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| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-01-22 21:18:19 -0800 |
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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: La signora Morli una e due - Commedia in tre atti - -Author: Luigi Pirandello - -Release Date: July 8, 2021 [eBook #65798] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at - http://www.pgdp.net (This file was produced from images made - available by The Internet Archive) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SIGNORA MORLI UNA E DUE *** - - MASCHERE NUDE - - TEATRO DI LUIGI PIRANDELLO - - - LA SIGNORA MORLI - UNA E DUE - - COMMEDIA IN TRE ATTI - - - - FIRENZE - R. BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI - Via Cavour, 20 - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO - - _I diritti di riproduzione e di traduzione sono - riservati per tutti i paesi, - compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda._ - - Copyright 1922 by R. Bemporad & F. - - 1922. — Prato, Tip. Giachetti, Figlio e C. - - - - -PERSONAGGI - - - EVELINA MORLI. - FERRANTE MORLI, _suo marito_. - LELLO CARPANI, _avvocato_. - ALDO MORLI, _figlio di Evelina e di Ferrante_. - TITTI CARPANI, _figlia di Evelina e di Lello_. - DECIO, _amico di Aldo_. - L’avvocato GIORGIO ARMELLI, _socio del Carpani_. - LUCIA ARMELLI, _sua moglie_. - La signora TUZZI _amica di Evelina_. - LISA, _vecchia cameriera_. - FERDINANDO, _cameriere_. - TOTO. - Una giovane. - La signora vedova. - Una vecchia zia. - La nipote. - Miss Write. - -Il primo e il terzo atto si svolgono a Firenze, il secondo a Roma. — -Oggi. - - - - -ATTO PRIMO - - -SCENA - - Ricco salotto in casa dell’avvocato Carpani. La comune è nella - parete di fondo, verso sinistra. Due usci laterali. Quello a - destra dà nello studio del Carpani. - - Al levarsi della tela, la scena è vuota. Entrano dalla comune - LISA, vecchia domestica con la cuffia e gli occhiali, stupida e - pedante, e FERRANTE MORLI, bell’uomo, forte, sui quarantacinque - anni, sbarbato, con folti e ricci capelli, già tutti grigi, - vestito con eleganza un po’ abbondante, all’americana. È in - preda a una viva ansietà, ma si sforza di dominarla. Questo - sforzo lo fa apparire più d’un po’ strano e distratto. - - -LISA - -(_dando passo sulla soglia a Ferrante_) - -Ecco, entri qua. Chi debbo annunziare? - -FERRANTE - -Ah, sì.... Pedretti, l’ingegner Pedretti. Sono tutti in casa? - -LISA - -Dice anche la signora? - -FERRANTE - -(_con foga_) - -La signora, già! (_contenendosi_) Anche.... anche la signora. - -LISA - -Sissignore. Credo che sia in casa. Ma lei, scusi, con chi vuol parlare -propriamente? - -FERRANTE - -(_in fretta_) - -Con l’avvocato, con l’avvocato. - -LISA - -Va bene. S’accomodi. Vado ad annunziarla. — Ha detto, mi pare.... - -FERRANTE - -Che cosa? — Niente. - -LISA - -No. Il nome, scusi. L’ingegnere, come ha detto? - -FERRANTE - -(_senz’imbarazzo, cercando di ricordare_) - -Ah, Pe.... Pedretti mi pare d’aver detto. - -LISA - -(_lo guarda stupita, come se domandasse: «Ma come! Non ne è sicuro?»_) - -FERRANTE - -(_notando lo stupore, con stizza_) - -Non si confonda, per carità! Sono un po’ distratto. - -LISA - -Ingegnere? - -FERRANTE - -(_sbuffando_) - -Dio mio, l’avvocato non mi conosce! (_Poi, di scatto, come per darle -una lezione_) Lei, scusi, come si chiama? - -LISA - -Io? Lisa. - -FERRANTE - -E che vuole che importi a me che non la conosco, che lei si chiami -Lisa, o che si chiami, poniamo, Beatrice? — Dica che c’è un signore che -vuol parlargli, e basta così! - -LISA - -Eh, lo so; ma è che il signor avvocato mi rimprovera quando non so -ripetergli con precisione i nomi dei signori clienti. — Pedretti.... -l’ingegner Pedretti.... - - Così dicendo quasi tra sè, s’avvia verso l’uscio a destra; fa - per picchiare con le nocche delle dita, ma se ne trattiene, - perchè dall’uscio a sinistra irrompono gridando e ridendo, ALDO - e DECIO, entrambi sui diciott’anni, elegantissimi; in maniche - di camicia, con le racchette in mano. - -ALDO - -(_tenendo in una mano dietro la schiena una palla di tennis, che Decio -vorrebbe strappargli_) - -No, no! Non te la do! non te la do! - -DECIO - -Ma tocca a me ora, scusa! - -ALDO - -No! Tu non l’hai ripresa! Non te la do! - -DECIO - -Sfido, me l’hai buttata male! Dammela! dammela! - -LISA - -(_che s’è turate le orecchie allo schiamazzo, alzando ora le braccia e -facendosi avanti_) - -Per favore, non mi fanno sentire se il signor avvocato risponde! - -FERRANTE - -(_non riuscendo più a dominarsi fin dall’irruzione dei due giovanotti, -facendosi avanti anche lui e dicendo quasi a sè stesso, sospeso e -sorridente, con gli occhi ora all’uno ora all’altro_) - -Vorrei indovinare.... vorrei indovinare.... - -DECIO - -(_con sorpresa, scorgendo ora soltanto il visitatore e rivolgendosi ad -Aldo_) - -Oh! E chi è il signore? - -FERRANTE - -(_c. s._) - -Vorrei indovinare. - -ALDO - -(_stordito_) - -Che cosa? - - Lisa approfitta di questa pausa per picchiare all’uscio a - destra. Poco dopo lo aprirà e andrà via, richiudendolo. - -FERRANTE - -(_ponendosi davanti l’uno e l’altro giovanotto e seguitando a guardarli -con ansietà sempre più viva e commossa_) - -Ecco.... mi permettano.... così accanto.... (_Poi, dopo aver guardato -ancora, bene, l’uno e l’altro negli occhi, posando una mano sulla -spalla di Decio, gli domanda:_) Aldo? sei tu? - -ALDO - -No, scusi: sono io. - -FERRANTE - -(_deluso, che la così detta «voce del sangue» lo abbia tradito_) - -Ah — lei? - -ALDO - -(_ridendo_) - -Oh bella! E perchè, se Aldo era lui (_indica Decio_), gli dava del tu, -e, sapendo che sono io, mi dà del lei? - - Ma Decio all’improvviso, approfittando della distrazione - di Aldo, gli strappa la palla di mano. Tutt’e due, allora, - gridando, prendono a inseguirsi, girando attorno a Ferrante. - -DECIO - -Ah! Eccola, me la riprendo! - -ALDO - -No! Questo è un tradimento! - -DECIO - -Te l’ho fatta! Te l’ho fatta! - -ALDO - -No! Ridammela! Ridammela! - -FERRANTE - -(_sorridendo tra i due, sballottato_) - -Signori miei.... signori miei.... - - A questo punto, l’uscio a destra si spalanca e ne vien fuori - l’avvocato LELLO CARPANI, irritatissimo. È anch’egli sui - quarant’anni, molto posato, avvocato di grido, che sa come - bisogna comportarsi per farsi valere. Sarebbe, o vorrebbe - essere ben altro, se non stimasse pericoloso abbandonarsi - alle velleità letterarie della sua prima giovinezza piuttosto - romantica. La quale s’intravede ancora da certi mezzi sorrisi, - e da come si passa la mano sui capelli, ch’eran tanti e che - sono pochini ormai, ma ben rassettati, con la scriminatura da - un lato e un ciuffetto sulla fronte. La posizione. Tutte le - apparenze da sostenere e da rispettare. E come si fa, Dio mio! - È pur necessaria questa grande serietà, che contiene tanta - segreta malinconia. - -LELLO - -Ma Aldo, vergogna! A un signore in visita.... - -ALDO - -(_a Ferrante_) - -Oh, già! Scusi. — M’ha strappato la palla, ha visto? - -FERRANTE - -Ma io godo moltissimo.... - -LELLO - -No, la prego: non dica così, perchè è una vera indecenza.... - -ALDO - -Hai ragione, papà. Torno a chiedere scusa al signore. - -LELLO - -Ti prego di tacere. Basta a denunziare la tua sconvenienza il fatto che -mi giuochi a tennis in camera! - -ALDO - -No, permetti? - -LELLO - -Basta così! - -ALDO - -M’accusi di sconvenienza.... Ti prego di guardare! (_S’accosta d’un -balzo a Decio e gli strappa di mano la racchetta per mostrarla a Lello -insieme con la sua_). Di chi sono queste racchette? - -LELLO - -Che vuoi che sappia di chi sono! - -ALDO - -Questa, della mamma; e questa di Muci. - -LELLO - -(_scattando_) - -Ma che Muci! Si chiama Titti! - -ALDO - -Titti, sì: _muci-muci_ — Me le ha lasciate in camera; con la palla. -Non c’è caso che a me sarebbe venuto in mente di giocarci, senza questo -disordine. E di’ tu, Decio, dov’erano posate? - -DECIO - -(_ipocrita_) - -Ma.... non so se debba dirlo.... - -ALDO - -No, dillo! dillo! - -DECIO - -Eh.... veramente.... sul letto.... - -ALDO - -Hai capito? Con la palla! Cose che non dovrebbero essere ammissibili -in una ragazza governata da Miss Write. Signore, la ossequio. — Vieni -Decio! - - Via tutti e due dall’uscio a sinistra. Lello resta male. - -FERRANTE - -Eh, la gioventù! - -LELLO - -(_pigiando sulla parola_) - -D’oggi! Che vale quanto dire arroganza, impudenza, petulanza! - -FERRANTE - -Anche quella di jeri, là! - -LELLO - -No, prego! Sono stato anch’io giovane, e mi sentirei, creda, d’esser -tuttora giovanissimo; ma gli eccessi, proprii della gioventù, erano, -almeno per me, di ben altro genere. - -FERRANTE - -Secondo nature. Mi sa che quel giovanotto debba tener molto da suo -padre. - -LELLO - -(_impuntandosi_) - -Ah, lei è a conoscenza che non è mio figlio? - -FERRANTE - -Sì. So che.... - -LELLO - -Ha conosciuto forse il padre? - -FERRANTE - -Sissignore. E vengo anzi, se permette, a nome di lui.... - -LELLO - -(_tirandosi indietro e quasi parando con la mano la notizia inattesa_) - -Di lui? Che dice? Di Ferrante Morli? - -FERRANTE - -Non s’allarmi, prego! - -LELLO - -È ritornato? - -FERRANTE - -Sissignore. - -LELLO - -Ferrante Morli è ritornato? Ma come? dove? quando è ritornato? - -FERRANTE - -Da sei giorni. - -LELLO - -Da sei giorni? E dove? Qua? - -FERRANTE - -Non qua. Ha mandato me. Si calmi, per carità; mi lasci dire. - -LELLO - -(_senza dargli ascolto, indietreggiando e squadrandolo_) - -Manda lei? E che vuole? Che cosa può pretendere dopo quattordici anni? - -FERRANTE - -Ecco: niente! Vorrei che mi lasciasse dire.... - -LELLO - -Ma che mi vuol dire! che mi vuol dire! È uno scompiglio! Uno -sconquasso, ora.... (_casca a sedere_). Uno ch’era sparito, lei lo -capisce? cancellato dalla memoria, come se fosse morto.... - -FERRANTE - -(_con strana espressione_) - -Ecco, precisamente. - -LELLO - -(_stordito, voltandosi a guardarlo_) - -Che, precisamente? - -FERRANTE - -Quand’uno parte (_come partì lui_) e ritorna dopo quattordici anni.... - -LELLO - -(_balzando di nuovo in piedi_) - -Si ha tutto il diritto di considerarlo come morto! - -FERRANTE - -(_con l’espressione di prima_) - -Ecco, precisamente. - -LELLO - -Lei sa come se ne partì? Saprà anche, allora, che fui io a cavarlo dal -carcere! - -FERRANTE - -Ah no, questo, scusi.... - -LELLO - -Sissignore! Minacciato d’arresto.... - -FERRANTE - -Se ne partì.... - -LELLO - -(_con forza_) - -Se ne fuggì! E allora lo cavai io, qua, da tutto quel groviglio -d’imprese spallate, per cui non aveva veduto altro scampo, che nella -fuga. - -FERRANTE - -(_turbato, ritenuto, come sospeso in una costernata meraviglia_) - -Ah, lei.... lei riuscì a chiarire la.... la situazione del Morli? - -LELLO - -Io! sissignore! - -FERRANTE - -Ma.... so che c’era anche un forte ammanco — distorsione d’altri, lei -lo saprà — ma di cui purtroppo il responsabile era lui. - -LELLO - -(_mostrando di non volersi indugiare nella discussione risponde, -seccato, come se per lui la cosa non avesse importanza_) - -Per quell’ammanco intervenne la moglie. - -FERRANTE - -(_facendo un violentissimo sforzo su se stesso per dominare lo stupore -e la commozione_) - -La moglie? Come? - -LELLO - -(_c. s._) - -Con la dote. Contro il mio parere, badiamo. Non avrei voluto a nessun -costo. - -FERRANTE - -(_non riuscendo a nascondere il dolore e la commozione_) - -Ma sì! Fu male! Non doveva mai! (_Con ansia_): E allora.... allora la -signora perdette la dote? - -LELLO - -(_dopo averlo osservato un po’; con freddezza_) - -No, non la perdette.... Ma lei forse ha da comunicarmi qualche cosa, -per cui questa notizia la turba tanto? - -FERRANTE - -(_cercando di riprendersi per rimediare_) - -No.... è.... è che lui ignora, ignora affatto, che la moglie.... Mi -disse anzi, ch’era sicuro, allontanandosi forse per sempre, ch’ella — -almeno materialmente — mercè la dote che le restava intatta e cospicua, -non avrebbe patito di quella sua rovina. (_Di nuovo con ansia_) Ma lei -mi dice che non la perdette? - -LELLO - -Grazie a me, non la perdette, caro signore. Se si fosse rivolta a un -avvocato di meno scrupoli.... - -FERRANTE - -(_con fervore di gratitudine_) - -Ne sono convinto! ne sono convinto! - -LELLO - -(_interpretando male quel fervore_) - -Oh, sa? tanto per prevenire qualche sottintesa ironia.... - -FERRANTE - -(_subito_) - -Ma no! Per carità! - -LELLO - -No, dico, se mai! posso dichiararle senz’ambagi che m’interessai tanto -alla sorte della signora, abbandonata a ventitre anni, con un bambino -di quattro, sola, bella, inesperta.... - -FERRANTE - -(_con uno scatto inconsulto_) - -Inesperta, no! (_poi subito, per rimediare_) Per quanto io ne sappia! - -LELLO - -Basta a dimostrarlo il fatto che voleva dar via, così senz’altro, la -sua dote.... - -FERRANTE - -Ma potè anche essere per amore del marito.... - -LELLO - -Ah, sì.... questo sì.... difatti.... - -FERRANTE - -Mi duole — badi! — doverlo riconoscere, perchè il Morli.... — eh, lo -conosco bene! «La vita, a chi resta; la morte, a chi tocca!» — era -questo il suo motto; per significare che non dobbiamo più impacciarci -di chi se ne va. - -LELLO - -Precisamente! Ma non fu così per lui! E so io quel che dovetti penare -per far valere — prima su quell’intenzione di sacrifizio; poi, a poco -a poco, sui sentimenti della signora — quell’interesse che, come le -dicevo, presi subito alla sua sorte (_reciso, con forza_), per amore, -sì — non esito affatto, ripeto, a dichiararlo — per l’amore che mi -nacque improvviso allora per lei — giovane anch’io.... (_Subito_); -Badi però; poteva essermi di vantaggio ch’ella sacrificasse al marito -scomparso la sua dote, e si riducesse povera e bisognosa d’ajuto e di -sostegno. — Non volli! La difesi contro me stesso! - -FERRANTE - -Ah, bello! - -LELLO - -Le feci costituire la dote a garanzia dei creditori; domandai una -dilazione per dipanare tutta quella matassa arruffata d’affari; mettere -in chiaro le spese, coprir quell’ammanco.... — Un anno d’inferno! — Non -certo — lei capirà — per salvare il signor Morli! - -FERRANTE - -Ma giustissimo! Per salvare la dote! - -LELLO - -La dote, sì, ma perchè lei potesse disporre di sè, non solo liberata da -ogni difficoltà materiale, ma anche secondo la sua elezione, senza più -nessun ostacolo a ricongiungersi, se voleva, col marito, richiamandolo -a sè, in patria, senza più pericolo che fosse arrestato. - -FERRANTE - -Bello! Ah bello! Bello! - -LELLO - -No — ecco.... onesto; e — creda — non facile! - -FERRANTE - -Se permette, io dico bello. — Onesto, mi scusi, se lei non avesse amato -la signora. - -LELLO - -Anzi perchè l’amavo! - -FERRANTE - -Lei, sì; ma la signora? la signora, è chiaro che doveva ancora amar -molto, molto suo marito! - -LELLO - -(_con stizza, subito_) - -Gliel’ho già detto io stesso, mi pare! - -FERRANTE - -Appunto. E perciò bello! Lei, mi perdoni, forse non sentì tanto il -bisogno dell’onestà, quanto _di farsene bello_ di fronte a quell’amore -di lei, quasi per sfidarlo col paragone tra la viltà del marito che se -n’era scappato e codesta sua abnegazione che glielo ridava libero di -ritornare a un suo richiamo. - -LELLO - -Ebbene? Quand’anche fosse così? - -FERRANTE - -Ah no, niente! Per chiarire la mia idea.... - -LELLO - -Ma nient’affatto! Perchè non m’arrestai qui, io, caro signore! Dopo -averlo cavato dagli imbrogli, fui ancora io ad avviar tutte le ricerche -possibili e immaginabili presso i nostri consolati per rintracciarlo -all’estero e fargli sapere che poteva ritornare tranquillo a casa -sua! Le ho detto perciò che io, io più di tutti, ho il diritto di -considerarlo come morto! - -FERRANTE - -Già! Ma veda, non era possibile, ch’egli avesse notizia di codeste -ricerche.... - -LELLO - -Voglio essere franco in tutto. Contai su questa.... non dirò -impossibilità.... - -FERRANTE - -Ma sì, impossibile! E del resto, quand’anche codeste ricerche lo -avessero raggiunto, egli non sarebbe ritornato lo stesso. Perduto ogni -credito, rovinato per colpa d’altri più che sua, non si sarebbe mai -acconciato a vivere qua sulla dote della moglie. - -LELLO - -Ma se ora è ritornato, scusi, prima della prescrizione di quella -condanna che s’aspettava e per cui era fuggito? - -FERRANTE - -È segno, lei dice, che deve aver saputo che nessuna condanna più -pendeva su lui? - -LELLO - -Mi pare! - -FERRANTE - -Lo seppe, difatti, pochi mesi or sono; e s’affrettò a liquidare i suoi -affari per il ritorno. - -LELLO - -Ma sperando che cosa? Dopo.... - -FERRANTE - -(_interrompendolo subito_) - -Ecco.... mi lasci dire! Dopo quattordici anni, lei vuol farmi -osservare; spezzato ogni vincolo.... - -LELLO - -(_con impeto_) - -Non si sarà mica aspettato che la moglie stesse ancora in attesa di -lui! Da pazzo — una simile speranza! Perchè morta tutt’al più — ecco, -morta — avrebbe potuto trovarla, se contava ch’ella fosse innamorata -di lui fino al punto di poterlo aspettare per quattordici anni, così, -senza saperne più nulla! - -FERRANTE - -(_dopo aver tentato parecchie volte d’interromperlo, invano_) - -Quel che dico io! Quel che dico io! - -LELLO - -(_c. s._) - -Ma no, caro signore! Bisogna non aver niente qua (_si picchia sul -petto_) per non immaginare che il cuore d’una donna innamorata, d’una -moglie giovane, che si vede abbandonata da un momento all’altro, col -suo bambino, avrebbe potuto schiantarsi, schiantarsi — come difatti -rischiò di schiantarsi! — Questo lei non lo sa, caro signore, e che io -mi dibattei nella disperazione per più di tre anni, a vedermela morire -per un altro, che — spassi, estri, follie; uh! cinque anni di vita in -comune, tutt’un giuoco d’artifizio: pim! pam! — Si fa presto così a -prendersi tutta l’anima d’una donna! E ora lei viene a dirmi, calmo -calmo, che quest’uomo non vuol niente! - -FERRANTE - -Ha ragione! ha ragione, avvocato! Ma scusi, quando uno dice niente! -Meno di così? - -LELLO - -No, io rispondo a ciò che m’ha detto lei: che il signor Morli s’è -affrettato a ritornare. — Ricco di nuovo, eh? - -FERRANTE - -Sì, ricco.... - -LELLO - -E pronto, è vero, a riprendersi, come se non fosse avvenuto nulla, la -moglie, il figliuolo.... - -FERRANTE - -Ma no, santo Dio! Pronto ad accettare, ritornando, tutto ciò che la -sorte, i casi della vita gli avrebbero fatto trovare. - -LELLO - -Glielo dico io che cosa gli hanno fatto trovare! - -FERRANTE - -Ne è già informato.... - - Si presenta a questo punto sulla soglia della comune LISA. - -LISA - -Permesso, signor avvocato? - -LELLO - -(_voltandosi di scatto_) - -Che cos’è? - -LISA - -C’è un signore.... - -LELLO - -Non posso, non posso dare ascolto a nessuno in questo momento. Chi è? - -LISA - -(_smarrita_) - -Il signor Filo.... Filoni.... - -LELLO - -Finali! Finali! Ditegli che torni più tardi. Via! (_Lisa si ritira. — -A Ferrante, con forza, riattaccando_) Da undici anni la signora convive -con me! - -FERRANTE - -Sì sì, va bene. - -LELLO - -No, aspetti! Trattata, considerata, rispettata da tutti come una -legittima moglie! - -FERRANTE - -E madre anche.... - -LELLO - -Sissignore, d’una ragazza che ha ora sette anni: mia figlia! - -FERRANTE - -Va benissimo. Dunque.... - -LELLO - -No. Aspetti. Ho fatto da padre in tutto questo tempo al suo figliuolo -— quel giovinotto che lei ha veduto e riconosciuto anche.... -eccessivamente vivace come il padre — sì, purtroppo! - -FERRANTE - -Tutte queste cose, le dico.... - -LELLO - -Aggiungo, no, aggiungo che profittando delle ricerche riuscite vane, -trascorso il tempo che la legge prescrive per la ricomparsa del -coniuge, avrei potuto anche regolare legalmente col matrimonio la -situazione mia e della signora.... - -FERRANTE - -Ecco, già. E sarebbe stato bene, io credo, che lei lo avesse fatto. - -LELLO - -Perchè? Per dare al signor Morli adesso la soddisfazione di farlo -annullare? - -FERRANTE - -Ma no, scusi, avvocato. Se sono qui per farle sapere che il signor -Morli, informato di tutto al suo arrivo, vuole che tanto lei quanto la -signora stiano tranquilli e sicuri ch’egli non darà la minima ombra e -non farà nulla, da parte sua, per alterare le condizioni di vita che si -sono stabilite durante la sua assenza.... - -LELLO - -Ah, per questo vorrebbe che io avessi anche legalizzato la mia unione? -Le dico che per il solo fatto del suo ritorno il mio matrimonio, -adesso, sarebbe annullato. - -FERRANTE - -Già, ma io dico, veda, per la sua figliuola, avvocato. Non m’intendo -di legge; ma ritengo che, annullato il secondo matrimonio contratto in -buona fede per la scomparsa, come lei dice, del primo coniuge, i figli -di questo secondo matrimonio, non perdono, è vero? il diritto della -loro legittimità. - -LELLO - -No, no! - -FERRANTE - -Sarebbe iniquo! Ora, non avendolo lei fatto, la sua figliuola.... - -LELLO - -(_prevenendo, dopo avere stentato a comprendere_) - -Già! È naturale.... Ora non potrei più farlo.... Ma questo importa -fino a un certo punto. La mia figliuola è riconosciuta, e basta così. -È donna; troverà marito.... Se fosse stato un maschio, forse, non mi -sarei fatto scrupolo di richiamar la madre a considerare una condizione -di fatto, su cui, capirà, per mia delicatezza, ho rifuggito sempre dal -richiamarla.... — Non perchè non fossi sicuro di lei! Ma perchè.... -fare il nome di quell’uomo.... venire a un atto che importava, da -parte di lei, così nell’incertezza, doversi considerare come vedova di -colui.... — m’era odioso. - -FERRANTE - -Ah, ecco.... - -LELLO - -Tanto più che non ne abbiamo sentito proprio bisogno per la stima -ch’ella, grazie a Dio, gode intera, accanto a me, presso tutti. — -(_Riscaldandosi_) È questo, è questo ora lo scompiglio vero, che mi -porta il signor Morli col suo ritorno! Mi manda a dire che non vuol -niente; che non darà la minima ombra! Ma come vuole che non ne dia -ombra? — Col suo ritorno cangia tutto! - -FERRANTE - -Ma no, perchè? Non cangia nulla. - -LELLO - -Cangia tutto! Per forza! Finchè lui non c’era — passati ormai tanti -anni — sparito — forse morto — la situazione della signora qua con me -era diventata agli occhi di tutti quasi normale. - -FERRANTE - -Già! Ma non vedo.... - -LELLO - -Come non vede? Ora diventa falsa, col marito di nuovo qua! - -FERRANTE - -No, dico, scusi, non vedo che cosa possa farci lui.... il Morli.... - -LELLO - -E non la mette lui, adesso, in questa falsa situazione? - -FERRANTE - -Non lui, scusi.... - -LELLO - -Lui, lui! Perchè avrebbe potuto ritornar subito! Questa situazione è -stata determinata, provocata dal suo abbandono! - -FERRANTE - -Già.... ma per impedirlo non credo che lei possa pretendere ch’egli -arrivi fino al punto di sopprimersi! - -LELLO - -Non pretendo questo! Penso alla reputazione della signora! - -FERRANTE - -Capisco! capisco! - -LELLO - -Non negherà che ora ella si troverà a convivere, davanti a tutti, con -un uomo che, legalmente, non è suo marito. - -FERRANTE - -Ma questo è di fatto, scusi! - -LELLO - -Nossignore! Di fatto, finora, questo marito non esisteva; nessuno ci -pensava più! Ero io, per tutti, di fatto il marito! Ora invece, con lui -di nuovo qua.... - -FERRANTE - -(_stringendosi nelle spalle_) - -Che vuole che le dica.... Mi dispiace.... - -LELLO - -(_non riuscendo a darsi pace_) - -È stata da anni, da anni, la mia cura più assidua.... Tutta la mia -passione per questa donna.... (_andando innanzi a Ferrante, quasi -aggredendolo_). Sa! avrei saputo farle anch’io, le follie, quelle che -forse a lei un tempo piacevano, nel marito! — Nossignori: frenarla, -comporla, questa passione, per guadagnarle con la correttezza di tutte -le forme, il rispetto della società. — Ora viene lui, e addio! — Io -divento l’amante. — Questa donna, ha il marito, e convive con l’amante! - -FERRANTE - -Lei se n’ha per male, scusi, come se l’amante, intanto, non fosse lei! - -LELLO - -Nossignori! Perchè per me, ormai è come una moglie! - -FERRANTE - -Appunto.... Ma mi pare che tra lei e il marito, questo fatto dovrebbe -più dispiacere al marito, che a lei. - -LELLO - -Ma che vuole che dispiaccia a lui, se mi manda qua uno a dirmi che non -glien’importa nulla! - -FERRANTE - -Ah no! no! che non glien’importi nulla, signore, io non gliel’ho detto! -Il Morli è disposto.... - -LELLO - -A ripartirsene? - -FERRANTE - -No! Ah, no! Basta! Quanto a ripartirsene, stia sicuro che non se ne -riparte più! - -LELLO - -E allora? — Disposto a che cosa? — Ma dunque vede che è vero, lei che -mi diceva di no? - -FERRANTE - -Io? Che cosa? - -LELLO - -È pazzo! È pazzo! Ah, è venuto anche sul serio con l’intenzione di -riprendersi la moglie? - -FERRANTE - -Ma no! - -LELLO - -(_senza dargli tempo_) - -Aspetti! aspetti! Abbia pazienza un momento, caro signore! - - Esce concitatamente per l’uscio a sinistra. Ferrante Morli - resta interdetto e sospeso su quello che ora avverrà. — Poco - dopo, dalla comune, si precipita la TITTI — bella ragazzetta - di sette anni — vestita di bianco come una farfalla — seguita - dalla sua governante inglese MISS WRITE, giovane e bella, ma - assiderata in una dolente rigidezza. - -TITTI - -(_accorrendo e abbracciando per di dietro Ferrante_) - -Buon giorno, papà, buon giorno! (_Poi, tirandosi indietro, e -irrigidendosi anche lei, come la sua governante, appena Ferrante le si -mostra_) Oh, prego, scusi! - -MISS WRITE - -Ma Titti! - -FERRANTE - -Niente — bella bambina! (_Ammirandola_) Ah, deliziosa... — Ma guarda! -Sai che somigli molto — molto — (_volgendosi a Miss Write_) — è -curioso! — (_riguardando la ragazza_) — ma sì, a quel birbante che ti -chiama _muci-muci_? - -TITTI - -(_alzando una mano come una bambola inorridita_) - -Ah! - -MISS WRITE - -Shocking. Non retto dire così, signore! (_Rivolgendosi alla Titti_) -Make your compliments and let us retire. - -FERRANTE - -(_comprendendo molte cose sulle condizioni del figlio in quella casa, -dice con ironia_) - -Ah, bene.... — Non credevo, scusi.... - - Rientra dall’uscio a destra LELLO, seguito da EVELINA. La - signora Morli ha circa trentasette anni. È quale i casi della - vita e la compagnia d’un uomo malinconico, posato e scrupoloso - come Lello Carpani l’hanno ridotta: vale a dire seria, - contegnosa, compresa del rispetto che una donna e una madre - cosciente dei suoi doveri verso la società e la famiglia, deve - ispirare con la sua dignità inappuntabile, temperata però da - un misurato languore nello sguardo, nella voce, nei sorrisi, - di nobile compatimento, ispirato da non si sa quale soave - rimpianto lontano. Tutto questo, si badi, senza la minima - ombra di affettazione, come una necessità naturale della sua - convivenza col Carpani, la quale, senza concorso di volontà - o di studio, abbia determinato istintivamente in lei questo - suo modo d’essere, quasi che, volendo piacere all’uomo con cui - convive, ella non abbia mai pensato di poter essere altrimenti. - Penerà molto, però, in questo momento, a serbare questo suo - naturale contegno, agitata com’è dalla notizia del ritorno del - marito, ch’ella del resto riconosce subito nella persona di - quel sedicente amico. - -TITTI - -(_accorrendo per abbracciare Lello_) - -Oh, eccoti finalmente! - -LELLO - -(_arrestandola_) - -No, Titti; vai, vai.... (_Poi, mostrando la ragazza a Ferrante, con -intenzione:_) Ecco la mia (_indica Evelina_), la nostra figliuola. - -FERRANTE - -(_turbatissimo, guardando invece Evelina_) - -Ho avuto.... ho avuto il piacere d’ammirarla. - -TITTI - -(_accorrendo verso la madre_) - -Mamma sai? ho visto la signora Armelli. Ha detto che verrà con -l’avvocato. Senti, mamma? - -LELLO - -(_a Titti_) - -Vai, vai, cara! (_Ma vedendo che Titti, andata verso la madre, resta -smarrita di fronte al turbamento di lei, esclama sorpreso, guardando -Evelina_). Che cos’è? - -EVELINA - -(_quasi per venir meno; tra sè, guardando e non volendo guardare -Ferrante, dice, convulsa_) - -Ma.... la voce.... gli occhi.... (_Poi, risolutamente arrossendo, -impallidendo, quasi con un grido:_) Ferrante? - -FERRANTE - -(_in un sussulto_) - -Eva! - -EVELINA - -(_con la smania di chi non vorrebbe smarrirsi, e si smarrisce; -portandosi le mani alla faccia_) - -Oh Dio.... Dio mio.... (_casca a sedere_). - -LELLO - -(_a Ferrante_) - -Ah, come! È lei? Ferrante Morli? - -FERRANTE - -Chiedo scusa.... (_accostandosi a Evelina_) No, Eva.... Su! su! Me ne -vado subito.... Non ho saputo resistere alla tentazione di venire a -vedere.... - -EVELINA - -(_levandosi con franca fierezza_) - -Venire a vedere che cosa? - -FERRANTE - -(_quasi sorridendo, nel vederla così_) - -Ma no! Niente, Eva.... - -LELLO - -Qua bisogna venir subito, Lina, a una spiegazione! - -EVELINA - -(_combattuta, fremente, vedendo il marito così placido_) - -No! Basta! Che spiegazione? Non.... non c’è bisogno di nessuna -spiegazione! (_Accorgendosi che Titti è ancora lì, stupita, smarrita_) -Ma vai, vai, figliuola mia.... — (_Volgendosi a Miss Write_) Mi pare -che lei, signorina, avrebbe potuto portarsela anche di là! - - Titti e Miss Write si ritirano per la comune. - -EVELINA - -(_a Lello_) - -Nessuno ha diritto di chiedere a me spiegazioni. - -FERRANTE - -Ma io non ne ho chieste. È stato lui, Eva.... - -EVELINA - -Non so con quale ardire tu abbia potuto così.... all’improvviso, dopo -tanti anni, presentarti qua.... - -LELLO - -Sotto veste d’un amico, sai! - -FERRANTE - -(_ancor sorridente, ma già cominciando a seccarsi sul serio_) - -Ma per non fare scene, Dio mio, come questa a cui tutt’a un tratto, -senza ch’io potessi impedirglielo, ha voluto trarre qua te, Eva, e -me.... — Ho rifuggito sempre dal farne! Tu lo sai! - -EVELINA - -E perchè allora.... perchè allora sei venuto? - -FERRANTE - -Ma l’ho detto a lui.... gliel’avevo già detto.... - -LELLO - -No, no, scusi, lei ha manifestato anche l’intenzione.... - -FERRANTE - -Nessuna intenzione, no! (_Con scatto d’impazienza_) Maledetto il -momento che a uno viene l’ispirazione di fare un piacere agli altri! - -LELLO - -Ah per lei è un piacere questo? - -FERRANTE - -Ma sì, perchè mi sono preoccupato che v’arrivasse di sorpresa la -notizia del mio ritorno, senza sapere con quali intenzioni fossi -ritornato! - -EVELINA - -Ma io ancora non le so, le tue intenzioni! - -FERRANTE - -Nessuna! Eva! Nessuna, ti dico! - -EVELINA - -Sarebbe inconcepibile, difatti, che tu potessi averne ancora qualcuna! - -FERRANTE - -Avrei voluto, veramente, o scriverti, o mandare qualcuno. Decisi -all’ultimo di venire io stesso, fidandomi che tu — anche se mi avessi -visto — ormai, dopo tant’anni, così.... tutto grigio, senza barba.... -Mi hai invece riconosciuto subito! - -LELLO - -(_seccato di questo tentativo d’approccio familiare_) - -Aspetti, aspetti, scusi! Non è possibile! Se è venuto di persona.... -qualche speranza, per lo meno.... - -FERRANTE - -Ma no, le dico! Nessuna speranza! Un desiderio, al massimo, di -vedere.... Oh, perdio! mi sembra naturale infine.... - -EVELINA - -(_subito, intuendo, con uno scatto quasi ferino_) - -Aldo tu dici? - -FERRANTE - -Mio figlio! - -EVELINA - -(_c. s. tutta vibrante d’ira e di sdegno_) - -Ma che tuo figlio! Tuo figlio? Tu lo abbandonasti, lo lasciasti a me -bambino, senza più curarti di lui.... - -FERRANTE - -(_gridando più di lei, per interrompere la scena che lo secca -enormemente_) - -Ma sì! ma sì! Va bene! Basta! Ora l’ho visto e me ne vado! - -EVELINA - -(_restando_) - -L’hai visto? Dove? Qua? - -FERRANTE - -Poco fa; ma non temere! Non sa d’aver parlato con suo padre! - -LELLO - -Ma lo saprà; verrà a saperlo! Non sarà possibile tenerglielo nascosto! -— Ah, eccolo qua.... - - Entrano dall’uscio a sinistra ALDO e DECIO. Aldo ha il cappello - in capo, per uscire; Decio lo tiene in mano. Subito Evelina si - lancia incontro al figlio, come per ripararlo. - -EVELINA - -(_frenetica_) - -No, no, Aldo! no! mio! mio soltanto! (_Volgendosi come una belva a -Ferrante_). Se sei ritornato per questo, puoi andartene perchè non hai, -non hai più nessun diritto su lui! - -ALDO - -(_sbalordito_) - -Mamma, ma che cos’è? che dici? - -EVELINA - -(_seguitando, con foga crescente_) - -No! Nessuno! nessuno! perchè tu sei rimasto a me; t’ho cresciuto io, -Aldo; io soltanto ho sofferto per te, e soltanto la tua mamma tu ti sei -trovata accanto! - -ALDO - -(_comprendendo e guardando l’estraneo_) - -Ma che.... che forse.... lui? - -EVELINA - -(_abbracciandolo, riparandolo_) - -No! Tu non devi neanche guardarlo! - -FERRANTE - -(_ad Aldo; impaziente e imperioso, vedendo ch’egli accenna di -sciogliersi dal cieco abbraccio della madre_) - -Stai, stai lì! - -EVELINA - -(_voltandosi di nuovo contro di lui, senza lasciare il figlio_) - -Non c’è bisogno che glielo dica tu di stare qui! - -ALDO - -Ma no, mamma, aspetta! Non sono un bambino! - -EVELINA - -(_atterrita_) - -Come!... Che dici, Aldo?... - -ALDO - -Dico che.... preso così, scusami.... — Ho diritto anch’io di sapere.... - -EVELINA - -(_subito_) - -No, niente, Aldo! niente! Perchè lo riconosce lui stesso di non avere -nessun diritto su te! Ha detto che non vuole niente, e che se ne va! È -vero? - -FERRANTE - -(_ridendo dell’agitazione di lei e della fretta di mandarlo via_) - -Ma sì! Calmati! Calmati! Non voglio niente! - -EVELINA - -(_subito_) - -Te ne puoi dunque andare! - -FERRANTE - -Ecco, me ne vado.... - -ALDO - -(_risolutamente staccandosi_) - -Aspetta, mamma! Ti dico che io voglio sapere! - -LELLO - -(_a Ferrante_) - -Ecco, vede? vede? lei che non vuol niente! - -FERRANTE - -(_a Lello_) - -Io? Ma no! È lui! (_indica Aldo_). - -EVELINA - -(_al figlio_) - -Che vuoi sapere? Non ti basta quello che sai? - -ALDO - -Sì: quello che m’hai detto tu. Ma forse egli avrà ora esposto qua le -ragioni per cui, per tanti anni, non s’è fatto vivo! - -FERRANTE - -Ah no, caro, nessuna ragione! nessuna! - -ALDO - -Ne avrai avute! - -FERRANTE - -Nessuna, davanti a tua madre che grida, giustamente, perchè -l’abbandonai con te, bambino. - -EVELINA - -(_interrompendolo_) - -E non è forse vero? - -FERRANTE - -Sì, e dico infatti «giustamente!» - -ALDO - -Ma davanti a me? - -EVELINA - -Ah no, nient’affatto! Ci devo esser io! - -FERRANTE - -(_ridendo_) - -Temi che inventi? — Ma no! Perchè tu stia tranquilla, eccole qua a mio -figlio spicce spicce, le mie ragioni. Volli abbandonarvi tutt’e due. Te -e lei! Per andare a divertirmi! Va bene così? - -EVELINA - -Ah no! Perchè così tu vuoi fargli supporre.... - -FERRANTE - -(_con scatto d’impazienza_) - -Ma se non voglio averne per lui! non lo capisci? Prima di tutto perchè -credo con te, che per lui debbano valere soltanto le tue; e poi perchè -non ammetto che debba giudicarmi mio figlio! - -LELLO - -Ma egli ha pure tutto il diritto di sapere.... - -FERRANTE - -(_subito, interrompendo_) - -Nossignore! Perchè io non gl’impongo, nè gli chiedo di venirsene con -me! — Potrei dirle a lei (_indica Evelina_), se mai, le mie ragioni; ma -me ne guardo bene! — Io posso riconoscere le sue e accettarle in pace, -— lei, le mie, no — per forza! (_Volgendosi subito a Evelina_) Perchè -tu, Eva, hai ora — qua, lui (_indica Lello_) — e di là, tua figlia! — -Due fatti, contro cui non potrebbero mai valere le mie ragioni, fossero -pure le più giuste e le più vere! — Dunque, basta! — Me ne vado. - -ALDO - -E non pensi, che queste che sono ragioni per lei.... - -EVELINA - -(_cercando d’interromperlo_) - -Ma che dici? - -ALDO - -(_forte, reciso_) - -Lasciami dire, ti prego, mamma! Tra te e lui, ci sono anch’io! — Dovete -pure tener conto di me! — (_A Ferrante_) Tu non dovevi più ritornare, -se volevi riconoscere e tener ferme soltanto queste ragioni di lei, -nelle quali io non entro affatto! - -EVELINA - -(_con un grido_) - -Come non entri? Che dici? - -ALDO - -(_pronto, con forza_) - -Ma sì, mamma, scusa! Se son lui (_indica Lello_) e la Titti le tue -ragioni, quelle ch’egli accetta, — io non c’entro; io ne son fuori! - -EVELINA - -(_subito, con forza_) - -E che forse la Titti m’ha impedito d’esser mamma anche per te? - -ALDO - -(_tentando d’arginar quella foga, dolcemente_) - -No, no, mamma! - -EVELINA - -(_c. s._) - -Quando? quando mai? Sono stata tutta per te; tutte per te le mie cure! - -ALDO - -(_c. s._) - -Sì, sì.... - -LELLO - -Questa è ingratitudine! - -EVELINA - -E anche lui (_indica Lello_) è stato per te un padre affettuoso! - -ALDO - -Ma sì! va benissimo! E gliene sono grato! — Ma considera la mia -situazione, ora, con lui qua! (_indica Ferrante_). - -LELLO - -Ah, questo sì, è giusto. Gliel’ho detto anch’io! Giustissimo! - -EVELINA - -(_stordita, non aspettandosi quest’approvazione da parte di Lello_) - -Come? Che dici, giustissimo? - -ALDO - -Ma sì, mamma: se mio padre è tornato, ti par giusto ch’io stia qua -ancora con lui? (_indica Lello; poi, scorgendo per caso Decio di cui -s’era scordato_) È vero, Decio? Non ti pare? Su, su, di’! tu puoi -giudicarne meglio d’ogni altro, da estraneo.... - -DECIO - -Ma no.... io.... chiedo scusa.... - -ALDO - -No, no. — Di’, di’ francamente. - -DECIO - -Ma io non so.... - -LELLO - -È inutile! è inutile! Perchè è proprio così, Lina tuo figlio ha ragione! - -ALDO - -Finchè mio padre non c’era.... - -LELLO - -Anche la nostra situazione, adesso, gliel’ho fatto notare (_indica -Ferrante_) diventa falsa, con lui qua, agli occhi di tutti. — E tuo -figlio naturalmente.... - -EVELINA - -Ma se finora c’è stato, qua con noi! - -LELLO - -Sì; finchè non si sapeva nulla di lui, neppure se fosse in vita! - -EVELINA - -(_ad Aldo_) - -Ma se lui, Dio mio, lui stesso te lo dice, di rimanere con me! - -FERRANTE - -O se no, me ne riparto.... - -LELLO - -(_con uno scatto di sincerità_) - -Ecco! Bene! Dovrebbe far questo, lei! - -ALDO - -(_subito_) - -Sarebbe inutile! (_Voltandosi a Ferrante_) Te ne riparti? Vengo con te; -e sarà peggio per lei! - -EVELINA - -Ma allora sei tu, Aldo? - -ALDO - -No, mamma! Dio mio, non so come tu non te ne persuada! Tu te ne stai -con lui (_indica Lello_) e con la Titti — com’è giusto. Ma è giusto -allora che anch’io me ne vada con mio padre.... - -FERRANTE - -Volete lasciarmi dire due parole? - -EVELINA - -Ecco che parla lui, adesso! - -FERRANTE - -No, Eva, — con calma! con calma! - -EVELINA - -Lo so che cosa vuoi dire! Che non essendomi bastato lui bambino, è -vero? e avendo io ora un’altra figlia e lui (_indica Lello_).... - -FERRANTE - -Ma non te ne fo un rimprovero! - -EVELINA - -E intanto mi porti via il figlio, senz’aver mai fatto nulla per lui! -(_Voltandosi verso Aldo e abbracciandolo e stringendolo a sè con furia -di disperazione_) Non è possibile! Non è possibile, Aldo! Io non ti -lascio andar via! Io non potrei più vivere; non potrei più vivere senza -di te, figlio mio! Come puoi pensare d’abbandonarmi, d’abbandonar la -tua mamma? - -ALDO - -Ma no.... vedi.... - -EVELINA - -Che vedo? Non capisci che viene a essere una condanna per me se tu -te ne vai con lui, se mi lasci qua senza di te? E ti pare ch’io me la -meriti, se lui stesso ti dice di no? - -ALDO - -Ma perchè condanna, mamma? - -EVELINA - -Condanna! condanna! - -ALDO - -Ma nient’affatto! T’ho detto che è giusto! E se tu non pensassi -soltanto alla tua situazione.... - -LELLO - -È certo che tu la renderai più falsa, andandotene. - -EVELINA - -(_con subitaneo contrasto, rivoltandosi contro Lello_) - -No, no! — Ha ragione! — Dice che io non penso alla sua! — Che penso -alla mia, e non penso alla sua! — Ha ragione! — (_Ad Aldo_) No, non me -n’importa, della mia — è che io non voglio perderti, Aldo! - -ALDO - -Ma perchè perdermi? Chi ti dice che mi perderai? - -EVELINA - -Non starai più con me! - -ALDO - -Ma ci vedremo sempre.... - -EVELINA - -Come? dove? sei stato con me sempre, da piccino; e non lo sai, non lo -sai tutto quello che ho sofferto; tutto quello che io feci anche per -lui (_indica Ferrante_).... - -LELLO - -(_con fermezza, turbandosi_) - -Gliel’ho già detto, Lina! - -EVELINA - -(_subito_) - -Io non lo dico per lui; lo dico per mio figlio! - -FERRANTE - -Ma Eva, scusa.... - -EVELINA - -(_di scatto, dura, aggrottata_) - -Che vuoi tu? - -FERRANTE - -Non per mio figlio; ma per te.... - -EVELINA - -Non voglio saper più nulla, io! - -FERRANTE - -Ma non intendo parlare di te, come sei ora! - -EVELINA - -Di quello che fui, in me, non c’è più traccia! - -FERRANTE - -Non è vero! Ah! non è vero! Lo so per prova! Lo credetti anch’io, -quando volli troncar tutto, di netto, fuggendo come un pazzo, senza -lasciare più, apposta, nessuna traccia di me! — Scusa, tant’è vero, che -t’è bastato risentir la mia voce, e sei cascata lì a sedere.... - -EVELINA - -Ma sfido! - -LELLO - -Mi sembra perfettamente inutile.... - -FERRANTE - -Inutilissimo! inutilissimo! Ma per mandare così una voce — a -quattordici anni di distanza — a una certa piccola Eva folle.... - -EVELINA - -Folle, sì! folle! folle! - -FERRANTE - -Non rimpiangere, saresti ingrata! - -EVELINA - -Ma lo scontai! - -FERRANTE - -Questo sì! Ma anch’io! E peggio di te! Non rimpiangere! Per questo, -capisci? volli sparire. Quando una vita, come quella che vivemmo tu -e io, per cinque anni, crolla — è tale il crollo, che: basta! serrare -i denti! sparire! — So quello che volesti fare per me! Una pazzia.... -Se il mio unico pensiero era stato quello di salvare almeno te e lui -(_indica Aldo_) — così, proprio così come ho fatto — sparendo! — Vedi -che, sì — avrai sofferto — ma non t’è finita male.... Con me, se fossi -ritornato, sapendo a tempo dell’opera sua (_indica Lello_) — immagina -che vita sarebbe stata.... Diversi, non si può essere se non con gli -altri. — Tu, con lui.... (_indica di nuovo Lello_) — ma diversi noi -due, Eva — dopo essere stati com’eravamo — no, ah! sarebbe stato per me -una cosa impossibile! meglio niente! - -ALDO - -Avresti potuto pensare che c’ero io, anche. - -FERRANTE - -No! Anche per te, anche per te — meglio! Dopo quanto avvenne, per colpa -d’altri, ma certo anche per il disordine mio — t’avrei fatto male e -non bene, restando! (_Subito cangiando tono, calmo, arguto, sorridente, -per richiamare ai fatti_) — Signori miei, insomma, io v’ho trovati qua -in perfettissima pace. Mi pare che voi adesso rimpiangiate, non la mia -fuga di tanti anni fa, ma ch’io sia ritornato! - -LELLO - -Appunto! appunto! — guastando tutto, con questo ritorno! - -FERRANTE - -Vediamo di guastare il meno possibile! Sono qua per questo. - -EVELINA - -(_ad Aldo_) - -Dunque, tu vuoi andartene con tuo padre? Bada che io non so.... non so -come farò.... quello che farò, se tu te ne vai.... - -ALDO - -Ma se ti dico che ci vedremo sempre.... - -EVELINA - -Voglio sapere dove! - -LELLO - -Già, perchè.... (_rivolgendosi a Ferrante_) spero che lei non penserà -di domiciliarsi qua, nella stessa città.... - -FERRANTE - -Ah, no.... certo.... - -LELLO - -Sarebbe una condizione per me, per lei (_indica Evelina_) intollerabile! - -FERRANTE - -Stia tranquillo. Non mi domicilierò qua certamente. - -EVELINA - -E dunque, come sarà questo sempre? - -ALDO - -Ma si vedrà, mamma.... Combineremo.... - -EVELINA - -No, no! — Ora! — Lo voglio sapere ora! lo voglio sapere prima! — Non -verrà fuori che tu non potrai più venire qua perchè io sto con lui! -(_indica Lello, guardando come a sfida, Ferrante_). - -FERRANTE - -(_sorridendo_) - -Ma non ti rivolgere a me. Io non dico niente! Fate voi! Fate voi! - -LELLO - -(_schizzando stizza; irritato, non si sa se dalla gelosia o dal -dispetto di vedersi tutto scombinato_) - -Comoda, ah, comoda, la sua parte! - -FERRANTE - -E dalli! Ma non me lo dica lei, almeno, scusi! - -LELLO - -Glielo dico io, sissignori, glielo dico io! - -FERRANTE - -Oh bella! Ma abbia pazienza, si rende un po’ conto perchè la cosa le -sembra così? - -LELLO - -Ma perchè è così! Non crede che sia comodo lasciar fare agli altri dopo -aver messo tutto sossopra? - -FERRANTE - -Nient’affatto. Guardi. Le sembra così, perchè io proprio non voglio -nulla, neanche mio figlio; di fronte a lei che invece vorrebbe tutto. - -LELLO - -Io? - -FERRANTE - -Sissignore. Tutto. Come se io non solo non ci fossi, ma non fossi -mai stato nessuno nè per questa donna, nè per questo ragazzo. Bene. -Io faccio come vuol lei, cioè appunto come se non ci fossi; ed ecco -che lei se n’irrita e se la piglia con me. — Se la pigliasse almeno -con lui! (_indica Aldo_) — Quantunque per esser logico, lei, dovrebbe -riconoscere che mio figlio, qua, non dovrebbe metter più piede. - -LELLO - -(_stordito_) - -Come per esser logico? - -FERRANTE - -Ma sissignore! Perchè lei si dà pensiero delle false situazioni e della -buona reputazione, solo quando fanno comodo a lei. Bene. Voglio darmene -pensiero anch’io. E posso pretendere — poichè il marito sono io, -infine, io e non lei — posso pretendere che mio figlio, qua, non metta -più piede! - -EVELINA - -(_subito, costernatissima_) - -Ah, vedi? vedi? - -FERRANTE - -(_scoppiando a ridere_) - -Ma no! ma no! Stai tranquilla, cara! Non pretendo nulla, io! — Non -posso soffrire la pedanteria, lo sai! — Povera piccola Eva, sei -diventata accanto a lui una brava saggia mammina feroce. Ti ricordi? -Iviù! (_farà questo grido, che evidentemente era il modo con cui un -tempo la chiamava, con una strana luce negli occhi e alzando tutte e -due le braccia_) E tu mi saltavi al collo. - - Evelina, che durante tutta la scena ha cercato di nascondere - il vivo e profondo turbamento richiamandosi di continuo alla - sua malinconica e austera dignità, tanto più soffusa d’una - cert’aria di comicità, quanto più in lei vuol essere sincera, - e che nella difesa del figlio ha messo tanta aggressività - contro la sorridente remissione del marito, perchè in questa - aggressività trovava anche una difesa contro il suo proprio - turbamento, ora a quel grido di lui, per nascondere ancora una - volta questo turbamento, ricorre a un fiero atto di sdegno. - -FERRANTE - -(_subito, notando quest’atto_) - -No! Basta.... Scusami.... Mi pare impossibile che, pur essendo -all’aspetto quasi la stessa, tu sii divenuta un’altra, così.... - -EVELINA - -(_non potendone più_) - -Ma insomma!... - -FERRANTE - -Basta, basta, sì.... Me ne vado. Non c’è da far tragedie, come vedete, -disposto come sono alla massima condiscendenza. Tuo figlio se ne starà -con te, con me, come vorrà. E standosene con me non soffrirà, perchè -ho pensato per lui, credi, più che non paja. Da questo bel giovanotto -(_posa una mano sulla spalla di Decio_) mi farete sapere quello che -stabilirete fra voi due: dove, come e quando vi volete vedere; e non ne -parliamo più.... - - Fa per avviarsi, con Decio, quando sulla comune si presenta - la SIGNORA ARMELLI, sui trent’anni, molto ritinta e riccamente - abbigliata. - -SIGNORA ARMELLI - -Permesso? - -EVELINA - -Oh, Lucia. Vieni, vieni. - -FERRANTE - -(_piano a Decio_) - -Su, su, andiamo, andiamocene, noi due! (_Saluta con la mano Aldo, e -inosservato dagli altri esce con Decio, approfittando della visita -sopravvenuta_). - -SIGNORA ARMELLI - -(_a Lello_) - -C’è mio marito in automobile che la aspetta giù, avvocato, per -andare.... non so, al convegno per la causa.... - -LELLO - -(_imbarazzatissimo_) - -Già! Ma non è possibile, vede? (_Voltandosi a cercar nella stanza -Ferrante_) Dov’è? Se n’è andato? - -SIGNORA ARMELLI - -(_stordita_) - -Chi? - -LELLO - -Niente niente. Scenderò io stesso giù a portare a Giorgio le carte e a -dirgli che faccia lui, perchè per oggi io non posso.... non posso.... -(_Esce di fretta per l’uscio a destra_). - -SIGNORA ARMELLI - -Oh Dio, ma che cos’è accaduto? - -EVELINA - -Ah Lucia, che cosa! che cosa!... Vedi questo ingrato? (_indica Aldo. — -Poi volgendosi a lui_) Perchè non te ne sei andato via subito con lui? - -ALDO - -Ma per carità, mamma. - -EVELINA - -(_alla signora Armelli_) - -Lo abbiamo cresciuto insieme, è vero, Lucia? E ora.... - -SIGNORA ARMELLI - -E ora? - -EVELINA - -Hai veduto quel signore che si disponeva a uscire quando tu sei entrata? - -SIGNORA ARMELLI - -Sì, col signor Decio.... - -EVELINA - -È mio marito! - -SIGNORA ARMELLI - -(_sbalordita_) - -Tuo marito?... tuo marito? - -EVELINA - -Sì, che si porterà via con sè Aldo! - -SIGNORA ARMELLI - -(_con un grido subito represso_) - -Ah! - -EVELINA - -E lui è felicissimo d’andarsene! - -SIGNORA ARMELLI - -(_sentendosi vacillare e accennando di portarsi le mani al volto, -esclama quasi sotto voce_) - -Oh Dio.... Oh Dio.... (_E mentre Evelina e Aldo accorrono a -sorreggerla, casca su una sedia, svenuta_) - -EVELINA - -(_guardando quasi impaurita il figlio_) - -Che cos’è? - -ALDO - -(_confuso, premuroso chinandosi sulla svenuta_) - -Signora Armelli.... Dio mio.... signora Lucia.... (_Poi, alla madre -con un gesto espressivo delle mani_) Mamma.... mamma.... va’, corri pei -sali.... - -EVELINA - -(_trasecolata_) - -Ma come, tu.... con lei? (_E si porta le mani alle tempie, come a -reggersi la testa che le va via davanti alla rivelazione d’una cosa -così enorme e incredibile_). - -ALDO - -(_piano, con una certa stizza_) - -Anche per questo, vedi? è bene che io me ne vada.... — Su, corri, -corri.... - - Evelina, con la bocca aperta, le mani per aria, fa per - avvicinarsi, ma come se non sapesse più dove andare; poi si - volta accora una volta verso il figlio come impaurita, ma Aldo - con le mani le fa un atto iroso d’andare. - - - TELA - - - - -ATTO SECONDO - - -SCENA - - Giardino della villa di Ferrante Morli a Roma. La villa è - a sinistra; se ne scorge tra gli alberi la facciata, col - portone aperto, a cui si sale per alcuni scalini d’invito, non - più di cinque, che man mano si restringono fino alla soglia - del portone. A destra è prima il cancello con un magnifico - eucaliptus presso uno dei pilastri; poi, fino in fondo, la - ringhiera che s’intravede di tra gli alberi, tutta coperta - d’edera e di roselline rampicanti. Alberato è anche il fondo - della scena, in parte sul davanti praticabile. Tra due alberi, - un’altalena. In mezzo qualche tavolino e sedie e sedili da - giardino. - - Sono passati circa due mesi dal primo atto. È un dolcissimo - pomeriggio d’aprile. - - Sono in iscena il cameriere FERDINANDO, sui cinquanta anni, in - marsina, TOTO, giovinastro equivoco, che accompagna una GIOVANE - non meno equivoca, in cappellino, la quale viene a profferirsi - per governante. - - -FERDINANDO - -Per me, se volete, entrate pure (_indica il portone della villa_). Ce -n’è di là altre due che aspettano. (_Osserva la giovane_) Ma per dir la -verità, non mi pare il genere... - -TOTO - -(_aggressivo e provocante, facendosi avanti_) - -Come sarebbe a dire, che non ti pare il genere? - -LA GIOVANE - -(_tirandolo indietro, non tanto per metter pace, quanto per far vedere -che basta lei sola_) - -Lascia, Toto; andiamocene. L’avviso del giornale diceva: «Donna -eccepibile». - -FERDINANDO - -(_correggendo_) - -Ineccepibile! ineccepibile! - -LA GIOVANE - -E va bene! «Governo casa signore solo». - -FERDINANDO - -Già, ma vedete, qua, propriamente, questa donna non la vorrebbero nè il -signore nè il signorino.... - -LA GIOVANE - -(_interrompendo_) - -Ah, come? c’è pure il signorino? - -FERDINANDO - -Sì; ma questo per voi non vorrebbe dire, perchè «solo» anche lui. -Meglio anzi! - -TOTO - -(_c. s._) - -Oh! Che discorsi fai? Bada come parli! - -FERDINANDO - -No; faccio per dire adesso! - -TOTO - -(_interrompendo, agitando un giornale che tiene in mano aperto_) - -Ma allora perchè mettono l’avviso sul giornale e fanno incomodare le -persone a venire fin qua? - -FERDINANDO - -Abbiate pazienza. Lasciatemi finire. La governante la vorrebbe la -signora. - -TOTO - -(_subito, scattando_) - -Che? La signora? - -LA GIOVANE - -(_c. s., quasi contemporaneamente_) - -Senti senti, che scappa fuori adesso anche la signora! - - Si sente sonare il campanello del cancello. - -TOTO - -(_alla donna, tirandola via con sè_) - -Vieni via! vieni via! - -FERDINANDO - -(_accorrendo verso il cancello_) - -Un momento.... aspettate un momento.... - - Ferdinando apre il cancello. Entrano la VECCHIA ZIA, grassa, - ciabattona, e la NIPOTE, sui trent’anni, molto formosa ma finta - modesta. - -LA VECCHIA ZIA - -È qua che cercano la donna per un signore solo? - -FERDINANDO - -Qua, entrate. - -TOTO - -(_subito, alle due nuove arrivate_) - -Ma non date retta! - -LA GIOVANE - -(_sulle mosse d’andar via con Toto_) - -Questo si chiama ingannare la gente. Dicono «signore solo», e poi viene -fuori che c’è pure la signora! - -FERDINANDO - -Ma no! - -LA VECCHIA ZIA - -Come? La signora? - -LA GIOVANE - -(_rispondendo a Ferdinando_) - -L’avete detto voi! - -FERDINANDO - -Se non mi lasciate spiegare! — La signora c’è e non c’è. - -TOTO - -E che «solo e solo» allora, me lo dici? se ci ha l’amante che va e -viene? - -FERDINANDO - -Ma non è l’amante, è la moglie! - -LA GIOVANE - -La moglie che va e viene? - -FERDINANDO - -È venuta per qualche giorno, e ora se ne riparte. - -LA VECCHIA ZIA - -Perchè non sta con lui? - -FERDINANDO - -Sta fuori. - -LA GIOVANE - -(_con un riso sguajato_) - -Ho capito! Ce l’avrà lei allora, l’amante. - -LA VECCHIA ZIA - -E come? e lui, il marito?... - -FERDINANDO - -Io non so niente. So che la Signora, prima di partire, vorrebbe lasciar -qua per il governo della casa una donna.... ma.... - -LA GIOVANE - -(_subito, facendogli il verso_) - -Incepibile! (_E scoppia di nuovo a ridere, c. s._) - -FERDINANDO - -Posata.... anziana.... - -TOTO - -(_afferrando con una mano e tirando a Ferdinando il bavero della -marsina_) - -Per tua regola, quando sull’avviso si mette come ci sta scritto qua.... -(_s’interrompe e lo guarda negli occhi_) Ci siamo intesi! (_Poi, -subito, rivolgendosi alla giovane e tirandosela via con sè_) Andiamo -via! - - Escono tutt’e due per il cancello. - -LA VECCHIA ZIA - -Eh già. Se prima mettono una cosa, e poi ne vien fuori un’altra.... - -FERDINANDO - -Ma no! (_Piano, con uno sguardo d’intelligenza_) Si capisce che cosa -cercavano quei due là, lei per un verso e lui per l’altro. Ma voi -entrate. La signora starà poco a venire. Voi mi sembrate adatta. - -LA VECCHIA ZIA - -Io? Ma che! Non mi metto mica a servizio io.... - -FERDINANDO - -(_squadrando la nipote_) - -Ah, è allora per.... - -LA VECCHIA ZIA - -Per questa mia nipote qua, buona come il pane. - -LA NIPOTE - -(_con gli occhi bassi_) - -Già.... ma se c’è la signora.... - -FERDINANDO - -(_spazientito_) - -Oh, insomma, entrate, se volete, e come verrà la signora, ve -l’intenderete con lei. - - Suona di nuovo il campanello del cancello. - -FERDINANDO - -(_accorrendo ad aprire e indicando l’entrata della villa alle due -donne_) - -Di là, di là.... - -LA VECCHIA ZIA - -(_alla nipote_) - -Vediamo prima che signora è.... (_Si dirigono verso il portone aperto -della villa, a sinistra, ed escono_) - - Ferdinando intanto apre il cancello, ed entra l’avvocato - GIORGIO ARMELLI: media statura, piuttosto grasso; sessant’anni; - capelli bianchi, corti, tagliati rigorosamente a spazzola; - viso acceso, occhietti acuti, baffi neri, insegati e ritinti, - ritinte anche le sopracciglia; tiene sempre rigida la nuca, - come per un torcicollo fisso; è compitissimo, elegantissimo, - parla piano, spiccando tutte le sillabe e porgendo quasi a una - a una le parole con l’accompagnamento d’un gesto delle dita a - chiocciolino. - -FERDINANDO - -Scusi, il signore? - -ARMELLI - -Sono l’avvocato Giorgio Armelli. Vengo da Firenze. Vorrei parlare con -la signora Lina. - -FERDINANDO - -La signora Lina? Non sta mica qui.... - -ARMELLI - -Come non sta qui? - -FERDINANDO - -Qui non ci sta nessuna signora Lina. - -ARMELLI - -Ma come? Non è la casa del signor Morli, questa? - -FERDINANDO - -Sissignore. - -ARMELLI - -E dunque! La signora si chiama Lina. - -FERDINANDO - -No, sa. La signora qua si chiama Eva. - -ARMELLI - -Lina! Lina! Volete insegnarlo a me? - -FERDINANDO - -Potrei giurare, signore, d’averla sentita chiamare sempre Eva dal -marito. - -ARMELLI - -Ah! Ho capito. Perchè veramente.... sì sì.... Evelina, ecco, si chiama -Evelina.... Si vede che il marito ne avrà presa la prima parte, e la -chiama Eva. Noi a Firenze la chiamiamo signora Lina. - -FERDINANDO - -Scusi; io non sapevo.... - -ARMELLI - -Chiarito l’equivoco — basta! — E così, dunque? - -FERDINANDO - -Per il momento la signora non è in casa. - -ARMELLI - -(_meravigliato_) - -Ah no? E come? Col figlio.... (_Rimane in sospeso e costernato_) - -FERDINANDO - -(_interpretando a suo modo la sospensione_) - -Sissignore, col figlio e il marito; sono usciti per una passeggiata a -cavallo. - -ARMELLI - -(_strabiliando, a due riprese_) - -Una passeggiata?... A cavallo?... - -FERDINANDO - -Sissignore. - -ARMELLI - -(_c. s., a tre riprese_) - -La signora Lina? A cavallo? E col figlio? - -FERDINANDO - -(_col viso di chi non capisce il perchè di tanto stupore risponde -naturalmente_) - -E il marito, sissignore. - -ARMELLI - -Ma dunque, perfettamente guarito? - -FERDINANDO - -Scusi, chi, guarito? - -ARMELLI - -Come, chi? Il figlio! - -FERDINANDO - -Ma non è stato mai malato, ch’io sappia. - -ARMELLI - -(_cascando dalle nuvole_) - -Come come? Non è stato mai malato, il figlio? anzi, gravissimo? quasi -per morire? - -FERDINANDO - -Da che ci sto io, no, signore; e sono a momenti due mesi. Vispo come un -grillo. - -ARMELLI - -Ah, ma dunque?... Dio mio.... Arrivò, otto giorni or sono, a Firenze -un telegramma che dava il figlio quasi per ispacciato dai medici; -per cui la madre è accorsa qua.... — E noi che s’è stati in tanta -costernazione, senza nessuna risposta ai nostri telegrammi.... - -FERDINANDO - -Ah, ecco, per questo! Sissignore: ne sono arrivati tanti, di questi -giorni! Un diluvio! - -ARMELLI - -Ma sì, Dio mio, costernatissimi! Vi dico che voleva venir con me -perfino mia moglie! — Ma allora.... allora hanno fatto finta.... per -attirare qui la madre? Non so.... non capisco però, come la signora -Lina.... - -FERDINANDO - -Eh, caro signore.... - -ARMELLI - -Indignatissima, mi figuro! Sfido! Se sono scherzi da fare a una madre! -(_Voltandosi di scatto, come se Ferdinando avesse parlato_) Che? - -FERDINANDO - -Mah! Ne combinano! Ne combinano! - -ARMELLI - -Padre e figlio? - -FERDINANDO - -Mai fermi un momento! - -ARMELLI - -E la signora? - -FERDINANDO - -Eh.... sa, direi che.... anche lei.... - -ARMELLI - -Ah sì?... Sbalordisco.... Perchè.... (_E resta tutt’a un tratto in -tronco_) - -FERDINANDO - -(_per rimediare_) - -Ma fa piacere, sa, vederli così, sempre allegri.... - -ARMELLI - -Ah; lo credo, lo credo. — E allora.... allora non dite niente, mi -raccomando, di questa mia visita: per non guastar la loro allegria. -Corro io, adesso, a spedire un telegramma d’urgenza per tranquillar -tutti a Firenze; e ritornerò più tardi per parlare con la signora. - -FERDINANDO - -(_esitante_) - -Non debbo avvertire?... - -ARMELLI - -No, no. Anche nel vostro interesse, perchè forse la signora non voleva -si sapesse che il figlio non è stato mai malato, essendosi trattenuta -qui una settimana.... - -FERDINANDO - -Già; ma io non sapevo.... - -ARMELLI - -(_per troncare, accomodante_) - -Lasciamo le cose come sono; come se io non fossi venuto. Ritornerò più -tardi, nuovo di tutto. Fidatevi. - - Entra a questo punto dal cancello rimasto aperto la SIGNORA - VEDOVA, sui trentacinque anni, in gramaglie. - -SIGNORA VEDOVA - -Permesso? - -ARMELLI - -(_avviandosi, a Ferdinando_) - -Siamo intesi, eh? Addio. - - E l’avvocato Giorgio Armelli, salutando Ferdinando con la mano, - esce dal cancello. - -FERDINANDO - -(_seccatissimo, quasi sgarbato_) - -Viene per l’avviso del giornale, signora? - -SIGNORA VEDOVA - -Sono una povera vedova.... - -FERDINANDO - -Va bene, scusi. Favorisca dentro (_indica il portone della villa_). Ce -n’è altre quattro che aspettano. Creda che io non ne posso più! - -SIGNORA VEDOVA - -Ma è solo, veda, per la mia sventura che io.... - -FERDINANDO - -(_sbrigativo_) - -Lo credo, lo credo. Parlerà con la signora. S’accomodi di là. - -SIGNORA VEDOVA - -(_si porta invece il fazzoletto listato di nero agli occhi e si mette a -piangere con impeto, ma silenziosamente; poi dice_) - -Da appena un mese.... - -FERDINANDO - -(_un po’ pentito dello sgarbo usatole_) - -Il marito? - -SIGNORA VEDOVA - -Che mi voleva tanto bene! - -FERDINANDO - -Eh, disgrazie.... — Sa però, se lei piange così, signora, non credo che -questa sia una casa per lei. Gliel’avverto. - -SIGNORA VEDOVA - -Ecco, volevo appunto qualche notizia. Il signore è forse vedovo anche -lui? - -FERDINANDO - -Che! Ha moglie. Moglie e un figliuolo. Ma la moglie sta a Firenze. -(_Piano, in confidenza_) Sa.... pasticci! - -SIGNORA VEDOVA - -E che età ha? - -FERDINANDO - -La signora? - -SIGNORA VEDOVA - -No, lui. - -FERDINANDO - -Mah.... tra i quaranta e i cinquanta.... - -SIGNORA VEDOVA - -Ah, dunque.... ancora.... - -FERDINANDO - -Che cosa? - -SIGNORA VEDOVA - -Non tanto vecchio.... - -FERDINANDO - -(_che ha capito l’antifona_) - -Signora, io debbo apparecchiare qua per il thè. (_Vengono dal fondo a -sinistra le voci e le risate di Ferrante Morli, d’Evelina e di Aldo che -ritornano dalla passeggiata a cavallo e sono entrati nel giardino dalla -parte della rimessa_) Vada, vada. Ecco che giungono. — (_Indicando la -villa_) Di là, dove aspettano le altre.... - - FERRANTE MORLI e ALDO, che hanno intrecciato le mani a - seggiolino per sorreggervi su EVELINA, entrano rumorosamente - dal fondo a sinistra, tutti e tre in costume da cavalcare. A - Evelina, da tanti anni non più abituata a montare a cavallo, - s’è intorpidita una gamba. Ella ha una amazzone nuova, con - _redingote_ di panno marrone molto sciallata a un sol bottone, - alta fin sopra il ginocchio, calzoncini aderenti di stoffa - scozzese, abbottonati da un lato e gambali. Durante la scena - seguente FERDINANDO uscirà parecchie volte dalla scena e vi - rientrerà, sempre attraverso il portone della villa, intento ad - apparecchiare in giardino il tavolino per il thè. - -EVELINA - -(_sorretta a sedere sulle mani di Ferrante e di Aldo, tenendosi con le -braccia appoggiata a entrambi_) - -Ma no! Giù! Che fate! Giù! giù! - -ALDO - -No! così, così! - -FERRANTE - -In trionfo! in trionfo! - -EVELINA - -Qua! qua! basta! giù! Fatemi scendere! (_Scende e si prova a poggiare -in terra il piede_) - -FERRANTE - -È passato? - -EVELINA - -(_subito_) - -Ah! (_E solleva il piede_) No.... Dio! mi formicola.... mi formicola.... - -ALDO - -Siedi; siedi.... - -FERRANTE - -No, meglio in piedi.... Così, guarda: alzati, alzati e premi sulla -punta dei piedi! - -EVELINA - -Ma no, non posso! non me lo sento più, il piede! - -FERRANTE - -Da’ ascolto a me! Ti reggo io.... (_La regge. Evelina prova a rizzarsi -sulla punta dei piedi_) Così.... così.... - -ALDO - -Ti passa?... ti passa?... - -EVELINA - -(_ridendo nervosamente_) - -Sì.... sì.... - -FERRANTE - -Vedi? — Ah, il mio _cau-bòi_! A che siamo ridotti! - -EVELINA - -Sfido! dopo tant’anni che non monto più a cavallo! - -FERRANTE - -(_ad Aldo_) - -L’avessi vista sul suo «iumper» (pronunziare giùmpeur) Tutt’una con -esso! Che salti! - -EVELINA - -Basta, basta! Per carità, basta, Dio mio! Sono come ubriaca.... Basta, -di pazzie, ora! - -ALDO - -Ma che basta! - -EVELINA - -No, no, basta! basta! - -FERRANTE - -Lasciamola dire! Diceva così anche prima! E sai in che modo buffo, -venendomi avanti con certi occhi da bambina spaventata e scotendo il -dito.... Come dicevi? - -EVELINA - -(_ripetendo con grazia fuggevole l’antico modo, quasi bambinesco, ma -con l’aria di volerne subito profittare richiamandosi a un proposito -serio_) - -«Non ci faccio più!» — Ah, ma davvero, sai! Ora basta, ora basta: «non -ci faccio più» davvero! — E prima di tutto, via quest’abito! (_accenna -d’avviarsi_) - -ALDO - -(_subito, trattenendola_) - -No, no! Resta così, mammina! - -EVELINA - -(_cercando di svincolarsi_) - -Ma no — via — lasciami! - -ALDO - -(_c. s._) - -No, così.... come un maschietto in mezzo a noi.... - -EVELINA - -(_impostandosi severamente_) - -Aldo! Impertinente! (_Ma come Ferrante scoppia a ridere forte, -vedendole assumer quell’aria di severità, subito smettendola e fingendo -d’esser seccata_) Sì, bravo, ridi.... - -FERRANTE - -(_seguitando a ridere_) - -Ma sì, abbi pazienza, Iviù! T’ho visto far con la testa.... (_le rifà -il gesto con cui ha accompagnato il rimprovero al figlio, come se -questo gesto gli ricordasse le mossette di lei per i rimproveri che un -tempo soleva rivolgere a lui, ed esclama_) Tu non sai come sei tutta, -sempre, la stessa! - -EVELINA - -Sfido! - -FERRANTE - -(_subito, rifacendole anche il modo con cui ha detto «Sfido!»_) - -Ecco: «Sfido!» — E l’hai ripetuto già due volte! (_Ad Aldo_) — Non -sapeva far altro che dirmi «Sfido!» - -EVELINA - -(_involontariamente, tirata dal discorso, ripete_) - -Sfido! (_ma subito l’avverte e s’arresta: basta questo, per far -prorompere naturalmente quei due in una gran risata; e allora subito -ella, per ripigliarsi_) Sì, sì, perchè prima era lui a farmi commettere -tutte le pazzie, e poi aveva il coraggio di farmele notare, sissignori: -che erano pazzie! Io allora, mortificata, gli dicevo: — Non lo faremo -più! — E lui: — Che? Queste sono niente! Vedrai quelle che faremo -domani! — (_Abbassa gli occhi e aggiunge_) E le facevamo davvero. - -ALDO - -(_dopo averla contemplata un pezzo, beato_) - -Ma sai che per me sei tutta, tutta nuova, mammina? Io ti sto conoscendo -adesso! Non t’ho mai veduta così! - -EVELINA - -(_con comico dispetto, facendo gli occhiacci_) - -Me l’immagino bene, conciata poi in questo modo.... — No, via, lasciate -che vada a levarmi di così.... Peccato! Per una volta sola, una spesa -così forte.... (_Sale i cinque gradini d’invito davanti al portone -della villa_) - -ALDO - -(_con un sobbalzo_) - -Che! - -FERRANTE - -(_c. s._) - -Per una volta sola? - -EVELINA - -Ah sì! Se aspettate di riprendermici un’altra volta! - -FERRANTE - -E il bajo che resta di là? - -EVELINA - -Potete cominciare a rivenderlo.... (_Poi con tono d’ammonimento -a Ferrante, per richiamarlo alle spese pazze d’una volta, che -determinarono la sua rovina_) E ti prego.... e ti prego.... (_fa per -ritirarsi_) - -FERDINANDO - -(_dal giardino_) - -Ci sono di là, signora, parecchie donne venute a profferirsi per -governanti.... - -ALDO - -(_a precipizio, protestando_) - -Nononononò! Niente, mammina, governanti! - -FERRANTE - -Abbasso le governanti! - -ALDO - -Non vogliamo saperne! - -FERRANTE - -Muffa! Muffa da signora Lina! - -ALDO - -Pensieri da mamma Lina! Via! via! via! - -EVELINA - -Ohè, ragazzo! Ma sai che tu m’hai conosciuta sempre da mamma Lina? - -ALDO - -Eh, scusa, l’ho detto io stesso, or ora.... Ma a Firenze, non qua, -mammina! Qua non ci sta mica, di casa, mamma Lina, nè presumerai -d’esser quella, ora — vestita così.... - -EVELINA - -E perciò vado subito a spogliarmi, e me ne riparto stasera, cari miei! -(_Scappa via per il portone della villa_) - -FERRANTE - -(_a Ferdinando, seccato e risoluto_) - -Vai, vai a cacciar via tutte quelle donne, e senza farle uscire di qua: -non voglio neanche vederle! - -FERDINANDO - -Sapesse che roba! (_Fa per avviarsi a eseguire l’ordine_) - -FERRANTE - -Via! via! (_E come Ferdinando esce_) Senti, Aldo. Seriamente. Bisogna -ch’ella rimanga qui, con noi! - -ALDO - -(_angustiato di quell’aria risoluta del padre, con un sospiro_) - -Eh.... - -FERRANTE - -(_con forza_) - -No. Bisogna! bisogna! - -ALDO - -Figurati se lo vorrei anch’io! Ma capirai.... - -FERRANTE - -(_subito, fosco e duro_) - -Capisco solo una cosa io, adesso: che non posso più tollerare, -assolutamente, ch’ella ritorni là. Bisogna impedirglielo a ogni costo! - -ALDO - -Ammalandomi di colpo per davvero? - -FERRANTE - -(_con pronta e aspra severità_) - -Aldo, t’ho detto «seriamente»! - -ALDO - -Ma, papà, se dici seriamente.... - -FERRANTE - -Seriissimamente! - -ALDO - -E allora temo, purtroppo, che non verrai a capo di nulla. - -FERRANTE - -Perchè ti sembro fatto soltanto per scherzare, io? - -ALDO - -No, papà! — Perchè vedo che ti rivolgi a me. - -FERRANTE - -Come a dire, a uno che sa soltanto scherzare? - -ALDO - -Ma no, Dio mio! Ti parlo anch’io adesso seriamente. Vedo.... vedo con -tanta pena, che tu.... - -FERRANTE - -(_interrompendolo, smaniando_) - -Non dovevo, non dovevo farla venire! — Ma sei stato anche tu! «Per -farle prendere una boccata d’aria!» - -ALDO - -Eh già.... Per questo soltanto! Credendo che tu, ormai.... - -FERRANTE - -Ma non vedi, con l’aria che ha preso, con l’aria che ha respirato -subito, di nuovo accanto a me.... - -ALDO - -Già, sì, è un’altra! - -FERRANTE - -Ma che un’altra! L’ho ritrovata, s’è ritrovata lei stessa, subito, -tutta, qua — lei, lei — quella che era prima! Pare a te un’altra! Come -era parsa a me là, quando la rividi come una mummia.... Fosse venuta -quella, mi sarei anch’io divertito «a farle prendere un po’ d’aria!» -Ma che! S’è avuta per male, lì per lì, di trovarti qua sano; ha fatto -un po’ l’indignata per la crudeltà dello scherzo; se n’è voluta andare -prima all’albergo, ma poi, nel vederci andar via mogi mogi, s’è messa a -ridere.... - -ALDO - -E io, quando ha riso.... - -FERRANTE - -Tu, sì; ma io mi son sentito lacerare tutto, subito, dentro, a quel -riso! — Tu non lo sai, come ha riso! - -ALDO - -Ha riso.... e poi.... ce la siamo portata via. - -FERRANTE - -Ah, caro mio.... Ho riso anch’io, guardandoti, come ti ha guardato -lei. Ma poi i nostri occhi si sono incontrati; ed è stato uno sgomento -(un attimo!) — Sono sicuro, guarda, che tu come sei ora, cresciuto, -un giovanotto, non sei stato più niente per lei; come per me — niente; -perchè, per noi, piccolo, così soltanto, potevi essere in quell’attimo, -e non questo che sei. Ho visto nel suo sorriso, dopo che mi guardò, -quella stessa momentanea freddezza ch’era nel mio, impacciata, come se -tu, così grande, non fossi.... non fossi nostro (oh, per un momento, -bada!) e noi due, io e lei.... — non so dirtelo — divisi — presenti e -divisi — come divisi, sì, in due vite distanti e contemporanee, vere -tutt’e due, e vane tutt’e due nello stesso tempo! — Ora, in questi otto -giorni, tu l’hai vista: quella che è stata per tant’anni la tua mamma -là, è sparita. Qua è vera quella che conosco io. E questa è mia, è mia; -dev’esser mia; non può più ritornare là! - -ALDO - -(_quasi sgomento_) - -Ma papà, tu così.... - -FERRANTE - -(_forte, non ammettendo repliche_) - -Non posso più tollerarlo! - -ALDO - -Già; ma vuoi.... - -FERRANTE - -(_pronto, interrompendo c. s._) - -Che rimanga qui assolutamente! - -ALDO - -E l’altra? - -FERRANTE - -(_stordito dalla subita e placida domanda del figlio, che lo arresta_) - -Che altra? - -ALDO - -Quella di là! Come la conoscevo io; come la conoscono tutti gli altri, -là.... È vera anche quella, sai, papà! - -FERRANTE - -(_c. s._) - -Come, vera? No! Ormai no! Non può, non deve più esser quella! - -ALDO - -E come, papà, se ha pure quell’altra sua vita, là, che tu non puoi -cancellare? - -FERRANTE - -(_scrollando furiosamente le spalle_) - -Ma che vita! che vita! - -ALDO - -Bene o male. Quella che è. Come ha potuto fargliela quel.... - -FERRANTE - -(_subito, voltandosi di scatto, furibondo_) - -Non me lo nominare! - -ALDO - -Oh, papà: un uomo che s’è fumato tutto da sè, piano piano, come un -sigaro dolce. È rimasto intero, ma di cenere; che guaj se lo scrolli un -po’ o se ci soffi sopra, appena appena! - -FERRANTE - -Ah, se lo scrollo! Lo scrollo! lo scrollo! — Ci soffio! ci soffio! (_E -si mette a passeggiare sulle furie_) - -ALDO - -(_quasi tra sè_) - -Sarà un bel guajo.... - -FERRANTE - -(_vedendolo, si ferma un po’, per poi riprendere a passeggiare_) - -Sì; contentati di dire così, tu, e basta.... - -ALDO - -Ma che vuoi che ci faccia io?... Non ci ho mica colpa io, papà.... - -FERRANTE - -Lo so! Ma è tempo, sai, che lei su, la signora, cominci, cominci a -riconoscere che la colpa fu anche sua, sua, allora! - -ALDO - -Ma no, papà, io dico colpa, se lei se ne vuol ripartire. Ti rivolgi -a me. Io ho potuto farla venire, e avrò fatto male; ho fatto male -certamente. Non posso mica trattenerla.... - - Si ode a questo punto dall’interno del portone la voce di - Evelina. - -VOCE DI EVELINA - -Ferdinando, il thè. - -FERRANTE - -Eccola! Non posso farmi vedere da lei così agitato. - - S’avvia concitatamente verso il fondo e scompare tra gli - alberi. - - Rientra in iscena poco dopo EVELINA, in abito grigio, da - viaggio. - -EVELINA - -(_vedendo Aldo ancora in abito da cavalcare_) - -Come, e tu ancora così? - -ALDO - -(_confuso, guardandosi l’abito addosso_) - -Ah, sì.... Mi sono trattenuto a parlare con papà. - -EVELINA - -E dove.... dov’è andato? - -ALDO - -Mah.... non so, di là.... - -EVELINA - -E non viene a prendere il thè? - -ALDO - -Credo che.... che ne abbia poca voglia, oggi, papà. - - Pausa. Evelina lascia cadere, apposta, il discorso. Entra - FERDINANDO con la tejera e con le paste. - -EVELINA - -Oh, bravo Ferdinando. Posa qua, posa qua (_indica il tavolino -apparecchiato_). - -FERDINANDO - -Comanda altro? - -EVELINA - -Nient’altro, grazie. (_E come Ferdinando va via, si mette a versare -il thè e il latte, prima per Aldo, poi per sè. Dura ancora un po’ la -pausa. Poi, rivolgendosi ad Aldo, domanda_) Non sarà cambiato, è vero, -l’orario delle ferrovie? - -ALDO - -Te ne vuoi dunque, proprio, ripartire stasera? No, mammina! - -EVELINA - -Sì, sì, sì! - -ALDO - -No; almeno stasera, no! - -EVELINA - -Stasera, stasera.... - -ALDO - -Domani, senti.... - -EVELINA - -Stasera. Basta! - -ALDO - -Tutto domani, qui; e poi, doman l’altro mattina.... - -EVELINA - -Basta, basta ti dico! È ormai deciso.... Ma come sono buone queste -paste! Prendine una. - -ALDO - -(_rifiutando, ingrugnato_) - -Grazie. (_Poi_) Qui, per tua regola, è tutto buono. - -EVELINA - -Sì. Tranne te. - -ALDO - -No. Tranne te. Sono appena otto giorni, e.... - -EVELINA - -Avrei dovuto ripartirmene il giorno stesso dell’arrivo, appena scoperta -la vostra bella birbonata! - -ALDO - -(_con le mani congiunte e aria e voce di preghiera bambinesca e -birichina_) - -Mammina! - -EVELINA - -Smettila, Aldo! - -ALDO - -Mi sono tanto strapazzato, oggi, a cavallo. - -EVELINA - -Peggio per te! - -ALDO - -Mi fa tanto male il capo! - -EVELINA - -Smettila, ti dico! - -ALDO - -E va bene, vattene! Se poi, appena montata in treno, io mi metto a -letto per davvero con la febbre.... - -EVELINA - -Oh sai, impostore, ricordati la favola di quello che gridava al lupo! -Io non vengo più, bada, neanche se sei davvero ammalato. Ci hai fatto -questo bel guadagno! - -ALDO - -(_con la più tranquilla impudenza_) - -Eh sì.... Tu scherzi.... - -EVELINA - -(_voltandosi sbalordita_) - -Io scherzo? Io dico sul serio! - -ALDO - -E intanto questo accadrà sicuramente prestissimo, con la vitaccia -_americana_ che facciamo qua, io e papà. Io non ci sono abituato.... -Senza le cure di nessuno.... - -EVELINA - -Ma va’ là, commediante, che non sei stato mai così bene come adesso! - -ALDO - -Sì; ma anche tu, sai, mammina! Vedessi come stai bene, tu! - -EVELINA - -Via, basta ti dico, Aldo.... - -ALDO - -No, via, confessa, confessa, mammina, che tu ti sentiresti -maledettamente più felice, qua, con papà! - -EVELINA - -(_balzando in piedi_) - -Insomma, vuoi che me ne risalga su? - -ALDO - -Ma non devi neanche credere, sai, come quando sei arrivata, che io -abbia ancora quattro anni, oh! - -EVELINA - -(_lo guarda come se cascasse dalle nuvole_) - -Ma che dici? io? io ho creduto che?... (_Siede di nuovo e si mette a -ridere_). - -ALDO - -Tu, tu, sì, me l’ha detto papà! — Lo sgomento! Un attimo! - -EVELINA - -Io? Ma che dici? Sei impazzito? - -ALDO - -(_caricando burlescamente l’espressione_) - -Vi siete guardati e — niente! come se io, così cresciuto, un bel -giovanotto, non fossi più vostro. Più niente per te; come per lui — più -niente! - -EVELINA - -(_un po’ smorendo, stupita ma pur sorridente, riconoscendo la verità di -quel che realmente, al suo arrivo, guardando il marito, aveva anche lei -avvertito in confuso, nel turbamento_) - -Ma che pazzie.... - -ALDO - -(_subito, intuendo_) - -Mammina, come lo dici! Deve essere stato vero! - -EVELINA - -(_reagendo al suo sentimento_) - -Follie, follie di tuo padre! — Non è stato vero nient’affatto! - -ALDO - -(_sognante, dopo una breve pausa_) - -Potessi andare a nascondermi là, dietro quell’albero, e ricomparirvi -davanti un cosino.... così, col cerchio e la bacchetta.... - -EVELINA - -(_profondamente turbata, sconvolta; non potendone più_) - -Aldo, Aldo, per carità, basta! basta! Non posso più sentirti parlare! -(_E si mette a piangere, nascondendosi il volto_). - - Pausa. Rientra dal fondo FERRANTE. Fa segno ad Aldo d’andar - via in silenzio: Aldo va via. E allora egli, piano, s’accosta - a Evelina. A poco a poco, lentissimamente, a cominciar da - questa scena, la luce andrà scemando per modo che, alla fine - dell’atto, resti soltanto come un ultimo barlume di crepuscolo. - -EVELINA - -(_rialzando il capo, e credendo di parlare ancora a Aldo_) - -Tu dovresti piuttosto.... (_vedendo Ferrante, e arrestandosi_) — Ah — -dov’è andato? - -FERRANTE - -(_in apparenza calmo, sorridente_) - -T’ha visto piangere, e se n’è andato. - -EVELINA - -(_confusa, imbarazzata dalla presenza di lui, perchè non più sicura di -sè_) - -E tu?... Di dove sei venuto? - -FERRANTE - -Se volevi darmi un po’ di thè.... - -EVELINA - -Ah.... il thè.... ma sarà freddo.... (_E si volta a chiamar verso il -portone della villa_) Aldo! - -FERRANTE - -Lo prendo anche freddo.... — lascia! - -EVELINA - -(_nell’imbarazzo, volendo dare a intendere che ha chiamato il figlio -per un’altra ragione_) - -No.... È, perchè.... Sono un po’ nervosa.... Diceva tante -sciocchezze.... Ma tu dov’eri? - -FERRANTE - -(_freddo, senza dar la minima importanza alla cosa_) - -Di là. Ho sentito.... - -EVELINA - -(_che ha versato il thè nella tazza, porgendolo senza guardarlo_) - -È proprio freddo, sai.... - -FERRANTE - -Non importa.... (_All’atto di Evelina di prendere il bricco del latte_) -No, senza, senza latte.... (_E dal taschino in alto del panciotto -trae una fialetta oblunga e versa alcune gocce del liquido che vi è -contenuto premendo col pollice la piccola leva del turacciolo d’argento -automatico_) - -EVELINA - -(_che è stata a guardare_) - -E che è? - -FERRANTE - -Gin. - -EVELINA - -Lo porti con te? - -FERRANTE - -L’America! (_E accompagna l’esclamazione con un gesto vago della mano_) - -EVELINA - -No.... È brutto.... — ti.... ti.... (_Vorrebbe esprimere il suo -dispiacere, ma si trattiene_) - -FERRANTE - -Non mi fa niente.... Un sorso ogni tanto.... - -EVELINA - -Ma.... Dio mio, ad Aldo.... ad Aldo no, non lasciar prendere codesto -vizio! - -FERRANTE - -Stai tranquilla. Del resto, non è neanche vizio per me, perchè, se -voglio.... - -EVELINA - -(_con impeto di premura, subito di nuovo trattenuto_) - -Ecco sì.... non.... non lo fare.... - -FERRANTE - -Davanti ad Aldo? - -EVELINA - -No, per te stesso.... - -FERRANTE - -E allora, non perchè non voglia più io, ma perchè non vuoi tu? - -EVELINA - -(_sempre più imbarazzata_) - -Dico per te.... È proprio un brutto vizio.... E ad Aldo, anzi, volevo -raccomandare appunto.... - -FERRANTE - -Che invece di dir «quelle sciocchezze», pensasse a farmi un po’ da papà? - -EVELINA - -Ma sì, perchè tu spendi, tu spendi enormemente, all’impazzata di nuovo! - -FERRANTE - -(_sorridendo_) - -No, no. - -EVELINA - -Come no! T’ho visto buttar via il danaro.... come prima, Dio mio! - -FERRANTE - -No. Un po’ in questi giorni, perchè ci sei stata tu. — «Come prima», -dici? — Ma tu, prima, non te ne accorgevi! - -EVELINA - -È vero, sì! cieca! cieca! — Ma pensa che tu hai ora Aldo con te! - -FERRANTE - -Oh, se fosse per questo, no! Non pensai che avevo accanto te, allora! -Figurati, se potrebbe trattenermi Aldo adesso! — Ma non dubitare che -ora ci penso.... - -EVELINA - -Sul serio? - -FERRANTE - -Sì, ci penso.... — ci penserò, via, se non oggi, domani — ma sai -perchè? perchè sono di nuovo qua; e mi ci sento, qua, di nuovo.... -non so, come.... — come dovresti sentire anche tu! — come se non fossi -mai partito, ecco — e lo avessi, ah perdio, ancora e senza fine, quel -danaro — non questo d’ora! — quello, quello! — quello che, per non -averlo allora calcolato, mi distrusse, spezzò la nostra vita.... — Ah, -ma ora l’ho di nuovo e lo tengo, lo terrò perchè mi par di riaverla in -pugno con esso, la mia vita — quella, quella di prima! L’ho sentito in -questi otto giorni, con te qua.... — Stai sicura che non me lo lascerò -più sfuggire. - -EVELINA - -(_timida, dolente_) - -Già; ma io.... io.... - -FERRANTE - -(_scartando, fosco, estroso_) - -Te ne vai? E allora che vuoi che me ne importi più? - -EVELINA - -No! Come? E Aldo? - -FERRANTE - -(_con un riso cattivo, e finto sdegno e finta indifferenza_) - -Aldo?... Aldo, se mai.... — In America! - -EVELINA - -Ah, no! Mai! Mai! Questo non devi neanche pensarlo! - -FERRANTE - -Ma no, via, non temere! - -EVELINA - -Me lo dici per spaventarmi? - -FERRANTE - -No, cara. Sarebbe un ricatto. Io non ne faccio. Sai bene che volevo -lasciartelo là.... Ha voluto venir via lui. — Ripigliarti, trattenerti -qua per mezzo del figlio, non lo farò mai: — Sei stata qua otto giorni. -Sei venuta per lui. Hai visto come (_a bassa voce per la delicatezza -del sottinteso_) come ho mantenuto la promessa. - -EVELINA - -(_piano anche lei, senz’ombra di ribellione, come per obbedienza a una -necessità_) - -Me ne sarei ripartita subito! - -FERRANTE - -Sì, e per farti rimanere, dopo questa minaccia, mi sono trattenuto -con tutte le forze dell’anima e del corpo! Ma non è possibile, non è -possibile, Eva, che tu.... - -EVELINA - -(_interrompe, di nuovo timida, su le spine_) - -No, no.... basta.... Che dici, ora?... basta.... - -FERRANTE - -Dico che, dopo questi otto giorni di festa, di.... di quella nostra, -antica festa, non è possibile che tu, chiudendoti la notte, nella tua -stanza, sola.... (_Pigia su la parola «sola» e le battute seguenti -saranno intercalate da tutti e due nel discorso, rapidamente; come tra -parentesi_) - -EVELINA - -(_subito a occhi bassi_) - -Ma certo! - -FERRANTE - -(_pigiando_) - -E a chiave! - -EVELINA - -(_c. s._) - -A chiave, sì.... - -FERRANTE - -(_riattaccando_) - -Non abbia pensato, che ti era accanto.... - -EVELINA - -No, no.... - -FERRANTE - -Eh via, sii sincera! — Fui tuo marito! — E tu tremi tutta.... - -EVELINA - -(_subito_) - -No! - -FERRANTE - -Come no? - -EVELINA - -No.... scòstati.... smetti, Dio mio! non mi tormentare! - -FERRANTE - -Ma dunque vedi che è vero? - -EVELINA - -E che pretendi, se è vero? Ragione di più per ripartirmene, se mai — -per me e per te! - -FERRANTE - -Per me? No! Come? - -EVELINA - -Ma sì! Anche per te.... Perchè io.... (_e non sa più come proseguire_) - -FERRANTE - -(_incalzandola_) - -Perchè tu? Che vuoi dire? - -EVELINA - -(_con grazia da innamorata, ma un po’ ambigua, da potersi anche -interpretare come un espediente di estrema difesa_) - -Vorrei poter venire ancora qua.... - -FERRANTE - -E come? Così? - -EVELINA - -(_subito_) - -Ah, per Aldo! - -FERRANTE - -Per Aldo! — Grazie! — Non per me! - -EVELINA - -(_con la grazia di prima_) - -Anche per te; ma.... così.... - -FERRANTE - -Grazie tante! Ah, grazie tante, così! Che vuoi che mi importi di mio -figlio, se vieni per lui? Verrà lui da te! — Così non voglio più io -allora! - -EVELINA - -(_sempre con quel suo giuoco di grazia_) - -Dovresti capire, che non sarebbe possibile altrimenti. - -FERRANTE - -Ma perchè? Se è vero che tu mi vuoi ancora bene? - -EVELINA - -(_pronta, interrompendo_) - -Appunto perchè è vero! - -FERRANTE - -E vuoi che ti lasci ripartire, che