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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 19:54:53 -0700
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+The Project Gutenberg eBook, Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause, by
+Napoleone Colajanni
+
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+
+
+
+Title: Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause
+
+
+Author: Napoleone Colajanni
+
+
+
+Release Date: January 16, 2010 [eBook #30984]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+
+***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE
+LORO CAUSE***
+
+
+E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, and the Project
+Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (http://www.pgdp.net) from
+page images generously made available by Internet Archive
+(http://www.archive.org)
+
+
+
+Note: Images of the original pages are available through
+ Internet Archive. See
+ http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft
+
+
+
+
+
+D.r NAPOLEONE COLAJANNI
+
+_Deputato al Parlamento_
+
+
+GLI
+
+AVVENIMENTI DI SICILIA
+
+E
+
+LE LORO CAUSE
+
+CON PREFAZIONE DI MARIO RAPISARDI
+
+
+
+
+
+
+
+PALERMO
+REMO SANDRON--EDITORE
+VIA VITT. EMAN., 324
+1895
+
+ Prezzo Lire 2.
+
+
+
+
+Opere dello stesso autore
+
+
+ La libertà e la questione sociale. (1879) (Esaurito).
+
+ La repubblica e le guerre civili. (1882) (Esaurito)
+
+ Le istituzioni municipali. (_1 vol. in 16º pag. 331_) L. 3,00
+
+ Il Socialismo. Appunti (_1 vol. in 16 di pag. 100_)
+ (Esaurito).
+
+ La delinquenza della Sicilia e le sue cause. (Esaurito).
+
+ Un sociologo pessimista: Gumplowicz. (Esaurito).
+
+ L'alcoolismo, sue conseguenze morali e sue cause.
+ (_Un vol. di pag. 201 in-8º con tavole statistiche_) » 3,00
+
+ Oscillations thermometriques et delits contre les personnes.
+ (_Opuscolo_) » 1,00
+
+ Di alcuni studi recenti sulla proprietà collettiva.
+ (_Opuscolo_). » 0,50
+
+ Corruzione politica. (_Un vol. in-16º di pag. 96_).
+ (Esaurito)
+
+ Corruzione politica. Chiarimenti e risposte. 2ª edizione
+ con numerose aggiunte e lettere di Gabriele Rosa, A.
+ Saffi e Giov. Bovio, (_Un vol. in-16 gr. di pagine 112_) » 1,25
+
+ Sociologia criminale. Appunti. (_2 volumi_) » 13,50
+
+ Ire e spropositi di Cesare Lombroso. (_1 volume_) » 1,00
+
+ La politica coloniale. (_Un volume_) » 3,50
+
+ La Difesa Nazionale e le economie militari. (_Un opuscolo_). » 0,80
+
+ Banche e Parlamento. (_Un vol. Milano 1891_) » 2,00
+
+ In Sicilia. (_Un volume, Roma 1891_) » 1,00
+
+
+
+
+ GLI
+ AVVENIMENTI DI SICILIA
+
+
+
+
+ D.r NAPOLEONE COLAJANNI
+
+ _Deputato al Parlamento_
+
+
+
+
+ GLI
+
+ AVVENIMENTI DI SICILIA
+
+ E
+
+ LE LORO CAUSE
+
+ CON PREFAZIONE DI MARIO RAPISARDI
+
+
+
+
+ PALERMO
+
+ REMO SANDRON--EDITORE
+
+ VIA VITT. EMAN., 324
+
+ 1894.
+
+
+ _Proprietà letteraria dell'Editore_
+
+ REMO SANDRON
+
+
+AVVERTENZA
+
+ Di questo libro fu fatta una 1.ª edizione per cura di Edoardo
+ Perino. Accintosi l'A. a questa seconda trovò tanto da correggere e
+ da aggiungere che ne raddoppiò la mole, e la modificò talmente che
+ solo in pochissime pagine è uguale all'antecedente, sicchè può a
+ ragione considerarsi libro affatto nuovo.
+
+ L'Editore
+
+
+TIPOGRAFIA DIRETTA DA SANTI ANDÒ--Via Celso N. 49
+
+
+
+
+PREFAZIONE
+
+
+ _Carissimo Colajanni_
+
+ Catania, 10 Febbraio 94.
+
+_I tumulti recenti della Sicilia hanno, per le origini e gli effetti
+loro, una importanza sociale, che la facilità onde sono stati repressi
+non parrebbe loro concedere. Tu che li hai osservati con occhio di
+filosofo, moderati con accorgimento d'uomo politico e con cuore di
+cittadino, fai bene di consegnarli alla storia con quella serenità di
+giudizio, che alle coscienze intemerate non è difficile mantenere nei
+momenti più tempestosi e fra le passioni più vive._
+
+_Due principali verità risultano, a parer mio, dalla notizia sincera dei
+fatti: la indipendenza dei moti siciliani da qualunque opera di partito,
+e la prepotenza d'un governo che vuol parer forte e non è._
+
+_Non che essere eccitate e preparate dai socialisti, a me pare che le
+ribellioni, determinate unicamente dalle condizioni specialissime
+dell'isola, dagli arbitrî feudali dei proprietarî, dalla spietata
+ingordigia delle amministrazioni, dalla miseria ineffabile dei
+lavoratori, abbiano fatto constatare e toccar con mano la nessuna
+coesione del partito socialista, la discordia dei suoi capi, la varietà
+bizzarra dei suoi gruppi, l'incertezza dei principî, dei metodi,
+dell'azione. Il socialismo in Sicilia ha avuto più presa che altrove,
+perchè ha trovato terreno più proprio: la propagazione meravigliosa dei
+Fasci prova che esso non è artificiale e superficiale, ma ha radici
+nelle viscere stesse della vita del proletario siciliano; è piuttosto
+effetto che causa. Il popolo, per altro, quale ch'esso sia, poco suole
+accogliere e fecondare delle teoriche d'un partito: afferra tutt'al più
+un'idea rispondente al suo stato, un sentimento che consuona col suo; e
+quando si sente alle strette, si getta nell'azione, senza chiedere
+consiglio a nessuno. La miseria e la mala signoria furono e saranno mai
+sempre i motivi principali delle rivolte._
+
+_Questa condizione di cose rende ancor più colpevoli e mostruosi i modi
+adottati dal governo per reprimere le ribellioni. Qualche agevolezza
+conceduta lì per lì alle prime avvisaglie, avrebbe probabilmente sedato
+il fermento dei contadini affamati. Ma sì! I cartelloni erano già stati
+affissi alle cantonate; la baracca era aperta, i biglietti distribuiti;
+la gran cassa rintronava già negli stomachi degli spettatori; e come si
+faceva a sopprimere lo spettacolo._
+
+_La signora Astrea, che dietro alle quinte avea fatto copia di sè a
+tutta la borghesaglia legittima e legalitaria, venne allora su la
+ribalta e recitò col peggior garbo del mondo la parte della verginella
+oltraggiata: scaraventò i pesi in faccia ai presunti seduttori: agguantò
+la bilancia per il giogo e la sbatacchiò su la testa dei primi poveri
+diavoli che le vennero a tiro. La borghesaglia legittima e legalitaria
+si dichiarò soddisfatta; si soffiò il naso impeperonito: e con le dita
+intrecciate sul buzzo e tentennando la testa come i cuorcontenti di
+gesso, esclamò in falsetto pecorino: Le istituzioni son salve; l'ordine
+regna in Varsavia; ora possiamo tornare tranquillamente a barattare, a
+banchettare e a russare._
+
+_A proposito: e le riforme? Ah! sì: ci sono anche queste per aria; o per
+dir meglio, c'è una commissione che le studia, e che ponza la felicità
+del genere umano. Lasciamola ponzare; e che Dio la renda lubrica. Che
+cosa saranno queste riforme il gazzettume ufficioso nol dice: esso
+spreca tutto il suo fiato prezioso per informarci di balzelli nuovi, di
+soppressioni di ufficî, di monopolî audaci, di ricchezze cavate dalle
+borse e dalle vene di tutti. Le istituzioni, si sa, han da salvarsi; i
+sagrificî non sono mai troppi. E poi, i balzelli hanno l'ale; e le
+riforme la gotta. Aspettiamo dunque che l'erba cresca; e se l'asino
+muore, peggio per lui. Ciò che saranno codeste riforme possiamo
+immaginarlo: riforme borghesi; e non occorrerebbe dir altro: semi di
+lino su la cancrena; concessioni ed elemosine tirate in faccia con la
+balestra. E se non bastano, piombo: procedura solita e spicciativa._
+
+_Ma il piombo credi che basterà? Io modestamente credo di no: salvo che
+siasi trovato il modo di renderlo digeribile e nutritivo, come il pane
+che manca._
+
+_In conclusione, questi tumulti hanno rivelato condizioni tali, che non
+possono e non devono assolutamente durare, per l'onore d'Italia e della
+razza umana; hanno resa necessaria una fraterna intesa di tutti i
+partiti democratici in un ideale, in una fede, in un'opera comune; hanno
+ridotta la questione sociale all'aut aut degli scolastici.
+L'idea-valanga s'è già staccata dal vertice, e seguirà fatalmente il suo
+corso. O unirsi ad essa o rimanere stritolati nel fango. È la Storia che
+passa._
+
+ M. RAPISARDI
+
+
+
+
+I.
+
+PRIME ARMI DEL SOCIALISMO IN SICILIA.
+
+
+Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e più ancora dopo quelle
+del 1892, la stampa che rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori
+delle classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme, additando
+una macchia grigia sulla carta geografica d'Italia, che rappresentava la
+zona dove maggiormente si era rivelato potente per numero di adepti e
+per organizzazione il _socialismo_. La macchia era più scura nel
+Modenese, nella provincia di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva
+abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di Cremona, nel
+Mantovano, nel Polesine ecc., mentre si era rischiarata nel più antico
+centro di diffusione: nelle Romagne.
+
+Giovani ardenti, colti, instancabili nella propaganda, sinceri nella
+fede, come Berenini, Agnini e Prampolini erano venuti in Parlamento da
+quelle zone ed era significante assai che il secondo fosse riuscito
+contro il generale Gandolfi, che pure, a parare la sconfitta, nel suo
+programma e nei suoi discorsi molte dichiarazioni in senso socialista
+aveva fatte.
+
+ [FATTI SIGNIFICANTI]
+
+Allora pochi o nessuno avevano dato importanza a ciò che avveniva in
+Sicilia, non ostante la doppia elezione dell'amico G. De Felice, non
+ostante l'onore delle quattro candidature, che mi toccò nel 1890 e la
+vittoria che ebbi allora e nel 1892. Non senza fondamento questi due
+ultimi avvenimenti furono spiegati collo intervento di alcuni fattori,
+che attenuarono sensibilmente la importanza del contributo che vi aveva
+apportato il socialismo. Intanto nel silenzio, o almeno con un rumore
+che non si faceva sentire al di là dello stretto di Messina, si
+organizzavano _i Fasci dei lavoratori_, da principio con intenti non
+nettamente determinati, sicchè si sarebbe potuto prenderli per
+organizzazioni non molto dissimili dalle antiche società operaie; ma più
+tardi, e particolarmente dopo il Congresso di Genova, con programma
+schiettamente socialista, ed anzi esclusivamente marxista.
+
+Credo di essere stato il primo, o uno dei primi, a notare la esistenza
+dei Fasci fuori d'Italia, in un articolo pubblicato nella _Grande Revue_
+di Parigi-Pietroburgo nello scorso inverno; e confesso che allora non
+sospettavo che avessero dovuto fare parlare molto, e presto, di loro; e
+fui dei primi, pur rallegrandomi, come socialista, dei progressi che
+facevano le idee, a dare un grido di allarme per certi fenomeni poco
+rassicuranti da me osservati.
+
+Parlai al vento; e gli eventi seguirono il loro corso, come se nulla
+avesse dovuto e potuto farsi per impedire che riuscissero dolorosissimi.
+Così si arrivò ai massacri di Giardinello, di Pietraperzia, di Marineo,
+di Gibellina, di Santa Caterina ecc., che, per una serie incredibile di
+errori, di violenze di arbitrî, di infamie, si riannodano, a meno di un
+anno di distanza, a quello di Caltavuturo!
+
+ [IL MOVIMENTO PREOCCUPA]
+
+E il movimento socialista siciliano, per virtù degli iniziatori, per
+colpa degli avversarî e per favorevole coincidenza di diversi fattori,
+assunse tali proporzioni da preoccupare, finalmente, i nostri governanti
+di ogni partito; alcuni dei quali con stoltezza, che risente della
+calunnia, piuttosto che confessare la imprevidenza propria, preferirono
+attribuirlo all'oro della Francia ed alle mene dei clericali.
+
+I governanti, imprevidenti e prepotenti pel passato, non si limitarono a
+spargere la voce che l'oro francese alimentasse i malumori della
+Sicilia, ma con abile e repentina preveggenza cominciarono ad
+accreditare nel continente il sospetto che nell'isola si preparasse un
+movimento _separatista_.
+
+In tal guisa, pensarono che il sentimento pubblico avrebbe agevolata e
+approvata qualunque repressione.
+
+ [L'ORGANIZZAZIONE]
+
+Quando il moto fu meglio conosciuto, i socialisti di Europa se ne
+rallegrarono e fecero atto di solidarietà mandando il loro obolo; e la
+_Volks Tribune_ di Vienna ha potuto così riassumerlo afferrandone
+esattamente il carattere: «per le condizioni specifiche del luogo e per
+le qualità personali degli agitatori, il movimento proletario di
+Sicilia, ha qualche cosa in sè di vibrato, di solenne, di primitivo, di
+spontaneo, che in tutta l'Italia se ne risente l'effetto. La stampa
+borghese d'Italia ne ha risentito come per effetto l'azione, e per la
+prima volta essa ha parlato sul serio del movimento socialistico.--La
+gran massa di proletari organizzati e disciplinati nei _Fasci_ è di
+salariati di campagna, di salariati delle miniere di zolfo, di
+lavoratori dell'industria vinicola, di artigiani, di piccoli borghesi e
+di studenti. La disciplina di tale organizzazione ha dato già prova di
+sè in modo notevole e palese... Questa organizzazione siciliana è il
+primo grande movimento di massa proletaria, che si veda in Italia, ed è
+il primo _atto_ del socialismo Italiano.»[1]
+
+
+NOTE:
+
+[1] L'on. Comandini in una delle sue splendide ed oneste corrispondenze
+al _Corriere della Sera_ di Milano ricorda che la colta gioventù
+socialista di Sicilia si sente assai lusingata della iniziativa
+dell'isola. (Nº del 16-17 Gennajo 1894). L'osservazione è esatta e
+collima con quelle del giornale di Vienna. Avverto una volta per sempre
+che ripetutamente mi riferirò ai giudizi dell'on. Comandini, non già
+perchè egli sia stato il solo ad enunziarli; ma perchè venendo da lui,
+che non milita tra radicali e socialisti, non può essere sospettato di
+esagerazione e di partigianeria.
+
+Notevolissime sono del pari le osservazioni del Borelli nel _Popolo
+Romano_, che nella serie di corrispondenze dal titolo _La Sicilia
+com'è_--ha saputo sintetizzare acutamente e onestamente le condizioni
+economiche, politiche e morali dell'Isola.
+
+
+
+
+II.
+
+FORZE DEL SOCIALISMO
+
+
+Sarebbe grave errore disconoscere la importanza del movimento socialista
+siciliano, che s'imperniava nella organizzazione dei _Fasci dei
+lavoratori_; giova, però, ridurlo alle sue giuste proporzioni.
+
+Ciò è necessario in vista delle notizie numerose pubblicate dai giornali
+italiani e stranieri, ora esagerate, ora addirittura false.
+
+Una statistica esatta del numero dei _Fasci_, che corrisponda alla
+realtà, è difficile, perchè molti ne sorgevano ogni giorno e non pochi
+ne scomparivano senza che se ne avesse notizia. Chi dice che erano 300 e
+chi li riduceva a 120; il Comitato centrale dei _Fasci_ al 1º novembre
+li portava a 163, oltre 35 in formazione. Reputo, poi, esageratissima la
+cifra dei soci, che da tutti si ripete ammontasse a 300,000 e più; la
+esagerazione la desumo da ciò ch'è a mia personale conoscenza: molti
+_Fasci_ erano puramente nominali, come quello di Caltanissetta; di
+alcuni altri il numero dei soci era stato per lo meno quintuplicato.
+
+Appena si aprivano le iscrizioni i soci accorrevano numerosi; ma poco
+dopo le file si diradavano, sia perchè i soci non amavano pagare il
+piccolo contributo mensile o settimanale, sia perchè si scoraggiavano
+presto, non ottenendo miglioramenti immediati.
+
+I _Fasci_ erano più numerosi e più disciplinati nelle Provincie di
+Palermo, di Catania e di Trapani; molti ne sorsero nel novembre e
+dicembre scorsi nella provincia di Siracusa mercè l'opera indefessa
+dell'avvocato De Stefano Paternò, ma sulla loro consistenza non si potè
+portare un giudizio perchè erano di data assai recente; meno numerosi
+erano in quelle di Girgenti e di Caltanissetta; scarsissimi, infine, in
+quella di Messina.
+
+ [I FASCI DEI LAVORATORI--LE DONNE]
+
+In generale si mostrarono meglio organizzati e più compatti, più
+disciplinati e più ardenti i _Fasci_ dei centri agricoli, specialmente
+nella provincia di Palermo, dov'era singolarissima la partecipazione
+simpatica e ardita delle donne, che richiamò l'attenzione del Lombroso,
+del Morselli, mia e di tutta la stampa italiana, che giustamente ha
+consacrato al fatto parole di alta ammirazione non iscompagnata da un
+certo senso di meraviglia, perchè le condizioni intellettuali e sociali,
+il genere di vita e la educazione delle donne siciliane avrebbero dovuto
+allontanarle dal moto attuale.[2] Invece inferiori si mostrarono i
+_Fasci_ delle città, non ostante che fossero stati preparati dai
+congressi, dai giornali e dalla propaganda socialista da molti anni.
+
+ [IL FASCIO DI CATANIA E QUELLO DI PALERMO]
+
+Superiore a tutti in modo assoluto, pel numero dei soci iscritti e
+attivi, per la organizzazione e per la coscienza dei fini da
+raggiungere, era il _Fascio_ di Catania, che formava uno strano
+contrasto con quelli della provincia, che erano fiacchi e incoscienti.
+
+A Catania, mercè l'instancabile propaganda dell'on. De Felice Giuffrida,
+sorse quattro anni or sono il primo sodalizio. Ivi il terreno era
+preparato dalla vita non inonorata, che vi ebbero parecchie società
+operaie, che dal 1860 in poi avevano organizzato scuole, mutuo soccorso,
+assistenza medica e anche prestiti sull'onore; ed alcune di esse, come
+quella dei _Figli dell'Etna_, dei _Figli del lavoro_, della Pace ecc.,
+sussistono ancora, sebbene facessero capo al _Fascio_ e con questo
+procedessero ed agissero di conserva.
+
+La visita dei mille soci del _Fascio_ di Catania alla esposizione di
+Palermo determinò la organizzazione di analoga associazione nella città
+delle iniziative, d'onde, aiutata dall'_Isola_ e dal _Giornale di
+Sicilia_ e dall'attivissima azione di un generoso gruppo di giovani, il
+movimento si propagò in tutta la Sicilia; sicchè, se a Catania spetta il
+merito della iniziativa, il centro di diffusione divenne Palermo, per
+quel maggiore ascendente esercitato sempre dall'antica capitale
+sull'isola tutta.
+
+È da notarsi che non pochi degli organizzatori dei _Fasci_ appartenevano
+alla classe borghese; alcuni sono agiatissimi, come il Ballerini; pochi
+ricchissimi vengono dall'alta aristocrazia, come il marchese di
+Montemaggiore e il principe di Cutò.[3]
+
+ [LA COSTITUZIONE DEI FASCI]
+
+L'organizzazione era abbastanza semplice e logica. Dove i soci erano
+numerosi, vennero divisi secondo le arti e i mestieri e ciascun gruppo
+aveva la sua speciale bandiera; vi erano anche delle squadre coi
+rispettivi capi per quartieri.[4]
+
+Ogni _Fascio_ aveva il suo rosso gonfalone con qualche altro particolare
+emblema; e quel benedetto rosso che scioccamente dà ai nervi delle
+autorità politiche, ha dato luogo a pericolose colluttazioni, ad arresti
+e processi. Ogni socio, nelle feste, portava una coccarda rossa, ed i
+capi una fascia pure rossa: bisognava vedere con quanta fierezza la
+indossavano i contadini e gli operai nelle solenni occasioni.
+
+Non pochi _Fasci_ avevano la fanfara, composta quasi sempre di reduci
+dall'esercito, che vi avevano portato il sentimento della disciplina,
+unito ad entusiasmo e attività notevoli. La fanfara, talvolta discreta,
+serviva a richiamare l'attenzione delle donne, destava l'invidia di
+molti e pur troppo somministrò occasione a numerose contravvenzioni alla
+legge reazionaria di _pubblica sicurezza_, le quali costrinsero i poveri
+soci o a pagare o a scontare le non piccole multe col carcere. Ajutarono
+moltissimo la propaganda le _passeggiate_ da un paese all'altro,
+abilmente organizzate, che sviluppavano elevati sentimenti di
+solidarietà e davano ai lavoratori coscienza della propria forza.
+
+Nelle sedi dei _Fasci_ sulle pareti vi erano grandi striscie di carta
+con motti significativi di Marx, di Lassalle, di Bovio, di Hugo, di L.
+Blanc ecc. Non di rado vi si trovavano i ritratti di Marx, di Mazzini,
+di Garibaldi, del Re e della Regina. Il Rossi della _Tribuna_, ed io
+stesso, in alcuni luoghi non trovammo sul tavolo che un Cristo col suo
+lumicino, che costituiva tutto l'ornamento del luogo; e confesso che
+tanta semplicità impose a Rossi ed a me, e di più doveva imporre a
+contadini ed operai, tra i quali è ancora vivo il sentimento religioso e
+che si esaltano maggiormente quando si parla loro in nome del Nazzareno.
+
+ [DEBOLEZZA ECONOMICA]
+
+I socî pagavano un tenuissimo contributo mensile e settimanale, che
+variava da luogo a luogo, ma che non oltrepassava una lira al mese. Le
+casse, come si può immaginare, non erano provviste e non avrebbero
+potuto far fronte alle spese ordinarie di amministrazione e molto meno a
+quelle straordinarie incontrate nell'aspra lotta col governo e colle
+classi dirigenti--se i più ricchi del partito non avessero fatto
+sacrifizî considerevoli. Soccorsi, ma in tenue misura, vennero dai
+socialisti del continente, della Germania, dell'Austria ed anche della
+Rumenia. Le scarse somme venute dall'estero, passarono per le mani del
+Prof. Labriola, che con vivo rammarico altra volta mi fece osservare che
+tra gli oblatori brillavano per la loro assenza i socialisti francesi.
+In qualche paese agricolo si fecero sufficienti provviste di frumento
+per opera di Presidenti e di soci preveggenti; ciò che consentì loro la
+resistenza, vittoriosa spesso, negli scioperi. Così a Corleone.
+
+ [AVVERSIONE ALLE COOPERATIVE DEI FASCI]
+
+Alcuni _Fasci_ praticavano il mutuo soccorso; altri avrebbero voluto
+fondare casse di resistenza, ma i mezzi erano del tutto inadeguati ai
+fini; si accennò qua e là, a _cooperative_ di consumo, che fecero
+cattiva prova a Catania, dove cercarono sostituirvi dei prezzi di favore
+con particolari venditori di oggetti di consumo; scioperi inconsulti
+furono tentati ed una _cooperativa di produzione_ ebbe vita per poco
+tempo in Palermo e finì miseramente. Erano pochissime le _cooperative di
+lavoro_, in conformità della legge dell'11 Luglio 1889, che avrebbero
+potuto dare eccellenti risultati. Ma non c'è da meravigliarsene perchè
+erano malviste dalle amministrazioni locali, che preferiscono tuttavia
+confidare i lavori agli appaltatori prediletti, dando luogo a sospetti,
+non sempre infondati, d'illecite partecipazioni ai lucri per parte degli
+amministratori.
+
+A Catania, mercè il tenue versamento di centesimi 15 per settimana, si
+praticava l'_assicurazione collettiva_, mercè la quale alle famiglie dei
+socî che morivano venivano date L. 400. Sino allo scioglimento del
+sodalizio la cassa fece fronte ai suoi impegni; ma avrebbe potuto
+continuare per lo avvenire, se non avessero fatto meglio i calcoli e non
+avessero tenuto conto esatto delle tavole di mortalità?
+
+Non poche ed inconsulte furono le spese per le inaugurazioni dei
+gonfaloni; e non poche volte ho assistito a banchetti relativamente
+luculliani, che ho biasimato con tutte le mie forze.
+
+Lo spagnolismo in Sicilia s'impone anche tra i lavoratori!
+
+ [I FASCI E IL PARTITO ITALIANO]
+
+Molti dei _Fasci_ erano ascritti al _Partito italiano dei Lavoratori_ e
+s'inspiravano alla intolleranza e al fanatismo della chiesa di Milano;
+alcuni, per così dire, erano indipendenti specialmente se erano sorti
+per ragioni locali. Vera direzione centrale non c'era per quanto il
+_Fascio_ di Palermo aspirasse a tale onore e facesse di tutto per
+meritarlo. La _Lotta di Classe_ di Milano penetrava in qualche luogo e
+vi esercitava la sua azione; in molti altri, il giornale prediletto era
+_La Giustizia sociale_, che seguiva il metodo della prima, di Palermo;
+_L'Unione_ di Catania, _Il Mare_ di Trapani erano giornali settimanali
+diffusi nelle rispettive provincie e redatti con criterî più conformi
+alle condizioni locali.
+
+Per la propaganda, più che sui giornali--essendo grandissimo in Sicilia
+il numero degli analfabeti--si contava sulle conferenze, sulle
+amichevoli conversazioni, sulle feste da ballo alle quali partecipavano
+le famiglie dei socî, e che riuscivano splendide--anche dal lato
+economico--in Catania, e sul teatrino socialista di Palermo, istituzione
+che se avesse trovato scrittori ed interpreti adatti avrebbe potuto dare
+buoni frutti.[5]
+
+
+NOTE:
+
+[2] Il Sonnino fin dal 1876, nel suo libro sui _Contadini in Sicilia_,
+che dovrò citare ripetutamente, aveva rilevato che le condizioni delle
+donne non erano adatte a farle partecipare ai moti sociali.
+
+[3] Il Marchese di Montemaggiore colla morte del padre divenuto principe
+di Baucina pare abbia cambiato improvvisamente di opinione.
+
+[4] Credo che erroneamente un autorevole giornale di Roma abbia scritto
+che la organizzazione dei _Fasci_ sia stata modellata su quella dei
+_Sindacati_ e delle _Camere del lavoro_ di Parigi; e l'errore venne
+ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_.
+
+[5] [SVILUPPO DEL SOCIALISMO IN SICILIA]
+
+Il sig. Enea Cavalieri nella _Nuova Antologia_ del 1º gennajo 1894
+riassume in parte esattamente la storia dell'idea socialista in Sicilia;
+ma accorda forse soverchia importanza all'antica stampa e agli antichi
+agitatori. Fu minima l'azione esercitata dal Bakounine da Napoli dopo il
+1867, e assai circoscritta e poco duratura quella del suo e mio
+carissimo amico Saverio Friscia, nel circondario di Sciacca; e minima
+azione esercitarono i giornali _Lo Scarafaggio_ di Trapani e il _Povero_
+di Palermo. Così dicasi pure pel _Riscatto_ e pel _Vespro_ di Messina e
+per cento altri giornaletti settimanali pullulati in tutte le provincie
+della Sicilia e che vissero stentatamente e per breve tempo. Vorrei
+poter meritare l'onore, che mi attribuisce, affermando che il punto
+culminante della propaganda socialista bisogna riconoscerlo nella
+pubblicazione del mio libro sul _Socialismo_ e del giornale quotidiano
+_L'Isola_ da me diretto. Del primo so qualche cosa, perchè ne fui
+l'editore: poche copie se ne vendettero in Sicilia e credo nessuna ne
+pervenne tra le file del popolo.
+
+La seconda, per quanto ispirata alle idee repubblicane e socialiste
+penetrava maggiormente tra la borghesia più onesta e più intelligente.
+Invece credo che negli animi delle popolazioni ho fatto più breccia
+colla campagna elettorale del 1890 combattuta in quattro collegi. Dei
+giornali quello che ha maggiormente contribuito a creare la coscienza
+socialista nella cerchia della provincia di Catania fu ed è l'_Unione_
+del De Felice; vengono dopo la _Nuova Età_ di Palermo e di Marsala e
+l'_Esule_ di Trapani.
+
+
+
+
+III.
+
+IL PROGRAMMA--I RISULTATI--LE ACCUSE.
+
+
+Quale fosse il programma _ufficiale_ dei _Fasci dei lavoratori_ è facile
+conoscerlo, poichè venne riassunto in un opuscolo di propaganda di
+Garibaldi Bosco. (_I fasci dei lavoratori; il loro programma ed i loro
+fini._ Palermo 1893.)--Questo programma è quello del partito socialista
+dei lavoratori italiani; è il programma della scuola marxista. Non si
+vuole _divisione delle terre_, ma socializzazione di tutti i mezzi di
+produzione; si vuole e si combatte per l'abolizione del salariato, e
+come mezzo si adotta la lotta di classe, cioè degli sfruttati contro gli
+sfruttatori; della lotta di classe si servono per fare in modo che le
+classi odierne possano sparire, distruggendo tutte le ineguaglianze
+artificiali, artificialmente create.» (p. 11).
+
+Questa parte per così dire radicale del programma non è detto
+chiaramente ed esplicitamente che sarà realizzata in un avvenire non
+prossimo, come riconosce lo stesso Bebel. Ma si argomenta che i capi
+non dovevano ritenere di pronta attuazione la socializzazione dei mezzi
+di produzione, da quello che dicevano su di essa in altra parte del
+programma,--che consideravano come d'immediata attuazione e adatta alle
+condizioni dell'ambiente--e cioè: cooperative di consumo, cooperative di
+lavoro, conquista dei municipî, delle provincie ed anche del parlamento.
+
+ [IL PROGRAMMA DEI FASCI]
+
+Queste modeste aspirazioni, che sono propugnate da tanti che non sono
+socialisti e pel cui conseguimento (se non vi facesse ostacolo la
+intolleranza di alcuni capi), si potrebbe trarre profitto dall'impiego
+di tante altre forze, rappresentano molto meno di quello che c'era nel
+programma minimo del cosidetto partito _possibilista_ francese, ch'ebbe
+ad interprete autorevole e stimato il Malon.
+
+Non avevano messo nel programma neppure le _cooperative di produzione_,
+perchè disgraziatamente nemmeno quelle di _consumo_ e di _lavoro_ hanno
+potuto attecchire in Sicilia, dove indarno si cercherebbe una
+associazione di semplice mutuo soccorso, che possa gareggiare con la più
+meschina _Trade-Union_ inglese del vecchio stampo.
+
+Se alcuni dei capi conoscevano le teorie di Marx--e alcuni le avevano
+studiate con amore e le spiegavano con molta chiarezza, come il
+Montalto, il Barbato, il De Luca, il Petrina, ecc.;--la immensa
+maggioranza dei soci dei _Fasci_, per non dire la totalità, non riusciva
+a formarsene la più lontana idea. Così avveniva che mentre i giornali ed
+i capi del partito parlavano di _collettivismo_, tra i socî e
+specialmente tra i contadini più arditi e più radicali si aspirava alla
+divisione delle terre, alla quotizzazione. Per loro una buona _legge
+agraria_ sarebbe l'ideale; molti altri si sarebbero contentati della
+riforma dei patti colonici. La elevazione dei magri salarî per gli uni,
+la mezzadria ad oneste condizioni--come c'è in Toscana e nell'alta
+Lombardia, e di cui non mancano buoni e numerosi esempî nella stessa
+Sicilia--per gli altri, sarebbero bastate a soddisfarli ed a quietarli
+per un pezzo.
+
+Il sig. Enea Cavalieri giustamente osservò che in fondo, «astraendo dal
+loro infeudamento al socialismo, i _Fasci_, come nuclei operai, dovevano
+qualificarsi Società di resistenza, _Trade-Unions_ insomma: principio di
+resistenza, che ha alte giustificazioni.»
+
+ [LE ASPIRAZIONI DEI CONTADINI]
+
+Nessuno aveva, dunque, motivo di allarmarsi e di protestare se
+praticamente, in sostanza, i contadini e gli operai di Sicilia si
+organizzavano come in Inghilterra e facevano domande d'immediata
+realizzazione che vennero trovate ragionevoli da illustri professori di
+diritto, che le difesero in seno della Regia Commissione che discusse i
+_Contratti agrarî_.
+
+Per la parte più radicale, ma di remota realizzazione, poi è bene notare
+che l'on. Marchese di San Giuliano, ex sottosegretario di Stato nel
+Ministero Giolitti--e _pour cause_ mi limito tra i liberali e i
+conservatori a citare il solo rappresentante di Catania--nel suo libro:
+_Le condizioni presenti della Sicilia_ (p. 135) considera come
+_superstiziosa_ la venerazione di cui viene circondata la proprietà
+privata, che considera--al modo di Lassalle--quale una categoria storica
+modificabile col tempo nella legislazione. A che dunque far la voce
+grossa contro i socialisti, che dicono la stessa cosa?
+
+In quanto allo spirito e ai moventi reali che spinsero alla
+costituzione dello insieme dei _Fasci_, perchè i fatti posteriori mi
+dettero ragione, credo opportuno ripetere ciò che scrissi altra volta.
+
+ [LA DEGENERAZIONE DI PARECCHI FASCI]
+
+«Anzitutto,--osservai in sul finire del luglio 1893--a spiegare certi
+fenomeni non degni di ammirazione, è d'uopo rilevare che certi _Fasci_
+sono sorti come arma di combattimento contro locali Società operaie
+infeudate ad uomini ed a partiti diversi. L'ideale socialista in questi
+casi non è servito che come marca di fabbrica, che doveva coprire la
+merce di contrabando. Così alla prima occasione tali _Fasci_ si sono
+visti rinnegare i principî, che dovrebbero inspirarli e in nome del
+socialismo combattere anche i socialisti.»
+
+«Più di frequente i soci, che accorsero numerosi, furono trascinati
+nelle nuove associazioni dall'innegabile contagio psichico, che tanto
+più attivamente agisce quanto meno colte sono le masse sulle quali
+dispiega la sua azione; ma ognuno crede che in questi casi, scomparso il
+fascino del momento ed anche la parvenza teatrale, rimangono poco utili,
+se non addirittura dannosi, al sodalizio, dove portano un pericoloso
+contingente di svogliatezza e di malumore.»
+
+«Nel maggior numero, infine, degli operai, che si sono iscritti nei
+_Fasci dei lavoratori_ della Sicilia e che del resto ne costituiscono
+l'elemento migliore prevalse quel socialismo sentimentale, ch'è fatto di
+forte malcontento--ben giustificato--dello stato presente, e di vaga
+aspirazione verso un più lieto avvenire, tanto più seducente quanto più
+inghirlandato colle magiche promesse contenute nelle parole _giustizia_
+ed _eguaglianza_. Manca, però in questo maggior numero la coscienza
+vera di ciò che si vuole, dei mezzi congrui per conseguirlo ed anche il
+concetto adeguato della forza, che si ha nelle proprie mani--giudicata
+talora grandissima e tal altra minima--e manca in generale questa
+coscienza perchè manca la coltura intellettuale anche la più
+elementare». (_Rivista popolare_ 1. agosto 1893). Tutto questo era
+innegabile dinanzi allo spettacolo di _Fasci_ sorti e presieduti da
+liberali ortodossi, come quello di Militello, o dei _contro-fasci_, come
+quello di Monreale.
+
+ [SOCIALISMO SENTIMENTALE]
+
+Questo giudizio onesto di un socialista onesto, che credeva giovare alla
+causa prediletta col culto della verità, senza orpelli e senza
+illusioni, non piacque a coloro che in Italia hanno preso nelle mani il
+monopolio del socialismo intransigente, come non piacque ciò che dissi
+con altrettanta franchezza nella _Grande Revue_, e venni considerato
+come un nemico dei _Fasci_ e designato al disprezzo come un
+_socialistoide_. A mio conforto ed a mia giustificazione venne dopo una
+corrispondenza da Reggio Emilia--all'epoca del congresso socialista--nel
+_Peuple_ di Bruxelles, e che certamente è dovuta al Vandervelde--uno dei
+capi più autorevoli del socialismo belga--nella quale è detto: «In
+Sicilia il movimento socialista data da ieri. Si è sviluppato con una
+rapidità che fa pensare alla formazione delle leghe operaie belghe, dopo
+gli avvenimenti di marzo 1866. Sinora i contadini siciliani erano
+rimasti completamente al di fuori di tutte le preoccupazioni socialiste.
+Bruscamente in meno di un anno, tutto questo proletariato si è
+organizzato; ma _il va sans dire_ che questi nuovi aderenti non sono
+arrivati alla _piena ed intera coscienza dell'ideale socialista_. La
+maggior parte accettano il nuovo vangelo, _come quei pagani che si
+facevano battezzare, ma che continuavano a portare delle ghirlande di
+fiori sugli altari di Freja_. In qualche società i membri sono obbligati
+di assistere, da una parte alle riunioni socialiste, dall'altra alle
+feste annuali della Madonna. Ci si cita un gruppo--_Il circolo della
+regina Margherita_--che accetta ad una volta il principio della _lotta
+di classe_ e il patronato del re d'Italia.
+
+Questo giudizio era forse più aspro del mio; ma non era meno vero; e più
+severo sarebbe stato se fosse venuto all'indomani di certi luttuosi
+fatti determinati da domande giuste offuscate da altre assai reazionarie
+(_Giardinelli_ ecc.).
+
+ [NUOVA COSCIENZA NEI LAVORATORI]
+
+È bene osservare però, che se per i lavoratori della Sicilia il
+programma marxista era incomprensibile, un passo notevole nel senso
+socialista in Sicilia si fece in questi ultimi tempi colla modificazione
+profonda nella coscienza degli stessi lavoratori, nel considerare la
+loro posizione di fronte alle altre classi e nel reclamare il loro
+diritto. Pel passato le classi dirigenti avvalendosi dei mezzi più
+poderosi di dominio--morale, religione, politica--adoperati nel modo
+descritto dal Loria, erano riuscite a mantenere in una specie di servitù
+di fatto i lavoratori che si credevano nel dovere di soffrire ed
+ubbidire. In altri tempi, costrettivi dalle sofferenze fisiche, poterono
+ribellarsi, ma essi raramente invocavano e facevano valere i propri
+diritti e credevano che il poco che potevano chiedere e sperare lo
+dovevano attendere dalla carità e dalla generosità altrui. Ora invece
+sanno e dicono che quel poco che chiedono è loro _dovuto_ ed hanno
+_diritto_ di esigerlo.
+
+A Partanna nei tumulti si grida: _Vogliamo lavoro e non elemosine!_ A
+Piana dei Greci, quando Plebano, Farina e Comandini visitaronla i
+contadini, benchè affamati e nella più squallida miseria, respingevano
+l'elemosina credendosi avviliti, degradati accettandola.
+
+Questi fatti provano la formazione della coscienza socialista nelle
+masse siciliane, e non è poco. Questa coscienza non si potrà più
+distruggerla e darà i suoi frutti.
+
+Coloro che stavano alla direzione del movimento opportunamente avevano
+pensato ad eliminare molte stridenti contraddizioni; avevano messo in
+mora parecchi _Fasci_, che vi si abbandonavano ed alcuni anche ne
+avevano eliminato dal seno del partito; (Lercara, Delia, ecc. ecc.); ma
+i fatti rimangono sempre come un indizio dello spirito che c'è nelle
+masse e della loro maturità maggiore o minore per accogliere i dettati
+del rigido socialismo marxista.
+
+ [I FASCI E I CONTRATTI AGRARII]
+
+Intanto è bene avvertire che nel programma minimo i _Fasci_ avevano già
+ottenuto notevoli risultati. In taluni punti i salarî si erano elevati
+alquanto; altrove erano stati accettati dai proprietarii,--per timore di
+peggio o per ridestato senso di umanità--i patti colonici votati dal
+Congresso di Corleone. Il Cavalieri alludendo a questi successi sul
+terreno economico, nota che le modificazioni nei _contratti agrarî_,
+indarno raccomandate da tanti anni da Villari, da Rubieri, da Sonnino
+ecc., le ottennero i _Fasci_ colla _violenza_ e colla _minaccia_ e
+perciò in fondo loda l'opera del Congresso di Corleone[6].
+
+Credo che egli sia stato inesattamente informato sui mezzi adoperati dai
+_Fasci_ di contadini per ottenere più eque condizioni dai proprietarî
+delle terre, a meno che egli non consideri come una violenza lo
+sciopero; ma se pur egli fosse nel vero, si potrebbero biasimare coloro
+che da secoli sono stati vilipesi ed abbandonati e che colle buone non
+erano mai riusciti a migliorare la propria tristissima condizione?
+
+ [GLI OPERAI NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE]
+
+La vittoria, infine, aveva coronato non poche lotte elettorali
+amministrative. A Piana dei Greci, a Corleone, a Prizzi, a Partinico, ad
+Alcamo, a San Giuseppe Jato, a Sancipirrello, ecc. ecc. contadini ed
+operai, candidati dei _Fasci_, erano andati a far parte dei Consigli
+Comunali.
+
+Si avrebbe torto, però, ritenendo che questi ed altri successi
+elettorali fossero dovuti esclusivamente alle forze socialiste: gli
+operai da un pezzo senza vero programma di partito prevalsero in molti
+comuni: alcuni li ebbero in mano completamente--Caltagirone, Agira,
+Biancavilla, ecc.--Altrove, ad esempio a Catania, a Messina gli eletti
+socialisti e con grande numero di voti, sono l'espressione di molte
+cause concomitanti e specialmente del malcontento suscitato dalle
+precedenti amministrazioni; negli eletti giovani onesti, intelligenti e
+coraggiosi si è visto un freno ed un controllo utile. In qualche punto i
+clericali e quella congerie di partiti locali senza programma alcuno
+hanno adescato i lavoratori, hanno messo all'asta il loro appoggio,
+accordando posti nei Consigli comunali a chi dava loro un maggior numero
+di voti e accordandoli spesso a coloro che meno li meritavano!
+
+ [I FASCI NELLE ZONE AGRICOLE]
+
+I successi reali i cui risultati economici sono stati visibili ed
+immediati, si sono visti con particolarità nelle zone agricole; si
+spiega perciò come e perchè i contadini fossero i più ardenti nella
+lotta e si può prevedere che i loro _Fasci_ si riorganizzeranno presto e
+meglio degli altri non appena sarà passata la bufera attuale e
+prevarranno se saranno accortamente diretti; direzione accorta che c'era
+a Piana dei Greci per merito del D.r Barbato ed a Corleone per opera di
+Bernardino Verro. È facile prevedere ciò che avverrà in queste zone dal
+risultato delle elezioni amministrative in Piana dei Greci, dove pochi
+giorni prima della iniqua sentenza del 30 maggio, il D.r Barbato e i
+suoi compagni del _Fascio_, non ostante lo stato di assedio e le
+cancellazioni arbitrarie ed odiose dalle liste elettorali fatte dal
+Regio Commissario straordinario,--vennero eletti consiglieri comunali
+alla quasi unanimità.
+
+
+NOTE:
+
+[6] Questo piccolo episodio siciliano illustra sempre più ciò che L.
+Bissolati brillantemente sostenne contro l'on. Prof. Luigi Luzzatti
+sulla assoluta mancanza di spontaneità nelle _concessioni_ fatte dalla
+borghesia al proletariato (V. L. Bissolati: _La lotta di classe e le
+alte idealità della borghesia_. Milano 1893). L'avvocato cremonese
+dimostra che tutte le leggi sociali favorevoli ai lavoratori in
+Inghilterra sono in correlazione colla conquistata influenza politica
+degli ultimi. Giustissimo! Sostenni sempre tale tesi, che formò il
+caposaldo delle mie teorie politico-sociali: la esposi nella conferenza
+al Teatro S. Cecilia in Palermo (1890) e al Consolato Operaio in Milano
+(1891). Allora dai valvassori del socialismo fui deriso e canzonato....
+E ora?
+
+
+
+
+IV.
+
+LE CAUSE--IL MALCONTENTO IN ALTO.
+
+
+Alla descrizione del movimento socialista siciliano nelle sue fasi e
+nelle sue condizioni attuali parmi opportuno far seguire un breve studio
+sulle cause, che lo hanno fatto assorgere ad una importanza, che non ha
+riscontro sul continente italiano; studio utile perchè somministra le
+migliori e più esatte indicazioni sulla condotta da seguire per
+regolarlo.
+
+Il Prof. Lombroso, ch'è rimasto colpito dal rapido sviluppo del
+socialismo in Sicilia, per ispiegarlo attribuì un'azione preponderante
+al miscuglio delle razze e al clima. Senza intrattenermi di questo
+secondo fattore, la cui esagerata influenza ho dimostrato insussistente
+nella _Sociologia Criminale_ (Vol. 2º), osservo sulla prima che a torto
+adesso lo si invoca.
+
+I contatti tra razze diverse certamente producono fermenti insoliti
+e acceleramento della vita sociale: Carlo Cattaneo, precedendo il
+Gumplowicz e parecchi altri etnologi e sociologi contemporanei,
+giustamente lo affermò. Non è il caso di ricorrere a questa spiegazione
+oggi in Sicilia dove le razze sono fuse da oltre dieci secoli e dove la
+miscela non sarebbe nè maggiore, nè più recente che in Lombardia o nel
+Napolitano.
+
+Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente per comprendere
+che una propaganda che non trovasse l'_ubi consistam_ nelle opportune
+condizioni sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe tentata,
+attribuiscono tutto all'azione degli agitatori, dei demagoghi, come essi
+li chiamano per designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori
+assegnano moventi non confessabili. Dicono che questi ultimi sono mossi
+dall'ambizione di divenire consiglieri comunali e provinciali o anche
+deputati; osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi e
+rendere necessario il suo ritorno al potere; che si aspira alla
+separazione col protettorato inglese, sotto il quale Malta fiorisce; che
+la Francia soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento
+insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento non è che una
+manifestazione brigantesca e che la organizzazione non è socialistica,
+ma modellata e inspirata dalla _mafia_.
+
+ [SCIOCCHE CALUNNIE]
+
+La maggior parte di queste affermazioni rappresentano calunnie tanto
+odiose, quanto ridicole. Per quella piccola parte di vero che c'è dirò
+che bisogna non conoscere il cuore umano per meravigliarsi che
+l'ambizione si annidi nel cuore di qualche giovane intraprendente: essa
+anzi è un grande stimolo a mutare ed a progredire; e senza ambizione si
+può dire che non vi sono nell'attuale organizzazione sociale se non
+gl'inetti e i disgustati dalla vita pubblica. Tutto sta nel modo come si
+esplica e si cerca di soddisfare; e in quanto a questo, io che conosco
+quasi tutti i giovani, che stavano alla testa dei _Fasci dei lavoratori_
+posso assicurare con serena coscienza, ch'essi sono davvero eccellenti
+nella grandissima maggioranza.[7]
+
+ [LA JEUNESSE DORÉE SICILIANA]
+
+E non a torto l'on. Comandini ha descritto, in una delle sue
+corrispondenze, la _jeunesse dorée_ del socialismo siciliano,
+simpaticamente, come dedita allo studio e alla propaganda. Il caso non è
+nuovo e non deve affatto sorprendere. Chi non ricorda il lavorio di
+demolizione di tutte le vecchie credenze che venne fatto in Francia nel
+secolo scorso da buona parte della _jeunesse dorée_? E chi non sa che al
+nihilismo i martiri e gli eroi più belli vennero dalla borghesia e dalla
+aristocrazia?
+
+In quanto alla ingerenza e all'influenza della _mafia_ e del
+_brigantaggio_, l'accusa è iniquamente bugiarda. Qualche ammonito, e
+davvero pochi, faceva parte dei _Fasci_; ed a me che una volta deplorai
+il fatto si rispose: «dunque non si dovranno mai riabilitare? E perchè
+si meravigliano di qualche ammonito ch'è nei _Fasci_ se hanno mandato
+Tanlongo in Senato e tanti ladri del pubblico denaro stanno in
+Parlamento? E perchè desta tanto scandalo un disgraziato che violò la
+legge per miseria per ignoranza e viene da noi paternamente accolto,
+mentre si trova regolarissimo che il Barone Tizio sia sindaco, sebbene
+abbia passato qualche anno in carcere sotto gravissima accusa; e il
+Conte Filano tenga ai suoi ordini, come _bravi_, i peggiori _mafiosi_
+dell'isola? Cristo, del resto, impone il perdono!»
+
+Questo linguaggio semplice, onesto, elevato fu tenuto anche a Piana dei
+Greci a Rossi della _Tribuna_.
+
+Mi piace aggiungere che a me consta, che alcuni ammoniti da che erano
+stati ricevuti nei _Fasci_ avevano tenuto una condotta irreprensibile. E
+il fenomeno non è nuovo, per quanto possa sembrare strano a coloro che
+non conoscono il cuore umano. Ci fu in Sicilia nel 1893 un leggero
+aumento nella delinquenza; ma fu anche maggiore in gran parte del
+continente senza che vi fossero _Fasci_, ma per le cause sociali
+generali.
+
+ [LE ACCUSE STOLTE E I FATTI]
+
+Se s'ingannano da pessimisti le autorità politiche e le classi
+dirigenti, o vogliono ingannare, non si appone neppure al vero il Bosco
+nella parte in cui si abbandona ad un ingenuo ottimismo e adduce come
+fattori concomitanti del progresso del socialismo in Sicilia lo sviluppo
+intellettuale e morale delle masse. Questo sviluppo è tale meschina cosa
+che davvero non avrebbe potuto dare i risultati che gli vengono
+attribuiti. L'analfabetismo e la delinquenza--negli omicidî
+Caltanissetta e Girgenti hanno il primato assoluto--nell'isola sono
+altissimi, e la lasciano a grandissima distanza dal Piemonte, dalla
+Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana, dove il socialismo è assai meno
+rigoglioso in questo momento.[8]
+
+Ispira simpatia il caso citato dal Rossi della _Tribuna_ di quei socî
+del _Fascio_, poveri anch'essi, che si quotizzarono per ricomprare il
+mulo al compagno che l'aveva perduto, come si farebbe nella _Zadruga_
+degli Slavi meridionali. Ma il caso isolato non autorizza affatto il
+Bosco a scrivere: «Moralmente il nostro contadino è di molto migliorato.
+Egli a poco a poco va spogliandosi della laida veste dell'egoismo e
+sente vivo l'amore pel prossimo; egli che non comprendeva nemmeno
+l'amore per la famiglia, ama oggi il fratello di dolore e lo aiuta in
+tutto quello che può. E di azioni veramente altruistiche, che indicano
+un grande progresso morale, potremmo citarne a _centinaia_(!!)»
+
+Questa è poesia bella e buona; la realtà è diversa e si avvicina molto a
+quel materialismo economico da cui un discepolo di Marx non avrebbe
+dovuto discostarsi.
+
+ [I FATTI E LE ESASPERAZIONI]
+
+La realtà è questa: in Sicilia c'è un grande malcontento pel malessere
+economico aggravato dalle condizioni politiche; malcontento che spinge
+alla protesta e alla reazione, coadiuvato dall'influenza ereditaria e
+dalle tradizioni locali. Il malcontento ha cause economiche generali e
+ne ha particolari che lo hanno reso più rapidamente sensibile: il
+malcontento è in alto e nelle classi dirigenti, che a forza di
+mormorare e di protestare hanno incitato il popolo ad imitarle; e col
+malcontento in alto sono venuti meno i freni morali e materiali, che
+avrebbero potuto rattenere e moderare il malcontento irrompente in
+basso.
+
+ [IL MALCONTENTO NELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+Tra le classi dirigenti il malumore serpeggia e si accresce con
+prodigiosa rapidità per tutte le cause generali, che agiscono in tutta
+Italia e che trovano l'addentellato e nella politica interna e nella
+politica estera e in tutte le esplicazioni della vita pubblica. Di
+questo stato dell'animo delle classi dirigenti dettero un saggio i
+_grandi proprietarî_ di Sicilia--senatori, deputati, duchi, principi,
+marchesi, baroni, cavalieri ed anche avvocati nullatenenti--che riuniti
+nella sala Ragona in Palermo, in numero di duecento, applaudirono
+freneticamente un rapporto del Comitato promotore, che nella _parte
+generale_--dovuta al senator Guarneri--dice in principio così: «I
+deplorabili moti,--promossi da quali agitatori e da quali intenti
+l'Italia oggi non ignora--che sono scoppiati, _non sarebbero avvenuti_,
+o almeno non avrebbero tanto attecchito se in tutta l'isola non regnasse
+il più profondo malcontento ed universale malessere, _nato da lunghi
+anni di trista amministrazione_.» (p. 3) Dopo questa constatazione che
+valore possono avere le sciocche invettive contro i _sobillatori_?
+
+I proprietarî si lamentano acremente per la gravezza delle imposte
+erariali, provinciali e comunali, e in parte si lamentano a torto i
+grandi proprietarî, che se molto pagano non possono e non devono negare
+che dal 1860 in poi hanno visto aumentare vistosamente i loro redditi.
+Il prof. Salvioli afferma che nel circondario di Mistretta i fitti
+raddoppiarono: in provincia di Catania aumentarono di circa un terzo ed
+in qualche zona del doppio, fino al 1881. Così in quella di Siracusa e
+di Caltanissetta. In provincia di Trapani l'aumento variò dal 30 al
+100%. (_Gabellotti e contadini in Sicilia_ ecc. nella _Riforma Sociale_
+del Nitti 10-25 marzo 1894). Le ricerche di altri agronomi e le mie
+confermano questo aumento straordinario nei fitti: e in questo come in
+tanti altri casi continua la rassomiglianza tra la Sicilia e
+l'Irlanda.[9] Inoltre il prodotto delle imposte di ogni genere in
+maggior parte venne speso a vantaggio degli stessi proprietarî. Molte
+strade comunali e provinciali, che hanno rovinato i corpi locali sono
+state costruite a loro esclusivo beneficio: e su di alcune si narrano
+intrighi e imposizioni scandalose per farle votare ed eseguire. Le
+imposte e le spese così riuscirono spesso ad aumentare la ricchezza dei
+proprietarî.
+
+ [CENSIMENTO DELL'ASSE ECCLESIASTICO]
+
+In Sicilia, eziandio, a produrre una speciale perturbazione economica ha
+contribuito un fattore, che avrebbe dovuto essere benefico e che sotto
+certi punti di vista tale realmente è riuscito. Alludo al censimento dei
+beni demaniali e dell'asse ecclesiastico.
+
+ [GARIBALDI E IL GOVERNO ITALIANO]
+
+Qui da dieci secoli le corporazioni religiose, le confraternite ecc.
+avevano ricevuto doni dai fedeli ed accumulato ricchezze enormi. Nel
+1860 si può ritenere che esse possedevano oltre 190,000 ettari della
+migliore terra malamente coltivata sì, ma il cui prodotto veniva
+consumato localmente. Il generale Garibaldi vide il pericolo che
+derivava dalla esistenza di tale vasta manomorta ed il vantaggio che si
+poteva ricavarne distribuendola in piccoli lotti ai lavoratori; ma il
+suo ottimo pensiero fu svisato completamente poco dopo.
+
+Il governo italiano, che successe alla Dittatura, ad un elevato fine
+economico-sociale ne sostituì uno puramente fiscale: e col censimento,
+che seguì alla soppressione delle corporazioni religiose, si costituì
+una risorsa finanziaria compiendo una vera spogliazione a danno dei
+Comuni, cui accordò in teoria un quarto della rendita dei beni delle
+suddette corporazioni--assottigliata da imposte e prelevazioni di ogni
+sorta--ma in fatto la negò con ogni sorta di tergiversazioni e di
+litigi.[10]
+
+ [SI MANCA IL FINE]
+
+Coll'incameramento e col censimento eseguito con criterî fiscali, dal
+punto di vista sociale il progresso fu poco, perchè alle corporazioni
+nelle proprietà della terra si sostituì a poco a poco il grande
+proprietario, checchè ne abbia pensato il Prof. Corleo, ch'era un poco
+interessato a difendere il modo come s'era praticato il censimento; il
+competente Prof. Basile, anzi, arriva a dire, «che si sono vendute tutte
+le terre appartenenti una volta alle _manimorte_ e sono state acquistate
+da proprietarî oziosi, da far comparire _manivive_ i monasteri di una
+volta.» (_La quistione dei contadini in Italia._ Messina 1894).
+
+ [L'ASSENTEISMO]
+
+Dal punto di vista economico l'isola subì tutte le conseguenze
+dell'_assenteismo_; poichè il prodotto della terra e del lavoro--in gran
+parte sotto forma di _canone_--emigrò tutti gli anni al di là dello
+stretto per essere consumato a Roma e nell'alta Italia, dove per ragioni
+geografiche, politiche e militari lo Stato spende una somma maggiore di
+quella che vi esige.
+
+L'_assenteismo_--quest'altro male caratteristico dell'Irlanda--generato
+dal governo in Sicilia, si complica per dato e fatto di alcuni privati,
+che vi hanno grandi possessioni--Duca d'Aumale, duca di Ferrandina, duca
+di Monteleone, Principe di Trabia, Principe di S. Elia, Principe di
+Belmonte, ecc.--e che vivono, i più, nel continente italiano, in Francia
+o in Ispagna. I danni enormi economico-sociali dell'_assenteismo_
+vennero riconosciuti da tempo dal Sonnino, dal Baer (nel suo eccellente
+studio sul _Latifondo in Sicilia_ nella _Nuova Antologia_ del 15 aprile
+1883) e di recente dal Cavalieri, da Monsignor Carini, dal De Rosa,
+ex-prefetto di Caltanissetta, dal senatore Faraldo, ex prefetto in
+Sicilia (_Alcuni riflessi sui casi succeduti in Sicilia_) ecc. ecc.
+
+Questa causa di depressione economica, che agiva lentamente, da recente
+fu resa più energica colle facilitazioni allettatrici, che accordò lo
+Stato per lo affrancamento dei censi sui beni dell'asse ecclesiastico;
+i cui possessori assunsero impegni superiori alle loro forze,
+s'indebitarono--e contribuirono ad accrescere le immobilizzazioni
+bancarie--e mandarono al centro, non il reddito annuo ma l'importo delle
+terre censite e sottrassero alla vita economica del paese un ingente
+capitale.
+
+In questo modo si crede, ed a me pare che la credenza sia giustificata,
+che l'isola abbia dato all'Italia più di quanto ha ricevuto; ed ha
+sicuramente ricevuto meno di quanto le si doveva sotto forma di strade,
+che sarebbe stata la più utile delle restituzioni sotto tutti gli
+aspetti. Lo Stato, altresì, a cagione della sua organizzazione
+centralizzatrice sino all'assurdo, agisce sulla periferia come una pompa
+aspirante, che restituisce solo in minima parte ciò che ne assorbe.
+
+ [LE CONDIZIONI DI PUBBLICA SICUREZZA]
+
+Oltre questi fatti d'indole economica, vi è un'altra causa di
+malcontento, che si è resa intensa da recente per i proprietarî in
+generale ed è rappresentata dal peggioramento nelle condizioni della
+pubblica sicurezza. Sintanto che in Sicilia si ammazzava più che
+altrove, essi non si preoccupavano molto del fenomeno morale: questa
+forma di delinquenza di ordinario non li colpiva. Quando aumentarono i
+reati contro la proprietà e sopratutto l'_abigeato_, o furto di animali
+bovini e da trasporto, i sequestri di persona, i ricatti ecc. allora
+essi furono toccati direttamente, furono presi da paura, si rinchiusero
+nelle loro case, videro andare in malora i loro interessi, furono
+privati dei godimenti della vita campestre e venne meno la funzione
+dello Stato da loro più apprezzata: quella che compie lo
+stato-gendarme. Si può comprendere come e quanto protestassero!
+
+ [IL LATIFONDO FACILITA ALCUNI REATI]
+
+È bene si dica che i furti in Sicilia se sono alquanto maggiori alla
+media del regno e dell'alta Italia, sono però molto al disotto che in
+Sardegna, nel Lazio, in Basilicata e negli Abruzzi[11]. Ma in Sicilia le
+forme speciali del reato contro la proprietà sopraccennate,--cioè:
+_abigeato_, sequestro di persona, ricatto, ecc.--se aumentano destano un
+grande allarme. E le gesta della banda Maurina, la taglia pagata dalla
+Baronessa vedova Sisto, i sequestri Coniglio, Terresena e del
+disgraziato cav. Billotti, che fu ucciso e bruciato in una grotta,
+destarono e mantengono lo spavento in tutti; spavento accresciuto talora
+dalle notizie false che spargono i contadini e gl'impiegati, che hanno
+interesse a tenere lontani dalle campagne i padroni. E il malandrinaggio
+e le altre cennate forme di reato contro la proprietà in Sicilia sono
+facili e frequenti per la esistenza del latifondo (che costringe alla
+cattiva distribuzione della popolazione, riunita in grossi centri,
+lontanissimi gli uni dagli altri, e circondati da campagne deserte e
+brulle) e per la mancanza di strade, per l'analfabetismo, e per le
+prepotenze feudali, che in qualche punto perdurarono più che altrove e
+generarono largo risentimento. I malandrini assurgono gradatamente alla
+trista altezza di briganti, e sanno tenere impunemente la campagna colla
+buona tattica: rispettano i piccoli, sanno procacciarsi il rispetto o
+la solidarietà dei contadini, dei bovari, dei pastori, degli zolfatari,
+o con terribili esempî incutono loro timore, quando in loro non trovano
+le ragioni--che mancano di rado--di odio contro i padroni.
+
+ [LE CRISI]
+
+Queste cause che generano e mantengono la particolare delinquenza della
+Sicilia in modo permanente, negli ultimi tempi sono state rese più
+intense dalla crisi agricola e dalla crisi zolfifera. Della prima si è
+scritto abbastanza ed è conosciuta: il rinvilimento del prezzo dei
+cereali e dei vini e degli altri prodotti dell'isola--rinvilimento
+cagionato dalla rottura delle buone relazioni commerciali colla Francia
+e dalla depressione del mercato interno, impoverito dall'alta quota
+delle imposte pagate e da altre cause--ha arrecato gravi perdite ai
+proprietarî e per ripercussione ai lavoratori. La crisi ha talvolta
+forme e cause strettamente locali: così a Monreale, a Partinico e in
+altri punti della provincia di Palermo, dove sono avvenute dimostrazioni
+e torbidi, sebbene la proprietà sia ben divisa, in questi ultimi anni la
+miseria è grande, tanto più intollerabile in quanto che è del tutto
+insolita, poichè eccezionalmente generata dal ribasso fortissimo nel
+prezzo degli agrumi che rappresentano il prodotto esclusivo di quella
+ferace contrada[12].
+
+ [LE CRISI E IL MALCONTENTO]
+
+Della crisi zolfifera dirò brevemente più oltre; qui mi basta
+conchiudere osservando che le due crisi, l'agricola e la mineraria,
+hanno direttamente aumentato il malcontento della classe dirigente per
+le ragioni economiche; e l'hanno indirettamente accresciuto in quanto
+che contribuirono in forte misura a peggiorare le condizioni della
+pubblica sicurezza.[13]
+
+
+NOTE:
+
+[7] G. Alongi, intelligentissimo funzionario di pubblica sicurezza, in
+uno studio sui _Fasci dei Lavoratori_ estratto del _Manuale_ del Comm.
+Astengo, ha raccolto talune odiose calunnie sopra alcuni Presidenti dei
+_Fasci_, che tolgono valore al suo studio nel resto abbastanza buono.
+
+[8] In Sicilia, secondo i dati statistici recenti comunicatimi
+gentilmente dal D.r A. Bosco (della Direzione della statistica del
+regno), nel 1891 c'erano tra gli sposi e le spose 71% di analfabeti e
+63% tra i coscritti, in Piemonte invece vi sono analfabeti nella
+proporzione del 12 e del 16%. In quanto a reati per 100,000 abitanti in
+Sicilia si ebbero nel 1891 denunzie 28 per omicidio, 359 per lesioni
+violente e 392 per furti; in Piemonte per le rispettive categorie si
+ebbero queste cifre; 4, 103, 223. Quanti insegnamenti in questo
+confronto!
+
+[9] Chi vuole formarsi un'idea adeguata della somiglianza tra le due
+isole, in quanto a condizioni economico-sociali legga il libro
+dell'individualista Fournier: _La question agraire en Irlande_ e
+l'opuscolo del socialista Kautsky: _Irland. kultur-historische Skizze_,
+Leipzig 1880.
+
+Il parallelo riesce utilissimo per le indicazioni che i casi d'Irlanda
+somministrano per la soluzione del problema siciliano.
+
+[10] Nel rapporto dei _grandi proprietarî_ di Sicilia a pagine 4 e 5 si
+legge:
+
+«La Sicilia è entrata nella grande famiglia italiana con un debito
+pubblico di appena ottantacinque milioni in capitale, e con un lieve
+bilancio di sole lire 21.792,585. E a dippiù dessa vi ha arrecato il suo
+tesoro, accumulato da lunghi secoli, dei beni ecclesiastici e demaniali.
+Però dessa vi è entrata al tempo stesso povera di opere pubbliche, cioè
+di mezzi di viabilità di ogni genere, di lavori portuali, e di bonifiche
+di qualunque natura.
+
+«La censuazione dei beni ecclesiastici, e la vendita di quelli demaniali
+ha avuto luogo, non a _scopo sociale_, non a sollievo delle classi
+agricole, ma a fine di _lucro_, e di finanza, e quest'Isola ha dovuto
+ricomprare le sue terre chiesastiche e demaniali, e allibertare le sue
+altre proprietà immobiliari, erogandovi la colossale somma di quasi 700
+milioni, che sono stati sottratti alla bonifica delle altre sue terre.
+
+«Ed il quarto dei beni ecclesiastici, attribuito dalla legge del 7
+luglio 1866 ai comuni dell'Isola, è stato davvero derisorio, giacchè
+(incredibile a dirsi, ma pure vero) il _valore_ di questi beni a
+riguardo dei detti comuni, è stato calcolato in base alle vilissime
+dichiarazioni del clero di Sicilia, per il soddisfo della tassa di
+manomorta del 4%. E da questo _nominale_ valore sono stati dedotti il
+30% attribuito allo Stato giusta la legge del 15 agosto 1867, e dippiù
+il 4%, di tassa di manomorta, ed un altro 5% per ispese di
+amministrazione. Però tutte queste deduzioni sono stato ragionate sul
+_valore effettivo_ dei cennati beni; e sottratte in oltre le pensioni
+dovute ai membri degli Enti soppressi. Sicchè nulla, o quasi nulla, han
+percepito sin oggi dopo più che un quarto di secolo, i Comuni del
+cennato quarto di beni. Anzi il Demanio ha richiesta la restituzione
+delle poche somme, per tale causa, pagate a qualche Comune.
+
+«Or dietro tanti sacrifici che quest'Isola ha, per virtù di
+patriottismo, accettati, dessa avea bene il diritto di vedersi
+equiparata alle altre regioni d'Italia nelle condizioni di viabilità, o
+di miglioramento di ogni genere.»
+
+Mi associo di tutto cuore alla osservazione del Comitato promotore, che
+vorrei vedere tenuta nel dovuto conto da coloro che credono nella
+_generosità_ del governo italiano verso la Sicilia. Però devo notare che
+la valutazione dei beni dell'asse ecclesiastico fatta dalla relazione
+dei grandi proprietarî--secondo i dati fornitimi gentilmente dal Comm.
+Simeone, direttore generale del Demanio--è troppo esagerata.
+
+[11] La media del regno pel 1891 per 100,000 abitanti è di 348 furti, in
+Sardegna di 846, nel Lazio di 667, in Basilicata di 638, negli Abruzzi
+di 518, in Sicilia di 398.
+
+[12] Degli effetti del fiscalismo e dell'usura, che producono il grave
+malcontento dei piccoli e medî proprietarî se ne avrà una idea da questi
+desolanti dati statistici. Nella provincia sola di Caltanissetta dal
+1883 al 1893 si fecero le seguenti espropriazioni: Caltanissetta 3151,
+Piazza Armerina 2033, Riesi 1648, Butera 1388, Santa Caterina Villarmosa
+731, Mazzarino 604, _Castrogiovanni_ 463, Montedoro 500, Valguarnera
+432, Resuttano 449, Sommatino 399, Delia 392, Serradifalco 322, Aidone
+252, San Cataldo 228, Villalba 228, Niscemi 158, Barrafranca 140, Sutera
+136, Vallelunga 116, Acquaviva 46, Pietraperzia 28, Villarosa 29,
+Marianopoli 10, Campofranco 6. La lista non è completa eppure le
+espropriazioni del decennio arrivano a 16662! (Dalla _Rivista popolare_
+del 31 Dicembre 1893). Nel solo comune di Chiaramonte Gulfi (paese di
+circa 10000 abitanti nella provincia di Siracusa) nel mese di Dicembre
+1893 per conto dell'esattore andarono all'asta 129 piccolissime e medie
+proprietà. Ho sottolineato la città di Castrogiovanni perchè nonostante
+il suo vastissimo territorio e i suoi 22000 abitanti, ha avuto, un
+numero relativamente esiguo di espropriazioni, perchè c'è un certo
+benessere. _Fu mantenuta sempre la calma e l'ordine._
+
+[13] L'on. Marchese di San Giuliano da _vero uomo di Governo_, nel senso
+comunemente attribuito a questa frase in Italia, e che sente la
+responsabilità della politica disastrosa da lui appoggiata dal 1882 al
+giorno d'oggi, ha tentato scagionare il governo dalle accuse rivoltegli,
+sostenendo che della depressione economica della Sicilia la colpa del
+governo è poca o almeno non è quanta glie ne viene attribuita. (_Le
+condizioni presenti della Sicilia_). La difesa non merita di essere
+discussa. Alle sue affermazioni, veramente audaci, rispondono i fasti
+della politica finanziaria, militare e doganale--strettamente connesse
+alla dinastica politica estera--che trovarono estimatori assai più equi
+anche tra i più eminenti uomini di governo; tra i quali cito soli i
+senatori Jacini e Finali, perchè credo, che bastino a controbilanciare
+l'autorità dell'ex-sottosegretario di Stato per l'agricoltura e
+commercio.
+
+
+
+
+V.
+
+IL MALCONTENTO TRA I LAVORATORI DELLE MINIERE.
+
+
+Dei piccoli proprietarî non occorre tener parola. La loro condizione,
+che peggiora dappertutto, non è diversa in Sicilia di quella che è
+altrove; essi che hanno minore resistenza da opporre alle cause di
+depressione economica, sentono che muoiono, che gradatamente vengono
+gettati tra le file del proletariato. Perciò giustamente cominciano ad
+essere accessibili alla propaganda socialista, che tra loro riuscirebbe
+più efficace se il concetto della _lotta di classe_--facilmente
+frainteso--non li spaventasse, perchè temono che in un momento decisivo
+i proletarî, non saprebbero fare distinzioni sottili tra grandi e
+piccoli proprietarî e li voterebbero tutti alla morte[14].
+
+ [AZIONE MODERATRICE DEI SOCIALISTI]
+
+Nè occorre intrattenersi del proletariato urbano, poco dissimile per le
+condizioni economiche da quello del resto d'Italia; inferiore al
+medesimo nella istruzione, nella coltura, nella compartecipazione alla
+vita pubblica. I _Fasci dei lavoratori_ delle città,--eccettuato quello
+di Catania--perciò offrono una minore solidità ed attività di quelli
+delle campagne, e poco fanno parlare di loro. Così Palermo rimane
+tranquilla, mentre alle sue porte, a Partinico, a Monreale, a
+Girardinello è forte l'agitazione; si arresta, si ferisce, si ammazza.
+Con che non s'intende disconoscere che in questa attitudine non abbia
+seriamente contribuito la influenza moderatrice che i capi del partito
+socialista esercitano sulle masse, consci come sono dei danni che
+verrebbero da un movimento inconsulto: azione altamente moderatrice e
+non mai abbastanza lodata--sebbene dal Governo del tutto
+disconosciuta--esercitata pure dal dott. Barbato a Piana dei Greci e dal
+Verro nelle contrade di Corleone: paesi che senza di questa azione
+moderatrice avrebbero potuto dare un forte e pericoloso contingente agli
+ultimi sanguinosi tumulti.
+
+Tristissima è la sorte delle cinquantamila famiglie, che vivono
+direttamente del lavoro nelle miniere di zolfo. I _reporters_ che hanno
+visitato l'isola in generale si sono dati alle commoventi descrizioni
+dei così detti _carusi_, cioè dei giovani dagli 8 ai 20 anni, che sulle
+loro spalle traggono fuori dalle viscere della terra il minerale da cui
+si estrae lo zolfo; e lo trasportano attorno ai _calcheroni_, nei quali
+viene fuso e ridotto in pani; descrizioni, che fanno rassomigliare una
+zolfara ad una bolgia dantesca coi suoi disgraziati abitatori e che di
+poco si scostano dal vero.
+
+ [I CARUSI]
+
+I _carusi_ hanno formato oggetto di vive discussioni a varie riprese in
+Italia.
+
+La stampa del continente se ne occupò con interessamento dopo la
+pubblicazione del libro di Sonnino sui _Contadini in Sicilia_, il quale
+ne trattò nell'appendice. Quando si cominciò a parlare di legislazione
+sociale tornarono di moda; e finalmente nel settembre scorso ci fu di
+nuovo una esplosione di sdegno per le sofferenze di questi lavoratori
+delle miniere dopo la descrizione fattane dal Rossi della _Tribuna_.
+
+Se sono molte le inesattezze scritte e divulgate sulla durezza del
+lavoro dei minatori di zolfo, sono assai minori quelle sui _carusi_.
+
+Tra tutte le descrizioni sul lavoro aspro, durissimo, cui sono
+condannati i _carusi_, rimane, a mio giudizio, più esatta, per quanto
+elegante e sentimentale, quella datane da Gustavo Chiesi nella _Sicilia
+Illustrata_. Non mi arrischio di rifarla o di ripeterla perchè a me
+manca quella vivacità dello stile ch'è necessaria per farne un bozzetto,
+che per quanto impressionante rimane sempre verista. Mi limito, perciò,
+ad occuparmi di quella parte delle loro condizioni, che si presta ad
+essere trattata con l'aridità che mi è abituale.
+
+ [LA DURATA DEL LAVORO]
+
+Comincio dalla durata del lavoro. Raramente la giornata di lavoro dei
+_carusi_ sorpassa le otto ore, come raramente rimane al disotto, mentre
+quasi mai il _picconiere_ lavora per otto ore, e la sua settimana di
+lavoro è di quaranta ore.[15]
+
+Quindi sotto questo punto di vista la legge delle otto ore nelle miniere
+della Sicilia non avrebbe sensibile applicazione e non darebbe gli
+sperati utili risultati.
+
+I _carusi_, come i _picconieri_, lavorano a cottimo e ricevono una parte
+maggiore o minore dell'importo della _cassa_ di zolfo, secondo la
+maggiore o minore distanza dal cantiere della lavorazione al piano
+d'impostamento presso il _calcherone_, e secondo pure la lunghezza e
+ripidità della scala. Da queste due condizioni, infatti, dipende il
+numero dei _viaggi_, che può fare il _caruso_ e la quantità di minerale,
+che può essere trasportata fuori in una giornata.
+
+ [IL SALARIO E L'USURA]
+
+Il salario varia in questo momento dai 40 centesimi alla lira al giorno
+secondo l'età; ma si avverta, che oggi non che al salario dello
+_sweating system_ sono ridotti al doloroso sciopero forzato.
+
+L'usura pesa sui _carusi_, come pesa sui _picconieri_, e non è esatto
+che questi ultimi riversino sui primi la parte che a loro spetta; almeno
+questo è un caso del tutto eccezionale e che si verifica quando il
+picconiere è agiato, ha un piccolo capitaluccio e fa lui stesso le
+anticipazioni in generi al _caruso_. Ma in questo caso, per essere
+giusti, si deve riconoscere che il picconiere non esercita l'usura in
+proporzioni superiori a quelle, cui si dovrebbe sottostare ricorrendo
+alla _bottega_ del padrone-coltivatore.
+
+Si sono esagerate di molto le crudeltà del _picconiere_ contro il
+_caruso_, che si è voluto dipingere come se fosse assolutamente lo
+schiavo del primo e su cui avrebbe una specie di diritto di vita e di
+morte. I rapporti tra _picconieri_ e _carusi_ sono improntati
+generalmente a quel carattere di durezza, che prevale nelle classi
+inferiori, specialmente della Sicilia.
+
+Il contadino si crede nel diritto di bastonare la propria moglie e i
+propri figli; e lo stesso diritto crede di avere il _picconiere_ verso
+il _caruso_. Non sono rari i casi, poi, in cui il primo mostra una
+eccezionale dolcezza verso il secondo; e lo liscia, lo carezza, gli
+regala qualche sigaro e lo porta a bere un bicchiere di vino nei giorni
+festivi e di domenica. E ciò fa più per convenienza, che per bontà di
+animo; lo fa per quell'_anticipo_ che gli ha dato e che è stato
+erroneamente interpretato e dal Sonnino e dal Rossi e da molti altri,
+che ne hanno scritto.
+
+ [RAPPORTI TRA CARUSO E PICCONIERE]
+
+Quando un _caruso_ s'impegna a lavorare con un _picconiere_ riceve da
+questo una somma, che varia dalle 50 alle 150 lire, secondo l'età e la
+ricerca che c'è di _carusi_. Questa somma si chiama _anticipo morto_,
+che non sempre si sconta gradatamente col lavoro quotidiano, ma si
+restituisce quando il _caruso_ vuole andare a lavorare con un altro
+picconiere o vuole cambiare mestiere.
+
+Le famiglie di contadini e anche di operai dei centri urbani hanno una
+grande risorsa nello _anticipo_, che intascano per uno o due figli, che
+mandano a lavorare nelle miniere; ma si sbaglia grossolanamente quando
+si crede che questo _anticipo_, che spesso nè il _caruso_, nè la sua
+famiglia sono in condizione di restituire, costituisca un legame
+economico rassomigliante alla servitù. Il vero è che il _caruso_, se è
+nullatenente e poco onesto, o se tale è la sua famiglia, un bel giorno
+lascia con un palmo di naso il _picconiere_, e va a lavorare con un
+altro _picconiere_, intascando un altro _anticipo_: operazione, che
+ripete talvolta con parecchi che lascia sul lastrico. Al _picconiere_
+non resta che esperimentare l'azione civile, senza utile alcuno; ma
+qualche volta, esasperato dalla perdita, che per lui è un vero disastro,
+lo cerca, lo insegue, e se lo trova, lo bastona terribilmente. Non poche
+volte sorse fiera contesa con brave coltellate tra l'antico _picconiere_
+derubato e il nuovo con cui è andato a lavorare il _caruso_ senza
+restituire al primo l'anticipo; poichè le consuetudini e le leggi
+dell'_omertà_ esigono che un _picconiere_, assoldando un _caruso_,
+s'incarichi esso stesso di saldare il creditore precedente, cui si
+sostituisce in tutto e per tutto. Chi vien meno a tali consuetudini e
+leggi della _mafia_, si espone alle vendette del danneggiato; e in
+realtà è meritevole di punizione perchè se esso non ruba, tiene il
+sacco.
+
+Ma i _picconieri_ intelligenti, se trovano _carusi_ buoni e laboriosi,
+li trattano bene e li carezzano, e io conosco lavoratori che da anni
+stanno in relazioni intime e affettuose, come ne conoscono tutti coloro
+che hanno coltivato miniere di zolfo.
+
+ [SENZA CASE E SENZA SCUOLE]
+
+_Picconieri_ e _carusi_, e tutti i lavoratori delle miniere come quelli
+della terra in generale in Sicilia soffrono molto per le abitazioni, che
+sono anguste e luride o mancano del tutto.
+
+A questo la legge deve e può provvedere; come dovrebbe provvedere alla
+istruzione di tanti ragazzi. Proposi nella penultima discussione del
+bilancio della pubblica istruzione, l'impianto di scuole elementari
+nelle miniere di zolfo e ricordai che la Spagna ci ha preceduti. Ma
+l'on. Martini mi rispose che l'idea era buona... però mancavano i
+quattrini per attuarla,--quattrini che poi si trovarono per il famoso
+ispettorato!
+
+E qui mi piace, a titolo d'onore, far menzione della scuola elementare
+serale che il signor Trewhella a sue spese ha impiantato nella grande
+miniera di Grottacalda. L'esempio potrebbe essere imitato da altri
+coltivatori di grandi miniere e servirebbe di aspro rimprovero allo
+Stato.
+
+Infine mi tocca a far menzione di una grave quistione: quella della
+degenerazione nel lavoro duro e precoce dei _carusi_.
+
+ [LA DEGENERAZIONE DEI CARUSI]
+
+Altra volta scrissi che dai resoconti del generale Torre non si poteva
+assodare se il lavoro delle miniere deformasse i _carusi_. Non se ne può
+giudicare dalle esenzioni in blocco dal servizio militare per difetto
+di statura, perchè la statura è uno dei dati antropometrici più
+strettamente connesso alla razza. Varî circondarî del continente offrono
+un contingente di riformati uguale o superiore a quello dei circondarî
+minerarî della Sicilia, senza che abbiano miniere. _A priori_, però, si
+può ammettere che il lavoro delle miniere noccia molto alla salute e
+allo sviluppo fisico dei _carusi_; e ciò con indagini dirette ha cercato
+dimostrare l'egregio dottor Giordano da Lercara. Questi, su 539 _carusi_
+ne trovò 170 difettosi. Il Mosso nel suo libro sulla _Fatica_ dice che
+dal 1881 al 1884 nella provincia di Caltanissetta, sopra 3672 lavoranti
+delle zolfare che si presentarono allo esame di leva, soltanto 253
+furono dichiarati abili, cioè appena il 6,87%! L'errore e l'esagerazione
+in questi dati sono evidenti; e di ciò convinto volli fare ulteriori
+ricerche comparative tra contadini e zolfatari. Le intrapresi su queste
+due sole classi di lavoratori, perchè non si può ammettere che le
+conseguenze del lavoro duro e precoce nell'una classe vengano compensate
+dalla migliore nutrizione e dalla più igienica abitazione.
+
+ [COMPARAZIONI STATISTICHE]
+
+La comparazione era necessaria, poichè, presi in blocco, i risultati
+della leva non dimostrano affatto che nelle zone zolfifere vi sia una
+particolare degenerazione prodotta dallo speciale lavoro delle miniere,
+come si può rilevare da questo quadro dei riformati dalla leva del 1870
+in alcune provincie d'Italia:
+
+ _Per difetto_ _Per tutti gli altri difetti_
+ _di statura_ _Compreso il difetto di statura._
+
+ Sondrio 12,67 % 36,62 %
+ Foggia 9,45 18,75
+ Potenza 12,06 19,27
+ Catanzaro 13,07 22,35
+ Reggio-Calabria 12,45 22,26
+ Caltanissetta 14,55 21,24
+ Girgenti 10,24 18,08
+ Cagliari 14,92 25,74
+ Sassari 13,48 24,36
+
+Si può dire che Girgenti e Caltanissetta danno la immensa maggioranza
+dei coscritti-_carusi_: pure la degenerazione è minore che in altre
+provincie nelle quali non vi sono miniere.
