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+The Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814, by
+Leopoldo Armaroli and Carlo Verri
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814
+
+Author: Leopoldo Armaroli
+ Carlo Verri
+
+Editor: Tommaso Casini
+
+Release Date: May 25, 2011 [EBook #36212]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
+
+
+
+
+
+
+ BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO
+
+ pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI.--_N. 3_
+
+
+ LA
+ RIVOLUZIONE DI MILANO
+ DELL'APRILE 1814
+
+
+ RELAZIONI STORICHE
+ DI
+ Leopoldo Armaroli e Carlo Verri
+
+ _Senatori del Regno italico_
+
+
+ a cura di
+ TOMMASO CASINI
+
+
+ ROMA
+ SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI
+ 1897.
+
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI
+
+_Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della Società
+si ritengono per contraffatti._
+
+(7606) Roma, Tipografia Enrico Voghera.
+
+
+ [Illustrazione: Milano.--Atrio del Palazzo del Senato nel 1814.]
+
+
+
+
+La rivoluzione milanese dell'aprile 1814 e la caduta del Regno
+italico, che ne fu conseguenza immediata, ebbero già parecchi storici
+o raccontatori; quali, per citare solamente i piú diffusi, il Fabi[1],
+il De Castro[2], l'Helfert[3]: ma sono avvenimenti tuttora avvolti in
+qualche oscurità, dei quali non si è colta ancora compiutamente la
+ragione storica, forse perché sin dal primo momento troppi furono gli
+interessati a nascondere il vero di quei rivolgimenti, o almeno a
+rappresentarli ciascuno in modo che ne restassero giustificate le
+proprie tendenze e la propria condotta. La serie delle scritture che
+rispecchiano direttamente i sentimenti e gli atti di coloro che furono
+spettatori o partecipi ai fatti del 1814 è lunghissima, e tutte
+andrebbero minutamente esaminate e raffrontate, chi volesse sceverare
+in ciascuna la particella di vero, che pur vi sarà, e di tutte le
+particelle comporre la storia genuina e sincera di quei moti. E dagli
+articoli, dalle notizie e dai documenti che a cominciare dall'aprile
+1814 si vennero pubblicando quotidianamente sul milanese _Giornale
+Italiano_--l'officioso napoleonico, tramutatosi improvvisamente a
+officioso austriaco--la serie si produce lungamente sino a quelli
+_Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_,
+che, dettati certamente dalla principessa Cristina Belgioioso
+Trivulzio, furono pubblicati in Parigi solamente nel 1846[4], ma erano
+eco non ancor fioca dei sentimenti e dei contrasti in mezzo ai quali
+il Regno italico di Napoleone I era caduto, lasciando, retaggio
+prezioso, agl'Italiani la coscienza della nazionalità, lo spirito
+delle armi proprie, il desiderio delle istituzioni civili e la
+tradizione di un illuminato liberalismo.
+
+A rappresentare con sufficiente fedeltà lo svolgersi di quei
+memorabili avvenimenti mi è parso opportuno eleggere di mezzo alle
+scritture di cotesta serie copiosa le relazioni composte, quando erano
+recenti i fatti, da due uomini di spirito temperato ed equanime,
+entrambi per l'ufficio loro di senatori presenti e partecipi alle
+deliberazioni che furono motivo o pretesto alla rovina del Regno.
+L'una delle quali relazioni, col titolo di _Memoria storica sulla
+rivoluzione di Milano seguita il giorno 20 aprile 1814_, fu distesa
+solamente qualche mese dopo gli avvenimenti e indi a poco divulgata
+per le stampe con la data del novembre 1814[5]. Duplice, come appar
+chiaro dalla semplice lettura, era stato l'intendimento di chi scrisse
+questa relazione: difendere la condotta del Senato contro le postume
+accuse del partito indipendentista lombardo e rivelare la parte
+sinistra che i detrattori del Senato avevano avuto nei tumulti
+dell'aprile, nello strazio del Prina, nella caduta del Regno. Al primo
+di questi fini non era parso che corrispondesse abbastanza la _Lettera
+sulla seduta del Senato del Regno d'Italia tenuta a Milano il 17
+aprile 1814_, la quale era venuta alla luce in Parma, sin dalla fine
+del maggio[6]: se n'era saputo subito autore uno dei senatori, «uomo
+illustre per probità, per carattere, per dottrina», e si disse che non
+aveva taciuto «la verità anche parlando di sé medesimo»,[7] ma il nome
+di lui, se pur corse sulle bocche dei contemporanei, non fu segnato
+sulle carte, né oggi sarebbe agevole a riconoscere se non per indizi
+che potrebbero esser fallaci[8]. Ad ogni modo la relazione o
+«commentariuccio», come la designò il Foscolo, fu come il punto di
+partenza alla piú diffusa «Memoria storica» del novembre, alla quale
+anzi la narrazione parmense sulla seduta senatoria del 17 aprile 1814
+fu accodata come primo e principal documento[9].
+
+Appena la _Memoria storica_ fu pubblicata, la polizia si diè un gran
+da fare per impedirne la diffusione, sino a ordinare la chiusura d'una
+libreria ove si era venduta, e molto si affaccendarono gli
+interessati, o i colpiti che dir si vogliano, a ribattere come meglio
+potevano le gravi accuse, alle quali aggiungeva valore la pacatezza
+del racconto e la temperanza dei giudizi e della forma. Il generale
+Domenico Pino, che per la parte avuta nelle giornate dell'aprile era
+già stato bersaglio a ben altre contumelie e alla meglio se n'era
+schermito[10], non volle lasciare senza risposta ciò che di lui si
+diceva nella _Memoria storica_, e diè fuori sul principio del 1815
+certe sue, poco concludenti, _Osservazioni... sopra alcune asserzioni
+dell'autore dell'opuscolo che ha per titolo «Su la rivoluzione di
+Milano seguita il 20 aprile 1814»_; osservazioni le quali non valsero
+certamente a rimuovere tutti i sospetti che si erano venuti addensando
+sopra la sua condotta[11]. Il conte Federico Confalonieri stampò, con
+la data del 15 marzo 1815, la sua _Lettera ad un amico_, il conte
+Antonio Durini, nella quale, un po' confessando la parte avuta nei
+fatti dell'aprile 1814 e un po' impugnando le asserzioni della
+_Memoria storica_, tentò un'abile difesa di sé stesso e già si mostrò,
+politicamente, assai mutato da quello che era l'anno innanzi; ma
+anch'egli riuscí tutt'altro che convincente: fortunato che gli
+avvenimenti posteriori della sua vita e la grandezza del sacrificio e
+dell'espiazione, circondando la sua memoria di una fulgida aureola di
+patriottismo, facessero dimenticare quali erano stati i primi suoi
+passi sulla via malsicura delle congiurazioni politiche[12].
+Finalmente il conte Ludovico Giovio, già consigliere di Stato
+napoleonico e presidente delle riunioni che nell'aprile e maggio 1814
+avevano tenute in Milano i Collegi elettorali di una parte del Regno,
+difese quella convocazione in un opuscolo, nel quale anche cercò di
+scagionare sé stesso dalla taccia datagli nella _Memoria storica_ di
+esser stato troppo facilmente ingrato verso un governo che lo aveva
+innalzato ai piú alti onori[13].
+
+Mentre cosí si appuntavano le armi contro la relazione documentata,
+che in povera veste era venuta da Lugano a raccontar fatti che si
+volevano sopire, era naturale che si cercasse di sapere chi ne fosse
+l'autore. Sulle prime corse voce che l'avesse fatta Melchiorre
+Gioia[14], forse perché dell'economista piacentino si ricordavano
+altri opuscoli pubblicati nell'occasione di gravi mutazioni politiche
+nel ventennio anteriore; ma la voce cadde di per sé, senza bisogno di
+essere smentita. Maggior consistenza invece prese l'opinione che uno o
+piú senatori avessero lavorato a mettere insieme la _Memoria storica_,
+e a questa opinione aderí anche Ugo Foscolo, quando prese a confutar
+quella relazione nei suoi discorsi _Della servitú dell'Italia_[15]:
+generosi ed eloquenti discorsi, nei quali per altro non è dissimulato
+il dispetto del poeta di essere stato additato come frequentatore di
+mense ministeriali e sovvertitore della plebe ai tumulti del 20
+aprile. Il Foscolo, come si vede da piú luoghi di quei discorsi e da
+altri della _Lettera apologetica_ scritta quasi dieci anni di poi agli
+editori padovani della Minerva[16], teneva, se non per autore, almeno
+per ispiratore principale della _Memoria storica_ il senatore Diego
+Guicciardi, fattosi, sempre secondo il Foscolo, sostenitore del
+principio della monarchia di diritto divino, appunto in quei giorni
+che l'Austria si preparava a soppiantare la Francia, e proclamatosi da
+sé per uomo di Stato a nessuno secondo. E questa ch'era stata
+l'opinione del Foscolo divenne presto universale, tanto che nel 1822
+il Saint-Edme (cioè Teodoro Bourg, già commissario nelle guerre
+napoleoniche e sostenitore anche dopo il 1815 delle idee repubblicane
+e imperiali), pubblicando in Parigi la sua traduzione francese della
+_Memoria storica_,[17] vi poneva in fronte il nome del Guicciardi e
+nella prima delle note da lui aggiunte ragionava e argomentava tale
+attribuzione cosí:
+
+ 1º Dans son avertissement, l'éditeur annonce que l'ouvrage
+ qu'il publie est dû à un illustre personnage du royaume
+ d'Italie, qui avait le droit de conserver près de lui les
+ documens authentiques placés à la fin du mémoire: le comte
+ Guicciardi était sénateur et chancelier du sénat.
+
+ 2º L'exposé de la situation morale de l'Italie qui précède
+ l'historique de la révolution, est basé: 1º sur des bruits
+ auxquels n'aurait point ajouté foi tout autre écrivain de
+ l'époque qui n'aurait point eu à justifier une opinion émise
+ dans une assemblée politique, opinion opposée à sa conduite
+ antérieure, aux vues du prince, et peut-être au bien de son
+ pays; l'auteur même avoue ses doutes: mais pourquoi se
+ serait-il arrêté à des mensonges, en aurait-il, comme
+ historien, entretenu le public, s'il n'avait eu l'intention
+ de se servir de cet appui pour se justifier? 2º sur le
+ caractère personnel de quelques individus employés par le
+ gouvernement, tels que le secrétaire des commandemens du
+ prince et le directeur des postes: on ne peut voir là que le
+ fruit d'une animosité particulière, et l'on sait que
+ l'esprit rétif de M. le comte Guicciardi avait été atteint
+ par quelques-uns de traits de MM. Méjan et Darnay.
+
+ 3º Le 17 avril, lorsqu'on lut au sénat le projet de décret
+ du duc de Lodi, qui s'opposa à son adoption? M. le comte
+ Guicciardi. Et le mémoire cherche à prouver que l'on avait
+ _machiné_ pour surprendre la délibération: l'opposition
+ violente de M. Guicciardi est donc tout honorable pour lui,
+ dans le sens de la marche qu'il avait adoptée.
+
+ Mais sans entrer à ce sujet dans une longue discussion, à
+ laquelle le lecteur, une fois prévenue, suppléera facilement
+ avec un peu d'attention, je me bornerai à fare remarquer que
+ M. le comte Guicciardi a fait partie de la commission nommée
+ pour l'examen de la proposition du duc de Lodi; qu'en sa
+ qualité de membre de la commission, c'est lui qui s'est
+ rendu auprès du duc, afin d'en obtenir les éclaircissemens
+ nécessaires au travail de la commission; qu'il a fait le
+ rapport; qu'il a été nommé député; qu'il a eu une entrevue
+ avec le prince; que sa justification au gouvernement
+ provisoire a été imprimée malgré la défense de la régence,
+ et que là, comme dans l'ouvrage, oú il est tant question de
+ lui, ses opinions et son caractère politique sont élevés à
+ un haut degré.
+
+Queste argomentazioni del Saint-Edme, per quanto avvedute e sottili,
+non hanno, si capisce subito, un grande valore probativo, poiché il
+Guicciardi in tutte le fasi del movimento milanese dell'aprile 1814
+rappresentò le tendenze del partito _austriaco_, come ha ben
+dimostrato il Bonfadini[18], e la _Memoria storica_, se non tace per
+un senso di imparzialità gli errori e le colpe degli uomini di tutti i
+partiti, è manifestamente rivolta in particolare contro gli
+_indipendentisti lombardi_ in quanto spianarono con la Reggenza la via
+all'Austria di occupare e tener per suo il paese: l'autore quindi, se
+non era un eugeniano, non poteva essere neppure un austriacante; e ben
+vide e sentì il significato dell'opera sua la polizia austriaca, che
+si sforzò di rimuoverla dalla circolazione. I documenti, che
+accompagnano la _Memoria storica_, parte erano stati pubblicati per
+altre vie, parte erano di tal natura da esser passati per molte mani,
+e l'apologia del Guicciardi poté ben essere comunicata da lui medesimo
+all'autore di questa relazione, non già perché la pubblicasse, ma come
+a senatore ch'egli era, poiché il Guicciardi, dopo il divieto della
+Reggenza di darla alle stampe, avrà sentito il bisogno che ne avessero
+conoscenza almeno i suoi antichi colleghi del Senato. E che tra i
+senatori fosse da cercare l'autore della _Memoria storica_, ove la
+condotta del Senato era difesa con tanto calore, pochi allora
+dubitarono; e presto anche si seppe che questo senatore era il
+maceratese LEOPOLDO ARMAROLI, magistrato onorando e insigne
+giurista[19]: si seppe presto, ma pubblicamente non fu detto se non
+nel 1823 da Federico Coraccini (sotto il quale nome, ben si sa,
+nascondevasi Carlo Giovanni Lafolie francese, stato nel 1812
+segretario generale della prefettura del Tagliamento e nel 1813
+viceprefetto di Ravenna) nella sua _Storia dell'amministrazione del
+Regno d'Italia_[20], e fu poi confermato piú tardi da piú credibile
+testimonio, lo storico dell'esercito cisalpino-italico[21]. Ciò non
+ostante, poiché si continuò da qualcuno ad attribuire la _Memoria
+storica_ al Guicciardi[22], parmi opportuno dissipare ogni dubbio per
+mezzo di una lettera che l'Armaroli stesso scriveva nel 1830 a
+Francesco Cassi per ottenere dal marchese Antaldo Antaldi di Pesaro la
+restituzione dell'unica copia rimastagli del suo libretto; lettera che
+sulla divulgazione di questo scritto ci dà anche alcune particolarità
+rimaste sin qui ignorate.
+
+ _Mio degno e rispettabile amico,_
+
+ Macerata 25 aprile 1830.
+
+ Ho bisogno dell'autorità vostra municipale, per citare al
+ vostro tribunale codesto diligentissimo amico nostro
+ marchese Antaldo. È piú di un anno che in vostra presenza
+ gli consegnai quel mio Opuscolo sulla rivoluzione di Milano
+ del 1814, che gentilmente si offerí di farlo osservare ai
+ Revisori per vedere se s'incontrasse difficoltà nel
+ ristamparlo. Ritornando da Bologna mi recai da lui e mi
+ disse che non vi era opposizione, ma non potea restituirmi
+ il libro perché era rimasto presso il Signor Canonico Coli.
+
+ Dopo di ciò gli ho scritto, gli ho mandata qualche mia
+ pubblicata freddura, ho certezza che l'ha ricevuta, e non mi
+ ha risposto. Gli ne ho fatta avanzar premure da Asiari, e
+ ultimamente dal Ferri nipote del sordo, ed anche ciò
+ inutilmente.
+
+ Parlando sul serio io ne ho vero e sommo bisogno: ho stimoli
+ da piú parti e dalla stessa Lombardia di farne altra
+ edizione corredata di abbondanti commenti; vi è anche
+ dell'onore del mio nome il farlo perché sono stato citato
+ con menzogna. Non solo non ne ho altra copia, ma è
+ impossibile di procurarmela perché le 500 copie venute a
+ Giegler, meno le poche esitate, furono sequestrate dalla
+ Polizia, né so se potessi ottenerne da Parigi. Mi raccomando
+ dunque alla vostra amicizia di farne cortese insistenza
+ all'amico onde io possa ricuperarlo.
+
+ Viene qui Delegato Monsignor Ciacchi. Voi forse lo vedrete.
+ Mi sarà grato che mi facciate conoscere ad esso per un uomo
+ d'onore, tranquillo suddito, e vostro amico.
+
+ Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi
+ raccomando. Vale.
+
+ _Il Vostro_
+ ARMAROLI.
+
+ _Al Nobil Uomo_
+ _Il chiarissimo Signor Conte_ FRANCESCO CASSI
+ _Gonfaloniere di
+ Pesaro_[23].
+
+La _Memoria storica_ dell'Armaroli fu per molto tempo una delle piú
+copiose fonti d'informazioni a chi ebbe ad occuparsi dei fatti
+dell'aprile 1814: dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua
+storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana[24], giú giú
+sino ai piú recenti narratori della fine del Regno italico, tutti si
+valsero della operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta
+ora, in parte come opportuno riscontro, in parte come necessario
+correttivo, la relazione particolareggiata che di quelli avvenimenti
+stese e lasciò ai posteri il collega suo CARLO VERRI milanese[25]. Il
+patrizio lombardo fu veramente nei moti del 1814 uno dei
+rappresentanti piú cospicui e sinceri del partito austriaco; meno
+vigoroso all'operare che non fosse il Guicciardi, giovò piú di lui al
+trionfo di quel partito rafforzandolo con l'autorità del suo nome, e
+prestò l'opera propria, come presidente della Reggenza provvisoria,
+alla consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta, della nuova
+dominazione[26]. Però, come il Verri fu animato da un sincero, per
+quanto fallace, sentimento di giovare agli interessi del suo paese,
+cosí la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le cagioni e i
+procedimenti di un fatto che tanto sembrò contrastare con il desiderio
+dell'indipendenza nazionale, della quale in quei giorni tutte le parti
+politiche s'erano fatta una bandiera per conto proprio. Storia
+dolorosa di errori, se non di colpe, onde procedette una espiazione
+ancor piú dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda di
+ammaestramenti, anche per noi che di quella espiazione raccogliemmo i
+frutti, poiché ci insegna come la rettitudine delle intenzioni non
+basti a salvare un paese quando non sia accompagnata dal senso
+dell'opportunità, dall'accortezza dei mezzi, dalla prontezza
+dell'azione.
+
+ T. CASINI.
+
+
+NOTE
+
+[1] _Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del Regno d'Italia
+(aprile 1814) tratta da documenti editi ed inediti per_ MASSIMO FABI,
+Novara, A. Pedroli, 1860; 8º, p. 248. È libro notabile perché vi sono
+raccolti molti documenti pubblici concernenti quei fatti; ma il CANTÙ,
+_Cronistoria dell'Indip. ital._, vol. 1, p. 869 attesta: «questo è
+lavoro del consigliere CARLO CASTIGLIA, che lo esibí a me e ad altri,
+prima di venderlo al Fabi, che lo stampò per suo».
+
+[2] _La caduta del Regno italico, narrazione desunta da testimonianze
+contemporanee e da documenti inediti o poco noti per cura di_ GIOVANNI
+DE CASTRO, Milano, Treves, 1882; 16º, p. 366. È ricco, come tutti i
+libri del DE CASTRO sull'età napoleonica, di notizie e giudizi tratti
+da scritture contemporanee, e ha uno spiccato carattere aneddotico che
+ne rende piacevole la lettura né poco conferisce all'intelligenza dei
+tempi e degli uomini.
+
+[3] Barone VON HELFERT, _La caduta della dominazione francese
+nell'Alta Italia e la congiura militare bresciano-milanese nel 1814,
+traduzione consentita dall'autore di_ L. G. CUSANI CONFALONIERI, _con
+un'appendice di documenti_, Bologna, N. Zanichelli, 1894; 16º, pag.
+282. È importante specialmente perché l'autore attinse notizie da
+documenti riservati degli archivi di Vienna, ma, come altri libri
+dell'Helfert su cose italiane, tende a giustificare la politica
+austriaca, e però trascura fatti, censura persone, pronuncia giudizi
+dimostrando molta parzialità. La pubblicazione dell'originale tedesco
+è del 1880.
+
+[4] Il testo francese fu pubblicato in Parigi, Laisné, 1846, e la
+traduzione italiana, ivi 1847. È un libro ormai rarissimo, perché le
+copie venute in Italia furono quasi tutte confiscate dalla polizia
+austriaca, e però ci proponiamo di ristamparlo quando che sia in
+questa nostra _Biblioteca storica del Risorgimento italiano_. Intanto
+sovr'esso si vedano CUSANI, _St. di Milano_, VII 84, DE CASTRO, op.
+cit., p. 10, HELFERT, op. cit., pag. 24.
+
+[5] Il titolo del libretto, stampato in carta grossolana e della
+dimensione di cm. 21×12, è riprodotto a fac-simile nella p. 1 del
+presente volume. La data di Parigi è probabilmente fittizia, poiché la
+carta, i caratteri ed altre particolarità materiali del libro lo
+mostrerebbero uscito dalla stamperia del Veladini di Lugano (cfr. DE
+CASTRO, op. cit., p. 39; _Catalogo del Museo del Risorgimento
+nazionale di Milano_, II, 236): tuttavia a provenienza parigina sembra
+accennare l'autore stesso nella sua lettera al Cassi, che sarà
+riferita or ora.
+
+[6] Parma, stamperia Carmignani, 1814, 16º, p. 12.
+
+[7] FABI, op. cit., p. 223.
+
+[8] A questa _Lettera_ di stampa parmense accenna il FOSCOLO, _Opere_
+V, 221: «.... benché vi fosse da ridire, tuttavia si è lasciato
+correre, perché era dettato a difesa con modestia d'uomo dabbene: tace
+il vero, che forse era occulto a quello scrittore; non però dice il
+falso». Non crederei di errare sospettando autore di questa relazione
+uno dei senatori VINCENZO DANDOLO o FEDERICO CAVRIANI, i soli, tra
+quelli che vi son nominati, cui possano applicarsi e la qualifica
+d'_uomo dabbene_, secondo il giudizio del FOSCOLO, e le lodi raccolte
+dal FABI: per il Cavriani starebbe anche il fatto che a lui fu
+erroneamente attribuita la _Memoria storica_ dell'Armaroli (cfr. G.
+MELZI _Dizion. di opere anon. e pseudon._, vol II, p. 470).
+
+[9] Vedasi in questo volume pp. 43-49.
+
+[10] Alludo specialmente al libello, tribuito a STEFANO MÉJAN, _Le Roi
+Pino à la bataille des parapluies_, stampato in Germania nel maggio
+1814, e all'altro intitolato: _Le Lamentazioni, ossieno le quattro
+Notti del general Pino_. Italia 1815 (forse stampato a Milano): il
+PINO rispose con gli _Schiarimenti sopra alcuni articoli esistenti nel
+libello intitolato, «Le quattro Notti del generale Pino,»_ anche
+questi del 1815.
+
+[11] È un opuscolo in 8º, di p. 16.--Da vedere in proposito ciò che
+scrisse, a cose quiete, A. ZANOLI, _Sulla milizia cisalpino-italiana
+cenni storico-statistici dal 1796 al 1814_, Milano, Borroni e Scotti
+1845, vol. II, pp. 441-445.
+
+[12] La _Lett. ad un amico_, senza note tipogr., è un opuscolo di p.
+23, oggimai introvabile: una copia è nell'Ambrosiana (DE CASTRO, p.
+36), un'altra nel Museo milanese del Risorgimento (_Catalogo_ I, 316):
+ma è stata ristampata in _Memorie e lettere di F. Confalonieri_, a
+cura di G. CASATI, Milano, Hoepli, 1890, p. 253-273.
+
+[13] L'opuscolo del GIOVIO è rarissimo: una copia ne conserva
+l'Ambrosiana in una miscellanea _S. C._ v. v. 26, che è tutta di cose
+manoscritte e stampate sui fatti del 20 aprile 1814 (DE CASTRO, pp.
+36, 82).
+
+[14] Il nome del GIOIA è dato da un esemplare della _Memoria storica_,
+posseduto dalla R. Biblioteca Vittorio Emanuele (22, 14, B, 11) con
+queste parole manoscritte: _Vuolsi del senatore Conte Guicciardi, ma
+piú si attribuisce al Gioia_.
+
+[15] FOSCOLO, _Opere_, vol. V, p. 171-253; specialmente si noti ciò
+che leggesi a p. 175, 178, 183, 211-213, 222.
+
+[16] _Op._, vol. V, p. 489-609; specialmente, p. 495, 568.
+
+[17] _Relation historique de la Révolution du royaume d'Italie en
+1814; par le comte_ GUICCIARDI, _ex-chancelier du Sénat; traduit de
+l'italien par_ M. SAINT-EDME. A Paris, chez A. Corréard, libraire,
+Palais-royal, Galerie de bois, n. 258, 1822; in-8º, di p. VI-204.
+
+[18] R. BONFADINI, _Mezzo secolo di patriotismo_, Milano, Treves,
+1886, p. 84-91, dove il ritratto politico del Guicciardi è delineato
+con mano maestra, sebbene un po' indulgente. Non inutile mi sembra
+l'aggiungere che il Guicciardi fu di una famiglia nobile di Tresivio,
+ma nacque accidentalmente in Lugano il 26 febbraio 1756: fatti gli
+studi di legge, si volse ai pubblici uffici, e fu dapprima
+luogotenente del Vicario in Sondrio, poi delegato presso il Pretore in
+Morbegno, e non ancora trentenne fu chiamato nel 1785 alla piú
+eminente carica amministrativa che fosse nella Valtellina, quella di
+cancelliere di Valle. Nel 1787 fu uno dei deputati che trattarono
+innanzi alla Corte di Vienna la questione dei diritti valtellinesi
+contro i Grigioni, e fin d'allora cercò di collegare le sorti e gli
+interessi della Valtellina con quelli della Lombardia; e questo fine
+il Guicciardi raggiunse dieci anni di poi alla prima venuta dei
+francesi, poiché egli fu principal promotore dell'unione della
+Valtellina alla Cisalpina accaduta nel novembre 1797. L'amicizia
+allora contratta con Antonio Aldini, andato commissario organizzatore
+in Valtellina, gli aprí la via degli uffici politici nella novella
+Repubblica: fu chiamato da Bonaparte il 20 novembre 1797 nei Comitati
+riuniti e assegnato a quello di costituzione, e contemporaneamente fu
+fatto rappresentante del popolo al Corpo legislativo nel Consiglio dei
+seniori, ma chiese e ottenne la dimissione il 26 dicembre; nel
+febbraio 1798 fu Commissario straordinario del governo nei
+dipartimenti del Lamone e del Rubicone; il 15 aprile fu nominato
+ministro di polizia generale, il 10 luglio ministro dell'interno, nel
+quale ufficio rimase fino a tutto il gennaio 1799. Nella seconda
+Cisalpina il Guicciardi si tenne in disparte, finché mandato
+all'assemblea di Lione, come uno dei notabili del dipartimento del
+Lario, vi si segnalò per moderazione e dirittura d'idee, di modo che
+Bonaparte il 26 gennaio 1802 lo chiamò all'alto ufficio di segretario
+di Stato della Repubblica italiana. Vive antipatie sorsero tra il
+Melzi, vicepresidente di quella, e il Guicciardi, sí che questi lasciò
+l'ufficio passando il 31 maggio a far parte della Consulta di Stato,
+la quale alla formazione del Regno italico costituí poi la prima
+sezione del Consiglio di Stato. Nominato direttore generale della
+polizia il 1º agosto 1805, esercitò il difficile ufficio con tatto e
+moderazione, finché Napoleone I, per motivi non ancora chiariti,
+sospettò della sua condotta e lo tolse di mezzo nominandolo senatore
+il 19 febbraio 1809. Da questo momento fino al 1814 fu cancelliere del
+Senato ed ebbe gran parte nelle deliberazioni di quel corpo, mentre
+poi veniva insignito via via delle piú alte onorificenze napoleoniche.
+Nel 1814 fu a Vienna a procacciare il mantenimento dell'unione della
+Valtellina alla Lombardia, e riuscí gradito all'Austria sí da esser
+fatto nel 1818 vicepresidente dell'I. R. governo della Lombardia, nel
+1825 I. R. consigliere intimo attuale e presidente della Commissione
+centrale di pubblica beneficenza. Collocato a riposo nel 1826, morí
+nel 1837.
+
+[19] Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale ho potuto
+raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio 1766 di famiglia
+patrizia, fece buoni studi di lettere in patria e fu laureato in
+giurisprudenza: entrato nella magistratura pontificia, era presidente
+del tribunale di Macerata allorché poco dopo l'unione delle Marche al
+Regno italico, fu con decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente
+della Corte di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio
+elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, e
+nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí quindi a Milano,
+donde solamente nel 1815 tornò, con una modesta pensione, in patria,
+dove si diede con fortuna all'esercizio dell'avvocatura e divenne
+presto il principe del foro marchigiano. Viveva ritirato nella
+solitudine della sua villa in Appignano, allorché scoppiata la
+rivoluzione del 1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo
+provvisorio delle Provincie unite come ministro della giustizia; ma la
+rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi a Bologna ad
+assumere il ministero, nel quale fu supplito da Antonio Silvani. Il 9
+giugno 1843 l'Armaroli morí nella sua villa di Appignano che egli
+aveva battezzata col nome di Tusculano, lasciando alla famiglia
+Tambroni i suoi averi e i suoi libri.
+
+[20] Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo], p. LXV-256.
+La traduzione francese fu pubblicata in Parigi, Audin. 1823, poi
+raffazzonata con altro titolo.
+
+[21] A. ZANOLI, op. cit., II 441: «... io ho dati per credere che [la
+_Memoria storica_] sia invece del di lui collega Leopoldo Armaroli».
+
+[22] Per es. nel libro _Milano e il suo territorio_, Milano, 1844,
+vol. I, p. 375: il CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. IX, p. 57, si
+mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo all'Armaroli.
+
+[23] Biblioteca Oliveriana di Pesaro, _Carte mss. di F. Cassi_.
+
+[24] _Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les ordres
+d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires secrets sur
+la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et les deux conjurations du
+25 avril 1815, la campagne des Autrichiens contre Murat, sa mort
+tragique et la situation politique actuelle des divers États d'Italie,
+par le chevalier S. J. *** témoin oculaire, précédé d'une notice
+historique sur Eugène Beauharnais_. Paris, Dentu e Lugano, Veladini,
+1817, in-8º, p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al
+JULHIEN, generale francese al servizio del Regno italico (cfr.
+CORACCINI p. XCV; CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. VIII, p. 311).
+
+[25] Primo a servirsi della relazione del Verri fu il CUSANI, che
+nella sua _Storia di Milano_, vol. VII, p. 91 e segg. ne riferí lunghi
+estratti: essa fu poi pubblicata con molti errori e lacune nel vol.
+IV, pp. 445-507 dalle _Lettere e scritti inediti di_ PIETRO _e_
+ALESSANDRO VERRI a cura di C. CASATI, Milano, Galli, 1879-81. La mia
+ristampa è condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene
+non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi l'ultima
+mano.
+
+[26] Fratello ai piú famosi Pietro e Alessandro, Carlo Verri nacque in
+Milano il 21 febbraio 1743, e compiuta con buoni studi la propria
+educazione visse per molto tempo alieno dalle cure pubbliche, tanto
+intento alla cultura delle proprie terre e alle prove di miglioramenti
+agrari e tecnologici, sui quali anche pubblicò alcuni notabili scritti
+(registrati dal CORNIANI, _I secoli della letteratura italiana_,
+Torino, 1855, VII, 489). Venuti i tempi piú quieti della Repubblica
+Italiana, il Verri fu chiamato nel 1802 a far parte del Corpo
+legislativo, dal quale uscí allorché per le insistenze del Melzi
+accettò la prefettura del Mella conferitagli con decreto del 26 aprile
+di quell'anno. Il 29 settembre 1804 fu fatto membro del Consiglio
+legislativo, e cosí alla creazione del Regno italico fu coi decreti
+del 9 maggio e 9 giugno 1805 compreso tra i componenti il nuovo
+Consiglio di Stato. Nominato senatore il 10 ottobre 1809, fu in quel
+corpo uno dei piú autorevoli per dirittura e moderazione di idee, ed
+ebbe nel 1814 la parte larghissima ch'egli stesso racconta. Lasciato
+l'anno dopo l'ufficio di presidente della Reggenza provvisoria, si
+ritirò di nuovo a vita privata, e morí poi in Verona nel luglio 1823.
+
+
+
+
+ SULLA RIVOLUZIONE
+
+ DI MILANO
+
+ _Seguita nel giorno 20 aprile 1814_
+
+ SUL PRIMO SUO GOVERNO PROVVISORIO
+ E SULLE QUIVI TENUTE ADUNANZE
+ DE' COLLEGJ ELETTORALI
+
+ MEMORIA STORICA
+ CON DOCUMENTI.
+
+
+ PARIGI
+ Novembre 1814.
+
+
+
+
+AVVERTIMENTO.
+
+
+Il manoscritto della presente memoria, opera di un personaggio
+illustre del Regno d'Italia, e la di cui autorità è tanto piú
+rispettabile, che esso vi godette per molti anni di una riputazione
+fondata sulle di lui eminenti qualità, venne per una combinazione
+felice nelle mani dell'editore. Egli sarà facile di convincersene
+colla lettura delli documenti autentici che si presentano al lettore,
+e molti de' quali non potevano cadere in possesso di una persona, la
+quale per il suo posto non avesse avuto il diritto di leggerli non
+solo, ma anche di ritenerli presso di sé. L'editore si è fatto un
+dovere di dare questa memoria alla luce, senza aumentazioni, né
+diminuzioni, e senza permettersi veruna osservazione. Non è opinione
+sua quel che espone, ma bensí un racconto fatto da un uomo autorevole,
+di fatti autentici, e di cui gli effetti furono pubblici.[27]
+
+
+
+
+SULLA RIVOLUZIONE DI MILANO
+
+_Seguita nel giorno 20 aprile 1814._
+
+MEMORIA STORICA.[28]
+
+
+Dopo la ritirata di Mosca, tutte le molle politiche de' governi di
+Francia e d'Italia perdettero all'istante la loro elasticità. Il
+sentimento della potenza di Napoleone a rapidi gradi si estinse, e
+cessò l'illusione che la fortuna e la vittoria marciassero
+costantemente alla testa delle sue armate. Gli animi dei popoli sempre
+piú s'indispettirono per l'aumentato rigore delle finanze, e per
+l'accresciuto bisogno della coscrizione desolatrice delle famiglie.
+Ciò non ostante, il rovesciamento totale del sistema non entrò nei
+piani delle Potenze, e molto meno nelle viste dei sudditi, come quello
+che non sembrava verificabile senza rinnovare gli orrori di una
+rivoluzione. Miglior partito parve quello di sostenere il Governo e di
+somministrargli i mezzi, onde colla gloria delle armi ottenere
+finalmente una pace onorevole e solida. Non vi fu perciò sforzo che si
+risparmiasse. Artiglieria ed armi si fabbricarono da ogni parte con
+un'attività che non ha esempio. La coscrizione ebbe il suo effetto
+quasi per intero, si offrirono persino gratuitamente dai corpi e dai
+privati cavalli in gran numero e guerrieri.
+
+Lo spirito italiano, non mai versatile, ma attaccato sempre
+tenacemente ai suoi principi, superò, alla debita proporzione, la
+Francia nelle volontarie oblazioni. Nel Regno d'Italia si ebbe per
+istimolo ulteriore, che alla pace generale cessasse l'esercizio di un
+Governo per procura coll'organo di un Viceré, e che sul capo del
+Principe Eugenio passare ne potesse indipendente la corona. Non vi è
+dubbio che a quell'epoca concorressero nel Principe l'amore ed il
+desiderio dei popoli. Non vi è dubbio che si avesse di lui l'opinione
+di un buono e zelante amministratore, di un uomo di Stato, di un
+prudente e generoso condottiero di eserciti, educato ad una grande
+scuola. A ciò si aggiungeva la rispettosa affezione che si era
+conciliata la Principessa sua consorte, a cui tutti offerivano i loro
+omaggi, chi per la sua pietà e per le sue virtú, chi per le sue grazie
+e la sua amabilità, chi per le beneficenze che a larga mano spargeva,
+specialmente sulla classe degli indigenti che qual rifugio e madre la
+riguardavano.
+
+Niun debito si faceva al Principe del complicato sistema di
+amministrazione, della coscrizione, e soprattutto della gravezza delle
+imposte. Il solo Re ne sopportava l'odiosità, non che, rapporto alle
+finanze, quel Ministro, che aveva la bassezza di prostituire i suoi
+sommi talenti nel secondarlo e facilitargli i mezzi di esecuzione. I
+sentimenti del suo segretario degli ordini erano conosciuti da pochi
+nella capitale, da pochissimi nei dipartimenti. Quest'uomo, tuttoché
+naturalizzato italiano con la sua ammissione al Collegio elettorale
+dei dotti, si crede che non abbia mai naturalizzato il suo cuore.
+
+Furono i pochi uffiziali reduci dalla campagna di Mosca, che
+inserirono nell'animo degli Italiani i primi semi di diffidenza verso
+la persona del Principe. Questi lamenti, già disseminati abbastanza,
+crebbero a dismisura nel 1813, allorché fu miseramente l'Italia ancora
+il teatro della guerra. Non piú il solo uffiziale, ma dal generale al
+soldato si chiamarono tutti mortificati dal Principe, offesi dal suo
+primo aiutante. Saranno state forse calunniose alcune acerbe
+proposizioni poste in bocca dell'uno e dell'altro, ma pure da
+moltissimi si recitavano come vere. Fece dispiacere il vedere
+trascurato il primo ed il piú provetto tra i generali italiani, che
+dal Nord al Sud ha sempre associata la sua carriera alla gloria delle
+armi italiane.
+
+Ad alienare gli animi dal Principe concorse un terzo francese, il suo
+segretario di gabinetto, passato, contro il prescritto della
+costituzione, alla direzione generale delle poste. Egli con la polizia
+esercitata negli ultimi tempi sul carteggio, col trattenere ed anche
+disperdere le lettere, specialmente de' negozianti, portò al colmo il
+malcontento in questa classe sí benemerita della società, la quale era
+già prima indispettita abbastanza per il sistema continentale e per
+l'incaglio totale di ogni ramo di commercio.
+
+Altr'oggetto di avversione, e forse il maggiore, era negli abitanti
+della città di Milano, perché il governo ridondasse di forestieri, che
+spendevano in essa con i loro soldi, i quali venivano pure dai
+rispettivi dipartimenti, anche le rendite de' propri patrimoni. Unico
+paese in Italia, e forse in tutto il mondo civilizzato, ove in pochi
+si trovi una cordiale ospitalità, ed ove in moltissimi, specialmente
+fra i nobili, regna una decisa avversione contro i forestieri, e per
+forestieri quelli riconoscono che non sono oriundi della antica
+Lombardia Austriaca! Oggetto di gelosia e di rabbia erano i ministri
+ed il senato, quasi che tra sei ministri in Milano non se ne vedessero
+ultimamente due lombardi, due milanesi fra cinque dignitari, otto tra
+cinquanta senatori, quasi tutti i consiglieri di cassazione ed i
+giudici della Corte dei conti, la metà circa de' consiglieri di Stato,
+la maggior parte dei direttori generali, tutti i segretari generali
+dei ministeri e quasi tutti quelli delle direzioni, dieci tra
+ventiquattro prefetti, e cosí molto e molto piú nel restante, giacché
+la Corte era popolata di ciambellani, di dame di palazzo, di scudieri
+e di altri soggetti milanesi tutti al soldo della corona, e non vi era
+dipartimento nel Regno, che non contasse e giudici ed uno stuolo
+grandissimo d'impiegati della capitale. Volere un regno
+costituzionale, ed un corpo per conseguenza intermediario, e
+pretendere che i membri non fossero oriundi dei dipartimenti, è un
+concepimento, un assurdo tutto nuovo.
+
+Erano gli animi in questo caldo allorché i successi delle armi delle
+Alte Potenze coalizzate sempre piú si moltiplicavano in Francia, e
+facevano veder prossimo un qualche decisivo avvenimento. Si
+permettevano i discorsi i piú allarmanti ne' luoghi pubblici, ne'
+caffè e nei teatri. All'annunzio poi dell'ingresso degli Alleati in
+Parigi, non ebbe piú ritegno la commozione. I primari patrizi
+milanesi, e quegli stessi che allora prestavano piú ligio il servizio
+alla Corte e maggiori ne avevano sperimentati i benefizi, correvano da
+ogni parte baccanti, esagerando i torti del governo, e per
+maggiormente dilatare l'allarme associarono a loro tre soggetti
+d'amplissima trachea, che alzavano con piú coraggio la voce. Un
+generale di brigata italiano, sdegnato di non aver avuto i desiati
+avanzamenti, un generale straniero al soldo italiano riformato per
+demeriti, un estero letterato che non sembrava attaccato a questo
+paese da altri vincoli che da quelli delle tante mense de' ministri
+alle quali era assiduo, questi furono i piú animosi apostoli della
+rivoluzione.
+
+Bisogna credere che il Principe Eugenio, il quale gemeva in Mantova
+tra le gravi cure della guerra e tra le angoscie per l'incertezza
+della sua situazione, non fosse inteso di quanto si vociferava in
+Milano, ovvero bisogna convincersi che chi lo tradiva continuasse ad
+adularlo per non incontrare ostacoli all'esplosione della sua
+perfidia. La verità pur troppo non arriva che tardi e zoppa ai
+gabinetti dei principi. Egli, che si era mantenuto sempre costante e
+fedele nella sua direzione verso il proprio padre e sovrano, che aveva
+resistito a tutte le insinuazioni della politica, egli finalmente
+pensò ai destini del Regno, e forse anche a sé stesso, quando giunsero
+a sua notizia gli strepitosi avvenimenti seguiti in Parigi ne' primi
+giorni d'aprile e la singolar metamorfosi del primo corpo di quello
+Stato. Fu allora che nel dí 16 di aprile convenne in una capitolazione
+con il Feld Maresciallo Conte di Bellegarde, e mediante la cessione di
+alcune piazze ottenne una sospensione d'armi fino all'esito di una
+deputazione del Regno, da presentarsi alle Auguste Potenze
+coalizzate.[29] Le sue viste palesi furono di far chiedere che il
+Regno fosse chiamato a parte della pace generale, proclamata
+all'Europa, e godesse finalmente della sua indipendenza: tanto apparve
+sulla sostanza della convenzione, tanto e non piú manifestò nella
+lettera scritta al duca di Lodi, resa poi da questo ostensibile alla
+commissione del Senato, e tanto assicurò ai deputati del Senato,
+quando a lui si presentarono in Mantova. È ben presumibile però che
+fosse tra i suoi desiderî che si domandasse per il suo capo la corona
+d'Italia. Fu almeno sicuramente questo lo sforzo dei ministri. Tra le
+persone piú addette ai suoi intimi consigli fu discusso sul modo di
+dare un carattere a tale deputazione e sulli stessi soggetti che
+dovessero comporla. Si sa che furono designati li generali Fontanelli
+e Bertoletti per l'armata, li conti Paradisi e Prina rappresentanti la
+nazione. Rapporto ai primi si ottenne facilmente l'adesione degli
+uffiziali, segno, checché si pretenda in contrario, che non aveva
+veramente perduto affatto il Principe il loro amore, o lo aveva
+ricuperato. Si decise di fare che il Senato autorizzasse i secondi, e
+qui si praticarono senza dubbio mezzi oscuri e subdoli. In niuno dei
+senatori era venuto mai meno il rispetto e l'attaccamento verso il
+Principe Eugenio, niuno aveva prestato fede alle voci accreditate
+nella piazza, e molto meno all'orgasmo dei nobili milanesi. Ma ognuno
+era penetrato dal sentimento de' propri doveri e da quello della
+rispettiva risponsabilità verso i suoi committenti, per non decidersi
+se non con gran ponderazione in un emergente cosí delicato e in un
+momento in cui l'attenzione e le congetture degli Italiani erano
+rivolte verso i Sovrani d'Austria e di Napoli, che quasi tutta
+occupavano e tenevano la penisola.[30]
+
+In forza di un dispaccio del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli
+della corona, fu convocato straordinariamente il Senato nel giorno 17
+aprile. È rimarcabile che di un affare, a cui si pretese di attaccare
+un sommo mistero, se ne parlasse contemporaneamente ne' caffè, e piú
+nella platea del teatro della Scala, e che i soli senatori ne fossero
+all'oscuro, come quelli che tali luoghi non frequentavano. Fu letto un
+messaggio del duca di Lodi in cui, dopo aver fatto un quadro per
+verità molto vago della situazione del Regno, presentava al Senato un
+progetto di decreto per autorizzare una deputazione a chiedere a S. M.
+l'Imperatore d'Austria, e pel di lui organo alle Alte Potenze, la
+cessazione assoluta delle ostilità, l'indipendenza del Regno ed un re
+nella persona del Principe. Che non si macchinò, che non si disse,
+perché a sorpresa si adottasse la deliberazione proposta? Fermi i
+senatori nella loro massima, vollero che la materia si digerisse prima
+da una commissione di sette membri, la quale prendesse, siccome fece,
+i migliori schiarimenti dal duca di Lodi e riferisse. Sul rapporto
+della medesima fu adottata la deputazione per i due primi oggetti
+della cessazione delle ostilità e dell'indipendenza del Regno, esclusa
+la domanda del Viceré in nostro Sovrano, come diffusamente risulta
+dagli atti di quella seduta espressi nell'allegato num. 1 con gli
+analoghi documenti A, B, C. Pareva che i patrizi milanesi dovessero
+esser paghi del contegno dignitoso del Senato e della sua risoluzione.
+Se la loro volontà era quella dimostrata, che non si ricercasse il
+Principe in re, il Senato era stato del loro avviso. Indispensabile
+era la deputazione, per l'effetto della capitolazione col Feld
+Maresciallo Conte di Bellegarde. Sapevano tutti che a vuoto andarono
+le pratiche per la nomina de' conti Prina e Paradisi; sapevano che la
+scelta era caduta nel conte Guicciardi, uomo di Stato non secondo a
+veruno, il primo ed il piú acerrimo impugnatore del progetto del duca
+di Lodi; nel conte Luigi Castiglioni milanese, cavaliere di cui il
+solo nome bastava a giustificare la nomina. Si arrivò a spargere il
+dubbio, che le istruzioni date ai deputati dal duca di Lodi fossero
+divergenti dal decreto del Senato, quasi che questi fossero uomini da
+riceverle tali; quasi che le AA. PP. potessero ammetterle in
+contraddizione: tutto era artifizio e pretesto. Come i rivoluzionari
+erano prima de' senatori intesi del messaggio e del progetto del duca
+di Lodi, cosí mediante lo stesso mezzo conoscevano benissimo le
+istruzioni del medesimo, le quali a comune intelligenza si danno al
+num. 2, unitamente alla di lui credenziale per il principe di
+Metternich, ministro di S. M. l'Imperatore d'Austria, num. 3. La sola
+intenzione loro fu quella di rovesciare la macchina del governo, di
+figurare da popolo sovrano, di trattare in piena confidenza con i
+potentati della terra, di fissar essi i futuri destini del Regno,
+senza il concorso di tutti i rappresentanti del medesimo, che come
+forestieri non dovevano entrare a parte degli alti loro consigli, far
+circolar calunnie, assoldare gente facinorosa, insultare la
+rappresentanza nazionale, trascorrere rapidamente di delitto in
+delitto; tutto ciò doveva operarsi, onde giungere allo scopo proposto,
+e tutto ciò fu maturatamente macchinato nel circolo di alcune primarie
+famiglie, d'onde partí l'allarme disseminato ne' luoghi pubblici. Le
+prime sottoscrizioni del foglio che forma l'allegato al num. 5,
+possono spandere gran luce sull'orditura della presente
+catastrofe.[31]
+
+Si farebbe un torto all'accortezza ed ai vasti talenti di chi
+presiedeva alla polizia dello Stato, se si supponesse che tante
+pratiche rivoluzionarie sfuggissero alla di lui vigilanza. Non si sa
+quindi concepire come egli o il Principe non vi provvedessero, mentre,
+essendo spogliata di truppe la capitale, poteva ottenersene in
+qualunque numero nella vicina Cremona e forse anche in Lodi. Non si
+spiega neppure come nel giorno venti, quando cadeva l'ordinaria seduta
+del Senato, si mandasse contro il solito alla custodia del palazzo,
+non l'ordinaria guardia, ma un picchetto non piú forte di otto o dieci
+coscritti, e cresce la maraviglia nell'essersi visto al portone del
+medesimo il capitano Marini, aiutante di piazza, che disse essere
+stato spedito per riparare qualche disordine che si temeva: qual
+riparo poteva opporre un solo uffiziale isolato, e neppur milanese?
+
+Fu piú o meno piovosa la giornata de' venti aprile. Con tutto questo,
+verso un'ora pomeridiana, quando si radunavano i senatori, si videro
+nell'esterno del loro palazzo, sotto seriche ombrelle, una nobile
+corona di soggetti decorati e addetti per la massima parte alla Corte,
+da' quali tutt'altro poteva temersi che disordine; quivi era un conte
+Federico Confalonieri, marito di una dama di palazzo; quivi due
+fratelli Cicogna, l'uno ciambellano e scudiere l'altro; lo scudiere
+Ciani; quivi un Fagnani, che riuniva all'onore di ciambellano il rango
+di consigliere di Stato, e che, a spese del governo, aveva poc'anzi
+fatto il viaggio ed un lungo soggiorno in Russia; quivi, in uniforme,
+diversi uffiziali della guardia civica, tra li quali si distinse il
+capitano Benigno Bossi; quivi piú rampolli d'illustri famiglie, e
+Silva, e Serbelloni, e Durini, e Castiglioni, ed altri diversi. Si
+notò un uomo di alta statura con alle mani una breve scala, sulla
+quale uno degli astanti saliva all'arrivo di ogni carrozza, per
+riconoscere il senatore che era in essa. Si seppe poi esser quegli un
+domestico travestito di alcuno dei cavalieri surriferiti. All'arrivo
+de' senatori facevano plauso ad alcuni, accompagnavano altri con urli
+plebei e con fischi, e precisamente quelli che in Senato avevano nel
+dí 17 mostrato di aderire al progetto del duca di Lodi; tanto è vero
+che erano al pieno giorno di ciò che si era parlato e risoluto in
+quella seduta, e non era che per un indegno pretesto che calunniavano
+l'intero corpo, accusandolo di quello che con piú di due terzi di
+suffragi aveva escluso.
+
+Al momento della convocazione, alla quale non erano intervenuti li
+conti Paradisi e Prina, si erano confusi intorno al palazzo, con gli
+altri astanti cavalieri, diversi uomini di truce aspetto, che poi si
+seppe essere sicari stipendiati, e molti altri del popolo chiamati
+dalla curiosità, e varie indistinte voci cominciarono a sollevarsi. Si
+riuní nella sua sala il Senato, ove doveva solamente farsi leggere ed
+approvarsi il processo verbale della seduta antecedente. Prima di
+procedersi a tale lettura ed all'appello nominale e mentre l'esterno
+rumore cresceva, partecipò il presidente, non officialmente, ai
+senatori, che il Podestà di Milano aveva spedito al duca di Lodi ed a
+lui la copia di un'istanza fatta alla Municipalità, in cui si
+chiedeva, che nell'attuale posizione del Regno si adunassero i collegi
+elettorali, per trattare in essi della cosa pubblica. Il Podestà
+diceva nella sua lettera di attendere su di essa le analoghe
+deliberazioni del Senato, allegati num. 4 e 5. La prima era firmata da
+141 cittadini, e si dicevano per brevità ommesse molte altre firme.
+Erano firmati i primi il conte Pino generale di divisione, il conte
+Luigi Porro, il conte Giacomo Trivulzio, il conte Federico
+Confalonieri, il conte Federico Fagnani con la qualità di consigliere
+di Stato, il conte Giberto Borromei, Giacomo Ciani. De' consiglieri di
+Stato non vi era, oltre il conte Fagnani, che il conte Lodovico Giovio
+col solo carattere di elettore; vi erano il colonnello e molti
+uffiziali della guardia civica, tra i quali meritano attenzione il
+capo battaglione Pietro Balabio e il capitano Benigno Bossi: erano
+pure firmati nello stesso foglio il Podestà ed i Savi municipali.
+
+In questo mentre chiese ed ottenne il permesso, e fu da un usciere
+introdotto nella sala il capitano aiutante Marini, il quale espose che
+gli ufficiali della guardia civica esclamavano ad alta voce di voler
+essi presidiare il Senato e difenderlo. Vi aderí il presidente e ne
+diede in iscritto l'autorizzazione, non sapendo neppure concepire il
+sospetto, che discendere si potesse all'infamia di tradire la fiducia
+dell'unico corpo di rappresentanza permanente del Regno, quando inerme
+si abbandonava in braccio de' cittadini della capitale, che
+ultroneamente offerivano assistenza e difesa. Ma il primo loro passo
+fu di accorrere con una forte e preparata pattuglia, e cacciare
+bruscamente e con una somma indecenza dai loro posti i soldati di
+linea, e quelli persino che erano all'immediata porta della sala della
+seduta.
+
+Prima di quel momento niuno del popolo aveva ardito di penetrare nel
+palazzo, niuno aveva ardito di sforzare i soldati di linea che erano
+schierati alla porta. Il solo conte Confalonieri si era appressato piú
+degli altri, e la sola sua voce si ascoltava esclamando: «Noi vogliamo
+la convocazione dei Collegi elettorali, e che si richiami la
+deputazione del Senato!». Tutto che il capitano Marini gli insinuasse
+che fosse entrato in seduta e senza innalzare in istrada clamori
+plebei e sediziosi avesse manifestati ai senatori i suoi voti, rispose
+di non poterlo fare, perché destituito di carattere e di
+rappresentanza, ma intanto sempre piú sollevava la voce, ripetendo le
+cose stesse.
+
+Non appena i soldati di linea si ritirarono nell'appartamento del
+custode, non appena il palazzo fu in balia della guardia civica, che
+fu dato l'adito indistintamente ai grandi, ai sicari ed alla plebe di
+penetrare in esso liberamente. Il conte senatore Verri si offrí di
+perorare al popolo, ed a lui si unirono li conti senatori Massari e
+Felici. Piú volte andarono e tornarono e riferirono sempre l'inutilità
+de' loro sforzi, perché non emergeva cosa volesse un popolo
+tumultuante che sollevava grida confuse. Il conte Verri dette in
+Senato una carta che disse essergli stata posta in mano da persona
+incognita e che non si ebbe tempo di leggere. Alcun senatore, che vi
+gittò sopra una rapida occhiata, vide che era scritta di carattere
+alterato, e nel primo paragrafo esponeva che, come la Spagna e la
+Germania avevano dato l'esempio, cosí doveva scuotersi dagli italiani
+il giogo francese.[32] La moltitudine si tratteneva nella gran corte,
+e niuno si faceva lecito di salire il maestoso scalone del palazzo.
+Furono i civici ufficiali che la incoraggiarono, la spinsero, e già in
+un momento il gran portico contiguo alla sala della seduta ridondava
+di popolo. Di piú, due cavalieri erano alla porta della prima
+anticamera, e senza entrare in essa si limitarono a prestare il loro
+nobile officio ed introdurre a forza que' tali che alla medesima si
+avvicinavano. Finalmente si restituí l'ultima volta in seduta il conte
+Verri, e palesò che non restavano che due soli minuti a deliberare, o
+tutto era perduto. Si domandò cosa alla perfine si domandasse dai
+senatori. Gli uffiziali della guardia civica, e tra essi il capo
+battaglione Pietro Balabio, erano entrati nella sala con viso pallido,
+alteratissimo, come di uomini cui non erano famigliari i delitti. Il
+capitano Benigno Bossi esclamò ad alta voce che si voleva il richiamo
+della deputazione e la convocazione dei Collegi. Il presidente,
+sull'insinuazione di qualche senatore e senza alcuna precedente
+regolare deliberazione, scrisse: «Il Senato richiama la deputazione e
+riunisce i Collegi». Lo stesso capitano sortí dalla sala con questo
+foglio, e quindi, senza aver parlato con persona, come attestano gli
+uscieri del Senato, rientrò esclamando essere intenzione del popolo
+che si dichiarasse sciolta la seduta, e questo stesso scrisse di nuovo
+il presidente, con aggiungerlo in altro foglio in questi termini: «Il
+Senato richiama la deputazione, e riunisce i Collegi elettorali, ed è
+sciolta la seduta». Piú di trenta copie ne furono all'istante scritte
+dai segretari, dagli impiegati e dalli stessi uffiziali civici, che
+dopo averle fatte soscrivere dal presidente le recavano al di fuori.
+
+Ciò conseguito si attendeva che fosse dissipato il tumulto; ma ben
+altre essendo le viste dei tumultuanti, crebbe anzi il disordine
+sempre piú. I senatori sortir dovettero da altra porta, e dietro di
+essi si affollò con impeto il popolo concitato. Il conte Confalonieri
+fu il primo a scagliarsi contro il ritratto di Napoleone dipinto dal
+celebre Appiani, che con l'ombrello ruppe e gittò dalle finestre,
+dalle quali egli il primo cominciò a gettare le suppellettili della
+sala. Il suo nobile esempio fu avidamente eseguito dalla plebe. Sedie,
+tavolini, specchi, stufe, persino le persiane, le stesse porte, tutto
+fu fracassato e gittato in istrada. L'istessa sorte subirono i parati,
+i tappeti e parte delle carte e dei libri. Non erano ancora tutti i
+senatori fuori del palazzo che tutto era in preda al saccheggio, da
+cui fu solo in quel giorno risparmiata la segreteria, e l'appartamento
+del conte cancelliere. Niuno dei senatori fu offeso nella persona,
+alcuno solamente fu urlato di nuovo.
+
+Cessò la depredazione e lo spoglio, allorché alcuno dei capi andò
+spargendo la voce che era tempo di portare la vendetta ed il furore
+contro il Ministro delle finanze. Tutto il popolo, ed alla testa di
+esso quelli che si coprivano di seriche ombrelle, corsero al di lui
+palazzo. Infelicissimo conte Prina! Egli era stato avvertito fino dal
+giorno innanzi di quanto si macchinava contro di lui; nella mattina
+fece ogni sforzo un di lui cugino per condurlo a Pavia nella propria
+vettura: impavido volle rimanere al suo posto, fidato nell'attività
+della polizia, nella facilità di reprimere una sommossa al suo primo
+scoppio, e nell'opinione invalsa sempre che l'ardore della plebe
+milanese fosse fuoco di paglia, ristretto, come si vede giornalmente
+nelle loro risse, a semplici parole, non estensibili ad eccessi di
+fatto. Tanto è vero che a niuno è dato di evitare il proprio destino,
+contro il quale non siamo trattenuti né dalle sollecitazioni di
+persone sensate, né dalla forza e dalla maturità del raziocinio, né
+dalla evidenza stessa del pericolo! Non fu che la presenza del
+medesimo che inducesse il conte Prina a pensare finalmente alla sua
+salvezza: atterrate le porte, fuggiti i domestici, invaso da ogni
+parte ed occupato il palazzo, fu allora che si risolvette a
+nascondersi; ma non era piú in tempo, non vi rimase piú scampo veruno.
+Inutilmente il mantovano Barone de Peyri, generale di divisione, si
+cacciò in mezzo alla folla in uniforme e tentò di salvarlo; nulla
+ottenne se non qualche momento di sospensione, e terminò col farsi
+strappare le fibbie d'oro dalle scarpe e le catene degli orologi. Il
+conte Prina fu rinvenuto, fu preso, denudato, percosso, strascinato, e
+rovesciato a capo in giú da una finestra.
+
+Rifugge l'animo a rammentare la lenta carneficina e il feroce
+trastullo fatto a sangue freddo di un uomo cui pure niuno niega che
+fosse per ingegno, per facondia e per dottrina chiarissimo, e della di
+cui onestà ha fatto fede non dubbia il ristretto patrimonio lasciato.
+Mentre il basso popolo si è abbandonato al saccheggio del palazzo,
+dopo averlo spinto gli altri nell'atrio di una casa contigua, gli
+hanno fatto percorrere tutta la contrada del Marino sino alla piccola
+piazza del teatro della Scala: questa e quella erano ricoperte di
+agitate ombrelle vario-colorate. Vicinissimi erano il palazzo della
+polizia, quello del ministero della guerra, quello dell'intendenza ove
+un folto numero si era raccolto di guardie di finanza. A tutti fu
+interdetto di accorrere in suo aiuto; chi solo aveva mezzi ed autorità
+per salvarlo, se si fosse prestato con un atto di volontà deliberata,
+e non con ciarle artificiosamente vaghe, anzi allarmanti, passeggiava
+in una contigua contrada in compagnia del conte Luigi Porro. Un buon
+negoziante di vino, esso solo ascoltò un sentimento di pietà, ed in un
+opportuno contratempo lo strappò dalle mani della moltitudine e nella
+sua cantina il nascose. Furenti erano gli ammutinati sul timore di
+averlo perduto. Scoprirono l'asilo, minacciarono d'incendio il
+mercante, finché l'infelice Prina, visto il pericolo del suo
+benefattore e non isperando per sé altra risorsa qualunque, si offerí
+in istrada alla ferocia de' suoi assassini, e «sfogatevi, disse,
+sfogatevi pure sopra di me, poiché sono già immolato alla vostra
+rabbia; ma fate almeno che sia l'ultima questa vittima». Estreme,
+memorande parole, dopo le quali non ebbe piú lena di proferirne. Fu
+allora che in mezzo agli scherni ed agli insulti volle ciascuno la sua
+parte di gloria nel percuoterlo coi puntali delle loro ombrelle. Per
+circa quattro ore gli fu fatto desiderare un colpo decisivo, che
+terminasse lo strazio. Egli è morto e strascinato per la città con
+torchi accesi, e trasfigurato tanto che aveva perdute le forme e
+l'effigie. È fama che il giudice di pace, nell'ispezione fatta del suo
+cadavere, non trovasse chi lo riconoscesse, come che non trovassero i
+professori tra le tante contusioni una ferita, una offesa veramente
+mortale: egli è morto d'angoscia e di spasimo.
+
+Intanto chi può descrivere lo spoglio totale del suo palazzo, e la
+veemenza e la prontezza della rapina? In poche ore non vi erano piú
+suppellettili non meno ordinarie che preziose, non una porta, non una
+finestra, non una pianta, non una persiana, un vaso, un utensile
+nell'amenissino giardino annesso. Tant'oltre si spinse la depredazione
+e la devastazione che tutte furono schiantate e rubate le moltissime
+ferrate, e cosí i calcani delle porte, i chiodi, i condotti, i canali
+dei tetti. I tegoli stessi furono sollevati tutti e scomposti, per la
+smania d'indagare nel tetto alcun tesoro nascosto. Insomma, un ampio,
+maestoso e ricco palazzo pubblico fu ridotto in brevi istanti uno
+scheletro trasparente, che il governo ha poi giudicato miglior partito
+di far demolire e formarci una piazza, la quale offrirà maggior comodo
+alle carrozze affluenti al vicino teatro.
+
+Il Podestà di Milano, in mezzo all'imponenza di tanta sciagura, non
+trovò altro compenso che far stampare ed affiggere il decreto estorto
+al presidente del Senato, e successivamente pubblicare egli stesso un
+proclama, in cui dichiarò che il generale Pino andava ad assumere il
+comando delle forze della capitale, che i Collegi elettorali de'
+dipartimenti non occupati dalle armi delle AA. PP. coalizzate si
+sarebbero riuniti in una sola camera, al piú tardi nel giorno 22 dello
+stesso mese, e che il Consiglio comunale della capitale si radunava
+nell'indomani, tenendosi in seduta permanente sino a che le
+circostanze lo esigessero, e che i reclami tutti si dirigessero alla
+Municipalità che li avrebbe fatti pervenire ai Collegi.
+
+La giornata del ventuno fu una forse delle piú allarmanti e terribili,
+che abbia mai veduto Milano. Il folto popolo, allo spuntar del giorno,
+era in aspetto sedizioso per le contrade tutte della città. Le
+botteghe chiuse nella maggior parte, le guardie della finanza avevano
+abbandonate le porte della città ed i cosí detti dazî, un immenso
+numero di gente di campagna, armati altri di bastone, altri di lunghi
+chiodi resi acutissimi, scorreva d'ogni intorno, designando con lo
+sguardo la preda, e ne' complotti le persone de' proscritti e le case
+da saccheggiare. Si è detto che alcuni siano stati trovati muniti di
+pugnali, chi di ben organizzati capestri. Invano il Consiglio
+municipale pubblicò di avere nominata una Reggenza provvisoria,
+composta de' signori generale Pino, Carlo Verri, Giacomo Mellerio,
+Giberto Borromei, Alberto Litta, Giorgio Giulini e Bazzetta; invano il
+generale Pino pregò, in un suo proclama, che si avesse fiducia in lui
+e che si stesse pacifici spettatori delle determinazioni che si
+andavano a prendere dalle AA. PP.; invano il corpo municipale si
+espresse, in altra stampa, che il popolo poteva darsi quella forma di
+governo che piú desiderava, che la sua libera volontà fosse
+partecipata ai Collegi, i quali avrebbero adottati quei mezzi, che il
+popolo stesso avesse giudicati piú opportuni alla sua felicità; invano
+il Vicario capitolare esortava nelle viscere di G. C. alla
+tranquillità, ordinava pubbliche preci con un triduo; invano lo stesso
+generale Pino, per salvare la forse minacciata persona del duca di
+Lodi, espose quelle dei senatori, avendo dichiarato in altro proclama
+che il duca non aveva avuto parte alcuna negli affari seguiti in
+Senato, poiché era in quei giorni gravissimamente infermo, e che le
+carte andate in Senato erano state fatte da tutt'altre persone, e
+neppure firmate da lui; invano il direttore delle privative e dei dazî
+di consumo, in un suo avviso che di concerto fu fatto col generale
+Pino, col cavaliere Podestà e col Consiglio comunale, aveva ridotto
+alla metà il prezzo dei sali e dei tabacchi e la tariffa dei dazî
+consumo; invano il primo atto della Reggenza fu quello di abolire la
+tassa del registro.
+
+Tutto fu inutile: non era opinione politica, non desiderio di una
+piuttosto che di un'altra forma di governo, non animosità contro il
+medesimo o contro il Principe, non sentimento di pubblico bene, che
+animasse la moltitudine.[33] L'unico centro del voto generale era la
+rapina e la depredazione, e già si era tornato a compiere il guasto
+del palazzo del ministro e si era tentato in quello del Senato;
+fortunatamente il rimedio del male emerse dal male stesso. Emporio
+ricchissimo in merci, in derrate, in danaro era la dogana generale,
+ossia il cosí detto Dazio grande nel palazzo del Marino, ove e
+fondachi e doviziosi depositi erano affidati dal commercio milanese,
+essendovi pure gli uffici del ministero delle finanze e di varie sue
+direzioni generali. Vi si diressero gli ammutinati, sotto pretesto di
+disperderne e distruggerne le scritture. Fu allora soltanto che,
+nell'affannosa trepidazione del loro cuore, si mossero ad un tratto i
+negozianti, con una energia imperiosissima. L'unirsi a tal voce i
+padri, i figli, i giovani, i garzoni, gli amici, i conoscenti, il
+correre ai quartieri, l'armarsi di fucili e il dividersi in numerose
+pattuglie, fu pressoché un punto solo. Il presidente del Consiglio
+comunale ed il generale Pino, con altri proclami, chiamarono all'armi
+tutti i cittadini indistintamente. Il Consiglio credette di aggiungere
+eccitamento, con accordare un distintivo nazionale in una coccarda
+rossa e bianca. Di egual saccheggio era minacciato il palazzo della
+Corte. La guardia reale, i cannoni e lo stesso generale Pino la
+difendevano debilmente. Il generale fu insultato, la guardia forzata
+piú volte ed astretta a ritirare dalla piazza i cannoni e nel palazzo
+celarli. La stessa milizia civica marciava pavida ed incerta. Si
+fecero sbarrare le strade che conducevano al palazzo del Marino, ma le
+sbarre erano a gran pena difese.
+
+Un'accidentale combinazione presentò alla milizia un vantaggio
+decisivo sul popolo. Andavano le pattuglie, per un certo riguardo,
+colla punta della baionetta rivolta verso la canna del fucile, ma una
+di esse aveva i fucili tanto dalla ruggine investiti che non gli fu
+possibile di togliere dalle canne le baionette. Presentatasi in piazza
+s'intese un subitaneo fremito popolare, nel quale si distinguevano le
+parole: «a basso le baionette.» Il che non ottenutosi, furono tratti
+de' sassi sulla pattuglia; la quale essendo forte in numero, fattosi
+coraggio, abbassò le armi e corse a passo di carica sugli ammutinati,
+che si dissiparono all'istante. Questo primo esperimento felice fu
+efficace, perché si vedessero subito in aria le punte delle baionette
+di tutte le pattuglie, perché si disperdessero i crocchi, perché i piú
+rivoltosi pertinaci nella loro insolenza si arrestassero. Molti e ben
+molti arresti seguirono nel rimanente del giorno e durante la notte;
+molti la polizia trovò tra questi che, facinorosi e debitori di
+delitti anche gravi, eludevano da piú anni la sua vigilanza e che,
+fidati allora nell'anarchia e nell'impunità, erano accorsi, e forse
+stipendiati, al bottino. Cosí terminò, senza altri orrori, quella nera
+giornata, in cui ebbe luogo soltanto il saccheggio di altra casa di
+campagna del conte Prina. Frattanto arrivò nella notte un corpo di
+cavalleria italiana, parte della quale salvò dal proclamato spoglio la
+regia villa di Monza e parte rinforzò l'efficacia della milizia.
+
+Cessato lo spavento per il temuto disastro, di cui massimo bersaglio
+sarebbero stati i ricchi, tra' quali entravano quelli stessi che il
+primo impulso gli dettero, riavutisi questi appena dall'allarme,
+riammessero nel giorno 22 di aprile la marcia rivoluzionaria, e tutto
+lo studio loro rivolsero a distruggere la costituzione ed a sollevarsi
+ad una chimerica sovranità. In quel giorno ebbe luogo la prima
+sessione dei Collegi elettorali, illegalmente convocati, piú
+illegalmente costituiti. I soli elettori milanesi, compresi alcuni
+pochissimi appartenenti ai dipartimenti non invasi i quali erano in
+Milano per funzioni governative, essi soli, in numero di circa
+settanta, disponendo della sorte del Regno come di una loro proprietà
+baronale, approvarono la Reggenza, a cui si riserbarono di aggiungere
+altri individui per li detti dipartimenti, dichiararono il general
+Pino comandante in capo delle forze dello Stato, sciolsero tutti i
+sudditi e tutte le autorità civili e militari dal giuramento verso il
+sovrano, ordinando che altro se ne prestasse giusta gli ordini della
+Reggenza. Dichiararono come non avvenuta la deputazione del Senato,
+che cessato dissero; ordinarono la dimissione dei detenuti per motivi
+di opinione, di coscrizione, di finanza; ed accordarono amnistia ai
+disertori e refrattarî. Situatisi quindi al livello dei governi del
+piú alto rango ed assunto il tuono ed il linguaggio de' primi
+gabinetti, decretarono che «si avvertissero non meno i Comandanti
+delle Alte Potenze, che l'Armata Italiana della nomina fatta del
+general Pino, e che un indirizzo si facesse alle stesse Alte Potenze,
+pregandole a voler concorrere alla felicità del paese».
+
+Le norme della felicità a cui aspiravano furono indicate e prescritte
+alle AA. PP. nella successiva seduta del giorno 23. Il Consiglier di
+Stato Lodovico Giovio, decorato della Corona di ferro, quegli che
+pochi giorni innanzi, nella qualità di Commissario di governo, aveva
+perorato ai popoli del Lario mostrando loro la convenienza di
+sostenerlo con ogni mezzo di contribuzioni e di soldati volontari,
+egli fu acclamato dagli elettori in presidente de' Collegi. Aprí la
+seduta insinuando ad essi, che «chiedessero istituzioni liberali, un
+capo indipendente che, nuovo, non conosciuto da noi... accolga i
+nostri voti e le nostre benedizioni».
+
+Né a quelle insinuazioni furono sordi i Collegi, che in poche ore
+(senza neppure curarsi del lavoro e del rapporto di una commissione,
+giusta l'adottato costume dei corpi morali, anche in oggetti assai
+meno gravi) la base e l'impianto formarono dell'ideata costituzione.
+Incominciando da ciò, in cui non poteva nascere controversia e che era
+pure il fondamento della costituzione di Lione[34], dichiararono che
+la religione cattolica era la religione dello Stato, la quale poi in
+altra seduta dissero piú accuratamente che essere dovesse la cattolica
+apostolica romana. Deliberarono quindi di chiedere alle Alte Potenze:
+
+Primo: _Assoluta indipendenza del nuovo Stato Italiano, che sarà per
+rappresentare il Regno d'Italia, con la stessa denominazione o con
+quell'altra che alle AA. PP. piacerà di darvi_.
+
+Secondo: _La maggiore estensione di confini del detto nuovo Stato,
+combinabile cogli interessi e colle mire delle AA. PP. e colla nuova
+bilancia politica d'Europa_.
+
+Terzo: _Una Costituzione liberale, che abbia per base la divisione dei
+poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, colla totale
+indipendenza di quest'ultimo; che ammetta una rappresentanza
+nazionale, cui spetti esclusivamente il formare le leggi e lo
+stabilire e regolare le imposte; che assicuri la libertà individuale,
+la libertà della stampa e del commercio; e che porti una stretta
+responsabilità negli incaricati de' rispettivi poteri_.
+
+Quarto: _Facoltà di fare questa Costituzione ai Collegi elettorali_.
+
+Quinto: _Un governo monarchico ereditario, primogenitale, e un
+principe, che per la sua origine e per le sue qualità ci possa far
+dimenticare i mali sofferti durante l'ora cessato governo_.
+
+Anche piú estesi erano i desiderî degli elettori; ma furono
+avvedutamente moderati da qualcuno, il quale fece riflettere, nella
+sua saviezza, che non si dovesse poi legare le mani alle Alte Potenze
+coalizzate. Si credette però ommesso, e fu aggiunto in altra seduta,
+che si chiedesse un «Principe nuovo onde allontanare ogni idea di
+desiderio e di affetto verso il cessato». Decisero pure di «pregare i
+Monarchi di concedere la libertà de' loro figli prigionieri, vittime
+da tanto tempo di una causa ingiusta». Combinarono finalmente che la
+Reggenza nominasse «una Commissione tra i cittadini piú distinti, per
+recarsi al quartier generale delle potenze, onde esprimere a quei
+Monarchi il vóto della rappresentanza Nazionale Italiana». La
+Commissione fu subito formata da un cittadino di Brescia e da altri
+cinque e da un segretario milanese. Fu il primo il sig. Marc'Antonio
+Fè, e furono gli altri i signori Federico Confalonieri, Giacomo Ciani,
+Alberto Litta, Giacomo Trivulzi, Pietro Balabio capo battaglione,
+oltre Giacomo Beccaria segretario, li quali all'istante partirono.
+
+Mentre lo spirito di vertigine agitava cosí le teste milanesi, li
+conti Guicciardi e Castiglioni si trovavano ancora in Mantova, ove si
+erano recati per prendere le credenziali del Principe ed i passaporti
+dal F. M. Conte di Bellegarde e per recarsi indi a Parigi per la via
+piú sicura di Baviera, via che prima di essi avevano tenuta li
+deputati dell'armata, i generali Fontanelli e Bertoletti. Seppero
+eglino appena quanto era avvenuto di disgustoso nella capitale, che
+subito si restituirono ad essa, tuttoché non richiamati da alcuna
+lettera, da alcun avviso officiale. Avevano già tenuto col principe
+Eugenio quel grave e dignitoso linguaggio, proprio di due personaggi,
+di cui è stata sempre unica scorta l'onore e la lealtà. Continuando
+nel medesimo contegno, credettero di prendere congedo da lui e
+dispensarsi definitivamente sulla deputazione; ma invece di meritare
+cosí l'elogio dei milanesi, si videro investiti al ritorno da calunnie
+le piú impudenti. Non tardò il conte Guicciardi a garantirsene con
+un'apologia che presentò alla Reggenza, onde avere il permesso di
+pubblicarla colla stampa. La giustificazione fu ben accolta ed elogi
+sommi si prodigarono alle eminenti sue qualità personali, non che al
+contegno da lui tenuto in qualità di senatore, di deputato; ma la
+stampa non si permise, per la addotta ragione che «con ciò si
+farebbero rivivere delle animosità che si vogliono sopite, si
+urterebbe col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di
+coprire di un velo le cose avvenute». È pure necessario alla storia
+che ora tal memoria e la lettera della Reggenza siano conosciute, ed è
+perciò che si inseriscono ai num. 6 e 7.
+
+Se il Principe Eugenio avesse fatto marciare sopra la capitale una
+porzione delle truppe italiane che restavano sotto i suoi ordini,
+poteva reprimere i sediziosi e restituire l'ordine facilmente; ma,
+riflettendo che con l'abdicazione di Napoleone era terminata la sua
+rappresentanza come Viceré, deliberò di abbandonare il Regno e di
+restituirsi in Baviera e poi in Francia; lasciò che l'ordine fosse
+ripristinato dalle armi di S. M. l'Imperatore d'Austria, al quale
+oggetto combinò nel dí 23 aprile una seconda convenzione col F. M.
+Conte di Bellegarde, in forza di cui, e non mai delle non valutate
+deputazioni spedite dalla Reggenza alli diversi corpi delle armate
+alleate, prese questi possesso della capitale e dei paesi non ancora
+occupati. Difatti il generale Sommariva, giunto in Milano nel dí 25,
+scrisse alla Reggenza che in vista di essa capitolazione spiegava la
+sua qualità di Commissario delle AA. PP. e si poneva alla testa di
+tutte le Autorità. Ciò, a dire il vero, non fu grato ai sovrani
+novelli, a' quali molto meno fu accetto l'ingresso successivo delle
+armi austriache in Milano. Si trovò scritto a grandi caratteri, in
+tutti i quartieri di guardia civica, le parole: _O indipendenza, o
+morte_. Il _Giornale Italiano_, redatto e pubblicato sotto l'influenza
+e sotto la sorveglianza del Governo, come foglio officiale,
+nell'annunziare l'arrivo di dette truppe disse, che «la Guardia Civica
+ed una numerosa folla di popolo le accolsero con quelle dimostrazioni
+di gioia e di gratitudine ch'eccitar dee da per tutto la presenza di
+guerrieri che hanno tanta parte nella pacificazione dell'Europa; ma
+conservarono nello stesso tempo quel nobile contegno, che caratterizza
+una nazione il cui primo vóto è l'indipendenza».
+
+Tanto e cosí gagliardo era in que' giorni il riscaldamento e il
+fanatismo da far pietà. Non risparmiando i Collegi alcuna delle
+attribuzioni sovrane, avevano annullato nella seduta dei 25 i celebri
+decreti di Berlino e di Milano[35] ed i relativi regolamenti;
+imponendo restrizioni preventive al loro Monarca, cui non si faceva
+torto, subito che nuovo doveva essere e non conosciuto, gli avevano
+limitato la riserva della caccia di Monza al solo parco, escluso il
+circondario esterno, ed alle sole valli ed ai boschi del Ticino.
+Avevano abolite diverse leggi penali, avevano dichiarata la cessazione
+del Senato ed avocata alla Nazione la sua dotazione, la cessazione del
+Consiglio di Stato con la sua segreteria, delle cariche di ministri e
+di consiglieri di Stato.
+
+Questi elettori, che tanto di Nazione parlavano, non sono giunti mai a
+numero maggiore di 170. Erano 1153 gli elettori di tutto il Regno ed
+in forza della costituzione[36] doveva concorrere almeno un terzo
+perché fosse valida la convocazione. Anzi che giungere a questo
+prescritto numero, fu anzi tanto maggiore la nullità delle sessioni,
+perché tutti e dotti e commercianti del dipartimento di Olona vi
+concorsero, e dagli altri dipartimenti non si chiamarono che i
+possidenti, il che non fu senza grande artifizio, per la tema che
+persone intelligenti, saggie e non calde, non frastornassero col
+numero i concepiti giganteschi progetti. Quanto goffamente presumesse
+una tale assemblea rivoluzionaria di distruggere i primi corpi del
+Regno, è dimostrato nella nota inserita in calce di questa memoria, al
+num. 8, la quale fu offerta all'Austriaca autorità dal presidente e
+dal cancelliere del Senato.
+
+Il F. M. Sommariva, cui si presentò una deputazione de' Collegi, fece
+conoscere la poca sua soddisfazione che questi continuassero ne' loro
+lavori, acconsentí soltanto a di loro preghiera che alcun'altra seduta
+a propria convenienza tenessero, senza però nulla risolvere e
+determinare. L'ultima si convocò nel giorno due di maggio, in cui gli
+elettori dichiararono «aggiornate le loro operazioni fino al ritorno
+della deputazione diretta agli Augusti Sovrani, e finché per parte de'
+medesimi non siano intervenuti interessanti dispacci». Dichiararono
+infine che «l'esercito italiano ha sempre meritato della patria.» La
+sessione fu chiusa con un discorso del presidente, di cui fu acclamata
+la stampa. Mi sia permesso di ripeterlo per intiero, affinché meglio
+si riconosca fino a qual esaltazione si delirasse in quel corpo.--_I
+Collegi elettorali hanno saviamente determinato, nella seduta di ieri
+l'altro, dichiaratisi permanenti, di aggiornarsi fino a che,
+diradandosi il velo politico del nostro orizzonte, possano ancora
+riunirsi ad operare il bene, e a tutte realizzare le concepite liete
+speranze. Nell'atto che manifesto a' Collegi la somma mia gratitudine
+per l'immeritata onorificenza, ancora trepidante per l'incertezza di
+avere anche scarsamente corrisposto a tanta fiducia, fo mozione che
+venga indirizzato alla Reggenza un messaggio, in cui, dandole parte
+della sospensione dei nostri lavori, accolga fortemente i voti unanimi
+dei Collegi elettorali per la sua indipendenza, senza la quale non v'è
+né bene, né patria. Sia questa, mercé la protezione delle Alte Potenze
+alleate, dalle sue rovine ricomperata, e possa sotto un virtuoso
+indipendente Governo gloriosamente operare._
+
+Anche un'altra volta figurò, non piú, la rappresentanza elettorale,
+allorché si recò in deputazione al F. M. Conte di Bellegarde, nel
+giorno dieci di maggio, giorno successivo al suo ingresso in Milano.
+Anche un'altra volta eloquentissimamente arringò il presidente Giovio,
+e pronunziò parole, che a tutt'altro che ad un consigliere di Stato
+convenivano, il quale tanta influenza aveva avuto nelle operazioni
+tutte del cessato governo. _Il voto generale, che vi manifestiamo_
+(disse egli al F. M.), _si è l'indipendenza protetta da savie leggi e
+da un principe, che tutte accolga le nostre benedizioni. Pervenga
+questo nostro ardente desiderio agli Augusti Sovrani alleati. Non è
+egoismo, né orgoglio che domandare ne faccia una esistenza politica
+alla loro generosità, ma un sentimento caldissimo degno d'ogni animo
+virtuoso, quello di assicurare la felicità di un buon popolo che ha
+lottato finora con ogni sorta di mali._
+
+Dopo quindici giorni sparí del tutto l'illusione dell'indipendenza
+italiana; con proclama de' 23 maggio il F. M. Conte di Bellegarde
+solennemente promulgò che non piú in nome delle Alte Potenze
+coalizzate, ma bensí per il suo sovrano e padrone l'Imperatore
+d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, riteneva Milano e le annesse
+provincie. Dichiarò nel tempo stesso, che da quel giorno cessava
+l'attività e l'influenza de' Collegi, non meno che del Senato e del
+Consiglio di Stato, e soppresse in seguito la guardia civica. Cosí
+palesò che il suo governo in niun conto aveva tenuto l'abolizione dei
+due primi corpi dello Stato, che con tanto strepito e trionfo si era
+operata dall'assemblea milanese. Essi sono cessati per effetto di
+sistema, e non per il capriccio e l'animosità di pochi elettori.
