibili ad uno spettatore collocato in Marte. Ma si osserva +in questo una cosa, che certamente sulla Terra non ha luogo: i +contorni delle grandi macchie possono subire cioè leggiere mutazioni, +piccole rispetto alle dimensioni delle macchie stesse, ma pur tuttavia +abbastanza grandi per rendersi cospicue anche a noi. Anche questi +contorni non sono sempre ugualmente ben definiti. Molte minutissime +particolarità si vedono meglio in certe epoche, e meno bene in certe +altre; e possono da un tempo all'altro anche variar d'aspetto e di +forma, senza che tuttavia si possa concepire alcun dubbio sulla loro +identità. E finalmente è da notare, che Marte ha un'atmosfera +abbastanza densa, ed una propria meteorologia, come sarà spiegato più +innanzi. Tutte queste variazioni annunziano un sistema grandioso di +processi naturali, che conferisce allo studio di Marte un interesse +molto più grande di quello che deriverebbe dal semplice studio +topografico di una superficie immutabile ed inerte, come sembra esser +quella della Luna. Insomma il pianeta non è un deserto di arido sasso; +esso vive, e la sua vita si manifesta alla superficie con un insieme +molto complicato di fenomeni, ed una parte di questi fenomeni si +sviluppa su scala abbastanza grande per riuscire osservabile agli +abitatori della Terra. Vi è in Marte un mondo intiero di cose nuove da +studiare, eminentemente proprie a destare la curiosità degli +osservatori e dei filosofi, le quali daranno da lavorare a molti +telescopi per molti anni, e saranno un grande impulso al +perfezionamento dell'Ottica. Tale è la varietà e la complicazione dei +fenomeni, che soltanto uno studio completo e paziente potrà +rischiarare le leggi secondo cui quelli si producono, e condurre a +conclusioni sicure e definite sulla costituzione fisica di un mondo +tanto analogo al nostro sotto certi rispetti, e pur sotto altri tanto +diverso. + +Non si creda tuttavia di poter accedere a questo studio così attraente +senza aiuto ottico proporzionato alla difficoltà della cosa. La sempre +grande distanza del pianeta, e la piccolezza relativa[6] del medesimo +non permettono di usare con molto frutto amplificazioni inferiori a +200 e 300, nè telescopi di lente obbiettiva inferiore in diametro a 20 +centimetri: questo nelle_grandi opposizioni_, come quelle del 1877 e +del 1892. Ma nelle opposizioni meno favorevoli (ed in quelle appunto +suole Marte dispiegare i suoi fenomeni più curiosi) lo studio dei più +delicati particolari non si può far bene con amplificazioni minori di +500 e 600 diametri, quali si possono avere soltanto da telescopi +dell'apertura di 40 centimetri o più. + +Le due carte annesse sono state fatte appunto con istrumenti della +forza che ho detto. L'emisfero australe, il quale a causa +dell'inclinato asse di Marte suole presentarsi meglio alla nostra +vista nelle grandi opposizioni, che nelle altre, è stato rilevato +principalmente negli anni 1877-1879, con un telescopio di 22 +centimetri d'apertura. Ma per l'emisfero boreale, che si presenta in +prospettiva conveniente soltanto nelle opposizioni meno favorevoli, si +è potuto negli anni 1888 e 1890 approfittare di un istrumento molto +più grande, il cui vetro obbiettivo ha 49 centimetri di diametro, e +permette di spingere l'amplificazione di Marte fino a 500 e 650. + +[vedi figura 02.png] + +Non senza qualche interesse vedrà il lettore rappresentato +nell'annessa pagina quest'ultimo istrumento, il più potente che sia +uscito delle officine di Germania. La sua collocazione a Brera fu +decretata dal Re e dal Parlamento nel 1878; ogni volta che lo +consideriamo esso richiama a noi la memoria di quell'uomo non +facilmente dimenticabile, che fu Quintino Sella, ai cui uffici la +Specola di Milano deve questo suo principale ornamento. La lente +obbiettiva, lavorata in Monaco da Merz successore di Fraunhofer, ha 49 +centimetri di diametro nella parte libera; la macchina che porta il +telescopio e permette di dirigere con tutta facilità in cinque minuti +la gran mole verso qualunque plaga del cielo, è un vero prodigio della +meccanica moderna e fu lavorata in Amburgo dai fratelli Repsold. La +sua parte mobile (che son parecchie tonnellate di metallo) può essere +mossa dalla pressione di un dito ed aggiustato su qualunque astro +colla stessa esattezza che si potrebbe ottenere per il più delicato +microscopio. Un meccanismo d'orologio la porta in giro insieme al +cielo intorno all'asse del mondo, per guisa, che diretto il telescopio +ad un astro, segue di questo la rivoluzione diurna, e l'astro appare +immobile nel campo telescopico per tutto il tempo che si vuole. I +molti organi sussidiari, che si veggono nella parte inferiore del tubo +a portata dell'osservatore, servono alle diverse specie di operazioni, +che con questo strumento si devono compiere. + +È questo il massimo dei telescopi esistenti in Italia[7] ma otto o +dieci altri di esso maggiori sono stati costrutti o si stanno +costruendo in diverse parti. Fra tutti giganteggia quello +dell'Osservatorio di California, eretto sulla cima del Monte Hamilton, +presso S. Francisco per legato di James Lick, ricco negoziante, che in +tal modo volle assicurata presso i posteri la sua +memoria. L'obbiettivo di questo colosso dell'ottica moderna ha 91 1/2 +centimetri di diametro, e da sè solo è costato l'egregia somma di 50 +mila dollari (275000 lire a un dipresso). Tutto l'istrumento è, nella +sua generale disposizione, poco dissimile da quello che qui sopra fu +descritto, ma è due volte più grande in ogni dimensione. Ma fra non +molto il telescopio Californiano sarà superato da un altro, per il +quale già si hanno fusi i vetri in America: questo avrà non meno di +102 centimetri d'apertura, ed il suo costo è calcolato in 200 mila +dollari (1.100.000 lire). E sarà collocato, non già nei climi +variabili della nostra zona temperata, e tanto meno poi in mezzo al +fumo e alla luce elettrica di una città grande; ma sopra una mediocre +elevazione delle Ande peruviane, in un clima sereno, di aria +tranquilla e temperata, benchè posto nella zona torrida. + +Quanto al telescopio di tre metri di diametro che si vuoi preparare in +Francia per l'esposizione del 1900, e sul quale già si è mosso tanto +rumore, aspetteremo a parlarne quando sarà fatto. Non ha da essere un +telescopio a vetri, come i precedenti, ma un telescopio +_riflettore_nel quale la lente obbiettiva sarà surrogata da un grande +specchio. Senza dubbio, la maggior facilità e la minore spesa di +questa maniera di telescopio permetterà di raggiungere dimensioni +molto maggiori che colle lenti di vetro: anzi esistono già in +Inghilterra ed in Francia parecchi di tali strumenti da uno a due +metri di diametro, i quali prestano utillissimi servizi in molte +ricerche e segnatamente in tutte quelle che richiedono gran copia di +luce senza molto riguardo alla precisione dell'immagine ottica: per +esempio nello studio del calore lunare e nella chimica celeste. Ma +quanto a visione distinta, gli specchi di grande dimensione finora si +son dimostrati troppo inferiori alle lenti di corrispondente potenza: +e riguardo all'esplorazione dei mondi planetari non sarà permesso di +fondare sul futuro telescopio di Parigi molto grandi speranze. + + + +III. + +Già i primi Astronomi, che studiarono Marte col telescopio, ebbero +occasione di notare sul contorno del suo disco due macchie +bianco-splendenti di forma rotondeggiante e di estensione +variabile. In progresso di tempo fu osservato, che mentre le macchie +comuni di Marte si spostano rapidamente in conseguenza della sua +rotazione diurna, mutando in poche ore di posizione e di prospettiva; +quelle due macchie bianche rimangono sensibilmente immobili al loro +posto. Si concluse giustamente da questo, dover esse occupare i poli +di rotazione del pianeta, o almeno trovarsi molto prossime a quei +poli. Perciò furono designate col nome di macchie o calotte polari. E +non senza fondamento si è congetturato, dover esse rappresentare per +Marte quelle immense congerie di nevi e di ghiacci, che ancor oggi +impediscono ai navigatori di giungere ai poli della terra. A ciò +conduce non solo l'analogia d'aspetto e di luogo, ma anche un'altra +osservazione importante. + +Come è noto dai principî di cosmografia, l'asse della terra è +inclinato sul piano dell'orbe che essa descrive intorno al sole; +l'equatore pertanto non coincide al piano di detto orbe, ma è +inclinato rispetto ad esso piano dell'angolo di 23 1/2 gradi, detto +l'obliquità dello zodiaco o dell'eclittica. Ed è noto pure, come da +questa semplice e quasi accidentale circostanza tragga origine una +varietà di fatti, che sono del più grande influsso sui climi dei +diversi paesi, producendo l'estate e l'inverno, e la diversa durata +dei giorni e delle notti. Ora lo stesso precisamente avviene in +Marte. Il suo equatore è inclinato rispetto al piano dell'orbita di +quasi 25 gradi; e da tal disposizione ha origine la stessa vicenda +delle stagioni e dell'irradiamento solare, la stessa varietà di climi +e di giorni, che ha luogo sulla Terra. Marte ha dunque le sue zone +climatiche, i suoi equinozi e i suoi solstizi, e simili vicende +d'illuminazione. Per quanto concerne la durata dei giorni e delle +notti il parallelismo è quasi completo nella zona torrida e nelle +temperate: perchè mentre il giorno terrestre solare è di 24 ore, il +giorno solare di Marte è di 24 ore e quaranta minuti +prossimamente. Circa l'andamento delle stagioni e delle lunghe +giornate e notti del polo vi è questa differenza, che le nostre +stagioni durano tre mesi ciascuna, quelle di Marte hanno una durata +poco men che doppia, di 171 giorni in media: e i giorni e le notti del +polo, che presso di noi sono di sei mesi a un dipresso in Marte durano +per un medio undici mesi[8]. Tal differenza è dovuta a questo +principalmente, che l'anno di Marte è di 687 giorni terrestri, mentre +il nostro è di soli 365. + +Così stando le cose, è manifesto, che se le suddette macchie bianche +polari di Marte rappresentano nevi e ghiacci, dovranno andar +decrescendo di ampiezza col sopravvenire dell'estate in quei luoghi, +ed accrescersi durante l'inverno. Or questo appunto si osserva nel +modo più evidente. Nel secondo semestre dell'anno decorso 1892 fu in +prospetto la calotta del polo australe; durante quell'intervallo, e +specialmente nei mesi di Luglio e d'Agosto, anche osservando con +cannocchiali affatto comuni era chiarissima di settimana in settimana +la sua rapida diminuzione; quelle nevi (ora ben possiamo chiamarle +tali), che da principio giungevano fino al 70.° parallelo di +latitudine, e formavano una calotta di oltre 2000 chilometri di +diametro, si vennero progressivamente ritraendo al punto, che due o +tre mesi dopo pochissimo più ne rimaneva, una estensione di forse 300 +chilometri al maximum; e anche meno se ne vede adesso, negli ultimi +giorni del 1892. In questi mesi l'emisfero australe di Marte ebbe la +sua estate; il solstizio estivo essendo avvenuto il 13 +Ottobre. Corrispondentemente ha dovuto accrescersi la massa delle nevi +intorno al polo boreale; ma il fatto non fu osservabile, trovandosi +quel polo nell'emisfero di Marte opposto a quello che riguarda la +Terra. Lo squagliarsi delle nevi boreali è stato invece osservabile +negli anni 1882, 1884, 1886. + +Queste osservazioni del crescere e decrescere alterno delle nevi +polari, abbastanza facili anche con cannocchiali di mediocre potenza, +diventano molto più interessanti ed istruttive, quando se ne seguano +assiduamente le vicende nei più minuti particolari, usando di +strumenti maggiori. Si vede allora lo strato nevoso sfaldarsi +successivamente agli orli; buchi neri e larghe fessure formarsi nel +suo interno; grandi pezzi isolati, lunghi e larghi molte miglia +staccarsi dalla massa principale, e sparire sciogliendosi poco +dopo. Si vedono insomma presentarsi qui d'un colpo d'occhio quelle +divisioni e quei movimenti dei campi ghiacciati, che succedono durante +l'estate delle nostre regioni artiche secondo le descrizioni degli +esploratori. + +Le nevi australi offrono questa particolarità, che il centro della +loro figura irregolarmente rotondeggiante non cade proprio sul polo, +ma in un altro punto, che è sempre press'a poco il medesimo, e dista +dal polo di circa 300 chilometri nella direzione del _Mare +Eritreo_. Da questo deriva, che quando l'estensione delle nevi è +ridotta ai minimi termini, il polo australe di Marte ne rimane +scoperto; e quindi forse il problema di raggiungerlo è su quel pianeta +più facile che sulla Terra. Le nevi australi sono in mezzo di una gran +macchia oscura, che colle sue ramificazioni occupa circa un terzo di +tutta la superficie di Marte, e si suppone rappresenti l'Oceano +principale di esso. Se questo è, l'analogia con le nostre nevi artiche +ed antartiche si può dire completa, e specialmente colle antartiche. + +La massa delle nevi boreali di Marte è invece centrata quasi +esattamente sul polo; essa è collocata nelle regioni di color giallo, +che soglionsi considerare come i continenti del pianeta. Da ciò +nascono fenomeni singolari, che non hanno sulla Terra alcun +confronto. Allo squagliarsi delle nevi accumulate su quel polo durante +la lunghissima notte di dieci mesi e più, le masse liquide prodotte in +tale operazione si diffondono sulla circonferenza della regione +nevata, convertendo in mare temporaneo una larga zona di terreno +circostante; e riempiendo tutte le regioni più basse producono una +gigantesca inondazione, la quale ad alcuni osservatori diede motivo di +supporre in quella parte un altro Oceano, che però in quel luogo non +esiste, almeno come mare permanente. Vedesi allora (l'ultima occasione +a ciò opportuna fu nel 1884) la macchia bianca delle nevi circondata +da una zona oscura, la quale segue il perimetro delle nevi nella loro +progressiva diminuzione, e va con esso restringendosi sopra una +circonferenza sempre più angusta. Questa zona si ramifica dalla parte +esterna con strisce oscure, le quali occupano tutta la regione +circostante, e sembrano essere i canali distributori, per cui le masse +liquide ritornano alle loro sedi naturali. Nascono in quelle parti +laghi assai estesi, come quello segnato sulla carta col nome di _Lacus +Hyperboreus_; il vicino mare interno detto _Mare Acidalio_, diventa +più nero e più appariscente. Ed è a ritenere come cosa assai +probabile, che lo scolo di queste nevi liquefatte sia la causa che +determina principalmente lo stato idrografico del pianeta, e le +vicende che nel suo aspetto periodicamente si osservano. Qualche cosa +di simile si vedrebbe sulla Terra, quando uno dei nostri poli venisse +a collocarsi subitamente nel centro dell'Asia o dell'Africa. Come +stanno oggi le cose, possiamo trovare un'immagine microscopica di +questi fatti nel gonfiarsi che si osserva dei nostri torrenti allo +sciogliersi dei nevai alpini. + +I viaggiatori delle regioni artiche hanno frequente occasione di +notare, come lo stato dei ghiacci polari nel principio della state, ed +ancor al principio di Luglio, è sempre poco favorevole al progresso +dei viaggiatori; la stagione migliore per le esplorazioni è nel mese +di Agosto, e Settembre è il mese, in cui l'ingombro dei ghiacci è +minimo. Così pure nel Settembre sogliono essere le nostre Alpi più +praticabili che in ogni altra epoca. E la ragione ne è chiara; lo +scioglimento delle nevi richiede tempo; non basta l'alta temperatura, +bisogna che essa continui, ed il suo effetto sarà tanto maggiore, +quanto più prolungato. Se quindi noi potessimo rallentare il corso +delle stagioni, così che ogni mese durasse sessanta giorni invece di +trenta; nell'estate in tal modo raddoppiata lo scioglimento dei +ghiacci progredirebbe molto di più e forse non sarebbe esagerazione il +dire che la calotta polare al fine della calda stagione andrebbe +interamente distrutta. Ma non si può dubitare ad ogni modo, che la +parte stabile di tale calotta sarebbe ridotta a termini molto più +angusti, che oggi non si veda. Ora questo appunto succede in Marte. Il +lunghissimo anno quasi doppio del nostro permette ai ghiacci di +accumularsi durante la notte polare di 10 o 12 mesi in modo, da +scendere sotto forma di strato continuo fino al parallelo 70° ed anche +più basso; ma nel giorno che segue di 12 o 10 mesi il Sole ha tempo di +liquefare tutta o quasi tutta quella neve di recente formazione, +riducendola a sì poca estensione, da sembrare a noi nulla più che un +punto bianchissimo. E forse tali nevi si struggono intieramente, ma di +questo finora non si ha alcuna sicura osservazione. + +Altre macchie bianche di carattere transitorio e di disposizione meno +regolare si formano sull'emisfero australe nelle isole vicine al polo; +e così pure nell'emisfero opposto regioni biancheggianti appaiono +talvolta intorno al polo boreale fino al 50° e 55° parallelo. Sono +forse nevicate effimere, simili a quelle che si osservano nelle nostre +latitudini. Ma anche nella zona torrida di Marte si vedono talora +piccolissime macchie bianche più o meno persistenti, fra le quali una +fu da me veduta in tre opposizioni consecutive (1877-1882) nel punto +segnato sui nostri planisferi dalla longitudine 268° e dalla +latitudine 16° nord. Forse è permesso congetturare in questi luoghi la +esistenza di montagne capaci di nutrire vasti ghiacciai. L'esistenza +di tali montagne è stata supposta anche da alcuni recenti osservatori, +sul fondamento di altri fatti. + +Quanto si è narrato delle nevi polari di Marte prova in modo +incontrastabile, che questo pianeta, come la Terra, è circondato da +un'atmosfera capace di trasportar vapori da un luogo all'altro. Quelle +nevi infatti sono precipitazioni di vapori condensati dal freddo e +colà successivamente portati; ora come portati, se non per via di +movimenti atmosferici? L'esistenza di un'atmosfera carica di vapori è +stata confermata anche dalle osservazioni spettrali, principalmente da +quelle di Vogel; secondo il quale tale atmosfera sarebbe di +composizione poco diversa dalla nostra, e sopratutto _molto ricca di +vapore acqueo_. Fatto questo sommamente importante, perchè ci dà il +diritto di affermare con molta probabilità, che d'acqua e non d'altro +liquido siano i mari di Marte e le sue nevi polari. Quando sarà +assicurata sopra ogni dubbio questa conclusione, un'altra ne +discenderà non meno grave; che le temperature dei climi marziali, +malgrado la maggior distanza dal Sole, sono del medesimo ordine che le +temperature terrestri. Perchè se fosse vero quanto fu supposto da +alcuni investigatori, che la temperatura di Marte sia in media molto +bassa (di 50° a 60° sotto lo zero!) non potrebbe più il vapor acqueo +essere uno degli elementi principali dell'atmosfera di Marte, nè +potrebbe l'acqua essere uno dei fattori importanti delle sue vicende +fisiche; ma dovrebbe lasciare il luogo all'acido carbonico o ad altro +liquido, il cui punto di congelazione sia molto più basso. + +Gli elementi della meteorologia di Marte sembrano dunque aver molta +analogia con quelli della meteorologia terrestre. Non mancano però, +come è da aspettarsi, le cause di dissomiglianza. Anche qui, da +circostanze di piccol momento trae la Natura un'infinita varietà nelle +sue operazioni. Di grandissima influenza dev'esser la diversa maniera, +con cui in Marte e sulla Terra veggonsi ordinati i mari ed i +continenti; su di che uno sguardo alla carta dice più che non si +farebbe con molte parole. Già abbiamo accennato al fatto delle +straordinarie inondazioni periodiche, che ad ogni rivoluzione di Marte +ne allagano le regioni polari boreali allo sciogliersi delle nevi: +aggiungeremo ora, che queste inondazioni diramate a grandi distanze +per una rete di numerosi canali, forse costituiscono il meccanismo +principale (se non unico), per cui l'acqua (e con essa la vita +organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del +pianeta. Perchè infatti su Marte piove molto raramente, _o forse anche +non piove affatto_. Ed eccone la prova. + +Portiamoci coll'immaginazione nello spazio celeste, in un punto +distante dalla Terra così, da poterla abbracciare d'un solo colpo +d'occhio. Molto andrebbe errato colui, che sperasse veder di là +riprodotta in grande scala la immagine dei nostri continenti coi loro +golfi ed isole e coi mari che li circondano, quale si vede nei nostri +globi artificiali. Qua e là senza dubbio si vedrebbero trasparire +sotto un velo vaporoso le note forme, o parti di esse. Ma una buona +parte (forse la metà) della superficie sarebbe fatta invisibile da +immensi campi di nuvole, continuamente variabili di densità, di forma +e di estensione. Tale ingombro, più frequente e più continuato nelle +regioni polari, impedirebbe ancora per circa la metà del tempo, la +vista delle regioni temperate, distribuendosi su di esse in +capricciose e perpetuamente variate configurazioni; sui mari della +zona torrida si vedrebbe disposto in lunghe fasce parallele, +corrispondenti alle zone delle calme equatoriali e tropicali. Per uno +spettatore posto nella Luna, lo studio della nostra geografia non +sarebbe un'impresa tanto semplice, quanto si potrebbe immaginare. + +Nulla di questo in Marte. In ogni clima e sotto ogni zona la sua +atmosfera è quasi perpetuamente serena e trasparente abbastanza per +lasciar riconoscere a qualunque momento i contorni dei mari e dei +continenti, e per lo più anche le configurazioni minori. Non già che +manchino vapori di un certo grado di opacità; ma ben poco impedimento +danno essi allo studio della topografia del pianeta. Qua e là vedonsi +comparire di quando in quando alcune chiazze biancastre, mutar di +posizione e di forma, di raro estendersi sopra aree alquanto ampie; +esse prediligono di preferenza alcune regioni, come le isole del Mare +Australe e sui continenti le parti segnate sulla carta coi nomi di +_Elysium_e di _Tempe_. Il loro candore generalmente diminuisce e +scompare nelle ore meridiane del luogo, e si rinforza la mattina e la +sera con vicenda molto spiccata. È possibile che siano strati di +nuvole, perchè così bianche appajono pure le nubi terrestri nella +parte superiore illuminata dal Sole. Però diverse osservazioni +conducono a pensare, che si tratti piuttosto di sottili veli di +nebbia, anzichè di veri nembi apportatori di temporali e di piogge: se +pure non sono temporanee condensazioni di vapore sotto forma di +rugiada o di brina. + +Adunque, per quanto è lecito argomentare dalle cose osservate, il +clima di Marte nel suo generale complesso dovrebbe rassomigliare a +quello delle giornate serene nelle alte montagne. Di giorno +un'insolazione fortissima, quasi punto mitigata da nuvole o da vapori; +di notte una copiosa irradiazione del suolo verso lo spazio celeste, e +quindi un grande raffreddamento. Da ciò un clima eccessivo e grandi +sbalzi di temperatura dal giorno alla notte e da una stagione +all'altra. E come sulla Terra ad altezze di 5000 e 6000 metri i vapori +dell'atmosfera più non si condensano che sotto forma solida, formando +quelle masse biancastre di diacciuoli sospesi, che si chiamano +_cirri_; così nell'atmosfera di Marte saranno raramente possibili (od +anche non saranno possibili) vere agglomerazioni di nuvole capaci di +dar luogo a piogge di qualche momento. Lo squilibrio di temperatura +fra una stagione ed un'altra sarà poi accresciuto notabilmente dalla +lunga durata delle medesime; e così si comprende la grande +coagulazione e dissoluzione di nevi, che si rinnova intorno ai poli ad +ogni rivoluzione compiuta dal pianeta intorno al Sole. + + + +IV. + +Come le nostre carte dimostrano[9], nella sua generale topografia +Marte non presenta alcuna analogia colla Terra. Un terzo della sua +superficie è occupato dal gran Mare Australe, che è sparso di molte +isole, e spinge entro ai continenti golfi e ramificazioni di varia +forma; al suo sistema appartiene un'intiera serie di piccoli mari +interni, dei quali l'_Adriatico_ed il _Tirreno_comunicano con esso per +ampie bocche, mentre il _Cimmerio_, quello _delle Sirene_, e il _Lago +del Sole_non hanno con esso relazione che per mezzo di angusti +canali. Si noterà nei quattro primi una disposizione parallela, che +certo non è accidentale, come pure non senza ragione è la +corrispondente positura delle penisole _Ausonia, Esperia_ed +_Atlantide_. Il colore dei mari di Marte è generalmente bruno misto di +grigio, non sempre però di uguale intensità in tutti i luoghi, nè nel +medesimo luogo è uguale in ogni tempo. Dal nero completo si può +scendere al grigio chiaro ed al cinereo. Tal diversità di colore può +aver origine da varie cause, e non è senza analogia anche sulla Terra, +dove è noto che i mari delle zone calde sogliono essere più oscuri che +i mari più vicini al polo. Le acque del Baltico, per esempio, hanno un +color luteo chiaro, che non si osserva nel Mediterraneo. E così pure +nei mari di Marte si vede il colore farsi più cupo quando il sole si +avvicina alla loro verticale e l'estate comincia a dominare in quelle +regioni. + +Tutto il resto del pianeta fino al polo Nord è occupato dalle masse +dei continenti, nelle quali, salvo alcune aree di estensione +relativamente piccola, predomina il colore aranciato, che talvolta +sale al rosso più cupo, altre volte scende al giallo ed al +biancastro. La varietà di questa colorazione è in parte d'origine +meteorica, in parte può dipendere dalla diversa natura del suolo, e +sulle sue cause ancora non è possibile appoggiare ipotesi molto +fondate. Neppure è nota la causa di questo predominio delle tinte +rosse e gialle sulla superficie del vecchio _Pyrois_. Alcuno ha +creduto di attribuire questa colorazione all'atmosfera del pianeta, +attraverso alla quale si vedrebbe colorata la superficie di Marte, +come rosso diventa un oggetto terrestre qualsiasi, veduto a traverso +vetri di tal colore. Ma a ciò si oppongono più fatti, fra gli altri +questo, che le nevi polari appajono sempre del bianco più puro, benchè +i raggi di luce da esse derivati attraversino due volte l'atmosfera di +Marte sotto una grande obliquità. Noi dobbiamo dunque concludere che i +continenti marziali ci appajono rossi e gialli, perchè tali veramente +sono. + +Oltre a queste regioni oscure e luminose, che noi abbiamo qualificato +per mari e continenti, e la cui natura ormai non lascia luogo che a +poco dubbio, alcune altre ne esistono, veramente poco estese, di +natura anfibia, le quali talvolta ingialliscono e sembrano continenti, +in altri tempi vestono il bruno (anche il nero in certi casi) e +assumono l'apparenza dei mari; mentre in altre epoche la loro +colorazione intermedia lascia dubitare a qual classe di regioni esse +appartengano. Quasi tutte le isole sparse nel Mare Australe e nel Mare +Eritreo appartengono a questa categoria, così pure le lunghe penisole +chiamate _Regioni di Deucalione_e di _Pirra_, e in contiguità del Mare +Acidalio le regioni sognate coi nomi di _Baltia_e di _Nerigos_. L'idea +più naturale e più conforme all'analogia sembra quella di supporre in +esse vaste lagune, su cui variando le profondità dell'acqua si produca +la diversità del colore, predominando il giallo in quelle parti dove +la profondità del velo liquido è ridotta a poco od anche a niente, e +il colore bruno più o meno oscuro nei luoghi dove le acque sono tanto +alte da assorbire molta luce e da rendere più o meno invisibile il +fondo. Che l'acqua del mare o qualsiasi acqua profonda e trasparente +veduta dall'alto appaja tanto più oscura quanto maggiore è l'altezza +dello strato liquido, e che le terre in confronto di esse appajano +chiare sotto l'illuminazione del Sole, è cosa nota e confermata da +certissime ragioni fisiche. Chi viaggia nelle Alpi spesso ha occasione +di convincersene, vedendo dalle cime neri come l'inchiostro stendersi +sotto i suoi piedi i profondi laghetti di cui sono seminate, in +confronto dei quali luminose appajono anche le rupi più nereggianti +percosse dal sole[10]. + +Non senza fondamento adunque abbiamo finora attribuito alle macchie +oscure di Marte la parte di mari e quella di continenti alle aree +rosseggianti che occupano quasi i due terzi di tutto il pianeta, e +troveremo più tardi altre ragioni che confermano tal modo di vedere. I +continenti formano nell'emisfero boreale una massa quasi unica e +continua, sola eccezione importante essendo il gran lago detto _Mare +Acidalio_, del quale l'estensione pare mutarsi secondo i tempi e +connettersi in qualche modo colle inondazioni che dicemmo prodotte +dallo sciogliersi delle nevi intorno al polo boreale. Al sistema del +Mare Acidalio appartiene senza dubbio il lago temporario denominato +_Iperboreo_ed il _Lago Niliaco_: quest'ultimo ordinariamente separato +dal Mare Acidalio per mezzo di un istmo o diga regolare, la cui +continuità soltanto nel 1888 fu vista interrompersi per qualche +tempo. Altre macchie oscure minori si trovano qua e là nella parte +continentale, le quali potrebbero rappresentare dei laghi, ma non +certo laghi permanenti come i nostri; tanto sono variabili d'aspetto e +di grandezza secondo le stagioni, al punto da scomparire affatto in +date circostanze. Il _Lago Ismenio_, quello _della Luna_, il _Trivio +di Caronte_e la _Propontide_sono i più cospicui e i più durevoli. Ve +ne sono di piccolissimi, quali il _Lago Meride_e il _Fonte di +Gioventù_, che nella loro maggiore appariscenza non superano i 100 o +150 chilometri di diametro e contano fra gli oggetti più difficili del +pianeta. + +Tutta la vasta estensione dei continenti è solcata per ogni verso da +una rete di numerose linee o strisce sottili di color oscuro più o +meno pronunziato, delle quali l'aspetto è molto variabile. Esse +percorrono sul pianeta spazi talvolta lunghissimi con corso regolare, +che in nulla rassomiglia l'andamento serpeggiante dei nostri fiumi; +alcune più brevi non arrivano a 500 chilometri, altre invece si +estendono a più migliaja, occupando un quarto ed anche talvolta un +terzo di tutto il giro del pianeta. Alcuna di esse è abbastanza facile +a vedere, e più di tutte quella che è presso l'estremo limite sinistro +delle nostre carte, designata col nome di _Nilosyrtis_: altre invece +sono estremamente difficili, e rassomigliano a tenuissimi fili di +ragno tesi attraverso al disco. Quindi molto varia è altresì la loro +larghezza, che può raggiungere 200 od anche 300 chilometri per la +Nilosirte, mentre per altre forse non arriva a 30 chilometri. [vedi +figura 03.png] + +Queste linee o strisce sono i famosi _canali_di Marte, di cui tanto si +è parlato. Per quanto si è fino ad oggi potuto osservare, sono +certamente configurazioni stabili del pianeta; la Nilosirte è stata +veduta in quel luogo da quasi cent'anni, ed alcune altre da trent'anni +almeno. La loro lunghezza e giacitura è costante, o non varia che +entro strettissimi limiti; ognuna di esse comincia e finisce sempre +fra i medesimi termini. Ma il loro aspetto e il loro grado di +visibilità sono assai variabili per tutte da un'opposizione ad un +altra, anzi talvolta da una settimana all'altra; e tali variazioni non +hanno luogo simultaneamente e con ugual legge per tutte, ma nel più +dei casi succedono quasi a capriccio, od almeno secondo regole non +abbastanza semplici per essere subito intese da noi. Spesso una o più +diventano indistinte od anche affatto invisibili, mentre altre loro +vicine ingrossano al punto da diventar evidenti anche in cannocchiali +di mediocre potenza. La prima delle nostre carte presenta tutte quelle +che sono state vedute in una lunga serie di osservazioni; essa +tuttavia non corrisponde all'aspetto di Marte in alcuna epoca, perchè +generalmente soltanto poche sono visibili di un tratto[11] + +Ogni canale (per ora chiamiamoli così) alle sue estremità sbocca o in +un mare, od in un lago, od in un altro canale, o nell'intersezione di +più altri canali. Non si è mai veduto uno di essi rimaner troncato nel +mezzo del continente, rimanendo senza uscita e senza +continuazione. Questo fatto è della più alta importanza. I canali +possono intersecarsi fra di loro sotto tutti gli angoli possibili; ma +di preferenza convergono verso le piccole macchie cui abbiamo dato il +nome di laghi. Per esempio sette se ne veggono convergere nel _Lago +della Fenice_, otto nel _Trivio di Caronte_, sei nel _Lago della +Luna_, sei nel _Lago Ismenio._ + +L'aspetto normale di un canale è quello di una striscia quasi uniforme +nera o almeno di colore oscuro simile a quello dei mari, in cui la +regolarità del generale andamento non esclude piccole diversità di +larghezza e piccole sinuosità nei due contorni laterali. Spesso +avviene che tal filetto oscuro, mettendo capo al mare, si allarghi in +forma di tromba, formando una vasta baja, simile agli estuari di certi +fiumi terrestri: il_Golfo delle Perle_, il _Golfo Aonio_, il _Golfo +dell'Aurora_, e i due corni del _Golfo Sabeo_sono così formati dalla +foce di uno o più canali sboccanti nel Mare Eritreo o nel Mare +Australe. L'esempio più grandioso di tali golfi è la _Gran Sirte_, +formata dalla vastissima foce della _Nilosirte_già nominata; questo +golfo non ha manco di 1800 