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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814 + +Author: Leopoldo Armaroli + Carlo Verri + +Editor: Tommaso Casini + +Release Date: May 25, 2011 [EBook #36212] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + + BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO + + pubblicata da T. CASINI e V. FIORINI.--_N. 3_ + + + LA + RIVOLUZIONE DI MILANO + DELL'APRILE 1814 + + + RELAZIONI STORICHE + DI + Leopoldo Armaroli e Carlo Verri + + _Senatori del Regno italico_ + + + a cura di + TOMMASO CASINI + + + ROMA + SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + 1897. + + +PROPRIETÀ LETTERARIA DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI + +_Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della Società +si ritengono per contraffatti._ + +(7606) Roma, Tipografia Enrico Voghera. + + + [Illustrazione: Milano.--Atrio del Palazzo del Senato nel 1814.] + + + + +La rivoluzione milanese dell'aprile 1814 e la caduta del Regno +italico, che ne fu conseguenza immediata, ebbero già parecchi storici +o raccontatori; quali, per citare solamente i piú diffusi, il Fabi[1], +il De Castro[2], l'Helfert[3]: ma sono avvenimenti tuttora avvolti in +qualche oscurità, dei quali non si è colta ancora compiutamente la +ragione storica, forse perché sin dal primo momento troppi furono gli +interessati a nascondere il vero di quei rivolgimenti, o almeno a +rappresentarli ciascuno in modo che ne restassero giustificate le +proprie tendenze e la propria condotta. La serie delle scritture che +rispecchiano direttamente i sentimenti e gli atti di coloro che furono +spettatori o partecipi ai fatti del 1814 è lunghissima, e tutte +andrebbero minutamente esaminate e raffrontate, chi volesse sceverare +in ciascuna la particella di vero, che pur vi sarà, e di tutte le +particelle comporre la storia genuina e sincera di quei moti. E dagli +articoli, dalle notizie e dai documenti che a cominciare dall'aprile +1814 si vennero pubblicando quotidianamente sul milanese _Giornale +Italiano_--l'officioso napoleonico, tramutatosi improvvisamente a +officioso austriaco--la serie si produce lungamente sino a quelli +_Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_, +che, dettati certamente dalla principessa Cristina Belgioioso +Trivulzio, furono pubblicati in Parigi solamente nel 1846[4], ma erano +eco non ancor fioca dei sentimenti e dei contrasti in mezzo ai quali +il Regno italico di Napoleone I era caduto, lasciando, retaggio +prezioso, agl'Italiani la coscienza della nazionalità, lo spirito +delle armi proprie, il desiderio delle istituzioni civili e la +tradizione di un illuminato liberalismo. + +A rappresentare con sufficiente fedeltà lo svolgersi di quei +memorabili avvenimenti mi è parso opportuno eleggere di mezzo alle +scritture di cotesta serie copiosa le relazioni composte, quando erano +recenti i fatti, da due uomini di spirito temperato ed equanime, +entrambi per l'ufficio loro di senatori presenti e partecipi alle +deliberazioni che furono motivo o pretesto alla rovina del Regno. +L'una delle quali relazioni, col titolo di _Memoria storica sulla +rivoluzione di Milano seguita il giorno 20 aprile 1814_, fu distesa +solamente qualche mese dopo gli avvenimenti e indi a poco divulgata +per le stampe con la data del novembre 1814[5]. Duplice, come appar +chiaro dalla semplice lettura, era stato l'intendimento di chi scrisse +questa relazione: difendere la condotta del Senato contro le postume +accuse del partito indipendentista lombardo e rivelare la parte +sinistra che i detrattori del Senato avevano avuto nei tumulti +dell'aprile, nello strazio del Prina, nella caduta del Regno. Al primo +di questi fini non era parso che corrispondesse abbastanza la _Lettera +sulla seduta del Senato del Regno d'Italia tenuta a Milano il 17 +aprile 1814_, la quale era venuta alla luce in Parma, sin dalla fine +del maggio[6]: se n'era saputo subito autore uno dei senatori, «uomo +illustre per probità, per carattere, per dottrina», e si disse che non +aveva taciuto «la verità anche parlando di sé medesimo»,[7] ma il nome +di lui, se pur corse sulle bocche dei contemporanei, non fu segnato +sulle carte, né oggi sarebbe agevole a riconoscere se non per indizi +che potrebbero esser fallaci[8]. Ad ogni modo la relazione o +«commentariuccio», come la designò il Foscolo, fu come il punto di +partenza alla piú diffusa «Memoria storica» del novembre, alla quale +anzi la narrazione parmense sulla seduta senatoria del 17 aprile 1814 +fu accodata come primo e principal documento[9]. + +Appena la _Memoria storica_ fu pubblicata, la polizia si diè un gran +da fare per impedirne la diffusione, sino a ordinare la chiusura d'una +libreria ove si era venduta, e molto si affaccendarono gli +interessati, o i colpiti che dir si vogliano, a ribattere come meglio +potevano le gravi accuse, alle quali aggiungeva valore la pacatezza +del racconto e la temperanza dei giudizi e della forma. Il generale +Domenico Pino, che per la parte avuta nelle giornate dell'aprile era +già stato bersaglio a ben altre contumelie e alla meglio se n'era +schermito[10], non volle lasciare senza risposta ciò che di lui si +diceva nella _Memoria storica_, e diè fuori sul principio del 1815 +certe sue, poco concludenti, _Osservazioni... sopra alcune asserzioni +dell'autore dell'opuscolo che ha per titolo «Su la rivoluzione di +Milano seguita il 20 aprile 1814»_; osservazioni le quali non valsero +certamente a rimuovere tutti i sospetti che si erano venuti addensando +sopra la sua condotta[11]. Il conte Federico Confalonieri stampò, con +la data del 15 marzo 1815, la sua _Lettera ad un amico_, il conte +Antonio Durini, nella quale, un po' confessando la parte avuta nei +fatti dell'aprile 1814 e un po' impugnando le asserzioni della +_Memoria storica_, tentò un'abile difesa di sé stesso e già si mostrò, +politicamente, assai mutato da quello che era l'anno innanzi; ma +anch'egli riuscí tutt'altro che convincente: fortunato che gli +avvenimenti posteriori della sua vita e la grandezza del sacrificio e +dell'espiazione, circondando la sua memoria di una fulgida aureola di +patriottismo, facessero dimenticare quali erano stati i primi suoi +passi sulla via malsicura delle congiurazioni politiche[12]. +Finalmente il conte Ludovico Giovio, già consigliere di Stato +napoleonico e presidente delle riunioni che nell'aprile e maggio 1814 +avevano tenute in Milano i Collegi elettorali di una parte del Regno, +difese quella convocazione in un opuscolo, nel quale anche cercò di +scagionare sé stesso dalla taccia datagli nella _Memoria storica_ di +esser stato troppo facilmente ingrato verso un governo che lo aveva +innalzato ai piú alti onori[13]. + +Mentre cosí si appuntavano le armi contro la relazione documentata, +che in povera veste era venuta da Lugano a raccontar fatti che si +volevano sopire, era naturale che si cercasse di sapere chi ne fosse +l'autore. Sulle prime corse voce che l'avesse fatta Melchiorre +Gioia[14], forse perché dell'economista piacentino si ricordavano +altri opuscoli pubblicati nell'occasione di gravi mutazioni politiche +nel ventennio anteriore; ma la voce cadde di per sé, senza bisogno di +essere smentita. Maggior consistenza invece prese l'opinione che uno o +piú senatori avessero lavorato a mettere insieme la _Memoria storica_, +e a questa opinione aderí anche Ugo Foscolo, quando prese a confutar +quella relazione nei suoi discorsi _Della servitú dell'Italia_[15]: +generosi ed eloquenti discorsi, nei quali per altro non è dissimulato +il dispetto del poeta di essere stato additato come frequentatore di +mense ministeriali e sovvertitore della plebe ai tumulti del 20 +aprile. Il Foscolo, come si vede da piú luoghi di quei discorsi e da +altri della _Lettera apologetica_ scritta quasi dieci anni di poi agli +editori padovani della Minerva[16], teneva, se non per autore, almeno +per ispiratore principale della _Memoria storica_ il senatore Diego +Guicciardi, fattosi, sempre secondo il Foscolo, sostenitore del +principio della monarchia di diritto divino, appunto in quei giorni +che l'Austria si preparava a soppiantare la Francia, e proclamatosi da +sé per uomo di Stato a nessuno secondo. E questa ch'era stata +l'opinione del Foscolo divenne presto universale, tanto che nel 1822 +il Saint-Edme (cioè Teodoro Bourg, già commissario nelle guerre +napoleoniche e sostenitore anche dopo il 1815 delle idee repubblicane +e imperiali), pubblicando in Parigi la sua traduzione francese della +_Memoria storica_,[17] vi poneva in fronte il nome del Guicciardi e +nella prima delle note da lui aggiunte ragionava e argomentava tale +attribuzione cosí: + + 1º Dans son avertissement, l'éditeur annonce que l'ouvrage + qu'il publie est dû à un illustre personnage du royaume + d'Italie, qui avait le droit de conserver près de lui les + documens authentiques placés à la fin du mémoire: le comte + Guicciardi était sénateur et chancelier du sénat. + + 2º L'exposé de la situation morale de l'Italie qui précède + l'historique de la révolution, est basé: 1º sur des bruits + auxquels n'aurait point ajouté foi tout autre écrivain de + l'époque qui n'aurait point eu à justifier une opinion émise + dans une assemblée politique, opinion opposée à sa conduite + antérieure, aux vues du prince, et peut-être au bien de son + pays; l'auteur même avoue ses doutes: mais pourquoi se + serait-il arrêté à des mensonges, en aurait-il, comme + historien, entretenu le public, s'il n'avait eu l'intention + de se servir de cet appui pour se justifier? 2º sur le + caractère personnel de quelques individus employés par le + gouvernement, tels que le secrétaire des commandemens du + prince et le directeur des postes: on ne peut voir là que le + fruit d'une animosité particulière, et l'on sait que + l'esprit rétif de M. le comte Guicciardi avait été atteint + par quelques-uns de traits de MM. Méjan et Darnay. + + 3º Le 17 avril, lorsqu'on lut au sénat le projet de décret + du duc de Lodi, qui s'opposa à son adoption? M. le comte + Guicciardi. Et le mémoire cherche à prouver que l'on avait + _machiné_ pour surprendre la délibération: l'opposition + violente de M. Guicciardi est donc tout honorable pour lui, + dans le sens de la marche qu'il avait adoptée. + + Mais sans entrer à ce sujet dans une longue discussion, à + laquelle le lecteur, une fois prévenue, suppléera facilement + avec un peu d'attention, je me bornerai à fare remarquer que + M. le comte Guicciardi a fait partie de la commission nommée + pour l'examen de la proposition du duc de Lodi; qu'en sa + qualité de membre de la commission, c'est lui qui s'est + rendu auprès du duc, afin d'en obtenir les éclaircissemens + nécessaires au travail de la commission; qu'il a fait le + rapport; qu'il a été nommé député; qu'il a eu une entrevue + avec le prince; que sa justification au gouvernement + provisoire a été imprimée malgré la défense de la régence, + et que là, comme dans l'ouvrage, oú il est tant question de + lui, ses opinions et son caractère politique sont élevés à + un haut degré. + +Queste argomentazioni del Saint-Edme, per quanto avvedute e sottili, +non hanno, si capisce subito, un grande valore probativo, poiché il +Guicciardi in tutte le fasi del movimento milanese dell'aprile 1814 +rappresentò le tendenze del partito _austriaco_, come ha ben +dimostrato il Bonfadini[18], e la _Memoria storica_, se non tace per +un senso di imparzialità gli errori e le colpe degli uomini di tutti i +partiti, è manifestamente rivolta in particolare contro gli +_indipendentisti lombardi_ in quanto spianarono con la Reggenza la via +all'Austria di occupare e tener per suo il paese: l'autore quindi, se +non era un eugeniano, non poteva essere neppure un austriacante; e ben +vide e sentì il significato dell'opera sua la polizia austriaca, che +si sforzò di rimuoverla dalla circolazione. I documenti, che +accompagnano la _Memoria storica_, parte erano stati pubblicati per +altre vie, parte erano di tal natura da esser passati per molte mani, +e l'apologia del Guicciardi poté ben essere comunicata da lui medesimo +all'autore di questa relazione, non già perché la pubblicasse, ma come +a senatore ch'egli era, poiché il Guicciardi, dopo il divieto della +Reggenza di darla alle stampe, avrà sentito il bisogno che ne avessero +conoscenza almeno i suoi antichi colleghi del Senato. E che tra i +senatori fosse da cercare l'autore della _Memoria storica_, ove la +condotta del Senato era difesa con tanto calore, pochi allora +dubitarono; e presto anche si seppe che questo senatore era il +maceratese LEOPOLDO ARMAROLI, magistrato onorando e insigne +giurista[19]: si seppe presto, ma pubblicamente non fu detto se non +nel 1823 da Federico Coraccini (sotto il quale nome, ben si sa, +nascondevasi Carlo Giovanni Lafolie francese, stato nel 1812 +segretario generale della prefettura del Tagliamento e nel 1813 +viceprefetto di Ravenna) nella sua _Storia dell'amministrazione del +Regno d'Italia_[20], e fu poi confermato piú tardi da piú credibile +testimonio, lo storico dell'esercito cisalpino-italico[21]. Ciò non +ostante, poiché si continuò da qualcuno ad attribuire la _Memoria +storica_ al Guicciardi[22], parmi opportuno dissipare ogni dubbio per +mezzo di una lettera che l'Armaroli stesso scriveva nel 1830 a +Francesco Cassi per ottenere dal marchese Antaldo Antaldi di Pesaro la +restituzione dell'unica copia rimastagli del suo libretto; lettera che +sulla divulgazione di questo scritto ci dà anche alcune particolarità +rimaste sin qui ignorate. + + _Mio degno e rispettabile amico,_ + + Macerata 25 aprile 1830. + + Ho bisogno dell'autorità vostra municipale, per citare al + vostro tribunale codesto diligentissimo amico nostro + marchese Antaldo. È piú di un anno che in vostra presenza + gli consegnai quel mio Opuscolo sulla rivoluzione di Milano + del 1814, che gentilmente si offerí di farlo osservare ai + Revisori per vedere se s'incontrasse difficoltà nel + ristamparlo. Ritornando da Bologna mi recai da lui e mi + disse che non vi era opposizione, ma non potea restituirmi + il libro perché era rimasto presso il Signor Canonico Coli. + + Dopo di ciò gli ho scritto, gli ho mandata qualche mia + pubblicata freddura, ho certezza che l'ha ricevuta, e non mi + ha risposto. Gli ne ho fatta avanzar premure da Asiari, e + ultimamente dal Ferri nipote del sordo, ed anche ciò + inutilmente. + + Parlando sul serio io ne ho vero e sommo bisogno: ho stimoli + da piú parti e dalla stessa Lombardia di farne altra + edizione corredata di abbondanti commenti; vi è anche + dell'onore del mio nome il farlo perché sono stato citato + con menzogna. Non solo non ne ho altra copia, ma è + impossibile di procurarmela perché le 500 copie venute a + Giegler, meno le poche esitate, furono sequestrate dalla + Polizia, né so se potessi ottenerne da Parigi. Mi raccomando + dunque alla vostra amicizia di farne cortese insistenza + all'amico onde io possa ricuperarlo. + + Viene qui Delegato Monsignor Ciacchi. Voi forse lo vedrete. + Mi sarà grato che mi facciate conoscere ad esso per un uomo + d'onore, tranquillo suddito, e vostro amico. + + Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi + raccomando. Vale. + + _Il Vostro_ + ARMAROLI. + + _Al Nobil Uomo_ + _Il chiarissimo Signor Conte_ FRANCESCO CASSI + _Gonfaloniere di + Pesaro_[23]. + +La _Memoria storica_ dell'Armaroli fu per molto tempo una delle piú +copiose fonti d'informazioni a chi ebbe ad occuparsi dei fatti +dell'aprile 1814: dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua +storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana[24], giú giú +sino ai piú recenti narratori della fine del Regno italico, tutti si +valsero della operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta +ora, in parte come opportuno riscontro, in parte come necessario +correttivo, la relazione particolareggiata che di quelli avvenimenti +stese e lasciò ai posteri il collega suo CARLO VERRI milanese[25]. Il +patrizio lombardo fu veramente nei moti del 1814 uno dei +rappresentanti piú cospicui e sinceri del partito austriaco; meno +vigoroso all'operare che non fosse il Guicciardi, giovò piú di lui al +trionfo di quel partito rafforzandolo con l'autorità del suo nome, e +prestò l'opera propria, come presidente della Reggenza provvisoria, +alla consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta, della nuova +dominazione[26]. Però, come il Verri fu animato da un sincero, per +quanto fallace, sentimento di giovare agli interessi del suo paese, +cosí la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le cagioni e i +procedimenti di un fatto che tanto sembrò contrastare con il desiderio +dell'indipendenza nazionale, della quale in quei giorni tutte le parti +politiche s'erano fatta una bandiera per conto proprio. Storia +dolorosa di errori, se non di colpe, onde procedette una espiazione +ancor piú dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda di +ammaestramenti, anche per noi che di quella espiazione raccogliemmo i +frutti, poiché ci insegna come la rettitudine delle intenzioni non +basti a salvare un paese quando non sia accompagnata dal senso +dell'opportunità, dall'accortezza dei mezzi, dalla prontezza +dell'azione. + + T. CASINI. + + +NOTE + +[1] _Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del Regno d'Italia +(aprile 1814) tratta da documenti editi ed inediti per_ MASSIMO FABI, +Novara, A. Pedroli, 1860; 8º, p. 248. È libro notabile perché vi sono +raccolti molti documenti pubblici concernenti quei fatti; ma il CANTÙ, +_Cronistoria dell'Indip. ital._, vol. 1, p. 869 attesta: «questo è +lavoro del consigliere CARLO CASTIGLIA, che lo esibí a me e ad altri, +prima di venderlo al Fabi, che lo stampò per suo». + +[2] _La caduta del Regno italico, narrazione desunta da testimonianze +contemporanee e da documenti inediti o poco noti per cura di_ GIOVANNI +DE CASTRO, Milano, Treves, 1882; 16º, p. 366. È ricco, come tutti i +libri del DE CASTRO sull'età napoleonica, di notizie e giudizi tratti +da scritture contemporanee, e ha uno spiccato carattere aneddotico che +ne rende piacevole la lettura né poco conferisce all'intelligenza dei +tempi e degli uomini. + +[3] Barone VON HELFERT, _La caduta della dominazione francese +nell'Alta Italia e la congiura militare bresciano-milanese nel 1814, +traduzione consentita dall'autore di_ L. G. CUSANI CONFALONIERI, _con +un'appendice di documenti_, Bologna, N. Zanichelli, 1894; 16º, pag. +282. È importante specialmente perché l'autore attinse notizie da +documenti riservati degli archivi di Vienna, ma, come altri libri +dell'Helfert su cose italiane, tende a giustificare la politica +austriaca, e però trascura fatti, censura persone, pronuncia giudizi +dimostrando molta parzialità. La pubblicazione dell'originale tedesco +è del 1880. + +[4] Il testo francese fu pubblicato in Parigi, Laisné, 1846, e la +traduzione italiana, ivi 1847. È un libro ormai rarissimo, perché le +copie venute in Italia furono quasi tutte confiscate dalla polizia +austriaca, e però ci proponiamo di ristamparlo quando che sia in +questa nostra _Biblioteca storica del Risorgimento italiano_. Intanto +sovr'esso si vedano CUSANI, _St. di Milano_, VII 84, DE CASTRO, op. +cit., p. 10, HELFERT, op. cit., pag. 24. + +[5] Il titolo del libretto, stampato in carta grossolana e della +dimensione di cm. 21×12, è riprodotto a fac-simile nella p. 1 del +presente volume. La data di Parigi è probabilmente fittizia, poiché la +carta, i caratteri ed altre particolarità materiali del libro lo +mostrerebbero uscito dalla stamperia del Veladini di Lugano (cfr. DE +CASTRO, op. cit., p. 39; _Catalogo del Museo del Risorgimento +nazionale di Milano_, II, 236): tuttavia a provenienza parigina sembra +accennare l'autore stesso nella sua lettera al Cassi, che sarà +riferita or ora. + +[6] Parma, stamperia Carmignani, 1814, 16º, p. 12. + +[7] FABI, op. cit., p. 223. + +[8] A questa _Lettera_ di stampa parmense accenna il FOSCOLO, _Opere_ +V, 221: «.... benché vi fosse da ridire, tuttavia si è lasciato +correre, perché era dettato a difesa con modestia d'uomo dabbene: tace +il vero, che forse era occulto a quello scrittore; non però dice il +falso». Non crederei di errare sospettando autore di questa relazione +uno dei senatori VINCENZO DANDOLO o FEDERICO CAVRIANI, i soli, tra +quelli che vi son nominati, cui possano applicarsi e la qualifica +d'_uomo dabbene_, secondo il giudizio del FOSCOLO, e le lodi raccolte +dal FABI: per il Cavriani starebbe anche il fatto che a lui fu +erroneamente attribuita la _Memoria storica_ dell'Armaroli (cfr. G. +MELZI _Dizion. di opere anon. e pseudon._, vol II, p. 470). + +[9] Vedasi in questo volume pp. 43-49. + +[10] Alludo specialmente al libello, tribuito a STEFANO MÉJAN, _Le Roi +Pino à la bataille des parapluies_, stampato in Germania nel maggio +1814, e all'altro intitolato: _Le Lamentazioni, ossieno le quattro +Notti del general Pino_. Italia 1815 (forse stampato a Milano): il +PINO rispose con gli _Schiarimenti sopra alcuni articoli esistenti nel +libello intitolato, «Le quattro Notti del generale Pino,»_ anche +questi del 1815. + +[11] È un opuscolo in 8º, di p. 16.--Da vedere in proposito ciò che +scrisse, a cose quiete, A. ZANOLI, _Sulla milizia cisalpino-italiana +cenni storico-statistici dal 1796 al 1814_, Milano, Borroni e Scotti +1845, vol. II, pp. 441-445. + +[12] La _Lett. ad un amico_, senza note tipogr., è un opuscolo di p. +23, oggimai introvabile: una copia è nell'Ambrosiana (DE CASTRO, p. +36), un'altra nel Museo milanese del Risorgimento (_Catalogo_ I, 316): +ma è stata ristampata in _Memorie e lettere di F. Confalonieri_, a +cura di G. CASATI, Milano, Hoepli, 1890, p. 253-273. + +[13] L'opuscolo del GIOVIO è rarissimo: una copia ne conserva +l'Ambrosiana in una miscellanea _S. C._ v. v. 26, che è tutta di cose +manoscritte e stampate sui fatti del 20 aprile 1814 (DE CASTRO, pp. +36, 82). + +[14] Il nome del GIOIA è dato da un esemplare della _Memoria storica_, +posseduto dalla R. Biblioteca Vittorio Emanuele (22, 14, B, 11) con +queste parole manoscritte: _Vuolsi del senatore Conte Guicciardi, ma +piú si attribuisce al Gioia_. + +[15] FOSCOLO, _Opere_, vol. V, p. 171-253; specialmente si noti ciò +che leggesi a p. 175, 178, 183, 211-213, 222. + +[16] _Op._, vol. V, p. 489-609; specialmente, p. 495, 568. + +[17] _Relation historique de la Révolution du royaume d'Italie en +1814; par le comte_ GUICCIARDI, _ex-chancelier du Sénat; traduit de +l'italien par_ M. SAINT-EDME. A Paris, chez A. Corréard, libraire, +Palais-royal, Galerie de bois, n. 258, 1822; in-8º, di p. VI-204. + +[18] R. BONFADINI, _Mezzo secolo di patriotismo_, Milano, Treves, +1886, p. 84-91, dove il ritratto politico del Guicciardi è delineato +con mano maestra, sebbene un po' indulgente. Non inutile mi sembra +l'aggiungere che il Guicciardi fu di una famiglia nobile di Tresivio, +ma nacque accidentalmente in Lugano il 26 febbraio 1756: fatti gli +studi di legge, si volse ai pubblici uffici, e fu dapprima +luogotenente del Vicario in Sondrio, poi delegato presso il Pretore in +Morbegno, e non ancora trentenne fu chiamato nel 1785 alla piú +eminente carica amministrativa che fosse nella Valtellina, quella di +cancelliere di Valle. Nel 1787 fu uno dei deputati che trattarono +innanzi alla Corte di Vienna la questione dei diritti valtellinesi +contro i Grigioni, e fin d'allora cercò di collegare le sorti e gli +interessi della Valtellina con quelli della Lombardia; e questo fine +il Guicciardi raggiunse dieci anni di poi alla prima venuta dei +francesi, poiché egli fu principal promotore dell'unione della +Valtellina alla Cisalpina accaduta nel novembre 1797. L'amicizia +allora contratta con Antonio Aldini, andato commissario organizzatore +in Valtellina, gli aprí la via degli uffici politici nella novella +Repubblica: fu chiamato da Bonaparte il 20 novembre 1797 nei Comitati +riuniti e assegnato a quello di costituzione, e contemporaneamente fu +fatto rappresentante del popolo al Corpo legislativo nel Consiglio dei +seniori, ma chiese e ottenne la dimissione il 26 dicembre; nel +febbraio 1798 fu Commissario straordinario del governo nei +dipartimenti del Lamone e del Rubicone; il 15 aprile fu nominato +ministro di polizia generale, il 10 luglio ministro dell'interno, nel +quale ufficio rimase fino a tutto il gennaio 1799. Nella seconda +Cisalpina il Guicciardi si tenne in disparte, finché mandato +all'assemblea di Lione, come uno dei notabili del dipartimento del +Lario, vi si segnalò per moderazione e dirittura d'idee, di modo che +Bonaparte il 26 gennaio 1802 lo chiamò all'alto ufficio di segretario +di Stato della Repubblica italiana. Vive antipatie sorsero tra il +Melzi, vicepresidente di quella, e il Guicciardi, sí che questi lasciò +l'ufficio passando il 31 maggio a far parte della Consulta di Stato, +la quale alla formazione del Regno italico costituí poi la prima +sezione del Consiglio di Stato. Nominato direttore generale della +polizia il 1º agosto 1805, esercitò il difficile ufficio con tatto e +moderazione, finché Napoleone I, per motivi non ancora chiariti, +sospettò della sua condotta e lo tolse di mezzo nominandolo senatore +il 19 febbraio 1809. Da questo momento fino al 1814 fu cancelliere del +Senato ed ebbe gran parte nelle deliberazioni di quel corpo, mentre +poi veniva insignito via via delle piú alte onorificenze napoleoniche. +Nel 1814 fu a Vienna a procacciare il mantenimento dell'unione della +Valtellina alla Lombardia, e riuscí gradito all'Austria sí da esser +fatto nel 1818 vicepresidente dell'I. R. governo della Lombardia, nel +1825 I. R. consigliere intimo attuale e presidente della Commissione +centrale di pubblica beneficenza. Collocato a riposo nel 1826, morí +nel 1837. + +[19] Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale ho potuto +raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio 1766 di famiglia +patrizia, fece buoni studi di lettere in patria e fu laureato in +giurisprudenza: entrato nella magistratura pontificia, era presidente +del tribunale di Macerata allorché poco dopo l'unione delle Marche al +Regno italico, fu con decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente +della Corte di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio +elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, e +nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí quindi a Milano, +donde solamente nel 1815 tornò, con una modesta pensione, in patria, +dove si diede con fortuna all'esercizio dell'avvocatura e divenne +presto il principe del foro marchigiano. Viveva ritirato nella +solitudine della sua villa in Appignano, allorché scoppiata la +rivoluzione del 1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo +provvisorio delle Provincie unite come ministro della giustizia; ma la +rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi a Bologna ad +assumere il ministero, nel quale fu supplito da Antonio Silvani. Il 9 +giugno 1843 l'Armaroli morí nella sua villa di Appignano che egli +aveva battezzata col nome di Tusculano, lasciando alla famiglia +Tambroni i suoi averi e i suoi libri. + +[20] Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo], p. LXV-256. +La traduzione francese fu pubblicata in Parigi, Audin. 1823, poi +raffazzonata con altro titolo. + +[21] A. ZANOLI, op. cit., II 441: «... io ho dati per credere che [la +_Memoria storica_] sia invece del di lui collega Leopoldo Armaroli». + +[22] Per es. nel libro _Milano e il suo territorio_, Milano, 1844, +vol. I, p. 375: il CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. IX, p. 57, si +mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo all'Armaroli. + +[23] Biblioteca Oliveriana di Pesaro, _Carte mss. di F. Cassi_. + +[24] _Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les ordres +d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires secrets sur +la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et les deux conjurations du +25 avril 1815, la campagne des Autrichiens contre Murat, sa mort +tragique et la situation politique actuelle des divers États d'Italie, +par le chevalier S. J. *** témoin oculaire, précédé d'une notice +historique sur Eugène Beauharnais_. Paris, Dentu e Lugano, Veladini, +1817, in-8º, p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al +JULHIEN, generale francese al servizio del Regno italico (cfr. +CORACCINI p. XCV; CANTÙ, _Il Principe Eugenio_, vol. VIII, p. 311). + +[25] Primo a servirsi della relazione del Verri fu il CUSANI, che +nella sua _Storia di Milano_, vol. VII, p. 91 e segg. ne riferí lunghi +estratti: essa fu poi pubblicata con molti errori e lacune nel vol. +IV, pp. 445-507 dalle _Lettere e scritti inediti di_ PIETRO _e_ +ALESSANDRO VERRI a cura di C. CASATI, Milano, Galli, 1879-81. La mia +ristampa è condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene +non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi l'ultima +mano. + +[26] Fratello ai piú famosi Pietro e Alessandro, Carlo Verri nacque in +Milano il 21 febbraio 1743, e compiuta con buoni studi la propria +educazione visse per molto tempo alieno dalle cure pubbliche, tanto +intento alla cultura delle proprie terre e alle prove di miglioramenti +agrari e tecnologici, sui quali anche pubblicò alcuni notabili scritti +(registrati dal CORNIANI, _I secoli della letteratura italiana_, +Torino, 1855, VII, 489). Venuti i tempi piú quieti della Repubblica +Italiana, il Verri fu chiamato nel 1802 a far parte del Corpo +legislativo, dal quale uscí allorché per le insistenze del Melzi +accettò la prefettura del Mella conferitagli con decreto del 26 aprile +di quell'anno. Il 29 settembre 1804 fu fatto membro del Consiglio +legislativo, e cosí alla creazione del Regno italico fu coi decreti +del 9 maggio e 9 giugno 1805 compreso tra i componenti il nuovo +Consiglio di Stato. Nominato senatore il 10 ottobre 1809, fu in quel +corpo uno dei piú autorevoli per dirittura e moderazione di idee, ed +ebbe nel 1814 la parte larghissima ch'egli stesso racconta. Lasciato +l'anno dopo l'ufficio di presidente della Reggenza provvisoria, si +ritirò di nuovo a vita privata, e morí poi in Verona nel luglio 1823. + + + + + SULLA RIVOLUZIONE + + DI MILANO + + _Seguita nel giorno 20 aprile 1814_ + + SUL PRIMO SUO GOVERNO PROVVISORIO + E SULLE QUIVI TENUTE ADUNANZE + DE' COLLEGJ ELETTORALI + + MEMORIA STORICA + CON DOCUMENTI. + + + PARIGI + Novembre 1814. + + + + +AVVERTIMENTO. + + +Il manoscritto della presente memoria, opera di un personaggio +illustre del Regno d'Italia, e la di cui autorità è tanto piú +rispettabile, che esso vi godette per molti anni di una riputazione +fondata sulle di lui eminenti qualità, venne per una combinazione +felice nelle mani dell'editore. Egli sarà facile di convincersene +colla lettura delli documenti autentici che si presentano al lettore, +e molti de' quali non potevano cadere in possesso di una persona, la +quale per il suo posto non avesse avuto il diritto di leggerli non +solo, ma anche di ritenerli presso di sé. L'editore si è fatto un +dovere di dare questa memoria alla luce, senza aumentazioni, né +diminuzioni, e senza permettersi veruna osservazione. Non è opinione +sua quel che espone, ma bensí un racconto fatto da un uomo autorevole, +di fatti autentici, e di cui gli effetti furono pubblici.[27] + + + + +SULLA RIVOLUZIONE DI MILANO + +_Seguita nel giorno 20 aprile 1814._ + +MEMORIA STORICA.[28] + + +Dopo la ritirata di Mosca, tutte le molle politiche de' governi di +Francia e d'Italia perdettero all'istante la loro elasticità. Il +sentimento della potenza di Napoleone a rapidi gradi si estinse, e +cessò l'illusione che la fortuna e la vittoria marciassero +costantemente alla testa delle sue armate. Gli animi dei popoli sempre +piú s'indispettirono per l'aumentato rigore delle finanze, e per +l'accresciuto bisogno della coscrizione desolatrice delle famiglie. +Ciò non ostante, il rovesciamento totale del sistema non entrò nei +piani delle Potenze, e molto meno nelle viste dei sudditi, come quello +che non sembrava verificabile senza rinnovare gli orrori di una +rivoluzione. Miglior partito parve quello di sostenere il Governo e di +somministrargli i mezzi, onde colla gloria delle armi ottenere +finalmente una pace onorevole e solida. Non vi fu perciò sforzo che si +risparmiasse. Artiglieria ed armi si fabbricarono da ogni parte con +un'attività che non ha esempio. La coscrizione ebbe il suo effetto +quasi per intero, si offrirono persino gratuitamente dai corpi e dai +privati cavalli in gran numero e guerrieri. + +Lo spirito italiano, non mai versatile, ma attaccato sempre +tenacemente ai suoi principi, superò, alla debita proporzione, la +Francia nelle volontarie oblazioni. Nel Regno d'Italia si ebbe per +istimolo ulteriore, che alla pace generale cessasse l'esercizio di un +Governo per procura coll'organo di un Viceré, e che sul capo del +Principe Eugenio passare ne potesse indipendente la corona. Non vi è +dubbio che a quell'epoca concorressero nel Principe l'amore ed il +desiderio dei popoli. Non vi è dubbio che si avesse di lui l'opinione +di un buono e zelante amministratore, di un uomo di Stato, di un +prudente e generoso condottiero di eserciti, educato ad una grande +scuola. A ciò si aggiungeva la rispettosa affezione che si era +conciliata la Principessa sua consorte, a cui tutti offerivano i loro +omaggi, chi per la sua pietà e per le sue virtú, chi per le sue grazie +e la sua amabilità, chi per le beneficenze che a larga mano spargeva, +specialmente sulla classe degli indigenti che qual rifugio e madre la +riguardavano. + +Niun debito si faceva al Principe del complicato sistema di +amministrazione, della coscrizione, e soprattutto della gravezza delle +imposte. Il solo Re ne sopportava l'odiosità, non che, rapporto alle +finanze, quel Ministro, che aveva la bassezza di prostituire i suoi +sommi talenti nel secondarlo e facilitargli i mezzi di esecuzione. I +sentimenti del suo segretario degli ordini erano conosciuti da pochi +nella capitale, da pochissimi nei dipartimenti. Quest'uomo, tuttoché +naturalizzato italiano con la sua ammissione al Collegio elettorale +dei dotti, si crede che non abbia mai naturalizzato il suo cuore. + +Furono i pochi uffiziali reduci dalla campagna di Mosca, che +inserirono nell'animo degli Italiani i primi semi di diffidenza verso +la persona del Principe. Questi lamenti, già disseminati abbastanza, +crebbero a dismisura nel 1813, allorché fu miseramente l'Italia ancora +il teatro della guerra. Non piú il solo uffiziale, ma dal generale al +soldato si chiamarono tutti mortificati dal Principe, offesi dal suo +primo aiutante. Saranno state forse calunniose alcune acerbe +proposizioni poste in bocca dell'uno e dell'altro, ma pure da +moltissimi si recitavano come vere. Fece dispiacere il vedere +trascurato il primo ed il piú provetto tra i generali italiani, che +dal Nord al Sud ha sempre associata la sua carriera alla gloria delle +armi italiane. + +Ad alienare gli animi dal Principe concorse un terzo francese, il suo +segretario di gabinetto, passato, contro il prescritto della +costituzione, alla direzione generale delle poste. Egli con la polizia +esercitata negli ultimi tempi sul carteggio, col trattenere ed anche +disperdere le lettere, specialmente de' negozianti, portò al colmo il +malcontento in questa classe sí benemerita della società, la quale era +già prima indispettita abbastanza per il sistema continentale e per +l'incaglio totale di ogni ramo di commercio. + +Altr'oggetto di avversione, e forse il maggiore, era negli abitanti +della città di Milano, perché il governo ridondasse di forestieri, che +spendevano in essa con i loro soldi, i quali venivano pure dai +rispettivi dipartimenti, anche le rendite de' propri patrimoni. Unico +paese in Italia, e forse in tutto il mondo civilizzato, ove in pochi +si trovi una cordiale ospitalità, ed ove in moltissimi, specialmente +fra i nobili, regna una decisa avversione contro i forestieri, e per +forestieri quelli riconoscono che non sono oriundi della antica +Lombardia Austriaca! Oggetto di gelosia e di rabbia erano i ministri +ed il senato, quasi che tra sei ministri in Milano non se ne vedessero +ultimamente due lombardi, due milanesi fra cinque dignitari, otto tra +cinquanta senatori, quasi tutti i consiglieri di cassazione ed i +giudici della Corte dei conti, la metà circa de' consiglieri di Stato, +la maggior parte dei direttori generali, tutti i segretari generali +dei ministeri e quasi tutti quelli delle direzioni, dieci tra +ventiquattro prefetti, e cosí molto e molto piú nel restante, giacché +la Corte era popolata di ciambellani, di dame di palazzo, di scudieri +e di altri soggetti milanesi tutti al soldo della corona, e non vi era +dipartimento nel Regno, che non contasse e giudici ed uno stuolo +grandissimo d'impiegati della capitale. Volere un regno +costituzionale, ed un corpo per conseguenza intermediario, e +pretendere che i membri non fossero oriundi dei dipartimenti, è un +concepimento, un assurdo tutto nuovo. + +Erano gli animi in questo caldo allorché i successi delle armi delle +Alte Potenze coalizzate sempre piú si moltiplicavano in Francia, e +facevano veder prossimo un qualche decisivo avvenimento. Si +permettevano i discorsi i piú allarmanti ne' luoghi pubblici, ne' +caffè e nei teatri. All'annunzio poi dell'ingresso degli Alleati in +Parigi, non ebbe piú ritegno la commozione. I primari patrizi +milanesi, e quegli stessi che allora prestavano piú ligio il servizio +alla Corte e maggiori ne avevano sperimentati i benefizi, correvano da +ogni parte baccanti, esagerando i torti del governo, e per +maggiormente dilatare l'allarme associarono a loro tre soggetti +d'amplissima trachea, che alzavano con piú coraggio la voce. Un +generale di brigata italiano, sdegnato di non aver avuto i desiati +avanzamenti, un generale straniero al soldo italiano riformato per +demeriti, un estero letterato che non sembrava attaccato a questo +paese da altri vincoli che da quelli delle tante mense de' ministri +alle quali era assiduo, questi furono i piú animosi apostoli della +rivoluzione. + +Bisogna credere che il Principe Eugenio, il quale gemeva in Mantova +tra le gravi cure della guerra e tra le angoscie per l'incertezza +della sua situazione, non fosse inteso di quanto si vociferava in +Milano, ovvero bisogna convincersi che chi lo tradiva continuasse ad +adularlo per non incontrare ostacoli all'esplosione della sua +perfidia. La verità pur troppo non arriva che tardi e zoppa ai +gabinetti dei principi. Egli, che si era mantenuto sempre costante e +fedele nella sua direzione verso il proprio padre e sovrano, che aveva +resistito a tutte le insinuazioni della politica, egli finalmente +pensò ai destini del Regno, e forse anche a sé stesso, quando giunsero +a sua notizia gli strepitosi avvenimenti seguiti in Parigi ne' primi +giorni d'aprile e la singolar metamorfosi del primo corpo di quello +Stato. Fu allora che nel dí 16 di aprile convenne in una capitolazione +con il Feld Maresciallo Conte di Bellegarde, e mediante la cessione di +alcune piazze ottenne una sospensione d'armi fino all'esito di una +deputazione del Regno, da presentarsi alle Auguste Potenze +coalizzate.[29] Le sue viste palesi furono di far chiedere che il +Regno fosse chiamato a parte della pace generale, proclamata +all'Europa, e godesse finalmente della sua indipendenza: tanto apparve +sulla sostanza della convenzione, tanto e non piú manifestò nella +lettera scritta al duca di Lodi, resa poi da questo ostensibile alla +commissione del Senato, e tanto assicurò ai deputati del Senato, +quando a lui si presentarono in Mantova. È ben presumibile però che +fosse tra i suoi desiderî che si domandasse per il suo capo la corona +d'Italia. Fu almeno sicuramente questo lo sforzo dei ministri. Tra le +persone piú addette ai suoi intimi consigli fu discusso sul modo di +dare un carattere a tale deputazione e sulli stessi soggetti che +dovessero comporla. Si sa che furono designati li generali Fontanelli +e Bertoletti per l'armata, li conti Paradisi e Prina rappresentanti la +nazione. Rapporto ai primi si ottenne facilmente l'adesione degli +uffiziali, segno, checché si pretenda in contrario, che non aveva +veramente perduto affatto il Principe il loro amore, o lo aveva +ricuperato. Si decise di fare che il Senato autorizzasse i secondi, e +qui si praticarono senza dubbio mezzi oscuri e subdoli. In niuno dei +senatori era venuto mai meno il rispetto e l'attaccamento verso il +Principe Eugenio, niuno aveva prestato fede alle voci accreditate +nella piazza, e molto meno all'orgasmo dei nobili milanesi. Ma ognuno +era penetrato dal sentimento de' propri doveri e da quello della +rispettiva risponsabilità verso i suoi committenti, per non decidersi +se non con gran ponderazione in un emergente cosí delicato e in un +momento in cui l'attenzione e le congetture degli Italiani erano +rivolte verso i Sovrani d'Austria e di Napoli, che quasi tutta +occupavano e tenevano la penisola.[30] + +In forza di un dispaccio del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli +della corona, fu convocato straordinariamente il Senato nel giorno 17 +aprile. È rimarcabile che di un affare, a cui si pretese di attaccare +un sommo mistero, se ne parlasse contemporaneamente ne' caffè, e piú +nella platea del teatro della Scala, e che i soli senatori ne fossero +all'oscuro, come quelli che tali luoghi non frequentavano. Fu letto un +messaggio del duca di Lodi in cui, dopo aver fatto un quadro per +verità molto vago della situazione del Regno, presentava al Senato un +progetto di decreto per autorizzare una deputazione a chiedere a S. M. +l'Imperatore d'Austria, e pel di lui organo alle Alte Potenze, la +cessazione assoluta delle ostilità, l'indipendenza del Regno ed un re +nella persona del Principe. Che non si macchinò, che non si disse, +perché a sorpresa si adottasse la deliberazione proposta? Fermi i +senatori nella loro massima, vollero che la materia si digerisse prima +da una commissione di sette membri, la quale prendesse, siccome fece, +i migliori schiarimenti dal duca di Lodi e riferisse. Sul rapporto +della medesima fu adottata la deputazione per i due primi oggetti +della cessazione delle ostilità e dell'indipendenza del Regno, esclusa +la domanda del Viceré in nostro Sovrano, come diffusamente risulta +dagli atti di quella seduta espressi nell'allegato num. 1 con gli +analoghi documenti A, B, C. Pareva che i patrizi milanesi dovessero +esser paghi del contegno dignitoso del Senato e della sua risoluzione. +Se la loro volontà era quella dimostrata, che non si ricercasse il +Principe in re, il Senato era stato del loro avviso. Indispensabile +era la deputazione, per l'effetto della capitolazione col Feld +Maresciallo Conte di Bellegarde. Sapevano tutti che a vuoto andarono +le pratiche per la nomina de' conti Prina e Paradisi; sapevano che la +scelta era caduta nel conte Guicciardi, uomo di Stato non secondo a +veruno, il primo ed il piú acerrimo impugnatore del progetto del duca +di Lodi; nel conte Luigi Castiglioni milanese, cavaliere di cui il +solo nome bastava a giustificare la nomina. Si arrivò a spargere il +dubbio, che le istruzioni date ai deputati dal duca di Lodi fossero +divergenti dal decreto del Senato, quasi che questi fossero uomini da +riceverle tali; quasi che le AA. PP. potessero ammetterle in +contraddizione: tutto era artifizio e pretesto. Come i rivoluzionari +erano prima de' senatori intesi del messaggio e del progetto del duca +di Lodi, cosí mediante lo stesso mezzo conoscevano benissimo le +istruzioni del medesimo, le quali a comune intelligenza si danno al +num. 2, unitamente alla di lui credenziale per il principe di +Metternich, ministro di S. M. l'Imperatore d'Austria, num. 3. La sola +intenzione loro fu quella di rovesciare la macchina del governo, di +figurare da popolo sovrano, di trattare in piena confidenza con i +potentati della terra, di fissar essi i futuri destini del Regno, +senza il concorso di tutti i rappresentanti del medesimo, che come +forestieri non dovevano entrare a parte degli alti loro consigli, far +circolar calunnie, assoldare gente facinorosa, insultare la +rappresentanza nazionale, trascorrere rapidamente di delitto in +delitto; tutto ciò doveva operarsi, onde giungere allo scopo proposto, +e tutto ciò fu maturatamente macchinato nel circolo di alcune primarie +famiglie, d'onde partí l'allarme disseminato ne' luoghi pubblici. Le +prime sottoscrizioni del foglio che forma l'allegato al num. 5, +possono spandere gran luce sull'orditura della presente +catastrofe.[31] + +Si farebbe un torto all'accortezza ed ai vasti talenti di chi +presiedeva alla polizia dello Stato, se si supponesse che tante +pratiche rivoluzionarie sfuggissero alla di lui vigilanza. Non si sa +quindi concepire come egli o il Principe non vi provvedessero, mentre, +essendo spogliata di truppe la capitale, poteva ottenersene in +qualunque numero nella vicina Cremona e forse anche in Lodi. Non si +spiega neppure come nel giorno venti, quando cadeva l'ordinaria seduta +del Senato, si mandasse contro il solito alla custodia del palazzo, +non l'ordinaria guardia, ma un picchetto non piú forte di otto o dieci +coscritti, e cresce la maraviglia nell'essersi visto al portone del +medesimo il capitano Marini, aiutante di piazza, che disse essere +stato spedito per riparare qualche disordine che si temeva: qual +riparo poteva opporre un solo uffiziale isolato, e neppur milanese? + +Fu piú o meno piovosa la giornata de' venti aprile. Con tutto questo, +verso un'ora pomeridiana, quando si radunavano i senatori, si videro +nell'esterno del loro palazzo, sotto seriche ombrelle, una nobile +corona di soggetti decorati e addetti per la massima parte alla Corte, +da' quali tutt'altro poteva temersi che disordine; quivi era un conte +Federico Confalonieri, marito di una dama di palazzo; quivi due +fratelli Cicogna, l'uno ciambellano e scudiere l'altro; lo scudiere +Ciani; quivi un Fagnani, che riuniva all'onore di ciambellano il rango +di consigliere di Stato, e che, a spese del governo, aveva poc'anzi +fatto il viaggio ed un lungo soggiorno in Russia; quivi, in uniforme, +diversi uffiziali della guardia civica, tra li quali si distinse il +capitano Benigno Bossi; quivi piú rampolli d'illustri famiglie, e +Silva, e Serbelloni, e Durini, e Castiglioni, ed altri diversi. Si +notò un uomo di alta statura con alle mani una breve scala, sulla +quale uno degli astanti saliva all'arrivo di ogni carrozza, per +riconoscere il senatore che era in essa. Si seppe poi esser quegli un +domestico travestito di alcuno dei cavalieri surriferiti. All'arrivo +de' senatori facevano plauso ad alcuni, accompagnavano altri con urli +plebei e con fischi, e precisamente quelli che in Senato avevano nel +dí 17 mostrato di aderire al progetto del duca di Lodi; tanto è vero +che erano al pieno giorno di ciò che si era parlato e risoluto in +quella seduta, e non era che per un indegno pretesto che calunniavano +l'intero corpo, accusandolo di quello che con piú di due terzi di +suffragi aveva escluso. + +Al momento della convocazione, alla quale non erano intervenuti li +conti Paradisi e Prina, si erano confusi intorno al palazzo, con gli +altri astanti cavalieri, diversi uomini di truce aspetto, che poi si +seppe essere sicari stipendiati, e molti altri del popolo chiamati +dalla curiosità, e varie indistinte voci cominciarono a sollevarsi. Si +riuní nella sua sala il Senato, ove doveva solamente farsi leggere ed +approvarsi il processo verbale della seduta antecedente. Prima di +procedersi a tale lettura ed all'appello nominale e mentre l'esterno +rumore cresceva, partecipò il presidente, non officialmente, ai +senatori, che il Podestà di Milano aveva spedito al duca di Lodi ed a +lui la copia di un'istanza fatta alla Municipalità, in cui si +chiedeva, che nell'attuale posizione del Regno si adunassero i collegi +elettorali, per trattare in essi della cosa pubblica. Il Podestà +diceva nella sua lettera di attendere su di essa le analoghe +deliberazioni del Senato, allegati num. 4 e 5. La prima era firmata da +141 cittadini, e si dicevano per brevità ommesse molte altre firme. +Erano firmati i primi il conte Pino generale di divisione, il conte +Luigi Porro, il conte Giacomo Trivulzio, il conte Federico +Confalonieri, il conte Federico Fagnani con la qualità di consigliere +di Stato, il conte Giberto Borromei, Giacomo Ciani. De' consiglieri di +Stato non vi era, oltre il conte Fagnani, che il conte Lodovico Giovio +col solo carattere di elettore; vi erano il colonnello e molti +uffiziali della guardia civica, tra i quali meritano attenzione il +capo battaglione Pietro Balabio e il capitano Benigno Bossi: erano +pure firmati nello stesso foglio il Podestà ed i Savi municipali. + +In questo mentre chiese ed ottenne il permesso, e fu da un usciere +introdotto nella sala il capitano aiutante Marini, il quale espose che +gli ufficiali della guardia civica esclamavano ad alta voce di voler +essi presidiare il Senato e difenderlo. Vi aderí il presidente e ne +diede in iscritto l'autorizzazione, non sapendo neppure concepire il +sospetto, che discendere si potesse all'infamia di tradire la fiducia +dell'unico corpo di rappresentanza permanente del Regno, quando inerme +si abbandonava in braccio de' cittadini della capitale, che +ultroneamente offerivano assistenza e difesa. Ma il primo loro passo +fu di accorrere con una forte e preparata pattuglia, e cacciare +bruscamente e con una somma indecenza dai loro posti i soldati di +linea, e quelli persino che erano all'immediata porta della sala della +seduta. + +Prima di quel momento niuno del popolo aveva ardito di penetrare nel +palazzo, niuno aveva ardito di sforzare i soldati di linea che erano +schierati alla porta. Il solo conte Confalonieri si era appressato piú +degli altri, e la sola sua voce si ascoltava esclamando: «Noi vogliamo +la convocazione dei Collegi elettorali, e che si richiami la +deputazione del Senato!». Tutto che il capitano Marini gli insinuasse +che fosse entrato in seduta e senza innalzare in istrada clamori +plebei e sediziosi avesse manifestati ai senatori i suoi voti, rispose +di non poterlo fare, perché destituito di carattere e di +rappresentanza, ma intanto sempre piú sollevava la voce, ripetendo le +cose stesse. + +Non appena i soldati di linea si ritirarono nell'appartamento del +custode, non appena il palazzo fu in balia della guardia civica, che +fu dato l'adito indistintamente ai grandi, ai sicari ed alla plebe di +penetrare in esso liberamente. Il conte senatore Verri si offrí di +perorare al popolo, ed a lui si unirono li conti senatori Massari e +Felici. Piú volte andarono e tornarono e riferirono sempre l'inutilità +de' loro sforzi, perché non emergeva cosa volesse un popolo +tumultuante che sollevava grida confuse. Il conte Verri dette in +Senato una carta che disse essergli stata posta in mano da persona +incognita e che non si ebbe tempo di leggere. Alcun senatore, che vi +gittò sopra una rapida occhiata, vide che era scritta di carattere +alterato, e nel primo paragrafo esponeva che, come la Spagna e la +Germania avevano dato l'esempio, cosí doveva scuotersi dagli italiani +il giogo francese.[32] La moltitudine si tratteneva nella gran corte, +e niuno si faceva lecito di salire il maestoso scalone del palazzo. +Furono i civici ufficiali che la incoraggiarono, la spinsero, e già in +un momento il gran portico contiguo alla sala della seduta ridondava +di popolo. Di piú, due cavalieri erano alla porta della prima +anticamera, e senza entrare in essa si limitarono a prestare il loro +nobile officio ed introdurre a forza que' tali che alla medesima si +avvicinavano. Finalmente si restituí l'ultima volta in seduta il conte +Verri, e palesò che non restavano che due soli minuti a deliberare, o +tutto era perduto. Si domandò cosa alla perfine si domandasse dai +senatori. Gli uffiziali della guardia civica, e tra essi il capo +battaglione Pietro Balabio, erano entrati nella sala con viso pallido, +alteratissimo, come di uomini cui non erano famigliari i delitti. Il +capitano Benigno Bossi esclamò ad alta voce che si voleva il richiamo +della deputazione e la convocazione dei Collegi. Il presidente, +sull'insinuazione di qualche senatore e senza alcuna precedente +regolare deliberazione, scrisse: «Il Senato richiama la deputazione e +riunisce i Collegi». Lo stesso capitano sortí dalla sala con questo +foglio, e quindi, senza aver parlato con persona, come attestano gli +uscieri del Senato, rientrò esclamando essere intenzione del popolo +che si dichiarasse sciolta la seduta, e questo stesso scrisse di nuovo +il presidente, con aggiungerlo in altro foglio in questi termini: «Il +Senato richiama la deputazione, e riunisce i Collegi elettorali, ed è +sciolta la seduta». Piú di trenta copie ne furono all'istante scritte +dai segretari, dagli impiegati e dalli stessi uffiziali civici, che +dopo averle fatte soscrivere dal presidente le recavano al di fuori. + +Ciò conseguito si attendeva che fosse dissipato il tumulto; ma ben +altre essendo le viste dei tumultuanti, crebbe anzi il disordine +sempre piú. I senatori sortir dovettero da altra porta, e dietro di +essi si affollò con impeto il popolo concitato. Il conte Confalonieri +fu il primo a scagliarsi contro il ritratto di Napoleone dipinto dal +celebre Appiani, che con l'ombrello ruppe e gittò dalle finestre, +dalle quali egli il primo cominciò a gettare le suppellettili della +sala. Il suo nobile esempio fu avidamente eseguito dalla plebe. Sedie, +tavolini, specchi, stufe, persino le persiane, le stesse porte, tutto +fu fracassato e gittato in istrada. L'istessa sorte subirono i parati, +i tappeti e parte delle carte e dei libri. Non erano ancora tutti i +senatori fuori del palazzo che tutto era in preda al saccheggio, da +cui fu solo in quel giorno risparmiata la segreteria, e l'appartamento +del conte cancelliere. Niuno dei senatori fu offeso nella persona, +alcuno solamente fu urlato di nuovo. + +Cessò la depredazione e lo spoglio, allorché alcuno dei capi andò +spargendo la voce che era tempo di portare la vendetta ed il furore +contro il Ministro delle finanze. Tutto il popolo, ed alla testa di +esso quelli che si coprivano di seriche ombrelle, corsero al di lui +palazzo. Infelicissimo conte Prina! Egli era stato avvertito fino dal +giorno innanzi di quanto si macchinava contro di lui; nella mattina +fece ogni sforzo un di lui cugino per condurlo a Pavia nella propria +vettura: impavido volle rimanere al suo posto, fidato nell'attività +della polizia, nella facilità di reprimere una sommossa al suo primo +scoppio, e nell'opinione invalsa sempre che l'ardore della plebe +milanese fosse fuoco di paglia, ristretto, come si vede giornalmente +nelle loro risse, a semplici parole, non estensibili ad eccessi di +fatto. Tanto è vero che a niuno è dato di evitare il proprio destino, +contro il quale non siamo trattenuti né dalle sollecitazioni di +persone sensate, né dalla forza e dalla maturità del raziocinio, né +dalla evidenza stessa del pericolo! Non fu che la presenza del +medesimo che inducesse il conte Prina a pensare finalmente alla sua +salvezza: atterrate le porte, fuggiti i domestici, invaso da ogni +parte ed occupato il palazzo, fu allora che si risolvette a +nascondersi; ma non era piú in tempo, non vi rimase piú scampo veruno. +Inutilmente il mantovano Barone de Peyri, generale di divisione, si +cacciò in mezzo alla folla in uniforme e tentò di salvarlo; nulla +ottenne se non qualche momento di sospensione, e terminò col farsi +strappare le fibbie d'oro dalle scarpe e le catene degli orologi. Il +conte Prina fu rinvenuto, fu preso, denudato, percosso, strascinato, e +rovesciato a capo in giú da una finestra. + +Rifugge l'animo a rammentare la lenta carneficina e il feroce +trastullo fatto a sangue freddo di un uomo cui pure niuno niega che +fosse per ingegno, per facondia e per dottrina chiarissimo, e della di +cui onestà ha fatto fede non dubbia il ristretto patrimonio lasciato. +Mentre il basso popolo si è abbandonato al saccheggio del palazzo, +dopo averlo spinto gli altri nell'atrio di una casa contigua, gli +hanno fatto percorrere tutta la contrada del Marino sino alla piccola +piazza del teatro della Scala: questa e quella erano ricoperte di +agitate ombrelle vario-colorate. Vicinissimi erano il palazzo della +polizia, quello del ministero della guerra, quello dell'intendenza ove +un folto numero si era raccolto di guardie di finanza. A tutti fu +interdetto di accorrere in suo aiuto; chi solo aveva mezzi ed autorità +per salvarlo, se si fosse prestato con un atto di volontà deliberata, +e non con ciarle artificiosamente vaghe, anzi allarmanti, passeggiava +in una contigua contrada in compagnia del conte Luigi Porro. Un buon +negoziante di vino, esso solo ascoltò un sentimento di pietà, ed in un +opportuno contratempo lo strappò dalle mani della moltitudine e nella +sua cantina il nascose. Furenti erano gli ammutinati sul timore di +averlo perduto. Scoprirono l'asilo, minacciarono d'incendio il +mercante, finché l'infelice Prina, visto il pericolo del suo +benefattore e non isperando per sé altra risorsa qualunque, si offerí +in istrada alla ferocia de' suoi assassini, e «sfogatevi, disse, +sfogatevi pure sopra di me, poiché sono già immolato alla vostra +rabbia; ma fate almeno che sia l'ultima questa vittima». Estreme, +memorande parole, dopo le quali non ebbe piú lena di proferirne. Fu +allora che in mezzo agli scherni ed agli insulti volle ciascuno la sua +parte di gloria nel percuoterlo coi puntali delle loro ombrelle. Per +circa quattro ore gli fu fatto desiderare un colpo decisivo, che +terminasse lo strazio. Egli è morto e strascinato per la città con +torchi accesi, e trasfigurato tanto che aveva perdute le forme e +l'effigie. È fama che il giudice di pace, nell'ispezione fatta del suo +cadavere, non trovasse chi lo riconoscesse, come che non trovassero i +professori tra le tante contusioni una ferita, una offesa veramente +mortale: egli è morto d'angoscia e di spasimo. + +Intanto chi può descrivere lo spoglio totale del suo palazzo, e la +veemenza e la prontezza della rapina? In poche ore non vi erano piú +suppellettili non meno ordinarie che preziose, non una porta, non una +finestra, non una pianta, non una persiana, un vaso, un utensile +nell'amenissino giardino annesso. Tant'oltre si spinse la depredazione +e la devastazione che tutte furono schiantate e rubate le moltissime +ferrate, e cosí i calcani delle porte, i chiodi, i condotti, i canali +dei tetti. I tegoli stessi furono sollevati tutti e scomposti, per la +smania d'indagare nel tetto alcun tesoro nascosto. Insomma, un ampio, +maestoso e ricco palazzo pubblico fu ridotto in brevi istanti uno +scheletro trasparente, che il governo ha poi giudicato miglior partito +di far demolire e formarci una piazza, la quale offrirà maggior comodo +alle carrozze affluenti al vicino teatro. + +Il Podestà di Milano, in mezzo all'imponenza di tanta sciagura, non +trovò altro compenso che far stampare ed affiggere il decreto estorto +al presidente del Senato, e successivamente pubblicare egli stesso un +proclama, in cui dichiarò che il generale Pino andava ad assumere il +comando delle forze della capitale, che i Collegi elettorali de' +dipartimenti non occupati dalle armi delle AA. PP. coalizzate si +sarebbero riuniti in una sola camera, al piú tardi nel giorno 22 dello +stesso mese, e che il Consiglio comunale della capitale si radunava +nell'indomani, tenendosi in seduta permanente sino a che le +circostanze lo esigessero, e che i reclami tutti si dirigessero alla +Municipalità che li avrebbe fatti pervenire ai Collegi. + +La giornata del ventuno fu una forse delle piú allarmanti e terribili, +che abbia mai veduto Milano. Il folto popolo, allo spuntar del giorno, +era in aspetto sedizioso per le contrade tutte della città. Le +botteghe chiuse nella maggior parte, le guardie della finanza avevano +abbandonate le porte della città ed i cosí detti dazî, un immenso +numero di gente di campagna, armati altri di bastone, altri di lunghi +chiodi resi acutissimi, scorreva d'ogni intorno, designando con lo +sguardo la preda, e ne' complotti le persone de' proscritti e le case +da saccheggiare. Si è detto che alcuni siano stati trovati muniti di +pugnali, chi di ben organizzati capestri. Invano il Consiglio +municipale pubblicò di avere nominata una Reggenza provvisoria, +composta de' signori generale Pino, Carlo Verri, Giacomo Mellerio, +Giberto Borromei, Alberto Litta, Giorgio Giulini e Bazzetta; invano il +generale Pino pregò, in un suo proclama, che si avesse fiducia in lui +e che si stesse pacifici spettatori delle determinazioni che si +andavano a prendere dalle AA. PP.; invano il corpo municipale si +espresse, in altra stampa, che il popolo poteva darsi quella forma di +governo che piú desiderava, che la sua libera volontà fosse +partecipata ai Collegi, i quali avrebbero adottati quei mezzi, che il +popolo stesso avesse giudicati piú opportuni alla sua felicità; invano +il Vicario capitolare esortava nelle viscere di G. C. alla +tranquillità, ordinava pubbliche preci con un triduo; invano lo stesso +generale Pino, per salvare la forse minacciata persona del duca di +Lodi, espose quelle dei senatori, avendo dichiarato in altro proclama +che il duca non aveva avuto parte alcuna negli affari seguiti in +Senato, poiché era in quei giorni gravissimamente infermo, e che le +carte andate in Senato erano state fatte da tutt'altre persone, e +neppure firmate da lui; invano il direttore delle privative e dei dazî +di consumo, in un suo avviso che di concerto fu fatto col generale +Pino, col cavaliere Podestà e col Consiglio comunale, aveva ridotto +alla metà il prezzo dei sali e dei tabacchi e la tariffa dei dazî +consumo; invano il primo atto della Reggenza fu quello di abolire la +tassa del registro. + +Tutto fu inutile: non era opinione politica, non desiderio di una +piuttosto che di un'altra forma di governo, non animosità contro il +medesimo o contro il Principe, non sentimento di pubblico bene, che +animasse la moltitudine.[33] L'unico centro del voto generale era la +rapina e la depredazione, e già si era tornato a compiere il guasto +del palazzo del ministro e si era tentato in quello del Senato; +fortunatamente il rimedio del male emerse dal male stesso. Emporio +ricchissimo in merci, in derrate, in danaro era la dogana generale, +ossia il cosí detto Dazio grande nel palazzo del Marino, ove e +fondachi e doviziosi depositi erano affidati dal commercio milanese, +essendovi pure gli uffici del ministero delle finanze e di varie sue +direzioni generali. Vi si diressero gli ammutinati, sotto pretesto di +disperderne e distruggerne le scritture. Fu allora soltanto che, +nell'affannosa trepidazione del loro cuore, si mossero ad un tratto i +negozianti, con una energia imperiosissima. L'unirsi a tal voce i +padri, i figli, i giovani, i garzoni, gli amici, i conoscenti, il +correre ai quartieri, l'armarsi di fucili e il dividersi in numerose +pattuglie, fu pressoché un punto solo. Il presidente del Consiglio +comunale ed il generale Pino, con altri proclami, chiamarono all'armi +tutti i cittadini indistintamente. Il Consiglio credette di aggiungere +eccitamento, con accordare un distintivo nazionale in una coccarda +rossa e bianca. Di egual saccheggio era minacciato il palazzo della +Corte. La guardia reale, i cannoni e lo stesso generale Pino la +difendevano debilmente. Il generale fu insultato, la guardia forzata +piú volte ed astretta a ritirare dalla piazza i cannoni e nel palazzo +celarli. La stessa milizia civica marciava pavida ed incerta. Si +fecero sbarrare le strade che conducevano al palazzo del Marino, ma le +sbarre erano a gran pena difese. + +Un'accidentale combinazione presentò alla milizia un vantaggio +decisivo sul popolo. Andavano le pattuglie, per un certo riguardo, +colla punta della baionetta rivolta verso la canna del fucile, ma una +di esse aveva i fucili tanto dalla ruggine investiti che non gli fu +possibile di togliere dalle canne le baionette. Presentatasi in piazza +s'intese un subitaneo fremito popolare, nel quale si distinguevano le +parole: «a basso le baionette.» Il che non ottenutosi, furono tratti +de' sassi sulla pattuglia; la quale essendo forte in numero, fattosi +coraggio, abbassò le armi e corse a passo di carica sugli ammutinati, +che si dissiparono all'istante. Questo primo esperimento felice fu +efficace, perché si vedessero subito in aria le punte delle baionette +di tutte le pattuglie, perché si disperdessero i crocchi, perché i piú +rivoltosi pertinaci nella loro insolenza si arrestassero. Molti e ben +molti arresti seguirono nel rimanente del giorno e durante la notte; +molti la polizia trovò tra questi che, facinorosi e debitori di +delitti anche gravi, eludevano da piú anni la sua vigilanza e che, +fidati allora nell'anarchia e nell'impunità, erano accorsi, e forse +stipendiati, al bottino. Cosí terminò, senza altri orrori, quella nera +giornata, in cui ebbe luogo soltanto il saccheggio di altra casa di +campagna del conte Prina. Frattanto arrivò nella notte un corpo di +cavalleria italiana, parte della quale salvò dal proclamato spoglio la +regia villa di Monza e parte rinforzò l'efficacia della milizia. + +Cessato lo spavento per il temuto disastro, di cui massimo bersaglio +sarebbero stati i ricchi, tra' quali entravano quelli stessi che il +primo impulso gli dettero, riavutisi questi appena dall'allarme, +riammessero nel giorno 22 di aprile la marcia rivoluzionaria, e tutto +lo studio loro rivolsero a distruggere la costituzione ed a sollevarsi +ad una chimerica sovranità. In quel giorno ebbe luogo la prima +sessione dei Collegi elettorali, illegalmente convocati, piú +illegalmente costituiti. I soli elettori milanesi, compresi alcuni +pochissimi appartenenti ai dipartimenti non invasi i quali erano in +Milano per funzioni governative, essi soli, in numero di circa +settanta, disponendo della sorte del Regno come di una loro proprietà +baronale, approvarono la Reggenza, a cui si riserbarono di aggiungere +altri individui per li detti dipartimenti, dichiararono il general +Pino comandante in capo delle forze dello Stato, sciolsero tutti i +sudditi e tutte le autorità civili e militari dal giuramento verso il +sovrano, ordinando che altro se ne prestasse giusta gli ordini della +Reggenza. Dichiararono come non avvenuta la deputazione del Senato, +che cessato dissero; ordinarono la dimissione dei detenuti per motivi +di opinione, di coscrizione, di finanza; ed accordarono amnistia ai +disertori e refrattarî. Situatisi quindi al livello dei governi del +piú alto rango ed assunto il tuono ed il linguaggio de' primi +gabinetti, decretarono che «si avvertissero non meno i Comandanti +delle Alte Potenze, che l'Armata Italiana della nomina fatta del +general Pino, e che un indirizzo si facesse alle stesse Alte Potenze, +pregandole a voler concorrere alla felicità del paese». + +Le norme della felicità a cui aspiravano furono indicate e prescritte +alle AA. PP. nella successiva seduta del giorno 23. Il Consiglier di +Stato Lodovico Giovio, decorato della Corona di ferro, quegli che +pochi giorni innanzi, nella qualità di Commissario di governo, aveva +perorato ai popoli del Lario mostrando loro la convenienza di +sostenerlo con ogni mezzo di contribuzioni e di soldati volontari, +egli fu acclamato dagli elettori in presidente de' Collegi. Aprí la +seduta insinuando ad essi, che «chiedessero istituzioni liberali, un +capo indipendente che, nuovo, non conosciuto da noi... accolga i +nostri voti e le nostre benedizioni». + +Né a quelle insinuazioni furono sordi i Collegi, che in poche ore +(senza neppure curarsi del lavoro e del rapporto di una commissione, +giusta l'adottato costume dei corpi morali, anche in oggetti assai +meno gravi) la base e l'impianto formarono dell'ideata costituzione. +Incominciando da ciò, in cui non poteva nascere controversia e che era +pure il fondamento della costituzione di Lione[34], dichiararono che +la religione cattolica era la religione dello Stato, la quale poi in +altra seduta dissero piú accuratamente che essere dovesse la cattolica +apostolica romana. Deliberarono quindi di chiedere alle Alte Potenze: + +Primo: _Assoluta indipendenza del nuovo Stato Italiano, che sarà per +rappresentare il Regno d'Italia, con la stessa denominazione o con +quell'altra che alle AA. PP. piacerà di darvi_. + +Secondo: _La maggiore estensione di confini del detto nuovo Stato, +combinabile cogli interessi e colle mire delle AA. PP. e colla nuova +bilancia politica d'Europa_. + +Terzo: _Una Costituzione liberale, che abbia per base la divisione dei +poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, colla totale +indipendenza di quest'ultimo; che ammetta una rappresentanza +nazionale, cui spetti esclusivamente il formare le leggi e lo +stabilire e regolare le imposte; che assicuri la libertà individuale, +la libertà della stampa e del commercio; e che porti una stretta +responsabilità negli incaricati de' rispettivi poteri_. + +Quarto: _Facoltà di fare questa Costituzione ai Collegi elettorali_. + +Quinto: _Un governo monarchico ereditario, primogenitale, e un +principe, che per la sua origine e per le sue qualità ci possa far +dimenticare i mali sofferti durante l'ora cessato governo_. + +Anche piú estesi erano i desiderî degli elettori; ma furono +avvedutamente moderati da qualcuno, il quale fece riflettere, nella +sua saviezza, che non si dovesse poi legare le mani alle Alte Potenze +coalizzate. Si credette però ommesso, e fu aggiunto in altra seduta, +che si chiedesse un «Principe nuovo onde allontanare ogni idea di +desiderio e di affetto verso il cessato». Decisero pure di «pregare i +Monarchi di concedere la libertà de' loro figli prigionieri, vittime +da tanto tempo di una causa ingiusta». Combinarono finalmente che la +Reggenza nominasse «una Commissione tra i cittadini piú distinti, per +recarsi al quartier generale delle potenze, onde esprimere a quei +Monarchi il vóto della rappresentanza Nazionale Italiana». La +Commissione fu subito formata da un cittadino di Brescia e da altri +cinque e da un segretario milanese. Fu il primo il sig. Marc'Antonio +Fè, e furono gli altri i signori Federico Confalonieri, Giacomo Ciani, +Alberto Litta, Giacomo Trivulzi, Pietro Balabio capo battaglione, +oltre Giacomo Beccaria segretario, li quali all'istante partirono. + +Mentre lo spirito di vertigine agitava cosí le teste milanesi, li +conti Guicciardi e Castiglioni si trovavano ancora in Mantova, ove si +erano recati per prendere le credenziali del Principe ed i passaporti +dal F. M. Conte di Bellegarde e per recarsi indi a Parigi per la via +piú sicura di Baviera, via che prima di essi avevano tenuta li +deputati dell'armata, i generali Fontanelli e Bertoletti. Seppero +eglino appena quanto era avvenuto di disgustoso nella capitale, che +subito si restituirono ad essa, tuttoché non richiamati da alcuna +lettera, da alcun avviso officiale. Avevano già tenuto col principe +Eugenio quel grave e dignitoso linguaggio, proprio di due personaggi, +di cui è stata sempre unica scorta l'onore e la lealtà. Continuando +nel medesimo contegno, credettero di prendere congedo da lui e +dispensarsi definitivamente sulla deputazione; ma invece di meritare +cosí l'elogio dei milanesi, si videro investiti al ritorno da calunnie +le piú impudenti. Non tardò il conte Guicciardi a garantirsene con +un'apologia che presentò alla Reggenza, onde avere il permesso di +pubblicarla colla stampa. La giustificazione fu ben accolta ed elogi +sommi si prodigarono alle eminenti sue qualità personali, non che al +contegno da lui tenuto in qualità di senatore, di deputato; ma la +stampa non si permise, per la addotta ragione che «con ciò si +farebbero rivivere delle animosità che si vogliono sopite, si +urterebbe col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di +coprire di un velo le cose avvenute». È pure necessario alla storia +che ora tal memoria e la lettera della Reggenza siano conosciute, ed è +perciò che si inseriscono ai num. 6 e 7. + +Se il Principe Eugenio avesse fatto marciare sopra la capitale una +porzione delle truppe italiane che restavano sotto i suoi ordini, +poteva reprimere i sediziosi e restituire l'ordine facilmente; ma, +riflettendo che con l'abdicazione di Napoleone era terminata la sua +rappresentanza come Viceré, deliberò di abbandonare il Regno e di +restituirsi in Baviera e poi in Francia; lasciò che l'ordine fosse +ripristinato dalle armi di S. M. l'Imperatore d'Austria, al quale +oggetto combinò nel dí 23 aprile una seconda convenzione col F. M. +Conte di Bellegarde, in forza di cui, e non mai delle non valutate +deputazioni spedite dalla Reggenza alli diversi corpi delle armate +alleate, prese questi possesso della capitale e dei paesi non ancora +occupati. Difatti il generale Sommariva, giunto in Milano nel dí 25, +scrisse alla Reggenza che in vista di essa capitolazione spiegava la +sua qualità di Commissario delle AA. PP. e si poneva alla testa di +tutte le Autorità. Ciò, a dire il vero, non fu grato ai sovrani +novelli, a' quali molto meno fu accetto l'ingresso successivo delle +armi austriache in Milano. Si trovò scritto a grandi caratteri, in +tutti i quartieri di guardia civica, le parole: _O indipendenza, o +morte_. Il _Giornale Italiano_, redatto e pubblicato sotto l'influenza +e sotto la sorveglianza del Governo, come foglio officiale, +nell'annunziare l'arrivo di dette truppe disse, che «la Guardia Civica +ed una numerosa folla di popolo le accolsero con quelle dimostrazioni +di gioia e di gratitudine ch'eccitar dee da per tutto la presenza di +guerrieri che hanno tanta parte nella pacificazione dell'Europa; ma +conservarono nello stesso tempo quel nobile contegno, che caratterizza +una nazione il cui primo vóto è l'indipendenza». + +Tanto e cosí gagliardo era in que' giorni il riscaldamento e il +fanatismo da far pietà. Non risparmiando i Collegi alcuna delle +attribuzioni sovrane, avevano annullato nella seduta dei 25 i celebri +decreti di Berlino e di Milano[35] ed i relativi regolamenti; +imponendo restrizioni preventive al loro Monarca, cui non si faceva +torto, subito che nuovo doveva essere e non conosciuto, gli avevano +limitato la riserva della caccia di Monza al solo parco, escluso il +circondario esterno, ed alle sole valli ed ai boschi del Ticino. +Avevano abolite diverse leggi penali, avevano dichiarata la cessazione +del Senato ed avocata alla Nazione la sua dotazione, la cessazione del +Consiglio di Stato con la sua segreteria, delle cariche di ministri e +di consiglieri di Stato. + +Questi elettori, che tanto di Nazione parlavano, non sono giunti mai a +numero maggiore di 170. Erano 1153 gli elettori di tutto il Regno ed +in forza della costituzione[36] doveva concorrere almeno un terzo +perché fosse valida la convocazione. Anzi che giungere a questo +prescritto numero, fu anzi tanto maggiore la nullità delle sessioni, +perché tutti e dotti e commercianti del dipartimento di Olona vi +concorsero, e dagli altri dipartimenti non si chiamarono che i +possidenti, il che non fu senza grande artifizio, per la tema che +persone intelligenti, saggie e non calde, non frastornassero col +numero i concepiti giganteschi progetti. Quanto goffamente presumesse +una tale assemblea rivoluzionaria di distruggere i primi corpi del +Regno, è dimostrato nella nota inserita in calce di questa memoria, al +num. 8, la quale fu offerta all'Austriaca autorità dal presidente e +dal cancelliere del Senato. + +Il F. M. Sommariva, cui si presentò una deputazione de' Collegi, fece +conoscere la poca sua soddisfazione che questi continuassero ne' loro +lavori, acconsentí soltanto a di loro preghiera che alcun'altra seduta +a propria convenienza tenessero, senza però nulla risolvere e +determinare. L'ultima si convocò nel giorno due di maggio, in cui gli +elettori dichiararono «aggiornate le loro operazioni fino al ritorno +della deputazione diretta agli Augusti Sovrani, e finché per parte de' +medesimi non siano intervenuti interessanti dispacci». Dichiararono +infine che «l'esercito italiano ha sempre meritato della patria.» La +sessione fu chiusa con un discorso del presidente, di cui fu acclamata +la stampa. Mi sia permesso di ripeterlo per intiero, affinché meglio +si riconosca fino a qual esaltazione si delirasse in quel corpo.--_I +Collegi elettorali hanno saviamente determinato, nella seduta di ieri +l'altro, dichiaratisi permanenti, di aggiornarsi fino a che, +diradandosi il velo politico del nostro orizzonte, possano ancora +riunirsi ad operare il bene, e a tutte realizzare le concepite liete +speranze. Nell'atto che manifesto a' Collegi la somma mia gratitudine +per l'immeritata onorificenza, ancora trepidante per l'incertezza di +avere anche scarsamente corrisposto a tanta fiducia, fo mozione che +venga indirizzato alla Reggenza un messaggio, in cui, dandole parte +della sospensione dei nostri lavori, accolga fortemente i voti unanimi +dei Collegi elettorali per la sua indipendenza, senza la quale non v'è +né bene, né patria. Sia questa, mercé la protezione delle Alte Potenze +alleate, dalle sue rovine ricomperata, e possa sotto un virtuoso +indipendente Governo gloriosamente operare._ + +Anche un'altra volta figurò, non piú, la rappresentanza elettorale, +allorché si recò in deputazione al F. M. Conte di Bellegarde, nel +giorno dieci di maggio, giorno successivo al suo ingresso in Milano. +Anche un'altra volta eloquentissimamente arringò il presidente Giovio, +e pronunziò parole, che a tutt'altro che ad un consigliere di Stato +convenivano, il quale tanta influenza aveva avuto nelle operazioni +tutte del cessato governo. _Il voto generale, che vi manifestiamo_ +(disse egli al F. M.), _si è l'indipendenza protetta da savie leggi e +da un principe, che tutte accolga le nostre benedizioni. Pervenga +questo nostro ardente desiderio agli Augusti Sovrani alleati. Non è +egoismo, né orgoglio che domandare ne faccia una esistenza politica +alla loro generosità, ma un sentimento caldissimo degno d'ogni animo +virtuoso, quello di assicurare la felicità di un buon popolo che ha +lottato finora con ogni sorta di mali._ + +Dopo quindici giorni sparí del tutto l'illusione dell'indipendenza +italiana; con proclama de' 23 maggio il F. M. Conte di Bellegarde +solennemente promulgò che non piú in nome delle Alte Potenze +coalizzate, ma bensí per il suo sovrano e padrone l'Imperatore +d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, riteneva Milano e le annesse +provincie. Dichiarò nel tempo stesso, che da quel giorno cessava +l'attività e l'influenza de' Collegi, non meno che del Senato e del +Consiglio di Stato, e soppresse in seguito la guardia civica. Cosí +palesò che il suo governo in niun conto aveva tenuto l'abolizione dei +due primi corpi dello Stato, che con tanto strepito e trionfo si era +operata dall'assemblea milanese. Essi sono cessati per effetto di +sistema, e non per il capriccio e l'animosità di pochi elettori. + +La sola Reggenza rimase, di cui alla testa si pose il Maresciallo col +carattere di Commissario plenipotenziario. A compimento della storia +resta pure, che si dia qualche cenno degli atti di questa provvisoria +magistratura composta in origine di sette cittadini milanesi, alli +quali nel dí 25 aprile associarono i collegi, con non giusta +proporzione, altrettanti individui per gli altri sette dipartimenti. +Gli oggetti di finanza richiamarono le prime cure della Reggenza. Essa +trovò alla sua installazione che il generale Pino, il Podestà e il +Consiglio comunale avevano ridotti a metà i prezzi del sale, del +tabacco e la tariffa dei dazî consumo; a ciò essa aggiunse +l'abolizione totale della legge del registro, e nel dí 23 aprile +diffuse a tutti i dipartimenti tali provvidenze, con aver anche +ristretto a due sole terze parti il dazio sulle derrate coloniali, +compreso lo zucchero. Limitò quindi a metà la tassa delle lettere; +annullò quella del contributo delle arti e mestieri, e cosí pure la +ritenuta del quinto sul soldo della truppa, decretata durante la +guerra, ed ordinò la pronta liquidazione dell'arretrato credito dei +militari, onde fissare poi pel medesimo le epoche di pagamento. Queste +misure furono figlie della circostanza e del timore, poiché ben presto +reintegrò il registro per la tassa degli atti giudiziali in aumento +dei dritti di cancelleria, ed anche il registro delle scritture +private, limitato però al solo dritto fisso. Pubblicò nuove tariffe +sul prezzo de' sali e dei tabacchi, sulli dazî di consumo e sopra i +dritti doganali per l'importazione ed esportazione delle derrate, +mercanzie ed altri generi. La soverchia indulgenza de' primi giorni +fece sí che si dovesse mantenere per li mesi di maggio e di giugno la +prediale all'eccessivo rigorismo a cui fu portata dal decreto de' 6 +aprile 1814. + +Procedette ad altre innovazioni, parte di propria autorità, parte in +esecuzione della volontà dei Collegi. Accordò amnistia ai disertori, +ai refrattarî, ai condannati o detenuti per oggetti di coscrizione, di +finanza, di opinione e di trasgressione alle leggi e regolamenti sulle +caccie. Riformò in qualche parte il catechismo del cardinale Caprara, +restituí alle proprie case i figli unici e parificati agli unici e ai +sostegni delle famiglie, requisiti per le armate. Abolí le Corti +speciali, e cosí la pena della berlina alle donne, non che agli uomini +per i delitti importanti la sola pena di reclusione. + +Fece promozioni e destituzioni; promosse il generale di brigata +Mazzucchelli a generale di divisione, richiamò e pose in attività di +servizio il generale polacco Dembowski, rilasciò brevetto di capo +squadrone al poeta autore de' _Sepolcri_ e dell'_Aiace_. Riformata per +effetto di sistema la direzione generale di polizia, promosse il conte +Luini a consigliere di cassazione; ha poi destituito dal ministero +della guerra il generale di divisione conte Fontanelli ed il suo +segretario generale e dalla prefettura di polizia il signor Giovanni +Villa. Si era fatto lecito quest'ultimo di indagare e porre in +prospettiva le tracce e l'andamento della rivoluzione del venti +aprile, con aver sottoposto ad inopportuni interrogatori i già +arrestati in quel giorno dalle civiche pattuglie, tra i quali erano +anche i piú acclamati rapinatori della sostanza Prina e molti dei +stipendiati sicari. Questi furono restituiti in libertà, e fu dal suo +officio rimosso l'arbitrario prefetto, che osava cosí di «far rivivere +delle animosità che si volevano sopite, ed urtava col principio +adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le cose +avvenute» (v. il documento num. 7). + +Furono finalmente ringraziati dalla Reggenza tutti i Francesi ed i +Corsi che prestavano servizio all'armata, e furono dimessi tutti +gl'impiegati oriundi di paesi che non hanno mai appartenuto al Regno +d'Italia, o che hanno adesso cessato definitivamente di appartenervi, +misura che solleva forse la finanza, ma non la gran famiglia de' +cittadini, perché sarà ben maggiore il numero degli impiegati ne' +suddetti paesi, che per giusto riverbero sono stati rimandati e si +rimanderanno. Pareva inverosimile che in questa misura siano stati +compresi i professori dell'università di Pavia e de' licei. Veramente +gli uomini dotti sono stati sempre riputati cittadini indistintamente +di ogni angolo della terra, ed è questa l'ultima volta che di essi si +ricerchi la patria, e non i soli talenti, i lumi ed il bene prezioso +dell'istruzione, che procurar possono ai consimili. + +Ed ecco posta nella sua luce originale una serie di fatti, che non +possono evitare una particolare menzione ne' nostri annali. Ne' primi +giorni di fermento rivoluzionario si gloriarono i cittadini milanesi, +ed i piú distinti, d'aver essi personalmente operato gli eccessi del +venti aprile. Sono arrivati a far intagliare e pubblicare una stampa, +in cui si vede l'infelice Prina in atto di essere gittato dalla +finestra per opera, non della plebe, ma di soggetti nobilmente +vestiti, e di essere accolto in istrada colle punte delle loro +ombrelle da altri personaggi in egual vestiario. Quindi, sentito il +fremito d'indignazione di tutti i buoni, ed andati a vuoto tutti i +loro progetti, si sono coperti di tanta vergogna, ed hanno fatto +inserire in Parigi, nel _Journal des Débats_, che i milanesi non hanno +preso parte ne' suaccennati disordini. È nato da questa mendace +impudenza che in questa memoria siano stati nominati individualmente i +soggetti che hanno pubblicamente figurato in essi. Cosí la storia +imparziale non mancherà delle necessarie nozioni e di monumenti +irrefragabili, onde assegnare a ciascuno il meritato tributo di lode o +di biasimo. + + + + +N. I. + +_Relazione della seduta del Senato Consulente del Regno d'Italia, +tenuta nel dí 17 aprile 1814._ + + +Prima della convocazione del dí 17, niuno de' senatori ne conosceva +l'oggetto, se quei pochissimi si eccettuano che facevano parte del +governo, e che l'intima confidenza godevano de' principali agenti del +medesimo. Tutti erano al buio della politica situazione del regno. +Privi da lungo tempo dei giornali ed anche delle lettere di Francia, +diverse erano le voci, che incerte e contradditorie correvano. Altri +davano Napoleone alla testa di potente esercito, assistito anche +dall'insorgenza di piú provincie; altri lo dicevano morto; altri che +avesse abdicato impero e regno; altri a favore della dinastia. Si +fluttuava in questa incertezza; allorquando i conti pretori del Senato +intimarono nel giorno 16, con la solita lettera, l'ordinaria seduta +del giorno 20: ed allorché con lettera pressante diretta +successivamente ai senatori poche ore innanzi la mezzanotte del giorno +stesso, li chiamarono ad altra convocazione straordinaria per il dí +successivo. Continuò ad esserne ignoto l'oggetto anche negli ultimi +momenti che la precedettero; si osservò solo che tutti, contro il +solito, erano intervenuti i senatori nel numero di 36, compresi i due +ministri della giustizia e delle finanze, oltre il conte Vaccari +ministro dell'interno, sebbene come non senatore non vi avesse voce +deliberativa: non mancavano che cinque membri assenti ed il conte di +Breme che si disse ammalato. + +Il conte Veneri, presidente, aprí la seduta coll'aver raccomandato e +fatto promettere il piú rigoroso silenzio in tutti gli oggetti che si +fossero proposti, discussi e risoluti. Quindi passò a leggere, 1. una +lettera del duca di Lodi, cancelliere guardasigilli della corona, data +il dí 16, in cui lo autorizzava a convocare straordinariamente il +Senato; 2. il messaggio che qui si unisce, lett. A; 3. un progetto di +decreto, che parimenti viene qui allegato, lett. B. Alla replicata +lettura di tali fogli, la di cui sostanza era di spedire a S. M. +l'Imperatore d'Austria una deputazione, onde implorare la cessazione +delle ostilità, l'indipendenza del regno, con il principe Eugenio in +re d'Italia, alcuni senatori chiesero simultaneamente la parola. +L'ottenne il primo il conte Guicciardi, il quale propose di fare +precedere in ordine l'esame se era costituzionale la convocazione, non +vedendo facoltà sufficiente nel cancelliere guardasigilli. Fece +riflettere, che questi male a proposito si qualificava nel messaggio +qual rappresentante lo Stato, mentre tutto al piú poteva rappresentare +il governo, e finalmente fece istanza che prima di procedersi ad +alcuna discussione, si procurasse di sapere se il regno era veramente +vacante, cioè se il re vivesse, se avesse, ed in quali termini, +abdicata la corona. L'ottenne il secondo il conte Dandolo, il quale +dimostrò, che in affare tanto grave, quanto ne fosse mai stato portato +al Senato, non si doveva passare ad alcuna proposizione, se prima non +fosse sottoposta alla matura analisi di una commissione, alla quale si +accordasse almeno lo spazio di due giorni. A tali mozioni +interpolatamente risposero il conte Paradisi, il conte presidente +Veneri e il conte ministro dell'interno. Dissero che l'espressione +rappresentante lo Stato era corsa per equivoco, e si sarebbe corretta; +che il duca di Lodi era munito di tutte le facoltà, che avrebbe resa +ostensibile, quando si fosse voluto, una lettera di S. A. I. il +principe Viceré, e che su gli altri fatti non chiari ancora, il Senato +poteva somministrare lumi piú positivi. Il presidente Veneri propose +come piú conveniente, che l'affare fosse discusso in comitato segreto, +e cosí si prendessero momentaneamente quelle saggie e prudenti +determinazioni che si credessero del caso. Si oppose il conte +Guicciardi, mostrando che non si era mai praticato nel corpo il metodo +del comitato segreto, il quale non era additato né dal sesto statuto +costituzionale, né dal regolamento organico delli 9 novembre 1809. +Appoggiò quindi la mozione del conte Dandolo, con l'aggiunta che la +commissione si occupasse dell'affare, non meno in ordine che in +merito, presi prima gli opportuni schiarimenti dal duca di Lodi. Il +conte Vaccari, appoggiato dalli conti Veneri e Paradisi, aggiunse che +la commissione poteva pure aver luogo, giacché si voleva, ma che +onninamente doveva riferir e prendersi una risoluzione in giornata. In +tale circostanza palesò che S. A. I. aveva combinato un armistizio con +S. E. il generale Bellegarde, sotto la condizione, che si fosse +spedita una deputazione in Francia, sino al risultato della quale si +sarebbero sospese le ostilità, e che dalla nomina di tale deputazione +dipendeva l'attuale esistenza politica del regno, e la concessione di +uno spazio alle negoziazioni, mentre senza di essa era inevitabile +l'invasione immediata della capitale. Asserí inoltre, che l'armata +aveva acclamato il principe Eugenio, il che non era senza fondamento, +sapendosi i movimenti promossi in Mantova da alcuni capi. + +Questo riflesso quietò i molti che opinavano per la totale esclusione +del progetto. Fu posto alle voci, se piacesse la commissione secondo +le massime esternate dal conte Guicciardi, e fu approvata. Si chiese +se doveva essere di cinque membri e si rigettò; se di sette, e vi si +convenne. La commissione pertanto fu nominata, per via di schede, +nelle persone delli signori Guicciardi, Bologna, Cavriani, +Castiglioni, Costabili, Verri e Dandolo. Si noti che la pluralità dei +suffragi escluse dalla medesima ognuno di quei senatori che aveva +opinato per il comitato segreto, o che aveva perorato in sostegno del +progetto del duca di Lodi, o aveva mostrato adesione al medesimo. Il +presidente invitò i membri della commissione a dare il loro rapporto +nello stesso giorno, alle ore 8 della sera. + +Adunatasi questa, all'istante combinò concordemente, che tre de' suoi +membri, li signori Guicciardi, Verri e Dandolo, si recassero subito +dal duca di Lodi, per porsi al giorno di quanto occorreva. Si prestò +subito il duca alle ricerche; giustificò la sua autorizzazione con un +decreto di antica data del re, che, nell'assenza del Principe Viceré, +gli conferiva amplissime facoltà, tra le quali egli intendeva che +anche quella vi fosse compresa di convocare il Senato. Mostrò loro una +lettera di S. A. I., in cui gli partecipava di andare a segnare un +armistizio, da durare fino all'esito delle negoziazioni da +intraprendersi da una deputazione, che il regno avesse spedito alle +AA. PP. Alleate, e parlava pure dell'unione del Senato per la nomina +dei deputati. Molte e ben molte ragioni addusse inoltre per +determinare l'adesione del Senato al suo progetto. + +La commissione, ciò inteso dalli suoi tre membri, convenne +unanimemente sulla necessità di occuparsi sul merito dell'affare, e +passò a redigere un nuovo progetto che era nelle considerazioni e +negli articoli differente di quello già proposto al Senato, a cui +nella stessa sera fu letto dalla tribuna. Conteneva in sostanza: 1.