+
+La sola Reggenza rimase, di cui alla testa si pose il Maresciallo col
+carattere di Commissario plenipotenziario. A compimento della storia
+resta pure, che si dia qualche cenno degli atti di questa provvisoria
+magistratura composta in origine di sette cittadini milanesi, alli
+quali nel dí 25 aprile associarono i collegi, con non giusta
+proporzione, altrettanti individui per gli altri sette dipartimenti.
+Gli oggetti di finanza richiamarono le prime cure della Reggenza. Essa
+trovò alla sua installazione che il generale Pino, il Podestà e il
+Consiglio comunale avevano ridotti a metà i prezzi del sale, del
+tabacco e la tariffa dei dazî consumo; a ciò essa aggiunse
+l'abolizione totale della legge del registro, e nel dí 23 aprile
+diffuse a tutti i dipartimenti tali provvidenze, con aver anche
+ristretto a due sole terze parti il dazio sulle derrate coloniali,
+compreso lo zucchero. Limitò quindi a metà la tassa delle lettere;
+annullò quella del contributo delle arti e mestieri, e cosí pure la
+ritenuta del quinto sul soldo della truppa, decretata durante la
+guerra, ed ordinò la pronta liquidazione dell'arretrato credito dei
+militari, onde fissare poi pel medesimo le epoche di pagamento. Queste
+misure furono figlie della circostanza e del timore, poiché ben presto
+reintegrò il registro per la tassa degli atti giudiziali in aumento
+dei dritti di cancelleria, ed anche il registro delle scritture
+private, limitato però al solo dritto fisso. Pubblicò nuove tariffe
+sul prezzo de' sali e dei tabacchi, sulli dazî di consumo e sopra i
+dritti doganali per l'importazione ed esportazione delle derrate,
+mercanzie ed altri generi. La soverchia indulgenza de' primi giorni
+fece sí che si dovesse mantenere per li mesi di maggio e di giugno la
+prediale all'eccessivo rigorismo a cui fu portata dal decreto de' 6
+aprile 1814.
+
+Procedette ad altre innovazioni, parte di propria autorità, parte in
+esecuzione della volontà dei Collegi. Accordò amnistia ai disertori,
+ai refrattarî, ai condannati o detenuti per oggetti di coscrizione, di
+finanza, di opinione e di trasgressione alle leggi e regolamenti sulle
+caccie. Riformò in qualche parte il catechismo del cardinale Caprara,
+restituí alle proprie case i figli unici e parificati agli unici e ai
+sostegni delle famiglie, requisiti per le armate. Abolí le Corti
+speciali, e cosí la pena della berlina alle donne, non che agli uomini
+per i delitti importanti la sola pena di reclusione.
+
+Fece promozioni e destituzioni; promosse il generale di brigata
+Mazzucchelli a generale di divisione, richiamò e pose in attività di
+servizio il generale polacco Dembowski, rilasciò brevetto di capo
+squadrone al poeta autore de' _Sepolcri_ e dell'_Aiace_. Riformata per
+effetto di sistema la direzione generale di polizia, promosse il conte
+Luini a consigliere di cassazione; ha poi destituito dal ministero
+della guerra il generale di divisione conte Fontanelli ed il suo
+segretario generale e dalla prefettura di polizia il signor Giovanni
+Villa. Si era fatto lecito quest'ultimo di indagare e porre in
+prospettiva le tracce e l'andamento della rivoluzione del venti
+aprile, con aver sottoposto ad inopportuni interrogatori i già
+arrestati in quel giorno dalle civiche pattuglie, tra i quali erano
+anche i piú acclamati rapinatori della sostanza Prina e molti dei
+stipendiati sicari. Questi furono restituiti in libertà, e fu dal suo
+officio rimosso l'arbitrario prefetto, che osava cosí di «far rivivere
+delle animosità che si volevano sopite, ed urtava col principio
+adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le cose
+avvenute» (v. il documento num. 7).
+
+Furono finalmente ringraziati dalla Reggenza tutti i Francesi ed i
+Corsi che prestavano servizio all'armata, e furono dimessi tutti
+gl'impiegati oriundi di paesi che non hanno mai appartenuto al Regno
+d'Italia, o che hanno adesso cessato definitivamente di appartenervi,
+misura che solleva forse la finanza, ma non la gran famiglia de'
+cittadini, perché sarà ben maggiore il numero degli impiegati ne'
+suddetti paesi, che per giusto riverbero sono stati rimandati e si
+rimanderanno. Pareva inverosimile che in questa misura siano stati
+compresi i professori dell'università di Pavia e de' licei. Veramente
+gli uomini dotti sono stati sempre riputati cittadini indistintamente
+di ogni angolo della terra, ed è questa l'ultima volta che di essi si
+ricerchi la patria, e non i soli talenti, i lumi ed il bene prezioso
+dell'istruzione, che procurar possono ai consimili.
+
+Ed ecco posta nella sua luce originale una serie di fatti, che non
+possono evitare una particolare menzione ne' nostri annali. Ne' primi
+giorni di fermento rivoluzionario si gloriarono i cittadini milanesi,
+ed i piú distinti, d'aver essi personalmente operato gli eccessi del
+venti aprile. Sono arrivati a far intagliare e pubblicare una stampa,
+in cui si vede l'infelice Prina in atto di essere gittato dalla
+finestra per opera, non della plebe, ma di soggetti nobilmente
+vestiti, e di essere accolto in istrada colle punte delle loro
+ombrelle da altri personaggi in egual vestiario. Quindi, sentito il
+fremito d'indignazione di tutti i buoni, ed andati a vuoto tutti i
+loro progetti, si sono coperti di tanta vergogna, ed hanno fatto
+inserire in Parigi, nel _Journal des Débats_, che i milanesi non hanno
+preso parte ne' suaccennati disordini. È nato da questa mendace
+impudenza che in questa memoria siano stati nominati individualmente i
+soggetti che hanno pubblicamente figurato in essi. Cosí la storia
+imparziale non mancherà delle necessarie nozioni e di monumenti
+irrefragabili, onde assegnare a ciascuno il meritato tributo di lode o
+di biasimo.
+
+
+
+
+N. I.
+
+_Relazione della seduta del Senato Consulente del Regno d'Italia,
+tenuta nel dí 17 aprile 1814._
+
+
+Prima della convocazione del dí 17, niuno de' senatori ne conosceva
+l'oggetto, se quei pochissimi si eccettuano che facevano parte del
+governo, e che l'intima confidenza godevano de' principali agenti del
+medesimo. Tutti erano al buio della politica situazione del regno.
+Privi da lungo tempo dei giornali ed anche delle lettere di Francia,
+diverse erano le voci, che incerte e contradditorie correvano. Altri
+davano Napoleone alla testa di potente esercito, assistito anche
+dall'insorgenza di piú provincie; altri lo dicevano morto; altri che
+avesse abdicato impero e regno; altri a favore della dinastia. Si
+fluttuava in questa incertezza; allorquando i conti pretori del Senato
+intimarono nel giorno 16, con la solita lettera, l'ordinaria seduta
+del giorno 20: ed allorché con lettera pressante diretta
+successivamente ai senatori poche ore innanzi la mezzanotte del giorno
+stesso, li chiamarono ad altra convocazione straordinaria per il dí
+successivo. Continuò ad esserne ignoto l'oggetto anche negli ultimi
+momenti che la precedettero; si osservò solo che tutti, contro il
+solito, erano intervenuti i senatori nel numero di 36, compresi i due
+ministri della giustizia e delle finanze, oltre il conte Vaccari
+ministro dell'interno, sebbene come non senatore non vi avesse voce
+deliberativa: non mancavano che cinque membri assenti ed il conte di
+Breme che si disse ammalato.
+
+Il conte Veneri, presidente, aprí la seduta coll'aver raccomandato e
+fatto promettere il piú rigoroso silenzio in tutti gli oggetti che si
+fossero proposti, discussi e risoluti. Quindi passò a leggere, 1. una
+lettera del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli della corona, data
+il dí 16, in cui lo autorizzava a convocare straordinariamente il
+Senato; 2. il messaggio che qui si unisce, lett. A; 3. un progetto di
+decreto, che parimenti viene qui allegato, lett. B. Alla replicata
+lettura di tali fogli, la di cui sostanza era di spedire a S. M.
+l'Imperatore d'Austria una deputazione, onde implorare la cessazione
+delle ostilità, l'indipendenza del regno, con il principe Eugenio in
+re d'Italia, alcuni senatori chiesero simultaneamente la parola.
+L'ottenne il primo il conte Guicciardi, il quale propose di fare
+precedere in ordine l'esame se era costituzionale la convocazione, non
+vedendo facoltà sufficiente nel cancelliere guardasigilli. Fece
+riflettere, che questi male a proposito si qualificava nel messaggio
+qual rappresentante lo Stato, mentre tutto al piú poteva rappresentare
+il governo, e finalmente fece istanza che prima di procedersi ad
+alcuna discussione, si procurasse di sapere se il regno era veramente
+vacante, cioè se il re vivesse, se avesse, ed in quali termini,
+abdicata la corona. L'ottenne il secondo il conte Dandolo, il quale
+dimostrò, che in affare tanto grave, quanto ne fosse mai stato portato
+al Senato, non si doveva passare ad alcuna proposizione, se prima non
+fosse sottoposta alla matura analisi di una commissione, alla quale si
+accordasse almeno lo spazio di due giorni. A tali mozioni
+interpolatamente risposero il conte Paradisi, il conte presidente
+Veneri e il conte ministro dell'interno. Dissero che l'espressione
+rappresentante lo Stato era corsa per equivoco, e si sarebbe corretta;
+che il duca di Lodi era munito di tutte le facoltà, che avrebbe resa
+ostensibile, quando si fosse voluto, una lettera di S. A. I. il
+principe Viceré, e che su gli altri fatti non chiari ancora, il Senato
+poteva somministrare lumi piú positivi. Il presidente Veneri propose
+come piú conveniente, che l'affare fosse discusso in comitato segreto,
+e cosí si prendessero momentaneamente quelle saggie e prudenti
+determinazioni che si credessero del caso. Si oppose il conte
+Guicciardi, mostrando che non si era mai praticato nel corpo il metodo
+del comitato segreto, il quale non era additato né dal sesto statuto
+costituzionale, né dal regolamento organico delli 9 novembre 1809.
+Appoggiò quindi la mozione del conte Dandolo, con l'aggiunta che la
+commissione si occupasse dell'affare, non meno in ordine che in
+merito, presi prima gli opportuni schiarimenti dal duca di Lodi. Il
+conte Vaccari, appoggiato dalli conti Veneri e Paradisi, aggiunse che
+la commissione poteva pure aver luogo, giacché si voleva, ma che
+onninamente doveva riferir e prendersi una risoluzione in giornata. In
+tale circostanza palesò che S. A. I. aveva combinato un armistizio con
+S. E. il generale Bellegarde, sotto la condizione, che si fosse
+spedita una deputazione in Francia, sino al risultato della quale si
+sarebbero sospese le ostilità, e che dalla nomina di tale deputazione
+dipendeva l'attuale esistenza politica del regno, e la concessione di
+uno spazio alle negoziazioni, mentre senza di essa era inevitabile
+l'invasione immediata della capitale. Asserí inoltre, che l'armata
+aveva acclamato il principe Eugenio, il che non era senza fondamento,
+sapendosi i movimenti promossi in Mantova da alcuni capi.
+
+Questo riflesso quietò i molti che opinavano per la totale esclusione
+del progetto. Fu posto alle voci, se piacesse la commissione secondo
+le massime esternate dal conte Guicciardi, e fu approvata. Si chiese
+se doveva essere di cinque membri e si rigettò; se di sette, e vi si
+convenne. La commissione pertanto fu nominata, per via di schede,
+nelle persone delli signori Guicciardi, Bologna, Cavriani,
+Castiglioni, Costabili, Verri e Dandolo. Si noti che la pluralità dei
+suffragi escluse dalla medesima ognuno di quei senatori che aveva
+opinato per il comitato segreto, o che aveva perorato in sostegno del
+progetto del duca di Lodi, o aveva mostrato adesione al medesimo. Il
+presidente invitò i membri della commissione a dare il loro rapporto
+nello stesso giorno, alle ore 8 della sera.
+
+Adunatasi questa, all'istante combinò concordemente, che tre de' suoi
+membri, li signori Guicciardi, Verri e Dandolo, si recassero subito
+dal duca di Lodi, per porsi al giorno di quanto occorreva. Si prestò
+subito il duca alle ricerche; giustificò la sua autorizzazione con un
+decreto di antica data del re, che, nell'assenza del Principe Viceré,
+gli conferiva amplissime facoltà, tra le quali egli intendeva che
+anche quella vi fosse compresa di convocare il Senato. Mostrò loro una
+lettera di S. A. I., in cui gli partecipava di andare a segnare un
+armistizio, da durare fino all'esito delle negoziazioni da
+intraprendersi da una deputazione, che il regno avesse spedito alle
+AA. PP. Alleate, e parlava pure dell'unione del Senato per la nomina
+dei deputati. Molte e ben molte ragioni addusse inoltre per
+determinare l'adesione del Senato al suo progetto.
+
+La commissione, ciò inteso dalli suoi tre membri, convenne
+unanimemente sulla necessità di occuparsi sul merito dell'affare, e
+passò a redigere un nuovo progetto che era nelle considerazioni e
+negli articoli differente di quello già proposto al Senato, a cui
+nella stessa sera fu letto dalla tribuna. Conteneva in sostanza: 1.º,
+che si spedissero tre deputati, in nome del Senato, alle Alte Potenze,
+per presentare loro i suoi omaggi, e supplicarle per la finale
+cessazione delle ostilità; 2.º, per chiedere che il regno fosse
+ammesso al godimento della sua indipendenza; 3.º, che il Senato
+coglieva quest'incontro per rinnovare a S. A. I. il principe Eugenio i
+sentimenti dell'alta sua stima e del piú sincero attaccamento.
+
+Alla lettura di un tale rapporto fu grande la commozione di alcuni,
+massima poi quella del conte Paradisi e del ministro Vaccari. Dissero
+apertamente che, esclusa la domanda di S. A. I. in Re d'Italia, era
+inutile l'oggetto della controrisoluzione, e che l'intruso complimento
+era piuttosto ingiurioso. Il conte Paradisi ricercò che si leggesse di
+nuovo il progetto del cancelliere guardasigilli. Questo e l'altro
+furono letti piú volte. A ciò successe una ben lunga discussione,
+nella quale presero parte, da un lato, il presidente, Paradisi, i
+ministri Prina e Vaccari, e dall'altro, Guicciardi, Dandolo, Massari,
+Verri, Castiglioni.
+
+Fra le altre opposizioni del conte Guicciardi vi fu quella, che i
+senatori attaccati da un giuramento all'osservanza de' statuti
+costituzionali, non potevano dimenticare il primo ed il quarto tra
+essi, li quali accordavano la successione, in preferenza di un
+adottivo, ad un figlio legittimo naturale del Re, quando non sia per
+portare nel suo capo la corona di Francia, e che era tra i possibili,
+che questo caso si verificasse nel Re di Roma. Motivò in risposta il
+conte Prina, un nuovo articolo da lui redatto in questi termini: «È
+incaricata la deputazione di far conoscere alle AA. PP. il dritto
+eventuale acquistato dal principe Viceré alla corona d'Italia in forza
+del primo e del quarto statuto costituzionale, diritto reso piú sacro
+dall'amministrazione, dalla gratitudine, dai voti e dal desiderio
+della nazione». Con molte ragioni dimostrò il conte Guicciardi, che
+non era lecito di porsi in campo il dritto eventuale, finché non fosse
+escluso il positivo, ed accennò l'inconvenienza di ricercare alle
+potenze alleate, e specialmente all'Austria, il principe Eugenio in
+sovrano. Il conte Massari insistette che non si dovesse improntare il
+nome della nazione; ma solamente quello del Senato, qualunque fosse la
+sua deliberazione. Il conte Verri fece delicatamente conoscere
+d'essere in dubbio che in questo momento concorressero a favore del
+principe i suffragi della nazione.
+
+Dopo lungo dibattimento si decise di porre prima a partito il progetto
+della commissione, il quale, qualora non fosse accettato, poteva
+mettersi alle voci il progetto del duca di Lodi, e cosí le
+modificazioni proposte. Il conte Dandolo fece istanza che ciascuna
+delle proposizioni subisse lo sperimento dello scrutinio segreto per
+via di ballottazione. Il conte Presidente si rifiutò, avendo ordinato
+che i singoli dassero apertamente i loro voti per alzata in piedi e
+seduta, e con tal metodo la massima parte dei Senatori approvò le
+considerazioni e gli articoli dalla commissione proposti. Il solo
+terzo articolo subí la seguente modificazione, proposta dal conte
+Moscati, e redatta dal conte Mengotti: «Li deputati saranno incaricati
+di presentare in quest'occasione alle AA. PP. li sentimenti di
+ammirazione del Senato per le virtú del principe Viceré, e della sua
+viva riconoscenza per il di lui governo» (Allegato lettera C). Qui fu
+che gli individui del contrario sentimento, e sopratutti il conte
+Vaccari, si diedero a declamare fortemente contro l'ingiustizia e
+l'ingratitudine del Senato. Tacquero gli altri, ed ognuno si fece un
+riguardo di non dar luogo a contestazione in quest'argomento. Chiese
+la parola il conte Luosi, ed espose che, sebbene non si potesse piú
+proporre il progetto del duca di Lodi, come contradetto dall'altro
+adottato, pure gli sembrava che non fosse in opposizione con questo
+l'articolo redatto dal conte Prina, sul dritto eventuale del principe
+Eugenio. Domandò ed ottenne di interpellare su di esso la volontà del
+Senato, ma essendo stato confutato di nuovo dal conte Guicciardi, fu
+posto alle voci e fu escluso.
+
+Altro allora non restava che la nomina dei deputati. Il conte Paradisi
+credette di proporre, che gli sembrava opportuno di rimettere la
+scelta di essi alla prudenza del governo. Questa istanza non si poté
+porre in deliberazione, perché un grido generale la escluse appena
+pronunciata. Posteriormente poi si vociferò che il governo aveva
+destinato di spedire lo stesso conte Paradisi ed il conte Prina. Si
+passò dunque allo scrutinio e dallo spoglio delle schede risultò che
+il conte Castiglioni fu contemplato da 27 voti, il conte Testi da 25,
+Guicciardi da 23. L'ulteriore maggioranza de' voti concorse nel conte
+Paradisi il quale però non fu favorito che da sei solamente.
+
+Il conte Testi si scusò di non poter presentarsi a tale onorifico
+incarco, per la sua manifesta malattia d'occhi. Il conte Guicciardi
+soggiunse, che se ammettevano scuse egli era il primo a proporre le
+sue, perché ognuno conosce le fisiche indisposizioni che soffre, non
+che il danno nell'allontanarsi da una famiglia di 14 figli. Alle
+rispettive deduzioni credette d'imporre silenzio il conte Presidente,
+col pronunziare che la seduta era sciolta; rispose alcuno che era in
+sua facoltà il chiudere la discussione, e passare la proposizione, se
+avesse avuto il suo sfogo. Egli però ripeté piú volte, che credeva di
+essere investito di tale facoltà, e perciò dichiarava onninamente
+sciolta la seduta. Non si poté insistere in ciò, perché i conti
+Paradisi e Carlotti erano partiti, e sebbene dagli uscieri richiamati,
+non furono raggiunti.
+
+
+LETTERA A.
+
+_Messaggio del duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della Corona._
+
+ SENATORI,
+
+Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono di tale natura,
+che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe infallibilmente
+colpevole verso la patria, se differisse piú a lungo di occuparsi del
+di lei destino, e di cercare nella sua saviezza que' mezzi migliori di
+conciliare la sua esistenza.
+
+Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è cagione, o
+senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona nel vostro seno,
+come mi era proposto, e provo di questa circostanza un profondo
+rammarico.
+
+Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato di non
+poter differire oltre la comunicazione, che doveva farvi. In
+conseguenza, autorizzato nella mia qualità di rappresentante lo Stato,
+in assenza di S. A. I. il principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un
+progetto di risoluzione, che sottopongo al vostro patriottismo ed ai
+vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione.
+
+I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già, o senatori, che
+la vostra risoluzione sarà conforme ai veri interessi dello Stato, ed
+ai voti del popolo, di cui siete oggi il primo corpo rappresentante.
+
+Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione.
+
+Milano, li 17 aprile 1814.
+
+_Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli,
+impedito dalla gotta alla mano destra._
+
+ _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_.
+
+
+LETTERA B.
+
+_Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio del Duca di
+Lodi._
+
+ IL SENATO DEL REGNO D'ITALIA:
+
+Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono intieramente
+cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente proclamata la pace
+del mondo, e che non si potrebbe senza ingiustizia temere che
+volessero eccettuare dalle loro benefiche intenzioni un regno che
+lontano dall'averle mai dato verun motivo di malcontento, professa per
+esse quei sentimenti che le sono dovuti;
+
+Che di già è venuto il momento nel quale il regno può e deve
+sollecitare l'indipendenza della quale è degno e che sospira da cosí
+lunga stagione;
+
+Che non di meno le truppe di una di queste potenze occupano una parte
+del regno, e minacciano in questo stesso momento il rimanente del suo
+territorio;
+
+Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, è precisamente
+quella sulla benevolenza di cui il regno d'Italia è assueffatto ed ama
+di contare di piú;
+
+Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione della
+guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe senz'oggetto, e ciò
+null'ostante accrescerebbe le calamità, che da lungo tempo affliggono
+il regno;
+
+ DECRETA:
+
+Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione presso
+S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, affine di
+presentarle i rispettosi omaggi del Senato, e di supplicarla
+d'ordinare, che cessino da quel momento tutte le ostilità sul
+territorio italiano, e sino a tanto che il destino d'Italia sia stato
+definitivamente stabilito dalle AA. PP. coalizzate.
+
+2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata di volere
+interporre la possente sua mediazione appresso i suoi augusti alleati,
+perché l'indipendenza del regno sia finalmente consecrata e
+riconosciuta, e che il regno sia ammesso a godere dei benefici tutti
+che le AA. PP. disegnano di spargere sopra la grande famiglia.
+
+3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere con tutto il suo
+interesse presso gli Augusti Alleati suoi, perché il Regno d'Italia,
+ricevendo in fine in tutta la sua estensione, l'applicazione del suo
+primo e quarto Statuto costituzionale, sia sottomesso una volta a un
+Re libero e indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che
+colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta, tanto
+in pace che in guerra, ha meritato del pari l'amore, la riconoscenza e
+la fedeltà dei popoli del Regno d'Italia, ed anche la stima di tutta
+l'Europa.
+
+Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle sue
+convocazioni.
+
+
+LETTERA C.
+
+_Decreto adottato dal Senato._
+
+Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del sesto
+statuto costituzionale.
+
+Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della corona,
+sulle attuali circostanze e sulla necessità di una istantanea
+providenza;
+
+Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata la pace del
+mondo, e che quindi si avvicina la fortunata epoca in cui i popoli
+dell'Europa, dopo tante dolorose vicende potranno godere dell'insigne
+beneficio di liberali costituzioni;
+
+Che in tali circostanze, la continuazione della guerra nel territorio
+italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche questo regno può e deve
+sollecitare il godimento dell'indipendenza, e la calma che da sí lungo
+tempo sospira e che gli fu garantita ne' pubblici trattati;
+
+Che in una convenzione fra le armate del regno e quelle delle AA. PP.
+alleate, è stabilita una provvisoria sospensione d'armi, che deve
+durare fino al ritorno di una deputazione del regno, che sarà spedita
+alle suddette AA. PP. alleate.
+
+Ritenuta l'iniziativa per la convocazione della presente seduta
+straordinaria risultante da' dispacci del cancelliere guardasigilli:
+
+ DECRETA:
+
+Art. I. Una deputazione del Senato, composta di tre individui, si
+recherà presso le AA. PP. coalizzate, affine di presentare loro i
+rispettosi omaggi del Senato, e supplicarle per la finale cessazione
+delle ostilità.
+
+» II. La deputazione richiederà alle AA. PP. che il regno venga
+ammesso al godimento reale della sua indipendenza, garantita da'
+pubblici trattati.
+
+» III. Li deputati saranno incaricati di presentare in questa
+occasione alle AA. PP. i sentimenti di ammirazione del Senato per le
+virtú del Principe Viceré, e della sua riconoscenza per il di lui
+governo.
+
+» IV. I membri di questa deputazione saranno nominati dal Senato,
+seduta stante.
+
+» V. Il cancelliere guardasigilli della corona sarà pregato di dare ai
+medesimi le opportune istruzioni, e procurare le necessarie
+credenziali e passaporti.
+
+» VI. Il presente decreto sarà spedito al cancelliere guardasigilli,
+con messaggio del presidente, anche all'oggetto che sia col di lui
+mezzo trasmesso al Principe Viceré in nome del Senato.
+
+Milano, dal Palazzo del Senato, li 17 aprile 1814.
+
+ _Firmato, il presidente ordinario_
+
+ CONTE VENERI.
+
+ CONTE LAMBERTI } _Segretari_
+ CONTE MENGOTTI }
+
+Successivamente essendosi messa alle voci la nomina dei deputati,
+dallo scrutinio delle schede risultarono nominati i Senatori conti
+GUICCIARDI, CASTIGLIONI e TESTI, il quale ultimo si è scusato a motivo
+dell'attuale sua malattia d'occhi.
+
+Milano, dal palazzo del Senato 17 aprile 1814.
+
+ _Firmati come sopra._
+
+
+
+
+N. II.
+
+_Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della
+Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati del Senato,
+signori Conti Guicciardi e Castiglioni._
+
+
+Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza colle
+corti di Russia e di Prussia, e non potendosi nella circostanza
+attuale, a seconda di quanto ha assicurato il sig. Conte Senatore
+Testi, incaricato del portafoglio delle relazioni estere, rilasciare
+credenziali nelle solite forme, si è supplito colla qui unita lettera
+di credito per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di
+S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia; i signori
+deputati si recheranno in Mantova per ricevere da S. A. I. il Principe
+Viceré i necessari passaporti e lettere di credito presso gli altri
+sovrani alleati. I signori deputati si presenteranno colla suddetta
+lettera al signor Principe di Metternich, domanderanno al medesimo di
+essere presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno in
+seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati.
+
+I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore d'Austria, perché
+venga consacrata l'indipendenza del regno d'Italia, già stata
+riconosciuta, e garantita l'integrità del suo territorio a termini dei
+trattati, e specialmente di quello di Luneville.
+
+Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi fossero delle
+difficoltà su questo articolo, perché le potenze alleate avessero già
+diversamente disposto del territorio Modenese, faranno osservare tutti
+gl'inconvenienti che ne deriverebbero da questo distacco, il quale
+mentre priverebbe il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle
+legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese per
+gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena, già unito al
+Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed accostumato alla
+legislazione ed alli metodi del Regno, in una vera confusione,
+cosicché sarebbe assai piú conveniente all'interesse delle AA. PP., di
+sostituire ne' compensi stabiliti un altro stato.
+
+Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto, insisteranno
+perché venga accordato al Regno d'Italia un compenso, il quale
+potrebbe essere gli Stati di Parma e Piacenza, con una porzione di
+Genovesato, compresa la città di Genova, ed una linea del Piemonte per
+una facile comunicazione.
+
+I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei primi oggetti,
+che la nazione si propone nel chiedere il riconoscimento solenne della
+sua indipendenza, è quello di darsi una costituzione conforme ai veri
+principi, ed ai suoi bisogni naturali, e tale da assicurare la sua
+felicità.
+
+I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi sotto
+le forme suddette il titolo di Regno, il quale era già stato
+riconosciuto da tutte le potenze, e che non ha meritato di perdere.
+
+I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza co'
+ministri del Regno in Parigi, onde valersi dei loro lumi e notizie; in
+tutti i casi poi non preveduti, i deputati si regoleranno con la
+conosciuta loro saviezza e prudenza.
+
+Milano, 18 aprile 1814.
+
+ _Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla
+ gotta alla mano destra._
+
+ _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_.
+
+
+
+
+N. III.
+
+_Credenziale di S. E. il signor Duca di Lodi, Cancelliere
+guardasigilli, diretta a S. E. il signor Principe di Metternich onde
+accreditare presso di lui i deputati del Senato, Conti Guicciardi e
+Castiglioni._
+
+
+_A S. Ex. monsieur le Prince de Metternich, Ministre d'État de S. M.
+l'Empereur d'Autriche._
+
+MONSIEUR LE PRINCE,
+
+Dans le moment dans lequel les intérêts de ma patrie me mettent dans
+le cas d'invoquer pour elle l'intervention de V. Ex. en sa faveur, il
+est bien doux pour moi de pouvoir me rappeler l'époque à laquelle j'ai
+eu le bonheur de faire sa précieuse connaissance.
+
+Entraîné dans une guerre qui ne le regardait pas, le royaume d'Italie
+a dû passer par tous les malheurs qui en sont la conséquence; mais les
+événemens qui ont changé la face des choses en France, et doivent
+nécessairement influer sur tout le reste de l'Europe, lui présentent
+enfin une perspective heureuse, et l'espoir fondé de jouir de ses
+droits et de son indépendance, que les traités ont reconnue. Le voeu
+de la nation est tout-à-fait conforme aux principes proclamés par les
+Hautes Puissances coalisées: l'on réclame l'indépendance reconnue
+spécialement dans le traité de Lunéville, et l'étendue de territoire
+qui lui fut alors assignée; que si, par des combinaisons quelconques,
+une partie de ce territoire dût en être séparée, la nation se croit
+fondée à en demander la compensation. L'on desire, pour premier fruit
+de son indépendance, d'établir sa constitution sur le vrai principe,
+et d'une manière plus conforme aux intérêts du pays, sous le
+gouvernement d'un roi indépendant.
+
+La première démarche que dans cette position nous avons cru devoir
+faire, a été celle d'apporter nos voeux avec confiance aux pieds des
+Hautes Puissances coalisées, et principalement à ceux de S. M.
+l'empereur d'Autriche, dont la rectitude nous est depuis long-temps
+connue, et dont nous avons toujours éprouvé la bienveillance. Le Sénat
+du royaume d'Italie, en conséquence, a nommé les comtes sénateurs
+Guicciardi (Diego) et Castiglioni (Louis), députés auprès d'elles pour
+les leur présenter. Je prends la liberté d'adresser à V. Ex. ces
+députés, et de les recommander à sa bonté. Les circonstances qui ont
+brisé chez nous les formes établies, me font espérer que V. Ex. voudra
+les regarder comme accredités par cette lettre auprès du gouvernement
+autrichien. Ses nobles principes me sont trop connus, pour que je ne
+doive pas fonder mes espérances pour son intervention efficace, dans
+une circonstance où il s'agit des droits et du bonheur d'une nation
+qui n'a jamais démérité par sa conduite ni par ses sentimens envers
+l'auguste maison d'Autriche.
+
+Tout ce que V. E. pourra faire pour appuyer nos voeux, lui assurera
+notre vive et éternelle reconnaissance, et ajoutera encore ces
+nouveaux sentimens à ceux de mon estime pour V. E. et de mon profond
+respect.
+
+Milan, le 18 avril 1814.
+
+ _Le chancelier garde-des-sceaux de la couronne: par ordre
+ de monsieur le Duc de Lodi, empêché per la goutte à
+ la main droite._
+
+ _Signé_ CHARLES VILLA, _Secrétaire_.
+
+
+
+
+N. IV.
+
+Li 20 aprile 1814.
+
+_Il Podestà di Milano a S. E. il sig. Presidente del Senato._
+
+
+Mi viene indirizzata l'unita dichiarazione di molti rispettabili
+individui di questa capitale, affinché sia da me presentata alle
+autorità superiori.
+
+Credo quindi del mio dovere di fargliene l'innoltro in copia conforme,
+e cosí secondare il desiderio di questi miei concittadini, i quali
+rimangono nella fiducia che ella vorrà degnarsi nella di lei saviezza
+di prenderla in considerazione, e compiacersi di farmi conoscere le
+deliberazioni che saranno state prese dal Senato.
+
+Ho l'onore di attestarle le espressioni del maggiore rispetto
+
+ _Firmato_ DURINI, _Podestà_.
+
+
+
+
+N. V.
+
+Milano, 19 aprile 1814.
+
+
+Dopo l'adunanza del Senato del giorno 17 del corrente mese, delle cui
+deliberazioni nulla fu comunicato al pubblico, è opinione universale
+esservi stato proposto, discusso e definito un affare della maggiore
+importanza per il nostro Regno. Se nelle attuali straordinarie vicende
+è necessario d'invocare straordinari provvedimenti, credono i
+sottoscritti indispensabile, in coerenza de' principi della
+costituzione, che siano convocati i Collegi elettorali, ne' quali
+solamente risiede la legittima rappresentanza della nazione.
+
+_Seguono le firme per copia conforme, delle quali si garantisce
+l'autenticità:_
+
+ Conte Pino Generale di Divisione, elettore
+ Conte Porro Luigi, elettore
+ Conte Trivulzio Giacomo, elettore
+ Conte Confalonieri Federico
+ Conte Fagnani Federico, consigliere di Stato
+ Conte Borromeo Giberto
+ Ciani Giacomo, elettore
+ Fossano Luigi
+ Pallavicini Giuseppe
+ Traversi Giovanni, elettore
+ Visconti di Cremona, Capo battaglione
+ Melzi Giacomo, consigliere comunale
+ Serbelloni Gio. Batt., della guardia Civica
+ Crivelli Ferdinando elettore
+ Castiglioni Alfonso, consigliere comunale
+ Conte Durini, Podestà di Milano
+ Giulini Cesare, Savio municipale
+ Frisiani Giovanni, Savio municipale
+ Bolognini Alessandro, Savio municipale
+ Londonio Carlo, Savio municipale
+ Brambilla Cesare, Savio municipale
+ Arese Marco, Savio municipale
+ Visconti Annibale, colonnello della guardia Civica
+ Cozzi Giovanni, possidente
+ Parea Carlo, ingegnere
+ Conti Luigi, consigliere comunale
+ Vigoni Gaetano, possidente
+ Peceis Giovanni Odoardo
+ Trecchi Sigismondo, possidente
+ Silva Sigismondo
+ Silva Ercole, elettore
+ Sormani Alessandro
+ Sormani Lorenzo
+ Sormani Giuseppe
+ Borromeo Carlo, possidente
+ Serpenti Angelo, possidente
+ Somaglia Antonio, elettore
+ Somaglia Carlo, possidente
+ Agretti Ambrogio
+ Manzi Ignazio
+ Somaglia Gio. Luca, presidente del consiglio comunale
+ Cardoni Luigi, possidente
+ Banfi Ferdinando, possidente
+ Spella Luigi
+ Carli Carlo, consigliere comunale
+ Acerbi Pompeo, possidente
+ Bernardino Maurizio
+ Mori Ambrogio
+ Rivolta Cristoforo
+ Volpi Caneriggi Benedetto
+ Castiglioni, avvocato
+ Vitali Gaetano, possidente
+ Raesini Rodolfo, possidente
+ Raesini Carlo Luigi, possidente
+ Muggiasca Gio. Battista, possidente
+ Rosmini Carlo, membro dell'Istituto
+ Bolognini Luigi, giudice della Corte
+ Gentili Antonio, tenente della guardia Civica
+ Mellerio Giacomo, consigliere comunale
+ Andreani Gio. Maurizio, elettore
+ Cagnola Luigi, membro dell'Istituto
+ Monteggia Carlo
+ Mojana Pietro, possidente
+ Eulbrucca Carlo
+ Spreafico Pietro
+ Manara Baldassare
+ Ferrario Carlo, possidente
+ Pizzagalli Angelo, negoziante
+ Scotti Gallerati Francesco, possidente
+ Scotti Gallerati Costanzo, possidente
+ Crivelli Ignazio, possidente
+ Zanella Carlo, cons. comunale ed elettore
+ Trotti Lorenzo, possidente
+ Perego Luigi, elettore
+ Balabio Pietro, elettore, capobattaglione della guardia Civica
+ Besana Carlo, elettore
+ Barbò Viscardo, possidente
+ Porta Carlo, possidente
+ Soresi Giovanni, elettore
+ Appiani Gabriele, possidente
+ Giovio Lodovico, elettore
+ Martini Francesco, possidente
+ Severini Gerolamo, possidente
+ Nava Ambrogio, possidente
+ Ottolini Giulio, consigliere comunale
+ Monticelli Giovanni, capitano della guardia Civica
+ Crivelli Mesmer Giuseppe, capo battaglione della guardia Civica
+ Zanella Carlo, possidente, negoziante
+ Greppi Antonio, possidente
+ Cicogna Giovanni, possidente
+ Cagnola Giuseppe, possidente
+ Vestarini Belingeri Carlo
+ Frecarelli Prospero, possidente
+ Bossi Benigno, capitano della guardia Civica
+ Medici Pietro, possidente
+ Bonet Domenico, negoziante
+ Tagliabue Francesco
+ Zenghi Luigi Filippo
+ Castelbarco Cesare, possidente
+ Cananda Pietro, possidente
+ Ghirlanda Girolamo, capitano della guardia Civica
+ Manzoni Alessandro, possidente
+ Crespi Antonio, medico, possidente
+ Castiglioni Carlo, possidente
+ Cantú Giuseppe, possidente
+ D'Adda Ferdinando, consigliere comunale
+ Melzi Giuseppe, possidente
+ Mezzoni Ottavio, possidente
+ Bazzoni Giovanni, possidente, negoziante
+ Monticelli Strada Gio. Battista, possidente
+ Prevosti Giulio, negoziante
+ Villa Carlo, consigliere comunale
+ De-Capitani Giovanni
+ De Carli Nazzari Luigi, elettore
+ Crevenna Francesco, possidente
+ De Agostini Agostino, possidente
+ Sacchini Girolamo, avvocato, consigliere
+ Carozzi Luigi, possidente
+ Guerrini Camillo, possidente
+ Gorio Carlo, possidente
+ Bossi Francesco, possidente
+ De Simoni Baldassare, possidente
+ Meloni Abele, possidente
+ Segri Antonio
+ Bozzi Galeazzo, possidente
+ Barinetti Carlo, possidente
+ Busca Antonio, possidente.
+
+_Vi sono molte altre firme, che per brevità di tempo si omettono, e
+che in seguito si faranno conoscere._
+
+ _Per copia conforme_
+
+ _Firmato_ DURINI, _Podestà_.
+
+
+
+
+N. VI.
+
+_Memoria data alla Reggenza del governo provvisorio di Milano, dal
+Conte Guicciardi Cancelliere del Senato del Regno d'Italia._
+
+
+Un'erronea opinione circola già da alcuni giorni, e sembra diretta a
+scemare quella stima e confidenza che io ho procurato di conservarmi
+per il lungo corso di ben 56 anni di pubblico servizio, e che era per
+me il piú lusinghiero compenso della mia politica carriera.
+
+Conscio della purezza delle mie azioni, ed indagando la causa di sí
+strano avvenimento, fui oltremodo commosso nell'udire che si
+pretendesse derivarlo da quella stessa recente commissione che mio
+malgrado accettai, nella sola speranza di concorrere, col piú leale ed
+onorato adempimento, a render paghi i pubblici voti. Confortato però
+dall'intima convinzione della mia innocenza, credetti che per
+comprovarla in modo positivo ed assoluto, bastar dovesse il mettere in
+chiaro que' fatti che, o non ben conosciuti, o forse alterati, hanno
+potuto dare spinta all'errore, o prestato fede alla malevolenza.
+Quindi determinato a pubblicare con le stampe la relazione del mio
+operato, col corredo di tutti i documenti che vi hanno rapporto, la
+sottopongo precisamente ai lumi del governo provvisorio, e perché
+altamente apprezzo il di lui suffragio, e perché fu sempre mio
+principio di agire colla protezione delle leggi e del governo.
+
+Lo scopo di questa mia rimostranza è di provare, che tanto nella
+qualità di senatore che in quella di deputato, ho sostenuto
+gl'interessi piú cari della patria, e seguita costantemente la via
+sacra dell'onestà.
+
+Invoco sul primo punto la testimonianza di quelli fra i miei colleghi
+che seggono fra voi, o signori membri della Reggenza, e quella in
+particolare dell'ottimo vostro presidente. Con esso ebbi la sorte di
+essere socio nella commissione incaricata dell'esame del progetto,
+presentato dal governo al Senato nel giorno 17 del corrente aprile,
+commissione da me diretta ed instantemente promossa contro la proposta
+di un comitato segreto, che, per il consueto sommario metodo di
+procedura, mi sembrò non convenire all'importanza di un lecito
+argomento. Con esso e con altro de' membri della commissione mi recai
+dal cancelliere guardasigilli, per avere gli opportuni lumi di fatto,
+e sull'autorizzazione sua a convocare il Senato, e sulla gravezza ed
+urgenza de' motivi che lo avevano determinato.
+
+Riferitene quindi le risultanze alla commissione composta di sette
+membri, unanime fu il voto di lei, e per la necessità di occuparsi
+dell'oggetto e per la riforma del decreto del governo.
+
+Riunito il Senato, e lettovi il parere della commissione, chi piú di
+Dandolo che ne fu il relatore, chi piú del vostro presidente, chi piú
+di me lo difese e lo sostenne? Chi piú di me liberamente espose al
+Senato gli argomenti tutti, e politici e costituzionali, che ci
+comandavano imperiosamente la reiezione del terzo articolo del
+progetto del governo? Chi, se non io, dimostrò l'incostituzionalità
+della subdola e seducente mozione di un nostro, ahi troppo infelice
+collega, i cui sommi talenti lasciavano desiderare meno durezza di
+cuore e non servile adulazione? Ignoro se il processo verbale di
+quella seduta portasse tutta la discussione, e se siasi preservato
+dallo svolgimento degli effetti e delle carte del Senato; ma in di lui
+difetto, supplico l'invocata testimonianza de' membri del Senato, e
+sopra ogni altra quella del vostro presidente, che con la sua
+eloquenza e col suo amore di patria sostenne meco il progetto della
+commissione, che con leggera modificazione venne definitivamente
+adottato dal Senato, con una maggioranza di voti superiori ai due
+terzi.
+
+Cadde sfortunatamente sopra di me, forse per gli accennati liberi
+sentimenti espressi, la nomina in altro de' deputati al quartiere
+generale delle AA. PP. AA., unitamente ai signori senatori Castiglioni
+e Testi; ed essendosi quest'ultimo per attuale infermità scusato, feci
+registrare nel processo verbale, che ove il decreto del Senato non
+fosse coattivo per tutti, nessuno aveva di me maggior titolo per
+esserne dispensato. Ma la seduta fu levata senza occuparsene. Rinnovai
+all'indomani presso il signor Duca di Lodi, cancelliere guardasigilli,
+i miei tentativi per ischermirmi. Ma avendo egli autorevolmente
+risposto che ogni indugio poteva compromettere la convenienza del
+Senato e gl'interessi piú sacri della nazione, immolai a questi ogni
+privata considerazione, e diedi parola di partire, a condizione che
+anche il conte Castiglioni vi si prestasse, mentre mi era noto che
+egli pure si adoperava in ogni modo per esserne dispensato.
+
+Fin qui, signori, ho parlato del mio contegno come senatore; parlerò
+come deputato.
+
+Il protocollo che vi presento corredato di tutti gli atti relativi
+tanto alle cose proposte e deliberate in Senato, quanto a quelle che
+concernono la missione, rende conto del mio viaggio, soggiorno e
+ritorno da Mantova, ed io sfido arditamente chiunque possa impugnare
+la verità: sull'esame del medesimo voi potete fondare il nostro
+giudizio.
+
+La prima censura che intesi farsi ai deputati, è di essersi recati al
+quartier generale del principe a Mantova, in vece di prendere la via
+piú breve e piú diretta per Parigi, ove si trovano i sovrani alleati.
+Parvero sorgere da ciò diffidenza e sospetto di parzialità, e sino di
+collusione col principe: ed ecco come un intempestivo giudizio e la
+mancanza di cognizione de' fatti può per un momento far decadere
+l'uomo innocente da quel grado distinto cui ha diritto.
+
+Leggansi le istruzioni del cancelliere guardasigilli, cui dal Senato
+era dato il carico di stenderle; e si vedrà che i deputati hanno
+eseguito un ordine preciso loro imposto da chi ne aveva diritto, né
+mai l'obbedienza potrà essere indizio di rea intenzione.
+
+Nell'accennare questa circostanza, sono bene lontano di versare sopra
+altri ombra di colpa o di sospizione, ed anzi devo soggiugnere che il
+cancelliere guardasigilli ci mostrò l'ordine del principe, che dietro
+i concerti presi da esso con S. E. il signor maresciallo conte
+Bellegarde, dovesse sollecitare la pronta partenza de' deputati per
+Mantova. Né altrimenti avrebbesi potuto fare, perché senza la
+preventiva adesione del sullodato signor maresciallo, e senza i suoi
+passaporti regolari non avrebbe la deputazione potuto attraversare i
+posti delle armate coalizzate, e corso avrebbero rischio di non
+giungere troppo tardi al luogo di sua missione.
+
+A quella necessità, al quartier generale del principe ed a quello del
+signore maresciallo, altra importantissima si aggiungeva, quella cioè
+di ottenere lettere credenziali per le altre potenze alleate, giacché
+il signor Duca di Lodi muniti li aveva di una sola per il signor
+principe di Metternich ministro di S. M. l'imperatore d'Austria. La
+missione essendo diretta ad implorare la protezione di tutte le
+auguste potenze alleate, ogni ragione voleva che appresso ciascuna
+delle medesime fosse accreditata.
+
+Giustificata la gita a Mantova con le ricevute istruzioni strettamente
+analoghe col decreto del Senato e la necessità delle credenziali e de'
+passaporti, non resterebbe ora che a parlarsi del contegno tenuto dai
+deputati col principe.
+
+Il protocollo dettaglia il modo con cui furono accolti, le ritardate
+udienze, i colloquî e la franchezza del linguaggio tenuto con esso.
+Era il principe pienamente e minutamente informato delle discussioni
+del Senato, e delle opinioni de' senatori, né certo io poteva
+lusingarmi, dopo quanto aveva detto ed opinato, di una migliore
+accoglienza: ora come mai potrebbesi supporre tanta incoerenza di
+principî, come conciliare fatti sí diversi, idee cotanto disparate,
+per dedurre malignamente, che un uomo, la cui fermezza nella propria
+opinione è da tanto tempo conosciuta, la cui onestà e riputazione fu
+sempre illesa, volesse prostituirsi colludendo col principe, deviando
+dal proprio mandato, dalla mente espressa de' suoi colleghi, e della
+pubblica opinione da lui sí ben conosciuta? che se pure tutti questi
+argomenti non bastassero a convincere le persone piú diffidenti e
+maligne, il carattere, la probità, l'avvedutezza ed il civismo del di
+lui condeputato, uomo sí puro, sí accreditato, non avrebbe dovuto
+togliere e dissipare il primo la piú lieve ombra di sospetto? Né temo
+di avvilirmi accennando motivi, dove bastar dovrebbe il dire: «Non ho
+mai mancato al mio onore.» Ma l'afflizione che ho provato per sí nera
+calunnia ha voluto qualche sfogo.
+
+Appena ebbero i deputati la notizia dell'occorso in Milano il giorno
+20 aprile, senza alcuna lettera di comunicazione di quanto era seguito
+al Senato, senza il menomo officiale avviso del loro richiamo, presero
+congedo dal principe, ritornarono a Milano. Ed eccovi, o signori,
+altra luminosa prova che niun rapporto mi legava al principe, che
+nulla piú curai che l'interesse della patria, che rispettai la volontà
+del Senato e della nazione, qualunque fosse stato il modo, con cui era
+stata espressa. Cosí mostrai che come deputato fui sempre coerente
+coll'opinione manifestata come senatore.
+
+Signori del governo, la mia giustificazione è compiuta: leggete tutti
+gli atti che vi rassegno, e pronunciate; io attendo con quella calma
+che l'uomo giusto ed onesto sa conservare in mezzo alle oscillazioni e
+alle politiche vicende. Non dubito che riconoscerete aver io adempito
+al mio dovere, ed in tale fiducia domando alla vostra giustizia, che
+mi sia lecito di dare alle stampe questa mia memoria, col protocollo e
+tutti i suoi allegati.
+
+Ogni uomo ha diritto al proprio onore, e molto piú un pubblico
+funzionario. Io devo anche a me stesso e alla numerosa famiglia mia la
+conservazione illibata del mio buon nome. Voi rappresentate il
+governo, ed il governo deve tutelare i diritti degl'individui. Vivo
+dunque nella fiducia che cotesta Reggenza aggiugnerà agli altri tratti
+di saggezza, che seguono i primi di lei passi, quello che
+rispettosamente richiama chi ha l'onore di essere colla maggiore
+venerazione.
+
+Milano 29 aprile 1814.
+
+
+
+
+N. VII.
+
+REGNO D'ITALIA.
+
+ _Milano 8 maggio 1814._
+
+LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO
+
+_Al Sig. Conte Guicciardi._
+
+
+La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo passato ed i
+relativi documenti.
+
+Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di lei operato
+non aveva bisogno di giustificazione.
+
+Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua stima,
+dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel diritto alla
+medesima, che le eminenti sue qualità personali ed i lunghi importanti
+servizi resi allo Stato le hanno da gran tempo meritamente acquistato.
+
+La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza non
+sia menomamente lesa, non crede di aderire alla richiesta fatta per la
+stampa della memoria di cui si tratta, giacché con ciò si farebbe
+rivivere delle animosità che vogliono essere sopite, e si urterebbe
+col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un
+velo le cose avvenute.
+
+Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior considerazione
+e somma stima.
+
+_Per la Reggenza. Firmato_ VERRI _Presidente_.
+
+ _Il Segretario generale_
+ ANTONIO STRIGELLI.
+
+
+
+
+N. VIII.
+
+_Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere del
+Senato Consulente del Regno d'Italia_
+
+_A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale Sommariva Commissario
+Imperiale._
+
+
+Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria dal
+giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono d'Italia il principe
+Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto spedita una deputazione
+alle auguste potenze alleate, avevano sparso qualche allarme in
+Milano; quanto fosse ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno
+che si rassegnano.
+
+Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una folla di
+persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere siffatte voci,
+recossi al palazzo del Senato, impedí la regolare unione de' senatori,
+ed estorse dal presidente la qui unita dichiarazione. Persuasa poscia
+la stessa folla che ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo
+ricercò invano per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre
+avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte gli
+effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa del detto
+Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti, che l'onore
+nazionale vorrebbe coperti di perpetua obblivione.
+
+In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si credette di
+nominare un governo provvisorio della città e di unire i Collegi
+elettorali. Tutto derivava dalla lodevole intenzione di ristabilire la
+quiete. Le savie misure del governo provvisorio, l'imponente
+attitudine della guardia civica, l'ottima direzione del generale
+comandante in capo, ottennero l'intento piú presto di quello che si
+fosse potuto sperare.
+
+Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali, esclusi
+però tutti i membri di que' dipartimenti che erano occupati dalle
+armate alleate (quantunque un rispettabile numero di essi si trovasse
+in Milano), o dimenticati i dotti e i commercianti degli altri
+dipartimenti. La prima operazione dei Collegi fu quella di confermare
+il governo provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto
+dipartimenti non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi altri
+individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando ogni confine
+costituzionale, abolirono e modificarono imposte, annullarono o
+restrinsero leggi amministrative e giudiziarie, e dichiararono aboliti
+i primari corpi dello Stato, e fra questi quello del Senato, alla
+conservazione delli di cui diritti è diretta la presente nota.
+
+A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi per tale
+operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni costituzionali e di
+quelle del Senato. L'unito allegato ne presenta l'analisi.
+
+Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo stesso loro
+nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione di candidati. I
+Collegi, o sono generali o sono dipartimentali. I primi devono unirsi
+in tre camere separate di possidenti, di dotti e de' commercianti, e
+ciascuna camera nella città destinata dalla costituzione. I secondi si
+uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera.
+
+Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni, che ambedue i
+Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti nelle forme e nei luoghi
+costituzionali, non hanno alcun diritto di abolire altri corpi dello
+Stato voluti dalla stessa costituzione, per la quale essi esistono, e
+tanto meno poi il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto
+costituzionale giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi
+elettorali.
+
+Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare tutti gli elettori
+del Regno, uniti legalmente nel numero di 1153, avrà potuto fare una
+frazione de' medesimi, che non oltrepassò mai il numero di 170? Nel
+qual proposito è da rimarcarsi che per la validità degli atti de'
+Collegi si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero
+totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la maggior parte
+de' senatori furono nominati sulle proposizioni de' Collegi generali
+di tutto il Regno, e quindi al Regno intiero, e non ad una sola
+frazione appartiene il Senato. Né deve tacersi che la carica di
+senatore non si perde, se non per quelle cause per le quali si perde
+il diritto di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta
+l'ingiustizia della pretesa abolizione.
+
+Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione, ne emerge il
+seguente dilemma. O esiste costituzione, e deve esistere il Senato,
+che è il primo corpo permanente dalla medesima voluto, ed è solo
+autorizzato dall'articolo XVIII del sesto statuto costituzionale a far
+conoscere al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste
+costituzione, e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali, onde
+nulla e viziosa sarebbe la loro unione.
+
+Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla Francia, e non
+ai popoli, ed hanno altamente proclamato colla pace del mondo
+l'indipendenza delle nazioni; in tutti i paesi occupati dalle loro
+armi vittoriose, hanno provvisoriamente conservate tutte le leggi
+fondamentali e le autorità nazionali sin tanto che nella maturità de'
+loro consigli determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure
+l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde, che nel
+Regno d'Italia le rappresenta, come appare dagli articoli IV e V della
+convenzione 23 aprile, e dal relativo proclama di S. E. il tenente
+Maresciallo generale Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale
+giustizia ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone
+le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude la presente
+nota con le seguenti riflessioni:
+
+Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione de' 17
+aprile altro non vi propose che di venerare gli alti principi delle
+AA. PP. AA., inviando alle medesime rispettosi omaggi e suppliche per
+la finale cessazione delle ostilità e per l'indipendenza del Regno.
+
+Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno d'Italia, se con i
+Collegi elettorali non esiste anche il Senato.
+
+Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta nella
+magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni stipulate e ne'
+proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti, anteriori in data
+e in promulgazione all'incostituzionale abolizione pronunziata da una
+sola frazione de' Collegi elettorali, la quale nemmeno fu fino al
+giorno d'oggi legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se
+non per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27 aprile
+1814.
+
+Milano, li 29 aprile 1814.
+
+ _Firmato_ VENERI, _Presidente._
+ GUICCIARDI, _Cancelliere_.
+
+La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti
+conti Senatori,
+
+ Conte Moscati
+ Conte Paradisi
+ Conte Leonardo Giustiniani
+ Conte Luigi Massari
+ Conte Leopoldo Armaroli
+ Conte Tommaso Condulmer
+ Conte Sebastiano Bologna
+ Conte Barnaba Oriani
+ Conte Agostino Bruti
+ Conte Federico Cavriani
+ Conte Daniele Felici
+ Conte Sigismondo de Moll
+ Conte Simone Stratico
+ Conte Leonardo Thiene
+ Conte Giacomo Lamberti
+ Conte Testi
+ Conte Carlotti
+ Conte Francesco Mengotti
+ Conte Alessandro Volta
+ Conte Marco Serbelloni.
+
+
+NOTE
+
+Il SAINT-EDME, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di
+questa operetta, vi aggiunse alcune _Notes du traducteur_, delle quali
+per piú rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno
+riferirle o riassumerle, con richiamo ai luoghi stessi cui il
+traduttore le appose. Nella nota (28) ho, naturalmente, corretti i
+molti errori nei quali il SAINT-EDME cadde pei cognomi italiani, e
+v'ho aggiunto molte altre indicazioni di uffici e personaggi notabili
+del Regno italico.
+
+[27] «Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur qu'il traduit.
+Ayant fait de vaines démarches pour parvenir à me satisfaire, j'ai dû
+chercher dans l'ouvrage même quelque indice qui pût m'éclairer. Après
+un mûr examen, j'ai été porté à croire que M. le comte Guicciardi,
+chancellier du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait être
+attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les motifs sur
+lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, che ho riferiti nella
+prefazione, dai quali appare manifesto che qui ov'è detto doversi
+tribuire lo scritto a un _ennemi_ del Guicciardi si ha senza dubbio un
+errore di stampa, poiché il SAINT-EDME aveva certo il pensiero a un
+_ami_ dell'ex-cancelliere.
+
+[28] «Afin--scriveva il SAINT-EDME--de faciliter au public la lecture
+de cette traduction, je crois devoir lui donner ici le nom des
+différentes personnes qui occupaient les hauts emplois du royaume
+d'Italie»; e ciò ch'egli credeva già utile nel 1822, è oggi
+assolutamente necessario, poiché gli uomini e le cose del Regno
+italico sono ormai cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A
+ravvivarla nella memoria degli studiosi potranno giovare le
+indicazioni seguenti, le quali si danno rettificando e allargando
+quelle del traduttore francese e per le quali si è seguito
+l'_Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII_, che fu l'ultimo pubblicato
+di una serie oramai irreperibile.
+
+GRANDI UFFICIALI DEL REGNO:
+
+ MELZI D'ÉRIL Francesco di Milano, Duca di Lodi, }
+ Cancelliere guardasigilli. }
+ CODRONCHI Antonio di Imola, Arcivescovo di }
+ Ravenna, Grande elemosiniere. } Grandi ufficiali
+ FENAROLI Giuseppe di Brescia, } della Corona.
+ Gran maggiordomo maggiore. }
+ LITTA Antonio di Milano, Gran ciambellano. }
+ CAPRARA Carlo di Bologna, Grande scudiere. }
+ ALDINI Antonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814].
+ LUOSI Giuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia
+ [1805-1814].
+ MARESCALCHI Ferdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri
+ [1802-1814].
+ VACCARI Luigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814].
+ FONTANELLI Achille di Modena, Ministro della guerra e marina
+ [1811-1814].
+ PRINA Giuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814].
+ VENERI Antonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814].
+ . . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era
+ stato, 1802-1812, BOVARA Giovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814
+ fu GIUDICI Gaetano].
+ . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante].
+ BONSIGNORI Stefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia.
+ CODRONCHI, predetto, Arcivescovo di Ravenna.
+ . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolare
+ OPIZZONI Carlo, non riconosciuto].
+ FAVA Paolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara.
+ PINO Domenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della
+ Guardia reale.
+ COSTABILI-CONTAINI Gio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei
+ beni della Corona.
+ MÉJAN Stefano francese, Segretario degli ordini del Viceré.
+
+SENATO CONSULENTE:
+
+ I Principi della Casa Reale.
+ I Grandi ufficiali della Corona.
+ FAVA, predetto, Arcivescovo di Ferrara.
+ BONSIGNORI, predetto, Patriarca di Venezia.
+ MOSCATI Pietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809.
+ PARADISI Giovanni di Reggio, id.
+ COSTABILI-CONTAINI, predetto, id.
+ GUICCIARDI Diego di Lugano, id.
+ GIUSTINIANI Leonardo di Venezia, id.
+ CARLOTTI Alessandro di Verona, id.
+ MASSARI Luigi di Ferrara, id.
+ VIDONI Giuseppe di Cremona, id.
+ DI BREME Luigi Giuseppe di Sartirana, id.
+ POLCASTRO Girolamo di Padova, id.
+ CASTIGLIONI Luigi di Milano, id.
+ BOLOGNA Sebastiano di Vicenza, id.
+ LONGO Lucrezio di Brescia, id.
+ ALESSANDRI Marco di Bergamo, id.
+ FELICI Daniele di Rimini, id.
+ VOLTA Alessandro di Como, id.
+ CAVRIANI Federico di Mantova, id.
+ TESTI Carlo di Modena, id.
+ LAMBERTI Giacomo di Reggio, id.
+ PEREGALLI Francesco di Debbio in Valtellina, id.
+ FRANGIPANE Cinzio di Udine, id.
+ THIENE Leonardo di Vicenza, id.
+ BARISAN Giovanni di Treviso, id.
+ MENGOTTI Francesco di Belluno, id.
+ BRUTI Agostino dell'Istria, id.
+ CAMERATA Antonio di Ancona, id.
+ SGARIGLIA Pietro di Fermo, id.
+ ARMAROLI Leopoldo di Macerata, id.
+ VENERI, predetto, nominato 10 ottobre 1809.
+ PRINA, predetto, id.
+ BERIOLI Spiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id.
+ MELANO PORTULA Vittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id.
+ SERBELLONI Marco di Milano, id.
+ MOCENIGO Alvise di Venezia, id.
+ MARTINENGO Giovanni Estore di Brescia, id.
+ CONDULMER Tommaso Gaspare di Venezia, id.
+ ORIANI Barnaba di Milano, id.
+ STRATICO Simone di Zara, id.
+ DANDOLO Vincenzo di Venezia, id.
+ FIORELLA Pasquale Antonio còrso, generale di divisione, id.
+ VERRI Carlo di Milano, id.
+ LUOSI, predetto, nominato 7 febbraio 1810.
+ DE MOLL Sigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810.
+
+CONSIGLIO DI STATO:
+
+I. _Consiglio legislativo:_ DE BERNARDI Stefano presidente--MAESTRI
+Giovanni--BAZZETTA Giovanni--SANFERMO Rocco--D'ADDA Febo--BARGNANI
+Cesare--MÉJAN Stefano--PARRAVICINI Raffaele--GUASTAVILLANI Giovanni
+Battista--COSSONI Antonio--BOSSI Luigi--POLFRANCESCHI Pietro--LUINI
+Giacomo--PEDRAZZINI Michele--QUIRINI-STAMPALIA Luigi--SCOPOLI
+Giovanni--COLLE Francesco--GIOVIO Ludovico.
+
+II. _Consiglio degli uditori:_ PALLAVICINI Giuseppe presidente--ALDINI
+Giovanni--SOPRANSI Luigi--VALDRIGHI Luigi--BARBÒ Francesco--RIVA
+Cristoforo--NANI Tommaso--COMPAGNONI Giuseppe--BRUNETTI
+Vincenzo--CACCÍA Gaudenzio--CASATI Giuseppe--TORNIELLI Giuseppe--
+CUSTODI Pietro--BURRI Giovanni--BORGHI Carlo Jacopo--BREBBIA
+Giuseppe--RE Antonio--FAGNANI Federico.
+
+III. _Consiglieri di Stato in servizio straordinario:_ GALLINO
+Tommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia--STRIGELLI
+Antonio, Segretario di Stato in Milano--AGUCCHI Alessando, prefetto
+del Passariano--GALVAGNA Francesco, prefetto dell'Adriatico--D'ALLEGRE
+Paolo Lamberto, vescovo di Pavia--RONNA Tommaso, vescovo di
+Crema--SMANCINI Antonio, prefetto dell'Adige.
+
+IV. _Consiglieri di Stato onorari:_ PEDROLI Carlo Antonio, primo
+presidente della Corte di cassazione--TAVERNA Francesco, primo
+presidente della Corte d'appello di Milano--BECCALOSSI Giuseppe, primo
+presidente della Corte d'appello di Brescia--ERIZZO Guido, dimorante
+in Venezia.
+
+CORTE DI CASSAZIONE:
+
+PEDROLI Carlo Antonio, primo presidente.
+
+NEGRI Antonio, presidente.
+
+DE LORENZI Antonio--TONNI Luigi--SOPRANSI Fedele--PIZZOTTI
+Francesco--VILLATA Guido--SOPRANSI Luigi--BAZZETTA Giovanni--REPOSSI
+Francesco--RAGAZZI Giuseppe--PELEGATTI Cesare--CONDULMER
+Pietro Antonio--PREDABISSI Francesco--CISOTTI Giovanni Battista--
+SCACCABAROZZI Cesare--AUNA Giovanni Vincenzo--LUINI Giuseppe, giudici.
+
+VALDRIGHI Luigi, Regio procuratore generale--BORSOTTI Giovanni
+Gaudenzio, sostituto procuratore generale.
+
+CORTE DEI CONTI:
+
+DE BERNARDI Stefano, primo presidente.
+
+SABATTI Antonio--SOMMARUGA....., presidenti.
+
+PAMPURI Giacomo--BUSTI Cristoforo--UNGARELLI Pietro--TEULIÉ
+Filippo--PALLAVICINI Giulio--BECCARIA Giulio--ARRIGONI Galeazzo--SILVA
+Bernardino, giudici.
+
+NOGHERA Giovanni Battista--SOMAGLIA Gaetano--SANNER
+Baldassare--PECCHIO Pietro, giudici per i conti arretrati.
+
+CRESPI Luigi, Regio procuratore generale.
+
+SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI:
+
+_Segreteria di Stato in Parigi:_ ALDINI Antonio, predetto, Ministro
+Segretario di Stato--MARINONI Francesco, segretario generale.
+
+_Segreteria di Stato in Milano:_ STRIGELLI Antonio, Consigliere
+Segretario di Stato--NARDUCCI Giampietro, APPIANI Giuseppe, GERMANI
+Giuseppe, capi di divisione.
+
+_Ministero della giustizia:_ LUOSI, predetto, Ministro--BIELLA Felice,
+segretario generale--LUOSI Luigi, STOPPANI Pietro, ALBERTI Francesco,
+PRANDINA Gaetano, capi di divisione.
+
+_Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:_
+MARESCALCHI, predetto, Ministro--JACOB, capo di divisione--Seconda
+divisione in Milano: TESTI Carlo, incaricato del portafoglio del
+dipartimento degli affari esteri--BORGHI Carlo Jacopo, capo di
+divisione.
+
+_Ministero dell'interno:_ VACCARI, predetto, Ministro--DE CAPITANI
+Paolo, segretario generale--CERIANI Giuseppe Cesare, BERNARDONI
+Giuseppe, CARMAGNOLA Paolo, capi di divisione.
+
+_Ministero della guerra e marina:_ FONTANELLI, predetto,
+Ministro--ZANOLI Alessandro, segretario generale--ARESE Francesco
+colonnello, LOCATELLI Luigi Annibale ispettore alle rassegne, Patroni
+Giuseppe colonnello, CRUVELIER Giovanni Pietro, ispettore di marina,
+capi di divisione--CORTESE Francesco, direttore delle rassegne e della
+coscrizione.
+
+_Ministero delle finanze:_ PRINA, predetto, Ministro--CUSTODI Pietro,
+segretario generale--SOLDINI Andrea, PETRACCHI Angelo, AMANTE
+Giovanni, REINA Giuseppe, MARCHINI Bartolomeo, capi di divisione.
+
+_Ministero del tesoro:_ VENERI, predetto, ministro--TARCHINI Giovanni
+Battista, segretario generale--CARNAGHI Amedeo, ispettore
+generale--TORDORÒ Luigi, capo della contabilità--CORRIDORI Girolamo,
+cassiere generale del regno.
+
+_Ministero del culto:_ GIUDICI Gaetano, segretario generale, ff. di
+ministro--FARINA Modesto, CASNATI Filippo, capi di divisione.
+
+DIREZIONI GENERALI:
+
+_Acque, strade e porti marittimi:_ COSSONI Antonio, direttore
+generale--NEGRI Gaetano, segretario generale--ARTICO Angelo, ASSALINI
+Antonio, MASETTI Agostino, PAREA Carlo, ispettori generali--BRUNACCI
+Vincenzo, BONATI Teodoro, COSSALI Pietro, ispettori generali onorari.
+
+_Polizia:_ LUINI Giacomo, direttore gen.--BRUSA Paolo, segretario gen.
+
+_Istruzione pubblica, stampa e libreria:_ SCOPOLI Giovanni, direttore
+gen.--POGGIOLINI Giovanni Luigi, segr. gen.--PINI Ermenegildo, ROSSI
+Luigi, ispettori generali degli studi.
+
+_Censo e imposizioni dirette:_ BRUNETTI Vincenzo, direttore
+generale--LUPI Carlo, segr. gen.
+
+_Dogane:_ BARGNANI Cesare, dirett. gen.
+
+_Privative e dazî di consumo:_ BARBÒ Francesco, dirett.
+gen.--CALDARINI Giovanni Battista, seg. gen.
+
+_Monte Napoleone_ (col titolo di _Prefettura del M. N. e
+della liquidazione del debito pubblico_): MAESTRI Giovanni,
+prefetto--CALDERARA Giuseppe, luogotenente prefetto--NEGRI, segretario
+gen.
+
+_Poste:_ Darnay Antonio, direttore gen.
+
+_Zecche e monete:_ ISIMBARDI Innocenzo, direttore gen.--PRINA Luigi,
+segr. gen.
+
+_Lotto:_ SOLDINI Ambrogio, direttore gen.--PALMIERI segretario gen.
+
+ESERCITO E MARINA:
+
+_Stato maggiore generale dell'esercito._
+
+_Generali di divisione:_ PINO Domenico--LECHI Giuseppe--SEVEROLI
+Filippo--FONTANELLI Achille--BONFANTI Antonio--PEYRI Luigi--FIORELLA
+Pasquale Antonio--PALOMBINI Giuseppe--ZUCCHI Carlo--FONTANE Giacomo.
+
+_Generali di brigata:_ POLFRANCESCHI Pietro--BIANCHI D'ADDA Giovanni
+Battista--LECHI Teodoro--BALABIO Carlo--MAZZUCCHELLI Luigi--BERTOLETTI
+Antonio--VILLATA Giovanni--RENARD BRIZIO Giovanni Battista--DEMBOWSKI
+Giovanni--BALATHIER Carlo--MARTEL Filippo Andrea--ROUGIER Gillo--
+SCHIAZZETTI Fortunato--SAINT PAUL Verbigier--MORONI Pietro--
+JACQUET Giuseppe--SANT'ANDREA Pietro--BELLOTTI Gaspare--JULHIEN
+Giovanni Francesco--CAMPAGNOLA Luigi--MILOSSEWITZ Andrea--BERTOLOSI
+Giovanni Battista--GALIMBERTI Livio--RAMBOURGT Pietro Gabriele--PAINI
+Giulio--PAOLUCCI Amilcare--PERI Bernardo.
+
+_Aiutanti comandanti:_ LECHI Angelo--CAVEDONI Bartolomeo--MONTEBRUNO
+Andrea--MAZZUCCHELLI Giovanni--RIVAIRA Luigi--CASELLA Giovanni
+Battista.
+
+_Marina Reale._
+
+_Commissario generale:_ MAILLOT Stefano.
+
+_Capitani di vascello:_ PASQUALIGO Nicola--MILIUS Pier Bernardo.
+
+_Capitani di fregata:_ COSTANZI Giovanni Battista--ARMENI
+Antonio--RODRIGUEZ Francesco--BURATOVICH Vincenzo--DANDOLO
+Silvestro--AYCARD Romano--SAINT PRIEST Filiberto Luigi--TEMPIÈ
+Giacomo.
+
+_Direttore dell'artiglieria di marina:_ TROUCHON Domenico.
+
+_Direttore delle costruzioni navali italiane:_ SALVINI Andrea.
+
+_Comandante del porto di Venezia:_ GIAXICH, capitano di fregata.
+
+DIPARTIMENTI:
+
+1. _Adda_, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, comuni
+29: REZIA Carlo prefetto; RENARD generale comandante.
+
+2. _Adige_, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4,
+cantoni 15, comuni 76: SMANCINI Antonio prefetto; MILOSSEWITZ generale
+comandante.
+
+3. _Adriatico_, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, distretti 4,
+cantoni 10, comuni 38: GALVAGNA Francesco prefetto; DAURIER generale
+francese comandante.
+
+4. _Agogna_, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti 5,
+cantoni 19, comuni 136: LUINI Stefano prefetto; BERTOLOSI generale
+comandante.
+
+5. _Alto Adige_, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti 5,
+cantoni 20, comuni 121: DAL FIUME Filippo prefetto; MILOSSEWITZ
+generale comandante.
+
+6. _Alto Po_, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti 4,
+cantoni 17, comuni 129: TICOZZI Francesco prefetto; BALABIO generale
+comandante.
+
+7. _Bacchiglione_, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, distretti
+5, cantoni 14, comuni 99: MAGENTA Pio prefetto.
+
+8. _Basso Po_, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti 3,
+cantoni 11, comuni 82: ZACCO Costantino prefetto.
+
+9. _Brenta_, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti 4,
+cantoni 12, comuni 85: PORRO Ferdinando prefetto.
+
+10. _Crostolo_, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti 2,
+cantoni 7, comuni 52: ZECCHINI Bonaventura prefetto.
+
+11. _Lario_, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, cantoni
+23, comuni 168: TAMASSIA Giovanni prefetto; RENARD generale
+comandante.
+
+12. _Mella_, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti 4,
+cantoni 18, comuni 127: SOMMENZARI Teodoro prefetto; FONTANE generale
+comandante.
+
+13. _Metauro_, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti 5,
+cantoni 16, comuni 76: GASPARI Giacomo prefetto; BARBOU generale
+francese comandante.
+
+14. _Mincio_, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti 3,
+cantoni 15, comuni 51: VISMARA Michele prefetto; JULHIEN generale
+comandante.
+
+15. _Musone_, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti 5,
+cantoni 13, comuni 48: VILLATA Michele prefetto.
+
+16. _Olona_, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti 4,
+cantoni 20, comuni 155: CACCÍA Gaudenzio prefetto; BERTOLOSI generale
+comandante.
+
+17. _Panaro_, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti 2,
+cantoni 7, comuni 52: MINOIA Giovanni prefetto.
+
+18. _Passariano_, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti 4,
+cantoni 18, comuni 136: AGUCCHI Alessandro prefetto; SCHILT generale
+francese comandante.
+
+19. _Piave_, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti 3,
+cantoni 11, comuni 67: FERRI Francesco prefetto.
+
+20. _Reno_, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti 4,
+cantoni 12, comuni 76: TADINI OLDOFREDI Girolamo prefetto; ROIZE
+generale francese comandante.
+
+21. _Rubicone_, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti 5,
+cantoni 14, comuni 41: FROSCONI Alessandro prefetto; VILLATA generale
+comandante.
+
+22. _Serio_, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti 4,
+cantoni 18, comuni 145: CORNALIA Francesco prefetto.
+
+23. _Tagliamento_, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, distretti
+5, cantoni 16, comuni 93: DEL MAINO Carlo prefetto.
+
+24. _Tronto_, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti 3,
+cantoni 10, comuni 72: STAURENGHI Leopoldo prefetto.
+
+_Riassunto:_ Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 cantoni,
+2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie 84,043 miglia
+quadrate italiane.
+
+[29] Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese
+della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 aprile 1814
+(vedasi anche nel FABI, pag. 102-108); 2º il proclama del principe
+Eugenio ai soldati francesi, Mantova, 17 aprile 1814 (in FABI, pag.
+108-109); 3º l'indirizzo dell'armata francese al principe Eugenio,
+dello stesso giorno, firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle,
+Marcognet, D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet,
+Sainte-Laurent e Bode.
+
+[30] «Semblable en cela à tous les peuples et même à tous les hommes
+qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les Italiens crurent que les
+projets du roi Joachim tendaient à former un seul royaume de l'Italie,
+trompés par sa conduite envers son bienfaiteur, et par les bruits
+qu'il faisait courir à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient
+les Italiens, l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes,
+préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter sur le
+trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération des états
+et princes italiens, à laisser ce pays sous la domination de Napoléon
+ou de son fils adoptif.
+
+Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement leur
+raison, et excluaient tout jugement. Partout où un souverain marche en
+conquérant, il faut s'attendre à y retrouver longs-temps encore les
+empreintes de son pouvoir. Ainsi ils devaient d'autant moins douter
+des plans de l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il
+avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et son
+petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, mais
+bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer ses anciennes
+possessions. Ils ne devaient donc aucunement compter sur Murat, qui
+appartenait d'ailleurs à une famille que les coalisées voulaient
+proscrire, et je n'examinerai pas ce poins délicat de leur politique.
+
+Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse pour
+leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans une des notes
+suivantes».
+
+[31] «Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient point eu
+connaissance le tous ces projets, que la craint des plus grands
+malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, à preparer dans le
+silence les moyens de les éviter. Je ne leur ferai pas l'injure de les
+supposer capables d'une indifférence odieuse de la part d'aussi grands
+magistrats, sur qui le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa
+tranquillité. Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment
+qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, et ils ne
+pouvaient point l'ignorer, la conduite de l'Autriche était-elle de
+nature à leur inspirer quelque sécurité? Si je ne les comdanne point
+pour leur indifférence, je n'hésite point à les accuser d'un manque
+total de caractère; et les Italiens doivent les poursuivre de leur
+haine pour avoir, ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé
+le voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance
+si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne partageassent pas ce
+voeu, ils devaient le connaitre: les grands corps d'un état n'existent
+que pour le bien de plus grand nombre, et ils auraient dû se
+soumettre. En supposant que l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas
+exactement démontré, ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle
+environnée des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche
+de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les éclaircir?
+Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce que je vais
+faire le plus rapidement possible.»--E qui il Saint-Edme, esaminando
+la condotta politica dell'Austria verso Napoleone I dal 1812 al 1814,
+rileva come, dalla richiesta fatta nella conferenza di Praga per la
+cessione delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e
+dall'_ultimatum_ presentato al congresso di Châtillon che esigeva
+l'abbandono totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione
+del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; e
+conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous ces faits, en
+tirer les conséquences naturelles que Napoléon serait écrasé, que
+l'Autriche menacerait l'existence du royaume, qui ne consentirait
+point à lui accorder son indépendance, et qu'il fallait employer des
+mesures énergiques. Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du
+peuple italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses
+desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre l'abdication de
+Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer la consolidation
+du royaume, proclamer un chef, faire un appel au patriotisme du
+peuple, appeler tous les princes d'Italie à une confédération, mander
+a Milan les troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour
+tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant à même de
+discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. N'eussent-ils fait
+autre chose que proclamer une seconde fois la constitution de 1802, et
+nommer un président ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple
+de lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et qui sait
+si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque résultat
+avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien fait pour sauver la
+patrie.»
+
+[32] «Les Français étaient assez généralement aimés, et on les
+regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les Autrichiens ont
+toujours été détestés, qu'on les hait encore plus, et que le nom de
+_Tudesco_ (Tudesque, ou Allemand) donné à un Italien, est une injure
+des plus vives. Sous la domination des Français, les Italiens
+jouissaient des apparences de toutes leurs libertés; ils
+embellissaient leur pays; ils protégeaient les arts, l'industrie, le
+commerce; la presque totalité des emplois étaient occupés par des
+nationaux. Maintenant ils ne rencontrent que des entraves, et les
+Autrichiens gouvernent en conquérans».
+
+[33] «Cette déclaration concorde parfaitement avec la note
+précédente».
+
+[34] Il SAINT-EDME riporta qui, tradotta in francese, la Costituzione
+della Repubblica Italiana adottata nei Comizi di Lione il 26 gennaio
+1802: il testo originale di essa si ha nel _Bollettino delle leggi
+della Repubblica Italiana, Anno I,_ Milano, Veladini [1802], pp. 1-19.
+
+[35] «Relatifs au système continental».
+
+[36] In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni del
+Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè:
+
+_I. Statuto costituzionale_, Parigi 17 marzo 1805, preceduto dal
+discorso di F. Melzi in nome della Deputazione della Repubblica
+Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi e
+Guicciardi, membri della Consulta di Stato; Guastavillani,
+Lambertenghi, Carlotti, del Consiglio legislativo; Dabrowki generale
+di divisione; Rangone oratore del Corpo legislativo, Calepio membro
+del Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale
+dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, del Collegio
+elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio elettorale dei
+commercianti; Negri, commissario presso il tribunale di cassazione;
+Sopransi, presidente del tribunale di revisione in Milano; Valdrighi,
+presidente del tribunale di revisione in Bologna], dall'atto della
+Deputazione stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in
+Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara di
+accettare la corona italica; tutto ciò riferito dalla _Raccolta de'
+fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al
+cangiamento della Repubblica Italiana in Regno d'Italia_, Milano,
+Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo Statuto
+costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta di Stato,
+Parigi 19 marzo 1805, che si legge nel _Bollettino delle leggi del
+Regno d'Italia_, Milano, Veladini [1805], PP. 33-43.
+
+_II. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 29 marzo 1805
+[Reggenza--Grandi ufficiali del Regno--Giuramenti]; nella _Raccolta_
+cit. pp. 98-112 e nel _Bollettino_ cit. pp. 54-63.
+
+_III. Statuto costituzionale_, Milano 6 giugno 1805 [Beni della
+Corona--Viceré--Collegi--Consiglio di Stato--Corpo legislativo--Ordine
+giudiziario--Diritto di far grazia--Ordine della Corona di
+ferro--Disposizioni generali] firmato dai membri della Consulta di
+Stato [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi,
+Moscati, Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao
+Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe Taverna, Giuseppe
+Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba Oriani, Fè Marcantonio,
+Brunetti Vincenzo, Vertova Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni
+Giambattista, Castiglioni Luigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo,
+Salina Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari Luigi,
+Odescalchi, Bazzetta]: è nel _Bollettino_ cit. pp. 91-112.
+
+_IV. Statuto costituzionale_, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione del
+Viceré Eugenio]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1806],
+pp. 62-64.
+
+_V. Statuto costituzionale_, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione del
+Senato consulente]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia
+[1807], pp. 1120-1221.
+
+Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il Saint-Edme, il
+quale solamente accenna a un «sixième et dernier Statut
+constitutionnel» del 9 novembre 1809, sotto la qual data si ha invece
+il _Regolamento che stabilisce la natura e la forma delle relazioni
+del Senato col Governo_ (nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia,
+pp. 302-312). Invece gli altri, veri e propri Statuti, furono i
+seguenti:
+
+_VI. Statuto costituzionale_, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione del
+Senato--Attibuzioni--Dotazione--Disposizioni speciali]: è nel
+_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1808], pp. 216-222.
+
+_VII. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 21 settembre 1808 [Titoli e
+maggioraschi del Regno]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 824-847.
+
+_VIII. Statuto costituzionale_, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione della
+corona e appannaggi dei principi e delle principesse d'Italia]: è nel
+_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1810], pp. 194-210.
+
+_IX. Statuto costituzionale_, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio del
+Principe Viceré d'Italia]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 211-213.
+
+Finalmente il SAINT-EDME, dopo aver notato che gli elettori del Regno,
+i quali secondo la Costituzione di Lione erano 300 nel Collegio dei
+possidenti, 200 in quello dei Dotti e 200 in quello dei commercianti,
+erano poi cresciuti di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17
+luglio 1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, dotti
+329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: «Les électeurs aux
+colléges réunis à Milan en avril 1814, étaient au nombre de 170; et,
+conformément aux constitutions, ils ne pouvaient délibérer: si les
+sénateurs avaient eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége
+le ridicule dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils à
+leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que
+méritaient-ils de plus?»
+
+
+
+
+ SUGLI AVVENIMENTI
+ DI MILANO
+
+ _17-20 Aprile 1814_
+
+
+ RELAZIONE
+ DEL
+ CONTE CARLO VERRI
+
+ SENATORE DEL REGNO ITALICO
+ E
+ PRESIDENTE DELLA REGGENZA PROVVISORIA
+
+
+ SCRITTA IN NIZZA
+ Inverno 1817.
+
+
+
+
+SUGLI AVVENIMENTI DI MILANO
+
+_17-20 di Aprile 1814_
+
+
+RELAZIONE.