ti lasci ritornare là, se mi dici -che è vero? No! no! (_fa per abbracciarla_) - -EVELINA - -No, lasciami.... lasciami.... Qua con te potrei esser di nuovo soltanto -una folle! - -FERRANTE - -Ma sì! ma sì! Com’io ti voglio! La mia piccola folle d’allora! - -EVELINA - -E ti pare possibile? - -FERRANTE - -Perchè no? - -EVELINA - -Perchè non sono più quella, da tanti anni.... - -FERRANTE - -E in questi otto giorni qua, come sei stata? - -EVELINA - -Ah così.... per otto giorni.... Può sempre, in qualche momento, a una -donna non brutta capitare.... (_e lascia il discorso in sospeso_) - -FERRANTE - -(_spingendola a dire_) - -Capitare, che cosa? - -EVELINA - -Che so!... Di vedersi guardata da qualcuno con una strana -insistenza.... e colta all’improvviso, turbarsene; sentendosi ancora -bella, compiacersene.... Si può, senza che paja di commettere una -colpa, in quell’istante di turbamento o di compiacenza, carezzar col -pensiero dentro di sè quel desiderio suscitato; immaginare.... così, -come in sogno, un’altra vita, un altro amore.... Ma poi.... basta! La -vista delle cose attorno, un minimo richiamo della realtà.... - -FERRANTE - -Ma non è anche questa, non è anche questa una realtà per te? - -EVELINA - -No.... sono come.... non so.... - -FERRANTE - -Perchè non vuoi toccarlo qua, in me, in te stessa, il tuo sentimento.... - -EVELINA - -Sono come lontana.... lontana.... - -FERRANTE - -No! Tu devi essere qua! - -EVELINA - -Non posso.... non posso.... - -FERRANTE - -Mia! Mia! Mia! - -EVELINA - -No, Ferrante: — via! Basta.... Ajutami, Dio mio! Intendendo che io -debbo pure — debbo — poter tornare là! - -FERRANTE - -E perchè, là, sì? — Tu hai pure qua tuo figlio! E io sono tuo marito! - -EVELINA - -Ah, ma non è la stessa cosa.... - -FERRANTE - -Come non è? - -EVELINA - -Non è! Prima di tutto perchè.... guarda! — se io restassi qua con te -— (e dovrei per forza restare, perchè certo non potrei più, allora, -ritornare là — tu lo intendi!) — ebbene, perderei per sempre ogni -diritto di rivedere mia figlia. E sarebbe per me impossibile! — Poi, -per me stessa.... - -FERRANTE - -Per lui, vuoi dire! - -EVELINA - -(_subito, con forza_) - -Ma non per lui! — Per te, anzi!... - -FERRANTE - -(_scrollando le spalle_) - -Ma via.... ma via.... - -EVELINA - -(_c. s._) - -Sì, sì, per te! per te e per me! Perchè non potrei più dire — lo -capisci — che vengo qua per Aldo, perchè verrei, invece, realmente, -per te! Mentre tu puoi esser sicuro che là vado solo perchè c’è mia -figlia.... - -FERRANTE - -Bello! Ah, un bellissimo ragionamento, codesto! Grazie! Là, dove -andresti soltanto per poter rivedere tua figlia, là, sì! E qua, invece, -dove verresti.... - -EVELINA - -(_subito, ostinata_) - -Per te.... - -FERRANTE - -(_compiendo la frase_) - -No! - -EVELINA - -(_c. s._) - -No! — precisamente: — no!... E non deve sembrarti soltanto un -ragionamento, perchè credi che è anche il mio sentimento, ed è sincero! -Pensa che c’è pure mia figlia là! - -FERRANTE - -Va bene; e Aldo, qua? - -EVELINA - -Aldo.... — Tu non puoi intenderlo, non puoi intenderlo, perchè soltanto -una donna — questo — lo può intendere! — Io sento che ci sei tu, in -lui, nel mio amore per lui; mentre mia figlia, là, la sento sola! Ecco. - -FERRANTE - -E perchè è così, vuoi ora ritornare da lui? - -EVELINA - -Ma non che voglia! debbo! — È una necessità, che non è dipesa solo -da me. L’hai riconosciuta tu stesso, santo Dio, ritornando; e anche -accettata. - -FERRANTE - -Finchè non sapevo.... - -EVELINA - -(_subito troncando_) - -Che cosa? Non mi forzare a dire.... Non posso mica dirti che cosa io -sento là.... Io debbo più, più che la gratitudine a chi m’ha difesa, -protetta, salvata dalla disperazione in cui ero caduta per te, senza -mai approfittare del mio stato, con una devozione.... - -FERRANTE - -Basta! basta! basta! - -EVELINA - -No! È bene che tu lo sappia! - -FERRANTE - -Ma me le ha dette lui, non dubitare, tutte le sue benemerenze! — Non -capisco però, come avendo tanta.... tanta vita, quanta in questi giorni -hai saputo ritrovarne in te — ti sii potuta acconciare a vivere là.... -con quello.... - -EVELINA - -Ma no, che c’entra! — Qua, con te.... con questa vita senza nè capo -nè coda.... sfido! — Là.... una vita tranquilla.... Non ho mai neppur -pensato di doverne esser contenta.... Ho tanto da fare, da badare.... -Qua dài tu, tutto. Là do io; e ho la soddisfazione di farla io, agli -altri, la vita.... - -FERRANTE - -Negandola a me! Perchè a chi la darò più, io, la vita, se tu te ne vai? - -EVELINA - -(_con slancio, posandogli le mani sulle spalle_) - -Ma a me, a me, come l’hai data sempre, anche quando non c’eri! — Sì.... -Tutta la vita — tutta la vita, che mi veniva da Aldo, perchè era tuo -— la tua vita! — Seguita a darla a lui, qua, e sarà come se la dessi -anche a me! (_Troncando, perchè vede Aldo sulla soglia del portone -della villa_) - - Dalla soglia della villa ALDO, sporgendo il capo, domanda: - -ALDO - -Pace? - -EVELINA - -Pace, pace.... sì. - -ALDO - -(_balzando sulla scena e correndo a Evelina_) - -Ah! Dunque resti? Viva la mammina! - -EVELINA - -No.... Parto.... - -ALDO - -Ma che partire più! Come parti, se hai fatto pace? - -EVELINA - -Ma parto anzi per questo; perchè ci siamo intesi! - -ALDO - -No, no, senti, almeno fino a domani! - -EVELINA - -Ma se ho tutto pronto su per la partenza! - -ALDO - -E tu lascialo pronto! — Via, sì — concesso! concesso! - -FERRANTE - -Non ci siamo affatto intesi. — Parte. E se vuoi partire anche tu con -lei.... Sono stato un pazzo, un pazzo a ritornare. Ero riuscito così -bene a strapparmelo dal petto il cuore e a calpestarlo, così, sotto -il piede.... Nossignori! Sono ritornato.... (_Con esasperazione, quasi -gridando_) Non posso vedervi insieme! Ecco — eravate voi due.... C’ero -anch’io con voi, quando tu eri così piccino.... Ora voi potete stare -insieme — e io no, ne sono fuori! Perchè lei deve poter ritornare là! -Ebbene, ritorni là! ritorni là! (_Silenzio — lunga pausa. — Ma a questo -scatto di disperata passione, Evelina, sentendosi tutta sconvolgere, -reclina il capo e si mette a piangere. — Aldo le si accosta, le pone -una mano sulla spalla, si china verso lei e non osa dir nulla. Ferrante -— che s’è allontanato un po’ in fondo al giardino passeggiando — riesce -a riprendersi, a dominarsi, s’accosta anche lui ad Evelina e le dice:_) -No, Eva.... su, non voglio che tu pianga qua.... Basta.... Io, capisco, -capisco.... Ma alla vita che puoi avere qua, che hai ancora in te — e -l’hai dimostrato, l’hai dimostrato in questi giorni, — bada che io non -voglio rinunziare. - -EVELINA - -Ah no! Non più! non più, adesso! - -FERRANTE - -Come non più? io voglio! - -EVELINA - -Ma io lo dico per te. - -FERRANTE - -Non pensare a me. Ci stordiremo! - -EVELINA - -No.... no. - -FERRANTE - -Sono gli unici istanti di vita che posso ancora darti.... Figurati se -ci rinunzio! Su via, su Aldo, a noi! (_Prendono l’uno e l’altro Evelina -per le braccia_). - -EVELINA - -No, lasciatemi.... - -FERRANTE - -Qua, Eva non deve pensare. E quando tu sarai stanca là, d’essere -mamma Lina: voglio, voglio, intendi, che ritorni ad essere qua la mia -piccola, la mia piccola Eva folle. — Non per me, per te sola.... — -Basta.... su.... su.... - -EVELINA - -Ma no.... dove? - -FERRANTE - -Ma al solito.... - -ALDO - -Già! La volata, mammina! (_Indica l’altalena_) Non abbiamo fatto oggi -la volata. Ma resta inteso che tu non parti più per stasera — almeno -questo sì! concesso.... concesso!... Tutto domani e poi basta! - -EVELINA - -E poi basta! Badate! - -ALDO - -Sì, sì, grazie, grazie, mammina: tutto domani, e poi basta! — -Concertiamo subito subito una bella pazzia per stasera? — Su, mammina, -vieni, vieni! (_La tira col padre per la mano verso l’altalena in -fondo_) - -EVELINA - -Ma no! ma no.... - -ALDO - -Qua, sull’altalena.... - -EVELINA - -Ma no.... - -ALDO - -Sì, sì.... (_La fa montare_) Perchè ti venga una bella idea volante, -mammina! (_La spinge_) Su.... opla.... là.... - - Suona il campanello al cancello. Ferrante, rimasto fosco e - taciturno sul davanti della scena, si volta al suono, e poichè - è lì presso, e vede davanti al cancello un signore, si reca ad - aprire. Si fa avanti l’avvocato GIORGIO ARMELLI. - -FERRANTE - -Desidera? - -ARMELLI - -Sono l’avvocato Giorgio Armelli.... Vengo da Firenze. - -EVELINA - -(_voltandosi dall’altalena e scorgendolo_) - -Ah, Dio.... Ferma, ferma, Aldo.... — C’è l’avvocato! - -ARMELLI - -(_vedendola andare sull’altalena_) - -Uh.... Dio mio.... Signora Lina! - -ALDO - -Oh guarda, l’avvocato! - -EVELINA - -Ma, Aldo, ti dico ferma! - -ALDO - -Ecco, mamma.... Tieni conto che m’alzo adesso dal letto.... -(_Fingendosi convalescente, debolissimo, riesce a fermar l’altalena_) -Ecco, scendi.... - -EVELINA - -(_riassumendo, come può, tutta la sua aria di dignitosa signora_) - -Mi scusi tanto, avvocato! - -ARMELLI - -Ma no.... di che? - -EVELINA - -(_indicando Aldo_) - -Lei sa com’è matto.... Ha voluto farmi provare.... (_indica l’altalena_) - -ALDO - -E metta che sono ancora debolissimo! Posso ben dire d’averla scampata -bella, caro avvocato! - -ARMELLI - -Mi.... mi congratulo.... - -EVELINA - -Segga, segga, avvocato. - -ARMELLI - -No, grazie. Ho di là la carrozza (_indica fuori del cancello_). Me ne -riparto tra un’ora per Firenze. (_Poi imbarazzato, perchè non è stato -ancora presentato a Ferrante_) Ma io.... veramente.... - -EVELINA - -Ah, già, scusi.... (_Presentando_) L’avvocato Giorgio Armelli — mio.... -mio marito, Ferrante Morli. - -FERRANTE - -(_con un riso poco invitante_) - -Il socio? - -ARMELLI - -Sissignore.... Da tanti anni.... — Fortunatissimo! - -EVELINA - -E sarà venuto per affari professionali, m’immagino, avvocato.... - -ARMELLI - -No, ecco.... No, e sì — veramente.... Avevo un affaruccio da sbrigare e -l’ho sbrigato. Venivo per prendere notizie e anche per darne, perchè — -lei può immaginarsi — siamo stati tutti, là, in gran pensiero. - -FERRANTE - -E si figuri noi qua, caro signore! - -ARMELLI - -Ah, lo credo, lo credo.... Ma vedo che, grazie a Dio, Aldino, adesso.... - -ALDO - -Ah no, sa! Non sto mica ancora bene, io.... - -ARMELLI - -Eh, ma, via — puoi contentarti.... Mentre.... ecco, a Firenze.... a -Firenze, corrono anche là per i ragazzi certe malattie.... - -ALDO - -(_scoppia in una gran risata_) - -EVELINA - -(_in tono di rimprovero_) - -Ma, Aldo! - -ALDO - -(_ridendo sempre_) - -E non capisci, mamma, che cosa viene a dirti? Che s’è ammalata la -Titti, adesso, a Firenze! (_E seguita a ridere, a ridere, comunicando -il riso a Ferrante e poi anche ad Evelina, per quanto ella forse non -voglia_) - -EVELINA - -(_mentre la risata involontaria le muore sulle labbra_) - -Anche la Titti là adesso? - -ARMELLI - -(_rimasto imbarazzato, mortificato, tentando di sostenersi_) - -No, ecco.... veramente.... - -EVELINA - -(_per scusare il figlio_) - -Lei vede bene, avvocato, che questo briccone qua.... (_indica Aldo, -sottintendendo «Non è stato mai malato»_) - -ARMELLI - -Già, ma io, ecco.... posso assicurare.... - -ALDO - -(_subito sopraffacendolo con voce goffa_) - -Ma sì! Ma sì! Malattiacce, malattiacce, caro avvocato, che sogliono -venire ai figli lontani! - -ARMELLI - -Già, sì.... - -ALDO - -E sa come si chiamano? «Mammanconìe». - -EVELINA - -Vede che bel tipo, avvocato? - -ALDO - -No, scusa! Un bel tipo anche lui, allora, se serve dello stesso mezzo! - -FERRANTE - -Eh, mi pare! - -ARMELLI - -Ma no, scusi.... È che propriamente.... - -EVELINA - -(_subito_) - -Dio mio, avvocato, lei non mi vuol dire che la Titti è ammalata davvero? - -ARMELLI - -No, no.... È che chiede, chiede molto di lei, ecco! Si sa, la mamma.... - -ALDO - -Ecco, dunque, vede? «Mammanconìa» Dica così. - -EVELINA - -Sì, Aldo, ma per concludere allora, ch’io me ne debbo ripartire subito -— ora stesso! - -ALDO - -No! - -EVELINA - -Sì! - -ALDO - -Se la Titti non ha niente.... - -EVELINA - -(_rivolgendosi recisamente all’Armelli_) - -Ha detto che ha fuori la vettura, avvocato? - -ALDO - -Avevi promesso.... - -EVELINA - -Basta, Aldo. (_Ad Armelli_) Vengo subito con lei. Avevo già deciso di -partire questa sera. Ho tutto pronto su. M’aspetti un momento (_via di -fretta per il portone della villa_). - -ARMELLI - -Ecco.... veramente la ragazza.... - -ALDO - -Ammalata? - -ARMELLI - -Ha avuto una febbretta due giorni fa. - -ALDO - -Ma passata adesso? - -ARMELLI - -Sì, passata.... Ma mia moglie la tiene a letto per precauzione. - -FERRANTE - -Per carità, non la turbino senza ragione.... Non le dica nulla durante -il viaggio, la prego, di questa febbretta già passata.... - -ARMELLI - -No no, stia sicuro.... nulla! - -ALDO - -Scommetto, avvocato, che non è neanche vero che la Titti la chiede così -molto, come ha detto lei. - -ARMELLI - -Ah, no! per questo ti posso assicurare.... - -ALDO - -Ma non fino al punto che la mamma non possa star qui neanche per un -altro giorno.... Guardi, avvocato, andremo tutti e quattro a cena -questa sera. Venga, venga con noi! - -ARMELLI - -Ma che! No, non è possibile! - - Sopravviene EVELINA pronta per partire seguita da FERDINANDO - che attraversando la scena recherà la borsa da viaggio alla - carrozza che si suppone fuori del cancello. - -EVELINA - -Che cos’è? - -ALDO - -Senti, mamma, l’avvocato dice che non c’è da avere tanta fretta, e che -vorrebbe venire, dice, a cena con noi, fuori, questa sera.... - -ARMELLI - -Ma no! io?... - -ALDO - -Come no! Lei.... - -ARMELLI - -Ma se ho preso finanche il biglietto per partire, figliuolo mio! -Impossibile! - -EVELINA - -Non gli dia retta. Non dia retta a questo matto, avvocato. Andiamo, -andiamo.... (_A un pensiero che le sovviene improvviso_) Ah senti, -Aldo.... Un momento, scusi, avvocato. (_E tirandosi Aldo in disparte_) -Ho visto nella valigia una gran confusione.... certe.... sì, pazzie.... -che tuo padre ha voluto comperare per forza.... Non posso portarmele -là.... A levarle non facevo a tempo. Lascio tutto. Le leverai tu, e mi -spedirai la valigia domani. Mi porto solo la borsa da viaggio. - -ALDO - -Sì, sì. Brava! Così resta qua la roba ad aspettarti, mammina! - -EVELINA - -Ah, no, caro! Adesso t’aspetto io a Firenze. - -ALDO - -Che! Non finisce il mese che sono di nuovo ammalato. - -EVELINA - -Eh, no — basta.... Con questo gancio non mi tiri più, sai! - -ALDO - -Eh, ma ne abbiamo tanti altri! Guarda! (_rivolgendosi a Ferrante_) -Papà, tu quando hai detto che partirai? - -FERRANTE - -Io? - -ALDO - -Ma sì, per quel viaggio che mi hai detto che devi fare in Spagna.... -per le piriti.... non so.... - -FERRANTE - -Ah sì! Ai primi del mese venturo forse.... - -ALDO - -Capisci, mamma? Resterò solo per una ventina di giorni. E tu verrai a -tenermi compagnia almeno per una settimana! Ecco fatto! - -EVELINA - -Sì, sì.... va bene, va bene. Dammi un bacio per ora e lasciami andare, -chè l’avvocato ha fretta (_lo abbraccia e bacia_). - -ALDO - -L’avrei fatto divertire tanto io stasera, avvocato! - -ARMELLI - -Eh, caro.... Tu sei giovane. Addio, addio. - -EVELINA - -(_accostandosi a Ferrante_) - -Addio, anche a te.... - -FERRANTE - -(_piano_) - -No, a rivederci! - -EVELINA - -Andiamo, avvocato! Addio, Aldo. - -ALDO - -T’accompagno fino alla carrozza. - -ARMELLI - -(_saluta Ferrante che inclina appena il capo_) - -Tanti ossequi. (_Via con Aldo ed Evelina_) - - Ferrante resta solo nel giardino. Si ode fuori del cancello - una cara allegra risata di Evelina, certo per qualche cosa che - le avrà detto Aldo. Nel giardino è già quasi sera. Rientra dal - cancello prima Ferdinando, che attraversa la scena per riuscire - dal portone della villa, poi Aldo. - -ALDO - -Partita.... - - I due uomini, soli, non sanno più nè che cosa dirsi, nè che - cosa fare. Nella tristezza del barlume crepuscolare, come una - bolla che assommi silenziosamente, s’accende il globo di luce - elettrica in cima al portone. - - - TELA - - - - -ATTO TERZO - - -SCENA - - Stanza di passaggio in casa dell’avvocato Carpani. La comune - in fondo. L’uscio laterale a destra dà nella camera del - Carpani; quello a sinistra, nella camera di Titti. Quanto - all’arredamento, è necessario soltanto un ampio letto a - sedere. Gli altri mobili, armadio, cassettone, ecc., diano - l’impressione di un interno intimo, agiato. - - Prime ore del mattino. (Dal secondo al terzo Atto passa - soltanto una notte). - - Al levarsi della tela sono in iscena LELLO, la SIGNORA ARMELLI - e la SIGNORA TUZZI. Lello passeggia fosco per la stanza. La - signora Armelli sulla soglia dell’uscio a sinistra parla, - rivolta verso l’interno, a Titti ancora a letto. La signora - Tuzzi seduta, quasi sdrajata; sul letto a sedere tiene la testa - reclinata sulla spalliera, come una che, avendo vegliato tutta - la notte, abbia ora inavvertitamente ceduto al sonno. - - -SIGNORA ARMELLI - -(_parlando verso l’interno_) - -Ma no, ma no, figliuola mia! se mai, più tardi. - -LELLO - -Ps! Piano, piano, signora Lucia.... - -SIGNORA ARMELLI - -(_voltandosi_) - -Perchè? (_E come Lello le accenna che la signora Tuzzi s’è -addormentata_) Ah, poverina, dorme? (_Ma poi, come a una minaccia -di Titti d’alzarsi dal letto, grida facendo qualche passo verso -l’interno_) Insomma, no, Titti! Io non te lo permetto! (_E rientra in -iscena, richiudendo l’uscio_) - -LELLO - -Ma che cosa vuole, si può sapere? - -SIGNORA TUZZI - -(_svegliandosi al rumore, infastidita_) - -Dio mio, che cos’è? - -SIGNORA ARMELLI - -(_rispondendo a Lello_) - -Che? Vorrebbe alzarsi a quest’ora! - -LELLO - -Ma non c’è Miss Write di là? - -SIGNORA ARMELLI - -Ma sì! Dice che s’è sognata che arrivava (_sta per dire la mamma; si -trattiene, dice:_) lei; e vorrebbe alzarsi.... (_Alla signora Tuzzi_) -Mi dispiace cara, d’averti svegliata.... - -SIGNORA TUZZI - -Ma no.... non dormivo.... M’ero un po’ appoggiata.... così.... (_Si -stropiccia con le mani le braccia, come per freddo_). - -LELLO - -Povera signora, si sarà infreddolita.... - -SIGNORA TUZZI - -Sì.... un po’. Fa ancora freddo di notte. - -LELLO - -Passare una nottata così! - -SIGNORA TUZZI - -Ma non lo dica nemmeno, caro avvocato! Ho tenuto compagnia a lei, a -Lucia.... - -LELLO - -E io le sono proprio grato. Ma ora, guardi, mando giù la Lisa a -prendere una vettura, e lei se n’andrà a riposare. - -SIGNORA TUZZI - -No, no, no.... - -LELLO - -Ma sì — comodamente a casa! - -SIGNORA TUZZI - -No, guardi: prenderò un caffè, e sarò perfettamente a posto. — Lei, -piuttosto, avvocato.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ma gliel’ho già detto tre volte! - -SIGNORA TUZZI - -Vada, vada a riposarsi un momento! - -LELLO - -Ma che! Non posso.... non posso.... - -SIGNORA ARMELLI - -Come non può! — Col da fare che ha avuto jeri, per giunta: — solo -— capisci? nell’assenza di mio marito. — Tutto il peso dello Studio -addosso.... - -SIGNORA TUZZI - -(_scotendo amaramente il capo_) - -E un simile colpo a tradimento! — Via, via, faccia questo piacere a -noi, avvocato! - -LELLO - -Vi assicuro, signore mie, che non potrei. - -SIGNORA ARMELLI - -Si stenda almeno sul letto per un pajo d’ore! - -SIGNORA TUZZI - -Ecco, anche senza dormire.... - -LELLO - -Sarebbe peggio, credano! Non posso neanche star seduto. — Ho bisogno di -muovermi.... Una smania! - -SIGNORA TUZZI - -Eh, ha ragione.... - -LELLO - -Vadano, vadano loro, piuttosto. - -SIGNORA ARMELLI - -(_alla signora Tuzzi_) - -Tu; se vuoi.... - -SIGNORA TUZZI - -Ma no; quando andrai via tu.... - -SIGNORA ARMELLI - -Io ho lasciato detto a casa jersera di mandar questa mattina il -cameriere alla stazione per avvertire Giorgio, appena arriva, che venga -a prendermi qua.... - -SIGNORA TUZZI - -Ecco, brava! Così sapremo. Porterà certo qualche notizia.... se l’ha -veduta.... - -SIGNORA ARMELLI - -(_sospirando_) - -Speriamo! - -SIGNORA TUZZI - -(_a Lello_) - -E forse — chi sa! — le darà, avvocato, una spiegazione plausibile.... - -LELLO - -(_fosco, agitato_) - -Oh, una spiegazione ci sarà.... ci sarà.... (_E all’improvviso, colto da -un capogiro, si porta una mano su gli occhi_) Dio mio.... - -SIGNORA ARMELLI - -(_subito, premurosa_) - -Che cos’è? - -SIGNORA TUZZI - -(_c. s._) - -Si sente male? - -LELLO - -Niente.... niente.... un piccolo capogiro.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ma vede? ma vede? — Su! su! su! Non le permettiamo più di stare in -piedi.... - -SIGNORA TUZZI - -Sia buono, via! - -SIGNORA ARMELLI - -Obbedisca, obbedisca — a letto! - -LELLO - -(_lasciandosi portare dalle due signore fino all’uscio a destra_) - -Sì, grazie.... sì; un po’ di stanchezza.... La notte perduta.... (_via_) - -SIGNORA ARMELLI - -Mi fa una pena! mi fa una pena! - -SIGNORA TUZZI - -(_scotendo il capo con sdegno, con l’aria di dire: «Che cosa è il -mondo!»_) - -Mah! dopo essere stato così esemplare.... - -SIGNORA ARMELLI - -Esemplare? Eroico! - -SIGNORA TUZZI - -Col suo valore, con la sua posizione, avrebbe potuto costituirsi -attorno.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ma sì, una famiglia, tersa come uno specchio! — Invece, è andato a -confondersi con una donna compromessa in.... in chi sa che pasticci! - -SIGNORA TUZZI - -Già. Dicono tra l’altro, che il marito.... - -SIGNORA ARMELLI - -Sì, se ne dovette scappare! E l’abbandonò col figlio. Capitò qua, in -cerca d’un avvocato; scelse lui; egli la vide; se ne innamorò.... — -Lottare, come ha lottato, pover uomo, per farla entrare in relazione -con la gente per bene — ed essere alla fine compensato così!... - -SIGNORA TUZZI - -Io non so! C’era parsa a tutte così.... seria, tranquilla.... - -SIGNORA ARMELLI - -Oh, senti: lei sostiene che il figlio se n’è voluto andar lui col -padre, con la scusa che qua ormai non poteva più stare.... — Figurati -che scusa! Noi tutte, amiche, la migliore società, avevamo reso -normalissima la situazione e nessuno più, nessuno, trattando con Aldo, -stava a pensare che la madre e l’avvocato non fossero marito è moglie; -egli lo chiamava papà.... — Per me non c’è dubbio: dev’essere stata -lei! è stata lei! - -SIGNORA TUZZI - -A indurre il figlio ad andarsene col padre? - -SIGNORA ARMELLI - -Nessuno me lo leva dalla testa! - -SIGNORA TUZZI - -Per avere il pretesto di.... di fare la spola tra Roma e Firenze? - -SIGNORA ARMELLI - -Precisamente! — Io non credo, non credo che Aldo.... (_si corregge_) il -figlio, altrimenti, se ne sarebbe andato! - -SIGNORA TUZZI - -Ma allora può darsi che anche.... - -SIGNORA ARMELLI - -La malattia del figlio, dici? - -SIGNORA TUZZI - -Sia una commedia concertata. - -SIGNORA ARMELLI - -Ma sì! Tutti d’accordo, là! — È chiaro, ormai! Scusa, più chiaro di -così? - -SIGNORA TUZZI - -(_nauseata_) - -Ah! mettere avanti il figlio.... — la malattia del figlio, per.... — -ah! È ributtante! - -SIGNORA ARMELLI - -Ributtante! ributtante! (_Poi, risoluta_) Io non so che decisione -prenderà qua lui (_allude a Lello_). - -SIGNORA TUZZI - -Oh, ma credo che, se è così.... - -SIGNORA ARMELLI - -No, sai — è tanto.... troppo debole.... troppo debole.... — per -bontà.... - -SIGNORA TUZZI - -Supponi che.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ah, ma io, no! — io, basta! — Io, per me, qua, se lui se la tiene, non -rimetterò più piede! - -SIGNORA TUZZI - -Ma figurati — neanch’io! - -SIGNORA ARMELLI - -Ma tutte, credo! - -SIGNORA TUZZI - -Che sciocca, infine! Aver fatto accettare una simile situazione, e -perderla, rovinarsi, così, in un momento! - -SIGNORA ARMELLI - -Mi dispiace sinceramente per questo poverino (_allude a Lello_) che -poi, capisci? è anche socio di mio marito. Ma non transigo! Avrà un bel -persuadermi Giorgio: — non transigo, non transigo!... - - Si schiude cautamente l’uscio a sinistra, ed entra Miss WRITE - col suo cappello a cuffia annodato sotto il mento, pronta per - andar via. - -SIGNORA ARMELLI - -(_alludendo a Titti_) - -S’è addormentata? - -MISS WRITE - -Sì, signora. - -SIGNORA TUZZI - -Ah, finalmente! - -MISS WRITE - -Io, signora, adesso — ho pensato, ho pensato — desidero andare via. - -SIGNORA ARMELLI - -Ma no, per carità; adesso, no.... - -SIGNORA TUZZI - -Aspetti almeno, prima, che ritorni lei.... la signora! - -MISS WRITE - -Ah no, ah no — desidero andare via prima, prima. Adesso. - -SIGNORA ARMELLI - -Dio mio, ma parli almeno con l’avvocato! Adesso è impossibile.... È -andato a riposare un po’... Abbia pazienza ancora per qualche ora. - -MISS WRITE - -Per qualche ora, sì — bene. - -SIGNORA TUZZI - -E intanto, se non le dispiace, ci faccia portare.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ah già.... sì, da Lisa, la prego.... un po’ di caffè.... - -MISS WRITE - -Caffè. Bene. Farò portare. - - Miss Write, via per la comune. - -SIGNORA ARMELLI - -(_subito, in tono di grazioso rimprovero_) - -Hai avuto troppa fretta, troppa fretta! - -SIGNORA TUZZI - -Io? Ma no.... È stata lei! M’assicurò che qua non sarebbe più rimasta, -assolutamente! - -SIGNORA ARMELLI - -(_con ammirazione, alludendo alla moralità della governante inglese_) - -Ma come sono! - -SIGNORA TUZZI - -Proprio assolutamente, ti dico! E allora, vista questa risoluzione -irremovibile di licenziarsi, sapendo che la Nori cercava una -governante.... - - Entra dalla comune LISA con un vassojo e l’occorrente per il - caffè. - -SIGNORA ARMELLI - -Oh, ecco — brava, Lisa! - -LISA - -Aspettavo che venissero a prenderlo di là.... Avevo apparecchiato anzi -per la colazione.... - -SIGNORA ARMELLI - -No no, basta una tazza di caffè.... Grazie. - - Si sente sonare il campanello, lontano. - -SIGNORA TUZZI - -Suonano, mi pare.... - -SIGNORA ARMELLI - -(_guardando l’orologio da polso_) - -Ah, ma forse.... — son già le sette e mezzo — può darsi che sia lui, -Giorgio.... - - La Lisa va ad aprire. La signora Armelli verserà intanto il - caffè per la signora Tuzzi e per sè. - -SIGNORA TUZZI - -Sentiremo, sentiremo.... - - Si ode dall’interno la voce di EVELINA, ansiosa. - -VOCE DI EVELINA - -Titti! Titti mia! Dov’è la Titti? - - Subito la signora Armelli e la signora Tuzzi si turbano, posano - le tazze e si irrigidiscono. - -SIGNORA TUZZI - -Ah, eccola! - -SIGNORA ARMELLI - -È arrivata con mio marito! Io allora vado subito via! - - Entra EVELINA, seguita dall’avvocato GIORGIO ARMELLI. - -EVELINA - -Ah, tu qua, Lucia? Anche lei, signora? (_Si spaventa_) Ma dunque? Dio -mio! (_E si precipita verso la camera di Titti_) - -SIGNORA ARMELLI - -(_cercando d’impedirle l’entrata_) - -No — guarda, è tranquillissima. - -EVELINA - -Lasciami, voglio vederla! - -SIGNORA ARMELLI - -Già, ma dorme.... - -EVELINA - -Farò piano.... Non la sveglierò.... - - Evelina entra nella camera di Titti. Subito le due signore - corrono a prendere sul cassettone i loro cappelli e se li - calcano in capo, chinandosi per guardarsi allo specchio - dell’alzata, con movimenti sincroni e uguali. - -SIGNORA ARMELLI - -Andiamo via! - -SIGNORA TUZZI - -Andiamo via! - -GIORGIO - -Non così subito, per carità! - -SIGNORA ARMELLI - -Subito! - -SIGNORA TUZZI - -Subito! - -SIGNORA ARMELLI - -Ci dirai, via facendo.... - -SIGNORA TUZZI - -Ci dirà.... ci dirà.... - -GIORGIO - -Uh.... cose!... cose!... - -SIGNORA ARMELLI - -Ah sì? - -SIGNORA TUZZI - -Ah sì? - -SIGNORA ARMELLI - -E hai il coraggio di dire «non così subito»? - -SIGNORA TUZZI - -Cose indecenti? - -GIORGIO - -Follie.... Cavalli.... altalena.... - -SIGNORA ARMELLI - -Circo equestre! — Andiamo via!... - -SIGNORA TUZZI - -Andiamo via! - - Le due signore stanno per andar via con Giorgio, quando s’apre - l’uscio da destra ed entra LELLO CARPANI, il quale, vedendoli - andar via, chiama, meravigliato, dolente: - -LELLO - -Giorgio! - -GIORGIO - -(_voltandosi_) - -Oh, Lello.... Buon giorno, caro.... - -LELLO - -Ma come! Ve ne andate?... - -SIGNORA ARMELLI - -Sì, sì, avvocato! - -SIGNORA TUZZI - -È arrivata! - -LELLO - -Arrivata? - -GIORGIO - -Sì, con me.... È corsa di là! - -LELLO - -(_alle signore_) - -E loro.... se ne vanno? - -SIGNORA ARMELLI - -Ah sì, mi dispiace, avvocato.... ma.... - -SIGNORA TUZZI - -Ormai.... - -LELLO - -(_a Giorgio_) - -E anche tu? - -GIORGIO - -Ma io ritorno subito! È.... per.... sì, per lasciarti in libertà -adesso.... - -SIGNORA ARMELLI - -Ma certamente! certamente! - - Rientra dall’uscio a sinistra EVELINA. Si sarà liberata del - cappello e del velo da viaggio. Lieta d’aver trovato la figlia - già guarita, non s’accorge in prima del contegno freddo, - ostile, impacciato di tutti e quattro. - -EVELINA - -Ah, niente! M’ero spaventata, vedendovi qua.... (_Guarda le amiche; le -vede col cappello in capo_) Ma come?... State per andar via? - -SIGNORA ARMELLI - -Sì. E tengo a dichiarare, che siamo state qua questa notte, non per -la bambina già guarita, che non aveva più bisogno di noi — ma per lui! -(_Indica Lello_) - -EVELINA - -(_stordita, volgendosi a Lello_) - -Per te? (_Non capisce e balbetta_) Come.... perchè? - -LELLO - -(_indispettito nel vederla così, come ignara di tutto_) - -Ma dopo il suo telegramma, Lina! (_Indica Giorgio_) - -EVELINA - -(_più che mai stordita, volgendosi a Giorgio_) - -Telegramma? Che telegramma? - -LELLO - -(_c. s._) - -Che m’annunziava che Aldo non è stato mai malato! - -EVELINA - -(_che non sa di questo telegramma, rivolgendosi di nuovo a Giorgio_) - -Ah, come! Lei? (_Sottintende: «Ha spedito a tradimento questo -telegramma?»_) - -GIORGIO - -(_subito, imbarazzato_) - -Per tranquillare, veda.... per tranquillare.... - -EVELINA - -Ma io le ho pur spiegato in viaggio.... (_Dirà questo, sospettando -ch’egli abbia perpetrato il tradimento di quel telegramma durante il -viaggio_) - -GIORGIO - -(_intuendo_) - -Ma è stato prima! è stato prima! - -EVELINA - -E quando, prima? - -GIORGIO - -Sì.... perchè, veda.... ero venuto jeri alla villa, prima che lei -ritornasse dalla sua passeggiata a cavallo (_movimento di sorpresa -delle due signore e di Lello_) e, saputo dal cameriere che Aldo, grazie -a Dio.... - -EVELINA - -Ah, ecco.... — per tranquillare.... - -LELLO - -(_con forza, insorgendo a difesa di Giorgio_) - -Per tranquillare, sì! Perchè noi tutti qua, per otto giorni.... - -EVELINA - -(_subito, dolente, affettuosa_) - -Ma l’ho già detto a lui in treno, Lello! Ti giuro che io non ho visto -nessuno, nessuno dei tanti telegrammi spediti da voi, di cui lui mi ha -parlato! Vi avrei tranquillato subito io stessa! - -LELLO - -Te li hanno dunque nascosti? - -EVELINA - -Certo per trattenermi là con loro, temendo che, se avessi saputo della -vostra inquietudine, mi sarei affrettata a ripartire! Ah, ma son sicura -che in nessuno di quei telegrammi tu avrai accennato alla disperazione -di Titti, perchè non posso credere che Aldo mi avrebbe tenuto nascosto -anche questo! Ti prego di dirmelo! È vero? - -LELLO - -È vero, sì! Ma perchè abbiamo creduto che lui, là, stesse, a dir -poco, per morire! Darti l’annunzio che qua la Titti piangeva per te — -metterti come tra due fuochi — c’è parso troppo.... Tanto più che qua, -per lei (_allude alla Titti_) c’erano queste buone amiche, che non si -son mica divertite, sai?... - -SIGNORA ARMELLI - -Basta, la prego, avvocato.... - -SIGNORA TUZZI - -Queste son cose.... - -SIGNORA ARMELLI - -Sì, ecco — che vi direte tra voi. Noi non dobbiamo, nè vogliamo -più entrarci. (_Ostentatamente, rivolgendosi soltanto a Lello_) A -rivederla, avvocato! - -EVELINA - -Ma io sono stata, infine, in compagnia di mio figlio, che non vedevo -più da circa due mesi! - -SIGNORA ARMELLI - -(_con uno scatto d’indignazione_) - -Ah, via.... (_Rivolgendosi alla signora Tuzzi_) Andiamocene, -andiamocene! - -SIGNORA TUZZI - -Sì, ecco è troppo.... - -EVELINA - -Ve ne indignate? Anche tu, Lucia? - -SIGNORA ARMELLI - -(_fremente, contenendosi a stento_) - -Ma sì, cara! Il figlio.... (_atto di nausea_) — ah! Avrei almeno il -pudore di non nominarlo, ecco! - -EVELINA - -(_con scatto spontaneo, sbalordita_) - -Tu?... Mio figlio? E dici il pudore?... Ma Lucia! - -SIGNORA ARMELLI - -(_facendosi torbida_) - -Che? - -EVELINA - -(_subito, sorridente, calma, arguta_) - -No, niente, cara! — Ti faccio soltanto osservare che, anche per tutto -il peggio che tu possa sospettare, io — dopo tutto — sto tornando, mi -pare, dalla casa di mio marito. - -SIGNORA ARMELLI - -Ah, basta, basta, via! andiamo! Via, via, Giorgio! Andiamo! - - La signora Armelli, via, con la signora Tuzzi e con Giorgio. - -EVELINA - -(_piano, quasi più stupita che sdegnata_) - -Oh guarda. Sono proprio indignate. - -LELLO - -(_macerato dalla bile_) - -E te ne meravigli? Ma ti pare davvero una scusa che ritorni dalla casa -di tuo marito? - -EVELINA - -(_di scatto_) - -Ah sì! Per loro, sì! Perchè la signora Lucia Armelli (_l’altra, non lo -so_), ma la signora Lucia Armelli, quando ritorna in casa, non lo può -mica dire, sai? a suo marito, dove è stata. - -LELLO - -Ma lascia star quella! Voglio sapere che cosa puoi dire tu, ora, a me! - -EVELINA - -(_offesa, ma fors’anche più addolorata che offesa, lo guarda un po’; -poi si passa una mano sulla fronte e dice, stanca_) - -No, per carità. Così, no, Lello. - -LELLO - -(_investendola_) - -No? Come no? — Chiaro! chiaro! — Voglio che tu mi risponda! — E chiaro! - -EVELINA - -(_c. s. ma con più recisione_) - -Oh Dio, ti prego! Lello, per te stesso! - -LELLO - -(_c. s. più violento_) - -Ma io voglio sapere! Ho diritto di sapere! Lo sai quello che hai fatto? - -EVELINA - -Lo so. Mi sono trattenuta là otto giorni. - -LELLO - -(_la guarda, e vedendola così placida e semplice, quasi si sente -mancare il fiato per proseguire_) - -E.... e ti par poco? Lasciando credere a tutti, qua.... - -EVELINA - -Io? Che ho lasciato credere? Senza codesta tua aggressione, t’avrei -detto tutto io stessa, ritornando; perchè non ho proprio nulla da -nascondere, io. - -LELLO - -Nulla, eh? nulla! — Otto giorni là con lui, e.... - -EVELINA - -(_profondamente avvilita per lui, più che per sè, troncando_) - -Ma no, caro! - -LELLO - -Come no? - -EVELINA - -Non «con lui» — «in casa di lui», se mai. - -LELLO - -Ah, brava! «In casa» — così, innocentemente? E non «con lui»; con tuo -figlio soltanto, eh? - -EVELINA - -(_c. s._) - -Ma sì, anche con lui. - -LELLO - -Ah, ecco! Ammetti. Ma come con un fratello, è vero? Un fratello che ti -chiama Eva, no? che ti chiama.... come ti chiama?... non so.... «Iù!», -come una cavalla! - -EVELINA - -(_turbata da questo richiamo a quell’altra sua vita là, col marito; -offesa per la crudezza del richiamo e, nello stesso tempo, più che mai -addolorata, si nasconde il volto con le mani mormorando_) - -Oh Dio mio.... oh Dio mio.... - - Pausa. Lello passeggia concitato. Si ferma. La guarda. - -LELLO - -Ma non la trovi intanto una scusa, d’esserti trattenuta là otto giorni, -senza che tuo figlio fosse malato; non la trovi! non la trovi! Stai con -la faccia nascosta.... Parla! Di’ almeno qualche cosa.... (_Stupito, -come davanti a un vuoto che gli s’apra sempre più davanti, per quel -silenzio nascosto che sempre più gli s’appalesa come una confessione -tacita della colpa_) Non hai nulla da dire? E allora? Ah, dunque, -allora.... - -EVELINA - -(_levandosi, piano, con tristezza grave e quasi sorda, avendo intuito -il sospetto di lui, ma sentendo altresì che, pur potendo subito -distruggerlo, le resterà sempre da dire una cosa di maggior peso per -lei_) - -Ma no, caro, non è questo. - -LELLO - -Non.... non è questo? E che cos’è? che cos’è? che intendi dire? Parla, -perdio! - -EVELINA - -Parla.... sì, parla.... Che vuoi che ti dica, così? Dico che m’hai -fatto sentire, con la crudezza delle tue parole.... non so, vedere che -là.... (_resta sospesa: vorrebbe aggiungere: «che là ho pure una mia -vita, a cui tu hai il torto di richiamarmi così crudamente, mentre -già a me par quasi un sogno, trovandomi adesso qua, in quest’altra -mia vita, da cui mi frastorni e m’allontani, con questa scena che -m’offende»_) - -LELLO - -(_rimasto in attesa angosciosa, premendola a dire, con sgarbo_) - -Che là? Che cosa? - -EVELINA - -No.... niente.... niente di male.... Sono stata con Aldo e con lui, ma -sempre, ogni giorno, col pensiero di dovere ritornare a casa mia. - -LELLO - -Vivendo, intanto, e sollazzandoti là? - -EVELINA - -(_non sopportando più la naturale, scusabilissima volgarità dei -sospetti di lui_) - -Per carità, taci! Non finire di rompere ora, così, il sogno che mi -tenne là, di questa casa, di te, di mia figlia, e che sentii subito — -subito, appena vi ho rimesso il piede — come la mia vera vita! — Sì, -qua.... te.... tutto.... — E un sogno adesso, là.... quella che fui là, -quello che feci.... - -LELLO - -(_dapprima quasi sbalordito di sentirle dire così; poi, subito, -accendendosi di nuovo_) - -Ma io.... io ancora non lo so, non lo so che cosa fosti là, che -facesti! Sei rimasta otto giorni — questo solo so — quando l’obbligo -tuo, trovando che lì ti avevano (_con un violento scatto di nausea_) -oh, vigliaccamente, vigliaccamente, sai? brutalmente ingannata — -l’obbligo tuo era di ritornartene subito qua! - -EVELINA - -Sì, sì, è vero, è vero! — Ma Aldo.... - -LELLO - -Che Aldo! Dici Aldo? Senti: ci vuole una bella sfrontatezza! Come se -non sapessi che fu «lui», «lui!» E il figlio, d’accordo! Un inganno -da mascalzone, sì, sì, una trappola per riprenderti «americanamente», -servendosi del figlio! E tu ti sei lasciata riprendere! - -EVELINA - -(_con forza_) - -Ma no! - -LELLO - -Come no? Non sei rimasta, invece di ripartirtene subito? - -EVELINA - -Ti giuro che volevo ripartirmene subito, appena alla stazione mi vidi -davanti Aldo, sano, che rideva.... E glielo dissi, sai? glielo dissi. -(_Con l’aria grave della signora Lina, ma sincerissima_) Manifestai -tutto lo sdegno. — Ma sai Aldo com’è.... quello che cominciò a dire, a -fare.... - -LELLO - -(_sempre convinto che non sia stato Aldo soltanto_) - -Aldo, eh? - -EVELINA - -(_non comprendendo l’ironia della domanda_) - -Sì, al suo solito, tante pazzie.... - -LELLO - -(_c. s._) - -Aldo! — Non mi dici quello che cominciò a far lui!... - -EVELINA - -(_ingenuissima_) - -Eh, lui no, non venne alla stazione. - -LELLO - -Ah, non venne? Consentisti però ad andare con tuo figlio in casa di -lui.... - -EVELINA - -(_c. s._) - -No, prima no; prima andai all’albergo. E non mi sarei mai arresa ad -andare in casa di lui, se.... - -LELLO - -(_troncando con sdegno_) - -Ma via! Poi ci andasti! E allora, sotto lo stesso tetto, con tuo -marito.... tutti i ricordi antichi, eh? (_Sghignazzando_) Ma niente di -male, niente di male, si sa! Era, dopo tutto, tuo marito! - -EVELINA - -(_irrigidendosi, con alterezza dolente_) - -Ti prego di credere che, se sono ritornata, vuol dire che puoi essere -sicuro che «ho sentito» di poter ritornare. - -LELLO - -Grazie, grazie di codesto sentimento! Ah, mi piace tanto! «Hai sentito» -di potere ritornare? - -EVELINA - -Sì. E ti dico che non merito affatto codesto tuo dileggio. (_Cangiando -aria e tono_) Sbagli, sbagli, Lello, a mostrarti, a parlare ancora così -con me. Perchè mi costringi allora a una sincerità di cui nessuna donna -avrebbe l’obbligo — guarda! — neppure con sè stessa; figurati poi col -proprio marito! E tu non sei neanche mio marito. - -LELLO - -(_subito, quasi trionfante nell’ira_) - -Ah, eccola, eccola la confessione che ti sfugge senza volerlo! - -EVELINA - -(_stordita, quasi tra sè_) - -La confessione? - -LELLO - -Ma sì, ecco, lo dici tu stessa che è quello adesso tuo marito! - -EVELINA - -(_di nuovo, altera, recisa, contenendosi_) - -Non è «quello!» — Io lo dicevo a te. — Ma dunque davvero puoi credere -che sia «quello» come intendi tu, e farmi poi capace di ritornare a -te, a mia figlia? (_Pausa. Lello resta come interdetto. E allora con -sdegnoso rammarico, come per un’imposizione della coscienza a cui non -può più opporsi, aggiunge_) Ah, ma vedi? vedi? io mi sento costretta -ora a dirti una cosa, che avrei potuto risparmiare a te e a me; che -avevo sentito, venendo, di non doverti più dire. Ma ora debbo dirtela! -debbo dirtela! - -LELLO - -Che cosa? - -EVELINA - -Questa. Che se sono ritornata, non devi credere che non mi sia costato -nulla il ritorno. - -LELLO - -Ah, confessi.... confessi anche che t’è costato molto? - -EVELINA - -Sì. Là, sì. Ma appena mi sono staccata di là, no. Ho sentito soltanto -il desiderio di ritornare al più presto. - -LELLO - -E vuoi, di’, vuoi che ti ringrazii anche di codesta sincerità? - -EVELINA - -L’hai voluta tu, mostrandoti così diverso, nemico, a me che ritornavo -alla mia casa perfettamente rimessa nel sentimento che ho di tutta -questa mia vita qua e con l’unico pensiero della mia bambina malata.... - -LELLO - -Ah, ecco — per lei! Sei dunque ritornata unicamente per lei? - -EVELINA - -Ma no — anche per te. - -LELLO - -Grazie di nuovo, cara! Ma come vuoi che ci creda più, se m’hai detto -che t’è costato molto staccarti di là? È segno che tu là con lui.... - -EVELINA - -(_subito, arrestandolo_) - -No! Ah, no! Tu mi costringi prima a ferirti con la mia sincerità, -strappata così, per forza, e vuoi fartene poi un’arma contro di me? — -No! Perchè, se pure essa m’ha costretto a dirti che m’è costato molto, -questo — se mai — farebbe più grave il sacrifizio con cui avrei pagato -il diritto di poter ritornare a te e a mia figlia! - -LELLO - -Ah, di bene in meglio! Il sacrifizio! Altro che molto, dunque, t’è -costato! Dici sacrifizio, ora! - -EVELINA - -(_pigiando sulle parole_) - -Ho detto «se pure»; ho detto «se mai». Non l’ho più sentito, venendo. -La mia vita è qua — questa. — Sono stordita ancora.... (_Con la -meravigliosa ingenuità di una che non può fare a meno di dire, quasi -senza pensare che cosa dice a chi la dice_) È così strano, è così -strano quello che sento, che.... — tu forse avrai ragione — ma sono ora -qua così tranquilla, che non capisco più — ti giuro — di che cosa ti -lamenti ancora.... - -LELLO - -Sei