º, +che si spedissero tre deputati, in nome del Senato, alle Alte Potenze, +per presentare loro i suoi omaggi, e supplicarle per la finale +cessazione delle ostilità; 2.º, per chiedere che il regno fosse +ammesso al godimento della sua indipendenza; 3.º, che il Senato +coglieva quest'incontro per rinnovare a S. A. I. il principe Eugenio i +sentimenti dell'alta sua stima e del piú sincero attaccamento. + +Alla lettura di un tale rapporto fu grande la commozione di alcuni, +massima poi quella del conte Paradisi e del ministro Vaccari. Dissero +apertamente che, esclusa la domanda di S. A. I. in Re d'Italia, era +inutile l'oggetto della controrisoluzione, e che l'intruso complimento +era piuttosto ingiurioso. Il conte Paradisi ricercò che si leggesse di +nuovo il progetto del cancelliere guardasigilli. Questo e l'altro +furono letti piú volte. A ciò successe una ben lunga discussione, +nella quale presero parte, da un lato, il presidente, Paradisi, i +ministri Prina e Vaccari, e dall'altro, Guicciardi, Dandolo, Massari, +Verri, Castiglioni. + +Fra le altre opposizioni del conte Guicciardi vi fu quella, che i +senatori attaccati da un giuramento all'osservanza de' statuti +costituzionali, non potevano dimenticare il primo ed il quarto tra +essi, li quali accordavano la successione, in preferenza di un +adottivo, ad un figlio legittimo naturale del Re, quando non sia per +portare nel suo capo la corona di Francia, e che era tra i possibili, +che questo caso si verificasse nel Re di Roma. Motivò in risposta il +conte Prina, un nuovo articolo da lui redatto in questi termini: «È +incaricata la deputazione di far conoscere alle AA. PP. il dritto +eventuale acquistato dal principe Viceré alla corona d'Italia in forza +del primo e del quarto statuto costituzionale, diritto reso piú sacro +dall'amministrazione, dalla gratitudine, dai voti e dal desiderio +della nazione». Con molte ragioni dimostrò il conte Guicciardi, che +non era lecito di porsi in campo il dritto eventuale, finché non fosse +escluso il positivo, ed accennò l'inconvenienza di ricercare alle +potenze alleate, e specialmente all'Austria, il principe Eugenio in +sovrano. Il conte Massari insistette che non si dovesse improntare il +nome della nazione; ma solamente quello del Senato, qualunque fosse la +sua deliberazione. Il conte Verri fece delicatamente conoscere +d'essere in dubbio che in questo momento concorressero a favore del +principe i suffragi della nazione. + +Dopo lungo dibattimento si decise di porre prima a partito il progetto +della commissione, il quale, qualora non fosse accettato, poteva +mettersi alle voci il progetto del duca di Lodi, e cosí le +modificazioni proposte. Il conte Dandolo fece istanza che ciascuna +delle proposizioni subisse lo sperimento dello scrutinio segreto per +via di ballottazione. Il conte Presidente si rifiutò, avendo ordinato +che i singoli dassero apertamente i loro voti per alzata in piedi e +seduta, e con tal metodo la massima parte dei Senatori approvò le +considerazioni e gli articoli dalla commissione proposti. Il solo +terzo articolo subí la seguente modificazione, proposta dal conte +Moscati, e redatta dal conte Mengotti: «Li deputati saranno incaricati +di presentare in quest'occasione alle AA. PP. li sentimenti di +ammirazione del Senato per le virtú del principe Viceré, e della sua +viva riconoscenza per il di lui governo» (Allegato lettera C). Qui fu +che gli individui del contrario sentimento, e sopratutti il conte +Vaccari, si diedero a declamare fortemente contro l'ingiustizia e +l'ingratitudine del Senato. Tacquero gli altri, ed ognuno si fece un +riguardo di non dar luogo a contestazione in quest'argomento. Chiese +la parola il conte Luosi, ed espose che, sebbene non si potesse piú +proporre il progetto del duca di Lodi, come contradetto dall'altro +adottato, pure gli sembrava che non fosse in opposizione con questo +l'articolo redatto dal conte Prina, sul dritto eventuale del principe +Eugenio. Domandò ed ottenne di interpellare su di esso la volontà del +Senato, ma essendo stato confutato di nuovo dal conte Guicciardi, fu +posto alle voci e fu escluso. + +Altro allora non restava che la nomina dei deputati. Il conte Paradisi +credette di proporre, che gli sembrava opportuno di rimettere la +scelta di essi alla prudenza del governo. Questa istanza non si poté +porre in deliberazione, perché un grido generale la escluse appena +pronunciata. Posteriormente poi si vociferò che il governo aveva +destinato di spedire lo stesso conte Paradisi ed il conte Prina. Si +passò dunque allo scrutinio e dallo spoglio delle schede risultò che +il conte Castiglioni fu contemplato da 27 voti, il conte Testi da 25, +Guicciardi da 23. L'ulteriore maggioranza de' voti concorse nel conte +Paradisi il quale però non fu favorito che da sei solamente. + +Il conte Testi si scusò di non poter presentarsi a tale onorifico +incarco, per la sua manifesta malattia d'occhi. Il conte Guicciardi +soggiunse, che se ammettevano scuse egli era il primo a proporre le +sue, perché ognuno conosce le fisiche indisposizioni che soffre, non +che il danno nell'allontanarsi da una famiglia di 14 figli. Alle +rispettive deduzioni credette d'imporre silenzio il conte Presidente, +col pronunziare che la seduta era sciolta; rispose alcuno che era in +sua facoltà il chiudere la discussione, e passare la proposizione, se +avesse avuto il suo sfogo. Egli però ripeté piú volte, che credeva di +essere investito di tale facoltà, e perciò dichiarava onninamente +sciolta la seduta. Non si poté insistere in ciò, perché i conti +Paradisi e Carlotti erano partiti, e sebbene dagli uscieri richiamati, +non furono raggiunti. + + +LETTERA A. + +_Messaggio del duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della Corona._ + + SENATORI, + +Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono di tale natura, +che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe infallibilmente +colpevole verso la patria, se differisse piú a lungo di occuparsi del +di lei destino, e di cercare nella sua saviezza que' mezzi migliori di +conciliare la sua esistenza. + +Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è cagione, o +senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona nel vostro seno, +come mi era proposto, e provo di questa circostanza un profondo +rammarico. + +Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato di non +poter differire oltre la comunicazione, che doveva farvi. In +conseguenza, autorizzato nella mia qualità di rappresentante lo Stato, +in assenza di S. A. I. il principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un +progetto di risoluzione, che sottopongo al vostro patriottismo ed ai +vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione. + +I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già, o senatori, che +la vostra risoluzione sarà conforme ai veri interessi dello Stato, ed +ai voti del popolo, di cui siete oggi il primo corpo rappresentante. + +Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione. + +Milano, li 17 aprile 1814. + +_Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli, +impedito dalla gotta alla mano destra._ + + _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_. + + +LETTERA B. + +_Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio del Duca di +Lodi._ + + IL SENATO DEL REGNO D'ITALIA: + +Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono intieramente +cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente proclamata la pace +del mondo, e che non si potrebbe senza ingiustizia temere che +volessero eccettuare dalle loro benefiche intenzioni un regno che +lontano dall'averle mai dato verun motivo di malcontento, professa per +esse quei sentimenti che le sono dovuti; + +Che di già è venuto il momento nel quale il regno può e deve +sollecitare l'indipendenza della quale è degno e che sospira da cosí +lunga stagione; + +Che non di meno le truppe di una di queste potenze occupano una parte +del regno, e minacciano in questo stesso momento il rimanente del suo +territorio; + +Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, è precisamente +quella sulla benevolenza di cui il regno d'Italia è assueffatto ed ama +di contare di piú; + +Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione della +guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe senz'oggetto, e ciò +null'ostante accrescerebbe le calamità, che da lungo tempo affliggono +il regno; + + DECRETA: + +Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione presso +S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, affine di +presentarle i rispettosi omaggi del Senato, e di supplicarla +d'ordinare, che cessino da quel momento tutte le ostilità sul +territorio italiano, e sino a tanto che il destino d'Italia sia stato +definitivamente stabilito dalle AA. PP. coalizzate. + +2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata di volere +interporre la possente sua mediazione appresso i suoi augusti alleati, +perché l'indipendenza del regno sia finalmente consecrata e +riconosciuta, e che il regno sia ammesso a godere dei benefici tutti +che le AA. PP. disegnano di spargere sopra la grande famiglia. + +3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere con tutto il suo +interesse presso gli Augusti Alleati suoi, perché il Regno d'Italia, +ricevendo in fine in tutta la sua estensione, l'applicazione del suo +primo e quarto Statuto costituzionale, sia sottomesso una volta a un +Re libero e indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che +colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta, tanto +in pace che in guerra, ha meritato del pari l'amore, la riconoscenza e +la fedeltà dei popoli del Regno d'Italia, ed anche la stima di tutta +l'Europa. + +Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle sue +convocazioni. + + +LETTERA C. + +_Decreto adottato dal Senato._ + +Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del sesto +statuto costituzionale. + +Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della corona, +sulle attuali circostanze e sulla necessità di una istantanea +providenza; + +Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata la pace del +mondo, e che quindi si avvicina la fortunata epoca in cui i popoli +dell'Europa, dopo tante dolorose vicende potranno godere dell'insigne +beneficio di liberali costituzioni; + +Che in tali circostanze, la continuazione della guerra nel territorio +italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche questo regno può e deve +sollecitare il godimento dell'indipendenza, e la calma che da sí lungo +tempo sospira e che gli fu garantita ne' pubblici trattati; + +Che in una convenzione fra le armate del regno e quelle delle AA. PP. +alleate, è stabilita una provvisoria sospensione d'armi, che deve +durare fino al ritorno di una deputazione del regno, che sarà spedita +alle suddette AA. PP. alleate. + +Ritenuta l'iniziativa per la convocazione della presente seduta +straordinaria risultante da' dispacci del cancelliere guardasigilli: + + DECRETA: + +Art. I. Una deputazione del Senato, composta di tre individui, si +recherà presso le AA. PP. coalizzate, affine di presentare loro i +rispettosi omaggi del Senato, e supplicarle per la finale cessazione +delle ostilità. + +» II. La deputazione richiederà alle AA. PP. che il regno venga +ammesso al godimento reale della sua indipendenza, garantita da' +pubblici trattati. + +» III. Li deputati saranno incaricati di presentare in questa +occasione alle AA. PP. i sentimenti di ammirazione del Senato per le +virtú del Principe Viceré, e della sua riconoscenza per il di lui +governo. + +» IV. I membri di questa deputazione saranno nominati dal Senato, +seduta stante. + +» V. Il cancelliere guardasigilli della corona sarà pregato di dare ai +medesimi le opportune istruzioni, e procurare le necessarie +credenziali e passaporti. + +» VI. Il presente decreto sarà spedito al cancelliere guardasigilli, +con messaggio del presidente, anche all'oggetto che sia col di lui +mezzo trasmesso al Principe Viceré in nome del Senato. + +Milano, dal Palazzo del Senato, li 17 aprile 1814. + + _Firmato, il presidente ordinario_ + + CONTE VENERI. + + CONTE LAMBERTI } _Segretari_ + CONTE MENGOTTI } + +Successivamente essendosi messa alle voci la nomina dei deputati, +dallo scrutinio delle schede risultarono nominati i Senatori conti +GUICCIARDI, CASTIGLIONI e TESTI, il quale ultimo si è scusato a motivo +dell'attuale sua malattia d'occhi. + +Milano, dal palazzo del Senato 17 aprile 1814. + + _Firmati come sopra._ + + + + +N. II. + +_Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli della +Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati del Senato, +signori Conti Guicciardi e Castiglioni._ + + +Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza colle +corti di Russia e di Prussia, e non potendosi nella circostanza +attuale, a seconda di quanto ha assicurato il sig. Conte Senatore +Testi, incaricato del portafoglio delle relazioni estere, rilasciare +credenziali nelle solite forme, si è supplito colla qui unita lettera +di credito per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di +S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia; i signori +deputati si recheranno in Mantova per ricevere da S. A. I. il Principe +Viceré i necessari passaporti e lettere di credito presso gli altri +sovrani alleati. I signori deputati si presenteranno colla suddetta +lettera al signor Principe di Metternich, domanderanno al medesimo di +essere presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno in +seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati. + +I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore d'Austria, perché +venga consacrata l'indipendenza del regno d'Italia, già stata +riconosciuta, e garantita l'integrità del suo territorio a termini dei +trattati, e specialmente di quello di Luneville. + +Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi fossero delle +difficoltà su questo articolo, perché le potenze alleate avessero già +diversamente disposto del territorio Modenese, faranno osservare tutti +gl'inconvenienti che ne deriverebbero da questo distacco, il quale +mentre priverebbe il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle +legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese per +gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena, già unito al +Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed accostumato alla +legislazione ed alli metodi del Regno, in una vera confusione, +cosicché sarebbe assai piú conveniente all'interesse delle AA. PP., di +sostituire ne' compensi stabiliti un altro stato. + +Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto, insisteranno +perché venga accordato al Regno d'Italia un compenso, il quale +potrebbe essere gli Stati di Parma e Piacenza, con una porzione di +Genovesato, compresa la città di Genova, ed una linea del Piemonte per +una facile comunicazione. + +I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei primi oggetti, +che la nazione si propone nel chiedere il riconoscimento solenne della +sua indipendenza, è quello di darsi una costituzione conforme ai veri +principi, ed ai suoi bisogni naturali, e tale da assicurare la sua +felicità. + +I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi sotto +le forme suddette il titolo di Regno, il quale era già stato +riconosciuto da tutte le potenze, e che non ha meritato di perdere. + +I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza co' +ministri del Regno in Parigi, onde valersi dei loro lumi e notizie; in +tutti i casi poi non preveduti, i deputati si regoleranno con la +conosciuta loro saviezza e prudenza. + +Milano, 18 aprile 1814. + + _Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla + gotta alla mano destra._ + + _Firmato_ CARLO VILLA, _Segretario_. + + + + +N. III. + +_Credenziale di S. E. il signor Duca di Lodi, Cancelliere +guardasigilli, diretta a S. E. il signor Principe di Metternich onde +accreditare presso di lui i deputati del Senato, Conti Guicciardi e +Castiglioni._ + + +_A S. Ex. monsieur le Prince de Metternich, Ministre d'État de S. M. +l'Empereur d'Autriche._ + +MONSIEUR LE PRINCE, + +Dans le moment dans lequel les intérêts de ma patrie me mettent dans +le cas d'invoquer pour elle l'intervention de V. Ex. en sa faveur, il +est bien doux pour moi de pouvoir me rappeler l'époque à laquelle j'ai +eu le bonheur de faire sa précieuse connaissance. + +Entraîné dans une guerre qui ne le regardait pas, le royaume d'Italie +a dû passer par tous les malheurs qui en sont la conséquence; mais les +événemens qui ont changé la face des choses en France, et doivent +nécessairement influer sur tout le reste de l'Europe, lui présentent +enfin une perspective heureuse, et l'espoir fondé de jouir de ses +droits et de son indépendance, que les traités ont reconnue. Le voeu +de la nation est tout-à-fait conforme aux principes proclamés par les +Hautes Puissances coalisées: l'on réclame l'indépendance reconnue +spécialement dans le traité de Lunéville, et l'étendue de territoire +qui lui fut alors assignée; que si, par des combinaisons quelconques, +une partie de ce territoire dût en être séparée, la nation se croit +fondée à en demander la compensation. L'on desire, pour premier fruit +de son indépendance, d'établir sa constitution sur le vrai principe, +et d'une manière plus conforme aux intérêts du pays, sous le +gouvernement d'un roi indépendant. + +La première démarche que dans cette position nous avons cru devoir +faire, a été celle d'apporter nos voeux avec confiance aux pieds des +Hautes Puissances coalisées, et principalement à ceux de S. M. +l'empereur d'Autriche, dont la rectitude nous est depuis long-temps +connue, et dont nous avons toujours éprouvé la bienveillance. Le Sénat +du royaume d'Italie, en conséquence, a nommé les comtes sénateurs +Guicciardi (Diego) et Castiglioni (Louis), députés auprès d'elles pour +les leur présenter. Je prends la liberté d'adresser à V. Ex. ces +députés, et de les recommander à sa bonté. Les circonstances qui ont +brisé chez nous les formes établies, me font espérer que V. Ex. voudra +les regarder comme accredités par cette lettre auprès du gouvernement +autrichien. Ses nobles principes me sont trop connus, pour que je ne +doive pas fonder mes espérances pour son intervention efficace, dans +une circonstance où il s'agit des droits et du bonheur d'une nation +qui n'a jamais démérité par sa conduite ni par ses sentimens envers +l'auguste maison d'Autriche. + +Tout ce que V. E. pourra faire pour appuyer nos voeux, lui assurera +notre vive et éternelle reconnaissance, et ajoutera encore ces +nouveaux sentimens à ceux de mon estime pour V. E. et de mon profond +respect. + +Milan, le 18 avril 1814. + + _Le chancelier garde-des-sceaux de la couronne: par ordre + de monsieur le Duc de Lodi, empêché per la goutte à + la main droite._ + + _Signé_ CHARLES VILLA, _Secrétaire_. + + + + +N. IV. + +Li 20 aprile 1814. + +_Il Podestà di Milano a S. E. il sig. Presidente del Senato._ + + +Mi viene indirizzata l'unita dichiarazione di molti rispettabili +individui di questa capitale, affinché sia da me presentata alle +autorità superiori. + +Credo quindi del mio dovere di fargliene l'innoltro in copia conforme, +e cosí secondare il desiderio di questi miei concittadini, i quali +rimangono nella fiducia che ella vorrà degnarsi nella di lei saviezza +di prenderla in considerazione, e compiacersi di farmi conoscere le +deliberazioni che saranno state prese dal Senato. + +Ho l'onore di attestarle le espressioni del maggiore rispetto + + _Firmato_ DURINI, _Podestà_. + + + + +N. V. + +Milano, 19 aprile 1814. + + +Dopo l'adunanza del Senato del giorno 17 del corrente mese, delle cui +deliberazioni nulla fu comunicato al pubblico, è opinione universale +esservi stato proposto, discusso e definito un affare della maggiore +importanza per il nostro Regno. Se nelle attuali straordinarie vicende +è necessario d'invocare straordinari provvedimenti, credono i +sottoscritti indispensabile, in coerenza de' principi della +costituzione, che siano convocati i Collegi elettorali, ne' quali +solamente risiede la legittima rappresentanza della nazione. + +_Seguono le firme per copia conforme, delle quali si garantisce +l'autenticità:_ + + Conte Pino Generale di Divisione, elettore + Conte Porro Luigi, elettore + Conte Trivulzio Giacomo, elettore + Conte Confalonieri Federico + Conte Fagnani Federico, consigliere di Stato + Conte Borromeo Giberto + Ciani Giacomo, elettore + Fossano Luigi + Pallavicini Giuseppe + Traversi Giovanni, elettore + Visconti di Cremona, Capo battaglione + Melzi Giacomo, consigliere comunale + Serbelloni Gio. Batt., della guardia Civica + Crivelli Ferdinando elettore + Castiglioni Alfonso, consigliere comunale + Conte Durini, Podestà di Milano + Giulini Cesare, Savio municipale + Frisiani Giovanni, Savio municipale + Bolognini Alessandro, Savio municipale + Londonio Carlo, Savio municipale + Brambilla Cesare, Savio municipale + Arese Marco, Savio municipale + Visconti Annibale, colonnello della guardia Civica + Cozzi Giovanni, possidente + Parea Carlo, ingegnere + Conti Luigi, consigliere comunale + Vigoni Gaetano, possidente + Peceis Giovanni Odoardo + Trecchi Sigismondo, possidente + Silva Sigismondo + Silva Ercole, elettore + Sormani Alessandro + Sormani Lorenzo + Sormani Giuseppe + Borromeo Carlo, possidente + Serpenti Angelo, possidente + Somaglia Antonio, elettore + Somaglia Carlo, possidente + Agretti Ambrogio + Manzi Ignazio + Somaglia Gio. Luca, presidente del consiglio comunale + Cardoni Luigi, possidente + Banfi Ferdinando, possidente + Spella Luigi + Carli Carlo, consigliere comunale + Acerbi Pompeo, possidente + Bernardino Maurizio + Mori Ambrogio + Rivolta Cristoforo + Volpi Caneriggi Benedetto + Castiglioni, avvocato + Vitali Gaetano, possidente + Raesini Rodolfo, possidente + Raesini Carlo Luigi, possidente + Muggiasca Gio. Battista, possidente + Rosmini Carlo, membro dell'Istituto + Bolognini Luigi, giudice della Corte + Gentili Antonio, tenente della guardia Civica + Mellerio Giacomo, consigliere comunale + Andreani Gio. Maurizio, elettore + Cagnola Luigi, membro dell'Istituto + Monteggia Carlo + Mojana Pietro, possidente + Eulbrucca Carlo + Spreafico Pietro + Manara Baldassare + Ferrario Carlo, possidente + Pizzagalli Angelo, negoziante + Scotti Gallerati Francesco, possidente + Scotti Gallerati Costanzo, possidente + Crivelli Ignazio, possidente + Zanella Carlo, cons. comunale ed elettore + Trotti Lorenzo, possidente + Perego Luigi, elettore + Balabio Pietro, elettore, capobattaglione della guardia Civica + Besana Carlo, elettore + Barbò Viscardo, possidente + Porta Carlo, possidente + Soresi Giovanni, elettore + Appiani Gabriele, possidente + Giovio Lodovico, elettore + Martini Francesco, possidente + Severini Gerolamo, possidente + Nava Ambrogio, possidente + Ottolini Giulio, consigliere comunale + Monticelli Giovanni, capitano della guardia Civica + Crivelli Mesmer Giuseppe, capo battaglione della guardia Civica + Zanella Carlo, possidente, negoziante + Greppi Antonio, possidente + Cicogna Giovanni, possidente + Cagnola Giuseppe, possidente + Vestarini Belingeri Carlo + Frecarelli Prospero, possidente + Bossi Benigno, capitano della guardia Civica + Medici Pietro, possidente + Bonet Domenico, negoziante + Tagliabue Francesco + Zenghi Luigi Filippo + Castelbarco Cesare, possidente + Cananda Pietro, possidente + Ghirlanda Girolamo, capitano della guardia Civica + Manzoni Alessandro, possidente + Crespi Antonio, medico, possidente + Castiglioni Carlo, possidente + Cantú Giuseppe, possidente + D'Adda Ferdinando, consigliere comunale + Melzi Giuseppe, possidente + Mezzoni Ottavio, possidente + Bazzoni Giovanni, possidente, negoziante + Monticelli Strada Gio. Battista, possidente + Prevosti Giulio, negoziante + Villa Carlo, consigliere comunale + De-Capitani Giovanni + De Carli Nazzari Luigi, elettore + Crevenna Francesco, possidente + De Agostini Agostino, possidente + Sacchini Girolamo, avvocato, consigliere + Carozzi Luigi, possidente + Guerrini Camillo, possidente + Gorio Carlo, possidente + Bossi Francesco, possidente + De Simoni Baldassare, possidente + Meloni Abele, possidente + Segri Antonio + Bozzi Galeazzo, possidente + Barinetti Carlo, possidente + Busca Antonio, possidente. + +_Vi sono molte altre firme, che per brevità di tempo si omettono, e +che in seguito si faranno conoscere._ + + _Per copia conforme_ + + _Firmato_ DURINI, _Podestà_. + + + + +N. VI. + +_Memoria data alla Reggenza del governo provvisorio di Milano, dal +Conte Guicciardi Cancelliere del Senato del Regno d'Italia._ + + +Un'erronea opinione circola già da alcuni giorni, e sembra diretta a +scemare quella stima e confidenza che io ho procurato di conservarmi +per il lungo corso di ben 56 anni di pubblico servizio, e che era per +me il piú lusinghiero compenso della mia politica carriera. + +Conscio della purezza delle mie azioni, ed indagando la causa di sí +strano avvenimento, fui oltremodo commosso nell'udire che si +pretendesse derivarlo da quella stessa recente commissione che mio +malgrado accettai, nella sola speranza di concorrere, col piú leale ed +onorato adempimento, a render paghi i pubblici voti. Confortato però +dall'intima convinzione della mia innocenza, credetti che per +comprovarla in modo positivo ed assoluto, bastar dovesse il mettere in +chiaro que' fatti che, o non ben conosciuti, o forse alterati, hanno +potuto dare spinta all'errore, o prestato fede alla malevolenza. +Quindi determinato a pubblicare con le stampe la relazione del mio +operato, col corredo di tutti i documenti che vi hanno rapporto, la +sottopongo precisamente ai lumi del governo provvisorio, e perché +altamente apprezzo il di lui suffragio, e perché fu sempre mio +principio di agire colla protezione delle leggi e del governo. + +Lo scopo di questa mia rimostranza è di provare, che tanto nella +qualità di senatore che in quella di deputato, ho sostenuto +gl'interessi piú cari della patria, e seguita costantemente la via +sacra dell'onestà. + +Invoco sul primo punto la testimonianza di quelli fra i miei colleghi +che seggono fra voi, o signori membri della Reggenza, e quella in +particolare dell'ottimo vostro presidente. Con esso ebbi la sorte di +essere socio nella commissione incaricata dell'esame del progetto, +presentato dal governo al Senato nel giorno 17 del corrente aprile, +commissione da me diretta ed instantemente promossa contro la proposta +di un comitato segreto, che, per il consueto sommario metodo di +procedura, mi sembrò non convenire all'importanza di un lecito +argomento. Con esso e con altro de' membri della commissione mi recai +dal cancelliere guardasigilli, per avere gli opportuni lumi di fatto, +e sull'autorizzazione sua a convocare il Senato, e sulla gravezza ed +urgenza de' motivi che lo avevano determinato. + +Riferitene quindi le risultanze alla commissione composta di sette +membri, unanime fu il voto di lei, e per la necessità di occuparsi +dell'oggetto e per la riforma del decreto del governo. + +Riunito il Senato, e lettovi il parere della commissione, chi piú di +Dandolo che ne fu il relatore, chi piú del vostro presidente, chi piú +di me lo difese e lo sostenne? Chi piú di me liberamente espose al +Senato gli argomenti tutti, e politici e costituzionali, che ci +comandavano imperiosamente la reiezione del terzo articolo del +progetto del governo? Chi, se non io, dimostrò l'incostituzionalità +della subdola e seducente mozione di un nostro, ahi troppo infelice +collega, i cui sommi talenti lasciavano desiderare meno durezza di +cuore e non servile adulazione? Ignoro se il processo verbale di +quella seduta portasse tutta la discussione, e se siasi preservato +dallo svolgimento degli effetti e delle carte del Senato; ma in di lui +difetto, supplico l'invocata testimonianza de' membri del Senato, e +sopra ogni altra quella del vostro presidente, che con la sua +eloquenza e col suo amore di patria sostenne meco il progetto della +commissione, che con leggera modificazione venne definitivamente +adottato dal Senato, con una maggioranza di voti superiori ai due +terzi. + +Cadde sfortunatamente sopra di me, forse per gli accennati liberi +sentimenti espressi, la nomina in altro de' deputati al quartiere +generale delle AA. PP. AA., unitamente ai signori senatori Castiglioni +e Testi; ed essendosi quest'ultimo per attuale infermità scusato, feci +registrare nel processo verbale, che ove il decreto del Senato non +fosse coattivo per tutti, nessuno aveva di me maggior titolo per +esserne dispensato. Ma la seduta fu levata senza occuparsene. Rinnovai +all'indomani presso il signor Duca di Lodi, cancelliere guardasigilli, +i miei tentativi per ischermirmi. Ma avendo egli autorevolmente +risposto che ogni indugio poteva compromettere la convenienza del +Senato e gl'interessi piú sacri della nazione, immolai a questi ogni +privata considerazione, e diedi parola di partire, a condizione che +anche il conte Castiglioni vi si prestasse, mentre mi era noto che +egli pure si adoperava in ogni modo per esserne dispensato. + +Fin qui, signori, ho parlato del mio contegno come senatore; parlerò +come deputato. + +Il protocollo che vi presento corredato di tutti gli atti relativi +tanto alle cose proposte e deliberate in Senato, quanto a quelle che +concernono la missione, rende conto del mio viaggio, soggiorno e +ritorno da Mantova, ed io sfido arditamente chiunque possa impugnare +la verità: sull'esame del medesimo voi potete fondare il nostro +giudizio. + +La prima censura che intesi farsi ai deputati, è di essersi recati al +quartier generale del principe a Mantova, in vece di prendere la via +piú breve e piú diretta per Parigi, ove si trovano i sovrani alleati. +Parvero sorgere da ciò diffidenza e sospetto di parzialità, e sino di +collusione col principe: ed ecco come un intempestivo giudizio e la +mancanza di cognizione de' fatti può per un momento far decadere +l'uomo innocente da quel grado distinto cui ha diritto. + +Leggansi le istruzioni del cancelliere guardasigilli, cui dal Senato +era dato il carico di stenderle; e si vedrà che i deputati hanno +eseguito un ordine preciso loro imposto da chi ne aveva diritto, né +mai l'obbedienza potrà essere indizio di rea intenzione. + +Nell'accennare questa circostanza, sono bene lontano di versare sopra +altri ombra di colpa o di sospizione, ed anzi devo soggiugnere che il +cancelliere guardasigilli ci mostrò l'ordine del principe, che dietro +i concerti presi da esso con S. E. il signor maresciallo conte +Bellegarde, dovesse sollecitare la pronta partenza de' deputati per +Mantova. Né altrimenti avrebbesi potuto fare, perché senza la +preventiva adesione del sullodato signor maresciallo, e senza i suoi +passaporti regolari non avrebbe la deputazione potuto attraversare i +posti delle armate coalizzate, e corso avrebbero rischio di non +giungere troppo tardi al luogo di sua missione. + +A quella necessità, al quartier generale del principe ed a quello del +signore maresciallo, altra importantissima si aggiungeva, quella cioè +di ottenere lettere credenziali per le altre potenze alleate, giacché +il signor Duca di Lodi muniti li aveva di una sola per il signor +principe di Metternich ministro di S. M. l'imperatore d'Austria. La +missione essendo diretta ad implorare la protezione di tutte le +auguste potenze alleate, ogni ragione voleva che appresso ciascuna +delle medesime fosse accreditata. + +Giustificata la gita a Mantova con le ricevute istruzioni strettamente +analoghe col decreto del Senato e la necessità delle credenziali e de' +passaporti, non resterebbe ora che a parlarsi del contegno tenuto dai +deputati col principe. + +Il protocollo dettaglia il modo con cui furono accolti, le ritardate +udienze, i colloquî e la franchezza del linguaggio tenuto con esso. +Era il principe pienamente e minutamente informato delle discussioni +del Senato, e delle opinioni de' senatori, né certo io poteva +lusingarmi, dopo quanto aveva detto ed opinato, di una migliore +accoglienza: ora come mai potrebbesi supporre tanta incoerenza di +principî, come conciliare fatti sí diversi, idee cotanto disparate, +per dedurre malignamente, che un uomo, la cui fermezza nella propria +opinione è da tanto tempo conosciuta, la cui onestà e riputazione fu +sempre illesa, volesse prostituirsi colludendo col principe, deviando +dal proprio mandato, dalla mente espressa de' suoi colleghi, e della +pubblica opinione da lui sí ben conosciuta? che se pure tutti questi +argomenti non bastassero a convincere le persone piú diffidenti e +maligne, il carattere, la probità, l'avvedutezza ed il civismo del di +lui condeputato, uomo sí puro, sí accreditato, non avrebbe dovuto +togliere e dissipare il primo la piú lieve ombra di sospetto? Né temo +di avvilirmi accennando motivi, dove bastar dovrebbe il dire: «Non ho +mai mancato al mio onore.» Ma l'afflizione che ho provato per sí nera +calunnia ha voluto qualche sfogo. + +Appena ebbero i deputati la notizia dell'occorso in Milano il giorno +20 aprile, senza alcuna lettera di comunicazione di quanto era seguito +al Senato, senza il menomo officiale avviso del loro richiamo, presero +congedo dal principe, ritornarono a Milano. Ed eccovi, o signori, +altra luminosa prova che niun rapporto mi legava al principe, che +nulla piú curai che l'interesse della patria, che rispettai la volontà +del Senato e della nazione, qualunque fosse stato il modo, con cui era +stata espressa. Cosí mostrai che come deputato fui sempre coerente +coll'opinione manifestata come senatore. + +Signori del governo, la mia giustificazione è compiuta: leggete tutti +gli atti che vi rassegno, e pronunciate; io attendo con quella calma +che l'uomo giusto ed onesto sa conservare in mezzo alle oscillazioni e +alle politiche vicende. Non dubito che riconoscerete aver io adempito +al mio dovere, ed in tale fiducia domando alla vostra giustizia, che +mi sia lecito di dare alle stampe questa mia memoria, col protocollo e +tutti i suoi allegati. + +Ogni uomo ha diritto al proprio onore, e molto piú un pubblico +funzionario. Io devo anche a me stesso e alla numerosa famiglia mia la +conservazione illibata del mio buon nome. Voi rappresentate il +governo, ed il governo deve tutelare i diritti degl'individui. Vivo +dunque nella fiducia che cotesta Reggenza aggiugnerà agli altri tratti +di saggezza, che seguono i primi di lei passi, quello che +rispettosamente richiama chi ha l'onore di essere colla maggiore +venerazione. + +Milano 29 aprile 1814. + + + + +N. VII. + +REGNO D'ITALIA. + + _Milano 8 maggio 1814._ + +LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO + +_Al Sig. Conte Guicciardi._ + + +La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo passato ed i +relativi documenti. + +Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di lei operato +non aveva bisogno di giustificazione. + +Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua stima, +dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel diritto alla +medesima, che le eminenti sue qualità personali ed i lunghi importanti +servizi resi allo Stato le hanno da gran tempo meritamente acquistato. + +La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza non +sia menomamente lesa, non crede di aderire alla richiesta fatta per la +stampa della memoria di cui si tratta, giacché con ciò si farebbe +rivivere delle animosità che vogliono essere sopite, e si urterebbe +col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un +velo le cose avvenute. + +Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior considerazione +e somma stima. + +_Per la Reggenza. Firmato_ VERRI _Presidente_. + + _Il Segretario generale_ + ANTONIO STRIGELLI. + + + + +N. VIII. + +_Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere del +Senato Consulente del Regno d'Italia_ + +_A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale Sommariva Commissario +Imperiale._ + + +Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria dal +giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono d'Italia il principe +Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto spedita una deputazione +alle auguste potenze alleate, avevano sparso qualche allarme in +Milano; quanto fosse ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno +che si rassegnano. + +Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una folla di +persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere siffatte voci, +recossi al palazzo del Senato, impedí la regolare unione de' senatori, +ed estorse dal presidente la qui unita dichiarazione. Persuasa poscia +la stessa folla che ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo +ricercò invano per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre +avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte gli +effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa del detto +Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti, che l'onore +nazionale vorrebbe coperti di perpetua obblivione. + +In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si credette di +nominare un governo provvisorio della città e di unire i Collegi +elettorali. Tutto derivava dalla lodevole intenzione di ristabilire la +quiete. Le savie misure del governo provvisorio, l'imponente +attitudine della guardia civica, l'ottima direzione del generale +comandante in capo, ottennero l'intento piú presto di quello che si +fosse potuto sperare. + +Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali, esclusi +però tutti i membri di que' dipartimenti che erano occupati dalle +armate alleate (quantunque un rispettabile numero di essi si trovasse +in Milano), o dimenticati i dotti e i commercianti degli altri +dipartimenti. La prima operazione dei Collegi fu quella di confermare +il governo provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto +dipartimenti non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi altri +individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando ogni confine +costituzionale, abolirono e modificarono imposte, annullarono o +restrinsero leggi amministrative e giudiziarie, e dichiararono aboliti +i primari corpi dello Stato, e fra questi quello del Senato, alla +conservazione delli di cui diritti è diretta la presente nota. + +A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi per tale +operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni costituzionali e di +quelle del Senato. L'unito allegato ne presenta l'analisi. + +Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo stesso loro +nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione di candidati. I +Collegi, o sono generali o sono dipartimentali. I primi devono unirsi +in tre camere separate di possidenti, di dotti e de' commercianti, e +ciascuna camera nella città destinata dalla costituzione. I secondi si +uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera. + +Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni, che ambedue i +Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti nelle forme e nei luoghi +costituzionali, non hanno alcun diritto di abolire altri corpi dello +Stato voluti dalla stessa costituzione, per la quale essi esistono, e +tanto meno poi il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto +costituzionale giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi +elettorali. + +Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare tutti gli elettori +del Regno, uniti legalmente nel numero di 1153, avrà potuto fare una +frazione de' medesimi, che non oltrepassò mai il numero di 170? Nel +qual proposito è da rimarcarsi che per la validità degli atti de' +Collegi si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero +totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la maggior parte +de' senatori furono nominati sulle proposizioni de' Collegi generali +di tutto il Regno, e quindi al Regno intiero, e non ad una sola +frazione appartiene il Senato. Né deve tacersi che la carica di +senatore non si perde, se non per quelle cause per le quali si perde +il diritto di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta +l'ingiustizia della pretesa abolizione. + +Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione, ne emerge il +seguente dilemma. O esiste costituzione, e deve esistere il Senato, +che è il primo corpo permanente dalla medesima voluto, ed è solo +autorizzato dall'articolo XVIII del sesto statuto costituzionale a far +conoscere al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste +costituzione, e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali, onde +nulla e viziosa sarebbe la loro unione. + +Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla Francia, e non +ai popoli, ed hanno altamente proclamato colla pace del mondo +l'indipendenza delle nazioni; in tutti i paesi occupati dalle loro +armi vittoriose, hanno provvisoriamente conservate tutte le leggi +fondamentali e le autorità nazionali sin tanto che nella maturità de' +loro consigli determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure +l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde, che nel +Regno d'Italia le rappresenta, come appare dagli articoli IV e V della +convenzione 23 aprile, e dal relativo proclama di S. E. il tenente +Maresciallo generale Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale +giustizia ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone +le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude la presente +nota con le seguenti riflessioni: + +Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione de' 17 +aprile altro non vi propose che di venerare gli alti principi delle +AA. PP. AA., inviando alle medesime rispettosi omaggi e suppliche per +la finale cessazione delle ostilità e per l'indipendenza del Regno. + +Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno d'Italia, se con i +Collegi elettorali non esiste anche il Senato. + +Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta nella +magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni stipulate e ne' +proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti, anteriori in data +e in promulgazione all'incostituzionale abolizione pronunziata da una +sola frazione de' Collegi elettorali, la quale nemmeno fu fino al +giorno d'oggi legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se +non per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27 aprile +1814. + +Milano, li 29 aprile 1814. + + _Firmato_ VENERI, _Presidente._ + GUICCIARDI, _Cancelliere_. + +La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti +conti Senatori, + + Conte Moscati + Conte Paradisi + Conte Leonardo Giustiniani + Conte Luigi Massari + Conte Leopoldo Armaroli + Conte Tommaso Condulmer + Conte Sebastiano Bologna + Conte Barnaba Oriani + Conte Agostino Bruti + Conte Federico Cavriani + Conte Daniele Felici + Conte Sigismondo de Moll + Conte Simone Stratico + Conte Leonardo Thiene + Conte Giacomo Lamberti + Conte Testi + Conte Carlotti + Conte Francesco Mengotti + Conte Alessandro Volta + Conte Marco Serbelloni. + + +NOTE + +Il SAINT-EDME, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di +questa operetta, vi aggiunse alcune _Notes du traducteur_, delle quali +per piú rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno +riferirle o riassumerle, con richiamo ai luoghi stessi cui il +traduttore le appose. Nella nota (28) ho, naturalmente, corretti i +molti errori nei quali il SAINT-EDME cadde pei cognomi italiani, e +v'ho aggiunto molte altre indicazioni di uffici e personaggi notabili +del Regno italico. + +[27] «Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur qu'il traduit. +Ayant fait de vaines démarches pour parvenir à me satisfaire, j'ai dû +chercher dans l'ouvrage même quelque indice qui pût m'éclairer. Après +un mûr examen, j'ai été porté à croire que M. le comte Guicciardi, +chancellier du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait être +attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les motifs sur +lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, che ho riferiti nella +prefazione, dai quali appare manifesto che qui ov'è detto doversi +tribuire lo scritto a un _ennemi_ del Guicciardi si ha senza dubbio un +errore di stampa, poiché il SAINT-EDME aveva certo il pensiero a un +_ami_ dell'ex-cancelliere. + +[28] «Afin--scriveva il SAINT-EDME--de faciliter au public la lecture +de cette traduction, je crois devoir lui donner ici le nom des +différentes personnes qui occupaient les hauts emplois du royaume +d'Italie»; e ciò ch'egli credeva già utile nel 1822, è oggi +assolutamente necessario, poiché gli uomini e le cose del Regno +italico sono ormai cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A +ravvivarla nella memoria degli studiosi potranno giovare le +indicazioni seguenti, le quali si danno rettificando e allargando +quelle del traduttore francese e per le quali si è seguito +l'_Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII_, che fu l'ultimo pubblicato +di una serie oramai irreperibile. + +GRANDI UFFICIALI DEL REGNO: + + MELZI D'ÉRIL Francesco di Milano, Duca di Lodi, } + Cancelliere guardasigilli. } + CODRONCHI Antonio di Imola, Arcivescovo di } + Ravenna, Grande elemosiniere. } Grandi ufficiali + FENAROLI Giuseppe di Brescia, } della Corona. + Gran maggiordomo maggiore. } + LITTA Antonio di Milano, Gran ciambellano. } + CAPRARA Carlo di Bologna, Grande scudiere. } + ALDINI Antonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814]. + LUOSI Giuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia + [1805-1814]. + MARESCALCHI Ferdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri + [1802-1814]. + VACCARI Luigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814]. + FONTANELLI Achille di Modena, Ministro della guerra e marina + [1811-1814]. + PRINA Giuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814]. + VENERI Antonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814]. + . . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era + stato, 1802-1812, BOVARA Giovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 + fu GIUDICI Gaetano]. + . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante]. + BONSIGNORI Stefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia. + CODRONCHI, predetto, Arcivescovo di Ravenna. + . . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolare + OPIZZONI Carlo, non riconosciuto]. + FAVA Paolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara. + PINO Domenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della + Guardia reale. + COSTABILI-CONTAINI Gio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei + beni della Corona. + MÉJAN Stefano francese, Segretario degli ordini del Viceré. + +SENATO CONSULENTE: + + I Principi della Casa Reale. + I Grandi ufficiali della Corona. + FAVA, predetto, Arcivescovo di Ferrara. + BONSIGNORI, predetto, Patriarca di Venezia. + MOSCATI Pietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809. + PARADISI Giovanni di Reggio, id. + COSTABILI-CONTAINI, predetto, id. + GUICCIARDI Diego di Lugano, id. + GIUSTINIANI Leonardo di Venezia, id. + CARLOTTI Alessandro di Verona, id. + MASSARI Luigi di Ferrara, id. + VIDONI Giuseppe di Cremona, id. + DI BREME Luigi Giuseppe di Sartirana, id. + POLCASTRO Girolamo di Padova, id. + CASTIGLIONI Luigi di Milano, id. + BOLOGNA Sebastiano di Vicenza, id. + LONGO Lucrezio di Brescia, id. + ALESSANDRI Marco di Bergamo, id. + FELICI Daniele di Rimini, id. + VOLTA Alessandro di Como, id. + CAVRIANI Federico di Mantova, id. + TESTI Carlo di Modena, id. + LAMBERTI Giacomo di Reggio, id. + PEREGALLI Francesco di Debbio in Valtellina, id. + FRANGIPANE Cinzio di Udine, id. + THIENE Leonardo di Vicenza, id. + BARISAN Giovanni di Treviso, id. + MENGOTTI Francesco di Belluno, id. + BRUTI Agostino dell'Istria, id. + CAMERATA Antonio di Ancona, id. + SGARIGLIA Pietro di Fermo, id. + ARMAROLI Leopoldo di Macerata, id. + VENERI, predetto, nominato 10 ottobre 1809. + PRINA, predetto, id. + BERIOLI Spiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id. + MELANO PORTULA Vittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id. + SERBELLONI Marco di Milano, id. + MOCENIGO Alvise di Venezia, id. + MARTINENGO Giovanni Estore di Brescia, id. + CONDULMER Tommaso Gaspare di Venezia, id. + ORIANI Barnaba di Milano, id. + STRATICO Simone di Zara, id. + DANDOLO Vincenzo di Venezia, id. + FIORELLA Pasquale Antonio còrso, generale di divisione, id. + VERRI Carlo di Milano, id. + LUOSI, predetto, nominato 7 febbraio 1810. + DE MOLL Sigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810. + +CONSIGLIO DI STATO: + +I. _Consiglio legislativo:_ DE BERNARDI Stefano presidente--MAESTRI +Giovanni--BAZZETTA Giovanni--SANFERMO Rocco--D'ADDA Febo--BARGNANI +Cesare--MÉJAN Stefano--PARRAVICINI Raffaele--GUASTAVILLANI Giovanni +Battista--COSSONI Antonio--BOSSI Luigi--POLFRANCESCHI Pietro--LUINI +Giacomo--PEDRAZZINI Michele--QUIRINI-STAMPALIA Luigi--SCOPOLI +Giovanni--COLLE Francesco--GIOVIO Ludovico. + +II. _Consiglio degli uditori:_ PALLAVICINI Giuseppe presidente--ALDINI +Giovanni--SOPRANSI Luigi--VALDRIGHI Luigi--BARBÒ Francesco--RIVA +Cristoforo--NANI Tommaso--COMPAGNONI Giuseppe--BRUNETTI +Vincenzo--CACCÍA Gaudenzio--CASATI Giuseppe--TORNIELLI Giuseppe-- +CUSTODI Pietro--BURRI Giovanni--BORGHI Carlo Jacopo--BREBBIA +Giuseppe--RE Antonio--FAGNANI Federico. + +III. _Consiglieri di Stato in servizio straordinario:_ GALLINO +Tommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia--STRIGELLI +Antonio, Segretario di Stato in Milano--AGUCCHI Alessando, prefetto +del Passariano--GALVAGNA Francesco, prefetto dell'Adriatico--D'ALLEGRE +Paolo Lamberto, vescovo di Pavia--RONNA Tommaso, vescovo di +Crema--SMANCINI Antonio, prefetto dell'Adige. + +IV. _Consiglieri di Stato onorari:_ PEDROLI Carlo Antonio, primo +presidente della Corte di cassazione--TAVERNA Francesco, primo +presidente della Corte d'appello di Milano--BECCALOSSI Giuseppe, primo +presidente della Corte d'appello di Brescia--ERIZZO Guido, dimorante +in Venezia. + +CORTE DI CASSAZIONE: + +PEDROLI Carlo Antonio, primo presidente. + +NEGRI Antonio, presidente. + +DE LORENZI Antonio--TONNI Luigi--SOPRANSI Fedele--PIZZOTTI +Francesco--VILLATA Guido--SOPRANSI Luigi--BAZZETTA Giovanni--REPOSSI +Francesco--RAGAZZI Giuseppe--PELEGATTI Cesare--CONDULMER +Pietro Antonio--PREDABISSI Francesco--CISOTTI Giovanni Battista-- +SCACCABAROZZI Cesare--AUNA Giovanni Vincenzo--LUINI Giuseppe, giudici. + +VALDRIGHI Luigi, Regio procuratore generale--BORSOTTI Giovanni +Gaudenzio, sostituto procuratore generale. + +CORTE DEI CONTI: + +DE BERNARDI Stefano, primo presidente. + +SABATTI Antonio--SOMMARUGA....., presidenti. + +PAMPURI Giacomo--BUSTI Cristoforo--UNGARELLI Pietro--TEULIÉ +Filippo--PALLAVICINI Giulio--BECCARIA Giulio--ARRIGONI Galeazzo--SILVA +Bernardino, giudici. + +NOGHERA Giovanni Battista--SOMAGLIA Gaetano--SANNER +Baldassare--PECCHIO Pietro, giudici per i conti arretrati. + +CRESPI Luigi, Regio procuratore generale. + +SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI: + +_Segreteria di Stato in Parigi:_ ALDINI Antonio, predetto, Ministro +Segretario di Stato--MARINONI Francesco, segretario generale. + +_Segreteria di Stato in Milano:_ STRIGELLI Antonio, Consigliere +Segretario di Stato--NARDUCCI Giampietro, APPIANI Giuseppe, GERMANI +Giuseppe, capi di divisione. + +_Ministero della giustizia:_ LUOSI, predetto, Ministro--BIELLA Felice, +segretario generale--LUOSI Luigi, STOPPANI Pietro, ALBERTI Francesco, +PRANDINA Gaetano, capi di divisione. + +_Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:_ +MARESCALCHI, predetto, Ministro--JACOB, capo di divisione--Seconda +divisione in Milano: TESTI Carlo, incaricato del portafoglio del +dipartimento degli affari esteri--BORGHI Carlo Jacopo, capo di +divisione. + +_Ministero dell'interno:_ VACCARI, predetto, Ministro--DE CAPITANI +Paolo, segretario generale--CERIANI Giuseppe Cesare, BERNARDONI +Giuseppe, CARMAGNOLA Paolo, capi di divisione. + +_Ministero della guerra e marina:_ FONTANELLI, predetto, +Ministro--ZANOLI Alessandro, segretario generale--ARESE Francesco +colonnello, LOCATELLI Luigi Annibale ispettore alle rassegne, Patroni +Giuseppe colonnello, CRUVELIER Giovanni Pietro, ispettore di marina, +capi di divisione--CORTESE Francesco, direttore delle rassegne e della +coscrizione. + +_Ministero delle finanze:_ PRINA, predetto, Ministro--CUSTODI Pietro, +segretario generale--SOLDINI Andrea, PETRACCHI Angelo, AMANTE +Giovanni, REINA Giuseppe, MARCHINI Bartolomeo, capi di divisione. + +_Ministero del tesoro:_ VENERI, predetto, ministro--TARCHINI Giovanni +Battista, segretario generale--CARNAGHI Amedeo, ispettore +generale--TORDORÒ Luigi, capo della contabilità--CORRIDORI Girolamo, +cassiere generale del regno. + +_Ministero del culto:_ GIUDICI Gaetano, segretario generale, ff. di +ministro--FARINA Modesto, CASNATI Filippo, capi di divisione. + +DIREZIONI GENERALI: + +_Acque, strade e porti marittimi:_ COSSONI Antonio, direttore +generale--NEGRI Gaetano, segretario generale--ARTICO Angelo, ASSALINI +Antonio, MASETTI Agostino, PAREA Carlo, ispettori generali--BRUNACCI +Vincenzo, BONATI Teodoro, COSSALI Pietro, ispettori generali onorari. + +_Polizia:_ LUINI Giacomo, direttore gen.--BRUSA Paolo, segretario gen. + +_Istruzione pubblica, stampa e libreria:_ SCOPOLI Giovanni, direttore +gen.--POGGIOLINI Giovanni Luigi, segr. gen.--PINI Ermenegildo, ROSSI +Luigi, ispettori generali degli studi. + +_Censo e imposizioni dirette:_ BRUNETTI Vincenzo, direttore +generale--LUPI Carlo, segr. gen. + +_Dogane:_ BARGNANI Cesare, dirett. gen. + +_Privative e dazî di consumo:_ BARBÒ Francesco, dirett. +gen.--CALDARINI Giovanni Battista, seg. gen. + +_Monte Napoleone_ (col titolo di _Prefettura del M. N. e +della liquidazione del debito pubblico_): MAESTRI Giovanni, +prefetto--CALDERARA Giuseppe, luogotenente prefetto--NEGRI, segretario +gen. + +_Poste:_ Darnay Antonio, direttore gen. + +_Zecche e monete:_ ISIMBARDI Innocenzo, direttore gen.--PRINA Luigi, +segr. gen. + +_Lotto:_ SOLDINI Ambrogio, direttore gen.--PALMIERI segretario gen. + +ESERCITO E MARINA: + +_Stato maggiore generale dell'esercito._ + +_Generali di divisione:_ PINO Domenico--LECHI Giuseppe--SEVEROLI +Filippo--FONTANELLI Achille--BONFANTI Antonio--PEYRI Luigi--FIORELLA +Pasquale Antonio--PALOMBINI Giuseppe--ZUCCHI Carlo--FONTANE Giacomo. + +_Generali di brigata:_ POLFRANCESCHI Pietro--BIANCHI D'ADDA Giovanni +Battista--LECHI Teodoro--BALABIO Carlo--MAZZUCCHELLI Luigi--BERTOLETTI +Antonio--VILLATA Giovanni--RENARD BRIZIO Giovanni Battista--DEMBOWSKI +Giovanni--BALATHIER Carlo--MARTEL Filippo Andrea--ROUGIER Gillo-- +SCHIAZZETTI Fortunato--SAINT PAUL Verbigier--MORONI Pietro-- +JACQUET Giuseppe--SANT'ANDREA Pietro--BELLOTTI Gaspare--JULHIEN +Giovanni Francesco--CAMPAGNOLA Luigi--MILOSSEWITZ Andrea--BERTOLOSI +Giovanni Battista--GALIMBERTI Livio--RAMBOURGT Pietro Gabriele--PAINI +Giulio--PAOLUCCI Amilcare--PERI Bernardo. + +_Aiutanti comandanti:_ LECHI Angelo--CAVEDONI Bartolomeo--MONTEBRUNO +Andrea--MAZZUCCHELLI Giovanni--RIVAIRA Luigi--CASELLA Giovanni +Battista. + +_Marina Reale._ + +_Commissario generale:_ MAILLOT Stefano. + +_Capitani di vascello:_ PASQUALIGO Nicola--MILIUS Pier Bernardo. + +_Capitani di fregata:_ COSTANZI Giovanni Battista--ARMENI +Antonio--RODRIGUEZ Francesco--BURATOVICH Vincenzo--DANDOLO +Silvestro--AYCARD Romano--SAINT PRIEST Filiberto Luigi--TEMPIÈ +Giacomo. + +_Direttore dell'artiglieria di marina:_ TROUCHON Domenico. + +_Direttore delle costruzioni navali italiane:_ SALVINI Andrea. + +_Comandante del porto di Venezia:_ GIAXICH, capitano di fregata. + +DIPARTIMENTI: + +1. _Adda_, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, comuni +29: REZIA Carlo prefetto; RENARD generale comandante. + +2. _Adige_, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4, +cantoni 15, comuni 76: SMANCINI Antonio prefetto; MILOSSEWITZ generale +comandante. + +3. _Adriatico_, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, distretti 4, +cantoni 10, comuni 38: GALVAGNA Francesco prefetto; DAURIER generale +francese comandante. + +4. _Agogna_, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti 5, +cantoni 19, comuni 136: LUINI Stefano prefetto; BERTOLOSI generale +comandante. + +5. _Alto Adige_, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti 5, +cantoni 20, comuni 121: DAL FIUME Filippo prefetto; MILOSSEWITZ +generale comandante. + +6. _Alto Po_, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti 4, +cantoni 17, comuni 129: TICOZZI Francesco prefetto; BALABIO generale +comandante. + +7. _Bacchiglione_, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, distretti +5, cantoni 14, comuni 99: MAGENTA Pio prefetto. + +8. _Basso Po_, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti 3, +cantoni 11, comuni 82: ZACCO Costantino prefetto. + +9. _Brenta_, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti 4, +cantoni 12, comuni 85: PORRO Ferdinando prefetto. + +10. _Crostolo_, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti 2, +cantoni 7, comuni 52: ZECCHINI Bonaventura prefetto. + +11. _Lario_, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, cantoni +23, comuni 168: TAMASSIA Giovanni prefetto; RENARD generale +comandante. + +12. _Mella_, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti 4, +cantoni 18, comuni 127: SOMMENZARI Teodoro prefetto; FONTANE generale +comandante. + +13. _Metauro_, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti 5, +cantoni 16, comuni 76: GASPARI Giacomo prefetto; BARBOU generale +francese comandante. + +14. _Mincio_, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti 3, +cantoni 15, comuni 51: VISMARA Michele prefetto; JULHIEN generale +comandante. + +15. _Musone_, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti 5, +cantoni 13, comuni 48: VILLATA Michele prefetto. + +16. _Olona_, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti 4, +cantoni 20, comuni 155: CACCÍA Gaudenzio prefetto; BERTOLOSI generale +comandante. + +17. _Panaro_, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti 2, +cantoni 7, comuni 52: MINOIA Giovanni prefetto. + +18. _Passariano_, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti 4, +cantoni 18, comuni 136: AGUCCHI Alessandro prefetto; SCHILT generale +francese comandante. + +19. _Piave_, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti 3, +cantoni 11, comuni 67: FERRI Francesco prefetto. + +20. _Reno_, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti 4, +cantoni 12, comuni 76: TADINI OLDOFREDI Girolamo prefetto; ROIZE +generale francese comandante. + +21. _Rubicone_, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti 5, +cantoni 14, comuni 41: FROSCONI Alessandro prefetto; VILLATA generale +comandante. + +22. _Serio_, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti 4, +cantoni 18, comuni 145: CORNALIA Francesco prefetto. + +23. _Tagliamento_, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, distretti +5, cantoni 16, comuni 93: DEL MAINO Carlo prefetto. + +24. _Tronto_, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti 3, +cantoni 10, comuni 72: STAURENGHI Leopoldo prefetto. + +_Riassunto:_ Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 cantoni, +2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie 84,043 miglia +quadrate italiane. + +[29] Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese +della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 aprile 1814 +(vedasi anche nel FABI, pag. 102-108); 2º il proclama del principe +Eugenio ai soldati francesi, Mantova, 17 aprile 1814 (in FABI, pag. +108-109); 3º l'indirizzo dell'armata francese al principe Eugenio, +dello stesso giorno, firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, +Marcognet, D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, +Sainte-Laurent e Bode. + +[30] «Semblable en cela à tous les peuples et même à tous les hommes +qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les Italiens crurent que les +projets du roi Joachim tendaient à former un seul royaume de l'Italie, +trompés par sa conduite envers son bienfaiteur, et par les bruits +qu'il faisait courir à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient +les Italiens, l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes, +préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter sur le +trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération des états +et princes italiens, à laisser ce pays sous la domination de Napoléon +ou de son fils adoptif. + +Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement leur +raison, et excluaient tout jugement. Partout où un souverain marche en +conquérant, il faut s'attendre à y retrouver longs-temps encore les +empreintes de son pouvoir. Ainsi ils devaient d'autant moins douter +des plans de l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il +avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et son +petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, mais +bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer ses anciennes +possessions. Ils ne devaient donc aucunement compter sur Murat, qui +appartenait d'ailleurs à une famille que les coalisées voulaient +proscrire, et je n'examinerai pas ce poins délicat de leur politique. + +Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse pour +leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans une des notes +suivantes». + +[31] «Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient point eu +connaissance le tous ces projets, que la craint des plus grands +malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, à preparer dans le +silence les moyens de les éviter. Je ne leur ferai pas l'injure de les +supposer capables d'une indifférence odieuse de la part d'aussi grands +magistrats, sur qui le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa +tranquillité. Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment +qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, et ils ne +pouvaient point l'ignorer, la conduite de l'Autriche était-elle de +nature à leur inspirer quelque sécurité? Si je ne les comdanne point +pour leur indifférence, je n'hésite point à les accuser d'un manque +total de caractère; et les Italiens doivent les poursuivre de leur +haine pour avoir, ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé +le voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance +si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne partageassent pas ce +voeu, ils devaient le connaitre: les grands corps d'un état n'existent +que pour le bien de plus grand nombre, et ils auraient dû se +soumettre. En supposant que l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas +exactement démontré, ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle +environnée des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche +de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les éclaircir? +Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce que je vais +faire le plus rapidement possible.»--E qui il Saint-Edme, esaminando +la condotta politica dell'Austria verso Napoleone I dal 1812 al 1814, +rileva come, dalla richiesta fatta nella conferenza di Praga per la +cessione delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e +dall'_ultimatum_ presentato al congresso di Châtillon che esigeva +l'abbandono totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione +del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; e +conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous ces faits, en +tirer les conséquences naturelles que Napoléon serait écrasé, que +l'Autriche menacerait l'existence du royaume, qui ne consentirait +point à lui accorder son indépendance, et qu'il fallait employer des +mesures énergiques. Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du +peuple italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses +desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre l'abdication de +Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer la consolidation +du royaume, proclamer un chef, faire un appel au patriotisme du +peuple, appeler tous les princes d'Italie à une confédération, mander +a Milan les troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour +tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant à même de +discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. N'eussent-ils fait +autre chose que proclamer une seconde fois la constitution de 1802, et +nommer un président ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple +de lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et qui sait +si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque résultat +avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien fait pour sauver la +patrie.» + +[32] «Les Français étaient assez généralement aimés, et on les +regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les Autrichiens ont +toujours été détestés, qu'on les hait encore plus, et que le nom de +_Tudesco_ (Tudesque, ou Allemand) donné à un Italien, est une injure +des plus vives. Sous la domination des Français, les Italiens +jouissaient des apparences de toutes leurs libertés; ils +embellissaient leur pays; ils protégeaient les arts, l'industrie, le +commerce; la presque totalité des emplois étaient occupés par des +nationaux. Maintenant ils ne rencontrent que des entraves, et les +Autrichiens gouvernent en conquérans». + +[33] «Cette déclaration concorde parfaitement avec la note +précédente». + +[34] Il SAINT-EDME riporta qui, tradotta in francese, la Costituzione +della Repubblica Italiana adottata nei Comizi di Lione il 26 gennaio +1802: il testo originale di essa si ha nel _Bollettino delle leggi +della Repubblica Italiana, Anno I,_ Milano, Veladini [1802], pp. 1-19. + +[35] «Relatifs au système continental». + +[36] In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni del +Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè: + +_I. Statuto costituzionale_, Parigi 17 marzo 1805, preceduto dal +discorso di F. Melzi in nome della Deputazione della Repubblica +Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi e +Guicciardi, membri della Consulta di Stato; Guastavillani, +Lambertenghi, Carlotti, del Consiglio legislativo; Dabrowki generale +di divisione; Rangone oratore del Corpo legislativo, Calepio membro +del Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale +dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, del Collegio +elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio elettorale dei +commercianti; Negri, commissario presso il tribunale di cassazione; +Sopransi, presidente del tribunale di revisione in Milano; Valdrighi, +presidente del tribunale di revisione in Bologna], dall'atto della +Deputazione stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in +Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara di +accettare la corona italica; tutto ciò riferito dalla _Raccolta de' +fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al +cangiamento della Repubblica Italiana in Regno d'Italia_, Milano, +Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo Statuto +costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta di Stato, +Parigi 19 marzo 1805, che si legge nel _Bollettino delle leggi del +Regno d'Italia_, Milano, Veladini [1805], PP. 33-43. + +_II. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 29 marzo 1805 +[Reggenza--Grandi ufficiali del Regno--Giuramenti]; nella _Raccolta_ +cit. pp. 98-112 e nel _Bollettino_ cit. pp. 54-63. + +_III. Statuto costituzionale_, Milano 6 giugno 1805 [Beni della +Corona--Viceré--Collegi--Consiglio di Stato--Corpo legislativo--Ordine +giudiziario--Diritto di far grazia--Ordine della Corona di +ferro--Disposizioni generali] firmato dai membri della Consulta di +Stato [Marescalchi, Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, +Moscati, Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao +Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe Taverna, Giuseppe +Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba Oriani, Fè Marcantonio, +Brunetti Vincenzo, Vertova Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni +Giambattista, Castiglioni Luigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, +Salina Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari Luigi, +Odescalchi, Bazzetta]: è nel _Bollettino_ cit. pp. 91-112. + +_IV. Statuto costituzionale_, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione del +Viceré Eugenio]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1806], +pp. 62-64. + +_V. Statuto costituzionale_, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione del +Senato consulente]: è nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia +[1807], pp. 1120-1221. + +Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il Saint-Edme, il +quale solamente accenna a un «sixième et dernier Statut +constitutionnel» del 9 novembre 1809, sotto la qual data si ha invece +il _Regolamento che stabilisce la natura e la forma delle relazioni +del Senato col Governo_ (nel _Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia, +pp. 302-312). Invece gli altri, veri e propri Statuti, furono i +seguenti: + +_VI. Statuto costituzionale_, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione del +Senato--Attibuzioni--Dotazione--Disposizioni speciali]: è nel +_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1808], pp. 216-222. + +_VII. Statuto costituzionale_, Saint-Cloud 21 settembre 1808 [Titoli e +maggioraschi del Regno]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 824-847. + +_VIII. Statuto costituzionale_, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione della +corona e appannaggi dei principi e delle principesse d'Italia]: è nel +_Bollettino_ cit., Milano, R. Stamperia [1810], pp. 194-210. + +_IX. Statuto costituzionale_, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio del +Principe Viceré d'Italia]: è nel _Bollettino_ cit., pp. 211-213. + +Finalmente il SAINT-EDME, dopo aver notato che gli elettori del Regno, +i quali secondo la Costituzione di Lione erano 300 nel Collegio dei +possidenti, 200 in quello dei Dotti e 200 in quello dei commercianti, +erano poi cresciuti di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 +luglio 1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, dotti +329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: «Les électeurs aux +colléges réunis à Milan en avril 1814, étaient au nombre de 170; et, +conformément aux constitutions, ils ne pouvaient délibérer: si les +sénateurs avaient eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége +le ridicule dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils à +leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que +méritaient-ils de plus?» + + + + + SUGLI AVVENIMENTI + DI MILANO + + _17-20 Aprile 1814_ + + + RELAZIONE + DEL + CONTE CARLO VERRI + + SENATORE DEL REGNO ITALICO + E + PRESIDENTE DELLA REGGENZA PROVVISORIA + + + SCRITTA IN NIZZA + Inverno 1817. + + + + +SUGLI AVVENIMENTI DI MILANO + +_17-20 di Aprile 1814_ + + +RELAZIONE. + +Trascorsi ormai due anni dagli avvenimenti accaduti in Milano +nell'aprile 1814, io, Carlo Verri, intraprendo a stendere una Memoria +relativa a quella sfortunata epoca, che rimarrà lungamente scolpita +negli animi dei Lombardi. Era mia intenzione di ciò fare, sino dal +primo giorno nel quale seguí il movimento popolare; ma non mi è stato +possibile. Le molte persone che vennero da me e l'essere io stato +nominato Presidente del Governo non mi hanno lasciato libero il tempo. +Avendo poi continuato a servire il Governo sino a tutto il 1815, +distratto dagli affari ed essendo in debole salute, non ho saputo +determinarmi a scrivere. Ora però che mi trovo in piena libertà e +senza incombenza alcuna, io penso di esporre quanto la memoria saprà +suggerirmi, né mi dilungherò in riflessioni, attenendomi a' soli e +semplici fatti, dei quali io stesso fui personalmente testimonio e che +constino per pubblici documenti, o tali, per pubblica fama, che non se +ne possa dubitare, non avuto riguardo alle voci sparse e prive di sodo +fondamento. Narrerò quanto io stesso ho veduto e quanto è accaduto a +me: cosí questa mia relazione, che penso deporre nell'archivio di +famiglia, darà qualche idea della cosa pubblica ed una notizia certa +di quanto è accaduto a me come uomo pubblico in quell'epoca ed in +seguito. Né sarà discaro agli individui della famiglia se, scrivendo +di me, sarò forse diffuso, e se brevemente discorrerò degli impieghi +ai quali sono stato chiamato prima dell'epoca che intendo descrivere, +giacché il principale mio scopo è appunto quello di stendere una +Memoria intorno a ciò che mi appartiene come uomo pubblico. + + * * * * * + +Nel 1802, mentr'io da qualche tempo viveva quasi abitualmente in +campagna attendendo all'agricoltura, il conte Francesco Melzi, fatto +vicepresidente della Repubblica Italiana, chiese di me e mi offrí una +prefettura. Contavo già il cinquantesimonono anno d'età e con salute +debole. Presi tempo a riflettere, poi accettai, sempreché fossi +destinato alla prefettura del Lario in Como, città triste, ma che +offriva la vicinanza dei miei fondi, della patria e del fratello +cavaliere Giovanni in essa domiciliato. La fondata speranza di un buon +Governo, lo Stato stabilito con pubblico trattato politico, il dovere +che incombeva a qualunque probo cittadino di secondare la felice +circostanza per il pubblico interesse mi determinarono all'assenso, +avendo nei tempi antecedenti di rivoluzione della Cisalpina e dei +variati governi vissuto affatto alieno da qualunque impiego. Erano le +prefetture in quella loro istituzione di grado assai decoroso, ed +erano i Prefetti quasi veri governatori; ma in seguito decaddero assai +dal loro lustro. + +Il vicepresidente Melzi avrebbe voluto destinarmi non a Como, ma in +qualche altro dipartimento piú interessante, e probabilmente aveva +fisso nell'animo quello del Mella, la cui capitale è Brescia. Ma le +circostanze soprallegate fecero ch'io rimanessi nella mia prima +adesione per il solo Lario in Como. Dopo circa un mese di sospensione, +il vicepresidente, vedendomi costante, mi nominò per il Lario. Ma vari +signori bresciani, mossi da propria opinione e probabilmente dal +Governo istesso, mi fecero istanze assai lusinghevoli perché cangiassi +di pensiero e accettassi il Mella, e tali furono le istanze che non +senza imbarazzante difficoltà sarebbe accaduto che io mi dispensassi; +al che si aggiunse una obbligantissima lettera del cittadino Villa, +ministro dell'interno, colla quale mi partecipava il desiderio de' +Bresciani e quello del Governo istesso, che io non mi rifiutassi per +il dipartimento del Mella. Erano pertanto le cose a tal segno spinte +che il rifiuto sembrava inurbana ostinazione, onde mi determinai a +secondare l'istanza. Ma se la vivacità di quella nazione e le +difficoltà che poteva presentare lusingavano e mi rendevano assai +preferibile il Mella al Lario, pure la poca salute, la distanza da' +parenti, dagli amici e dalle mie proprietà mi facevano preferire il +Lario. Quindi in giugno del 1802 partii per Brescia: onorevolmente +accolto, ivi rimasi fino al settembre del 1804, nel quale tempo ebbi +una grave malattia di petto e fui nominato Consigliere legislativo. +Quale memoria abbia fortunatamente lasciata di me nel dipartimento non +istà a me il dirlo: il Governo ne fu contento e mi premiò +coll'avanzarmi di grado in patria. + +Venuto in Milano nel 1805 Napoleone per prendere la Corona di ferro, +fece una nuova nomina per il Consiglio interinale di Stato, poi la +fece stabile; ed in entrambe vi fui nominato. Poi, istituito l'Ordine +della Corona di ferro, fui tra i primi nominato Commendatore, e n'ebbi +la decorazione nella prima e sola funzione pubblica che si fece in +Sant'Ambrogio, dalle mani del Principe Eugenio Viceré, seduto sotto il +trono in piena formalità. Varie e distinte incombenze ebbi come +consigliere, nelle quali anche fui nominato il primo ove si trattava +di piú consiglieri nominati. Tale fu la commissione per la Dalmazia, +ove io fui nominato per Zara e suo distretto; ma per motivi di salute +mi dispensai. Cosí fui nominato il primo, e nei primi dipartimenti, +come Ispettore di pubblica beneficenza. + +Finalmente nel principio di aprile dell'anno 1808 il Principe Viceré, +sebbene io per mia indole non avvicinassi né la real Corte né i +Ministri, con maniere obbliganti mi chiese se avrebbe potuto disporre +di me; al che risposi che tutto mi sarebbe stato gratissimo e ad +onore, sempreché la mia poca salute ed i miei pochi talenti avessero +potuto secondare le viste di S. A. R. Passati pochi giorni, il +Principe con suo viglietto mi scrisse che mi disponessi a partire per +Ancona e che conservassi il segreto che affidava alla mia discretezza. +Poi volle a me solo manifestare il motivo della partenza, il quale era +doversi da me organizzare i tre dipartimenti della Marca, cioè il +Metauro, il Musone ed il Tronto. Comandava in essi, come governatore, +il generale francese Lemarois. Volle il Principe ch'io carteggiassi +direttamente con lui e diedemi per compagno Giacomo Luini, Consigliere +uditore. Partii in aprile, pretestando un giro nei dipartimenti del +circondario di pubblica beneficenza a me affidato, e giunsi in Ancona +prima del giorno 21 del mese, epoca assegnatami. Rimasi in Ancona sino +a tutto l'agosto, e ritornai in patria lasciando contente quelle +popolazioni; e persino gli ecclesiastici di Roma non disapprovarono la +mia condotta. Il real Governo ne fu contento ed il Principe, pagate le +spese, mi regalò una bellissima tabacchiera col suo ritratto +contornato di brillanti. Non è a tacersi essere io andato in quei +dipartimenti senza istruzioni, senza notizie delle finanze, essendosi +il real Principe interamente affidato, com'egli graziosamente diceva, +alla mia saviezza. + +Erettosi da S. M. l'Imperatore Napoleone il Senato del Regno d'Italia, +ed essendosi riservata la nomina di alcuni, oltre quelli che gli +fossero stati presentati dai Collegi elettorali in conformità dello +Statuto, mi nominò Senatore con decreto del giorno 10 ottobre 1809. + +Questa è la carriera da me percorsa nei pubblici impieghi, dai quali +sono stato alieno fino all'anno cinquantesimo di mia vita e per i +quali non ho mai fatto passo alcuno sia colla Corte, sia coi Ministri. +Dal che facilmente si scorge che nel Governo della Repubblica italiana +ed in quello del Regno d'Italia i sudditi chiamati a pubblico impiego +ottenevano la confidenza del Governo, e non erano gl'Italiani trattati +come semplici operai e sottoposti all'umiliante diffidenza, che +disgraziatamente forma uno dei principali caratteri del Governo +austriaco verso gl'Italiani. + +Ciò premesso per notizia della famiglia, passo ora alla seconda epoca, +cioè a quella del cangiamento di Governo. Scrivendo ciò che la memoria +potrà fornirmi e senza prevenzione di partito, non esporrò che i fatti +certi, dai quali potrà chi legge dedurre quelle conseguenze che +offrono da loro medesimi. Parlerò molto di me, poiché la Memoria che +stendo ha per iscopo principale appunto quello di lasciare in famiglia +un documento di quanto m'è accaduto, perché possa da esso dedurre +argomento delle stabilità politiche, e quanto meglio sia il fondare la +felicità sull'esistenza propria, sulle abitudini e geniali +occupazioni, sui lumi, sullo studio, di quello che sugli impieghi +dipendenti sempre dall'altrui volere e dall'impensato cangiamento +degli eventi politici ed amministrativi. + +Era la sera del giorno 16 aprile 1814, quand'io essendo colla società +di varie persone, che seralmente da me si sogliono unire già da vari +anni, ricevetti lettera d'avviso che la mattina seguente si univa il +Senato in seduta straordinaria. Convalescente per recente malattia di +petto e debole assai, gli amici mi consigliarono a non intervenire +alla seduta; ma riflettendo io che questa seduta, attese le cose di +Francia e le sventure di Napoleone delle quali correvano incerte voci, +doveva essere effetto di oggetto interessante, mi determinai d'andare +al Senato, anche esponendo la propria salute. Ignorava di che trattar +si dovesse; e la mattina del 17 me ne stavo seduto in letto +trattenendomi in alcune geniali occupazioni ed attendendo l'ora di +alzarmi, quando venne da me il conte Alfonso Castiglioni mio nipote. +Premessi i soliti atti di famigliare amicizia, egli mi chiese se +pensava di andare al Senato; al che risposi affermativamente +adducendone il motivo. Continuò egli interpellandomi se mi era noto +l'oggetto della convocazione, e risposi che lo ignoravo. Allora egli +mi disse: «Io ve lo dirò. Trattasi di un messaggio al Senato per +ottenere che il Principe Eugenio, viceré d'Italia, sia dichiarato re.» +Ignorando io ciò che era accaduto in Francia, come s'ignorava da +tutti, fui sorpreso e meravigliato, onde ne parlai con stupore non +potendo persuadermi di quanto mi veniva detto; ma il conte Castiglioni +mi assicurò in modo cosí deciso e fermo che dovetti in certo modo +persuadermi essere vero quanto mi diceva. + +Dopo breve dialogo partito il Castiglioni e rimasto solo, riflettei +fra me medesimo cosa dovessi fare e dubitai se fosse prudente cosa il +non intervenire alla seduta, giacché la poca salute mi offriva giusto +motivo. Da una parte io sentiva le molte obbligazioni mie verso il +Principe, che sempre mi ha distinto sebbene io non frequentassi la +Corte; non ignoravo, d'altronde, che già da un anno il pubblico non +gli era piú affezionato e che molto di lui si doleva. Rammentavasi +l'ordine, da lui emanato, di dare cinquanta colpi di bastone ciascun +giorno di un intero mese a' vari condannati ai lavori forzati in +Mantova per essere fuggiti: decreto che fu eseguito per alcuni giorni, +poi sospeso, essendosi da Mantova mandati in commissione speciale +alcuni cittadini onde revocare sí terribile decreto, che riduceva +quelli infelici a dura morte per cancrena. Né fece poca impressione +nell'animo degli Italiani la condanna a morte per fucilazione del sig. +...... guardia d'onore, di famiglia distinta di Corinaldo, +dipartimento del Metauro, per pensata e non effettuata diserzione. +Varie altre cose spargevansi già da qualche tempo contro il Principe, +e singolarmente alcune sue espressioni di disprezzo pe' militari +italiani. Né poteva il pubblico tollerare l'influenza del signor +Méjan, suo segretario degli ordini, né quella di qualche suo aiutante +disprezzatore degli Italiani. Spiaceva inoltre che il signor Darnay +fosse stato fatto Direttore delle poste, e dicevasi che le lettere +erano tutte aperte, molte trattenute ed abbruciate. Il partito opposto +al Governo esagerava questi fatti e declamava: i tributi gravosissimi +diretti dal ministro Prina odiato dal pubblico; la coscrizione +militare che offriva al macello tanta gioventú e che non lasciava +famiglia che non fosse in profonda desolazione; la lusinga sempre +facile nel popolo di migliorare la sorte presente con un nuovo +Governo; la reazione del partito dei nobili e di quelli che +dimenticati dal Governo speravano nelle vicende della guerra, dopo i +disastri sofferti nel fine della campagna di Russia, davano animo ad +eccitare il generale malcontento con tutti quei mezzi e con tutte +quelle dicerie, che l'entusiasmo e la vivacità dei partiti hanno poste +in opera in tante fatali circostanze dell'età nostra. + +Questi pensieri ed il dubbio del carattere che il Senato fosse per +assumere in cosí difficile circostanza, l'intimo sentimento mio di +esprimere il mio voto sempre diretto dall'onore, dal dovere e dal +pubblico bene, mi davano grande perplessità e timore di espormi +inutilmente. L'incertezza delle notizie, l'ignoranza del vero stato +politico delle cose, la volubilità degli eventi, la generale +avversione al Governo francese, le declamazioni contro il Principe +erano tutti oggetti gravissimi di seria riflessione. Considerando però +che l'uomo appunto nelle circostanze difficili non doveva smentire il +proprio carattere e che l'uomo appunto in queste occasioni deve +prestarsi in favore dello Stato e del bene della società, mi +determinai di andare al Senato nella ferma risoluzione di parlare con +quella libertà che era di preciso dovere, quand'anche avessi dovuto +sacrificare me stesso, e di ragionare in conformità di quanto fosse +stato proposto alla discussione del Corpo, giacché realmente non +sapevo immaginare sotto quale aspetto, con quali motivi e come potesse +essere disposto l'affare. + +Giunto al palazzo del Senato, dubitando che la prevenzione di alcuni +individui, la debolezza di molti, le private viste ed un antecedente +maneggio potessero indurre il Senato o ad essere sospeso o a non +mantenere quel nobile carattere e quella saviezza che conveniva al +primario Corpo del Regno, avvicinai due o tre senatori, e, chiesto +loro se avessero notizia di quanto doveva trattarsi, essendomi stato +risposto che lo ignoravano, dissi loro che l'affare doveva essere +grave e che li esortava ad essere attenti e cauti contro qualunque +sorpresa. + +Era presidente il conte Veneri, modenese, ex-ministro del tesoro del +Regno. Aperta la seduta, fu letto un messaggio del signor Duca di +Lodi, guardasigilli del Regno, col quale annunziava al Senato che le +vicende politiche e le circostanze esigevano la piú seria attenzione, +ed essere necessario: + +1º di spedire una Deputazione alle Alte Potenze alleate contro la +Francia, onde interessarle a sospendere le ostilità e conservare il +Regno coll'indipendenza dello Stato. + +2º Convocare i Collegi elettorali. + +Con questo messaggio venne proposta anche la forma del decreto da +adottarsi, e dopo i due suddetti articoli eravi il terzo ed ultimo, +col quale volevasi che + +3º La Deputazione esprimesse alle Alte Potenze alleate il sentimento +di riconoscenza che la nazione nutriva verso la persona del Principe +Eugenio viceré, per l'ottima sua condotta nell'amministrazione +pubblica. + +Grande fu la sorpresa del Senato alla lettura di questo messaggio, col +quale, tacendosi gli eventi accaduti in Mantova ed a Parigi, si vedeva +invitato a cangiare il Sovrano. E veramente in quell'epoca destinata a +tanti cangiamenti, si sono commessi errori politici da tutte le parti, +e anche da chi aveva dati non piccoli saggi di esperimentata prudenza +e saviezza; come si vede dall'irregolare, imprudentissimo messaggio +del Duca di Lodi al Senato, e come meglio apparirà considerando gli +effetti degli opposti partiti, dei quali l'uno fu tanto imprudente da +muovere la plebe contro il Senato, e l'altro non seppe, con opportuni +modi, operare in favore dell'indipendenza dello Stato. Cosí avvenne in +Roma per la dissensione fra la nobiltà e la plebe, allorché odiando +quella la facoltà tribunizia e questa la consolare, si crearono i +Decemviri; imperocché in quella straordinaria circostanza gravi errori +commisero il Senato, la plebe e i Decemviri. + +Fatta al Senato la proposizione, io voleva chiedere la parola; ma il +senatore Guicciardi mi prevenne e fece una mozione d'ordine, chiedendo +come il signor presidente avesse convocato il Senato in seduta +straordinaria, la quale non poteva farsi senza un decreto del +Principe. Parmi che il presidente rispondesse che il Duca di Lodi, +guardasigilli, era autorizzato e che le circostanze lo esigevano; ma +quali fossero quelle circostanze ignoravasi dal Senato. Chiesi, dopo +Guicciardi, la parola; ma sedendo io nel rango superiore, poiché le +sedie stavano in due giri, l'uno piú alto dell'altro, il senatore +Dandolo, che era appunto sotto di me nel circolo inferiore, si alzò e +parlò con molta eloquenza e saviezza, ragionando sulle tante +incongruenze, che di sua natura offriva quello strano progetto +appoggiato a nessuna positiva notizia e solo in generale alle urgenti +circostanze. + +Dopo il conte Dandolo, chiesi la parola e mi limitai a poche domande: +chiesi pertanto se l'imperatore Napoleone viveva o no, poiché le voci +plateali ed il messaggio stesso davano luogo a supporlo morto; se, +qualora fosse morto, non esistesse il figlio, re di Roma; se, vivo, +Napoleone avesse abdicata la corona per sé e per la discendenza sua, +senza di che il Senato si renderebbe colpevole di fellonia e di +ribellione. Insorta cosí una viva discussione, voleva il presidente +che senz'altro si adottasse il progetto di decreto; ma il Senato, per +quanto mi sovviene, sulla ferma proposizione di Dandolo determinò che +il progetto di decreto proposto al Senato fosse esaminato da una +commissione, che ne facesse rapporto nello stesso giorno: la seduta fu +dichiarata permanente. Fattosi lo scrutinio, furono nominati per la +commissione Guicciardi, Bologna, Castiglioni, Dandolo, Cavriani, Verri +e Costabili. + +Rimaneva però sempre il dubbio con quale autorità legale vi fosse +stata quella straordinaria convocazione; onde il Senato delegò +Guicciardi, Dandolo e Verri, perché tosto si portassero personalmente +dal Duca di Lodi per intendere da lui le facoltà che avesse, e se vi +fosse un armistizio fra il Principe Eugenio e l'armata nemica, poiché +il ministro Vaccari, mentre il Senato discuteva sull'interessante +oggetto, accennò che si era fatto un armistizio. È da sapersi che i +ministri potevano intervenire alle adunanze del Senato quando pure non +fossero senatori, ed in quell'occasione i ministri Vaccari +dell'interno e Luosi della giustizia, che certamente erano al fatto e +consci di tutto, intervennero. Anzi si poté sapere in seguito, e la +condotta loro lo confermò, che Vaccari singolarmente ed alcuni +senatori, cioè Prina, Paradisi e Carlotti, avevano avuta parte nel +formare un cosí strano e assurdo progetto, o per lo meno ne erano +prevenuti; progetto che per le sue incongruenze appena sembra +credibile. Né fu poca la maraviglia mia e di altri estimatori ed amici +del Duca di Lodi, nel vedere che egli approvasse e potesse secondare e +dar mano a tanta assurdità. E tale fu la sorpresa nostra che io, +sull'istanza che alcuni mi fecero, mi portai al gran tavolo ove sedeva +il presidente co' segretari, e chiesi di vedere la firma del Duca di +Lodi, dubitando di qualche sorpresa; tanto era lo stupore. Esaminata +la firma, vi trovai sottoscritto il _Segretario Villa per espressa +commissione di S. E. il Duca di Lodi impedito dalla gotta;_ ed il +carattere era del Villa, a me notissimo. + +Eseguendo la commissione del Senato andai subito co' senatori +Guicciardi e Dandolo dal Duca Melzi, il quale ci partecipò +l'armistizio, l'abdicazione di Napoleone e l'autorità a lui concessa +per le occasioni straordinarie che potessero occorrere essendo assente +il Viceré. Non è fuori di proposito di osservare che il Senato fu +convocato in questo giorno 17 marzo, ad un'ora dopo mezzogiorno; che +l'invito fu diramato il giorno antecedente e che l'armistizio suddetto +non fu notificato che un'ora appunto dopo mezzogiorno del 17 istesso; +come risulta dalla stampa pubblicatasi in Mantova, la quale +incomincia, ecc.[37] + +Ritornati noi al Senato, dopo lunga discussione, dichiarata permanente +la seduta, partiti i senatori, rimanemmo noi sette delegati per +esaminare e modificare il progetto di decreto stato proposto. Nessuna +difficoltà si trovò nella forma dei due primi articoli del decreto, i +quali furono facilmente tra noi ad unanimità di parere combinati, +cioè: + +1º Per l'invio di una Deputazione di tre senatori al quartiere +generale delle Potenze alleate, onde supplicarle, in conformità de' +liberali principî da esse pubblicati, non solo a sospendere, ma a +cessare dalle ostilità e conservare il Regno con un sovrano +indipendente. + +2º Per la immediata convocazione dei Collegi elettorali. + +Ma molte e gravi difficoltà insorsero nel combinare, ciò che +riguardava il Principe viceré. Trattavasi, nel primo progetto di +decreto presentato al Senato, di un elogio del Principe da farsi alle +Alte Potenze alleate, e di tal natura che sembrava indicarsi il vóto +della nazione per averlo in sovrano. Ma il Senato non poteva parlare +in nome della nazione, non avendone la rappresentanza, e questa +dovevasi considerare, in quelle circostanze singolarmente, come +riposta ne' soli Collegi elettorali; al che si aggiungeva il fermento +generale del popolo contro il Governo francese e le fatali +declamazioni contro il Principe. Egli è ben chiara cosa che +l'interesse personale dei senatori e fors'anche il vero interesse +della nazione ottimamente combinavano colla nomina del Principe +Eugenio in sovrano. Ed in quanto a me lo avrei bramato assai, onde, +parlando in Senato, dissi: nessuno piú di me essere riconoscente e per +dovere essere a lui affezionato; ma che sfortunatamente l'opinione +generale da qualche tempo erasi cosí cangiata riguardo al Principe che +pericolosa cosa sembravami il proporlo ed anche l'insinuarlo come +bramato dalla nazione. Il fatto provò quanto fosse fondato il timor +mio, come si vedrà nel seguito di questa relazione. Quindi, dopo +tentati tutti i mezzi fra noi sette delegati alla riforma ed all'esame +del progetto, né ritrovando il modo di formare il terzo ed ultimo +articolo, combinando i nostri privati sentimenti colle sfavorevoli +circostanze della generale opinione e col moto che scorgevasi nella +città contro il Principe ed i Francesi, si stese un articolo nel quale +il Senato esprimeva la sua riconoscenza verso il Principe. Nessuno di +noi era contento di quel troppo semplice articolo e troppo meschine +espressioni; ma che potevasi fare, quando il dire di piú esponeva il +Senato al furore del popolo e la nazione ad una rivolta? Noi fummo +occupati tutto il rimanente del giorno, studiandoci di trovare una piú +onesta uscita; ma non ci fu possibile immaginarla. + +Unitosi pertanto di nuovo il Senato la sera e montato alla tribuna il +conte Dandolo, fece al Senato a nome della commissione formale +rapporto e propose la riforma del decreto alla sanzione dei senatori. +Qui grande discussione insorse: molto parlò il senatore Paradisi e con +lui il senatore Prina, tentando con mille ragionamenti d'indurre il +Senato a determinazioni piú analoghe al primo progetto; ma inutili +furono i loro sforzi, persistendo il Senato nell'opinione della +commissione. Sarebbe troppo lungo il riferire quanto fu detto; né io +ora saprei colla necessaria esattezza narrare tutto l'occorso. Basterà +pertanto il dire che il Senato passò alla nomina di tre individui da +spedirsi in commissione alle Alte Potenze alleate, e furono nominati +Guicciardi, Testi e Castiglioni. Io ero stato interpellato da +Guicciardi, se potessi esporre la mia debole salute per la patria +accettando di essere della commissione, ma risposi che sarei +sicuramente rimasto ammalato in cammino; e troppa infatti era la +debolezza mia fisica per età non solo, ma per convalescenza di +malattia di petto. + +Mentre queste cose in Senato non senza vivacità si discutevano, quando +si pervenne alla lettura del terzo articolo il ministro Vaccari, +spinto dall'attaccamento suo al Principe, e poco o nulla ragionando +sulle circostanze, alzatosi dalla sedia, disse: «Oh, questo poi è +troppo, ed è un insulto, poiché appena è detto ciò che si direbbe ad +un subalterno che cessa dal servizio». Che poco fosse il complimento +ciascun di noi, con vero dispiacere, lo sentiva; ma come porvi +rimedio? Questa mossa però del ministro Vaccari fece sí che alcuni +senatori studiarono stendere in piú onesta maniera l'articolo; ma in +fatto sempre insorgeva la terribile difficoltà che in nome della +nazione il Senato non poteva parlare e che qualunque elogio fatto al +Viceré, il quale potesse dare idea alle Potenze alleate che il +Principe fosse bramato in sovrano, incorreva nella fatale contrarietà +della fermentante opinione del popolo, con grave pericolo del Senato e +della pubblica quiete. Dopo vari tentativi fu letto un articolo, che +parmi fosse scritto dal senatore conte Mengotti, nel quale si +stabiliva che fossero fatti i dovuti ringraziamenti al Principe per +l'ottima sua amministrazione; fosse a lui partecipata la riconoscenza +e l'affezione del Senato, con alcune altre espressioni atte a dare +favorevole opinione del Principe, che ora bene non saprei +risovvenirmi. Fu quell'articolo adottato per istanchezza piuttosto che +per persuasione in modo tumultuario, essendosi alzati i senatori ed +essendo inoltrata la notte. + +Aveva il conte Testi, nominato tra i delegati alle Alte Potenze +alleate, dichiarata l'impossibilità di aderire alla propria partenza, +adducendo il fisico incomodo che tuttora aveva negli occhi, incomodo +che realmente sussisteva e non di poca conseguenza. Stette egli fermo +nell'iscusarsi, e il Senato a tenore del suo decreto doveva supplire +con altra nomina, onde tre fossero gli ambasciatori; ma il presidente, +non avuto riguardo a questa circostanza, dichiarò sciolta la seduta: e +sebbene io gli dicessi che ciò era irregolare e che la rinuncia del +conte Testi esigeva un supplemento, egli rispose con qualche +impazienza che la seduta era sciolta e che usava l'autorità della +quale era investito. Fu la fine di questa seduta irregolare, e priva +d'ordine, come spesso accade nelle assemblee quando gli animi sono +stanchi; e mentre il senatore Paradisi, che molto aveva parlato in +sentenza contraria alla generale opinione del Senato, se ne uscí +frettolosamente col senatore Carlotti e mentre gli altri alzatisi +dalle sedie si frammischiavano nella sala per partire, il ministro +Vaccari disse che «la deputazione doveva prendere la strada di Mantova +e presentarsi al Principe Eugenio prima di portarsi al quartiere +generale delle Potenze.» D'onde nacque in molti non poca meraviglia +come ciò si dicesse da un ministro, che niuna autorità aveva sopra il +Senato, e lo dicesse dopo levata la seduta. + +Guicciardi e Castiglioni, prese le istruzioni dal Duca di Lodi per il +modo di seguire l'ambasciata, partirono per Mantova, e Castiglioni +partí, per la insinuazione degli amici e non senza difficoltà. +Portatisi a Mantova, ritornarono in Milano senza effettuare la +commissione; e non essendomi ben noto ciò che in Mantova è avvenuto, +mi riservo informarmene dai delegati medesimi ed aggiungerne le +relazioni. + +Mentre il Senato sedeva, in tutto quel giorno il partito contrario al +Governo non rimase ozioso, e nella città cresceva il fermento. La sera +tale era la vivacità dell'opposizione che nel gran teatro della Scala +fu proposto di andare al Senato ed ivi manifestare l'opinione del +popolo e costringere il Senato a dimettere qualunque idea che tendesse +ad avere il Principe Eugenio in sovrano. Ma, fosse per caso o per arte +di un commesso della Polizia come fu detto, sparsasi nella platea del +teatro la voce che il Senato era sciolto ed i senatori partiti, +fortunatamente il progetto non ebbe effetto. Che se il popolo occupava +di notte il Senato, questa infelice città avrebbe sofferta una +terribile calamità, ed i senatori non avrebbero potuto salvarsi, tanta +era l'animosità del partito che divulgava volere il Senato il Principe +in sovrano e tanta l'avversione popolare. Mosso il popolo e mossa di +notte la plebaglia, i cattivi, per vendetta di parte e per avidità di +saccheggio, avrebbero posta la città tutta in un vero caos di +disordini e di crudeltà. + +La mattina del giorno 18 andai a fare un piccolo passeggio verso Porta +Orientale, e passai lungo la corsía de' Servi: la sera mi fu detto, +non essere io stato riconosciuto da quelli che si trovavano alla +bottega di caffè, se non quando la aveva oltrepassata, e che n'ebbero +dispiacere, perché riconoscendomi prima m'avrebbero fatto applauso. In +quello e nel seguente giorno 19 sempre crebbero i discorsi pubblici, +l'incertezza delle cose politiche, l'avversione ai Francesi: lo +spirito di partito agitava tutte le menti. Varie persone vennero da +me, colle quali io procurava d'insinuare la quiete, assicurandole che +il Senato nulla aveva fatto che si opponesse al bene generale e che la +risoluzione presa era savia e prudente. Non mancò chi voleva la mia +firma ad una carta rivoluzionaria, firma alla quale mi rifiutai, +esortando chi la propose che considerasse a quante calamità esponesse +lo Stato ed a quanti pericoli sé medesimo. + +E qui piacemi narrare un fatto che può divertire il lettore. Una +mattina, non so se il giorno 18 o 19, mentre secondo il mio consueto +me ne stavo a letto scrivendo, il cameriere mi annunziò esservi una +signora che bramava parlarmi. Entrata ed avvicinatasi al letto, +m'abbracciò e baciommi. Era donna di mezza età e di condizione civile. +Sorpreso da questo singolare tratto, sorridendo le chiesi quale mai +fosse il motivo di tanta tenerezza con me, mentr'io non aveva l'onore +di conoscerla. Al che ella rispose che il carattere da me spiegato in +Senato aveva eccitato il piú vivo sentimento di stima e di affezione +in tutti; che essa si trovava in casa con vari amici e che mentre +parlavano di me con lode, essa disse che volentieri m'avrebbe dato un +bacio; e che applaudendo quelli alla proposizione si determinò ad +eseguirla. Fatti alcuni vicendevoli complimenti e manifestata la +sorpresa mia, poiché non aveva fatto se non ciò che il dovere e le +circostanze esigevano e che altri pure in Senato aveva fatto, dopo +breve dialogo partí. Seppi da essa il suo nome, ed essere moglie di un +viceprefetto, e che alloggiava in casa Serbelloni ai Servi, ma non mi +sovviene né il nome, né la viceprefettura; né piú la vidi, sebbene +fosse mia intenzione di farle una visita, che le mie successive +occupazioni non mi hanno poi permesso. + +Le pubbliche voci, ciò che da varie persone mi fu detto del +malcontento generale, il fermento nella platea del gran teatro della +Scala, ove vi fu chi propose la sera di lasciare il teatro e portarsi +tumultuarii avanti al Senato, come già dissi, e varie altre +circostanze presagivano un generale turbamento; ond'io, sebbene +vivessi già da qualche tempo quasi privatamente attendendo alla mia +sempre incerta salute, e poco anzi frequentassi il Senato stesso, +deliberai portarmi dal conte Melzi Duca di Lodi, per informarlo del +pericolo in cui trovavasi la città e lo Stato. E sebbene già da molto +tempo fosse egli obbligato dalla gotta, che abitualmente lo +affliggeva, a dimorare in casa, era però il primo fra i Magistrati, +essendo Cancelliere Guardasigilli del Regno, rispettato dal Viceré, ed +in diretta corrispondenza con Napoleone; sicché, assente il Viceré, +doveva considerarsi la prima persona del Governo. Melzi era stato +vicepresidente della Repubblica Italiana, nella quale coi suoi +distinti talenti, colla grandezza del pensare, colla somma probità e +con idee liberali confermò quell'alta opinione che tutti i buoni +avevano di lui. Presiedeva il Consiglio dei ministri ed a lui era +affidata l'alta polizia nell'assenza del Principe. Mosso io pertanto +dal desiderio di liberare la mia patria dallo sconvolgimento, che +tutto presagiva, tutto a lui esposi; ma, per quanto dicessi, non mi +riuscí persuaderlo dell'imminente pericolo. Non lasciai di fargli +osservare aver egli sempre in me considerata certa tranquillità di +carattere e nessuna tendenza di troppo mobile immaginazione, onde pur +si persuadesse che non esagerate ma veritiere erano le circostanze +tutte ch'io gli riferiva, e che, malgrado l'indole mia né esagerata, +né timida, io non poteva se non considerare la città, il Senato, il +Governo in grave pericolo. + +Ma o fosse che la lunga malattia di gotta avesse in lui diminuita la +forza delle intellettuali facoltà, o fosse egli male assistito dal +magistrato di Polizia, come poi seppi da lui stesso, o non conoscesse +l'opinione pubblica per il suo genere di vita affatto domestico, non +vedendo che pochissimi amici e parenti, furono inutili tutte le mie +parole. Fu questa la prima volta che egli non poté accostarsi alla mia +opinione, e non senza mia gran maraviglia, imperocché come prefetto e +consigliere di Stato ebbi sempre piú felice sorte. Quanto io gli +andavo dicendo colla maggior forza di ragionamento, tutto fu inutile a +porlo in diffidenza. Cosí sembra che il destino combinasse tutti gli +elementi al fatale sconvolgimento dello Stato, accecando anche le +menti de' piú illuminati e zelanti: di tale accecamento si scorgeranno +le prove in tutto ciò che sono per dire, giacché il tutto forma un +complesso di errori politici e governativi, altrettanto strano quanto +fatale. + +Trascorsero cosí i giorni 18 e 19 aprile, nei quali le private società +non s'occuparono d'altro che di ragionare sulle circostanze +dell'Impero francese e del Regno d'Italia, e tutte si posero in moto +le passioni dirette da vari ed opposti interessi. Molti, come suole +accadere, speravano cangiando governo. La coscrizione militare spinta +agli estremi, il timore di perdere nelle persone impiegate, la +gravezza delle imposte, la lusinga di sorgere dalla dimenticanza nella +quale molti nobili si trovavano sotto il dominio di Napoleone, +l'attaccamento dei piú vecchi fra questi avversissimi ai Francesi e +che molto speravano dagli Austriaci, ponendo in moto gli animi li +agitava; e ciascuno agiva e si offriva pronto ad agire secondo le +particolari sue mire ed il proprio interesse. Ma il partito che sembra +avere in fatti influito allo sconvolgimento è quello dei vecchi +nobili. Questi, dei quali potrei nominare alcuni, a quanto pare +servendosi dell'autorità loro fondata sull'età e sulla nobiltà del +sangue, approfittando della facile mobilità di alcuni giovani e della +loro irritabile animosità, riscaldati gli animi hanno secondato o +fatto nascere espressamente il progetto di portarsi al Senato nella +prima seduta e di esprimere popolarmente il voto contrario al Governo +francese. Ma quando pur voglia supporsi che retta nei principî fosse +l'intenzione di un tale progetto, non era però fondata su principî di +prudenza né di saggia previdenza, coi quali sarebbesi dovuto +riflettere quanto facile cosa sia il porre in moto la plebe e quanto +poi difficile il reprimerla nei suoi eccessi. Giovani erano questi +primi motori e delle cose pubbliche inesperti, e forse furono essi +medesimi maravigliati di un esito cosí inaspettato e pericoloso. Né +sarebbesi da essi saputo frenare quel moto a cui diedero principio, né +evitare i terribili mali di un generale saccheggio, al quale essi +imprudentemente avevano aperta la strada. + +Era la sera del giorno 19, quand'io secondo il consueto me ne stava in +casa colla società degli amici e parenti, allorché ricevetti la solita +lettera d'invito al Senato per il giorno seguente. Aveva il Senato due +sedute fisse in ciascun mese, cioè il 10 e il 20. Cosí anche in quelle +tumultuose circostanze il Presidente fece spedire l'invito come cosa +regolare e di pratica. E qui pure veggonsi i gravi errori politici e +amministrativi. Era notorio il fermento pubblico, era generale il +malcontento; nessuno ignorava che la sera del 17 nel teatro della +Scala fuvvi chi propose, come si è detto piú sopra, di andare +tumultuariamente al Senato per costringerlo a non secondare il +progetto favorevole al Principe Eugenio. La seduta del Senato era di +mera formalità per essere il 20 del mese, e non eravi alcun affare +interessante e nessuna forza che assicurasse la tranquillità della +seduta. Letta la lettera, tutti quelli della società, singolarmente in +vista della debole salute in cui mi trovava per la sofferta malattia +di petto, mi persuadevano a non espormi alla necessaria mutazione di +vestito ed al diverso ambiente delle stanze. Grato all'interesse degli +amici, fermo in me stesso d'intervenire alla seduta, risposi che mi +sarei determinato secondo mi ritrovassi di salute nella mattina +seguente. + +Il giorno 20, mi vestii di costume, come si soleva, e postomi in +carrozza andai al Senato. Temendo però che passando per la corsía dei +Servi potessero dai caffè che vi sono essermi fatti quelli applausi, +che mi fu riferito non essermi stati fatti quando vi passai il giorno +18 per non essere stato conosciuto, volli che il cocchiere prendesse +la contrada di S. Vittore Quaranta Martiri, poi quella del Senato. +Giunto al ponte che sta a capo di essa, vidi alla porta del palazzo +del Senato un complotto di venti persone circa, e non piú, colle +ombrelle di seta perché pioveva. Fra quelle persone potei distinguere +un giovane nobile da me conosciuto, il quale allo spuntare della mia +carrozza fece un cenno e conobbi che indicò essere quella la carrozza +mia. Fatto il piccolo tratto che sta fra il ponte e la porta del +palazzo, udii grandi evviva, applausi e batter di mani a me diretti; +feci un profondo inchino, e rapidamente entrato sotto il portico e +sceso, continuando gli applausi, facendo inchini me ne andai +frettolosamente alla gran sala. Venivano in seguito di mano in mano +altre carrozze di senatori, e mentre lentamente io montava le scale, +udii urli e fischiate non prive di minacce, colle quali gli altri +senatori erano ricevuti ed accompagnati. Passati i due lunghi portici, +entrai nella prima stanza degli uscieri, e mentre pensava dirigermi +alla destra, ove solevano radunarsi gl'individui prima di porsi +nell'aula della seduta, mi fu indicato che i senatori erano nell'aula +suddetta. Come ciò accadesse io non lo so; ma forse quello schiamazzo, +sebbene di poche persone, aveva indotto i senatori a porsi subito +nell'aula della seduta, sia per ottenere il vantaggio di +rappresentanza pubblica del Corpo primario dello Stato, sia per +accelerare le discussioni e le provvidenze che potessero occorrere. + +Entrato nell'aula, ritrovai non molti senatori avermi preceduto, e +fatti i consueti offici d'urbanità, vidi il Presidente che stava in +piedi innanzi ad alcuni senatori seduti: mi accostai e lo salutai. +Stavano gli altri separatamente parlando come nella società si +costuma, poiché non era incominciata la seduta per mancanza del numero +legale. Osservai che il Presidente discorreva con quelli ch'erano seco +su alcune carte che avevano in mano, e vedendo che il loro discorso +mostrava inquietudine, voltomi al Presidente, chiesi vedere le carte, +e data una rapida occhiata, vidi contenere una forte protesta contro +il Governo francese, e parmi vi fosse la domanda della convocazione +dei Collegi elettorali e del richiamo della Deputazione spedita a +Mantova. Osservai una grande quantità di firme d'individui delle piú +ragguardevoli famiglie e di persone distinte, coll'annotazione che +molte ed assai piú non erano state trascritte per mancanza di tempo. +Rivoltomi pertanto al Presidente, lo interpellai, se egli aveva +ricevute quelle firme, e gli dissi che a me facevano grande +impressione e che non sembravami cosa da prendersi leggermente, ma da +essere ponderata assai. Appena ebbi ciò detto, un araldo entrò e disse +che un aiutante del Comandante della piazza chiedeva di entrare. +Ammesso nella sala, disse che per ordine del Comandante avvertiva il +Senato che il popolo contornava il palazzo, che la folla cresceva e +che vi era pericolo. È veramente meritevole di molta considerazione +questo messaggio, senza che dal Comandante si accennasse provvedimento +alcuno da lui dato, né forza comandata in difesa del Corpo e della +pubblica sicurezza: cosí pure che ad alcuno dei senatori non si +presentasse l'idea, che pur doveva essere la prima a sorgere, +d'interpellare l'aiutante sulle provvidenze che fossero state date e +da potersi dare. Io rimprovero me stesso di tanta mancanza, e non +posso cessare dalla maraviglia come ciò non sia sovvenuto né a me, né +ad alcuno. + +Mentre però la sorpresa sembrava aver colpito i senatori, sentendo che +il popolo era alla porta del palazzo e riflettendo agli applausi +fattimi, rivoltomi ai senatori dissi: «Se lo giudicate, mi presenterò +al popolo onde conoscere la cosa e procurare la calma». Avendo essi +aderito, uscii subito, e passati i lunghi portici, sceso dalla gran +scala, mi portai alla porta del palazzo. Osservai non esservi ivi di +guardia che sette od otto soldati, numero minore del consueto, e fu +mio primo consiglio l'ordinare al capo-posto che nessun soldato +facesse violenza. Pioveva; mi posi sul limitare esterno: ma quale fu +la mia sorpresa allo scorgere totalmente cangiata la qualità delle +persone ivi affollate. Eranvi al mio arrivo cittadini tutti per lo +meno di civile condizione, e tutti con ombrelle di seta; ma ora non si +ravvisavano che individui del piú basso popolo, nessuno fra essi di +mia conoscenza, nessuno che mi conoscesse. Chiesi cosa si bramasse, e +replicatamente dissi il mio nome; chiesi piú volte se vi fosse chi mi +conoscesse personalmente, pregai perché alcuno s'inoltrasse e parlasse +dichiarando quanto si chiedeva. Ma tutto fu inutile; nessuno proferí +parola, nessuno si mosse dal luogo: quella massa non grande di popolo +rimase muta, immobile, tranquilla, ma era composta di figure che non +presagivano alcun bene e sembravano fatte per il saccheggio e la +rapina. Dopo replicate inutili istanze, non movendosi alcuno, nessuno +parlando, credetti mio dovere di fare una breve esortazione, nella +quale, lodata la buona indole della popolazione e rammentata la savia +condotta tenuta dai miei concittadini nei tempi della generale +rivoluzione, assicurata quella gente sulla mia parola d'onore che il +Senato non aveva agito e non pensava che in conformità del pubblico +interesse, esortai alla calma ed a ritirarsi ciascuno a' proprii +offici domestici. + +La tranquillità ed il silenzio conservato da quella parte di popolo +che si era presentato alla porta del palazzo, che non ascendeva forse +a sessanta persone, davano motivo di considerare quel piccolo tumulto +come cosa da poco e calmato dal breve discorso fattogli. Ritornai +pertanto al Senato; ma appena fui nella sala riferendo l'occorso, +alcuni degli uscieri ed impiegati entrarono sbigottiti annunziando che +il popolo s'ingrossava in modo minaccioso. Come ciò accadesse io non +saprei assicurarlo. Forse la naturale curiosità, per cui suole il +popolo accorrere ovunque si formi unione di gente, poté in poco tempo +accrescere la folla; o forse, come da alcuni si è asserito, molta +gente erasi anche radunata preventivamente dal partito dei giovani +nobili, che pel primo diede il moto, e la teneva collocata nel bosco +attiguo al palazzo. E sebbene dalla porta di questo all'aula del +Senato siavi qualche distanza per i lunghi portici dei due cortili, né +io potessi andare con passo molto celere perché convalescente, pure la +rapidità colla quale il popolo si era ingrossato può in certo modo +confermarne il sospetto. + +Al nuovo annunzio nacque un momento di silenzio, ed io, vedendo che +nessuno parlava, dissi: «Se lo credete, o senatori, ritornerò, e mi +presenterò al popolo». Aderirono essi, ed i senatori Massari e Felici +si offrirono a venire con me. Scese le scale, ritrovammo essere il +popolo entrato nel primo portico inferiore. Felici e Massari, +mischiatisi colla moltitudine, la esortavano alla quiete, +assicurandola della retta intenzione del Senato, ed io con essi faceva +lo stesso. Eravamo vestiti da senatori, come solevasi allorquando si +sedeva in Senato. Mentre però con urbane e ragionevoli esortazioni +procuravamo, cosí frammischiati col popolo, persuaderlo alla quiete ed +a ritirarsi, io osservai che non piú eravi silenzio, quiete, +immobilità, come quando mi presentai solo, ma che il popolo +questionando si avanzava, dimenticato quel rispetto che avrebbe dovuto +mantenere alla presenza di tre magistrati in abito di costume e nel +palazzo medesimo del primario Corpo dello Stato. Questo diverso +contegno mi fece impressione ed ebbi un momento di dubbio sulla +sicurezza dei nostri individui e del rispetto dovuto alla dignità del +grado senatorio. Temetti, sebbene fossi stato applaudito all'ingresso, +poi rispettato parlando solo al popolo, che in quella tumultuosa folla +poco conosciuto potessi facilmente essere insultato, ché troppo +diverso dal primo era il contegno di questa seconda massa. Nella prima +l'immobilità ed il silenzio davano luogo a sperare certo rispetto; +nella seconda, superiore assai di numero, non piú silenzio, non piú +immobilità: si questionava continuamente, la moltitudine andava +inoltrandosi verso le scale, non mancavano schiamazzi, e tutto +presagiva non aversi rispetto alcuno né al luogo, né alle persone. + +Eransi i due senatori, che meco discesero le scale, separati, e +ciascuno di essi parlava al popolo separatamente, esortandolo alla +quiete con adatti modi. Ma questa separazione nostra e il +frammischiarsi ciascuno separatamente colla massa ivi concorsa, +togliendo molto alla dignità della rappresentanza, dava sempre piú +animo ai tumultuanti; ond'io vedendo l'inutilità di quelle allocuzioni +e che il popolo disputando e piuttosto confusamente mormorando +s'inoltrava, credetti prudente cosa e necessaria rimontare le scale e +rientrare in Senato. Il mio dubbio era giustamente fondato su tutte +quelle poco felici speranze; infatti appena rientrai nell'aula, +incominciai a riferire quanto accadeva nel primo gran cortile, che +anche gli altri due senatori rientrarono. Trascorsi pochi momenti, +crescendo il tumulto, sbigottiti gli uscieri e gli altri impiegati, +alcuni bussando alla porta del Senato palpitanti, pallidi per lo +spavento chiesero di entrare, e con interrotte parole annunziarono che +il popolo s'ingrossava con manifesto pericolo. Fattosi un momento di +silenzio, come suole accadere nelle circostanze che portano seco il +sentimento della sorpresa ed esigono per la loro importanza +ponderazione e consiglio, io di nuovo mi offrii per arringare il +popolo. Riflettendo però all'occorso sopra narrato, dissi: «Senatori, +se cosí giudicate, io di nuovo mi proverò presentandomi alla +moltitudine, ma bramerei presentarmi solo». Acconsentirono essi, ed +io, per quanto le deboli forze me lo permettevano, presto uscii, e +passati i lunghi portici superiori scesi la grande scala, e giunto al +ripiano che dà all'ultima parte di essa che sta di faccia al lungo +portico, lo vidi tutto pieno di gente, che confusamente faceva +strepito. Era frattanto giunto al palazzo un corpo di Guardia +nazionale, con vari ufficiali di essa. Alcuni di questi mi si +avvicinarono dicendomi cose assai obbliganti, né mancò chi mi disse; +«Siate pur fermo e tranquillo, noi siamo disposti ad esporre la vita; +ma voi sarete salvo, ed in qualunque evento vi difenderemo». Io non +saprei esprimere quali sentimenti eccitassero in me cosí lusinghiere +espressioni, la condotta del popolo verso di me, la folla del tumulto +e le circostanze tutte che lo accompagnavano. Giunto pertanto al +ripiano superiore della prima salita, avendo di contro i lunghi +portici del cortile pieni di popolo irrequieto e tumultuante, io +rimasi sul ripiano, poi discesi circa alla metà della prima gradinata. +Dissi qualche parola, ma lo strepito confuso degli insorti e la +debolezza della mia voce rendevano inutile qualunque esperimento. +Alcune guardie nazionali eransi poste in ordine lungo il primo gradino +al piano del portico: qualche uffiziale ed alcuni impiegati del Senato +eran meco sulla scala. Essendo inutile per lo strepito il parlare, +levatomi di tasca un fazzoletto bianco lo mostrai al popolo, tentando +cosí con questo segno di pace e con volto ilare d'indurlo ad +ascoltarmi. Ma ciò non ottenni se non dopo qualche tempo, imperocché +alcuni indiscreti, probabilmente bramosi di tumulto onde approfittarne +saccheggiando, non desistevano dagli urli e dallo schiamazzo; ed altri +gridando silenzio, e non subito secondati, accrescevano lo strepito, +che fu grande. Finalmente fattosi silenzio, io parlai, e chiesi qual +fosse lo scopo di tanto movimento. Dopo un variare di voci di +bisbiglio, tentando io di poter essere ascoltato e non riuscendomi, +debole d'altronde di voce per fisica indisposizione, chiesi che alcuno +di petto mi avvicinasse, onde portare la parola e dare campo alla +persuasione. Il conte Confalonieri, giovane di bel carattere e di +talento, mi si avvicinò, e cosí procurato di nuovo il silenzio, si +chiese al popolo che dicesse qual fosse il motivo che lo moveva e +quale l'intenzione, cosa chiedesse, mentre nello strepito confuso +nulla potevasi comprendere. Frattanto io procurava, coi gesti e +coll'ilarità del volto, di rendere la calma a quella furibonda massa; +finalmente vi fu chi ad alta voce disse volersi sapere cosa aveva +decretato il Senato il giorno 17, nel quale si ordinò una Deputazione +di alcuni senatori. A questa domanda successe un pieno silenzio, +talché io stesso risposi ne' seguenti precisi termini e fui inteso: +«Due buone cose ha il Senato decretato, per le quali ha nominata una +Deputazione alle Alte Potenze alleate: primo per chiedere non un +semplice armistizio, ma una piena cessazione di ostilità.» E qui +applausi del popolo; e poi soggiunsi: «Secondo, che sia conservata +l'indipendenza dello Stato, con un re indipendente che sia aggradito +dalla nazione». Anche a questa seconda parte il popolo applaudi. Aveva +il Senato, come si è sopra narrato, aggiunto in quel suo decreto un +complimento sulla persona del Principe Eugenio Viceré; ma di questo io +non feci parola: il solo accennarlo sarebbe stata imprudenza +produttrice di maggior disordine. Calmossi il popolo dopo il riscontro +da me dato, e dava segni di quiete, di tal modo che sembrava +sciogliersi la turba tranquillamente ragionando sulla rettitudine +dell'operato. + +Io pertanto, seguito da alcuni impiegati del Senato resi piú calmi e +dimesso il timore dal quale erano prima fortemente agitati, +discorrendo con essi e con alcuni uffiziali della Guardia nazionale, +rimontate le scale e passati i lunghi portici, andai all'aula delle +sedute per riferire quant'era accaduto. In questo frattempo convien +dire che alcuno dei piú turbolenti spargesse la voce doversi chiedere +al Senato la revoca del decreto che aveva ordinata la Deputazione. +Sapevasi che questa era partita dirigendosi a Mantova, ove il Principe +Viceré aveva il quartiere generale, e ciò affine di avere i necessari +passaporti per andare al quartier generale nemico. Ma tanto era il +sospetto sparso nel popolo che in modo indiretto si pensasse a porre +sul trono il Principe, che rapidamente il popolo passò dalla calma ad +assai maggiore tumulto, e dove fino a quell'istante era rimasto nei +cortili e ne' portici inferiori, scagliossi con impeto, superando la +Guardia nazionale che stava sul limitare della scala, e montato ne' +portici superiori, tumultuariamente mormorava doversi assolutamente +annullare il decreto che aveva ordinata la Deputazione, tanta era la +diffidenza di alcuni capi e la divulgazione sul pericolo di avere un +francese in sovrano. Infatti, appena io fui giunto alla porta del +Senato, alcuni uffiziali della Guardia nazionale ansanti, sudati e +timorosi corsero a me, e mi dissero: «Senatore, noi non possiamo piú +contenere l'impeto della moltitudine; bisogna por rimedio tostamente, +o non si potrà piú contenere». Fattasi da me quella breve riflessione +che le circostanze permettevano, vedendo i capi della Guardia +nazionale sbigottiti ed oppressi, gli impiegati pallidi ed ansanti, +udito il fermento del popolo poco discosto dal luogo, giudicai non +essere piú tempo a deliberare. Entrato pertanto frettolosamente in +Senato: «Senatori, dissi, non avete che pochi minuti alla salvezza: +decretate tosto il richiamo della Deputazione o siete perduti». + +Fattosi un momento di silenzio, né alcuno aprendo bocca, m'inoltrai +alla gran tavola del Presidente e vivamente replicai, non esservi +tempo da perdere. Rimaneva il Presidente ambiguo, e siccome io, parte +per stanchezza, parte per la naturale emozione, non mi ritrovava colla +mano abbastanza ferma per iscrivere con celerità, lo che già da +qualche anno mi accade, «Almeno, dissi, venga qui e scriva il decreto +di richiamo,» e con vari modi andavo instando «scrivete, scrivete». Il +vecchio Presidente rimaneva immobile ed irresoluto, i due Segretari +tacevano. Mossi pertanto alcuni senatori dalle mie parole e dalla +fermezza colla quale io instava, persuasi della necessità di secondare +il mio consiglio, levatisi dal loro posto e portatisi alla tavola del +Presidente, presero la penna e scrissero il decreto di revoca. Io non +saprei indicare chi fossero, e chi primo lo stendesse; ma appena uno +fu scritto, che io preso il foglio lo presentai al Presidente. Egli, +incerto, sembrava rifiutarsi alla firma, ma io replicai: «Presidente, +firmate, non vi è tempo a deliberare, firmate se vi preme la salvezza +vostra e del Corpo tutto». La ferma e decisa mia istanza, l'essersi +alcuni membri portati al burò presidenziale per stendere il decreto e +la generale agitazione lo determinarono a porvi la firma. + +Aveva io preveduto la necessità di molte copie del decreto stesso, +onde spargerle fra l'insorta moltitudine; quindi dissi ai senatori, +ch'erano venuti al burò, di fare delle copie, e ciò pure fu subito +fatto. Pochi minuti furono impiegati per le mie istanze alla firma del +decreto ed a farne delle copie, tutto essendosi rapidamente eseguito, +come le pressanti circostanze richiedevano. Data pertanto la prima +carta, non so bene se ad un ufficiale della Guardia nazionale o a +qualche commesso del Senato, questi la presentò agli insorgenti. Tale +era il tumulto e tanta l'agitazione degli animi che in Senato erano +entrati alcuni della Guardia e degli impiegati, né piú si conosceva +l'ordine delle sedute. + +Io non uscii primo a presentare al popolo il decreto, preferendo +rimanere sino a che varie copie fossero fatte. Erano concepite in +brevi termini per il richiamo della Deputazione e furono in pochi +momenti copiate da quei senatori che eransi presentati per stenderlo. +Presa pertanto una copia, mi presentai tosto al popolo tenendo la +carta colla mano alzata, onde tutti potessero vederla. Ed in vero se +non fosse stato pronto il rimedio al male, il popolo, entrato in +Senato, non avrebbe certamente rispettate le persone. E sebbene +fossero in maggior pericolo quei senatori che furono colle voci e +colle minacce insultati al loro primo ingresso, perché considerati +noncuranti dell'opinione pubblica, pure nel tumulto delle offese +nessuno poteva lusingarsi di rimanere salvo. L'uniformità dell'abito e +la natura degli uomini tumultuanti, parte non milanesi e nel maggior +numero della bassa plebe, avrebbe prodotta una generale confusione, né +sarebbero stati distinti e rispettati quelli che pur godevano della +pubblica opinione. Il minore dei mali sarebbe stato lo spoglio de' +ricchi abiti senatorii e di tutto ciò che ornasse ed arricchisse la +persona. E ne sia prova quanto avvenne in seguito come narrerò. Il +presentare alla massa tumultuante le carte col decreto distribuendole +fra essa ed il fermarla nel luogo ove erasi inoltrata, cioè presso la +stanza anteriore a quella delle sedute, fu un solo momento. Nemmeno +piú s'inoltrò: calmossi il tumultuoso grido, e passando dall'uno +all'altro la lettura del decreto, rimase la turba occupata e non +minacciosa. In questo frattempo uscirono i senatori dall'aula, e +cautamente sfilarono fra la moltitudine per i portici lungo il muro, +onde, scese le scale, uscire dal palazzo. + +Io rimaneva nel luogo dove aveva mostrato al popolo il decreto, e mi +ritrovai al fianco due o tre delle guardie nazionali, fra i quali +certo Radaelli fornaio, ed il popolo mi circondava cosí foltamente che +appena potevo muovermi. Io esortava con maniere dolci e tranquille +alla quiete, quando un uomo di alta statura, il cui aspetto dimostrava +non essere milanese ma probabilmente abitatore di qualche luogo del +Lago Maggiore, mi si affacciò e disse: «Va bene, ma ora vogliamo +Prina». Era il conte senatore Prina ministro della finanza ed in odio +alla popolazione, che lo diceva duro nelle sue maniere e troppo +zelante nello smungere i privati, onde impinguare il tesoro sempre +bisognoso di denaro. Risposi a quella proposizione: «Prina non c'è». +Ma quegli, «Evvi, disse, ed io l'ho veduto entrare nel palazzo pel +primo». Replicai che Prina non vi era; insistette quelli, ed io +soggiunsi: «Come! voi tutti avete tanta bontà e fede in me, poi mi +credete capace di mentire? Io vi replico che Prina non c'è e che non è +intervenuto». + +Aveva il Presidente Veneri nel suo equipaggio qualche cosa di +somigliante a quello del senatore ministro Prina, e, da quanto mi fu +detto in seguito, la servitú del Presidente, quando il popolo entrò +nel cortile, creduta essere quella del conte Prina, fu ingiuriata e +maltrattata. Terminato quel breve dialogo fra me e l'incognito, vidi +al mio lato destro il conte senatore Thiene, il quale, essendo gottoso +ed essendo stato vivamente ingiuriato quando entrò nella porta del +palazzo, lentamente si avviava e non senza timore. A tale vista io mi +levai dalla moltitudine, che mi circondava, e, presolo sotto braccio, +gli dissi: «Venite con me, ed andremo sicuri». Passai seco i portici e +lentamente scesi le scale fra mezzo alla folla del popolo, il quale +rimase tranquillo, e solo udivasi un moderato bisbiglio, quale suole +formarsi ove molti se ne stanno discorrendo di qualche fatto. Scese le +scale, fortunatamente la mia carrozza s'inoltrò alla porta grande; ma +quale non fu la mia maraviglia all'atto di farvi montare il conte +Thiene e di entrarvi io stesso, veggendo in essa, sebbene non fosse +che di quelle dette _bastardelle_, fatta per due o tre persone, tre +senatori ivi rifugiatisi. Erano questi i conti Carlotti, Condulmer e +Massari. Rimase in sospeso a tal visto il conte Thiene, e non senza +timore; ma io presolo sotto braccio ed aiutandolo: «Salite, dissi, che +in qualche modo ci entreremo tutti due». Montammo infatti, adagiandoci +come potemmo; uscí dal palazzo la carrozza, ed il popolo gridando +«Bravo Verri, evviva Verri» seguiva la carrozza correndo. A questa +vista mi venne primieramente in pensiero di andare alla casa paterna +situata dirimpetto al Monte Napoleone, e però vicina; cosí ordinai al +cocchiere, lusingato che, quando fossi in detta casa, il popolo si +sarebbe ritirato. Accortomi però subito della falsità di questo +consiglio e del pericolo che anzi il popolo entrasse in casa +disturbando la domestica tranquillità, mi appigliai a piú savio +suggerimento, ed ordinai al cocchiere di andare alla mia abitazione +posta in casa Cavenago nella contrada de' Cavenaghi, prendendo la via +del Fòro, ed accelerando la corsa entrare nella porta che appunto +guarda il Fòro. Cosí fu eseguito, e stancandosi il popolo per +l'accelerato corso e per la piú lunga strada, entrai in casa non piú +seguitato da alcuno. I senatori, che meco erano, mostravansi +sbigottiti assai, ed il conte Carlotti, uomo verboso secondo il +costume de' Veneti, ed al cui aspetto ministeriale e personale +compostezza nel dire poco corrispondeva la precisione delle idee e la +saviezza del consiglio: «Io non so, disse, come mai accada tanto +tumulto,» soggiungendo alcune altre parole in dimostrazione della sua +maraviglia per ciò che accadeva. Alla quale proposizione io non potei +trattenermi, ben conoscendo il soggetto per adulatore, ed illimitato, +di chiunque abbia autorità, ed essendo stato informato delle pratiche +da lui tenute preventivamente alla seduta del Senato del giorno 17, +nella quale fu proposto con tanta irregolarità quel fatale decreto. +Era egli fra' pochi Senatori col conte Paradisi di piena intelligenza; +aveva scritto un viglietto al conte senatore Luigi Castiglioni, mio +nipote, per interessarlo a secondare quello strano progetto di +decreto, con tanta oscura irregolarità proposto al Senato. Gli dissi +pertanto, non senza molta emozione: «Voi dovete tacere, giacché è noto +quanto preventivamente avete fatto, dando mano ad un piano insensato +col quale volevasi dal Senato ciò che in nessun modo era ammissibile, +proposto in que' termini e tutte nascondendo le circostanze. A questa +malaugurata condotta di alcuni pochi debbesi attribuire tutto il +disordine». Fu questo mio rimprovero esposto con qualche vivacità, che +le circostanze naturalmente eccitavano; ed egli tacque. Giunti in +casa, spedirono i senatori, che meco erano, per avere gli abiti di +semplici cittadini, i quali giunti, se gl'indossarono e partirono. La +servitú di mia casa mi disse che essi erano tremanti e pallidi; io non +li vidi in quel frattempo, essendomi io pure ritirato per spogliarmi e +vestire il _frac_, e portarmi subito dal Gran Cancelliere Melzi. + +Era egli sdraiato su di una _duchesse_, incomodato fortemente dalla +gotta. Siccome il messaggio al Senato, come dissi, era stato spedito +da lui, né il pubblico lo ignorava; cosí egli era esposto alla +popolare insurrezione e in grave pericolo. Narratogli pertanto quanto +era occorso, egli mostrò qualche disapprovazione sul mio operato, +quasi troppo avessi secondata l'indiscreta domanda popolare. +Insistendo però io sulla totale mancanza di forza, sulla violenza del +popolare fermento e delle palesi minacce, rimaneva egli silenzioso e +probabilmente non persuaso. Io però non desistetti, e piú instai molto +sul pericolo suo personale, persuadendolo a farsi trasportare altrove; +al che egli non volle aderire. E qui non è fuori di proposito +rammentare ciò che fu in seguito costantemente detto; cioè che il +popolo, partendo dal palazzo del Senato, si rivolgeva verso Porta +Nuova, dov'era la casa del Gran Cancelliere Melzi, e che il conte F. +Confalonieri, ciò vedendo e ritrovandosi nella folla, gridasse meglio +essere dirigersi verso San Fedele, ché ivi era la casa del ministro +Prina. Dicesi che a questo detto il popolo, cangiata direzione, si +rivolgesse verso San Fedele. + +Ma prima di continuare non debbo tacere, ritornando a quanto concerne +il Senato, che, partiti i senatori, il popolo entrò tumultuariamente +nella sala del Corpo, nella segreteria e nelle altre stanze, tutto +guastando, insultando il ritratto di Napoleone, stracciando e +trasportando le carte e tutto distruggendo il mobiliare e le finestre +e quanto vi si trovava. + +Ripiglio ora l'avvenuto presso il Duca di Lodi, Melzi. Mentre io seco +dialogava, inutilmente procurando persuaderlo sulla vera natura delle +circostanze, furono annunciati due o tre senatori, che, se la memoria +di quei tumultuosi e rapidi eventi non mi inganna, erano il conte +Cavriani ed il conte Veneri Presidente. Questi, riferendo l'occorso, +ed io con essi secondando, tanto dissimo che il Duca di Lodi +incominciò a persuadersi essere le cose spinte a tal punto che +sommamente interessavano l'attenzione di qualunque non fosse affatto +privo di senno. Fra le molte cose parlarono essi del pericolo nel +quale era il senatore Prina: il che era confermato da quanto io in +proposito aveva di già detto, sulla domanda che di lui erami stata +fatta con quelle energiche parole dettemi al Senato: «Va bene, ma noi +ora vogliamo Prina». Mosso pertanto il Duca Melzi da quanto udiva, +disse che bisognava scrivere subito a Prina un biglietto per avvisarlo +di porsi in salvo. Cosí, ma troppo tardi, perché tale era il fatale +destino del Regno, quell'ottimo e perspicace uomo incominciò a +persuadersi essere la cosa pubblica in grave pericolo. Che se egli mi +avesse prestata fede dopo la convocazione del Senato del giorno 17, +non avrebbe permessa la seconda del 20 ed avrebbe provveduto alla +pubblica sicurezza. Si pensò subito a prevenire il ministro Prina; ma +troppo tardi, come si vedrà in seguito. + +Partito che fui dal Duca di Lodi e giunto alla mia casa, ritrovai un +commesso del giudice di pace Banfi, che mi disse essere quel giudice +premuroso di parlarmi e che a momenti sarebbe giunto. Mi trattenni +pertanto nel portico senza montare le scale e pochi momenti dopo venne +il giudice. Dissemi aver bisogno di me, ed instò perché mi portassi +seco alla casa del ministro Prina, ove il popolo si affollava +minaccioso. Credeva egli essere questo il solo e piú prudente partito +per sedare il tumulto, ragionando su ciò che al Senato era accaduto e +supponendo che il popolo non si sarebbe inoltrato di piú quand'io mi +fossi presentato. Ma non trovandomi io piú in abito di senatore, ma +vestito nel modo consueto e comune, non credetti dovermi esporre con +troppa facilità. Instando però egli e dicendo non esservi che io nel +quale fondar si potesse la speranza di calma, risposi: «In Senato, +appartenendo al Corpo, ho fatto quanto esigeva il dovere di buon +cittadino e di zelante magistrato; ma l'inoltrarsi nella folla del +popolo in abito comune, poco conosciuto di persona per il genere di +vita già da vari anni impostomi dalla sempre debole salute, sarebbe +imprudente cosa ed inutile. Pure, disposto a tutto ciò che in qualche +modo possa contribuire a togliere i disordini, ella si compiaccia di +andare alla casa del Comune qui vicina, e ritorni con due ufficiali +della Guardia nazionale, i quali possano ad alta voce dire chi io sia, +e tosto verrò». Partí il Banfi pronto a seguire il mio consiglio; poi +credette inoltre andare egli stesso al luogo del tumulto, che ritrovò +giunto a tal segno da togliere ogni speranza. + +Aveva il popolo furiosamente invasa la casa del Ministro ed i piú +facinorosi e feroci suoi nemici tanto fecero che lo ritrovarono +nascosto e con obbrobrioso vilipendio strascinaronlo per la strada +percuotendolo ed ingiuriandolo. Nessuna forza pubblica si oppose a +quei forsennati, che pochi soldati a cavallo avrebbero fugati e +dispersi. In questo tumultuoso movimento, non so bene in qual modo +accadesse, il Ministro fu ricoverato nella bottega o casa di un +pizzicagnolo, situata sull'angolo della contrada detta alle Case +Rotte, di contro al Gran Teatro e poco discosta dalla casa del +Ministro. Ivi si portò il generale conte Pino, il quale, stanco, +ansante e malamente sostenendosi della persona avrebbe voluto poter +salvarlo, esortando alla calma il popolo; ma quel suo qualunque +tentativo fu del tutto inutile. Il popolo frattanto minacciava +d'incendiare la casa e tale fu l'impeto e la decisione delle minacce +che l'infelice Prina fu abbandonato al popolare furore, dal quale ebbe +a soffrire insulti crudeli e percosse di ogni genere. Chiedeva egli +pietà, ma sordi erano quelli arrabbiati sicari; chiese pur anche di un +confessore, e credo gli fosse concesso; poi cadde vittima dei +replicati colpi di bastone, de' pugni e de' colpi delle ombrelle. Fu +il suo cadavere strascinato per le pubbliche strade con torce accese +ed oltraggiato, poi dalla Guardia nazionale ricoverato nella casa +della città detta il Broletto. La celerità e la violenza di quanto +seguí in questa orrenda scena sono degne di maraviglia. In brevissimo +tempo tutta la sua casa non solo fu saccheggiata e spogliata dei +mobili, ma tutta guasta ed in parte distrutta. Le tegole, le ferrate, +i sassi che ornavano le finestre non poterono rimanere immuni dalla +popolare rabbia e sfrenata rapacità; ed in poco tempo era l'aspetto di +quella casa non diverso da quello di una distrutta da forte incendio o +da violento terremoto, anzi piú, perché rimasero le finestre spogliate +delle ferrate e de' sassi che le ornavano. + +Vuole la fama che i principali attori di questo memorando e infelice +evento non fossero cittadini milanesi, ma gente del Lago Maggiore, +regione nella quale l'infelice Ministro avea molta corrispondenza. E +serva questa popolare malvagità a dimostrare qual via di mezzo debbasi +seguire dai grandi magistrati, allorché il popolo gli si rende +avverso; imperocché, se la viltà d'animo nell'adempire ai doveri della +carica è biasimevole e degna di sommo rimprovero, non lo è meno, né +meno pericoloso, il troppo disprezzare la pubblica opinione. Non +ignorava il Ministro ciò che di lui si dicesse e si opinasse, ma egli +imprudentemente dispregiando il pubblico clamore andava per la città a +cavallo, come se nulla vi fosse a temere, onde molti ciò riguardavano +quale ingiurioso insulto. E tanto piú perché era noto, e molti ne +parlavano ne' pubblici caffè, essere egli stato da alcuni giovani +minacciato in queste sue cavalcate. Narrossi che alcuni di questi, +seguendolo da vicino e mostrando discorrere fra loro, si esprimessero +in termini ben chiari e con voce spiegata, essere ormai giunto il +tempo di disfarsi dei cattivi ministri, privandoli di vita. Ma +l'avverso destino, che tutto combinava alla distruzione del Regno ed +alla ruina della capitale, volle anche offendere questa nella fama. +Imperocché mentre la popolazione milanese erasi sempre meritata e +goduta l'opinione di saviezza e di bontà, fu essa deturpata da quella +feroce tragedia, alla quale troppo imprudentemente si espose +quell'infelice, e col suo contegno in pubblico e coll'essersi +rifiutato in quello stesso giorno alla fuga apparecchiatagli da' suoi +benevoli, che inutilmente lo esortavano pochi istanti prima +dell'accaduto a fuggire con una vettura che già avevano pronta. + +Grande era il fermento nella città; ed il popolo tumultuante, colla +plebe avida di tumulto e di saccheggio, minacciava grandi disastri. +Unissi pertanto presso il podestà, che era il conte Antonio Durini, il +Consiglio municipale, il quale determinò doversi fare un Governo +provvisorio e doversi invitare l'unione de' Collegi elettorali, i +quali pensassero a richiamare la calma con piena autorità. Questo era +il solo mezzo che rimanesse, piú non v'essendo chi rappresentasse il +Governo. Il Principe Viceré era a Mantova coll'armata; il Ministro +dell'Interno, partito per quella città quando intese ciò che accadeva +intorno alla casa del Ministro Prina; nessuna forza militare che +bastasse all'intento; il Senato, dopo ciò che era seguíto e dopo il +sacco della sua residenza, nulla poteva, e non sarebbe stato +opportuno. Sette onesti cittadini furono pertanto nominati dal +Consiglio comunale per formare una Reggenza di Governo composta di +persone che o per qualità di nascita o per esperienza negli affari +avessero favorevole la pubblica opinione ed accetti al pubblico. +Furono questi il conte Giberto Borromeo, conte Alberto Litta, conte +Giulini figlio, Bazzetta consigliere, conte Mellerio, conte generale +Pino, ed io con essi. + +La sera di quello stesso giorno io ricevetti la lettera di nomina, +coll'invito di portarmi la seguente mattina al palazzo di città, onde +concertarci su quanto occorresse fare. Frattanto, minacciando il +popolo, con non equivoci schiamazzi e con il frequente mormorare de' +crocchi, di tutta porre in sconvolgimento la città, saccheggiando la +pubblica Dogana, la Zecca ed alcune case de' ricchi designate a scopo +dell'odio, della vendetta e del saccheggio; i possidenti, i negozianti +e tutte le oneste persone si armarono in Guardia nazionale, che fu in +breve tempo, sotto il comando di Don Annibale Visconti, capo di essa, +ridotta a ragguardevole numero e distribuita ove il bisogno lo +richiedeva. E lo stesso Duca di Lodi, che troppo avea neglette e +disprezzate le turbolenti circostanze, mosso finalmente dal timore, mi +scrisse un biglietto acciò si pensasse alla sua difesa. Infatti, +abitando egli vicino alla Zecca, fu ivi spedito un corpo di Guardia +nazionale, che entrambi difendesse da qualunque attentato. + +La mattina seguente, cioè il 21 aprile, mi portai al palazzo di città, +ove eravi il conte Durini podestà, il conte Gian Luca della Somaglia +presidente del Consiglio comunale, vari consiglieri, e dove si unirono +i sette invitati a formare la Reggenza. Varie cose confusamente si +trattarono; ed in quanto al luogo dove porre si dovesse la residenza +dell'interinale Governo, io opinava risiedere nel palazzo stesso della +città, sembrandomi inconveniente la sede del palazzo di Corte, sebbene +ivi sempre, nella varietà dei governi, risieduta fosse la pubblica +governativa rappresentanza. Sembravami anche, in vista di vedere +nominati al Governo sette nobili, prudente cosa e atta a cattivare la +popolare opinione, l'astenersi da tutto ciò che potesse dar motivo +d'invidia e di mormorazione. Ma quel fabbricato non offriva +l'opportunità del sito. Fu dunque all'istante determinato che ci +portassimo al palazzo reale, ma che, rispettando gli appartamenti +reali, ci ponessimo ove solevano unirsi i Consigli legislativi e degli +elettori. Tale fu il mio parere, che fu adottato. Trattavasi del modo +col quale il nuovo Governo dovesse passare dal palazzo di città alla +fissata residenza; e fu stabilito che, per illuminare il pubblico +sulla presa determinazione e per procurare la calma con apparenza +pubblica, dovessero i componenti la Reggenza andare a piedi con alcune +guardie nazionali e con vari ufficiali di essa, i quali ad alta voce +nominassero le persone nostre, esortando alla quiete ed alla fiducia +nella saviezza e nella probità degli individui nominati. Partita +quindi la Reggenza in questo modo dal palazzo di città, si avviò al +luogo stabilito, alto gridandosi dagli ufficiali nazionali i nomi +degli eletti ed esortando il popolo alla fiducia in essi. Era il +cammino per la quantità degli uomini affollatissimo ed i balconi pieni +di gente, come suole accadere nelle pubbliche feste. Giunti alla +residenza e dovendosi fra noi eleggere un presidente, vollero i miei +compagni ch'io ne avessi l'onore, né mi giovarono i motivi da me +addotti, e singolarmente la poca mia salute, per disimpegnarmi. + +Giunti però in quell'abitazione, ben si conobbe che non offriva i +necessari comodi per la rapida spedizione degli ordini, né per le +udienze delle persone le quali accorrevano alla Reggenza per la +moltiplicità delle cose. In questo frattempo il conte Fenaroli, +maggiordomo maggiore del Regno, il quale dimorava nel palazzo, fece +istanza perché la Reggenza si portasse a risiedervi, come quello che +offriva le opportune comodità alle circostanze; e ciò fu eseguito, +perché in realtà non era possibile il fare altrimenti. Giunti al +palazzo, io feci quanto si richiedeva per stabilire i burò, ponendo un +ben disposto protocollo, scegliendo le persone adattate agli uffizi. + +Erasi finalmente pubblicato l'invito per l'unione dei Collegi +elettorali; e la Reggenza diresse i suoi primi pensieri a porre in +molta forza la Guardia nazionale per contenere le minacce dei +malevoli, i quali nel giorno 21 singolarmente, che era il primo, +davano non dubbi segni di grande sommossa con minacce di private +vendette e di generale saccheggio. Fu la Guardia nazionale fortemente +armata e divisa in vari corpi, ove piú vi fosse a temere, ed in forti +pattuglie, che di giorno e notte proteggessero la pubblica e la +privata sicurezza. Ma voleva la prudenza che la forza stessa fosse +cosí regolata che non irritasse la plebe. Si dovette pertanto non +armare i fucili colla baionetta e combinare la forza con modi urbani, +cosí richiedendo l'indole della nazione. E fu per ciò che invece di +chiudere le porte della città, come fu proposto, dal che proveniva la +mancanza delle provvigioni e molti altri inconvenienti, si posero alle +porte persone savie, le quali, osservando chi voleva entrare, con bei +modi li rimandassero, non permettendo l'ingresso se non a quelli che +si vedessero avviati per qualche motivo di condotte o di affari, +rifiutando l'ingresso agli oziosi o sospetti. Ottennero questi savi +provvedimenti il bramato effetto, e mentre grandi erano le minacce +nell'interno della città ed il romore rapidamente divulgatosi nella +campagna aveva spinti molti abitanti di essa ad accorrere in città, fu +col suddetto modo impedito il concorso. Né in quello mancava chi ad +alta voce gridasse, chiamando quale era il luogo, quale il sito ove si +saccheggiasse, spinti dall'avidità di rapina. Arrestaronsi in quel +giorno, e molto piú nella successiva notte, vari popolani presso i +quali furono ritrovati note, stili ed armi insidiose, tenaglie, +martelli ed altri istromenti atti a rompere i ripari e perfino +soghetti per strozzare alcune vittime del partito. Non mancò qualche +minaccia contro la Reggenza medesima, la quale, sebbene fosse ordinata +secondo l'opinione pubblica, pure non poteva essere di aggradimento a +chi poneva le proprie speranze nel disordine generale. Infatti essa +dové far porre alcuni cannoni nel primo cortile, che furono poi +ritirati tosto che al fermento successe la calma. Quelle tumultuose +circostanze mi spingono ad una riflessione, che mi sembra +interessante, intorno al sistema di polizia politica usata comunemente +in questa nostra città dai sovrani. Scopo di essa è la pubblica +sicurezza; ma in fatti ognuno sa a che si riduce la polizia affidata +nella esecuzione pratica a persone di pessimo carattere, le quali +vivono di spionaggio e tradimento. È facile la corruzione loro a chi +tentasse contro la pubblica sicurezza, sempre che sia promossa con +mezzi opportuni. Nessuno che tenti qualche azione grande si fida di +persone, che in qualche modo diano sospetto di appartenere a quel +magistrato. È per ciò che le congiure sono generalmente scoperte non +già da esso, ma dal tradimento di qualcuno dei congiurati. Ma perché +l'ufficio di quelli impiegati si renda in qualche modo interessante, +essi per interesse proprio, ora riferendo alcune particolari +circostanze, ora esagerandole, ora male interpretando una parola, un +discorso, un gesto, gettano i semi della discordia fra il Governo e i +governati e tutta corrompono la civile società, sostituendo alla +socievole fiducia la generale diffidenza. Io la penso cosí, confermato +in questa mia opinione anche da quanto ho praticamente veduto, essendo +a capo del Governo in quelle pericolose e turbolenti circostanze. In +esse siccome infatti trattavasi della pubblica e della privata +sicurezza, cosí gli onesti cittadini, e non le vili spie della +polizia, accorrevano avvisando ed illuminando la Reggenza, come in +particolare, dei pericoli privati e pubblici che insorgevano, e cosí +potevasi da quel Governo provvisorio opporre al male un pronto +rimedio; come accade nelle calamità pubbliche d'incendio o +d'inondazione, ove tutti i buoni accorrono ed offrono l'opera loro. Ma +quei mercenari infami, poveri e bisognosi per vizio, privi di morale e +perduti nell'opinione pubblica, sono i primari stromenti sui quali si +aggira e si fonda la cosidetta polizia: indifferenti al pubblico bene, +altro non pensano che a rendersi interessanti, secondando quelle +massime che a loro sembrano dominare negli animi dei loro principali; +e siccome questi inclinano alla diffidenza del pubblico, essi la +fomentano con mille alterati rapporti e sospetti, nulla curandosi +dell'interesse sociale, né avendo l'ingegno che si richiede per +conoscerlo e tutelarlo. Infatti se molte notizie utili e vere furono +in quei calamitosi giorni date da cittadini onestissimi, nessuna me ne +pervenne dalla polizia; e sebbene questa facesse rapporti giornalieri +ed altri ne facesse la gendarmeria, erano cosí lenti e tardi che posso +asserire sull'onor mio che neppur uno mi è giunto prima che non fosse +di già il tutto noto e non vi fosse posto riparo, se la natura della +cosa lo esigeva. Né ciò è accaduto a me solo, ma anche al Duca di +Lodi, prima che la rivoluzione scoppiasse, mentre avendolo io +interpellato come si fosse permessa la riunione del Senato il giorno +20 in quelle pericolose circostanze, unione poi anche superflua per la +mancanza del motivo, e mentre tutta la città conosceva il fermento e +la minaccia di molti, egli mi assicurò che nulla mai la polizia gli +aveva riferito. E tanta era la persuasione sua in quel tempo che a me +non volle prestar fede intorno al pericolo di sommossa, allorquando +gli parlai dopo la seduta del Senato del giorno 17, e si dichiarò +pronto a provarmi, co' rapporti fatti dalla polizia, la verità +dell'asserzione che nulla gli fu partecipato. Era in quell'epoca +Direttore generale, e quasi Ministro di polizia, il conte consigliere +Giacomo Luini, persona di talenti e di maniere non comuni; né io +posso, senza grande maraviglia, riflettere al silenzio che il Duca di +Lodi mi assicurò essersi seco conservato dal Luini. Era Luini +affezionato anche per riconoscenza al Duca e per interesse proprio +doveva essere opposto alla rivoluzione che si tentava, come quegli che +dal Viceré era distinto e considerato. Non ignorava al certo il +sussurro generale, né il complotto da eccitarsi al Senato; doveva +temere il Governo austriaco, che nei tredici mesi lo confinò a Cattaro +incatenato. Melzi, d'altronde, era incapace di mentire con me, né cosí +poco saggio da trascurare le notizie che gli fossero state date. In +questo singolare conflitto d'idee ed incertezza di opinione, io non so +cosa pensare, e solo ho in animo di parlarne liberamente al conte +Luini, instando su ciascun punto di dubbio, per intendere da lui quale +soluzione possa dare a questo strano mistero. + +Ma ripigliando il discorso su quelle civili turbolenze, dico che +mentre dalla Reggenza davansi tutti que' provvedimenti, che le +circostanze offrivano, per impedire i maggiori disordini, unironsi i +Collegi elettorali. Ma nacque dubbio, se alla loro unione si dovessero +ammettere gli elettori che appartenessero a quei Dipartimenti, che già +erano occupati dalle armate nemiche de' coalizzati. Alcuni elettori di +quei Dipartimenti erano in Milano, parte per impiego e parte per caso. +Ma si giudicò che il chiamarli potesse irritare le Potenze alleate, +sembrando non conveniente che la parte del Regno già da esse +conquistata avesse chi la rappresentasse unitamente alla parte tuttora +libera. Unironsi pertanto i soli elettori degli otto Dipartimenti che +rimanevano, cioè Olona, Mincio, Alto Po, Agogna, Lario, Mella, Adda, +Serio. Alla prima unione la Reggenza delegò me, come Presidente, ed il +conte Giberto Borromeo per complimentarli. + +Costituita per tal modo la nazionale rappresentanza[38], fu la +Reggenza cresciuta di sette individui, scelto ciascuno dai sette +Dipartimenti, i quali non avevano chi li rappresentasse nella +Reggenza, stata nominata dal Consiglio comunale di Milano e però tutta +composta di membri dell'Olona. Questa seconda nomina fu da me proposta +ai Collegi elettorali quando fui a complimentarli, sembrandomi +sconvenevole che il Governo fosse composto di soli milanesi, e +tendente a procurare d'universale accordo la nomina comprensiva di +tutti i Dipartimenti. Elessero i Collegi elettorali in loro Presidente +il conte Lodovico Giovio, confermarono la Reggenza; poi la accrebbero +di sette individui, e furono il conte senatore Lucrezio Longo pel +Mella, il giudice di Cassazione Tonni pel Mincio, Tarsis per l'Agogna, +il conte Muggiasca pel Lario, il conte Vertova pel Serio, il marchese +Sommariva--fratello del tenente maresciallo al servizio austriaco, che +fu il primo che giunse colla forza armata--per l'Alto Po ed il conte +senatore Peregalli per l'Adda[39]. Ma il destino era fatale alla +sussistenza del Regno, e volle che tutto fosse malamente condotto con +errori politici di ogni sorta. La prima Reggenza con soli sette +individui procedeva regolarmente, godeva la pubblica opinione e con +somma tranquillità e accordo andava calmando le insurrezioni, che si +andavano suscitando in vari luoghi dello Stato; ma i Collegi +elettorali, guidati da alcuni pochi, sorpresi senz'avvedersene da +mozioni poco saggie e contrarie ai veri interessi della nazione, +ebbero sedute poco plausibili. Fecero essi una Deputazione alle Alte +Potenze alleate, le quali coi loro manifesti eransi dichiarate del +tutto aliene di conquistare; la quale Deputazione chiedesse la libertà +ed indipendenza dello Stato. Furono nominati il conte Alberto Litta +membro della Reggenza, il conte Federico Confalonieri, Giacomo Ciani, +il conte Gio. Giacomo Trivulzio, Pietro Balabio capo battaglione della +Guardia civica, Gio. Luca della Somaglia presidente del Consiglio +comunale di Milano, Marc'Antonio Fè di Brescia e Serafino Sommi di +Cremona: in segretario poi della suddetta Deputazione fu nominato +Giacomo Beccaria[40]. + +Mentre queste disposizioni erano date, parte dai Collegi, parte dalla +Reggenza furono abolite alcune tasse odiose al popolo, ed altre +diminuite, onde piú facilmente richiamare l'ordine. Cosí il Registro, +che sommamente gravitava sulle eredità e sui contratti, e la tassa +sulle arti e mestieri furono abolite, e diminuite quelle sui sali e +tabacchi. In seguito fu ristretta la riserva della caccia nel +circondario di tre miglia del regio Parco di Monza, riserva posta su +campi sommamente coltivati e fertili, e però dannosissima: era essa +resa poi anche insopportabile dalle soperchierie de' guardacaccia. +Giovarono questi provvedimenti alla calma della nazione, e la Reggenza +ne ordinò l'esecuzione. Ma i Collegi elettorali, mentre volevano +conservato il Regno, fecero varie proposizioni alla Reggenza, che in +nessun modo erano combinabili con quello scopo. Proposero l'abolizione +del Senato, del Consiglio di Stato e della Segreteria di Stato. Ma +questa loro dichiarazione non fu dalla Reggenza pubblicata, come +quella che si opponeva direttamente allo scopo principale della +conservazione del Regno. E ben mi ricordo che, giunta alla Reggenza la +carta portante le dette determinazioni, il segretario di Stato conte +Strigelli venne da me e dissemi che egli se ne andava a casa +abbandonando il posto; al che io mi opposi, dicendogli che rimanesse, +non potendo il Governo procedere ove fosse privato della Segreteria: e +cosí egli rimase al posto. + +Sette giorni, se ben mi ricordo, fu la Reggenza a capo del Governo e +poté con molta quiete ed assiduità provvedere al tutto. Sedevasi il +giorno e la sera; né parmi possibile ch'io potessi reggere a tanto, +poiché, come Presidente, io non aveva un momento di quiete, non +esclusa la notte. Io dovea sorvegliare i burò per la pronta spedizione +degli affari, regolare le sedute, ascoltare chi si presentava; e +quando, o per cibarmi o per riposare, io andava a casa, non mancava +subito chi fosse da me, o per istruzioni o per recarmi notizie o per +provvedimenti a vari moti che da un momento all'altro accadevano: e +ciò oltre tutte le revisioni e le firme da porsi ai vari ordini, ai +proclami, alle lettere. Ma ciò che rese cosí grave l'impiego che quasi +era reso insopportabile, fu il poco accordo e la poca dignità di +alcuni individui della Reggenza, dappoiché fu accresciuta di sette +nuovi rappresentanti. Erano i primi dignitosamente interessati alla +pubblica quiete ed al buon regolamento, le discussioni ed i partiti +erano saggi, ponderati, tranquilli e fermi; poi divennero tumultuari e +spesse volte poco decenti. Non voglio tacere che molto male fecero le +basse e focose maniere del conte Longo del Mella, il quale con tanta +rozzezza di modi, ostinazione e schiamazzo trattava gli affari e con +tanto poco discernimento, non lasciando che altri con tranquilla +dignità esponesse i propri pensieri, che oltre ad essere io stato +obbligato ad ordinare che fossero chiuse le doppie porte, per impedire +lo scandalo e l'udire agli uscieri ed altri, non potei un giorno +dispensarmi dal chiamarlo all'ordine e dirgli ch'era libero di +partire, giacché egli disse che, quando si fosse fatto certo decreto +contrario alla sua opinione, egli avrebbe preso il cappello e se ne +sarebbe andato. Non sarebbe stata gran perdita, se avesse eseguito +quanto minacciava. Questo uomo, che era probo, ma sommamente focoso e +di basse maniere, declamava furibondo quando era coi suoi eguali; ma +poi si è manifestato vile d'animo quando l'occasione esigeva fermezza +di carattere. Giunti i Tedeschi, egli in Reggenza non aveva fiato per +parlare, né per leggere: non seppe mai fare rapporto d'alcun affare +che potesse concepirsi, sicché egli meschinamente, con sorpresa di +tutti, rappresentò nella Reggenza. Questo stesso uomo che, udito in +società, si sarebbe creduto di forte petto, di carattere tenace e +fermo, terminò di vivere per patema d'animo, quando il Governo +austriaco, cangiato il governo e abolita la Reggenza al principiare +del 1816, lo dimenticò, lasciandolo in libertà. + + +NOTE + +[37] [Il VERRI accenna manifestamente alla convenzione militare di +Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il 16 aprile 1814, +ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal Principe Eugenio il 17, e +resa esecutiva con _atto di cambio_ delle ratifiche sottoscritto il 17 +a un'ora pomeridiana dai generali austriaci Neipperg e Dode e dal +generale italiano Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul _Giornale +Italiano_ del 19 aprile 1814]. + +[38] La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca che +ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente indurre a scrivere +con poca esattezza istorica. Onde converrà per ora indicare le scene +principali, poi, ritornato che sia in patria, mi procurerò i mezzi di +maggiormente ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto +gioverà la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal +segretario De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero per un +gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio, con la quale +furon venduti in Germania: di là tornarono in Italia per compra +fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi, e quindi furono ceduti a LUCA +BELTRAMI che ne fece dono alla Biblioteca Braidense e ne diede un +riassunto nell'_Archivio storico lombardo_, anno 1892, vol. IX. pp. +700-705]. + +[39] Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente delle epoche; e +dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati i sette reggenti dopo +che i Tedeschi erano già in Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli +Austriaci entrarono in Milano il 28 aprile: e _la nomina per +iscrutinio segreto degli individui degli altri dipartimenti da +aggiungersi in membri della Reggenza provvisoria di Governo_ era stata +fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata +nel _Giornale Italiano_ del 27]. + +[40] Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere, e chi +abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare la pubblica +quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi elettorali. [Delle +richieste da fare alle Alte Potenze, secondo la deliberazione presa da +Collegi elettorali nella seduta del 23 aprile, è dato il testo +dall'ARMAROLI, p. 31. Quanto all'invito ai Tedeschi di entrare in +Milano, è noto che esso fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni +Serbelloni recatisi in nome della città al quartier generale austriaco +la sera del 20 aprile; cfr. _Studi intorno alla storia della Lombardia +negli ultimi trent'anni_, p. 76 e 91]. + + + + +INDICE DELLE PERSONE E DELLE COSE NOTABILI + + +Acerbi Pompeo firma l'istanza pei Collegi elettorali, 60. + +_Adda_, uno dei dipartimenti del Regno, 85; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +_Adige_, id., 85. + +_Adriatico_, id., 85. + +_Agogna_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155. + +Agretti Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Agucchi Alessandro, consigliere di Stato e prefetto del Passariano, +81, 86. + +Alberti Francesco, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Aldini Antonio, ministro segretario di Stato, grande ufficiale del +Regno, 78, 82, firmato nel terzo Statuto del Regno, 91. + +Aldini Giovanni, consigliere di Stato, 80. + +Alessandri Marco, senatore, 79, firmato nel primo Statuto, 91. + +_Almanacco reale_, 78. + +_Alto Adige_, uno dei dipartimenti del Regno, 85, + +_Alto Po_, id., 85; suo rappresentante nella Reggenza, 155. + +Amante Giovanni, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Andreani Gio. Maurizio firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Anthouard (D'), vedi Danthouard. + +Appiani Andrea, suo ritratto di Napoleone I rotto dal Confalonieri, +20, firmato nel primo Statuto, 91. + +Appiani Gabriele firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Appiani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato, in Milano, +32. + +Arese Francesco, colonnello, capo divisione nel ministero della +guerra, 83. + +Arese Marco firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Armaroli Leopoldo, sue notizie biografiche, XXIV, autore della +_Memoria storica_, XV-XVI, senatore, 80, firma la protesta del Senato, +75. + +Armeni Antonio, capitano di fregata, 85. + +Arrigoni Galeazzo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Artico Angelo, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Assalini Antonio, id., 83. + +Augusta Amalia di Baviera, principessa, moglie del viceré Eugenio, sue +virtú e sue lodi, 6. + +Auna Gio. Vincenzo, giudice di cassazione, 81. + +_Austria_, sua politica secondo il Saint-Edme, 87-90; suo partito in +Italia alla fine del Regno, XIV, XVII. + +Aycard Romano, capitano di fregata, 85. + +_Bacchiglione_, uno dei dipartimenti del Regno, 85. + +Balabio Carlo, generale di brigata, 84, comandante nell'Alto Po, 85. + +Balabio Pietro, capo battaglione della guardia civica di Milano, firma +l'istanza pei Collegi, 13, 61, sua parte nei fatti del 20 aprile, 19; +deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32, 156. + +Balathier Carlo, generale di brigata, 84. + +Banfi Alfonso, giudice di pace in Milano, suo tentativo di salvare il +Prina, 142-143, non trova chi ne riconosca il cadavere, 23. + +Banfi Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Barbò Francesco, consigliere di Stato, 81, direttore generale delle +privative, 84. + +Barbò Viscardo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Barbou Gabriele generale francese comandante nel Metauro, 86. + +Bargnani Cesare, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle +dogane, 83. + +Barinetti Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Barisan Giovanni, senatore, 80. + +_Basso Po_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Bazzetta Giovanni, consigliere di Stato, 80, giudice di cassazione 81, +firmato nel terzo Statuto, 92, fa parte della Reggenza, 25, 146. + +Bazzoni Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Beauharnais Eugenio, viceré d'Italia, sue lodi, 6; diffidenza e +lamenti contro di lui, 7; specialmente per eccessi di rigore militare, +104, 105, distribuisce le onorificenze della Corona di ferro, 100; sua +commissione al Verri per le Marche, 100; sue cure e incertezze in +Mantova, 10; sua convenzione del 16 aprile col Bellegarde, 10, 87, +161; sua lettera al Melzi, 11; fedeltà del Senato a lui, 11; sue +credenziali alla Deputazione senatoria, 32; delibera d'abbandonare il +Regno, 33; sua convenzione col Bellegarde del 23 aprile 34; suo +proclama all'armata francese e indirizzo dei generali francesi a lui, +87; Statuto pel suo appannaggio, 92; ricordato, 44, 45, 104, 107, 111, +114, 116, 119, 122, 132, 133, 146. + +Beccalossi Giuseppe, consigliere di Stato onorario e primo presidente +della Corte d'appello in Brescia, 81. + +Beccaria Giacomo, segretario della deputazione dei Collegi elettorali +alle Alte Potenze, 32, 156. + +Beccaria Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Belgioioso Trivulzio Cristina, autrice degli _Studi intorno alla +Storia della Lombardia negli ultimi trent'anni_, VIII. + +Bellegarde (conte di), feld-maresciallo austriaco, comandante +l'esercito in Italia, sua convenzione con il viceré Eugenio, 16 aprile +1814, 10, 87, 111; passaporti rilasciati ai deputati, 32; sua +convenzione col viceré, 23 aprile, 34; riceve una deputazione dei +Collegi elettorali, 37; dichiara di ritenere Milano e le provincie in +nome dell'imperatore d'Austria, 38; in qualità di commissario +imperiale assume la presidenza della Reggenza, 38; ricordato, 45. + +Bellotti Gaspare, generale di brigata, 84. + +Bentivoglio Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Berioli Spiridione, arcivescovo di Urbino, senatore, 80. + +Bernardino Maurizio, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Bernardoni Giuseppe, capo div. nel ministero dell'interno, 82. + +Bertoletti Antonio, generale di brigata, 84, designato a far parte +della deputazione del Regno alle Alte Potenze, 11, va a Parigi per la +Baviera, 32. + +Bertolosi Giovanni Battista, generale di brigata, 84, comandante +nell'Agogna, 85, e nell'Olona, 86. + +Besana Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Bianchi d'Adda Giovanni Battista, generale di brigata, 84. + +Biella Felice, segretario generale nel ministero della giustizia, 82. + +Bignami Carlo, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Bode, generale francese, 87. + +Bologna Sebastiano, senatore, 79, fa parte di una commissione +senatoria, 109, 45, firma la protesta del Senato 75, firmato nel terzo +Statuto, 92. + +Bolognini Alessandro firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Bolognini Luigi, id., 61. + +Bonati Teodoro, ispettore generale delle acque e strade, 85. + +Bonet Domenico firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Bonfanti Antonio, generale di divisione, 84. + +Bonsignori Stefano, patriarca di Venezia, grande ufficiale del Regno e +senatore, 79. + +Borghi Carlo Jacopo, consigliere di Stato, 81, capo divisione nel +ministero degli affari esteri in Milano, 82. + +Borromeo Giberto firma l'istanza pei Collegi, 17, 59, fa parte della +Reggenza, 25, 146, va a complimentare i Collegi, 134. + +Borromeo Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Borsotti Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale della +Corte di cassazione, 81. + +Bossi Benigno, capitano della guardia civica di Milano, sua parte nei +fatti del 20 aprile 1814, 15, firma l'istanza pei Collegi, 17, 62, +domanda al Senato la convocazione dei Collegi, 19. + +Bossi Francesco firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Bossi Luigi, consigliere di Stato, 80. + +Bourg Teodoro, v. Saint-Edme. + +Bovara Giovanni, ministro del culto dal 1802 al 1812, 78. + +Bovara Stanislao firmato nel terzo Statuto, 91. + +Bozzi Galeazzo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Brambilla Cesare id., 60. + +Brebbia Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +_Brenta_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Brunacci Vincenzo, ispett. generale delle acque e strade, 83. + +Brunetti Vincenzo, consigliere di Stato, 81, direttore generale del +censo, 83, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Brusa Paolo, segretario generale della polizia, 83. + +Bruti Agostino, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +Buratovich Vincenzo, capitano di fregata, 85. + +Burri Giovanni, consigliere di Stato, 81. + +Busca Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Busti Cristoforo, giudice nella Corte dei conti, 82, firmato nel primo +Statuto 91. + +Caccía Gaudenzio, consigliere di Stato, 81, prefetto dell'Olona, 76. + +Cagnola Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Cagnola Giuseppe id. 62. + +Caldarini Gio. Battista, segretario gen. delle privative, 84. + +Calderara Giuseppe, luogotenente prefetto del Monte Napoleone, 84. + +Calepio Pietro firma il primo Statuto, 91. + +Camerata Antonio, senatore, 80. + +Campagnola Luigi, generale di brigata, 84. + +Cananda (?) Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Cantú Giuseppe id., 62. + +Caprara Giovanni Battista, cardinale e arcivescovo di Milano, suo +catechismo riformato dalla Reggenza, 40. + +Caprara Carlo, grande scudiere e grande ufficiale del Regno e della +Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 90 e nel +terzo, 91. + +Cardoni Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Carli Carlo id., 60. + +Carlotti Alessandro, firmato nel primo Statuto, 91; senatore, 79; suo +carattere e condotta, 139; propugnatore degli interessi del principe +Eugenio, 110; lascia la seduta del 17 aprile, 49, 115; dopo quella del +20 si rifugia nella carrozza del Verri, 136; rimproveri fatti a lui +dal Verri, 139: firma la protesta del Senato, 75. + +Carmagnola Paolo, capo divisione nel ministero dell'interno, 82. + +Carnaghi Amedeo, ispettore generale del tesoro, 83. + +Carozzi Luigi firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Casati Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Casella Giovanni Battista, aiutante comandante, 84. + +Casnati Filippo, capo divisione nel ministero del culto, 83. + +Castelbarco Cesare firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Castiglioni Alfonso, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60; +nipote di C. Verri, gli preannunzia l'oggetto della seduta del Senato +del 17 aprile, 104. + +Castiglioni Antonio, avvocato, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Castiglioni Carlo id., 62. + +Castiglioni Luigi, senatore, 79; è nominato a far parte della +deputazione del Senato alle Alte Potenze, 13, 49, 53, 66, 163; va a +Mantova, 116; da Mantova torna a Milano, 32, 116; fa parte di una +commissione senatoria, 46, 109; parla in Senato, 47; istruzioni date a +lui e al Guicciardi, 54, 55; firmato nel terzo Statuto 91. + +Cavedoni Bartolomeo, aiutante comandante, 84. + +Cavriani Federico, senatore, XXI, 79; fa parte di una commissione +senatoria, 45, 109; firma la protesta del Senato, 75; presso il Melzi +dopo la seduta del 20 aprile, 141. + +Ceriani Giuseppe Cesare, capo divisione nel ministero dell'interno, +82. + +Ciani Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, deputato dei Collegi +alle Alte Potenze, 32, 156. + +Cicogna Carlo, ciambellano di corte, sua parte nei fatti del 20 aprile +1814, 15. + +Cicogna Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Cicogna ......, scudiere di corte, fratello di Carlo, sua parte nei +fatti del 20 aprile, 15. + +Cisotti Giovanni Battista, giudice di cassazione, 81. + +Codronchi Antonio, arcivescovo di Ravenna, grande elemosiniere del +Regno, grande ufficiale del Regno e della Corona, 78, membro del +Senato, 79. + +Colle Francesco, consigliere di Stato, 80. + +_Collegi elettorali del Regno d'Italia_, istanza dei cittadini +milanesi per la loro convocazione, 59-63; il Confalonieri ne chiede la +convocazione, 18; prima riunione di essi il 22 aprile, con circa 70 +elettori, e atti che vi si compirono, 29; deputazione loro alle alte +Potenze, 32; altri atti, 35; numero degli elettori nel Regno, 92 e dei +presenti a Milano, 35; loro deputazione al Sommariva, 36; altra al +Bellegarde, 37; dichiarati sciolti dal Bellegarde, 38. + +Compagnoni Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Condulmer Pietro Antonio, giudice di cassazione, 81. + +Condulmer Tommaso Gaspare, senatore, 80, firma la proposta del Senato, +75, si rifugia nella carrozza del Verri, 138. + +Confalonieri Federico firma l'istanza pei Collegi, 59; sua parte nei +fatti del 20 aprile, 15; sua intimazione al Senato, 18; rompe il +ritratto di Napoleone dell'Appiani, 20; deputato dei Collegi alle Alte +Potenze, 32, 156; suo contegno il 20 aprile, 131, 140; risponde alla +_Memoria Storica_, X. + +_Consiglio di Stato_, Statuto ad esso relativo, 91; sua composizione +alla fine del Regno, 80, 81; molti consiglieri erano milanesi, 8; +abolito dai Collegi elettorali, 35; dichiarato sciolto dal Bellegarde, +38. + +Conti Francesco, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Conti Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Coraccini Federico (Lafolie Carlo Giovanni), pseudomino dell'autore +della _Storia dell'Amministrazione del Regno d'Italia_, XV. + +Cornaglia Francesco, prefetto del Serio, 87. + +_Corinaldo_, patria di un militare fucilato, 105. + +_Corte dei Conti_, sua composizione alla fine del Regno, 82; formata +quasi tutta da milanesi, 8. + +_Corte di cassazione_, sua composizione alla fine del Regno, 81; +formata quasi interamente di milanesi, 8. + +_Corte reale_ in Milano, suo personale quasi tutto di milanesi, 8. + +Corridori Girolamo, cassiere generale del Regno, 83. + +Cortese Francesco, direttore delle rassegne e della coscrizione, 83. + +Cossali Pietro, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Cossoni Antonio, consigliere di Stato, 80, direttore generale delle +acque e strade, 83. + +Costabili-Containi Gio. Battista, senatore, 79, fa parte di una +commissione senatoria, 46, 109; intendente generale della Corona e +grande ufficiale del Regno, 79; firma il primo e il terzo Statuto, 91. + +Costanzi Giovanni Battista, capitano di fregata, 84. + +Cozzi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Crespi Antonio id., 62. + +Crespi Luigi, procuratore generale nella Corte dei conti, 82. + +Crevenna Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Crivelli Ferdinando id., 59. + +Crivelli Ignazio id., 61. + +Crivelli Mesmer Giuseppe, id., 62. + +_Crostolo_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Cruvelier Gio. Pietro, ispettore di marina, capo divisione nel +ministero della guerra, 83. + +Custodi Pietro, consigliere di Stato, 81, segretario generale del +ministero delle finanze, 83. + +Dabrowki, vedi Dombrowski G. E. + +D'Adda Febo, consigliere di Stato, 80. + +D'Adda Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Dal Fiume Filippo, prefetto dell'Alto Adige, 85. + +D'Allegre Paolo Lamberto, consigliere di Stato e vescovo di Pavia, 81. + +_Dalmazia_, sua unione al Regno e commissione per il suo ordinamento, +101. + +Dandolo Silvestro, capitano di fregata, 85. + +Dandolo Vincenzo, senatore, 80; suo contegno in Senato il 17 aprile, +44, 65, 108, 109; fa parte della commissione senatoria, 46, 109; parla +in Senato, 47, 48, 111; va dal Melzi, 111; ricordato, XXI. + +Danthouard Carlo Niccolò, generale di divisione, primo aiutante di +campo del viceré Eugenio, 7; offende gli Italiani, ivi; accennato, +105; firma l'indirizzo dei generali francesi, 87. + +Darnay Antonio, segretario di gabinetto del viceré Eugenio, 7; poi +direttore generale delle poste nel Regno, 8, 84, 105; suo spionaggio +nei carteggi privati, 8, 105. + +Daurier, generale francese comandante nell'Adriatico, 85. + +De Agostini Agostino, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +De Bernardi Stefano, presidente del consiglio legislativo nel +consiglio di Stato, 80, primo presidente della Corte dei conti, 82. + +De Capitani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 62. + +De Capitani Paolo, segretario generale del ministero dell'interno, 82. + +De Carli Nazzari Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Del Maino Carlo, prefetto del Tagliamento, 87. + +De Lorenzi Antonio, giudice di cassazione, 81. + +Dembowski Giovanni, generale di brigata, 84, designato nel _generale +straniero_ al soldo italiano, 9, richiamato in servizio dalla +Reggenza, 40. + +De Moll Sigismondo, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +De Pagave Gaudenzio, segretario della Reggenza, 161. + +_Deputazione del Senato_ alle Potenze alleate, come e da chi proposta, +52, 53, 111, 112; istruzioni e credenziali date ad essa dal Melzi, +54-57; va a Mantova, 66, 116; ritorna a Milano, 68, 116; sua condotta +difesa dal Guicciardi, 66-68. + +_Deputazione dei Collegi elettorali_ alle Potenze alleate, 30-31, 156; +persone che ne facevano parte, 32, 156. + +De Simoni Baldassarre, firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Di Breme Arborio Luigi Giuseppe, senatore, 79. + +_Dipartimenti_ del Regno d'Italia, loro capoluoghi, popolazione, +circoscrizione, prefetti e comandanti militari, 85-87; solamente gli +elettori di otto dipartimenti sono convocati a Milano, 155; loro +rappresentanti nella Reggenza, 155. + +_Direzioni generali_ per l'amministrazione del Regno, funzionari che +le componevano alla fine del Regno, 83, 84; quasi tutti milanesi, 8. + +Dode, generale austriaco, 161. + +Dombrowski Giovanni Enrico, generale di divisione, firmato nel primo +Statuto, 91. + +Durini Antonio, podestà di Milano, accennato 15; trasmette al Senato e +al Melzi l'istanza dei cittadini per la convocazione dei Collegi +elettorali, 16, 58, fa pubblicare il decreto del Senato e altri +proclami, 24, convoca il Consiglio comunale in seduta permanente, 24, +25, 146; firma l'istanza pei Collegi, 60, certifica conforme +l'istanza, 63; presente all'insediamento della Reggenza, 147; il +Confalonieri gli indirizza la sua apologia, X. + +Erizzo Guido, consigliere di Stato onorario, 81. + +_Esercito_, suoi ufficiali generali alla fine del Regno, 84. + +Eulbrucca Carlo, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Fagnani Federico, ciambellano di corte e consigliere di Stato, 81; sua +parte nei fatti del 20 aprile, 15; firma l'istanza pei Collegi, 17, +59. + +Farina Modesto, capo divisione nel ministero del culto, 83. + +Fava Paolo Fabrizio, arcivescovo di Ferrara, grande ufficiale del +Regno e senatore, 79. + +Fè Marcantonio, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, 32, +156; firmato nel primo e terzo Statuto, 91. + +Felici Daniele, senatore, 79, si offre di parlare al popolo, 69, +insieme al Verri parla al popolo, 128; firma la protesta del Senato, +75. + +Fenaroli Giuseppe, gran maggiordomo maggiore, grande ufficiale del +Regno e della Corona, 78, membro del Senato, 79; invita la Reggenza ad +occupare il palazzo reale, 149; firmato nel primo Statuto del Regno, +91 e nel terzo, 91. + +Ferrarlo Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Ferri Francesco, prefetto del Piave, 86. + +Fiorella Pasquale Antonio, generale di divisione, 84, senatore, 80. + +Fontane Giacomo, generale di divisione, 84, comandante nel Mella, 86. + +Fontanelli Achille, generale di divisione, 84, ministro della guerra e +grande ufficiale del Regno, 78, 82; designato a far parte della +deputazione del Regno alle Alte Potenze, 18, va a Parigi per la +Baviera, 32, destituito dalla Reggenza, 40. + +Foscolo Ugo, frequentatore delle case dei ministri, 9-10, promosso +capo squadrone dalla Reggenza, 40, citato, IX, XI. + +Fossano Luigi firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Francesco I, imperatore d'Austria, re d'Ungheria e di Boemia, le sue +truppe occupano parte dell'Italia, 12; proposta di farlo mediatore +presso le Alte Potenze per la cessazione delle ostilità, +l'indipendenza del Regno e la creazione di Eugenio a re d'Italia, 12; +è dichiarato in possesso di Milano e delle provincie, 35; dovevano +presentarsi a lui i deputati del Senato, 54, 57. + +Frangipane Cinzio, senatore, 80. + +Frecarelli Prospero firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Fressinet Filiberto, generale francese, 87. + +Frisiani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Frosconi Alessandro, prefetto del Rubicone, 87. + +Galimberti Livio, generale di brigata, 84. + +Gallino Tommaso, consigliere di Stato e primo presidente della Corte +d'appello di Verona, 81. + +Galvagna Francesco, consigliere di Stato e prefetto dell'Adriatico, +81, 85. + +Gaspari Giacomo, prefetto del Metauro, 86. + +Gentili Antonio, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Germani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato in Milano, +82. + +Ghirlanda Girolamo, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Giaxich ......, capitano di fregata, comandante del porto di Venezia, +85. + +Giegler Pietro, libraio in Milano, XVI. + +Gioia Melchiorre, creduto autore della _Memoria storica_, XI. + +Giovio Ludovico, consigliere di Stato, 80, firma l'istanza pei +Collegi, 17, 61, presiede i Collegi elettorali e suoi discorsi, 30 e +seg., 155; era stato commissario straordinario nel dipartimento del +Lario, negli ultimi tempi del Regno, 39; suo discorso di chiusura ai +Collegi elettorali, 36; altro discorso innanzi al Bellegarde, 37; +risponde alla _Memoria storica_, XI, XXI. + +Giudici Gaetano, segretario generale del ministero del culto, 83, e +ff. di ministro dal 1812 al 1814, 78. + +Giulini Cesare firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Giulini Giorgio, fa parte della Reggenza, 25, 146. + +Giulini Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91. + +Giustiniani Leonardo, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 74. + +Gorio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +_Grandi ufficiali della Corona_, 78; fanno parte del Senato, 79. + +_Grandi ufficiali del Regno_, 78, 79; Statuto per la loro creazione, +91. + +Grenier Paolo, generale francese, 87. + +Greppi Antonio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Guastavillani Giovanni Battista, consigliere di Stato, 80, firmato nel +primo Statuto, 91. + +Guerrini Camillo firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Guicciardi Diego, creduto autore della _Memoria storica_ XII-XIV; sue +notizie biografiche, XXII-XXIV; senatore, 79; combatte il progetto del +Melzi ed è nominato della deputazione senatoria, 15, 49, 53, 11; suo +contegno nella seduta del 17 aprile, 44, 45, 47, 65, 66, 108, 111, +113; va a Mantova col Castiglioni, 116; torna a Milano, 32, 116; +istruzioni a lui date dal Melzi, 54, 55; sua memoria apologetica, 33; +testo di essa, 64-69; lettera relativa della Reggenza, 70; firma la +protesta del Senato, 74; firmato nel primo e terzo Statuto, 91. + +Isimbardi Innocenzo, direttore generale delle zecche, 84. + +_Istanza dei cittadini milanesi_ per la convocazione dei Collegi +elettorali, 59-63; trasmessa dal podestà al presidente del Senato, 58, +124, 125. + +Jacob ...., capo divisione nel ministero italiano degli affari esteri +in Parigi, 82. + +Jacquet Giuseppe, generale di brigata, 84. + +Julhien Giovanni Francesco, generale di brigata, 84, comandante nel +Mincio, 86, ricordato XXV. + +Lafolie Carlo Giovanni, vedi Coraccini Federico. + +Lambertenghi Luigi, consigliere legislativo, firmato nel primo +Statuto, 91. + +Lamberti Giacomo, senatore, 80, segretario del Senato, 53, firma la +protesta del Senato, 75. + +_Lario_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155; sua prefettura desiderata dal Verri, 98. + +Laurent Francesco Guglielmo, generale francese, 87. + +Lechi Angelo, aiutante comandante, 84. + +Lechi Giuseppe, generale di divisione, 84. + +Lechi Teodoro, generale di brigata, 84. + +Lemarrois Giovanni, generale francese, governatore nelle Marche, 101. + +Litta Alberto, fa parte della Reggenza, 25; deputato dei Collegi +elettorali alla A. P., 32, 156. + +Litta Antonio, gran ciambellano, grande ufficiale del Regno e della +Corona, 78; membro del Senato, 79; firmato nel primo Statuto, 91. + +Locatelli Luigi Annibale, ispettore alle rassegne, capo divisione nel +ministero della guerra, 83. + +Londonio Carlo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Longo Lucrezio, senatore, 79, aggiunto alla Reggenza, pel Mella, 155, +suo carattere e sua morte, 158, 159. + +Luini Giacomo, direttore generale della polizia, accennato, +14; consigliere di Stato, 80, 101; aggiunto a C. Verri per +l'organizzazione delle Marche, 101; suo carattere e sue attribuzioni, +153, 154; promosso dalla Reggenza a consigliere di cassazione, 40. + +Luini Giuseppe, giudice di cassazione, 81. + +Luini Stefano, prefetto dell'Agogna, 85. + +Luosi Giuseppe, gran giudice ministro della giustizia, senatore, 80: +grande ufficiale del Regno, 78, 82; presente alla seduta del Senato 17 +aprile, 43; parla, 48; sua parte nel progetto di decreto presentato al +Senato, 110; firmato nel primo e nel terzo Statuto del Regno, 91. + +Luosi Luigi, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Lupi Carlo, segretario generale del censo, 83. + +Maestri Giovanni, consigliere di Stato, 80, prefetto del Monte +Napoleone, 84. + +Magenta Pio, prefetto del Bacchiglione, 85. + +Maillot Stefano, commissario generale della marina, 85. + +Manara Baldassarre firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Manzi Ignazio id., 60. + +Manzoni Alessandro id., 62. + +_Marche_, loro unione al Regno italico, 101; v. _Metauro_, _Musone_, +_Tronto_. + +Marchini Bartolomeo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Marcognet, generale francese, 87. + +Marescalchi Ferdinando, ministro degli affari esteri e grande +ufficiale del Regno, 78, 82; firmato nel primo Statuto del Regno, 90 e +nel terzo, 91. + +_Marina reale_, suoi ufficiali superiori alla fine del Regno, 85. + +Marini Giuseppe, capitano, aiutante di piazza, comandato a prestar +servizio presso il Senato il 20 aprile, 15, 17, 18. + +Marinoni Francesco, segretario generale della Segreteria di Stato in +Parigi, 82. + +Martel Filippo Andrea, generale di brigata, 84. + +Martinengo Gio. Estore, senatore, 80. + +Martini Francesco firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Masetti Agostino, ispettore generale delle acque e strade, 83. + +Massari Luigi, senatore, 79; si offre di parlare al popolo, 18; parla +in Senato, 47; insieme al Verri parla al popolo, 128; si rifugia nella +carrozza del Verri, 138; firmato nel terzo Statuto, 92; firma la +protesta del Senato, 74. + +Mazzucchelli Giovanni Battista, aiutante comandante, 84. + +Mazzucchelli Luigi, generale di brigata, 84; accennato, 9; promosso +dalla Reggenza a generale di divisione, 40. + +Medici Pietro firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, xxi, 7; +ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato dal +Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, 79; consigliere di Stato, +80; odiato dagli Italiani, 103. + +Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, 80. + +Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 61; fa parte della +Reggenza, 25. + +_Mella_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155; sua prefettura esercitata dal Verri, 99. + +Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, 63. + +Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, 98; trae il +Verri alla vita politica, 99; duca di Lodi, cancelliere guardasigilli +della Corona e grande ufficiale del Regno, 11, 78; membro del Senato, +79; convoca il Senato per il 17 aprile, 12; sua lettera e messaggio +relativo, 44; testo di essi, 49-50; sue istruzioni alla Deputazione +senatoria, 13, 54-55; credenziali per il Metternich, 56-57; sua vita +minacciata, 26, 140; non crede agli avvertimenti del Verri, 120, 140; +ricordato, 12, 13, 16. + +Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Melzi Giuseppe id. 62. + +Mengotti Francesco, senatore, 50, segretario del Senato, 53; formula +una proposta in Senato, 48; redige l'articolo relativo al principe +Eugenio, 114; firma la protesta, 75. + +Mermet Giuliano Agostino, generale francese, 87. + +_Metauro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101; ricordato, 105. + +Metternich (principe di), ministro degli affari esteri dell'imperatore +d'Austria, credenziali del Melzi a lui per la deputazione del Regno, +13-14, 56-57. + +Mezzoni (Mozzoni?) Ottavio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Milius Pier Bernardo, capitano di fregata, 85. + +Milossewitz Andrea, generale di brigata, 84, comandante nell'Adige e +Alto Adige, 85. + +_Mincio_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +_Ministeri_ del Regno d'Italia, loro funzionari, 82, 83. + +Minoia Giovanni, prefetto del Panaro, 86. + +Mocenigo Alvise, senatore, 80. + +Moiana Pietro firma l'istanza pei Collegi, 81. + +Montebruno Andrea, aiutante comandante, 84. + +Monteggia Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Monticelli Giovanni id., 62. + +Monticelli-Strada Gio. Battista id., 62. + +Mori Ambrogio id., 60. + +Moroni Pietro, generale di brigata, 84. + +Moscati Pietro, senatore, 79, fa una proposta in Senato, 48; firma la +protesta in Senato, 74; firmato nel terzo Statuto, 91. + +Mozzoni, vedi Mezzoni. + +Muggiasca Giacomo, aggiunto per il Lario alla Reggenza, 155. + +Muggiasca Gio. Battista firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Murat Gioacchino, re di Napoli, sua occupazione di parte d'Italia, 12; +suoi disegni politici, 87. + +_Musone_, uno dei dipartimenti del Regno, 86, 101. + +Nani Tommaso, consigliere di Stato, 81. + +Napoleone I, suo governo in Francia e in Italia, 5; porta solo +l'odiosità delle gravezze finanziarie, 7; suo ritratto dipinto +dall'Appiani e rotto dal Confalonieri, 20; ricordato, VIII, 43. + +Narducci Giampietro, capo divisione nella segreteria di Stato in +Milano, 82. + +Nava Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Negri ...., segretario generale del Monte Napoleone, 84. + +Negri Antonio, presidente della Corte di cassazione, 81; firmato nel +primo Statuto, 91. + +Negri Gaetano, segretario generale delle acque e strade, 83. + +Neipperg (conte di) Alberto, generale austriaco, 161. + +Noghera Gio. Battista, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Odescalchi Tommaso, firmato nel terzo Statuto, 92. + +_Olona_, uno dei dipartimenti del Regno, 86; da esso sono tratti i +primi membri della Reggenza, 155. + +Opizzoni Carlo, arcivescovo di Bologna, non riconosciuto, 79. + +Oriani Barnaba, senatore, 80; firmato nel terzo Statuto, 91; firma la +protesta del Senato, 75. + +Ottolini Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Paini Giulio, generale di brigata, 84. + +Pallavicini Giuseppe, presidente del Consiglio degli uditori nel +Consiglio di Stato, 81; firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Pallavicini Giulio, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Palmieri ......., segretario generale del lotto, 84. + +Palombini Giuseppe, generale di divisione, 84. + +Pampuri Giacomo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +_Panaro_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Paolucci Amilcare, generale di brigata, 84. + +Paradisi Giovanni, firmato nel primo e terzo Statuto del Regno, 90, +91; senatore, 79; uno dei sostenitori del principe Eugenio, 110; +doveva far parte della Deputazione senatoria, 11; non è nominato, 13; +parla nella seduta 17 aprile, 44, 45, 47, 113; lascia la seduta, 49, +115; non interviene a quella del 20 aprile, 16; firma la protesta del +Senato, 74. + +Parca Carlo, ispettore generale delle acque e strade, 83, firma +l'istanza pei Collegi, 60. + +Parravicini Raffaele, consigliere di Stato, 80. + +Pasqualigo Nicola, capitano di vascello, 85. + +_Passariano_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Patroni Giuseppe, colonnello, capo divisione nel ministero della +guerra, 83. + +Pecchio Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Peceis Gio. Odoardo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Pedrazzini Michele, consigliere di Stato, 80. + +Pedroli Carlo Antonio, consigliere di Stato onorario e primo +presidente della Corte di cassazione, 81. + +Pelegatti Cesare, giudice di cassazione, 81. + +Peregalli Francesco, senatore, 80, aggiunto alla Reggenza per l'Adda, +155, firmato nel terzo Statuto, 92. + +Perego Luigi, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Peri Bernardo, generale di brigata, 84. + +Petracchi Angelo, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Pevri Luigi, generale di divisione, 84, tenta di salvare il Prina dal +furore popolare, 22. + +_Piave_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Piazzoni Gio. Battista, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Pini Ermenegildo, ispettore generale degli studi, 83. + +Pino Domenico, generale di divisione, 79, 84, primo capitano della +Guardia reale e grande ufficiale del Regno, 79; trascurato dal +principe Eugenio, 7; firma la istanza pei Collegi, 17, 59; poteva +salvare il Prina, 22; dichiarato comandante delle forze della +capitale, 24; fa parte della Reggenza, 25, 146; suo proclama al +popolo, 25; intende salvare il Melzi, 26; esorta il popolo alla calma, +141; chiama alle armi per difendere gli edifizi pubblici, 27; +confermato dai Collegi elettorali nel grado di comandante delle forze +militari; poi atti accennati, 38, 143; sue difese a stampa, X, XXI; +censure a lui date, XX. + +Pizzagalli Angelo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Pizzotti Francesco, giudice di cassazione, 81. + +Poggiolini Giovanni, segretario generale dell'istruzione pubblica, 83. + +Polcastro Girolamo, senatore, 79. + +Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, 80; generale di brigata, +84. + +Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, 86. + +Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, 17; in compagnia del Pino il +giorno 20 aprile, 23; va a invitare gli Austriaci in Milano, 160. + +Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia, 82. + +Predabissi Francesco, giudice di cassazione, 81. + +Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale del Regno, +78, 83; senatore 80; cieco strumento della politica finanziaria di +Napoleone, 7, e perciò odiatissimo, 105, 137; sua parte nel progetto +di decreto del Melzi, 110; doveva far parte della Deputazione alle +Potenze, 11; ma non fu nominato, 13; presente alle seduta del 17 +aprile, 16; vi parla, 47, 113; non interviene a quella del 20 aprile, +16; ricercato durante la seduta stessa, 137, 141; tumulto popolare e +strazio di lui, 21-23, 141-146; tentativi vani di salvarlo, 21, 23, +144; saccheggio del suo palazzo, 24, 137; della sua villa, 28; si +sparge l'oblio sui colpevoli della strage, 40; incisione +rappresentante il suo eccidio, 41. + +Prina Giuseppe, professore a Pavia, cerca di salvare il ministro, 21. + +Prina Luigi, segretario generale delle zecche, 84. + +_Protesta del Senato_ al Sommariva, 71-75. + +Quesnel Francesco, generale francese, 87. + +Quirini Stampalia Luigi, consigliere di Stato, 80. + +Radaelli ....., fornaio, milite della guardia nazionale, trovasi ai +fatti del 20 aprile, 136. + +Raesini Carlo Luigi firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Raesini Rodolfo, id. 61. + +Ragazzi Giuseppe, giudice di cassazione, 81. + +Rambourgt Pietro Gabriele, generale di brigata, 84. + +Rangone Giuseppe, firmato nel primo Statuto, 91. + +Re Antonio, consigliere di Stato, 81. + +Reina Giuseppe, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +_Reggenza provvisoria_ creata dal Consiglio comunale di Milano il 21 +aprile 25, 146; suoi primi atti 26, 143-150; il Verri ne è fatto +presidente, 149; suoi atti ulteriori, 38-41, 156-159; vi sono aggiunti +i rappresentanti di sette dipartimenti, 38, 155; verbali delle sue +deliberazioni, 161; non permette la pubblicazione dell'apologia del +Guicciardi, 70; il Bellegarde ne assume la presidenza, 38. + +_Regno d'Italia_, 1805-1814; sua formazione e suoi statuti +costituzionali, 90-92; suoi alti funzionari civili e militari, 78-85; +suoi dipartimenti 85-87; suoi collegi elettorali, 92, 93; contrasto +fra i paesi della Lombardia e gli altri, 8; prevalenza dei milanesi +negli alti uffici, 8; deputazione del Regno alle Potenze alleate +secondo la convenzione del 16 aprile, 10, 11; unione al Regno della +Dalmazia e delle Marche, 99; dipartimenti non occupati dagli +Austriaci, 155. + +Renard Brizio Giovanni Battista, generale di brigata 84, comandante +nell'Adda, 85, e nel Lario, 86. + +_Reno_, uno dei dipartimenti del Regno, 86. + +Repossi Francesco, giudice di cassazione, 81. + +_Repubblica Italiana_, 1802-1805; sua costituzione adottata nei comizi +di Lione, 90; governata dal Melzi come vicepresidente, 97; deputazione +di essa per la trasformazione in Regno, 90; atti e documenti di questa +mutazione, 91. + +Rezia Carlo, prefetto dell'Adda, 85. + +Riva Cristoforo, consigliere di Stato, 81. + +Rivaira Luigi, aiutante comandante, 84. + +Rivolta Cristoforo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Rodriguez Francesco, capitano di fregata, 85. + +Roize, generale francese, comandante nel Reno, 87. + +Ronna Tommaso, consigliere di Stato e vescovo di Crema, 81. + +Rosmini Carlo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Rossi Luigi, ispettore generale degli studi, 83. + +Rougier Gillo, generale di brigata, 84. + +Rouyer, generale francese, 87. + +_Rubicone_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Sabatti Antonio, presidente nella Corte dei conti, 82. + +Sacchini Girolamo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Saint Edme (Bourg Teodoro), traduttore francese della _Mem. stor._ +dell'Armaroli, 77, sue note alla medesima, 77-93; attribuisce la +_Mem._ al Guicciardi, 77. + +Sainte-Laurent, generale francese, 87. + +Saint Paul Verbigier, generale di brigata, 84. + +Saint Priest Filiberto Luigi, capitano di fregata, 85. + +Salimbeni Leonardo, generale di brigata, firmato nel primo Statuto, +91. + +Salina Luigi firmato nel terzo Statuto, 92. + +Salvini Andrea, direttore delle costruzioni navali, 85. + +Sanfermo Rocco, consigliere di Stato, 80. + +Sanner Baldassarre, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Sant'Andrea Pietro, generale di brigata, 84. + +Scaccabarozzi Cesare, giudice di cassazione, 81. + +Scazza Lorenzo firmato nel terzo Statuto, 91. + +Schiazzetti Fortunato, generale di brigata, 84. + +Schilt, generale francese, comandante nel Passariano, 86. + +Scopoli Giovanni, consigliere di Stato, 80, direttore generale +dell'istruzione, 83. + +Scotti Gallerati Costanzo firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Scotti Gallerati Francesco, id., 61. + +_Segretari generali_ dei ministeri e delle direzioni generali, 82, 84; +quasi tutti milanesi, 8. + +_Segreterie di Stato_ in Parigi e in Milano, loro funzionari, 82. + +Segri Antonio firma l'istanza pei Collegi, 63. + +_Senato consulente_, Statuti per la sua creazione e ordinamento, 92; +regolamento di esso, 92; sua composizione alla fine del Regno, 8, 79, +80; comprendeva otto senatori milanesi, 8; seduta straordinaria del 17 +aprile, 12, 13, 103-115; relazione di essa, 43-49; commissione in essa +creata, 11, 45, 46; proposte presentate e deliberazioni prese, 50-53; +sua deputazione alle Potenze, 11, 12, 113; seduta del 20 aprile, +15-21, 122-136; gli è chiesto il richiamo della deputazione e la +convocazione dei Collegi, 18, 134; sua protesta al Sommariva, 71-75; +abolito dai Collegi, 35, e sciolto dal Bellegarde, 38. + +Serbelloni Gio. Battista, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, +59; va a invitare gli Austriaci, 162. + +Serbelloni Marco, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +_Serio_, uno dei dipartimenti del Regno, 87; suo rappresentante nella +Reggenza, 155. + +Serpenti Angelo firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Severini Girolamo id., 61. + +Severoli Filippo, generale di divisione, 84. + +Sgariglia Pietro, senatore, 80. + +Silva Bernardino, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Silva Ercole, accennato, 15, firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Silva Sigismondo, accennato, 15, id., 60. + +Smancini Antonio, consigliere di Stato e prefetto dell'Adige, 81, 85. + +Soldini Ambrogio, direttore generale del lotto, 84. + +Soldini Andrea, capo divisione nel ministero delle finanze, 83. + +Somaglia Antonio firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Somaglia Carlo, id., 60. + +Somaglia Gio. Luca, id. 60; presidente del Consiglio comunale, +presente all'insediamento della Reggenza, 147; deputato dei Collegi +elettorali alle Alte Potenze, 156. + +Somaglia Gaetano, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Sommariva Annibale, generale austriaco, commissario delle Alte Potenze +in Milano, 34, 155, 161; riceve la deputazione dei Collegi elettorali, +36. + +Sommariva Matteo, fratello del precedente, aggiunto alla Reggenza per +l'Alto Po, 155. + +Sommaruga ...., presidente nella Corte dei conti, 82. + +Sommenzari Teodoro, prefetto del Mella, 86. + +Sommi Serafino, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, +156. + +Sopransi Fedele, giudice di cassazione, 81. + +Sopransi Luigi, consigliere di Stato, 81, giudice di cassazione, 81, +firmato nel primo Statuto, 91. + +Soresi Giovanni, firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Sormani Alessandro id., 60. + +Sormani Giuseppe id., 60. + +Sormani Lorenzo id., 60. + +Sozzi Carlo, vicario capitolare di Milano, esorta alla tranquillità, +26. + +Spella Luigi firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Spreafico Pietro id., 60. + +_Statuti costituzionali_ del Regno d'Italia, 90-92. + +Staurenghi Leopoldo, prefetto del Tronto, 86. + +Stoppani Pietro, capo div. nel ministero della giustizia, 82. + +Strassoldo, governatore austriaco in Milano, 162. + +Stratico Simone, senatore, 80, firma la protesta del Senato, 75. + +Strigelli Antonio, consigliere di Stato, segretario di Stato in +Milano, 81, 82; vuole abbandonare l'ufficio, 157; segretario generale +della Reggenza, 70. + +Tadini Oldofredi Girolamo, prefetto del Reno, 87. + +Tagliabue Francesco, firma l'istanza pei Collegi, 62. + +_Tagliamento_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Tamassia Giovanni firmato nel terzo Statuto, 91; prefetto del Lario, +86. + +Tarchini Giovanni Battista, segretario generale del ministero del +tesoro, 83. + +Tarsis Giovanni Battista, aggiunto alla Reggenza, per l'Agogna, 155. + +Taverna Francesco, consigliere di Stato onorario e primo presidente +della Corte d'appello in Milano, 81. + +Taverna Giuseppe, firmato nel terzo Statuto, 91. + +Tempiè Giacomo, capitano di fregata, 85. + +Testi Carlo, senatore, 79; incaricato del portafoglio degli affari +esteri in Milano, 82; nominato della Deputazione senatoria alle Alte +Potenze, 49, 53, 66, 113; rinunzia per motivi di salute, 49, 115; sua +opinione sulle credenziali, 55; firma la protesta del Senato, 75. + +Teuliè Filippo, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Thiene Leonardo, senatore, 80; esce col Verri dal Senato il 20 aprile, +137; firma la protesta del Senato, 75. + +Ticozzi Stefano, prefetto dell'Alto Po, 85. + +Tonni Luigi, giudice di cassazione, 81; aggiunto alla Reggenza, pel +Mincio, 155. + +Tordorò Luigi, capo della contabilità del Regno, 83. + +Tornielli Giuseppe, consigliere di Stato, 81. + +Trivulzio Gian Giacomo firma l'istanza pei Collegi, 17, 59; deputato +dei collegi alle Alte Potenze, 32, 156. + +Traversi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, 59. + +Trecchi Sigismondo id., 60. + +_Tronto_, uno dei dipartimenti del Regno, 87. + +Trotti Lorenzo id., 61. + +Trouchon Domenico, direttore dell'artiglieria di marina, 85. + +Ungarelli Pietro, giudice nella Corte dei conti, 82. + +Vaccari Luigi, ministro dell'interno e grande ufficiale del Regno, 78, +82; presente alla seduta del Senato il 17 aprile, 43; vi parla, 44, +45, 47; sua parte nel progetto di decreto, 108; sostiene il principe +Eugenio, 114. + +Valdrighi Luigi, consigliere di Stato, 81; procuratore generale della +Corte di cassazione, 81; firmato nel primo Statuto, 91. + +Veneri Antonio, ministro del tesoro e grande ufficiale del Regno, 78, +83; senatore 80; presidente del Senato nella seduta del 17 aprile e +sua condotta in essa, 44-49, 53, 107; sua condotta in quella del 20 +aprile, 16-20, 134; scambiato col Prina e insultato, 137; va dal Melzi +dopo quella seduta, 141; firma la protesta del Senato, 74. + +Verdier, generale francese, 87. + +Verri Carlo, autore della relazione sui fatti di Milano, XVII, 97; +suoi intendimenti, 98; sue notizie biografiche, XXV; prefetto a +Brescia, 98, 99; consigliere di Stato, 100; fa parte della commissione +per la Dalmazia, 100; ispettore di pubblica beneficenza, 101; sua +missione nelle Marche, 100-102; senatore, 80, 102; sua condotta nella +seduta del 17 aprile, 47, 65, 108, 109; va dal Melzi, 109, 119, 140; +approvato in pubblico o in privato, 117, 118, 123; sua condotta nella +giornata del 20 aprile, 18, 19, 125-137; fa parte della Reggenza, 25, +146; suoi atti ufficiali 70; sua condotta come presidente della +Reggenza, 147-157; va a complimentare i Collegi elettorali, 155. + +Verri Giovanni, cavaliere, fratello di Carlo, dimorante a Como, 98. + +Vertova Giovanni Battista, firmato nel terzo Statuto, 91; aggiunto +alla Reggenza per il Serio, 155. + +Vestarini Belingeri Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Vidoni Soresina Giuseppe, senatore, 79; firmato nel terzo Statuto, 91. + +Vignolle, generale francese, 87. + +Vigoni Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 60. + +Villa Carlo, consigliere comunale, id., 62. + +Villa Carlo, segretario del Cancelliere guardasigilli della Corona, +accennato come quello da cui i rivoluzionari conoscevano gli atti del +Melzi, 13; firma il messaggio del Melzi, 50, 108; le istruzioni ai +Deputati del Senato, 55 e le credenziali, 57. + +Villa Giovanni, prefetto di polizia di Milano, destituito dalla +Reggenza e perché, 40. + +Villa Luigi, ministro dell'interno nella Repubblica italiana, 97. + +Villata Giovanni, generale di brigata, 84, comandante nel Rubicone, +87. + +Villata Guido, giudice di cassazione, 81. + +Villata Michele, prefetto del Musone, 86. + +Visconti Annibale, colonnello della guardia civica di Milano, firma +l'istanza pei Collegi, 17, 60; assume il comando della guardia +nazionale, 145. + +Visconti (Antonio?) di Cremona, capo battaglione, firma l'istanza pei +Collegi, 59. + +Vismara Michele, prefetto del Mincio, 86. + +Vitali Gaetano firma l'istanza pei Collegi, 61. + +Volpi Caneriggi Benedetto id., 61. + +Volta Alessandro, senatore, 79, firma la protesta del Senato, 75. + +Zacco Costantino, prefetto del Basso Po, 86. + +Zanella Carlo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Zanella Carlo Grato id., 61. + +Zanoli Alessandro, segretario generale del ministero della guerra, 83, +destituito dalla Reggenza, 40. + +Zecchini Bonaventura, prefetto del Crostolo, 86. + +Zenghi Luigi Filippo firma l'istanza pei Collegi, 62. + +Zucchi Carlo, generale di divisione, 84; firma l'atto di cambio della +convenzione militare di Schiarino Rizzino. + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i +seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): + + xiii - l'on avait _machiné_ [machinè] pour surprendre + xiii - le lecteur, une [una] fois prévenue + xiii - sa justification au gouvernement [governement] + 20 - Lo stesso capitano sortí [sorti] dalla sala + 24 - non vi erano piú suppellettili [suppelletili] + 30 - prescritte alle [alla] AA. PP. + 35 - Stato con la sua segreteria [segretaria] + 54 - garantita l'integrità del [del del] suo territorio + 63 - firme, che per brevità di tempo si omettono [momettono] + 70 - Antonio Strigelli. [Stringelli] + 112 - riposta [risposta] ne' soli Collegi elettorali + 156 - il conte Federico Confalonieri [Confalieri] + 178 - per [per per] il 17 aprile + 181 - Pelegatti [Pelagatti] Cesare, giudice di cassazione + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile +1814, by Leopoldo Armaroli and Carlo Verri + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + +***** This file should be named 36212-8.txt or 36212-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/6/2/1/36212/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/36212-8.zip b/36212-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..3d7e392 --- /dev/null +++ b/36212-8.zip diff --git a/36212-h.zip b/36212-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..a009090 --- /dev/null +++ b/36212-h.zip diff --git a/36212-h/36212-h.htm b/36212-h/36212-h.htm new file mode 100644 index 0000000..46d5b7c --- /dev/null +++ b/36212-h/36212-h.htm @@ -0,0 +1,7819 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + La rivoluzione di Milano dell'aprile 1814, di L. 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Verri + </title> + <style type="text/css"> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +hr.mid {width: 50%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} +hr.tiny {width: 10%; margin-bottom: 1.5em;} + +p, blockquot {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2;} +.blockquot {margin-left: 2em; margin-right: 2em; font-size: 95%;} + +p.indl {text-align: left; margin-left: 5%;} +p.indr {text-align: right; margin-right: 5%;} +.center {text-align: center; text-indent: 0;} + +h1,h2,h3,h4 {text-align: center; font-style: normal; +font-weight: normal; line-height: 1.5; margin-top: .5em; margin-bottom: .5em;} +h1 {font-size: 200%; margin-top: 1.5em;} +h2 {font-size: 140%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} +h3 {font-size: 120%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} +h4 {font-size: 110%; margin-top: 1.5em; margin-bottom: 1.5em;} + +a.fnanchor {vertical-align: .3em; font-size: .8em; + text-decoration: none; padding-left: .1em; line-height: 0em;} +.footnote {font-size: 90%; margin-right: 5%; margin-left: 5%;} + +.pagenum {position: absolute; left: 95%; font-style: normal; + font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; + background-color: #ffffff;} + +.spaced10 {margin-left: 10em;} +.spaced6 {margin-left: 6em;} +.spaced4 {margin-left: 4em;} + +table {margin-left: auto; margin-right: auto;} +table.seg {margin-left: 50%; width: 40%; white-space: nowrap;} +td.brace {font-size: 200%; vertical-align: middle; text-align: center;} + +ul {list-style-type: none;} +ul li {margin-left: 2.5em; text-indent: -1.5em;} + +.pad6 {margin-top: 6em;} +.pad4 {margin-top: 4em;} +.pad2 {margin-top: 2em;} +.pad1 {margin-top: 1.5em;} + +.smaller {font-size: 70%;} +.small {font-size: 85%;} +.big {font-size: 130%;} +.x-large {font-size: 150%;} +.g {letter-spacing: .2em; margin-left: .2em;} +.smcap {font-variant: small-caps;} + +div.index {width: 80%; margin: auto;} + +.figcenter {text-align: center; margin: 4em auto;} + +.tnote {background-color: #F5F5DC; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em; + margin: 2em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%;} +.tnote h2 {font-weight: normal; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +.tnote ul {list-style-type: none;} +.tnote ul li {margin-left: 2.5em; text-indent: -2.5em;} + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +The Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814, by +Leopoldo Armaroli and Carlo Verri + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814 + +Author: Leopoldo Armaroli + Carlo Verri + +Editor: Tommaso Casini + +Release Date: May 25, 2011 [EBook #36212] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + + + + + +</pre> + + +<div class="center"> +<p>BIBLIOTECA STORICA DEL RISORGIMENTO ITALIANO</p> + +<p>pubblicata da <span class="smcap">T. Casini</span> e <span class="smcap">V. Fiorini</span>. — <i>N. 3</i></p> + +<h1><span class="small">LA</span><br /> + +RIVOLUZIONE DI MILANO<br /> + +<span class="smaller">DELL'APRILE 1814</span></h1> + +<hr class="tiny" /> + +<p>RELAZIONI STORICHE<br /> +<span class="small">DI</span><br /> +<b>Leopoldo Armaroli e Carlo Verri</b></p> + +<p><i>Senatori del Regno italico</i></p> + +<p class="pad2">a cura di</p> + +<p><span class="smcap">Tommaso Casini</span></p> + +<p><img src="images/marchio.jpg" width="120" height="121" alt="Marchio tipografico" /></p> + +<p>ROMA<br /> + +<span class="small">SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI<br /> +1897.</span></p></div> + +<hr class="mid" /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_vi" id="Page_vi">[vi]</a></span></p> + +<div class="center"> +<p class="pad2">PROPRIETÀ LETTERARIA<br /> +DELLA SOCIETÀ EDITRICE DANTE ALIGHIERI</p> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="pad2"><i>Gli esemplari di questo volume non firmati dal gerente della +Società si ritengono per contraffatti.</i></p> + +<p class="pad4 smaller">(7606) Roma, Tipografia Enrico Voghera.</p> +</div> + +<hr class="mid" /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_vii" id="Page_vii">[vii]</a></span></p> + +<div class="figcenter"> +<img src="images/ill-front.jpg" width="600" height="430" alt="Milano. — Atrio del Palazzo del Senato nel 1814." + /> +<p>Milano. — Atrio del Palazzo del Senato nel 1814.</p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center pad2 big">INDICE</p> + +<p class="center pad2"> +<a href="#Prefazione">Prefazione</a><br /> +<a href="#Note1">Note</a><br /> +<a href="#AVVERTIMENTO">Avvertimento</a><br /> +<a href="#SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO">Sulla rivoluzione di Milano — Memoria storica</a><br /> +<a href="#Note2">Note</a><br /> +<a href="#SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO">Sugli avvenimenti di Milano — Relazione</a><br /> +<a href="#Note3">Note</a><br /> +<a href="#INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI">Indice delle persone e delle cose notabili</a><br /> +</p> + +<hr class="mid" /> + +<p class="pad6"><a name="Prefazione" id="Prefazione"></a>La rivoluzione milanese dell'aprile 1814 e la +caduta del Regno italico, che ne fu conseguenza +immediata, ebbero già parecchi storici o +raccontatori; quali, per citare solamente i piú diffusi, +il Fabi<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1" href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>, il De Castro<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2" href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a>, l'Helfert<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3" href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a>: ma sono +avvenimenti tuttora avvolti in qualche oscurità, +dei quali non si è colta ancora compiutamente la +ragione storica, forse perché sin dal primo momento +troppi furono gli interessati a nascondere +il vero di quei rivolgimenti, o almeno a rappresentarli +ciascuno in modo che ne restassero giustificate +le proprie tendenze e la propria condotta. La serie +delle scritture che rispecchiano direttamente i sentimenti +e gli atti di coloro che furono spettatori o +partecipi ai fatti del 1814 è lunghissima, e tutte +andrebbero minutamente esaminate e raffrontate, +chi volesse sceverare in ciascuna la particella di +vero, che pur vi sarà, e di tutte le particelle comporre +<span class="pagenum"><a name="Page_viii" id="Page_viii">[viii]</a></span> +la storia genuina e sincera di quei moti. E +dagli articoli, dalle notizie e dai documenti che a +cominciare dall'aprile 1814 si vennero pubblicando +quotidianamente sul milanese <i>Giornale Italiano</i> — l'officioso +napoleonico, tramutatosi improvvisamente +a officioso austriaco — la serie si produce +lungamente sino a quelli <i>Studi intorno alla storia +della Lombardia negli ultimi trent'anni</i>, che, dettati +certamente dalla principessa Cristina Belgioioso +Trivulzio, furono pubblicati in Parigi solamente +nel 1846<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4" href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a>, ma erano eco non ancor +fioca dei sentimenti e dei contrasti in mezzo ai +quali il Regno italico di Napoleone I era caduto, +lasciando, retaggio prezioso, agl'Italiani la coscienza +della nazionalità, lo spirito delle armi proprie, il +desiderio delle istituzioni civili e la tradizione di +un illuminato liberalismo.</p> + +<p>A rappresentare con sufficiente fedeltà lo svolgersi +di quei memorabili avvenimenti mi è parso +opportuno eleggere di mezzo alle scritture di cotesta +serie copiosa le relazioni composte, quando +erano recenti i fatti, da due uomini di spirito +temperato ed equanime, entrambi per l'ufficio loro +di senatori presenti e partecipi alle deliberazioni +che furono motivo o pretesto alla rovina del +Regno. L'una delle quali relazioni, col titolo di +<i>Memoria storica sulla rivoluzione di Milano seguita +il giorno 20 aprile 1814</i>, fu distesa solamente qualche +mese dopo gli avvenimenti e indi a poco +<span class="pagenum"><a name="Page_ix" id="Page_ix">[ix]</a></span> +divulgata per le stampe con la data del novembre +1814<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5" href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a>. Duplice, come appar chiaro +dalla semplice lettura, era stato l'intendimento +di chi scrisse questa relazione: difendere la condotta +del Senato contro le postume accuse del +partito indipendentista lombardo e rivelare la +parte sinistra che i detrattori del Senato avevano +avuto nei tumulti dell'aprile, nello strazio +del Prina, nella caduta del Regno. Al primo di +questi fini non era parso che corrispondesse abbastanza +la <i>Lettera sulla seduta del Senato del Regno +d'Italia tenuta a Milano il 17 aprile 1814</i>, la quale +era venuta alla luce in Parma, sin dalla fine del +maggio<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6" href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a>: se n'era saputo subito autore uno dei +senatori, «uomo illustre per probità, per carattere, +per dottrina», e si disse che non aveva taciuto +«la verità anche parlando di sé medesimo»,<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7" href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a> +ma il nome di lui, se pur corse sulle +bocche dei contemporanei, non fu segnato sulle +carte, né oggi sarebbe agevole a riconoscere se non +per indizi che potrebbero esser fallaci<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8" href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a>. Ad ogni +modo la relazione o «commentariuccio», come +la designò il Foscolo, fu come il punto di partenza +alla piú diffusa «Memoria storica» del +novembre, alla quale anzi la narrazione parmense +sulla seduta senatoria del 17 aprile 1814 fu accodata +come primo e principal documento<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9" href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a>.</p> + +<p>Appena la <i>Memoria storica</i> fu pubblicata, la polizia +si diè un gran da fare per impedirne la diffusione, +<span class="pagenum"><a name="Page_x" id="Page_x">[x]</a></span> +sino a ordinare la chiusura d'una libreria +ove si era venduta, e molto si affaccendarono gli +interessati, o i colpiti che dir si vogliano, a ribattere +come meglio potevano le gravi accuse, alle +quali aggiungeva valore la pacatezza del racconto +e la temperanza dei giudizi e della forma. Il generale +Domenico Pino, che per la parte avuta +nelle giornate dell'aprile era già stato bersaglio +a ben altre contumelie e alla meglio se n'era +schermito<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10" href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a>, non volle lasciare senza risposta +ciò che di lui si diceva nella <i>Memoria storica</i>, e +diè fuori sul principio del 1815 certe sue, poco +concludenti, <i>Osservazioni... sopra alcune asserzioni +dell'autore dell'opuscolo che ha per titolo «Su la rivoluzione +di Milano seguita il 20 aprile 1814»</i>; osservazioni +le quali non valsero certamente a rimuovere +tutti i sospetti che si erano venuti addensando +sopra la sua condotta<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11" href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>. Il conte Federico Confalonieri +stampò, con la data del 15 marzo 1815, +la sua <i>Lettera ad un amico</i>, il conte Antonio Durini, +nella quale, un po' confessando la parte avuta +nei fatti dell'aprile 1814 e un po' impugnando le +asserzioni della <i>Memoria storica</i>, tentò un'abile difesa +di sé stesso e già si mostrò, politicamente, assai +mutato da quello che era l'anno innanzi; ma anch'egli +riuscí tutt'altro che convincente: fortunato +che gli avvenimenti posteriori della sua vita e la +grandezza del sacrificio e dell'espiazione, circondando +la sua memoria di una fulgida aureola di +<span class="pagenum"><a name="Page_xi" id="Page_xi">[xi]</a></span> +patriottismo, facessero dimenticare quali erano +stati i primi suoi passi sulla via malsicura delle +congiurazioni politiche<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12" href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>. Finalmente il conte +Ludovico Giovio, già consigliere di Stato napoleonico +e presidente delle riunioni che nell'aprile +e maggio 1814 avevano tenute in Milano i Collegi +elettorali di una parte del Regno, difese quella +convocazione in un opuscolo, nel quale anche cercò +di scagionare sé stesso dalla taccia datagli nella +<i>Memoria storica</i> di esser stato troppo facilmente +ingrato verso un governo che lo aveva innalzato +ai piú alti onori<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13" href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a>.</p> + +<p>Mentre cosí si appuntavano le armi contro la +relazione documentata, che in povera veste era +venuta da Lugano a raccontar fatti che si volevano +sopire, era naturale che si cercasse di sapere chi +ne fosse l'autore. Sulle prime corse voce che l'avesse +fatta Melchiorre Gioia<a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14" href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>, forse perché +dell'economista piacentino si ricordavano altri opuscoli +pubblicati nell'occasione di gravi mutazioni +politiche nel ventennio anteriore; ma la voce cadde +di per sé, senza bisogno di essere smentita. Maggior +consistenza invece prese l'opinione che uno +o piú senatori avessero lavorato a mettere insieme +la <i>Memoria storica</i>, e a questa opinione aderí anche +Ugo Foscolo, quando prese a confutar quella relazione +nei suoi discorsi <i>Della servitú dell'Italia</i><a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15" href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a>: +generosi ed eloquenti discorsi, nei quali per altro +non è dissimulato il dispetto del poeta di essere +<span class="pagenum"><a name="Page_xii" id="Page_xii">[xii]</a></span> +stato additato come frequentatore di mense ministeriali +e sovvertitore della plebe ai tumulti del +20 aprile. Il Foscolo, come si vede da piú luoghi +di quei discorsi e da altri della <i>Lettera apologetica</i> +scritta quasi dieci anni di poi agli editori padovani +della Minerva<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16" href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a>, teneva, se non per autore, +almeno per ispiratore principale della <i>Memoria +storica</i> il senatore Diego Guicciardi, fattosi, sempre +secondo il Foscolo, sostenitore del principio +della monarchia di diritto divino, appunto in quei +giorni che l'Austria si preparava a soppiantare la +Francia, e proclamatosi da sé per uomo di Stato +a nessuno secondo. E questa ch'era stata l'opinione +del Foscolo divenne presto universale, tanto +che nel 1822 il Saint-Edme (cioè Teodoro Bourg, +già commissario nelle guerre napoleoniche e sostenitore +anche dopo il 1815 delle idee repubblicane +e imperiali), pubblicando in Parigi la sua +traduzione francese della <i>Memoria storica</i>,<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17" href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a> +vi poneva in fronte il nome del Guicciardi e nella +prima delle note da lui aggiunte ragionava e argomentava +tale attribuzione cosí:</p> + +<div class="blockquot"><p>1º Dans son avertissement, l'éditeur annonce que l'ouvrage +qu'il publie est dû à un illustre personnage du royaume +d'Italie, qui avait le droit de conserver près de lui +les documens authentiques placés à la fin du mémoire: le +comte Guicciardi était sénateur et chancelier du sénat.</p> + +<p>2º L'exposé de la situation morale de l'Italie qui précède +l'historique de la révolution, est basé: 1º sur des bruits +auxquels n'aurait point ajouté foi tout autre écrivain de +<span class="pagenum"><a name="Page_xiii" id="Page_xiii">[xiii]</a></span> +l'époque qui n'aurait point eu à justifier une opinion émise +dans une assemblée politique, opinion opposée à sa conduite +antérieure, aux vues du prince, et peut-être au bien +de son pays; l'auteur même avoue ses doutes: mais pourquoi +se serait-il arrêté à des mensonges, en aurait-il, comme +historien, entretenu le public, s'il n'avait eu l'intention de +se servir de cet appui pour se justifier? 2º sur le caractère +personnel de quelques individus employés par le gouvernement, +tels que le secrétaire des commandemens du prince +et le directeur des postes: on ne peut voir là que le fruit +d'une animosité particulière, et l'on sait que l'esprit rétif de +M. le comte Guicciardi avait été atteint par quelques-uns +de traits de MM. Méjan et Darnay.</p> + +<p>3º Le 17 avril, lorsqu'on lut au sénat le projet de décret +du duc de Lodi, qui s'opposa à son adoption? M. le +comte Guicciardi. Et le mémoire cherche à prouver que +l'on avait <a name="tn13a" id="tn13a"></a><i>machiné</i> pour surprendre la délibération: l'opposition +violente de M. Guicciardi est donc tout honorable +pour lui, dans le sens de la marche qu'il avait adoptée.</p> + +<p>Mais sans entrer à ce sujet dans une longue discussion, +à laquelle le lecteur, <a name="tn13b" id="tn13b"></a>une fois prévenue, suppléera facilement +avec un peu d'attention, je me bornerai à fare remarquer +que M. le comte Guicciardi a fait partie de la commission +nommée pour l'examen de la proposition du duc de Lodi; +qu'en sa qualité de membre de la commission, c'est lui qui +s'est rendu auprès du duc, afin d'en obtenir les éclaircissemens +nécessaires au travail de la commission; qu'il a fait +le rapport; qu'il a été nommé député; qu'il a eu une entrevue +avec le prince; que sa justification au <a name="tn13c" id="tn13c"></a>gouvernement +provisoire a été imprimée malgré la défense de la régence, +et que là, comme dans l'ouvrage, oú il est tant +question de lui, ses opinions et son caractère politique sont +élevés à un haut degré.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xiv" id="Page_xiv">[xiv]</a></span></p> + +<p>Queste argomentazioni del Saint-Edme, per +quanto avvedute e sottili, non hanno, si capisce +subito, un grande valore probativo, poiché il Guicciardi +in tutte le fasi del movimento milanese dell'aprile +1814 rappresentò le tendenze del partito +<i>austriaco</i>, come ha ben dimostrato il Bonfadini<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18" href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a>, +e la <i>Memoria storica</i>, se non tace per un senso di +imparzialità gli errori e le colpe degli uomini di +tutti i partiti, è manifestamente rivolta in particolare +contro gli <i>indipendentisti lombardi</i> in quanto +spianarono con la Reggenza la via all'Austria di +occupare e tener per suo il paese: l'autore quindi, +se non era un eugeniano, non poteva essere neppure +un austriacante; e ben vide e sentì il significato +dell'opera sua la polizia austriaca, che si +sforzò di rimuoverla dalla circolazione. I documenti, +che accompagnano la <i>Memoria storica</i>, parte +erano stati pubblicati per altre vie, parte erano di +tal natura da esser passati per molte mani, e l'apologia +del Guicciardi poté ben essere comunicata +da lui medesimo all'autore di questa relazione, +non già perché la pubblicasse, ma come a senatore +ch'egli era, poiché il Guicciardi, dopo il divieto +della Reggenza di darla alle stampe, avrà +sentito il bisogno che ne avessero conoscenza almeno +i suoi antichi colleghi del Senato. E che tra +i senatori fosse da cercare l'autore della <i>Memoria +storica</i>, ove la condotta del Senato era difesa con +tanto calore, pochi allora dubitarono; e presto +<span class="pagenum"><a name="Page_xv" id="Page_xv">[xv]</a></span> +anche si seppe che questo senatore era il maceratese +<span class="smcap">Leopoldo Armaroli</span>, magistrato onorando +e insigne giurista<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19" href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a>: si seppe presto, ma pubblicamente +non fu detto se non nel 1823 da Federico +Coraccini (sotto il quale nome, ben si sa, +nascondevasi Carlo Giovanni Lafolie francese, stato +nel 1812 segretario generale della prefettura del Tagliamento +e nel 1813 viceprefetto di Ravenna) nella +sua <i>Storia dell'amministrazione del Regno d'Italia</i><a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20" href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a>, +e fu poi confermato piú tardi da piú credibile +testimonio, lo storico dell'esercito cisalpino-italico<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21" href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a>. +Ciò non ostante, poiché si continuò da +qualcuno ad attribuire la <i>Memoria storica</i> al Guicciardi<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22" href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a>, +parmi opportuno dissipare ogni dubbio +per mezzo di una lettera che l'Armaroli stesso +scriveva nel 1830 a Francesco Cassi per ottenere +dal marchese Antaldo Antaldi di Pesaro la restituzione +dell'unica copia rimastagli del suo libretto; +lettera che sulla divulgazione di questo scritto ci +dà anche alcune particolarità rimaste sin qui ignorate.</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="indl pad2"><i>Mio degno e rispettabile amico,</i></p> + +<p class="indr">Macerata 25 aprile 1830.</p> + +<p>Ho bisogno dell'autorità vostra municipale, per citare al +vostro tribunale codesto diligentissimo amico nostro marchese +Antaldo. È piú di un anno che in vostra presenza +gli consegnai quel mio Opuscolo sulla rivoluzione di Milano +del 1814, che gentilmente si offerí di farlo osservare +<span class="pagenum"><a name="Page_xvi" id="Page_xvi">[xvi]</a></span> +ai Revisori per vedere se s'incontrasse difficoltà nel ristamparlo. +Ritornando da Bologna mi recai da lui e mi disse +che non vi era opposizione, ma non potea restituirmi il +libro perché era rimasto presso il Signor Canonico Coli.</p> + +<p>Dopo di ciò gli ho scritto, gli ho mandata qualche mia +pubblicata freddura, ho certezza che l'ha ricevuta, e non +mi ha risposto. Gli ne ho fatta avanzar premure da Asiari, +e ultimamente dal Ferri nipote del sordo, ed anche +ciò inutilmente.</p> + +<p>Parlando sul serio io ne ho vero e sommo bisogno: +ho stimoli da piú parti e dalla stessa Lombardia di farne +altra edizione corredata di abbondanti commenti; vi è anche +dell'onore del mio nome il farlo perché sono stato +citato con menzogna. Non solo non ne ho altra copia, ma è +impossibile di procurarmela perché le 500 copie venute a +Giegler, meno le poche esitate, furono sequestrate dalla +Polizia, né so se potessi ottenerne da Parigi. Mi raccomando +dunque alla vostra amicizia di farne cortese insistenza +all'amico onde io possa ricuperarlo.</p> + +<p>Viene qui Delegato Monsignor Ciacchi. Voi forse lo vedrete. +Mi sarà grato che mi facciate conoscere ad esso per +un uomo d'onore, tranquillo suddito, e vostro amico.</p> + +<p>Addio. Alla vostra famiglia ed a voi cordialmente mi +raccomando. Vale.</p> + +<p class="indr"><i>Il Vostro</i> <br /> +<span class="smcap">Armaroli.</span></p> + +<p class="indl"><span class="spaced6"><i>Al Nobil Uomo</i></span><br /> +<i>Il chiarissimo Signor Conte</i> <span class="smcap">Francesco Cassi</span><br /> +<span class="spaced4"><i>Gonfaloniere di</i></span><br /> +<span class="spaced10"><i>Pesaro</i><a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23" href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>.</span></p> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xvii" id="Page_xvii">[xvii]</a></span></p> + +<p class="pad4">La <i>Memoria storica</i> dell'Armaroli fu per molto +tempo una delle piú copiose fonti d'informazioni +a chi ebbe ad occuparsi dei fatti dell'aprile 1814: +dal Jomini, che ne fece larghissimo uso nella sua +storia dell'ultima campagna dell'armata franco-italiana<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24" href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a>, +giú giú sino ai piú recenti narratori +della fine del Regno italico, tutti si valsero della +operetta del senatore maceratese; alla quale si presenta +ora, in parte come opportuno riscontro, in +parte come necessario correttivo, la relazione particolareggiata +che di quelli avvenimenti stese e +lasciò ai posteri il collega suo <span class="smcap">Carlo Verri</span> milanese<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25" href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>. +Il patrizio lombardo fu veramente nei +moti del 1814 uno dei rappresentanti piú cospicui +e sinceri del partito austriaco; meno vigoroso all'operare +che non fosse il Guicciardi, giovò piú +di lui al trionfo di quel partito rafforzandolo con +l'autorità del suo nome, e prestò l'opera propria, +come presidente della Reggenza provvisoria, alla +consolidazione che fu lenta, ma sicura e avveduta, +della nuova dominazione<a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26" href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a>. Però, come il Verri +fu animato da un sincero, per quanto fallace, sentimento +di giovare agli interessi del suo paese, cosí +la sua testimonianza molto ci aiuta a intendere le +cagioni e i procedimenti di un fatto che tanto +sembrò contrastare con il desiderio dell'indipendenza +nazionale, della quale in quei giorni tutte +le parti politiche s'erano fatta una bandiera per +conto proprio. Storia dolorosa di errori, se non +<span class="pagenum"><a name="Page_xviii" id="Page_xviii">[xviii]</a></span> +di colpe, onde procedette una espiazione ancor piú +dolorosa durata oltre mezzo secolo; ma storia feconda +di ammaestramenti, anche per noi che di +quella espiazione raccogliemmo i frutti, poiché ci +insegna come la rettitudine delle intenzioni non +basti a salvare un paese quando non sia accompagnata +dal senso dell'opportunità, dall'accortezza +dei mezzi, dalla prontezza dell'azione.</p> + +<p class="indr"><span class="smcap">T. Casini.</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xix" id="Page_xix">[xix]</a></span></p> + +<h3><a name="Note1" id="Note1"></a>NOTE</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1" href="#FNanchor_1_1">1.</a> <i>Milano e il Ministro Prina, narrazione storica del +Regno d'Italia (aprile 1814) tratta da documenti editi ed +inediti per</i> <span class="smcap">Massimo Fabi</span>, Novara, A. Pedroli, 1860; 8º, +p. 248. È libro notabile perché vi sono raccolti molti documenti +pubblici concernenti quei fatti; ma il <span class="smcap">Cantù</span>, +<i>Cronistoria dell'Indip. ital.</i>, vol. 1, p. 869 attesta: «questo +è lavoro del consigliere <span class="smcap">Carlo Castiglia</span>, che lo esibí a +me e ad altri, prima di venderlo al Fabi, che lo stampò +per suo».</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2" href="#FNanchor_2_2">2.</a> <i>La caduta del Regno italico, narrazione desunta da +testimonianze contemporanee e da documenti inediti o poco +noti per cura di</i> <span class="smcap">Giovanni De Castro</span>, Milano, Treves, +1882; 16º, p. 366. È ricco, come tutti i libri del <span class="smcap">De Castro</span> +sull'età napoleonica, di notizie e giudizi tratti da scritture +contemporanee, e ha uno spiccato carattere aneddotico che +ne rende piacevole la lettura né poco conferisce all'intelligenza +dei tempi e degli uomini.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3" href="#FNanchor_3_3">3.</a> Barone <span class="smcap">von Helfert</span>, <i>La caduta della dominazione +francese nell'Alta Italia e la congiura militare bresciano-milanese +nel 1814, traduzione consentita dall'autore di</i> <span class="smcap">L. G. Cusani +Confalonieri</span>, <i>con un'appendice di documenti</i>, Bologna, +N. Zanichelli, 1894; 16º, pag. 282. È importante +specialmente perché l'autore attinse notizie da documenti +riservati degli archivi di Vienna, ma, come altri libri dell'Helfert +su cose italiane, tende a giustificare la politica +austriaca, e però trascura fatti, censura persone, pronuncia +giudizi dimostrando molta parzialità. La pubblicazione dell'originale +tedesco è del 1880.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xx" id="Page_xx">[xx]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4" href="#FNanchor_4_4">4.</a> Il testo francese fu pubblicato in Parigi, Laisné, 1846, +e la traduzione italiana, ivi 1847. È un libro ormai rarissimo, +perché le copie venute in Italia furono quasi tutte +confiscate dalla polizia austriaca, e però ci proponiamo di +ristamparlo quando che sia in questa nostra <i>Biblioteca storica +del Risorgimento italiano</i>. Intanto sovr'esso si vedano +<span class="smcap">Cusani</span>, <i>St. di Milano</i>, VII 84, <span class="smcap">De Castro</span>, op. cit., p. 10, +<span class="smcap">Helfert</span>, op. cit., pag. 24.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5" href="#FNanchor_5_5">5.</a> Il titolo del libretto, stampato in carta grossolana e +della dimensione di cm. 21×12, è riprodotto a fac-simile +nella p. 1 del presente volume. La data di Parigi è probabilmente +fittizia, poiché la carta, i caratteri ed altre particolarità +materiali del libro lo mostrerebbero uscito dalla +stamperia del Veladini di Lugano (cfr. <span class="smcap">De Castro</span>, op. cit., +p. 39; <i>Catalogo del Museo del Risorgimento nazionale di Milano</i>, +II, 236): tuttavia a provenienza parigina sembra accennare +l'autore stesso nella sua lettera al Cassi, che sarà +riferita or ora.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6" href="#FNanchor_6_6">6.</a> Parma, stamperia Carmignani, 1814, 16º, p. 12.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7" href="#FNanchor_7_7">7.</a> <span class="smcap">Fabi</span>, op. cit., p. 223.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8" href="#FNanchor_8_8">8.</a> A questa <i>Lettera</i> di stampa parmense accenna il +<span class="smcap">Foscolo</span>, <i>Opere</i> V, 221: «.... benché vi fosse da ridire, +tuttavia si è lasciato correre, perché era dettato a difesa +con modestia d'uomo dabbene: tace il vero, che forse +<span class="pagenum"><a name="Page_xxi" id="Page_xxi">[xxi]</a></span> +era occulto a quello scrittore; non però dice il falso». +Non crederei di errare sospettando autore di questa relazione +uno dei senatori <span class="smcap">Vincenzo Dandolo</span> o <span class="smcap">Federico +Cavriani</span>, i soli, tra quelli che vi son nominati, cui possano +applicarsi e la qualifica d'<i>uomo dabbene</i>, secondo il +giudizio del <span class="smcap">Foscolo</span>, e le lodi raccolte dal <span class="smcap">Fabi</span>: per il +Cavriani starebbe anche il fatto che a lui fu erroneamente +attribuita la <i>Memoria storica</i> dell'Armaroli (cfr. <span class="smcap">G. Melzi</span> +<i>Dizion. di opere anon. e pseudon.</i>, vol II, p. 470).</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9" href="#FNanchor_9_9">9.</a> Vedasi in questo volume pp. <a href="#Page_43">43</a>-49.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10" href="#FNanchor_10_10">10.</a> Alludo specialmente al libello, tribuito a <span class="smcap">Stefano +Méjan</span>, <i>Le Roi Pino à la bataille des parapluies</i>, stampato +in Germania nel maggio 1814, e all'altro intitolato: <i>Le +Lamentazioni, ossieno le quattro Notti del general Pino</i>. Italia +1815 (forse stampato a Milano): il <span class="smcap">Pino</span> rispose con gli +<i>Schiarimenti sopra alcuni articoli esistenti nel libello intitolato, +«Le quattro Notti del generale Pino,»</i> anche questi +del 1815.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11" href="#FNanchor_11_11">11.</a> È un opuscolo in 8º, di p. 16. — Da vedere in +proposito ciò che scrisse, a cose quiete, <span class="smcap">A. Zanoli</span>, <i>Sulla +milizia cisalpino-italiana cenni storico-statistici dal 1796 al +1814</i>, Milano, Borroni e Scotti 1845, vol. II, pp. 441-445.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12" href="#FNanchor_12_12">12.</a> La <i>Lett. ad un amico</i>, senza note tipogr., è un opuscolo +di p. 23, oggimai introvabile: una copia è nell'Ambrosiana +(<span class="smcap">De Castro</span>, p. 36), un'altra nel Museo milanese +del Risorgimento (<i>Catalogo</i> I, 316): ma è stata ristampata +in <i>Memorie e lettere di F. Confalonieri</i>, a cura di <span class="smcap">G. Casati</span>, +Milano, Hoepli, 1890, p. 253-273.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13" href="#FNanchor_13_13">13.</a> L'opuscolo del <span class="smcap">Giovio</span> è rarissimo: una copia ne +conserva l'Ambrosiana in una miscellanea <i>S. C.</i> v. v. 26, +che è tutta di cose manoscritte e stampate sui fatti del +20 aprile 1814 (<span class="smcap">De Castro</span>, pp. 36, 82).</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxii" id="Page_xxii">[xxii]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14" href="#FNanchor_14_14">14.</a> Il nome del <span class="smcap">Gioia</span> è dato da un esemplare della +<i>Memoria storica</i>, posseduto dalla R. Biblioteca Vittorio +Emanuele (22, 14, B, 11) con queste parole manoscritte: +<i>Vuolsi del senatore Conte Guicciardi, ma piú si attribuisce +al Gioia</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15" href="#FNanchor_15_15">15.</a> <span class="smcap">Foscolo</span>, <i>Opere</i>, vol. V, p. 171-253; specialmente +si noti ciò che leggesi a p. 175, 178, 183, 211-213, 222.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16" href="#FNanchor_16_16">16.</a> <i>Op.</i>, vol. V, p. 489-609; specialmente, p. 495, 568.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17" href="#FNanchor_17_17">17.</a> <i>Relation historique de la Révolution du royaume d'Italie +en 1814; par le comte</i> <span class="smcap">Guicciardi</span>, <i>ex-chancelier du Sénat; +traduit de l'italien par</i> <span class="smcap">M. Saint-Edme</span>. A Paris, chez +A. Corréard, libraire, Palais-royal, Galerie de bois, n. 258, +1822; in-8º, di p. VI-204.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxiii" id="Page_xxiii">[xxiii]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18" href="#FNanchor_18_18">18.</a> <span class="smcap">R. Bonfadini</span>, <i>Mezzo secolo di patriotismo</i>, Milano, +Treves, 1886, p. 84-91, dove il ritratto politico del Guicciardi +è delineato con mano maestra, sebbene un po' indulgente. +Non inutile mi sembra l'aggiungere che il Guicciardi +fu di una famiglia nobile di Tresivio, ma nacque +accidentalmente in Lugano il 26 febbraio 1756: fatti gli +studi di legge, si volse ai pubblici uffici, e fu dapprima +luogotenente del Vicario in Sondrio, poi delegato presso +il Pretore in Morbegno, e non ancora trentenne fu chiamato +nel 1785 alla piú eminente carica amministrativa che fosse +nella Valtellina, quella di cancelliere di Valle. Nel 1787 fu +uno dei deputati che trattarono innanzi alla Corte di Vienna +la questione dei diritti valtellinesi contro i Grigioni, e fin +d'allora cercò di collegare le sorti e gli interessi della +Valtellina con quelli della Lombardia; e questo fine il Guicciardi +raggiunse dieci anni di poi alla prima venuta dei +francesi, poiché egli fu principal promotore dell'unione della +Valtellina alla Cisalpina accaduta nel novembre 1797. +L'amicizia allora contratta con Antonio Aldini, andato commissario +organizzatore in Valtellina, gli aprí la via degli +uffici politici nella novella Repubblica: fu chiamato da Bonaparte +il 20 novembre 1797 nei Comitati riuniti e assegnato +a quello di costituzione, e contemporaneamente fu +fatto rappresentante del popolo al Corpo legislativo nel +Consiglio dei seniori, ma chiese e ottenne la dimissione +il 26 dicembre; nel febbraio 1798 fu Commissario straordinario +del governo nei dipartimenti del Lamone e del +Rubicone; il 15 aprile fu nominato ministro di polizia generale, +il 10 luglio ministro dell'interno, nel quale ufficio +rimase fino a tutto il gennaio 1799. Nella seconda Cisalpina +il Guicciardi si tenne in disparte, finché mandato all'assemblea +di Lione, come uno dei notabili del dipartimento +del Lario, vi si segnalò per moderazione e dirittura +d'idee, di modo che Bonaparte il 26 gennaio 1802 lo +chiamò all'alto ufficio di segretario di Stato della Repubblica +italiana. Vive antipatie sorsero tra il Melzi, vicepresidente +di quella, e il Guicciardi, sí che questi lasciò l'ufficio +passando il 31 maggio a far parte della Consulta di +Stato, la quale alla formazione del Regno italico costituí +poi la prima sezione del Consiglio di Stato. Nominato direttore +generale della polizia il 1º agosto 1805, esercitò il +difficile ufficio con tatto e moderazione, finché Napoleone I, +per motivi non ancora chiariti, sospettò della sua condotta +e lo tolse di mezzo nominandolo senatore il 19 febbraio +1809. Da questo momento fino al 1814 fu cancelliere del +Senato ed ebbe gran parte nelle deliberazioni di quel corpo, +mentre poi veniva insignito via via delle piú alte onorificenze +napoleoniche. Nel 1814 fu a Vienna a procacciare +il mantenimento dell'unione della Valtellina alla Lombardia, +e riuscí gradito all'Austria sí da esser fatto nel 1818 vicepresidente +dell'I. R. governo della Lombardia, nel 1825 +I. R. consigliere intimo attuale e presidente della Commissione +centrale di pubblica beneficenza. Collocato a riposo +nel 1826, morí nel 1837.