+
+Trascorsi ormai due anni dagli avvenimenti accaduti in Milano
+nell'aprile 1814, io, Carlo Verri, intraprendo a stendere una Memoria
+relativa a quella sfortunata epoca, che rimarrà lungamente scolpita
+negli animi dei Lombardi. Era mia intenzione di ciò fare, sino dal
+primo giorno nel quale seguí il movimento popolare; ma non mi è stato
+possibile. Le molte persone che vennero da me e l'essere io stato
+nominato Presidente del Governo non mi hanno lasciato libero il tempo.
+Avendo poi continuato a servire il Governo sino a tutto il 1815,
+distratto dagli affari ed essendo in debole salute, non ho saputo
+determinarmi a scrivere. Ora però che mi trovo in piena libertà e
+senza incombenza alcuna, io penso di esporre quanto la memoria saprà
+suggerirmi, né mi dilungherò in riflessioni, attenendomi a' soli e
+semplici fatti, dei quali io stesso fui personalmente testimonio e che
+constino per pubblici documenti, o tali, per pubblica fama, che non se
+ne possa dubitare, non avuto riguardo alle voci sparse e prive di sodo
+fondamento. Narrerò quanto io stesso ho veduto e quanto è accaduto a
+me: cosí questa mia relazione, che penso deporre nell'archivio di
+famiglia, darà qualche idea della cosa pubblica ed una notizia certa
+di quanto è accaduto a me come uomo pubblico in quell'epoca ed in
+seguito. Né sarà discaro agli individui della famiglia se, scrivendo
+di me, sarò forse diffuso, e se brevemente discorrerò degli impieghi
+ai quali sono stato chiamato prima dell'epoca che intendo descrivere,
+giacché il principale mio scopo è appunto quello di stendere una
+Memoria intorno a ciò che mi appartiene come uomo pubblico.
+
+ * * * * *
+
+Nel 1802, mentr'io da qualche tempo viveva quasi abitualmente in
+campagna attendendo all'agricoltura, il conte Francesco Melzi, fatto
+vicepresidente della Repubblica Italiana, chiese di me e mi offrí una
+prefettura. Contavo già il cinquantesimonono anno d'età e con salute
+debole. Presi tempo a riflettere, poi accettai, sempreché fossi
+destinato alla prefettura del Lario in Como, città triste, ma che
+offriva la vicinanza dei miei fondi, della patria e del fratello
+cavaliere Giovanni in essa domiciliato. La fondata speranza di un buon
+Governo, lo Stato stabilito con pubblico trattato politico, il dovere
+che incombeva a qualunque probo cittadino di secondare la felice
+circostanza per il pubblico interesse mi determinarono all'assenso,
+avendo nei tempi antecedenti di rivoluzione della Cisalpina e dei
+variati governi vissuto affatto alieno da qualunque impiego. Erano le
+prefetture in quella loro istituzione di grado assai decoroso, ed
+erano i Prefetti quasi veri governatori; ma in seguito decaddero assai
+dal loro lustro.
+
+Il vicepresidente Melzi avrebbe voluto destinarmi non a Como, ma in
+qualche altro dipartimento piú interessante, e probabilmente aveva
+fisso nell'animo quello del Mella, la cui capitale è Brescia. Ma le
+circostanze soprallegate fecero ch'io rimanessi nella mia prima
+adesione per il solo Lario in Como. Dopo circa un mese di sospensione,
+il vicepresidente, vedendomi costante, mi nominò per il Lario. Ma vari
+signori bresciani, mossi da propria opinione e probabilmente dal
+Governo istesso, mi fecero istanze assai lusinghevoli perché cangiassi
+di pensiero e accettassi il Mella, e tali furono le istanze che non
+senza imbarazzante difficoltà sarebbe accaduto che io mi dispensassi;
+al che si aggiunse una obbligantissima lettera del cittadino Villa,
+ministro dell'interno, colla quale mi partecipava il desiderio de'
+Bresciani e quello del Governo istesso, che io non mi rifiutassi per
+il dipartimento del Mella. Erano pertanto le cose a tal segno spinte
+che il rifiuto sembrava inurbana ostinazione, onde mi determinai a
+secondare l'istanza. Ma se la vivacità di quella nazione e le
+difficoltà che poteva presentare lusingavano e mi rendevano assai
+preferibile il Mella al Lario, pure la poca salute, la distanza da'
+parenti, dagli amici e dalle mie proprietà mi facevano preferire il
+Lario. Quindi in giugno del 1802 partii per Brescia: onorevolmente
+accolto, ivi rimasi fino al settembre del 1804, nel quale tempo ebbi
+una grave malattia di petto e fui nominato Consigliere legislativo.
+Quale memoria abbia fortunatamente lasciata di me nel dipartimento non
+istà a me il dirlo: il Governo ne fu contento e mi premiò
+coll'avanzarmi di grado in patria.
+
+Venuto in Milano nel 1805 Napoleone per prendere la Corona di ferro,
+fece una nuova nomina per il Consiglio interinale di Stato, poi la
+fece stabile; ed in entrambe vi fui nominato. Poi, istituito l'Ordine
+della Corona di ferro, fui tra i primi nominato Commendatore, e n'ebbi
+la decorazione nella prima e sola funzione pubblica che si fece in
+Sant'Ambrogio, dalle mani del Principe Eugenio Viceré, seduto sotto il
+trono in piena formalità. Varie e distinte incombenze ebbi come
+consigliere, nelle quali anche fui nominato il primo ove si trattava
+di piú consiglieri nominati. Tale fu la commissione per la Dalmazia,
+ove io fui nominato per Zara e suo distretto; ma per motivi di salute
+mi dispensai. Cosí fui nominato il primo, e nei primi dipartimenti,
+come Ispettore di pubblica beneficenza.
+
+Finalmente nel principio di aprile dell'anno 1808 il Principe Viceré,
+sebbene io per mia indole non avvicinassi né la real Corte né i
+Ministri, con maniere obbliganti mi chiese se avrebbe potuto disporre
+di me; al che risposi che tutto mi sarebbe stato gratissimo e ad
+onore, sempreché la mia poca salute ed i miei pochi talenti avessero
+potuto secondare le viste di S. A. R. Passati pochi giorni, il
+Principe con suo viglietto mi scrisse che mi disponessi a partire per
+Ancona e che conservassi il segreto che affidava alla mia discretezza.
+Poi volle a me solo manifestare il motivo della partenza, il quale era
+doversi da me organizzare i tre dipartimenti della Marca, cioè il
+Metauro, il Musone ed il Tronto. Comandava in essi, come governatore,
+il generale francese Lemarois. Volle il Principe ch'io carteggiassi
+direttamente con lui e diedemi per compagno Giacomo Luini, Consigliere
+uditore. Partii in aprile, pretestando un giro nei dipartimenti del
+circondario di pubblica beneficenza a me affidato, e giunsi in Ancona
+prima del giorno 21 del mese, epoca assegnatami. Rimasi in Ancona sino
+a tutto l'agosto, e ritornai in patria lasciando contente quelle
+popolazioni; e persino gli ecclesiastici di Roma non disapprovarono la
+mia condotta. Il real Governo ne fu contento ed il Principe, pagate le
+spese, mi regalò una bellissima tabacchiera col suo ritratto
+contornato di brillanti. Non è a tacersi essere io andato in quei
+dipartimenti senza istruzioni, senza notizie delle finanze, essendosi
+il real Principe interamente affidato, com'egli graziosamente diceva,
+alla mia saviezza.
+
+Erettosi da S. M. l'Imperatore Napoleone il Senato del Regno d'Italia,
+ed essendosi riservata la nomina di alcuni, oltre quelli che gli
+fossero stati presentati dai Collegi elettorali in conformità dello
+Statuto, mi nominò Senatore con decreto del giorno 10 ottobre 1809.
+
+Questa è la carriera da me percorsa nei pubblici impieghi, dai quali
+sono stato alieno fino all'anno cinquantesimo di mia vita e per i
+quali non ho mai fatto passo alcuno sia colla Corte, sia coi Ministri.
+Dal che facilmente si scorge che nel Governo della Repubblica italiana
+ed in quello del Regno d'Italia i sudditi chiamati a pubblico impiego
+ottenevano la confidenza del Governo, e non erano gl'Italiani trattati
+come semplici operai e sottoposti all'umiliante diffidenza, che
+disgraziatamente forma uno dei principali caratteri del Governo
+austriaco verso gl'Italiani.
+
+Ciò premesso per notizia della famiglia, passo ora alla seconda epoca,
+cioè a quella del cangiamento di Governo. Scrivendo ciò che la memoria
+potrà fornirmi e senza prevenzione di partito, non esporrò che i fatti
+certi, dai quali potrà chi legge dedurre quelle conseguenze che
+offrono da loro medesimi. Parlerò molto di me, poiché la Memoria che
+stendo ha per iscopo principale appunto quello di lasciare in famiglia
+un documento di quanto m'è accaduto, perché possa da esso dedurre
+argomento delle stabilità politiche, e quanto meglio sia il fondare la
+felicità sull'esistenza propria, sulle abitudini e geniali
+occupazioni, sui lumi, sullo studio, di quello che sugli impieghi
+dipendenti sempre dall'altrui volere e dall'impensato cangiamento
+degli eventi politici ed amministrativi.
+
+Era la sera del giorno 16 aprile 1814, quand'io essendo colla società
+di varie persone, che seralmente da me si sogliono unire già da vari
+anni, ricevetti lettera d'avviso che la mattina seguente si univa il
+Senato in seduta straordinaria. Convalescente per recente malattia di
+petto e debole assai, gli amici mi consigliarono a non intervenire
+alla seduta; ma riflettendo io che questa seduta, attese le cose di
+Francia e le sventure di Napoleone delle quali correvano incerte voci,
+doveva essere effetto di oggetto interessante, mi determinai d'andare
+al Senato, anche esponendo la propria salute. Ignorava di che trattar
+si dovesse; e la mattina del 17 me ne stavo seduto in letto
+trattenendomi in alcune geniali occupazioni ed attendendo l'ora di
+alzarmi, quando venne da me il conte Alfonso Castiglioni mio nipote.
+Premessi i soliti atti di famigliare amicizia, egli mi chiese se
+pensava di andare al Senato; al che risposi affermativamente
+adducendone il motivo. Continuò egli interpellandomi se mi era noto
+l'oggetto della convocazione, e risposi che lo ignoravo. Allora egli
+mi disse: «Io ve lo dirò. Trattasi di un messaggio al Senato per
+ottenere che il Principe Eugenio, viceré d'Italia, sia dichiarato re.»
+Ignorando io ciò che era accaduto in Francia, come s'ignorava da
+tutti, fui sorpreso e meravigliato, onde ne parlai con stupore non
+potendo persuadermi di quanto mi veniva detto; ma il conte Castiglioni
+mi assicurò in modo cosí deciso e fermo che dovetti in certo modo
+persuadermi essere vero quanto mi diceva.
+
+Dopo breve dialogo partito il Castiglioni e rimasto solo, riflettei
+fra me medesimo cosa dovessi fare e dubitai se fosse prudente cosa il
+non intervenire alla seduta, giacché la poca salute mi offriva giusto
+motivo. Da una parte io sentiva le molte obbligazioni mie verso il
+Principe, che sempre mi ha distinto sebbene io non frequentassi la
+Corte; non ignoravo, d'altronde, che già da un anno il pubblico non
+gli era piú affezionato e che molto di lui si doleva. Rammentavasi
+l'ordine, da lui emanato, di dare cinquanta colpi di bastone ciascun
+giorno di un intero mese a' vari condannati ai lavori forzati in
+Mantova per essere fuggiti: decreto che fu eseguito per alcuni giorni,
+poi sospeso, essendosi da Mantova mandati in commissione speciale
+alcuni cittadini onde revocare sí terribile decreto, che riduceva
+quelli infelici a dura morte per cancrena. Né fece poca impressione
+nell'animo degli Italiani la condanna a morte per fucilazione del sig.
+...... guardia d'onore, di famiglia distinta di Corinaldo,
+dipartimento del Metauro, per pensata e non effettuata diserzione.
+Varie altre cose spargevansi già da qualche tempo contro il Principe,
+e singolarmente alcune sue espressioni di disprezzo pe' militari
+italiani. Né poteva il pubblico tollerare l'influenza del signor
+Méjan, suo segretario degli ordini, né quella di qualche suo aiutante
+disprezzatore degli Italiani. Spiaceva inoltre che il signor Darnay
+fosse stato fatto Direttore delle poste, e dicevasi che le lettere
+erano tutte aperte, molte trattenute ed abbruciate. Il partito opposto
+al Governo esagerava questi fatti e declamava: i tributi gravosissimi
+diretti dal ministro Prina odiato dal pubblico; la coscrizione
+militare che offriva al macello tanta gioventú e che non lasciava
+famiglia che non fosse in profonda desolazione; la lusinga sempre
+facile nel popolo di migliorare la sorte presente con un nuovo
+Governo; la reazione del partito dei nobili e di quelli che
+dimenticati dal Governo speravano nelle vicende della guerra, dopo i
+disastri sofferti nel fine della campagna di Russia, davano animo ad
+eccitare il generale malcontento con tutti quei mezzi e con tutte
+quelle dicerie, che l'entusiasmo e la vivacità dei partiti hanno poste
+in opera in tante fatali circostanze dell'età nostra.
+
+Questi pensieri ed il dubbio del carattere che il Senato fosse per
+assumere in cosí difficile circostanza, l'intimo sentimento mio di
+esprimere il mio voto sempre diretto dall'onore, dal dovere e dal
+pubblico bene, mi davano grande perplessità e timore di espormi
+inutilmente. L'incertezza delle notizie, l'ignoranza del vero stato
+politico delle cose, la volubilità degli eventi, la generale
+avversione al Governo francese, le declamazioni contro il Principe
+erano tutti oggetti gravissimi di seria riflessione. Considerando però
+che l'uomo appunto nelle circostanze difficili non doveva smentire il
+proprio carattere e che l'uomo appunto in queste occasioni deve
+prestarsi in favore dello Stato e del bene della società, mi
+determinai di andare al Senato nella ferma risoluzione di parlare con
+quella libertà che era di preciso dovere, quand'anche avessi dovuto
+sacrificare me stesso, e di ragionare in conformità di quanto fosse
+stato proposto alla discussione del Corpo, giacché realmente non
+sapevo immaginare sotto quale aspetto, con quali motivi e come potesse
+essere disposto l'affare.
+
+Giunto al palazzo del Senato, dubitando che la prevenzione di alcuni
+individui, la debolezza di molti, le private viste ed un antecedente
+maneggio potessero indurre il Senato o ad essere sospeso o a non
+mantenere quel nobile carattere e quella saviezza che conveniva al
+primario Corpo del Regno, avvicinai due o tre senatori, e, chiesto
+loro se avessero notizia di quanto doveva trattarsi, essendomi stato
+risposto che lo ignoravano, dissi loro che l'affare doveva essere
+grave e che li esortava ad essere attenti e cauti contro qualunque
+sorpresa.
+
+Era presidente il conte Veneri, modenese, ex-ministro del tesoro del
+Regno. Aperta la seduta, fu letto un messaggio del signor Duca di
+Lodi, guardasigilli del Regno, col quale annunziava al Senato che le
+vicende politiche e le circostanze esigevano la piú seria attenzione,
+ed essere necessario:
+
+1º di spedire una Deputazione alle Alte Potenze alleate contro la
+Francia, onde interessarle a sospendere le ostilità e conservare il
+Regno coll'indipendenza dello Stato.
+
+2º Convocare i Collegi elettorali.
+
+Con questo messaggio venne proposta anche la forma del decreto da
+adottarsi, e dopo i due suddetti articoli eravi il terzo ed ultimo,
+col quale volevasi che
+
+3º La Deputazione esprimesse alle Alte Potenze alleate il sentimento
+di riconoscenza che la nazione nutriva verso la persona del Principe
+Eugenio viceré, per l'ottima sua condotta nell'amministrazione
+pubblica.
+
+Grande fu la sorpresa del Senato alla lettura di questo messaggio, col
+quale, tacendosi gli eventi accaduti in Mantova ed a Parigi, si vedeva
+invitato a cangiare il Sovrano. E veramente in quell'epoca destinata a
+tanti cangiamenti, si sono commessi errori politici da tutte le parti,
+e anche da chi aveva dati non piccoli saggi di esperimentata prudenza
+e saviezza; come si vede dall'irregolare, imprudentissimo messaggio
+del Duca di Lodi al Senato, e come meglio apparirà considerando gli
+effetti degli opposti partiti, dei quali l'uno fu tanto imprudente da
+muovere la plebe contro il Senato, e l'altro non seppe, con opportuni
+modi, operare in favore dell'indipendenza dello Stato. Cosí avvenne in
+Roma per la dissensione fra la nobiltà e la plebe, allorché odiando
+quella la facoltà tribunizia e questa la consolare, si crearono i
+Decemviri; imperocché in quella straordinaria circostanza gravi errori
+commisero il Senato, la plebe e i Decemviri.
+
+Fatta al Senato la proposizione, io voleva chiedere la parola; ma il
+senatore Guicciardi mi prevenne e fece una mozione d'ordine, chiedendo
+come il signor presidente avesse convocato il Senato in seduta
+straordinaria, la quale non poteva farsi senza un decreto del
+Principe. Parmi che il presidente rispondesse che il Duca di Lodi,
+guardasigilli, era autorizzato e che le circostanze lo esigevano; ma
+quali fossero quelle circostanze ignoravasi dal Senato. Chiesi, dopo
+Guicciardi, la parola; ma sedendo io nel rango superiore, poiché le
+sedie stavano in due giri, l'uno piú alto dell'altro, il senatore
+Dandolo, che era appunto sotto di me nel circolo inferiore, si alzò e
+parlò con molta eloquenza e saviezza, ragionando sulle tante
+incongruenze, che di sua natura offriva quello strano progetto
+appoggiato a nessuna positiva notizia e solo in generale alle urgenti
+circostanze.
+
+Dopo il conte Dandolo, chiesi la parola e mi limitai a poche domande:
+chiesi pertanto se l'imperatore Napoleone viveva o no, poiché le voci
+plateali ed il messaggio stesso davano luogo a supporlo morto; se,
+qualora fosse morto, non esistesse il figlio, re di Roma; se, vivo,
+Napoleone avesse abdicata la corona per sé e per la discendenza sua,
+senza di che il Senato si renderebbe colpevole di fellonia e di
+ribellione. Insorta cosí una viva discussione, voleva il presidente
+che senz'altro si adottasse il progetto di decreto; ma il Senato, per
+quanto mi sovviene, sulla ferma proposizione di Dandolo determinò che
+il progetto di decreto proposto al Senato fosse esaminato da una
+commissione, che ne facesse rapporto nello stesso giorno: la seduta fu
+dichiarata permanente. Fattosi lo scrutinio, furono nominati per la
+commissione Guicciardi, Bologna, Castiglioni, Dandolo, Cavriani, Verri
+e Costabili.
+
+Rimaneva però sempre il dubbio con quale autorità legale vi fosse
+stata quella straordinaria convocazione; onde il Senato delegò
+Guicciardi, Dandolo e Verri, perché tosto si portassero personalmente
+dal Duca di Lodi per intendere da lui le facoltà che avesse, e se vi
+fosse un armistizio fra il Principe Eugenio e l'armata nemica, poiché
+il ministro Vaccari, mentre il Senato discuteva sull'interessante
+oggetto, accennò che si era fatto un armistizio. È da sapersi che i
+ministri potevano intervenire alle adunanze del Senato quando pure non
+fossero senatori, ed in quell'occasione i ministri Vaccari
+dell'interno e Luosi della giustizia, che certamente erano al fatto e
+consci di tutto, intervennero. Anzi si poté sapere in seguito, e la
+condotta loro lo confermò, che Vaccari singolarmente ed alcuni
+senatori, cioè Prina, Paradisi e Carlotti, avevano avuta parte nel
+formare un cosí strano e assurdo progetto, o per lo meno ne erano
+prevenuti; progetto che per le sue incongruenze appena sembra
+credibile. Né fu poca la maraviglia mia e di altri estimatori ed amici
+del Duca di Lodi, nel vedere che egli approvasse e potesse secondare e
+dar mano a tanta assurdità. E tale fu la sorpresa nostra che io,
+sull'istanza che alcuni mi fecero, mi portai al gran tavolo ove sedeva
+il presidente co' segretari, e chiesi di vedere la firma del Duca di
+Lodi, dubitando di qualche sorpresa; tanto era lo stupore. Esaminata
+la firma, vi trovai sottoscritto il _Segretario Villa per espressa
+commissione di S. E. il Duca di Lodi impedito dalla gotta;_ ed il
+carattere era del Villa, a me notissimo.
+
+Eseguendo la commissione del Senato andai subito co' senatori
+Guicciardi e Dandolo dal Duca Melzi, il quale ci partecipò
+l'armistizio, l'abdicazione di Napoleone e l'autorità a lui concessa
+per le occasioni straordinarie che potessero occorrere essendo assente
+il Viceré. Non è fuori di proposito di osservare che il Senato fu
+convocato in questo giorno 17 marzo, ad un'ora dopo mezzogiorno; che
+l'invito fu diramato il giorno antecedente e che l'armistizio suddetto
+non fu notificato che un'ora appunto dopo mezzogiorno del 17 istesso;
+come risulta dalla stampa pubblicatasi in Mantova, la quale
+incomincia, ecc.[37]
+
+Ritornati noi al Senato, dopo lunga discussione, dichiarata permanente
+la seduta, partiti i senatori, rimanemmo noi sette delegati per
+esaminare e modificare il progetto di decreto stato proposto. Nessuna
+difficoltà si trovò nella forma dei due primi articoli del decreto, i
+quali furono facilmente tra noi ad unanimità di parere combinati,
+cioè:
+
+1º Per l'invio di una Deputazione di tre senatori al quartiere
+generale delle Potenze alleate, onde supplicarle, in conformità de'
+liberali principî da esse pubblicati, non solo a sospendere, ma a
+cessare dalle ostilità e conservare il Regno con un sovrano
+indipendente.
+
+2º Per la immediata convocazione dei Collegi elettorali.
+
+Ma molte e gravi difficoltà insorsero nel combinare, ciò che
+riguardava il Principe viceré. Trattavasi, nel primo progetto di
+decreto presentato al Senato, di un elogio del Principe da farsi alle
+Alte Potenze alleate, e di tal natura che sembrava indicarsi il vóto
+della nazione per averlo in sovrano. Ma il Senato non poteva parlare
+in nome della nazione, non avendone la rappresentanza, e questa
+dovevasi considerare, in quelle circostanze singolarmente, come
+riposta ne' soli Collegi elettorali; al che si aggiungeva il fermento
+generale del popolo contro il Governo francese e le fatali
+declamazioni contro il Principe. Egli è ben chiara cosa che
+l'interesse personale dei senatori e fors'anche il vero interesse
+della nazione ottimamente combinavano colla nomina del Principe
+Eugenio in sovrano. Ed in quanto a me lo avrei bramato assai, onde,
+parlando in Senato, dissi: nessuno piú di me essere riconoscente e per
+dovere essere a lui affezionato; ma che sfortunatamente l'opinione
+generale da qualche tempo erasi cosí cangiata riguardo al Principe che
+pericolosa cosa sembravami il proporlo ed anche l'insinuarlo come
+bramato dalla nazione. Il fatto provò quanto fosse fondato il timor
+mio, come si vedrà nel seguito di questa relazione. Quindi, dopo
+tentati tutti i mezzi fra noi sette delegati alla riforma ed all'esame
+del progetto, né ritrovando il modo di formare il terzo ed ultimo
+articolo, combinando i nostri privati sentimenti colle sfavorevoli
+circostanze della generale opinione e col moto che scorgevasi nella
+città contro il Principe ed i Francesi, si stese un articolo nel quale
+il Senato esprimeva la sua riconoscenza verso il Principe. Nessuno di
+noi era contento di quel troppo semplice articolo e troppo meschine
+espressioni; ma che potevasi fare, quando il dire di piú esponeva il
+Senato al furore del popolo e la nazione ad una rivolta? Noi fummo
+occupati tutto il rimanente del giorno, studiandoci di trovare una piú
+onesta uscita; ma non ci fu possibile immaginarla.
+
+Unitosi pertanto di nuovo il Senato la sera e montato alla tribuna il
+conte Dandolo, fece al Senato a nome della commissione formale
+rapporto e propose la riforma del decreto alla sanzione dei senatori.
+Qui grande discussione insorse: molto parlò il senatore Paradisi e con
+lui il senatore Prina, tentando con mille ragionamenti d'indurre il
+Senato a determinazioni piú analoghe al primo progetto; ma inutili
+furono i loro sforzi, persistendo il Senato nell'opinione della
+commissione. Sarebbe troppo lungo il riferire quanto fu detto; né io
+ora saprei colla necessaria esattezza narrare tutto l'occorso. Basterà
+pertanto il dire che il Senato passò alla nomina di tre individui da
+spedirsi in commissione alle Alte Potenze alleate, e furono nominati
+Guicciardi, Testi e Castiglioni. Io ero stato interpellato da
+Guicciardi, se potessi esporre la mia debole salute per la patria
+accettando di essere della commissione, ma risposi che sarei
+sicuramente rimasto ammalato in cammino; e troppa infatti era la
+debolezza mia fisica per età non solo, ma per convalescenza di
+malattia di petto.
+
+Mentre queste cose in Senato non senza vivacità si discutevano, quando
+si pervenne alla lettura del terzo articolo il ministro Vaccari,
+spinto dall'attaccamento suo al Principe, e poco o nulla ragionando
+sulle circostanze, alzatosi dalla sedia, disse: «Oh, questo poi è
+troppo, ed è un insulto, poiché appena è detto ciò che si direbbe ad
+un subalterno che cessa dal servizio». Che poco fosse il complimento
+ciascun di noi, con vero dispiacere, lo sentiva; ma come porvi
+rimedio? Questa mossa però del ministro Vaccari fece sí che alcuni
+senatori studiarono stendere in piú onesta maniera l'articolo; ma in
+fatto sempre insorgeva la terribile difficoltà che in nome della
+nazione il Senato non poteva parlare e che qualunque elogio fatto al
+Viceré, il quale potesse dare idea alle Potenze alleate che il
+Principe fosse bramato in sovrano, incorreva nella fatale contrarietà
+della fermentante opinione del popolo, con grave pericolo del Senato e
+della pubblica quiete. Dopo vari tentativi fu letto un articolo, che
+parmi fosse scritto dal senatore conte Mengotti, nel quale si
+stabiliva che fossero fatti i dovuti ringraziamenti al Principe per
+l'ottima sua amministrazione; fosse a lui partecipata la riconoscenza
+e l'affezione del Senato, con alcune altre espressioni atte a dare
+favorevole opinione del Principe, che ora bene non saprei
+risovvenirmi. Fu quell'articolo adottato per istanchezza piuttosto che
+per persuasione in modo tumultuario, essendosi alzati i senatori ed
+essendo inoltrata la notte.
+
+Aveva il conte Testi, nominato tra i delegati alle Alte Potenze
+alleate, dichiarata l'impossibilità di aderire alla propria partenza,
+adducendo il fisico incomodo che tuttora aveva negli occhi, incomodo
+che realmente sussisteva e non di poca conseguenza. Stette egli fermo
+nell'iscusarsi, e il Senato a tenore del suo decreto doveva supplire
+con altra nomina, onde tre fossero gli ambasciatori; ma il presidente,
+non avuto riguardo a questa circostanza, dichiarò sciolta la seduta: e
+sebbene io gli dicessi che ciò era irregolare e che la rinuncia del
+conte Testi esigeva un supplemento, egli rispose con qualche
+impazienza che la seduta era sciolta e che usava l'autorità della
+quale era investito. Fu la fine di questa seduta irregolare, e priva
+d'ordine, come spesso accade nelle assemblee quando gli animi sono
+stanchi; e mentre il senatore Paradisi, che molto aveva parlato in
+sentenza contraria alla generale opinione del Senato, se ne uscí
+frettolosamente col senatore Carlotti e mentre gli altri alzatisi
+dalle sedie si frammischiavano nella sala per partire, il ministro
+Vaccari disse che «la deputazione doveva prendere la strada di Mantova
+e presentarsi al Principe Eugenio prima di portarsi al quartiere
+generale delle Potenze.» D'onde nacque in molti non poca meraviglia
+come ciò si dicesse da un ministro, che niuna autorità aveva sopra il
+Senato, e lo dicesse dopo levata la seduta.
+
+Guicciardi e Castiglioni, prese le istruzioni dal Duca di Lodi per il
+modo di seguire l'ambasciata, partirono per Mantova, e Castiglioni
+partí, per la insinuazione degli amici e non senza difficoltà.
+Portatisi a Mantova, ritornarono in Milano senza effettuare la
+commissione; e non essendomi ben noto ciò che in Mantova è avvenuto,
+mi riservo informarmene dai delegati medesimi ed aggiungerne le
+relazioni.
+
+Mentre il Senato sedeva, in tutto quel giorno il partito contrario al
+Governo non rimase ozioso, e nella città cresceva il fermento. La sera
+tale era la vivacità dell'opposizione che nel gran teatro della Scala
+fu proposto di andare al Senato ed ivi manifestare l'opinione del
+popolo e costringere il Senato a dimettere qualunque idea che tendesse
+ad avere il Principe Eugenio in sovrano. Ma, fosse per caso o per arte
+di un commesso della Polizia come fu detto, sparsasi nella platea del
+teatro la voce che il Senato era sciolto ed i senatori partiti,
+fortunatamente il progetto non ebbe effetto. Che se il popolo occupava
+di notte il Senato, questa infelice città avrebbe sofferta una
+terribile calamità, ed i senatori non avrebbero potuto salvarsi, tanta
+era l'animosità del partito che divulgava volere il Senato il Principe
+in sovrano e tanta l'avversione popolare. Mosso il popolo e mossa di
+notte la plebaglia, i cattivi, per vendetta di parte e per avidità di
+saccheggio, avrebbero posta la città tutta in un vero caos di
+disordini e di crudeltà.
+
+La mattina del giorno 18 andai a fare un piccolo passeggio verso Porta
+Orientale, e passai lungo la corsía de' Servi: la sera mi fu detto,
+non essere io stato riconosciuto da quelli che si trovavano alla
+bottega di caffè, se non quando la aveva oltrepassata, e che n'ebbero
+dispiacere, perché riconoscendomi prima m'avrebbero fatto applauso. In
+quello e nel seguente giorno 19 sempre crebbero i discorsi pubblici,
+l'incertezza delle cose politiche, l'avversione ai Francesi: lo
+spirito di partito agitava tutte le menti. Varie persone vennero da
+me, colle quali io procurava d'insinuare la quiete, assicurandole che
+il Senato nulla aveva fatto che si opponesse al bene generale e che la
+risoluzione presa era savia e prudente. Non mancò chi voleva la mia
+firma ad una carta rivoluzionaria, firma alla quale mi rifiutai,
+esortando chi la propose che considerasse a quante calamità esponesse
+lo Stato ed a quanti pericoli sé medesimo.
+
+E qui piacemi narrare un fatto che può divertire il lettore. Una
+mattina, non so se il giorno 18 o 19, mentre secondo il mio consueto
+me ne stavo a letto scrivendo, il cameriere mi annunziò esservi una
+signora che bramava parlarmi. Entrata ed avvicinatasi al letto,
+m'abbracciò e baciommi. Era donna di mezza età e di condizione civile.
+Sorpreso da questo singolare tratto, sorridendo le chiesi quale mai
+fosse il motivo di tanta tenerezza con me, mentr'io non aveva l'onore
+di conoscerla. Al che ella rispose che il carattere da me spiegato in
+Senato aveva eccitato il piú vivo sentimento di stima e di affezione
+in tutti; che essa si trovava in casa con vari amici e che mentre
+parlavano di me con lode, essa disse che volentieri m'avrebbe dato un
+bacio; e che applaudendo quelli alla proposizione si determinò ad
+eseguirla. Fatti alcuni vicendevoli complimenti e manifestata la
+sorpresa mia, poiché non aveva fatto se non ciò che il dovere e le
+circostanze esigevano e che altri pure in Senato aveva fatto, dopo
+breve dialogo partí. Seppi da essa il suo nome, ed essere moglie di un
+viceprefetto, e che alloggiava in casa Serbelloni ai Servi, ma non mi
+sovviene né il nome, né la viceprefettura; né piú la vidi, sebbene
+fosse mia intenzione di farle una visita, che le mie successive
+occupazioni non mi hanno poi permesso.
+
+Le pubbliche voci, ciò che da varie persone mi fu detto del
+malcontento generale, il fermento nella platea del gran teatro della
+Scala, ove vi fu chi propose la sera di lasciare il teatro e portarsi
+tumultuarii avanti al Senato, come già dissi, e varie altre
+circostanze presagivano un generale turbamento; ond'io, sebbene
+vivessi già da qualche tempo quasi privatamente attendendo alla mia
+sempre incerta salute, e poco anzi frequentassi il Senato stesso,
+deliberai portarmi dal conte Melzi Duca di Lodi, per informarlo del
+pericolo in cui trovavasi la città e lo Stato. E sebbene già da molto
+tempo fosse egli obbligato dalla gotta, che abitualmente lo
+affliggeva, a dimorare in casa, era però il primo fra i Magistrati,
+essendo Cancelliere Guardasigilli del Regno, rispettato dal Viceré, ed
+in diretta corrispondenza con Napoleone; sicché, assente il Viceré,
+doveva considerarsi la prima persona del Governo. Melzi era stato
+vicepresidente della Repubblica Italiana, nella quale coi suoi
+distinti talenti, colla grandezza del pensare, colla somma probità e
+con idee liberali confermò quell'alta opinione che tutti i buoni
+avevano di lui. Presiedeva il Consiglio dei ministri ed a lui era
+affidata l'alta polizia nell'assenza del Principe. Mosso io pertanto
+dal desiderio di liberare la mia patria dallo sconvolgimento, che
+tutto presagiva, tutto a lui esposi; ma, per quanto dicessi, non mi
+riuscí persuaderlo dell'imminente pericolo. Non lasciai di fargli
+osservare aver egli sempre in me considerata certa tranquillità di
+carattere e nessuna tendenza di troppo mobile immaginazione, onde pur
+si persuadesse che non esagerate ma veritiere erano le circostanze
+tutte ch'io gli riferiva, e che, malgrado l'indole mia né esagerata,
+né timida, io non poteva se non considerare la città, il Senato, il
+Governo in grave pericolo.
+
+Ma o fosse che la lunga malattia di gotta avesse in lui diminuita la
+forza delle intellettuali facoltà, o fosse egli male assistito dal
+magistrato di Polizia, come poi seppi da lui stesso, o non conoscesse
+l'opinione pubblica per il suo genere di vita affatto domestico, non
+vedendo che pochissimi amici e parenti, furono inutili tutte le mie
+parole. Fu questa la prima volta che egli non poté accostarsi alla mia
+opinione, e non senza mia gran maraviglia, imperocché come prefetto e
+consigliere di Stato ebbi sempre piú felice sorte. Quanto io gli
+andavo dicendo colla maggior forza di ragionamento, tutto fu inutile a
+porlo in diffidenza. Cosí sembra che il destino combinasse tutti gli
+elementi al fatale sconvolgimento dello Stato, accecando anche le
+menti de' piú illuminati e zelanti: di tale accecamento si scorgeranno
+le prove in tutto ciò che sono per dire, giacché il tutto forma un
+complesso di errori politici e governativi, altrettanto strano quanto
+fatale.
+
+Trascorsero cosí i giorni 18 e 19 aprile, nei quali le private società
+non s'occuparono d'altro che di ragionare sulle circostanze
+dell'Impero francese e del Regno d'Italia, e tutte si posero in moto
+le passioni dirette da vari ed opposti interessi. Molti, come suole
+accadere, speravano cangiando governo. La coscrizione militare spinta
+agli estremi, il timore di perdere nelle persone impiegate, la
+gravezza delle imposte, la lusinga di sorgere dalla dimenticanza nella
+quale molti nobili si trovavano sotto il dominio di Napoleone,
+l'attaccamento dei piú vecchi fra questi avversissimi ai Francesi e
+che molto speravano dagli Austriaci, ponendo in moto gli animi li
+agitava; e ciascuno agiva e si offriva pronto ad agire secondo le
+particolari sue mire ed il proprio interesse. Ma il partito che sembra
+avere in fatti influito allo sconvolgimento è quello dei vecchi
+nobili. Questi, dei quali potrei nominare alcuni, a quanto pare
+servendosi dell'autorità loro fondata sull'età e sulla nobiltà del
+sangue, approfittando della facile mobilità di alcuni giovani e della
+loro irritabile animosità, riscaldati gli animi hanno secondato o
+fatto nascere espressamente il progetto di portarsi al Senato nella
+prima seduta e di esprimere popolarmente il voto contrario al Governo
+francese. Ma quando pur voglia supporsi che retta nei principî fosse
+l'intenzione di un tale progetto, non era però fondata su principî di
+prudenza né di saggia previdenza, coi quali sarebbesi dovuto
+riflettere quanto facile cosa sia il porre in moto la plebe e quanto
+poi difficile il reprimerla nei suoi eccessi. Giovani erano questi
+primi motori e delle cose pubbliche inesperti, e forse furono essi
+medesimi maravigliati di un esito cosí inaspettato e pericoloso. Né
+sarebbesi da essi saputo frenare quel moto a cui diedero principio, né
+evitare i terribili mali di un generale saccheggio, al quale essi
+imprudentemente avevano aperta la strada.
+
+Era la sera del giorno 19, quand'io secondo il consueto me ne stava in
+casa colla società degli amici e parenti, allorché ricevetti la solita
+lettera d'invito al Senato per il giorno seguente. Aveva il Senato due
+sedute fisse in ciascun mese, cioè il 10 e il 20. Cosí anche in quelle
+tumultuose circostanze il Presidente fece spedire l'invito come cosa
+regolare e di pratica. E qui pure veggonsi i gravi errori politici e
+amministrativi. Era notorio il fermento pubblico, era generale il
+malcontento; nessuno ignorava che la sera del 17 nel teatro della
+Scala fuvvi chi propose, come si è detto piú sopra, di andare
+tumultuariamente al Senato per costringerlo a non secondare il
+progetto favorevole al Principe Eugenio. La seduta del Senato era di
+mera formalità per essere il 20 del mese, e non eravi alcun affare
+interessante e nessuna forza che assicurasse la tranquillità della
+seduta. Letta la lettera, tutti quelli della società, singolarmente in
+vista della debole salute in cui mi trovava per la sofferta malattia
+di petto, mi persuadevano a non espormi alla necessaria mutazione di
+vestito ed al diverso ambiente delle stanze. Grato all'interesse degli
+amici, fermo in me stesso d'intervenire alla seduta, risposi che mi
+sarei determinato secondo mi ritrovassi di salute nella mattina
+seguente.
+
+Il giorno 20, mi vestii di costume, come si soleva, e postomi in
+carrozza andai al Senato. Temendo però che passando per la corsía dei
+Servi potessero dai caffè che vi sono essermi fatti quelli applausi,
+che mi fu riferito non essermi stati fatti quando vi passai il giorno
+18 per non essere stato conosciuto, volli che il cocchiere prendesse
+la contrada di S. Vittore Quaranta Martiri, poi quella del Senato.
+Giunto al ponte che sta a capo di essa, vidi alla porta del palazzo
+del Senato un complotto di venti persone circa, e non piú, colle
+ombrelle di seta perché pioveva. Fra quelle persone potei distinguere
+un giovane nobile da me conosciuto, il quale allo spuntare della mia
+carrozza fece un cenno e conobbi che indicò essere quella la carrozza
+mia. Fatto il piccolo tratto che sta fra il ponte e la porta del
+palazzo, udii grandi evviva, applausi e batter di mani a me diretti;
+feci un profondo inchino, e rapidamente entrato sotto il portico e
+sceso, continuando gli applausi, facendo inchini me ne andai
+frettolosamente alla gran sala. Venivano in seguito di mano in mano
+altre carrozze di senatori, e mentre lentamente io montava le scale,
+udii urli e fischiate non prive di minacce, colle quali gli altri
+senatori erano ricevuti ed accompagnati. Passati i due lunghi portici,
+entrai nella prima stanza degli uscieri, e mentre pensava dirigermi
+alla destra, ove solevano radunarsi gl'individui prima di porsi
+nell'aula della seduta, mi fu indicato che i senatori erano nell'aula
+suddetta. Come ciò accadesse io non lo so; ma forse quello schiamazzo,
+sebbene di poche persone, aveva indotto i senatori a porsi subito
+nell'aula della seduta, sia per ottenere il vantaggio di
+rappresentanza pubblica del Corpo primario dello Stato, sia per
+accelerare le discussioni e le provvidenze che potessero occorrere.
+
+Entrato nell'aula, ritrovai non molti senatori avermi preceduto, e
+fatti i consueti offici d'urbanità, vidi il Presidente che stava in
+piedi innanzi ad alcuni senatori seduti: mi accostai e lo salutai.
+Stavano gli altri separatamente parlando come nella società si
+costuma, poiché non era incominciata la seduta per mancanza del numero
+legale. Osservai che il Presidente discorreva con quelli ch'erano seco
+su alcune carte che avevano in mano, e vedendo che il loro discorso
+mostrava inquietudine, voltomi al Presidente, chiesi vedere le carte,
+e data una rapida occhiata, vidi contenere una forte protesta contro
+il Governo francese, e parmi vi fosse la domanda della convocazione
+dei Collegi elettorali e del richiamo della Deputazione spedita a
+Mantova. Osservai una grande quantità di firme d'individui delle piú
+ragguardevoli famiglie e di persone distinte, coll'annotazione che
+molte ed assai piú non erano state trascritte per mancanza di tempo.
+Rivoltomi pertanto al Presidente, lo interpellai, se egli aveva
+ricevute quelle firme, e gli dissi che a me facevano grande
+impressione e che non sembravami cosa da prendersi leggermente, ma da
+essere ponderata assai. Appena ebbi ciò detto, un araldo entrò e disse
+che un aiutante del Comandante della piazza chiedeva di entrare.
+Ammesso nella sala, disse che per ordine del Comandante avvertiva il
+Senato che il popolo contornava il palazzo, che la folla cresceva e
+che vi era pericolo. È veramente meritevole di molta considerazione
+questo messaggio, senza che dal Comandante si accennasse provvedimento
+alcuno da lui dato, né forza comandata in difesa del Corpo e della
+pubblica sicurezza: cosí pure che ad alcuno dei senatori non si
+presentasse l'idea, che pur doveva essere la prima a sorgere,
+d'interpellare l'aiutante sulle provvidenze che fossero state date e
+da potersi dare. Io rimprovero me stesso di tanta mancanza, e non
+posso cessare dalla maraviglia come ciò non sia sovvenuto né a me, né
+ad alcuno.
+
+Mentre però la sorpresa sembrava aver colpito i senatori, sentendo che
+il popolo era alla porta del palazzo e riflettendo agli applausi
+fattimi, rivoltomi ai senatori dissi: «Se lo giudicate, mi presenterò
+al popolo onde conoscere la cosa e procurare la calma». Avendo essi
+aderito, uscii subito, e passati i lunghi portici, sceso dalla gran
+scala, mi portai alla porta del palazzo. Osservai non esservi ivi di
+guardia che sette od otto soldati, numero minore del consueto, e fu
+mio primo consiglio l'ordinare al capo-posto che nessun soldato
+facesse violenza. Pioveva; mi posi sul limitare esterno: ma quale fu
+la mia sorpresa allo scorgere totalmente cangiata la qualità delle
+persone ivi affollate. Eranvi al mio arrivo cittadini tutti per lo
+meno di civile condizione, e tutti con ombrelle di seta; ma ora non si
+ravvisavano che individui del piú basso popolo, nessuno fra essi di
+mia conoscenza, nessuno che mi conoscesse. Chiesi cosa si bramasse, e
+replicatamente dissi il mio nome; chiesi piú volte se vi fosse chi mi
+conoscesse personalmente, pregai perché alcuno s'inoltrasse e parlasse
+dichiarando quanto si chiedeva. Ma tutto fu inutile; nessuno proferí
+parola, nessuno si mosse dal luogo: quella massa non grande di popolo
+rimase muta, immobile, tranquilla, ma era composta di figure che non
+presagivano alcun bene e sembravano fatte per il saccheggio e la
+rapina. Dopo replicate inutili istanze, non movendosi alcuno, nessuno
+parlando, credetti mio dovere di fare una breve esortazione, nella
+quale, lodata la buona indole della popolazione e rammentata la savia
+condotta tenuta dai miei concittadini nei tempi della generale
+rivoluzione, assicurata quella gente sulla mia parola d'onore che il
+Senato non aveva agito e non pensava che in conformità del pubblico
+interesse, esortai alla calma ed a ritirarsi ciascuno a' proprii
+offici domestici.
+
+La tranquillità ed il silenzio conservato da quella parte di popolo
+che si era presentato alla porta del palazzo, che non ascendeva forse
+a sessanta persone, davano motivo di considerare quel piccolo tumulto
+come cosa da poco e calmato dal breve discorso fattogli. Ritornai
+pertanto al Senato; ma appena fui nella sala riferendo l'occorso,
+alcuni degli uscieri ed impiegati entrarono sbigottiti annunziando che
+il popolo s'ingrossava in modo minaccioso. Come ciò accadesse io non
+saprei assicurarlo. Forse la naturale curiosità, per cui suole il
+popolo accorrere ovunque si formi unione di gente, poté in poco tempo
+accrescere la folla; o forse, come da alcuni si è asserito, molta
+gente erasi anche radunata preventivamente dal partito dei giovani
+nobili, che pel primo diede il moto, e la teneva collocata nel bosco
+attiguo al palazzo. E sebbene dalla porta di questo all'aula del
+Senato siavi qualche distanza per i lunghi portici dei due cortili, né
+io potessi andare con passo molto celere perché convalescente, pure la
+rapidità colla quale il popolo si era ingrossato può in certo modo
+confermarne il sospetto.
+
+Al nuovo annunzio nacque un momento di silenzio, ed io, vedendo che
+nessuno parlava, dissi: «Se lo credete, o senatori, ritornerò, e mi
+presenterò al popolo». Aderirono essi, ed i senatori Massari e Felici
+si offrirono a venire con me. Scese le scale, ritrovammo essere il
+popolo entrato nel primo portico inferiore. Felici e Massari,
+mischiatisi colla moltitudine, la esortavano alla quiete,
+assicurandola della retta intenzione del Senato, ed io con essi faceva
+lo stesso. Eravamo vestiti da senatori, come solevasi allorquando si
+sedeva in Senato. Mentre però con urbane e ragionevoli esortazioni
+procuravamo, cosí frammischiati col popolo, persuaderlo alla quiete ed
+a ritirarsi, io osservai che non piú eravi silenzio, quiete,
+immobilità, come quando mi presentai solo, ma che il popolo
+questionando si avanzava, dimenticato quel rispetto che avrebbe dovuto
+mantenere alla presenza di tre magistrati in abito di costume e nel
+palazzo medesimo del primario Corpo dello Stato. Questo diverso
+contegno mi fece impressione ed ebbi un momento di dubbio sulla
+sicurezza dei nostri individui e del rispetto dovuto alla dignità del
+grado senatorio. Temetti, sebbene fossi stato applaudito all'ingresso,
+poi rispettato parlando solo al popolo, che in quella tumultuosa folla
+poco conosciuto potessi facilmente essere insultato, ché troppo
+diverso dal primo era il contegno di questa seconda massa. Nella prima
+l'immobilità ed il silenzio davano luogo a sperare certo rispetto;
+nella seconda, superiore assai di numero, non piú silenzio, non piú
+immobilità: si questionava continuamente, la moltitudine andava
+inoltrandosi verso le scale, non mancavano schiamazzi, e tutto
+presagiva non aversi rispetto alcuno né al luogo, né alle persone.
+
+Eransi i due senatori, che meco discesero le scale, separati, e
+ciascuno di essi parlava al popolo separatamente, esortandolo alla
+quiete con adatti modi. Ma questa separazione nostra e il
+frammischiarsi ciascuno separatamente colla massa ivi concorsa,
+togliendo molto alla dignità della rappresentanza, dava sempre piú
+animo ai tumultuanti; ond'io vedendo l'inutilità di quelle allocuzioni
+e che il popolo disputando e piuttosto confusamente mormorando
+s'inoltrava, credetti prudente cosa e necessaria rimontare le scale e
+rientrare in Senato. Il mio dubbio era giustamente fondato su tutte
+quelle poco felici speranze; infatti appena rientrai nell'aula,
+incominciai a riferire quanto accadeva nel primo gran cortile, che
+anche gli altri due senatori rientrarono. Trascorsi pochi momenti,
+crescendo il tumulto, sbigottiti gli uscieri e gli altri impiegati,
+alcuni bussando alla porta del Senato palpitanti, pallidi per lo
+spavento chiesero di entrare, e con interrotte parole annunziarono che
+il popolo s'ingrossava con manifesto pericolo. Fattosi un momento di
+silenzio, come suole accadere nelle circostanze che portano seco il
+sentimento della sorpresa ed esigono per la loro importanza
+ponderazione e consiglio, io di nuovo mi offrii per arringare il
+popolo. Riflettendo però all'occorso sopra narrato, dissi: «Senatori,
+se cosí giudicate, io di nuovo mi proverò presentandomi alla
+moltitudine, ma bramerei presentarmi solo». Acconsentirono essi, ed
+io, per quanto le deboli forze me lo permettevano, presto uscii, e
+passati i lunghi portici superiori scesi la grande scala, e giunto al
+ripiano che dà all'ultima parte di essa che sta di faccia al lungo
+portico, lo vidi tutto pieno di gente, che confusamente faceva
+strepito. Era frattanto giunto al palazzo un corpo di Guardia
+nazionale, con vari ufficiali di essa. Alcuni di questi mi si
+avvicinarono dicendomi cose assai obbliganti, né mancò chi mi disse;
+«Siate pur fermo e tranquillo, noi siamo disposti ad esporre la vita;
+ma voi sarete salvo, ed in qualunque evento vi difenderemo». Io non
+saprei esprimere quali sentimenti eccitassero in me cosí lusinghiere
+espressioni, la condotta del popolo verso di me, la folla del tumulto
+e le circostanze tutte che lo accompagnavano. Giunto pertanto al
+ripiano superiore della prima salita, avendo di contro i lunghi
+portici del cortile pieni di popolo irrequieto e tumultuante, io
+rimasi sul ripiano, poi discesi circa alla metà della prima gradinata.
+Dissi qualche parola, ma lo strepito confuso degli insorti e la
+debolezza della mia voce rendevano inutile qualunque esperimento.
+Alcune guardie nazionali eransi poste in ordine lungo il primo gradino
+al piano del portico: qualche uffiziale ed alcuni impiegati del Senato
+eran meco sulla scala. Essendo inutile per lo strepito il parlare,
+levatomi di tasca un fazzoletto bianco lo mostrai al popolo, tentando
+cosí con questo segno di pace e con volto ilare d'indurlo ad
+ascoltarmi. Ma ciò non ottenni se non dopo qualche tempo, imperocché
+alcuni indiscreti, probabilmente bramosi di tumulto onde approfittarne
+saccheggiando, non desistevano dagli urli e dallo schiamazzo; ed altri
+gridando silenzio, e non subito secondati, accrescevano lo strepito,
+che fu grande. Finalmente fattosi silenzio, io parlai, e chiesi qual
+fosse lo scopo di tanto movimento. Dopo un variare di voci di
+bisbiglio, tentando io di poter essere ascoltato e non riuscendomi,
+debole d'altronde di voce per fisica indisposizione, chiesi che alcuno
+di petto mi avvicinasse, onde portare la parola e dare campo alla
+persuasione. Il conte Confalonieri, giovane di bel carattere e di
+talento, mi si avvicinò, e cosí procurato di nuovo il silenzio, si
+chiese al popolo che dicesse qual fosse il motivo che lo moveva e
+quale l'intenzione, cosa chiedesse, mentre nello strepito confuso
+nulla potevasi comprendere. Frattanto io procurava, coi gesti e
+coll'ilarità del volto, di rendere la calma a quella furibonda massa;
+finalmente vi fu chi ad alta voce disse volersi sapere cosa aveva
+decretato il Senato il giorno 17, nel quale si ordinò una Deputazione
+di alcuni senatori. A questa domanda successe un pieno silenzio,
+talché io stesso risposi ne' seguenti precisi termini e fui inteso:
+«Due buone cose ha il Senato decretato, per le quali ha nominata una
+Deputazione alle Alte Potenze alleate: primo per chiedere non un
+semplice armistizio, ma una piena cessazione di ostilità.» E qui
+applausi del popolo; e poi soggiunsi: «Secondo, che sia conservata
+l'indipendenza dello Stato, con un re indipendente che sia aggradito
+dalla nazione». Anche a questa seconda parte il popolo applaudi. Aveva
+il Senato, come si è sopra narrato, aggiunto in quel suo decreto un
+complimento sulla persona del Principe Eugenio Viceré; ma di questo io
+non feci parola: il solo accennarlo sarebbe stata imprudenza
+produttrice di maggior disordine. Calmossi il popolo dopo il riscontro
+da me dato, e dava segni di quiete, di tal modo che sembrava
+sciogliersi la turba tranquillamente ragionando sulla rettitudine
+dell'operato.
+
+Io pertanto, seguito da alcuni impiegati del Senato resi piú calmi e
+dimesso il timore dal quale erano prima fortemente agitati,
+discorrendo con essi e con alcuni uffiziali della Guardia nazionale,
+rimontate le scale e passati i lunghi portici, andai all'aula delle
+sedute per riferire quant'era accaduto. In questo frattempo convien
+dire che alcuno dei piú turbolenti spargesse la voce doversi chiedere
+al Senato la revoca del decreto che aveva ordinata la Deputazione.
+Sapevasi che questa era partita dirigendosi a Mantova, ove il Principe
+Viceré aveva il quartiere generale, e ciò affine di avere i necessari
+passaporti per andare al quartier generale nemico. Ma tanto era il
+sospetto sparso nel popolo che in modo indiretto si pensasse a porre
+sul trono il Principe, che rapidamente il popolo passò dalla calma ad
+assai maggiore tumulto, e dove fino a quell'istante era rimasto nei
+cortili e ne' portici inferiori, scagliossi con impeto, superando la
+Guardia nazionale che stava sul limitare della scala, e montato ne'
+portici superiori, tumultuariamente mormorava doversi assolutamente
+annullare il decreto che aveva ordinata la Deputazione, tanta era la
+diffidenza di alcuni capi e la divulgazione sul pericolo di avere un
+francese in sovrano. Infatti, appena io fui giunto alla porta del
+Senato, alcuni uffiziali della Guardia nazionale ansanti, sudati e
+timorosi corsero a me, e mi dissero: «Senatore, noi non possiamo piú
+contenere l'impeto della moltitudine; bisogna por rimedio tostamente,
+o non si potrà piú contenere». Fattasi da me quella breve riflessione
+che le circostanze permettevano, vedendo i capi della Guardia
+nazionale sbigottiti ed oppressi, gli impiegati pallidi ed ansanti,
+udito il fermento del popolo poco discosto dal luogo, giudicai non
+essere piú tempo a deliberare. Entrato pertanto frettolosamente in
+Senato: «Senatori, dissi, non avete che pochi minuti alla salvezza:
+decretate tosto il richiamo della Deputazione o siete perduti».
+
+Fattosi un momento di silenzio, né alcuno aprendo bocca, m'inoltrai
+alla gran tavola del Presidente e vivamente replicai, non esservi
+tempo da perdere. Rimaneva il Presidente ambiguo, e siccome io, parte
+per stanchezza, parte per la naturale emozione, non mi ritrovava colla
+mano abbastanza ferma per iscrivere con celerità, lo che già da
+qualche anno mi accade, «Almeno, dissi, venga qui e scriva il decreto
+di richiamo,» e con vari modi andavo instando «scrivete, scrivete». Il
+vecchio Presidente rimaneva immobile ed irresoluto, i due Segretari
+tacevano. Mossi pertanto alcuni senatori dalle mie parole e dalla
+fermezza colla quale io instava, persuasi della necessità di secondare
+il mio consiglio, levatisi dal loro posto e portatisi alla tavola del
+Presidente, presero la penna e scrissero il decreto di revoca. Io non
+saprei indicare chi fossero, e chi primo lo stendesse; ma appena uno
+fu scritto, che io preso il foglio lo presentai al Presidente. Egli,
+incerto, sembrava rifiutarsi alla firma, ma io replicai: «Presidente,
+firmate, non vi è tempo a deliberare, firmate se vi preme la salvezza
+vostra e del Corpo tutto». La ferma e decisa mia istanza, l'essersi
+alcuni membri portati al burò presidenziale per stendere il decreto e
+la generale agitazione lo determinarono a porvi la firma.
+
+Aveva io preveduto la necessità di molte copie del decreto stesso,
+onde spargerle fra l'insorta moltitudine; quindi dissi ai senatori,
+ch'erano venuti al burò, di fare delle copie, e ciò pure fu subito
+fatto. Pochi minuti furono impiegati per le mie istanze alla firma del
+decreto ed a farne delle copie, tutto essendosi rapidamente eseguito,
+come le pressanti circostanze richiedevano. Data pertanto la prima
+carta, non so bene se ad un ufficiale della Guardia nazionale o a
+qualche commesso del Senato, questi la presentò agli insorgenti. Tale
+era il tumulto e tanta l'agitazione degli animi che in Senato erano
+entrati alcuni della Guardia e degli impiegati, né piú si conosceva
+l'ordine delle sedute.
+
+Io non uscii primo a presentare al popolo il decreto, preferendo
+rimanere sino a che varie copie fossero fatte. Erano concepite in
+brevi termini per il richiamo della Deputazione e furono in pochi
+momenti copiate da quei senatori che eransi presentati per stenderlo.
+Presa pertanto una copia, mi presentai tosto al popolo tenendo la
+carta colla mano alzata, onde tutti potessero vederla. Ed in vero se
+non fosse stato pronto il rimedio al male, il popolo, entrato in
+Senato, non avrebbe certamente rispettate le persone. E sebbene
+fossero in maggior pericolo quei senatori che furono colle voci e
+colle minacce insultati al loro primo ingresso, perché considerati
+noncuranti dell'opinione pubblica, pure nel tumulto delle offese
+nessuno poteva lusingarsi di rimanere salvo. L'uniformità dell'abito e
+la natura degli uomini tumultuanti, parte non milanesi e nel maggior
+numero della bassa plebe, avrebbe prodotta una generale confusione, né
+sarebbero stati distinti e rispettati quelli che pur godevano della
+pubblica opinione. Il minore dei mali sarebbe stato lo spoglio de'
+ricchi abiti senatorii e di tutto ciò che ornasse ed arricchisse la
+persona. E ne sia prova quanto avvenne in seguito come narrerò. Il
+presentare alla massa tumultuante le carte col decreto distribuendole
+fra essa ed il fermarla nel luogo ove erasi inoltrata, cioè presso la
+stanza anteriore a quella delle sedute, fu un solo momento. Nemmeno
+piú s'inoltrò: calmossi il tumultuoso grido, e passando dall'uno
+all'altro la lettura del decreto, rimase la turba occupata e non
+minacciosa. In questo frattempo uscirono i senatori dall'aula, e
+cautamente sfilarono fra la moltitudine per i portici lungo il muro,
+onde, scese le scale, uscire dal palazzo.
+
+Io rimaneva nel luogo dove aveva mostrato al popolo il decreto, e mi
+ritrovai al fianco due o tre delle guardie nazionali, fra i quali
+certo Radaelli fornaio, ed il popolo mi circondava cosí foltamente che
+appena potevo muovermi. Io esortava con maniere dolci e tranquille
+alla quiete, quando un uomo di alta statura, il cui aspetto dimostrava
+non essere milanese ma probabilmente abitatore di qualche luogo del
+Lago Maggiore, mi si affacciò e disse: «Va bene, ma ora vogliamo
+Prina». Era il conte senatore Prina ministro della finanza ed in odio
+alla popolazione, che lo diceva duro nelle sue maniere e troppo
+zelante nello smungere i privati, onde impinguare il tesoro sempre
+bisognoso di denaro. Risposi a quella proposizione: «Prina non c'è».
+Ma quegli, «Evvi, disse, ed io l'ho veduto entrare nel palazzo pel
+primo». Replicai che Prina non vi era; insistette quelli, ed io
+soggiunsi: «Come! voi tutti avete tanta bontà e fede in me, poi mi
+credete capace di mentire? Io vi replico che Prina non c'è e che non è
+intervenuto».
+
+Aveva il Presidente Veneri nel suo equipaggio qualche cosa di
+somigliante a quello del senatore ministro Prina, e, da quanto mi fu
+detto in seguito, la servitú del Presidente, quando il popolo entrò
+nel cortile, creduta essere quella del conte Prina, fu ingiuriata e
+maltrattata. Terminato quel breve dialogo fra me e l'incognito, vidi
+al mio lato destro il conte senatore Thiene, il quale, essendo gottoso
+ed essendo stato vivamente ingiuriato quando entrò nella porta del
+palazzo, lentamente si avviava e non senza timore. A tale vista io mi
+levai dalla moltitudine, che mi circondava, e, presolo sotto braccio,
+gli dissi: «Venite con me, ed andremo sicuri». Passai seco i portici e
+lentamente scesi le scale fra mezzo alla folla del popolo, il quale
+rimase tranquillo, e solo udivasi un moderato bisbiglio, quale suole
+formarsi ove molti se ne stanno discorrendo di qualche fatto. Scese le
+scale, fortunatamente la mia carrozza s'inoltrò alla porta grande; ma
+quale non fu la mia maraviglia all'atto di farvi montare il conte
+Thiene e di entrarvi io stesso, veggendo in essa, sebbene non fosse
+che di quelle dette _bastardelle_, fatta per due o tre persone, tre
+senatori ivi rifugiatisi. Erano questi i conti Carlotti, Condulmer e
+Massari. Rimase in sospeso a tal visto il conte Thiene, e non senza
+timore; ma io presolo sotto braccio ed aiutandolo: «Salite, dissi, che
+in qualche modo ci entreremo tutti due». Montammo infatti, adagiandoci
+come potemmo; uscí dal palazzo la carrozza, ed il popolo gridando
+«Bravo Verri, evviva Verri» seguiva la carrozza correndo. A questa
+vista mi venne primieramente in pensiero di andare alla casa paterna
+situata dirimpetto al Monte Napoleone, e però vicina; cosí ordinai al
+cocchiere, lusingato che, quando fossi in detta casa, il popolo si
+sarebbe ritirato. Accortomi però subito della falsità di questo
+consiglio e del pericolo che anzi il popolo entrasse in casa
+disturbando la domestica tranquillità, mi appigliai a piú savio
+suggerimento, ed ordinai al cocchiere di andare alla mia abitazione
+posta in casa Cavenago nella contrada de' Cavenaghi, prendendo la via
+del Fòro, ed accelerando la corsa entrare nella porta che appunto
+guarda il Fòro. Cosí fu eseguito, e stancandosi il popolo per
+l'accelerato corso e per la piú lunga strada, entrai in casa non piú
+seguitato da alcuno. I senatori, che meco erano, mostravansi
+sbigottiti assai, ed il conte Carlotti, uomo verboso secondo il
+costume de' Veneti, ed al cui aspetto ministeriale e personale
+compostezza nel dire poco corrispondeva la precisione delle idee e la
+saviezza del consiglio: «Io non so, disse, come mai accada tanto
+tumulto,» soggiungendo alcune altre parole in dimostrazione della sua
+maraviglia per ciò che accadeva. Alla quale proposizione io non potei
+trattenermi, ben conoscendo il soggetto per adulatore, ed illimitato,
+di chiunque abbia autorità, ed essendo stato informato delle pratiche
+da lui tenute preventivamente alla seduta del Senato del giorno 17,
+nella quale fu proposto con tanta irregolarità quel fatale decreto.
+Era egli fra' pochi Senatori col conte Paradisi di piena intelligenza;
+aveva scritto un viglietto al conte senatore Luigi Castiglioni, mio
+nipote, per interessarlo a secondare quello strano progetto di
+decreto, con tanta oscura irregolarità proposto al Senato. Gli dissi
+pertanto, non senza molta emozione: «Voi dovete tacere, giacché è noto
+quanto preventivamente avete fatto, dando mano ad un piano insensato
+col quale volevasi dal Senato ciò che in nessun modo era ammissibile,
+proposto in que' termini e tutte nascondendo le circostanze. A questa
+malaugurata condotta di alcuni pochi debbesi attribuire tutto il
+disordine». Fu questo mio rimprovero esposto con qualche vivacità, che
+le circostanze naturalmente eccitavano; ed egli tacque. Giunti in
+casa, spedirono i senatori, che meco erano, per avere gli abiti di
+semplici cittadini, i quali giunti, se gl'indossarono e partirono. La
+servitú di mia casa mi disse che essi erano tremanti e pallidi; io non
+li vidi in quel frattempo, essendomi io pure ritirato per spogliarmi e
+vestire il _frac_, e portarmi subito dal Gran Cancelliere Melzi.
+
+Era egli sdraiato su di una _duchesse_, incomodato fortemente dalla
+gotta. Siccome il messaggio al Senato, come dissi, era stato spedito
+da lui, né il pubblico lo ignorava; cosí egli era esposto alla
+popolare insurrezione e in grave pericolo. Narratogli pertanto quanto
+era occorso, egli mostrò qualche disapprovazione sul mio operato,
+quasi troppo avessi secondata l'indiscreta domanda popolare.
+Insistendo però io sulla totale mancanza di forza, sulla violenza del
+popolare fermento e delle palesi minacce, rimaneva egli silenzioso e
+probabilmente non persuaso. Io però non desistetti, e piú instai molto
+sul pericolo suo personale, persuadendolo a farsi trasportare altrove;
+al che egli non volle aderire. E qui non è fuori di proposito
+rammentare ciò che fu in seguito costantemente detto; cioè che il
+popolo, partendo dal palazzo del Senato, si rivolgeva verso Porta
+Nuova, dov'era la casa del Gran Cancelliere Melzi, e che il conte F.
+Confalonieri, ciò vedendo e ritrovandosi nella folla, gridasse meglio
+essere dirigersi verso San Fedele, ché ivi era la casa del ministro
+Prina. Dicesi che a questo detto il popolo, cangiata direzione, si
+rivolgesse verso San Fedele.
+
+Ma prima di continuare non debbo tacere, ritornando a quanto concerne
+il Senato, che, partiti i senatori, il popolo entrò tumultuariamente
+nella sala del Corpo, nella segreteria e nelle altre stanze, tutto
+guastando, insultando il ritratto di Napoleone, stracciando e
+trasportando le carte e tutto distruggendo il mobiliare e le finestre
+e quanto vi si trovava.
+
+Ripiglio ora l'avvenuto presso il Duca di Lodi, Melzi. Mentre io seco
+dialogava, inutilmente procurando persuaderlo sulla vera natura delle
+circostanze, furono annunciati due o tre senatori, che, se la memoria
+di quei tumultuosi e rapidi eventi non mi inganna, erano il conte
+Cavriani ed il conte Veneri Presidente. Questi, riferendo l'occorso,
+ed io con essi secondando, tanto dissimo che il Duca di Lodi
+incominciò a persuadersi essere le cose spinte a tal punto che
+sommamente interessavano l'attenzione di qualunque non fosse affatto
+privo di senno. Fra le molte cose parlarono essi del pericolo nel
+quale era il senatore Prina: il che era confermato da quanto io in
+proposito aveva di già detto, sulla domanda che di lui erami stata
+fatta con quelle energiche parole dettemi al Senato: «Va bene, ma noi
+ora vogliamo Prina». Mosso pertanto il Duca Melzi da quanto udiva,
+disse che bisognava scrivere subito a Prina un biglietto per avvisarlo
+di porsi in salvo. Cosí, ma troppo tardi, perché tale era il fatale
+destino del Regno, quell'ottimo e perspicace uomo incominciò a
+persuadersi essere la cosa pubblica in grave pericolo. Che se egli mi
+avesse prestata fede dopo la convocazione del Senato del giorno 17,
+non avrebbe permessa la seconda del 20 ed avrebbe provveduto alla
+pubblica sicurezza. Si pensò subito a prevenire il ministro Prina; ma
+troppo tardi, come si vedrà in seguito.
+
+Partito che fui dal Duca di Lodi e giunto alla mia casa, ritrovai un
+commesso del giudice di pace Banfi, che mi disse essere quel giudice
+premuroso di parlarmi e che a momenti sarebbe giunto. Mi trattenni
+pertanto nel portico senza montare le scale e pochi momenti dopo venne
+il giudice. Dissemi aver bisogno di me, ed instò perché mi portassi
+seco alla casa del ministro Prina, ove il popolo si affollava
+minaccioso. Credeva egli essere questo il solo e piú prudente partito
+per sedare il tumulto, ragionando su ciò che al Senato era accaduto e
+supponendo che il popolo non si sarebbe inoltrato di piú quand'io mi
+fossi presentato. Ma non trovandomi io piú in abito di senatore, ma
+vestito nel modo consueto e comune, non credetti dovermi esporre con
+troppa facilità. Instando però egli e dicendo non esservi che io nel
+quale fondar si potesse la speranza di calma, risposi: «In Senato,
+appartenendo al Corpo, ho fatto quanto esigeva il dovere di buon
+cittadino e di zelante magistrato; ma l'inoltrarsi nella folla del
+popolo in abito comune, poco conosciuto di persona per il genere di
+vita già da vari anni impostomi dalla sempre debole salute, sarebbe
+imprudente cosa ed inutile. Pure, disposto a tutto ciò che in qualche
+modo possa contribuire a togliere i disordini, ella si compiaccia di
+andare alla casa del Comune qui vicina, e ritorni con due ufficiali
+della Guardia nazionale, i quali possano ad alta voce dire chi io sia,
+e tosto verrò». Partí il Banfi pronto a seguire il mio consiglio; poi
+credette inoltre andare egli stesso al luogo del tumulto, che ritrovò
+giunto a tal segno da togliere ogni speranza.
+
+Aveva il popolo furiosamente invasa la casa del Ministro ed i piú
+facinorosi e feroci suoi nemici tanto fecero che lo ritrovarono
+nascosto e con obbrobrioso vilipendio strascinaronlo per la strada
+percuotendolo ed ingiuriandolo. Nessuna forza pubblica si oppose a
+quei forsennati, che pochi soldati a cavallo avrebbero fugati e
+dispersi. In questo tumultuoso movimento, non so bene in qual modo
+accadesse, il Ministro fu ricoverato nella bottega o casa di un
+pizzicagnolo, situata sull'angolo della contrada detta alle Case
+Rotte, di contro al Gran Teatro e poco discosta dalla casa del
+Ministro. Ivi si portò il generale conte Pino, il quale, stanco,
+ansante e malamente sostenendosi della persona avrebbe voluto poter
+salvarlo, esortando alla calma il popolo; ma quel suo qualunque
+tentativo fu del tutto inutile. Il popolo frattanto minacciava
+d'incendiare la casa e tale fu l'impeto e la decisione delle minacce
+che l'infelice Prina fu abbandonato al popolare furore, dal quale ebbe
+a soffrire insulti crudeli e percosse di ogni genere. Chiedeva egli
+pietà, ma sordi erano quelli arrabbiati sicari; chiese pur anche di un
+confessore, e credo gli fosse concesso; poi cadde vittima dei
+replicati colpi di bastone, de' pugni e de' colpi delle ombrelle. Fu
+il suo cadavere strascinato per le pubbliche strade con torce accese
+ed oltraggiato, poi dalla Guardia nazionale ricoverato nella casa
+della città detta il Broletto. La celerità e la violenza di quanto
+seguí in questa orrenda scena sono degne di maraviglia. In brevissimo
+tempo tutta la sua casa non solo fu saccheggiata e spogliata dei
+mobili, ma tutta guasta ed in parte distrutta. Le tegole, le ferrate,
+i sassi che ornavano le finestre non poterono rimanere immuni dalla
+popolare rabbia e sfrenata rapacità; ed in poco tempo era l'aspetto di
+quella casa non diverso da quello di una distrutta da forte incendio o
+da violento terremoto, anzi piú, perché rimasero le finestre spogliate
+delle ferrate e de' sassi che le ornavano.
+
+Vuole la fama che i principali attori di questo memorando e infelice
+evento non fossero cittadini milanesi, ma gente del Lago Maggiore,
+regione nella quale l'infelice Ministro avea molta corrispondenza. E
+serva questa popolare malvagità a dimostrare qual via di mezzo debbasi
+seguire dai grandi magistrati, allorché il popolo gli si rende
+avverso; imperocché, se la viltà d'animo nell'adempire ai doveri della
+carica è biasimevole e degna di sommo rimprovero, non lo è meno, né
+meno pericoloso, il troppo disprezzare la pubblica opinione. Non
+ignorava il Ministro ciò che di lui si dicesse e si opinasse, ma egli
+imprudentemente dispregiando il pubblico clamore andava per la città a
+cavallo, come se nulla vi fosse a temere, onde molti ciò riguardavano
+quale ingiurioso insulto. E tanto piú perché era noto, e molti ne
+parlavano ne' pubblici caffè, essere egli stato da alcuni giovani
+minacciato in queste sue cavalcate. Narrossi che alcuni di questi,
+seguendolo da vicino e mostrando discorrere fra loro, si esprimessero
+in termini ben chiari e con voce spiegata, essere ormai giunto il
+tempo di disfarsi dei cattivi ministri, privandoli di vita. Ma
+l'avverso destino, che tutto combinava alla distruzione del Regno ed
+alla ruina della capitale, volle anche offendere questa nella fama.
+Imperocché mentre la popolazione milanese erasi sempre meritata e
+goduta l'opinione di saviezza e di bontà, fu essa deturpata da quella
+feroce tragedia, alla quale troppo imprudentemente si espose
+quell'infelice, e col suo contegno in pubblico e coll'essersi
+rifiutato in quello stesso giorno alla fuga apparecchiatagli da' suoi
+benevoli, che inutilmente lo esortavano pochi istanti prima
+dell'accaduto a fuggire con una vettura che già avevano pronta.
+
+Grande era il fermento nella città; ed il popolo tumultuante, colla
+plebe avida di tumulto e di saccheggio, minacciava grandi disastri.
+Unissi pertanto presso il podestà, che era il conte Antonio Durini, il
+Consiglio municipale, il quale determinò doversi fare un Governo
+provvisorio e doversi invitare l'unione de' Collegi elettorali, i
+quali pensassero a richiamare la calma con piena autorità. Questo era
+il solo mezzo che rimanesse, piú non v'essendo chi rappresentasse il
+Governo. Il Principe Viceré era a Mantova coll'armata; il Ministro
+dell'Interno, partito per quella città quando intese ciò che accadeva
+intorno alla casa del Ministro Prina; nessuna forza militare che
+bastasse all'intento; il Senato, dopo ciò che era seguíto e dopo il
+sacco della sua residenza, nulla poteva, e non sarebbe stato
+opportuno. Sette onesti cittadini furono pertanto nominati dal
+Consiglio comunale per formare una Reggenza di Governo composta di
+persone che o per qualità di nascita o per esperienza negli affari
+avessero favorevole la pubblica opinione ed accetti al pubblico.
+Furono questi il conte Giberto Borromeo, conte Alberto Litta, conte
+Giulini figlio, Bazzetta consigliere, conte Mellerio, conte generale
+Pino, ed io con essi.
+
+La sera di quello stesso giorno io ricevetti la lettera di nomina,
+coll'invito di portarmi la seguente mattina al palazzo di città, onde
+concertarci su quanto occorresse fare. Frattanto, minacciando il
+popolo, con non equivoci schiamazzi e con il frequente mormorare de'
+crocchi, di tutta porre in sconvolgimento la città, saccheggiando la
+pubblica Dogana, la Zecca ed alcune case de' ricchi designate a scopo
+dell'odio, della vendetta e del saccheggio; i possidenti, i negozianti
+e tutte le oneste persone si armarono in Guardia nazionale, che fu in
+breve tempo, sotto il comando di Don Annibale Visconti, capo di essa,
+ridotta a ragguardevole numero e distribuita ove il bisogno lo
+richiedeva. E lo stesso Duca di Lodi, che troppo avea neglette e
+disprezzate le turbolenti circostanze, mosso finalmente dal timore, mi
+scrisse un biglietto acciò si pensasse alla sua difesa. Infatti,
+abitando egli vicino alla Zecca, fu ivi spedito un corpo di Guardia
+nazionale, che entrambi difendesse da qualunque attentato.
+
+La mattina seguente, cioè il 21 aprile, mi portai al palazzo di città,
+ove eravi il conte Durini podestà, il conte Gian Luca della Somaglia
+presidente del Consiglio comunale, vari consiglieri, e dove si unirono
+i sette invitati a formare la Reggenza. Varie cose confusamente si
+trattarono; ed in quanto al luogo dove porre si dovesse la residenza
+dell'interinale Governo, io opinava risiedere nel palazzo stesso della
+città, sembrandomi inconveniente la sede del palazzo di Corte, sebbene
+ivi sempre, nella varietà dei governi, risieduta fosse la pubblica
+governativa rappresentanza. Sembravami anche, in vista di vedere
+nominati al Governo sette nobili, prudente cosa e atta a cattivare la
+popolare opinione, l'astenersi da tutto ciò che potesse dar motivo
+d'invidia e di mormorazione. Ma quel fabbricato non offriva
+l'opportunità del sito. Fu dunque all'istante determinato che ci
+portassimo al palazzo reale, ma che, rispettando gli appartamenti
+reali, ci ponessimo ove solevano unirsi i Consigli legislativi e degli
+elettori. Tale fu il mio parere, che fu adottato. Trattavasi del modo
+col quale il nuovo Governo dovesse passare dal palazzo di città alla
+fissata residenza; e fu stabilito che, per illuminare il pubblico
+sulla presa determinazione e per procurare la calma con apparenza
+pubblica, dovessero i componenti la Reggenza andare a piedi con alcune
+guardie nazionali e con vari ufficiali di essa, i quali ad alta voce
+nominassero le persone nostre, esortando alla quiete ed alla fiducia
+nella saviezza e nella probità degli individui nominati. Partita
+quindi la Reggenza in questo modo dal palazzo di città, si avviò al
+luogo stabilito, alto gridandosi dagli ufficiali nazionali i nomi
+degli eletti ed esortando il popolo alla fiducia in essi. Era il
+cammino per la quantità degli uomini affollatissimo ed i balconi pieni
+di gente, come suole accadere nelle pubbliche feste. Giunti alla
+residenza e dovendosi fra noi eleggere un presidente, vollero i miei
+compagni ch'io ne avessi l'onore, né mi giovarono i motivi da me
+addotti, e singolarmente la poca mia salute, per disimpegnarmi.
+
+Giunti però in quell'abitazione, ben si conobbe che non offriva i
+necessari comodi per la rapida spedizione degli ordini, né per le
+udienze delle persone le quali accorrevano alla Reggenza per la
+moltiplicità delle cose. In questo frattempo il conte Fenaroli,
+maggiordomo maggiore del Regno, il quale dimorava nel palazzo, fece
+istanza perché la Reggenza si portasse a risiedervi, come quello che
+offriva le opportune comodità alle circostanze; e ciò fu eseguito,
+perché in realtà non era possibile il fare altrimenti. Giunti al
+palazzo, io feci quanto si richiedeva per stabilire i burò, ponendo un
+ben disposto protocollo, scegliendo le persone adattate agli uffizi.
+
+Erasi finalmente pubblicato l'invito per l'unione dei Collegi
+elettorali; e la Reggenza diresse i suoi primi pensieri a porre in
+molta forza la Guardia nazionale per contenere le minacce dei
+malevoli, i quali nel giorno 21 singolarmente, che era il primo,
+davano non dubbi segni di grande sommossa con minacce di private
+vendette e di generale saccheggio. Fu la Guardia nazionale fortemente
+armata e divisa in vari corpi, ove piú vi fosse a temere, ed in forti
+pattuglie, che di giorno e notte proteggessero la pubblica e la
+privata sicurezza. Ma voleva la prudenza che la forza stessa fosse
+cosí regolata che non irritasse la plebe. Si dovette pertanto non
+armare i fucili colla baionetta e combinare la forza con modi urbani,
+cosí richiedendo l'indole della nazione. E fu per ciò che invece di
+chiudere le porte della città, come fu proposto, dal che proveniva la
+mancanza delle provvigioni e molti altri inconvenienti, si posero alle
+porte persone savie, le quali, osservando chi voleva entrare, con bei
+modi li rimandassero, non permettendo l'ingresso se non a quelli che
+si vedessero avviati per qualche motivo di condotte o di affari,
+rifiutando l'ingresso agli oziosi o sospetti. Ottennero questi savi
+provvedimenti il bramato effetto, e mentre grandi erano le minacce
+nell'interno della città ed il romore rapidamente divulgatosi nella
+campagna aveva spinti molti abitanti di essa ad accorrere in città, fu
+col suddetto modo impedito il concorso. Né in quello mancava chi ad
+alta voce gridasse, chiamando quale era il luogo, quale il sito ove si
+saccheggiasse, spinti dall'avidità di rapina. Arrestaronsi in quel
+giorno, e molto piú nella successiva notte, vari popolani presso i
+quali furono ritrovati note, stili ed armi insidiose, tenaglie,
+martelli ed altri istromenti atti a rompere i ripari e perfino
+soghetti per strozzare alcune vittime del partito. Non mancò qualche
+minaccia contro la Reggenza medesima, la quale, sebbene fosse ordinata
+secondo l'opinione pubblica, pure non poteva essere di aggradimento a
+chi poneva le proprie speranze nel disordine generale. Infatti essa
+dové far porre alcuni cannoni nel primo cortile, che furono poi
+ritirati tosto che al fermento successe la calma. Quelle tumultuose
+circostanze mi spingono ad una riflessione, che mi sembra
+interessante, intorno al sistema di polizia politica usata comunemente
+in questa nostra città dai sovrani. Scopo di essa è la pubblica
+sicurezza; ma in fatti ognuno sa a che si riduce la polizia affidata
+nella esecuzione pratica a persone di pessimo carattere, le quali
+vivono di spionaggio e tradimento. È facile la corruzione loro a chi
+tentasse contro la pubblica sicurezza, sempre che sia promossa con
+mezzi opportuni. Nessuno che tenti qualche azione grande si fida di
+persone, che in qualche modo diano sospetto di appartenere a quel
+magistrato. È per ciò che le congiure sono generalmente scoperte non
+già da esso, ma dal tradimento di qualcuno dei congiurati. Ma perché
+l'ufficio di quelli impiegati si renda in qualche modo interessante,
+essi per interesse proprio, ora riferendo alcune particolari
+circostanze, ora esagerandole, ora male interpretando una parola, un
+discorso, un gesto, gettano i semi della discordia fra il Governo e i
+governati e tutta corrompono la civile società, sostituendo alla
+socievole fiducia la generale diffidenza. Io la penso cosí, confermato
+in questa mia opinione anche da quanto ho praticamente veduto, essendo
+a capo del Governo in quelle pericolose e turbolenti circostanze. In
+esse siccome infatti trattavasi della pubblica e della privata
+sicurezza, cosí gli onesti cittadini, e non le vili spie della
+polizia, accorrevano avvisando ed illuminando la Reggenza, come in
+particolare, dei pericoli privati e pubblici che insorgevano, e cosí
+potevasi da quel Governo provvisorio opporre al male un pronto
+rimedio; come accade nelle calamità pubbliche d'incendio o
+d'inondazione, ove tutti i buoni accorrono ed offrono l'opera loro. Ma
+quei mercenari infami, poveri e bisognosi per vizio, privi di morale e
+perduti nell'opinione pubblica, sono i primari stromenti sui quali si
+aggira e si fonda la cosidetta polizia: indifferenti al pubblico bene,
+altro non pensano che a rendersi interessanti, secondando quelle
+massime che a loro sembrano dominare negli animi dei loro principali;
+e siccome questi inclinano alla diffidenza del pubblico, essi la
+fomentano con mille alterati rapporti e sospetti, nulla curandosi
+dell'interesse sociale, né avendo l'ingegno che si richiede per
+conoscerlo e tutelarlo. Infatti se molte notizie utili e vere furono
+in quei calamitosi giorni date da cittadini onestissimi, nessuna me ne
+pervenne dalla polizia; e sebbene questa facesse rapporti giornalieri
+ed altri ne facesse la gendarmeria, erano cosí lenti e tardi che posso
+asserire sull'onor mio che neppur uno mi è giunto prima che non fosse
+di già il tutto noto e non vi fosse posto riparo, se la natura della
+cosa lo esigeva. Né ciò è accaduto a me solo, ma anche al Duca di
+Lodi, prima che la rivoluzione scoppiasse, mentre avendolo io
+interpellato come si fosse permessa la riunione del Senato il giorno
+20 in quelle pericolose circostanze, unione poi anche superflua per la
+mancanza del motivo, e mentre tutta la città conosceva il fermento e
+la minaccia di molti, egli mi assicurò che nulla mai la polizia gli
+aveva riferito. E tanta era la persuasione sua in quel tempo che a me
+non volle prestar fede intorno al pericolo di sommossa, allorquando
+gli parlai dopo la seduta del Senato del giorno 17, e si dichiarò
+pronto a provarmi, co' rapporti fatti dalla polizia, la verità
+dell'asserzione che nulla gli fu partecipato. Era in quell'epoca
+Direttore generale, e quasi Ministro di polizia, il conte consigliere
+Giacomo Luini, persona di talenti e di maniere non comuni; né io
+posso, senza grande maraviglia, riflettere al silenzio che il Duca di
+Lodi mi assicurò essersi seco conservato dal Luini. Era Luini
+affezionato anche per riconoscenza al Duca e per interesse proprio
+doveva essere opposto alla rivoluzione che si tentava, come quegli che
+dal Viceré era distinto e considerato. Non ignorava al certo il
+sussurro generale, né il complotto da eccitarsi al Senato; doveva
+temere il Governo austriaco, che nei tredici mesi lo confinò a Cattaro
+incatenato. Melzi, d'altronde, era incapace di mentire con me, né cosí
+poco saggio da trascurare le notizie che gli fossero state date. In
+questo singolare conflitto d'idee ed incertezza di opinione, io non so
+cosa pensare, e solo ho in animo di parlarne liberamente al conte
+Luini, instando su ciascun punto di dubbio, per intendere da lui quale
+soluzione possa dare a questo strano mistero.