chilometri di larghezza e quasi altrettanti +di profondità nel senso longitudinale, e la sua superficie è di poco +minore che quella del golfo di Bengala. In questi casi si vede +manifestamente la superficie oscura del mare continuarsi senza +apparente interruzione in quella del canale; quindi, ammesso che le +superficie chiamate mari siano veramente espansioni liquide, non si +può dubitare che i canali siano di esse un semplice prolungamento a +traverso delle aree gialle, o dei continenti. + +Che del resto le linee dette _canali_siano veramente grandi solchi o +depressioni delle superficie del pianeta destinate al passaggio di +masse liquide, e costituiscano su di esso un vero sistema idrografico, +è dimostrato dai fenomeni che in quelli si osservano durante lo +struggersi delle nevi boreali. Già dicemmo che queste, nello +sciogliersi appaiono circondate da una zona oscura, formante una +specie di mare temporario. In tale epoca i canali delle regioni +circostanti si fanno più neri e più larghi, ingrossando al punto da +ridurre, in un certo momento, ad isole di poca estensione tutto le +aree gialle comprese fra l'orlo della neve e il 60° parallelo +nord. Tale stato di cose non cessa, se non quando le nevi, ridotte +ormai al loro minimo di estensione, cessano di struggersi. Si +attenuano allora le larghezze dei canali, scompare il mare temporario, +e le aree gialle riprendono l'estensione primitiva. Le diverse fasi di +questa grandiosa operazione si rinnovano ad ogni giro di stagioni ed i +loro particolari si son potuti osservare con molta evidenza nelle +opposizioni 1882, 1884, 1886, quando il pianeta presentava allo +spettatore terrestre il suo polo boreale. L'interpretazione più +naturale e più semplice è quella che abbiam riferito, di una grande +inondazione prodotta dallo squagliarsi delle nevi; essa è interamente +logica, e sostenuta da evidenti analogie con fenomeni +terrestri. Concludiamo pertanto, che i canali son tali di fatto, e non +solo di nome. La rete da essi formata probabilmente fu determinata in +origine dallo stato geologico del pianeta, e si è venuta lentamente +elaborando nel corso dei secoli. Non occorre suppor qui l'opera di +esseri intelligenti; e malgrado l'apparenza quasi geometrica di tutto +il loro sistema, per ora incliniamo a credere che essi siano prodotti +dell'evoluzione del pianeta, appunto come sulla Terra il canale della +Manica e quello di Mozambico. + +Sarà un problema non men curioso che complicato e difficile lo +studiare il regime di questi immensi corsi d'acqua, da cui forse +dipende principalmente la vita organica sul pianeta, dato che vita +organica vi sia. Le variazioni del loro aspetto dimostrano che questo +regime non è costante: quando scompaiono o lasciano di loro traccie +dubbie e mal definite è lecito supporre, che siano in magra, od +asciutti affatto. Allora nel luogo dei canali rimane o niente, oppure +al più una striscia di colore giallastro poco diverso dal fondo +circostante. Talvolta prendono un aspetto nebuloso, di cui per ora non +si saprebbe assegnar la ragione. Altre volte invece producono veri +allagamenti, espandendosi a 100, 200 o più chilometri di larghezza, e +questo avviene anche per canali molto lontani dal polo boreale secondo +norme fin qui sconosciute. Così è avvenuto dell'_Idaspe_nel 1864, del +_Simoenta_nel 1879, dell'_Acheronte_nel 1884, del _Tritone_nel +1888. Lo studio diligente e minuto delle trasformazioni di ciascun +canale condurrà più tardi a conoscere le cause di questi fatti. + +Ma il fenomeno più sorprendente dei canali di Marte è la loro +_geminazione_; la quale sembra prodursi principalmente nei mesi che +precedono e in quelli che seguono la grande inondazione boreale, +intorno alle epoche degli equinozi. In conseguenza di un rapido +processo, che certamente dura pochissimi giorni, od anche forse solo +poche ore, e del quale i particolari non si sono ancora potuti +afferrare con sicurezza, un dato canale muta d'aspetto e d'un tratto +si trova trasformato su tutta la sua lunghezza in due linee o strisce +uniformi, per lo più parallele fra di loro, che corrono dritte ed +uguali con tracciamento geometricamente tanto esatto, quanto suole +esser presso di noi quello di due rotaje di ferrovia. Ma questo esatto +andamento è il solo termine di rassomiglianza colle dette rotaje: +perchè nelle dimensioni non vi è alcun paragone possibile, come del +resto è facile immaginare. Le due linee seguono a un dipresso la +direzione del primitivo canale, e terminano nei luoghi dov'esso +terminava. L'una di esse spesso si sovrappone quanto più è possibile +all'antica linea, l'altra essendo di nuovo tracciamento; ma anche in +questo caso l'antica linea perde tutte le piccole irregolarità e +curvature che poteva avere. Ma accade ancora, che ambe le linee +geminate occupino dalle due parti dell'ex canale un terreno +interamente nuovo. La distanza fra le due linee è diversa nelle +diverse geminazioni, e da 600 chilometri e più scende fino all'ultimo +limite, in cui due linee possono apparir separate nei grandi occhi +telescopici, meno di 50 chilometri d'intervallo; la larghezza di +ciascuna striscia per sè può variare dal limite di visibilità, che +supponiamo 30 chilometri, fino a più di 100. Il colore delle due linee +varia dal nero ad un rosso scialbo, che appena si distingue dal fondo +giallo generale delle superficie continentali; l'intervallo è per lo +più di questo giallo, ma in più casi è sembrato bianco. Le geminazioni +poi non sono necessariamente legate ai soli canali, ma tendono anche +prodursi sui laghi. Spesso si vede uno di questi trasformarsi in due +brevi e larghe liste oscure fra loro parallele, tramezzate da una +lista gialla. In questi casi naturalmente la geminazione è breve, e +non esce dai limiti del lago primitivo. + +Le geminazioni non si manifestano tutte insieme, ma arrivata la loro +stagione cominciano a prodursi or qua, or là, isolate in modo +irregolare, o almeno senza ordine facilmente riconoscibile. Per molti +canali mancano affatto (come per la Nilosirte, a cagion d'esempio), o +sono poco visibili. Dopo aver durato qualche mese, si affievoliscono +gradatamente e scompajono fino ad una nuova stagione egualmente +propizia a questo fenomeno. Così avviene che in certe altre stagioni +(specialmente presso il solstizio australe del pianeta) se ne vedono +poche, od anche non se ne vede affatto. In diverse apparizioni la +geminazione del medesimo canale può presentare diversi aspetti quanto +a larghezza, intensità e disposizione delle due strisce: anche in +qualche caso la direzione delle linee può mutarsi, benchè di +pochissima quantità; sempre però deviando di piccolo spazio dal canale +con cui è associata strettamente. Da questa importante circostanza si +comprende immediatamente, che le geminazioni non possono essere +formazioni stabili della superficie di Marte, e di carattere +geografico, come i canali. La seconda delle nostre carte può dare +un'idea approssimativa dell'aspetto che presentano queste +singolarissime formazioni. Essa comprende tutte le geminazioni +osservate dal 1882 fino al presente; nel riguardarla bisogna tener a +mente, che non di tutte l'apparizione è stata simultanea, e che +pertanto quella carta non rappresenta lo stato di Marte in +nessun'epoca; essa non è che una specie di registro topografico delle +osservazioni finora fatte in diversi tempi su quel fenomeno. + +L'osservazione delle geminazioni è una delle più difficili, e non può +farsi che da un occhio bene esercitato, ajutato da un telescopio di +accurata costruzione e di grande potenza. Ciò spiega perchè non siano +state vedute prima del 1882. Nei dieci anni trascorsi da quel tempo +esse sono state vedute e descritte da otto o dieci +osservatori. Nondimeno alcuni ancora negano che siano fenomeni reali e +tacciano d'illusione (o anche d'impostura) coloro che affermano +d'averle osservate. + +Il loro singolare aspetto e l'esser disegnate con assoluta precisione +geometrica, come se fossero lavori di riga o di compasso, ha indotto +alcuni a ravvisare nelle medesime l'opera di esseri intelligenti, +abitatori del pianeta. Io mi guarderò bene dal combattere questa +supposizione, la quale nulla include d'impossibile. Notisi però che in +ogni caso non potrebbero essere opere di carattere permanente, essendo +certo, che una stessa geminazione può cambiare di aspetto e di misura +da una stagione all'altra. Si possono tuttavia assumere opere tali, da +cui una certa variabilità non sia esclusa, per esempio, lavori estesi +di coltura e di irrigazione su larga scala. Aggiungerò ancora, che +l'intervento di esseri intelligenti può spiegare l'apparenza +geometrica delle geminazioni, ma non è punto necessario a tale +intento. La geometria della Natura si manifesta in molti altri fatti, +dai quali è esclusa l'idea di un lavoro artificiale qualunque. Gli +sferoidi così perfetti dei corpi celesti e l'anello di Saturno non +furon lavorati al tornio, e non è col compasso che Iride descrive +nelle nubi i suoi archi così belli e così regolari; e che diremo delle +infinite varietà di bellissimi e regolarissimi poliedri onde è ricco +il mondo dei cristalli? E nel mondo organico, non è geometria bella e +buona quella che presiede alla distribuzione delle foglie di certe +piante, che ordina in figure stellate così simmetriche tanti fiori del +prato, tanti animali del mare; che produce nelle conchiglie quelle +spirali coniche così eleganti, da disgradarne ciò che di più bello ha +fatto l'architettura gotica? In tutte queste cose le forme geometriche +sono conseguenze semplici e necessarie di principi e di leggi che +governano il mondo fisico e fisiologico. Che poi questi principi e +queste leggi siano esplicazioni di una potenza intelligente superiore, +possiamo ammetterlo; ma ciò nulla fa al presente argomento. + +In omaggio dunque al principio, che nella spiegazione dei fatti +naturali convenga sempre cominciare dalle supposizioni più semplici, +le prime ipotesi proposte sulla natura e sulla causa delle geminazioni +hanno per lo più messo in opera solamente le azioni della natura +inorganica. Sono o effetti di luce nell'atmosfera di Marte, o +illusioni ottiche prodotte da vapori in vario modo, o fenomeni +glaciali d'un inverno perpetuo a cui sarebbe condannato tutto il +pianeta, o crepature raddoppiate nella superficie di esso, o crepature +semplici, di cui si duplica l'immagine per effetto di fumo eruttato su +lunghe linee e spostato lateralmente dal vento. L'esame di questi +ingegnosi tentativi conduce tuttavia a concludere, che nessuno di essi +sembra corrispondere per intiero ai fatti osservati nel loro insieme e +nei particolari. Alcune di tali ipotesi non sarebbero neppur nate, se +i loro Autori avessero potuto esaminare le geminazioni coi proprii +occhi. Che se alcuno di questi, ragionando _ad hominem_, mi +domandasse: sapete voi immaginar qualche cosa di meglio? risponderei +candidamente di no. + +Più facile sarebbe il compito, se volessimo introdurre forze +appartenenti alla natura organica. Qui è immenso il campo delle +supposizioni plausibili, potendosi immaginare infinite combinazioni +capaci di soddisfare alle apparenze, anche con piccoli e semplici +mezzi. Vicende di vegetazione su vaste aree e generazioni d'animali +anche minimi in enorme moltitudine potrebbero benissimo rendersi +visibili a tanta distanza. A quel modo che un osservatore posto nella +Luna potrebbe avvedersi delle epoche, in cui sulle nostre vaste +pianure succede l'aratura dei campi, il nascere e la messe del +frumento; a quel modo che il fiorir dell'erba nelle vastissime steppe +dell'Europa e dell'Asia deve rendersi sensibile anche alla distanza di +Marte per una varietà di colorazione; così può certamente rendersi +visibile a noi un eguale sistema di operazioni che si produca in +quegli astri. Ma come difficilmente i Lunari ed i Marziali potrebbero +immaginare le vere cause di tali mutazioni d'aspetto senza aver prima +qualche conoscenza almeno superficiale della natura terrestre: così +anche per noi, che tanto poco conosciamo dello stato fisico di Marte e +nulla del suo mondo organico, la grande libertà di supposizioni +possibili rende arbitrarie tutte le spiegazioni di tal genere, e +costituisce il più grave ostacolo all'acquisto di nozioni +fondate. Tutto quello che possiamo sperare è, che col tempo si +diminuisca gradatamente l'indeterminazione del problema, dimostrando, +se non quello che le geminazioni sono, almeno quello che non possono +essere. Dobbiamo anche confidare un poco in ciò, che Galileo chiamava +_la cortesia della Natura_, in grazia della quale talvolta da parte +inaspettata sorge un raggio di luce ad illuminare argomenti prima +creduti inaccessibili alle nostre speculazioni; di che un bell'esempio +abbiamo nella chimica celeste. Speriamo adunque, e studiamo. + +GIOVANNI SCHIAPARELLI. + + + + +G. SCHIAPARELLI + +LA VITA SUL PIANETA MARTE + +Estratto dal fascicolo N.° 11 Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte" + + Semel in anno licet insanire + + + + +Il singolar globo di Marte, che sotto più riguardi tanto rassomiglia +al nostro, e nel quale sembrano celarsi così interessanti misteri, +ogni giorno più chiama a sè l'attenzione pubblica, e sempre più è +fatto oggetto di accurati studi e di ardite speculazioni. Esso non è +intieramente sconosciuto ai lettori di Natura ed Arte, i quali +ricorderanno senza dubbio la descrizione accompagnata da disegni, che +ne fu pubblicata nei due fascicoli di febbraio 1893. Non senza +ammirazione essi han potuto vedere quelle macchie oscure e quelle +regioni più chiare della sua superficie, che si considerano come +rappresentanti mari e continenti; le misteriose linee, dette canali, +or semplici or doppie, che lo solcano per ogni verso in forma di fitto +reticolato; le vicissitudini del clima nei suoi due emisferi; e +specialmente le nevi che biancheggiano intorno ai suoi poli, e con +alterna vece crescono e decrescono secondo le stagioni, nè più nè meno +di quello che si osserva nelle regioni agghiacciate che occupano le +zone polari del nostro globo. + +Nell'anno decorso 1894 il pianeta essendosi molto avvicinato alla +Terra (siccome suol fare periodicamente ad intervalli di circa 26 +mesi), si trovò a buona portata dei grandi telescopi astronomici; e +così fu possibile di fare alcune osservazioni importanti. Durante +l'epoca del massimo avvicinamento (che fu nei mesi di settembre e di +ottobre) la posizione dell'asse di Marte rispetto al sole, e le +stagioni dei suoi emisferi furono press'a poco quelle che han luogo +per la Terra ogni anno durante il mese di gennaio. Per l'emisfero +boreale di Marte era appena passato il solstizio d'inverno; l'emisfero +australe, invece, che si trovava principalmente in vista, era nelle +condizioni atmosferiche che noi esperimentiamo nel mese di luglio, +cioè al principio e al colmo della state. Le regioni polari australi e +il polo antartico del pianeta brillavano nell'illuminazione perpetua; +e sotto la sferza incessante del sole le nevi di quel polo parvero +decrescere a colpo d'occhio. + +Le prime osservazioni si fecero in Australia alla fine di maggio col +gran telescopio dell'osservatorio di Melbourne, essendo il pianeta +ancora a grande distanza della terra. Il 25 maggio (epoca, che per +l'emisfero australe di Marte corrispondeva press'a poco alla metà +della primavera) i ghiacci si estendevano tutt'intorno al polo +australe fino a 67° di latitudine; l'area nevosa formava una calotta +ben terminata e simmetrica di 2800 chilometri di diametro. + +A partir da quel punto fino alla metà d'agosto, per lo spazio di 80 +giorni e più, l'orlo circolare della regione nevata andò +restringendosi con molta regolarità, avvicinandosi al polo in ragione +di 13 chilometri al giorno: così che a mezzo agosto il diametro delle +nevi da 2800 chilometri si trovò ridotto a 600. Durante questo +intervallo, e precisamente verso la fine di giugno, si manifestò nella +calotta bianca una grande spaccatura, che ne separava un segmento di +considerabile ampiezza. Quest'ultimo scomparve presto, e non restò che +la massa principale, notabilmente diminuita. + +Da mezzo agosto alla fine di settembre la diminuzione delle nevi +intieramente si arrestò, quantunque appunto in quell'intervallo avesse +luogo il solstizio australe del pianeta (31 agosto) e con esso la +massima irradiazione del Sole su quelle regioni. Il 24 di settembre +l'area circolare nevosa aveva ancora quasi lo stesso diametro di 600 +chilometri, che era stato misurato il 13 di agosto. + +La causa sconosciuta, che produsse questo arresto nel ritirarsi dei +ghiacci, parve cessare negli ultimi giorni di settembre; il limite +delle nevi continuò a progredire verso il polo, questa volta in +ragione di dieci chilometri al giorno; e non fini che colla +distruzione totale delle nevi stesse, la quale da diversi osservatori +fu assegnata ad epoche alquanto diverse, ma si può stimare che avesse +luogo intorno al 23 ottobre, coll'incertezza di alcuni giorni in più +od in meno. Così rimase il polo australe di Marte affatto nudo di +ghiacci fino a questo giorno in cui scrivo (4 aprile +1895). Nell'intervallo si videro bensì di quando in quando comparire +certe macchie bianche in molta vicinanza del polo; nessuna di queste +però è stata permanente, e si deve credere che rappresentassero +nevicate di carattere locale e transitorio. Quale fortuna sarebbe pei +nostri geografi, se un simile scioglimento completo dei ghiacci si +producesse anche una sola volta sopra ciascuno dei due poli della +Terra! + +Da che si è incominciato a studiar Marte con qualche attenzione, è +questa la prima volta in cui è accaduto di osservare la completa +dissoluzione delle sue nevi antartiche. Essa si può stimare avvenuta +circa 55 giorni dopo il solstizio australe, cioè dopo l'epoca, in cui +la massima intensità della radiazione solare si fece sentire in quella +regione. Nel 1862, trovandosi il pianeta in una stagione identica, +Lassell vide quelle medesime nevi ancora molto estese: 94 giorni dopo +il solstizio australe il loro diametro non era minore di 500 +chilometri. Nell'anno 1880 io le vidi ancora a Brera 144 giorni dopo +il solstizio australe. Possiamo argomentare da questo, che in Marte, +come sulla Terra, il corso delle stagioni non è perfettamente il +medesimo in tutti gli anni, e che si danno colà, come presso di noi, +estati più lunghe o più calde, ed altre più brevi o più fresche. + +La rapida fusione di così ingenti quantità di neve non può essere +senza conseguenze sulle condizioni idrografiche del pianeta. Sulla +terra la fusione delle nevi artiche ed antartiche non può essere di +molta conseguenza, prima perchè le aree ghiacciate polari sono ambedue +circondate dal medesimo mare, il quale, se cresce di livello per lo +sciogliersi di una parte delle nevi artiche, d'altrettanto decresce +pel contemporaneo coagularsi di nuove nevi antartiche. Una simil +compensazione non può aver luogo su Marte in modo così semplice od +immediato, essendo il maggior mare, che circonda il polo antartico, +intieramente separato da quegli altri mari assai minori o piuttosto +laghi, che stanno vicino al polo artico; siccome si può vedere dando +uno sguardo alla carta di Marte qui unita[12]. L'equilibrio nelle +masse liquide dei due emisferi può stabilirsi soltanto per mezzo di +deflusso attraverso ai continenti che occupano le regioni intermedie; +e questa è la causa per cui all'alternato coagularsi e dissolversi +dello nevi intorno ai due poli sono da attribuire in gran parte le +mutazioni che si osservano nel sistema idraulico del +pianeta. Mutazioni, che ai nostri telescopi son rese manifeste dalla +modificata estensione dei mari, e dalla varietà d'aspetto di quelle +strisce oscure che segnano le zone d'inondazione e di deflusso; le +quali pertanto non senza un po' di ragione furon chiamate _canali_, +quantunque tal nome si debba intendere in senso assai largo. Piuttosto +che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci +depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione +rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200 +chilometri od anche più. Io ho già fatto notare altra volta, che, +mancando sopra Marte le pioggie, questi canali probabilmente +costituiscono il meccanismo principale, con cui l'acqua (e con essa la +vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del +pianeta. Non è un problema privo d'interesse quello di rendersi conto +del modo, con cui può avvenire una tale diffusione. + + + +II. + +Sulla terra le vicende delle stagioni si corrispondono nei due +emisferi con effetti quasi intieramente simmetrici nella loro +alternativa. I periodi di freddo e di caldo, di siccità e di pioggia +si producono con fasi alternate, ma analoghe, ad intervalli di sei +mesi, sotto paralleli di ugual latitudine ai due lati +dell'equatore. Le diversità di clima, che si osservano in tal caso, +sono di carattere puramente locale, dovute per lo più a condizioni +accidentali di natura topografica. Qualche piccola differenza nella +meteorologia dei due emisferi veramente si manifesta a chi consideri +le cose con molta precisione; differenza principalmente derivata da +ciò, che nell'emisfero australe le aree continentali sono meno estese +che nell'emisfero boreale. Ma questo fatto, quantunque degno di studio +per il suo carattere generale, praticamente è di poca importanza nella +considerazione del clima di una data regione australe o boreale della +Terra. + +[vedi figura 04.png] + +In Marte le cose sembrano proceder molto diversamente. Come dimostra +uno sguardo dato alla carta, tutto o quasi tutto l'Oceano è +concentrato intorno al polo australe, al quale per conseguenza, e alle +circostanti regioni deve corrispondere una vasta depressione nel suolo +solido del pianeta. Al contrario, dall'esser l'emisfero boreale quasi +tutto occupato da un gran continente non interrotto, siamo indotti +ragionevolmente a credere, che da quella parte si abbian le regioni +più elevate, e che più alti di tutti siano i paesi circostanti al polo +nord. Questa disposizione di cose fa si, che lo sciogliersi delle nevi +polari può avere, pel clima e per la vita organica, conseguenze ben +diverse, secondo che si tratta delle nevi australi o delle nevi +boreali. È questo un punto, il quale merita di essere esaminato con +qualche cura. + +Consideriamo dapprima la calotta dei ghiacci australi, che tutta si +forma entro all'Oceano di Marte, e può giungere ad occupare di questo +Oceano una parte considerabile, forse un terzo od un quarto. Lo +sciogliersi progressivo della medesima avrà per ultimo risultato un +innalzamento del livello generale di tutto l'Oceano, e dei mari +interni minori, che lo circondano come appendici. Tale elevazione +potrà bastare ad inondare tutte le parti più basse dei continenti e +specialmente quelle che all'Oceano sono più vicine. In tale stagione +infatti si vedono molto più marcati ed oscuri, non solo i mani interni +segnati col nome di _Adriatico_, _Tirreno_, _Cimmerio_, _Sirenio_, +ecc.. ma anche gli stretti più o meno spaziosi che li uniscono +all'Oceano, e l'Oceano stesso. I golfi, onde appare frastagliato il +continente, diventano più visibili, e con essi anche taluno dei grandi +canali che dall'Oceano direttamente si spingono entro terra, per +esempio la Gran Sirte e la Nilosirte, che da essa procede. Questa +maggior espansione dell'Oceano però non arriva nelle parti più interne +dei continenti e nelle regioni boreali; impedita a quanto sembra dalla +troppo grande elevazione di queste. + +L'effetto dello sciogliersi delle nevi australi è dunque di far uscire +il mare dai suoi confini, e di produrre qua e là parziali inondazioni +del medesimo sopra alcuni lembi del continente. Ora è molto dubbio, se +un tal fenomeno possa riuscire di molto vantaggio per la vita +organica, e sopratutto pei supposti abitatori del pianeta. Simili +usurpazioni periodiche del mare sul continente hanno anche luogo +presso di noi in conseguenza del flusso e del riflusso: e, quantunque +siano di periodo breve e si facciano su piccolissima scala, non credo +si possano considerare come una benedizione pei paesi dove si +producono (Olanda, Frisia, litorale nord-ovest della Germania): +vediamo anzi gli abitanti tentare di difendersene con immense +dighe. Per Marte molto dipenderà dalla natura chimica delle sostanze +disciolte nell'Oceano. Se, per esempio, quelle acque fossero salate +come quelle dei mari terrestri, la zona delle aree invase dal mare ad +ogni ritorno dell'estate (che si fa su Marte a periodi di 23 mesi +circa dei nostri) potrebbe servire alla formazione di vaste saline, o +dar luogo a vegetazioni di carattere speciale. In nessun caso +potrebbero quelle acquo supplire alla coltivazione delle aree +continentali, ed ai bisogni dell'agricoltura quale noi l'intendiamo. + +Ben diverso è lo stato di cose che ci si presenta allo sciogliersi +delle nevi boreali. Essendo queste collocate nel centro del +continente, le masse liquide prodotte dalla liquefazione si diffondono +sulla circonferenza della regione nevata, convertendo in mare +temporaneo una larga zona del terreno circostante; e, correndo verso +le regioni più basse, producono una gigantesca inondazione molto bene +osservabile ai nostri telescopi. Tale inondazione si estende per molte +e grosse ramificazioni sopra terre prima asciutte, formando presso il +polo nord laghi molto estesi, che la carta nostra designa sotto i nomi +di _Mare Acidalio _e di_Lago Iperboreo_. Da tal regione inondata si +diramano grosse strisce oscure, rappresentanti al nostro sguardo +altrettante larghe correnti, per le quali le nevi liquefatte +ritornano, o tendono almeno a ritornare verso la loro sede naturale +che sta nell'altro emisfero, cioè verso le bassure australi occupate +dall'Oceano. + +Riflettiamo ora, che la neve è il prodotto di una distillazione +atmosferica, nella quale l'acqua si riduce alla purezza quasi +completa. Se ciò non fosse, l'evaporazione dei nostri mari condurrebbe +alla formazione di pioggie d'acqua salata, e di nevi salate; dove +tutti sanno, che l'acqua piovana caduta a traverso di una atmosfera +non inquinata è acqua quasi assolutamente pura, come assolutamente +pura o quasi è l'acqua delle nostre nevi. Adunque la grande +inondazione boreale di Marte, risultando dallo scioglimento di nevi +cadute in terreno prima asciutto, e non essendo mescolata alle acque +di un Oceano, sarà libera da quei sali e da quelle mescolanze, da cui +non si può dubitare che sia inquinato l'Oceano australe del +pianeta. Ne possiamo concludere, che se nelle parti asciutte o +continentali della superficie di Marte vi è vita organica, gli è +esclusivamente o quasi esclusivamente allo sciogliersi delle nevi +boreali che deve la sua esistenza: gli è dalla giusta e opportuna +ripartizione delle acque venenti dal polo nord, che dipende il suo +progresso e il suo sviluppo. E se in Marte esiste una popolazione di +esseri ragionevoli capace di vincere la Natura e di costringerla a +servire ai propri intenti, la regolata distribuzione di quelle acque +sopra le regioni atte a coltura deve costituire il problema principale +e la continua preoccupazione degli ingegneri e degli statisti. + + + +III. + +Fino a questo punto abbiam potuto arrivare, combinando il risultato +delle osservazioni telescopiche con probabili deduzioni tratte da +principi conosciuti della Fisica, e da plausibili analogie. Concediamo +ora alla fantasia un più libero volo; sempre appoggiati, per quanto è +concesso, al fondamento sicuro dell'osservazione e del ragionamento, +tentiamo di renderci conto del modo, con cui sarebbe possibile in +Marte l'esistenza e lo sviluppo di una popolazione d'esseri +intelligenti, dotati di qualità e soggetti a necessità non troppo +diverse dalle nostre: e sotto quali condizioni si potrebbe ammettere, +che i fenomeni dei così detti canali e delle loro geminazioni possano +rappresentare il lavoro di una simil popolazione. Ciò che diremo non +avrà il valore di un risultato scientifico, ed anzi confinerà in parte +col romanzo. Ma le probabilità a cui per tal modo arriveremo non +saranno minori che per tanti altri romanzi più audaci e meno innocui, +che sotto il sacro nome di scienza si stampano nei libri e si +predicano nelle assemblee e nelle Università. + +Comparando il globo della Terra con quello di Marte sotto il rispetto +della loro costituzione meteorologica ed idrografica, subito ci appare +manifesto, dalle cose dette di sopra, quanto il primo dei due sia +meglio disposto per accogliere la vita organica e per favorirne lo +sviluppo nelle sue forme superiori. Ai fortunati terricoli l'acqua +fecondatrice è distribuita gratuitamente dalla periodica e regolare +operazione del gran meccanismo atmosferico. Piove sui nostri campi +senza alcun nostro merito: per noi, senza alcuna nostra fatica si +condensa sulle montagne il liquido prezioso, che per mezzo dei +ruscelli e dei fiumi può in molti modi esser rivolto a nostro +vantaggio, coll'irrigazione, colla navigazione interna, colle macchine +idrauliche: e senza di questo dono, che sarebbe il genere umano? Assai +più dure condizioni di esistenza ha fatto la Natura ai poveri +Marziali. Dove rare sono le nuvole e mille le pioggie, ivi mancano +certamente le fonti ed i corsi d'acqua[13]. Tutto per loro sembra +dipendere, come già si è accennato, dalla grande inondazione prodotta +nello sciogliersi delle nevi polari boreali. La loro conservazione o +la loro prosperità richiede ad ogni costo, che siano arrestate nella +maggior quantità possibile, e trattenute per tutto il tempo necessario +quelle acque, prima che vadano a perdersi nel mare australe; che se ne +approfitti nel modo più efficace alla coltura di aree abbastanza vaste +per assicurare durante un intero anno Marziale (23 mesi nostri) +l'esistenza di tutto ciò che vive sul pianeta. Problema forse non +tanto facile e non tanto semplice! perchè la somma di acqua +disponibile è al più quella che hanno formato le nevi boreali d'una +sola invernata; quantità certamente assai grande, la quale però, +ripartita sopra tutti i continenti, potrebbe presto diventare +insufficiente, anche non tenendo conto delle perdite inevitabili per +evaporazione, filtrazione, errori di distribuzione, ecc. + +Bastan questi riflessi a persuaderci, che le molte strisce oscure, +onde il pianeta è solcato per ogni verso, larghe talvolta quanto il +Mar Adriatico od il Mar Rosso e quasi sempre assai più lunghe, non +possono, malgrado il nome da noi loro assegnato di _canali_, +rappresentare nella loro vera larghezza arterie di deflusso delle +acque boreali. Se tali fossero, basterebbero a dar passo in poche ore +a tutta quanta la grande inondazione. Non solo le acque non potrebbero +esser impiegate a colture che richiedessero la durata di alcuni mesi, +ma giungerebbero al mare e vi si perderebbero prima che un vantaggio +qualunque se ne potesse trarre. Certo per le vie segnate da quelle +strisce ha luogo un deflusso, ma non tutte intiere quelle strisce +servono al deflusso. La loro larghezza è per tale scopo eccessiva, nè +a questo scopo corrisponde bene il loro variabile aspetto, e la loro +geminazione. Ciò che noi vediamo là, o che finora abbiam chiamati +_canali_, non sono larghissimi corsi d'acqua, come da alcuno fu +creduto. L'ipotesi più plausibile è quella di considerarle come _zone +di vegetazione_, estese a destra e a sinistra dei veri _canali_, i +quali esistono sì lungo le medesime linee, ma non sono abbastanza +larghi da poter esser veduti dalla Terra[14]. Queste zone di +vegetazione facilmente si distaccano sulle circostanti regioni del +pianeta per un colore più cupo, dovuto, com'è da credere, al fatto +stesso dell'inaffiatura (si sa che il terreno bagnato è di color più +oscuro che l'asciutto e disseccato dal sole) e anche in parte senza +dubbio alla presenza stessa della vegetazione; mentre per le aree +aride e condannate a perpetua sterilità rimane invariato il color +giallo uniforme che predomina su tutti i continenti. Questo colore +dobbiamo d'or innanzi considerare come rappresentante il deserto puro +ed assoluto; e pur troppo si può far stima, che i nove decimi della +superficie continentale di Marte ad esso appartengano. + +Proseguendo nelle nostre deduzioni arriveremo a comprendere senza +difficoltà, che, regnando in Marte il potere della gravità, quantunque +in misura assai minore che sulla Terra[15], i liquidi diffusi alla +superficie del pianeta tenderanno a scendere ai luoghi più bassi; e +che le zone oscure destinate alla vegetazione saranno più basse delle +aree luminose circostanti, in cui l'acqua non può penetrare. Quello +pertanto che a noi appare sotto aspetto di striscia oscura, e che da +tutti finora si è chiamato _canale_, sarà un grande avvallamento della +superficie, esteso secondo la linea retta o secondo il circolo +massimo, sopra larghezze e lunghezze comparabili a quelle del Mar +Rosso. D'or innanzi daremo ad esso il nome più proprio di _valle_. La +larghezza di una tal valle è in tutti i casi presso che uniforme, e +tale dobbiamo credere ne sia pure la profondità, che diverse ragioni +c'inducono a credere molto piccola, e certamente poi molte volte +minore della larghezza. L'osservazione ci accerta che una tal valle fa +sempre capo co' suoi estremi o ad un mare, o ad un lago, o ad un'altra +valle consimile. E poichè il color oscuro, effetto della vegetazione e +dell'irrigazione, ne occupa tutta l'apparente larghezza, dobbiamo +ritenere, che i due pendii laterali siano accessibili alle acque tanto +bene quanto il fondo. Quale poi sia stata l'origine di tali valli così +numerose ed intrecciate, come si vede sulla carta, non è ora opportuno +discutere; però l'enorme loro larghezza non ci dà confidenza di +soscrivere all'opinione di coloro, che le credono prodotto di uno +scavo artificiale. + +La mente nostra non è avvezza a concepire tali grandiose opere come +effetto di potenze comparabili a quella dell'uomo. Quando però dalla +considerazione generale di questi fatti si scende allo studio minuto +dei loro particolari, e sopratutto si ferma l'attenzione sopra le +misteriose geminazioni e sulla straordinaria regolarità di forma +ch'esse presentano, l'idea che qualche parte almeno secondaria vi +possa avere una razza di esseri intelligenti non può esser considerata +come intieramente assurda. Anzi, al punto in cui siamo giunti, e data +la verità delle cose sin qui esposte, tale supposizione perde quel +carattere d'audacia che ci spaventava da principio, e diventa quasi +una conseguenza necessaria. + +Poniamo infatti per un momento, che lassù tutto si faccia per +conseguenza cieca di leggi fisiche, senza intervento alcuno di mente +direttiva. Le nevi del polo boreale, a misura che saranno disciolte, +correranno all'Oceano seguendo le ampie valli, che loro offrono la +strada più facile. Se il fondo delle valli è concavo (come nella +maggior parte delle nostre), l'acqua vi si riunirà in una corrente di +larghezza molto limitata, e non potrà occupare i pendii laterali, nè +produrre sopra di essi l'innaffiamento e le vegetazioni che soli +possono renderli a noi visibili. Il corso d'acqua o canale esisterà, +ma difficilmente prenderà tale ampiezza.da rendersi sensibile al +telescopio. Insomma noi non ne vedremmo nulla. Perchè l'acqua e la +vegetazione potessero espandersi sopra larghezze di 100 e 200 +chilometri, bisognerebbe che il fondo della valle fosse piano e quasi +assolutamente uniforme. Avremo allora qualche cosa di simile ad un +vasto impaludamento, nel quale potrebbero ottimamente svolgersi una +flora ed una fauna somiglianti a quelle della nostra epoca +carbonifera. Con tali ipotesi è possibile renderci conto delle strisce +oscure semplici; rimane però inesplicato il fenomeno della loro +temporanea geminazione. Non si riesce a comprendere perchè in una +medesima valle l'innaffiamento e la vegetazione si faccian talvolta +sopra una linea unica, tal'altra invece si dividano sopra due linee +parallele di larghezza e d'intervallo non sempre eguale in ogni tempo, +tra le quali resta uno spazio infecondo o almeno non irrigato. Qui la +supposizione di un intervento intelligente è più che mai indicata. E +il modo di questo intervento dev'esser determinato dalle condizioni +particolari fatte dalla natura ai supposti abitatori del pianeta. + +[vedi figura 05.png] + +Ora prego il lettore di considerare l'annessa figura, nella quale si è +inteso di rappresentare il taglio o sezione traversale di una delle +larghe valli di Marte. In A A sono le sponde della valle, in B il suo +fondo. Se al giungere delle inondazioni s'immettesse l'acqua nella +valle senza altro apparato, essa si raccoglierebbe tutta al fondo +sotto forma di un gran fiume in quantità probabilmente eccessiva, +mentre i pendii laterali rimarrebbero asciutti. Per dare a tutta la +valle la irrigazione necessaria così in quantità come in durata, i +nostri ingegneri avrebbero scavato (e così dobbiam supporre abbiano +fatto anche gl'ingegneri di Marte) a diverse altezze sui due pendii +una serie di canali paralleli fra loro e paralleli alle sponde della +valle; canali di dimensioni comparabili alla nostra Muzza, al Canale +Cavour, al gran Canale del Gange[16]. Simili canali, di cui non è +necessario qui precisare il numero, sono rappresentati sulla figura +dallo incavature segnate colle lettere _m, n, p_... Fra due canali +contigui il terreno segue il pendio naturale verso l'asse della valle, +in modo che l'acqua da un canale più alto (come quello segnato _m_) +possa arrivare a quello che gli sta sotto (come quello segnato _n_) +espandendosi gradatamente su tutta la zona coltivata intermedia _m +n_. I due canali più bassi serviranno ad irrigare la zona più bassa di +coltivazione, che occupa il fondo della valle. All'estremità boreale +di questa stanno i robusti argini, che trattengono entro i dovuti +limiti, e fino al tempo opportuno, le acque della grande inondazione; +ivi si chiudono e si aprono le porte d'afflusso: mentre per +l'estremità australe e più bassa accadrà l'uscita delle acque residue, +che vanno a raccogliersi nell'Oceano australe. + +Già si è accennato, che la copia d'acque provenienti dalle nevi di una +sola invernata sembra piuttosto inferiore che superiore ai bisogni +dell'irrigazione; la poca area delle superficie coltivate in confronto +colle deserte favorisce questa conclusione. L'apertura dei canali e +l'immissione delle acque nelle campagne di una data valle non si +potranno quindi fare a caso, ma dovranno succedersi con certa regola, +onde tutte le zone, anche le più alte, possano ricevere il fluido +benefico e conservarlo per tanto tempo, quanto ne richiede il ciclo +vegetativo delle colture adottate. Male si provvederebbe a questo, se, +per esempio, prima che la grande inondazione sia giunta al colmo, si +cominciasse a consumar l'acqua per uso delle zone più basse: perchè in +tal modo potrebbe avvenire che l'inondazione non raggiungesse il +livello necessario per irrigare le zone più alte. Queste ultime +pertanto dovranno avere la precedenza in ogni caso. + +Così stando dunque disposte le cose; essendo giunta l'estate +dell'emisfero Nord, e la grande inondazione boreale essendo arrivata +alla massima altezza; il Gran Prefetto dell'Agricoltura ordina che si +apran le chiuse più alte, e che sia immessa l'acqua nei due canali più +elevati a destra e a sinistra della valle (segnati colle lettere _m +m'_nella figura qui sopra). L'irrigazione si estenderà sopra le due +zone laterali più alte (cioè _mn m'n'_); la superficie della valle +cambierà colore in queste due zone, l'abitante della Terra vedrà due +strisce parallele colorate, cioè una _geminazione_. Trascorso il tempo +sufficiente per assicurare il completo ciclo vegetativo in quelle due +prime zone, e la grande inondazione boreale essendo già in sul +decrescere, si aprono le chiuse conducenti a due canali più bassi _n +n'_, i quali frattanto avranno ricevuto anche i residui delle due zone +già irrigate. Così sarà aperta alle acque la via per fecondare due +altre zone fra loro parallele, _np n'p'_le quali a loro volta +diventeranno visibili all'osservatore terrestre. A quest'ultimo la +geminazione sembrerà or composta di due linee più larghe, l'una +proveniente dall'insieme delle due zone irrigate di destra, l'altra +dall'insieme delle due zone irrigate di sinistra. Ma col cessare della +vegetazione nelle zone più alte, _mn m'n'_, queste riprenderanno il +loro colore primitivo, e cesseranno d'esser visibili; onde a un dato +momento nel telescopio non si vedranno che le sole zone _np n'p'_più +interne; la geminazione sarà di nuovo composta di due linee sottili, +ma l'intervallo fra queste sarà minore di quanto fosse in principio, +quando erano irrigate le sole zone _mn m'n'_. Così di grado in grado, +abbassandosi le acque della grande inondazione, si passerà ad irrigare +zone sempre più basse; da ultimo, esaurite ormai quelle acque, se ne +profitterà per immetterle nella zona che forma il fondo della valle, +cioè nell'intervallo rappresentato con _pp'_. Allo spettatore +terrestre apparirà una striscia sola; la geminazione avrà cessato di +esistere. E quando il ciclo vegetativo sarà compiuto su tutte le zone +della valle, allora soltanto si potranno aprire le porte inferiori per +lasciare l'uscita alle acque residue, non senza prima aver riempito i +vasti serbatoi necessari all'uso quotidiano di quegli abitanti, e alla +coltura dei giardini durante l'intervallo della lunga +siccità. Dell'irrigazione avvenuta non rimarrà che qualche traccia +accidentale, il terreno ritornerà arido, e l'osservatore terrestre o +non vedrà più affatto la valle, o appena ne discernerà qualche lieve +indizio. + +Questo piano d'operazioni, che io ho descritto qui per fissare le idee +su di un caso concreto, non sarà probabilmente il solo ad esser +praticato. Non è necessario che l'ordine d'irrigazione delle +successive zone sia sempre ed ovunque così completo e così +regolare. Se, per esempio per le colture di Marte fosse necessaria la +pratica del maggese, qualche zona dovrebbe esser lasciata senza +irrigazione. A norma poi delle diverse specie di coltura dovendo +l'irrigazione esser più lunga o più breve, non si avrà sempre la +completa simmetria sui due pendii della valle; ma potrà tale +irrigazione esser più estesa e più durevole or da una parte or +dall'altra, od anche da una parte mancar totalmente. E sul fondo della +valle, che sarebbe il luogo più opportuno per boschi, si cercherebbe +di mantenere l'umidità per il tempo più lungo che sia possibile. Così +potrebbe anche nascere una zona permanente di vegetazione, sempre più +o meno osservabile dai telescopi terrestri. In tal modo senza supporre +cose miracolose e senza vagare all'impazzata nei campi dell'ignoto, +con sobrio uso d'analogie e con plausibili deduzioni, possiamo +spiegarci non solo la varia lunghezza e il vario aspetto sotto cui ci +appaiono i così detti _canali_, cioè le valli coltivate di Marte; ma +ancora dalle necessità pratiche della vita degl'ipotetici suoi +abitanti possiamo dedurre e l'esistenza delle geminazioni, e la varia +larghezza delle linee che le compongono, le mutazioni del loro +intervallo. E si riesce a comprendere perchè le strisce, dette +_canali_, qualche volta sembrano portarsi più verso destra, e qualche +altra volta più verso sinistra, sempre conservando il medesimo +orientamento. + +Ammesse le linee principali del nostro quadro, non sarà difficile il +compierlo nei particolari, e disegnare coll'immaginazione i grandiosi +argini necessari per contenere nei giusti limiti l'inondazione +boreale; i laghi o serbatoi secondari di distribuzione, necessari per +dare le acque a quelle valli, che non fanno capo direttamente a quella +inondazione; le opere occorrenti per regolare la distribuzione secondo +il tempo e secondo il luogo; i canali di primo, secondo, +terzo... ordine destinati a condurre le acque su tutto il terreno +irrigabile; i numerosi opifici, a cui le acque potranno dar moto nel +loro scendere dai ciglioni laterali della valle al fondo della +medesima. Marte dev'esser certamente il paradiso degli idraulici! + +E passando ad un ordine più elevato d'idee, interessante sarà +ricercare qual forma d'ordinamento sociale sia più conveniente ad un +tale stato di cose, quale abbiamo descritto; se l'intreccio, anzi la +comunità d'interessi, onde son fra loro inevitabilmente legati gli +abitanti d'ogni valle, non rendano qui assai più pratica e più +opportuna, che sulla Terra non sia, l'istituzione del socialismo +collettivo, formando di ciascuna valle e dei suoi abitanti qualche +cosa di simile ad un colossale falanstero, per cui Marte potrebbe +diventare anche il paradiso dei socialisti. Bello altresì sarà +indagare, se sia meglio ordinar politicamente il pianeta in una gran +federazione, di cui ogni valle costituisca uno stato indipendente, +oppure se forse, a reggere quel grande organismo idraulico da cui +dipende la vita di tutti, e a conciliare le diverse necessità delle +diverse valli, non sia forse più opportuna la monarchia universale di +Dante. Ed ancora si potrà discutere, a quale rigorosa logica dovrà +essere subordinata la legislazione destinata a regolare un così +grandioso, vario e complicato complesso d'affari: quali progressi +debbano aver fatto colà la Matematica, la Meteorologia, la Fisica, +l'Idraulica e l'arte delle costruzioni, per arrivare alla soluzione +dei problemi estremamente difficili e varii, che si presentano ad ogni +tratto. Qual singolare disciplina, concordia, osservanza dello leggi e +dei diritti altrui debba regnare sopra un pianeta, dove la salute di +ciascuno è così intimamente legata alla salute di tutti; dove son +certamente sconosciuti i dissidii internazionali e le guerre: dove +quella somma ingente di studio e di lavoro e di mezzi, che i pazzi +abitanti d'un altro globo vicino consumano nel nuocersi +reciprocamente, è tutta rivolta a combattere il comune nemico, cioè le +difficoltà che l'avara Natura oppone ad ogni passo. + +Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore +considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi +continuare la volata. _Messo t'ho innanzi, omai per te ti ciba_. + +G. SCHIAPARELLI. + + + + +GIOVANNI V. SCHIAPARELLI + +IL PIANETA MARTE + +Estratto dalla rivista Natura ed Arte, Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909 + + + + +Come suol fare a periodi alternati ora di 15 anni, ora di 17 anni, il +pianeta Marte nell'autunno scorso passò ad una delle sue minori +distanze da noi, avvicinandosi alla Terra fino a 47 milioni di +chilometri, ed apparve luminoso e magnifico più che mai non sia stato +dal 1877 a questa parto. A quella distanza, il globo di Marte, di cui +il diametro arriva a circa 7600 chilometri, sottendeva nell'occhio +dell'osservatore terrestre un angolo di 25". Sopra un tal globo ed a +tale distanza si possono discernere, con telescopi di sufficiente +potenza, le configurazioni topografiche del pianeta con un grado di +minutezza e di precisione di cui si può avere un'idea dai qui annessi +disegni. E reciprocamente, ad uno spettatore collocato in Marte non +riuscirebbe troppo difficile distinguere sulla Terra particolarità del +medesimo ordine di grandezza. L'esperienza dimostra, che con un +istrumento di dimensioni affatto comuni, munito di una lente +obbiettiva di 20 centimetri di diametro, una macchia luminosa su fondo +oscuro (od oscura su fondo luminoso) si può distinguere senza troppa +difficoltà in Marte alla sopradetta distanza di 47 milioni di +chilometri, quando ad un discreto contrasto di colore essa congiunga +un diametro reale uguale a 1/50 del diametro del pianeta, cioè a 153 +chilometri. Epperciò, usando sufficiente diligenza, si potranno +scoprire in Marte, con un obbiettivo della detta dimensione, tutte le +isole non minori della Sicilia e tutti i laghi non minori del Ladoga, +isole come l'Islanda e Ceylan; laghi come quello di Aral ed il +Victoria Nyanza devono esser molto cospicui. Similmente una striscia +luminosa su fondo più oscuro, secondo le fatte esperienze, dovrebbe +essere ancora visibile quando la sua larghezza non fosso minore di +1/100 del diametro di Marte, cioè di 80 chilometri o giù di lì. Quindi +lingue di Terra od isole oblunghe come la Jutlandia e Cuba e l'istmo +centrale Americano; stretti di mare e laghi oblunghi come il +Tanganyika, il Nyassa od il Mar Vermiglio di California dovrebbero +esser visibili da un ipotetico abitante di Marte, che vi ponesse molta +attenzione. Facilissimi dovrebbero essere per lui oggetti come +l'Italia, l'Adriatico, il Mar Rosso, Sumatra e Nippon. + +Tali sono press'a poco i limiti a cui può arrivare la visione dei +particolari di Marte esaminato con una lente obbiettiva di 20 +centimetri in quelle occasioni, in cui si trova alla minor possibile +sua distanza da noi. Negli ultimi tempi tuttavia gli ottici hanno +imparato a costruire lenti obbiettive di molto maggior potenza così +per riguardo alla amplificazione, come per riguardo alla precisione +delle immagini; quindi i limiti sovra accennati sono stati spesso +oltrepassati, malgrado che le difficoltà di esatta costruzione +crescano in misura assai maggiore che le dimensioni di questi +telescopi giganti. + +La superficie di Marte presenta un insieme di macchie diversamente +colorate, che costituiscono un sistema topografico sotto certi +rispetti analogo a ciò che si vede sulla terra, sotto altri invece +molto differente. Marte ruota intorno ad un asse come la Terra, ed ai +due poli si veggono per lo più brillare di luce vivissima due macchie +bianche, le quali presentano vicende periodiche di grandezza, e +alternamente crescono e diminuiscono secondo il ciclo delle stagioni, +che per Marte è di 687 giorni, mentre per noi è un poco più di +365. Appena si può dubitare che tali macchie bianche polari siano +immense estensioni di nevi o di ghiacci. Non sono esse da confondere +con altre macchie di candore per lo più meno puro e meno intenso, che +talvolta appajono qua e là in tutte le latitudini, prediligendo anche +certe regioni della superficie, e che sono state interpretato talvolta +come nuvole, o strati di nebbia o condensazioni simili alla nostra +brina; si vedono or qua or là senza regola manifesta, e coprono talora +vastissime estensioni. + +[vedi figura 06.png] + +Fuori di queste regioni bianche o biancastre la superficie del pianeta +non è tutta di colore uniforme; nella maggior parte dei luoghi il +fondo è formato da diverse gradazioni di rosso chiaro, o di aranciato +o di giallo. Quello che rimane è occupato da vere macchie, in cui +dominano colori di un tipo più scuro, diversi in diversa località, con +intensità differente. Prevalgono il grigio, il bruno, qualche volta il +nero, ma solo sopra linee o strisce di poca ampiezza. Spesso le aree +coperte da colori differenti sono divise da una netta linea di +separazione; ma non di raro accade che dall'un colore all'altro v'è un +passaggio graduale, quello che si dice una sfumatura. Tutto l'insieme +dà l'idea di un magnifico e ricco musaico di gemme sparse su fondo +d'oro diversamente ombreggiato, che nessun pittore fino ad oggi ha +saputo rappresentare nemmeno con lontana approssimazione. Le immagini +di Marte che gli astronomi disegnano il meglio che sanno stando ai +loro telescopi, oltre all'imitazione quasi sempre molto imperfetta +della linea, per difficoltà che qui sarebbe lungo e inutile +descrivere, non danno alcuna esatta idea dei colori. Ciò che si stampa +nei libri sono figure assai imperfette, per lo più assai lontane dal +vero, e trattate in semplice chiaroscuro: da esse altro non si può +ricavare che un'idea approssimata della grandezza e della disposizione +delle macchie più salienti, senza che dei colori si possa dedurne +alcuna notizia. Nè bisogna immaginarsi di veder sempre in Marte le +medesime cose; e che, messo il pianeta nel campo telescopico, ad altro +non si debba pensare, che a far un _ritratto_somigliante più o meno a +quello che si vede nel suo dischetto. Appena cominciato il suo lavoro, +l'osservatore si avvede ben presto che le macchie, le linee e tutto il +resto vanno cambiando d'aspetto lentamente, ma pur in modo sensibile +in capo ad una mezz'ora; la scena dopo tre o quattro ore si trova +intieramente diversa, nuove cose compajono mentre gli oggetti di prima +o sono scomparsi, oppure se ancora si vedono, sono talmente cambiati +di posto, e deformati nel loro contorno, da esser appena +riconoscibili. Questa è una conseguenza della rotazione di Marte +intorno al suo asse, la quale si compie in 24 ore e 40 minuti: ed è +facile vedere quale imbarazzo nasca da questo fatto a chi debba +rappresentare tante particolarità a misura d'occhio. + +Considerando le cose in massa, si distinguono nella superficie di +Marte le regioni di color più chiaro, le quali sono anche le più +luminose; ad esse, in conformità di ciò che si usa anche per la Luna, +si suole dare la qualificazione di _terre_o di _continenti_, mentre +alle parti ombreggiate con tinte più oscure si assegna il nome, +egualmente convenzionale, di _mari_e di _laghi_. Questi nomi non +servono che per uso di classificazione non interamente rigorosa, +essendovi (oltre alle bianche calotte polari) alcune regioni di +carattere intermedio. Vi sono anche regioni di colore variabile, che +sembrano appartenere ora all'una ora all'altra classe secondo la +direzione in cui il Sole le illumina, o secondo la direzione in cui +son vedute dall'osservatore, in dipendenza di cause per adesso ancora +sconosciute. Tali variazioni possono farsi entro limiti estesissimi, +che dal bianco puro possono andare sino al nero assoluto, passando per +gradazioni diverse di rosso, di giallo, di grigio e di bruno. Di tali +vicende alcune si ripetono ad ogni rotazione del pianeta con una certa +regolarità, altre hanno un andamento parallelo alla stagione che +domina nella località considerata del pianeta. Il quale è soggetto +alle stesse varietà di riscaldamento e d'illuminazione che ha luogo +nelle diverse regioni della Terra. Alcune di tali vicende d'aspetto +sono in diretta connessione collo stato meteorologico e termico, ed è +possibile che vi si rendano in qualche modo visibili a noi i diversi +stadi di un ciclo vegetativo, secondo un'ipotesi abbastanza probabile, +studiata e propugnata principalmente dall'astronomo americano +Lowell. Ma l'osservazione prolungata per molti anni ha fatto +riconoscere un'altra classe di fenomeni che non sembrano dipendere dal +periodo delle stagioni, e potrebbero anche essere irregolari. In certe +località un dato aspetto di cose che sembrava permanente, viene a +mutarsi d'un tratto per intervalli, dà luogo ad altre combinazioni, +che scompajono alla loro volta, per dar luogo ad un rinnovamento più o +meno esatto del primitivo stato di cose; tutto questo saltuariamente +ed in modo che si potrebbe dire accidentale. + +[vedi figura 07.png] + +La carta annessa può dare un'idea approssimata del modo con cui sono +distribuite le macchie principali di Marte e la loro disposizione +rispetto ai poli ed all'equatore del pianeta. Essa è divisa in due +emisferi al modo dei mappamondi ordinari, in maniera però da collocare +in alto il polo australe ed in basso il polo boreale; ciò per render +più facile la comparazione con quello che si vede nel telescopio +astronomico. In questo, infatti, che rovescia le immagini degli +oggetti, suole il polo nord apparire nelle parti inferiori del disco, +e il polo sud nelle parti superiori[17]. La figura è di carattere +schematico, come accade nelle nostre carte geografiche; essa non ha +per iscopo di dare una _pittura_imitante l'aspetto del pianeta come se +si volesse farne un ritratto, ma serve soltanto a facilitarne +l'esposizione descrittiva. Astraendo dalle regioni polari, le quali +sono sempre o quasi sempre occupate dal bianco polare, si vede subito +che le aree più o meno ombreggiate, dette _mari_, occupano forse un +terzo della superficie intiera di Marte, e sono divise in due parti o +gruppi molto disuguali. In basso abbiamo il _Mar Boreo_, che circonda +quasi da ogni parte il polo nord, e da una parte si avvicina +all'equatore fin quasi al parallelo 40°. In alto abbiamo il _Mare +Australe_che è molto più vasto e spinge entro le aree continentali una +gran quantità di ramificazioni denominate sulla carta coi nomi di +_Gran Sirte, Mare Eritreo, Golfo delle Perle, Mare Cimmerio, Mare +Tirreno, Lago del Sole_, ecc. Fra quei due mari _Boreo_ed _Australe_si +stende la zona continentale, sparsa qua e là di linee e di macchie più +oscure. Entro i due grandi mari poi sono sparse regioni che si +mostrano come grandi isole o penisole, quali_Hesperia, Atlantis, +Hellas, Argyre, Baltià, Nerigos_, colorate in giallo per lo più, ma +non in modo permanente; talora impallidiscono, ed anche si oscurano e +prendono il colore grigiastro o bruno delle macchie propriamente +dette; solo mostrano questo colore con minor intensità. Già verso la +metà del secolo passato molti particolari di questa topografia +areografica erano stati esplorati o disegnati da abili osservatori, +quali Secchi, Dawes, Kaiser, Maedler, Lockyer, ed alcuno di essi aveva +anche intraveduto qua e là curiose configurazioni di macchiette o di +linee: ma non erano riusciti ad afferrarne con evidenza la +forma. Soltanto nel 1877, trovandosi il pianeta in una delle sue +maggiori vicinanze alla Terra (in posizione poco diversa da quella +occupata nell'autunno ora decorso), si ebbe l'opportunità di studiare +in buone condizioni e con maggior successo quei particolari prima +confusamente intraveduti e di convincersi che tutta la superficie di +Marte, ma più specialmente le aree luminose continentali, sono +occupate da un reticolato di linee sottili, formanti una specie di +triangolazione o di poligonazione, come si può vedere nella carta qui +annessa. Queste linee sono tracciate sulla superficie del pianeta o +forse entro la sua atmosfera; ognuna d'esse corre per lunghissimi +tratti, serbando per lo più una direzione costante senza angoli nè +curvature violente, formando anzi (rigorosamente o almeno +prossimamente) sul globo di Marte ciò che i geometri chiamano un +circolo massimo. Il loro corso appare continuo, senza lacune +apprezzabili alla visione telescopica, e si estende da pochi gradi (un +grado di Marte equivale press'a poco a 60 dei nostri chilometri), fino +ad occupare talvolta in lunghezza un terzo od un quarto della +circonferenza totale del pianeta (la quale è di 21.600 chilometri). La +larghezza è molto varia; per alcuni giunge a 100 o 200 chilometri, +altri ad alcune decine di chilometri, per alcuni più sottili e più +difficili a vedere la larghezza non supera che alcune unità della +stessa misura. Perciò assai diversa è la facilità con cui si possono +riconoscere e figurare con disegno; e bisogna aggiungere, che questa +facilità è molto variabile secondo il tempo e sembra dipendere in +molti casi dalla stagione che domina lungo il loro corso. Spesso si +vede qualcuno di essi traversare una delle nevi polari, formando una +traccia nerissima, che ha tutto l'aspetto di una spaccatura di esse +nevi. Queste linee sono i così detti_canali_di Marte, così denominati +per pura convenzione analoga a quella per cui alle grandi macchie si è +dato il nome di _mari_e di _continenti_. Ma della loro natura finora +poco o niente si è potuto accertare. Il nome di _canali_però e la +regolarità loro apparente ha indotto molti uomini di calda fantasia a +ravvisare in essi opere artificiali gigantesche di esseri +intelligenti; ipotesi questa che per ora non è ancora stato possibile +dimostrare che sia vera o falsa. Gli spiriti scettici hanno poi +facilmente troncato la questione, negando a queste formazioni ogni +esistenza obbiettiva, e dichiarandole come fantasmi creati +dall'immaginazione sulla base di visione confusa ed imperfetta. + +[vedi figura 08.png] + +Quando un canale è collocato in modo da attraversare il disco di Marte +nel suo centro, appare come una linea retta formante un diametro. Ma +girando il pianeta intorno al suo asse, in capo ad una o più ore, il +canale si presenta in prospettiva molto diversa, e s'incurva tanto più +fortemente in apparenza, quanto più è distante dal centro. Queste +variazioni di forma e di curvatura apparente si possono spiegare +esattamente secondo lo regole della prospettiva facendo l'ipotesi, che +i canali siano aderenti alla superficie del pianeta, o almeno +pochissimo distanti; la concordanza è tale, che di quell'ipotesi +nessuno può dubitare. Questo fatto, che è stato verificato centinaja e +migliaja di volte, basta da solo a dissipare qualunque dubbio potesse +nascere intorno alla realtà dei canali, e non lascia luogo a parlar +d'illusioni ottiche. + +Tutti i canali hanno la proprietà di correre da un mare ad un altro, o +dal mare ad un lago o fra due laghi, o finalmente da un canale ad un +altro. Non si ha esempio di un canale, di cui un'estremità sia libera +e termini isolata nello spazio continentale che la circonda, senza +connettersi da qualche parte con un mare, o con un lago, o con un +canale o con un gruppo d'intersezione di più canali. Anzi tutte lo +estremità dei canali là dove terminano in uno dei mari o dei laghi, +sogliono esser molto ben definite e spesso sono segnate da una macchia +oscura, che in molti casi presenta l'aspetto di una larga foce in +forma di tromba, per cui l'ipotetico canale potrebbe dirsi sboccare +nell'ipotetico mare vicino, o nell'ipotetico lago vicino. E similmente +quando due canali s'incontrano, spesso nella loro intersezione si vede +una piccola macchia oscura, per lo più di aspetto rotondeggiante e di +diametro non molto superiore alla larghezza dei canali +medesimi. Simili macchiette sono denominate _fonti_, per analogia col +resto della nomenclatura. Il loro numero è assai variabile, in alcuni +anni se ne videro non più di due o tre, in altri anni più decine e +sembrano trovarsi frequenti in certe regioni del pianeta a preferenza +di certe altre. Nel 1907 la fotografia ne ha rivelato un gran numero +di nuovi, mentre altri prima evidenti cessarono di esser +visibili. Quando un canale ne incontra parecchi altri, avviene qualche +volta che nelle sue intersezioni con questi si vedono lungh'esso +allineati molti di questi punti oscuri, i quali formano una serie bene +ordinata, come perle infilzate in un filo. È da credere, che tutte +queste fonti o piccole macchie rotondeggianti siano ciascuna il +risultato dell'incontro di due canali; ma ciò non risulta con evidenza +dall'osservazione, essendo frequenti i casi in cui essi appajono +isolati affatto nel mezzo dei continenti senza alcuna connessione. Ma +è probabile che la connessione esista e si faccia per canali troppo +sottili per esser veduti coi nostri attuali telescopi. + +In parecchi luoghi della superficie dei continenti, i canali +s'incontrano tre o quattro o più insieme formando piccolo +poligonazioni e dando luogo ad un insieme di macchie più +complicate. Nascono allora macchie oscure per lo più irregolari del +diametro di più centinaja di chilometri, e si vedono sulla carta +designati con nomi speciali, come Lago del Sole, Trivio di Caronte, +Propontide, ecc. Sono di forma più o meno regolare, secondo che i +canali da cui sono formati concorrono più o meno esattamente in un +medesimo punto. Questi laghi sono anch'essi molto variabili di colore, +di forma e di estensione; talvolta scompajono affatto, o si dividono +in più parti, e presentano fenomeni singolarissimi. + +[vedi figura 09.png] + +Ma riguardo ai canali e ai laghi il fenomeno più generale e più +notabile, e che nel mondo degli scettici ha provocato il maggiore +scandalo è quello assai frequente del loro sdoppiarsi, quando formano +ciò che si chiama geminazione. Un canale che prima appariva come linea +schiettamente semplice, d'un tratto si trasforma in un sistema di due +linee, quasi sempre uguali e parallele fra di loro. L'intervallo fra +le due linee è diverso da un caso all'altro, come pure la sua +proporzione alla grossezza delle linee stesse. Anche queste +geminazioni sono variabili col tempo. Non solo sembra esser diverso in +diversi tempi l'intervallo fra le due linee, ma la visibilità di essa +è soggetta a vicende, di cui non è ancora stato possibile scoprire la +norma. Talvolta una linea diventa più debole dell'altra e finisce per +sparire, l'altra rimanendo immutata e visibile come canale isolato. I +fenomeni che accompagnano la formazione delle geminazioni non si sono +ancora potuti completamente studiare; ma la durata del processo non è +mai molto lunga; le geminazioni compajono tali da un giorno all'altro, +durano qualche giorno o qualche settimana, poi si riducono di nuovo a +canali semplici, od anche entrambi i loro canali scompajono +affatto. La loro apparizione succede in diverse epoche con diversa +frequenza; talora mancano affatto o sono in piccol numero, in altre +epoche il pianeta ne è quasi tutto occupato, ed in certe occasioni se +ne son viste fino a 30 simultaneamente. Esse mancarono affatto nel +1877: frequentissime invece si mostrarono nel 1882, nel 1888 ed in +altre epoche. Nell'apparizione dell'autunno passato (per quanto +risulta dalle notizie fino ad oggi pubblicate) esse non sono mancate, +ma non sembra fossero molto abbondanti. Un certo numero se ne trova +pure nelle splendide fotografie di Marte, che il professor Lowell +ottenne durante l'apparizione del 1907. + +[vedi figura 10.png] + +Di tutti i svariati e complicati fenomeni di Marte quello delle +geminazioni è il più singolare ed anche, a quanto sembra, il più +difficile a interpretare. Ad esso correlativo, e quasi contrapposto è +un altro, l'apparizione e disparizione dei _ponti_. Sono striscie +luminose, regolari, rettilinee ed uniformi, che di quando in quando +compajono attraverso dei mari e dei laghi, formando di essi una +separazione completa. Il più facile e più visibile di tutti è quello +designato sulla carta col nome di _Ponte di Achille_, che rassomiglia +ad un argine o una diga posta fra il _Lago Niliaco_e quella parte del +Mar Boreo che è distinta col nome di _Golfo Acidalio_. Il Ponte +d'Achille è largo forse 200 chilometri e lungo poco meno di 1000. È +quasi permanente, ma talvolta si vede interrotto più o meno +completamente, come è avvenuto nel 1888. Un altro ponte divide in due +parti quasi uguali il Lago del Sole, ma non è sempre visibile: esso è +apparso nel 1890 ed ultimamente nel 1907. Queste zone luminose in +campo oscuro sembrano aver qualche relazione con le zone luminose, che +nelle geminazioni separano l'una dall'altra le due linee oscure che +costituiscono la geminazione. + +[vedi figura 11.png] + +Lo studio di tutti questi enigmi è appena cominciato; nulla ancora vi +ha di certo sui principi a cui si dovrà appoggiare una razionale +interpretazione dei medesimi. Tutto dipenderà dai progressi che farà +nei prossimi anni la rappresentazione fotografica di Marte. La +questione farà un gran passo quando si otterranno fotografie tali, che +sopra di esso sia possibile prendere misure precise. + +Un altro passo importante è stato fatto dal signor Lowell, inaugurando +lo studio spettroscopico dell'atmosfera di Marte[18]. Egli dimostrò +che quest'atmosfera comprende, fra i suoi componenti il vapor d'acqua +e l'ossigeno. Con queste scoperte egli ha trovato un importante +argomento in favore dell'ipotesi da lui con molto ingegno e con gran +copia di osservazioni sostenuta, che Marte sia pur sede della vita, +come la Terra; e che i fenomeni di variazione osservati sul pianeta +sian dovuti principalmente alla vegetazione razionalmente governata da +esseri intelligenti. + +Giovanni Schiaparelli + + + +NOTE: + + + +[1 SECCHI. Lezioni di fisica terrestre, p. 214-216.] + +[2 Leggansi particolarmente: La Pluralité des Mondes Habités: Les +mondes imaginaires et les Mondes rèels: Rècits de l'Infini: Les +Terres du Ciel: Contemplations Scientifiques.] + +[3 La carta lunare di Schmidt, fatta con telescopi di 10 a 15 +centimetri, ha due metri di diametro ed in essa son figurati +nientemeno che 32.856 crateri.] + +[4 Parola che significa descrizione di Marte ed è derivata dal nome +greco di questo pianeta. Ares, come dal nome greco della Terra è +derivato il nome della Geografia.] + +[5 Una storia completa di tutte le osservazioni fisiche e +topografiche fatte su Marte dalla meta del Secolo XVII fino al +1892 si ha nell'opera di Flammarion intitolata: La Planète Mars et +ses conditions de habitabilité: synthèse générale de toutes let +observations, climatologie, météorologie, aréographie, continents, +mers et rivages, eaux et neiges, saisons et variations observées: +illustré de 580 dessins télescopiques, et 23 cartes. Paris +1892. 