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxiv" id="Page_xxiv">[xxiv]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19" href="#FNanchor_19_19">19.</a> Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale +ho potuto raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio +1766 di famiglia patrizia, fece buoni studi di lettere in patria +e fu laureato in giurisprudenza: entrato nella magistratura +pontificia, era presidente del tribunale di Macerata allorché +poco dopo l'unione delle Marche al Regno italico, fu con +decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente della Corte +di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio +elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, +e nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí +quindi a Milano, donde solamente nel 1815 tornò, con +una modesta pensione, in patria, dove si diede con fortuna +all'esercizio dell'avvocatura e divenne presto il principe del +foro marchigiano. Viveva ritirato nella solitudine della sua +villa in Appignano, allorché scoppiata la rivoluzione del +1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo provvisorio +delle Provincie unite come ministro della giustizia; +ma la rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi +a Bologna ad assumere il ministero, nel quale fu supplito +da Antonio Silvani. Il 9 giugno 1843 l'Armaroli morí +nella sua villa di Appignano che egli aveva battezzata col +nome di Tusculano, lasciando alla famiglia Tambroni i suoi +averi e i suoi libri.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20" href="#FNanchor_20_20">20.</a> Lugano, fr. Veladini [s. a., anno 1823 o poco dopo], +p. LXV-256. La traduzione francese fu pubblicata in Parigi, +Audin. 1823, poi raffazzonata con altro titolo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21" href="#FNanchor_21_21">21.</a> <span class="smcap">A. Zanoli</span>, op. cit., II 441: «... io ho dati per +credere che [la <i>Memoria storica</i>] sia invece del di lui collega +Leopoldo Armaroli».</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxv" id="Page_xxv">[xxv]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22" href="#FNanchor_22_22">22.</a> Per es. nel libro <i>Milano e il suo territorio</i>, Milano, +1844, vol. I, p. 375: il <span class="smcap">Cantù</span>, <i>Il Principe Eugenio</i>, vol. IX, +p. 57, si mostra ancora dubbioso sull'appartenenza dell'opuscolo +all'Armaroli.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23" href="#FNanchor_23_23">23.</a> Biblioteca Oliveriana di Pesaro, <i>Carte mss. di F. Cassi</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24" href="#FNanchor_24_24">24.</a> <i>Dernière campagne de l'Armée franco-italienne sous les +ordres d'Eugène Beauharnais, en 1813 et 1814, suivie des Mémoires +secrets sur la révolution de Milan, du 20 avril 1814, et +les deux conjurations du 25 avril 1815, la campagne des Autrichiens +contre Murat, sa mort tragique et la situation politique +actuelle des divers États d'Italie, par le chevalier S. J. *** +témoin oculaire, précédé d'une notice historique sur Eugène +Beauharnais</i>. Paris, Dentu e Lugano, Veladini, 1817, in-8º, +p. XVI-194. Questo opuscolo è da alcuni attribuito al <span class="smcap">Julhien</span>, +generale francese al servizio del Regno italico (cfr. +<span class="smcap">Coraccini</span> p. XCV; <span class="smcap">Cantù</span>, <i>Il Principe Eugenio</i>, vol. VIII, +p. 311).</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25" href="#FNanchor_25_25">25.</a> Primo a servirsi della relazione del Verri fu il +<span class="smcap">Cusani</span>, che nella sua <i>Storia di Milano</i>, vol. VII, p. 91 e +segg. ne riferí lunghi estratti: essa fu poi pubblicata con +molti errori e lacune nel vol. IV, pp. 445-507 dalle <i>Lettere +e scritti inediti di</i> <span class="smcap">Pietro</span> <i>e</i> <span class="smcap">Alessandro Verri</span> a cura di +<span class="smcap">C. Casati</span>, Milano, Galli, 1879-81. La mia ristampa è +condotta sopra una copia piú corretta e compiuta, sebbene +non ancora perfettamente, perché l'autore non poté darvi +l'ultima mano.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_xxvi" id="Page_xxvi">[xxvi]</a></span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26" href="#FNanchor_26_26">26.</a> Fratello ai piú famosi Pietro e Alessandro, Carlo +Verri nacque in Milano il 21 febbraio 1743, e compiuta +con buoni studi la propria educazione visse per molto tempo +alieno dalle cure pubbliche, tanto intento alla cultura delle +proprie terre e alle prove di miglioramenti agrari e tecnologici, +sui quali anche pubblicò alcuni notabili scritti (registrati +dal <span class="smcap">Corniani</span>, <i>I secoli della letteratura italiana</i>, +Torino, 1855, VII, 489). Venuti i tempi piú quieti della +Repubblica Italiana, il Verri fu chiamato nel 1802 a far +parte del Corpo legislativo, dal quale uscí allorché per le +insistenze del Melzi accettò la prefettura del Mella conferitagli +con decreto del 26 aprile di quell'anno. Il 29 settembre +1804 fu fatto membro del Consiglio legislativo, e cosí +alla creazione del Regno italico fu coi decreti del 9 maggio +e 9 giugno 1805 compreso tra i componenti il nuovo +Consiglio di Stato. Nominato senatore il 10 ottobre 1809, +fu in quel corpo uno dei piú autorevoli per dirittura e +moderazione di idee, ed ebbe nel 1814 la parte larghissima +ch'egli stesso racconta. Lasciato l'anno dopo l'ufficio +di presidente della Reggenza provvisoria, si ritirò di nuovo +a vita privata, e morí poi in Verona nel luglio 1823.</p></div> + +<p> <br /> </p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1"></a>[1]</span></p> + +<div class="center pad4"> + <p class="x-large">SULLA RIVOLUZIONE</p> + + <p class="g">DI MILANO</p> + +<p><i>Seguita nel giorno 20 aprile 1814</i></p> + + <p>SUL PRIMO SUO GOVERNO PROVVISORIO<br /> + E SULLE QUIVI TENUTE ADUNANZE<br /> + DE' COLLEGJ ELETTORALI</p> + + <p class="pad2"><span class="big">MEMORIA STORICA</span><br /> + CON DOCUMENTI.</p> + +<p> </p> + +<hr class="tiny" /> + +<p> </p> + + <p>PARIGI<br /> + <span class="small">Novembre 1814.</span></p> + +<p> </p> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2"></a>[2]</span></p> +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3"></a>[3]</span></p> + +<h2><a name="AVVERTIMENTO" id="AVVERTIMENTO"></a>AVVERTIMENTO.</h2> + +<p>Il manoscritto della presente memoria, opera di un personaggio +illustre del Regno d'Italia, e la di cui autorità è +tanto piú rispettabile, che esso vi godette per molti anni +di una riputazione fondata sulle di lui eminenti qualità, +venne per una combinazione felice nelle mani dell'editore. +Egli sarà facile di convincersene colla lettura delli documenti +autentici che si presentano al lettore, e molti de' quali +non potevano cadere in possesso di una persona, la quale +per il suo posto non avesse avuto il diritto di leggerli non +solo, ma anche di ritenerli presso di sé. L'editore si è fatto +un dovere di dare questa memoria alla luce, senza aumentazioni, +né diminuzioni, e senza permettersi veruna osservazione. +Non è opinione sua quel che espone, ma bensí +un racconto fatto da un uomo autorevole, di fatti autentici, +e di cui gli effetti furono pubblici.<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27" href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4"></a>[4]</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5"></a>[5]</span></p> + +<h2><a name="SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO" id="SULLA_RIVOLUZIONE_DI_MILANO"></a>SULLA RIVOLUZIONE DI MILANO<br /> + +<span class="small"><i>Seguita nel giorno 20 aprile 1814.</i></span></h2> + +<p class="center">MEMORIA STORICA.<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28" href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a></p> + +<p class="pad2">Dopo la ritirata di Mosca, tutte le molle politiche +de' governi di Francia e d'Italia perdettero +all'istante la loro elasticità. Il sentimento della +potenza di Napoleone a rapidi gradi si estinse, e +cessò l'illusione che la fortuna e la vittoria marciassero +costantemente alla testa delle sue armate. +Gli animi dei popoli sempre piú s'indispettirono +per l'aumentato rigore delle finanze, e per l'accresciuto +bisogno della coscrizione desolatrice delle +famiglie. Ciò non ostante, il rovesciamento totale +del sistema non entrò nei piani delle Potenze, e +molto meno nelle viste dei sudditi, come quello +che non sembrava verificabile senza rinnovare gli +orrori di una rivoluzione. Miglior partito parve +quello di sostenere il Governo e di somministrargli +i mezzi, onde colla gloria delle armi ottenere finalmente +una pace onorevole e solida. Non vi fu +<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6"></a>[6]</span> +perciò sforzo che si risparmiasse. Artiglieria ed +armi si fabbricarono da ogni parte con un'attività +che non ha esempio. La coscrizione ebbe il +suo effetto quasi per intero, si offrirono persino +gratuitamente dai corpi e dai privati cavalli in gran +numero e guerrieri.</p> + +<p>Lo spirito italiano, non mai versatile, ma attaccato +sempre tenacemente ai suoi principi, superò, +alla debita proporzione, la Francia nelle volontarie +oblazioni. Nel Regno d'Italia si ebbe per +istimolo ulteriore, che alla pace generale cessasse +l'esercizio di un Governo per procura coll'organo +di un Viceré, e che sul capo del Principe Eugenio +passare ne potesse indipendente la corona. +Non vi è dubbio che a quell'epoca concorressero +nel Principe l'amore ed il desiderio dei popoli. Non +vi è dubbio che si avesse di lui l'opinione di un +buono e zelante amministratore, di un uomo di +Stato, di un prudente e generoso condottiero di +eserciti, educato ad una grande scuola. A ciò si +aggiungeva la rispettosa affezione che si era conciliata +la Principessa sua consorte, a cui tutti offerivano +i loro omaggi, chi per la sua pietà e +per le sue virtú, chi per le sue grazie e la sua +amabilità, chi per le beneficenze che a larga mano +spargeva, specialmente sulla classe degli indigenti +che qual rifugio e madre la riguardavano.</p> + +<p>Niun debito si faceva al Principe del complicato +sistema di amministrazione, della coscrizione, +<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7"></a>[7]</span> +e soprattutto della gravezza delle imposte. Il solo +Re ne sopportava l'odiosità, non che, rapporto +alle finanze, quel Ministro, che aveva la bassezza +di prostituire i suoi sommi talenti nel secondarlo +e facilitargli i mezzi di esecuzione. I sentimenti +del suo segretario degli ordini erano conosciuti da +pochi nella capitale, da pochissimi nei dipartimenti. +Quest'uomo, tuttoché naturalizzato italiano +con la sua ammissione al Collegio elettorale dei +dotti, si crede che non abbia mai naturalizzato il +suo cuore.</p> + +<p>Furono i pochi uffiziali reduci dalla campagna +di Mosca, che inserirono nell'animo degli Italiani +i primi semi di diffidenza verso la persona del +Principe. Questi lamenti, già disseminati abbastanza, +crebbero a dismisura nel 1813, allorché fu +miseramente l'Italia ancora il teatro della guerra. +Non piú il solo uffiziale, ma dal generale al soldato +si chiamarono tutti mortificati dal Principe, +offesi dal suo primo aiutante. Saranno state forse +calunniose alcune acerbe proposizioni poste in +bocca dell'uno e dell'altro, ma pure da moltissimi +si recitavano come vere. Fece dispiacere il vedere +trascurato il primo ed il piú provetto tra i generali +italiani, che dal Nord al Sud ha sempre associata +la sua carriera alla gloria delle armi italiane.</p> + +<p>Ad alienare gli animi dal Principe concorse un +terzo francese, il suo segretario di gabinetto, passato, +contro il prescritto della costituzione, alla +<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8"></a>[8]</span> +direzione generale delle poste. Egli con la polizia +esercitata negli ultimi tempi sul carteggio, col +trattenere ed anche disperdere le lettere, specialmente +de' negozianti, portò al colmo il malcontento +in questa classe sí benemerita della società, la +quale era già prima indispettita abbastanza per il +sistema continentale e per l'incaglio totale di ogni +ramo di commercio.</p> + +<p>Altr'oggetto di avversione, e forse il maggiore, +era negli abitanti della città di Milano, perché il +governo ridondasse di forestieri, che spendevano +in essa con i loro soldi, i quali venivano pure dai +rispettivi dipartimenti, anche le rendite de' propri +patrimoni. Unico paese in Italia, e forse in tutto +il mondo civilizzato, ove in pochi si trovi una cordiale +ospitalità, ed ove in moltissimi, specialmente +fra i nobili, regna una decisa avversione contro +i forestieri, e per forestieri quelli riconoscono che +non sono oriundi della antica Lombardia Austriaca! +Oggetto di gelosia e di rabbia erano i ministri ed il +senato, quasi che tra sei ministri in Milano non se +ne vedessero ultimamente due lombardi, due milanesi +fra cinque dignitari, otto tra cinquanta senatori, +quasi tutti i consiglieri di cassazione ed i giudici +della Corte dei conti, la metà circa de' consiglieri +di Stato, la maggior parte dei direttori generali, +tutti i segretari generali dei ministeri e quasi tutti +quelli delle direzioni, dieci tra ventiquattro prefetti, +e cosí molto e molto piú nel restante, giacché +<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9"></a>[9]</span> +la Corte era popolata di ciambellani, di dame di +palazzo, di scudieri e di altri soggetti milanesi +tutti al soldo della corona, e non vi era dipartimento +nel Regno, che non contasse e giudici ed +uno stuolo grandissimo d'impiegati della capitale. +Volere un regno costituzionale, ed un corpo per +conseguenza intermediario, e pretendere che i +membri non fossero oriundi dei dipartimenti, è un +concepimento, un assurdo tutto nuovo.</p> + +<p>Erano gli animi in questo caldo allorché i successi +delle armi delle Alte Potenze coalizzate sempre +piú si moltiplicavano in Francia, e facevano +veder prossimo un qualche decisivo avvenimento. +Si permettevano i discorsi i piú allarmanti ne' luoghi +pubblici, ne' caffè e nei teatri. All'annunzio poi +dell'ingresso degli Alleati in Parigi, non ebbe piú +ritegno la commozione. I primari patrizi milanesi, +e quegli stessi che allora prestavano piú ligio +il servizio alla Corte e maggiori ne avevano sperimentati +i benefizi, correvano da ogni parte baccanti, +esagerando i torti del governo, e per maggiormente +dilatare l'allarme associarono a loro +tre soggetti d'amplissima trachea, che alzavano +con piú coraggio la voce. Un generale di brigata +italiano, sdegnato di non aver avuto i desiati avanzamenti, +un generale straniero al soldo italiano +riformato per demeriti, un estero letterato che +non sembrava attaccato a questo paese da altri vincoli +che da quelli delle tante mense de' ministri +<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10"></a>[10]</span> +alle quali era assiduo, questi furono i piú animosi +apostoli della rivoluzione.</p> + +<p>Bisogna credere che il Principe Eugenio, il quale +gemeva in Mantova tra le gravi cure della guerra +e tra le angoscie per l'incertezza della sua situazione, +non fosse inteso di quanto si vociferava in +Milano, ovvero bisogna convincersi che chi lo +tradiva continuasse ad adularlo per non incontrare +ostacoli all'esplosione della sua perfidia. La +verità pur troppo non arriva che tardi e zoppa ai +gabinetti dei principi. Egli, che si era mantenuto +sempre costante e fedele nella sua direzione verso +il proprio padre e sovrano, che aveva resistito a +tutte le insinuazioni della politica, egli finalmente +pensò ai destini del Regno, e forse anche a sé +stesso, quando giunsero a sua notizia gli strepitosi +avvenimenti seguiti in Parigi ne' primi giorni +d'aprile e la singolar metamorfosi del primo corpo +di quello Stato. Fu allora che nel dí 16 di aprile +convenne in una capitolazione con il Feld Maresciallo +Conte di Bellegarde, e mediante la cessione +di alcune piazze ottenne una sospensione +d'armi fino all'esito di una deputazione del Regno, +da presentarsi alle Auguste Potenze coalizzate.<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29" href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a> +Le sue viste palesi furono di far chiedere che +il Regno fosse chiamato a parte della pace generale, +proclamata all'Europa, e godesse finalmente +della sua indipendenza: tanto apparve sulla sostanza +della convenzione, tanto e non piú manifestò +<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11"></a>[11]</span> +nella lettera scritta al duca di Lodi, resa poi +da questo ostensibile alla commissione del Senato, +e tanto assicurò ai deputati del Senato, quando +a lui si presentarono in Mantova. È ben presumibile +però che fosse tra i suoi desiderî che si domandasse +per il suo capo la corona d'Italia. Fu +almeno sicuramente questo lo sforzo dei ministri. +Tra le persone piú addette ai suoi intimi consigli +fu discusso sul modo di dare un carattere a +tale deputazione e sulli stessi soggetti che dovessero +comporla. Si sa che furono designati li generali +Fontanelli e Bertoletti per l'armata, li conti +Paradisi e Prina rappresentanti la nazione. Rapporto +ai primi si ottenne facilmente l'adesione +degli uffiziali, segno, checché si pretenda in contrario, +che non aveva veramente perduto affatto +il Principe il loro amore, o lo aveva ricuperato. +Si decise di fare che il Senato autorizzasse i secondi, +e qui si praticarono senza dubbio mezzi +oscuri e subdoli. In niuno dei senatori era venuto +mai meno il rispetto e l'attaccamento verso il +Principe Eugenio, niuno aveva prestato fede alle +voci accreditate nella piazza, e molto meno all'orgasmo +dei nobili milanesi. Ma ognuno era penetrato +dal sentimento de' propri doveri e da +quello della rispettiva risponsabilità verso i suoi +committenti, per non decidersi se non con gran +ponderazione in un emergente cosí delicato e in +un momento in cui l'attenzione e le congetture +<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12"></a>[12]</span> +degli Italiani erano rivolte verso i Sovrani d'Austria +e di Napoli, che quasi tutta occupavano e tenevano +la penisola.<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30" href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a></p> + +<p>In forza di un dispaccio del duca di Lodi, cancelliere +guardasigilli della corona, fu convocato +straordinariamente il Senato nel giorno 17 aprile. +È rimarcabile che di un affare, a cui si pretese di +attaccare un sommo mistero, se ne parlasse contemporaneamente +ne' caffè, e piú nella platea del +teatro della Scala, e che i soli senatori ne fossero +all'oscuro, come quelli che tali luoghi non +frequentavano. Fu letto un messaggio del duca di +Lodi in cui, dopo aver fatto un quadro per verità +molto vago della situazione del Regno, presentava +al Senato un progetto di decreto per autorizzare +una deputazione a chiedere a S. M. l'Imperatore +d'Austria, e pel di lui organo alle Alte +Potenze, la cessazione assoluta delle ostilità, l'indipendenza +del Regno ed un re nella persona +del Principe. Che non si macchinò, che non si disse, +perché a sorpresa si adottasse la deliberazione proposta? +Fermi i senatori nella loro massima, vollero +che la materia si digerisse prima da una +commissione di sette membri, la quale prendesse, +siccome fece, i migliori schiarimenti dal duca di +Lodi e riferisse. Sul rapporto della medesima fu +adottata la deputazione per i due primi oggetti +della cessazione delle ostilità e dell'indipendenza +del Regno, esclusa la domanda del Viceré in +<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13"></a>[13]</span> +nostro Sovrano, come diffusamente risulta dagli +atti di quella seduta espressi nell'allegato <a href="#N_I">num. 1</a> +con gli analoghi documenti A, B, C. Pareva che +i patrizi milanesi dovessero esser paghi del contegno +dignitoso del Senato e della sua risoluzione. +Se la loro volontà era quella dimostrata, +che non si ricercasse il Principe in re, il Senato +era stato del loro avviso. Indispensabile era la +deputazione, per l'effetto della capitolazione col +Feld Maresciallo Conte di Bellegarde. Sapevano +tutti che a vuoto andarono le pratiche per la +nomina de' conti Prina e Paradisi; sapevano che +la scelta era caduta nel conte Guicciardi, uomo +di Stato non secondo a veruno, il primo ed il +piú acerrimo impugnatore del progetto del duca +di Lodi; nel conte Luigi Castiglioni milanese, +cavaliere di cui il solo nome bastava a giustificare +la nomina. Si arrivò a spargere il dubbio, +che le istruzioni date ai deputati dal duca di Lodi +fossero divergenti dal decreto del Senato, quasi +che questi fossero uomini da riceverle tali; quasi +che le AA. PP. potessero ammetterle in contraddizione: +tutto era artifizio e pretesto. Come i rivoluzionari +erano prima de' senatori intesi del messaggio +e del progetto del duca di Lodi, cosí +mediante lo stesso mezzo conoscevano benissimo +le istruzioni del medesimo, le quali a comune +intelligenza si danno al <a href="#N_II">num. 2</a>, unitamente alla +di lui credenziale per il principe di Metternich, +<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14"></a>[14]</span> +ministro di S. M. l'Imperatore d'Austria, <a href="#N_III">num. 3</a>. +La sola intenzione loro fu quella di rovesciare la +macchina del governo, di figurare da popolo sovrano, +di trattare in piena confidenza con i potentati +della terra, di fissar essi i futuri destini +del Regno, senza il concorso di tutti i rappresentanti +del medesimo, che come forestieri non dovevano +entrare a parte degli alti loro consigli, +far circolar calunnie, assoldare gente facinorosa, +insultare la rappresentanza nazionale, trascorrere +rapidamente di delitto in delitto; tutto ciò doveva +operarsi, onde giungere allo scopo proposto, e +tutto ciò fu maturatamente macchinato nel circolo +di alcune primarie famiglie, d'onde partí l'allarme +disseminato ne' luoghi pubblici. Le prime sottoscrizioni +del foglio che forma l'allegato al <a href="#N_V">num. 5</a>, +possono spandere gran luce sull'orditura della presente +catastrofe.<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31" href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a></p> + +<p>Si farebbe un torto all'accortezza ed ai vasti talenti +di chi presiedeva alla polizia dello Stato, se +si supponesse che tante pratiche rivoluzionarie +sfuggissero alla di lui vigilanza. Non si sa quindi +concepire come egli o il Principe non vi provvedessero, +mentre, essendo spogliata di truppe la +capitale, poteva ottenersene in qualunque numero +nella vicina Cremona e forse anche in Lodi. Non +si spiega neppure come nel giorno venti, quando +cadeva l'ordinaria seduta del Senato, si mandasse +contro il solito alla custodia del palazzo, non +<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15"></a>[15]</span> +l'ordinaria guardia, ma un picchetto non piú forte +di otto o dieci coscritti, e cresce la maraviglia nell'essersi +visto al portone del medesimo il capitano +Marini, aiutante di piazza, che disse essere +stato spedito per riparare qualche disordine che +si temeva: qual riparo poteva opporre un solo uffiziale +isolato, e neppur milanese?</p> + +<p>Fu piú o meno piovosa la giornata de' venti +aprile. Con tutto questo, verso un'ora pomeridiana, +quando si radunavano i senatori, si videro +nell'esterno del loro palazzo, sotto seriche ombrelle, +una nobile corona di soggetti decorati e addetti +per la massima parte alla Corte, da' quali +tutt'altro poteva temersi che disordine; quivi era +un conte Federico Confalonieri, marito di una +dama di palazzo; quivi due fratelli Cicogna, +l'uno ciambellano e scudiere l'altro; lo scudiere +Ciani; quivi un Fagnani, che riuniva all'onore +di ciambellano il rango di consigliere di +Stato, e che, a spese del governo, aveva poc'anzi +fatto il viaggio ed un lungo soggiorno +in Russia; quivi, in uniforme, diversi uffiziali della +guardia civica, tra li quali si distinse il capitano +Benigno Bossi; quivi piú rampolli d'illustri +famiglie, e Silva, e Serbelloni, e Durini, e Castiglioni, +ed altri diversi. Si notò un uomo di +alta statura con alle mani una breve scala, sulla +quale uno degli astanti saliva all'arrivo di ogni +carrozza, per riconoscere il senatore che era in +<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16"></a>[16]</span> +essa. Si seppe poi esser quegli un domestico travestito +di alcuno dei cavalieri surriferiti. All'arrivo +de' senatori facevano plauso ad alcuni, accompagnavano +altri con urli plebei e con fischi, e precisamente +quelli che in Senato avevano nel dí 17 mostrato +di aderire al progetto del duca di Lodi; +tanto è vero che erano al pieno giorno di ciò +che si era parlato e risoluto in quella seduta, e +non era che per un indegno pretesto che calunniavano +l'intero corpo, accusandolo di quello che +con piú di due terzi di suffragi aveva escluso.</p> + +<p>Al momento della convocazione, alla quale non +erano intervenuti li conti Paradisi e Prina, si erano +confusi intorno al palazzo, con gli altri astanti +cavalieri, diversi uomini di truce aspetto, che poi +si seppe essere sicari stipendiati, e molti altri del +popolo chiamati dalla curiosità, e varie indistinte +voci cominciarono a sollevarsi. Si riuní nella sua +sala il Senato, ove doveva solamente farsi leggere +ed approvarsi il processo verbale della seduta antecedente. +Prima di procedersi a tale lettura ed +all'appello nominale e mentre l'esterno rumore +cresceva, partecipò il presidente, non officialmente, +ai senatori, che il Podestà di Milano aveva spedito +al duca di Lodi ed a lui la copia di un'istanza +fatta alla Municipalità, in cui si chiedeva, che +nell'attuale posizione del Regno si adunassero i +collegi elettorali, per trattare in essi della cosa pubblica. +Il Podestà diceva nella sua lettera di attendere +<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17"></a>[17]</span> +su di essa le analoghe deliberazioni del +Senato, allegati <a href="#N_IV">num. 4</a> e <a href="#N_V">5</a>. La prima era firmata +da 141 cittadini, e si dicevano per brevità ommesse +molte altre firme. Erano firmati i primi il +conte Pino generale di divisione, il conte Luigi +Porro, il conte Giacomo Trivulzio, il conte Federico +Confalonieri, il conte Federico Fagnani con +la qualità di consigliere di Stato, il conte Giberto +Borromei, Giacomo Ciani. De' consiglieri di Stato +non vi era, oltre il conte Fagnani, che il conte Lodovico +Giovio col solo carattere di elettore; vi erano +il colonnello e molti uffiziali della guardia civica, +tra i quali meritano attenzione il capo battaglione +Pietro Balabio e il capitano Benigno Bossi: erano +pure firmati nello stesso foglio il Podestà ed i Savi +municipali.</p> + +<p>In questo mentre chiese ed ottenne il permesso, +e fu da un usciere introdotto nella sala il capitano +aiutante Marini, il quale espose che gli ufficiali +della guardia civica esclamavano ad alta voce di +voler essi presidiare il Senato e difenderlo. Vi aderí +il presidente e ne diede in iscritto l'autorizzazione, +non sapendo neppure concepire il sospetto, che discendere +si potesse all'infamia di tradire la fiducia +dell'unico corpo di rappresentanza permanente del +Regno, quando inerme si abbandonava in braccio +de' cittadini della capitale, che ultroneamente offerivano +assistenza e difesa. Ma il primo loro passo +fu di accorrere con una forte e preparata pattuglia, +<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18"></a>[18]</span> +e cacciare bruscamente e con una somma indecenza +dai loro posti i soldati di linea, e quelli persino che +erano all'immediata porta della sala della seduta.</p> + +<p>Prima di quel momento niuno del popolo aveva +ardito di penetrare nel palazzo, niuno aveva ardito +di sforzare i soldati di linea che erano schierati +alla porta. Il solo conte Confalonieri si era +appressato piú degli altri, e la sola sua voce si +ascoltava esclamando: «Noi vogliamo la convocazione +dei Collegi elettorali, e che si richiami la +deputazione del Senato!». Tutto che il capitano +Marini gli insinuasse che fosse entrato in seduta +e senza innalzare in istrada clamori plebei e sediziosi +avesse manifestati ai senatori i suoi voti, +rispose di non poterlo fare, perché destituito di +carattere e di rappresentanza, ma intanto sempre +piú sollevava la voce, ripetendo le cose stesse.</p> + +<p>Non appena i soldati di linea si ritirarono nell'appartamento +del custode, non appena il palazzo +fu in balia della guardia civica, che fu dato l'adito +indistintamente ai grandi, ai sicari ed alla plebe +di penetrare in esso liberamente. Il conte senatore +Verri si offrí di perorare al popolo, ed a lui si unirono +li conti senatori Massari e Felici. Piú volte +andarono e tornarono e riferirono sempre l'inutilità +de' loro sforzi, perché non emergeva cosa +volesse un popolo tumultuante che sollevava grida +confuse. Il conte Verri dette in Senato una carta +che disse essergli stata posta in mano da persona +<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19"></a>[19]</span> +incognita e che non si ebbe tempo di leggere. +Alcun senatore, che vi gittò sopra una rapida +occhiata, vide che era scritta di carattere alterato, +e nel primo paragrafo esponeva che, come la Spagna +e la Germania avevano dato l'esempio, cosí +doveva scuotersi dagli italiani il giogo francese.<a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32" href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a> +La moltitudine si tratteneva nella gran corte, e +niuno si faceva lecito di salire il maestoso scalone +del palazzo. Furono i civici ufficiali che la incoraggiarono, +la spinsero, e già in un momento +il gran portico contiguo alla sala della seduta ridondava +di popolo. Di piú, due cavalieri erano +alla porta della prima anticamera, e senza entrare +in essa si limitarono a prestare il loro nobile officio +ed introdurre a forza que' tali che alla medesima +si avvicinavano. Finalmente si restituí l'ultima +volta in seduta il conte Verri, e palesò che +non restavano che due soli minuti a deliberare, +o tutto era perduto. Si domandò cosa alla perfine +si domandasse dai senatori. Gli uffiziali della guardia +civica, e tra essi il capo battaglione Pietro Balabio, +erano entrati nella sala con viso pallido, alteratissimo, +come di uomini cui non erano famigliari +i delitti. Il capitano Benigno Bossi esclamò +ad alta voce che si voleva il richiamo della deputazione +e la convocazione dei Collegi. Il presidente, +sull'insinuazione di qualche senatore e senza +alcuna precedente regolare deliberazione, scrisse: +«Il Senato richiama la deputazione e riunisce i +<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20"></a>[20]</span> +Collegi». Lo stesso capitano <a name="tn20" id="tn20"></a>sortí dalla sala con +questo foglio, e quindi, senza aver parlato con persona, +come attestano gli uscieri del Senato, rientrò +esclamando essere intenzione del popolo che si +dichiarasse sciolta la seduta, e questo stesso scrisse +di nuovo il presidente, con aggiungerlo in altro +foglio in questi termini: «Il Senato richiama la +deputazione, e riunisce i Collegi elettorali, ed è +sciolta la seduta». Piú di trenta copie ne furono +all'istante scritte dai segretari, dagli impiegati e +dalli stessi uffiziali civici, che dopo averle fatte soscrivere +dal presidente le recavano al di fuori.</p> + +<p>Ciò conseguito si attendeva che fosse dissipato +il tumulto; ma ben altre essendo le viste dei tumultuanti, +crebbe anzi il disordine sempre piú. I +senatori sortir dovettero da altra porta, e dietro +di essi si affollò con impeto il popolo concitato. +Il conte Confalonieri fu il primo a scagliarsi +contro il ritratto di Napoleone dipinto dal celebre +Appiani, che con l'ombrello ruppe e gittò +dalle finestre, dalle quali egli il primo cominciò a +gettare le suppellettili della sala. Il suo nobile +esempio fu avidamente eseguito dalla plebe. Sedie, +tavolini, specchi, stufe, persino le persiane, le stesse +porte, tutto fu fracassato e gittato in istrada. L'istessa +sorte subirono i parati, i tappeti e parte +delle carte e dei libri. Non erano ancora tutti i +senatori fuori del palazzo che tutto era in preda +al saccheggio, da cui fu solo in quel giorno risparmiata +<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21"></a>[21]</span> +la segreteria, e l'appartamento del conte +cancelliere. Niuno dei senatori fu offeso nella persona, +alcuno solamente fu urlato di nuovo.</p> + +<p>Cessò la depredazione e lo spoglio, allorché alcuno +dei capi andò spargendo la voce che era +tempo di portare la vendetta ed il furore contro +il Ministro delle finanze. Tutto il popolo, ed alla +testa di esso quelli che si coprivano di seriche +ombrelle, corsero al di lui palazzo. Infelicissimo +conte Prina! Egli era stato avvertito fino dal +giorno innanzi di quanto si macchinava contro +di lui; nella mattina fece ogni sforzo un di lui +cugino per condurlo a Pavia nella propria vettura: +impavido volle rimanere al suo posto, fidato +nell'attività della polizia, nella facilità di reprimere +una sommossa al suo primo scoppio, e +nell'opinione invalsa sempre che l'ardore della +plebe milanese fosse fuoco di paglia, ristretto, +come si vede giornalmente nelle loro risse, a +semplici parole, non estensibili ad eccessi di fatto. +Tanto è vero che a niuno è dato di evitare il +proprio destino, contro il quale non siamo trattenuti +né dalle sollecitazioni di persone sensate, né +dalla forza e dalla maturità del raziocinio, né dalla +evidenza stessa del pericolo! Non fu che la presenza +del medesimo che inducesse il conte Prina +a pensare finalmente alla sua salvezza: atterrate +le porte, fuggiti i domestici, invaso da ogni parte +ed occupato il palazzo, fu allora che si risolvette +<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22"></a>[22]</span> +a nascondersi; ma non era piú in tempo, non vi +rimase piú scampo veruno. Inutilmente il mantovano +Barone de Peyri, generale di divisione, si +cacciò in mezzo alla folla in uniforme e tentò di +salvarlo; nulla ottenne se non qualche momento +di sospensione, e terminò col farsi strappare le +fibbie d'oro dalle scarpe e le catene degli orologi. +Il conte Prina fu rinvenuto, fu preso, denudato, +percosso, strascinato, e rovesciato a capo in +giú da una finestra.</p> + +<p>Rifugge l'animo a rammentare la lenta carneficina +e il feroce trastullo fatto a sangue freddo di un +uomo cui pure niuno niega che fosse per ingegno, +per facondia e per dottrina chiarissimo, e della +di cui onestà ha fatto fede non dubbia il ristretto +patrimonio lasciato. Mentre il basso popolo si è +abbandonato al saccheggio del palazzo, dopo averlo +spinto gli altri nell'atrio di una casa contigua, gli +hanno fatto percorrere tutta la contrada del Marino +sino alla piccola piazza del teatro della Scala: questa +e quella erano ricoperte di agitate ombrelle vario-colorate. +Vicinissimi erano il palazzo della polizia, +quello del ministero della guerra, quello dell'intendenza +ove un folto numero si era raccolto di +guardie di finanza. A tutti fu interdetto di accorrere +in suo aiuto; chi solo aveva mezzi ed autorità +per salvarlo, se si fosse prestato con un atto +di volontà deliberata, e non con ciarle artificiosamente +vaghe, anzi allarmanti, passeggiava in una +<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23"></a>[23]</span> +contigua contrada in compagnia del conte Luigi +Porro. Un buon negoziante di vino, esso solo +ascoltò un sentimento di pietà, ed in un opportuno +contratempo lo strappò dalle mani della moltitudine +e nella sua cantina il nascose. Furenti +erano gli ammutinati sul timore di averlo perduto. +Scoprirono l'asilo, minacciarono d'incendio +il mercante, finché l'infelice Prina, visto il pericolo +del suo benefattore e non isperando per sé +altra risorsa qualunque, si offerí in istrada alla +ferocia de' suoi assassini, e «sfogatevi, disse, sfogatevi +pure sopra di me, poiché sono già immolato +alla vostra rabbia; ma fate almeno che sia +l'ultima questa vittima». Estreme, memorande +parole, dopo le quali non ebbe piú lena di proferirne. +Fu allora che in mezzo agli scherni +ed agli insulti volle ciascuno la sua parte di +gloria nel percuoterlo coi puntali delle loro ombrelle. +Per circa quattro ore gli fu fatto desiderare +un colpo decisivo, che terminasse lo strazio. +Egli è morto e strascinato per la città con torchi +accesi, e trasfigurato tanto che aveva perdute +le forme e l'effigie. È fama che il giudice di +pace, nell'ispezione fatta del suo cadavere, non +trovasse chi lo riconoscesse, come che non trovassero +i professori tra le tante contusioni una +ferita, una offesa veramente mortale: egli è morto +d'angoscia e di spasimo.</p> + +<p>Intanto chi può descrivere lo spoglio totale del +<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24"></a>[24]</span> +suo palazzo, e la veemenza e la prontezza della +rapina? In poche ore non vi erano piú <a name="tn24" id="tn24"></a>suppellettili +non meno ordinarie che preziose, non una +porta, non una finestra, non una pianta, non una +persiana, un vaso, un utensile nell'amenissino giardino +annesso. Tant'oltre si spinse la depredazione +e la devastazione che tutte furono schiantate e +rubate le moltissime ferrate, e cosí i calcani delle +porte, i chiodi, i condotti, i canali dei tetti. I tegoli +stessi furono sollevati tutti e scomposti, per +la smania d'indagare nel tetto alcun tesoro nascosto. +Insomma, un ampio, maestoso e ricco +palazzo pubblico fu ridotto in brevi istanti uno +scheletro trasparente, che il governo ha poi giudicato +miglior partito di far demolire e formarci +una piazza, la quale offrirà maggior comodo alle +carrozze affluenti al vicino teatro.</p> + +<p>Il Podestà di Milano, in mezzo all'imponenza +di tanta sciagura, non trovò altro compenso che +far stampare ed affiggere il decreto estorto al +presidente del Senato, e successivamente pubblicare +egli stesso un proclama, in cui dichiarò che +il generale Pino andava ad assumere il comando +delle forze della capitale, che i Collegi elettorali +de' dipartimenti non occupati dalle armi delle +AA. PP. coalizzate si sarebbero riuniti in una +sola camera, al piú tardi nel giorno 22 dello stesso +mese, e che il Consiglio comunale della capitale +si radunava nell'indomani, tenendosi in seduta +<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25"></a>[25]</span> +permanente sino a che le circostanze lo esigessero, +e che i reclami tutti si dirigessero alla Municipalità +che li avrebbe fatti pervenire ai Collegi.</p> + +<p>La giornata del ventuno fu una forse delle piú +allarmanti e terribili, che abbia mai veduto Milano. +Il folto popolo, allo spuntar del giorno, era +in aspetto sedizioso per le contrade tutte della +città. Le botteghe chiuse nella maggior parte, le +guardie della finanza avevano abbandonate le porte +della città ed i cosí detti dazî, un immenso numero +di gente di campagna, armati altri di bastone, +altri di lunghi chiodi resi acutissimi, scorreva +d'ogni intorno, designando con lo sguardo +la preda, e ne' complotti le persone de' proscritti +e le case da saccheggiare. Si è detto che alcuni +siano stati trovati muniti di pugnali, chi di ben +organizzati capestri. Invano il Consiglio municipale +pubblicò di avere nominata una Reggenza provvisoria, +composta de' signori generale Pino, Carlo +Verri, Giacomo Mellerio, Giberto Borromei, Alberto +Litta, Giorgio Giulini e Bazzetta; invano +il generale Pino pregò, in un suo proclama, che +si avesse fiducia in lui e che si stesse pacifici +spettatori delle determinazioni che si andavano a +prendere dalle AA. PP.; invano il corpo municipale +si espresse, in altra stampa, che il popolo +poteva darsi quella forma di governo che piú desiderava, +che la sua libera volontà fosse partecipata +ai Collegi, i quali avrebbero adottati quei +<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26"></a>[26]</span> +mezzi, che il popolo stesso avesse giudicati piú +opportuni alla sua felicità; invano il Vicario capitolare +esortava nelle viscere di G. C. alla tranquillità, +ordinava pubbliche preci con un triduo; +invano lo stesso generale Pino, per salvare la +forse minacciata persona del duca di Lodi, espose +quelle dei senatori, avendo dichiarato in altro proclama +che il duca non aveva avuto parte alcuna +negli affari seguiti in Senato, poiché era in quei +giorni gravissimamente infermo, e che le carte +andate in Senato erano state fatte da tutt'altre +persone, e neppure firmate da lui; invano il direttore +delle privative e dei dazî di consumo, in +un suo avviso che di concerto fu fatto col generale +Pino, col cavaliere Podestà e col Consiglio +comunale, aveva ridotto alla metà il prezzo dei sali +e dei tabacchi e la tariffa dei dazî consumo; invano +il primo atto della Reggenza fu quello di +abolire la tassa del registro.</p> + +<p>Tutto fu inutile: non era opinione politica, non +desiderio di una piuttosto che di un'altra forma +di governo, non animosità contro il medesimo +o contro il Principe, non sentimento di pubblico +bene, che animasse la moltitudine.<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33" href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a> L'unico centro +del voto generale era la rapina e la depredazione, +e già si era tornato a compiere il guasto del palazzo +del ministro e si era tentato in quello del +Senato; fortunatamente il rimedio del male emerse +dal male stesso. Emporio ricchissimo in merci, +<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27"></a>[27]</span> +in derrate, in danaro era la dogana generale, ossia +il cosí detto Dazio grande nel palazzo del Marino, +ove e fondachi e doviziosi depositi erano +affidati dal commercio milanese, essendovi pure +gli uffici del ministero delle finanze e di varie +sue direzioni generali. Vi si diressero gli ammutinati, +sotto pretesto di disperderne e distruggerne +le scritture. Fu allora soltanto che, nell'affannosa +trepidazione del loro cuore, si mossero ad un +tratto i negozianti, con una energia imperiosissima. +L'unirsi a tal voce i padri, i figli, i giovani, +i garzoni, gli amici, i conoscenti, il correre ai +quartieri, l'armarsi di fucili e il dividersi in numerose +pattuglie, fu pressoché un punto solo. Il +presidente del Consiglio comunale ed il generale +Pino, con altri proclami, chiamarono all'armi tutti +i cittadini indistintamente. Il Consiglio credette di +aggiungere eccitamento, con accordare un distintivo +nazionale in una coccarda rossa e bianca. Di +egual saccheggio era minacciato il palazzo della +Corte. La guardia reale, i cannoni e lo stesso generale +Pino la difendevano debilmente. Il generale +fu insultato, la guardia forzata piú volte ed +astretta a ritirare dalla piazza i cannoni e nel +palazzo celarli. La stessa milizia civica marciava +pavida ed incerta. Si fecero sbarrare le strade che +conducevano al palazzo del Marino, ma le sbarre +erano a gran pena difese.</p> + +<p>Un'accidentale combinazione presentò alla milizia +<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28"></a>[28]</span> +un vantaggio decisivo sul popolo. Andavano +le pattuglie, per un certo riguardo, colla punta +della baionetta rivolta verso la canna del fucile, +ma una di esse aveva i fucili tanto dalla ruggine +investiti che non gli fu possibile di togliere dalle +canne le baionette. Presentatasi in piazza s'intese +un subitaneo fremito popolare, nel quale si distinguevano +le parole: «a basso le baionette.» Il +che non ottenutosi, furono tratti de' sassi sulla +pattuglia; la quale essendo forte in numero, fattosi +coraggio, abbassò le armi e corse a passo +di carica sugli ammutinati, che si dissiparono all'istante. +Questo primo esperimento felice fu efficace, +perché si vedessero subito in aria le punte +delle baionette di tutte le pattuglie, perché si disperdessero +i crocchi, perché i piú rivoltosi pertinaci +nella loro insolenza si arrestassero. Molti +e ben molti arresti seguirono nel rimanente del +giorno e durante la notte; molti la polizia trovò +tra questi che, facinorosi e debitori di delitti anche +gravi, eludevano da piú anni la sua vigilanza e +che, fidati allora nell'anarchia e nell'impunità, erano +accorsi, e forse stipendiati, al bottino. Cosí terminò, +senza altri orrori, quella nera giornata, in cui ebbe +luogo soltanto il saccheggio di altra casa di campagna +del conte Prina. Frattanto arrivò nella notte +un corpo di cavalleria italiana, parte della quale +salvò dal proclamato spoglio la regia villa di +Monza e parte rinforzò l'efficacia della milizia.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29"></a>[29]</span></p> + +<p>Cessato lo spavento per il temuto disastro, di +cui massimo bersaglio sarebbero stati i ricchi, tra' +quali entravano quelli stessi che il primo impulso +gli dettero, riavutisi questi appena dall'allarme, +riammessero nel giorno 22 di aprile la marcia +rivoluzionaria, e tutto lo studio loro rivolsero a +distruggere la costituzione ed a sollevarsi ad una +chimerica sovranità. In quel giorno ebbe luogo +la prima sessione dei Collegi elettorali, illegalmente +convocati, piú illegalmente costituiti. I soli +elettori milanesi, compresi alcuni pochissimi appartenenti +ai dipartimenti non invasi i quali erano +in Milano per funzioni governative, essi soli, in +numero di circa settanta, disponendo della sorte +del Regno come di una loro proprietà baronale, +approvarono la Reggenza, a cui si riserbarono di +aggiungere altri individui per li detti dipartimenti, +dichiararono il general Pino comandante in capo +delle forze dello Stato, sciolsero tutti i sudditi e +tutte le autorità civili e militari dal giuramento +verso il sovrano, ordinando che altro se ne prestasse +giusta gli ordini della Reggenza. Dichiararono +come non avvenuta la deputazione del Senato, +che cessato dissero; ordinarono la dimissione +dei detenuti per motivi di opinione, di coscrizione, +di finanza; ed accordarono amnistia ai disertori +e refrattarî. Situatisi quindi al livello dei governi +del piú alto rango ed assunto il tuono ed il linguaggio +de' primi gabinetti, decretarono che «si +<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30"></a>[30]</span> +avvertissero non meno i Comandanti delle Alte +Potenze, che l'Armata Italiana della nomina fatta +del general Pino, e che un indirizzo si facesse +alle stesse Alte Potenze, pregandole a voler concorrere +alla felicità del paese».</p> + +<p>Le norme della felicità a cui aspiravano furono +indicate e prescritte <a name="tn30" id="tn30"></a>alle AA. PP. nella successiva +seduta del giorno 23. Il Consiglier di Stato Lodovico +Giovio, decorato della Corona di ferro, +quegli che pochi giorni innanzi, nella qualità di +Commissario di governo, aveva perorato ai popoli +del Lario mostrando loro la convenienza di +sostenerlo con ogni mezzo di contribuzioni e di +soldati volontari, egli fu acclamato dagli elettori +in presidente de' Collegi. Aprí la seduta insinuando +ad essi, che «chiedessero istituzioni liberali, un capo +indipendente che, nuovo, non conosciuto da noi... +accolga i nostri voti e le nostre benedizioni».</p> + +<p>Né a quelle insinuazioni furono sordi i Collegi, +che in poche ore (senza neppure curarsi del lavoro +e del rapporto di una commissione, giusta +l'adottato costume dei corpi morali, anche in oggetti +assai meno gravi) la base e l'impianto formarono +dell'ideata costituzione. Incominciando +da ciò, in cui non poteva nascere controversia +e che era pure il fondamento della costituzione di +Lione<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34" href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a>, dichiararono che la religione cattolica +era la religione dello Stato, la quale poi in altra +seduta dissero piú accuratamente che essere dovesse +<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31"></a>[31]</span> +la cattolica apostolica romana. Deliberarono +quindi di chiedere alle Alte Potenze:</p> + +<p>Primo: <i>Assoluta indipendenza del nuovo Stato +Italiano, che sarà per rappresentare il Regno d'Italia, +con la stessa denominazione o con quell'altra che alle +AA. PP. piacerà di darvi</i>.</p> + +<p>Secondo: <i>La maggiore estensione di confini del +detto nuovo Stato, combinabile cogli interessi e colle +mire delle AA. PP. e colla nuova bilancia politica +d'Europa</i>.</p> + +<p>Terzo: <i>Una Costituzione liberale, che abbia per +base la divisione dei poteri, esecutivo, legislativo e +giudiziario, colla totale indipendenza di quest'ultimo; +che ammetta una rappresentanza nazionale, cui spetti +esclusivamente il formare le leggi e lo stabilire e regolare +le imposte; che assicuri la libertà individuale, +la libertà della stampa e del commercio; e che porti +una stretta responsabilità negli incaricati de' rispettivi +poteri</i>.</p> + +<p>Quarto: <i>Facoltà di fare questa Costituzione ai +Collegi elettorali</i>.</p> + +<p>Quinto: <i>Un governo monarchico ereditario, primogenitale, +e un principe, che per la sua origine e +per le sue qualità ci possa far dimenticare i mali +sofferti durante l'ora cessato governo</i>.</p> + +<p>Anche piú estesi erano i desiderî degli elettori; +ma furono avvedutamente moderati da qualcuno, +il quale fece riflettere, nella sua saviezza, che non +si dovesse poi legare le mani alle Alte Potenze +<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32"></a>[32]</span> +coalizzate. Si credette però ommesso, e fu aggiunto +in altra seduta, che si chiedesse un «Principe nuovo +onde allontanare ogni idea di desiderio e di affetto +verso il cessato». Decisero pure di «pregare i +Monarchi di concedere la libertà de' loro figli prigionieri, +vittime da tanto tempo di una causa ingiusta». +Combinarono finalmente che la Reggenza +nominasse «una Commissione tra i cittadini +piú distinti, per recarsi al quartier generale +delle potenze, onde esprimere a quei Monarchi il +vóto della rappresentanza Nazionale Italiana». +La Commissione fu subito formata da un cittadino +di Brescia e da altri cinque e da un segretario milanese. +Fu il primo il sig. Marc'Antonio Fè, e furono +gli altri i signori Federico Confalonieri, Giacomo +Ciani, Alberto Litta, Giacomo Trivulzi, +Pietro Balabio capo battaglione, oltre Giacomo +Beccaria segretario, li quali all'istante partirono.</p> + +<p>Mentre lo spirito di vertigine agitava cosí le +teste milanesi, li conti Guicciardi e Castiglioni si +trovavano ancora in Mantova, ove si erano recati +per prendere le credenziali del Principe ed i passaporti +dal F. M. Conte di Bellegarde e per recarsi +indi a Parigi per la via piú sicura di Baviera, +via che prima di essi avevano tenuta li deputati +dell'armata, i generali Fontanelli e Bertoletti. Seppero +eglino appena quanto era avvenuto di disgustoso +nella capitale, che subito si restituirono ad +essa, tuttoché non richiamati da alcuna lettera, +<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33"></a>[33]</span> +da alcun avviso officiale. Avevano già tenuto col +principe Eugenio quel grave e dignitoso linguaggio, +proprio di due personaggi, di cui è stata sempre +unica scorta l'onore e la lealtà. Continuando nel +medesimo contegno, credettero di prendere congedo +da lui e dispensarsi definitivamente sulla +deputazione; ma invece di meritare cosí l'elogio +dei milanesi, si videro investiti al ritorno da +calunnie le piú impudenti. Non tardò il conte +Guicciardi a garantirsene con un'apologia che presentò +alla Reggenza, onde avere il permesso di +pubblicarla colla stampa. La giustificazione fu ben +accolta ed elogi sommi si prodigarono alle eminenti +sue qualità personali, non che al contegno +da lui tenuto in qualità di senatore, di deputato; +ma la stampa non si permise, per la addotta ragione +che «con ciò si farebbero rivivere delle animosità +che si vogliono sopite, si urterebbe col +principio adottato e proclamato dalla Reggenza, di +coprire di un velo le cose avvenute». È pure +necessario alla storia che ora tal memoria e la lettera +della Reggenza siano conosciute, ed è perciò +che si inseriscono ai <a href="#N_VI">num. 6</a> e <a href="#N_VII">7</a>.</p> + +<p>Se il Principe Eugenio avesse fatto marciare +sopra la capitale una porzione delle truppe italiane +che restavano sotto i suoi ordini, poteva +reprimere i sediziosi e restituire l'ordine facilmente; +ma, riflettendo che con l'abdicazione di Napoleone +era terminata la sua rappresentanza come +<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34"></a>[34]</span> +Viceré, deliberò di abbandonare il Regno e di +restituirsi in Baviera e poi in Francia; lasciò che +l'ordine fosse ripristinato dalle armi di S. M. l'Imperatore +d'Austria, al quale oggetto combinò nel +dí 23 aprile una seconda convenzione col F. M. +Conte di Bellegarde, in forza di cui, e non mai +delle non valutate deputazioni spedite dalla Reggenza +alli diversi corpi delle armate alleate, prese +questi possesso della capitale e dei paesi non +ancora occupati. Difatti il generale Sommariva, +giunto in Milano nel dí 25, scrisse alla Reggenza +che in vista di essa capitolazione spiegava la sua +qualità di Commissario delle AA. PP. e si poneva +alla testa di tutte le Autorità. Ciò, a dire +il vero, non fu grato ai sovrani novelli, a' quali +molto meno fu accetto l'ingresso successivo delle +armi austriache in Milano. Si trovò scritto a grandi +caratteri, in tutti i quartieri di guardia civica, le +parole: <i>O indipendenza, o morte</i>. Il <i>Giornale Italiano</i>, +redatto e pubblicato sotto l'influenza e sotto +la sorveglianza del Governo, come foglio officiale, +nell'annunziare l'arrivo di dette truppe disse, che +«la Guardia Civica ed una numerosa folla di popolo +le accolsero con quelle dimostrazioni di gioia +e di gratitudine ch'eccitar dee da per tutto la presenza +di guerrieri che hanno tanta parte nella pacificazione +dell'Europa; ma conservarono nello +stesso tempo quel nobile contegno, che caratterizza +una nazione il cui primo vóto è l'indipendenza».</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35"></a>[35]</span></p> + +<p>Tanto e cosí gagliardo era in que' giorni il riscaldamento +e il fanatismo da far pietà. Non risparmiando +i Collegi alcuna delle attribuzioni sovrane, +avevano annullato nella seduta dei 25 i +celebri decreti di Berlino e di Milano<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35" href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a> ed i relativi +regolamenti; imponendo restrizioni preventive +al loro Monarca, cui non si faceva torto, subito +che nuovo doveva essere e non conosciuto, gli +avevano limitato la riserva della caccia di Monza +al solo parco, escluso il circondario esterno, ed +alle sole valli ed ai boschi del Ticino. Avevano +abolite diverse leggi penali, avevano dichiarata la +cessazione del Senato ed avocata alla Nazione +la sua dotazione, la cessazione del Consiglio di +Stato con la sua <a name="tn35" id="tn35"></a>segreteria, delle cariche di ministri +e di consiglieri di Stato.</p> + +<p>Questi elettori, che tanto di Nazione parlavano, +non sono giunti mai a numero maggiore di 170. +Erano 1153 gli elettori di tutto il Regno ed in +forza della costituzione<a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36" href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a> doveva concorrere almeno +un terzo perché fosse valida la convocazione. +Anzi che giungere a questo prescritto numero, fu +anzi tanto maggiore la nullità delle sessioni, perché +tutti e dotti e commercianti del dipartimento di +Olona vi concorsero, e dagli altri dipartimenti +non si chiamarono che i possidenti, il che non fu +senza grande artifizio, per la tema che persone +intelligenti, saggie e non calde, non frastornassero +col numero i concepiti giganteschi progetti. +<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36"></a>[36]</span> +Quanto goffamente presumesse una tale assemblea +rivoluzionaria di distruggere i primi corpi del +Regno, è dimostrato nella nota inserita in calce +di questa memoria, al <a href="#N_VIII">num. 8</a>, la quale fu offerta +all'Austriaca autorità dal presidente e dal cancelliere +del Senato.</p> + +<p>Il F. M. Sommariva, cui si presentò una deputazione +de' Collegi, fece conoscere la poca sua +soddisfazione che questi continuassero ne' loro +lavori, acconsentí soltanto a di loro preghiera +che alcun'altra seduta a propria convenienza tenessero, +senza però nulla risolvere e determinare. +L'ultima si convocò nel giorno due di maggio, +in cui gli elettori dichiararono «aggiornate le loro +operazioni fino al ritorno della deputazione diretta +agli Augusti Sovrani, e finché per parte de' +medesimi non siano intervenuti interessanti dispacci». +Dichiararono infine che «l'esercito italiano +ha sempre meritato della patria.» La sessione +fu chiusa con un discorso del presidente, di +cui fu acclamata la stampa. Mi sia permesso di +ripeterlo per intiero, affinché meglio si riconosca +<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37"></a>[37]</span> +fino a qual esaltazione si delirasse in quel corpo. — <i>I +Collegi elettorali hanno saviamente determinato, +nella seduta di ieri l'altro, dichiaratisi permanenti, +di aggiornarsi fino a che, diradandosi il velo politico +del nostro orizzonte, possano ancora riunirsi ad operare +il bene, e a tutte realizzare le concepite liete +speranze. Nell'atto che manifesto a' Collegi la somma +mia gratitudine per l'immeritata onorificenza, ancora +trepidante per l'incertezza di avere anche scarsamente +corrisposto a tanta fiducia, fo mozione che +venga indirizzato alla Reggenza un messaggio, in cui, +dandole parte della sospensione dei nostri lavori, accolga +fortemente i voti unanimi dei Collegi elettorali +per la sua indipendenza, senza la quale non v'è né +bene, né patria. Sia questa, mercé la protezione delle +Alte Potenze alleate, dalle sue rovine ricomperata, +e possa sotto un virtuoso indipendente Governo gloriosamente +operare.</i></p> + +<p>Anche un'altra volta figurò, non piú, la rappresentanza +elettorale, allorché si recò in deputazione +al F. M. Conte di Bellegarde, nel giorno dieci di +maggio, giorno successivo al suo ingresso in Milano. +Anche un'altra volta eloquentissimamente +arringò il presidente Giovio, e pronunziò parole, +che a tutt'altro che ad un consigliere di Stato +convenivano, il quale tanta influenza aveva avuto +nelle operazioni tutte del cessato governo. <i>Il voto +generale, che vi manifestiamo</i> (disse egli al F. M.), <i>si +è l'indipendenza protetta da savie leggi e da un +principe, che tutte accolga le nostre benedizioni. Pervenga +questo nostro ardente desiderio agli Augusti +Sovrani alleati. Non è egoismo, né orgoglio che domandare +ne faccia una esistenza politica alla loro generosità, +ma un sentimento caldissimo degno d'ogni +animo virtuoso, quello di assicurare la felicità di un +buon popolo che ha lottato finora con ogni sorta di mali.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38"></a>[38]</span></p> + +<p>Dopo quindici giorni sparí del tutto l'illusione +dell'indipendenza italiana; con proclama de' 23 +maggio il F. M. Conte di Bellegarde solennemente +promulgò che non piú in nome delle Alte +Potenze coalizzate, ma bensí per il suo sovrano +e padrone l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria +e di Boemia, riteneva Milano e le annesse provincie. +Dichiarò nel tempo stesso, che da quel +giorno cessava l'attività e l'influenza de' Collegi, +non meno che del Senato e del Consiglio di +Stato, e soppresse in seguito la guardia civica. +Cosí palesò che il suo governo in niun conto +aveva tenuto l'abolizione dei due primi corpi dello +Stato, che con tanto strepito e trionfo si era operata +dall'assemblea milanese. Essi sono cessati per +effetto di sistema, e non per il capriccio e l'animosità +di pochi elettori.</p> + +<p>La sola Reggenza rimase, di cui alla testa si +pose il Maresciallo col carattere di Commissario +plenipotenziario. A compimento della storia resta +pure, che si dia qualche cenno degli atti di questa +provvisoria magistratura composta in origine di +sette cittadini milanesi, alli quali nel dí 25 aprile +associarono i collegi, con non giusta proporzione, +altrettanti individui per gli altri sette dipartimenti. +Gli oggetti di finanza richiamarono le prime cure +della Reggenza. Essa trovò alla sua installazione +che il generale Pino, il Podestà e il Consiglio +comunale avevano ridotti a metà i prezzi del sale, +<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39"></a>[39]</span> +del tabacco e la tariffa dei dazî consumo; a ciò +essa aggiunse l'abolizione totale della legge del +registro, e nel dí 23 aprile diffuse a tutti i dipartimenti +tali provvidenze, con aver anche ristretto +a due sole terze parti il dazio sulle derrate coloniali, +compreso lo zucchero. Limitò quindi a metà +la tassa delle lettere; annullò quella del contributo +delle arti e mestieri, e cosí pure la ritenuta +del quinto sul soldo della truppa, decretata durante +la guerra, ed ordinò la pronta liquidazione +dell'arretrato credito dei militari, onde fissare poi +pel medesimo le epoche di pagamento. Queste +misure furono figlie della circostanza e del timore, +poiché ben presto reintegrò il registro per la tassa +degli atti giudiziali in aumento dei dritti di cancelleria, +ed anche il registro delle scritture private, +limitato però al solo dritto fisso. Pubblicò +nuove tariffe sul prezzo de' sali e dei tabacchi, +sulli dazî di consumo e sopra i dritti doganali +per l'importazione ed esportazione delle derrate, +mercanzie ed altri generi. La soverchia indulgenza +de' primi giorni fece sí che si dovesse mantenere +per li mesi di maggio e di giugno la prediale all'eccessivo +rigorismo a cui fu portata dal decreto +de' 6 aprile 1814.</p> + +<p>Procedette ad altre innovazioni, parte di propria +autorità, parte in esecuzione della volontà dei Collegi. +Accordò amnistia ai disertori, ai refrattarî, +ai condannati o detenuti per oggetti di coscrizione, +<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40"></a>[40]</span> +di finanza, di opinione e di trasgressione alle +leggi e regolamenti sulle caccie. Riformò in qualche +parte il catechismo del cardinale Caprara, +restituí alle proprie case i figli unici e parificati +agli unici e ai sostegni delle famiglie, requisiti +per le armate. Abolí le Corti speciali, e cosí la +pena della berlina alle donne, non che agli uomini +per i delitti importanti la sola pena di reclusione.</p> + +<p>Fece promozioni e destituzioni; promosse il generale +di brigata Mazzucchelli a generale di divisione, +richiamò e pose in attività di servizio il +generale polacco Dembowski, rilasciò brevetto di +capo squadrone al poeta autore de' <i>Sepolcri</i> e dell'<i>Aiace</i>. +Riformata per effetto di sistema la direzione +generale di polizia, promosse il conte Luini +a consigliere di cassazione; ha poi destituito dal +ministero della guerra il generale di divisione +conte Fontanelli ed il suo segretario generale e +dalla prefettura di polizia il signor Giovanni Villa. +Si era fatto lecito quest'ultimo di indagare e porre +in prospettiva le tracce e l'andamento della rivoluzione +del venti aprile, con aver sottoposto ad +inopportuni interrogatori i già arrestati in quel +giorno dalle civiche pattuglie, tra i quali erano +anche i piú acclamati rapinatori della sostanza +Prina e molti dei stipendiati sicari. Questi furono +restituiti in libertà, e fu dal suo officio rimosso +l'arbitrario prefetto, che osava cosí di «far rivivere +<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41"></a>[41]</span> +delle animosità che si volevano sopite, ed urtava +col principio adottato e proclamato dalla Reggenza, +di coprire di un velo le cose avvenute» +(v. il documento <a href="#N_VII">num. 7</a>).</p> + +<p>Furono finalmente ringraziati dalla Reggenza +tutti i Francesi ed i Corsi che prestavano servizio +all'armata, e furono dimessi tutti gl'impiegati +oriundi di paesi che non hanno mai appartenuto +al Regno d'Italia, o che hanno adesso cessato +definitivamente di appartenervi, misura che solleva +forse la finanza, ma non la gran famiglia +de' cittadini, perché sarà ben maggiore il numero +degli impiegati ne' suddetti paesi, che per giusto +riverbero sono stati rimandati e si rimanderanno. +Pareva inverosimile che in questa misura siano +stati compresi i professori dell'università di Pavia +e de' licei. Veramente gli uomini dotti sono stati +sempre riputati cittadini indistintamente di ogni +angolo della terra, ed è questa l'ultima volta che +di essi si ricerchi la patria, e non i soli talenti, +i lumi ed il bene prezioso dell'istruzione, che +procurar possono ai consimili.</p> + +<p>Ed ecco posta nella sua luce originale una serie +di fatti, che non possono evitare una particolare +menzione ne' nostri annali. Ne' primi giorni di +fermento rivoluzionario si gloriarono i cittadini +milanesi, ed i piú distinti, d'aver essi personalmente +operato gli eccessi del venti aprile. Sono +arrivati a far intagliare e pubblicare una stampa, +<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42"></a>[42]</span> +in cui si vede l'infelice Prina in atto di essere +gittato dalla finestra per opera, non della plebe, +ma di soggetti nobilmente vestiti, e di essere accolto +in istrada colle punte delle loro ombrelle +da altri personaggi in egual vestiario. Quindi, sentito +il fremito d'indignazione di tutti i buoni, ed +andati a vuoto tutti i loro progetti, si sono coperti +di tanta vergogna, ed hanno fatto inserire +in Parigi, nel <i>Journal des Débats</i>, che i milanesi +non hanno preso parte ne' suaccennati disordini. +È nato da questa mendace impudenza che in +questa memoria siano stati nominati individualmente +i soggetti che hanno pubblicamente figurato +in essi. Cosí la storia imparziale non mancherà +delle necessarie nozioni e di monumenti +irrefragabili, onde assegnare a ciascuno il meritato +tributo di lode o di biasimo.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43"></a>[43]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_I" id="N_I"></a>N. I.</h3> + +<p class="center"><i>Relazione della seduta del Senato Consulente del Regno d'Italia, +tenuta nel dí 17 aprile 1814.</i></p> + +<p class="pad2">Prima della convocazione del dí 17, niuno de' senatori +ne conosceva l'oggetto, se quei pochissimi si eccettuano +che facevano parte del governo, e che l'intima confidenza +godevano de' principali agenti del medesimo. Tutti erano +al buio della politica situazione del regno. Privi da lungo +tempo dei giornali ed anche delle lettere di Francia, diverse +erano le voci, che incerte e contradditorie correvano. +Altri davano Napoleone alla testa di potente esercito, assistito +anche dall'insorgenza di piú provincie; altri lo dicevano +morto; altri che avesse abdicato impero e regno; altri +a favore della dinastia. Si fluttuava in questa incertezza; +allorquando i conti pretori del Senato intimarono nel giorno +16, con la solita lettera, l'ordinaria seduta del giorno 20: +ed allorché con lettera pressante diretta successivamente ai +senatori poche ore innanzi la mezzanotte del giorno stesso, +li chiamarono ad altra convocazione straordinaria per il dí +successivo. Continuò ad esserne ignoto l'oggetto anche +negli ultimi momenti che la precedettero; si osservò solo +che tutti, contro il solito, erano intervenuti i senatori nel +numero di 36, compresi i due ministri della giustizia e +delle finanze, oltre il conte Vaccari ministro dell'interno, +<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44"></a>[44]</span> +sebbene come non senatore non vi avesse voce deliberativa: +non mancavano che cinque membri assenti ed il conte +di Breme che si disse ammalato.</p> + +<p>Il conte Veneri, presidente, aprí la seduta coll'aver raccomandato +e fatto promettere il piú rigoroso silenzio in +tutti gli oggetti che si fossero proposti, discussi e risoluti. +Quindi passò a leggere, 1. una lettera del duca di Lodi, cancelliere +guardasigilli della corona, data il dí 16, in cui lo +autorizzava a convocare straordinariamente il Senato; 2. il +messaggio che qui si unisce, <a href="#lett_A">lett. A</a>; 3. un progetto di decreto, +che parimenti viene qui allegato, <a href="#lett_B">lett. B</a>. Alla replicata +lettura di tali fogli, la di cui sostanza era di spedire +a S. M. l'Imperatore d'Austria una deputazione, onde implorare +la cessazione delle ostilità, l'indipendenza del regno, +con il principe Eugenio in re d'Italia, alcuni senatori chiesero +simultaneamente la parola. L'ottenne il primo il conte +Guicciardi, il quale propose di fare precedere in ordine +l'esame se era costituzionale la convocazione, non vedendo +facoltà sufficiente nel cancelliere guardasigilli. Fece riflettere, +che questi male a proposito si qualificava nel messaggio +qual rappresentante lo Stato, mentre tutto al piú +poteva rappresentare il governo, e finalmente fece istanza +che prima di procedersi ad alcuna discussione, si procurasse +di sapere se il regno era veramente vacante, cioè se +il re vivesse, se avesse, ed in quali termini, abdicata la corona. +L'ottenne il secondo il conte Dandolo, il quale dimostrò, +che in affare tanto grave, quanto ne fosse mai +stato portato al Senato, non si doveva passare ad alcuna +proposizione, se prima non fosse sottoposta alla matura analisi +di una commissione, alla quale si accordasse almeno lo +spazio di due giorni. A tali mozioni interpolatamente risposero +il conte Paradisi, il conte presidente Veneri e il +conte ministro dell'interno. Dissero che l'espressione rappresentante +lo Stato era corsa per equivoco, e si sarebbe +corretta; che il duca di Lodi era munito di tutte le facoltà, +<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45"></a>[45]</span> +che avrebbe resa ostensibile, quando si fosse voluto, una +lettera di S. A. I. il principe Viceré, e che su gli altri +fatti non chiari ancora, il Senato poteva somministrare lumi +piú positivi. Il presidente Veneri propose come piú conveniente, +che l'affare fosse discusso in comitato segreto, e +cosí si prendessero momentaneamente quelle saggie e prudenti +determinazioni che si credessero del caso. Si oppose +il conte Guicciardi, mostrando che non si era mai praticato +nel corpo il metodo del comitato segreto, il quale non era +additato né dal sesto statuto costituzionale, né dal regolamento +organico delli 9 novembre 1809. Appoggiò quindi la +mozione del conte Dandolo, con l'aggiunta che la commissione +si occupasse dell'affare, non meno in ordine che in +merito, presi prima gli opportuni schiarimenti dal duca di +Lodi. Il conte Vaccari, appoggiato dalli conti Veneri e Paradisi, +aggiunse che la commissione poteva pure aver luogo, +giacché si voleva, ma che onninamente doveva riferir e +prendersi una risoluzione in giornata. In tale circostanza +palesò che S. A. I. aveva combinato un armistizio con S. E. +il generale Bellegarde, sotto la condizione, che si fosse spedita +una deputazione in Francia, sino al risultato della quale +si sarebbero sospese le ostilità, e che dalla nomina di tale +deputazione dipendeva l'attuale esistenza politica del regno, +e la concessione di uno spazio alle negoziazioni, mentre +senza di essa era inevitabile l'invasione immediata della +capitale. Asserí inoltre, che l'armata aveva acclamato il +principe Eugenio, il che non era senza fondamento, sapendosi +i movimenti promossi in Mantova da alcuni capi.</p> + +<p>Questo riflesso quietò i molti che opinavano per la totale +esclusione del progetto. Fu posto alle voci, se piacesse +la commissione secondo le massime esternate dal conte +Guicciardi, e fu approvata. Si chiese se doveva essere di +cinque membri e si rigettò; se di sette, e vi si convenne. +La commissione pertanto fu nominata, per via di schede, +nelle persone delli signori Guicciardi, Bologna, Cavriani, +<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46"></a>[46]</span> +Castiglioni, Costabili, Verri e Dandolo. Si noti che la pluralità +dei suffragi escluse dalla medesima ognuno di quei +senatori che aveva opinato per il comitato segreto, o che +aveva perorato in sostegno del progetto del duca di Lodi, +o aveva mostrato adesione al medesimo. Il presidente invitò +i membri della commissione a dare il loro rapporto +nello stesso giorno, alle ore 8 della sera.</p> + +<p>Adunatasi questa, all'istante combinò concordemente, che +tre de' suoi membri, li signori Guicciardi, Verri e Dandolo, +si recassero subito dal duca di Lodi, per porsi al giorno di +quanto occorreva. Si prestò subito il duca alle ricerche; giustificò +la sua autorizzazione con un decreto di antica data +del re, che, nell'assenza del Principe Viceré, gli conferiva +amplissime facoltà, tra le quali egli intendeva che anche +quella vi fosse compresa di convocare il Senato. Mostrò +loro una lettera di S. A. I., in cui gli partecipava di andare +a segnare un armistizio, da durare fino all'esito delle +negoziazioni da intraprendersi da una deputazione, che il +regno avesse spedito alle AA. PP. Alleate, e parlava pure +dell'unione del Senato per la nomina dei deputati. Molte e +ben molte ragioni addusse inoltre per determinare l'adesione +del Senato al suo progetto.</p> + +<p>La commissione, ciò inteso dalli suoi tre membri, convenne +unanimemente sulla necessità di occuparsi sul merito +dell'affare, e passò a redigere un nuovo progetto che era +nelle considerazioni e negli articoli differente di quello già +proposto al Senato, a cui nella stessa sera fu letto dalla +tribuna. Conteneva in sostanza: 1.º, che si spedissero tre +deputati, in nome del Senato, alle Alte Potenze, per presentare +loro i suoi omaggi, e supplicarle per la finale cessazione +delle ostilità; 2.º, per chiedere che il regno fosse +ammesso al godimento della sua indipendenza; 3.º, che il +Senato coglieva quest'incontro per rinnovare a S. A. I. il +principe Eugenio i sentimenti dell'alta sua stima e del piú +sincero attaccamento.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47"></a>[47]</span></p> + +<p>Alla lettura di un tale rapporto fu grande la commozione +di alcuni, massima poi quella del conte Paradisi e +del ministro Vaccari. Dissero apertamente che, esclusa la +domanda di S. A. I. in Re d'Italia, era inutile l'oggetto +della controrisoluzione, e che l'intruso complimento era +piuttosto ingiurioso. Il conte Paradisi ricercò che si leggesse +di nuovo il progetto del cancelliere guardasigilli. +Questo e l'altro furono letti piú volte. A ciò successe una +ben lunga discussione, nella quale presero parte, da un +lato, il presidente, Paradisi, i ministri Prina e Vaccari, e +dall'altro, Guicciardi, Dandolo, Massari, Verri, Castiglioni.</p> + +<p>Fra le altre opposizioni del conte Guicciardi vi fu quella, +che i senatori attaccati da un giuramento all'osservanza +de' statuti costituzionali, non potevano dimenticare il +primo ed il quarto tra essi, li quali accordavano la successione, +in preferenza di un adottivo, ad un figlio legittimo +naturale del Re, quando non sia per portare nel suo +capo la corona di Francia, e che era tra i possibili, che +questo caso si verificasse nel Re di Roma. Motivò in risposta +il conte Prina, un nuovo articolo da lui redatto in +questi termini: «È incaricata la deputazione di far conoscere +alle AA. PP. il dritto eventuale acquistato dal +principe Viceré alla corona d'Italia in forza del primo +e del quarto statuto costituzionale, diritto reso piú sacro +dall'amministrazione, dalla gratitudine, dai voti e dal +desiderio della nazione». Con molte ragioni dimostrò +il conte Guicciardi, che non era lecito di porsi in campo +il dritto eventuale, finché non fosse escluso il positivo, ed +accennò l'inconvenienza di ricercare alle potenze alleate, +e specialmente all'Austria, il principe Eugenio in sovrano. +Il conte Massari insistette che non si dovesse improntare +il nome della nazione; ma solamente quello del Senato, +qualunque fosse la sua deliberazione. Il conte Verri fece +delicatamente conoscere d'essere in dubbio che in questo +momento concorressero a favore del principe i suffragi +della nazione.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48"></a>[48]</span></p> + +<p>Dopo lungo dibattimento si decise di porre prima a +partito il progetto della commissione, il quale, qualora +non fosse accettato, poteva mettersi alle voci il progetto +del duca di Lodi, e cosí le modificazioni proposte. Il +conte Dandolo fece istanza che ciascuna delle proposizioni +subisse lo sperimento dello scrutinio segreto per +via di ballottazione. Il conte Presidente si rifiutò, avendo +ordinato che i singoli dassero apertamente i loro voti per +alzata in piedi e seduta, e con tal metodo la massima +parte dei Senatori approvò le considerazioni e gli articoli +dalla commissione proposti. Il solo terzo articolo subí la +seguente modificazione, proposta dal conte Moscati, e redatta +dal conte Mengotti: «Li deputati saranno incaricati +di presentare in quest'occasione alle AA. PP. li sentimenti +di ammirazione del Senato per le virtú del principe +Viceré, e della sua viva riconoscenza per il di +lui governo» (Allegato <a href="#lett_C">lettera C</a>). Qui fu che gli individui +del contrario sentimento, e sopratutti il conte Vaccari, +si diedero a declamare fortemente contro l'ingiustizia +e l'ingratitudine del Senato. Tacquero gli altri, ed ognuno +si fece un riguardo di non dar luogo a contestazione in +quest'argomento. Chiese la parola il conte Luosi, ed espose +che, sebbene non si potesse piú proporre il progetto del +duca di Lodi, come contradetto dall'altro adottato, pure +gli sembrava che non fosse in opposizione con questo l'articolo +redatto dal conte Prina, sul dritto eventuale del +principe Eugenio. Domandò ed ottenne di interpellare su +di esso la volontà del Senato, ma essendo stato confutato +di nuovo dal conte Guicciardi, fu posto alle voci e fu +escluso.</p> + +<p>Altro allora non restava che la nomina dei deputati. +Il conte Paradisi credette di proporre, che gli sembrava +opportuno di rimettere la scelta di essi alla prudenza del +governo. Questa istanza non si poté porre in deliberazione, +perché un grido generale la escluse appena pronunciata. +<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49"></a>[49]</span> +Posteriormente poi si vociferò che il governo aveva destinato +di spedire lo stesso conte Paradisi ed il conte +Prina. Si passò dunque allo scrutinio e dallo spoglio delle +schede risultò che il conte Castiglioni fu contemplato da +27 voti, il conte Testi da 25, Guicciardi da 23. L'ulteriore +maggioranza de' voti concorse nel conte Paradisi il +quale però non fu favorito che da sei solamente.</p> + +<p>Il conte Testi si scusò di non poter presentarsi a tale +onorifico incarco, per la sua manifesta malattia d'occhi. +Il conte Guicciardi soggiunse, che se ammettevano scuse +egli era il primo a proporre le sue, perché ognuno conosce +le fisiche indisposizioni che soffre, non che il danno +nell'allontanarsi da una famiglia di 14 figli. Alle rispettive +deduzioni credette d'imporre silenzio il conte Presidente, +col pronunziare che la seduta era sciolta; rispose alcuno +che era in sua facoltà il chiudere la discussione, e passare +la proposizione, se avesse avuto il suo sfogo. Egli però +ripeté piú volte, che credeva di essere investito di tale +facoltà, e perciò dichiarava onninamente sciolta la seduta. +Non si poté insistere in ciò, perché i conti Paradisi e +Carlotti erano partiti, e sebbene dagli uscieri richiamati, +non furono raggiunti.</p> + +<hr class="tiny" /> + +<h4><a name="lett_A" id="lett_A"></a>LETTERA A.</h4> + +<p class="center"><i>Messaggio del duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli +della Corona.</i></p> + +<p class="indl pad2"><span class="smcap">Senatori</span>,</p> + +<p>Le nuove che ci pervengono ogni dí dalla Francia sono +di tale natura, che il Senato del Regno d'Italia si renderebbe +infallibilmente colpevole verso la patria, se differisse +piú a lungo di occuparsi del di lei destino, e di cercare +<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50"></a>[50]</span> +nella sua saviezza que' mezzi migliori di conciliare +la sua esistenza.</p> + +<p>Un accesso di gotta, che questa notte mi ha assalito, è +cagione, o senatori, ch'io non possa oggi recarmi in persona +nel vostro seno, come mi era proposto, e provo di +questa circostanza un profondo rammarico.</p> + +<p>Ma tutti gli istanti sono talmente preziosi, che ho giudicato +di non poter differire oltre la comunicazione, che +doveva farvi. In conseguenza, autorizzato nella mia qualità +di rappresentante lo Stato, in assenza di S. A. I. il +principe Viceré, vi dirigo, o senatori, un progetto di risoluzione, +che sottopongo al vostro patriottismo ed ai +vostri lumi, e sul quale invoco da voi una pronta deliberazione.</p> + +<p>I sentimenti che vi animano tutti mi garantiscono già, +o senatori, che la vostra risoluzione sarà conforme ai veri +interessi dello Stato, ed ai voti del popolo, di cui siete +oggi il primo corpo rappresentante.</p> + +<p>Aggradite, o senatori, l'espressione della mia alta considerazione.</p> + +<p class="indl">Milano, li 17 aprile 1814.</p> + +<p><i>Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli, +impedito dalla gotta alla mano destra.</i></p> + +<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Carlo Villa</span>, <i>Segretario</i>.</p> + +<p> </p> + +<h4><a name="lett_B" id="lett_B"></a>LETTERA B.</h4> + +<p class="center"><i>Progetto di deliberazione del Senato, unito al messaggio +del Duca di Lodi.</i></p> + +<p class="indl pad2"><span class="smcap">Il Senato del regno d'Italia</span>:</p> + +<p>Considerando, che le circostanze politiche d'Europa sono +intieramente cambiate, che le AA. PP. alleate hanno solennemente +proclamata la pace del mondo, e che non si +<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51"></a>[51]</span> +potrebbe senza ingiustizia temere che volessero eccettuare +dalle loro benefiche intenzioni un regno che lontano dall'averle +mai dato verun motivo di malcontento, professa +per esse quei sentimenti che le sono dovuti;</p> + +<p>Che di già è venuto il momento nel quale il regno può +e deve sollecitare l'indipendenza della quale è degno e +che sospira da cosí lunga stagione;</p> + +<p>Che non di meno le truppe di una di queste potenze +occupano una parte del regno, e minacciano in questo +stesso momento il rimanente del suo territorio;</p> + +<p>Che la potenza, alla quale appartengono queste armate, +è precisamente quella sulla benevolenza di cui il regno +d'Italia è assueffatto ed ama di contare di piú;</p> + +<p>Che finalmente nello stato attuale di cose, la continuazione +della guerra sul nostro territorio Italiano sarebbe +senz'oggetto, e ciò null'ostante accrescerebbe le calamità, +che da lungo tempo affliggono il regno;</p> + +<p class="indl"><span class="smcap">Decreta</span>:</p> + +<p>Art. 1. Una deputazione del Senato si recherà senza dilazione +presso S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria +e di Boemia, affine di presentarle i rispettosi omaggi +del Senato, e di supplicarla d'ordinare, che cessino da quel +momento tutte le ostilità sul territorio italiano, e sino a +tanto che il destino d'Italia sia stato definitivamente stabilito +dalle AA. PP. coalizzate.</p> + +<p>2. S. M. l'Imperatore d'Austria sarà egualmente supplicata +di volere interporre la possente sua mediazione appresso +i suoi augusti alleati, perché l'indipendenza del regno sia +finalmente consecrata e riconosciuta, e che il regno sia +ammesso a godere dei benefici tutti che le AA. PP. disegnano +di spargere sopra la grande famiglia.</p> + +<p>3. Che S. M. sarà egualmente supplicata di concorrere +con tutto il suo interesse presso gli Augusti Alleati suoi, +perché il Regno d'Italia, ricevendo in fine in tutta la sua +<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52"></a>[52]</span> +estensione, l'applicazione del suo primo e quarto Statuto +costituzionale, sia sottomesso una volta a un Re libero e +indipendente, e segnatamente al principe Eugenio, che +colle sue virtú, co' suoi lumi e colla sua onorevole condotta, +tanto in pace che in guerra, ha meritato del pari +l'amore, la riconoscenza e la fedeltà dei popoli del Regno +d'Italia, ed anche la stima di tutta l'Europa.</p> + +<p>Fatto e deliberato in Senato, nel palazzo ordinario delle +sue convocazioni.</p> + +<p> </p> + +<h4><a name="lett_C" id="lett_C"></a>LETTERA C.</h4> + +<p class="center"><i>Decreto adottato dal Senato.</i></p> + +<p class="pad2">Il Senato radunato nel numero prescritto dall'art. 29 del +sesto statuto costituzionale.