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| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-01-22 22:00:24 -0800 |
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If you are not located in the United States, you -will have to check the laws of the country where you are located before -using this eBook. - -Title: Tutto per bene - Commedia in 3 atti - -Author: Luigi Pirandello - -Release Date: June 27, 2021 [eBook #65713] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at - http://www.pgdp.net (This file was produced from images made - available by The Internet Archive) - -*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TUTTO PER BENE *** - - MASCHERE NUDE - - - LUIGI PIRANDELLO - - - TUTTO PER BENE - - COMMEDIA IN 3 ATTI - - - - R. BEMPORAD & F. — EDITORI — FIRENZE - Librerie a Firenze, Milano, Roma, Pisa, Napoli, Palermo, Trieste - Torino e Genova: S. Lattes & C. - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA - - per tutti i paesi compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda - - _Copyright 1920 by R. Bemporad e Figlio_ - - 1920 — Tipografia Luigi Parma — Bologna — Via Tre Novembre, 7 - - - - -PERSONAGGI - - - MARTINO LORI, consigliere di Stato. - Il senatore SALVO MANFRONI. - PALMA LORI. - Il marchese FLAVIO GUALDI. - LA BARBETTI, vedova Agliani, vedova Clarino. - CARLO CLARINO, suo figlio. - La signorina CEI. - Il conte VENIERO BONGIANI. - GIOVANNI, cameriere di casa Gualdi. - Un vecchio cameriere del Manfroni. - - -_A Roma — Oggi._ - - - - -ATTO PRIMO - - -SCENA - -Salotto di passaggio, in casa Lori, tra la sala di ricevimento e la -camera di Palma. Arredo signorile, ma non dovizioso. Usci laterali a -destra e a sinistra: quello a sinistra dà nella sala di ricevimento; -quello a destra, nella camera di Palma. Nella parete di fondo, verso -destra, s’apre un altro uscio, che dà su un corridojo. È il giorno -delle nozze di Palma, e anche qui nella saletta son ricchi mazzi e -ceste di fiori. - - - Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio - a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal - figlio CARLO CLARINO. - - La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente - parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in - fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, - veste all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, - annojato di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a - far quello che non vorrebbe. - - Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con una - certa risolutezza; il figlio, titubante. - - -LA BARBETTI - -(_dalla soglia_) Permesso? Non c’è nessuno? Vieni, vieni, Carletto. - -CARLETTO - -(_col tono di chi avverte che può finir male_) Mammà, prudenza! - -LA BARBETTI - -Non mi seccare! Ci hanno piantato lì in salotto come due piuoli... - -CARLETTO - -Ma introdurci così... - -LA BARBETTI - -Bisogna ch’io sappia; che parli con qualcuno... (_Si guarda attorno_) -Ma non c’è un campanello in questa stanza? - -CARLETTO - -(_rassegnato, sospirando_) Vogliamo fare per forza una pessima figura, -facciamola! - -LA BARBETTI - -(_picchiando all’uscio a destra_) Permesso?... (_Attende un po’ e -ripicchia_) Permesso? (_Nuova attesa; si prova ad aprir l’uscio e -guarda dentro_) Neanche qua, nessuno... (_Al figlio, irata_) Perchè una -pessima figura, imbecille? Porto in regalo una «_broche_» di tremila -e settecento lire! (_Torna a guardarsi intorno_) Vorrei sapere dov’è -andato a ficcarsi quell’idiota di cameriere! (_Si fa all’altro uscio in -fondo e chiama_) Cameriere!... Cameriere! - -CARLETTO - -(_dopo una pausa_) Sarà andato in chiesa anche lui con tutta la servitù -per assistere allo sposalizio. - -LA BARBETTI - -E lasciano la casa sola? - -CARLETTO - -(_col tono di prima_) Forse è una fortuna, mammà! Svigniamocela! Siamo -ancora in tempo! - -LA BARBETTI - -Tu starai qua con me, perchè voglio così! Ti costringerò io a imparare -a vivere tra la gente per bene! - -CARLETTO - -Figuriamoci che allegria! - -LA BARBETTI - -Ah, tu hai finito di scialacquarti i miei denari, te lo dico io! - -CARLETTO - -Mammà! Ma Dio mio! - -LA BARBETTI - -D’ora in poi, vedrai! - -CARLETTO - -Perchè speri davvero che ci faranno una buona accoglienza? - -LA BARBETTI - -No, comunque! comunque! Son venuta via da Perugia per questo. Ti -metterai qua sulla buona strada, e con l’ajuto di tuo cognato... - -CARLETTO - -(_con uno scatto_) Ma che cognato, per carità! Non dire cognato, mammà, -in nome di Dio! Mi fai sudar freddo! - -LA BARBETTI - -Ma sì, che è tuo cognato! Che storie! - -CARLETTO - -Mammà, non dire cognato, sai, o io me ne scappo! - -LA BARBETTI - -Come vuoi che dica? - -CARLETTO - -Non voglio esser preso per le spalle e cacciato via con un calcio da -nessuno, io! - -LA BARBETTI - -(_risoluta, ponendoglisi davanti_) Scusa, sei figlio mio? - -CARLETTO - -Ma lascia andare, mammà! - -LA BARBETTI - -Non sei figlio mio? - -CARLETTO - -Ti dico di lasciare andare, mammà! Sai bene che non si tratta di te! - -LA BARBETTI - -(_adirandosi fieramente_) Che credi di dire, imbecille? - -CARLETTO - -Vuoi litigare qua, scusa? - -LA BARBETTI - -No! Tu devi parlare con rispetto! - -CARLETTO - -Ma io ti parlo con rispetto, mammà! E perchè vorrei che tutti ti -parlassero con rispetto, torno a ripeterti: andiamocene! - -LA BARBETTI - -No, no e no! Sei un povero di spirito, ecco quello che sei! Uno -sciocco! Perchè son tutte fisime! Se con tuo padre — posso ammettere — -ci fu in prima qualche irregolarità, poi ci sposammo. - -CARLETTO - -Va bene: _poi_. - -LA BARBETTI - -O prima o poi, diventasti anche tu legittimo, tale e quale come fu la -buon’anima di Silvia. Sorellastra, sì, sorellastra, va bene. Ma ciò -non toglie che questo signor Martino Lori, marito della povera Silvia -e perciò mio genero, non debba considerar te — almeno in qualche modo — -come suo cognato. Mi par chiaro! - -CARLETTO - -Già! Bello! Abolendo il _prima_! - -LA BARBETTI - -Che vuol dire abolendo? - -CARLETTO - -Ma sì! Tu abolisti il _prima_, mammà! Quella irregolarità di prima. - -LA BARBETTI - -Fisime! Chi vuoi che ci pensi più? Il mio primo marito è morto da -vent’anni. - -CARLETTO - -E io, che non sono suo figlio, ne ho _trentadue_ mamma! È una grave -irregolarità questa, a danno del tuo primo marito. Talmente grave che, -t’assicuro, non avresti avuto il coraggio di presentarti qua, con tua -figlia Silvia ancor viva! - -LA BARBETTI - -È morta, sì o no? E sono, sì o no, sedici anni che è morta? Sedici, -ohè, non sono un giorno!... Ora c’è qua la figlia di mia figlia che -sposa, e io me le presento con un bel regalo per le sue nozze. - -CARLETTO - -Ah, va bene! Così. Come nonna. Presentati come nonna! Nonna sei; -nessuno può metterlo in dubbio. Silvia era tua figlia; questa è -la figlia di Silvia; dunque c’è poco da dire: tu sei la nonna. Non -immischiarci gli uomini, mammà, la cui parentela, neanche tra padre e -figlio, santo Dio, può esser sicura; figùrati poi tra cognati! - - Dall’uscio di fondo, attirata dal rumore delle voci, si - presenta la SIGNORINA CEI. Bionda, magra, alta, sulla trentina, - veste, per l’occasione, con sobria eleganza. Usa a nascondere - tutta la sua intima vita sotto una composta apparenza, parla - e guarda attenta, e dimostra in tutti i modi una finezza - naturalmente signorile. - -SIGNORINA CEI - -Chi è qua? - -LA BARBETTI - -(_voltandosi alla voce_) Ah, ecco... Abbiamo chiesto... - -SIGNORINA CEI - -Ma chi è lei, scusi? - -LA BARBETTI - -Sono la nonna della sposa; e questi, lo zio. (_Indica il figlio, che fa -un gesto di stizza_). - -SIGNORINA CEI - -(_notandolo e restando perplessa_) Ah... la nonna? - -LA BARBETTI - -(_come a farlo apposta_) E lo zio. Veniamo da Perugia. - -SIGNORINA CEI - -Ma la signora non era attesa, ch’io sappia... - -LA BARBETTI - -No no: arriviamo di sorpresa. - -SIGNORINA CEI - -(_all’una e all’altro)_ Prego... prego: s’accomodino. - -LA BARBETTI - -(_sedendo_) Grazie. E lei, scusi... sarebbe? - -SIGNORINA CEI - -Sono... — come vuol dire? — sono qua per tener compagnia alla signorina. - -LA BARBETTI - -Ah, la dama di compagnia? - -SIGNORINA CEI - -Se vuole... Ma sono piuttosto un’amica di Palma. - -LA BARBETTI - -Ah, bene, bene... di Palma (_ripete il nome, come una che lo apprenda -per la prima volta_). - -SIGNORINA CEI - -Mi dispiace che la signorina non m’abbia avvertita... - -LA BARBETTI - -Niente. Non si dia pena. Dev’essere una sorpresa. - -SIGNORINA CEI - -Già... ma, proprio sul punto... - -CARLETTO - -(_che si è agitato alla battuta precedente della madre_) Ecco! dicevo -appunto questo a mia madre... - -LA BARBETTI - -Tu stai zitto lì! (_Alla signorina Cei_) C’è stato uno sbaglio, -veda. Credevamo, per nostre informazioni, che il matrimonio dovesse -celebrarsi domattina. Volevamo arrivare alla vigilia. - -SIGNORINA CEI - -Ma è stato celebrato jeri, veramente... - -LA BARBETTI - -Ah, come! Jeri? - -SIGNORINA CEI - -Il matrimonio civile, sì signora. Stamattina, la cerimonia religiosa. - -LA BARBETTI - -Ah, jeri il civile, e ora il religioso?... Guarda! - -SIGNORINA CEI - -Credo che a momenti saranno di ritorno! - -LA BARBETTI - -Un gran corteo, m’immagino! Un gran festino! - -SIGNORINA CEI - -No, signora. Niente... - -LA BARBETTI - -Come, niente? La sala, di là (_indica a sinistra_) tutta piena di -fiori! (_Si guarda attorno)_ Anche qua! - -SIGNORINA CEI - -Sì, ma nessuna pompa. Jeri sì, ricevimento, pranzo; proprio però -nell’intimità... - -CARLETTO - -Ma sì, come usa adesso! In abito da viaggio... - -SIGNORINA CEI - -No, signore. Per questo, pochi amici, intimi; ma la sposa, come di -rito, stamattina, in bianco e col suo velo e i suoi fiori d’arancio. La -vedrà: una bellezza! - -LA BARBETTI - -Me l’immagino! Un amore! Ma, Dio mio, dico... sposando un marchese... - -SIGNORINA CEI - -Già, ma... forse per questo, veda... La signora Marchesa madre... - -LA BARBETTI - -Non avrebbe voluto questo matrimonio? - -SIGNORINA CEI - -No no, signora! Anzi! Vedesse che regali ha mandato! Ma... ecco... la -salute un po’ malferma... - -CARLETTO - -(_da uomo di mondo_) Comprendiamo, comprendiamo... - -SIGNORINA CEI - -Riceverà con grande festa la sposa nel suo palazzo al ritorno dal -viaggio di nozze. - -LA BARBETTI - -Cosicchè, ora, qua... - -SIGNORINA CEI - -Oh, tutto finito, ormai. Si fermeranno un po’, credo, per dar tempo -alla sposa di rivestirsi per il viaggio. Vi saranno i testimoni, -qualche amico del signor Marchese e del signor Senatore. - -LA BARBETTI - -Mio genero? (_A Carletto_) Ah senti! Lo hanno fatto anche senatore! - -SIGNORINA CEI - -(_sorridendo impercettibilmente_) No, signora. Dico del senator -Manfroni. - -LA BARBETTI - -Ah, non è mio genero? E chi è questo Manfroni? - -CARLETTO - -Ma Salvo Manfroni, mammà!, che fu nostro deputato, e poi anche -Ministro... - -LA BARBETTI - -Ah, lui? E come c’entra lui qua? - -CARLETTO - -Come c’entra! È quello che ha portato su tuo genero fino al Consiglio -di Stato! - -LA BARBETTI - -Ah, sì? - -CARLETTO - -Quando fu Ministro lo prese come capo-gabinetto; non ti ricordi che te -lo dissi a Perugia? - -SIGNORINA CEI - -E anch’io sono qua per il signor Senatore... - -CARLETTO - -Fu scolaro del tuo primo marito... - -LA BARBETTI - -Già, già! sì! Ora ricordo... Del mio primo marito! - -SIGNORINA CEI - -Il nonno della signorina? - -LA BARBETTI - -Un professorone, sa, il mio primo marito! - -SIGNORINA CEI - -(_con maraviglia mal dissimulata_) Ah, come... la signora... la moglie -di Bernardo Agliani? - -LA BARBETTI - -Io, io, sì! - -SIGNORINA CEI - -Un’illustrazione della scienza! - -LA BARBETTI - -Glie n’ha parlato la mia nipotina? - -SIGNORINA CEI - -Oh, ma ne parlano tutti i libri di scuola, signora... - -LA BARBETTI - -E morì disgraziato, sa? nel suo... (_a Carletto_) come si chiama? - -CARLETTO - -Laboratorio, mammà! - -LA BARBETTI - -Laboratorio di... di... - -CARLETTO - -Di fisica, mammà! - -LA BARBETTI - -Di fisica, già... Fulminato! Ne parlarono tutti i giornali. - -SIGNORINA CEI - -Eh, lo so bene, signora... - -LA BARBETTI - -Una disgrazia! E mi pentii tanto io, creda, quando avvenne, di non -aver avuto pazienza con lui fino all’ultimo. Dotto! Studiava sempre! -Stampava sempre! tanti libri! - -CARLETTO - -Ma sì, mammà! Non vedi che la signorina lo sa? E ne sa qualche cosa -anche Salvo Manfroni, mi pare, che ne stampò l’ultimo, postumo... - -LA BARBETTI - -Già! Un’opera... come si dice? - -CARLETTO - -Postuma, postuma, mammà! - -LA BARBETTI - -No! Dico un’opera che questo Manfroni si prese, perchè mio marito -l’aveva lasciata... come si dice? - -CARLETTO - -Ah, inedita! - -LA BARBETTI - -Come? - -CARLETTO - -Inedita, mammà! - -LA BARBETTI - -Ecco... così... Se la prese, e diventò celebre: senatore! - -CARLETTO - -Ma non dire così, che se la prese. Pare che l’abbia rubata! Erano -tracce, appunti di un’opera nuova... - -SIGNORINA CEI - -Salvo Manfroni la riprese, la sviluppò, la compì... - -CARLETTO - -E n’ebbe grandissimi onori! - -SIGNORINA CEI - -Meritati, io credo. Senza detrarre nulla alla fama del suo maestro. - -LA BARBETTI - -A Perugia non lo credono! Ah, non lo credono! E sono capace di -dirglielo io, sa! - -CARLETTO - -Ma no, mammà! - -SIGNORINA CEI - -Pare del resto, che sia stata una fortuna, questa, per la signorina; a -quanto ho sentito dire. - -LA BARBETTI - -Che cosa, una fortuna? - -SIGNORINA CEI - -Ma che il senator Manfroni abbia trovato in casa del signor Lori queste -carte inedite del suo maestro. - -LA BARBETTI - -Per lui, una fortuna! - -SIGNORINA CEI - -Sì, forse; ma anche per la signorina, bambina allora di pochi anni. -Costretto a lavorar qui, perchè pare che la signora morta fosse tanto -gelosa di queste carte del padre, le si affezionò fin d’allora; e -quando poi la signora morì, prese lui a proteggerla, povera orfanella. -Rimasto scapolo, ricco, se l’è cresciuta quasi come una figliuola; le -ha trovato ora questo ricco partito... - -LA BARBETTI - -E va bene! S’è sdebitato di quel che prese al nonno! Qualche favore -avrà fatto anche a mio genero.... - -SIGNORINA CEI - -Ah, per il commendatore, l’abbiamo tutti veduto, proprio come un -fratello! - -LA BARBETTI - -E lui, lui, dica, mio genero: com’è? - -SIGNORINA CEI - -Mah! La signora lo saprà... - -LA BARBETTI - -Ah no, veda... Mia figlia è morta da tanti anni... S’era data -all’insegnamento. Venuta qua a Roma, dopo la morte del padre, conobbe -questo Lori, ch’era allora al Ministero, e lo sposò senza neanche -dirmene nulla. Sì... perchè, la povera Silvia, vittima anche lei, non -creda, della troppa scienza di quel benedett’uomo, ebbe sempre però -una vera adorazione per lui, e guaj a toccarglielo! Ora, capirà... -una figlia può anche compatire; ma una moglie si stanca; e io — glielo -dico chiaro — mi stancai. Separata dal padre, non ebbi più rapporti con -mia figlia. Dopo sette anni di matrimonio ella morì. Cosicchè io, mio -genero, non lo conosco. - -SIGNORINA CEI - -Ah, come! Non lo ha mai veduto? - -LA BARBETTI - -Mai! - -SIGNORINA CEI - -E neanche la signorina, dunque? - -LA BARBETTI - -No, neanche! - -SIGNORINA CEI - -Oh, ma allora... - -CARLETTO - -Il momento di presentarci non è scelto bene, è vero? Ho fatto notare -anche questo a mammà... - -SIGNORINA CEI - -È che... capiranno... - -CARLETTO - -Nel trambusto, lei vuol dire, signorina? - -SIGNORINA CEI - -Già... E poi... - -CARLETTO - -L’imbarazzo d’una spiegazione... - -LA BARBETTI - -Ma nient’affatto! Ma che imbarazzo! Che spiegazione! La nonna che viene -a portare il regalo di nozze alla sua nipotina! Sarebbe stato meglio, -certo, arrivare alla vigilia. Ma dopo tutto, che vuoi che importi a -lei la spiegazione di cose passate da tanto tempo; e anche a lui, a mio -genero, vedovo da sedici anni, che vuoi che gl’importi di suo suocero -che non ha conosciuto, dei rancori di sua moglie... Non ci penserà più -neanche, alla moglie! - -SIGNORINA CEI - -Ah no, signora, s’inganna! - -LA BARBETTI - -Ci pensa ancora? - -SIGNORINA CEI - -E come! Creda... per una donna... non so, è una cosa... una cosa che -fa quasi dispetto, ecco. Dispetto non per lui, ma per noi stesse, -signora, per la poca stima che abbiamo di noi. Vedere un uomo così -perduto, quasi svanito ancora, dopo tanti anni, per la morte della sua -compagna... - -LA BARBETTI - -Ah, sì? Come sarebbe, svanito? - -SIGNORINA CEI - -Ha certi occhi... non so! Vedesse come guarda! come ascolta! Come se -le cose, i rumori, le voci stesse a lui più note, quella della figlia, -dell’amico, avessero un aspetto, un suono, ch’egli non riuscisse più ad -avvertire. Come se la vita tutt’intorno, gli si fosse... non so, quasi -diradata... Sarà forse per l’abitudine che ha preso... - -LA BARBETTI - -(_accompagnando l’interrogazione col gesto_) Beve? - -SIGNORINA CEI - -(_con orrore, sorridendo_) No, signora! Che dice! (_Poi, triste_:) -L’abitudine d’andar là ogni giorno... - -LA BARBETTI - -Al camposanto? - -SIGNORINA CEI - -Tutti i giorni, con qualunque tempo! E ritorna così, come se guardasse -tutto da lontano. - -CARLETTO - -(_alzandosi, dopo una pausa_) Io credo, mammà, che sarebbe meglio -rimandare a un altro giorno la nostra presentazione. - -LA BARBETTI - -Sta’ seduto! Lasciami sentire... (_Alla signorina Cei, risolutamente, -come una a cui non sia facile darla a bere_) Scusi, che età ha? - -SIGNORINA CEI - -Mah... quarantacinque, quarantasei anni... - -LA BARBETTI - -Meno sedici, quanto fanno? - -SIGNORINA CEI - -Che vuol dire? - -LA BARBETTI - -Quarantasei, meno sedici? - -SIGNORINA CEI - -Eh... trenta... - -LA BARBETTI - -Trenta, signorina! A chi vuol darla a intendere il signor Lori, rimasto -vedovo a trent’anni, con quest’andare ogni giorno alla tomba della -moglie? Signorina mia! Siamo di carne, anche! - -SIGNORINA CEI - -Lei suppone? - -LA BARBETTI - -Ma ci vuol poco, scusi, a supporlo! - -SIGNORINA CEI - -Ebbene, creda che non lo dirà più, appena l’avrà veduto. E poi, si -saprebbe... - - Entra dall’uscio in fondo il CAMERIERE in livrea per annunziare - in gran fretta: - -CAMERIERE - -Ecco, signorina: arrivano, arrivano... - - E via di nuovo per l’uscio di fondo. - -SIGNORINA CEI - -(_alzandosi_) Eccoli qua. Mi permettano. O vogliono favorire in sala? - -CARLETTO - -(_c. s._) No no, per carità! - -LA BARBETTI - -Aspettiamo qua... sarà meglio. - -SIGNORINA CEI - -Come vogliono. - -CARLETTO - -Dica la nonna, per favore! La nonna, e basta! - - La signorina Cei, via per l’uscio di sinistra. - -LA BARBETTI - -Ti raccomandi bene, imbecille! Meno male che ci sono qua io! - -CARLETTO - -Scusa: poni che ti trattino male: che devo fare io? - -LA BARBETTI - -Ma tu non farai niente! - -CARLETTO - -Lascerò insultare mia madre? - -LA BARBETTI - -Chi vuoi che m’insulti? Perchè mi si deve insultare? - - Entra, turbato e concitato, dall’uscio a sinistra MARTINO LORI. - È quasi tutto bianco, benchè ancora sotto i cinquant’anni. - Curatissimo nelle vesti. Fisonomia viva, segnatamente negli - occhi, mobile, visibilmente sospesa ai continui avvertimenti - d’una mutevole, acutissima sensibilità, che subito però - svanisce, quasi smemorata d’improvviso, lasciando senza difesa - lo spirito, che si appalesa allora triste, remissivo e sopra - tutto credulo. - -LORI - -No no, mi scusi, signora. Non so come lei possa aver l’ardire di -presentarsi in casa mia! - -LA BARBETTI - -Parlo con mio genero? - -LORI - -Ma no! Che genero! La prego! Io non sono mai stato suo genero! - -LA BARBETTI - -Il commendator Lori? - -LORI - -Ma sì! Sono io. - -LA BARBETTI - -Se sposaste mia figlia... - -LORI - -Ma appunto per questo, signora! Possibile che lei non senta che è -un’offesa — un’offesa per me intollerabile — alla memoria di sua -figlia, la sua presenza in questa casa? - -LA BARBETTI - -Oh Dio mio, ho creduto che finite da tanti anni le ragioni... - -LORI - -Ma no, signora! Quand’io sposai sua figlia, del resto, lei aveva -cessato da un pezzo d’esser la moglie di Bernardo Agliani! - -LA BARBETTI - -Già, ma non la madre di lei! - -LORI - -Eh via! Che madre! Lei sa bene che Silvia non aveva più voluto da -allora considerarla come madre, e con ragione! - -CARLETTO - -Oh senta, io la prego... - -LORI - -Chi è lei? - -LA BARBETTI - -(_subito a riparo del figlio_) Questo è mio figlio... (_A Carletto_) -Lascia, lascia che parli io! - -CARLETTO - -No, aspetta! dirò io a questo signore, che per mio conto — io — non -volevo venire, e non sarei venuto... - -LORI - -E avreste fatto bene! - -CARLETTO - -No bene, benissimo! E l’ho detto io stesso a mia madre. Ma ciò non -toglie... - -LA BARBETTI - -(_subito, interrompendo e intromettendosi_) Che voi dobbiate parlare a -me così... - -CARLETTO - -(_c. s. a sua volta_) senza neanche sapere che cosa... - -LA BARBETTI - -(_c. s._) già! che cosa io sia venuta a far qui per mia nipote! - -LORI - -(_lottando per non smarrirsi_) Io non credo che mia figlia possa avere -un sentimento diverso dal mio per ciò che riguarda la memoria di sua -madre, e il rispetto che le si deve! - - Si ode, a questo punto, dall’interno, a sinistra, la voce di - PALMA. - -VOCE DI PALMA - -Sì, sì, mi sbrigo in due minuti! - - E sopravviene, dall’uscio a sinistra, PALMA, in abito da sposa, - avviata di furia verso l’uscio a destra, che dà nella sua - camera. Ha diciott’anni. È bellissima. Tratta il padre con mal - dissimulata freddezza. Subito al suo apparire, la Barbetti le - si fa innanzi tendendole le braccia. - -LA BARBETTI - -Ah, eccola qua! eccola qua! Oh figlia mia, come sei bella! - -PALMA - -(_così soprappresa, confusa, trattenendosi_) Scusi... lei? - -LA BARBETTI - -Sono la tua nonna! la tua nonna, figliuola mia! - -PALMA - -(_più stordita dapprima, che meravigliata_) La nonna? Come! (_Poi, -volgendosi al padre, con aria di comica incredulità_) Ho anche una -nonna? - -LORI - -No, no, Palma! - -LA BARBETTI - -(_al Lori_) Come no? (_E subito a Palma, con enfasi_) La madre della -tua mamma! - -CARLETTO - -(_al Lori_) Questo non potete negarlo! - -LORI - -Ma non m’obbligate a dire ciò che mia figlia del resto sa bene! - -PALMA - -(_sovvenendosi, ma senza dare alcun peso all’indegnità di quella nonna, -che per la sua goffaggine le sembra da burla_) Ah... lei... già! - -LORI - -Tu capisci, Palma, che se tua madre fosse qua... - -PALMA - -(_infastidita dall’impiccio imprevisto in cui la mette il padre; -stringendosi nelle spalle_) Sì... ma... non so! che vuoi fare adesso? - -LA BARBETTI - -Dice che ho fatto male a venire... - -LORI - -Malissimo! - -PALMA - -(_seccata, protestando_) Ma no! Non mi pare che sia più il caso di -pensare ormai... - -LORI - -(_ferito_) No? Come? - -LA BARBETTI - -(_subito, esultante_) Ecco, sì, è vero, è vero, figliuola mia? - -LORI - -Di pensare a tua madre? - -PALMA - -(_c. s._) Ma sì, la mamma, va bene! Ma per carità, ora che sto per -andar via... - -LA BARBETTI - -Ecco, già! sposa... Non ha più, dunque, neanche il diritto d’opporsi, -lui! - -LORI - -Ma io non m’oppongo in nome d’un diritto! - -LA BARBETTI - -E potete forse impedirmi d’aver le mie intenzioni su mia nipote? - -PALMA - -(_disgustata, fa per avviarsi_) Ah, è troppo! è troppo, via! - -LA BARBETTI - -(_ponendosi davanti, per placarla_) No, per carità, non turbarti... -vestita così... - -PALMA - -Debbo andare a rivestirmi per partire... - -LORI - -(_smarrito e cupo, ritraendosi_) Forse eccedo... forse eccedo... - -PALMA - -Eccedi, sì, proprio! Ah, ma se Dio vuole, basta! - -LA BARBETTI - -Mi dispiace, che per causa mia... - -PALMA - -(_rasserenandosi e tornando a vedere il lato grottesco di -quell’incontro inatteso_) No, no... Ci vuole un po’ di misura, -Dio benedetto! Era, dopo tutto, una graziosa sorpresa, trovar così -d’improvviso una nonna, sulla soglia... - -LA BARBETTI - -(_gongolante_) Come sei bella! Come sei cara! (_Volgendosi subito al -figlio per farsi dare il regalo di nozze_) Dà, dà, Carletto! - -PALMA - -(_non comprendendo_) Che cosa? - -LA BARBETTI - -T’avevo anche portato un piccolo regaluccio... - -PALMA - -(_volgendosi al padre per richiamarlo a una certa comica indulgenza)_ -Ma vedi! Anche il regaluccio! - -LA BARBETTI - -E su, su, Carletto! (_A Palma presentandoglielo_) Questo è l’altro mio -figlio... - -PALMA - -Ah, piacere... - -LA BARBETTI - -(_seguitando_) Che sarebbe, sì... un fratellastro della tua povera -mamma. - -PALMA - -Ah! un quasi-zio, allora? - -CARLETTO - -Già, ecco, un quasi-zio... Veramente felice! (_Porgendo l’astuccio alla -madre_) Ecco, mammà. - -LA BARBETTI - -(_porgendolo a Palma_) Prendi, prendi, figliuola mia... - -PALMA - -(_aprendolo e ammirandolo, per compiacenza, esageratamente_) Oh bello! -bello! - -LA BARBETTI - -Ne avrai avuto di ben altri! - -CAPRETTO - -Con gli auguri d’ogni felicità! - -LA BARBETTI - -Sì, cara, di quella felicità che ti meriti! E poi penserò a fare ancora -dell’altro per te. - -LORI - -(_non riuscendo più a contenersi_) Tuo nonno, Bernardo Agliani, -restituì a costei tutti i suoi denari, anche quelli della dote, che -appartenevano a tua madre; e tua madre ne fu felicissima, e preferì, -rimasta orfana, guadagnarsi il pane, insegnando. Ma fai, fai, prendi -pure: turbo la tua festa, e non ho più neanche il diritto di parlare, -come t’ha detto la signora... - - Sopravvengono, a questo punto, dall’uscio a sinistra SALVO - MANFRONI, il marchese FLAVIO GUALDI e il conte VENIERO - BONGIANI. Il senatore Salvo Manfroni è appena sulla - cinquantina, alto, rigido, magro. Se la nomina a senatore non - gli fosse venuta per meriti scientifici e accademici, oltre che - per il suo passato politico, avrebbe potuto venirgli per censo. - Si vede infatti in lui il gran signore, padrone degli altri, ma - sopratutto di sè. Il marchese Flavio Gualdi ha trentaquattro - anni, ancor biondo, anzi d’un biondo acceso, ma già quasi - calvo; lucido e roseo come una figurina di finissima porcellana - smaltata; parla piano, con accento più francese che piemontese, - affettando nella voce una tal quale benignità condiscendente, - che contrasta però in modo strano con lo sguardo freddo e duro - degli occhi azzurri, quasi vitrei. Il conte Veniero Bongiani ha - circa quarant’anni, elegantissimo, specula in cinematografia - e ha fondato una delle più ricche Case per la produzione dei - films. - -MANFRONI - -Che cos’è? - -PALMA - -Niente, niente: una bella sorpresa! Guarda, Flavio! - -FLAVIO - -Ma come, ancora così? - -PALMA - -Ho trovato una nonna, qua in anticamera! - -FLAVIO - -Una nonna? - -VENIERO - -(_contemporaneamente_) Oh bella! - -SALVO - -(_contemporaneamente_) La signora? - -FLAVIO - -(_indicando il Lori_) Sua madre? - -PALMA - -(_subito_) No, per fortuna! (_E immediatamente, rivolgendosi a -Carletto_): E anche... aspetta! qua... scusi, il suo nome? - -CARLETTO - -(_riscotendosi, con grazia_): Ah, Clarino... (_e si inchina_). - -SALVO - -(_con stupore, in tono di riprensione_) Ma che storia è questa? Palma! - -PALMA - -(_apparentemente, senza dargli retta_) Ecco, il signor Clarino, figlio -della nonna! Quasi-zio! (_Subito alla Barbetti_) Nonna Clarino, dunque? -Vedova? - -LA BARBETTI - -Sì, due volte, carina.... - -PALMA - -(_quasi trionfante, rivolta al Lori_): E dunque, via! Come vedi, non -c’è proprio bisogno di ricordar Bernardo Agliani, la mamma; e si può -prender la cosa, così, leggermente, e anche (_si volta a Flavio con uno -sguardo d’intelligenza_): allegramente, Flavio; quando si sta per andar -via.... - -FLAVIO - -Ma sì, per me, figùrati! - -LA BARBETTI - -(_con sincerità_) Ecco, già, come dicevo io! - -LORI - -(_ferito dalle ultime parole di Palma_): Potevo non volerlo anche per -te, mentre ti stacchi da questa casa.... - -SALVO - -(_notando il tono appassionato del Lori e sembrandogli fuor di tempo, -fuori di luogo, subito lo interrompe, accostandoglisi_): Ma no, ma -no, basta! che cos’è, amico mio? (_E resta a conversar piano con lui -concitatamente_). - -PALMA - -(_a Salvo, che mostra di non ascoltarla_) Come se l’avesse invitata -lui, capisci? (_E viene accanto a Flavio e Veniero, che si tengono -presso l’uscio a sinistra_). - -FLAVIO - -(_a Palma con un sorriso_) Mi spiegherai poi... - -PALMA - -Ma sì! È da ridere veramente! - -VENIERO - -Una nonna in ottimo stato di conservazione! - -PALMA - -Impagabile! Dovreste scritturarla per la vostra casa -cinematografica!... (_A Flavio_): Ti spiegherò poi.... - -FLAVIO - -Ma bisogna, cara, che tu ti sbrighi.... - -PALMA - -Sì, ecco, subito... Ma portateveli di là... (_A Bongiani_): Fate, fate -la proposta anche al figlio... (_Poi, forte, conducendoli davanti alla -Barbetti_): Ecco, vi presento alla nonna: Il marchese Flavio Gualdi, -mio marito; il conte Veniero Bongiani. (_Rivolgendosi a Carletto_) Il -signor... Carlo, è vero? - -CARLETTO - -Carletto, sì.... - -PALMA - -Zio Carletto! Ah; non credevo proprio che dovesse toccarmi di -far questa parte in abito da sposa! Con permesso. Vado subito a -levarmelo... Voi andate, andate di là.... - - Palma, via per l’uscio a destra. - -LA BARBETTI - -(_le grida dietro_) Cara!... Cara!... (_Poi, voltandosi a Flavio e -avviandosi verso l’uscio a sinistra_) Ah, sono proprio felice!.... - -FLAVIO - -(_cedendole il passo, davanti all’uscio_) Prego... (_Ed esce dopo la -Barbetti_). - -VENIERO - -(_c. s.; a Carletto_) Prego.... - -CARLETTO - -(_tirandosi indietro_) Ah, non permetto... (_mostrandogli l’uscio_) -Prego.... - -VENIERO - -(_passando avanti_) È giusto... Lei è _quasi_ di casa.... - - Via per l’uscio a sinistra anche Veniero e Carletto. - -LORI - -(_seguitando a voce alta il discorso col Manfroni, appassionatamente_) -Posso ritrarmi da qualunque sentimento! Da questo, no! no! perchè non -vivo d’altro, tu lo sai! - -SALVO - -(_concitato, quasi tra sè_) È incredibile! incredibile! (_Poi, -aggressivo, rapidamente_): Va bene; persisti in codesta fissazione; -ma accorgiti almeno della pena che fai a chi ti vede intestato così, e -vorrebbe cacciarti dal ridicolo in cui ti metti da te stesso! - -LORI - -Dal ridicolo? Ti pare ridicolo? - -SALVO - -Ma sì, caro mio, perchè esageri, esageri maledettamente! E giusto ora -che Palma si libera e ti libera, santo Dio, potevi farne a meno! - -LORI - -Non ho potuto. - -SALVO - -Lo capisco! Ma perchè appunto ti sei fissato nella dimostrazione d’un -sentimento che... sì, va benissimo, è servito finora a scusar tante -cose, il tuo appartarti dalle cure che avresti dovuto darti di Palma... - -LORI - -Perchè c’eri tu... - -SALVO - -(_seguitando_) Benissimo; io che m’affezionai alla bambina nel vederla -trascurata... - -LORI - -(_protestando_) Ma no! - -SALVO - -(_per troncare, irritato_) Oh Dio mio, dico per gli altri, adesso! - -LORI - -(_come se guardasse lontano, nel tempo_) Eh lo so, che doveva apparir -così... - -SALVO - -(_con fastidio_) Ma nient’affatto, perchè è apparso invece anche -troppo, che il tuo lutto ti escludeva da quegli svaghi, che avresti -dovuto procurare alla figliuola. (_Con forza, esasperatamente_) Ma ora, -basta! Ora, basta! È finita! Lei se ne va! Tutto codesto sdegno per la -comparsa di quella megera, sul punto di partire, potevi risparmiartelo! - -LORI - -(_con penoso sdegno, quasi avvilito_): Con l’accoglienza che le ha -fatto lei? - -SALVO - -(_più che mai irritato_). Che accoglienza? Ma non hai visto che se l’è -presa a godere, togliendosi con molto spirito dall’impiccio in cui tu -l’hai messa con la tua esagerazione? - -LORI - -Ha accettato sotto i miei occhi il regalo che le han portato... - -SALVO - -Volevi che lo rifiutasse? - -LORI - -E la promessa della donazione d’un danaro di cui la madre ebbe schifo! - -SALVO - -(_impressionato_) Le ha fatto questa promessa? - -LORI - -Ma io le gridai in faccia la sua vergogna! - -SALVO - -(_sbalordito_) E non capisci... (_si nasconde la faccia_) Dio mio! non -capisci che non dovevi farlo? - -LORI - -Perchè? Grazie a Dio, Palma... (_si corregge_) dico grazie a Dio, -grazie a te, Palma non ha bisogno di quel danaro! - -SALVO - -Ma giusto per questo! (_Quasi tra sè_) È incredibile! - -LORI - -Giusto per questo? Perchè? - -SALVO - -Ma sì! ma sì! Non toccava a te di dirglielo, scusa! - -LORI - -Perchè non ne ho il diritto? - -SALVO - -Non l’hai! Non l’hai in nessun modo! Quella donna è ricchissima. E tu -non puoi sapere se il marito di Palma... - -LORI - -Con la dote che tu hai generosamente costituito a sua moglie... - -SALVO - -Ma lascia andare, chè il danaro non è mai troppo! - -LORI - -(_stupito e dolente_) Ah! scusa... non credevo... - -SALVO - -Che cosa? - -LORI - -Non m’aspettavo proprio da te che hai venerato e veneri la memoria di -Bernardo Agliani... - -SALVO - -(_scrollandosi, al colmo dell’irritazione, accennando ad avviarsi verso -l’uscio a sinistra_) Oh! ma fa’ il piacere! È veramente troppo! - - Rientra a questo punto, di là, FLAVIO GUALDI. - -FLAVIO - -Permesso? - -SALVO - -Vieni, vieni avanti, Flavio! - -FLAVIO - -(_ridendo e alludendo alla Barbetti di là_) Ah, è bellissima! -bellissima! E il figlio, più bello ancora della madre! S’è ingaggiato -davvero, sai? per _cachet_ con Bongiani, che se li sta godendo... -Meravigliose! - -SALVO - -Tu hai capito dunque di che si tratta? - -FLAVIO - -Ma sì! Una farsa... (_Ripigliandosi, serio, con uno sguardo -d’intelligenza a Salvo_) Oh... naturalmente, ragione di più per... (_e -fa un gesto con la mano che significa: «per tagliar corto»_) ça va sans -dire... - -LORI - -Nessuno poteva prevedere che avesse l’impudenza di presentarsi... - -SALVO - -Hai capito, caro mio, che cosa hai guastato? Una farsa. La farsa che -quel vecchio pappagallo lì era venuta a offrirci inaspettatamente... -(_A Flavio_): Ma ti dirò poi qualche cosa... Vado io intanto a farle un -certo discorsetto... Vieni, vieni con me... - -FLAVIO - -Ecco, dico a Palma di far presto... - - Salvo, via per l’uscio a sinistra. Flavio s’accosta a quello a - destra, picchia e sta in ascolto della voce di Palma. - -LORI - -Vorrei parlarti anch’io... - -FLAVIO - -(_seccato, freddo_) Scusi... (_Parlando verso la porta_) Sono io, -Palma... (_Pausa; sta a sentire; poi ridendo_): No, no, non voglio -entrare... (_Pausa c. s._) Ecco, sì, perchè è tardi... (_Pausa c. s._) -Ma lascia fare alla signorina; tu spicciati!... (_Pausa c. s._) Sì, -penso io... penso io... (_E s’avvia di fretta verso l’uscio di fondo_). - -LORI - -Vorrei dirti... - -FLAVIO - -Scusi, non ho tempo... (_Lo pianta e via_) - - Il Lori resta come raggelato dallo sprezzo patente del Gualdi. - Egli non può supporre, che nessuno creda al suo sentimento; - suppone invece che tutti n’abbiano fastidio e non abbian per - lui nessuna considerazione, poichè la figlia, per la protezione - e le aderenze del Manfroni, uscendo dalla sua casa modesta, - entra ora col marito nel gran mondo. Rimane avvilito a guardare - innanzi a sè, in una lunga pausa. Finchè s’apre l’uscio a - destra e la SIGNORINA CEI si sporge e mette fuori