+
+Questo risultato indusse anche me in errore pel passato; ma mi sono
+corretto dinanzi alla eloquenza di queste altre cifre relative al
+circondario di Piazza Armerina, che si presta benissimo allo studio
+appartenendo la grande maggioranza dei suoi lavoratori alla classe dei
+contadini e degli zolfatari.
+
+Infatti la classe dei contadini dette riformati nella leva
+
+ del 1872: e del 1873:
+ riformati per difetto di statura il 14.45 % 14.41 %
+ e per altre imperfezioni fisiche 6,88 6,79
+
+mentre nelle stesse leve e per gli stessi motivi nella classe dei
+zolfatari si ebbero rispettivamente nel 1872: 32, 72 e 7,72% e nel 1873:
+38, 28 e 6,25% di riformati. Sicchè per gli altri difetti fisici la
+proporzione dei riformati è quasi uguale tra contadini e zolfatari; tra
+gli ultimi è invece più che doppia per difetto di statura. Qui è
+evidente l'azione esercitata dal trasporto sulle spalle di un peso che
+varia dai 30 agli 80 chilogrammi, sempre superiore alle forze del
+_caruso_, che a quel lavoro viene sottoposto in tenera età, sin dagli
+anni 8 e talvolta--ma ora assai più raramente--sin dai 6 anni. Questo
+stato di cose se perdurasse ridurrebbe le due Provincie di Caltanissetta
+e di Girgenti ad un vero semenzaio di nani e di gobbi. Ho richiamato
+l'attenzione del ministro e agricoltura e commercio su di ciò e ne ho
+avuto formale promessa, che nella discussione del nuovo disegno di legge
+sul _lavoro dei fanciulli_ accetterà qualche emendamento sul lavoro dei
+_carusi_ nelle zolfare di Sicilia.
+
+ [LE MACCHINE NON SONO UN VANTAGGIO]
+
+Sarebbe un rimedio efficace la generalizzazione degli apparecchi
+meccanici per la estrazione dello zolfo? In molte miniere questa
+applicazione delle macchine è assolutamente impossibile e lo riconosce
+la stessa illustre Jessie White Mario, che pur tanto s'interessa alla
+sorte dei miseri fanciulli delle zolfare (_Le miniere di zolfo in
+Sicilia._ Roma 1894); dove è avvenuta spesso sono peggiorati i salari
+dei lavoratori. Ciò che prova sempre più come coll'attuale
+organizzazione capitalistica i progressi della scienza, che
+diminuirebbero le sofferenze fisiche dei lavoratori non si possono
+applicare per ragioni economiche. Si sa: la macchina è la nemica del
+lavoratore, dato il regime economico attuale,--perchè dovunque avviene
+l'impianto meccanico aumenta la produzione e diminuisce il salario,
+conseguenza fatale della sostituzione dell'uomo di ferro all'uomo di
+carne.
+
+ [LE LEGGI E LA FAME]
+
+L'applicazione rigorosa della legge sul lavoro dei fanciulli può e deve
+riuscire utile dal punto di vista igienico ed antropologico; ma è
+giocoforza riconoscere che le limitazioni imposte dalla legge incontrano
+opposizioni gravi nelle stesse famiglie dei lavoratori. E a parere mio,
+lo Stato fa bene intervenendo per impedire che degeneri e si abbrutisca
+la razza umana: ma intervenendo ha il dovere di assicurare se non altro
+un _minimum_ di alimentazione a quei _carusi_, ai quali impedisce di
+guadagnarsi il pane col proprio lavoro; deve assicurarlo a loro almeno,
+se non alle famiglie, altrimenti per quanto le sue intenzioni siano
+filantropiche, umane, esse verranno giudicate sempre crudeli.
+
+Ma oltre le sofferenze fisiche dei _carusi_ c'è da considerare la
+condizione economica dei _picconieri_ divenuta oramai intollerabile.
+Essi nella maggior parte delle contrade zolfifere vivono col vero
+_salario della fame_, relativamente a quello goduto una volta; poichè
+pel duro lavoro, ordinariamente a cottimo, di sei ad otto ore per cinque
+giorni della settimana, essi ricevono ora un salario che oscilla,
+secondo i luoghi, da L. 1 a L. 2 mentre pel passato guadagnavano da L. 3
+a L. 6 al giorno.
+
+Questo salario deve considerarsi insufficiente non solo nel senso
+assoluto: ma perchè è il corrispettivo d'un mestiere, che espone
+continuamente a pericolo di vita per lo sviluppo di gas irrespirabili,
+per incendî, per franamenti, ecc. Se il lavoro dei _picconieri_ delle
+miniere di zolfo è pericoloso, non è, però, tanto duro per quanto lo si
+dice, e non è poi affatto lungo, come dissi.
+
+Non è affatto esagerato, invece, quanto si è scritto--ed io da molti
+anni prima nella stampa e poi nella Camera ho denunziato il
+male--sull'usura enorme, dal 25 al 100 per cento, che assottiglia il
+salario nominale dei lavoratori delle miniere di zolfo; usura esercitata
+col _truck-system_, colla somministrazione dei generi nelle così dette
+_botteghe_ delle miniere; alle quali botteghe sono costretti a ricorrere
+perchè la paga in danaro viene ritardata di molto.
+
+ [LE CONDIZIONI DELL'INDUSTRIA]
+
+Disgraziatamente, date le attuali condizioni dell'industria zolfifera,
+quelli che possono sperare meno sono i lavoratori delle miniere di
+zolfo. La loro agitazione potrebbe riuscire proficua soltanto nel caso
+in cui essi ottenessero che scomparisse il coltivatore della miniera e
+rimanessero di fronte al proprietario, che oggi prende dal 20 al 30% del
+_prodotto_ lordo senza nemmeno darsi la pena di pagare la imposta
+fondiaria, che per condizione espressa nell'atto di fitto rimane a
+carico dei coltivatori! Quest'ultimi dal ribasso continuo dei prezzi
+dello zolfo, che si deplora da circa quindici anni, con piccole
+oscillazioni al rialzo, sono ridotti in condizioni tristissime. Molti
+sono falliti e coloro che resistono considerano lo sciopero come un
+alleviamento, perchè li dispensa dall'obbligo di dare lavoro. E se lo
+sciopero dei zolfatari potesse prolungarsi per alcuni mesi, come durò in
+Inghilterra quello dei minatori, sarebbe per qualche tempo efficacissimo
+rimedio, perchè colla diminuzione della produzione sicuramente
+rialzerebbero i prezzi dello zolfo, non essendo da temere la concorrenza
+estera. Uno sciopero siffatto intanto è impossibile, poichè la massa dei
+zolfatari si trova nella miseria, non è organizzata, non ha fondi e non
+può resistere neppure per una settimana.
+
+ [IL MALCONTENTO DEI ZOLFATARI]
+
+Dato questo stato di cose si comprende che i _Fasci_ hanno dovuto
+attecchire nelle zone zolfifere: provincie di Girgenti e di
+Caltanissetta in massima parte ed in una assai minore in quelle di
+Catania e di Palermo, ma non sono i meglio organizzati e i più compatti.
+Però anche dove _Fasci_ non sono esistiti il malcontento serpeggia
+minaccioso ed esplode per ogni minimo pretesto in forma selvaggia,
+anarchica, come avvenne a Valguarnera. E questa esplosione in un luogo
+dove l'azione dei cosidetti sobillatori non può invocarsi a spiegarla,
+dovrebbe rendere meglio avvisati coloro cui sfugge la genesi esatta dei
+fenomeni sociali.
+
+A Grotte, a Racalmuto, a Favara, a Riesi ecc.--paesi zolfiferi per
+eccellenza,--dov'erano _Fasci_ discretamente organizzati non si ebbe a
+deplorare il menomo disordine; ma la crisi che attraversa la industria
+zolfifera sta mettendo a durissima prova la pazienza dei coraggiosissimi
+lavoratori delle miniere. Guai se essi, spintivi dalla disperazione,
+vorranno imitare i contadini! Meglio disciplinati, più compatti, più
+arditi, più coscienti dei propri diritti e della propria forza che non
+siano le classi rurali, essi potrebbero rinnovare gli orrori delle
+_guerre servili_... E la ragione starebbe dalla loro parte, poichè
+governo e classi dirigenti di fronte alle loro miserie mostrano tanta
+cinica indifferenza da giustificare qualunque eccesso! Perchè si
+comprenda tutta la gravità dal pericolo, che denunzio, farò un breve
+schizzo del carattere morale e intellettuale degli operai addetti alla
+coltivazione delle miniere.
+
+_Picconieri_, _carusi_, _calcheronai_, ecc. sono quasi tutti analfabeti;
+la _mafia_ recluta tra loro i più coraggiosi campioni e sin dalla più
+tenera età essi ostentano la più scrupolosa osservanza delle leggi, che
+costituiscono il codice dell'_omertà_. Data la loro vita e la loro
+condizione intellettuale si spiega l'altissimo contingente che i
+zolfatai danno ai reati di sangue od a quelli contro il buon costume.
+
+ [LORO DIFETTI E LORO PREGI]
+
+La responsabilità maggiore di questi loro difetti ricade sull'ambiente,
+sul governo e sulle classi dirigenti, che mai pensarono ad elevarli, ad
+educarli; ma quegli operai hanno pregi reali e non pochi, che preferisco
+riferire colle parole di un chiarissimo scienziato, l'ing. R. Travaglia,
+che li conosce appieno e che non è affatto sentimentale o socialista.
+
+ [CHI NE DICE MALE NON LI CONOSCE]
+
+«Dedito ad una vita di sacrificio e di fatica,--scrive l'antico
+Direttore della scuola mineraria di Caltanissetta--isolato per intere
+settimane dal mondo, separato per più giorni dalla sua famiglia,
+l'operajo delle miniere in Sicilia vuole ad ogni costo i suoi giorni di
+riposo e le sue feste; talora in queste è troppo spendereccio e cerca di
+compensare le durezze della vita di operajo, nella settimana, con un
+certo benessere e coi piaceri, che più ama nei giorni ch'è al paese....
+Noncurante dei pericoli, ai quali è continuamente esposta la sua vita,
+conta poco questa per sè e per gli altri, anche quando è fuori della
+miniera, e malauguratamente spesso si lascia trascinare dagli impeti
+dell'animo a sacrificarla. Ma è per sua natura generoso, mai vile;
+affronta a viso alto dieci avversarî, non soverchia col numero i deboli.
+Trattato bene si affeziona a chi lo rispetta, a chi lo stima, ed è
+capace di ogni atto di coraggio; trattato con sprezzo e con durezza, si
+ribella e si vendica. Riconosce la superiorità di chi vale più di lui, e
+pur coi suoi difetti, che l'istruzione mitiga, è un operaio di cui si
+può fare quello che si vuole, sapendolo trattare. Chi ne dice male, non
+lo conosce.» (_I giacimenti di zolfo in Sicilia._ Padova 1889).
+
+Ed io che li conosco da vicino, e che in mezzo a loro e in continuo
+contatto con loro ho vissuto per oltre dieci anni, mi associo pienamente
+al giudizio che dà il Travaglia sulle buone qualità dei lavoratori delle
+miniere di zolfo della Sicilia.
+
+
+NOTE:
+
+[14] Si avrà una idea delle condizioni dei piccoli proprietarî da questo
+dato. In Chiaramonte Gulfi, cittadina di 10 mila abitanti nella
+provincia di Siracusa pel giorno 26 Dicembre 1893 era fissata la vendita
+d'immobili di _centoventinove_ individui, che non avevano potuto pagare
+le imposte. La quota d'imposta non pagata raramente sorpassava le L. 20;
+moltissime non arrivavano a L. 10 e sette erano al disotto di L. 5.
+
+[15] In questi ultimi tempi _picconieri_ e _carusi_ hanno cominciato a
+lavorare di più per rimediare al diminuito prezzo dello zolfo: così il
+rinvilio crescente e veramente spaventevole nel prezzo del minerale
+anzichè ridurne la produzione in certe miniere l'ha aumentata poichè
+_picconieri_ e _carusi_, che--prima della crisi--vivevano umanamente
+estraendo due _casse_ di minerale zolfifero, ora per ricevere un
+salario, del resto sempre molto inferiore all'antico, sono costretti ad
+estirparne almeno tre. Con ciò la produzione aumenta e i prezzi
+continuano a ribassare per opera fatale degli stessi lavoratori, che
+sono le prime vittime di questo tristissimo circolo vizioso! L'industria
+zolfifera in Sicilia presenta alcuni paradossi economici, che raccomando
+all'attenzione degli economisti liberali, che con incredibile cecità si
+ostinano ad aspettare il rimedio alla crisi dal funzionamento delle
+cosidette _Leggi naturali_. Dell'industria zolfifera mi sono occupato
+lungamente in due articoli pubblicati nel 4º e nel 7º-8º numero della
+_Riforma sociale_ del Nitti. Ne pubblicherò un terzo ed ultimo e dopo li
+raccoglierò in un opuscolo a parte.
+
+
+
+
+VI.
+
+LE CLASSI RURALI
+
+
+La crisi zolfifera, che produce miserie e sofferenze inaudite, travaglia
+le due provincie di Caltanissetta e di Girgenti ed alcune zone di quelle
+di Catania e di Palermo, la crisi agraria invece colpisce tutta l'isola,
+e siccome non c'è un solo dei suoi prodotti--dal vino ai sommacchi, dai
+cereali alle mandorle all'olio, ai pistacchi ecc.--che non abbia subito
+da qualche anno un forte ribasso, si può dire ch'essa non risparmia un
+sol palmo di terreno, nè un solo individuo che lo calpesti. In una
+regione dedita con grandissima prevalenza, se non esclusivamente
+all'agricoltura e alla pastorizia si può immaginare agevolmente quali
+tristi conseguenze arrechi una tale crisi.
+
+Però tra i lavoratori addetti all'agricoltura non è uguale dappertutto
+il malessere, perchè normalmente diverse sono le loro condizioni.
+
+ [VARIETÀ DELLE CONDIZIONI AGRICOLE]
+
+Infatti sono svariatissime le condizioni dei lavoratori della terra in
+Sicilia: variano da provincia a provincia; da circondario a circondario,
+da comune a comune. Errano, quindi, coloro che generalizzano con
+leggerezza dai casi singoli; ed errerebbe chiunque credesse che quel
+campione di pane inviatomi da Campofelice (provincia di Palermo), e di
+cui si occupò la _Tribuna_, sia mangiato dappertutto. Miserie, e grandi,
+non mancano tra i contadini, ma in generale essi mangiano del buon pane
+di frumento, che potrebbe essere invidiato dai lavoratori della Calabria
+e di alcune contrade del Veneto e della Lombardia.
+
+La varietà delle condizioni non sfuggì al Sonnino, che la descrisse nel
+suo libro, ancora eccellente, sui _Contadini della Sicilia_ e venne
+constatata pure dall'on. Damiani nel volume della _Inchiesta agraria_
+consacrato all'isola.
+
+C'è una zona litorale, che da Marsala per Palermo, Termini, Milazzo,
+Messina scende a Catania e da Catania gira attorno all'Etna, e poi forma
+alcune oasi nell'interno dell'isola e delle provincie di Caltanissetta,
+di Girgenti e di Siracusa, in cui prevale l'agricoltura intensiva, la
+piccola proprietà, la mezzadria; nel resto domina la grande proprietà,
+la coltura estensiva a cereali e la pastorizia.
+
+Nella prima zona, che disgraziatamente è la meno estesa, quale che sia
+la forma di contratto agrario in uso, le classi rurali stanno molto
+meglio, o meno peggio che nella seconda; ma per apprezzare al giusto
+questa varietà di condizioni bisogna dire partitamente dei lavoratori
+che vivono nelle diverse zone e sotto le diverse forme di coltura e di
+contratto.
+
+ [LE MEZZADRIE]
+
+La coltura a mezzadria è diffusa principalmente nella provincia di
+Messina e siccome si dividono anche i prodotti degli uliveti e dei
+vigneti, i lavoratori vi godono di una certa agiatezza. In questa zona
+contemporaneamente al minore sviluppo dei _Fasci_ si osserva minore
+analfabetismo e minore delinquenza. La coesistenza di questi fenomeni
+sociali non somministra indizî preziosi sulla genesi loro e sui
+possibili ed efficaci rimedî per alleviare certi mali?
+
+Ha ragione il Salvioli, quando osserva che la mezzadria non presenta la
+soluzione definitiva del problema sociale (_Rivista popolare_, 1º
+Dicembre 1893). Ma non deve negarsi che essa sia un temperamento
+opportuno per migliorare la sorte dei lavoratori della terra; e lo prova
+ciò che si osserva nella provincia di Messina, a Castrogiovanni e
+altrove in Sicilia, oltre l'esperimento benefico che se n'è fatto in
+Toscana e in altri punti del continente.
+
+Del resto bisogna distinguere tra mezzadria e mezzadria. Talvolta questa
+è parziale, non si estende alla coltura delle vigne e degli uliveti; e
+si comprende che il contadino in questo caso ha minori risorse,
+quantunque sia per lui un grande vantaggio avere contigua alla terra da
+lui coltivata a cereali ed a mezzadria, delle vigne, che coltiva a
+_fattura_ cioè a _forfait_ e dove per lo meno trova, lavoro quando non
+ne ha per conto proprio nella coltivazione dei cereali.
+
+ [PRELEVAMENTI INIQUI]
+
+La mezzadria limitata alla coltivazione di cereali ch'è la più comune
+nell'isola, anche dove non è resa iniqua da numerosi e angarici
+prelevamenti, può riuscire irrisoria e dare solo un magrissimo compenso
+alle fatiche di un anno del contadino, se la terra produce poco perchè
+esaurita o di cattiva qualità.
+
+Dissi che la mezzadria è iniqua dove esistono prelevamenti a vantaggio
+del proprietario o dei suoi rappresentanti. Vero è che i prodotti si
+dividono a metà tra proprietario e coltivatore; ma la divisione si
+pratica dopo che dalla massa si è prelevata la semente; e poi la così
+detta _strazzatura_, il tumolo per la _lampada_, il tumolo pel
+_campiere_ e talora anche il tumolo per la _madonna_, per _San Francesco
+di Paola_ o per qualche altro patrono del luogo.
+
+Questi prelevamenti non sono dappertutto uguali per la quantità e per il
+numero; ma dove c'è la mezzadria è quasi dapertutto esistente l'usura
+sulla semente e sui soccorsi anticipati dal proprietario durante l'anno.
+In qualche punto il proprietario dà il frumento per la semente e pei
+soccorsi col tumolo da 13 litri e se lo fa restituire con uno da 17; in
+altri punti dà la semente bagnata colla soluzione di solfato di rame
+(per evitare certe malattie del grano) e se la fa restituire asciutta;
+sulla semente e sul soccorso, infine, i più onesti prendono per lo meno
+un interesse del 20% a ragione d'anno![16]
+
+Si può immaginare quello che resta al povero mezzadro all'epoca del
+raccolto, specialmente dove padroni inumani non lasciano più a loro il
+così detto _solame_--cioè--il po' di grano commisto a paglia e a terra
+che nella trebbiatura rimane sull'aia--e negano loro la facoltà di
+spigolare! E di questa mezzadria, infine, scrive l'Alongi: «Che cosa sia
+questo contratto si sa oramai fino alla nausea; il nome di mezzadria, se
+non è una crudele ironia, è certo una insigne menzogna, un nome legale
+per far passare di contrabbando le più flagranti violazioni delle leggi
+morali e giuridiche (loc. cit. p. 9)».
+
+La mezzadria talvolta si riduce a _terzeria_, forma di contratto
+agrario, nella quale il proprietario prende due terzi del prodotto ed il
+contadino uno. Ma in questo caso il proprietario dà la terra preparata a
+maggese coi suoi bovi, e sulla quale non ha esatto nulla per un anno.
+
+ [IL CONTRATTO A TERRATICO]
+
+La mezzadria in tutte le sue forme, prevale dove c'è la piccola ed anche
+la media proprietà; ed allora può anche alternarsi o coesistere col
+contratto a terratico, il quale varia pure da contrada a contrada e che
+nei paesi da me conosciuti non corrisponde a quello descritto
+dall'egregio Prof. Salvioli nel citato articolo della _Rivista
+popolare_. Il _terratico_, da me conosciuto e che so prevalere in molti
+luoghi, è un puro e semplice fitto pagato in prodotti, anzichè in danaro
+contante. Secondo la qualità delle terre il coltivatore dà al
+proprietario o al gabellotto da tre a sei ettolitri di frumento all'anno
+per ogni ettaro di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito
+da molti contadini perchè assicura loro una certa indipendenza, pagata
+però molto cara negli anni di cattivo raccolto.
+
+ [L'INQUILINAGGIO]
+
+Meritano una particolare menzione i lavoratori della terra che
+stabiliscono coi proprietari l'_inquilinaggio_ per le vigne, forma
+particolare di colonia parziaria, che dura dai 15 ai 29 anni. Il
+contadino in questo caso pianta la vite e la coltiva e ne divide il
+prodotto, in varia misura, col proprietario della terra. Trascorso il
+termine del contratto la vigna rimane intera proprietà del secondo. I
+contadini, che prendevano la terra ad inquilinaggio ebbero un periodo di
+prosperità, ch'è stata distrutta dalla filossera nella provincia di
+Siracusa e minaccia di distruggerla in quella di Catania. Nella zona
+Etnea della seconda, molti contadini si può dire che vedono distrutte le
+loro speranze prima di avere avuto un qualsiasi prodotto dal lavoro e
+dal capitaluccio impiegato. Per loro è una vera rovina.
+
+I lavoratori della terra che vivono sotto il regime della mezzadria e
+del terratico, e nelle contrade a piccola e media proprietà, si possono
+considerare come fortunati rispetto a quelli che lavorano a giornata, e
+nelle regioni disgraziate del latifondo di cui dirò in appresso.
+
+Orbene, quella frazione--che rappresenterebbe in Sicilia una specie di
+aristocrazia delle classi rurali,--secondo i calcoli stabiliti da un
+agronomo competentissimo, il Prof. Caruso (_Industria dei cereali in
+Sicilia_), nel 1870, tempo in cui non c'era traccia nell'isola di alcuna
+agitazione socialista e vi si godeva di una relativa prosperità--non
+poteva passarsela allegra se si tiene conto del lavoro proprio e degli
+interessi dovuti al piccolo capitale impiegato nella mezzadria, nel
+terratico ecc. Il bilancio del mezzadro, del terratichiere
+ecc.--calcolando che il grano sia stato venduto a L. 51 per salma[17],
+con una produzione di 11 volte la semente--si chiudeva con un _deficit_.
+
+Questi calcoli rifatti, dopo oltre venti anni, da Rao per Canicattì, dal
+Dr. Barbato per Piana di Greci, da Verro per Corleone, concordano
+perfettamente con quelli del Caruso; e la circostanza, con senso di
+opportunità, la rileva oggi il Cavalieri, ch'è un avversario del
+socialismo.
+
+Comunque, mezzadri, piccoli fittajuoli, che prendono a _terratico_ o in
+altre forme di fitto un pezzo di terra dai tre ai quindici ettari, e che
+sinora vivevano in condizione relativamente buona, si risentono del
+contraccolpo della crisi generale e sono i più risoluti a non soccombere
+senza fare sentire la loro voce ed all'occorrenza senza ricorrere alla
+doppietta o al vecchio fucile della guardia nazionale, che conservano
+gelosamente.
+
+Quando visitai l'ameno villaggio di Milocca, rimasi colpito dalla
+pulitezza e dall'aspetto lieto delle case a due piani--rarissime tra i
+nostri contadini--e dai numerosi muli, che cavalcavano i contadini
+venutimi incontro.
+
+Seppi che bestie e case appartenevano a loro: _dunque,_ chiesi, _voi
+altri non state tanto male al paragone degli altri lavoratori del resto
+della Sicilia!_
+
+ [LA MISERIA]
+
+_È vero,_ mi risposero; _ma pur troppo ciò che ora possediamo non è
+nostro che in apparenza. La casa è gravata d'ipoteca e i debitucci
+diversi non possono essere soddisfatti neppure colla vendita del mulo!_
+
+M'informai ed ebbi a constatare che quei gagliardi lavoratori non
+mentivano.
+
+ [IL RICORDO DEL TEMPO FELICE]
+
+Essi al ricordo del benessere antico non si sapevano acconciare alla
+miseria presente e invocavano provvedimenti e modificazioni dei vigenti
+contratti agrari. Questa circostanza mi confermò sempre più in una idea,
+che ho sostenuto altrove e cioè: che la miseria vera prostra e non
+prepara le necessarie reazioni, mentre il passaggio rapido dal benessere
+alla miseria è il più efficace elemento in prò delle insurrezioni.
+Questa osservazione si può applicare ai casi di Partinico, di Monreale e
+di altri paesi della provincia di Trapani.
+
+
+NOTE:
+
+[16] Il Sonnino dice che in diversi luoghi, e specialmente nel
+Siracusano, i gabellotti e i proprietari mettono spesso come condizione
+espressa nei patti di metateria e di terratico che il contadino non
+debba rivolgersi ad altri che a loro per ottenere soccorsi (_I contadini
+in Sicilia_, p. 179). Ad onore del vero si deve dire che questa
+preveggenza usuraia è quasi scomparsa. L'angheria dei prelevamenti viene
+constatata con singolare unanimità da tutti gli scrittori dell'isola e
+del continente ed anche da stranieri; dal Sonnino al Baer, al Cavalieri,
+al Caruso, al Basile, al Combes de Lestrade, ecc. ecc.
+
+[17] La _salma_ di frumento nella provincia di Caltanissetta corrisponde
+in peso da 260 sino a 270 chilogrammi, secondo la qualità.
+
+
+
+
+VII.
+
+I PARIA DELLA TERRA.
+
+
+Quando dalla classe dei mezzadri e dei contadini-proprietarî--rarissimi
+in Sicilia--si passa all'esame delle condizioni degli altri lavoratori,
+in questa terra tanto decantata per la sua fertilità e per ogni sorta di
+ricchezze, si riscontrano i veri paria.
+
+I proletarî dediti ai lavori agricoli ed alla pastorizia non sono
+dappertutto ugualmente infelici, e si suddividono ancora. Ci sono quelli
+che lavorano ad anno o a mese; e ci sono quelli che vengono adibiti alla
+giornata.
+
+ [I PASTORI]
+
+Tra i primi è veramente dura la sorte di coloro che custodiscono gli
+armenti e le greggi. I _bovari_, come si chiamano quelli addetti alla
+custodia dei bovi, raramente dormono al coperto. D'inverno, ricoperti da
+pelli di montone che danno loro sembianze di uomini primitivi, stanno
+esposti alle pioggie e alle tempeste; d'estate, durante le lunghe ed
+afose giornate, sono fortunati quando trovano un albero, od una
+disuguaglianza di terreno, che procuri loro un poco di ombra per
+sonnecchiare o per mangiare un tozzo di pane asciutto ed un poco di
+ricotta. Fanno uso più di frequente di latte e qualche volta, se muore
+un animale, si cibano di carne.
+
+Si può dire che non conoscono la pasta, mentre spessissimo mangiano erbe
+cotte e senza condimento di olio.
+
+Uomini di ogni età fanno da _bovari_ e se l'armento è poco numeroso più
+spesso sono sotto i venti anni.
+
+I _pecorari_, coloro che custodiscono le pecore, su per giù si trovano
+nelle identiche condizioni dei primi; hanno il vantaggio di dormire al
+coperto; quasi sempre alla sera mangiano le lasagne e la ricotta e
+bevono latte; ma ricevono un minore salario.
+
+Il pane che mangiano _bovari_ e _pecorari_ è il più nero, il meno cotto
+e il più cattivo, che si mangi in Sicilia; è sempre fatto, però, con
+farina di frumento.
+
+Tutti questi uomini addetti alla pastorizia vanno alle rispettive case
+una volta il mese ed anche ogni tre mesi, certamente con grave
+detrimento dei rapporti di famiglia e della morale.
+
+Gli stipendî, oltre l'alimentazione nella misura suaccennata, variano da
+lire 75 a lire 200 all'anno. _Pecorari_ e _bovari_, però, in mezzo agli
+animali del padrone hanno diritto di mantenerne gratuitamente qualcuno
+per loro conto. Ciò che aumenta il salario annuo in media di una
+trentina di lire.
+
+Si comprende che con questi salarî irrisorî una famiglia nè onestamente,
+nè tollerabilmente può andare innanzi; ma di sovente gl'_incerti_
+vengono in aiuto. E pur troppo gl'_incerti_ lucri vengono guadagnati
+dalle mogli e dalle figlie e dagli uomini sopratutto coll'_abigeato_ e
+col manutengolismo.
+
+I pastori sono quasi sempre amici o complici dei ladri di animali e dei
+briganti. C'è da sorprendersene?
+
+ [I GIORNALIERI]
+
+Oltre i pastori lavorano ad anno o a mese i cosidetti _garzoni_ e dietro
+a questi ultimi viene la grande massa dei giornalieri, la cui esistenza
+è assai più precaria e che sono degni di commiserazione profonda.
+
+Secondo le colture e le stagioni essi guadagnano da centesimi quaranta a
+una lira al giorno; e i contadini che ricevono una lira sono i
+fortunati, e per qualche mese soltanto: durante la semina e durante il
+raccolto. In generale sono più elevati di questi i salarî indicati da
+Enrico La Loggia nel suo diligente studio sui _Moti di Sicilia_
+(_Giornale degli Economisti_, marzo 1894) e dal Prof. Salvioli; ma la
+differenza deriva dall'avere essi calcolato in denaro la parte che
+ricevono in generi. Comunque, entrambi convengono che fatto il bilancio
+della entrata di un contadino se ne deduce che il suo tenore di vita
+(_standard of life_) non può essere che bassissimo e che alla miseria
+più squallida è condannata la sua famiglia se sopraggiunge qualche caso
+di malattia o uno sciopero forzato per piogge continuate o per altre
+ragioni, poichè il risparmio di qualsiasi somma è impossibile durante
+l'anno.
+
+In generale i salarî sono più elevati dove la coltura è intensiva. Per
+la mietitura i salarî si elevavano pel passato a L. 2,50 oltre una buona
+e copiosa alimentazione ed un litro e mezzo di vino al giorno. Ma da
+due anni in qua i salarî ribassano terribilmente e c'è una triste
+concorrenza nel lavoro che i mietitori di una contrada vanno a fare a
+quelli di un'altra; concorrenza, che ha determinato non poche sanguinose
+risse e delle _caccie_, che nulla hanno da invidiare alla _caccia_ che
+si fa all'italiano in Francia, in America, in Australia e dovunque esso
+va a fare concorrenza al lavoratore indigeno.
+
+ [I SALARII]
+
+La concorrenza, il ribasso nei prezzi dei cereali, la elevatezza dei
+fitti delle terre hanno ridotto al _minimum_ il salario anche dei
+mietitori, che in altri tempi si poteva considerare come abbastanza
+alto.
+
+Essi oramai lavorano per lunghe sedici ore, sotto la sferza cocente del
+sole, quasi africano, della Sicilia per un franco ed anche per 75
+centesimi al giorno! Quando ritornano alle lontane loro case, dopo venti
+o trenta giorni di assenza, si reputano fortunati se portano un gruzzolo
+di lire 20!
+
+Il salario è insufficiente, è un vero salario della fame come lo
+chiamerebbero in Inghilterra; ma il guaio maggiore è questo: il
+contadino non è sicuro di averlo per tutto l'anno. È fortuna, se in
+media esso lavora per 200 giorni all'anno; la lira, quindi, o i sessanta
+centesimi al giorno devono essere ridotti alla metà circa, considerati
+come mezzi di sostentamento della disgraziata famiglia del contadino
+giornaliero, le cui donne guadagnano pochi altri centesimi al giorno,
+filando, cucendo, lavando, vendendo le uova che fa la loro gallina, la
+quale ha tutte le loro cure.
+
+ [LA RISORSA DI FAMIGLIA]
+
+Per talune di queste donne è una grande risorsa l'allevamento di un
+porchetto, che viene alimentato coi brodetti, colle buccie, e colle
+frutta guaste ricevute in elemosina dai vicini agiati. E bisogna vedere
+con quale tenerezza--che suscita l'indegnazione e lo scherno di chi non
+sa valutare la ragione del fatto--la buona moglie del contadino guarda a
+quell'animale immondo, che dorme sotto il suo misero lettuccio, e che
+sinanco gratta colle proprie mani e quasi accarezza a preferenza dei
+figli!
+
+Egli è che il giorno in cui quel fido compagno della contadina viene
+ammazzato, nella sua casa c'è gran festa: se ne mangia la testa, se ne
+mangia il fegato, se ne mangiano i piedi bolliti e il sangue coagulato e
+se ne regala anche ai vicini; e ciò non capita che una volta all'anno.
+Di più colla vendita del resto la buona donna vede ricompensate le cure
+e le fatiche sue di un anno ricevendo dal macellaio, le trenta, le
+quaranta lire, che costituiscono la grande risorsa della famiglia, e
+colle quali provvede quasi sempre ai vestiti.
+
+Ma la scienza, la civiltà, l'igiene cominciano già a privare molte di
+queste povere famiglie di contadini della risorsa, per loro grande,
+dello allevamento del maiale! Gli agenti del municipio danno la caccia a
+questi compagni di Sant'Antonio, che altra volta passeggiavano
+liberamente per tanti paeselli della Sicilia. L'igiene e la decenza vi
+guadagnano di sicuro; ma nel bilancio del disgraziato contadino spunta
+il _deficit_. Così la civiltà gli si affaccia come una sventura e le
+guardie municipali, che adempiono al proprio dovere, gli divengono
+invise e gli riescono addirittura odiose se sono costrette a
+multarlo.[18]
+
+Nelle zone zolfifere, il proletariato agricolo aveva una grande risorsa
+nei figli: un paio, gli procuravano circa due lire al giorno lavorando
+da _carusi_ nella miniera, oltre lo anticipo da 50 a 150 lire, che
+ricevevano per una volta sola come si sa. Ora questa risorsa viene meno
+per la depressione dell'industria zolfifera.
+
+ [SEMPRE LA MISERIA]
+
+La misera condizione dei lavoratori della terra non è una constatazione
+da sentimentalisti; ma venne riconosciuta da persone insospettabili di
+esagerazione pel partito in cui militano, per le cariche che occupano,
+per la loro condizione sociale e per l'antagonismo in cui taluni si
+trovano coi capi del movimento socialista. Tale misera condizione non
+venne attenuata in alcun modo al Rossi della _Tribuna_ dal Cav. Masi,
+consigliere provinciale di Piana dei Greci, dal Baronello Bartoccelli e
+dal Cav. V. Falcone, sindaco di Canicattì--entrambi ricchissimi
+proprietarî--e da altri ricchi proprietarî a Casteltermini e altrove. È
+importante il giudizio del Masi e del Falcone perchè entrambi sono al
+potere e non sono mossi da una qualsiasi ambizione da soddisfare. La
+condizione dei lavoratori della terra venne riconosciuta tristissima,
+qual'è, da quanti visitarono la Sicilia negli ultimi tempi e fu
+efficacemente descritta dagli onorevoli Comandini, Farina, Plebano e dal
+Borelli del _Popolo Romano_, che pur militano in partiti politici
+diversi e non sono mossi nè da passioni, nè da interessi locali. L'on.
+Plebano, in ispecie, rimase impressionatissimo dalla miseria di Piana di
+Greci e per miracolo non incoraggiò i fieri contadini alla rivolta. Non
+pochi ufficiali dell'esercito al Rossi, della _Tribuna_, a me stesso e
+ad altri dichiararono, che si sentivano assai a disagio trovandosi
+distaccati in certi paesi per prestare manoforte ai prepotenti iniqui
+contro i poveri oppressi! Tanta ineffabile miseria dei lavoratori della
+terra, infine, in occasione degli ultimi moti, oltre che dai cennati
+uomini politici e pubblicisti, che poi, per qualche ragione potrebbero
+anche essere giudicati sospetti, venne riconfermata da scrittori, che
+vivono al di fuori della politica e dalle tendenze diverse; tra i quali
+mi piace ricordare il più volte citato Cavalieri e Monsignor Isidoro
+Carini, l'illustre Bibliotecario del Vaticano che tanto ama la sua isola
+natìa e ch'è legato da particolare amicizia coll'on. Crispi. E adesso
+qualche parola sulle abitudini e sul carattere morale dei contadini.
+
+ [I CONTADINI DI SICILIA]
+
+Ai contadini della Sicilia si può applicare benissimo ciò che scienziati
+e romanzieri hanno scritto di quelli degli altri paesi. L'abate Roux
+dice: «il campagnuolo è troppo fanciullo per non essere mentitore; vive
+ancora sotto la legge del timore e la legge di amore è per lui lettera
+morta; non ama le cose e le persone che per l'uso, che può farne.»
+(_Pensèes._ Parigi 1885). Il Prof. Lacassagne paragonando la criminalità
+delle città e delle campagne aggiunge: «il contadino è egoista,
+diffidente, vendicativo, perchè egli ha poche relazioni sociali; le sue
+occupazioni monotone e ripetute gli creano un certo stato di
+automatismo; d'onde il suo spirito lento e stretto.» E le passioni, i
+difetti, i pregi del contadino descritto da Zola nella _Terre_ si
+potrebbero attribuire a quello di Sicilia.
+
+ [LA MAFIA]
+
+ [I BRAVI]
+
+Ciò che caratterizza maggiormente il lavoratore della terra nell'isola è
+la sobrietà. «Il Siciliano--dice il generale Corsi--è molto sobrio nel
+mangiare e nel bere; lo sono allo estremo i contadini che si nutrono di
+vegetali e bevono acqua» (_Sicilia_, pag. 266). Infatti, di raro assai
+mangiano carne; il pane e le verdure cotte sono i loro cibi ordinarî,
+non frequentano caffè o bettole, non bevono vino se non quando lo
+ricevono lavorando come parte del salario (almeno dove prevale il
+latifondo); vestono dimessi e con abiti dal taglio speciale, molto vario
+da contrada a contrada, caratteristico; amano moltissimo le feste
+religiose, nelle quali le scene di superstizione e di fanatismo dipinte
+nel _Voto_ del Michetti si alternano con veri baccanali. Il contadino,
+casalingo, ospitale, geloso della sua donna, che spesso gli prepara i
+tessuti, che servono per i suoi vestiti (specialmente la tela di lino o
+di cotone e il tessuto di lana nera, chiamato _abbracia_--albagio--un
+poco più grossolano di quello che si fabbrica in Sardegna) si rassegna
+facilmente alle sofferenze materiali e la miseria sola, come bene
+osserva il La Loggia, non avrebbe potuto farlo muovere! L'analfabetismo
+domina nelle campagne della Sicilia, i cui abitatori--meno quelli della
+Conca d'oro--non commettono in generale frequenti reati di sangue e sono
+dediti invece ai furti campestri ed all'_abigeato_. La _mafia_ trova
+numerosi e pericolosi affiliati nelle campagne dei dintorni di Palermo;
+ben rari altrove. Quelli, però, tra i contadini, che si elevano al
+grado di _campiere_ o di _soprastante_ e che hanno l'ufficio di
+garantire gl'interessi del grande proprietario nel latifondo divengono
+di ordinario la quintessenza dei _mafiosi_ pel loro coraggio, per la
+rigorosa osservanza del codice dell'_omertà_, per l'assenza completa di
+scrupoli nel prestar mano a briganti e malandrini, nel farla da
+manutengoli, nel tirare una schiopettata ad un nemico, ad un
+disgraziato, che ne ha offesa la suscettibilità morbosa. Insomma
+_campieri_ e _soprastanti_ spesso sono una edizione riveduta e
+peggiorata degli antichi _bravi_. Non fecero mai parte dei _Fasci_ anzi
+rimasero sempre ai servizî dei loro più accaniti nemici, i quali
+scandalizzati, denunziavano i _Fasci_, come covi di malfattori perchè
+avevano accettato come socio qualche ammonito, più vittima dell'ambiente
+sociale, che vero delinquente come la massima parte dei più pregiati tra
+i loro fidi![19].
+
+
+NOTE:
+
+[18] La importanza dello allevamento del majale nelle misere famiglie
+dei contadini non isfugge al Sonnino. (_I contadini in Sicilia_, p.
+187).
+
+[19] «Il Signore ha i suoi _campieri_, ma non può tenerne una grossa
+squadra, e molte volte, perchè siano uomini di stocco, da servirlo come
+vuol lui, è costretto a chiudere un occhio, e magari anche tutti e due
+nello sceglierli, e prenderli della stessa pasta di cui si fanno i
+briganti». Così scrive il generale Corsi. (_Sicilia_ p. 303).
+
+Mi piace qui rilevare che il Generale Corsi ha segnalato come
+meritevolissime di attenzione tre opere recenti sulla Sicilia: quelle di
+Schneegans, di Bazine e di Gustavo Chiesi riconoscendo che la migliore è
+_La Sicilia Illustrata_ dell'ultimo. Godo moltissimo di questo giudizio
+perchè mi conferma in quello dato da me due anni or sono nell'Isola e
+che temevo fosse troppo benevolo per la grande amicizia, che mi lega
+allo scrittore milanese. Nel Chiesi lo stato morale, intellettuale e
+sociale dei Siciliani è meglio descritto che in qualunque altro autore.
+Lo Schneegans ci dà la Sicilia di 50 anni fa.
+
+
+
+
+VIII.
+
+IL LATIFONDO
+
+
+La condizione economica dei lavoratori della terra in Sicilia, come
+dappertutto, è intimamente connessa colla divisione della proprietà
+rurale e col genere di coltura. Nota la prima, s'intuisce--e del resto
+vi si accennò--che debba prevalere la grande proprietà e la coltura
+estensiva; e questa coltura persistente è, poi, la conseguenza della
+grande proprietà, del latifondo, esistente un po' per ogni dove in
+Italia, assolutamente prevalente e caratteristico nell'isola. Merita
+menzione speciale, ma breve perchè l'argomento è già stato trattato da
+tutti gli scrittori, che si sono occupati delle cose siciliane dal punto
+di vista economico e sociale.
+
+ [LA PROPRIETÀ POCO DIVISA]
+
+L'on. Sonnino sulle orme di altri osservatori locali e sulla base di
+dati statistici--incompleti ed inesatti--sin dal 1876 riconobbe che la
+proprietà è pochissimo divisa, specialmente nella parte interna e
+meridionale dell'Isola dove «manca una vera classe di proprietarî
+piccoli o medi e si salta invece d'un tratto, dal grande proprietario
+che possiede migliaia di ettari, al piccolo censuario di poche are di
+terra. La censuazione dell'asse ecclesiastico ha modificato pochissimo
+queste condizioni della proprietà giacchè la immensa maggioranza di
+quelle terre è passata tale e quale nelle mani dei grossi proprietari.»
+(_I contadini ecc._, pagine 174 e 175).
+
+Il Prof. Basile molti anni or sono constatò che dal 1852 al 1871 il
+numero dei proprietarî era disceso da 608,601 a 549,957; c'era dunque
+diminuzione, nonostante il censimento dei beni dell'asse ecclesiastico,
+da cui si sperava un aumento notevole; e lo stesso Basile riconfermò il
+fatto doloroso nel 1894.
+
+Il sacerdote Genovese la osservazione generica volle dettagliare per un
+sito da lui esattamente conosciuto. Egli scrive: «Il comune di Contessa
+Entellina, in provincia di Palermo, ha un agro di circa 9000 salme di
+terra (la salma di Contessa corrisponde ad ettari 2,67). Ebbene, quante
+ne possiede la generalità dei suoi _tremila_ abitanti? Appena 300 salme:
+precisamente il 3 % di tutto il vasto territorio! E le altre 8700 salme?
+Non è d'uopo dirlo: eccetto una minimissima porzione spettante a pochi
+altri piccoli proprietarî, sono tutte possedute da non più che _venti_
+benestanti, tra principi, conti, baroni e cavalieri!» (_La quistione
+agraria in Sicilia_, Milano 1894).
+
+Il caso di Entella è quello di cento altri comuni; e in qualcuno--ad
+esempio Terranova, Siculiana, ecc., ecc.--la concentrazione della
+proprietà in poche mani è maggiore.
+
+Si avverta altresì che la qualifica di _proprietario_ in Sicilia come
+in Sardegna spesse volte non è che una ironia. Si tratta di proprietà
+polverizzate o si limita alla proprietà di un lurido tugurio, che serve
+di abitazione e che non ajuta a vivere. I più di questi proprietarii,
+osservò l'on. Damiani nel volume dell'_Inchiesta agraria_ dedicato alla
+Sicilia, sono da considerarsi piuttosto come proletarî.
+
+ [LE CONSEGUENZE DEL LATIFONDO]
+
+Sono invero una realtà indiscutibile tutte le tristi conseguenze della
+esistenza della grande proprietà, del latifondo; conseguenze varie e
+complesse politiche, economiche, morali, e intellettuali.
+
+«Il latifondo, osserva il Baer, mantiene e conserva una deplorabile
+dissonanza fra le istituzioni politiche ed amministrative e fra la
+legislazione civile, che la Sicilia ha comuni al resto d'Italia e le
+condizioni reali di quella società e della proprietà territoriale. Ed è
+risaputo che quando siavi tale dissonanza gli effetti delle istituzioni
+e delle leggi sono alcuna volta nulli, il più soventi perniciosi.» (_Il
+latifondo in Sicilia_ nella _Nuova Antologia_, 15 aprile 1883). E la
+dissonanza nasce dalla mancanza di un numero sufficiente di piccoli e
+medii proprietarî.
+
+La esistenza della grande proprietà presuppone la correlativa
+preponderanza numerica di proletariato agricolo: il quale è più infelice
+dove l'ex feudo, il latifondo è coltivato dal fittabile; peggio ancora
+se quest'ultimo lo suddivide ad altri gabellotti minori. Allora il
+salariato è in condizioni peggiori dello schiavo: ed esso mangia quel
+pane, di cui dalla provincia di Palermo mi si mandarono due campioni,
+che suscitarono la indignazione di quanti lo videro nella Camera dei
+deputati e fuori. La sua non è più vita, che oggi possa considerarsi
+come umana. Non deve sorprendere se insorge e cerca ripetere le
+_Jacqueries_; ma deve soltanto far meraviglia che tanto tempo abbia
+aspettato per ribellarsi!
+
+ [IL FITTO]
+
+Il latifondo favorisce il sistema del fitto e genera il _gabellotto_ la
+cui funzione è tanto esiziale quanto lo è in Irlanda il _middleman_, che
+sta tra il _landlord_ e il contadino coltivatore. Intanto dalla
+scomparsa del gabelloto, acutamente osserva il Salvioli, se il grande
+proprietario dovesse dare direttamente le terre in fitto ai contadini
+poco giovamento questi ne trarrebbero per l'aspra concorrenza, che tra
+loro si farebbero per ottenere gli spezzoni di migliore qualità e più
+vicini all'abitato.
+
+Se il sistema del fitto riesce di grave nocumento ai lavoratori e
+produsse pel passato l'agiatezza ed anche la ricchezza dei _gabellotti_,
+che finirono col costituire la parte più forte della borghesia isolana,
+adesso rovina questa classe di sfruttatori.
+
+Checchè ne dicano e ne pensino alcuni, nella divisione dei prodotti oggi
+non sono più i fittabili coloro che se la passano più allegramente,
+poichè in generale il fitto delle terre in Sicilia dal 1860 aumentò del
+40 % mentre diminuì sensibilmente il prezzo del frumento, ch'è il
+prodotto principale. I fittabili, dunque, stanno male.[20]
+
+Non possono che stare peggio i sub-fittabili, ma coloro che conducono
+vita veramente inumana sono i contadini o mezzadri, che ricevono la
+terra di terza mano.
+
+ [LA COLTURA]
+
+Il _gabellotto_ alla sua volta suddivide il latifondo, ch'è spesso un ex
+feudo, ad altri; e i sub-gabellotti finalmente danno la terra a
+mezzadria o la fanno coltivare in economia dai cosidetti
+_jurnatara_,--lavoratori alla giornata. Ora la terra, generalmente, non
+può produrre tanto da mantenere, oltre il fisco che attualmente la fa da
+leone, il proprietario, il gabellotto, il sub-gabellotto e il contadino;
+produce ancora meno in Sicilia dove nel latifondo vige la coltura
+primitiva, estensiva: dove l'aratura è superficiale e la concimazione o
+manca o è deficientissima per la qualità e per la quantità: dove
+d'irrigazione non è a discorrere e gli avvicendamenti vi sono
+irrazionali e il suolo viene sfruttato colla vera agricoltura ladra,
+come la chiamò il Liebig: dove mancano stalle, case coloniche e financo
+l'acqua potabile. Molti dunque si devono risentire della deficienza
+della produzione, rilevata testè dal Combes de Lestrade nel _Journal des
+Economistes_, che deve essere ripartita tra tanti consumatori--taluni
+dei quali prendono più di quanto dovrebbero nello stesso presente regime
+economico; e più di tutti se ne risentono i contadini ai quali non
+rimangono, che le briciole.
+
+La coltura si mantiene estensiva e la terra produce poco, perchè il
+grande proprietario non è stimolato dal bisogno a fare miglioramenti e
+trasformazioni e per un lungo periodo ha visto anche aumentare
+fortemente le sue rendite per la concorrenza tra _gabellotti_, che ha
+elevato i fitti; nè i miglioramenti di qualsiasi genere potevano e
+possono farli i _gabellotti_, che coltivano il latifondo per un
+brevissimo tempo--la durata dei fitti è al massimo di nove anni, ma più
+di frequente di quattro o di sei; e molto meno i contadini che vi
+lavorano a giornata o l'hanno a mezzadria o a terratico solamente per
+uno o due anni.[21]
+
+ [LA TERRA È DESERTA]
+
+Il latifondo che per mancanza di caseggiati tiene lontani i contadini
+dalla terra e mantiene questa deserta e priva del tutto di alberi,
+costringe i primi a vivere in grandi centri producendo queste altre non
+meno esiziali risultanze: 1. il contadino perde molto tempo nel recarsi
+ogni giorno dalle città nella campagna e quando vi pernotta, nei pagliai
+o all'aperto, di estate, vi prende le febbri intermittenti, 2. la
+solitudine delle campagne e la grande distanza tra i centri abitati
+favorisce il furto campestre, l'_abigeato_, il malandrinaggio e il
+brigantaggio; 3. la coabitazione di contadini e di elementi industriali
+e commerciali nelle città fa gravare sui primi dei pesi che non
+dovrebbero sentire--specialmente il dazio di consumo--e mantiene le
+città o i grossi centri abitati in condizioni igieniche deplorevoli.
+
+L'organizzazione sociale, che fa capo al latifondo dal Baer viene
+riassunta, infine, così: «un'aristocrazia lontana dalle terre, che
+possiede e che non conosce, una classe media costituita da pochi
+esercenti le professioni liberali e da potenti fittajuoli in grande e da
+coloro, che vivono speculando sulla miseria altrui, ed un numeroso
+stuolo di poveri coloni e braccianti, è questa l'organizzazione sociale
+delle regioni dove prevale il latifondo; e non è dessa quella in cui le
+istituzioni politiche e amministrative della società odierna possano
+funzionare a pubblico vantaggio, in cui possa trovarsi cooperazione
+assidua, indipendente, giusta ed efficace agli ufficî del governo
+nell'amministrazione dei comuni, delle provincie, delle opere pie e fino
+della giustizia.»
+
+ [PERCHÈ SUSSISTE IL LATIFONDO?]
+
+Se il latifondo è in Sicilia ora com'è stato sempre e in ogni luogo
+pernicioso sorge spontanea la domanda: perchè esso dura da secoli e non
+scompare mentre è condannato dalla scienza, dal sentimento di giustizia,
+dall'umanità?
+
+Fu notato che il latifondo dura in Sicilia da moltissimi secoli e
+preesisteva alla nascita del feudalismo sotto i Normanni. Il barone
+Benevantano lo fa rimontare ai tempi di Verre nel territorio di Lentini;
+e il Genovese sull'autorità di Diego Orlando, di Ludovico Bianchini, di
+Birri, di Palmieri, di Monsignor Lancia di Brolo, di Amari lo riporta
+non solo ai Romani, ma anche ai Cartaginesi.
+
+Dal fatto di questa lunga durata se n'è voluto argomentare, che il
+latifondo in Sicilia è qualche cosa di fatale, che si connette alle
+condizioni fisiche e climatologiche dell'isola. Se ciò fosse vero le
+disgraziate popolazioni agricole della Sicilia sarebbero condannate
+eternamente al dolore. Ma vero non è, e lo ha dimostrato il Baer con
+poche acute osservazioni di fatto.
+
+ [I MIRACOLI DELL'AGRICOLTURA]
+
+«Quando si dice che le terre dei latifondi non sono atte ad altra
+produzione che a quella dei cereali e che al loro spossamento per le
+replicate colture non possa altrimenti rimediarsi che col lasciarle a
+pascolo naturale per più anni, si dimenticano tutti i prodigi della
+coltura intensiva mediante gli avvicendamenti e gl'ingrassi. Le terre
+sabbiose e pantanose della Prussia orientale sotto un cielo inclemente,
+sono senza dubbio più sterili di ogni peggior angolo della Sicilia,
+eppure se ne cava grande profitto. L'agricoltura fiamminga, una delle
+più perfette del mondo si esercita su terre, che sono il peggior suolo
+dell'Europa. Il clima ed il terreno presso le città e borgate nelle
+provincie siciliane ove sono i latifondi non sono per certo diversi da
+quelli delle terre circostanti, ed intanto le terre prossime alle città
+sono coltivate con altri sistemi e con eccellenti risultati. Di più in
+alcuni latifondi, che appartenevano alle corporazioni religiose col
+censimento si spezzarono e si trasformarono in meglio come attorno a
+Mazzara e in gran parte della provincia di Trapani: l'osservazione è del
+Prof. Corleo. Viceversa secondo le diligenti ricerche dell'Amari
+ventidue grosse città ch'esistevano a' tempi dei Mussulmani nelle
+provincie di Girgenti, di Trapani e di Palermo sono sparite così che di
+moltissimi nomi di castelli e ville ricordati negli scrittori di
+quell'epoca non si ha più traccia; e l'antico territorio di Giato, ora
+diviso in tre comuni con circa 18 mila abitanti conteneva ai tempi di
+Guglielmo il Buono una popolazione di 60 mila abitanti con 40 e più
+villaggi.»
+
+Ecco come negli stessi siti, nonostante la permanenza delle cause
+fisiche, compare e scompare il deserto rattristante del latifondo
+coll'alternarsi delle cause sociali.
+
+ [LE CAUSE SOCIALI E IL LATIFONDO]
+
+Gli esempî relativi alla Sicilia sono tassativi e sufficienti a provare
+il predominio delle cause sociali sulle cause fisiche e climatologiche;
+ma se occorresse, molti altri di altrove se ne potrebbero trovare, ed
+altrettanto convincenti, nei libri del compianto De Laveleye e nella
+grande opera del Reclus sulla geografia.
+
+Se questa fosse una trattazione storica mi dilungherei nello esporre
+quali furono le cause sociali, che in Sicilia determinarono la creazione
+e il mantenimento del latifondo; chi vuol conoscerle ricorra al Palmieri
+e allo stesso Baer bastando al mio assunto l'avere dimostrato
+l'inesistenza delle cause fisiche, che furono invocate anche da recente
+da interessati difensori del latifondo. E questa dimostrazione impone al
+governo l'obbligo di studiare i mezzi per rompere il giogo del latifondo
+e per avviarlo a benefica trasformazione, e deve infondere altresì nei
+lavoratori l'energia e la costanza di chiederla colla coscienza che può
+venire dalla conosciuta possibilità di conseguire il fine che si
+propongono.
+
+
+NOTE:
+
+[20] Credo che sia caduto in errore il prof. Salvioli, quando sulla
+scorta del Caruso ha affermato che dalle L. 450 di prodotto di una salma
+di terra si devono dedurre L. 288 come spese. Il calcolo è sbagliato per
+questo: il raccolto del frumento non si ha in ogni anno ma in ogni tre
+anni o almeno in un anno sì e in un altro no. Perciò delle L. 162 di
+residuo netto si devono almeno dedurre L. 76,50 somma equivalente al
+fitto dell'anno in cui la terra si prepara a maggese.
+
+[21] I grandi proprietarî siciliani, che non conoscono i loro latifondi
+e ne godono le rendite ben lontani dal luogo di produzione sono nemici
+giurati di fare qualunque spesa. So di un ricco _gabellotto_ di
+Castrogiovanni, il sig. Gaetano Restivo, che propose ad un signore di
+Palermo, di cui aveva preso le terre in gabella, che avrebbe anticipato
+lui L. 5000 per costruire uno stallone e se ne sarebbe rimborsato
+nell'ultimo anno di fitto. Ebbe un reciso rifiuto. Così si potrebbe dire
+di molti altri.
+
+
+
+
+IX.
+
+RAPIDA DEPRESSIONE ECONOMICA.
+
+
+Fatta la descrizione delle condizioni economiche della Sicilia si
+presenta spontanea una domanda: sono esse peggiori, uguali o migliori di
+quelle del resto d'Italia?
+
+ [ALTROVE E IN SICILIA]
+
+Chi ha studiato le altre regioni della penisola o la Sardegna ha il
+dovere di riconoscere, che nel beato italo regno in molti punti si sta
+peggio che in Sicilia--per quanto ciò possa sembrare impossibile.
+
+Taccio della disgraziatissima Sardegna, dove soltanto i privilegiati
+azionisti delle sue ferrovie se la godono allegramente, e ch'è stata
+ricompensata della lunga fedeltà a Casa Savoia con una dimenticanza
+veramente fenomenale. In molte altre provincie del mezzogiorno
+continentale perdurano quelle condizioni tristissime, che da Giuseppe
+Ferrari furono riconosciute come le cause efficienti del brigantaggio.
+_Le lettere meridionali_ del senatore Villari, gli scritti del Pani
+Rossi, di Renato Fucini, della Jessie White Mario, ecc.--che sono
+illustrazioni monografiche della miseria delle classi lavoratrici di
+Napoli e di altre contrade del napoletano--datano da molti anni, ma
+sono ancora di attualità. La _Inchiesta agraria_ per queste regioni in
+generale è stata parzialissima in favore dei proprietarî e delle classi
+dirigenti, poichè è innegabile che le sofferenze dei lavoratori, la loro
+abbiezione intellettuale, pari soltanto alla miseria economica--e le due
+danno come necessario risultato l'altissima delinquenza--in Calabria e
+in Basilicata sono grandissime.[22] I rapporti sociali non sono
+dissimili a quelli descritti per altri tempi da Nicola Santamaria nel
+suo pregiato studio sui _Feudi nelle provincie meridionali_.
+
+Risalendo verso le Alpi s'incontra l'agro Romano, che non rimane
+indietro alla Sicilia in quanto a malessere dei suoi abitatori; ma verso
+l'estremo lembo d'Italia c'è ancora qualche angolo di terra dove gli
+uomini stanno peggio che nell'isola che attualmente richiama su di sè
+l'attenzione dell'Europa. Il volume dell'_Inchiesta agraria_ consacrato
+dal compianto Morpurgo ai _Contadini del Veneto_ attesta che nel mio
+giudizio non c'è alcuna esagerazione. Del Mantovano e di qualche altra
+zona della bassa Lombardia si potrebbe dire altrettanto.
+
+Perchè, dunque, soltanto in Sicilia c'è stata la esplosione del
+malessere; vi sono stati i tumulti, gl'incendî, le distruzioni, che
+preludono alle rivoluzioni e che tanta analogia presentano con quelli
+descritti dal Tocqueville e dal Taine in Francia sotto l'_Ancien
+Regime_?
+
+ [CAUSE DELLE RISULTANZE DIVERSE]
+
+Le cause di questa diversità di risultanze sono parecchie e meritano
+tutte di essere ricordate. Rimanendo per ora sul terreno economico si
+deve osservare che in Sicilia dopo il 1860 ci fu un rapido sviluppo di
+ricchezza; tale da indurre il Prof. Maffeo Pantaleoni in un suo pregiato
+studio pubblicato nel _Giornale degli Economisti_ a giudicare, che
+l'unificazione d'Italia, aveva contribuito in Sicilia più che altrove a
+determinare un notevole incremento della ricchezza.
+
+Venne la depressione; venne altrettanto intensa e rapida, anzi fulminea,
+e venne ad un tempo per colpa di governanti e di eventi, che si
+sottraggono all'azione della volontà umana.
+
+Ecco alcuni dati eloquenti di questa depressione. La produzione del
+grano da Ettolitri 7,744,981 nel 1891 discese a 4,363,696 nel 1892, a
+4,365,300 nel 1893, e il prezzo contemporaneamente è disceso a L. 19,48
+per ettolitro nel 1891, a L. 18,91 nel 1893.
+
+La produzione dell'orzo è discesa da ettolitri 1,511,699 nel 1891 a
+1,169,061 nel 1893 mentre il prezzo è rimasto stazionario.
+
+La filossera, in breve tempo, ha distrutto numerosi vigneti occupanti
+un'estensione complessiva di ettari 53,977; perciò la produzione del
+vino da ettolitri 6,855,555 nel 1891 è discesa a 4,111,331 nel 1893; la
+discesa dei prezzi dal 1887 in poi--ultimo anno in cui fu aperto il
+mercato francese--è semplicemente spaventevole: dalle 40 e 50 lire
+l'ettolitro si arrivò alle 10 ed alle 20 del 1890 al 1893, e solo in
+questo primo semestre del 1894, si accenna a risalire alquanto.
+Notevole la diminuizione nella produzione degli agrumi e spaventevole il
+ribasso dei prezzi. In quanto all'agricoltura l'on. Di San Giuliano
+osservò che, complessivamente, il 1892 è l'anno della massima
+depressione, perchè si ebbe una produzione di L. 206,071,012 in meno del
+1891 e di L. 137,888,808 meno della media quinquennale.
+
+ [DATI SCONSOLANTI]
+
+Più sconsolanti sono i dati per l'industria zolfifera: poichè il prezzo
+di quel minerale da L. 112,57 per tonnellata nel 1891 discese a L. 65
+nel 1893 e a L. 55 circa nel primo semestre del 1894.
+
+Questi dati vengono illustrati e completati dalla sensibile diminuzione
+dei depositi presso i diversi Istituti di credito, cominciata nel 1891 e
+non ancora arrestatasi.
+
+La situazione economica si fece tale negli ultimi anni che il visconte
+Combes De Lestrade esaminandola dal punto di vista dei proprietarî--ed è
+proprietario anche lui in Sicilia, quantunque francese, e vive al di là
+delle Alpi--ne argomenta che oggi sia peggio che nel 1860. «In
+quell'epoca, egli osserva, le sue rendite e le sue spese, un po' più un
+po' meno, si equilibravano. Se la tradizionale parsimonia siciliana
+riusciva a mettere da parte qualche cosa, il risparmio non alterava gran
+fatto l'equilibrio poc'anzi accennato. Istantaneamente i pesi aumentano
+e ognuno sa con quale rapidità. Il confronto tra il bilancio dell'antico
+regno delle due Sicilie e quello del regno d'Italia basta per
+dimostrarlo. Per converso i prezzi delle cose che egli deve comprare
+sono accresciuti e quelli di cui deve farne la vendita sono diminuiti. I
+perturbamenti economici che il governo non ha mai saputo evitare
+uccidono la coltivazione del cotone e del tabacco; e così i risparmi,
+dato che ve ne fossero, spariscono ben presto. Di capitale mobile non è
+il caso di parlare, imperciocchè all'epoca in cui furono messi in
+vendita i beni del clero tutti si affrettarono di accrescere la
+proprietà impiegandovi ciascuno la rispettiva disponibilità. Frattanto
+perdura l'aumento delle tasse e il ribasso dei prodotti...»
+
+E qui è bene aggiungere, che nel determinare tale stato di cose la
+responsabilità del governo è grande per la politica doganale seguita:
+politica tutta a beneficio dell'industrie e degli industriali dell'alta
+Italia e a danno dell'agricoltura del mezzogiorno e delle isole. Ciò
+dissi rudemente nel 1891 alla Camera dei Deputati e le mie parole furono
+accolte da vivi rumori e da proteste dei deputati del settentrione; ma
+le mie parole furono poco dopo luminosamente giustificate dalla
+confessione onesta e leale dell'on. Ellena fatta prima in un articolo
+della _Nuova Antologia_ e dopo nella stessa Camera in occasione della
+discussione dei trattati di Commercio coll'Austria-Ungheria e colla
+Germania.
+
+ [IL DISAGIO E I SALARII]
+
+Il peggioramento nelle condizioni economiche dei proprietarî
+naturalmente si ripercosse nei salarî dei lavoratori, ai quali con ogni
+studio si cercò di far sentire maggiormente la gravità della crisi;
+sicchè tali salarî, anche nominali, sono ritornati quali erano nel 1860,
+come osservò il Salvioli.
+
+Il disagio, adunque, fu generale, intenso e rapido. Esso, se nel
+paragone con altri tempi può dirsi che non fu assoluto, certamente fu
+immenso relativamente ai bisogni cresciuti, alle nuove abitudini
+contratte, e agli obblighi imposti dalle leggi dello Stato ai comuni e
+agli individui--prescrizioni igieniche, istruzione obbligatoria, ecc.
+ecc.
+
+ [I CONGEDATI E LO STANDARD OF LIFE]
+
+Su questo riguardo mi pare che non sia stato abbastanza avvertito il
+perturbamento apportato nelle abitudini e nelle famiglie dei contadini
+dal ritorno dei congedati. Si è detto che la leva è stato un cemento
+unificatore quantunque io creda pochissimo alla efficacia di tale mezzo
+ed alla utilità del preteso risultato; pur concedendo che quest'ultimo
+si sia ottenuto, si è dimenticato che si è fatto sorgere nelle classi
+lavoratrici il desiderio ardente di soddisfare certi bisogni per lo
+passato sconosciuti e di adottare uno _standard of life_ superiore e
+inadeguato allo sviluppo economico ed intellettuale. Ciò ha agito ed
+agisce come un vero lievito che fa fermentare delle masse, inerti
+precedentemente, che non si scuoterebbero sotto la influenza di altri
+moventi e di elevate idealità. Intanto rimane assodato, per chiunque
+abbia studiato da vicino i _Fasci_, che i reduci dall'esercito, mentre
+in Sicilia hanno scosso la rigida disciplina patriarcale delle famiglie,
+hanno portato invece la disciplina in molte delle associazioni dei
+lavoratori sorte da recente.
+
+Il risultato, certamente, è inatteso e spiacevole pei sostenitori
+dell'esercito permanente. La parte democratica e socialista non può che
+rallegrarsene.
+
+
+NOTE:
+
+[22] Della Basilicata me ne parlò più volte con parole di fuoco e con
+intendimenti onestissimi l'amico carissimo Giustino Fortunato. I suoi
+giudizi sono insospettabili per la lealtà somma e per la condizione
+sociale di chi li ha emessi.
+
+
+
+
+X.
+
+ORGANIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI TRA LE VARIE CLASSI.
+
+
+Questo malessere e questo rapido e profondo perturbamento economico--i
+quali da soli sarebbero stati capaci di determinare sommosse e rivolte
+ancora più gravi di quelle che si ebbero a deplorare in
+Sicilia--spiegavano la loro influenza in un ambiente anormale e
+anacronistico in cui i conflitti potevano sorgere per altre cause
+occasionali.
+
+Sin dal 1885, nella _Delinquenza della Sicilia e le sue cause_,
+riassunsi i concordi pareri emessi da pensatori di ogni parte politica
+sulla organizzazione sociale di fatto esistente in Sicilia. Il
+feudalismo, abolito spontaneamente dai rappresentanti dell'aristocrazia
+nel 1812, in realtà rimase in pieno vigore nei rapporti politico-sociali
+tra le varie classi. Si può anche, senza temerità, asserire che
+quell'abdicazione di diritti, che forse fu il prodotto di un nobile
+sentimento, giovò soltanto a coloro che avevano creduto di fare un atto
+di abnegazione.
+
+Invero colla organizzazione feudale di diritto, la proprietà
+feudale--dice il Baer--aveva tutto il carattere di un ente morale; il
+diritto di proprietà era impersonale e il proprietario _pro tempore_ era
+un usufruttuario, un amministratore.
+
+ [I PROPRIETARII E L'ABOLIZIONE DEL FEUDALESIMO]
+
+Di più: su quella proprietà feudale c'erano degli oneri a benefizio
+delle collettività. L'abolizione legale del feudalismo tolse gli oneri e
+lasciò ai proprietarî i soli vantaggi: la storia dei varî
+proscioglimenti dei diritti promiscui e le liti relative--alcune delle
+quali durano ancora--non potrebbero che raffermare tale modo di vedere.
+
+Questo perdurare di un regime feudale, di fatto persistente sino al
+1860, si spiegò colla mancanza del soffio della rivoluzione francese,
+che non arrivò in Sicilia aggiogata al dominio borbonico dalle armi
+inglesi, anche quando le armate della repubblica, dell'impero e di Murat
+erano pervenute sino allo stretto di Messina nel continente. Più
+esattamente dovrebbe dirsi che a spiegare il fenomeno bisogna rimontare
+ancora più in alto: la maggiore durata del dominio feudale nei rapporti
+sociali informati alle istituzioni feudali non fu esclusiva della
+Sicilia, ma più o meno si constatò anche nel continente meridionale,
+dove la reazione contro lo spirito della rivoluzione francese fu cosa
+davvero spontanea e popolare. I fasti delle orde del Cardinale Ruffo e
+la resistenza vigorosa delle Calabrie sono noti. Il vero è che il soffio
+della rivoluzione in Italia fu vivificatore dove il terreno era
+preparato; e lo era in tutto il settentrione e nel centro e non nel
+mezzogiorno e in Sicilia ch'erano rimasti sotto il giogo monarchico e
+feudale, mentre il resto della penisola aveva avuto la splendida
+efflorescenza repubblicana del medio-evo.
+
+Dopo il 1860 la situazione non venne mutata gran fatto e se ne hanno
+testimonianze numerose di osservatori spassionati e autorevoli, tra le
+quali credo bastevole ricordare quella dell'on. Sonnino, e pel merito
+intrinseco del libro in cui venne registrata e per l'autorità che viene
+allo scrittore dal posto che occupa attualmente.
+
+ [I RAPPORTI TRA CONTADINO E PROPRIETARIO]
+
+L'attuale ministro del Tesoro riferendosi ai rapporti tra contadini e
+proprietarî (che si possono intendere anche esistenti tra industriali ed
+operai, tra coltivatori, _picconieri_ e _carusi_ delle miniere, tra
+_galantuomini_--come chiamansi generalmente i membri dell'aristocrazia e
+della borghesia--e artigiani e lavoratori di ogni sorta) così scriveva
+nel 1876:
+
+«Nelle relazioni tra il contadino e il proprietario molto è rimasto
+ancora dei costumi feudali; e non è da sorprendersene ove si pensi che
+il feudalismo in Sicilia fioriva ancora in tutta la sua pienezza al
+principio di questo secolo, e che la sua abolizione legale nel 1812,
+completata colle due leggi del 2 e 3 agosto 1818, non fu nè provocata,
+nè accompagnata, nè seguita da alcuna rivoluzione, da alcun movimento
+generale che mutasse d'un tratto le condizioni di fatto della società
+siciliana. Quella che era stata fino allora potenza legale, rimase come
+potenza o prepotenza di fatto, e il contadino, dichiarato cittadino
+dalla legge, rimase servo ed oppresso. Il latifondista restò sempre
+barone e non soltanto di nome: e nel sentimento generale la posizione
+del proprietario di fronte al contadino, restò quella di feudatario di
+fronte a vassallo. (_I contadini_ ecc., p. 175).
+
+ [LA BORGHESIA TERRIERA]
+
+Dal 1812 in poi, e sopratutto dal 1860, prese maggiore sviluppo la
+borghesia, che reclutò i suoi membri più potenti nella classe dei
+gabellotti; ma in Sicilia generalmente questa borghesia non rappresentò
+un elemento antagonistico dell'aristocrazia, e invece--priva delle alte
+idealità e delle benemerenze di quell'altra borghesia che illustrò le
+rivoluzioni medioevali nel settentrione e nel centro d'Italia, e la
+grande rivoluzione del 1789--essa pose ogni studio nell'imparentarsi
+coll'aristocrazia, nel rendersi degna della sua stima e della sua
+considerazione: in fondo la borghesia terriera siciliana si rivelò una
+specie di sorella minore dell'aristocrazia, e l'una e l'altra
+gareggiarono nell'opprimere le classi inferiori.
+
+Quali furono e quali sono intellettualmente e moralmente i
+rappresentanti dell'aristocrazia e della borghesia, che costituiscono in
+complesso le _classi dirigenti_ della Sicilia? È presto detto e bisogna
+dirlo colle parole di chi non può essere sospettato di livore o di odio
+partigiano contro di esse: perciò ricorro all'autorità dell'on. Marchese
+Di Sangiuliano--che delle _classi dirigenti_ siciliane può dirsi
+attualmente uno dei più autorevoli rampolli.--Egli si riferisce a quelle
+di oggidì, che sono certamente migliori, sotto l'aspetto intellettuale,
+almeno, di quelle di una volta[23].
+
+ [LE CLASSI DIRIGENTI]
+
+Secondo l'on. deputato di Catania, adunque, le _classi dirigenti_ «non
+si sa se vogliano la guerra risolutiva o la politica di raccoglimento
+colle economie e col disarmo, se aspirino ad ordini politici reputati a
+torto più liberi, o ad un più vigoroso intervento d'un alto potere, se
+invochino una politica doganale più protezionista o più liberista, se
+desiderino un'azione più inframmettente ed attiva dello Stato o una
+maggiore autonomia locale e scioltezza d'iniziativa individuale; si sa
+solo che dello stato odierno delle cose i più non sono contenti, che
+molti credono o dicono che i beneficî dell'unità italiana,
+dell'indipendenza e della libertà costino troppo gravi ed insopportabili
+sagrifizî, che nel cuore di molti il sentimento nazionale, è
+sensibilmente raffreddato, che la fiamma della patriottica abnegazione è
+affievolita e il culto dei più nobili ideali politici e civili cede il
+posto alla cura esclusiva del proprio interesse materiale... E,
+sopratutto di fronte all'agitazione dei _Fasci_, privi di fiducia nella
+libertà, nella politica conciliativa, nei provvedimenti sociali ed
+economici, non veggono altra ancora di salute che nel rigore della
+repressione, nel potere arbitrario del governo o de' suoi funzionari,
+nella limitazione, non solo temporanea, ma duratura, delle garanzie che
+tutelano la libertà personale dei cittadini, e quella non meno preziosa
+e benefica, della stampa periodica.... Queste classi infine diconsi
+_dirigenti_ sovente come.... _lucus a non lucendo_!»
+
+Queste parole in bocca di un altro potrebbero sembrare calunniose; ma
+non in quella di colui, che scriveva le _Condizioni presenti della
+Sicilia_. Al qual libro, dopo alcuni mesi della sua pubblicazione, non
+si deve fare che una modificazione, poichè dopo la riunione dei _grandi
+proprietarî_ nella Sala Ragona di Palermo si sa bene che cosa vogliono
+le _classi dirigenti_: la difesa della grande proprietà e la reazione.
+
+ [I SIGNORI]
+
+La severità dell'on. Di San Giuliano, che vive nella politica ed è un
+avversario, in pratica, dei socialisti, non viene uguagliata che da
+quella di un altro conservatore, che vive appartato dalle lotte della
+politica e dedito all'insegnamento e agli studî agronomici: alludo al
+Prof. Basile di Messina. Egli nel libro: _I catasti d'Italia_ (Messina
+1880) mostrò il più grande disprezzo per «i _signori_ che sono ricchi
+perchè esigono affitti dal territorio di mezza provincia; che stimano
+una villania pensare a coltivare le terre: che non intendono impazzare a
+far conteggi con zotici castaldi; che neppure conoscono la forma e la
+estensione dei loro latifondi affidati ai capricci dei procuratori; che
+sciupano tutte le loro entrate negli alberghi di Parigi, di Londra,
+della Svizzera, ai giuochi di azzardo di Wiesbaden.»
+
+Siccome quest'ultimo giudizio particolarmente potrebbe applicarsi alla
+classe aristocratica, il quadro può completarsi collo schizzo assai
+sintetico che il Sonnino fece della borghesia «non numerosa, e in
+Sicilia, come da per tutto, _avida di guadagno e imitatrice della classe
+aristocratica soltanto nelle sue stolte vanità e nella sua smania di
+prepotenza_!»
+
+ [LORO SENTIMENTI VERSO LE CLASSI INFERIORI]
+
+Come trattino le classi inferiori queste _classi dirigenti_ si può
+immaginarlo: «L'operaio e il contadino--dice l'Alongi--sono secondo il
+_gabellotto_ e poteva dire secondo il borghese e l'aristocratico, una
+_specie di animale inferiore_ spesso trattato peggio del suo cavallo da
+coscia. Egli non può capire, per esempio, perchè i funzionarî di oggi
+debbano occuparsi delle violenze gravi, che un _galantuomo_ fa ad un
+servo.... Tanto meno poi riesce a comprendere che anche un miserabile ha
+diritto a giustizia, a godere del porto d'armi, e ad altri privilegi, un
+tempo riservati solo ai _galantuomini_. Quel che più li urta è poi la
+insistenza con cui giudici e funzionarî vogliono sapere da loro certe
+cose intorno ai reati di fresco successi, quasicchè un galantuomo debba
+essere citato a dir quel che sa come qualunque altro;--e ve n'è poi di
+semi-ingenui, che strabiliano nel vedere che un governo debba andar
+cercando prove e far formalità e spese per mandare un miserabile in
+galera--Ma che! fatelo _sparire_ senza tanti complimenti!»
+
+Tali i sentimenti che un egregio funzionario di Pubblica Sicurezza,
+siciliano, che ha occupato ed occupa posti di fiducia, ha attribuito
+alle _classi dirigenti_ verso le classi inferiori! E pur troppo egli non
+ha esagerato le tinte; il quadro anzi verrà completato aggiungendo che
+le _dirigenti_ sono anche dotate di alterigia, di albagia, eredità
+spagnuola, che spesso le fa cadere nel ridicolo, perchè scompagnata da
+una qualsiasi delle condizioni che possono incutere rispetto. E lo
+spagnolismo grottesco, in generale arriva al punto che un _galantuomo_
+crederebbe di degradarsi andando a bere un bicchiere di vino in una
+osteria--perchè è frequentata dalle classi inferiori--o anche solo
+stringendo la mano ad un lavoratore!
+
+Quanta cura le _classi dirigenti_ della Sicilia si siano presa delle
+misere condizioni dei lavoratori, in questi momenti in cui dappertutto
+altrove o per filantropia per calcolo si fanno inchieste e si votano
+leggi a loro favore, ci vuol poco a comprenderlo una volta che si
+conoscono le belle doti del loro intelletto e del loro cuore....
+
+ [EGOISMO E CECITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+Il Taine dipingeva la non curanza degli aristocratici francesi per i
+contadini nel secolo scorso con questi pochi tratti: «Non facendo niente
+per la terra, come sarebbero capaci di fare qualche cosa per gli uomini?
+D'altronde sanno essi cos'è la fame? Quale fra di loro ha esperienza
+delle cose campestri? E come potrebbero rappresentarsi la miseria del
+povero? Per poter far questo essi sono troppo lontani da lui, troppo
+estranei alla sua vita. Il ritratto che essi si fanno di lui è
+immaginario; mai è stato più falsamente rappresentato il contadino.»
+(_L'Ancien régime_ p. 65).
+
+Altrettanto e peggio si deve affermare del modo di giudicare delle
+_classi dirigenti_ siciliane rispetto ai bisogni dei lavoratori e a'
+rimedi contro le ingiustizie alle quali soggiacciono.
+
+La _Inchiesta agraria_ ne fa fede: essa somministra il documento
+autentico del loro egoismo e della loro cecità. Tra i Comuni e i privati
+interrogati, pochissimi si preoccuparono della triste condizione dei
+lavoratori e la maggior parte invocarono invece provvedimenti favorevoli
+ai proprietarî, inutili e superflui al proletariato agricolo. E la prova
+di egoismo hanno ripetuto ora nella riunione ricordata dei _grandi
+proprietarî_ della Sala Ragona nella quale non seppero occuparsi che dei
+propri esclusivi interessi: all'indomani dei tumulti e degli incendi del
+Dicembre 1893 e del Gennaio 1894!
+
+
+NOTE:
+
+[23] Il Senatore Zini chiamò la Baronia siciliana _superba ed ignava,
+non ultima cagione del pervertimento morale_ onde volentieri si getta il
+carico sul mal governo dei Borboni. (_Dei Criterî e dei modi di governo
+nel regno d'Italia._ Bologna 1876).
+
+
+
+
+XI.
+
+I PARTITI IN LOTTA E LE AMMINISTRAZIONI DEI CORPI LOCALI
+
+
+Le _classi dirigenti_ in Sicilia non sono ancora feudali soltanto pel
+disprezzo che ostentano verso gl'inferiori, e per le ingiustizie che
+fanno loro subire; ma esse si conservano tuttavia medioevali pure nelle
+loro divisioni in partiti, pel modo come intendono e praticano le lotte,
+e come amministrano comuni e provincie che cadono sotto le loro unghie.
+
+Anche su questo doloroso argomento nulla si può dire di nuovo; ma ciò
+che è stato detto e scritto molti anni or sono è stretto dovere
+riprodurre, perchè meglio che ogni altro dato giova a spiegare la genesi
+degli ultimi fatti luttuosi.
+
+Il Bonfadini nel 1876 constatò «la sopravvivenza, in molti paesi, di
+quelle lotte e di quegli odî di famiglia che funestarono la società del
+medio-evo; chè non è giusto, come taluni fanno per preconcetti politici
+o contro la evidenza storica, l'asserire che le guerre civili furono un
+malanno peculiare dei nostri comuni medio-evali...»
+
+ [I PARTITI E IL PREPOTERE PRIVATO]
+
+Ed è altrettanto esplicito il Generale Corsi che osserva «essere
+tradizionale, _ab antico_, vivissimo in questo corpo sociale così
+composto, o per dir meglio, così mal composto, il parteggiare... E può
+darsi benissimo, che i partiti siano della stessa fede politica gli uni
+e gli altri o indifferenti del pari. Nel fondo però di quelle gare vi
+son talvolta antichi rancori di famiglia e allora tanto più facilmente
+le elezioni amministrative e politiche diventano un _caso di Sciacca_.»
+Così a pag. 280, mentre a pag. 332, dopo avere descritto l'intervento
+dei _Fasci_ in queste gare, giustamente afferma che in molti paesi si
+fece un vero _imbroglio_ tra Municipio, partiti e _Fasci_.