</p> + +<p>Sentita l'esposizione del cancelliere guardasigilli della +corona, sulle attuali circostanze e sulla necessità di una +istantanea providenza;</p> + +<p>Considerando che le AA. PP. alleate hanno proclamata +la pace del mondo, e che quindi si avvicina la fortunata +epoca in cui i popoli dell'Europa, dopo tante dolorose vicende +potranno godere dell'insigne beneficio di liberali +costituzioni;</p> + +<p>Che in tali circostanze, la continuazione della guerra +nel territorio italiano non ha piú alcuno scopo, e che anche +questo regno può e deve sollecitare il godimento dell'indipendenza, +e la calma che da sí lungo tempo sospira e +che gli fu garantita ne' pubblici trattati;</p> + +<p>Che in una convenzione fra le armate del regno e +quelle delle AA. PP. alleate, è stabilita una provvisoria +sospensione d'armi, che deve durare fino al ritorno di una +deputazione del regno, che sarà spedita alle suddette AA. +PP. alleate.</p> + +<p>Ritenuta l'iniziativa per la convocazione della presente +seduta straordinaria risultante da' dispacci del cancelliere +guardasigilli:</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53"></a>[53]</span></p> + +<p class="indl"><span class="smcap">Decreta</span>:</p> + +<p>Art. I. Una deputazione del Senato, composta di tre +individui, si recherà presso le AA. PP. coalizzate, affine di +presentare loro i rispettosi omaggi del Senato, e supplicarle +per la finale cessazione delle ostilità.</p> + +<p>» II. La deputazione richiederà alle AA. PP. che il +regno venga ammesso al godimento reale della sua indipendenza, +garantita da' pubblici trattati.</p> + +<p>» III. Li deputati saranno incaricati di presentare in +questa occasione alle AA. PP. i sentimenti di ammirazione +del Senato per le virtú del Principe Viceré, e della sua +riconoscenza per il di lui governo.</p> + +<p>» IV. I membri di questa deputazione saranno nominati +dal Senato, seduta stante.</p> + +<p>» V. Il cancelliere guardasigilli della corona sarà pregato +di dare ai medesimi le opportune istruzioni, e procurare +le necessarie credenziali e passaporti.</p> + +<p>» VI. Il presente decreto sarà spedito al cancelliere +guardasigilli, con messaggio del presidente, anche all'oggetto +che sia col di lui mezzo trasmesso al Principe Viceré +in nome del Senato.</p> + +<p class="indl">Milano, dal Palazzo del Senato, li 17 aprile 1814.</p> + +<p class="center"><i>Firmato, il presidente ordinario</i><br /> + +<span class="smcap">Conte Veneri</span>.</p> + +<table class="seg" summary="segretari"> + <tr> + <td><span class="smcap">Conte Lamberti</span></td> <td rowspan="2" class="brace">}</td> <td rowspan="2"><i>Segretari</i></td> + </tr> + <tr> + <td><span class="smcap">Conte Mengotti</span></td> + </tr> +</table> + +<p>Successivamente essendosi messa alle voci la nomina dei +deputati, dallo scrutinio delle schede risultarono nominati +i Senatori conti <span class="smcap">Guicciardi</span>, <span class="smcap">Castiglioni</span> e <span class="smcap">Testi</span>, il quale +ultimo si è scusato a motivo dell'attuale sua malattia +d'occhi.</p> + +<p class="indl">Milano, dal palazzo del Senato 17 aprile 1814.</p> + +<p class="indr"><i>Firmati come sopra.</i></p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54"></a>[54]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_II" id="N_II"></a>N. II.</h3> + +<p class="center"><i>Istruzioni di S. E. Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli +della Corona del Regno d'Italia, partecipate alli deputati +del Senato, signori Conti Guicciardi e Castiglioni.</i></p> + +<p class="pad2">Non avendo in questo momento il Regno d'Italia corrispondenza +colle corti di Russia e di Prussia, e non potendosi +nella circostanza attuale, a seconda di quanto ha +assicurato il sig. Conte Senatore Testi, incaricato del portafoglio +delle relazioni estere, rilasciare credenziali nelle +solite forme, si è supplito colla qui unita lettera di credito +per il signor Principe di Metternich, ministro di Stato di +S. M. l'Imperatore d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia; +i signori deputati si recheranno in Mantova per ricevere +da S. A. I. il Principe Viceré i necessari passaporti e lettere +di credito presso gli altri sovrani alleati. I signori deputati +si presenteranno colla suddetta lettera al signor Principe +di Metternich, domanderanno al medesimo di essere +presentati a S. M. l'Imperatore d'Austria, ed insisteranno +in seguito per essere presentati agli altri sovrani alleati.</p> + +<p>I signori deputati domanderanno a S. M. l'Imperatore +d'Austria, perché venga consacrata l'indipendenza del regno +d'Italia, già stata riconosciuta, e garantita l'integrità <a name="tn54" id="tn54"></a>del +suo territorio a termini dei trattati, e specialmente di +quello di Luneville.</p> + +<p>Nel caso che i signori deputati si accorgessero che vi +fossero delle difficoltà su questo articolo, perché le potenze +alleate avessero già diversamente disposto del territorio +Modenese, faranno osservare tutti gl'inconvenienti che ne +<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55"></a>[55]</span> +deriverebbero da questo distacco, il quale mentre priverebbe +il Regno d'Italia di una diretta comunicazione colle +legazioni, stante l'impraticabilità delle strade del Ferrarese +per gran parte dell'anno, gitterebbe lo Stato di Modena, +già unito al Regno d'Italia dal trattato di Luneville, ed +accostumato alla legislazione ed alli metodi del Regno, in +una vera confusione, cosicché sarebbe assai piú conveniente +all'interesse delle AA. PP., di sostituire ne' compensi +stabiliti un altro stato.</p> + +<p>Qualora i deputati trovassero insuperabile questo punto, +insisteranno perché venga accordato al Regno d'Italia un +compenso, il quale potrebbe essere gli Stati di Parma e +Piacenza, con una porzione di Genovesato, compresa la +città di Genova, ed una linea del Piemonte per una facile +comunicazione.</p> + +<p>I deputati non mancheranno di far sentire, che uno dei +primi oggetti, che la nazione si propone nel chiedere il +riconoscimento solenne della sua indipendenza, è quello di +darsi una costituzione conforme ai veri principi, ed ai suoi +bisogni naturali, e tale da assicurare la sua felicità.</p> + +<p>I deputati insisteranno pure perché lo Stato d'Italia conservi +sotto le forme suddette il titolo di Regno, il quale +era già stato riconosciuto da tutte le potenze, e che non +ha meritato di perdere.</p> + +<p>I deputati cercheranno prudentemente di mettersi in corrispondenza +co' ministri del Regno in Parigi, onde valersi +dei loro lumi e notizie; in tutti i casi poi non preveduti, +i deputati si regoleranno con la conosciuta loro saviezza +e prudenza.</p> + +<p class="indl">Milano, 18 aprile 1814.</p> + +<p class="indl"><i>Per ordine di S. E. il Duca di Lodi, impedito dalla +gotta alla mano destra.</i></p> + +<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Carlo Villa</span>, <i>Segretario</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56"></a>[56]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_III" id="N_III"></a>N. III.</h3> + +<p class="center"><i>Credenziale di S. E. il signor Duca di Lodi, Cancelliere +guardasigilli, diretta a S. E. il signor Principe di Metternich +onde accreditare presso di lui i deputati del Senato, +Conti Guicciardi e Castiglioni.</i></p> + +<p class="center pad2"><i>A S. Ex. monsieur le Prince de Metternich, +Ministre d'État de S. M. l'Empereur d'Autriche.</i></p> + +<p class="indl"><span class="smcap">Monsieur le Prince</span>,</p> + +<p>Dans le moment dans lequel les intérêts de ma patrie +me mettent dans le cas d'invoquer pour elle l'intervention +de V. Ex. en sa faveur, il est bien doux pour moi de pouvoir +me rappeler l'époque à laquelle j'ai eu le bonheur de +faire sa précieuse connaissance.</p> + +<p>Entraîné dans une guerre qui ne le regardait pas, le +royaume d'Italie a dû passer par tous les malheurs qui en +sont la conséquence; mais les événemens qui ont changé +la face des choses en France, et doivent nécessairement +influer sur tout le reste de l'Europe, lui présentent enfin +une perspective heureuse, et l'espoir fondé de jouir de ses +droits et de son indépendance, que les traités ont reconnue. +Le vœu de la nation est tout-à-fait conforme aux +principes proclamés par les Hautes Puissances coalisées: l'on +réclame l'indépendance reconnue spécialement dans le traité +de Lunéville, et l'étendue de territoire qui lui fut alors +assignée; que si, par des combinaisons quelconques, une +partie de ce territoire dût en être séparée, la nation se +croit fondée à en demander la compensation. L'on desire, +<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57"></a>[57]</span> +pour premier fruit de son indépendance, d'établir sa constitution +sur le vrai principe, et d'une manière plus conforme +aux intérêts du pays, sous le gouvernement d'un +roi indépendant.</p> + +<p>La première démarche que dans cette position nous +avons cru devoir faire, a été celle d'apporter nos vœux +avec confiance aux pieds des Hautes Puissances coalisées, +et principalement à ceux de S. M. l'empereur d'Autriche, +dont la rectitude nous est depuis long-temps connue, et +dont nous avons toujours éprouvé la bienveillance. Le +Sénat du royaume d'Italie, en conséquence, a nommé les +comtes sénateurs Guicciardi (Diego) et Castiglioni (Louis), +députés auprès d'elles pour les leur présenter. Je prends la +liberté d'adresser à V. Ex. ces députés, et de les recommander +à sa bonté. Les circonstances qui ont brisé chez +nous les formes établies, me font espérer que V. Ex. voudra +les regarder comme accredités par cette lettre auprès du +gouvernement autrichien. Ses nobles principes me sont +trop connus, pour que je ne doive pas fonder mes espérances +pour son intervention efficace, dans une circonstance +où il s'agit des droits et du bonheur d'une nation +qui n'a jamais démérité par sa conduite ni par ses sentimens +envers l'auguste maison d'Autriche.</p> + +<p>Tout ce que V. E. pourra faire pour appuyer nos vœux, +lui assurera notre vive et éternelle reconnaissance, et ajoutera +encore ces nouveaux sentimens à ceux de mon estime +pour V. E. et de mon profond respect.</p> + +<p class="indl">Milan, le 18 avril 1814.</p> + +<p class="indl"><i>Le chancelier garde-des-sceaux de la couronne: par ordre +de monsieur le Duc de Lodi, empêché per la goutte à +la main droite.</i></p> + +<p class="indr"><i>Signé</i> <span class="smcap">Charles Villa</span>, <i>Secrétaire</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58"></a>[58]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_IV" id="N_IV"></a>N. IV.</h3> + +<p class="indr pad2">Li 20 aprile 1814.</p> + +<p class="center"><i>Il Podestà di Milano a S. E. il sig. Presidente del Senato.</i></p> + +<p class="pad2">Mi viene indirizzata l'unita dichiarazione di molti rispettabili +individui di questa capitale, affinché sia da me presentata +alle autorità superiori.</p> + +<p>Credo quindi del mio dovere di fargliene l'innoltro in +copia conforme, e cosí secondare il desiderio di questi +miei concittadini, i quali rimangono nella fiducia che ella +vorrà degnarsi nella di lei saviezza di prenderla in considerazione, +e compiacersi di farmi conoscere le deliberazioni +che saranno state prese dal Senato.</p> + +<p>Ho l'onore di attestarle le espressioni del maggiore +rispetto</p> + +<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Durini</span>, <i>Podestà</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59"></a>[59]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_V" id="N_V"></a>N. V.</h3> + +<p class="indr pad2">Milano, 19 aprile 1814.</p> + +<p class="pad2">Dopo l'adunanza del Senato del giorno 17 del corrente +mese, delle cui deliberazioni nulla fu comunicato al pubblico, +è opinione universale esservi stato proposto, discusso +e definito un affare della maggiore importanza per il nostro +Regno. Se nelle attuali straordinarie vicende è necessario +d'invocare straordinari provvedimenti, credono i sottoscritti +indispensabile, in coerenza de' principi della costituzione, +che siano convocati i Collegi elettorali, ne' quali solamente +risiede la legittima rappresentanza della nazione.</p> + +<p><i>Seguono le firme per copia conforme, delle quali si garantisce +l'autenticità:</i></p> + +<ul> +<li>Conte Pino Generale di Divisione, elettore</li> +<li>Conte Porro Luigi, elettore</li> +<li>Conte Trivulzio Giacomo, elettore</li> +<li>Conte Confalonieri Federico</li> +<li>Conte Fagnani Federico, consigliere di Stato</li> +<li>Conte Borromeo Giberto</li> +<li>Ciani Giacomo, elettore</li> +<li>Fossano Luigi</li> +<li>Pallavicini Giuseppe</li> +<li>Traversi Giovanni, elettore</li> +<li>Visconti di Cremona, Capo battaglione</li> +<li>Melzi Giacomo, consigliere comunale</li> +<li>Serbelloni Gio. Batt., della guardia Civica</li> +<li>Crivelli Ferdinando elettore</li> +<li><span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60"></a>[60]</span></li> +<li>Castiglioni Alfonso, consigliere comunale</li> +<li>Conte Durini, Podestà di Milano</li> +<li>Giulini Cesare, Savio municipale</li> +<li>Frisiani Giovanni, Savio municipale</li> +<li>Bolognini Alessandro, Savio municipale</li> +<li>Londonio Carlo, Savio municipale</li> +<li>Brambilla Cesare, Savio municipale</li> +<li>Arese Marco, Savio municipale</li> +<li>Visconti Annibale, colonnello della guardia Civica</li> +<li>Cozzi Giovanni, possidente</li> +<li>Parea Carlo, ingegnere</li> +<li>Conti Luigi, consigliere comunale</li> +<li>Vigoni Gaetano, possidente</li> +<li>Peceis Giovanni Odoardo</li> +<li>Trecchi Sigismondo, possidente</li> +<li>Silva Sigismondo</li> +<li>Silva Ercole, elettore</li> +<li>Sormani Alessandro</li> +<li>Sormani Lorenzo</li> +<li>Sormani Giuseppe</li> +<li>Borromeo Carlo, possidente</li> +<li>Serpenti Angelo, possidente</li> +<li>Somaglia Antonio, elettore</li> +<li>Somaglia Carlo, possidente</li> +<li>Agretti Ambrogio</li> +<li>Manzi Ignazio</li> +<li>Somaglia Gio. Luca, presidente del consiglio comunale</li> +<li>Cardoni Luigi, possidente</li> +<li>Banfi Ferdinando, possidente</li> +<li>Spella Luigi</li> +<li>Carli Carlo, consigliere comunale</li> +<li>Acerbi Pompeo, possidente</li> +<li>Bernardino Maurizio</li> +<li>Mori Ambrogio</li> +<li>Rivolta Cristoforo</li> +<li><span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61"></a>[61]</span></li> +<li>Volpi Caneriggi Benedetto</li> +<li>Castiglioni, avvocato</li> +<li>Vitali Gaetano, possidente</li> +<li>Raesini Rodolfo, possidente</li> +<li>Raesini Carlo Luigi, possidente</li> +<li>Muggiasca Gio. Battista, possidente</li> +<li>Rosmini Carlo, membro dell'Istituto</li> +<li>Bolognini Luigi, giudice della Corte</li> +<li>Gentili Antonio, tenente della guardia Civica</li> +<li>Mellerio Giacomo, consigliere comunale</li> +<li>Andreani Gio. Maurizio, elettore</li> +<li>Cagnola Luigi, membro dell'Istituto</li> +<li>Monteggia Carlo</li> +<li>Mojana Pietro, possidente</li> +<li>Eulbrucca Carlo</li> +<li>Spreafico Pietro</li> +<li>Manara Baldassare</li> +<li>Ferrario Carlo, possidente</li> +<li>Pizzagalli Angelo, negoziante</li> +<li>Scotti Gallerati Francesco, possidente</li> +<li>Scotti Gallerati Costanzo, possidente</li> +<li>Crivelli Ignazio, possidente</li> +<li>Zanella Carlo, cons. comunale ed elettore</li> +<li>Trotti Lorenzo, possidente</li> +<li>Perego Luigi, elettore</li> +<li>Balabio Pietro, elettore, capobattaglione della guardia Civica</li> +<li>Besana Carlo, elettore</li> +<li>Barbò Viscardo, possidente</li> +<li>Porta Carlo, possidente</li> +<li>Soresi Giovanni, elettore</li> +<li>Appiani Gabriele, possidente</li> +<li>Giovio Lodovico, elettore</li> +<li>Martini Francesco, possidente</li> +<li>Severini Gerolamo, possidente</li> +<li>Nava Ambrogio, possidente</li> +<li><span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62"></a>[62]</span></li> +<li>Ottolini Giulio, consigliere comunale</li> +<li>Monticelli Giovanni, capitano della guardia Civica</li> +<li>Crivelli Mesmer Giuseppe, capo battaglione della guardia Civica</li> +<li>Zanella Carlo, possidente, negoziante</li> +<li>Greppi Antonio, possidente</li> +<li>Cicogna Giovanni, possidente</li> +<li>Cagnola Giuseppe, possidente</li> +<li>Vestarini Belingeri Carlo</li> +<li>Frecarelli Prospero, possidente</li> +<li>Bossi Benigno, capitano della guardia Civica</li> +<li>Medici Pietro, possidente</li> +<li>Bonet Domenico, negoziante</li> +<li>Tagliabue Francesco</li> +<li>Zenghi Luigi Filippo</li> +<li>Castelbarco Cesare, possidente</li> +<li>Cananda Pietro, possidente</li> +<li>Ghirlanda Girolamo, capitano della guardia Civica</li> +<li>Manzoni Alessandro, possidente</li> +<li>Crespi Antonio, medico, possidente</li> +<li>Castiglioni Carlo, possidente</li> +<li>Cantú Giuseppe, possidente</li> +<li>D'Adda Ferdinando, consigliere comunale</li> +<li>Melzi Giuseppe, possidente</li> +<li>Mezzoni Ottavio, possidente</li> +<li>Bazzoni Giovanni, possidente, negoziante</li> +<li>Monticelli Strada Gio. Battista, possidente</li> +<li>Prevosti Giulio, negoziante</li> +<li>Villa Carlo, consigliere comunale</li> +<li>De-Capitani Giovanni</li> +<li>De Carli Nazzari Luigi, elettore</li> +<li>Crevenna Francesco, possidente</li> +<li>De Agostini Agostino, possidente</li> +<li>Sacchini Girolamo, avvocato, consigliere</li> +<li>Carozzi Luigi, possidente</li> +<li><span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63"></a>[63]</span></li> +<li>Guerrini Camillo, possidente</li> +<li>Gorio Carlo, possidente</li> +<li>Bossi Francesco, possidente</li> +<li>De Simoni Baldassare, possidente</li> +<li>Meloni Abele, possidente</li> +<li>Segri Antonio</li> +<li>Bozzi Galeazzo, possidente</li> +<li>Barinetti Carlo, possidente</li> +<li>Busca Antonio, possidente.</li> +</ul> + +<p><i>Vi sono molte altre firme, che per brevità di tempo si <a name="tn63" id="tn63"></a>omettono, +e che in seguito si faranno conoscere.</i></p> + +<p class="indr"><i>Per copia conforme</i> <br /> + +<i>Firmato</i> <span class="smcap">Durini</span>, <i>Podestà</i>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64"></a>[64]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_VI" id="N_VI"></a>N. VI.</h3> + +<p class="center"><i>Memoria data alla Reggenza del governo provvisorio di Milano, +dal Conte Guicciardi Cancelliere del Senato del +Regno d'Italia.</i></p> + +<p class="pad2">Un'erronea opinione circola già da alcuni giorni, e sembra +diretta a scemare quella stima e confidenza che io +ho procurato di conservarmi per il lungo corso di ben +56 anni di pubblico servizio, e che era per me il piú lusinghiero +compenso della mia politica carriera.</p> + +<p>Conscio della purezza delle mie azioni, ed indagando +la causa di sí strano avvenimento, fui oltremodo commosso +nell'udire che si pretendesse derivarlo da quella stessa recente +commissione che mio malgrado accettai, nella sola +speranza di concorrere, col piú leale ed onorato adempimento, +a render paghi i pubblici voti. Confortato però +dall'intima convinzione della mia innocenza, credetti che +per comprovarla in modo positivo ed assoluto, bastar dovesse +il mettere in chiaro que' fatti che, o non ben conosciuti, +o forse alterati, hanno potuto dare spinta all'errore, +o prestato fede alla malevolenza. Quindi determinato a pubblicare +con le stampe la relazione del mio operato, col corredo +di tutti i documenti che vi hanno rapporto, la sottopongo +precisamente ai lumi del governo provvisorio, e +perché altamente apprezzo il di lui suffragio, e perché fu +sempre mio principio di agire colla protezione delle leggi +e del governo.</p> + +<p>Lo scopo di questa mia rimostranza è di provare, che +<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65"></a>[65]</span> +tanto nella qualità di senatore che in quella di deputato, +ho sostenuto gl'interessi piú cari della patria, e seguita costantemente +la via sacra dell'onestà.</p> + +<p>Invoco sul primo punto la testimonianza di quelli fra i +miei colleghi che seggono fra voi, o signori membri della +Reggenza, e quella in particolare dell'ottimo vostro presidente. +Con esso ebbi la sorte di essere socio nella commissione +incaricata dell'esame del progetto, presentato dal +governo al Senato nel giorno 17 del corrente aprile, commissione +da me diretta ed instantemente promossa contro +la proposta di un comitato segreto, che, per il consueto +sommario metodo di procedura, mi sembrò non convenire +all'importanza di un lecito argomento. Con esso e con altro +de' membri della commissione mi recai dal cancelliere guardasigilli, +per avere gli opportuni lumi di fatto, e sull'autorizzazione +sua a convocare il Senato, e sulla gravezza ed +urgenza de' motivi che lo avevano determinato.</p> + +<p>Riferitene quindi le risultanze alla commissione composta +di sette membri, unanime fu il voto di lei, e per la necessità +di occuparsi dell'oggetto e per la riforma del decreto +del governo.</p> + +<p>Riunito il Senato, e lettovi il parere della commissione, +chi piú di Dandolo che ne fu il relatore, chi piú del vostro +presidente, chi piú di me lo difese e lo sostenne? Chi +piú di me liberamente espose al Senato gli argomenti tutti, +e politici e costituzionali, che ci comandavano imperiosamente +la reiezione del terzo articolo del progetto del governo? +Chi, se non io, dimostrò l'incostituzionalità della +subdola e seducente mozione di un nostro, ahi troppo infelice +collega, i cui sommi talenti lasciavano desiderare +meno durezza di cuore e non servile adulazione? Ignoro +se il processo verbale di quella seduta portasse tutta la discussione, +e se siasi preservato dallo svolgimento degli effetti +e delle carte del Senato; ma in di lui difetto, supplico +l'invocata testimonianza de' membri del Senato, e sopra +<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66"></a>[66]</span> +ogni altra quella del vostro presidente, che con la sua eloquenza +e col suo amore di patria sostenne meco il progetto +della commissione, che con leggera modificazione +venne definitivamente adottato dal Senato, con una maggioranza +di voti superiori ai due terzi.</p> + +<p>Cadde sfortunatamente sopra di me, forse per gli accennati +liberi sentimenti espressi, la nomina in altro de' deputati +al quartiere generale delle AA. PP. AA., unitamente ai +signori senatori Castiglioni e Testi; ed essendosi quest'ultimo +per attuale infermità scusato, feci registrare nel processo +verbale, che ove il decreto del Senato non fosse coattivo +per tutti, nessuno aveva di me maggior titolo per esserne +dispensato. Ma la seduta fu levata senza occuparsene. Rinnovai +all'indomani presso il signor Duca di Lodi, cancelliere +guardasigilli, i miei tentativi per ischermirmi. Ma +avendo egli autorevolmente risposto che ogni indugio poteva +compromettere la convenienza del Senato e gl'interessi +piú sacri della nazione, immolai a questi ogni privata +considerazione, e diedi parola di partire, a condizione che +anche il conte Castiglioni vi si prestasse, mentre mi era +noto che egli pure si adoperava in ogni modo per esserne +dispensato.</p> + +<p>Fin qui, signori, ho parlato del mio contegno come senatore; +parlerò come deputato.</p> + +<p>Il protocollo che vi presento corredato di tutti gli atti +relativi tanto alle cose proposte e deliberate in Senato, +quanto a quelle che concernono la missione, rende conto +del mio viaggio, soggiorno e ritorno da Mantova, ed io +sfido arditamente chiunque possa impugnare la verità: sull'esame +del medesimo voi potete fondare il nostro giudizio.</p> + +<p>La prima censura che intesi farsi ai deputati, è di essersi +recati al quartier generale del principe a Mantova, in vece +di prendere la via piú breve e piú diretta per Parigi, ove +si trovano i sovrani alleati. Parvero sorgere da ciò diffidenza +<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67"></a>[67]</span> +e sospetto di parzialità, e sino di collusione col principe: +ed ecco come un intempestivo giudizio e la mancanza +di cognizione de' fatti può per un momento far decadere +l'uomo innocente da quel grado distinto cui ha diritto.</p> + +<p>Leggansi le istruzioni del cancelliere guardasigilli, cui +dal Senato era dato il carico di stenderle; e si vedrà che +i deputati hanno eseguito un ordine preciso loro imposto +da chi ne aveva diritto, né mai l'obbedienza potrà essere +indizio di rea intenzione.</p> + +<p>Nell'accennare questa circostanza, sono bene lontano di +versare sopra altri ombra di colpa o di sospizione, ed anzi +devo soggiugnere che il cancelliere guardasigilli ci mostrò +l'ordine del principe, che dietro i concerti presi da esso +con S. E. il signor maresciallo conte Bellegarde, dovesse +sollecitare la pronta partenza de' deputati per Mantova. Né +altrimenti avrebbesi potuto fare, perché senza la preventiva +adesione del sullodato signor maresciallo, e senza i suoi +passaporti regolari non avrebbe la deputazione potuto attraversare +i posti delle armate coalizzate, e corso avrebbero +rischio di non giungere troppo tardi al luogo di sua missione.</p> + +<p>A quella necessità, al quartier generale del principe ed a +quello del signore maresciallo, altra importantissima si aggiungeva, +quella cioè di ottenere lettere credenziali per le +altre potenze alleate, giacché il signor Duca di Lodi muniti +li aveva di una sola per il signor principe di Metternich +ministro di S. M. l'imperatore d'Austria. La missione essendo +diretta ad implorare la protezione di tutte le auguste +potenze alleate, ogni ragione voleva che appresso ciascuna +delle medesime fosse accreditata.</p> + +<p>Giustificata la gita a Mantova con le ricevute istruzioni +strettamente analoghe col decreto del Senato e la necessità +delle credenziali e de' passaporti, non resterebbe ora +che a parlarsi del contegno tenuto dai deputati col principe.</p> + +<p>Il protocollo dettaglia il modo con cui furono accolti, +<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68"></a>[68]</span> +le ritardate udienze, i colloquî e la franchezza del linguaggio +tenuto con esso. Era il principe pienamente e minutamente +informato delle discussioni del Senato, e delle opinioni +de' senatori, né certo io poteva lusingarmi, dopo quanto +aveva detto ed opinato, di una migliore accoglienza: ora +come mai potrebbesi supporre tanta incoerenza di principî, +come conciliare fatti sí diversi, idee cotanto disparate, per +dedurre malignamente, che un uomo, la cui fermezza nella +propria opinione è da tanto tempo conosciuta, la cui onestà +e riputazione fu sempre illesa, volesse prostituirsi colludendo +col principe, deviando dal proprio mandato, dalla mente +espressa de' suoi colleghi, e della pubblica opinione da lui +sí ben conosciuta? che se pure tutti questi argomenti non +bastassero a convincere le persone piú diffidenti e maligne, +il carattere, la probità, l'avvedutezza ed il civismo del di +lui condeputato, uomo sí puro, sí accreditato, non avrebbe +dovuto togliere e dissipare il primo la piú lieve ombra di +sospetto? Né temo di avvilirmi accennando motivi, dove +bastar dovrebbe il dire: «Non ho mai mancato al mio +onore.» Ma l'afflizione che ho provato per sí nera calunnia +ha voluto qualche sfogo.</p> + +<p>Appena ebbero i deputati la notizia dell'occorso in Milano +il giorno 20 aprile, senza alcuna lettera di comunicazione +di quanto era seguito al Senato, senza il menomo officiale +avviso del loro richiamo, presero congedo dal principe, +ritornarono a Milano. Ed eccovi, o signori, altra luminosa +prova che niun rapporto mi legava al principe, che nulla +piú curai che l'interesse della patria, che rispettai la volontà +del Senato e della nazione, qualunque fosse stato il modo, +con cui era stata espressa. Cosí mostrai che come deputato +fui sempre coerente coll'opinione manifestata come senatore.</p> + +<p>Signori del governo, la mia giustificazione è compiuta: +leggete tutti gli atti che vi rassegno, e pronunciate; io +attendo con quella calma che l'uomo giusto ed onesto sa +conservare in mezzo alle oscillazioni e alle politiche vicende. +<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69"></a>[69]</span> +Non dubito che riconoscerete aver io adempito al mio dovere, +ed in tale fiducia domando alla vostra giustizia, che +mi sia lecito di dare alle stampe questa mia memoria, col +protocollo e tutti i suoi allegati.</p> + +<p>Ogni uomo ha diritto al proprio onore, e molto piú un +pubblico funzionario. Io devo anche a me stesso e alla numerosa +famiglia mia la conservazione illibata del mio buon +nome. Voi rappresentate il governo, ed il governo deve +tutelare i diritti degl'individui. Vivo dunque nella fiducia +che cotesta Reggenza aggiugnerà agli altri tratti di saggezza, +che seguono i primi di lei passi, quello che rispettosamente +richiama chi ha l'onore di essere colla maggiore venerazione.</p> + +<p class="indl">Milano 29 aprile 1814.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70"></a>[70]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_VII" id="N_VII"></a>N. VII.</h3> + +<p class="center">REGNO D'ITALIA.</p> + +<p class="indr pad2"><i>Milano 8 maggio 1814.</i></p> + +<p class="center">LA REGGENZA DEL GOVERNO PROVVISORIO</p> + +<p class="center"><i>Al Sig. Conte Guicciardi.</i></p> + +<p class="pad2">La Reggenza ha letto la di lei memoria 29 aprile prossimo +passato ed i relativi documenti.</p> + +<p>Ella dovette sempre confermarsi nell'opinione che il di +lei operato non aveva bisogno di giustificazione.</p> + +<p>Nell'attestarle pertanto i sentimenti della particolare sua +stima, dessa non fa che riconoscere nuovamente in lei quel +diritto alla medesima, che le eminenti sue qualità personali +ed i lunghi importanti servizi resi allo Stato le hanno da +gran tempo meritamente acquistato.</p> + +<p>La Reggenza poi, nella ferma opinione che la di lei convenienza +non sia menomamente lesa, non crede di aderire +alla richiesta fatta per la stampa della memoria di cui si +tratta, giacché con ciò si farebbe rivivere delle animosità +che vogliono essere sopite, e si urterebbe col principio adottato +e proclamato dalla Reggenza, di coprire di un velo le +cose avvenute.</p> + +<p>Aggradisca, sig. Conte, le assicurazioni della maggior +considerazione e somma stima.</p> + +<p class="center"><i>Per la Reggenza. Firmato</i> <span class="smcap">Verri</span> <i>Presidente</i>.</p> + +<p class="indr"><i>Il Segretario generale</i><br /> +<span class="smcap">Antonio <a name="tn70" id="tn70"></a>Strigelli.</span> </p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71"></a>[71]</span></p> + +<hr /> +<h3><a name="N_VIII" id="N_VIII"></a>N. VIII.</h3> + +<p class="center"><i>Nota delli Conti Veneri Presidente e Guicciardi Cancelliere +del Senato Consulente del Regno d'Italia</i></p> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center"><i>A S. E. il Sig. tenente Maresciallo Generale +Sommariva Commissario Imperiale.</i></p> + +<p class="pad2">Alcune false voci, che il Senato, nella seduta straordinaria +dal giorno 17 aprile, avesse proclamato al trono +d'Italia il principe Eugenio, in allora Vicerè, ed a tal oggetto +spedita una deputazione alle auguste potenze alleate, +avevano sparso qualche allarme in Milano; quanto fosse +ciò falso lo dimostrano gli atti di quel giorno che si rassegnano.</p> + +<p>Nella successiva seduta ordinaria del giorno venti, una +folla di persone, eccitata da chi credeva o affettava di credere +siffatte voci, recossi al palazzo del Senato, impedí la +regolare unione de' senatori, ed estorse dal presidente la +qui unita dichiarazione. Persuasa poscia la stessa folla che +ivi vi fosse il Ministro delle finanze Prina, lo ricercò invano +per le stanze ove credevalo nascosto, e come sempre +avviene in simili agitazioni popolari, disperse in gran parte +gli effetti e le carte del Senato; di là si trasferí alla casa +del detto Ministro, ed ebbero luogo que' tragici avvenimenti, +che l'onore nazionale vorrebbe coperti di perpetua +obblivione.</p> + +<p>In tali luttuose circostanze, a freno di mali maggiori si +credette di nominare un governo provvisorio della città e +<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72"></a>[72]</span> +di unire i Collegi elettorali. Tutto derivava dalla lodevole +intenzione di ristabilire la quiete. Le savie misure del +governo provvisorio, l'imponente attitudine della guardia +civica, l'ottima direzione del generale comandante in capo, +ottennero l'intento piú presto di quello che si fosse potuto +sperare.</p> + +<p>Intanto fu proclamata la convocazione de' Collegi elettorali, +esclusi però tutti i membri di que' dipartimenti che +erano occupati dalle armate alleate (quantunque un rispettabile +numero di essi si trovasse in Milano), o dimenticati +i dotti e i commercianti degli altri dipartimenti. La prima +operazione dei Collegi fu quella di confermare il governo +provvisorio, e di estenderne l'autorità agli otto dipartimenti +non ancora occupati, colla riserva di aggiungervi +altri individui tolti dai medesimi. Ma ben tosto sorpassando +ogni confine costituzionale, abolirono e modificarono imposte, +annullarono o restrinsero leggi amministrative e +giudiziarie, e dichiararono aboliti i primari corpi dello +Stato, e fra questi quello del Senato, alla conservazione +delli di cui diritti è diretta la presente nota.</p> + +<p>A dimostrare la mancanza d'ogni autorità ne' Collegi +per tale operazione, basta l'esame delle loro attribuzioni +costituzionali e di quelle del Senato. L'unito allegato ne +presenta l'analisi.</p> + +<p>Le attribuzioni de' Collegi elettorali, come importa lo +stesso loro nome, tutte si riducono a nomine, a presentazione +di candidati. I Collegi, o sono generali o sono dipartimentali. +I primi devono unirsi in tre camere separate +di possidenti, di dotti e de' commercianti, e ciascuna camera +nella città destinata dalla costituzione. I secondi si +uniscono nel capoluogo del dipartimento in una sola camera.</p> + +<p>Appare chiaramente dall'esame delle loro attribuzioni, +che ambedue i Collegi elettorali di tutto il Regno, uniti +nelle forme e nei luoghi costituzionali, non hanno alcun +<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73"></a>[73]</span> +diritto di abolire altri corpi dello Stato voluti dalla stessa +costituzione, per la quale essi esistono, e tanto meno poi +il Senato, il quale per l'art. XV del sesto statuto costituzionale +giudica sull'incostituzionalità degli atti de' Collegi +elettorali.</p> + +<p>Come mai dunque ciò che non avrebbero potuto fare +tutti gli elettori del Regno, uniti legalmente nel numero +di 1153, avrà potuto fare una frazione de' medesimi, che +non oltrepassò mai il numero di 170? Nel qual proposito +è da rimarcarsi che per la validità degli atti de' Collegi +si richiede l'intervento almeno del terzo del loro numero +totale. Cresce poi l'argomento per la circostanza che la +maggior parte de' senatori furono nominati sulle proposizioni +de' Collegi generali di tutto il Regno, e quindi al +Regno intiero, e non ad una sola frazione appartiene il +Senato. Né deve tacersi che la carica di senatore non si +perde, se non per quelle cause per le quali si perde il diritto +di cittadino, circostanza che rende ancora piú manifesta +l'ingiustizia della pretesa abolizione.</p> + +<p>Riducendo quindi ai semplicissimi termini la questione, +ne emerge il seguente dilemma. O esiste costituzione, e +deve esistere il Senato, che è il primo corpo permanente +dalla medesima voluto, ed è solo autorizzato dall'articolo +XVIII del sesto statuto costituzionale a far conoscere +al Re i voti e i bisogni della nazione: o non esiste costituzione, +e in tal caso neppure esistono Collegi elettorali, +onde nulla e viziosa sarebbe la loro unione.</p> + +<p>Le auguste potenze alleate hanno fatto la guerra alla +Francia, e non ai popoli, ed hanno altamente proclamato +colla pace del mondo l'indipendenza delle nazioni; in tutti +i paesi occupati dalle loro armi vittoriose, hanno provvisoriamente +conservate tutte le leggi fondamentali e le +autorità nazionali sin tanto che nella maturità de' loro consigli +determineranno la sorte dei medesimi. Tale è pure +l'intenzione di S. E. il signore Maresciallo Conte Bellegarde, +<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74"></a>[74]</span> +che nel Regno d'Italia le rappresenta, come appare +dagli articoli IV e V della convenzione 23 aprile, e dal +relativo proclama di S. E. il tenente Maresciallo generale +Sommariva. Quindi all'acclamata loro imparziale giustizia +ed illuminato loro giudizio appoggia il Senato e sottopone +le tante e sí chiare ragioni che lo assistono, e conchiude +la presente nota con le seguenti riflessioni:</p> + +<p>Primo. Il Senato del Regno d'Italia nella sua deliberazione +de' 17 aprile altro non vi propose che di venerare +gli alti principi delle AA. PP. AA., inviando alle medesime +rispettosi omaggi e suppliche per la finale cessazione +delle ostilità e per l'indipendenza del Regno.</p> + +<p>Secondo. Non può esistere costituzione nel Regno +d'Italia, se con i Collegi elettorali non esiste anche il +Senato.</p> + +<p>Terzo. Ogni fiducia del Senato è intieramente riposta +nella magnanimità delle AA. PP. AA., nelle convenzioni +stipulate e ne' proclami emanati da' loro legittimi rappresentanti, +anteriori in data e in promulgazione all'incostituzionale +abolizione pronunziata da una sola frazione de' Collegi +elettorali, la quale nemmeno fu fino al giorno d'oggi +legalmente pubblicata, nè si conosce da' senatori, se non +per essere stata inserita ne' pubblici fogli del giorno 27 +aprile 1814.</p> + +<p class="indl">Milano, li 29 aprile 1814.</p> + +<p class="indr"><i>Firmato</i> <span class="smcap">Veneri</span>, <i>Presidente.</i><br /> +<span class="smcap">Guicciardi</span>, <i>Cancelliere</i>. </p> + +<p>La presente nota è stata sottoscritta ed approvata dagl'infrascritti +conti Senatori,</p> + +<ul> +<li>Conte Moscati</li> +<li>Conte Paradisi</li> +<li>Conte Leonardo Giustiniani</li> +<li>Conte Luigi Massari</li> +<li><span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75"></a>[75]</span></li> +<li>Conte Leopoldo Armaroli</li> +<li>Conte Tommaso Condulmer</li> +<li>Conte Sebastiano Bologna</li> +<li>Conte Barnaba Oriani</li> +<li>Conte Agostino Bruti</li> +<li>Conte Federico Cavriani</li> +<li>Conte Daniele Felici</li> +<li>Conte Sigismondo de Moll</li> +<li>Conte Simone Stratico</li> +<li>Conte Leonardo Thiene</li> +<li>Conte Giacomo Lamberti</li> +<li>Conte Testi</li> +<li>Conte Carlotti</li> +<li>Conte Francesco Mengotti</li> +<li>Conte Alessandro Volta</li> +<li>Conte Marco Serbelloni.</li> +</ul> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76"></a>[76]</span></p> +<hr /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77"></a>[77]</span></p> + +<h3><a name="Note2" id="Note2"></a>NOTE</h3> + +<p class="pad2">Il <span class="smcap">Saint-Edme</span>, pubblicando nel 1822 la sua traduzione francese di +questa operetta, vi aggiunse alcune <i>Notes du traducteur</i>, delle quali per piú +rispetti si deve tener conto; però ho creduto opportuno riferirle o riassumerle, +con richiamo ai luoghi stessi cui il traduttore le appose. Nella +nota (28) ho, naturalmente, corretti i molti errori nei quali il <span class="smcap">Saint-Edme</span> +cadde pei cognomi italiani, e v'ho aggiunto molte altre indicazioni di +uffici e personaggi notabili del Regno italico.</p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27" href="#FNanchor_27_27">27.</a> «Tout traducteur desire savoir le nom de l'auteur +qu'il traduit. Ayant fait de vaines démarches pour parvenir +à me satisfaire, j'ai dû chercher dans l'ouvrage même quelque +indice qui pût m'éclairer. Après un mûr examen, j'ai +été porté à croire que M. le comte Guicciardi, chancellier +du sénat, était mon anonyme, ou que ce mémoire devait +être attribué à un ennemi de cet ex-chancelier. Voici les +motifs sur lesquels je m'appuie». Seguono gli argomenti, +che ho riferiti nella prefazione, dai quali appare manifesto +che qui ov'è detto doversi tribuire lo scritto a un <i>ennemi</i> +del Guicciardi si ha senza dubbio un errore di stampa, poiché +il <span class="smcap">Saint-Edme</span> aveva certo il pensiero a un <i>ami</i> dell'ex-cancelliere.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78"></a>[78]</span></p> +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28" href="#FNanchor_28_28">28.</a> «Afin — scriveva il <span class="smcap">Saint-Edme</span> — de faciliter au +public la lecture de cette traduction, je crois devoir lui +donner ici le nom des différentes personnes qui occupaient +les hauts emplois du royaume d'Italie»; e ciò ch'egli credeva +già utile nel 1822, è oggi assolutamente necessario, +poiché gli uomini e le cose del Regno italico sono ormai +cadute per grandissima parte nella dimenticanza. A ravvivarla +nella memoria degli studiosi potranno giovare le indicazioni +seguenti, le quali si danno rettificando e allargando +quelle del traduttore francese e per le quali si è +seguito l'<i>Almanacco reale per l'anno MDCCCXIII</i>, che fu +l'ultimo pubblicato di una serie oramai irreperibile. +</p> + +<p class="center pad1"> +GRANDI UFFICIALI DEL REGNO: +</p> +<p> +Grandi ufficiali della Corona:</p> +<p><span class="smcap">Melzi d'Éril</span> Francesco di Milano, Duca di Lodi, Cancelliere guardasigilli.</p> +<p><span class="smcap">Codronchi</span> Antonio di Imola, Arcivescovo di Ravenna, Grande elemosiniere.</p> +<p><span class="smcap">Fenaroli</span> Giuseppe di Brescia, Gran maggiordomo maggiore.</p> +<p><span class="smcap">Litta</span> Antonio di Milano, Gran ciambellano.</p> +<p><span class="smcap">Caprara</span> Carlo di Bologna, Grande scudiere.<br /> </p> +<p><span class="smcap">Aldini</span> Antonio di Bologna, Ministro Segretario di Stato [1805-1814].</p> +<p><span class="smcap">Luosi</span> Giuseppe di Mirandola, Gran giudice Ministro della giustizia [1805-1814].</p> +<p><span class="smcap">Marescalchi</span> Ferdinando di Bologna, Ministro degli affari esteri [1802-1814].</p> +<p><span class="smcap">Vaccari</span> Luigi di Modena, Ministro dell'interno [1809-1814].</p> +<p><span class="smcap">Fontanelli</span> Achille di Modena, Ministro della guerra e marina [1811-1814].</p> +<p><span class="smcap">Prina</span> Giuseppe di Novara, Ministro delle finanze [1802-1814].</p> +<p><span class="smcap">Veneri</span> Antonio di Reggio, Ministro del tesoro [1813-1814].</p> +<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Ministro del culto [titolare era stato, 1802-1812, <span class="smcap">Bovara</span> Giovanni; poi ff. di ministro, 1812-1814 fu <span class="smcap">Giudici</span> Gaetano].</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79"></a>[79]</span></p> +<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Milano [Sede vacante].</p> +<p><span class="smcap">Bonsignori</span> Stefano di Busto Arsizio, Patriarca di Venezia.</p> +<p><span class="smcap">Codronchi</span>, predetto, Arcivescovo di Ravenna.</p> +<p>. . . . . . . . . . . . . . . . Arcivescovo di Bologna [titolare <span class="smcap">Opizzoni</span> Carlo, non riconosciuto].</p> +<p><span class="smcap">Fava</span> Paolo Patrizio di Bologna, Arcivescovo di Ferrara.</p> +<p><span class="smcap">Pino</span> Domenico di Milano, Generale di divisione, primo Capitano della Guardia reale.</p> +<p><span class="smcap">Costabili-Containi</span> Gio. Battista di Ferrara, Intendente generale dei beni della Corona.</p> +<p><span class="smcap">Méjan</span> Stefano francese, Segretario degli ordini del Viceré.</p> + +<p class="center pad1"> +SENATO CONSULENTE: +</p> + +<p>I Principi della Casa Reale.</p> +<p>I Grandi ufficiali della Corona.</p> +<p><span class="smcap">Fava</span>, predetto, Arcivescovo di Ferrara.</p> +<p><span class="smcap">Bonsignori</span>, predetto, Patriarca di Venezia.</p> +<p><span class="smcap">Moscati</span> Pietro di Mantova, nominato 19 febbraio 1809.</p> +<p><span class="smcap">Paradisi</span> Giovanni di Reggio, id.</p> +<p><span class="smcap">Costabili-Containi</span>, predetto, id.</p> +<p><span class="smcap">Guicciardi</span> Diego di Lugano, id.</p> +<p><span class="smcap">Giustiniani</span> Leonardo di Venezia, id.</p> +<p><span class="smcap">Carlotti</span> Alessandro di Verona, id.</p> +<p><span class="smcap">Massari</span> Luigi di Ferrara, id.</p> +<p><span class="smcap">Vidoni</span> Giuseppe di Cremona, id.</p> +<p><span class="smcap">Di Breme</span> Luigi Giuseppe di Sartirana, id.</p> +<p><span class="smcap">Polcastro</span> Girolamo di Padova, id.</p> +<p><span class="smcap">Castiglioni</span> Luigi di Milano, id.</p> +<p><span class="smcap">Bologna</span> Sebastiano di Vicenza, id.</p> +<p><span class="smcap">Longo</span> Lucrezio di Brescia, id.</p> +<p><span class="smcap">Alessandri</span> Marco di Bergamo, id.</p> +<p><span class="smcap">Felici</span> Daniele di Rimini, id.</p> +<p><span class="smcap">Volta</span> Alessandro di Como, id.</p> +<p><span class="smcap">Cavriani</span> Federico di Mantova, id.</p> +<p><span class="smcap">Testi</span> Carlo di Modena, id.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80"></a>[80]</span></p> +<p><span class="smcap">Lamberti</span> Giacomo di Reggio, id.</p> +<p><span class="smcap">Peregalli</span> Francesco di Debbio in Valtellina, id.</p> +<p><span class="smcap">Frangipane</span> Cinzio di Udine, id.</p> +<p><span class="smcap">Thiene</span> Leonardo di Vicenza, id.</p> +<p><span class="smcap">Barisan</span> Giovanni di Treviso, id.</p> +<p><span class="smcap">Mengotti</span> Francesco di Belluno, id.</p> +<p><span class="smcap">Bruti</span> Agostino dell'Istria, id.</p> +<p><span class="smcap">Camerata</span> Antonio di Ancona, id.</p> +<p><span class="smcap">Sgariglia</span> Pietro di Fermo, id.</p> +<p><span class="smcap">Armaroli</span> Leopoldo di Macerata, id.</p> +<p><span class="smcap">Veneri</span>, predetto, nominato 10 ottobre 1809.</p> +<p><span class="smcap">Prina</span>, predetto, id.</p> +<p><span class="smcap">Berioli</span> Spiridione di Città di Castello, arciv. di Urbino, id.</p> +<p><span class="smcap">Melano Portula</span> Vittorio di Cuneo, vesc. di Novara, id.</p> +<p><span class="smcap">Serbelloni</span> Marco di Milano, id.</p> +<p><span class="smcap">Mocenigo</span> Alvise di Venezia, id.</p> +<p><span class="smcap">Martinengo</span> Giovanni Estore di Brescia, id.</p> +<p><span class="smcap">Condulmer</span> Tommaso Gaspare di Venezia, id.</p> +<p><span class="smcap">Oriani</span> Barnaba di Milano, id.</p> +<p><span class="smcap">Stratico</span> Simone di Zara, id.</p> +<p><span class="smcap">Dandolo</span> Vincenzo di Venezia, id.</p> +<p><span class="smcap">Fiorella</span> Pasquale Antonio còrso, generale di divisione, id.</p> +<p><span class="smcap">Verri</span> Carlo di Milano, id.</p> +<p><span class="smcap">Luosi</span>, predetto, nominato 7 febbraio 1810.</p> +<p><span class="smcap">De Moll</span> Sigismondo di Trento nominato 23 dicembre, 1810.</p> + +<p class="center pad1"> +CONSIGLIO DI STATO: +</p><p> +I. <i>Consiglio legislativo:</i> <span class="smcap">De Bernardi</span> Stefano presidente — <span class="smcap">Maestri</span> +Giovanni — <span class="smcap">Bazzetta</span> Giovanni — <span class="smcap">Sanfermo</span> +Rocco — <span class="smcap">D'Adda</span> Febo — <span class="smcap">Bargnani</span> Cesare — <span class="smcap">Méjan</span> +Stefano — <span class="smcap">Parravicini</span> Raffaele — <span class="smcap">Guastavillani</span> +Giovanni Battista — <span class="smcap">cossoni</span> Antonio — <span class="smcap">bossi</span> Luigi — <span class="smcap">Polfranceschi</span> +Pietro — <span class="smcap">Luini</span> Giacomo — <span class="smcap">Pedrazzini</span> +Michele — <span class="smcap">Quirini-Stampalia</span> Luigi — <span class="smcap">Scopoli</span> +Giovanni — <span class="smcap">Colle</span> Francesco — <span class="smcap">Giovio</span> Ludovico. +</p><p> +<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81"></a>[81]</span> +</p><p> +II. <i>Consiglio degli uditori:</i> <span class="smcap">Pallavicini</span> Giuseppe presidente — <span class="smcap">Aldini</span> +Giovanni — <span class="smcap">Sopransi</span> Luigi — <span class="smcap">Valdrighi</span> +Luigi — <span class="smcap">Barbò</span> Francesco — <span class="smcap">Riva</span> Cristoforo — <span class="smcap">Nani</span> +Tommaso — <span class="smcap">Compagnoni</span> Giuseppe — <span class="smcap">Brunetti</span> Vincenzo — <span class="smcap">Caccía</span> +Gaudenzio — <span class="smcap">Casati</span> Giuseppe — <span class="smcap">Tornielli</span> +Giuseppe — <span class="smcap">Custodi</span> Pietro — <span class="smcap">Burri</span> Giovanni — <span class="smcap">Borghi</span> +Carlo Jacopo — <span class="smcap">Brebbia</span> Giuseppe — <span class="smcap">Re</span> +Antonio — <span class="smcap">Fagnani</span> Federico. +</p><p> +III. <i>Consiglieri di Stato in servizio straordinario:</i> <span class="smcap">Gallino</span> +Tommaso, primo presidente della corte d'appello di Venezia — <span class="smcap">Strigelli</span> +Antonio, Segretario di Stato in Milano — <span class="smcap">Agucchi</span> +Alessando, prefetto del Passariano — <span class="smcap">Galvagna</span> +Francesco, prefetto dell'Adriatico — <span class="smcap">D'Allegre</span> +Paolo Lamberto, vescovo di Pavia — <span class="smcap">Ronna</span> +Tommaso, vescovo di Crema — <span class="smcap">Smancini</span> Antonio, +prefetto dell'Adige. +</p><p> +IV. <i>Consiglieri di Stato onorari:</i> <span class="smcap">Pedroli</span> Carlo Antonio, +primo presidente della Corte di cassazione — <span class="smcap">Taverna</span> +Francesco, primo presidente della Corte d'appello di Milano — <span class="smcap">Beccalossi</span> +Giuseppe, primo presidente della +Corte d'appello di Brescia — <span class="smcap">Erizzo</span> Guido, dimorante +in Venezia. +</p> +<p class="center pad1"> +CORTE DI CASSAZIONE: +</p><p> +<span class="smcap">Pedroli</span> Carlo Antonio, primo presidente. +</p><p> +<span class="smcap">Negri</span> Antonio, presidente. +</p><p> +<span class="smcap">De Lorenzi</span> Antonio — <span class="smcap">Tonni</span> Luigi — <span class="smcap">Sopransi</span> Fedele — <span class="smcap">Pizzotti</span> +Francesco — <span class="smcap">Villata</span> Guido — <span class="smcap">Sopransi</span> +Luigi — <span class="smcap">Bazzetta</span> Giovanni — <span class="smcap">Repossi</span> Francesco — <span class="smcap">Ragazzi</span> +Giuseppe — <span class="smcap">Pelegatti</span> Cesare — <span class="smcap">Condulmer</span> +Pietro Antonio — <span class="smcap">Predabissi</span> Francesco — <span class="smcap">Cisotti</span> Giovanni +Battista — <span class="smcap">Scaccabarozzi</span> Cesare — <span class="smcap">Auna</span> Giovanni +Vincenzo — <span class="smcap">Luini</span> Giuseppe, giudici. +</p><p> +<span class="smcap">Valdrighi</span> Luigi, Regio procuratore generale — <span class="smcap">Borsotti</span> +Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale. +</p><p> +<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82"></a>[82]</span> +</p> + +<p class="center pad1"> +CORTE DEI CONTI: +</p><p> +<span class="smcap">De Bernardi</span> Stefano, primo presidente. +</p><p> +<span class="smcap">Sabatti</span> Antonio — <span class="smcap">Sommaruga</span>....., presidenti. +</p><p> +<span class="smcap">Pampuri</span> Giacomo — <span class="smcap">Busti</span> Cristoforo — <span class="smcap">Ungarelli</span> +Pietro — <span class="smcap">Teulié</span> Filippo — <span class="smcap">Pallavicini</span> Giulio — <span class="smcap">Beccaria</span> +Giulio — <span class="smcap">Arrigoni</span> Galeazzo — <span class="smcap">Silva</span> Bernardino, +giudici. +</p><p> +<span class="smcap">Noghera</span> Giovanni Battista — <span class="smcap">Somaglia</span> Gaetano — <span class="smcap">Sanner</span> +Baldassare — <span class="smcap">Pecchio</span> Pietro, giudici per i conti +arretrati. +</p><p> +<span class="smcap">Crespi</span> Luigi, Regio procuratore generale. +</p> +<p class="center pad1"> +SEGRETERIE DI STATO E MINISTERI: +</p><p> +<i>Segreteria di Stato in Parigi:</i> <span class="smcap">Aldini</span> Antonio, predetto, +Ministro Segretario di Stato — <span class="smcap">Marinoni</span> Francesco, segretario +generale. +</p><p> +<i>Segreteria di Stato in Milano:</i> <span class="smcap">Strigelli</span> Antonio, Consigliere +Segretario di Stato — <span class="smcap">Narducci</span> Giampietro, <span class="smcap">Appiani</span> +Giuseppe, <span class="smcap">Germani</span> Giuseppe, capi di divisione. +</p><p> +<i>Ministero della giustizia:</i> <span class="smcap">Luosi</span>, predetto, Ministro — <span class="smcap">Biella</span> +Felice, segretario generale — <span class="smcap">Luosi</span> Luigi, <span class="smcap">Stoppani</span> +Pietro, <span class="smcap">Alberti</span> Francesco, <span class="smcap">Prandina</span> Gaetano, capi di +divisione. +</p><p> +<i>Ministero degli affari esteri: Prima divisione in Parigi:</i> +<span class="smcap">Marescalchi</span>, predetto, Ministro — <span class="smcap">Jacob</span>, capo di divisione — Seconda +divisione in Milano: <span class="smcap">Testi</span> Carlo, incaricato +del portafoglio del dipartimento degli affari esteri — <span class="smcap">Borghi</span> +Carlo Jacopo, capo di divisione. +</p><p> +<i>Ministero dell'interno:</i> <span class="smcap">Vaccari</span>, predetto, Ministro — <span class="smcap">De +Capitani</span> Paolo, segretario generale — <span class="smcap">Ceriani</span> Giuseppe +Cesare, <span class="smcap">Bernardoni</span> Giuseppe, <span class="smcap">Carmagnola</span> Paolo, capi +di divisione. +</p><p> +<i>Ministero della guerra e marina:</i> <span class="smcap">Fontanelli</span>, predetto, Ministro — <span class="smcap">Zanoli</span> +<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83"></a>[83]</span> +Alessandro, segretario generale — <span class="smcap">Arese</span> +Francesco colonnello, <span class="smcap">Locatelli</span> Luigi Annibale ispettore +alle rassegne, Patroni Giuseppe colonnello, <span class="smcap">Cruvelier</span> +Giovanni Pietro, ispettore di marina, capi di divisione — <span class="smcap">Cortese</span> +Francesco, direttore delle rassegne e +della coscrizione. +</p><p> +<i>Ministero delle finanze:</i> <span class="smcap">Prina</span>, predetto, Ministro — <span class="smcap">Custodi</span> +Pietro, segretario generale — <span class="smcap">Soldini</span> Andrea, <span class="smcap">Petracchi</span> +Angelo, <span class="smcap">Amante</span> Giovanni, <span class="smcap">Reina</span> Giuseppe, <span class="smcap">Marchini</span> +Bartolomeo, capi di divisione. +</p><p> +<i>Ministero del tesoro:</i> <span class="smcap">Veneri</span>, predetto, ministro — <span class="smcap">Tarchini</span> +Giovanni Battista, segretario generale — <span class="smcap">Carnaghi</span> Amedeo, +ispettore generale — <span class="smcap">Tordorò</span> Luigi, capo della +contabilità — <span class="smcap">Corridori</span> Girolamo, cassiere generale del +regno. +</p><p> +<i>Ministero del culto:</i> <span class="smcap">Giudici</span> Gaetano, segretario generale, +ff. di ministro — <span class="smcap">Farina</span> Modesto, <span class="smcap">Casnati</span> Filippo, capi +di divisione. +</p> +<p class="center pad1"> +DIREZIONI GENERALI: +</p><p> +<i>Acque, strade e porti marittimi:</i> <span class="smcap">Cossoni</span> Antonio, direttore +generale — <span class="smcap">Negri</span> Gaetano, segretario generale — <span class="smcap">Artico</span> +Angelo, <span class="smcap">Assalini</span> Antonio, <span class="smcap">Masetti</span> Agostino, +<span class="smcap">Parea</span> Carlo, ispettori generali — <span class="smcap">Brunacci</span> Vincenzo, +<span class="smcap">Bonati</span> Teodoro, <span class="smcap">Cossali</span> Pietro, ispettori generali +onorari. +</p><p> +<i>Polizia:</i> <span class="smcap">Luini</span> Giacomo, direttore gen. — <span class="smcap">Brusa</span> Paolo, +segretario gen. +</p><p> +<i>Istruzione pubblica, stampa e libreria:</i> <span class="smcap">Scopoli</span> Giovanni, +direttore gen. — <span class="smcap">Poggiolini</span> Giovanni Luigi, segr. gen. — <span class="smcap">Pini</span> +Ermenegildo, <span class="smcap">Rossi</span> Luigi, ispettori generali degli +studi. +</p><p> +<i>Censo e imposizioni dirette:</i> <span class="smcap">Brunetti</span> Vincenzo, direttore +generale — <span class="smcap">Lupi</span> Carlo, segr. gen. +</p><p> +<i>Dogane:</i> <span class="smcap">Bargnani</span> Cesare, dirett. gen. +</p><p> +<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84"></a>[84]</span> +</p><p> +<i>Privative e dazî di consumo:</i> <span class="smcap">Barbò</span> Francesco, dirett. gen. — <span class="smcap">Caldarini</span> +Giovanni Battista, seg. gen. +</p><p> +<i>Monte Napoleone</i> (col titolo di <i>Prefettura del M. N. e della +liquidazione del debito pubblico</i>): <span class="smcap">Maestri</span> Giovanni, prefetto — <span class="smcap">Calderara</span> +Giuseppe, luogotenente prefetto — <span class="smcap">Negri</span>, +segretario gen. +</p><p> +<i>Poste:</i> Darnay Antonio, direttore gen. +</p><p> +<i>Zecche e monete:</i> <span class="smcap">Isimbardi</span> Innocenzo, direttore gen. — <span class="smcap">Prina</span> +Luigi, segr. gen. +</p><p> +<i>Lotto:</i> <span class="smcap">Soldini</span> Ambrogio, direttore gen. — <span class="smcap">Palmieri</span> segretario +gen. +</p> +<p class="center pad1"> +ESERCITO E MARINA: +</p> +<p class="center"> +<i>Stato maggiore generale dell'esercito.</i> +</p><p> +<i>Generali di divisione:</i> <span class="smcap">Pino</span> Domenico — <span class="smcap">Lechi</span> Giuseppe — <span class="smcap">Severoli</span> +Filippo — <span class="smcap">Fontanelli</span> Achille — <span class="smcap">Bonfanti</span> +Antonio — <span class="smcap">Peyri</span> Luigi — <span class="smcap">Fiorella</span> Pasquale Antonio — <span class="smcap">Palombini</span> +Giuseppe — <span class="smcap">Zucchi</span> Carlo — <span class="smcap">Fontane</span> +Giacomo. +</p><p> +<i>Generali di brigata:</i> <span class="smcap">Polfranceschi</span> Pietro — <span class="smcap">Bianchi +d'Adda</span> Giovanni Battista — <span class="smcap">Lechi</span> Teodoro — <span class="smcap">Balabio</span> +Carlo — <span class="smcap">Mazzucchelli</span> Luigi — <span class="smcap">Bertoletti</span> +Antonio — <span class="smcap">Villata</span> Giovanni — <span class="smcap">Renard Brizio</span> Giovanni +Battista — <span class="smcap">Dembowski</span> Giovanni — <span class="smcap">Balathier</span> +Carlo — <span class="smcap">Martel</span> Filippo Andrea — <span class="smcap">Rougier</span> Gillo — <span class="smcap">Schiazzetti</span> +Fortunato — <span class="smcap">Saint Paul</span> Verbigier — <span class="smcap">Moroni</span> +Pietro — <span class="smcap">Jacquet</span> Giuseppe — <span class="smcap">Sant'Andrea</span> +Pietro — <span class="smcap">Bellotti</span> Gaspare — <span class="smcap">Julhien</span> Giovanni Francesco — <span class="smcap">Campagnola</span> +Luigi — <span class="smcap">Milossewitz</span> Andrea — <span class="smcap">Bertolosi</span> +Giovanni Battista — <span class="smcap">Galimberti</span> Livio — <span class="smcap">Rambourgt</span> +Pietro Gabriele — <span class="smcap">Paini</span> Giulio — <span class="smcap">Paolucci</span> +Amilcare — <span class="smcap">Peri</span> Bernardo. +</p><p> +<i>Aiutanti comandanti:</i> <span class="smcap">Lechi</span> Angelo — <span class="smcap">Cavedoni</span> Bartolomeo — <span class="smcap">Montebruno</span> +Andrea — <span class="smcap">Mazzucchelli</span> Giovanni — <span class="smcap">Rivaira</span> +Luigi — <span class="smcap">Casella</span> Giovanni Battista. +</p><p> +<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85"></a>[85]</span> +</p> +<p class="center"> +<i>Marina Reale.</i> +</p><p> +<i>Commissario generale:</i> <span class="smcap">Maillot</span> Stefano. +</p><p> +<i>Capitani di vascello:</i> <span class="smcap">Pasqualigo</span> Nicola — <span class="smcap">Milius</span> Pier +Bernardo. +</p><p> +<i>Capitani di fregata:</i> <span class="smcap">Costanzi</span> Giovanni Battista — <span class="smcap">Armeni</span> +Antonio — <span class="smcap">Rodriguez</span> Francesco — <span class="smcap">Buratovich</span> Vincenzo — <span class="smcap">Dandolo</span> +Silvestro — <span class="smcap">Aycard</span> Romano — <span class="smcap">Saint +Priest</span> Filiberto Luigi — <span class="smcap">Tempiè</span> Giacomo. +</p><p> +<i>Direttore dell'artiglieria di marina:</i> <span class="smcap">Trouchon</span> Domenico. +</p><p> +<i>Direttore delle costruzioni navali italiane:</i> <span class="smcap">Salvini</span> Andrea. +</p><p> +<i>Comandante del porto di Venezia:</i> <span class="smcap">Giaxich</span>, capitano di +fregata. +</p> +<p class="center pad1"> +DIPARTIMENTI: +</p><p> +1. <i>Adda</i>, capoluogo Sondrio, popolazione 76,129, cantoni 6, +comuni 29: <span class="smcap">Rezia</span> Carlo prefetto; <span class="smcap">Renard</span> generale comandante. +</p><p> +2. <i>Adige</i>, capoluogo Verona, popolazione 302,161, distretti 4, +cantoni 15, comuni 76: <span class="smcap">Smancini</span> Antonio prefetto; <span class="smcap">Milossewitz</span> +generale comandante. +</p><p> +3. <i>Adriatico</i>, capoluogo Venezia, popolazione 290,112, +distretti 4, cantoni 10, comuni 38: <span class="smcap">Galvagna</span> Francesco +prefetto; <span class="smcap">Daurier</span> generale francese comandante. +</p><p> +4. <i>Agogna</i>, capoluogo Novara, popolazione 348,429, distretti +5, cantoni 19, comuni 136: <span class="smcap">Luini</span> Stefano prefetto; +<span class="smcap">Bertolosi</span> generale comandante. +</p><p> +5. <i>Alto Adige</i>, capoluogo Trento, popolazione 266,734, distretti +5, cantoni 20, comuni 121: <span class="smcap">Dal Fiume</span> Filippo +prefetto; <span class="smcap">Milossewitz</span> generale comandante. +</p><p> +6. <i>Alto Po</i>, capoluogo Cremona, popolazione 363,196, distretti +4, cantoni 17, comuni 129: <span class="smcap">Ticozzi</span> Francesco +prefetto; <span class="smcap">Balabio</span> generale comandante. +</p><p> +7. <i>Bacchiglione</i>, capoluogo Vicenza, popolazione 314,479, +distretti 5, cantoni 14, comuni 99: <span class="smcap">Magenta</span> Pio prefetto. +</p><p> +<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86"></a>[86]</span> +</p><p> +8. <i>Basso Po</i>, capoluogo Ferrara, popolazione 241,265, distretti +3, cantoni 11, comuni 82: <span class="smcap">Zacco</span> Costantino prefetto. +</p><p> +9. <i>Brenta</i>, capoluogo Padova, popolazione 285,185, distretti +4, cantoni 12, comuni 85: <span class="smcap">Porro</span> Ferdinando prefetto. +</p><p> +10. <i>Crostolo</i>, capoluogo Reggio, popolazione 167,123, distretti +2, cantoni 7, comuni 52: <span class="smcap">Zecchini</span> Bonaventura +prefetto. +</p><p> +11. <i>Lario</i>, capoluogo Como, popolazione 310,664, distretti 4, +cantoni 23, comuni 168: <span class="smcap">Tamassia</span> Giovanni prefetto; +<span class="smcap">Renard</span> generale comandante. +</p><p> +12. <i>Mella</i>, capoluogo Brescia, popolazione 312,778, distretti +4, cantoni 18, comuni 127: <span class="smcap">Sommenzari</span> Teodoro prefetto; +<span class="smcap">Fontane</span> generale comandante. +</p><p> +13. <i>Metauro</i>, capoluogo Ancona, popolazione 305,037, distretti +5, cantoni 16, comuni 76: <span class="smcap">Gaspari</span> Giacomo prefetto; +<span class="smcap">Barbou</span> generale francese comandante. +</p><p> +14. <i>Mincio</i>, capoluogo Mantova, popolazione 232,163, distretti +3, cantoni 15, comuni 51: <span class="smcap">Vismara</span> Michele prefetto; +<span class="smcap">Julhien</span> generale comandante. +</p><p> +15. <i>Musone</i>, capoluogo Macerata, popolazione 220,643, distretti +5, cantoni 13, comuni 48: <span class="smcap">Villata</span> Michele prefetto. +</p><p> +16. <i>Olona</i>, capoluogo Milano, popolazione 580,436, distretti +4, cantoni 20, comuni 155: <span class="smcap">Caccía</span> Gaudenzio prefetto; +<span class="smcap">Bertolosi</span> generale comandante. +</p><p> +17. <i>Panaro</i>, capoluogo Modena, popolazione 181,130, distretti +2, cantoni 7, comuni 52: <span class="smcap">Minoia</span> Giovanni prefetto. +</p><p> +18. <i>Passariano</i>, capoluogo Udine, popolazione 289,770, distretti +4, cantoni 18, comuni 136: <span class="smcap">Agucchi</span> Alessandro +prefetto; <span class="smcap">Schilt</span> generale francese comandante. +</p><p> +19. <i>Piave</i>, capoluogo Belluno, popolazione 138,028, distretti +3, cantoni 11, comuni 67: <span class="smcap">Ferri</span> Francesco prefetto. +</p><p> +20. <i>Reno</i>, capoluogo Bologna, popolazione 405,845, distretti +<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87"></a>[87]</span> +4, cantoni 12, comuni 76: <span class="smcap">Tadini Oldofredi</span> Girolamo +prefetto; <span class="smcap">Roize</span> generale francese comandante. +</p><p> +21. <i>Rubicone</i>, capoluogo Forlí, popolazione 280,034, distretti +5, cantoni 14, comuni 41: <span class="smcap">Frosconi</span> Alessandro +prefetto; <span class="smcap">Villata</span> generale comandante. +</p><p> +22. <i>Serio</i>, capoluogo Bergamo, popolazione 305,202, distretti +4, cantoni 18, comuni 145: <span class="smcap">Cornalia</span> Francesco +prefetto. +</p><p> +23. <i>Tagliamento</i>, capoluogo Treviso, popolazione 301,114, +distretti 5, cantoni 16, comuni 93: <span class="smcap">Del Maino</span> Carlo +prefetto. +</p><p> +24. <i>Tronto</i>, capoluogo Fermo, popolazione 185,423, distretti +3, cantoni 10, comuni 72: <span class="smcap">Staurenghi</span> Leopoldo prefetto. +</p><p> +<i>Riassunto:</i> Dipartimenti 24, divisi in 91 distretti, 344 +cantoni, 2155 comuni; popolazione 6,703,200 abitanti; superficie +84,043 miglia quadrate italiane.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29" href="#FNanchor_29_29">29.</a> Il Saint-Edme riferisce in questa nota: 1º il testo francese +della Convenzione militare di Schiarino Rizzino, 16 +aprile 1814 (vedasi anche nel <span class="smcap">Fabi</span>, pag. 102-108); 2º il +proclama del principe Eugenio ai soldati francesi, Mantova, +17 aprile 1814 (in <span class="smcap">Fabi</span>, pag. 108-109); 3º l'indirizzo dell'armata +francese al principe Eugenio, dello stesso giorno, +firmato dai generali Grenier, Verdier, Vignolle, Marcognet, +D'Anthouart, Fressinet, Quesnel, Rouyer, Mermet, Sainte-Laurent +e Bode.</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88"></a>[88]</span></p> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30" href="#FNanchor_30_30">30.</a> «Semblable en cela à tous les peuples et même à tous +les hommes qui espèrent toujours ce qu'ils desirent, les +Italiens crurent que les projets du roi Joachim tendaient à +former un seul royaume de l'Italie, trompés par sa conduite +envers son bienfaiteur, et par les bruits qu'il faisait courir +à ce sujet. Admis dans la coalition, pensaient les Italiens, +l'empereur d'Autriche, qui lui avait confié des troupes, +préférait sans doute aider ses prétentions, et le voir monter +sur le trône de l'Italie ou se placer à la tête d'une confédération +des états et princes italiens, à laisser ce pays sous +la domination de Napoléon ou de son fils adoptif. +</p><p> +Les idées, les rêves d'indépendance troublaient entièrement +leur raison, et excluaient tout jugement. Partout où +un souverain marche en conquérant, il faut s'attendre à +y retrouver longs-temps encore les empreintes de son pouvoir. +Ainsi ils devaient d'autant moins douter des plans de +l'empereur d'Autriche, que ce n'était qu'à la force qu'il +avait cédé l'Italie; qu'en sacrifiant son gendre, sa fille et +son petit-fils, il n'avait point agi dans les intérêt de l'Europe, +mais bien dans le siens propres, c'est-à-dire pour recouvrer +ses anciennes possessions. Ils ne devaient donc aucunement +compter sur Murat, qui appartenait d'ailleurs à une +famille que les coalisées voulaient proscrire, et je n'examinerai +pas ce poins délicat de leur politique. +</p><p> +Les Italiens espéraient-ils que l'Autriche serait assez généreuse +pour leur donner un roi libre?... Je m'expliquerai dans +une des notes suivantes».</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31" href="#FNanchor_31_31">31.</a> «Il est impossible de croire que les sénateurs n'aient +point eu connaissance le tous ces projets, que la craint +des plus grands malheurs ne les ait pas portés à s'éclairer, +à preparer dans le silence les moyens de les éviter. Je ne +leur ferai pas l'injure de les supposer capables d'une indifférence +odieuse de la part d'aussi grands magistrats, sur qui +le royaume devait se reposer du soin d'assurer sa tranquillité. +Mais comment expliquer leur inertie? Car, indépendamment +qu'ils avaient à redouter les ennemis de l'intérieur, +et ils ne pouvaient point l'ignorer, la conduite de +l'Autriche était-elle de nature à leur inspirer quelque sécurité? +Si je ne les comdanne point pour leur indifférence, je n'hésite +point à les accuser d'un manque total de caractère; et +les Italiens doivent les poursuivre de leur haine pour avoir, +<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89"></a>[89]</span> +ou par volonté, ou par une lâche indolence, méprisé le +voeu national, en ne s'occupant pas exclusivement de l'indépendance +si ardemment desirée. En supposant qu'ils ne +partageassent pas ce voeu, ils devaient le connaitre: les grands +corps d'un état n'existent que pour le bien de plus grand +nombre, et ils auraient dû se soumettre. En supposant que +l'esprit révolutionnaire ne leur fût pas exactement démontré, +ce qui n'est pas croyable, l'Autriche était-elle environnée +des ténèbres? La politique de cette puissance et la marche +de tous les événemens, ne suffisaient-elles point pour les +éclaircir? Il est juste que j'appuie mon accusation, et c'est ce +que je vais faire le plus rapidement possible.» — E qui il +Saint-Edme, esaminando la condotta politica dell'Austria +verso Napoleone I dal 1812 al 1814, rileva come, dalla +richiesta fatta nella conferenza di Praga per la cessione +delle provincie italiane dal Mincio a Venezia e dall'<i>ultimatum</i> +presentato al congresso di Châtillon che esigeva l'abbandono +totale dell'Italia, risulti manifesto che la cessazione +del Regno italico fosse uno dei fini della politica austriaca; +e conclude: «Les sénateurs devaient être instruits de tous +ces faits, en tirer les conséquences naturelles que Napoléon +serait écrasé, que l'Autriche menacerait l'existence du royaume, +qui ne consentirait point à lui accorder son indépendance, +et qu'il fallait employer des mesures énergiques. +Mais que doit-on attendre de la débonnaireté du peuple +italien? Avec de l'audace et de la fermeté, en flattant ses +desirs, on en eût peut-être tout obtenu. Pour attendre +l'abdication de Napoléon, il fallait réunir les colléges, prononcer +la consolidation du royaume, proclamer un chef, +faire un appel au patriotisme du peuple, appeler tous les +princes d'Italie à une confédération, mander a Milan les +troupes de Cremone et de Lodi, et se défendre enfin, pour +tenter de réussir ou succomber avec gloire, en se mettant +à même de discuter avec l'Autriche un traité d'abaissement. +N'eussent-ils fait autre chose que proclamer une +<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90"></a>[90]</span> +seconde fois la constitution de 1802, et nommer un président +ou un vice-président, ils auraient sauvé le peuple de +lui-même, le collége n'aurait pas compromis la nation: et +qui sait si cette attitude nouvelle n'eût pas amené quelque +résultat avantageux? Oui, les sénateurs d'Italie n'ont rien +fait pour sauver la patrie.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32" href="#FNanchor_32_32">32.</a> «Les Français étaient assez généralement aimés, et +on les regrette aujourd'hui; tandis, au contraire, que les +Autrichiens ont toujours été détestés, qu'on les hait encore +plus, et que le nom de <i>Tudesco</i> (Tudesque, ou Allemand) +donné à un Italien, est une injure des plus vives. Sous la domination +des Français, les Italiens jouissaient des apparences +de toutes leurs libertés; ils embellissaient leur pays; ils protégeaient +les arts, l'industrie, le commerce; la presque totalité +des emplois étaient occupés par des nationaux. Maintenant +ils ne rencontrent que des entraves, et les Autrichiens +gouvernent en conquérans».</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33" href="#FNanchor_33_33">33.</a> «Cette déclaration concorde parfaitement avec la +note précédente».</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34" href="#FNanchor_34_34">34.</a> Il <span class="smcap">Saint-Edme</span> riporta qui, tradotta in francese, la +Costituzione della Repubblica Italiana adottata nei Comizi +di Lione il 26 gennaio 1802: il testo originale di essa si ha +nel <i>Bollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Anno I,</i> +Milano, Veladini [1802], pp. 1-19.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35" href="#FNanchor_35_35">35.</a> «Relatifs au système continental».</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36" href="#FNanchor_36_36">36.</a> In questa nota il Saint-Edme dà il testo delle costituzioni +del Regno d'Italia tradotte in francese, e cioè: +</p><p> +<i>I. Statuto costituzionale</i>, Parigi 17 marzo 1805, preceduto +dal discorso di F. Melzi in nome della Deputazione +della Repubblica Italiana [Marescalchi, Caprara, Paradisi, +<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91"></a>[91]</span> +Fenaroli, Costabili, Luosi e Guicciardi, membri della Consulta +di Stato; Guastavillani, Lambertenghi, Carlotti, del +Consiglio legislativo; Dabrowki generale di divisione; Rangone +oratore del Corpo legislativo, Calepio membro del +Corpo legislativo; Litta, Fè, Alessandri, del Collegio elettorale +dei possidenti; Salimbeni generale di brigata, Appiani, +del Collegio elettorale dei dotti; Busti, Giulini, del Collegio +elettorale dei commercianti; Negri, commissario presso +il tribunale di cassazione; Sopransi, presidente del tribunale +di revisione in Milano; Valdrighi, presidente del tribunale +di revisione in Bologna], dall'atto della Deputazione +stessa che invoca la trasformazione della Repubblica in +Regno d'Italia, dalla risposta di Napoleone I che dichiara +di accettare la corona italica; tutto ciò riferito dalla <i>Raccolta +de' fatti, documenti, discorsi e cerimonie, il tutto relativo al cangiamento +della Repubblica Italiana in Regno d'Italia</i>, Milano, +Sonzogno, 1805, pp. 10-23, 48-51. Il testo ufficiale del primo +Statuto costituzionale fu pubblicato col proclama della Consulta +di Stato, Parigi 19 marzo 1805, che si legge nel <i>Bollettino +delle leggi del Regno d'Italia</i>, Milano, Veladini [1805], +PP. 33-43. +</p><p> +<i>II. Statuto costituzionale</i>, Saint-Cloud 29 marzo 1805 +[Reggenza — Grandi ufficiali del Regno — Giuramenti]; +nella <i>Raccolta</i> cit. pp. 98-112 e nel <i>Bollettino</i> cit. pp. 54-63. +</p><p> +<i>III. Statuto costituzionale</i>, Milano 6 giugno 1805 [Beni +della Corona — Viceré — Collegi — Consiglio di Stato — Corpo +legislativo — Ordine giudiziario — Diritto di +far grazia — Ordine della Corona di ferro — Disposizioni +generali] firmato dai membri della Consulta di Stato [Marescalchi, +Caprara, Paradisi, Fenaroli, Costabili, Luosi, Moscati, +Guicciardi] e della Censura [Aldini presidente, Stanislao +Bovara e Giovanni Tamassia segretari, Giuseppe +Taverna, Giuseppe Soresina Vidoni, Lorenzo Scazza, Barnaba +Oriani, Fè Marcantonio, Brunetti Vincenzo, Vertova +Giambattista, Conti Francesco, Piazzoni Giambattista, Castiglioni +<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92"></a>[92]</span> +Luigi, Bignami Carlo, Bentivoglio Carlo, Salina +Luigi, Peregalli Francesco, Bologna Sebastiano, Massari +Luigi, Odescalchi, Bazzetta]: è nel <i>Bollettino</i> cit. pp. 91-112. +</p><p> +<i>IV. Statuto costituzionale</i>, Parigi 16 febbraio 1806 [adozione +del Viceré Eugenio]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, +R. Stamperia [1806], pp. 62-64. +</p><p> +<i>V. Statuto costituzionale</i>, Milano, 20 dicembre 1807 [creazione +del Senato consulente]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, +R. Stamperia [1807], pp. 1120-1221. +</p><p> +Degli altri Statuti del Regno non ebbe cognizione il +Saint-Edme, il quale solamente accenna a un «sixième +et dernier Statut constitutionnel» del 9 novembre 1809, +sotto la qual data si ha invece il <i>Regolamento che stabilisce +la natura e la forma delle relazioni del Senato col Governo</i> +(nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia, pp. 302-312). Invece +gli altri, veri e propri Statuti, furono i seguenti: +</p><p> +<i>VI. Statuto costituzionale</i>, Parigi 21 marzo 1808 [Organizzazione +del Senato — Attibuzioni — Dotazione — Disposizioni +speciali]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia +[1808], pp. 216-222. +</p><p> +<i>VII. Statuto costituzionale</i>, Saint-Cloud 21 settembre 1808 +[Titoli e maggioraschi del Regno]: è nel <i>Bollettino</i> cit., +pp. 824-847. +</p><p> +<i>VIII. Statuto costituzionale</i>, Parigi, 15 marzo 1810 [Dotazione +della corona e appannaggi dei principi e delle principesse +d'Italia]: è nel <i>Bollettino</i> cit., Milano, R. Stamperia +[1810], pp. 194-210. +</p><p> +<i>IX. Statuto costituzionale</i>, Parigi 15 marzo 1810 [appannaggio +del Principe Viceré d'Italia]: è nel <i>Bollettino</i> cit., +pp. 211-213. +</p><p> +Finalmente il <span class="smcap">Saint-Edme</span>, dopo aver notato che gli +elettori del Regno, i quali secondo la Costituzione di Lione +erano 300 nel Collegio dei possidenti, 200 in quello dei +Dotti e 200 in quello dei commercianti, erano poi cresciuti +di numero per i decreti del 5 dicembre 1807 e 17 luglio +<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93"></a>[93]</span> +1808, sí che nel 1814 ammontavano a 1153 (possidenti 495, +dotti 329, commercianti 329), conchiude la sua nota cosí: +«Les électeurs aux colléges réunis à Milan en avril 1814, +étaient au nombre de 170; et, conformément aux constitutions, +ils ne pouvaient délibérer: si les sénateurs avaient +eu plus d'énergie, ils auraient évité à ce collége le ridicule +dont il s'est couvert, et auraient été sans doute utils +à leur pays. Ils ont été chassés par quelques factieux: que +méritaient-ils de plus?»</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94"></a>[94]</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95"></a>[95]</span></p> + +<div class="center pad4"> +<p class="x-large">SUGLI AVVENIMENTI</p> +<p>DI MILANO</p> + +<p><i>17-20 Aprile 1814</i></p> + +<p class="pad2">RELAZIONE</p> + +<p><span class="smaller">DEL</span><br /> +<span class="smcap">Conte</span> <span class="g">CARLO VERRI</span></p> + +<p class="small">SENATORE DEL REGNO ITALICO<br /> +E<br /> +PRESIDENTE DELLA REGGENZA PROVVISORIA</p> + +<p> </p> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="pad2">SCRITTA IN NIZZA<br /> +Inverno 1817.</p></div> + +<p> </p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96"></a>[96]</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97"></a>[97]</span></p> + +<h2><a name="SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO" id="SUGLI_AVVENIMENTI_DI_MILANO"></a>SUGLI AVVENIMENTI DI MILANO<br /> + +<span class="small"><i>17-20 di Aprile 1814</i></span></h2> + +<p class="center">RELAZIONE.</p> + +<p class="pad2">Trascorsi ormai due anni dagli avvenimenti +accaduti in Milano nell'aprile 1814, io, Carlo +Verri, intraprendo a stendere una Memoria relativa +a quella sfortunata epoca, che rimarrà lungamente +scolpita negli animi dei Lombardi. Era mia +intenzione di ciò fare, sino dal primo giorno nel +quale seguí il movimento popolare; ma non mi è +stato possibile. Le molte persone che vennero da +me e l'essere io stato nominato Presidente del +Governo non mi hanno lasciato libero il tempo. +Avendo poi continuato a servire il Governo sino +a tutto il 1815, distratto dagli affari ed essendo +in debole salute, non ho saputo determinarmi +a scrivere. Ora però che mi trovo in piena libertà +e senza incombenza alcuna, io penso di +esporre quanto la memoria saprà suggerirmi, né +<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98"></a>[98]</span> +mi dilungherò in riflessioni, attenendomi a' soli +e semplici fatti, dei quali io stesso fui personalmente +testimonio e che constino per pubblici documenti, +o tali, per pubblica fama, che non se +ne possa dubitare, non avuto riguardo alle voci +sparse e prive di sodo fondamento. Narrerò +quanto io stesso ho veduto e quanto è accaduto +a me: cosí questa mia relazione, che penso deporre +nell'archivio di famiglia, darà qualche idea +della cosa pubblica ed una notizia certa di quanto +è accaduto a me come uomo pubblico in quell'epoca +ed in seguito. Né sarà discaro agli individui +della famiglia se, scrivendo di me, sarò forse +diffuso, e se brevemente discorrerò degli impieghi +ai quali sono stato chiamato prima dell'epoca che +intendo descrivere, giacché il principale mio scopo +è appunto quello di stendere una Memoria intorno +a ciò che mi appartiene come uomo pubblico.</p> + +<p class="pad2">Nel 1802, mentr'io da qualche tempo viveva +quasi abitualmente in campagna attendendo all'agricoltura, +il conte Francesco Melzi, fatto vicepresidente +della Repubblica Italiana, chiese di me +e mi offrí una prefettura. Contavo già il cinquantesimonono +anno d'età e con salute debole. Presi +tempo a riflettere, poi accettai, sempreché fossi +destinato alla prefettura del Lario in Como, città +triste, ma che offriva la vicinanza dei miei fondi, +della patria e del fratello cavaliere Giovanni in +<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99"></a>[99]</span> +essa domiciliato. La fondata speranza di un buon +Governo, lo Stato stabilito con pubblico trattato +politico, il dovere che incombeva a qualunque +probo cittadino di secondare la felice circostanza +per il pubblico interesse mi determinarono all'assenso, +avendo nei tempi antecedenti di rivoluzione +della Cisalpina e dei variati governi vissuto affatto +alieno da qualunque impiego. Erano le prefetture +in quella loro istituzione di grado assai decoroso, +ed erano i Prefetti quasi veri governatori; ma in +seguito decaddero assai dal loro lustro.</p> + +<p>Il vicepresidente Melzi avrebbe voluto destinarmi +non a Como, ma in qualche altro dipartimento +piú interessante, e probabilmente aveva fisso nell'animo +quello del Mella, la cui capitale è Brescia. +Ma le circostanze soprallegate fecero ch'io rimanessi +nella mia prima adesione per il solo Lario +in Como. Dopo circa un mese di sospensione, il +vicepresidente, vedendomi costante, mi nominò per +il Lario. Ma vari signori bresciani, mossi da propria +opinione e probabilmente dal Governo istesso, +mi fecero istanze assai lusinghevoli perché cangiassi +di pensiero e accettassi il Mella, e tali furono +le istanze che non senza imbarazzante difficoltà +sarebbe accaduto che io mi dispensassi; al che +si aggiunse una obbligantissima lettera del cittadino +Villa, ministro dell'interno, colla quale mi partecipava +il desiderio de' Bresciani e quello del Governo +istesso, che io non mi rifiutassi per il dipartimento +<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100"></a>[100]</span> +del Mella. Erano pertanto le cose a tal segno +spinte che il rifiuto sembrava inurbana ostinazione, +onde mi determinai a secondare l'istanza. +Ma se la vivacità di quella nazione e le difficoltà +che poteva presentare lusingavano e mi rendevano +assai preferibile il Mella al Lario, pure la +poca salute, la distanza da' parenti, dagli amici +e dalle mie proprietà mi facevano preferire il +Lario. Quindi in giugno del 1802 partii per Brescia: +onorevolmente accolto, ivi rimasi fino al settembre +del 1804, nel quale tempo ebbi una grave malattia +di petto e fui nominato Consigliere legislativo. +Quale memoria abbia fortunatamente lasciata di +me nel dipartimento non istà a me il dirlo: il +Governo ne fu contento e mi premiò coll'avanzarmi +di grado in patria.</p> + +<p>Venuto in Milano nel 1805 Napoleone per +prendere la Corona di ferro, fece una nuova nomina +per il Consiglio interinale di Stato, poi la +fece stabile; ed in entrambe vi fui nominato. Poi, +istituito l'Ordine della Corona di ferro, fui tra i +primi nominato Commendatore, e n'ebbi la decorazione +nella prima e sola funzione pubblica che +si fece in Sant'Ambrogio, dalle mani del Principe +Eugenio Viceré, seduto sotto il trono in piena +formalità. Varie e distinte incombenze ebbi come +consigliere, nelle quali anche fui nominato il primo +ove si trattava di piú consiglieri nominati. Tale fu +la commissione per la Dalmazia, ove io fui nominato +<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101"></a>[101]</span> +per Zara e suo distretto; ma per motivi di salute +mi dispensai. Cosí fui nominato il primo, e nei +primi dipartimenti, come Ispettore di pubblica +beneficenza.