+
+Ma ripigliando il discorso su quelle civili turbolenze, dico che
+mentre dalla Reggenza davansi tutti que' provvedimenti, che le
+circostanze offrivano, per impedire i maggiori disordini, unironsi i
+Collegi elettorali. Ma nacque dubbio, se alla loro unione si dovessero
+ammettere gli elettori che appartenessero a quei Dipartimenti, che già
+erano occupati dalle armate nemiche de' coalizzati. Alcuni elettori di
+quei Dipartimenti erano in Milano, parte per impiego e parte per caso.
+Ma si giudicò che il chiamarli potesse irritare le Potenze alleate,
+sembrando non conveniente che la parte del Regno già da esse
+conquistata avesse chi la rappresentasse unitamente alla parte tuttora
+libera. Unironsi pertanto i soli elettori degli otto Dipartimenti che
+rimanevano, cioè Olona, Mincio, Alto Po, Agogna, Lario, Mella, Adda,
+Serio. Alla prima unione la Reggenza delegò me, come Presidente, ed il
+conte Giberto Borromeo per complimentarli.
+
+Costituita per tal modo la nazionale rappresentanza[38], fu la
+Reggenza cresciuta di sette individui, scelto ciascuno dai sette
+Dipartimenti, i quali non avevano chi li rappresentasse nella
+Reggenza, stata nominata dal Consiglio comunale di Milano e però tutta
+composta di membri dell'Olona. Questa seconda nomina fu da me proposta
+ai Collegi elettorali quando fui a complimentarli, sembrandomi
+sconvenevole che il Governo fosse composto di soli milanesi, e
+tendente a procurare d'universale accordo la nomina comprensiva di
+tutti i Dipartimenti. Elessero i Collegi elettorali in loro Presidente
+il conte Lodovico Giovio, confermarono la Reggenza; poi la accrebbero
+di sette individui, e furono il conte senatore Lucrezio Longo pel
+Mella, il giudice di Cassazione Tonni pel Mincio, Tarsis per l'Agogna,
+il conte Muggiasca pel Lario, il conte Vertova pel Serio, il marchese
+Sommariva--fratello del tenente maresciallo al servizio austriaco, che
+fu il primo che giunse colla forza armata--per l'Alto Po ed il conte
+senatore Peregalli per l'Adda[39]. Ma il destino era fatale alla
+sussistenza del Regno, e volle che tutto fosse malamente condotto con
+errori politici di ogni sorta. La prima Reggenza con soli sette
+individui procedeva regolarmente, godeva la pubblica opinione e con
+somma tranquillità e accordo andava calmando le insurrezioni, che si
+andavano suscitando in vari luoghi dello Stato; ma i Collegi
+elettorali, guidati da alcuni pochi, sorpresi senz'avvedersene da
+mozioni poco saggie e contrarie ai veri interessi della nazione,
+ebbero sedute poco plausibili. Fecero essi una Deputazione alle Alte
+Potenze alleate, le quali coi loro manifesti eransi dichiarate del
+tutto aliene di conquistare; la quale Deputazione chiedesse la libertà
+ed indipendenza dello Stato. Furono nominati il conte Alberto Litta
+membro della Reggenza, il conte Federico Confalonieri, Giacomo Ciani,
+il conte Gio. Giacomo Trivulzio, Pietro Balabio capo battaglione della
+Guardia civica, Gio. Luca della Somaglia presidente del Consiglio
+comunale di Milano, Marc'Antonio Fè di Brescia e Serafino Sommi di
+Cremona: in segretario poi della suddetta Deputazione fu nominato
+Giacomo Beccaria[40].
+
+Mentre queste disposizioni erano date, parte dai Collegi, parte dalla
+Reggenza furono abolite alcune tasse odiose al popolo, ed altre
+diminuite, onde piú facilmente richiamare l'ordine. Cosí il Registro,
+che sommamente gravitava sulle eredità e sui contratti, e la tassa
+sulle arti e mestieri furono abolite, e diminuite quelle sui sali e
+tabacchi. In seguito fu ristretta la riserva della caccia nel
+circondario di tre miglia del regio Parco di Monza, riserva posta su
+campi sommamente coltivati e fertili, e però dannosissima: era essa
+resa poi anche insopportabile dalle soperchierie de' guardacaccia.
+Giovarono questi provvedimenti alla calma della nazione, e la Reggenza
+ne ordinò l'esecuzione. Ma i Collegi elettorali, mentre volevano
+conservato il Regno, fecero varie proposizioni alla Reggenza, che in
+nessun modo erano combinabili con quello scopo. Proposero l'abolizione
+del Senato, del Consiglio di Stato e della Segreteria di Stato. Ma
+questa loro dichiarazione non fu dalla Reggenza pubblicata, come
+quella che si opponeva direttamente allo scopo principale della
+conservazione del Regno. E ben mi ricordo che, giunta alla Reggenza la
+carta portante le dette determinazioni, il segretario di Stato conte
+Strigelli venne da me e dissemi che egli se ne andava a casa
+abbandonando il posto; al che io mi opposi, dicendogli che rimanesse,
+non potendo il Governo procedere ove fosse privato della Segreteria: e
+cosí egli rimase al posto.
+
+Sette giorni, se ben mi ricordo, fu la Reggenza a capo del Governo e
+poté con molta quiete ed assiduità provvedere al tutto. Sedevasi il
+giorno e la sera; né parmi possibile ch'io potessi reggere a tanto,
+poiché, come Presidente, io non aveva un momento di quiete, non
+esclusa la notte. Io dovea sorvegliare i burò per la pronta spedizione
+degli affari, regolare le sedute, ascoltare chi si presentava; e
+quando, o per cibarmi o per riposare, io andava a casa, non mancava
+subito chi fosse da me, o per istruzioni o per recarmi notizie o per
+provvedimenti a vari moti che da un momento all'altro accadevano: e
+ciò oltre tutte le revisioni e le firme da porsi ai vari ordini, ai
+proclami, alle lettere. Ma ciò che rese cosí grave l'impiego che quasi
+era reso insopportabile, fu il poco accordo e la poca dignità di
+alcuni individui della Reggenza, dappoiché fu accresciuta di sette
+nuovi rappresentanti. Erano i primi dignitosamente interessati alla
+pubblica quiete ed al buon regolamento, le discussioni ed i partiti
+erano saggi, ponderati, tranquilli e fermi; poi divennero tumultuari e
+spesse volte poco decenti. Non voglio tacere che molto male fecero le
+basse e focose maniere del conte Longo del Mella, il quale con tanta
+rozzezza di modi, ostinazione e schiamazzo trattava gli affari e con
+tanto poco discernimento, non lasciando che altri con tranquilla
+dignità esponesse i propri pensieri, che oltre ad essere io stato
+obbligato ad ordinare che fossero chiuse le doppie porte, per impedire
+lo scandalo e l'udire agli uscieri ed altri, non potei un giorno
+dispensarmi dal chiamarlo all'ordine e dirgli ch'era libero di
+partire, giacché egli disse che, quando si fosse fatto certo decreto
+contrario alla sua opinione, egli avrebbe preso il cappello e se ne
+sarebbe andato. Non sarebbe stata gran perdita, se avesse eseguito
+quanto minacciava. Questo uomo, che era probo, ma sommamente focoso e
+di basse maniere, declamava furibondo quando era coi suoi eguali; ma
+poi si è manifestato vile d'animo quando l'occasione esigeva fermezza
+di carattere. Giunti i Tedeschi, egli in Reggenza non aveva fiato per
+parlare, né per leggere: non seppe mai fare rapporto d'alcun affare
+che potesse concepirsi, sicché egli meschinamente, con sorpresa di
+tutti, rappresentò nella Reggenza. Questo stesso uomo che, udito in
+società, si sarebbe creduto di forte petto, di carattere tenace e
+fermo, terminò di vivere per patema d'animo, quando il Governo
+austriaco, cangiato il governo e abolita la Reggenza al principiare
+del 1816, lo dimenticò, lasciandolo in libertà.
+
+
+NOTE
+
+[37] [Il VERRI accenna manifestamente alla convenzione militare di
+Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il 16 aprile 1814,
+ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal Principe Eugenio il 17, e
+resa esecutiva con _atto di cambio_ delle ratifiche sottoscritto il 17
+a un'ora pomeridiana dai generali austriaci Neipperg e Dode e dal
+generale italiano Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul _Giornale
+Italiano_ del 19 aprile 1814].
+
+[38] La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca che
+ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente indurre a scrivere
+con poca esattezza istorica. Onde converrà per ora indicare le scene
+principali, poi, ritornato che sia in patria, mi procurerò i mezzi di
+maggiormente ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto
+gioverà la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal
+segretario De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero per un
+gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio, con la quale
+furon venduti in Germania: di là tornarono in Italia per compra
+fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi, e quindi furono ceduti a LUCA
+BELTRAMI che ne fece dono alla Biblioteca Braidense e ne diede un
+riassunto nell'_Archivio storico lombardo_, anno 1892, vol. IX. pp.
+700-705].
+
+[39] Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente delle epoche; e
+dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati i sette reggenti dopo
+che i Tedeschi erano già in Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli
+Austriaci entrarono in Milano il 28 aprile: e _la nomina per
+iscrutinio segreto degli individui degli altri dipartimenti da
+aggiungersi in membri della Reggenza provvisoria di Governo_ era stata
+fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata
+nel _Giornale Italiano_ del 27].
+
+[40] Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere, e chi
+abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare la pubblica
+quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi elettorali. [Delle
+richieste da fare alle Alte Potenze, secondo la deliberazione presa da
+Collegi elettorali nella seduta del 23 aprile, è dato il testo
+dall'ARMAROLI, p. 31. Quanto all'invito ai Tedeschi di entrare in
+Milano, è noto che esso fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni
+Serbelloni recatisi in nome della città al quartier generale austriaco
+la sera del 20 aprile; cfr. _Studi intorno alla storia della Lombardia
+negli ultimi trent'anni_, p. 76 e 91].
+
+
+
+
+INDICE DELLE PERSONE E DELLE COSE NOTABILI
+
+
+Acerbi Pompeo firma l'istanza pei Collegi elettorali, 60.
+
+_Adda_, uno dei dipartimenti del Regno, 85; suo rappresentante nella
+Reggenza, 155.
+
+_Adige_, id., 85.
+
+_Adriatico_, id., 85.
+
+_Agogna_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155.
+
+Agretti Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Agucchi Alessandro, consigliere di Stato e prefetto del Passariano,
+81, 86.
+
+Alberti Francesco, capo divisione nel ministero della giustizia, 82.
+
+Aldini Antonio, ministro segretario di Stato, grande ufficiale del
+Regno, 78, 82, firmato nel terzo Statuto del Regno, 91.
+
+Aldini Giovanni, consigliere di Stato, 80.
+
+Alessandri Marco, senatore, 79, firmato nel primo Statuto, 91.
+
+_Almanacco reale_, 78.
+
+_Alto Adige_, uno dei dipartimenti del Regno, 85,
+
+_Alto Po_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155.
+
+Amante Giovanni, capo divisione nel ministero delle finanze, 83.
+
+Andreani Gio. Maurizio firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Anthouard (D'), vedi Danthouard.
+
+Appiani Andrea, suo ritratto di Napoleone I rotto dal Confalonieri,
+20, firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Appiani Gabriele firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Appiani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato, in Milano,
+32.
+
+Arese Francesco, colonnello, capo divisione nel ministero della
+guerra, 83.
+
+Arese Marco firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Armaroli Leopoldo, sue notizie biografiche, XXIV, autore della
+_Memoria storica_, XV-XVI, senatore, 80, firma la protesta del Senato,
+75.
+
+Armeni Antonio, capitano di fregata, 85.
+
+Arrigoni Galeazzo, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Artico Angelo, ispettore generale delle acque e strade, 83.
+
+Assalini Antonio, id., 83.
+
+Augusta Amalia di Baviera, principessa, moglie del viceré Eugenio, sue
+virtú e sue lodi, 6.
+
+Auna Gio. Vincenzo, giudice di cassazione, 81.
+
+_Austria_, sua politica secondo il Saint-Edme, 87-90; suo partito in
+Italia alla fine del Regno, XIV, XVII.
+
+Aycard Romano, capitano di fregata, 85.
+
+_Bacchiglione_, uno dei dipartimenti del Regno, 85.
+
+Balabio Carlo, generale di brigata, 84, comandante nell'Alto Po, 85.
+
+Balabio Pietro, capo battaglione della guardia civica di Milano, firma
+l'istanza pei Collegi, 13, 61, sua parte nei fatti del 20 aprile, 19;
+deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32, 156.
+
+Balathier Carlo, generale di brigata, 84.
+
+Banfi Alfonso, giudice di pace in Milano, suo tentativo di salvare il
+Prina, 142-143, non trova chi ne riconosca il cadavere, 23.
+
+Banfi Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Barbò Francesco, consigliere di Stato, 81, direttore generale delle
+privative, 84.
+
+Barbò Viscardo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Barbou Gabriele generale francese comandante nel Metauro, 86.
+
+Bargnani Cesare, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle
+dogane, 83.
+
+Barinetti Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Barisan Giovanni, senatore, 80.
+
+_Basso Po_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Bazzetta Giovanni, consigliere di Stato, 80, giudice di cassazione 81,
+firmato nel terzo Statuto, 92, fa parte della Reggenza, 25, 146.
+
+Bazzoni Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Beauharnais Eugenio, viceré d'Italia, sue lodi, 6; diffidenza e
+lamenti contro di lui, 7; specialmente per eccessi di rigore militare,
+104, 105, distribuisce le onorificenze della Corona di ferro, 100; sua
+commissione al Verri per le Marche, 100; sue cure e incertezze in
+Mantova, 10; sua convenzione del 16 aprile col Bellegarde, 10, 87,
+161; sua lettera al Melzi, 11; fedeltà del Senato a lui, 11; sue
+credenziali alla Deputazione senatoria, 32; delibera d'abbandonare il
+Regno, 33; sua convenzione col Bellegarde del 23 aprile 34; suo
+proclama all'armata francese e indirizzo dei generali francesi a lui,
+87; Statuto pel suo appannaggio, 92; ricordato, 44, 45, 104, 107, 111,
+114, 116, 119, 122, 132, 133, 146.
+
+Beccalossi Giuseppe, consigliere di Stato onorario e primo presidente
+della Corte d'appello in Brescia, 81.
+
+Beccaria Giacomo, segretario della deputazione dei Collegi elettorali
+alle Alte Potenze, 32, 156.
+
+Beccaria Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Belgioioso Trivulzio Cristina, autrice degli _Studi intorno alla
+Storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_, VIII.
+
+Bellegarde (conte di), feld-maresciallo austriaco, comandante
+l'esercito in Italia, sua convenzione con il viceré Eugenio, 16 aprile
+1814, 10, 87, 111; passaporti rilasciati ai deputati, 32; sua
+convenzione col viceré, 23 aprile, 34; riceve una deputazione dei
+Collegi elettorali, 37; dichiara di ritenere Milano e le provincie in
+nome dell'imperatore d'Austria, 38; in qualità di commissario
+imperiale assume la presidenza della Reggenza, 38; ricordato, 45.
+
+Bellotti Gaspare, generale di brigata, 84.
+
+Bentivoglio Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92.
+
+Berioli Spiridione, arcivescovo di Urbino, senatore, 80.
+
+Bernardino Maurizio, firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Bernardoni Giuseppe, capo div. nel ministero dell'interno, 82.
+
+Bertoletti Antonio, generale di brigata, 84, designato a far parte
+della deputazione del Regno alle Alte Potenze, 11, va a Parigi per la
+Baviera, 32.
+
+Bertolosi Giovanni Battista, generale di brigata, 84, comandante
+nell'Agogna, 85, e nell'Olona, 86.
+
+Besana Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Bianchi d'Adda Giovanni Battista, generale di brigata, 84.
+
+Biella Felice, segretario generale nel ministero della giustizia, 82.
+
+Bignami Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92.
+
+Bode, generale francese, 87.
+
+Bologna Sebastiano, senatore, 79, fa parte di una commissione
+senatoria, 109, 45, firma la protesta del Senato 75, firmato nel terzo
+Statuto, 92.
+
+Bolognini Alessandro firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Bolognini Luigi, id., 61.
+
+Bonati Teodoro, ispettore generale delle acque e strade, 85.
+
+Bonet Domenico firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Bonfanti Antonio, generale di divisione, 84.
+
+Bonsignori Stefano, patriarca di Venezia, grande ufficiale del Regno e
+senatore, 79.
+
+Borghi Carlo Jacopo, consigliere di Stato, 81, capo divisione nel
+ministero degli affari esteri in Milano, 82.
+
+Borromeo Giberto firma l'istanza pei Collegi, 17, 59, fa parte della
+Reggenza, 25, 146, va a complimentare i Collegi, 134.
+
+Borromeo Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Borsotti Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale della
+Corte di cassazione, 81.
+
+Bossi Benigno, capitano della guardia civica di Milano, sua parte nei
+fatti del 20 aprile 1814, 15, firma l'istanza pei Collegi, 17, 62,
+domanda al Senato la convocazione dei Collegi, 19.
+
+Bossi Francesco firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Bossi Luigi, consigliere di Stato, 80.
+
+Bourg Teodoro, v. Saint-Edme.
+
+Bovara Giovanni, ministro del culto dal 1802 al 1812, 78.
+
+Bovara Stanislao firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Bozzi Galeazzo firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Brambilla Cesare id., 60.
+
+Brebbia Giuseppe, consigliere di Stato, 81.
+
+_Brenta_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Brunacci Vincenzo, ispett. generale delle acque e strade, 83.
+
+Brunetti Vincenzo, consigliere di Stato, 81, direttore generale del
+censo, 83, firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Brusa Paolo, segretario generale della polizia, 83.
+
+Bruti Agostino, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75.
+
+Buratovich Vincenzo, capitano di fregata, 85.
+
+Burri Giovanni, consigliere di Stato, 81.
+
+Busca Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Busti Cristoforo, giudice nella Corte dei conti, 82, firmato nel primo
+Statuto 91.
+
+Caccía Gaudenzio, consigliere di Stato, 81, prefetto dell'Olona, 76.
+
+Cagnola Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Cagnola Giuseppe id. 62.
+
+Caldarini Gio. Battista, segretario gen. delle privative, 84.
+
+Calderara Giuseppe, luogotenente prefetto del Monte Napoleone, 84.
+
+Calepio Pietro firma il primo Statuto, 91.
+
+Camerata Antonio, senatore, 80.
+
+Campagnola Luigi, generale di brigata, 84.
+
+Cananda (?) Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Cantú Giuseppe id., 62.
+
+Caprara Giovanni Battista, cardinale e arcivescovo di Milano, suo
+catechismo riformato dalla Reggenza, 40.
+
+Caprara Carlo, grande scudiere e grande ufficiale del Regno e della
+Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 90 e nel
+terzo, 91.
+
+Cardoni Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Carli Carlo id., 60.
+
+Carlotti Alessandro, firmato nel primo Statuto, 91; senatore, 79; suo
+carattere e condotta, 139; propugnatore degli interessi del principe
+Eugenio, 110; lascia la seduta del 17 aprile, 49, 115; dopo quella del
+20 si rifugia nella carrozza del Verri, 136; rimproveri fatti a lui
+dal Verri, 139: firma la protesta del Senato, 75.
+
+Carmagnola Paolo, capo divisione nel ministero dell'interno, 82.
+
+Carnaghi Amedeo, ispettore generale del tesoro, 83.
+
+Carozzi Luigi firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Casati Giuseppe, consigliere di Stato, 81.
+
+Casella Giovanni Battista, aiutante comandante, 84.
+
+Casnati Filippo, capo divisione nel ministero del culto, 83.
+
+Castelbarco Cesare firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Castiglioni Alfonso, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60;
+nipote di C. Verri, gli preannunzia l'oggetto della seduta del Senato
+del 17 aprile, 104.
+
+Castiglioni Antonio, avvocato, firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Castiglioni Carlo id., 62.
+
+Castiglioni Luigi, senatore, 79; è nominato a far parte della
+deputazione del Senato alle Alte Potenze, 13, 49, 53, 66, 163; va a
+Mantova, 116; da Mantova torna a Milano, 32, 116; fa parte di una
+commissione senatoria, 46, 109; parla in Senato, 47; istruzioni date a
+lui e al Guicciardi, 54, 55; firmato nel terzo Statuto 91.
+
+Cavedoni Bartolomeo, aiutante comandante, 84.
+
+Cavriani Federico, senatore, XXI, 79; fa parte di una commissione
+senatoria, 45, 109; firma la protesta del Senato, 75; presso il Melzi
+dopo la seduta del 20 aprile, 141.
+
+Ceriani Giuseppe Cesare, capo divisione nel ministero dell'interno,
+82.
+
+Ciani Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, deputato dei Collegi
+alle Alte Potenze, 32, 156.
+
+Cicogna Carlo, ciambellano di corte, sua parte nei fatti del 20 aprile
+1814, 15.
+
+Cicogna Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Cicogna ......, scudiere di corte, fratello di Carlo, sua parte nei
+fatti del 20 aprile, 15.
+
+Cisotti Giovanni Battista, giudice di cassazione, 81.
+
+Codronchi Antonio, arcivescovo di Ravenna, grande elemosiniere del
+Regno, grande ufficiale del Regno e della Corona, 78, membro del
+Senato, 79.
+
+Colle Francesco, consigliere di Stato, 80.
+
+_Collegi elettorali del Regno d'Italia_, istanza dei cittadini
+milanesi per la loro convocazione, 59-63; il Confalonieri ne chiede la
+convocazione, 18; prima riunione di essi il 22 aprile, con circa 70
+elettori, e atti che vi si compirono, 29; deputazione loro alle alte
+Potenze, 32; altri atti, 35; numero degli elettori nel Regno, 92 e dei
+presenti a Milano, 35; loro deputazione al Sommariva, 36; altra al
+Bellegarde, 37; dichiarati sciolti dal Bellegarde, 38.
+
+Compagnoni Giuseppe, consigliere di Stato, 81.
+
+Condulmer Pietro Antonio, giudice di cassazione, 81.
+
+Condulmer Tommaso Gaspare, senatore, 80, firma la proposta del Senato,
+75, si rifugia nella carrozza del Verri, 138.
+
+Confalonieri Federico firma l'istanza pei Collegi, 59; sua parte nei
+fatti del 20 aprile, 15; sua intimazione al Senato, 18; rompe il
+ritratto di Napoleone dell'Appiani, 20; deputato dei Collegi alle Alte
+Potenze, 32, 156; suo contegno il 20 aprile, 131, 140; risponde alla
+_Memoria Storica_, X.
+
+_Consiglio di Stato_, Statuto ad esso relativo, 91; sua composizione
+alla fine del Regno, 80, 81; molti consiglieri erano milanesi, 8;
+abolito dai Collegi elettorali, 35; dichiarato sciolto dal Bellegarde,
+38.
+
+Conti Francesco, firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Conti Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Coraccini Federico (Lafolie Carlo Giovanni), pseudomino dell'autore
+della _Storia dell'Amministrazione del Regno d'Italia_, XV.
+
+Cornaglia Francesco, prefetto del Serio, 87.
+
+_Corinaldo_, patria di un militare fucilato, 105.
+
+_Corte dei Conti_, sua composizione alla fine del Regno, 82; formata
+quasi tutta da milanesi, 8.
+
+_Corte di cassazione_, sua composizione alla fine del Regno, 81;
+formata quasi interamente di milanesi, 8.
+
+_Corte reale_ in Milano, suo personale quasi tutto di milanesi, 8.
+
+Corridori Girolamo, cassiere generale del Regno, 83.
+
+Cortese Francesco, direttore delle rassegne e della coscrizione, 83.
+
+Cossali Pietro, ispettore generale delle acque e strade, 83.
+
+Cossoni Antonio, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle
+acque e strade, 83.
+
+Costabili-Containi Gio. Battista, senatore, 79, fa parte di una
+commissione senatoria, 46, 109; intendente generale della Corona e
+grande ufficiale del Regno, 79; firma il primo e il terzo Statuto, 91.
+
+Costanzi Giovanni Battista, capitano di fregata, 84.
+
+Cozzi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Crespi Antonio id., 62.
+
+Crespi Luigi, procuratore generale nella Corte dei conti, 82.
+
+Crevenna Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Crivelli Ferdinando id., 59.
+
+Crivelli Ignazio id., 61.
+
+Crivelli Mesmer Giuseppe, id., 62.
+
+_Crostolo_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Cruvelier Gio. Pietro, ispettore di marina, capo divisione nel
+ministero della guerra, 83.
+
+Custodi Pietro, consigliere di Stato, 81, segretario generale del
+ministero delle finanze, 83.
+
+Dabrowki, vedi Dombrowski G. E.
+
+D'Adda Febo, consigliere di Stato, 80.
+
+D'Adda Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Dal Fiume Filippo, prefetto dell'Alto Adige, 85.
+
+D'Allegre Paolo Lamberto, consigliere di Stato e vescovo di Pavia, 81.
+
+_Dalmazia_, sua unione al Regno e commissione per il suo ordinamento,
+101.
+
+Dandolo Silvestro, capitano di fregata, 85.
+
+Dandolo Vincenzo, senatore, 80; suo contegno in Senato il 17 aprile,
+44, 65, 108, 109; fa parte della commissione senatoria, 46, 109; parla
+in Senato, 47, 48, 111; va dal Melzi, 111; ricordato, XXI.
+
+Danthouard Carlo Niccolò, generale di divisione, primo aiutante di
+campo del viceré Eugenio, 7; offende gli Italiani, ivi; accennato,
+105; firma l'indirizzo dei generali francesi, 87.
+
+Darnay Antonio, segretario di gabinetto del viceré Eugenio, 7; poi
+direttore generale delle poste nel Regno, 8, 84, 105; suo spionaggio
+nei carteggi privati, 8, 105.
+
+Daurier, generale francese comandante nell'Adriatico, 85.
+
+De Agostini Agostino, firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+De Bernardi Stefano, presidente del consiglio legislativo nel
+consiglio di Stato, 80, primo presidente della Corte dei conti, 82.
+
+De Capitani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+De Capitani Paolo, segretario generale del ministero dell'interno, 82.
+
+De Carli Nazzari Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Del Maino Carlo, prefetto del Tagliamento, 87.
+
+De Lorenzi Antonio, giudice di cassazione, 81.
+
+Dembowski Giovanni, generale di brigata, 84, designato nel _generale
+straniero_ al soldo italiano, 9, richiamato in servizio dalla
+Reggenza, 40.
+
+De Moll Sigismondo, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75.
+
+De Pagave Gaudenzio, segretario della Reggenza, 161.
+
+_Deputazione del Senato_ alle Potenze alleate, come e da chi proposta,
+52, 53, 111, 112; istruzioni e credenziali date ad essa dal Melzi,
+54-57; va a Mantova, 66, 116; ritorna a Milano, 68, 116; sua condotta
+difesa dal Guicciardi, 66-68.
+
+_Deputazione dei Collegi elettorali_ alle Potenze alleate, 30-31, 156;
+persone che ne facevano parte, 32, 156.
+
+De Simoni Baldassarre, firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Di Breme Arborio Luigi Giuseppe, senatore, 79.
+
+_Dipartimenti_ del Regno d'Italia, loro capoluoghi, popolazione,
+circoscrizione, prefetti e comandanti militari, 85-87; solamente gli
+elettori di otto dipartimenti sono convocati a Milano, 155; loro
+rappresentanti nella Reggenza, 155.
+
+_Direzioni generali_ per l'amministrazione del Regno, funzionari che
+le componevano alla fine del Regno, 83, 84; quasi tutti milanesi, 8.
+
+Dode, generale austriaco, 161.
+
+Dombrowski Giovanni Enrico, generale di divisione, firmato nel primo
+Statuto, 91.
+
+Durini Antonio, podestà di Milano, accennato 15; trasmette al Senato e
+al Melzi l'istanza dei cittadini per la convocazione dei Collegi
+elettorali, 16, 58, fa pubblicare il decreto del Senato e altri
+proclami, 24, convoca il Consiglio comunale in seduta permanente, 24,
+25, 146; firma l'istanza pei Collegi, 60, certifica conforme
+l'istanza, 63; presente all'insediamento della Reggenza, 147; il
+Confalonieri gli indirizza la sua apologia, X.
+
+Erizzo Guido, consigliere di Stato onorario, 81.
+
+_Esercito_, suoi ufficiali generali alla fine del Regno, 84.
+
+Eulbrucca Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Fagnani Federico, ciambellano di corte e consigliere di Stato, 81; sua
+parte nei fatti del 20 aprile, 15; firma l'istanza pei Collegi, 17,
+59.
+
+Farina Modesto, capo divisione nel ministero del culto, 83.
+
+Fava Paolo Fabrizio, arcivescovo di Ferrara, grande ufficiale del
+Regno e senatore, 79.
+
+Fè Marcantonio, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32,
+156; firmato nel primo e terzo Statuto, 91.
+
+Felici Daniele, senatore, 79, si offre di parlare al popolo, 69,
+insieme al Verri parla al popolo, 128; firma la protesta del Senato,
+75.
+
+Fenaroli Giuseppe, gran maggiordomo maggiore, grande ufficiale del
+Regno e della Corona, 78, membro del Senato, 79; invita la Reggenza ad
+occupare il palazzo reale, 149; firmato nel primo Statuto del Regno,
+91 e nel terzo, 91.
+
+Ferrarlo Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Ferri Francesco, prefetto del Piave, 86.
+
+Fiorella Pasquale Antonio, generale di divisione, 84, senatore, 80.
+
+Fontane Giacomo, generale di divisione, 84, comandante nel Mella, 86.
+
+Fontanelli Achille, generale di divisione, 84, ministro della guerra e
+grande ufficiale del Regno, 78, 82; designato a far parte della
+deputazione del Regno alle Alte Potenze, 18, va a Parigi per la
+Baviera, 32, destituito dalla Reggenza, 40.
+
+Foscolo Ugo, frequentatore delle case dei ministri, 9-10, promosso
+capo squadrone dalla Reggenza, 40, citato, IX, XI.
+
+Fossano Luigi firma l'istanza pei Collegi, 59.
+
+Francesco I, imperatore d'Austria, re d'Ungheria e di Boemia, le sue
+truppe occupano parte dell'Italia, 12; proposta di farlo mediatore
+presso le Alte Potenze per la cessazione delle ostilità,
+l'indipendenza del Regno e la creazione di Eugenio a re d'Italia, 12;
+è dichiarato in possesso di Milano e delle provincie, 35; dovevano
+presentarsi a lui i deputati del Senato, 54, 57.
+
+Frangipane Cinzio, senatore, 80.
+
+Frecarelli Prospero firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Fressinet Filiberto, generale francese, 87.
+
+Frisiani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Frosconi Alessandro, prefetto del Rubicone, 87.
+
+Galimberti Livio, generale di brigata, 84.
+
+Gallino Tommaso, consigliere di Stato e primo presidente della Corte
+d'appello di Verona, 81.
+
+Galvagna Francesco, consigliere di Stato e prefetto dell'Adriatico,
+81, 85.
+
+Gaspari Giacomo, prefetto del Metauro, 86.
+
+Gentili Antonio, firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Germani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato in Milano,
+82.
+
+Ghirlanda Girolamo, firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Giaxich ......, capitano di fregata, comandante del porto di Venezia,
+85.
+
+Giegler Pietro, libraio in Milano, XVI.
+
+Gioia Melchiorre, creduto autore della _Memoria storica_, XI.
+
+Giovio Ludovico, consigliere di Stato, 80, firma l'istanza pei
+Collegi, 17, 61, presiede i Collegi elettorali e suoi discorsi, 30 e
+seg., 155; era stato commissario straordinario nel dipartimento del
+Lario, negli ultimi tempi del Regno, 39; suo discorso di chiusura ai
+Collegi elettorali, 36; altro discorso innanzi al Bellegarde, 37;
+risponde alla _Memoria storica_, XI, XXI.
+
+Giudici Gaetano, segretario generale del ministero del culto, 83, e
+ff. di ministro dal 1812 al 1814, 78.
+
+Giulini Cesare firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Giulini Giorgio, fa parte della Reggenza, 25, 146.
+
+Giulini Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Giustiniani Leonardo, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 74.
+
+Gorio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+_Grandi ufficiali della Corona_, 78; fanno parte del Senato, 79.
+
+_Grandi ufficiali del Regno_, 78, 79; Statuto per la loro creazione,
+91.
+
+Grenier Paolo, generale francese, 87.
+
+Greppi Antonio firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Guastavillani Giovanni Battista, consigliere di Stato, 80, firmato nel
+primo Statuto, 91.
+
+Guerrini Camillo firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Guicciardi Diego, creduto autore della _Memoria storica_ XII-XIV; sue
+notizie biografiche, XXII-XXIV; senatore, 79; combatte il progetto del
+Melzi ed è nominato della deputazione senatoria, 15, 49, 53, 11; suo
+contegno nella seduta del 17 aprile, 44, 45, 47, 65, 66, 108, 111,
+113; va a Mantova col Castiglioni, 116; torna a Milano, 32, 116;
+istruzioni a lui date dal Melzi, 54, 55; sua memoria apologetica, 33;
+testo di essa, 64-69; lettera relativa della Reggenza, 70; firma la
+protesta del Senato, 74; firmato nel primo e terzo Statuto, 91.
+
+Isimbardi Innocenzo, direttore generale delle zecche, 84.
+
+_Istanza dei cittadini milanesi_ per la convocazione dei Collegi
+elettorali, 59-63; trasmessa dal podestà al presidente del Senato, 58,
+124, 125.
+
+Jacob ...., capo divisione nel ministero italiano degli affari esteri
+in Parigi, 82.
+
+Jacquet Giuseppe, generale di brigata, 84.
+
+Julhien Giovanni Francesco, generale di brigata, 84, comandante nel
+Mincio, 86, ricordato XXV.
+
+Lafolie Carlo Giovanni, vedi Coraccini Federico.
+
+Lambertenghi Luigi, consigliere legislativo, firmato nel primo
+Statuto, 91.
+
+Lamberti Giacomo, senatore, 80, segretario del Senato, 53, firma la
+protesta del Senato, 75.
+
+_Lario_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella
+Reggenza, 155; sua prefettura desiderata dal Verri, 98.
+
+Laurent Francesco Guglielmo, generale francese, 87.
+
+Lechi Angelo, aiutante comandante, 84.
+
+Lechi Giuseppe, generale di divisione, 84.
+
+Lechi Teodoro, generale di brigata, 84.
+
+Lemarrois Giovanni, generale francese, governatore nelle Marche, 101.
+
+Litta Alberto, fa parte della Reggenza, 25; deputato dei Collegi
+elettorali alla A. P., 32, 156.
+
+Litta Antonio, gran ciambellano, grande ufficiale del Regno e della
+Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Locatelli Luigi Annibale, ispettore alle rassegne, capo divisione nel
+ministero della guerra, 83.
+
+Londonio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Longo Lucrezio, senatore, 79, aggiunto alla Reggenza, pel Mella, 155,
+suo carattere e sua morte, 158, 159.
+
+Luini Giacomo, direttore generale della polizia, accennato,
+14; consigliere di Stato, 80, 101; aggiunto a C. Verri per
+l'organizzazione delle Marche, 101; suo carattere e sue attribuzioni,
+153, 154; promosso dalla Reggenza a consigliere di cassazione, 40.
+
+Luini Giuseppe, giudice di cassazione, 81.
+
+Luini Stefano, prefetto dell'Agogna, 85.
+
+Luosi Giuseppe, gran giudice ministro della giustizia, senatore, 80:
+grande ufficiale del Regno, 78, 82; presente alla seduta del Senato 17
+aprile, 43; parla, 48; sua parte nel progetto di decreto presentato al
+Senato, 110; firmato nel primo e nel terzo Statuto del Regno, 91.
+
+Luosi Luigi, capo divisione nel ministero della giustizia, 82.
+
+Lupi Carlo, segretario generale del censo, 83.
+
+Maestri Giovanni, consigliere di Stato, 80, prefetto del Monte
+Napoleone, 84.
+
+Magenta Pio, prefetto del Bacchiglione, 85.
+
+Maillot Stefano, commissario generale della marina, 85.
+
+Manara Baldassarre firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Manzi Ignazio id., 60.
+
+Manzoni Alessandro id., 62.
+
+_Marche_, loro unione al Regno italico, 101; v. _Metauro_, _Musone_,
+_Tronto_.
+
+Marchini Bartolomeo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83.
+
+Marcognet, generale francese, 87.
+
+Marescalchi Ferdinando, ministro degli affari esteri e grande
+ufficiale del Regno, 78, 82; firmato nel primo Statuto del Regno, 90 e
+nel terzo, 91.
+
+_Marina reale_, suoi ufficiali superiori alla fine del Regno, 85.
+
+Marini Giuseppe, capitano, aiutante di piazza, comandato a prestar
+servizio presso il Senato il 20 aprile, 15, 17, 18.
+
+Marinoni Francesco, segretario generale della Segreteria di Stato in
+Parigi, 82.
+
+Martel Filippo Andrea, generale di brigata, 84.
+
+Martinengo Gio. Estore, senatore, 80.
+
+Martini Francesco firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Masetti Agostino, ispettore generale delle acque e strade, 83.
+
+Massari Luigi, senatore, 79; si offre di parlare al popolo, 18; parla
+in Senato, 47; insieme al Verri parla al popolo, 128; si rifugia nella
+carrozza del Verri, 138; firmato nel terzo Statuto, 92; firma la
+protesta del Senato, 74.
+
+Mazzucchelli Giovanni Battista, aiutante comandante, 84.
+
+Mazzucchelli Luigi, generale di brigata, 84; accennato, 9; promosso
+dalla Reggenza a generale di divisione, 40.
+
+Medici Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, xxi, 7;
+ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato dal
+Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, 79; consigliere di Stato,
+80; odiato dagli Italiani, 103.
+
+Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, 80.
+
+Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 61; fa parte della
+Reggenza, 25.
+
+_Mella_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella
+Reggenza, 155; sua prefettura esercitata dal Verri, 99.
+
+Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, 98; trae il
+Verri alla vita politica, 99; duca di Lodi, cancelliere guardasigilli
+della Corona e grande ufficiale del Regno, 11, 78; membro del Senato,
+79; convoca il Senato per il 17 aprile, 12; sua lettera e messaggio
+relativo, 44; testo di essi, 49-50; sue istruzioni alla Deputazione
+senatoria, 13, 54-55; credenziali per il Metternich, 56-57; sua vita
+minacciata, 26, 140; non crede agli avvertimenti del Verri, 120, 140;
+ricordato, 12, 13, 16.
+
+Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 59.
+
+Melzi Giuseppe id. 62.
+
+Mengotti Francesco, senatore, 50, segretario del Senato, 53; formula
+una proposta in Senato, 48; redige l'articolo relativo al principe
+Eugenio, 114; firma la protesta, 75.
+
+Mermet Giuliano Agostino, generale francese, 87.
+
+_Metauro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101; ricordato, 105.
+
+Metternich (principe di), ministro degli affari esteri dell'imperatore
+d'Austria, credenziali del Melzi a lui per la deputazione del Regno,
+13-14, 56-57.
+
+Mezzoni (Mozzoni?) Ottavio firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Milius Pier Bernardo, capitano di fregata, 85.
+
+Milossewitz Andrea, generale di brigata, 84, comandante nell'Adige e
+Alto Adige, 85.
+
+_Mincio_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella
+Reggenza, 155.
+
+_Ministeri_ del Regno d'Italia, loro funzionari, 82, 83.
+
+Minoia Giovanni, prefetto del Panaro, 86.
+
+Mocenigo Alvise, senatore, 80.
+
+Moiana Pietro firma l'istanza pei Collegi, 81.
+
+Montebruno Andrea, aiutante comandante, 84.
+
+Monteggia Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Monticelli Giovanni id., 62.
+
+Monticelli-Strada Gio. Battista id., 62.
+
+Mori Ambrogio id., 60.
+
+Moroni Pietro, generale di brigata, 84.
+
+Moscati Pietro, senatore, 79, fa una proposta in Senato, 48; firma la
+protesta in Senato, 74; firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Mozzoni, vedi Mezzoni.
+
+Muggiasca Giacomo, aggiunto per il Lario alla Reggenza, 155.
+
+Muggiasca Gio. Battista firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Murat Gioacchino, re di Napoli, sua occupazione di parte d'Italia, 12;
+suoi disegni politici, 87.
+
+_Musone_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101.
+
+Nani Tommaso, consigliere di Stato, 81.
+
+Napoleone I, suo governo in Francia e in Italia, 5; porta solo
+l'odiosità delle gravezze finanziarie, 7; suo ritratto dipinto
+dall'Appiani e rotto dal Confalonieri, 20; ricordato, VIII, 43.
+
+Narducci Giampietro, capo divisione nella segreteria di Stato in
+Milano, 82.
+
+Nava Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Negri ...., segretario generale del Monte Napoleone, 84.
+
+Negri Antonio, presidente della Corte di cassazione, 81; firmato nel
+primo Statuto, 91.
+
+Negri Gaetano, segretario generale delle acque e strade, 83.
+
+Neipperg (conte di) Alberto, generale austriaco, 161.
+
+Noghera Gio. Battista, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Odescalchi Tommaso, firmato nel terzo Statuto, 92.
+
+_Olona_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; da esso sono tratti i
+primi membri della Reggenza, 155.
+
+Opizzoni Carlo, arcivescovo di Bologna, non riconosciuto, 79.
+
+Oriani Barnaba, senatore, 80; firmato nel terzo Statuto, 91; firma la
+protesta del Senato, 75.
+
+Ottolini Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Paini Giulio, generale di brigata, 84.
+
+Pallavicini Giuseppe, presidente del Consiglio degli uditori nel
+Consiglio di Stato, 81; firma l'istanza pei Collegi, 59.
+
+Pallavicini Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Palmieri ......., segretario generale del lotto, 84.
+
+Palombini Giuseppe, generale di divisione, 84.
+
+Pampuri Giacomo, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+_Panaro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Paolucci Amilcare, generale di brigata, 84.
+
+Paradisi Giovanni, firmato nel primo e terzo Statuto del Regno, 90,
+91; senatore, 79; uno dei sostenitori del principe Eugenio, 110;
+doveva far parte della Deputazione senatoria, 11; non è nominato, 13;
+parla nella seduta 17 aprile, 44, 45, 47, 113; lascia la seduta, 49,
+115; non interviene a quella del 20 aprile, 16; firma la protesta del
+Senato, 74.
+
+Parca Carlo, ispettore generale delle acque e strade, 83, firma
+l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Parravicini Raffaele, consigliere di Stato, 80.
+
+Pasqualigo Nicola, capitano di vascello, 85.
+
+_Passariano_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Patroni Giuseppe, colonnello, capo divisione nel ministero della
+guerra, 83.
+
+Pecchio Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Peceis Gio. Odoardo firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Pedrazzini Michele, consigliere di Stato, 80.
+
+Pedroli Carlo Antonio, consigliere di Stato onorario e primo
+presidente della Corte di cassazione, 81.
+
+Pelegatti Cesare, giudice di cassazione, 81.
+
+Peregalli Francesco, senatore, 80, aggiunto alla Reggenza per l'Adda,
+155, firmato nel terzo Statuto, 92.
+
+Perego Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Peri Bernardo, generale di brigata, 84.
+
+Petracchi Angelo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83.
+
+Pevri Luigi, generale di divisione, 84, tenta di salvare il Prina dal
+furore popolare, 22.
+
+_Piave_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Piazzoni Gio. Battista, firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Pini Ermenegildo, ispettore generale degli studi, 83.
+
+Pino Domenico, generale di divisione, 79, 84, primo capitano della
+Guardia reale e grande ufficiale del Regno, 79; trascurato dal
+principe Eugenio, 7; firma la istanza pei Collegi, 17, 59; poteva
+salvare il Prina, 22; dichiarato comandante delle forze della
+capitale, 24; fa parte della Reggenza, 25, 146; suo proclama al
+popolo, 25; intende salvare il Melzi, 26; esorta il popolo alla calma,
+141; chiama alle armi per difendere gli edifizi pubblici, 27;
+confermato dai Collegi elettorali nel grado di comandante delle forze
+militari; poi atti accennati, 38, 143; sue difese a stampa, X, XXI;
+censure a lui date, XX.
+
+Pizzagalli Angelo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Pizzotti Francesco, giudice di cassazione, 81.
+
+Poggiolini Giovanni, segretario generale dell'istruzione pubblica, 83.
+
+Polcastro Girolamo, senatore, 79.
+
+Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, 80; generale di brigata,
+84.
+
+Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, 86.
+
+Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, 17; in compagnia del Pino il
+giorno 20 aprile, 23; va a invitare gli Austriaci in Milano, 160.
+
+Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia, 82.
+
+Predabissi Francesco, giudice di cassazione, 81.
+
+Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale del Regno,
+78, 83; senatore 80; cieco strumento della politica finanziaria di
+Napoleone, 7, e perciò odiatissimo, 105, 137; sua parte nel progetto
+di decreto del Melzi, 110; doveva far parte della Deputazione alle
+Potenze, 11; ma non fu nominato, 13; presente alle seduta del 17
+aprile, 16; vi parla, 47, 113; non interviene a quella del 20 aprile,
+16; ricercato durante la seduta stessa, 137, 141; tumulto popolare e
+strazio di lui, 21-23, 141-146; tentativi vani di salvarlo, 21, 23,
+144; saccheggio del suo palazzo, 24, 137; della sua villa, 28; si
+sparge l'oblio sui colpevoli della strage, 40; incisione
+rappresentante il suo eccidio, 41.
+
+Prina Giuseppe, professore a Pavia, cerca di salvare il ministro, 21.
+
+Prina Luigi, segretario generale delle zecche, 84.
+
+_Protesta del Senato_ al Sommariva, 71-75.
+
+Quesnel Francesco, generale francese, 87.
+
+Quirini Stampalia Luigi, consigliere di Stato, 80.
+
+Radaelli ....., fornaio, milite della guardia nazionale, trovasi ai
+fatti del 20 aprile, 136.
+
+Raesini Carlo Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Raesini Rodolfo, id. 61.
+
+Ragazzi Giuseppe, giudice di cassazione, 81.
+
+Rambourgt Pietro Gabriele, generale di brigata, 84.
+
+Rangone Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Re Antonio, consigliere di Stato, 81.
+
+Reina Giuseppe, capo divisione nel ministero delle finanze, 83.
+
+_Reggenza provvisoria_ creata dal Consiglio comunale di Milano il 21
+aprile 25, 146; suoi primi atti 26, 143-150; il Verri ne è fatto
+presidente, 149; suoi atti ulteriori, 38-41, 156-159; vi sono aggiunti
+i rappresentanti di sette dipartimenti, 38, 155; verbali delle sue
+deliberazioni, 161; non permette la pubblicazione dell'apologia del
+Guicciardi, 70; il Bellegarde ne assume la presidenza, 38.
+
+_Regno d'Italia_, 1805-1814; sua formazione e suoi statuti
+costituzionali, 90-92; suoi alti funzionari civili e militari, 78-85;
+suoi dipartimenti 85-87; suoi collegi elettorali, 92, 93; contrasto
+fra i paesi della Lombardia e gli altri, 8; prevalenza dei milanesi
+negli alti uffici, 8; deputazione del Regno alle Potenze alleate
+secondo la convenzione del 16 aprile, 10, 11; unione al Regno della
+Dalmazia e delle Marche, 99; dipartimenti non occupati dagli
+Austriaci, 155.
+
+Renard Brizio Giovanni Battista, generale di brigata 84, comandante
+nell'Adda, 85, e nel Lario, 86.
+
+_Reno_, uno dei dipartimenti del Regno, 86.
+
+Repossi Francesco, giudice di cassazione, 81.
+
+_Repubblica Italiana_, 1802-1805; sua costituzione adottata nei comizi
+di Lione, 90; governata dal Melzi come vicepresidente, 97; deputazione
+di essa per la trasformazione in Regno, 90; atti e documenti di questa
+mutazione, 91.
+
+Rezia Carlo, prefetto dell'Adda, 85.
+
+Riva Cristoforo, consigliere di Stato, 81.
+
+Rivaira Luigi, aiutante comandante, 84.
+
+Rivolta Cristoforo firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Rodriguez Francesco, capitano di fregata, 85.
+
+Roize, generale francese, comandante nel Reno, 87.
+
+Ronna Tommaso, consigliere di Stato e vescovo di Crema, 81.
+
+Rosmini Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Rossi Luigi, ispettore generale degli studi, 83.
+
+Rougier Gillo, generale di brigata, 84.
+
+Rouyer, generale francese, 87.
+
+_Rubicone_, uno dei dipartimenti del Regno, 87.
+
+Sabatti Antonio, presidente nella Corte dei conti, 82.
+
+Sacchini Girolamo firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Saint Edme (Bourg Teodoro), traduttore francese della _Mem. stor._
+dell'Armaroli, 77, sue note alla medesima, 77-93; attribuisce la
+_Mem._ al Guicciardi, 77.
+
+Sainte-Laurent, generale francese, 87.
+
+Saint Paul Verbigier, generale di brigata, 84.
+
+Saint Priest Filiberto Luigi, capitano di fregata, 85.
+
+Salimbeni Leonardo, generale di brigata, firmato nel primo Statuto,
+91.
+
+Salina Luigi firmato nel terzo Statuto, 92.
+
+Salvini Andrea, direttore delle costruzioni navali, 85.
+
+Sanfermo Rocco, consigliere di Stato, 80.
+
+Sanner Baldassarre, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Sant'Andrea Pietro, generale di brigata, 84.
+
+Scaccabarozzi Cesare, giudice di cassazione, 81.
+
+Scazza Lorenzo firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Schiazzetti Fortunato, generale di brigata, 84.
+
+Schilt, generale francese, comandante nel Passariano, 86.
+
+Scopoli Giovanni, consigliere di Stato, 80, direttore generale
+dell'istruzione, 83.
+
+Scotti Gallerati Costanzo firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Scotti Gallerati Francesco, id., 61.
+
+_Segretari generali_ dei ministeri e delle direzioni generali, 82, 84;
+quasi tutti milanesi, 8.
+
+_Segreterie di Stato_ in Parigi e in Milano, loro funzionari, 82.
+
+Segri Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63.
+
+_Senato consulente_, Statuti per la sua creazione e ordinamento, 92;
+regolamento di esso, 92; sua composizione alla fine del Regno, 8, 79,
+80; comprendeva otto senatori milanesi, 8; seduta straordinaria del 17
+aprile, 12, 13, 103-115; relazione di essa, 43-49; commissione in essa
+creata, 11, 45, 46; proposte presentate e deliberazioni prese, 50-53;
+sua deputazione alle Potenze, 11, 12, 113; seduta del 20 aprile,
+15-21, 122-136; gli è chiesto il richiamo della deputazione e la
+convocazione dei Collegi, 18, 134; sua protesta al Sommariva, 71-75;
+abolito dai Collegi, 35, e sciolto dal Bellegarde, 38.
+
+Serbelloni Gio. Battista, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi,
+59; va a invitare gli Austriaci, 162.
+
+Serbelloni Marco, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75.
+
+_Serio_, uno dei dipartimenti del Regno, 87; suo rappresentante nella
+Reggenza, 155.
+
+Serpenti Angelo firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Severini Girolamo id., 61.
+
+Severoli Filippo, generale di divisione, 84.
+
+Sgariglia Pietro, senatore, 80.
+
+Silva Bernardino, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Silva Ercole, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Silva Sigismondo, accennato, 15, id., 60.
+
+Smancini Antonio, consigliere di Stato e prefetto dell'Adige, 81, 85.
+
+Soldini Ambrogio, direttore generale del lotto, 84.
+
+Soldini Andrea, capo divisione nel ministero delle finanze, 83.
+
+Somaglia Antonio firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Somaglia Carlo, id., 60.
+
+Somaglia Gio. Luca, id. 60; presidente del Consiglio comunale,
+presente all'insediamento della Reggenza, 147; deputato dei Collegi
+elettorali alle Alte Potenze, 156.
+
+Somaglia Gaetano, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Sommariva Annibale, generale austriaco, commissario delle Alte Potenze
+in Milano, 34, 155, 161; riceve la deputazione dei Collegi elettorali,
+36.
+
+Sommariva Matteo, fratello del precedente, aggiunto alla Reggenza per
+l'Alto Po, 155.
+
+Sommaruga ...., presidente nella Corte dei conti, 82.
+
+Sommenzari Teodoro, prefetto del Mella, 86.
+
+Sommi Serafino, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze,
+156.
+
+Sopransi Fedele, giudice di cassazione, 81.
+
+Sopransi Luigi, consigliere di Stato, 81, giudice di cassazione, 81,
+firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Soresi Giovanni, firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Sormani Alessandro id., 60.
+
+Sormani Giuseppe id., 60.
+
+Sormani Lorenzo id., 60.
+
+Sozzi Carlo, vicario capitolare di Milano, esorta alla tranquillità,
+26.
+
+Spella Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Spreafico Pietro id., 60.
+
+_Statuti costituzionali_ del Regno d'Italia, 90-92.
+
+Staurenghi Leopoldo, prefetto del Tronto, 86.
+
+Stoppani Pietro, capo div. nel ministero della giustizia, 82.
+
+Strassoldo, governatore austriaco in Milano, 162.
+
+Stratico Simone, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75.
+
+Strigelli Antonio, consigliere di Stato, segretario di Stato in
+Milano, 81, 82; vuole abbandonare l'ufficio, 157; segretario generale
+della Reggenza, 70.
+
+Tadini Oldofredi Girolamo, prefetto del Reno, 87.
+
+Tagliabue Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+_Tagliamento_, uno dei dipartimenti del Regno, 87.
+
+Tamassia Giovanni firmato nel terzo Statuto, 91; prefetto del Lario,
+86.
+
+Tarchini Giovanni Battista, segretario generale del ministero del
+tesoro, 83.
+
+Tarsis Giovanni Battista, aggiunto alla Reggenza, per l'Agogna, 155.
+
+Taverna Francesco, consigliere di Stato onorario e primo presidente
+della Corte d'appello in Milano, 81.
+
+Taverna Giuseppe, firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Tempiè Giacomo, capitano di fregata, 85.
+
+Testi Carlo, senatore, 79; incaricato del portafoglio degli affari
+esteri in Milano, 82; nominato della Deputazione senatoria alle Alte
+Potenze, 49, 53, 66, 113; rinunzia per motivi di salute, 49, 115; sua
+opinione sulle credenziali, 55; firma la protesta del Senato, 75.
+
+Teuliè Filippo, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Thiene Leonardo, senatore, 80; esce col Verri dal Senato il 20 aprile,
+137; firma la protesta del Senato, 75.
+
+Ticozzi Stefano, prefetto dell'Alto Po, 85.
+
+Tonni Luigi, giudice di cassazione, 81; aggiunto alla Reggenza, pel
+Mincio, 155.
+
+Tordorò Luigi, capo della contabilità del Regno, 83.
+
+Tornielli Giuseppe, consigliere di Stato, 81.
+
+Trivulzio Gian Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, 59; deputato
+dei collegi alle Alte Potenze, 32, 156.
+
+Traversi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 59.
+
+Trecchi Sigismondo id., 60.
+
+_Tronto_, uno dei dipartimenti del Regno, 87.
+
+Trotti Lorenzo id., 61.
+
+Trouchon Domenico, direttore dell'artiglieria di marina, 85.
+
+Ungarelli Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82.
+
+Vaccari Luigi, ministro dell'interno e grande ufficiale del Regno, 78,
+82; presente alla seduta del Senato il 17 aprile, 43; vi parla, 44,
+45, 47; sua parte nel progetto di decreto, 108; sostiene il principe
+Eugenio, 114.
+
+Valdrighi Luigi, consigliere di Stato, 81; procuratore generale della
+Corte di cassazione, 81; firmato nel primo Statuto, 91.
+
+Veneri Antonio, ministro del tesoro e grande ufficiale del Regno, 78,
+83; senatore 80; presidente del Senato nella seduta del 17 aprile e
+sua condotta in essa, 44-49, 53, 107; sua condotta in quella del 20
+aprile, 16-20, 134; scambiato col Prina e insultato, 137; va dal Melzi
+dopo quella seduta, 141; firma la protesta del Senato, 74.
+
+Verdier, generale francese, 87.
+
+Verri Carlo, autore della relazione sui fatti di Milano, XVII, 97;
+suoi intendimenti, 98; sue notizie biografiche, XXV; prefetto a
+Brescia, 98, 99; consigliere di Stato, 100; fa parte della commissione
+per la Dalmazia, 100; ispettore di pubblica beneficenza, 101; sua
+missione nelle Marche, 100-102; senatore, 80, 102; sua condotta nella
+seduta del 17 aprile, 47, 65, 108, 109; va dal Melzi, 109, 119, 140;
+approvato in pubblico o in privato, 117, 118, 123; sua condotta nella
+giornata del 20 aprile, 18, 19, 125-137; fa parte della Reggenza, 25,
+146; suoi atti ufficiali 70; sua condotta come presidente della
+Reggenza, 147-157; va a complimentare i Collegi elettorali, 155.
+
+Verri Giovanni, cavaliere, fratello di Carlo, dimorante a Como, 98.
+
+Vertova Giovanni Battista, firmato nel terzo Statuto, 91; aggiunto
+alla Reggenza per il Serio, 155.
+
+Vestarini Belingeri Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Vidoni Soresina Giuseppe, senatore, 79; firmato nel terzo Statuto, 91.
+
+Vignolle, generale francese, 87.
+
+Vigoni Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 60.
+
+Villa Carlo, consigliere comunale, id., 62.
+
+Villa Carlo, segretario del Cancelliere guardasigilli della Corona,
+accennato come quello da cui i rivoluzionari conoscevano gli atti del
+Melzi, 13; firma il messaggio del Melzi, 50, 108; le istruzioni ai
+Deputati del Senato, 55 e le credenziali, 57.
+
+Villa Giovanni, prefetto di polizia di Milano, destituito dalla
+Reggenza e perché, 40.
+
+Villa Luigi, ministro dell'interno nella Repubblica italiana, 97.
+
+Villata Giovanni, generale di brigata, 84, comandante nel Rubicone,
+87.
+
+Villata Guido, giudice di cassazione, 81.
+
+Villata Michele, prefetto del Musone, 86.
+
+Visconti Annibale, colonnello della guardia civica di Milano, firma
+l'istanza pei Collegi, 17, 60; assume il comando della guardia
+nazionale, 145.
+
+Visconti (Antonio?) di Cremona, capo battaglione, firma l'istanza pei
+Collegi, 59.
+
+Vismara Michele, prefetto del Mincio, 86.
+
+Vitali Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 61.
+
+Volpi Caneriggi Benedetto id., 61.
+
+Volta Alessandro, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 75.
+
+Zacco Costantino, prefetto del Basso Po, 86.
+
+Zanella Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Zanella Carlo Grato id., 61.
+
+Zanoli Alessandro, segretario generale del ministero della guerra, 83,
+destituito dalla Reggenza, 40.
+
+Zecchini Bonaventura, prefetto del Crostolo, 86.
+
+Zenghi Luigi Filippo firma l'istanza pei Collegi, 62.
+
+Zucchi Carlo, generale di divisione, 84; firma l'atto di cambio della
+convenzione militare di Schiarino Rizzino.
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i
+seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):
+
+ xiii - l'on avait _machiné_ [machinè] pour surprendre
+ xiii - le lecteur, une [una] fois prévenue
+ xiii - sa justification au gouvernement [governement]
+ 20 - Lo stesso capitano sortí [sorti] dalla sala
+ 24 - non vi erano piú suppellettili [suppelletili]
+ 30 - prescritte alle [alla] AA. PP.
+ 35 - Stato con la sua segreteria [segretaria]
+ 54 - garantita l'integrità del [del del] suo territorio
+ 63 - firme, che per brevità di tempo si omettono [momettono]
+ 70 - Antonio Strigelli. [Stringelli]
+ 112 - riposta [risposta] ne' soli Collegi elettorali
+ 156 - il conte Federico Confalonieri [Confalieri]
+ 178 - per [per per] il 17 aprile
+ 181 - Pelegatti [Pelagatti] Cesare, giudice di cassazione
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile
+1814, by Leopoldo Armaroli and Carlo Verri
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO ***
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+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
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+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
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+ Dr. Gregory B. Newby
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+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
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+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
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+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
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+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
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+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+
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+works.
+
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+Title: La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814
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+Author: Leopoldo Armaroli
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+Editor: Tommaso Casini
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+Release Date: May 25, 2011 [EBook #36212]
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+Language: Italian
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO ***
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by The Internet Archive)
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+
+
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+
+</pre>
+
+
+<div class="center">
+<p>BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO</p>
+
+<p>pubblicata da <span class="smcap">T. Casini</span> e <span class="smcap">V. Fiorini</span>. &mdash; <i>N. 3</i></p>
+
+<h1><span class="small">LA</span><br />
+
+RIVOLUZIONE DI MILANO<br />
+
+<span class="smaller">DELL'APRILE 1814</span></h1>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p>RELAZIONI STORICHE<br />
+<span class="small">DI</span><br />
+<b>Leopoldo Armaroli e Carlo Verri</b></p>
+
+<p><i>Senatori del Regno italico</i></p>
+
+<p class="pad2">a cura di</p>
+
+<p><span class="smcap">Tommaso Casini</span></p>
+
+<p><img src="images/marchio.jpg" width="120" height="121" alt="Marchio tipografico" /></p>
+
+<p>ROMA<br />
+
+<span class="small">SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI<br />
+1897.</span></p></div>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_vi" id="Page_vi">[vi]</a></span></p>
+
+<div class="center">
+<p class="pad2">PROPRIETÀ LETTERARIA<br />
+DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p class="pad2"><i>Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della
+Società si ritengono per contraffatti.</i></p>
+
+<p class="pad4 smaller">(7606) Roma, Tipografia Enrico Voghera.</p>
+</div>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_vii" id="Page_vii">[vii]</a></span></p>
+
+<div class="figcenter">
+<img src="images/ill-front.jpg" width="600" height="430" alt="Milano. &mdash; Atrio del Palazzo del Senato nel 1814."
+ />
+<p>Milano. &mdash; Atrio del Palazzo del Senato nel 1814.</p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center pad2 big">INDICE</p>
+
+<p class="center pad2">
+<a href="#Prefazione">Prefazione</a><br />
+<a href="#Note1">Note</a><br />
+<a href="#AVVERTIMENTO">Avvertimento</a><br />
+<a href="#SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO">Sulla rivoluzione di Milano &mdash; Memoria storica</a><br />
+<a href="#Note2">Note</a><br />
+<a href="#SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO">Sugli avvenimenti di Milano &mdash; Relazione</a><br />
+<a href="#Note3">Note</a><br />
+<a href="#INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI">Indice delle persone e delle cose notabili</a><br />
+</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p class="pad6"><a name="Prefazione" id="Prefazione"></a>La rivoluzione milanese dell'aprile 1814 e la
+caduta del Regno italico, che ne fu conseguenza
+immediata, ebbero già parecchi storici o
+raccontatori; quali, per citare solamente i piú diffusi,
+il Fabi<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1" href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>, il De Castro<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2" href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a>, l'Helfert<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3" href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a>: ma sono
+avvenimenti tuttora avvolti in qualche oscurità,
+dei quali non si è colta ancora compiutamente la
+ragione storica, forse perché sin dal primo momento
+troppi furono gli interessati a nascondere
+il vero di quei rivolgimenti, o almeno a rappresentarli
+ciascuno in modo che ne restassero giustificate
+le proprie tendenze e la propria condotta. La serie
+delle scritture che rispecchiano direttamente i sentimenti
+e gli atti di coloro che furono spettatori o
+partecipi ai fatti del 1814 è lunghissima, e tutte
+andrebbero minutamente esaminate e raffrontate,
+chi volesse sceverare in ciascuna la particella di
+vero, che pur vi sarà, e di tutte le particelle comporre
+<span class="pagenum"><a name="Page_viii" id="Page_viii">[viii]</a></span>
+la storia genuina e sincera di quei moti. E
+dagli articoli, dalle notizie e dai documenti che a
+cominciare dall'aprile 1814 si vennero pubblicando
+quotidianamente sul milanese <i>Giornale Italiano</i> &mdash; l'officioso
+napoleonico, tramutatosi improvvisamente
+a officioso austriaco &mdash; la serie si produce
+lungamente sino a quelli <i>Studi intorno alla storia
+della Lombardia negli ultimi trent'anni</i>, che, dettati
+certamente dalla principessa Cristina Belgioioso
+Trivulzio, furono pubblicati in Parigi solamente
+nel 1846<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4" href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a>, ma erano eco non ancor
+fioca dei sentimenti e dei contrasti in mezzo ai
+quali il Regno italico di Napoleone I era caduto,
+lasciando, retaggio prezioso, agl'Italiani la coscienza
+della nazionalità, lo spirito delle armi proprie, il
+desiderio delle istituzioni civili e la tradizione di
+un illuminato liberalismo.</p>
+
+<p>A rappresentare con sufficiente fedeltà lo svolgersi
+di quei memorabili avvenimenti mi è parso
+opportuno eleggere di mezzo alle scritture di cotesta
+serie copiosa le relazioni composte, quando
+erano recenti i fatti, da due uomini di spirito
+temperato ed equanime, entrambi per l'ufficio loro
+di senatori presenti e partecipi alle deliberazioni
+che furono motivo o pretesto alla rovina del
+Regno. L'una delle quali relazioni, col titolo di
+<i>Memoria storica sulla rivoluzione di Milano seguita
+il giorno 20 aprile 1814</i>, fu distesa solamente qualche
+mese dopo gli avvenimenti e indi a poco
+<span class="pagenum"><a name="Page_ix" id="Page_ix">[ix]</a></span>
+divulgata per le stampe con la data del novembre
+1814<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5" href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a>. Duplice, come appar chiaro
+dalla semplice lettura, era stato l'intendimento
+di chi scrisse questa relazione: difendere la condotta
+del Senato contro le postume accuse del
+partito indipendentista lombardo e rivelare la
+parte sinistra che i detrattori del Senato avevano
+avuto nei tumulti dell'aprile, nello strazio
+del Prina, nella caduta del Regno. Al primo di
+questi fini non era parso che corrispondesse abbastanza
+la <i>Lettera sulla seduta del Senato del Regno
+d'Italia tenuta a Milano il 17 aprile 1814</i>, la quale
+era venuta alla luce in Parma, sin dalla fine del
+maggio<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6" href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a>: se n'era saputo subito autore uno dei
+senatori, «uomo illustre per probità, per carattere,
+per dottrina», e si disse che non aveva taciuto
+«la verità anche parlando di sé medesimo»,<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7" href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a>
+ma il nome di lui, se pur corse sulle
+bocche dei contemporanei, non fu segnato sulle
+carte, né oggi sarebbe agevole a riconoscere se non
+per indizi che potrebbero esser fallaci<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8" href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a>. Ad ogni
+modo la relazione o «commentariuccio», come
+la designò il Foscolo, fu come il punto di partenza
+alla piú diffusa «Memoria storica» del
+novembre, alla quale anzi la narrazione parmense
+sulla seduta senatoria del 17 aprile 1814 fu accodata
+come primo e principal documento<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9" href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a>.</p>
+
+<p>Appena la <i>Memoria storica</i> fu pubblicata, la polizia
+si diè un gran da fare per impedirne la diffusione,
+<span class="pagenum"><a name="Page_x" id="Page_x">[x]</a></span>
+sino a ordinare la chiusura d'una libreria
+ove si era venduta, e molto si affaccendarono gli
+interessati, o i colpiti che dir si vogliano, a ribattere
+come meglio potevano le gravi accuse, alle
+quali aggiungeva valore la pacatezza del racconto
+e la temperanza dei giudizi e della forma. Il generale
+Domenico Pino, che per la parte avuta
+nelle giornate dell'aprile era già stato bersaglio
+a ben altre contumelie e alla meglio se n'era
+schermito<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10" href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a>, non volle lasciare senza risposta
+ciò che di lui si diceva nella <i>Memoria storica</i>, e
+diè fuori sul principio del 1815 certe sue, poco
+concludenti, <i>Osservazioni... sopra alcune asserzioni
+dell'autore dell'opuscolo che ha per titolo «Su la rivoluzione
+di Milano seguita il 20 aprile 1814»</i>; osservazioni
+le quali non valsero certamente a rimuovere
+tutti i sospetti che si erano venuti addensando
+sopra la sua condotta<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11" href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>. Il conte Federico Confalonieri
+stampò, con la data del 15 marzo 1815,
+la sua <i>Lettera ad un amico</i>, il conte Antonio Durini,
+nella quale, un po' confessando la parte avuta
+nei fatti dell'aprile 1814 e un po' impugnando le
+asserzioni della <i>Memoria storica</i>, tentò un'abile difesa
+di sé stesso e già si mostrò, politicamente, assai
+mutato da quello che era l'anno innanzi; ma anch'egli
+riuscí tutt'altro che convincente: fortunato
+che gli avvenimenti posteriori della sua vita e la
+grandezza del sacrificio e dell'espiazione, circondando
+la sua memoria di una fulgida aureola di
+<span class="pagenum"><a name="Page_xi" id="Page_xi">[xi]</a></span>
+patriottismo, facessero dimenticare quali erano
+stati i primi suoi passi sulla via malsicura delle
+congiurazioni politiche<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12" href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>. Finalmente il conte
+Ludovico Giovio, già consigliere di Stato napoleonico
+e presidente delle riunioni che nell'aprile
+e maggio 1814 avevano tenute in Milano i Collegi
+elettorali di una parte del Regno, difese quella
+convocazione in un opuscolo, nel quale anche cercò
+di scagionare sé stesso dalla taccia datagli nella
+<i>Memoria storica</i> di esser stato troppo facilmente
+ingrato verso un governo che lo aveva innalzato
+ai piú alti onori<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13" href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a>.</p>
+
+<p>Mentre cosí si appuntavano le armi contro la
+relazione documentata, che in povera veste era
+venuta da Lugano a raccontar fatti che si volevano
+sopire, era naturale che si cercasse di sapere chi
+ne fosse l'autore. Sulle prime corse voce che l'avesse
+fatta Melchiorre Gioia<a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14" href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>, forse perché
+dell'economista piacentino si ricordavano altri opuscoli
+pubblicati nell'occasione di gravi mutazioni
+politiche nel ventennio anteriore; ma la voce cadde
+di per sé, senza bisogno di essere smentita. Maggior
+consistenza invece prese l'opinione che uno
+o piú senatori avessero lavorato a mettere insieme
+la <i>Memoria storica</i>, e a questa opinione aderí anche
+Ugo Foscolo, quando prese a confutar quella relazione
+nei suoi discorsi <i>Della servitú dell'Italia</i><a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15" href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a>:
+generosi ed eloquenti discorsi, nei quali per altro
+non è dissimulato il dispetto del poeta di essere
+<span class="pagenum"><a name="Page_xii" id="Page_xii">[xii]</a></span>
+stato additato come frequentatore di mense ministeriali
+e sovvertitore della plebe ai tumulti del
+20 aprile. Il Foscolo, come si vede da piú luoghi
+di quei discorsi e da altri della <i>Lettera apologetica</i>
+scritta quasi dieci anni di poi agli editori padovani
+della Minerva<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16" href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a>, teneva, se non per autore,
+almeno per ispiratore principale della <i>Memoria
+storica</i> il senatore Diego Guicciardi, fattosi, sempre
+secondo il Foscolo, sostenitore del principio
+della monarchia di diritto divino, appunto in quei
+giorni che l'Austria si preparava a soppiantare la
+Francia, e proclamatosi da sé per uomo di Stato
+a nessuno secondo. E questa ch'era stata l'opinione
+del Foscolo divenne presto universale, tanto
+che nel 1822 il Saint-Edme (cioè Teodoro Bourg,
+già commissario nelle guerre napoleoniche e sostenitore
+anche dopo il 1815 delle idee repubblicane
+e imperiali), pubblicando in Parigi la sua
+traduzione francese della <i>Memoria storica</i>,<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17" href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a>
+vi poneva in fronte il nome del Guicciardi e nella
+prima delle note da lui aggiunte ragionava e argomentava
+tale attribuzione cosí:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>1º Dans son avertissement, l'éditeur annonce que l'ouvrage
+qu'il publie est dû à un illustre personnage du royaume
+d'Italie, qui avait le droit de conserver près de lui
+les documens authentiques placés à la fin du mémoire: le
+comte Guicciardi était sénateur et chancelier du sénat.</p>
+
+<p>2º L'exposé de la situation morale de l'Italie qui précède
+l'historique de la révolution, est basé: 1º sur des bruits
+auxquels n'aurait point ajouté foi tout autre écrivain de
+<span class="pagenum"><a name="Page_xiii" id="Page_xiii">[xiii]</a></span>
+l'époque qui n'aurait point eu à justifier une opinion émise
+dans une assemblée politique, opinion opposée à sa conduite
+antérieure, aux vues du prince, et peut-être au bien
+de son pays; l'auteur même avoue ses doutes: mais pourquoi
+se serait-il arrêté à des mensonges, en aurait-il, comme
+historien, entretenu le public, s'il n'avait eu l'intention de
+se servir de cet appui pour se justifier? 2º sur le caractère
+personnel de quelques individus employés par le gouvernement,
+tels que le secrétaire des commandemens du prince
+et le directeur des postes: on ne peut voir là que le fruit
+d'une animosité particulière, et l'on sait que l'esprit rétif de
+M. le comte Guicciardi avait été atteint par quelques-uns
+de traits de MM. Méjan et Darnay.</p>
+
+<p>3º Le 17 avril, lorsqu'on lut au sénat le projet de décret
+du duc de Lodi, qui s'opposa à son adoption? M. le
+comte Guicciardi. Et le mémoire cherche à prouver que
+l'on avait <a name="tn13a" id="tn13a"></a><i>machiné</i> pour surprendre la délibération: l'opposition
+violente de M. Guicciardi est donc tout honorable
+pour lui, dans le sens de la marche qu'il avait adoptée.</p>
+
+<p>Mais sans entrer à ce sujet dans une longue discussion,
+à laquelle le lecteur, <a name="tn13b" id="tn13b"></a>une fois prévenue, suppléera facilement
+avec un peu d'attention, je me bornerai à fare remarquer
+que M. le comte Guicciardi a fait partie de la commission
+nommée pour l'examen de la proposition du duc de Lodi;
+qu'en sa qualité de membre de la commission, c'est lui qui
+s'est rendu auprès du duc, afin d'en obtenir les éclaircissemens
+nécessaires au travail de la commission; qu'il a fait
+le rapport; qu'il a été nommé député; qu'il a eu une entrevue
+avec le prince; que sa justification au <a name="tn13c" id="tn13c"></a>gouvernement
+provisoire a été imprimée malgré la défense de la régence,
+et que là, comme dans l'ouvrage, oú il est tant
+question de lui, ses opinions et son caractère politique sont
+élevés à un haut degré.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xiv" id="Page_xiv">[xiv]</a></span></p>
+
+<p>Queste argomentazioni del Saint-Edme, per
+quanto avvedute e sottili, non hanno, si capisce
+subito, un grande valore probativo, poiché il Guicciardi
+in tutte le fasi del movimento milanese dell'aprile
+1814 rappresentò le tendenze del partito
+<i>austriaco</i>, come ha ben dimostrato il Bonfadini<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18" href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a>,
+e la <i>Memoria storica</i>, se non tace per un senso di
+imparzialità gli errori e le colpe degli uomini di
+tutti i partiti, è manifestamente rivolta in particolare
+contro gli <i>indipendentisti lombardi</i> in quanto
+spianarono con la Reggenza la via all'Austria di
+occupare e tener per suo il paese: l'autore quindi,
+se non era un eugeniano, non poteva essere neppure
+un austriacante; e ben vide e sentì il significato
+dell'opera sua la polizia austriaca, che si
+sforzò di rimuoverla dalla circolazione. I documenti,
+che accompagnano la <i>Memoria storica</i>, parte
+erano stati pubblicati per altre vie, parte erano di
+tal natura da esser passati per molte mani, e l'apologia
+del Guicciardi poté ben essere comunicata
+da lui medesimo all'autore di questa relazione,
+non già perché la pubblicasse, ma come a senatore
+ch'egli era, poiché il Guicciardi, dopo il divieto
+della Reggenza di darla alle stampe, avrà
+sentito il bisogno che ne avessero conoscenza almeno
+i suoi antichi colleghi del Senato. E che tra
+i senatori fosse da cercare l'autore della <i>Memoria
+storica</i>, ove la condotta del Senato era difesa con
+tanto calore, pochi allora dubitarono; e presto
+<span class="pagenum"><a name="Page_xv" id="Page_xv">[xv]</a></span>
+anche si seppe che questo senatore era il maceratese
+<span class="smcap">Leopoldo Armaroli</span>, magistrato onorando
+e insigne giurista<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19" href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a>: si seppe presto, ma pubblicamente
+non fu detto se non nel 1823 da Federico
+Coraccini (sotto il quale nome, ben si sa,
+nascondevasi Carlo Giovanni Lafolie francese, stato
+nel 1812 segretario generale della prefettura del Tagliamento
+e nel 1813 viceprefetto di Ravenna) nella
+sua <i>Storia dell'amministrazione del Regno d'Italia</i><a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20" href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a>,
+e fu poi confermato piú tardi da piú credibile
+testimonio, lo storico dell'esercito cisalpino-italico<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21" href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a>.
+Ciò non ostante, poiché si continuò da
+qualcuno ad attribuire la <i>Memoria storica</i> al Guicciardi<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22" href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a>,
+parmi opportuno dissipare ogni dubbio
+per mezzo di una lettera che l'Armaroli stesso
+scriveva nel 1830 a Francesco Cassi per ottenere
+dal marchese Antaldo Antaldi di Pesaro la restituzione
+dell'unica copia rimastagli del suo libretto;
+lettera che sulla divulgazione di questo scritto ci
+dà anche alcune particolarità rimaste sin qui ignorate.</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="indl pad2"><i>Mio degno e rispettabile amico,</i></p>
+
+<p class="indr">Macerata 25 aprile 1830.</p>
+
+<p>Ho bisogno dell'autorità vostra municipale, per citare al
+vostro tribunale codesto diligentissimo amico nostro marchese
+Antaldo. È piú di un anno che in vostra presenza
+gli consegnai quel mio Opuscolo sulla rivoluzione di Milano
+del 1814, che gentilmente si offerí di farlo osservare
+<span class="pagenum"><a name="Page_xvi" id="Page_xvi">[xvi]</a></span>
+ai Revisori per vedere se s'incontrasse difficoltà nel ristamparlo.
+Ritornando da Bologna mi recai da lui e mi disse
+che non vi era opposizione, ma non potea restituirmi il
+libro perché era rimasto presso il Signor Canonico Coli.</p>
+
+<p>Dopo di ciò gli ho scritto, gli ho mandata qualche mia
+pubblicata freddura, ho certezza che l'ha ricevuta, e non
+mi ha risposto. Gli ne ho fatta avanzar premure da Asiari,
+e ultimamente dal Ferri nipote del sordo, ed anche
+ciò inutilmente.</p>
+
+<p>Parlando sul serio io ne ho vero e sommo bisogno:
+ho stimoli da piú parti e dalla stessa Lombardia di farne
+altra edizione corredata di abbondanti commenti; vi è anche
+dell'onore del mio nome il farlo perché sono stato
+citato con menzogna. Non solo non ne ho altra copia, ma è
+impossibile di procurarmela perché le 500 copie venute a
+Giegler, meno le poche esitate, furono sequestrate dalla
+Polizia, né so se potessi ottenerne da Parigi. Mi raccomando
+dunque alla vostra amicizia di farne cortese insistenza
+all'amico onde io possa ricuperarlo.</p>
+
+<p>Viene qui Delegato Monsignor Ciacchi. Voi forse lo vedrete.
+Mi sarà grato che mi facciate conoscere ad esso per
+un uomo d'onore, tranquillo suddito, e vostro amico.</p>
+
+<p>Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi
+raccomando. Vale.</p>
+
+<p class="indr"><i>Il Vostro</i>&nbsp;&nbsp;<br />
+<span class="smcap">Armaroli.</span></p>
+
+<p class="indl"><span class="spaced6"><i>Al Nobil Uomo</i></span><br />
+<i>Il chiarissimo Signor Conte</i> <span class="smcap">Francesco Cassi</span><br />
+<span class="spaced4"><i>Gonfaloniere di</i></span><br />
+<span class="spaced10"><i>Pesaro</i><a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23" href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>.</span></p>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xvii" id="Page_xvii">[xvii]</a></span></p>
+
+<p class="pad4">La <i>Memoria storica</i> dell'Armaroli fu per molto
+tempo una delle piú copiose fonti d'informazioni
+a chi ebbe ad occuparsi dei fatti dell'aprile 1814:
+dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua
+storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24" href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a>,
+giú giú sino ai piú recenti narratori
+della fine del Regno italico, tutti si valsero della
+operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta
+ora, in parte come opportuno riscontro, in
+parte come necessario correttivo, la relazione particolareggiata
+che di quelli avvenimenti stese e
+lasciò ai posteri il collega suo <span class="smcap">Carlo Verri</span> milanese<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25" href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>.