+
+Chi non sa adesso che questi _odî_ e queste _lotte_ tra le famiglie più
+potenti di un comune hanno sopratutto contribuito alla organizzazione di
+Fasci che non avevano neppur l'ombra dell'idealità socialista, ma che
+dovevano servire agli interessi e alle passioni di un capo parte, e che
+aizzarono i contadini ed eccitarono ai tumulti?
+
+In qual modo, poi, e con che mezzi questi partiti a base di odî e di
+lotte tra famiglie, esercitano il potere e l'influenza è anche noto.
+
+L'on. Franchetti scrisse: «nella capitale dell'Isola e nei suoi contorni
+domina maggiore _prepotenza privata_, per effetto del maggiore concorso
+colà di membri delle clientele dominanti (_Le condizioni politiche e
+amministrative della Sicilia nel 1876_); clientele, soggiunse il
+Turiello, usate a riconoscere più spesso dov'è più folta la popolazione,
+nel _prepotere_ privato, un diritto che non è poi impedito da alcuna
+autorità sociale più forte della loro volontà. (_Governo e governati._
+Vol. 1. p. 79.)»
+
+ [LE OLIGARCHIE]
+
+E l'Alongi rincalzò:
+
+«Ne' piccoli e medî comuni, ci sono gruppi di preti, professionisti,
+operai, dati a questo e a quel signore. E i partiti non sono formati che
+da questi nuclei aderenti a un paio di signorotti sempre nemici per
+antichi odî, o per spirito di supremazia, o per libidine di potere e di
+prepotere su tutti, e specialmente sul bilancio comunale.
+
+«Le oligarchie organizzate, sono, è vero, meno violenti e feroci di
+quelle da cui direttamente promanano (le feudali) ma sin dove possono
+giungere, ne hanno l'audacia e le pretese.
+
+«E per sostenersi ricorrono a tutti i mezzi.
+
+«Della legge e della legalità hanno un concetto esclusivamente
+unilaterale; le riconoscono e vi ricorrono solo in quanto sanzionano il
+loro potere; per tutto il resto, o non esistono, o si possono violare
+impunemente.»
+
+I maggiorenti, divisi ed organizzati in partiti che non hanno ragione
+politica, ma bensì di astî e rancori personali, sono pienamente
+d'accordo;--presso a poco come Carlo V. e Francesco I. che volevano
+entrambi la stessa cosa: il ducato di Milano--onde alternandosi al
+potere, si imitano, si ripetono e nei procedimenti, e nei criteri
+amministrativi e nelle vendette sui vinti avversarî, e nell'imporre
+sempre le spese ad essi ed ai lavoratori in generale.
+
+ [SOPRAFFAZIONE DI CLASSE]
+
+Le amministrazioni comunali e provinciali d'Italia e particolarmente
+della Sicilia somministrano le prove più evidenti della sopraffazione di
+una classe a danno di un'altra, dei favoritismi, delle camorre, delle
+opere irrisoriamente dette pubbliche, ma che servono a benefizio di
+pochi, delle imposte fatte pagare di preferenza ai contribuenti
+appartenenti al partito vinto, delle imposte che gravano maggiormente
+sui consumi necessarî e sulle classi meno agiate e il cui prodotto serve
+per il teatro, per i ginnasî, per le passeggiate, per i giardini
+pubblici, per tutto ciò che diverte o giova ai ricchi o ai meno
+disagiati.
+
+Di queste spese e di queste imposte mi sono lungamente occupato in un
+libro pubblicato nel 1882[24] alla vigilia delle elezioni politiche
+generali; e pur troppo le critiche aspre enunziate allora a carico delle
+amministrazioni municipali si dovrebbero oggi inasprire di più; e pur
+troppo le riforme invocate allora sono tuttavia un desiderio!
+
+Allora deplorai che Palermo e Messina discutessero invano per
+provvedersi dell'elemento più indispensabile alla vita, l'acqua;
+deplorai che si spendessero milioni e milioni per un Teatro Massimo, che
+difficilmente,--se si riuscirà a compirlo--si potrà riempire di
+spettatori; deplorai, che si spendesse poco e male per la istruzione
+popolare; deplorai che si spendesse poco e male per tutti gli istituti
+pii, che servono pei poveri e per gli inabili al lavoro; deplorai che si
+rubasse nello spendere e che si qualificassero come opere pubbliche
+quelle che sono di semplice interesse privato; deplorai infine che il
+dazio di consumo, il focatico e la tassa sugli animali costituissero la
+principale risorsa economica dei Comuni; e deplorai che la tutela
+esercitata dal governo riuscisse impotente ad impedire il male ed
+efficace, invece, per aggravarlo, pur di servire al capriccio, al comodo
+dei beniamini, dei protetti, dei grandi elettori, dei deputati.
+
+Dopo pochi anni si levò la voce dell'Alongi che la vita locale conosce
+anche perchè è stato più volte Regio Commissario straordinario presso
+diversi municipî:
+
+«Si profondono favori,--egli dice--impieghi, esenzioni di tasse e
+protezioni d'ogni portata agli aderenti e si fa l'opposto con gli
+avversarî, contro ai quali: persecuzione continua, evidente, spesso
+sfacciata e feroce, fino al delitto, fino all'omicidio. E si pretende
+che i funzionarî del governo seguano questo indirizzo.
+
+«Tranne poche e lodevoli eccezioni, nei comuni dominano la incompetenza
+e la prepotenza più goffe e sfrenate che per contraccolpo vi producono
+la paura, la sofferenza, i rancori sordi delle masse.
+
+«L'ufficio di Sindaco, nei piccoli comuni, è sfuggito dai buoni perchè
+arduo e pericoloso; è ricercato avidamente dai tristi cui offre risorse
+illecite ma sfuggenti al Codice Penale, e voluttà di comando e di
+prepotenze che fanno rivivere Don Rodrigo senza il blasone.
+
+«A che si riducano, con questo sistema i servizi amministrativi è facile
+immaginarlo...»
+
+ [LA PREPOTENZA LEGALIZZATA]
+
+Nei municipî la prepotenza di classe dai vampiri borghesi o
+aristocratici è stata esercitata in modo classico, ripetendo
+incoscientemente--perchè i più non conoscono la storia di Inghilterra,
+nè hanno letto Carlo Marx--i procedimenti prevalsi alcuni secoli or sono
+al di là della Manica diretti a usurpare la cosa pubblica, che in
+Sicilia particolarmente era la cosa del proletariato agricolo. Qui
+infatti, i _galantuomini_ con costanza sorprendente, da _gabellotti_, da
+limitrofi, da amministratori hanno usurpato i demanî comunali, la
+proprietà collettiva degli abitanti poveri del Comune.
+
+ [LE USURPAZIONI DEI DEMANII]
+
+E le usurpazioni sfacciate e impunite--ciò che stabilisce la
+responsabilità e la complicità del governo nel reato--hanno, ad esempio,
+una illustrazione in tribunale col ricorso dei comunisti di Alcari li
+Fusi, fraudolentemente spogliati dei proprî beni, ed ebbero un epilogo
+tragico a Caltavuturo dove furono assassinati dei poveri contadini
+perchè--ingenui!--vollero esercitare un diritto, zappando--niente altro
+che zappando!--la terra che a loro appartiene.
+
+Oh! Italiani, che vi siete santamente indignati per l'assoluzione di
+Angoulême, quando v'indignerete per il massacro di Caltavuturo, che
+costituisce l'episodio più scellerato della vita politica italiana, ch'è
+rimasto impunito e pel quale non un solo accusato venne trasportato
+sullo sgabello della Corte di Assise? In Francia almeno ci fu un
+processo, ci furono degli accusati, ci fu un Pubblico Ministero severo e
+imparziale che fece di tutto per farli condannare, ci furono dei
+gendarmi che deposero il vero: ma in Italia?
+
+Però le usurpazioni dei demanî comunali, e la vendita e i censimenti
+fraudolenti delle terre patrimoniali nè possono essere consumati
+dappertutto,--perchè in Sicilia non tutti i Comuni posseggono demani
+comunali e beni patrimoniali--nè possono ripetersi ogni giorno perchè la
+materia che fornisce occasione al reato, a danno del popolo, si
+esaurisce. Ci sono, però, altri modi di nuocere al popolo,
+quotidianamente, perennemente, e che riescono perciò causa più frequente
+di odî e di risentimenti: questi modi vengono rappresentati dalle
+imposte e dalle spese.
+
+ [COME SI SPENDE IL DENARO PUBBLICO]
+
+Si deve premettere, per essere imparziali, che oggi come oggi i municipi
+di Sicilia sono agli sgoccioli in quanto a _spese facoltative_, ridotte
+in molti luoghi a qualche migliaio di lire per la musica o per la
+Chiesa, e che le imposte servono per le _spese obbligatorie_. Molte
+delle spese della prima categoria, però, vennero fatte in altri tempi
+per mezzo di debiti, che ora pesano sui municipî, e fatte talora per
+mettersi, almeno nella parte esteriore e che rappresenta la vernice, a
+livello delle città più colte del continente. Lo spagnolismo impera nei
+comuni come sugli individui e li ha spinti ad un più elevato tenore di
+vita sproporzionato alle risorse.
+
+E perchè riguardano il prepotere--veramente feudale in quanto alla
+natura delle spese--ricorderò questi casi:
+
+Nella provincia di Caltanissetta si costruì a spese della provincia una
+strada a totale benefizio di un barone che dominava nel Consiglio
+provinciale.
+
+In Agira, a spese del Comune, si costruì altra strada del costo di oltre
+200,000 lire che giovava principalmente ad un ricco signore--nel resto
+onesto cittadino--che spadroneggiava nel Municipio.[25].
+
+Così altrove. In quanto alla _onestà_ nello spendere e nel costruire me
+ne rimetto al severo giudizio della _relazione_ Bonfadini sulle strade
+provinciali di Caltanissetta e di Girgenti. Del resto ci vorrebbe un
+volume per notare e descrivere tutte queste spese pazze e disoneste, che
+gli amministratori locali possono tentare di giustificare soltanto
+coll'esclamare: _abbiamo imitato lo Stato_.
+
+Purtroppo!
+
+Ciò che il Sonnino e il Franchetti e il Bonfadini--cito di proposito
+persone non sospettate di radicalismo o di socialismo--osservarono sulle
+amministrazioni comunali, dovettero constatarlo anche nelle
+amministrazioni delle opere pie.[26]
+
+ [LE IMPOSTE MEZZO DI SFRUTTAMENTO]
+
+Nel giudizio sulle imposte, come mezzo di iniquo sfruttamento di classe,
+lascio la parola all'on. Sonnino, di me assai più autorevole:
+
+ [L'ARBITRIO NELL'IMPORRE]
+
+«Quanto al modo in cui la classe dei _galantuomini_ si vale delle
+amministrazioni comunali a suo profitto, ed a danno della classe dei
+contadini, basterebbe esaminare Comune per Comune i ruoli delle imposte
+per averne qualche idea. Così noi troveremo generalmente imposta in modo
+gravissimo la tassa sulle bestie da tiro e da soma, ossia principalmente
+sui muli e sui cavalli, che sono la proprietà maggiore dei contadini; e
+invece raramente e in proporzioni minime la tassa vera sul bestiame,
+ossia sulle vacche e sui bovi, perchè questi sono posseduti dai
+proprietarî. Il contadino paga in moltissimi luoghi fino a 8 lire per
+mulo, o 5 lire per un asino, e il proprietario e il gabellotto non
+pagano nulla, o relativamente pochissimo, per centinaia di vacche o di
+bovi.»
+
+Il Cavalieri, che fu compagno di viaggio di Sonnino e di Franchetti nel
+1875, si è occupato adesso della quistione siciliana; epperò ha dovuto
+confermare quanto avevano scritto i primi molti anni or sono e
+aggiungere fatti nuovi e opportune considerazioni, che meritano di
+essere riportati.
+
+«Le tasse sugli animali da tiro, da sella e da soma e quelle pel
+bestiame danno luogo a sfruttamenti del contadino: e in generale si
+aggrava la prima, la quale colpisce gli animali, che gli rendono un
+servizio e si attenua la seconda, che colpisce il bestiame come
+capitale.[27]
+
+«È più che verosimile, che sindaci e consiglieri nel compilare i ruoli
+delle varie tasse favoriscono i loro amici e gravano la mano sugli
+avversarî e sui poveri.»
+
+«Osservazioni simili si devono fare per la tassa fuocatico....»
+
+«Ma a far più completa la dimostrazione dello stato delle cose, ecco un
+altro documento meno conosciuto, ma altrettanto grave. Il Fascio di
+Campobello di Licata ricorse di recente al Consiglio provinciale di
+Girgenti perchè quel Consiglio comunale, per creare un corpo di 21
+guardie campestri, istituì una tassa sui proprietarî sulla base di lire
+8 per ogni salma di terra, ma _colla clausola che sarebbero tassati solo
+i proprietari, che possedono sino a sei salme_.
+
+«S'intende che nessuno dei consiglieri comunali è in questa
+categoria....
+
+«Il ricorso avrà certo buon esito, ma la cosa è tanto enorme che si
+stenta a comprendere come ci sia stato il bisogno di produrlo: però non
+da chi, già nel 1876, in Santa Margherita--nella stessa provincia di
+Girgenti--ebbe a constatare che da anni si riscuoteva colla tolleranza
+degli ufficiali del governo una seconda imposta a benefizio del Comune:
+l'imposta governativa si riscuoteva col contatore meccanico e quella
+comunale si riscuoteva col sistema borbonico e cioè con altrettante
+bollette che un apposito ufficio rilasciava a chi voleva macinare, senza
+delle quali il mugnaio non avrebbe potuto prestarsi sotto pena di una
+contravvenzione!» (_I fasci dei lavoratori_, p. 29 a 32).
+
+ [IL DAZIO DI CONSUMO]
+
+ [SI OLTREPASSANO I LIMITI LEGALI]
+
+In quanto al Dazio di consumo quasi tutti i Comuni chiusi, almeno i
+principali (compresi quelli amministrati dai democratici) hanno
+sorpassato i limiti legali del sovrimporre. E perchè su questo vitale
+argomento le sentimentalità non prendano il sopravvento,--o meglio non
+si abbia il sospetto che lo prendano,--giova riprodurre alcune cifre
+comparative per i bilanci del 1889, sulla proporzione della sovrimposta
+fondiaria e del dazio di consumo comunale in poche regioni d'Italia, che
+hanno presso a poco la stessa popolazione della Sicilia.
+
+ POPOLAZIONE DAZIO QUOTA SOVRIMPOSTA QUOTA
+ CONSUMO PER FONDIARIA PER
+ COMUNALE ABITANTE ABITANTE
+ Piemonte 3,234,490 12,008,218 3,71 13,043,802 4,03
+ Lombardia 3,906,959 12,771,218 3,27 20,902,919 5,35
+ Veneto 2,985,164 7,209,917 2,42 16,264,792 5,45
+ Sicilia 3,285,474 22,218,045 6,76 5,350,478 1,63
+
+Io non commenterò queste cifre eloquenti e mi limiterò a riprodurre
+un'altra breve comparazione fatta dal professore Maffeo Pantaleoni, e
+lascerò che i commenti li faccia una pregiata rivista che combatte il
+socialismo con tutte le sue forze.
+
+Le cifre comparative sono queste:
+
+ QUOTA PER ABITANTE DELLA
+ _Ricchezza_ _Dazio di consumo_ _Sovrimposta fon._
+
+ Sicilia 1,471 6,76 1,63
+ Piemonte 2,746 3,71 4,03
+ Lombardia 2,400 3,27 5,35
+ Veneto 1,935 2,42 5,45
+
+Ed ecco i commenti:
+
+ [PARAGONI ELOQUENTI]
+
+«Va notato che i dati della ricchezza per abitante per regione si
+riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità,
+sopratutto in Sicilia.--La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente
+arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente
+più che sulle regioni del nord, per effetto della politica economica più
+specialmente lesiva del Mezzogiorno.--Ma pure restando per larghezza di
+concessione ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo in Sicilia è quasi
+il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà, ed esercita
+nell'isola una pressione tributaria almeno _quattro volte_ maggiore.
+Invece la sovrimposta sta ad un limite poco inferiore a quello che
+potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre
+le altre imposte (valore locativo, tassa famiglia, bestiame, vetture e
+domestici) sono già in _cifra assoluta_ per abitante più gravose pel
+contribuente siciliano. Questi dati permettono due considerazioni: 1º
+che il sistema delle imposte comunali in Sicilia esercita una pressione
+maggiore che nel continente; 2º che la ripartizione del carico
+tributario locale è fatta tutta a danno dei contribuenti che pagano
+imposte indirette» cioè, dei lavoratori! (_L'insurrezione Siciliana_,
+nel _Giornale degli Economisti_, Febbrajo 1894).
+
+Su questo proposito, infine, c'è la testimonianza più decisiva, e più
+autorevole, più recente: quella del Generale Corsi, che giudica
+«veramente gravissime le imposte nella massima parte dei Comuni,
+specialmente sui generi di prima necessità, sulle farine sopratutto, e
+_ripartite in modo così ingiusto, così empio, che pesavano molto più sul
+povero che sul ricco_. E molti comuni sprecavano denaro in ispese di
+nessuna o problematica utilità pubblica, a vantaggio dei signori, a
+beneficio dei bene affetti e fautori della fazione predominante... (p.
+369).»
+
+La gravità di questi dati e delle accuse che essi autorizzano a muovere
+contro le _classi dirigenti_, le quali spadroneggiano nei municipî,
+preoccupò i _grandi proprietarî_ della sala Ragona; i quali cercarono di
+difendersi, osservando che «il fenomeno doloroso dell'altissima quota di
+dazio di consumo comunale che si paga in Sicilia è determinato dal fatto
+che la classe rurale siciliana risiede nelle città e borgate soggiacenti
+al dazio di consumo, mentre nelle altre regioni d'Italia vive
+disseminata nelle campagne.»
+
+ [LA SPEREQUAZIONE TRA LE IMPOSTE]
+
+La giustificazione in parte è accettabile; e si può dire eziandio, che
+la legge stessa sui tributi locali favorisce la proprietà fondiaria
+cogli ostacoli, che mette alla facoltà di sovraimporre; ma rimane
+sempre,--a spiegare il largo e giusto risentimento dei proletarî,--il
+fatto stesso della esistente sperequazione tra imposte dirette e
+indirette, a danno loro, (e che essi ignari di leggi e di demografia non
+riescono a giustificare), non che la circostanza che colle stesse leggi
+e cogli stessi ostacoli a sovrimporre sulla imposta fondiaria in
+Piemonte, in Lombardia e nel Veneto i proprietarî riescono a pagare tre
+e quattro volte di più che in Sicilia. È innegabilmente maggiore
+l'equità tributaria nell'Alta Italia, che in Sicilia e in molte altre
+contrade del mezzogiorno, e specialmente nella Campania.
+
+Questa iniquità nella distribuzione e nella qualità dei tributi ebbe a
+deplorarsi vivamente sotto _l'Ancien régime_ in Francia, dove produsse
+gli stessi effetti che in Sicilia. In un vecchio opuscolo intitolato:
+_Abrégé de l'histoire des taxes en France_ pubblicato nel 1694 sotto il
+regno di Luigi XIV si parla e dei _favori accordati agli amici_ nella
+applicazione della _taglia_, e delle ingiustizie che si commettevano a
+danno dell'ingegno e del lavoro ed a benefizio della proprietà e del
+capitale. Nella _Decima regale_ del grande Vauban vengono illustrati gli
+stessi favori e le stesse ingiustizie che tanto contribuirono più tardi
+a fare sollevare un popolo, che era stato ritenuto _taillable et
+corveable à la merci_ dei signori!
+
+ [CHE OSSERVATORI PROFONDI!]
+
+I disgraziati difensori del governo e i disonesti giudici dei moti
+siciliani del 1893 e 1894 hanno osservato: «o perchè le minoranze e i
+lavoratori non si agitavano, non esercitavano i loro diritti, non
+reagivano nelle vie legali contro le prepotenze e le iniquità delle
+amministrazioni locali?»
+
+Non lo potevano: la frode, la corruzione, la violenza nella compilazione
+delle liste, nelle votazioni, in tutto, assicuravano il trionfo di chi
+sapeva asservirsi al governo o al deputato, i quali ogni loro opera
+spendevano a proteggere i vincitori, che spesso erano la minoranza
+reale. Il voto e la _legalità_ da trent'anni si chiariscono impotenti a
+ottenere qualcosa, a correggere.
+
+
+NOTE:
+
+[24] N. Colajanni: _Le istituzioni municipali._ Un vol. di 334 pag. L.
+3--presso REMO SANDRON--Palermo.
+
+[25] Valguarnera, dove avvennero incendî e rapine, si rovinò colla
+costruzione di una strada intercomunale con Raddusa, che costò L.
+250,000. Essa paga al solo governo L. 36,000 per abbonamento al dazio
+consumo e non conta che diecimila abitanti.
+
+[26] Il Sonnino a p. 188 del suo libro, in una nota, parla di una
+fondazione pia del principe di Castelnuovo pessimamente amministrata. In
+parte i fatti da lui esposti sono veri; ma è stato tratto in errore sui
+rimedî adoperati dal governo per riparare ai mali. «Ci volle un vero
+colpo di mano per portar via dalle casse del Comune,» egli dice, «sei
+anni addietro, i valori che rimanevano, per cominciare finalmente ad
+impiegarli al fine voluto dal testatore.» Il fatto è questo: il Prefetto
+di Caltanissetta, Polidori, nel 1869 fece _il colpo di mano_, ma fu una
+vera spogliazione a danno del Comune di Santa Caterina Villarmosa--ch'è
+il comune dove fu fondato il luogo pio--che indarno sinora ha reclamato.
+L'on. Sonnino ora ch'è ministro farebbe bene ad informarsi meglio ed a
+provvedere efficacemente.
+
+[27] Su questa tassa pervennero direttamente a me alcune enormi notizie
+dalla provincia di Siracusa, che non riproduco dettagliatamente perchè
+non ebbi modo e tempo di verificarne l'esattezza.
+
+
+
+
+XII.
+
+L'ODIO DI CLASSE
+
+
+La prepotenza feudale, la iniquità sistematica in ogni momento ed in
+ogni lato della vita e della amministrazione comunale, che si esplicano
+sotto l'egida delle autorità governative--prefetti, delegati,
+carabinieri--spiegano più che sufficientemente come l'odio delle classi
+lavoratrici contro i _galantuomini_ debba essere profondo e generale, e
+tanto più pericolosa la sua esplosione violenta inquanto che lungamente
+represso e non attenuato da alcuno sfogo nelle vie legali, a loro non
+consentito dalle stesse leggi, che del diritto elettorale hanno fatto un
+privilegio di alcune classi.
+
+ [VECCHIE E DOLOROSE CONSTATAZIONI]
+
+Tutto il passato remoto e tutto il presente non ha fatto che generare e
+alimentare quest'odio dei lavoratori,--specialmente delle campagne,
+contro le _classi dirigenti_,--che un giorno o l'altro doveva esplodere.
+
+Si dirà: «all'indomani delle sommosse e delle rivolte la invocazione
+della preesistenza dell'_odio di classe_ è un comodo espediente per
+ispiegare, se non per giustificare, i moti inconsulti o criminosi.»
+
+Epperò giova dimostrare, che quanti si occuparono delle condizioni della
+Sicilia constatarono _in ogni tempo_--nei momenti di tranquillità, come
+in quelli di agitazione e di perturbamento--il doloroso fenomeno.
+
+Uno scrittore più volte citato, l'Alongi, parecchi anni or sono scriveva
+che per i motivi precedentemente esposti «il contadino diffida e vede
+nei funzionari tanti alleati dei _galantuomini_, che lo tengono in una
+grossolana e ferrea servitù economica, e ignorante, incretinito dalla
+miseria, dal lavoro improbo, sfugge i contatti, vede ovunque ingiustizie
+ed oppressioni, e nei provvedimenti più utili tante trappole per
+immiserirlo di più. Nasce quindi tra i contadini un istinto di riunirsi
+tra loro contro i nemici comuni (_galantuomini_ e governo; d'onde il
+proverbio: _galantomu e malu passu dinni beni e stanni arrassu_), di
+fare una lega spontanea, inconscia contro di essi, opponendo una inerzia
+assoluta a tutti i movimenti del nemico personificato nel funzionario e
+quando la pazienza scappa, farsela da sè, poichè pel povero non c'è
+giustizia (dice un altro proverbio: _la furca è pri li puvureddi_)».
+
+Quest'_odio di classe_ venne constatato da Sonnino, da Franchetti, da
+Bonfadini, da Damiani in varie epoche; ma si vogliono pareri di persone
+ancora più autorevoli e insospettabili? Eccoli.
+
+ [LA PAROLA AI MAGISTRATI]
+
+L'_odio contro i ricchi_, accanto alla esistenza del _latifondo_, viene
+esplicitamente denunziato dal Procuratore Generale Caruso, nella sua
+relazione innanzi alla Corte di Appello di Palermo sul movimento della
+criminalità pel 1880, come la cagione principale dei caratteristici
+reati dei contadini.
+
+Cinque anni dopo un altro Procuratore generale, il De Meo, in una
+analoga occasione nella stessa Palermo osservava: «i poveri agricoltori
+e coloni, mezzadri o fittaiuoli non vedono e spesso non conoscono i
+padroni dei fondi che coltivano e ne risentono il peso e l'oppressione
+per quelli agenti intermedî che fattori o campieri si domandano; dai
+quali non pure sono tribolati con vessazioni, usure e prepotenze di ogni
+sorta, ma spinti a _disamare_ i proprietarî; onde tra loro si _mantiene
+un abisso_ e si forma un _cumulo di animosità, di rancori, di odî
+inveterati, che diventano temperamento e abito dell'animo..._»
+
+Io credo che ce ne sia abbastanza per una dimostrazione obbiettiva,
+spassionata di un vero odio di classe in Sicilia preesistente agli
+ultimi moti; odio di classe generato dalle cause che sono state esposte
+e che ha costituito un pericolo permanente per l'ordine sociale.
+
+ [UNA DESCRIZIONE DI G. VERGA]
+
+Quest'odio di classe che, per quanto giustificato, in me produsse sempre
+un senso di sgomento per le sue possibili esplosioni, ispirò ad uno
+scrittore conservatore uno dei bozzetti suoi più indovinati e
+caratteristici, che ritraggono la vita e le passioni del popolo in
+Sicilia. G. Verga infatti tra le sue _Novelle rusticane_ ne ha una
+intitolata _Libertà_, che tutta intera dovrebbe essere riprodotta a
+dimostrazione completa del come senza i _Fasci_ e senza il socialismo,
+nell'isola potessero verificarsi fatti identici nella natura e più gravi
+negli episodî di quelli del 1893 e 1894, ma basterà ai lettori l'esordio
+eloquente.
+
+«Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le
+campane a stormo e cominciarono a gridare in piazza: «_Viva la
+libertà!_»
+
+«Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava e ondeggiava davanti al
+casino dei _galantuomini_, davanti al Municipio, sugli scalini della
+chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che
+luccicavano. Poi irruppe in una stradicciola.»
+
+«A te prima, barone! che hai fatto nerbare la gente dai tuoi
+campieri!--Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli irti
+sul capo, armata soltanto delle unghie.--A te, prete del diavolo! che ci
+hai succhiato l'anima!--A te, ricco epulone, che non puoi scappare
+nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero!--A te, sbirro! che hai
+fatto la giustizia solo per chi non aveva niente!--A te, guardaboschi!
+che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al
+giorno!»
+
+«E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i
+sassi, tutto rosso di sangue!--Ai _galantuomini_. Ai _cappelli_!
+Ammazza! ammazza! Addosso ai _cappelli_!»[28]
+
+L'arte non poteva meglio riassumere gli odî generati da secolari
+ingiustizie esplodenti quando al grido di _Viva la libertà!_ gli
+oppressi credevano che fosse arrivata l'ora della vendetta e della
+riparazione.
+
+
+NOTE:
+
+[28] Il Verga pubblicò questa novella nella _Domenica letteraria_ del
+Martini, nel Marzo 1882. Fu riprodotta nelle _Novelle rusticane_ edite
+dal Casanova di Torino nel 1883.
+
+
+
+
+XIII.
+
+NULLA È MUTATO!
+
+
+Più volte s'è già accennato al carattere di permanenza delle descritte
+condizioni della Sicilia. Ma nell'animo di molti potrà esser rimasto
+qualche avanzo di ottimismo, il quale avrà potuto indurlo a credere che
+i più dolorosi tra i mali da cui è afflitta l'isola nostra siano eredità
+del passato--per quanto prossimo--e che qualche miglioramento riparatore
+si sia ottenuto per opera del governo, o dei maggiorenti meglio avvisati
+de' pericoli a' quali viene esposto l'organismo sociale dal perdurare di
+condizioni di fatto divenute assolutamente anacronistiche, oggi, in
+mezzo all'Europa che, più o meno, s'è venuta trasformando.
+
+Ebbene! ogni illusione deve essere bandita, e bisogna confessare con
+vergogna, che i mutamenti in meglio, in rapporto alle classi lavoratrici
+sono tale povera cosa, che si possono considerare come non avvenuti. Ma
+con ciò non s'intende negare che negli strati superiori siano avvenute
+sensibili modificazioni.
+
+ [L'OPERA DEL GOVERNO BORBONICO]
+
+Il Baer con equanimità assegna la parte di responsabilità ch'è dovuta al
+governo borbonico nel mantenimento di un regime feudale che sarebbe
+stato suo interesse far scomparire per vederlo sostituito da un forte
+ceto medio, perchè in fondo le opposizioni più pericolose e più
+continuate gli vennero dall'aristocrazia che voleva conservare o
+riprendere interi tutti i suoi privilegi economici e politici. Ma esso
+pur avendo mostrato la intenzione di abbattere le istituzioni feudali--e
+glielo suggeriva la propria convenienza--volle seguire metodi proprî,
+che riuscirono impotenti, essendo frenati e paralizzati tutti i buoni
+tentativi dal soverchio timore dello innalzamento della parte popolare.
+
+«Perciò la dinastia borbonica si chiarì impotente a fare il bene, debole
+nel pigliare ogni provvedimento d'interesse generale, solo violenta e
+perfino crudele ogni qualvolta temeva pel suo potere.» (_Baer_).
+
+Degli intendimenti lodevoli e dei tentativi del governo borbonico per
+mutare e migliorare rimangono numerosi documenti ufficiali a farne fede.
+Colla legge dell'11 ottobre 1817, coi decreti del 2 Agosto 1818, del 20
+maggio 1820 col reale rescritto del 18 ottobre 1821, con altri decreti
+del 30 luglio 1823, del 10 febbraio 1824, coi regolamenti del 24 ottobre
+e del 22 dicembre 1825, 3 gennajo 1836 e 20 ottobre 1834, 12 novembre
+1838, si ordinarono inchieste e s'imposero scioglimenti di diritti
+promiscui, si cercò di dipanare l'arruffata matassa delle
+_soggiogazioni_, si tentò di porre riparo alle dilapidazioni e alle
+usurpazioni perpetrate a danno delle opere pie, si tentò d'infrenare
+l'usura; ma tutto riuscì sempre vano, perchè baroni, magistrati e
+funzionari di ogni genere, stretti in mostruosa lega, resero ognora
+lettera morta leggi, regolamenti e decreti opportuni e benefici, ed il
+governo non seppe contrapporre la propria forza attiva alla resistenza
+dell'inerzia.
+
+ [LA PERMANENZA DEL FEUDALESIMO]
+
+Del male intanto si aveva conoscenza esatta; chè in un decreto del 12
+ottobre 1838, all'indomani del viaggio di Ferdinando II in Sicilia, si
+legge: «le vaste contrade nude, deserte, mal coltivate, che s'incontrano
+in Sicilia, non ostante la loro feracità naturale ed il favore del
+clima, non potranno essere migliorate finchè durerà l'esistenza di più
+padroni sullo stesso fondo. Volendo accelerare la esecuzione delle
+leggi, che da _epoche remote hanno proscritta_ la indicata condizione
+della proprietà, perniciosa a tutti ecc. ecc.» In un altro decreto dello
+stesso anno 1838 è detto che «il languire dell'agricoltura e della
+pastorizia, e la miseria d'intere popolazioni, debbono attribuirsi in
+gran parte _alla esistenza degli abusi feudali, delle promiscuità e
+delle liti degli ex-baroni coi Comuni_, ecc.»
+
+Dopo, nei momenti della peggiore reazione, nel 1849 e nel 1852, il
+principe di Satriano emanò decreti contro l'usura, e per favorire lo
+spezzamento dei latifondi; sempre inutilmente.
+
+Se il governo borbonico fu impotente al bene, come si disse, potè colle
+persecuzioni politiche, coi favoritismi, colle protezioni far scomparire
+del tutto dagli animi la confidenza nella giustizia e far sorgere la
+_mafia_, i _campieri_ e i _compagni d'armi_, che avevano in appalto la
+sicurezza pubblica delle campagne, e che, in generale, erano
+pregiudicati e briganti in ritiro, che conservavano i migliori rapporti
+coi briganti in attività.
+
+ [L'ANNESSIONE]
+
+Lo sbarco di Marsala e la successiva liberazione dell'isola dal giogo
+borbonico avrebbero dovuto iniziare un'êra nuova. Alcuni sapienti
+decreti di Garibaldi lo fecero sperare; e i propositi manifestati da lui
+sul censimento dei beni ecclesiastici, se attuati, da soli sarebbero
+forse bastati a produrre un vero rinnovamento economico-sociale: ma si
+sa che ai criterî sociali nella distribuzione di quei beni furono
+sostituiti i criterî esclusivamente fiscali ed un'opera che avrebbe
+potuto riuscire altamente civile non fu feconda che di mali e di amare
+delusioni frammiste a qualche poco di utile. Lo stesso dicasi
+dell'editto del 19 settembre 1861 emanato dal Luogotenente del Re in
+Sicilia, generale Pettinengo _relativo alle obbligazioni dette di
+semenza e soccorsi e di mercanti a massari per agevolare la semina e la
+cultura della terra_, inteso ad infrenare l'inveterata e perniciosa
+usura: rimase lettera morta.
+
+ [METODI E CRITERII DI GOVERNO]
+
+E i metodi e i criterî di governo seguiti in Sicilia dopo l'annessione,
+e l'atteggiamento di molti uomini e giornali del continente, che li
+inasprirono produssero malintesi, risentimenti, rancori regionali
+che--accresciuti dalla malefica e affrettata unificazione
+centralizzatrice--generarono profondo malcontento in tutti e delusioni
+sconfortanti.
+
+Contro la verità storica, contro il buon senso, contro le esplicite e
+reiterate dichiarazioni di Garibaldi e dei suoi più intimi, fu offeso
+l'amor proprio degli isolani col proclamarli _conquistati_ dai Mille e
+col dichiararli _barbari_ per bocca del generale Govone: insulto a
+distanza di molti anni stoltamente ripetuto dal generale Corvetto. E da
+_barbari_ furono trattati, e si tentò d'_incivilirli_ cogli stessi
+metodi _umani_ adoperati... da Livraghi in Africa.
+
+Aspromonte e Fantina certamente non furono avvenimenti che poterono
+crescere stima al governo in Sicilia; ma gli animi nelle classi
+lavoratrici sopratutto si esasperarono colla introduzione della leva
+militare, «carico nuovissimo--scrive il generale Corsi--odioso oltre
+ogni dire» e colle misure odiosissime per arrestare i renitenti. Il
+militarismo allora col martirio del sordo-muto Cappello, coi fatti
+crudeli di Petralia ad opera del tenente Dupuy mostrò di che cosa poteva
+esser capace.[29] Tutte le libertà, scrissi altra volta, furono violate
+replicatamente; ond'era generale il chiedersi: il nuovo governo non vale
+l'antico?
+
+ [IL PROGRAMMA DI FILIPPO CORDOVA]
+
+A questo periodo precisamente si riferisce, e da tali avvenimenti e
+giudizî insani fu provocato, il celebre discorso pronunziato da Filippo
+Cordova nella Camera dei Deputati il 9 dicembre 1893. L'illustre
+statista siciliano allora non solo ricacciò in gola ai calunniatori
+dell'isola le loro sciocche insolenze, ma a coloro che ne facevano
+malgoverno indicò tutto un programma da seguire, i mali da rimuovere e
+il bene da promuovere.
+
+Egli tra le approvazioni insolite della _sinistra_ disse: «Io credo che
+un governo, allorquando riceve un paese non dalla conquista, ma dalle
+mani della rivoluzione debba domandare a sè stesso _per quali bisogni
+questa rivoluzione si è fatta_, che cosa voleva il popolo che si è
+sollevato e pensare in tutti i modi a soddisfare questi bisogni. Questo
+era il solo modo di ristabilire l'ordine, il solo modo di contentare
+completamente le popolazioni.»
+
+ [RIVELAZIONI EDIFICANTI]
+
+«.... L'azione di un governo può essere promotrice della prosperità
+futura dei popoli e riparatrice degli abusi che si sono introdotti per
+il passato;.... e considero azione riparatrice quella che consiste nel
+rimuovere i tristi effetti delle passate legislazioni, dei monopoli, dei
+privilegi, nel distruggere gli abusi, che ancora possono esistervi.» E
+l'opera del governo doveva esplicarsi, secondo l'on. Cordova colla
+riforma del regime delle acque, colla pubblica istruzione, colle
+bonifiche, colla abolizione delle decime[30], colle nuove comunicazioni,
+colla sistemazione dei demanî comunali, colla trasformazione delle opere
+pie[31]....
+
+«Questo programma era modestissimo, non ledeva i diritti giuritarii di
+privati, eppure non seppe accennare ad adottarlo il governo, il quale
+invece, secondo lo stesso on. Cordova, crede di potere reggersi colla
+violenza, cingendo di cordoni militari le città, _privandole dell'acqua,
+vietando l'uso libero dei diritti dei cittadini, assicurando sempre
+l'impunità ai carabinieri che commettevano reati: impunità che produceva
+reazioni_.» Queste le testuali parole del Cordova ex ministro e
+_moderato_ di quattro cotte...
+
+ [IL PIEMONTISMO]
+
+A questo stato di cose non poteva apportare rimedio il cosidetto
+_Piemontismo_ in forza del quale fra l'altro si mandarono in Sicilia gli
+scarti della burocrazia, e vi si mandarono in punizione. Ne nacquero
+antipatie, liti, duelli, scene disgustose, che contribuirono a generare
+la sanguinosa insurrezione di Palermo nel 1866 che chiuse un primo
+periodo della dolorosa storia del governo Italiano in Sicilia.
+
+E che c'era da aspettarsi qualche avvenimento doloroso come quello del
+1866 lo fece comprendere chiaramente in una celebre discussione
+parlamentare un altro uomo eminente, che aveva studiato e conosciuto la
+Sicilia da magistrato. Alludo all'on. Tajani che nella seduta della
+Camera dei deputati degli 11 giugno 1875 constatava che dal 1860 al 1866
+il governo fu ora fiacco, ora violento; che corresse la fiacchezza colla
+violenza, per ritornare sempre alla violenza; che si offese la Sicilia
+adoperandovi i _modi peggiori_ e negandole sempre la _giustizia_; e che
+ciò che le fu dato, se si guarda a ciò che le fu negato assume le
+proporzioni dell'_ironia_.»[32]
+
+ [LA PREFETTURA MEDICI]
+
+Dal 1866 in poi qualche miglioramento ci fu; ma non grande. E grande non
+poteva essere se si pensa che ai mali esistenti la sapienza governativa,
+pensò di provvedere, per esempio, colla prefettura militare del Generale
+Medici, quando alla _mafia_ privata si aggiunse la _mafia_ più potente
+ai servizî del Prefetto-generale.
+
+E questo nefastissimo periodo dev'essere illustrato perchè lo si è
+dimenticato con troppa facilità: e dev'essere ricordato perchè facendo
+conoscere quali tristi conseguenze lasciò il militarismo nel 1866 e
+negli anni successivi, farà intravedere quali li lascerà nel 1894.
+
+Si osservi anzitutto «che dopo la rivolta del 1866 vi fu un diluvio di
+disposizioni cozzanti fra loro.... e che vennero i _tribunali militari_,
+i quali fecero _sterminato numero di processi_ e quando la posizione era
+compromessa, e che la giustizia dei tribunali civili doveva riuscire
+difficilissima, se non impossibile, si annullarono ad un tratto i
+tribunali militari, ed i tribunali civili rimasero imbarazzati e così ne
+rimase esautorata la giustizia militare e la giustizia civile.»
+(_Taiani_)[33].
+
+Ciò che rese celebre e caratteristico questo periodo furono la
+organizzazione della polizia, la sua opera e i criterî adottati dal
+generale Medici e dal suo _alter ego_ il questore Albanese per il
+ristabilimento dell'ordine e della giustizia.
+
+ [LA MAFIA E LA POLIZIA]
+
+«Il processo contro Ciotti Sebastiano, graduato delle guardie di
+Pubblica sicurezza, applicato al gabinetto del Questore e presso il
+quale si sequestrarono molti oggetti rubati; le gesta di un delegato di
+pubblica sicurezza che in un mandamento impianta la mafia, si unisce e
+si lega in relazioni amichevoli con noti ladri _e li manda a rubare per
+suo conto_ e che si ripete in un altro mandamento _guadagnandosi la
+promozione_; le prodezze della guardia nazionale suburbana di Monreale
+composta tutta di mafiosi, colla complicità o col permesso dei quali si
+commettevano tutti i misfatti del mandamento, tanto da autorizzare un
+Magistrato a dire: _qui si ruba, si uccide, si grassa in nome del reale
+governo_:[34] l'alternativa posta da un questore di Palermo ad un
+notissimo facinoroso di entrare nel corpo delle guardie di pubblica
+sicurezza o di partire pel domicilio coatto--alternativa alla quale il
+mafioso cercò sottrarsi tentando di pugnalare il questore; il processo
+contro il questore Albanese e compagni, accusati di omicidii, di
+falsità, di corruzione, di truffa, di soppressione dolosa di documenti;
+le pressioni indecenti esercitate dal generale Medici e dal governo di
+Roma, per ottenere l'assoluzione di questi alti delinquenti, e che
+determinarono le dimissioni dal Procuratore generale Taiani e
+raggiunsero il deplorevole intento, dicono di più che molti volumi,
+sulla stima e sul rispetto e sulla fiducia che potevano ispirare i
+rappresentanti del governo, che i mali antichi economici lasciava
+intatti aggravando quelli politici e morali.»
+
+Siffatta polizia e siffatte autorità governative impotenti a reprimere
+il malandrinaggio e la _mafia_, della propria inettitudine e malvagità
+si rifacevano inventando di sana pianta processi politici, che
+sembrerebbero calunnie e diffamazioni ventilate dai _sobillatori_--non
+ancora inventati--se non fossero stati denunziati dal magistrato che li
+sgonfiò e liquidò, in pubblica seduta della Camera dei Deputati!
+
+Ahimè! Il 1894 non vide più un magistrato che ricordasse i Lelli, i
+Borgnini, i Tajani....
+
+ [LA SICILIA NEL 1875]
+
+Con siffatti uomini e con siffatti metodi e criterî di governo si arrivò
+in Sicilia al 1875 nelle condizioni descritte da questo brano sintetico
+e chiaro: Noi abbiamo colà: le leggi ordinarie derise, le istituzioni
+un'ironia, la corruzione dappertutto, il favore la regola, la giustizia
+l'eccezione, il delitto intronizzato nel luogo della pubblica tutela, i
+rei fatti giudici, i giudici fatti rei ed una corte _di mali
+interessati_ fatti arbitri della libertà, dell'onore, della vita dei
+cittadini. Dio immortale!
+
+«Che cosa è mai questo se non il caos? Che cosa è mai questo se non il
+peggiore dei mali: la _anarchia di governo_, innanzi alla quale cento
+briganti di più, e cento crimini di più sono un nonnulla e si
+scolorano?» (_Tajani._ Discorso alla Camera dei deputati del 12 giugno
+1875).
+
+Queste condizioni furono il prodotto di quindici anni di malgoverno
+della _destra; e la destra_, quantunque ancora non fossero inventati _i
+sobillatori e i Fasci_, vedendosi impotente a rimediare collo Statuto
+che aveva violato, e colle leggi ordinarie che non aveva mai applicate e
+rispettate, domandò provvedimenti e leggi eccezionali.
+
+Siamo giusti, però; la _destra_ li domandò a chi aveva le apparenze del
+diritto a concederle: al Parlamento. Inchiniamoci riverenti innanzi a
+questo partito che sta per cadere, che conserva ancora del pudore e che
+mantiene un _minimum_ di rispettabilità! Indarno li cercheremo nella
+_sinistra_, che sta per arrivare....
+
+ [IL GRAN PARTITO DELLA RIPARAZIONE!]
+
+La _sinistra_! Cos'era il _gran partito_ della riparazione? «una
+confederazione di condottieri stretti al patto di rovesciare comunque la
+_destra_ e toglierle di mano il reggimento, salvo poi d'intendersi (od
+anche di non intendersi) non tanto per concordare il da farsi--che
+questo pareva a tutti ovvio a comporre, facile a praticare; perocchè, ei
+dicevano, bisognasse fare tutto il contrario di quello che aveva operato
+la _destra_!--ma per ripartirsi gli uffici e.... via... anche un poco i
+benefici» (_Zini_ p. 24).
+
+E per fare il contrario di ciò che la _destra_ aveva fatto, la
+_sinistra_ inaugurò in Sicilia il proprio regime applicando le leggi e i
+provvedimenti _eccezionali_ che aveva negato sdegnosamente alla prima
+in Parlamento. Li applica nel 1876 l'on. Nicotera--suoi strumenti il
+Prefetto Malusardi e l'ispettore Lucchese, destinato dalla sorte a
+brillare nell'isola--e se ne vanta alla Camera (tornata del 29 novembre
+1876). Eppure all'inizio dell'opera del _gran partito_ siamo ancora ben
+lontani dalla _perfezione_ nell'applicazione di provvedimenti
+eccezionali raggiunta da chi crede di essere la quintessenza della
+democrazia parlamentare: l'on. Crispi!
+
+ [LA RIVOLUZIONE PARLAMENTARE DEL '76]
+
+Fu grande, perciò in Sicilia, la delusione provata coll'arrivo al potere
+della _sinistra_, dalla quale si sperava un radicale mutamento
+d'indirizzo e la riparazione di tante ingiustizie e dalla quale nulla si
+ottenne. Sotto un certo aspetto, anzi, ci fu un peggioramento, poichè i
+deputati dell'isola che in maggioranza erano di _sinistra_, colla
+cosidetta rivoluzione parlamentare del 18 Marzo 1876 ebbero le grazie e
+i favori del potere a benefizio delle clientele e delle consorterie
+locali che dichiaravano di aderire al proprio _partito_. Il governo così
+servì a ribadire nei Comuni, nelle Provincie, nelle opere pie la
+oppressione antica a beneficio dei grandi elettori e delle classi
+dirigenti; a danno dei vinti e delle classi lavoratrici.
+
+Di che riporta molti esempî lo Zini, uno dei pochi prefetti che insieme
+al Rasponi, al Gerra e a pochi altri, vennero in Sicilia con rette
+intenzioni e fa onore al Nicotera l'avervelo mandato, quanto gli fa
+torto l'averlo costretto a dimettersi per non avere voluto seguire una
+condotta biecamente partigiana.
+
+I deputati, d'allora in poi più che pel passato, tutto sacrificarono al
+criterio elettorale, e i ministri al criterio parlamentare; gli uni per
+avere la maggioranza nel collegio chiesero ciò che spesso era disonesto
+o dannoso, e gli altri per conservarsela nella Camera concessero. Così
+furono approvati mutui disastrosi, concessioni e favori scandalosi,
+strade private costruite col denaro pubblico, approvati i bilanci
+irragionevoli e rinviati e mutilati quelli che contenevansi entro gli
+stretti limiti del necessario, sciolti i Consigli dei Comuni meglio
+amministrati anche quando le ispezioni, ordinate partigianamente e
+seviziosamente eseguite, tali li dimostravano; e mantenuti in piedi
+quelli violatori di tutte le leggi, odiati dai comunisti. Concesse le
+licenze per porto d'armi--specialmente nei momenti di elezioni:
+informino le campagne di Palermo--ai facinorosi, cui potevano servire
+solo a malfare e negate ai cittadini onesti che ne avevano bisogno a
+difesa personale, ma che avevano la disgrazia di militare in un partito
+opposto.
+
+Così infine prefetti, delegati e pur troppo anche i magistrati furono
+messi a disposizione dei deputati ministeriali e questi nei rispettivi
+collegi divennero tanti proconsoli in cinquantesimo!
+
+ [IL MINISTERO GIOLITTI]
+
+Questi mali preesistevano al ministero del Giolitti: questi li acuì in
+modo superlativo raggiungendo, però, un risultato insperato e
+insperabile per altri titoli: una fedeltà a tutta prova dei
+rappresentanti dell'isola, che coprivano e legittimavamo ogni loro voto
+di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti e della
+risurrezione della _sinistra_, fatta da uomini che erano stati i
+promotori e i campioni del _trasformismo_!
+
+ [UN'APOLOGIA SMACCATA]
+
+L'insieme di questi fatti, proprî della destra e della _sinistra_ sotto
+la dinastia Sabauda--e le considerazioni che suggeriscono--non mi
+permettono di consentire col Baer, che all'opera deleteria del regime
+borbonico contrappose quella «di una dinastia leale e conscia dei proprî
+doveri, sotto la quale la Sicilia ha veduto raffermate ed estese le
+franchigie politiche, che tanto le erano a cuore; il che ha dato al
+governo una forza ed una autorità morale che invano potevano sperare i
+Borboni. E con questa autorità lo Stato ha potuto senza contrasti
+crearsi nuove risorse finanziarie, stabilendo le tasse di registro, il
+monopolio dei tabacchi, cosa che non avrebbe mai osato il governo
+precedente. E si è fino estesa alla Sicilia la leva pel servizio
+militare.» Ora in tutta questa apologia smaccata, che si estende, con
+evidente contraddizione dell'egregio scrittore, al censimento dei beni
+della manomorta ecclesiastica, non c'è di vero che questo: il governo
+italiano colla forza brutale e non coll'autorità morale, ha saputo
+imporre alla Sicilia la leva, i balzelli nuovi e la distruzione di
+alcune industrie. E precisamente per questo in basso, ed oramai anche in
+alto, si fanno paragoni tra il governo borbonico e il governo italiano,
+i quali non riescono sempre lusinghieri pel secondo.
+
+Se il governo italiano mancò alla sua funzione rigeneratrice nella parte
+vera politica e nella economica, non si mostrò d'altra parte migliore
+nella amministrativa e nei suoi rapporti coi Comuni, colle Provincie,
+colle opere pie.
+
+ [LA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE DEL 1865]
+
+Se si pon mente ai maggiori poteri che la legge comunale e provinciale
+del 1865 accordava ai Prefetti nello esercizio della tutela si
+riconoscerà che la responsabilità del governo fu immensa nella cattiva
+amministrazione dei corpi locali, nello sperpero del pubblico denaro,
+nello sfacciato favoritismo verso gli _amici_ ed a danno degli
+_avversarî_ del partito dominante, negli imbrogli elettorali multiformi,
+nella iniqua ripartizione delle imposte, nella oppressione dei vinti e
+dei lavoratori. E questa grande responsabilità del governo, specialmente
+sotto l'aspetto tributario, a proposito di ciò che avvenne nei comuni di
+Santa Margherita, di Campobello di Licata, venne esplicitamente assodata
+dal Cavalieri, ch'è uomo di governo, da Sonnino e Franchetti, da
+Bonfadini per altri casi e per altri luoghi a centinaia. Si deve
+aggiungere, anzi, che per la tolleranza o connivenza del governo, i
+gravi inconvenienti e la cattiva amministrazione, come ne' comuni e
+nelle provincie, si ripeterono nelle Congregazioni di Carità e in altre
+opere pie, coi posti gratuiti nei convitti, cogli impieghi dati ai
+favoriti o addirittura creati per essi, e financo col pagamento
+camorristico delle donne che allevano i trovatelli e che sono qualche
+volta le drude degli amici degli amministratori locali.
+
+In quanto ai tributi, ad onore del vero, si dica che talvolta il governo
+ebbe il pensiero di fare rispettare la legge, ma solo quando la
+osservanza della medesima era odiosamente farisaica. Così più volte
+furono minacciati alcuni municipî (Caltagirone, Castrogiovanni, ecc.)
+della risoluzione del contratto di appalto col governo pel dazio di
+consumo, perchè non tutte le voci tassabili erano tassate e sopratutto
+perchè non si esigeva il dazio _sulla farina e sul pane_! Ed a questi
+municipî, per tale grave colpa, non si consentì di eccedere sul limite
+legale della sovrimposta fondiaria.
+
+ [GLI INGENUI...]
+
+Quando gl'ingenui domandano: ma le autorità governative non vedevano,
+non riferivano, non provvedevano? si può rispondere: Sì! esse ci stavano
+e ci stanno per vedere, per riferire e per provvedere, ma non nel senso
+della giustizia e dell'interesse del popolo, sebbene nell'interesse del
+deputato, del candidato, del grande elettore, della persona influente; e
+in nome di tale interesse si nominano e si destituiscono i sindaci, si
+sciolgono i Consigli comunali, si manipolano le liste, si mutilano, si
+respingono o si approvano i bilanci, si traslocano i delegati di P. S.,
+i Prefetti e i magistrati.[35]
+
+È superfluo aggiungere che quella tale incompleta riforma della legge
+comunale e provinciale fatta votare dall'on. Crispi non riuscì a mutare
+in meglio le cose; e non lo poteva. Spesso anzi le peggiorò per
+l'aggravante della scemata responsabilità delle autorità governative,
+mentre continuò l'esercizio della loro perniciosa influenza; poichè in
+realtà nella _Giunta Amministrativa_--che dovrebbe essere la suprema
+moderatrice delle amministrazioni locali--il Prefetto prepondera sempre,
+e prepondera poi in particolar modo cospirando e intrigando per fare
+eleggere a membri delle medesime uomini quasi sempre inetti, e sempre
+servili, partigiani.
+
+ [LA RIFORMA DEL 1889 ALLA LEGGE COMUNALE]
+
+Perciò dal 1889 in poi continuarono le vecchie iniquità nella natura e
+nella distribuzione delle imposte, continuarono le spese pazze e le
+cortigianerie degradanti, crebbero le imposte e i debiti, che si
+risolvono in imposte rimandate coll'aggiunta degli interessi e delle
+provvigioni ai mediatori; e il governo continuò a non vedere nelle
+amministrazioni dei corpi locali che agenzie elettorali organizzate, e
+sempre pronte ai suoi cenni!
+
+Una magra soddisfazione alle vittime di un tale stato di cose rimane: il
+sapere che ne fu fatta la constatazione da inchieste private ed
+ufficiali in termini su per giù identici da anni ed anni. La fece
+Ferdinando II nel 1838, la ripeterono nel 1875 da privati gli on.
+Sonnino, Franchetti e Cavalieri e in forma ufficiale la _Giunta
+Parlamentare_ di cui fu relatore l'on. Bonfadini; fu riprodotta
+dall'onor. Damiani nel volume dell'_Inchiesta agraria_; fu riassunta da
+me nel 1885 nello scritto sulla _Delinquenza della Sicilia e le sue
+cause_; e tante _Inchieste_ e tanti rapporti sono stati fatti che in
+dicembre scorso, nel periodo più acuto delle turbolenze il compianto on.
+Cuccia in nome di un comitato composto dei più fidi amici dell'on.
+Crispi malinconicamente conchiudeva: «Più inchieste sono state fatte,
+cento relazioni dai corpi più conservatori sono state mandate, mille
+rapporti sono stati scritti da tutti i funzionarî che si sono succeduti
+in Sicilia. E tutti, _unanimi_, hanno presentito i fatti d'oggi e quelli
+di domani, e tutti hanno fatto proposte, hanno reclamato provvedimenti,
+che sono restati lettera morta, come se il governo fosse l'ente più
+_misoneico_ della società....»
+
+ [CRIMINOSA NONCURANZA DEL GOVERNO ITALIANO]
+
+Di tante inchieste, di tante relazioni, di tanti rapporti rimangono
+giudizî e descrizioni di una esattezza meravigliosa, che sembrano
+scritti all'indomani dei tumulti per giustificare i tumultuanti; giudizî
+e descrizioni che costituiscono ad un tempo le pietre miliari della
+constatazione delle miserie del proletariato siciliano e la condanna più
+severa della criminosa noncuranza degli uomini di governo di ieri e di
+oggi. Di tali giudizî e di tali descrizioni bisogna riprodurne alcuni,
+che datano da momenti diversi e vengono da persone avverse ad ogni idea
+di socialismo, le quali hanno la missione ufficiale d'interpreti della
+pubblica opinione e di tutelatori dell'ordine pubblico.
+
+L'on. Sonnino venti anni or sono scriveva:
+
+ [OGGI COME VENTI ANNI OR SONO!]
+
+«Quel che trovammo nel 1860, dura tuttora. La Sicilia lasciata a sè
+troverebbe il rimedio: stanno a dimostrarlo molti fatti particolari e
+ce ne assicurano l'intelligenza e l'energia della sua popolazione, e
+l'immensa ricchezza delle sue risorse. Una trasformazione sociale
+accadrebbe necessariamente, sia col prudente concorso della classe
+agiata, sia per effetto di una violenta rivoluzione. Ma noi, italiani
+delle altre provincie, impediamo che tutto ciò avvenga, abbiamo
+legalizzato l'oppressione esistente; ed assicuriamo l'impunità
+all'oppressore.»
+
+«Nelle società moderne ogni tirannia della legalità è contenuta dal
+timore di una reazione all'infuori delle vie legali. Orbene, in Sicilia,
+colle nostre istituzioni, modellate spesso sopra un formalismo liberale
+anzichè informate ad un vero spirito di libertà, noi abbiamo fornito un
+mezzo alla classe opprimente per meglio rivestire di forme legali
+l'oppressione di fatto che già prima esisteva, coll'accaparrarsi tutti i
+poteri mediante l'uso e l'abuso della forza, che tutta era ed è in mano
+sua; ed ora le prestiamo mano forte per assicurarla che, a qualunque
+eccesso spinga la sua oppressione, noi non permetteremo alcuna specie di
+reazione illegale, mentre di reazione legale non ve ne può essere,
+poichè la legalità l'ha in mano la classe che domina.»
+
+Queste parole dell'attuale ministro del tesoro gli devono essere
+continuamente ricordate, perchè riassumono in modo mirabile l'azione
+sociale esercitata dal governo italiano in Sicilia; azione veramente
+perniciosa! Tenterà egli di cancellarla ora che è al potere?
+
+Ciò che fu scritto nel 1875 da chi ora è ministro del Regno d'Italia è
+perfettamente adatto a dare una idea delle condizioni odierne dell'isola
+coll'aggravamento delle varie crisi--enologica, agrumaria, mineraria
+ecc.
+
+E per chi sa leggere e comprendere troverà la conferma del serio
+giudizio nella inchiesta fatta da Adolfo Rossi per conto del giornale
+_La Tribuna_[36].
+
+ [I NOSTRI LAVORATORI]
+
+Proprio alla vigilia dei tumulti nel novembre scorso, da Palermo in un
+rapporto ufficiale si scriveva al governo di Roma che aveva occhi per
+non vedere e orecchie per non sentire: «Qui i nostri frugali lavoratori
+soffrono la fame, non hanno desiderî disordinati, non bramano la fortuna
+altrui, non sentono l'odio di classe[37], ma vogliono lavoro e pane,
+solamente per vivere; chè d'altro ad essi non cale.»
+
+«Chi voglia far credere che questi operai abbiano degli ideali politici
+non dice la verità e s'inganna. Ma questi ideali potranno entrare nella
+loro mente, avvivati dagli effetti morbosi del digiuno; ed allora, guai
+se fuori l'ordine vedranno gli ultimi segni della loro speranza, _chè in
+quel caso neppure le repressioni sanguinose varranno ad arrestare la
+china del loro incosciente furore_».
+
+«Il Governo che vuole sempre il suo dai dazi di consumo, non ha avuto
+mai cura di temperare le esigenze dei Comuni, i quali imitando altri
+esempî di spreco, anche per sollecitudini non necessarie, nè proprie, i
+loro mezzi domandano al consumo delle più umili ed universali derrate e
+tanto ne traggono, da renderle o difficili o impossibili a quelli che
+unicamente se ne sostentano con una frugalità, che fa ammirazione e
+paura.»
+
+«In alcuni Comuni di questa circoscrizione, dal pane che la rivoluzione
+aveva redento dalla grave ed odiata tassa del macinato, si traggono
+quasi dieci centesimi il chilogramma, e questa tassa, che dà milioni,
+neppur provvede ai bisogni della popolare igiene, ma si distrae in
+godimenti voluttuarî ai quali le classi lavoratrici non prendono parte.»
+
+ [UN RAPPORTO UFFICIALE]
+
+È questo forse un brano dell'auto-difesa dell'on. De Felice? No: è il
+brano di un rapporto, che, richiesto da Roma, mandò il Presidente della
+Camera di Commercio di Palermo, on. Amato-Pojero, senatore del Regno,
+milionario e _grande proprietario_ di Sicilia!
+
+ [QUEL CHE SCRIVE UN FUNZIONARIO DI P.S.]
+
+Se questo si scriveva alla vigilia dei tumulti, quando essi scoppiarono
+e n'erano meglio note le cause, altri aggiungeva:
+
+«Tolte le grandi città, ove la moralità e la capacità degli
+amministratori sono men basse, e dove il maggiore sviluppo psichico
+della popolazione e la stampa sono freni alle oligarchie locali e
+favoriscono la permeabilità degli strati sociali, il 90% dei Comuni è
+amministrato con criteri e forme tali, _che fanno desiderare il tipo
+dell'antico governo paterno_, perchè allora si aveva almeno il diritto
+d'inchiodar sulla gogna i tirannelli locali, il conforto e la speranza
+di un avvenire migliore e, di tanto in tanto, l'intervento violento, ma
+pur sempre riparatore, del governo centrale»..... I tirannelli locali
+ora «sentono e sanno che i funzionari del governo non hanno nè
+convenienza nè interesse a secondarli, ed allora con la logica spiccia e
+primitiva di cui si servono, concludono: Chi non è con noi, è contro di
+noi; e attaccano con sotterfugi, ricorsi, cospirazioni e anonimi tutti i
+funzionari governativi, dalla guardia di pubblica sicurezza al Prefetto.
+Della legge e della legalità hanno un concetto esclusivamente
+unilaterale; le riconoscono e vi fanno ricorso solo in quanto sanzionano
+il loro potere; per tutto il resto o non esistono o le si possono
+violare impunemente. Per sostenersi e per combattere gli avversarî si
+profondono favori, impieghi, esenzioni da tasse e protezioni d'ogni
+specie e d'ogni portata agli aderenti, e si fa l'opposto con gli
+avversari. Si transige con facinorosi e con violenti, ai quali è serbato
+sempre un impiego sul bilancio comunale, protezione illimitata fino al
+Tribunale; e però appena un partito sale al palazzo comunale fa _tabula
+rasa_ di tutti gli stipendiati e li sostituisce coi propri fidi. Per gli
+avversari invece s'imprende una persecuzione continua, evidente, spesso
+sfacciata e feroce, fino al delitto, fino all'omicidio. E si pretende
+che i funzionari del governo seguano questo indirizzo. Per gli amici il
+permesso d'armi, il proscioglimento dall'ammonizione, l'impunità nel
+delitto: pei nemici il rifiuto costante di tutto quanto è devoluto alla
+Autorità amministrativa, la denunzia per l'ammonizione e perfino
+l'accusa dei reati che invece sono stati commessi dagli aderenti degli
+stessi denunzianti. Il delegato, il pretore, il sottoprefetto non
+seguono questo indirizzo? Ed allora spuntano le testimonianze ad _usum
+delphini_ a discolpa del reo amico, a carico per l'avversario innocente;
+pullulano ricorsi anonimi che dipingono il funzionario coi più foschi
+colori: secondo il bisogno e l'opportunità egli è stupido o maligno,
+ignorante o corrotto, prepotente o partigiano, venale o servile, e chi
+più ne ha, più ne metta...»
+
+«Nei comuni certo è che vi dominano l'incompetenza più goffa e la
+prepotenza più sfacciata, che per contraccolpo vi producono la paura, la
+sofferenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto e l'astensione dei
+buoni: fatto quest'ultimo che rende più sicura e sfrenata la prepotenza
+delle cricche imperanti.»
+
+Si crederà forse che questa filippica faccia parte di una concitata
+concione di Garibaldi Bosco? Niente affatto: fu scritta dall'Alongi,
+capo di gabinetto del famigerato questore Lucchese, per combattere i
+_Fasci_ nel _Manuale della Pubblica sicurezza_ del chiarissimo
+consigliere di Stato Commendatore Astengo.
+
+ [CHE COSA SI CONSTATA ANCHE DOPO I TUMULTI]
+
+Certo era facile ingannarsi o esagerare; era facile manifestare simpatia
+pei sofferenti prima e durante i tumulti; ma dopo? Ebbene, dopo, si
+constata:
+
+1) Che le condizioni dell'oggi _non sono_ la conseguenza di fenomeni del
+tutto recenti; ma hanno la loro origine in un complesso di fatti e di
+tradizioni e di avvenimenti che rimontano ad epoche non vicine.
+
+2) Che sono ormai la bellezza di diciotto anni che un'inchiesta
+parlamentare constatò inutilmente lo stato vero dei contadini in
+Sicilia.
+
+3) Che il contadino siciliano, è _perseverante, sobrio, laborioso_, ma
+nello stesso tempo lo si è tenuto in un stato di _semibarbarie_.
+
+4) Che il contadino siciliano anche dopo conquistata la libertà e la
+redenzione, _rimase nella condizione di servo ed oppresso_ e la
+posizione sua verso il padrone è quella di _vassallo a feudatario_.
+
+5) Che _gli enormi latifondi, l'accentramento di vastissimi terreni in
+mano di pochi e le oligarchie comunali che non sempre s'inspirano a
+giustizia, e sovra tutto i contratti agricoli aggravano questo stato di
+cose_.
+
+6) Che è opera altamente meritoria cercare in tutti i modi di mettere le
+classi agricole in condizione _di resistere alle prepotenze dei
+padroni_.
+
+ [FIATO SPRECATO]
+
+Queste si crederebbero opinioni calunniose dell'anarchico Gulì e invece
+sono le convinzioni del Comm. Sighele, Procuratore Generale presso la
+Corte di Appello di Palermo, manifestate nella inaugurazione dell'anno
+giuridico 1894.
+
+Un'ultima testimonianza: Il 4 gennaio 1894 contemporaneamente alla
+proclamazione dello stato di assedio, e quasi a severa condanna
+dell'insana misura, vi fu chi disse in Palermo sotto gli occhi del
+Generale Morra di Lavriano e della Montà: «In questo nostro paese
+eminentemente agricolo, la classe dei contadini in particolare, difetta
+dei mezzi più necessarî alla vita; è la classe più bistrattata, la meno
+compassionata, la più misera, la più ignorante e la più degna quindi di
+speciale considerazione da parte degli uomini di cuore!»
+
+ [UNA VERITÀ DOLOROSA]
+
+Oh no! Non è Nicola Barbato, l'uomo dalla logica spietata, che così
+parla; ma è il procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di
+Palermo, Giuseppe Malato Fardella, che col primo non ha di comune che la
+sua qualità di Siciliano, e che dà ragione dello insorgere dei
+contadini, e somministra l'ultima prova di questa dolorosa verità: in
+Sicilia dal 1812 in poi nulla è mutato _in quanto alle condizioni
+economico-sociali della classe dei lavoratori_!
+
+E allora?....
+
+
+NOTE:
+
+[29] Alcuni, non hanno bene compreso l'accenno fatto nella 1ª edizione
+al sordo-muto Cappello e al tenente Dupuy. Sono due dolorosi episodi
+della introduzione della leva in Sicilia, la quale suscitava la più viva
+antipatia. Le autorità governative vedevano inganni e finzioni in tutti
+e dappertutto; perciò quando in Palermo si presentò all'esame di leva un
+certo Cappello non si prestò fede al suo reale sordo-mutismo e lo si
+voleva costringere a parlare applicandogli i bottoni di fuoco sulle
+carni. Il suo corpo fu reso una vasta piaga e quando finalmente fu
+mandato via venne fotografato ignudo ad iniziativa di parecchi--tra i
+quali era l'avv. Morvillo--che vollero stigmatizzare i metodi
+_civilizzatori_ del governo italiano.
+
+Per arrestare i numerosi renitenti della leva il governo organizzò delle
+colonne volanti che percorrevano le campagne. Le gesta militaresche di
+quell'epoca susciterebbero anche ora, a tanta distanza, la indignazione
+dei più calmi; e molte ne compì la colonna comandata da un rinnegato,
+dall'ungherese colonnello Eberhardt, che venne la prima volta in Sicilia
+con Garibaldi e che fu tra i suoi fucilatori ad Aspromonte. Un tenente
+Dupuy, Savojardo, comandando una colonna nel territorio delle Petralie
+si presentò di notte coi suoi uomini in una casina i cui abitatori
+temendo dei briganti non vollero aprire. Allora il prode militare la
+circondò di fascine, vi appiccò fuoco e fece morire soffocati i
+disgraziati, che legittimamente resistettero ai suoi ordini. Con modi
+uguali i Francesi _civilizzarono_ quelli della Kabilia!
+
+[30] A proposito delle _decime_ suscitando l'ilarità della Camera
+l'oratore osservò: «Nella provincia di Girgenti, a cui si attribuiscono
+tanti reati, le terre sono in gran parte soggette ancora alle decime e
+in virtù di queste decime vi sono dei canonici, dei semplici canonici i
+quali percepiscono dei redditi da 10 a 12 mila lire; e sapete voi da che
+questi ecclesiastici fanno scaturire i loro titoli di possesso?
+
+«Da un passo di Cicerone il quale dice nelle Verrine: _Omnis ager
+siculus decumanus est!_ Perchè adunque per l'addietro queste terre
+pagavano le decime a Roma, i canonici si credono eredi dei Cesari e si
+costituiscono proprietari di quelle prestazioni.» Or bene chi lo
+crederebbe? La quistione delle decime, che è grave anche in altri punti
+della Sicilia, nell'anno 1894 non è ancora risoluta e invano si sforza
+l'on. Gallo per farla risolvere equamente!»
+
+[31] L'on. Cordova ricordò che in un Comune delle provincie meridionali
+la locale Congregazione di Carità impiegò le rendite di cinque opere pie
+destinate a messe, processioni ecc. nella fondazione di ospedali, ecc.
+In Sicilia non ostante la vantata legge Crispi sulle opere pie
+moltissimi comuni hanno molte messe e molte processioni e mancano di
+ospedali, e di ricoveri, di asili, ecc. In tale disgraziata condizione
+si trova Castrogiovanni, ad esempio. Ivi Municipio e Congregazione di
+carità sono di accordo per la fondazione di un ospedale invertendo le
+rendite di alcune opere pie, che servono a pochi individui; ma indarno
+lottano da alcuni anni, perchè la pedante e farisaica burocrazia la dà
+vinta agli interessi di pochi contro gli interessi di tutti e contro
+l'umanità. La burocrazia ha stabilito questo circolo vizioso
+_edificante_: non si può elevare ad ente morale l'ospedale perchè non
+ha rendite; non si possono assegnare all'ospedale le rendite delle opere
+pie perchè non è elevato ad ente morale!
+
+Ciò mentre governa Crispi.....
+
+[32] Nelle discussioni sulla Sicilia del 1863 e del 1875 i suoi deputati
+di _sinistra_ parlarono come parlò tutta la _estrema sinistra_ nel 1894.
+Ma la verità sulle condizioni dell'isola sino al 1866 risulta alla
+evidenza, quando il giudizio di un ex ministro di destra, il Cordova,
+collima perfettamente con quello di un ex ministro di _sinistra_, il
+Taiani.
+
+[33] Ho consultato su questo periodo le discussioni parlamentari, la
+requisitoria del procuratore generale presso la Corte di Palermo
+(Taiani) contro il questore Albanese e Compagni (10 ottobre 1871) nonchè
+diversi opuscoli, compresi alcuni in difesa dell'Albanese.
+
+[34] Lo Biundo comandante di questa eccellente guardia nazionale disse
+un giorno al pretore Barraco:
+
+_Pretore, quando sentite che si tira qualche schioppettata non dovete
+allarmarvi, chè ciò avviene pel pubblico servizio!...._
+
+[35] In quanto a scioglimenti di Consigli voglio citare, fra tante
+centinaia a mia disposizione, un casetto tipico: il municipio di Riesi
+venuto in mano dei _radicali_ colle elezioni generali del 1889 fu sempre
+inviso ai Prefetti di Caltanissetta (uno dei quali mi confessò che il
+municipio gli era inviso solo perchè in mano di _radicali_) che
+mandarono ispettori, che nulla mai trovarono d'irregolare. Il ministro
+Giolitti finalmente sciolse arbitrariamente il consiglio. Si vuol sapere
+chi vi mandò come Regio Commissario? Un ricco signore della stessa
+città, ch'era uno dei capi del partito avverso ai _radicali_!
+
+In quanto al pretesto dello scioglimento fu presto trovato: s'imbastì
+contro il sindaco un processo per un reato comune. Il sindaco ad evitare
+lo scioglimento si dimise; ma non giovò. Raggiunto l'intento il processo
+sfumò per _inesistenza di reato_.
+
+In quanto ai capricciosi mutamenti delle autorità governative per
+compiacenza verso i deputati o per interessi elettorali del governo
+ricorderò la provincia di Caltanissetta dove c'è stata una vera ridda di
+Prefetti: dal 1886 in poi ce ne sono stati una decina tra titolari e
+reggenti. Molti vi sono mandati in _esperimento_, come se quella
+provincia si potesse prestare a farla da _corpus vile_.
+
+Non riferisco le osservazioni del Comandini nel _Corriere della Sera_ e
+del _Giornale di Sicilia_ che erano riportate nella 1ª edizione, perchè
+gl'inconvenienti deplorati oramai sono ammessi da tutti: anche da coloro
+che ne sono gli autori!
+
+[36] Nella prima edizione riprodussi varî brani delle corrispondenze del
+Rossi, che nonostante le inesattezze e le esagerazioni, rimangono tra le
+più belle e le più veritiere. Non le riproduco in questa 2ª Ed. perchè i
+lettori, che volessero conoscere i _Fasci_ in azione, devono leggerle
+tutte nel volume pubblicato or ora del Max Kantorowix: _L'agitazione in
+Sicilia_ di A. Rossi. Milano 1894. Presso Remo Sandron L. 1,50.
+
+[37] È evidente che qui _lo scrittore s'inganna_.
+
+
+
+
+XIV.
+
+FACILI PRESAGI
+
+
+Ciò che doveva avvenire in Sicilia un giorno o l'altro era facile
+prevederlo a chi ne conosceva le condizioni, a chi viveva in mezzo al
+proletariato, a chi specialmente non giudicava dagli orpelli e dagli
+artifici delle grandi città, ma dalla vita che si vive nei piccoli
+centri, nelle campagne, nelle miniere. Chi poteva prevedere aveva il
+dovere di avvertire; e molti, come si è visto, tra gli studiosi di cose
+sociali, tra gli uomini politici e tra i magistrati, ottemperarono a
+tale dovere.
+
+ [GLI AVVERTIMENTI DI DUE GENERALI]
+
+Sin dal 1863 il Cordova nel citato discorso a proposito della
+trascuranza criminosa del governo nelle quistioni demaniali, narrò
+questo episodio che vale a spiegare Caltavuturo: «Due onorevoli persone
+venute in Torino per sollecitare uno di questi affari, non avendo
+trovato quelle facilità con cui (bisogna rendere questa giustizia
+all'amministrazione napoletana) erano accolti in questo genere i reclami
+delle popolazioni, queste due onorevoli persone scoraggiate,
+presentatesi a me mi dissero: e adunque, signore, bisogna aspettare
+l'_altra_? L'altra, diss'io, che cosa è?» Risposero: «_L'altra
+rivoluzione!_»
+
+E Cordova che non conosceva _Fasci e sobillatori_, nel 1863 soggiunse:
+«Signori, quando le popolazioni non si trovano soddisfatte di un ordine
+di cose, resta sempre un germe di movimenti, che possono produrre gravi
+pericoli!»
+
+Uno storico eminente ed uomo politico a un tempo, il generale Marselli,
+risguardando l'insieme delle condizioni del continente meridionale e
+dell'isola, formulò il presagio in questi termini precisi: «se la
+sordida noncuranza di certi proprietari lascerà in pari tempo aumentarsi
+_l'odio già condensato e feroce_ dei contadini, _trattati come bestie_,
+non è improbabile che un furioso uragano si scateni dalla bassa Italia
+sul resto della penisola e che l'insurrezione delle classi inferiori,
+_schiave dell'avarizia e della prepotenza baronale_, ritrovi un più
+astuto Masaniello od uno Spartaco più fortunato.»
+
+Qui l'avvertimento per quanto tassativo è generico. Per la Sicilia in
+ispecie, e in vista dei possibili eventi che poscia si verificarono, si
+affermò ripetutamente--senza che _chi_ doveva abbia smentito--che
+l'illustre generale Corsi, comandante il 12º corpo di armata, abbia
+mandato un preciso e allarmante rapporto al governo nello scorso anno
+sulle condizioni dell'isola denunziando gli imminenti pericoli[38].
+
+ [LA RELAZIONE DI F. CRISPI]
+
+Certo è che l'on. Crispi, nella relazione al Re, la quale precede il
+decreto sullo stato di assedio, volge la grave accusa al suo
+predecessore on. Giolitti, di avere saputo dalle competenti autorità dei
+gravi avvenimenti che si preparavano in Sicilia e di non aver
+provveduto. Dell'accusa l'ex Presidente del Consiglio non si giustificò
+mai e lasciò passare tutta la lunga discussione parlamentare sulle cose
+di Sicilia in un mutismo inesplicabile.
+
+Chi scrive, come siciliano, come pubblicista e come deputato, aveva più
+che altri il dovere di avvertire che dolorosi avvenimenti si preparavano
+nel suo paese natio; ed a tale dovere non venne meno.[39]
+
+Nel 1892 nell'_Isola_ (N. 144) avvertii genericamente la gravità delle
+condizioni dei municipii e le possibili dolorose conseguenze, come si
+può rilevare da questo brano: «I governanti e i politicanti italiani
+preoccupati sinora quasi esclusivamente delle Finanze dello Stato hanno
+troppo trascurato la misera condizione economica delle amministrazioni
+comunali e provinciali; dimentichi che il dissesto dei comuni e delle
+provincie e il carico tributario imposto dai corpi locali gravita
+maggiormente sui contribuenti, _perchè più direttamente e palpabilmente
+sentito; perchè rappresenta la goccia che fa traboccare il liquido dal
+vaso_!
+
+«Che sia così, se altro non ci fosse, lo proverebbe il fatto,
+che le _maggiori odiosità le raccolgono i municipî_, che meno
+dovrebbero raccoglierne, poichè le spese e le tasse, che fan capo ad
+essi, alla fine, mirano alla soddisfazione dei bisogni locali più
+urgenti e sono sorgente di benefizî incalcolabili. Gl'incendi dei
+registri, delle case comunali pur troppo sono frequenti in Italia; e i
+casi dolorosissimi--per citare i più noti--di Calatabiano e di San Luri
+sono il prodotto del malcontento profondo e generale contro i municipî.»
+
+ [IL PERICOLO DI RIBELLIONI IN SICILIA]
+
+Fui più preciso, quasi matematico, il giorno 30 Gennaio 1893 nello
+svolgimento della interpellanza sull'eccidio di Caltavuturo. Allora un
+doloroso presagio di ciò che fatalmente si maturava mi fece esclamare:
+«Io non so se la Sicilia potrà ripresentare il fenomeno di una _guerra
+servile_; so però che _l'odio dei contadini_ contro i cosidetti
+_galantuomini_ è vivissimo; dovunque esiste il latifondo quest'odio è
+profondo. In Sicilia il _pericolo delle ribellioni agrarie è permanente_
+e, se non provvederemo, dovremo assistere a qualche risveglio veramente
+doloroso!» (_Atti parlamentari._ Tornata del 30 Gennajo 1893 p. 992).
+
+Non basta. In giugno dello stesso anno mi pervennero notizie
+allarmantissime e quando tutti coloro, che dovevano conoscere la
+situazione tacevano, io--spintovi anche da due cari amici
+socialisti--scrissi una lettera al direttore della _Tribuna_, ch'era un
+vero grido di allarme e che venne reso più significante dai commenti
+dell'on. A. Luzzatto. In quella lettera, tra le altre, scrissi queste
+parole che gli ultimi fatti hanno sinistramente illustrato:
+
+ [UN ALTRO GRIDO DI ALLARME]
+
+«In Sicilia i segni precursori di qualche esplosione di carattere
+sociale non sono rari. Vi sono scioperi di contadini e di zolfatari; vi
+sono sommosse, vi sono lamenti generali e proteste contro uno stato di
+cose, che si giudica intollerabile; vi sono reati caratteristici e
+simili a quelli agrarî d'Irlanda; vi è, infine, un sordo rumore, che si
+leva, da per tutto rinforzato dalla voce irata o lamentevole dei
+fanciulli e delle donne, che fa mestamente pensare quanti hanno orecchie
+per sentirlo e cuore per comprenderlo. E in verità alle cause, per così
+dire naturali e molteplici del disagio--che tanto più si avverte in
+quanto che segue ad un periodo a rapido svolgimento di prosperità--si
+aggiunge la soma insopportabile dei balzelli governativi, provinciali e
+comunali.»
+
+È bene notare, che i due socialisti, che mi consigliarono a dire una
+parola di calma ai lavoratori e a dare un avvertimento al governo,
+messosi sulla via della più dissennata provocazione, furono l'avvocato
+Gaetano Rao di Canicattì--arrestato appena venne proclamato lo stato di
+assedio come promotore di disordini, rilasciato dopo alcuni mesi di
+prigionia, poscia ricercato di nuovo ed ora latitante--e Garibaldi
+Bosco. E non è inutile aggiungere che l'onor. De Felice quando conobbe
+il contenuto di quella lettera, voleva firmarla, associandosi a me.
+
+Ebbene: dopo tanti avvertimenti precisi sulle cause di probabili
+dolorosi avvenimenti, e sulla possibilità di vederli svolgere a breve
+scadenza, che cosa fece il governo? Nulla.
+
+Quali opportuni e savi provvedimenti preventivi escogitò?
+
+ [IL GOVERNO PROVVEDE...]
+
+Questo solo: l'invio della flotta dinanzi a Palermo, che mai aveva dato
+segni di volere tumultuare. L'on. Giolitti poi non fu superato, che
+dall'on. Crispi, il quale come provvedimento curativo non seppe proporre
+ed attuare che lo Stato di assedio.
+
+La significazione e la gravità degli avvertimenti non furono tenute in
+conto a tempo debito, onde accadde quello che è a tutti noto e di cui
+dovrò continuare ad occuparmi.