600 pag. in grande 8°.] + +[6 Il suo diametro sta a quello della terra in rapporto prossimamente +di uno a due, o più esattamente di 11:21. Un grado geografico, che +sul globo della terra rappresenta 60 miglia di 1852 metri +ciascuno, sul globo di Marte rappresenta quasi esattamente 60 +chilometri.] + +[7 Secondo in ordine di grandezza è il telescopio che con esempio +degno d'imitazione il Dott. V. Cerulli eresse l'anno scorso a +proprie spese nel suo osservatorio privato di Colle Urania presso +Teramo (Abruzzi); il diametro della lente obbiettiva e di 40 +centimetri.] + +[8 Riferendoci tanto per Marte, che par la Terra, all'emisfero +boreale, abbiamo le seguenti durate esatte delle stagioni in +giorni terrestri: + + Primavera Estate Autunno Inverno + Per la Terra giorni 93 93 90 89 + Per Marte 199 182 146 160 + +L'illuminazione del polo boreale di Marte dura quindi continua per 381 +giorni; quella del polo australe per 306 giorni; delle notti accade +l'inverso. + +[9 Son fatte queste carte secondo le solite convenzioni dei +mappamondi in due emisferi, usando la proiezione detta +omalografica. Presentano il pianeta invertito, come si vede nei +cannocchiali astronomici; per tal ragione vedesi in basso il polo +Nord, in alto il polo Sud. Coll'inversione del foglio si ottiene +la consueta orientazione convenzionale delle carte terrestri.] + +[10 Questa osservazione del colore oscuro che mostran le acque +profonde vedute dall'alto in basso, si trova già fatta dal primo +pittar delle memorie antiche, il quale nell'Iliade (versi 770-71 +del libro V) descrive "la sentinella che dall'alta vedetta stende +lo sguardo sopra il mare color del vino, [oínopa +pónton]" Nella versione del Monti l'aggettivo indicante il colore +è andato perduto.] + +[11 La continua variabilità dei minuti particolari fa sì che una +carta di Marte non può mai esser altro che una rappresentazione +convenzionale o schematica della superficie del pianeta. Per aver +un'idea esatta del suo aspetto fisico, quale si presenta nei +telescopi, bisogna ricorrere ai disegni, dei quali molte +centinaia si trovano raccolte nell'opera del Flammarion La +Planete Mars. Un esempio ne dà la figura della pagina precedente, +la quale è stata disegnata col grande telescopio di Brera nella +sera del 15 settembre 1892. L'immagine è rovesciata, quale nel +campo telescopico appariva. Il disco di Marte allora non era più +rotondo, ma alquanto deficiente a cagione della non diretta +illuminazione del Sole; rassomigliava alla Luna due giorni prima +del plenilunio. Comparando il disegno colla carta è facile +riconoscere in quello la costa molto accidentata del Mare +Eritreo, che corre press'a poco lungo l'equatore del +pianeta. Molto evidente è il doppio corno del Golfo Sabeo, e a +destra di esso il Golfo delle Perle. Il continente al di sotto +dobbiamo immaginarlo giallo brillante, lo si vede solcato da +parecchi canali, nei quali non sarà difficile ravvisare il +Phison, l'Eufrate, l'Oronte, il Gehon, l'Indo, l'Idaspe e la +Iamuna. L'Eufrate dava sospetto di esser duplicato. In alto del +disco il Mare Eritreo e il Mare Australe appaiono divisi da una +gran penisola curvata a guisa di falce, prodotta da una insolita +appariscenza della regione detta di Deucalione, la quale si +allungò quest'anno fino a raggiungere le isole Noachide ed +Argyre, formando con queste un tutto continuato, con deboli +traccio di separazione, sulla lunghezza di quasi 6000 +chilometri. Il suo colore, molto meno brillante che quello dei +continenti, era un misto del giallo di questi col bruno grigio +dei mari contigui. In alto l'ovale chiara deve immaginarsi del +bianco più splendido e più puro: rappresenta la calotta delle +nevi australi, ridotta alla forma ellittica dallo scorcio della +prospettiva, molto obliqua in quel luogo. Perchè non bisogna mai +dimenticare che davanti a noi abbiamo, sotto forma d'un disco, la +curvatura d'un emisfero.] + +[12 Notisi che in questa carta il pianeta si presenta rovesciato, +quale si vede nei telescopi astronomici usuali: quindi il polo +artico è in basso, l'antartico in alto rispetto a chi legge le +indicazioni delle carte stesse.] + +[13 Sulla totale (o quasi totale) assenza di nuvole e pioggie in +Marte veggasi quanto ho scritto nel mio articolo precedente +(Natura ed Arte 1 e 15 febbraio 1893). L'anno scorso è riuscito +al signor Douglas, astronomo americano, di studiare e di misurare +alcune nuvole di questo pianeta. Una di esse, osservata il 25 e +il 26 novembre 1894, era larga 150 chilometri circa o lungo 230; +la sua altezza sul suolo del pianeta fu trovata esser più di 25 +chilometri; essa sembrava muoversi con una velocità di circa 20 +chilometri all'ora. Sulla Terra le nuvole bianche a strisce e +frange, chiamate cirri, le quali sembrano aver molta analogia +colla nuvole di Marte, non sogliono elevarsi a più di 6 od 8 +chilometri dal livello del suolo.] + +[14 Una striscia oscura della superficie di Marte non può esser +osservabile coi presenti nostri telescopi, se non ha almeno 30 o +40 chilometri di larghezza.] + +[15 L'intensità della gravità alla superficie di Marte è minore nel +rapporto di 3 ad 8 di quella che ha luogo alla superficie della +Terra. Quindi quel peso, che noi chiamiamo di 8 chilogrammi, +potrebbe esser sostenuto in Marte da quel tanto di forza +muscolare, che a noi occorre per sostenere 3 chilogrammi.] + +[16 Quest'ultimo canale è capace d'irrigare sopra tutta la sua +lunghezza (che è di 500 chilometri) una zona di terreno larga 35 +chilometri. Più non si richiede per i canali qui sopra descritti.] + +[17 Questo vale per gli osservatorii collocati nei climi più +settentrionali della Terra. Per gli osservatorii dei paesi +australi saccede l'opposto: il polo boreale appare in alto del +disco, il polo australe in basso.] + +[18 Il Lettore che vorrà esser pienamente informato di tutto quello +che è stato osservato nel pianeta Marte e vorrà interessarsi alle +speculazioni ed alle discussioni ardenti cui ha dato luogo la +natura fisica del pianeta, e la possibilità che esso sia sede di +vita organica, anzi anche di esseri intelligenti, troverà di che +soddisfarsi nella grande opera di Flammarion, La Planète Mars, di +cui non già usciti due volumi e di cui si promette la +continuazione: essa formerà col tempo una serie di annali del +pianeta. Può inoltre consultare: Lowell, Mars and its canal, +Nuova York, 1906; Morse, Mars and its mystery, Boston, 1906; +Lowell, Mars the abode of life. Nuova York, 1908.] + + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La vita sul pianeta Marte, by +Giovanni Virginio Schiaparelli + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA VITA SUL PIANETA MARTE *** + +***** This file should be named 7781-8.txt or 7781-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/7/7/8/7781/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles +Franks and the Online Distributed Proofreading Team. This +is a common project with "Progetto Manuzio", +http://www.liberliber.it + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License available with this file or online at + www.gutenberg.org/license. + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. Of course, we hope that you will support the Project +Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by +freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of +this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with +the work. You can easily comply with the terms of this agreement by +keeping this work in the same format with its attached full Project +Gutenberg-tm License when you share it without charge with others. + +1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern +what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in +a constant state of change. If you are outside the United States, check +the laws of your country in addition to the terms of this agreement +before downloading, copying, displaying, performing, distributing or +creating derivative works based on this work or any other Project +Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning +the copyright status of any work in any country outside the United +States. + +1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: + +1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate +access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently +whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the +phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project +Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed, +copied or distributed: + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + +1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. However, if you provide access to or +distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than +"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version +posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org), +you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a +copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon +request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other +form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm +License as specified in paragraph 1.E.1. + +1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, +performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works +unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. + +1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing +access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided +that + +- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from + the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method + you already use to calculate your applicable taxes. The fee is + owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he + has agreed to donate royalties under this paragraph to the + Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments + must be paid within 60 days following each date on which you + prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax + returns. Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. You must require such a user to return or + destroy all copies of the works possessed in a physical medium + and discontinue all use of and all access to other copies of + Project Gutenberg-tm works. + +- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any + money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the + electronic work is discovered and reported to you within 90 days + of receipt of the work. + +- You comply with all other terms of this agreement for free + distribution of Project Gutenberg-tm works. + +1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm +electronic work or group of works on different terms than are set +forth in this agreement, you must obtain permission in writing from +both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael +Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the +Foundation as set forth in Section 3 below. + +1.F. + +1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable +effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread +public domain works in creating the Project Gutenberg-tm +collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic +works, and the medium on which they may be stored, may contain +"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual +property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a +computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by +your equipment. + +1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right +of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project +Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project +Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all +liability to you for damages, costs and expenses, including legal +fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT +LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE +PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE +TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE +LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR +INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH +DAMAGE. + +1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a +defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can +receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a +written explanation to the person you received the work from. If you +received the work on a physical medium, you must return the medium with +your written explanation. The person or entity that provided you with +the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a +refund. If you received the work electronically, the person or entity +providing it to you may choose to give you a second opportunity to +receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy +is also defective, you may demand a refund in writing without further +opportunities to fix the problem. + +1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth +in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO +WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. + +1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied +warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. +If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the +law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be +interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by +the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any +provision of this agreement shall not void the remaining provisions. + +1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation information page at www.gutenberg.org + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at 809 +North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email +contact links and up to date contact information can be found at the +Foundation's web site and official page at www.gutenberg.org/contact + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit www.gutenberg.org/donate + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: www.gutenberg.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For forty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/7781-8.zip b/7781-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..671400c --- /dev/null +++ b/7781-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..c00f591 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #7781 (https://www.gutenberg.org/ebooks/7781) diff --git a/old/marte10.txt b/old/marte10.txt new file mode 100644 index 0000000..1a9df93 --- /dev/null +++ b/old/marte10.txt @@ -0,0 +1,2582 @@ +The Project Gutenberg EBook of La vita sul pianeta Marte +by Giovanni Virginio Schiaparelli + +Copyright laws are changing all over the world. Be sure to check the +copyright laws for your country before downloading or redistributing +this or any other Project Gutenberg eBook. + +This header should be the first thing seen when viewing this Project +Gutenberg file. Please do not remove it. Do not change or edit the +header without written permission. + +Please read the "legal small print," and other information about the +eBook and Project Gutenberg at the bottom of this file. Included is +important information about your specific rights and restrictions in +how the file may be used. You can also find out about how to make a +donation to Project Gutenberg, and how to get involved. + + +**Welcome To The World of Free Plain Vanilla Electronic Texts** + +**eBooks Readable By Both Humans and By Computers, Since 1971** + +*****These eBooks Were Prepared By Thousands of Volunteers!***** + + +Title: La vita sul pianeta Marte + +Author: Giovanni Virginio Schiaparelli + +Release Date: March, 2005 [EBook #7781] +[This file was first posted on May 16, 2003] + +Edition: 10 + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, LA VITA SUL PIANETA MARTE *** + + + + +Claudio Paganelli, Carlo Traverso, Charles Franks +and the Online Distributed Proofreading Team + +This is a common project with "Progetto Manuzio", http://www.liberliber.it + + + + +Giovanni Virginio Schiaparelli + +LA VITA SUL PIANETA MARTE + + + + + + +I. IL PIANETA MARTE - Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6 + 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista "Natura ed Arte" + +II. LA VITA SUL PIANETA MARTE - Estratto dal fascicolo N.° 11 + Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte" + +III. IL PIANETA MARTE - Estratto dalla rivista Natura ed Arte, + Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909 + + + + + +GIOVANNI SCHIAPARELLI + +IL PIANETA MARTE + +Estratto dai fascicoli N.i 5 e 6 1 e 15 febbraio 1893 della Rivista +"Natura ed Arte" + + +Nelle belle sere dell'autunno passato una grande stella rossa fu +veduta per più mesi brillare sull'orizzonte meridionale del cielo; era +il pianeta Marte, che si accostava per qualche tempo alla Terra in una +delle sue apparizioni, solite a ripetersi ad intervalli di 780 +giorni. Nella schiera degli otto pianeti principali Marte occupa, per +volume, il penultimo luogo; il solo Mercurio è più piccolo di lui. Ma +in certe posizioni, in cui egli ritorna ad intervalli di sedici anni, +Marte può avvicinarsi alla Terra più dell'usato, brillando più di ogni +altro pianeta, Venere sola eccettuata; ed in tali contingenze tanto +arde di luce rossa, da meritare il nome, che i Greci gli diedero, di +_Pyrois_(infocato). Nei tempi ormai per sempre passati, quando si +pretendeva di leggere in cielo l'avvenire degli umani eventi, queste +grandi apparizioni di Marte erano lo spavento dei popoli, e davano +molto da fare agli astrologi, ai quali incombeva il compito, non +sempre facile, di studiare l'influsso del pianeta sulle vicende +guerresche e sulle costellazioni politiche del momento. Anche ora la +grande apparizione testè avvenuta di Marte ha destato il pubblico +interesse; ma per una ragione ben diversa. Oggi è nata presso alcuni +la speranza, che da osservazioni diligenti fatte sulla sua superficie +con giganteschi telescopi, si possa ottenere quando che sia la +soluzione di un gran problema cosmologico; arrivar cioè a sapere, se i +corpi celesti possano dirsi sede di esseri intelligenti, o, almeno, di +esseri organizzati. + +L'idea di popolare gli astri e le sfere celesti d'intelligenze pure o +corporee, di animali e di piante, non è nuova; ed una curiosa rassegna +sarebbe a farsi di tutti gli scrittori antichi e moderni che si +esercitarono su questo tema, incominciando dal _Sogno di Scipione_di +Cicerone, e dalla _Storia veridica_di Luciano Samosatese, e venendo +già per Dante, Giordano Bruno, Ugenio e Kircher a quegli eleganti +novellatori francesi Cyrano di Bergorac, Fontenelle, Voltaire, i quali +posero negli spazi celesti il teatro delle loro argute o satiriche +descrizioni, per arrivare in ultimo al celebre Hans Pfaal d'Amsterdam, +ben noto ai lettori di Edgar Poe. La maggior parte di questi scritti +però o professano di esser pure immaginazioni poetiche, o sono scherzi +di ingegno dei quali il vero pregio deve cercarsi in tutt'altra parte +che in una seria discussione dell'argomento di cui stiamo +discorrendo. Ma nel presente secolo diversi scrittori tentarono di +elevare la pluralità dei mondi abitati alla dignità di questione +filosofica. Lasciando da parte le sedicenti rivelazioni degli +spiritisti, che ai nostri tempi hanno rinnovato ed anzi superato le +visioni di Swedenborg, basterà nominare Giovanni Reynaud (_Terre et +Ciel_) e Davide Brewster (_More Worlds than one_) i quali collocarono +negli astri le speranze della nostra vita futura e seppero trovare, +non dirò dimostrazioni (che in questa materia non ve n'è) ma pensieri +ed aspirazioni che ebbero e sempre avranno eco vivissima nel +sentimento di molti. Metafisica per metafisica, preferiamo questa ai +dogmi brutali e scoraggianti del materialismo. Quanto ai teologi +cristiani, essi, seguendo l'esempio di San Tommaso, quasi tutti +osteggiarono l'idea che possano esistere altri mondi simili al mondo +terrestre. Dico, quasi tutti, perchè noi leggiamo in uno di loro, a +cui certamente nessuno ha potuto far rimprovero d'empietà, le parole +seguenti[1] + +"Il creato, che contempla l'astronomo, non è un semplice ammasso di +materia luminosa; è un prodigioso organismo, in cui, dove cessa +l'incandescenza della materia, incomincia la vita. Benchè questa non +sia penetrabile ai suoi telescopii, tuttavia, dall'analogia del nostro +globo, possiamo argomentarne la generale esistenza negli altri. La +costituzione atmosferica degli altri pianeti, che in alcuno è cotanto +simile alla nostra, e la struttura e la composizione delle stelle +simile a quella del nostro sole, ci persuadono che essi, o sono in uno +stadio simile al presente del nostro sistema, o percorrono taluno di +quei periodi, che esso già percorse, o è destinato a +percorrere. Dall'immensa varietà delle creature che furono già e che +sono sul nostro globo, possiamo argomentare le diversità di quelle che +possono esistere in altri. Se da noi l'aria, l'acqua e la terra sono +popolate da tante varietà di esse, che si cambiarono le tante volte al +mutare delle semplici circostanze di clima e di mezzo; quante più se +ne devon trovare in quegli sterminati sistemi, ove gli astri +secondarii son rischiarati talora non da uno, ma da più Soli +alternativamente, e dove le vicende climateriche succedentisi del +caldo e del freddo devono essere estreme per le eccentricità delle +orbite, e per le varie intensità assolute delle loro radiazioni, da +cui neppure il nostro Sole è esente! + +"Sarebbe però ben angusta veduta quella di voler modellato l'Universo +tutto sul tipo del nostro piccolo globo, mentre il nostro stesso +relativamente microscopico sistema ci presenta tante varietà; nè è +filosofico il pretendere che ogni astro debba esser abitato come il +nostro, e che in ogni sistema la vita sia limitata ai satelliti +oscuri. È vero, che essa da noi non può esistere che entro confini di +temperatura assai limitati, cioè tra 0° e 40°-45° gradi centesimali, +ma chi può sapere se questi non sono limiti solo pei nostri organismi? +Tuttavia, anche con questi limiti, se essa non potrebbe esistere negli +astri infiammati, questi astri maggiori avrebbero sempre nella +creazione il grande ufficio di sostenerla, regolando il corso dei +corpi secondarii mediante l'attrazione delle loro masse, e di +avvivarle colla luce e col calore. E qual sorpresa sarebbe, se fra +tanti milioni, anche molti e molti di questi sistemi fossero deserti? +Non vediamo noi che sul nostro globo regioni, in proporzioni assai +estese, sono incapaci di vita? L'immensità della fabbrica, non +verrebbe perciò meno alla sua dignità, nè allo scopo inteso +dell'Architetto. + +"La vita empie l'universo, e colla vita va associata l'intelligenza; e +come abbondano gli esseri a noi inferiori, così possono in altre +condizioni esisterne di quelli immensamente più capaci di noi. Fra il +debole lume di questo raggio divino, che rifulge nel nostro fragile +composto, mercè del quale potemmo pur conoscere tante meraviglie, e la +sapienza dell'autore di tutte le cose è una infinita distanza, che può +essere intercalata da gradi infiniti delle sue creature, per le quali +i teoremi, che per noi son frutto di ardui studi potrebbero essere +semplici intuizioni". + +Mi son permesso di trascrivere questo passo del Secchi, perchè è +difficile dir più e meglio in sì poche parole. Ai nostri tempi la +dottrina della pluralità dei mondi abitati da esseri viventi ed +intelligenti ha trovato un ardente apostolo in Camillo +Flammarion. Questo dotto ed immaginoso scrittore, nel quale la scienza +copiosa ed ordinata dei fatti d'osservazione non impedisce l'esercizio +di una fantasia potente e della più seducente eloquenza, già da +trent'anni va svolgendo la questione sotto i suoi varii aspetti in +diverse opere, le quali e da chi consente, e da chi dubita si fanno +leggere assai volentieri[2]. Egli si è proposto di sottrarre questo +tema alla fantasia dei poeti ed all'arbitrio dei novellieri, e di +circondare l'ipotesi della pluralità dei mondi abitati con tutto +l'apparato scientifico, che oggi è possibile chiamare in suo soccorso; +di darle così tutto quel grado di logica consistenza e di probabilità +empirica di cui è capare. "Faire converger toutes les lumières de la +science vers ce grand point, la Vie universelle; l'éclairer dans son +aspect réel; établir ses rayonnements immenses et montrer qu' il est +le but mystérieux autour du quel gravite la création toute entière; +agrandir ainsi jusque par de là les bornes du visible le domaine de +l'existence vitale, si longtemps confiné à l'atome terrestre; déchirer +les voiles qui nous cachaient le règne de l'existence à la surface des +mondes; et sur la vie à l'infini répandue permettre à la pensée de +planer dans son auréole glorieuse; c'est là, selon nous, un problème, +dont la solution importe à notre temps". Questo è lo splendido +programma al quale il cosmologo francese ha consacrato il suo ingegno +e la sua varia coltura. Leggendo le sue pagine animate da calda +eloquenza ed ardenti del desiderio dell'ignoto, si è tratti ad +esclamare coll'Ettore virgiliano: + + _Si Pergama dextra + Defendi possent, certe hoc defensa fuissent_ + +Se fosse stato possibile dimostrare la esistenza della vita e +dell'intelligenza nei globi celesti con altri argomenti, che con +quelli della diretta osservazione, nessuno più del Flammarion avrebbe +meritato di farlo. Ma pur troppo è da confessare che, quanto a +risultati di osservazione, finora abbiamo poche speranze e nessun +fatto. La Luna, che di tutti gli astri è senza paragone il più +prossimo a noi, e nella quale oggetti di 400 e 500 metri di diametro +sono visibili senza troppa difficoltà nei potenti telescopi del tempo +moderno, la Luna non ha dato fatti, e non dà neppure speranze. Più la +si esamina, e più si ha ragione di credere, che sia un deserto di +aride rupi, privo d'ogni elemento necessario alla vita organica. Nè +fatti, nè speranze si possono avere dallo studio della superficie di +Venere, che fra tutti i pianeti è quello che può avvicinarsi +maggiormente alla Terra. La sua atmosfera è perpetuamente ingombra di +dense nuvole, le quali finora hanno impedito, ed impediranno +probabilmente ancora per lunghi secoli (se non per sempre) di +conoscere i particolari del suo corpo solido, e quanto su di esso +avviene. Per ragioni non dissimili (a cui si aggiunge la grande +lontananza) nulla avremo a sperare in quest'ordine di idee dallo +studio dei grandi pianeti superiori, Giove, Saturno, Urano, e +Nettuno. Quanto a Mercurio, le sue osservazioni sono di una estrema +difficoltà, avviluppato com'egli è di continuo nella luce del Sole; +tanto, che solamente negli ultimi anni è stato possibile discernervi +entro qualche macchia con sufficiente frequenza e determinare il vero +periodo della sua rotazione. Non parliamo nè del Sole, nè delle +stelle, nè delle comete, nè delle nebule; tutti corpi, dei quali la +costituzione fisica non sembra propria alla produzione e alla +conservazione della vita, almeno nelle forme con cui noi l'intendiamo. + +Tutte le nostre speranze si sono quindi poco a poco concentrate su +Marte il solo astro che possa giustificarle sino ad un certo punto, +siccome or ora si vedrà. Tali speranze si sono accresciute ed hanno +raggiunto anzi presso alcuni un grado di esaltazione quasi febbrile, +dopo che un esame accurato di quel pianeta ha fatto scoprire in esso +alcuni cambiamenti, e un sistema di misteriose configurazioni, in cui +con un po' di buona volontà si potrebbe congetturare piuttosto il +lavoro di esseri intelligenti, anzi che la semplice opera delle forze +naturali inorganiche. L'ultima grande apparizione di Marte ha dato +origine ad espressioni entusiastiche di tali speranze, specialmente +presso i Nordamericani; i quali, possedendo nel loro Osservatorio di +California il più gran cannocchiale che mai sia stato costrutto, +avrebbero tutto il diritto al vanto di aver scoperto non solo un nuovo +mondo, ma anche una nuova umanità. Ma in Francia l'agitazione delle +menti ispirata dal Flammarion ha prodotto effetti anche più +straordinari: ivi con tutta serietà sono proposte ingenti somme come +premio a chi sarà primo a dimostrare, per mezzo della diretta +osservazione, che esistono in alcuno degli astri indizî certi di +esseri intelligenti. In America poi ed in Francia si sta macchinando +la costruzione di nuovi telescopi d'inusata potenza, il costo dei +quali si conterà per milioni. Fra tanti segni dei tempi questo almeno +ci dà diritto a sperar bene dell'avvenire. L'ansietà con cui molti +guardano alle tenebre del futuro non mi sembra in ogni parte +giustificata. Non è vero che l'età presente, più delle passate, manchi +di elevati principi e di aspirazioni ideali. Il secolo decimonono può +considerare con orgoglio quello che ha fatto; il suo posto negli +annali del progresso umano non sarà senza gloria. A costo +d'incredibili fatiche e di eroici sacrifizi esso ha compiuto ormai +l'esplorazione di tutta la superficie terrestre, sulle cui carte non +restano che poche lacune. Penetrando nelle viscere del nostro pianeta, +ha mostrato la storia delle trasformazioni a cui fu soggetto, ed ha +rievocato dal loro sepolcro le infinite generazioni che lo popolarono +per milioni di anni. Coll'investigazione archeologica, collo studio +dell'etnografia e della filologia ha ritrovato i veri titoli di +nobiltà del genere umano, e fatto risorgere alla luce del giorno i +primi prodotti delle sue civiltà. Con estese associazioni di pazienti +e di instancabili osservatori ha iniziato lo studio dell'atmosfera, e +delle sue leggi, che sarà uno dei grandi problemi del secolo XX. Ma +tutto questo non gli è bastato; e dopo aver proseguito energicamente +nello studio dei cieli, della materia, e delle forze naturali l'opera +dei secoli anteriori e fondata la chimica degli astri, di cui prima +pareva follia parlare; ora aspira a più alta meta, e ansiosamente +comincia a spiare, se qualche voce di simpatia e di fratellanza non ci +possa venir dalle profondità cosmiche; e per ottenerne indizio è +pronto a spender per un solo telescopio più somme, di quante ne abbian +spese in favore della scienza pura tutti i secoli precedenti insieme +considerati. Ecco uno, un solo dei tanti aspetti nobili, moralmente +grandiosi, poetici, sotto cui si presenterà alla posterità imparziale +quel secolo, che allo spettatore unilaterale sembra essere per +eccellenza il secolo della prosa, dell'egoismo, della meccanica +brutale, dei