+Il patrizio lombardo fu veramente nei
+moti del 1814 uno dei rappresentanti piú cospicui
+e sinceri del partito austriaco; meno vigoroso all'operare
+che non fosse il Guicciardi, giovò piú
+di lui al trionfo di quel partito rafforzandolo con
+l'autorità del suo nome, e prestò l'opera propria,
+come presidente della Reggenza provvisoria, alla
+consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta,
+della nuova dominazione<a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26" href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a>. Però, come il Verri
+fu animato da un sincero, per quanto fallace, sentimento
+di giovare agli interessi del suo paese, cosí
+la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le
+cagioni e i procedimenti di un fatto che tanto
+sembrò contrastare con il desiderio dell'indipendenza
+nazionale, della quale in quei giorni tutte
+le parti politiche s'erano fatta una bandiera per
+conto proprio. Storia dolorosa di errori, se non
+<span class="pagenum"><a name="Page_xviii" id="Page_xviii">[xviii]</a></span>
+di colpe, onde procedette una espiazione ancor piú
+dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda
+di ammaestramenti, anche per noi che di
+quella espiazione raccogliemmo i frutti, poiché ci
+insegna come la rettitudine delle intenzioni non
+basti a salvare un paese quando non sia accompagnata
+dal senso dell'opportunità, dall'accortezza
+dei mezzi, dalla prontezza dell'azione.</p>
+
+<p class="indr"><span class="smcap">T. Casini.</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xix" id="Page_xix">[xix]</a></span></p>
+
+<h3><a name="Note1" id="Note1"></a>NOTE</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1" href="#FNanchor_1_1">1.</a> <i>Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del
+Regno d'Italia (aprile 1814) tratta da documenti editi ed
+inediti per</i> <span class="smcap">Massimo Fabi</span>, Novara, A. Pedroli, 1860; 8º,
+p. 248. È libro notabile perché vi sono raccolti molti documenti
+pubblici concernenti quei fatti; ma il <span class="smcap">Cantù</span>,
+<i>Cronistoria dell'Indip. ital.</i>, vol. 1, p. 869 attesta: «questo
+è lavoro del consigliere <span class="smcap">Carlo Castiglia</span>, che lo esibí a
+me e ad altri, prima di venderlo al Fabi, che lo stampò
+per suo».</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2" href="#FNanchor_2_2">2.</a> <i>La caduta del Regno italico, narrazione desunta da
+testimonianze contemporanee e da documenti inediti o poco
+noti per cura di</i> <span class="smcap">Giovanni De Castro</span>, Milano, Treves,
+1882; 16º, p. 366. È ricco, come tutti i libri del <span class="smcap">De Castro</span>
+sull'età napoleonica, di notizie e giudizi tratti da scritture
+contemporanee, e ha uno spiccato carattere aneddotico che
+ne rende piacevole la lettura né poco conferisce all'intelligenza
+dei tempi e degli uomini.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3" href="#FNanchor_3_3">3.</a> Barone <span class="smcap">von Helfert</span>, <i>La caduta della dominazione
+francese nell'Alta Italia e la congiura militare bresciano-milanese
+nel 1814, traduzione consentita dall'autore di</i> <span class="smcap">L. G. Cusani
+Confalonieri</span>, <i>con un'appendice di documenti</i>, Bologna,
+N. Zanichelli, 1894; 16º, pag. 282. È importante
+specialmente perché l'autore attinse notizie da documenti
+riservati degli archivi di Vienna, ma, come altri libri dell'Helfert
+su cose italiane, tende a giustificare la politica
+austriaca, e però trascura fatti, censura persone, pronuncia
+giudizi dimostrando molta parzialità. La pubblicazione dell'originale
+tedesco è del 1880.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xx" id="Page_xx">[xx]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4" href="#FNanchor_4_4">4.</a> Il testo francese fu pubblicato in Parigi, Laisné, 1846,
+e la traduzione italiana, ivi 1847. È un libro ormai rarissimo,
+perché le copie venute in Italia furono quasi tutte
+confiscate dalla polizia austriaca, e però ci proponiamo di
+ristamparlo quando che sia in questa nostra <i>Biblioteca storica
+del Risorgimento italiano</i>. Intanto sovr'esso si vedano
+<span class="smcap">Cusani</span>, <i>St. di Milano</i>, VII 84, <span class="smcap">De Castro</span>, op. cit., p. 10,
+<span class="smcap">Helfert</span>, op. cit., pag. 24.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5" href="#FNanchor_5_5">5.</a> Il titolo del libretto, stampato in carta grossolana e
+della dimensione di cm. 21×12, è riprodotto a fac-simile
+nella p. 1 del presente volume. La data di Parigi è probabilmente
+fittizia, poiché la carta, i caratteri ed altre particolarità
+materiali del libro lo mostrerebbero uscito dalla
+stamperia del Veladini di Lugano (cfr. <span class="smcap">De Castro</span>, op. cit.,
+p. 39; <i>Catalogo del Museo del Risorgimento nazionale di Milano</i>,
+II, 236): tuttavia a provenienza parigina sembra accennare
+l'autore stesso nella sua lettera al Cassi, che sarà
+riferita or ora.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6" href="#FNanchor_6_6">6.</a> Parma, stamperia Carmignani, 1814, 16º, p. 12.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7" href="#FNanchor_7_7">7.</a> <span class="smcap">Fabi</span>, op. cit., p. 223.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8" href="#FNanchor_8_8">8.</a> A questa <i>Lettera</i> di stampa parmense accenna il
+<span class="smcap">Foscolo</span>, <i>Opere</i> V, 221: «.... benché vi fosse da ridire,
+tuttavia si è lasciato correre, perché era dettato a difesa
+con modestia d'uomo dabbene: tace il vero, che forse
+<span class="pagenum"><a name="Page_xxi" id="Page_xxi">[xxi]</a></span>
+era occulto a quello scrittore; non però dice il falso».
+Non crederei di errare sospettando autore di questa relazione
+uno dei senatori <span class="smcap">Vincenzo Dandolo</span> o <span class="smcap">Federico
+Cavriani</span>, i soli, tra quelli che vi son nominati, cui possano
+applicarsi e la qualifica d'<i>uomo dabbene</i>, secondo il
+giudizio del <span class="smcap">Foscolo</span>, e le lodi raccolte dal <span class="smcap">Fabi</span>: per il
+Cavriani starebbe anche il fatto che a lui fu erroneamente
+attribuita la <i>Memoria storica</i> dell'Armaroli (cfr. <span class="smcap">G. Melzi</span>
+<i>Dizion. di opere anon. e pseudon.</i>, vol II, p. 470).</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9" href="#FNanchor_9_9">9.</a> Vedasi in questo volume pp. <a href="#Page_43">43</a>-49.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10" href="#FNanchor_10_10">10.</a> Alludo specialmente al libello, tribuito a <span class="smcap">Stefano
+Méjan</span>, <i>Le Roi Pino à la bataille des parapluies</i>, stampato
+in Germania nel maggio 1814, e all'altro intitolato: <i>Le
+Lamentazioni, ossieno le quattro Notti del general Pino</i>. Italia
+1815 (forse stampato a Milano): il <span class="smcap">Pino</span> rispose con gli
+<i>Schiarimenti sopra alcuni articoli esistenti nel libello intitolato,
+«Le quattro Notti del generale Pino,»</i> anche questi
+del 1815.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11" href="#FNanchor_11_11">11.</a> È un opuscolo in 8º, di p. 16. &mdash; Da vedere in
+proposito ciò che scrisse, a cose quiete, <span class="smcap">A. Zanoli</span>, <i>Sulla
+milizia cisalpino-italiana cenni storico-statistici dal 1796 al
+1814</i>, Milano, Borroni e Scotti 1845, vol. II, pp. 441-445.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12" href="#FNanchor_12_12">12.</a> La <i>Lett. ad un amico</i>, senza note tipogr., è un opuscolo
+di p. 23, oggimai introvabile: una copia è nell'Ambrosiana
+(<span class="smcap">De Castro</span>, p. 36), un'altra nel Museo milanese
+del Risorgimento (<i>Catalogo</i> I, 316): ma è stata ristampata
+in <i>Memorie e lettere di F. Confalonieri</i>, a cura di <span class="smcap">G. Casati</span>,
+Milano, Hoepli, 1890, p. 253-273.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13" href="#FNanchor_13_13">13.</a> L'opuscolo del <span class="smcap">Giovio</span> è rarissimo: una copia ne
+conserva l'Ambrosiana in una miscellanea <i>S. C.</i> v. v. 26,
+che è tutta di cose manoscritte e stampate sui fatti del
+20 aprile 1814 (<span class="smcap">De Castro</span>, pp. 36, 82).</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxii" id="Page_xxii">[xxii]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14" href="#FNanchor_14_14">14.</a> Il nome del <span class="smcap">Gioia</span> è dato da un esemplare della
+<i>Memoria storica</i>, posseduto dalla R. Biblioteca Vittorio
+Emanuele (22, 14, B, 11) con queste parole manoscritte:
+<i>Vuolsi del senatore Conte Guicciardi, ma piú si attribuisce
+al Gioia</i>.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15" href="#FNanchor_15_15">15.</a> <span class="smcap">Foscolo</span>, <i>Opere</i>, vol. V, p. 171-253; specialmente
+si noti ciò che leggesi a p. 175, 178, 183, 211-213, 222.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16" href="#FNanchor_16_16">16.</a> <i>Op.</i>, vol. V, p. 489-609; specialmente, p. 495, 568.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17" href="#FNanchor_17_17">17.</a> <i>Relation historique de la Révolution du royaume d'Italie
+en 1814; par le comte</i> <span class="smcap">Guicciardi</span>, <i>ex-chancelier du Sénat;
+traduit de l'italien par</i> <span class="smcap">M. Saint-Edme</span>. A Paris, chez
+A. Corréard, libraire, Palais-royal, Galerie de bois, n. 258,
+1822; in-8º, di p. VI-204.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxiii" id="Page_xxiii">[xxiii]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18" href="#FNanchor_18_18">18.</a> <span class="smcap">R. Bonfadini</span>, <i>Mezzo secolo di patriotismo</i>, Milano,
+Treves, 1886, p. 84-91, dove il ritratto politico del Guicciardi
+è delineato con mano maestra, sebbene un po' indulgente.
+Non inutile mi sembra l'aggiungere che il Guicciardi
+fu di una famiglia nobile di Tresivio, ma nacque
+accidentalmente in Lugano il 26 febbraio 1756: fatti gli
+studi di legge, si volse ai pubblici uffici, e fu dapprima
+luogotenente del Vicario in Sondrio, poi delegato presso
+il Pretore in Morbegno, e non ancora trentenne fu chiamato
+nel 1785 alla piú eminente carica amministrativa che fosse
+nella Valtellina, quella di cancelliere di Valle. Nel 1787 fu
+uno dei deputati che trattarono innanzi alla Corte di Vienna
+la questione dei diritti valtellinesi contro i Grigioni, e fin
+d'allora cercò di collegare le sorti e gli interessi della
+Valtellina con quelli della Lombardia; e questo fine il Guicciardi
+raggiunse dieci anni di poi alla prima venuta dei
+francesi, poiché egli fu principal promotore dell'unione della
+Valtellina alla Cisalpina accaduta nel novembre 1797.
+L'amicizia allora contratta con Antonio Aldini, andato commissario
+organizzatore in Valtellina, gli aprí la via degli
+uffici politici nella novella Repubblica: fu chiamato da Bonaparte
+il 20 novembre 1797 nei Comitati riuniti e assegnato
+a quello di costituzione, e contemporaneamente fu
+fatto rappresentante del popolo al Corpo legislativo nel
+Consiglio dei seniori, ma chiese e ottenne la dimissione
+il 26 dicembre; nel febbraio 1798 fu Commissario straordinario
+del governo nei dipartimenti del Lamone e del
+Rubicone; il 15 aprile fu nominato ministro di polizia generale,
+il 10 luglio ministro dell'interno, nel quale ufficio
+rimase fino a tutto il gennaio 1799. Nella seconda Cisalpina
+il Guicciardi si tenne in disparte, finché mandato all'assemblea
+di Lione, come uno dei notabili del dipartimento
+del Lario, vi si segnalò per moderazione e dirittura
+d'idee, di modo che Bonaparte il 26 gennaio 1802 lo
+chiamò all'alto ufficio di segretario di Stato della Repubblica
+italiana. Vive antipatie sorsero tra il Melzi, vicepresidente
+di quella, e il Guicciardi, sí che questi lasciò l'ufficio
+passando il 31 maggio a far parte della Consulta di
+Stato, la quale alla formazione del Regno italico costituí
+poi la prima sezione del Consiglio di Stato. Nominato direttore
+generale della polizia il 1º agosto 1805, esercitò il
+difficile ufficio con tatto e moderazione, finché Napoleone I,
+per motivi non ancora chiariti, sospettò della sua condotta
+e lo tolse di mezzo nominandolo senatore il 19 febbraio
+1809. Da questo momento fino al 1814 fu cancelliere del
+Senato ed ebbe gran parte nelle deliberazioni di quel corpo,
+mentre poi veniva insignito via via delle piú alte onorificenze
+napoleoniche. Nel 1814 fu a Vienna a procacciare
+il mantenimento dell'unione della Valtellina alla Lombardia,
+e riuscí gradito all'Austria sí da esser fatto nel 1818 vicepresidente
+dell'I. R. governo della Lombardia, nel 1825
+I. R. consigliere intimo attuale e presidente della Commissione
+centrale di pubblica beneficenza. Collocato a riposo
+nel 1826, morí nel 1837.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxiv" id="Page_xxiv">[xxiv]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19" href="#FNanchor_19_19">19.</a> Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale
+ho potuto raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio
+1766 di famiglia patrizia, fece buoni studi di lettere in patria
+e fu laureato in giurisprudenza: entrato nella magistratura
+pontificia, era presidente del tribunale di Macerata allorché
+poco dopo l'unione delle Marche al Regno italico, fu con
+decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente della Corte
+di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio
+elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato,
+e nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí
+quindi a Milano, donde solamente nel 1815 tornò, con
+una modesta pensione, in patria, dove si diede con fortuna
+all'esercizio dell'avvocatura e divenne presto il principe del
+foro marchigiano. Viveva ritirato nella solitudine della sua
+villa in Appignano, allorché scoppiata la rivoluzione del
+1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo provvisorio
+delle Provincie unite come ministro della giustizia;
+ma la rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi
+a Bologna ad assumere il ministero, nel quale fu supplito
+da Antonio Silvani. Il 9 giugno 1843 l'Armaroli morí
+nella sua villa di Appignano che egli aveva battezzata col
+nome di Tusculano, lasciando alla famiglia Tambroni i suoi
+averi e i suoi libri.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20" href="#FNanchor_20_20">20.</a> Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo],
+p. LXV-256. La traduzione francese fu pubblicata in Parigi,
+Audin. 1823, poi raffazzonata con altro titolo.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21" href="#FNanchor_21_21">21.</a> <span class="smcap">A. Zanoli</span>, op. cit., II 441: «... io ho dati per
+credere che [la <i>Memoria storica</i>] sia invece del di lui collega
+Leopoldo Armaroli».</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxv" id="Page_xxv">[xxv]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22" href="#FNanchor_22_22">22.</a> Per es. nel libro <i>Milano e il suo territorio</i>, Milano,
+1844, vol. I, p. 375: il <span class="smcap">Cantù</span>, <i>Il Principe Eugenio</i>, vol. IX,
+p. 57, si mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo
+all'Armaroli.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23" href="#FNanchor_23_23">23.</a> Biblioteca Oliveriana di Pesaro, <i>Carte mss. di F. Cassi</i>.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24" href="#FNanchor_24_24">24.</a> <i>Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les
+ordres d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires
+secrets sur la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et
+les deux conjurations du 25 avril 1815, la campagne des Autrichiens
+contre Murat, sa mort tragique et la situation politique
+actuelle des divers États d'Italie, par le chevalier S. J. ***
+témoin oculaire, précédé d'une notice historique sur Eugène
+Beauharnais</i>. Paris, Dentu e Lugano, Veladini, 1817, in-8º,
+p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al <span class="smcap">Julhien</span>,
+generale francese al servizio del Regno italico (cfr.
+<span class="smcap">Coraccini</span> p. XCV; <span class="smcap">Cantù</span>, <i>Il Principe Eugenio</i>, vol. VIII,
+p. 311).</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25" href="#FNanchor_25_25">25.</a> Primo a servirsi della relazione del Verri fu il
+<span class="smcap">Cusani</span>, che nella sua <i>Storia di Milano</i>, vol. VII, p. 91 e
+segg. ne riferí lunghi estratti: essa fu poi pubblicata con
+molti errori e lacune nel vol. IV, pp. 445-507 dalle <i>Lettere
+e scritti inediti di</i> <span class="smcap">Pietro</span> <i>e</i> <span class="smcap">Alessandro Verri</span> a cura di
+<span class="smcap">C. Casati</span>, Milano, Galli, 1879-81. La mia ristampa è
+condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene
+non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi
+l'ultima mano.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxvi" id="Page_xxvi">[xxvi]</a></span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26" href="#FNanchor_26_26">26.</a> Fratello ai piú famosi Pietro e Alessandro, Carlo
+Verri nacque in Milano il 21 febbraio 1743, e compiuta
+con buoni studi la propria educazione visse per molto tempo
+alieno dalle cure pubbliche, tanto intento alla cultura delle
+proprie terre e alle prove di miglioramenti agrari e tecnologici,
+sui quali anche pubblicò alcuni notabili scritti (registrati
+dal <span class="smcap">Corniani</span>, <i>I secoli della letteratura italiana</i>,
+Torino, 1855, VII, 489). Venuti i tempi piú quieti della
+Repubblica Italiana, il Verri fu chiamato nel 1802 a far
+parte del Corpo legislativo, dal quale uscí allorché per le
+insistenze del Melzi accettò la prefettura del Mella conferitagli
+con decreto del 26 aprile di quell'anno. Il 29 settembre
+1804 fu fatto membro del Consiglio legislativo, e cosí
+alla creazione del Regno italico fu coi decreti del 9 maggio
+e 9 giugno 1805 compreso tra i componenti il nuovo
+Consiglio di Stato. Nominato senatore il 10 ottobre 1809,
+fu in quel corpo uno dei piú autorevoli per dirittura e
+moderazione di idee, ed ebbe nel 1814 la parte larghissima
+ch'egli stesso racconta. Lasciato l'anno dopo l'ufficio
+di presidente della Reggenza provvisoria, si ritirò di nuovo
+a vita privata, e morí poi in Verona nel luglio 1823.</p></div>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1"></a>[1]</span></p>
+
+<div class="center pad4">
+ <p class="x-large">SULLA RIVOLUZIONE</p>
+
+ <p class="g">DI MILANO</p>
+
+<p><i>Seguita nel giorno 20 aprile 1814</i></p>
+
+ <p>SUL PRIMO SUO GOVERNO PROVVISORIO<br />
+ E SULLE QUIVI TENUTE ADUNANZE<br />
+ DE' COLLEGJ ELETTORALI</p>
+
+ <p class="pad2"><span class="big">MEMORIA STORICA</span><br />
+ CON DOCUMENTI.</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+ <p>PARIGI<br />
+ <span class="small">Novembre 1814.</span></p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2"></a>[2]</span></p>
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3"></a>[3]</span></p>
+
+<h2><a name="AVVERTIMENTO" id="AVVERTIMENTO"></a>AVVERTIMENTO.</h2>
+
+<p>Il manoscritto della presente memoria, opera di un personaggio
+illustre del Regno d'Italia, e la di cui autorità è
+tanto piú rispettabile, che esso vi godette per molti anni
+di una riputazione fondata sulle di lui eminenti qualità,
+venne per una combinazione felice nelle mani dell'editore.
+Egli sarà facile di convincersene colla lettura delli documenti
+autentici che si presentano al lettore, e molti de' quali
+non potevano cadere in possesso di una persona, la quale
+per il suo posto non avesse avuto il diritto di leggerli non
+solo, ma anche di ritenerli presso di sé. L'editore si è fatto
+un dovere di dare questa memoria alla luce, senza aumentazioni,
+né diminuzioni, e senza permettersi veruna osservazione.
+Non è opinione sua quel che espone, ma bensí
+un racconto fatto da un uomo autorevole, di fatti autentici,
+e di cui gli effetti furono pubblici.<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27" href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4"></a>[4]</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5"></a>[5]</span></p>
+
+<h2><a name="SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO" id="SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO"></a>SULLA RIVOLUZIONE DI MILANO<br />
+
+<span class="small"><i>Seguita nel giorno 20 aprile 1814.</i></span></h2>
+
+<p class="center">MEMORIA STORICA.<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28" href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a></p>
+
+<p class="pad2">Dopo la ritirata di Mosca, tutte le molle politiche
+de' governi di Francia e d'Italia perdettero
+all'istante la loro elasticità. Il sentimento della
+potenza di Napoleone a rapidi gradi si estinse, e
+cessò l'illusione che la fortuna e la vittoria marciassero
+costantemente alla testa delle sue armate.
+Gli animi dei popoli sempre piú s'indispettirono
+per l'aumentato rigore delle finanze, e per l'accresciuto
+bisogno della coscrizione desolatrice delle
+famiglie. Ciò non ostante, il rovesciamento totale
+del sistema non entrò nei piani delle Potenze, e
+molto meno nelle viste dei sudditi, come quello
+che non sembrava verificabile senza rinnovare gli
+orrori di una rivoluzione. Miglior partito parve
+quello di sostenere il Governo e di somministrargli
+i mezzi, onde colla gloria delle armi ottenere finalmente
+una pace onorevole e solida. Non vi fu
+<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6"></a>[6]</span>
+perciò sforzo che si risparmiasse. Artiglieria ed
+armi si fabbricarono da ogni parte con un'attività
+che non ha esempio. La coscrizione ebbe il
+suo effetto quasi per intero, si offrirono persino
+gratuitamente dai corpi e dai privati cavalli in gran
+numero e guerrieri.</p>
+
+<p>Lo spirito italiano, non mai versatile, ma attaccato
+sempre tenacemente ai suoi principi, superò,
+alla debita proporzione, la Francia nelle volontarie
+oblazioni. Nel Regno d'Italia si ebbe per
+istimolo ulteriore, che alla pace generale cessasse
+l'esercizio di un Governo per procura coll'organo
+di un Viceré, e che sul capo del Principe Eugenio
+passare ne potesse indipendente la corona.
+Non vi è dubbio che a quell'epoca concorressero
+nel Principe l'amore ed il desiderio dei popoli. Non
+vi è dubbio che si avesse di lui l'opinione di un
+buono e zelante amministratore, di un uomo di
+Stato, di un prudente e generoso condottiero di
+eserciti, educato ad una grande scuola. A ciò si
+aggiungeva la rispettosa affezione che si era conciliata
+la Principessa sua consorte, a cui tutti offerivano
+i loro omaggi, chi per la sua pietà e
+per le sue virtú, chi per le sue grazie e la sua
+amabilità, chi per le beneficenze che a larga mano
+spargeva, specialmente sulla classe degli indigenti
+che qual rifugio e madre la riguardavano.</p>
+
+<p>Niun debito si faceva al Principe del complicato
+sistema di amministrazione, della coscrizione,
+<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7"></a>[7]</span>
+e soprattutto della gravezza delle imposte. Il solo
+Re ne sopportava l'odiosità, non che, rapporto
+alle finanze, quel Ministro, che aveva la bassezza
+di prostituire i suoi sommi talenti nel secondarlo
+e facilitargli i mezzi di esecuzione. I sentimenti
+del suo segretario degli ordini erano conosciuti da
+pochi nella capitale, da pochissimi nei dipartimenti.
+Quest'uomo, tuttoché naturalizzato italiano
+con la sua ammissione al Collegio elettorale dei
+dotti, si crede che non abbia mai naturalizzato il
+suo cuore.</p>
+
+<p>Furono i pochi uffiziali reduci dalla campagna
+di Mosca, che inserirono nell'animo degli Italiani
+i primi semi di diffidenza verso la persona del
+Principe. Questi lamenti, già disseminati abbastanza,
+crebbero a dismisura nel 1813, allorché fu
+miseramente l'Italia ancora il teatro della guerra.
+Non piú il solo uffiziale, ma dal generale al soldato
+si chiamarono tutti mortificati dal Principe,
+offesi dal suo primo aiutante. Saranno state forse
+calunniose alcune acerbe proposizioni poste in
+bocca dell'uno e dell'altro, ma pure da moltissimi
+si recitavano come vere. Fece dispiacere il vedere
+trascurato il primo ed il piú provetto tra i generali
+italiani, che dal Nord al Sud ha sempre associata
+la sua carriera alla gloria delle armi italiane.</p>
+
+<p>Ad alienare gli animi dal Principe concorse un
+terzo francese, il suo segretario di gabinetto, passato,
+contro il prescritto della costituzione, alla
+<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8"></a>[8]</span>
+direzione generale delle poste. Egli con la polizia
+esercitata negli ultimi tempi sul carteggio, col
+trattenere ed anche disperdere le lettere, specialmente
+de' negozianti, portò al colmo il malcontento
+in questa classe sí benemerita della società, la
+quale era già prima indispettita abbastanza per il
+sistema continentale e per l'incaglio totale di ogni
+ramo di commercio.</p>
+
+<p>Altr'oggetto di avversione, e forse il maggiore,
+era negli abitanti della città di Milano, perché il
+governo ridondasse di forestieri, che spendevano
+in essa con i loro soldi, i quali venivano pure dai
+rispettivi dipartimenti, anche le rendite de' propri
+patrimoni. Unico paese in Italia, e forse in tutto
+il mondo civilizzato, ove in pochi si trovi una cordiale
+ospitalità, ed ove in moltissimi, specialmente
+fra i nobili, regna una decisa avversione contro
+i forestieri, e per forestieri quelli riconoscono che
+non sono oriundi della antica Lombardia Austriaca!
+Oggetto di gelosia e di rabbia erano i ministri ed il
+senato, quasi che tra sei ministri in Milano non se
+ne vedessero ultimamente due lombardi, due milanesi
+fra cinque dignitari, otto tra cinquanta senatori,
+quasi tutti i consiglieri di cassazione ed i giudici
+della Corte dei conti, la metà circa de' consiglieri
+di Stato, la maggior parte dei direttori generali,
+tutti i segretari generali dei ministeri e quasi tutti
+quelli delle direzioni, dieci tra ventiquattro prefetti,
+e cosí molto e molto piú nel restante, giacché
+<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9"></a>[9]</span>
+la Corte era popolata di ciambellani, di dame di
+palazzo, di scudieri e di altri soggetti milanesi
+tutti al soldo della corona, e non vi era dipartimento
+nel Regno, che non contasse e giudici ed
+uno stuolo grandissimo d'impiegati della capitale.
+Volere un regno costituzionale, ed un corpo per
+conseguenza intermediario, e pretendere che i
+membri non fossero oriundi dei dipartimenti, è un
+concepimento, un assurdo tutto nuovo.</p>
+
+<p>Erano gli animi in questo caldo allorché i successi
+delle armi delle Alte Potenze coalizzate sempre
+piú si moltiplicavano in Francia, e facevano
+veder prossimo un qualche decisivo avvenimento.
+Si permettevano i discorsi i piú allarmanti ne' luoghi
+pubblici, ne' caffè e nei teatri. All'annunzio poi
+dell'ingresso degli Alleati in Parigi, non ebbe piú
+ritegno la commozione. I primari patrizi milanesi,
+e quegli stessi che allora prestavano piú ligio
+il servizio alla Corte e maggiori ne avevano sperimentati
+i benefizi, correvano da ogni parte baccanti,
+esagerando i torti del governo, e per maggiormente
+dilatare l'allarme associarono a loro
+tre soggetti d'amplissima trachea, che alzavano
+con piú coraggio la voce. Un generale di brigata
+italiano, sdegnato di non aver avuto i desiati avanzamenti,
+un generale straniero al soldo italiano
+riformato per demeriti, un estero letterato che
+non sembrava attaccato a questo paese da altri vincoli
+che da quelli delle tante mense de' ministri
+<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10"></a>[10]</span>
+alle quali era assiduo, questi furono i piú animosi
+apostoli della rivoluzione.</p>
+
+<p>Bisogna credere che il Principe Eugenio, il quale
+gemeva in Mantova tra le gravi cure della guerra
+e tra le angoscie per l'incertezza della sua situazione,
+non fosse inteso di quanto si vociferava in
+Milano, ovvero bisogna convincersi che chi lo
+tradiva continuasse ad adularlo per non incontrare
+ostacoli all'esplosione della sua perfidia. La
+verità pur troppo non arriva che tardi e zoppa ai
+gabinetti dei principi. Egli, che si era mantenuto
+sempre costante e fedele nella sua direzione verso
+il proprio padre e sovrano, che aveva resistito a
+tutte le insinuazioni della politica, egli finalmente
+pensò ai destini del Regno, e forse anche a sé
+stesso, quando giunsero a sua notizia gli strepitosi
+avvenimenti seguiti in Parigi ne' primi giorni
+d'aprile e la singolar metamorfosi del primo corpo
+di quello Stato. Fu allora che nel dí 16 di aprile
+convenne in una capitolazione con il Feld Maresciallo
+Conte di Bellegarde, e mediante la cessione
+di alcune piazze ottenne una sospensione
+d'armi fino all'esito di una deputazione del Regno,
+da presentarsi alle Auguste Potenze coalizzate.<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29" href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a>
+Le sue viste palesi furono di far chiedere che
+il Regno fosse chiamato a parte della pace generale,
+proclamata all'Europa, e godesse finalmente
+della sua indipendenza: tanto apparve sulla sostanza
+della convenzione, tanto e non piú manifestò
+<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11"></a>[11]</span>
+nella lettera scritta al duca di Lodi, resa poi
+da questo ostensibile alla commissione del Senato,
+e tanto assicurò ai deputati del Senato, quando
+a lui si presentarono in Mantova. È ben presumibile
+però che fosse tra i suoi desiderî che si domandasse
+per il suo capo la corona d'Italia. Fu
+almeno sicuramente questo lo sforzo dei ministri.
+Tra le persone piú addette ai suoi intimi consigli
+fu discusso sul modo di dare un carattere a
+tale deputazione e sulli stessi soggetti che dovessero
+comporla. Si sa che furono designati li generali
+Fontanelli e Bertoletti per l'armata, li conti
+Paradisi e Prina rappresentanti la nazione. Rapporto
+ai primi si ottenne facilmente l'adesione
+degli uffiziali, segno, checché si pretenda in contrario,
+che non aveva veramente perduto affatto
+il Principe il loro amore, o lo aveva ricuperato.
+Si decise di fare che il Senato autorizzasse i secondi,
+e qui si praticarono senza dubbio mezzi
+oscuri e subdoli. In niuno dei senatori era venuto
+mai meno il rispetto e l'attaccamento verso il
+Principe Eugenio, niuno aveva prestato fede alle
+voci accreditate nella piazza, e molto meno all'orgasmo
+dei nobili milanesi. Ma ognuno era penetrato
+dal sentimento de' propri doveri e da
+quello della rispettiva risponsabilità verso i suoi
+committenti, per non decidersi se non con gran
+ponderazione in un emergente cosí delicato e in
+un momento in cui l'attenzione e le congetture
+<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12"></a>[12]</span>
+degli Italiani erano rivolte verso i Sovrani d'Austria
+e di Napoli, che quasi tutta occupavano e tenevano
+la penisola.<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30" href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a></p>
+
+<p>In forza di un dispaccio del duca di Lodi, cancelliere
+guardasigilli della corona, fu convocato
+straordinariamente il Senato nel giorno 17 aprile.
+È rimarcabile che di un affare, a cui si pretese di
+attaccare un sommo mistero, se ne parlasse contemporaneamente
+ne' caffè, e piú nella platea del
+teatro della Scala, e che i soli senatori ne fossero
+all'oscuro, come quelli che tali luoghi non
+frequentavano. Fu letto un messaggio del duca di
+Lodi in cui, dopo aver fatto un quadro per verità
+molto vago della situazione del Regno, presentava
+al Senato un progetto di decreto per autorizzare
+una deputazione a chiedere a S. M. l'Imperatore
+d'Austria, e pel di lui organo alle Alte
+Potenze, la cessazione assoluta delle ostilità, l'indipendenza
+del Regno ed un re nella persona
+del Principe. Che non si macchinò, che non si disse,
+perché a sorpresa si adottasse la deliberazione proposta?
+Fermi i senatori nella loro massima, vollero
+che la materia si digerisse prima da una
+commissione di sette membri, la quale prendesse,
+siccome fece, i migliori schiarimenti dal duca di
+Lodi e riferisse. Sul rapporto della medesima fu
+adottata la deputazione per i due primi oggetti
+della cessazione delle ostilità e dell'indipendenza
+del Regno, esclusa la domanda del Viceré in
+<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13"></a>[13]</span>
+nostro Sovrano, come diffusamente risulta dagli
+atti di quella seduta espressi nell'allegato <a href="#N_I">num. 1</a>
+con gli analoghi documenti A, B, C. Pareva che
+i patrizi milanesi dovessero esser paghi del contegno
+dignitoso del Senato e della sua risoluzione.
+Se la loro volontà era quella dimostrata,
+che non si ricercasse il Principe in re, il Senato
+era stato del loro avviso. Indispensabile era la
+deputazione, per l'effetto della capitolazione col
+Feld Maresciallo Conte di Bellegarde. Sapevano
+tutti che a vuoto andarono le pratiche per la
+nomina de' conti Prina e Paradisi; sapevano che
+la scelta era caduta nel conte Guicciardi, uomo
+di Stato non secondo a veruno, il primo ed il
+piú acerrimo impugnatore del progetto del duca
+di Lodi; nel conte Luigi Castiglioni milanese,
+cavaliere di cui il solo nome bastava a giustificare
+la nomina. Si arrivò a spargere il dubbio,
+che le istruzioni date ai deputati dal duca di Lodi
+fossero divergenti dal decreto del Senato, quasi
+che questi fossero uomini da riceverle tali; quasi
+che le AA. PP. potessero ammetterle in contraddizione:
+tutto era artifizio e pretesto. Come i rivoluzionari
+erano prima de' senatori intesi del messaggio
+e del progetto del duca di Lodi, cosí
+mediante lo stesso mezzo conoscevano benissimo
+le istruzioni del medesimo, le quali a comune
+intelligenza si danno al <a href="#N_II">num. 2</a>, unitamente alla
+di lui credenziale per il principe di Metternich,
+<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14"></a>[14]</span>
+ministro di S. M. l'Imperatore d'Austria, <a href="#N_III">num. 3</a>.
+La sola intenzione loro fu quella di rovesciare la
+macchina del governo, di figurare da popolo sovrano,
+di trattare in piena confidenza con i potentati
+della terra, di fissar essi i futuri destini
+del Regno, senza il concorso di tutti i rappresentanti
+del medesimo, che come forestieri non dovevano
+entrare a parte degli alti loro consigli,
+far circolar calunnie, assoldare gente facinorosa,
+insultare la rappresentanza nazionale, trascorrere
+rapidamente di delitto in delitto; tutto ciò doveva
+operarsi, onde giungere allo scopo proposto, e
+tutto ciò fu maturatamente macchinato nel circolo
+di alcune primarie famiglie, d'onde partí l'allarme
+disseminato ne' luoghi pubblici. Le prime sottoscrizioni
+del foglio che forma l'allegato al <a href="#N_V">num. 5</a>,
+possono spandere gran luce sull'orditura della presente
+catastrofe.<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31" href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a></p>
+
+<p>Si farebbe un torto all'accortezza ed ai vasti talenti
+di chi presiedeva alla polizia dello Stato, se
+si supponesse che tante pratiche rivoluzionarie
+sfuggissero alla di lui vigilanza. Non si sa quindi
+concepire come egli o il Principe non vi provvedessero,
+mentre, essendo spogliata di truppe la
+capitale, poteva ottenersene in qualunque numero
+nella vicina Cremona e forse anche in Lodi. Non
+si spiega neppure come nel giorno venti, quando
+cadeva l'ordinaria seduta del Senato, si mandasse
+contro il solito alla custodia del palazzo, non
+<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15"></a>[15]</span>
+l'ordinaria guardia, ma un picchetto non piú forte
+di otto o dieci coscritti, e cresce la maraviglia nell'essersi
+visto al portone del medesimo il capitano
+Marini, aiutante di piazza, che disse essere
+stato spedito per riparare qualche disordine che
+si temeva: qual riparo poteva opporre un solo uffiziale
+isolato, e neppur milanese?</p>
+
+<p>Fu piú o meno piovosa la giornata de' venti
+aprile. Con tutto questo, verso un'ora pomeridiana,
+quando si radunavano i senatori, si videro
+nell'esterno del loro palazzo, sotto seriche ombrelle,
+una nobile corona di soggetti decorati e addetti
+per la massima parte alla Corte, da' quali
+tutt'altro poteva temersi che disordine; quivi era
+un conte Federico Confalonieri, marito di una
+dama di palazzo; quivi due fratelli Cicogna,
+l'uno ciambellano e scudiere l'altro; lo scudiere
+Ciani; quivi un Fagnani, che riuniva all'onore
+di ciambellano il rango di consigliere di
+Stato, e che, a spese del governo, aveva poc'anzi
+fatto il viaggio ed un lungo soggiorno
+in Russia; quivi, in uniforme, diversi uffiziali della
+guardia civica, tra li quali si distinse il capitano
+Benigno Bossi; quivi piú rampolli d'illustri
+famiglie, e Silva, e Serbelloni, e Durini, e Castiglioni,
+ed altri diversi. Si notò un uomo di
+alta statura con alle mani una breve scala, sulla
+quale uno degli astanti saliva all'arrivo di ogni
+carrozza, per riconoscere il senatore che era in
+<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16"></a>[16]</span>
+essa. Si seppe poi esser quegli un domestico travestito
+di alcuno dei cavalieri surriferiti. All'arrivo
+de' senatori facevano plauso ad alcuni, accompagnavano
+altri con urli plebei e con fischi, e precisamente
+quelli che in Senato avevano nel dí 17 mostrato
+di aderire al progetto del duca di Lodi;
+tanto è vero che erano al pieno giorno di ciò
+che si era parlato e risoluto in quella seduta, e
+non era che per un indegno pretesto che calunniavano
+l'intero corpo, accusandolo di quello che
+con piú di due terzi di suffragi aveva escluso.</p>
+
+<p>Al momento della convocazione, alla quale non
+erano intervenuti li conti Paradisi e Prina, si erano
+confusi intorno al palazzo, con gli altri astanti
+cavalieri, diversi uomini di truce aspetto, che poi
+si seppe essere sicari stipendiati, e molti altri del
+popolo chiamati dalla curiosità, e varie indistinte
+voci cominciarono a sollevarsi. Si riuní nella sua
+sala il Senato, ove doveva solamente farsi leggere
+ed approvarsi il processo verbale della seduta antecedente.
+Prima di procedersi a tale lettura ed
+all'appello nominale e mentre l'esterno rumore
+cresceva, partecipò il presidente, non officialmente,
+ai senatori, che il Podestà di Milano aveva spedito
+al duca di Lodi ed a lui la copia di un'istanza
+fatta alla Municipalità, in cui si chiedeva, che
+nell'attuale posizione del Regno si adunassero i
+collegi elettorali, per trattare in essi della cosa pubblica.
+Il Podestà diceva nella sua lettera di attendere
+<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17"></a>[17]</span>
+su di essa le analoghe deliberazioni del
+Senato, allegati <a href="#N_IV">num. 4</a> e <a href="#N_V">5</a>. La prima era firmata
+da 141 cittadini, e si dicevano per brevità ommesse
+molte altre firme. Erano firmati i primi il
+conte Pino generale di divisione, il conte Luigi
+Porro, il conte Giacomo Trivulzio, il conte Federico
+Confalonieri, il conte Federico Fagnani con
+la qualità di consigliere di Stato, il conte Giberto
+Borromei, Giacomo Ciani. De' consiglieri di Stato
+non vi era, oltre il conte Fagnani, che il conte Lodovico
+Giovio col solo carattere di elettore; vi erano
+il colonnello e molti uffiziali della guardia civica,
+tra i quali meritano attenzione il capo battaglione
+Pietro Balabio e il capitano Benigno Bossi: erano
+pure firmati nello stesso foglio il Podestà ed i Savi
+municipali.</p>
+
+<p>In questo mentre chiese ed ottenne il permesso,
+e fu da un usciere introdotto nella sala il capitano
+aiutante Marini, il quale espose che gli ufficiali
+della guardia civica esclamavano ad alta voce di
+voler essi presidiare il Senato e difenderlo. Vi aderí
+il presidente e ne diede in iscritto l'autorizzazione,
+non sapendo neppure concepire il sospetto, che discendere
+si potesse all'infamia di tradire la fiducia
+dell'unico corpo di rappresentanza permanente del
+Regno, quando inerme si abbandonava in braccio
+de' cittadini della capitale, che ultroneamente offerivano
+assistenza e difesa. Ma il primo loro passo
+fu di accorrere con una forte e preparata pattuglia,
+<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18"></a>[18]</span>
+e cacciare bruscamente e con una somma indecenza
+dai loro posti i soldati di linea, e quelli persino che
+erano all'immediata porta della sala della seduta.</p>
+
+<p>Prima di quel momento niuno del popolo aveva
+ardito di penetrare nel palazzo, niuno aveva ardito
+di sforzare i soldati di linea che erano schierati
+alla porta. Il solo conte Confalonieri si era
+appressato piú degli altri, e la sola sua voce si
+ascoltava esclamando: «Noi vogliamo la convocazione
+dei Collegi elettorali, e che si richiami la
+deputazione del Senato!». Tutto che il capitano
+Marini gli insinuasse che fosse entrato in seduta
+e senza innalzare in istrada clamori plebei e sediziosi
+avesse manifestati ai senatori i suoi voti,
+rispose di non poterlo fare, perché destituito di
+carattere e di rappresentanza, ma intanto sempre
+piú sollevava la voce, ripetendo le cose stesse.</p>
+
+<p>Non appena i soldati di linea si ritirarono nell'appartamento
+del custode, non appena il palazzo
+fu in balia della guardia civica, che fu dato l'adito
+indistintamente ai grandi, ai sicari ed alla plebe
+di penetrare in esso liberamente. Il conte senatore
+Verri si offrí di perorare al popolo, ed a lui si unirono
+li conti senatori Massari e Felici. Piú volte
+andarono e tornarono e riferirono sempre l'inutilità
+de' loro sforzi, perché non emergeva cosa
+volesse un popolo tumultuante che sollevava grida
+confuse. Il conte Verri dette in Senato una carta
+che disse essergli stata posta in mano da persona
+<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19"></a>[19]</span>
+incognita e che non si ebbe tempo di leggere.
+Alcun senatore, che vi gittò sopra una rapida
+occhiata, vide che era scritta di carattere alterato,
+e nel primo paragrafo esponeva che, come la Spagna
+e la Germania avevano dato l'esempio, cosí
+doveva scuotersi dagli italiani il giogo francese.<a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32" href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a>
+La moltitudine si tratteneva nella gran corte, e
+niuno si faceva lecito di salire il maestoso scalone
+del palazzo. Furono i civici ufficiali che la incoraggiarono,
+la spinsero, e già in un momento
+il gran portico contiguo alla sala della seduta ridondava
+di popolo. Di piú, due cavalieri erano
+alla porta della prima anticamera, e senza entrare
+in essa si limitarono a prestare il loro nobile officio
+ed introdurre a forza que' tali che alla medesima
+si avvicinavano. Finalmente si restituí l'ultima
+volta in seduta il conte Verri, e palesò che
+non restavano che due soli minuti a deliberare,
+o tutto era perduto. Si domandò cosa alla perfine
+si domandasse dai senatori. Gli uffiziali della guardia
+civica, e tra essi il capo battaglione Pietro Balabio,
+erano entrati nella sala con viso pallido, alteratissimo,
+come di uomini cui non erano famigliari
+i delitti. Il capitano Benigno Bossi esclamò
+ad alta voce che si voleva il richiamo della deputazione
+e la convocazione dei Collegi. Il presidente,
+sull'insinuazione di qualche senatore e senza
+alcuna precedente regolare deliberazione, scrisse:
+«Il Senato richiama la deputazione e riunisce i
+<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20"></a>[20]</span>
+Collegi». Lo stesso capitano <a name="tn20" id="tn20"></a>sortí dalla sala con
+questo foglio, e quindi, senza aver parlato con persona,
+come attestano gli uscieri del Senato, rientrò
+esclamando essere intenzione del popolo che si
+dichiarasse sciolta la seduta, e questo stesso scrisse
+di nuovo il presidente, con aggiungerlo in altro
+foglio in questi termini: «Il Senato richiama la
+deputazione, e riunisce i Collegi elettorali, ed è
+sciolta la seduta». Piú di trenta copie ne furono
+all'istante scritte dai segretari, dagli impiegati e
+dalli stessi uffiziali civici, che dopo averle fatte soscrivere
+dal presidente le recavano al di fuori.</p>
+
+<p>Ciò conseguito si attendeva che fosse dissipato
+il tumulto; ma ben altre essendo le viste dei tumultuanti,
+crebbe anzi il disordine sempre piú. I
+senatori sortir dovettero da altra porta, e dietro
+di essi si affollò con impeto il popolo concitato.
+Il conte Confalonieri fu il primo a scagliarsi
+contro il ritratto di Napoleone dipinto dal celebre
+Appiani, che con l'ombrello ruppe e gittò
+dalle finestre, dalle quali egli il primo cominciò a
+gettare le suppellettili della sala. Il suo nobile
+esempio fu avidamente eseguito dalla plebe. Sedie,
+tavolini, specchi, stufe, persino le persiane, le stesse
+porte, tutto fu fracassato e gittato in istrada. L'istessa
+sorte subirono i parati, i tappeti e parte
+delle carte e dei libri. Non erano ancora tutti i
+senatori fuori del palazzo che tutto era in preda
+al saccheggio, da cui fu solo in quel giorno risparmiata
+<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21"></a>[21]</span>
+la segreteria, e l'appartamento del conte
+cancelliere. Niuno dei senatori fu offeso nella persona,
+alcuno solamente fu urlato di nuovo.</p>
+
+<p>Cessò la depredazione e lo spoglio, allorché alcuno
+dei capi andò spargendo la voce che era
+tempo di portare la vendetta ed il furore contro
+il Ministro delle finanze. Tutto il popolo, ed alla
+testa di esso quelli che si coprivano di seriche
+ombrelle, corsero al di lui palazzo. Infelicissimo
+conte Prina! Egli era stato avvertito fino dal
+giorno innanzi di quanto si macchinava contro
+di lui; nella mattina fece ogni sforzo un di lui
+cugino per condurlo a Pavia nella propria vettura:
+impavido volle rimanere al suo posto, fidato
+nell'attività della polizia, nella facilità di reprimere
+una sommossa al suo primo scoppio, e
+nell'opinione invalsa sempre che l'ardore della
+plebe milanese fosse fuoco di paglia, ristretto,
+come si vede giornalmente nelle loro risse, a
+semplici parole, non estensibili ad eccessi di fatto.
+Tanto è vero che a niuno è dato di evitare il
+proprio destino, contro il quale non siamo trattenuti
+né dalle sollecitazioni di persone sensate, né
+dalla forza e dalla maturità del raziocinio, né dalla
+evidenza stessa del pericolo! Non fu che la presenza
+del medesimo che inducesse il conte Prina
+a pensare finalmente alla sua salvezza: atterrate
+le porte, fuggiti i domestici, invaso da ogni parte
+ed occupato il palazzo, fu allora che si risolvette
+<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22"></a>[22]</span>
+a nascondersi; ma non era piú in tempo, non vi
+rimase piú scampo veruno. Inutilmente il mantovano
+Barone de Peyri, generale di divisione, si
+cacciò in mezzo alla folla in uniforme e tentò di
+salvarlo; nulla ottenne se non qualche momento
+di sospensione, e terminò col farsi strappare le
+fibbie d'oro dalle scarpe e le catene degli orologi.
+Il conte Prina fu rinvenuto, fu preso, denudato,
+percosso, strascinato, e rovesciato a capo in
+giú da una finestra.</p>
+
+<p>Rifugge l'animo a rammentare la lenta carneficina
+e il feroce trastullo fatto a sangue freddo di un
+uomo cui pure niuno niega che fosse per ingegno,
+per facondia e per dottrina chiarissimo, e della
+di cui onestà ha fatto fede non dubbia il ristretto
+patrimonio lasciato. Mentre il basso popolo si è
+abbandonato al saccheggio del palazzo, dopo averlo
+spinto gli altri nell'atrio di una casa contigua, gli
+hanno fatto percorrere tutta la contrada del Marino
+sino alla piccola piazza del teatro della Scala: questa
+e quella erano ricoperte di agitate ombrelle vario-colorate.
+Vicinissimi erano il palazzo della polizia,
+quello del ministero della guerra, quello dell'intendenza
+ove un folto numero si era raccolto di
+guardie di finanza. A tutti fu interdetto di accorrere
+in suo aiuto; chi solo aveva mezzi ed autorità
+per salvarlo, se si fosse prestato con un atto
+di volontà deliberata, e non con ciarle artificiosamente
+vaghe, anzi allarmanti, passeggiava in una
+<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23"></a>[23]</span>
+contigua contrada in compagnia del conte Luigi
+Porro. Un buon negoziante di vino, esso solo
+ascoltò un sentimento di pietà, ed in un opportuno
+contratempo lo strappò dalle mani della moltitudine
+e nella sua cantina il nascose. Furenti
+erano gli ammutinati sul timore di averlo perduto.
+Scoprirono l'asilo, minacciarono d'incendio
+il mercante, finché l'infelice Prina, visto il pericolo
+del suo benefattore e non isperando per sé
+altra risorsa qualunque, si offerí in istrada alla
+ferocia de' suoi assassini, e «sfogatevi, disse, sfogatevi
+pure sopra di me, poiché sono già immolato
+alla vostra rabbia; ma fate almeno che sia
+l'ultima questa vittima». Estreme, memorande
+parole, dopo le quali non ebbe piú lena di proferirne.
+Fu allora che in mezzo agli scherni
+ed agli insulti volle ciascuno la sua parte di
+gloria nel percuoterlo coi puntali delle loro ombrelle.
+Per circa quattro ore gli fu fatto desiderare
+un colpo decisivo, che terminasse lo strazio.
+Egli è morto e strascinato per la città con torchi
+accesi, e trasfigurato tanto che aveva perdute
+le forme e l'effigie. È fama che il giudice di
+pace, nell'ispezione fatta del suo cadavere, non
+trovasse chi lo riconoscesse, come che non trovassero
+i professori tra le tante contusioni una
+ferita, una offesa veramente mortale: egli è morto
+d'angoscia e di spasimo.</p>
+
+<p>Intanto chi può descrivere lo spoglio totale del
+<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24"></a>[24]</span>
+suo palazzo, e la veemenza e la prontezza della
+rapina? In poche ore non vi erano piú <a name="tn24" id="tn24"></a>suppellettili
+non meno ordinarie che preziose, non una
+porta, non una finestra, non una pianta, non una
+persiana, un vaso, un utensile nell'amenissino giardino
+annesso. Tant'oltre si spinse la depredazione
+e la devastazione che tutte furono schiantate e
+rubate le moltissime ferrate, e cosí i calcani delle
+porte, i chiodi, i condotti, i canali dei tetti. I tegoli
+stessi furono sollevati tutti e scomposti, per
+la smania d'indagare nel tetto alcun tesoro nascosto.
+Insomma, un ampio, maestoso e ricco
+palazzo pubblico fu ridotto in brevi istanti uno
+scheletro trasparente, che il governo ha poi giudicato
+miglior partito di far demolire e formarci
+una piazza, la quale offrirà maggior comodo alle
+carrozze affluenti al vicino teatro.</p>
+
+<p>Il Podestà di Milano, in mezzo all'imponenza
+di tanta sciagura, non trovò altro compenso che
+far stampare ed affiggere il decreto estorto al
+presidente del Senato, e successivamente pubblicare
+egli stesso un proclama, in cui dichiarò che
+il generale Pino andava ad assumere il comando
+delle forze della capitale, che i Collegi elettorali
+de' dipartimenti non occupati dalle armi delle
+AA. PP. coalizzate si sarebbero riuniti in una
+sola camera, al piú tardi nel giorno 22 dello stesso
+mese, e che il Consiglio comunale della capitale
+si radunava nell'indomani, tenendosi in seduta
+<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25"></a>[25]</span>
+permanente sino a che le circostanze lo esigessero,
+e che i reclami tutti si dirigessero alla Municipalità
+che li avrebbe fatti pervenire ai Collegi.</p>
+
+<p>La giornata del ventuno fu una forse delle piú
+allarmanti e terribili, che abbia mai veduto Milano.
+Il folto popolo, allo spuntar del giorno, era
+in aspetto sedizioso per le contrade tutte della
+città. Le botteghe chiuse nella maggior parte, le
+guardie della finanza avevano abbandonate le porte
+della città ed i cosí detti dazî, un immenso numero
+di gente di campagna, armati altri di bastone,
+altri di lunghi chiodi resi acutissimi, scorreva
+d'ogni intorno, designando con lo sguardo
+la preda, e ne' complotti le persone de' proscritti
+e le case da saccheggiare. Si è detto che alcuni
+siano stati trovati muniti di pugnali, chi di ben
+organizzati capestri. Invano il Consiglio municipale
+pubblicò di avere nominata una Reggenza provvisoria,
+composta de' signori generale Pino, Carlo
+Verri, Giacomo Mellerio, Giberto Borromei, Alberto
+Litta, Giorgio Giulini e Bazzetta; invano
+il generale Pino pregò, in un suo proclama, che
+si avesse fiducia in lui e che si stesse pacifici
+spettatori delle determinazioni che si andavano a
+prendere dalle AA. PP.; invano il corpo municipale
+si espresse, in altra stampa, che il popolo
+poteva darsi quella forma di governo che piú desiderava,
+che la sua libera volontà fosse partecipata
+ai Collegi, i quali avrebbero adottati quei
+<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26"></a>[26]</span>
+mezzi, che il popolo stesso avesse giudicati piú
+opportuni alla sua felicità; invano il Vicario capitolare
+esortava nelle viscere di G. C. alla tranquillità,
+ordinava pubbliche preci con un triduo;
+invano lo stesso generale Pino, per salvare la
+forse minacciata persona del duca di Lodi, espose
+quelle dei senatori, avendo dichiarato in altro proclama
+che il duca non aveva avuto parte alcuna
+negli affari seguiti in Senato, poiché era in quei
+giorni gravissimamente infermo, e che le carte
+andate in Senato erano state fatte da tutt'altre
+persone, e neppure firmate da lui; invano il direttore
+delle privative e dei dazî di consumo, in
+un suo avviso che di concerto fu fatto col generale
+Pino, col cavaliere Podestà e col Consiglio
+comunale, aveva ridotto alla metà il prezzo dei sali
+e dei tabacchi e la tariffa dei dazî consumo; invano
+il primo atto della Reggenza fu quello di
+abolire la tassa del registro.</p>
+
+<p>Tutto fu inutile: non era opinione politica, non
+desiderio di una piuttosto che di un'altra forma
+di governo, non animosità contro il medesimo
+o contro il Principe, non sentimento di pubblico
+bene, che animasse la moltitudine.<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33" href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a> L'unico centro
+del voto generale era la rapina e la depredazione,
+e già si era tornato a compiere il guasto del palazzo
+del ministro e si era tentato in quello del
+Senato; fortunatamente il rimedio del male emerse
+dal male stesso. Emporio ricchissimo in merci,
+<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27"></a>[27]</span>
+in derrate, in danaro era la dogana generale, ossia
+il cosí detto Dazio grande nel palazzo del Marino,
+ove e fondachi e doviziosi depositi erano
+affidati dal commercio milanese, essendovi pure
+gli uffici del ministero delle finanze e di varie
+sue direzioni generali. Vi si diressero gli ammutinati,
+sotto pretesto di disperderne e distruggerne
+le scritture. Fu allora soltanto che, nell'affannosa
+trepidazione del loro cuore, si mossero ad un
+tratto i negozianti, con una energia imperiosissima.
+L'unirsi a tal voce i padri, i figli, i giovani,
+i garzoni, gli amici, i conoscenti, il correre ai
+quartieri, l'armarsi di fucili e il dividersi in numerose
+pattuglie, fu pressoché un punto solo. Il
+presidente del Consiglio comunale ed il generale
+Pino, con altri proclami, chiamarono all'armi tutti
+i cittadini indistintamente. Il Consiglio credette di
+aggiungere eccitamento, con accordare un distintivo
+nazionale in una coccarda rossa e bianca. Di
+egual saccheggio era minacciato il palazzo della
+Corte. La guardia reale, i cannoni e lo stesso generale
+Pino la difendevano debilmente. Il generale
+fu insultato, la guardia forzata piú volte ed
+astretta a ritirare dalla piazza i cannoni e nel
+palazzo celarli. La stessa milizia civica marciava
+pavida ed incerta. Si fecero sbarrare le strade che
+conducevano al palazzo del Marino, ma le sbarre
+erano a gran pena difese.</p>
+
+<p>Un'accidentale combinazione presentò alla milizia
+<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28"></a>[28]</span>
+un vantaggio decisivo sul popolo. Andavano
+le pattuglie, per un certo riguardo, colla punta
+della baionetta rivolta verso la canna del fucile,
+ma una di esse aveva i fucili tanto dalla ruggine
+investiti che non gli fu possibile di togliere dalle
+canne le baionette. Presentatasi in piazza s'intese
+un subitaneo fremito popolare, nel quale si distinguevano
+le parole: «a basso le baionette.» Il
+che non ottenutosi, furono tratti de' sassi sulla
+pattuglia; la quale essendo forte in numero, fattosi
+coraggio, abbassò le armi e corse a passo
+di carica sugli ammutinati, che si dissiparono all'istante.
+Questo primo esperimento felice fu efficace,
+perché si vedessero subito in aria le punte
+delle baionette di tutte le pattuglie, perché si disperdessero
+i crocchi, perché i piú rivoltosi pertinaci
+nella loro insolenza si arrestassero. Molti
+e ben molti arresti seguirono nel rimanente del
+giorno e durante la notte; molti la polizia trovò
+tra questi che, facinorosi e debitori di delitti anche
+gravi, eludevano da piú anni la sua vigilanza e
+che, fidati allora nell'anarchia e nell'impunità, erano
+accorsi, e forse stipendiati, al bottino. Cosí terminò,
+senza altri orrori, quella nera giornata, in cui ebbe
+luogo soltanto il saccheggio di altra casa di campagna
+del conte Prina. Frattanto arrivò nella notte
+un corpo di cavalleria italiana, parte della quale
+salvò dal proclamato spoglio la regia villa di
+Monza e parte rinforzò l'efficacia della milizia.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29"></a>[29]</span></p>
+
+<p>Cessato lo spavento per il temuto disastro, di
+cui massimo bersaglio sarebbero stati i ricchi, tra'
+quali entravano quelli stessi che il primo impulso
+gli dettero, riavutisi questi appena dall'allarme,
+riammessero nel giorno 22 di aprile la marcia
+rivoluzionaria, e tutto lo studio loro rivolsero a
+distruggere la costituzione ed a sollevarsi ad una
+chimerica sovranità. In quel giorno ebbe luogo
+la prima sessione dei Collegi elettorali, illegalmente
+convocati, piú illegalmente costituiti. I soli
+elettori milanesi, compresi alcuni pochissimi appartenenti
+ai dipartimenti non invasi i quali erano
+in Milano per funzioni governative, essi soli, in
+numero di circa settanta, disponendo della sorte
+del Regno come di una loro proprietà baronale,
+approvarono la Reggenza, a cui si riserbarono di
+aggiungere altri individui per li detti dipartimenti,
+dichiararono il general Pino comandante in capo
+delle forze dello Stato, sciolsero tutti i sudditi e
+tutte le autorità civili e militari dal giuramento
+verso il sovrano, ordinando che altro se ne prestasse
+giusta gli ordini della Reggenza. Dichiararono
+come non avvenuta la deputazione del Senato,
+che cessato dissero; ordinarono la dimissione
+dei detenuti per motivi di opinione, di coscrizione,
+di finanza; ed accordarono amnistia ai disertori
+e refrattarî. Situatisi quindi al livello dei governi
+del piú alto rango ed assunto il tuono ed il linguaggio
+de' primi gabinetti, decretarono che «si
+<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30"></a>[30]</span>
+avvertissero non meno i Comandanti delle Alte
+Potenze, che l'Armata Italiana della nomina fatta
+del general Pino, e che un indirizzo si facesse
+alle stesse Alte Potenze, pregandole a voler concorrere
+alla felicità del paese».</p>
+
+<p>Le norme della felicità a cui aspiravano furono
+indicate e prescritte <a name="tn30" id="tn30"></a>alle AA. PP. nella successiva
+seduta del giorno 23. Il Consiglier di Stato Lodovico
+Giovio, decorato della Corona di ferro,
+quegli che pochi giorni innanzi, nella qualità di
+Commissario di governo, aveva perorato ai popoli
+del Lario mostrando loro la convenienza di
+sostenerlo con ogni mezzo di contribuzioni e di
+soldati volontari, egli fu acclamato dagli elettori
+in presidente de' Collegi. Aprí la seduta insinuando
+ad essi, che «chiedessero istituzioni liberali, un capo
+indipendente che, nuovo, non conosciuto da noi...
+accolga i nostri voti e le nostre benedizioni».</p>
+
+<p>Né a quelle insinuazioni furono sordi i Collegi,
+che in poche ore (senza neppure curarsi del lavoro
+e del rapporto di una commissione, giusta
+l'adottato costume dei corpi morali, anche in oggetti
+assai meno gravi) la base e l'impianto formarono
+dell'ideata costituzione. Incominciando
+da ciò, in cui non poteva nascere controversia
+e che era pure il fondamento della costituzione di
+Lione<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34" href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a>, dichiararono che la religione cattolica
+era la religione dello Stato, la quale poi in altra
+seduta dissero piú accuratamente che essere dovesse
+<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31"></a>[31]</span>
+la cattolica apostolica romana. Deliberarono
+quindi di chiedere alle Alte Potenze:</p>
+
+<p>Primo: <i>Assoluta indipendenza del nuovo Stato
+Italiano, che sarà per rappresentare il Regno d'Italia,
+con la stessa denominazione o con quell'altra che alle
+AA. PP. piacerà di darvi</i>.</p>
+
+<p>Secondo: <i>La maggiore estensione di confini del
+detto nuovo Stato, combinabile cogli interessi e colle
+mire delle AA. PP. e colla nuova bilancia politica
+d'Europa</i>.</p>
+
+<p>Terzo: <i>Una Costituzione liberale, che abbia per
+base la divisione dei poteri, esecutivo, legislativo e
+giudiziario, colla totale indipendenza di quest'ultimo;
+che ammetta una rappresentanza nazionale, cui spetti
+esclusivamente il formare le leggi e lo stabilire e regolare
+le imposte; che assicuri la libertà individuale,
+la libertà della stampa e del commercio; e che porti
+una stretta responsabilità negli incaricati de' rispettivi
+poteri</i>.</p>
+
+<p>Quarto: <i>Facoltà di fare questa Costituzione ai
+Collegi elettorali</i>.</p>
+
+<p>Quinto: <i>Un governo monarchico ereditario, primogenitale,
+e un principe, che per la sua origine e
+per le sue qualità ci possa far dimenticare i mali
+sofferti durante l'ora cessato governo</i>.</p>
+
+<p>Anche piú estesi erano i desiderî degli elettori;
+ma furono avvedutamente moderati da qualcuno,
+il quale fece riflettere, nella sua saviezza, che non
+si dovesse poi legare le mani alle Alte Potenze
+<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32"></a>[32]</span>
+coalizzate. Si credette però ommesso, e fu aggiunto
+in altra seduta, che si chiedesse un «Principe nuovo
+onde allontanare ogni idea di desiderio e di affetto
+verso il cessato». Decisero pure di «pregare i
+Monarchi di concedere la libertà de' loro figli prigionieri,
+vittime da tanto tempo di una causa ingiusta».
+Combinarono finalmente che la Reggenza
+nominasse «una Commissione tra i cittadini
+piú distinti, per recarsi al quartier generale
+delle potenze, onde esprimere a quei Monarchi il
+vóto della rappresentanza Nazionale Italiana».
+La Commissione fu subito formata da un cittadino
+di Brescia e da altri cinque e da un segretario milanese.
+Fu il primo il sig. Marc'Antonio Fè, e furono
+gli altri i signori Federico Confalonieri, Giacomo
+Ciani, Alberto Litta, Giacomo Trivulzi,
+Pietro Balabio capo battaglione, oltre Giacomo
+Beccaria segretario, li quali all'istante partirono.</p>
+
+<p>Mentre lo spirito di vertigine agitava cosí le
+teste milanesi, li conti Guicciardi e Castiglioni si
+trovavano ancora in Mantova, ove si erano recati
+per prendere le credenziali del Principe ed i passaporti
+dal F. M. Conte di Bellegarde e per recarsi
+indi a Parigi per la via piú sicura di Baviera,
+via che prima di essi avevano tenuta li deputati
+dell'armata, i generali Fontanelli e Bertoletti. Seppero
+eglino appena quanto era avvenuto di disgustoso
+nella capitale, che subito si restituirono ad
+essa, tuttoché non richiamati da alcuna lettera,
+<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33"></a>[33]</span>
+da alcun avviso officiale. Avevano già tenuto col
+principe Eugenio quel grave e dignitoso linguaggio,
+proprio di due personaggi, di cui è stata sempre
+unica scorta l'onore e la lealtà. Continuando nel
+medesimo contegno, credettero di prendere congedo
+da lui e dispensarsi definitivamente sulla
+deputazione; ma invece di meritare cosí l'elogio
+dei milanesi, si videro investiti al ritorno da
+calunnie le piú impudenti. Non tardò il conte
+Guicciardi a garantirsene con un'apologia che presentò
+alla Reggenza, onde avere il permesso di
+pubblicarla colla stampa. La giustificazione fu ben
+accolta ed elogi sommi si prodigarono alle eminenti
+sue qualità personali, non che al contegno
+da lui tenuto in qualità di senatore, di deputato;
+ma la stampa non si permise, per la addotta ragione
+che «con ciò si farebbero rivivere delle animosità
+che si vogliono sopite, si urterebbe col
+principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di
+coprire di un velo le cose avvenute». È pure
+necessario alla storia che ora tal memoria e la lettera
+della Reggenza siano conosciute, ed è perciò
+che si inseriscono ai <a href="#N_VI">num. 6</a> e <a href="#N_VII">7</a>.</p>
+
+<p>Se il Principe Eugenio avesse fatto marciare
+sopra la capitale una porzione delle truppe italiane
+che restavano sotto i suoi ordini, poteva
+reprimere i sediziosi e restituire l'ordine facilmente;
+ma, riflettendo che con l'abdicazione di Napoleone
+era terminata la sua rappresentanza come
+<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34"></a>[34]</span>
+Viceré, deliberò di abbandonare il Regno e di
+restituirsi in Baviera e poi in Francia; lasciò che
+l'ordine fosse ripristinato dalle armi di S. M. l'Imperatore
+d'Austria, al quale oggetto combinò nel
+dí 23 aprile una seconda convenzione col F. M.
+Conte di Bellegarde, in forza di cui, e non mai
+delle non valutate deputazioni spedite dalla Reggenza
+alli diversi corpi delle armate alleate, prese
+questi possesso della capitale e dei paesi non
+ancora occupati. Difatti il generale Sommariva,
+giunto in Milano nel dí 25, scrisse alla Reggenza
+che in vista di essa capitolazione spiegava la sua
+qualità di Commissario delle AA. PP. e si poneva
+alla testa di tutte le Autorità. Ciò, a dire
+il vero, non fu grato ai sovrani novelli, a' quali
+molto meno fu accetto l'ingresso successivo delle
+armi austriache in Milano. Si trovò scritto a grandi
+caratteri, in tutti i quartieri di guardia civica, le
+parole: <i>O indipendenza, o morte</i>. Il <i>Giornale Italiano</i>,
+redatto e pubblicato sotto l'influenza e sotto
+la sorveglianza del Governo, come foglio officiale,
+nell'annunziare l'arrivo di dette truppe disse, che
+«la Guardia Civica ed una numerosa folla di popolo
+le accolsero con quelle dimostrazioni di gioia
+e di gratitudine ch'eccitar dee da per tutto la presenza
+di guerrieri che hanno tanta parte nella pacificazione
+dell'Europa; ma conservarono nello
+stesso tempo quel nobile contegno, che caratterizza
+una nazione il cui primo vóto è l'indipendenza».</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35"></a>[35]</span></p>
+
+<p>Tanto e cosí gagliardo era in que' giorni il riscaldamento
+e il fanatismo da far pietà. Non risparmiando
+i Collegi alcuna delle attribuzioni sovrane,
+avevano annullato nella seduta dei 25 i
+celebri decreti di Berlino e di Milano<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35" href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a> ed i relativi
+regolamenti; imponendo restrizioni preventive
+al loro Monarca, cui non si faceva torto, subito
+che nuovo doveva essere e non conosciuto, gli
+avevano limitato la riserva della caccia di Monza
+al solo parco, escluso il circondario esterno, ed
+alle sole valli ed ai boschi del Ticino. Avevano
+abolite diverse leggi penali, avevano dichiarata la
+cessazione del Senato ed avocata alla Nazione
+la sua dotazione, la cessazione del Consiglio di
+Stato con la sua <a name="tn35" id="tn35"></a>segreteria, delle cariche di ministri
+e di consiglieri di Stato.</p>
+
+<p>Questi elettori, che tanto di Nazione parlavano,
+non sono giunti mai a numero maggiore di 170.
+Erano 1153 gli elettori di tutto il Regno ed in
+forza della costituzione<a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36" href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a> doveva concorrere almeno
+un terzo perché fosse valida la convocazione.
+Anzi che giungere a questo prescritto numero, fu
+anzi tanto maggiore la nullità delle sessioni, perché
+tutti e dotti e commercianti del dipartimento di
+Olona vi concorsero, e dagli altri dipartimenti
+non si chiamarono che i possidenti, il che non fu
+senza grande artifizio, per la tema che persone
+intelligenti, saggie e non calde, non frastornassero
+col numero i concepiti giganteschi progetti.
+<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36"></a>[36]</span>
+Quanto goffamente presumesse una tale assemblea
+rivoluzionaria di distruggere i primi corpi del
+Regno, è dimostrato nella nota inserita in calce
+di questa memoria, al <a href="#N_VIII">num. 8</a>, la quale fu offerta
+all'Austriaca autorità dal presidente e dal cancelliere
+del Senato.</p>
+
+<p>Il F. M. Sommariva, cui si presentò una deputazione
+de' Collegi, fece conoscere la poca sua
+soddisfazione che questi continuassero ne' loro
+lavori, acconsentí soltanto a di loro preghiera
+che alcun'altra seduta a propria convenienza tenessero,
+senza però nulla risolvere e determinare.
+L'ultima si convocò nel giorno due di maggio,
+in cui gli elettori dichiararono «aggiornate le loro
+operazioni fino al ritorno della deputazione diretta
+agli Augusti Sovrani, e finché per parte de'
+medesimi non siano intervenuti interessanti dispacci».
+Dichiararono infine che «l'esercito italiano
+ha sempre meritato della patria.» La sessione
+fu chiusa con un discorso del presidente, di
+cui fu acclamata la stampa. Mi sia permesso di
+ripeterlo per intiero, affinché meglio si riconosca
+<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37"></a>[37]</span>
+fino a qual esaltazione si delirasse in quel corpo. &mdash; <i>I
+Collegi elettorali hanno saviamente determinato,
+nella seduta di ieri l'altro, dichiaratisi permanenti,
+di aggiornarsi fino a che, diradandosi il velo politico
+del nostro orizzonte, possano ancora riunirsi ad operare
+il bene, e a tutte realizzare le concepite liete
+speranze. Nell'atto che manifesto a' Collegi la somma
+mia gratitudine per l'immeritata onorificenza, ancora
+trepidante per l'incertezza di avere anche scarsamente
+corrisposto a tanta fiducia, fo mozione che
+venga indirizzato alla Reggenza un messaggio, in cui,
+dandole parte della sospensione dei nostri lavori, accolga
+fortemente i voti unanimi dei Collegi elettorali
+per la sua indipendenza, senza la quale non v'è né
+bene, né patria. Sia questa, mercé la protezione delle
+Alte Potenze alleate, dalle sue rovine ricomperata,
+e possa sotto un virtuoso indipendente Governo gloriosamente
+operare.</i></p>
+
+<p>Anche un'altra volta figurò, non piú, la rappresentanza
+elettorale, allorché si recò in deputazione
+al F. M. Conte di Bellegarde, nel giorno dieci di
+maggio, giorno successivo al suo ingresso in Milano.
+Anche un'altra volta eloquentissimamente
+arringò il presidente Giovio, e pronunziò parole,
+che a tutt'altro che ad un consigliere di Stato
+convenivano, il quale tanta influenza aveva avuto
+nelle operazioni tutte del cessato governo. <i>Il voto
+generale, che vi manifestiamo</i> (disse egli al F. M.), <i>si
+è l'indipendenza protetta da savie leggi e da un
+principe, che tutte accolga le nostre benedizioni. Pervenga
+questo nostro ardente desiderio agli Augusti
+Sovrani alleati. Non è egoismo, né orgoglio che domandare
+ne faccia una esistenza politica alla loro generosità,
+ma un sentimento caldissimo degno d'ogni
+animo virtuoso, quello di assicurare la felicità di un
+buon popolo che ha lottato finora con ogni sorta di mali.</i></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38"></a>[38]</span></p>
+
+<p>Dopo quindici giorni sparí del tutto l'illusione
+dell'indipendenza italiana; con proclama de' 23
+maggio il F. M. Conte di Bellegarde solennemente
+promulgò che non piú in nome delle Alte
+Potenze coalizzate, ma bensí per il suo sovrano
+e padrone l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria
+e di Boemia, riteneva Milano e le annesse provincie.
+Dichiarò nel tempo stesso, che da quel
+giorno cessava l'attività e l'influenza de' Collegi,
+non meno che del Senato e del Consiglio di
+Stato, e soppresse in seguito la guardia civica.
+Cosí palesò che il suo governo in niun conto
+aveva tenuto l'abolizione dei due primi corpi dello
+Stato, che con tanto strepito e trionfo si era operata
+dall'assemblea milanese. Essi sono cessati per
+effetto di sistema, e non per il capriccio e l'animosità
+di pochi elettori.</p>
+
+<p>La sola Reggenza rimase, di cui alla testa si
+pose il Maresciallo col carattere di Commissario
+plenipotenziario. A compimento della storia resta
+pure, che si dia qualche cenno degli atti di questa
+provvisoria magistratura composta in origine di
+sette cittadini milanesi, alli quali nel dí 25 aprile
+associarono i collegi, con non giusta proporzione,
+altrettanti individui per gli altri sette dipartimenti.
+Gli oggetti di finanza richiamarono le prime cure
+della Reggenza. Essa trovò alla sua installazione
+che il generale Pino, il Podestà e il Consiglio
+comunale avevano ridotti a metà i prezzi del sale,
+<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39"></a>[39]</span>
+del tabacco e la tariffa dei dazî consumo; a ciò
+essa aggiunse l'abolizione totale della legge del
+registro, e nel dí 23 aprile diffuse a tutti i dipartimenti
+tali provvidenze, con aver anche ristretto
+a due sole terze parti il dazio sulle derrate coloniali,
+compreso lo zucchero. Limitò quindi a metà
+la tassa delle lettere; annullò quella del contributo
+delle arti e mestieri, e cosí pure la ritenuta
+del quinto sul soldo della truppa, decretata durante
+la guerra, ed ordinò la pronta liquidazione
+dell'arretrato credito dei militari, onde fissare poi
+pel medesimo le epoche di pagamento. Queste
+misure furono figlie della circostanza e del timore,
+poiché ben presto reintegrò il registro per la tassa
+degli atti giudiziali in aumento dei dritti di cancelleria,
+ed anche il registro delle scritture private,
+limitato però al solo dritto fisso. Pubblicò
+nuove tariffe sul prezzo de' sali e dei tabacchi,
+sulli dazî di consumo e sopra i dritti doganali
+per l'importazione ed esportazione delle derrate,
+mercanzie ed altri generi. La soverchia indulgenza
+de' primi giorni fece sí che si dovesse mantenere
+per li mesi di maggio e di giugno la prediale all'eccessivo
+rigorismo a cui fu portata dal decreto
+de' 6 aprile 1814.</p>
+
+<p>Procedette ad altre innovazioni, parte di propria
+autorità, parte in esecuzione della volontà dei Collegi.
+Accordò amnistia ai disertori, ai refrattarî,
+ai condannati o detenuti per oggetti di coscrizione,
+<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40"></a>[40]</span>
+di finanza, di opinione e di trasgressione alle
+leggi e regolamenti sulle caccie. Riformò in qualche
+parte il catechismo del cardinale Caprara,
+restituí alle proprie case i figli unici e parificati
+agli unici e ai sostegni delle famiglie, requisiti
+per le armate. Abolí le Corti speciali, e cosí la
+pena della berlina alle donne, non che agli uomini
+per i delitti importanti la sola pena di reclusione.</p>
+
+<p>Fece promozioni e destituzioni; promosse il generale
+di brigata Mazzucchelli a generale di divisione,
+richiamò e pose in attività di servizio il
+generale polacco Dembowski, rilasciò brevetto di
+capo squadrone al poeta autore de' <i>Sepolcri</i> e dell'<i>Aiace</i>.
+Riformata per effetto di sistema la direzione
+generale di polizia, promosse il conte Luini
+a consigliere di cassazione; ha poi destituito dal
+ministero della guerra il generale di divisione
+conte Fontanelli ed il suo segretario generale e
+dalla prefettura di polizia il signor Giovanni Villa.
+Si era fatto lecito quest'ultimo di indagare e porre
+in prospettiva le tracce e l'andamento della rivoluzione
+del venti aprile, con aver sottoposto ad
+inopportuni interrogatori i già arrestati in quel
+giorno dalle civiche pattuglie, tra i quali erano
+anche i piú acclamati rapinatori della sostanza
+Prina e molti dei stipendiati sicari. Questi furono
+restituiti in libertà, e fu dal suo officio rimosso
+l'arbitrario prefetto, che osava cosí di «far rivivere
+<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41"></a>[41]</span>
+delle animosità che si volevano sopite, ed urtava
+col principio adottato e proclamato dalla Reggenza,
+di coprire di un velo le cose avvenute»
+(v. il documento <a href="#N_VII">num. 7</a>).</p>
+
+<p>Furono finalmente ringraziati dalla Reggenza
+tutti i Francesi ed i Corsi che prestavano servizio
+all'armata, e furono dimessi tutti gl'impiegati
+oriundi di paesi che non hanno mai appartenuto
+al Regno d'Italia, o che hanno adesso cessato
+definitivamente di appartenervi, misura che solleva
+forse la finanza, ma non la gran famiglia
+de' cittadini, perché sarà ben maggiore il numero
+degli impiegati ne' suddetti paesi, che per giusto
+riverbero sono stati rimandati e si rimanderanno.
+Pareva inverosimile che in questa misura siano
+stati compresi i professori dell'università di Pavia
+e de' licei. Veramente gli uomini dotti sono stati
+sempre riputati cittadini indistintamente di ogni
+angolo della terra, ed è questa l'ultima volta che
+di essi si ricerchi la patria, e non i soli talenti,
+i lumi ed il bene prezioso dell'istruzione, che
+procurar possono ai consimili.</p>
+
+<p>Ed ecco posta nella sua luce originale una serie
+di fatti, che non possono evitare una particolare
+menzione ne' nostri annali. Ne' primi giorni di
+fermento rivoluzionario si gloriarono i cittadini
+milanesi, ed i piú distinti, d'aver essi personalmente
+operato gli eccessi del venti aprile. Sono
+arrivati a far intagliare e pubblicare una stampa,
+<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42"></a>[42]</span>
+in cui si vede l'infelice Prina in atto di essere
+gittato dalla finestra per opera, non della plebe,
+ma di soggetti nobilmente vestiti, e di essere accolto
+in istrada colle punte delle loro ombrelle
+da altri personaggi in egual vestiario. Quindi, sentito
+il fremito d'indignazione di tutti i buoni, ed
+andati a vuoto tutti i loro progetti, si sono coperti
+di tanta vergogna, ed hanno fatto inserire
+in Parigi, nel <i>Journal des Débats</i>, che i milanesi
+non hanno preso parte ne' suaccennati disordini.
+È nato da questa mendace impudenza che in
+questa memoria siano stati nominati individualmente
+i soggetti che hanno pubblicamente figurato
+in essi. Cosí la storia imparziale non mancherà
+delle necessarie nozioni e di monumenti
+irrefragabili, onde assegnare a ciascuno il meritato
+tributo di lode o di biasimo.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43"></a>[43]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_I" id="N_I"></a>N. I.</h3>
+
+<p class="center"><i>Relazione della seduta del Senato Consulente del Regno d'Italia,
+tenuta nel dí 17 aprile 1814.</i></p>
+
+<p class="pad2">Prima della convocazione del dí 17, niuno de' senatori
+ne conosceva l'oggetto, se quei pochissimi si eccettuano
+che facevano parte del governo, e che l'intima confidenza
+godevano de' principali agenti del medesimo. Tutti erano
+al buio della politica situazione del regno. Privi da lungo
+tempo dei giornali ed anche delle lettere di Francia, diverse
+erano le voci, che incerte e contradditorie correvano.
+Altri davano Napoleone alla testa di potente esercito, assistito
+anche dall'insorgenza di piú provincie; altri lo dicevano
+morto; altri che avesse abdicato impero e regno; altri
+a favore della dinastia. Si fluttuava in questa incertezza;
+allorquando i conti pretori del Senato intimarono nel giorno
+16, con la solita lettera, l'ordinaria seduta del giorno 20:
+ed allorché con lettera pressante diretta successivamente ai
+senatori poche ore innanzi la mezzanotte del giorno stesso,
+li chiamarono ad altra convocazione straordinaria per il dí
+successivo. Continuò ad esserne ignoto l'oggetto anche
+negli ultimi momenti che la precedettero; si osservò solo
+che tutti, contro il solito, erano intervenuti i senatori nel
+numero di 36, compresi i due ministri della giustizia e
+delle finanze, oltre il conte Vaccari ministro dell'interno,
+<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44"></a>[44]</span>
+sebbene come non senatore non vi avesse voce deliberativa:
+non mancavano che cinque membri assenti ed il conte
+di Breme che si disse ammalato.</p>
+
+<p>Il conte Veneri, presidente, aprí la seduta coll'aver raccomandato
+e fatto promettere il piú rigoroso silenzio in
+tutti gli oggetti che si fossero proposti, discussi e risoluti.
+Quindi passò a leggere, 1. una lettera del duca di Lodi, cancelliere
+guardasigilli della corona, data il dí 16, in cui lo
+autorizzava a convocare straordinariamente il Senato; 2. il
+messaggio che qui si unisce, <a href="#lett_A">lett. A</a>; 3. un progetto di decreto,
+che parimenti viene qui allegato, <a href="#lett_B">lett. B</a>. Alla replicata
+lettura di tali fogli, la di cui sostanza era di spedire
+a S. M. l'Imperatore d'Austria una deputazione, onde implorare
+la cessazione delle ostilità, l'indipendenza del regno,
+con il principe Eugenio in re d'Italia, alcuni senatori chiesero
+simultaneamente la parola. L'ottenne il primo il conte
+Guicciardi, il quale propose di fare precedere in ordine
+l'esame se era costituzionale la convocazione, non vedendo
+facoltà sufficiente nel cancelliere guardasigilli. Fece riflettere,
+che questi male a proposito si qualificava nel messaggio
+qual rappresentante lo Stato, mentre tutto al piú
+poteva rappresentare il governo, e finalmente fece istanza
+che prima di procedersi ad alcuna discussione, si procurasse
+di sapere se il regno era veramente vacante, cioè se
+il re vivesse, se avesse, ed in quali termini, abdicata la corona.