borse, - borsette, cappelliere, che il CAMERIERE sopravvenuto dall’uscio - in fondo, man mano porta via. - -SIGNORINA CEI - -(_porgendo al Cameriere_) Ecco, Giovanni... E questo! Attento a -questo!... No no, a poco per volta... - - Dallo stesso uscio a destra entra infine PALMA in un ricco - abito da viaggio; nell’atto di calzarsi i guanti. - -PALMA - -(_alla signorina Cei_) Mi farà il piacere, Gina, di raccomandare che -non sbaglino tra la roba da spedire come bagaglio e quella da portare -nello scompartimento. - -SIGNORINA CEI - -Ah, non dubiti. Andrà Giovanni stesso... - -CAMERIERE - -Sì, signora. Vado io. Non ci pensi... - -PALMA - -(_a Lori_) Tu vieni con noi alla stazione? - -LORI - -Sì, certo... - -PALMA - -(_alla signorina Cei che sta per andarsene per l’uscio in fondo_) -Aspetti, Gina... Lei va via di qua ora stesso, è vero? - -SIGNORINA CEI - -Se il signor Commendatore non ha bisogno di me... - -LORI - -No, no, grazie... Per me... - -PALMA - -Chi resta qui? - -SIGNORINA CEI - -Ma... non so... C’è la donna di servizio... - -LORI - -Non importa... non importa... Senti, Palma... - -PALMA - -Abbi pazienza, vorrei dare a Gina certi ordini... - -LORI - -Fai, fai... - -PALMA - -(_alla signorina Cei_) Lei sarà di ritorno prima della fine del mese? - -SIGNORINA CEI - -Potrei, se vuole, anche prima... - -PALMA - -No, no, basterà. Del resto, le scriverò... - -SIGNORINA CEI - -Non dubiti che al suo arrivo sarà tutto pronto, come lei m’ha detto. - -PALMA - -Quello stipetto, mi raccomando! (_A Lori_) E penserai tu, poi, per gli -ori della mamma. - -LORI - -Te li ho già messi da parte. - -SIGNORINA CEI - -Verrò io a ritirarli, al mio ritorno. - -PALMA - -Sta bene. E allora, a rivederla, Gina. Mi dia un bacio. - -SIGNORINA CEI - -Buon viaggio! E le rinnovo tutti i miei auguri. - -PALMA - -Grazie! Ma la saluterò ancora prima di partire. - - La signorina Cei, via per l’uscio in fondo. - -LORI - -Non vorrei, Palma, che questo spiacevole incidente... - -PALMA - -Ma no, basta, non ne parliamo più! (_Alludendo alla nonna_) È ancora di -là? - -LORI - -Sì, credo... - -PALMA - -Sarà ora d’andare... - -LORI - -Aspetta un momento... Devo dirti una cosa che mi sta a cuore sopra -tutto. - -PALMA - -Oh Dio mio, ma perchè? Avrei capito prima! Ma ora? - -LORI - -No, ora, ora che te ne vai, figliuola mia... - -PALMA - -Ma se non ce n’è più bisogno, proprio! - -LORI - -Come! Vuoi che non ti dica, prima che te ne vada via per sempre da -questa casa, ciò che è stato ed è ancora il mio più segreto dolore? - -PALMA - -(_piano, con insofferenza, ma pur sentendo la necessità di venire a un -discorso che è spinosissimo toccare e che perciò sarebbe stato meglio -sfuggire_): Ma sì, io lo so... - -LORI - -Lo sai? - -PALMA - -(_c. s._) Sì, lo so. E perciò mi pare inutile, scusa, che me ne parli -adesso... - -LORI - -Non è inutile, perchè vedo che non hai indovinato, che prezzo diverso -da quello che ha avuto per te, ha avuto per me la parte che mi sono -assunta (_resta un po’ sospeso, e aggiunge con molta pena_) di padre -trascurato. - -PALMA - -Ma mi sembra che ora... - -LORI - -Lasciami dire! Per me, tutto questo, si riferisce a cose lontane, che -tu non puoi sapere, perchè eri allora bambina. Voglio che le sappia, -prima che tu vada via. - -PALMA - -(_con un sospiro, non nascondendo l’impazienza, ma rassegnandosi_) -Ebbene, allora! di’, di’... - -LORI - -Codesto tuo modo di trattarmi... - -PALMA - -Ma no, scusa... - -LORI - -Lasciami dire! Non te ne fo rimprovero. Codesto tuo modo di trattarmi, -sì, è vero, dà ragione ora a tua madre contro di me, doppiamente... - -PALMA - -Mi parli ancora della mamma? - -LORI - -(_con forza_) Sì! Perchè previde questo! - -PALMA - -(_un po’ stordita dal tono assunto da lui_) Che cosa? - -LORI - -(_s’arresta, pentito, e non risponde, perchè dovrebbe dirle: «che tu -non avresti più avuto per me nessuna considerazione». Poi dice, con -dolcezza triste_): Non voglio fàrtene un rimprovero, ripeto! Sento solo -il bisogno di dirti che ho voluto acquistarmi il diritto di dar torto a -lei, che non voleva, non voleva assolutamente... - -PALMA - -Che cosa, non voleva? - -LORI - -Ma che Salvo Manfroni stèsse qua, troppo attorno a te. - -PALMA - -Ebbene? - -LORI - -Ho voluto acquistarmelo, dicevo, questo diritto di non riconoscere -almeno le ragioni di lei, a costo d’una lunga sofferenza che tu — (non -dirmi di no, perchè è chiaro) — non hai, non hai indovinato, non hai -supposto, e non supponi ancora in me. - -PALMA - -Ma chi te lo dice, Dio mio? - -LORI - -Ecco. Il tono stesso con cui me lo domandi. - -PALMA - -No, scusa, questo tono è appunto perchè la conosco, e la conosco bene, -codesta tua sofferenza, su cui è edificata, vuoi dirmi questo? la mia -fortuna. Oh! e vuoi che non lo sappia, scusa? - -LORI - -Saperlo, non dovrebbe voler dire il fastidio che ne mostri. - -PALMA - -Ma non è fastidio; è che proprio non vedo più la ragione, scusa, per -cui vuoi ricordarmela anche adesso, quando ha già finito di pesar -tanto, credi, su te, su me, su tutti... Ecco: il tuo torto è questo, -permetti che te lo dica, poichè mi costringi! - -LORI - -Mi son tenuto tanto da parte... - -PALMA - -Troppo per un verso, troppo poco per un altro! - -LORI - -Cioè? - -PALMA - -Ma non ti pajono inutili adesso codeste recriminazioni? Via! via! - - Rientrano dall’uscio a sinistra SALVO MANFRONI e FLAVIO GUALDI. - -FLAVIO - -(_impaziente_) Su, Palma, è tempo d’andare... - -PALMA - -Eccomi pronta, sì. Andiamo, andiamo... (_fa per avviarsi con Flavio_) - -SALVO - -Aspettate un momento. (_Al Lori_): Senti: è meglio che Palma si -licenzii qua da te. - -LORI - -(_restando_) Perchè? La accompagno alla stazione... - -SALVO - -No... - -FLAVIO - -Per quei due là... (_accenna alla sala, dove sono la nonna e Carletto_) - -SALVO - -Se vieni tu, capisci, verranno anche loro, e... - -FLAVIO - -Ci sarà mia sorella; ci saranno gli amici... - -PALMA - -(_subito_) Ah, no! È meglio qua, è meglio qua, allora... - -LORI - -Ma quei due si possono mandar via! - -FLAVIO - -Abbiamo già detto così... - -SALVO - -Che saresti rimasto anche tu. Si disponevano a venire! - -PALMA - -Pazienza, via! Licenziamoci qua! - -LORI - -(_raggelato, aprendo le braccia_) Pazienza... - -PALMA - -E allora, addio, eh? (_Lo abbraccia senza effusione d’affetto_) - -LORI - -(_dopo averla baciata in fronte_): Addio figliuola mia. Così -all’improvviso... Vorrei dirti tante cose; non so dirti nulla... Sii -felice... - -SALVO - -Andiamo, su, andiamo... - -LORI - -(_a Flavio che gli porge la mano_) Addio anche a te, e... - -FLAVIO - -Scusi. (_Si volge a Palma_) Vai, Palma, vai a licenziarti intanto di -là... - -PALMA - -Sì, eccomi, eccomi (_Via, per l’uscio a sinistra_) - -FLAVIO - -(_a Lori_) Diceva? - -LORI - -(_freddo, triste_) Niente. T’ho salutato... - -FLAVIO - -Ah, bene. L’ho salutato anch’io. Possiamo dunque andare... - -SALVO - -Sì, andiamo! (_A Lori, prima d’uscire dall’uscio a sinistra_) Noi ci -vediamo. - - Via Flavio e Salvo. Il Lori resta assorto per lungo tratto - nella sua gelida delusione, finchè dall’uscio a sinistra non - rientrano in iscena LA BARBETTI e CARLETTO, in silenzio, l’una - ingrugnata e l’altro come una marionetta smontata, cascante di - noja. - -LA BARBETTI - -Eh, dico... una bella fortuna maritare una figliuola con un marchese... - -CARLETTO - -Mi piace che lui, tante storie per la nostra venuta, e poi... - -LORI - -E poi? Sono rimasto qua, appunto per la vostra venuta! - -LA BARBETTI - -Già! Ma vostra figlia... - -LORI - -Mi ha impedito di fare lo scandalo di cacciarvi via in presenza di suo -marito! - -CARLETTO - -Il quale ci ha accolto con tanta cortesia... - -LA BARBETTI - -(_subito, a rincalzo_) E benevolenza! - -CARLETTO - -Insieme con quel suo amico. - -LA BARBETTI - -E anche Salvo Manfroni, hai visto come mi ha parlato? - -CARLETTO - -Ma di quello non ti fidare, mammà! - -LA BARBETTI - -Io non so! Un padre... capisco, sacrificarsi per il bene della propria -figlia... ma farsi poi sostituire così... - -LORI - -(_contenendo a stento un fremito d’ira_) Io vi prego d’andarvene via! - -CARLETTO - -Subito! Ecco... ce n’andiamo da noi senza bisogno d’esser pregati. - -LA BARBETTI - -Ma in casa di vostra figlia, tra me e voi, sarò accolta meglio io che -voi... - -CARLETTO - -Andiamo, andiamo, mammà! Lascialo perdere! - -LA BARBETTI - -Di dove si esce? - -CARLETTO - -(_indicando l’uscio a sinistra_) Di qua, passa! - -LA BARBETTI - -(_uscendo_) Ma guarda che uomo! - -CARLETTO - -(_uscendo_) Lascialo perdere... - - Prima che la Barbetti e Carletto escano, entra dall’uscio in - fondo la SIGNORINA CEI col cappellino in capo e una borsetta in - mano, pronta per andar via. - -SIGNORINA CEI - -(_al Lori_) Vuole che li accompagni? - -LORI - -(_con sdegno_) No, lasci! - -SIGNORINA CEI - -(_dopo avere atteso un po’_) E allora, signor Commendatore, se non ha -proprio bisogno di me... - -LORI - -No, grazie. Vada pure... - -SIGNORINA CEI - -Se mi permette, poichè tutti questi fiori rimangono qui... - -LORI - -(_come se li vedesse soltanto ora_) Ah, già! Bisogna pensarci... Mi -rimane così la casa, tutta piena di fiori... - -SIGNORINA CEI - -Già... Le possono anche far male... - -LORI - -Me li ha lasciati qui... - -SIGNORINA CEI - -Peccato! Ce n’è di così belli... - -LORI - -Prenda, prenda pure, tutti quelli che vuole... - -SIGNORINA CEI - -Grazie, ne prenderò un po’, di questi... (_si accosta a una cesta di -fiori_) - -LORI - -Non pensa lei che per un padre nessun sacrifizio possa esser di troppo, -quando si tratti di fare il bene della propria figliuola? - -SIGNORINA CEI - -Eh, per un padre come lei, signor commendatore.... Guardi, che rose! -(_gliele mostra nella cesta, da cui sta per prenderle_) Guardi!... - -LORI - -Belle, sì. Prenda... Vorrei prenderne anch’io... (_guarda l’orologio_) - -SIGNORINA CEI - -(_triste, alludendo alla sua visita consueta al cimitero_) Vuole andare -anche oggi? - -LORI - -Non mi han lasciato andare alla stazione, per via di quei due là; andrò -a portarle un po’ di questi fiori della figlia e a dire anche a lei che -non voleva, le mie ragioni. - - - TELA - - - - -ATTO SECONDO - - -SCENA - -Ricco salone in casa Gualdi. In fondo, il tetto ha una impalcatura -più bassa, in legno, sostenuta da mensole. E sono in questa parete di -fondo due usci vetrati, di piccoli e spessi vetri opachi, impiombati: -da quello a destra si scende nel giardino; l’altro dà nell’interno -della casa. Tra i due usci è il camino, che si scorge appena, perchè -ha davanti, con la spalliera voltata verso il pubblico, un divano, -di modo che tra esso e il camino che gli sta dirimpetto, sia come -un salotto a parte, più intimo, raccolto attorno al fuoco. Accostato -alla spalliera del divano è un tavolino a sei piedi, antico, su cui -è un magnifico vaso di fiori. Di qua e di là del tavolino, due lumi -d’alto fusto, uguali, con ampio paralume di seta, e sedie e sgabelli -volti verso il proscenio. Sono nella parete a destra, la comune e una -finestra. Nella parete di sinistra due altri usci a vetri: quello più -vicino alla ribalta dà nella sala da pranzo; l’altro, in quella del -bigliardo. Sul davanti della scena, verso la comune, cioè a destra, è -una tavola ottagonale, con qualche rivista illustrata, qualche vaso e -altri soprammobili; una grande poltrona di cuojo, con dietro un altro -lume a fusto, come i primi due, e seggiole di stile con molti cuscini. -I rimanenti mobili del salone, disposti tra la comune e la finestra, -e tra i due usci di sinistra, siano di ricca e sobria eleganza, quali -s’addicono alla signorilità e al buon gusto di chi abita la casa. Il -salone è splendidamente illuminato. - - - Al levarsi della tela, la scena è vuota. Poco dopo dall’uscio - a vetri di fondo, che dà sul giardino, entrano, di ritorno - dal passeggio PALMA e SALVO MANFRONI seguiti dal CAMERIERE, a - cui il Manfroni dà il cappello e il soprabito. Il cameriere - va via subito per la comune; mentre gli altri due seguitano - il discorso già incominciato, scendendo dall’automobile in - giardino. - - -SALVO - -(_mentre il cameriere gli toglie il soprabito_) Sì, sì... Ma c’è sempre -modo, credi (_il cameriere va via_), c’è sempre modo di dare agli altri -una stima di sè, che li accresca ai loro stessi occhi... - -PALMA - -(_subito, mentre si sfila i guanti_) E li renda insoffribilmente -presuntuosi! - -SALVO - -No, cara, e che nello stesso tempo, al contrario, riesca di vantaggio -anche a noi. - -PALMA - -Ma io noto ormai tante cose! - -SALVO - -Tu non noti niente. Sta’ bene attenta. Egli (_allude al marito_) ti -parla. Tu senti che sono parole, dette così per dire... - -PALMA - -Ma sì, sciocche, senza nessuna realtà! - -SALVO - -Bene. Nell’accoglierle, tu mostra che l’abbiano... - -PALMA - -Ma come? Se non ne hanno! - -SALVO - -Oh bella! Ma dandogliela tu, mettendocela dentro tu, una realtà, quella -che ti conviene, ma come se invece — capisci? — ce l’avesse messa lui, -che sarà felicissimo, credi, di vedere le sue parole «_consistere_» -in qualche modo. Tu te lo farai così, a poco a poco, a modo tuo; ma -lasciandogli l’illusione ch’egli sia invece sempre a modo suo. Mi sono -spiegato? - -PALMA - -Non è facile! - -SALVO - -Eh, lo so. Non ti sto mica dicendo che è facile. Ma credi a me, che -bisogna far così nella vita. - -PALMA - -Ci vuole una pazienza! - -SALVO - -Ah sì, cara. Sopra tutto, pazienza. (_Poi, pianissimo_) E non con tuo -marito soltanto, qua dentro. - -PALMA - -(_lo guarda un po’, poi domanda_): Vuoi dire con Gina? - -SALVO - -Mi pare che abbia un musino di volpe quella signorina! - -PALMA - -Le si è scoperto adesso, da che ha finito di servire nell’altra casa. - -SALVO - -Ti sei accorta anche tu del cambiamento? - -PALMA - -È sempre inappuntabile; bada! - -SALVO - -Ma è rimasta molto amica di là... - -PALMA - -Eppure sa, Dio mio... - -SALVO - -Zitta. Eccola! - - Entra dal secondo uscio di fondo la SIGNORINA CEI, che - s’accosta a Palma, per liberarla del cappello e della - mantiglia. - -SIGNORINA CEI - -Vuole, signora marchesa...? - -SALVO - -Oh, buona sera, signorina. - -SIGNORINA CEI - -Buona sera, signor senatore. - -PALMA - -No, grazie, Gina. Vado io di là un momento. (_A Salvo_) Con permesso. - -SALVO - -Fai, fai. Ma credo che più tardi ti toccherà uscir di nuovo, per tua -suocera. - -PALMA - -Dio, che seccatura! Ancora? - -SALVO - -Le ha ripreso la febbre. - -SIGNORINA CEI - -Sì, signora! Ha mandato ad avvertirlo. - -SALVO - -(_con premura, alla signorina Cei_) Ma niente di grave! - -SIGNORINA CEI - -Al solito... - -SALVO - -(_a Palma_) Bisogna che tu vada... - -PALMA - -Sopra tutto, pazienza. - - Palma, via per il secondo uscio di fondo. Salvo è presso la - tavola ottagonale, prende una rivista illustrata, la sfoglia, - in piedi. - -SALVO - -Cara signorina, io vorrei stare un po’ alla sua scuola. - -SIGNORINA CEI - -Lei, signor senatore? Ma che dice! - -SALVO - -(_senza guardarla, seguitando a sfogliar la rivista_) Ammiro i suoi -occhi. - -SIGNORINA CEI - -Ah sì? Non credo poi che siano così belli.... - -SALVO - -Sono belli. Ma oltre che per questo, li ammiro perchè sono dotti. - -SIGNORINA CEI - -Dotti? - -SALVO - -Dotti vuol dire attenti. Ma attenti senza parere. - -SIGNORINA CEI - -I miei occhi le sembrano attenti? - -SALVO - -No. Appunto. Non sembrano affatto. Ma sono attenti. E io vorrei, le -dico, imparare da essi. - -SIGNORINA CEI - -Imparare che cosa? - -SALVO - -Ecco: a domandar così, per esempio, fingendo di non capir che cosa, -mentre lei ha capito benissimo. - -SIGNORINA CEI - -(_quasi sfidandolo_) Ah, dunque l’arte di far le viste di non capire? - -SALVO - -(_non risponde lì per lì, come se fosse intento a leggere nella -rivista; ma poi nega col dito, e dopo una breve pausa, soggiunge_): -Questa è un’arte più facile. Basta simular l’ignoranza. Ce n’è un’altra -più difficile: quella di _non far le viste di capire_, quando gli -altri si siano accorti che noi invece abbiamo capito benissimo (_per -attenuare ciò che ha detto, fingendo di non dargli importanza_) oh, una -cosa del resto, che già capiscono tutti.... - -SIGNORINA CEI - -Sì? E allora! - -SALVO - -Ah, s’inganna. Ci vuole allora una naturalezza, che è assai più -difficile a simulare di quella finta ignoranza, che nessuno ci chiede e -che ci farebbe apparir sciocchi. - -SIGNORINA CEI - -Sarà. Forse però può non essere un’arte, signor senatore. - -SALVO - -No? E che, dunque? - -SIGNORINA CEI - -Mah! Una necessità penosa.... - -SALVO - -Eh, cara signorina, forse s’impara bene, solo quando sia una necessità! - - Entrano a questo punto, in abito da sera, FLAVIO GUALDI e - VENIERO BONGIANI, dalla comune. - -FLAVIO - -Ah, eccolo qua! - -SALVO - -Sono già qua da un pezzo. - - La signorina Cei, via per il secondo uscio di fondo. - -VENIERO - -Illustre senatore, le mie più vive congratulazioni. - -SALVO - -Grazie, caro Bongiani. - -FLAVIO - -(_a Salvo_) Scusa, corrispondente o effettivo? - -SALVO - -(_come uno che non ne possa più_) Ma sì, effettivo, effettivo! - -VENIERO - -D’un’accademia straniera, e poi di quella! I socii corrispondenti saran -parecchi; gli effettivi, uno o due. Ma mi levi un dubbio, senatore.... - -SALVO - -(_c. s._) No no, Bongiani, per carità, non me ne parli! - -VENIERO - -No, scusi; a proposito di codesta nuova onorificenza.... - -FLAVIO - -Ecco, già; si discuteva al circolo, se era proprio necessario che tu -attribuissi il merito.... - -VENIERO - -In parte.... - -FLAVIO - -In parte, s’intende! il merito della tua scoperta scientifica a -Bernardo Agliani. - -VENIERO - -Se la scoperta, dicevano, è totalmente sua! (_Tutto questo discorso -sarà fatto con leggerezza, senza dar quasi importanza alla cosa_). - -SALVO - -È chiaro che i vostri amici del circolo non hanno mai veduto, neppur da -lontano, il mio libro. - -VENIERO - -Ah, questo è positivo! - -FLAVIO - -Perchè nel tuo libro è detto....? - -SALVO - -Ragazzi miei, appunto perchè nell’introduzione di esso mi son fatto -scrupolo d’attribuire a Bernardo Agliani qualche merito, tutti ora -dicono che avrei potuto farne a meno. Se non l’avessi fatto.... - -VENIERO - -Avrebbero detto il contrario? - -FLAVIO - -Gl’incompetenti! - -SALVO - -No, i competenti, anzi! pur sapendo bene che nelle carte di Bernardo -Agliani non c’è nulla che lasci neppur lontanamente balenar l’idea -della scoperta, e che egli poneva lì, per altri fini, certi suoi -problemi di fisica.... Ma lasciamo andare! (_Cambiando tono, come se il -discorso si facesse soltanto ora serio e interessante_) Dite, dite: la -scissione, dunque, è proprio avvenuta? - -FLAVIO - -Ma che! Una pagliacciata! - -VENIERO - -Si risolverà per tutti quanti in una doppia spesa, d’ora in poi! - -FLAVIO - -Siamo andati a iscriverci socii anche del nuovo circolo! - -SALVO - -Ah sì? (_ride_). - -VENIERO - -In massa! Un’invasione! - -FLAVIO - -E questa sera si farà l’inaugurazione! - -VENIERO - -Lei senatore, verrà con noi? - -SALVO - -Voi siete matti! - -FLAVIO - -Ah no! Verrai con noi! - -VENIERO - -L’abbiamo promesso! - -FLAVIO - -Figurati se puoi mancare! - -SALVO - -Io, cari miei, me ne resto qua (_siede, o meglio, si sdraja beatamente -sull’ampia poltrona di cuojo presso la tavola ottagonale_) qua, come -ogni sera! - -FLAVIO - -Che! che! Ti strapperemo a viva forza! - -SALVO - -Mi strapperete? Se sapeste a qual prezzo me la sono guadagnata questa -poltrona! - -FLAVIO - -Ma via! Per una sera! - -SALVO - -Non mi par l’ora, ogni sera, che Giovanni, dopo cena, venga a girar la -chiavetta della luce e mi lasci, quasi al bujo... - -VENIERO - -No, senta: lei non ci farà questo tradimento! - -FLAVIO - -Del resto, non ci sarà neanche Palma stasera... - - Rientra dal secondo uscio di fondo PALMA. - -PALMA - -Parlate di me? - -VENIERO - -Buona sera; marchesa. - -PALMA - -Buona sera, Bongiani. Che cos’è? - -VENIERO - -Persuadetelo voi per carità a venir con noi all’inaugurazione del nuovo -circolo! - -PALMA - -Ah, si farà poi stasera? - -FLAVIO - -(_a Salvo_) Vedrai che ti persuaderà lei! - -SALVO - -Non mi persuaderà nessuno! - -FLAVIO - -Perchè, Palma, a te toccherà d’andar di nuovo dalla mamma. - -PALMA - -Ma è proprio necessario? - -SALVO - -No, no, tu andrai, tu andrai... - -FLAVIO - -Ci son passato adesso e le ho promesso che saresti andata. Non c’è mica -bisogno che ti trattenga a lungo. - -SALVO - -Ecco. Un’oretta! E io t’aspetterò qua, senza rinunziare alla mia -delizia consueta! - -FLAVIO - -Mi fai rabbia, senti! - -VENIERO - -Ma vedrai che verrà! - -SALVO - -Non verrò! - -PALMA - -Ma sì! Lasciatelo stare! - -VENIERO - -Non possiamo! Non possiamo! - -FLAVIO - -Capisci che non ci faranno entrare, se ci presentiamo senza di lui? - -SALVO - -E voi non andate! - -PALMA - -Un bell’egoismo, dico! Mi toccherà prima andar là... - -FLAVIO - -Oh Dio mio, una visitina... - -PALMA - -No, scusa. Se non debbo trovar qui, al ritorno, neanche lui, tanto -vale allora che mi trattenga tutta la serata. Mentre voi andate a -divertirvi! - -SALVO - -Stai sicura, cara, stai sicura che mi lascerai qua, e mi ritroverai qua. - - A questo punto, MARTINO LORI dalla comune, domanda: - -LORI - -Permesso? - - Tutti hanno un gesto e un moto di fastidio. - -FLAVIO - -(_piano, sbuffando_) Oh Dio! - - E la conversazione cade subito, mentre il Lori si fa avanti, - con esitazione, tra la freddezza generale. - -LORI - -Buona sera. Disturbo? - -PALMA - -No, per nulla. - -SALVO - -Vieni, vieni avanti... Non mi alzo... - -LORI - -(_appressandosi a Flavio, che ha tratto in disparte Veniero per parlare -con lui_) Buona sera, Flavio... - -FLAVIO - -(_voltandosi appena_) Ah, scusi. Buona sera. - -VENIERO - -Caro commendatore... (_gli stringe la mano_) - -PALMA - -(_A Lori_) Vieni a sedere... - -SALVO - -Qua, qua accanto a me, Martino. - -FLAVIO - -(_piano a Veniero_) Ma sì, è una fortuna! Vedrai che adesso verrà con -noi! (_E s’avviano tutti e due per il secondo uscio a sinistra_) - -SALVO - -Dove andate adesso voialtri? - -FLAVIO - -Qua al bigliardo un momento. - -PALMA - -Saremo subito a cena. - -FLAVIO - -Vieni, vieni anche tu, Palma, senti... - -PALMA - -Che cos’è? - -FLAVIO - -Dobbiamo dirti una cosa... Vieni... - -PALMA - -Con permesso... - - Flavio, Veniero e Palma, via per il secondo uscio a sinistra. - -SALVO - -(_con un sospiro di stanchezza, rimanendo sdrajato sulla poltrona_) -Ebbene, mio caro vecchio amico? - -LORI - -(_impicciato, mortificato, angosciato, dice per non parere, con un -risolino_): Eccoci qua... (_Poi_): Stavate a dire forse qualche cosa -che non debbo sapere? - -SALVO - -No, no, niente. Hanno stasera l’inaugurazione d’un nuovo circolo, e -complottano contro di me, che mi son messo a riposo. Come te. Tu, dal -Consiglio di Stato; io da tutte le noje mondane, amico mio. - -LORI - -Anche da queste? - -SALVO - -Da tutte, da tutte... - -LORI - -(_con rincrescimento sincero e affettuoso_) È male, per te. Tu che -potresti avere ciò che vuoi... - -SALVO - -Ah, grazie tante, caro amico. Ne ho già fino alla gola. Per aver -qualche cosa, devi dare, dare, dare. Se ti fai il conto poi di quello -che hai dato e di quello che hai avuto... - -LORI - -Certo, sì. Ma appunto per questo io credo, che non si debba calcolare -per se stesso il valore di quel poco che s’ottiene... - -SALVO - -E come vorresti calcolarlo? - -LORI - -In rapporto a ciò che s’è dato. - -SALVO - -E non dico questo io? Tira le somme, è un fallimento! - -LORI - -No, scusa. Per modo, io dico, che a quel poco che si ottiene il valore -per noi venga da quanto abbiamo dato. Guaj se per me almeno non fosse -così! - -SALVO - -(_seccato da questo richiamo a sè che fa il Lori_) Ah, ho capito. Tu -parli d’altro adesso. - -LORI - -È un dare e avere anche questo. - -SALVO - -Un padre dà sempre tutto! - -LORI - -E più poco di così... (_Vorrebbe aggiungere: «non avrei potuto -ottenere» ma il Salvo non gliene lascia il tempo_) - -SALVO - -(_interrompendo, con sgarbo, per cangiar discorso_) Di’ un po’, di’ un -po’, hai liquidato, spero, il massimo della pensione? - -LORI - -(_ferito_) Che... che intendi dire? - -SALVO - -(_con indifferenza_) Niente. Domando. - -LORI - -(_c. s. e frenando appena l’ansia e l’angoscia che prorompono a mano a -mano con foga incalzante, quanto più Salvo Manfroni cerca d’arrestarle -con le sue domande e le sue risposte in diverso tono_) Tu non facesti -mai pesare su me, finora, il tuo grado, la tua dignità... - -SALVO - -Ma che dici? - -LORI - -Mi hai trattato sempre con la massima confidenza... - -SALVO - -Certo... - -LORI - -Con cordialità. - -SALVO - -Ma sì... - -LORI - -Fino a darmi e a farti dare del tu, quando questo poteva impacciarmi, -perchè trattando con te io ho veduto sempre nell’amico il superiore. - -SALVO - -Ma, santo Dio, che discorso mi stai facendo? - -LORI - -No, no... Lasciami dire! Io soffoco dall’angoscia... - -SALVO - -Ma perchè? - -LORI - -Mi domandi perchè? È il modo di trattarmi questo? - -SALVO - -Ma io sto parlando con te... - -LORI - -Non dico tu; tutti, qua... Capisco che a lui la moglie è venuta più -dalle tue mani che dalle mie... - -SALVO - -Ma questo, scusa... - -LORI - -Lo so; dalle mie mani non se la sarebbe presa. C’è troppa disparità di -condizione; anche di carattere, d’educazione... - -SALVO - -Dovevi prevederlo! - -LORI - -Ma sì, ma sì, è naturale, non può aver piacere di vedermi. Mi respinge! - -SALVO - -Ma no... - -LORI - -Se proprio non mi respinge, m’allontana col suo tratto. - -SALVO - -Scusa, scusa, dovresti capire... - -LORI - -Che i miei modi, forse sono stati troppo semplici, prima; e che ora -sono forse troppo circospetti? - -SALVO - -(_non potendone più_) Ma è tutto un modo di agire, il tuo, abbi -pazienza, anche di fronte a me... - -LORI - -(_stupito_) Il mio? - -SALVO - -Parliamoci chiaro, amico mio! Certe situazioni s’accettano o non -s’accettano, fin da principio. Quando si sono accettate, bisogna -sapersi rassegnare; risparmiarsi inutili dispiaceri e risparmiarli -anche agli altri. - -LORI - -Ma se mi sono astenuto e m’astengo quanto più posso dal venire... - -SALVO - -E ti sembra necessario? - -LORI - -(_c. s.)_ Che cosa? Venire? - -SALVO - -Certe volte, con codesta faccia che fai, mi sembra che provi gusto a -sconcertarmi. Venire! Nessuno t’ha detto finora di non venire. Vieni, -ma con un’aria, con un tono più conveniente, ormai, che renda anche -agli altri più agevole il trattare con te... - -LORI - -Ma mi sembra che io... - -SALVO - -Tu l’hai presa male fin dal primo principio, te l’ho già detto... e non -ci vedo più rimedio ormai! Sarebbe, credi, un gran sollievo per tutti, -anche per te, se tu trovassi qualche altro modo... Dico capisci, per il -rispetto di te stesso, che preme anche a me di salvare; e non da ora, -tu lo sai! - -LORI - -Sono rimasto solo... Avevo almeno prima il conforto dell’amicizia, di -cui per tanti anni tu, venendo ogni giorno a casa mia, avrei voluto -onorarmi... - -SALVO - -Ma mi sembra naturale, scusa, dopo tutto quello che ho fatto, che ora -io venga qua! - -LORI - -Sì, ma... almeno, dico, per l’apparenza... È troppo, via, che anche di -fronte a un estraneo io debba essere accolto così... - -SALVO - -Bongiani è un amico intimo. Caro mio, bisogna valutar bene le cause, -per rendersi conto degli effetti. E tu non puoi, perchè non ti vedi. Ti -vedo io, e t’assicuro che provochi questa reazione. Capisco, capisco -che a chi non sappia nulla, debba o possa apparir troppo. Ma Bongiani -sa, ciò che sanno tutti; ciò che, santo Dio, sai anche tu... E perciò -ti dico di smettere, di cambiare, come sono cambiate le condizioni... - -LORI - -E come potrei cambiare? - - Entra dal primo uscio a sinistra la SIGNORINA CEI. - -SIGNORINA CEI - -Ecco, vanno già a tavola, signor senatore. - - Dal secondo uscio a destra, vengono fuori PALMA, FLAVIO e - VENIERO. - -FLAVIO - -Subito, subito, Salvo! Bisogna far presto! - -SALVO - -Eccomi, sì, vengo. (_E s’avvia verso l’uscio con Flavio e Bongiani_) - -PALMA - -(_a Lori_) Se vuoi passar di là anche tu... (_indica l’uscio della sala -da pranzo_) - -LORI - -No, rimango qua... - -PALMA - -Tu ceni sempre tardi, al solito? - -LORI - -Sì, tardi... - -FLAVIO - -(_entrando con Salvo e Veniero nella sala da pranzo_) Su, Palma! - -PALMA - -Eccomi... Rimane qua lei, Gina? - -SIGNORINA CEI - -Rimango io, sì... - - Palma, via con gli altri per il primo uscio a sinistra. Durante - la scena seguente si sentiranno a tratti le voci confuse, le - risa, l’acciottolìo dei piatti, ecc. dei quattro di là a cena. - -LORI - -Ma non s’incomodi per me, se ha da fare... - -SIGNORINA CEI - -No, non ho niente da fare... - -LORI - -Mi trattengo ancora un poco, perchè vorrei parlare con Palma. - -SIGNORINA CEI - -(_come per proporre un soggetto di conversazione aliena_) Ha saputo, -commendatore, della nuova onorificenza al signor senatore? - -LORI - -(_sovvenendosi e rammaricandosi della propria dimenticanza_) Ah, già! -Ho letto la notizia nei giornali... E mi son dimenticato... - -SIGNORINA CEI - -(_piano, come a spegner subito quel rammarico_) Lei dovrebbe custodire -più gelosamente un certo fascio d’appunti, che sono nella sua -scrivania... - -LORI - -(_di scatto, voltandosi, con uno stupore tra iroso e atterrito_) Come -lo sa? - -SIGNORINA CEI - -(_fredda, placida_) Si ricorda quel giorno che venni a trovarla al -Consiglio di Stato per domandarle quando sarei potuta venire a ritirare -gli ori della sua signora, da lei messi da parte, perchè li portassi -qua? - -LORI - -Sì, ebbene? - -SIGNORINA CEI - -Lei mi diede la chiave del cassetto della sua scrivania. - -LORI - -Ah, già! Ma lei allora...? - -SIGNORINA CEI - -Mi perdoni. Non seppi vincere la curiosità... - -LORI - -Ma quelli sono gli appunti, il primo abbozzo dell’opera dell’Agliani... -Ci avrà capito ben poco... - -SIGNORINA CEI - -Ho capito tutto, signor commendatore. - -LORI - -Ma no... Formule, calcoli... - -SIGNORINA CEI - -Lessi la nota scritta di suo pugno: «_A Silvia perchè di là mi -perdoni_». - -LORI - -(_con sgomento del segreto scoperto e di tutte le conseguenze -disastrose, che possono derivarne per il Manfroni_) Ah, quella nota... -Provai il bisogno di scusarmi con mia moglie... - -SIGNORINA CEI - -(_subito_) D’aver lasciato compiere un delitto? - -LORI - -(_con ansia di correre al riparo e, nello stesso tempo di scusarsi_) -No! Io ho taciuto... (_taglia subito la scusa per se, per aggiungere -imperioso_): e così voglio che taccia anche lei! (_e immediatamente, -attenuando, con aria e tono di preghiera_) me lo prometta, me lo -prometta, signorina! - -SIGNORINA CEI - -Lei è troppo generoso, signor Lori. - -LORI - -(_incalzando nella preghiera, agitatissimo_) No, no! Mi prometta che -tacerà, glielo chiedo in nome di ciò che ha più di sacro! - -SIGNORINA CEI - -(_per calmarlo, guardando verso l’uscio della sala da pranzo, -inquieta_) Glielo prometto. Ma non si faccia scorgere... - -LORI - -Ho taciuto, perchè, a parlare, mi sarebbe parso di commettere anch’io a -mia volta un delitto contro chi ripagava il male fatto a un morto, già -del resto glorioso, col bene che faceva a mia figlia! (_Con orgasmo_): -Avrei dovuto distruggere quegli appunti! - -SIGNORINA CEI - -Non lo faccia! Non lo faccia! Salvo Manfroni non sa certamente che lei -li possiede. - -LORI - -Li trovai dopo, dopo che egli, morta mia moglie e contro la volontà di -lei, s’era prese e portate via con sè tutte le carte del padre. - -SIGNORINA CEI - -Ah, quelle sì, egli le avrà distrutte! - -LORI - -Per carità, per carità, entri nel mio sentimento... - -SIGNORINA CEI - -Sì, signor Lori. Ma egli abusa odiosamente della sua gratitudine, -perchè non sa il male che potrebbe venirgli da lei... - -LORI - -No, nessun male! - -SIGNORINA CEI - -Eh, lo so, che lei non glielo farebbe! Ma dico che lui e gli altri qua -non lo tratterebbero più così, se sapessero che lei possiede quegli -appunti... - -LORI - -Io li distruggerò! - -SIGNORINA CEI - -Non lo faccia! - -LORI - -Creda che glieli avrei io stesso consegnati, se non avessi temuto... - -SIGNORINA CEI - -Di mortificarlo? - -LORI - -Eh, più! Lei non sa che cosa è stata per me la scoperta di quegli -appunti... non solo perchè ha offeso in me, offuscato tutt’a un tratto -la stima, l’ammirazione infinita che avevo per lui; no, no, non per -questo soltanto. Lui, in fondo... non lo scuso, no... ma... via, penso -che ebbe la debolezza di non saper resistere alla trista tentazione di -profittare di tutto quel bene che si trovò ad avere in mano... - -SIGNORINA CEI - -Ma no, che dice! Ha commesso un’azione... - -LORI - -Orribile, sì! Ma lo vede? Non ne gode... È così annojato di tutto... - -SIGNORINA CEI - -Oh, non lo vedo affatto! Almeno qua.... - -LORI - -Ma sì, è così amaro, da tanti anni... Io l’ho conosciuto ben altro! È -divenuto sempre più acre... E poi, scusi, non si può dire neppure che -si dia vanto... - -SIGNORINA CEI - -Ostentazione... - -LORI - -No, no. Per me, la cosa più grave è un’altra. Dico, per ciò che -riguarda me; la ragione per cui ho taciuto, pur sentendo che il mio -silenzio si faceva complice della frode, davanti a mia moglie morta, -così gelosa dell’opera e del nome del padre. - -SIGNORINA CEI - -Ecco! Non avrebbe dovuto farlo per lei! - -LORI - -Ma è appunto questo il sentimento, in cui la ho pregata di entrare, -per spiegarsi tutto: la mia condotta, i miei modi... Io accetto, -veda, accetto come un castigo, come un castigo meritato, il non dover -godere di questa vita, di questa fortuna di mia figlia. Mi sono tratto -indietro, quanto più ho potuto. Ho caro, quasi, di non essere invitato -a parteciparne... - -SIGNORINA CEI - -Ah, è dunque per questo? - -LORI - -Sì. Mi parrebbe, veda, di divenir più complice, se ne partecipassi... - -SIGNORINA CEI - -Sì, capisco. - -LORI - -Ho la scusa, in questo castigo e nel trattamento che m’è usato — -l’unica scusa — o meglio, l’unico mezzo che mi sia dato per pagare il -gravissimo debito verso la memoria della mia compagna. Veda, è questo! - -SIGNORINA CEI - -Già; ma questo può spiegare perchè lei sia così... così tollerante. Ma -non scusa mica loro! - -LORI - -Sì, è vero. E difatti a me premerebbe, che sapessero salvare un po’ -meglio le apparenze, per non suscitare... ecco, in lei per esempio, -codesto sdegno... - -SIGNORINA CEI - -Ma è indignazione, altro che sdegno! Tanto più che sarebbe loro così -facile... - -LORI - -Già, sì... E questo, questo ho detto... sì, sì, a lui, poco fa. Glie -l’ho detto! E lo ripeterò ora anche a mia figlia, non dubiti. (_Di -nuovo, con aria e tono di preghiera_): Ma lei, signorina... - -SIGNORINA CEI - -(_subito troncando_) Zitto! Si levano di tavola! - - Rientra in iscena PALMA, la quale, tenendo i due battenti - dell’uscio a vetri, parla rivolta verso l’interno. - -PALMA - -Sì, subito. Tu dunque resti? - -LA VOCE DI SALVO - -Sì, resto! resto! - -VOCI