+
+Questi stessi avvenimenti di Sicilia costituiscono pel resto d'Italia un
+ammonimento grande, e su di essi così scrive un onesto ed avveduto
+senatore del regno:
+
+«Il grido venuto sul continente da qualche luogo della Sicilia, se grido
+del popolo che insorge contro le ingiustizie, io l'amo, come scrive il
+Burcke, perchè segnale d'incendio, che ci salva dalle fiamme, ed io
+voglio per l'immensa maggioranza, ravvisarlo tale; ed in questo caso
+sarà da dire della Sicilia, che dopo di essere stato un primo fattore
+della _unità della Patria_ ne abbia col grido di allarme forse
+scongiurato lo sfasciamento.»[40]
+
+Andrà dispersa al vento anche questa savia parola ammonitrice?....
+
+
+NOTE:
+
+[38] Nel libro _Sicilia_ scrisse:
+
+«Ma i Prefetti, e più specialmente quelli di Palermo, Girgenti, Catania,
+continuavano a chiamare l'attenzione del Governo su quel minaccioso e
+sempre crescente sconvolgimento delle plebi campagnuole; _e lo stesso è
+da credere che facesse dal canto suo il Comandante generale militare
+dell'Isola_.»
+
+[39] Non per vanità, ma in risposta a chi in difesa dell'on. Giolitti
+stoltamente mi accusò di non avere parlato in tempo; e per la parte
+modesta presa da me negli ultimi avvenimenti; e per giustificare la
+severità dei miei giudizî contro il governo, ho creduto mio diritto e
+mio dovere d'insistere su ciò che ho detto intorno alle cose di Sicilia.
+
+[40] C. Faraldo, senatore, già prefetto: _Alcuni riflessi_ ecc., Torino
+1894 p. 17.
+
+
+
+
+XV.
+
+PROVOCAZIONE E PREPARAZIONE AI TUMULTI
+
+
+La storia ed una lunga serie di avvenimenti avevano creato in Sicilia la
+situazione scabrosa, che mi sono sforzato di descrivere senza passione e
+senza partito preso, affidandomi sempre all'autorità altrui non
+sospetta, nei punti dove facilmente avrei potuto vedere e giudicare male
+per ragioni di parte. Il rapido peggioramento economico, il malcontento
+generale per cause complesse e il moto dei _Fasci_,--che da queste cause
+aveva ricevuto impulso e che alla sua volta lo dava alle masse--fecero
+arrivare le cose al momento critico, in cui gli uomini avrebbero dovuto
+mostrarsi pari alle circostanze.
+
+Caltavuturo avrebbe dovuto agire come un vero segnale di allarme di un
+osservatorio sociale, più utilmente e tanto sicuramente quanto un
+osservatorio che avverta una città dell'imminente pericolo della
+inondazione. Il succedersi delle agitazioni e delle dimostrazioni, che
+dopo Caltavuturo, divenivano più frequenti, più unanimi e più imponenti,
+con un prodigioso _crescendo_, avrebbe dovuto scuotere gl'inerti,
+risvegliare i dormienti: era il tempo di agire e pel governo e per le
+classi dirigenti.
+
+ [LE VIE DA SEGUIRE]
+
+Due vie, due metodi, si presentavano all'uno e alle altre; ed al governo
+maggiormente correva l'obbligo di scegliere la via da battere, il metodo
+da seguire nella soluzione del poderoso problema, perchè sua era la
+responsabilità immediata e diretta di ciò che si andava maturando.
+
+Il governo poteva mostrarsi energico, e ricorrere alla prevenzione nel
+senso strettamente poliziesco e che confina o si confonde sempre colla
+reazione; poteva, invece, mostrarsi forte nel fare rispettare le leggi,
+ma rispettando esso stesso tutte le pubbliche libertà; affidandosi in
+pari tempo all'alta prevenzione sociale; mostrando almeno! la decisa
+intenzione di affidarvisi. Questa specie di dilemma, sebbene nella forma
+non così strettamente antinomico, lo pose pure il generale Corsi, che al
+governo lasciava la scelta tra queste due soluzioni: «o decretare senza
+indugio lo scioglimento dei _Fasci_, come società pericolose per
+l'ordine pubblico; oppure, se ciò non pareva legale o conveniente, per
+motivi d'alta o bassa politica, infrenarli, segnar bene l'orbita al loro
+moto, i limiti entro cui potevano dibattersi, procurare, se possibile,
+di mettervi le mani dentro, farsene istrumento ed arme, cattivarsi la
+plebe, prendendo a sostenerne la causa. Un campo immenso tra quei due
+estremi.» (_Sicilia_ p. 335).
+
+La scelta tra i due metodi non poteva esser dubbia per quanti vogliono
+che dalla storia si traggano ammaestramenti; e dalla storia si sa, che
+un secolo di reazione e di violenza non ha risolto il problema
+irlandese; ma colla forza però, come lo ha mostrato l'on. Crispi, si
+può ottenere il ristabilimento dell'ordine materiale lasciando immutato
+il problema stesso, allontanandone la soluzione, e perciò stesso
+aggravandolo.
+
+ [IL MINISTERO GIOLITTI]
+
+Or bene, pare impossibile, ma è pur vero che il ministero dell'on.
+Giolitti--col quale nacque o si accentuò il moto dei _Fasci_ e si fece
+strada il sentimento di riscossa delle classi agricole--«o non seppe o
+non volle veder chiaro nel buio, insomma non vide o non curò; e il
+Parlamento, nonostante che la Sicilia vi fosse rappresentata alla
+stregua delle altre parti d'Italia, il Parlamento credette bene di
+occuparsi d'altro.» (_Corsi_)
+
+L'inazione era pericolosa e dannosa; ma il governo dell'on. Giolitti
+seppe scegliere un metodo peggiore della inazione; e senza saper essere
+energicamente reazionario, senza mostrarsi socialmente provvido, seppe
+soltanto assicurare all'opera sua tutti i danni che venivano dalla
+reazione, ma con una fiacchezza che incoraggiava tutti ad osare e con
+tanto poco rispetto delle leggi e delle pubbliche libertà, con tanta
+fiducia in una polizia inetta, arrogante e guidata da criteri borbonici,
+che riuscì a provocare, ad eccitare, a stimolare le masse, a cementare
+così organismi fiacchi, che abbandonati a loro stessi, si sarebbero
+squagliati, disciolti, colla stessa rapidità colla quale erano venuti
+su.
+
+ [CIÒ CHE INSEGNA LA STORIA DEI SODALIZII]
+
+Chiarisco questo giudizio. La storia dei sodalizî operai di tutti i
+paesi insegna che ad essi sono necessarie la solidarietà tra i soci e la
+perseveranza nel perseguire i fini propostisi, illuminate entrambe se
+non interamente derivate, da una certa coltura. Mancando l'una
+prevalgono le utilità individuali immediate, promosse spesso da coloro
+che sono interessati a farle penetrare come un cuneo nella compagine
+delle minacciose associazioni; mancando l'altra ai primi passi dati con
+entusiasmo segue lo scoraggiamento e la sfiducia per la mancanza di
+sensibili risultati immediati. Perciò alla iscrizione a migliaia dei
+soci e alle prime numerosissime riunioni succede il fenomeno non bello
+dei morosi, che si rifiutano a pagare le quote di contributo, lasciando
+grandi quadri sulla carta senza un reale corrispondente numero di soci
+attivi.
+
+In Sicilia nelle masse mancavano lo spirito di solidarietà--scarso in
+tutta Italia per ragioni storiche, bene svolte in parecchie
+pubblicazioni dall'ex-deputato Cagnola--la perseveranza e la coltura,
+anche rudimentale che l'una e l'altra sostiene e svolge.[41]
+
+Dato questo ambiente tra i lavoratori era prevedibile a breve scadenza
+la morte per anemia dei _Fasci_; e i prodromi in quelli delle città
+erano evidenti ed incalzanti. Invece mantenevansi sani e vigorosi
+quelli delle campagne, non solo per virtù dei promotori (e specialmente
+di Barbato e di Verro), ma perchè i loro primi sforzi quasi dappertutto
+erano stati coronati dal successo: agli scioperi e ad una specie di
+_boicotaggio_ verso i proprietarî delle terre erano seguiti
+miglioramenti nei salarî e nei contratti agrari.
+
+L'opera dell'on. Giolitti contribuì sopratutto a mantenere uniti i
+_Fasci_, perchè li sovraeccitò, e il sovraeccitamento, aiutato anche da
+un certo sentimento regionale, che rendeva antipatico chi ha tutti i
+difetti del forte Piemonte, senza possederne i pregi numerosi, fece le
+veci della solidarietà e della perseveranza; ma era evidente che se
+questo eccitamento anormale, la cui azione rassomigliava a
+quell'improvviso vigore e senso di benessere che viene da una iniezione
+di etere o di caffeina, fosse venuto a cessare, quelli sarebbero morti
+di marasmo e se fosse continuato e si fosse inasprito sarebbe stata
+possibile una violenta levata di scudi.
+
+ [RIVOLTA O DISSOLUZIONE]
+
+Conscio di questi due pericoli, a Messina prima, in una visita al
+_Fascio_--dove ebbi consenzienti Petrina e Noè--e poscia a Marsala in un
+pubblico discorso col plauso consenziente dei convenuti e di molti che
+sono stati poscia condannati iniquamente come promotori di disordini
+(tra i quali il Montalto) avvertii i pericoli, che minacciavano il moto
+dei _Fasci_, il quale paragonai ad un pendolo che, oscillando corresse
+pericolo di infrangersi, ad un estremo, in uno scoglio su cui stesse
+scritto: _rivolta_ e all'altro, in un altro su cui stesse scritto:
+_dissoluzione_, e caldamente raccomandai a coloro che guidavano il
+moto di sapere scongiurare tali due opposti pericoli. E nel senso su
+esposto dissi che l'on. Giolitti erasi reso benemerito colla sua azione
+delle nascenti associazioni dei lavoratori; la qual cosa a un suo
+paladino--l'on. Nasi--parve un paradosso o una contraddizione mia,
+perchè già avevo accusato il Giolitti quale loro persecutore e
+provocatore.
+
+ [CALTAVUTURO]
+
+Dopo Caltavuturo sarebbe stato sapienza vera di governo provvedere ai
+bisogni delle classi agricole siciliane; dopo il mese di giugno e più
+ancora dopo il mese di settembre, quando nell'aria si sentiva qualche
+cosa di minaccioso, la più elementare prudenza imponeva con urgenza
+l'adozione di opportuni provvedimenti. Che cosa fece l'on. Giolitti? Si
+abbandonò con vece alterna ad una mussulmana inazione e alla
+provocazione; e nell'una e nell'altra si sentiva sempre «che per natura,
+per abitudine e per necessità derivanti dal parlamentarismo, il governo
+propendeva per l'una più che per l'altra delle due potenze in lotta, per
+quella cioè che ha maggior peso in Parlamento ch'è quella dei
+_galantuomini_.» (_Corsi._)
+
+La stessa propensione, anzi più accentuata, ha sinora mostrato l'on.
+Crispi.
+
+La provocazione, denunziata ripetutamente, ha bisogno di essere
+dimostrata: l'accusa è grave e la dimostrazione è facile.
+
+Non rifarò la cronaca dettagliata della provocazione come si trova nella
+prima edizione di questo libro: riassumerò i suoi fasti di un anno e mi
+fermerò su pochi fatti che ebbero particolare importanza e suscitarono
+maggiore rumore eccitando gli animi degli uni, destando la paura, la
+diffidenza e l'ardente desiderio della rivincita in altri.
+
+Diamo una data certa allo inizio della provocazione, sebbene si potrebbe
+risalire più in alto: cominciamo il triste periodo dalla strage di
+Caltavuturo.
+
+A Caltavuturo, piccolo paese agricolo della provincia di Palermo, la
+miseria era ed è grande. Vi sono nel paese beni patrimoniali del Comune
+ed un demanio comunale, che gli amministratori danno in affitto.
+
+Il popolo pensava e diceva che in questi affitti avvengono disoneste
+partigianerie; pensava e diceva che gli amministratori della cosa
+pubblica e i maggiorenti usurpavano impunemente le terre del popolo;
+onde non men grande della miseria era il malumore contro
+l'amministrazione comunale e i maggiorenti.
+
+Ci furono inchieste e processi e se le accuse risultarono esagerate, non
+furono però dimostrate infondate. Ne convenne l'on. Giolitti rispondendo
+il 30 gennaio alla mia interpellanza.
+
+ [IL DELITTO DEI POPOLANI!]
+
+Il popolo esasperato decise di rendersi da sè quella giustizia invano
+chiesta e da tempo attesa, e il 20 Gennaio va nelle terre demaniali,
+come a festa, per prenderne possesso e zapparle. E zappano la terra,
+senza sapere se potranno seminarla e molto meno se potranno raccogliere
+il prodotto dopo averla bagnata coi propri sudori, e tornano sereni e
+contenti al paese colla intenzione di andare a zappare altra tenuta del
+Comune all'estremo opposto; ma giunti nella piazza vicino al Municipio
+trovano la via sbarrata da soldati, carabinieri e guardie campestri: in
+tutto una ventina di uomini di fronte ad oltre mille contadini armati di
+zappe. Non intimazioni, non squilli di tromba, nulla che possa dar
+parvenza di legalità alla condotta della forza pubblica, la quale,
+chiamata a fare le vendette degli usurpatori, minacciati dal popolo che
+voleva rivendicare i propri diritti,--i diritti della collettività--fece
+una scarica micidiale lasciando sul terreno contadini morti e feriti,
+mentre non _un solo_ tra gl'iniqui aggressori venne ferito o contuso;
+ed erano 20 gli aggressori contro 1000 aggrediti! Ciò stia a prova delle
+intenzioni dei poveri contadini...
+
+L'on. Giolitti, Ministro dell'interno e Presidente del Consiglio, da me
+e da altri interpellato, riconobbe la gravità del fatto del 20 Gennaio;
+promise che i colpevoli sarebbero stati puniti, disse che un processo
+era stato iniziato, che giustizia sarebbe stata fatta!
+
+ [IL GOVERNO COMPLICE DEGLI USURPATORI]
+
+Giammai ministro dinanzi ad un Parlamento pronunziò tante menzogne e con
+tanto cinismo. Se ne giudichi: Non fu sottoposto a processo, nè
+destituito chi ordinò il fuoco senza alcun bisogno; chi l'ordinò senza
+farlo precedere dagli squilli di tromba; non fu iniziato processo contro
+chi vilmente tirò un colpo di revolver al contadino Moscarella, che, già
+ferito! erasi rannicchiato dietro una porta; non si processarono gli
+usurpatori del demanio comunale. No! Si arrestarono e si processarono,
+invece, alcuni disgraziati lavoratori della terra, che ebbero la fortuna
+di sfuggire al massacro. E meno male che furono assolti.
+
+A Caltavuturo non c'era _Fascio_, ma una semplice cooperativa di consumo
+invisa ai galantuomini perchè utile ai contadini: nè c'era mai stata
+l'ombra della propaganda socialista. Sorse il _Fascio_ all'indomani
+della strage come reazione contro il governo e contro i suoi complici
+locali.
+
+L'anno 1893 cominciò colla strage di Caltavuturo--auspicii
+tristissimi!--e la eco di tanta iniquità si ripercosse in tutte le valli
+della Sicilia, destando il risentimento e il desiderio della vendetta
+tra gli oppressi contadini. Il sangue versato forse feconderà la terra
+meglio che non l'abbia fecondato sinora il sudore dei suoi lavoratori!
+
+Pareva che non potesse darsi maggiore provocazione di questa da parte
+del governo italiano contro le popolazioni dell'isola; e tuttavia
+Caltavuturo non fu che il principio di una serie di provocazioni, ora
+piccole, ora grandi; ora sanguinose, ora incruente; le quali
+continuarono con un crescendo spaventevole.
+
+A Caltavuturo dopo breve tempo segue Serradifalco, dove la causa dei
+fatti dolorosi è diversa, ma riesce ugualmente a mettere in evidenza il
+disprezzo delle leggi nel governo e nelle classi dirigenti. I
+popolani--come sempre--ci vanno di mezzo.
+
+ [SERRADIFALCO]
+
+In _Marzo_--giorno 6--ha luogo la votazione di ballottaggio a
+Serradifalco, preceduta da brogli, da pressioni, da vergogne inaudite da
+parte dei funzionarii del governo, che volevano imporre, e riuscirono ad
+imporre, un candidato prediletto all'on. Giolitti, il Riolo. Il popolo
+protesta contro le sfacciate adulterazioni della volontà elettorale e
+chiede che venga rispettata la legge. Grande reato in verità! I
+rappresentanti della legge puniscono questi curiosi delinquenti
+ferendoli o uccidendoli. E gli uccisori rimangono in libertà, ad
+assicurare una elezione che disonora la Giunta che la convalidò, mentre
+i popolani vengono arrestati e processati in numero di ventitrè. Meno
+male che il Tribunale di Caltanissetta dopo tre mesi fece una parziale
+giustizia rimandandone assolti una ventina. Lo stesso Tribunale, con
+altre sentenze, che ricordo a suo onore, bollò per quello che erano
+alcuni delegati di Pubblica Sicurezza per abusi relativi alla stessa
+elezione commessi in altre sezioni del collegio. Serradifalco rimase ad
+ammonire in Sicilia gl'ingenui i quali credono ancora che nelle elezioni
+possa passare liberamente e onestamente la volontà del paese.
+
+ [CATENANUOVA]
+
+A Catenanuova la miseria è più spaventevole che altrove nella provincia
+di Catania: gli abitanti sono quasi tutti proletarî agricoli, che si
+dibattono tra le strette del latifondo privato (del principe di
+Satriano) e del latifondo pubblico (l'ex feudo Buzzone di proprietà del
+demanio). La fame sinistra si fa sentire ed i poveri contadini si
+riuniscono in _Fascio_ colla fiducia di ottenere qualche cosa colle vie
+legali. Rispettosi della proprietà privata nulla chiedono al Principe di
+Satriano; qualchecosa, cui credono di avere diritto, domandano al
+governo e per mezzo dell'on. De Felice e mio, esprimono l'onesto
+desiderio di vedere censito a piccoli lotti l'ex feudo Buzzone. De
+Felice ed io ci rivolgiamo ripetutamente all'on. Rosano e al ministro di
+agricoltura e commercio, che promettono di _studiare_ la proposta.
+Trasmettiamo la poco incoraggiante risposta, ma che non cancella le
+speranze, e nell'attesa i lavoratori credono lecito di commemorare G.
+Garibaldi. La forza se ne immischia e spara e ferisce, arresta e
+maltratta i popolani.
+
+ [ALCAMO--CASALE FLORESTA]
+
+Ad Alcamo in agosto la popolazione protesta con una pacifica
+dimostrazione contro i dazî comunali. C'era un _Fascio_, ma diretto da
+persona intelligente--il farmacista Fazio. Il _Fascio_ prevede che su di
+esso, malvisto com'era dalle autorità, si sarebbe riversata la
+responsabilità di quanto poteva avvenire; protesta anticipatamente con
+una pubblica dichiarazione, che alla dimostrazione non avrebbe
+partecipato. E non vi partecipa; ma non per questo l'esito è meno
+tragico, perchè interviene la forza, spara ed ammazza.
+
+Ad Alcamo, come a Catenanuova, come a Serradifalco, come a Caltavuturo
+chi spara ferisce ed uccide non viene punito. Quale maggiore
+provocazione? Potevasi più efficacemente agire per togliere ogni fiducia
+nel governo e nei suoi rappresentanti?
+
+A Casale Floresta (prov. di Messina) non c'è _Fascio_; ma le condizioni
+generali sono orribili; non c'è medico, non farmacista, non levatrice,
+non mezzi di viabilità. Pure da quattro anni si paga il focatico perchè
+si sopperisca a tanti bisogni e non si riesce che a costruire una strada
+interna nel quartiere dei _galantuomini_ e a pagare L. 500 all'anno ad
+un medico di un vicino paese, che dovrebbe visitare il paese due volte
+la settimana, e che adempie al suo dovere assai più raramente. Il 22
+ottobre, a causa di nuove tasse comunali, i contadini si ribellano
+chiedendo la revisione dei conti passati e lo sgravio di una nuova
+tassa. Disarmano alcuni dei carabinieri sopraggiunti e li costringono a
+rinchiudersi nella caserma perchè il loro furore non ha limiti dopo il
+ferimento--forse accidentale--di un popolano. Nominano sul campo un
+nuovo sindaco. L'indomani arrivano soldati e si fanno oltre trenta
+arresti, seguiti da relativo processo e da lunga detenzione dei poveri
+contadini.
+
+ [MILOCCA]
+
+Milocca e Racalmuto nella cronaca della provocazione occupano un posto
+assai importante per l'indole dei fatti che vi si svolsero, in parte
+alla mia presenza, e pel suggello che ebbero dalla magistratura:
+suggello che elimina il sospetto di partigiana ed interessata
+esagerazione. A Milocca, a Sutera, ad Acquaviva, a Campofranco, zona
+esclusivamente agricola della provincia di Caltanissetta, i contadini si
+erano riuniti in _Fasci_. Le autorità e i maggiorenti fecero di tutto
+per farli sciogliere: più volte ne violarono il domicilio, ne
+minacciarono i membri, ne arrestarono i capi coi pretesti più futili; li
+processarono e nei processi furon assolti o per inesistenza di reato o
+per mancanza di prove.
+
+I contadini tennero duro, specialmente a Milocca dove colla loro unione
+costrinsero quasi tutti i proprietarî a concedere più equi contratti
+agrarî. I proprietarî toccati nell'interesse se la legarono al dito e si
+proposero di riprendere con mezzi scellerati ciò ch'erano stati
+costretti a concedere colle vie legali--coll'applicazione più schietta
+della famosa libertà del contratto.
+
+Un brutto giorno dell'ottobre si va a denunziare al brigadiere dei
+carabinieri un curioso reato: un mucchio di concime, il cui valore non
+arrivava alle L. 20, di proprietà di un certo Cipolla, era stato sparso
+nelle sue stesse terre. Si premetta che il Cipolla era stato tra i pochi
+proprietarî di terre a Milocca--viveva altrove--che non era venuto a
+patti coi contadini del _Fascio_; chi poteva, dunque, commettere quel
+grave reato per vendicarsi del proprietario renitente?
+
+Il _Fascio_! In forza di questa strana logica le autorità procedono
+all'arresto del Cannella, Presidente e di tutto il Consiglio direttivo
+del sodalizio e li sottomettono a processo per associazione a
+delinquere... E si parla misteriosamente di liste di proscrizione
+rinvenute presso i socî del _Fascio_, di pugnali, di formule terribili
+di giuramento, di preparate spartizioni di terre....
+
+ [UN'INSURREZIONE FEMMINILE]
+
+Le donne di quell'ameno villaggio, le quali non sono meno gagliarde
+degli uomini, indignate di quella che a loro sembrava infame prepotenza,
+insorgono in numero di 500, assaltano la caserma dei carabinieri, ne
+sfondano le porte e liberano i cinque arrestati della vigilia. Non un
+solo uomo si unì alle donne; e di fronte a questo esercito infuriato, ma
+inerme, i carabinieri non ebbero cuore di far fuoco e perciò non si
+deplorarono morti o feriti. Delle intenzioni delle donne, che non si
+seppero rassegnare a vedere arrestati ingiustamente i mariti e i figli
+se ne ha la prova in questa circostanza: ebbre di gioia per la
+liberazione dei prigionieri, s'impadronirono delle armi dei carabinieri,
+non per adoperarle, ma per condurle in trionfo; e in trionfo condussero
+sulle loro braccia, baciandolo in volto, un carabiniere che si era
+mostrato più umano e pietoso verso di loro.
+
+Quando il De Rosa, degno strumento di qualsiasi governo ferocemente
+reazionario, seppe in Caltanissetta della terribile rivolta femminile,
+mandò sul luogo truppa, carabinieri, delegati e giudici. Si sparge in un
+baleno la notizia della imminente repressione: gli uomini a cavallo e
+armati di fucili prendono il largo decisi a vendere cara la loro
+libertà. Le autorità arrestano a casaccio sette uomini e trentadue
+donne, che traducono ammanettate--alcune gestanti, altre coi loro bimbi
+lattanti sulle braccia!--nelle carceri di Mussomeli.
+
+ [OPERA PACIFICATRICE]
+
+Il Cannella, Presidente del _Fascio_, intelligente ed energico quanto
+mai, vide tutta la desolazione dello abbandono delle case e tutto il
+pericolo di tanti uomini armati e risoluti, che avevano preso la
+campagna e conscio com'era della loro innocenza li consigliò a ridursi
+nel villaggio. Non fu ascoltato, perchè gli altri contadini volevano la
+promessa di qualcuno il quale avesse potuto difenderli all'occorrenza,
+che non sarebbero stati arrestati rientrando pacificamente nelle
+rispettive abitazioni. Pensarono che quella persona potevo essere io
+onde il Cannella accompagnato da altri tre venne in Castrogiovanni ad
+invitarmi perchè andassi a Milocca. Accettai e insieme al sig. E.
+Fontanazza, al signor Castiglione e al sig. Garofalo, Presidenti dei
+_Fasci_ di Castrogiovanni, di Grotte e di Siculiana, riuscii ad indurre
+i contadini, che a schiere si presentarono a me lungo la via da Grotte
+al villaggio, a rientrare nelle loro case e persuasi anche i liberati
+del giorno innanzi a costituirsi alle carceri. L'opera mia e dei miei
+amici e del Presidente del _Fascio_ di Milocca fu da veri uomini di
+ordine, che mostravano fede nella magistratura; e ad onor del vero devo
+confessare, che in questa occasione essa meritò la fiducia.
+
+ [BRUTALITÀ CAPRICCIOSA DI DUE CARABINIERI]
+
+Eravamo al 1º Novembre, giorno dei _Morti_, che si rispetta dai
+contadini e dagli zolfatari coll'astensione dal lavoro e ripartimmo nel
+meriggio da Milocca per Grotte per riprendere il treno, che doveva
+restituirci alle nostre case. I contadini di Milocca in massa, con
+l'avv. Vella presidente del _Fascio_ di Racalmuto, ci accompagnano sino
+a mezza strada; dove per fare più presto ed arrivare in tempo a non
+mancare il treno si mutò itinerario ed invece che a Grotte
+c'indirizzammo a Racalmuto. Qualcuno per iscorciatoie scabrose, ci
+precorse ed avvisò la cittadinanza del nostro imminente arrivo; una
+imponente dimostrazione fu improvvisata che ci venne incontro preceduta
+del rosso gonfalone e dalla fanfara del _Fascio_, e, percorso
+tranquillamente il paese per lungo e per largo, ci accompagnò alla
+stazione. Non un grido sovversivo fu emesso, non il menomo disordine fu
+deplorato, come poscia unanimemente deposero innanzi al Tribunale di
+Girgenti gl'impiegati ferroviarî e parecchi altri cittadini nè
+_radicali_ nè socialisti; eppure nel momento in cui arriva il treno e ci
+scambiavamo affettuose strette di mano, senza intimazione, senza avvisi,
+senza il benchè menomo pretesto, un carabiniere ed un maresciallo si
+scagliano all'improvviso sul portabandiera e gli strappano il gonfalone.
+Il popolo sbalordito e indeciso per un istante, reagisce, riprende lo
+stendardo ch'è fatto in mille pezzi, mentre i carabinieri impugnano le
+rivoltelle e sono trattenuti dal tirare da molte braccia di nerboruti
+lavoratori.
+
+Il maresciallo mira su di me replicatamente e mi costringe a gettarmi
+nella mischia per legittima difesa e per contribuire a disarmare quei
+due forsennati. Riusciamo nell'intento e si restituiscono le rivoltelle
+al carabiniere e al maresciallo entro la stanza del capo stazione dopo
+avere ottenuto promessa formale che non le avrebbero più adoperate;
+raccomando calorosamente ai lavoratori di sciogliersi e di evitare ogni
+possibile pretesto a nuovi abusi della forza, e ripartiamo.
+
+Perchè si comprenda quanta sia stata la capricciosa brutalità dei due
+carabinieri che mostrarono un coraggio grandissimo, malamente speso,
+devo aggiungere che il gonfalone rosso non solo era stato portato
+liberamente per le strade in quella occasione e in cento altre in tutta
+la provincia, ma che poche ore dopo un'altra dimostrazione ci venne
+incontro a Canicattì, preceduta dal gonfalone rosso del _Fascio_ alla
+presenza dei carabinieri e del delegato di pubblica sicurezza, senza che
+le autorità avessero fatto la benchè menoma osservazione.
+
+ [OTTANTA VITTIME D'UNA PROVOCAZIONE]
+
+Ciò che avvenne in Racalmuto la notte successiva--proprio durante la
+notte!--per opera del delegato--che si era vilmente ecclissato durante
+il tafferuglio--e dei carabinieri, ricorda i fasti peggiori della
+polizia austriaca e borbonica. Ma non è mio intendimento narrarli quali
+elementi comprovanti la provocazione; questa in tutta la sua brutalità
+risulta dal seguente dato: per un mucchio di concime non rubato, ma
+sparso nelle terre del padrone si arrestano cinque cittadini sotto
+l'accusa di _associazione a delinquere_; questo arresto determina la
+sollevazione delle donne di Milocca seguita dall'arresto di altri 39
+individui, tra i quali 32 donne, coi loro bambini; e quest'altro fatto
+alla sua volta genera il tafferuglio di Racalmuto che dette luogo ad
+un'altra quarantina di arresti. Si vuol sapere ciò che c'era di vero nel
+reato primitivo, che costò la prigione da quattro ad otto mesi ad
+_ottanta_ cittadini del regno? Il tribunale di Caltanissetta--che va
+lodato per parecchie oneste sentenze emesse anche durante lo stato di
+assedio, tra le quali quella cui mi riferisco qui--mandò assolti i
+_malfattori_ perchè il Pubblico ministero all'udienza e in seguito alle
+risultanze del processo orale ritirò l'accusa per _inesistenza di
+reato_. E lo stesso brigadiere dei carabinieri confessò che lo
+spargimento del concime fu denunziato dai proprietarî, senza che fosse
+avvenuto, nello intendimento di nuocere ai capi del _Fascio_ e di
+sbarazzarsene facendoli arrestare! Non si ha ragione, dunque, di
+esclamare che questa prodezza degli agenti del Prefetto De Rosa
+costituisce la più enorme e imprudente provocazione?
+
+Io che a Milocca mi ero informato della verità con una rapida inchiesta,
+interrogando il delegato del sindaco di Sutera--cui è aggregato
+Milocca--il brigadiere dei carabinieri e il luogotenente che comandava
+il distaccamento di fanteria, indignato scrissi e telegrafai in quella
+occasione alla _Tribuna_, che l'on. Giolitti in Sicilia faceva più male
+della banda maurina.
+
+ [QUARANTOTTO VITTIME D'UNA CALUNNIOSA DENUNZIA]
+
+A Gibellina pigliando pretesto da una pacifica dimostrazione, il
+delegato entrò violentemente nella società agricola, e ne scacciò i
+soci, arrestandone alcuni; furono strappate violentemente le bandiere e
+furono sparati diversi colpi in aria dai carabinieri. L'intromissione di
+alcuni influenti cittadini del luogo e dell'avv. Scaminaci di Santa
+Margherita evitò scene di sangue, che, date le provocazioni e le
+violenze della forza pubblica, sembravano imminenti; il delegato ebbe
+salva la vita per uno stratagemma dello Scaminaci, il quale--sempre in
+punizione dell'opera pacificatrice--dopo qualche giorno, allo arrivo
+della forza, venne arrestato, ammanettato, tradotto nelle carceri di
+Trapani, processato e condannato. Si noti: oltre lo Scaminaci, ben
+_quarantotto_ persone furono arrestate e processate dietro una
+calunniosa denunzia del funzionante da Sindaco; ma vennero tutte
+assolte dal Tribunale e la condotta del denunziatore venne severamente
+stigmatizzata dal Regio Procuratore. A Gibellina non c'era _Fascio dei
+Lavoratori_: ma si costituì subito come reazione contro la condotta
+dell'autorità di pubblica sicurezza e vi s'inscrissero tutti gli uomini
+validi. Ivi erano vivissime le gare amministrative. I fatti di novembre
+lasciarono una profonda agitazione ch'ebbe più tardi un sanguinoso
+epilogo.
+
+ [LO STATUTO MUTATO IN TRANELLO]
+
+Le provocazioni e i fatti analoghi furono a centinaia ed ebbero sempre
+risultati identici. Dal gennaio 1893 al gennajo 1894 le dimostrazioni
+pacifiche, gli scioperi legali si seguono e si ripetono in ogni angolo
+dell'isola e si alternano e provocano violenze e abusi della polizia; e
+non di rado queste violenze e questi abusi precedono e provocano le
+dimostrazioni, che in molti punti si ripetono e si alternano con quelle
+provocate dall'esorbitare dei dazî comunali. L'esercizio dei diritti
+consentiti dallo Statuto parve tramutato in un tranello teso alla buona
+fede dei cittadini che finiva sempre colla violazione di tutte le leggi
+da parte delle autorità. Gli arbitrî e le violenze sono di ogni genere e
+vengono perpetrati nei momenti acuti e in quelli di calma col proposito
+deliberato di scompaginare e dissolvere quelle forze popolari che per la
+prima volta si erano seriamente organizzate in Sicilia, col fine di
+conseguire il proprio miglioramento economico.
+
+ [LE VIOLENZE DELLA POLIZIA]
+
+E la polizia strappa le bandiere, abbatte porte e finestre per violare
+il domicilio dei _Fasci_ e dei singoli soci, li arresta, li processa, li
+ammonisce, li manda a domicilio coatto. Questa stessa polizia--forte
+delle sue pessime tradizioni, della impunità ed anche degli
+incoraggiamenti dei poteri superiori--sin dal primo accenno al moto
+sociale dei _Fasci_ mostrò aperta la intenzione di avversarlo in tutti i
+modi. Esplicazione generale di questa intenzione furono innumerevoli ed
+arbitrarie perquisizioni domiciliari, inviti altrettanto arbitrarî a
+cittadini egregi di portarsi in questura o negli uffici della pubblica
+sicurezza per sentire consigli non richiesti e intemerate villane;
+contravvenzioni continuate, legali forse, perchè la reazionaria legge di
+pubblica sicurezza somministra il pretesto per renderle sempre angariche
+ed odiose; ritiri capricciosi di licenze di minuta vendita; partigiane
+denegazioni del permesso di portare armi, anche a chi per proprio
+ufficio non può farne a meno; richieste insistenti e tentativi per avere
+gli elenchi dei soci dei _Fasci_, per intraprendere il minuto lavorio di
+disgregamento mercè le lusinghe, le promesse, le minacce, tra le quali
+quella efficacissima e terribile dell'ammonizione.[42]
+
+ [I RISULTATI]
+
+I risultati di questi procedimenti sono dappertutto uguali e di doppio
+ordine: da un lato la gagliarda fibra isolana, reagisce, come sempre, e
+rende simpatici i _Fasci_ anche a coloro che primitivamente li
+avversavano, li fa moltiplicare e consolidare; dall'altro le notizie di
+tante prodezze poliziesche si sparge dappertutto e distrugge l'ultimo
+avanzo di fiducia che si aveva nelle autorità, infondendo in tutti la
+convinzione che era vano sperare giustizia da coloro ch'erano preposti a
+renderla[43].
+
+E quando la magistratura rendeva i suoi verdetti questi non servivano
+che a rinforzare l'abborrimento contro il governo, le cui male arti
+erano state bollate dalle autorità competenti. Furono infatti numerose
+le assoluzioni in particolare presso i tribunali penali di
+Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani, di Palermo ecc., nei tanti
+processi capricciosamente promossi dalla polizia (Milocca, Acquaviva,
+Gibellina, Siculiana, Piana dei Greci ecc. ecc.), tanto che il Generale
+Corsi malinconicamente osserva:
+
+«Col Codice penale alla mano (?), le autorità politiche facevano
+arrestare gl'istigatori allo sciopero o i colpevoli delle violenze che
+avvenivano; ma in base allo stesso Codice ed a criterî, come dicono, o
+ragioni di giustizia od altre, che non istarò ad esaminare, i Tribunali
+ne mandavano la maggior parte colla piena assoluzione o colla
+dichiarazione del _non farsi luogo a procedere_. E questi se ne
+tornavano al loro paese a ridere in faccia a chi si era preso l'incomodo
+di arrestarli.» (Sicilia, p. 334).
+
+Chiunque conosce un po' da vicino la nostra magistratura sa che se una
+colpa grave le si può rimproverare è la soverchia deferenza, se non
+voglia chiamarsi abbietto servilismo, verso le autorità politiche; se
+essa assolveva, adunque, è segno certo che il diritto era palesamente
+dal lato dei cittadini e che non era possibile salvare i rappresentanti
+del governo dal biasimo, che su loro ricadeva da quelle sentenze
+assolutorie.
+
+ [DUREZZA DELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+L'opera nefasta del governo centrale e dei suoi rappresentanti locali
+venne compiuta ed aggravata dalle _classi dirigenti_. «I
+possidenti--dice il generale Corsi--stettero duri al loro interesse e lo
+vollero intatto nella loro pienezza, come lo intendono loro, cioè col
+maggiore possibile profitto per essi, conservando ciò che è, respingendo
+le novazioni... I possidenti e gli affittatori avevano visto avvicinarsi
+la procella, ne avevano presentito gli effetti. In quelle situazioni in
+cui si trovavano per consuetudine antica di fronte ai lavoratori, più
+che sorpresi o stupiti, n'erano stati impauriti o irritati...» Un
+accordo avrebbe potuto e dovuto tentarsi; «ma le difficoltà da una parte
+e dall'altra avevano troppo profonde radici: lo stacco era troppo grande
+e durava da tempi immemorabili; e da un lato vi era odio, dall'altro
+paura. I signori dunque credettero del loro interesse e della loro
+dignità di non dipartirsi dallo antico costume, divenuto connaturale in
+loro: stettero fermi o si ritrassero o fecero appena un piccolo passo
+avanti secondo i luoghi, secondo gli umori, e, direttamente o per mezzo
+dei loro accoliti, accesero la stampa, assediarono i Prefetti, gridando
+minacciato gravissimamente l'ordine pubblico, peggiorate enormemente le
+condizioni della pubblica sicurezza, dando per flagrante tutto il male
+possibile, e chiedendo, come l'affamato il pane, carabinieri e soldati.
+A conto fatto, non sarebbe bastato tutto l'esercito italiano--nel
+periodo della forza minima--per rassicurarli tutti. Molti municipî erano
+a capo di questa che dobbiamo dire _reazione_, quelli, s'intende, nei
+quali prevalevano i proprietarî.» (_Sicilia_, p. 328, 331, 332).
+
+ [L'INTROMISSIONE DEGLI UFFICIALI]
+
+In qualche punto questi accordi desiderati e invocati sono tentati e
+specialmente per opera dei comandanti dei distaccamenti di truppa; e se
+si vuol sapere con quanta sincerità ed onestà erano condotte le
+trattative si può apprenderlo dallo stesso generale Corsi, a cui un
+Comandante fa una lunga narrazione di tali accordi tentati e condotti a
+buon punto in un paese e conchiude così: «La situazione lasciava quindi
+sperare la tranquillità la più assoluta ed il ristabilimento della calma
+negli animi di tutti, quando ieri sera... alle 11 giunge al Vice
+ispettore un espresso da... coll'ingiunzione di procedere all'arresto di
+cinque fra i capi del Fascio, compreso il Presidente.» (p. 340).
+
+ [LA POLIZIA MUTA LE TRATTATIVE IN INGANNO]
+
+Non continuo nella riproduzione delle relazioni di quel Comandante ch'è
+un osservatore diligente, nè commento il fatto, perchè esso è di una
+eloquenza irresistibile; avverto solo che i fatti consimili sono
+innumerevoli; le trattative quasi sempre non hanno che uno scopo:
+scongiurare una dimostrazione in attesa di rinforzi e arrivati questi si
+procede all'arresto di coloro ai quali si strinse la mano con effusione
+e si promisero concessioni eque, ragionevoli.
+
+Questo non è tutto. È grande la colpa delle classi dirigenti per la loro
+fanatica resistenza alle riforme e alle concessioni, per l'ostinata
+persistenza nell'antica usura, pel disprezzo verso i lavoratori e verso
+le idee nuove, per lo stolto proponimento di farsi arma in certi luoghi
+degli uni e delle altre--che presero a favoreggiare inopinatamente e
+_more Rabagas_--onde sfogarsi contro i nemici ch'erano al potere; e per
+tutto questo non esito a dire che la responsabilità loro non è minore di
+quella del governo.
+
+Esse, in generale--che non mancarono le nobili e lodevoli
+eccezioni--furono fortunate dell'indirizzo preso dal governo; ed
+angariarono, denunziarono, derisero i _Fasci_ e i loro socî. In qualche
+punto si organizzò un vero _boicotaggio_ alla rovescia; non si dette
+lavoro o lo si retribuì di meno, ai soci de' _Fasci_. Fecero di peggio:
+misero in circolazione, specialmente nella provincia di Girgenti, delle
+petizioni al Sensales ed al Presidente della Camera,--redatte in
+termini calunniosi, infami contro i sodalizî e le classi
+popolari,--colle quali s'invocavano leggi eccezionali, repressione
+energica e pronta per ispegnere quello che essi chiamavano il moto
+sovversivo!
+
+ [I LAVORATORI DISPERANO DELLA GIUSTIZIA]
+
+Si può immaginare piuttosto che descrivere la irritazione e il
+risentimento che si destò negli animi dei lavoratori per l'attitudine
+del governo e delle classi dirigenti. I lavoratori intuirono che essi
+erano le vittime designate di una imminente repressione, stata
+annunziata e minacciata tutti i giorni e in tutti i luoghi e che doveva
+essere iniziata col generale scioglimento dei _Fasci_, onde l'odio di
+classe ch'era vivo ingigantì; e ad ingigantirlo contribuivano le notizie
+trasmesse oralmente o per mezzo dei giornali da paese a paese, talora
+false, tal'altra esagerate, inesatte sempre; ed ingigantì sopratutto pel
+fatto non mai abbastanza deplorato che giammai si vide un prepotente ed
+un violatore della legge punito; sicchè negli animi dei popolani si
+ribadì incrollabilmente la credenza, che non si poteva e non si doveva
+sperare giustizia dal governo.
+
+E in questo stato di animi, che costituiva una vera anarchia politica e
+morale, si pervenne al mese di dicembre, quando tutto ciò che si era
+seminato dette i suoi frutti; quando la passione prese il sopravvento;
+quando la paura del peggio, la speranza di miglioramenti, la sicurezza
+di ottenerli mostrando i denti fecero confondere tutti i criteri, fecero
+adoperare i mezzi leciti e quelli illegali. Ma tutto questo avveniva con
+tanta incoscienza, con tanto insensibile passaggio dal giusto
+all'ingiusto, con tanto fatale concatenamento di episodî, di
+provocazioni e di reazioni, che poca colpa vera si può dare alla
+parte popolare anche là dove trascese, a Partinico, a Monreale, a
+Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Valguarnera, ecc. ecc.
+
+ [VALGUARNERA]
+
+E mi fermo alle scene di Valguarnera, perchè furono caratteristiche. Ivi
+non c'era _Fascio_; chi si era adoperato a farlo sorgere aveva dovuto
+rinunziarvi per mancanza assoluta di elementi adatti, per il _lealismo_
+monarchico ed anche conservatore di cui facevano mostra a gara i partiti
+amministrativi in aspro antagonismo tra loro.
+
+Il malessere economico, però, per la crisi zolfifera ed agraria vi era
+profondo e generale; il fermento nel popolo e la indignazione contro le
+autorità raggiunsero le proporzioni più alte per la inettitudine, per la
+imprudenza e per la prepotenza mostrata dal locale delegato di Pubblica
+sicurezza il giorno 4 dicembre nella miniera di Grottacalda, in
+occasione della festa di Santa Barbara organizzata dalla
+amministrazione--composta da persone temperatissime--e alla quale
+avevano preso parte parecchie migliaia di pacifici lavoratori di Piazza
+Armerina, di Castrogiovanni e di Valguarnera.
+
+ [LA SOMMOSSA]
+
+In questo stato di animi e con tali autorità il giorno 25 un zolfataro,
+un certo Di Dio--sopranominato _Cottonaro_--assai malvisto, comincia ad
+arringare il popolo esponendo propositi sovversivi, come li
+qualificarono gli avversari. Il delegato, che non aveva ai suoi ordini
+se non due carabinieri volle arrestare l'improvvisato tribuno in mezzo
+ad una folla di alcune migliaia di persone. Non solo: quando la folla ne
+chiede la liberazione, un carabiniere spara un colpo di rivoltella.
+Allora si scatena il furore dei dimostranti...
+
+ [DENUNZIE E FUGHE]
+
+Il delegato ed il sindaco scappano e si nascondono; i carabinieri si
+chiudono nella caserma e i tumultanti rimangono padroni del campo:
+interrompono le comunicazioni telegrafiche, liberano i detenuti,
+devastano e incendiano la casa del sindaco, la pretura, gli uffizî
+pubblici, saccheggiano diverse case e negozî. I danni prodotti
+sorpassano il milione di lire--ma credo che la cifra sia stata molto
+esagerata. Nei tumulti di Valguarnera si ebbero a deplorare parecchie
+rapine che--sia detto ad onore del popolo--non si ripeterono in nessun
+altro luogo. Spesso anzi ci fu fanatismo nel mostrarsi onesti; e nella
+stessa Valguarnera, quasi a compenso, si ricorda che i tumultanti posero
+in cimento la propria vita per salvare alcuni fanciulli in una casa cui
+avevano appiccato l'incendio. Le rapine si spiegano col fatto che
+passato il primo momento non restarono a spadroneggiare se non una
+trentina di malviventi, che non miravano ad altro se non a rubare. Non
+ci furono morti; e ci fu un solo ferito per un colpo tirato da un
+carabiniere. All'indomani, all'arrivo della forza e del Prefetto si
+fecero circa 300 arresti, tra cui molte donne; la massima parte dei
+liberati dal carcere andarono a costituirsi. Non si riuscì, però, a
+riprendere il Cottonaro, promotore primo dei disordini; solo dopo
+parecchi mesi esso si presentò spontaneamente e si afferma da un altro
+canto, che molti che furono maggiormente responsabili delle rapine e
+degli incendî si assicurarono la impunità facendola da delatori e
+mettendosi ai servigî delle autorità politiche e amministrative,
+denunziando cittadini onestissimi, facendoli arrestare o costringendoli
+a fuggire. E i latitanti, infatti, furono a centinaia.
+
+Valguarnera rappresenta il prodotto di una serie di cause molteplici, di
+una lenta preparazione, e della scintilla data dalla provocazione
+poliziesca.[44]
+
+
+NOTE:
+
+[41] Avvertii sempre e raccomandai con tutte le mie forze e in tutte le
+occasioni la istruzione agli operai. Questi miei sforzi ha riconosciuto
+il generale Corsi (_Sicilia_ p. 298) e gliene sono grato come del
+migliore elogio che poteva farmi.
+
+[42] Conosco aneddoti piccanti su questa richiesta dello elenco dei soci
+dei _Fasci_. Eccone uno: il sotto prefetto di X... voleva ad ogni costo
+quello di un paese del suo circondario. Il presidente del Fascio lo negò
+al delegato di P. S. e questi per non fare cattiva figura presso il
+superiore ne creò uno di sana pianta comprendendovi molti avversari del
+_Fascio_! In quanto ad esattezza d'informazioni su persone sospette il
+colmo del ridicolo e dell'infamia nello stesso tempo si ha avuto dopo
+l'attentato del Lega contro l'on. Crispi. Il ministero ha chiesto alle
+autorità locali la biografia e la fotografia degli anarchici e dei
+socialisti _pericolosi_; e nello elenco di questi individui _pericolosi_
+la maggioranza è rappresentata da persone non solo onestissime, ma che
+non sono nè anarchiche, nè socialiste, nè repubblicane, ma semplicemente
+invise per ragioni personali ai sindaci, ai delegati di pubblica
+sicurezza ed ai prefetti. Gli elenchi della provincia di Caltanisetta,
+compilati dal famigerato Prefetto De Rosa sono un capolavoro d'infamia.
+
+[43] A proposito della resistenza energica opposta sempre alle
+prepotenze governative mi sembrano opportune queste parole pronunziate
+da Cordova nel 1863: «I Siciliani sono avvezzi da lungo tempo a
+considerare il Governo come tenuto a rispettare la legge, ed anche
+quando essi per avventura non la rispettano, pretendono che il governo
+la rispetti. È un'abitudine acquistata dalle loro antiche istituzioni e
+consacrata dal patto del 1812, in cui un articolo esplicito diceva:
+_Ogni cittadino ha il diritto di far resistenza all'autorità pubblica,
+se questa non opera in conseguenza della legge_.» Questo ricordo vale se
+non altro a dimostrare come certe costituzioni consacrassero in Italia
+sul cominciare del secolo principi assai più liberali di quelli
+contenuti nello Statuto del _magnanimo_ Carlo Alberto.»
+
+[44] I luoghi nei quali durante il 1893 avvennero provocazioni,
+dimostrazioni e abusi di ogni sorta sono numerosi. Dai giornali sono
+riuscito a comporre questo elenco ch'è incompleto:
+
+Palermo, Serradifalco, Campobello di Licata, Prizzi, S. Giuseppe Jato,
+Piana di Greci, Floridia, Borgetto, Scicli, Ravanusa, Mazzara del Vallo,
+Catenanuova, Partinico, Bisacquino, Corleone, Sancipirrello, Chiusa
+Sclafani, Sommatino, Villafranca, Termini Imerese, Canicattì, Terranova
+di Sicilia, Santa Croce Camerina, Naro, Grotte, San Cataldo,
+Campofiorito, Mezzomonreale, Campofranco, Pioppo, Palazzo Adriano,
+Lentini, Milocca, Belmonte-Mezzagno, Parco, Acquaviva Platani, Sutera,
+Lercara, Siracusa, Casteltermini, Villafrati, Siculiana, Casale
+Floresta, Montelepre, Cattolica Eraclea, Villarosa, Aragona,
+Caltabellotta, Paceco, Contessa Entellina, Montemaggiore Belsito,
+Alcamo, Valledolmo, S. Ninfa, Castronovo, Bambina, Ciminna, Mezzojuso,
+Cerda, Cefalù, Rosolini, Castelvetrano, Racalmuto, Santa Caterina
+Villarmosa, Balestrate, Trappeto, Caltanissetta, Spaccaforno, Modica,
+Francofonte, Piazza Armerina, Gibellina, Lucca Sicula, Butera, Bivona,
+Burgio, Roccadifalco, Pietragliata, Rocca, Petralia Soprana, Comitini,
+Terrasini, Misilmeri, Ragusa, Partanna, Salemi, Salaparuta, Trapani,
+Camporeale, ecc., ecc.
+
+
+
+
+XVI.
+
+LA REPRESSIONE
+
+
+La serie interminabile delle provocazioni e delle dimostrazioni,
+illuminata qua e là dal sinistro bagliore degli incendî, ebbe i suoi
+episodî sanguinosi che meritano una speciale trattazione. Questi episodî
+rappresentano l'epilogo di una situazione tesa e scabrosa e l'inizio di
+una repressione, che, a dire il vero, fu quasi sempre incosciente e non
+preparata direttamente, ma che scattò improvvisa e spontanea, quale
+risultanza però delle istruzioni generali date, della imprevidenza nello
+eseguirle, dello eccitamento degli animi di tutti, della paura di essere
+sopraffatti negli uni, della coscienza del proprio diritto negli altri.
+
+Sangue, e in che misura! era stato versato a Caltavuturo in principio
+del 1893; sangue si continuò a versare a Serradifalco, a Catenanuova, ad
+Alcamo; ma dopo alcuni mesi di sosta nello svolgersi della triste
+cronaca, nessuno si attendeva che si dovesse ricominciarla e continuarla
+più luttuosa che pel passato!
+
+ [LA CRONACA TRISTE CONTINUA]
+
+Ricomincia a Giardinello. Giardinello è un piccolo paese di 800
+abitanti. Sul conto dell'amministrazione comunale e del sindaco Caruso
+le più contraddittorie notizie corsero. Io sento il dovere di dire che
+persona degna di fede a me assicurò che il Caruso amministrasse
+paternamente; ed egli stesso in una lettera al Direttore della _Tribuna_
+si scagionò con apparenza di verità di molte accuse lanciate contro di
+lui.
+
+D'altra parte persona non sospetta di tenerezze per la causa dei
+lavoratori rivelò allo stesso corrispondente della _Tribuna_ che il
+municipio di Giardinello era una vera e propria _Marcita_,--termine
+lombardo adoperato dall'interlocutore--un feudo del Sindaco. Il
+_Fascio_, presieduto dal sig. Piazza, aveva chiesto da tempo delle
+riduzioni di tasse: sul focatico, sulle vetture, sui dazî di consumo; il
+sindaco aveva promesso di provvedere almeno in parte, ma invece nei
+nuovi ruoli vi fu maggior rigore e minore equità che nei primi.
+
+La stessa lettera del Sindaco, del resto, suggerisce al temperatissimo
+Cavalieri osservazioni che suonano biasimo aperto pei criterî
+amministrativi che si seguono in Sicilia e che vengono addotti a difesa
+propria dal Sindaco di Giardinello (I _Fasci_ ecc., pagine 30 e 31).
+Quali che siano le ragioni dell'una parte e dell'altra, la catastrofe,
+che ne seguì e che commosse l'Italia rimane ingiustificabile ed è
+tuttora inesplicata.
+
+ [I TUMULTI DI GIARDINELLO]
+
+Il giorno 10 dicembre, domenica, all'uscire dalla messa, nella piazza
+della chiesa si formò una dimostrazione al grido: _Abbasso le tasse e il
+Municipio_, quindi alcuni socî del Fascio andarono dal sindaco per
+cercare di comporre la faccenda e lo trovarono dinanzi la porta di casa
+sua; alla richiesta dei dimostranti egli rispose che non _ci avevo
+colpa, che se ne lavava le mani_, _che la colpa era tutta dei
+consiglieri_ e che _potevano fare il diavolo a quattro, lui non si
+sarebbe disturbato per questo_.
+
+E dopo avere così consigliato la calma ed evitato un grave pericolo, il
+sindaco montò le scale che conducevano nel suo studio, e vi rimase
+lungamente. I dimostranti seguitavano a gridare sotto i balconi del
+sindaco, il quale a calmare gli _spiriti bollenti_ applicò loro una cura
+idroterapica buttando molta acqua e fresca su tutte quelle teste
+riscaldate.
+
+L'effetto della cura fu immediato: la folla non si ribella al brutale
+trattamento e corre invece--trascinata certo da qualche mestatore--al
+palazzo municipale, dove, eccitata certo da chi aveva interesse che
+documenti compromettenti fossero distrutti, comincia la devastazione,
+l'incendio; e tutti gli armadi, le sedie, i registri sono posti l'uno su
+l'altro e le fiamme avide, distruggono ogni cosa.
+
+Dopo, i tumultuanti continuarono a percorrere le vie del paese seguendo
+una donna che portava in alto il ritratto del Re e della Regina.
+
+Appena cominciati i primi disordini, un carabiniere partì per Montelepre
+a chiamare dei rinforzi ed è falso che contro costui siano stati tirati
+quattro colpi di fucile andati a vuoto.
+
+Conosciutasi la notizia a Montelepre partivano 5 o 6 carabinieri e 22
+bersaglieri comandati dal sottotenente Cimino, alla volta di Giardinello
+e quivi giunti si disposero a traverso la strada principale tra la casa
+del sindaco e il Municipio.
+
+ [L'ECCIDIO]
+
+La folla impavida, forte forse del talismano che portava, andò incontro
+ai soldati sempre con lo stesso grido: _abbasso le tasse_,...... Il
+sottotenente tenta invano di calmare i dimostranti i quali per
+l'avanzarsi di quelli che stavan dietro minacciavano di rompere il
+cordone della truppa.--Fu allora che il sottotenente esclamò:
+«Allontanatevi o sarò costretto a dare ordine di caricare le armi». I
+più vicini tornarono indietro, il presidente del Fascio alla contadina
+che portava il ritratto del re disse: _Suruzza, jamuninni vasinnò nni
+sparanu_ (sorella, andiamo se no ci sparano). E quando tutto volgeva pel
+bene, una fucilata sinistramente risuonò. Fu questo il segno
+dell'eccidio, sparano i soldati, sparano i carabinieri e le grida
+disperate e i lamenti dei feriti, il pianto di tutti resero lo
+spettacolo selvaggio e commovente. Anche i poveri soldati spaventati
+corsero come forsennati per la campagna.
+
+Allora, seminata la via di feriti, la folla uccide il messo comunale
+che, sogghignando, mostrava il suo compiacimento per tanti caduti.
+
+Chi ordinò il fuoco? donde partì la prima fucilata? Le voci più
+disparate corsero in proposito, ma il mistero non fu svelato. Il
+generale Corsi che solo di questa strage fa cenno--forse perchè il suo
+animo mite rifugge dalle scene di orrore--narra seccamente: «Fu caso, fu
+disgrazia. Una massa di gente di un _pacifico_ paesello, rumoreggiante,
+inebbriata della sua audacia medesima, si serra addosso ad un piccolo
+drappello di soldati, spinta da tergo da chi non vede il pericolo;
+nessuno comanda il fuoco; ma il fuoco scoppia perchè i soldati stanno
+per essere travolti. La stampa ne fa gran rumore in Sicilia, in tutta
+Italia; si scrive che la truppa ha tirato freddamente sopra un popolo
+festante; non si vuole vedervi altro che una strage d'innocenti. Il
+governo n'è spaventato.» (_Sicilia_, p. 322)[45].
+
+I morti furono 11, dei 12 feriti portati all'ospedale di Palermo 9
+furono dichiarati in pericolo di vita. 5 solamente furono colpiti con
+palle a mitraglia e gli altri da palle non tirate da militari, vi furono
+pure uomini feriti da _quadretti e migliarini_.
+
+A Giardinello, precisamente come a Caltavuturo, le autorità non seppero
+trovare un colpevole tra coloro che spararono. Ne trovarono bensì a
+decine tra i poveri contadini che avevano partecipato alla dimostrazione
+e che si ebbero in pena dal Tribunale militare anni ed anni di
+reclusione!
+
+ [LERCARA]
+
+Dopo Giardinello, Lercara. Anche qui c'è miseria grande derivante in
+gran parte dalla crisi zolfifera, anche qui ci sono odî inveterati e
+feroci tra alcune famiglie che si disputano con tutti i mezzi
+l'amministrazione comunale, qualcuna delle quali si afferma che abbia
+soffiato nel fuoco. E il fuoco divampò il 20 Dicembre in una
+dimostrazione coi ritratti del Re e della Regina al grido di: _Abbasso
+le tasse! Abbasso il Sindaco!_ Si viene a colluttazione colla forza e
+rimangono feriti o contusi alcuni uomini della forza, tra i quali il
+delegato di pubblica sicurezza ed un tenente delle truppe. Durante la
+notte e all'indomani arrivano altre truppe.--Il sotto prefetto di
+Termini-Imerese--che arringa il popolo da un balcone durante una nuova
+dimostrazione seguita da incendi dei posti daziari, da devastazioni e da
+saccheggi--è male accolto e costretto a scappare. Avviene un'altra
+colluttazione nella quale vengono uccisi undici cittadini e feriti molti
+altri! Contro i soldati la folla non adoperò che sassi e bastoni.
+
+ [PIETRAPERZIA]
+
+A Pietraperzia il 1º gennajo 1894 si ripetono gli stessi fatti di
+Giardinello e di Lercara; le cause sono le stesse: la miseria e il
+malumore contro il municipio, per le tasse e specialmente pel fuocatico.
+I partiti locali che si combattono da anni con accanimento si
+accordarono soltanto nell'accusare i poveri contadini dei quali si osò
+negare la miseria!
+
+In queste denegazioni fu audacissimo il sindaco Nicoletti, che innanzi
+al Tribunale militare affermò inesistenti le tasse odiose nel suo paese,
+e l'amministrazione esemplare, e provvida per i bisogni di tutti.
+«Sì!--gli rispose con amara ironia un difensore, il capitano
+Schioppo--tasse non ve ne sono, perchè il fuocatico e il dazio sulla
+farina non pesano sul popolo; e l'amministrazione comunale è tale
+modello, che a Pietraperzia si può credere, che si sia avverato il
+famoso motto di Enrico IV!»
+
+Ivi, come dappertutto, i lavoratori si riuniscono e cominciano a
+gridare: _Viva il Re! abbasso il Sindaco! abbasso le tasse!_
+
+Si dice che il Delegato di P. S. e il maresciallo dei carabinieri
+abbiano invitato la folla a sciogliersi e che siano state fatte le
+regolari intimazioni, ma che la folla invece di sciogliersi abbia tirato
+delle fucilate contro i soldati, i quali per legittima difesa risposero
+facendo fuoco.
+
+Da tutte le mie informazioni, però, mi risultano infondate o alterate
+tali asserzioni; se i contadini avessero fatto fuoco, tra i soldati ci
+sarebbe stato qualche morto.
+
+ [GLI ECCESSI DOPO LA STRAGE]
+
+Invece otto contadini rimasero uccisi e quindici gravemente feriti.
+Compiuta la strage, i soldati si rinchiusero nella Chiesa di Santa Maria
+e il popolo esasperato si dette agli incendi e alla devastazione del
+Casino dei Galantuomini, del municipio e di altri uffizî pubblici.
+Questi eccessi della folla, è bene rilevarlo, seguirono e non
+precedettero la strage.
+
+Il Consiglio, nella massima parte inviso, si dimise. Non mancarono i
+soliti numerosi arresti. Si afferma che a Pietraperzia il _Fascio_, di
+recente formazione e composto di analfabeti, abbia preso parte attiva ai
+tumulti; ma la verità non si può sapere facilmente perchè non si potè
+sinora sentire che una sola campana, quella dei più ricchi proprietari.
+Non ha sonato ancora quella dei lavoratori. Il terrore regnò per
+parecchio tempo a Pietraperzia e non fu possibile avere esatte notizie.
+
+Settantatre disgraziati furono trascinati al Tribunale militare di
+Caltanissetta e di essi soli 20 furono assolti; gli altri furono
+condannati a pene che variano dai 3 ai 21 anni di reclusione. La
+sentenza fece dolorosissima impressione e fu notato che un colonnello
+dell'esercito dava pietosamente parole di conforto alle desolate
+famiglie dei condannati.
+
+ [GIBELLINA]
+
+Il giorno 2 gennaio è la volta dell'eccidio di Gibellina. Ha qualche
+cosa di specialmente lugubre; e di esso si avvalsero gli uomini del
+governo per denigrare il popolo, che in un momento di furore cieco
+uccise il pretore Casapinta. Ma perchè? quando?
+
+Narriamo. Gibellina conta circa 10,000 abitanti ed è dedita
+esclusivamente all'agricoltura. Si afferma da molti che vera miseria non
+vi sia e che vi siano numerosi i piccoli proprietarî--di quella
+categoria però, che l'on. Damiani paragonò ai proletarî perchè la
+proprietà di una catapecchia o di un campicello non basta a sfamare.
+Certo è che la emigrazione vi si accrebbe notevolmente negli ultimi
+anni; e questo è indizio sicuro di malessere economico. È certo del pari
+che le tasse comunali, specialmente quella sugli animali e il focatico,
+vi erano pesanti ed invise e che era grande il risentimento contro le
+autorità politiche--rappresentate dal delegato di P. S.--per i fatti del
+4 novembre narrati avanti. Vi sono i soliti partiti locali, i cui
+caporioni si odiano reciprocamente; quello al potere, protetto dalla
+Prefettura di Trapani, qualificato addirittura tirannico, si dice abbia
+considerato la cassa comunale come lo sfamatoio della propria famiglia e
+dei propri adepti. Gli oppositori, ricchissimi, si vuole che abbiano
+soffiato nel fuoco; regalarono una bandiera al _Fascio_--essi che in
+fondo sono conservatori--e si rimproverò loro--stranissimo
+rimprovero!--che dessero agli operai un salario più elevato degli altri.
+
+Questo l'ambiente dove si svolsero i fatti del 2 gennaio.
+
+Da parecchi giorni si buccinava che si doveva fare una dimostrazione
+contro il municipio: corsero trattative di conciliazione tra i partiti;
+si cercò dare soddisfazione alla opinione pubblica dal sindaco,
+accettando alcune delle proposte messe avanti dal _Fascio_, il cui
+presidente sig. Palermo si cooperò sempre per mantenere la calma e
+l'ordine; a quasi tutte le trattative presero parte attiva il capitano
+Macchi del 37º fanteria, e il pretore Casapinta e la loro fu azione
+lodevole. Ma ciò che chiedevasi con maggiore insistenza erano le
+dimissioni del sindaco e del consiglio; cosa che non potevasi ottenere,
+come disse il capitano, perchè il sindaco di dimissioni non voleva
+assolutamente saperne!
+
+ [L'ECCIDIO]
+
+Nel giorno dell'eccidio il municipio era occupato militarmente e il
+capitano trovavasi nella sala del Consiglio, mentre la folla
+appressavasi gridando come sempre: _Abbasso il Sindaco! abbasso le
+tasse! abbasso il consiglio comunale!_ Erano circa tre mila persone con
+alla testa la bandiera del _Fascio_, che fu issata al balcone della casa
+municipale dov'erano riuniti il Capitano Macchi, il sindaco e molti
+altri che discutevano sui provvedimenti da prendere.
+
+Ad un tratto comincia il fuoco contro la popolazione inerme: quattordici
+caddero morti immediatamente. Non vi furono squilli di tromba e i
+soldati spararono sulla folla a bruciapelo. Il numero dei feriti fu
+grandissimo e non potè esser mai esattamente constatato perchè tutti si
+nascosero, sapendosi che anche i feriti gravi venivano arrestati e
+condotti a Trapani: ad un certo Tramonte fu amputato il braccio nelle
+prigioni di Trapani e gli si negò di poter rimanere a casa guardato a
+vista.
+
+Compiuta la strage i soldati--per ordine del Capitano Macchi, che
+rapidamente discese dalla casa comunale appena sentì le fucilate--si
+ritirarono, e Gibellina rimase in balía del popolo giustamente
+esasperato. Fu allora che venne ucciso a sassate ed a bastonate il
+povero pretore Casapinta, ch'era stimato da tutti e che si era cooperato
+ad impedire la catastrofe; ma ciò avvenne per isbaglio, gli addebitarono
+il comando del fuoco, essendo stato scambiato pel delegato di Pubblica
+Sicurezza, Vincenzo Trani, che alle antiche aveva aggiunto nuove ragioni
+di odio contro di sè.
+
+Costui fu generosamente ricoverato da un farmacista, e si salvò,
+fuggendo travestito, dall'ira di quel popolo il quale contro di lui
+sarebbe forse stato implacabile.
+
+Per alcuni giorni Gibellina rimase assolutamente senza forza e senza
+autorità; eppure non vennero molestati coloro, che erano considerati
+come i veri promotori dell'eccidio!
+
+ [LA RESPONSABILITÀ]
+
+A Gibellina si sa almeno su chi fare ricadere la colpa immediata della
+catastrofe. Il capitano Macchi allontanò da sè la responsabilità
+dell'accaduto; e non gliene spetta, poichè è voce generale da nessuno
+sinora smentita, che il fuoco venne ordinato del delegato di P. S.
+affacciatosi dal balcone del Municipio. Il luogotenente che in piazza
+trovavasi alla testa dei 35 soldati credendo che l'ordine fosse partito
+del capitano comandò il fuoco. Per colmo di odiosità le guardie
+campestri, ligie al sindaco, nascoste in un campanile vicino--ciò che
+farebbe supporre una certa premeditazione--tirarono ripetutamente sulla
+folla.
+
+Quando le autorità governative ripresero possesso del disgraziato paese
+dove regnava lo squallore, si fecero arresti in massa e si vuole che la
+maggior parte degli arresti avvenissero nelle file dell'opposizione e su
+di una lista compilata dal partito che stava al potere.
+
+Dopo tali disgraziati avvenimenti, l'odio e la diffidenza dei contadini
+contro _li cappedda_ si sono accresciuti in modo terribile; tanto che
+essi sfuggirono come un leproso un inviato da un comitato di Palermo,
+che v'era andato a fare un'inchiesta per poter distribuire dei soccorsi
+alle vittime.
+
+ [BELMONTE-MEZZAGNO--MARINEO]
+
+I tumulti di Belmonte-Mezzagno vanno ricordati perchè con un colpo di
+rivoltella vi venne ferito un soldato, che poco dopo morì, lo Sculli. A
+questa povera vittima furono fatte solenni onoranze; ma furono
+consacrati all'infamia i contadini uccisi dai soldati.
+
+Peggio ancora avvenne all'indomani del funesto principio del 1894, a
+Marineo.
+
+Anche lì avvengono le solite dimostrazioni con leggere colluttazioni con
+la forza, in una delle quali c'è un solo ferito di baionetta; ma il
+giorno 3 si ripetono le dimostrazioni e poi che la folla rifiuta di
+sciogliersi, dopo le intimazioni di legge ed una scarica in aria, la
+truppa fa fuoco e vengono uccise otto persone sul colpo e dieci muoiono
+poco dopo per le ferite ricevute. Il numero dei feriti non si può
+precisare, perchè i più si nascosero: ma dev'essere stato considerevole
+se proporzionato al numero dei morti.
+
+Il giorno 4 viene proclamato in Sicilia lo stato di assedio: il generale
+Morra di Lavriano e della Montà assume formalmente i poteri di Regio
+Commissario straordinario del Re, ch'esercitava di fatto sin dal suo
+arrivo in Sicilia. Nel manifesto con cui il Regio Commissario
+straordinario annunziò l'avvenimento, in ultimo era detto che ai
+contravventori sarebbero stati applicati gli articoli dal 246 al 251 del
+Codice penale militare. Perchè si possa giudicare della opportunità
+dell'applicazione è bene si sappia che tali articoli considerano i casi
+in cui... il territorio del regno è invaso da _truppe nemiche_!
+
+ [L'ULTIMO MASSACRO]
+
+All'indomani della proclamazione dello stato di assedio si chiude la
+serie dei massacri con quello di Santa Caterina Villarmosa.
+
+Ivi, tra i due partiti municipali da gran tempo non c'era buon sangue;
+la miseria tra i contadini,--il paese è essenzialmente agricolo--era
+grande; un Fascio vi si era costituito, nel quale per dissidi tra coloro
+che lo dirigevano, al momento della catastrofe nessuno esercitava una
+influenza, perchè erano dimissionari da parecchi giorni il segretario e
+il vice-presidente, ed era assente da tempo il presidente; il _Fascio_
+rappresentava un vero corpo senza capo. E la catastrofe avvenne
+terribile e inattesa, come m'assicurarono il sindaco e il capo del
+partito contrario.
+
+ [SANTA CATERINA VILLARMOSA]
+
+Il giorno cinque è certo che ancora non era stata annunziata ai
+cittadini di Santa Caterina Villarmosa la proclamazione dello stato di
+assedio; nè c'è da meravigliarsene perchè poche ore si può dire ch'erano
+trascorse dalla comunicazione. Fu lo stesso Comando dei Carabinieri, che
+dichiarò che _nessuno_ aveva visto il manifesto; ciò risultò anche dal
+processo svoltosi innanzi al Tribunale militare di Caltanissetta. Se
+fosse stata annunziata e spiegata bene ai poveri contadini la misura,
+probabilmente essi avrebbero tenuto diverso contegno. Ma quantunque essi
+tutto ignorassero non si creda che abbiano trasceso, come in tanti altri
+punti. Tutt'altro. Il giorno 5, infatti, non si trattò che di questo:
+una folla enorme percorreva il paese--con una bandiera sormontata dai
+ritratti del Re, della Regina e da un crocefisso,--gridando: _viva il
+Re! abbasso le tasse!_ Non ci furono incendi, non ci furono devastazioni
+nè in uffici pubblici, nè in case e magazzini privati; non si assaltò il
+municipio e molto meno si potevano assaltare i casotti del dazio--come
+annunziarono telegrammi uffiziali con impudente menzogna--i quali non
+esistevano! Le autorità che avevano avuto sentore della dimostrazione
+avevano chiesto ed ottenuto rinforzi da Caltanissetta, otto soldati ed
+un tenente dei carabinieri, che uniti ai quattro carabinieri ch'erano di
+stazione formarono un totale di _tredici_ uomini!
+
+Il tenente dei carabinieri, Colleoni, pensò che l'autorità doveva
+rimanere alla forza e fece mostra di tutte le sue attitudini strategiche
+impostando i suoi dodici uomini nella strada che fronteggiava la grande
+piazza Garibaldi, d'onde dovevano passare i pacifici dimostranti. Quando
+questi pervennero nella piazza e vi si pigiarono in modo da non potersi
+muovere, il tenente dei carabinieri intimò alla folla di sciogliersi e
+fece suonare i tre squilli. Fra il secondo e il terzo, un maestro di
+scuola, il Capra, esortò il popolo a sciogliersi; ma il popolo credendo
+di non violare alcuna legge protestando contro i balzelli, e incorato
+con particolarità da alcune donne ardite, non si mosse se non dopo che
+il terreno fu seminato di morti e di feriti in seguito alle _ripetute_
+scariche ordinate dal tenente dei carabinieri. Quando la piazza venne
+sgombrata, per molte ore rimasero abbandonati al suolo gli _undici_
+morti e i più gravemente feriti--donne, uomini, vecchi e bambini--in
+mezzo alle pozze di sangue!
+
+ [MENZOGNE SPUDORATE]
+
+E adesso poche altre osservazioni. Come i telegrammi ufficiali mentirono
+nel dare i particolari della dimostrazione cui attribuirono atti non
+commessi, così evidentemente mentirono nel dare alcune notizie che
+volevano lasciar comprendere esservi stata da parte del popolo prima
+l'aggressione e poi la resistenza, fosse anche una larva. Si parlò
+di un colpo di rivoltella tirata contro il maresciallo dei carabinieri,
+ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se partì, quantunque a
+_bruciapelo_,... non ferì; si parlò di una coltellata contro un soldato,
+ma _fortunatamente_ la lama non arrivò alle carni; si parlò di sassi
+scagliati contro la truppa, ma _fortunatamente_ non un soldato venne
+colpito!...
+
+Troppa fortuna davvero!
+
+E poi, la rivoltella non fu trovata; i carabinieri sequestrarono solo
+un'accetta... senza padrone.
+
+Cose queste, che furono anche constatate dai corrispondenti della
+_Tribuna_ e del _Resto del Carlino_, andati sul luogo.
+
+La narrazione fatta dal tenente Colleoni innanzi al Tribunale militare
+esclude tutte le calunniose notizie _ufficiali_ divulgate sul contegno
+dei poveri contadini di Santa Caterina. Egli, a domanda del Presidente
+Colonnello Orsini rispose: «avere ordinato il fuoco perchè aveva
+acquistato il concetto preciso dell'aggressione che voleva fare la folla
+dalle parole di un certo Manzoni e dalle armi _intraviste_ sotto i
+vestiti dei dimostranti...»
+
+Non mettiamo in dubbio la vista lincea di quell'ufficiale, ma è giusto
+riferire le parole di fuoco del Manzoni; questi disse al Colleoni: _fate
+ritirare la truppa e la folla colle buone si disperderà_.
+
+Lo stesso Colleoni confessò che prima che la truppa facesse fuoco non ci
+furono _nè pietrate, nè colluttazioni_... Se qualche sasso fosse volato
+dopo le ripetute scariche, quando il suolo era seminato di morti e di
+feriti, chi oserebbe maravigliarsene e condannare?
+
+Ancora: nel processo, come capo temibile della sommossa venne designato
+il contadino La Placa, cui si rivolse la particolare accusa di avere
+strappato la baionetta al Maresciallo dei Carabinieri in una
+colluttazione corpo a corpo. Ebbene il terribile ribelle ricevette due
+ferite alle _spalle_ in quella colluttazione; sicchè riferendosi alla
+topografia di tali ferite e al momento in cui il maresciallo asseriva
+avergliele inferte, il La Placa ingenuamente osservava: _Le braccia
+l'uomo le ha davanti o di dietro?_
+
+ [LA LOGICA DE' CONTADINI]
+
+La folla aveva tante intenzioni ostili--ed era composta da migliaia di
+persone!--che dette tempo al suddetto maresciallo di ricaricare la
+rivoltella per freddare il contadino che a bruciapelo gli aveva tirato
+un colpo di pistola... Oh! con quanto rigore di logica semplice e
+irresistibile a chi parlava di fucilate tirate dal popolo, un contadino
+dalla gabbia esclamò: _signor Presidente, i nostri fucili ammazzano!_ E
+non uno dei _tredici_ soldati fu ammazzato...
+
+ [LA FEROCIA DEL POPOLO]
+
+E della ferocia e delle cattive intenzioni del popolo si ebbe altra
+prova luminosa. Il maresciallo quando non ebbe più cartucce, credette
+bene di ricoverarsi in una casa che vide aperta; ivi una trentina di
+contadini eransi ricoverati per isfuggire al massacro. Lo ebbero in mano
+inerme, trenta contro uno, e non gli torsero un capello e l'accolsero!
+
+A Benedetto Salemi, che all'indomani della strage lo interrogò su questo
+particolare, il maresciallo rispose: _Erano tanto impauriti!_
+
+«Fosse stato anche vero, osservò il Salemi, che una trentina di uomini
+pravi, feroci (come venivano designati) avessero avuto paura di uno
+disarmato..., ma era quella la risposta di un soldato italiano? dire
+vili a degli onesti, che virilmente gli avevano regalato la vita!»
+
+Il Salemi, nel _Siciliano_, de' 9 e 10 gennaio 1894, fece un'esatta e
+commovente descrizione dei casi di Santa Caterina. Dalla quale, mi piace
+di riportare il luogo seguente, dove egli narra la sua visita al
+cimitero.
+
+ [AL CIMITERO]
+
+«Si va al cimitero per una via che sale leggermente ad un colle.
+
+«Nel piccolo campo dei morti, a sinistra, stavano schierate le casse che
+serrano i poveri uccisi. Ce n'era una, grande: una vecchia barella tinta
+di grigio con due larghe fasce di nero che s'incrociavano.
+
+«Il custode, levato una grossa pietra da su il coperchio, lo sollevò.
+
+«Nella vecchia barella avevano messo due cadaveri: uno su l'altro: uno
+con la faccia sotto i piedi dell'altro! Sopra, stava un ragazzo; era
+morto dopo una lunga agonia e aveva gli occhi a pena socchiusi, e sul
+viso profilato ancora un'espressione di angoscia. L'altro era un uomo,
+con un po' di barba sotto il mento. Aveva i grandi occhi neri sbarrati:
+era morto nel vigor della vita, fulminato, e quegli occhi vitrei che dal
+corpo supino guardavano il cielo, pareva invocassero, ancora morti, il
+Cielo: pareva che quello sguardo, con una serenità lunga di eroe,
+dicesse: «O Signore, Signore! vedete....»
+
+«Dopo altre casse, fatte di tavole bianche, ce n'era una, piccola,
+foderata di roba celeste; povera roba ma immacolata.
+
+«Io volli vedere l'innocente piccola vittima che forse non aveva nemmeno
+gridato! e pregai il custode di schiodare la cassa.
+
+«La bambina era grande per i suoi nove anni. Giaceva, con la testina un
+po' volta da un lato e le braccia distese lungo i fianchi. Non aveva
+ancora la rigidità della morte e la sua faccia era rossa, e sulla bocca,
+coperta di bava, colava dal naso una schiuma sanguigna che gorgogliava
+ancora, a intervalli che pareva avessero la regolarità del respiro.
+
+«--Ma è viva!--esclamai.
+
+«Il custode sorrise.
+
+«--Viva?...--e ripose il coperchio.
+
+«Oh era morta davvero, povera bimba ricciuta! Era morta davvero, misera
+madre derelitta, ora! povera madre straziata che nella disperazione
+della sua pena ebbe pure la forza di rivestire il cadavere della sua
+creatura; di chiudere gli occhi alla sua bimba morta; di foderare di
+roba celeste la cassa nella quale dovevano chiudere, per sempre, la
+figlia sua uccisa; nella quale dovevano portarle via, per sempre, la
+figlia sua perduta!»
+
+All'indomani della strage, come dappertutto, la forza arrivò numerosa,
+si procedette a centinaia di arresti, altre centinaia di contadini
+presero il largo e la simpatica cittadina rimase squallida e
+terrorizzata.
+
+Ed ora riassumiamo. Durante il 1893 e i primi giorni del 1894, nei
+tumulti e nelle dimostrazioni di Sicilia cadde--ucciso dal popolo--un
+solo soldato: lo Sculli.
+
+Caddero--uccisi dai soldati:
+
+ tredici popolani a Caltavuturo,
+ due a Serradifalco,
+ uno ad Alcamo,
+ undici a Giardinello,
+ undici a Lercara,
+ otto a Pietraperzia,
+ quattordici a Gibellina,
+ diciotto a Marineo,
+ quattordici a Santa Caterina Villarmosa;
+
+in tutto furono uccisi novantadue liberi cittadini per un solo soldato.
+
+ [EPILOGO TRISTE]
+
+Questo lugubre riassunto dev'essere completato da altri tristi
+episodî. Il governo italiano che non seppe prevenire, che non si dette
+il menomo pensiero di una situazione tragica, dispiegò tutta la sua
+sapienza nel ricompensare i disgraziati--voglio essere benevolo nel
+qualificarli--protagonisti della repressione. Premiò il delegato di
+Pubblica Sicurezza che fece uccidere in Serradifalco due operai che
+invocavano il rispetto della legge elettorale; premiò il delegato di P.
+S. di Racalmuto per la _prudenza_ mostrata nel nascondersi il 1.
+novembre; premiò il delegato di P. S. di Gibellina! per la splendida
+attitudine ai travestimenti rivelata nei sottrarsi ai pericoli creati
+per colpa sua; premiò il tenente Colleoni--e lo lasciò per sei lunghi
+mesi sul luogo delle sue gesta eroiche--per la vista lincea mercè la
+quale _intravide_ le armi sotto i vestiti dei contadini di Santa
+Caterina Villarmosa!
+
+Di fronte a tali e tante ricompense come non esser compresi di
+ammirazione per Matteo Imbriani, che in un momento di santa indignazione
+si sente disonorato dalle medaglie guadagnatesi in battaglia contro gli
+austriaci, e in piena Camera dichiara di volerle buttare in faccia al
+governo italiano?
+
+Egli dovette certo, in quel momento, ricordarsi che Roma negò il trionfo
+a Pompeo, vincitore di Spartaco, perchè i ribelli non erano nemici
+stranieri.
+
+ [QUEL CHE USCÌ DI BOCCA AL GENERALE MORRA]
+
+E tutto quello non basta; il giorno 8 Febbraio il generale Morra di
+Lavriano riunì le truppe di Palermo in Piazza Ucciardone e rivolse loro
+un discorso in cui: rammenta da prima con grande compiacimento alcuni
+degli ultimi tumulti, specialmente Valguarnera, Belmonte e Santa
+Caterina, rilevando che _da per tutto la folla assalì le truppe e sparò
+su di esse, (!?)_ esalta i soldati premiati per gli ultimi avvenimenti e
+ricorda con onore il _valore (!?)_ dimostrato dai soldati a Santa
+Caterina; fa l'apoteosi del povero soldato Sculli ucciso a Marineo e
+glorifica l'opera dei subalterni _mirabilmente guidati dai capi dovunque
+contro di loro si addensava la rivolta_!