+L'ottenne il secondo il conte Dandolo, il quale dimostrò,
+che in affare tanto grave, quanto ne fosse mai
+stato portato al Senato, non si doveva passare ad alcuna
+proposizione, se prima non fosse sottoposta alla matura analisi
+di una commissione, alla quale si accordasse almeno lo
+spazio di due giorni. A tali mozioni interpolatamente risposero
+il conte Paradisi, il conte presidente Veneri e il
+conte ministro dell'interno. Dissero che l'espressione rappresentante
+lo Stato era corsa per equivoco, e si sarebbe
+corretta; che il duca di Lodi era munito di tutte le facoltà,
+<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45"></a>[45]</span>
+che avrebbe resa ostensibile, quando si fosse voluto, una
+lettera di S. A. I. il principe Viceré, e che su gli altri
+fatti non chiari ancora, il Senato poteva somministrare lumi
+piú positivi. Il presidente Veneri propose come piú conveniente,
+che l'affare fosse discusso in comitato segreto, e
+cosí si prendessero momentaneamente quelle saggie e prudenti
+determinazioni che si credessero del caso. Si oppose
+il conte Guicciardi, mostrando che non si era mai praticato
+nel corpo il metodo del comitato segreto, il quale non era
+additato né dal sesto statuto costituzionale, né dal regolamento
+organico delli 9 novembre 1809. Appoggiò quindi la
+mozione del conte Dandolo, con l'aggiunta che la commissione
+si occupasse dell'affare, non meno in ordine che in
+merito, presi prima gli opportuni schiarimenti dal duca di
+Lodi. Il conte Vaccari, appoggiato dalli conti Veneri e Paradisi,
+aggiunse che la commissione poteva pure aver luogo,
+giacché si voleva, ma che onninamente doveva riferir e
+prendersi una risoluzione in giornata. In tale circostanza
+palesò che S. A. I. aveva combinato un armistizio con S. E.
+il generale Bellegarde, sotto la condizione, che si fosse spedita
+una deputazione in Francia, sino al risultato della quale
+si sarebbero sospese le ostilità, e che dalla nomina di tale
+deputazione dipendeva l'attuale esistenza politica del regno,
+e la concessione di uno spazio alle negoziazioni, mentre
+senza di essa era inevitabile l'invasione immediata della
+capitale. Asserí inoltre, che l'armata aveva acclamato il
+principe Eugenio, il che non era senza fondamento, sapendosi
+i movimenti promossi in Mantova da alcuni capi.</p>
+
+<p>Questo riflesso quietò i molti che opinavano per la totale
+esclusione del progetto. Fu posto alle voci, se piacesse
+la commissione secondo le massime esternate dal conte
+Guicciardi, e fu approvata. Si chiese se doveva essere di
+cinque membri e si rigettò; se di sette, e vi si convenne.
+La commissione pertanto fu nominata, per via di schede,
+nelle persone delli signori Guicciardi, Bologna, Cavriani,
+<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46"></a>[46]</span>
+Castiglioni, Costabili, Verri e Dandolo. Si noti che la pluralità
+dei suffragi escluse dalla medesima ognuno di quei
+senatori che aveva opinato per il comitato segreto, o che
+aveva perorato in sostegno del progetto del duca di Lodi,
+o aveva mostrato adesione al medesimo. Il presidente invitò
+i membri della commissione a dare il loro rapporto
+nello stesso giorno, alle ore 8 della sera.</p>
+
+<p>Adunatasi questa, all'istante combinò concordemente, che
+tre de' suoi membri, li signori Guicciardi, Verri e Dandolo,
+si recassero subito dal duca di Lodi, per porsi al giorno di
+quanto occorreva. Si prestò subito il duca alle ricerche; giustificò
+la sua autorizzazione con un decreto di antica data
+del re, che, nell'assenza del Principe Viceré, gli conferiva
+amplissime facoltà, tra le quali egli intendeva che anche
+quella vi fosse compresa di convocare il Senato. Mostrò
+loro una lettera di S. A. I., in cui gli partecipava di andare
+a segnare un armistizio, da durare fino all'esito delle
+negoziazioni da intraprendersi da una deputazione, che il
+regno avesse spedito alle AA. PP. Alleate, e parlava pure
+dell'unione del Senato per la nomina dei deputati. Molte e
+ben molte ragioni addusse inoltre per determinare l'adesione
+del Senato al suo progetto.</p>
+
+<p>La commissione, ciò inteso dalli suoi tre membri, convenne
+unanimemente sulla necessità di occuparsi sul merito
+dell'affare, e passò a redigere un nuovo progetto che era
+nelle considerazioni e negli articoli differente di quello già
+proposto al Senato, a cui nella stessa sera fu letto dalla
+tribuna. Conteneva in sostanza: 1.º, che si spedissero tre
+deputati, in nome del Senato, alle Alte Potenze, per presentare
+loro i suoi omaggi, e supplicarle per la finale cessazione
+delle ostilità; 2.º, per chiedere che il regno fosse
+ammesso al godimento della sua indipendenza; 3.º, che il
+Senato coglieva quest'incontro per rinnovare a S. A. I. il
+principe Eugenio i sentimenti dell'alta sua stima e del piú
+sincero attaccamento.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47"></a>[47]</span></p>
+
+<p>Alla lettura di un tale rapporto fu grande la commozione
+di alcuni, massima poi quella del conte Paradisi e
+del ministro Vaccari. Dissero apertamente che, esclusa la
+domanda di S. A. I. in Re d'Italia, era inutile l'oggetto
+della controrisoluzione, e che l'intruso complimento era
+piuttosto ingiurioso. Il conte Paradisi ricercò che si leggesse
+di nuovo il progetto del cancelliere guardasigilli.
+Questo e l'altro furono letti piú volte. A ciò successe una
+ben lunga discussione, nella quale presero parte, da un
+lato, il presidente, Paradisi, i ministri Prina e Vaccari, e
+dall'altro, Guicciardi, Dandolo, Massari, Verri, Castiglioni.</p>
+
+<p>Fra le altre opposizioni del conte Guicciardi vi fu quella,
+che i senatori attaccati da un giuramento all'osservanza
+de' statuti costituzionali, non potevano dimenticare il
+primo ed il quarto tra essi, li quali accordavano la successione,
+in preferenza di un adottivo, ad un figlio legittimo
+naturale del Re, quando non sia per portare nel suo
+capo la corona di Francia, e che era tra i possibili, che
+questo caso si verificasse nel Re di Roma. Motivò in risposta
+il conte Prina, un nuovo articolo da lui redatto in
+questi termini: «È incaricata la deputazione di far conoscere
+alle AA. PP. il dritto eventuale acquistato dal
+principe Viceré alla corona d'Italia in forza del primo
+e del quarto statuto costituzionale, diritto reso piú sacro
+dall'amministrazione, dalla gratitudine, dai voti e dal
+desiderio della nazione». Con molte ragioni dimostrò
+il conte Guicciardi, che non era lecito di porsi in campo
+il dritto eventuale, finché non fosse escluso il positivo, ed
+accennò l'inconvenienza di ricercare alle potenze alleate,
+e specialmente all'Austria, il principe Eugenio in sovrano.
+Il conte Massari insistette che non si dovesse improntare
+il nome della nazione; ma solamente quello del Senato,
+qualunque fosse la sua deliberazione. Il conte Verri fece
+delicatamente conoscere d'essere in dubbio che in questo
+momento concorressero a favore del principe i suffragi
+della nazione.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48"></a>[48]</span></p>
+
+<p>Dopo lungo dibattimento si decise di porre prima a
+partito il progetto della commissione, il quale, qualora
+non fosse accettato, poteva mettersi alle voci il progetto
+del duca di Lodi, e cosí le modificazioni proposte. Il
+conte Dandolo fece istanza che ciascuna delle proposizioni
+subisse lo sperimento dello scrutinio segreto per
+via di ballottazione. Il conte Presidente si rifiutò, avendo
+ordinato che i singoli dassero apertamente i loro voti per
+alzata in piedi e seduta, e con tal metodo la massima
+parte dei Senatori approvò le considerazioni e gli articoli
+dalla commissione proposti. Il solo terzo articolo subí la
+seguente modificazione, proposta dal conte Moscati, e redatta
+dal conte Mengotti: «Li deputati saranno incaricati
+di presentare in quest'occasione alle AA. PP. li sentimenti
+di ammirazione del Senato per le virtú del principe
+Viceré, e della sua viva riconoscenza per il di
+lui governo» (Allegato <a href="#lett_C">lettera C</a>). Qui fu che gli individui
+del contrario sentimento, e sopratutti il conte Vaccari,
+si diedero a declamare fortemente contro l'ingiustizia
+e l'ingratitudine del Senato. Tacquero gli altri, ed ognuno
+si fece un riguardo di non dar luogo a contestazione in
+quest'argomento. Chiese la parola il conte Luosi, ed espose
+che, sebbene non si potesse piú proporre il progetto del
+duca di Lodi, come contradetto dall'altro adottato, pure
+gli sembrava che non fosse in opposizione con questo l'articolo
+redatto dal conte Prina, sul dritto eventuale del
+principe Eugenio. Domandò ed ottenne di interpellare su
+di esso la volontà del Senato, ma essendo stato confutato
+di nuovo dal conte Guicciardi, fu posto alle voci e fu
+escluso.</p>
+
+<p>Altro allora non restava che la nomina dei deputati.
+Il conte Paradisi credette di proporre, che gli sembrava
+opportuno di rimettere la scelta di essi alla prudenza del
+governo. Questa istanza non si poté porre in deliberazione,
+perché un grido generale la escluse appena pronunciata.
+<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49"></a>[49]</span>
+Posteriormente poi si vociferò che il governo aveva destinato
+di spedire lo stesso conte Paradisi ed il conte
+Prina. Si passò dunque allo scrutinio e dallo spoglio delle
+schede risultò che il conte Castiglioni fu contemplato da
+27 voti, il conte Testi da 25, Guicciardi da 23. L'ulteriore
+maggioranza de' voti concorse nel conte Paradisi il
+quale però non fu favorito che da sei solamente.</p>
+
+<p>Il conte Testi si scusò di non poter presentarsi a tale
+onorifico incarco, per la sua manifesta malattia d'occhi.
+Il conte Guicciardi soggiunse, che se ammettevano scuse
+egli era il primo a proporre le sue, perché ognuno conosce
+le fisiche indisposizioni che soffre, non che il danno
+nell'allontanarsi da una famiglia di 14 figli. Alle rispettive
+deduzioni credette d'imporre silenzio il conte Presidente,
+col pronunziare che la seduta era sciolta; rispose alcuno
+che era in sua facoltà il chiudere la discussione, e passare
+la proposizione, se avesse avuto il suo sfogo. Egli però
+ripeté piú volte, che credeva di essere investito di tale
+facoltà, e perciò dichiarava onninamente sciolta la seduta.
+Non si poté insistere in ciò, perché i conti Paradisi e
+Carlotti erano partiti, e sebbene dagli uscieri richiamati,
+non furono raggiunti.</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<h4><a name="lett_A" id="lett_A"></a>LETTERA A.</h4>
+
+<p class="center"><i>Messaggio del duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli
+della Corona.</i></p>
+
+<p class="indl pad2"><span class="smcap">Senatori</span>,</p>
+
+<p>Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono
+di tale natura, che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe
+infallibilmente colpevole verso la patria, se differisse
+piú a lungo di occuparsi del di lei destino, e di cercare
+<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50"></a>[50]</span>
+nella sua saviezza que' mezzi migliori di conciliare
+la sua esistenza.</p>
+
+<p>Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è
+cagione, o senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona
+nel vostro seno, come mi era proposto, e provo di
+questa circostanza un profondo rammarico.</p>
+
+<p>Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato
+di non poter differire oltre la comunicazione, che
+doveva farvi. In conseguenza, autorizzato nella mia qualità
+di rappresentante lo Stato, in assenza di S. A. I. il
+principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un progetto di risoluzione,
+che sottopongo al vostro patriottismo ed ai
+vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione.</p>
+
+<p>I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già,
+o senatori, che la vostra risoluzione sarà conforme ai veri
+interessi dello Stato, ed ai voti del popolo, di cui siete
+oggi il primo corpo rappresentante.</p>
+
+<p>Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione.</p>
+
+<p class="indl">Milano, li 17 aprile 1814.</p>
+
+<p><i>Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli,
+impedito dalla gotta alla mano destra.</i></p>
+
+<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Carlo Villa</span>, <i>Segretario</i>.</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<h4><a name="lett_B" id="lett_B"></a>LETTERA B.</h4>
+
+<p class="center"><i>Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio
+del Duca di Lodi.</i></p>
+
+<p class="indl pad2"><span class="smcap">Il Senato del regno d'Italia</span>:</p>
+
+<p>Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono
+intieramente cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente
+proclamata la pace del mondo, e che non si
+<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51"></a>[51]</span>
+potrebbe senza ingiustizia temere che volessero eccettuare
+dalle loro benefiche intenzioni un regno che lontano dall'averle
+mai dato verun motivo di malcontento, professa
+per esse quei sentimenti che le sono dovuti;</p>
+
+<p>Che di già è venuto il momento nel quale il regno può
+e deve sollecitare l'indipendenza della quale è degno e
+che sospira da cosí lunga stagione;</p>
+
+<p>Che non di meno le truppe di una di queste potenze
+occupano una parte del regno, e minacciano in questo
+stesso momento il rimanente del suo territorio;</p>
+
+<p>Che la potenza, alla quale appartengono queste armate,
+è precisamente quella sulla benevolenza di cui il regno
+d'Italia è assueffatto ed ama di contare di piú;</p>
+
+<p>Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione
+della guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe
+senz'oggetto, e ciò null'ostante accrescerebbe le calamità,
+che da lungo tempo affliggono il regno;</p>
+
+<p class="indl"><span class="smcap">Decreta</span>:</p>
+
+<p>Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione
+presso S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria
+e di Boemia, affine di presentarle i rispettosi omaggi
+del Senato, e di supplicarla d'ordinare, che cessino da quel
+momento tutte le ostilità sul territorio italiano, e sino a
+tanto che il destino d'Italia sia stato definitivamente stabilito
+dalle AA. PP. coalizzate.</p>
+
+<p>2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata
+di volere interporre la possente sua mediazione appresso
+i suoi augusti alleati, perché l'indipendenza del regno sia
+finalmente consecrata e riconosciuta, e che il regno sia
+ammesso a godere dei benefici tutti che le AA. PP. disegnano
+di spargere sopra la grande famiglia.</p>
+
+<p>3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere
+con tutto il suo interesse presso gli Augusti Alleati suoi,
+perché il Regno d'Italia, ricevendo in fine in tutta la sua
+<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52"></a>[52]</span>
+estensione, l'applicazione del suo primo e quarto Statuto
+costituzionale, sia sottomesso una volta a un Re libero e
+indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che
+colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta,
+tanto in pace che in guerra, ha meritato del pari
+l'amore, la riconoscenza e la fedeltà dei popoli del Regno
+d'Italia, ed anche la stima di tutta l'Europa.</p>
+
+<p>Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle
+sue convocazioni.</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<h4><a name="lett_C" id="lett_C"></a>LETTERA C.</h4>
+
+<p class="center"><i>Decreto adottato dal Senato.</i></p>
+
+<p class="pad2">Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del
+sesto statuto costituzionale.</p>
+
+<p>Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della
+corona, sulle attuali circostanze e sulla necessità di una
+istantanea providenza;</p>
+
+<p>Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata
+la pace del mondo, e che quindi si avvicina la fortunata
+epoca in cui i popoli dell'Europa, dopo tante dolorose vicende
+potranno godere dell'insigne beneficio di liberali
+costituzioni;</p>
+
+<p>Che in tali circostanze, la continuazione della guerra
+nel territorio italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche
+questo regno può e deve sollecitare il godimento dell'indipendenza,
+e la calma che da sí lungo tempo sospira e
+che gli fu garantita ne' pubblici trattati;</p>
+
+<p>Che in una convenzione fra le armate del regno e
+quelle delle AA. PP. alleate, è stabilita una provvisoria
+sospensione d'armi, che deve durare fino al ritorno di una
+deputazione del regno, che sarà spedita alle suddette AA.
+PP. alleate.</p>
+
+<p>Ritenuta l'iniziativa per la convocazione della presente
+seduta straordinaria risultante da' dispacci del cancelliere
+guardasigilli:</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53"></a>[53]</span></p>
+
+<p class="indl"><span class="smcap">Decreta</span>:</p>
+
+<p>Art. I. Una deputazione del Senato, composta di tre
+individui, si recherà presso le AA. PP. coalizzate, affine di
+presentare loro i rispettosi omaggi del Senato, e supplicarle
+per la finale cessazione delle ostilità.</p>
+
+<p>» II. La deputazione richiederà alle AA. PP. che il
+regno venga ammesso al godimento reale della sua indipendenza,
+garantita da' pubblici trattati.</p>
+
+<p>» III. Li deputati saranno incaricati di presentare in
+questa occasione alle AA. PP. i sentimenti di ammirazione
+del Senato per le virtú del Principe Viceré, e della sua
+riconoscenza per il di lui governo.</p>
+
+<p>» IV. I membri di questa deputazione saranno nominati
+dal Senato, seduta stante.</p>
+
+<p>» V. Il cancelliere guardasigilli della corona sarà pregato
+di dare ai medesimi le opportune istruzioni, e procurare
+le necessarie credenziali e passaporti.</p>
+
+<p>» VI. Il presente decreto sarà spedito al cancelliere
+guardasigilli, con messaggio del presidente, anche all'oggetto
+che sia col di lui mezzo trasmesso al Principe Viceré
+in nome del Senato.</p>
+
+<p class="indl">Milano, dal Palazzo del Senato, li 17 aprile 1814.</p>
+
+<p class="center"><i>Firmato, il presidente ordinario</i><br />
+
+<span class="smcap">Conte Veneri</span>.</p>
+
+<table class="seg" summary="segretari">
+ <tr>
+ <td><span class="smcap">Conte Lamberti</span></td> <td rowspan="2" class="brace">}</td> <td rowspan="2"><i>Segretari</i></td>
+ </tr>
+ <tr>
+ <td><span class="smcap">Conte Mengotti</span></td>
+ </tr>
+</table>
+
+<p>Successivamente essendosi messa alle voci la nomina dei
+deputati, dallo scrutinio delle schede risultarono nominati
+i Senatori conti <span class="smcap">Guicciardi</span>, <span class="smcap">Castiglioni</span> e <span class="smcap">Testi</span>, il quale
+ultimo si è scusato a motivo dell'attuale sua malattia
+d'occhi.</p>
+
+<p class="indl">Milano, dal palazzo del Senato 17 aprile 1814.</p>
+
+<p class="indr"><i>Firmati come sopra.</i></p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54"></a>[54]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_II" id="N_II"></a>N. II.</h3>
+
+<p class="center"><i>Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli
+della Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati
+del Senato, signori Conti Guicciardi e Castiglioni.</i></p>
+
+<p class="pad2">Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza
+colle corti di Russia e di Prussia, e non potendosi
+nella circostanza attuale, a seconda di quanto ha
+assicurato il sig. Conte Senatore Testi, incaricato del portafoglio
+delle relazioni estere, rilasciare credenziali nelle
+solite forme, si è supplito colla qui unita lettera di credito
+per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di
+S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia;
+i signori deputati si recheranno in Mantova per ricevere
+da S. A. I. il Principe Viceré i necessari passaporti e lettere
+di credito presso gli altri sovrani alleati. I signori deputati
+si presenteranno colla suddetta lettera al signor Principe
+di Metternich, domanderanno al medesimo di essere
+presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno
+in seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati.</p>
+
+<p>I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore
+d'Austria, perché venga consacrata l'indipendenza del regno
+d'Italia, già stata riconosciuta, e garantita l'integrità <a name="tn54" id="tn54"></a>del
+suo territorio a termini dei trattati, e specialmente di
+quello di Luneville.</p>
+
+<p>Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi
+fossero delle difficoltà su questo articolo, perché le potenze
+alleate avessero già diversamente disposto del territorio
+Modenese, faranno osservare tutti gl'inconvenienti che ne
+<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55"></a>[55]</span>
+deriverebbero da questo distacco, il quale mentre priverebbe
+il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle
+legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese
+per gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena,
+già unito al Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed
+accostumato alla legislazione ed alli metodi del Regno, in
+una vera confusione, cosicché sarebbe assai piú conveniente
+all'interesse delle AA. PP., di sostituire ne' compensi
+stabiliti un altro stato.</p>
+
+<p>Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto,
+insisteranno perché venga accordato al Regno d'Italia un
+compenso, il quale potrebbe essere gli Stati di Parma e
+Piacenza, con una porzione di Genovesato, compresa la
+città di Genova, ed una linea del Piemonte per una facile
+comunicazione.</p>
+
+<p>I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei
+primi oggetti, che la nazione si propone nel chiedere il
+riconoscimento solenne della sua indipendenza, è quello di
+darsi una costituzione conforme ai veri principi, ed ai suoi
+bisogni naturali, e tale da assicurare la sua felicità.</p>
+
+<p>I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi
+sotto le forme suddette il titolo di Regno, il quale
+era già stato riconosciuto da tutte le potenze, e che non
+ha meritato di perdere.</p>
+
+<p>I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza
+co' ministri del Regno in Parigi, onde valersi
+dei loro lumi e notizie; in tutti i casi poi non preveduti,
+i deputati si regoleranno con la conosciuta loro saviezza
+e prudenza.</p>
+
+<p class="indl">Milano, 18 aprile 1814.</p>
+
+<p class="indl"><i>Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla
+gotta alla mano destra.</i></p>
+
+<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Carlo Villa</span>, <i>Segretario</i>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56"></a>[56]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_III" id="N_III"></a>N. III.</h3>
+
+<p class="center"><i>Credenziale di S. E. il signor Duca di Lodi, Cancelliere
+guardasigilli, diretta a S. E. il signor Principe di Metternich
+onde accreditare presso di lui i deputati del Senato,
+Conti Guicciardi e Castiglioni.</i></p>
+
+<p class="center pad2"><i>A S. Ex. monsieur le Prince de Metternich,
+Ministre d'État de S. M. l'Empereur d'Autriche.</i></p>
+
+<p class="indl"><span class="smcap">Monsieur le Prince</span>,</p>
+
+<p>Dans le moment dans lequel les intérêts de ma patrie
+me mettent dans le cas d'invoquer pour elle l'intervention
+de V. Ex. en sa faveur, il est bien doux pour moi de pouvoir
+me rappeler l'époque à laquelle j'ai eu le bonheur de
+faire sa précieuse connaissance.</p>
+
+<p>Entraîné dans une guerre qui ne le regardait pas, le
+royaume d'Italie a dû passer par tous les malheurs qui en
+sont la conséquence; mais les événemens qui ont changé
+la face des choses en France, et doivent nécessairement
+influer sur tout le reste de l'Europe, lui présentent enfin
+une perspective heureuse, et l'espoir fondé de jouir de ses
+droits et de son indépendance, que les traités ont reconnue.
+Le v&oelig;u de la nation est tout-à-fait conforme aux
+principes proclamés par les Hautes Puissances coalisées: l'on
+réclame l'indépendance reconnue spécialement dans le traité
+de Lunéville, et l'étendue de territoire qui lui fut alors
+assignée; que si, par des combinaisons quelconques, une
+partie de ce territoire dût en être séparée, la nation se
+croit fondée à en demander la compensation. L'on desire,
+<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57"></a>[57]</span>
+pour premier fruit de son indépendance, d'établir sa constitution
+sur le vrai principe, et d'une manière plus conforme
+aux intérêts du pays, sous le gouvernement d'un
+roi indépendant.</p>
+
+<p>La première démarche que dans cette position nous
+avons cru devoir faire, a été celle d'apporter nos v&oelig;ux
+avec confiance aux pieds des Hautes Puissances coalisées,
+et principalement à ceux de S. M. l'empereur d'Autriche,
+dont la rectitude nous est depuis long-temps connue, et
+dont nous avons toujours éprouvé la bienveillance. Le
+Sénat du royaume d'Italie, en conséquence, a nommé les
+comtes sénateurs Guicciardi (Diego) et Castiglioni (Louis),
+députés auprès d'elles pour les leur présenter. Je prends la
+liberté d'adresser à V. Ex. ces députés, et de les recommander
+à sa bonté. Les circonstances qui ont brisé chez
+nous les formes établies, me font espérer que V. Ex. voudra
+les regarder comme accredités par cette lettre auprès du
+gouvernement autrichien. Ses nobles principes me sont
+trop connus, pour que je ne doive pas fonder mes espérances
+pour son intervention efficace, dans une circonstance
+où il s'agit des droits et du bonheur d'une nation
+qui n'a jamais démérité par sa conduite ni par ses sentimens
+envers l'auguste maison d'Autriche.</p>
+
+<p>Tout ce que V. E. pourra faire pour appuyer nos v&oelig;ux,
+lui assurera notre vive et éternelle reconnaissance, et ajoutera
+encore ces nouveaux sentimens à ceux de mon estime
+pour V. E. et de mon profond respect.</p>
+
+<p class="indl">Milan, le 18 avril 1814.</p>
+
+<p class="indl"><i>Le chancelier garde-des-sceaux de la couronne: par ordre
+de monsieur le Duc de Lodi, empêché per la goutte à
+la main droite.</i></p>
+
+<p class="indr"><i>Signé</i> <span class="smcap">Charles Villa</span>, <i>Secrétaire</i>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58"></a>[58]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_IV" id="N_IV"></a>N. IV.</h3>
+
+<p class="indr pad2">Li 20 aprile 1814.</p>
+
+<p class="center"><i>Il Podestà di Milano a S. E. il sig. Presidente del Senato.</i></p>
+
+<p class="pad2">Mi viene indirizzata l'unita dichiarazione di molti rispettabili
+individui di questa capitale, affinché sia da me presentata
+alle autorità superiori.</p>
+
+<p>Credo quindi del mio dovere di fargliene l'innoltro in
+copia conforme, e cosí secondare il desiderio di questi
+miei concittadini, i quali rimangono nella fiducia che ella
+vorrà degnarsi nella di lei saviezza di prenderla in considerazione,
+e compiacersi di farmi conoscere le deliberazioni
+che saranno state prese dal Senato.</p>
+
+<p>Ho l'onore di attestarle le espressioni del maggiore
+rispetto</p>
+
+<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Durini</span>, <i>Podestà</i>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59"></a>[59]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_V" id="N_V"></a>N. V.</h3>
+
+<p class="indr pad2">Milano, 19 aprile 1814.</p>
+
+<p class="pad2">Dopo l'adunanza del Senato del giorno 17 del corrente
+mese, delle cui deliberazioni nulla fu comunicato al pubblico,
+è opinione universale esservi stato proposto, discusso
+e definito un affare della maggiore importanza per il nostro
+Regno. Se nelle attuali straordinarie vicende è necessario
+d'invocare straordinari provvedimenti, credono i sottoscritti
+indispensabile, in coerenza de' principi della costituzione,
+che siano convocati i Collegi elettorali, ne' quali solamente
+risiede la legittima rappresentanza della nazione.</p>
+
+<p><i>Seguono le firme per copia conforme, delle quali si garantisce
+l'autenticità:</i></p>
+
+<ul>
+<li>Conte Pino Generale di Divisione, elettore</li>
+<li>Conte Porro Luigi, elettore</li>
+<li>Conte Trivulzio Giacomo, elettore</li>
+<li>Conte Confalonieri Federico</li>
+<li>Conte Fagnani Federico, consigliere di Stato</li>
+<li>Conte Borromeo Giberto</li>
+<li>Ciani Giacomo, elettore</li>
+<li>Fossano Luigi</li>
+<li>Pallavicini Giuseppe</li>
+<li>Traversi Giovanni, elettore</li>
+<li>Visconti di Cremona, Capo battaglione</li>
+<li>Melzi Giacomo, consigliere comunale</li>
+<li>Serbelloni Gio. Batt., della guardia Civica</li>
+<li>Crivelli Ferdinando elettore</li>
+<li><span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60"></a>[60]</span></li>
+<li>Castiglioni Alfonso, consigliere comunale</li>
+<li>Conte Durini, Podestà di Milano</li>
+<li>Giulini Cesare, Savio municipale</li>
+<li>Frisiani Giovanni, Savio municipale</li>
+<li>Bolognini Alessandro, Savio municipale</li>
+<li>Londonio Carlo, Savio municipale</li>
+<li>Brambilla Cesare, Savio municipale</li>
+<li>Arese Marco, Savio municipale</li>
+<li>Visconti Annibale, colonnello della guardia Civica</li>
+<li>Cozzi Giovanni, possidente</li>
+<li>Parea Carlo, ingegnere</li>
+<li>Conti Luigi, consigliere comunale</li>
+<li>Vigoni Gaetano, possidente</li>
+<li>Peceis Giovanni Odoardo</li>
+<li>Trecchi Sigismondo, possidente</li>
+<li>Silva Sigismondo</li>
+<li>Silva Ercole, elettore</li>
+<li>Sormani Alessandro</li>
+<li>Sormani Lorenzo</li>
+<li>Sormani Giuseppe</li>
+<li>Borromeo Carlo, possidente</li>
+<li>Serpenti Angelo, possidente</li>
+<li>Somaglia Antonio, elettore</li>
+<li>Somaglia Carlo, possidente</li>
+<li>Agretti Ambrogio</li>
+<li>Manzi Ignazio</li>
+<li>Somaglia Gio. Luca, presidente del consiglio comunale</li>
+<li>Cardoni Luigi, possidente</li>
+<li>Banfi Ferdinando, possidente</li>
+<li>Spella Luigi</li>
+<li>Carli Carlo, consigliere comunale</li>
+<li>Acerbi Pompeo, possidente</li>
+<li>Bernardino Maurizio</li>
+<li>Mori Ambrogio</li>
+<li>Rivolta Cristoforo</li>
+<li><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61"></a>[61]</span></li>
+<li>Volpi Caneriggi Benedetto</li>
+<li>Castiglioni, avvocato</li>
+<li>Vitali Gaetano, possidente</li>
+<li>Raesini Rodolfo, possidente</li>
+<li>Raesini Carlo Luigi, possidente</li>
+<li>Muggiasca Gio. Battista, possidente</li>
+<li>Rosmini Carlo, membro dell'Istituto</li>
+<li>Bolognini Luigi, giudice della Corte</li>
+<li>Gentili Antonio, tenente della guardia Civica</li>
+<li>Mellerio Giacomo, consigliere comunale</li>
+<li>Andreani Gio. Maurizio, elettore</li>
+<li>Cagnola Luigi, membro dell'Istituto</li>
+<li>Monteggia Carlo</li>
+<li>Mojana Pietro, possidente</li>
+<li>Eulbrucca Carlo</li>
+<li>Spreafico Pietro</li>
+<li>Manara Baldassare</li>
+<li>Ferrario Carlo, possidente</li>
+<li>Pizzagalli Angelo, negoziante</li>
+<li>Scotti Gallerati Francesco, possidente</li>
+<li>Scotti Gallerati Costanzo, possidente</li>
+<li>Crivelli Ignazio, possidente</li>
+<li>Zanella Carlo, cons. comunale ed elettore</li>
+<li>Trotti Lorenzo, possidente</li>
+<li>Perego Luigi, elettore</li>
+<li>Balabio Pietro, elettore, capobattaglione della guardia Civica</li>
+<li>Besana Carlo, elettore</li>
+<li>Barbò Viscardo, possidente</li>
+<li>Porta Carlo, possidente</li>
+<li>Soresi Giovanni, elettore</li>
+<li>Appiani Gabriele, possidente</li>
+<li>Giovio Lodovico, elettore</li>
+<li>Martini Francesco, possidente</li>
+<li>Severini Gerolamo, possidente</li>
+<li>Nava Ambrogio, possidente</li>
+<li><span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62"></a>[62]</span></li>
+<li>Ottolini Giulio, consigliere comunale</li>
+<li>Monticelli Giovanni, capitano della guardia Civica</li>
+<li>Crivelli Mesmer Giuseppe, capo battaglione della guardia Civica</li>
+<li>Zanella Carlo, possidente, negoziante</li>
+<li>Greppi Antonio, possidente</li>
+<li>Cicogna Giovanni, possidente</li>
+<li>Cagnola Giuseppe, possidente</li>
+<li>Vestarini Belingeri Carlo</li>
+<li>Frecarelli Prospero, possidente</li>
+<li>Bossi Benigno, capitano della guardia Civica</li>
+<li>Medici Pietro, possidente</li>
+<li>Bonet Domenico, negoziante</li>
+<li>Tagliabue Francesco</li>
+<li>Zenghi Luigi Filippo</li>
+<li>Castelbarco Cesare, possidente</li>
+<li>Cananda Pietro, possidente</li>
+<li>Ghirlanda Girolamo, capitano della guardia Civica</li>
+<li>Manzoni Alessandro, possidente</li>
+<li>Crespi Antonio, medico, possidente</li>
+<li>Castiglioni Carlo, possidente</li>
+<li>Cantú Giuseppe, possidente</li>
+<li>D'Adda Ferdinando, consigliere comunale</li>
+<li>Melzi Giuseppe, possidente</li>
+<li>Mezzoni Ottavio, possidente</li>
+<li>Bazzoni Giovanni, possidente, negoziante</li>
+<li>Monticelli Strada Gio. Battista, possidente</li>
+<li>Prevosti Giulio, negoziante</li>
+<li>Villa Carlo, consigliere comunale</li>
+<li>De-Capitani Giovanni</li>
+<li>De Carli Nazzari Luigi, elettore</li>
+<li>Crevenna Francesco, possidente</li>
+<li>De Agostini Agostino, possidente</li>
+<li>Sacchini Girolamo, avvocato, consigliere</li>
+<li>Carozzi Luigi, possidente</li>
+<li><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63"></a>[63]</span></li>
+<li>Guerrini Camillo, possidente</li>
+<li>Gorio Carlo, possidente</li>
+<li>Bossi Francesco, possidente</li>
+<li>De Simoni Baldassare, possidente</li>
+<li>Meloni Abele, possidente</li>
+<li>Segri Antonio</li>
+<li>Bozzi Galeazzo, possidente</li>
+<li>Barinetti Carlo, possidente</li>
+<li>Busca Antonio, possidente.</li>
+</ul>
+
+<p><i>Vi sono molte altre firme, che per brevità di tempo si <a name="tn63" id="tn63"></a>omettono,
+e che in seguito si faranno conoscere.</i></p>
+
+<p class="indr"><i>Per copia conforme</i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
+
+<i>Firmato</i> <span class="smcap">Durini</span>, <i>Podestà</i>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64"></a>[64]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_VI" id="N_VI"></a>N. VI.</h3>
+
+<p class="center"><i>Memoria data alla Reggenza del governo provvisorio di Milano,
+dal Conte Guicciardi Cancelliere del Senato del
+Regno d'Italia.</i></p>
+
+<p class="pad2">Un'erronea opinione circola già da alcuni giorni, e sembra
+diretta a scemare quella stima e confidenza che io
+ho procurato di conservarmi per il lungo corso di ben
+56 anni di pubblico servizio, e che era per me il piú lusinghiero
+compenso della mia politica carriera.</p>
+
+<p>Conscio della purezza delle mie azioni, ed indagando
+la causa di sí strano avvenimento, fui oltremodo commosso
+nell'udire che si pretendesse derivarlo da quella stessa recente
+commissione che mio malgrado accettai, nella sola
+speranza di concorrere, col piú leale ed onorato adempimento,
+a render paghi i pubblici voti. Confortato però
+dall'intima convinzione della mia innocenza, credetti che
+per comprovarla in modo positivo ed assoluto, bastar dovesse
+il mettere in chiaro que' fatti che, o non ben conosciuti,
+o forse alterati, hanno potuto dare spinta all'errore,
+o prestato fede alla malevolenza. Quindi determinato a pubblicare
+con le stampe la relazione del mio operato, col corredo
+di tutti i documenti che vi hanno rapporto, la sottopongo
+precisamente ai lumi del governo provvisorio, e
+perché altamente apprezzo il di lui suffragio, e perché fu
+sempre mio principio di agire colla protezione delle leggi
+e del governo.</p>
+
+<p>Lo scopo di questa mia rimostranza è di provare, che
+<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65"></a>[65]</span>
+tanto nella qualità di senatore che in quella di deputato,
+ho sostenuto gl'interessi piú cari della patria, e seguita costantemente
+la via sacra dell'onestà.</p>
+
+<p>Invoco sul primo punto la testimonianza di quelli fra i
+miei colleghi che seggono fra voi, o signori membri della
+Reggenza, e quella in particolare dell'ottimo vostro presidente.
+Con esso ebbi la sorte di essere socio nella commissione
+incaricata dell'esame del progetto, presentato dal
+governo al Senato nel giorno 17 del corrente aprile, commissione
+da me diretta ed instantemente promossa contro
+la proposta di un comitato segreto, che, per il consueto
+sommario metodo di procedura, mi sembrò non convenire
+all'importanza di un lecito argomento. Con esso e con altro
+de' membri della commissione mi recai dal cancelliere guardasigilli,
+per avere gli opportuni lumi di fatto, e sull'autorizzazione
+sua a convocare il Senato, e sulla gravezza ed
+urgenza de' motivi che lo avevano determinato.</p>
+
+<p>Riferitene quindi le risultanze alla commissione composta
+di sette membri, unanime fu il voto di lei, e per la necessità
+di occuparsi dell'oggetto e per la riforma del decreto
+del governo.</p>
+
+<p>Riunito il Senato, e lettovi il parere della commissione,
+chi piú di Dandolo che ne fu il relatore, chi piú del vostro
+presidente, chi piú di me lo difese e lo sostenne? Chi
+piú di me liberamente espose al Senato gli argomenti tutti,
+e politici e costituzionali, che ci comandavano imperiosamente
+la reiezione del terzo articolo del progetto del governo?
+Chi, se non io, dimostrò l'incostituzionalità della
+subdola e seducente mozione di un nostro, ahi troppo infelice
+collega, i cui sommi talenti lasciavano desiderare
+meno durezza di cuore e non servile adulazione? Ignoro
+se il processo verbale di quella seduta portasse tutta la discussione,
+e se siasi preservato dallo svolgimento degli effetti
+e delle carte del Senato; ma in di lui difetto, supplico
+l'invocata testimonianza de' membri del Senato, e sopra
+<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66"></a>[66]</span>
+ogni altra quella del vostro presidente, che con la sua eloquenza
+e col suo amore di patria sostenne meco il progetto
+della commissione, che con leggera modificazione
+venne definitivamente adottato dal Senato, con una maggioranza
+di voti superiori ai due terzi.</p>
+
+<p>Cadde sfortunatamente sopra di me, forse per gli accennati
+liberi sentimenti espressi, la nomina in altro de' deputati
+al quartiere generale delle AA. PP. AA., unitamente ai
+signori senatori Castiglioni e Testi; ed essendosi quest'ultimo
+per attuale infermità scusato, feci registrare nel processo
+verbale, che ove il decreto del Senato non fosse coattivo
+per tutti, nessuno aveva di me maggior titolo per esserne
+dispensato. Ma la seduta fu levata senza occuparsene. Rinnovai
+all'indomani presso il signor Duca di Lodi, cancelliere
+guardasigilli, i miei tentativi per ischermirmi. Ma
+avendo egli autorevolmente risposto che ogni indugio poteva
+compromettere la convenienza del Senato e gl'interessi
+piú sacri della nazione, immolai a questi ogni privata
+considerazione, e diedi parola di partire, a condizione che
+anche il conte Castiglioni vi si prestasse, mentre mi era
+noto che egli pure si adoperava in ogni modo per esserne
+dispensato.</p>
+
+<p>Fin qui, signori, ho parlato del mio contegno come senatore;
+parlerò come deputato.</p>
+
+<p>Il protocollo che vi presento corredato di tutti gli atti
+relativi tanto alle cose proposte e deliberate in Senato,
+quanto a quelle che concernono la missione, rende conto
+del mio viaggio, soggiorno e ritorno da Mantova, ed io
+sfido arditamente chiunque possa impugnare la verità: sull'esame
+del medesimo voi potete fondare il nostro giudizio.</p>
+
+<p>La prima censura che intesi farsi ai deputati, è di essersi
+recati al quartier generale del principe a Mantova, in vece
+di prendere la via piú breve e piú diretta per Parigi, ove
+si trovano i sovrani alleati. Parvero sorgere da ciò diffidenza
+<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67"></a>[67]</span>
+e sospetto di parzialità, e sino di collusione col principe:
+ed ecco come un intempestivo giudizio e la mancanza
+di cognizione de' fatti può per un momento far decadere
+l'uomo innocente da quel grado distinto cui ha diritto.</p>
+
+<p>Leggansi le istruzioni del cancelliere guardasigilli, cui
+dal Senato era dato il carico di stenderle; e si vedrà che
+i deputati hanno eseguito un ordine preciso loro imposto
+da chi ne aveva diritto, né mai l'obbedienza potrà essere
+indizio di rea intenzione.</p>
+
+<p>Nell'accennare questa circostanza, sono bene lontano di
+versare sopra altri ombra di colpa o di sospizione, ed anzi
+devo soggiugnere che il cancelliere guardasigilli ci mostrò
+l'ordine del principe, che dietro i concerti presi da esso
+con S. E. il signor maresciallo conte Bellegarde, dovesse
+sollecitare la pronta partenza de' deputati per Mantova. Né
+altrimenti avrebbesi potuto fare, perché senza la preventiva
+adesione del sullodato signor maresciallo, e senza i suoi
+passaporti regolari non avrebbe la deputazione potuto attraversare
+i posti delle armate coalizzate, e corso avrebbero
+rischio di non giungere troppo tardi al luogo di sua missione.</p>
+
+<p>A quella necessità, al quartier generale del principe ed a
+quello del signore maresciallo, altra importantissima si aggiungeva,
+quella cioè di ottenere lettere credenziali per le
+altre potenze alleate, giacché il signor Duca di Lodi muniti
+li aveva di una sola per il signor principe di Metternich
+ministro di S. M. l'imperatore d'Austria. La missione essendo
+diretta ad implorare la protezione di tutte le auguste
+potenze alleate, ogni ragione voleva che appresso ciascuna
+delle medesime fosse accreditata.</p>
+
+<p>Giustificata la gita a Mantova con le ricevute istruzioni
+strettamente analoghe col decreto del Senato e la necessità
+delle credenziali e de' passaporti, non resterebbe ora
+che a parlarsi del contegno tenuto dai deputati col principe.</p>
+
+<p>Il protocollo dettaglia il modo con cui furono accolti,
+<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68"></a>[68]</span>
+le ritardate udienze, i colloquî e la franchezza del linguaggio
+tenuto con esso. Era il principe pienamente e minutamente
+informato delle discussioni del Senato, e delle opinioni
+de' senatori, né certo io poteva lusingarmi, dopo quanto
+aveva detto ed opinato, di una migliore accoglienza: ora
+come mai potrebbesi supporre tanta incoerenza di principî,
+come conciliare fatti sí diversi, idee cotanto disparate, per
+dedurre malignamente, che un uomo, la cui fermezza nella
+propria opinione è da tanto tempo conosciuta, la cui onestà
+e riputazione fu sempre illesa, volesse prostituirsi colludendo
+col principe, deviando dal proprio mandato, dalla mente
+espressa de' suoi colleghi, e della pubblica opinione da lui
+sí ben conosciuta? che se pure tutti questi argomenti non
+bastassero a convincere le persone piú diffidenti e maligne,
+il carattere, la probità, l'avvedutezza ed il civismo del di
+lui condeputato, uomo sí puro, sí accreditato, non avrebbe
+dovuto togliere e dissipare il primo la piú lieve ombra di
+sospetto? Né temo di avvilirmi accennando motivi, dove
+bastar dovrebbe il dire: «Non ho mai mancato al mio
+onore.» Ma l'afflizione che ho provato per sí nera calunnia
+ha voluto qualche sfogo.</p>
+
+<p>Appena ebbero i deputati la notizia dell'occorso in Milano
+il giorno 20 aprile, senza alcuna lettera di comunicazione
+di quanto era seguito al Senato, senza il menomo officiale
+avviso del loro richiamo, presero congedo dal principe,
+ritornarono a Milano. Ed eccovi, o signori, altra luminosa
+prova che niun rapporto mi legava al principe, che nulla
+piú curai che l'interesse della patria, che rispettai la volontà
+del Senato e della nazione, qualunque fosse stato il modo,
+con cui era stata espressa. Cosí mostrai che come deputato
+fui sempre coerente coll'opinione manifestata come senatore.</p>
+
+<p>Signori del governo, la mia giustificazione è compiuta:
+leggete tutti gli atti che vi rassegno, e pronunciate; io
+attendo con quella calma che l'uomo giusto ed onesto sa
+conservare in mezzo alle oscillazioni e alle politiche vicende.
+<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69"></a>[69]</span>
+Non dubito che riconoscerete aver io adempito al mio dovere,
+ed in tale fiducia domando alla vostra giustizia, che
+mi sia lecito di dare alle stampe questa mia memoria, col
+protocollo e tutti i suoi allegati.</p>
+
+<p>Ogni uomo ha diritto al proprio onore, e molto piú un
+pubblico funzionario. Io devo anche a me stesso e alla numerosa
+famiglia mia la conservazione illibata del mio buon
+nome. Voi rappresentate il governo, ed il governo deve
+tutelare i diritti degl'individui. Vivo dunque nella fiducia
+che cotesta Reggenza aggiugnerà agli altri tratti di saggezza,
+che seguono i primi di lei passi, quello che rispettosamente
+richiama chi ha l'onore di essere colla maggiore venerazione.</p>
+
+<p class="indl">Milano 29 aprile 1814.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70"></a>[70]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_VII" id="N_VII"></a>N. VII.</h3>
+
+<p class="center">REGNO D'ITALIA.</p>
+
+<p class="indr pad2"><i>Milano 8 maggio 1814.</i></p>
+
+<p class="center">LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO</p>
+
+<p class="center"><i>Al Sig. Conte Guicciardi.</i></p>
+
+<p class="pad2">La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo
+passato ed i relativi documenti.</p>
+
+<p>Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di
+lei operato non aveva bisogno di giustificazione.</p>
+
+<p>Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua
+stima, dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel
+diritto alla medesima, che le eminenti sue qualità personali
+ed i lunghi importanti servizi resi allo Stato le hanno da
+gran tempo meritamente acquistato.</p>
+
+<p>La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza
+non sia menomamente lesa, non crede di aderire
+alla richiesta fatta per la stampa della memoria di cui si
+tratta, giacché con ciò si farebbe rivivere delle animosità
+che vogliono essere sopite, e si urterebbe col principio adottato
+e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le
+cose avvenute.</p>
+
+<p>Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior
+considerazione e somma stima.</p>
+
+<p class="center"><i>Per la Reggenza. Firmato</i> <span class="smcap">Verri</span> <i>Presidente</i>.</p>
+
+<p class="indr"><i>Il Segretario generale</i><br />
+<span class="smcap">Antonio <a name="tn70" id="tn70"></a>Strigelli.</span>&nbsp;</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71"></a>[71]</span></p>
+
+<hr />
+<h3><a name="N_VIII" id="N_VIII"></a>N. VIII.</h3>
+
+<p class="center"><i>Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere
+del Senato Consulente del Regno d'Italia</i></p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p class="center"><i>A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale
+Sommariva Commissario Imperiale.</i></p>
+
+<p class="pad2">Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria
+dal giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono
+d'Italia il principe Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto
+spedita una deputazione alle auguste potenze alleate,
+avevano sparso qualche allarme in Milano; quanto fosse
+ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno che si rassegnano.</p>
+
+<p>Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una
+folla di persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere
+siffatte voci, recossi al palazzo del Senato, impedí la
+regolare unione de' senatori, ed estorse dal presidente la
+qui unita dichiarazione. Persuasa poscia la stessa folla che
+ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo ricercò invano
+per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre
+avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte
+gli effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa
+del detto Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti,
+che l'onore nazionale vorrebbe coperti di perpetua
+obblivione.</p>
+
+<p>In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si
+credette di nominare un governo provvisorio della città e
+<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72"></a>[72]</span>
+di unire i Collegi elettorali. Tutto derivava dalla lodevole
+intenzione di ristabilire la quiete. Le savie misure del
+governo provvisorio, l'imponente attitudine della guardia
+civica, l'ottima direzione del generale comandante in capo,
+ottennero l'intento piú presto di quello che si fosse potuto
+sperare.</p>
+
+<p>Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali,
+esclusi però tutti i membri di que' dipartimenti che
+erano occupati dalle armate alleate (quantunque un rispettabile
+numero di essi si trovasse in Milano), o dimenticati
+i dotti e i commercianti degli altri dipartimenti. La prima
+operazione dei Collegi fu quella di confermare il governo
+provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto dipartimenti
+non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi
+altri individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando
+ogni confine costituzionale, abolirono e modificarono imposte,
+annullarono o restrinsero leggi amministrative e
+giudiziarie, e dichiararono aboliti i primari corpi dello
+Stato, e fra questi quello del Senato, alla conservazione
+delli di cui diritti è diretta la presente nota.</p>
+
+<p>A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi
+per tale operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni
+costituzionali e di quelle del Senato. L'unito allegato ne
+presenta l'analisi.</p>
+
+<p>Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo
+stesso loro nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione
+di candidati. I Collegi, o sono generali o sono dipartimentali.
+I primi devono unirsi in tre camere separate
+di possidenti, di dotti e de' commercianti, e ciascuna camera
+nella città destinata dalla costituzione. I secondi si
+uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera.</p>
+
+<p>Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni,
+che ambedue i Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti
+nelle forme e nei luoghi costituzionali, non hanno alcun
+<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73"></a>[73]</span>
+diritto di abolire altri corpi dello Stato voluti dalla stessa
+costituzione, per la quale essi esistono, e tanto meno poi
+il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto costituzionale
+giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi
+elettorali.</p>
+
+<p>Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare
+tutti gli elettori del Regno, uniti legalmente nel numero
+di 1153, avrà potuto fare una frazione de' medesimi, che
+non oltrepassò mai il numero di 170? Nel qual proposito
+è da rimarcarsi che per la validità degli atti de' Collegi
+si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero
+totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la
+maggior parte de' senatori furono nominati sulle proposizioni
+de' Collegi generali di tutto il Regno, e quindi al
+Regno intiero, e non ad una sola frazione appartiene il
+Senato. Né deve tacersi che la carica di senatore non si
+perde, se non per quelle cause per le quali si perde il diritto
+di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta
+l'ingiustizia della pretesa abolizione.</p>
+
+<p>Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione,
+ne emerge il seguente dilemma. O esiste costituzione, e
+deve esistere il Senato, che è il primo corpo permanente
+dalla medesima voluto, ed è solo autorizzato dall'articolo
+XVIII del sesto statuto costituzionale a far conoscere
+al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste costituzione,
+e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali,
+onde nulla e viziosa sarebbe la loro unione.</p>
+
+<p>Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla
+Francia, e non ai popoli, ed hanno altamente proclamato
+colla pace del mondo l'indipendenza delle nazioni; in tutti
+i paesi occupati dalle loro armi vittoriose, hanno provvisoriamente
+conservate tutte le leggi fondamentali e le
+autorità nazionali sin tanto che nella maturità de' loro consigli
+determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure
+l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde,
+<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74"></a>[74]</span>
+che nel Regno d'Italia le rappresenta, come appare
+dagli articoli IV e V della convenzione 23 aprile, e dal
+relativo proclama di S. E. il tenente Maresciallo generale
+Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale giustizia
+ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone
+le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude
+la presente nota con le seguenti riflessioni:</p>
+
+<p>Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione
+de' 17 aprile altro non vi propose che di venerare
+gli alti principi delle AA. PP. AA., inviando alle medesime
+rispettosi omaggi e suppliche per la finale cessazione
+delle ostilità e per l'indipendenza del Regno.</p>
+
+<p>Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno
+d'Italia, se con i Collegi elettorali non esiste anche il
+Senato.</p>
+
+<p>Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta
+nella magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni
+stipulate e ne' proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti,
+anteriori in data e in promulgazione all'incostituzionale
+abolizione pronunziata da una sola frazione de' Collegi
+elettorali, la quale nemmeno fu fino al giorno d'oggi
+legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se non
+per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27
+aprile 1814.</p>
+
+<p class="indl">Milano, li 29 aprile 1814.</p>
+
+<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Veneri</span>, <i>Presidente.</i><br />
+<span class="smcap">Guicciardi</span>, <i>Cancelliere</i>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
+
+<p>La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti
+conti Senatori,</p>
+
+<ul>
+<li>Conte Moscati</li>
+<li>Conte Paradisi</li>
+<li>Conte Leonardo Giustiniani</li>
+<li>Conte Luigi Massari</li>
+<li><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75"></a>[75]</span></li>
+<li>Conte Leopoldo Armaroli</li>
+<li>Conte Tommaso Condulmer</li>
+<li>Conte Sebastiano Bologna</li>
+<li>Conte Barnaba Oriani</li>
+<li>Conte Agostino Bruti</li>
+<li>Conte Federico Cavriani</li>
+<li>Conte Daniele Felici</li>
+<li>Conte Sigismondo de Moll</li>
+<li>Conte Simone Stratico</li>
+<li>Conte Leonardo Thiene</li>
+<li>Conte Giacomo Lamberti</li>
+<li>Conte Testi</li>
+<li>Conte Carlotti</li>
+<li>Conte Francesco Mengotti</li>
+<li>Conte Alessandro Volta</li>
+<li>Conte Marco Serbelloni.</li>
+</ul>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76"></a>[76]</span></p>
+<hr />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77"></a>[77]</span></p>
+
+<h3><a name="Note2" id="Note2"></a>NOTE</h3>
+
+<p class="pad2">Il <span class="smcap">Saint-Edme</span>, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di
+questa operetta, vi aggiunse alcune <i>Notes du traducteur</i>, delle quali per piú
+rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno riferirle o riassumerle,
+con richiamo ai luoghi stessi cui il traduttore le appose. Nella
+nota (28) ho, naturalmente, corretti i molti errori nei quali il <span class="smcap">Saint-Edme</span>
+cadde pei cognomi italiani, e v'ho aggiunto molte altre indicazioni di
+uffici e personaggi notabili del Regno italico.</p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27" href="#FNanchor_27_27">27.</a> «Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur
+qu'il traduit. Ayant fait de vaines démarches pour parvenir
+à me satisfaire, j'ai dû chercher dans l'ouvrage même quelque
+indice qui pût m'éclairer. Après un mûr examen, j'ai
+été porté à croire que M. le comte Guicciardi, chancellier
+du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait
+être attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les
+motifs sur lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti,
+che ho riferiti nella prefazione, dai quali appare manifesto
+che qui ov'è detto doversi tribuire lo scritto a un <i>ennemi</i>
+del Guicciardi si ha senza dubbio un errore di stampa, poiché
+il <span class="smcap">Saint-Edme</span> aveva certo il pensiero a un <i>ami</i> dell'ex-cancelliere.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78"></a>[78]</span></p>
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28" href="#FNanchor_28_28">28.</a> «Afin &mdash; scriveva il <span class="smcap">Saint-Edme</span> &mdash; de faciliter au
+public la lecture de cette traduction, je crois devoir lui
+donner ici le nom des différentes personnes qui occupaient
+les hauts emplois du royaume d'Italie»; e ciò ch'egli credeva
+già utile nel 1822, è oggi assolutamente necessario,
+poiché gli uomini e le cose del Regno italico sono ormai
+cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A ravvivarla
+nella memoria degli studiosi potranno giovare le indicazioni
+seguenti, le quali si danno rettificando e allargando
+quelle del traduttore francese e per le quali si è
+seguito l'<i>Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII</i>, che fu
+l'ultimo pubblicato di una serie oramai irreperibile.
+</p>
+
+<p class="center pad1">
+GRANDI UFFICIALI DEL REGNO:
+</p>
+<p>
+Grandi ufficiali della Corona:</p>
+<p><span class="smcap">Melzi d'Éril</span> Francesco di Milano, Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli.</p>
+<p><span class="smcap">Codronchi</span> Antonio di Imola, Arcivescovo di Ravenna, Grande elemosiniere.</p>
+<p><span class="smcap">Fenaroli</span> Giuseppe di Brescia, Gran maggiordomo maggiore.</p>
+<p><span class="smcap">Litta</span> Antonio di Milano, Gran ciambellano.</p>
+<p><span class="smcap">Caprara</span> Carlo di Bologna, Grande scudiere.<br />&nbsp;</p>
+<p><span class="smcap">Aldini</span> Antonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Luosi</span> Giuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia [1805-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Marescalchi</span> Ferdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri [1802-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Vaccari</span> Luigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Fontanelli</span> Achille di Modena, Ministro della guerra e marina [1811-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Prina</span> Giuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814].</p>
+<p><span class="smcap">Veneri</span> Antonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814].</p>
+<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era stato, 1802-1812, <span class="smcap">Bovara</span> Giovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 fu <span class="smcap">Giudici</span> Gaetano].</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79"></a>[79]</span></p>
+<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante].</p>
+<p><span class="smcap">Bonsignori</span> Stefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia.</p>
+<p><span class="smcap">Codronchi</span>, predetto, Arcivescovo di Ravenna.</p>
+<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolare <span class="smcap">Opizzoni</span> Carlo, non riconosciuto].</p>
+<p><span class="smcap">Fava</span> Paolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara.</p>
+<p><span class="smcap">Pino</span> Domenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della Guardia reale.</p>
+<p><span class="smcap">Costabili-Containi</span> Gio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei beni della Corona.</p>
+<p><span class="smcap">Méjan</span> Stefano francese, Segretario degli ordini del Viceré.</p>
+
+<p class="center pad1">
+SENATO CONSULENTE:
+</p>
+
+<p>I Principi della Casa Reale.</p>
+<p>I Grandi ufficiali della Corona.</p>
+<p><span class="smcap">Fava</span>, predetto, Arcivescovo di Ferrara.</p>
+<p><span class="smcap">Bonsignori</span>, predetto, Patriarca di Venezia.</p>
+<p><span class="smcap">Moscati</span> Pietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809.</p>
+<p><span class="smcap">Paradisi</span> Giovanni di Reggio, id.</p>
+<p><span class="smcap">Costabili-Containi</span>, predetto, id.</p>
+<p><span class="smcap">Guicciardi</span> Diego di Lugano, id.</p>
+<p><span class="smcap">Giustiniani</span> Leonardo di Venezia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Carlotti</span> Alessandro di Verona, id.</p>
+<p><span class="smcap">Massari</span> Luigi di Ferrara, id.</p>
+<p><span class="smcap">Vidoni</span> Giuseppe di Cremona, id.</p>
+<p><span class="smcap">Di Breme</span> Luigi Giuseppe di Sartirana, id.</p>
+<p><span class="smcap">Polcastro</span> Girolamo di Padova, id.</p>
+<p><span class="smcap">Castiglioni</span> Luigi di Milano, id.</p>
+<p><span class="smcap">Bologna</span> Sebastiano di Vicenza, id.</p>
+<p><span class="smcap">Longo</span> Lucrezio di Brescia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Alessandri</span> Marco di Bergamo, id.</p>
+<p><span class="smcap">Felici</span> Daniele di Rimini, id.</p>
+<p><span class="smcap">Volta</span> Alessandro di Como, id.</p>
+<p><span class="smcap">Cavriani</span> Federico di Mantova, id.</p>
+<p><span class="smcap">Testi</span> Carlo di Modena, id.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80"></a>[80]</span></p>
+<p><span class="smcap">Lamberti</span> Giacomo di Reggio, id.</p>
+<p><span class="smcap">Peregalli</span> Francesco di Debbio in Valtellina, id.</p>
+<p><span class="smcap">Frangipane</span> Cinzio di Udine, id.</p>
+<p><span class="smcap">Thiene</span> Leonardo di Vicenza, id.</p>
+<p><span class="smcap">Barisan</span> Giovanni di Treviso, id.</p>
+<p><span class="smcap">Mengotti</span> Francesco di Belluno, id.</p>
+<p><span class="smcap">Bruti</span> Agostino dell'Istria, id.</p>
+<p><span class="smcap">Camerata</span> Antonio di Ancona, id.</p>
+<p><span class="smcap">Sgariglia</span> Pietro di Fermo, id.</p>
+<p><span class="smcap">Armaroli</span> Leopoldo di Macerata, id.</p>
+<p><span class="smcap">Veneri</span>, predetto, nominato 10 ottobre 1809.</p>
+<p><span class="smcap">Prina</span>, predetto, id.</p>
+<p><span class="smcap">Berioli</span> Spiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id.</p>
+<p><span class="smcap">Melano Portula</span> Vittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id.</p>
+<p><span class="smcap">Serbelloni</span> Marco di Milano, id.</p>
+<p><span class="smcap">Mocenigo</span> Alvise di Venezia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Martinengo</span> Giovanni Estore di Brescia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Condulmer</span> Tommaso Gaspare di Venezia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Oriani</span> Barnaba di Milano, id.</p>
+<p><span class="smcap">Stratico</span> Simone di Zara, id.</p>
+<p><span class="smcap">Dandolo</span> Vincenzo di Venezia, id.</p>
+<p><span class="smcap">Fiorella</span> Pasquale Antonio còrso, generale di divisione, id.</p>
+<p><span class="smcap">Verri</span> Carlo di Milano, id.</p>
+<p><span class="smcap">Luosi</span>, predetto, nominato 7 febbraio 1810.</p>
+<p><span class="smcap">De Moll</span> Sigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810.</p>
+
+<p class="center pad1">
+CONSIGLIO DI STATO:
+</p><p>
+I. <i>Consiglio legislativo:</i> <span class="smcap">De Bernardi</span> Stefano presidente &mdash; <span class="smcap">Maestri</span>
+Giovanni &mdash; <span class="smcap">Bazzetta</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Sanfermo</span>
+Rocco &mdash; <span class="smcap">D'Adda</span> Febo &mdash; <span class="smcap">Bargnani</span> Cesare &mdash; <span class="smcap">Méjan</span>
+Stefano &mdash; <span class="smcap">Parravicini</span> Raffaele &mdash; <span class="smcap">Guastavillani</span>
+Giovanni Battista &mdash; <span class="smcap">cossoni</span> Antonio &mdash; <span class="smcap">bossi</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Polfranceschi</span>
+Pietro &mdash; <span class="smcap">Luini</span> Giacomo &mdash; <span class="smcap">Pedrazzini</span>
+Michele &mdash; <span class="smcap">Quirini-Stampalia</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Scopoli</span>
+Giovanni &mdash; <span class="smcap">Colle</span> Francesco &mdash; <span class="smcap">Giovio</span> Ludovico.
+</p><p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81"></a>[81]</span>
+</p><p>
+II. <i>Consiglio degli uditori:</i> <span class="smcap">Pallavicini</span> Giuseppe presidente &mdash; <span class="smcap">Aldini</span>
+Giovanni &mdash; <span class="smcap">Sopransi</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Valdrighi</span>
+Luigi &mdash; <span class="smcap">Barbò</span> Francesco &mdash; <span class="smcap">Riva</span> Cristoforo &mdash; <span class="smcap">Nani</span>
+Tommaso &mdash; <span class="smcap">Compagnoni</span> Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Brunetti</span> Vincenzo &mdash; <span class="smcap">Caccía</span>
+Gaudenzio &mdash; <span class="smcap">Casati</span> Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Tornielli</span>
+Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Custodi</span> Pietro &mdash; <span class="smcap">Burri</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Borghi</span>
+Carlo Jacopo &mdash; <span class="smcap">Brebbia</span> Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Re</span>
+Antonio &mdash; <span class="smcap">Fagnani</span> Federico.
+</p><p>
+III. <i>Consiglieri di Stato in servizio straordinario:</i> <span class="smcap">Gallino</span>
+Tommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia &mdash; <span class="smcap">Strigelli</span>
+Antonio, Segretario di Stato in Milano &mdash; <span class="smcap">Agucchi</span>
+Alessando, prefetto del Passariano &mdash; <span class="smcap">Galvagna</span>
+Francesco, prefetto dell'Adriatico &mdash; <span class="smcap">D'Allegre</span>
+Paolo Lamberto, vescovo di Pavia &mdash; <span class="smcap">Ronna</span>
+Tommaso, vescovo di Crema &mdash; <span class="smcap">Smancini</span> Antonio,
+prefetto dell'Adige.
+</p><p>
+IV. <i>Consiglieri di Stato onorari:</i> <span class="smcap">Pedroli</span> Carlo Antonio,
+primo presidente della Corte di cassazione &mdash; <span class="smcap">Taverna</span>
+Francesco, primo presidente della Corte d'appello di Milano &mdash; <span class="smcap">Beccalossi</span>
+Giuseppe, primo presidente della
+Corte d'appello di Brescia &mdash; <span class="smcap">Erizzo</span> Guido, dimorante
+in Venezia.
+</p>
+<p class="center pad1">
+CORTE DI CASSAZIONE:
+</p><p>
+<span class="smcap">Pedroli</span> Carlo Antonio, primo presidente.
+</p><p>
+<span class="smcap">Negri</span> Antonio, presidente.
+</p><p>
+<span class="smcap">De Lorenzi</span> Antonio &mdash; <span class="smcap">Tonni</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Sopransi</span> Fedele &mdash; <span class="smcap">Pizzotti</span>
+Francesco &mdash; <span class="smcap">Villata</span> Guido &mdash; <span class="smcap">Sopransi</span>
+Luigi &mdash; <span class="smcap">Bazzetta</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Repossi</span> Francesco &mdash; <span class="smcap">Ragazzi</span>
+Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Pelegatti</span> Cesare &mdash; <span class="smcap">Condulmer</span>
+Pietro Antonio &mdash; <span class="smcap">Predabissi</span> Francesco &mdash; <span class="smcap">Cisotti</span> Giovanni
+Battista &mdash; <span class="smcap">Scaccabarozzi</span> Cesare &mdash; <span class="smcap">Auna</span> Giovanni
+Vincenzo &mdash; <span class="smcap">Luini</span> Giuseppe, giudici.
+</p><p>
+<span class="smcap">Valdrighi</span> Luigi, Regio procuratore generale &mdash; <span class="smcap">Borsotti</span>
+Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale.
+</p><p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82"></a>[82]</span>
+</p>
+
+<p class="center pad1">
+CORTE DEI CONTI:
+</p><p>
+<span class="smcap">De Bernardi</span> Stefano, primo presidente.
+</p><p>
+<span class="smcap">Sabatti</span> Antonio &mdash; <span class="smcap">Sommaruga</span>....., presidenti.
+</p><p>
+<span class="smcap">Pampuri</span> Giacomo &mdash; <span class="smcap">Busti</span> Cristoforo &mdash; <span class="smcap">Ungarelli</span>
+Pietro &mdash; <span class="smcap">Teulié</span> Filippo &mdash; <span class="smcap">Pallavicini</span> Giulio &mdash; <span class="smcap">Beccaria</span>
+Giulio &mdash; <span class="smcap">Arrigoni</span> Galeazzo &mdash; <span class="smcap">Silva</span> Bernardino,
+giudici.
+</p><p>
+<span class="smcap">Noghera</span> Giovanni Battista &mdash; <span class="smcap">Somaglia</span> Gaetano &mdash; <span class="smcap">Sanner</span>
+Baldassare &mdash; <span class="smcap">Pecchio</span> Pietro, giudici per i conti
+arretrati.
+</p><p>
+<span class="smcap">Crespi</span> Luigi, Regio procuratore generale.
+</p>
+<p class="center pad1">
+SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI:
+</p><p>
+<i>Segreteria di Stato in Parigi:</i> <span class="smcap">Aldini</span> Antonio, predetto,
+Ministro Segretario di Stato &mdash; <span class="smcap">Marinoni</span> Francesco, segretario
+generale.
+</p><p>
+<i>Segreteria di Stato in Milano:</i> <span class="smcap">Strigelli</span> Antonio, Consigliere
+Segretario di Stato &mdash; <span class="smcap">Narducci</span> Giampietro, <span class="smcap">Appiani</span>
+Giuseppe, <span class="smcap">Germani</span> Giuseppe, capi di divisione.
+</p><p>
+<i>Ministero della giustizia:</i> <span class="smcap">Luosi</span>, predetto, Ministro &mdash; <span class="smcap">Biella</span>
+Felice, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Luosi</span> Luigi, <span class="smcap">Stoppani</span>
+Pietro, <span class="smcap">Alberti</span> Francesco, <span class="smcap">Prandina</span> Gaetano, capi di
+divisione.
+</p><p>
+<i>Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:</i>
+<span class="smcap">Marescalchi</span>, predetto, Ministro &mdash; <span class="smcap">Jacob</span>, capo di divisione &mdash; Seconda
+divisione in Milano: <span class="smcap">Testi</span> Carlo, incaricato
+del portafoglio del dipartimento degli affari esteri &mdash; <span class="smcap">Borghi</span>
+Carlo Jacopo, capo di divisione.
+</p><p>
+<i>Ministero dell'interno:</i> <span class="smcap">Vaccari</span>, predetto, Ministro &mdash; <span class="smcap">De
+Capitani</span> Paolo, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Ceriani</span> Giuseppe
+Cesare, <span class="smcap">Bernardoni</span> Giuseppe, <span class="smcap">Carmagnola</span> Paolo, capi
+di divisione.
+</p><p>
+<i>Ministero della guerra e marina:</i> <span class="smcap">Fontanelli</span>, predetto, Ministro &mdash; <span class="smcap">Zanoli</span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83"></a>[83]</span>
+Alessandro, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Arese</span>
+Francesco colonnello, <span class="smcap">Locatelli</span> Luigi Annibale ispettore
+alle rassegne, Patroni Giuseppe colonnello, <span class="smcap">Cruvelier</span>
+Giovanni Pietro, ispettore di marina, capi di divisione &mdash; <span class="smcap">Cortese</span>
+Francesco, direttore delle rassegne e
+della coscrizione.
+</p><p>
+<i>Ministero delle finanze:</i> <span class="smcap">Prina</span>, predetto, Ministro &mdash; <span class="smcap">Custodi</span>
+Pietro, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Soldini</span> Andrea, <span class="smcap">Petracchi</span>
+Angelo, <span class="smcap">Amante</span> Giovanni, <span class="smcap">Reina</span> Giuseppe, <span class="smcap">Marchini</span>
+Bartolomeo, capi di divisione.
+</p><p>
+<i>Ministero del tesoro:</i> <span class="smcap">Veneri</span>, predetto, ministro &mdash; <span class="smcap">Tarchini</span>
+Giovanni Battista, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Carnaghi</span> Amedeo,
+ispettore generale &mdash; <span class="smcap">Tordorò</span> Luigi, capo della
+contabilità &mdash; <span class="smcap">Corridori</span> Girolamo, cassiere generale del
+regno.
+</p><p>
+<i>Ministero del culto:</i> <span class="smcap">Giudici</span> Gaetano, segretario generale,
+ff. di ministro &mdash; <span class="smcap">Farina</span> Modesto, <span class="smcap">Casnati</span> Filippo, capi
+di divisione.
+</p>
+<p class="center pad1">
+DIREZIONI GENERALI:
+</p><p>
+<i>Acque, strade e porti marittimi:</i> <span class="smcap">Cossoni</span> Antonio, direttore
+generale &mdash; <span class="smcap">Negri</span> Gaetano, segretario generale &mdash; <span class="smcap">Artico</span>
+Angelo, <span class="smcap">Assalini</span> Antonio, <span class="smcap">Masetti</span> Agostino,
+<span class="smcap">Parea</span> Carlo, ispettori generali &mdash; <span class="smcap">Brunacci</span> Vincenzo,
+<span class="smcap">Bonati</span> Teodoro, <span class="smcap">Cossali</span> Pietro, ispettori generali
+onorari.
+</p><p>
+<i>Polizia:</i> <span class="smcap">Luini</span> Giacomo, direttore gen. &mdash; <span class="smcap">Brusa</span> Paolo,
+segretario gen.
+</p><p>
+<i>Istruzione pubblica, stampa e libreria:</i> <span class="smcap">Scopoli</span> Giovanni,
+direttore gen. &mdash; <span class="smcap">Poggiolini</span> Giovanni Luigi, segr. gen. &mdash; <span class="smcap">Pini</span>
+Ermenegildo, <span class="smcap">Rossi</span> Luigi, ispettori generali degli
+studi.
+</p><p>
+<i>Censo e imposizioni dirette:</i> <span class="smcap">Brunetti</span> Vincenzo, direttore
+generale &mdash; <span class="smcap">Lupi</span> Carlo, segr. gen.
+</p><p>
+<i>Dogane:</i> <span class="smcap">Bargnani</span> Cesare, dirett. gen.
+</p><p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84"></a>[84]</span>
+</p><p>
+<i>Privative e dazî di consumo:</i> <span class="smcap">Barbò</span> Francesco, dirett. gen. &mdash; <span class="smcap">Caldarini</span>
+Giovanni Battista, seg. gen.
+</p><p>
+<i>Monte Napoleone</i> (col titolo di <i>Prefettura del M. N. e della
+liquidazione del debito pubblico</i>): <span class="smcap">Maestri</span> Giovanni, prefetto &mdash; <span class="smcap">Calderara</span>
+Giuseppe, luogotenente prefetto &mdash; <span class="smcap">Negri</span>,
+segretario gen.
+</p><p>
+<i>Poste:</i> Darnay Antonio, direttore gen.
+</p><p>
+<i>Zecche e monete:</i> <span class="smcap">Isimbardi</span> Innocenzo, direttore gen. &mdash; <span class="smcap">Prina</span>
+Luigi, segr. gen.
+</p><p>
+<i>Lotto:</i> <span class="smcap">Soldini</span> Ambrogio, direttore gen. &mdash; <span class="smcap">Palmieri</span> segretario
+gen.
+</p>
+<p class="center pad1">
+ESERCITO E MARINA:
+</p>
+<p class="center">
+<i>Stato maggiore generale dell'esercito.</i>
+</p><p>
+<i>Generali di divisione:</i> <span class="smcap">Pino</span> Domenico &mdash; <span class="smcap">Lechi</span> Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Severoli</span>
+Filippo &mdash; <span class="smcap">Fontanelli</span> Achille &mdash; <span class="smcap">Bonfanti</span>
+Antonio &mdash; <span class="smcap">Peyri</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Fiorella</span> Pasquale Antonio &mdash; <span class="smcap">Palombini</span>
+Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Zucchi</span> Carlo &mdash; <span class="smcap">Fontane</span>
+Giacomo.
+</p><p>
+<i>Generali di brigata:</i> <span class="smcap">Polfranceschi</span> Pietro &mdash; <span class="smcap">Bianchi
+d'Adda</span> Giovanni Battista &mdash; <span class="smcap">Lechi</span> Teodoro &mdash; <span class="smcap">Balabio</span>
+Carlo &mdash; <span class="smcap">Mazzucchelli</span> Luigi &mdash; <span class="smcap">Bertoletti</span>
+Antonio &mdash; <span class="smcap">Villata</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Renard Brizio</span> Giovanni
+Battista &mdash; <span class="smcap">Dembowski</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Balathier</span>
+Carlo &mdash; <span class="smcap">Martel</span> Filippo Andrea &mdash; <span class="smcap">Rougier</span> Gillo &mdash; <span class="smcap">Schiazzetti</span>
+Fortunato &mdash; <span class="smcap">Saint Paul</span> Verbigier &mdash; <span class="smcap">Moroni</span>
+Pietro &mdash; <span class="smcap">Jacquet</span> Giuseppe &mdash; <span class="smcap">Sant'Andrea</span>
+Pietro &mdash; <span class="smcap">Bellotti</span> Gaspare &mdash; <span class="smcap">Julhien</span> Giovanni Francesco &mdash; <span class="smcap">Campagnola</span>
+Luigi &mdash; <span class="smcap">Milossewitz</span> Andrea &mdash; <span class="smcap">Bertolosi</span>
+Giovanni Battista &mdash; <span class="smcap">Galimberti</span> Livio &mdash; <span class="smcap">Rambourgt</span>
+Pietro Gabriele &mdash; <span class="smcap">Paini</span> Giulio &mdash; <span class="smcap">Paolucci</span>
+Amilcare &mdash; <span class="smcap">Peri</span> Bernardo.
+</p><p>
+<i>Aiutanti comandanti:</i> <span class="smcap">Lechi</span> Angelo &mdash; <span class="smcap">Cavedoni</span> Bartolomeo &mdash; <span class="smcap">Montebruno</span>
+Andrea &mdash; <span class="smcap">Mazzucchelli</span> Giovanni &mdash; <span class="smcap">Rivaira</span>
+Luigi &mdash; <span class="smcap">Casella</span> Giovanni Battista.
+</p><p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85"></a>[85]</span>
+</p>
+<p class="center">
+<i>Marina Reale.</i>
+</p><p>
+<i>Commissario generale:</i> <span class="smcap">Maillot</span> Stefano.
+</p><p>
+<i>Capitani di vascello:</i> <span class="smcap">Pasqualigo</span> Nicola &mdash; <span class="smcap">Milius</span> Pier
+Bernardo.
+</p><p>
+<i>Capitani di fregata:</i> <span class="smcap">Costanzi</span> Giovanni Battista &mdash; <span class="smcap">Armeni</span>
+Antonio &mdash; <span class="smcap">Rodriguez</span> Francesco &mdash; <span class="smcap">Buratovich</span> Vincenzo &mdash; <span class="smcap">Dandolo</span>
+Silvestro &mdash; <span class="smcap">Aycard</span> Romano &mdash; <span class="smcap">Saint
+Priest</span> Filiberto Luigi &mdash; <span class="smcap">Tempiè</span> Giacomo.
+</p><p>
+<i>Direttore dell'artiglieria di marina:</i> <span class="smcap">Trouchon</span> Domenico.
+</p><p>
+<i>Direttore delle costruzioni navali italiane:</i> <span class="smcap">Salvini</span> Andrea.
+</p><p>
+<i>Comandante del porto di Venezia:</i> <span class="smcap">Giaxich</span>, capitano di
+fregata.
+</p>
+<p class="center pad1">
+DIPARTIMENTI:
+</p><p>
+1. <i>Adda</i>, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6,
+comuni 29: <span class="smcap">Rezia</span> Carlo prefetto; <span class="smcap">Renard</span> generale comandante.
+</p><p>
+2. <i>Adige</i>, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4,
+cantoni 15, comuni 76: <span class="smcap">Smancini</span> Antonio prefetto; <span class="smcap">Milossewitz</span>
+generale comandante.
+</p><p>
+3. <i>Adriatico</i>, capoluogo Venezia, popolazione 290,112,
+distretti 4, cantoni 10, comuni 38: <span class="smcap">Galvagna</span> Francesco
+prefetto; <span class="smcap">Daurier</span> generale francese comandante.
+</p><p>
+4. <i>Agogna</i>, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti
+5, cantoni 19, comuni 136: <span class="smcap">Luini</span> Stefano prefetto;
+<span class="smcap">Bertolosi</span> generale comandante.
+</p><p>
+5. <i>Alto Adige</i>, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti
+5, cantoni 20, comuni 121: <span class="smcap">Dal Fiume</span> Filippo
+prefetto; <span class="smcap">Milossewitz</span> generale comandante.
+</p><p>
+6. <i>Alto Po</i>, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti
+4, cantoni 17, comuni 129: <span class="smcap">Ticozzi</span> Francesco
+prefetto; <span class="smcap">Balabio</span> generale comandante.
+</p><p>
+7. <i>Bacchiglione</i>, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479,
+distretti 5, cantoni 14, comuni 99: <span class="smcap">Magenta</span> Pio prefetto.
+</p><p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86"></a>[86]</span>
+</p><p>
+8. <i>Basso Po</i>, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti
+3, cantoni 11, comuni 82: <span class="smcap">Zacco</span> Costantino prefetto.
+</p><p>
+9. <i>Brenta</i>, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti
+4, cantoni 12, comuni 85: <span class="smcap">Porro</span> Ferdinando prefetto.
+</p><p>
+10. <i>Crostolo</i>, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti
+2, cantoni 7, comuni 52: <span class="smcap">Zecchini</span> Bonaventura
+prefetto.
+</p><p>
+11. <i>Lario</i>, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4,
+cantoni 23, comuni 168: <span class="smcap">Tamassia</span> Giovanni prefetto;
+<span class="smcap">Renard</span> generale comandante.
+</p><p>
+12. <i>Mella</i>, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti
+4, cantoni 18, comuni 127: <span class="smcap">Sommenzari</span> Teodoro prefetto;
+<span class="smcap">Fontane</span> generale comandante.
+</p><p>
+13. <i>Metauro</i>, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti
+5, cantoni 16, comuni 76: <span class="smcap">Gaspari</span> Giacomo prefetto;
+<span class="smcap">Barbou</span> generale francese comandante.
+</p><p>
+14. <i>Mincio</i>, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti
+3, cantoni 15, comuni 51: <span class="smcap">Vismara</span> Michele prefetto;
+<span class="smcap">Julhien</span> generale comandante.
+</p><p>
+15. <i>Musone</i>, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti
+5, cantoni 13, comuni 48: <span class="smcap">Villata</span> Michele prefetto.
+</p><p>
+16. <i>Olona</i>, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti
+4, cantoni 20, comuni 155: <span class="smcap">Caccía</span> Gaudenzio prefetto;
+<span class="smcap">Bertolosi</span> generale comandante.
+</p><p>
+17. <i>Panaro</i>, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti
+2, cantoni 7, comuni 52: <span class="smcap">Minoia</span> Giovanni prefetto.
+</p><p>
+18. <i>Passariano</i>, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti
+4, cantoni 18, comuni 136: <span class="smcap">Agucchi</span> Alessandro
+prefetto; <span class="smcap">Schilt</span> generale francese comandante.
+</p><p>
+19. <i>Piave</i>, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti
+3, cantoni 11, comuni 67: <span class="smcap">Ferri</span> Francesco prefetto.
+</p><p>
+20. <i>Reno</i>, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti
+<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87"></a>[87]</span>
+4, cantoni 12, comuni 76: <span class="smcap">Tadini Oldofredi</span> Girolamo
+prefetto; <span class="smcap">Roize</span> generale francese comandante.
+</p><p>
+21. <i>Rubicone</i>, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti
+5, cantoni 14, comuni 41: <span class="smcap">Frosconi</span> Alessandro
+prefetto; <span class="smcap">Villata</span> generale comandante.
+</p><p>
+22. <i>Serio</i>, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti
+4, cantoni 18, comuni 145: <span class="smcap">Cornalia</span> Francesco
+prefetto.
+</p><p>
+23. <i>Tagliamento</i>, capoluogo Treviso, popolazione 301,114,
+distretti 5, cantoni 16, comuni 93: <span class="smcap">Del Maino</span> Carlo
+prefetto.
+</p><p>
+24. <i>Tronto</i>, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti
+3, cantoni 10, comuni 72: <span class="smcap">Staurenghi</span> Leopoldo prefetto.
+</p><p>
+<i>Riassunto:</i> Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344
+cantoni, 2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie
+84,043 miglia quadrate italiane.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29" href="#FNanchor_29_29">29.</a> Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese
+della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16
+aprile 1814 (vedasi anche nel <span class="smcap">Fabi</span>, pag. 102-108); 2º il
+proclama del principe Eugenio ai soldati francesi, Mantova,
+17 aprile 1814 (in <span class="smcap">Fabi</span>, pag. 108-109); 3º l'indirizzo dell'armata
+francese al principe Eugenio, dello stesso giorno,
+firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, Marcognet,
+D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, Sainte-Laurent
+e Bode.</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88"></a>[88]</span></p>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30" href="#FNanchor_30_30">30.</a> «Semblable en cela à tous les peuples et même à tous
+les hommes qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les
+Italiens crurent que les projets du roi Joachim tendaient à
+former un seul royaume de l'Italie, trompés par sa conduite
+envers son bienfaiteur, et par les bruits qu'il faisait courir
+à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient les Italiens,
+l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes,
+préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter
+sur le trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération
+des états et princes italiens, à laisser ce pays sous
+la domination de Napoléon ou de son fils adoptif.