diventata incosciente? Come, di che mi lamento? Ti par poco adesso -lo scandalo? Ne hai pure avuto una prova tu stessa, or ora! - -EVELINA - -Dici di quelle due pettegole? - -LELLO - -Ma puoi esser certa che tutti, adesso.... È la rovina, la rovina della -tua reputazione, lo vuoi capire? È finita! - -EVELINA - -(_come se parlasse d’un’altra_) - -Finita.... la signora Lina? (_E aggiunge sotto voce, come se lo dicesse -Aldo_) Muffa della signora Lina! (_E ride_) - -LELLO - -(_più che mai trasecolato, mirandola_) - -Ma che dici? sei impazzita? - -EVELINA - -(_riprendendosi, ma sempre un po’ stordita_) - -No.... È che.... (_E si butta a ragionare con ambigua serietà_) — dico -che, se quelle due pettegole non fossero accecate dall’invidia o dal -dispetto.... - -LELLO - -E dàlli! Lasciale stare, quelle due! Non saranno quelle due sole, ti -dico! Ma tutti! tutti! - -EVELINA - -(_seguitando come sopra: Eva e Lina; la voce di Eva, l’aria di Lina_) - -Aspetta, scusa. Tutti sanno, mi pare, perchè sono andata da mio figlio. - -LELLO - -Già! Ma sanno anche, ora, che non era vero niente, che tuo figlio fosse -malato, e che, non ostante questo.... - -EVELINA - -(_subito dice per lui_) - -Sono rimasta là otto giorni con mio marito. (_E non potendone più, -sbuffa_) Auff! - -LELLO - -Sotto lo stesso tetto! - -EVELINA - -Questo lo dicono loro. - -LELLO - -No, questa è la verità! - -EVELINA - -Sì, ma per quello che ne pensano loro, intendo. (_Si ferma un po’ a -guardarlo, come per confermare un patto_) Oh, non più per te, ora! -Almeno spero. - -LELLO - -(_approvando ironicamente, con un inchino rabbioso_) - -Benissimo! Ma bisognerebbe che lo credessero anche gli altri! Non -basta, cara, che lo creda io! E vai, vai tu adesso a farlo credere agli -altri! - -EVELINA - -Scusa, se sono ritornata a te.... - -LELLO - -(_con un grido_) - -Peggio! Dopo essere stata là! - -EVELINA - -(_stanca_) - -Oh, insomma, senti, Lello, a me basta la mia coscienza, e che mi creda -tu. Non m’importa degli altri. Pensino quello che vogliono.... come -vogliono.... - -LELLO - -Ma importa a me, se permetti! A me! a me! Per la tua reputazione! E -anche per me stesso! - -EVELINA - -Per te stesso, no, scusa; perchè tu, comunque pensino gli altri, non ti -dovresti lamentare. - -LELLO - -Ah, nemmeno? - -EVELINA - -Nemmeno. Perchè, se è peggio per me, è meglio per te: che io sia -ritornata, dopo essere stata là — l’hai detto tu stesso. Suppongo, -perchè la gente, mio marito adesso — almeno legalmente — sa che è -quello là.... - -LELLO - -(_gridando_) - -Ma no! Nient’affatto! Perchè io non mi sono mai considerato come il tuo -amante! Il mio studio è stato sempre questo! - -EVELINA - -Lo so. E infatti non mi viene di dirlo, credi, neanche a me, che sei il -mio amante. Io forse non capisco ancora bene: scusa, ti lamenti per gli -altri o per te? - -LELLO - -Per me e per gli altri mi lamento! - -EVELINA - -E allora hai torto doppiamente. (_Pigiando sulle parole_) Ho lasciato -là mio marito, per ritornare a te. Per la gente, come amante, -puoi esserne contento, mi pare. Ma siccome poi non hai voluto mai -considerarti, mai essere il mio amante, ma mio marito, è vero? - -LELLO - -Mi pare! - -EVELINA - -Ecco, dunque: marito, con tutto il diritto di pretendere alla fedeltà -della propria moglie, è vero? - -LELLO - -Mi pare! - -EVELINA - -Oh, e allora come marito puoi anche essere contento e soddisfatto, -perchè t’assicuro che ho osservato per te tutto il mio dovere di -moglie, ed eccomi qua! — Che vuoi di più? - -LELLO - -(_scattando_) - -Ah, bello! Ah, grazie così! Là l’amore, e qua il dovere? Grazie, cara, -no! Io preferisco allora il contrario! - -EVELINA - -Ah, ora, il contrario? - -LELLO - -Il contrario! il contrario, sicuro! Che fosse stato lui, là, tuo -marito, un sacrifizio per te, e non il tuo ritorno qua — così! - -EVELINA - -Ma se non è stato.... - -LELLO - -L’hai detto tu stessa! tu! E viene a essere per me un insulto — -guarda!; — così, la tua fedeltà! - -EVELINA - -Anche un insulto? - -LELLO - -Sì, cara, un insulto! un insulto! E non so che farmene! - -EVELINA - -Ma sai? credetti che bisognasse a me — se tu non sai che fartene — per -potermi riaccostare, senza arrossire, a «tua» figlia. — Se mi dici che -non sai che fartene.... - -LELLO - -(_accecato dall’ira_) - -Ma che vuoi che m’importi, in questo caso, di mia figlia! - -EVELINA - -(_ironica e con forza_) - -Ah, ecco! Benissimo! Anche lui là mi disse: — «Che vuoi che m’importi -di mio figlio, se vieni qua per lui?» - -LELLO - -(_impressionato_) - -Ti disse così? - -EVELINA - -(_con foga appassionata_) - -Così! così! Ed è tempo che la finiate tutti e due! Perchè importa a me, -se non importa a voi! — Oh, insomma! Tu hai qua la Titti; lui s’è preso -Aldo là. Ciascuno di voi può stare per sè, con tutta la sua vita. Ma io -no, perchè Aldo là è mio e suo; la Titti qua è mia e tua. Lui mi vuole -per sè; tu mi vuoi per te! Non posso mica dividermi, io, metà qua, metà -là! Sono là e qua! Una e una! - -LELLO - -Là e qua? Ah no! Là e qua, no! Là e qua, no! — O qua o là, cara! o qua -o là! - -EVELINA - -E non capisci che non toccherebbe di dirlo a te, questo? - -LELLO - -No no: te lo dico io! te lo dico io! Qua e là, no!... - -EVELINA - -(_sdegnata, fiera_) - -Ma come intendi ch’io dica qua e là? Dico per i miei figli; non per te -e per lui! E perciò potevo farti osservare che non conveniva a te di -ribellarti e di fare lo sdegnoso! — Se con qualcuno io avrei l’obbligo -di stare, non l’avrei con te! - -LELLO - -Come? - -EVELINA - -No! Perchè se sono qua con te, nessuno può credere che sia per -«obbligo», nè per convenienza; tanto più ora, se è vero che per questa -mia andata là la mia reputazione è irrimediabilmente compromessa! -Starei con te perchè voglio starci, ad onta della mia reputazione. - -LELLO - -Ma se ora so che non vorresti.... - -EVELINA - -Come non vorrei, se sono ritornata, se ho difeso là, contro me stessa, -il mio diritto di ritornare! (_Minacciosa, recisa_) Vuoi che vada là? -Mi respingi tu, allora! E allora il diritto di rivedere qua mia figlia -io non lo perdo, bada! Me ne starò là, e faremo, come tu preferisci, al -contrario! - -LELLO - -(_stretto dall’argomentazione, con un viso molto inebetito_) - -Io, preferisco? io, preferisco? - -EVELINA - -Eh, mi pare.... - -LELLO - -(_irritato di non potersi in alcun modo riprendere; con violenza_) - -Io non preferisco niente! non preferisco niente! - -EVELINA - -(_prima placida, sicura; poi, man mano, con foga crescente_) - -Oh, e neanche io, vedi? Niente. M’impongo di non preferire niente, -perchè non voglio perderlo il diritto di rivedere i miei figli. Se -pretendi che non veda più Aldo, rompo con te. Sì, sì, caro mio! -Proprio come là ho respinto lui, per ritornare a vedere qua mia -figlia. Siete uomini, voi — e basta! Io sono madre! Messa in una -situazione impossibile! Una là con quello che mi fa essere.... come -qua con te, Dio mio, non mi passa, non mi passa neppure per il capo -di poter essere! Un’altra — un’altra. — Ma non rimpiango, oh, non -credere che rimpianga nulla per questo! Perchè io.... non so.... sono -pure «questa», qua. Non soffro, non soffro, ti giuro, Lello, d’essere -qua, questa, come per tanti anni sono stata! Non mi costa nulla -volermi anche per me, come tu mi vuoi, placida, sennata, ordinata; -tutt’al contrario di come.... io non so perchè.... divento subito per -quell’altro, appena.... appena mi guarda dentro gli occhi. - -LELLO - -E ti grida: «Iviù!» - -EVELINA - -Già, così.... Vedi, m’è corso come un brivido per tutte le carni.... - -LELLO - -(_furioso, sprezzante_) - -E vai dunque là, vai dunque là, dove c’è chi ti fa correre di codesti -brividi per le carni!... - -EVELINA - -(_forte, gridando, quasi piangendo dalla rabbia di non esser compresa_) - -Ma no! Sei sciocco! Non farmi impazzire, ora! Sento che impazzisco, -io, così! E non voglio impazzire! Non sono mica impazzita, io, là, -ti prego di credere! Ho tenuto a posto me e lui! Mi è parso piuttosto -d’impazzire durante il viaggio, pensando.... pensando... (_Parandoglisi -davanti improvvisamente_) Tu non sei mica lo stesso, scusa, con me e -con un’altra donna! - -LELLO - -(_stordito_) - -Come? io? che c’entro io ora? Quale donna? - -EVELINA - -Dico una qualunque; una donna che per caso.... (_non dico che sia -vero_), una donna che ti facesse essere diverso da quello che sei per -me.... - -LELLO - -(_scrollandosi, non comprendendo_) - -Come, diverso? Ma che dici? - -EVELINA - -No, senti, senti quante cose ho pensato! — Tu, per me, lo sai perchè -sei così? Pare facile; una sciocchezza. Sei così, perchè naturalmente -il sentimento che io t’ispiro, il sentimento che tu hai per me ti fa -essere così. - -LELLO - -Naturalmente. - -EVELINA - -Ma se t’ispirassi domani un altro sentimento? Se tu non sentissi per me -quello che ora senti? Tu diventeresti un altro. - -LELLO - -Perchè non t’amerei più, sfido! Un altro, per te. Ma sarei sempre io. - -EVELINA - -No! no! Ecco, è questo! Non è vero! Perchè tu, anche adesso, anche -adesso, potresti avere un diverso sentimento per un’altra donna; e -basterebbe questo perchè tu fossi _uno_ con quella, e _uno_ con me: -diverso! — Vedi? è questo! L’ho provato io, con tutto l’orrore di -vedere in me _un’altra_ — quell’altra — oltre questa che sono qua per -te e per me stessa: — _due_, in una persona sola! In un solo corpo, -ma che potrebbe essere di «questa» e di «quella», se non dovesse -parere mostruoso e assurdo che allora, per se stesso, questo corpo, -non sarebbe più nulla, fuori di quel sentimento che lo fa essere ora -di «questa» e ora di «quella»; e con la memoria intanto dell’una e -dell’altra — vedi? questo è il terribile! — terribile perchè rompe -quell’illusione che ciascuno si fa, ricordando, di essere «uno», sempre -lo stesso. Non è vero! L’ho veduto, l’ho provato io! Se tu m’avessi -vista là, a cavallo.... - -LELLO - -Sei andata a cavallo? - -EVELINA - -Sì; come prima! una cavallerizza! e Giorgio Armelli m’ha sorpreso -sull’altalena.... Se m’avesse visto la Titti! Dio, Dio.... Non -m’avrebbe più riconosciuta; avrebbe esclamato: «Ma come! Quella, la mia -mamma?» Eppure per me, là, allora, era naturale, naturalissimo.... E -io stessa, ora, guardandomi di qua.... mi pare un sogno.... vedendomi -poi anche «questa», qua.... un’altra; irriconoscibile.... Una qua, una -là.... E l’una che non ha nulla da vedere con l’altra, se non questo -tormento di scoprirsi, di sentirsi «due» veramente, fino a respingere -là — com’ho fatto — mio marito, non già perchè non mi sentissi viva di -tutta quell’altra mia vita là; ma perchè qua c’era quest’altra, che -sentii, sentii ugualmente viva di tutt’intera quest’altra mia vita — -così diversa — capisci? - -LELLO - -E vorresti, dopo questo, ritornare ancora là, «a quell’altra tua vita?» - -EVELINA - -(_precipitosamente_) - -Nonononononò! Basta! basta! Impazzirei! Verrà lui, Aldo, qua, d’ora in -poi! Per me, basta; puoi esserne sicuro! Mai più! — Vedersi un’altra? -È la pazzia. Sono anche quell’altra, sai? È certo! Ma non debbo più -vedermi così, qua e là, questa e quella. Basta! basta! - - Si schiude l’uscio a sinistra e compare la TITTI, palliduccia, - spettinata, non ben sicura sulle lunghe gambette. Da questo - punto, con stacco netto, dia la scena la sensazione della vita - che si riassetta tranquilla su le sue basi naturali. - -TITTI - -Mamma! - -EVELINA - -(_subito voltandosi e accorrendo a sorreggerla e abbracciandola_) - -Titti! Titti mia! Come? Oh Dio! Ti sei levata da te? - -TITTI - -(_fremente_) - -Sì, sì.... - -EVELINA - -Hai ragione, la mia Titti! Tanti discorsi inutili, sciocchi, -inconcludenti qua, e ho lasciato sola di là la mia Titti! (_Se la -guarda; se la carezza; le ravvia i capellucci_) Come sei pallidina! -come sei magrolina! (_Mostrandola a Lello_) Ma guarda: più alta.... sì, -guarda! non ti pare che si sia fatta più alta? - -LELLO - -(_tranquillissimo ora anche lui, chinandosi a guardare la figlia_) - -Eh sì, eh sì.... oh guarda: t’arriva quasi alla spalla.... - -EVELINA - -(_serrandosi di nuovo al seno la figlia_) - -Quasi alla spalla.... quasi alla spalla, la mia piccina bella! la mia -piccina! (_E prende a dondolarla, a dondolarla piano, così dicendo, -mentre Lello le guarda tutt’e due, rasserenato e sorridente_) Ma -non voglio, non voglio, sai? che tu mi diventi presto una donnina, -piccolina mia, piccolina mia, non voglio, non voglio.... - - - TELA - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SIGNORA MORLI UNA E DUE *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. 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Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our website which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This website includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/old/65798-0.zip b/old/65798-0.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 05193f6..0000000 --- a/old/65798-0.zip +++ /dev/null diff --git a/old/65798-h.zip b/old/65798-h.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index c985986..0000000 --- a/old/65798-h.zip +++ /dev/null diff --git a/old/65798-h/65798-h.htm b/old/65798-h/65798-h.htm deleted file mode 100644 index c89a291..0000000 --- a/old/65798-h/65798-h.htm +++ /dev/null @@ -1,13531 +0,0 @@ -<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN" -"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd"> - -<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it"> -<head> - <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" /> - <title> - La signora Morli una e due, di Luigi Pirandello - </title> - <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" /> - <style type="text/css"> -body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} - -p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;} -.blockquote {margin: 1.5em 10%; font-size: 85%;} -.center {text-align: center; text-indent: 0;} -.speaker {text-align: center; margin-top: 1.5em;} -.centersp {text-align: center; margin: 0.5em 15%;} - -div.booktitle {page-break-before: always; padding: 3em;} -div.titlepage {text-align: center; margin: 0 5%; padding: 2em 0; page-break-before: always; page-break-after: always;} -div.titlepage p {text-align: inherit;} -div.verso {text-align: center; padding-top: 2em; font-size: 95%; margin: 0 10%;} -div.verso p {text-align: inherit;} -div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;} -div.chapter h2 {page-break-before: avoid;} - -h1,h2,h3 {text-align: center; font-style: normal; -font-weight: normal; line-height: 1.5;} -h1 {font-size: 150%;} -h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em; page-break-before: avoid;} -h3 {font-size: 120%;} - -hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 15%; margin-right: 15%; clear: both;} -hr.mid {width: 50%; margin-left: 25%; margin-right: 25%;} -hr.silver {width: 90%; margin-left: 5%; margin-right: 5%; border-top: none; border-right: none; border-bottom: thin solid silver; border-left: none;} -.x-ebookmaker hr.silver {display: none;} - -.pagenum {position: absolute; right: 2%; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; background-color: #ffffff; clear: left;} - -.pad6 {margin-top: 6em;} -.pad2 {margin-top: 2em;} -.pad1 {margin-top: 1em;} - -.large {font-size: 115%;} -.main-t {font-size: 200%;} -.smcap {font-variant: small-caps;} -.lowercase {text-transform: lowercase;} - -ul {list-style-type: none; line-height: 1.2em;} - -.tnote {background-color: #f7f1e3; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em; - margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;} -.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%; margin-bottom: 1em;} -.tnote p {padding: 0 1em;} -.covernote {visibility: hidden; display: none;} -.x-ebookmaker .covernote {visibility: visible; display: block;} - - </style> - </head> -<body> - -<div style='text-align:center; font-size:1.2em; font-weight:bold'>The Project Gutenberg eBook of La signora Morli una e due, by Luigi Pirandello</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and -most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions -whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online -at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. If you -are not located in the United States, you will have to check the laws of the -country where you are located before using this eBook. -</div> - -<p style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:0; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Title: La signora Morli una e due</p> -<p style='display:block; margin-top:0; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:0;'>Commedia in tre atti</p> - -<div style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Author: Luigi Pirandello</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Release Date: July 8, 2021 [eBook #65798]</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Language: Italian</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Character set encoding: UTF-8</div> - -<div style='display:block; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images made available by The Internet Archive)</div> - -<div style='margin-top:2em; margin-bottom:4em'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SIGNORA MORLI UNA E DUE ***</div> - -<div class="booktitle"> -<h1> -LA SIGNORA MORLI<br /> -UNA E DUE -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="large"> -MASCHERE NUDE -</p> - -<p class="large"> -<span class="smcap lowercase">TEATRO DI</span> LUIGI PIRANDELLO -</p> - -<p class="pad2 main-t"> -LA SIGNORA MORLI<br /> -UNA E DUE -</p> - -<p class="pad1"> -COMMEDIA IN TRE ATTI -</p> - -<p class="pad6"> -<span class="large">FIRENZE</span><br /> -R. BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI<br /> -Via Cavour, 20 -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA<br /> -DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO -</p> - -<p> -<i>I diritti di riproduzione e di traduzione sono -riservati per tutti i paesi, -compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda.</i> -</p> - -<p> -Copyright 1922 by R. Bemporad & F. -</p> - -<p> -1922. — Prato, Tip. Giachetti, Figlio e C. -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<h2>PERSONAGGI</h2> -</div> - -<ul> -<li><span class="smcap">Evelina Morli</span>.</li> -<li><span class="smcap">Ferrante Morli</span>, <i>suo marito</i>.</li> -<li><span class="smcap">Lello Carpani</span>, <i>avvocato</i>.</li> -<li><span class="smcap">Aldo Morli</span>, <i>figlio di Evelina e di Ferrante</i>.</li> -<li><span class="smcap">Titti Carpani</span>, <i>figlia di Evelina e di Lello</i>.</li> -<li><span class="smcap">Decio</span>, <i>amico di Aldo</i>.</li> -<li>L’avvocato <span class="smcap">Giorgio Armelli</span>, <i>socio del Carpani</i>.</li> -<li><span class="smcap">Lucia Armelli</span>, <i>sua moglie</i>.</li> -<li>La signora <span class="smcap">Tuzzi</span> <i>amica di Evelina</i>.</li> -<li><span class="smcap">Lisa</span>, <i>vecchia cameriera</i>.</li> -<li><span class="smcap">Ferdinando</span>, <i>cameriere</i>.</li> -<li><span class="smcap">Toto</span>.</li> -<li>Una giovane.</li> -<li>La signora vedova.</li> -<li>Una vecchia zia.</li> -<li>La nipote.</li> -<li>Miss Write.</li> -</ul> - -<p class="center"> -Il primo e il terzo atto si svolgono a Firenze, -il secondo a Roma. — Oggi. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<h2>ATTO PRIMO</h2> -</div> - -<h3>SCENA</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ricco salotto in casa dell’avvocato Carpani. La comune -è nella parete di fondo, verso sinistra. Due usci laterali. -Quello a destra dà nello studio del Carpani. -</p> - -<p> -Al levarsi della tela, la scena è vuota. Entrano dalla -comune <span class="smcap">Lisa</span>, vecchia domestica con la cuffia e gli occhiali, -stupida e pedante, e <span class="smcap">Ferrante Morli</span>, bell’uomo, -forte, sui quarantacinque anni, sbarbato, con folti e ricci -capelli, già tutti grigi, vestito con eleganza un po’ abbondante, -all’americana. È in preda a una viva ansietà, ma si -sforza di dominarla. Questo sforzo lo fa apparire più d’un -po’ strano e distratto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dando passo sulla soglia a Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Ecco, entri qua. Chi debbo annunziare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, sì.... Pedretti, l’ingegner Pedretti. Sono tutti -in casa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Dice anche la signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con foga</i>) -</p> - -<p> -La signora, già! (<i>contenendosi</i>) Anche.... anche -la signora. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Sissignore. Credo che sia in casa. Ma lei, scusi, -con chi vuol parlare propriamente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>in fretta</i>) -</p> - -<p> -Con l’avvocato, con l’avvocato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Va bene. S’accomodi. Vado ad annunziarla. — Ha -detto, mi pare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Che cosa? — Niente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -No. Il nome, scusi. L’ingegnere, come ha detto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>senz’imbarazzo, cercando di ricordare</i>) -</p> - -<p> -Ah, Pe.... Pedretti mi pare d’aver detto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>lo guarda stupita, come se domandasse: «Ma come! -Non ne è sicuro?»</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>notando lo stupore, con stizza</i>) -</p> - -<p> -Non si confonda, per carità! Sono un po’ distratto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Ingegnere? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sbuffando</i>) -</p> - -<p> -Dio mio, l’avvocato non mi conosce! (<i>Poi, di -scatto, come per darle una lezione</i>) Lei, scusi, come -si chiama? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Io? Lisa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E che vuole che importi a me che non la conosco, -che lei si chiami Lisa, o che si chiami, poniamo, -Beatrice? — Dica che c’è un signore che -vuol parlargli, e basta così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Eh, lo so; ma è che il signor avvocato mi rimprovera -quando non so ripetergli con precisione i -nomi dei signori clienti. — Pedretti.... l’ingegner -Pedretti.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Così dicendo quasi tra sè, s’avvia verso l’uscio a destra; -fa per picchiare con le nocche delle dita, ma se ne -trattiene, perchè dall’uscio a sinistra irrompono gridando -e ridendo, <span class="smcap">Aldo</span> e <span class="smcap">Decio</span>, entrambi sui diciott’anni, elegantissimi; -in maniche di camicia, con le racchette in -mano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>tenendo in una mano dietro la schiena una palla di -tennis, che Decio vorrebbe strappargli</i>) -</p> - -<p> -No, no! Non te la do! non te la do! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Ma tocca a me ora, scusa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No! Tu non l’hai ripresa! Non te la do! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Sfido, me l’hai buttata male! Dammela! dammela! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>che s’è turate le orecchie allo schiamazzo, alzando -ora le braccia e facendosi avanti</i>) -</p> - -<p> -Per favore, non mi fanno sentire se il signor avvocato -risponde! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non riuscendo più a dominarsi fin dall’irruzione dei -due giovanotti, facendosi avanti anche lui e dicendo -quasi a sè stesso, sospeso e sorridente, con -gli occhi ora all’uno ora all’altro</i>) -</p> - -<p> -Vorrei indovinare.... vorrei indovinare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con sorpresa, scorgendo ora soltanto il visitatore e -rivolgendosi ad Aldo</i>) -</p> - -<p> -Oh! E chi è il signore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Vorrei indovinare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordito</i>) -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Lisa approfitta di questa pausa per picchiare all’uscio -a destra. Poco dopo lo aprirà e andrà via, richiudendolo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ponendosi davanti l’uno e l’altro giovanotto e seguitando -a guardarli con ansietà sempre più viva e -commossa</i>) -</p> - -<p> -Ecco.... mi permettano.... così accanto.... (<i>Poi, -dopo aver guardato ancora, bene, l’uno e l’altro negli -occhi, posando una mano sulla spalla di Decio, gli -domanda:</i>) Aldo? sei tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, scusi: sono io. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>deluso, che la così detta «voce del sangue» lo abbia -tradito</i>) -</p> - -<p> -Ah — lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ridendo</i>) -</p> - -<p> -Oh bella! E perchè, se Aldo era lui (<i>indica Decio</i>), -gli dava del tu, e, sapendo che sono io, mi dà del lei? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma Decio all’improvviso, approfittando della distrazione -di Aldo, gli strappa la palla di mano. Tutt’e due, -allora, gridando, prendono a inseguirsi, girando attorno -a Ferrante. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Ah! Eccola, me la riprendo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No! Questo è un tradimento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Te l’ho fatta! Te l’ho fatta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No! Ridammela! Ridammela! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sorridendo tra i due, sballottato</i>) -</p> - -<p> -Signori miei.... signori miei.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A questo punto, l’uscio a destra si spalanca e ne vien -fuori l’avvocato <span class="smcap">Lello Carpani</span>, irritatissimo. È anch’egli -sui quarant’anni, molto posato, avvocato di grido, che sa -come bisogna comportarsi per farsi valere. Sarebbe, o vorrebbe -essere ben altro, se non stimasse pericoloso abbandonarsi -alle velleità letterarie della sua prima giovinezza -piuttosto romantica. La quale s’intravede ancora da certi -mezzi sorrisi, e da come si passa la mano sui capelli, ch’eran -tanti e che sono pochini ormai, ma ben rassettati, con la -scriminatura da un lato e un ciuffetto sulla fronte. La posizione. -Tutte le apparenze da sostenere e da rispettare. -E come si fa, Dio mio! È pur necessaria questa grande -serietà, che contiene tanta segreta malinconia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma Aldo, vergogna! A un signore in visita.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Oh, già! Scusi. — M’ha strappato la palla, ha -visto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma io godo moltissimo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, la prego: non dica così, perchè è una vera -indecenza.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Hai ragione, papà. Torno a chiedere scusa al -signore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ti prego di tacere. Basta a denunziare la tua sconvenienza -il fatto che mi giuochi a tennis in camera! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, permetti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Basta così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -M’accusi di sconvenienza.... Ti prego di guardare! -(<i>S’accosta d’un balzo a Decio e gli strappa di mano -la racchetta per mostrarla a Lello insieme con la -sua</i>). Di chi sono queste racchette? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Che vuoi che sappia di chi sono! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Questa, della mamma; e questa di Muci. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scattando</i>) -</p> - -<p> -Ma che Muci! Si chiama Titti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Titti, sì: <i>muci-muci</i> — Me le ha lasciate in camera; -con la palla. Non c’è caso che a me sarebbe -venuto in mente di giocarci, senza questo disordine. -E di’ tu, Decio, dov’erano posate? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ipocrita</i>) -</p> - -<p> -Ma.... non so se debba dirlo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, dillo! dillo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Eh.... veramente.... sul letto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Hai capito? Con la palla! Cose che non dovrebbero -essere ammissibili in una ragazza governata da -Miss Write. Signore, la ossequio. — Vieni Decio! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via tutti e due dall’uscio a sinistra. Lello resta male. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Eh, la gioventù! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pigiando sulla parola</i>) -</p> - -<p> -D’oggi! Che vale quanto dire arroganza, impudenza, -petulanza! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Anche quella di jeri, là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, prego! Sono stato anch’io giovane, e mi sentirei, -creda, d’esser tuttora giovanissimo; ma gli eccessi, -proprii della gioventù, erano, almeno per me, -di ben altro genere. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Secondo nature. Mi sa che quel giovanotto debba -tener molto da suo padre. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>impuntandosi</i>) -</p> - -<p> -Ah, lei è a conoscenza che non è mio figlio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì. So che.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ha conosciuto forse il padre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sissignore. E vengo anzi, se permette, a nome -di lui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>tirandosi indietro e quasi parando con la mano la -notizia inattesa</i>) -</p> - -<p> -Di lui? Che dice? Di Ferrante Morli? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non s’allarmi, prego! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -È ritornato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sissignore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ferrante Morli è ritornato? Ma come? dove? -quando è ritornato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Da sei giorni. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Da sei giorni? E dove? Qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non qua. Ha mandato me. Si calmi, per carità; -mi lasci dire. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>senza dargli ascolto, indietreggiando e squadrandolo</i>) -</p> - -<p> -Manda lei? E che vuole? Che cosa può pretendere -dopo quattordici anni? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ecco: niente! Vorrei che mi lasciasse dire.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma che mi vuol dire! che mi vuol dire! È uno -scompiglio! Uno sconquasso, ora.... (<i>casca a sedere</i>). -Uno ch’era sparito, lei lo capisce? cancellato dalla -memoria, come se fosse morto.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con strana espressione</i>) -</p> - -<p> -Ecco, precisamente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordito, voltandosi a guardarlo</i>) -</p> - -<p> -Che, precisamente? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Quand’uno parte (<i>come partì lui</i>) e ritorna dopo -quattordici anni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>balzando di nuovo in piedi</i>) -</p> - -<p> -Si ha tutto il diritto di considerarlo come morto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con l’espressione di prima</i>) -</p> - -<p> -Ecco, precisamente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Lei sa come se ne partì? Saprà anche, allora, -che fui io a cavarlo dal carcere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah no, questo, scusi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sissignore! Minacciato d’arresto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Se ne partì.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con forza</i>) -</p> - -<p> -Se ne fuggì! E allora lo cavai io, qua, da tutto -quel groviglio d’imprese spallate, per cui non aveva -veduto altro scampo, che nella fuga. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>turbato, ritenuto, come sospeso in una costernata -meraviglia</i>) -</p> - -<p> -Ah, lei.... lei riuscì a chiarire la.... la situazione -del Morli? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Io! sissignore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma.... so che c’era anche un forte ammanco — distorsione -d’altri, lei lo saprà — ma di cui purtroppo -il responsabile era lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>mostrando di non volersi indugiare nella discussione -risponde, seccato, come se per lui la cosa non -avesse importanza</i>) -</p> - -<p> -Per quell’ammanco intervenne la moglie. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>facendo un violentissimo sforzo su se stesso per dominare -lo stupore e la commozione</i>) -</p> - -<p> -La moglie? Come? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Con la dote. Contro il mio parere, badiamo. Non -avrei voluto a nessun costo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non riuscendo a nascondere il dolore e la commozione</i>) -</p> - -<p> -Ma sì! Fu male! Non doveva mai! (<i>Con ansia</i>): -E allora.... allora la signora perdette la dote? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dopo averlo osservato un po’; con freddezza</i>) -</p> - -<p> -No, non la perdette.... Ma lei forse ha da comunicarmi -qualche cosa, per cui questa notizia la turba -tanto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>cercando di riprendersi per rimediare</i>) -</p> - -<p> -No.... è.... è che lui ignora, ignora affatto, che -la moglie.... Mi disse anzi, ch’era sicuro, allontanandosi -forse per sempre, ch’ella — almeno materialmente — mercè -la dote che le restava intatta e cospicua, -non avrebbe patito di quella sua rovina. (<i>Di -nuovo con ansia</i>) Ma lei mi dice che non la perdette? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Grazie a me, non la perdette, caro signore. Se -si fosse rivolta a un avvocato di meno scrupoli.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con fervore di gratitudine</i>) -</p> - -<p> -Ne sono convinto! ne sono convinto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interpretando male quel fervore</i>) -</p> - -<p> -Oh, sa? tanto per prevenire qualche sottintesa -ironia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Ma no! Per carità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, dico, se mai! posso dichiararle senz’ambagi -che m’interessai tanto alla sorte della signora, abbandonata -a ventitre anni, con un bambino di quattro, -sola, bella, inesperta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con uno scatto inconsulto</i>) -</p> - -<p> -Inesperta, no! (<i>poi subito, per rimediare</i>) Per -quanto io ne sappia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Basta a dimostrarlo il fatto che voleva dar via, -così senz’altro, la sua dote.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma potè anche essere per amore del marito.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, sì.... questo sì.... difatti.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Mi duole — badi! — doverlo riconoscere, perchè -il Morli.... — eh, lo conosco bene! «La vita, -a chi resta; la morte, a chi tocca!» — era questo -il suo motto; per significare che non dobbiamo più -impacciarci di chi se ne va. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Precisamente! Ma non fu così per lui! E so io -quel che dovetti penare per far valere — prima su -quell’intenzione di sacrifizio; poi, a poco a poco, sui -sentimenti della signora — quell’interesse che, come -le dicevo, presi subito alla sua sorte (<i>reciso, con -forza</i>), per amore, sì — non esito affatto, ripeto, a -dichiararlo — per l’amore che mi nacque improvviso -allora per lei — giovane anch’io.... (<i>Subito</i>); -Badi però; poteva essermi di vantaggio ch’ella sacrificasse -al marito scomparso la sua dote, e si riducesse -povera e bisognosa d’ajuto e di sostegno. — Non -volli! La difesi contro me stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, bello! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Le feci costituire la dote a garanzia dei creditori; -domandai una dilazione per dipanare tutta quella matassa -arruffata d’affari; mettere in chiaro le spese, -coprir quell’ammanco.... — Un anno d’inferno! — Non -certo — lei capirà — per salvare il signor -Morli! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma giustissimo! Per salvare la dote! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -La dote, sì, ma perchè lei potesse disporre di sè, -non solo liberata da ogni difficoltà materiale, ma anche -secondo la sua elezione, senza più nessun ostacolo -a ricongiungersi, se voleva, col marito, richiamandolo -a sè, in patria, senza più pericolo che fosse -arrestato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Bello! Ah bello! Bello! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No — ecco.... onesto; e — creda — non facile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Se permette, io dico bello. — Onesto, mi scusi, -se lei non avesse amato la signora. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Anzi perchè l’amavo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lei, sì; ma la signora? la signora, è chiaro che -doveva ancora amar molto, molto suo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con stizza, subito</i>) -</p> - -<p> -Gliel’ho già detto io stesso, mi pare! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Appunto. E perciò bello! Lei, mi perdoni, forse -non sentì tanto il bisogno dell’onestà, quanto <i>di farsene -bello</i> di fronte a quell’amore di lei, quasi per -sfidarlo col paragone tra la viltà del marito che se -n’era scappato e codesta sua abnegazione che glielo -ridava libero di ritornare a un suo richiamo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ebbene? Quand’anche fosse così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah no, niente! Per chiarire la mia idea.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma nient’affatto! Perchè non m’arrestai qui, io, -caro signore! Dopo averlo cavato dagli imbrogli, fui -ancora io ad avviar tutte le ricerche possibili e immaginabili -presso i nostri consolati per rintracciarlo -all’estero e fargli sapere che poteva ritornare tranquillo -a casa sua! Le ho detto perciò che io, io più -di tutti, ho il diritto di considerarlo come morto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Già! Ma veda, non era possibile, ch’egli avesse -notizia di codeste ricerche.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Voglio essere franco in tutto. Contai su questa.... -non dirò impossibilità.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma sì, impossibile! E del resto, quand’anche codeste -ricerche lo avessero raggiunto, egli non sarebbe -ritornato lo stesso. Perduto ogni credito, rovinato -per colpa d’altri più che sua, non si sarebbe -mai acconciato a vivere qua sulla dote della moglie. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma se ora è ritornato, scusi, prima della prescrizione -di quella condanna che s’aspettava e per cui -era fuggito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -È segno, lei dice, che deve aver saputo che nessuna -condanna più pendeva su lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Mi pare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lo seppe, difatti, pochi mesi or sono; e s’affrettò -a liquidare i suoi affari per il ritorno. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma sperando che cosa? Dopo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompendolo subito</i>) -</p> - -<p> -Ecco.... mi lasci dire! Dopo quattordici anni, lei -vuol farmi osservare; spezzato ogni vincolo.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con impeto</i>) -</p> - -<p> -Non si sarà mica aspettato che la moglie stesse -ancora in attesa di lui! Da pazzo — una simile speranza! -Perchè morta tutt’al più — ecco, morta — avrebbe -potuto trovarla, se contava ch’ella fosse innamorata -di lui fino al punto di poterlo aspettare -per quattordici anni, così, senza saperne più nulla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dopo aver tentato parecchie volte d’interromperlo, -invano</i>) -</p> - -<p> -Quel che dico io! Quel che dico io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Ma no, caro signore! Bisogna non aver niente -qua (<i>si picchia sul petto</i>) per non immaginare che -il cuore d’una donna innamorata, d’una moglie giovane, -che si vede abbandonata da un momento all’altro, -col suo bambino, avrebbe potuto schiantarsi, -schiantarsi — come difatti rischiò di schiantarsi! — Questo -lei non lo sa, caro signore, e che io mi dibattei -nella disperazione per più di tre anni, a vedermela -morire per un altro, che — spassi, estri, -follie; uh! cinque anni di vita in comune, tutt’un -giuoco d’artifizio: pim! pam! — Si fa presto così -a prendersi tutta l’anima d’una donna! E ora lei -viene a dirmi, calmo calmo, che quest’uomo non -vuol niente! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ha ragione! ha ragione, avvocato! Ma scusi, -quando uno dice niente! Meno di così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, io rispondo a ciò che m’ha detto lei: che -il signor Morli s’è affrettato a ritornare. — Ricco -di nuovo, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì, ricco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E pronto, è vero, a riprendersi, come se non -fosse avvenuto nulla, la moglie, il figliuolo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no, santo Dio! Pronto ad accettare, ritornando, -tutto ciò che la sorte, i casi della vita gli -avrebbero fatto trovare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Glielo dico io che cosa gli hanno fatto trovare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ne è già informato.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si presenta a questo punto sulla soglia della comune -<span class="smcap">Lisa</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Permesso, signor avvocato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi di scatto</i>) -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -C’è un signore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Non posso, non posso dare ascolto a nessuno in -questo momento. Chi è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>smarrita</i>) -</p> - -<p> -Il signor Filo.... Filoni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Finali! Finali! Ditegli che torni più tardi. Via! -(<i>Lisa si ritira. — A Ferrante, con forza, riattaccando</i>) -Da undici anni la signora convive con me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì sì, va bene. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, aspetti! Trattata, considerata, rispettata da -tutti come una legittima moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E madre anche.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sissignore, d’una ragazza che ha ora sette anni: -mia figlia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Va benissimo. Dunque.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No. Aspetti. Ho fatto da padre in tutto questo -tempo al suo figliuolo — quel giovinotto che lei ha -veduto e riconosciuto anche.... eccessivamente vivace -come il padre — sì, purtroppo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Tutte queste cose, le dico.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Aggiungo, no, aggiungo che profittando delle ricerche -riuscite vane, trascorso il tempo che la legge -prescrive per la ricomparsa del coniuge, avrei potuto -anche regolare legalmente col matrimonio la situazione -mia e della signora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ecco, già. E sarebbe stato bene, io credo, che -lei lo avesse fatto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Perchè? Per dare al signor Morli adesso la soddisfazione -di farlo annullare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no, scusi, avvocato. Se sono qui per farle -sapere che il signor Morli, informato di tutto al suo -arrivo, vuole che tanto lei quanto la signora stiano -tranquilli e sicuri ch’egli non darà la minima ombra -e non farà nulla, da parte sua, per alterare le condizioni -di vita che si sono stabilite durante la sua -assenza.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, per questo vorrebbe che io avessi anche legalizzato -la mia unione? Le dico che per il solo -fatto del suo ritorno il mio matrimonio, adesso, sarebbe -annullato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Già, ma io dico, veda, per la sua figliuola, avvocato. -Non m’intendo di legge; ma ritengo che, -annullato il secondo matrimonio contratto in buona -fede per la scomparsa, come lei dice, del primo coniuge, -i figli di questo secondo matrimonio, non perdono, -è vero? il diritto della loro legittimità. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sarebbe iniquo! Ora, non avendolo lei fatto, la -sua figliuola.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>prevenendo, dopo avere stentato a comprendere</i>) -</p> - -<p> -Già! È naturale.... Ora non potrei più farlo.... -Ma questo importa fino a un certo punto. La mia -figliuola è riconosciuta, e basta così. È donna; troverà -marito.... Se fosse stato un maschio, forse, non mi -sarei fatto scrupolo di richiamar la madre a considerare -una condizione di fatto, su cui, capirà, per -mia delicatezza, ho rifuggito sempre dal richiamarla.... — Non -perchè non fossi sicuro di lei! Ma perchè.... -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -fare il nome di quell’uomo.... venire a un atto che -importava, da parte di lei, così nell’incertezza, doversi -considerare come vedova di colui.... — m’era -odioso. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, ecco.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Tanto più che non ne abbiamo sentito proprio -bisogno per la stima ch’ella, grazie a Dio, gode intera, -accanto a me, presso tutti. — (<i>Riscaldandosi</i>) -È questo, è questo ora lo scompiglio vero, che mi -porta il signor Morli col suo ritorno! Mi manda a -dire che non vuol niente; che non darà la minima -ombra! Ma come vuole che non ne dia ombra? — Col -suo ritorno cangia tutto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no, perchè? Non cangia nulla. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Cangia tutto! Per forza! Finchè lui non c’era — passati -ormai tanti anni — sparito — forse morto — la -situazione della signora qua con me era diventata -agli occhi di tutti quasi normale. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Già! Ma non vedo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Come non vede? Ora diventa falsa, col marito -di nuovo qua! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No, dico, scusi, non vedo che cosa possa farci -lui.... il Morli.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E non la mette lui, adesso, in questa falsa situazione? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non lui, scusi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Lui, lui! Perchè avrebbe potuto ritornar subito! -Questa situazione è stata determinata, provocata dal -suo abbandono! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Già.... ma per impedirlo non credo che lei possa -pretendere ch’egli arrivi fino al punto di sopprimersi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Non pretendo questo! Penso alla reputazione -della signora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Capisco! capisco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Non negherà che ora ella si troverà a convivere, -davanti a tutti, con un uomo che, legalmente, non -è suo marito. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma questo è di fatto, scusi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Nossignore! Di fatto, finora, questo marito non -esisteva; nessuno ci pensava più! Ero io, per tutti, -di fatto il marito! Ora invece, con lui di nuovo qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stringendosi nelle spalle</i>) -</p> - -<p> -Che vuole che le dica.... Mi dispiace.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non riuscendo a darsi pace</i>) -</p> - -<p> -È stata da anni, da anni, la mia cura più assidua.... -Tutta la mia passione per questa donna.... (<i>andando -innanzi a Ferrante, quasi aggredendolo</i>). Sa! avrei -saputo farle anch’io, le follie, quelle che forse a lei -un tempo piacevano, nel marito! — Nossignori: -frenarla, comporla, questa passione, per guadagnarle -con la correttezza di tutte le forme, il rispetto della -società. — Ora viene lui, e addio! — Io divento -l’amante. — Questa donna, ha il marito, e convive -con l’amante! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lei se n’ha per male, scusi, come se l’amante, -intanto, non fosse lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Nossignori! Perchè per me, ormai è come una -moglie! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Appunto.... Ma mi pare che tra lei e il marito, -questo fatto dovrebbe più dispiacere al marito, che -a lei. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma che vuole che dispiaccia a lui, se mi manda -qua uno a dirmi che non glien’importa nulla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah no! no! che non glien’importi nulla, signore, -io non gliel’ho detto! Il Morli è disposto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -A ripartirsene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No! Ah, no! Basta! Quanto a ripartirsene, stia -sicuro che non se ne riparte più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E allora? — Disposto a che cosa? — Ma dunque -vede che è vero, lei che mi diceva di no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Io? Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -È pazzo! È pazzo! Ah, è venuto anche sul serio -con l’intenzione di riprendersi la moglie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>senza dargli tempo</i>) -</p> - -<p> -Aspetti! aspetti! Abbia pazienza un momento, -caro signore! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Esce concitatamente per l’uscio a sinistra. Ferrante -Morli resta interdetto e sospeso su quello che ora avverrà. — Poco -dopo, dalla comune, si precipita la <span class="smcap">Titti</span> — bella -ragazzetta di sette anni — vestita di bianco come una farfalla — seguita -dalla sua governante inglese <span class="smcap">Miss Write</span>, -giovane e bella, ma assiderata in una dolente rigidezza. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accorrendo e abbracciando per di dietro Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Buon giorno, papà, buon giorno! (<i>Poi, tirandosi -indietro, e irrigidendosi anche lei, come la sua governante, -appena Ferrante le si mostra</i>) Oh, prego, scusi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Ma Titti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Niente — bella bambina! (<i>Ammirandola</i>) Ah, deliziosa... — Ma -guarda! Sai che somigli molto — molto — (<i>volgendosi -a Miss Write</i>) — è curioso! — (<i>riguardando -la ragazza</i>) — ma sì, a quel birbante -che ti chiama <i>muci-muci</i>? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alzando una mano come una bambola inorridita</i>) -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Shocking. Non retto dire così, signore! (<i>Rivolgendosi -alla Titti</i>) Make your compliments and let -us retire. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>comprendendo molte cose sulle condizioni del figlio -in quella casa, dice con ironia</i>) -</p> - -<p> -Ah, bene.... — Non credevo, scusi.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientra dall’uscio a destra <span class="smcap">Lello</span>, seguito da <span class="smcap">Evelina</span>. -La signora Morli ha circa trentasette anni. È quale -i casi della vita e la compagnia d’un uomo malinconico, posato -e scrupoloso come Lello Carpani l’hanno ridotta: vale a -dire seria, contegnosa, compresa del rispetto che una donna -e una madre cosciente dei suoi doveri verso la società e -la famiglia, deve ispirare con la sua dignità inappuntabile, -temperata però da un misurato languore nello sguardo, nella -voce, nei sorrisi, di nobile compatimento, ispirato da non -si sa quale soave rimpianto lontano. Tutto questo, si badi, -senza la minima ombra di affettazione, come una necessità -naturale della sua convivenza col Carpani, la quale, -senza concorso di volontà o di studio, abbia determinato -istintivamente in lei questo suo modo d’essere, quasi che, -volendo piacere all’uomo con cui convive, ella non abbia -mai pensato di poter essere altrimenti. Penerà molto, però, -in questo momento, a serbare questo suo naturale contegno, -agitata com’è dalla notizia del ritorno del marito, -ch’ella del resto riconosce subito nella persona di quel -sedicente amico. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accorrendo per abbracciare Lello</i>) -</p> - -<p> -Oh, eccoti finalmente! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>arrestandola</i>) -</p> - -<p> -No, Titti; vai, vai.... (<i>Poi, mostrando la ragazza -a Ferrante, con intenzione:</i>) Ecco la mia (<i>indica Evelina</i>), -la nostra figliuola. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>turbatissimo, guardando invece Evelina</i>) -</p> - -<p> -Ho avuto.... ho avuto il piacere d’ammirarla. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accorrendo verso la madre</i>) -</p> - -<p> -Mamma sai? ho visto la signora Armelli. Ha -detto che verrà con l’avvocato. Senti, mamma? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Titti</i>) -</p> - -<p> -Vai, vai, cara! (<i>Ma vedendo che Titti, andata verso -la madre, resta smarrita di fronte al turbamento di -lei, esclama sorpreso, guardando Evelina</i>). Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>quasi per venir meno; tra sè, guardando e non volendo -guardare Ferrante, dice, convulsa</i>) -</p> - -<p> -Ma.... la voce.... gli occhi.... (<i>Poi, risolutamente -arrossendo, impallidendo, quasi con un grido:</i>) Ferrante? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>in un sussulto</i>) -</p> - -<p> -Eva! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con la smania di chi non vorrebbe smarrirsi, e si -smarrisce; portandosi le mani alla faccia</i>) -</p> - -<p> -Oh Dio.... Dio mio.... (<i>casca a sedere</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Ah, come! È lei? Ferrante Morli? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Chiedo scusa.... (<i>accostandosi a Evelina</i>) No, -Eva.... Su! su! Me ne vado subito.... Non ho saputo -resistere alla tentazione di venire a vedere.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>levandosi con franca fierezza</i>) -</p> - -<p> -Venire a vedere che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>quasi sorridendo, nel vederla così</i>) -</p> - -<p> -Ma no! Niente, Eva.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Qua bisogna venir subito, Lina, a una spiegazione! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>combattuta, fremente, vedendo il marito così placido</i>) -</p> - -<p> -No! Basta! Che spiegazione? Non.... non c’è bisogno -di nessuna spiegazione! (<i>Accorgendosi che Titti -è ancora lì, stupita, smarrita</i>) Ma vai, vai, figliuola -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -mia.... — (<i>Volgendosi a Miss Write</i>) Mi pare che -lei, signorina, avrebbe potuto portarsela anche di là! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Titti e Miss Write si ritirano per la comune. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Lello</i>) -</p> - -<p> -Nessuno ha diritto di chiedere a me spiegazioni. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma io non ne ho chieste. È stato lui, Eva.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non so con quale ardire tu abbia potuto così.... -all’improvviso, dopo tanti anni, presentarti qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sotto veste d’un amico, sai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ancor sorridente, ma già cominciando a seccarsi sul -serio</i>) -</p> - -<p> -Ma per non fare scene, Dio mio, come questa -a cui tutt’a un tratto, senza ch’io potessi impedirglielo, -ha voluto trarre qua te, Eva, e me.... — Ho -rifuggito sempre dal farne! Tu lo sai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E perchè allora.... perchè allora sei venuto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma l’ho detto a lui.... gliel’avevo già detto.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, no, scusi, lei ha manifestato anche l’intenzione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Nessuna intenzione, no! (<i>Con scatto d’impazienza</i>) -Maledetto il momento che a uno viene l’ispirazione -di fare un piacere agli altri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah per lei è un piacere questo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma sì, perchè mi sono preoccupato che v’arrivasse -di sorpresa la notizia del mio ritorno, senza -sapere con quali intenzioni fossi ritornato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma io ancora non le so, le tue intenzioni! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Nessuna! Eva! Nessuna, ti dico! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sarebbe inconcepibile, difatti, che tu potessi averne -ancora qualcuna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Avrei voluto, veramente, o scriverti, o mandare -qualcuno. Decisi all’ultimo di venire io stesso, fidandomi -che tu — anche se mi avessi visto — ormai, -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -dopo tant’anni, così.... tutto grigio, senza barba.... -Mi hai invece riconosciuto subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>seccato di questo tentativo d’approccio familiare</i>) -</p> - -<p> -Aspetti, aspetti, scusi! Non è possibile! Se è venuto -di persona.... qualche speranza, per lo meno.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no, le dico! Nessuna speranza! Un desiderio, -al massimo, di vedere.... Oh, perdio! mi sembra -naturale infine.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, intuendo, con uno scatto quasi ferino</i>) -</p> - -<p> -Aldo tu dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Mio figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s. tutta vibrante d’ira e di sdegno</i>) -</p> - -<p> -Ma che tuo figlio! Tuo figlio? Tu lo abbandonasti, -lo lasciasti a me bambino, senza più curarti -di lui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>gridando più di lei, per interrompere la scena che -lo secca enormemente</i>) -</p> - -<p> -Ma sì! ma sì! Va bene! Basta! Ora l’ho visto -e me ne vado! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>restando</i>) -</p> - -<p> -L’hai visto? Dove? Qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Poco fa; ma non temere! Non sa d’aver parlato -con suo padre! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma lo saprà; verrà a saperlo! Non sarà possibile -tenerglielo nascosto! — Ah, eccolo qua.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entrano dall’uscio a sinistra <span class="smcap">Aldo</span> e <span class="smcap">Decio</span>. Aldo ha -il cappello in capo, per uscire; Decio lo tiene in mano. -Subito Evelina si lancia incontro al figlio, come per ripararlo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>frenetica</i>) -</p> - -<p> -No, no, Aldo! no! mio! mio soltanto! (<i>Volgendosi -come una belva a Ferrante</i>). Se sei ritornato -per questo, puoi andartene perchè non hai, non hai -più nessun diritto su lui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sbalordito</i>) -</p> - -<p> -Mamma, ma che cos’è? che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>seguitando, con foga crescente</i>) -</p> - -<p> -No! Nessuno! nessuno! perchè tu sei rimasto a -me; t’ho cresciuto io, Aldo; io soltanto ho sofferto -per te, e soltanto la tua mamma tu ti sei trovata -accanto! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>comprendendo e guardando l’estraneo</i>) -</p> - -<p> -Ma che.... che forse.... lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>abbracciandolo, riparandolo</i>) -</p> - -<p> -No! Tu non devi neanche guardarlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ad Aldo; impaziente e imperioso, vedendo ch’egli -accenna di sciogliersi dal cieco abbraccio della -madre</i>) -</p> - -<p> -Stai, stai lì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi di nuovo contro di lui, senza lasciare il -figlio</i>) -</p> - -<p> -Non c’è bisogno che glielo dica tu di stare qui! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma no, mamma, aspetta! Non sono un bambino! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>atterrita</i>) -</p> - -<p> -Come!... Che dici, Aldo?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Dico che.... preso così, scusami.... — Ho diritto -anch’io di sapere.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -No, niente, Aldo! niente! Perchè lo riconosce -lui stesso di non avere nessun diritto su te! Ha detto -che non vuole niente, e che se ne va! È vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ridendo dell’agitazione di lei e della fretta di mandarlo -via</i>) -</p> - -<p> -Ma sì! Calmati! Calmati! Non voglio niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Te ne puoi dunque andare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ecco, me ne vado.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>risolutamente staccandosi</i>) -</p> - -<p> -Aspetta, mamma! Ti dico che io voglio sapere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Ecco, vede? vede? lei che non vuol niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Lello</i>) -</p> - -<p> -Io? Ma no! È lui! (<i>indica Aldo</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>al figlio</i>) -</p> - -<p> -Che vuoi sapere? Non ti basta quello che sai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Sì: quello che m’hai detto tu. Ma forse egli avrà -ora esposto qua le ragioni per cui, per tanti anni, -non s’è fatto vivo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah no, caro, nessuna ragione! nessuna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ne avrai avute! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Nessuna, davanti a tua madre che grida, giustamente, -perchè l’abbandonai con te, bambino. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompendolo</i>) -</p> - -<p> -E non è forse vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì, e dico infatti «giustamente!» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma davanti a me? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah no, nient’affatto! Ci devo esser io! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ridendo</i>) -</p> - -<p> -Temi che inventi? — Ma no! Perchè tu stia -tranquilla, eccole qua a mio figlio spicce spicce, le -mie ragioni. Volli abbandonarvi tutt’e due. Te e lei! -Per andare a divertirmi! Va bene così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah no! Perchè così tu vuoi fargli supporre.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con scatto d’impazienza</i>) -</p> - -<p> -Ma se non voglio averne per lui! non lo capisci? -Prima di tutto perchè credo con te, che per lui -debbano valere soltanto le tue; e poi perchè non ammetto -che debba giudicarmi mio figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma egli ha pure tutto il diritto di sapere.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, interrompendo</i>) -</p> - -<p> -Nossignore! Perchè io non gl’impongo, nè gli -chiedo di venirsene con me! — Potrei dirle a lei -(<i>indica Evelina</i>), se mai, le mie ragioni; ma me ne -guardo bene! — Io posso riconoscere le sue e accettarle -in pace, — lei, le mie, no — per forza! -(<i>Volgendosi subito a Evelina</i>) Perchè tu, Eva, hai -ora — qua, lui (<i>indica Lello</i>) — e di là, tua figlia! — Due -fatti, contro cui non potrebbero mai valere le -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -mie ragioni, fossero pure le più giuste e le più vere! — Dunque, -basta! — Me ne vado. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E non pensi, che queste che sono ragioni per -lei.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>cercando d’interromperlo</i>) -</p> - -<p> -Ma che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>forte, reciso</i>) -</p> - -<p> -Lasciami dire, ti prego, mamma! Tra te e lui, -ci sono anch’io! — Dovete pure tener conto di -me! — (<i>A Ferrante</i>) Tu non dovevi più ritornare, -se volevi riconoscere e tener ferme soltanto queste -ragioni di lei, nelle quali io non entro affatto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un grido</i>) -</p> - -<p> -Come non entri? Che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pronto, con forza</i>) -</p> - -<p> -Ma sì, mamma, scusa! Se son lui (<i>indica Lello</i>) -e la Titti le tue ragioni, quelle ch’egli accetta, — io -non c’entro; io ne son fuori! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, con forza</i>) -</p> - -<p> -E che forse la Titti m’ha impedito d’esser mamma -anche per te? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>tentando d’arginar quella foga, dolcemente</i>) -</p> - -<p> -No, no, mamma! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Quando? quando mai? Sono stata tutta per te; -tutte per te le mie cure! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Sì, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Questa è ingratitudine! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E anche lui (<i>indica Lello</i>) è stato per te un padre -affettuoso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma sì! va benissimo! E gliene sono grato! — Ma -considera la mia situazione, ora, con lui qua! -(<i>indica Ferrante</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, questo sì, è giusto. Gliel’ho detto anch’io! -Giustissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordita, non aspettandosi quest’approvazione da parte -di Lello</i>) -</p> - -<p> -Come? Che dici, giustissimo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma sì, mamma: se mio padre è tornato, ti par -giusto ch’io stia qua ancora con lui? (<i>indica Lello; poi, -scorgendo per caso Decio di cui s’era scordato</i>) È vero, -Decio? Non ti pare? Su, su, di’! tu puoi giudicarne -meglio d’ogni altro, da estraneo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Ma no.... io.... chiedo scusa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, no. — Di’, di’ francamente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Decio</span> -</p> - -<p> -Ma io non so.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -È inutile! è inutile! Perchè è proprio così, Lina -tuo figlio ha ragione! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Finchè mio padre non c’era.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Anche la nostra situazione, adesso, gliel’ho fatto -notare (<i>indica Ferrante</i>) diventa falsa, con lui qua, -agli occhi di tutti. — E tuo figlio naturalmente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma se finora c’è stato, qua con noi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sì; finchè non si sapeva nulla di lui, neppure se -fosse in vita! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ad Aldo</i>) -</p> - -<p> -Ma se lui, Dio mio, lui stesso te lo dice, di rimanere -con me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -O se no, me ne riparto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con uno scatto di sincerità</i>) -</p> - -<p> -Ecco! Bene! Dovrebbe far questo, lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Sarebbe inutile! (<i>Voltandosi a Ferrante</i>) Te ne -riparti? Vengo con te; e sarà peggio per lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma allora sei tu, Aldo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, mamma! Dio mio, non so come tu non te ne -persuada! Tu te ne stai con lui (<i>indica Lello</i>) e con la -Titti — com’è giusto. Ma è giusto allora che anch’io -me ne vada con mio padre.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Volete lasciarmi dire due parole? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ecco che parla lui, adesso! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No, Eva, — con calma! con calma! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Lo so che cosa vuoi dire! Che non essendomi -bastato lui bambino, è vero? e avendo io ora un’altra -figlia e lui (<i>indica Lello</i>).... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma non te ne fo un rimprovero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E intanto mi porti via il figlio, senz’aver mai -fatto nulla per lui! (<i>Voltandosi verso Aldo e abbracciandolo -e stringendolo a sè con furia di disperazione</i>) -Non è possibile! Non è possibile, Aldo! Io -non ti lascio andar via! Io non potrei più vivere; -non potrei più vivere senza di te, figlio mio! Come -puoi pensare d’abbandonarmi, d’abbandonar la tua -mamma? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma no.... vedi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Che vedo? Non capisci che viene a essere una -condanna per me se tu te ne vai con lui, se mi lasci -qua senza di te? E ti pare ch’io me la meriti, se -lui stesso ti dice di no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma perchè condanna, mamma? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Condanna! condanna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma nient’affatto! T’ho detto che è giusto! E se -tu non pensassi soltanto alla tua situazione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -È certo che tu la renderai più falsa, andandotene. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con subitaneo contrasto, rivoltandosi contro Lello</i>) -</p> - -<p> -No, no! — Ha ragione! — Dice che io non -penso alla sua! — Che penso alla mia, e non penso -alla sua! — Ha ragione! — (<i>Ad Aldo</i>) No, non -me n’importa, della mia — è che io non voglio -perderti, Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma perchè perdermi? Chi ti dice che mi perderai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non starai più con me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma ci vedremo sempre.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Come? dove? sei stato con me sempre, da piccino; -e non lo sai, non lo sai tutto quello che ho -sofferto; tutto quello che io feci anche per lui (<i>indica -Ferrante</i>).... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con fermezza, turbandosi</i>) -</p> - -<p> -Gliel’ho già detto, Lina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Io non lo dico per lui; lo dico per mio figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma Eva, scusa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>di scatto, dura, aggrottata</i>) -</p> - -<p> -Che vuoi tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non per mio figlio; ma per te.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non voglio saper più nulla, io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma non intendo parlare di te, come sei ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Di quello che fui, in me, non c’è più traccia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non è vero! Ah! non è vero! Lo so per prova! -Lo credetti anch’io, quando volli troncar tutto, di -netto, fuggendo come un pazzo, senza lasciare più, -apposta, nessuna traccia di me! — Scusa, tant’è -vero, che t’è bastato risentir la mia voce, e sei cascata -lì a sedere.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma sfido! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Mi sembra perfettamente inutile.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Inutilissimo! inutilissimo! Ma per mandare così -una voce — a quattordici anni di distanza — a una -certa piccola Eva folle.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Folle, sì! folle! folle! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non rimpiangere, saresti ingrata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma lo scontai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Questo sì! Ma anch’io! E peggio di te! Non rimpiangere! -Per questo, capisci? volli sparire. Quando -una vita, come quella che vivemmo tu e io, per cinque -anni, crolla — è tale il crollo, che: basta! serrare -i denti! sparire! — So quello che volesti fare -per me! Una pazzia.... Se il mio unico pensiero era -stato quello di salvare almeno te e lui (<i>indica Aldo</i>) — così, -proprio così come ho fatto — sparendo! — Vedi -che, sì — avrai sofferto — ma non t’è finita -male.... Con me, se fossi ritornato, sapendo a tempo -dell’opera sua (<i>indica Lello</i>) — immagina che vita -sarebbe stata.... Diversi, non si può essere se non -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -con gli altri. — Tu, con lui.... (<i>indica di nuovo -Lello</i>) — ma diversi noi due, Eva — dopo essere -stati com’eravamo — no, ah! sarebbe stato per me -una cosa impossibile! meglio niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Avresti potuto pensare che c’ero io, anche. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No! Anche per te, anche per te — meglio! Dopo -quanto avvenne, per colpa d’altri, ma certo anche -per il disordine mio — t’avrei fatto male e non -bene, restando! (<i>Subito cangiando tono, calmo, arguto, -sorridente, per richiamare ai fatti</i>) — Signori -miei, insomma, io v’ho trovati qua in perfettissima -pace. Mi pare che voi adesso rimpiangiate, non la -mia fuga di tanti anni fa, ma ch’io sia ritornato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Appunto! appunto! — guastando tutto, con questo -ritorno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Vediamo di guastare il meno possibile! Sono qua -per questo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ad Aldo</i>) -</p> - -<p> -Dunque, tu vuoi andartene con tuo padre? Bada -che io non so.... non so come farò.... quello che farò, -se tu te ne vai.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma se ti dico che ci vedremo sempre.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Voglio sapere dove! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Già, perchè.... (<i>rivolgendosi a Ferrante</i>) spero che -lei non penserà di domiciliarsi qua, nella stessa -città.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, no.... certo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sarebbe una condizione per me, per lei (<i>indica -Evelina</i>) intollerabile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Stia tranquillo. Non mi domicilierò qua certamente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E dunque, come sarà questo sempre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma si vedrà, mamma.... Combineremo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, no! — Ora! — Lo voglio sapere ora! lo -voglio sapere prima! — Non verrà fuori che tu non -potrai più venire qua perchè io sto con lui! (<i>indica -Lello, guardando come a sfida, Ferrante</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sorridendo</i>) -</p> - -<p> -Ma non ti rivolgere a me. Io non dico niente! -Fate voi! Fate voi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>schizzando stizza; irritato, non si sa se dalla gelosia -o dal dispetto di vedersi tutto scombinato</i>) -</p> - -<p> -Comoda, ah, comoda, la sua parte! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E dalli! Ma non me lo dica lei, almeno, scusi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Glielo dico io, sissignori, glielo dico io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Oh bella! Ma abbia pazienza, si rende un po’ -conto perchè la cosa le sembra così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma perchè è così! Non crede che sia comodo -lasciar fare agli altri dopo aver messo tutto sossopra? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Nient’affatto. Guardi. Le sembra così, perchè -io proprio non voglio nulla, neanche mio figlio; di -fronte a lei che invece vorrebbe tutto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Io? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sissignore. Tutto. Come se io non solo non ci -fossi, ma non fossi mai stato nessuno nè per questa -donna, nè per questo ragazzo. Bene. Io faccio come -vuol lei, cioè appunto come se non ci fossi; ed ecco -che lei se n’irrita e se la piglia con me. — Se la -pigliasse almeno con lui! (<i>indica Aldo</i>) — Quantunque -per esser logico, lei, dovrebbe riconoscere che -mio figlio, qua, non dovrebbe metter più piede. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordito</i>) -</p> - -<p> -Come per esser logico? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma sissignore! Perchè lei si dà pensiero delle -false situazioni e della buona reputazione, solo quando -fanno comodo a lei. Bene. Voglio darmene pensiero -anch’io. E posso pretendere — poichè il marito -sono io, infine, io e non lei — posso pretendere che -mio figlio, qua, non metta più piede! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, costernatissima</i>) -</p> - -<p> -Ah, vedi? vedi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scoppiando a ridere</i>) -</p> - -<p> -Ma no! ma no! Stai tranquilla, cara! Non pretendo -nulla, io! — Non posso soffrire la pedanteria, -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -lo sai! — Povera piccola Eva, sei diventata accanto -a lui una brava saggia mammina feroce. Ti ricordi? -Iviù! (<i>farà questo grido, che evidentemente era il -modo con cui un tempo la chiamava, con una strana -luce negli occhi e alzando tutte e due le braccia</i>) E tu -mi saltavi al collo. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Evelina, che durante tutta la scena ha cercato di nascondere -il vivo e profondo turbamento richiamandosi di -continuo alla sua malinconica e austera dignità, tanto più -soffusa d’una cert’aria di comicità, quanto più in lei -vuol essere sincera, e che nella difesa del figlio ha messo -tanta aggressività contro la sorridente remissione del marito, -perchè in questa aggressività trovava anche una difesa -contro il suo proprio turbamento, ora a quel grido -di lui, per nascondere ancora una volta questo turbamento, -ricorre a un fiero atto di sdegno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, notando quest’atto</i>) -</p> - -<p> -No! Basta.... Scusami.... Mi pare impossibile che, -pur essendo all’aspetto quasi la stessa, tu sii divenuta -un’altra, così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non potendone più</i>) -</p> - -<p> -Ma insomma!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Basta, basta, sì.... Me ne vado. Non c’è da far -tragedie, come vedete, disposto come sono alla massima -condiscendenza. Tuo figlio se ne starà con te, -con me, come vorrà. E standosene con me non soffrirà, -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -perchè ho pensato per lui, credi, più che non -paja. Da questo bel giovanotto (<i>posa una mano sulla -spalla di Decio</i>) mi farete sapere quello che stabilirete -fra voi due: dove, come e quando vi volete vedere; -e non ne parliamo più.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Fa per avviarsi, con Decio, quando sulla comune si -presenta la <span class="smcap">Signora Armelli</span>, sui trent’anni, molto ritinta -e riccamente abbigliata. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Oh, Lucia. Vieni, vieni. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>piano a Decio</i>) -</p> - -<p> -Su, su, andiamo, andiamocene, noi due! (<i>Saluta -con la mano Aldo, e inosservato dagli altri esce con -Decio, approfittando della visita sopravvenuta</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Lello</i>) -</p> - -<p> -C’è mio marito in automobile che la aspetta giù, -avvocato, per andare.... non so, al convegno per la -causa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>imbarazzatissimo</i>) -</p> - -<p> -Già! Ma non è possibile, vede? (<i>Voltandosi a -cercar nella stanza Ferrante</i>) Dov’è? Se n’è andato? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordita</i>) -</p> - -<p> -Chi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Niente niente. Scenderò io stesso giù a portare -a Giorgio le carte e a dirgli che faccia lui, perchè -per oggi io non posso.... non posso.... (<i>Esce di fretta -per l’uscio a destra</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Oh Dio, ma che cos’è accaduto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah Lucia, che cosa! che cosa!... Vedi questo -ingrato? (<i>indica Aldo. — Poi volgendosi a lui</i>) Perchè -non te ne sei andato via subito con lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma per carità, mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alla signora Armelli</i>) -</p> - -<p> -Lo abbiamo cresciuto insieme, è vero, Lucia? -E ora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -E ora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Hai veduto quel signore che si disponeva a uscire -quando tu sei entrata? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì, col signor Decio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -È mio marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sbalordita</i>) -</p> - -<p> -Tuo marito?... tuo marito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, che si porterà via con sè Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un grido subito represso</i>) -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E lui è felicissimo d’andarsene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sentendosi vacillare e accennando di portarsi le mani -al volto, esclama quasi sotto voce</i>) -</p> - -<p> -Oh Dio.... Oh Dio.... (<i>E mentre Evelina e Aldo -accorrono a sorreggerla, casca su una sedia, svenuta</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>guardando quasi impaurita il figlio</i>) -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>confuso, premuroso chinandosi sulla svenuta</i>) -</p> - -<p> -Signora Armelli.... Dio mio.... signora Lucia.... -(<i>Poi, alla madre con un gesto espressivo delle mani</i>) -Mamma.... mamma.... va’, corri pei sali.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>trasecolata</i>) -</p> - -<p> -Ma come, tu.... con lei? (<i>E si porta le mani -alle tempie, come a reggersi la testa che le va via -davanti alla rivelazione d’una cosa così enorme e incredibile</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>piano, con una certa stizza</i>) -</p> - -<p> -Anche per questo, vedi? è bene che io me ne -vada.... — Su, corri, corri.