godimenti materiali. Noi siamo migliori di quello che +crediamo essere! La stessa difficoltà che proviamo ad esser contenti e +soddisfatti di noi medesimi, è un segno di progresso e di forza. Ma +torniamo al nostro argomento. + + + +II. + +Nella scala delle orbite planetarie, la Terra occupa, a partir dal +Sole, il terzo posto e Marte il quarto. L'orbita di Marte comprende +quindi dentro di sè l'orbita della Terra; ed è di essa più grande nel +rapporto di circa 3 a 2. Ambedue le orbite sono di forma leggermente +ovale, ma così per l'una come per l'altra la differenza fra il più +grande e il più piccolo diametro è relativamente trascurabile: in +altre parole, la differenza di queste orbite da un circolo perfetto è +assai poca, tanto che occorrebbero disegni in molto grande scala per +renderla sensibile a misure fatte col compasso. Il Sole non si trova +nel centro nè dell'una, nè dell'altra, e questo difetto di centratura +è assai maggiore per Marte che per la Terra. La Terra gira intorno al +Sole in ragione di 30 chilometri per minuto secondo; Marte in ragione +di 24 chilometri. Essendo questi più lento, e dovendo percorrere un +circolo più grande, impiega, a far il suo giro completo intorno al +Sole, 687 giorni, quasi il doppio dei 365 che impiega la Terra a fare +il proprio. + +Quindi appare subito manifesta la ragione per cui così di raro Marte +rifulge in tutto il suo splendore. Movendosi i due astri intorno al +Sole in periodi così differenti, per lo più si troveranno in parti +molto distanti dello spazio celeste, e soltanto saranno vicini, quando +l'uno e l'altro giaceranno nella medesima direzione a partir dal +sole. Trovandosi allora i tre corpi (Sole, Terra, Marte) in linea +retta, e la Terra (come quella che è più vicina al Sole) occupando il +posto di mezzo, allo spettatore terrestre, Marte ed il Sole +appariranno in plaghe opposte al cielo; e questo intendono dire gli +astronomi quando parlano di Marte in _opposizione_col Sole. Le epoche +adunque in cui Marte si presenta a noi più vicino, sono quelle delle +opposizioni, le quali ricorrono ad intervalli di circa ventisei mesi, +o 780 giorni. + +[vedi figura 01.png] + +Ma non in tutte le opposizioni Marte giunge ad avvicinarsi alla Terra +in egual misura. Mentre l'orbita della Terra è quasi esattamente +centrata sul Sole, quella di Marte è invece notabilmente eccentrica: +la loro proporzione e disposizione può vedersi rappresentata nella +figura qui a lato, dove S rappresenta il Sole, il circolo minore è +quello della Terra, il maggiore quello di Marte. Ora si vede subito, +che quando i due pianeti si avvicinano fra loro nella parte più +serrata dell'intervallo fra le due orbite, la Terra essendo in T e +Marte in M, si ha il massimo avvicinamento possibile, siccome (con +poca differenza) è accaduto nel 1877 e nel 1892, e di nuovo accadrà +nel 1909. Queste, che ricorrono ad intervalli alternati di 15 e di 17 +anni, diconsi le _grandi opposizioni_. Marte allora è veramente +stupendo a considerare coll'occhio nudo, ma più ancora col +telescopio. Tuttavia anche in tale favorevolissima posizione il suo +diametro apparente non supera la settantacinquesima parte del diametro +apparente del Sole o della Luna: così che occorre un telescopio +amplificante 75 volte perchè in esso Marte si presenti come la Luna +all'occhio nudo. Ma nelle comuni opposizioni non si arriva neppure a +tanto: e quando i due pianeti occupano i punti designati sulla figura +con T' M', la minima loro distanza T'M' è quasi doppia della TM. In +queste opposizioni meno fortunate il massimo diametro apparente a cui +Marte può arrivare non supera 1/150 del diametro lunare, ed è +necessario amplificarlo 150 volte per vederlo come la Luna ad occhio +nudo. La sua superficie apparente e la sua luce sono allora soltanto +_il quarto_di quella che si vede nelle grandi opposizioni. + +Non conviene dunque illudersi su questi, che abbiam chiamato +avvicinamenti di Marte alla Terra; sono vicinanze relative, e la Luna, +che pure dista da noi trenta diametri del globo terrestre, ha ancora +su Marte un grandissimo vantaggio. Il 2 Settembre 1877 e il 6 Agosto +1892, giorni delle ultime grandi opposizioni, ebbe luogo la minima +distanza possibile del pianeta, che fu di quasi 57 milioni di +chilometri e di 146 volte la distanza della Luna. Mentre adunque in +questa un telescopio di mediocre potenza è capace di rilevare +montagne, valli, circhi e crateri senza numero ed un'infinità di altri +particolari topografici[3], ben altro potere ottico sarà necessario, +perchè si possano vedere distintamente in Marte anche soltanto le +configurazioni delle macchie principali. L'esperienza ha fatto vedere +che non è difficile di rilevar nella Luna, col soccorso dei maggiori +telescopi, un oggetto rotondeggiante di mezzo chilometro di diametro, +o una striscia di 200 metri di larghezza. In Marte si può arrivare a +distinguere come punto un oggetto rotondeggiante di 60 a 70 chilometri +di diametro, e come linea sottile una striscia di 30 chilometri di +larghezza. Il corso di un fiume come il Po sarebbe facile a +distinguersi nella Luna su quasi tutta la sua lunghezza, ma nessuno +dei maggiori fiumi della Terra riuscirebbe a noi visibile in Marte. E +mentre nella Luna una città come Milano (od anche soltanto Pavia) +sarebbe già un oggetto ben vidibile a noi, in Marte non potremmo +sperare di vedere neppure Parigi e Londra, ed appena con molta +attenzione sarebbe possibile distinguervi isole rotondeggianti della +grandezza di Majorca, od isole allungate, grandi come Candia e Cipro. + +Non farà dunque meraviglia, che Galileo, i cui telescopi non +superarono mai l'amplificazione di 30 diametri, non abbia potuto fare +in Marte alcuna scoperta. Primo ad osservare con qualche sicurezza le +macchie di questo pianeta fu il celebre Ugenio, che le vide coll'aiuto +di telescopi lavorati da lui stesso, assai più perfetti e più grandi +di quelli di Galileo (1656-1659). Pochi anni dopo, Domenico Cassini a +Bologna (1666) non solo riconobbe diverse macchie, ma dal loro rapido +spostarsi sul disco fu condotto a scoprire la rotazione del pianeta +intorno ad un asse obliquo, a similitudine della Terra: dalla qual +rotazione definì la durata in 24 ore e 40 minuti. I telescopi usati da +Cassini erano lavorati in Roma dal più celebre artefice ottico di quei +tempi, Giuseppe Campani, i cui lavori godettero di un incontrastabile +primato per quasi cent'anni, fino a che per opera di Short, di Dollond +e di Herschel tale vanto passò per qualche tempo all'Inghilterra. E +con telescopi di Campani fece Bianchini in Verona nel 1719 i primi +disegni alquanto accurati delle macchie di Marte, scoprendo in esse +particolari abbastanza difficili, quale per esempio la sottile +penisola che nella carta annessa porta il nome di _Hesperia_. Verso la +fine del secolo scorso Herschel e Schroeter dallo studio delle candide +macchie polari del pianeta dedussero l'obliquità del suo asse di +rotazione rispetto al piano dell'orbita, quell'angolo, cioè, che per +la Terra costituisce l'obliquità dell'eclittica, ed è poco diverso +nell'uno e nell'altro pianeta. Così fu determinato anche per i due +emisferi di Marte il corso periodico delle stagioni, e la legge delle +variazioni dei climi, che tanta analogia mostrano con le nostre. + +Tutte queste osservazioni però non erano sufficienti a dare una +descrizione completa della superficie di Marte. Come vero fondatore +dell'_Areografia_[4] dobbiamo considerare il tedesco Maedler, il quale +nel 1830, valendosi di un perfettissimo telescopio di Fraunhofer +(celebre ottico di Monaco, per cui opera il primato nella costruzione +dei telescopi passò verso il 1820 alla Germania), vide e descrisse le +macchie del pianeta incomparabilmente meglio che tutti gli astronomi +anteriori. Maedler fu il primo a determinare con misure bene ordinate +la posizione di un certo numero di punti principali sulla superficie +di Marte rispetto all'equatore e ad un primo meridiano, che è quello +notato zero sull'annessa carta. + +[vedi figura tavola01.jpg] + +[vedi figura tavola02.jpg] + +Ordinando rispetto a questi punti le diverse particolarità +topografiche riuscì a costruire la prima carta areografica: la quale, +comechè ancora incompleta e necessariamente limitata a poche macchie +principali, è tuttavia monumento onorevole della sua cura e +diligenza, e rappresenta per la descrizione di Marte quello che 2000 +anni fa la carta di Eratostene fu per la geografia terrestre. Questa +carta per più di 30 anni fu non soltanto la migliore, ma anzi +l'unica; e soltanto verso il 1860 si cominciò a fare nello studio del +pianeta qualche progresso ulteriore, specialmente per le osservazioni +di Secchi, Dawes, Kaiser, e Lockyer. Da quell'epoca e specialmente a +partire dalla grande opposizione del 1862 quei progressi si vennero +accelerando, ed a ciò contribuirono non poco i grandissimi telescopi, +che negli ultimi tempi gli ottici, specialmente quelli d'America, +hanno imparato a costruire[5]. + +Dalla comparazione di tutte le nuove ed antiche osservazioni risultò +come primo fatto importante, che la forma e disposizione delle macchie +del pianeta è invariabile nei suoi tratti principali, com'è sulla +Terra la distribuzione dei mari e della parte asciutta. Noi possiamo, +per esempio, riconoscere nei disegni di Ugenio (1659) il golfo +appellato _Gran Sirte_(vedi l'annessa carta); nei disegni di Maraldi +(1704) il _Mare Cimmerio_e il _Mare delle Sirene_; nei disegni di +Bianchini (1719) il _Mare Tirreno_e la penisola _Esperia_. Anche le +posizioni dei punti principali determinate da Maedler (1830), da +Kaiser (1862) e da me (1877-1879) si accordano fra loro in modo da +escludere affatto l'idea di Schroeter, che le macchie di Marte siano +nuvole o formazioni atmosferiche transitorie, come certamente sono +quelle di Giove e di Saturno. + +Marte ha dunque una topografia stabile, come la Terra e la Luna, e per +quanto si può sapere, anche Mercurio. Tale stabilità si ravvisa +tuttavia per Marte soltanto nelle forme generali, e non si estende +agli ultimi particolari. Osservazioni continuate han posto fuor d'ogni +dubbio negli ultimi tempi che molte regioni mutano di colore fra certi +limiti, secondo la stagione che domina su quei luoghi, e secondo +l'inclinazione, con cui sono percossi dai raggi solari. Tali mutazioni +di colori hanno certamente luogo anche per molte parti della Terra, e +sarebbero visibili ad uno spettatore collocato in Marte. Ma si osserva +in questo una cosa, che certamente sulla Terra non ha luogo: i +contorni delle grandi macchie possono subire cioè leggiere mutazioni, +piccole rispetto alle dimensioni delle macchie stesse, ma pur tuttavia +abbastanza grandi per rendersi cospicue anche a noi. Anche questi +contorni non sono sempre ugualmente ben definiti. Molte minutissime +particolarità si vedono meglio in certe epoche, e meno bene in certe +altre; e possono da un tempo all'altro anche variar d'aspetto e di +forma, senza che tuttavia si possa concepire alcun dubbio sulla loro +identità. E finalmente è da notare, che Marte ha un'atmosfera +abbastanza densa, ed una propria meteorologia, come sarà spiegato più +innanzi. Tutte queste variazioni annunziano un sistema grandioso di +processi naturali, che conferisce allo studio di Marte un interesse +molto più grande di quello che deriverebbe dal semplice studio +topografico di una superficie immutabile ed inerte, come sembra esser +quella della Luna. Insomma il pianeta non è un deserto di arido sasso; +esso vive, e la sua vita si manifesta alla superficie con un insieme +molto complicato di fenomeni, ed una parte di questi fenomeni si +sviluppa su scala abbastanza grande per riuscire osservabile agli +abitatori della Terra. Vi è in Marte un mondo intiero di cose nuove da +studiare, eminentemente proprie a destare la curiosità degli +osservatori e dei filosofi, le quali daranno da lavorare a molti +telescopi per molti anni, e saranno un grande impulso al +perfezionamento dell'Ottica. Tale è la varietà e la complicazione dei +fenomeni, che soltanto uno studio completo e paziente potrà +rischiarare le leggi secondo cui quelli si producono, e condurre a +conclusioni sicure e definite sulla costituzione fisica di un mondo +tanto analogo al nostro sotto certi rispetti, e pur sotto altri tanto +diverso. + +Non si creda tuttavia di poter accedere a questo studio così attraente +senza aiuto ottico proporzionato alla difficoltà della cosa. La sempre +grande distanza del pianeta, e la piccolezza relativa[6] del medesimo +non permettono di usare con molto frutto amplificazioni inferiori a +200 e 300, nè telescopi di lente obbiettiva inferiore in diametro a 20 +centimetri: questo nelle_grandi opposizioni_, come quelle del 1877 e +del 1892. Ma nelle opposizioni meno favorevoli (ed in quelle appunto +suole Marte dispiegare i suoi fenomeni più curiosi) lo studio dei più +delicati particolari non si può far bene con amplificazioni minori di +500 e 600 diametri, quali si possono avere soltanto da telescopi +dell'apertura di 40 centimetri o più. + +Le due carte annesse sono state fatte appunto con istrumenti della +forza che ho detto. L'emisfero australe, il quale a causa +dell'inclinato asse di Marte suole presentarsi meglio alla nostra +vista nelle grandi opposizioni, che nelle altre, è stato rilevato +principalmente negli anni 1877-1879, con un telescopio di 22 +centimetri d'apertura. Ma per l'emisfero boreale, che si presenta in +prospettiva conveniente soltanto nelle opposizioni meno favorevoli, si +è potuto negli anni 1888 e 1890 approfittare di un istrumento molto +più grande, il cui vetro obbiettivo ha 49 centimetri di diametro, e +permette di spingere l'amplificazione di Marte fino a 500 e 650. + +[vedi figura 02.png] + +Non senza qualche interesse vedrà il lettore rappresentato +nell'annessa pagina quest'ultimo istrumento, il più potente che sia +uscito delle officine di Germania. La sua collocazione a Brera fu +decretata dal Re e dal Parlamento nel 1878; ogni volta che lo +consideriamo esso richiama a noi la memoria di quell'uomo non +facilmente dimenticabile, che fu Quintino Sella, ai cui uffici la +Specola di Milano deve questo suo principale ornamento. La lente +obbiettiva, lavorata in Monaco da Merz successore di Fraunhofer, ha 49 +centimetri di diametro nella parte libera; la macchina che porta il +telescopio e permette di dirigere con tutta facilità in cinque minuti +la gran mole verso qualunque plaga del cielo, è un vero prodigio della +meccanica moderna e fu lavorata in Amburgo dai fratelli Repsold. La +sua parte mobile (che son parecchie tonnellate di metallo) può essere +mossa dalla pressione di un dito ed aggiustato su qualunque astro +colla stessa esattezza che si potrebbe ottenere per il più delicato +microscopio. Un meccanismo d'orologio la porta in giro insieme al +cielo intorno all'asse del mondo, per guisa, che diretto il telescopio +ad un astro, segue di questo la rivoluzione diurna, e l'astro appare +immobile nel campo telescopico per tutto il tempo che si vuole. I +molti organi sussidiari, che si veggono nella parte inferiore del tubo +a portata dell'osservatore, servono alle diverse specie di operazioni, +che con questo strumento si devono compiere. + +È questo il massimo dei telescopi esistenti in Italia[7] ma otto o +dieci altri di esso maggiori sono stati costrutti o si stanno +costruendo in diverse parti. Fra tutti giganteggia quello +dell'Osservatorio di California, eretto sulla cima del Monte Hamilton, +presso S. Francisco per legato di James Lick, ricco negoziante, che in +tal modo volle assicurata presso i posteri la sua +memoria. L'obbiettivo di questo colosso dell'ottica moderna ha 91 1/2 +centimetri di diametro, e da sè solo è costato l'egregia somma di 50 +mila dollari (275000 lire a un dipresso). Tutto l'istrumento è, nella +sua generale disposizione, poco dissimile da quello che qui sopra fu +descritto, ma è due volte più grande in ogni dimensione. Ma fra non +molto il telescopio Californiano sarà superato da un altro, per il +quale già si hanno fusi i vetri in America: questo avrà non meno di +102 centimetri d'apertura, ed il suo costo è calcolato in 200 mila +dollari (1.100.000 lire). E sarà collocato, non già nei climi +variabili della nostra zona temperata, e tanto meno poi in mezzo al +fumo e alla luce elettrica di una città grande; ma sopra una mediocre +elevazione delle Ande peruviane, in un clima sereno, di aria +tranquilla e temperata, benchè posto nella zona torrida. + +Quanto al telescopio di tre metri di diametro che si vuoi preparare in +Francia per l'esposizione del 1900, e sul quale già si è mosso tanto +rumore, aspetteremo a parlarne quando sarà fatto. Non ha da essere un +telescopio a vetri, come i precedenti, ma un telescopio +_riflettore_nel quale la lente obbiettiva sarà surrogata da un grande +specchio. Senza dubbio, la maggior facilità e la minore spesa di +questa maniera di telescopio permetterà di raggiungere dimensioni +molto maggiori che colle lenti di vetro: anzi esistono già in +Inghilterra ed in Francia parecchi di tali strumenti da uno a due +metri di diametro, i quali prestano utillissimi servizi in molte +ricerche e segnatamente in tutte quelle che richiedono gran copia di +luce senza molto riguardo alla precisione dell'immagine ottica: per +esempio nello studio del calore lunare e nella chimica celeste. Ma +quanto a visione distinta, gli specchi di grande dimensione finora si +son dimostrati troppo inferiori alle lenti di corrispondente potenza: +e riguardo all'esplorazione dei mondi planetari non sarà permesso di +fondare sul futuro telescopio di Parigi molto grandi speranze. + + + +III. + +Già i primi Astronomi, che studiarono Marte col telescopio, ebbero +occasione di notare sul contorno del suo disco due macchie +bianco-splendenti di forma rotondeggiante e di estensione +variabile. In progresso di tempo fu osservato, che mentre le macchie +comuni di Marte si spostano rapidamente in conseguenza della sua +rotazione diurna, mutando in poche ore di posizione e di prospettiva; +quelle due macchie bianche rimangono sensibilmente immobili al loro +posto. Si concluse giustamente da questo, dover esse occupare i poli +di rotazione del pianeta, o almeno trovarsi molto prossime a quei +poli. Perciò furono designate col nome di macchie o calotte polari. E +non senza fondamento si è congetturato, dover esse rappresentare per +Marte quelle immense congerie di nevi e di ghiacci, che ancor oggi +impediscono ai navigatori di giungere ai poli della terra. A ciò +conduce non solo l'analogia d'aspetto e di luogo, ma anche un'altra +osservazione importante. + +Come è noto dai principî di cosmografia, l'asse della terra è +inclinato sul piano dell'orbe che essa descrive intorno al sole; +l'equatore pertanto non coincide al piano di detto orbe, ma è +inclinato rispetto ad esso piano dell'angolo di 23 1/2 gradi, detto +l'obliquità dello zodiaco o dell'eclittica. Ed è noto pure, come da +questa semplice e quasi accidentale circostanza tragga origine una +varietà di fatti, che sono del più grande influsso sui climi dei +diversi paesi, producendo l'estate e l'inverno, e la diversa durata +dei giorni e delle notti. Ora lo stesso precisamente avviene in +Marte. Il suo equatore è inclinato rispetto al piano dell'orbita di +quasi 25 gradi; e da tal disposizione ha origine la stessa vicenda +delle stagioni e dell'irradiamento solare, la stessa varietà di climi +e di giorni, che ha luogo sulla Terra. Marte ha dunque le sue zone +climatiche, i suoi equinozi e i suoi solstizi, e simili vicende +d'illuminazione. Per quanto concerne la durata dei giorni e delle +notti il parallelismo è quasi completo nella zona torrida e nelle +temperate: perchè mentre il giorno terrestre solare è di 24 ore, il +giorno solare di Marte è di 24 ore e quaranta minuti +prossimamente. Circa l'andamento delle stagioni e delle lunghe +giornate e notti del polo vi è questa differenza, che le nostre +stagioni durano tre mesi ciascuna, quelle di Marte hanno una durata +poco men che doppia, di 171 giorni in media: e i giorni e le notti del +polo, che presso di noi sono di sei mesi a un dipresso in Marte durano +per un medio undici mesi[8]. Tal differenza è dovuta a questo +principalmente, che l'anno di Marte è di 687 giorni terrestri, mentre +il nostro è di soli 365. + +Così stando le cose, è manifesto, che se le suddette macchie bianche +polari di Marte rappresentano nevi e ghiacci, dovranno andar +decrescendo di ampiezza col sopravvenire dell'estate in quei luoghi, +ed accrescersi durante l'inverno. Or questo appunto si osserva nel +modo più evidente. Nel secondo semestre dell'anno decorso 1892 fu in +prospetto la calotta del polo australe; durante quell'intervallo, e +specialmente nei mesi di Luglio e d'Agosto, anche osservando con +cannocchiali affatto comuni era chiarissima di settimana in settimana +la sua rapida diminuzione; quelle nevi (ora ben possiamo chiamarle +tali), che da principio giungevano fino al 70.° parallelo di +latitudine, e formavano una calotta di oltre 2000 chilometri di +diametro, si vennero progressivamente ritraendo al punto, che due o +tre mesi dopo pochissimo più ne rimaneva, una estensione di forse 300 +chilometri al maximum; e anche meno se ne vede adesso, negli ultimi +giorni del 1892. In questi mesi l'emisfero australe di Marte ebbe la +sua estate; il solstizio estivo essendo avvenuto il 13 +Ottobre. Corrispondentemente ha dovuto accrescersi la massa delle nevi +intorno al polo boreale; ma il fatto non fu osservabile, trovandosi +quel polo nell'emisfero di Marte opposto a quello che riguarda la +Terra. Lo squagliarsi delle nevi boreali è stato invece osservabile +negli anni 1882, 1884, 1886. + +Queste osservazioni del crescere e decrescere alterno delle nevi +polari, abbastanza facili anche con cannocchiali di mediocre potenza, +diventano molto più interessanti ed istruttive, quando se ne seguano +assiduamente le vicende nei più minuti particolari, usando di +strumenti maggiori. Si vede allora lo strato nevoso sfaldarsi +successivamente agli orli; buchi neri e larghe fessure formarsi nel +suo interno; grandi pezzi isolati, lunghi e larghi molte miglia +staccarsi dalla massa principale, e sparire sciogliendosi poco +dopo. Si vedono insomma presentarsi qui d'un colpo d'occhio quelle +divisioni e quei movimenti dei campi ghiacciati, che succedono durante +l'estate delle nostre regioni artiche secondo le descrizioni degli +esploratori. + +Le nevi australi offrono questa particolarità, che il centro della +loro figura irregolarmente rotondeggiante non cade proprio sul polo, +ma in un altro punto, che è sempre press'a poco il medesimo, e dista +dal polo di circa 300 chilometri nella direzione del _Mare +Eritreo_. Da questo deriva, che quando l'estensione delle nevi è +ridotta ai minimi termini, il polo australe di Marte ne rimane +scoperto; e quindi forse il problema di raggiungerlo è su quel pianeta +più facile che sulla Terra. Le nevi australi sono in mezzo di una gran +macchia oscura, che colle sue ramificazioni occupa circa un terzo di +tutta la superficie di Marte, e si suppone rappresenti l'Oceano +principale di esso. Se questo è, l'analogia con le nostre nevi artiche +ed antartiche si può dire completa, e specialmente colle antartiche. + +La massa delle nevi boreali di Marte è invece centrata quasi +esattamente sul polo; essa è collocata nelle regioni di color giallo, +che soglionsi considerare come i continenti del pianeta. Da ciò +nascono fenomeni singolari, che non hanno sulla Terra alcun +confronto. Allo squagliarsi delle nevi accumulate su quel polo durante +la lunghissima notte di dieci mesi e più, le masse liquide prodotte in +tale operazione si diffondono sulla circonferenza della regione +nevata, convertendo in mare temporaneo una larga zona di terreno +circostante; e riempiendo tutte le regioni più basse producono una +gigantesca inondazione, la quale ad alcuni osservatori diede motivo di +supporre in quella parte un altro Oceano, che però in quel luogo non +esiste, almeno come mare permanente. Vedesi allora (l'ultima occasione +a ciò opportuna fu nel 1884) la macchia bianca delle nevi circondata +da una zona oscura, la quale segue il perimetro delle nevi nella loro +progressiva diminuzione, e va con esso restringendosi sopra una +circonferenza sempre più angusta. Questa zona si ramifica dalla parte +esterna con strisce oscure, le quali occupano tutta la regione +circostante, e sembrano essere i canali distributori, per cui le masse +liquide ritornano alle loro sedi naturali. Nascono in quelle parti +laghi assai estesi, come quello segnato sulla carta col nome di _Lacus +Hyperboreus_; il vicino mare interno detto _Mare Acidalio_, diventa +più nero e più appariscente. Ed è a ritenere come cosa assai +probabile, che lo scolo di queste nevi liquefatte sia la causa che +determina principalmente lo stato idrografico del pianeta, e le +vicende che nel suo aspetto periodicamente si osservano. Qualche cosa +di simile si vedrebbe sulla Terra, quando uno dei nostri poli venisse +a collocarsi subitamente nel centro dell'Asia o dell'Africa. Come +stanno oggi le cose, possiamo trovare un'immagine microscopica di +questi fatti nel gonfiarsi che si osserva dei nostri torrenti allo +sciogliersi dei nevai alpini. + +I viaggiatori delle regioni artiche hanno frequente occasione di +notare, come lo stato dei ghiacci polari nel principio della state, ed +ancor al principio di Luglio, è sempre poco favorevole al progresso +dei viaggiatori; la stagione migliore per le esplorazioni è nel mese +di Agosto, e Settembre è il mese, in cui l'ingombro dei ghiacci è +minimo. Così pure nel Settembre sogliono essere le nostre Alpi più +praticabili che in ogni altra epoca. E la ragione ne è chiara; lo +scioglimento delle nevi richiede tempo; non basta l'alta temperatura, +bisogna che essa continui, ed il suo effetto sarà tanto maggiore, +quanto più prolungato. Se quindi noi potessimo rallentare il corso +delle stagioni, così che ogni mese durasse sessanta giorni invece di +trenta; nell'estate in tal modo raddoppiata lo scioglimento dei +ghiacci progredirebbe molto di più e forse non sarebbe esagerazione il +dire che la calotta polare al fine della calda stagione andrebbe +interamente distrutta. Ma non si può dubitare ad ogni modo, che la +parte stabile di tale calotta sarebbe ridotta a termini molto più +angusti, che oggi non si veda. Ora questo appunto succede in Marte. Il +lunghissimo anno quasi doppio del nostro permette ai ghiacci di +accumularsi durante la notte polare di 10 o 12 mesi in modo, da +scendere sotto forma di strato continuo fino al parallelo 70° ed anche +più basso; ma nel giorno che segue di 12 o 10 mesi il Sole ha tempo di +liquefare tutta o quasi tutta quella neve di recente formazione, +riducendola a sì poca estensione, da sembrare a noi nulla più che un +punto bianchissimo. E forse tali nevi si struggono intieramente, ma di +questo finora non si ha alcuna sicura osservazione. + +Altre macchie bianche di carattere transitorio e di disposizione meno +regolare si formano sull'emisfero australe nelle isole vicine al polo; +e così pure nell'emisfero opposto regioni biancheggianti appaiono +talvolta intorno al polo boreale fino al 50° e 55° parallelo. Sono +forse nevicate effimere, simili a quelle che si osservano nelle nostre +latitudini. Ma anche nella zona torrida di Marte si vedono talora +piccolissime macchie bianche più o meno persistenti, fra le quali una +fu da me veduta in tre opposizioni consecutive (1877-1882) nel punto +segnato sui nostri planisferi dalla longitudine 268° e dalla +latitudine 16° nord. Forse è permesso congetturare in questi luoghi la +esistenza di montagne capaci di nutrire vasti ghiacciai. L'esistenza +di tali montagne è stata supposta anche da alcuni recenti osservatori, +sul fondamento di altri fatti. + +Quanto si è narrato delle nevi polari di Marte prova in modo +incontrastabile, che questo pianeta, come la Terra, è circondato da +un'atmosfera capace di trasportar vapori da un luogo all'altro. Quelle +nevi infatti sono precipitazioni di vapori condensati dal freddo e +colà successivamente portati; ora come portati, se non per via di +movimenti atmosferici? L'esistenza di un'atmosfera carica di vapori è +stata confermata anche dalle osservazioni spettrali, principalmente da +quelle di Vogel; secondo il quale tale atmosfera sarebbe di +composizione poco diversa dalla nostra, e sopratutto _molto ricca di +vapore acqueo_. Fatto questo sommamente importante, perchè ci dà il +diritto di affermare con molta probabilità, che d'acqua e non d'altro +liquido siano i mari di Marte e le sue nevi polari. Quando sarà +assicurata sopra ogni dubbio questa conclusione, un'altra ne +discenderà non meno grave; che le temperature dei climi marziali, +malgrado la maggior distanza dal Sole, sono del medesimo ordine che le +temperature terrestri. Perchè se fosse vero quanto fu supposto da +alcuni investigatori, che la temperatura di Marte sia in media molto +bassa (di 50° a 60° sotto lo zero!) non potrebbe più il vapor acqueo +essere uno degli elementi principali dell'atmosfera di Marte, nè +potrebbe l'acqua essere uno dei fattori importanti delle sue vicende +fisiche; ma dovrebbe lasciare il luogo all'acido carbonico o ad altro +liquido, il cui punto di congelazione sia molto più basso. + +Gli elementi della meteorologia di Marte sembrano dunque aver molta +analogia con quelli della meteorologia terrestre. Non mancano però, +come è da aspettarsi, le cause di dissomiglianza. Anche qui, da +circostanze di piccol momento trae la Natura un'infinita varietà nelle +sue operazioni. Di grandissima influenza dev'esser la diversa maniera, +con cui in Marte e sulla Terra veggonsi ordinati i mari ed i +continenti; su di che uno sguardo alla carta dice più che non si +farebbe con molte parole. Già abbiamo accennato al fatto delle +straordinarie inondazioni periodiche, che ad ogni rivoluzione di Marte +ne allagano le regioni polari boreali allo sciogliersi delle nevi: +aggiungeremo ora, che queste inondazioni diramate a grandi distanze +per una rete di numerosi canali, forse costituiscono il meccanismo +principale (se non unico), per cui l'acqua (e con essa la vita +organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del +pianeta. Perchè infatti su Marte piove molto raramente, _o forse anche +non piove affatto_. Ed eccone la prova. + +Portiamoci coll'immaginazione nello spazio celeste, in un punto +distante dalla Terra così, da poterla abbracciare d'un solo colpo +d'occhio. Molto andrebbe errato colui, che sperasse veder di là +riprodotta in grande scala la immagine dei nostri continenti coi loro +golfi ed isole e coi mari che li circondano, quale si vede nei nostri +globi artificiali. Qua e là senza dubbio si vedrebbero trasparire +sotto un velo vaporoso le note forme, o parti di esse. Ma una buona +parte (forse la metà) della superficie sarebbe fatta invisibile da +immensi campi di nuvole, continuamente variabili di densità, di forma +e di estensione. Tale ingombro, più frequente e più continuato nelle +regioni polari, impedirebbe ancora per circa la metà del tempo, la +vista delle regioni temperate, distribuendosi su di esse in +capricciose e perpetuamente variate configurazioni; sui mari della +zona torrida si vedrebbe disposto in lunghe fasce parallele, +corrispondenti alle zone delle calme equatoriali e tropicali. Per uno +spettatore posto nella Luna, lo studio della nostra geografia non +sarebbe un'impresa tanto semplice, quanto si potrebbe immaginare. + +Nulla di questo in Marte. In ogni clima e sotto ogni zona la sua +atmosfera è quasi perpetuamente serena e trasparente abbastanza per +lasciar riconoscere a qualunque momento i contorni dei mari e dei +continenti, e per lo più anche le configurazioni minori. Non già che +manchino vapori di un certo grado di opacità; ma ben poco impedimento +danno essi allo studio della topografia del pianeta. Qua e là vedonsi +comparire di quando in quando alcune chiazze biancastre, mutar di +posizione e di forma, di raro estendersi sopra aree alquanto ampie; +esse prediligono di preferenza alcune regioni, come le isole del Mare +Australe e sui continenti le parti segnate sulla carta coi nomi di +_Elysium_e di _Tempe_. Il loro candore generalmente diminuisce e +scompare nelle ore meridiane del luogo, e si rinforza la mattina e la +sera con vicenda molto spiccata. È possibile che siano strati di +nuvole, perchè così bianche appajono pure le nubi terrestri nella +parte superiore illuminata dal Sole. Però diverse osservazioni +conducono a pensare, che si tratti piuttosto di sottili veli di +nebbia, anzichè di veri nembi apportatori di temporali e di piogge: se +pure non sono temporanee condensazioni di vapore sotto forma di +rugiada o di brina. + +Adunque, per quanto è lecito argomentare dalle cose osservate, il +clima di Marte nel suo generale complesso dovrebbe rassomigliare a +quello delle giornate serene nelle alte montagne. Di giorno +un'insolazione fortissima, quasi punto mitigata da nuvole