+
+ [GLI CHASSEPOTS E I FUCILI VITALI]
+
+Il generale Morra di Lavriano terminò la sua _eloquente, patriottica e
+veritiera_ concione facendo un parallelo tra le vittorie ottenute in
+Sicilia dai soldati italiani e quella, allora recentissima, ottenuta in
+Africa ad Agordat, non senza esprimere il rammarico che essi dovevano
+provare combattendo contro uomini che parlano la stessa loro lingua... E
+dopo il solito volo lirico all'_unità_ ed a _Casa Savoia_, al suono
+della marcia reale, le truppe sfilarono dinanzi al generale ed ai
+premiati, che erano il Tenente Serra del 27º Fanteria, il caporale
+Puttini dello stesso reggimento e il carabiniere Profita.
+
+Non mi permetterò alcun commento sulla opportunità politica del
+parallelo tra le vittorie ottenute in Africa e... in Sicilia; nè sulla
+convenienza di premiare i _valorosi_ che uccidono inermi italiani.
+
+
+NOTE:
+
+[45] L'on. Saporito nella tornata del 27 Febbraio 1894 disse alla Camera
+dei Deputati che il generale Corsi in una sua circolare raccomandava
+alle truppe di non usare mai armi, _contro nessuno e in nessuna
+occasione_. Se questa circolare è vera farebbe fede dell'animo mite
+dell'antico comandante del XII Corpo di armata e dimostrerebbe che gli
+eccidî non furono premeditati.
+
+
+
+
+XVII.
+
+LE RESPONSABILITÀ
+
+
+_a)_
+
+IL CLERO
+
+Esposti gli avvenimenti siciliani dell'anno 1893 e del principio del
+1894 si devono esporre le responsabilità degli attori: del clero--cui si
+volle attribuire un'azione, che non ha esercitato e che è stata diversa
+da quella, che gli venne attribuita--del popolo, e del governo
+principalmente.
+
+Comincio dal clero.
+
+Sin da quando l'attenzione pubblica sul continente si fermò sulle cose
+di Sicilia, prima ancora che si arrivasse al periodo acuto dei mesi di
+dicembre 1893 e gennaio 1894, da una certa stampa con soverchia
+insistenza s'insinuò che il clero soffiava nel fuoco. L'insinuazione era
+abile, perchè mirava a discreditare il movimento ed a renderlo inviso
+alla maggioranza liberale del popolo italiano, che beve grosso e si
+lascia facilmente ingannare da un patriottismo quarantottesco, ogni
+volta che gli si parla del _nemico_ che si annida nel Vaticano. Giovava
+ricorrervi, perchè era riuscita pei moti del 1866 ed era servita come
+comoda arma alla polizia, poco dopo, nell'imbastire i grotteschi
+processi politici ricordati dall'on. Tajani nel famoso discorso
+pronunziato nella Camera dei deputati nella tornata dell'11 giugno 1875;
+ma era iniqua, calunniosa, poichè era del tutto falso che il clero si
+fosse immischiato nei moti di Sicilia; e quando su di essi disse la sua
+parola, fu tale, che ad esso fa torto sicuramente, però lo rivela ligio
+alla _causa dell'ordine_--dell'ordine, dico, quale lo intendono il
+governo e le classi dirigenti.
+
+ [UN'ACCUSA DESTITUITA DI FONDAMENTO]
+
+L'accusa contro il clero di Sicilia è siffattamente destituita di
+fondamento, che non varrebbe la pena di occuparsene se non l'avesse
+fatta sua una donna illustre,--la vedova di Alberto Mario--che ama
+sinceramente l'Italia e l'isola nostra in ispecie e se non vi avesse
+accennato lo stesso Presidente del Consiglio, che ripetendo un favorito
+ritornello--sempre apportatore di applausi in Parlamento e fuori--il 28
+febbraio, dopo aver fatto l'apologia della borghesia, le rimproverò solo
+di avere abbandonato le _plebi_ alle sette ed ai _preti_.
+
+Meglio avvisato, perchè non dominato da alcun preconcetto, il sig.
+Adolfo Rossi nelle sue corrispondenze alla _Tribuna_, nel mese di
+ottobre 1893 aveva notato che il clericalismo non ci aveva che vedere
+nel movimento dei _Fasci_ e che anzi in molti di questi c'era una
+spiccata tendenza anticlericale.
+
+Padre Lorenzo,--il frate eremita che la fa da cappellano nella Chiesa
+della Madonna del Balzo di Bisacquino,--soprannominato _il Socialista_,
+costituisce una rara eccezione e del linguaggio da lui tenuto al
+valoroso _reporter_ del giornale di Roma si argomenta già da qual parte
+stiano i _superiori_.--«Eh! se non fosse per i superiori, diceva fra'
+Lorenzo, io andrei a predicare il socialismo così, con la mia tonaca».
+Egli rispetto al movimento sociale avrebbe fatto ciò che Ugo Bassi e
+Pantaleo fecero pel moto politico.
+
+ [IL CLERO MERITÒ LE DIFFIDENZE DEI LAVORATORI]
+
+Dopo, altri giornalisti venati in Sicilia riconobbero la insussistenza
+dell'accusa e più esplicitamente ancora l'on. Comandini, nella Camera
+dei Deputati, osservò che «parlando in Sicilia con prelati degnissimi e
+colti, con sacerdoti professori, con sacerdoti di culto greco e con
+sacerdoti di culto latino, io ho domandato quale poteva essere stata la
+parte presa dal clero nelle agitazioni siciliane, e mi sono sentito
+rispondere che il clero aveva trovato nella classe dei lavoratori le più
+profonde diffidenze, perchè questi erano convinti che essi stessero
+dalla parte dei proprietarî e dei borghesi.» (Tornata del 2 marzo 1894).
+E queste dichiarazioni collimano perfettamente colla deposizione del
+Cabiati,--maggiore dei Bersaglieri--nel processo De Felice (Udienza del
+21 marzo).
+
+Il clero meritò le diffidenze dei lavoratori!
+
+ [IL CLERO E I CASI DI SICILIA]
+
+Vennero i processi dinanzi ai _Tribunali di guerra_ e dileguaronsi i più
+lontani sospetti. Prete D'Urso fu arrestato per quarantottesco capriccio
+del senatore Sensales; e dell'arresto ho motivo di pensare che non fu
+contento lo stesso on. Crispi. Fu assolto da ogni accusa. Non pertanto
+lo stesso on. Presidente del Consiglio, cui giovava nella discussione
+sui casi di Sicilia evocare lo spettro del clericalismo per aggravare la
+mano sugli arrestati e impressionare meglio la Camera in proprio favore
+e farsi considerare come il difensore dell'idea italica, asserì che i
+capi del movimento socialista (alludeva al De Felice) si erano messi in
+relazione coi clericali del continente. Ma neppure sul continente dove
+nel Benzi si era andato a scovare un complice, si potè colpire un
+clericale o un prete e in tanta libidine di arresti e di processi non si
+arrestò e non si processò quell'avv. D'Agata, da Catania, che--secondo
+la polizia--era servito da pericoloso intermediario tra il De Felice e i
+clericali del continente! Nei processi, adunque, non si trovò e non
+rimase traccia dell'azione dei preti e del clericalismo nei moti di
+Sicilia. Quando la polizia accenna a sospetti su qualche prete, come sul
+Di Lorenzo di Gibellina, in essi vede uomini senza il menomo colore
+politico ed impegolati sino alle ciglia nelle ire e nelle contese dei
+partiti locali. E se qualche prete viene innanzi i tribunali militari,
+come l'Evola di Balestrate nel processo De Felice, depone contro i
+_Fasci_.
+
+Con questa ultima e decisiva constatazione si potrebbe por termine ad
+ogni discorso sull'azione e sulla responsabilità del clero. Il clero,
+però, manifestò apertamente il proprio pensiero sui casi di Sicilia e
+giova in questa occasione e in questo punto, esaminarlo per una doppia
+ragione. Una è particolare: per vedere ciò che esso dice sulle
+condizioni dei lavoratori dell'isola e sulle cause che l'indussero a
+tumultuare; l'altra è generale: per conoscere quali sono le sue vedute
+sul socialismo e se esso segue l'indirizzo, che altri sacerdoti
+cattolici e protestanti hanno preso in altri paesi di Europa e di
+America.
+
+Tra le manifestazioni pubbliche del basso clero siciliano non ho
+conoscenza, che di una sola, dell'opuscolo di un modesto prete di
+Contessa Entellina, già citato, il Genovese (_La quistione agraria in
+Sicilia_). Nel suo breve scritto c'è equità e c'è conoscenza esatta
+delle condizioni economiche delle varie classi dell'isola; ma non c'è
+pretensione alcuna, non assurge a considerazioni di ordine generale, nè
+si lascia trascinare ad inveire contro i vinti.
+
+ [L'ATTITUDINE DELL'EPISCOPATO SICILIANO]
+
+Lodo sinceramente, e constato che il sacerdote Genovese è una eccezione.
+Ben diversa è l'attitudine dell'episcopato siciliano e di quei prelati,
+che delle cose di Sicilia si sono occupati, non escluso Monsignor
+Isidoro Carini, l'illustre bibliotecario della Vaticana, il cui scritto
+per altro (_La quistione sociale in Sicilia._ Roma 1894) è pregevole per
+tanti motivi ed è inspirato da sincero amore per l'isola natía.
+
+Anzitutto cosa dicono i Vescovi nelle pastorali rivolte ai loro fedeli
+sulle condizioni dei lavoratori e sulle cause che determinarono gli
+ultimi tumulti? Cosa ne pensa Monsignor Carini, il cui giudizio ha tanta
+importanza perchè è quello di un siciliano di cuore e di mente e che
+occupa un posto così elevato nelle regioni del Vaticano?
+
+ [UNA PASTORALE DEL VESCOVO DI CALTANISETTA]
+
+Comincio da Monsignor Guttadauro, vescovo di Caltanisetta, che parlò il
+primo e per la prima volta in ottobre 1893. Si può dire che meglio degli
+altri e conformemente ai suoi eccellenti precedenti parafrasò la celebre
+enciclica di Leone XIII, _De conditione opificum_, applicandola agli
+avvenimenti dell'isola. Nella sua prima pastorale constata che le
+«ragioni del malumore esistono e non si possono dissimulare. Il ricco
+per lo più abusa della necessità del povero, che viene costretto a
+vivere di fatica, di stento, di disinganno... Consiglia i reverendi
+parroci, naturali protettori dei poveri, a reclamare presso i
+proprietari ed i _gabelloti_, che si ristabilisca la giustizia e
+l'equità nei contratti, che si cessi dall'usura manifesta o palliata...
+che si ristabilisca l'equa proporzione tra il lavoro del contadino ed il
+capitale apprestato dai _gabelloti_, sicchè il raccolto risulti diviso
+giustamente...; che si mettano di accordo proprietarî e gabelloti e con
+equa transazione contentino le non ingiuste pretese dei lavoratori per
+impedire il desolante spettacolo della continua emigrazione dei poveri
+contadini, che vanno a cercar pane nelle lontane Americhe, ove raro è
+che trovino quel che desiderano... I reverendi parroci e predicatori
+ricordino in ogni occasione ai padroni e capitalisti l'insegnamento
+della Chiesa, che grida altamente, per bocca del sommo Pontefice, esser
+loro dovere: _non tenere gli operai in conto di schiavi; rispettare in
+essi la dignità dell'umana persona, del carattere cristiano; non imporre
+lavori sproporzionati alle forze o mal confacenti con l'età o col
+sesso_. Principalissimo poi tra i loro doveri è dare a ciascuno la
+giusta mercede, determinarla secondo giustizia, e _non trafficare sul
+bisogno dei poveri infelici_.»
+
+ [CIÒ CHE DICONO ALTRI VESCOVI]
+
+Monsignor Blandini, vescovo di Noto, e Monsignor Gerbino, vescovo di
+Caltagirone, su per giù fanno le stesse confessioni sulla miseria dei
+lavoratori, sulla ingordigia e sull'usura dei ricchi, dei proprietarî,
+dei gabellotti. Del secondo è notevole questa frase: «Fra la ricchezza e
+la povertà dipendente da tutto e da tutti _quale libertà vi può essere_?
+Non è forse accettare o morir di fame?»
+
+I rapporti tra proprietario e proletario sulla base della _libertà_
+della economia ortodossa non potrebbero essere meglio espressi; nè i
+socialisti diversamente li formulano.
+
+Monsignor Carini più esplicito riconosce che la Sicilia oggi è il paese
+che presenta maggiori riscontri coll'Irlanda; che nella divisione dei
+prodotti gabellotti e proprietarî fanno la parte del leone; che la
+miseria è grande; che la crisi non è transitoria e che infine ai miseri
+si è tolto il cielo e non si è data loro la terra, sicchè non c'è da
+maravigliarsi se la miseria leva il suo immenso vessillo nero e se ciò
+che dianzi era la sofferenza oggi diventa la disperazione.
+
+Se nella diagnosi episcopale c'è unità e giustezza di vedute, non manca
+la concordia, almeno tra alcuni, nel predicare la rassegnazione, perchè
+alla fin fine i poveri ci sono stati e ci saranno sempre: _semper
+pauperibus habetis vobiscum_, esclama monsignor Gerbino con San Matteo.
+
+E monsignor Blandini non sa capacitarsi perchè le miserie che ci sono
+state sempre, solo ora debbano riuscire a pericolosi ed imbarazzanti
+esplosioni. Qui monsignore, sebbene persona assai colta, solo per
+comodità di polemica--perchè la sua pastorale non è che polemica, anche
+nel titolo: _Il socialismo_--ha potuto dimenticare la storia che
+gl'insegna il contrario e che gli dice altresì, che la protesta odierna
+assume forme diverse per la coscienza dei diritti e della forza, che
+viene dalla istruzione e pel maggiore desiderio di eguaglianza
+economica, che venne acuita dalla uguaglianza politica ed un poco anche
+dalla religiosa. Che male c'è che gli uomini siano uguali in terra se
+dovranno esserlo in cielo, dove anzi i primi saranno gli ultimi e
+viceversa?
+
+I vescovi siciliani, che consigliano la rassegnazione, si capisce che
+nella cura dei mali si debbano in prevalenza affidare al misticismo e
+debbano vedere la salvezza nel trionfo della religione e per essa nella
+restaurazione del potere temporale del papa. Monsignore Blandini--sia
+detto a suo onore--non manca però di avvertire, che certi sistemi
+curativi sono troppo pericolosi:
+
+«Chi si affida nel ferro di ferro perirà, egli osserva saviamente; e
+l'esagerato militarismo dell'odierna Europa, quando meno vi si pensi e
+si tema, potrà accelerare la conflagrazione all'estero, la guerra civile
+all'interno. _Che vale rimettere in moto la ghigliottina e mozzare
+qualche testa?_»
+
+ [UN'ILLUSIONE DELL'ARCIVESCOVO DI MESSINA]
+
+Monsignor Guarino, arcivescovo di Messina, non ha pubblicato alcuna
+pastorale, perchè la ritenne inefficace ma secondo un rapporto spedito
+al Vaticano ne ha diramate una ai preti suoi dipendenti, nella quale
+raccomanda rimedî pratici e la _via di fatto_ per mezzo del mutuo
+soccorso organizzato delle congregazioni religiose della sua
+arcidiocesi. (R. De Cesare: _Il vaticano e le presenti condizioni
+d'Italia. Nuova Antologia._ 1º Marzo 1894). Lo lascio nella dolce
+illusione di credere che sia stato il mutuo soccorso organizzato da lui
+a mantenere la calma nelle sua arci-diocesi--e non le diverse e note
+condizioni economiche della provincia di Messina--e constato la lodevole
+tendenza non mistica, ma terrena, nella cura dei mali.
+
+ [IL PROGRAMMA DI MONSIGNOR CARINI]
+
+Monsignor Carini rende il necessario omaggio alle tendenze reazionarie
+riproducendo un brano del discorso tenuto dal Sommo Pontefice nella
+Basilica vaticana il 28 gennaio 1894 e il cui succo sta nel consiglio di
+_rifare il cammino a ritroso_; però in lui lo spirito moderno e il
+sentimento di umanità prendono il sopravvento nei particolari e
+suggerisce rimedî terrestri quali potrebbero esser dati da un accorto
+politico: non affidarsi alla libertà--_libertà funesta e che spesso è
+solo la libertà nel più forte di opprimere il più debole_--nel regolare
+i rapporti tra contadini, proprietarî e gabellotti; abolire il
+_Truck-system_, frenare l'usura, anzi estirparla dalle radici,
+risuscitare i monti frumentari; distribuire il credito con
+discernimento; combattere la funesta piaga dell'_assenteismo_; indurre i
+proprietarî a migliore coltura delle terre; dare istruzione più pratica
+e che non produca spostati; estendere all'agricoltura la giuria dei
+_probi-viri_; intraprendere una certa quantità di opere pubbliche per
+conto dello Stato per dare lavoro immediatamente agli operai
+disoccupati; temperare le asprezze dei tributi; correggere le
+amministrazioni comunali; regolare il lavoro e i salarî delle miniere,
+ecc., ecc. Questo è tutto un programma, che potrebbe sottoscrivere
+qualunque socialista di Stato. Si dirà, dunque, che l'episcopato
+siciliano segue, sebbene timidamente, quel socialismo cattolico, che ha
+tanti illustri ed eminenti cultori fuori d'Italia?
+
+Così forse potrebbe essere se il clero italiano in generale e quello
+siciliano in ispecie non fosse di una deficienza deplorevole in fatto di
+studî economici; deficienza tale, che fa considerare lo sciopero da
+monsignor Gerbino come un _monopolio_ ingiusto del lavoro contro il
+capitale--dopo aver parlato della _libertà_ come sappiamo--che fa
+inculcare ai miseri il risparmio. È tale la deficienza in simili
+discipline, e la mancanza di conoscenza del movimento contemporaneo, che
+lo stesso Monsignor Carini, mente tanto superiore a quella degli altri
+suoi colleghi, se da un lato afferma che le società di resistenza
+inglesi o americane non hanno mai preso alcun colore politico o
+socialista--e l'affermazione è dimostrata inesatta dalla storia dei
+_Cavalieri del lavoro_ in America e del _nuovo unionismo_ in
+Inghilterra--dall'altro vorrebbe attuare tutta la serie delle riforme
+suenunciate _pur non attentando menomamente all'antica rigidità del
+diritto quiritario_.
+
+ [GLI ERRORI DELL'EPISCOPATO]
+
+Se questi soli fossero gli errori dell'episcopato, sarebbero
+attribuibili esclusivamente al grado della loro coltura economica e non
+lo intaccherebbero dal lato morale. Esso, però, contraddicendo alle sue
+premesse mise la sua influenza--danneggiando se stesso più che giovando
+agli altri--a disposizione delle classi dirigenti e del governo,
+ripetendo in Sicilia l'attitudine serbata dal Papato in Irlanda, in
+Polonia, dovunque i doveri della religione cristiana gl'imponevano di
+dichiararsi pel popolo, pei deboli, pegli oppressi, contro i forti,
+contro gli oppressori, contro il governo. E perciò i vescovi di Sicilia
+scagliano unanimemente fulmini e invettive, talora volgari, contro il
+socialismo e i socialisti, contro i _Fasci_ e i loro soci; attribuendo
+loro anche le colpe non commesse; ed è doloroso che ciò abbiano fatto
+quando gli accusati, anzi i calunniati, non avevano la possibilità della
+difesa, perchè a migliaia essi erano stati mandati in prigione e a
+domicilio coatto, e alla stampa era stato messo un ferreo bavaglio,
+mentre gli accusatori erano protetti dal regime eccezionale dello Stato
+di assedio.
+
+Questo contegno, sebbene temperatamente, assunse anche Monsignor
+Guttadauro--e me ne duole per l'uomo veramente rispettabile--che nella
+seconda pastorale del 7 febbraio parla di plebi fatalmente illuse da
+istigatori malvagi, di ree dottrine ecc., ed assume proporzioni di
+sconveniente diatriba, che potrebbe essere sottoscritta da Yves Guyot,
+nel Vescovo di Noto. Monsignor Blandini, confonde nientemeno socialismo
+e massoneria, e chiamando la seconda _esercito di Satana, malvagia e ria
+setta, la quale ha scelto a suo grande architetto il diavolo, a
+gerofante il giudeo_ scende giù giù sino a voler rinchiudere
+_caritatevolmente_--l'aggettivo è suo--nel manicomio i socialisti; a
+definire _stoltizia_ l'aspirazione a democratici ordinamenti e ad una
+più equa ripartizione dei beni della terra, in un momento in cui si
+corre il pericolo di vedere divenire _homo homini lupus_ e ad
+indignarsi--poco cristianamente--contro l'abnegazione e l'altruismo dei
+nihilisti russi e dei comunisti francesi _perchè non appartengono mica
+alla classe dei diseredati_. E dire che la temperanza del giudizio e del
+linguaggio era più che in altri da attendersi in monsignor Blandini che
+stoicamente aveva esclamato: _è da sciocco lamentare la tristizia dei
+tempi, quando, al dire di Sant'Agostino_, TEMPORA NOS SUMUS!
+
+ [L'ARCIVESCOVO DI PALERMO]
+
+L'arcivescovo di Palermo, monsignor Celesia non volle esser da meno dei
+suoi inferiori e sferzò anche lui i _mestatori anarchici o
+socialisti_--che per lui sono tutta una cosa!--e se la prese anche colla
+soppressa _Giustizia sociale_.
+
+Di che il generale Morra di Lavriano e della Montà gli si mostrò
+riconoscente, e appena pubblicata la pastorale si recò al palazzo
+arcivescovile a ringraziarne l'autore mentre l'on. Crispi probabilmente
+incoraggiava qualche onoranza a Giordano Bruno.
+
+ [I VESCOVI SICILIANI E I PRELATI STRANIERI]
+
+È strano che i vescovi siciliani--interpreti e seguaci di quelli del
+continente--abbiano tenuto un linguaggio ed una attitudine cotanto
+diversa da quella tenuta da illustri cattolici e da eminenti prelati
+stranieri--da monsignor Ketteler al canonico Maufang, dall'abate Hitzig
+al prete Mac Glynn, dal De Curtius e Lamoignon, a tutti gli scrittori,
+laici o ecclesiastici, dell'_Association catholique_.[46]
+
+Di questa diversità è bene addurre alcune testimonianze scegliendole tra
+le più recenti. Così il Mac Glynn curato cattolico di New-York e seguace
+di Henry George, nel 1887 all'invito del suo vescovo di moderare la
+propaganda rivoluzionaria rispose: «ho sempre insegnato e insegnerò
+sempre nei miei discorsi e nei miei scritti, sino a quando vivrò, che la
+terra è di diritto la _proprietà comune_ del popolo e che _il diritto di
+proprietà individuale_ sul _suolo_ è opposto alla giustizia naturale
+quantunque sanzionato da leggi civili e religiose. Vorrei subito, se lo
+potessi, far modificare le leggi del mondo intero in modo da confiscare
+la proprietà individuale senza alcuna indennità per i sedicenti
+proprietarî.»
+
+Il cardinale Manning morì esclamando: «l'attuale società è selvaggia ed
+anti-cristiana e soltanto un socialismo cristiano può redimerla e
+salvarla.»
+
+ [LA FEDE NELL'AVVENIRE DEMOCRATICO]
+
+Monsignor John S. Vaughan, arcivescovo di Westminster, perciò successore
+del Cardinale Manning, in un articolo (_The social difficulty_)
+pubblicato nella Dublin Review (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi
+socialista convinto; monsignor Keane, Vescovo di Richmond riconosce che
+«avviene un rivolgimento radicale sia nel metodo dei governi degli
+uomini, sia nelle relazioni della vita. Queste mutazioni possono
+riassumersi in una parola: è _l'era della democrazia_, della sovranità
+dei poteri popolari, della preponderanza del quarto stato. Non è qui il
+luogo d'esaminare la ragione filosofica di questa rivoluzione; ci basta
+di stabilire e di accertare un fatto, che non si può mettere in
+discussione e di esprimere la convinzione, che _questo fatto non è opera
+del caso, nè del demonio_, MA SI COMPIE PER DISEGNO DELLA DIVINA
+PROVVIDENZA.»
+
+E monsignor Carini, da cui riporto le citate parole del Keane, esprime
+la stessa fede nello avvenire democratico di Europa e del mondo.
+
+Oh! dite, Monsignor Blandini: manderete _caritatevolmente_ al manicomio
+tanti altri vostri superiori o fratelli in Cristo, che vedono un'opera
+della divina provvidenza in ciò che voi considerate come l'opera di
+Satana?
+
+ [SOCIALISMO E CRISTIANESIMO]
+
+Nè si dica che sono in errore i socialisti cattolici; perchè la dottrina
+socialista--senza che con ciò s'intenda darle nuovo vigore--è conforme
+alla dottrina di Cristo (che minacciava il terribile: _Vae divitibus!_),
+a tutti gl'insegnamenti dei primi e più eminenti padri della Chiesa. Il
+socialismo integra il cristianesimo, per un certo verso, in quanto che
+cerca dargli la sanzione terrestre. Possono, adunque, i prelati che lo
+combattono rendere dei servizî al governo e alle classi dirigenti, non
+parlare nel nome del loro Dio!
+
+E di questa rinnegata loro missione come italiani possiamo essere
+contenti, perchè se il clero cattolico di fronte al socialismo assumesse
+un contegno diverso, data la situazione politica e le pretese di
+restaurazione del potere temporale, esso costituirebbe un pericolo per
+la patria nostra!
+
+
+NOTE:
+
+[46] Chi avesse vaghezza di conoscere il movimento del socialismo
+cattolico ricorra al bel libro che vi ha consacrato F. S. Nitti.
+
+
+
+
+XVIII.
+
+LE RESPONSABILITÀ
+
+
+_b)_
+
+I FASCI
+
+Coloro che hanno seguito le discussioni della stampa e della Camera dei
+Deputati, da un anno in qua, conoscono che prima l'on. Giolitti e poscia
+l'on. Crispi, pur non essendo d'accordo tra loro su certi punti, hanno
+fatto di tutto per riversare ogni responsabilità degli avvenimenti di
+Sicilia sui _Fasci_, sul socialismo, sui _sobillatori_. L'esame dei
+fatti dà a questa accusa una smentita altrettanto recisa quanto alla
+precedente, relativa all'azione del clero.
+
+ [IL CRITERIO SPERIMENTALE]
+
+Questo giudizio è strettamente sperimentale e la enunciazione sua è _a
+posteriori_. Non a caso accenno al criterio sperimentale col giudizio _a
+posteriori_; ciò è indispensabile nel momento in cui tutti s'impancano a
+positivisti, pur facendo strazio del positivismo nelle applicazioni, o
+creandone uno di sana pianta per comodità dei governanti e delle classi
+dirigenti.
+
+Si sa che Claudio Bernard dette il più chiaro concetto dello
+sperimentalismo nelle scienze fisico-chimiche e nelle biologiche--per
+quanto tra queste ultime le induzioni siano assai meno rigorose ed
+esatte che tra le prime, perchè le condizioni dello sperimento sono
+assai più complesse e ne intervengono parecchie, che possono passare
+inosservate, quantunque alterino i risultati.
+
+Nelle scienze politiche e sociali il criterio sperimentale si può
+applicare più difficilmente, o meglio quello che si applica è d'indole
+diversa, ma conserva sempre un grandissimo valore. Poichè, se sugli
+uomini e sulle umane società non si possono fare quelli esperimenti _in
+corpore_ e in _anima vili_, che si fanno nelle scienze fisiche, chimiche
+e biologiche, riproducendo artificialmente ed a beneplacito dello
+sperimentatore le condizioni volute, per vedere se sono seguite sempre
+da certi dati risultati,--sicchè tra le une e le altre si stabilisca con
+certezza il rapporto come tra _causa ed effetto_--pure, colla
+osservazione ripetuta di certe condizioni che si presentano
+spontaneamente nel corso della vita delle nazioni e degli aggregati
+umani e che producono o meglio sono seguiti quasi sempre da certi dati
+avvenimenti si può dire che anche nelle scienze politiche e sociali si
+applicano i criterî sperimentali. Nelle medesime, senza riprodurre qui
+tutte le distinzioni metodiche dello Stuart Mill--riprodotte e
+illustrate tra noi dal Gabaglio a preferenza di tanti altri--si può
+affermare che la storia e la statistica suppliscono i reagenti chimici,
+le pile elettriche, gli scalpelli anatomici, le iniezioni, le
+asportazioni di organi, ecc.
+
+La convergenza dei risultati positivi e negativi nella osservazione dei
+fatti sociali vale, perciò, a fare ammettere sperimentalmente il
+rapporto come tra causa ed effetto tra certe condizioni--e sul proposito
+è noto che le induzioni hanno tanto maggior valore, quanto più numerose
+sono le condizioni identiche o rassomiglianti--e certi avvenimenti
+consecutivi.
+
+Questo criterio sperimentale applicato ai casi di Sicilia esclude
+l'azione dei _Fasci_, della propaganda socialista, dei sobillatori o la
+riduce alle sue vere proporzioni.
+
+ [UN PRIMO RISULTATO DELL'OSSERVAZIONE]
+
+Il primo risultato che si ha dalla osservazione dei fatti è
+significativo: nella provincia di Messina ed in alcune parti della
+provincia di Catania dove predomina una mezzadria meno adulterata e
+forme di contratti agrarî relativamente eque, dove i rapporti tra le
+varie classi sociali sono improntati ad una certa umanità, dove il
+benessere economico dei lavoratori della terra è maggiore, nei centri
+agricoli o non sorgono i _Fasci_, o vi si mantengono in minuscole
+proporzioni: e quando vi sorgono e vi attecchiscono nè trasmodano, nè
+ricorrono a manifestazioni che possano dare occasione alle osservazioni
+dei loro avversarî e pretesti di accuse e calunnie alle autorità zelanti
+e alle permalose classi dirigenti. Questa osservazione recente va a
+completare--e nel contempo ne riceve maggior luce--l'altra fatta da me
+stesso circa dieci anni or sono sui rapporti tra la delinquenza e le
+condizioni sociali. Allora scrissi che nella provincia di Messina la
+maggiore divisione della proprietà, la maggiore quantità di terreni
+coltivati intensivamente ad agrumeti, a vigneti, ad uliveti con
+maggiore partecipazione dei lavoratori ai prodotti della terra
+assicurava alle medesime condizioni morali migliori che nel resto
+dell'isola. (_La delinquenza della Sicilia_ ecc., p. 53 a 57).
+
+Parimenti dove i _Fasci_ sono bene organizzati e consolidati nella loro
+compagine da una vita più lunga; dove c'è una certa coltura e vi
+prevalgono e vi sono ascoltati gli elementi schiettamente
+socialisti--Catania, Palermo, Messina, Marsala, Trapani, Corleone, Piana
+dei Greci ecc., la calma non manca, l'ordine non viene turbato, la
+disciplina viene rispettata, la parola dei capi viene religiosamente
+ascoltata.
+
+ [L'ORDINE E L'ELEMENTO SOCIALISTA]
+
+Si può costatare positivamente l'azione moderatrice dei _Fasci_ e dei
+socialisti in più luoghi; ad essi si deve se si riesce a mantenere
+l'ordine a Salemi, a Salaparuta, a Castrogiovanni, a Villarosa, a Riesi,
+in tutta la provincia di Catania, per molto tempo o durante tutto il
+periodo dell'agitazione e dei tumulti, anche nell'assenza delle truppe,
+colla impotenza, colla inettitudine e non ostante le provocazioni delle
+autorità politiche e delle classi dirigenti.
+
+A Marsala il Presidente del _Fascio_ sig. Ruggieri è coadiuvato nella
+bisogna dal prof. Pipitone; il presidente del _Fascio_ di Pioppo si
+coopera col pretore e col comandante il distaccamento delle truppe a
+ristabilire l'ordine in Monreale. A S. Ninfa avviene di meglio: in
+seguito a precedenti tumulti, che minacciavano di rinnovarsi, molti soci
+del _Fascio_ si mettono a guardia del municipio e impediscono che i
+tumultuanti vi penetrino. E se più di frequenti la parola dei
+Presidenti e dei socî più autorevoli del _Fascio_ e di altri socialisti
+non venne ascoltata, ciò si deve all'invincibile malcontento per la
+miseria e per le ingiustizie subite da lunghi anni dai lavoratori, che
+avevano esaurito la loro pazienza e li avevano resi increduli ad ogni
+promessa di prossime riparazioni. Perciò rimasero del tutto inefficaci
+gli scongiuri del povero Presidente del _Fascio_ di Gibellina, contro ai
+disordini; della quale sua opera tutti fanno fede.
+
+ [UNA RICONOSCENZA SUI GENERIS]
+
+Rimarrà poi a perenne memoria di questo triste periodo la riconoscenza
+_sui generis_ riserbata dalle autorità politiche grandi e piccole verso
+coloro, che si cooperarono anche con favorevoli risultati, a mantenere
+l'ordine e la calma. Di questa riconoscenza ebbero prova luminosa il
+prof. Curatolo da Trapani, il Vivona da Castelvetrano, il D.r Crescimone
+da Niscemi, il Salerno-Vinciguerra e l'Aldisio-Sammitto da Terranova,
+l'avv. G. Rao da Canicattì, e parecchi altri che dopo essere stati
+ringraziati calorosamente, e talora per lettera da Prefetti e da
+Sotto-prefetti, da Delegati di P. S. e da Carabinieri per la efficace
+opera prestata nel periodo che si può chiamare della _forza minima_,--in
+cui le autorità avevano addirittura perduta la testa, perchè non avevano
+abbastanza soldati per farsi rispettare--non appena la Sicilia fu invasa
+da fanteria, cavalleria, quanta ne occorrerebbe per iniziare una guerra
+contro un potente nemico, esse si sentirono forti e la forza vollero
+fare palese con atti di solenne ingratitudine facendo arrestare quelli
+che avevano prima encomiati. Per molti l'arresto fu talmente iniquo e
+ingiustificabile, che dopo qualche mese non fu più mantenuto; per
+pochi--il Curatolo e il Vivona--fu seguito da processo e da condanna a
+diecine di anni di reclusione. Del Vivona, farmacista in Castelvetrano e
+nemico irreconciliabile dei Saporito, i quali nel processo si
+vendicarono senza un ritegno, è da ricordare che egli venne precisamente
+accusato per un discorso tenuto ai tumultuanti, onde evitare maggiori
+eccessi, a preghiera caldissima e quasi per imposizione delle autorità
+politiche e militari del luogo.
+
+ [DOPO I RINGRAZIAMENTI....]
+
+Il Rao venne arrestato in Canicattì al ritorno da Castrogiovanni dove
+era venuto insieme al Sindaco Avv. Falcone per prendere accordi e
+consigli da me sulla condotta da seguire per iscongiurare i tumulti
+temuti e di cui c'erano i prodromi.... In questi casi non si sa se
+maggiormente si debba flagellare la vigliaccheria o la ingratitudine di
+coloro che ringraziarono prima e poco dopo ordinarono gli arresti.[47]
+
+Questi dati positivi sulla vera indole dell'azione spiegata dai _Fasci_
+e dai più noti socialisti vengono completati da altri dati e da altre
+considerazioni.
+
+Un significantissimo elemento sulla minima partecipazione dei _Fasci_ ai
+tumulti si rinviene in un documento ufficiale di singolare importanza.
+
+Il Procuratore del Re di Palermo nel domandare alla Camera dei Deputati
+l'autorizzazione a procedere contro l'on. De Felice aveva tutto
+l'interesse a magnificare l'intervento nei tumulti dei _Fasci_ e del
+loro _Comitato Centrale_, senza di che non ci sarebbe stato motivo a
+procedere contro l'on. De Felice e contro il _Comitato_; or bene, in
+tale domanda, per impressionare i deputati e indurli ad accordare la
+chiesta autorizzazione non si può fare menzione dello intervento chiaro
+e diretto d'altri Fasci che quelli di Terrasini, di Giardinello e di
+Belmonte, tre microscopici comunelli.
+
+ [I FASCI NEI TUMULTI]
+
+Di quali altri _Fasci_, in tutti i processi, si riscontra la traccia nei
+tumulti? degli altri di Pietraperzia, di Lercara, di Santa Caterina
+Villarmosa, tutti senza capi, sciolti o in via di dissoluzione.
+
+Allo scopo evidente di meglio colpire le vittime designate, in
+Parlamento e nel processo si ingigantì la forza dei _Fasci_ pel loro
+numero e pel numero di socî, che li componevano. Ma è da discutere forse
+sul serio la possibilità di un moto ordinato da 160 sodalizî,--che hanno
+un organo centrale e dispongono di oltre trecentomila socî--e che si
+rivela in modo così tumultuario, veramente anarchico e con
+manifestazioni tali che escludono l'intesa e la premeditazione, la
+direzione, che avrebbe potuto e dovuto dare un organismo poderoso,
+vittoriosamente, allorquando tutte le forze di resistenza mancavano,
+quando le città erano sguernite di truppa e la poca che c'era figurava
+come le comparse teatrali, ora quà ora là, e stanche, abbattute,
+demoralizzate? Se l'intesa, la premeditazione, la direzione dei _Fasci_
+ci fossero state, come spiegare la constatata azione moderatrice dei
+_Fasci_ meglio organizzati e dei capi più stimati e più intelligenti?
+Ma che non ci sia stata si rileva alla evidenza dalle stesse relazioni
+della polizia, che rappresentano tutti o almeno i principali documenti
+dell'accusa. È il questore Lucchese, _il deus ex machina_ dei processi,
+che narra la discussione,--durata otto ore!--tra i membri del _Comitato
+Centrale_, sei dei quali insistevano perchè si facesse un manifesto per
+raccomandare la calma, ed uno solo, il De Felice, propendeva per
+l'azione rivoluzionaria. E il Procuratore del Re nella citata domanda di
+autorizzazione a procedere per aggravare la responsabilità del De
+Felice, si vale della narrazione del questore Lucchese. Dalla quale
+dunque, emerge all'evidenza, che sino al momento dell'arresto dei membri
+del _Comitato_ e dello inizio della reazione si deve escludere nei
+tumulti di Sicilia la responsabilità collettiva dei _Fasci dei
+lavoratori_, per un moto voluto e coordinato.
+
+ [ASSOLUTA MANCANZA D'INTESA]
+
+Da tutti i processi e da tutti i documenti risulta, infine, che nei
+movimenti mancarono le armi, mancò il denaro, mancò l'accordo, mancò
+l'impronta di un capo, di una qualsiasi direzione...
+
+Tutte queste osservazioni vengono meglio illuminate e corroborate dallo
+studio delle cause dirette e immediate, e del sorgere dei _Fasci_, e
+delle tumultuose dimostrazioni dei contadini; lo studio è stato fatto
+nei suoi particolari dagli avversarî dei _Fasci_, da coloro anche
+ch'erano preposti ufficialmente a reprimerne le manifestazioni più o
+meno legali.
+
+ [LA FAME LEGALE]
+
+È l'on. Marchese Di San Giuliano che scrive: «Coloro, che sostengono
+non essere il disagio economico la causa precipua dei disordini in
+Sicilia, osservano che finora i più gravi sono accaduti nelle provincie
+di Trapani e di Palermo, che non sono tra le più povere e le più
+colpite dalla crisi; ammetto che per questo o quel comune, possano aver
+prevalso altre cause locali, ma per la provincia di Palermo è bene
+notare che essa ha dato nel 1892 un contigente di 5929 persone
+all'emigrazione permanente e di 1585 all'emigrazione temporanea,
+mentre che non l'aveva dato che di 870 all'una e di 138 all'altra nel
+1885, il che autorizza a conchiudere che anche in quella provincia sia
+avvenuto un notevole peggioramento economico. In Provincia di Trapani
+l'emigrazione permanente, nel 1892, fu di sole 337 persone, ma di
+queste 105 appartengono al Comune di Gibellina, dove i disordini sono
+stati tra i più gravi: ed è stato ucciso il pretore.»[48] A questo mi
+permetto aggiungere che anche Caltavuturo dette un grande contigente
+all'emigrazione, che la condizione economica della provincia di
+Palermo e di Trapani poteva considerarsi buona prima della crisi
+vinicola ed agrumaria; e che la emigrazione--come diceva R. Cobden, a
+proposito di quella Irlandese: «quando deriva dalla necessità di
+fuggire la _fame legale_--cioè quella che deriva dalle leggi e dalla
+organizzazione sociale e non dalla naturale sterilità del suolo--non è
+emigrazione, ma deportazione.»
+
+E in modo ancora più conclusivo in favore dello assunto propostomi, lo
+stesso Di San Giuliano aggiunge: «_i Fasci non sono causa, ma effetto
+della grave situazione della Sicilia!_»
+
+ [NON CE N'È FORSE ABBASTANZA?...]
+
+Sarebbe errore, però, il ritenere che solo il dissesto economico abbia
+prodotto la esplosione del 1893 e del principio del 1894; moltissimo,
+forse di più come spinta diretta e immediata, vi contribuirono la
+esasperazione per la iniquità delle amministrazioni comunali e le gare
+vivacissime tra i partiti locali. Esaminando l'insieme di queste cause
+il Cavalieri esclama: «Non ce n'è forse abbastanza per spiegarsi il
+movimento dei _Fasci_?»
+
+Che i _Fasci_ non avessero torto nelle loro domande e che i metodi
+adoperati non fossero biasimevoli, almeno in un primo tempo, risulta da
+testimonianze irrefragabili.
+
+In quanto ai metodi vi sono le sentenze dei tribunali di Caltanissetta,
+di Girgenti, di Trapani, di Palermo per varî processi istruiti sui fatti
+di Acquaviva, di Casteltermini, di Milocca, di Siculiana, di Gibellina,
+di Piana dei Greci ecc. ecc., le quali assolvendo quasi tutti gli
+accusati o ritenendoli colpevoli di lievi contravvenzioni danno la prova
+della leggerezza e del malanimo delle autorità politiche, che
+denunziavano i pretesi reati. E quanto non contribuirono queste
+persecuzioni a fare uscire i lavoratori dalle vie della legalità?
+
+In quanto alla sostanza delle loro domande, che provocarono le
+agitazioni e i tumulti si hanno testimonianze non meno autorevoli, che
+le dimostrano giuste e ragionevoli.
+
+Per la parte economica il Cavalieri giudica che anche senza appartenere
+alla scuola comunista o Marxista, come questo o quello dei _Fasci_, si
+può pensare che il lavoro, nella distribuzione dei prodotti, non abbia
+la parte che gli spetta.
+
+L'on. Sonnino aveva giustificato tali domande preventivamente colla
+pubblicazione del libro del 1876 e più tardi, alla vigilia di divenire
+ministro, colla presentazione del suo disegno di legge sulla mezzadria,
+dà ragione del Congresso di Corleone, che tanto illegale gli parve da
+volerne tenere conto e da mettersi in relazione diretta col suo autore
+principale, Bernardino Verro. E divenuto ministro le sue viscere
+continuarono a commuoversi e nella esposizione finanziaria, trovò modo
+di stigmatizzare la iniquità dei dazî di consumo in Sicilia e la
+necessità e il dovere di provvedere.
+
+ [DISAGIO E ANGHERIE]
+
+ [I RECLAMI]
+
+Le amministrazioni comunali, infine, vennero condannate--e perciò
+giustificati i _Fasci_ e le agitazioni--dalle circolari dell'on. Crispi
+e del generale Morra di Lavriano ai Prefetti della Sicilia nelle quali
+s'inculcava d'invitare i sindaci a mettere ogni cura nella compilazione
+dei ruoli delle tasse municipali, nel ripartirle più equamente e senza
+violare le leggi, nell'evitare il fiscalismo e le angherie nella
+esazione, nel sorvegliare la compilazione dei bilanci, ecc., ecc. E i
+prefetti e le Giunte amministrative, ch'erano stati sordi e ciechi per
+tanti anni provvidero spesso--per rimangiarsi i provvedimenti
+dopo--esagerarono anche chiedendo l'abolizione totale dei dazî di
+consumo, imponendola contro legge, con lesione dei diritti dei terzi e
+mettendo le amministrazioni nella impossibilità di provvedere alle spese
+obbligatorie più indispensabili. E moltissimi municipî sordi e ciechi
+anche essi, non meno e per non minor tempo dei prefetti e delle Giunte
+amministrative, si destarono e accolsero i reclami delle popolazioni
+stremate ed angariate ed abolirono tasse inique e accennarono di volere
+rientrare nell'orbita della legalità, se non della giustizia.[49]
+
+Questi, esclusivamente questi e non altri furono i fattori d'indole
+economica, politica e sociale, che determinarono i moti di Sicilia e che
+furono favoriti da altre particolari circostanze, alle quali si accennò
+vagamente altrove, ma che giova esporre ordinatamente in questo punto.
+
+ [LA TRADIZIONE RIVOLUZIONARIA]
+
+Anzitutto, in Sicilia e sopratutto in quei luoghi che costituiscono,
+secondo l'on. Crispi di oggi, la corona di spine della città di Palermo,
+vi sono tradizioni rivoluzionarie nel popolo, che gli danno una energia
+ed una fiducia nelle proprie forze, che mancano altrove. Queste
+tradizioni hanno creato uno speciale punto di onore--anormale quanto può
+esser quello che induce due _gentiluomini_ a battersi in duello per una
+inezia--e tale da indurre i contadini di un luogo a ritenersi menomati
+nella stima pubblica quando non avessero ripetuto ciò che gli altri
+avevano fatto. Li ho sentiti io rispondere ai consigli di calma: _che
+cosa si dirà di noi se non facciamo nulla quando gli altri si muovono_?
+Qui c'è anche uno speciale spirito di solidarietà di cui bisogna tener
+conto. Lo straordinario accentramento della popolazione e la coesistenza
+negli stessi abitati degli elementi rurali e degli elementi urbani,
+inoltre, fa sì che i malumori più rapidamente si diffondano e che
+l'azione di contatto, che tali diversi elementi esercitano gli uni sugli
+altri, agisca come lo strofinio su quei corpi dai quali si sprigiona la
+scintilla elettrica. Nè m'indugio ad applicare gl'insegnamenti della
+psicologia popolare per ricordare quanto più poderosa sia l'azione di
+certi fattori sulle folle numerose anzichè sui gruppi sparsi e poco
+considerevoli; nè quanto sia facile l'intesa tra gente che soffre degli
+stessi mali, che si sente forte e che difficilmente può essere
+rattenuta e sorvegliata dalle autorità governative.
+
+ [LA DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE]
+
+L'influenza esercitata in ogni tempo sui moti di Sicilia dalla speciale
+distribuzione della popolazione (caratterizzata dalla mancanza dei
+piccoli e numerosi centri rurali, mentre i suoi abitanti in grandissima
+maggioranza sono dediti all'agricoltura) mi pare che per lo passato non
+sia stata abbastanza avvertita.
+
+I tumulti scoppiano nei grossi centri rurali anzichè nelle città; nelle
+file dei contadini piuttosto che in quelle degli operai e dei zolfatari,
+che sebbene analfabeti hanno intelligenza più svegliata--lo constata la
+Jessie White Mario--pei contatti frequenti colle classi colte; tra gli
+elementi più incolti di preferenza che non tra coloro che posseggono una
+istruzione qualsiasi, fosse anche appena rudimentale e limitata al più
+elementare alfabetismo. L'ignoranza delle leggi, dei pericoli, delle
+conseguenze di certi atti, l'ignoranza completa in tutto e per tutto fu
+il vero, il grande fattore dei casi di Sicilia; di tale e tanta
+ignoranza se ne ha la prova lampante nella ingenua e unanime confessione
+dei feriti e degli arrestati, che affermavano sentirsi al sicuro contro
+l'azione delle truppe solo perchè le loro dimostrazioni avvenivano al
+grido: _Viva il Re!_ e procedevano sotto l'egida dei ritratti del Re e
+della Regina, ai quali non poche volte veniva riunito un Crocefisso.
+
+Ma chi è veramente responsabile di tanta ignoranza, la quale non può non
+destare una profonda commiserazione? Il governo italiano e le classi
+dirigenti, che in trentatre anni di così detto regime di libertà nulla
+fecero per eliminarla, per attenuarla; proprio nulla! E dire che gli
+elementi che nei primi tempi malamente rappresentarono il governo in
+Sicilia, dopo averne sprezzantemente constatata la _barbarie_, fecero
+intendere di volere assumere la missione d'incivilirla!
+
+Se dall'analisi fatta risulta che nei tumulti mancò l'azione collettiva
+dei _Fasci_ e si ridusse a poca cosa quella dei singoli _Fasci_--i meno
+ordinati, i rurali e i più recenti--ci vuol poco a dimostrare che non è
+maggiore la responsabilità dei cosidetti sobillatori e della propaganda
+socialista sia pel sorgere degli stessi _Fasci_, sia per le esplosioni
+dell'ira popolare.
+
+I _Fasci_, dice il generale Corsi, in moltissimi punti non erano che le
+antiche _Società operaie_, che cambiavano nome. Col cambiamento del nome
+mutava forse per miracolo il contenuto antico?
+
+ [LE GARE MUNICIPALI E I FASCI]
+
+«E qui cade acconcio--continua lo stesso generale--il rammentare come le
+gare più acerbe e costanti in questi paesi siano le municipali, poichè
+quasi non v'è Comune che non sia scisso in due o più partiti non solo
+avversi, ma apertamente e accanitamente nemici tra loro, i quali si
+contendono per ogni modo il primato, ed _anche il beneficio_,
+nell'amministrazione municipale. Ora, con questa presente agitazione è
+avvenuto che questo o quel partito di Comune ha trovato molto opportuno
+di giovarsi dello appoggio potente del _Fascio_ locale, il quale a sua
+volta s'è gettato spontaneo, e dopo lieve spinta, nella gara municipale,
+e così s'è fatto in più luoghi un imbroglio di _Fascio_ e municipio e
+partito, e taluni possidenti, non dei maggiori bensì (e i Di Lorenzo di
+Gibellina?), si sono messi alla testa del _Fascio_, o vi sono scivolati
+dentro. Infatti i maggiorenti di quelle Società non fanno mistero della
+loro intenzione di _valersene nelle lotte municipali_, dicendo, forse
+persuasissimi, che lo fanno e lo faranno pel meglio del paese e quindi
+dei lavoratori. Intanto anche per questo verso, il _Fascio_ diventa
+arena di ambizioni ed interessi locali, di _galantuomini_ forse più che
+di _picciuotti_....»
+
+Dov'è, dunque, il socialismo come causa efficiente, diretta e immediata
+dei moti di Sicilia, secondo il Comandante del XII Corpo di armata, che
+del socialismo non è punto tenero? E minore ancora la sua responsabilità
+risulterà uscendo dalle affermazioni vaghe e generiche e mettendo i
+punti sugli _i_ come suol dirsi, cioè indicando i nomi dei capi-partito
+dei paesi dove avvennero agitazioni e tumulti: ciò che oggi può farsi
+senza commettere alcuna indiscrezione e senza nuocere a chicchessia
+perchè i fatti sono noti e sono stati discussi innanzi ai Tribunali
+militari di guerra.
+
+ [IL SOCIALISMO NON C'ENTRA]
+
+Ora i fatti dimostrano che il socialismo non ci aveva che vedere nei
+diversi _Fasci_ di Monreale, e che quello ostentato dal sindaco Cav.
+Balsano in un suo discorso, era socialismo di occasione suggeritogli dal
+timore di perdere ogni popolarità e di vedersi sopravvanzato dagli
+avversari. Il socialismo entrava come i cavoli a merenda a Santa
+Caterina Villarmosa, e lo dichiarò il farmacista Bruno ad un capitano
+dei carabinieri prima del 5 gennaio e lo ripetè il sindaco Fiandaca, suo
+avversario, innanzi al tribunale militare di Caltanisetta.
+
+E non era affatto socialista, ma un monarchico convinto ed amico intimo
+dell'on. Damiani, il Vivona, avversario antico e irreconciliabile dei
+Saporito a Castelvetrano; ed è assolutamente irresponsabile il
+socialismo del fiero antagonismo tra i Di Loronzo e i Gerardi in
+Gibellina, tra i Lafranca-Gallo e i Lafranca-Massena in Partinico, tra i
+Nicolosi e i Sartorio in Lercara, tra gli Sparti e gli Scozzari in
+Misilmeri, tra i Bruno e i Gallina in Santa Caterina Villarmosa...
+
+ [LA MINA ERA CARICA]
+
+In risposta a chi potrebbe accusarmi di mala fede perchè dalle pagine
+del generale Corsi e di altri avversarî del socialismo cito soltanto
+quelle che mi fanno comodo, riconoscerò che il primo assegna una parte
+di responsabilità ai _sobillatori_ colla propaganda socialista; e questa
+parte viene determinata con precisione in questo periodo: «il paese era
+nel 1892 preparato allo scoppio come una mina carica, che aspetta la
+miccia. Ora questa fu apprestata da un pugno di socialisti, giovani,
+arditi, abili, agitatori di vaglia sin dal primo momento.»
+
+E sia! Ma con ciò non rimane sempre minima, storicamente e moralmente
+incalcolabile la loro responsabilità? Certo; e la certezza risulta
+indiscutibile dalla larghissima sperimentazione sociale, la quale
+ammaestra, che dovunque esistono le condizioni generatrici di un
+fenomeno, il fenomeno presto o tardi si presenta illudendo solo gli
+ignoranti o i malevoli sulla parte che rappresenta _l'ultima causa
+occasionale_, la scintilla. Così, in Sicilia, nel continente italiano,
+in Irlanda sempre e dovunque esistano le condizioni analoghe a quelle
+che generarono le ultime manifestazioni dell'isola, le manifestazioni
+non mancheranno _con, senza, o contro i Fasci; con, senza o contro_ il
+socialismo.
+
+Non c'erano i _Fasci_ e non era neppur nota la parola _socialismo_,
+eppure nel 1848 in Burgio si ebbero tumulti analoghi a quelli del 1893.
+
+ [SPERIMENTALISMO SOCIALE]
+
+Non c'erano i _Fasci_ e non era neppur nota la parola _socialismo_,
+eppure nel 1860 in mezzo all'entusiasmo e agli slanci generosi della
+riscossa nazionale avvennero le cruente sollevazioni di Pace, di
+Collesano, di Bronte, di Nissoria sempre al grido: _morte ai
+galantuomini! abbasso li cappedda!_ E senza _Fasci_ e senza socialismo
+avvennero i disordini di Canicattini nel 1865, le preparazioni dei
+contadini a Villalba ed a Valledolmo, la rivolta di Grammichele nel
+1876, nella quale si dette l'assalto al _Casino dei galantuomini_, che
+furono presi a fucilate e più tardi la ribellione di Calatabiano al
+grido di: _abbasso il municipio! abbasso le tasse! Viva il Re!_
+sanguinosamente repressa della _sinistra_ riparatrice. E senza _Fasci_ e
+senza la menoma conoscenza di socialismo tumultuano i lavoratori di
+Favara nel 1890, e insorgono i contadini e i zolfatari di Floresta, di
+Valguarnera...
+
+L'esistenza delle condizioni opportune per esplosioni violente non era
+sfuggita a nessuno, e Sidney Sonnino, prima che sorgessero i _Fasci_ e
+senza che sospettasse la influenza della propaganda socialista, ne aveva
+previsto la ripetizione. E Abele Damiani, non aveva mancato di
+avvertire: «Non dimentichiamo che in tempo di rivoluzione furono
+specialmente i contadini, i quali assalirono i possidenti nelle persone
+e ne danneggiarono le possidenze: il 1848 e il 1860 segnano due epoche
+terribili di manifestazioni popolari; in alcuni comuni dell'isola si
+ebbero a deplorare _fatti di sangue, vendette, incendî di archivi
+pubblici_ da parte di una moltitudine oppressa, ubbriaca, nell'intento
+di vendicare _l'onta della miseria patita a causa dell'odiata classe dei
+proprietarî_.»
+
+Ah! perchè l'on. rappresentante per Marsala non ha ricordato questa
+pagina da lui scritta all'amico suo intimissimo ed antico, Francesco
+Crispi, quando con violenza e con leggerezza indegna di un uomo di Stato
+egli volle accusare e calunniare i socialisti, sobillatori?
+
+Oltrepassiamo lo stretto. Le provincie del continente napoletano
+presentano il terreno adatto per questa indagine di sperimentalismo
+sociale; nè riferendomi a tali regioni intendo ricordare i contemporanei
+moti di Ruvo, di Corato, ecc. che si può supporre essere stati
+determinati da contagio psichico il quale pure non è efficace se non
+dove esistono le favorevoli opportune condizioni. Mi riporterò invece
+alle diverse fasi del brigantaggio ed alle altre esplosioni dell'odio di
+classe, che hanno preceduto le siciliane e che riconoscono cause
+perfettamente identiche.
+
+ [DAL '48 AL '93]
+
+Furono i _Fasci_ e la propaganda socialista, che li determinarono? Ma il
+socialismo non era ancora nato e nel secolo scorso--si può apprenderlo
+dalle opere insigni di Winspeare e di Nicola Santamaria sul
+_feudalismo_--nel campo stesso dove si svolse il brigantaggio si ebbero
+scene e manifestazioni perfettamente analoghe a quelle ricordate per la
+Sicilia dal 1848 al 1893.
+
+ [LE PAROLE DEI MODERATI]
+
+Credo di avere già citato sulle cause e sul significato del brigantaggio
+dal 1860 in poi i discorsi di Giuseppe Ferrari, i quali, mutati i nomi,
+si crederebbero pronunziati pei moti di Sicilia, devo aggiungere che
+tutte le discussioni parlamentari del 1863 e 1864 e particolarmente la
+relazione e un discorso del Massari e un altro del Castagnola riescono
+alla stessa conclusione: «il brigantaggio è la protesta selvaggia e
+brutale della miseria contro antiche e secolari ingiustizie.» Sono
+parole del moderatissimo Massari e pronunziate quando della sincerità di
+certe oneste dichiarazioni dei _moderati_ non si poteva dubitare, perchè
+essi erano al potere e non avevano bisogno di ostentare sensi umanitarî
+o democratici per fare la critica degli avversarî.
+
+Pasquale Villari nelle sue splendide _Lettere Meridionali_, riassunse
+coll'usata sua acutezza tali discussioni, che deve rileggere chiunque
+voglia ora giudicare rettamente su i casi di Sicilia e apprendere pure
+di quanto gli uomini di ordine e di governo di allora fossero superiori
+a quelli di oggi.
+
+Posteriormente c'è stato un altro scrittore, che è ritornato sullo
+stesso argomento ed ha raggruppato i fatti e le considerazioni in guisa
+tale che meravigliosamente si adattano agli ultimi avvenimenti della
+perla del Mediterraneo.
+
+Vale la pena di arricchire questa collezione di documenti con i seguenti
+brani del Turiello: «Il feudalismo lasciò più viva che altrove
+nell'Italia meridionale la differenza _fra la plebe_.... Il bilanciarsi
+più o meno velato dell'autorità regia, tra la plebe e la borghesia,
+rimane la chiave dei rivolgimenti napoletani di tutto il periodo corso
+dal 1806 al 1861, quando il brigante Crocco a Menfi, seguito da
+migliaia di villani per l'ultima volta tentò la restaurazione
+borbonica!......
+
+ [LA LOTTA TRA LE CLASSI]
+
+«Alle rumorose sollevazioni sociali in veste politica, che seguirono dal
+1806 in poi, sotto nome di brigantaggio, bisognerebbe aggiungere, per
+intendere la condizione reale della _opposizione dei due ceti_ in molte
+delle nostre campagne, la ricerca e l'enumerazione minuta _d'infiniti
+casi di sollevazioni locali di contadini, a fin di dividersi terre
+controverse, in ogni periodo in cui parve meno vigorosa in queste
+provincie l'autorità dello Stato_.»
+
+«Il grosso brigantaggio tra il 1864 e il 1866 venne meno. _Ma le cagioni
+della lotta feroce non iscemarono di poi_, se non qua e colà dove
+scemarono con i popoli gli odî delle campagne per la cresciuta
+emigrazione.... E, installato un nuovo ordine di cose, il voluto regime
+di libertà, il feudalismo di _nome_ fu abolito nelle provincie
+meridionali, ma non di fatto. Le condizioni dei lavoratori pessime e
+vivissima _la lotta aperta_ o _l'antagonismo latente tra le classi_.
+
+«Nè mancarono _manifestazioni delittuose collettive_ negli ultimi tempi,
+quando non esisteva più il vero brigantaggio.--_Incendî numerosi ed
+estesi, uccisioni di bovi_ avvennero nel 1877 negli Abruzzi e nel
+Salernitano, in odio _a ricchi proprietari_ spesso usurpatori di terreni
+comunali... Altrove, come in un comune di Basilicata, i contadini si
+sono confederati in setta di mutuo soccorso per false testimonianze,
+sempre benevole al proprio ceto in caso di liti coi possidenti, per
+offese private o per quistioni demaniali....»
+
+E perchè ciò? Perdio, come dice il Franchetti, gli abbienti delle
+Calabrie e della Basilicata _sono oppressori disonesti senza averne
+coscienza_...
+
+ [UN PARALLELO CON L'IRLANDA]
+
+C'è di meglio ancora; c'è un isola che più volte si è paragonata alla
+Sicilia: l'Irlanda. Nell'isola verde la lotta dura da un secolo; le
+dimostrazioni, i tumulti, le intimidazioni da un secolo vi si alternano
+colle repressioni violente e colle leggi eccezionali: lo stato di
+assedio vi fu proclamato _cinquanta volte_ in novantanni circa e sempre
+inutilmente!
+
+Perchè ciò? Riassumo un lato delle condizioni dell'Irlanda colle parole
+di un conservatore: del Fournier. I contadini vi sono miserabilissimi,
+irregolarmente impiegati e male pagati dai fittaiuoli..., le loro
+abitazioni consistono in un sol vano, che serve al tempo stesso per
+preparare gli alimenti e per dormire--come in Sicilia. Molti dividono
+l'abitazione colle bestie da soma, col porco, col pollame--come in
+Sicilia. Tali abitazioni sono appena chiuse; qualche volta non hanno
+vetri alle finestre; un foro nel tetto lascia passare il fumo--come in
+Sicilia. Sono malvestiti e male forniti in quanto a letto e ad utensili
+domestici--come in Sicilia. Le relazioni dei fittaiuoli coi contadini
+sono molto tese e i primi si mostrano più arroganti dei membri
+dell'aristocrazia--come in Sicilia: sempre!
+
+Il Fournier continua: «Il contadino irlandese sa ch'egli è il più male
+alloggiato, il più mal vestito, il più mal nutrito dell'Europa
+occidentale ed insorge contro questa situazione.... Su questo popolo
+eccitato dalla miseria e dalle privazioni, dal timore e dalla collera
+gli _agitatori_ hanno buon giuoco....»--come in Sicilia.
+
+ [LE PROTESTE]
+
+E come in Sicilia i tumulti si succedono con vertiginosa rapidità e vi
+si formano associazioni ora legali ora segrete e criminose, che spesso
+si sostituiscono al governo e dal governo sono più temute e più
+rispettate. Sorgono perciò i _fanciulli bianchi, il ribbonismo, i
+molly-maguyr, i feniani_, la _Land league_. Alcune di queste
+associazioni, specialmente quella dei _molly-maguyr_, per gli statuti,
+pei principi, per la esplicazione criminosa della loro azione si
+rassomigliano maravigliosamente alla _mafia_.
+
+Vediamo che cosa fa la più legale e la più celebre di quelle
+associazioni: La _Land-league_ col suo Re senza corona, Parnell.
+
+Siamo nell'autunno del 1880. Tutte le domeniche in sette o otto punti
+dell'Irlanda, le popolazioni si affollano attorno ad un palco
+improvvisato; ogni villaggio arriva preceduto da un corpo di musica e da
+bandiere, sulle quali stanno gli emblemi dell'Isola Verde. Chi in questo
+non riconosce le passeggiate dei Fasci coi gonfaloni e colle fanfare da
+un paese all'altro?
+
+A chi quella folla attorno un palco non richiama alla memoria i discorsi
+che hanno suscitato tanta ira e tanta indignazione nei conservatori e
+nei progressisti d'Italia?
+
+Sin qui la rassomiglianza; ma ad un certo punto la _Land-league_ si
+spinge ad atti collettivi e continuati, cui non giunsero i _Fasci_.
+
+ [LA RESISTENZA DELLA LAND-LEAGUE]
+
+Infatti la _Land-league_, che ha la sua gerarchia, i suoi comitati, il
+suo bilancio, la sua cassa rifornita continuamente dalle generose
+contribuzioni degli Irlandesi degli Stati Uniti, organizza la
+resistenza multiforme contro il governo e contro i grandi
+proprietari--i _land-lords_.
+
+I _land-lords_ non possono più esercitare i diritti che l'_atto_ del
+1870 loro lasciava; essi non esigono più i fitti, sia perchè gli
+affittaiuoli non possono pagarli, sia perchè non lo vogliono sembrando
+loro esorbitante. Se i proprietari tentano procedere ad un sequestro o
+di fare eseguire un decreto di espulsione la popolazione si ribella ed
+occorre il concorso della fanteria e della cavalleria per proteggere le
+esecuzioni.
+
+Quando la espulsione è stata effettuata e la terra rilasciata, la
+_land-league_ impedisce ad altri contadini di prenderla e tanto
+l'amministratore, che ha provocato l'espulsione quanto gli affittaiuoli
+che contravvengono alla proibizione della _land-league_ vengono
+_boicottati_, cioè trattati come gli scomunicati dei secoli scorsi,
+messi all'ostracismo: persino i bottegai negano loro di vendere le
+mercanzie e gli operai il lavoro.
+
+Talvolta la vendetta popolare non si arresta a questo, ma perfino la
+notte vengono visitati da persone armate e mascherate; vengono
+minacciati con lettere anonime o a viva voce e così lo spavento si
+spande dappertutto perchè le minacce vengono seguite dai fatti:
+dall'incendio e dall'assassinio. In tempi ordinarî la giustizia colpisce
+i rei; ma è impossibile procedere contro una intera popolazione. Perciò
+in Irlanda o per amore o per timore i contadini diventano complici dei
+reati agrari; non si trovano testimoni a carico degli accusati e su 155
+reati constatati non si poterono colpire che 32 persone. Così la
+giustizia criminale viene paralizzata in una alla civile per opera della
+_land-league_.
+
+Un ultima osservazione per coloro che ignorano la storia dell'Irlanda:
+il socialismo in massima fu estraneo alla nascita di tutte le
+associazioni irlandesi, nelle quali predominò invece il sentimento di
+razza e l'antagonismo religioso: i cattolici irlandesi di origine
+celtica non si seppero mai rassegnare al giogo dei protestanti inglesi
+di razza anglosassone.
+
+ [LE STESSE CAUSE DANNO GLI STESSI EFFETTI]
+
+Il parallelo tra l'Irlanda e la Sicilia potrebbe essere continuato e
+riuscirebbe oltremodo istruttivo nella parte politica; ma ciò mi pare
+che basti per dimostrare che senza il menomo intervento del socialismo
+le stesse cause hanno prodotto gli stessi effetti che in Sicilia. In
+Irlanda e in Sicilia riescono gli _agitatori_ perchè il terreno è adatto
+e fatalmente devono sorgere con qualunque nome e sotto qualunque
+bandiera.
+
+A coloro che per ignoranza o per malafede non sanno scorgere nei
+tumultuosi fenomeni sociali che la mano di sobillatori ripeterò le
+parole dell'arguto Gian Luigi Courier: _les vrais sèditieux sont ceux
+qui en trouvent partout_.
+
+ [GLI ECCITAMENTI NELLE RIVOLUZIONI]
+
+Questo mio modo di vedere è il prodotto della sincera convinzione che
+mi sono andato formando colla osservazione dei fatti; nè la enuncio
+ora per comodità di difesa di amici politici e di avvenimenti ad essi
+voluti intimamente connettere, ma la manifestai, ampiamente e in
+termini identici, dieci anni or sono quando ero ben lungi dal prevedere
+le dolorose contingenze odierne. Allora riportai un caratteristico brano
+del Montchretien--uno scrittore francese del secolo XVII--e
+nell'occuparmi dei rapporti tra rivoluzione ed evoluzione conchiusi con
+queste parole, che tornano più che mai opportune adesso: «Gli scoppi, i
+cataclismi non avvengono per gli eccitamenti di coloro, che la
+rivoluzione predicano come una teoria, come unico mezzo di salute. Essi
+da soli, colla decisa _intenzione_ di provocarla, non approderebbero
+all'intento, quando anche fossero assai più numerosi di quel che sono,
+se altre condizioni determinanti non esistessero. Non si designino
+quindi alla pubblica esecrazione e non si rendano responsabili di
+avvenimenti, che si svolgono indipendentemente dalla loro volontà!»[50]
+
+
+NOTE:
+
+[47] Mi consta con sicurezza che iniziato il periodo della reazione le
+autorità militari dell'isola volevano ad ogni costo farmi arrestare.
+Devo la libertà a qualche eminente magistrato; ed io che ho sentito e
+sentirò il dovere di biasimare la magistratura in più occasioni, sento
+per questo l'obbligo di manifestare pubblica e sincera riconoscenza.
+
+[48] _Le condizioni_ ecc., p. 80. Erra di gran lunga il Di San Giuliano
+quando afferma che le condizioni della provincia di Catania sono le più
+tristi, poichè assai peggiori sono quelle del resto della Sicilia.
+
+[49] Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune spese
+facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala, Trapani,
+Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese, Cefalù-Diana,
+Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini, Montevago, Aragona,
+Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita, S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina,
+Carini, Santa Ninfa, Castellammare, Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone,
+Modica, Chiaromonte-Gulfi, Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini,
+Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena,
+Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina, S.
+Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt'altro che completa e
+sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero note le concessioni
+fatte in seguito ai tumulti.
+
+Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è ingannata
+sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A Roma il _Fanfulla_,
+_l'Opinione_, _il Diritto_ le esposero sommariamente ed esattamente.
+Vanno poi specialmente ricordati per onestà e precisione d'informazioni:
+_Il Secolo_ e il _Corriere della sera_ di Milano, _Il Resto del Carlino_
+di Bologna, _La Tribuna_, il _Messaggero_ e _Il Popolo Romano_ di Roma.
+A questi giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una
+sincera parola di lode.
+
+Il La Loggia ha fatto una diligente statistica delle cause che
+determinarono le principali dimostrazioni e i tumulti da gennajo 1893 a
+gennajo 1894, che mi pare importante riprodurre dal _Giornale degli
+Economisti_ (marzo 1894): divisione demanii comunali 1, cause politiche
+2, tasse locali 48, patti agrarî 7, patti minerarî 1, prepotenze
+amministrative 2, prepotenze di autorità politiche 4, mancanza di lavoro
+1, contratto di lavoro 1.
+
+[50] N. Colajanni: _Il socialismo_. Catania 1884--p. 350 a 352 e 393.
+
+
+
+
+XIX.
+
+LE RESPONSABILITÀ
+
+
+_c)_
+
+IL GOVERNO
+
+Al generale Corsi, che paragonò la Sicilia a una mina già preparata da
+secoli alla quale i _Fasci_ e gli agitatori socialisti diedero fuoco, si
+può rispondere, che più veramente la parte di miccia la fece proprio il
+governo.
+
+Infatti, la responsabilità del governo è immensa; antica e recente;
+diretta e indiretta; positiva e negativa. Su quella, antichissima, che
+si deve considerare come vera opera di preparazione, non ritornerò,
+risguardando essa la formazione dell'insieme di quelle condizioni
+sociali descritte avanti; nè ripeterò ciò che venne esposto
+relativamente alla provocazione, la quale rappresenta una fase più
+recente.
+
+ [I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO]
+
+Il governo è responsabile per la sua azione diretta e che fa capo a
+Roma, e ancora di più per quella dei suoi rappresentanti locali, ora
+disonesti ora inetti--partigiani sempre--contro ai quali gli uomini
+più eletti dell'isola protestarono in ogni tempo invocandoli migliori.
+Di quanto fecero i prefetti e la polizia risponde il governo centrale,
+non solo per le ragioni che derivano dallo stesso regime parlamentare,
+ma ancora di più per la impunità che quello ha voluto sempre concedere
+ai suoi subalterni, e per l'incoraggiamento dato al malfare coi
+premi e le promozioni in ragione diretta della audacia mostrata nella
+violazione delle leggi e di quei principi fondamentali, che--anche se
+non regolati esplicitamente da leggi speciali, come vorrebbe lo Statuto,
+e come sarebbe il caso quanto al diritto di associazione e di
+riunione--dovrebbero pure far parte del diritto pubblico di un paese,
+che creda di vivere sotto il libero regime rappresentativo.
+
+ [L'IMPUNITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+La responsabilità di questa ultima fase di esplosione che ricade sul
+governo per l'inettitudine e per l'imprudenza dei suoi agenti potrei io
+dimostrare con molti esempi. Mi limito solo ad accennare a quel tal
+delegato di Racalmuto, il quale medita stupidamente ed eseguisce una
+aggressione illegale contro una folla di un migliaio di cittadini,
+avendo _due soli_ carabinieri e ch'è premiato, di poi, per essersi
+ecclissato nel momento critico del pericolo; e al delegato di
+Valguarnera che ordina ad altri due carabinieri di far fuoco contro un
+assembramento di parecchie migliaia di persone già eccitate; e faccio
+anche menzione di quel Prefetto di Trapani, che perdette del tutto la
+bussola appena ebbe notizia dei primi tumulti, rimanendo in balia degli
+eventi come fece il suo collega di Napoli nell'agosto del 1893: e di
+tanti altri funzionarî di polizia--specialmente della provincia di
+Caltanissetta--che si sono chiariti di una inettitudine superlativa
+nella ricerca di delinquenti e nella repressione del delitto, ma
+audacissimi nel denunziare come _pericolosi_ i più onesti e pacifici
+cittadini, e che pur sono stati premiati più volte nonostante il
+contrario avviso della magistratura.
+
+Infine, il governo è responsabile quale organo delle classi dirigenti
+per quello che fece e per quello che lasciò sempre fare ad esse
+impunemente; responsabilità grande, che viene riassunta dal generale
+Corsi con questo tratto breve ed efficace: «i più moderati dei
+sommovitori _non potevano fare a meno di pensare_: il governo e i
+gaudenti _promettono e dormono_; bisogna scuoterli, costringerli col
+coltello alla gola.» (p. 371). E davvero, come non scorgere tutta la
+efficienza che doveva venire dalla radicata e ben fondata convinzione
+che nulla c'era da sperare colle buone e colle vie legali dal governo e
+dalle classi dirigenti?[51]
+
+ [L'ALTO SENNO DELL'ON. GIOLITTI]
+
+Quando si perviene alla vigilia della esplosione ed entra in iscena
+maggiormente l'on. Giolitti, corre il debito di dichiarare, che la
+situazione in Sicilia era assai cattiva; ma egli, che doveva risuscitare
+la bandiera sfatata della _sinistra_ con tutte le sue colpe e con tutti
+i suoi errori, ebbe il merito speciale di renderla addirittura pessima
+con tutto quel periodo di provocazione.
+
+Egli peggiorò tutti i cattivi metodi di governo mettendo a disposizione
+dei deputati--divenuti tanti proconsoli in cinquantesimo--prefetti,
+delegati, ed anche magistrati! ed ottenendo, però, un risultato
+insperato e insperabile per altri titoli: una fedeltà, cioè, a tutta
+prova nei rappresentanti dell'isola, che coprirono e legittimarono ogni
+loro voto di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti
+e della risurrezione della _sinistra_... fatta da uomini che erano stati
+i promotori e i campioni del _trasformismo_.
+
+Avvenuta poi la tragedia di Caltavuturo, la cecità e la persistenza del
+governo negli antichi metodi, e la mancanza completa di opportuni
+provvedimenti divennero assolutamente criminose.
+
+Ciò che c'era da temere, ciò che poteva verificarsi si era veduto coi
+fatti: Caltavuturo non fu che un primo sintomo di uno stato generale.
+
+Era urgente provvedere allora e riparare; mostrarne almeno l'intenzione.
+Finalmente, gli avvisi, gli allarmi, le grida di gioia degli uni e di
+paura degli altri rompono l'alto sonno dell'on. Giolitti; ed ecco il
+governo cominciò ad accorgersi che in Sicilia c'era del fuoco
+serpeggiante che minacciava di propagarsi--assurgendo alle proporzioni
+di un grande incendio--e si avvide che questa ipotesi del fuoco sotto
+la neve non era un'immagine poetica, cui si prestava l'Etna maestosa e
+fumante, ma una realtà. Ma pure allora il Presidente del Consiglio non
+si svegliò del tutto: sbadigliò, e sbadigliò da vero ministro di polizia
+dei passati regimi, non sapendo vedere al di là della superficie e
+credendo che con semplici brutali repressioni la si potesse fare finita.
+
+ [UNA INSANA CONFUSIONE]
+
+In Sicilia c'era una quistione di malandrinaggio di cui s'era occupato
+ripetutamente il Parlamento e la stampa; c'era la quistione sociale di
+cui i _Fasci_ erano una fioritura parziale; e l'una e l'altra
+preoccupavano i grandi proprietarî e le classi dirigenti. L'on. Giolitti
+credette dare un colpo da maestro confondendole e giudicando che i
+_Fasci_ non fossero che una speciale manifestazione del malandrinaggio e
+nella sua alta sapienza commise di studiare la quistione sociale al
+direttore generale della Pubblica Sicurezza. Così facendo--confondendo
+il moto sociale colla manifestazione criminosa--credette d'infangare il
+primo per discreditarlo, senza però d'altra parte nutrire la speranza di
+fare scomparire la seconda, che dalla insana confusione non poteva che
+ricevere incremento.
+
+E per giudicare insana tale misura mi appello all'on. Di San Giuliano,
+che pur avendo fatto parte del gabinetto dell'on. Giolitti onestamente
+riconobbe: «che il peggioramento delle condizioni della pubblica
+sicurezza non è un effetto della propaganda, cui si devono i _Fasci_, ma
+tanto il successo di questa propaganda e i disordini che ne conseguono,
+quanto l'aumento dei furti e delle grassazioni sono effetti simultanei
+del disagio economico.» (op. cit. p. 14).
+
+Il generale Corsi alla sua volta fece questa speciale e preziosa
+osservazione: «del moto dei _Fasci_ rimasero quasi affatto immuni i
+circondarî di Cefalù e Mistretta, _quelli appunto ch'erano in maggior
+sospetto di malandrinaggio_.» (p. 366).
+
+ [LA MISSIONE DEL SENATORE SENSALES]
+
+Il senatore Sensales, pei suoi precedenti e pel posto che occupava, era
+certo il meno adatto di tutti a conoscere i mali e a suggerire
+confacenti rimedî.
+
+Del resto, il direttore generale della Pubblica Sicurezza non mostrò
+alcuna intenzione di studiare e conoscere; percorse rapidamente l'isola
+da Palermo a Messina, sentì i prefetti, si fece ossequiare alle stazioni
+ferroviarie _per un minuto_ dai delegati suoi dipendenti, non chiamò
+notabili, non chiamò e non volle sentire gli oppressi. A Corleone
+soltanto--forte della coscienza del proprio retto operato--il Presidente
+del _Fascio_, B. Verro, si presentò da sè al Sensales per sottoporgli le
+doglianze e le ragioni, veri _cahiers_, dei lavoratori della propria
+regione. Onde il Direttore della pubblica sicurezza nulla vide, nulla
+apprese, che non avesse potuto sapere dai rapporti dei suoi dipendenti.
+
+Quale fu, dunque, la sua missione; quale la sua opera?
+
+Eccola: in una delle brevi soste del suo rapido e trionfale viaggio, a
+Girgenti--siamo già in ottobre, proprio alla vigilia dello scoppio--egli
+scopre «che alla fin fine miseria ce n'è stata sempre e ce n'è
+dappertutto; che i _Fasci_ non raggiungerebbero lo scopo
+politico-sociale cui miravano e sarebbero stati sciolti con mezzi che
+non poteva rivelare.»
+
+Non rivelò i mezzi arcani, ma li lasciò intravvedere ai suoi intimi o
+almeno parlò loro un linguaggio così equivoco da farlo interpretare in
+questo modo:
+
+Persecuzione agli elementi migliori dei _Fasci_ in modo che questi si
+sciogliessero spontaneamente, risparmiando al governo l'odiosa
+illegalità di scioglierli esso stesso. E la parola d'ordine data, pare
+che sia stata altrettanto semplice: _arrestare in qualunque occasione e
+per qualunque pretesto_!
+
+E se non fu data in questa forma brutale la istruzione draconiana, i
+subordinati così ebbero ad intenderla e così la eseguirono.
+
+ [N'È DERIVATO...]
+
+Vi furono funzionari onesti e vergognosi dell'opera che compivano, i
+quali da me rimproverati aspramente, mi confessarono con sincerità che
+essi eseguivano gli ordini dei superiori _arrestando ad ogni minima
+occasione, processando con ogni pretesto_! E ciò l'indomani del viaggio
+dell'on. Sensales. Il quale viaggio viene annunziato dal generale Corsi
+così: «l'infelice governo centrale mandò _un alto funzionario_
+(siciliano) a vedere come stessero le cose. _N'è derivato...._» (p.
+336).
+
+I reticenti puntini sono del generale Corsi, che interrompe bruscamente
+i propri commenti e che lascia comprendere chiaramente che a proposito
+della missione del senatore Sensales e dei suoi risultati molte cose
+brutte sa e vorrebbe dire, ma non può.
+
+Perchè si giudichi dell'effetto morale che poteva fare il contegno
+equivoco e misterioso del senatore Sensales bisogna esporre questi
+tratti del carattere dei siciliani quali li riferisce lo stesso
+generale Corsi: «Il siciliano ha bisogno di espansione, di franchezza,
+di verità.--Andategli a viso aperto colla verità, ed egli, foss'essa
+anche una condanna, vi si sottomette. Fategli comprendere
+l'inesorabilità di certe cose, e a lui basta questa sincerità.--Insomma
+coi Siciliani non bisogna adoperare sotterfugi, scappavie o che so
+io;--no, bisogna dir tutto e mantenere sia in bene che in male..... Se
+potete accordate; se non potete non andate per le lunghe, ma dite chiara
+e tonda la ragione.» (pag. 273).
+
+La sapienza di governo dell'on. Giolitti non si limitò all'invio del
+senatore Sensales, che serbò il contegno meno adatto ad inspirare
+fiducia agli isolani; andò oltre, e continuando nell'applicazione del
+criterio che tutto dovesse ridursi a reprimere brutalmente il
+malandrinaggio creò le _zone_ e _sotto-zone_ militari.
+
+ [IL REGNO DELLA SCIABOLA]
+
+L'impressione di quest'altro provvedimento fu penosa; ci fu la delusione
+in coloro che giustamente attendevano misure economiche e riparazioni
+politiche e amministrative; ci fu la paura in quanti ricordavano i fasti
+militari di altri tempi--paura, che si accrebbe quando corse la voce che
+sarebbe stato mandato il generale Baldissera a domare ed incivilire
+l'isola--certo, _more Livraghi_--ci fu in tutti lo accasciamento per la
+ribadita convinzione che il governo era e voleva continuare a mantenersi
+su di una falsa strada. Che la impressione fatta da tale provvedimento
+sia stata realmente penosa sulla generalità si rileva dalla cura del
+generale Corsi nel volerla dileguare e nel trovarla ingiustificata.