DI FLAVIO E DI VENIERO - -(_insieme e confuse_) No, no! Viene con noi! Viene con noi! - -LA VOCE DI SALVO - -(_dominando le altre due_) Nient’affatto! Ti dico che resto! - -PALMA - -E allora sta bene! (_Lascia i due battenti e avviandosi di fretta verso -il secondo uscio di fondo, dice alla signorina Cei_): Vuol venire di -qua un momento, Gina? - - Via Palma e la signorina Cei per il secondo uscio di fondo. - Lori si alza. Rientrano dalla sala da pranzo, conversando tra - loro, SALVO, FLAVIO e VENIERO. - -SALVO - -Ma sì, certo, ci vuole ogni tanto qualcuno che metta un po’ di -confusione nell’ordine della gente savia... - -VENIERO - -Ma no, perchè confusione? - -SALVO - -Anche confusione, per far vedere che in tutto quell’ordine c’è polvere -di vecchiaja! Ma badate che la polvere che leverete, non impedisca -anche a voi di veder poi qual ordine nuovo sia da rimettere! - -FLAVIO - -Ecco! Benissimo! - -SALVO - -Caro Bongiani, e quanto alla polvere, non vi illudete: ricadrà sempre, -e presto, su codesto vostro ordine nuovo; perchè è del mondo, che -è vecchio, questa polvere, (_queste parole, quasi cantarellate_). E -voi vi sciupereste i polmoni a furia di soffiarci su. La solleverete -per un po’; tornerà a posarsi su tutte le cose, inevitabilmente. -(_Accostandosi al Lori e ponendogli una mano sulla spalla_) Sei ancora -qua? - -VENIERO - -Ma capirà che con codesta filosofia... - -SALVO - -No, basta, amico mio. Non ci guastiamo la digestione... - -FLAVIO - -E allora, andiamo via! Se proprio non vuoi guastartela, scusa... -(_ammicca furtivamente al Lori, per significare «rimanendo qua, te la -guasteresti di sicuro»_). - -VENIERO - -Già! già! Il meglio che le convenga fare, ormai... - -SALVO - -(_come se non udisse, rivolto al Lori_) Ma Palma, sai, deve uscire a -momenti... - -LORI - -Tu vai con lei? - -SALVO - -Io no! - -VENIERO - -Verrà con noi, lui; è ormai stabilito! - -FLAVIO - -Andiamo, su! andiamo! - -SALVO - -Aspettate, perdio! (_A Lori_) Tu vuoi parlarle? - -LORI - -Vorrei dirle una cosa... - -SALVO - -Ma non avrà tempo, credo... - -LORI - -Oh, non sarà un lungo discorso... - -SALVO - -(_voltandosi agli altri due_) Eh, quasi quasi, allora... - -FLAVIO - -Ma sì! Andiamo! andiamo! andiamo! - -VENIERO - -Garantito che si divertirà! - -SALVO - -Quanto a questo poi! (_A Lori_) Oh, fammi il piacere di dire a Palma -ch’io vado con loro. - - Saluti reciproci, con molta freddezza; e Salvo, Flavio e - Veniero escono per la comune. Lori resta un momento come - indeciso, e poi siede sulla poltrona di cuojo, su cui ogni sera - è solito sedere, dopo cena, Salvo Manfroni. Momento d’attesa. - Poco dopo, dall’uscio della sala da pranzo entra il CAMERIERE e - smorza il lampadario, lasciando solo accesi i tre lumi a fusto. - La luce bisogna che risulti di molto attenuata sulla scena. - Il cameriere si ritira subito. Entra alla fine col cappello in - capo e una mantella addosso, PALMA dal secondo uscio di fondo. - -PALMA - -(_dirigendosi alla poltrona e sporgendo di sulla spalliera le mani per -cingerle al mento di chi sta seduto, dice piano, teneramente_) Papà... - -LORI - -(_subito, con slancio, commosso di riconoscenza_) Figlia mia! - -PALMA - -(_nello stupore di non trovar lì Salvo Manfroni non riuscendo a frenare -un grido, tra di ribrezzo e di paura, ritraendosi_) Ah!... Tu? E come? - -LORI - -(_allibito nella certezza che quell’appellativo non era rivolto a lui_) -Io... Ma dunque, sei arrivata anche a chiamarlo così, da sola a solo? - -PALMA - -(_esasperata e spinta dallo sdegno per il suo stesso errore a -un’estrema risolutezza_): Oh, finiamola! Io lo chiamo così, perchè -debbo chiamarlo così! - -LORI - -Perchè t’ha fatto lui da padre? - -PALMA - -Ma no! via! Finiamo una buona volta questa commedia! Io ne sono stufa! - -LORI - -Commedia? Che dici? - -PALMA - -Commedia! Commedia! Ne sono stufa, ti dico! Tu sai bene che mio padre è -lui, e che io non debbo chiamare così altri che lui! - -LORI - -(_come colpito in testa, non raccapezzandosi_) Lui... tuo padre?... -Che... che dici? - -PALMA - -Vuoi fingere ancora di non saperlo? - -LORI - -(_afferrandola per le braccia, ancora smarrito, ma già con la violenza -di ciò che comincia a presentire_) Che dici? Che dici? Chi te l’ha -detto? lui? - -PALMA - -(_svincolandosi_) Ma sì, lui, lasciami, basta! - -LORI - -T’ha detto che tu sei sua figlia? - -PALMA - -(_ferma, recisa_) E che tu sai tutto! - -LORI - -(_trasecolato_) Io? - -PALMA - -(_restando alla voce di lui e guardandolo così trasecolato_) Ma come? - -LORI - -T’ha detto che io so? (_Di fronte allo smarrimento di lei, quasi -vanendo e aggrappandosi alle sue stesse esclamazioni per sorreggersi_) -Oh Dio... Oh Dio!... Ah che cosa!... (_Tornando a prenderle un -braccio_) Come t’ha detto? dimmi come t’ha detto! - -PALMA - -(_intendendo il senso riposto della domanda, che si riferisce alla -madre_) Che vuoi che m’abbia detto? - -LORI - -Voglio saperlo! voglio saperlo! - -PALMA - -(_con rammarico quasi pauroso, e pur quasi cercando di non cedere -ancora all’evidenza_) Ma dunque non sai davvero? - -LORI - -Non so nulla! Ti disse che tua madre...? Parla! Parla! - -PALMA - -Ma io non so... M’accennò... - -LORI - -Che lei... di’? di’? - -PALMA - -Ma non so nulla io... - -LORI - -Ti disse che fu la sua amante? - -PALMA - -Ma no... - -LORI - -No? Come no? Se ti disse che sei sua figlia! Vero o non vero questo, -se potè dirtelo, è certo che lei... Oh Dio... oh Dio... Possibile? -Possibile?... Lei!... Non è possibile! No! Egli ha mentito... ha -mentito... ha mentito... perchè... perchè non... non è possibile... -che lei... (_Come a un baleno_) Ah Dio! Ma allora?... No, no... Dio! Ah -Dio... tranne che non fosse stato allora! Ah... E come?... e come potè -poi?... No, non è possibile!... Lei?... Lei?... Lei?... (_Dirà questi -tre «lei» con tre diversi toni, pieni dell’orrore, di tre diverse -visioni; e alla fine cascherà, come schiantato, a sedere, rompendo in -un pianto convulso_) - -PALMA - -(_commossa, accostandogli_) Perdonami... perdonami... Io non sapevo... -Credevo... M’assicurò che a te era noto tutto... Ma tu stesso, per -quello che sei stato per me... per ciò che hai lasciato fare... - -LORI - -(_balzando a queste ultime parole, come per un lampo di speranza_) Ah, -ma dunque forse per questo? Te l’avrà detto forse perchè ho lasciato -fare a lui da padre? (_E resta a spiar Palma, che col suo atteggiamento -lo disillude_) No? Ti disse che sei proprio sua figlia? (_Per un -bisogno istintivo d’offenderla subito_) E tu dunque ti sei gloriata -del disonore di tua madre? Perchè vuol dire che lei fu la sua amante! E -allora... allora per questo m’avete trattato così? - -PALMA - -Ma abbiamo creduto che tu sapessi! - -LORI - -Questo? io? potevo saper questo e sopportare d’esser trattato così? -e che lui... Ah Dio... fu certo allora... Sì, sì... Dovette essere -allora... Sì... L’insegnamento... Voleva riprender l’insegnamento... -Diceva che non potevo avere opinioni, io, perchè non avevo nervi... -Ecco perchè tutto quell’inferno del primo anno! S’innamorò subito, -s’innamorò subito, venuta da Perugia alla morte del padre, si innamorò -subito del suo giovane deputato... Eh, perciò tutta accesa, quando -venne con lui da me al Ministero, per farsi presentare e raccomandare -da lui. Era stato allievo del padre; era ora il deputato... S’innamorò -subito di lui — e sposò me! Ma già! Ma ecco... ecco perchè lui, quando -fu Ministro, prese me... E io abbagliato, abbagliato da due glorie, da -quella del padre, dal prestigio di lui, mio capo supremo, mio padrone, -non vidi nulla! non vidi nulla!... E poi vennero fuori quelle carte del -padre... — per questo! per questo! — Ma lei s’era già pentita! S’era -già pentita! Quando tu nascesti, s’era già pentita! Era mia! era mia! -Fu mia da allora, fu mia, mia, mia soltanto, dalla tua nascita alla -sua morte, per tre anni, mia, come nessuna donna fu mai d’un uomo! -Per questo io sono rimasto così! Non m’accorsi di nulla prima; non era -possibile che me n’accorgessi più, dopo! Lo cancellò lei, lei con tutto -quel suo amore, ogni vestigio del tradimento. E fu tanto, tanto quel -suo amore, che m’ha impedito di scoprirlo anche dopo la sua morte... -(_Ripigliandosi_) Ma come... come hai potuto credere tu che io lo -sapessi? Tu m’hai pur veduto, m’hai pur veduto fin da bambina andare -ogni giorno alla fossa di lei! - -PALMA - -Sì... ma... per ciò appunto... io... - -LORI - -Che cosa? - -PALMA - -Io non t’ho nascosto... - -LORI - -Ah, già... il tuo sdegno... Ah Dio, tutti... Ah, dunque per questo?... -Il vostro disprezzo... Credevate che io sapessi e mi stèssi zitto? Ma -perchè — dimmi un po’ — perchè mi sarei stato zitto, sapendo che tu -non eri mia figlia? perchè avrei finto di non accorgermi del vostro -disprezzo? Lo vedo, ora, lo vedo, voi mi avete disprezzato. Ma se io -sapevo che tu non eri mia figlia, non potevo fingere per un riguardo a -te, al tuo avvenire! E allora? Per che cosa? (_Pianissimo, accennando -più volte a sè con le mani, quasi non osando, non che dire, ma neppur -pensare l’orribile sospetto_) Per... per me?... per... avvantaggiarmi -nella carriera? Mi avete creduto capace di questo? fino al punto -d’andar lì ogni giorno a rappresentar quella commedia? (_Casca a sedere -con le mani sul volto. Poi, balzando in piedi_) Ma che essere vile sono -io dunque stato per voi? - -PALMA - -No... non questo... non vile... - -LORI - -Vile! vile! Ma come! Più vile di così? - -PALMA - -Ma no, abbiamo creduto che ti volessi ostinare... - -LORI - -Già... eh sì... tante volte me l’avete detto, che m’ostinavo, che -esageravo... Ma sì! Mi avete parlato sempre chiaro, voi! E io perciò -non comprendevo... Debbo darvi il merito della vostra franchezza... -Me l’avete dimostrato in tutti i modi, il vostro disprezzo!... -(_Smarrendosi, come alienato all’improvviso da tutto_) E dove sono -stato io?... Come sono stato?... Oh Dio! Ma allora non sono stato mai -nella vita, io... Non m’ha tradito nessuno! Non m’ha ingannato nessuno! -Io, io non ho visto... ma sì... sì... tante cose... Oh Dio! ma sì... -adesso, adesso mi vengono tutte a mente... (_Riafferrato dal dolore, -dopo lo sbalordimento, commovendosi di tenerezza per sè stesso così -crudelmente offeso_) E io l’ho pianta, l’ho pianta sedici anni, io, -quella donna! (_scoppia di nuovo a piangere_). - -PALMA - -(_provandosi a confortarlo_) Via... via... su... pensa che... - -LORI - -Mi muore adesso, mi muore adesso, uccisa dal suo tradimento! Capisci -che adesso non ho più nulla, io, che regga in me? Dove sono ora? Che -sto a far qui? Tu non sei mia figlia... Io lo so ora. Tu lo sapevi da -un pezzo, e me lo facevi intendere da un pezzo con tutti gli altri, -ch’era inutile che seguitassi venir qui... - -PALMA - -No... Io volevo... - -LORI - -Ma sfido! Hai ora tuo marito e lui — tuo padre — che puoi averlo qua, -ora, apertamente. Perciò egli m’ha detto... Ma sì... me l’ha detto -poco fa di non star più a venire. E tu lo chiami forse papà, ora, anche -davanti a tutti, è vero? - -PALMA - -No... no... - -LORI - -Non per me, certo... non per un riguardo a me... Ah Dio, più che cieco, -più che cieco... Non sono stato mai nulla, non sono più nulla, non ho -più nulla, neanche quella morta, più nulla! (_Di nuovo sbalordito, come -smemorato_) In una illusione ho vissuto senza nessun sostegno! perchè -voi tutti me li avete sempre tolti, tolti, perchè vi parevano inutili, -e mi lasciavate con scherno, con disprezzo appoggiare a quella morta -per la rappresentazione _esagerata_ della mia commedia. Ah, che cosa! -(_Con scatto di rabbia_) Ma almeno dirmelo, allora! - -PALMA - -Ma scusa... - -LORI - -Me lo avete forse detto? - -PALMA - -No, apertamente, mai... - -LORI - -È possibile anche questo, che voi me l’abbiate detto apertamente, e -che io non l’abbia capito. Avete creduto che non ci fosse nulla da -nascondermi, poichè io sapevo tutto... - -PALMA - -Capirai che se minimamente fosse nato il dubbio che tu non sapessi... - -LORI - -Che io non fossi quel miserabile... - -PALMA - -Ma no... non dirlo più! - -LORI - -Ma come fece lui a dirtelo, che tu eri sua figlia? Com’ebbe -quest’impudenza d’offendere in te tua madre? - -PALMA - -Ma me lo disse, quando non mi poteva più offendere, poichè tu gli avevi -lasciato il modo di dimostrarmelo, che era mio padre. - -LORI - -Eh già... io... sì... gli resi anche facile la via. E ora... e ora, -basta, eh? ora sono licenziato? - -PALMA - -Ma no! Perchè? Ora cambia tutto... - -LORI - -Che cambia? - -PALMA - -Se tu non sapevi... - -LORI - -Diventi mia figlia, perchè non sapevo? - -PALMA - -No, ma cambia, è già cambiato il mio sentimento per te! - -LORI - -Ma non sai tu che io ora... ora, io, io... sì! posso far cose, io... -io... - -PALMA - -Che cosa? - -LORI - -Cose... cose che io stesso non so... Io sono come... come tutto -vuotato... Non ho più nulla in me... E andando via di qua, quello -che... quello che può nascere in me, io non lo so... Io... io... - -PALMA - -Ma siedi... siedi, siedi qui... Tu tremi tutto... Siedi. (_Lo fa sedere -sulla poltrona; gli s’inginocchia davanti, pietosa, premurosa_) Io -posso esser per te quella che non sono stata finora... - -LORI - -(_voltandosi con scatto ferino_) E lui? - -PALMA - -Che vorresti più fare ora contro di lui? - -LORI - -Perchè m’ha pagato? - -PALMA - -No! - -LORI - -Sì. Pagato la moglie; pagato la figlia... - -PALMA - -No... no... - -LORI - -Come no? La mia devozione... Era come il sole per me! - -PALMA - -Io dico dopo tanti anni... - -LORI - -(_d’un tratto sorpreso da una visione lontana che lo fa fremere tutto_) -Che cosa sto vedendo... Senti. Morta. Io ero come un insensato. Morta -in tre giorni, per causa sua, per aver voluto portar te, piccina di -tre anni, a un circo equestre... D’inverno, prese freddo all’uscita, -e in tre giorni... quand’era già mia, tutta mia, e non voleva più -ch’egli ci venisse in casa, e se la prendeva con me, che non avevo il -coraggio d’impedirglielo... — ma tu capisci: era stato il mio superiore -— mi... mi morì allora! Io rimasi... non so, come sono adesso... vuoto. -Ebbene, lui mi cacciò via dalla camera mortuaria, mi forzò a recarmi -da te che volevi la tua mamma. Mi disse che sarebbe rimasto lui, a -vegliare. Mi lasciai mandar via; ma poi, nella notte, ricomparvi come -un’ombra nella camera. Lui era lì, con la faccia affondata nella sponda -del letto, su cui giaceva lei tra i quattro ceri. Mi parve dapprima -che, vinto dal sonno, avesse reclinato la testa inavvertitamente; poi, -osservando meglio, m’accorsi che il suo corpo era scosso a tratti, come -da singhiozzi soffocati. (_Si volta a guardar la figlia, sbalordito -ora di questa tracotanza del Manfroni_) La piangeva, la piangeva, là, -sotto i miei occhi... E io non capii, tanto ero ormai sicuro dell’amore -di quella morta là, e di lui. Il pianto, che finora non aveva potuto -rompermi dal cuore, assalì furiosamente anche me, allora, vedendo -pianger lui. Ma di scatto egli allora si levò, e com’io, convulso, gli -tendevo le mani per abbracciarlo, mi respinse, mi respinse con rabbia, -a spintoni nel petto; e io ricaddi nel mio stordimento e pensai che -fosse l’orgasmo del rimorso, e che non potesse vedermi piangere, perchè -il mio pianto lo accusava della sciagura che mi aveva cagionato. Ah, -ma quel pianto me lo paga! me lo paga, ora! (_Si alza, furente, per -andarsene. Palma lo trattiene. Le battute seguenti si succederanno con -la massima concitazione_). - -PALMA - -Ora? - -LORI - -Io lo so ora! - -PALMA - -Ma è assurdo, che dopo tanto tempo, scusa... Dove vai? - -LORI - -(_come un pazzo_) Non lo so... - -PALMA - -Che pensi di fare? - -LORI - -(_cercando di svincolarsi_) Non lo so. - -PALMA - -Rimani ancora qua. - -LORI - -No... no... - -PALMA - -Sì, a parlare ancora qua con me... - -LORI - -Con te? E perchè più? - -PALMA - -Ma sì, posso esser per te quella che tu mi credevi... - -LORI - -Per paura? - -PALMA - -No! - -LORI - -Per pietà? - -PALMA - -No! - -LORI - -Nulla tu per me, nulla io per te, più nulla. (_Si svincola e la -respinge da sè_) E se sapessi come lo sento adesso, tutt’a un tratto, -che sono tanti anni, di questo nulla! - - - TELA - - - - -ATTO TERZO - - -SCENA - -Ampio scrittojo in casa di Salvo Manfroni, addobbato con austera -magnificenza. La comune è a sinistra. - -La stessa sera del secondo atto. Poche ore dopo. - - - È in iscena, al levarsi della tela, MARTINO LORI. Ha una - faccia da morto; gli occhi fissi e come insensati. Attende, - chi sa da quanto tempo, nel silenzio della casa. A mano a - mano il volto gli s’atteggia a seconda dei varii sentimenti - che gli tumultuano dentro. Di tratto in tratto si scuote e - mormora tra sè parole inintelligibili, accompagnate da qualche - rapido gesto. Gli avviene anche d’abbandonarsi inconsciamente - a qualche distrazione, che può apparire strana per quanto - naturalissima, come ad esempio, d’andare a osservar davvicino - qualche oggetto sulla scrivania che gli abbia quasi puerilmente - svegliato la curiosità del solo senso visivo. Ma, arrivato lì - davanti, s’arresta, svanito, non sapendo più perchè si sia - alzato; e, ripreso dal suo interno farneticare, si rimette - senza voce a parlar con se stesso; se non che quell’oggetto - tutt’a un tratto torna ad avvistarglisi, e allora egli, senza - quasi saperlo, lo prende in mano, lo guarda ma come se non - riuscisse a vederlo e con esso in mano seguita a gestire il suo - pensiero tormentoso; poi posa l’oggetto e ritorna al suo posto. - - Entra dalla comune il vecchio CAMERIERE di Salvo Manfroni. - - -CAMERIERE - -Eh, tarda ancora, signor commendatore. Io non so, di solito le altre -sere a quest’ora è qui da un pezzo a scrivere o a leggere. È quasi -mezzanotte. - -LORI - -Ma sì... mi... mi rammento: è andato... dove?... Me l’ha detto... -Che anzi, già, prima d’uscire... (_Ricorda che il Manfroni gli disse -di annunziare a Palma che andava col Gualdi e col Bongiani; ma stima -inutile seguitare_) A un’inaugurazione... Con suo (_sta per dire -«genero» e accenna un ghigno che è come un singulto_) Sì sì... e con -quell’altro... il conte Bongiani. - -CAMERIERE - -A un’inaugurazione? - -LORI - -Mi pare d’un circolo, sì. Non voleva, e poi... quello lì (_ha proprio -la tentazione di dire «suo genero»; dice soltanto_): Suo... (_e guarda -il cameriere; poi apre di nuovo la bocca al ghigno, come se, vedendolo -così vecchio, gli nascesse un pensiero che lo agghiaccia, e alza un -dito verso di lui_) Voi è un pezzo che siete qua con lui?... - -CAMERIERE - -Col signor senatore? Eh! - -LORI - -Da quando era deputato? - -CAMERIERE - -Sono a momenti venticinque anni. - -LORI - -(_con un sorriso orribile, ammiccando_) La avrete allora veduta qui, -m’immagino! - -CAMERIERE - -(_stordito_) Come dice? - -LORI - -Eh, avventure! avventure del giovane deputato... - -CAMERIERE - -(_come per evadere, sulle generali_) Donne? - -LORI - -Chi sa quante! - -CAMERIERE - -Eh, ai suoi tempi... - -LORI - -Signorette maritate di fresco... E quando fu ministro poi, giovani -mogli d’impiegati... (_notando che il cameriere si turba, aggiunge -subito furbescamente_): Fui suo capo di gabinetto, e lo so... Posti -di fiducia! Non s’ottengono, caro mio, se non a costo di passare sotto -certe forche... (_fa le corna, pallido e ridente, e gliele mostra. Il -cameriere lo guarda sbigottito. Pausa_). - -CAMERIERE - -(_sospirando_) Cose antiche, signor commendatore! - -LORI - -Ah! Abbiamo già i capelli bianchi... Acqua passata!... Ormai! (_pausa_) -(_Il Cameriere torna a guardarlo più che mai sbigottito e costernato. -Ma egli è assorto, come se vedesse innanzi a sè sua moglie, giovine, là -in quello scrittojo, e parla quasi tra sè_): Era bella... Che occhi, -quando parlava! S’accendeva tutta. (_Con voce brillante e spiccata, -e gesto d’evidenza_) Lucida, precisa... (_Poi con amore, come se -carezzasse una lontana e riposta grazia di lei_). E voleva dominare, -con l’intelligenza. Ma una donna, quando è bella... Le si guardano gli -occhi, la bocca... come è fatta... E si sorride a quelle labbra che -parlano, senza badare a ciò che dicono. Se n’accorgeva subito, lei, e -se ne stizziva; ma, poi — donna — sorrideva di quello stesso sorriso di -chi le guardava le labbra... Ciò che voleva dire rispondere al bacio -che quegli occhi le davano... E allora... (_Resta un po’ assorto; poi -tentenna il capo e domanda_) — Ma io solo? (_Voltandosi d’improvviso, -trasfigurato, verso il cameriere_) Chi sa quante volte se la sarà -stretta qua, lui, così, e baciata, eh? - -CAMERIERE - -(_basito addirittura_) Signor commendatore... - -LORI - -Eh via! Cose vecchie... Si sanno! - - SALVO MANFRONI a questo punto si presenta col cappello in capo - sulla soglia della comune. - -CAMERIERE - -(_riscotendosi_) Ah, ecco il signor senatore... - -SALVO - -Come, tu qua, Martino? Che cos’è (_costernato_) È accaduto qualche cosa? - -LORI - -No. Debbo parlarti. - -SALVO - -(_riferendosi alla scena del second’atto, con fastidio_) Ancora? E a -quest’ora? - -LORI - -No. Precisare, ormai. Due parole. - - Intanto il cameriere avrà tolto il soprabito, il cappello e il - bastone a Salvo Manfroni e alla fine della battuta del Lori si - sarà ritirato. - -SALVO - -(_appressandosi con la mano tesa_) Dunque? - -LORI - -(_scartando la mano con un gesto secco_) Niente mano. - -SALVO - -(_restando_) Che significa? - -LORI - -Ecco. Aspetta. Quando ci saremo intesi, te la darò di nuovo. - -SALVO - -Ma che cos’è? - -LORI - -Niente! Niente! Per grazia di Dio, non c’è bisogno di spiegazioni. Il -fatto è certo e innegabile; tanto che tu e tutti eravate sicuri ch’io -lo sapessi; dunque, non si discute. - -SALVO - -Ma che dici, scusa? - -LORI - -Sono venuto a darti, semplicemente, due notizie e a levarmi una -curiosità. - -SALVO - -(_vedendolo muovere e parlare così_) Io non ti riconosco più! - -LORI - -Eh sfido! Sono un altro, da tre ore! - -SALVO - -Ma che è accaduto? - -LORI - -Niente. Tutto rovesciato; sottosopra. Sì. Il mondo che ti si ripresenta -tutt’a un tratto nuovo, come non ti eri mai neppur sognato di poterlo -vedere. Apro gli occhi adesso! - -SALVO - -Hai parlato con Palma? - -LORI - -(_fa cenno di sì col capo ripetutamente, poi_) Sbalordisci! Non -sa-pe-vo nul-la! - -SALVO - -(_con costernazione, restando_) Non... non sapevi? - -LORI - -Nulla. Nè che mia moglie fosse stata la tua amante, nè che Palma fosse -tua figlia... - -SALVO - -Te l’ha detto lei? - -LORI - -Lei. Che glie l’avevi detto tu, ch’era tua figlia; e che io lo sapevo. - -SALVO - -E non è vero? - -LORI - -(_semplice, in naturalissimo tono assertivo_) Non è vero! Non sapevo -nulla! (_Allo stupore del Manfroni_): Ma sì! È incredibile! Non sapevo -nulla! Da tre ore mi dico: Ma come? Meglio di così te lo dovevano far -capire? Te l’hanno cantato in tutti i toni; dimostrato apertamente, -sempre, in tutti i modi! Com’hai potuto credere che un deputato che -non ti conosceva, diventando ministro, prendesse te, umile segretario -di ministero, e solo perchè avevi sposato la figlia d’un suo maestro, -ti mettesse a capo del suo gabinetto? e poi, morta la moglie, -s’affezionasse tanto alla tua bambina, e te la crescesse come sua, -e le trovasse marito, costituendole una vistosissima dote? Credetti -all’onestà di quella donna, capisci? che morì troppo presto! Ma anche -se fosse vissuta a lungo, non mi sarei accorto di niente lo stesso, -perchè — ma sì, che vuoi! è incredibile — per me, era onesta! E credevo -nella tua amicizia, come nella luce del sole, in questa gran luce che -m’era entrata in casa e m’illuminava, m’accecava... Credetti nella tua -venerazione per il tuo maestro, non ostante che poi ebbi la prova che, -altro che venerazione, la tua! - -SALVO - -(_turbandosi vivamente_) Che vuoi dire? - -LORI - -Questa è l’altra notizia che ti darò. Aspetta! Ti devo dire tutto! -Quand’ebbi quest’altra prova, fu peggio. - -SALVO - -(_c. s._) Prova? Che prova? - -LORI - -La prova, la prova che complicò tutto; perchè mi fece trovare -d’improvviso la mia ingenuità come in un covo di spine, di spine che -la punsero da tutte le parti, a sangue, poverina, e la fecero tanto -soffrire! Ma coraggiosamente — ah! — lei le strappò, sì, le raccolse, -e se ne fece un cilizio per imparar a capire, a capir diversamente. Ma -sempre come può capire l’ingenuità, beninteso! (_Squillo del campanello -del telefono sulla scrivania_). Ah, senti! Ti chiamano al telefono. - -SALVO - -Loro? (_fa per prendere il ricevitore dell’apparecchio_) - -LORI - -(_trattenendogli il braccio_) No. Aspetta. Di’ che vengano qua. - -SALVO - -Qua? Ma sei pazzo? Perchè? - -LORI - -Perchè voglio che vengano! (_Nuovo squillo_). - -SALVO - -A quest’ora? - -LORI - -Con l’automobile faranno in due minuti. - -SALVO - -Ma che vuoi che vengano a fare qua? (_Nuovo squillo_). - -LORI - -Senti che premura? È lei. Ti vuol dire della spiegazione avuta con me. -(_Nuovo squillo_). Di’ pronto. Su. - -SALVO - -Ma no! Se prima non mi dici... - -LORI - -Voglio che c’intendiamo bene, tutti e quattro. - -SALVO - -Ma su che? Se siamo già intesi! - -LORI - -No. Per l’avvenire. Dobbiamo stabilire tante cose. - -SALVO - -Lo faremo domani, se mai! - -LORI - -Ora! ora! (_Nuovo squillo_). - -SALVO - -(_parlando all’apparecchio_) Pronto. (_Pausa_) Sì, Palma... - -LORI - -Di’ che ci sono io. - -SALVO - -(_c. s._) So... so... (_pausa_) Come? (_pausa_). Sì, senti... è qua da -me. - -LORI - -Di’ che vengano subito, subito. - -SALVO - -(_c. s._) Ma sì, purtroppo... Senti... (_pausa_) Che? (_pausa_) Sì, -sì... Ma è bene che tu venga qua (_pausa_) Ma sì, subito (_pausa_). Ma -per parlare (_pausa_). Con Flavio, sì. Come? - -LORI - -Non vuol venire? - -SALVO - -(_al Lori_) No, dice che non sa se l’automobile... (_tronca per -rispondere al telefono_) Sì, sì. Va bene. T’aspetto, allora. Fate -presto. (_Posa il ricevitore sull’apparecchio_). Su che cosa vuoi che -c’intendiamo bene tutt’e quattro? - -LORI - -Intendiamoci prima tra noi due. Voglio sapere quando fu! - -SALVO - -Ma lascia! - -LORI - -No. Rispondi. Subito dopo il mio matrimonio? (_Salvo scrolla le -spalle_) Rispondi. Perchè già v’eravate accordati, fin dal suo arrivo -da Perugia? - -SALVO - -Ma no! Io non ci pensai neppure, allora! - -LORI - -Ma forse ci pensò lei? - -SALVO - -No, no! (_Attenuando_) Almeno io non so. Non credo. - -LORI - -E allora fu quando cominciò a tempestare, che voleva riprendere la sua -carriera di maestra? - -SALVO - -(_per troncare_) Ma sì! ma sì! - -LORI - -Che un giorno non la trovai più a casa? - -SALVO - -Che vai ripensando più adesso? - -LORI - -Voleva fare come la madre. Andarsene. Venirsene con te. Eh, ma tu avevi -la tua carriera politica... - -SALVO - -Smetti, ti prego! - -LORI - -E persuadesti la pecorella a ritornare all’ovile! - -SALVO - -Non so che gusto provi... - -LORI - -Ma mi brucia adesso a me! mi brucia adesso! - -SALVO - -Capisco, capisco... Ma pensa che è finito da tanto tempo! È morta... - -LORI - -(_con scatto goffo e atroce, per l’insorgere d’un bisogno di vendetta_) -Oh! t’odiò, t’odiò, quando ritornò a me! S’accorse che a te era più -cara la tua ambizione, e t’odiò! - -SALVO - -Ma sì, lo so bene... - -LORI - -E odiò in sè anche il frutto del tuo amore. Non voleva esser madre, non -voleva, lo so. Fu la mia amante, più che la madre di quella lì. E io, -io che pur ne ero felice, ne soffrivo. Per la bambina che credevo mia, -nata da quella nostra riconciliazione. - -SALVO - -Basta, basta ora, ti prego! - -LORI - -Basta? Ah no, caro. Per me comincia adesso! - -SALVO - -Che comincia? - -LORI - -Ora lo vedrai. Mi ci son voluti diciannove anni per comprendere! Ora -che tutto era finito, voi dite, così, pulitamente, come usa fra gente -per bene... - -SALVO - -Ma scusa... - -LORI - -Oh lo so, gente che sa fare a modo le cose... — ora che non c’è più -niente da fare, è vero? morta da sedici anni la moglie; maritata la -figliuola, — basta, eh? là c’è la porta, tanti saluti. Ah no! Ora viene -la mia volta. Ho capito tutto. Vagliato tutto. - -SALVO - -Ma non vedi che tu farnetichi? - -LORI - -No. Lucidissimo. Ho pensato, pensato. E vedo tutto. Parlo così, mi -muovo così, perchè non posso farne a meno. Sono come un cavallo -scappato. Mi frustano tutte le cose, che mi sono all’improvviso -uscite dall’ombra da tutte le parti. Ma so ormai dove andrò a parare. -Guardatene! (_Lo afferra per un braccio_) Prima di tutto; sei convinto -ora, che non sono quel miserabile che m’avete creduto e rappresentato -agli occhi di tutti? - -SALVO - -Ma sì! E per ciò non vedo... - -LORI - -Che cosa io possa fare? Nulla, è vero? Avrei dovuto saperlo prima, ed -essere un miserabile della più vile specie per profittarne. Non l’ho -saputo; e dunque, tu pensi, dopo diciannove anni... Sbagli, caro mio! - -SALVO - -Vorresti profittarne adesso? - -LORI - -No! Sbagli, perchè, se l’avessi saputo subito, a tempo, non ne avrei -mai profittato, io! T’avrei ucciso! - -SALVO - -Non penserai d’uccidermi adesso... - -LORI - -Eh, lo so, ora non posso più! non... (_S’interrompe, per un’idea che -gli balena e lo agita d’improvviso_) Ma aspetta! Tu dici, profittarne -adesso? E... e come potrei... come potrei più, adesso? - -SALVO - -(_esitante_) Ma... non so, io... io potrei fare ancora qualche cosa per -te... - -LORI - -(_lo guarda prima terribilmente, poi, quasi saltandogli alla -gola, lo fa cadere su una poltrona; gualcendogli l’abito addosso_) -Tu? Meriteresti di essere ucciso ora, per questo che hai detto! -(_Ritraendosi inorridito, ripreso dall’idea che gli è balenata_) No! -Su, su... Rassettati, rassettati... C’è, c’è forse il modo... c’è, c’è -ancora il modo di profittarne... - - Entrano a questo punto dalla comune PALMA e FLAVIO GUALDI, - ansiosi e sgomenti. - -LORI - -(_scorgendoli_) Ah, eccoli! - -PALMA - -Che cos’è? che cos’è? - -LORI - -Niente, niente, Palma! S’è chiarito, s’è chiarito, s’è chiarito tutto! -Ha dovuto riconoscere, richiamato da me a fatti, a dati precisi, che -s’era ingannato. Non è vero che tu sei sua figlia! Sei mia figlia! mia -figlia! (_A Salvo_): Dillo, dichiaralo forte, qua, a tutti e due! È -vero, è vero, che hai dovuto convenirne? - -SALVO - -Sì, è vero. - - Momento di silenzio. - -LORI - -È vero! (_A Flavio_): Hai inteso, tu? - -FLAVIO - -(_a bassa voce, aprendo appena le braccia_) Ho inteso... - -LORI - -No! Dico che per il rispetto che tu mi devi d’ora in poi, come al padre -di tua moglie, che sono io! sono io! - -FLAVIO - -(_c. s._) Sì, va bene... - -LORI - -E perchè non debba arrischiarti più d’ora in poi d’accogliermi come un -intruso, come uno che non abbia saputo mai rappresentar le sue parti in -commedia. Sfido! Me le avete fatte rappresentare a mia insaputa, tutte: -quella del marito gabbato e contento; quella dell’amico; del vedovo; -del padre; del suocero. E le ho rappresentate male! Sfido! Non sapevo -di rappresentarle! Ma ora che lo so, ora che lo so; vedrete! (_Trapassa -così, senz’avvertirlo, trascinato dalla foga della passione, a palesar -la commedia che sta rappresentando dal sopraggiungere di Palma e di -Flavio_) - -PALMA - -(_avvertendolo, con stupore_): Come! - -FLAVIO - -(_c. s. rivolto a Salvo, che si tiene in disparte_): Che dice? - -LORI - -(_ripigliandosi_) Che dico? (_Si volta verso Palma_) Dico... dico che -tua madre... purtroppo, sì... resta, resta il tradimento... ma che -quest’altra infamia, no! quest’altra infamia non è vera! non è vera! - - Lungo silenzio, Salvo Manfroni e Flavio restano a capo chino. - - Palma è come interdetta, sospesa a un ansioso sgomento. Il Lori - guarda prima quei due; poi Palma. Nota quel suo atteggiamento e - se ne compenetra; provando anche lui, subito, quasi sgomento di - quella sua reiterata asserzione di fronte a lei così sospesa, - e della commedia che s’ostina a rappresentare. Non per tanto, - quasi a sfida del suo stesso sentimento, ripete, accostandosi - a lei amorosamente, con un tono diverso, quasi infuso d’ironia - per l’effimera soddisfazione che s’è presa: - -LORI - -Non è vero! Quantunque a te, eh! di’ la verità, forse non ti fa piacere! - -PALMA - -Ma sì... sì... - -LORI - -(_spiandola negli occhi, non volendo crederlo_) Sì? - -PALMA - -Sì. - -LORI - -Che sia io tuo padre? - -PALMA - -Ma sì. - -LORI - -Io, e non lui? - -PALMA - -Ti dico sì... - -LORI - -Quantunque io sia un pover’uomo, che tu, fino a poco fa, hai -disprezzato? - -PALMA - -Ma sì, per questo, anzi! - -LORI - -Uno che tutti, sempre disprezzeranno, perchè non posso più far credere -a nessuno, io, che non sapevo, capisci? Se lo dico, faccio ridere! - -PALMA - -Ma ci credo io! E ci ho creduto subito, appena tu me l’hai detto! -E tanto più ci credo ora, se tu mi dici che non è vero quanto lui -(_accenna al Manfroni_) aveva supposto! - -LORI - -(_commosso, rabbrividendo, quasi atterrito dal vuoto che tocca_) Vedi? -vedi? È spaventoso! Basta sapere una cosa, e cangia, cangia subito -tutto! Io ero così, come te, fino a poche ore fa! Mi credevo tuo -padre; e tu mi disprezzavi, perchè sapevi di non esser mia figlia! Ora, -invece, che tu cominci a credermi tuo padre, e ti volti a me cangiata, -io non posso, non posso riaccoglierti tra le braccia, perchè so, so -che non sei mia figlia, e che sto facendo la commedia davanti a lui, -davanti a tuo marito e a te! - -PALMA - -(_di nuovo, con stupore_) La commedia? - -FLAVIO - -(_c. s._) Ah, ma dunque... - -LORI - -(_nervosamente, aspro, quasi cattivo, per reagire alla sua commozione -e difendersene_) La commedia! E l’ho fatta bene, no? Tanto bene, che -per un momento ci avete creduto! (_Accenna un riso amaro_) Ah! ah! -E anch’io, ecco qua, senza volerlo (_si passa le dita sugli occhi -e poi le mostra_) fino alle lagrime! (_Accostandosi a Flavio_) No! -Tranquillo, caro, tranquillo! - -FLAVIO - -Dunque... non è vero?... - -LORI - -Non è vero! Ho tentato; ma non posso. Mi stomaca. Mi fa piangere... - -SALVO - -E dunque basta, via... - -LORI - -(_voltandosi di scatto_) Non ti va? Eppure dovrebbe seguitare, almeno -questa commedia; poichè il dramma passò nella mia vita senza che me -n’accorgessi; e non posso più farlo! Ma stai tranquillo anche tu. Non -posso far più neanche la commedia. Lo so! Se non la svelavo io, domani -andavi a casa loro, a dire che avevi dovuto far le viste di riconoscere -davanti a loro l’inganno, per pietà del mio stato; e li avresti -persuasi a far le viste di crederci anche loro... - -SALVO - -Ma no! Perchè t’immagini questo? - -LORI - -(_con forza_) Non sono mica un imbecille! - -SALVO - -Ma chi te lo dice? - -LORI - -Oh! Vi foste contentati di credermi soltanto un miserabile! Nossignori! -Anche un imbecille! Ma io ho potuto essere un imbecille, finchè ho -creduto a cose sante e pure: all’onestà! all’amicizia! Ora no, più! E -se, per vendicarmi, mi potessi