o da vapori; +di notte una copiosa irradiazione del suolo verso lo spazio celeste, e +quindi un grande raffreddamento. Da ciò un clima eccessivo e grandi +sbalzi di temperatura dal giorno alla notte e da una stagione +all'altra. E come sulla Terra ad altezze di 5000 e 6000 metri i vapori +dell'atmosfera più non si condensano che sotto forma solida, formando +quelle masse biancastre di diacciuoli sospesi, che si chiamano +_cirri_; così nell'atmosfera di Marte saranno raramente possibili (od +anche non saranno possibili) vere agglomerazioni di nuvole capaci di +dar luogo a piogge di qualche momento. Lo squilibrio di temperatura +fra una stagione ed un'altra sarà poi accresciuto notabilmente dalla +lunga durata delle medesime; e così si comprende la grande +coagulazione e dissoluzione di nevi, che si rinnova intorno ai poli ad +ogni rivoluzione compiuta dal pianeta intorno al Sole. + + + +IV. + +Come le nostre carte dimostrano[9], nella sua generale topografia +Marte non presenta alcuna analogia colla Terra. Un terzo della sua +superficie è occupato dal gran Mare Australe, che è sparso di molte +isole, e spinge entro ai continenti golfi e ramificazioni di varia +forma; al suo sistema appartiene un'intiera serie di piccoli mari +interni, dei quali l'_Adriatico_ed il _Tirreno_comunicano con esso per +ampie bocche, mentre il _Cimmerio_, quello _delle Sirene_, e il _Lago +del Sole_non hanno con esso relazione che per mezzo di angusti +canali. Si noterà nei quattro primi una disposizione parallela, che +certo non è accidentale, come pure non senza ragione è la +corrispondente positura delle penisole _Ausonia, Esperia_ed +_Atlantide_. Il colore dei mari di Marte è generalmente bruno misto di +grigio, non sempre però di uguale intensità in tutti i luoghi, nè nel +medesimo luogo è uguale in ogni tempo. Dal nero completo si può +scendere al grigio chiaro ed al cinereo. Tal diversità di colore può +aver origine da varie cause, e non è senza analogia anche sulla Terra, +dove è noto che i mari delle zone calde sogliono essere più oscuri che +i mari più vicini al polo. Le acque del Baltico, per esempio, hanno un +color luteo chiaro, che non si osserva nel Mediterraneo. E così pure +nei mari di Marte si vede il colore farsi più cupo quando il sole si +avvicina alla loro verticale e l'estate comincia a dominare in quelle +regioni. + +Tutto il resto del pianeta fino al polo Nord è occupato dalle masse +dei continenti, nelle quali, salvo alcune aree di estensione +relativamente piccola, predomina il colore aranciato, che talvolta +sale al rosso più cupo, altre volte scende al giallo ed al +biancastro. La varietà di questa colorazione è in parte d'origine +meteorica, in parte può dipendere dalla diversa natura del suolo, e +sulle sue cause ancora non è possibile appoggiare ipotesi molto +fondate. Neppure è nota la causa di questo predominio delle tinte +rosse e gialle sulla superficie del vecchio _Pyrois_. Alcuno ha +creduto di attribuire questa colorazione all'atmosfera del pianeta, +attraverso alla quale si vedrebbe colorata la superficie di Marte, +come rosso diventa un oggetto terrestre qualsiasi, veduto a traverso +vetri di tal colore. Ma a ciò si oppongono più fatti, fra gli altri +questo, che le nevi polari appajono sempre del bianco più puro, benchè +i raggi di luce da esse derivati attraversino due volte l'atmosfera di +Marte sotto una grande obliquità. Noi dobbiamo dunque concludere che i +continenti marziali ci appajono rossi e gialli, perchè tali veramente +sono. + +Oltre a queste regioni oscure e luminose, che noi abbiamo qualificato +per mari e continenti, e la cui natura ormai non lascia luogo che a +poco dubbio, alcune altre ne esistono, veramente poco estese, di +natura anfibia, le quali talvolta ingialliscono e sembrano continenti, +in altri tempi vestono il bruno (anche il nero in certi casi) e +assumono l'apparenza dei mari; mentre in altre epoche la loro +colorazione intermedia lascia dubitare a qual classe di regioni esse +appartengano. Quasi tutte le isole sparse nel Mare Australe e nel Mare +Eritreo appartengono a questa categoria, così pure le lunghe penisole +chiamate _Regioni di Deucalione_e di _Pirra_, e in contiguità del Mare +Acidalio le regioni sognate coi nomi di _Baltia_e di _Nerigos_. L'idea +più naturale e più conforme all'analogia sembra quella di supporre in +esse vaste lagune, su cui variando le profondità dell'acqua si produca +la diversità del colore, predominando il giallo in quelle parti dove +la profondità del velo liquido è ridotta a poco od anche a niente, e +il colore bruno più o meno oscuro nei luoghi dove le acque sono tanto +alte da assorbire molta luce e da rendere più o meno invisibile il +fondo. Che l'acqua del mare o qualsiasi acqua profonda e trasparente +veduta dall'alto appaja tanto più oscura quanto maggiore è l'altezza +dello strato liquido, e che le terre in confronto di esse appajano +chiare sotto l'illuminazione del Sole, è cosa nota e confermata da +certissime ragioni fisiche. Chi viaggia nelle Alpi spesso ha occasione +di convincersene, vedendo dalle cime neri come l'inchiostro stendersi +sotto i suoi piedi i profondi laghetti di cui sono seminate, in +confronto dei quali luminose appajono anche le rupi più nereggianti +percosse dal sole[10]. + +Non senza fondamento adunque abbiamo finora attribuito alle macchie +oscure di Marte la parte di mari e quella di continenti alle aree +rosseggianti che occupano quasi i due terzi di tutto il pianeta, e +troveremo più tardi altre ragioni che confermano tal modo di vedere. I +continenti formano nell'emisfero boreale una massa quasi unica e +continua, sola eccezione importante essendo il gran lago detto _Mare +Acidalio_, del quale l'estensione pare mutarsi secondo i tempi e +connettersi in qualche modo colle inondazioni che dicemmo prodotte +dallo sciogliersi delle nevi intorno al polo boreale. Al sistema del +Mare Acidalio appartiene senza dubbio il lago temporario denominato +_Iperboreo_ed il _Lago Niliaco_: quest'ultimo ordinariamente separato +dal Mare Acidalio per mezzo di un istmo o diga regolare, la cui +continuità soltanto nel 1888 fu vista interrompersi per qualche +tempo. Altre macchie oscure minori si trovano qua e là nella parte +continentale, le quali potrebbero rappresentare dei laghi, ma non +certo laghi permanenti come i nostri; tanto sono variabili d'aspetto e +di grandezza secondo le stagioni, al punto da scomparire affatto in +date circostanze. Il _Lago Ismenio_, quello _della Luna_, il _Trivio +di Caronte_e la _Propontide_sono i più cospicui e i più durevoli. Ve +ne sono di piccolissimi, quali il _Lago Meride_e il _Fonte di +Gioventù_, che nella loro maggiore appariscenza non superano i 100 o +150 chilometri di diametro e contano fra gli oggetti più difficili del +pianeta. + +Tutta la vasta estensione dei continenti è solcata per ogni verso da +una rete di numerose linee o strisce sottili di color oscuro più o +meno pronunziato, delle quali l'aspetto è molto variabile. Esse +percorrono sul pianeta spazi talvolta lunghissimi con corso regolare, +che in nulla rassomiglia l'andamento serpeggiante dei nostri fiumi; +alcune più brevi non arrivano a 500 chilometri, altre invece si +estendono a più migliaja, occupando un quarto ed anche talvolta un +terzo di tutto il giro del pianeta. Alcuna di esse è abbastanza facile +a vedere, e più di tutte quella che è presso l'estremo limite sinistro +delle nostre carte, designata col nome di _Nilosyrtis_: altre invece +sono estremamente difficili, e rassomigliano a tenuissimi fili di +ragno tesi attraverso al disco. Quindi molto varia è altresì la loro +larghezza, che può raggiungere 200 od anche 300 chilometri per la +Nilosirte, mentre per altre forse non arriva a 30 chilometri. [vedi +figura 03.png] + +Queste linee o strisce sono i famosi _canali_di Marte, di cui tanto si +è parlato. Per quanto si è fino ad oggi potuto osservare, sono +certamente configurazioni stabili del pianeta; la Nilosirte è stata +veduta in quel luogo da quasi cent'anni, ed alcune altre da trent'anni +almeno. La loro lunghezza e giacitura è costante, o non varia che +entro strettissimi limiti; ognuna di esse comincia e finisce sempre +fra i medesimi termini. Ma il loro aspetto e il loro grado di +visibilità sono assai variabili per tutte da un'opposizione ad un +altra, anzi talvolta da una settimana all'altra; e tali variazioni non +hanno luogo simultaneamente e con ugual legge per tutte, ma nel più +dei casi succedono quasi a capriccio, od almeno secondo regole non +abbastanza semplici per essere subito intese da noi. Spesso una o più +diventano indistinte od anche affatto invisibili, mentre altre loro +vicine ingrossano al punto da diventar evidenti anche in cannocchiali +di mediocre potenza. La prima delle nostre carte presenta tutte quelle +che sono state vedute in una lunga serie di osservazioni; essa +tuttavia non corrisponde all'aspetto di Marte in alcuna epoca, perchè +generalmente soltanto poche sono visibili di un tratto[11] + +Ogni canale (per ora chiamiamoli così) alle sue estremità sbocca o in +un mare, od in un lago, od in un altro canale, o nell'intersezione di +più altri canali. Non si è mai veduto uno di essi rimaner troncato nel +mezzo del continente, rimanendo senza uscita e senza +continuazione. Questo fatto è della più alta importanza. I canali +possono intersecarsi fra di loro sotto tutti gli angoli possibili; ma +di preferenza convergono verso le piccole macchie cui abbiamo dato il +nome di laghi. Per esempio sette se ne veggono convergere nel _Lago +della Fenice_, otto nel _Trivio di Caronte_, sei nel _Lago della +Luna_, sei nel _Lago Ismenio._ + +L'aspetto normale di un canale è quello di una striscia quasi uniforme +nera o almeno di colore oscuro simile a quello dei mari, in cui la +regolarità del generale andamento non esclude piccole diversità di +larghezza e piccole sinuosità nei due contorni laterali. Spesso +avviene che tal filetto oscuro, mettendo capo al mare, si allarghi in +forma di tromba, formando una vasta baja, simile agli estuari di certi +fiumi terrestri: il_Golfo delle Perle_, il _Golfo Aonio_, il _Golfo +dell'Aurora_, e i due corni del _Golfo Sabeo_sono così formati dalla +foce di uno o più canali sboccanti nel Mare Eritreo o nel Mare +Australe. L'esempio più grandioso di tali golfi è la _Gran Sirte_, +formata dalla vastissima foce della _Nilosirte_già nominata; questo +golfo non ha manco di 1800 chilometri di larghezza e quasi altrettanti +di profondità nel senso longitudinale, e la sua superficie è di poco +minore che quella del golfo di Bengala. In questi casi si vede +manifestamente la superficie oscura del mare continuarsi senza +apparente interruzione in quella del canale; quindi, ammesso che le +superficie chiamate mari siano veramente espansioni liquide, non si +può dubitare che i canali siano di esse un semplice prolungamento a +traverso delle aree gialle, o dei continenti. + +Che del resto le linee dette _canali_siano veramente grandi solchi o +depressioni delle superficie del pianeta destinate al passaggio di +masse liquide, e costituiscano su di esso un vero sistema idrografico, +è dimostrato dai fenomeni che in quelli si osservano durante lo +struggersi delle nevi boreali. Già dicemmo che queste, nello +sciogliersi appaiono circondate da una zona oscura, formante una +specie di mare temporario. In tale epoca i canali delle regioni +circostanti si fanno più neri e più larghi, ingrossando al punto da +ridurre, in un certo momento, ad isole di poca estensione tutto le +aree gialle comprese fra l'orlo della neve e il 60° parallelo +nord. Tale stato di cose non cessa, se non quando le nevi, ridotte +ormai al loro minimo di estensione, cessano di struggersi. Si +attenuano allora le larghezze dei canali, scompare il mare temporario, +e le aree gialle riprendono l'estensione primitiva. Le diverse fasi di +questa grandiosa operazione si rinnovano ad ogni giro di stagioni ed i +loro particolari si son potuti osservare con molta evidenza nelle +opposizioni 1882, 1884, 1886, quando il pianeta presentava allo +spettatore terrestre il suo polo boreale. L'interpretazione più +naturale e più semplice è quella che abbiam riferito, di una grande +inondazione prodotta dallo squagliarsi delle nevi; essa è interamente +logica, e sostenuta da evidenti analogie con fenomeni +terrestri. Concludiamo pertanto, che i canali son tali di fatto, e non +solo di nome. La rete da essi formata probabilmente fu determinata in +origine dallo stato geologico del pianeta, e si è venuta lentamente +elaborando nel corso dei secoli. Non occorre suppor qui l'opera di +esseri intelligenti; e malgrado l'apparenza quasi geometrica di tutto +il loro sistema, per ora incliniamo a credere che essi siano prodotti +dell'evoluzione del pianeta, appunto come sulla Terra il canale della +Manica e quello di Mozambico. + +Sarà un problema non men curioso che complicato e difficile lo +studiare il regime di questi immensi corsi d'acqua, da cui forse +dipende principalmente la vita organica sul pianeta, dato che vita +organica vi sia. Le variazioni del loro aspetto dimostrano che questo +regime non è costante: quando scompaiono o lasciano di loro traccie +dubbie e mal definite è lecito supporre, che siano in magra, od +asciutti affatto. Allora nel luogo dei canali rimane o niente, oppure +al più una striscia di colore giallastro poco diverso dal fondo +circostante. Talvolta prendono un aspetto nebuloso, di cui per ora non +si saprebbe assegnar la ragione. Altre volte invece producono veri +allagamenti, espandendosi a 100, 200 o più chilometri di larghezza, e +questo avviene anche per canali molto lontani dal polo boreale secondo +norme fin qui sconosciute. Così è avvenuto dell'_Idaspe_nel 1864, del +_Simoenta_nel 1879, dell'_Acheronte_nel 1884, del _Tritone_nel +1888. Lo studio diligente e minuto delle trasformazioni di ciascun +canale condurrà più tardi a conoscere le cause di questi fatti. + +Ma il fenomeno più sorprendente dei canali di Marte è la loro +_geminazione_; la quale sembra prodursi principalmente nei mesi che +precedono e in quelli che seguono la grande inondazione boreale, +intorno alle epoche degli equinozi. In conseguenza di un rapido +processo, che certamente dura pochissimi giorni, od anche forse solo +poche ore, e del quale i particolari non si sono ancora potuti +afferrare con sicurezza, un dato canale muta d'aspetto e d'un tratto +si trova trasformato su tutta la sua lunghezza in due linee o strisce +uniformi, per lo più parallele fra di loro, che corrono dritte ed +uguali con tracciamento geometricamente tanto esatto, quanto suole +esser presso di noi quello di due rotaje di ferrovia. Ma questo esatto +andamento è il solo termine di rassomiglianza colle dette rotaje: +perchè nelle dimensioni non vi è alcun paragone possibile, come del +resto è facile immaginare. Le due linee seguono a un dipresso la +direzione del primitivo canale, e terminano nei luoghi dov'esso +terminava. L'una di esse spesso si sovrappone quanto più è possibile +all'antica linea, l'altra essendo di nuovo tracciamento; ma anche in +questo caso l'antica linea perde tutte le piccole irregolarità e +curvature che poteva avere. Ma accade ancora, che ambe le linee +geminate occupino dalle due parti dell'ex canale un terreno +interamente nuovo. La distanza fra le due linee è diversa nelle +diverse geminazioni, e da 600 chilometri e più scende fino all'ultimo +limite, in cui due linee possono apparir separate nei grandi occhi +telescopici, meno di 50 chilometri d'intervallo; la larghezza di +ciascuna striscia per sè può variare dal limite di visibilità, che +supponiamo 30 chilometri, fino a più di 100. Il colore delle due linee +varia dal nero ad un rosso scialbo, che appena si distingue dal fondo +giallo generale delle superficie continentali; l'intervallo è per lo +più di questo giallo, ma in più casi è sembrato bianco. Le geminazioni +poi non sono necessariamente legate ai soli canali, ma tendono anche +prodursi sui laghi. Spesso si vede uno di questi trasformarsi in due +brevi e larghe liste oscure fra loro parallele, tramezzate da una +lista gialla. In questi casi naturalmente la geminazione è breve, e +non esce dai limiti del lago primitivo. + +Le geminazioni non si manifestano tutte insieme, ma arrivata la loro +stagione cominciano a prodursi or qua, or là, isolate in modo +irregolare, o almeno senza ordine facilmente riconoscibile. Per molti +canali mancano affatto (come per la Nilosirte, a cagion d'esempio), o +sono poco visibili. Dopo aver durato qualche mese, si affievoliscono +gradatamente e scompajono fino ad una nuova stagione egualmente +propizia a questo fenomeno. Così avviene che in certe altre stagioni +(specialmente presso il solstizio australe del pianeta) se ne vedono +poche, od anche non se ne vede affatto. In diverse apparizioni la +geminazione del medesimo canale può presentare diversi aspetti quanto +a larghezza, intensità e disposizione delle due strisce: anche in +qualche caso la direzione delle linee può mutarsi, benchè di +pochissima quantità; sempre però deviando di piccolo spazio dal canale +con cui è associata strettamente. Da questa importante circostanza si +comprende immediatamente, che le geminazioni non possono essere +formazioni stabili della superficie di Marte, e di carattere +geografico, come i canali. La seconda delle nostre carte può dare +un'idea approssimativa dell'aspetto che presentano queste +singolarissime formazioni. Essa comprende tutte le geminazioni +osservate dal 1882 fino al presente; nel riguardarla bisogna tener a +mente, che non di tutte l'apparizione è stata simultanea, e che +pertanto quella carta non rappresenta lo stato di Marte in +nessun'epoca; essa non è che una specie di registro topografico delle +osservazioni finora fatte in diversi tempi su quel fenomeno. + +L'osservazione delle geminazioni è una delle più difficili, e non può +farsi che da un occhio bene esercitato, ajutato da un telescopio di +accurata costruzione e di grande potenza. Ciò spiega perchè non siano +state vedute prima del 1882. Nei dieci anni trascorsi da quel tempo +esse sono state vedute e descritte da otto o dieci +osservatori. Nondimeno alcuni ancora negano che siano fenomeni reali e +tacciano d'illusione (o anche d'impostura) coloro che affermano +d'averle osservate. + +Il loro singolare aspetto e l'esser disegnate con assoluta precisione +geometrica, come se fossero lavori di riga o di compasso, ha indotto +alcuni a ravvisare nelle medesime l'opera di esseri intelligenti, +abitatori del pianeta. Io mi guarderò bene dal combattere questa +supposizione, la quale nulla include d'impossibile. Notisi però che in +ogni caso non potrebbero essere opere di carattere permanente, essendo +certo, che una stessa geminazione può cambiare di aspetto e di misura +da una stagione all'altra. Si possono tuttavia assumere opere tali, da +cui una certa variabilità non sia esclusa, per esempio, lavori estesi +di coltura e di irrigazione su larga scala. Aggiungerò ancora, che +l'intervento di esseri intelligenti può spiegare l'apparenza +geometrica delle geminazioni, ma non è punto necessario a tale +intento. La geometria della Natura si manifesta in molti altri fatti, +dai quali è esclusa l'idea di un lavoro artificiale qualunque. Gli +sferoidi così perfetti dei corpi celesti e l'anello di Saturno non +furon lavorati al tornio, e non è col compasso che Iride descrive +nelle nubi i suoi archi così belli e così regolari; e che diremo delle +infinite varietà di bellissimi e regolarissimi poliedri onde è ricco +il mondo dei cristalli? E nel mondo organico, non è geometria bella e +buona quella che presiede alla distribuzione delle foglie di certe +piante, che ordina in figure stellate così simmetriche tanti fiori del +prato, tanti animali del mare; che produce nelle conchiglie quelle +spirali coniche così eleganti, da disgradarne ciò che di più bello ha +fatto l'architettura gotica? In tutte queste cose le forme geometriche +sono conseguenze semplici e necessarie di principi e di leggi che +governano il mondo fisico e fisiologico. Che poi questi principi e +queste leggi siano esplicazioni di una potenza intelligente superiore, +possiamo ammetterlo; ma ciò nulla fa al presente argomento. + +In omaggio dunque al principio, che nella spiegazione dei fatti +naturali convenga sempre cominciare dalle supposizioni più semplici, +le prime ipotesi proposte sulla natura e sulla causa delle geminazioni +hanno per lo più messo in opera solamente le azioni della natura +inorganica. Sono o effetti di luce nell'atmosfera di Marte, o +illusioni ottiche prodotte da vapori in vario modo, o fenomeni +glaciali d'un inverno perpetuo a cui sarebbe condannato tutto il +pianeta, o crepature raddoppiate nella superficie di esso, o crepature +semplici, di cui si duplica l'immagine per effetto di fumo eruttato su +lunghe linee e spostato lateralmente dal vento. L'esame di questi +ingegnosi tentativi conduce tuttavia a concludere, che nessuno di essi +sembra corrispondere per intiero ai fatti osservati nel loro insieme e +nei particolari. Alcune di tali ipotesi non sarebbero neppur nate, se +i loro Autori avessero potuto esaminare le geminazioni coi proprii +occhi. Che se alcuno di questi, ragionando _ad hominem_, mi +domandasse: sapete voi immaginar qualche cosa di meglio? risponderei +candidamente di no. + +Più facile sarebbe il compito, se volessimo introdurre forze +appartenenti alla natura organica. Qui è immenso il campo delle +supposizioni plausibili, potendosi immaginare infinite combinazioni +capaci di soddisfare alle apparenze, anche con piccoli e semplici +mezzi. Vicende di vegetazione su vaste aree e generazioni d'animali +anche minimi in enorme moltitudine potrebbero benissimo rendersi +visibili a tanta distanza. A quel modo che un osservatore posto nella +Luna potrebbe avvedersi delle epoche, in cui sulle nostre vaste +pianure succede l'aratura dei campi, il nascere e la messe del +frumento; a quel modo che il fiorir dell'erba nelle vastissime steppe +dell'Europa e dell'Asia deve rendersi sensibile anche alla distanza di +Marte per una varietà di colorazione; così può certamente rendersi +visibile a noi un eguale sistema di operazioni che si produca in +quegli astri. Ma come difficilmente i Lunari ed i Marziali potrebbero +immaginare le vere cause di tali mutazioni d'aspetto senza aver prima +qualche conoscenza almeno superficiale della natura terrestre: così +anche per noi, che tanto poco conosciamo dello stato fisico di Marte e +nulla del suo mondo organico, la grande libertà di supposizioni +possibili rende arbitrarie tutte le spiegazioni di tal genere, e +costituisce il più grave ostacolo all'acquisto di nozioni +fondate. Tutto quello che possiamo sperare è, che col tempo si +diminuisca gradatamente l'indeterminazione del problema, dimostrando, +se non quello che le geminazioni sono, almeno quello che non possono +essere. Dobbiamo anche confidare un poco in ciò, che Galileo chiamava +_la cortesia della Natura_, in grazia della quale talvolta da parte +inaspettata sorge un raggio di luce ad illuminare argomenti prima +creduti inaccessibili alle nostre speculazioni; di che un bell'esempio +abbiamo nella chimica celeste. Speriamo adunque, e studiamo. + +GIOVANNI SCHIAPARELLI. + + + + +G. SCHIAPARELLI + +LA VITA SUL PIANETA MARTE + +Estratto dal fascicolo N.° 11 Anno IV - 1895 della Rivista "Natura ed Arte" + + Semel in anno licet insanire + + + + +Il singolar globo di Marte, che sotto più riguardi tanto rassomiglia +al nostro, e nel quale sembrano celarsi così interessanti misteri, +ogni giorno più chiama a sè l'attenzione pubblica, e sempre più è +fatto oggetto di accurati studi e di ardite speculazioni. Esso non è +intieramente sconosciuto ai lettori di Natura ed Arte, i quali +ricorderanno senza dubbio la descrizione accompagnata da disegni, che +ne fu pubblicata nei due fascicoli di febbraio 1893. Non senza +ammirazione essi han potuto vedere quelle macchie oscure e quelle +regioni più chiare della sua superficie, che si considerano come +rappresentanti mari e continenti; le misteriose linee, dette canali, +or semplici or doppie, che lo solcano per ogni verso in forma di fitto +reticolato; le vicissitudini del clima nei suoi due emisferi; e +specialmente le nevi che biancheggiano intorno ai suoi poli, e con +alterna vece crescono e decrescono secondo le stagioni, nè più nè meno +di quello che si osserva nelle regioni agghiacciate che occupano le +zone polari del nostro globo. + +Nell'anno decorso 1894 il pianeta essendosi molto avvicinato alla +Terra (siccome suol fare periodicamente ad intervalli di circa 26 +mesi), si trovò a buona portata dei grandi telescopi astronomici; e +così fu possibile di fare alcune osservazioni importanti. Durante +l'epoca del massimo avvicinamento (che fu nei mesi di settembre e di +ottobre) la posizione dell'asse di Marte rispetto al sole, e le +stagioni dei suoi emisferi furono press'a poco quelle che han luogo +per la Terra ogni anno durante il mese di gennaio. Per l'emisfero +boreale di Marte era appena passato il solstizio d'inverno; l'emisfero +australe, invece, che si trovava principalmente in vista, era nelle +condizioni atmosferiche che noi esperimentiamo nel mese di luglio, +cioè al principio e al colmo della state. Le regioni polari australi e +il polo antartico del pianeta brillavano nell'illuminazione perpetua; +e sotto la sferza incessante del sole le nevi di quel polo parvero +decrescere a colpo d'occhio. + +Le prime osservazioni si fecero in Australia alla fine di maggio col +gran telescopio dell'osservatorio di Melbourne, essendo il pianeta +ancora a grande distanza della terra. Il 25 maggio (epoca, che per +l'emisfero australe di Marte corrispondeva press'a poco alla metà +della primavera) i ghiacci si estendevano tutt'intorno al polo +australe fino a 67° di latitudine; l'area nevosa formava una calotta +ben terminata e simmetrica di 2800 chilometri di diametro. + +A partir da quel punto fino alla metà d'agosto, per lo spazio di 80 +giorni e più, l'orlo circolare della regione nevata andò +restringendosi con molta regolarità, avvicinandosi al polo in ragione +di 13 chilometri al giorno: così che a mezzo agosto il diametro delle +nevi da 2800 chilometri si trovò ridotto a 600. Durante questo +intervallo, e precisamente verso la fine di giugno, si manifestò nella +calotta bianca una grande spaccatura, che ne separava un segmento di +considerabile ampiezza. Quest'ultimo scomparve presto, e non restò che +la massa principale, notabilmente diminuita. + +Da mezzo agosto alla fine di settembre la diminuzione delle nevi +intieramente si arrestò, quantunque appunto in quell'intervallo avesse +luogo il solstizio australe del pianeta (31 agosto) e con esso la +massima irradiazione del Sole su quelle regioni. Il 24 di settembre +l'area circolare nevosa aveva ancora quasi lo stesso diametro di 600 +chilometri, che era stato misurato il 13 di agosto. + +La causa sconosciuta, che produsse questo arresto nel ritirarsi dei +ghiacci, parve cessare negli ultimi giorni di settembre; il limite +delle nevi continuò a progredire verso il polo, questa volta in +ragione di dieci chilometri al giorno; e non fini che colla +distruzione totale delle nevi stesse, la quale da diversi osservatori +fu assegnata ad epoche alquanto diverse, ma si può stimare che avesse +luogo intorno al 23 ottobre, coll'incertezza di alcuni giorni in più +od in meno. Così rimase il polo australe di Marte affatto nudo di +ghiacci fino a questo giorno in cui scrivo (4 aprile +1895). Nell'intervallo si videro bensì di quando in quando comparire +certe macchie bianche in molta vicinanza del polo; nessuna di queste +però è stata permanente, e si deve credere che rappresentassero +nevicate di carattere locale e transitorio. Quale fortuna sarebbe pei +nostri geografi, se un simile scioglimento completo dei ghiacci si +producesse anche una sola volta sopra ciascuno dei due poli della +Terra! + +Da che si è incominciato a studiar Marte con qualche attenzione, è +questa la prima volta in cui è accaduto di osservare la completa +dissoluzione delle sue nevi antartiche. Essa si può stimare avvenuta +circa 55 giorni dopo il solstizio australe, cioè dopo l'epoca, in cui +la massima intensità della radiazione solare si fece sentire in quella +regione. Nel 1862, trovandosi il pianeta in una stagione identica, +Lassell vide quelle medesime nevi ancora molto estese: 94 giorni dopo +il solstizio australe il loro diametro non era minore di 500 +chilometri. Nell'anno 1880 io le vidi ancora a Brera 144 giorni dopo +il solstizio australe. Possiamo argomentare da questo, che in Marte, +come sulla Terra, il corso delle stagioni non è perfettamente il +medesimo in tutti gli anni, e che si danno colà, come presso di noi, +estati più lunghe o più calde, ed altre più brevi o più fresche. + +La rapida fusione di così ingenti quantità di neve non può essere +senza conseguenze sulle condizioni idrografiche del pianeta. Sulla +terra la fusione delle nevi artiche ed antartiche non può essere di +molta conseguenza, prima perchè le aree ghiacciate polari sono ambedue +circondate dal medesimo mare, il quale, se cresce di livello per lo +sciogliersi di una parte delle nevi artiche, d'altrettanto decresce +pel contemporaneo coagularsi di nuove nevi antartiche. Una simil +compensazione non può aver luogo su Marte in modo così semplice od +immediato, essendo il maggior mare, che circonda il polo antartico, +intieramente separato da quegli altri mari assai minori o piuttosto +laghi, che stanno vicino al polo artico; siccome si può vedere dando +uno sguardo alla carta di Marte qui unita[12]. L'equilibrio nelle +masse liquide dei due emisferi può stabilirsi soltanto per mezzo di +deflusso attraverso ai continenti che occupano le regioni intermedie; +e questa è la causa per cui all'alternato coagularsi e dissolversi +dello nevi intorno ai due poli sono da attribuire in gran parte le +mutazioni che si osservano nel sistema idraulico del +pianeta. Mutazioni, che ai nostri telescopi son rese manifeste dalla +modificata estensione dei mari, e dalla varietà d'aspetto di quelle +strisce oscure che segnano le zone d'inondazione e di deflusso; le +quali pertanto non senza un po' di ragione furon chiamate _canali_, +quantunque tal nome si debba intendere in senso assai largo. Piuttosto +che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci +depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione +rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200 +chilometri od anche più. Io ho già fatto notare altra volta, che, +mancando sopra Marte le pioggie, questi canali probabilmente +costituiscono il meccanismo principale, con cui l'acqua (e con essa la +vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del +pianeta. Non è un problema privo d'interesse quello di rendersi conto +del modo, con cui può avvenire una tale diffusione. + + + +II. + +Sulla terra le vicende delle stagioni si corrispondono nei due +emisferi con effetti quasi intieramente simmetrici nella loro +alternativa. I periodi di freddo e di caldo, di siccità e di pioggia +si producono con fasi alternate, ma analoghe, ad intervalli di sei +mesi, sotto paralleli di ugual latitudine ai due lati +dell'equatore. Le diversità di clima, che si osservano in tal caso, +sono di carattere puramente locale, dovute per lo più a condizioni +accidentali di natura topografica. Qualche piccola differenza nella +meteorologia dei due emisferi veramente si manifesta a chi consideri +le cose con molta precisione; differenza principalmente derivata da +ciò, che nell'emisfero australe le aree continentali sono meno estese +che nell'emisfero boreale. Ma questo fatto, quantunque degno di studio +per il suo carattere generale, praticamente è di poca importanza nella +considerazione del clima di una data regione australe o boreale della +Terra. + +[vedi figura 04.png] + +In Marte le cose sembrano proceder molto diversamente. Come dimostra +uno sguardo dato alla carta, tutto o quasi tutto l'Oceano è +concentrato intorno al polo australe, al quale per conseguenza, e alle +circostanti regioni deve corrispondere una vasta depressione nel suolo +solido del pianeta. Al contrario, dall'esser l'emisfero boreale quasi +tutto occupato da un gran continente non interrotto, siamo indotti +ragionevolmente a credere, che da quella parte si abbian le regioni +più elevate, e che più alti di tutti siano i paesi circostanti al polo +nord. Questa disposizione di cose fa si, che lo sciogliersi delle nevi +polari può avere, pel clima e per la vita organica, conseguenze ben +diverse, secondo che si tratta delle nevi australi o delle nevi +boreali. È questo un punto, il quale merita di essere esaminato con +qualche cura. + +Consideriamo dapprima la calotta dei ghiacci australi, che tutta si +forma entro all'Oceano di Marte, e può giungere ad occupare di questo +Oceano una parte considerabile, forse un terzo od un quarto. Lo +sciogliersi progressivo della medesima avrà per ultimo risultato un +innalzamento del