+Egli narra, all'uopo, episodî e giudizi, che mirano a provare che il
+_regno della sciabola_ non è così terribile e temibile come si crede e
+che molte volte fece savia opera di pace: ed io che del militarismo sono
+avversario irreconciliabile sento il dovere di dichiarare che in molte
+occasioni ho trovato le autorità militari di gran lunga superiori, per
+tatto e per cuore, alle autorità civili; ma ciò non ostante, a torto o
+ragione, l'impressione non fu buona per quella misura del governo, che
+senza distrurre il malandrinaggio, accrebbe le diffidenze, le antipatie,
+i malumori.
+
+ [L'ATTITUDINE DEL GOVERNO]
+
+La insipienza e la malevolenza del governo non risultava soltanto dai
+provvedimenti succennati, che avrebbero potuto essere spiegati in senso
+favorevole se accompagnati da buoni propositi, ma dalla sua attitudine
+di fronte all'azione dei _Fasci_, durante tutto il 1893: e di fronte ai
+municipi, dall'ottobre al dicembre dello stesso anno: poichè se verso i
+primi si chiariva schiettamente reazionario, la debolezza unita
+all'arbitrio verso i secondi non poteva servire che d'incoraggiamento al
+tumulto, alla violazione della legge dal basso contemporaneamente alle
+violazioni dall'alto.
+
+Invero l'indole dei reati attribuiti dalle autorità ai così detti
+sobillatori e ai _Fasci_, e i pretesti che dettero occasione allo sfogo
+della loro libidine di arbitrî durante il periodo della provocazione,
+furono tali che giustificano l'avere considerato la loro azione come
+essenzialmente provocatrice ed iniquamente partigiana.
+
+Si esagerarono a bella posta alcuni fatti, e della esagerazione dà la
+prova il Generale Corsi, che scrive: «in sostanza l'_Inferno_ a cui s'è
+ridotta la Sicilia è un inferno assai tollerabile, a vederlo da presso,
+_senza paura e senz'odio, senza il maledetto spirito di parte_. Nè tutto
+il male che si poteva e si voleva fare dagli scioperanti fu fatto;
+gl'incendî delle pagliaie e dei fienili non furono molti, non moltissimi
+gli abigeati, i guasti ai colti non frequenti nè grandi; gli armenti non
+furono abbandonati alla campagna dai pastori, come si diceva che sarebbe
+avvenuto; dei campieri non fu fatta strage; i lavoratori chiamati da
+altre parti da alcuni proprietari non furono costretti a cessare il
+lavoro...» (_Sicilia_, p. 337 e 338).
+
+ [LO SCIOPERO PRETESTO DI ARBITRII]
+
+Il pretesto più ordinario agli arresti e agli arbitrî innumerevoli
+perpetrati sotto il ministero Giolitti,--o contro i _Fasci_
+collettivamente o contro i singoli membri--venne somministrato dallo
+sciopero e dai suoi naturali inconvenienti. Questi inconvenienti, che
+ogni giorno si constatano ancora e in maggior misura in Inghilterra, in
+Francia, in Germania, negli Stati Uniti, dove agiscono masse di operai
+colti, educati alla vita pubblica e che hanno da lungo tempo adoperato
+questo mezzo--riconosciuto legittimo da conservatori e da economisti
+liberisti--per migliorare la propria condizione economica col rialzo dei
+salari, dovevano esser guardati con benevolenza dalle autorità perchè si
+sperimentavano nell'agitazione legale intrapresa per la prima volta dai
+lavoratori della Sicilia, incalzati dal bisogno assoluto ed urgente di
+migliorare la propria condizione.
+
+ [QUEL CHE SI FECE IN INGHILTERRA]
+
+Quando si pensa ai tumulti, che caratterizzarono il periodo del
+_luddismo_ in Inghilterra--durante il quale si devastarono e
+incendiarono fabbriche e macchine in considerevole quantità--mentre
+infieriva la reazione dell'_ultra-torismo_ sotto la influenza della
+_Santa Alleanza_, che facevasi sentire anche al di là della Manica;
+quando si riflette alla violenza delle dimostrazioni del _cartismo_
+nella stessa Inghilterra e agli eccessi, alla intolleranza, alle
+persecuzioni, al _boicottaggio_ delle _Trade Unions_ contro i lavoratori
+che non ne facevano parte e non le seguivano nelle lotte contro i
+padroni e contro il capitalismo; quando si pensa ai cosidetti _delitti
+di Sheffield_ e agli altri, che vennero in luce col processo di
+Manchester; quando si pensa alla violenza ed ai mezzi brutali, adoperati
+dagli unionisti contro gli operai non associati, che dai primi vengono
+chiamati sprezzantemente _blacklegs_ e _scabes_ e di cui si ebbero
+numerosi esempi, dopo il 1889, negli scioperi di Londra, di Liverpool,
+di Cardiff, di Southampton, di Manchester ecc., quando si pensa infine
+che gli operai inglesi delle _Unioni_--in un loro congresso a Liverpool
+nel 1890--hanno sinanco chiesto che venisse loro riconosciuto come un
+_diritto_ il cosidetto _Picketing_, cioè l'organizzazione di pattuglie
+destinate a prevenire ed arrestare gli operai, che si portano al lavoro
+in tempo di sciopero! e si paragona tutto ciò alle poche violenze
+commesse dai poveri lavoratori della Sicilia si può comprendere la
+differenza enorme tra il governo inglese e il governo italiano a tutto
+danno e disonore del secondo, la cui condotta non può e non deve
+considerarsi conforme ad un libero regime.
+
+ [NEGLI STATI UNITI]
+
+Se il paragone tra l'attitudine del governo inglese di fronte a violenze
+delle _Trade Unions_--cento volte superiori a quelle dei _Fasci_--e
+quella del governo italiano riesce disonorevole pel secondo, lo stesso
+paragone non può nemmeno porsi con quello degli Stati Uniti dove
+rimasero celebri le violenze di Pittsburg--che sono contemporanee perchè
+ci sia bisogno di ricordarle--e gli eccessi e i pericoli della marcia
+dei disoccupati di Coxey sopra Washington, i diversi scioperi dei
+_Cavalieri del lavoro_ e l'ultimo veramente gigantesco dei ferrovieri di
+Chicago, dell'Illinois e di gran parte della California. Nè si dica, che
+anche il governo della grande repubblica americana ha dovuto ricorrere
+alla repressione, perchè le cagioni e i limiti della medesima non hanno
+affatto che vedere con ciò che avvenne in Sicilia. Al Coxey--che mette
+in pericolo lo Stato e marcia con migliaja di uomini, che assaltano i
+negozî e i treni ferroviarî e all'occorrenza incendiano e
+distruggono--quando arriva a Washington, non viene contestato il diritto
+di dimostrare nei modi cennati, e questi modi non gli vengono addebitati
+come reati, ma viene processato per una contravvenzione ridicola e
+condannato a... _quindici giorni_ di carcere. Bernardino Verro per fatti
+di importanza infinitamente minori e nei quali non ci fu la sua
+partecipazione nè diretta, nè immediata perchè si svolsero in Lercara,
+nella sua assenza, venne condannato a _sedici anni_ di reclusione.
+Debbs, l'organizzatore dell'ultimo sciopero ferroviario--che ha prodotto
+danni per molti milioni e le cui schiere si sono abbandonate a violenze
+inaudite venne processato ed arrestato, ma immediatamente rilasciato in
+libertà sotto cauzione, ai sensi di legge. Ai disgraziati contadini di
+Milocca, accusati d'avere sparso un mucchio di concime--un atto che
+nemmeno costituisce reato e che fu dichiarato inesistente--si nega la
+libertà provvisoria e sono costretti a godersi molti mesi di carcere
+preventivo. E così potrebbe dirsi di cento altri casi.
+
+A chi volesse sostenere che i lavoratori di Sicilia i quali si posero in
+isciopero, commisero violenze, si può contrapporre la testimonianza del
+generale Corsi, che in tutto il suo libro si mostra avversario dello
+sciopero--non avendone un concetto giuridico esatto--ma che pure le
+constatate _violenze contro la libertà del lavoro_ (p. 312) da leale
+soldato è costretto a ridurre alle loro giuste proporzioni, ed afferma,
+come s'è visto, che «_i lavoratori chiamati da altre parti da alcuni
+proprietarî non furono costretti a cessare il lavoro._» (p. 338).
+
+ [QUEL CHE FECE IL GOVERNO ITALIANO]
+
+Il contegno, adunque, del governo rispetto all'azione principale dei
+_Fasci_ fu ingiusto e partigiano; esso non rispettò neppure quella
+famosa libertà nel contratto di lavoro, che in sè stessa, quando è
+rispettata, non giova che pochissimo ai lavoratori, e prese a sostenere
+le ragioni di una classe per ribadire la più odiosa oppressione
+economica contro un'altra ch'era debole sotto tutti gli aspetti.
+
+Il ministero Giolitti, che si era chiarito sistematicamente partigiano e
+ingiusto, privo di ogni sano concetto della sua missione nel periodo
+degli scioperi agrarî, si rivela di una fenomenale debolezza e trascende
+ad altre violazioni della legge o le permette e le incoraggia nella fase
+successiva dei tumulti, che chiameremo comunali.
+
+Quando si accentua il moto di protesta contro le amministrazioni e le
+gravi tasse locali, il governo non sa scegliere la via retta. Poteva
+essere energico e previdente nel senso di ordinare subito un esame per
+vedere ciò che ci fosse di vero nelle lamentanze e nelle accuse dei
+lavoratori e prendere la santa iniziativa delle riparazioni; poteva pure
+con altrettanta energia--se non pari equità--imporre il rispetto della
+lettera della legge: e la farisaica interpretazione della legge dava
+ragione a tutte le amministrazioni locali, costituite ai sensi di legge
+e che legali nella loro azione si dovevano presumere se le autorità
+tutrici, dalle giunte amministrative ai prefetti, le avevano lasciate in
+pace ed erano perciò con loro solidali.
+
+ [QUEL CHE AVREBBE DOVUTO FARE]
+
+Non l'uno, nè l'altro atteggiamento seppe assumere l'on. Giolitti, ma
+invece si limitò a cedere ed a concedere--con manifeste violazioni della
+legge e con sovvertimento di ogni concetto amministrativo--ogni qual
+volta il popolo minacciò, fece dimostrazioni e volle cose giuste non di
+raro frammischiate a pretese assurde, quali poteva suggerirle la
+ignoranza nelle moltitudini e la passione di parte in molti capoccia di
+partiti.
+
+Pochi esempî basteranno a dare una idea di quella che fu l'azione del
+governo sotto questo aspetto e quali furono le conseguenze politiche e
+amministrative.
+
+Per vedere in quali imbarazzi le autorità governative cercarono di porre
+i municipi, ricordo questo caso tipico. Il Municipio di Canicattì ha
+piccolo territorio e la sua risorsa principale per far fronte alle
+_spese obbligatorie_ l'ha nel dazio di consumo. Il Bertagnolli, prefetto
+di Girgenti, volendo evitare tumulti telegrafò al sindaco avv. Falcone
+perchè riunisse il Consiglio e abolisse il dazio sulla farina. Il
+Sindaco giustamente preoccupato dalla impossibilità in cui si sarebbe
+trovato di far fronte alle spese e delle conseguenze della lite che
+l'appaltatore avrebbe intentato al Comune, nè volendo assumersi
+l'odiosità dei tumulti, dignitosamente telegrafò al Prefetto: «Il
+governo, causa unica del disagio economico e del malcontento della
+popolazione in Sicilia, riversa la responsabilità sulle amministrazioni
+comunali. Protesto e rassegno le mie dimissioni.»
+
+ [PRESSIONI IN VISTA DEI TUMULTI]
+
+Quelle pressioni si fecero in vista della possibilità di tumulti; ma non
+fu diversa la condotta quando i tumulti erano avvenuti.
+
+Così in ottobre la mite e tranquilla Siracusa prende l'iniziativa di
+questo movimento anti-amministrativo ed anti-fiscale con un manifesto
+operaio contro le tasse e specialmente per la soppressione delle tasse
+di rivendita. Il Prefetto e la Giunta comunale promettono di ridurle,
+dichiarando che non possono sopprimerle perchè altrimenti non verrebbe
+approvata dalla Giunta amministrativa, la sovrimposta fondiaria. Avviene
+una dimostrazione: si chiudono i negozi, si assalta il Municipio, si
+distruggono arredi e mobili, si tenta d'incendiare gli archivi. Sedato
+il tumulto il Consiglio approva i provvedimenti promessi dalla Giunta.
+La vittoria rimane ai tumultuanti.
+
+ [IL FATTO PIÙ CONTAGIOSO]
+
+Ma i fatti ch'ebbero maggiori conseguenze e che furono
+straordinariamente contagiosi avvennero a Partinico. Ivi non una, ma
+molte furono le dimostrazioni contro le tasse e contro il municipio con
+violenza crescente. Si conceda pure che l'amministrazione fosse cattiva,
+gravosi i dazî di consumo e angarici i modi di esazione dei quali
+maggiormente si lamentano i caprai per la tassa di rivendita sul latte;
+certo è, però, che l'amministrazione non poteva riformarsi ad un tratto,
+nè i dazî potevansi abolire in tutto o in parte con modi illegali e
+durante l'anno finanziario. Giunta comunale e Consiglio, impauriti, la
+danno vinta ai tumultuanti e si affrettano a soddisfare le loro domande
+senza preoccuparsi menomamente del bilancio e della legalità; dell'una
+cosa e dell'altra invece si prese pensiero la Giunta provinciale
+amministrativa di Palermo e annulla le illegali determinazioni. Allora
+interviene un _consigliere_ di Prefettura che va ad assumere i
+lillipuziani pieni poteri in Partinico e si schiera contro la legge e
+contro la Giunta provinciale amministrativa ed in favore dei dimostranti
+e della violenza, condendo i suoi atti con tribunizie orazioni.
+
+La notizia si sparge rapida come il fulmine in tutta la provincia di
+Palermo e nelle limitrofe e il fermento diviene generale; tutti pensano
+che basti chiedere e fare una dimostrazione per ottenere giustizia--o
+quella che tale si ritiene--e lo si fa credere ai lavoratori sofferenti
+da tempo e che vedevano finalmente spuntare l'ora delle rivendicazioni.
+Se Prefetti, Consiglieri e segretarî davano apertamente ragione ai
+tumultuanti, c'è da meravigliarsi se nelle masse prese salde radici la
+convinzione che il governo non vedeva male il movimento contro le
+amministrazioni comunali? c'è bisogno di ricorrere alla astuzia, alle
+mali arti dei sobillatori se il popolo credette che il grido di _Viva il
+Re!_ lo salvava dall'ira del governo e che i ritratti del Re e della
+Regina agivano quali talismani, contro le truppe? c'è da sorprendersi
+se i partiti, che da tempo chiedevano invano inchieste e scioglimento di
+consigli, si sentirono incoraggiati, autorizzati anzi, a ricorrere a
+mezzi spicciativi, che conducevano rapido e difilato allo scopo agognato
+con tanto ardore... di dare il gambetto agli avversarî?
+
+Francamente, ci vuole molta ingenuità--o molta malignità--per
+meravigliarsi o fingere sorpresa che i primi tumulti siano stati
+terribilmente contagiosi. Sarebbe stato davvero sorprendente se fosse
+avvenuto altrimenti. Il governo dell'on. Giolitti, dunque sia che
+provochi e reprima, sia che ceda e conceda non fa che preparare,
+promuovere, incoraggiare le manifestazioni sediziose; e per una fatalità
+quest'azione del governo doveva venire ribadita dall'opera della
+magistratura tutte le volte in cui essa rendeva giustizia, e non bassi
+servizî al governo.
+
+Epperò tutti gli abusi e le prepotenze da un lato, tutte le proteste e
+le violenze dall'altro, tutti i conflitti si risolvevano in
+incoraggiamenti al tumulto, dei quali la responsabilità ricade sul
+governo, in tutti i modi.
+
+ [DOPO IL 23 NOVEMBRE '93]
+
+Se la condotta dell'on. Giolitti fu ora fiacca ora violenta, sempre
+impreveggente e inopportuna durante la sua vita normale, si può
+immaginare quello che divenne all'indomani del 23 novembre, quando pel
+colpo assestatogli dal _Comitato dei sette_ fu costretto più che alle
+dimissioni, alla fuga. Benchè dimesso, però, il ministero dell'on. di
+Dronero dovette rimanere al potere durante la lunga crisi terminata
+colla formazione del gabinetto presieduto dall'on. Crispi.
+
+ [ANARCHIA DI GOVERNO]
+
+In questo intervallo, la fase dei tumulti divenne acutissima ed era il
+momento in cui maggiore si sentiva il bisogno di un governo che avesse
+coscienza della gravità della situazione e forza e intelligenza adeguata
+alla medesima per riparare. Entrambi questi precipui fattori di un buon
+governo erano stati deficienti nell'on. Giolitti quando era sorretto dal
+concorso di una grande maggioranza parlamentare, ciecamente devota; non
+poteva sperarsi che prendessero incremento quando egli fu condannato, e
+abbandonato nella posizione delicatissima in cui anche uno statista di
+mente superiore si sarebbe trovato imbarazzato per il timore di
+pregiudicare la condotta che avrebbe potuto prendere il successore e di
+precipitare gli eventi. Aumentarono quindi le incertezze, le
+contraddizioni, la debolezza; per un mese circa, si può affermare che ci
+fu assenza di vero governo direttivo, ed anarchia completa tra i
+funzionarî civili e militari: prefetti, delegati, comandanti di zone e
+di sotto-zone agirono senza indirizzo e senza unità lasciandosi guidare
+dagli avvenimenti e prendendo consiglio dal proprio cervello,
+inspirazione dal proprio cuore; e l'anarchia, manco a dirlo, fu tutta a
+benefizio degli elementi che credevano di avere qualche cosa da
+rivendicare o di tutti i caduti nelle lotte amministrative che volevano
+la rivincita.
+
+Di questa anarchia fu data una spiegazione malevola da coloro i quali
+affermarono che l'on. Giolitti la favorì coscientemente per lasciare al
+successore una tristissima eredità; come a mio giudizio malignarono--e
+la malignità accortamente fe' capolino nella discussione
+parlamentare--quanti pensarono e dissero che l'on. Crispi avesse
+soffiato nel fuoco per rendersi necessario al potere. Nei precedenti,
+nel temperamento dei due ministri vanno ricercate le cause naturali
+della loro condotta.
+
+ [L'ON. CRISPI]
+
+Finalmente dopo l'intermezzo comico del ministero Zanardelli, annunziato
+e disfatto nello stesso momento, l'on. Crispi succede all'on. Giolitti.
+
+Chi avvicinò l'on. Crispi sul finire di dicembre 1893--ed a me toccò
+questo non ricercato onore--rimase impressionato della conoscenza
+precisa che egli aveva degli uomini e delle cose di Sicilia, delle cause
+vere che avevano preparato da gran tempo gli avvenimenti dolorosi
+dell'anno che moriva. Le intenzioni che mostrava, per riparare ai gravi
+mali, per rimuoverne le cause erano ispirate a patriottismo dell'antica
+lega--e non della nuova di cui vergognosamente si abusa a Montecitorio,
+rendendo ridicola o invisa la parola _patriottismo_.--In lui sembrava
+rivivere l'antico promotore e organizzatore della spedizione dei Mille
+della cui risurrezione s'era avuto un barlume nel discorso di Palermo.
+
+L'on. Presidente del Consiglio non si nascondeva le grandi difficoltà
+della situazione; era giustamente convinto che in quanto a provvedimenti
+d'indole economica e sociale l'imbarazzo era grande, ma riconosceva che
+bisognavano misure radicali e non rifuggiva dall'accennare a censimenti
+obbligatori dei latifondi e ad altri rimedî che dalle anime timide e
+grette avrebbero potuto essere considerati rivoluzionarî e sovvertitori
+degli ordinamenti economici e politici vigenti. Superfluo aggiungere che
+per realizzare un vasto piano di riforma sociale era indispensabile il
+concorso del Parlamento ed un certo tempo per prepararlo, discuterlo e
+farlo accettare; che sarebbe stato necessario appellarsene al paese, se
+la Camera attuale, com'era temibile, non avesse voluto seguirlo.
+
+Nessuno poteva disconvenire su tali apprezzamenti della situazione; e
+quanti sentirono i suoi propositi non potevano che approvarlo e lodarlo,
+non esitando anche di fargli comprendere, che il compimento di tale
+opera avrebbe potuto chiudere splendidamente la sua vita politica, ed
+acquistargli benemerenze maggiori di quelle che gli vennero dallo sbarco
+di Marsala.
+
+ [SUA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE]
+
+Ma la grave situazione del momento imponeva provvedimenti immediati
+che dovevano essere presi piuttosto oggi, che domani. Ed egli non
+poteva prenderne da solo e immediatamente che sul terreno
+politico-amministrativo; e annunziò che li avrebbe presi. Egli
+avvertiva, che spesso ad impedire che si ricorresse all'uso delle armi
+bastava spiegare le forze in proporzioni imponenti, perciò sentiva il
+bisogno d'inviare immediatamente molte truppe in Sicilia, non per fare a
+quelle popolazioni la cura del piombo, ma per incutere timore e far
+convinti i riottosi che il governo avrebbe saputo e potuto reprimere
+energicamente e prontamente. Per quanto il contatto tra soldati e
+cittadini eccitati sia riuscito sempre pericoloso, pure è duopo
+convenire che lo spiegamento di grandi forze di fronte alle popolazioni
+in fermento riesce meno dannoso dello invio di piccoli distaccamenti,
+che--per paura di vedersi sopraffatti dal numero stragrande dei
+cittadini anche inermi--si sentono trascinati, quasi da legittima
+difesa, a far fuoco. E fu questo proprio il caso a Caltavuturo, a
+Giardinello, a Pietraperzia, a Gibellina, a Santa-Caterina Villarmosa,
+dove chi comandava i soldati credette di salvare la propria vita colle
+scariche micidiali contro le inermi popolazioni.
+
+Le date dolorose di Pietraperzia, di Gibellina, di Santa-Caterina ecc.
+avvertono che disgraziatamente sotto l'on. Crispi si continuò nella
+pericolosa condotta di mandare piccolissimi distaccamenti ad imporsi ad
+interi comuni tumultuanti e che se ne ebbero gli stessi disastrosi
+risultati ottenuti sotto l'onorevole Giolitti; mentre per altro verso
+ciò che successe a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Monreale, ecc.,
+dimostra, che, quando si volle e si seppe, si poterono evitare gli
+eccidî.
+
+ [INTENZIONI]
+
+L'on. Crispi, che conosceva la inettitudine o la malvagità di molti
+prefetti, di molti questori, di molti magistrati--ed in questa
+conoscenza e nella valutazione delle persone si mostrava di una
+meravigliosa chiaroveggenza--sentiva il bisogno di un vero _repulisti_,
+di un mutamento rapido, fulmineo. A chi gli osservò, che si cominciava
+male mandando un militare a reggere la prefettura di Palermo--ed aveva
+buon giuoco ricordando a lui, che li conosceva appieno, i fasti della
+prefettura militare del Generale Medici, che riuscì ad elevare a metodo
+di governo i procedimenti della _mafia_--egli rispondeva che Winspeare
+ed altri pochissimi buoni prefetti, che ha l'Italia, si erano rifiutati
+di andare a Palermo; che Morra di Lavriano si era mostrato mite e
+conciliante, poco soldatesco a Napoli nelle dimostrazioni di Agosto; che
+a correggere la impressione sinistra che poteva fare l'annunzio della
+reggenza della prefettura di Palermo affidata ad un generale, intendeva
+immediatamente farla seguire dalla nomina di un distinto magistrato a
+questore di quella città.[52]
+
+ [PROPOSITI]
+
+L'on. Crispi, infine, che conosceva il mal governo fatto della cosa
+pubblica da moltissime amministrazioni comunali e la giustezza dei
+risentimenti del popolo annunziava che molte ne avrebbe sciolte, che
+avrebbe fatto riesaminare i bilanci e i ruoli delle più odiose imposte,
+che avrebbe fatto raddrizzare i torti e preparato la ricostituzione
+delle amministrazioni locali, prendendo come mezzo la massima libertà e
+come fine la giustizia, sbandendone tutte quelle preoccupazioni
+politiche e partigiane che sogliono ordinariamente presiedere alle
+elezioni amministrative sotto la ispirazione preponderante e trionfante
+dei Regi Commissarî straordinarî.
+
+Tutto questo qui si ricorda non per trovare attenuanti a coloro i quali
+ingenuamente poterono credere che l'on. Crispi risolutamente pensasse a
+risolvere il ponderoso problema della Sicilia coi principi di equità e
+di libertà; ma solamente per mostrare che egli aveva conoscenza piena ed
+intera dei termini del problema e per poterne stabilire la
+responsabilità completa nel caso che i fatti che esamineremo non
+corrispondano ai principî che si avrebbe dovuto far prevalere. In questo
+caso egli non può dire: _ignoravo la situazione reale, non conoscevo gli
+uomini e le cose!_
+
+ [I FATTI!]
+
+E disgraziatamente l'on. Crispi subito dopo aver manifestato tanti
+propositi belli cominciò ad agire come avrebbe potuto fare chiunque
+avesse ignorato le vere condizioni della Sicilia. L'on. Giolitti non
+aveva saputo escogitare in prò dell'isola che la istituzione delle zone
+e sotto zone militari; l'on Crispi, mutando subitamente pensiero, con lo
+Stato di assedio annunziato e proclamato il 4 Gennaio, pose la Sicilia
+sotto il comando assoluto e incontrollabile del generale Morra, conte di
+Lavriano e della Montà.
+
+A giustificare il proprio operato il Presidente del Consiglio dei
+ministri addusse la circostanza, che i torbidi della fine di dicembre
+continuarono e si estesero. Ma perchè la giustificazione avesse valore
+bisognerebbe dimostrare che qualche cosa si era fatto per impedire che
+continuassero...
+
+La continuazione dei tumulti si doveva prevedere, poichè nessuna delle
+cause che li avevano determinati era stata rimossa; non era stato preso
+alcun provvedimento che avesse potuto modificare la situazione,
+incutendo timore, suscitando speranze, ispirando fiducia.
+
+Rimanevano dunque intatte le cause antiche ed intatta rimaneva la
+contagiosa sovraeccitazione dei mesi di novembre e di dicembre:
+sovraeccitazione che non poteva scomparire ad un tratto, al semplice
+annunzio dell'arrivo al potere dell'on. Crispi, non seguito neppure da
+uno di quei proclami ad effetto, che avrebbero potuto impressionare il
+cervello dei meridionali.
+
+Un atto c'era, che avrebbe potuto esercitare una immediata azione
+sedatrice: una amnistia pronta e intera, ch'era attesa e invocata da
+tutti come caparra di una nuova êra riparatrice, che andava ad
+iniziarsi. Della convenienza del provvedimento rispondente al desiderio
+generale mi feci interprete alla Camera dei deputati alla presentazione
+del nuovo ministero; ma non potei ottenere niuna dichiarazione
+seriamente incoraggiante. E dare l'amnistia più che savia misura di
+governo era opera doverosa per chi era convinto che in fondo le
+popolazioni avevano ragione, e che potevano soltanto biasimarsi i mezzi
+adoperati per farla prevalere.
+
+Non si potevano attendere gli sperati risultati dal ritiro della
+squadra, che stava a minaccia di Palermo. L'atto avrebbe solo potuto
+lusingare la città delle barricate, che non si era mai mossa e che non
+aveva menomamente accennato a dimostrazioni e tumulti, e che perciò
+rimase del tutto indifferente all'arrivo e alla partenza delle navi di
+guerra, dalla cui presenza poteva sperare qualche vantaggio economico,
+non temere offese.
+
+ [L'OPERA DI PACIFICAZIONE DELL'ON. CRISPI!]
+
+A che cosa si ridusse l'opera di pacificazione dell'on. Crispi?
+
+A un telegramma al sindaco di Lucca Sicula; ma fu tale misera cosa, che
+suscitò l'ilarità in alcuni, l'amara delusione o l'indignazione in
+altri.
+
+In un sol caso si poteva pensare e supporre che l'annunzio dell'on.
+Crispi al potere _da solo_ avrebbe potuto riuscire miracolosamente a
+produrre la pacificazione degli animi: in quello in cui il Presidente
+del Consiglio avesse davvero avuto parte diretta nell'eccitamento. E
+l'ipotesi calunniosa venne scartata.
+
+Il corso degli avvenimenti, quindi, doveva continuare; e continuò,
+rimanendo immutata la enorme responsabilità del governo che in tutti i
+tempi e in tutti i modi li aveva preparati, determinati ed accelerati.
+
+Disgraziatamente se mostrossi cieco, impreviggente chi dirigeva le sorti
+d'Italia in Roma, non si mostrarono più avvedute le classi dirigenti in
+Sicilia. Esse, che tanto avevano contribuito a creare la situazione
+anormale nel momento della crisi acuta, in generale--chè non mancarono
+le nobili e lodevoli eccezioni--furono liete dell'indirizzo preso dal
+governo; e derisero, denunziarono, angariarono i _Fasci_ e i loro socî.
+
+ [GRANDE COLPA DELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+Grande è la colpa delle classi dirigenti per la loro fanatica resistenza
+alle riforme e alle concessioni, e dove esse contribuirono ad eccitare
+gli animi per i loro fini partigiani, si mostrarono di una fenomenale
+ignoranza sulle condizioni psicologiche delle folle, prodotte da quelle
+economiche ed intellettuali. Esse accesero l'incendio, ma non credevano
+che tanta materia vi fosse da farlo divampare terribilmente; si videro
+sorpassate nelle intenzioni e si spaventarono della lava che minacciava
+travolgere tutto e tutti. Ond'è che in più luoghi, nell'ora del
+pericolo, tornarono elementi di _ordine_, si riconciliarono coi nemici
+della vigilia e si misero a disposizione del governo e abbandonarono gli
+alleati popolari, quando non li poterono più condurre a loro libito.
+Così a Lercara, ad esempio, i popolani che insistevano nelle
+dimostrazioni credendosi spalleggiati da una casa potente--che avrebbe
+saputo impedire l'uso della forza contro di loro--imprecarono ai vili,
+che li avevano traditi.
+
+ [OGNI LORO SPERANZA È NEL GOVERNO]
+
+Nell'ora suprema l'ignoranza e l'egoismo delle classi dirigenti non
+furono uguagliati che dalla loro paura; ed esse non seppero neppur
+tentare di opporre una diga morale e materiale alla marea sormontante.
+Ogni speranza di salvezza riposero nel governo, da cui--come in più
+luoghi dimostra il generale Corsi--tutto attendevano e con questa
+assenza di ogni loro iniziativa si rivelarono indegne di un libero
+regime. Sicchè è forza convenire che la responsabilità enorme del
+governo negli avvenimenti di Sicilia non è pareggiata che da quella
+delle classi dirigenti.
+
+
+NOTE:
+
+[51] Gli effetti di questa dolorosa situazione potrei metterli in
+evidenza con una serie di documenti strani. Finiti i tumulti, nella
+presente reazione, il governo--se non altro per illudere--ha mostrato la
+intenzione di riparare alle più stridenti ingiustizie in certi comuni, i
+quali richiamarono l'attenzione sua colle violenze, e prosegue a non
+curarsi di quelli altri comuni che gli si sono rivolti nei modi più
+pacifici e più legali, colle istanze ed anche colle petizioni al
+Presidente del Senato e della Camera dei deputati. Da molti punti--ad
+esempio, da Petralia Soprana--mi si è scritto _deplorando_ di esser
+rimasti calmi, quando gli altri si agitavano. Com'é eloquente ed
+istruttivo questo rammarico... di non avere violato la legge!
+
+[52] Non credo di andare errato affermando ch'era pronto il decreto, col
+quale veniva nominato a questore di Palermo il Regio Procuratore di
+Trapani. La nomina venne contromandata per volere del Generale Morra di
+Lavriano, che ad ogni costo volle conservato il Lucchese.
+
+
+
+
+XX.
+
+LA REAZIONE
+
+
+Col gennaio del 1894 comincia la diretta e più grave responsabilità
+dell'on. Crispi, però che egli organizzò ed intese con tutte le sue
+forze ad esplicare la reazione. E invero i primi atti di essa, decisi e
+violenti, rispondono al carattere dell'inspiratore, il quale non mai
+seppe rifuggire dalle esagerazioni, nel male e nel bene, pur di riescire
+in quello ch'è il suo intento immediato.
+
+Onde, come non titubò a esagerare, nel 1860, l'importanza delle notizie
+che venivano dalla Sicilia, per indurre più presto alla spedizione di
+Marsala il generale Garibaldi, così, ora--invecchiato di trentaquattro
+anni il suo difetto mentale--non ha esitato un istante ad esagerare,
+fino a potere considerarsi falsate, le condizioni della stessa Sicilia,
+quasi per poter fare a ritroso--spinto dall'accecamento abituale della
+sua sincera megalomania--la spedizione di Marsala.
+
+Si comincia col reale decreto del 3 gennajo 1894, contro firmato dal
+Consiglio dei ministri col quale si proclama lo Stato d'assedio in
+tutte le provincie della Sicilia; vi si nomina Regio Commissario
+straordinario con pieni poteri il tenente generale Morra di Lavriano e
+della Montà, comandante il XII Corpo di armata.
+
+ [I PRIMI ARRESTI]
+
+Il regio Commissario si pone subito all'opera e nello stesso giorno fa
+arrestare i membri del Comitato Centrale dei _Fasci_: on. G. De Felice
+Giuffrida, Avv. G. Montalto, avv. Francesco De Luca, e Nicola Petrina.
+
+Un membro del Comitato, l'avv. L. Leone, sfugge alle ricerche della
+polizia e ripara a Malta; Bosco, Barbato e Verro, vengono arrestati dopo
+qualche tempo, mentre cercavano riparare all'estero; ma quasi a compenso
+di queste prede mancate venne arrestato l'avv. F. Maniscalco, che del
+Comitato non faceva parte e ch'era semplicemente direttore della
+_Giustizia sociale_.
+
+Per poter calcolare l'opportunità e la giustizia di questi primi arresti
+si deve notare che alla vigilia il _Comitato Centrale dei Fasci_ si era
+riunito in Palermo e dopo una discussione lunghissima ed animata, con
+maggioranza di _sei_ contro _uno_, aveva deciso di non promuovere la
+insurrezione, ma di lanciare un manifesto ai lavoratori.
+
+ [UN MANIFESTO CRIMINOSO]
+
+Il quale potrà essere tutto, meno che criminoso e non potrà mai servire
+a mascherare le intenzioni di chi lo tolse a pretesto per fare arrestare
+coloro che lo redassero e lo sottoscrissero.
+
+Il manifesto è il seguente:
+
+ _Lavoratori della Sicilia!_
+
+ «La nostra isola rosseggia del sangue dei compagni che sfruttati,
+ immiseriti, hanno manifestato il loro malcontento contro un
+ sistema dal quale indarno avete sperato giustizia, benessere e
+ libertà.
+
+ L'agitazione presente è il portato doloroso, necessario, di un
+ ordine di cose inesorabilmente condannato, e mette la borghesia
+ nella necessità o di seguire le esigenze dei tempi o di
+ abbandonarsi a repressioni brutali.
+
+ In questo momento solenne, mettiamo alla prova le declamazioni
+ umanitarie della borghesia, e in nome vostro chiediamo al governo:
+
+ 1º Abolizione del dazio sulle farine;
+
+ 2º Inchiesta sulle pubbliche amministrazioni della Sicilia, fatta
+ col concorso dei Fasci;
+
+ 3º Sanzione legale dei patti colonici deliberati nel congresso
+ socialista;
+
+ 4º Sanzione legale delle deliberazioni del congresso minerario di
+ Grotte e costituzione di sindacati per la produzione dello zolfo;
+
+ 5º Costituzioni di collettività agricole e industriali, mediante i
+ beni incolti dei privati e i beni comunali dello Stato e dell'asse
+ ecclesiastico non ancora venduti, nonchè espropriazione forzata dei
+ latifondi, accordando temporaneamente agli espropriati una rendita
+ annua che non superi il 3% del valore dei terreni;
+
+ 6º Concessione di tutti i lavori, delle pubbliche amministrazioni e
+ di quelle dipendenti o sussidiate dallo Stato, ai Fasci dei
+ lavoratori senza obbligo di cauzione;
+
+ 7º Leggi sociali, che basandosi su di un minimo di salario ed un
+ massimo di ore di lavoro, valgano a migliorare economicamente e
+ moralmente le condizioni dei lavoratori;
+
+ 8º Per provvedere alle spese necessarie per mettere in esecuzione i
+ suddetti progetti; per acquistare strumenti da lavoro tanto per le
+ collettività agricole quanto per quelle industriali: per anticipare
+ alimenti ai soci e porre le collettività in grado di funzionare
+ utilmente, stanziare nel bilancio dello Stato la somma di venti
+ milioni di lire.
+
+ _Lavoratori!_
+
+ Seguitate intanto a organizzarvi, ma ritornate alla calma perchè
+ coi moti isolati e convulsionari non si raggiungono benefizi
+ duraturi.
+
+ Dalle decisioni del governo trarremo norma per la condotta che
+ dovremo tenere.»
+
+Vi sarà forse agio a ritornare sul valore di questo manifesto; per ora
+basta osservare che ogni singolo articolo di questo programma
+d'immediata attuazione ch'è contenuto nel manifesto è stato sostenuto da
+ministri ed ex-ministri del regno d'Italia e da uomini temperatissimi,
+nessuno dei quali venne mai incriminato. Nello insieme il programma
+invocava il miglioramento della condizione economica dei lavoratori; ma
+non avrebbe potuto scandalizzarsene l'on. Crispi, che nel suo discorso
+di Palermo del 1886 aveva detto queste parole.
+
+ [LE PAROLE DI CRISPI]
+
+«... Il Secolo XVIII ci diede l'emancipazione della borghesia; il secolo
+XIX ci darà l'emancipazione delle plebi... La borghesia non ha più nulla
+da chiedere e nulla da ottenere. Nell'ordine politico e amministrativo
+essa non ha rivali pel governo della nazione; nell'ordine economico ha
+un impero assoluto, perchè sua è la ricchezza del paese... Colla terra e
+col denaro tiene incontrastato il dominio economico che le assicura
+quello politico.
+
+«Alle plebi manca tutto... Bisogna, infine, che gli operai siano redenti
+dalla schiavitù dell'ignoranza e dalla schiavitù del capitale.»
+
+C'era forse una minaccia nelle ultime parole del manifesto del Comitato?
+Ma era sempre formulata in termini più blandi e meno rivoluzionarî di
+quelli adoperati dallo stesso on. Crispi in un telegramma del 1892 alle
+società popolari di Siracusa.
+
+La gravità e la incriminabilità del manifesto risultavano dalle
+condizioni del momento in cui era stato lanciato e dalle persone cui era
+diretto? Ma per fare effetto--e l'effetto che si desiderava era la
+calma--sopra popolazioni in fermento, tale linguaggio era il solo adatto
+perchè dava affidamento ad esse che la loro causa non sarebbe stata
+abbandonata e che le loro giuste rivendicazioni sarebbero state
+propugnate con energia.
+
+Ad ogni modo il linguaggio di giovani ardenti e non trattenuti da alcun
+legame ufficiale era sincero, corrispondeva alla verità e fa uno strano
+contrasto con quello dell'on. Crispi, che nella relazione pel decreto
+sullo stato di assedio dice: i tumulti essere stati provocati da gente
+_dedita ad ogni sorta di delitti_; saccheggi, incendî, assassinî, rapine
+essere stati commessi _in quasi tutti i comuni dell'isola_.
+
+ [UNA ESAGERAZIONE PARADOSSALE]
+
+Tutto ciò, quando non lo si voglia dire... assolutamente falso, bisogna
+qualificarlo esagerato in modo superlativo. Ed è evidente che
+l'esagerazione paradossale, aveva l'ufficio di mascherare la reazione.
+
+Di fronte alla reazione, che si avanzava a grandi passi, sicura di
+vincere, perchè sorretta dai grossi battaglioni, dai cannoni, dalla
+cavalleria, dalle navi, dalla polizia, dalle insidie, dalle calunnie,
+dallo spionaggio, dal concorso di buona parte delle così dette classi
+dirigenti; sicura di vincere perchè doveva combattere contro elementi
+inermi, disorganizzati, senza programma vero di rivoluzione, senza mezzi
+di resistenza, senza sicurezza di vedere secondati i proprî conati dalle
+provincie del continente le quali lasciavansi tranquillamente sguernire
+di truppe, inviate in Sicilia a reprimere severamente e rapidamente moti
+ch'erano incomposti ed a-politici, ma che pure potevano trasformarsi da
+sommossa in rivoluzione, divenne scabrosissima la situazione di quanti
+parteggiavano per la causa popolare ed erano dichiaratamente
+repubblicani e socialisti. A loro s'imponeva il prendere una vigorosa
+decisione ed assumerne piena ed intera la responsabilità.
+
+ [LA CONDOTTA DEI SOCIALISTI]
+
+La presero e la manifestarono nel modo migliore ch'era loro consentito,
+colla maggiore rapidità possibile per iscongiurare nuovi _salassi_ al
+popolo, che tornavano graditissimi in alto; per impedire che venisse del
+tutto distrutta una organizzazione che poteva essere feconda di bene;
+per evitare che la reazione trovasse nella continuazione dei tumulti
+nuovi pretesti per _farla finita_ colla parte popolare. Perciò nella
+sera del giorno 5 dopo l'arresto dell'intero Comitato centrale dei
+_Fasci_ e di altri egregi cittadini, dopo la proclamazione dello Stato
+di assedio, dopo l'arrivo continuo e incontrastato dal continente di
+nuovi reggimenti, repubblicani e socialisti, che non erano nelle
+prigioni, si riunirono e decisero dopo seria ma rapida discussione, di
+rivolgere un appello ai lavoratori dell'isola, diramarlo per mezzo del
+telegrafo nelle Provincie e farlo pubblicare dai giornali di
+Palermo.[53] Per fare tutto ciò vi era un ostacolo: il generale Morra di
+Lavriano. Egli in forza dei poteri eccezionali che gli erano stati
+accordati poteva trattenere i telegrammi e sequestrare o sopprimere i
+giornali; e siccome ad ogni costo si voleva raggiungere lo scopo nel più
+breve tempo possibile si pensò di mandare ad avvertire il Regio
+Commissario straordinario di quanto s'intendeva di fare. A me ch'ero
+stato chiamato a Palermo telegraficamente nello stesso giorno fu
+affidato tale incarico, che nel modo che potei migliore disimpegnai
+nella stessa sera del giorno 5 verso ventitrè ore.
+
+Trovai nel Generale Morra di Lavriano persona squisitissima nella forma,
+ma irremovibile nella sostanza di negare il permesso alla trasmissione
+telegrafica dell'appello a firma di molti repubblicani e socialisti. Ma
+siccome si sarebbe messo sfacciatamente dal lato del torto impedendo che
+ai lavoratori si trasmettesse una parola che poteva essere ascoltata e
+che consigliava la calma e la cessazione dei tumulti, così ricorse
+all'espediente di consentire l'appello purchè esso portasse la mia sola
+firma.
+
+ [UNA CIRCOLARE AI LAVORATORI DI SICILIA]
+
+Esposi agli amici, che attendevano ansiosi l'esito del colloquio, tutti
+gl'inconvenienti della soluzione proposta e dichiarai la mia grande
+avversione ad assumere la responsabilità di un atto, che per gli uni
+doveva crearmi un titolo di onore, che non mi spettava, e per gli altri
+un grave demerito non meritato del pari. Ma gli amici m'imposero di
+sobbarcarmi a tutto ed alla fine acconsentii a firmare l'appello, purchè
+nei giornali di Palermo contemporaneamente alla sua pubblicazione
+venisse detto perchè e come era stato da me solo sottoscritto. Ciò fu
+fatto in Palermo: e ciò venne inoltre telegrafato dai rispettivi
+corrispondenti ai principali giornali del continente (_Secolo_,
+_Tribuna_, _Resto del Carlino_, _Roma_, _Messaggero_, _Corriere della
+sera_, ecc. ecc.)[54].
+
+ [UN MANIFESTO NEL CONTINENTE]
+
+Poco dopo che in nome dei repubblicani e socialisti di Sicilia venne
+diramato il telegramma-circolare, che raccomandava la calma, un
+manifesto che riusciva alla identica conclusione venne pubblicato nel
+continente a firma del gruppo parlamentare del Partito italiano dei
+lavoratori. Non ci fu intesa tra l'uno e l'altro ed è notevole perciò la
+concordanza degli intendimenti manifestati, come indizio sicuro che essi
+rispondevano alle esigenze del momento.
+
+ [INSINUAZIONE VOLGARE]
+
+Quale sia stata l'influenza delle parole e dei consigli del partito
+repubblicano e socialista non è il momento di esaminare; nè potrei
+essere adatto a farlo. Mi sarà consentito, però, di notare che in Italia
+fece una eccellente impressione e che l'opera di tale partito venne
+giudicata come una vittoria morale sul Regio Commissario straordinario
+ed una condanna della inerzia di altri uomini politici, specialmente
+siciliani, che avrebbero dovuto farsi vivi in momenti di pericolo. Tale
+impressione fu tanto viva, che a smorzarla qualche pietoso giornale
+governativo annunziò seccamente ed _ingenuamente_ che il telegramma era
+stato formulato di accordo tra me... e il generale Morra di Lavriano. La
+insinuazione volgare da nessuno potrà meglio essere stigmatizzata quanto
+dallo stesso Regio Commissario straordinario.
+
+Se il partito repubblicano-socialista fece il dover suo consigliando la
+calma nella speranza d'infrenare la reazione togliendole ogni pretesto
+ad infierire, non fu, però, fortunato perchè la reazione non si arrestò;
+sopratutto--stando ad alcune voci accreditate,--per opera di alcuni noti
+uomini politici, che circuivano a Palermo il generale Morra di Lavriano
+ed a Roma l'on. Crispi[55].
+
+A me che avvertii il Presidente del Consiglio, che i suoi funzionari lo
+disonoravano facendosi strumento di iniqua reazione rispose, assoluto ed
+altezzoso come sempre, _che sotto il suo governo non sarebbe possibile
+la reazione_.
+
+I fatti si dettero la briga di smentirlo brutalmente, come si potrà
+rilevare dalla loro rapida rassegna.
+
+Il primo sintomo delle tendenze reazionarie si ebbe colla proclamazione
+dello Stato d'assedio nelle città tutte che avevano mantenuto un ordine
+esemplare e in quattro provincie che si erano tenute perfettamente
+calme. Si volle loro arrecare un grave turbamento economico e si vollero
+sottrarre alle garanzie costituzionali soltanto per avere mano libera
+negli arresti e nelle violenze. Proclamando lo stato d'assedio in
+provincie tranquille, osserva un illustre giurista, si falsa il concetto
+fondamentale dei poteri eccezionali, i quali traggono la loro
+legittimità soltanto dalla necessità di reprimere la rivolta, non di
+prevenirla, perocchè alla prevenzione bastano da soli gli ordini
+normali. (Brusa: _Della giustizia penale eccezionale_. Torino 1894. p.
+13).
+
+ [LA REAZIONE IN SICILIA E IL TERRORE BIANCO]
+
+A chi rassomigliò la reazione inauguratasi in Sicilia col 1894, al
+_terrore bianco_ che infierì nel mezzogiorno della Francia all'indomani
+della restaurazione borbonica, si credette poter rispondere
+trionfalmente, che di _terrore_ non poteva parlarsi dove mancarono le
+fucilazioni.
+
+La risposta costituisce la migliore dimostrazione della perdita del
+senso politico e morale in certe sfere che non sanno valutare la
+differenza delle cause che avevano generato le due reazioni del 1815 e
+del 1894. Si ebbero già abbastanza massacri ingiustificabili di
+contadini inermi e le fucilazioni dove e quando manca ogni accenno di
+resistenza, ogni e qualsiasi pretesto non avrebbero potuto rappresentare
+che il capriccio di una tirannide assolutamente inconcepibile in questa
+fine di secolo nel centro dell'Europa civile. Se mancarono, però, le
+fucilazioni, abbondarono tutti gli altri atti e violazioni di leggi e
+dello Statuto fondamentale, che possono contraddistinguere la peggiore
+delle reazioni.
+
+ [IL SISTEMA DEGLI ARRESTI IN MASSA]
+
+La rubrica degli arresti, delle deportazioni arbitrarie è tra le più
+eloquenti a confermare tale asserto.
+
+Iniziata con l'arresto dell'on. De Felice Giuffrida, che implica
+violazione dello articolo 45 dello Statuto, e commentata coll'impedito
+sbarco in Palermo agli on. Prampolini e Agnini si è poscia continuata
+in proporzioni inaudite.
+
+Se l'arresto dell'on. De Felice, di Bosco, di Montalto, ecc., ha
+richiamato l'attenzione pubblica perchè riguardava individui conosciuti
+in Sicilia e fuori, vi sono stati gli arresti in massa di contadini e di
+lavoratori ignoti, le cui conseguenze economiche e morali non sono
+calcolabili e che rappresentano perciò un atto di scelleratezza
+raffinata. Talvolta si circondò da un reggimento o da un battaglione un
+povero paese e si procedette ad arresti di più centinaia d'individui!
+Con quali criterî, dietro quali indicazioni? È questo un mistero per lo
+più; e quando i moventi sono noti, sono talmente laidi che destano
+ribrezzo. In tale forma poco prima e poco dopo che si proclamasse lo
+stato di assedio si procedette agli arresti in massa a Valguarnera, a
+Gibellina, a Lercara, a Mazzara, a Castelvetrano, a Pietraperzia, a
+Santa Caterina e spesso si arrestarono i disgraziati feriti e per la
+rabbia di non poter arrestare i morti, tal'altra si condussero in
+prigione i loro congiunti; e si può altamente disapprovare come inumano
+e sopratutto impolitico questo sistema degli arresti in massa, nei paesi
+nei quali avvennero gravi disordini, ma almeno lo si spiega, quando
+della libertà dei cittadini dispongono i militari che delle libertà non
+hanno un adeguato concetto.
+
+ [UNA VERA MANIA]
+
+Non può trovare parola di scusa il sistema quando si applica in paesi
+che si mantennero sempre calmi e che ebbero dimostrazioni
+ultrapacifiche. Di questi arresti ne avvennero prima dello Stato di
+assedio; ma dopo assunsero proporzioni da fare supporre che coloro che
+li ordinavano erano invasi da una vera mania. Io non ho una statistica
+delle persone che furono private della libertà dal 1º di Gennaio in poi;
+ma spigolando nella collezione del _Giornale di Sicilia_ solamente dal
+15 al 31 Gennaio, si arrestarono i cittadini a decine e a centinaia per
+ogni luogo: a Racalmuto, Favara, Menfi, Raffadali, Terranova, Mazzara,
+Niscemi, Camporeale, Caltanisetta, Salemi, Palermo, Cattolica,
+Calatafimi, Castelvetrano, Castrogiovanni, Palma-Montechiaro, Marsala,
+Mazzarino, Castellammare, Santa Ninfa, Mussomeli, Bronte, Ciminna,
+Baucina, Marianopoli, Riesi, Lentini, Montallegro, Castelbuono,
+Sommatino, Villarosa, Centuripe, Aidone, Pedara, Sciacca, Bisacquino,
+Francofonte, Campofelice, Paternò, Belmonte-Mezzagno, Monterosso-Almo,
+Gangi, Poggioreale, Prizzi, Contessa Entellina, San Mauro, Noto, Ragusa,
+Modica, Trapani, Adernò, Riposto, Leonforte, Assoro, Agira, Catania,
+Militello, Vizzini, Scordia, Gratteri, Mascalucia, Gerace-Siculo,
+Giuliana, Acireale, Acicatena, Viagrande, Licodia-Eubea, Regalbuto,
+Messina, Misilmeri, Sperlinga, Nicosia, Randazzo, ecc., ecc.
+
+Questi enumerati, sono oltre settanta paesi dove si procedette ad
+arresti in quindici giorni; sono quelli dove il _Giornale di Sicilia_ ha
+corrispondenti, che lo hanno avvisato di ciò che avveniva; tenendo
+conto, quindi, degli altri dei quali nessuno si curò di scriverne al
+giornale e di quelli nei quali gli arresti si verificarono prima o dopo
+il periodo compreso tra il 15 e il 31 Gennaio; si può essere sicuri che
+non vi è stato piccolo o grande comune di Sicilia che non abbia dato il
+proprio contingente, piccolo grande, alle prigioni dello Stato. E i
+carcerati devono essere stati a migliaia e forse si è dovuto pensare
+che c'era un modo di risolvere la questione sociale in Sicilia: quello
+di mantenere gli affamati a spese dello Stato nelle prigioni.
+
+ [A DOMICILIO COATTO]
+
+Per molti l'arresto è stato seguito dall'invio a domicilio coatto! Oltre
+_mille_, infatti si crede che siano i cittadini inviati nelle isole
+senza alcun processo.
+
+Il _Giornale di Sicilia_ è temperatissimo e i suoi corrispondenti sono
+reclutati in grandissima maggioranza tra le file delle persone
+tranquille e che non hanno fisime in testa da poterle far qualificare
+come sovversive; pure quasi tutti scrivono al giornale (che è
+devotissimo all'on. Crispi), nel dare conto degli arresti di ricchi e di
+poveri, di proletarî e di proprietarî, di studenti, e di operai, di
+consiglieri, maestri e segretari comunali, di donne, di vecchi ed anche
+di fanciulli, scrivono, ripeto: che il paese è sorpreso e indignato
+degli arresti e che gli arrestati spesso lasciano le famiglie nella più
+squallida miseria e che la loro partenza, essendo ammanettati e di
+ordinario tra due file di soldati, ha dato luogo a scene drammatiche e
+strazianti. Il terrore ha soggiogato tutti, e tutti temendo di essere
+ghermiti dagli agenti del Regio Commissario straordinario si danno alla
+fuga e rimangono abbandonate le case o abitate da povere ed isolate
+donne; e rimangono deserte le campagne ed abbandonati i lavori agricoli!
+
+ [UNA MENZOGNA SPUDORATA]
+
+Quando gli arresti non si possono giustificare e spiegare col pretesto
+della cospirazione e del relativo processo si afferma dalle competenti
+autorità che sono stati colpiti i malviventi, i pregiudicati, gli
+ammoniti. Menzogna spudorata! E che sia menzogna lo prova lo arresto di
+alcuni la cui notoria rettitudine pubblica e privata è al disopra di
+ogni sospetto, la cui reputazione non può essere mai insozzata dalla
+bava dei poliziotti, dei delatori, dei miserabili che hanno colto la
+favorevole occasione per fare le loro private vendette. Tale è il caso
+di Mario Aldisio Sammitto, ricco, coltissimo e mite pensatore, di
+Salerno-Vinciguerra da Terranuova, di Amato-Cotogno, e del D.r Salvati,
+di Cortese Pinnavaja da Caltanissetta, di Ballerini, Colnago e Crimaudo
+da Palermo, dei Di Lorenzo, milionarî, da Gibellina, del D.r Crescimone
+da Niscemi, di Agesilao Porrello da Villarosa, di Lo Sardo, studente, da
+Naso, di Bruno da Milazzo, dell'avv. Rao da Canicattì e di cento altri
+di cui adesso non mi viene alla memoria il nome. Alcuni sono stati tra i
+più energici e più fortunati nel mantenere l'ordine nel periodo dei
+tumulti: tra questi merita specialissima menzione l'avv. Gaetano Rao.
+Altri sono stati rimessi in libertà: Amato, Salvati, Crescimone,
+Porrello; ma vi sono stati quelli, che come volgari malfattori sono
+stati deportati all'isola di Favignana, di Tremiti, ecc. Tale sorte
+durissima toccò allo studente Lo Sardo di Naso, al Pinnavaja di
+Caltanisetta. Nessuno ha osato formulare un accusa contro il primo:
+l'università di Messina--studenti e professori--ha levato sdegnata la
+voce; e in quanto al Pinnavaja, che conosco personalmente da molti anni
+assicuro e garantisco sul mio onore e sulla mia coscienza, che mentisce
+e calunnia chiunque osa dipingerlo come malvivente o pregiudicato e
+sinanco come politicamente pericoloso, poichè egli ha l'animo mite di
+una fanciulla![56]
+
+Mentre scrivo--luglio 1894--sette mesi sono trascorsi dal giorno della
+proclamazione dello Stato di assedio, l'ordine non è stato menomamente
+turbato e le prigioni d'Italia rigurgitano ancora di prigionieri
+siciliani, e a Favignana, Pantelleria, Lampedusa, Ponza, Ustica, Lipari,
+Tremiti, Porto Ercole, ecc., si contano a centinaia i cittadini
+condannati a domicilio coatto senza alcun processo e spessissimo senza
+che mai per lo passato abbiano avuto da fare colla giustizia e colla
+polizia.
+
+ [LO STRAZIO DELLA LIBERTÀ]
+
+ [CONTRO IL DIRITTO DI RIUNIONE]
+
+Lo strazio fatto della libertà individuale--il più prezioso dei
+diritti--è stato completato da quello della libertà di riunione e di
+associazione. Quando la reazione stende le unghie adunche per violare il
+diritto di riunione e di associazione lo spettacolo, ora si fa
+grottesco, ora volge al serio ed al doloroso. _I Fasci dei Lavoratori_
+in generale non aspettarono le ingiunzioni del generale Morra di
+Lavriano per isciogliersi; quando fiutarono per l'aria ciò che si
+apparecchiava contro di loro, spontaneamente si sciolsero e divisero la
+modesta mobiglia tra i socî o la regalarono ad istituti pii; fecero in
+pezzi i gonfaloni e li conservarono come un caro ricordo e colla
+speranza di poterli riunire in un non lontano e meno triste avvenire;
+bruciarono gli elenchi dei socî e divisero ai poveri lo scarso peculio,
+dove c'era. Ma i rappresentanti delle autorità non sapevano darsi pace
+di queste auto-dissoluzioni, volevano darsi il gusto di perquisire, di
+frugare, di sequestrare; nell'auto-dissoluzione scorgevano un tranello
+ed una futura e immediata ricostituzione: e frugavano nelle stanze vuote
+che furono sede dei _Fasci_, e quando nulla potevano ghermire,
+acchiappavano chi per un meschino stipendio--senza la menoma pretensione
+politica--aveva fatto da custode. In un punto si sequestra con grande
+ardore la tabella di legno sulla quale era scritto: _Fascio dei
+Lavoratori_, mentre l'economo ex-Presidente la faceva staccare per
+condurla a casa e far cuocere la minestra; in un altro, un bravo e buon
+delegato di Pubblica Sicurezza prega che gli si faccia trovare nei
+locali un oggetto purchessia, che appartenne al _Fascio_, per far
+contento il suo prefetto e promette in contraccambio di mostrarsi
+moderatissimo negli arresti..... Nè il furore si sfoga soltanto contro i
+_Fasci_, ma si sciolgono pure le innocue società di mutuo soccorso, che
+non sono se non onesti ritrovi serali pei lavoratori non dediti
+all'ubriachezza; e si colpiscono le associazioni sfegatatamente
+monarchiche, denominate: _Regina Margherita, Principe di Napoli,
+Francesco Crispi..._ Si dirà, che dichiarata la guerra al diritto di
+riunione e di associazione la guerra si fa con lealtà e trattando tutti
+alla stessa stregua? Nossignori, poichè vengono rispettati e tenuti
+aperti i _clubs_, i cosidetti _Casini dei civili_, costituiti e
+frequentati dall'aristocrazia e dalla borghesia. I maligni hanno
+interpretato l'eccezione come un odioso stratagemma per aizzare
+viemaggiormente l'odio tra le diverse classi sociali, per rendere sempre
+più invisi _li cappedda_ ai popolani; e questo stratagemma sarebbe più
+efficace degli articoli di certi giornali settimanali che il Pubblico
+Ministero sequestra con tanta rabbiosa premura.[57]
+
+Quando si arriva al sequestro dei telegrammi da e pel continente, e dei
+giornali di tutti i colori l'arbitrio suscita, a seconda dei
+temperamenti, il riso o la indignazione.
+
+ [CONTRO LA STAMPA]
+
+Il generale Morra di Lavriano non permise mai che venissero divulgati in
+Sicilia i più innocenti commenti e le notizie più esatte che circolavano
+liberamente da Susa a Reggio Calabria; nè che per telegrammi si
+conoscesse nel continente la verità sulle condizioni dell'isola. Vero è
+che egli dovette sentire gran rammarico perchè si sentì impotente a
+sopprimere le corrispondenze epistolari; però di tale impotenza si
+vendica sequestrando i giornali invisi. E sequestra di preferenza il
+_Secolo_, il _Messaggero_, il _Don Chisciotte_, il _Roma_, il _Corriere
+della Sera_, financo l'ufficiosa _Tribuna_, e sequestra...
+l'_Illustrazione Italiana_ per certe figure sospette di contadini, che
+il corrispondente Ximenes aveva riprodotte. L'Austria fu sorpassata,
+poichè a Trieste sua eccellenza Rinaldini, nei peggiori tempi della
+guerra all'irredentismo, non dette la caccia ai giornali italiani come
+sua eccellenza Morra di Lavriano la dette in Palermo. E dico in Palermo,
+poichè se i giornali arrivavano per la via dello stretto nel resto
+dell'isola potevano circolare liberamente.
+
+ [IL SEQUESTRO DEI TELEGRAMMI]
+
+Pochi esempî per dare un'idea di questa libidine di sequestri di
+telegrammi. Sequestra il telegramma da Palermo alla _Tribuna_ e al
+_Secolo_, che riproduce un brano del discorso inaugurale dell'anno
+giuridico del Procuratore generale Sighele; sequestra il sunto
+telegrafico, trasmesso da Roma al _Giornale di Sicilia_ di un articolo
+della _Riforma_, di cui è proprietario l'on. Palamenghi-Crispi;
+sequestra parte di un telegramma da Girgenti al _Secolo_ in cui era
+detto che era stata ascoltata attentamente una mia deposizione innanzi
+al Tribunale penale; sequestra un telegramma da Catanzaro al _Giornale
+di Sicilia_, in cui si dava conto di una seduta tempestosa del Consiglio
+Comunale e nella quale si era protestato contro un telegramma del
+sindaco, apologetico pel questore Lucchese e di smentita ad una
+testimonianza dell'on. Altobelli innanzi al Tribunale di Guerra in
+Palermo; sequestra il telegramma con cui il corrispondente romano del
+_Giornale di Sicilia_ riferiva lo svolgimento della interrogazione alla
+Camera dei Deputati sul precedente sequestro; sequestra un telegramma da
+Palermo alla _Tribuna_, in cui si accennava alla deficienza... di
+ospedali; e quando è stanco di sequestrare telegrammi e giornali S. E.
+il Generale Morra di Lavriano fa sequestrare in Messina i
+pericolosissimi garofani rossi...
+
+Questa mania di sequestri fu forse il prodotto dell'eccitamento morboso,
+e della paura dei primi momenti quando da per tutto si vedevano
+cospiratori e bande armate? Oibò: il sequestro del telegramma per la
+deficienza degli ospedali di Palermo è della metà di luglio.
+Sicuramente a tanto non sarebbe arrivato Maniscalco, ch'era ai servizî
+di un governo assoluto ed agiva conformemente; ma quello era una persona
+seria.[58]
+
+ [LA CENSURA PREVENTIVA]
+
+Pari intelligenza e pari liberalismo ed equanimità si mise nello
+esercizio della censura preventiva, poichè è bene sapere che per un
+certo tempo le bozze di stampa dei giornali erano esaminate e non
+potevano pubblicarsi senza il permesso dei superiori. Si vede che il
+generale Morra di Lavriano volle far godere ai Siciliani lo spettacolo
+della risurezione frammentaria del regime pontificio, per far loro
+meglio apprezzare i benefizî del regime costituzionale italiano sotto il
+quale semplicemente si sequestra. E per siffatta censura preventiva i
+giornali spesso si ponevano in vendita con delle intere colonne in un
+bianco candidissimo, che rappresentavano gli articoli pei quali non era
+stato accordato il sabaudo: _imprimatur!_
+
+Dopo la censura, si ha la soppressione pura e semplice.
+
+ [LA SOPPRESSIONE DEL "SICILIANO"]
+
+Fu soppressa l'_Unione_ di Catania: soppressi il _Riscatto_, il
+_Vespro_, i _Pagliacci_ di Messina; e soppresso in Palermo fu l'_Amico
+del popolo_, giornale monarchico che si pubblicava da trentatrè anni, e
+soppresso fu il _Siciliano_. Quest'ultima soppressione merita qualche
+parola di più del semplice annunzio del fatto. Il _Siciliano_, giornale
+repubblicano socialista, durante lo stato di assedio sbalordì per la sua
+temperanza; esso, senza rinunziare ai propri ideali, tenne un linguaggio
+che anche ai tempi di Maniscalco, di borbonica memoria, sarebbe stato
+trovato correttissimo. Ma al generale Morra di Lavriano erano le idee
+propugnate con sincerità che non piacevano, quale che ne fosse la
+forma: non per nulla egli rispecchiava le tendenze reazionarie di coloro
+che lo circondavano! Perciò _côute que côute_ ne giurò la morte. E
+siccome voleva evitare lo scandalo di una soppressione, per nessuna
+ragione giustificabile, cominciò coll'arrestare il redattore-capo, avv.
+Crimaudo, e il collaboratore assiduo, barone Colnago; al direttore,
+principe di Cutò, si era dato lo sfratto da Palermo sin dai primi
+giorni dello Stato di assedio. S'ingannò il generale sui risultati dei
+suoi soldateschi procedimenti e il _Siciliano_, ad opera di giovani
+valorosi e coraggiosi--Benedetto Salemi[59] Enrico La Loggia, Aurelio
+Drago--continuò a pubblicarsi. Corse voce di un indegnissimo ricatto:
+cioè, si sarebbero posti in libertà Colnago e Crimaudo purchè il
+_Siciliano_ avesse cessato le sue pubblicazioni.
+
+Questa voce fu poi smentita da un avvocato--che si diceva essere stato
+intermediario nelle trattative--con una lettera sibillina, ma certo è
+che delle proposte di quel genere ci furono, sebbene io mi rifiuti a
+credere che siano partite dal Regio Commissario straordinario ed è
+probabilissimo invece che ne sia autore qualche basso arnese di
+questura. Certo è che quella proposta venne sdegnosamente respinta dai
+redattori, sicuri d'interpretare la volontà dei compagni imprigionati.
+
+Onde, visto che erano inefficaci gli arresti, visto che non approdava la
+censura, visto che si respingevano sdegnosamente le proposte
+disonorevoli, fu decisa ed eseguita la soppressione del _Siciliano_. Ci
+fu un pretesto per la soppressione? Questa avvenne dopo la pubblicazione
+del Nº del 9 Febbraio per un capo-cronaca intitolato: _Onore ai
+fucilatori!_ nel quale senza alcun commento si riferiscono alcuni brani
+dell'allocuzione del generale Morra di Lavriano di cui già si fece
+parola.
+
+ [IL "GIORNALE DI SICILIA" IN PERICOLO]
+
+E di soppressione fu minacciato lo stesso _Giornale di Sicilia_ per
+avere _composto_ soltanto la deliberazione della giunta comunale di
+Castelbuono. Il Regio Commissario seppe che il giornale dovea pubblicare
+tale deliberazione e poco prima che fosse posto in vendita mandò un
+semplice _aut aut_: se la deliberazione sarà pubblicata il giornale
+verrà soppresso.
+
+Com'è naturale la pubblicazione non avvenne; ma gl'italiani devono
+conoscere questo caratteristico documento, che riporto integralmente:
+
+ [UN DOCUMENTO PREZIOSO]
+
+«La Giunta Comunale di Castelbuono, presieduta dal sindaco funzionante
+P. Barreca, vivamente impressionata protesta contro gli atti abusivi
+commessi dalla squadra volante di pubblica sicurezza capitanata dal
+delegato Breda, la quale nei giorni 8 e 9 percorrendo la strada che da
+questa città conduce ai due comuni finitimi di San Mauro e Geraci, a
+due km. dal paese, commetteva delle ferocie degne di altri tempi,
+bastonando senza ragione e senza riguardo di età tutte le persone che
+incontrava, riducendo non pochi onesti cittadini nell'impossibilità di
+lavorare. Ciò per la sciocca pretesa di aver notizie della banda
+maurina.
+
+«Tal fatto ha non solo commosso, ma sdegnato gravemente il paese che
+vede della povera gente malconcia a tal punto, da giacersi in un letto
+di dolore e nella dura necessità di non poter provvedere ai bisogni
+della famiglia.
+
+«Gli offesi da un tanto briaco furore han fatto appello a questa Giunta
+per una riparazione e la rappresentanza sottoscritta, a tutela dei
+diritti dei propri amministrati che in quella barbarie vede tutti quanti
+crudelmente violati, sente alto il suo dovere d'informare
+l'illustrissimo comandante la zona militare qui di stanza, maggiore cav.
+Merli, per gli opportuni provvedimenti.
+
+«E qui a giusta lode del sullodato cav. Merli, la Giunta adempie
+parimente l'obbligo di elogiare la condotta irreprensibile e
+cavalleresca della 3ª compagnia del 38º fanteria comandata del bravo
+capitano Abatino, degli ufficiali tutti e dei carabinieri e suoi
+ufficiali e di questo delegato signor Gherghi, che, pur mai venendo meno
+al loro compito, seppero acquistarsi l'affetto dell'intero paese.
+
+«Gl'individui più maltrattati sono: Failla Giuseppe fu Onofrio di anni
+37 muratore, Fiasconaro Rosario fu Antonio d'anni 62, Lipira Antonino fu
+Leonardo d'anni 53; Gennaro Vincenzo fu Pietro d'anni 52, Ricotta Santi
+fu Pietro di anni 50, tutti pastori.»
+
+Seguono le firme degli assessori e del funzionante sindaco.
+
+ [LE PRODEZZE DELLA POLIZIA]
+
+Non aveva ragione da vendere il Regio Commissario straordinario nel
+volere impedire che il pubblico avesse conoscenza delle prodezze dei
+suoi agenti? E con queste misure--tanto abbiette, quanto i nani degli
+uomini che governano l'Italia--si crede di arrestare la marcia di
+un'idea![60].
+
+L'ultima soppressione, però non definitiva perchè fu revocata in seguito
+ad interrogazione presentata alla Camera dei Deputati dall'on. Picardi e
+da me, avvenne alla fine del mese di Maggio e colpì, il giornale
+_Imparziale_ di Messina. È notevole pei criterii, che la determinarono:
+fu la espressione del più schietto risentimento personale, perchè fu
+motivata dalla riproduzione di un articolo ironico del _Mattino_ di
+Napoli contro il generale Morra, che da sè stesso si considerò,
+modestamente, sacro e inviolabile.
+
+ [IL DISARMO]
+
+Sul disarmo c'è poco a dire. Esso sarebbe una misura capricciosa e
+ridicola se non costituisse un indizio delle paure della reazione
+trionfante. Nessuna ragione lo consigliava, una volta che in tutti i
+tumulti di Sicilia _i massacrati giammai fecero uso di armi da taglio o
+da fuoco_; la qual cosa era tanto conosciuta, che il Tribunale di Guerra
+di Palermo stabilì che si potessero fare le rivoluzioni.... senza armi!
+ma la reazione ha pensato che ciò che non avvenne ieri potrà avvenire
+domani: dunque, essa disse, bisogna disarmare tutti!
+
+Con qual risultato? I malviventi non hanno consegnato alcun'arma; molta
+gente per bene non le ha consegnate neppure perchè così ha inteso
+protestare contro l'arbitrio inaudito; delle armi si sono privati
+soltanto i più timidi e scrupolosi osservatori della legge, colla
+speranza di averle restituite a breve scadenza. Ciò che, ad onore del
+vero, in parte e secondo i capricci delle autorità locali, è avvenuto.
+Allo Stato è rimasta una splendida collezione di vecchi ed arrugginiti
+fucili della guardia nazionale: ma gli rimane sulla coscienza una
+conseguenza più grave e più dolorosa: oltre un migliaio di
+contravvenzioni, che dai tribunali militari furono punite
+complessivamente colla bellezza di 800 anni di prigione in parte
+scontati, quando sopraggiunse--in luglio--l'amnistia riparatrice.
+
+La insana misura, che non ebbe l'approvazione dei reazionarî, chè in
+molti punti non sfuggirono ai soprusi, alle vessazioni di una polizia
+tanto inetta quanto prepotente--a Caltanissetta si perquisì il domicilio
+di un Consigliere di Prefettura ed a Piazza Armerina quello del
+_pericolosissimo_ on. Lavaccara, provocando la più schietta ilarità di
+mezza Italia!--ebbe un'altra triste conseguenza, prevista in Parlamento
+nella discussione di febbraio e verificatasi esattamente: l'incremento
+inaudito del malandrinaggio.
+
+A rendere meno incompleto il quadro dei fasti della reazione trionfante
+dovrei ora occuparmi della istituzione dei Tribunali militari; ma questo
+grande argomento merita una trattazione a parte; qui trova posto invece
+una parola sul contegno conservato dalle _classi dirigenti_ in questo
+sinistro periodo di ecclissamento di ogni concetto di giustizia e di
+legalità.
+
+ [LE CLASSI DIRIGENTI E LA REAZIONE]
+
+ [STATU QUO ANTE TUMULTUS]
+
+La reazione del governo non fu uguagliata che dalla reazione di una gran
+parte delle _classi dirigenti_. Queste, che per alcuni mesi si erano
+ecclissate e rannicchiate in modo da rendersi invisibili, o avevano
+fatto buon viso a cattivo giuoco, modificando i patti agrari, elevando i
+salarî, trattando da uomini i lavoratori, non appena il governo si
+mostrò _forte_ e ristabilì l'ordine, smisero ogni ipocrisia; e gli
+uomini sciacalli--vili nel pericolo ma sanguinarî quando possono esserlo
+senza timore--sono sbucati dai loro nascondigli preparandosi alla
+riscossa. Ridono delle miserie dei lavoratori, si compiacciono delle
+fucilazioni e del sangue sparso, inneggiano agli arresti e ai processi.
+Le promesse fatte durante i tumulti non vengono mantenute, e le
+concessioni vengono ritirate. _I grandi proprietarî_ riuniti nella sala
+Ragona di Palermo per cura del loro Comitato promotore, fanno voti
+perchè l'insegnamento ufficiale dato nelle scuole sia a _base morale_, e
+c'è chi nella stessa riunione propone che si abolisca l'istruzione
+obbligatoria tra gli applausi dell'assemblea! Ecco ciò che le _classi
+dirigenti_ sanno escogitare e proporre per venire in aiuto degli
+affamati. Esse si chiariscono degne del loro passato, di quel passato,
+che fece giudicare al senatore Zini «la Baronia siciliana _ignava e
+superba_ e non ultima cagione del pervertimento morale, onde volentieri
+si rigetta tutto il carico sul mal governo dei Borboni»; esse si
+mostrano degne del governo attuale e questo degno di loro; formando un
+circolo vizioso nel cui perimetro le oligarchie, alte e basse, trovano
+modo di rafforzarsi e di sostenersi a vicenda, a tutto detrimento della
+libertà e del benessere popolare. Allegri italiani: la Sicilia ritorna
+allo _statu quo ante tumultus_!
+
+
+NOTE:
+
+[53] Alla riunione intervenne persona che rappresentava Bosco, Verro e
+Barbato, latitanti.
+
+[54] Il telegramma-circolare è del seguente tenore: «In nome di tutti i
+compagni di fede vi scongiuro di mantenere calma assoluta ed evitare
+qualunque occasione, che possa produrre inutile spargimento di sangue,
+doloroso sempre e dannoso adesso principalmente per la causa dei
+lavoratori--occorre che la vostra attitudine pacifica, serena, dimostri
+superflua ogni misura repressiva. Cessati i disordini, resterà l'impegno
+al governo di riparare a quella parte dei vostri mali, che ha ora
+riconosciuto.--È necessario attenderlo all'opera promessa, augurando che
+possa vincere la resistenza delle camarille locali, cointeressate al
+mantenimento delle attuali ingiustizie, e sappia riconoscere i vostri
+diritti sinora conculcati. Le condizioni attuali impongono questa
+condotta. Chi consiglia altrimenti è pazzo o traditore.»
+
+[55] L'on. Comandini in una lettera pubblicata nel _Corriere della sera_
+in risposta ad altra dell'on. Saporito-Ricca, disse che lo stesso on.
+Crispi gli confessò le pressioni, che gli si facevano in favore della
+reazione.
+
+[56] Pel Pinnavaja e pel Giannone da Caltanisetta intercedettero la
+società dei militari in congedo e il colonnello Pittaluga del 27º
+Reggimento fanteria. L'on. Conte Testasecca si rese garante del
+Pinnavaja: ma il De Rosa, Prefetto di Caltanissetta tenne duro nel
+volerlo mantenuto a domicilio coatto. Il De Rosa cadde in numerose
+contraddizioni per giustificare il proprio operato.
+
+[57] Passati i primi furori della reazione molte società operaie di
+mutuo soccorso si lasciarono ricostituire e si permise la riapertura
+delle loro sedi. Ciò per la verità.
+
+[58] La guerra fatta ai telegrammi ordinari divenne proibizione assoluta
+pei telegrammi in cifre e con linguaggio convenzionale, che molti
+negozianti adoperano a risparmio di spese coll'estero. Solo in Giugno il
+Generale Morra si accorse, che poteva lasciar passare in linguaggio
+convenzionale la richiesta o l'offerta di un carico di aranci senza
+pericoli per la patria!
+
+[59] Colgo qui l'occasione per testimoniare a questo egregio e mio caro
+amico, tutta la mia riconoscenza per la sua cooperazione attiva e
+intelligente prestatami nella pubblicazione di questa seconda edizione.
+
+[60] Sento il dovere di segnalare l'attitudine dignitosa e indipendente
+del _Giornale di Sicilia_ di fronte all'invadere della marea
+reazionaria. Invece seguì ed incoraggiò la più bieca reazione _Il
+Corriere dell'Isola_, dopo che ne lasciò la direzione l'Avv. Sangiorgi
+che non avea disdegnato in altri tempi di collaborare nell'_Isola_.
+
+Ma la storia della protesta della Giunta di Castelbuono dev'essere
+completata: furono chiamati uno ad uno i consiglieri comunali e
+_invitati_ a riunirsi di nuovo per dire che la precedente protesta era
+una cosa... da burla. Così fecero perchè non si sentirono l'animo di
+farsi arrestare e mandare a domicilio coatto....
+
+
+
+
+XXI.
+
+I TRIBUNALI MILITARI[61]
+
+
+Il fatto più esorbitante dello Stato di assedio proclamato in Sicilia è
+nella constituzione dei _Tribunali di Guerra_ ai quali non solo furono
+sottoposti i civili, ma, con una violazione aperta del diritto lo furono
+anche per quei reati commessi avanti la stessa proclamazione dello Stato
+d'assedio. Onde si può dire che quei tribunali servirono come
+efficacissimo strumento di reazione.
+
+ [I PRECEDENTI]
+
+Giova rilevare anzitutto col Brusa che, a uno a uno, i precedenti in
+fatto di Stato di assedio, nè autorizzavano nè consentivano, in maniera
+qualsiasi, la manomissione delle leggi, e degli articoli espliciti
+dello Statuto, per la quale solamente fu possibile la istituzione dei
+Tribunali militari.
+
+Nello Stato d'assedio proclamato a Genova nel 1849, a Sassari nel 1852,
+in Sicilia e nel Napoletano nel 1862, in Sicilia nel 1866, non si
+rinviene cosa alcuna che possa considerarsi come un precedente di quello
+che si fece nel 1894 in Sicilia e nella Lunigiana.
+
+Le condizioni politiche di Genova, nel 1849, erano talmente gravi ed
+eccezionali che non si può in nessun modo paragonarle a queste di
+Sicilia del 1894, eppure all'articolo 9 della regia ordinanza che le
+impose lo Stato d'assedio era detto: «_Continueranno i giudici, i
+tribunali e i magistrati ad esercitare la loro giurisdizione a seconda
+delle leggi vigenti_, salvo nei reati contro la sicurezza dello Stato ed
+in quelli per il porto e la ritenzione d'armi, i quali _potranno_ essere
+giudicati da un Consiglio di guerra, che applicherà le pene portate dal
+codice penale militare e, nei casi da esso non previsti, quelle
+stabilite dalle leggi penali comuni.»
+
+Questa prima constatazione vale _a priori_ a dare una idea della
+esorbitanza del Regio Commissario straordinario che istituì i _Tribunali
+di guerra_ e della illegittimità dei medesimi. La illegittimità e la
+incompetenza loro risulta altresì evidente per una serie di ragioni e di
+osservazioni, che sono costretto a riassumere, non potendo estesamente
+esporle in un lavoro, che non ha indole giuridica.
+
+I _Tribunali militari_ non potevano conoscere dei reati commessi dai
+civili, perchè gli articoli 70 e 71 dello Statuto _octroyè_ da Carlo
+Alberto, esplicitamente stabiliscono: «Non si può derogare alla
+organizzazione giudiziaria se non in forza di una legge. Niuno può
+essere distolto dai suoi giudici naturali. _Non potranno perciò essere
+creati tribunali o commissioni straordinarie._»
+
+ [LE FACOLTÀ DEL POTERE ESECUTIVO]
+
+Il potere esecutivo, dunque, col regio Decreto del 3 Gennaio col quale
+affidava i _pieni poteri_ al generale Morra di Lavriano non poteva a lui
+delegare quelle facoltà, che non aveva. Quando il bisogno esista di
+modificare lo Statuto o di derogare temporaneamente ad alcuna delle sue
+disposizioni, questa facoltà non competerà certamente al potere
+esecutivo, il quale nessuna legge può fare o sospendere (art. 6 dello
+Statuto) e molto meno può toccare alla legge fondamentale dello Stato
+(_Impallomeni_).
+
+Che il potere esecutivo non abbia tale facoltà--ed è evidente che non
+possa averla in un regime costituzionale--risulta dagli stessi
+precedenti della nostra storia; infatti esso quando ha sentito bisogno
+di poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni di difesa esterna e di
+_difesa interna_ ha chiesto quella facoltà ai parlamenti e l'ha ottenuta
+con la legge del 2 Agosto 1848, con quella del 25 aprile 1859, con
+quella del 17 Maggio 1866 per le guerre coll'Austria; con la legge
+chiamata Pica del 15 Agosto 1863 per la repressione del brigantaggio;
+con la legge 3 Luglio 1875, non messa in esecuzione, per le condizioni
+della pubblica sicurezza in Sicilia. Onde da questi dati si vede che se
+i _Tribunali di guerra_ furono stabiliti a Genova nel 1849 ed a Palermo
+nel 1866, essi furono legali, poichè il potere esecutivo si trovava già
+investito dei _pieni poteri_ in forza delle cennate leggi speciali del
+1848 e del 1866.