</p> + +<p>Finalmente nel principio di aprile dell'anno 1808 +il Principe Viceré, sebbene io per mia indole non +avvicinassi né la real Corte né i Ministri, con +maniere obbliganti mi chiese se avrebbe potuto +disporre di me; al che risposi che tutto mi sarebbe +stato gratissimo e ad onore, sempreché +la mia poca salute ed i miei pochi talenti +avessero potuto secondare le viste di S. A. R. +Passati pochi giorni, il Principe con suo viglietto +mi scrisse che mi disponessi a partire per Ancona +e che conservassi il segreto che affidava alla mia +discretezza. Poi volle a me solo manifestare il +motivo della partenza, il quale era doversi da me +organizzare i tre dipartimenti della Marca, cioè il +Metauro, il Musone ed il Tronto. Comandava +in essi, come governatore, il generale francese +Lemarois. Volle il Principe ch'io carteggiassi +direttamente con lui e diedemi per compagno +Giacomo Luini, Consigliere uditore. Partii in aprile, +pretestando un giro nei dipartimenti del +circondario di pubblica beneficenza a me affidato, +e giunsi in Ancona prima del giorno 21 del mese, +epoca assegnatami. Rimasi in Ancona sino a tutto +l'agosto, e ritornai in patria lasciando contente +quelle popolazioni; e persino gli ecclesiastici di +<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102"></a>[102]</span> +Roma non disapprovarono la mia condotta. Il +real Governo ne fu contento ed il Principe, pagate +le spese, mi regalò una bellissima tabacchiera +col suo ritratto contornato di brillanti. Non +è a tacersi essere io andato in quei dipartimenti +senza istruzioni, senza notizie delle finanze, essendosi +il real Principe interamente affidato, com'egli +graziosamente diceva, alla mia saviezza.</p> + +<p>Erettosi da S. M. l'Imperatore Napoleone il +Senato del Regno d'Italia, ed essendosi riservata +la nomina di alcuni, oltre quelli che gli fossero +stati presentati dai Collegi elettorali in conformità +dello Statuto, mi nominò Senatore con decreto +del giorno 10 ottobre 1809.</p> + +<p>Questa è la carriera da me percorsa nei pubblici +impieghi, dai quali sono stato alieno fino +all'anno cinquantesimo di mia vita e per i quali +non ho mai fatto passo alcuno sia colla Corte, +sia coi Ministri. Dal che facilmente si scorge che +nel Governo della Repubblica italiana ed in quello +del Regno d'Italia i sudditi chiamati a pubblico +impiego ottenevano la confidenza del Governo, e +non erano gl'Italiani trattati come semplici operai +e sottoposti all'umiliante diffidenza, che disgraziatamente +forma uno dei principali caratteri del +Governo austriaco verso gl'Italiani.</p> + +<p>Ciò premesso per notizia della famiglia, passo +ora alla seconda epoca, cioè a quella del cangiamento +di Governo. Scrivendo ciò che la memoria +<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103"></a>[103]</span> +potrà fornirmi e senza prevenzione di partito, non +esporrò che i fatti certi, dai quali potrà chi legge +dedurre quelle conseguenze che offrono da loro +medesimi. Parlerò molto di me, poiché la Memoria +che stendo ha per iscopo principale appunto quello +di lasciare in famiglia un documento di quanto m'è +accaduto, perché possa da esso dedurre argomento +delle stabilità politiche, e quanto meglio sia il fondare +la felicità sull'esistenza propria, sulle abitudini +e geniali occupazioni, sui lumi, sullo studio, +di quello che sugli impieghi dipendenti sempre +dall'altrui volere e dall'impensato cangiamento +degli eventi politici ed amministrativi.</p> + +<p>Era la sera del giorno 16 aprile 1814, quand'io +essendo colla società di varie persone, che seralmente +da me si sogliono unire già da vari anni, +ricevetti lettera d'avviso che la mattina seguente +si univa il Senato in seduta straordinaria. Convalescente +per recente malattia di petto e debole +assai, gli amici mi consigliarono a non intervenire +alla seduta; ma riflettendo io che questa seduta, +attese le cose di Francia e le sventure di Napoleone +delle quali correvano incerte voci, doveva essere +effetto di oggetto interessante, mi determinai +d'andare al Senato, anche esponendo la propria salute. +Ignorava di che trattar si dovesse; e la mattina +del 17 me ne stavo seduto in letto trattenendomi +in alcune geniali occupazioni ed attendendo l'ora +di alzarmi, quando venne da me il conte Alfonso +<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104"></a>[104]</span> +Castiglioni mio nipote. Premessi i soliti atti di +famigliare amicizia, egli mi chiese se pensava di +andare al Senato; al che risposi affermativamente +adducendone il motivo. Continuò egli interpellandomi +se mi era noto l'oggetto della convocazione, +e risposi che lo ignoravo. Allora egli mi disse: «Io +ve lo dirò. Trattasi di un messaggio al Senato per +ottenere che il Principe Eugenio, viceré d'Italia, sia +dichiarato re.» Ignorando io ciò che era accaduto +in Francia, come s'ignorava da tutti, fui sorpreso +e meravigliato, onde ne parlai con stupore non potendo +persuadermi di quanto mi veniva detto; ma +il conte Castiglioni mi assicurò in modo cosí deciso +e fermo che dovetti in certo modo persuadermi +essere vero quanto mi diceva.</p> + +<p>Dopo breve dialogo partito il Castiglioni e rimasto +solo, riflettei fra me medesimo cosa dovessi fare e +dubitai se fosse prudente cosa il non intervenire +alla seduta, giacché la poca salute mi offriva giusto +motivo. Da una parte io sentiva le molte obbligazioni +mie verso il Principe, che sempre mi ha distinto +sebbene io non frequentassi la Corte; non +ignoravo, d'altronde, che già da un anno il pubblico +non gli era piú affezionato e che molto di lui si +doleva. Rammentavasi l'ordine, da lui emanato, di +dare cinquanta colpi di bastone ciascun giorno di +un intero mese a' vari condannati ai lavori forzati in +Mantova per essere fuggiti: decreto che fu eseguito +per alcuni giorni, poi sospeso, essendosi da Mantova +<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105"></a>[105]</span> +mandati in commissione speciale alcuni cittadini +onde revocare sí terribile decreto, che riduceva +quelli infelici a dura morte per cancrena. Né fece +poca impressione nell'animo degli Italiani la condanna +a morte per fucilazione del sig. ...... +guardia d'onore, di famiglia distinta di Corinaldo, +dipartimento del Metauro, per pensata e non effettuata +diserzione. Varie altre cose spargevansi già +da qualche tempo contro il Principe, e singolarmente +alcune sue espressioni di disprezzo pe' militari +italiani. Né poteva il pubblico tollerare l'influenza +del signor Méjan, suo segretario degli +ordini, né quella di qualche suo aiutante disprezzatore +degli Italiani. Spiaceva inoltre che il +signor Darnay fosse stato fatto Direttore delle +poste, e dicevasi che le lettere erano tutte aperte, +molte trattenute ed abbruciate. Il partito opposto +al Governo esagerava questi fatti e declamava: i +tributi gravosissimi diretti dal ministro Prina odiato +dal pubblico; la coscrizione militare che offriva al +macello tanta gioventú e che non lasciava famiglia +che non fosse in profonda desolazione; la lusinga +sempre facile nel popolo di migliorare la sorte presente +con un nuovo Governo; la reazione del partito +dei nobili e di quelli che dimenticati dal Governo +speravano nelle vicende della guerra, dopo +i disastri sofferti nel fine della campagna di Russia, +davano animo ad eccitare il generale malcontento +con tutti quei mezzi e con tutte quelle dicerie, che +<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106"></a>[106]</span> +l'entusiasmo e la vivacità dei partiti hanno poste +in opera in tante fatali circostanze dell'età nostra.</p> + +<p>Questi pensieri ed il dubbio del carattere che il +Senato fosse per assumere in cosí difficile circostanza, +l'intimo sentimento mio di esprimere il mio +voto sempre diretto dall'onore, dal dovere e dal +pubblico bene, mi davano grande perplessità e timore +di espormi inutilmente. L'incertezza delle +notizie, l'ignoranza del vero stato politico delle +cose, la volubilità degli eventi, la generale avversione +al Governo francese, le declamazioni contro +il Principe erano tutti oggetti gravissimi di seria +riflessione. Considerando però che l'uomo appunto +nelle circostanze difficili non doveva smentire il +proprio carattere e che l'uomo appunto in queste +occasioni deve prestarsi in favore dello Stato e del +bene della società, mi determinai di andare al Senato +nella ferma risoluzione di parlare con quella +libertà che era di preciso dovere, quand'anche avessi +dovuto sacrificare me stesso, e di ragionare in conformità +di quanto fosse stato proposto alla discussione +del Corpo, giacché realmente non sapevo +immaginare sotto quale aspetto, con quali motivi +e come potesse essere disposto l'affare.</p> + +<p>Giunto al palazzo del Senato, dubitando che la +prevenzione di alcuni individui, la debolezza di +molti, le private viste ed un antecedente maneggio +potessero indurre il Senato o ad essere sospeso o a +non mantenere quel nobile carattere e quella saviezza +<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107"></a>[107]</span> +che conveniva al primario Corpo del Regno, +avvicinai due o tre senatori, e, chiesto loro se avessero +notizia di quanto doveva trattarsi, essendomi +stato risposto che lo ignoravano, dissi loro che l'affare +doveva essere grave e che li esortava ad essere +attenti e cauti contro qualunque sorpresa.</p> + +<p>Era presidente il conte Veneri, modenese, ex-ministro +del tesoro del Regno. Aperta la seduta, fu +letto un messaggio del signor Duca di Lodi, +guardasigilli del Regno, col quale annunziava al +Senato che le vicende politiche e le circostanze +esigevano la piú seria attenzione, ed essere necessario:</p> + +<p>1º di spedire una Deputazione alle Alte Potenze +alleate contro la Francia, onde interessarle +a sospendere le ostilità e conservare il Regno coll'indipendenza +dello Stato.</p> + +<p>2º Convocare i Collegi elettorali.</p> + +<p>Con questo messaggio venne proposta anche la +forma del decreto da adottarsi, e dopo i due suddetti +articoli eravi il terzo ed ultimo, col quale volevasi +che</p> + +<p>3º La Deputazione esprimesse alle Alte Potenze +alleate il sentimento di riconoscenza che la nazione +nutriva verso la persona del Principe Eugenio viceré, +per l'ottima sua condotta nell'amministrazione +pubblica.</p> + +<p>Grande fu la sorpresa del Senato alla lettura di +questo messaggio, col quale, tacendosi gli eventi +<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108"></a>[108]</span> +accaduti in Mantova ed a Parigi, si vedeva invitato +a cangiare il Sovrano. E veramente in quell'epoca +destinata a tanti cangiamenti, si sono commessi +errori politici da tutte le parti, e anche da +chi aveva dati non piccoli saggi di esperimentata +prudenza e saviezza; come si vede dall'irregolare, +imprudentissimo messaggio del Duca di Lodi al Senato, +e come meglio apparirà considerando gli effetti +degli opposti partiti, dei quali l'uno fu tanto +imprudente da muovere la plebe contro il Senato, +e l'altro non seppe, con opportuni modi, operare in +favore dell'indipendenza dello Stato. Cosí avvenne +in Roma per la dissensione fra la nobiltà e +la plebe, allorché odiando quella la facoltà tribunizia +e questa la consolare, si crearono i Decemviri; +imperocché in quella straordinaria circostanza +gravi errori commisero il Senato, la plebe e +i Decemviri.</p> + +<p>Fatta al Senato la proposizione, io voleva chiedere +la parola; ma il senatore Guicciardi mi prevenne +e fece una mozione d'ordine, chiedendo come +il signor presidente avesse convocato il Senato in +seduta straordinaria, la quale non poteva farsi senza +un decreto del Principe. Parmi che il presidente +rispondesse che il Duca di Lodi, guardasigilli, era +autorizzato e che le circostanze lo esigevano; ma +quali fossero quelle circostanze ignoravasi dal Senato. +Chiesi, dopo Guicciardi, la parola; ma sedendo +io nel rango superiore, poiché le sedie stavano in +<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109"></a>[109]</span> +due giri, l'uno piú alto dell'altro, il senatore Dandolo, +che era appunto sotto di me nel circolo inferiore, +si alzò e parlò con molta eloquenza e saviezza, +ragionando sulle tante incongruenze, che di sua natura +offriva quello strano progetto appoggiato a +nessuna positiva notizia e solo in generale alle urgenti +circostanze.</p> + +<p>Dopo il conte Dandolo, chiesi la parola e mi limitai +a poche domande: chiesi pertanto se l'imperatore +Napoleone viveva o no, poiché le voci plateali +ed il messaggio stesso davano luogo a supporlo +morto; se, qualora fosse morto, non esistesse il +figlio, re di Roma; se, vivo, Napoleone avesse abdicata +la corona per sé e per la discendenza sua, senza +di che il Senato si renderebbe colpevole di fellonia +e di ribellione. Insorta cosí una viva discussione, +voleva il presidente che senz'altro si adottasse il +progetto di decreto; ma il Senato, per quanto mi +sovviene, sulla ferma proposizione di Dandolo determinò +che il progetto di decreto proposto al Senato +fosse esaminato da una commissione, che ne +facesse rapporto nello stesso giorno: la seduta fu +dichiarata permanente. Fattosi lo scrutinio, furono +nominati per la commissione Guicciardi, Bologna, +Castiglioni, Dandolo, Cavriani, Verri e Costabili.</p> + +<p>Rimaneva però sempre il dubbio con quale autorità +legale vi fosse stata quella straordinaria convocazione; +onde il Senato delegò Guicciardi, Dandolo +e Verri, perché tosto si portassero personalmente +<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110"></a>[110]</span> +dal Duca di Lodi per intendere da lui le facoltà +che avesse, e se vi fosse un armistizio fra il Principe +Eugenio e l'armata nemica, poiché il ministro +Vaccari, mentre il Senato discuteva sull'interessante +oggetto, accennò che si era fatto un armistizio. +È da sapersi che i ministri potevano intervenire +alle adunanze del Senato quando pure non +fossero senatori, ed in quell'occasione i ministri +Vaccari dell'interno e Luosi della giustizia, che +certamente erano al fatto e consci di tutto, intervennero. +Anzi si poté sapere in seguito, e la condotta +loro lo confermò, che Vaccari singolarmente +ed alcuni senatori, cioè Prina, Paradisi e Carlotti, +avevano avuta parte nel formare un cosí +strano e assurdo progetto, o per lo meno ne erano +prevenuti; progetto che per le sue incongruenze +appena sembra credibile. Né fu poca la maraviglia +mia e di altri estimatori ed amici del Duca di +Lodi, nel vedere che egli approvasse e potesse secondare +e dar mano a tanta assurdità. E tale fu +la sorpresa nostra che io, sull'istanza che alcuni +mi fecero, mi portai al gran tavolo ove sedeva il +presidente co' segretari, e chiesi di vedere la firma +del Duca di Lodi, dubitando di qualche sorpresa; +tanto era lo stupore. Esaminata la firma, vi trovai +sottoscritto il <i>Segretario Villa per espressa commissione +di S. E. il Duca di Lodi impedito dalla gotta;</i> +ed il carattere era del Villa, a me notissimo.</p> + +<p>Eseguendo la commissione del Senato andai subito +<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111"></a>[111]</span> +co' senatori Guicciardi e Dandolo dal Duca +Melzi, il quale ci partecipò l'armistizio, l'abdicazione +di Napoleone e l'autorità a lui concessa per le +occasioni straordinarie che potessero occorrere essendo +assente il Viceré. Non è fuori di proposito +di osservare che il Senato fu convocato in questo +giorno 17 marzo, ad un'ora dopo mezzogiorno; +che l'invito fu diramato il giorno antecedente e +che l'armistizio suddetto non fu notificato che un'ora +appunto dopo mezzogiorno del 17 istesso; come +risulta dalla stampa pubblicatasi in Mantova, la +quale incomincia, ecc.<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37" href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a></p> + +<p>Ritornati noi al Senato, dopo lunga discussione, +dichiarata permanente la seduta, partiti i senatori, +rimanemmo noi sette delegati per esaminare e modificare +il progetto di decreto stato proposto. Nessuna +difficoltà si trovò nella forma dei due primi +articoli del decreto, i quali furono facilmente tra +noi ad unanimità di parere combinati, cioè:</p> + +<p>1º Per l'invio di una Deputazione di tre senatori +al quartiere generale delle Potenze alleate, +onde supplicarle, in conformità de' liberali principî +da esse pubblicati, non solo a sospendere, ma a +cessare dalle ostilità e conservare il Regno con un +sovrano indipendente.</p> + +<p>2º Per la immediata convocazione dei Collegi +elettorali.</p> + +<p>Ma molte e gravi difficoltà insorsero nel combinare, +ciò che riguardava il Principe viceré. Trattavasi, +<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112"></a>[112]</span> +nel primo progetto di decreto presentato al +Senato, di un elogio del Principe da farsi alle Alte +Potenze alleate, e di tal natura che sembrava indicarsi +il vóto della nazione per averlo in sovrano. +Ma il Senato non poteva parlare in nome della +nazione, non avendone la rappresentanza, e questa +dovevasi considerare, in quelle circostanze singolarmente, +come <a name="tn112" id="tn112"></a>riposta ne' soli Collegi elettorali; +al che si aggiungeva il fermento generale del popolo +contro il Governo francese e le fatali declamazioni +contro il Principe. Egli è ben chiara cosa +che l'interesse personale dei senatori e fors'anche +il vero interesse della nazione ottimamente combinavano +colla nomina del Principe Eugenio in sovrano. +Ed in quanto a me lo avrei bramato assai, +onde, parlando in Senato, dissi: nessuno piú di me +essere riconoscente e per dovere essere a lui affezionato; +ma che sfortunatamente l'opinione generale +da qualche tempo erasi cosí cangiata riguardo +al Principe che pericolosa cosa sembravami il proporlo +ed anche l'insinuarlo come bramato dalla +nazione. Il fatto provò quanto fosse fondato il timor +mio, come si vedrà nel seguito di questa relazione. +Quindi, dopo tentati tutti i mezzi fra noi +sette delegati alla riforma ed all'esame del progetto, +né ritrovando il modo di formare il terzo ed ultimo +articolo, combinando i nostri privati sentimenti +colle sfavorevoli circostanze della generale +opinione e col moto che scorgevasi nella città +<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113"></a>[113]</span> +contro il Principe ed i Francesi, si stese un articolo +nel quale il Senato esprimeva la sua riconoscenza +verso il Principe. Nessuno di noi era contento +di quel troppo semplice articolo e troppo +meschine espressioni; ma che potevasi fare, quando +il dire di piú esponeva il Senato al furore del popolo +e la nazione ad una rivolta? Noi fummo occupati +tutto il rimanente del giorno, studiandoci +di trovare una piú onesta uscita; ma non ci fu possibile +immaginarla.</p> + +<p>Unitosi pertanto di nuovo il Senato la sera e +montato alla tribuna il conte Dandolo, fece al Senato +a nome della commissione formale rapporto +e propose la riforma del decreto alla sanzione dei +senatori. Qui grande discussione insorse: molto +parlò il senatore Paradisi e con lui il senatore +Prina, tentando con mille ragionamenti d'indurre +il Senato a determinazioni piú analoghe al primo +progetto; ma inutili furono i loro sforzi, persistendo +il Senato nell'opinione della commissione. +Sarebbe troppo lungo il riferire quanto fu detto; +né io ora saprei colla necessaria esattezza narrare +tutto l'occorso. Basterà pertanto il dire che il Senato +passò alla nomina di tre individui da spedirsi +in commissione alle Alte Potenze alleate, e furono +nominati Guicciardi, Testi e Castiglioni. Io +ero stato interpellato da Guicciardi, se potessi +esporre la mia debole salute per la patria accettando +di essere della commissione, ma risposi che +<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114"></a>[114]</span> +sarei sicuramente rimasto ammalato in cammino; +e troppa infatti era la debolezza mia fisica per +età non solo, ma per convalescenza di malattia di +petto.</p> + +<p>Mentre queste cose in Senato non senza vivacità +si discutevano, quando si pervenne alla lettura +del terzo articolo il ministro Vaccari, spinto +dall'attaccamento suo al Principe, e poco o nulla +ragionando sulle circostanze, alzatosi dalla sedia, +disse: «Oh, questo poi è troppo, ed è un insulto, +poiché appena è detto ciò che si direbbe ad un +subalterno che cessa dal servizio». Che poco fosse +il complimento ciascun di noi, con vero dispiacere, +lo sentiva; ma come porvi rimedio? Questa mossa +però del ministro Vaccari fece sí che alcuni senatori +studiarono stendere in piú onesta maniera +l'articolo; ma in fatto sempre insorgeva la terribile +difficoltà che in nome della nazione il Senato non +poteva parlare e che qualunque elogio fatto al Viceré, +il quale potesse dare idea alle Potenze alleate +che il Principe fosse bramato in sovrano, incorreva +nella fatale contrarietà della fermentante +opinione del popolo, con grave pericolo del Senato +e della pubblica quiete. Dopo vari tentativi fu letto +un articolo, che parmi fosse scritto dal senatore +conte Mengotti, nel quale si stabiliva che fossero +fatti i dovuti ringraziamenti al Principe per l'ottima +sua amministrazione; fosse a lui partecipata +la riconoscenza e l'affezione del Senato, con alcune +<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115"></a>[115]</span> +altre espressioni atte a dare favorevole opinione +del Principe, che ora bene non saprei risovvenirmi. +Fu quell'articolo adottato per istanchezza +piuttosto che per persuasione in modo tumultuario, +essendosi alzati i senatori ed essendo inoltrata +la notte.</p> + +<p>Aveva il conte Testi, nominato tra i delegati +alle Alte Potenze alleate, dichiarata l'impossibilità +di aderire alla propria partenza, adducendo il fisico +incomodo che tuttora aveva negli occhi, incomodo +che realmente sussisteva e non di poca +conseguenza. Stette egli fermo nell'iscusarsi, e il +Senato a tenore del suo decreto doveva supplire +con altra nomina, onde tre fossero gli ambasciatori; +ma il presidente, non avuto riguardo a questa +circostanza, dichiarò sciolta la seduta: e sebbene +io gli dicessi che ciò era irregolare e che la rinuncia +del conte Testi esigeva un supplemento, +egli rispose con qualche impazienza che la seduta +era sciolta e che usava l'autorità della quale era +investito. Fu la fine di questa seduta irregolare, +e priva d'ordine, come spesso accade nelle assemblee +quando gli animi sono stanchi; e mentre il +senatore Paradisi, che molto aveva parlato in sentenza +contraria alla generale opinione del Senato, +se ne uscí frettolosamente col senatore Carlotti +e mentre gli altri alzatisi dalle sedie si frammischiavano +nella sala per partire, il ministro Vaccari +disse che «la deputazione doveva prendere +<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116"></a>[116]</span> +la strada di Mantova e presentarsi al Principe +Eugenio prima di portarsi al quartiere generale +delle Potenze.» D'onde nacque in molti non poca +meraviglia come ciò si dicesse da un ministro, +che niuna autorità aveva sopra il Senato, e lo dicesse +dopo levata la seduta.</p> + +<p>Guicciardi e Castiglioni, prese le istruzioni dal +Duca di Lodi per il modo di seguire l'ambasciata, +partirono per Mantova, e Castiglioni partí, per +la insinuazione degli amici e non senza difficoltà. +Portatisi a Mantova, ritornarono in Milano senza +effettuare la commissione; e non essendomi ben +noto ciò che in Mantova è avvenuto, mi riservo +informarmene dai delegati medesimi ed aggiungerne +le relazioni.</p> + +<p>Mentre il Senato sedeva, in tutto quel giorno +il partito contrario al Governo non rimase ozioso, +e nella città cresceva il fermento. La sera tale +era la vivacità dell'opposizione che nel gran teatro +della Scala fu proposto di andare al Senato ed +ivi manifestare l'opinione del popolo e costringere +il Senato a dimettere qualunque idea che +tendesse ad avere il Principe Eugenio in sovrano. +Ma, fosse per caso o per arte di un commesso +della Polizia come fu detto, sparsasi nella platea +del teatro la voce che il Senato era sciolto ed +i senatori partiti, fortunatamente il progetto non +ebbe effetto. Che se il popolo occupava di notte +il Senato, questa infelice città avrebbe sofferta una +<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117"></a>[117]</span> +terribile calamità, ed i senatori non avrebbero +potuto salvarsi, tanta era l'animosità del partito +che divulgava volere il Senato il Principe in sovrano +e tanta l'avversione popolare. Mosso il popolo +e mossa di notte la plebaglia, i cattivi, per +vendetta di parte e per avidità di saccheggio, avrebbero +posta la città tutta in un vero caos di disordini +e di crudeltà.</p> + +<p>La mattina del giorno 18 andai a fare un piccolo +passeggio verso Porta Orientale, e passai +lungo la corsía de' Servi: la sera mi fu detto, non +essere io stato riconosciuto da quelli che si trovavano +alla bottega di caffè, se non quando la +aveva oltrepassata, e che n'ebbero dispiacere, perché +riconoscendomi prima m'avrebbero fatto applauso. +In quello e nel seguente giorno 19 sempre +crebbero i discorsi pubblici, l'incertezza delle +cose politiche, l'avversione ai Francesi: lo spirito +di partito agitava tutte le menti. Varie persone +vennero da me, colle quali io procurava d'insinuare +la quiete, assicurandole che il Senato nulla +aveva fatto che si opponesse al bene generale e +che la risoluzione presa era savia e prudente. +Non mancò chi voleva la mia firma ad una carta +rivoluzionaria, firma alla quale mi rifiutai, esortando +chi la propose che considerasse a quante +calamità esponesse lo Stato ed a quanti pericoli +sé medesimo.</p> + +<p>E qui piacemi narrare un fatto che può divertire +<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118"></a>[118]</span> +il lettore. Una mattina, non so se il giorno +18 o 19, mentre secondo il mio consueto me ne +stavo a letto scrivendo, il cameriere mi annunziò +esservi una signora che bramava parlarmi. Entrata +ed avvicinatasi al letto, m'abbracciò e baciommi. +Era donna di mezza età e di condizione +civile. Sorpreso da questo singolare tratto, sorridendo +le chiesi quale mai fosse il motivo di +tanta tenerezza con me, mentr'io non aveva l'onore +di conoscerla. Al che ella rispose che il carattere +da me spiegato in Senato aveva eccitato +il piú vivo sentimento di stima e di affezione in +tutti; che essa si trovava in casa con vari amici +e che mentre parlavano di me con lode, essa disse +che volentieri m'avrebbe dato un bacio; e che applaudendo +quelli alla proposizione si determinò ad +eseguirla. Fatti alcuni vicendevoli complimenti e +manifestata la sorpresa mia, poiché non aveva fatto +se non ciò che il dovere e le circostanze esigevano +e che altri pure in Senato aveva fatto, dopo +breve dialogo partí. Seppi da essa il suo nome, +ed essere moglie di un viceprefetto, e che alloggiava +in casa Serbelloni ai Servi, ma non mi sovviene +né il nome, né la viceprefettura; né piú +la vidi, sebbene fosse mia intenzione di farle una +visita, che le mie successive occupazioni non mi +hanno poi permesso.</p> + +<p>Le pubbliche voci, ciò che da varie persone mi +fu detto del malcontento generale, il fermento +<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119"></a>[119]</span> +nella platea del gran teatro della Scala, ove vi fu +chi propose la sera di lasciare il teatro e portarsi +tumultuarii avanti al Senato, come già dissi, e +varie altre circostanze presagivano un generale turbamento; +ond'io, sebbene vivessi già da qualche +tempo quasi privatamente attendendo alla mia +sempre incerta salute, e poco anzi frequentassi il +Senato stesso, deliberai portarmi dal conte Melzi +Duca di Lodi, per informarlo del pericolo in cui +trovavasi la città e lo Stato. E sebbene già da +molto tempo fosse egli obbligato dalla gotta, che +abitualmente lo affliggeva, a dimorare in casa, era +però il primo fra i Magistrati, essendo Cancelliere +Guardasigilli del Regno, rispettato dal Viceré, +ed in diretta corrispondenza con Napoleone; +sicché, assente il Viceré, doveva considerarsi la +prima persona del Governo. Melzi era stato vicepresidente +della Repubblica Italiana, nella quale coi +suoi distinti talenti, colla grandezza del pensare, +colla somma probità e con idee liberali confermò +quell'alta opinione che tutti i buoni avevano di +lui. Presiedeva il Consiglio dei ministri ed a lui +era affidata l'alta polizia nell'assenza del Principe. +Mosso io pertanto dal desiderio di liberare la +mia patria dallo sconvolgimento, che tutto presagiva, +tutto a lui esposi; ma, per quanto dicessi, +non mi riuscí persuaderlo dell'imminente pericolo. +Non lasciai di fargli osservare aver egli sempre +in me considerata certa tranquillità di carattere e +<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120"></a>[120]</span> +nessuna tendenza di troppo mobile immaginazione, +onde pur si persuadesse che non esagerate ma +veritiere erano le circostanze tutte ch'io gli riferiva, +e che, malgrado l'indole mia né esagerata, +né timida, io non poteva se non considerare la +città, il Senato, il Governo in grave pericolo.</p> + +<p>Ma o fosse che la lunga malattia di gotta avesse +in lui diminuita la forza delle intellettuali facoltà, +o fosse egli male assistito dal magistrato di Polizia, +come poi seppi da lui stesso, o non conoscesse +l'opinione pubblica per il suo genere di vita +affatto domestico, non vedendo che pochissimi +amici e parenti, furono inutili tutte le mie parole. +Fu questa la prima volta che egli non poté accostarsi +alla mia opinione, e non senza mia gran +maraviglia, imperocché come prefetto e consigliere +di Stato ebbi sempre piú felice sorte. Quanto +io gli andavo dicendo colla maggior forza di ragionamento, +tutto fu inutile a porlo in diffidenza. +Cosí sembra che il destino combinasse tutti gli +elementi al fatale sconvolgimento dello Stato, accecando +anche le menti de' piú illuminati e zelanti: +di tale accecamento si scorgeranno le prove +in tutto ciò che sono per dire, giacché il tutto +forma un complesso di errori politici e governativi, +altrettanto strano quanto fatale.</p> + +<p>Trascorsero cosí i giorni 18 e 19 aprile, nei +quali le private società non s'occuparono d'altro +che di ragionare sulle circostanze dell'Impero francese +<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121"></a>[121]</span> +e del Regno d'Italia, e tutte si posero in moto +le passioni dirette da vari ed opposti interessi. +Molti, come suole accadere, speravano cangiando +governo. La coscrizione militare spinta agli estremi, +il timore di perdere nelle persone impiegate, la +gravezza delle imposte, la lusinga di sorgere dalla +dimenticanza nella quale molti nobili si trovavano +sotto il dominio di Napoleone, l'attaccamento dei +piú vecchi fra questi avversissimi ai Francesi e +che molto speravano dagli Austriaci, ponendo in +moto gli animi li agitava; e ciascuno agiva e si offriva +pronto ad agire secondo le particolari sue +mire ed il proprio interesse. Ma il partito che +sembra avere in fatti influito allo sconvolgimento +è quello dei vecchi nobili. Questi, dei quali potrei +nominare alcuni, a quanto pare servendosi dell'autorità +loro fondata sull'età e sulla nobiltà del sangue, +approfittando della facile mobilità di alcuni +giovani e della loro irritabile animosità, riscaldati +gli animi hanno secondato o fatto nascere espressamente +il progetto di portarsi al Senato nella +prima seduta e di esprimere popolarmente il voto +contrario al Governo francese. Ma quando pur voglia +supporsi che retta nei principî fosse l'intenzione +di un tale progetto, non era però fondata +su principî di prudenza né di saggia previdenza, +coi quali sarebbesi dovuto riflettere quanto facile +cosa sia il porre in moto la plebe e quanto poi +difficile il reprimerla nei suoi eccessi. Giovani +<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122"></a>[122]</span> +erano questi primi motori e delle cose pubbliche +inesperti, e forse furono essi medesimi maravigliati +di un esito cosí inaspettato e pericoloso. Né sarebbesi +da essi saputo frenare quel moto a cui diedero +principio, né evitare i terribili mali di un generale +saccheggio, al quale essi imprudentemente +avevano aperta la strada.</p> + +<p>Era la sera del giorno 19, quand'io secondo il +consueto me ne stava in casa colla società degli +amici e parenti, allorché ricevetti la solita lettera +d'invito al Senato per il giorno seguente. Aveva +il Senato due sedute fisse in ciascun mese, cioè il +10 e il 20. Cosí anche in quelle tumultuose circostanze +il Presidente fece spedire l'invito come cosa +regolare e di pratica. E qui pure veggonsi i gravi +errori politici e amministrativi. Era notorio il fermento +pubblico, era generale il malcontento; nessuno +ignorava che la sera del 17 nel teatro della +Scala fuvvi chi propose, come si è detto piú sopra, +di andare tumultuariamente al Senato per costringerlo +a non secondare il progetto favorevole al +Principe Eugenio. La seduta del Senato era di mera +formalità per essere il 20 del mese, e non eravi +alcun affare interessante e nessuna forza che assicurasse +la tranquillità della seduta. Letta la lettera, +tutti quelli della società, singolarmente in +vista della debole salute in cui mi trovava per la +sofferta malattia di petto, mi persuadevano a non +espormi alla necessaria mutazione di vestito ed al +<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123"></a>[123]</span> +diverso ambiente delle stanze. Grato all'interesse +degli amici, fermo in me stesso d'intervenire alla +seduta, risposi che mi sarei determinato secondo +mi ritrovassi di salute nella mattina seguente.</p> + +<p>Il giorno 20, mi vestii di costume, come si +soleva, e postomi in carrozza andai al Senato. +Temendo però che passando per la corsía dei +Servi potessero dai caffè che vi sono essermi fatti +quelli applausi, che mi fu riferito non essermi stati +fatti quando vi passai il giorno 18 per non essere +stato conosciuto, volli che il cocchiere prendesse +la contrada di S. Vittore Quaranta Martiri, poi +quella del Senato. Giunto al ponte che sta a capo +di essa, vidi alla porta del palazzo del Senato un +complotto di venti persone circa, e non piú, colle +ombrelle di seta perché pioveva. Fra quelle persone +potei distinguere un giovane nobile da me +conosciuto, il quale allo spuntare della mia carrozza +fece un cenno e conobbi che indicò essere quella +la carrozza mia. Fatto il piccolo tratto che sta fra +il ponte e la porta del palazzo, udii grandi evviva, +applausi e batter di mani a me diretti; feci un +profondo inchino, e rapidamente entrato sotto il +portico e sceso, continuando gli applausi, facendo +inchini me ne andai frettolosamente alla gran sala. +Venivano in seguito di mano in mano altre carrozze +di senatori, e mentre lentamente io montava +le scale, udii urli e fischiate non prive di +minacce, colle quali gli altri senatori erano ricevuti +<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124"></a>[124]</span> +ed accompagnati. Passati i due lunghi portici, +entrai nella prima stanza degli uscieri, e mentre +pensava dirigermi alla destra, ove solevano radunarsi +gl'individui prima di porsi nell'aula della +seduta, mi fu indicato che i senatori erano nell'aula +suddetta. Come ciò accadesse io non lo so; +ma forse quello schiamazzo, sebbene di poche persone, +aveva indotto i senatori a porsi subito nell'aula +della seduta, sia per ottenere il vantaggio +di rappresentanza pubblica del Corpo primario dello +Stato, sia per accelerare le discussioni e le provvidenze +che potessero occorrere.</p> + +<p>Entrato nell'aula, ritrovai non molti senatori +avermi preceduto, e fatti i consueti offici d'urbanità, +vidi il Presidente che stava in piedi innanzi +ad alcuni senatori seduti: mi accostai e lo salutai. +Stavano gli altri separatamente parlando come nella +società si costuma, poiché non era incominciata +la seduta per mancanza del numero legale. Osservai +che il Presidente discorreva con quelli ch'erano +seco su alcune carte che avevano in mano, e vedendo +che il loro discorso mostrava inquietudine, +voltomi al Presidente, chiesi vedere le carte, e +data una rapida occhiata, vidi contenere una forte +protesta contro il Governo francese, e parmi vi +fosse la domanda della convocazione dei Collegi +elettorali e del richiamo della Deputazione spedita +a Mantova. Osservai una grande quantità di firme +d'individui delle piú ragguardevoli famiglie e di +<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125"></a>[125]</span> +persone distinte, coll'annotazione che molte ed +assai piú non erano state trascritte per mancanza di +tempo. Rivoltomi pertanto al Presidente, lo interpellai, +se egli aveva ricevute quelle firme, e gli dissi +che a me facevano grande impressione e che non +sembravami cosa da prendersi leggermente, ma da +essere ponderata assai. Appena ebbi ciò detto, un +araldo entrò e disse che un aiutante del Comandante +della piazza chiedeva di entrare. Ammesso +nella sala, disse che per ordine del Comandante +avvertiva il Senato che il popolo contornava +il palazzo, che la folla cresceva e che vi era +pericolo. È veramente meritevole di molta considerazione +questo messaggio, senza che dal Comandante +si accennasse provvedimento alcuno +da lui dato, né forza comandata in difesa del +Corpo e della pubblica sicurezza: cosí pure che ad +alcuno dei senatori non si presentasse l'idea, che +pur doveva essere la prima a sorgere, d'interpellare +l'aiutante sulle provvidenze che fossero state +date e da potersi dare. Io rimprovero me stesso +di tanta mancanza, e non posso cessare dalla maraviglia +come ciò non sia sovvenuto né a me, né +ad alcuno.</p> + +<p>Mentre però la sorpresa sembrava aver colpito +i senatori, sentendo che il popolo era alla porta +del palazzo e riflettendo agli applausi fattimi, rivoltomi +ai senatori dissi: «Se lo giudicate, mi +presenterò al popolo onde conoscere la cosa +<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126"></a>[126]</span> +e procurare la calma». Avendo essi aderito, +uscii subito, e passati i lunghi portici, sceso dalla +gran scala, mi portai alla porta del palazzo. Osservai +non esservi ivi di guardia che sette od otto +soldati, numero minore del consueto, e fu mio +primo consiglio l'ordinare al capo-posto che nessun +soldato facesse violenza. Pioveva; mi posi sul +limitare esterno: ma quale fu la mia sorpresa allo +scorgere totalmente cangiata la qualità delle persone +ivi affollate. Eranvi al mio arrivo cittadini +tutti per lo meno di civile condizione, e tutti con +ombrelle di seta; ma ora non si ravvisavano che +individui del piú basso popolo, nessuno fra essi +di mia conoscenza, nessuno che mi conoscesse. +Chiesi cosa si bramasse, e replicatamente dissi il +mio nome; chiesi piú volte se vi fosse chi mi +conoscesse personalmente, pregai perché alcuno +s'inoltrasse e parlasse dichiarando quanto si chiedeva. +Ma tutto fu inutile; nessuno proferí parola, +nessuno si mosse dal luogo: quella massa non +grande di popolo rimase muta, immobile, tranquilla, +ma era composta di figure che non presagivano +alcun bene e sembravano fatte per il saccheggio +e la rapina. Dopo replicate inutili istanze, +non movendosi alcuno, nessuno parlando, credetti +mio dovere di fare una breve esortazione, nella +quale, lodata la buona indole della popolazione e +rammentata la savia condotta tenuta dai miei concittadini +nei tempi della generale rivoluzione, assicurata +<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127"></a>[127]</span> +quella gente sulla mia parola d'onore che +il Senato non aveva agito e non pensava che +in conformità del pubblico interesse, esortai alla +calma ed a ritirarsi ciascuno a' proprii offici domestici.</p> + +<p>La tranquillità ed il silenzio conservato da quella +parte di popolo che si era presentato alla porta del +palazzo, che non ascendeva forse a sessanta persone, +davano motivo di considerare quel piccolo +tumulto come cosa da poco e calmato dal breve +discorso fattogli. Ritornai pertanto al Senato; ma +appena fui nella sala riferendo l'occorso, alcuni +degli uscieri ed impiegati entrarono sbigottiti annunziando +che il popolo s'ingrossava in modo minaccioso. +Come ciò accadesse io non saprei assicurarlo. +Forse la naturale curiosità, per cui suole +il popolo accorrere ovunque si formi unione di +gente, poté in poco tempo accrescere la folla; o +forse, come da alcuni si è asserito, molta gente +erasi anche radunata preventivamente dal partito +dei giovani nobili, che pel primo diede il moto, +e la teneva collocata nel bosco attiguo al palazzo. +E sebbene dalla porta di questo all'aula del Senato +siavi qualche distanza per i lunghi portici +dei due cortili, né io potessi andare con passo +molto celere perché convalescente, pure la rapidità +colla quale il popolo si era ingrossato può +in certo modo confermarne il sospetto.</p> + +<p>Al nuovo annunzio nacque un momento di silenzio, +<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128"></a>[128]</span> +ed io, vedendo che nessuno parlava, dissi: +«Se lo credete, o senatori, ritornerò, e mi presenterò +al popolo». Aderirono essi, ed i senatori +Massari e Felici si offrirono a venire con me. +Scese le scale, ritrovammo essere il popolo entrato +nel primo portico inferiore. Felici e Massari, +mischiatisi colla moltitudine, la esortavano alla +quiete, assicurandola della retta intenzione del Senato, +ed io con essi faceva lo stesso. Eravamo +vestiti da senatori, come solevasi allorquando si +sedeva in Senato. Mentre però con urbane e ragionevoli +esortazioni procuravamo, cosí frammischiati +col popolo, persuaderlo alla quiete ed a +ritirarsi, io osservai che non piú eravi silenzio, +quiete, immobilità, come quando mi presentai solo, +ma che il popolo questionando si avanzava, dimenticato +quel rispetto che avrebbe dovuto mantenere +alla presenza di tre magistrati in abito di +costume e nel palazzo medesimo del primario +Corpo dello Stato. Questo diverso contegno mi +fece impressione ed ebbi un momento di dubbio +sulla sicurezza dei nostri individui e del rispetto +dovuto alla dignità del grado senatorio. Temetti, +sebbene fossi stato applaudito all'ingresso, poi rispettato +parlando solo al popolo, che in quella +tumultuosa folla poco conosciuto potessi facilmente +essere insultato, ché troppo diverso dal +primo era il contegno di questa seconda massa. +Nella prima l'immobilità ed il silenzio davano +<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129"></a>[129]</span> +luogo a sperare certo rispetto; nella seconda, superiore +assai di numero, non piú silenzio, non +piú immobilità: si questionava continuamente, la +moltitudine andava inoltrandosi verso le scale, +non mancavano schiamazzi, e tutto presagiva non +aversi rispetto alcuno né al luogo, né alle persone.</p> + +<p>Eransi i due senatori, che meco discesero le scale, +separati, e ciascuno di essi parlava al popolo separatamente, +esortandolo alla quiete con adatti modi. +Ma questa separazione nostra e il frammischiarsi +ciascuno separatamente colla massa ivi concorsa, +togliendo molto alla dignità della rappresentanza, +dava sempre piú animo ai tumultuanti; ond'io vedendo +l'inutilità di quelle allocuzioni e che il +popolo disputando e piuttosto confusamente mormorando +s'inoltrava, credetti prudente cosa e necessaria +rimontare le scale e rientrare in Senato. +Il mio dubbio era giustamente fondato su tutte +quelle poco felici speranze; infatti appena rientrai +nell'aula, incominciai a riferire quanto accadeva +nel primo gran cortile, che anche gli altri due +senatori rientrarono. Trascorsi pochi momenti, +crescendo il tumulto, sbigottiti gli uscieri e gli +altri impiegati, alcuni bussando alla porta del Senato +palpitanti, pallidi per lo spavento chiesero +di entrare, e con interrotte parole annunziarono +che il popolo s'ingrossava con manifesto pericolo. +Fattosi un momento di silenzio, come suole accadere +nelle circostanze che portano seco il sentimento +<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130"></a>[130]</span> +della sorpresa ed esigono per la loro importanza +ponderazione e consiglio, io di nuovo +mi offrii per arringare il popolo. Riflettendo però +all'occorso sopra narrato, dissi: «Senatori, se cosí +giudicate, io di nuovo mi proverò presentandomi +alla moltitudine, ma bramerei presentarmi solo». +Acconsentirono essi, ed io, per quanto le deboli +forze me lo permettevano, presto uscii, e passati i +lunghi portici superiori scesi la grande scala, e +giunto al ripiano che dà all'ultima parte di essa +che sta di faccia al lungo portico, lo vidi tutto +pieno di gente, che confusamente faceva strepito. +Era frattanto giunto al palazzo un corpo di Guardia +nazionale, con vari ufficiali di essa. Alcuni di +questi mi si avvicinarono dicendomi cose assai +obbliganti, né mancò chi mi disse; «Siate pur +fermo e tranquillo, noi siamo disposti ad esporre +la vita; ma voi sarete salvo, ed in qualunque +evento vi difenderemo». Io non saprei esprimere +quali sentimenti eccitassero in me cosí lusinghiere +espressioni, la condotta del popolo verso di me, +la folla del tumulto e le circostanze tutte che lo +accompagnavano. Giunto pertanto al ripiano superiore +della prima salita, avendo di contro i +lunghi portici del cortile pieni di popolo irrequieto +e tumultuante, io rimasi sul ripiano, poi discesi +circa alla metà della prima gradinata. Dissi qualche +parola, ma lo strepito confuso degli insorti +e la debolezza della mia voce rendevano inutile +<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131"></a>[131]</span> +qualunque esperimento. Alcune guardie nazionali +eransi poste in ordine lungo il primo gradino al +piano del portico: qualche uffiziale ed alcuni impiegati +del Senato eran meco sulla scala. Essendo +inutile per lo strepito il parlare, levatomi di tasca +un fazzoletto bianco lo mostrai al popolo, tentando +cosí con questo segno di pace e con volto +ilare d'indurlo ad ascoltarmi. Ma ciò non ottenni +se non dopo qualche tempo, imperocché alcuni indiscreti, +probabilmente bramosi di tumulto onde +approfittarne saccheggiando, non desistevano dagli +urli e dallo schiamazzo; ed altri gridando silenzio, +e non subito secondati, accrescevano lo +strepito, che fu grande. Finalmente fattosi silenzio, +io parlai, e chiesi qual fosse lo scopo di +tanto movimento. Dopo un variare di voci di +bisbiglio, tentando io di poter essere ascoltato +e non riuscendomi, debole d'altronde di voce +per fisica indisposizione, chiesi che alcuno di petto +mi avvicinasse, onde portare la parola e dare campo +alla persuasione. Il conte Confalonieri, giovane +di bel carattere e di talento, mi si avvicinò, e +cosí procurato di nuovo il silenzio, si chiese al +popolo che dicesse qual fosse il motivo che lo +moveva e quale l'intenzione, cosa chiedesse, mentre +nello strepito confuso nulla potevasi comprendere. +Frattanto io procurava, coi gesti e coll'ilarità +del volto, di rendere la calma a quella furibonda +massa; finalmente vi fu chi ad alta voce disse +<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132"></a>[132]</span> +volersi sapere cosa aveva decretato il Senato il +giorno 17, nel quale si ordinò una Deputazione +di alcuni senatori. A questa domanda successe +un pieno silenzio, talché io stesso risposi ne' seguenti +precisi termini e fui inteso: «Due buone +cose ha il Senato decretato, per le quali ha nominata +una Deputazione alle Alte Potenze alleate: +primo per chiedere non un semplice armistizio, +ma una piena cessazione di ostilità.» E qui +applausi del popolo; e poi soggiunsi: «Secondo, +che sia conservata l'indipendenza dello Stato, con +un re indipendente che sia aggradito dalla nazione». +Anche a questa seconda parte il popolo +applaudi. Aveva il Senato, come si è sopra narrato, +aggiunto in quel suo decreto un complimento +sulla persona del Principe Eugenio Viceré; ma di +questo io non feci parola: il solo accennarlo sarebbe +stata imprudenza produttrice di maggior disordine. +Calmossi il popolo dopo il riscontro da +me dato, e dava segni di quiete, di tal modo che +sembrava sciogliersi la turba tranquillamente ragionando +sulla rettitudine dell'operato.</p> + +<p>Io pertanto, seguito da alcuni impiegati del Senato +resi piú calmi e dimesso il timore dal quale +erano prima fortemente agitati, discorrendo con +essi e con alcuni uffiziali della Guardia nazionale, +rimontate le scale e passati i lunghi portici, andai +all'aula delle sedute per riferire quant'era accaduto. +In questo frattempo convien dire che alcuno dei +<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133"></a>[133]</span> +piú turbolenti spargesse la voce doversi chiedere +al Senato la revoca del decreto che aveva ordinata +la Deputazione. Sapevasi che questa era partita +dirigendosi a Mantova, ove il Principe Viceré +aveva il quartiere generale, e ciò affine di avere +i necessari passaporti per andare al quartier generale +nemico. Ma tanto era il sospetto sparso +nel popolo che in modo indiretto si pensasse a +porre sul trono il Principe, che rapidamente il +popolo passò dalla calma ad assai maggiore tumulto, +e dove fino a quell'istante era rimasto nei +cortili e ne' portici inferiori, scagliossi con impeto, +superando la Guardia nazionale che stava sul limitare +della scala, e montato ne' portici superiori, +tumultuariamente mormorava doversi assolutamente +annullare il decreto che aveva ordinata la +Deputazione, tanta era la diffidenza di alcuni capi +e la divulgazione sul pericolo di avere un francese +in sovrano. Infatti, appena io fui giunto alla +porta del Senato, alcuni uffiziali della Guardia nazionale +ansanti, sudati e timorosi corsero a me, +e mi dissero: «Senatore, noi non possiamo piú +contenere l'impeto della moltitudine; bisogna por +rimedio tostamente, o non si potrà piú contenere». +Fattasi da me quella breve riflessione che le circostanze +permettevano, vedendo i capi della Guardia +nazionale sbigottiti ed oppressi, gli impiegati +pallidi ed ansanti, udito il fermento del popolo +poco discosto dal luogo, giudicai non essere piú +<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134"></a>[134]</span> +tempo a deliberare. Entrato pertanto frettolosamente +in Senato: «Senatori, dissi, non avete che +pochi minuti alla salvezza: decretate tosto il richiamo +della Deputazione o siete perduti».</p> + +<p>Fattosi un momento di silenzio, né alcuno aprendo +bocca, m'inoltrai alla gran tavola del Presidente e +vivamente replicai, non esservi tempo da perdere. +Rimaneva il Presidente ambiguo, e siccome io, parte +per stanchezza, parte per la naturale emozione, +non mi ritrovava colla mano abbastanza ferma per +iscrivere con celerità, lo che già da qualche anno +mi accade, «Almeno, dissi, venga qui e scriva il +decreto di richiamo,» e con vari modi andavo +instando «scrivete, scrivete». Il vecchio Presidente +rimaneva immobile ed irresoluto, i due Segretari +tacevano. Mossi pertanto alcuni senatori +dalle mie parole e dalla fermezza colla quale io +instava, persuasi della necessità di secondare il mio +consiglio, levatisi dal loro posto e portatisi alla +tavola del Presidente, presero la penna e scrissero +il decreto di revoca. Io non saprei indicare chi +fossero, e chi primo lo stendesse; ma appena uno +fu scritto, che io preso il foglio lo presentai al Presidente. +Egli, incerto, sembrava rifiutarsi alla firma, +ma io replicai: «Presidente, firmate, non vi è +tempo a deliberare, firmate se vi preme la salvezza +vostra e del Corpo tutto». La ferma e decisa mia +istanza, l'essersi alcuni membri portati al burò presidenziale +per stendere il decreto e la generale agitazione +lo determinarono a porvi la firma.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135"></a>[135]</span> +Aveva io preveduto la necessità di molte copie +del decreto stesso, onde spargerle fra l'insorta moltitudine; +quindi dissi ai senatori, ch'erano venuti +al burò, di fare delle copie, e ciò pure fu subito +fatto. Pochi minuti furono impiegati per le mie +istanze alla firma del decreto ed a farne delle copie, +tutto essendosi rapidamente eseguito, come le pressanti +circostanze richiedevano. Data pertanto la +prima carta, non so bene se ad un ufficiale della +Guardia nazionale o a qualche commesso del Senato, +questi la presentò agli insorgenti. Tale era +il tumulto e tanta l'agitazione degli animi che +in Senato erano entrati alcuni della Guardia e degli +impiegati, né piú si conosceva l'ordine delle sedute.</p> + +<p>Io non uscii primo a presentare al popolo il decreto, +preferendo rimanere sino a che varie copie +fossero fatte. Erano concepite in brevi termini per +il richiamo della Deputazione e furono in pochi +momenti copiate da quei senatori che eransi presentati +per stenderlo. Presa pertanto una copia, mi +presentai tosto al popolo tenendo la carta colla +mano alzata, onde tutti potessero vederla. Ed in +vero se non fosse stato pronto il rimedio al male, +il popolo, entrato in Senato, non avrebbe certamente +rispettate le persone. E sebbene fossero in +maggior pericolo quei senatori che furono colle +voci e colle minacce insultati al loro primo ingresso, +perché considerati noncuranti dell'opinione pubblica, +pure nel tumulto delle offese nessuno poteva +<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136"></a>[136]</span> +lusingarsi di rimanere salvo. L'uniformità dell'abito +e la natura degli uomini tumultuanti, parte non milanesi +e nel maggior numero della bassa plebe, +avrebbe prodotta una generale confusione, né sarebbero +stati distinti e rispettati quelli che pur godevano +della pubblica opinione. Il minore dei mali +sarebbe stato lo spoglio de' ricchi abiti senatorii e +di tutto ciò che ornasse ed arricchisse la persona. +E ne sia prova quanto avvenne in seguito come +narrerò. Il presentare alla massa tumultuante le +carte col decreto distribuendole fra essa ed il fermarla +nel luogo ove erasi inoltrata, cioè presso la +stanza anteriore a quella delle sedute, fu un solo +momento. Nemmeno piú s'inoltrò: calmossi il +tumultuoso grido, e passando dall'uno all'altro la +lettura del decreto, rimase la turba occupata e non +minacciosa. In questo frattempo uscirono i senatori +dall'aula, e cautamente sfilarono fra la moltitudine +per i portici lungo il muro, onde, scese le scale, +uscire dal palazzo.</p> + +<p>Io rimaneva nel luogo dove aveva mostrato al +popolo il decreto, e mi ritrovai al fianco due o tre +delle guardie nazionali, fra i quali certo Radaelli +fornaio, ed il popolo mi circondava cosí foltamente +che appena potevo muovermi. Io esortava con maniere +dolci e tranquille alla quiete, quando un +uomo di alta statura, il cui aspetto dimostrava non +essere milanese ma probabilmente abitatore di +qualche luogo del Lago Maggiore, mi si affacciò +<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137"></a>[137]</span> +e disse: «Va bene, ma ora vogliamo Prina». +Era il conte senatore Prina ministro della finanza +ed in odio alla popolazione, che lo diceva duro +nelle sue maniere e troppo zelante nello smungere +i privati, onde impinguare il tesoro sempre bisognoso +di denaro. Risposi a quella proposizione: +«Prina non c'è». Ma quegli, «Evvi, disse, ed io +l'ho veduto entrare nel palazzo pel primo». Replicai +che Prina non vi era; insistette quelli, ed +io soggiunsi: «Come! voi tutti avete tanta bontà +e fede in me, poi mi credete capace di mentire? +Io vi replico che Prina non c'è e che non è intervenuto».</p> + +<p>Aveva il Presidente Veneri nel suo equipaggio +qualche cosa di somigliante a quello del senatore +ministro Prina, e, da quanto mi fu detto in seguito, +la servitú del Presidente, quando il popolo entrò +nel cortile, creduta essere quella del conte Prina, +fu ingiuriata e maltrattata. Terminato quel breve +dialogo fra me e l'incognito, vidi al mio lato destro +il conte senatore Thiene, il quale, essendo gottoso +ed essendo stato vivamente ingiuriato quando +entrò nella porta del palazzo, lentamente si avviava +e non senza timore. A tale vista io mi levai dalla +moltitudine, che mi circondava, e, presolo sotto +braccio, gli dissi: «Venite con me, ed andremo +sicuri». Passai seco i portici e lentamente scesi +le scale fra mezzo alla folla del popolo, il quale +rimase tranquillo, e solo udivasi un moderato bisbiglio, +<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138"></a>[138]</span> +quale suole formarsi ove molti se ne stanno +discorrendo di qualche fatto. Scese le scale, fortunatamente +la mia carrozza s'inoltrò alla porta +grande; ma quale non fu la mia maraviglia all'atto +di farvi montare il conte Thiene e di entrarvi io +stesso, veggendo in essa, sebbene non fosse che di +quelle dette <i>bastardelle</i>, fatta per due o tre persone, +tre senatori ivi rifugiatisi. Erano questi i conti Carlotti, +Condulmer e Massari. Rimase in sospeso a +tal visto il conte Thiene, e non senza timore; ma +io presolo sotto braccio ed aiutandolo: «Salite, +dissi, che in qualche modo ci entreremo tutti due». +Montammo infatti, adagiandoci come potemmo; +uscí dal palazzo la carrozza, ed il popolo gridando +«Bravo Verri, evviva Verri» seguiva la carrozza +correndo. A questa vista mi venne primieramente +in pensiero di andare alla casa paterna situata dirimpetto +al Monte Napoleone, e però vicina; cosí +ordinai al cocchiere, lusingato che, quando fossi in +detta casa, il popolo si sarebbe ritirato. Accortomi +però subito della falsità di questo consiglio e del +pericolo che anzi il popolo entrasse in casa disturbando +la domestica tranquillità, mi appigliai a piú +savio suggerimento, ed ordinai al cocchiere di andare +alla mia abitazione posta in casa Cavenago +nella contrada de' Cavenaghi, prendendo la via del +Fòro, ed accelerando la corsa entrare nella porta +che appunto guarda il Fòro. Cosí fu eseguito, +e stancandosi il popolo per l'accelerato corso e +<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139"></a>[139]</span> +per la piú lunga strada, entrai in casa non piú +seguitato da alcuno. I senatori, che meco erano, +mostravansi sbigottiti assai, ed il conte Carlotti, +uomo verboso secondo il costume de' Veneti, ed +al cui aspetto ministeriale e personale compostezza +nel dire poco corrispondeva la precisione delle +idee e la saviezza del consiglio: «Io non so, disse, +come mai accada tanto tumulto,» soggiungendo +alcune altre parole in dimostrazione della sua maraviglia +per ciò che accadeva. Alla quale proposizione +io non potei trattenermi, ben conoscendo +il soggetto per adulatore, ed illimitato, di chiunque +abbia autorità, ed essendo stato informato delle +pratiche da lui tenute preventivamente alla seduta +del Senato del giorno 17, nella quale fu proposto +con tanta irregolarità quel fatale decreto. Era egli +fra' pochi Senatori col conte Paradisi di piena intelligenza; +aveva scritto un viglietto al conte senatore +Luigi Castiglioni, mio nipote, per interessarlo +a secondare quello strano progetto di decreto, +con tanta oscura irregolarità proposto al Senato. +Gli dissi pertanto, non senza molta emozione: +«Voi dovete tacere, giacché è noto quanto preventivamente +avete fatto, dando mano ad un piano +insensato col quale volevasi dal Senato ciò che in +nessun modo era ammissibile, proposto in que' termini +e tutte nascondendo le circostanze. A questa +malaugurata condotta di alcuni pochi debbesi attribuire +tutto il disordine». Fu questo mio rimprovero +<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140"></a>[140]</span> +esposto con qualche vivacità, che le circostanze +naturalmente eccitavano; ed egli tacque. +Giunti in casa, spedirono i senatori, che meco +erano, per avere gli abiti di semplici cittadini, i +quali giunti, se gl'indossarono e partirono. La servitú +di mia casa mi disse che essi erano tremanti +e pallidi; io non li vidi in quel frattempo, essendomi +io pure ritirato per spogliarmi e vestire il +<i>frac</i>, e portarmi subito dal Gran Cancelliere Melzi.</p> + +<p>Era egli sdraiato su di una <i>duchesse</i>, incomodato +fortemente dalla gotta. Siccome il messaggio al +Senato, come dissi, era stato spedito da lui, né il +pubblico lo ignorava; cosí egli era esposto alla popolare +insurrezione e in grave pericolo. Narratogli +pertanto quanto era occorso, egli mostrò qualche +disapprovazione sul mio operato, quasi troppo avessi +secondata l'indiscreta domanda popolare. Insistendo +però io sulla totale mancanza di forza, sulla violenza +del popolare fermento e delle palesi minacce, +rimaneva egli silenzioso e probabilmente non persuaso. +Io però non desistetti, e piú instai molto sul +pericolo suo personale, persuadendolo a farsi trasportare +altrove; al che egli non volle aderire. E +qui non è fuori di proposito rammentare ciò che fu +in seguito costantemente detto; cioè che il popolo, +partendo dal palazzo del Senato, si rivolgeva verso +Porta Nuova, dov'era la casa del Gran Cancelliere +Melzi, e che il conte F. Confalonieri, ciò vedendo +e ritrovandosi nella folla, gridasse meglio essere +<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141"></a>[141]</span> +dirigersi verso San Fedele, ché ivi era la casa del +ministro Prina. Dicesi che a questo detto il popolo, +cangiata direzione, si rivolgesse verso San Fedele.</p> + +<p>Ma prima di continuare non debbo tacere, ritornando +a quanto concerne il Senato, che, partiti i +senatori, il popolo entrò tumultuariamente nella +sala del Corpo, nella segreteria e nelle altre stanze, +tutto guastando, insultando il ritratto di Napoleone, +stracciando e trasportando le carte e tutto distruggendo +il mobiliare e le finestre e quanto vi si trovava.</p> + +<p>Ripiglio ora l'avvenuto presso il Duca di Lodi, +Melzi. Mentre io seco dialogava, inutilmente procurando +persuaderlo sulla vera natura delle circostanze, +furono annunciati due o tre senatori, che, +se la memoria di quei tumultuosi e rapidi eventi +non mi inganna, erano il conte Cavriani ed il +conte Veneri Presidente. Questi, riferendo l'occorso, +ed io con essi secondando, tanto dissimo +che il Duca di Lodi incominciò a persuadersi essere +le cose spinte a tal punto che sommamente +interessavano l'attenzione di qualunque non fosse +affatto privo di senno. Fra le molte cose parlarono +essi del pericolo nel quale era il senatore +Prina: il che era confermato da quanto io in proposito +aveva di già detto, sulla domanda che di +lui erami stata fatta con quelle energiche parole +dettemi al Senato: «Va bene, ma noi ora vogliamo +Prina». Mosso pertanto il Duca Melzi da +<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142"></a>[142]</span> +quanto udiva, disse che bisognava scrivere subito +a Prina un biglietto per avvisarlo di porsi in salvo. +Cosí, ma troppo tardi, perché tale era il fatale +destino del Regno, quell'ottimo e perspicace uomo +incominciò a persuadersi essere la cosa pubblica in +grave pericolo. Che se egli mi avesse prestata fede +dopo la convocazione del Senato del giorno 17, +non avrebbe permessa la seconda del 20 ed avrebbe +provveduto alla pubblica sicurezza. Si pensò subito +a prevenire il ministro Prina; ma troppo tardi, +come si vedrà in seguito.</p> + +<p>Partito che fui dal Duca di Lodi e giunto alla +mia casa, ritrovai un commesso del giudice di +pace Banfi, che mi disse essere quel giudice premuroso +di parlarmi e che a momenti sarebbe +giunto. Mi trattenni pertanto nel portico senza +montare le scale e pochi momenti dopo venne il +giudice. Dissemi aver bisogno di me, ed instò +perché mi portassi seco alla casa del ministro Prina, +ove il popolo si affollava minaccioso. Credeva egli +essere questo il solo e piú prudente partito per +sedare il tumulto, ragionando su ciò che al Senato +era accaduto e supponendo che il popolo +non si sarebbe inoltrato di piú quand'io mi fossi +presentato. Ma non trovandomi io piú in abito di +senatore, ma vestito nel modo consueto e comune, +non credetti dovermi esporre con troppa +facilità. Instando però egli e dicendo non esservi +che io nel quale fondar si potesse la speranza di +<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143"></a>[143]</span> +calma, risposi: «In Senato, appartenendo al Corpo, +ho fatto quanto esigeva il dovere di buon cittadino +e di zelante magistrato; ma l'inoltrarsi +nella folla del popolo in abito comune, poco conosciuto +di persona per il genere di vita già da +vari anni impostomi dalla sempre debole salute, +sarebbe imprudente cosa ed inutile. Pure, disposto +a tutto ciò che in qualche modo possa contribuire +a togliere i disordini, ella si compiaccia di +andare alla casa del Comune qui vicina, e ritorni +con due ufficiali della Guardia nazionale, i quali +possano ad alta voce dire chi io sia, e tosto verrò». +Partí il Banfi pronto a seguire il mio consiglio; +poi credette inoltre andare egli stesso al luogo +del tumulto, che ritrovò giunto a tal segno da +togliere ogni speranza.</p> + +<p>Aveva il popolo furiosamente invasa la casa +del Ministro ed i piú facinorosi e feroci suoi nemici +tanto fecero che lo ritrovarono nascosto +e con obbrobrioso vilipendio strascinaronlo per +la strada percuotendolo ed ingiuriandolo. Nessuna +forza pubblica si oppose a quei forsennati, che +pochi soldati a cavallo avrebbero fugati e dispersi. +In questo tumultuoso movimento, non so bene +in qual modo accadesse, il Ministro fu ricoverato +nella bottega o casa di un pizzicagnolo, situata +sull'angolo della contrada detta alle Case Rotte, +di contro al Gran Teatro e poco discosta dalla casa +del Ministro. Ivi si portò il generale conte Pino, +<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144"></a>[144]</span> +il quale, stanco, ansante e malamente sostenendosi +della persona avrebbe voluto poter salvarlo, esortando +alla calma il popolo; ma quel suo qualunque +tentativo fu del tutto inutile. Il popolo frattanto +minacciava d'incendiare la casa e tale fu l'impeto +e la decisione delle minacce che l'infelice Prina fu +abbandonato al popolare furore, dal quale ebbe a +soffrire insulti crudeli e percosse di ogni genere. +Chiedeva egli pietà, ma sordi erano quelli arrabbiati +sicari; chiese pur anche di un confessore, e +credo gli fosse concesso; poi cadde vittima dei replicati +colpi di bastone, de' pugni e de' colpi delle +ombrelle. Fu il suo cadavere strascinato per le pubbliche +strade con torce accese ed oltraggiato, poi +dalla Guardia nazionale ricoverato nella casa della +città detta il Broletto. La celerità e la violenza +di quanto seguí in questa orrenda scena sono +degne di maraviglia. In brevissimo tempo tutta +la sua casa non solo fu saccheggiata e spogliata +dei mobili, ma tutta guasta ed in parte distrutta. +Le tegole, le ferrate, i sassi che ornavano le finestre +non poterono rimanere immuni dalla popolare +rabbia e sfrenata rapacità; ed in poco +tempo era l'aspetto di quella casa non diverso +da quello di una distrutta da forte incendio o da +violento terremoto, anzi piú, perché rimasero le +finestre spogliate delle ferrate e de' sassi che le +ornavano.</p> + +<p>Vuole la fama che i principali attori di questo +<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145"></a>[145]</span> +memorando e infelice evento non fossero cittadini +milanesi, ma gente del Lago Maggiore, regione nella +quale l'infelice Ministro avea molta corrispondenza. +E serva questa popolare malvagità a dimostrare +qual via di mezzo debbasi seguire dai grandi magistrati, +allorché il popolo gli si rende avverso; imperocché, +se la viltà d'animo nell'adempire ai doveri +della carica è biasimevole e degna di sommo rimprovero, +non lo è meno, né meno pericoloso, il +troppo disprezzare la pubblica opinione. Non ignorava +il Ministro ciò che di lui si dicesse e si opinasse, +ma egli imprudentemente dispregiando il +pubblico clamore andava per la città a cavallo, +come se nulla vi fosse a temere, onde molti ciò +riguardavano quale ingiurioso insulto. E tanto piú +perché era noto, e molti ne parlavano ne' pubblici +caffè, essere egli stato da alcuni giovani minacciato +in queste sue cavalcate. Narrossi che alcuni di +questi, seguendolo da vicino e mostrando discorrere +fra loro, si esprimessero in termini ben chiari +e con voce spiegata, essere ormai giunto il tempo +di disfarsi dei cattivi ministri, privandoli di vita. +Ma l'avverso destino, che tutto combinava alla distruzione +del Regno ed alla ruina della capitale, +volle anche offendere questa nella fama. Imperocché +mentre la popolazione milanese erasi sempre meritata +e goduta l'opinione di saviezza e di bontà, fu +essa deturpata da quella feroce tragedia, alla quale +troppo imprudentemente si espose quell'infelice, e +<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146"></a>[146]</span> +col suo contegno in pubblico e coll'essersi rifiutato +in quello stesso giorno alla fuga apparecchiatagli +da' suoi benevoli, che inutilmente lo +esortavano pochi istanti prima dell'accaduto a fuggire +con una vettura che già avevano pronta.</p> + +<p>Grande era il fermento nella città; ed il popolo +tumultuante, colla plebe avida di tumulto e di +saccheggio, minacciava grandi disastri. Unissi pertanto +presso il podestà, che era il conte Antonio +Durini, il Consiglio municipale, il quale determinò +doversi fare un Governo provvisorio e doversi +invitare l'unione de' Collegi elettorali, i quali pensassero +a richiamare la calma con piena autorità. +Questo era il solo mezzo che rimanesse, piú non +v'essendo chi rappresentasse il Governo. Il Principe +Viceré era a Mantova coll'armata; il Ministro dell'Interno, +partito per quella città quando intese ciò +che accadeva intorno alla casa del Ministro Prina; +nessuna forza militare che bastasse all'intento; il +Senato, dopo ciò che era seguíto e dopo il sacco +della sua residenza, nulla poteva, e non sarebbe +stato opportuno. Sette onesti cittadini furono pertanto +nominati dal Consiglio comunale per formare +una Reggenza di Governo composta di persone che +o per qualità di nascita o per esperienza negli affari +avessero favorevole la pubblica opinione ed accetti +al pubblico. Furono questi il conte Giberto Borromeo, +conte Alberto Litta, conte Giulini figlio, +Bazzetta consigliere, conte Mellerio, conte generale +Pino, ed io con essi.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147"></a>[147]</span> +La sera di quello stesso giorno io ricevetti la +lettera di nomina, coll'invito di portarmi la seguente +mattina al palazzo di città, onde concertarci su +quanto occorresse fare. Frattanto, minacciando il +popolo, con non equivoci schiamazzi e con il frequente +mormorare de' crocchi, di tutta porre in +sconvolgimento la città, saccheggiando la pubblica +Dogana, la Zecca ed alcune case de' ricchi designate +a scopo dell'odio, della vendetta e del saccheggio; +i possidenti, i negozianti e tutte le oneste persone +si armarono in Guardia nazionale, che fu in breve +tempo, sotto il comando di Don Annibale Visconti, +capo di essa, ridotta a ragguardevole numero e +distribuita ove il bisogno lo richiedeva. E lo stesso +Duca di Lodi, che troppo avea neglette e disprezzate +le turbolenti circostanze, mosso finalmente dal +timore, mi scrisse un biglietto acciò si pensasse +alla sua difesa. Infatti, abitando egli vicino alla +Zecca, fu ivi spedito un corpo di Guardia nazionale, +che entrambi difendesse da qualunque attentato.</p> + +<p>La mattina seguente, cioè il 21 aprile, mi portai +al palazzo di città, ove eravi il conte Durini podestà, +il conte Gian Luca della Somaglia presidente +del Consiglio comunale, vari consiglieri, e dove si +unirono i sette invitati a formare la Reggenza. +Varie cose confusamente si trattarono; ed in quanto +al luogo dove porre si dovesse la residenza dell'interinale +Governo, io opinava risiedere nel palazzo +stesso della città, sembrandomi inconveniente la +<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148"></a>[148]</span> +sede del palazzo di Corte, sebbene ivi sempre, nella +varietà dei governi, risieduta fosse la pubblica governativa +rappresentanza. Sembravami anche, in +vista di vedere nominati al Governo sette nobili, +prudente cosa e atta a cattivare la popolare opinione, +l'astenersi da tutto ciò che potesse dar +motivo d'invidia e di mormorazione. Ma quel +fabbricato non offriva l'opportunità del sito. Fu +dunque all'istante determinato che ci portassimo +al palazzo reale, ma che, rispettando gli appartamenti +reali, ci ponessimo ove solevano unirsi +i Consigli legislativi e degli elettori. Tale fu il +mio parere, che fu adottato. Trattavasi del modo +col quale il nuovo Governo dovesse passare dal +palazzo di città alla fissata residenza; e fu stabilito +che, per illuminare il pubblico sulla presa determinazione +e per procurare la calma con apparenza +pubblica, dovessero i componenti la Reggenza +andare a piedi con alcune guardie nazionali +e con vari ufficiali di essa, i quali ad alta voce +nominassero le persone nostre, esortando alla quiete +ed alla fiducia nella saviezza e nella probità degli +individui nominati. Partita quindi la Reggenza in +questo modo dal palazzo di città, si avviò al luogo +stabilito, alto gridandosi dagli ufficiali nazionali i +nomi degli eletti ed esortando il popolo alla fiducia +in essi. Era il cammino per la quantità degli uomini +affollatissimo ed i balconi pieni di gente, come +suole accadere nelle pubbliche feste. Giunti alla +<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149"></a>[149]</span> +residenza e dovendosi fra noi eleggere un presidente, +vollero i miei compagni ch'io ne avessi +l'onore, né mi giovarono i motivi da me addotti, +e singolarmente la poca mia salute, per disimpegnarmi.</p> + +<p>Giunti però in quell'abitazione, ben si conobbe +che non offriva i necessari comodi per la rapida +spedizione degli ordini, né per le udienze delle persone +le quali accorrevano alla Reggenza per la +moltiplicità delle cose. In questo frattempo il conte +Fenaroli, maggiordomo maggiore del Regno, il quale +dimorava nel palazzo, fece istanza perché la Reggenza +si portasse a risiedervi, come quello che offriva +le opportune comodità alle circostanze; e ciò +fu eseguito, perché in realtà non era possibile il +fare altrimenti. Giunti al palazzo, io feci quanto si +richiedeva per stabilire i burò, ponendo un ben disposto +protocollo, scegliendo le persone adattate +agli uffizi.</p> + +<p>Erasi finalmente pubblicato l'invito per l'unione +dei Collegi elettorali; e la Reggenza diresse i suoi +primi pensieri a porre in molta forza la Guardia nazionale +per contenere le minacce dei malevoli, i +quali nel giorno 21 singolarmente, che era il primo, +davano non dubbi segni di grande sommossa con minacce +di private vendette e di generale saccheggio. +Fu la Guardia nazionale fortemente armata e divisa +in vari corpi, ove piú vi fosse a temere, ed in forti +pattuglie, che di giorno e notte proteggessero la +<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150"></a>[150]</span> +pubblica e la privata sicurezza. Ma voleva la prudenza +che la forza stessa fosse cosí regolata che +non irritasse la plebe. Si dovette pertanto non +armare i fucili colla baionetta e combinare la +forza con modi urbani, cosí richiedendo l'indole +della nazione. E fu per ciò che invece di chiudere +le porte della città, come fu proposto, dal +che proveniva la mancanza delle provvigioni e molti +altri inconvenienti, si posero alle porte persone +savie, le quali, osservando chi voleva entrare, con +bei modi li rimandassero, non permettendo l'ingresso +se non a quelli che si vedessero avviati per qualche +motivo di condotte o di affari, rifiutando l'ingresso +agli oziosi o sospetti. Ottennero questi savi provvedimenti +il bramato effetto, e mentre grandi erano +le minacce nell'interno della città ed il romore +rapidamente divulgatosi nella campagna aveva +spinti molti abitanti di essa ad accorrere in città, +fu col suddetto modo impedito il concorso. Né in +quello mancava chi ad alta voce gridasse, chiamando +quale era il luogo, quale il sito ove si saccheggiasse, +spinti dall'avidità di rapina. Arrestaronsi in quel +giorno, e molto piú nella successiva notte, vari popolani +presso i quali furono ritrovati note, stili ed +armi insidiose, tenaglie, martelli ed altri istromenti +atti a rompere i ripari e perfino soghetti per strozzare +alcune vittime del partito. Non mancò qualche +minaccia contro la Reggenza medesima, la quale, +sebbene fosse ordinata secondo l'opinione pubblica, +<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151"></a>[151]</span> +pure non poteva essere di aggradimento a chi poneva +le proprie speranze nel disordine generale. Infatti +essa dové far porre alcuni cannoni nel primo +cortile, che furono poi ritirati tosto che al fermento +successe la calma. Quelle tumultuose circostanze mi +spingono ad una riflessione, che mi sembra interessante, +intorno al sistema di polizia politica usata +comunemente in questa nostra città dai sovrani. +Scopo di essa è la pubblica sicurezza; ma in fatti +ognuno sa a che si riduce la polizia affidata nella +esecuzione pratica a persone di pessimo carattere, +le quali vivono di spionaggio e tradimento. È +facile la corruzione loro a chi tentasse contro la +pubblica sicurezza, sempre che sia promossa con +mezzi opportuni. Nessuno che tenti qualche azione +grande si fida di persone, che in qualche modo diano +sospetto di appartenere a quel magistrato. È per ciò +che le congiure sono generalmente scoperte non già +da esso, ma dal tradimento di qualcuno dei congiurati. +Ma perché l'ufficio di quelli impiegati si renda +in qualche modo interessante, essi per interesse +proprio, ora riferendo alcune particolari circostanze, +ora esagerandole, ora male interpretando una parola, +un discorso, un gesto, gettano i semi della +discordia fra il Governo e i governati e tutta corrompono +la civile società, sostituendo alla socievole +fiducia la generale diffidenza. Io la penso cosí, +confermato in questa mia opinione anche da quanto +ho praticamente veduto, essendo a capo del Governo +<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152"></a>[152]</span> +in quelle pericolose e turbolenti circostanze. +In esse siccome infatti trattavasi della pubblica e +della privata sicurezza, cosí gli onesti cittadini, e non +le vili spie della polizia, accorrevano avvisando ed +illuminando la Reggenza, come in particolare, dei +pericoli privati e pubblici che insorgevano, e cosí +potevasi da quel Governo provvisorio opporre al +male un pronto rimedio; come accade nelle calamità +pubbliche d'incendio o d'inondazione, ove +tutti i buoni accorrono ed offrono l'opera loro. +Ma quei mercenari infami, poveri e bisognosi per +vizio, privi di morale e perduti nell'opinione pubblica, +sono i primari stromenti sui quali si aggira +e si fonda la cosidetta polizia: indifferenti al pubblico +bene, altro non pensano che a rendersi interessanti, +secondando quelle massime che a loro +sembrano dominare negli animi dei loro principali; +e siccome questi inclinano alla diffidenza del +pubblico, essi la fomentano con mille alterati rapporti +e sospetti, nulla curandosi dell'interesse sociale, +né avendo l'ingegno che si richiede per conoscerlo +e tutelarlo. Infatti se molte notizie utili +e vere furono in quei calamitosi giorni date da +cittadini onestissimi, nessuna me ne pervenne dalla +polizia; e sebbene questa facesse rapporti giornalieri +ed altri ne facesse la gendarmeria, erano cosí +lenti e tardi che posso asserire sull'onor mio che +neppur uno mi è giunto prima che non fosse di +già il tutto noto e non vi fosse posto riparo, se la +<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153"></a>[153]</span> +natura della cosa lo esigeva. Né ciò è accaduto a +me solo, ma anche al Duca di Lodi, prima che la +rivoluzione scoppiasse, mentre avendolo io interpellato +come si fosse permessa la riunione del Senato +il giorno 20 in quelle pericolose circostanze, +unione poi anche superflua per la mancanza del +motivo, e mentre tutta la città conosceva il fermento +e la minaccia di molti, egli mi assicurò +che nulla mai la polizia gli aveva riferito. E tanta +era la persuasione sua in quel tempo che a me +non volle prestar fede intorno al pericolo di sommossa, +allorquando gli parlai dopo la seduta del +Senato del giorno 17, e si dichiarò pronto a provarmi, +co' rapporti fatti dalla polizia, la verità dell'asserzione +che nulla gli fu partecipato. Era in +quell'epoca Direttore generale, e quasi Ministro di +polizia, il conte consigliere Giacomo Luini, persona +di talenti e di maniere non comuni; né io posso, +senza grande maraviglia, riflettere al silenzio che il +Duca di Lodi mi assicurò essersi seco conservato +dal Luini. Era Luini affezionato anche per riconoscenza +al Duca e per interesse proprio doveva essere +opposto alla rivoluzione che si tentava, come +quegli che dal Viceré era distinto e considerato. +Non ignorava al certo il sussurro generale, né il +complotto da eccitarsi al Senato; doveva temere il +Governo austriaco, che nei tredici mesi lo confinò +a Cattaro incatenato. Melzi, d'altronde, era incapace +di mentire con me, né cosí poco saggio da +<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154"></a>[154]</span> +trascurare le notizie che gli fossero state date. In +questo singolare conflitto d'idee ed incertezza di +opinione, io non so cosa pensare, e solo ho in +animo di parlarne liberamente al conte Luini, instando +su ciascun punto di dubbio, per intendere +da lui quale soluzione possa dare a questo strano +mistero.</p> + +<p>Ma ripigliando il discorso su quelle civili turbolenze, +dico che mentre dalla Reggenza davansi +tutti que' provvedimenti, che le circostanze offrivano, +per impedire i maggiori disordini, unironsi +i Collegi elettorali. Ma nacque dubbio, se alla loro +unione si dovessero ammettere gli elettori che +appartenessero a quei Dipartimenti, che già erano +occupati dalle armate nemiche de' coalizzati. Alcuni +elettori di quei Dipartimenti erano in Milano, +parte per impiego e parte per caso. Ma si +giudicò che il chiamarli potesse irritare le Potenze +alleate, sembrando non conveniente che la parte +del Regno già da esse conquistata avesse chi la +rappresentasse unitamente alla parte tuttora libera. +Unironsi pertanto i soli elettori degli otto Dipartimenti +che rimanevano, cioè Olona, Mincio, +Alto Po, Agogna, Lario, Mella, Adda, Serio. Alla +prima unione la Reggenza delegò me, come Presidente, +ed il conte Giberto Borromeo per complimentarli.</p> + +<p>Costituita per tal modo la nazionale rappresentanza<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38" href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>, +fu la Reggenza cresciuta di sette individui, +<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155"></a>[155]</span> +scelto ciascuno dai sette Dipartimenti, i quali +non avevano chi li rappresentasse nella Reggenza, +stata nominata dal Consiglio comunale di Milano +e però tutta composta di membri dell'Olona. Questa +seconda nomina fu da me proposta ai Collegi +elettorali quando fui a complimentarli, sembrandomi +sconvenevole che il Governo fosse composto +di soli milanesi, e tendente a procurare d'universale +accordo la nomina comprensiva di tutti i +Dipartimenti. Elessero i Collegi elettorali in loro +Presidente il conte Lodovico Giovio, confermarono +la Reggenza; poi la accrebbero di sette individui, +e furono il conte senatore Lucrezio Longo +pel Mella, il giudice di Cassazione Tonni pel Mincio, +Tarsis per l'Agogna, il conte Muggiasca pel +Lario, il conte Vertova pel Serio, il marchese Sommariva — fratello +del tenente maresciallo al servizio +austriaco, che fu il primo che giunse colla forza armata — per +l'Alto Po ed il conte senatore Peregalli +per l'Adda<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39" href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a>. Ma il destino era fatale alla sussistenza +del Regno, e volle che tutto fosse malamente +condotto con errori politici di ogni sorta. +La prima Reggenza con soli sette individui procedeva +regolarmente, godeva la pubblica opinione +e con somma tranquillità e accordo andava calmando +le insurrezioni, che si andavano suscitando +in vari luoghi dello Stato; ma i Collegi elettorali, +guidati da alcuni pochi, sorpresi senz'avvedersene +da mozioni poco saggie e contrarie ai veri interessi +<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156"></a>[156]</span> +della nazione, ebbero sedute poco plausibili. +Fecero essi una Deputazione alle Alte Potenze alleate, +le quali coi loro manifesti eransi dichiarate +del tutto aliene di conquistare; la quale Deputazione +chiedesse la libertà ed indipendenza dello +Stato. Furono nominati il conte Alberto Litta +membro della Reggenza, il conte Federico <a name="tn156" id="tn156"></a>Confalonieri, +Giacomo Ciani, il conte Gio. Giacomo Trivulzio, +Pietro Balabio capo battaglione della Guardia +civica, Gio. Luca della Somaglia presidente +del Consiglio comunale di Milano, Marc'Antonio +Fè di Brescia e Serafino Sommi di Cremona: in +segretario poi della suddetta Deputazione fu nominato +Giacomo Beccaria<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40" href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a>.