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Evelina, con la bocca aperta, le mani per aria, fa -per avvicinarsi, ma come se non sapesse più dove andare; -poi si volta accora una volta verso il figlio come impaurita, -ma Aldo con le mani le fa un atto iroso d’andare. -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -</p> - -<h2>ATTO SECONDO</h2> -</div> - -<h3>SCENA</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Giardino della villa di Ferrante Morli a Roma. La villa -è a sinistra; se ne scorge tra gli alberi la facciata, col portone -aperto, a cui si sale per alcuni scalini d’invito, non -più di cinque, che man mano si restringono fino alla soglia -del portone. A destra è prima il cancello con un magnifico -eucaliptus presso uno dei pilastri; poi, fino in fondo, -la ringhiera che s’intravede di tra gli alberi, tutta coperta -d’edera e di roselline rampicanti. Alberato è anche il fondo -della scena, in parte sul davanti praticabile. Tra due alberi, -un’altalena. In mezzo qualche tavolino e sedie e sedili -da giardino. -</p> - -<p> -Sono passati circa due mesi dal primo atto. È un dolcissimo -pomeriggio d’aprile. -</p> - -<p> -Sono in iscena il cameriere <span class="smcap">Ferdinando</span>, sui cinquanta -anni, in marsina, <span class="smcap">Toto</span>, giovinastro equivoco, che accompagna -una <span class="smcap">Giovane</span> non meno equivoca, in cappellino, la -quale viene a profferirsi per governante. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Per me, se volete, entrate pure (<i>indica il portone -della villa</i>). Ce n’è di là altre due che aspettano. -(<i>Osserva la giovane</i>) Ma per dir la verità, non -mi pare il genere... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>aggressivo e provocante, facendosi avanti</i>) -</p> - -<p> -Come sarebbe a dire, che non ti pare il genere? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>tirandolo indietro, non tanto per metter pace, quanto -per far vedere che basta lei sola</i>) -</p> - -<p> -Lascia, Toto; andiamocene. L’avviso del giornale -diceva: «Donna eccepibile». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>correggendo</i>) -</p> - -<p> -Ineccepibile! ineccepibile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p> -E va bene! «Governo casa signore solo». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Già, ma vedete, qua, propriamente, questa donna -non la vorrebbero nè il signore nè il signorino.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompendo</i>) -</p> - -<p> -Ah, come? c’è pure il signorino? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Sì; ma questo per voi non vorrebbe dire, perchè -«solo» anche lui. Meglio anzi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Oh! Che discorsi fai? Bada come parli! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -No; faccio per dire adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompendo, agitando un giornale che tiene in -mano aperto</i>) -</p> - -<p> -Ma allora perchè mettono l’avviso sul giornale -e fanno incomodare le persone a venire fin qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Abbiate pazienza. Lasciatemi finire. La governante -la vorrebbe la signora. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, scattando</i>) -</p> - -<p> -Che? La signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s., quasi contemporaneamente</i>) -</p> - -<p> -Senti senti, che scappa fuori adesso anche la signora! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente sonare il campanello del cancello. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alla donna, tirandola via con sè</i>) -</p> - -<p> -Vieni via! vieni via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accorrendo verso il cancello</i>) -</p> - -<p> -Un momento.... aspettate un momento.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ferdinando apre il cancello. Entrano la <span class="smcap">Vecchia zia</span>, -grassa, ciabattona, e la <span class="smcap">Nipote</span>, sui trent’anni, molto formosa -ma finta modesta. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -È qua che cercano la donna per un signore -solo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Qua, entrate. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, alle due nuove arrivate</i>) -</p> - -<p> -Ma non date retta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sulle mosse d’andar via con Toto</i>) -</p> - -<p> -Questo si chiama ingannare la gente. Dicono -«signore solo», e poi viene fuori che c’è pure la -signora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Ma no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -Come? La signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rispondendo a Ferdinando</i>) -</p> - -<p> -L’avete detto voi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Se non mi lasciate spiegare! — La signora c’è -e non c’è. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p> -E che «solo e solo» allora, me lo dici? se ci -ha l’amante che va e viene? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Ma non è l’amante, è la moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p> -La moglie che va e viene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -È venuta per qualche giorno, e ora se ne riparte. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -Perchè non sta con lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Sta fuori. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un riso sguajato</i>) -</p> - -<p> -Ho capito! Ce l’avrà lei allora, l’amante. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -E come? e lui, il marito?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Io non so niente. So che la Signora, prima di -partire, vorrebbe lasciar qua per il governo della -casa una donna.... ma.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La giovane</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, facendogli il verso</i>) -</p> - -<p> -Incepibile! (<i>E scoppia di nuovo a ridere, c. s.</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Posata.... anziana.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Toto</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>afferrando con una mano e tirando a Ferdinando il -bavero della marsina</i>) -</p> - -<p> -Per tua regola, quando sull’avviso si mette come -ci sta scritto qua.... (<i>s’interrompe e lo guarda negli -occhi</i>) Ci siamo intesi! (<i>Poi, subito, rivolgendosi alla -giovane e tirandosela via con sè</i>) Andiamo via! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Escono tutt’e due per il cancello. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -Eh già. Se prima mettono una cosa, e poi ne -vien fuori un’altra.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Ma no! (<i>Piano, con uno sguardo d’intelligenza</i>) -Si capisce che cosa cercavano quei due là, lei per un -verso e lui per l’altro. Ma voi entrate. La signora -starà poco a venire. Voi mi sembrate adatta. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -Io? Ma che! Non mi metto mica a servizio io.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>squadrando la nipote</i>) -</p> - -<p> -Ah, è allora per.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p> -Per questa mia nipote qua, buona come il pane. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La nipote</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con gli occhi bassi</i>) -</p> - -<p> -Già.... ma se c’è la signora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>spazientito</i>) -</p> - -<p> -Oh, insomma, entrate, se volete, e come verrà la -signora, ve l’intenderete con lei. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Suona di nuovo il campanello del cancello. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accorrendo ad aprire e indicando l’entrata della villa -alle due donne</i>) -</p> - -<p> -Di là, di là.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">La vecchia zia</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alla nipote</i>) -</p> - -<p> -Vediamo prima che signora è.... (<i>Si dirigono -verso il portone aperto della villa, a sinistra, ed -escono</i>) -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ferdinando intanto apre il cancello, ed entra l’avvocato -<span class="smcap">Giorgio Armelli</span>: media statura, piuttosto grasso; -sessant’anni; capelli bianchi, corti, tagliati rigorosamente -a spazzola; viso acceso, occhietti acuti, baffi neri, insegati -e ritinti, ritinte anche le sopracciglia; tiene sempre rigida -la nuca, come per un torcicollo fisso; è compitissimo, elegantissimo, -parla piano, spiccando tutte le sillabe e porgendo -quasi a una a una le parole con l’accompagnamento -d’un gesto delle dita a chiocciolino. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Scusi, il signore? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Sono l’avvocato Giorgio Armelli. Vengo da Firenze. -Vorrei parlare con la signora Lina. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -La signora Lina? Non sta mica qui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Come non sta qui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Qui non ci sta nessuna signora Lina. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma come? Non è la casa del signor Morli, -questa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Sissignore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -E dunque! La signora si chiama Lina. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -No, sa. La signora qua si chiama Eva. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Lina! Lina! Volete insegnarlo a me? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Potrei giurare, signore, d’averla sentita chiamare -sempre Eva dal marito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah! Ho capito. Perchè veramente.... sì sì.... Evelina, -ecco, si chiama Evelina.... Si vede che il marito -ne avrà presa la prima parte, e la chiama Eva. -Noi a Firenze la chiamiamo signora Lina. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Scusi; io non sapevo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Chiarito l’equivoco — basta! — E così, dunque? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Per il momento la signora non è in casa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>meravigliato</i>) -</p> - -<p> -Ah no? E come? Col figlio.... (<i>Rimane in sospeso -e costernato</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interpretando a suo modo la sospensione</i>) -</p> - -<p> -Sissignore, col figlio e il marito; sono usciti per -una passeggiata a cavallo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>strabiliando, a due riprese</i>) -</p> - -<p> -Una passeggiata?... A cavallo?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Sissignore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s., a tre riprese</i>) -</p> - -<p> -La signora Lina? A cavallo? E col figlio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>col viso di chi non capisce il perchè di tanto stupore -risponde naturalmente</i>) -</p> - -<p> -E il marito, sissignore. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma dunque, perfettamente guarito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Scusi, chi, guarito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Come, chi? Il figlio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Ma non è stato mai malato, ch’io sappia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>cascando dalle nuvole</i>) -</p> - -<p> -Come come? Non è stato mai malato, il figlio? -anzi, gravissimo? quasi per morire? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Da che ci sto io, no, signore; e sono a momenti -due mesi. Vispo come un grillo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah, ma dunque?... Dio mio.... Arrivò, otto giorni -or sono, a Firenze un telegramma che dava il figlio -quasi per ispacciato dai medici; per cui la madre è -accorsa qua.... — E noi che s’è stati in tanta costernazione, -senza nessuna risposta ai nostri telegrammi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Ah, ecco, per questo! Sissignore: ne sono arrivati -tanti, di questi giorni! Un diluvio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma sì, Dio mio, costernatissimi! Vi dico che voleva -venir con me perfino mia moglie! — Ma allora.... -allora hanno fatto finta.... per attirare qui la -madre? Non so.... non capisco però, come la signora -Lina.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Eh, caro signore.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Indignatissima, mi figuro! Sfido! Se sono scherzi -da fare a una madre! (<i>Voltandosi di scatto, come se -Ferdinando avesse parlato</i>) Che? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Mah! Ne combinano! Ne combinano! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Padre e figlio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Mai fermi un momento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -E la signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Eh.... sa, direi che.... anche lei.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah sì?... Sbalordisco.... Perchè.... (<i>E resta tutt’a -un tratto in tronco</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>per rimediare</i>) -</p> - -<p> -Ma fa piacere, sa, vederli così, sempre allegri.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah; lo credo, lo credo. — E allora.... allora non -dite niente, mi raccomando, di questa mia visita: -per non guastar la loro allegria. Corro io, adesso, -a spedire un telegramma d’urgenza per tranquillar -tutti a Firenze; e ritornerò più tardi per parlare con -la signora. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>esitante</i>) -</p> - -<p> -Non debbo avvertire?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -No, no. Anche nel vostro interesse, perchè forse -la signora non voleva si sapesse che il figlio non è -stato mai malato, essendosi trattenuta qui una settimana.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Già; ma io non sapevo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>per troncare, accomodante</i>) -</p> - -<p> -Lasciamo le cose come sono; come se io non -fossi venuto. Ritornerò più tardi, nuovo di tutto. -Fidatevi. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra a questo punto dal cancello rimasto aperto la -<span class="smcap">Signora vedova</span>, sui trentacinque anni, in gramaglie. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>avviandosi, a Ferdinando</i>) -</p> - -<p> -Siamo intesi, eh? Addio. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E l’avvocato Giorgio Armelli, salutando Ferdinando -con la mano, esce dal cancello. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>seccatissimo, quasi sgarbato</i>) -</p> - -<p> -Viene per l’avviso del giornale, signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Sono una povera vedova.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Va bene, scusi. Favorisca dentro (<i>indica il portone -della villa</i>). Ce n’è altre quattro che aspettano. -Creda che io non ne posso più! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Ma è solo, veda, per la mia sventura che io.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sbrigativo</i>) -</p> - -<p> -Lo credo, lo credo. Parlerà con la signora. S’accomodi -di là. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>si porta invece il fazzoletto listato di nero agli occhi -e si mette a piangere con impeto, ma silenziosamente; -poi dice</i>) -</p> - -<p> -Da appena un mese.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>un po’ pentito dello sgarbo usatole</i>) -</p> - -<p> -Il marito? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Che mi voleva tanto bene! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Eh, disgrazie.... — Sa però, se lei piange così, signora, -non credo che questa sia una casa per lei. -Gliel’avverto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Ecco, volevo appunto qualche notizia. Il signore -è forse vedovo anche lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Che! Ha moglie. Moglie e un figliuolo. Ma la -moglie sta a Firenze. (<i>Piano, in confidenza</i>) Sa.... -pasticci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -E che età ha? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -La signora? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -No, lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Mah.... tra i quaranta e i cinquanta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Ah, dunque.... ancora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora vedova</span> -</p> - -<p> -Non tanto vecchio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>che ha capito l’antifona</i>) -</p> - -<p> -Signora, io debbo apparecchiare qua per il thè. -(<i>Vengono dal fondo a sinistra le voci e le risate di -Ferrante Morli, d’Evelina e di Aldo che ritornano -dalla passeggiata a cavallo e sono entrati nel giardino -dalla parte della rimessa</i>) Vada, vada. Ecco che -giungono. — (<i>Indicando la villa</i>) Di là, dove aspettano -le altre.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<span class="smcap">Ferrante Morli</span> e <span class="smcap">Aldo</span>, che hanno intrecciato le -mani a seggiolino per sorreggervi su <span class="smcap">Evelina</span>, entrano -rumorosamente dal fondo a sinistra, tutti e tre in costume -da cavalcare. A Evelina, da tanti anni non più abituata a -montare a cavallo, s’è intorpidita una gamba. Ella ha una -amazzone nuova, con <i>redingote</i> di panno marrone molto -sciallata a un sol bottone, alta fin sopra il ginocchio, -calzoncini aderenti di stoffa scozzese, abbottonati da un -lato e gambali. Durante la scena seguente <span class="smcap">Ferdinando</span> -uscirà parecchie volte dalla scena e vi rientrerà, sempre -attraverso il portone della villa, intento ad apparecchiare -in giardino il tavolino per il thè. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sorretta a sedere sulle mani di Ferrante e di Aldo, -tenendosi con le braccia appoggiata a entrambi</i>) -</p> - -<p> -Ma no! Giù! Che fate! Giù! giù! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No! così, così! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -In trionfo! in trionfo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Qua! qua! basta! giù! Fatemi scendere! (<i>Scende -e si prova a poggiare in terra il piede</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -È passato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Ah! (<i>E solleva il piede</i>) No.... Dio! mi formicola.... -mi formicola.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Siedi; siedi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No, meglio in piedi.... Così, guarda: alzati, alzati -e premi sulla punta dei piedi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no, non posso! non me lo sento più, il -piede! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Da’ ascolto a me! Ti reggo io.... (<i>La regge. Evelina -prova a rizzarsi sulla punta dei piedi</i>) Così.... -così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ti passa?... ti passa?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ridendo nervosamente</i>) -</p> - -<p> -Sì.... sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Vedi? — Ah, il mio <i>cau-bòi</i>! A che siamo ridotti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sfido! dopo tant’anni che non monto più a cavallo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ad Aldo</i>) -</p> - -<p> -L’avessi vista sul suo «iumper» (pronunziare -giùmpeur) Tutt’una con esso! Che salti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Basta, basta! Per carità, basta, Dio mio! Sono -come ubriaca.... Basta, di pazzie, ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma che basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, no, basta! basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lasciamola dire! Diceva così anche prima! E sai -in che modo buffo, venendomi avanti con certi occhi -da bambina spaventata e scotendo il dito.... Come -dicevi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ripetendo con grazia fuggevole l’antico modo, quasi -bambinesco, ma con l’aria di volerne subito profittare -richiamandosi a un proposito serio</i>) -</p> - -<p> -«Non ci faccio più!» — Ah, ma davvero, sai! -Ora basta, ora basta: «non ci faccio più» davvero! — E -prima di tutto, via quest’abito! (<i>accenna -d’avviarsi</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, trattenendola</i>) -</p> - -<p> -No, no! Resta così, mammina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>cercando di svincolarsi</i>) -</p> - -<p> -Ma no — via — lasciami! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -No, così.... come un maschietto in mezzo a noi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>impostandosi severamente</i>) -</p> - -<p> -Aldo! Impertinente! (<i>Ma come Ferrante scoppia -a ridere forte, vedendole assumer quell’aria di severità, -subito smettendola e fingendo d’esser seccata</i>) -Sì, bravo, ridi.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>seguitando a ridere</i>) -</p> - -<p> -Ma sì, abbi pazienza, Iviù! T’ho visto far con -la testa.... (<i>le rifà il gesto con cui ha accompagnato -il rimprovero al figlio, come se questo gesto gli ricordasse -le mossette di lei per i rimproveri che un -tempo soleva rivolgere a lui, ed esclama</i>) Tu non -sai come sei tutta, sempre, la stessa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sfido! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, rifacendole anche il modo con cui ha detto -«Sfido!»</i>) -</p> - -<p> -Ecco: «Sfido!» — E l’hai ripetuto già due -volte! (<i>Ad Aldo</i>) — Non sapeva far altro che dirmi -«Sfido!» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>involontariamente, tirata dal discorso, ripete</i>) -</p> - -<p> -Sfido! (<i>ma subito l’avverte e s’arresta: basta questo, -per far prorompere naturalmente quei due in una -gran risata; e allora subito ella, per ripigliarsi</i>) Sì, -sì, perchè prima era lui a farmi commettere tutte -le pazzie, e poi aveva il coraggio di farmele notare, -sissignori: che erano pazzie! Io allora, mortificata, -gli dicevo: — Non lo faremo più! — E lui: — Che? -Queste sono niente! Vedrai quelle che faremo -domani! — (<i>Abbassa gli occhi e aggiunge</i>) E le -facevamo davvero. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dopo averla contemplata un pezzo, beato</i>) -</p> - -<p> -Ma sai che per me sei tutta, tutta nuova, mammina? -Io ti sto conoscendo adesso! Non t’ho mai -veduta così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con comico dispetto, facendo gli occhiacci</i>) -</p> - -<p> -Me l’immagino bene, conciata poi in questo -modo.... — No, via, lasciate che vada a levarmi di -così.... Peccato! Per una volta sola, una spesa così -forte.... (<i>Sale i cinque gradini d’invito davanti al -portone della villa</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un sobbalzo</i>) -</p> - -<p> -Che! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Per una volta sola? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah sì! Se aspettate di riprendermici un’altra -volta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E il bajo che resta di là? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Potete cominciare a rivenderlo.... (<i>Poi con tono -d’ammonimento a Ferrante, per richiamarlo alle -spese pazze d’una volta, che determinarono la sua -rovina</i>) E ti prego.... e ti prego.... (<i>fa per ritirarsi</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dal giardino</i>) -</p> - -<p> -Ci sono di là, signora, parecchie donne venute -a profferirsi per governanti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a precipizio, protestando</i>) -</p> - -<p> -Nononononò! Niente, mammina, governanti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Abbasso le governanti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Non vogliamo saperne! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Muffa! Muffa da signora Lina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Pensieri da mamma Lina! Via! via! via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ohè, ragazzo! Ma sai che tu m’hai conosciuta -sempre da mamma Lina? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Eh, scusa, l’ho detto io stesso, or ora.... Ma a -Firenze, non qua, mammina! Qua non ci sta mica, -di casa, mamma Lina, nè presumerai d’esser quella, -ora — vestita così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E perciò vado subito a spogliarmi, e me ne riparto -stasera, cari miei! (<i>Scappa via per il portone -della villa</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Ferdinando, seccato e risoluto</i>) -</p> - -<p> -Vai, vai a cacciar via tutte quelle donne, e senza -farle uscire di qua: non voglio neanche vederle! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Sapesse che roba! (<i>Fa per avviarsi a eseguire -l’ordine</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Via! via! (<i>E come Ferdinando esce</i>) Senti, Aldo. -Seriamente. Bisogna ch’ella rimanga qui, con noi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>angustiato di quell’aria risoluta del padre, con un -sospiro</i>) -</p> - -<p> -Eh.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con forza</i>) -</p> - -<p> -No. Bisogna! bisogna! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Figurati se lo vorrei anch’io! Ma capirai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, fosco e duro</i>) -</p> - -<p> -Capisco solo una cosa io, adesso: che non posso -più tollerare, assolutamente, ch’ella ritorni là. Bisogna -impedirglielo a ogni costo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ammalandomi di colpo per davvero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con pronta e aspra severità</i>) -</p> - -<p> -Aldo, t’ho detto «seriamente»! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma, papà, se dici seriamente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Seriissimamente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E allora temo, purtroppo, che non verrai a capo -di nulla. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Perchè ti sembro fatto soltanto per scherzare, io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, papà! — Perchè vedo che ti rivolgi a me. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Come a dire, a uno che sa soltanto scherzare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma no, Dio mio! Ti parlo anch’io adesso seriamente. -Vedo.... vedo con tanta pena, che tu.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompendolo, smaniando</i>) -</p> - -<p> -Non dovevo, non dovevo farla venire! — Ma -sei stato anche tu! «Per farle prendere una boccata -d’aria!» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Eh già.... Per questo soltanto! Credendo che tu, -ormai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma non vedi, con l’aria che ha preso, con l’aria -che ha respirato subito, di nuovo accanto a me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Già, sì, è un’altra! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma che un’altra! L’ho ritrovata, s’è ritrovata -lei stessa, subito, tutta, qua — lei, lei — quella che -era prima! Pare a te un’altra! Come era parsa a -me là, quando la rividi come una mummia.... Fosse -venuta quella, mi sarei anch’io divertito «a farle -prendere un po’ d’aria!» Ma che! S’è avuta per male, -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -lì per lì, di trovarti qua sano; ha fatto un po’ l’indignata -per la crudeltà dello scherzo; se n’è voluta -andare prima all’albergo, ma poi, nel vederci andar -via mogi mogi, s’è messa a ridere.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E io, quando ha riso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Tu, sì; ma io mi son sentito lacerare tutto, subito, -dentro, a quel riso! — Tu non lo sai, come -ha riso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ha riso.... e poi.... ce la siamo portata via. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, caro mio.... Ho riso anch’io, guardandoti, -come ti ha guardato lei. Ma poi i nostri occhi si -sono incontrati; ed è stato uno sgomento (un attimo!) — Sono -sicuro, guarda, che tu come sei ora, -cresciuto, un giovanotto, non sei stato più niente per -lei; come per me — niente; perchè, per noi, piccolo, -così soltanto, potevi essere in quell’attimo, e -non questo che sei. Ho visto nel suo sorriso, dopo -che mi guardò, quella stessa momentanea freddezza -ch’era nel mio, impacciata, come se tu, così grande, -non fossi.... non fossi nostro (oh, per un momento, -bada!) e noi due, io e lei.... — non so dirtelo — divisi — presenti -e divisi — come divisi, sì, in due -vite distanti e contemporanee, vere tutt’e due, e -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -vane tutt’e due nello stesso tempo! — Ora, in questi -otto giorni, tu l’hai vista: quella che è stata per -tant’anni la tua mamma là, è sparita. Qua è vera -quella che conosco io. E questa è mia, è mia; dev’esser -mia; non può più ritornare là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>quasi sgomento</i>) -</p> - -<p> -Ma papà, tu così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>forte, non ammettendo repliche</i>) -</p> - -<p> -Non posso più tollerarlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Già; ma vuoi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pronto, interrompendo c. s.</i>) -</p> - -<p> -Che rimanga qui assolutamente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E l’altra? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordito dalla subita e placida domanda del figlio, -che lo arresta</i>) -</p> - -<p> -Che altra? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Quella di là! Come la conoscevo io; come la -conoscono tutti gli altri, là.... È vera anche quella, -sai, papà! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Come, vera? No! Ormai no! Non può, non deve -più esser quella! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E come, papà, se ha pure quell’altra sua vita, là, -che tu non puoi cancellare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scrollando furiosamente le spalle</i>) -</p> - -<p> -Ma che vita! che vita! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Bene o male. Quella che è. Come ha potuto fargliela -quel.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, voltandosi di scatto, furibondo</i>) -</p> - -<p> -Non me lo nominare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Oh, papà: un uomo che s’è fumato tutto da sè, -piano piano, come un sigaro dolce. È rimasto intero, -ma di cenere; che guaj se lo scrolli un po’ o se ci -soffi sopra, appena appena! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah, se lo scrollo! Lo scrollo! lo scrollo! — Ci -soffio! ci soffio! (<i>E si mette a passeggiare sulle -furie</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>quasi tra sè</i>) -</p> - -<p> -Sarà un bel guajo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>vedendolo, si ferma un po’, per poi riprendere a -passeggiare</i>) -</p> - -<p> -Sì; contentati di dire così, tu, e basta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma che vuoi che ci faccia io?... Non ci ho mica -colpa io, papà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lo so! Ma è tempo, sai, che lei su, la signora, -cominci, cominci a riconoscere che la colpa fu anche -sua, sua, allora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma no, papà, io dico colpa, se lei se ne vuol ripartire. -Ti rivolgi a me. Io ho potuto farla venire, -e avrò fatto male; ho fatto male certamente. Non -posso mica trattenerla.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si ode a questo punto dall’interno del portone la -voce di Evelina. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Voce di Evelina</span> -</p> - -<p> -Ferdinando, il thè. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Eccola! Non posso farmi vedere da lei così agitato. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -S’avvia concitatamente verso il fondo e scompare tra -gli alberi. -</p> - -<p> -Rientra in iscena poco dopo <span class="smcap">Evelina</span>, in abito grigio, -da viaggio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>vedendo Aldo ancora in abito da cavalcare</i>) -</p> - -<p> -Come, e tu ancora così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>confuso, guardandosi l’abito addosso</i>) -</p> - -<p> -Ah, sì.... Mi sono trattenuto a parlare con papà. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E dove.... dov’è andato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Mah.... non so, di là.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E non viene a prendere il thè? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Credo che.... che ne abbia poca voglia, oggi, -papà. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Pausa. Evelina lascia cadere, apposta, il discorso. Entra -<span class="smcap">Ferdinando</span> con la tejera e con le paste. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Oh, bravo Ferdinando. Posa qua, posa qua (<i>indica -il tavolino apparecchiato</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferdinando</span> -</p> - -<p> -Comanda altro? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Nient’altro, grazie. (<i>E come Ferdinando va via, -si mette a versare il thè e il latte, prima per Aldo, -poi per sè. Dura ancora un po’ la pausa. Poi, rivolgendosi -ad Aldo, domanda</i>) Non sarà cambiato, -è vero, l’orario delle ferrovie? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Te ne vuoi dunque, proprio, ripartire stasera? -No, mammina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No; almeno stasera, no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Stasera, stasera.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Domani, senti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Stasera. Basta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Tutto domani, qui; e poi, doman l’altro mattina.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Basta, basta ti dico! È ormai deciso.... Ma come -sono buone queste paste! Prendine una. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rifiutando, ingrugnato</i>) -</p> - -<p> -Grazie. (<i>Poi</i>) Qui, per tua regola, è tutto buono. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì. Tranne te. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No. Tranne te. Sono appena otto giorni, e.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Avrei dovuto ripartirmene il giorno stesso dell’arrivo, -appena scoperta la vostra bella birbonata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con le mani congiunte e aria e voce di preghiera -bambinesca e birichina</i>) -</p> - -<p> -Mammina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Smettila, Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Mi sono tanto strapazzato, oggi, a cavallo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Peggio per te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Mi fa tanto male il capo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Smettila, ti dico! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E va bene, vattene! Se poi, appena montata -in treno, io mi metto a letto per davvero con la -febbre.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Oh sai, impostore, ricordati la favola di quello -che gridava al lupo! Io non vengo più, bada, neanche -se sei davvero ammalato. Ci hai fatto questo -bel guadagno! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con la più tranquilla impudenza</i>) -</p> - -<p> -Eh sì.... Tu scherzi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi sbalordita</i>) -</p> - -<p> -Io scherzo? Io dico sul serio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E intanto questo accadrà sicuramente prestissimo, -con la vitaccia <i>americana</i> che facciamo qua, io -e papà. Io non ci sono abituato.... Senza le cure di -nessuno.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma va’ là, commediante, che non sei stato mai -così bene come adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Sì; ma anche tu, sai, mammina! Vedessi come -stai bene, tu! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Via, basta ti dico, Aldo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, via, confessa, confessa, mammina, che tu ti -sentiresti maledettamente più felice, qua, con papà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>balzando in piedi</i>) -</p> - -<p> -Insomma, vuoi che me ne risalga su? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma non devi neanche credere, sai, come quando -sei arrivata, che io abbia ancora quattro anni, oh! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>lo guarda come se cascasse dalle nuvole</i>) -</p> - -<p> -Ma che dici? io? io ho creduto che?... (<i>Siede -di nuovo e si mette a ridere</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Tu, tu, sì, me l’ha detto papà! — Lo sgomento! -Un attimo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Io? Ma che dici? Sei impazzito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>caricando burlescamente l’espressione</i>) -</p> - -<p> -Vi siete guardati e — niente! come se io, così -cresciuto, un bel giovanotto, non fossi più vostro. -Più niente per te; come per lui — più niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>un po’ smorendo, stupita ma pur sorridente, riconoscendo -la verità di quel che realmente, al suo -arrivo, guardando il marito, aveva anche lei avvertito -in confuso, nel turbamento</i>) -</p> - -<p> -Ma che pazzie.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, intuendo</i>) -</p> - -<p> -Mammina, come lo dici! Deve essere stato vero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>reagendo al suo sentimento</i>) -</p> - -<p> -Follie, follie di tuo padre! — Non è stato vero -nient’affatto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sognante, dopo una breve pausa</i>) -</p> - -<p> -Potessi andare a nascondermi là, dietro quell’albero, -e ricomparirvi davanti un cosino.... così, col -cerchio e la bacchetta.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>profondamente turbata, sconvolta; non potendone -più</i>) -</p> - -<p> -Aldo, Aldo, per carità, basta! basta! Non posso -più sentirti parlare! (<i>E si mette a piangere, nascondendosi -il volto</i>). -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Pausa. Rientra dal fondo <span class="smcap">Ferrante</span>. Fa segno ad -Aldo d’andar via in silenzio: Aldo va via. E allora egli, -piano, s’accosta a Evelina. A poco a poco, lentissimamente, -a cominciar da questa scena, la luce andrà scemando -per modo che, alla fine dell’atto, resti soltanto -come un ultimo barlume di crepuscolo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rialzando il capo, e credendo di parlare ancora a -Aldo</i>) -</p> - -<p> -Tu dovresti piuttosto.... (<i>vedendo Ferrante, e arrestandosi</i>) — Ah — dov’è -andato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>in apparenza calmo, sorridente</i>) -</p> - -<p> -T’ha visto piangere, e se n’è andato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>confusa, imbarazzata dalla presenza di lui, perchè -non più sicura di sè</i>) -</p> - -<p> -E tu?... Di dove sei venuto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Se volevi darmi un po’ di thè.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah.... il thè.... ma sarà freddo.... (<i>E si volta a -chiamar verso il portone della villa</i>) Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Lo prendo anche freddo.... — lascia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>nell’imbarazzo, volendo dare a intendere che ha chiamato -il figlio per un’altra ragione</i>) -</p> - -<p> -No.... È, perchè.... Sono un po’ nervosa.... Diceva -tante sciocchezze.... Ma tu dov’eri? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>freddo, senza dar la minima importanza alla cosa</i>) -</p> - -<p> -Di là. Ho sentito.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>che ha versato il thè nella tazza, porgendolo senza -guardarlo</i>) -</p> - -<p> -È proprio freddo, sai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non importa.... (<i>All’atto di Evelina di prendere -il bricco del latte</i>) No, senza, senza latte.... (<i>E dal taschino -in alto del panciotto trae una fialetta oblunga -e versa alcune gocce del liquido che vi è contenuto -premendo col pollice la piccola leva del turacciolo d’argento -automatico</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>che è stata a guardare</i>) -</p> - -<p> -E che è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Gin. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Lo porti con te? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -L’America! (<i>E accompagna l’esclamazione con un -gesto vago della mano</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... È brutto.... — ti.... ti.... (<i>Vorrebbe esprimere -il suo dispiacere, ma si trattiene</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non mi fa niente.... Un sorso ogni tanto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma.... Dio mio, ad Aldo.... ad Aldo no, non lasciar -prendere codesto vizio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Stai tranquilla. Del resto, non è neanche vizio -per me, perchè, se voglio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con impeto di premura, subito di nuovo trattenuto</i>) -</p> - -<p> -Ecco sì.... non.... non lo fare.