+</p><p>
+Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement
+leur raison, et excluaient tout jugement. Partout où
+un souverain marche en conquérant, il faut s'attendre à
+y retrouver longs-temps encore les empreintes de son pouvoir.
+Ainsi ils devaient d'autant moins douter des plans de
+l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il
+avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et
+son petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe,
+mais bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer
+ses anciennes possessions. Ils ne devaient donc aucunement
+compter sur Murat, qui appartenait d'ailleurs à une
+famille que les coalisées voulaient proscrire, et je n'examinerai
+pas ce poins délicat de leur politique.
+</p><p>
+Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse
+pour leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans
+une des notes suivantes».</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31" href="#FNanchor_31_31">31.</a> «Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient
+point eu connaissance le tous ces projets, que la craint
+des plus grands malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer,
+à preparer dans le silence les moyens de les éviter. Je ne
+leur ferai pas l'injure de les supposer capables d'une indifférence
+odieuse de la part d'aussi grands magistrats, sur qui
+le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa tranquillité.
+Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment
+qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur,
+et ils ne pouvaient point l'ignorer, la conduite de
+l'Autriche était-elle de nature à leur inspirer quelque sécurité?
+Si je ne les comdanne point pour leur indifférence, je n'hésite
+point à les accuser d'un manque total de caractère; et
+les Italiens doivent les poursuivre de leur haine pour avoir,
+<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89"></a>[89]</span>
+ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé le
+voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance
+si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne
+partageassent pas ce voeu, ils devaient le connaitre: les grands
+corps d'un état n'existent que pour le bien de plus grand
+nombre, et ils auraient dû se soumettre. En supposant que
+l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas exactement démontré,
+ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle environnée
+des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche
+de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les
+éclaircir? Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce
+que je vais faire le plus rapidement possible.» &mdash; E qui il
+Saint-Edme, esaminando la condotta politica dell'Austria
+verso Napoleone I dal 1812 al 1814, rileva come, dalla
+richiesta fatta nella conferenza di Praga per la cessione
+delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e dall'<i>ultimatum</i>
+presentato al congresso di Châtillon che esigeva l'abbandono
+totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione
+del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca;
+e conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous
+ces faits, en tirer les conséquences naturelles que Napoléon
+serait écrasé, que l'Autriche menacerait l'existence du royaume,
+qui ne consentirait point à lui accorder son indépendance,
+et qu'il fallait employer des mesures énergiques.
+Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du peuple
+italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses
+desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre
+l'abdication de Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer
+la consolidation du royaume, proclamer un chef,
+faire un appel au patriotisme du peuple, appeler tous les
+princes d'Italie à une confédération, mander a Milan les
+troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour
+tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant
+à même de discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement.
+N'eussent-ils fait autre chose que proclamer une
+<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90"></a>[90]</span>
+seconde fois la constitution de 1802, et nommer un président
+ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple de
+lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et
+qui sait si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque
+résultat avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien
+fait pour sauver la patrie.»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32" href="#FNanchor_32_32">32.</a> «Les Français étaient assez généralement aimés, et
+on les regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les
+Autrichiens ont toujours été détestés, qu'on les hait encore
+plus, et que le nom de <i>Tudesco</i> (Tudesque, ou Allemand)
+donné à un Italien, est une injure des plus vives. Sous la domination
+des Français, les Italiens jouissaient des apparences
+de toutes leurs libertés; ils embellissaient leur pays; ils protégeaient
+les arts, l'industrie, le commerce; la presque totalité
+des emplois étaient occupés par des nationaux. Maintenant
+ils ne rencontrent que des entraves, et les Autrichiens
+gouvernent en conquérans».</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33" href="#FNanchor_33_33">33.</a> «Cette déclaration concorde parfaitement avec la
+note précédente».</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34" href="#FNanchor_34_34">34.</a> Il <span class="smcap">Saint-Edme</span> riporta qui, tradotta in francese, la
+Costituzione della Repubblica Italiana adottata nei Comizi
+di Lione il 26 gennaio 1802: il testo originale di essa si ha
+nel <i>Bollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Anno I,</i>
+Milano, Veladini [1802], pp. 1-19.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35" href="#FNanchor_35_35">35.</a> «Relatifs au système continental».</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36" href="#FNanchor_36_36">36.</a> In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni
+del Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè:
+</p><p>
+<i>I. Statuto costituzionale</i>, Parigi 17 marzo 1805, preceduto
+dal discorso di F. Melzi in nome della Deputazione
+della Repubblica Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi,
+<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91"></a>[91]</span>
+Fenaroli, Costabili, Luosi e Guicciardi, membri della Consulta
+di Stato; Guastavillani, Lambertenghi, Carlotti, del
+Consiglio legislativo; Dabrowki generale di divisione; Rangone
+oratore del Corpo legislativo, Calepio membro del
+Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale
+dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani,
+del Collegio elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio
+elettorale dei commercianti; Negri, commissario presso
+il tribunale di cassazione; Sopransi, presidente del tribunale
+di revisione in Milano; Valdrighi, presidente del tribunale
+di revisione in Bologna], dall'atto della Deputazione
+stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in
+Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara
+di accettare la corona italica; tutto ciò riferito dalla <i>Raccolta
+de' fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al cangiamento
+della Repubblica Italiana in Regno d'Italia</i>, Milano,
+Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo
+Statuto costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta
+di Stato, Parigi 19 marzo 1805, che si legge nel <i>Bollettino
+delle leggi del Regno d'Italia</i>, Milano, Veladini [1805],
+PP. 33-43.
+</p><p>
+<i>II. Statuto costituzionale</i>, Saint-Cloud 29 marzo 1805
+[Reggenza &mdash; Grandi ufficiali del Regno &mdash; Giuramenti];
+nella <i>Raccolta</i> cit. pp. 98-112 e nel <i>Bollettino</i> cit. pp. 54-63.
+</p><p>
+<i>III. Statuto costituzionale</i>, Milano 6 giugno 1805 [Beni
+della Corona &mdash; Viceré &mdash; Collegi &mdash; Consiglio di Stato &mdash; Corpo
+legislativo &mdash; Ordine giudiziario &mdash; Diritto di
+far grazia &mdash; Ordine della Corona di ferro &mdash; Disposizioni
+generali] firmato dai membri della Consulta di Stato [Marescalchi,
+Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, Moscati,
+Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao
+Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe
+Taverna, Giuseppe Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba
+Oriani, Fè Marcantonio, Brunetti Vincenzo, Vertova
+Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni Giambattista, Castiglioni
+<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92"></a>[92]</span>
+Luigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, Salina
+Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari
+Luigi, Odescalchi, Bazzetta]: è nel <i>Bollettino</i> cit. pp. 91-112.
+</p><p>
+<i>IV. Statuto costituzionale</i>, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione
+del Viceré Eugenio]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano,
+R. Stamperia [1806], pp. 62-64.
+</p><p>
+<i>V. Statuto costituzionale</i>, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione
+del Senato consulente]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano,
+R. Stamperia [1807], pp. 1120-1221.
+</p><p>
+Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il
+Saint-Edme, il quale solamente accenna a un «sixième
+et dernier Statut constitutionnel» del 9 novembre 1809,
+sotto la qual data si ha invece il <i>Regolamento che stabilisce
+la natura e la forma delle relazioni del Senato col Governo</i>
+(nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia, pp. 302-312). Invece
+gli altri, veri e propri Statuti, furono i seguenti:
+</p><p>
+<i>VI. Statuto costituzionale</i>, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione
+del Senato &mdash; Attibuzioni &mdash; Dotazione &mdash; Disposizioni
+speciali]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia
+[1808], pp. 216-222.
+</p><p>
+<i>VII. Statuto costituzionale</i>, Saint-Cloud 21 settembre 1808
+[Titoli e maggioraschi del Regno]: è nel <i>Bollettino</i> cit.,
+pp. 824-847.
+</p><p>
+<i>VIII. Statuto costituzionale</i>, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione
+della corona e appannaggi dei principi e delle principesse
+d'Italia]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia
+[1810], pp. 194-210.
+</p><p>
+<i>IX. Statuto costituzionale</i>, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio
+del Principe Viceré d'Italia]: è nel <i>Bollettino</i> cit.,
+pp. 211-213.
+</p><p>
+Finalmente il <span class="smcap">Saint-Edme</span>, dopo aver notato che gli
+elettori del Regno, i quali secondo la Costituzione di Lione
+erano 300 nel Collegio dei possidenti, 200 in quello dei
+Dotti e 200 in quello dei commercianti, erano poi cresciuti
+di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 luglio
+<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93"></a>[93]</span>
+1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495,
+dotti 329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí:
+«Les électeurs aux colléges réunis à Milan en avril 1814,
+étaient au nombre de 170; et, conformément aux constitutions,
+ils ne pouvaient délibérer: si les sénateurs avaient
+eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége le ridicule
+dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils
+à leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que
+méritaient-ils de plus?»</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94"></a>[94]</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95"></a>[95]</span></p>
+
+<div class="center pad4">
+<p class="x-large">SUGLI AVVENIMENTI</p>
+<p>DI MILANO</p>
+
+<p><i>17-20 Aprile 1814</i></p>
+
+<p class="pad2">RELAZIONE</p>
+
+<p><span class="smaller">DEL</span><br />
+<span class="smcap">Conte</span> <span class="g">CARLO VERRI</span></p>
+
+<p class="small">SENATORE DEL REGNO ITALICO<br />
+E<br />
+PRESIDENTE DELLA REGGENZA PROVVISORIA</p>
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p class="pad2">SCRITTA IN NIZZA<br />
+Inverno 1817.</p></div>
+
+<p>&nbsp;</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96"></a>[96]</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97"></a>[97]</span></p>
+
+<h2><a name="SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO" id="SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO"></a>SUGLI AVVENIMENTI DI MILANO<br />
+
+<span class="small"><i>17-20 di Aprile 1814</i></span></h2>
+
+<p class="center">RELAZIONE.</p>
+
+<p class="pad2">Trascorsi ormai due anni dagli avvenimenti
+accaduti in Milano nell'aprile 1814, io, Carlo
+Verri, intraprendo a stendere una Memoria relativa
+a quella sfortunata epoca, che rimarrà lungamente
+scolpita negli animi dei Lombardi. Era mia
+intenzione di ciò fare, sino dal primo giorno nel
+quale seguí il movimento popolare; ma non mi è
+stato possibile. Le molte persone che vennero da
+me e l'essere io stato nominato Presidente del
+Governo non mi hanno lasciato libero il tempo.
+Avendo poi continuato a servire il Governo sino
+a tutto il 1815, distratto dagli affari ed essendo
+in debole salute, non ho saputo determinarmi
+a scrivere. Ora però che mi trovo in piena libertà
+e senza incombenza alcuna, io penso di
+esporre quanto la memoria saprà suggerirmi, né
+<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98"></a>[98]</span>
+mi dilungherò in riflessioni, attenendomi a' soli
+e semplici fatti, dei quali io stesso fui personalmente
+testimonio e che constino per pubblici documenti,
+o tali, per pubblica fama, che non se
+ne possa dubitare, non avuto riguardo alle voci
+sparse e prive di sodo fondamento. Narrerò
+quanto io stesso ho veduto e quanto è accaduto
+a me: cosí questa mia relazione, che penso deporre
+nell'archivio di famiglia, darà qualche idea
+della cosa pubblica ed una notizia certa di quanto
+è accaduto a me come uomo pubblico in quell'epoca
+ed in seguito. Né sarà discaro agli individui
+della famiglia se, scrivendo di me, sarò forse
+diffuso, e se brevemente discorrerò degli impieghi
+ai quali sono stato chiamato prima dell'epoca che
+intendo descrivere, giacché il principale mio scopo
+è appunto quello di stendere una Memoria intorno
+a ciò che mi appartiene come uomo pubblico.</p>
+
+<p class="pad2">Nel 1802, mentr'io da qualche tempo viveva
+quasi abitualmente in campagna attendendo all'agricoltura,
+il conte Francesco Melzi, fatto vicepresidente
+della Repubblica Italiana, chiese di me
+e mi offrí una prefettura. Contavo già il cinquantesimonono
+anno d'età e con salute debole. Presi
+tempo a riflettere, poi accettai, sempreché fossi
+destinato alla prefettura del Lario in Como, città
+triste, ma che offriva la vicinanza dei miei fondi,
+della patria e del fratello cavaliere Giovanni in
+<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99"></a>[99]</span>
+essa domiciliato. La fondata speranza di un buon
+Governo, lo Stato stabilito con pubblico trattato
+politico, il dovere che incombeva a qualunque
+probo cittadino di secondare la felice circostanza
+per il pubblico interesse mi determinarono all'assenso,
+avendo nei tempi antecedenti di rivoluzione
+della Cisalpina e dei variati governi vissuto affatto
+alieno da qualunque impiego. Erano le prefetture
+in quella loro istituzione di grado assai decoroso,
+ed erano i Prefetti quasi veri governatori; ma in
+seguito decaddero assai dal loro lustro.</p>
+
+<p>Il vicepresidente Melzi avrebbe voluto destinarmi
+non a Como, ma in qualche altro dipartimento
+piú interessante, e probabilmente aveva fisso nell'animo
+quello del Mella, la cui capitale è Brescia.
+Ma le circostanze soprallegate fecero ch'io rimanessi
+nella mia prima adesione per il solo Lario
+in Como. Dopo circa un mese di sospensione, il
+vicepresidente, vedendomi costante, mi nominò per
+il Lario. Ma vari signori bresciani, mossi da propria
+opinione e probabilmente dal Governo istesso,
+mi fecero istanze assai lusinghevoli perché cangiassi
+di pensiero e accettassi il Mella, e tali furono
+le istanze che non senza imbarazzante difficoltà
+sarebbe accaduto che io mi dispensassi; al che
+si aggiunse una obbligantissima lettera del cittadino
+Villa, ministro dell'interno, colla quale mi partecipava
+il desiderio de' Bresciani e quello del Governo
+istesso, che io non mi rifiutassi per il dipartimento
+<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100"></a>[100]</span>
+del Mella. Erano pertanto le cose a tal segno
+spinte che il rifiuto sembrava inurbana ostinazione,
+onde mi determinai a secondare l'istanza.
+Ma se la vivacità di quella nazione e le difficoltà
+che poteva presentare lusingavano e mi rendevano
+assai preferibile il Mella al Lario, pure la
+poca salute, la distanza da' parenti, dagli amici
+e dalle mie proprietà mi facevano preferire il
+Lario. Quindi in giugno del 1802 partii per Brescia:
+onorevolmente accolto, ivi rimasi fino al settembre
+del 1804, nel quale tempo ebbi una grave malattia
+di petto e fui nominato Consigliere legislativo.
+Quale memoria abbia fortunatamente lasciata di
+me nel dipartimento non istà a me il dirlo: il
+Governo ne fu contento e mi premiò coll'avanzarmi
+di grado in patria.</p>
+
+<p>Venuto in Milano nel 1805 Napoleone per
+prendere la Corona di ferro, fece una nuova nomina
+per il Consiglio interinale di Stato, poi la
+fece stabile; ed in entrambe vi fui nominato. Poi,
+istituito l'Ordine della Corona di ferro, fui tra i
+primi nominato Commendatore, e n'ebbi la decorazione
+nella prima e sola funzione pubblica che
+si fece in Sant'Ambrogio, dalle mani del Principe
+Eugenio Viceré, seduto sotto il trono in piena
+formalità. Varie e distinte incombenze ebbi come
+consigliere, nelle quali anche fui nominato il primo
+ove si trattava di piú consiglieri nominati. Tale fu
+la commissione per la Dalmazia, ove io fui nominato
+<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101"></a>[101]</span>
+per Zara e suo distretto; ma per motivi di salute
+mi dispensai. Cosí fui nominato il primo, e nei
+primi dipartimenti, come Ispettore di pubblica
+beneficenza.</p>
+
+<p>Finalmente nel principio di aprile dell'anno 1808
+il Principe Viceré, sebbene io per mia indole non
+avvicinassi né la real Corte né i Ministri, con
+maniere obbliganti mi chiese se avrebbe potuto
+disporre di me; al che risposi che tutto mi sarebbe
+stato gratissimo e ad onore, sempreché
+la mia poca salute ed i miei pochi talenti
+avessero potuto secondare le viste di S. A. R.
+Passati pochi giorni, il Principe con suo viglietto
+mi scrisse che mi disponessi a partire per Ancona
+e che conservassi il segreto che affidava alla mia
+discretezza. Poi volle a me solo manifestare il
+motivo della partenza, il quale era doversi da me
+organizzare i tre dipartimenti della Marca, cioè il
+Metauro, il Musone ed il Tronto. Comandava
+in essi, come governatore, il generale francese
+Lemarois. Volle il Principe ch'io carteggiassi
+direttamente con lui e diedemi per compagno
+Giacomo Luini, Consigliere uditore. Partii in aprile,
+pretestando un giro nei dipartimenti del
+circondario di pubblica beneficenza a me affidato,
+e giunsi in Ancona prima del giorno 21 del mese,
+epoca assegnatami. Rimasi in Ancona sino a tutto
+l'agosto, e ritornai in patria lasciando contente
+quelle popolazioni; e persino gli ecclesiastici di
+<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102"></a>[102]</span>
+Roma non disapprovarono la mia condotta. Il
+real Governo ne fu contento ed il Principe, pagate
+le spese, mi regalò una bellissima tabacchiera
+col suo ritratto contornato di brillanti. Non
+è a tacersi essere io andato in quei dipartimenti
+senza istruzioni, senza notizie delle finanze, essendosi
+il real Principe interamente affidato, com'egli
+graziosamente diceva, alla mia saviezza.</p>
+
+<p>Erettosi da S. M. l'Imperatore Napoleone il
+Senato del Regno d'Italia, ed essendosi riservata
+la nomina di alcuni, oltre quelli che gli fossero
+stati presentati dai Collegi elettorali in conformità
+dello Statuto, mi nominò Senatore con decreto
+del giorno 10 ottobre 1809.</p>
+
+<p>Questa è la carriera da me percorsa nei pubblici
+impieghi, dai quali sono stato alieno fino
+all'anno cinquantesimo di mia vita e per i quali
+non ho mai fatto passo alcuno sia colla Corte,
+sia coi Ministri. Dal che facilmente si scorge che
+nel Governo della Repubblica italiana ed in quello
+del Regno d'Italia i sudditi chiamati a pubblico
+impiego ottenevano la confidenza del Governo, e
+non erano gl'Italiani trattati come semplici operai
+e sottoposti all'umiliante diffidenza, che disgraziatamente
+forma uno dei principali caratteri del
+Governo austriaco verso gl'Italiani.</p>
+
+<p>Ciò premesso per notizia della famiglia, passo
+ora alla seconda epoca, cioè a quella del cangiamento
+di Governo. Scrivendo ciò che la memoria
+<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103"></a>[103]</span>
+potrà fornirmi e senza prevenzione di partito, non
+esporrò che i fatti certi, dai quali potrà chi legge
+dedurre quelle conseguenze che offrono da loro
+medesimi. Parlerò molto di me, poiché la Memoria
+che stendo ha per iscopo principale appunto quello
+di lasciare in famiglia un documento di quanto m'è
+accaduto, perché possa da esso dedurre argomento
+delle stabilità politiche, e quanto meglio sia il fondare
+la felicità sull'esistenza propria, sulle abitudini
+e geniali occupazioni, sui lumi, sullo studio,
+di quello che sugli impieghi dipendenti sempre
+dall'altrui volere e dall'impensato cangiamento
+degli eventi politici ed amministrativi.</p>
+
+<p>Era la sera del giorno 16 aprile 1814, quand'io
+essendo colla società di varie persone, che seralmente
+da me si sogliono unire già da vari anni,
+ricevetti lettera d'avviso che la mattina seguente
+si univa il Senato in seduta straordinaria. Convalescente
+per recente malattia di petto e debole
+assai, gli amici mi consigliarono a non intervenire
+alla seduta; ma riflettendo io che questa seduta,
+attese le cose di Francia e le sventure di Napoleone
+delle quali correvano incerte voci, doveva essere
+effetto di oggetto interessante, mi determinai
+d'andare al Senato, anche esponendo la propria salute.
+Ignorava di che trattar si dovesse; e la mattina
+del 17 me ne stavo seduto in letto trattenendomi
+in alcune geniali occupazioni ed attendendo l'ora
+di alzarmi, quando venne da me il conte Alfonso
+<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104"></a>[104]</span>
+Castiglioni mio nipote. Premessi i soliti atti di
+famigliare amicizia, egli mi chiese se pensava di
+andare al Senato; al che risposi affermativamente
+adducendone il motivo. Continuò egli interpellandomi
+se mi era noto l'oggetto della convocazione,
+e risposi che lo ignoravo. Allora egli mi disse: «Io
+ve lo dirò. Trattasi di un messaggio al Senato per
+ottenere che il Principe Eugenio, viceré d'Italia, sia
+dichiarato re.» Ignorando io ciò che era accaduto
+in Francia, come s'ignorava da tutti, fui sorpreso
+e meravigliato, onde ne parlai con stupore non potendo
+persuadermi di quanto mi veniva detto; ma
+il conte Castiglioni mi assicurò in modo cosí deciso
+e fermo che dovetti in certo modo persuadermi
+essere vero quanto mi diceva.</p>
+
+<p>Dopo breve dialogo partito il Castiglioni e rimasto
+solo, riflettei fra me medesimo cosa dovessi fare e
+dubitai se fosse prudente cosa il non intervenire
+alla seduta, giacché la poca salute mi offriva giusto
+motivo. Da una parte io sentiva le molte obbligazioni
+mie verso il Principe, che sempre mi ha distinto
+sebbene io non frequentassi la Corte; non
+ignoravo, d'altronde, che già da un anno il pubblico
+non gli era piú affezionato e che molto di lui si
+doleva. Rammentavasi l'ordine, da lui emanato, di
+dare cinquanta colpi di bastone ciascun giorno di
+un intero mese a' vari condannati ai lavori forzati in
+Mantova per essere fuggiti: decreto che fu eseguito
+per alcuni giorni, poi sospeso, essendosi da Mantova
+<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105"></a>[105]</span>
+mandati in commissione speciale alcuni cittadini
+onde revocare sí terribile decreto, che riduceva
+quelli infelici a dura morte per cancrena. Né fece
+poca impressione nell'animo degli Italiani la condanna
+a morte per fucilazione del sig. ......
+guardia d'onore, di famiglia distinta di Corinaldo,
+dipartimento del Metauro, per pensata e non effettuata
+diserzione. Varie altre cose spargevansi già
+da qualche tempo contro il Principe, e singolarmente
+alcune sue espressioni di disprezzo pe' militari
+italiani. Né poteva il pubblico tollerare l'influenza
+del signor Méjan, suo segretario degli
+ordini, né quella di qualche suo aiutante disprezzatore
+degli Italiani. Spiaceva inoltre che il
+signor Darnay fosse stato fatto Direttore delle
+poste, e dicevasi che le lettere erano tutte aperte,
+molte trattenute ed abbruciate. Il partito opposto
+al Governo esagerava questi fatti e declamava: i
+tributi gravosissimi diretti dal ministro Prina odiato
+dal pubblico; la coscrizione militare che offriva al
+macello tanta gioventú e che non lasciava famiglia
+che non fosse in profonda desolazione; la lusinga
+sempre facile nel popolo di migliorare la sorte presente
+con un nuovo Governo; la reazione del partito
+dei nobili e di quelli che dimenticati dal Governo
+speravano nelle vicende della guerra, dopo
+i disastri sofferti nel fine della campagna di Russia,
+davano animo ad eccitare il generale malcontento
+con tutti quei mezzi e con tutte quelle dicerie, che
+<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106"></a>[106]</span>
+l'entusiasmo e la vivacità dei partiti hanno poste
+in opera in tante fatali circostanze dell'età nostra.</p>
+
+<p>Questi pensieri ed il dubbio del carattere che il
+Senato fosse per assumere in cosí difficile circostanza,
+l'intimo sentimento mio di esprimere il mio
+voto sempre diretto dall'onore, dal dovere e dal
+pubblico bene, mi davano grande perplessità e timore
+di espormi inutilmente. L'incertezza delle
+notizie, l'ignoranza del vero stato politico delle
+cose, la volubilità degli eventi, la generale avversione
+al Governo francese, le declamazioni contro
+il Principe erano tutti oggetti gravissimi di seria
+riflessione. Considerando però che l'uomo appunto
+nelle circostanze difficili non doveva smentire il
+proprio carattere e che l'uomo appunto in queste
+occasioni deve prestarsi in favore dello Stato e del
+bene della società, mi determinai di andare al Senato
+nella ferma risoluzione di parlare con quella
+libertà che era di preciso dovere, quand'anche avessi
+dovuto sacrificare me stesso, e di ragionare in conformità
+di quanto fosse stato proposto alla discussione
+del Corpo, giacché realmente non sapevo
+immaginare sotto quale aspetto, con quali motivi
+e come potesse essere disposto l'affare.</p>
+
+<p>Giunto al palazzo del Senato, dubitando che la
+prevenzione di alcuni individui, la debolezza di
+molti, le private viste ed un antecedente maneggio
+potessero indurre il Senato o ad essere sospeso o a
+non mantenere quel nobile carattere e quella saviezza
+<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107"></a>[107]</span>
+che conveniva al primario Corpo del Regno,
+avvicinai due o tre senatori, e, chiesto loro se avessero
+notizia di quanto doveva trattarsi, essendomi
+stato risposto che lo ignoravano, dissi loro che l'affare
+doveva essere grave e che li esortava ad essere
+attenti e cauti contro qualunque sorpresa.</p>
+
+<p>Era presidente il conte Veneri, modenese, ex-ministro
+del tesoro del Regno. Aperta la seduta, fu
+letto un messaggio del signor Duca di Lodi,
+guardasigilli del Regno, col quale annunziava al
+Senato che le vicende politiche e le circostanze
+esigevano la piú seria attenzione, ed essere necessario:</p>
+
+<p>1º di spedire una Deputazione alle Alte Potenze
+alleate contro la Francia, onde interessarle
+a sospendere le ostilità e conservare il Regno coll'indipendenza
+dello Stato.</p>
+
+<p>2º Convocare i Collegi elettorali.</p>
+
+<p>Con questo messaggio venne proposta anche la
+forma del decreto da adottarsi, e dopo i due suddetti
+articoli eravi il terzo ed ultimo, col quale volevasi
+che</p>
+
+<p>3º La Deputazione esprimesse alle Alte Potenze
+alleate il sentimento di riconoscenza che la nazione
+nutriva verso la persona del Principe Eugenio viceré,
+per l'ottima sua condotta nell'amministrazione
+pubblica.</p>
+
+<p>Grande fu la sorpresa del Senato alla lettura di
+questo messaggio, col quale, tacendosi gli eventi
+<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108"></a>[108]</span>
+accaduti in Mantova ed a Parigi, si vedeva invitato
+a cangiare il Sovrano. E veramente in quell'epoca
+destinata a tanti cangiamenti, si sono commessi
+errori politici da tutte le parti, e anche da
+chi aveva dati non piccoli saggi di esperimentata
+prudenza e saviezza; come si vede dall'irregolare,
+imprudentissimo messaggio del Duca di Lodi al Senato,
+e come meglio apparirà considerando gli effetti
+degli opposti partiti, dei quali l'uno fu tanto
+imprudente da muovere la plebe contro il Senato,
+e l'altro non seppe, con opportuni modi, operare in
+favore dell'indipendenza dello Stato. Cosí avvenne
+in Roma per la dissensione fra la nobiltà e
+la plebe, allorché odiando quella la facoltà tribunizia
+e questa la consolare, si crearono i Decemviri;
+imperocché in quella straordinaria circostanza
+gravi errori commisero il Senato, la plebe e
+i Decemviri.</p>
+
+<p>Fatta al Senato la proposizione, io voleva chiedere
+la parola; ma il senatore Guicciardi mi prevenne
+e fece una mozione d'ordine, chiedendo come
+il signor presidente avesse convocato il Senato in
+seduta straordinaria, la quale non poteva farsi senza
+un decreto del Principe. Parmi che il presidente
+rispondesse che il Duca di Lodi, guardasigilli, era
+autorizzato e che le circostanze lo esigevano; ma
+quali fossero quelle circostanze ignoravasi dal Senato.
+Chiesi, dopo Guicciardi, la parola; ma sedendo
+io nel rango superiore, poiché le sedie stavano in
+<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109"></a>[109]</span>
+due giri, l'uno piú alto dell'altro, il senatore Dandolo,
+che era appunto sotto di me nel circolo inferiore,
+si alzò e parlò con molta eloquenza e saviezza,
+ragionando sulle tante incongruenze, che di sua natura
+offriva quello strano progetto appoggiato a
+nessuna positiva notizia e solo in generale alle urgenti
+circostanze.</p>
+
+<p>Dopo il conte Dandolo, chiesi la parola e mi limitai
+a poche domande: chiesi pertanto se l'imperatore
+Napoleone viveva o no, poiché le voci plateali
+ed il messaggio stesso davano luogo a supporlo
+morto; se, qualora fosse morto, non esistesse il
+figlio, re di Roma; se, vivo, Napoleone avesse abdicata
+la corona per sé e per la discendenza sua, senza
+di che il Senato si renderebbe colpevole di fellonia
+e di ribellione. Insorta cosí una viva discussione,
+voleva il presidente che senz'altro si adottasse il
+progetto di decreto; ma il Senato, per quanto mi
+sovviene, sulla ferma proposizione di Dandolo determinò
+che il progetto di decreto proposto al Senato
+fosse esaminato da una commissione, che ne
+facesse rapporto nello stesso giorno: la seduta fu
+dichiarata permanente. Fattosi lo scrutinio, furono
+nominati per la commissione Guicciardi, Bologna,
+Castiglioni, Dandolo, Cavriani, Verri e Costabili.</p>
+
+<p>Rimaneva però sempre il dubbio con quale autorità
+legale vi fosse stata quella straordinaria convocazione;
+onde il Senato delegò Guicciardi, Dandolo
+e Verri, perché tosto si portassero personalmente
+<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110"></a>[110]</span>
+dal Duca di Lodi per intendere da lui le facoltà
+che avesse, e se vi fosse un armistizio fra il Principe
+Eugenio e l'armata nemica, poiché il ministro
+Vaccari, mentre il Senato discuteva sull'interessante
+oggetto, accennò che si era fatto un armistizio.
+È da sapersi che i ministri potevano intervenire
+alle adunanze del Senato quando pure non
+fossero senatori, ed in quell'occasione i ministri
+Vaccari dell'interno e Luosi della giustizia, che
+certamente erano al fatto e consci di tutto, intervennero.
+Anzi si poté sapere in seguito, e la condotta
+loro lo confermò, che Vaccari singolarmente
+ed alcuni senatori, cioè Prina, Paradisi e Carlotti,
+avevano avuta parte nel formare un cosí
+strano e assurdo progetto, o per lo meno ne erano
+prevenuti; progetto che per le sue incongruenze
+appena sembra credibile. Né fu poca la maraviglia
+mia e di altri estimatori ed amici del Duca di
+Lodi, nel vedere che egli approvasse e potesse secondare
+e dar mano a tanta assurdità. E tale fu
+la sorpresa nostra che io, sull'istanza che alcuni
+mi fecero, mi portai al gran tavolo ove sedeva il
+presidente co' segretari, e chiesi di vedere la firma
+del Duca di Lodi, dubitando di qualche sorpresa;
+tanto era lo stupore. Esaminata la firma, vi trovai
+sottoscritto il <i>Segretario Villa per espressa commissione
+di S. E. il Duca di Lodi impedito dalla gotta;</i>
+ed il carattere era del Villa, a me notissimo.</p>
+
+<p>Eseguendo la commissione del Senato andai subito
+<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111"></a>[111]</span>
+co' senatori Guicciardi e Dandolo dal Duca
+Melzi, il quale ci partecipò l'armistizio, l'abdicazione
+di Napoleone e l'autorità a lui concessa per le
+occasioni straordinarie che potessero occorrere essendo
+assente il Viceré. Non è fuori di proposito
+di osservare che il Senato fu convocato in questo
+giorno 17 marzo, ad un'ora dopo mezzogiorno;
+che l'invito fu diramato il giorno antecedente e
+che l'armistizio suddetto non fu notificato che un'ora
+appunto dopo mezzogiorno del 17 istesso; come
+risulta dalla stampa pubblicatasi in Mantova, la
+quale incomincia, ecc.<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37" href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a></p>
+
+<p>Ritornati noi al Senato, dopo lunga discussione,
+dichiarata permanente la seduta, partiti i senatori,
+rimanemmo noi sette delegati per esaminare e modificare
+il progetto di decreto stato proposto. Nessuna
+difficoltà si trovò nella forma dei due primi
+articoli del decreto, i quali furono facilmente tra
+noi ad unanimità di parere combinati, cioè:</p>
+
+<p>1º Per l'invio di una Deputazione di tre senatori
+al quartiere generale delle Potenze alleate,
+onde supplicarle, in conformità de' liberali principî
+da esse pubblicati, non solo a sospendere, ma a
+cessare dalle ostilità e conservare il Regno con un
+sovrano indipendente.</p>
+
+<p>2º Per la immediata convocazione dei Collegi
+elettorali.</p>
+
+<p>Ma molte e gravi difficoltà insorsero nel combinare,
+ciò che riguardava il Principe viceré. Trattavasi,
+<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112"></a>[112]</span>
+nel primo progetto di decreto presentato al
+Senato, di un elogio del Principe da farsi alle Alte
+Potenze alleate, e di tal natura che sembrava indicarsi
+il vóto della nazione per averlo in sovrano.
+Ma il Senato non poteva parlare in nome della
+nazione, non avendone la rappresentanza, e questa
+dovevasi considerare, in quelle circostanze singolarmente,
+come <a name="tn112" id="tn112"></a>riposta ne' soli Collegi elettorali;
+al che si aggiungeva il fermento generale del popolo
+contro il Governo francese e le fatali declamazioni
+contro il Principe. Egli è ben chiara cosa
+che l'interesse personale dei senatori e fors'anche
+il vero interesse della nazione ottimamente combinavano
+colla nomina del Principe Eugenio in sovrano.
+Ed in quanto a me lo avrei bramato assai,
+onde, parlando in Senato, dissi: nessuno piú di me
+essere riconoscente e per dovere essere a lui affezionato;
+ma che sfortunatamente l'opinione generale
+da qualche tempo erasi cosí cangiata riguardo
+al Principe che pericolosa cosa sembravami il proporlo
+ed anche l'insinuarlo come bramato dalla
+nazione. Il fatto provò quanto fosse fondato il timor
+mio, come si vedrà nel seguito di questa relazione.
+Quindi, dopo tentati tutti i mezzi fra noi
+sette delegati alla riforma ed all'esame del progetto,
+né ritrovando il modo di formare il terzo ed ultimo
+articolo, combinando i nostri privati sentimenti
+colle sfavorevoli circostanze della generale
+opinione e col moto che scorgevasi nella città
+<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113"></a>[113]</span>
+contro il Principe ed i Francesi, si stese un articolo
+nel quale il Senato esprimeva la sua riconoscenza
+verso il Principe. Nessuno di noi era contento
+di quel troppo semplice articolo e troppo
+meschine espressioni; ma che potevasi fare, quando
+il dire di piú esponeva il Senato al furore del popolo
+e la nazione ad una rivolta? Noi fummo occupati
+tutto il rimanente del giorno, studiandoci
+di trovare una piú onesta uscita; ma non ci fu possibile
+immaginarla.</p>
+
+<p>Unitosi pertanto di nuovo il Senato la sera e
+montato alla tribuna il conte Dandolo, fece al Senato
+a nome della commissione formale rapporto
+e propose la riforma del decreto alla sanzione dei
+senatori. Qui grande discussione insorse: molto
+parlò il senatore Paradisi e con lui il senatore
+Prina, tentando con mille ragionamenti d'indurre
+il Senato a determinazioni piú analoghe al primo
+progetto; ma inutili furono i loro sforzi, persistendo
+il Senato nell'opinione della commissione.
+Sarebbe troppo lungo il riferire quanto fu detto;
+né io ora saprei colla necessaria esattezza narrare
+tutto l'occorso. Basterà pertanto il dire che il Senato
+passò alla nomina di tre individui da spedirsi
+in commissione alle Alte Potenze alleate, e furono
+nominati Guicciardi, Testi e Castiglioni. Io
+ero stato interpellato da Guicciardi, se potessi
+esporre la mia debole salute per la patria accettando
+di essere della commissione, ma risposi che
+<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114"></a>[114]</span>
+sarei sicuramente rimasto ammalato in cammino;
+e troppa infatti era la debolezza mia fisica per
+età non solo, ma per convalescenza di malattia di
+petto.</p>
+
+<p>Mentre queste cose in Senato non senza vivacità
+si discutevano, quando si pervenne alla lettura
+del terzo articolo il ministro Vaccari, spinto
+dall'attaccamento suo al Principe, e poco o nulla
+ragionando sulle circostanze, alzatosi dalla sedia,
+disse: «Oh, questo poi è troppo, ed è un insulto,
+poiché appena è detto ciò che si direbbe ad un
+subalterno che cessa dal servizio». Che poco fosse
+il complimento ciascun di noi, con vero dispiacere,
+lo sentiva; ma come porvi rimedio? Questa mossa
+però del ministro Vaccari fece sí che alcuni senatori
+studiarono stendere in piú onesta maniera
+l'articolo; ma in fatto sempre insorgeva la terribile
+difficoltà che in nome della nazione il Senato non
+poteva parlare e che qualunque elogio fatto al Viceré,
+il quale potesse dare idea alle Potenze alleate
+che il Principe fosse bramato in sovrano, incorreva
+nella fatale contrarietà della fermentante
+opinione del popolo, con grave pericolo del Senato
+e della pubblica quiete. Dopo vari tentativi fu letto
+un articolo, che parmi fosse scritto dal senatore
+conte Mengotti, nel quale si stabiliva che fossero
+fatti i dovuti ringraziamenti al Principe per l'ottima
+sua amministrazione; fosse a lui partecipata
+la riconoscenza e l'affezione del Senato, con alcune
+<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115"></a>[115]</span>
+altre espressioni atte a dare favorevole opinione
+del Principe, che ora bene non saprei risovvenirmi.
+Fu quell'articolo adottato per istanchezza
+piuttosto che per persuasione in modo tumultuario,
+essendosi alzati i senatori ed essendo inoltrata
+la notte.</p>
+
+<p>Aveva il conte Testi, nominato tra i delegati
+alle Alte Potenze alleate, dichiarata l'impossibilità
+di aderire alla propria partenza, adducendo il fisico
+incomodo che tuttora aveva negli occhi, incomodo
+che realmente sussisteva e non di poca
+conseguenza. Stette egli fermo nell'iscusarsi, e il
+Senato a tenore del suo decreto doveva supplire
+con altra nomina, onde tre fossero gli ambasciatori;
+ma il presidente, non avuto riguardo a questa
+circostanza, dichiarò sciolta la seduta: e sebbene
+io gli dicessi che ciò era irregolare e che la rinuncia
+del conte Testi esigeva un supplemento,
+egli rispose con qualche impazienza che la seduta
+era sciolta e che usava l'autorità della quale era
+investito. Fu la fine di questa seduta irregolare,
+e priva d'ordine, come spesso accade nelle assemblee
+quando gli animi sono stanchi; e mentre il
+senatore Paradisi, che molto aveva parlato in sentenza
+contraria alla generale opinione del Senato,
+se ne uscí frettolosamente col senatore Carlotti
+e mentre gli altri alzatisi dalle sedie si frammischiavano
+nella sala per partire, il ministro Vaccari
+disse che «la deputazione doveva prendere
+<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116"></a>[116]</span>
+la strada di Mantova e presentarsi al Principe
+Eugenio prima di portarsi al quartiere generale
+delle Potenze.» D'onde nacque in molti non poca
+meraviglia come ciò si dicesse da un ministro,
+che niuna autorità aveva sopra il Senato, e lo dicesse
+dopo levata la seduta.</p>
+
+<p>Guicciardi e Castiglioni, prese le istruzioni dal
+Duca di Lodi per il modo di seguire l'ambasciata,
+partirono per Mantova, e Castiglioni partí, per
+la insinuazione degli amici e non senza difficoltà.
+Portatisi a Mantova, ritornarono in Milano senza
+effettuare la commissione; e non essendomi ben
+noto ciò che in Mantova è avvenuto, mi riservo
+informarmene dai delegati medesimi ed aggiungerne
+le relazioni.</p>
+
+<p>Mentre il Senato sedeva, in tutto quel giorno
+il partito contrario al Governo non rimase ozioso,
+e nella città cresceva il fermento. La sera tale
+era la vivacità dell'opposizione che nel gran teatro
+della Scala fu proposto di andare al Senato ed
+ivi manifestare l'opinione del popolo e costringere
+il Senato a dimettere qualunque idea che
+tendesse ad avere il Principe Eugenio in sovrano.
+Ma, fosse per caso o per arte di un commesso
+della Polizia come fu detto, sparsasi nella platea
+del teatro la voce che il Senato era sciolto ed
+i senatori partiti, fortunatamente il progetto non
+ebbe effetto. Che se il popolo occupava di notte
+il Senato, questa infelice città avrebbe sofferta una
+<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117"></a>[117]</span>
+terribile calamità, ed i senatori non avrebbero
+potuto salvarsi, tanta era l'animosità del partito
+che divulgava volere il Senato il Principe in sovrano
+e tanta l'avversione popolare. Mosso il popolo
+e mossa di notte la plebaglia, i cattivi, per
+vendetta di parte e per avidità di saccheggio, avrebbero
+posta la città tutta in un vero caos di disordini
+e di crudeltà.</p>
+
+<p>La mattina del giorno 18 andai a fare un piccolo
+passeggio verso Porta Orientale, e passai
+lungo la corsía de' Servi: la sera mi fu detto, non
+essere io stato riconosciuto da quelli che si trovavano
+alla bottega di caffè, se non quando la
+aveva oltrepassata, e che n'ebbero dispiacere, perché
+riconoscendomi prima m'avrebbero fatto applauso.
+In quello e nel seguente giorno 19 sempre
+crebbero i discorsi pubblici, l'incertezza delle
+cose politiche, l'avversione ai Francesi: lo spirito
+di partito agitava tutte le menti. Varie persone
+vennero da me, colle quali io procurava d'insinuare
+la quiete, assicurandole che il Senato nulla
+aveva fatto che si opponesse al bene generale e
+che la risoluzione presa era savia e prudente.
+Non mancò chi voleva la mia firma ad una carta
+rivoluzionaria, firma alla quale mi rifiutai, esortando
+chi la propose che considerasse a quante
+calamità esponesse lo Stato ed a quanti pericoli
+sé medesimo.</p>
+
+<p>E qui piacemi narrare un fatto che può divertire
+<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118"></a>[118]</span>
+il lettore. Una mattina, non so se il giorno
+18 o 19, mentre secondo il mio consueto me ne
+stavo a letto scrivendo, il cameriere mi annunziò
+esservi una signora che bramava parlarmi. Entrata
+ed avvicinatasi al letto, m'abbracciò e baciommi.
+Era donna di mezza età e di condizione
+civile. Sorpreso da questo singolare tratto, sorridendo
+le chiesi quale mai fosse il motivo di
+tanta tenerezza con me, mentr'io non aveva l'onore
+di conoscerla. Al che ella rispose che il carattere
+da me spiegato in Senato aveva eccitato
+il piú vivo sentimento di stima e di affezione in
+tutti; che essa si trovava in casa con vari amici
+e che mentre parlavano di me con lode, essa disse
+che volentieri m'avrebbe dato un bacio; e che applaudendo
+quelli alla proposizione si determinò ad
+eseguirla. Fatti alcuni vicendevoli complimenti e
+manifestata la sorpresa mia, poiché non aveva fatto
+se non ciò che il dovere e le circostanze esigevano
+e che altri pure in Senato aveva fatto, dopo
+breve dialogo partí. Seppi da essa il suo nome,
+ed essere moglie di un viceprefetto, e che alloggiava
+in casa Serbelloni ai Servi, ma non mi sovviene
+né il nome, né la viceprefettura; né piú
+la vidi, sebbene fosse mia intenzione di farle una
+visita, che le mie successive occupazioni non mi
+hanno poi permesso.</p>
+
+<p>Le pubbliche voci, ciò che da varie persone mi
+fu detto del malcontento generale, il fermento
+<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119"></a>[119]</span>
+nella platea del gran teatro della Scala, ove vi fu
+chi propose la sera di lasciare il teatro e portarsi
+tumultuarii avanti al Senato, come già dissi, e
+varie altre circostanze presagivano un generale turbamento;
+ond'io, sebbene vivessi già da qualche
+tempo quasi privatamente attendendo alla mia
+sempre incerta salute, e poco anzi frequentassi il
+Senato stesso, deliberai portarmi dal conte Melzi
+Duca di Lodi, per informarlo del pericolo in cui
+trovavasi la città e lo Stato. E sebbene già da
+molto tempo fosse egli obbligato dalla gotta, che
+abitualmente lo affliggeva, a dimorare in casa, era
+però il primo fra i Magistrati, essendo Cancelliere
+Guardasigilli del Regno, rispettato dal Viceré,
+ed in diretta corrispondenza con Napoleone;
+sicché, assente il Viceré, doveva considerarsi la
+prima persona del Governo. Melzi era stato vicepresidente
+della Repubblica Italiana, nella quale coi
+suoi distinti talenti, colla grandezza del pensare,
+colla somma probità e con idee liberali confermò
+quell'alta opinione che tutti i buoni avevano di
+lui. Presiedeva il Consiglio dei ministri ed a lui
+era affidata l'alta polizia nell'assenza del Principe.
+Mosso io pertanto dal desiderio di liberare la
+mia patria dallo sconvolgimento, che tutto presagiva,
+tutto a lui esposi; ma, per quanto dicessi,
+non mi riuscí persuaderlo dell'imminente pericolo.
+Non lasciai di fargli osservare aver egli sempre
+in me considerata certa tranquillità di carattere e
+<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120"></a>[120]</span>
+nessuna tendenza di troppo mobile immaginazione,
+onde pur si persuadesse che non esagerate ma
+veritiere erano le circostanze tutte ch'io gli riferiva,
+e che, malgrado l'indole mia né esagerata,
+né timida, io non poteva se non considerare la
+città, il Senato, il Governo in grave pericolo.</p>
+
+<p>Ma o fosse che la lunga malattia di gotta avesse
+in lui diminuita la forza delle intellettuali facoltà,
+o fosse egli male assistito dal magistrato di Polizia,
+come poi seppi da lui stesso, o non conoscesse
+l'opinione pubblica per il suo genere di vita
+affatto domestico, non vedendo che pochissimi
+amici e parenti, furono inutili tutte le mie parole.
+Fu questa la prima volta che egli non poté accostarsi
+alla mia opinione, e non senza mia gran
+maraviglia, imperocché come prefetto e consigliere
+di Stato ebbi sempre piú felice sorte. Quanto
+io gli andavo dicendo colla maggior forza di ragionamento,
+tutto fu inutile a porlo in diffidenza.
+Cosí sembra che il destino combinasse tutti gli
+elementi al fatale sconvolgimento dello Stato, accecando
+anche le menti de' piú illuminati e zelanti:
+di tale accecamento si scorgeranno le prove
+in tutto ciò che sono per dire, giacché il tutto
+forma un complesso di errori politici e governativi,
+altrettanto strano quanto fatale.</p>
+
+<p>Trascorsero cosí i giorni 18 e 19 aprile, nei
+quali le private società non s'occuparono d'altro
+che di ragionare sulle circostanze dell'Impero francese
+<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121"></a>[121]</span>
+e del Regno d'Italia, e tutte si posero in moto
+le passioni dirette da vari ed opposti interessi.
+Molti, come suole accadere, speravano cangiando
+governo. La coscrizione militare spinta agli estremi,
+il timore di perdere nelle persone impiegate, la
+gravezza delle imposte, la lusinga di sorgere dalla
+dimenticanza nella quale molti nobili si trovavano
+sotto il dominio di Napoleone, l'attaccamento dei
+piú vecchi fra questi avversissimi ai Francesi e
+che molto speravano dagli Austriaci, ponendo in
+moto gli animi li agitava; e ciascuno agiva e si offriva
+pronto ad agire secondo le particolari sue
+mire ed il proprio interesse. Ma il partito che
+sembra avere in fatti influito allo sconvolgimento
+è quello dei vecchi nobili. Questi, dei quali potrei
+nominare alcuni, a quanto pare servendosi dell'autorità
+loro fondata sull'età e sulla nobiltà del sangue,
+approfittando della facile mobilità di alcuni
+giovani e della loro irritabile animosità, riscaldati
+gli animi hanno secondato o fatto nascere espressamente
+il progetto di portarsi al Senato nella
+prima seduta e di esprimere popolarmente il voto
+contrario al Governo francese. Ma quando pur voglia
+supporsi che retta nei principî fosse l'intenzione
+di un tale progetto, non era però fondata
+su principî di prudenza né di saggia previdenza,
+coi quali sarebbesi dovuto riflettere quanto facile
+cosa sia il porre in moto la plebe e quanto poi
+difficile il reprimerla nei suoi eccessi. Giovani
+<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122"></a>[122]</span>
+erano questi primi motori e delle cose pubbliche
+inesperti, e forse furono essi medesimi maravigliati
+di un esito cosí inaspettato e pericoloso. Né sarebbesi
+da essi saputo frenare quel moto a cui diedero
+principio, né evitare i terribili mali di un generale
+saccheggio, al quale essi imprudentemente
+avevano aperta la strada.</p>
+
+<p>Era la sera del giorno 19, quand'io secondo il
+consueto me ne stava in casa colla società degli
+amici e parenti, allorché ricevetti la solita lettera
+d'invito al Senato per il giorno seguente. Aveva
+il Senato due sedute fisse in ciascun mese, cioè il
+10 e il 20. Cosí anche in quelle tumultuose circostanze
+il Presidente fece spedire l'invito come cosa
+regolare e di pratica. E qui pure veggonsi i gravi
+errori politici e amministrativi. Era notorio il fermento
+pubblico, era generale il malcontento; nessuno
+ignorava che la sera del 17 nel teatro della
+Scala fuvvi chi propose, come si è detto piú sopra,
+di andare tumultuariamente al Senato per costringerlo
+a non secondare il progetto favorevole al
+Principe Eugenio. La seduta del Senato era di mera
+formalità per essere il 20 del mese, e non eravi
+alcun affare interessante e nessuna forza che assicurasse
+la tranquillità della seduta. Letta la lettera,
+tutti quelli della società, singolarmente in
+vista della debole salute in cui mi trovava per la
+sofferta malattia di petto, mi persuadevano a non
+espormi alla necessaria mutazione di vestito ed al
+<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123"></a>[123]</span>
+diverso ambiente delle stanze. Grato all'interesse
+degli amici, fermo in me stesso d'intervenire alla
+seduta, risposi che mi sarei determinato secondo
+mi ritrovassi di salute nella mattina seguente.</p>
+
+<p>Il giorno 20, mi vestii di costume, come si
+soleva, e postomi in carrozza andai al Senato.
+Temendo però che passando per la corsía dei
+Servi potessero dai caffè che vi sono essermi fatti
+quelli applausi, che mi fu riferito non essermi stati
+fatti quando vi passai il giorno 18 per non essere
+stato conosciuto, volli che il cocchiere prendesse
+la contrada di S. Vittore Quaranta Martiri, poi
+quella del Senato. Giunto al ponte che sta a capo
+di essa, vidi alla porta del palazzo del Senato un
+complotto di venti persone circa, e non piú, colle
+ombrelle di seta perché pioveva. Fra quelle persone
+potei distinguere un giovane nobile da me
+conosciuto, il quale allo spuntare della mia carrozza
+fece un cenno e conobbi che indicò essere quella
+la carrozza mia. Fatto il piccolo tratto che sta fra
+il ponte e la porta del palazzo, udii grandi evviva,
+applausi e batter di mani a me diretti; feci un
+profondo inchino, e rapidamente entrato sotto il
+portico e sceso, continuando gli applausi, facendo
+inchini me ne andai frettolosamente alla gran sala.
+Venivano in seguito di mano in mano altre carrozze
+di senatori, e mentre lentamente io montava
+le scale, udii urli e fischiate non prive di
+minacce, colle quali gli altri senatori erano ricevuti
+<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124"></a>[124]</span>
+ed accompagnati. Passati i due lunghi portici,
+entrai nella prima stanza degli uscieri, e mentre
+pensava dirigermi alla destra, ove solevano radunarsi
+gl'individui prima di porsi nell'aula della
+seduta, mi fu indicato che i senatori erano nell'aula
+suddetta. Come ciò accadesse io non lo so;
+ma forse quello schiamazzo, sebbene di poche persone,
+aveva indotto i senatori a porsi subito nell'aula
+della seduta, sia per ottenere il vantaggio
+di rappresentanza pubblica del Corpo primario dello
+Stato, sia per accelerare le discussioni e le provvidenze
+che potessero occorrere.</p>
+
+<p>Entrato nell'aula, ritrovai non molti senatori
+avermi preceduto, e fatti i consueti offici d'urbanità,
+vidi il Presidente che stava in piedi innanzi
+ad alcuni senatori seduti: mi accostai e lo salutai.
+Stavano gli altri separatamente parlando come nella
+società si costuma, poiché non era incominciata
+la seduta per mancanza del numero legale. Osservai
+che il Presidente discorreva con quelli ch'erano
+seco su alcune carte che avevano in mano, e vedendo
+che il loro discorso mostrava inquietudine,
+voltomi al Presidente, chiesi vedere le carte, e
+data una rapida occhiata, vidi contenere una forte
+protesta contro il Governo francese, e parmi vi
+fosse la domanda della convocazione dei Collegi
+elettorali e del richiamo della Deputazione spedita
+a Mantova. Osservai una grande quantità di firme
+d'individui delle piú ragguardevoli famiglie e di
+<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125"></a>[125]</span>
+persone distinte, coll'annotazione che molte ed
+assai piú non erano state trascritte per mancanza di
+tempo. Rivoltomi pertanto al Presidente, lo interpellai,
+se egli aveva ricevute quelle firme, e gli dissi
+che a me facevano grande impressione e che non
+sembravami cosa da prendersi leggermente, ma da
+essere ponderata assai. Appena ebbi ciò detto, un
+araldo entrò e disse che un aiutante del Comandante
+della piazza chiedeva di entrare. Ammesso
+nella sala, disse che per ordine del Comandante
+avvertiva il Senato che il popolo contornava
+il palazzo, che la folla cresceva e che vi era
+pericolo. È veramente meritevole di molta considerazione
+questo messaggio, senza che dal Comandante
+si accennasse provvedimento alcuno
+da lui dato, né forza comandata in difesa del
+Corpo e della pubblica sicurezza: cosí pure che ad
+alcuno dei senatori non si presentasse l'idea, che
+pur doveva essere la prima a sorgere, d'interpellare
+l'aiutante sulle provvidenze che fossero state
+date e da potersi dare. Io rimprovero me stesso
+di tanta mancanza, e non posso cessare dalla maraviglia
+come ciò non sia sovvenuto né a me, né
+ad alcuno.</p>
+
+<p>Mentre però la sorpresa sembrava aver colpito
+i senatori, sentendo che il popolo era alla porta
+del palazzo e riflettendo agli applausi fattimi, rivoltomi
+ai senatori dissi: «Se lo giudicate, mi
+presenterò al popolo onde conoscere la cosa
+<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126"></a>[126]</span>
+e procurare la calma». Avendo essi aderito,
+uscii subito, e passati i lunghi portici, sceso dalla
+gran scala, mi portai alla porta del palazzo. Osservai
+non esservi ivi di guardia che sette od otto
+soldati, numero minore del consueto, e fu mio
+primo consiglio l'ordinare al capo-posto che nessun
+soldato facesse violenza. Pioveva; mi posi sul
+limitare esterno: ma quale fu la mia sorpresa allo
+scorgere totalmente cangiata la qualità delle persone
+ivi affollate. Eranvi al mio arrivo cittadini
+tutti per lo meno di civile condizione, e tutti con
+ombrelle di seta; ma ora non si ravvisavano che
+individui del piú basso popolo, nessuno fra essi
+di mia conoscenza, nessuno che mi conoscesse.
+Chiesi cosa si bramasse, e replicatamente dissi il
+mio nome; chiesi piú volte se vi fosse chi mi
+conoscesse personalmente, pregai perché alcuno
+s'inoltrasse e parlasse dichiarando quanto si chiedeva.
+Ma tutto fu inutile; nessuno proferí parola,
+nessuno si mosse dal luogo: quella massa non
+grande di popolo rimase muta, immobile, tranquilla,
+ma era composta di figure che non presagivano
+alcun bene e sembravano fatte per il saccheggio
+e la rapina. Dopo replicate inutili istanze,
+non movendosi alcuno, nessuno parlando, credetti
+mio dovere di fare una breve esortazione, nella
+quale, lodata la buona indole della popolazione e
+rammentata la savia condotta tenuta dai miei concittadini
+nei tempi della generale rivoluzione, assicurata
+<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127"></a>[127]</span>
+quella gente sulla mia parola d'onore che
+il Senato non aveva agito e non pensava che
+in conformità del pubblico interesse, esortai alla
+calma ed a ritirarsi ciascuno a' proprii offici domestici.</p>
+
+<p>La tranquillità ed il silenzio conservato da quella
+parte di popolo che si era presentato alla porta del
+palazzo, che non ascendeva forse a sessanta persone,
+davano motivo di considerare quel piccolo
+tumulto come cosa da poco e calmato dal breve
+discorso fattogli. Ritornai pertanto al Senato; ma
+appena fui nella sala riferendo l'occorso, alcuni
+degli uscieri ed impiegati entrarono sbigottiti annunziando
+che il popolo s'ingrossava in modo minaccioso.
+Come ciò accadesse io non saprei assicurarlo.
+Forse la naturale curiosità, per cui suole
+il popolo accorrere ovunque si formi unione di
+gente, poté in poco tempo accrescere la folla; o
+forse, come da alcuni si è asserito, molta gente
+erasi anche radunata preventivamente dal partito
+dei giovani nobili, che pel primo diede il moto,
+e la teneva collocata nel bosco attiguo al palazzo.
+E sebbene dalla porta di questo all'aula del Senato
+siavi qualche distanza per i lunghi portici
+dei due cortili, né io potessi andare con passo
+molto celere perché convalescente, pure la rapidità
+colla quale il popolo si era ingrossato può
+in certo modo confermarne il sospetto.</p>
+
+<p>Al nuovo annunzio nacque un momento di silenzio,
+<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128"></a>[128]</span>
+ed io, vedendo che nessuno parlava, dissi:
+«Se lo credete, o senatori, ritornerò, e mi presenterò
+al popolo». Aderirono essi, ed i senatori
+Massari e Felici si offrirono a venire con me.
+Scese le scale, ritrovammo essere il popolo entrato
+nel primo portico inferiore. Felici e Massari,
+mischiatisi colla moltitudine, la esortavano alla
+quiete, assicurandola della retta intenzione del Senato,
+ed io con essi faceva lo stesso. Eravamo
+vestiti da senatori, come solevasi allorquando si
+sedeva in Senato. Mentre però con urbane e ragionevoli
+esortazioni procuravamo, cosí frammischiati
+col popolo, persuaderlo alla quiete ed a
+ritirarsi, io osservai che non piú eravi silenzio,
+quiete, immobilità, come quando mi presentai solo,
+ma che il popolo questionando si avanzava, dimenticato
+quel rispetto che avrebbe dovuto mantenere
+alla presenza di tre magistrati in abito di
+costume e nel palazzo medesimo del primario
+Corpo dello Stato. Questo diverso contegno mi
+fece impressione ed ebbi un momento di dubbio
+sulla sicurezza dei nostri individui e del rispetto
+dovuto alla dignità del grado senatorio. Temetti,
+sebbene fossi stato applaudito all'ingresso, poi rispettato
+parlando solo al popolo, che in quella
+tumultuosa folla poco conosciuto potessi facilmente
+essere insultato, ché troppo diverso dal
+primo era il contegno di questa seconda massa.
+Nella prima l'immobilità ed il silenzio davano
+<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129"></a>[129]</span>
+luogo a sperare certo rispetto; nella seconda, superiore
+assai di numero, non piú silenzio, non
+piú immobilità: si questionava continuamente, la
+moltitudine andava inoltrandosi verso le scale,
+non mancavano schiamazzi, e tutto presagiva non
+aversi rispetto alcuno né al luogo, né alle persone.</p>
+
+<p>Eransi i due senatori, che meco discesero le scale,
+separati, e ciascuno di essi parlava al popolo separatamente,
+esortandolo alla quiete con adatti modi.
+Ma questa separazione nostra e il frammischiarsi
+ciascuno separatamente colla massa ivi concorsa,
+togliendo molto alla dignità della rappresentanza,
+dava sempre piú animo ai tumultuanti; ond'io vedendo
+l'inutilità di quelle allocuzioni e che il
+popolo disputando e piuttosto confusamente mormorando
+s'inoltrava, credetti prudente cosa e necessaria
+rimontare le scale e rientrare in Senato.
+Il mio dubbio era giustamente fondato su tutte
+quelle poco felici speranze; infatti appena rientrai
+nell'aula, incominciai a riferire quanto accadeva
+nel primo gran cortile, che anche gli altri due
+senatori rientrarono. Trascorsi pochi momenti,
+crescendo il tumulto, sbigottiti gli uscieri e gli
+altri impiegati, alcuni bussando alla porta del Senato
+palpitanti, pallidi per lo spavento chiesero
+di entrare, e con interrotte parole annunziarono
+che il popolo s'ingrossava con manifesto pericolo.
+Fattosi un momento di silenzio, come suole accadere
+nelle circostanze che portano seco il sentimento
+<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130"></a>[130]</span>
+della sorpresa ed esigono per la loro importanza
+ponderazione e consiglio, io di nuovo
+mi offrii per arringare il popolo. Riflettendo però
+all'occorso sopra narrato, dissi: «Senatori, se cosí
+giudicate, io di nuovo mi proverò presentandomi
+alla moltitudine, ma bramerei presentarmi solo».
+Acconsentirono essi, ed io, per quanto le deboli
+forze me lo permettevano, presto uscii, e passati i
+lunghi portici superiori scesi la grande scala, e
+giunto al ripiano che dà all'ultima parte di essa
+che sta di faccia al lungo portico, lo vidi tutto
+pieno di gente, che confusamente faceva strepito.
+Era frattanto giunto al palazzo un corpo di Guardia
+nazionale, con vari ufficiali di essa. Alcuni di
+questi mi si avvicinarono dicendomi cose assai
+obbliganti, né mancò chi mi disse; «Siate pur
+fermo e tranquillo, noi siamo disposti ad esporre
+la vita; ma voi sarete salvo, ed in qualunque
+evento vi difenderemo». Io non saprei esprimere
+quali sentimenti eccitassero in me cosí lusinghiere
+espressioni, la condotta del popolo verso di me,
+la folla del tumulto e le circostanze tutte che lo
+accompagnavano. Giunto pertanto al ripiano superiore
+della prima salita, avendo di contro i
+lunghi portici del cortile pieni di popolo irrequieto
+e tumultuante, io rimasi sul ripiano, poi discesi
+circa alla metà della prima gradinata. Dissi qualche
+parola, ma lo strepito confuso degli insorti
+e la debolezza della mia voce rendevano inutile
+<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131"></a>[131]</span>
+qualunque esperimento. Alcune guardie nazionali
+eransi poste in ordine lungo il primo gradino al
+piano del portico: qualche uffiziale ed alcuni impiegati
+del Senato eran meco sulla scala. Essendo
+inutile per lo strepito il parlare, levatomi di tasca
+un fazzoletto bianco lo mostrai al popolo, tentando
+cosí con questo segno di pace e con volto
+ilare d'indurlo ad ascoltarmi. Ma ciò non ottenni
+se non dopo qualche tempo, imperocché alcuni indiscreti,
+probabilmente bramosi di tumulto onde
+approfittarne saccheggiando, non desistevano dagli
+urli e dallo schiamazzo; ed altri gridando silenzio,
+e non subito secondati, accrescevano lo
+strepito, che fu grande. Finalmente fattosi silenzio,
+io parlai, e chiesi qual fosse lo scopo di
+tanto movimento. Dopo un variare di voci di
+bisbiglio, tentando io di poter essere ascoltato
+e non riuscendomi, debole d'altronde di voce
+per fisica indisposizione, chiesi che alcuno di petto
+mi avvicinasse, onde portare la parola e dare campo
+alla persuasione. Il conte Confalonieri, giovane
+di bel carattere e di talento, mi si avvicinò, e
+cosí procurato di nuovo il silenzio, si chiese al
+popolo che dicesse qual fosse il motivo che lo
+moveva e quale l'intenzione, cosa chiedesse, mentre
+nello strepito confuso nulla potevasi comprendere.
+Frattanto io procurava, coi gesti e coll'ilarità
+del volto, di rendere la calma a quella furibonda
+massa; finalmente vi fu chi ad alta voce disse
+<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132"></a>[132]</span>
+volersi sapere cosa aveva decretato il Senato il
+giorno 17, nel quale si ordinò una Deputazione
+di alcuni senatori. A questa domanda successe
+un pieno silenzio, talché io stesso risposi ne' seguenti
+precisi termini e fui inteso: «Due buone
+cose ha il Senato decretato, per le quali ha nominata
+una Deputazione alle Alte Potenze alleate:
+primo per chiedere non un semplice armistizio,
+ma una piena cessazione di ostilità.» E qui
+applausi del popolo; e poi soggiunsi: «Secondo,
+che sia conservata l'indipendenza dello Stato, con
+un re indipendente che sia aggradito dalla nazione».
+Anche a questa seconda parte il popolo
+applaudi. Aveva il Senato, come si è sopra narrato,
+aggiunto in quel suo decreto un complimento
+sulla persona del Principe Eugenio Viceré; ma di
+questo io non feci parola: il solo accennarlo sarebbe
+stata imprudenza produttrice di maggior disordine.
+Calmossi il popolo dopo il riscontro da
+me dato, e dava segni di quiete, di tal modo che
+sembrava sciogliersi la turba tranquillamente ragionando
+sulla rettitudine dell'operato.</p>
+
+<p>Io pertanto, seguito da alcuni impiegati del Senato
+resi piú calmi e dimesso il timore dal quale
+erano prima fortemente agitati, discorrendo con
+essi e con alcuni uffiziali della Guardia nazionale,
+rimontate le scale e passati i lunghi portici, andai
+all'aula delle sedute per riferire quant'era accaduto.
+In questo frattempo convien dire che alcuno dei
+<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133"></a>[133]</span>
+piú turbolenti spargesse la voce doversi chiedere
+al Senato la revoca del decreto che aveva ordinata
+la Deputazione. Sapevasi che questa era partita
+dirigendosi a Mantova, ove il Principe Viceré
+aveva il quartiere generale, e ciò affine di avere
+i necessari passaporti per andare al quartier generale
+nemico. Ma tanto era il sospetto sparso
+nel popolo che in modo indiretto si pensasse a
+porre sul trono il Principe, che rapidamente il
+popolo passò dalla calma ad assai maggiore tumulto,
+e dove fino a quell'istante era rimasto nei
+cortili e ne' portici inferiori, scagliossi con impeto,
+superando la Guardia nazionale che stava sul limitare
+della scala, e montato ne' portici superiori,
+tumultuariamente mormorava doversi assolutamente
+annullare il decreto che aveva ordinata la
+Deputazione, tanta era la diffidenza di alcuni capi
+e la divulgazione sul pericolo di avere un francese
+in sovrano. Infatti, appena io fui giunto alla
+porta del Senato, alcuni uffiziali della Guardia nazionale
+ansanti, sudati e timorosi corsero a me,
+e mi dissero: «Senatore, noi non possiamo piú
+contenere l'impeto della moltitudine; bisogna por
+rimedio tostamente, o non si potrà piú contenere».
+Fattasi da me quella breve riflessione che le circostanze
+permettevano, vedendo i capi della Guardia
+nazionale sbigottiti ed oppressi, gli impiegati
+pallidi ed ansanti, udito il fermento del popolo
+poco discosto dal luogo, giudicai non essere piú
+<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134"></a>[134]</span>
+tempo a deliberare. Entrato pertanto frettolosamente
+in Senato: «Senatori, dissi, non avete che
+pochi minuti alla salvezza: decretate tosto il richiamo
+della Deputazione o siete perduti».</p>
+
+<p>Fattosi un momento di silenzio, né alcuno aprendo
+bocca, m'inoltrai alla gran tavola del Presidente e
+vivamente replicai, non esservi tempo da perdere.
+Rimaneva il Presidente ambiguo, e siccome io, parte
+per stanchezza, parte per la naturale emozione,
+non mi ritrovava colla mano abbastanza ferma per
+iscrivere con celerità, lo che già da qualche anno
+mi accade, «Almeno, dissi, venga qui e scriva il
+decreto di richiamo,» e con vari modi andavo
+instando «scrivete, scrivete». Il vecchio Presidente
+rimaneva immobile ed irresoluto, i due Segretari
+tacevano. Mossi pertanto alcuni senatori
+dalle mie parole e dalla fermezza colla quale io
+instava, persuasi della necessità di secondare il mio
+consiglio, levatisi dal loro posto e portatisi alla
+tavola del Presidente, presero la penna e scrissero
+il decreto di revoca. Io non saprei indicare chi
+fossero, e chi primo lo stendesse; ma appena uno
+fu scritto, che io preso il foglio lo presentai al Presidente.
+Egli, incerto, sembrava rifiutarsi alla firma,
+ma io replicai: «Presidente, firmate, non vi è
+tempo a deliberare, firmate se vi preme la salvezza
+vostra e del Corpo tutto». La ferma e decisa mia
+istanza, l'essersi alcuni membri portati al burò presidenziale
+per stendere il decreto e la generale agitazione
+lo determinarono a porvi la firma.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135"></a>[135]</span>
+Aveva io preveduto la necessità di molte copie
+del decreto stesso, onde spargerle fra l'insorta moltitudine;
+quindi dissi ai senatori, ch'erano venuti
+al burò, di fare delle copie, e ciò pure fu subito
+fatto. Pochi minuti furono impiegati per le mie
+istanze alla firma del decreto ed a farne delle copie,
+tutto essendosi rapidamente eseguito, come le pressanti
+circostanze richiedevano. Data pertanto la
+prima carta, non so bene se ad un ufficiale della
+Guardia nazionale o a qualche commesso del Senato,
+questi la presentò agli insorgenti. Tale era
+il tumulto e tanta l'agitazione degli animi che
+in Senato erano entrati alcuni della Guardia e degli
+impiegati, né piú si conosceva l'ordine delle sedute.</p>
+
+<p>Io non uscii primo a presentare al popolo il decreto,
+preferendo rimanere sino a che varie copie
+fossero fatte. Erano concepite in brevi termini per
+il richiamo della Deputazione e furono in pochi
+momenti copiate da quei senatori che eransi presentati
+per stenderlo. Presa pertanto una copia, mi
+presentai tosto al popolo tenendo la carta colla
+mano alzata, onde tutti potessero vederla. Ed in
+vero se non fosse stato pronto il rimedio al male,
+il popolo, entrato in Senato, non avrebbe certamente
+rispettate le persone. E sebbene fossero in
+maggior pericolo quei senatori che furono colle
+voci e colle minacce insultati al loro primo ingresso,
+perché considerati noncuranti dell'opinione pubblica,
+pure nel tumulto delle offese nessuno poteva
+<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136"></a>[136]</span>
+lusingarsi di rimanere salvo. L'uniformità dell'abito
+e la natura degli uomini tumultuanti, parte non milanesi
+e nel maggior numero della bassa plebe,
+avrebbe prodotta una generale confusione, né sarebbero
+stati distinti e rispettati quelli che pur godevano
+della pubblica opinione. Il minore dei mali
+sarebbe stato lo spoglio de' ricchi abiti senatorii e
+di tutto ciò che ornasse ed arricchisse la persona.
+E ne sia prova quanto avvenne in seguito come
+narrerò. Il presentare alla massa tumultuante le
+carte col decreto distribuendole fra essa ed il fermarla
+nel luogo ove erasi inoltrata, cioè presso la
+stanza anteriore a quella delle sedute, fu un solo
+momento. Nemmeno piú s'inoltrò: calmossi il
+tumultuoso grido, e passando dall'uno all'altro la
+lettura del decreto, rimase la turba occupata e non
+minacciosa. In questo frattempo uscirono i senatori
+dall'aula, e cautamente sfilarono fra la moltitudine
+per i portici lungo il muro, onde, scese le scale,
+uscire dal palazzo.</p>
+
+<p>Io rimaneva nel luogo dove aveva mostrato al
+popolo il decreto, e mi ritrovai al fianco due o tre
+delle guardie nazionali, fra i quali certo Radaelli
+fornaio, ed il popolo mi circondava cosí foltamente
+che appena potevo muovermi. Io esortava con maniere
+dolci e tranquille alla quiete, quando un
+uomo di alta statura, il cui aspetto dimostrava non
+essere milanese ma probabilmente abitatore di
+qualche luogo del Lago Maggiore, mi si affacciò
+<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137"></a>[137]</span>
+e disse: «Va bene, ma ora vogliamo Prina».
+Era il conte senatore Prina ministro della finanza
+ed in odio alla popolazione, che lo diceva duro
+nelle sue maniere e troppo zelante nello smungere
+i privati, onde impinguare il tesoro sempre bisognoso
+di denaro. Risposi a quella proposizione:
+«Prina non c'è». Ma quegli, «Evvi, disse, ed io
+l'ho veduto entrare nel palazzo pel primo». Replicai
+che Prina non vi era; insistette quelli, ed
+io soggiunsi: «Come! voi tutti avete tanta bontà
+e fede in me, poi mi credete capace di mentire?
+Io vi replico che Prina non c'è e che non è intervenuto».</p>
+
+<p>Aveva il Presidente Veneri nel suo equipaggio
+qualche cosa di somigliante a quello del senatore
+ministro Prina, e, da quanto mi fu detto in seguito,
+la servitú del Presidente, quando il popolo entrò
+nel cortile, creduta essere quella del conte Prina,
+fu ingiuriata e maltrattata. Terminato quel breve
+dialogo fra me e l'incognito, vidi al mio lato destro
+il conte senatore Thiene, il quale, essendo gottoso
+ed essendo stato vivamente ingiuriato quando
+entrò nella porta del palazzo, lentamente si avviava
+e non senza timore. A tale vista io mi levai dalla
+moltitudine, che mi circondava, e, presolo sotto
+braccio, gli dissi: «Venite con me, ed andremo
+sicuri». Passai seco i portici e lentamente scesi
+le scale fra mezzo alla folla del popolo, il quale
+rimase tranquillo, e solo udivasi un moderato bisbiglio,
+<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138"></a>[138]</span>
+quale suole formarsi ove molti se ne stanno
+discorrendo di qualche fatto. Scese le scale, fortunatamente
+la mia carrozza s'inoltrò alla porta
+grande; ma quale non fu la mia maraviglia all'atto
+di farvi montare il conte Thiene e di entrarvi io
+stesso, veggendo in essa, sebbene non fosse che di
+quelle dette <i>bastardelle</i>, fatta per due o tre persone,
+tre senatori ivi rifugiatisi. Erano questi i conti Carlotti,
+Condulmer e Massari. Rimase in sospeso a
+tal visto il conte Thiene, e non senza timore; ma
+io presolo sotto braccio ed aiutandolo: «Salite,
+dissi, che in qualche modo ci entreremo tutti due».
+Montammo infatti, adagiandoci come potemmo;
+uscí dal palazzo la carrozza, ed il popolo gridando
+«Bravo Verri, evviva Verri» seguiva la carrozza
+correndo. A questa vista mi venne primieramente
+in pensiero di andare alla casa paterna situata dirimpetto
+al Monte Napoleone, e però vicina; cosí
+ordinai al cocchiere, lusingato che, quando fossi in
+detta casa, il popolo si sarebbe ritirato. Accortomi
+però subito della falsità di questo consiglio e del
+pericolo che anzi il popolo entrasse in casa disturbando
+la domestica tranquillità, mi appigliai a piú
+savio suggerimento, ed ordinai al cocchiere di andare
+alla mia abitazione posta in casa Cavenago
+nella contrada de' Cavenaghi, prendendo la via del
+Fòro, ed accelerando la corsa entrare nella porta
+che appunto guarda il Fòro. Cosí fu eseguito,
+e stancandosi il popolo per l'accelerato corso e
+<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139"></a>[139]</span>
+per la piú lunga strada, entrai in casa non piú
+seguitato da alcuno. I senatori, che meco erano,
+mostravansi sbigottiti assai, ed il conte Carlotti,
+uomo verboso secondo il costume de' Veneti, ed
+al cui aspetto ministeriale e personale compostezza
+nel dire poco corrispondeva la precisione delle
+idee e la saviezza del consiglio: «Io non so, disse,
+come mai accada tanto tumulto,» soggiungendo
+alcune altre parole in dimostrazione della sua maraviglia
+per ciò che accadeva. Alla quale proposizione
+io non potei trattenermi, ben conoscendo
+il soggetto per adulatore, ed illimitato, di chiunque
+abbia autorità, ed essendo stato informato delle
+pratiche da lui tenute preventivamente alla seduta
+del Senato del giorno 17, nella quale fu proposto
+con tanta irregolarità quel fatale decreto. Era egli
+fra' pochi Senatori col conte Paradisi di piena intelligenza;
+aveva scritto un viglietto al conte senatore
+Luigi Castiglioni, mio nipote, per interessarlo
+a secondare quello strano progetto di decreto,
+con tanta oscura irregolarità proposto al Senato.
+Gli dissi pertanto, non senza molta emozione:
+«Voi dovete tacere, giacché è noto quanto preventivamente
+avete fatto, dando mano ad un piano
+insensato col quale volevasi dal Senato ciò che in
+nessun modo era ammissibile, proposto in que' termini
+e tutte nascondendo le circostanze. A questa
+malaugurata condotta di alcuni pochi debbesi attribuire
+tutto il disordine». Fu questo mio rimprovero
+<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140"></a>[140]</span>
+esposto con qualche vivacità, che le circostanze
+naturalmente eccitavano; ed egli tacque.
+Giunti in casa, spedirono i senatori, che meco
+erano, per avere gli abiti di semplici cittadini, i
+quali giunti, se gl'indossarono e partirono. La servitú
+di mia casa mi disse che essi erano tremanti
+e pallidi; io non li vidi in quel frattempo, essendomi
+io pure ritirato per spogliarmi e vestire il
+<i>frac</i>, e portarmi subito dal Gran Cancelliere Melzi.</p>
+
+<p>Era egli sdraiato su di una <i>duchesse</i>, incomodato
+fortemente dalla gotta. Siccome il messaggio al
+Senato, come dissi, era stato spedito da lui, né il
+pubblico lo ignorava; cosí egli era esposto alla popolare
+insurrezione e in grave pericolo. Narratogli
+pertanto quanto era occorso, egli mostrò qualche
+disapprovazione sul mio operato, quasi troppo avessi
+secondata l'indiscreta domanda popolare. Insistendo
+però io sulla totale mancanza di forza, sulla violenza
+del popolare fermento e delle palesi minacce,
+rimaneva egli silenzioso e probabilmente non persuaso.
+Io però non desistetti, e piú instai molto sul
+pericolo suo personale, persuadendolo a farsi trasportare
+altrove; al che egli non volle aderire. E
+qui non è fuori di proposito rammentare ciò che fu
+in seguito costantemente detto; cioè che il popolo,
+partendo dal palazzo del Senato, si rivolgeva verso
+Porta Nuova, dov'era la casa del Gran Cancelliere
+Melzi, e che il conte F. Confalonieri, ciò vedendo
+e ritrovandosi nella folla, gridasse meglio essere
+<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141"></a>[141]</span>
+dirigersi verso San Fedele, ché ivi era la casa del
+ministro Prina. Dicesi che a questo detto il popolo,
+cangiata direzione, si rivolgesse verso San Fedele.</p>
+
+<p>Ma prima di continuare non debbo tacere, ritornando
+a quanto concerne il Senato, che, partiti i
+senatori, il popolo entrò tumultuariamente nella
+sala del Corpo, nella segreteria e nelle altre stanze,
+tutto guastando, insultando il ritratto di Napoleone,
+stracciando e trasportando le carte e tutto distruggendo
+il mobiliare e le finestre e quanto vi si trovava.</p>
+
+<p>Ripiglio ora l'avvenuto presso il Duca di Lodi,
+Melzi. Mentre io seco dialogava, inutilmente procurando
+persuaderlo sulla vera natura delle circostanze,
+furono annunciati due o tre senatori, che,
+se la memoria di quei tumultuosi e rapidi eventi
+non mi inganna, erano il conte Cavriani ed il
+conte Veneri Presidente. Questi, riferendo l'occorso,
+ed io con essi secondando, tanto dissimo
+che il Duca di Lodi incominciò a persuadersi essere
+le cose spinte a tal punto che sommamente
+interessavano l'attenzione di qualunque non fosse
+affatto privo di senno. Fra le molte cose parlarono
+essi del pericolo nel quale era il senatore
+Prina: il che era confermato da quanto io in proposito
+aveva di già detto, sulla domanda che di
+lui erami stata fatta con quelle energiche parole
+dettemi al Senato: «Va bene, ma noi ora vogliamo
+Prina». Mosso pertanto il Duca Melzi da
+<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142"></a>[142]</span>
+quanto udiva, disse che bisognava scrivere subito
+a Prina un biglietto per avvisarlo di porsi in salvo.
+Cosí, ma troppo tardi, perché tale era il fatale
+destino del Regno, quell'ottimo e perspicace uomo
+incominciò a persuadersi essere la cosa pubblica in
+grave pericolo. Che se egli mi avesse prestata fede
+dopo la convocazione del Senato del giorno 17,
+non avrebbe permessa la seconda del 20 ed avrebbe
+provveduto alla pubblica sicurezza. Si pensò subito
+a prevenire il ministro Prina; ma troppo tardi,
+come si vedrà in seguito.</p>
+
+<p>Partito che fui dal Duca di Lodi e giunto alla
+mia casa, ritrovai un commesso del giudice di
+pace Banfi, che mi disse essere quel giudice premuroso
+di parlarmi e che a momenti sarebbe
+giunto. Mi trattenni pertanto nel portico senza
+montare le scale e pochi momenti dopo venne il
+giudice. Dissemi aver bisogno di me, ed instò
+perché mi portassi seco alla casa del ministro Prina,
+ove il popolo si affollava minaccioso. Credeva egli
+essere questo il solo e piú prudente partito per
+sedare il tumulto, ragionando su ciò che al Senato
+era accaduto e supponendo che il popolo
+non si sarebbe inoltrato di piú quand'io mi fossi
+presentato. Ma non trovandomi io piú in abito di
+senatore, ma vestito nel modo consueto e comune,
+non credetti dovermi esporre con troppa
+facilità. Instando però egli e dicendo non esservi
+che io nel quale fondar si potesse la speranza di
+<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143"></a>[143]</span>
+calma, risposi: «In Senato, appartenendo al Corpo,
+ho fatto quanto esigeva il dovere di buon cittadino
+e di zelante magistrato; ma l'inoltrarsi
+nella folla del popolo in abito comune, poco conosciuto
+di persona per il genere di vita già da
+vari anni impostomi dalla sempre debole salute,
+sarebbe imprudente cosa ed inutile. Pure, disposto
+a tutto ciò che in qualche modo possa contribuire
+a togliere i disordini, ella si compiaccia di
+andare alla casa del Comune qui vicina, e ritorni
+con due ufficiali della Guardia nazionale, i quali
+possano ad alta voce dire chi io sia, e tosto verrò».