</p> + +<p>Mentre queste disposizioni erano date, parte dai +Collegi, parte dalla Reggenza furono abolite alcune +tasse odiose al popolo, ed altre diminuite, +onde piú facilmente richiamare l'ordine. Cosí il +Registro, che sommamente gravitava sulle eredità +e sui contratti, e la tassa sulle arti e mestieri furono +abolite, e diminuite quelle sui sali e tabacchi. In seguito +fu ristretta la riserva della caccia nel circondario +di tre miglia del regio Parco di Monza, riserva +posta su campi sommamente coltivati e fertili, +e però dannosissima: era essa resa poi anche +insopportabile dalle soperchierie de' guardacaccia. +Giovarono questi provvedimenti alla calma della +nazione, e la Reggenza ne ordinò l'esecuzione. Ma +i Collegi elettorali, mentre volevano conservato il +<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157"></a>[157]</span> +Regno, fecero varie proposizioni alla Reggenza, che +in nessun modo erano combinabili con quello scopo. +Proposero l'abolizione del Senato, del Consiglio di +Stato e della Segreteria di Stato. Ma questa loro +dichiarazione non fu dalla Reggenza pubblicata, +come quella che si opponeva direttamente allo +scopo principale della conservazione del Regno. +E ben mi ricordo che, giunta alla Reggenza la carta +portante le dette determinazioni, il segretario di +Stato conte Strigelli venne da me e dissemi che +egli se ne andava a casa abbandonando il posto; al +che io mi opposi, dicendogli che rimanesse, non +potendo il Governo procedere ove fosse privato +della Segreteria: e cosí egli rimase al posto.</p> + +<p>Sette giorni, se ben mi ricordo, fu la Reggenza +a capo del Governo e poté con molta quiete ed assiduità +provvedere al tutto. Sedevasi il giorno e la +sera; né parmi possibile ch'io potessi reggere a +tanto, poiché, come Presidente, io non aveva un +momento di quiete, non esclusa la notte. Io dovea +sorvegliare i burò per la pronta spedizione degli +affari, regolare le sedute, ascoltare chi si presentava; +e quando, o per cibarmi o per riposare, io +andava a casa, non mancava subito chi fosse da +me, o per istruzioni o per recarmi notizie o per +provvedimenti a vari moti che da un momento +all'altro accadevano: e ciò oltre tutte le revisioni +e le firme da porsi ai vari ordini, ai proclami, alle +lettere. Ma ciò che rese cosí grave l'impiego che +<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158"></a>[158]</span> +quasi era reso insopportabile, fu il poco accordo e +la poca dignità di alcuni individui della Reggenza, +dappoiché fu accresciuta di sette nuovi rappresentanti. +Erano i primi dignitosamente interessati alla +pubblica quiete ed al buon regolamento, le discussioni +ed i partiti erano saggi, ponderati, tranquilli +e fermi; poi divennero tumultuari e spesse volte +poco decenti. Non voglio tacere che molto male +fecero le basse e focose maniere del conte Longo +del Mella, il quale con tanta rozzezza di modi, ostinazione +e schiamazzo trattava gli affari e con tanto +poco discernimento, non lasciando che altri con +tranquilla dignità esponesse i propri pensieri, che +oltre ad essere io stato obbligato ad ordinare che +fossero chiuse le doppie porte, per impedire lo +scandalo e l'udire agli uscieri ed altri, non potei +un giorno dispensarmi dal chiamarlo all'ordine e +dirgli ch'era libero di partire, giacché egli disse +che, quando si fosse fatto certo decreto contrario +alla sua opinione, egli avrebbe preso il cappello e +se ne sarebbe andato. Non sarebbe stata gran perdita, +se avesse eseguito quanto minacciava. Questo +uomo, che era probo, ma sommamente focoso e di +basse maniere, declamava furibondo quando era coi +suoi eguali; ma poi si è manifestato vile d'animo +quando l'occasione esigeva fermezza di carattere. +Giunti i Tedeschi, egli in Reggenza non aveva +fiato per parlare, né per leggere: non seppe mai +fare rapporto d'alcun affare che potesse concepirsi, +<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159"></a>[159]</span> +sicché egli meschinamente, con sorpresa di tutti, +rappresentò nella Reggenza. Questo stesso uomo +che, udito in società, si sarebbe creduto di forte +petto, di carattere tenace e fermo, terminò di vivere +per patema d'animo, quando il Governo austriaco, +cangiato il governo e abolita la Reggenza +al principiare del 1816, lo dimenticò, lasciandolo +in libertà.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160"></a>[160]</span></p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161"></a>[161]</span></p> + +<h3><a name="Note3" id="Note3"></a>NOTE</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37" href="#FNanchor_37_37">37.</a> [Il <span class="smcap">Verri</span> accenna manifestamente alla convenzione +militare di Schiarino Rizzino, la quale fu sottoscritta il +16 aprile 1814, ratificata dal maresciallo Bellegarde e dal +Principe Eugenio il 17, e resa esecutiva con <i>atto di cambio</i> +delle ratifiche sottoscritto il 17 a un'ora pomeridiana dai +generali austriaci Neipperg e Dode e dal generale italiano +Zucchi. Questi atti furono pubblicati sul <i>Giornale Italiano</i> +del 19 aprile 1814].</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38" href="#FNanchor_38_38">38.</a> La rapidità e la moltiplicità delle cose accadute nell'epoca +che ora incomincio a descrivere, può troppo facilmente +indurre a scrivere con poca esattezza istorica. Onde +converrà per ora indicare le scene principali, poi, ritornato +che sia in patria, mi procurerò i mezzi di maggiormente +ed esattamente risovvenirmi di tutto. Al che molto gioverà +la lettura dei processi verbali della Reggenza, stesi dal segretario +De-Pagave. [Questi processi verbali si credettero +per un gran tempo perduti; ma erano nella collezione Morbio, +con la quale furon venduti in Germania: di là tornarono in +Italia per compra fattane a Lipsia dal libraio V. Menozzi, +e quindi furono ceduti a <span class="smcap">Luca Beltrami</span> che ne fece dono +alla Biblioteca Braidense e ne diede un riassunto nell'<i>Archivio +storico lombardo</i>, anno 1892, vol. IX. pp. 700-705].</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162"></a>[162]</span></p> +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39" href="#FNanchor_39_39">39.</a> Dopo tre anni, non posso risovvenirmi esattamente +delle epoche; e dubito che i Collegi elettorali abbiano nominati +i sette reggenti dopo che i Tedeschi erano già in +Milano con Sommariva e Strassoldo. [Gli Austriaci entrarono +in Milano il 28 aprile: e <i>la nomina per iscrutinio segreto +degli individui degli altri dipartimenti da aggiungersi +in membri della Reggenza provvisoria di Governo</i> era stata +fatta nella seduta dei Collegi elettorali del 25 aprile e pubblicata +nel <i>Giornale Italiano</i> del 27].</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40" href="#FNanchor_40_40">40.</a> Verificare cosa infatti siasi determinato doversi chiedere, +e chi abbia invitati i Tedeschi ad entrare per assicurare +la pubblica quiete, se la Città, se la Reggenza, se i Collegi +elettorali. [Delle richieste da fare alle Alte Potenze, secondo +la deliberazione presa da Collegi elettorali nella seduta del +23 aprile, è dato il testo dall'<span class="smcap">Armaroli</span>, <a href="#Page_31">p. 31</a>. Quanto all'invito +ai Tedeschi di entrare in Milano, è noto che esso +fu fatto dai conti Luigi Porro e Giovanni Serbelloni recatisi +in nome della città al quartier generale austriaco la sera del +20 aprile; cfr. <i>Studi intorno alla storia della Lombardia negli +ultimi trent'anni</i>, p. 76 e 91].</p></div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163"></a>[163]</span></p> + +<hr /> +<h2><a name="INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI" id="INDICE_DELLE_PERSONE_E_DELLE_COSE_NOTABILI"></a>INDICE DELLE PERSONE E DELLE COSE NOTABILI</h2> + +<div class="index"><p>Acerbi Pompeo firma l'istanza pei Collegi elettorali, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p><i>Adda</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante +nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p><i>Adige</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p><i>Adriatico</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p><i>Agogna</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Agretti Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Agucchi Alessandro, consigliere di Stato e prefetto del Passariano, +<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Alberti Francesco, capo divisione nel ministero della giustizia, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Aldini Antonio, ministro segretario di Stato, grande ufficiale +del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>, firmato nel terzo Statuto del +Regno, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Aldini Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Alessandri Marco, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p><i>Almanacco reale</i>, <a href="#Page_78">78</a>.</p> + +<p><i>Alto Adige</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>,</p> + +<p><i>Alto Po</i>, id., <a href="#Page_85">85</a>; suo rappresentante nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Amante Giovanni, capo divisione nel ministero delle finanze, +<a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164"></a>[164]</span></p> + +<p>Andreani Gio. Maurizio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Anthouard (D'), vedi Danthouard.</p> + +<p>Appiani Andrea, suo ritratto di Napoleone I rotto dal Confalonieri, +<a href="#Page_20">20</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Appiani Gabriele firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Appiani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato, in +Milano, <a href="#Page_32">32</a>.</p> + +<p>Arese Francesco, colonnello, capo divisione nel ministero +della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Arese Marco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Armaroli Leopoldo, sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxiv">xxiv</a>, autore +della <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xv">xv</a>-xvi, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta +del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Armeni Antonio, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Arrigoni Galeazzo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Artico Angelo, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Assalini Antonio, id., <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Augusta Amalia di Baviera, principessa, moglie del viceré +Eugenio, sue virtú e sue lodi, <a href="#Page_6">6</a>.</p> + +<p>Auna Gio. Vincenzo, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><i>Austria</i>, sua politica secondo il Saint-Edme, <a href="#Page_87">87</a>-90; suo partito +in Italia alla fine del Regno, <a href="#Page_xiv">xiv</a>, <a href="#Page_xvii">xvii</a>.</p> + +<p>Aycard Romano, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p><i>Bacchiglione</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Balabio Carlo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante nell'Alto +Po, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Balabio Pietro, capo battaglione della guardia civica di +Milano, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_61">61</a>, sua parte nei +fatti del 20 aprile, <a href="#Page_19">19</a>; deputato dei Collegi elettorali +alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Balathier Carlo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Banfi Alfonso, giudice di pace in Milano, suo tentativo di +salvare il Prina, <a href="#Page_142">142</a>-143, non trova chi ne riconosca +il cadavere, <a href="#Page_23">23</a>.</p> + +<p>Banfi Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165"></a>[165]</span></p> + +<p>Barbò Francesco, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, direttore generale +delle privative, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Barbò Viscardo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Barbou Gabriele generale francese comandante nel Metauro, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Bargnani Cesare, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale +delle dogane, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Barinetti Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Barisan Giovanni, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p><i>Basso Po</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Bazzetta Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, giudice di cassazione +<a href="#Page_81">81</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>, fa parte della +Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p> + +<p>Bazzoni Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Beauharnais Eugenio, viceré d'Italia, sue lodi, <a href="#Page_6">6</a>; diffidenza +e lamenti contro di lui, <a href="#Page_7">7</a>; specialmente per eccessi di +rigore militare, <a href="#Page_104">104</a>, <a href="#Page_105">105</a>, distribuisce le onorificenze +della Corona di ferro, <a href="#Page_100">100</a>; sua commissione al Verri per +le Marche, <a href="#Page_100">100</a>; sue cure e incertezze in Mantova, <a href="#Page_10">10</a>; +sua convenzione del 16 aprile col Bellegarde, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_87">87</a>, <a href="#Page_161">161</a>; +sua lettera al Melzi, <a href="#Page_11">11</a>; fedeltà del Senato a lui, <a href="#Page_11">11</a>; +sue credenziali alla Deputazione senatoria, <a href="#Page_32">32</a>; delibera +d'abbandonare il Regno, <a href="#Page_33">33</a>; sua convenzione col Bellegarde +del 23 aprile <a href="#Page_34">34</a>; suo proclama all'armata francese +e indirizzo dei generali francesi a lui, <a href="#Page_87">87</a>; Statuto +pel suo appannaggio, <a href="#Page_92">92</a>; ricordato, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_104">104</a>, <a href="#Page_107">107</a>, +<a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_114">114</a>, <a href="#Page_116">116</a>, <a href="#Page_119">119</a>, <a href="#Page_122">122</a>, <a href="#Page_132">132</a>, <a href="#Page_133">133</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p> + +<p>Beccalossi Giuseppe, consigliere di Stato onorario e primo +presidente della Corte d'appello in Brescia, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Beccaria Giacomo, segretario della deputazione dei Collegi +elettorali alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Beccaria Giulio, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Belgioioso Trivulzio Cristina, autrice degli <i>Studi intorno +alla Storia della Lombardia negli ultimi trent'anni</i>, <a href="#Page_viii">viii</a>.</p> + +<p>Bellegarde (conte di), feld-maresciallo austriaco, comandante +l'esercito in Italia, sua convenzione con il viceré +<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166"></a>[166]</span> +Eugenio, 16 aprile 1814, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_87">87</a>, <a href="#Page_111">111</a>; passaporti rilasciati ai +deputati, <a href="#Page_32">32</a>; sua convenzione col viceré, 23 aprile, <a href="#Page_34">34</a>; +riceve una deputazione dei Collegi elettorali, <a href="#Page_37">37</a>; dichiara +di ritenere Milano e le provincie in nome dell'imperatore +d'Austria, <a href="#Page_38">38</a>; in qualità di commissario +imperiale assume la presidenza della Reggenza, <a href="#Page_38">38</a>; ricordato, +<a href="#Page_45">45</a>.</p> + +<p>Bellotti Gaspare, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Bentivoglio Carlo, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p>Berioli Spiridione, arcivescovo di Urbino, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Bernardino Maurizio, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Bernardoni Giuseppe, capo div. nel ministero dell'interno, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Bertoletti Antonio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, designato a far +parte della deputazione del Regno alle Alte Potenze, <a href="#Page_11">11</a>, +va a Parigi per la Baviera, <a href="#Page_32">32</a>.</p> + +<p>Bertolosi Giovanni Battista, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante +nell'Agogna, <a href="#Page_85">85</a>, e nell'Olona, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Besana Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Bianchi d'Adda Giovanni Battista, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Biella Felice, segretario generale nel ministero della giustizia, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Bignami Carlo, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p>Bode, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Bologna Sebastiano, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa parte di una commissione +senatoria, <a href="#Page_109">109</a>, <a href="#Page_45">45</a>, firma la protesta del Senato +<a href="#Page_75">75</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p>Bolognini Alessandro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Bolognini Luigi, id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Bonati Teodoro, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Bonet Domenico firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Bonfanti Antonio, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Bonsignori Stefano, patriarca di Venezia, grande ufficiale +del Regno e senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p>Borghi Carlo Jacopo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, capo divisione +nel ministero degli affari esteri in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167"></a>[167]</span></p> + +<p>Borromeo Giberto firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>, +fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>, va a complimentare +i Collegi, <a href="#Page_134">134</a>.</p> + +<p>Borromeo Carlo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Borsotti Giovanni Gaudenzio, sostituto procuratore generale +della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Bossi Benigno, capitano della guardia civica di Milano, sua +parte nei fatti del 20 aprile 1814, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei +Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_62">62</a>, domanda al Senato la convocazione dei +Collegi, <a href="#Page_19">19</a>.</p> + +<p>Bossi Francesco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Bossi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Bourg Teodoro, v. Saint-Edme.</p> + +<p>Bovara Giovanni, ministro del culto dal 1802 al 1812, <a href="#Page_78">78</a>.</p> + +<p>Bovara Stanislao firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Bozzi Galeazzo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Brambilla Cesare id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Brebbia Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><i>Brenta</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Brunacci Vincenzo, ispett. generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Brunetti Vincenzo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, direttore generale +del censo, <a href="#Page_83">83</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Brusa Paolo, segretario generale della polizia, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Bruti Agostino, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato, +<a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Buratovich Vincenzo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Burri Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Busca Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Busti Cristoforo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>, firmato +nel primo Statuto <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Caccía Gaudenzio, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, prefetto dell'Olona, +<a href="#Page_76">76</a>.</p> + +<p>Cagnola Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Cagnola Giuseppe id. <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Caldarini Gio. Battista, segretario gen. delle privative, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168"></a>[168]</span></p> + +<p>Calderara Giuseppe, luogotenente prefetto del Monte Napoleone, +<a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Calepio Pietro firma il primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Camerata Antonio, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Campagnola Luigi, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Cananda (?) Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Cantú Giuseppe id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Caprara Giovanni Battista, cardinale e arcivescovo di Milano, +suo catechismo riformato dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>Caprara Carlo, grande scudiere e grande ufficiale del Regno +e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; firmato nel +primo Statuto, 90 e nel terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Cardoni Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Carli Carlo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Carlotti Alessandro, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; senatore, +<a href="#Page_79">79</a>; suo carattere e condotta, <a href="#Page_139">139</a>; propugnatore +degli interessi del principe Eugenio, <a href="#Page_110">110</a>; lascia la seduta +del 17 aprile, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>; dopo quella del 20 si rifugia nella +carrozza del Verri, <a href="#Page_136">136</a>; rimproveri fatti a lui dal Verri, <a href="#Page_139">139</a>; +firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Carmagnola Paolo, capo divisione nel ministero dell'interno, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Carnaghi Amedeo, ispettore generale del tesoro, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Carozzi Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Casati Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Casella Giovanni Battista, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Casnati Filippo, capo divisione nel ministero del culto, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Castelbarco Cesare firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Castiglioni Alfonso, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei Collegi, +<a href="#Page_60">60</a>; nipote di C. Verri, gli preannunzia l'oggetto +della seduta del Senato del 17 aprile, <a href="#Page_104">104</a>.</p> + +<p>Castiglioni Antonio, avvocato, firma l'istanza pei Collegi, +<a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Castiglioni Carlo id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Castiglioni Luigi, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; è nominato a far parte della +<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169"></a>[169]</span> +deputazione del Senato alle Alte Potenze, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>, +<a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_163">163</a>; va a Mantova, <a href="#Page_116">116</a>; da Mantova torna a Milano, +<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_116">116</a>; fa parte di una commissione senatoria, <a href="#Page_46">46</a>, +<a href="#Page_109">109</a>; parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>; istruzioni date a lui e al Guicciardi, +<a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_55">55</a>; firmato nel terzo Statuto <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Cavedoni Bartolomeo, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Cavriani Federico, senatore, <a href="#Page_xxi">xxi</a>, <a href="#Page_79">79</a>; fa parte di una commissione +senatoria, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_109">109</a>; firma la protesta del Senato, +<a href="#Page_75">75</a>; presso il Melzi dopo la seduta del 20 aprile, <a href="#Page_141">141</a>.</p> + +<p>Ceriani Giuseppe Cesare, capo divisione nel ministero dell'interno, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Ciani Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, deputato dei +Collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Cicogna Carlo, ciambellano di corte, sua parte nei fatti del +20 aprile 1814, <a href="#Page_15">15</a>.</p> + +<p>Cicogna Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Cicogna ......, scudiere di corte, fratello di Carlo, +sua parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>.</p> + +<p>Cisotti Giovanni Battista, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Codronchi Antonio, arcivescovo di Ravenna, grande elemosiniere +del Regno, grande ufficiale del Regno e della +Corona, <a href="#Page_78">78</a>, membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p>Colle Francesco, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p><i>Collegi elettorali del Regno d'Italia</i>, istanza dei cittadini milanesi +per la loro convocazione, <a href="#Page_59">59</a>-63; il Confalonieri ne +chiede la convocazione, <a href="#Page_18">18</a>; prima riunione di essi il +22 aprile, con circa 70 elettori, e atti che vi si compirono, +<a href="#Page_29">29</a>; deputazione loro alle alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>; altri +atti, <a href="#Page_35">35</a>; numero degli elettori nel Regno, 92 e dei presenti +a Milano, <a href="#Page_35">35</a>; loro deputazione al Sommariva, <a href="#Page_36">36</a>; +altra al Bellegarde, <a href="#Page_37">37</a>; dichiarati sciolti dal Bellegarde, +<a href="#Page_38">38</a>.</p> + +<p>Compagnoni Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Condulmer Pietro Antonio, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Condulmer Tommaso Gaspare, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la proposta +<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170"></a>[170]</span> +del Senato, <a href="#Page_75">75</a>, si rifugia nella carrozza del +Verri, <a href="#Page_138">138</a>.</p> + +<p>Confalonieri Federico firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>; sua +parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>; sua intimazione al Senato, +<a href="#Page_18">18</a>; rompe il ritratto di Napoleone dell'Appiani, <a href="#Page_20">20</a>; +deputato dei Collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>; suo +contegno il 20 aprile, <a href="#Page_131">131</a>, <a href="#Page_140">140</a>; risponde alla <i>Memoria +Storica</i>, <a href="#Page_x">x</a>.</p> + +<p><i>Consiglio di Stato</i>, Statuto ad esso relativo, <a href="#Page_91">91</a>; sua composizione +alla fine del Regno, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_81">81</a>; molti consiglieri +erano milanesi, <a href="#Page_8">8</a>; abolito dai Collegi elettorali, <a href="#Page_35">35</a>; dichiarato +sciolto dal Bellegarde, <a href="#Page_38">38</a>.</p> + +<p>Conti Francesco, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Conti Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Coraccini Federico (Lafolie Carlo Giovanni), pseudomino +dell'autore della <i>Storia dell'Amministrazione del Regno +d'Italia</i>, <a href="#Page_xv">xv</a>.</p> + +<p>Cornaglia Francesco, prefetto del Serio, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p><i>Corinaldo</i>, patria di un militare fucilato, <a href="#Page_105">105</a>.</p> + +<p><i>Corte dei Conti</i>, sua composizione alla fine del Regno, <a href="#Page_82">82</a>; +formata quasi tutta da milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p> + +<p><i>Corte di cassazione</i>, sua composizione alla fine del Regno, <a href="#Page_81">81</a>; +formata quasi interamente di milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p> + +<p><i>Corte reale</i> in Milano, suo personale quasi tutto di milanesi, +<a href="#Page_8">8</a>.</p> + +<p>Corridori Girolamo, cassiere generale del Regno, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Cortese Francesco, direttore delle rassegne e della coscrizione, +<a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Cossali Pietro, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Cossoni Antonio, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale +delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Costabili-Containi Gio. Battista, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa parte di +una commissione senatoria, <a href="#Page_46">46</a>, <a href="#Page_109">109</a>; intendente generale +della Corona e grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_79">79</a>; +firma il primo e il terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171"></a>[171]</span></p> + +<p>Costanzi Giovanni Battista, capitano di fregata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Cozzi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Crespi Antonio id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Crespi Luigi, procuratore generale nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Crevenna Francesco, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Crivelli Ferdinando id., <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Crivelli Ignazio id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Crivelli Mesmer Giuseppe, id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p><i>Crostolo</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Cruvelier Gio. Pietro, ispettore di marina, capo divisione +nel ministero della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Custodi Pietro, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, segretario generale +del ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Dabrowki, vedi Dombrowski G. E.</p> + +<p>D'Adda Febo, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>D'Adda Ferdinando firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Dal Fiume Filippo, prefetto dell'Alto Adige, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>D'Allegre Paolo Lamberto, consigliere di Stato e vescovo +di Pavia, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><i>Dalmazia</i>, sua unione al Regno e commissione per il suo +ordinamento, <a href="#Page_101">101</a>.</p> + +<p>Dandolo Silvestro, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Dandolo Vincenzo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; suo contegno in Senato +il 17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_109">109</a>; fa parte della commissione +senatoria, <a href="#Page_46">46</a>, <a href="#Page_109">109</a>; parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_48">48</a>, <a href="#Page_111">111</a>; +va dal Melzi, <a href="#Page_111">111</a>; ricordato, <a href="#Page_xxi">xxi</a>.</p> + +<p>Danthouard Carlo Niccolò, generale di divisione, primo +aiutante di campo del viceré Eugenio, <a href="#Page_7">7</a>; offende gli +Italiani, ivi; accennato, <a href="#Page_105">105</a>; firma l'indirizzo dei generali +francesi, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Darnay Antonio, segretario di gabinetto del viceré Eugenio, +<a href="#Page_7">7</a>; poi direttore generale delle poste nel Regno, +<a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_84">84</a>, <a href="#Page_105">105</a>; suo spionaggio nei carteggi privati, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_105">105</a>.</p> + +<p>Daurier, generale francese comandante nell'Adriatico, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>De Agostini Agostino, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172"></a>[172]</span></p> + +<p>De Bernardi Stefano, presidente del consiglio legislativo +nel consiglio di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, primo presidente della Corte +dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>De Capitani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>De Capitani Paolo, segretario generale del ministero dell'interno, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>De Carli Nazzari Luigi, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Del Maino Carlo, prefetto del Tagliamento, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>De Lorenzi Antonio, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Dembowski Giovanni, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, designato +nel <i>generale straniero</i> al soldo italiano, <a href="#Page_9">9</a>, richiamato in +servizio dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>De Moll Sigismondo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del +Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>De Pagave Gaudenzio, segretario della Reggenza, <a href="#Page_161">161</a>.</p> + +<p><i>Deputazione del Senato</i> alle Potenze alleate, come e da chi +proposta, <a href="#Page_52">52</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_112">112</a>; istruzioni e credenziali date ad +essa dal Melzi, <a href="#Page_54">54</a>-57; va a Mantova, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_116">116</a>; ritorna a Milano, +<a href="#Page_68">68</a>, <a href="#Page_116">116</a>; sua condotta difesa dal Guicciardi, <a href="#Page_66">66</a>-68.</p> + +<p><i>Deputazione dei Collegi elettorali</i> alle Potenze alleate, <a href="#Page_30">30</a>-31, +<a href="#Page_156">156</a>; persone che ne facevano parte, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>De Simoni Baldassarre, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Di Breme Arborio Luigi Giuseppe, senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p><i>Dipartimenti</i> del Regno d'Italia, loro capoluoghi, popolazione, +circoscrizione, prefetti e comandanti militari, <a href="#Page_85">85</a>-87; +solamente gli elettori di otto dipartimenti sono convocati +a Milano, <a href="#Page_155">155</a>; loro rappresentanti nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p><i>Direzioni generali</i> per l'amministrazione del Regno, funzionari +che le componevano alla fine del Regno, <a href="#Page_83">83</a>, <a href="#Page_84">84</a>; +quasi tutti milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p> + +<p>Dode, generale austriaco, <a href="#Page_161">161</a>.</p> + +<p>Dombrowski Giovanni Enrico, generale di divisione, firmato +nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Durini Antonio, podestà di Milano, accennato <a href="#Page_15">15</a>; trasmette +al Senato e al Melzi l'istanza dei cittadini per +<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173"></a>[173]</span> +la convocazione dei Collegi elettorali, <a href="#Page_16">16</a>, <a href="#Page_58">58</a>, fa pubblicare +il decreto del Senato e altri proclami, <a href="#Page_24">24</a>, convoca +il Consiglio comunale in seduta permanente, <a href="#Page_24">24</a>, +<a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>, certifica conforme +l'istanza, <a href="#Page_63">63</a>; presente all'insediamento della Reggenza, +<a href="#Page_147">147</a>; il Confalonieri gli indirizza la sua apologia, <a href="#Page_x">x</a>.</p> + +<p>Erizzo Guido, consigliere di Stato onorario, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><i>Esercito</i>, suoi ufficiali generali alla fine del Regno, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Eulbrucca Carlo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Fagnani Federico, ciambellano di corte e consigliere di +Stato, <a href="#Page_81">81</a>; sua parte nei fatti del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>; firma +l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Farina Modesto, capo divisione nel ministero del culto, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Fava Paolo Fabrizio, arcivescovo di Ferrara, grande ufficiale +del Regno e senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p>Fè Marcantonio, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, +<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>; firmato nel primo e terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Felici Daniele, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, si offre di parlare al popolo, <a href="#Page_69">69</a>, +insieme al Verri parla al popolo, <a href="#Page_128">128</a>; firma la protesta +del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Fenaroli Giuseppe, gran maggiordomo maggiore, grande ufficiale +del Regno e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>, membro del Senato, +<a href="#Page_79">79</a>; invita la Reggenza ad occupare il palazzo reale, +<a href="#Page_149">149</a>; firmato nel primo Statuto del Regno, 91 e nel +terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Ferrarlo Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Ferri Francesco, prefetto del Piave, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Fiorella Pasquale Antonio, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, senatore, +<a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Fontane Giacomo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, comandante +nel Mella, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Fontanelli Achille, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, ministro della +guerra e grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; designato +a far parte della deputazione del Regno alle Alte Potenze, +<a href="#Page_18">18</a>, va a Parigi per la Baviera, <a href="#Page_32">32</a>, destituito dalla +Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174"></a>[174]</span></p> + +<p>Foscolo Ugo, frequentatore delle case dei ministri, <a href="#Page_9">9</a>-10, +promosso capo squadrone dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>, citato, + <a href="#Page_ix">ix</a>, <a href="#Page_xi">xi</a>.</p> + +<p>Fossano Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Francesco I, imperatore d'Austria, re d'Ungheria e di +Boemia, le sue truppe occupano parte dell'Italia, <a href="#Page_12">12</a>; +proposta di farlo mediatore presso le Alte Potenze per +la cessazione delle ostilità, l'indipendenza del Regno e +la creazione di Eugenio a re d'Italia, <a href="#Page_12">12</a>; è dichiarato in +possesso di Milano e delle provincie, <a href="#Page_35">35</a>; dovevano presentarsi +a lui i deputati del Senato, <a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_57">57</a>.</p> + +<p>Frangipane Cinzio, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Frecarelli Prospero firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Fressinet Filiberto, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Frisiani Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Frosconi Alessandro, prefetto del Rubicone, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Galimberti Livio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Gallino Tommaso, consigliere di Stato e primo presidente +della Corte d'appello di Verona, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Galvagna Francesco, consigliere di Stato e prefetto dell'Adriatico, +<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Gaspari Giacomo, prefetto del Metauro, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Gentili Antonio, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Germani Giuseppe, capo divisione nella segreteria di Stato +in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Ghirlanda Girolamo, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Giaxich ......, capitano di fregata, comandante del +porto di Venezia, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Giegler Pietro, libraio in Milano, <a href="#Page_xvi">xvi</a>.</p> + +<p>Gioia Melchiorre, creduto autore della <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xi">xi</a>.</p> + +<p>Giovio Ludovico, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, firma l'istanza +pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_61">61</a>, presiede i Collegi elettorali e suoi +discorsi, 30 e seg., <a href="#Page_155">155</a>; era stato commissario straordinario +nel dipartimento del Lario, negli ultimi tempi +del Regno, <a href="#Page_39">39</a>; suo discorso di chiusura ai Collegi elettorali, +<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175"></a>[175]</span> +<a href="#Page_36">36</a>; altro discorso innanzi al Bellegarde, <a href="#Page_37">37</a>; risponde +alla <i>Memoria storica</i>, <a href="#Page_xi">xi</a>, <a href="#Page_xxi">xxi</a>.</p> + +<p>Giudici Gaetano, segretario generale del ministero del +culto, <a href="#Page_83">83</a>, e ff. di ministro dal 1812 al 1814, <a href="#Page_78">78</a>.</p> + +<p>Giulini Cesare firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Giulini Giorgio, fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>.</p> + +<p>Giulini Giuseppe, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Giustiniani Leonardo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firma la protesta del +Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p> + +<p>Gorio Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p><i>Grandi ufficiali della Corona</i>, <a href="#Page_78">78</a>; fanno parte del Senato, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p><i>Grandi ufficiali del Regno</i>, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_79">79</a>; Statuto per la loro creazione, +<a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Grenier Paolo, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Greppi Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Guastavillani Giovanni Battista, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, +firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Guerrini Camillo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Guicciardi Diego, creduto autore della <i>Memoria storica</i> + <a href="#Page_xii">xii</a>-xiv; sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxii">xxii</a>-xxiv; senatore, <a href="#Page_79">79</a>; +combatte il progetto del Melzi ed è nominato della deputazione +senatoria, <a href="#Page_15">15</a>, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_11">11</a>; suo contegno nella +seduta del 17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_111">111</a>, <a href="#Page_113">113</a>; +va a Mantova col Castiglioni, <a href="#Page_116">116</a>; torna a Milano, +<a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_116">116</a>; istruzioni a lui date dal Melzi, <a href="#Page_54">54</a>, <a href="#Page_55">55</a>; sua memoria +apologetica, <a href="#Page_33">33</a>; testo di essa, <a href="#Page_64">64</a>-69; lettera relativa +della Reggenza, <a href="#Page_70">70</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>; +firmato nel primo e terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Isimbardi Innocenzo, direttore generale delle zecche, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p><i>Istanza dei cittadini milanesi</i> per la convocazione dei Collegi +elettorali, <a href="#Page_59">59</a>-63; trasmessa dal podestà al presidente +del Senato, <a href="#Page_58">58</a>, <a href="#Page_124">124</a>, <a href="#Page_125">125</a>.</p> + +<p>Jacob ...., capo divisione nel ministero italiano degli affari +esteri in Parigi, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Jacquet Giuseppe, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176"></a>[176]</span></p> + +<p>Julhien Giovanni Francesco, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante +nel Mincio, <a href="#Page_86">86</a>, ricordato <a href="#Page_xxv">xxv</a>.</p> + +<p>Lafolie Carlo Giovanni, vedi Coraccini Federico.</p> + +<p>Lambertenghi Luigi, consigliere legislativo, firmato nel primo +Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Lamberti Giacomo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, segretario del Senato, <a href="#Page_53">53</a>, +firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p><i>Lario</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante +nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>; sua prefettura desiderata dal +Verri, <a href="#Page_98">98</a>.</p> + +<p>Laurent Francesco Guglielmo, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Lechi Angelo, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Lechi Giuseppe, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Lechi Teodoro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Lemarrois Giovanni, generale francese, governatore nelle +Marche, <a href="#Page_101">101</a>.</p> + +<p>Litta Alberto, fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>; deputato dei +Collegi elettorali alla A. P., <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Litta Antonio, gran ciambellano, grande ufficiale del Regno +e della Corona, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; firmato +nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Locatelli Luigi Annibale, ispettore alle rassegne, capo divisione +nel ministero della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Londonio Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Longo Lucrezio, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, aggiunto alla Reggenza, pel +Mella, <a href="#Page_155">155</a>, suo carattere e sua morte, <a href="#Page_158">158</a>, <a href="#Page_159">159</a>.</p> + +<p>Luini Giacomo, direttore generale della polizia, accennato, +<a href="#Page_14">14</a>; consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_101">101</a>; aggiunto a +C. Verri per l'organizzazione delle Marche, <a href="#Page_101">101</a>; suo carattere +e sue attribuzioni, <a href="#Page_153">153</a>, <a href="#Page_154">154</a>; promosso dalla +Reggenza a consigliere di cassazione, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>Luini Giuseppe, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Luini Stefano, prefetto dell'Agogna, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Luosi Giuseppe, gran giudice ministro della giustizia, senatore, +<a href="#Page_80">80</a>; grande ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; presente +<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177"></a>[177]</span> +alla seduta del Senato 17 aprile, <a href="#Page_43">43</a>; parla, <a href="#Page_48">48</a>; sua +parte nel progetto di decreto presentato al Senato, <a href="#Page_110">110</a>; +firmato nel primo e nel terzo Statuto del Regno, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Luosi Luigi, capo divisione nel ministero della giustizia, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Lupi Carlo, segretario generale del censo, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Maestri Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, prefetto del +Monte Napoleone, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Magenta Pio, prefetto del Bacchiglione, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Maillot Stefano, commissario generale della marina, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Manara Baldassarre firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Manzi Ignazio id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Manzoni Alessandro id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p><i>Marche</i>, loro unione al Regno italico, <a href="#Page_101">101</a>; v. <i>Metauro</i>, <i>Musone</i>, +<i>Tronto</i>.</p> + +<p>Marchini Bartolomeo, capo divisione nel ministero delle +finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Marcognet, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Marescalchi Ferdinando, ministro degli affari esteri e grande +ufficiale del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; firmato nel primo Statuto +del Regno, 90 e nel terzo, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p><i>Marina reale</i>, suoi ufficiali superiori alla fine del Regno, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Marini Giuseppe, capitano, aiutante di piazza, comandato +a prestar servizio presso il Senato il 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>, +<a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_18">18</a>.</p> + +<p>Marinoni Francesco, segretario generale della Segreteria di +Stato in Parigi, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Martel Filippo Andrea, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Martinengo Gio. Estore, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Martini Francesco firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Masetti Agostino, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Massari Luigi, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; si offre di parlare al popolo, <a href="#Page_18">18</a>; +parla in Senato, <a href="#Page_47">47</a>; insieme al Verri parla al popolo, +<a href="#Page_128">128</a>; si rifugia nella carrozza del Verri, <a href="#Page_138">138</a>; firmato +nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p> + +<p>Mazzucchelli Giovanni Battista, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178"></a>[178]</span></p> + +<p>Mazzucchelli Luigi, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>; accennato, <a href="#Page_9">9</a>; +promosso dalla Reggenza a generale di divisione, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>Medici Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Méjan Stefano, segretario degli ordini del viceré Eugenio, <a href="#Page_xxi">xxi</a>, +<a href="#Page_7">7</a>; ammesso nel Collegio elettorale dei dotti, ivi; registrato +dal Saint-Edme tra i grandi ufficiali del Regno, <a href="#Page_79">79</a>; +consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>; odiato dagli Italiani, <a href="#Page_103">103</a>.</p> + +<p>Melano Portula Vittorio, vescovo di Novara, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Mellerio Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>; fa parte +della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>.</p> + +<p><i>Mella</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante +nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>; sua prefettura esercitata dal +Verri, <a href="#Page_99">99</a>.</p> + +<p>Meloni Abele firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p>Melzi Francesco, vicepresidente della Repubblica italiana, <a href="#Page_98">98</a>; +trae il Verri alla vita politica, <a href="#Page_99">99</a>; duca di Lodi, cancelliere +guardasigilli della Corona e grande ufficiale del +Regno, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_78">78</a>; membro del Senato, <a href="#Page_79">79</a>; convoca il Senato +<a name="tn178" id="tn178"></a>per il 17 aprile, <a href="#Page_12">12</a>; sua lettera e messaggio +relativo, <a href="#Page_44">44</a>; testo di essi, <a href="#Page_49">49</a>-50; sue istruzioni alla +Deputazione senatoria, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_54">54</a>-55; credenziali per il +Metternich, <a href="#Page_56">56</a>-57; sua vita minacciata, <a href="#Page_26">26</a>, <a href="#Page_140">140</a>; non +crede agli avvertimenti del Verri, <a href="#Page_120">120</a>, <a href="#Page_140">140</a>; ricordato, +<a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_16">16</a>.</p> + +<p>Melzi Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Melzi Giuseppe id. <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Mengotti Francesco, senatore, <a href="#Page_50">50</a>, segretario del Senato, <a href="#Page_53">53</a>; +formula una proposta in Senato, <a href="#Page_48">48</a>; redige l'articolo +relativo al principe Eugenio, <a href="#Page_114">114</a>; firma la protesta, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Mermet Giuliano Agostino, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p><i>Metauro</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>, <a href="#Page_101">101</a>; ricordato, +<a href="#Page_105">105</a>.</p> + +<p>Metternich (principe di), ministro degli affari esteri dell'imperatore +d'Austria, credenziali del Melzi a lui per +la deputazione del Regno, <a href="#Page_13">13</a>-14, <a href="#Page_56">56</a>-57.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179"></a>[179]</span></p> + +<p>Mezzoni (Mozzoni?) Ottavio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Milius Pier Bernardo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Milossewitz Andrea, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante +nell'Adige e Alto Adige, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p><i>Mincio</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; suo rappresentante +nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p><i>Ministeri</i> del Regno d'Italia, loro funzionari, <a href="#Page_82">82</a>, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Minoia Giovanni, prefetto del Panaro, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Mocenigo Alvise, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Moiana Pietro firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Montebruno Andrea, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Monteggia Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Monticelli Giovanni id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Monticelli-Strada Gio. Battista id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Mori Ambrogio id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Moroni Pietro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Moscati Pietro, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, fa una proposta in Senato, <a href="#Page_48">48</a>; +firma la protesta in Senato, <a href="#Page_74">74</a>; firmato nel terzo Statuto, +<a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Mozzoni, vedi Mezzoni.</p> + +<p>Muggiasca Giacomo, aggiunto per il Lario alla Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Muggiasca Gio. Battista firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Murat Gioacchino, re di Napoli, sua occupazione di parte +d'Italia, <a href="#Page_12">12</a>; suoi disegni politici, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p><i>Musone</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>, <a href="#Page_101">101</a>.</p> + +<p>Nani Tommaso, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Napoleone I, suo governo in Francia e in Italia, <a href="#Page_5">5</a>; porta +solo l'odiosità delle gravezze finanziarie, <a href="#Page_7">7</a>; suo ritratto +dipinto dall'Appiani e rotto dal Confalonieri, <a href="#Page_20">20</a>; ricordato, + <a href="#Page_viii">viii</a>, <a href="#Page_43">43</a>.</p> + +<p>Narducci Giampietro, capo divisione nella segreteria di Stato +in Milano, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Nava Ambrogio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Negri ...., segretario generale del Monte Napoleone, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Negri Antonio, presidente della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; firmato +nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180"></a>[180]</span></p> + +<p>Negri Gaetano, segretario generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Neipperg (conte di) Alberto, generale austriaco, <a href="#Page_161">161</a>.</p> + +<p>Noghera Gio. Battista, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Odescalchi Tommaso, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p><i>Olona</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>; da esso sono +tratti i primi membri della Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Opizzoni Carlo, arcivescovo di Bologna, non riconosciuto, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p>Oriani Barnaba, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; +firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Ottolini Giulio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Paini Giulio, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Pallavicini Giuseppe, presidente del Consiglio degli uditori +nel Consiglio di Stato, <a href="#Page_81">81</a>; firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Pallavicini Giulio, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Palmieri ......., segretario generale del lotto, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Palombini Giuseppe, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Pampuri Giacomo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p><i>Panaro</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Paolucci Amilcare, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Paradisi Giovanni, firmato nel primo e terzo Statuto del +Regno, <a href="#Page_90">90</a>, <a href="#Page_91">91</a>; senatore, <a href="#Page_79">79</a>; uno dei sostenitori del +principe Eugenio, <a href="#Page_110">110</a>; doveva far parte della Deputazione +senatoria, <a href="#Page_11">11</a>; non è nominato, <a href="#Page_13">13</a>; parla nella seduta +17 aprile, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_113">113</a>; lascia la seduta, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>; +non interviene a quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; firma la protesta +del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p> + +<p>Parca Carlo, ispettore generale delle acque e strade, <a href="#Page_83">83</a>, +firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Parravicini Raffaele, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Pasqualigo Nicola, capitano di vascello, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p><i>Passariano</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Patroni Giuseppe, colonnello, capo divisione nel ministero +della guerra, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Pecchio Pietro, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Peceis Gio. Odoardo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181"></a>[181]</span></p> + +<p>Pedrazzini Michele, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Pedroli Carlo Antonio, consigliere di Stato onorario e primo +presidente della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><a name="tn181" id="tn181"></a>Pelegatti Cesare, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Peregalli Francesco, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, aggiunto alla Reggenza +per l'Adda, <a href="#Page_155">155</a>, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p>Perego Luigi, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Peri Bernardo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Petracchi Angelo, capo divisione nel ministero delle finanze, +<a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Pevri Luigi, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>, tenta di salvare il +Prina dal furore popolare, <a href="#Page_22">22</a>.</p> + +<p><i>Piave</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Piazzoni Gio. Battista, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Pini Ermenegildo, ispettore generale degli studi, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Pino Domenico, generale di divisione, <a href="#Page_79">79</a>, <a href="#Page_84">84</a>, primo capitano +della Guardia reale e grande ufficiale del Regno, +<a href="#Page_79">79</a>; trascurato dal principe Eugenio, <a href="#Page_7">7</a>; firma la +istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>; poteva salvare il Prina, <a href="#Page_22">22</a>; +dichiarato comandante delle forze della capitale, <a href="#Page_24">24</a>; fa +parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suo proclama al popolo, +<a href="#Page_25">25</a>; intende salvare il Melzi, <a href="#Page_26">26</a>; esorta il popolo +alla calma, <a href="#Page_141">141</a>; chiama alle armi per difendere gli edifizi +pubblici, <a href="#Page_27">27</a>; confermato dai Collegi elettorali nel +grado di comandante delle forze militari; poi atti accennati, +<a href="#Page_38">38</a>, <a href="#Page_143">143</a>; sue difese a stampa, <a href="#Page_x">x</a>, <a href="#Page_xxi">xxi</a>; censure +a lui date, <a href="#Page_xx">xx</a>.</p> + +<p>Pizzagalli Angelo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Pizzotti Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Poggiolini Giovanni, segretario generale dell'istruzione pubblica, +<a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Polcastro Girolamo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>.</p> + +<p>Polfranceschi Pietro, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>; generale di +brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Porro Ferdinando, prefetto del Brenta, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182"></a>[182]</span></p> + +<p>Porro Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>; in compagnia +del Pino il giorno 20 aprile, <a href="#Page_23">23</a>; va a invitare gli Austriaci +in Milano, <a href="#Page_160">160</a>.</p> + +<p>Porta Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Prandina Gaetano, capo divisione nel ministero della giustizia, +<a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Predabissi Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Prevosti Giulio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Prina Giuseppe, ministro delle finanze e grande ufficiale +del Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_83">83</a>; senatore <a href="#Page_80">80</a>; cieco strumento della +politica finanziaria di Napoleone, <a href="#Page_7">7</a>, e perciò odiatissimo, +<a href="#Page_105">105</a>, <a href="#Page_137">137</a>; sua parte nel progetto di decreto del +Melzi, <a href="#Page_110">110</a>; doveva far parte della Deputazione alle Potenze, +<a href="#Page_11">11</a>; ma non fu nominato, <a href="#Page_13">13</a>; presente alle seduta +del 17 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; vi parla, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_113">113</a>; non interviene +a quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>; ricercato durante la seduta +stessa, <a href="#Page_137">137</a>, <a href="#Page_141">141</a>; tumulto popolare e strazio di lui, <a href="#Page_21">21</a>-23, +<a href="#Page_141">141</a>-146; tentativi vani di salvarlo, <a href="#Page_21">21</a>, <a href="#Page_23">23</a>, <a href="#Page_144">144</a>; +saccheggio del suo palazzo, <a href="#Page_24">24</a>, <a href="#Page_137">137</a>; della sua villa, <a href="#Page_28">28</a>; +si sparge l'oblio sui colpevoli della strage, <a href="#Page_40">40</a>; incisione +rappresentante il suo eccidio, <a href="#Page_41">41</a>.</p> + +<p>Prina Giuseppe, professore a Pavia, cerca di salvare il ministro, +<a href="#Page_21">21</a>.</p> + +<p>Prina Luigi, segretario generale delle zecche, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p><i>Protesta del Senato</i> al Sommariva, <a href="#Page_71">71</a>-75.</p> + +<p>Quesnel Francesco, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Quirini Stampalia Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Radaelli ....., fornaio, milite della guardia nazionale, +trovasi ai fatti del 20 aprile, <a href="#Page_136">136</a>.</p> + +<p>Raesini Carlo Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Raesini Rodolfo, id. <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Ragazzi Giuseppe, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Rambourgt Pietro Gabriele, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Rangone Giuseppe, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Re Antonio, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183"></a>[183]</span></p> + +<p>Reina Giuseppe, capo divisione nel ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p><i>Reggenza provvisoria</i> creata dal Consiglio comunale di Milano +il 21 aprile <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suoi primi atti <a href="#Page_26">26</a>, <a href="#Page_143">143</a>-150; +il Verri ne è fatto presidente, <a href="#Page_149">149</a>; suoi atti ulteriori, +<a href="#Page_38">38</a>-41, <a href="#Page_156">156</a>-159; vi sono aggiunti i rappresentanti di +sette dipartimenti, <a href="#Page_38">38</a>, <a href="#Page_155">155</a>; verbali delle sue deliberazioni, +<a href="#Page_161">161</a>; non permette la pubblicazione dell'apologia +del Guicciardi, <a href="#Page_70">70</a>; il Bellegarde ne assume la presidenza, +<a href="#Page_38">38</a>.</p> + +<p><i>Regno d'Italia</i>, 1805-1814; sua formazione e suoi statuti +costituzionali, <a href="#Page_90">90</a>-92; suoi alti funzionari civili e militari, +<a href="#Page_78">78</a>-85; suoi dipartimenti <a href="#Page_85">85</a>-87; suoi collegi elettorali, +<a href="#Page_92">92</a>, <a href="#Page_93">93</a>; contrasto fra i paesi della Lombardia e +gli altri, <a href="#Page_8">8</a>; prevalenza dei milanesi negli alti uffici, <a href="#Page_8">8</a>; +deputazione del Regno alle Potenze alleate secondo la +convenzione del 16 aprile, <a href="#Page_10">10</a>, <a href="#Page_11">11</a>; unione al Regno +della Dalmazia e delle Marche, <a href="#Page_99">99</a>; dipartimenti non +occupati dagli Austriaci, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Renard Brizio Giovanni Battista, generale di brigata <a href="#Page_84">84</a>, +comandante nell'Adda, <a href="#Page_85">85</a>, e nel Lario, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p><i>Reno</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Repossi Francesco, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><i>Repubblica Italiana</i>, 1802-1805; sua costituzione adottata +nei comizi di Lione, <a href="#Page_90">90</a>; governata dal Melzi come vicepresidente, +<a href="#Page_97">97</a>; deputazione di essa per la trasformazione +in Regno, <a href="#Page_90">90</a>; atti e documenti di questa mutazione, +<a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Rezia Carlo, prefetto dell'Adda, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Riva Cristoforo, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Rivaira Luigi, aiutante comandante, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Rivolta Cristoforo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Rodriguez Francesco, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Roize, generale francese, comandante nel Reno, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Ronna Tommaso, consigliere di Stato e vescovo di Crema, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Rosmini Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184"></a>[184]</span></p> + +<p>Rossi Luigi, ispettore generale degli studi, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Rougier Gillo, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Rouyer, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p><i>Rubicone</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Sabatti Antonio, presidente nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Sacchini Girolamo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Saint Edme (Bourg Teodoro), traduttore francese della +<i>Mem. stor.</i> dell'Armaroli, <a href="#Page_77">77</a>, sue note alla medesima, +<a href="#Page_77">77</a>-93; attribuisce la <i>Mem.</i> al Guicciardi, <a href="#Page_77">77</a>.</p> + +<p>Sainte-Laurent, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Saint Paul Verbigier, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Saint Priest Filiberto Luigi, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Salimbeni Leonardo, generale di brigata, firmato nel primo +Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Salina Luigi firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_92">92</a>.</p> + +<p>Salvini Andrea, direttore delle costruzioni navali, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Sanfermo Rocco, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Sanner Baldassarre, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Sant'Andrea Pietro, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Scaccabarozzi Cesare, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Scazza Lorenzo firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Schiazzetti Fortunato, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Schilt, generale francese, comandante nel Passariano, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Scopoli Giovanni, consigliere di Stato, <a href="#Page_80">80</a>, direttore generale +dell'istruzione, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Scotti Gallerati Costanzo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Scotti Gallerati Francesco, id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p><i>Segretari generali</i> dei ministeri e delle direzioni generali, +<a href="#Page_82">82</a>, <a href="#Page_84">84</a>; quasi tutti milanesi, <a href="#Page_8">8</a>.</p> + +<p><i>Segreterie di Stato</i> in Parigi e in Milano, loro funzionari, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Segri Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_63">63</a>.</p> + +<p><i>Senato consulente</i>, Statuti per la sua creazione e ordinamento, +<a href="#Page_92">92</a>; regolamento di esso, <a href="#Page_92">92</a>; sua composizione alla fine +del Regno, <a href="#Page_8">8</a>, <a href="#Page_79">79</a>, <a href="#Page_80">80</a>; comprendeva otto senatori milanesi, +<a href="#Page_8">8</a>; seduta straordinaria del 17 aprile, <a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_13">13</a>, <a href="#Page_103">103</a>-115; +<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185"></a>[185]</span> +relazione di essa, <a href="#Page_43">43</a>-49; commissione in essa +creata, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_46">46</a>; proposte presentate e deliberazioni +prese, <a href="#Page_50">50</a>-53; sua deputazione alle Potenze, <a href="#Page_11">11</a>, <a href="#Page_12">12</a>, <a href="#Page_113">113</a>; +seduta del 20 aprile, <a href="#Page_15">15</a>-21, <a href="#Page_122">122</a>-136; gli è chiesto il richiamo +della deputazione e la convocazione dei Collegi, +<a href="#Page_18">18</a>, <a href="#Page_134">134</a>; sua protesta al Sommariva, <a href="#Page_71">71</a>-75; abolito +dai Collegi, <a href="#Page_35">35</a>, e sciolto dal Bellegarde, <a href="#Page_38">38</a>.</p> + +<p>Serbelloni Gio. Battista, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei +Collegi, <a href="#Page_59">59</a>; va a invitare gli Austriaci, <a href="#Page_162">162</a>.</p> + +<p>Serbelloni Marco, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato, +<a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p><i>Serio</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>; suo rappresentante +nella Reggenza, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Serpenti Angelo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Severini Girolamo id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Severoli Filippo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Sgariglia Pietro, senatore, <a href="#Page_80">80</a>.</p> + +<p>Silva Bernardino, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Silva Ercole, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Silva Sigismondo, accennato, <a href="#Page_15">15</a>, id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Smancini Antonio, consigliere di Stato e prefetto dell'Adige, +<a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Soldini Ambrogio, direttore generale del lotto, <a href="#Page_84">84</a>.</p> + +<p>Soldini Andrea, capo divisione nel ministero delle finanze, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Somaglia Antonio firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Somaglia Carlo, id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Somaglia Gio. Luca, id. <a href="#Page_60">60</a>; presidente del Consiglio comunale, +presente all'insediamento della Reggenza, <a href="#Page_147">147</a>; +deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Somaglia Gaetano, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Sommariva Annibale, generale austriaco, commissario delle +Alte Potenze in Milano, <a href="#Page_34">34</a>, <a href="#Page_155">155</a>, <a href="#Page_161">161</a>; riceve la deputazione +dei Collegi elettorali, <a href="#Page_36">36</a>.</p> + +<p>Sommariva Matteo, fratello del precedente, aggiunto alla +Reggenza per l'Alto Po, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186"></a>[186]</span></p> + +<p>Sommaruga ...., presidente nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Sommenzari Teodoro, prefetto del Mella, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Sommi Serafino, deputato dei Collegi elettorali alle Alte Potenze, +<a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Sopransi Fedele, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Sopransi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>, giudice di cassazione, +<a href="#Page_81">81</a>, firmato nel primo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Soresi Giovanni, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Sormani Alessandro id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Sormani Giuseppe id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Sormani Lorenzo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Sozzi Carlo, vicario capitolare di Milano, esorta alla tranquillità, +<a href="#Page_26">26</a>.</p> + +<p>Spella Luigi firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Spreafico Pietro id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p><i>Statuti costituzionali</i> del Regno d'Italia, <a href="#Page_90">90</a>-92.</p> + +<p>Staurenghi Leopoldo, prefetto del Tronto, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Stoppani Pietro, capo div. nel ministero della giustizia, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Strassoldo, governatore austriaco in Milano, <a href="#Page_162">162</a>.</p> + +<p>Stratico Simone, senatore, <a href="#Page_80">80</a>, firma la protesta del Senato, +<a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Strigelli Antonio, consigliere di Stato, segretario di Stato +in Milano, <a href="#Page_81">81</a>, <a href="#Page_82">82</a>; vuole abbandonare l'ufficio, <a href="#Page_157">157</a>; segretario +generale della Reggenza, <a href="#Page_70">70</a>.</p> + +<p>Tadini Oldofredi Girolamo, prefetto del Reno, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Tagliabue Francesco, firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p><i>Tagliamento</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Tamassia Giovanni firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; prefetto +del Lario, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Tarchini Giovanni Battista, segretario generale del ministero +del tesoro, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Tarsis Giovanni Battista, aggiunto alla Reggenza, per l'Agogna, +<a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Taverna Francesco, consigliere di Stato onorario e primo +presidente della Corte d'appello in Milano, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187"></a>[187]</span></p> + +<p>Taverna Giuseppe, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Tempiè Giacomo, capitano di fregata, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Testi Carlo, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; incaricato del portafoglio degli +affari esteri in Milano, <a href="#Page_82">82</a>; nominato della Deputazione +senatoria alle Alte Potenze, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_66">66</a>, <a href="#Page_113">113</a>; rinunzia +per motivi di salute, <a href="#Page_49">49</a>, <a href="#Page_115">115</a>; sua opinione sulle credenziali, +<a href="#Page_55">55</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Teuliè Filippo, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Thiene Leonardo, senatore, <a href="#Page_80">80</a>; esce col Verri dal Senato +il 20 aprile, <a href="#Page_137">137</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Ticozzi Stefano, prefetto dell'Alto Po, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Tonni Luigi, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; aggiunto alla Reggenza, +pel Mincio, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Tordorò Luigi, capo della contabilità del Regno, <a href="#Page_83">83</a>.</p> + +<p>Tornielli Giuseppe, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p>Trivulzio Gian Giacomo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_59">59</a>; +deputato dei collegi alle Alte Potenze, <a href="#Page_32">32</a>, <a href="#Page_156">156</a>.</p> + +<p>Traversi Giovanni firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Trecchi Sigismondo id., <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p><i>Tronto</i>, uno dei dipartimenti del Regno, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Trotti Lorenzo id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Trouchon Domenico, direttore dell'artiglieria di marina, <a href="#Page_85">85</a>.</p> + +<p>Ungarelli Pietro, giudice nella Corte dei conti, <a href="#Page_82">82</a>.</p> + +<p>Vaccari Luigi, ministro dell'interno e grande ufficiale del +Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_82">82</a>; presente alla seduta del Senato il 17 aprile, +<a href="#Page_43">43</a>; vi parla, <a href="#Page_44">44</a>, <a href="#Page_45">45</a>, <a href="#Page_47">47</a>; sua parte nel progetto +di decreto, <a href="#Page_108">108</a>; sostiene il principe Eugenio, <a href="#Page_114">114</a>.</p> + +<p>Valdrighi Luigi, consigliere di Stato, <a href="#Page_81">81</a>; procuratore generale +della Corte di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>; firmato nel primo +Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Veneri Antonio, ministro del tesoro e grande ufficiale del +Regno, <a href="#Page_78">78</a>, <a href="#Page_83">83</a>; senatore <a href="#Page_80">80</a>; presidente del Senato nella +seduta del 17 aprile e sua condotta in essa, <a href="#Page_44">44</a>-49, +<a href="#Page_53">53</a>, <a href="#Page_107">107</a>; sua condotta in quella del 20 aprile, <a href="#Page_16">16</a>-20, <a href="#Page_134">134</a>; +scambiato col Prina e insultato, <a href="#Page_137">137</a>; va dal Melzi dopo +quella seduta, <a href="#Page_141">141</a>; firma la protesta del Senato, <a href="#Page_74">74</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188"></a>[188]</span></p> + +<p>Verdier, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Verri Carlo, autore della relazione sui fatti di Milano, <a href="#Page_xvii">xvii</a>, +<a href="#Page_97">97</a>; suoi intendimenti, <a href="#Page_98">98</a>; sue notizie biografiche, <a href="#Page_xxv">xxv</a>; +prefetto a Brescia, <a href="#Page_98">98</a>, <a href="#Page_99">99</a>; consigliere di Stato, <a href="#Page_100">100</a>; fa +parte della commissione per la Dalmazia, <a href="#Page_100">100</a>; ispettore +di pubblica beneficenza, <a href="#Page_101">101</a>; sua missione nelle Marche, +<a href="#Page_100">100</a>-102; senatore, <a href="#Page_80">80</a>, <a href="#Page_102">102</a>; sua condotta nella seduta +del 17 aprile, <a href="#Page_47">47</a>, <a href="#Page_65">65</a>, <a href="#Page_108">108</a>, <a href="#Page_109">109</a>; va dal Melzi, <a href="#Page_109">109</a>, +<a href="#Page_119">119</a>, <a href="#Page_140">140</a>; approvato in pubblico o in privato, <a href="#Page_117">117</a>, +<a href="#Page_118">118</a>, <a href="#Page_123">123</a>; sua condotta nella giornata del 20 aprile, <a href="#Page_18">18</a>, +<a href="#Page_19">19</a>, <a href="#Page_125">125</a>-137; fa parte della Reggenza, <a href="#Page_25">25</a>, <a href="#Page_146">146</a>; suoi +atti ufficiali <a href="#Page_70">70</a>; sua condotta come presidente della +Reggenza, <a href="#Page_147">147</a>-157; va a complimentare i Collegi elettorali, +<a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Verri Giovanni, cavaliere, fratello di Carlo, dimorante a +Como, <a href="#Page_98">98</a>.</p> + +<p>Vertova Giovanni Battista, firmato nel terzo Statuto, <a href="#Page_91">91</a>; +aggiunto alla Reggenza per il Serio, <a href="#Page_155">155</a>.</p> + +<p>Vestarini Belingeri Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Vidoni Soresina Giuseppe, senatore, <a href="#Page_79">79</a>; firmato nel terzo +Statuto, <a href="#Page_91">91</a>.</p> + +<p>Vignolle, generale francese, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Vigoni Gaetano firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_60">60</a>.</p> + +<p>Villa Carlo, consigliere comunale, id., <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Villa Carlo, segretario del Cancelliere guardasigilli della Corona, +accennato come quello da cui i rivoluzionari conoscevano +gli atti del Melzi, <a href="#Page_13">13</a>; firma il messaggio del +Melzi, <a href="#Page_50">50</a>, <a href="#Page_108">108</a>; le istruzioni ai Deputati del Senato, 55 e +le credenziali, <a href="#Page_57">57</a>.</p> + +<p>Villa Giovanni, prefetto di polizia di Milano, destituito dalla +Reggenza e perché, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>Villa Luigi, ministro dell'interno nella Repubblica italiana, <a href="#Page_97">97</a>.</p> + +<p>Villata Giovanni, generale di brigata, <a href="#Page_84">84</a>, comandante nel +Rubicone, <a href="#Page_87">87</a>.</p> + +<p>Villata Guido, giudice di cassazione, <a href="#Page_81">81</a>.</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189"></a>[189]</span></p> + +<p>Villata Michele, prefetto del Musone, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Visconti Annibale, colonnello della guardia civica di Milano, +firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_17">17</a>, <a href="#Page_60">60</a>; assume il comando +della guardia nazionale, <a href="#Page_145">145</a>.</p> + +<p>Visconti (Antonio?) di Cremona, capo battaglione, firma +l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_59">59</a>.</p> + +<p>Vismara Michele, prefetto del Mincio, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Vitali Gaetano firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Volpi Caneriggi Benedetto id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Volta Alessandro, senatore, <a href="#Page_79">79</a>, firma la protesta del Senato, +<a href="#Page_75">75</a>.</p> + +<p>Zacco Costantino, prefetto del Basso Po, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Zanella Carlo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Zanella Carlo Grato id., <a href="#Page_61">61</a>.</p> + +<p>Zanoli Alessandro, segretario generale del ministero della +guerra, <a href="#Page_83">83</a>, destituito dalla Reggenza, <a href="#Page_40">40</a>.</p> + +<p>Zecchini Bonaventura, prefetto del Crostolo, <a href="#Page_86">86</a>.</p> + +<p>Zenghi Luigi Filippo firma l'istanza pei Collegi, <a href="#Page_62">62</a>.</p> + +<p>Zucchi Carlo, generale di divisione, <a href="#Page_84">84</a>; firma l'atto di +cambio della convenzione militare di Schiarino Rizzino.</p></div> + +<hr /> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti +i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):</p> + +<ul> +<li> <a href="#tn13a">xiii</a> - l'on avait <i>machiné</i> [machinè] pour surprendre</li> +<li> <a href="#tn13b">xiii</a> - le lecteur, une [una] fois prévenue</li> +<li> <a href="#tn13c">xiii</a> - sa justification au gouvernement [governement]</li> +<li> <a href="#tn20">20</a> - Lo stesso capitano sortí [sorti] dalla sala</li> +<li> <a href="#tn24">24</a> - non vi erano piú suppellettili [suppelletili]</li> +<li> <a href="#tn30">30</a> - prescritte alle [alla] AA. PP.</li> +<li> <a href="#tn35">35</a> - Stato con la sua segreteria [segretaria]</li> +<li> <a href="#tn54">54</a> - garantita l'integrità del [del del] suo territorio</li> +<li> <a href="#tn63">63</a> - firme, che per brevità di tempo si omettono [momettono]</li> +<li> <a href="#tn70">70</a> - Antonio Strigelli. [Stringelli]</li> +<li><a href="#tn112">112</a> - riposta [risposta] ne' soli Collegi elettorali</li> +<li><a href="#tn156">156</a> - il conte Federico Confalonieri [Confalieri]</li> +<li><a href="#tn178">178</a> - per [per per] il 17 aprile</li> +<li><a href="#tn181">181</a> - Pelegatti [Pelagatti] Cesare, giudice di cassazione</li> +</ul> +</div> + + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La rivoluzione di Milano dell'Aprile +1814, by Leopoldo Armaroli and Carlo Verri + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA RIVOLUZIONE DI MILANO *** + +***** This file should be named 36212-h.htm or 36212-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/6/2/1/36212/ + +Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online +Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This +file was produced from images generously made available +by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. 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If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. 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INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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