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Davanti ad Aldo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, per te stesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E allora, non perchè non voglia più io, ma perchè -non vuoi tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sempre più imbarazzata</i>) -</p> - -<p> -Dico per te.... È proprio un brutto vizio.... E ad -Aldo, anzi, volevo raccomandare appunto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Che invece di dir «quelle sciocchezze», pensasse -a farmi un po’ da papà? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma sì, perchè tu spendi, tu spendi enormemente, -all’impazzata di nuovo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sorridendo</i>) -</p> - -<p> -No, no. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Come no! T’ho visto buttar via il danaro.... -come prima, Dio mio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No. Un po’ in questi giorni, perchè ci sei stata -tu. — «Come prima», dici? — Ma tu, prima, non -te ne accorgevi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -È vero, sì! cieca! cieca! — Ma pensa che tu hai -ora Aldo con te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Oh, se fosse per questo, no! Non pensai che -avevo accanto te, allora! Figurati, se potrebbe trattenermi -Aldo adesso! — Ma non dubitare che ora -ci penso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sul serio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì, ci penso.... — ci penserò, via, se non oggi, -domani — ma sai perchè? perchè sono di nuovo qua; -e mi ci sento, qua, di nuovo.... non so, come.... — come -dovresti sentire anche tu! — come se non fossi mai -partito, ecco — e lo avessi, ah perdio, ancora e -senza fine, quel danaro — non questo d’ora! — quello, -quello! — quello che, per non averlo allora -calcolato, mi distrusse, spezzò la nostra vita.... — Ah, -ma ora l’ho di nuovo e lo tengo, lo terrò perchè -mi par di riaverla in pugno con esso, la mia vita — quella, -quella di prima! L’ho sentito in questi otto -giorni, con te qua.... — Stai sicura che non me lo -lascerò più sfuggire. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>timida, dolente</i>) -</p> - -<p> -Già; ma io.... io.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scartando, fosco, estroso</i>) -</p> - -<p> -Te ne vai? E allora che vuoi che me ne importi -più? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No! Come? E Aldo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un riso cattivo, e finto sdegno e finta indifferenza</i>) -</p> - -<p> -Aldo?... Aldo, se mai.... — In America! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, no! Mai! Mai! Questo non devi neanche -pensarlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma no, via, non temere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Me lo dici per spaventarmi? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No, cara. Sarebbe un ricatto. Io non ne faccio. -Sai bene che volevo lasciartelo là.... Ha voluto venir -via lui. — Ripigliarti, trattenerti qua per mezzo del -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -figlio, non lo farò mai: — Sei stata qua otto giorni. -Sei venuta per lui. Hai visto come (<i>a bassa voce per -la delicatezza del sottinteso</i>) come ho mantenuto la -promessa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>piano anche lei, senz’ombra di ribellione, come per -obbedienza a una necessità</i>) -</p> - -<p> -Me ne sarei ripartita subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sì, e per farti rimanere, dopo questa minaccia, mi -sono trattenuto con tutte le forze dell’anima e del -corpo! Ma non è possibile, non è possibile, Eva, -che tu.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>interrompe, di nuovo timida, su le spine</i>) -</p> - -<p> -No, no.... basta.... Che dici, ora?... basta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Dico che, dopo questi otto giorni di festa, di.... -di quella nostra, antica festa, non è possibile che tu, -chiudendoti la notte, nella tua stanza, sola.... (<i>Pigia -su la parola «sola» e le battute seguenti saranno -intercalate da tutti e due nel discorso, rapidamente; -come tra parentesi</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito a occhi bassi</i>) -</p> - -<p> -Ma certo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pigiando</i>) -</p> - -<p> -E a chiave! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -A chiave, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>riattaccando</i>) -</p> - -<p> -Non abbia pensato, che ti era accanto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Eh via, sii sincera! — Fui tuo marito! — E tu -tremi tutta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Come no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... scòstati.... smetti, Dio mio! non mi tormentare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma dunque vedi che è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E che pretendi, se è vero? Ragione di più per -ripartirmene, se mai — per me e per te! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Per me? No! Come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma sì! Anche per te.... Perchè io.... (<i>e non sa -più come proseguire</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>incalzandola</i>) -</p> - -<p> -Perchè tu? Che vuoi dire? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con grazia da innamorata, ma un po’ ambigua, da -potersi anche interpretare come un espediente di -estrema difesa</i>) -</p> - -<p> -Vorrei poter venire ancora qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E come? Così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Ah, per Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Per Aldo! — Grazie! — Non per me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con la grazia di prima</i>) -</p> - -<p> -Anche per te; ma.... così.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Grazie tante! Ah, grazie tante, così! Che vuoi -che mi importi di mio figlio, se vieni per lui? Verrà -lui da te! — Così non voglio più io allora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sempre con quel suo giuoco di grazia</i>) -</p> - -<p> -Dovresti capire, che non sarebbe possibile altrimenti. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma perchè? Se è vero che tu mi vuoi ancora -bene? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pronta, interrompendo</i>) -</p> - -<p> -Appunto perchè è vero! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E vuoi che ti lasci ripartire, che ti lasci ritornare -là, se mi dici che è vero? No! no! (<i>fa per -abbracciarla</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, lasciami.... lasciami.... Qua con te potrei esser -di nuovo soltanto una folle! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma sì! ma sì! Com’io ti voglio! La mia piccola -folle d’allora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E ti pare possibile? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Perchè no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Perchè non sono più quella, da tanti anni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E in questi otto giorni qua, come sei stata? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah così.... per otto giorni.... Può sempre, in qualche -momento, a una donna non brutta capitare.... -(<i>e lascia il discorso in sospeso</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>spingendola a dire</i>) -</p> - -<p> -Capitare, che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Che so!... Di vedersi guardata da qualcuno con -una strana insistenza.... e colta all’improvviso, turbarsene; -sentendosi ancora bella, compiacersene.... Si può, -senza che paja di commettere una colpa, in quell’istante -di turbamento o di compiacenza, carezzar col -pensiero dentro di sè quel desiderio suscitato; immaginare.... -così, come in sogno, un’altra vita, un -altro amore.... Ma poi.... basta! La vista delle cose -attorno, un minimo richiamo della realtà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma non è anche questa, non è anche questa una -realtà per te? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... sono come.... non so.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Perchè non vuoi toccarlo qua, in me, in te stessa, -il tuo sentimento.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sono come lontana.... lontana.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -No! Tu devi essere qua! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non posso.... non posso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Mia! Mia! Mia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, Ferrante: — via! Basta.... Ajutami, Dio mio! -Intendendo che io debbo pure — debbo — poter -tornare là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E perchè, là, sì? — Tu hai pure qua tuo figlio! -E io sono tuo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, ma non è la stessa cosa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Come non è? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non è! Prima di tutto perchè.... guarda! — se -io restassi qua con te — (e dovrei per forza restare, -perchè certo non potrei più, allora, ritornare là — tu -lo intendi!) — ebbene, perderei per sempre ogni -diritto di rivedere mia figlia. E sarebbe per me impossibile! — Poi, -per me stessa.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Per lui, vuoi dire! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, con forza</i>) -</p> - -<p> -Ma non per lui! — Per te, anzi!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scrollando le spalle</i>) -</p> - -<p> -Ma via.... ma via.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Sì, sì, per te! per te e per me! Perchè non potrei -più dire — lo capisci — che vengo qua per -Aldo, perchè verrei, invece, realmente, per te! Mentre -tu puoi esser sicuro che là vado solo perchè c’è -mia figlia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Bello! Ah, un bellissimo ragionamento, codesto! -Grazie! Là, dove andresti soltanto per poter rivedere -tua figlia, là, sì! E qua, invece, dove verresti.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, ostinata</i>) -</p> - -<p> -Per te.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>compiendo la frase</i>) -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -No! — precisamente: — no!... E non deve sembrarti -soltanto un ragionamento, perchè credi che -è anche il mio sentimento, ed è sincero! Pensa che -c’è pure mia figlia là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Va bene; e Aldo, qua? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Aldo.... — Tu non puoi intenderlo, non puoi intenderlo, -perchè soltanto una donna — questo — lo -può intendere! — Io sento che ci sei tu, in lui, -nel mio amore per lui; mentre mia figlia, là, la sento -sola! Ecco. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E perchè è così, vuoi ora ritornare da lui? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma non che voglia! debbo! — È una necessità, -che non è dipesa solo da me. L’hai riconosciuta tu -stesso, santo Dio, ritornando; e anche accettata. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Finchè non sapevo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito troncando</i>) -</p> - -<p> -Che cosa? Non mi forzare a dire.... Non posso -mica dirti che cosa io sento là.... Io debbo più, più -che la gratitudine a chi m’ha difesa, protetta, salvata -dalla disperazione in cui ero caduta per te, senza -mai approfittare del mio stato, con una devozione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Basta! basta! basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No! È bene che tu lo sappia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma me le ha dette lui, non dubitare, tutte le sue -benemerenze! — Non capisco però, come avendo -tanta.... tanta vita, quanta in questi giorni hai saputo -ritrovarne in te — ti sii potuta acconciare a -vivere là.... con quello.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no, che c’entra! — Qua, con te.... con questa -vita senza nè capo nè coda.... sfido! — Là.... una -vita tranquilla.... Non ho mai neppur pensato di doverne -esser contenta.... Ho tanto da fare, da badare.... -Qua dài tu, tutto. Là do io; e ho la soddisfazione -di farla io, agli altri, la vita.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Negandola a me! Perchè a chi la darò più, io, -la vita, se tu te ne vai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con slancio, posandogli le mani sulle spalle</i>) -</p> - -<p> -Ma a me, a me, come l’hai data sempre, anche -quando non c’eri! — Sì.... Tutta la vita — tutta -la vita, che mi veniva da Aldo, perchè era tuo — la -tua vita! — Seguita a darla a lui, qua, e sarà -come se la dessi anche a me! (<i>Troncando, perchè -vede Aldo sulla soglia del portone della villa</i>) -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dalla soglia della villa <span class="smcap">Aldo</span>, sporgendo il capo, domanda: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Pace? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Pace, pace.... sì. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>balzando sulla scena e correndo a Evelina</i>) -</p> - -<p> -Ah! Dunque resti? Viva la mammina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... Parto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma che partire più! Come parti, se hai fatto -pace? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma parto anzi per questo; perchè ci siamo intesi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, no, senti, almeno fino a domani! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma se ho tutto pronto su per la partenza! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E tu lascialo pronto! — Via, sì — concesso! -concesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non ci siamo affatto intesi. — Parte. E se vuoi -partire anche tu con lei.... Sono stato un pazzo, un -pazzo a ritornare. Ero riuscito così bene a strapparmelo -dal petto il cuore e a calpestarlo, così, sotto il -piede.... Nossignori! Sono ritornato.... (<i>Con esasperazione, -quasi gridando</i>) Non posso vedervi insieme! -Ecco — eravate voi due.... C’ero anch’io con voi, -quando tu eri così piccino.... Ora voi potete stare -insieme — e io no, ne sono fuori! Perchè lei deve -poter ritornare là! Ebbene, ritorni là! ritorni là! -(<i>Silenzio — lunga pausa. — Ma a questo scatto di -disperata passione, Evelina, sentendosi tutta sconvolgere, -reclina il capo e si mette a piangere. — Aldo -le si accosta, le pone una mano sulla spalla, si china -verso lei e non osa dir nulla. Ferrante — che s’è -allontanato un po’ in fondo al giardino passeggiando — riesce -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -a riprendersi, a dominarsi, s’accosta anche -lui ad Evelina e le dice:</i>) No, Eva.... su, non voglio -che tu pianga qua.... Basta.... Io, capisco, capisco.... -Ma alla vita che puoi avere qua, che hai ancora in -te — e l’hai dimostrato, l’hai dimostrato in questi -giorni, — bada che io non voglio rinunziare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah no! Non più! non più, adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Come non più? io voglio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma io lo dico per te. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Non pensare a me. Ci stordiremo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... no. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Sono gli unici istanti di vita che posso ancora -darti.... Figurati se ci rinunzio! Su via, su Aldo, a -noi! (<i>Prendono l’uno e l’altro Evelina per le braccia</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, lasciatemi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Qua, Eva non deve pensare. E quando tu sarai -stanca là, d’essere mamma Lina: voglio, voglio, intendi, -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -che ritorni ad essere qua la mia piccola, la -mia piccola Eva folle. — Non per me, per te sola.... — Basta.... -su.... su.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no.... dove? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ma al solito.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Già! La volata, mammina! (<i>Indica l’altalena</i>) -Non abbiamo fatto oggi la volata. Ma resta inteso -che tu non parti più per stasera — almeno questo -sì! concesso.... concesso!... Tutto domani e poi -basta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E poi basta! Badate! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, grazie, grazie, mammina: tutto domani, e -poi basta! — Concertiamo subito subito una bella -pazzia per stasera? — Su, mammina, vieni, vieni! -(<i>La tira col padre per la mano verso l’altalena in -fondo</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no! ma no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Qua, sull’altalena.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... (<i>La fa montare</i>) Perchè ti venga una -bella idea volante, mammina! (<i>La spinge</i>) Su.... -opla.... là.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Suona il campanello al cancello. Ferrante, rimasto -fosco e taciturno sul davanti della scena, si volta al suono, -e poichè è lì presso, e vede davanti al cancello un signore, -si reca ad aprire. Si fa avanti l’avvocato <span class="smcap">Giorgio Armelli</span>. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Desidera? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Sono l’avvocato Giorgio Armelli.... Vengo da -Firenze. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi dall’altalena e scorgendolo</i>) -</p> - -<p> -Ah, Dio.... Ferma, ferma, Aldo.... — C’è l’avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>vedendola andare sull’altalena</i>) -</p> - -<p> -Uh.... Dio mio.... Signora Lina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Oh guarda, l’avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma, Aldo, ti dico ferma! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ecco, mamma.... Tieni conto che m’alzo adesso -dal letto.... (<i>Fingendosi convalescente, debolissimo, -riesce a fermar l’altalena</i>) Ecco, scendi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>riassumendo, come può, tutta la sua aria di dignitosa -signora</i>) -</p> - -<p> -Mi scusi tanto, avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma no.... di che? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>indicando Aldo</i>) -</p> - -<p> -Lei sa com’è matto.... Ha voluto farmi provare.... -(<i>indica l’altalena</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E metta che sono ancora debolissimo! Posso ben -dire d’averla scampata bella, caro avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Mi.... mi congratulo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Segga, segga, avvocato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -No, grazie. Ho di là la carrozza (<i>indica fuori -del cancello</i>). Me ne riparto tra un’ora per Firenze. -(<i>Poi imbarazzato, perchè non è stato ancora presentato -a Ferrante</i>) Ma io.... veramente.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, già, scusi.... (<i>Presentando</i>) L’avvocato Giorgio -Armelli — mio.... mio marito, Ferrante Morli. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un riso poco invitante</i>) -</p> - -<p> -Il socio? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Sissignore.... Da tanti anni.... — Fortunatissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E sarà venuto per affari professionali, m’immagino, -avvocato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -No, ecco.... No, e sì — veramente.... Avevo un -affaruccio da sbrigare e l’ho sbrigato. Venivo per -prendere notizie e anche per darne, perchè — lei può -immaginarsi — siamo stati tutti, là, in gran pensiero. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -E si figuri noi qua, caro signore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah, lo credo, lo credo.... Ma vedo che, grazie -a Dio, Aldino, adesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ah no, sa! Non sto mica ancora bene, io.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Eh, ma, via — puoi contentarti.... Mentre.... ecco, -a Firenze.... a Firenze, corrono anche là per i ragazzi -certe malattie.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scoppia in una gran risata</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>in tono di rimprovero</i>) -</p> - -<p> -Ma, Aldo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ridendo sempre</i>) -</p> - -<p> -E non capisci, mamma, che cosa viene a dirti? -Che s’è ammalata la Titti, adesso, a Firenze! (<i>E seguita -a ridere, a ridere, comunicando il riso a Ferrante -e poi anche ad Evelina, per quanto ella forse -non voglia</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>mentre la risata involontaria le muore sulle labbra</i>) -</p> - -<p> -Anche la Titti là adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rimasto imbarazzato, mortificato, tentando di sostenersi</i>) -</p> - -<p> -No, ecco.... veramente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>per scusare il figlio</i>) -</p> - -<p> -Lei vede bene, avvocato, che questo briccone -qua.... (<i>indica Aldo, sottintendendo «Non è stato mai -malato»</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Già, ma io, ecco.... posso assicurare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito sopraffacendolo con voce goffa</i>) -</p> - -<p> -Ma sì! Ma sì! Malattiacce, malattiacce, caro avvocato, -che sogliono venire ai figli lontani! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Già, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -E sa come si chiamano? «Mammanconìe». -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Vede che bel tipo, avvocato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No, scusa! Un bel tipo anche lui, allora, se -serve dello stesso mezzo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Eh, mi pare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma no, scusi.... È che propriamente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito</i>) -</p> - -<p> -Dio mio, avvocato, lei non mi vuol dire che la -Titti è ammalata davvero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -No, no.... È che chiede, chiede molto di lei, ecco! -Si sa, la mamma.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ecco, dunque, vede? «Mammanconìa» Dica -così. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, Aldo, ma per concludere allora, ch’io me ne -debbo ripartire subito — ora stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Se la Titti non ha niente.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rivolgendosi recisamente all’Armelli</i>) -</p> - -<p> -Ha detto che ha fuori la vettura, avvocato? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Avevi promesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Basta, Aldo. (<i>Ad Armelli</i>) Vengo subito con lei. -Avevo già deciso di partire questa sera. Ho tutto -pronto su. M’aspetti un momento (<i>via di fretta per -il portone della villa</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ecco.... veramente la ragazza.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ammalata? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ha avuto una febbretta due giorni fa. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma passata adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì, passata.... Ma mia moglie la tiene a letto per -precauzione. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Per carità, non la turbino senza ragione.... Non -le dica nulla durante il viaggio, la prego, di questa -febbretta già passata.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -No no, stia sicuro.... nulla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Scommetto, avvocato, che non è neanche vero -che la Titti la chiede così molto, come ha detto lei. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah, no! per questo ti posso assicurare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma non fino al punto che la mamma non possa -star qui neanche per un altro giorno.... Guardi, avvocato, -andremo tutti e quattro a cena questa sera. -Venga, venga con noi! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma che! No, non è possibile! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sopravviene <span class="smcap">Evelina</span> pronta per partire seguita da -<span class="smcap">Ferdinando</span> che attraversando la scena recherà la borsa -da viaggio alla carrozza che si suppone fuori del cancello. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Senti, mamma, l’avvocato dice che non c’è da -avere tanta fretta, e che vorrebbe venire, dice, a -cena con noi, fuori, questa sera.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma no! io?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Come no! Lei.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma se ho preso finanche il biglietto per partire, -figliuolo mio! Impossibile! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non gli dia retta. Non dia retta a questo matto, -avvocato. Andiamo, andiamo.... (<i>A un pensiero che -le sovviene improvviso</i>) Ah senti, Aldo.... Un momento, -scusi, avvocato. (<i>E tirandosi Aldo in disparte</i>) -Ho visto nella valigia una gran confusione.... certe.... -sì, pazzie.... che tuo padre ha voluto comperare per -forza.... Non posso portarmele là.... A levarle non -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -facevo a tempo. Lascio tutto. Le leverai tu, e mi -spedirai la valigia domani. Mi porto solo la borsa -da viaggio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Sì, sì. Brava! Così resta qua la roba ad aspettarti, -mammina! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, no, caro! Adesso t’aspetto io a Firenze. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Che! Non finisce il mese che sono di nuovo ammalato. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Eh, no — basta.... Con questo gancio non mi tiri -più, sai! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Eh, ma ne abbiamo tanti altri! Guarda! (<i>rivolgendosi -a Ferrante</i>) Papà, tu quando hai detto che -partirai? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Io? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Ma sì, per quel viaggio che mi hai detto che -devi fare in Spagna.... per le piriti.... non so.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p> -Ah sì! Ai primi del mese venturo forse.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Capisci, mamma? Resterò solo per una ventina -di giorni. E tu verrai a tenermi compagnia almeno -per una settimana! Ecco fatto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, sì.... va bene, va bene. Dammi un bacio per -ora e lasciami andare, chè l’avvocato ha fretta (<i>lo -abbraccia e bacia</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -L’avrei fatto divertire tanto io stasera, avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p> -Eh, caro.... Tu sei giovane. Addio, addio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accostandosi a Ferrante</i>) -</p> - -<p> -Addio, anche a te.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Ferrante</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>piano</i>) -</p> - -<p> -No, a rivederci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Andiamo, avvocato! Addio, Aldo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -T’accompagno fino alla carrozza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>saluta Ferrante che inclina appena il capo</i>) -</p> - -<p> -Tanti ossequi. (<i>Via con Aldo ed Evelina</i>) -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ferrante resta solo nel giardino. Si ode fuori del cancello -una cara allegra risata di Evelina, certo per qualche -cosa che le avrà detto Aldo. Nel giardino è già quasi -sera. Rientra dal cancello prima Ferdinando, che attraversa -la scena per riuscire dal portone della villa, poi Aldo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Aldo</span> -</p> - -<p> -Partita.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -I due uomini, soli, non sanno più nè che cosa dirsi, -nè che cosa fare. Nella tristezza del barlume crepuscolare, -come una bolla che assommi silenziosamente, s’accende -il globo di luce elettrica in cima al portone. -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<h2>ATTO TERZO</h2> -</div> - -<h3>SCENA</h3> - -<div class="blockquote"> -<p> -Stanza di passaggio in casa dell’avvocato Carpani. -La comune in fondo. L’uscio laterale a destra dà nella -camera del Carpani; quello a sinistra, nella camera di -Titti. Quanto all’arredamento, è necessario soltanto un -ampio letto a sedere. Gli altri mobili, armadio, cassettone, -ecc., diano l’impressione di un interno intimo, agiato. -</p> - -<p> -Prime ore del mattino. (Dal secondo al terzo Atto -passa soltanto una notte). -</p> - -<p> -Al levarsi della tela sono in iscena <span class="smcap">Lello</span>, la <span class="smcap">Signora -Armelli</span> e la <span class="smcap">Signora Tuzzi</span>. Lello passeggia fosco per -la stanza. La signora Armelli sulla soglia dell’uscio a sinistra -parla, rivolta verso l’interno, a Titti ancora a letto. -La signora Tuzzi seduta, quasi sdrajata; sul letto a sedere -tiene la testa reclinata sulla spalliera, come una che, avendo -vegliato tutta la notte, abbia ora inavvertitamente ceduto -al sonno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>parlando verso l’interno</i>) -</p> - -<p> -Ma no, ma no, figliuola mia! se mai, più tardi. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ps! Piano, piano, signora Lucia.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi</i>) -</p> - -<p> -Perchè? (<i>E come Lello le accenna che la signora -Tuzzi s’è addormentata</i>) Ah, poverina, dorme? (<i>Ma -poi, come a una minaccia di Titti d’alzarsi dal letto, -grida facendo qualche passo verso l’interno</i>) Insomma, -no, Titti! Io non te lo permetto! (<i>E rientra in -iscena, richiudendo l’uscio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma che cosa vuole, si può sapere? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>svegliandosi al rumore, infastidita</i>) -</p> - -<p> -Dio mio, che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rispondendo a Lello</i>) -</p> - -<p> -Che? Vorrebbe alzarsi a quest’ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma non c’è Miss Write di là? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma sì! Dice che s’è sognata che arrivava (<i>sta -per dire la mamma; si trattiene, dice:</i>) lei; e vorrebbe -alzarsi.... (<i>Alla signora Tuzzi</i>) Mi dispiace -cara, d’averti svegliata.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ma no.... non dormivo.... M’ero un po’ appoggiata.... -così.... (<i>Si stropiccia con le mani le braccia, -come per freddo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Povera signora, si sarà infreddolita.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Sì.... un po’. Fa ancora freddo di notte. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Passare una nottata così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ma non lo dica nemmeno, caro avvocato! Ho tenuto -compagnia a lei, a Lucia.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E io le sono proprio grato. Ma ora, guardi, -mando giù la Lisa a prendere una vettura, e lei se -n’andrà a riposare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -No, no, no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma sì — comodamente a casa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -No, guardi: prenderò un caffè, e sarò perfettamente -a posto. — Lei, piuttosto, avvocato.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma gliel’ho già detto tre volte! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Vada, vada a riposarsi un momento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma che! Non posso.... non posso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Come non può! — Col da fare che ha avuto -jeri, per giunta: — solo — capisci? nell’assenza di -mio marito. — Tutto il peso dello Studio addosso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scotendo amaramente il capo</i>) -</p> - -<p> -E un simile colpo a tradimento! — Via, via, -faccia questo piacere a noi, avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Vi assicuro, signore mie, che non potrei. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Si stenda almeno sul letto per un pajo d’ore! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ecco, anche senza dormire.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sarebbe peggio, credano! Non posso neanche -star seduto. — Ho bisogno di muovermi.... Una -smania! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Eh, ha ragione.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Vadano, vadano loro, piuttosto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alla signora Tuzzi</i>) -</p> - -<p> -Tu; se vuoi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ma no; quando andrai via tu.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Io ho lasciato detto a casa jersera di mandar -questa mattina il cameriere alla stazione per avvertire -Giorgio, appena arriva, che venga a prendermi -qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ecco, brava! Così sapremo. Porterà certo qualche -notizia.... se l’ha veduta.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sospirando</i>) -</p> - -<p> -Speriamo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Lello</i>) -</p> - -<p> -E forse — chi sa! — le darà, avvocato, una -spiegazione plausibile.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>fosco, agitato</i>) -</p> - -<p> -Oh, una spiegazione ci sarà.... ci sarà.... (<i>E all’improvviso, -colto da un capogiro, si porta una mano -su gli occhi</i>) Dio mio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, premurosa</i>) -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Si sente male? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Niente.... niente.... un piccolo capogiro.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma vede? ma vede? — Su! su! su! Non le permettiamo -più di stare in piedi.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Sia buono, via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Obbedisca, obbedisca — a letto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>lasciandosi portare dalle due signore fino all’uscio a -destra</i>) -</p> - -<p> -Sì, grazie.... sì; un po’ di stanchezza.... La notte -perduta.... (<i>via</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Mi fa una pena! mi fa una pena! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scotendo il capo con sdegno, con l’aria di dire: «Che -cosa è il mondo!»</i>) -</p> - -<p> -Mah! dopo essere stato così esemplare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Esemplare? Eroico! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Col suo valore, con la sua posizione, avrebbe potuto -costituirsi attorno.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma sì, una famiglia, tersa come uno specchio! — Invece, -è andato a confondersi con una donna compromessa -in.... in chi sa che pasticci! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Già. Dicono tra l’altro, che il marito.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì, se ne dovette scappare! E l’abbandonò col -figlio. Capitò qua, in cerca d’un avvocato; scelse -lui; egli la vide; se ne innamorò.... — Lottare, come -ha lottato, pover uomo, per farla entrare in relazione -con la gente per bene — ed essere alla fine compensato -così!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Io non so! C’era parsa a tutte così.... seria, tranquilla.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Oh, senti: lei sostiene che il figlio se n’è voluto -andar lui col padre, con la scusa che qua ormai -non poteva più stare.... — Figurati che scusa! Noi -tutte, amiche, la migliore società, avevamo reso normalissima -la situazione e nessuno più, nessuno, trattando -con Aldo, stava a pensare che la madre e -l’avvocato non fossero marito è moglie; egli lo chiamava -papà.... — Per me non c’è dubbio: dev’essere -stata lei! è stata lei! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -A indurre il figlio ad andarsene col padre? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Nessuno me lo leva dalla testa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Per avere il pretesto di.... di fare la spola tra -Roma e Firenze? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Precisamente! — Io non credo, non credo che -Aldo.... (<i>si corregge</i>) il figlio, altrimenti, se ne sarebbe -andato! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ma allora può darsi che anche.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -La malattia del figlio, dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Sia una commedia concertata. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma sì! Tutti d’accordo, là! — È chiaro, ormai! -Scusa, più chiaro di così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>nauseata</i>) -</p> - -<p> -Ah! mettere avanti il figlio.... — la malattia del -figlio, per.... — ah! È ributtante! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ributtante! ributtante! (<i>Poi, risoluta</i>) Io non -so che decisione prenderà qua lui (<i>allude a Lello</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Oh, ma credo che, se è così.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -No, sai — è tanto.... troppo debole.... troppo -debole.... — per bontà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Supponi che.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah, ma io, no! — io, basta! — Io, per me, qua, -se lui se la tiene, non rimetterò più piede! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ma figurati — neanch’io! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma tutte, credo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Che sciocca, infine! Aver fatto accettare una simile -situazione, e perderla, rovinarsi, così, in un -momento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Mi dispiace sinceramente per questo poverino -(<i>allude a Lello</i>) che poi, capisci? è anche socio di -mio marito. Ma non transigo! Avrà un bel persuadermi -Giorgio: — non transigo, non transigo!... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si schiude cautamente l’uscio a sinistra, ed entra Miss -<span class="smcap">Write</span> col suo cappello a cuffia annodato sotto il mento, -pronta per andar via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alludendo a Titti</i>) -</p> - -<p> -S’è addormentata? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Sì, signora. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ah, finalmente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Io, signora, adesso — ho pensato, ho pensato — desidero -andare via. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma no, per carità; adesso, no.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Aspetti almeno, prima, che ritorni lei.... la signora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Ah no, ah no — desidero andare via prima, -prima. Adesso. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Dio mio, ma parli almeno con l’avvocato! Adesso -è impossibile.... È andato a riposare un po’... Abbia -pazienza ancora per qualche ora. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Per qualche ora, sì — bene. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -E intanto, se non le dispiace, ci faccia portare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah già.... sì, da Lisa, la prego.... un po’ di caffè.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Miss Write</span> -</p> - -<p> -Caffè. Bene. Farò portare. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Miss Write, via per la comune. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, in tono di grazioso rimprovero</i>) -</p> - -<p> -Hai avuto troppa fretta, troppa fretta! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Io? Ma no.... È stata lei! M’assicurò che qua -non sarebbe più rimasta, assolutamente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con ammirazione, alludendo alla moralità della governante -inglese</i>) -</p> - -<p> -Ma come sono! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Proprio assolutamente, ti dico! E allora, vista -questa risoluzione irremovibile di licenziarsi, sapendo -che la Nori cercava una governante.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra dalla comune <span class="smcap">Lisa</span> con un vassojo e l’occorrente -per il caffè. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Oh, ecco — brava, Lisa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lisa</span> -</p> - -<p> -Aspettavo che venissero a prenderlo di là.... -Avevo apparecchiato anzi per la colazione.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -No no, basta una tazza di caffè.... Grazie. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si sente sonare il campanello, lontano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Suonano, mi pare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>guardando l’orologio da polso</i>) -</p> - -<p> -Ah, ma forse.... — son già le sette e mezzo — può -darsi che sia lui, Giorgio.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La Lisa va ad aprire. La signora Armelli verserà intanto -il caffè per la signora Tuzzi e per sè. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Sentiremo, sentiremo.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si ode dall’interno la voce di <span class="smcap">Evelina</span>, ansiosa. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Voce di Evelina</span> -</p> - -<p> -Titti! Titti mia! Dov’è la Titti? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Subito la signora Armelli e la signora Tuzzi si turbano, -posano le tazze e si irrigidiscono. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ah, eccola! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -È arrivata con mio marito! Io allora vado subito -via! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra <span class="smcap">Evelina</span>, seguita dall’avvocato <span class="smcap">Giorgio Armelli</span>. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, tu qua, Lucia? Anche lei, signora? (<i>Si spaventa</i>) -Ma dunque? Dio mio! (<i>E si precipita verso -la camera di Titti</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>cercando d’impedirle l’entrata</i>) -</p> - -<p> -No — guarda, è tranquillissima. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Lasciami, voglio vederla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Già, ma dorme.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Farò piano.... Non la sveglierò.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Evelina entra nella camera di Titti. Subito le due signore -corrono a prendere sul cassettone i loro cappelli e -se li calcano in capo, chinandosi per guardarsi allo specchio -dell’alzata, con movimenti sincroni e uguali. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Andiamo via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Andiamo via! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Non così subito, per carità! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Subito! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ci dirai, via facendo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ci dirà.... ci dirà.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Uh.... cose!... cose!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah sì? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ah sì? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -E hai il coraggio di dire «non così subito»? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Cose indecenti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Follie.... Cavalli.... altalena.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Circo equestre! — Andiamo via!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Andiamo via! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Le due signore stanno per andar via con Giorgio, -quando s’apre l’uscio da destra ed entra <span class="smcap">Lello Carpani</span>, -il quale, vedendoli andar via, chiama, meravigliato, dolente: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Giorgio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>voltandosi</i>) -</p> - -<p> -Oh, Lello.... Buon giorno, caro.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma come! Ve ne andate?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -È arrivata! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Arrivata? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Sì, con me.... È corsa di là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>alle signore</i>) -</p> - -<p> -E loro.... se ne vanno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah sì, mi dispiace, avvocato.... ma.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Ormai.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>a Giorgio</i>) -</p> - -<p> -E anche tu? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Ma io ritorno subito! È.... per.... sì, per lasciarti -in libertà adesso.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ma certamente! certamente! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientra dall’uscio a sinistra <span class="smcap">Evelina</span>. Si sarà liberata -del cappello e del velo da viaggio. Lieta d’aver trovato -la figlia già guarita, non s’accorge in prima del contegno -freddo, ostile, impacciato di tutti e quattro. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, niente! M’ero spaventata, vedendovi qua.... -(<i>Guarda le amiche; le vede col cappello in capo</i>) Ma -come?... State per andar via? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì. E tengo a dichiarare, che siamo state qua -questa notte, non per la bambina già guarita, che -non aveva più bisogno di noi — ma per lui! (<i>Indica -Lello</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordita, volgendosi a Lello</i>) -</p> - -<p> -Per te? (<i>Non capisce e balbetta</i>) Come.... perchè? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>indispettito nel vederla così, come ignara di tutto</i>) -</p> - -<p> -Ma dopo il suo telegramma, Lina! (<i>Indica Giorgio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>più che mai stordita, volgendosi a Giorgio</i>) -</p> - -<p> -Telegramma? Che telegramma? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Che m’annunziava che Aldo non è stato mai -malato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>che non sa di questo telegramma, rivolgendosi di -nuovo a Giorgio</i>) -</p> - -<p> -Ah, come! Lei? (<i>Sottintende: «Ha spedito a -tradimento questo telegramma?»</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, imbarazzato</i>) -</p> - -<p> -Per tranquillare, veda.... per tranquillare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma io le ho pur spiegato in viaggio.... (<i>Dirà -questo, sospettando ch’egli abbia perpetrato il tradimento -di quel telegramma durante il viaggio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>intuendo</i>) -</p> - -<p> -Ma è stato prima! è stato prima! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E quando, prima? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Giorgio</span> -</p> - -<p> -Sì.... perchè, veda.... ero venuto jeri alla villa, -prima che lei ritornasse dalla sua passeggiata a cavallo -(<i>movimento di sorpresa delle due signore e di -Lello</i>) e, saputo dal cameriere che Aldo, grazie a -Dio.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, ecco.... — per tranquillare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con forza, insorgendo a difesa di Giorgio</i>) -</p> - -<p> -Per tranquillare, sì! Perchè noi tutti qua, per -otto giorni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, dolente, affettuosa</i>) -</p> - -<p> -Ma l’ho già detto a lui in treno, Lello! Ti giuro -che io non ho visto nessuno, nessuno dei tanti telegrammi -spediti da voi, di cui lui mi ha parlato! -Vi avrei tranquillato subito io stessa! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Te li hanno dunque nascosti? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Certo per trattenermi là con loro, temendo che, -se avessi saputo della vostra inquietudine, mi sarei -affrettata a ripartire! Ah, ma son sicura che in nessuno -<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> -di quei telegrammi tu avrai accennato alla disperazione -di Titti, perchè non posso credere che -Aldo mi avrebbe tenuto nascosto anche questo! Ti -prego di dirmelo! È vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -È vero, sì! Ma perchè abbiamo creduto che lui, -là, stesse, a dir poco, per morire! Darti l’annunzio -che qua la Titti piangeva per te — metterti come -tra due fuochi — c’è parso troppo.... Tanto più che -qua, per lei (<i>allude alla Titti</i>) c’erano queste buone -amiche, che non si son mica divertite, sai?... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Basta, la prego, avvocato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Queste son cose.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Sì, ecco — che vi direte tra voi. Noi non dobbiamo, -nè vogliamo più entrarci. (<i>Ostentatamente, -rivolgendosi soltanto a Lello</i>) A rivederla, avvocato! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma io sono stata, infine, in compagnia di mio -figlio, che non vedevo più da circa due mesi! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con uno scatto d’indignazione</i>) -</p> - -<p> -Ah, via.... (<i>Rivolgendosi alla signora Tuzzi</i>) Andiamocene, -andiamocene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Tuzzi</span> -</p> - -<p> -Sì, ecco è troppo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ve ne indignate? Anche tu, Lucia? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>fremente, contenendosi a stento</i>) -</p> - -<p> -Ma sì, cara! Il figlio.... (<i>atto di nausea</i>) — ah! -Avrei almeno il pudore di non nominarlo, ecco! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con scatto spontaneo, sbalordita</i>) -</p> - -<p> -Tu?... Mio figlio? E dici il pudore?... Ma Lucia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>facendosi torbida</i>) -</p> - -<p> -Che? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, sorridente, calma, arguta</i>) -</p> - -<p> -No, niente, cara! — Ti faccio soltanto osservare -che, anche per tutto il peggio che tu possa sospettare, -io — dopo tutto — sto tornando, mi pare, -dalla casa di mio marito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Signora Armelli</span> -</p> - -<p> -Ah, basta, basta, via! andiamo! Via, via, Giorgio! -Andiamo! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signora Armelli, via, con la signora Tuzzi e con -Giorgio. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>piano, quasi più stupita che sdegnata</i>) -</p> - -<p> -Oh guarda. Sono proprio indignate. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>macerato dalla bile</i>) -</p> - -<p> -E te ne meravigli? Ma ti pare davvero una scusa -che ritorni dalla casa di tuo marito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>di scatto</i>) -</p> - -<p> -Ah sì! Per loro, sì! Perchè la signora Lucia Armelli -(<i>l’altra, non lo so</i>), ma la signora Lucia Armelli, -quando ritorna in casa, non lo può mica dire, -sai? a suo marito, dove è stata. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma lascia star quella! Voglio sapere che cosa -puoi dire tu, ora, a me! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>offesa, ma fors’anche più addolorata che offesa, lo -guarda un po’; poi si passa una mano sulla fronte -e dice, stanca</i>) -</p> - -<p> -No, per carità. Così, no, Lello. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>investendola</i>) -</p> - -<p> -No? Come no? — Chiaro! chiaro! — Voglio -che tu mi risponda! — E chiaro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s. ma con più recisione</i>) -</p> - -<p> -Oh Dio, ti prego! Lello, per te stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s. più violento</i>) -</p> - -<p> -Ma io voglio sapere! Ho diritto di sapere! Lo -sai quello che hai fatto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Lo so. Mi sono trattenuta là otto giorni. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>la guarda, e vedendola così placida e semplice, quasi -si sente mancare il fiato per proseguire</i>) -</p> - -<p> -E.... e ti par poco? Lasciando credere a tutti, -qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Io? Che ho lasciato credere? Senza codesta tua -aggressione, t’avrei detto tutto io stessa, ritornando; -perchè non ho proprio nulla da nascondere, io. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Nulla, eh? nulla! — Otto giorni là con lui, e.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>profondamente avvilita per lui, più che per sè, troncando</i>) -</p> - -<p> -Ma no, caro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Come no? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Non «con lui» — «in casa di lui», se mai. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, brava! «In casa» — così, innocentemente? -E non «con lui»; con tuo figlio soltanto, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Ma sì, anche con lui. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, ecco! Ammetti. Ma come con un fratello, -è vero? Un fratello che ti chiama Eva, no? che ti -chiama.... come ti chiama?... non so.... «Iù!», come -una cavalla! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>turbata da questo richiamo a quell’altra sua vita là, -col marito; offesa per la crudezza del richiamo -e, nello stesso tempo, più che mai addolorata, si -nasconde il volto con le mani mormorando</i>) -</p> - -<p> -Oh Dio mio.... oh Dio mio.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Pausa. Lello passeggia concitato. Si ferma. La guarda. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma non la trovi intanto una scusa, d’esserti trattenuta -là otto giorni, senza che tuo figlio fosse malato; -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -non la trovi! non la trovi! Stai con la faccia -nascosta.... Parla! Di’ almeno qualche cosa.... (<i>Stupito, -come davanti a un vuoto che gli s’apra sempre -più davanti, per quel silenzio nascosto che sempre più -gli s’appalesa come una confessione tacita della colpa</i>) -Non hai nulla da dire? E allora? Ah, dunque, allora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>levandosi, piano, con tristezza grave e quasi sorda, -avendo intuito il sospetto di lui, ma sentendo altresì -che, pur potendo subito distruggerlo, le resterà -sempre da dire una cosa di maggior peso -per lei</i>) -</p> - -<p> -Ma no, caro, non è questo. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Non.... non è questo? E che cos’è? che cos’è? -che intendi dire? Parla, perdio! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Parla.... sì, parla.... Che vuoi che ti dica, così? -Dico che m’hai fatto sentire, con la crudezza delle -tue parole.... non so, vedere che là.... (<i>resta sospesa: -vorrebbe aggiungere: «che là ho pure una mia vita, -a cui tu hai il torto di richiamarmi così crudamente, -mentre già a me par quasi un sogno, trovandomi -adesso qua, in quest’altra mia vita, da cui mi frastorni -e m’allontani, con questa scena che m’offende»</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>rimasto in attesa angosciosa, premendola a dire, con -sgarbo</i>) -</p> - -<p> -Che là? Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No.... niente.... niente di male.... Sono stata con -Aldo e con lui, ma sempre, ogni giorno, col pensiero -di dovere ritornare a casa mia. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Vivendo, intanto, e sollazzandoti là? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non sopportando più la naturale, scusabilissima volgarità -dei sospetti di lui</i>) -</p> - -<p> -Per carità, taci! Non finire di rompere ora, così, -il sogno che mi tenne là, di questa casa, di te, di -mia figlia, e che sentii subito — subito, appena vi -ho rimesso il piede — come la mia vera vita! — Sì, -qua.... te.... tutto.... — E un sogno adesso, là.... -quella che fui là, quello che feci.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>dapprima quasi sbalordito di sentirle dire così; poi, -subito, accendendosi di nuovo</i>) -</p> - -<p> -Ma io.... io ancora non lo so, non lo so che cosa -fosti là, che facesti! Sei rimasta otto giorni — questo -solo so — quando l’obbligo tuo, trovando che lì ti -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -avevano (<i>con un violento scatto di nausea</i>) oh, vigliaccamente, -vigliaccamente, sai? brutalmente ingannata — l’obbligo -tuo era di ritornartene subito qua! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, è vero, è vero! — Ma Aldo.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Che Aldo! Dici Aldo? Senti: ci vuole una bella -sfrontatezza! Come se non sapessi che fu «lui», -«lui!» E il figlio, d’accordo! Un inganno da mascalzone, -sì, sì, una trappola per riprenderti «americanamente», -servendosi del figlio! E tu ti sei lasciata -riprendere! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con forza</i>) -</p> - -<p> -Ma no! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Come no? Non sei rimasta, invece di ripartirtene -subito? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ti giuro che volevo ripartirmene subito, appena -alla stazione mi vidi davanti Aldo, sano, che rideva.... -E glielo dissi, sai? glielo dissi. (<i>Con l’aria grave -della signora Lina, ma sincerissima</i>) Manifestai tutto -lo sdegno. — Ma sai Aldo com’è.... quello che cominciò -a dire, a fare.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sempre convinto che non sia stato Aldo soltanto</i>) -</p> - -<p> -Aldo, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>non comprendendo l’ironia della domanda</i>) -</p> - -<p> -Sì, al suo solito, tante pazzie.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -Aldo! — Non mi dici quello che cominciò a far -lui!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ingenuissima</i>) -</p> - -<p> -Eh, lui no, non venne alla stazione. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, non venne? Consentisti però ad andare con -tuo figlio in casa di lui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>c. s.</i>) -</p> - -<p> -No, prima no; prima andai all’albergo. E non -mi sarei mai arresa ad andare in casa di lui, se.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>troncando con sdegno</i>) -</p> - -<p> -Ma via! Poi ci andasti! E allora, sotto lo stesso -tetto, con tuo marito.... tutti i ricordi antichi, eh? -(<i>Sghignazzando</i>) Ma niente di male, niente di male, -si sa! Era, dopo tutto, tuo marito! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>irrigidendosi, con alterezza dolente</i>) -</p> - -<p> -Ti prego di credere che, se sono ritornata, vuol -dire che puoi essere sicuro che «ho sentito» di -poter ritornare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Grazie, grazie di codesto sentimento! Ah, mi -piace tanto! «Hai sentito» di potere ritornare? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì. E ti dico che non merito affatto codesto tuo -dileggio. (<i>Cangiando aria e tono</i>) Sbagli, sbagli, -Lello, a mostrarti, a parlare ancora così con me. -Perchè mi costringi allora a una sincerità di cui nessuna -donna avrebbe l’obbligo — guarda! — neppure -con sè stessa; figurati poi col proprio marito! -E tu non sei neanche mio marito. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, quasi trionfante nell’ira</i>) -</p> - -<p> -Ah, eccola, eccola la confessione che ti sfugge -senza volerlo! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordita, quasi tra sè</i>) -</p> - -<p> -La confessione? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma sì, ecco, lo dici tu stessa che è quello adesso -tuo marito! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>di nuovo, altera, recisa, contenendosi</i>) -</p> - -<p> -Non è «quello!» — Io lo dicevo a te. — Ma -dunque davvero puoi credere che sia «quello» come -intendi tu, e farmi poi capace di ritornare a te, a -mia figlia? (<i>Pausa. Lello resta come interdetto. E allora -con sdegnoso rammarico, come per un’imposizione -della coscienza a cui non può più opporsi, aggiunge</i>) -Ah, ma vedi? vedi? io mi sento costretta -ora a dirti una cosa, che avrei potuto risparmiare a -te e a me; che avevo sentito, venendo, di non doverti -più dire. Ma ora debbo dirtela! debbo dirtela! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Questa. Che se sono ritornata, non devi credere -che non mi sia costato nulla il ritorno. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, confessi.... confessi anche che t’è costato -molto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì. Là, sì. Ma appena mi sono staccata di là, no. -Ho sentito soltanto il desiderio di ritornare al più -presto. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E vuoi, di’, vuoi che ti ringrazii anche di codesta -sincerità? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -L’hai voluta tu, mostrandoti così diverso, nemico, -a me che ritornavo alla mia casa perfettamente -rimessa nel sentimento che ho di tutta questa mia -vita qua e con l’unico pensiero della mia bambina -malata.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, ecco — per lei! Sei dunque ritornata unicamente -per lei? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma no — anche per te. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Grazie di nuovo, cara! Ma come vuoi che ci -creda più, se m’hai detto che t’è costato molto staccarti -di là? È segno che tu là con lui.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito, arrestandolo</i>) -</p> - -<p> -No! Ah, no! Tu mi costringi prima a ferirti con -la mia sincerità, strappata così, per forza, e vuoi fartene -poi un’arma contro di me? — No! Perchè, se -pure essa m’ha costretto a dirti che m’è costato -molto, questo — se mai — farebbe più grave il sacrifizio -con cui avrei pagato il diritto di poter ritornare -a te e a mia figlia! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, di bene in meglio! Il sacrifizio! Altro che -molto, dunque, t’è costato! Dici sacrifizio, ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>pigiando sulle parole</i>) -</p> - -<p> -Ho detto «se pure»; ho detto «se mai». Non -l’ho più sentito, venendo. La mia vita è qua — questa. — Sono -stordita ancora.... (<i>Con la meravigliosa -ingenuità di una che non può fare a meno di dire, -quasi senza pensare che cosa dice a chi la dice</i>) -È così strano, è così strano quello che sento, che.... — tu -forse avrai ragione — ma sono ora qua così -tranquilla, che non capisco più — ti giuro — di che -cosa ti lamenti ancora.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sei diventata incosciente? Come, di che mi lamento? -Ti par poco adesso lo scandalo? Ne hai -pure avuto una prova tu stessa, or ora! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Dici di quelle due pettegole? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma puoi esser certa che tutti, adesso.... È la -rovina, la rovina della tua reputazione, lo vuoi capire? -È finita! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>come se parlasse d’un’altra</i>) -</p> - -<p> -Finita.... la signora Lina? (<i>E aggiunge sotto voce, -come se lo dicesse Aldo</i>) Muffa della signora Lina! -(<i>E ride</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>più che mai trasecolato, mirandola</i>) -</p> - -<p> -Ma che dici? sei impazzita? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>riprendendosi, ma sempre un po’ stordita</i>) -</p> - -<p> -No.... È che.... (<i>E si butta a ragionare con ambigua -serietà</i>) — dico che, se quelle due pettegole -non fossero accecate dall’invidia o dal dispetto.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E dàlli! Lasciale stare, quelle due! Non saranno -quelle due sole, ti dico! Ma tutti! tutti! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>seguitando come sopra: Eva e Lina; la voce di Eva, -l’aria di Lina</i>) -</p> - -<p> -Aspetta, scusa. Tutti sanno, mi pare, perchè sono -andata da mio figlio. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Già! Ma sanno anche, ora, che non era vero -niente, che tuo figlio fosse malato, e che, non ostante -questo.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito dice per lui</i>) -</p> - -<p> -Sono rimasta là otto giorni con mio marito. -(<i>E non potendone più, sbuffa</i>) Auff! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sotto lo stesso tetto! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Questo lo dicono loro. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No, questa è la verità! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì, ma per quello che ne pensano loro, intendo. -(<i>Si ferma un po’ a guardarlo, come per confermare -un patto</i>) Oh, non più per te, ora! Almeno spero. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>approvando ironicamente, con un inchino rabbioso</i>) -</p> - -<p> -Benissimo! Ma bisognerebbe che lo credessero -anche gli altri! Non basta, cara, che lo creda io! -E vai, vai tu adesso a farlo credere agli altri! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Scusa, se sono ritornata a te.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con un grido</i>) -</p> - -<p> -Peggio! Dopo essere stata là! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stanca</i>) -</p> - -<p> -Oh, insomma, senti, Lello, a me basta la mia -coscienza, e che mi creda tu. Non m’importa degli -altri. Pensino quello che vogliono.... come vogliono.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma importa a me, se permetti! A me! a me! -Per la tua reputazione! E anche per me stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Per te stesso, no, scusa; perchè tu, comunque -pensino gli altri, non ti dovresti lamentare. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ah, nemmeno? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Nemmeno. Perchè, se è peggio per me, è meglio -per te: che io sia ritornata, dopo essere stata là — l’hai -detto tu stesso. Suppongo, perchè la gente, -mio marito adesso — almeno legalmente — sa che -è quello là.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>gridando</i>) -</p> - -<p> -Ma no! Nient’affatto! Perchè io non mi sono mai -considerato come il tuo amante! Il mio studio è -stato sempre questo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Lo so. E infatti non mi viene di dirlo, credi, -neanche a me, che sei il mio amante. Io forse non -capisco ancora bene: scusa, ti lamenti per gli altri -o per te? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Per me e per gli altri mi lamento! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E allora hai torto doppiamente. (<i>Pigiando sulle -parole</i>) Ho lasciato là mio marito, per ritornare a te. -Per la gente, come amante, puoi esserne contento, -mi pare. Ma siccome poi non hai voluto mai considerarti, -mai essere il mio amante, ma mio marito, -è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Mi pare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ecco, dunque: marito, con tutto il diritto di -pretendere alla fedeltà della propria moglie, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Mi pare! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Oh, e allora come marito puoi anche essere contento -e soddisfatto, perchè t’assicuro che ho osservato -per te tutto il mio dovere di moglie, ed eccomi -qua! — Che vuoi di più? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scattando</i>) -</p> - -<p> -Ah, bello! Ah, grazie così! Là l’amore, e qua -il dovere? Grazie, cara, no! Io preferisco allora il -contrario! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ah, ora, il contrario? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Il contrario! il contrario, sicuro! Che fosse stato -lui, là, tuo marito, un sacrifizio per te, e non il tuo -ritorno qua — così! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma se non è stato.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -L’hai detto tu stessa! tu! E viene a essere per -me un insulto — guarda!; — così, la tua fedeltà! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Anche un insulto? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sì, cara, un insulto! un insulto! E non so che -farmene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma sai? credetti che bisognasse a me — se tu -non sai che fartene — per potermi riaccostare, senza -arrossire, a «tua» figlia. — Se mi dici che non sai -che fartene.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>accecato dall’ira</i>) -</p> - -<p> -Ma che vuoi che m’importi, in questo caso, di -mia figlia! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>ironica e con forza</i>) -</p> - -<p> -Ah, ecco! Benissimo! Anche lui là mi disse: — «Che -vuoi che m’importi di mio figlio, se vieni qua -per lui?» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>impressionato</i>) -</p> - -<p> -Ti disse così? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>con foga appassionata</i>) -</p> - -<p> -Così! così! Ed è tempo che la finiate tutti e -due! Perchè importa a me, se non importa a voi! — Oh, -insomma! Tu hai qua la Titti; lui s’è preso -Aldo là. Ciascuno di voi può stare per sè, con tutta -la sua vita. Ma io no, perchè Aldo là è mio e suo; -la Titti qua è mia e tua. Lui mi vuole per sè; tu -mi vuoi per te! Non posso mica dividermi, io, metà -qua, metà là! Sono là e qua! Una e una! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Là e qua? Ah no! Là e qua, no! Là e qua, -no! — O qua o là, cara! o qua o là! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -E non capisci che non toccherebbe di dirlo a te, -questo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -No no: te lo dico io! te lo dico io! Qua e là, -no!... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>sdegnata, fiera</i>) -</p> - -<p> -Ma come intendi ch’io dica qua e là? Dico per -i miei figli; non per te e per lui! E perciò potevo -farti osservare che non conveniva a te di ribellarti -e di fare lo sdegnoso! — Se con qualcuno io avrei -l’obbligo di stare, non l’avrei con te! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Come? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No! Perchè se sono qua con te, nessuno può -credere che sia per «obbligo», nè per convenienza; -tanto più ora, se è vero che per questa mia andata -là la mia reputazione è irrimediabilmente compromessa! -Starei con te perchè voglio starci, ad onta -della mia reputazione. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Ma se ora so che non vorresti.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Come non vorrei, se sono ritornata, se ho difeso -là, contro me stessa, il mio diritto di ritornare! (<i>Minacciosa, -recisa</i>) Vuoi che vada là? Mi respingi tu, -allora! E allora il diritto di rivedere qua mia figlia -io non lo perdo, bada! Me ne starò là, e faremo, -come tu preferisci, al contrario! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stretto dall’argomentazione, con un viso molto inebetito</i>) -</p> - -<p> -Io, preferisco? io, preferisco? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Eh, mi pare.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>irritato di non potersi in alcun modo riprendere; con -violenza</i>) -</p> - -<p> -Io non preferisco niente! non preferisco niente! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>prima placida, sicura; poi, man mano, con foga crescente</i>) -</p> - -<p> -Oh, e neanche io, vedi? Niente. M’impongo di -non preferire niente, perchè non voglio perderlo il -diritto di rivedere i miei figli. Se pretendi che non -<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> -veda più Aldo, rompo con te. Sì, sì, caro mio! Proprio -come là ho respinto lui, per ritornare a vedere -qua mia figlia. Siete uomini, voi — e basta! Io sono -madre! Messa in una situazione impossibile! Una là -con quello che mi fa essere.... come qua con te, Dio -mio, non mi passa, non mi passa neppure per il -capo di poter essere! Un’altra — un’altra. — Ma -non rimpiango, oh, non credere che rimpianga nulla -per questo! Perchè io.... non so.... sono pure «questa», -qua. Non soffro, non soffro, ti giuro, Lello, -d’essere qua, questa, come per tanti anni sono stata! -Non mi costa nulla volermi anche per me, come tu -mi vuoi, placida, sennata, ordinata; tutt’al contrario -di come.... io non so perchè.... divento subito per -quell’altro, appena.... appena mi guarda dentro gli -occhi. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E ti grida: «Iviù!» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Già, così.... Vedi, m’è corso come un brivido per -tutte le carni.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>furioso, sprezzante</i>) -</p> - -<p> -E vai dunque là, vai dunque là, dove c’è chi ti -fa correre di codesti brividi per le carni!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>forte, gridando, quasi piangendo dalla rabbia di non -esser compresa</i>) -</p> - -<p> -Ma no! Sei sciocco! Non farmi impazzire, ora! -Sento che impazzisco, io, così! E non voglio impazzire! -Non sono mica impazzita, io, là, ti prego di -credere! Ho tenuto a posto me e lui! Mi è parso -piuttosto d’impazzire durante il viaggio, pensando.... -pensando... (<i>Parandoglisi davanti improvvisamente</i>) -Tu non sei mica lo stesso, scusa, con me e con un’altra -donna! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>stordito</i>) -</p> - -<p> -Come? io? che c’entro io ora? Quale donna? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Dico una qualunque; una donna che per caso.... -(<i>non dico che sia vero</i>), una donna che ti facesse -essere diverso da quello che sei per me.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>scrollandosi, non comprendendo</i>) -</p> - -<p> -Come, diverso? Ma che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No, senti, senti quante cose ho pensato! — Tu, -per me, lo sai perchè sei così? Pare facile; una -sciocchezza. Sei così, perchè naturalmente il sentimento -che io t’ispiro, il sentimento che tu hai per -me ti fa essere così. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Naturalmente. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Ma se t’ispirassi domani un altro sentimento? -Se tu non sentissi per me quello che ora senti? Tu -diventeresti un altro. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Perchè non t’amerei più, sfido! Un altro, per -te. Ma sarei sempre io. -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -No! no! Ecco, è questo! Non è vero! Perchè -tu, anche adesso, anche adesso, potresti avere un diverso -sentimento per un’altra donna; e basterebbe -questo perchè tu fossi <i>uno</i> con quella, e <i>uno</i> con -me: diverso! — Vedi? è questo! L’ho provato io, -con tutto l’orrore di vedere in me <i>un’altra</i> — quell’altra — oltre -questa che sono qua per te e per -me stessa: — <i>due</i>, in una persona sola! In un solo -corpo, ma che potrebbe essere di «questa» e di -«quella», se non dovesse parere mostruoso e assurdo -che allora, per se stesso, questo corpo, non -sarebbe più nulla, fuori di quel sentimento che lo -fa essere ora di «questa» e ora di «quella»; e -con la memoria intanto dell’una e dell’altra — vedi? -questo è il terribile! — terribile perchè rompe quell’illusione -che ciascuno si fa, ricordando, di essere -«uno», sempre lo stesso. Non è vero! L’ho veduto, -l’ho provato io! Se tu m’avessi vista là, a cavallo.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -Sei andata a cavallo? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Sì; come prima! una cavallerizza! e Giorgio -Armelli m’ha sorpreso sull’altalena.... Se m’avesse -visto la Titti! Dio, Dio.... Non m’avrebbe più riconosciuta; -avrebbe esclamato: «Ma come! Quella, -la mia mamma?» Eppure per me, là, allora, era naturale, -naturalissimo.... E io stessa, ora, guardandomi -di qua.... mi pare un sogno.... vedendomi poi anche -«questa», qua.... un’altra; irriconoscibile.... Una qua, -una là.... E l’una che non ha nulla da vedere con -l’altra, se non questo tormento di scoprirsi, di sentirsi -«due» veramente, fino a respingere là — com’ho -fatto — mio marito, non già perchè non mi -sentissi viva di tutta quell’altra mia vita là; ma perchè -qua c’era quest’altra, che sentii, sentii ugualmente -viva di tutt’intera quest’altra mia vita — così -diversa — capisci? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p> -E vorresti, dopo questo, ritornare ancora là, «a -quell’altra tua vita?» -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>precipitosamente</i>) -</p> - -<p> -Nonononononò! Basta! basta! Impazzirei! Verrà -lui, Aldo, qua, d’ora in poi! Per me, basta; puoi -esserne sicuro! Mai più! — Vedersi un’altra? È la -<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> -pazzia. Sono anche quell’altra, sai? È certo! Ma -non debbo più vedermi così, qua e là, questa e quella. -Basta! basta! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si schiude l’uscio a sinistra e compare la <span class="smcap">Titti</span>, palliduccia, -spettinata, non ben sicura sulle lunghe gambette. -Da questo punto, con stacco netto, dia la scena la sensazione -della vita che si riassetta tranquilla su le sue basi -naturali. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p> -Mamma! -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>subito voltandosi e accorrendo a sorreggerla e abbracciandola</i>) -</p> - -<p> -Titti! Titti mia! Come? Oh Dio! Ti sei levata -da te? -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Titti</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>fremente</i>) -</p> - -<p> -Sì, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p> -Hai ragione, la mia Titti! Tanti discorsi inutili, -sciocchi, inconcludenti qua, e ho lasciato sola di là -la mia Titti! (<i>Se la guarda; se la carezza; le ravvia -i capellucci</i>) Come sei pallidina! come sei magrolina! -(<i>Mostrandola a Lello</i>) Ma guarda: più alta.... -sì, guarda! non ti pare che si sia fatta più alta? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Lello</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>tranquillissimo ora anche lui, chinandosi a guardare -la figlia</i>) -</p> - -<p> -Eh sì, eh sì.... oh guarda: t’arriva quasi alla -spalla.... -</p> - -<p class="speaker"> -<span class="smcap">Evelina</span> -</p> - -<p class="centersp"> -(<i>serrandosi di nuovo al seno la figlia</i>) -</p> - -<p> -Quasi alla spalla.... quasi alla spalla, la mia piccina -bella! la mia piccina! (<i>E prende a dondolarla, -a dondolarla piano, così dicendo, mentre Lello le -guarda tutt’e due, rasserenato e sorridente</i>) Ma non -voglio, non voglio, sai? che tu mi diventi presto una -donnina, piccolina mia, piccolina mia, non voglio, -non voglio.... -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - -<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LA SIGNORA MORLI UNA E DUE ***</div> -<div style='text-align:left'> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Updated editions will replace the previous one—the old editions will -be renamed. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. -</div> - -<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br /> -<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br /> -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span> -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -To protect the Project Gutenberg™ mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase “Project -Gutenberg”), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg™ License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.A. 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INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg™ electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg™ -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg™ work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg™ work, and (c) any -Defect you cause. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg™ -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg™’s -goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg™ and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at www.gutenberg.org. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation’s EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state’s laws. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation’s business office is located at 809 North 1500 West, -Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up -to date contact information can be found at the Foundation’s website -and official page at www.gutenberg.org/contact -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ depends upon and cannot survive without widespread -public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine-readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular state -visit <a href="https://www.gutenberg.org/donate/">www.gutenberg.org/donate</a>. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -International donations are gratefully accepted, but we cannot make -any statements concerning tax treatment of donations received from -outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Please check the Project Gutenberg web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other -ways including checks, online payments and credit card donations. To -donate, please visit: www.gutenberg.org/donate -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 5. General Information About Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Professor Michael S. Hart was the originator of the Project -Gutenberg™ concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg™ eBooks with only a loose network of -volunteer support. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Most people start at our website which has the main PG search -facility: <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -This website includes information about Project Gutenberg™, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. -</div> - -</div> - -</body> -</html> diff --git a/old/65798-h/images/cover.jpg b/old/65798-h/images/cover.jpg Binary files differdeleted file mode 100644 index 5ff9245..0000000 --- a/old/65798-h/images/cover.jpg +++ /dev/null |