+Partí il Banfi pronto a seguire il mio consiglio;
+poi credette inoltre andare egli stesso al luogo
+del tumulto, che ritrovò giunto a tal segno da
+togliere ogni speranza.</p>
+
+<p>Aveva il popolo furiosamente invasa la casa
+del Ministro ed i piú facinorosi e feroci suoi nemici
+tanto fecero che lo ritrovarono nascosto
+e con obbrobrioso vilipendio strascinaronlo per
+la strada percuotendolo ed ingiuriandolo. Nessuna
+forza pubblica si oppose a quei forsennati, che
+pochi soldati a cavallo avrebbero fugati e dispersi.
+In questo tumultuoso movimento, non so bene
+in qual modo accadesse, il Ministro fu ricoverato
+nella bottega o casa di un pizzicagnolo, situata
+sull'angolo della contrada detta alle Case Rotte,
+di contro al Gran Teatro e poco discosta dalla casa
+del Ministro. Ivi si portò il generale conte Pino,
+<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144"></a>[144]</span>
+il quale, stanco, ansante e malamente sostenendosi
+della persona avrebbe voluto poter salvarlo, esortando
+alla calma il popolo; ma quel suo qualunque
+tentativo fu del tutto inutile. Il popolo frattanto
+minacciava d'incendiare la casa e tale fu l'impeto
+e la decisione delle minacce che l'infelice Prina fu
+abbandonato al popolare furore, dal quale ebbe a
+soffrire insulti crudeli e percosse di ogni genere.
+Chiedeva egli pietà, ma sordi erano quelli arrabbiati
+sicari; chiese pur anche di un confessore, e
+credo gli fosse concesso; poi cadde vittima dei replicati
+colpi di bastone, de' pugni e de' colpi delle
+ombrelle. Fu il suo cadavere strascinato per le pubbliche
+strade con torce accese ed oltraggiato, poi
+dalla Guardia nazionale ricoverato nella casa della
+città detta il Broletto. La celerità e la violenza
+di quanto seguí in questa orrenda scena sono
+degne di maraviglia. In brevissimo tempo tutta
+la sua casa non solo fu saccheggiata e spogliata
+dei mobili, ma tutta guasta ed in parte distrutta.
+Le tegole, le ferrate, i sassi che ornavano le finestre
+non poterono rimanere immuni dalla popolare
+rabbia e sfrenata rapacità; ed in poco
+tempo era l'aspetto di quella casa non diverso
+da quello di una distrutta da forte incendio o da
+violento terremoto, anzi piú, perché rimasero le
+finestre spogliate delle ferrate e de' sassi che le
+ornavano.</p>
+
+<p>Vuole la fama che i principali attori di questo
+<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145"></a>[145]</span>
+memorando e infelice evento non fossero cittadini
+milanesi, ma gente del Lago Maggiore, regione nella
+quale l'infelice Ministro avea molta corrispondenza.
+E serva questa popolare malvagità a dimostrare
+qual via di mezzo debbasi seguire dai grandi magistrati,
+allorché il popolo gli si rende avverso; imperocché,
+se la viltà d'animo nell'adempire ai doveri
+della carica è biasimevole e degna di sommo rimprovero,
+non lo è meno, né meno pericoloso, il
+troppo disprezzare la pubblica opinione. Non ignorava
+il Ministro ciò che di lui si dicesse e si opinasse,
+ma egli imprudentemente dispregiando il
+pubblico clamore andava per la città a cavallo,
+come se nulla vi fosse a temere, onde molti ciò
+riguardavano quale ingiurioso insulto. E tanto piú
+perché era noto, e molti ne parlavano ne' pubblici
+caffè, essere egli stato da alcuni giovani minacciato
+in queste sue cavalcate. Narrossi che alcuni di
+questi, seguendolo da vicino e mostrando discorrere
+fra loro, si esprimessero in termini ben chiari
+e con voce spiegata, essere ormai giunto il tempo
+di disfarsi dei cattivi ministri, privandoli di vita.
+Ma l'avverso destino, che tutto combinava alla distruzione
+del Regno ed alla ruina della capitale,
+volle anche offendere questa nella fama. Imperocché
+mentre la popolazione milanese erasi sempre meritata
+e goduta l'opinione di saviezza e di bontà, fu
+essa deturpata da quella feroce tragedia, alla quale
+troppo imprudentemente si espose quell'infelice, e
+<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146"></a>[146]</span>
+col suo contegno in pubblico e coll'essersi rifiutato
+in quello stesso giorno alla fuga apparecchiatagli
+da' suoi benevoli, che inutilmente lo
+esortavano pochi istanti prima dell'accaduto a fuggire
+con una vettura che già avevano pronta.</p>
+
+<p>Grande era il fermento nella città; ed il popolo
+tumultuante, colla plebe avida di tumulto e di
+saccheggio, minacciava grandi disastri. Unissi pertanto
+presso il podestà, che era il conte Antonio
+Durini, il Consiglio municipale, il quale determinò
+doversi fare un Governo provvisorio e doversi
+invitare l'unione de' Collegi elettorali, i quali pensassero
+a richiamare la calma con piena autorità.
+Questo era il solo mezzo che rimanesse, piú non
+v'essendo chi rappresentasse il Governo. Il Principe
+Viceré era a Mantova coll'armata; il Ministro dell'Interno,
+partito per quella città quando intese ciò
+che accadeva intorno alla casa del Ministro Prina;
+nessuna forza militare che bastasse all'intento; il
+Senato, dopo ciò che era seguíto e dopo il sacco
+della sua residenza, nulla poteva, e non sarebbe
+stato opportuno. Sette onesti cittadini furono pertanto
+nominati dal Consiglio comunale per formare
+una Reggenza di Governo composta di persone che
+o per qualità di nascita o per esperienza negli affari
+avessero favorevole la pubblica opinione ed accetti
+al pubblico. Furono questi il conte Giberto Borromeo,
+conte Alberto Litta, conte Giulini figlio,
+Bazzetta consigliere, conte Mellerio, conte generale
+Pino, ed io con essi.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147"></a>[147]</span>
+La sera di quello stesso giorno io ricevetti la
+lettera di nomina, coll'invito di portarmi la seguente
+mattina al palazzo di città, onde concertarci su
+quanto occorresse fare. Frattanto, minacciando il
+popolo, con non equivoci schiamazzi e con il frequente
+mormorare de' crocchi, di tutta porre in
+sconvolgimento la città, saccheggiando la pubblica
+Dogana, la Zecca ed alcune case de' ricchi designate
+a scopo dell'odio, della vendetta e del saccheggio;
+i possidenti, i negozianti e tutte le oneste persone
+si armarono in Guardia nazionale, che fu in breve
+tempo, sotto il comando di Don Annibale Visconti,
+capo di essa, ridotta a ragguardevole numero e
+distribuita ove il bisogno lo richiedeva. E lo stesso
+Duca di Lodi, che troppo avea neglette e disprezzate
+le turbolenti circostanze, mosso finalmente dal
+timore, mi scrisse un biglietto acciò si pensasse
+alla sua difesa. Infatti, abitando egli vicino alla
+Zecca, fu ivi spedito un corpo di Guardia nazionale,
+che entrambi difendesse da qualunque attentato.</p>
+
+<p>La mattina seguente, cioè il 21 aprile, mi portai
+al palazzo di città, ove eravi il conte Durini podestà,
+il conte Gian Luca della Somaglia presidente
+del Consiglio comunale, vari consiglieri, e dove si
+unirono i sette invitati a formare la Reggenza.
+Varie cose confusamente si trattarono; ed in quanto
+al luogo dove porre si dovesse la residenza dell'interinale
+Governo, io opinava risiedere nel palazzo
+stesso della città, sembrandomi inconveniente la
+<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148"></a>[148]</span>
+sede del palazzo di Corte, sebbene ivi sempre, nella
+varietà dei governi, risieduta fosse la pubblica governativa
+rappresentanza. Sembravami anche, in
+vista di vedere nominati al Governo sette nobili,
+prudente cosa e atta a cattivare la popolare opinione,
+l'astenersi da tutto ciò che potesse dar
+motivo d'invidia e di mormorazione. Ma quel
+fabbricato non offriva l'opportunità del sito. Fu
+dunque all'istante determinato che ci portassimo
+al palazzo reale, ma che, rispettando gli appartamenti
+reali, ci ponessimo ove solevano unirsi
+i Consigli legislativi e degli elettori. Tale fu il
+mio parere, che fu adottato. Trattavasi del modo
+col quale il nuovo Governo dovesse passare dal
+palazzo di città alla fissata residenza; e fu stabilito
+che, per illuminare il pubblico sulla presa determinazione
+e per procurare la calma con apparenza
+pubblica, dovessero i componenti la Reggenza
+andare a piedi con alcune guardie nazionali
+e con vari ufficiali di essa, i quali ad alta voce
+nominassero le persone nostre, esortando alla quiete
+ed alla fiducia nella saviezza e nella probità degli
+individui nominati. Partita quindi la Reggenza in
+questo modo dal palazzo di città, si avviò al luogo
+stabilito, alto gridandosi dagli ufficiali nazionali i
+nomi degli eletti ed esortando il popolo alla fiducia
+in essi. Era il cammino per la quantità degli uomini
+affollatissimo ed i balconi pieni di gente, come
+suole accadere nelle pubbliche feste. Giunti alla
+<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149"></a>[149]</span>
+residenza e dovendosi fra noi eleggere un presidente,
+vollero i miei compagni ch'io ne avessi
+l'onore, né mi giovarono i motivi da me addotti,
+e singolarmente la poca mia salute, per disimpegnarmi.</p>
+
+<p>Giunti però in quell'abitazione, ben si conobbe
+che non offriva i necessari comodi per la rapida
+spedizione degli ordini, né per le udienze delle persone
+le quali accorrevano alla Reggenza per la
+moltiplicità delle cose. In questo frattempo il conte
+Fenaroli, maggiordomo maggiore del Regno, il quale
+dimorava nel palazzo, fece istanza perché la Reggenza
+si portasse a risiedervi, come quello che offriva
+le opportune comodità alle circostanze; e ciò
+fu eseguito, perché in realtà non era possibile il
+fare altrimenti. Giunti al palazzo, io feci quanto si
+richiedeva per stabilire i burò, ponendo un ben disposto
+protocollo, scegliendo le persone adattate
+agli uffizi.</p>
+
+<p>Erasi finalmente pubblicato l'invito per l'unione
+dei Collegi elettorali; e la Reggenza diresse i suoi
+primi pensieri a porre in molta forza la Guardia nazionale
+per contenere le minacce dei malevoli, i
+quali nel giorno 21 singolarmente, che era il primo,
+davano non dubbi segni di grande sommossa con minacce
+di private vendette e di generale saccheggio.
+Fu la Guardia nazionale fortemente armata e divisa
+in vari corpi, ove piú vi fosse a temere, ed in forti
+pattuglie, che di giorno e notte proteggessero la
+<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150"></a>[150]</span>
+pubblica e la privata sicurezza. Ma voleva la prudenza
+che la forza stessa fosse cosí regolata che
+non irritasse la plebe. Si dovette pertanto non
+armare i fucili colla baionetta e combinare la
+forza con modi urbani, cosí richiedendo l'indole
+della nazione. E fu per ciò che invece di chiudere
+le porte della città, come fu proposto, dal
+che proveniva la mancanza delle provvigioni e molti
+altri inconvenienti, si posero alle porte persone
+savie, le quali, osservando chi voleva entrare, con
+bei modi li rimandassero, non permettendo l'ingresso
+se non a quelli che si vedessero avviati per qualche
+motivo di condotte o di affari, rifiutando l'ingresso
+agli oziosi o sospetti. Ottennero questi savi provvedimenti
+il bramato effetto, e mentre grandi erano
+le minacce nell'interno della città ed il romore
+rapidamente divulgatosi nella campagna aveva
+spinti molti abitanti di essa ad accorrere in città,
+fu col suddetto modo impedito il concorso. Né in
+quello mancava chi ad alta voce gridasse, chiamando
+quale era il luogo, quale il sito ove si saccheggiasse,
+spinti dall'avidità di rapina. Arrestaronsi in quel
+giorno, e molto piú nella successiva notte, vari popolani
+presso i quali furono ritrovati note, stili ed
+armi insidiose, tenaglie, martelli ed altri istromenti
+atti a rompere i ripari e perfino soghetti per strozzare
+alcune vittime del partito. Non mancò qualche
+minaccia contro la Reggenza medesima, la quale,
+sebbene fosse ordinata secondo l'opinione pubblica,
+<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151"></a>[151]</span>
+pure non poteva essere di aggradimento a chi poneva
+le proprie speranze nel disordine generale. Infatti
+essa dové far porre alcuni cannoni nel primo
+cortile, che furono poi ritirati tosto che al fermento
+successe la calma. Quelle tumultuose circostanze mi
+spingono ad una riflessione, che mi sembra interessante,
+intorno al sistema di polizia politica usata
+comunemente in questa nostra città dai sovrani.
+Scopo di essa è la pubblica sicurezza; ma in fatti
+ognuno sa a che si riduce la polizia affidata nella
+esecuzione pratica a persone di pessimo carattere,
+le quali vivono di spionaggio e tradimento. È
+facile la corruzione loro a chi tentasse contro la
+pubblica sicurezza, sempre che sia promossa con
+mezzi opportuni. Nessuno che tenti qualche azione
+grande si fida di persone, che in qualche modo diano
+sospetto di appartenere a quel magistrato. È per ciò
+che le congiure sono generalmente scoperte non già
+da esso, ma dal tradimento di qualcuno dei congiurati.
+Ma perché l'ufficio di quelli impiegati si renda
+in qualche modo interessante, essi per interesse
+proprio, ora riferendo alcune particolari circostanze,
+ora esagerandole, ora male interpretando una parola,
+un discorso, un gesto, gettano i semi della
+discordia fra il Governo e i governati e tutta corrompono
+la civile società, sostituendo alla socievole
+fiducia la generale diffidenza. Io la penso cosí,
+confermato in questa mia opinione anche da quanto
+ho praticamente veduto, essendo a capo del Governo
+<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152"></a>[152]</span>
+in quelle pericolose e turbolenti circostanze.
+In esse siccome infatti trattavasi della pubblica e
+della privata sicurezza, cosí gli onesti cittadini, e non
+le vili spie della polizia, accorrevano avvisando ed
+illuminando la Reggenza, come in particolare, dei
+pericoli privati e pubblici che insorgevano, e cosí
+potevasi da quel Governo provvisorio opporre al
+male un pronto rimedio; come accade nelle calamità
+pubbliche d'incendio o d'inondazione, ove
+tutti i buoni accorrono ed offrono l'opera loro.
+Ma quei mercenari infami, poveri e bisognosi per
+vizio, privi di morale e perduti nell'opinione pubblica,
+sono i primari stromenti sui quali si aggira
+e si fonda la cosidetta polizia: indifferenti al pubblico
+bene, altro non pensano che a rendersi interessanti,
+secondando quelle massime che a loro
+sembrano dominare negli animi dei loro principali;
+e siccome questi inclinano alla diffidenza del
+pubblico, essi la fomentano con mille alterati rapporti
+e sospetti, nulla curandosi dell'interesse sociale,
+né avendo l'ingegno che si richiede per conoscerlo
+e tutelarlo. Infatti se molte notizie utili
+e vere furono in quei calamitosi giorni date da
+cittadini onestissimi, nessuna me ne pervenne dalla
+polizia; e sebbene questa facesse rapporti giornalieri
+ed altri ne facesse la gendarmeria, erano cosí
+lenti e tardi che posso asserire sull'onor mio che
+neppur uno mi è giunto prima che non fosse di
+già il tutto noto e non vi fosse posto riparo, se la
+<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153"></a>[153]</span>
+natura della cosa lo esigeva. Né ciò è accaduto a
+me solo, ma anche al Duca di Lodi, prima che la
+rivoluzione scoppiasse, mentre avendolo io interpellato
+come si fosse permessa la riunione del Senato
+il giorno 20 in quelle pericolose circostanze,
+unione poi anche superflua per la mancanza del
+motivo, e mentre tutta la città conosceva il fermento
+e la minaccia di molti, egli mi assicurò
+che nulla mai la polizia gli aveva riferito. E tanta
+era la persuasione sua in quel tempo che a me
+non volle prestar fede intorno al pericolo di sommossa,
+allorquando gli parlai dopo la seduta del
+Senato del giorno 17, e si dichiarò pronto a provarmi,
+co' rapporti fatti dalla polizia, la verità dell'asserzione
+che nulla gli fu partecipato. Era in
+quell'epoca Direttore generale, e quasi Ministro di
+polizia, il conte consigliere Giacomo Luini, persona
+di talenti e di maniere non comuni; né io posso,
+senza grande maraviglia, riflettere al silenzio che il
+Duca di Lodi mi assicurò essersi seco conservato
+dal Luini. Era Luini affezionato anche per riconoscenza
+al Duca e per interesse proprio doveva essere
+opposto alla rivoluzione che si tentava, come
+quegli che dal Viceré era distinto e considerato.
+Non ignorava al certo il sussurro generale, né il
+complotto da eccitarsi al Senato; doveva temere il
+Governo austriaco, che nei tredici mesi lo confinò
+a Cattaro incatenato. Melzi, d'altronde, era incapace
+di mentire con me, né cosí poco saggio da
+<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154"></a>[154]</span>
+trascurare le notizie che gli fossero state date. In
+questo singolare conflitto d'idee ed incertezza di
+opinione, io non so cosa pensare, e solo ho in
+animo di parlarne liberamente al conte Luini, instando
+su ciascun punto di dubbio, per intendere
+da lui quale soluzione possa dare a questo strano
+mistero.</p>
+
+<p>Ma ripigliando il discorso su quelle civili turbolenze,
+dico che mentre dalla Reggenza davansi
+tutti que' provvedimenti, che le circostanze offrivano,
+per impedire i maggiori disordini, unironsi
+i Collegi elettorali. Ma nacque dubbio, se alla loro
+unione si dovessero ammettere gli elettori che
+appartenessero a quei Dipartimenti, che già erano
+occupati dalle armate nemiche de' coalizzati. Alcuni
+elettori di quei Dipartimenti erano in Milano,
+parte per impiego e parte per caso. Ma si
+giudicò che il chiamarli potesse irritare le Potenze
+alleate, sembrando non conveniente che la parte
+del Regno già da esse conquistata avesse chi la
+rappresentasse unitamente alla parte tuttora libera.
+Unironsi pertanto i soli elettori degli otto Dipartimenti
+che rimanevano, cioè Olona, Mincio,
+Alto Po, Agogna, Lario, Mella, Adda, Serio. Alla
+prima unione la Reggenza delegò me, come Presidente,
+ed il conte Giberto Borromeo per complimentarli.</p>
+
+<p>Costituita per tal modo la nazionale rappresentanza<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38" href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>,
+fu la Reggenza cresciuta di sette individui,
+<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155"></a>[155]</span>
+scelto ciascuno dai sette Dipartimenti, i quali
+non avevano chi li rappresentasse nella Reggenza,
+stata nominata dal Consiglio comunale di Milano
+e però tutta composta di membri dell'Olona. Questa
+seconda nomina fu da me proposta ai Collegi
+elettorali quando fui a complimentarli, sembrandomi
+sconvenevole che il Governo fosse composto
+di soli milanesi, e tendente a procurare d'universale
+accordo la nomina comprensiva di tutti i
+Dipartimenti. Elessero i Collegi elettorali in loro
+Presidente il conte Lodovico Giovio, confermarono
+la Reggenza; poi la accrebbero di sette individui,
+e furono il conte senatore Lucrezio Longo
+pel Mella, il giudice di Cassazione Tonni pel Mincio,
+Tarsis per l'Agogna, il conte Muggiasca pel
+Lario, il conte Vertova pel Serio, il marchese Sommariva &mdash; fratello
+del tenente maresciallo al servizio
+austriaco, che fu il primo che giunse colla forza armata &mdash; per
+l'Alto Po ed il conte senatore Peregalli
+per l'Adda<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39" href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a>. Ma il destino era fatale alla sussistenza
+del Regno, e volle che tutto fosse malamente
+condotto con errori politici di ogni sorta.
+La prima Reggenza con soli sette individui procedeva
+regolarmente, godeva la pubblica opinione
+e con somma tranquillità e accordo andava calmando
+le insurrezioni, che si andavano suscitando
+in vari luoghi dello Stato; ma i Collegi elettorali,
+guidati da alcuni pochi, sorpresi senz'avvedersene
+da mozioni poco saggie e contrarie ai veri interessi
+<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156"></a>[156]</span>
+della nazione, ebbero sedute poco plausibili.
+Fecero essi una Deputazione alle Alte Potenze alleate,
+le quali coi loro manifesti eransi dichiarate
+del tutto aliene di conquistare; la quale Deputazione
+chiedesse la libertà ed indipendenza dello
+Stato. Furono nominati il conte Alberto Litta
+membro della Reggenza, il conte Federico <a name="tn156" id="tn156"></a>Confalonieri,
+Giacomo Ciani, il conte Gio. Giacomo Trivulzio,
+Pietro Balabio capo battaglione della Guardia
+civica, Gio. Luca della Somaglia presidente
+del Consiglio comunale di Milano, Marc'Antonio
+Fè di Brescia e Serafino Sommi di Cremona: in
+segretario poi della suddetta Deputazione fu nominato
+Giacomo Beccaria<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40" href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a>.</p>
+
+<p>Mentre queste disposizioni erano date, parte dai
+Collegi, parte dalla Reggenza furono abolite alcune
+tasse odiose al popolo, ed altre diminuite,
+onde piú facilmente richiamare l'ordine. Cosí il
+Registro, che sommamente gravitava sulle eredità
+e sui contratti, e la tassa sulle arti e mestieri furono
+abolite, e diminuite quelle sui sali e tabacchi. In seguito
+fu ristretta la riserva della caccia nel circondario
+di tre miglia del regio Parco di Monza, riserva
+posta su campi sommamente coltivati e fertili,
+e però dannosissima: era essa resa poi anche
+insopportabile dalle soperchierie de' guardacaccia.
+Giovarono questi provvedimenti alla calma della
+nazione, e la Reggenza ne ordinò l'esecuzione. Ma
+i Collegi elettorali, mentre volevano conservato il
+<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157"></a>[157]</span>
+Regno, fecero varie proposizioni alla Reggenza, che
+in nessun modo erano combinabili con quello scopo.
+Proposero l'abolizione del Senato, del Consiglio di
+Stato e della Segreteria di Stato. Ma questa loro
+dichiarazione non fu dalla Reggenza pubblicata,
+come quella che si opponeva direttamente allo
+scopo principale della conservazione del Regno.
+E ben mi ricordo che, giunta alla Reggenza la carta
+portante le dette determinazioni, il segretario di
+Stato conte Strigelli venne da me e dissemi che
+egli se ne andava a casa abbandonando il posto; al
+che io mi opposi, dicendogli che rimanesse, non
+potendo il Governo procedere ove fosse privato
+della Segreteria: e cosí egli rimase al posto.</p>
+
+<p>Sette giorni, se ben mi ricordo, fu la Reggenza
+a capo del Governo e poté con molta quiete ed assiduità
+provvedere al tutto. Sedevasi il giorno e la
+sera; né parmi possibile ch'io potessi reggere a
+tanto, poiché, come Presidente, io non aveva un
+momento di quiete, non esclusa la notte. Io dovea
+sorvegliare i burò per la pronta spedizione degli
+affari, regolare le sedute, ascoltare chi si presentava;
+e quando, o per cibarmi o per riposare, io
+andava a casa, non mancava subito chi fosse da
+me, o per istruzioni o per recarmi notizie o per
+provvedimenti a vari moti che da un momento
+all'altro accadevano: e ciò oltre tutte le revisioni
+e le firme da porsi ai vari ordini, ai proclami, alle
+lettere. Ma ciò che rese cosí grave l'impiego che
+<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158"></a>[158]</span>
+quasi era reso insopportabile, fu il poco accordo e
+la poca dignità di alcuni individui della Reggenza,
+dappoiché fu accresciuta di sette nuovi rappresentanti.
+Erano i primi dignitosamente interessati alla
+pubblica quiete ed al buon regolamento, le discussioni
+ed i partiti erano saggi, ponderati, tranquilli
+e fermi; poi divennero tumultuari e spesse volte
+poco decenti. Non voglio tacere che molto male
+fecero le basse e focose maniere del conte Longo
+del Mella, il quale con tanta rozzezza di modi, ostinazione
+e schiamazzo trattava gli affari e con tanto
+poco discernimento, non lasciando che altri con
+tranquilla dignità esponesse i propri pensieri, che
+oltre ad essere io stato obbligato ad ordinare che
+fossero chiuse le doppie porte, per impedire lo
+scandalo e l'udire agli uscieri ed altri, non potei
+un giorno dispensarmi dal chiamarlo all'ordine e
+dirgli ch'era libero di partire, giacché egli disse
+che, quando si fosse fatto certo decreto contrario
+alla sua opinione, egli avrebbe preso il cappello e
+se ne sarebbe andato. Non sarebbe stata gran perdita,
+se avesse eseguito quanto minacciava. Questo
+uomo, che era probo, ma sommamente focoso e di
+basse maniere, declamava furibondo quando era coi
+suoi eguali; ma poi si è manifestato vile d'animo
+quando l'occasione esigeva fermezza di carattere.
+Giunti i Tedeschi, egli in Reggenza non aveva
+fiato per parlare, né per leggere: non seppe mai
+fare rapporto d'alcun affare che potesse concepirsi,
+<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159"></a>[159]</span>
+sicché egli meschinamente, con sorpresa di tutti,
+rappresentò nella Reggenza. Questo stesso uomo
+che, udito in società, si sarebbe creduto di forte
+petto, di carattere tenace e fermo, terminò di vivere
+per patema d'animo, quando il Governo austriaco,
+cangiato il governo e abolita la Reggenza
+al principiare del 1816, lo dimenticò, lasciandolo
+in libertà.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160"></a>[160]</span></p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161"></a>[161]</span></p>
+
+<h3><a name="Note3" id="Note3"></a>NOTE</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37" href="#FNanchor_37_37">37.</a> [Il <span class="smcap">Verri</span> accenna manifestamente alla convenzione
+militare di Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il
+16 aprile 1814, ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal
+Principe Eugenio il 17, e resa esecutiva con <i>atto di cambio</i>
+delle ratifiche sottoscritto il 17 a un'ora pomeridiana dai
+generali austriaci Neipperg e Dode e dal generale italiano
+Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul <i>Giornale Italiano</i>
+del 19 aprile 1814].</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38" href="#FNanchor_38_38">38.</a> La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca
+che ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente
+indurre a scrivere con poca esattezza istorica. Onde
+converrà per ora indicare le scene principali, poi, ritornato
+che sia in patria, mi procurerò i mezzi di maggiormente
+ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto gioverà
+la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal segretario
+De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero
+per un gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio,
+con la quale furon venduti in Germania: di là tornarono in
+Italia per compra fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi,
+e quindi furono ceduti a <span class="smcap">Luca Beltrami</span> che ne fece dono
+alla Biblioteca Braidense e ne diede un riassunto nell'<i>Archivio
+storico lombardo</i>, anno 1892, vol. IX. pp. 700-705].</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162"></a>[162]</span></p>
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39" href="#FNanchor_39_39">39.</a> Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente
+delle epoche; e dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati
+i sette reggenti dopo che i Tedeschi erano già in
+Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli Austriaci entrarono
+in Milano il 28 aprile: e <i>la nomina per iscrutinio segreto
+degli individui degli altri dipartimenti da aggiungersi
+in membri della Reggenza provvisoria di Governo</i> era stata
+fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata
+nel <i>Giornale Italiano</i> del 27].</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40" href="#FNanchor_40_40">40.</a> Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere,
+e chi abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare
+la pubblica quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi
+elettorali. [Delle richieste da fare alle Alte Potenze, secondo
+la deliberazione presa da Collegi elettorali nella seduta del
+23 aprile, è dato il testo dall'<span class="smcap">Armaroli</span>, <a href="#Page_31">p. 31</a>. Quanto all'invito
+ai Tedeschi di entrare in Milano, è noto che esso
+fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni Serbelloni recatisi
+in nome della città al quartier generale austriaco la sera del
+20 aprile; cfr. <i>Studi intorno alla storia della Lombardia negli
+ultimi trent'anni</i>, p. 76 e 91].</p></div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163"></a>[163]</span></p>
+
+<hr />
+<h2><a name="INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI" id="INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI"></a>INDICE DELLE PERSONE E DELLE COSE NOTABILI</h2>
+
+<div class="index"><p>Acerbi Pompeo firma l'istanza pei Collegi elettorali, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p><i>Adda</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante
+nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p><i>Adige</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p><i>Adriatico</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p><i>Agogna</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Agretti Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Agucchi Alessandro, consigliere di Stato e prefetto del Passariano,
+<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Alberti Francesco, capo divisione nel ministero della giustizia,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Aldini Antonio, ministro segretario di Stato, grande ufficiale
+del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>, firmato nel terzo Statuto del
+Regno, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Aldini Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Alessandri Marco, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p><i>Almanacco reale</i>, <a href="#Page_78">78</a>.</p>
+
+<p><i>Alto Adige</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>,</p>
+
+<p><i>Alto Po</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Amante Giovanni, capo divisione nel ministero delle finanze,
+<a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164"></a>[164]</span></p>
+
+<p>Andreani Gio. Maurizio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Anthouard (D'), vedi Danthouard.</p>
+
+<p>Appiani Andrea, suo ritratto di Napoleone I rotto dal Confalonieri,
+<a href="#Page_20">20</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Appiani Gabriele firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Appiani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato, in
+Milano, <a href="#Page_32">32</a>.</p>
+
+<p>Arese Francesco, colonnello, capo divisione nel ministero
+della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Arese Marco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Armaroli Leopoldo, sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxiv">xxiv</a>, autore
+della <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xv">xv</a>-xvi, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta
+del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Armeni Antonio, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Arrigoni Galeazzo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Artico Angelo, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Assalini Antonio, id., <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Augusta Amalia di Baviera, principessa, moglie del viceré
+Eugenio, sue virtú e sue lodi, <a href="#Page_6">6</a>.</p>
+
+<p>Auna Gio. Vincenzo, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><i>Austria</i>, sua politica secondo il Saint-Edme, <a href="#Page_87">87</a>-90; suo partito
+in Italia alla fine del Regno, <a href="#Page_xiv">xiv</a>, <a href="#Page_xvii">xvii</a>.</p>
+
+<p>Aycard Romano, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p><i>Bacchiglione</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Balabio Carlo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante nell'Alto
+Po, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Balabio Pietro, capo battaglione della guardia civica di
+Milano, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_61">61</a>, sua parte nei
+fatti del 20 aprile, <a href="#Page_19">19</a>; deputato dei Collegi elettorali
+alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Balathier Carlo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Banfi Alfonso, giudice di pace in Milano, suo tentativo di
+salvare il Prina, <a href="#Page_142">142</a>-143, non trova chi ne riconosca
+il cadavere, <a href="#Page_23">23</a>.</p>
+
+<p>Banfi Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165"></a>[165]</span></p>
+
+<p>Barbò Francesco, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, direttore generale
+delle privative, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Barbò Viscardo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Barbou Gabriele generale francese comandante nel Metauro, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Bargnani Cesare, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale
+delle dogane, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Barinetti Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Barisan Giovanni, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p><i>Basso Po</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Bazzetta Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, giudice di cassazione
+<a href="#Page_81">81</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>, fa parte della
+Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p>
+
+<p>Bazzoni Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Beauharnais Eugenio, viceré d'Italia, sue lodi, <a href="#Page_6">6</a>; diffidenza
+e lamenti contro di lui, <a href="#Page_7">7</a>; specialmente per eccessi di
+rigore militare, <a href="#Page_104">104</a>, <a href="#Page_105">105</a>, distribuisce le onorificenze
+della Corona di ferro, <a href="#Page_100">100</a>; sua commissione al Verri per
+le Marche, <a href="#Page_100">100</a>; sue cure e incertezze in Mantova, <a href="#Page_10">10</a>;
+sua convenzione del 16 aprile col Bellegarde, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_87">87</a>, <a href="#Page_161">161</a>;
+sua lettera al Melzi, <a href="#Page_11">11</a>; fedeltà del Senato a lui, <a href="#Page_11">11</a>;
+sue credenziali alla Deputazione senatoria, <a href="#Page_32">32</a>; delibera
+d'abbandonare il Regno, <a href="#Page_33">33</a>; sua convenzione col Bellegarde
+del 23 aprile <a href="#Page_34">34</a>; suo proclama all'armata francese
+e indirizzo dei generali francesi a lui, <a href="#Page_87">87</a>; Statuto
+pel suo appannaggio, <a href="#Page_92">92</a>; ricordato, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_104">104</a>, <a href="#Page_107">107</a>,
+<a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_114">114</a>, <a href="#Page_116">116</a>, <a href="#Page_119">119</a>, <a href="#Page_122">122</a>, <a href="#Page_132">132</a>, <a href="#Page_133">133</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p>
+
+<p>Beccalossi Giuseppe, consigliere di Stato onorario e primo
+presidente della Corte d'appello in Brescia, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Beccaria Giacomo, segretario della deputazione dei Collegi
+elettorali alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Beccaria Giulio, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Belgioioso Trivulzio Cristina, autrice degli <i>Studi intorno
+alla Storia della Lombardia negli ultimi trent'anni</i>, <a href="#Page_viii">viii</a>.</p>
+
+<p>Bellegarde (conte di), feld-maresciallo austriaco, comandante
+l'esercito in Italia, sua convenzione con il viceré
+<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166"></a>[166]</span>
+Eugenio, 16 aprile 1814, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_87">87</a>, <a href="#Page_111">111</a>; passaporti rilasciati ai
+deputati, <a href="#Page_32">32</a>; sua convenzione col viceré, 23 aprile, <a href="#Page_34">34</a>;
+riceve una deputazione dei Collegi elettorali, <a href="#Page_37">37</a>; dichiara
+di ritenere Milano e le provincie in nome dell'imperatore
+d'Austria, <a href="#Page_38">38</a>; in qualità di commissario
+imperiale assume la presidenza della Reggenza, <a href="#Page_38">38</a>; ricordato,
+<a href="#Page_45">45</a>.</p>
+
+<p>Bellotti Gaspare, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Bentivoglio Carlo, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p>Berioli Spiridione, arcivescovo di Urbino, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Bernardino Maurizio, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Bernardoni Giuseppe, capo div. nel ministero dell'interno, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Bertoletti Antonio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, designato a far
+parte della deputazione del Regno alle Alte Potenze, <a href="#Page_11">11</a>,
+va a Parigi per la Baviera, <a href="#Page_32">32</a>.</p>
+
+<p>Bertolosi Giovanni Battista, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante
+nell'Agogna, <a href="#Page_85">85</a>, e nell'Olona, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Besana Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Bianchi d'Adda Giovanni Battista, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Biella Felice, segretario generale nel ministero della giustizia,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Bignami Carlo, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p>Bode, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Bologna Sebastiano, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa parte di una commissione
+senatoria, <a href="#Page_109">109</a>, <a href="#Page_45">45</a>, firma la protesta del Senato
+<a href="#Page_75">75</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p>Bolognini Alessandro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Bolognini Luigi, id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Bonati Teodoro, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Bonet Domenico firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Bonfanti Antonio, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Bonsignori Stefano, patriarca di Venezia, grande ufficiale
+del Regno e senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p>Borghi Carlo Jacopo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, capo divisione
+nel ministero degli affari esteri in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167"></a>[167]</span></p>
+
+<p>Borromeo Giberto firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>,
+fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>, va a complimentare
+i Collegi, <a href="#Page_134">134</a>.</p>
+
+<p>Borromeo Carlo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Borsotti Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale
+della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Bossi Benigno, capitano della guardia civica di Milano, sua
+parte nei fatti del 20 aprile 1814, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei
+Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_62">62</a>, domanda al Senato la convocazione dei
+Collegi, <a href="#Page_19">19</a>.</p>
+
+<p>Bossi Francesco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Bossi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Bourg Teodoro, v. Saint-Edme.</p>
+
+<p>Bovara Giovanni, ministro del culto dal 1802 al 1812, <a href="#Page_78">78</a>.</p>
+
+<p>Bovara Stanislao firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Bozzi Galeazzo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Brambilla Cesare id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Brebbia Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><i>Brenta</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Brunacci Vincenzo, ispett. generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Brunetti Vincenzo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, direttore generale
+del censo, <a href="#Page_83">83</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Brusa Paolo, segretario generale della polizia, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Bruti Agostino, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato,
+<a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Buratovich Vincenzo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Burri Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Busca Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Busti Cristoforo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>, firmato
+nel primo Statuto <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Caccía Gaudenzio, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, prefetto dell'Olona,
+<a href="#Page_76">76</a>.</p>
+
+<p>Cagnola Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Cagnola Giuseppe id. <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Caldarini Gio. Battista, segretario gen. delle privative, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168"></a>[168]</span></p>
+
+<p>Calderara Giuseppe, luogotenente prefetto del Monte Napoleone,
+<a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Calepio Pietro firma il primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Camerata Antonio, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Campagnola Luigi, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Cananda (?) Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Cantú Giuseppe id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Caprara Giovanni Battista, cardinale e arcivescovo di Milano,
+suo catechismo riformato dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>Caprara Carlo, grande scudiere e grande ufficiale del Regno
+e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; firmato nel
+primo Statuto, 90 e nel terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Cardoni Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Carli Carlo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Carlotti Alessandro, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; senatore,
+<a href="#Page_79">79</a>; suo carattere e condotta, <a href="#Page_139">139</a>; propugnatore
+degli interessi del principe Eugenio, <a href="#Page_110">110</a>; lascia la seduta
+del 17 aprile, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>; dopo quella del 20 si rifugia nella
+carrozza del Verri, <a href="#Page_136">136</a>; rimproveri fatti a lui dal Verri, <a href="#Page_139">139</a>;
+firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Carmagnola Paolo, capo divisione nel ministero dell'interno,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Carnaghi Amedeo, ispettore generale del tesoro, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Carozzi Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Casati Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Casella Giovanni Battista, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Casnati Filippo, capo divisione nel ministero del culto, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Castelbarco Cesare firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Castiglioni Alfonso, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei Collegi,
+<a href="#Page_60">60</a>; nipote di C. Verri, gli preannunzia l'oggetto
+della seduta del Senato del 17 aprile, <a href="#Page_104">104</a>.</p>
+
+<p>Castiglioni Antonio, avvocato, firma l'istanza pei Collegi,
+<a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Castiglioni Carlo id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Castiglioni Luigi, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; è nominato a far parte della
+<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169"></a>[169]</span>
+deputazione del Senato alle Alte Potenze, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>,
+<a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_163">163</a>; va a Mantova, <a href="#Page_116">116</a>; da Mantova torna a Milano,
+<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_116">116</a>; fa parte di una commissione senatoria, <a href="#Page_46">46</a>,
+<a href="#Page_109">109</a>; parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>; istruzioni date a lui e al Guicciardi,
+<a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_55">55</a>; firmato nel terzo Statuto <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Cavedoni Bartolomeo, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Cavriani Federico, senatore, <a href="#Page_xxi">xxi</a>, <a href="#Page_79">79</a>; fa parte di una commissione
+senatoria, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_109">109</a>; firma la protesta del Senato,
+<a href="#Page_75">75</a>; presso il Melzi dopo la seduta del 20 aprile, <a href="#Page_141">141</a>.</p>
+
+<p>Ceriani Giuseppe Cesare, capo divisione nel ministero dell'interno,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Ciani Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, deputato dei
+Collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Cicogna Carlo, ciambellano di corte, sua parte nei fatti del
+20 aprile 1814, <a href="#Page_15">15</a>.</p>
+
+<p>Cicogna Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Cicogna ......, scudiere di corte, fratello di Carlo,
+sua parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>.</p>
+
+<p>Cisotti Giovanni Battista, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Codronchi Antonio, arcivescovo di Ravenna, grande elemosiniere
+del Regno, grande ufficiale del Regno e della
+Corona, <a href="#Page_78">78</a>, membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p>Colle Francesco, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p><i>Collegi elettorali del Regno d'Italia</i>, istanza dei cittadini milanesi
+per la loro convocazione, <a href="#Page_59">59</a>-63; il Confalonieri ne
+chiede la convocazione, <a href="#Page_18">18</a>; prima riunione di essi il
+22 aprile, con circa 70 elettori, e atti che vi si compirono,
+<a href="#Page_29">29</a>; deputazione loro alle alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>; altri
+atti, <a href="#Page_35">35</a>; numero degli elettori nel Regno, 92 e dei presenti
+a Milano, <a href="#Page_35">35</a>; loro deputazione al Sommariva, <a href="#Page_36">36</a>;
+altra al Bellegarde, <a href="#Page_37">37</a>; dichiarati sciolti dal Bellegarde,
+<a href="#Page_38">38</a>.</p>
+
+<p>Compagnoni Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Condulmer Pietro Antonio, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Condulmer Tommaso Gaspare, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la proposta
+<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170"></a>[170]</span>
+del Senato, <a href="#Page_75">75</a>, si rifugia nella carrozza del
+Verri, <a href="#Page_138">138</a>.</p>
+
+<p>Confalonieri Federico firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>; sua
+parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>; sua intimazione al Senato,
+<a href="#Page_18">18</a>; rompe il ritratto di Napoleone dell'Appiani, <a href="#Page_20">20</a>;
+deputato dei Collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>; suo
+contegno il 20 aprile, <a href="#Page_131">131</a>, <a href="#Page_140">140</a>; risponde alla <i>Memoria
+Storica</i>, <a href="#Page_x">x</a>.</p>
+
+<p><i>Consiglio di Stato</i>, Statuto ad esso relativo, <a href="#Page_91">91</a>; sua composizione
+alla fine del Regno, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_81">81</a>; molti consiglieri
+erano milanesi, <a href="#Page_8">8</a>; abolito dai Collegi elettorali, <a href="#Page_35">35</a>; dichiarato
+sciolto dal Bellegarde, <a href="#Page_38">38</a>.</p>
+
+<p>Conti Francesco, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Conti Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Coraccini Federico (Lafolie Carlo Giovanni), pseudomino
+dell'autore della <i>Storia dell'Amministrazione del Regno
+d'Italia</i>, <a href="#Page_xv">xv</a>.</p>
+
+<p>Cornaglia Francesco, prefetto del Serio, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p><i>Corinaldo</i>, patria di un militare fucilato, <a href="#Page_105">105</a>.</p>
+
+<p><i>Corte dei Conti</i>, sua composizione alla fine del Regno, <a href="#Page_82">82</a>;
+formata quasi tutta da milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p>
+
+<p><i>Corte di cassazione</i>, sua composizione alla fine del Regno, <a href="#Page_81">81</a>;
+formata quasi interamente di milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p>
+
+<p><i>Corte reale</i> in Milano, suo personale quasi tutto di milanesi,
+<a href="#Page_8">8</a>.</p>
+
+<p>Corridori Girolamo, cassiere generale del Regno, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Cortese Francesco, direttore delle rassegne e della coscrizione,
+<a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Cossali Pietro, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Cossoni Antonio, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale
+delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Costabili-Containi Gio. Battista, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa parte di
+una commissione senatoria, <a href="#Page_46">46</a>, <a href="#Page_109">109</a>; intendente generale
+della Corona e grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_79">79</a>;
+firma il primo e il terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171"></a>[171]</span></p>
+
+<p>Costanzi Giovanni Battista, capitano di fregata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Cozzi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Crespi Antonio id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Crespi Luigi, procuratore generale nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Crevenna Francesco, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Crivelli Ferdinando id., <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Crivelli Ignazio id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Crivelli Mesmer Giuseppe, id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p><i>Crostolo</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Cruvelier Gio. Pietro, ispettore di marina, capo divisione
+nel ministero della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Custodi Pietro, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, segretario generale
+del ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Dabrowki, vedi Dombrowski G. E.</p>
+
+<p>D'Adda Febo, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>D'Adda Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Dal Fiume Filippo, prefetto dell'Alto Adige, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>D'Allegre Paolo Lamberto, consigliere di Stato e vescovo
+di Pavia, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><i>Dalmazia</i>, sua unione al Regno e commissione per il suo
+ordinamento, <a href="#Page_101">101</a>.</p>
+
+<p>Dandolo Silvestro, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Dandolo Vincenzo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; suo contegno in Senato
+il 17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_109">109</a>; fa parte della commissione
+senatoria, <a href="#Page_46">46</a>, <a href="#Page_109">109</a>; parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_48">48</a>, <a href="#Page_111">111</a>;
+va dal Melzi, <a href="#Page_111">111</a>; ricordato, <a href="#Page_xxi">xxi</a>.</p>
+
+<p>Danthouard Carlo Niccolò, generale di divisione, primo
+aiutante di campo del viceré Eugenio, <a href="#Page_7">7</a>; offende gli
+Italiani, ivi; accennato, <a href="#Page_105">105</a>; firma l'indirizzo dei generali
+francesi, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Darnay Antonio, segretario di gabinetto del viceré Eugenio,
+<a href="#Page_7">7</a>; poi direttore generale delle poste nel Regno,
+<a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_84">84</a>, <a href="#Page_105">105</a>; suo spionaggio nei carteggi privati, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_105">105</a>.</p>
+
+<p>Daurier, generale francese comandante nell'Adriatico, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>De Agostini Agostino, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172"></a>[172]</span></p>
+
+<p>De Bernardi Stefano, presidente del consiglio legislativo
+nel consiglio di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, primo presidente della Corte
+dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>De Capitani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>De Capitani Paolo, segretario generale del ministero dell'interno,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>De Carli Nazzari Luigi, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Del Maino Carlo, prefetto del Tagliamento, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>De Lorenzi Antonio, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Dembowski Giovanni, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, designato
+nel <i>generale straniero</i> al soldo italiano, <a href="#Page_9">9</a>, richiamato in
+servizio dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>De Moll Sigismondo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del
+Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>De Pagave Gaudenzio, segretario della Reggenza, <a href="#Page_161">161</a>.</p>
+
+<p><i>Deputazione del Senato</i> alle Potenze alleate, come e da chi
+proposta, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_112">112</a>; istruzioni e credenziali date ad
+essa dal Melzi, <a href="#Page_54">54</a>-57; va a Mantova, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_116">116</a>; ritorna a Milano,
+<a href="#Page_68">68</a>, <a href="#Page_116">116</a>; sua condotta difesa dal Guicciardi, <a href="#Page_66">66</a>-68.</p>
+
+<p><i>Deputazione dei Collegi elettorali</i> alle Potenze alleate, <a href="#Page_30">30</a>-31,
+<a href="#Page_156">156</a>; persone che ne facevano parte, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>De Simoni Baldassarre, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Di Breme Arborio Luigi Giuseppe, senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p><i>Dipartimenti</i> del Regno d'Italia, loro capoluoghi, popolazione,
+circoscrizione, prefetti e comandanti militari, <a href="#Page_85">85</a>-87;
+solamente gli elettori di otto dipartimenti sono convocati
+a Milano, <a href="#Page_155">155</a>; loro rappresentanti nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p><i>Direzioni generali</i> per l'amministrazione del Regno, funzionari
+che le componevano alla fine del Regno, <a href="#Page_83">83</a>, <a href="#Page_84">84</a>;
+quasi tutti milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p>
+
+<p>Dode, generale austriaco, <a href="#Page_161">161</a>.</p>
+
+<p>Dombrowski Giovanni Enrico, generale di divisione, firmato
+nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Durini Antonio, podestà di Milano, accennato <a href="#Page_15">15</a>; trasmette
+al Senato e al Melzi l'istanza dei cittadini per
+<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173"></a>[173]</span>
+la convocazione dei Collegi elettorali, <a href="#Page_16">16</a>, <a href="#Page_58">58</a>, fa pubblicare
+il decreto del Senato e altri proclami, <a href="#Page_24">24</a>, convoca
+il Consiglio comunale in seduta permanente, <a href="#Page_24">24</a>,
+<a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>, certifica conforme
+l'istanza, <a href="#Page_63">63</a>; presente all'insediamento della Reggenza,
+<a href="#Page_147">147</a>; il Confalonieri gli indirizza la sua apologia, <a href="#Page_x">x</a>.</p>
+
+<p>Erizzo Guido, consigliere di Stato onorario, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><i>Esercito</i>, suoi ufficiali generali alla fine del Regno, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Eulbrucca Carlo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Fagnani Federico, ciambellano di corte e consigliere di
+Stato, <a href="#Page_81">81</a>; sua parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>; firma
+l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Farina Modesto, capo divisione nel ministero del culto, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Fava Paolo Fabrizio, arcivescovo di Ferrara, grande ufficiale
+del Regno e senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p>Fè Marcantonio, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze,
+<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>; firmato nel primo e terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Felici Daniele, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, si offre di parlare al popolo, <a href="#Page_69">69</a>,
+insieme al Verri parla al popolo, <a href="#Page_128">128</a>; firma la protesta
+del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Fenaroli Giuseppe, gran maggiordomo maggiore, grande ufficiale
+del Regno e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>, membro del Senato,
+<a href="#Page_79">79</a>; invita la Reggenza ad occupare il palazzo reale,
+<a href="#Page_149">149</a>; firmato nel primo Statuto del Regno, 91 e nel
+terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Ferrarlo Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Ferri Francesco, prefetto del Piave, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Fiorella Pasquale Antonio, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, senatore,
+<a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Fontane Giacomo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, comandante
+nel Mella, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Fontanelli Achille, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, ministro della
+guerra e grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; designato
+a far parte della deputazione del Regno alle Alte Potenze,
+<a href="#Page_18">18</a>, va a Parigi per la Baviera, <a href="#Page_32">32</a>, destituito dalla
+Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174"></a>[174]</span></p>
+
+<p>Foscolo Ugo, frequentatore delle case dei ministri, <a href="#Page_9">9</a>-10,
+promosso capo squadrone dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>, citato,
+ <a href="#Page_ix">ix</a>, <a href="#Page_xi">xi</a>.</p>
+
+<p>Fossano Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Francesco I, imperatore d'Austria, re d'Ungheria e di
+Boemia, le sue truppe occupano parte dell'Italia, <a href="#Page_12">12</a>;
+proposta di farlo mediatore presso le Alte Potenze per
+la cessazione delle ostilità, l'indipendenza del Regno e
+la creazione di Eugenio a re d'Italia, <a href="#Page_12">12</a>; è dichiarato in
+possesso di Milano e delle provincie, <a href="#Page_35">35</a>; dovevano presentarsi
+a lui i deputati del Senato, <a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_57">57</a>.</p>
+
+<p>Frangipane Cinzio, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Frecarelli Prospero firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Fressinet Filiberto, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Frisiani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Frosconi Alessandro, prefetto del Rubicone, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Galimberti Livio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Gallino Tommaso, consigliere di Stato e primo presidente
+della Corte d'appello di Verona, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Galvagna Francesco, consigliere di Stato e prefetto dell'Adriatico,
+<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Gaspari Giacomo, prefetto del Metauro, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Gentili Antonio, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Germani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato
+in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Ghirlanda Girolamo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Giaxich ......, capitano di fregata, comandante del
+porto di Venezia, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Giegler Pietro, libraio in Milano, <a href="#Page_xvi">xvi</a>.</p>
+
+<p>Gioia Melchiorre, creduto autore della <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xi">xi</a>.</p>
+
+<p>Giovio Ludovico, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, firma l'istanza
+pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_61">61</a>, presiede i Collegi elettorali e suoi
+discorsi, 30 e seg., <a href="#Page_155">155</a>; era stato commissario straordinario
+nel dipartimento del Lario, negli ultimi tempi
+del Regno, <a href="#Page_39">39</a>; suo discorso di chiusura ai Collegi elettorali,
+<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175"></a>[175]</span>
+<a href="#Page_36">36</a>; altro discorso innanzi al Bellegarde, <a href="#Page_37">37</a>; risponde
+alla <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xi">xi</a>, <a href="#Page_xxi">xxi</a>.</p>
+
+<p>Giudici Gaetano, segretario generale del ministero del
+culto, <a href="#Page_83">83</a>, e ff. di ministro dal 1812 al 1814, <a href="#Page_78">78</a>.</p>
+
+<p>Giulini Cesare firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Giulini Giorgio, fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p>
+
+<p>Giulini Giuseppe, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Giustiniani Leonardo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firma la protesta del
+Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p>
+
+<p>Gorio Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p><i>Grandi ufficiali della Corona</i>, <a href="#Page_78">78</a>; fanno parte del Senato, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p><i>Grandi ufficiali del Regno</i>, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_79">79</a>; Statuto per la loro creazione,
+<a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Grenier Paolo, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Greppi Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Guastavillani Giovanni Battista, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>,
+firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Guerrini Camillo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Guicciardi Diego, creduto autore della <i>Memoria storica</i>
+ <a href="#Page_xii">xii</a>-xiv; sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxii">xxii</a>-xxiv; senatore, <a href="#Page_79">79</a>;
+combatte il progetto del Melzi ed è nominato della deputazione
+senatoria, <a href="#Page_15">15</a>, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_11">11</a>; suo contegno nella
+seduta del 17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_113">113</a>;
+va a Mantova col Castiglioni, <a href="#Page_116">116</a>; torna a Milano,
+<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_116">116</a>; istruzioni a lui date dal Melzi, <a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_55">55</a>; sua memoria
+apologetica, <a href="#Page_33">33</a>; testo di essa, <a href="#Page_64">64</a>-69; lettera relativa
+della Reggenza, <a href="#Page_70">70</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>;
+firmato nel primo e terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Isimbardi Innocenzo, direttore generale delle zecche, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p><i>Istanza dei cittadini milanesi</i> per la convocazione dei Collegi
+elettorali, <a href="#Page_59">59</a>-63; trasmessa dal podestà al presidente
+del Senato, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_124">124</a>, <a href="#Page_125">125</a>.</p>
+
+<p>Jacob ...., capo divisione nel ministero italiano degli affari
+esteri in Parigi, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Jacquet Giuseppe, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176"></a>[176]</span></p>
+
+<p>Julhien Giovanni Francesco, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante
+nel Mincio, <a href="#Page_86">86</a>, ricordato <a href="#Page_xxv">xxv</a>.</p>
+
+<p>Lafolie Carlo Giovanni, vedi Coraccini Federico.</p>
+
+<p>Lambertenghi Luigi, consigliere legislativo, firmato nel primo
+Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Lamberti Giacomo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, segretario del Senato, <a href="#Page_53">53</a>,
+firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p><i>Lario</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante
+nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>; sua prefettura desiderata dal
+Verri, <a href="#Page_98">98</a>.</p>
+
+<p>Laurent Francesco Guglielmo, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Lechi Angelo, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Lechi Giuseppe, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Lechi Teodoro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Lemarrois Giovanni, generale francese, governatore nelle
+Marche, <a href="#Page_101">101</a>.</p>
+
+<p>Litta Alberto, fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>; deputato dei
+Collegi elettorali alla A. P., <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Litta Antonio, gran ciambellano, grande ufficiale del Regno
+e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; firmato
+nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Locatelli Luigi Annibale, ispettore alle rassegne, capo divisione
+nel ministero della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Londonio Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Longo Lucrezio, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, aggiunto alla Reggenza, pel
+Mella, <a href="#Page_155">155</a>, suo carattere e sua morte, <a href="#Page_158">158</a>, <a href="#Page_159">159</a>.</p>
+
+<p>Luini Giacomo, direttore generale della polizia, accennato,
+<a href="#Page_14">14</a>; consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_101">101</a>; aggiunto a
+C. Verri per l'organizzazione delle Marche, <a href="#Page_101">101</a>; suo carattere
+e sue attribuzioni, <a href="#Page_153">153</a>, <a href="#Page_154">154</a>; promosso dalla
+Reggenza a consigliere di cassazione, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>Luini Giuseppe, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Luini Stefano, prefetto dell'Agogna, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Luosi Giuseppe, gran giudice ministro della giustizia, senatore,
+<a href="#Page_80">80</a>; grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; presente
+<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177"></a>[177]</span>
+alla seduta del Senato 17 aprile, <a href="#Page_43">43</a>; parla, <a href="#Page_48">48</a>; sua
+parte nel progetto di decreto presentato al Senato, <a href="#Page_110">110</a>;
+firmato nel primo e nel terzo Statuto del Regno, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Luosi Luigi, capo divisione nel ministero della giustizia, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Lupi Carlo, segretario generale del censo, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Maestri Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, prefetto del
+Monte Napoleone, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Magenta Pio, prefetto del Bacchiglione, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Maillot Stefano, commissario generale della marina, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Manara Baldassarre firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Manzi Ignazio id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Manzoni Alessandro id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p><i>Marche</i>, loro unione al Regno italico, <a href="#Page_101">101</a>; v. <i>Metauro</i>, <i>Musone</i>,
+<i>Tronto</i>.</p>
+
+<p>Marchini Bartolomeo, capo divisione nel ministero delle
+finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Marcognet, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Marescalchi Ferdinando, ministro degli affari esteri e grande
+ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; firmato nel primo Statuto
+del Regno, 90 e nel terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p><i>Marina reale</i>, suoi ufficiali superiori alla fine del Regno, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Marini Giuseppe, capitano, aiutante di piazza, comandato
+a prestar servizio presso il Senato il 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>,
+<a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_18">18</a>.</p>
+
+<p>Marinoni Francesco, segretario generale della Segreteria di
+Stato in Parigi, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Martel Filippo Andrea, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Martinengo Gio. Estore, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Martini Francesco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Masetti Agostino, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Massari Luigi, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; si offre di parlare al popolo, <a href="#Page_18">18</a>;
+parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>; insieme al Verri parla al popolo,
+<a href="#Page_128">128</a>; si rifugia nella carrozza del Verri, <a href="#Page_138">138</a>; firmato
+nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p>
+
+<p>Mazzucchelli Giovanni Battista, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178"></a>[178]</span></p>
+
+<p>Mazzucchelli Luigi, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>; accennato, <a href="#Page_9">9</a>;
+promosso dalla Reggenza a generale di divisione, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>Medici Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, <a href="#Page_xxi">xxi</a>,
+<a href="#Page_7">7</a>; ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato
+dal Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, <a href="#Page_79">79</a>;
+consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>; odiato dagli Italiani, <a href="#Page_103">103</a>.</p>
+
+<p>Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>; fa parte
+della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>.</p>
+
+<p><i>Mella</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante
+nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>; sua prefettura esercitata dal
+Verri, <a href="#Page_99">99</a>.</p>
+
+<p>Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p>Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, <a href="#Page_98">98</a>;
+trae il Verri alla vita politica, <a href="#Page_99">99</a>; duca di Lodi, cancelliere
+guardasigilli della Corona e grande ufficiale del
+Regno, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; convoca il Senato
+<a name="tn178" id="tn178"></a>per il 17 aprile, <a href="#Page_12">12</a>; sua lettera e messaggio
+relativo, <a href="#Page_44">44</a>; testo di essi, <a href="#Page_49">49</a>-50; sue istruzioni alla
+Deputazione senatoria, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_54">54</a>-55; credenziali per il
+Metternich, <a href="#Page_56">56</a>-57; sua vita minacciata, <a href="#Page_26">26</a>, <a href="#Page_140">140</a>; non
+crede agli avvertimenti del Verri, <a href="#Page_120">120</a>, <a href="#Page_140">140</a>; ricordato,
+<a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_16">16</a>.</p>
+
+<p>Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Melzi Giuseppe id. <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Mengotti Francesco, senatore, <a href="#Page_50">50</a>, segretario del Senato, <a href="#Page_53">53</a>;
+formula una proposta in Senato, <a href="#Page_48">48</a>; redige l'articolo
+relativo al principe Eugenio, <a href="#Page_114">114</a>; firma la protesta, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Mermet Giuliano Agostino, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p><i>Metauro</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>, <a href="#Page_101">101</a>; ricordato,
+<a href="#Page_105">105</a>.</p>
+
+<p>Metternich (principe di), ministro degli affari esteri dell'imperatore
+d'Austria, credenziali del Melzi a lui per
+la deputazione del Regno, <a href="#Page_13">13</a>-14, <a href="#Page_56">56</a>-57.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179"></a>[179]</span></p>
+
+<p>Mezzoni (Mozzoni?) Ottavio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Milius Pier Bernardo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Milossewitz Andrea, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante
+nell'Adige e Alto Adige, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p><i>Mincio</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante
+nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p><i>Ministeri</i> del Regno d'Italia, loro funzionari, <a href="#Page_82">82</a>, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Minoia Giovanni, prefetto del Panaro, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Mocenigo Alvise, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Moiana Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Montebruno Andrea, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Monteggia Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Monticelli Giovanni id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Monticelli-Strada Gio. Battista id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Mori Ambrogio id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Moroni Pietro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Moscati Pietro, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa una proposta in Senato, <a href="#Page_48">48</a>;
+firma la protesta in Senato, <a href="#Page_74">74</a>; firmato nel terzo Statuto,
+<a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Mozzoni, vedi Mezzoni.</p>
+
+<p>Muggiasca Giacomo, aggiunto per il Lario alla Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Muggiasca Gio. Battista firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Murat Gioacchino, re di Napoli, sua occupazione di parte
+d'Italia, <a href="#Page_12">12</a>; suoi disegni politici, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p><i>Musone</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>, <a href="#Page_101">101</a>.</p>
+
+<p>Nani Tommaso, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Napoleone I, suo governo in Francia e in Italia, <a href="#Page_5">5</a>; porta
+solo l'odiosità delle gravezze finanziarie, <a href="#Page_7">7</a>; suo ritratto
+dipinto dall'Appiani e rotto dal Confalonieri, <a href="#Page_20">20</a>; ricordato,
+ <a href="#Page_viii">viii</a>, <a href="#Page_43">43</a>.</p>
+
+<p>Narducci Giampietro, capo divisione nella segreteria di Stato
+in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Nava Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Negri ...., segretario generale del Monte Napoleone, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Negri Antonio, presidente della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; firmato
+nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180"></a>[180]</span></p>
+
+<p>Negri Gaetano, segretario generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Neipperg (conte di) Alberto, generale austriaco, <a href="#Page_161">161</a>.</p>
+
+<p>Noghera Gio. Battista, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Odescalchi Tommaso, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p><i>Olona</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; da esso sono
+tratti i primi membri della Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Opizzoni Carlo, arcivescovo di Bologna, non riconosciuto, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p>Oriani Barnaba, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>;
+firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Ottolini Giulio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Paini Giulio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Pallavicini Giuseppe, presidente del Consiglio degli uditori
+nel Consiglio di Stato, <a href="#Page_81">81</a>; firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Pallavicini Giulio, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Palmieri ......., segretario generale del lotto, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Palombini Giuseppe, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Pampuri Giacomo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p><i>Panaro</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Paolucci Amilcare, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Paradisi Giovanni, firmato nel primo e terzo Statuto del
+Regno, <a href="#Page_90">90</a>, <a href="#Page_91">91</a>; senatore, <a href="#Page_79">79</a>; uno dei sostenitori del
+principe Eugenio, <a href="#Page_110">110</a>; doveva far parte della Deputazione
+senatoria, <a href="#Page_11">11</a>; non è nominato, <a href="#Page_13">13</a>; parla nella seduta
+17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_113">113</a>; lascia la seduta, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>;
+non interviene a quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; firma la protesta
+del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p>
+
+<p>Parca Carlo, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>,
+firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Parravicini Raffaele, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Pasqualigo Nicola, capitano di vascello, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p><i>Passariano</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Patroni Giuseppe, colonnello, capo divisione nel ministero
+della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Pecchio Pietro, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Peceis Gio. Odoardo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181"></a>[181]</span></p>
+
+<p>Pedrazzini Michele, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Pedroli Carlo Antonio, consigliere di Stato onorario e primo
+presidente della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><a name="tn181" id="tn181"></a>Pelegatti Cesare, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Peregalli Francesco, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, aggiunto alla Reggenza
+per l'Adda, <a href="#Page_155">155</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p>Perego Luigi, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Peri Bernardo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Petracchi Angelo, capo divisione nel ministero delle finanze,
+<a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Pevri Luigi, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, tenta di salvare il
+Prina dal furore popolare, <a href="#Page_22">22</a>.</p>
+
+<p><i>Piave</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Piazzoni Gio. Battista, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Pini Ermenegildo, ispettore generale degli studi, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Pino Domenico, generale di divisione, <a href="#Page_79">79</a>, <a href="#Page_84">84</a>, primo capitano
+della Guardia reale e grande ufficiale del Regno,
+<a href="#Page_79">79</a>; trascurato dal principe Eugenio, <a href="#Page_7">7</a>; firma la
+istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>; poteva salvare il Prina, <a href="#Page_22">22</a>;
+dichiarato comandante delle forze della capitale, <a href="#Page_24">24</a>; fa
+parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suo proclama al popolo,
+<a href="#Page_25">25</a>; intende salvare il Melzi, <a href="#Page_26">26</a>; esorta il popolo
+alla calma, <a href="#Page_141">141</a>; chiama alle armi per difendere gli edifizi
+pubblici, <a href="#Page_27">27</a>; confermato dai Collegi elettorali nel
+grado di comandante delle forze militari; poi atti accennati,
+<a href="#Page_38">38</a>, <a href="#Page_143">143</a>; sue difese a stampa, <a href="#Page_x">x</a>, <a href="#Page_xxi">xxi</a>; censure
+a lui date, <a href="#Page_xx">xx</a>.</p>
+
+<p>Pizzagalli Angelo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Pizzotti Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Poggiolini Giovanni, segretario generale dell'istruzione pubblica,
+<a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Polcastro Girolamo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p>
+
+<p>Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>; generale di
+brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182"></a>[182]</span></p>
+
+<p>Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>; in compagnia
+del Pino il giorno 20 aprile, <a href="#Page_23">23</a>; va a invitare gli Austriaci
+in Milano, <a href="#Page_160">160</a>.</p>
+
+<p>Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia,
+<a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Predabissi Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale
+del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_83">83</a>; senatore <a href="#Page_80">80</a>; cieco strumento della
+politica finanziaria di Napoleone, <a href="#Page_7">7</a>, e perciò odiatissimo,
+<a href="#Page_105">105</a>, <a href="#Page_137">137</a>; sua parte nel progetto di decreto del
+Melzi, <a href="#Page_110">110</a>; doveva far parte della Deputazione alle Potenze,
+<a href="#Page_11">11</a>; ma non fu nominato, <a href="#Page_13">13</a>; presente alle seduta
+del 17 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; vi parla, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_113">113</a>; non interviene
+a quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; ricercato durante la seduta
+stessa, <a href="#Page_137">137</a>, <a href="#Page_141">141</a>; tumulto popolare e strazio di lui, <a href="#Page_21">21</a>-23,
+<a href="#Page_141">141</a>-146; tentativi vani di salvarlo, <a href="#Page_21">21</a>, <a href="#Page_23">23</a>, <a href="#Page_144">144</a>;
+saccheggio del suo palazzo, <a href="#Page_24">24</a>, <a href="#Page_137">137</a>; della sua villa, <a href="#Page_28">28</a>;
+si sparge l'oblio sui colpevoli della strage, <a href="#Page_40">40</a>; incisione
+rappresentante il suo eccidio, <a href="#Page_41">41</a>.</p>
+
+<p>Prina Giuseppe, professore a Pavia, cerca di salvare il ministro,
+<a href="#Page_21">21</a>.</p>
+
+<p>Prina Luigi, segretario generale delle zecche, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p><i>Protesta del Senato</i> al Sommariva, <a href="#Page_71">71</a>-75.</p>
+
+<p>Quesnel Francesco, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Quirini Stampalia Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Radaelli ....., fornaio, milite della guardia nazionale,
+trovasi ai fatti del 20 aprile, <a href="#Page_136">136</a>.</p>
+
+<p>Raesini Carlo Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Raesini Rodolfo, id. <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Ragazzi Giuseppe, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Rambourgt Pietro Gabriele, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Rangone Giuseppe, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Re Antonio, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183"></a>[183]</span></p>
+
+<p>Reina Giuseppe, capo divisione nel ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p><i>Reggenza provvisoria</i> creata dal Consiglio comunale di Milano
+il 21 aprile <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suoi primi atti <a href="#Page_26">26</a>, <a href="#Page_143">143</a>-150;
+il Verri ne è fatto presidente, <a href="#Page_149">149</a>; suoi atti ulteriori,
+<a href="#Page_38">38</a>-41, <a href="#Page_156">156</a>-159; vi sono aggiunti i rappresentanti di
+sette dipartimenti, <a href="#Page_38">38</a>, <a href="#Page_155">155</a>; verbali delle sue deliberazioni,
+<a href="#Page_161">161</a>; non permette la pubblicazione dell'apologia
+del Guicciardi, <a href="#Page_70">70</a>; il Bellegarde ne assume la presidenza,
+<a href="#Page_38">38</a>.</p>
+
+<p><i>Regno d'Italia</i>, 1805-1814; sua formazione e suoi statuti
+costituzionali, <a href="#Page_90">90</a>-92; suoi alti funzionari civili e militari,
+<a href="#Page_78">78</a>-85; suoi dipartimenti <a href="#Page_85">85</a>-87; suoi collegi elettorali,
+<a href="#Page_92">92</a>, <a href="#Page_93">93</a>; contrasto fra i paesi della Lombardia e
+gli altri, <a href="#Page_8">8</a>; prevalenza dei milanesi negli alti uffici, <a href="#Page_8">8</a>;
+deputazione del Regno alle Potenze alleate secondo la
+convenzione del 16 aprile, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_11">11</a>; unione al Regno
+della Dalmazia e delle Marche, <a href="#Page_99">99</a>; dipartimenti non
+occupati dagli Austriaci, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Renard Brizio Giovanni Battista, generale di brigata <a href="#Page_84">84</a>,
+comandante nell'Adda, <a href="#Page_85">85</a>, e nel Lario, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p><i>Reno</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Repossi Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><i>Repubblica Italiana</i>, 1802-1805; sua costituzione adottata
+nei comizi di Lione, <a href="#Page_90">90</a>; governata dal Melzi come vicepresidente,
+<a href="#Page_97">97</a>; deputazione di essa per la trasformazione
+in Regno, <a href="#Page_90">90</a>; atti e documenti di questa mutazione,
+<a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Rezia Carlo, prefetto dell'Adda, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Riva Cristoforo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Rivaira Luigi, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Rivolta Cristoforo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Rodriguez Francesco, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Roize, generale francese, comandante nel Reno, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Ronna Tommaso, consigliere di Stato e vescovo di Crema, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Rosmini Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184"></a>[184]</span></p>
+
+<p>Rossi Luigi, ispettore generale degli studi, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Rougier Gillo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Rouyer, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p><i>Rubicone</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Sabatti Antonio, presidente nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Sacchini Girolamo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Saint Edme (Bourg Teodoro), traduttore francese della
+<i>Mem. stor.</i> dell'Armaroli, <a href="#Page_77">77</a>, sue note alla medesima,
+<a href="#Page_77">77</a>-93; attribuisce la <i>Mem.</i> al Guicciardi, <a href="#Page_77">77</a>.</p>
+
+<p>Sainte-Laurent, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Saint Paul Verbigier, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Saint Priest Filiberto Luigi, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Salimbeni Leonardo, generale di brigata, firmato nel primo
+Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Salina Luigi firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p>
+
+<p>Salvini Andrea, direttore delle costruzioni navali, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Sanfermo Rocco, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Sanner Baldassarre, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Sant'Andrea Pietro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Scaccabarozzi Cesare, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Scazza Lorenzo firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Schiazzetti Fortunato, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Schilt, generale francese, comandante nel Passariano, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Scopoli Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale
+dell'istruzione, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Scotti Gallerati Costanzo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Scotti Gallerati Francesco, id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p><i>Segretari generali</i> dei ministeri e delle direzioni generali,
+<a href="#Page_82">82</a>, <a href="#Page_84">84</a>; quasi tutti milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p>
+
+<p><i>Segreterie di Stato</i> in Parigi e in Milano, loro funzionari, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Segri Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p>
+
+<p><i>Senato consulente</i>, Statuti per la sua creazione e ordinamento,
+<a href="#Page_92">92</a>; regolamento di esso, <a href="#Page_92">92</a>; sua composizione alla fine
+del Regno, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_79">79</a>, <a href="#Page_80">80</a>; comprendeva otto senatori milanesi,
+<a href="#Page_8">8</a>; seduta straordinaria del 17 aprile, <a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_103">103</a>-115;
+<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185"></a>[185]</span>
+relazione di essa, <a href="#Page_43">43</a>-49; commissione in essa
+creata, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_46">46</a>; proposte presentate e deliberazioni
+prese, <a href="#Page_50">50</a>-53; sua deputazione alle Potenze, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_113">113</a>;
+seduta del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>-21, <a href="#Page_122">122</a>-136; gli è chiesto il richiamo
+della deputazione e la convocazione dei Collegi,
+<a href="#Page_18">18</a>, <a href="#Page_134">134</a>; sua protesta al Sommariva, <a href="#Page_71">71</a>-75; abolito
+dai Collegi, <a href="#Page_35">35</a>, e sciolto dal Bellegarde, <a href="#Page_38">38</a>.</p>
+
+<p>Serbelloni Gio. Battista, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei
+Collegi, <a href="#Page_59">59</a>; va a invitare gli Austriaci, <a href="#Page_162">162</a>.</p>
+
+<p>Serbelloni Marco, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato,
+<a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p><i>Serio</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>; suo rappresentante
+nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Serpenti Angelo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Severini Girolamo id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Severoli Filippo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Sgariglia Pietro, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p>
+
+<p>Silva Bernardino, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Silva Ercole, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Silva Sigismondo, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Smancini Antonio, consigliere di Stato e prefetto dell'Adige,
+<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Soldini Ambrogio, direttore generale del lotto, <a href="#Page_84">84</a>.</p>
+
+<p>Soldini Andrea, capo divisione nel ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Somaglia Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Somaglia Carlo, id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Somaglia Gio. Luca, id. <a href="#Page_60">60</a>; presidente del Consiglio comunale,
+presente all'insediamento della Reggenza, <a href="#Page_147">147</a>;
+deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Somaglia Gaetano, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Sommariva Annibale, generale austriaco, commissario delle
+Alte Potenze in Milano, <a href="#Page_34">34</a>, <a href="#Page_155">155</a>, <a href="#Page_161">161</a>; riceve la deputazione
+dei Collegi elettorali, <a href="#Page_36">36</a>.</p>
+
+<p>Sommariva Matteo, fratello del precedente, aggiunto alla
+Reggenza per l'Alto Po, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186"></a>[186]</span></p>
+
+<p>Sommaruga ...., presidente nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Sommenzari Teodoro, prefetto del Mella, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Sommi Serafino, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze,
+<a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Sopransi Fedele, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Sopransi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, giudice di cassazione,
+<a href="#Page_81">81</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Soresi Giovanni, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Sormani Alessandro id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Sormani Giuseppe id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Sormani Lorenzo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Sozzi Carlo, vicario capitolare di Milano, esorta alla tranquillità,
+<a href="#Page_26">26</a>.</p>
+
+<p>Spella Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Spreafico Pietro id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p><i>Statuti costituzionali</i> del Regno d'Italia, <a href="#Page_90">90</a>-92.</p>
+
+<p>Staurenghi Leopoldo, prefetto del Tronto, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Stoppani Pietro, capo div. nel ministero della giustizia, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Strassoldo, governatore austriaco in Milano, <a href="#Page_162">162</a>.</p>
+
+<p>Stratico Simone, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato,
+<a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Strigelli Antonio, consigliere di Stato, segretario di Stato
+in Milano, <a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_82">82</a>; vuole abbandonare l'ufficio, <a href="#Page_157">157</a>; segretario
+generale della Reggenza, <a href="#Page_70">70</a>.</p>
+
+<p>Tadini Oldofredi Girolamo, prefetto del Reno, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Tagliabue Francesco, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p><i>Tagliamento</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Tamassia Giovanni firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; prefetto
+del Lario, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Tarchini Giovanni Battista, segretario generale del ministero
+del tesoro, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Tarsis Giovanni Battista, aggiunto alla Reggenza, per l'Agogna,
+<a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Taverna Francesco, consigliere di Stato onorario e primo
+presidente della Corte d'appello in Milano, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187"></a>[187]</span></p>
+
+<p>Taverna Giuseppe, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Tempiè Giacomo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Testi Carlo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; incaricato del portafoglio degli
+affari esteri in Milano, <a href="#Page_82">82</a>; nominato della Deputazione
+senatoria alle Alte Potenze, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_113">113</a>; rinunzia
+per motivi di salute, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>; sua opinione sulle credenziali,
+<a href="#Page_55">55</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Teuliè Filippo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Thiene Leonardo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; esce col Verri dal Senato
+il 20 aprile, <a href="#Page_137">137</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Ticozzi Stefano, prefetto dell'Alto Po, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Tonni Luigi, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; aggiunto alla Reggenza,
+pel Mincio, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Tordorò Luigi, capo della contabilità del Regno, <a href="#Page_83">83</a>.</p>
+
+<p>Tornielli Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p>Trivulzio Gian Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>;
+deputato dei collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p>
+
+<p>Traversi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Trecchi Sigismondo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p><i>Tronto</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Trotti Lorenzo id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Trouchon Domenico, direttore dell'artiglieria di marina, <a href="#Page_85">85</a>.</p>
+
+<p>Ungarelli Pietro, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p>
+
+<p>Vaccari Luigi, ministro dell'interno e grande ufficiale del
+Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; presente alla seduta del Senato il 17 aprile,
+<a href="#Page_43">43</a>; vi parla, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>; sua parte nel progetto
+di decreto, <a href="#Page_108">108</a>; sostiene il principe Eugenio, <a href="#Page_114">114</a>.</p>
+
+<p>Valdrighi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>; procuratore generale
+della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; firmato nel primo
+Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Veneri Antonio, ministro del tesoro e grande ufficiale del
+Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_83">83</a>; senatore <a href="#Page_80">80</a>; presidente del Senato nella
+seduta del 17 aprile e sua condotta in essa, <a href="#Page_44">44</a>-49,
+<a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_107">107</a>; sua condotta in quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>-20, <a href="#Page_134">134</a>;
+scambiato col Prina e insultato, <a href="#Page_137">137</a>; va dal Melzi dopo
+quella seduta, <a href="#Page_141">141</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188"></a>[188]</span></p>
+
+<p>Verdier, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Verri Carlo, autore della relazione sui fatti di Milano, <a href="#Page_xvii">xvii</a>,
+<a href="#Page_97">97</a>; suoi intendimenti, <a href="#Page_98">98</a>; sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxv">xxv</a>;
+prefetto a Brescia, <a href="#Page_98">98</a>, <a href="#Page_99">99</a>; consigliere di Stato, <a href="#Page_100">100</a>; fa
+parte della commissione per la Dalmazia, <a href="#Page_100">100</a>; ispettore
+di pubblica beneficenza, <a href="#Page_101">101</a>; sua missione nelle Marche,
+<a href="#Page_100">100</a>-102; senatore, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_102">102</a>; sua condotta nella seduta
+del 17 aprile, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_109">109</a>; va dal Melzi, <a href="#Page_109">109</a>,
+<a href="#Page_119">119</a>, <a href="#Page_140">140</a>; approvato in pubblico o in privato, <a href="#Page_117">117</a>,
+<a href="#Page_118">118</a>, <a href="#Page_123">123</a>; sua condotta nella giornata del 20 aprile, <a href="#Page_18">18</a>,
+<a href="#Page_19">19</a>, <a href="#Page_125">125</a>-137; fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suoi
+atti ufficiali <a href="#Page_70">70</a>; sua condotta come presidente della
+Reggenza, <a href="#Page_147">147</a>-157; va a complimentare i Collegi elettorali,
+<a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Verri Giovanni, cavaliere, fratello di Carlo, dimorante a
+Como, <a href="#Page_98">98</a>.</p>
+
+<p>Vertova Giovanni Battista, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>;
+aggiunto alla Reggenza per il Serio, <a href="#Page_155">155</a>.</p>
+
+<p>Vestarini Belingeri Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Vidoni Soresina Giuseppe, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; firmato nel terzo
+Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p>
+
+<p>Vignolle, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Vigoni Gaetano firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p>
+
+<p>Villa Carlo, consigliere comunale, id., <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Villa Carlo, segretario del Cancelliere guardasigilli della Corona,
+accennato come quello da cui i rivoluzionari conoscevano
+gli atti del Melzi, <a href="#Page_13">13</a>; firma il messaggio del
+Melzi, <a href="#Page_50">50</a>, <a href="#Page_108">108</a>; le istruzioni ai Deputati del Senato, 55 e
+le credenziali, <a href="#Page_57">57</a>.</p>
+
+<p>Villa Giovanni, prefetto di polizia di Milano, destituito dalla
+Reggenza e perché, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>Villa Luigi, ministro dell'interno nella Repubblica italiana, <a href="#Page_97">97</a>.</p>
+
+<p>Villata Giovanni, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante nel
+Rubicone, <a href="#Page_87">87</a>.</p>
+
+<p>Villata Guido, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189"></a>[189]</span></p>
+
+<p>Villata Michele, prefetto del Musone, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Visconti Annibale, colonnello della guardia civica di Milano,
+firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_60">60</a>; assume il comando
+della guardia nazionale, <a href="#Page_145">145</a>.</p>
+
+<p>Visconti (Antonio?) di Cremona, capo battaglione, firma
+l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p>
+
+<p>Vismara Michele, prefetto del Mincio, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Vitali Gaetano firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Volpi Caneriggi Benedetto id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Volta Alessandro, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firma la protesta del Senato,
+<a href="#Page_75">75</a>.</p>
+
+<p>Zacco Costantino, prefetto del Basso Po, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Zanella Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Zanella Carlo Grato id., <a href="#Page_61">61</a>.</p>
+
+<p>Zanoli Alessandro, segretario generale del ministero della
+guerra, <a href="#Page_83">83</a>, destituito dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p>
+
+<p>Zecchini Bonaventura, prefetto del Crostolo, <a href="#Page_86">86</a>.</p>
+
+<p>Zenghi Luigi Filippo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p>
+
+<p>Zucchi Carlo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>; firma l'atto di
+cambio della convenzione militare di Schiarino Rizzino.</p></div>
+
+<hr />
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti
+i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p>
+
+<ul>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn13a">xiii</a> - l'on avait <i>machiné</i> [machinè] pour surprendre</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn13b">xiii</a> - le lecteur, une [una] fois prévenue</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn13c">xiii</a> - sa justification au gouvernement [governement]</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn20">20</a> - Lo stesso capitano sortí [sorti] dalla sala</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn24">24</a> - non vi erano piú suppellettili [suppelletili]</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn30">30</a> - prescritte alle [alla] AA. PP.</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn35">35</a> - Stato con la sua segreteria [segretaria]</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn54">54</a> - garantita l'integrità del [del del] suo territorio</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn63">63</a> - firme, che per brevità di tempo si omettono [momettono]</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn70">70</a> - Antonio Strigelli. [Stringelli]</li>
+<li><a href="#tn112">112</a> - riposta [risposta] ne' soli Collegi elettorali</li>
+<li><a href="#tn156">156</a> - il conte Federico Confalonieri [Confalieri]</li>
+<li><a href="#tn178">178</a> - per [per per] il 17 aprile</li>
+<li><a href="#tn181">181</a> - Pelegatti [Pelagatti] Cesare, giudice di cassazione</li>
+</ul>
+</div>
+
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+<pre>
+
+
+
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+
+End of the Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile
+1814, by Leopoldo Armaroli and Carlo Verri
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
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+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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