livello generale di tutto l'Oceano, e dei mari +interni minori, che lo circondano come appendici. Tale elevazione +potrà bastare ad inondare tutte le parti più basse dei continenti e +specialmente quelle che all'Oceano sono più vicine. In tale stagione +infatti si vedono molto più marcati ed oscuri, non solo i mani interni +segnati col nome di _Adriatico_, _Tirreno_, _Cimmerio_, _Sirenio_, +ecc.. ma anche gli stretti più o meno spaziosi che li uniscono +all'Oceano, e l'Oceano stesso. I golfi, onde appare frastagliato il +continente, diventano più visibili, e con essi anche taluno dei grandi +canali che dall'Oceano direttamente si spingono entro terra, per +esempio la Gran Sirte e la Nilosirte, che da essa procede. Questa +maggior espansione dell'Oceano però non arriva nelle parti più interne +dei continenti e nelle regioni boreali; impedita a quanto sembra dalla +troppo grande elevazione di queste. + +L'effetto dello sciogliersi delle nevi australi è dunque di far uscire +il mare dai suoi confini, e di produrre qua e là parziali inondazioni +del medesimo sopra alcuni lembi del continente. Ora è molto dubbio, se +un tal fenomeno possa riuscire di molto vantaggio per la vita +organica, e sopratutto pei supposti abitatori del pianeta. Simili +usurpazioni periodiche del mare sul continente hanno anche luogo +presso di noi in conseguenza del flusso e del riflusso: e, quantunque +siano di periodo breve e si facciano su piccolissima scala, non credo +si possano considerare come una benedizione pei paesi dove si +producono (Olanda, Frisia, litorale nord-ovest della Germania): +vediamo anzi gli abitanti tentare di difendersene con immense +dighe. Per Marte molto dipenderà dalla natura chimica delle sostanze +disciolte nell'Oceano. Se, per esempio, quelle acque fossero salate +come quelle dei mari terrestri, la zona delle aree invase dal mare ad +ogni ritorno dell'estate (che si fa su Marte a periodi di 23 mesi +circa dei nostri) potrebbe servire alla formazione di vaste saline, o +dar luogo a vegetazioni di carattere speciale. In nessun caso +potrebbero quelle acquo supplire alla coltivazione delle aree +continentali, ed ai bisogni dell'agricoltura quale noi l'intendiamo. + +Ben diverso è lo stato di cose che ci si presenta allo sciogliersi +delle nevi boreali. Essendo queste collocate nel centro del +continente, le masse liquide prodotte dalla liquefazione si diffondono +sulla circonferenza della regione nevata, convertendo in mare +temporaneo una larga zona del terreno circostante; e, correndo verso +le regioni più basse, producono una gigantesca inondazione molto bene +osservabile ai nostri telescopi. Tale inondazione si estende per molte +e grosse ramificazioni sopra terre prima asciutte, formando presso il +polo nord laghi molto estesi, che la carta nostra designa sotto i nomi +di _Mare Acidalio _e di_Lago Iperboreo_. Da tal regione inondata si +diramano grosse strisce oscure, rappresentanti al nostro sguardo +altrettante larghe correnti, per le quali le nevi liquefatte +ritornano, o tendono almeno a ritornare verso la loro sede naturale +che sta nell'altro emisfero, cioè verso le bassure australi occupate +dall'Oceano. + +Riflettiamo ora, che la neve è il prodotto di una distillazione +atmosferica, nella quale l'acqua si riduce alla purezza quasi +completa. Se ciò non fosse, l'evaporazione dei nostri mari condurrebbe +alla formazione di pioggie d'acqua salata, e di nevi salate; dove +tutti sanno, che l'acqua piovana caduta a traverso di una atmosfera +non inquinata è acqua quasi assolutamente pura, come assolutamente +pura o quasi è l'acqua delle nostre nevi. Adunque la grande +inondazione boreale di Marte, risultando dallo scioglimento di nevi +cadute in terreno prima asciutto, e non essendo mescolata alle acque +di un Oceano, sarà libera da quei sali e da quelle mescolanze, da cui +non si può dubitare che sia inquinato l'Oceano australe del +pianeta. Ne possiamo concludere, che se nelle parti asciutte o +continentali della superficie di Marte vi è vita organica, gli è +esclusivamente o quasi esclusivamente allo sciogliersi delle nevi +boreali che deve la sua esistenza: gli è dalla giusta e opportuna +ripartizione delle acque venenti dal polo nord, che dipende il suo +progresso e il suo sviluppo. E se in Marte esiste una popolazione di +esseri ragionevoli capace di vincere la Natura e di costringerla a +servire ai propri intenti, la regolata distribuzione di quelle acque +sopra le regioni atte a coltura deve costituire il problema principale +e la continua preoccupazione degli ingegneri e degli statisti. + + + +III. + +Fino a questo punto abbiam potuto arrivare, combinando il risultato +delle osservazioni telescopiche con probabili deduzioni tratte da +principi conosciuti della Fisica, e da plausibili analogie. Concediamo +ora alla fantasia un più libero volo; sempre appoggiati, per quanto è +concesso, al fondamento sicuro dell'osservazione e del ragionamento, +tentiamo di renderci conto del modo, con cui sarebbe possibile in +Marte l'esistenza e lo sviluppo di una popolazione d'esseri +intelligenti, dotati di qualità e soggetti a necessità non troppo +diverse dalle nostre: e sotto quali condizioni si potrebbe ammettere, +che i fenomeni dei così detti canali e delle loro geminazioni possano +rappresentare il lavoro di una simil popolazione. Ciò che diremo non +avrà il valore di un risultato scientifico, ed anzi confinerà in parte +col romanzo. Ma le probabilità a cui per tal modo arriveremo non +saranno minori che per tanti altri romanzi più audaci e meno innocui, +che sotto il sacro nome di scienza si stampano nei libri e si +predicano nelle assemblee e nelle Università. + +Comparando il globo della Terra con quello di Marte sotto il rispetto +della loro costituzione meteorologica ed idrografica, subito ci appare +manifesto, dalle cose dette di sopra, quanto il primo dei due sia +meglio disposto per accogliere la vita organica e per favorirne lo +sviluppo nelle sue forme superiori. Ai fortunati terricoli l'acqua +fecondatrice è distribuita gratuitamente dalla periodica e regolare +operazione del gran meccanismo atmosferico. Piove sui nostri campi +senza alcun nostro merito: per noi, senza alcuna nostra fatica si +condensa sulle montagne il liquido prezioso, che per mezzo dei +ruscelli e dei fiumi può in molti modi esser rivolto a nostro +vantaggio, coll'irrigazione, colla navigazione interna, colle macchine +idrauliche: e senza di questo dono, che sarebbe il genere umano? Assai +più dure condizioni di esistenza ha fatto la Natura ai poveri +Marziali. Dove rare sono le nuvole e mille le pioggie, ivi mancano +certamente le fonti ed i corsi d'acqua[13]. Tutto per loro sembra +dipendere, come già si è accennato, dalla grande inondazione prodotta +nello sciogliersi delle nevi polari boreali. La loro conservazione o +la loro prosperità richiede ad ogni costo, che siano arrestate nella +maggior quantità possibile, e trattenute per tutto il tempo necessario +quelle acque, prima che vadano a perdersi nel mare australe; che se ne +approfitti nel modo più efficace alla coltura di aree abbastanza vaste +per assicurare durante un intero anno Marziale (23 mesi nostri) +l'esistenza di tutto ciò che vive sul pianeta. Problema forse non +tanto facile e non tanto semplice! perchè la somma di acqua +disponibile è al più quella che hanno formato le nevi boreali d'una +sola invernata; quantità certamente assai grande, la quale però, +ripartita sopra tutti i continenti, potrebbe presto diventare +insufficiente, anche non tenendo conto delle perdite inevitabili per +evaporazione, filtrazione, errori di distribuzione, ecc. + +Bastan questi riflessi a persuaderci, che le molte strisce oscure, +onde il pianeta è solcato per ogni verso, larghe talvolta quanto il +Mar Adriatico od il Mar Rosso e quasi sempre assai più lunghe, non +possono, malgrado il nome da noi loro assegnato di _canali_, +rappresentare nella loro vera larghezza arterie di deflusso delle +acque boreali. Se tali fossero, basterebbero a dar passo in poche ore +a tutta quanta la grande inondazione. Non solo le acque non potrebbero +esser impiegate a colture che richiedessero la durata di alcuni mesi, +ma giungerebbero al mare e vi si perderebbero prima che un vantaggio +qualunque se ne potesse trarre. Certo per le vie segnate da quelle +strisce ha luogo un deflusso, ma non tutte intiere quelle strisce +servono al deflusso. La loro larghezza è per tale scopo eccessiva, nè +a questo scopo corrisponde bene il loro variabile aspetto, e la loro +geminazione. Ciò che noi vediamo là, o che finora abbiam chiamati +_canali_, non sono larghissimi corsi d'acqua, come da alcuno fu +creduto. L'ipotesi più plausibile è quella di considerarle come _zone +di vegetazione_, estese a destra e a sinistra dei veri _canali_, i +quali esistono sì lungo le medesime linee, ma non sono abbastanza +larghi da poter esser veduti dalla Terra[14]. Queste zone di +vegetazione facilmente si distaccano sulle circostanti regioni del +pianeta per un colore più cupo, dovuto, com'è da credere, al fatto +stesso dell'inaffiatura (si sa che il terreno bagnato è di color più +oscuro che l'asciutto e disseccato dal sole) e anche in parte senza +dubbio alla presenza stessa della vegetazione; mentre per le aree +aride e condannate a perpetua sterilità rimane invariato il color +giallo uniforme che predomina su tutti i continenti. Questo colore +dobbiamo d'or innanzi considerare come rappresentante il deserto puro +ed assoluto; e pur troppo si può far stima, che i nove decimi della +superficie continentale di Marte ad esso appartengano. + +Proseguendo nelle nostre deduzioni arriveremo a comprendere senza +difficoltà, che, regnando in Marte il potere della gravità, quantunque +in misura assai minore che sulla Terra[15], i liquidi diffusi alla +superficie del pianeta tenderanno a scendere ai luoghi più bassi; e +che le zone oscure destinate alla vegetazione saranno più basse delle +aree luminose circostanti, in cui l'acqua non può penetrare. Quello +pertanto che a noi appare sotto aspetto di striscia oscura, e che da +tutti finora si è chiamato _canale_, sarà un grande avvallamento della +superficie, esteso secondo la linea retta o secondo il circolo +massimo, sopra larghezze e lunghezze comparabili a quelle del Mar +Rosso. D'or innanzi daremo ad esso il nome più proprio di _valle_. La +larghezza di una tal valle è in tutti i casi presso che uniforme, e +tale dobbiamo credere ne sia pure la profondità, che diverse ragioni +c'inducono a credere molto piccola, e certamente poi molte volte +minore della larghezza. L'osservazione ci accerta che una tal valle fa +sempre capo co' suoi estremi o ad un mare, o ad un lago, o ad un'altra +valle consimile. E poichè il color oscuro, effetto della vegetazione e +dell'irrigazione, ne occupa tutta l'apparente larghezza, dobbiamo +ritenere, che i due pendii laterali siano accessibili alle acque tanto +bene quanto il fondo. Quale poi sia stata l'origine di tali valli così +numerose ed intrecciate, come si vede sulla carta, non è ora opportuno +discutere; però l'enorme loro larghezza non ci dà confidenza di +soscrivere all'opinione di coloro, che le credono prodotto di uno +scavo artificiale. + +La mente nostra non è avvezza a concepire tali grandiose opere come +effetto di potenze comparabili a quella dell'uomo. Quando però dalla +considerazione generale di questi fatti si scende allo studio minuto +dei loro particolari, e sopratutto si ferma l'attenzione sopra le +misteriose geminazioni e sulla straordinaria regolarità di forma +ch'esse presentano, l'idea che qualche parte almeno secondaria vi +possa avere una razza di esseri intelligenti non può esser considerata +come intieramente assurda. Anzi, al punto in cui siamo giunti, e data +la verità delle cose sin qui esposte, tale supposizione perde quel +carattere d'audacia che ci spaventava da principio, e diventa quasi +una conseguenza necessaria. + +Poniamo infatti per un momento, che lassù tutto si faccia per +conseguenza cieca di leggi fisiche, senza intervento alcuno di mente +direttiva. Le nevi del polo boreale, a misura che saranno disciolte, +correranno all'Oceano seguendo le ampie valli, che loro offrono la +strada più facile. Se il fondo delle valli è concavo (come nella +maggior parte delle nostre), l'acqua vi si riunirà in una corrente di +larghezza molto limitata, e non potrà occupare i pendii laterali, nè +produrre sopra di essi l'innaffiamento e le vegetazioni che soli +possono renderli a noi visibili. Il corso d'acqua o canale esisterà, +ma difficilmente prenderà tale ampiezza.da rendersi sensibile al +telescopio. Insomma noi non ne vedremmo nulla. Perchè l'acqua e la +vegetazione potessero espandersi sopra larghezze di 100 e 200 +chilometri, bisognerebbe che il fondo della valle fosse piano e quasi +assolutamente uniforme. Avremo allora qualche cosa di simile ad un +vasto impaludamento, nel quale potrebbero ottimamente svolgersi una +flora ed una fauna somiglianti a quelle della nostra epoca +carbonifera. Con tali ipotesi è possibile renderci conto delle strisce +oscure semplici; rimane però inesplicato il fenomeno della loro +temporanea geminazione. Non si riesce a comprendere perchè in una +medesima valle l'innaffiamento e la vegetazione si faccian talvolta +sopra una linea unica, tal'altra invece si dividano sopra due linee +parallele di larghezza e d'intervallo non sempre eguale in ogni tempo, +tra le quali resta uno spazio infecondo o almeno non irrigato. Qui la +supposizione di un intervento intelligente è più che mai indicata. E +il modo di questo intervento dev'esser determinato dalle condizioni +particolari fatte dalla natura ai supposti abitatori del pianeta. + +[vedi figura 05.png] + +Ora prego il lettore di considerare l'annessa figura, nella quale si è +inteso di rappresentare il taglio o sezione traversale di una delle +larghe valli di Marte. In A A sono le sponde della valle, in B il suo +fondo. Se al giungere delle inondazioni s'immettesse l'acqua nella +valle senza altro apparato, essa si raccoglierebbe tutta al fondo +sotto forma di un gran fiume in quantità probabilmente eccessiva, +mentre i pendii laterali rimarrebbero asciutti. Per dare a tutta la +valle la irrigazione necessaria così in quantità come in durata, i +nostri ingegneri avrebbero scavato (e così dobbiam supporre abbiano +fatto anche gl'ingegneri di Marte) a diverse altezze sui due pendii +una serie di canali paralleli fra loro e paralleli alle sponde della +valle; canali di dimensioni comparabili alla nostra Muzza, al Canale +Cavour, al gran Canale del Gange[16]. Simili canali, di cui non è +necessario qui precisare il numero, sono rappresentati sulla figura +dallo incavature segnate colle lettere _m, n, p_... Fra due canali +contigui il terreno segue il pendio naturale verso l'asse della valle, +in modo che l'acqua da un canale più alto (come quello segnato _m_) +possa arrivare a quello che gli sta sotto (come quello segnato _n_) +espandendosi gradatamente su tutta la zona coltivata intermedia _m +n_. I due canali più bassi serviranno ad irrigare la zona più bassa di +coltivazione, che occupa il fondo della valle. All'estremità boreale +di questa stanno i robusti argini, che trattengono entro i dovuti +limiti, e fino al tempo opportuno, le acque della grande inondazione; +ivi si chiudono e si aprono le porte d'afflusso: mentre per +l'estremità australe e più bassa accadrà l'uscita delle acque residue, +che vanno a raccogliersi nell'Oceano australe. + +Già si è accennato, che la copia d'acque provenienti dalle nevi di una +sola invernata sembra piuttosto inferiore che superiore ai bisogni +dell'irrigazione; la poca area delle superficie coltivate in confronto +colle deserte favorisce questa conclusione. L'apertura dei canali e +l'immissione delle acque nelle campagne di una data valle non si +potranno quindi fare a caso, ma dovranno succedersi con certa regola, +onde tutte le zone, anche le più alte, possano ricevere il fluido +benefico e conservarlo per tanto tempo, quanto ne richiede il ciclo +vegetativo delle colture adottate. Male si provvederebbe a questo, se, +per esempio, prima che la grande inondazione sia giunta al colmo, si +cominciasse a consumar l'acqua per uso delle zone più basse: perchè in +tal modo potrebbe avvenire che l'inondazione non raggiungesse il +livello necessario per irrigare le zone più alte. Queste ultime +pertanto dovranno avere la precedenza in ogni caso. + +Così stando dunque disposte le cose; essendo giunta l'estate +dell'emisfero Nord, e la grande inondazione boreale essendo arrivata +alla massima altezza; il Gran Prefetto dell'Agricoltura ordina che si +apran le chiuse più alte, e che sia immessa l'acqua nei due canali più +elevati a destra e a sinistra della valle (segnati colle lettere _m +m'_nella figura qui sopra). L'irrigazione si estenderà sopra le due +zone laterali più alte (cioè _mn m'n'_); la superficie della valle +cambierà colore in queste due zone, l'abitante della Terra vedrà due +strisce parallele colorate, cioè una _geminazione_. Trascorso il tempo +sufficiente per assicurare il completo ciclo vegetativo in quelle due +prime zone, e la grande inondazione boreale essendo già in sul +decrescere, si aprono le chiuse conducenti a due canali più bassi _n +n'_, i quali frattanto avranno ricevuto anche i residui delle due zone +già irrigate. Così sarà aperta alle acque la via per fecondare due +altre zone fra loro parallele, _np n'p'_le quali a loro volta +diventeranno visibili all'osservatore terrestre. A quest'ultimo la +geminazione sembrerà or composta di due linee più larghe, l'una +proveniente dall'insieme delle due zone irrigate di destra, l'altra +dall'insieme delle due zone irrigate di sinistra. Ma col cessare della +vegetazione nelle zone più alte, _mn m'n'_, queste riprenderanno il +loro colore primitivo, e cesseranno d'esser visibili; onde a un dato +momento nel telescopio non si vedranno che le sole zone _np n'p'_più +interne; la geminazione sarà di nuovo composta di due linee sottili, +ma l'intervallo fra queste sarà minore di quanto fosse in principio, +quando erano irrigate le sole zone _mn m'n'_. Così di grado in grado, +abbassandosi le acque della grande inondazione, si passerà ad irrigare +zone sempre più basse; da ultimo, esaurite ormai quelle acque, se ne +profitterà per immetterle nella zona che forma il fondo della valle, +cioè nell'intervallo rappresentato con _pp'_. Allo spettatore +terrestre apparirà una striscia sola; la geminazione avrà cessato di +esistere. E quando il ciclo vegetativo sarà compiuto su tutte le zone +della valle, allora soltanto si potranno aprire le porte inferiori per +lasciare l'uscita alle acque residue, non senza prima aver riempito i +vasti serbatoi necessari all'uso quotidiano di quegli abitanti, e alla +coltura dei giardini durante l'intervallo della lunga +siccità. Dell'irrigazione avvenuta non rimarrà che qualche traccia +accidentale, il terreno ritornerà arido, e l'osservatore terrestre o +non vedrà più affatto la valle, o appena ne discernerà qualche lieve +indizio. + +Questo piano d'operazioni, che io ho descritto qui per fissare le idee +su di un caso concreto, non sarà probabilmente il solo ad esser +praticato. Non è necessario che l'ordine d'irrigazione delle +successive zone sia sempre ed ovunque così completo e così +regolare. Se, per esempio per le colture di Marte fosse necessaria la +pratica del maggese, qualche zona dovrebbe esser lasciata senza +irrigazione. A norma poi delle diverse specie di coltura dovendo +l'irrigazione esser più lunga o più breve, non si avrà sempre la +completa simmetria sui due pendii della valle; ma potrà tale +irrigazione esser più estesa e più durevole or da una parte or +dall'altra, od anche da una parte mancar totalmente. E sul fondo della +valle, che sarebbe il luogo più opportuno per boschi, si cercherebbe +di mantenere l'umidità per il tempo più lungo che sia possibile. Così +potrebbe anche nascere una zona permanente di vegetazione, sempre più +o meno osservabile dai telescopi terrestri. In tal modo senza supporre +cose miracolose e senza vagare all'impazzata nei campi dell'ignoto, +con sobrio uso d'analogie e con plausibili deduzioni, possiamo +spiegarci non solo la varia lunghezza e il vario aspetto sotto cui ci +appaiono i così detti _canali_, cioè le valli coltivate di Marte; ma +ancora dalle necessità pratiche della vita degl'ipotetici suoi +abitanti possiamo dedurre e l'esistenza delle geminazioni, e la varia +larghezza delle linee che le compongono, le mutazioni del loro +intervallo. E si riesce a comprendere perchè le strisce, dette +_canali_, qualche volta sembrano portarsi più verso destra, e qualche +altra volta più verso sinistra, sempre conservando il medesimo +orientamento. + +Ammesse le linee principali del nostro quadro, non sarà difficile il +compierlo nei particolari, e disegnare coll'immaginazione i grandiosi +argini necessari per contenere nei giusti limiti l'inondazione +boreale; i laghi o serbatoi secondari di distribuzione, necessari per +dare le acque a quelle valli, che non fanno capo direttamente a quella +inondazione; le opere occorrenti per regolare la distribuzione secondo +il tempo e secondo il luogo; i canali di primo, secondo, +terzo... ordine destinati a condurre le acque su tutto il terreno +irrigabile; i numerosi opifici, a cui le acque potranno dar moto nel +loro scendere dai ciglioni laterali della valle al fondo della +medesima. Marte dev'esser certamente il paradiso degli idraulici! + +E passando ad un ordine più elevato d'idee, interessante sarà +ricercare qual forma d'ordinamento sociale sia più conveniente ad un +tale stato di cose, quale abbiamo descritto; se l'intreccio, anzi la +comunità d'interessi, onde son fra loro inevitabilmente legati gli +abitanti d'ogni valle, non rendano qui assai più pratica e più +opportuna, che sulla Terra non sia, l'istituzione del socialismo +collettivo, formando di ciascuna valle e dei suoi abitanti qualche +cosa di simile ad un colossale falanstero, per cui Marte potrebbe +diventare anche il paradiso dei socialisti. Bello altresì sarà +indagare, se sia meglio ordinar politicamente il pianeta in una gran +federazione, di cui ogni valle costituisca uno stato indipendente, +oppure se forse, a reggere quel grande organismo idraulico da cui +dipende la vita di tutti, e a conciliare le diverse necessità delle +diverse valli, non sia forse più opportuna la monarchia universale di +Dante. Ed ancora si potrà discutere, a quale rigorosa logica dovrà +essere subordinata la legislazione destinata a regolare un così +grandioso, vario e complicato complesso d'affari: quali progressi +debbano aver fatto colà la Matematica, la Meteorologia, la Fisica, +l'Idraulica e l'arte delle costruzioni, per arrivare alla soluzione +dei problemi estremamente difficili e varii, che si presentano ad ogni +tratto. Qual singolare disciplina, concordia, osservanza dello leggi e +dei diritti altrui debba regnare sopra un pianeta, dove la salute di +ciascuno è così intimamente legata alla salute di tutti; dove son +certamente sconosciuti i dissidii internazionali e le guerre: dove +quella somma ingente di studio e di lavoro e di mezzi, che i pazzi +abitanti d'un altro globo vicino consumano nel nuocersi +reciprocamente, è tutta rivolta a combattere il comune nemico, cioè le +difficoltà che l'avara Natura oppone ad ogni passo. + +Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore +considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi +continuare la volata. _Messo t'ho innanzi, omai per te ti ciba_. + +G. SCHIAPARELLI. + + + + +GIOVANNI V. SCHIAPARELLI + +IL PIANETA MARTE + +Estratto dalla rivista Natura ed Arte, Anno XIX, n° 1,1° dicembre 1909 + + + + +Come suol fare a periodi alternati ora di 15 anni, ora di 17 anni, il +pianeta Marte nell'autunno scorso passò ad una delle sue minori +distanze da noi, avvicinandosi alla Terra fino a 47 milioni di +chilometri, ed apparve luminoso e magnifico più che mai non sia stato +dal 1877 a questa parto. A quella distanza, il globo di Marte, di cui +il diametro arriva a circa 7600 chilometri, sottendeva nell'occhio +dell'osservatore terrestre un angolo di 25". Sopra un tal globo ed a +tale distanza si possono discernere, con telescopi di sufficiente +potenza, le configurazioni topografiche del pianeta con un grado di +minutezza e di precisione di cui si può avere un'idea dai qui annessi +disegni. E reciprocamente, ad uno spettatore collocato in Marte non +riuscirebbe troppo difficile distinguere sulla Terra particolarità del +medesimo ordine di grandezza. L'esperienza dimostra, che con un +istrumento di dimensioni affatto comuni, munito di una lente +obbiettiva di 20 centimetri di diametro, una macchia luminosa su fondo +oscuro (od oscura su fondo luminoso) si può distinguere senza troppa +difficoltà in Marte alla sopradetta distanza di 47 milioni di +chilometri, quando ad un discreto contrasto di colore essa congiunga +un diametro reale uguale a 1/50 del diametro del pianeta, cioè a 153 +chilometri. Epperciò, usando sufficiente diligenza, si potranno +scoprire in Marte, con un obbiettivo della detta dimensione, tutte le +isole non minori della Sicilia e tutti i laghi non minori del Ladoga, +isole come l'Islanda e Ceylan; laghi come quello di Aral ed il +Victoria Nyanza devono esser molto cospicui. Similmente una striscia +luminosa su fondo più oscuro, secondo le fatte esperienze, dovrebbe +essere ancora visibile quando la sua larghezza non fosso minore di +1/100 del diametro di Marte, cioè di 80 chilometri o giù di lì. Quindi +lingue di Terra od isole oblunghe come la Jutlandia e Cuba e l'istmo +centrale Americano; stretti di mare e laghi oblunghi come il +Tanganyika, il Nyassa od il Mar Vermiglio di California dovrebbero +esser visibili da un ipotetico abitante di Marte, che vi ponesse molta +attenzione. Facilissimi dovrebbero essere per lui oggetti come +l'Italia, l'Adriatico, il Mar Rosso, Sumatra e Nippon. + +Tali sono press'a poco i limiti a cui può arrivare la visione dei +particolari di Marte esaminato con una lente obbiettiva di 20 +centimetri in quelle occasioni, in cui si trova alla minor possibile +sua distanza da noi. Negli ultimi tempi tuttavia gli ottici hanno +imparato a costruire lenti obbiettive di molto maggior potenza così +per riguardo alla amplificazione, come per riguardo alla precisione +delle immagini; quindi i limiti sovra accennati sono stati spesso +oltrepassati, malgrado che le difficoltà di esatta costruzione +crescano in misura assai maggiore che le dimensioni di questi +telescopi giganti. + +La superficie di Marte presenta un insieme di macchie diversamente +colorate, che costituiscono un sistema topografico sotto certi +rispetti analogo a ciò che si vede sulla terra, sotto altri invece +molto differente. Marte ruota intorno ad un asse come la Terra, ed ai +due poli si veggono per lo più brillare di luce vivissima due macchie +bianche, le quali presentano vicende periodiche di grandezza, e +alternamente crescono e diminuiscono secondo il ciclo delle stagioni, +che per Marte è di 687 giorni, mentre per noi è un poco più di +365. Appena si può dubitare che tali macchie bianche polari siano +immense estensioni di nevi o di ghiacci. Non sono esse da confondere +con altre macchie di candore per lo più meno puro e meno intenso, che +talvolta appajono qua e là in tutte le latitudini, prediligendo anche +certe regioni della superficie, e che sono state interpretato talvolta +come nuvole, o strati di nebbia o condensazioni simili alla nostra +brina; si vedono or qua or là senza regola manifesta, e coprono talora +vastissime estensioni. + +[vedi figura 06.png] + +Fuori di queste regioni bianche o biancastre la superficie del pianeta +non è tutta di colore uniforme; nella maggior parte dei luoghi il +fondo è formato da diverse gradazioni di rosso chiaro, o di aranciato +o di giallo. Quello che rimane è occupato da vere macchie, in cui +dominano colori di un tipo più scuro, diversi in diversa località, con +intensità differente. Prevalgono il grigio, il bruno, qualche volta il +nero, ma solo sopra linee o strisce di poca ampiezza. Spesso le aree +coperte da colori differenti sono divise da una netta linea di +separazione; ma non di raro accade che dall'un colore all'altro v'è un +passaggio graduale, quello che si dice una sfumatura. Tutto l'insieme +dà l'idea di un magnifico e ricco musaico di gemme sparse su fondo +d'oro diversamente ombreggiato, che nessun pittore fino ad oggi ha +saputo rappresentare nemmeno con lontana approssimazione. Le immagini +di Marte che gli astronomi disegnano il meglio che sanno stando ai +loro telescopi, oltre all'imitazione quasi sempre molto imperfetta +della linea, per difficoltà che qui sarebbe lungo e inutile +descrivere, non danno alcuna esatta idea dei colori. Ciò che si stampa +nei libri sono figure assai imperfette, per lo più assai lontane dal +vero, e trattate in semplice chiaroscuro: da esse altro non si può +ricavare che un'idea approssimata della grandezza e della disposizione +delle macchie più salienti, senza che dei colori si possa dedurne +alcuna notizia. Nè bisogna immaginarsi di veder sempre in Marte le +medesime cose; e che, messo il pianeta nel campo telescopico, ad altro +non si debba pensare, che a far un _ritratto_somigliante più o meno a +quello che si vede nel suo dischetto. Appena cominciato il suo lavoro, +l'osservatore si avvede ben presto che le macchie, le linee e tutto il +resto vanno cambiando d'aspetto lentamente, ma pur in modo sensibile +in capo ad una mezz'ora; la scena dopo tre o quattro ore si trova +intieramente diversa, nuove cose compajono mentre gli oggetti di prima +o sono scomparsi, oppure se ancora si vedono, sono talmente cambiati +di posto, e deformati nel loro contorno, da esser appena +riconoscibili. Questa è una conseguenza della rotazione di Marte +intorno al suo asse, la quale si compie in 24 ore e 40 minuti: ed è +facile vedere quale imbarazzo nasca da questo fatto a chi debba +rappresentare tante particolarità a misura d'occhio. + +Considerando le cose in massa, si distinguono nella superficie di +Marte le regioni di color più chiaro, le quali sono anche le più +luminose; ad esse, in conformità di ciò che si usa anche per la Luna, +si suole dare la qualificazione di _terre_o di _continenti_, mentre +alle parti ombreggiate con tinte più oscure si assegna il nome, +egualmente convenzionale, di _mari_e di _laghi_. Questi nomi non +servono che per uso di classificazione non interamente rigorosa, +essendovi (oltre alle bianche calotte polari) alcune regioni di +carattere intermedio. Vi sono anche regioni di colore variabile, che +sembrano appartenere ora all'una ora all'altra classe secondo la +direzione in cui il Sole le illumina, o secondo la direzione in cui +son vedute dall'osservatore, in dipendenza di cause per adesso ancora +sconosciute. Tali variazioni possono farsi entro limiti estesissimi, +che dal bianco puro possono andare sino al nero assoluto, passando per +gradazioni diverse di rosso, di giallo, di grigio e di bruno. Di tali +vicende alcune si ripetono ad ogni rotazione del pianeta con una certa +regolarità, altre hanno un andamento parallelo alla stagione che +domina nella località considerata del pianeta. Il quale è soggetto +alle stesse varietà di riscaldamento e d'illuminazione che ha luogo +nelle diverse regioni della Terra. Alcune di tali vicende d'aspetto +sono in diretta connessione collo stato meteorologico e termico, ed è +possibile che vi si rendano in qualche modo visibili a noi i diversi +stadi di un ciclo vegetativo, secondo un'ipotesi abbastanza probabile, +studiata e propugnata principalmente dall'astronomo americano +Lowell. Ma l'osservazione prolungata per molti anni ha fatto +riconoscere un'altra classe di fenomeni che non sembrano dipendere dal +periodo delle stagioni, e potrebbero anche essere irregolari. In certe +località un dato aspetto di cose che sembrava permanente, viene a +mutarsi d'un tratto per intervalli, dà luogo ad altre combinazioni, +che scompajono alla loro volta, per dar luogo ad un rinnovamento più o +meno esatto del primitivo stato di cose; tutto questo saltuariamente +ed in modo che si potrebbe dire accidentale. + +[vedi figura 07.png] + +La carta annessa può dare un'idea approssimata del modo con cui sono +distribuite le macchie principali di Marte e la loro disposizione +rispetto ai poli ed all'equatore del pianeta. Essa è divisa in due +emisferi al modo dei mappamondi ordinari, in maniera però da collocare +in alto il polo australe ed in basso il polo boreale; ciò per render +più facile la comparazione con quello che si vede nel telescopio +astronomico. In questo, infatti, che rovescia le immagini degli +oggetti, suole il polo nord apparire nelle parti inferiori del disco, +e il polo sud nelle parti superiori[17]. La figura è di carattere +schematico, come accade nelle nostre carte geografiche; essa non ha +per iscopo di dare una _pittura_imitante l'aspetto del pianeta come se +si volesse farne un ritratto, ma serve soltanto