+
+ [VIOLAZIONE DELLO STATUTO]
+
+Nè si obbietti, che quei Tribunali possono diventare legali di fronte a
+casi straordinarî e impreveduti, perocchè il Codice e la procedura
+penale hanno preveduto l'avvenimento di fatti che in modo straordinario
+compromettano l'ordine pubblico e li ha preveduti lo Statuto, il quale
+vietando alle autorità di ricorrere in questi casi a provvedimenti
+straordinarî, ha provveduto alla propria incolumità. Si può infatti
+immaginare, che alcuno pensi a creare Tribunali o Commissioni
+straordinarie--vietate dall'art. 71 dello Statuto--in tempi normali?
+(Impallomeni).
+
+La storia dell'art. 6 dello stesso Statuto Albertino, corrobora poi
+pienamente tale corretta interpretazione. Questo articolo, che vieta al
+Re di sospendere l'osservanza delle leggi o dispensarne, fu copiato
+dall'art. 13 della Carta francese del 1830, e questo fu alla sua volta
+desunto dall'art. 14 della precedente Carta del 1814 ch'era così
+formulato: «Le roi fait les reglements et les ordonnances nècessaires
+pour l'execution des lois et la suretè de l'Etat.»
+
+I partigiani dell'assolutismo spinsero Carlo X, con una falsa
+interpretazione di queste ultime parole, a pubblicare le ordinanze del
+25 luglio 1830, che sospesero la libertà della stampa, modificarono la
+legge elettorale e sciolsero la Camera dei Deputati e provocarono pure
+la rivoluzione. Col trionfo della rivoluzione rivedendosi la Carta del
+1814 nel 1830 furono soppresse le vaghe parole: _Sureté de l'Etat_ e
+aggiunte le altre: _sans pouvoir jamais ni suspendre les lois
+elles-mêmes, ni dispenser de leur execution_, per impedire che
+rinascesse mai la pretesa di paralizzare con decreti le leggi dello
+Stato. (_Pierantoni_).
+
+I pareri dei più eminenti giuristi--e basta ricordare tra questi il
+Mittermeyer--e degli scrittori politici, anche tra quelli non molto
+liberali, sono concordi in questa corretta interpretazione sui
+_Tribunali militari_ e sulla sottrazione dei cittadini ai loro giudici
+naturali, ma nel caso presente si hanno due giudizi alla cui autorità
+tutti si devono inchinare.
+
+ [LA CORTE DEI CONTI]
+
+Uno dei supremi corpi dello Stato, infatti, la _Corte dei Conti_, da
+principio si rifiutò di registrare il decreto di proclamazione dello
+Stato di assedio in Sicilia; poi a sezioni unite lo registrò _con
+riserva_ con questo scultorio motivato: «Considerato che il
+provvedimento eccezionale, _com'è definito dallo stesso governo_,
+determinato da ragione politica, _esce dai confini della legge scritta,
+dalla quale non trae norma_.»
+
+Si poteva, forse, più esplicitamente di così, dichiarare che il decreto
+del 3 gennajo, con tutte le sue conseguenze--tra le quali la
+costituzione dei _Tribunali di guerra_--è stato illegale?
+
+ [L'ART. 337 BIS DEL CODICE PENALE MILITARE]
+
+Ma il governo stesso, implicitamente, ha fatto la stessa preziosa
+confessione; imperocchè esso, dando pienamente ragione agli scrittori
+_Arangio Ruiz_, _A. Majorana_, _Vidari_, _Contuzzi_, _Brusa_,
+_Impallomeni_, _Pierantoni_ ecc., che in questa occasione dolorosa
+sostennero non potersi applicare le disposizioni del Codice penale
+militare che si riferiscono allo _Stato d'assedio guerresco_, allo
+_stato di assedio politico_ o _fittizio_, sì è accorto della lacuna che
+esiste nelle nostre leggi--che lacuna non è, ma voluto silenzio a
+garenzia dei diritti dei cittadini consacrati dallo Statuto--e dopo
+compilato il nuovo codice penale militare mentre era sotto esame della
+Commissione del Senato, vi ha aggiunto l'articolo 337 _bis_, che dice:
+_Lo stato di guerra può essere anche dichiarato in caso d'insurrezione o
+d'imminente pericolo della pace pubblica_. Ora se il potere esecutivo
+aveva già il diritto di equiparare lo _stato di assedio guerresco_ a
+quello _politico_, qual bisogno aveva esso di presentare l'articolo
+aggiuntivo?
+
+A proposito del quale articolo 337 _bis_, il relatore sul nuovo Codice
+penale militare, Senatore Costa, osservò:
+
+«Il dubbio che un comandante possa dichiarare lo stato di guerra non
+deve rimanere nel testo: se mai questa facoltà si volesse ottenere, è
+necessario escluderla. È facoltà _sconfinata_, che non è giustificata da
+alcun principio, che non è imposta da alcuna necessità. È _sconfinata_ e
+_pericolosa_, perchè pone alla mercè di un comandante d'armi il potere
+di costituire un regime eccezionale e l'esercizio di un potere
+eminentemente politico, che al solo governo, sotto il peso della sua
+responsabilità politica, deve essere riconosciuto.»
+
+Ammesso, dunque, che il nuovo Codice penale militare col suo articolo
+aggiuntivo, dichiarato _sconfinante e pericoloso_ da un conservatore,
+partigiano del governo, e suo dipendente anche--perchè il senatore Costa
+è un alto funzionario dello Stato--venga approvato dal Parlamento e
+sanzionato dal Re, è certo ch'esso ancora non è legge e finchè ciò non
+sarà bisognava e bisogna rispettare il diritto vigente. (_Brusa_) Resta
+perciò provato che il Regio decreto col quale si proclamò lo Stato di
+assedio in Sicilia e gli atti consecutivi del Regio Commissario
+straordinario coi quali s'instituirono i _Tribunali di guerra_
+assoggettando ad essi i civili, violano lo Statuto fondamentale del
+regno e le sue leggi. Nè valgono a dimostrare il contrario le miserevoli
+argomentazioni degli epigoni dell'on. Crispi, i quali contorcono la
+storia e la logica con la speranza di giustificarlo dalla grande accusa
+di avere violato la Costituzione.
+
+ [LA COSTITUZIONE NON ESISTE PIÙ]
+
+Ora uno dei più eminenti scrittori di diritto costituzionale, il
+monarchico e dinastico prof. Casanova, nota: «un governo costituzionale
+cessa di esistere tostochè più non esiste la Costituzione: essa non
+esiste tosto che fu violata. Il governo che la viola lacera il proprio
+titolo a governare: da questo istante può ben sussistere in virtù della
+forza, non già in virtù della Costituzione.»
+
+La più mite e legale illazione di questo canone rettissimo di diritto
+costituzionale la trassero gli on. Prampolini, Badaloni, Ferri, Agnini e
+Berenini i quali--più rispettosi delle leggi che coloro i quali se ne
+dicono i custodi--proposero alla Camera dei Deputati di porre in istato
+di accusa il ministero presieduto dall'on. Crispi, che aveva violato la
+Costituzione. E in istato di accusa fu messo in Francia nel 1830 il
+ministero Polignac per avere violato colle ordinanze di luglio la Carta
+del 1814.
+
+Ma là la rivoluzione era trionfante e in Italia la vittoria era,
+incontrastata, del potere esecutivo; la Camera dei deputati, quindi,
+ghignò sul viso ai socialisti che invocarono il rispetto delle leggi e
+dello Statuto, e s'inchinò reverente dinanzi alla forza trionfante!
+
+Se i _Tribunali di guerra_ erano illegali nella loro origine, la loro
+istituzione, guardata da un elevato punto di vista, doveva considerarsi
+come impolitica, nè da essi poteva emanare equanimità di giudicati.
+
+ [I MILITARI GIUDICI E PARTE]
+
+Invero i militari, di fronte ai cittadini che hanno vinto e domato nelle
+dissensioni civili, non possono essere imparziali, poichè per quanto
+essi siano leali, per quanto la compagine dell'esercito sia nazionale, è
+umano che nelle lotte si destino risentimenti e che nel cuore di coloro
+che si sentirono offesi e rimasero vincitori alberghi il desiderio della
+vendetta per quanto attenuato e represso da un alto senso del dovere. Di
+più i militari rappresentano il potere esecutivo contro il quale si
+levano i ribelli; essi, quindi, sono giudici e parte direttamente
+interessata nello stesso tempo.
+
+ [IL CASO DEL MARESCIALLO NEY]
+
+Quest'ordine di considerazioni non è teorico ma ebbe altrove la sua
+esplicazione pratica e ne venne riconosciuta la giustezza. Ben a ragione
+il senatore A. Pierantoni ha ricordato che la quistione non è nuova
+nella storia delle guerre civili e che il caso del maresciallo Ney
+avrebbe dovuto servire di esempio e di ammaestramento.
+
+«Quando Napoleone dall'isola d'Elba sbarcò nel golfo di Iuan ai 5 marzo
+1815, per riprendere l'impero della Francia, il maresciallo Ney fu
+scelto dal re Luigi XVIII per tagliare la via della capitale
+all'_insensato_ perturbatore della pubblica quiete.»
+
+Ney, _impotente a trattenere le onde del mare_, tornò alla causa di
+Napoleone.
+
+«Dopo la battaglia di Waterloo e la seconda abdicazione di Napoleone,
+Luigi XVIII volle _deferire ai consigli di guerra i colpevoli di aver
+tradito il re prima del 23 marzo, e di avere attaccata la Francia e il
+suo governo a mano armata_. Con ordinanza del 24 luglio mandò Ney,
+Cambronne ed altri ai giudici militari. Il maresciallo fu difeso da
+Berryer, padre, che sostenne l'incompetenza del Consiglio di guerra.
+Queste furono le ragioni sostenute: il giudizio su preteso crimine di
+Stato non essere domandato ad un Consiglio di guerra. Il sovrano, capo
+dell'esercito, si osservò, non poteva _pronunziare in causa propria_,
+per giudizio dei suoi ufficiali. L'articolo 33 della Costituzione
+affidava alla Camera dei Pari la procedura per i crimini di alto
+tradimento. Gli articoli 62 e 63 vietavano di sottrarre un prevenuto ai
+suoi giudici naturali. Il re per un altro articolo del Patto
+costituzionale stretto con la nazione aveva renunziata la potestà di
+creare tribunali straordinari. Il Consiglio di guerra si dichiarò
+incompetente con la maggioranza di cinque voti contro due. Il
+maresciallo fu giudicato e condannato dalla Camera dei Pari.»
+
+ [VAE VICTIS]
+
+Ma questi timori si sono mostrati vani e infondati nel caso disgraziato,
+che esaminiamo? Questo sarebbe stato certamente l'ardente desiderio di
+ogni italiano; ma pur troppo i fatti corrisposero alle sinistre
+previsioni e il Brusa, temperatissimo uomo e alieno dalle lotte
+politiche, è stato costretto di fronte alle sentenze dei _Tribunali di
+guerra_ ad esclamare: _À la guerre comme à la guerre!_ e: «odio o
+vendetta entrano soltanto in iscena quando al _Te Deum laudamus_ si
+mesce il _Vae victis_.»
+
+L'_ordine_ venne ristabilito in Sicilia e i vincitori poterono
+ringraziare Iddio; l'odio e la vendetta hanno fatto il resto a danno dei
+vinti!
+
+Dopo la quistione della legalità e della presunta ingiustizia dei
+giudizi dei _Tribunali di guerra_, quella della retroattività della loro
+competenza è la più importante. E su questo terreno non solo furono
+violate le leggi e i principî più inconcussi del diritto, ma si riuscì
+anche alle più manifeste contraddizioni nelle dichiarazioni e negli atti
+dei Regi Commissarî straordinarî in Sicilia e in Lunigiana.
+
+In ordine a queste contraddizioni sta che il generale Morra di Lavriano
+negli editti dell'8 e del 20 gennaio 1894--coi quali veniva istituita la
+giurisdizione straordinaria dei _Tribunali di guerra_ in Sicilia--disse:
+«_saranno_ deferiti al giudizio del _Tribunale di guerra_ ecc. ecc.»;
+dunque previde reati che nel futuro dovevano essere deferiti al
+Tribunale di guerra, non reati dei quali il Tribunale avesse l'obbligo
+di prender cognizione al momento della promulgazione dell'editto.
+(_Impallomeni_). Più esplicito era stato il generale Heusch in
+Lunigiana. In seguito al decreto del 17 gennaio, che istituiva la
+giustizia marziale vi fu la circolare del 20 che ad essa attribuiva la
+competenza pei reati commessi dopo la proclamazione dello Stato di
+assedio. Ma il Tribunale penale di Massa e Carrara dichiara la propria
+incompetenza nella causa Molinari e il 25 lo stesso generale Heusch con
+altra circolare annulla quella del 20 e proclama la _retroattività_! Il
+Generale Morra di Lavriano, più furbo, non constatò la propria
+contraddizione, ma non vi sfuggì.
+
+ [CONTRADDIZIONI STRIDENTI]
+
+Che cosa pensare di queste contraddizioni stridenti? «Legge e stabilità
+o identità di pensiero legislativo sono termini, che si richiamano a
+vicenda indissolubilmente. Volere e disvolere a un tempo, cioè a
+distanza di soli _cinque_ giorni, sarà consentito, e richiesto forse,
+nell'ordine _interno_ degli ufficî amministrativi, e le circolari
+_interne_ così talora fanno. Ma la maggiore offesa, che possa recarsi ad
+un _legislatore_--e lo erano i due Regi Commissarî straordinarî di
+Sicilia e di Lunigiana--sarebbe proprio quella di ritenerlo capace di
+fare egli pure altrettanto, e segnatamente di prevalersi di semplici
+_circolari_, cioè di atti inefficaci, per determinare, se già non
+fossero determinati, o per alterare poi, rapporti giuridici,
+precisamente affine di determinarli o di alterarli.»
+
+«Sarebbe poi _assurdo_ e _barbaro_, perchè niente vi ha di più
+contradittorio in sè e contrario alle norme di giustizia, che
+l'apprestare agli abitanti le garenzie maggiori dalle sorprese terribili
+di una repressione straordinaria ed eccezionale durante il tempo più
+calamitoso della guerra vera, per riservarne di minori ed insufficienti
+durante quello di un semplice così detto stato d'assedio politico
+fittizio: vale a dire quando appunto la coesistenza dei rapporti
+generali del tempo di pace, tuttora rimasti, rende sopratutto necessario
+avvertire bene che si applicheranno, e in quale misura, anche norme
+eccezionali proprie solo dello stato di guerra.» Così il prof. Brusa.
+
+ [LA RETROATTIVITÀ]
+
+A parte questa contraddizione tra gli atti e le dichiarazioni dei Regî
+Commissarî straordinarî, resta pur sempre che la _retroattività_ è
+violatrice delle nostre leggi e dei principî del nostro diritto.
+L'articolo 2º delle disposizioni generali premesse al Codice civile
+consacra il canone supremo della irretroattività delle leggi; ed in
+proposito giova ricordare che nella discussione della Commissione
+generale per la revisione dei Codici nel 1865 si fece cancellare un
+inciso che c'era nel progetto presentato dal Ministero in cui si
+accennava al caso in cui la si potesse ammettere quando la _legge così
+espressamente disponga_.
+
+Il senatore De Foresta ritenne indecoroso per l'Italia che una sua legge
+potesse ammettere la retroattività; e l'on. Bonacci aggiunse che
+«sarebbe sconveniente e quasi scandaloso il ricordare tale eccezione nel
+nuovo Codice italiano, perchè si potrebbero così ridestare le
+tristissime memorie dei caduti governi della penisola, che _violavano
+tante volte per mire politiche_ il sacrosanto principio della non
+retroattività delle leggi.»
+
+Adesso, i governi caduti, on. Bonacci, sono stati riabilitati dal
+governo italiano che il principio ha impunemente violato precisamente
+per _mire politiche_, a malgrado che per pudore, trent'anni or sono, i
+nostri giureconsulti non abbiano voluto ammettere nemmeno la possibilità
+che ciò si potesse fare anche in forza di una legge!
+
+ [QUEL CHE DICONO GLI EPIGONI]
+
+Non si danno per vinti i tristi difensori dell'arbitrio sfrenato e della
+prepotenza militaresca, e facendosi forti anche del parere del
+Carrara,--che pur si sa quanto avversasse la ingerenza del potere
+politico nelle cose della giustizia--e di altri eminenti giureconsulti,
+non esitano a dire che il principio della non retroattività delle leggi
+non è applicabile alla procedura e alla competenza «a quelle leggi cioè,
+che stabiliscono le forme dei giudizî e la ripartizione della
+giurisdizione tra i varî magistrati in quanto questa ripartizione ha
+tratto colle forme del giudizio.» (_Muratori e Giannini_). Ma la
+giustificazione cade quando si riflette, che questa limitata
+retroattività nella procedura e nella competenza si può invocare ed è
+stata invocata quando ad una giurisdizione ordinaria si è sostituita
+un'altra giurisdizione ordinaria e non quando se ne sostituisce una
+straordinaria ed eccezionale, poichè precisamente in questo caso
+intervengono le ragioni accennate, che a guarentigia vietano l'impero
+retroattivo della legge, per la necessità che la nuova legge sia posta
+al disopra di ogni sospetto di _mire politiche retrospettive_.
+
+E la retroattività anche in questi casi è da respingersi, perchè oltre
+che gli accusati si trovano dinanzi a giudici non legittimi e contro di
+loro prevenuti ed animati del sentimento della vendetta, essi pel fatto
+di vedersi sottoposti ad una giurisdizione straordinaria vengono già
+privati di importanti garanzie di cui avrebbero goduto colla
+giurisdizione ordinaria. «Difatti, mentre coloro, che sono accusati in
+Corte d'assise sono stati prima giudicati in Sezione d'accusa, ed hanno
+quindi potuto presso la medesima difendersi, gli accusati in Tribunale
+di Guerra non hanno potuto fruire di questo vantaggio. In secondo luogo
+il loro diritto di difesa presso i Tribunali di Guerra è stato in fatto
+limitato, benchè per falsa applicazione di legge, perciò che non è
+stato loro riconosciuto il diritto di scegliersi un difensore civile. E
+un terzo motivo di disfavore verrebbe da ciò che il diritto di ricorrere
+in Cassazione sarebbe limitato ai vizî d'incompetenza e di eccesso di
+potere.» (_Impallomeni_).
+
+ [ASSASSINIO PER PROCURA]
+
+Laonde saviamente il citato prof. Casanova a proposito della non
+_retroattività delle leggi_ in materia di competenza sancita dallo
+Statuto aggiunge che «anche il concorso di _tutti i poteri dello Stato_
+non potrebbe sottrarre un cittadino ai giudici che le leggi esistenti
+gli accordano, e tramandarlo innanzi ad un tribunale straordinario,
+_creato dopo che avvenne il fatto per cui si vuole procedere_... La
+violazione delle forme prescritte, ordinata dai mandatarî del popolo non
+è più legittima del _linciaggio_. _È un assassinio per procura._»
+
+Per tali motivi molti codici penali stranieri--il bavarese e l'austriaco
+tra gli altri--esplicitamente escludono la retroattività nel caso di
+costituzione di un Tribunale straordinario, in conformità del parere di
+eminenti giureconsulti (Kleinschrod, Zachariae, Berner, Odilon Barrot,
+Glaser ecc.) e di sentenze dei Tribunali e della Cassazione di Francia.
+
+Nulla di più vergognoso alla nuova Italia di ciò che, violando, hanno
+voluto operare i suoi governanti in questa occasione.
+
+Il prof. Brusa con profonda amarezza rileva che l'Austria, nelle sue
+repressioni dei moti nazionali del Lombardo-Veneto--moti che dovevano
+essere _liberali_--non applicò mai il giudizio statario ai fatti
+anteriori alla sua proclamazione. L'Austria maestra di libertà e di
+rispetto delle leggi all'Italia di G. Mazzini e di G. Garibaldi: ecco
+una cosa, che parrebbe assolutamente impossibile se non fosse vera!
+
+ [L'ITALIA AL DISOTTO DELL'AUSTRIA]
+
+Oh che fremiti di vergogna voi avreste, poveri grandi martiri, che deste
+il sangue e consacraste la vita alla patria Italiana per vederla, o
+appena sperarla, libera dallo straniero! quali mai impeti d'ira i
+vostri, se poteste sapere quanto la terza Italia, che dicono libera, è
+al di sotto dell'abborrito impero Austriaco per tutto quello che
+risguarda le disposizioni e le forme del giudizio statario!
+
+Per tutti gli infiniti vostri sacrifici voi vi sentireste traditi.
+
+Non ultima delle enormità dei processi che si perpetrarono dinanzi ai
+_Tribunali di guerra_ fu la negata difesa civile agli imputati. I
+_Tribunali di guerra_ con interpretazione grettamente farisaica del
+Codice penale militare respinsero in tutti i casi la istanza degli
+imputati per la libera scelta di un difensore tra gli avvocati
+esercenti: poggiando le loro decisioni sull'articolo 544 di detto Codice
+che consente all'imputato di _potere_ scegliere il difensore fra gli
+uffiziali presenti, che non abbiano un grado maggiore a quello di
+capitano.
+
+Si lasci da parte il fatto che viene diminuita sostanzialmente la difesa
+che i nostri Codici vogliono affidata a _persona capace_--e i militari,
+per quanto valorosi in guerra e competenti nella loro arte, non potranno
+mai dirsi _persone capaci_ nelle quistioni di diritto e nello esercizio
+della avvocatura--ma colla interpretazione data col citato articolo si è
+violato lo spirito e la lettera della legge.
+
+Il legislatore ha disposto e statuito in vista della guerra, e si
+comprende che mentre l'esercito è in campagna non è possibile
+rispettare tutte le forme procedurali e che molte volte, perciò, tutto è
+rimesso alle circostanze del momento; per questo motivo non nel solo
+articolo 544 si adoperano frasi, che indicano la intenzione che si
+faccia il possibile (l'imputato _potrà_ scegliere il suo difensore fra
+gli uffiziali presenti ecc.), ma anche nell'art. 545 vien detto che gli
+uffiziali istruttori, l'avvocato fiscale ed il segretario _potranno_
+scegliersi fra i militari, secondo le circostanze. La chiarissima
+intenzione del legislatore, infine, emerge, dall'art. 551 dello stesso
+Codice penale militare, che stabilisce: «Innanzi i tribunali militari,
+_in tempo di guerra_, si osserveranno, _per quanto sarà possibile_, le
+regole di procedura stabilite pel tempo di pace...» E in tempo di pace
+gl'imputati innanzi i Tribunali militari hanno il diritto di scegliersi
+il difensore tra gli avvocati esercenti.
+
+Si vorrà forse dire che le _circostanze_ erano tali che non resero
+possibile il rispetto delle procedure stabilite in tempo di pace?
+
+ [NEGATA LIBERTÀ DI DIFESA]
+
+Infatti,... i più valorosi avvocati della Sicilia e d'Italia si erano
+offerti a costituire il collegio della difesa. È facile che anche
+appunto per questo si volle essere esclusivamente brutali nello
+arbitrio, menomando il diritto di difesa agli imputati politici. Onde,
+bene e a proposito il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo,
+protestò energicamente--a proposta dell'avv. Vittorio Palmeri--contro
+l'iniqua decisione del Tribunale di guerra.
+
+ [I PARAGONI]
+
+Ed anche su questo riguardo ricorrono alla mente i paragoni che
+suggeriscono assai malinconiche riflessioni. Gli eroici difensori di
+Casa Ajani nel 1867 in Roma--governando il Papa sotto la protezione
+dell'esercito imperiale francese--ebbero concessi gli avvocati civili
+per la difesa; e pure la tirannide borbonica rispettò in Napoli e
+Sicilia questo sacrosanto diritto della difesa al 1821, al 1831, al
+1850, al 1858, al 1860, nel processo di Nicolò Garzilli, in quello
+contro Poerio, Settembrini ecc., nell'altro delle _tredici vittime_,
+sempre! L'accusa di aver negata la difesa civile agl'imputati di reato
+politico, mossa da Gladstone nelle famose lettere in cui chiamò
+_negazione di Dio_ il governo Borbonico, parve a quest'ultimo tanto
+disonorante, osserva l'Impallomeni, che esso fece pubblicare una memoria
+dove in risposta al grande statista inglese si mostrava che l'accusa non
+era fondata e si concludeva: «Con fatti così bugiardi no, non poteasi
+mai preoccupare la pubblica opinione, e meno _spargere la credenza che
+pessimamente nelle due Sicilie si amministri la giustizia_.»
+
+Ma dunque? Eh! dunque,--ciò che non fece il vituperato governo borbonico
+venne consumato dal governo _liberatore_ e _restauratore_, che ebbe,
+però, rispetto della legge pei briganti del napoletano; ai quali si ebbe
+premura di accordare la difesa civile, negata ora, ai socialisti di
+Sicilia e della Lunigiana...
+
+Sulle mostruose conseguenze pratiche di questa violazione del diritto di
+difesa non occorre insistere, basta accennare soltanto che spesse volte
+i Presidenti dei Tribunali di guerra imposero _silenzio_ o _comandarono_
+di non insistere agli ufficiali difensori; i quali in omaggio alla
+disciplina militare dovettero sottomettersi ed ubbidire!
+
+ [I MILITARI DIFENSORI]
+
+I militari adibiti nei vari processi mostrarono attitudini oratorie,
+ebbero un contegno superiore ad ogni elogio, mostrarono intelligenza non
+comune ed altrettanto coraggio. Essi difesero gli accusati a loro
+affidati con tutto l'affetto possibile; e tra tutti maggiormente si
+distinse un capitano di artiglieria simpatico e calvo--Francesco
+Piccoli. A tutti va una parola di lode e di gratitudine, viva e sincera.
+
+Il fatto, considerato poi dal punto vista degli interessi di casta e del
+governo, fu grave errore politico, poichè non riuscì ad altro, che a
+fare penetrare il socialismo nelle fila della più balda ed intelligente
+ufficialità dell'esercito.
+
+Mentre si manomettevano Statuto e codici, pur di sottrarre gl'imputati
+di reati politici ai loro giudici naturali ed ottenere la loro sicura e
+draconiana condanna non si osservavano altre regole essenziali di
+procedura nei processi e si riusciva ad un vero caos sotto un altro
+riguardo, sebbene non a danno degli accusati.
+
+Perocchè in tutti i processi politici svoltosi innanzi i Tribunali di
+guerra della Sicilia «la giurisdizione loro non fu provocata
+dell'autorità competente; 1º perchè per gli articoli 552-556 del Codice
+penale militare per l'Esercito _l'ordine di procedere_ doveva emanare--e
+non emanò--dall'autorità militare superiore presso cui esiste il
+Tribunale; 2º perchè per l'articolo 544 l'atto di accusa doveva essere
+formulato dall'avvocato fiscale militare e si fece invece consistere
+nella ordinanza delle Camere di Consiglio, con cui queste dichiaravano
+la incompetenza del magistrato ordinario, cioè la propria.»
+
+ [PROCESSO E NON PROCEDIMENTO]
+
+«Vi fu dunque un _processo_ ma non un _procedimento penale_ non essendo
+stata l'azione penale promossa dall'autorità militare competente; vi fu
+un'_accusa_, ma non un _atto di accusa_ essendovi state in suo luogo
+l'ordinanza delle Camere di Consiglio. Chi dunque provocò la
+giurisdizione dei Tribunali militari di guerra? Nessuno, perchè
+l'autorità incompetente non ha che l'ufficio di dichiarare la propria
+incompetenza!»
+
+«Come si riparò a tutte queste irregolarità mostruose; come si rispose
+alla loro denunzia? allegando la circolare del 16 Febbrajo 1894 emessa
+dal Generale Morra di Lavriano con cui ordinavasi che l'istruttoria
+doveva farsi dall'autorità ordinaria, l'autorità militare dovesse
+intervenire solamente per giudicare.» (_Impallomeni_).[62]
+
+Ed ecco fornita la prova che nell'anno di grazia 1894 quando è
+presidente del Consiglio Francesco Crispi, la circolare di un soldato
+può derogare alla legge e mutare le forme dei procedimenti!
+
+Si è visto sinora che con la creazione dei _Tribunali di guerra_ in
+Sicilia, si violarono i Codici e lo Statuto, specialmente per la
+giurisdizione loro assegnata sui non militari implicati nei moti
+sociali del 1893 e del 1891; per la retroattività accordata; per la
+negata difesa di persone capaci, cioè di avvocati esercenti; e per le
+altre irregolarità dianzi ricordate. Quali che siano stati i vizî
+capitali della istituzione dei _Tribunali di guerra_ e nella istruzione
+dei processi, si sarebbe forse riusciti a farli dimenticare quando le
+sentenze fossero state tali, da potere essere ritenute conformi alle
+risultanze dei processi--comunque istruiti--e perciò eque.
+
+ [L'OPERA DEI TRIBUNALI DI GUERRA]
+
+Disgraziatamente vedendo all'opera questi _Tribunali_ e questi giudici
+eccezionali--che giudicarono nella causa propria--si è costretti a
+riconoscere che la loro funzione fu altrettanto deplorevole quanto la
+loro origine e che gli atti corrisposero al sospetto che si ebbe sin da
+principio sulla parzialità dei giudici.
+
+Il giudizio è severo, ma rigidamente esatto quale emerge dallo esame
+della condizione e moralità degli accusatori e dei testimoni e della
+natura ed origine delle pretese prove di accusa e della enormità delle
+sentenze e dei criteri ai quali furono ispirate e della riconosciuta
+innocenza di alcuni condannati.
+
+_Accusatori, testimoni ed accusati._--Da una circolare del Generale
+Morra di Lavriano da accenni e telegrammi dell'on. Crispi, da lettere e
+telegrammi dei Prefetti e sotto-prefetti nei momenti del pericolo e
+quando in Sicilia non c'erano ancora truppe a sufficienza, oltre che da
+quanto sin'ora è stato esposto sulle _cause_ dei moti di Sicilia, emerge
+luminosamente, che in questi ebbero parte grandissima le ire e gli odî
+dei partiti locali, gli antagonismi e le lotte amministrative: la
+partigiana, dissennata e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati
+da anni a consorterie locali, che ne usarono ed abusarono in tutti i
+modi sotto l'egida di Prefetti e deputati: le prepotenze delle
+combriccole locali, che, come scrisse l'on. Pantano, appestano l'aria
+delle città dell'isola nella stessa guisa che la malaria appesta le sue
+campagne; il desiderio ardente nei vinti di liberarsi dal giogo ed anche
+di vendicarsi sugli avversari.
+
+Data questa genesi dei moti che dettero luogo ai reati che si dovevano
+punire, nella istruzione dei processi, se volevansi evitare iniquità,
+sfogo di passioni ignobili e vendette atroci dovevasi diffidare delle
+testimonianze di coloro ch'erano direttamente in causa e che nemmeno
+osavano nascondere o attenuare la loro posizione di nemici personali,
+anzicchè di avversarî politici degli accusati. Questa diffidenza
+costituiva una indicazione precisa e per la polizia giudiziaria--che
+raccoglieva gl'indizî e le prove contro gli accusati e procedeva agli
+arresti dei presunti rei--e per la magistratura che doveva convalidare
+gli arresti e istruire i processi.
+
+ [SI SOVVERTE OGNI CRITERIO D'ISTRUTTORIA]
+
+Invece si procedette al rovescio e sovvertendo tutti i criterî
+istruttorî, che prevalgono nei processi ordinari, si confidò
+esclusivamente nei partiti locali al potere e nei loro dipendenti
+diretti. Lo appartenere, anzi, ad un partito avverso a quello dominante
+costituiva già una presunzione di colpa: e questo criterio mostruoso
+venne nettamente formulato dal generale Morra di Lavriano in un discorso
+col compianto on. Cuccia e ridotto al seguente sillogisma: «poichè
+l'oggetto dei tumulti e delle sedizioni sono stati i municipî, non
+possono colpirsi gli uomini delle maggioranze imperanti, perchè queste
+non avrebbero aggredito sè stesse: epperò devono cercarsi gli autori dei
+fatti deplorati fra quelli delle minoranze».
+
+ [UN PENSIERO PEREGRINO DEL COMMISSARIO]
+
+Se così pensava il Regio Commissario straordinario, conformemente
+agivano le autorità subordinate. Perciò in un paese della provincia di
+Trapani si volevano arrestare i 250 firmatarî di una petizione inoltrata
+nell'estate del 1893 contro la locale amministrazione municipale; in un
+altro della provincia di Girgenti si arrestano molti socî del _Fascio_
+perchè essi erano notoriamente avversarî dell'amministrazione comunale;
+a Gibellina si arrestano e si processano i Di Lorenzo perchè nella
+dimostrazione contro il Sindaco erano stati acclamati; a Valguarnera si
+volevano processare i principali o più temuti avversarî del sindaco e
+molti se ne arrestano e processano non ostante la rara e vigorosa ed
+onesta resistenza del pretore e del delegato; nel processo di Misilmeri
+si vedono figurare 25 accusati tutti del partito della minoranza; e nel
+partito della minoranza oppositrice si vanno a cercare gli accusati dei
+processi di Belmonte Mezzagno, di Partinico, di Castelvetrano, ecc. ecc.
+Si fa di più: in molti piccoli paesi il sindaco funziona da delegato di
+pubblica sicurezza ed è lui a dare le indicazioni e ad ordinare gli
+arresti per le dimostrazioni avvenute contro l'amministrazione da lui
+stesso presieduta! Scandali simili io credo che mai in alcun paese del
+mondo si siano verificati; essi sono stati tali da far desiderare il
+ritorno ai tempi barbari della giustizia privata.
+
+ [I MISERABILI POSSONO VENDICARSI]
+
+Ogni miserabile, perciò, che volle sfogare i suoi personali rancori si
+comprende che ebbe un mezzo facilissimo per raggiungere l'intento:
+asservire sè al partito dominante ed indicare la vittima come uno dei
+dimostranti di un dato paese in un dato giorno. Così a Marineo una
+onesta donna, certa Lombardo, viene denunziata da una guardia daziaria
+che aveva tentato disonorarla mentre il marito era in campagna; e dietro
+la sola testimonianza di un siffatto arnese che voleva vendicarsi del
+rifiuto, la sventurata viene condannata a 13 anni di prigione dal
+Tribunale di Guerra di Palermo!
+
+I sindaci per vendicarsi dei ribelli non hanno alcun ritegno nel
+contraddirsi sfacciatamente; e innanzi al Tribunale di Guerra di
+Caltanissetta pei fatti di Pietraperzia,--non ostante l'opposizione
+della difesa--si leggono i certificati di moralità rilasciati dal
+sindaco--parte direttamente e indirettamente lesa--non conformi alle sue
+deposizioni, sugli stessi individui.
+
+Innanzi al Tribunale di guerra di Palermo alcuni dei detenuti accusati
+dalle autorità locali come autori dei tumulti, perchè avversarî
+dell'amministrazione municipale, provano a luce meridiana l'_alibi_; e
+riesce anche a liberarsi dall'accusa l'avv. Girolamo Sparti, dimostrando
+ch'egli era una vittima innocentissima degli avversarî antichi, che
+avevano in mano il municipio.
+
+E altri altrove fecero di peggio.
+
+Dissi che spesso gli accusatori non nascosero affatto il proprio livore,
+nè l'odio contro gli accusati; non lo diminuì per esempio di una linea
+il Cav. Saporito, sindaco di Castelvetrano contro il Cav. Vivona, antico
+e notissimo suo avversario, il Saporito non depose, ma pronunziò contro
+il prigioniero una requisitoria colla quale tal volta riuscì ad
+indispettire anche il Presidente del Tribunale di guerra...
+
+ [ESSER MESSO IN LISTA...!]
+
+Molte autorità politiche e giudiziarie non ignoravano le condizioni di
+animo di coloro che si fecero accusatori dei proprî concittadini, ma
+anche quando sentivano pietà e forse erano tormentati dal rimorso, esse
+credettero di continuare nell'opera nefanda ubbriacati dai vapori della
+reazione di cui era saturo l'ambiente, timorosi della propria sorte se
+avessero osato venir meno alle istruzioni superiori, nella
+preoccupazione della carriera... Sicchè quando gli arrestati di
+Misilmeri con accento di verità, che non ammetteva replica, giuravano ai
+carabinieri di essere innocenti si sentivano rispondere: «Che volete? lo
+sappiamo che siete innocenti; ma pigliatevela colle vostre autorità
+locali amministrative, che vi hanno messo in lista.»
+
+Essere messo in lista! Equivaleva nei più tristi momenti della reazione
+ad essere arrestati, processati, condannati o mandati fra mafiosi e
+camorristi a domicilio coatto. Per simili motivi lo storico che farà,
+documentandolo, il processo ai processi innanzi i Tribunali di guerra di
+Sicilia nell'anno 1894, verrà a questa prima e dolorosa conclusione: in
+essi c'è la prova del completo asservimento delle autorità politiche e
+giudiziarie ai partiti dominanti in ogni singolo paese dell'isola!
+
+ [I TESTIMONI DEGNI DEGLI ACCUSATORI]
+
+Agli accusatori sfacciatamente partigiani, odiosamente animati dal
+sentimento della vendetta dovevano corrispondere e corrisposero i
+testimoni, non racimolati--come si direbbe per disprezzo--nei trivî, ma
+comprati con oro sonante o reclutati tra le guardie di città e tra le
+guardie daziarie, cioè tra coloro contro i quali erano state fatte le
+più clamorose dimostrazioni e che tutto potevano essere, meno che
+sereni. Epperò nel processo pei fatti di Valguarnera parecchi testimoni
+smentiti dalle persone più autorevoli e convinti di mendacio o di
+reticenza furono incriminati per falsa testimonianza; e nel processo pei
+tumulti di Partinico il perno dell'accusa fu la deposizione delle _sole_
+guardie daziarie, parecchie delle quali pregiudicate e altra volta
+condannate per reati comuni.
+
+Non basta: questi degni testimoni di accusa talora non conoscono neppur
+di vista gli accusati e per non fare qualche magra figura se li fanno
+indicare nelle gabbie, come risultò nel processo pei fatti di
+Pietraperzia e fu fatto rilevare dal bravo tenente Catalano a richiesta
+del quale il Presidente del Tribunale di guerra, colonnello Orsini, fu
+costretto ad ammonire i preveggenti testimoni. Ma non ammonì, nello
+stesso processo, il capo delle guardie municipali, che non sa
+riconoscere tra i detenuti in gabbia tutte le persone che assicurava di
+_aver visto_ partecipare al tumulto! e condannò poi sulla base delle
+deposizioni di siffatti testimoni.
+
+ [GLI INDIZÎ DIVENTANO PROVE]
+
+_Origine e valore delle prove._--Questi testimoni esemplari, che
+avrebbero potuto degnamente figurare ai tempi beati della Santa
+Inquisizione, hanno poi talvolta degli scrupoli; non affermano con
+risolutezza di aver visto coi propri occhi, di aver sentito colle
+proprie orecchie; non si atteggiano a San Tommasi. No! Si accusa, ad
+esempio, lo Sparti di Misilmeri, ma tutti si riferiscono ai: _si dice,
+si vuole_... E la storia del modo di raccogliere le prove diviene
+_edificante_ nel processo di Lercara, nel quale insidiosamente si
+coinvolge il povero Bernardino Verro--che di già per lo stesso reato
+doveva rispondere nel processo De Felice e C.--Verro è accusato di aver
+provocato disordini che egli aveva cercato scongiurare; ed è accusato
+come sobillatore da un delegato Lenti; il _quale_ si era convinto della
+reità dell'accusato per certe parole dettegli da un tal Corsaletti; il
+_quale_ aveva acquistato la stessa convinzione da certe parole della
+propria moglie; la _quale_ le aveva apprese dalla moglie del
+Commendatore Sartorio; la _quale_ le aveva sentite dal proprio marito;
+_il quale_, infine, era il sindaco del paese preso di mira dai
+dimostranti...
+
+Tutto questo, ch'è risultato dal processo, non è l'intreccio di una
+_pochade_. Pur troppo si tratta di un dramma reale, in cui il
+protagonista sulla base di tali prove viene condannato per sobillazione
+a _sedici anni_ di galera!
+
+Non fermiamoci a commentare; continuiamo la dolorosa e vergognosa
+rassegna.
+
+ [COME SI CONDANNA]
+
+_Innocenti riconosciuti e... condannati._--Pur sorpassando su tutti gli
+scrupoli, pur violando ogni principio di diritto e tutte le forme di
+procedura, pure affidandosi a siffatte prove, che venivano da testimoni
+che già conosciamo, spesse volte non si sarebbe potuto condannare; e si
+condannò.
+
+E si condannò Giuseppe Sparagno a tre anni di reclusione per avere
+_favoreggiato_ la fuga di Bosco, Verro e Barbato; prima che costoro
+venissero giudicati, contro l'art. 225 del Codice penale che
+vuole--perchè sussista il reato di favoreggiamento--che il favorito
+abbia commesso un delitto e riportata condanna e che il favoreggiatore
+abbia scienza del delitto commesso.
+
+E si condannò lo Spatiglia accusato e processato per _grida sediziose_;
+ma all'udienza risulta che lo Spatiglia è _sordo-muto_, e allora le
+brave guardie, che lo avevano denunziato non si perdono di animo e
+cambiano l'accusa in partecipazione alle dimostrazioni in Misilmeri.
+
+Le _grida sediziose_ sono comode per fare condannare; e fanno condannare
+il povero Ciulla, per avere gridato in una via deserta di Monreale:
+_Comprate i calendarî_ e il _Siciliano_! Egli era uno dei rivenditori
+del _Siciliano_; ma per sua disgrazia era inviso ad una certa guardia di
+pubblica sicurezza, che sentì il terribile grido e fece la denunzia. Si
+spera che venga accordata la medaglia al denunziatore.
+
+E fu condannata la irresponsabile Rosalia Perrone per occultazione di
+armi: un vecchio e arruginito fucile, che appartenne al caro figlio
+morto da molti anni e che essa conservava come un prezioso ricordo. Il
+Presidente del Tribunale, perchè si tratta di una imbecille, seduta
+stante domanda la grazia sovrana: ma condanna. Oh! ma si può condannare
+quando si ha la convinzione che gli accusati sono innocenti? Ebbene: si
+può... dai tribunali di guerra. E se si possa ce lo dice l'avvocato
+fiscale militare nella requisitoria pei fatti di Monreale. Gli imputati
+erano 68 e il pubblico accusatore non esitò a fare questa confessione:
+«Ammetto che fra gli accusati ve ne sia qualcuno innocente; ma non si
+può provare, perchè la _maggior parte_--non tutte!--delle deposizioni
+dei testimoni a difesa furono _meschine_, _vuote_ o _reticenti_.» Questo
+eccellente funzionario, il sig. Mattei, stabilisce per principio che
+non l'accusa deve provare la reità dell'imputato, bensì l'imputato deve
+dimostrare, con prove sufficientissime, la sua non partecipazione ai
+disordini...
+
+E si condanna l'accusato della cui innocenza si è convinti, per colpa di
+alcune testimonianze vuote o meschine...
+
+Queste deposizioni potevano essere migliori e più esatte? Non potevano.
+Talora i testimonî che si presentavano all'udienza non erano quelli
+indicati dall'accusato; e quando un ignorante contadino di Monreale
+protesta contro l'equivoco col suo dialetto siculo, il Tribunale che
+comprende come se parlasse in sanscrito, sorride e condanna alla turca.
+In appresso si dirà più esattamente: condanna all'italiana!
+
+ [FINALMENTE SI FA UN'ECONOMIA]
+
+E guai ad un testimonio sbagliato, che fa una deposizione _vuota_ o
+_meschina_: la sua non può essere corretta o completata da quella di un
+altro. Agli imputati per _economia_ di tempo e di denaro è stato
+concesso un solo testimonio a discarico. Nè gl'imputati hanno dalla loro
+il Presidente, che pensa lui--il bravo uomo!--a correggere e completare.
+Ciò fa soltanto quando si tratta dei testimonî dell'accusa; così nel
+processo pei fatti di Santa Caterina, essendosi il Colleoni, tenente dei
+carabinieri--quello che ordinò il massacro del cinque gennaio, per cui
+ricevette una medaglia--patentemente contraddetto, il Colonnello Orsini,
+da buon superiore, interviene e dà lui le soddisfacenti spiegazioni alle
+contraddizioni dell'inferiore, rilevate dalla difesa. Nè questa può
+protestare, se no viene chiamata all'ordine in nome della disciplina
+militare!
+
+Nè gli sbagli si commettono solo sul conto dei testimonî; si arrestano e
+si processano per isbaglio gli uni per gli altri. Quell'ottimo tenente
+Colleoni, che farà carriera--oh! se la farà,--ch'era arrivato a Santa
+Caterina la vigilia della strage e che non ebbe il tempo durante la
+notte di fare delle conoscenze, affermò in Tribunale che un certo
+Nicoletti aveva preso parte alla dimostrazione. Il maresciallo dei
+carabinieri, che viveva in Santa Caterina da molto tempo e che conosceva
+tutti invece disse, che c'era errore: il reo essere un fratello del
+Nicoletti; ch'era presente all'udienza e che se la svignò quando sentì,
+seduta stante, il Presidente del Tribunale ordinarne l'arresto. E in
+questo caso si osservi che il Presidente del Tribunale col suo scatto
+mostrò tutta la indignazione dell'animo suo; ma l'avere ordinato la
+sostituzione di un fratello all'altro nella gabbia degli accusati,
+seduta stante, dà la misura esatta di ciò che potevano essere e furono
+la procedura e la giustizia dei militari!...
+
+ [INEZIE...]
+
+Inezie. Perchè gl'integerrimi giudici dei Tribunali di guerra dovevano
+preoccuparsi della condanna di un innocente di più o di meno? Uccidete
+tutti, _Dio sceglierà i suoi!_ rispondeva l'ordinatore della strage di
+San Bartolomeo a chi gli osservava che non potevansi sicuramente
+distinguere gli Ugonotti dai Cattolici. Poterono imitarlo con coscienza
+tranquilla i giudici militari: essi infine non davano sentenze di morte:
+appena appena mandavano in galera per dieci o per venti anni!
+
+Questa storia dei processi innanzi i Tribunali di guerra meriterebbe
+essa sola un volume tali e tanti sono gli episodî drammatici, e le
+iniquità. A me s'impone di terminarla e la chiudo con l'accenno a due
+altri notevoli processi.
+
+ [IL PROCESSO LOMBARDINO]
+
+Uno dei primi condannati fu Mariano Lombardino; e il suo caso, giusto
+perchè dei primi, fece molto rumore e molta impressione in Italia.
+
+Lombardino era soldato, e al 2 gennaio trovavasi in licenza nella sua
+natia Gibellina. Un solo soldato del 10º fanteria, certo Corsi, disse di
+averlo conosciuto tra i tumultuanti, che tentarono di disarmarlo. Il
+Corsi evidentemente era in buona fede; ma potè ingannarsi in un momento
+di eccitamento eccezionale e fra migliaia di persone, che lo
+circondavano e lo investivano, fra tante fisonomie tutte a lui
+sconosciute. Era facilissimo l'errore, perchè Lombardino rassomigliava
+molto ad un certo Panzarella--proprio uno degli uccisi!--e la
+rassomiglianza era tale che una volta gli procurò un arresto per espiare
+una colpa commessa dal Panzarella.
+
+Lombardino si protesta innocente con voce e con gesti, che commovono gli
+astanti e il suo difensore l'egregio e buon capitano Piccoli, fece
+sforzi eroici per salvarlo. Lombardino aveva citato parecchi testimoni a
+sua difesa per provare l'_alibi_; ma una donna viene condotta in camera
+di sicurezza e minacciata di processo per falsa testimonianza, perchè
+aveva deposto a favore dell'imputato. Tre altri testimoni, che possono
+provare l'_alibi_ sono assenti e il Tribunale respinge il rinvio
+richiesto con calore dalla difesa; e lo respinge quando su Lombardino
+pesava l'accusa di _alto tradimento_,--sulla fede di un solo
+testimonio--che viene punita colla fucilazione!
+
+Il Tribunale, però, se è inesorabile non manca di umanità e trova modo
+di escludere l'_alto tradimento_ e condanna a 20 anni di reclusione.
+Lombardino, che aveva pianto e protestato durante l'udienza, quando
+sentì pronunziare la condanna a ciglio asciutto esclamò: _per quanto è
+vero Iddio sono innocente!_ e chinò il capo e non profferì più una
+parola. Il capitano Piccoli si dette dei pugni sulla testa.
+
+Perchè fu così inesorabile e ingiusto il Tribunale? Ecco qua: era uno
+dei primi processi; non bisognava discreditare le istruttorie; si doveva
+dare un esempio; si trattava di un soldato... Eppoi, eppoi... Lombardino
+era stato dal rapporto dei carabinieri di Gibellina designato come
+_individuo sospetto_... perchè nulla tenente. Oh milioni di proletarî
+d'Italia: voi siete _sospetti perchè nulla tenenti_, onde la galera è
+per voi!
+
+ [IL PROCESSO CURATOLO]
+
+L'ultimo tra i processi minori, di cui giova intrattenersi è quello del
+Prof. Vincenzo Curatolo da Trapani. Il Curatolo, intimo del compianto
+deputato Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propaganda
+socialista in Sicilia sia coi giornali, sia coi tentativi di
+associazione; l'averla continuata con ardore all'indomani della Comune
+lo rese oltremodo inviso alla borghesia di Trapani; egli però non si
+lasciò mai imporre dall'odio dei potenti, nè scoraggiare dalla
+pochezza dei risultati e rimase sulla breccia sino a tanto che negli
+ultimi tempi, insieme al Montalto, riuscì ad organizzare un vero
+partito socialista nella sua città natia. In Consiglio Provinciale
+rappresentava la vicina Paceco, dove aveva interessi e amici
+numerosissimi.
+
+Nel periodo dei tumulti, fu dei più attivi nel frenarli e nell'arrestare
+le conseguenze del contagio psichico e nei giorni 1 e 2 gennaio il
+Prefetto Palomba, preso da tale spavento che lo fece piangere innanzi a
+diverse persone, lo richiese di consiglio e di aiuto, e della sua opera
+pacificatrice si disse lieto e grato. Questa circostanza risulta dal
+rapporto di chi lo denunziò e dalla sentenza.
+
+ [LA BRAVATA DI UN ISPETTORE DI P. S.]
+
+Il 3 gennaio l'Ispettore di Pubblica sicurezza Rinaldi lo invita a
+recarsi nel di lui ufficio; ma Curatolo rispose sdegnoso di non aver
+nulla da fare con l'Ispettore. L'indomani l'Ispettore si vendica del
+rifiuto arrestandolo, chiudendone la farmacia e trattenendone la chiave
+per dodici giorni. E l'Ispettore arrestandolo non nasconde che ciò fa
+pel rifiuto e di averlo punito siffattamente ancora si vanta!
+
+La Camera di Consiglio non ebbe il coraggio di legittimare l'arresto una
+prima volta; si limitò invece a secondare la proposta del Pubblico
+ministero di rinviare la legittimazione dell'arresto ad un altro mese
+aspettando che si potessero rinvenire gli elementi di colpabilità sino
+allora mancanti. Trascorso il mese, sulla base degli stessi elementi
+negativi, la Camera di Consiglio del Tribunale Penale lo rinviava al
+Tribunale di guerra di Trapani.
+
+Il giorno 12 Marzo doveva trattarsi la causa; ma fu rinviata,
+sicuramente per pressioni dell'autorità politica, perchè l'avvocato
+fiscale Cav. Anastasi aveva detto che egli non trovava alcun elemento
+che sorreggesse l'accusa ed il Presidente del Tribunale di guerra
+Colonnello Bussolino--quello stesso che staffilò a sangue la
+magistratura ordinaria--aveva detto pubblicamente essere sicura
+l'assoluzione dell'imputato.
+
+ [SETTE ANNI DI RECLUSIONE]
+
+Innanzi al Tribunale di guerra la causa si trattò il giorno 20 marzo con
+un personale tutto diverso, a cui, affermavasi da tutti, era stata
+imposta la sentenza; e Vincenzo Curatolo, infatti, non ostante le
+risultanze del processo, nell'assenza di alcun documento che lo
+accusasse e sulla base della sola testimonianza di un confidente di
+questura che disse averlo visto in Paceco--il grande delitto!--il giorno
+3 Gennaio, venne condannato a sette anni di reclusione!
+
+La enormità e la iniquità di questo processo e di questa sentenza
+risultano a luce meridiana dai considerandi della sentenza stessa e dal
+rapporto dell'Ispettore di P. S. Rinaldi, che dopo averlo arrestato per
+una bizza personale, lo denunziò al magistrato--e volle egli stesso
+rilevare che denunziava _lui_ solo--come responsabile dei reati previsti
+dall'art. 120 e 252 del Codice penale.
+
+Il rapporto del 7 Gennaio al Giudice Istruttore del Tribunale Penale fa
+colpa al Curatolo di essersi _sdegnosamente rifiutato d'intervenire_
+nell'ufficio dell'Ispettore: e di avere inneggiato al socialismo mentre,
+arrestato, veniva condotto in caserma; di aver _sempre di nascosto_
+diretto il movimento; di essere uno dei capi agitatori. Il rapporto non
+nega che il Curatolo avesse consigliato pubblicamente la calma: ma
+soggiunse «_il suo breve discorso fatto con molta arte, nel mentre non
+meritava interruzioni da parte dell'autorità di P. S._, dall'altra
+eccitava vieppiù gli operai verso le classi più abbienti».
+
+ [LE ACCUSE DELLA POLIZIA]
+
+Venne forse l'ordine di arresto da Palermo dove nelle perquisizioni ai
+membri del Comitato Centrale dei _Fasci_ si erano per avventura trovati
+documenti compromettenti pel Curatolo? Niente affatto. È l'Ispettore
+Rinaldi che ci dà il testo di questo eloquente telegramma del Questore
+di Palermo: «Prego disporre accurata perquisizione nel domicilio del
+nominato Vincenzo Curatolo farmacista, costà in via Cortina, noto
+socialista E DISPORNE ARRESTO SECONDO RISULTANZE PERQUISIZIONE.» Dunque
+a Palermo non c'erano motivi di veruna sorta--non ne trovò il sig.
+questore Lucchese!--per il suo arresto.
+
+Ma le risultanze della perquisizione, alle quali il questore Lucchese
+subordinava l'arresto, furono tali da far mantenere l'arresto già
+avvenuto? Meno che mai!
+
+Narra il suddetto ispettore: «Furono sequestrate _più_ (?) carte di
+NESSUNA IMPORTANZA». Fra le _più_ carte di _nessuna importanza_ ce
+n'erano di quelle importanti? Manco per sogno; ma il signor Rinaldi
+spiega la mancanza di documenti compromettenti _supponendo_ che
+gl'interessati li abbiano messi in salvo; e questa _supposizione_,--che
+farebbe onore a Torquemada--lo autorizza a questa splendida illazione:
+«_Tale sottrazione di documenti_ ad esuberanza prova, che negli stessi
+dovevano contenersi le disposizioni per _una generale insurrezione_,
+nonchè _gli ordini impartiti_ ai varî _Fasci_ per incominciare il
+movimento».
+
+Del resto si poteva procedere senza cerimonie all'arresto perchè, dice
+l'Ispettore, «si _assicurava_ che essendo il Curatolo consigliere
+Provinciale di Paceco, ed _anima_ di quel _Fascio_, gli abitanti di
+quel paese _aspettavano_ da lui il segnale per scendere armati in città
+ed incominciare il saccheggio. Tale gravissimo fatto risultava non solo
+dalle riferenze d'ufficio, ma _benanche da discorsi di cittadini onesti
+e stimati nel pubblico_.»
+
+ [UNA PROVA... SCHIACCIANTE!]
+
+Orbene non un solo di questi cittadini onesti e stimati andò a
+testimoniare contro il Curatolo... invece sindaco, deputati provinciali,
+assessori, consiglieri provinciali e comunali, molti altri eminenti
+cittadini quasi tutti avversari politici affermarono esplicitamente la
+legalità della sua condotta e l'opera sua eminentemente pacificatrice
+nei momenti del pericolo. Non monta: «la PROVA PIÙ SCHIACCIANTE contro
+il Curatolo», conchiude l'Ispettore Rinaldi, l'abbiamo nel fatto che «in
+Trapani avemmo due sere di disordini; arrestato il Curatolo, senza
+bisogno di altri mezzi, _la calma rientrò in Città_.»
+
+Questo perfezionato allievo di Lojola diceva il vero, ma dimenticava una
+sola cosa: Curatolo venne arrestato dopo la proclamazione dello stato di
+assedio, quando dappertutto _la calma rientrò_ senza arrestare le _anime
+dei Fasci_ e solo perchè gl'ingenui contadini si convinsero, con
+quell'atto, che il governo riprovava le agitazioni e non le vedeva di
+buon occhio, come era generale credenza in seguito alla condotta tenuta
+dal Consigliere della Prefettura di Palermo mandato a Partinico.
+
+In qualunque altro paese civile e libero il rapporto-denunzia
+dell'Ispettore Rinaldi sarebbe stato bastevole per lo meno a farlo
+destituire; in Italia valse ad indurre il Tribunale di guerra di
+Trapani, presieduto da un Barbieri, a far condannare il Curatolo.
+
+ [LA SENTENZA]
+
+La sentenza non è che la parafrasi pura e semplice del rapporto; i suoi
+considerandi non sono, che supposizioni e insinuazioni. In quanto a
+_fatti_ concreti così si esprime: «Che mente direttiva della
+organizzazione dei _Fasci_ e di siffatti propositi»--precedentemente la
+sentenza aveva accennato ai _fatti luttuosi_ accaduti in altre parti
+dell'isola e che non si erano verificati in Trapani per la _pronta ed
+energica_ REPRESSIONE (?) delle autorità--«fosse il giudicabile Curatolo
+Vincenzo e fosse esso che dirigeva ogni movimento che si verificava e in
+questa città e nel vicino comune di Paceco, i cui moti DOVEVANO AVVENIRE
+contemporaneamente e confondersi in una sola azione È PROVATO DALLA
+CORRISPONDENZA, CHE GLI FU SEQUESTRATA, che lo compromette nel più
+assoluto modo, dalla _sua posizione_ nel Fascio dei lavoratori di
+Trapani, da esso si può dire formato e _moralmente_ presieduto, dalle
+sue relazioni coi capi dei rivoltosi in _tutte_ le parti dell'Isola,
+dalle _sue corse_ a Paceco fatte in momento opportuno, mal celate e poi
+negate, e finalmente dal grido di _Viva il socialismo_, emesso quando lo
+trassero in arresto, che fatto in quelle condizioni e con
+quell'_espressione_, non poteva non essere un grido sedizioso rivolto al
+pubblico, grido che rileva il di lui animo bramoso di disordini
+popolari...»
+
+ [IL REATO DI V. CURATOLO]
+
+Constava al Tribunale di guerra che Vincenzo Curatolo nei momenti dal
+pericolo, e quando un _animo bramoso di tumulti_ avrebbe potuto
+facilmente provocarli, aveva rivolto al popolo parole di pace e
+consigli di calma, ma non ne tiene conto perchè, seguendo l'Ispettore
+Rinaldi, «delle disapprovazioni che l'accusato avrebbe fatte pei _detti
+avvenimenti_, non è il caso di occuparsene, nulla deducendo in di lui
+favore, ma solo addimostrando una non _comune e provetta attitudine_ in
+lui di _eccitatore occulto ma efficace_, COME OFFRONO LA STESSA PROVA LE
+ESORTAZIONI ALLA CALMA COL RISPETTO DELLA LEGGE FATTE PALESAMENTE.»
+
+Per tali FATTI COSÌ STABILITI il Tribunale di guerra visti gli articoli
+120 e 252 del Codice penale condanna il Curatolo a _sette anni_ di
+reclusione e alle spese!
+
+Si è visto che la sentenza trova le _prove_ dell'accusa sopratutto nella
+_corrispondenza sequestrata_ al Curatolo, cioè tra le _più carte_
+giudicate di _poca importanza_ dall'ispettore Rinaldi. Il quale così le
+giudicò per difetto d'intelligenza, poichè fu trovata una terribile
+lettera di Francesco Cassisa... la quale non potè valere, però a fare
+condannare questi dal Tribunale di Guerra di Palermo,--il quale pur
+distribuì generosamente migliaia di anni di condanne facendo una vera
+strage d'innocenti!
+
+Da questo processo,--superato soltanto in mostruosità dalla
+sentenza--rimane provato all'ultima evidenza che dai Tribunali di guerra
+si ritenne reato l'avere avuto relazioni con persone incriminate--e con
+tale criterio si potrebbe mandare in galera mezza Italia, compreso il
+Parlamento; reato la visita al vicino paese, che si rappresenta in
+Consiglio Provinciale: reato il presiedere... moralmente un _Fascio_, e
+di esserne stato l'_anima_;[63] reato il gridare: _Viva il socialismo!_
+con _espressione_, reato l'avere disapprovato pubblicamente e l'avere
+impedito nella misura delle proprie forze i fatti, che si ritengono
+criminosi.
+
+ [PERSECUZIONI CONTRO IL PENSIERO]
+
+Il processo alle intenzioni in base alle più scellerate supposizioni, la
+persecuzione contro il pensiero, e la condanna dell'esercizio del
+diritto di associazione e di riunione negli stretti termini della
+legalità--perchè i _Fasci dei lavoratori_ furono sodalizî legali, che
+per tre lunghi anni si riunirono ed agirono in pubblico senza che mai le
+autorità politiche e giudiziarie vi avessero trovato da ridire--da
+nessun altro processo risultano lampanti quanto da quello istruito
+contro il Curatolo, perchè a confessione e del denunziatore e dei
+giudici, che condannarono, mancano in esso tutti gli elementi di un
+processo qualsiasi, che non siano il processo alle intenzioni, la
+persecuzione contro il pensiero, la condanna dei diritti sanciti dello
+Statuto. Ed è perciò che ho ritenuto doveroso occuparmene con
+particolarità per segnalare al giudizio severo ed imparziale del
+pubblico il governo che dispose e permise agli agenti suoi, che
+eseguirono e condannarono.
+
+ [IN NOME DELL'ITALIA LIBERA E UNA]
+
+L'animo di qualunque italiano, che sognò e lavorò per la rigenerazione
+di una patria libera, e la cui libertà doveva venire a farne la
+grandezza e la ragion di essere nel consorzio delle nazioni civili non
+può che rimanere profondamente sconfortato ed indignato dell'opera dei
+Tribunali militari in Sicilia ch'è la negazione assoluta di
+cinquant'anni di lotte, di sacrifizî, di eroismi contro la tirannide;
+quest'opera deleteria induce a melanconiche riflessioni. Oh! valeva la
+pena di abbattere il governo, che fu detto _negazione di Dio_ e di far
+cadere tante vittime preziose sui campi di battaglia e sulle forche per
+arrivare a vedere funzionare come hanno funzionato i Tribunali militari
+in Sicilia e in Lunigiana nell'anno 1894 e in nome dell'Italia _libera
+ed una_? Non si direbbe che le libertà promesse dallo Statuto siano
+tranelli tesi alla buona fede degli italiani? Quanto più onesto e leale
+il governo borbonico, che senza ipocrisie proibiva di occuparsi di
+politica, e sotto il quale almeno erano sicuri di vedere rispettata la
+propria libertà coloro che ottemperavano scrupolosamente ai suoi ordini!
+
+Lo sconforto sarebbe minore se dell'opera nefasta dianzi tratteggiata
+fossero responsabili soltanto i Tribunali di guerra. Si sa! i militari
+non comprendono il diritto, non conoscono leggi e statuti, non discutono
+ma ubbidiscono, come impone la disciplina, non conoscono altra ragione
+che quella che viene dalla forza. Ma il guaio maggiore è questo: nelle
+aberrazioni giuridiche, politiche e morali dei Tribunali di guerra c'è
+la solidarietà e la complicità necessaria dei magistrati ordinarî, che
+dovrebbero tutelare i diritti dei cittadini e fare rispettare le leggi e
+lo Statuto in alto e in basso. E questa solidarietà e questa complicità,
+per quanto possa riuscire doloroso il confronto, bisogna metterle in
+evidenza.
+
+ [LA MAGISTRATURA]
+
+Da parecchio tempo la magistratura italiana avea perduto nella coscienza
+pubblica quella stima e quella rispettabilità, che sono indispensabili
+al suo ufficio supremo in uno stato libero e bene ordinato e per cagioni
+molteplici, che sono state esposte e studiate da illustri magistrati, da
+giuristi e da scrittori politici di ogni parte. Ciò che maggiormente si
+rimproverava e si rimprovera tuttavia alla magistratura italiana si è il
+suo asservimento al potere, le cui conseguenze sono incalcolabili tutte
+le volte in cui essa dovrebbe colpire gli agenti del governo; giudicare
+nei conflitti tra il Fisco e i privati cittadini; istruire processi
+d'indole politica ed emettere le relative sentenze. Di tale
+asservimento, che riesce sempre di grave danno ai cittadini e di
+pericolo continuo alle pubbliche libertà, somministrai esempî in
+_Corruzione politica_ e il fatto stigmatizzai severamente in _Banche e
+Parlamento_ unendo la mia voce modesta a quella di tanti altri assai più
+di me autorevoli. E la iattura è tanto grave e antica, che parvero
+eroi--e furono esaltati ed eletti deputati in odio al governo--il
+Procuratore Generale Nelli e il Procuratore del Re Borgnini, che seppero
+resistere alle pressioni dall'alto nel famoso processo Lobbia--e
+preferirono dimettersi sdegnosamente anzichè sottomettersi--altri tempi
+e che sembrano leggendarî!--come di recente bastò che un alto magistrato
+integro, l'Eula, arrivasse al ministero, dopo avere pubblicamente
+affermato che la magistratura deve giudicare e non _rendere servigi_,
+perchè la nazione aprisse il cuore alla speranza di vedere realizzata
+la più necessaria delle restaurazioni: quella dell'indipendenza della
+magistratura.[64]
+
+Ma Eula, cadente per anni e per malattia, al ministero di grazia e
+giustizia passò come una meteora luminosa, che non riscalda e non
+vivifica, e gli ultimi episodî del processo della Banca Romana, le
+solenni e gravi dichiarazioni dell'attuale ministro Calenda dei Tavani
+in risposta ad interrogazioni degli on. Cavallotti, Imbriani e mie
+nonchè rialzare il prestigio della magistratura lo hanno ormai come
+distrutto!
+
+ [SERVIGI E NON SENTENZE]
+
+Come e perchè il governo riesca ad imporsi ai giudici e ad ottenerne
+_servigi_ e non _sentenze_ sarebbe lungo l'esporre; basta in questo
+libro, in cui l'interessante quistione è toccata incidentalmente,
+ricordare che nell'ultima discussione sul bilancio del ministero di
+grazia e giustizia per l'anno 1894-95 l'on. Gianturco, che gode meritata
+fama per dottrina, per integrità di carattere e per avere occupato il
+posto di sottosegretario di Stato sotto l'Eula, segnalò al ministro
+l'arbitrio pericolosissimo che si esercita nelle promozioni, mercè le
+quali gli abili governanti profittando delle debolezze del cuore umano e
+dei bisogni di magistrati mal pagati, sanno piegarli alle loro voglie
+renderli docili e servizievoli quando occorre.
+
+Nè il ministro osò negare la esistenza e la gravità del pericolo.
+
+ [IL PREMIO AI MAGISTRATI ONESTI!]
+
+I magistrati onesti e indipendenti non solo si vedono sopravvanzati
+nella carriera da quelli servili, ma vengono puniti coi traslochi da una
+sede più importante ad una di minore importanza ferendone la dignità e
+gl'interessi economici ad un tempo. E di questo mezzo illecito di cui si
+serve il governo per punire i magistrati ricordai in _Banche e
+Parlamento_ alcuni casi, che si riferivano alla Sicilia (p. 337) ed
+altro con grave rammarico devo riferirne qui, che riguarda pure l'isola
+e i processi d'indole politica di cui mi sto occupando. Quel Procuratore
+del Re di Trapani, di cui si disse che era stato scelto dall'on. Crispi
+come successore del Lucchese al posto di fiducia di Questore di Palermo,
+venne invece anzichè promosso e premiato pei suoi meriti, traslocato
+d'improvviso in un Tribunale di poca entità della provincia di Messina,
+non ricordo bene se a Patti o a Castroreale. Perchè? La voce più
+accreditata sulla causa della punizione è la seguente: egli in una causa
+in cui stavano di fronte un maresciallo dei carabinieri ed un privato
+cittadino aveva reso giustizia al cittadino, e ciò facendo non solo
+aveva mancato di rendere un _servizio_ al governo, ma aveva anche
+indispettito un deputato siciliano dei più reazionarî, che proteggeva il
+maresciallo e che negli ultimi tempi esercitava un insolito ascendente
+nelle sfere ministeriali...
+
+In _Banche e Parlamento_, quasi presago dei futuri avvenimenti, avevo
+detto che in Sicilia più che altrove era notorio il servilismo della
+magistratura verso il governo. Tale servilismo nell'isola aveva le sue
+non nobili ma continuate tradizioni--interrotte per un momento dal
+conflitto Tajani-Medici--delle quali il senatore Zini riporta parecchi
+dati, tra cui impudente una lettera del Procuratore Generale Morena, che
+parla come della cosa più semplice e corretta di questo mondo «_di
+detenuti, che non sono a disposizione dell'autorità giudiziaria_ e sul
+conto dei quali egli confessa di non _potere_ prendere alcun
+provvedimento perchè _non può mettere la falce nella messe altrui_ (?!)
+e consiglia _impertanto di rivolgersi al Prefetto o a S. E. il Ministro
+dell'interno_.» (_Dei criterî e dei modi di governo della sinistra._
+Bologna, 1880 p. 45).
+
+Gli ultimi avvenimenti e i consecutivi processi della Sicilia hanno
+distrutto, se pur ne avanzava, l'ultimo residuo della buona fama della
+magistratura in quanto a senso di giustizia e ad indipendenza. Ed è da
+avvertire in proposito che le numerose assoluzioni dei membri dei
+_Fasci_, nel periodo precedente alla proclamazione dello Stato di
+assedio, che potrebbero invocarsi come una prova in contrario, perderono
+di efficacia perchè controbilanciate da altrettante condanne in casi
+perfettamente identici: sicchè le prime non servirono, che a rendere più
+evidente la ingiustizia delle seconde, la mancanza di un unico ed esatto
+criterio giuridico e il servilismo dei più.[65]
+
+ [LA MAGISTRATURA DOPPIAMENTE COLPEVOLE]
+
+La magistratura ordinaria è doppiamente colpevole; perchè da un lato si
+è spogliata indebitamente e volontariamente--dico: _volontariamente_,
+stando alle apparenze--dei propri diritti dichiarando la propria
+incompetenza nei casi, che vennero deferiti ai Tribunali militari e
+dall'altro si è prestata con inaudito sfoggio di servilismo ad istruire
+i processi sui quali poi hanno in ultimo giudicato gli stessi Tribunali
+militari.
+
+Data la legittimità dei Tribunali militari, sulla quale non spettava
+alla magistratura ordinaria di minor grado di giudicare, certo è che
+essa doveva, a salvaguardia del proprio decoro e della propria autorità,
+non consentire all'ingiustificabile principio della retroattività così
+largamente applicato; e dove e quando la giurisdizione eccezionale
+militare avesse accampato pretese e diritti che non le spettavano, alla
+magistratura ordinaria incombeva assoluto l'obbligo di resistere e di
+mostrarsi vigile custode delle leggi e dei diritti dei cittadini e di
+sollevare quei conflitti, che in ultimo avrebbero dovuto essere decisi
+dalla Suprema Corte di Cassazione di Roma.
+
+ [UN MILITARE INSEGNA LA PROCEDURA]
+
+La magistratura ordinaria invece venne meno al proprio dovere e senza
+che in modo alcuno possa scusarsi. Non resistette all'invadenza di chi
+in nome dei _pieni poteri_ accordatigli credette potere impunemente
+calpestare statuto e leggi; non sollevò alcun conflitto; essa stessa
+invocò il principio della retroattività; essa stessa lo applicò,
+dichiarando, _non richiesta_, la propria incompetenza e deferì al
+giudizio dei Tribunali militari gli accusati il cui reato era stato
+consumato molto tempo prima della proclamazione dello stato di assedio
+quale fu il caso dell'ex-Presidente del _Fascio_ di Palazzo Adriano
+che, per uno dei tanti pretesti accampati nel periodo della provocazione
+in agosto 1893, venne processato e il giudizio venne rinviato a
+richiesta dell'accusato, il quale poi inopinatamente con senso di
+stupore generale, venne deferito al Tribunale Militare di Palermo.
+Questa febbre di servilismo arrivò al punto di rendere dimentica la
+magistratura ordinaria della più elementare osservanza delle procedure e
+delle competenze in vigore anche sotto il regime eccezionale della
+sciabola: e così si vide il Tribunale penale di Trapani deferire al
+Tribunale militare la conoscenza di alcuni reati non contemplati negli
+editti del generale Morra e ricevere la più umiliante delle lezioni
+dallo stesso Tribunale militare di Trapani, che dichiara la propria
+incompetenza e rinvia al Tribunale penale il processo. Un militare, il
+colonnello Bussolino, non poteva mostrarsi più severo verso il
+magistrato ordinario insegnandogli le regole della procedura; e il
+rossore dello schiaffo assestato ci vorrà del tempo perchè scompaia.
+
+Grave è inoltre la colpa della magistratura ordinaria relativamente
+all'istruzione dei processi. Dato pure e non concesso che fosse stata
+legale la istituzione dei Tribunali militari e che si fosse potuto
+applicare l'anti-giuridico e mostruoso principio della _retroattività_,
+ne derivava che la magistratura ordinaria non avrebbe dovuto menomamente
+impicciarsi dei reati e dei processi nei quali veniva riconosciuta la
+competenza della giurisdizione eccezionale militare; così facendo si
+sarebbe potuta accusare la magistratura di vigliaccheria e non altro.
+Essa invece ha tolto l'incomodo ai Tribunali militari--violando il
+Codice penale militare--d'istruire i processi e glieli ha presentati
+belli e completi rendendosi non solo complice di tutte le enormità di
+detti processi, ma principale responsabile di tutte le flagranti
+irregolarità, che vennero esposte in questo stesso capitolo sulla
+condizione sospetta dei denunziatori e dei testimoni e sul valore delle
+prove raccolte.
+
+Onde su di essa ricade la maggior parte della colpa delle sentenze
+inique dei Tribunali di guerra, perchè questi giudicarono quasi sempre
+sulle orme delle requisitorie dell'avvocato fiscale e alla sua volta
+l'avvocato fiscale non fece che copiare le requisitorie del Procuratore
+del Re colle quali si mandavano gli accusati innanzi ai primi. I
+militari, in fatto di diritto e di applicazione delle pene, dovevano e
+potevano mostrarsi, essi che non li hanno mai studiati, più meticolosi e
+meno severi dei magistrati? Non era possibile sperarlo.
+
+ [SERVILISMO DELLA MAGISTRATURA SICILIANA]
+
+Ond'è che l'on. Lucchini, penalista illustre e Consigliere di Stato,
+commentando la sentenza Molinari e Gattini, non potè a meno, di fronte
+alle declinatorie, all'abdicazione della magistratura ordinaria, di
+constatare che si è messa in evidenza la sua ignoranza e il suo
+servilismo e si è resa complice dello _strazio della libertà e della
+giustizia_ (Appendice alla monografia di Brusa: _Della giustizia penale
+eccezionale_ p. 53). E più aspro certamente sarebbe stato il giudizio
+dell'antico professore dell'Ateneo bolognese, se avesse dovuto
+enunziarlo a proposito della condotta della magistratura siciliana.[66]
+La quale è stata tale che al mitissimo insegnante della università di
+Torino ha strappato questa sentenza: «_Le condanne, se grazia sovrana
+non interverrà_, rimarranno quali _testimoni e accusatori di una
+giustizia, la quale parrà una_ FORSENNATA _e che si mostrerà a tutti_
+VELATA PER LE PATITE OFFESE: _di_ UNA GIUSTIZIA RESA SERVA DELLA POLIZIA
+PREVENTIVA.» (Brusa p. 35).
+
+ [LA SUPREMA CASSAZIONE]
+
+Ed ora allo esame della condotta della più alta magistratura italiana:
+la Suprema Corte di Cassazione.
+
+All'indomani della sentenza della Cassazione nel ricorso del Procuratore
+Generale del Re Comm. Bartoli--contro il giudicato della Sezione di
+accusa, col quale nel processo della Banca Romana si mandarono assolti
+Pietro Tanlongo e Michele Lazzaroni--in Italia ci fu una generale
+esultanza e l'animo di tutti si aprì alla speranza. Il supremo
+magistrato aveva reso giustizia; e pur rispettando la sentenza della
+Sezione di Accusa in nome della legge scritta, di cui esso dev'essere
+sempre ed esclusivamente l'indefesso tutelatore, aveva trovato modo con
+parole elevate in nome dello interesse morale di stigmatizzarla. Si
+sperava che il responso della Corte di Cassazione dovesse e potesse
+servire di rampogna ad alcuni magistrati inferiori e d'incoraggiamento
+ad altri.
+
+ [È SCESA IN BASSO]
+
+In Sicilia e in Lunigiana sappiamo già che il nobile esempio non giovò
+ai magistrati inferiori; oggi sappiamo del pari che la stessa Cassazione
+non continuò a battere la via sulla quale si era messa nello scorso
+anno, e non ci resta che lo sconforto di dovere constatare che il
+supremo magistrato italiano è disceso al livello dei magistrati
+inferiori, anzi forse tanto più in basso quanto più alto dovrebbe essere
+il suo ufficio.
+
+Il Prof. Impallomeni chiudeva il suo ricorso in Cassazione dell'on. De
+Felice Giuffrida e Compagni con questa perorazione, che giova riprodurre
+integralmente: «Eccellenze, nel disgregamento morale e fra le passioni
+che travagliano le società odierne, le coscienze non si possono far
+serene che in un centro solo di equilibrio e di sicurezza:
+nell'amministrazione della giustizia, affidata alla rettitudine di
+magistrati indipendenti.»
+
+«I rancori, le ire di partito passano, le onde agitate delle azioni e
+delle reazioni sociali si ricompongono in calma, ma le offese alla
+giustizia restano ferite irrimediabili alla compagine sociale. Un grande
+ufficio di riparazione è a voi affidato; ufficio ad un tempo di
+riconciliazione e di pacificazione degli animi: che voi compirete quando
+risolleverete la bandiera del diritto, abbassata nella causa presente,
+in cui una condanna non giunse al suo segno, se non passando sopra lo
+Statuto prima, e poi sopra il Codice penale.»
+
+In verità dopo la sentenza della Cassazione sul ricorso Molinari e
+Gattini, che dette luogo alle critiche severissime del Brusa e del
+Lucchini,--per non citare quelle unanimi della stampa politica
+quotidiana,--un linguaggio siffatto--che del resto può considerarsi come
+la parafrasi felice dei _considerandi_ della stessa Cassazione nella
+sentenza sul ricorso Bartoli nella causa Tanlongo e Lazzaroni--potrebbe
+giudicarsi o la manifestazione di una ingenuità superlativa o una delle
+tanti e volgari tirate retoriche di avvocato esercente, che non crede
+affatto in ciò che scrive. Esclusa questa ultima interpretazione nel
+caso dello egregio prof. Impallomeni rimane la prima; e si può anche
+dire che nell'animo suo albergasse la speranza della resipiscenza.
+Ascoltò la Cassazione questo linguaggio degnissimo che racchiudeva un
+savio consiglio, utile più alla conservazione dell'autorità del supremo
+magistrato anzichè alla causa dei condannati dal Tribunale militare di
+Palermo?
+
+ [LA GIUSTIZIA SERVA DELLA POLITICA]
+
+Oramai la risposta della Cassazione è nota ed è noto che essa non
+s'inspirò allo Statuto, alla legge, alla giustizia; ma lasciò passare
+trionfalmente l'interesse della politica dell'ora che volge e respinse
+il ricorso De Felice, come tanti altri ne aveva respinti. La sua opera
+nella quistione vitale della competenza e della revisione delle sentenze
+dei Tribunali militari deve essere esaminata e giudicata al lume dei
+fatti e del diritto; ed essa risulta uguale, se non peggiore, a quella
+del resto della magistratura, per incoerenza, per servilismo, per
+ingiustizia.
+
+Il primo errore e la prima colpa della Cassazione furono commessi nello
+statuire sulla legalità dei Tribunali militari. Essa non ebbe gli
+scrupoli della Corte dei Conti--e questa differenza dev'essere la sua
+maggiore umiliazione.
+
+Essa li trovò legittimi, legali, anche quando evidentemente esorbitavano
+proclamando la propria competenza pei reati commessi prima della
+proclamazione dello Stato di assedio!
+
+ [INCOERENZA DELLA CASSAZIONE]
+
+La Cassazione, però, non si mantenne logica e coerente; perocchè se nei
+casi di Sicilia l'applicazione del diritto bellico si è fatta
+correttamente come in guerra guerreggiata anche alle persone estranee
+all'esercito, non c'era ragione del suo intervento, perchè una persona
+non può essere giuridicamente _duplice_ nei rapporti con gli stessi
+reati a lei imputati; non è e non può essere prima pareggiata al
+militare per la giurisdizione di merito e poi restituita al novero degli
+estranei alla milizia per la decisione formale sulla incompetenza del
+giudice di merito.
+
+La Cassazione doveva astenersi dal conoscere delle sentenze pronunziate
+da Tribunali estranei alla sua giurisdizione, non provocata neppure da
+conflitti insorti fra essi e i Tribunali comuni. Perciò la Cassazione
+intervenne senza regola, intervenne quando accomodava: e le sue
+decisioni, quando parzialmente riformarono le sentenze dei Tribunali
+militari non possono essere considerate che come _grazie parziali_ fatte
+da chi non le poteva e non le doveva fare». (_Brusa e Lucchini_, p. 28,
+29 e 55).
+
+Alla Cassazione incombeva, però, un obbligo superiore: quello di
+annullare puramente e semplicemente le sentenze dei Tribunali militari
+distruggendone la usurpata giurisdizione e stabilendone la illegalità.
+La Cassazione doveva e poteva fare rispettare lo Statuto e le leggi
+anche senza avere la precisa attribuzione delle Supreme Corte federali
+degli Stati Uniti; poichè non ha sostanziale fondamento ciò che disse
+l'on. Sacchi nella Camera dei Deputati, che la Cassazione Italiana,
+cioè, non abbia la missione di contenere le leggi nei limiti della
+costituzione oltre quella di contenere i provvedimenti esecutivi: nei
+limiti della legge; e non ha fondamento «giacchè una legge che non sia
+nei limiti della Costituzione non è legge; e tutti i magistrati dal
+Conciliatore alla Corte di Cassazione hanno insita al loro ufficio la
+facoltà di sindacare la costituzionalità degli atti della pubblica
+autorità, perciò stesso che il loro mandato è quello di fare applicare
+le _leggi_, e i provvedimenti emanati in conformità alle leggi.»
+(_Impallomeni_, p. 47).
+
+ [TUTTO È LASCIATO ALL'ARBITRIO]
+
+Poteva, doveva farlo la Cassazione--e non lo fece--per non lasciare
+tutto all'arbitrio del potere esecutivo, gli averi, la libertà e la vita
+dei cittadini.