sobbarcare a essere ancora, agli occhi -di tutti quel miserabile che m’avete fatto credere, non potrei esser -più umile, timido, schivo, quel pover’uomo che andava a fare quella -buffonata ogni giorno, là, al camposanto! Lo capite, questo? È chiaro! -E dunque... e dunque, io... io... (_si guarda smarrito intorno, come -se cercasse e non trovasse più via di scampo, e accenna un lieve e vano -annaspare delle mani; poi, recandosele al volto_) oh Dio, come... come -farò più a vivere io? - -SALVO - -Ma no! Ma perchè fai così? - -PALMA - -Se tutto è passato, finito! - -LORI - -Ma appunto per questo! Perchè tutto è finito, non posso più vivere! -Se è finito! se non posso più distruggerlo quello che sono stato per -gli altri! È qua — _in questo mio corpo_ — in questi miei occhi che -guardavano senza vedere chi ero per tutti; in questa mano che porgevo, -senza sapere che apparteneva a uno, di cui tutti ridevano o avevano -schifo! Come faccio più ora a guardare la gente? a porgere questa mano? -Ne ho io, ora, schifo e raccapriccio! Di me stesso, sì, quale ora mi -vedo e mi tocco: — _uno che non sono io, che non sono stato mai io_ — -e da cui non mi par l’ora di fuggire! non mi par l’ora! (_accenna così -dicendo, smarritamente, di volersene andare_) non mi _par l’ora_! - -SALVO - -(_parandoglisi davanti per impedirglielo_) Ma che vorresti fare? - -LORI - -(_lo guarda, come trasognato — poi, sovvenendosi_): Ah, sì: oltre a -questa, un’altra cosa. Me ne scordavo. L’unica che possa fare contro -te. E la faccio, non perchè me n’importi; la faccio per provarti che -non sono un imbecille. Mi vendico, sì, a freddo, mi vendico nell’unico -modo che mi sia possibile ormai: facendo a te ciò che tu hai fatto -a me: lasciarti vivo, ma come tu hai lasciato vivere me, senza -più la stima di nessuno, dimostrando che il miserabile sei tu, tu! -(_Voltandosi a Palma e a Flavio_) È lui, questo che tu ti sei gloriata -d’avere per padre, un miserabile, non solo per quello che ha fatto a -me, ma anche, sai? perchè è un ladro! - -SALVO - -(_facendoglisi sopra, minaccioso_) Che? - -LORI - -(_subito, fermo, tenendogli testa_) Un ladro! Un ladro! (_Voltandosi -agli altri due_) È un ladro, perchè ha rubato a Bernardo Agliani! - -SALVO - -(_rompendo a ridere sonoramente_) Ah! ah! ah! - -LORI - -(_lo guarda un pezzo, poi si volta a Palma e a Flavio, e dice_): Ride. -Ho la prova a casa! - -SALVO - -L’hanno data a intendere anche a te? Te l’hanno fabbricata a Perugia, -codesta prova? - -LORI - -No, caro. È di mano dello stesso Agliani. - -SALVO - -Ma se le ho io qua (_indica la scrivania_) le carte dell’Agliani! - -LORI - -Eh, tutte no! - -SALVO - -Tutte! tutte! - -LORI - -Tutte, no. - -SALVO - -(_smarrendosi di fronte alla reiterata affermazione_) Tranne che... -tranne che tu non ne abbia delle altre, che io ignoro... - -LORI - -Ti smarrisci... - -SALVO - -No! - -LORI - -Ti sei fatto pallido. E ora arrossisci! - -SALVO - -Ma perchè non vorrei che l’Agliani, in altri appunti posteriori... - -LORI - -No: sono anteriori: i primi! Il primo abbozzo di quella copia che hai -tu. - -SALVO - -Ma se nelle carte che ho qua dell’Agliani non c’è nulla che... - -LORI - -Non saranno tutte! - -SALVO - -Tutte! tutte! - -LORI - -Fin dove ti sarà convenuto di conservarle! Le altre, le avrai distrutte! - -SALVO - -Questa è una calunnia! - -LORI - -Te lo posso provare. - -SALVO - -Che cosa? Potrai provarmi, se mai, che forse all’Agliani, in seguito, -sorse da quei suoi problemi l’idea anche a lui... - -LORI - -Ecco, benissimo. Ma non _anche a lui_; a lui _soltanto_, e tu te -l’appropriasti. (_Voltandosi a Palma e a Flavio_) Ho gli appunti a -casa: un fascio così! - -SALVO - -Sta bene! E provamelo, se qua, nelle carte che ho qua, (_batte -furiosamente sulla scrivania_) non c’è neppure il più lontano cenno di -quell’idea! Provamelo! - -LORI - -Ah, ora non neghi più, mi sfidi! - -SALVO - -(_con sprezzo_) Ma che vuoi che sfidi, uno come te? Chi vuoi che presti -fede a te e non a me, se io affermo che non ho conosciuto — com’è vero -— codesti nuovi appunti dell’Agliani, ed esibisco le carte che ho qua -di lui. - -LORI - -Eh, già! Se non ci fosse il tuo libro... - -SALVO - -(_smarrendosi di nuovo_) Il mio libro? - -LORI - -A cui si deve prestar fede! A me, no; ma al tuo libro, sì. La prova è -lì! - -SALVO - -(_c. s._) Nel mio libro? - -LORI - -(_rivolgendosi agli altri due_) Ma come volete che uno, ignaro come -me, potesse capire qualche cosa in tutte quelle formule, in tutti quei -calcoli? L’evidenza del furto m’è saltata chiara davanti agli occhi, -senza cercarla, confrontando quegli appunti col suo libro. - -SALVO - -Non ti degno di risposta! - -LORI - -E l’ho scoperto da un pezzo, io, sai? e mi sono stato zitto per lei -(_indica Palma_), per il bene che facevi a mia figlia, perchè ignoravo -l’altro tuo delitto, di cui questo forse è soltanto la conseguenza -accidentale. Perchè non hai avuto mai nessuna vera passione tu; -e codeste carte dell’Agliani ti servirono soltanto, dapprima, per -nascondere la tresca; per darti il pretesto di stare a casa mia, vicino -a lei! Vuoi che pubblichi, se non hai nulla da temere, quegli appunti -che ho in casa, così come sono? Sarei venuto a darteli... - -SALVO - -(_subito_) Dàmmeli, e li pubblicherò io stesso, riconoscendo innanzi a -tutti... - -LORI - -Che cosa? La tua appropriazione indebita? - -SALVO - -(_con forza_) Questa non c’è! E non la crederà mai nessuno! - -LORI - -Eh già... Tra te e me... (_Voltandosi verso Palma e notando il suo -atteggiamento, tra sdegnato e avvilito_) Ma guarda! Mi basta che lo -creda lei — se glielo dico io — uno che per lei ha taciuto — uno che -non parlerà più, domani! Che vuoi che m’importi del tuo libro!... -di chi l’ha scritto!... di te!... (_Afferra per le braccia Palma, -spiandola negli occhi_) Tu mi credi? - -PALMA - -Sì! - -LORI - -Credi a me e non a lui? - -PALMA - -Sì! sì! - -LORI - -E mi basta questo! Non pubblico niente! non faccio niente! Ero venuto -qui per fare non so quante cose, contro te, contro tutti... Mi son -cadute di mano tutte le armi... Che armi? Non ne ho!... Neanche uno -spillo!... E poi perchè? È piccolo, è meschino e brutto quello che -ho fatto... Ne provo onta io stesso, ora... (_Rivolgendosi ancora una -volta a Palma_) Tu mi credi? - -PALMA - -Sì! sì! (_pausa_) - -LORI - -Mi basta questo. Addio. - -PALMA - -(_commosso, accorrendo a lui, abbracciandolo per trattenerlo_) Ah no! -no! Saprò impedirtelo io! Per vivere! per vivere ti deve bastare! - -LORI - -No... no... - -PALMA - -(_incalzando_) Come no? sì! Se ora tu hai tutta la mia stima, il mio -affetto! (_Invita con la mano Flavio ad accostarsi a farsi attorno, -premuroso_) Tutto il rispetto... - -FLAVIO - -(_eseguendo_) Sì, sì, certo... - -LORI - -(_cupo, quasi duro_) Io posso ormai, senza inganno, riaccostarmi solo -a chi, dopo la colpa, si pentì e mi compensò con tanto amore. L’unica -cosa viva e vera, ch’io m’abbia avuto, dopo il delitto. Tutto il resto -è stato inganno. Chi più m’ingannò, m’ingannò meno. Non potrei, non -potrei, senza ribrezzo per me e per voi, riaccostarmi alla vostra vita. - -PALMA - -Ma no! Perchè ribrezzo? Nessun ribrezzo! Quello che tu hai detto, -scusa, l’inganno suo (_indica Salvo Manfroni_), l’inganno suo sul mio -conto... - -LORI - -Ma non è vero! - -PALMA - -Eppure io l’ho creduto subito, entrando qua con lui (_indica Flavio_). -Ebbene, così lo crederanno anche gli altri! E sarò io, sarò io la prima -a farlo credere, a farlo credere a tutti, perchè tutti abbiano per te -rispetto, considerazione... - -LORI - -Tu? Ma non puoi mica dire... - -PALMA - -Non c’è bisogno di dire! Mi vedranno con te, accanto, intorno a te, -come nessuno finora m’ha veduta! E d’accordo tutti, qua, d’ora in -poi... - -LORI - -(_per tentare ancora una difesa contro questa carità di lei, che lo -investe, lo frastorna, e quasi lo fa mancare a sè stesso_) Ma... ma non -posso crederlo io! - -PALMA - -(_incalzando sempre più_) Anche tu! anche tu! lo crederai anche tu, per -forza! - -LORI - -(_c. s._) Io?... come?... - -PALMA - -Ma perchè è _vero_, vedi! è _vero_ ora il mio affetto per te! Non è -mica un inganno! Il mio affetto, la mia stima, sono _una realtà_, in -cui tu puoi vivere, e che s’imporrà a tutti e anche a te! - -FLAVIO - -È giusto! è giusto! Sarà così. - -LORI - -(_stremato, sfinito, come stroncato dalla commozione, si piega sul -braccio di Palma; poi, c. s., rialzando la faccia smorta e quasi -balbettando_): La... la commedia, allora? - -PALMA - -No! Nessuna commedia! Il mio affetto _vero_, ti dico! - -FLAVIO - -Sì, certo... Sarà così... - -LORI - -(_a Flavio_) Tutto per bene?... - -PALMA - -(_affettuosa, abbracciandolo, quasi sostenendolo_) Su, su! sarai tanto -stanco... Andiamo, andiamo... T’accompagneremo noi a casa... - -FLAVIO - -Sì, è già molto tardi... - -PALMA - -C’è giù l’automobile, faremo presto... - -LORI - -A casa... in automobile... Eh sì... tutto per bene... tutto per bene... -(_S’avvia con Palma, quasi rimbecillito, seguito da Flavio. A un -certo punto si ferma, si volta, guarda Salvo Manfroni, e dice a Palma, -indicandoglielo_): E... e lui? - -PALMA - -(_spiandolo, sospesa_) Che dici? - -LORI - -Eh, salutiamo anche lui, allora... (_Gli fa un saluto con le mani, -accennando anche un inchino, poi, rivolgendosi a Palma_): Tutto per -bene... - - - TELA - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - -*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TUTTO PER BENE *** - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the -United States without permission and without paying copyright -royalties. 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INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any -Defect you cause. - -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm - -Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. 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Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without -widespread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine-readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. 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Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our website which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This website includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/old/65713-0.zip b/old/65713-0.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 01ca2c3..0000000 --- a/old/65713-0.zip +++ /dev/null diff --git a/old/65713-h.zip b/old/65713-h.zip Binary files differdeleted file mode 100644 index 3aedf9a..0000000 --- a/old/65713-h.zip +++ /dev/null diff --git a/old/65713-h/65713-h.htm b/old/65713-h/65713-h.htm deleted file mode 100644 index a9dc50e..0000000 --- a/old/65713-h/65713-h.htm +++ /dev/null @@ -1,10800 +0,0 @@ -<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.1//EN" -"http://www.w3.org/TR/xhtml11/DTD/xhtml11.dtd"> - -<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it"> -<head> - <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8" /> - <title> - Tutto per bene, di Luigi Pirandello - </title> - <link rel="coverpage" href="images/cover.jpg" /> - <style type="text/css"> -body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} - -p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;} -.blockquote {margin: 1.5em 5%; font-size: 85%;} -.center {text-align: center; text-indent: 0;} -.speaker {text-align: center; font-size: 80%; margin-top: 1.5em;} - -div.booktitle {page-break-before: always; padding: 3em;} -div.titlepage {text-align: center; margin: 0 5%; padding: 2em 0; page-break-before: always; page-break-after: always;} -div.titlepage p {text-align: inherit;} -div.verso {text-align: center; padding-top: 2em; font-size: 95%; margin: 0 10%;} -div.verso p {text-align: inherit;} -div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;} -div.chapter h2 {page-break-before: avoid;} - -h1,h2,h3 {text-align: center; font-style: normal; -font-weight: normal; line-height: 1.5;} -h1 {font-size: 150%;} -h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em; page-break-before: avoid;} -h3 {font-size: 120%;} - -hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 15%; margin-right: 15%; clear: both;} -hr.mid {width: 50%; margin-left: 25%; margin-right: 25%;} -hr.minor {width: 20%; margin-left: 40%; margin-right: 40%;} -hr.silver {width: 90%; margin-left: 5%; margin-right: 5%; border-top: none; border-right: none; border-bottom: thin solid silver; border-left: none;} -.x-ebookmaker hr.silver {display: none;} - -.pagenum {position: absolute; right: 2%; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; background-color: #ffffff; clear: left;} - -.pad4 {margin-top: 4em;} -.pad2 {margin-top: 2em;} -.pad1 {margin-top: 1em;} - -.small {font-size: 85%;} -.large {font-size: 115%;} -.x-large {font-size: 130%;} -.main-t {font-size: 200%;} -.smcap {font-variant: small-caps;} - -ul {list-style-type: none; line-height: 1.2em;} - -.tnote {background-color: #f7f1e3; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em; - margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;} -.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%; margin-bottom: 1em;} -.tnote p {padding: 0 1em;} -.covernote {visibility: hidden; display: none;} -.x-ebookmaker .covernote {visibility: visible; display: block;} - - </style> - </head> -<body> - -<div style='text-align:center; font-size:1.2em; font-weight:bold'>The Project Gutenberg eBook of Tutto per bene, by Luigi Pirandello</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and -most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions -whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online -at <a href="https://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a>. If you -are not located in the United States, you will have to check the laws of the -country where you are located before using this eBook. -</div> - -<p style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:0; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Title: Tutto per bene</p> -<p style='display:block; margin-top:0; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:0;'>Commedia in 3 atti</p> - -<div style='display:block; margin-top:1em; margin-bottom:1em; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Author: Luigi Pirandello</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Release Date: June 27, 2021 [eBook #65713]</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Language: Italian</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'>Character set encoding: UTF-8</div> - -<div style='display:block; margin-left:2em; text-indent:-2em'>Produced by: Barbara Magni and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was produced from images made available by The Internet Archive)</div> - -<div style='margin-top:2em; margin-bottom:4em'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TUTTO PER BENE ***</div> - -<div class="booktitle"> -<h1> -TUTTO PER BENE -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="large"> -MASCHERE NUDE -</p> - -<hr class="minor" /> - -<p class="pad2 x-large"> -LUIGI PIRANDELLO -</p> - -<p class="pad2 main-t"> -TUTTO PER BENE -</p> - -<p class="pad1"> -COMMEDIA IN 3 ATTI -</p> - -<p class="pad4"> -R. BEMPORAD & F. — <span class="smcap">Editori</span> — FIRENZE<br /> -<span class="small">Librerie a Firenze, Milano, Roma, Pisa, Napoli, Palermo, Trieste<br /> -Torino e Genova: S. Lattes & C.</span> -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA -</p> - -<p> -per tutti i paesi compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda -</p> - -<p> -<i>Copyright 1920 by R. Bemporad e Figlio</i> -</p> - -<p> -1920 — Tipografia Luigi Parma — Bologna — Via Tre Novembre, 7 -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<h2>PERSONAGGI</h2> -</div> - -<ul> -<li>MARTINO LORI, consigliere di Stato.</li> -<li>Il senatore SALVO MANFRONI.</li> -<li>PALMA LORI.</li> -<li>Il marchese FLAVIO GUALDI.</li> -<li>LA BARBETTI, vedova Agliani, vedova Clarino.</li> -<li>CARLO CLARINO, suo figlio.</li> -<li>La signorina CEI.</li> -<li>Il conte VENIERO BONGIANI.</li> -<li>GIOVANNI, cameriere di casa Gualdi.</li> -<li>Un vecchio cameriere del Manfroni.</li> -</ul> - -<p class="center"> -<i>A Roma — Oggi.</i> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<h2>ATTO PRIMO</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -</p> - -<h3>SCENA</h3> -</div> - -<p> -Salotto di passaggio, in casa Lori, tra la sala di -ricevimento e la camera di Palma. Arredo signorile, -ma non dovizioso. Usci laterali a destra e a sinistra: -quello a sinistra dà nella sala di ricevimento; quello a -destra, nella camera di Palma. Nella parete di fondo, -verso destra, s’apre un altro uscio, che dà su un corridojo. -È il giorno delle nozze di Palma, e anche qui nella -saletta son ricchi mazzi e ceste di fiori. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio -a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal -figlio CARLO CLARINO. -</p> - -<p> -La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente -parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in -fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, veste -all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, annojato -di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a far quello che -non vorrebbe. -</p> - -<p> -Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con -una certa risolutezza; il figlio, titubante. -</p> -</div> -</div> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>dalla soglia</i>) Permesso? Non c’è nessuno? -Vieni, vieni, Carletto. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>col tono di chi avverte che può finir male</i>) -Mammà, prudenza! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Non mi seccare! Ci hanno piantato lì in salotto -come due piuoli... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma introdurci così... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Bisogna ch’io sappia; che parli con qualcuno... -(<i>Si guarda attorno</i>) Ma non c’è un campanello in -questa stanza? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>rassegnato, sospirando</i>) Vogliamo fare per -forza una pessima figura, facciamola! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>picchiando all’uscio a destra</i>) Permesso?... -(<i>Attende un po’ e ripicchia</i>) Permesso? (<i>Nuova -attesa; si prova ad aprir l’uscio e guarda dentro</i>) -Neanche qua, nessuno... (<i>Al figlio, irata</i>) Perchè -una pessima figura, imbecille? Porto in regalo una -«<i>broche</i>» di tremila e settecento lire! (<i>Torna -a guardarsi intorno</i>) Vorrei sapere dov’è andato a -ficcarsi quell’idiota di cameriere! (<i>Si fa all’altro -uscio in fondo e chiama</i>) Cameriere!... Cameriere! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>dopo una pausa</i>) Sarà andato in chiesa anche -lui con tutta la servitù per assistere allo sposalizio. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E lasciano la casa sola? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>col tono di prima</i>) Forse è una fortuna, -mammà! Svigniamocela! Siamo ancora in tempo! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Tu starai qua con me, perchè voglio così! Ti -costringerò io a imparare a vivere tra la gente per -bene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Figuriamoci che allegria! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, tu hai finito di scialacquarti i miei denari, -te lo dico io! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Mammà! Ma Dio mio! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -D’ora in poi, vedrai! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Perchè speri davvero che ci faranno una buona -accoglienza? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No, comunque! comunque! Son venuta via da -Perugia per questo. Ti metterai qua sulla buona -strada, e con l’ajuto di tuo cognato... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>con uno scatto</i>) Ma che cognato, per carità! -Non dire cognato, mammà, in nome di Dio! Mi -fai sudar freddo! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ma sì, che è tuo cognato! Che storie! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Mammà, non dire cognato, sai, o io me ne -scappo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Come vuoi che dica? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Non voglio esser preso per le spalle e cacciato -via con un calcio da nessuno, io! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>risoluta, ponendoglisi davanti</i>) Scusa, sei figlio -mio? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma lascia andare, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Non sei figlio mio? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ti dico di lasciare andare, mammà! Sai bene -che non si tratta di te! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>adirandosi fieramente</i>) Che credi di dire, imbecille? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Vuoi litigare qua, scusa? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No! Tu devi parlare con rispetto! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma io ti parlo con rispetto, mammà! E perchè -vorrei che tutti ti parlassero con rispetto, torno a -ripeterti: andiamocene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No, no e no! Sei un povero di spirito, ecco -quello che sei! Uno sciocco! Perchè son tutte fisime! -Se con tuo padre — posso ammettere — ci -fu in prima qualche irregolarità, poi ci sposammo. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Va bene: <i>poi</i>. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -O prima o poi, diventasti anche tu legittimo, -tale e quale come fu la buon’anima di Silvia. Sorellastra, -sì, sorellastra, va bene. Ma ciò non toglie -che questo signor Martino Lori, marito della povera -Silvia e perciò mio genero, non debba considerar -te — almeno in qualche modo — come suo -cognato. Mi par chiaro! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Già! Bello! Abolendo il <i>prima</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Che vuol dire abolendo? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma sì! Tu abolisti il <i>prima</i>, mammà! Quella -irregolarità di prima. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Fisime! Chi vuoi che ci pensi più? Il mio -primo marito è morto da vent’anni. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -E io, che non sono suo figlio, ne ho <i>trentadue</i> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -mamma! È una grave irregolarità questa, -a danno del tuo primo marito. Talmente grave che, -t’assicuro, non avresti avuto il coraggio di presentarti -qua, con tua figlia Silvia ancor viva! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -È morta, sì o no? E sono, sì o no, sedici anni -che è morta? Sedici, ohè, non sono un giorno!... -Ora c’è qua la figlia di mia figlia che sposa, e io -me le presento con un bel regalo per le sue nozze. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ah, va bene! Così. Come nonna. Presentati -come nonna! Nonna sei; nessuno può metterlo in -dubbio. Silvia era tua figlia; questa è la figlia di -Silvia; dunque c’è poco da dire: tu sei la nonna. -Non immischiarci gli uomini, mammà, la cui parentela, -neanche tra padre e figlio, santo Dio, può -esser sicura; figùrati poi tra cognati! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dall’uscio di fondo, attirata dal rumore delle voci, si presenta -la SIGNORINA CEI. Bionda, magra, alta, sulla trentina, veste, -per l’occasione, con sobria eleganza. Usa a nascondere tutta la -sua intima vita sotto una composta apparenza, parla e guarda -attenta, e dimostra in tutti i modi una finezza naturalmente -signorile. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Chi è qua? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>voltandosi alla voce</i>) Ah, ecco... Abbiamo -chiesto... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma chi è lei, scusi? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Sono la nonna della sposa; e questi, lo zio. (<i>Indica -il figlio, che fa un gesto di stizza</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>notandolo e restando perplessa</i>) Ah... la -nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>come a farlo apposta</i>) E lo zio. Veniamo da -Perugia. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma la signora non era attesa, ch’io sappia... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No no: arriviamo di sorpresa. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>all’una e all’altro)</i> Prego... prego: s’accomodino. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>sedendo</i>) Grazie. E lei, scusi... sarebbe? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sono... — come vuol dire? — sono qua per -tener compagnia alla signorina. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, la dama di compagnia? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Se vuole... Ma sono piuttosto un’amica di -Palma. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, bene, bene... di Palma (<i>ripete il nome, come -una che lo apprenda per la prima volta</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Mi dispiace che la signorina non m’abbia avvertita... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Niente. Non si dia pena. Dev’essere una sorpresa. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Già... ma, proprio sul punto... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>che si è agitato alla battuta precedente della -madre</i>) Ecco! dicevo appunto questo a mia -madre... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Tu stai zitto lì! (<i>Alla signorina Cei</i>) C’è stato -uno sbaglio, veda. Credevamo, per nostre informazioni, -che il matrimonio dovesse celebrarsi domattina. -Volevamo arrivare alla vigilia. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma è stato celebrato jeri, veramente... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, come! Jeri? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Il matrimonio civile, sì signora. Stamattina, la -cerimonia religiosa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, jeri il civile, e ora il religioso?... Guarda! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Credo che a momenti saranno di ritorno! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Un gran corteo, m’immagino! Un gran festino! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -No, signora. Niente... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Come, niente? La sala, di là (<i>indica a sinistra</i>) -tutta piena di fiori! (<i>Si guarda attorno)</i> Anche -qua! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì, ma nessuna pompa. Jeri sì, ricevimento, -pranzo; proprio però nell’intimità... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma sì, come usa adesso! In abito da viaggio... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -No, signore. Per questo, pochi amici, intimi; -ma la sposa, come di rito, stamattina, in bianco e -col suo velo e i suoi fiori d’arancio. La vedrà: una -bellezza! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Me l’immagino! Un amore! Ma, Dio mio, -dico... sposando un marchese... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Già, ma... forse per questo, veda... La signora -Marchesa madre... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Non avrebbe voluto questo matrimonio? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -No no, signora! Anzi! Vedesse che regali ha -mandato! Ma... ecco... la salute un po’ malferma... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>da uomo di mondo</i>) Comprendiamo, comprendiamo... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Riceverà con grande festa la sposa nel suo palazzo -al ritorno dal viaggio di nozze. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Cosicchè, ora, qua... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Oh, tutto finito, ormai. Si fermeranno un po’, -credo, per dar tempo alla sposa di rivestirsi per il -viaggio. Vi saranno i testimoni, qualche amico del -signor Marchese e del signor Senatore. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Mio genero? (<i>A Carletto</i>) Ah senti! Lo hanno -fatto anche senatore! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>sorridendo impercettibilmente</i>) No, signora. -Dico del senator Manfroni. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, non è mio genero? E chi è questo Manfroni? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma Salvo Manfroni, mammà!, che fu nostro -deputato, e poi anche Ministro... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, lui? E come c’entra lui qua? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Come c’entra! È quello che ha portato su tuo -genero fino al Consiglio di Stato! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, sì? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Quando fu Ministro lo prese come capo-gabinetto; -non ti ricordi che te lo dissi a Perugia? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -E anch’io sono qua per il signor Senatore... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Fu scolaro del tuo primo marito... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Già, già! sì! Ora ricordo... Del mio primo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Il nonno della signorina? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Un professorone, sa, il mio primo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>con maraviglia mal dissimulata</i>) Ah, come... -la signora... la moglie di Bernardo Agliani? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Io, io, sì! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Un’illustrazione della scienza! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Glie n’ha parlato la mia nipotina? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Oh, ma ne parlano tutti i libri di scuola, signora... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E morì disgraziato, sa? nel suo... (<i>a Carletto</i>) -come si chiama? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Laboratorio, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Laboratorio di... di... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Di fisica, mammà! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Di fisica, già... Fulminato! Ne parlarono tutti -i giornali. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Eh, lo so bene, signora... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Una disgrazia! E mi pentii tanto io, creda, -quando avvenne, di non aver avuto pazienza con -lui fino all’ultimo. Dotto! Studiava sempre! Stampava -sempre! tanti libri! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma sì, mammà! Non vedi che la signorina lo -sa? E ne sa qualche cosa anche Salvo Manfroni, -mi pare, che ne stampò l’ultimo, postumo... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Già! Un’opera... come si dice? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Postuma, postuma, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No! Dico un’opera che questo Manfroni si -prese, perchè mio marito l’aveva lasciata... come -si dice? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ah, inedita! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Come? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Inedita, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ecco... così... Se la prese, e diventò celebre: -senatore! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma non dire così, che se la prese. Pare che -l’abbia rubata! Erano tracce, appunti di un’opera -nuova... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Salvo Manfroni la riprese, la sviluppò, la -compì... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -E n’ebbe grandissimi onori! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Meritati, io credo. Senza detrarre nulla alla -fama del suo maestro. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -A Perugia non lo credono! Ah, non lo credono! -E sono capace di dirglielo io, sa! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma no, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Pare del resto, che sia stata una fortuna, questa, -per la signorina; a quanto ho sentito dire. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Che cosa, una fortuna? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma che il senator Manfroni abbia trovato in -casa del signor Lori queste carte inedite del suo -maestro. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Per lui, una fortuna! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì, forse; ma anche per la signorina, bambina -allora di pochi anni. Costretto a lavorar qui, perchè -pare che la signora morta fosse tanto gelosa di -queste carte del padre, le si affezionò fin d’allora; -e quando poi la signora morì, prese lui a proteggerla, -povera orfanella. Rimasto scapolo, ricco, se -l’è cresciuta quasi come una figliuola; le ha trovato -ora questo ricco partito... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E va bene! S’è sdebitato di quel che prese al -nonno! Qualche favore avrà fatto anche a mio -genero.... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah, per il commendatore, l’abbiamo tutti veduto, -proprio come un fratello! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E lui, lui, dica, mio genero: com’è? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Mah! La signora lo saprà... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah no, veda... Mia figlia è morta da tanti -anni... S’era data all’insegnamento. Venuta qua -a Roma, dopo la morte del padre, conobbe questo -Lori, ch’era allora al Ministero, e lo sposò senza -neanche dirmene nulla. Sì... perchè, la povera -Silvia, vittima anche lei, non creda, della troppa -scienza di quel benedett’uomo, ebbe sempre però -una vera adorazione per lui, e guaj a toccarglielo! -Ora, capirà... una figlia può anche compatire; ma -una moglie si stanca; e io — glielo dico chiaro — mi -stancai. Separata dal padre, non ebbi più rapporti -con mia figlia. Dopo sette anni di matrimonio -ella morì. Cosicchè io, mio genero, non lo -conosco. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah, come! Non lo ha mai veduto? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Mai! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -E neanche la signorina, dunque? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -No, neanche! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Oh, ma allora... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Il momento di presentarci non è scelto bene, -è vero? Ho fatto notare anche questo a mammà... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -È che... capiranno... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Nel trambusto, lei vuol dire, signorina? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Già... E poi... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -L’imbarazzo d’una spiegazione... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ma nient’affatto! Ma che imbarazzo! Che spiegazione! -La nonna che viene a portare il regalo -di nozze alla sua nipotina! Sarebbe stato meglio, -certo, arrivare alla vigilia. Ma dopo tutto, che vuoi -che importi a lei la spiegazione di cose passate da -tanto tempo; e anche a lui, a mio genero, vedovo -da sedici anni, che vuoi che gl’importi di suo suocero -che non ha conosciuto, dei rancori di sua -moglie... Non ci penserà più neanche, alla moglie! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah no, signora, s’inganna! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ci pensa ancora? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -E come! Creda... per una donna... non so, -è una cosa... una cosa che fa quasi dispetto, ecco. -Dispetto non per lui, ma per noi stesse, signora, -per la poca stima che abbiamo di noi. Vedere un -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -uomo così perduto, quasi svanito ancora, dopo -tanti anni, per la morte della sua compagna... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, sì? Come sarebbe, svanito? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ha certi occhi... non so! Vedesse come guarda! -come ascolta! Come se le cose, i rumori, le voci -stesse a lui più note, quella della figlia, dell’amico, -avessero un aspetto, un suono, ch’egli non riuscisse -più ad avvertire. Come se la vita tutt’intorno, -gli si fosse... non so, quasi diradata... Sarà -forse per l’abitudine che ha preso... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>accompagnando l’interrogazione col gesto</i>) -Beve? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>con orrore, sorridendo</i>) No, signora! Che -dice! (<i>Poi, triste</i>:) L’abitudine d’andar là ogni -giorno... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Al camposanto? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Tutti i giorni, con qualunque tempo! E ritorna -così, come se guardasse tutto da lontano. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>alzandosi, dopo una pausa</i>) Io credo, mammà, -che sarebbe meglio rimandare a un altro giorno -la nostra presentazione. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Sta’ seduto! Lasciami sentire... (<i>Alla signorina -Cei, risolutamente, come una a cui non sia facile -darla a bere</i>) Scusi, che età ha? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Mah... quarantacinque, quarantasei anni... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Meno sedici, quanto fanno? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Che vuol dire? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Quarantasei, meno sedici? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Eh... trenta... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Trenta, signorina! A chi vuol darla a intendere -il signor Lori, rimasto vedovo a trent’anni, con -quest’andare ogni giorno alla tomba della moglie? -Signorina mia! Siamo di carne, anche! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Lei suppone? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ma ci vuol poco, scusi, a supporlo! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ebbene, creda che non lo dirà più, appena l’avrà -veduto. E poi, si saprebbe... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra dall’uscio in fondo il CAMERIERE in livrea per annunziare -in gran fretta: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Ecco, signorina: arrivano, arrivano... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E via di nuovo per l’uscio di fondo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>alzandosi</i>) Eccoli qua. Mi permettano. O vogliono -favorire in sala? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) No no, per carità! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Aspettiamo qua... sarà meglio. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Come vogliono. -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Dica la nonna, per favore! La nonna, e basta! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signorina Cei, via per l’uscio di sinistra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ti raccomandi bene, imbecille! Meno male che -ci sono qua io! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Scusa: poni che ti trattino male: che devo -fare io? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ma tu non farai niente! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Lascerò insultare mia madre? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Chi vuoi che m’insulti? Perchè mi si deve insultare? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra, turbato e concitato, dall’uscio a sinistra MARTINO -LORI. È quasi tutto bianco, benchè ancora sotto i cinquant’anni. -Curatissimo nelle vesti. Fisonomia viva, segnatamente negli occhi, -mobile, visibilmente sospesa ai continui avvertimenti d’una mutevole, -acutissima sensibilità, che subito però svanisce, quasi smemorata -d’improvviso, lasciando senza difesa lo spirito, che si -appalesa allora triste, remissivo e sopra tutto credulo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No no, mi scusi, signora. Non so come lei -possa aver l’ardire di presentarsi in casa mia! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Parlo con mio genero? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma no! Che genero! La prego! Io non sono -mai stato suo genero! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Il commendator Lori? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma sì! Sono io. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Se sposaste mia figlia... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma appunto per questo, signora! Possibile che -lei non senta che è un’offesa — un’offesa per me -intollerabile — alla memoria di sua figlia, la sua -presenza in questa casa? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Oh Dio mio, ho creduto che finite da tanti anni -le ragioni... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma no, signora! Quand’io sposai sua figlia, -del resto, lei aveva cessato da un pezzo d’esser -la moglie di Bernardo Agliani! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Già, ma non la madre di lei! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh via! Che madre! Lei sa bene che Silvia non -aveva più voluto da allora considerarla come madre, -e con ragione! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Oh senta, io la prego... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Chi è lei? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>subito a riparo del figlio</i>) Questo è mio figlio... -(<i>A Carletto</i>) Lascia, lascia che parli io! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -No, aspetta! dirò io a questo signore, che per -mio conto — io — non volevo venire, e non sarei -venuto... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E avreste fatto bene! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -No bene, benissimo! E l’ho detto io stesso a -mia madre. Ma ciò non toglie... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>subito, interrompendo e intromettendosi</i>) Che -voi dobbiate parlare a me così... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>c. s. a sua volta</i>) senza neanche sapere che -cosa... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) già! che cosa io sia venuta a far qui per -mia nipote! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>lottando per non smarrirsi</i>) Io non credo che -mia figlia possa avere un sentimento diverso dal -mio per ciò che riguarda la memoria di sua madre, -e il rispetto che le si deve! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si ode, a questo punto, dall’interno, a sinistra, la voce di -PALMA. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -VOCE DI PALMA -</p> - -<p> -Sì, sì, mi sbrigo in due minuti! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E sopravviene, dall’uscio a sinistra, PALMA, in abito da -sposa, avviata di furia verso l’uscio a destra, che dà nella sua -camera. Ha diciott’anni. È bellissima. Tratta il padre con mal -dissimulata freddezza. Subito al suo apparire, la Barbetti le si fa -innanzi tendendole le braccia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ah, eccola qua! eccola qua! Oh figlia mia, -come sei bella! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>così soprappresa, confusa, trattenendosi</i>) Scusi... -lei? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Sono la tua nonna! la tua nonna, figliuola mia! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>più stordita dapprima, che meravigliata</i>) La -nonna? Come! (<i>Poi, volgendosi al padre, con aria -di comica incredulità</i>) Ho anche una nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, no, Palma! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>al Lori</i>) Come no? (<i>E subito a Palma, con -enfasi</i>) La madre della tua mamma! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>al Lori</i>) Questo non potete negarlo! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma non m’obbligate a dire ciò che mia figlia -del resto sa bene! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>sovvenendosi, ma senza dare alcun peso all’indegnità -di quella nonna, che per la sua goffaggine -le sembra da burla</i>) Ah... lei... già! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Tu capisci, Palma, che se tua madre fosse qua... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>infastidita dall’impiccio imprevisto in cui la -mette il padre; stringendosi nelle spalle</i>) Sì... ma... -non so! che vuoi fare adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Dice che ho fatto male a venire... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Malissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>seccata, protestando</i>) Ma no! Non mi pare che -sia più il caso di pensare ormai... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>ferito</i>) No? Come? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>subito, esultante</i>) Ecco, sì, è vero, è vero, -figliuola mia? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Di pensare a tua madre? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Ma sì, la mamma, va bene! Ma per carità, -ora che sto per andar via... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ecco, già! sposa... Non ha più, dunque, neanche -il diritto d’opporsi, lui! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma io non m’oppongo in nome d’un diritto! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E potete forse impedirmi d’aver le mie intenzioni -su mia nipote? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>disgustata, fa per avviarsi</i>) Ah, è troppo! è -troppo, via! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>ponendosi davanti, per placarla</i>) No, per -carità, non turbarti... vestita così... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Debbo andare a rivestirmi per partire... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>smarrito e cupo, ritraendosi</i>) Forse eccedo... -forse eccedo... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Eccedi, sì, proprio! Ah, ma se Dio vuole, -basta! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Mi dispiace, che per causa mia... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>rasserenandosi e tornando a vedere il lato -grottesco di quell’incontro inatteso</i>) No, no... Ci -vuole un po’ di misura, Dio benedetto! Era, dopo -tutto, una graziosa sorpresa, trovar così d’improvviso -una nonna, sulla soglia... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>gongolante</i>) Come sei bella! Come sei cara! -(<i>Volgendosi subito al figlio per farsi dare il regalo -di nozze</i>) Dà, dà, Carletto! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>non comprendendo</i>) Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -T’avevo anche portato un piccolo regaluccio... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>volgendosi al padre per richiamarlo a una -certa comica indulgenza)</i> Ma vedi! Anche il regaluccio! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E su, su, Carletto! (<i>A Palma presentandoglielo</i>) -Questo è l’altro mio figlio... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ah, piacere... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>seguitando</i>) Che sarebbe, sì... un fratellastro -della tua povera mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ah! un quasi-zio, allora? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Già, ecco, un quasi-zio... Veramente felice! -(<i>Porgendo l’astuccio alla madre</i>) Ecco, mammà. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>porgendolo a Palma</i>) Prendi, prendi, figliuola -mia... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>aprendolo e ammirandolo, per compiacenza, -esageratamente</i>) Oh bello! bello! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ne avrai avuto di ben altri! -</p> - -<p class="speaker"> -CAPRETTO -</p> - -<p> -Con gli auguri d’ogni felicità! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Sì, cara, di quella felicità che ti meriti! E poi -penserò a fare ancora dell’altro per te. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>non riuscendo più a contenersi</i>) Tuo nonno, -Bernardo Agliani, restituì a costei tutti i suoi denari, -anche quelli della dote, che appartenevano -a tua madre; e tua madre ne fu felicissima, e preferì, -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -rimasta orfana, guadagnarsi il pane, insegnando. -Ma fai, fai, prendi pure: turbo la tua -festa, e non ho più neanche il diritto di parlare, -come t’ha detto la signora... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sopravvengono, a questo punto, dall’uscio a sinistra SALVO -MANFRONI, il marchese FLAVIO GUALDI e il conte VENIERO -BONGIANI. Il senatore Salvo Manfroni è appena sulla -cinquantina, alto, rigido, magro. Se la nomina a senatore non gli -fosse venuta per meriti scientifici e accademici, oltre che per il -suo passato politico, avrebbe potuto venirgli per censo. Si vede -infatti in lui il gran signore, padrone degli altri, ma sopratutto -di sè. Il marchese Flavio Gualdi ha trentaquattro anni, ancor -biondo, anzi d’un biondo acceso, ma già quasi calvo; lucido e -roseo come una figurina di finissima porcellana smaltata; parla -piano, con accento più francese che piemontese, affettando nella -voce una tal quale benignità condiscendente, che contrasta però -in modo strano con lo sguardo freddo e duro degli occhi azzurri, -quasi vitrei. Il conte Veniero Bongiani ha circa quarant’anni, -elegantissimo, specula in cinematografia e ha fondato una delle -più ricche Case per la produzione dei films. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -MANFRONI -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Niente, niente: una bella sorpresa! Guarda, -Flavio! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma come, ancora così? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ho trovato una nonna, qua in anticamera! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Una nonna? -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -(<i>contemporaneamente</i>) Oh bella! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>contemporaneamente</i>) La signora? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>indicando il Lori</i>) Sua madre? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>subito</i>) No, per fortuna! (<i>E immediatamente, -rivolgendosi a Carletto</i>): E anche... aspetta! -qua... scusi, il suo nome? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>riscotendosi, con grazia</i>): Ah, Clarino... (<i>e si -inchina</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con stupore, in tono di riprensione</i>) Ma che -storia è questa? Palma! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>apparentemente, senza dargli retta</i>) Ecco, il -signor Clarino, figlio della nonna! Quasi-zio! -(<i>Subito alla Barbetti</i>) Nonna Clarino, dunque? -Vedova? -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Sì, due volte, carina.... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>quasi trionfante, rivolta al Lori</i>): E dunque, -via! Come vedi, non c’è proprio bisogno di ricordar -Bernardo Agliani, la mamma; e si può -prender la cosa, così, leggermente, e anche (<i>si -volta a Flavio con uno sguardo d’intelligenza</i>): -allegramente, Flavio; quando si sta per andar -via.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma sì, per me, figùrati! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>con sincerità</i>) Ecco, già, come dicevo io! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>ferito dalle ultime parole di Palma</i>): Potevo -non volerlo anche per te, mentre ti stacchi da -questa casa.... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>notando il tono appassionato del Lori e sembrandogli -fuor di tempo, fuori di luogo, subito lo -interrompe, accostandoglisi</i>): Ma no, ma no, -basta! che cos’è, amico mio? (<i>E resta a conversar -piano con lui concitatamente</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>a Salvo, che mostra di non ascoltarla</i>) Come se -l’avesse invitata lui, capisci? (<i>E viene accanto a -Flavio e Veniero, che si tengono presso l’uscio -a sinistra</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>a Palma con un sorriso</i>) Mi spiegherai poi... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì! È da ridere veramente! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Una nonna in ottimo stato di conservazione! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Impagabile! Dovreste scritturarla per la vostra -casa cinematografica!... (<i>A Flavio</i>): Ti spiegherò -poi.... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma bisogna, cara, che tu ti sbrighi.... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì, ecco, subito... Ma portateveli di là... (<i>A -Bongiani</i>): Fate, fate la proposta anche al figlio... (<i>Poi, -forte, conducendoli davanti alla Barbetti</i>): -Ecco, vi presento alla nonna: Il marchese Flavio -Gualdi, mio marito; il conte Veniero Bongiani. -(<i>Rivolgendosi a Carletto</i>) Il signor... Carlo, è -vero? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Carletto, sì.... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Zio Carletto! Ah; non credevo proprio che -dovesse toccarmi di far questa parte in abito da -sposa! Con permesso. Vado subito a levarmelo... -Voi andate, andate di là.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Palma, via per l’uscio a destra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>le grida dietro</i>) Cara!... Cara!... (<i>Poi, voltandosi -a Flavio e avviandosi verso l’uscio a sinistra</i>) -Ah, sono proprio felice!.... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>cedendole il passo, davanti all’uscio</i>) Prego... -(<i>Ed esce dopo la Barbetti</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -(<i>c. s.; a Carletto</i>) Prego.... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>tirandosi indietro</i>) Ah, non permetto... (<i>mostrandogli -l’uscio</i>) Prego.... -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -(<i>passando avanti</i>) È giusto... Lei è <i>quasi</i> di -casa.... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via per l’uscio a sinistra anche Veniero e Carletto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>seguitando a voce alta il discorso col Manfroni, -appassionatamente</i>) Posso ritrarmi da qualunque -sentimento! Da questo, no! no! perchè -non vivo d’altro, tu lo sai! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>concitato, quasi tra sè</i>) È incredibile! incredibile! -(<i>Poi, aggressivo, rapidamente</i>): Va bene; -persisti in codesta fissazione; ma accorgiti almeno -della pena che fai a chi ti vede intestato così, e vorrebbe -cacciarti dal ridicolo in cui ti metti da te -stesso! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Dal ridicolo? Ti pare ridicolo? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì, caro mio, perchè esageri, esageri maledettamente! -E giusto ora che Palma si libera e ti -libera, santo Dio, potevi farne a meno! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non ho potuto. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Lo capisco! Ma perchè appunto ti sei fissato -nella dimostrazione d’un sentimento che... sì, va -benissimo, è servito finora a scusar tante cose, il -tuo appartarti dalle cure che avresti dovuto darti -di Palma... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè c’eri tu... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>seguitando</i>) Benissimo; io che m’affezionai -alla bambina nel vederla trascurata... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>protestando</i>) Ma no! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>per troncare, irritato</i>) Oh Dio mio, dico per -gli altri, adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>come se guardasse lontano, nel tempo</i>) Eh lo -so, che doveva apparir così... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con fastidio</i>) Ma nient’affatto, perchè è apparso -invece anche troppo, che il tuo lutto ti escludeva -da quegli svaghi, che avresti dovuto procurare -alla figliuola. (<i>Con forza, esasperatamente</i>) -Ma ora, basta! Ora, basta! È finita! Lei se ne va! -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -Tutto codesto sdegno per la comparsa di quella -megera, sul punto di partire, potevi risparmiartelo! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con penoso sdegno, quasi avvilito</i>): Con l’accoglienza -che le ha fatto lei? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>più che mai irritato</i>). Che accoglienza? Ma -non hai visto che se l’è presa a godere, togliendosi -con molto spirito dall’impiccio in cui tu l’hai -messa con la tua esagerazione? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ha accettato sotto i miei occhi il regalo che le -han portato... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Volevi che lo rifiutasse? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E la promessa della donazione d’un danaro di -cui la madre ebbe schifo! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>impressionato</i>) Le ha fatto questa promessa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma io le gridai in faccia la sua vergogna! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>sbalordito</i>) E non capisci... (<i>si nasconde la -faccia</i>) Dio mio! non capisci che non dovevi -farlo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè? Grazie a Dio, Palma... (<i>si corregge</i>) -dico grazie a Dio, grazie a te, Palma non ha -bisogno di quel danaro! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma giusto per questo! (<i>Quasi tra sè</i>) È incredibile! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Giusto per questo? Perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì! ma sì! Non toccava a te di dirglielo, -scusa! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè non ne ho il diritto? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non l’hai! Non l’hai in nessun modo! Quella -donna è ricchissima. E tu non puoi sapere se il -marito di Palma... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Con la dote che tu hai generosamente costituito -a sua moglie... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma lascia andare, chè il danaro non è mai -troppo! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>stupito e dolente</i>) Ah! scusa... non credevo... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non m’aspettavo proprio da te che hai venerato -e veneri la memoria di Bernardo Agliani... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>scrollandosi, al colmo dell’irritazione, accennando -ad avviarsi verso l’uscio a sinistra</i>) Oh! ma -fa’ il piacere! È veramente troppo! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientra a questo punto, di là, FLAVIO GUALDI. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Vieni, vieni avanti, Flavio! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>ridendo e alludendo alla Barbetti di là</i>) Ah, è -bellissima! bellissima! E il figlio, più bello ancora -della madre! S’è ingaggiato davvero, sai? per -<i>cachet</i> con Bongiani, che se li sta godendo... -Meravigliose! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Tu hai capito dunque di che si tratta? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma sì! Una farsa... (<i>Ripigliandosi, serio, con -uno sguardo d’intelligenza a Salvo</i>) Oh... naturalmente, -ragione di più per... (<i>e fa un gesto con -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -la mano che significa: «per tagliar corto»</i>) ça va -sans dire... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Nessuno poteva prevedere che avesse l’impudenza -di presentarsi... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Hai capito, caro mio, che cosa hai guastato? -Una farsa. La farsa che quel vecchio pappagallo -lì era venuta a offrirci inaspettatamente... (<i>A -Flavio</i>): Ma ti dirò poi qualche cosa... Vado io -intanto a farle un certo discorsetto... Vieni, vieni -con me... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ecco, dico a Palma di far presto... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Salvo, via per l’uscio a sinistra. Flavio s’accosta a quello a -destra, picchia e sta in ascolto della voce di Palma. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Vorrei parlarti anch’io... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>seccato, freddo</i>) Scusi... (<i>Parlando verso la -porta</i>) Sono io, Palma... (<i>Pausa; sta a sentire; poi -ridendo</i>): No, no, non voglio entrare... (<i>Pausa -c. s.</i>) Ecco, sì, perchè è tardi... (<i>Pausa c. s.</i>) Ma -lascia fare alla signorina; tu spicciati!... (<i>Pausa -c. s.</i>) Sì, penso io... penso io... (<i>E s’avvia di fretta -verso l’uscio di fondo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Vorrei dirti... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Scusi, non ho tempo... (<i>Lo pianta e via</i>) -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il Lori resta come raggelato dallo sprezzo patente del Gualdi. -Egli non può supporre, che nessuno creda al suo sentimento; suppone -invece che tutti n’abbiano fastidio e non abbian per lui -nessuna considerazione, poichè la figlia, per la protezione e le -aderenze del Manfroni, uscendo dalla sua casa modesta, entra -ora col marito nel gran mondo. Rimane avvilito a guardare -innanzi a sè, in una lunga pausa. Finchè s’apre l’uscio a destra -e la SIGNORINA CEI si sporge e mette fuori borse, borsette, cappelliere, -che il CAMERIERE sopravvenuto dall’uscio in fondo, -man mano porta via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>porgendo al Cameriere</i>) Ecco, Giovanni... E -questo! Attento a questo!... No no, a poco per -volta... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dallo stesso uscio a destra entra infine PALMA in un ricco -abito da viaggio; nell’atto di calzarsi i guanti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>alla signorina Cei</i>) Mi farà il piacere, Gina, -di raccomandare che non sbaglino tra la roba da -spedire come bagaglio e quella da portare nello -scompartimento. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah, non dubiti. Andrà Giovanni stesso... -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Sì, signora. Vado io. Non ci pensi... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>a Lori</i>) Tu vieni con noi alla stazione? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, certo... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>alla signorina Cei che sta per andarsene per -l’uscio in fondo</i>) Aspetti, Gina... Lei va via di qua -ora stesso, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Se il signor Commendatore non ha bisogno di -me... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, no, grazie... Per me... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Chi resta qui? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma... non so... C’è la donna di servizio... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non importa... non importa... Senti, Palma... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Abbi pazienza, vorrei dare a Gina certi ordini... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Fai, fai... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>alla signorina Cei</i>) Lei sarà di ritorno prima -della fine del mese? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Potrei, se vuole, anche prima... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, no, basterà. Del resto, le scriverò... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Non dubiti che al suo arrivo sarà tutto pronto, -come lei m’ha detto. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Quello stipetto, mi raccomando! (<i>A Lori</i>) E -penserai tu, poi, per gli ori della mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Te li ho già messi da parte. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Verrò io a ritirarli, al mio ritorno. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sta bene. E allora, a rivederla, Gina. Mi dia -un bacio. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Buon viaggio! E le rinnovo tutti i miei auguri. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Grazie! Ma la saluterò ancora prima di partire. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signorina Cei, via per l’uscio in fondo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non vorrei, Palma, che questo spiacevole incidente... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no, basta, non ne parliamo più! (<i>Alludendo -alla nonna</i>) È ancora di là? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, credo... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sarà ora d’andare... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Aspetta un momento... Devo dirti una cosa che -mi sta a cuore sopra tutto. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Oh Dio mio, ma perchè? Avrei capito prima! -Ma ora? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, ora, ora che te ne vai, figliuola mia... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma se non ce n’è più bisogno, proprio! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Come! Vuoi che non ti dica, prima che te ne -vada via per sempre da questa casa, ciò che è stato -ed è ancora il mio più segreto dolore? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>piano, con insofferenza, ma pur sentendo la -necessità di venire a un discorso che è spinosissimo -toccare e che perciò sarebbe stato meglio sfuggire</i>): -Ma sì, io lo so... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Lo sai? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Sì, lo so. E perciò mi pare inutile, scusa, -che me ne parli adesso... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non è inutile, perchè vedo che non hai indovinato, -che prezzo diverso da quello che ha avuto -per te, ha avuto per me la parte che mi sono -assunta (<i>resta un po’ sospeso, e aggiunge con -molta pena</i>) di padre trascurato. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma mi sembra che ora... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Lasciami dire! Per me, tutto questo, si riferisce -a cose lontane, che tu non puoi sapere, perchè -eri allora bambina. Voglio che le sappia, prima -che tu vada via. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>con un sospiro, non nascondendo l’impazienza, -ma rassegnandosi</i>) Ebbene, allora! di’, -di’... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Codesto tuo modo di trattarmi... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no, scusa... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Lasciami dire! Non te ne fo rimprovero. Codesto -tuo modo di trattarmi, sì, è vero, dà ragione -ora a tua madre contro di me, doppiamente... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Mi parli ancora della mamma? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con forza</i>) Sì! Perchè previde questo! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>un po’ stordita dal tono assunto da lui</i>) Che -cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>s’arresta, pentito, e non risponde, perchè dovrebbe -dirle: «che tu non avresti più avuto per -me nessuna considerazione». Poi dice, con dolcezza -triste</i>): Non voglio fàrtene un rimprovero, -ripeto! Sento solo il bisogno di dirti che ho voluto -acquistarmi il diritto di dar torto a lei, che non -voleva, non voleva assolutamente... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che cosa, non voleva? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma che Salvo Manfroni stèsse qua, troppo -attorno a te. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ebbene? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ho voluto acquistarmelo, dicevo, questo diritto -di non riconoscere almeno le ragioni di lei, a costo -d’una lunga sofferenza che tu — (non dirmi di no, -perchè è chiaro) — non hai, non hai indovinato, -non hai supposto, e non supponi ancora in me. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma chi te lo dice, Dio mio? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ecco. Il tono stesso con cui me lo domandi. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, scusa, questo tono è appunto perchè la conosco, -e la conosco bene, codesta tua sofferenza, -su cui è edificata, vuoi dirmi questo? la mia fortuna. -Oh! e vuoi che non lo sappia, scusa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Saperlo, non dovrebbe voler dire il fastidio che -ne mostri. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma non è fastidio; è che proprio non vedo più -la ragione, scusa, per cui vuoi ricordarmela anche -adesso, quando ha già finito di pesar tanto, credi, -su te, su me, su tutti... Ecco: il tuo torto è questo, -permetti che te lo dica, poichè mi costringi! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi son tenuto tanto da parte... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Troppo per un verso, troppo poco per un altro! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Cioè? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma non ti pajono inutili adesso codeste recriminazioni? -Via! via! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientrano dall’uscio a sinistra SALVO MANFRONI e -FLAVIO GUALDI. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>impaziente</i>) Su, Palma, è tempo d’andare... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Eccomi pronta, sì. Andiamo, andiamo... (<i>fa per -avviarsi con Flavio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Aspettate un momento. (<i>Al Lori</i>): Senti: è -meglio che Palma si licenzii qua da te. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>restando</i>) Perchè? La accompagno alla stazione... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Per quei due là... (<i>accenna alla sala, dove sono -la nonna e Carletto</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Se vieni tu, capisci, verranno anche loro, e... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ci sarà mia sorella; ci saranno gli amici... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>subito</i>) Ah, no! È meglio qua, è meglio qua, -allora... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma quei due si possono mandar via! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Abbiamo già detto così... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Che saresti rimasto anche tu. Si disponevano a -venire! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Pazienza, via! Licenziamoci qua! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>raggelato, aprendo le braccia</i>) Pazienza... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -E allora, addio, eh? (<i>Lo abbraccia senza effusione -d’affetto</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>dopo averla baciata in fronte</i>): Addio figliuola -mia. Così all’improvviso... Vorrei dirti tante cose; -non so dirti nulla... Sii felice... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Andiamo, su, andiamo... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>a Flavio che gli porge la mano</i>) Addio anche -a te, e... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Scusi. (<i>Si volge a Palma</i>) Vai, Palma, vai a licenziarti -intanto di là... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì, eccomi, eccomi (<i>Via, per l’uscio a sinistra</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>a Lori</i>) Diceva? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>freddo, triste</i>) Niente. T’ho salutato... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ah, bene. L’ho salutato anch’io. Possiamo -dunque andare... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Sì, andiamo! (<i>A Lori, prima d’uscire dall’uscio -a sinistra</i>) Noi ci vediamo. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via Flavio e Salvo. Il Lori resta assorto per lungo tratto -nella sua gelida delusione, finchè dall’uscio a sinistra non rientrano -in iscena LA BARBETTI e CARLETTO, in silenzio, l’una -ingrugnata e l’altro come una marionetta smontata, cascante -di noja. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Eh, dico... una bella fortuna maritare una -figliuola con un marchese... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Mi piace che lui, tante storie per la nostra venuta, -e poi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E poi? Sono rimasto qua, appunto per la -vostra venuta! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Già! Ma vostra figlia... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi ha impedito di fare lo scandalo di cacciarvi -via in presenza di suo marito! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Il quale ci ha accolto con tanta cortesia... -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>subito, a rincalzo</i>) E benevolenza! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Insieme con quel suo amico. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -E anche Salvo Manfroni, hai visto come mi ha -parlato? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Ma di quello non ti fidare, mammà! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Io non so! Un padre... capisco, sacrificarsi per -il bene della propria figlia... ma farsi poi sostituire -così... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>contenendo a stento un fremito d’ira</i>) Io vi -prego d’andarvene via! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Subito! Ecco... ce n’andiamo da noi senza bisogno -d’esser pregati. -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Ma in casa di vostra figlia, tra me e voi, sarò -accolta meglio io che voi... -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -Andiamo, andiamo, mammà! Lascialo perdere! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -Di dove si esce? -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>indicando l’uscio a sinistra</i>) Di qua, passa! -</p> - -<p class="speaker"> -LA BARBETTI -</p> - -<p> -(<i>uscendo</i>) Ma guarda che uomo! -</p> - -<p class="speaker"> -CARLETTO -</p> - -<p> -(<i>uscendo</i>) Lascialo perdere... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Prima che la Barbetti e Carletto escano, entra dall’uscio in -fondo la SIGNORINA CEI col cappellino in capo e una borsetta -in mano, pronta per andar via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>al Lori</i>) Vuole che li accompagni? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con sdegno</i>) No, lasci! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>dopo avere atteso un po’</i>) E allora, signor -Commendatore, se non ha proprio bisogno di -me... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, grazie. Vada pure... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Se mi permette, poichè tutti questi fiori rimangono -qui... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>come se li vedesse soltanto ora</i>) Ah, già! Bisogna -pensarci... Mi rimane così la casa, tutta -piena di fiori... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Già... Le possono anche far male... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Me li ha lasciati qui... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Peccato! Ce n’è di così belli... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Prenda, prenda pure, tutti quelli che vuole... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Grazie, ne prenderò un po’, di questi... (<i>si accosta -a una cesta di fiori</i>) -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non pensa lei che per un padre nessun sacrifizio -possa esser di troppo, quando si tratti di fare -il bene della propria figliuola? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Eh, per un padre come lei, signor commendatore.... Guardi, -che rose! (<i>gliele mostra nella cesta, -da cui sta per prenderle</i>) Guardi!... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Belle, sì. Prenda... Vorrei prenderne anch’io... -(<i>guarda l’orologio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>triste, alludendo alla sua visita consueta al cimitero</i>) -Vuole andare anche oggi? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non mi han lasciato andare alla stazione, per -via di quei due là; andrò a portarle un po’ di questi -fiori della figlia e a dire anche a lei che non voleva, -le mie ragioni. -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<h2>ATTO SECONDO</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<h3>SCENA</h3> -</div> - -<p> -Ricco salone in casa Gualdi. In fondo, il tetto ha una -impalcatura più bassa, in legno, sostenuta da mensole. -E sono in questa parete di fondo due usci vetrati, di piccoli -e spessi vetri opachi, impiombati: da quello a destra -si scende nel giardino; l’altro dà nell’interno della casa. -Tra i due usci è il camino, che si scorge appena, perchè -ha davanti, con la spalliera voltata verso il pubblico, un -divano, di modo che tra esso e il camino che gli sta -dirimpetto, sia come un salotto a parte, più intimo, raccolto -attorno al fuoco. Accostato alla spalliera del divano -è un tavolino a sei piedi, antico, su cui è un magnifico -vaso di fiori. Di qua e di là del tavolino, due lumi d’alto -fusto, uguali, con ampio paralume di seta, e sedie e sgabelli -volti verso il proscenio. Sono nella parete a destra, -la comune e una finestra. Nella parete di sinistra due -altri usci a vetri: quello più vicino alla ribalta dà nella -sala da pranzo; l’altro, in quella del bigliardo. Sul -davanti della scena, verso la comune, cioè a destra, è -una tavola ottagonale, con qualche rivista illustrata, -qualche vaso e altri soprammobili; una grande poltrona di -cuojo, con dietro un altro lume a fusto, come i primi due, -e seggiole di stile con molti cuscini. I rimanenti mobili -del salone, disposti tra la comune e la finestra, e tra i -due usci di sinistra, siano di ricca e sobria eleganza, -quali s’addicono alla signorilità e al buon gusto di chi -abita la casa. Il salone è splendidamente illuminato. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Al levarsi della tela, la scena è vuota. Poco dopo dall’uscio a -vetri di fondo, che dà sul giardino, entrano, di ritorno dal passeggio -PALMA e SALVO MANFRONI seguiti dal CAMERIERE, -a cui il Manfroni dà il cappello e il soprabito. Il cameriere va -via subito per la comune; mentre gli altri due seguitano il discorso -già incominciato, scendendo dall’automobile in giardino. -</p> -</div> -</div> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>mentre il cameriere gli toglie il soprabito</i>) Sì, -sì... Ma c’è sempre modo, credi (<i>il cameriere va -via</i>), c’è sempre modo di dare agli altri una stima -di sè, che li accresca ai loro stessi occhi... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>subito, mentre si sfila i guanti</i>) E li renda insoffribilmente -presuntuosi! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, cara, e che nello stesso tempo, al contrario, -riesca di vantaggio anche a noi. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma io noto ormai tante cose! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Tu non noti niente. Sta’ bene attenta. Egli -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -(<i>allude al marito</i>) ti parla. Tu senti che sono parole, -dette così per dire... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì, sciocche, senza nessuna realtà! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Bene. Nell’accoglierle, tu mostra che l’abbiano... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma come? Se non ne hanno! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Oh bella! Ma dandogliela tu, mettendocela -dentro tu, una realtà, quella che ti conviene, ma -come se invece — capisci? — ce l’avesse messa -lui, che sarà felicissimo, credi, di vedere le sue -parole «<i>consistere</i>» in qualche modo. Tu te -lo farai così, a poco a poco, a modo tuo; ma lasciandogli -l’illusione ch’egli sia invece sempre -a modo suo. Mi sono spiegato? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Non è facile! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Eh, lo so. Non ti sto mica dicendo che è facile. -Ma credi a me, che bisogna far così nella vita. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ci vuole una pazienza! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ah sì, cara. Sopra tutto, pazienza. (<i>Poi, pianissimo</i>) -E non con tuo marito soltanto, qua dentro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>lo guarda un po’, poi domanda</i>): Vuoi dire -con Gina? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Mi pare che abbia un musino di volpe quella -signorina! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Le si è scoperto adesso, da che ha finito di -servire nell’altra casa. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ti sei accorta anche tu del cambiamento? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -È sempre inappuntabile; bada! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma è rimasta molto amica di là... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Eppure sa, Dio mio... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Zitta. Eccola! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra dal secondo uscio di fondo la SIGNORINA CEI, che -s’accosta a Palma, per liberarla del cappello e della mantiglia. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Vuole, signora marchesa...? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Oh, buona sera, signorina. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Buona sera, signor senatore. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, grazie, Gina. Vado io di là un momento. -(<i>A Salvo</i>) Con permesso. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Fai, fai. Ma credo che più tardi ti toccherà -uscir di nuovo, per tua suocera. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Dio, che seccatura! Ancora? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Le ha ripreso la febbre. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì, signora! Ha mandato ad avvertirlo. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con premura, alla signorina Cei</i>) Ma niente di -grave! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Al solito... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>a Palma</i>) Bisogna che tu vada... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sopra tutto, pazienza. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Palma, via per il secondo uscio di fondo. Salvo è presso la -tavola ottagonale, prende una rivista illustrata, la sfoglia, in -piedi. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Cara signorina, io vorrei stare un po’ alla sua -scuola. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Lei, signor senatore? Ma che dice! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>senza guardarla, seguitando a sfogliar la rivista</i>) -Ammiro i suoi occhi. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah sì? Non credo poi che siano così belli.... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Sono belli. Ma oltre che per questo, li ammiro -perchè sono dotti. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Dotti? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Dotti vuol dire attenti. Ma attenti senza parere. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -I miei occhi le sembrano attenti? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No. Appunto. Non sembrano affatto. Ma sono -attenti. E io vorrei, le dico, imparare da essi. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Imparare che cosa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ecco: a domandar così, per esempio, fingendo -di non capir che cosa, mentre lei ha capito benissimo. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>quasi sfidandolo</i>) Ah, dunque l’arte di far le -viste di non capire? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>non risponde lì per lì, come se fosse intento a -leggere nella rivista; ma poi nega col dito, e dopo -una breve pausa, soggiunge</i>): Questa è un’arte -più facile. Basta simular l’ignoranza. Ce n’è un’altra -più difficile: quella di <i>non far le viste -di capire</i>, quando gli altri si siano accorti che -noi invece abbiamo capito benissimo (<i>per attenuare -ciò che ha detto, fingendo di non dargli -importanza</i>) oh, una cosa del resto, che già capiscono -tutti.... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì? E allora! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ah, s’inganna. Ci vuole allora una naturalezza, -che è assai più difficile a simulare di quella finta -ignoranza, che nessuno ci chiede e che ci farebbe -apparir sciocchi. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sarà. Forse però può non essere un’arte, signor -senatore. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No? E che, dunque? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Mah! Una necessità penosa.... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Eh, cara signorina, forse s’impara bene, solo -quando sia una necessità! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entrano a questo punto, in abito da sera, FLAVIO GUALDI -e VENIERO BONGIANI, dalla comune. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ah, eccolo qua! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Sono già qua da un pezzo. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La signorina Cei, via per il secondo uscio di fondo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Illustre senatore, le mie più vive congratulazioni. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Grazie, caro Bongiani. -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>a Salvo</i>) Scusa, corrispondente o effettivo? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>come uno che non ne possa più</i>) Ma sì, effettivo, -effettivo! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -D’un’accademia straniera, e poi di quella! -I socii corrispondenti saran parecchi; gli effettivi, -uno o due. Ma mi levi un dubbio, senatore.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) No no, Bongiani, per carità, non me ne -parli! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -No, scusi; a proposito di codesta nuova onorificenza.... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ecco, già; si discuteva al circolo, se era proprio -necessario che tu attribuissi il merito.... -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -In parte.... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -In parte, s’intende! il merito della tua scoperta -scientifica a Bernardo Agliani. -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Se la scoperta, dicevano, è totalmente sua! -(<i>Tutto questo discorso sarà fatto con leggerezza, -senza dar quasi importanza alla cosa</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -È chiaro che i vostri amici del circolo non hanno -mai veduto, neppur da lontano, il mio libro. -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Ah, questo è positivo! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Perchè nel tuo libro è detto....? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ragazzi miei, appunto perchè nell’introduzione -di esso mi son fatto scrupolo d’attribuire a Bernardo -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -Agliani qualche merito, tutti ora dicono che -avrei potuto farne a meno. Se non l’avessi fatto.... -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Avrebbero detto il contrario? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Gl’incompetenti! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, i competenti, anzi! pur sapendo bene che -nelle carte di Bernardo Agliani non c’è nulla che -lasci neppur lontanamente balenar l’idea della scoperta, -e che egli poneva lì, per altri fini, certi suoi -problemi di fisica.... Ma lasciamo andare! (<i>Cambiando -tono, come se il discorso si facesse soltanto -ora serio e interessante</i>) Dite, dite: la scissione, -dunque, è proprio avvenuta? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma che! Una pagliacciata! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Si risolverà per tutti quanti in una doppia spesa, -d’ora in poi! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Siamo andati a iscriverci socii anche del nuovo -circolo! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ah sì? (<i>ride</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -In massa! Un’invasione! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -E questa sera si farà l’inaugurazione! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Lei senatore, verrà con noi? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Voi siete matti! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ah no! Verrai con noi! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -L’abbiamo promesso! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Figurati se puoi mancare! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Io, cari miei, me ne resto qua (<i>siede, o meglio, -si sdraja beatamente sull’ampia poltrona di cuojo -presso la tavola ottagonale</i>) qua, come ogni sera! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Che! che! Ti strapperemo a viva forza! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Mi strapperete? Se sapeste a qual prezzo me -la sono guadagnata questa poltrona! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma via! Per una sera! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non mi par l’ora, ogni sera, che Giovanni, -dopo cena, venga a girar la chiavetta della luce -e mi lasci, quasi al bujo... -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -No, senta: lei non ci farà questo tradimento! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Del resto, non ci sarà neanche Palma stasera... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientra dal secondo uscio di fondo PALMA. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Parlate di me? -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Buona sera; marchesa. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Buona sera, Bongiani. Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Persuadetelo voi per carità a venir con noi all’inaugurazione -del nuovo circolo! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ah, si farà poi stasera? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>a Salvo</i>) Vedrai che ti persuaderà lei! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non mi persuaderà nessuno! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Perchè, Palma, a te toccherà d’andar di nuovo -dalla mamma. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma è proprio necessario? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, no, tu andrai, tu andrai... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ci son passato adesso e le ho promesso che -saresti andata. Non c’è mica bisogno che ti trattenga -a lungo. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ecco. Un’oretta! E io t’aspetterò qua, senza -rinunziare alla mia delizia consueta! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Mi fai rabbia, senti! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Ma vedrai che verrà! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non verrò! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì! Lasciatelo stare! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Non possiamo! Non possiamo! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Capisci che non ci faranno entrare, se ci presentiamo -senza di lui? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E voi non andate! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Un bell’egoismo, dico! Mi toccherà prima -andar là... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Oh Dio mio, una visitina... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, scusa. Se non debbo trovar qui, al ritorno, -neanche lui, tanto vale allora che mi trattenga -tutta la serata. Mentre voi andate a divertirvi! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Stai sicura, cara, stai sicura che mi lascerai -qua, e mi ritroverai qua. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A questo punto, MARTINO LORI dalla comune, domanda: -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Permesso? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tutti hanno un gesto e un moto di fastidio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>piano, sbuffando</i>) Oh Dio! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E la conversazione cade subito, mentre il Lori si fa avanti, -con esitazione, tra la freddezza generale. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Buona sera. Disturbo? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, per nulla. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Vieni, vieni avanti... Non mi alzo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>appressandosi a Flavio, che ha tratto in disparte -Veniero per parlare con lui</i>) Buona sera, -Flavio... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>voltandosi appena</i>) Ah, scusi. Buona sera. -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Caro commendatore... (<i>gli stringe la mano</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>A Lori</i>) Vieni a sedere... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Qua, qua accanto a me, Martino. -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>piano a Veniero</i>) Ma sì, è una fortuna! Vedrai -che adesso verrà con noi! (<i>E s’avviano tutti e due -per il secondo uscio a sinistra</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Dove andate adesso voialtri? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Qua al bigliardo un momento. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Saremo subito a cena. -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Vieni, vieni anche tu, Palma, senti... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Dobbiamo dirti una cosa... Vieni... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Con permesso... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Flavio, Veniero e Palma, via per il secondo uscio a sinistra. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con un sospiro di stanchezza, rimanendo -sdrajato sulla poltrona</i>) Ebbene, mio caro vecchio -amico? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>impicciato, mortificato, angosciato, dice per -non parere, con un risolino</i>): Eccoci qua... (<i>Poi</i>): -Stavate a dire forse qualche cosa che non debbo -sapere? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, no, niente. Hanno stasera l’inaugurazione -d’un nuovo circolo, e complottano contro di me, -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -che mi son messo a riposo. Come te. Tu, dal Consiglio -di Stato; io da tutte le noje mondane, amico -mio. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Anche da queste? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Da tutte, da tutte... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con rincrescimento sincero e affettuoso</i>) È -male, per te. Tu che potresti avere ciò che vuoi... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ah, grazie tante, caro amico. Ne ho già fino -alla gola. Per aver qualche cosa, devi dare, dare, -dare. Se ti fai il conto poi di quello che hai -dato e di quello che hai avuto... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Certo, sì. Ma appunto per questo io credo, che -non si debba calcolare per se stesso il valore di -quel poco che s’ottiene... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E come vorresti calcolarlo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -In rapporto a ciò che s’è dato. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E non dico questo io? Tira le somme, è un -fallimento! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, scusa. Per modo, io dico, che a quel poco -che si ottiene il valore per noi venga da quanto -abbiamo dato. Guaj se per me almeno non fosse -così! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>seccato da questo richiamo a sè che fa il Lori</i>) -Ah, ho capito. Tu parli d’altro adesso. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -È un dare e avere anche questo. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Un padre dà sempre tutto! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E più poco di così... (<i>Vorrebbe aggiungere: -«non avrei potuto ottenere» ma il Salvo non -gliene lascia il tempo</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>interrompendo, con sgarbo, per cangiar discorso</i>) -Di’ un po’, di’ un po’, hai liquidato, spero, -il massimo della pensione? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>ferito</i>) Che... che intendi dire? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con indifferenza</i>) Niente. Domando. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>c. s. e frenando appena l’ansia e l’angoscia -che prorompono a mano a mano con foga incalzante, -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -quanto più Salvo Manfroni cerca d’arrestarle -con le sue domande e le sue risposte in -diverso tono</i>) Tu non facesti mai pesare su me, -finora, il tuo grado, la tua dignità... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi hai trattato sempre con la massima confidenza... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Certo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Con cordialità. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Fino a darmi e a farti dare del tu, quando questo -poteva impacciarmi, perchè trattando con te -io ho veduto sempre nell’amico il superiore. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma, santo Dio, che discorso mi stai facendo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, no... Lasciami dire! Io soffoco dall’angoscia... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma perchè? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi domandi perchè? È il modo di trattarmi -questo? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma io sto parlando con te... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non dico tu; tutti, qua... Capisco che a lui la -moglie è venuta più dalle tue mani che dalle mie... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma questo, scusa... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Lo so; dalle mie mani non se la sarebbe presa. -C’è troppa disparità di condizione; anche di carattere, -d’educazione... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Dovevi prevederlo! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma sì, ma sì, è naturale, non può aver piacere -di vedermi. Mi respinge! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma no... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Se proprio non mi respinge, m’allontana col -suo tratto. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Scusa, scusa, dovresti capire... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che i miei modi, forse sono stati troppo semplici, -prima; e che ora sono forse troppo circospetti? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>non potendone più</i>) Ma è tutto un modo di -agire, il tuo, abbi pazienza, anche di fronte a me... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>stupito</i>) Il mio? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Parliamoci chiaro, amico mio! Certe situazioni -s’accettano o non s’accettano, fin da principio. -Quando si sono accettate, bisogna sapersi rassegnare; -risparmiarsi inutili dispiaceri e risparmiarli -anche agli altri. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma se mi sono astenuto e m’astengo quanto -più posso dal venire... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E ti sembra necessario? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>c. s.)</i> Che cosa? Venire? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Certe volte, con codesta faccia che fai, mi sembra -che provi gusto a sconcertarmi. Venire! Nessuno -t’ha detto finora di non venire. Vieni, ma -con un’aria, con un tono più conveniente, ormai, -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -che renda anche agli altri più agevole il trattare -con te... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma mi sembra che io... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Tu l’hai presa male fin dal primo principio, te -l’ho già detto... e non ci vedo più rimedio ormai! -Sarebbe, credi, un gran sollievo per tutti, anche -per te, se tu trovassi qualche altro modo... Dico -capisci, per il rispetto di te stesso, che preme anche -a me di salvare; e non da ora, tu lo sai! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sono rimasto solo... Avevo almeno prima il -conforto dell’amicizia, di cui per tanti anni tu, -venendo ogni giorno a casa mia, avrei voluto -onorarmi... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma mi sembra naturale, scusa, dopo tutto quello -che ho fatto, che ora io venga qua! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, ma... almeno, dico, per l’apparenza... È -troppo, via, che anche di fronte a un estraneo io -debba essere accolto così... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Bongiani è un amico intimo. Caro mio, bisogna -valutar bene le cause, per rendersi conto degli -effetti. E tu non puoi, perchè non ti vedi. Ti vedo -io, e t’assicuro che provochi questa reazione. Capisco, -capisco che a chi non sappia nulla, debba -o possa apparir troppo. Ma Bongiani sa, ciò che -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -sanno tutti; ciò che, santo Dio, sai anche tu... E -perciò ti dico di smettere, di cambiare, come sono -cambiate le condizioni... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E come potrei cambiare? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entra dal primo uscio a sinistra la SIGNORINA CEI. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ecco, vanno già a tavola, signor senatore. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dal secondo uscio a destra, vengono fuori PALMA, FLAVIO e -VENIERO. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Subito, subito, Salvo! Bisogna far presto! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Eccomi, sì, vengo. (<i>E s’avvia verso l’uscio con -Flavio e Bongiani</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>a Lori</i>) Se vuoi passar di là anche tu... (<i>indica -l’uscio della sala da pranzo</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, rimango qua... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Tu ceni sempre tardi, al solito? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, tardi... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>entrando con Salvo e Veniero nella sala da -pranzo</i>) Su, Palma! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Eccomi... Rimane qua lei, Gina? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Rimango io, sì... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Palma, via con gli altri per il primo uscio a sinistra. Durante -la scena seguente si sentiranno a tratti le voci confuse, le risa, -l’acciottolìo dei piatti, ecc. dei quattro di là a cena. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma non s’incomodi per me, se ha da fare... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -No, non ho niente da fare... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi trattengo ancora un poco, perchè vorrei -parlare con Palma. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>come per proporre un soggetto di conversazione -aliena</i>) Ha saputo, commendatore, della -nuova onorificenza al signor senatore? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>sovvenendosi e rammaricandosi della propria -dimenticanza</i>) Ah, già! Ho letto la notizia nei -giornali... E mi son dimenticato... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>piano, come a spegner subito quel rammarico</i>) -Lei dovrebbe custodire più gelosamente un certo -fascio d’appunti, che sono nella sua scrivania... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>di scatto, voltandosi, con uno stupore tra iroso -e atterrito</i>) Come lo sa? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>fredda, placida</i>) Si ricorda quel giorno che -venni a trovarla al Consiglio di Stato per domandarle -quando sarei potuta venire a ritirare gli ori -della sua signora, da lei messi da parte, perchè -li portassi qua? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, ebbene? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Lei mi diede la chiave del cassetto della sua -scrivania. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ah, già! Ma lei allora...? -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Mi perdoni. Non seppi vincere la curiosità... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma quelli sono gli appunti, il primo abbozzo -dell’opera dell’Agliani... Ci avrà capito ben poco... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ho capito tutto, signor commendatore. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma no... Formule, calcoli... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Lessi la nota scritta di suo pugno: «<i>A Silvia -perchè di là mi perdoni</i>». -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con sgomento del segreto scoperto e di tutte -le conseguenze disastrose, che possono derivarne -per il Manfroni</i>) Ah, quella nota... Provai il bisogno -di scusarmi con mia moglie... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>subito</i>) D’aver lasciato compiere un delitto? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con ansia di correre al riparo e, nello stesso -tempo di scusarsi</i>) No! Io ho taciuto... (<i>taglia -subito la scusa per se, per aggiungere imperioso</i>): -e così voglio che taccia anche lei! (<i>e immediatamente, -attenuando, con aria e tono di preghiera</i>) -me lo prometta, me lo prometta, signorina! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Lei è troppo generoso, signor Lori. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>incalzando nella preghiera, agitatissimo</i>) No, -no! Mi prometta che tacerà, glielo chiedo in nome -di ciò che ha più di sacro! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>per calmarlo, guardando verso l’uscio della -sala da pranzo, inquieta</i>) Glielo prometto. Ma non -si faccia scorgere... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ho taciuto, perchè, a parlare, mi sarebbe parso -di commettere anch’io a mia volta un delitto contro -chi ripagava il male fatto a un morto, già del -resto glorioso, col bene che faceva a mia figlia! -(<i>Con orgasmo</i>): Avrei dovuto distruggere quegli -appunti! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Non lo faccia! Non lo faccia! Salvo Manfroni -non sa certamente che lei li possiede. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Li trovai dopo, dopo che egli, morta mia moglie -e contro la volontà di lei, s’era prese e portate via -con sè tutte le carte del padre. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah, quelle sì, egli le avrà distrutte! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Per carità, per carità, entri nel mio sentimento... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì, signor Lori. Ma egli abusa odiosamente -della sua gratitudine, perchè non sa il male che -potrebbe venirgli da lei... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, nessun male! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Eh, lo so, che lei non glielo farebbe! Ma dico -che lui e gli altri qua non lo tratterebbero più così, -se sapessero che lei possiede quegli appunti... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Io li distruggerò! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Non lo faccia! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Creda che glieli avrei io stesso consegnati, se -non avessi temuto... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Di mortificarlo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, più! Lei non sa che cosa è stata per me la -scoperta di quegli appunti... non solo perchè ha -offeso in me, offuscato tutt’a un tratto la stima, -l’ammirazione infinita che avevo per lui; no, no, -non per questo soltanto. Lui, in fondo... non lo -scuso, no... ma... via, penso che ebbe la debolezza -di non saper resistere alla trista tentazione di profittare -di tutto quel bene che si trovò ad avere in -mano... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma no, che dice! Ha commesso un’azione... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Orribile, sì! Ma lo vede? Non ne gode... È così -annojato di tutto... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Oh, non lo vedo affatto! Almeno qua.... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma sì, è così amaro, da tanti anni... Io l’ho -conosciuto ben altro! È divenuto sempre più acre... -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -E poi, scusi, non si può dire neppure che si dia -vanto... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ostentazione... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, no. Per me, la cosa più grave è un’altra. -Dico, per ciò che riguarda me; la ragione per cui -ho taciuto, pur sentendo che il mio silenzio si faceva -complice della frode, davanti a mia moglie -morta, così gelosa dell’opera e del nome del padre. -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ecco! Non avrebbe dovuto farlo per lei! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma è appunto questo il sentimento, in cui la ho -pregata di entrare, per spiegarsi tutto: la mia condotta, -i miei modi... Io accetto, veda, accetto come -un castigo, come un castigo meritato, il non dover -godere di questa vita, di questa fortuna di mia -figlia. Mi sono tratto indietro, quanto più ho potuto. -Ho caro, quasi, di non essere invitato a parteciparne... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ah, è dunque per questo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì. Mi parrebbe, veda, di divenir più complice, -se ne partecipassi... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Sì, capisco. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ho la scusa, in questo castigo e nel trattamento -che m’è usato — l’unica scusa — o meglio, l’unico -mezzo che mi sia dato per pagare il gravissimo -debito verso la memoria della mia compagna. -Veda, è questo! -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Già; ma questo può spiegare perchè lei sia -così... così tollerante. Ma non scusa mica loro! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì, è vero. E difatti a me premerebbe, che sapessero -salvare un po’ meglio le apparenze, per non -suscitare... ecco, in lei per esempio, codesto -sdegno... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -Ma è indignazione, altro che sdegno! Tanto -più che sarebbe loro così facile... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Già, sì... E questo, questo ho detto... sì, sì, a -lui, poco fa. Glie l’ho detto! E lo ripeterò ora -anche a mia figlia, non dubiti. (<i>Di nuovo, con aria -e tono di preghiera</i>): Ma lei, signorina... -</p> - -<p class="speaker"> -SIGNORINA CEI -</p> - -<p> -(<i>subito troncando</i>) Zitto! Si levano di tavola! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Rientra in iscena PALMA, la quale, tenendo i due battenti -dell’uscio a vetri, parla rivolta verso l’interno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì, subito. Tu dunque resti? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LA VOCE DI SALVO -</p> - -<p> -Sì, resto! resto! -</p> - -<p class="speaker"> -VOCI DI FLAVIO E DI VENIERO -</p> - -<p> -(<i>insieme e confuse</i>) No, no! Viene con noi! -Viene con noi! -</p> - -<p class="speaker"> -LA VOCE DI SALVO -</p> - -<p> -(<i>dominando le altre due</i>) Nient’affatto! Ti dico -che resto! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -E allora sta bene! (<i>Lascia i due battenti e -avviandosi di fretta verso il secondo uscio di -fondo, dice alla signorina Cei</i>): Vuol venire di -qua un momento, Gina? -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via Palma e la signorina Cei per il secondo uscio di fondo. -Lori si alza. Rientrano dalla sala da pranzo, conversando tra loro, -SALVO, FLAVIO e VENIERO. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì, certo, ci vuole ogni tanto qualcuno che -metta un po’ di confusione nell’ordine della gente -savia... -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Ma no, perchè confusione? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Anche confusione, per far vedere che in tutto -quell’ordine c’è polvere di vecchiaja! Ma badate -che la polvere che leverete, non impedisca anche -a voi di veder poi qual ordine nuovo sia da rimettere! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ecco! Benissimo! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Caro Bongiani, e quanto alla polvere, non vi -illudete: ricadrà sempre, e presto, su codesto vostro -ordine nuovo; perchè è del mondo, che è vecchio, -questa polvere, (<i>queste parole, quasi cantarellate</i>). -E voi vi sciupereste i polmoni a furia di -soffiarci su. La solleverete per un po’; tornerà a -posarsi su tutte le cose, inevitabilmente. (<i>Accostandosi -al Lori e ponendogli una mano sulla -spalla</i>) Sei ancora qua? -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Ma capirà che con codesta filosofia... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, basta, amico mio. Non ci guastiamo la digestione... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -E allora, andiamo via! Se proprio non vuoi -guastartela, scusa... (<i>ammicca furtivamente al -Lori, per significare «rimanendo qua, te la guasteresti -di sicuro»</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Già! già! Il meglio che le convenga fare, -ormai... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>come se non udisse, rivolto al Lori</i>) Ma -Palma, sai, deve uscire a momenti... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Tu vai con lei? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Io no! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Verrà con noi, lui; è ormai stabilito! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Andiamo, su! andiamo! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Aspettate, perdio! (<i>A Lori</i>) Tu vuoi parlarle? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Vorrei dirle una cosa... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma non avrà tempo, credo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Oh, non sarà un lungo discorso... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>voltandosi agli altri due</i>) Eh, quasi quasi, -allora... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Ma sì! Andiamo! andiamo! andiamo! -</p> - -<p class="speaker"> -VENIERO -</p> - -<p> -Garantito che si divertirà! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Quanto a questo poi! (<i>A Lori</i>) Oh, fammi il -piacere di dire a Palma ch’io vado con loro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Saluti reciproci, con molta freddezza; e Salvo, Flavio e Veniero -escono per la comune. Lori resta un momento come indeciso, e -poi siede sulla poltrona di cuojo, su cui ogni sera è solito sedere, -dopo cena, Salvo Manfroni. Momento d’attesa. Poco dopo, dall’uscio -della sala da pranzo entra il CAMERIERE e smorza il -lampadario, lasciando solo accesi i tre lumi a fusto. La luce bisogna -che risulti di molto attenuata sulla scena. Il cameriere si -ritira subito. Entra alla fine col cappello in capo e una mantella -addosso, PALMA dal secondo uscio di fondo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>dirigendosi alla poltrona e sporgendo di sulla -spalliera le mani per cingerle al mento di chi sta -seduto, dice piano, teneramente</i>) Papà... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>subito, con slancio, commosso di riconoscenza</i>) -Figlia mia! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>nello stupore di non trovar lì Salvo Manfroni -non riuscendo a frenare un grido, tra di ribrezzo -e di paura, ritraendosi</i>) Ah!... Tu? E come? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>allibito nella certezza che quell’appellativo non -era rivolto a lui</i>) Io... Ma dunque, sei arrivata anche -a chiamarlo così, da sola a solo? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>esasperata e spinta dallo sdegno per il suo -stesso errore a un’estrema risolutezza</i>): Oh, finiamola! -Io lo chiamo così, perchè debbo chiamarlo -così! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè t’ha fatto lui da padre? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no! via! Finiamo una buona volta questa -commedia! Io ne sono stufa! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Commedia? Che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Commedia! Commedia! Ne sono stufa, ti dico! -Tu sai bene che mio padre è lui, e che io non -debbo chiamare così altri che lui! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>come colpito in testa, non raccapezzandosi</i>) -Lui... tuo padre?... Che... che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Vuoi fingere ancora di non saperlo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>afferrandola per le braccia, ancora smarrito, ma -già con la violenza di ciò che comincia a presentire</i>) -Che dici? Che dici? Chi te l’ha detto? lui? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>svincolandosi</i>) Ma sì, lui, lasciami, basta! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -T’ha detto che tu sei sua figlia? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>ferma, recisa</i>) E che tu sai tutto! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>trasecolato</i>) Io? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>restando alla voce di lui e guardandolo così -trasecolato</i>) Ma come? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -T’ha detto che io so? (<i>Di fronte allo smarrimento -di lei, quasi vanendo e aggrappandosi alle -sue stesse esclamazioni per sorreggersi</i>) Oh Dio... -Oh Dio!... Ah che cosa!... (<i>Tornando a prenderle -un braccio</i>) Come t’ha detto? dimmi come t’ha -detto! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>intendendo il senso riposto della domanda, -che si riferisce alla madre</i>) Che vuoi che m’abbia -detto? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Voglio saperlo! voglio saperlo! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>con rammarico quasi pauroso, e pur quasi cercando -di non cedere ancora all’evidenza</i>) Ma dunque -non sai davvero? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non so nulla! Ti disse che tua madre...? Parla! -Parla! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma io non so... M’accennò... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che lei... di’? di’? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma non so nulla io... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ti disse che fu la sua amante? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No? Come no? Se ti disse che sei sua figlia! -Vero o non vero questo, se potè dirtelo, è certo -che lei... Oh Dio... oh Dio... Possibile? Possibile?... -Lei!... Non è possibile! No! Egli ha -mentito... ha mentito... ha mentito... perchè... -perchè non... non è possibile... che lei... (<i>Come -a un baleno</i>) Ah Dio! Ma allora?... No, no... -Dio! Ah Dio... tranne che non fosse stato allora! -Ah... E come?... e come potè poi?... No, non è -possibile!... Lei?... Lei?... Lei?... (<i>Dirà questi -tre «lei» con tre diversi toni, pieni dell’orrore, -di tre diverse visioni; e alla fine cascherà, come -schiantato, a sedere, rompendo in un pianto convulso</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>commossa, accostandogli</i>) Perdonami... perdonami... -Io non sapevo... Credevo... M’assicurò -che a te era noto tutto... Ma tu stesso, per quello -che sei stato per me... per ciò che hai lasciato fare... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>balzando a queste ultime parole, come per un -lampo di speranza</i>) Ah, ma dunque forse per questo? -Te l’avrà detto forse perchè ho lasciato fare -a lui da padre? (<i>E resta a spiar Palma, che col suo -atteggiamento lo disillude</i>) No? Ti disse che sei -proprio sua figlia? (<i>Per un bisogno istintivo d’offenderla -subito</i>) E tu dunque ti sei gloriata del -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -disonore di tua madre? Perchè vuol dire che lei fu -la sua amante! E allora... allora per questo m’avete -trattato così? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma abbiamo creduto che tu sapessi! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Questo? io? potevo saper questo e sopportare -d’esser trattato così? e che lui... Ah Dio... fu certo -allora... Sì, sì... Dovette essere allora... Sì... L’insegnamento... -Voleva riprender l’insegnamento... -Diceva che non potevo avere opinioni, io, perchè -non avevo nervi... Ecco perchè tutto quell’inferno -del primo anno! S’innamorò subito, s’innamorò -subito, venuta da Perugia alla morte del padre, si -innamorò subito del suo giovane deputato... Eh, -perciò tutta accesa, quando venne con lui da me al -Ministero, per farsi presentare e raccomandare da -lui. Era stato allievo del padre; era ora il deputato... -S’innamorò subito di lui — e sposò me! Ma -già! Ma ecco... ecco perchè lui, quando fu Ministro, -prese me... E io abbagliato, abbagliato da due -glorie, da quella del padre, dal prestigio di lui, mio -capo supremo, mio padrone, non vidi nulla! non -vidi nulla!... E poi vennero fuori quelle carte del -padre... — per questo! per questo! — Ma lei s’era -già pentita! S’era già pentita! Quando tu nascesti, -s’era già pentita! Era mia! era mia! Fu mia da -allora, fu mia, mia, mia soltanto, dalla tua nascita -alla sua morte, per tre anni, mia, come nessuna -donna fu mai d’un uomo! Per questo io sono rimasto -così! Non m’accorsi di nulla prima; non era -possibile che me n’accorgessi più, dopo! Lo cancellò -lei, lei con tutto quel suo amore, ogni vestigio -del tradimento. E fu tanto, tanto quel suo -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -amore, che m’ha impedito di scoprirlo anche dopo -la sua morte... (<i>Ripigliandosi</i>) Ma come... come -hai potuto credere tu che io lo sapessi? Tu m’hai -pur veduto, m’hai pur veduto fin da bambina -andare ogni giorno alla fossa di lei! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì... ma... per ciò appunto... io... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Io non t’ho nascosto... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ah, già... il tuo sdegno... Ah Dio, tutti... Ah, -dunque per questo?... Il vostro disprezzo... Credevate -che io sapessi e mi stèssi zitto? Ma perchè — dimmi -un po’ — perchè mi sarei stato zitto, sapendo -che tu non eri mia figlia? perchè avrei finto -di non accorgermi del vostro disprezzo? Lo vedo, -ora, lo vedo, voi mi avete disprezzato. Ma se io -sapevo che tu non eri mia figlia, non potevo fingere -per un riguardo a te, al tuo avvenire! E -allora? Per che cosa? (<i>Pianissimo, accennando più -volte a sè con le mani, quasi non osando, non che -dire, ma neppur pensare l’orribile sospetto</i>) Per... -per me?... per... avvantaggiarmi nella carriera? -Mi avete creduto capace di questo? fino al punto -d’andar lì ogni giorno a rappresentar quella -commedia? (<i>Casca a sedere con le mani sul volto. -Poi, balzando in piedi</i>) Ma che essere vile sono -io dunque stato per voi? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No... non questo... non vile... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Vile! vile! Ma come! Più vile di così? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no, abbiamo creduto che ti volessi ostinare... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Già... eh sì... tante volte me l’avete detto, che -m’ostinavo, che esageravo... Ma sì! Mi avete parlato -sempre chiaro, voi! E io perciò non comprendevo... -Debbo darvi il merito della vostra franchezza... -Me l’avete dimostrato in tutti i modi, il -vostro disprezzo!... (<i>Smarrendosi, come alienato -all’improvviso da tutto</i>) E dove sono stato io?... -Come sono stato?... Oh Dio! Ma allora non sono -stato mai nella vita, io... Non m’ha tradito nessuno! -Non m’ha ingannato nessuno! Io, io non -ho visto... ma sì... sì... tante cose... Oh Dio! -ma sì... adesso, adesso mi vengono tutte a -mente... (<i>Riafferrato dal dolore, dopo lo sbalordimento, -commovendosi di tenerezza per sè stesso -così crudelmente offeso</i>) E io l’ho pianta, l’ho -pianta sedici anni, io, quella donna! (<i>scoppia di -nuovo a piangere</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>provandosi a confortarlo</i>) Via... via... su... -pensa che... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi muore adesso, mi muore adesso, uccisa dal -suo tradimento! Capisci che adesso non ho più -nulla, io, che regga in me? Dove sono ora? Che -sto a far qui? Tu non sei mia figlia... Io lo so ora. -Tu lo sapevi da un pezzo, e me lo facevi intendere -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -da un pezzo con tutti gli altri, ch’era inutile che seguitassi -venir qui... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No... Io volevo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma sfido! Hai ora tuo marito e lui — tuo padre — che -puoi averlo qua, ora, apertamente. Perciò -egli m’ha detto... Ma sì... me l’ha detto poco fa -di non star più a venire. E tu lo chiami forse papà, -ora, anche davanti a tutti, è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No... no... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non per me, certo... non per un riguardo a -me... Ah Dio, più che cieco, più che cieco... Non -sono stato mai nulla, non sono più nulla, non ho -più nulla, neanche quella morta, più nulla! (<i>Di -nuovo sbalordito, come smemorato</i>) In una illusione -ho vissuto senza nessun sostegno! perchè -voi tutti me li avete sempre tolti, tolti, perchè vi -parevano inutili, e mi lasciavate con scherno, con -disprezzo appoggiare a quella morta per la rappresentazione -<i>esagerata</i> della mia commedia. -Ah, che cosa! (<i>Con scatto di rabbia</i>) Ma almeno -dirmelo, allora! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma scusa... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Me lo avete forse detto? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, apertamente, mai... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -È possibile anche questo, che voi me l’abbiate -detto apertamente, e che io non l’abbia capito. -Avete creduto che non ci fosse nulla da nascondermi, -poichè io sapevo tutto... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Capirai che se minimamente fosse nato il dubbio -che tu non sapessi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che io non fossi quel miserabile... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no... non dirlo più! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma come fece lui a dirtelo, che tu eri sua figlia? -Com’ebbe quest’impudenza d’offendere in te tua -madre? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma me lo disse, quando non mi poteva più offendere, -poichè tu gli avevi lasciato il modo di dimostrarmelo, -che era mio padre. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh già... io... sì... gli resi anche facile la via. -E ora... e ora, basta, eh? ora sono licenziato? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no! Perchè? Ora cambia tutto... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che cambia? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Se tu non sapevi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Diventi mia figlia, perchè non sapevo? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No, ma cambia, è già cambiato il mio sentimento -per te! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma non sai tu che io ora... ora, io, io... sì! -posso far cose, io... io... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Cose... cose che io stesso non so... Io sono -come... come tutto vuotato... Non ho più nulla -in me... E andando via di qua, quello che... quello -che può nascere in me, io non lo so... Io... io... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma siedi... siedi, siedi qui... Tu tremi tutto... -Siedi. (<i>Lo fa sedere sulla poltrona; gli s’inginocchia -davanti, pietosa, premurosa</i>) Io posso esser -per te quella che non sono stata finora... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>voltandosi con scatto ferino</i>) E lui? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che vorresti più fare ora contro di lui? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè m’ha pagato? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sì. Pagato la moglie; pagato la figlia... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No... no... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Come no? La mia devozione... Era come il -sole per me! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Io dico dopo tanti anni... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>d’un tratto sorpreso da una visione lontana -che lo fa fremere tutto</i>) Che cosa sto vedendo... -Senti. Morta. Io ero come un insensato. Morta in -tre giorni, per causa sua, per aver voluto portar -te, piccina di tre anni, a un circo equestre... D’inverno, -prese freddo all’uscita, e in tre giorni... -quand’era già mia, tutta mia, e non voleva più -ch’egli ci venisse in casa, e se la prendeva con -me, che non avevo il coraggio d’impedirglielo... — ma -tu capisci: era stato il mio superiore — mi... -mi morì allora! Io rimasi... non so, come -sono adesso... vuoto. Ebbene, lui mi cacciò via -dalla camera mortuaria, mi forzò a recarmi da te -che volevi la tua mamma. Mi disse che sarebbe rimasto -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -lui, a vegliare. Mi lasciai mandar via; ma -poi, nella notte, ricomparvi come un’ombra nella -camera. Lui era lì, con la faccia affondata nella -sponda del letto, su cui giaceva lei tra i quattro -ceri. Mi parve dapprima che, vinto dal sonno, -avesse reclinato la testa inavvertitamente; poi, osservando -meglio, m’accorsi che il suo corpo era -scosso a tratti, come da singhiozzi soffocati. (<i>Si -volta a guardar la figlia, sbalordito ora di questa -tracotanza del Manfroni</i>) La piangeva, la piangeva, -là, sotto i miei occhi... E io non capii, -tanto ero ormai sicuro dell’amore di quella morta -là, e di lui. Il pianto, che finora non aveva potuto -rompermi dal cuore, assalì furiosamente -anche me, allora, vedendo pianger lui. Ma di -scatto egli allora si levò, e com’io, convulso, -gli tendevo le mani per abbracciarlo, mi respinse, -mi respinse con rabbia, a spintoni nel petto; e io -ricaddi nel mio stordimento e pensai che fosse -l’orgasmo del rimorso, e che non potesse vedermi -piangere, perchè il mio pianto lo accusava della -sciagura che mi aveva cagionato. Ah, ma quel -pianto me lo paga! me lo paga, ora! (<i>Si alza, -furente, per andarsene. Palma lo trattiene. Le battute -seguenti si succederanno con la massima concitazione</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ora? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Io lo so ora! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma è assurdo, che dopo tanto tempo, scusa... -Dove vai? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>come un pazzo</i>) Non lo so... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che pensi di fare? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>cercando di svincolarsi</i>) Non lo so. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Rimani ancora qua. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No... no... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì, a parlare ancora qua con me... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Con te? E perchè più? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì, posso esser per te quella che tu mi credevi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Per paura? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Per pietà? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Nulla tu per me, nulla io per te, più nulla. (<i>Si -svincola e la respinge da sè</i>) E se sapessi come lo -sento adesso, tutt’a un tratto, che sono tanti -anni, di questo nulla! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<h2>ATTO TERZO</h2> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<h3>SCENA</h3> -</div> - -<p> -Ampio scrittojo in casa di Salvo Manfroni, addobbato -con austera magnificenza. La comune è a sinistra. -</p> - -<p> -La stessa sera del secondo atto. Poche ore dopo. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È in iscena, al levarsi della tela, MARTINO LORI. Ha una -faccia da morto; gli occhi fissi e come insensati. Attende, chi sa -da quanto tempo, nel silenzio della casa. A mano a mano il volto -gli s’atteggia a seconda dei varii sentimenti che gli tumultuano -dentro. Di tratto in tratto si scuote e mormora tra sè parole inintelligibili, -accompagnate da qualche rapido gesto. Gli avviene -anche d’abbandonarsi inconsciamente a qualche distrazione, che -può apparire strana per quanto naturalissima, come ad esempio, -d’andare a osservar davvicino qualche oggetto sulla scrivania -che gli abbia quasi puerilmente svegliato la curiosità del solo -senso visivo. Ma, arrivato lì davanti, s’arresta, svanito, non sapendo -più perchè si sia alzato; e, ripreso dal suo interno farneticare, -si rimette senza voce a parlar con se stesso; se non che -quell’oggetto tutt’a un tratto torna ad avvistarglisi, e allora egli, -senza quasi saperlo, lo prende in mano, lo guarda ma come se -non riuscisse a vederlo e con esso in mano seguita a gestire il suo -pensiero tormentoso; poi posa l’oggetto e ritorna al suo posto. -</p> - -<p> -Entra dalla comune il vecchio CAMERIERE di Salvo Manfroni. -</p> -</div> -</div> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Eh, tarda ancora, signor commendatore. Io non -so, di solito le altre sere a quest’ora è qui da un -pezzo a scrivere o a leggere. È quasi mezzanotte. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma sì... mi... mi rammento: è andato... -dove?... Me l’ha detto... Che anzi, già, prima -d’uscire... (<i>Ricorda che il Manfroni gli disse di -annunziare a Palma che andava col Gualdi e col -Bongiani; ma stima inutile seguitare</i>) A un’inaugurazione... -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -Con suo (<i>sta per dire «genero» e -accenna un ghigno che è come un singulto</i>) Sì sì... -e con quell’altro... il conte Bongiani. -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -A un’inaugurazione? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi pare d’un circolo, sì. Non voleva, e poi... -quello lì (<i>ha proprio la tentazione di dire «suo -genero»; dice soltanto</i>): Suo... (<i>e guarda il cameriere; -poi apre di nuovo la bocca al ghigno, come -se, vedendolo così vecchio, gli nascesse un pensiero -che lo agghiaccia, e alza un dito verso di lui</i>) -Voi è un pezzo che siete qua con lui?... -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Col signor senatore? Eh! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Da quando era deputato? -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Sono a momenti venticinque anni. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con un sorriso orribile, ammiccando</i>) La -avrete allora veduta qui, m’immagino! -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -(<i>stordito</i>) Come dice? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, avventure! avventure del giovane deputato... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -(<i>come per evadere, sulle generali</i>) Donne? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Chi sa quante! -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -Eh, ai suoi tempi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Signorette maritate di fresco... E quando fu -ministro poi, giovani mogli d’impiegati... (<i>notando -che il cameriere si turba, aggiunge subito furbescamente</i>): -Fui suo capo di gabinetto, e lo so... -Posti di fiducia! Non s’ottengono, caro mio, se -non a costo di passare sotto certe forche... (<i>fa le -corna, pallido e ridente, e gliele mostra. Il cameriere -lo guarda sbigottito. Pausa</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -(<i>sospirando</i>) Cose antiche, signor commendatore! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ah! Abbiamo già i capelli bianchi... Acqua passata!... -Ormai! (<i>pausa</i>) (<i>Il Cameriere torna a guardarlo -più che mai sbigottito e costernato. Ma egli -è assorto, come se vedesse innanzi a sè sua moglie, -giovine, là in quello scrittojo, e parla quasi tra -sè</i>): Era bella... Che occhi, quando parlava! -S’accendeva tutta. (<i>Con voce brillante e spiccata, -e gesto d’evidenza</i>) Lucida, precisa... (<i>Poi con -amore, come se carezzasse una lontana e riposta -grazia di lei</i>). E voleva dominare, con l’intelligenza. -Ma una donna, quando è bella... Le si -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -guardano gli occhi, la bocca... come è fatta... E -si sorride a quelle labbra che parlano, senza badare -a ciò che dicono. Se n’accorgeva subito, lei, -e se ne stizziva; ma, poi — donna — sorrideva di -quello stesso sorriso di chi le guardava le labbra... -Ciò che voleva dire rispondere al bacio che quegli -occhi le davano... E allora... (<i>Resta un po’ assorto; -poi tentenna il capo e domanda</i>) — Ma io -solo? (<i>Voltandosi d’improvviso, trasfigurato, -verso il cameriere</i>) Chi sa quante volte se la sarà -stretta qua, lui, così, e baciata, eh? -</p> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -(<i>basito addirittura</i>) Signor commendatore... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh via! Cose vecchie... Si sanno! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -SALVO MANFRONI a questo punto si presenta col cappello -in capo sulla soglia della comune. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CAMERIERE -</p> - -<p> -(<i>riscotendosi</i>) Ah, ecco il signor senatore... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Come, tu qua, Martino? Che cos’è (<i>costernato</i>) -È accaduto qualche cosa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No. Debbo parlarti. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>riferendosi alla scena del second’atto, con fastidio</i>) -Ancora? E a quest’ora? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No. Precisare, ormai. Due parole. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Intanto il cameriere avrà tolto il soprabito, il cappello e il -bastone a Salvo Manfroni e alla fine della battuta del Lori si -sarà ritirato. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>appressandosi con la mano tesa</i>) Dunque? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>scartando la mano con un gesto secco</i>) Niente -mano. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>restando</i>) Che significa? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ecco. Aspetta. Quando ci saremo intesi, te la -darò di nuovo. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Niente! Niente! Per grazia di Dio, non c’è bisogno -di spiegazioni. Il fatto è certo e innegabile; -tanto che tu e tutti eravate sicuri ch’io lo sapessi; -dunque, non si discute. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma che dici, scusa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Sono venuto a darti, semplicemente, due notizie -e a levarmi una curiosità. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>vedendolo muovere e parlare così</i>) Io non ti -riconosco più! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh sfido! Sono un altro, da tre ore! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma che è accaduto? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Niente. Tutto rovesciato; sottosopra. Sì. Il -mondo che ti si ripresenta tutt’a un tratto nuovo, -come non ti eri mai neppur sognato di poterlo -vedere. Apro gli occhi adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Hai parlato con Palma? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>fa cenno di sì col capo ripetutamente, poi</i>) Sbalordisci! -Non sa-pe-vo nul-la! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con costernazione, restando</i>) Non... non sapevi? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Nulla. Nè che mia moglie fosse stata la tua -amante, nè che Palma fosse tua figlia... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Te l’ha detto lei? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Lei. Che glie l’avevi detto tu, ch’era tua figlia; -e che io lo sapevo. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E non è vero? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>semplice, in naturalissimo tono assertivo</i>) Non -è vero! Non sapevo nulla! (<i>Allo stupore del Manfroni</i>): -Ma sì! È incredibile! Non sapevo nulla! -Da tre ore mi dico: Ma come? Meglio di così te -lo dovevano far capire? Te l’hanno cantato in tutti -i toni; dimostrato apertamente, sempre, in tutti i -modi! Com’hai potuto credere che un deputato -che non ti conosceva, diventando ministro, prendesse -te, umile segretario di ministero, e solo perchè -avevi sposato la figlia d’un suo maestro, ti -mettesse a capo del suo gabinetto? e poi, morta la -moglie, s’affezionasse tanto alla tua bambina, e te -la crescesse come sua, e le trovasse marito, costituendole -una vistosissima dote? Credetti all’onestà -di quella donna, capisci? che morì troppo presto! -Ma anche se fosse vissuta a lungo, non mi sarei -accorto di niente lo stesso, perchè — ma sì, che -vuoi! è incredibile — per me, era onesta! E credevo -nella tua amicizia, come nella luce del sole, -in questa gran luce che m’era entrata in casa e -m’illuminava, m’accecava... Credetti nella tua -venerazione per il tuo maestro, non ostante che -poi ebbi la prova che, altro che venerazione, la -tua! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>turbandosi vivamente</i>) Che vuoi dire? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Questa è l’altra notizia che ti darò. Aspetta! Ti -devo dire tutto! Quand’ebbi quest’altra prova, fu -peggio. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Prova? Che prova? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -La prova, la prova che complicò tutto; perchè -mi fece trovare d’improvviso la mia ingenuità -come in un covo di spine, di spine che la punsero -da tutte le parti, a sangue, poverina, e la fecero -tanto soffrire! Ma coraggiosamente — ah! — lei -le strappò, sì, le raccolse, e se ne fece un cilizio -per imparar a capire, a capir diversamente. Ma -sempre come può capire l’ingenuità, beninteso! -(<i>Squillo del campanello del telefono sulla scrivania</i>). -Ah, senti! Ti chiamano al telefono. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Loro? (<i>fa per prendere il ricevitore dell’apparecchio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>trattenendogli il braccio</i>) No. Aspetta. Di’ che -vengano qua. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Qua? Ma sei pazzo? Perchè? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Perchè voglio che vengano! (<i>Nuovo squillo</i>). -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -A quest’ora? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Con l’automobile faranno in due minuti. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma che vuoi che vengano a fare qua? (<i>Nuovo -squillo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Senti che premura? È lei. Ti vuol dire della -spiegazione avuta con me. (<i>Nuovo squillo</i>). Di’ -pronto. Su. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma no! Se prima non mi dici... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Voglio che c’intendiamo bene, tutti e quattro. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma su che? Se siamo già intesi! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No. Per l’avvenire. Dobbiamo stabilire tante -cose. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Lo faremo domani, se mai! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ora! ora! (<i>Nuovo squillo</i>). -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>parlando all’apparecchio</i>) Pronto. (<i>Pausa</i>) Sì, -Palma... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Di’ che ci sono io. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) So... so... (<i>pausa</i>) Come? (<i>pausa</i>). Sì, -senti... è qua da me. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Di’ che vengano subito, subito. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Ma sì, purtroppo... Senti... (<i>pausa</i>) Che? -(<i>pausa</i>) Sì, sì... Ma è bene che tu venga qua -(<i>pausa</i>) Ma sì, subito (<i>pausa</i>). Ma per parlare -(<i>pausa</i>). Con Flavio, sì. Come? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non vuol venire? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>al Lori</i>) No, dice che non sa se l’automobile... -(<i>tronca per rispondere al telefono</i>) Sì, sì. Va bene. -T’aspetto, allora. Fate presto. (<i>Posa il ricevitore -sull’apparecchio</i>). Su che cosa vuoi che c’intendiamo -bene tutt’e quattro? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Intendiamoci prima tra noi due. Voglio sapere -quando fu! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma lascia! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No. Rispondi. Subito dopo il mio matrimonio? -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -(<i>Salvo scrolla le spalle</i>) Rispondi. Perchè già v’eravate -accordati, fin dal suo arrivo da Perugia? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma no! Io non ci pensai neppure, allora! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma forse ci pensò lei? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No, no! (<i>Attenuando</i>) Almeno io non so. Non -credo. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E allora fu quando cominciò a tempestare, che -voleva riprendere la sua carriera di maestra? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>per troncare</i>) Ma sì! ma sì! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che un giorno non la trovai più a casa? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Che vai ripensando più adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Voleva fare come la madre. Andarsene. Venirsene -con te. Eh, ma tu avevi la tua carriera -politica... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Smetti, ti prego! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E persuadesti la pecorella a ritornare all’ovile! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non so che gusto provi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma mi brucia adesso a me! mi brucia adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Capisco, capisco... Ma pensa che è finito da -tanto tempo! È morta... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con scatto goffo e atroce, per l’insorgere d’un -bisogno di vendetta</i>) Oh! t’odiò, t’odiò, quando -ritornò a me! S’accorse che a te era più cara la -tua ambizione, e t’odiò! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì, lo so bene... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E odiò in sè anche il frutto del tuo amore. Non -voleva esser madre, non voleva, lo so. Fu la mia -amante, più che la madre di quella lì. E io, io che -pur ne ero felice, ne soffrivo. Per la bambina che -credevo mia, nata da quella nostra riconciliazione. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Basta, basta ora, ti prego! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Basta? Ah no, caro. Per me comincia adesso! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Che comincia? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ora lo vedrai. Mi ci son voluti diciannove anni -per comprendere! Ora che tutto era finito, voi dite, -così, pulitamente, come usa fra gente per bene... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma scusa... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Oh lo so, gente che sa fare a modo le cose... — ora -che non c’è più niente da fare, è vero? -morta da sedici anni la moglie; maritata la -figliuola, — basta, eh? là c’è la porta, tanti saluti. -Ah no! Ora viene la mia volta. Ho capito tutto. -Vagliato tutto. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma non vedi che tu farnetichi? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No. Lucidissimo. Ho pensato, pensato. E vedo -tutto. Parlo così, mi muovo così, perchè non posso -farne a meno. Sono come un cavallo scappato. Mi -frustano tutte le cose, che mi sono all’improvviso -uscite dall’ombra da tutte le parti. Ma so ormai -dove andrò a parare. Guardatene! (<i>Lo afferra per -un braccio</i>) Prima di tutto; sei convinto ora, che -non sono quel miserabile che m’avete creduto e -rappresentato agli occhi di tutti? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma sì! E per ciò non vedo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che cosa io possa fare? Nulla, è vero? Avrei -dovuto saperlo prima, ed essere un miserabile della -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -più vile specie per profittarne. Non l’ho saputo; e -dunque, tu pensi, dopo diciannove anni... Sbagli, -caro mio! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Vorresti profittarne adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No! Sbagli, perchè, se l’avessi saputo subito, -a tempo, non ne avrei mai profittato, io! T’avrei -ucciso! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non penserai d’uccidermi adesso... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, lo so, ora non posso più! non... (<i>S’interrompe, -per un’idea che gli balena e lo agita d’improvviso</i>) -Ma aspetta! Tu dici, profittarne adesso? -E... e come potrei... come potrei più, adesso? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>esitante</i>) Ma... non so, io... io potrei fare -ancora qualche cosa per te... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>lo guarda prima terribilmente, poi, quasi saltandogli -alla gola, lo fa cadere su una poltrona; -gualcendogli l’abito addosso</i>) Tu? Meriteresti di -essere ucciso ora, per questo che hai detto! (<i>Ritraendosi -inorridito, ripreso dall’idea che gli è -balenata</i>) No! Su, su... Rassettati, rassettati... C’è, -c’è forse il modo... c’è, c’è ancora il modo di profittarne... -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Entrano a questo punto dalla comune PALMA e FLAVIO -GUALDI, ansiosi e sgomenti. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>scorgendoli</i>) Ah, eccoli! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Che cos’è? che cos’è? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Niente, niente, Palma! S’è chiarito, s’è chiarito, -s’è chiarito tutto! Ha dovuto riconoscere, -richiamato da me a fatti, a dati precisi, che s’era -ingannato. Non è vero che tu sei sua figlia! Sei -mia figlia! mia figlia! (<i>A Salvo</i>): Dillo, dichiaralo -forte, qua, a tutti e due! È vero, è vero, che hai -dovuto convenirne? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Sì, è vero. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Momento di silenzio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -È vero! (<i>A Flavio</i>): Hai inteso, tu? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>a bassa voce, aprendo appena le braccia</i>) Ho -inteso... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No! Dico che per il rispetto che tu mi devi d’ora -in poi, come al padre di tua moglie, che sono io! -sono io! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Sì, va bene... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E perchè non debba arrischiarti più d’ora in -poi d’accogliermi come un intruso, come uno che -non abbia saputo mai rappresentar le sue parti in -commedia. Sfido! Me le avete fatte rappresentare -a mia insaputa, tutte: quella del marito gabbato -e contento; quella dell’amico; del vedovo; del -padre; del suocero. E le ho rappresentate male! -Sfido! Non sapevo di rappresentarle! Ma ora che -lo so, ora che lo so; vedrete! (<i>Trapassa così, senz’avvertirlo, -trascinato dalla foga della passione, -a palesar la commedia che sta rappresentando dal -sopraggiungere di Palma e di Flavio</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>avvertendolo, con stupore</i>): Come! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>c. s. rivolto a Salvo, che si tiene in disparte</i>): -Che dice? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>ripigliandosi</i>) Che dico? (<i>Si volta verso Palma</i>) -Dico... dico che tua madre... purtroppo, sì... resta, -resta il tradimento... ma che quest’altra infamia, -no! quest’altra infamia non è vera! non è vera! -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Lungo silenzio, Salvo Manfroni e Flavio restano a capo chino. -</p> - -<p> -Palma è come interdetta, sospesa a un ansioso sgomento. Il -Lori guarda prima quei due; poi Palma. Nota quel suo atteggiamento -e se ne compenetra; provando anche lui, subito, quasi -sgomento di quella sua reiterata asserzione di fronte a lei così -sospesa, e della commedia che s’ostina a rappresentare. Non per -tanto, quasi a sfida del suo stesso sentimento, ripete, accostandosi -a lei amorosamente, con un tono diverso, quasi infuso d’ironia per -l’effimera soddisfazione che s’è presa: -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non è vero! Quantunque a te, eh! di’ la verità, -forse non ti fa piacere! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì... sì... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>spiandola negli occhi, non volendo crederlo</i>) -Sì? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che sia io tuo padre? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Io, e non lui? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ti dico sì... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Quantunque io sia un pover’uomo, che tu, fino -a poco fa, hai disprezzato? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma sì, per questo, anzi! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Uno che tutti, sempre disprezzeranno, perchè -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -non posso più far credere a nessuno, io, che non -sapevo, capisci? Se lo dico, faccio ridere! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma ci credo io! E ci ho creduto subito, appena -tu me l’hai detto! E tanto più ci credo ora, se tu -mi dici che non è vero quanto lui (<i>accenna al Manfroni</i>) -aveva supposto! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>commosso, rabbrividendo, quasi atterrito dal -vuoto che tocca</i>) Vedi? vedi? È spaventoso! Basta -sapere una cosa, e cangia, cangia subito tutto! Io -ero così, come te, fino a poche ore fa! Mi credevo -tuo padre; e tu mi disprezzavi, perchè sapevi di -non esser mia figlia! Ora, invece, che tu cominci -a credermi tuo padre, e ti volti a me cangiata, io -non posso, non posso riaccoglierti tra le braccia, -perchè so, so che non sei mia figlia, e che sto -facendo la commedia davanti a lui, davanti a tuo -marito e a te! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>di nuovo, con stupore</i>) La commedia? -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Ah, ma dunque... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>nervosamente, aspro, quasi cattivo, per reagire -alla sua commozione e difendersene</i>) La commedia! -E l’ho fatta bene, no? Tanto bene, che -per un momento ci avete creduto! (<i>Accenna un -riso amaro</i>) Ah! ah! E anch’io, ecco qua, senza -volerlo (<i>si passa le dita sugli occhi e poi le mostra</i>) -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -fino alle lagrime! (<i>Accostandosi a Flavio</i>) No! -Tranquillo, caro, tranquillo! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Dunque... non è vero?... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non è vero! Ho tentato; ma non posso. Mi -stomaca. Mi fa piangere... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -E dunque basta, via... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>voltandosi di scatto</i>) Non ti va? Eppure dovrebbe -seguitare, almeno questa commedia; poichè -il dramma passò nella mia vita senza che me n’accorgessi; -e non posso più farlo! Ma stai tranquillo -anche tu. Non posso far più neanche la commedia. -Lo so! Se non la svelavo io, domani -andavi a casa loro, a dire che avevi dovuto far le -viste di riconoscere davanti a loro l’inganno, per -pietà del mio stato; e li avresti persuasi a far le -viste di crederci anche loro... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma no! Perchè t’immagini questo? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>con forza</i>) Non sono mica un imbecille! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma chi te lo dice? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Oh! Vi foste contentati di credermi soltanto -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -un miserabile! Nossignori! Anche un imbecille! -Ma io ho potuto essere un imbecille, finchè ho creduto -a cose sante e pure: all’onestà! all’amicizia! -Ora no, più! E se, per vendicarmi, mi potessi sobbarcare -a essere ancora, agli occhi di tutti quel -miserabile che m’avete fatto credere, non potrei -esser più umile, timido, schivo, quel pover’uomo -che andava a fare quella buffonata ogni giorno, -là, al camposanto! Lo capite, questo? È chiaro! -E dunque... e dunque, io... io... (<i>si guarda smarrito -intorno, come se cercasse e non trovasse più -via di scampo, e accenna un lieve e vano annaspare -delle mani; poi, recandosele al volto</i>) oh Dio, -come... come farò più a vivere io? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma no! Ma perchè fai così? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Se tutto è passato, finito! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma appunto per questo! Perchè tutto è finito, -non posso più vivere! Se è finito! se non posso -più distruggerlo quello che sono stato per gli altri! -È qua — <i>in questo mio corpo</i> — in -questi miei occhi che guardavano senza vedere -chi ero per tutti; in questa mano che porgevo, -senza sapere che apparteneva a uno, di cui tutti -ridevano o avevano schifo! Come faccio più ora -a guardare la gente? a porgere questa mano? Ne -ho io, ora, schifo e raccapriccio! Di me stesso, -sì, quale ora mi vedo e mi tocco: — <i>uno che -non sono io, che non sono stato -mai io</i> — e da cui non mi par l’ora di fuggire! -non mi par l’ora! (<i>accenna così dicendo, -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -smarritamente, di volersene andare</i>) non mi <i>par -l’ora</i>! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>parandoglisi davanti per impedirglielo</i>) Ma che -vorresti fare? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>lo guarda, come trasognato — poi, sovvenendosi</i>): -Ah, sì: oltre a questa, un’altra cosa. Me -ne scordavo. L’unica che possa fare contro te. E -la faccio, non perchè me n’importi; la faccio per -provarti che non sono un imbecille. Mi vendico, -sì, a freddo, mi vendico nell’unico modo che mi -sia possibile ormai: facendo a te ciò che tu hai -fatto a me: lasciarti vivo, ma come tu hai lasciato -vivere me, senza più la stima di nessuno, dimostrando -che il miserabile sei tu, tu! (<i>Voltandosi a -Palma e a Flavio</i>) È lui, questo che tu ti sei gloriata -d’avere per padre, un miserabile, non solo -per quello che ha fatto a me, ma anche, sai? perchè -è un ladro! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>facendoglisi sopra, minaccioso</i>) Che? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>subito, fermo, tenendogli testa</i>) Un ladro! Un -ladro! (<i>Voltandosi agli altri due</i>) È un ladro, -perchè ha rubato a Bernardo Agliani! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>rompendo a ridere sonoramente</i>) Ah! ah! ah! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>lo guarda un pezzo, poi si volta a Palma e -a Flavio, e dice</i>): Ride. Ho la prova a casa! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -L’hanno data a intendere anche a te? Te -l’hanno fabbricata a Perugia, codesta prova? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No, caro. È di mano dello stesso Agliani. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma se le ho io qua (<i>indica la scrivania</i>) le carte -dell’Agliani! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, tutte no! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Tutte! tutte! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Tutte, no. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>smarrendosi di fronte alla reiterata affermazione</i>) -Tranne che... tranne che tu non ne abbia -delle altre, che io ignoro... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ti smarrisci... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ti sei fatto pallido. E ora arrossisci! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma perchè non vorrei che l’Agliani, in altri appunti -posteriori... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No: sono anteriori: i primi! Il primo abbozzo -di quella copia che hai tu. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Ma se nelle carte che ho qua dell’Agliani non -c’è nulla che... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Non saranno tutte! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Tutte! tutte! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Fin dove ti sarà convenuto di conservarle! Le -altre, le avrai distrutte! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Questa è una calunnia! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Te lo posso provare. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Che cosa? Potrai provarmi, se mai, che forse -all’Agliani, in seguito, sorse da quei suoi problemi -l’idea anche a lui... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ecco, benissimo. Ma non <i>anche a lui</i>; -a lui <i>soltanto</i>, e tu te l’appropriasti. (<i>Voltandosi -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -a Palma e a Flavio</i>) Ho gli appunti a -casa: un fascio così! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Sta bene! E provamelo, se qua, nelle carte che -ho qua, (<i>batte furiosamente sulla scrivania</i>) non -c’è neppure il più lontano cenno di quell’idea! -Provamelo! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ah, ora non neghi più, mi sfidi! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con sprezzo</i>) Ma che vuoi che sfidi, uno come -te? Chi vuoi che presti fede a te e non a me, se io -affermo che non ho conosciuto — com’è vero — codesti -nuovi appunti dell’Agliani, ed esibisco le -carte che ho qua di lui. -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, già! Se non ci fosse il tuo libro... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>smarrendosi di nuovo</i>) Il mio libro? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -A cui si deve prestar fede! A me, no; ma al -tuo libro, sì. La prova è lì! -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Nel mio libro? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>rivolgendosi agli altri due</i>) Ma come volete che -uno, ignaro come me, potesse capire qualche cosa -in tutte quelle formule, in tutti quei calcoli? L’evidenza -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -del furto m’è saltata chiara davanti agli occhi, -senza cercarla, confrontando quegli appunti -col suo libro. -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -Non ti degno di risposta! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E l’ho scoperto da un pezzo, io, sai? e mi sono -stato zitto per lei (<i>indica Palma</i>), per il bene che -facevi a mia figlia, perchè ignoravo l’altro tuo delitto, -di cui questo forse è soltanto la conseguenza -accidentale. Perchè non hai avuto mai nessuna vera -passione tu; e codeste carte dell’Agliani ti servirono -soltanto, dapprima, per nascondere la tresca; -per darti il pretesto di stare a casa mia, vicino -a lei! Vuoi che pubblichi, se non hai nulla da temere, -quegli appunti che ho in casa, così come -sono? Sarei venuto a darteli... -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>subito</i>) Dàmmeli, e li pubblicherò io stesso, riconoscendo -innanzi a tutti... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Che cosa? La tua appropriazione indebita? -</p> - -<p class="speaker"> -SALVO -</p> - -<p> -(<i>con forza</i>) Questa non c’è! E non la crederà -mai nessuno! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh già... Tra te e me... (<i>Voltandosi verso Palma -e notando il suo atteggiamento, tra sdegnato e avvilito</i>) -Ma guarda! Mi basta che lo creda lei — se -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -glielo dico io — uno che per lei ha taciuto — uno -che non parlerà più, domani! Che vuoi che m’importi -del tuo libro!... di chi l’ha scritto!... di -te!... (<i>Afferra per le braccia Palma, spiandola -negli occhi</i>) Tu mi credi? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Credi a me e non a lui? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì! sì! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -E mi basta questo! Non pubblico niente! non -faccio niente! Ero venuto qui per fare non so -quante cose, contro te, contro tutti... Mi son cadute -di mano tutte le armi... Che armi? Non ne -ho!... Neanche uno spillo!... E poi perchè? È piccolo, -è meschino e brutto quello che ho fatto... Ne -provo onta io stesso, ora... (<i>Rivolgendosi ancora -una volta a Palma</i>) Tu mi credi? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Sì! sì! (<i>pausa</i>) -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Mi basta questo. Addio. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>commosso, accorrendo a lui, abbracciandolo -per trattenerlo</i>) Ah no! no! Saprò impedirtelo io! -Per vivere! per vivere ti deve bastare! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -No... no... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>incalzando</i>) Come no? sì! Se ora tu hai tutta -la mia stima, il mio affetto! (<i>Invita con la mano -Flavio ad accostarsi a farsi attorno, premuroso</i>) -Tutto il rispetto... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -(<i>eseguendo</i>) Sì, sì, certo... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>cupo, quasi duro</i>) Io posso ormai, senza inganno, -riaccostarmi solo a chi, dopo la colpa, si -pentì e mi compensò con tanto amore. L’unica cosa -viva e vera, ch’io m’abbia avuto, dopo il delitto. -Tutto il resto è stato inganno. Chi più m’ingannò, -m’ingannò meno. Non potrei, non potrei, senza -ribrezzo per me e per voi, riaccostarmi alla vostra -vita. -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma no! Perchè ribrezzo? Nessun ribrezzo! -Quello che tu hai detto, scusa, l’inganno suo (<i>indica -Salvo Manfroni</i>), l’inganno suo sul mio -conto... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Ma non è vero! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Eppure io l’ho creduto subito, entrando qua -con lui (<i>indica Flavio</i>). Ebbene, così lo crederanno -anche gli altri! E sarò io, sarò io la prima a farlo -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -credere, a farlo credere a tutti, perchè tutti abbiano -per te rispetto, considerazione... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Tu? Ma non puoi mica dire... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Non c’è bisogno di dire! Mi vedranno con te, -accanto, intorno a te, come nessuno finora m’ha -veduta! E d’accordo tutti, qua, d’ora in poi... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>per tentare ancora una difesa contro questa -carità di lei, che lo investe, lo frastorna, e quasi lo -fa mancare a sè stesso</i>) Ma... ma non posso crederlo -io! -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>incalzando sempre più</i>) Anche tu! anche tu! -lo crederai anche tu, per forza! -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>c. s.</i>) Io?... come?... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -Ma perchè è <i>vero</i>, vedi! è <i>vero</i> ora il -mio affetto per te! Non è mica un inganno! Il -mio affetto, la mia stima, sono <i>una realtà</i>, -in cui tu puoi vivere, e che s’imporrà a tutti e -anche a te! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -È giusto! è giusto! Sarà così. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>stremato, sfinito, come stroncato dalla commozione, -si piega sul braccio di Palma; poi, c. s., -rialzando la faccia smorta e quasi balbettando</i>): -La... la commedia, allora? -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -No! Nessuna commedia! Il mio affetto <i>vero</i>, -ti dico! -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Sì, certo... Sarà così... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -(<i>a Flavio</i>) Tutto per bene?... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>affettuosa, abbracciandolo, quasi sostenendolo</i>) -Su, su! sarai tanto stanco... Andiamo, andiamo... -T’accompagneremo noi a casa... -</p> - -<p class="speaker"> -FLAVIO -</p> - -<p> -Sì, è già molto tardi... -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -C’è giù l’automobile, faremo presto... -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -A casa... in automobile... Eh sì... tutto per -bene... tutto per bene... (<i>S’avvia con Palma, -quasi rimbecillito, seguito da Flavio. A un certo -punto si ferma, si volta, guarda Salvo Manfroni, -e dice a Palma, indicandoglielo</i>): E... e lui? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -PALMA -</p> - -<p> -(<i>spiandolo, sospesa</i>) Che dici? -</p> - -<p class="speaker"> -LORI -</p> - -<p> -Eh, salutiamo anche lui, allora... (<i>Gli fa un saluto -con le mani, accennando anche un inchino, -poi, rivolgendosi a Palma</i>): Tutto per bene... -</p> - -<p class="pad2 center large"> -TELA -</p> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - -<div style='display:block; margin-top:4em'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TUTTO PER BENE ***</div> -<div style='text-align:left'> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Updated editions will replace the previous one—the old editions will -be renamed. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the trademark -license, especially commercial redistribution. -</div> - -<div style='margin:0.83em 0; font-size:1.1em; text-align:center'>START: FULL LICENSE<br /> -<span style='font-size:smaller'>THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE<br /> -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK</span> -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -To protect the Project Gutenberg™ mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase “Project -Gutenberg”), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg™ License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg™ electronic works -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -1.A. 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Information about the Mission of Project Gutenberg™ -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg™’s -goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg™ and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at www.gutenberg.org. -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non-profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation’s EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state’s laws. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation’s business office is located at 809 North 1500 West, -Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up -to date contact information can be found at the Foundation’s website -and official page at www.gutenberg.org/contact -</div> - -<div style='display:block; font-size:1.1em; margin:1em 0; font-weight:bold'> -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -Project Gutenberg™ depends upon and cannot survive without widespread -public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine-readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. -</div> - -<div style='display:block; margin:1em 0'> -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. 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