a facilitarne +l'esposizione descrittiva. Astraendo dalle regioni polari, le quali +sono sempre o quasi sempre occupate dal bianco polare, si vede subito +che le aree più o meno ombreggiate, dette _mari_, occupano forse un +terzo della superficie intiera di Marte, e sono divise in due parti o +gruppi molto disuguali. In basso abbiamo il _Mar Boreo_, che circonda +quasi da ogni parte il polo nord, e da una parte si avvicina +all'equatore fin quasi al parallelo 40°. In alto abbiamo il _Mare +Australe_che è molto più vasto e spinge entro le aree continentali una +gran quantità di ramificazioni denominate sulla carta coi nomi di +_Gran Sirte, Mare Eritreo, Golfo delle Perle, Mare Cimmerio, Mare +Tirreno, Lago del Sole_, ecc. Fra quei due mari _Boreo_ed _Australe_si +stende la zona continentale, sparsa qua e là di linee e di macchie più +oscure. Entro i due grandi mari poi sono sparse regioni che si +mostrano come grandi isole o penisole, quali_Hesperia, Atlantis, +Hellas, Argyre, Baltià, Nerigos_, colorate in giallo per lo più, ma +non in modo permanente; talora impallidiscono, ed anche si oscurano e +prendono il colore grigiastro o bruno delle macchie propriamente +dette; solo mostrano questo colore con minor intensità. Già verso la +metà del secolo passato molti particolari di questa topografia +areografica erano stati esplorati o disegnati da abili osservatori, +quali Secchi, Dawes, Kaiser, Maedler, Lockyer, ed alcuno di essi aveva +anche intraveduto qua e là curiose configurazioni di macchiette o di +linee: ma non erano riusciti ad afferrarne con evidenza la +forma. Soltanto nel 1877, trovandosi il pianeta in una delle sue +maggiori vicinanze alla Terra (in posizione poco diversa da quella +occupata nell'autunno ora decorso), si ebbe l'opportunità di studiare +in buone condizioni e con maggior successo quei particolari prima +confusamente intraveduti e di convincersi che tutta la superficie di +Marte, ma più specialmente le aree luminose continentali, sono +occupate da un reticolato di linee sottili, formanti una specie di +triangolazione o di poligonazione, come si può vedere nella carta qui +annessa. Queste linee sono tracciate sulla superficie del pianeta o +forse entro la sua atmosfera; ognuna d'esse corre per lunghissimi +tratti, serbando per lo più una direzione costante senza angoli nè +curvature violente, formando anzi (rigorosamente o almeno +prossimamente) sul globo di Marte ciò che i geometri chiamano un +circolo massimo. Il loro corso appare continuo, senza lacune +apprezzabili alla visione telescopica, e si estende da pochi gradi (un +grado di Marte equivale press'a poco a 60 dei nostri chilometri), fino +ad occupare talvolta in lunghezza un terzo od un quarto della +circonferenza totale del pianeta (la quale è di 21.600 chilometri). La +larghezza è molto varia; per alcuni giunge a 100 o 200 chilometri, +altri ad alcune decine di chilometri, per alcuni più sottili e più +difficili a vedere la larghezza non supera che alcune unità della +stessa misura. Perciò assai diversa è la facilità con cui si possono +riconoscere e figurare con disegno; e bisogna aggiungere, che questa +facilità è molto variabile secondo il tempo e sembra dipendere in +molti casi dalla stagione che domina lungo il loro corso. Spesso si +vede qualcuno di essi traversare una delle nevi polari, formando una +traccia nerissima, che ha tutto l'aspetto di una spaccatura di esse +nevi. Queste linee sono i così detti_canali_di Marte, così denominati +per pura convenzione analoga a quella per cui alle grandi macchie si è +dato il nome di _mari_e di _continenti_. Ma della loro natura finora +poco o niente si è potuto accertare. Il nome di _canali_però e la +regolarità loro apparente ha indotto molti uomini di calda fantasia a +ravvisare in essi opere artificiali gigantesche di esseri +intelligenti; ipotesi questa che per ora non è ancora stato possibile +dimostrare che sia vera o falsa. Gli spiriti scettici hanno poi +facilmente troncato la questione, negando a queste formazioni ogni +esistenza obbiettiva, e dichiarandole come fantasmi creati +dall'immaginazione sulla base di visione confusa ed imperfetta. + +[vedi figura 08.png] + +Quando un canale è collocato in modo da attraversare il disco di Marte +nel suo centro, appare come una linea retta formante un diametro. Ma +girando il pianeta intorno al suo asse, in capo ad una o più ore, il +canale si presenta in prospettiva molto diversa, e s'incurva tanto più +fortemente in apparenza, quanto più è distante dal centro. Queste +variazioni di forma e di curvatura apparente si possono spiegare +esattamente secondo lo regole della prospettiva facendo l'ipotesi, che +i canali siano aderenti alla superficie del pianeta, o almeno +pochissimo distanti; la concordanza è tale, che di quell'ipotesi +nessuno può dubitare. Questo fatto, che è stato verificato centinaja e +migliaja di volte, basta da solo a dissipare qualunque dubbio potesse +nascere intorno alla realtà dei canali, e non lascia luogo a parlar +d'illusioni ottiche. + +Tutti i canali hanno la proprietà di correre da un mare ad un altro, o +dal mare ad un lago o fra due laghi, o finalmente da un canale ad un +altro. Non si ha esempio di un canale, di cui un'estremità sia libera +e termini isolata nello spazio continentale che la circonda, senza +connettersi da qualche parte con un mare, o con un lago, o con un +canale o con un gruppo d'intersezione di più canali. Anzi tutte lo +estremità dei canali là dove terminano in uno dei mari o dei laghi, +sogliono esser molto ben definite e spesso sono segnate da una macchia +oscura, che in molti casi presenta l'aspetto di una larga foce in +forma di tromba, per cui l'ipotetico canale potrebbe dirsi sboccare +nell'ipotetico mare vicino, o nell'ipotetico lago vicino. E similmente +quando due canali s'incontrano, spesso nella loro intersezione si vede +una piccola macchia oscura, per lo più di aspetto rotondeggiante e di +diametro non molto superiore alla larghezza dei canali +medesimi. Simili macchiette sono denominate _fonti_, per analogia col +resto della nomenclatura. Il loro numero è assai variabile, in alcuni +anni se ne videro non più di due o tre, in altri anni più decine e +sembrano trovarsi frequenti in certe regioni del pianeta a preferenza +di certe altre. Nel 1907 la fotografia ne ha rivelato un gran numero +di nuovi, mentre altri prima evidenti cessarono di esser +visibili. Quando un canale ne incontra parecchi altri, avviene qualche +volta che nelle sue intersezioni con questi si vedono lungh'esso +allineati molti di questi punti oscuri, i quali formano una serie bene +ordinata, come perle infilzate in un filo. È da credere, che tutte +queste fonti o piccole macchie rotondeggianti siano ciascuna il +risultato dell'incontro di due canali; ma ciò non risulta con evidenza +dall'osservazione, essendo frequenti i casi in cui essi appajono +isolati affatto nel mezzo dei continenti senza alcuna connessione. Ma +è probabile che la connessione esista e si faccia per canali troppo +sottili per esser veduti coi nostri attuali telescopi. + +In parecchi luoghi della superficie dei continenti, i canali +s'incontrano tre o quattro o più insieme formando piccolo +poligonazioni e dando luogo ad un insieme di macchie più +complicate. Nascono allora macchie oscure per lo più irregolari del +diametro di più centinaja di chilometri, e si vedono sulla carta +designati con nomi speciali, come Lago del Sole, Trivio di Caronte, +Propontide, ecc. Sono di forma più o meno regolare, secondo che i +canali da cui sono formati concorrono più o meno esattamente in un +medesimo punto. Questi laghi sono anch'essi molto variabili di colore, +di forma e di estensione; talvolta scompajono affatto, o si dividono +in più parti, e presentano fenomeni singolarissimi. + +[vedi figura 09.png] + +Ma riguardo ai canali e ai laghi il fenomeno più generale e più +notabile, e che nel mondo degli scettici ha provocato il maggiore +scandalo è quello assai frequente del loro sdoppiarsi, quando formano +ciò che si chiama geminazione. Un canale che prima appariva come linea +schiettamente semplice, d'un tratto si trasforma in un sistema di due +linee, quasi sempre uguali e parallele fra di loro. L'intervallo fra +le due linee è diverso da un caso all'altro, come pure la sua +proporzione alla grossezza delle linee stesse. Anche queste +geminazioni sono variabili col tempo. Non solo sembra esser diverso in +diversi tempi l'intervallo fra le due linee, ma la visibilità di essa +è soggetta a vicende, di cui non è ancora stato possibile scoprire la +norma. Talvolta una linea diventa più debole dell'altra e finisce per +sparire, l'altra rimanendo immutata e visibile come canale isolato. I +fenomeni che accompagnano la formazione delle geminazioni non si sono +ancora potuti completamente studiare; ma la durata del processo non è +mai molto lunga; le geminazioni compajono tali da un giorno all'altro, +durano qualche giorno o qualche settimana, poi si riducono di nuovo a +canali semplici, od anche entrambi i loro canali scompajono +affatto. La loro apparizione succede in diverse epoche con diversa +frequenza; talora mancano affatto o sono in piccol numero, in altre +epoche il pianeta ne è quasi tutto occupato, ed in certe occasioni se +ne son viste fino a 30 simultaneamente. Esse mancarono affatto nel +1877: frequentissime invece si mostrarono nel 1882, nel 1888 ed in +altre epoche. Nell'apparizione dell'autunno passato (per quanto +risulta dalle notizie fino ad oggi pubblicate) esse non sono mancate, +ma non sembra fossero molto abbondanti. Un certo numero se ne trova +pure nelle splendide fotografie di Marte, che il professor Lowell +ottenne durante l'apparizione del 1907. + +[vedi figura 10.png] + +Di tutti i svariati e complicati fenomeni di Marte quello delle +geminazioni è il più singolare ed anche, a quanto sembra, il più +difficile a interpretare. Ad esso correlativo, e quasi contrapposto è +un altro, l'apparizione e disparizione dei _ponti_. Sono striscie +luminose, regolari, rettilinee ed uniformi, che di quando in quando +compajono attraverso dei mari e dei laghi, formando di essi una +separazione completa. Il più facile e più visibile di tutti è quello +designato sulla carta col nome di _Ponte di Achille_, che rassomiglia +ad un argine o una diga posta fra il _Lago Niliaco_e quella parte del +Mar Boreo che è distinta col nome di _Golfo Acidalio_. Il Ponte +d'Achille è largo forse 200 chilometri e lungo poco meno di 1000. È +quasi permanente, ma talvolta si vede interrotto più o meno +completamente, come è avvenuto nel 1888. Un altro ponte divide in due +parti quasi uguali il Lago del Sole, ma non è sempre visibile: esso è +apparso nel 1890 ed ultimamente nel 1907. Queste zone luminose in +campo oscuro sembrano aver qualche relazione con le zone luminose, che +nelle geminazioni separano l'una dall'altra le due linee oscure che +costituiscono la geminazione. + +[vedi figura 11.png] + +Lo studio di tutti questi enigmi è appena cominciato; nulla ancora vi +ha di certo sui principi a cui si dovrà appoggiare una razionale +interpretazione dei medesimi. Tutto dipenderà dai progressi che farà +nei prossimi anni la rappresentazione fotografica di Marte. La +questione farà un gran passo quando si otterranno fotografie tali, che +sopra di esso sia possibile prendere misure precise. + +Un altro passo importante è stato fatto dal signor Lowell, inaugurando +lo studio spettroscopico dell'atmosfera di Marte[18]. Egli dimostrò +che quest'atmosfera comprende, fra i suoi componenti il vapor d'acqua +e l'ossigeno. Con queste scoperte egli ha trovato un importante +argomento in favore dell'ipotesi da lui con molto ingegno e con gran +copia di osservazioni sostenuta, che Marte sia pur sede della vita, +come la Terra; e che i fenomeni di variazione osservati sul pianeta +sian dovuti principalmente alla vegetazione razionalmente governata da +esseri intelligenti. + +Giovanni Schiaparelli + + + +NOTE: + + + +[1 SECCHI. Lezioni di fisica terrestre, p. 214-216.] + +[2 Leggansi particolarmente: La Pluralité des Mondes Habités: Les +mondes imaginaires et les Mondes rèels: Rècits de l'Infini: Les +Terres du Ciel: Contemplations Scientifiques.] + +[3 La carta lunare di Schmidt, fatta con telescopi di 10 a 15 +centimetri, ha due metri di diametro ed in essa son figurati +nientemeno che 32.856 crateri.] + +[4 Parola che significa descrizione di Marte ed è derivata dal nome +greco di questo pianeta. Ares, come dal nome greco della Terra è +derivato il nome della Geografia.] + +[5 Una storia completa di tutte le osservazioni fisiche e +topografiche fatte su Marte dalla meta del Secolo XVII fino al +1892 si ha nell'opera di Flammarion intitolata: La Planète Mars et +ses conditions de habitabilité: synthèse générale de toutes let +observations, climatologie, météorologie, aréographie, continents, +mers et rivages, eaux et neiges, saisons et variations observées: +illustré de 580 dessins télescopiques, et 23 cartes. Paris +1892. 600 pag. in grande 8°.] + +[6 Il suo diametro sta a quello della terra in rapporto prossimamente +di uno a due, o più esattamente di 11:21. Un grado geografico, che +sul globo della terra rappresenta 60 miglia di 1852 metri +ciascuno, sul globo di Marte rappresenta quasi esattamente 60 +chilometri.] + +[7 Secondo in ordine di grandezza è il telescopio che con esempio +degno d'imitazione il Dott. V. Cerulli eresse l'anno scorso a +proprie spese nel suo osservatorio privato di Colle Urania presso +Teramo (Abruzzi); il diametro della lente obbiettiva e di 40 +centimetri.] + +[8 Riferendoci tanto per Marte, che par la Terra, all'emisfero +boreale, abbiamo le seguenti durate esatte delle stagioni in +giorni terrestri: + + Primavera Estate Autunno Inverno + Per la Terra giorni 93 93 90 89 + Per Marte 199 182 146 160 + +L'illuminazione del polo boreale di Marte dura quindi continua per 381 +giorni; quella del polo australe per 306 giorni; delle notti accade +l'inverso. + +[9 Son fatte queste carte secondo le solite convenzioni dei +mappamondi in due emisferi, usando la proiezione detta +omalografica. Presentano il pianeta invertito, come si vede nei +cannocchiali astronomici; per tal ragione vedesi in basso il polo +Nord, in alto il polo Sud. Coll'inversione del foglio si ottiene +la consueta orientazione convenzionale delle carte terrestri.] + +[10 Questa osservazione del colore oscuro che mostran le acque +profonde vedute dall'alto in basso, si trova già fatta dal primo +pittar delle memorie antiche, il quale nell'Iliade (versi 770-71 +del libro V) descrive "la sentinella che dall'alta vedetta stende +lo sguardo sopra il mare color del vino, [oínopa +pónton]" Nella versione del Monti l'aggettivo indicante il colore +è andato perduto.] + +[11 La continua variabilità dei minuti particolari fa sì che una +carta di Marte non può mai esser altro che una rappresentazione +convenzionale o schematica della superficie del pianeta. Per aver +un'idea esatta del suo aspetto fisico, quale si presenta nei +telescopi, bisogna ricorrere ai disegni, dei quali molte +centinaia si trovano raccolte nell'opera del Flammarion La +Planete Mars. Un esempio ne dà la figura della pagina precedente, +la quale è stata disegnata col grande telescopio di Brera nella +sera del 15 settembre 1892. L'immagine è rovesciata, quale nel +campo telescopico appariva. Il disco di Marte allora non era più +rotondo, ma alquanto deficiente a cagione della non diretta +illuminazione del Sole; rassomigliava alla Luna due giorni prima +del plenilunio. Comparando il disegno colla carta è facile +riconoscere in quello la costa molto accidentata del Mare +Eritreo, che corre press'a poco lungo l'equatore del +pianeta. Molto evidente è il doppio corno del Golfo Sabeo, e a +destra di esso il Golfo delle Perle. Il continente al di sotto +dobbiamo immaginarlo giallo brillante, lo si vede solcato da +parecchi canali, nei quali non sarà difficile ravvisare il +Phison, l'Eufrate, l'Oronte, il Gehon, l'Indo, l'Idaspe e la +Iamuna. L'Eufrate dava sospetto di esser duplicato. In alto del +disco il Mare Eritreo e il Mare Australe appaiono divisi da una +gran penisola curvata a guisa di falce, prodotta da una insolita +appariscenza della regione detta di Deucalione, la quale si +allungò quest'anno fino a raggiungere le isole Noachide ed +Argyre, formando con queste un tutto continuato, con deboli +traccio di separazione, sulla lunghezza di quasi 6000 +chilometri. Il suo colore, molto meno brillante che quello dei +continenti, era un misto del giallo di questi col bruno grigio +dei mari contigui. In alto l'ovale chiara deve immaginarsi del +bianco più splendido e più puro: rappresenta la calotta delle +nevi australi, ridotta alla forma ellittica dallo scorcio della +prospettiva, molto obliqua in quel luogo. Perchè non bisogna mai +dimenticare che davanti a noi abbiamo, sotto forma d'un disco, la +curvatura d'un emisfero.] + +[12 Notisi che in questa carta il pianeta si presenta rovesciato, +quale si vede nei telescopi astronomici usuali: quindi il polo +artico è in basso, l'antartico in alto rispetto a chi legge le +indicazioni delle carte stesse.] + +[13 Sulla totale (o quasi totale) assenza di nuvole e pioggie in +Marte veggasi quanto ho scritto nel mio articolo precedente +(Natura ed Arte 1 e 15 febbraio 1893). L'anno scorso è riuscito +al signor Douglas, astronomo americano, di studiare e di misurare +alcune nuvole di questo pianeta. Una di esse, osservata il 25 e +il 26 novembre 1894, era larga 150 chilometri circa o lungo 230; +la sua altezza sul suolo del pianeta fu trovata esser più di 25 +chilometri; essa sembrava muoversi con una velocità di circa 20 +chilometri all'ora. Sulla Terra le nuvole bianche a strisce e +frange, chiamate cirri, le quali sembrano aver molta analogia +colla nuvole di Marte, non sogliono elevarsi a più di 6 od 8 +chilometri dal livello del suolo.] + +[14 Una striscia oscura della superficie di Marte non può esser +osservabile coi presenti nostri telescopi, se non ha almeno 30 o +40 chilometri di larghezza.] + +[15 L'intensità della gravità alla superficie di Marte è minore nel +rapporto di 3 ad 8 di quella che ha luogo alla superficie della +Terra. Quindi quel peso, che noi chiamiamo di 8 chilogrammi, +potrebbe esser sostenuto in Marte da quel tanto di forza +muscolare, che a noi occorre per sostenere 3 chilogrammi.] + +[16 Quest'ultimo canale è capace d'irrigare sopra tutta la sua +lunghezza (che è di 500 chilometri) una zona di terreno larga 35 +chilometri. Più non si richiede per i canali qui sopra descritti.] + +[17 Questo vale per gli osservatorii collocati nei climi più +settentrionali della Terra. Per gli osservatorii dei paesi +australi saccede l'opposto: il polo boreale appare in alto del +disco, il polo australe in basso.] + +[18 Il Lettore che vorrà esser pienamente informato di tutto quello +che è stato osservato nel pianeta Marte e vorrà interessarsi alle +speculazioni ed alle discussioni ardenti cui ha dato luogo la +natura fisica del pianeta, e la possibilità che esso sia sede di +vita organica, anzi anche di esseri intelligenti, troverà di che +soddisfarsi nella grande opera di Flammarion, La Planète Mars, di +cui non già usciti due volumi e di cui si promette la +continuazione: essa formerà col tempo una serie di annali del +pianeta. Può inoltre consultare: Lowell, Mars and its canal, +Nuova York, 1906; Morse, Mars and its mystery, Boston, 1906; +Lowell, Mars the abode of life. Nuova York, 1908.] + + + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK, LA VITA SUL PIANETA MARTE *** + +This file should be named marte10.txt or marte10.zip +Corrected EDITIONS of our eBooks get a new NUMBER, marte11.txt +VERSIONS based on separate sources get new LETTER, marte10a.txt + +Project Gutenberg eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the US +unless a copyright notice is included. Thus, we usually do not +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +We are now trying to release all our eBooks one year in advance +of the official release dates, leaving time for better editing. +Please be encouraged to tell us about any error or corrections, +even years after the official publication date. + +Please note neither this listing nor its contents are final til +midnight of the last day of the month of any such announcement. +The official release date of all Project Gutenberg eBooks is at +Midnight, Central Time, of the last day of the stated month. A +preliminary version may often be posted for suggestion, comment +and editing by those who wish to do so. + +Most people start at our Web sites at: +http://gutenberg.net or +http://promo.net/pg + +These Web sites include award-winning information about Project +Gutenberg, including how to donate, how to help produce our new +eBooks, and how to subscribe to our email newsletter (free!). + + +Those of you who want to download any eBook before announcement +can get to them as follows, and just download by date. This is +also a good way to get them instantly upon announcement, as the +indexes our cataloguers produce obviously take a while after an +announcement goes out in the Project Gutenberg Newsletter. + +http://www.ibiblio.org/gutenberg/etext04 or +ftp://ftp.ibiblio.org/pub/docs/books/gutenberg/etext04 + +Or /etext03, 02, 01, 00, 99, 98, 97, 96, 95, 94, 93, 92, 92, 91 or 90 + +Just search by the first five letters of the filename you want, +as it appears in our Newsletters. + + +Information about Project Gutenberg (one page) + +We produce about two million dollars for each hour we work. The +time it takes us, a rather conservative estimate, is fifty hours +to get any eBook selected, entered, proofread, edited, copyright +searched and analyzed, the copyright letters written, etc. Our +projected audience is one hundred million readers. If the value +per text is nominally estimated at one dollar then we produce $2 +million dollars per hour in 2002 as we release over 100 new text +files per month: 1240 more eBooks in 2001 for a total of 4000+ +We are already on our way to trying for 2000 more eBooks in 2002 +If they reach just 1-2% of the world's population then the total +will reach over half a trillion eBooks given away by year's end. + +The Goal of Project Gutenberg is to Give Away 1 Trillion eBooks! +This is ten thousand titles each to one hundred million readers, +which is only about 4% of the present number of computer users. + +Here is the briefest record of our progress (* means estimated): + +eBooks Year Month + + 1 1971 July + 10 1991 January + 100 1994 January + 1000 1997 August + 1500 1998 October + 2000 1999 December + 2500 2000 December + 3000 2001 November + 4000 2001 October/November + 6000 2002 December* + 9000 2003 November* +10000 2004 January* + + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been created +to secure a future for Project Gutenberg into the next millennium. + +We need your donations more than ever! + +As of February, 2002, contributions are being solicited from people +and organizations in: Alabama, Alaska, Arkansas, Connecticut, +Delaware, District of Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Illinois, +Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, +Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New +Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, +Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South +Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia, Washington, West +Virginia, Wisconsin, and Wyoming. + +We have filed in all 50 states now, but these are the only ones +that have responded. + +As the requirements for other states are met, additions to this list +will be made and fund raising will begin in the additional states. +Please feel free to ask to check the status of your state. + +In answer to various questions we have received on this: + +We are constantly working on finishing the paperwork to legally +request donations in all 50 states. If your state is not listed and +you would like to know if we have added it since the list you have, +just ask. + +While we cannot solicit donations from people in states where we are +not yet registered, we know of no prohibition against accepting +donations from donors in these states who approach us with an offer to +donate. + +International donations are accepted, but we don't know ANYTHING about +how to make them tax-deductible, or even if they CAN be made +deductible, and don't have the staff to handle it even if there are +ways. + +Donations by check or money order may be sent to: + + PROJECT GUTENBERG LITERARY ARCHIVE FOUNDATION + 809 North 1500 West + Salt Lake City, UT 84116 + +Contact us if you want to arrange for a wire transfer or payment +method other than by check or money order. + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation has been approved by +the US Internal Revenue Service as a 501(c)(3) organization with EIN +[Employee Identification Number] 64-622154. Donations are +tax-deductible to the maximum extent permitted by law. As fund-raising +requirements for other states are met, additions to this list will be +made and fund-raising will begin in the additional states. + +We need your donations more than ever! + +You can get up to date donation information online at: + +http://www.gutenberg.net/donation.html + + +*** + +If you can't reach Project Gutenberg, +you can always email directly to: + +Michael S. Hart <hart@pobox.com> + +Prof. Hart will answer or forward your message. + +We would prefer to send you information by email. + + +**The Legal Small Print** + + +(Three Pages) + +***START**THE SMALL PRINT!**FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS**START*** +Why is this "Small Print!" statement here? You know: lawyers. +They tell us you might sue us if there is something wrong with +your copy of this eBook, even if you got it for free from +someone other than us, and even if what's wrong is not our +fault. So, among other things, this "Small Print!" statement +disclaims most of our liability to you. It also tells you how +you may distribute copies of this eBook if you want to. + +*BEFORE!* YOU USE OR READ THIS EBOOK +By using or reading any part of this PROJECT GUTENBERG-tm +eBook, you indicate that you understand, agree to and accept +this "Small Print!" statement. If you do not, you can receive +a refund of the money (if any) you paid for this eBook by +sending a request within 30 days of receiving it to the person +you got it from. If you received this eBook on a physical +medium (such as a disk), you must return it with your request. + +ABOUT PROJECT GUTENBERG-TM EBOOKS +This PROJECT GUTENBERG-tm eBook, like most PROJECT GUTENBERG-tm eBooks, +is a "public domain" work distributed by Professor Michael S. Hart +through the Project Gutenberg Association (the "Project"). +Among other things, this means that no one owns a United States copyright +on or for this work, so the Project (and you!) can copy and +distribute it in the United States without permission and +without paying copyright royalties. Special rules, set forth +below, apply if you wish to copy and distribute this eBook +under the "PROJECT GUTENBERG" trademark. + +Please do not use the "PROJECT GUTENBERG" trademark to market +any commercial products without permission. + +To create these eBooks, the Project expends considerable +efforts to identify, transcribe and proofread public domain +works. Despite these efforts, the Project's eBooks and any +medium they may be on may contain "Defects". Among other +things, Defects may take the form of incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other +intellectual property infringement, a defective or damaged +disk or other eBook medium, a computer virus, or computer +codes that damage or cannot be read by your equipment. + +LIMITED WARRANTY; DISCLAIMER OF DAMAGES +But for the "Right of Replacement or Refund" described below, +[1] Michael Hart and the Foundation (and any other party you may +receive this eBook from as a PROJECT GUTENBERG-tm eBook) disclaims +all liability to you for damages, costs and expenses, including +legal fees, and [2] YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE OR +UNDER STRICT LIABILITY, OR FOR BREACH OF WARRANTY OR CONTRACT, +INCLUDING BUT NOT LIMITED TO INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE +OR INCIDENTAL DAMAGES, EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE +POSSIBILITY OF SUCH DAMAGES. + +If you discover a Defect in this eBook within 90 days of +receiving it, you can receive a refund of the money (if any) +you paid for it by sending an explanatory note within that +time to the person you received it from. If you received it +on a physical medium, you must return it with your note, and +such person may choose to alternatively give you a replacement +copy. If you received it electronically, such person may +choose to alternatively give you a second opportunity to +receive it electronically. + +THIS EBOOK IS OTHERWISE PROVIDED TO YOU "AS-IS". NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, ARE MADE TO YOU AS +TO THE EBOOK OR ANY MEDIUM IT MAY BE ON, INCLUDING BUT NOT +LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR A +PARTICULAR PURPOSE. + +Some states do not allow disclaimers of implied warranties or +the exclusion or limitation of consequential damages, so the +above disclaimers and exclusions may not apply to you, and you +may have other legal rights. + +INDEMNITY +You will indemnify and hold Michael Hart, the Foundation, +and its trustees and agents, and any volunteers associated +with the production and distribution of Project Gutenberg-tm +texts harmless, from all liability, cost and expense, including +legal fees, that arise directly or indirectly from any of the +following that you do or cause: [1] distribution of this eBook, +[2] alteration, modification, or addition to the eBook, +or [3] any Defect. + +DISTRIBUTION UNDER "PROJECT GUTENBERG-tm" +You may distribute copies of this eBook electronically, or by +disk, book or any other medium if you either delete this +"Small Print!" and all other references to Project Gutenberg, +or: + +[1] Only give exact copies of it. Among other things, this + requires that you do not remove, alter or modify the + eBook or this "small print!" statement. You may however, + if you wish, distribute this eBook in machine readable + binary, compressed, mark-up, or proprietary form, + including any form resulting from conversion by word + processing or hypertext software, but only so long as + *EITHER*: + + [*] The eBook, when displayed, is clearly readable, and + does *not* contain characters other than those + intended by the author of the work, although tilde + (~), asterisk (*) and underline (_) characters may + be used to convey punctuation intended by the + author, and additional characters may be used to + indicate hypertext links; OR + + [*] The eBook may be readily converted by the reader at + no expense into plain ASCII, EBCDIC or equivalent + form by the program that displays the eBook (as is + the case, for instance, with most word processors); + OR + + [*] You provide, or agree to also provide on request at + no additional cost, fee or expense, a copy of the + eBook in its original plain ASCII form (or in EBCDIC + or other equivalent proprietary form). + +[2] Honor the eBook refund and replacement provisions of this + "Small Print!" statement. + +[3] Pay a trademark license fee to the Foundation of 20% of the + gross profits you derive calculated using the method you + already use to calculate your applicable taxes. If you + don't derive profits, no royalty is due. Royalties are + payable to "Project Gutenberg Literary Archive Foundation" + the 60 days following each date you prepare (or were + legally required to prepare) your annual (or equivalent + periodic) tax return. Please contact us beforehand to + let us know your plans and to work out the details. + +WHAT IF YOU *WANT* TO SEND MONEY EVEN IF YOU DON'T HAVE TO? +Project Gutenberg is dedicated to increasing the number of +public domain and licensed works that can be freely distributed +in machine readable form. + +The Project gratefully accepts contributions of money, time, +public domain materials, or royalty free copyright licenses. +Money should be paid to the: +"Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +If you are interested in contributing scanning equipment or +software or other items, please contact Michael Hart at: +hart@pobox.com + +[Portions of this eBook's header and trailer may be reprinted only +when distributed free of all fees. Copyright (C) 2001, 2002 by +Michael S. Hart. Project Gutenberg is a TradeMark and may not be +used in any sales of Project Gutenberg eBooks or other materials be +they hardware or software or any other related product without +express permission.] + +*END THE SMALL PRINT! FOR PUBLIC DOMAIN EBOOKS*Ver.02/11/02*END* + diff --git a/old/marte10.zip b/old/marte10.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..cdd1958 --- /dev/null +++ b/old/marte10.zip |