+
+«Chi non vede che col sistema della Cassazione--rispettando ed
+accettando cioè la legalità dei Tribunali militari--si condannano
+potenzialmente a perpetua impotenza le norme di competenza, stabilite
+dal Codice di procedura penale? Ogni volta, che vi saranno delle bande
+armate, dei moti insurrezionali, basterà che il potere esecutivo dica
+essere necessario sospendere la competenza ordinaria perchè si creda
+essere nel diritto di farlo; per modo che i Tribunali e le Corti di
+Assise potranno essere competenti a conoscere di simili reati
+sempre..... meno quando avverranno. Vi saranno sempre le autorità
+giudiziarie del regno pronte a dire, come ha detto la Corte di
+Cassazione: noi ce ne laviamo le mani, è affare che non ci riguarda,
+decidano in altro luogo se le leggi bastano; quando lassù crederanno che
+non bastano, noi non abbiamo che a sottometterci ai decreti che verranno
+imposti. Ma allora, domandiamo noi, a che serve la legge? a che serve la
+divisione dei poteri? qual'è la differenza, che passa tra un regime
+assoluto e un regime costituzionale?» (_Impallomeni_, p. 39).
+
+ [LA CONVENIENZA POLITICA INVECE DEL DIRITTO]
+
+Di più: quando la Cassazione intervenne e dichiarò la propria
+competenza--e non poteva essere competente e non doveva intervenire se i
+Tribunali di guerra fossero stati legali e costituzionali--lo fece in
+modo scorretto e sconveniente e misconoscendo la missione commessale
+dalla legge. Questa, infatti, è tassativa nello stabilire che essa debba
+esaminare le quistioni di _diritto_ e non le quistioni di _fatto_; essa
+ci sta per separarle e nella separazione sta la sua ragione di essere.
+Or bene la Cassazione precisamente in questa occasione, in cui poteva
+affermarsi nella sua più grande maestà come uno dei poteri pubblici
+dello Stato, venne meno al proprio compito esaminando la questione di
+_fatto_, la opportunità dei provvedimenti presi, e non se tali
+provvedimenti per quanto opportuni, per quanto anche necessarî, siano
+stati conformi allo Statuto e alle leggi, sicchè il supremo magistrato
+desumendo la _legittimità_ di siffatti provvedimenti dalla ipotetica
+loro _necessità_ e _convenienza politica_, svisò la propria funzione, si
+sostituì al Parlamento, rese un servizio al governo, che incoraggiato
+dal precedente, segnalando come _necessario_ qualunque illecito ed
+incostituzionale provvedimento, sa che verrà giustificato ed approvato
+dal corpo che avrebbe dovuto precisamente richiamarlo alla osservanza
+della Costituzione e delle leggi (_Brusa_, p. 10, 11 e 34; _Lucchini_,
+p. 57; _Impallomeni_, p. 40).
+
+ [IN ITALIA E ALTROVE]
+
+Epperò, tutto ben considerato, se ne deve conchiudere con amarezza, che
+il popolo non può riporre più la sua fiducia nel supremo magistrato, che
+dovrebbe avere il compito di difenderne i diritti e fare rispettare la
+Costituzione e le leggi del potere esecutivo, come fece la Cassazione
+francese anche in momenti non propizî alla libertà e alle franchigie
+costituzionali (_Impallomeni_, p. 32 e 33). E la conclusione dolorosa è
+assai umiliante per l'Italia, la cui inferiorità di fronte alle altre
+nazioni, in fatto di rispetto ai diritti dei cittadini da parte del
+potere esecutivo, e nella pratica del regime costituzionale, rimane
+ognora più assodata e confermata; e questa inferiorità viene sopratutto
+assodata e confermata per opera della Suprema Corte di Cassazione che è
+venuta meno al suo compito ed ha rinnegato la propria ragione di essere.
+
+ [L'AFFERMAZIONE DI UN MINISTRO]
+
+Intanto nel _periodo fortunoso dei fatti eccezionalmente disonesti e
+scandalosi_, come la Suprema Corte di Cassazione designò quello della
+scoperta degli scandali della Banca Romana, si trovò un Ministro, il
+senatore Santamaria, che, nauseato dal contegno della magistratura, la
+qualificò un _punto interrogativo_ e non avendo il coraggio di
+interrogare la sfinge provvide se non altro a sè stesso, e sdegnoso si
+ritrasse. E allora--fu già ricordato--una eco onesta e coraggiosa di
+questo sdegno si ebbe nel responso della Cassazione. Pare che con
+quell'atto si sia esaurita la vigoria del supremo magistrato, che
+quando si trovò nella situazione di dovere solennemente affermare la
+propria indipendenza di fronte al governo piegò e si sottomise e la sua
+voce si trovò all'unisono con quella del Ministro, che in Parlamento,
+dimentico di rappresentare la giustizia, non seppe che difendere e
+giustificare le pretese e gli atti della reazione.
+
+E da questo stesso ministero nell'ora triste e pericolosa di decadenza e
+di reazione che attraversiamo, in risposta ad una interrogazione
+dell'onorevole Imbriani, l'Italia apprese che se il _ministero avesse
+manifestato un desiderio alla magistratura, questa avrebbe trovato nella
+procedura i mezzi per soddisfarlo_! (Seduta della Camera dei deputati
+del 7 aprile 1894).
+
+La dipendenza della magistratura in quell'infausto giorno venne
+ufficialmente affermata; la nomina della famosa _Commissione dei tre_
+all'indomani della sentenza nel processo Tanlongo e Lazzaroni, è servita
+a riconfermarla. La nomina di tale commissione se è stata una indecorosa
+canzonatura dal punto di vista della restaurazione della moralità, è
+riuscita, però, ad esautorare la magistratura. Quale può essere il suo
+prestigio nel giudicare gli altri se essa stessa è sotto giudizio? Il
+giudizio sull'opera dei Tribunali militari e della magistratura
+ordinaria, non può essere pertanto completo senza la conoscenza di
+alcune cifre e di alcuni confronti.
+
+ [CIFRE E CONFRONTI]
+
+I Tribunali militari di Palermo e di Trapani e quelli di Caltanissetta
+sino al 30 maggio--non ho i dati di quello di Messina--distribuirono
+3203 anni di detenzione e di reclusione a 630 individui, oltre le pene
+per le contravvenzioni al disarmo. In tutto si può approssimativamente
+calcolare che i Tribunali militari di Sicilia distribuirono circa 5000
+anni di prigione a contadini che protestarono contro la fame e contro
+l'oppressione, e a giovani non rei di altro che di onesta propaganda
+socialista. Ebbero _sette anni_ di reclusione coloro che furono
+considerati _anime dei Fasci_; ebbe _sedici_ anni di reclusione
+Bernardino Verro per un discorso _sovversivo_; ebbero venti anni di
+reclusione donne ingenue, che credettero lecito gridare _Viva il Re!_ e
+_abbasso il Sindaco!_
+
+Da un'altra parte sta questo: un Tenente Blanc dal Tribunale penale di
+Padova ritenuto responsabile di omicidio colposo e di abuso di autorità
+fu condannato a _sei_ mesi e venti giorni di carcere militare ed a
+cinquecento lire di multa; e si _spera_ che la Corte di Appello di
+Venezia, che si mostrò altra volta tenerissima degli ufficiali di
+Cavalleria riduca la pena....
+
+I signori Tanlongo e Lazzaroni accusati di un grappolo di reati e della
+scomparsa di _ventitre milioni_ dalla cassa della Banca Romana vennero
+assolti dal Giurì di Roma. Era giusto che Tanlongo e Lazzaroni uscissero
+a libertà quando entravano in prigione De Felice e Petrina che la loro
+popolarità acquistarono smascherando i ladri.
+
+ [L'UFFICIO DELLE LEGGI PENALI]
+
+Queste condanne e queste assoluzioni si spiegano e si completano, e
+darebbero occasione, se questo fosse un libro sistematico, a svolgere
+ampiamente e confortare la opinione di coloro i quali asserivano che i
+Tribunali e la cosidetta giustizia funzionano attualmente nello
+interesse esclusivo della borghesia per assicurare il trionfo di
+quelli, che Pietro Ellero--un Consigliere della Corte di Cassazione di
+Roma--chiama i _vermi della cleptocrazia_. Queste condanne e queste
+assoluzioni ribadiscono la tesi del Vaccaro, che crede: «ufficio delle
+leggi penali non essere stato sin qui quello di difendere la società,
+cioè tutte le classi, che la compongono; ma particolarmente gl'interessi
+di coloro in favore dei quali è costituito il potere politico, cioè dei
+proprietarî.»[67]
+
+
+NOTE:
+
+[61] La quistione delle istituzioni dei _Tribunali militari_ in
+conseguenza della proclamazione dello Stato d'assedio oltre che nelle
+discussioni parlamentari fu esaminata dal punto di vista politico e
+specialmente giuridico in modo esauriente da Brusa: _Della giustizia
+penale eccezionale_. Torino 1894; Impallomeni: _Cenni sul ricorso in
+Cassazione dell'on. De Felice Giuffrida e C._ Palermo 1894; A.
+Pierantoni: _La costituzione e la legge marziale, La legge e non
+l'arbitrio_, Roma 1894. Una fiacca difesa dello Stato di assedio ed i
+Tribunali militari tentarono A. Muratori e Torquato Giannini: _Lo Stato
+d'assedio e i Tribunali militari_. Firenze 1894. Quando citerò tali
+autori mi riferirò alle sovraccennate pubblicazioni.
+
+[62] In molti punti di questo capitolo e del seguente ho copiato
+integralmente o riassunto alcune pagine delle monografie dei professori
+Brusa e Impallomeni. Della loro esposizione e dei loro giudizî di
+preferenza mi son valso per la grande autorità loro nelle discipline
+penali e perchè nulla hanno di comune coi socialisti e coi repubblicani.
+Alle loro parole talora ho apportato queste modificazioni: il primo si
+riferisce al processo Molinari e il secondo al processo De Felice e C.
+Io le ho applicate ai processi tutti che si sono svolti in Sicilia
+innanzi ai Tribunali di guerra per la identità delle situazioni tra i
+primi e gli ultimi.
+
+[63] Come _anima_ di un Fascio, in mancanza di altro motivo venne
+condannato l'egregio giovane Eugenio Bruno da S. Caterina. Ma il
+Tribunale militare di Caltanissetta lo condannò a sei mesi.
+
+[64] Tra i casi veramente tipici e recenti dell'asservimento della
+magistratura si deve registrare quello confessato dal Prefetto
+Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallotti. La ingenuità colla
+quale il Municchi, che passa per una cima, confessò di essersi prestato
+da magistrato alle voglie dell'on. Morana, ex-sottosegretario
+agl'interni, è prova, che il fatto è normale e notorio per quanto
+brutto.
+
+[65] Ricordo con vivo compiacimento il Tribunale penale di
+Caltanissetta, che durante il 1893 ed anche dopo proclamato lo Stato di
+assedio, in parecchie occasioni, seppe con maggiore costanza dimostrare
+la propria indipendenza.
+
+[66] Come attenuante per la magistratura siciliana qualcuno mi ha
+esposto questo tipico argomento: i processi che si svolsero innanzi i
+Tribunali militari furono istruiti... come sappiamo, perchè la
+magistratura credeva che una amnistia sarebbe venuta in tempo a
+troncarli. Quando essa si accorse che si voleva andare sino in fondo non
+potè più rifare sul serio ciò che era stato imbastito quasi per
+burla..... Ed avvenne quello che avvenne e di cui si avrà più completa
+conoscenza nel seguente capitolo.
+
+[67] _Genesi e funzioni delle leggi penali. Roma 1889._ Questa tesi
+viene sostenuta con parole analoghe da Pellegrino Rossi, Pietro Ellero,
+Mausley, Letourneau, De Greef e da altri illustri scienziati; dal
+diritto penale venne applicata al diritto civile da Menger, Salvioli,
+Bechaux, Loria, De Championniere ecc., che ritengono tutti gli aforismi
+giuridici essere stati esclusivamente redatti a vantaggio dei ricchi e
+dei più forti e a disprezzo della giustizia e dell'equità.
+
+Nel testo l'ho presentata colle parole del Vaccaro, perchè la scienza in
+questo quarto d'ora è sospetta, e perchè il Vaccaro non è solo un
+cultore della scienza, ma è anche il Segretario del Ministro della
+Presidenza e perciò non può considerarsi come un pericoloso
+sobillatore... L'egregio Prof. Alimena metterebbe meno impegno a
+combattere il Vaccaro se dovesse scrivere l'ottimo suo libro sui _Limiti
+modificatori dell'imputabilità_ dopo le condanne di Sicilia e di Padova
+e le assoluzioni di Roma.
+
+
+
+
+XXII.
+
+IL PROCESSO MOSTRUOSO
+
+
+Di questo processo si potrebbe dire per eccellenza quello che il Carrara
+affermava dei processi politici: «la giustizia non vi ebbe parte.»
+
+Quella politica che già fin dai singoli processi per i tumulti del
+dicembre '93 e gennaio '94 s'era mostrata conturbatrice del giudizio;
+quella politica che aveva esercitato tutta la sua bassa influenza nel
+processo contro il Curatolo--del quale si parlò avanti--venne, nel
+processo De Felice e compagni, a spiegare intera la sua mostruosa
+gravezza; così che, questo, tutto riassume e comprende le brutture e le
+violazioni degli antecedenti processi svoltisi avanti ai Tribunali di
+guerra.
+
+ [COME FU ORDITO]
+
+Per una fatalità, l'istruzione di esso fu iniziata e compiuta in un
+antico palazzo medievale--fosco di molte truci memorie--che porta ancora
+nella piccola torre merlata il vecchio orologio a campana che sonò tante
+ore di agonie tremende.
+
+È il palazzo dei Manfredi Chiaramonte, ove per due secoli infami i
+Tribunali del S. Uffizio compirono la tenebrosa opera loro! e dove
+oggi--da magistrati che pur videro infrangersi contro a una civiltà
+nuova l'ultimo avanzo della temporalità della Chiesa--potè essere
+ordito, malvagiamente, un processo su delazioni segrete,... di quel
+segreto che fu anima dell'Inquisizione.
+
+Consapevole com'ero di tutti gli elementi che potevano comporre quel
+processo, e dei mezzi adoperati a raccoglierli, e del criterio seguito
+nel coordinarli; delle intenzioni, insomma, che guidavano coloro che lo
+avevano imbastito e imposto, scrissi nella prima edizione di questo
+libro--tre mesi avanti che cominciasse il dibattimento--le seguenti
+parole:
+
+«La grandiosità artificiale del processo contro De Felice, Bosco e C. è
+una vera montatura teatrale, che mira a giustificare le misure prese e
+l'allarme destato; ma se il processo verrà a termine, se si svolgerà
+innanzi ai giudici naturali e non verrà soppresso da una comoda e
+pietosa amnistia che gioverà a coloro che lo hanno imbastito e non agli
+accusati, si vedrà che esso sarebbe una colossale bolla di sapone, se
+non fosse una grande infamia nella quale si tenta coinvolgere quanti
+ebbero innocenti relazioni con De Felice, Bosco e compagni, quanti
+ebbero parte nella organizzazione dei _Fasci_ colla ferma intenzione di
+mantenersi nei più stretti limiti della legge. Il processo, se sarà
+conosciuto nei suoi dettagli, riabiliterà la fama dei giudici dei
+peggiori tempi della tirannide. E allora si vedrà quale opera nefanda di
+servilismo e di complicità hanno fatto certi giornali, che con singolare
+compiacenza hanno riferito, fingendo di averle dalle solite fonti
+ineccepibili e autorevoli--ch'erano poi quelle delle questure--le
+notizie sull'alto tradimento, sull'oro francese, sui depositi delle
+armi, sui cannoncini (che servono a sparare le così dette _botte_!), sul
+cifrario e sulle misteriose corrispondenze col medesimo spiegate, sulla
+constatata relazione tra i fatti di Massa e Carrara e quelli di Sicilia
+e di questi coi capi dei _Fasci_...»
+
+ [I FATTI SUPERARONO LE PREVISIONI]
+
+Previsione triste, la quale pure venne superata dai fatti! così che
+veramente, questo processo, e per la sua durata; e per gli incidenti; e
+per il numero e la qualità dei testimoni di accusa e di difesa; e per le
+risultanze sorte dalla grande libertà di parola e di apprezzamenti a
+tutti accordata; e per l'enorme contraddizione tra quelle risultanze e
+la sentenza--non impreveduta, certo--ma che avrebbe dovuto essere
+imprevedibile, questo processo, dico, che trasse tutta la sua esistenza
+dalle accuse della polizia fondate su delazioni di confidenti segreti,
+non può essere chiamato altrimenti che mostruoso.
+
+Dai 7 d'aprile, ai 30 di maggio: due mesi di discussioni e di lotte tra
+gli accusati, la difesa, il Presidente, i testimoni, l'Avvocato Fiscale,
+provarono l'istruzione del processo tutta una farsa indegna, la quale
+però finì in tragedia per la condanna che mandò in galera dei giovani
+valorosi che lasciarono nella squallida miseria le loro famiglie.
+
+Il processo mostruoso si svolse nell'ex convento di S. Francesco di
+Assisi--nel 1848 sede di quel parlamento Siciliano che doveva adattare
+ai tempi la costituzione del '12--e nella stessa Sala dove fu dichiarata
+decaduta la dinastia dei Borboni!
+
+ [APPARATI INVEROSIMILI]
+
+L'evocazione di questi ricordi di glorie infelici--conquistate con tanto
+sangue in nome della libertà,--faceva sentire più forte la melanconia di
+quel grande inverosimile apparato di forza, che dalla via del Parlamento
+non era interrotto fino nell'aula del Tribunale. C'erano poi soldati,
+carabinieri, questurini, delegati, scaglionati da per tutto nelle
+vicinanze del Palazzo e si sentiva subito, anche da chi l'ignorava, che
+in esso si perpetrava qualcosa d'inusitato e di contrario alla libertà,
+di inviso al popolo e che premeva molto al governo che si compisse a
+malgrado di tutto e contro tutti.
+
+Innumerevoli guardie di P. S. venivano appostate lungo la strada che,
+dalla Vicaria alla via del Parlamento, percorrevano le carrozze
+cellulari, scortate da drappelli di carabinieri.
+
+Ammanettati ben bene, gli accusati, erano condotti nella grande gabbia
+che ha racchiuso briganti famosi e delinquenti d'ogni sorta.
+
+Nell'aula non era già dato a chicchessia di penetrare. Gli agenti di
+polizia squadravano d'alto in basso, e negavano o accordavano l'ingresso
+secondo il loro talento, onde accadeva poi che una quantità di guardie
+travestite venivano comandate a far la comparsa di pubblico nell'aula
+grande, chè altrimenti sarebbe rimasta presso che deserta.
+
+Entravano liberamente Signori e Signore dell'aristocrazia e dell'alta
+borghesia, che avevano biglietti per posti distinti. Venivano volentieri
+a godere dello spettacolo di quel processo!
+
+Pure qualche volta accadde a una dama di commoversi; altre però fecero
+mostra di una durezza fenomenale.
+
+Una contessa, che ama le bertucce, un giorno scendendo per l'ampie
+scale, ebbe tanta gentilezza d'animo da dire, ridendo, che quegli uomini
+dentro la gabbia le erano sembrati degli scimmioni.
+
+E la cosa fu tanto orribile che un onorevole principe, il quale le stava
+a lato, disse a quella dama delle parole così severe che somigliavano a
+un rimprovero.
+
+Non ugualmente, da quei posti riservati poterono assistere sempre i
+congiunti degli imputati, perchè le spie assicuravano giudici e
+poliziotti che essi scambiavano segni misteriosi e pericolosi coi
+giovani baldi rinchiusi nella gabbia;--e non erano altro che dei saluti
+furtivi ed affettuosi!
+
+Forse, furono ritenute anche pericolose le lagrime che qualche volta,
+sgorgavano dai bruni occhi di Maria De Felice, proprio malgrado, quando
+il padre levavasi fiero e sorridente a protestare contro una calunnia, o
+a schiacciare cogli articolati stringenti un basso testimonio di accusa.
+
+Gli imputati--da prima malvisti e odiati anche--destarono poi nel
+pubblico interesse e simpatia vivissima: fu un crescendo, mano mano che
+al dibattimento venivano sfatate le accuse vili che i loro nemici
+avevano fatto circolare sapientemente.
+
+ [IL LAVORIO DI DENIGRAZIONE]
+
+Perocchè il governo e le classi dirigenti, con uno sfacciato lavorio di
+denigrazione, erano riusciti a rendere odiosi i socialisti del processo
+mostruoso; nei giornali, alle Camere, nei crocchi, le calunnie più
+inverosimili si erano spacciate contro di loro. Gl'imputati non erano
+soltanto responsabili degli eccidî, degli incendî, delle devastazioni di
+Sicilia, ma erano anche i traditori della patria, che volevano disfare
+l'opera secolare a cui consacrarono braccia, mente e cuore tanti martiri
+e tanti eroi; erano i traditori della patria, che avevano trescato
+coll'eterno nemico d'Italia, il clericalismo e ch'erano stati comprati
+dall'oro straniero. E in essi, più che gli utopisti imprudenti, che
+sognavano la redenzione economica dei lavoratori, lo ripeto, non si
+vedevano che i traditori della patria.
+
+ [LE INFAMIE ACQUISTARONO CREDITO]
+
+Tale l'ambiente morale creato non solo in Palermo, ma in tutta Italia.
+Era stato creato colle menzogne e colle calunnie più scellerate; ma
+queste venivano proclamate con tanta sicurezza e con tanta insistenza da
+coloro che si presumeva dovessero conoscere la verità--dall'infimo
+giornaletto di provincia sussidiato dal Prefetto, al grande giornale
+della capitale, la cui ufficiosità non era discutibile; dal delegato di
+pubblica sicurezza al primo ministro del regno--che la pubblica opinione
+venne traviata e le infamie, per un momento, acquistarono credito presso
+gli uomini indipendenti e di mente eletta, sinanco tra gli amici
+politici dei prigionieri.[68]
+
+Ma è tempo di fare, per così dire, la cronaca e la descrizione del
+_processo mostruoso_ e comincio dalla lista degli accusati, dei giudici,
+dei difensori, dei testimoni e degli accusatori.
+
+Degli accusati non faccio la biografia; sono giovani tutti, meno il
+Bensi, e non ebbero campo di fare qualche cosa notevole pel proprio
+paese o per la libertà; quasi tutti furono giornalisti intelligenti
+oratori e propagandisti instancabili e fortunati dell'ideale socialista.
+Emerge Giuseppe De Felice e per la sua vita avventurosa, e perchè è
+Deputato al Parlamento, e perchè è _onorato_ dall'odio personale di
+Francesco Crispi, e perchè in fine, a torto o a ragione, viene ritenuto
+il Capo dei _Fasci_ e della cospirazione: da lui, perciò, prende nome il
+processo mostruoso.
+
+Gli accusati nell'atto di accusa e nella requisitoria del Pubblico
+ministero sommariamente vengono qualificati come appresso--e la
+qualifica è bene conservare a documento della fenomenale leggerezza e
+della malignità di chi istruì il processo e di chi fece da pubblico
+accusatore.
+
+ [GLI ACCUSATI]
+
+ CIPRIANI è notoriamente conosciuto quale un internazionalista
+ _anarchico_ ed un _ardente rivoluzionario_.
+
+ GULÌ EMMANUELE è un _anarchico_ siciliano così ritenuto nelle
+ denuncie, così definito dai coimputati nei loro interrogatorii.
+
+ PETRINA un _rivoluzionario_ di _tempra adamantina_, così negli
+ elogi che in diverse lettere gli fa Cipriani.
+
+ MONTALTO il _più serio del partito_ tra quelli del Comitato,
+ secondo egli stesso si qualifica in una lettera del 23 maggio 1893
+ diretta al farmacista Curatolo di Trapani.
+
+ Il CIRALLI è un _fanatico gregario_, mentre il CASSISA è un
+ _arrabbiato contro l'attuale ordine di cose_ tanto da scrivere in
+ una lettera del 19 marzo 1892 diretta a Montalto, essere una
+ vergogna che il municipio di Trapani preparasse un'accoglienza al
+ Duca degli Abruzzi che chiama farabutto savoiardo, che non ha altro
+ pregio che appartenere a casa Savoia.
+
+ Il PICO è un _entusiasta travolto nella corrente_ dal De Felice,
+ perchè elevato a segreto ambasciatore: come prova una sua lettera
+ ed egli lo ammette nel suo interrogatorio.
+
+ Il VERRO è _un rivoluzionario opportunista_ ed il BARBATO un
+ _rivoluzionario convinto_ che non disdegnerebbe di cogliere la
+ prima favorevole occasione.
+
+ Il BENSI GAETANO, bolognese è _un opportunista_ che per la
+ rivoluzione fa causa comune con chicchessia. Difatti egli in una
+ lettera dell'8 dicembre 1893 diretta a De Felice scrive che: nel
+ fascio già costituito entrano anarchici, collettivisti, socialisti.
+
+ E più sotto: Oggi a Ravenna vi sarà una riunione regionale,
+ «speriamo che i bravi anarchici vi si trovino.»
+
+ BOSCO sa mantenere tutte le _apparenze_ per dirsi _socialista
+ evoluzionista_, non si tradisce scrivendo, ma parlando ed agendo è
+ un vero campione degno di DE FELICE ch'è un _rivoluzionario deciso_
+ secondo egli stesso si analizza nei suoi interrogatorî, e non ne fa
+ un mistero.
+
+ Sono imputati di cospirazione per commettere fatti diretti a far
+ sorgere in armi gli abitanti del Regno contro i poteri dello Stato,
+ di eccitamento alla guerra civile ed alla devastazione in qualsiasi
+ punto del Regno con la consecuzione in parte dell'intento: fatti
+ avvenuti nei mesi di novembre e dicembre 1893 e gennaio 1894 in
+ Sicilia, articoli 136, 120, 252.
+
+Tra gli accusati c'è un assente. A. Cipriani, che come usa presso i
+Tribunali di guerra non venne condannato in contumacia.
+
+Il Tribunale era così composto.
+
+ [IL TRIBUNALE]
+
+_Presidente_: colonnello del genio cav. Giussani--_Giudici_: tenente
+colonnello del 57 cav. _Bianchi_--tenente colonnello del 3. bersaglieri
+cav. _Borgna_--capitano d'artiglieria _De Boyen_--capitano di fanteria
+_cav. Minneci_--capitano di fanteria _Cortella_--capitano d'artiglieria
+_Pontiglione_.
+
+Da prima funzionò da pubblico ministero l'avvocato fiscale Soddu-Millo,
+poi--ammalatosi--venne sostituito definitivamente dal sostituto Viesti.
+
+Sull'opera del Tribunale non ritornerò; esporrò qui la impressione che
+ne ebbe il pubblico in generale.
+
+ [IMPUTATI E GIUDICI]
+
+Il Presidente, colonnello Giussani, concesse grande libertà di parola
+non solo ai testimoni a difesa, ma anche agli accusati tanto da sembrare
+interessato a vederne risultare luminosamente l'innocenza.
+
+Quale fosse il pensiero degli accusati sulla loro posizione di fronte al
+tribunale militare lo lascerò dire al Dr. Barbato che nella sua
+splendida orazione in cui non fece la sua auto-difesa ma espose le
+fatali ragioni storiche del socialismo, così disse:
+
+«Quanto a noi, abbiamo semplicemente due doveri in questo processo,
+secondo me. Riaffermare la nostra fede, e lo abbiamo fatto. Fornire i
+documenti della nostra moralità extra legale, e lo abbiamo fatto. I miei
+compagni hanno creduto di avere anche un terzo dovere, quello di
+difendersi giuridicamente. Io affermo che questo diritto noi non
+l'abbiamo; non perchè si dubiti della lealtà vostra, non per le ragioni
+giuridiche che si sono messe avanti ne' parlamenti, ma perchè voi non
+siete i nostri giudici naturali.»
+
+«E giudici naturali non esistono, per noi: il codice non ci riguarda. Io
+sono lieto di trovarmi dinnanzi a voi, perchè ci avete dato agio di
+mostrarvi chi siamo, mentre i così detti giudici naturali questo agio
+non ce l'avrebbero dato.»
+
+«Sicchè quando vi dico che nel mio animo c'è riconoscenza per voi,
+riconoscenza sincera, dovete credermi. Voi con molta probabilità, anzi
+con certezza, manderete a casa, non certo me, ma quelli tra i miei
+compagni che sono i meno odiati, mentre sono sicuro che i giudici
+naturali avrebbero sacrificato tutti insieme a me, in omaggio a quella
+libertà che ha dato feudi, ville, palazzi ai vecchi lupi, manette e
+piombo ai figli della plebe cenciosa che ha liberato l'Italia dallo
+straniero e che libererà l'Italia dalla schiavitù del capitale. Ma io
+dubito che voi appunto non vogliate dare il vostro contributo alla
+civiltà in cui viviamo. Quando si vive in un dato periodo di civiltà,
+ogni uomo leale che la ritiene buona sente il dovere di darle, il suo
+contributo: quella di oggi è ancora quella che innalzava i roghi e i
+patiboli.»
+
+ [NON SI TRATTA DI CODICI]
+
+«Non si tratta di codici. Nè voi, nè io c'intendiamo di codici. Si
+tratta della convinzione che nei vostri animi può esserci rispetto a
+questi elementi distruttivi del presente.»[69]
+
+E il Dr. Barbato non s'ingannò: i meno odiati, Ciralli e Cassisa,
+vennero assolti; gli altri tutti condannati, non perchè dimostrati
+autori dei reati a loro imputati, ma perchè rappresentanti di un idea,
+che il Tribunale aveva la consegna di combattere. Parve a tutti, che
+esso, abbia condannato, per _disciplina_.
+
+I difensori furono:
+
+ [I DIFENSORI]
+
+Truglio, tenente del 38º fanteria, per De Felice--Caldarera, tenente
+del 22º artiglieria, per Ciralli--Calcagno, tenente del 22º artiglieria,
+per Cassisa--Lelli, tenente del 57º fanteria, per Bosco--Palizzolo,
+tenente del 22º artiglieria, per Petrina--Orioles, capitano del 57º
+fanteria, per Verro--Piccoli, capitano del 22º artiglieria, per
+Barbato--Trulla, tenente del 38º fanteria, per Benzi--Ponti, tenente del
+57º, per Montalto--Palizzolo, tenente del 22º artiglieria, per
+Pico--Trulla, tenente del 38º, per Gulì.
+
+Non c'è parola di elogio che basti per coloro che ebbero il compito
+della difesa, ingrato, perchè si sapeva inutile ogni sforzo. In questo e
+negli altri processi i militari della difesa mostrarono intelligenza,
+coraggio, indipendenza, eloquenza; essi sollevarono numerosi incidenti e
+somministrarono elementi preziosi per il ricorso in Cassazione;
+scattarono spesso contro le calunnie e le menzogne dei testimoni
+dell'accusa, che non di raro s'imbrogliarono, si contraddissero, si
+ritrattarono. Essi infine meritarono il saluto seguente, che in nome di
+tutti i suoi compagni rivolse loro Giuseppe De Felice: «mando un caldo
+saluto di affetto e riconoscenza ai nostri egregi, cari, simpatici
+difensori. Essi che accettarono titubanti le nostre difese perchè ci
+credettero per un momento colpevoli, li avete sentiti, hanno col
+maggiore entusiasmo sostenuta la nostra difesa perchè ci sanno
+innocenti. Essi dubitarono della nostra fede, noi non dubitammo mai
+della loro lealtà, vennero sconosciuti al carcere, uscirono fratelli
+nostri. E noi li ringraziamo come fratelli; l'opera loro non può
+essere che quella di fratelli. E ci confortò l'idea che, arrivati a noi
+in mezzo al dubbio, sono usciti pieni di entusiasmo e di affetto per
+questi giovani che hanno lasciato le dolcezze della vita per farsi
+chiudere in carcere, animati da un desiderio infinito d'amore.
+Grazie, grazie dal profondo del cuore, qualunque sia l'esito del
+dibattimento!... Nè noi siamo qui per domandare pietà per noi o
+per le nostre famiglie, ma per manifestare al paese che giovani leali
+lottano lealmente, senza transigere mai colla lealtà del cuore. Vi
+ringraziamo!...»
+
+Gli ufficiali preposti alla difesa dei predestinati alla condanna, nel
+senso più elevato della parola fecero il loro dovere!
+
+ [DEUS EX MACHINA]
+
+Supero la ripugnanza, che destano certe persone e presento ai lettori il
+Comm. Lucchese, il _deus ex machina_ del processo mostruoso, l'artefice
+e lo strumento principale delle vendette del governo e della borghesia e
+che gli odî dell'una e le paure dell'altra condensò nei suoi rapporti e
+nelle sue deposizioni.
+
+Il passato del comm. Lucchese non è bello. All'epoca del processo
+Notarbartolo quel passato venne rievocato dalla _Tribuna Giudiziaria_,
+autorevole rivista di Napoli--la quale... non venne incriminata. Poscia
+fu esposto succintamente dall'On. Altobelli nella sua testimonianza
+innanzi al Tribunale di Guerra, in questo processo--udienza del 16
+maggio--a domanda del tenente Truglio: e infine da me, in Parlamento,
+costrettovi dalle denegazioni dell'onor. Crispi....
+
+ [I RAPPORTI DELLA POLIZIA]
+
+Ora quale parte abbia potuto rappresentare il Lucchese nel processo De
+Felice si può argomentarlo da questi due rapporti a sua firma:
+
+
+R. QUESTURA DI PALERMO
+
+ 5 gennaio 94
+
+ Il Comitato Centrale agiva d'accordo col Comitato internazionale
+ socialista-anarchico residente all'estero.
+
+ I presidenti dei Fasci sono scelti fra gli ammoniti ed i
+ facinorosi.
+
+ Fu istituito un comitato d'azione per preparare meglio la
+ rivoluzione.
+
+ Sul principio il Comitato si tenne separato dagli anarchici: e si
+ unì poi a loro nel novembre del 93.
+
+ Fu _progettata la rivoluzione in Palermo_, che fu poi sventata
+ dall'opportuno arrivo della forza. Si verificò invece il movimento
+ preveduto nei Comuni dell'Isola.
+
+ Lo scopo del sodalizio era di eccitare nel popolo l'odio contro le
+ istituzioni e le classi abbienti.
+
+ Si fa rilevare l'acquisto d'armi e munizioni fatto dai contadini a
+ Palermo su vasta scala, e molte riparazioni alle vecchie armi.
+
+ La flagranza del delitto di cospirazione è continua e provata dalle
+ continue riunioni del Comitato, e specialmente da quella del 3
+ gennaio u. s.
+
+ I fatti successi poi nei comuni costituiscono il reato di
+ associazione a delinquere.
+
+
+R. QUESTURA DI PALERMO
+
+ Verbale 9 gennaio 1894
+
+ Lo scopo del partito socialista si desume:
+
+ 1. Dal punto storico dello sviluppo dei fasci:
+
+ 2. Dallo spoglio dei giornali cittadini e specialmente dai fogli
+ del partito, come: la _Giustizia Sociale_ e il _Siciliano_;
+
+ 3. Dai documenti sequestrati, costituendo essi un corredo di prove
+ chiare, complete ed inoppugnabili.
+
+ Perchè l'organizzazione potesse concertarsi e rinsaldarsi, oltre
+ allo _Statuto unico_ per i fasci, occorrevano:
+
+ 1. Un centro direttivo nella Capitale dell'isola, celebre per le
+ patriottiche iniziative:
+
+ 2. Mezzi economici sufficienti alla propaganda colla stampa, coi
+ viaggi, con attiva corrispondenza, sussidi e feste;
+
+ 3. Un numero di persone capaci di correre qua e là, affrontare i
+ rigori della legge e di sostituire nei grandi centri l'azione che
+ nei piccoli centri è affidata e devoluta ai pregiudicati ed ai
+ facinorosi.
+
+ I Fasci erano composti _per 2/3 di povera gente e per 1/3 di
+ delinquenti_.
+
+ Se il manifesto del 3 non è dichiarazione di guerra, ha però
+ l'aspetto di un ultimatum da potenza a potenza.
+
+ Gli appelli alla calma erano platonici ed apparenti.
+
+ Il socialismo che per altri è una fede ed una scuola; per essi (i
+ membri del Comitato) è uno strumento ed un mestiere.
+
+ _Questore Lucchese_--Palermo
+
+
+ [LA DEPOSIZIONE DEL LUCCHESE]
+
+Il Lucchese completò l'opera sua nella udienza del 20 Aprile, quando
+innanzi al Tribunale, disse che in Palermo si vedevano gironzare molte
+facce nuove venute per fare le squadre e la rivoluzione tra gli ultimi
+di dicembre e i primi di gennaio; che si erano fatti straordinarî
+acquisti di armi.
+
+Messo alle strette s'imbroglia e si contraddice; si rifiuta per non
+violare i segreti di Ufficio, a scoprire la fonte delle sue notizie; ma
+oltre ai comuni confidenti di polizia, insinua che ebbe tutto comunicato
+da un membro del Comitato Centrale, completando la campagna da lui
+condotta contro uno dei tre membri del Comitato non arrestati
+immediatamente e che lasciava comprendere di non volere arrestare.
+
+ [UN'ENORMITÀ GIURIDICA]
+
+La testimonianza orale di questo Comm. Lucchese fu tale, che la difesa
+domandò la sua incriminazione per applicazione dell'art. 214 del Codice
+penale. Quando il Tribunale si ritirò per decidere, furono molte le
+discussioni e i commenti; l'incriminato andò al banco della Stampa per
+giustificarsi; fu tale, però, l'accoglienza che se ne allontanò subito.
+Nessuno s'illuse sulla decisione che avrebbe presa il Tribunale; ma
+nessuno poteva aspettarsi una _ordinanza_ come quella che lesse il
+Presidente, poichè essa consacrava una enormità giuridica e morale colle
+seguenti parole finali: «_Il Tribunale dichiara veridica la deposizione
+del teste, la quale non può essere infirmata dalla cartolina scritta dal
+Pico e respinge l'istanza della difesa_». Tali parole furono accolte
+nell'aula da un mormorio prolungato, che in quel momento, a chi vi
+assisteva, potè sembrare un fremito di ribrezzo del popolo.
+
+Per intendere tale impressione, ed anticipando la narrazione si deve
+aggiungere che di _questa cartolina di Pico_ sarebbe vero autore morale
+lo stesso Lucchese: se non la dettò, la lesse, la conobbe, l'approvò!
+
+I testimoni. La loro sfilata è immensa; tra quelli di accusa ho notato,
+senza avere avuto la pazienza di rilevare la condizione di tutti:
+_sette_ prefetti, _un_ ex prefetto, _un_ consigliere delegato di
+Prefettura, _tre_ questori, _sei_ ispettori di pubblica sicurezza; e poi
+Delegati, ufficiali dell'esercito di ogni arma e di ogni grado, sindaci
+e proprietari, avversarî notissimi dei _Fasci_; e poi questurini e
+carabinieri; e poi pochissimi lavoratori, che o depongono su circostanze
+inconcludenti o smentiscono ciò che risultava avevano affermato nel
+processo scritto...
+
+Quanta fosse la indipendenza di questi funzionarî-testimoni si può
+detergerlo dal caso occorso al Comm. Bondi, ex-prefetto di Catania e
+Messina: egli fu messo a disposizione del ministero per punirlo, si
+dice, di avere deposto in parte favorevolmente agli accusati.
+
+Tra i testimoni a difesa stanno deputati di ogni colore--da Pierino
+Lucca a Prampolini, da Imbriani a Tasca Lanza, da Cavallotti a
+Paternostro, da Florena ad Altobelli,--consiglieri provinciali e
+comunali, proprietarî, avvocati, medici, ingegneri, farmacisti,
+commercianti--insomma il fior fiore delle intelligenze e del carattere
+di ogni angolo della Sicilia e di altre regioni d'Italia.
+
+Da un questore Lucchese e da quella razza di testimoni d'accusa non
+furono raccolte che testimonianze e prove nelle quali c'era tutto meno
+che la verità e la serietà; dell'una e dell'altra non traspare neppur
+l'ombra della preoccupazione. E la magistratura tutte le gratuite e
+calunniose asserzioni, tutti gli elementi innocenti accettò come prove
+irrefragabili della colpevolezza degli imputati; le accettò senza alcun
+beneficio d'inventario.
+
+ [GLI ELEMENTI ... PIÙ SERII DEL PROCESSO]
+
+Gli elementi più serî, a prima vista, sono le lettere di Cipriani a De
+Felice e a Petrina; molte rimontano al 1890, al 1888; ma di tutte l'uno
+e l'altro fecero un minuzioso esame, che distrusse le induzioni
+dell'accusa, come si vedrà, non rimanendo di assodato che questo solo:
+Cipriani desiderava la rivoluzione.
+
+Si parlò di un _terribile_ appello dello stesso Cipriani ai Siciliani;
+ma era tanto criminoso e pericoloso che la _Giustizia Sociale_ lo aveva
+a suo tempo pubblicato senza essere sequestrata e processata.
+
+Si fece una colpa a De Felice di un discorso pronunziato... in ottobre,
+a Casteltermini; ma vi fu denunzia e processo a suo tempo e la Camera di
+Consiglio del Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a procedere.
+Il pubblico ministero appellossi... dopo proclamato lo stato di assedio
+e iniziato il _processo mostruoso_.
+
+A dimostrare l'accordo per la rivoluzione tra De Felice e i clericali si
+invoca una lettera di presentazione dell'Avvocato D'Agata di Catania
+all'avvocato Menzione di Napoli; ma non si procede contro chi l'ha
+scritta, non si procede contro colui cui è diretta e se ne fa una colpa
+al deputato socialista, che... non la presentò.
+
+ [I PREFETTI TESTIMONII]
+
+De Rosa, ex prefetto di Caltanissetta, trova l'indizio grave della
+colpabilità di De Felice nella visita da lui fatta ai prigionieri di
+Valguarnera nelle carceri di Caltanisetta e non si trattava che di
+un'inchiesta legittimissima, fatta alla presenza del Direttore delle
+Carceri, e la cui relazione fu pubblicata dal _Siciliano_, per conto del
+quale venne fatta.
+
+Lo stesso De Rosa, parlò di un _patto di morte_ sottoscritto--da
+contadini, che non sanno leggere e scrivere!--tra i membri dei _Fasci_
+della provincia, che reggeva, e tacque prudentemente dello schiaffo
+assestatogli dalla magistratura nel processo di Milocca in cui figurava
+lo stesso tremendo patto.
+
+Bondi, ex prefetto di Catania, desume le intenzioni rivoluzionarie di De
+Felice da un suo discorso al Teatro Nazionale di Catania, che le
+autorità politiche non interruppero, le giudiziarie non incriminarono e
+la stampa borghese locale non trovò biasimevole.
+
+Lo stesso Bondi attribuì ad un discorso di De Felice i tumulti di
+Catenanuova e i resoconti parlamentari in quel giorno provarono che il
+De Felice era a Roma.
+
+Novari, tenente dei carabinieri, dice violentissimo un discorso dallo
+stesso De Felice nella stessa Catenanuova dove si portò molti mesi dopo
+ch'era stato pronunziato, e contraddice e smentisce il maresciallo dei
+carabinieri, che lo aveva ascoltato e non vi aveva trovato da ridire; e
+il superiore dichiara inesatto e incompleto il rapporto del suo
+subordinato per giustificare la propria asserzione. Si fa colpa al De
+Felice di avere partecipato al Congresso socialista di Zurigo ed egli
+documenta che si trovava in Italia.
+
+Si dichiarano rivoluzionarî nel significato volgare De Felice, Bosco,
+Petrina sulla base di elementi di questo genere: perchè in una lettera
+di un Barbagallo il primo vien detto _tenace sostenitore dei più sacri
+diritti popolari_; perchè in un'altra lettera da Lugo lo si dice _caldo
+oratore del partito rejetto, caldo sostenitore dei diritti finora
+conculcati, illustre condannato della borghesia_; perchè Bosco scrive a
+Petrina _senza il giornale_ (_L'Isola_, da me diretta) il _movimento
+operajo è ammazzato_... E da tali elementi si argomenta che la
+propaganda socialista ha false apparenze!
+
+ [UN DIALOGO ... ISTRUTTIVO]
+
+Non basta, non basta! Ecco un dialogo istruttivo all'udienza del 28
+Aprile:
+
+_Difensore Piccoli_: Da che cosa arguisce il teste, che il _Fascio_ di
+Piana dei Greci fosse così terribilmente provocatore?
+
+_Zumma, Delegato di P. S._: Dalla compattezza dei soci, i _quali si
+fecero crescere tutti i baffi in seguito ad ordine del Barbato, il quale
+disse che sarebbero stati espulsi dal Fascio quelli che non avrebbero
+portato i baffi_...
+
+Il resoconto nota, che quando venne denunziato questo terribile indizio
+dei _baffi_ il pubblico scoppiò in ilarità. Si rideva; ma con siffatti
+elementi si tolsero la libertà e i diritti civili a tanta generosa ed
+intelligente gioventù.
+
+Ed ora viene il meglio. Un Marzullo, ispettore di P. S. in Palermo
+afferma che gl'imputati accordavano _largizioni, sussidî, assegni_ a
+coloro, che lavoravano per la causa comune. Un Delegato, il Gallegra,
+riferisce che si è fatta una propaganda contro la monarchia e che i
+collettivisti avevano predicato la divisione della proprietà.[70] Un
+terzo ispettore, il Castellini, riconosce che il vero scopo del
+_Comitato dei Fasci_ non fu mai il miglioramento morale e materiale dei
+lavoratori, ma il _solo proprio tornaconto_; che promettevano ai gonzi
+la divisione dei beni e che intanto _fanaticando_ le masse ignoranti e
+spillando denari se la godevano da signori... De Felice, Bosco, Barbato
+e Verro, nulla tenenti, spendevano e spandevano come _grandi signori in
+pranzi e bagordi senza sapersi ove trovavano il denaro_....
+
+ [BRAVI FUNZIONARII]
+
+Tutto ciò si legge testualmente nei rapporti di questi _bravi_
+funzionari, che devono applicare le leggi antianarchiche; e tutto ciò
+porta la stigmata della viltà, perchè venne scritto il 26 e 27 gennaio,
+quando lo stato di assedio era in vigore, quando gl'imputati erano in
+carcere; e venne scritto per uso e consumo della magistratura
+inquirente, che voleva del buono in mano per mandare in galera i
+socialisti. Ci fu un eroe, però, che non aspettò lo stato di assedio per
+denunziare i pericolosi sobillatori e le più pericolose cospirazioni: è
+il delegato di Bisacquino. Ecco il rapporto dell'ottimo signor Morandi,
+mandato in ottobre al suo superiore, il sottoprefetto di Corleone, in
+tutta la peregrinità del suo stile:
+
+ [IL TRATTATO DI BISACQUINO]
+
+ «Notizie sulla cospirazione del Comitato centrale esistente in
+ Palermo, inspirata dai componenti di esso, da notizie partecipate
+ da un gregario fin dall'ottobre 1893.
+
+ «1. La congiura che ha la sua manifestazione a mezzo dei Fasci dei
+ lavoratori socialisti ha per obiettivo una azione politica,
+ protetta e promossa dalla Francia e dalla Russia, che hanno di mira
+ lo smembramento della Sicilia dal resto d'Italia;
+
+ «2. La Sicilia sarebbe invasa dalla Russia e tenuta da essa come
+ base d'operazione sopra Costantinopoli;
+
+ «3. Si promette alla Sicilia un governo libero, indipendente, senza
+ oneri, con l'obbligo però di tenere, nei punti in cui vorrebbe la
+ Russia, delle guarnigioni militari;
+
+ «4. Non più tardi del maggio 1894 la Francia simulerà un passaggio
+ delle Alpi per invadere il Piemonte, nel mentre che la Sicilia farà
+ l'insurrezione socialista, protetta al di fuori dalla Francia, la
+ cui flotta terrebbe a bada quella italiana e quella inglese, ecc.;
+
+ «5. Per aver vivo lo spirito di ribellione in Sicilia si forzeranno
+ i soci dei fasci allo sciopero, permodochè esasperati dalla
+ miseria, l'impeto della rivolta sia indomabile;
+
+ «6. I Fasci di Sicilia attendono due navi di fucili a retro-carica,
+ munizioni e bombe cariche di dinamite;
+
+ «7. Si tenterà ancora la rivoluzione dei fasci e di altri sodalizi
+ sovversivi delle altre regioni d'Italia, e quando il governo
+ cercherà di riparare per la Sicilia, la Francia tenterebbe una
+ spedizione per invadere Roma;
+
+ «8. Tutto avrà luogo con rapidità fulminea, che in ciò le potenze
+ nemiche posano la maggior fiducia per completamente riuscire.
+
+ «9. Si fa assegnamento sulla non intera compattezza dell'esercito
+ italiano, tanto più che la bassa forza ritiensi voglia partecipare
+ nelle aspirazioni comuni ed unisone alla redenzione del proletario
+ (!);
+
+ «10. Il Consiglio generale di tale congiura è composto di varii
+ deputati siciliani, fra i quali Colajanni, De Felice Giuffrida ed
+ un Granduca (?);
+
+ «11. Per ora si è concertato un moto rivoluzionario da verificarsi,
+ o nell'atto in cui venissero sciolti i fasci, o nel prossimo
+ inverno, perchè i socii del fascio potessero avere agio di
+ approfittare coi saccheggi, e così poter campare fino all'epoca in
+ cui insorgesse con la Sicilia il resto dell'Italia. Tale rivolta
+ che precorrerebbe la generale, si limiterebbe alla sola provincia
+ di Palermo, essendo questa ben preparata con armi in parti
+ nostrane, in parte a retro-carica e a Wetterly, e già i soci del
+ fascio attendono in segreto alla formazione delle cartucce;
+
+ «12. Si è stabilito che la corrispondenza dei cospiratori di tutti
+ i fasci, venga affidata ad appositi pedoni espressamente scelti fra
+ i più scaltri e fidi gregari, escluso il mezzo postale ed il
+ telegrafo, con eccezione di quest'ultimo nei casi impellenti, ma
+ con la preintelligenza fra i corrispondenti di specificare
+ l'opposto di quello che si dovrebbe manifestare.
+
+ [CERTEZZA ... METAFISICA]
+
+Questo rapporto è un brano di romanzo di Ponson du Terrail? è una farsa?
+è una realtà terribile e dolorosa? La ritenne cosa comica il
+sottoprefetto di Corleone, che non volle mandarla all'on. Giolitti come
+desiderava l'autore; e cosa lontanissima dalla serietà la ritenne
+l'avvocato fiscale Viesti in una interruzione fatta durante la mia
+deposizione. _Altri_ invece, vi prestò piena fede; e il suo autore
+quando il 21 aprile fu richiesto in Tribunale se era sicuro che ciò che
+aveva scritto corrispondesse al vero, rispose: _ne ho la certezza
+metafisica_! E a domanda analoga aggiunge imperterrito: il _trattato
+rivoluzionario fu sottoscritto in ottobre 1893_.
+
+Ebbene: Prefetti, Sotto-prefetti, Questori, Ispettori, Delegati,
+Carabinieri--che tanto gravi accuse lanciarono--d'onde e come ne
+acquistarono la _certezza_ più meno _metafisica_?
+
+ [LA SORGENTE DELLE NOTIZIE]
+
+La grande sorgente delle notizie è la vaga ed indeterminata _voce
+pubblica_; le esatte e _metafisiche_ informazioni vengono da misteriosi
+quanto comodi _confidenti_. Qualche volta si tentò determinare meglio
+chi fosse la _voce pubblica_; e il tentativo non poteva riuscire più
+infelice pei suoi portavoce.
+
+Viene un ricco proprietario di Palermo, il Barone Valdaura, chiamato
+dall'accusa e dichiara di saper nulla di nulla, meravigliandosi di
+vedersi citato. Un delegato Zummo riassume la _voce pubblica_ di Piana
+dei Greci nel D. Carnesi, ma questi quantunque nemico personale di
+Barbato, interrogato, risponde che nulla disse mai _direttamente_ al
+Delegato, che avrà saputo qualche cosa dai discorsi che correvano.
+
+La _voce pubblica_ afferma che Petrina in un dato giorno si trovava in
+Palermo a cospirare col Comitato dei _Fasci_, ma il signor Restivo viene
+a deporre, che proprio in quel giorno il Petrina stava nel suo ufficio
+di _Procuratore del Re_ in Messina, per cose che interessavano la
+giustizia, e si può non credere ora alla ubiquità di Sant'Antonio? Nè
+sono le sole autorità governative a trincerarsi dietro la inviolabilità
+del segreto di ufficio; l'espediente per fare accettare come oro di
+coppella le proprie invenzioni è comodissimo e vi ricorrono anche i
+privati. Migliore, sindaco di Belmonte Mezzagno, ne dice tante e così
+grosse a carico degli imputati, negandosi a fare i nomi dei _confidenti_
+dai quali le aveva apprese, che il Tribunale si vede costretto per
+salvare la decenza, ad incriminarlo. Un Vernaci di Parco assicura in
+nome della _voce pubblica_ che il _Fascio_ locale aspettava
+comunicazioni per discendere armato a Palermo; ma incalzato dalla difesa
+a dare migliori prove dell'asserto conclude: _Ma..... non so..... l'ho
+inteso a dire..... Però non mi risulta affatto....._
+
+ [BEL MODO DI MANDARE IN GALERA I GALANTUOMINI]
+
+«Bel modo di mandare in galera i galantuomini!» esclama dalla gabbia il
+povero Nicola Petrina fremendo al pensiero che nella terza Italia si
+fosse tornati ai tempi della onnipotenza delle delazioni segrete.
+
+Se la _voce pubblica_ e i _confidenti_--risulta dal dibattimento--non
+sono che la espressione genuina della menzogna viene invece dimostrato a
+luce meridiana la provocazione poliziesca, la corruzione e la falsità di
+molti e gravi testimoni dell'accusa.
+
+Premetto che tali arti nefande dei peggiori tempi del dispotismo non
+furono messe in opera soltanto nel processo De Felice. Un delegato di
+Pubblica sicurezza si traveste da detenuto per carpire rivelazioni a
+Molinari in carcere.
+
+Un Macciscali, nel processo pei tumulti di Salemi, fu corrotto con
+promesse di denaro e d'impunità per fare false testimonianze. Parecchi
+testimoni risultarono mendaci e reticenti nel processo pei fatti di
+Valguarnera e furono corrotti per fare condannare i cittadini egregi,
+che militavano nella opposizione municipale.
+
+Ma tutto ciò che negli altri processi fu incidente, nel _processo
+mostruoso_ divenne sistema. E il punto di partenza del medesimo è
+tipico: il Questore Lucchese chiama Bosco nel suo gabinetto e gli dice:
+_ma non sentite dolore di tanti eccidî? Se ne sentite affrettate la
+convocazione del Comitato Centrale dei_ FASCI, _riunitevi, portate una
+parola di calma!_
+
+Bosco, l'ingenuo! si commove e affretta la riunione, quantunque un
+telegramma del corrispondente del _Siciliano_ da Roma, avvisasse dei
+pericoli; e il Comitato mandò quella sola parola di calma che poteva
+mandare.
+
+ [UNA RIUNIONE DESIDERATA DAL QUESTORE]
+
+Ebbene nella riunione affrettata, _voluta_ e _consigliata_ dal questore
+di Palermo, si trova uno degli indizî più forti delle intenzioni
+criminose degli imputati! Nè si dica che il crimine fu trovato nelle
+parole del manifesto.
+
+No! Lo esclude la magistratura, che mandò assolti Leone e De Luca, che
+lo avevano sottoscritto.
+
+ [LE CREAZIONI DELLA POLIZIA]
+
+Passo sopra alle dinamite, col _bollo anarchico_ e di provenienza
+_costituzionale_, che la questura scovò a Catania[71] e vengo alla
+_creazione_ di lettere e di telegrammi che dovevano, nella intenzione
+degli autori, nuocere agli imputati. A carico di De Luca, e dopo la sua
+liberazione, si _creano_ lettere di indubitabile altissima origine
+portanti la intestazione: _Comitato rivoluzionario_ e firmate _tout
+bonnement_: «Francesco De Luca». Ma il tranello è così volgare ed
+evidente che il De Luca dopo essere stato arrestato per la seconda
+volta, col lusso di un Maggiore dei Carabinieri mandato a posta da
+Palermo a Girgenti, viene subito rimesso in libertà.
+
+La lettera di presentazione al direttore del _Vero Guelfo_ di Napoli non
+fu ritenuta sufficiente a provare l'alleanza dei socialisti coi
+clericali; allora si crea una lettera dei clericali.... di Venezia, che
+la dirigono a De Felice in... carcere e nella quale il tema discusso è
+la rivoluzione; e di rivoluzione e di _sbarchi_ parla un telegramma
+anonimo da Palermo inviato all'on. Cavallotti e che l'occhio vigile del
+Generale Morra di Lavriano lascia allegramente passare mentre sequestra
+il discorso del Procuratore generale e i telegrammi commerciali con
+linguaggio convenzionale.
+
+Di testimoni mendaci, reticenti, interessati a mentire a danno degli
+imputati si sa qualche cosa; di più se ne saprà del caso della
+Baronessa di Valguarnera, che a dire il falso se non fu indotta dalle
+promesse del delegato Munizio, vi fu certo dalla speranza di salvare
+dalla prigione il marito fratello al Cottonaro. Il Polizzi, della stessa
+Valguarnera, narra una circostanza a carico di De Felice in quattro modi
+diversi e _non sa dire mai la verità, neppure per isbaglio!_ come disse
+il Presidente del Tribunale di Guerra.
+
+ [PICO E LAGANÀ]
+
+E vengo alla storia edificante di Pico e di Laganà.
+
+Pico è un disgraziato studente di Francofonte. Lo arrestano, lo
+intimidiscono, lo seducono promettendogli la libertà immediata se si fa
+accusatore dei suoi amici. Pico, come suggestionato, cede e la sua
+deposizione diviene il perno dell'accusa. È Pico che scrive a suo
+padre, _mentre era trattenuto in questura_: «Ho conferito col signor
+Questore; _è una persona oltremodo cortese e gentile. Egli mi ha
+promesso che domani verso le 10 probabilmente sarò fuori e in libertà.
+Intanto ha fatto sì che io sia trattato bene_, ecc., ecc.»
+
+Le _promesse_ sono invenzioni di Pico, anche colla buona intenzione di
+tranquillare la famiglia? No; esse portano il bollo morale della
+questura: Lucchese confessò innanzi al Tribunale, che lesse la cartolina
+prima di spedirla. E Pico, contro i regolamenti, in prigione viene
+chiamato col falso nome di Araldi. Ma Pico si ravvede, si pente
+dell'infamia commessa resta in prigione e si guadagna una condanna, che
+può valere a riabilitarlo.
+
+Giorgio Laganà, è un povero sarto di Napoli, pochi giorni prima della
+proclamazione dello stato di assedio va a Palermo a nome degli amici del
+Continente per mettersi di accordo coi siciliani per la rivoluzione. Non
+c'erano accordi di sorta alcuna da prendere e tornato a Napoli, dopo
+l'arresto di De Felice e Compagni, viene ghermito della polizia, che lo
+induce a nuove delazioni contro il Comitato centrale dei _Fasci_. E
+Laganà accetta; e Laganà piangendo fa la storia della propria delazione
+innanzi al Tribunale di Napoli il 12 marzo 1894: «i delegati, che lo
+arrestarono, egli narra, mentre aveva _fame e freddo_ lo rifocillarono,
+lo sedussero promisero e dettero soccorsi alle sue figliuole, che
+avevano più _fame_ di lui!» E basta con queste menzogne, con queste
+insinuazioni, con questo fango...
+
+La sorgente delle accuse contro gl'imputati del processo mostruoso era
+impura; ma i rivoli che furono raccolti nell'atto di accusa della
+Camera di Consiglio del Tribunale penale di Palermo prima e poscia nella
+requisitoria dell'avvocato Fiscale presso il Tribunale militare--che ne
+fu la copia, giacchè l'avvocato Fiscale dichiarò che non avrebbe tenuto
+conto delle risultanze del dibattimento orale bastandogli il processo
+scritto.--vennero maggiormente intorbidati e inquinati da uno spirito
+più che farisaico, loiolesco.
+
+ [TUTTO, PURCHÈ CONTRO GLI IMPUTATI]
+
+L'on. De Felice, forse per sentimento cavalleresco o per abilità,
+attribuì all'atto di accusa e alla requisitoria, che ne fu la parafrasi,
+dei meriti che non ha; può essere un laberinto all'interno, come egli la
+qualificò, ma non è certo un magnifico edificio all'esterno. L'una e
+l'altra, e con esse la sentenza furono vuote, fiacche, sconnesse. La
+logica adoperata avrà potuto essere efficace per convincere i militari,
+che nè la logica nè il diritto hanno studiato; avrebbe fatto sorridere
+qualunque giurista, qualunque pensatore uso a ragionare sui dati di
+fatto e ad indurre dai medesimi. Con sì strana logica si generalizza da
+un singolo caso, si esagerano i fatti reali, degli stessi fatti reali si
+sconvolge l'ordine di successione, si stacca una frase da un discorso e
+da una lettera alterandone, mutandone il significato, si induce da una
+ipotesi, si asserisce gratuitamente, si mutila, si contorce, si adultera
+ogni pensiero e s'interpreta capricciosamente ogni fatto purchè si possa
+rivolgere contro gl'imputati.
+
+Per esempio, il solo Cassisa scrive a Montalto chiamando il duca degli
+Abbruzzi un _farabutto savojardo_? E nell'ordinanza si afferma che _non
+ci fu mai_ inaugurazione di _Fasci_ senza un discorso violento contro i
+farabutti di Casa Savoia. Nella sola Valguarnera vi furono rapine? Le
+rapine, per aggravare le tinte, si dicono avvenute dovunque ci furono
+tumulti.
+
+A Gibellina si uccide il pretore, a Pietraperzia si devasta? Si
+dimentica di ricordare che l'uccisione e la devastazione _seguono_ al
+massacro dei contadini e che rappresentano, perciò, la esplosione di una
+indignazione se non giusta, certo spiegabile.
+
+Si trova uno scritto di De Felice in cui si parla di regicidio? Si tace
+di tutto il resto dello scritto, ch'erano gli appunti per un discorso
+sulla rivoluzione francese, e si afferma che il deputato di Catania
+professa ed approva il regicidio. E questa abile ma disonesta tattica si
+eleva a sistema, presentando, tra le migliaia di lettere sequestrate
+agli imputati, solo quelle, che potevano loro riuscire nocive e
+sopprimendo le altre che avrebbero potuto costituire la loro difesa.
+
+Ancora. I socialisti si riuniscono a banchetto all'Acquasanta, e la
+polizia illegittimamente vuole intervenirvi provocando.
+
+Petrina, ironicamente, parla da commendatore alla Tanlongo in senso
+monarchico; e la polizia induce che se mutossi discorso è segno che il
+soggetto della discussione precedente era criminoso. Cipriani risponde a
+De Felice questo e quest'altro? e il pubblico accusatore induce che De
+Felice _avrà dovuto_ scrivergli in questo o quell'altro senso.
+
+ [ASSERZIONI E DEDUZIONI GRATUITE]
+
+Le gratuite asserzioni poi abbondano. Si afferma, senza un solo minimo
+elemento di dimostrazione, che nel Comitato interprovinciale dei Fasci
+c'era un misterioso sotto-comitato di azione, più misterioso del
+Consiglio dei Dieci. Il popolo grida: _Viva il Re! Abbasso le tasse!_ e
+il pubblico accusatore asserisce che quei gridi erano una lustra, e che
+in fondo si voleva e si preparava una rivoluzione politica generale. E
+così di seguito.
+
+ [UNA CIRCOSTANZA CAPITALE]
+
+L'ordinanza, la requisitoria, la sentenza talora si contraddicono, e
+che, nell'insieme, l'orditura dell'accusa sia stata sfasciata, distrutta
+vittoriosamente dal dibattimento pubblico, risulta all'evidenza da
+questa circostanza capitale: l'avvocato fiscale sentì il bisogno di
+dichiarare che non intendeva avvalersi delle risultanze del dibattimento
+e che gli bastavano quelle del processo scritto. È enorme, ma...
+naturale! Il processo scritto gli _bastava_, perchè il processo orale
+aveva annientato il primo; ma al processo orale, abbandonati i metodi da
+Sant'Uffizio, si accorda oggi la preminenza per unanime consenso dei
+giuristi, non escluso Francesco Crispi, e col processo orale, l'on. De
+Felice con logica stringentissima fece l'auto-demolizione dell'accusa.
+
+La demolizione già apparve evidente assai prima che il dibattimento
+fosse terminato; e quindi l'avvocato fiscale Soddu-Millo, forse convinto
+di non potere sostenere l'accusa e non essendogli lasciata la libertà di
+ritirarla--così è lecito supporre--a mezzo processo, aiutato da un lieve
+incomodo, si dette per ammalato e si fece sostenere dal Cireneo...
+Viesti. Onde il De Felice, con ammirabile ironia, «manda un saluto al
+Cav. Soddu-Millo, _che ebbe la rara fortuna di ammalarsi in tempo_!...»
+
+La inconsistenza e la irragionevolezza della ordinanza, della
+requisitoria e della sentenza risultano meglio collo esame critico delle
+principali accuse, cui furono fatti segno i _Fasci_ e il Comitato
+Centrale.
+
+ [L'AVV. FISCALE E LE CALUNNIE DELLA POLIZIA]
+
+L'avvocato fiscale facendo sue le calunnie della polizia volle
+disonorare la massa dei _Fasci_ mettendo in luce la preponderanza
+numerica, che vi avevano i delinquenti. Non accettò la proporzione del
+Commendatore Lucchese, che poteva essere denunziata soltanto da un
+ignorante qual'è il questore di Palermo; ma fece della statistica
+giudiziaria e portò i delinquenti dei sodalizî odiati a 1645.
+
+Il De Felice abilmente accettò la cifra, la mise in rapporto con l'altra
+ammessa dall'accusa del numero dei socî dei _Fasci_, e facendo le
+proporzioni coi _deplorati_ della Camera dei Deputati, indusse che tra i
+lavoratori la moralità era quindici volte maggiore, che tra i deputati.
+E il confronto sarebbe riuscito più concludente in favore dei _Fasci_ se
+posto tra questi e i commendatori e cavalieri del regno d'Italia; con
+questa differenza che i delinquenti operai per piccoli reati vanno in
+galera; i commendatori delinquenti vanno fino in Senato.
+
+L'esame delle statistiche giudiziarie, del resto, che ho intrapreso per
+alcune località della Sicilia, quando seppi delle stolte asserzioni del
+Prefetto De Rosa, mi convinsero che durante il 1893 nelle provincie dove
+erano numerosi i _Fasci_, o non vi fu aumento della criminalità o non
+superò quello del resto d'Italia, dovuto alle generali cause sociali.
+
+A Corleone, poi, secondo l'avv. Riolo, la costituzione del _Fascio_ fece
+diminuire la delinquenza; e così avvenne in altri luoghi.
+
+Da questa accusa generica e che riguardava la collettività passiamo a
+quella speciale, che si fece pesare sui membri del Comitato Centrale:
+l'accusa di _alto tradimento_ fondata sull'oro straniero--leggi,
+_francese_--e sulla cessione di una parte del territorio a ipotetici
+futuri nemici del regno.
+
+ [L'ORO STRANIERO]
+
+Si rise della cessione di un porto della Sicilia alla Russia, stipulata
+nel trattato di... Bisacquino; e della cessione della Sicilia...
+all'Inghilterra; ma l'Italia tutta si indignò contro il Deputato di
+Catania e i suoi complici, che si erano lasciati corrompere dall'_oro
+straniero_. Questa calunnia fa capolino in numerosi rapporti della
+polizia e nelle testimonianze dei più alti accusatori.
+
+Il Prefetto De Rosa, accettando per Vangelo le sciocchezze dei
+carabinieri di Acquaviva, fa dire a Bosco che denari non ne mancavano,
+perchè ne venivano dalla Francia, dalla Germania, ecc. Si afferma che
+Bosco e De Felice lasciarono somme a Balestrate e a Monreale; che una
+amica di Barbato, aveva accennato a soccorsi francesi; che fossero stati
+pagati i viaggi di Cottonaro da Valguarnera... Al questore Lucchese
+risulta che i fondi vengono dall'estero, specialmente dal partito
+socialista germanico; all'ispettore Marzullo consta che i membri del
+Comitato erano sovvenuti _largamente_ da mano ignota. Di grosse somme
+venute dall'estero parla l'ispettore Gallegra; e supera tutti
+l'ispettore Castellini, che precisa che il denaro col quale Bosco,
+Barbato e C.i se la scialavano in _pranzi e bagordi_ veniva dalle 32000
+lire che De Felice portò dal suo convegno col Cipriani a Marsiglia.
+
+ [GLI ACCUSATI SONO NELLA MISERIA]
+
+Che cosa rimase di tali turpissime accuse? Nulla: documenti e
+testimonianze irrefragabili distrussero la indegna calunnia. Comincio
+dai piccoli. Consta a me che Cottonaro da Valguarnera era tanto fornito
+di mezzi, che viaggiava a piedi e mangiava per carità altrui.
+
+Il lusso di Bosco fece ridere tutta Palermo. Lo stesso Bosco in data 11
+novembre 1893 scrive a Montalto in Trapani: «Di _mezzi_ noi ne abbiamo
+_meno di te_; perchè, eccettuato Baucina che paga _solamente_ le
+passività del giornale, tutti gli altri sono socialisti da burla. Il
+solo Tasca diede 500 lire per la cassa centrale e 100 per gli arrestati.
+La cassa centrale serve per le spese di posta e di telegrammi, non
+indifferenti dati i momenti che attraversiamo.»
+
+Egli vendette alcuni vestiti per potere scappare!
+
+Quanti ne avesse il Montalto si rileva da sue lettere da Palermo a
+Curatolo. Il 27 maggio 1893 gli scrive:
+
+«Andrò al Congresso di Reggio Emilia _ricorrendo per denaro agli amici_,
+naturalmente a titolo di prestito.»
+
+E in data del 25 gli aveva scritto: «... le cambiali fatte per sostenere
+il giornale _Il Mare_ scadono e _non so come far fronte_....»
+
+Ci saranno almeno le 32000 lire date da Cipriani a De Felice. Sì!
+Cipriani ne aveva tanti quattrini da dare agli altri, che ne chiede a
+Bensi, il quale gli manda lire 60, sequestrate dalla polizia; ne aveva
+tanti che domanda _cento_ lire a De Felice.... per venire in Sicilia!
+
+Della calunnia non rimane traccia alcuna; rimane invece assodata questa
+dolorosa verità: gli accusati sono nella miseria e nella più squallida
+miseria rimasero le loro famiglie. La calunnia era tanto ignobile, che
+quando Bosco, accompagnato da un suo amico va a protestare presso il
+Questore Lucchese contro la voce dell'_oro straniero_, specialmente
+_francese_, che gli agenti spargevano e che la stampa raccoglieva, il
+questore ipocrita lo rassicura. L'accusa infine, era tanto falsa, che
+l'Avvocato fiscale nella sua requisitoria la ritirò, per non coprire di
+ridicolo sè stesso. Ma la calunnia aveva circolato liberamente per sei
+lunghi mesi ed aveva fatto la sua opera!
+
+ [LA COSPIRAZIONE]
+
+Se l'accusa battè in ritirata su questo punto, insistette maggiormente
+nella imputazione di cospirazione politica per alcuni e di eccitamento
+alla guerra civile per tutti; precisamente i reati pei quali furono
+condannati i socialisti del processo mostruoso.
+
+Furono condannati sì; ma contro ogni norma di diritto e contro tutte le
+risultanze di fatto.[72]
+
+Anzitutto perchè ci sia la cospirazione, secondo il Codice penale,
+occorre il concerto stabilito e conchiuso, l'unicità dello scopo, la
+risoluzione di agire al fine di far sorgere in armi gli abitanti contro
+i poteri dello Stato e i mezzi idonei per raggiungere lo scopo. Tutto
+ciò, naturalmente, viene ammesso dall'ordinanza, dalla requisitoria
+della sentenza.
+
+Esistevano, risultarono del processo questi estremi, che costituiscono
+la cospirazione? No!
+
+L'esame dei documenti, che l'accusa ritenne decisamente compromettenti,
+esclude il _concerto stabilito e conchiuso_; e questi documenti vengono
+rappresentati dalle lettere di Cipriani e di De Felice e dal famoso
+cifrario.
+
+Cipriani scrive a De Felice: «Se mai _farai o tenterai_ qualche cosa,
+spero penserai a me.» Avrebbe potuto scrivere ciò se fosse stato a parte
+di una cospirazione e se cospirazione vi fosse stata?
+
+Cipriani continua: «_Dimmi qualche cosa._» Dunque egli non sa nulla!
+Cipriani gli annunzia «che sta _sulle spine e che ha bisogno più di
+frenare se stesso_, anzichè di frenare gli altri.» Non è evidente che De
+Felice lo aveva pregato di _frenare_ gli altri?
+
+C'è di più. Cipriani domanda a De Felice: «_Perchè non scrivi?_ Eppure
+se _i giornali non mentiscono_ vi sarebbe di che.» Non prova questo che
+il più temuto fautore della cospirazione apprende le notizie dai
+giornali piuttosto che dal complice?
+
+La premura, la diligenza di un altro complice, viene luminosamente
+dimostrata da questo altro brano di una lettera dello stesso Cipriani a
+De Felice:
+
+«Scrissi a Bosco e non si è _neanche degnato di rispondermi_. Poverino!»
+E questa lettera porta la data del 1º gennaio, cioè della vigilia della
+rivoluzione!
+
+ [ACCORDO SINGOLARISSIMO]
+
+Quando si pensa alla importanza assegnata dal processo al Cipriani non
+si può fare a meno di sorridere pensando all'accordo singolarissimo, che
+esisteva tra questi non meno singolari cospiratori! Quanto poi i tumulti
+di Sicilia fossero la conseguenza della coordinata direzione dei
+cospiratori con non minore evidenza emerge da ciò che il De Felice
+scrive a una sua amica:
+
+«_Giungono notizie di gravi disordini dalla provincia._» Dunque quei
+disordini erano per lui cosa nuova; e lo erano ancora il 1º gennaio,
+quando gliene scrive, provando che non erano stati da lui preparati.
+
+Questo il contenuto dei più terribili documenti dell'accusa: si pensi
+cosa erano gli altri!
+
+ [IL CIFRARIO DI DE FELICE]
+
+Uno ce n'è, però, che mostra le ree intenzioni di De Felice: il
+cifrario. Sia: De Felice lo compilò per servirsene a fini criminosi. Ma
+oltre _l'intenzione_, che non è punibile se rimane esclusivamente tale
+senza un principio di esecuzione, c'è un dato che può giovare
+all'accusa? Se ne servì mai il suo autore? Mai. Ne fu trovata copia
+corrispondente presso altri complici? Nessuna. Fu adoperato pei casi di
+Sicilia? Neppure: De Felice lo lascia a Roma, dove viene sequestrato,
+dopo ch'era stato arrestato a Palermo.
+
+Se il concerto sfuma, non possono restare _i mezzi idonei_ per
+raggiungere i fini della cospirazione.
+
+Quali sono _i mezzi idonei e determinati_? Le armi e il denaro.
+
+Che siano indispensabili _i mezzi idonei e determinati_ risulta dai
+precedenti giudiziari. Il giurì di Bologna nel 1874 assolse Costa e
+gl'internazionalisti pei moti d'Imola e di Persiceto, perchè fu
+riconosciuta la inidoneità dei mezzi. Il giurì è di manica larga? Ma il
+suo responso venne corroborato dalla sentenza della Corte di appello di
+Trani (18 marzo 1875) relativa ai moti del Barese. Dunque secondo il
+Codice e secondo la giurisprudenza perchè il reato di cospirazione ci
+sia occorrono i mezzi idonei: armi e denaro.
+
+ [LE ARMI!]
+
+In quanto alle armi, nel nostro caso, le hanno cercate dapertutto e non
+le hanno mai e in nessun luogo trovate. Il questore Lucchese in un
+rapporto del 16 dicembre scrive:
+
+«_Il mio studio è rivolto a scovrire dove trovasi un deposito di armi e
+di materie esplodenti._» Ebbene egli _studia_ ancora e non ha ancora
+trovato il deposito.
+
+Sappiamo che non è stata più fortunata la polizia nella ricerca del
+denaro: ha cercato l'_oro francese_, e non ha trovato che la miseria
+grande onesta dei cospiratori.
+
+E in quanto a questi mezzi idonei e determinati--alle armi e al
+denaro--la situazione viene brillantemente riassunta da una lettera di
+Cipriani nella quale egli dice: «_Siamo senza un fucile, senza un
+centesimo!_»
+
+Qualche cosa, però, trovarono gli agenti della polizia, i magistrati,
+l'avvocato fiscale, i giudici del tribunale militare: un delegato trova
+certi pericolosi bastoni bianchi, un altro le _coccarde_ dei socî dei
+_Fasci_; quello di Monreale trova l'_acqua calda_; l'eroe di Bisacquino
+scopre un _vetterly_; il comodo e misterioso signor Peter promette armi
+a De Felice.... già in carcere; l'avvocato fiscale vede i mezzi _nella
+organizzazione dei lavoratori_.
+
+Contro i battaglioni serrati e contro i cannoni dovevano riuscire
+efficacissimi tali _mezzi idonei e determinati_; Turpin per distruggere
+gli eserciti non potrebbe inventarne di più terribili.
+
+ [TRIBUNALE SAPIENTE]
+
+Non se ne accontentò che in parte il sapiente Tribunale di guerra--che
+in fatto di efficacia dei mezzi distruttivi se ne doveva intendere--e
+sentenziò: «è vana la ricerca delle armi, inutile il provare la mancanza
+di depositi di armi, vana la ricerca della maggiore o minore vendita di
+esse, _perchè le risoluzioni si fanno anche senza armi, come s'è visto
+nei tumulti nei quali combatterono con bastoni e con sassi_.»
+
+Combatterono!
+
+Il Tribunale non poteva mostrarsi più _sapiente_ nelle storiche e
+politiche discipline confondendo i _tumulti_ con le _rivoluzioni_;
+inchiniamoci riverenti innanzi a lui e procediamo oltre.
+
+E procediamo oltre concedendo ciò che in verun modo è dimostrato:
+concediamo che ci sia stata la cospirazione con tutti i suoi estremi:
+concerto, unità d'intenti, mezzi idonei e determinati per conseguirli.
+Anche in questo caso nè il processo era giustificabile, nè la condanna
+era conforme a giustizia secondo i Codici.
+
+Un'alinea dell'art. 134 del Codice Penale stabilisce: «_va esente da
+pene chi receda dalla cospirazione politica prima che si cominci
+l'esecuzione del delitto e prima che sia iniziato il procedimento._»
+
+ [IL RECESSO DALLA COSPIRAZIONE]
+
+Ora dato che cospirazione ci fosse stata, l'esecuzione non era
+cominciata per confessione stessa del magistrato ordinario che istruì, e
+del Tribunale militare che giudicò, poichè non venne imputato agli
+accasati alcuno degli attentati politici previsti dagli articoli 104,
+117, 118, 120 e 128 del Codice penale e vi fu il _recesso_ prima che
+fosse iniziato il procedimento, col manifesto del 3 gennaio.
+
+L'ordinanza della Camera di Consiglio che sentiva di non potere
+rinviare i socialisti innanzi il Tribunale militare non considera il
+manifesto come un _recesso_, ma lo chiama un'_abile ritirata_ e ne
+adultera il significato considerandolo come un _recesso dall'attentato,
+giammai dalla cospirazione_, tanto più che gli accusati _sono rimasti
+più affratellati che prima_.
+
+E che cosa significa recesso _dall'attentato_ se di _attentato_ non
+furono mai accusati gl'imputati? E perchè non smettere ogni ipocrisia
+dichiarando con franchezza che lo _affratellamento_ equivale a
+_cospirazione_? Tali loiolesche distinzioni non possono che disonorare
+sempre più una magistratura, che ha perduto ogni prestigio e che è
+venuta meno alla sua funzione, non sapendo che _rendere servigi_ al
+governo. Il compianto Eula oramai, si affretterebbe sdegnato ad uscirne.
+
+E non si può che disprezzare di più questa magistratura che il _recesso
+dalla cospirazione_ tramuta capricciosamente in recesso _dall'attentato_
+e che il contorcimento illegittimo aggrava colla menzogna, perchè
+insinua con volgare indeterminatezza di frasi e di pensiero che il
+manifesto, l'_abile ritirata_, sia stata suggerita dalle energiche
+misure del governo, dallo Stato di assedio e dall'arrivo delle forze
+militari.
+
+No, o illustri Iaghi della magistratura: la vostra rimane una menzogna.
+
+Il manifesto precedette la proclamazione dello Stato di assedio e lo
+sappiamo dalle spie del governo, che ci dissero dell'animata discussione
+tra De Felice, che voleva favorire il movimento e gli altri membri del
+Comitato, che volevano e riuscirono a fare accettare al primo il
+consiglio della calma; il manifesto non potè essere imposto dal timore
+dell'arrivo delle forze militari, perchè queste non furono in Sicilia
+che verso la metà di gennaio, quando già gli accusati erano in prigione
+da parecchi giorni, sotto processo e predestinati alla condanna.
+
+Rimanga dunque a voi tutta l'onta dell'opera vostra o magistrati degni
+di una istituzione che muore!
+
+Non contenta del contorcimento tormentoso del significato dei fatti, per
+farli entrare nelle maglie del Codice penale; non contenta del mendacio
+per togliere ad essi il valore, che non osano negare; la magistratura di
+Palermo completò l'opera sua colla manifesta contraddizione nelle
+accuse. Temendo che la preda potesse sfuggirle pel capo della
+_cospirazione_, le imputa anche lo _eccitamento della guerra civile_.
+
+L'accusa contemporaneamente portata su di alcune delle vittime designate
+non la esamino dal lato giuridico, poichè qui è evidente che se c'era
+_cospirazione politica_ non ci potea essere _eccitamento alla guerra
+civile_: un reato esclude l'altro; ma passando sopra alla contraddizione
+in cui incorsero e istruttoria, e requisitoria e sentenza che tra i due
+reati contraddicentesi videro un nesso come tra causa ed effetto,
+bisogna dimostrare che di _eccitamento alla guerra civile_, da per sè
+solo, non erano colpevoli gli accusati.
+
+ [LA PAROLA RIVOLUZIONE]
+
+Anzitutto, si rilevi che si volle trovare un _substratum_ per l'accusa
+nelle ripetute dichiarazioni in favore della _rivoluzione_ senza
+considerare che, dinanzi alla filosofia della storia ed alla politica,
+questa parola ha un significato ben diverso da quello connesso all'atto
+materiale, che si compie per rovesciare un governo. Si dicono convinti
+rivoluzionarî tutti i socialisti marxisti, che rifuggono dai tumulti e
+dalle violenze; e tali si dicono impunemente nei discorsi, nei giornali,
+nei libri. Perchè non processare tutti coloro che rivoluzionarî in tale
+senso si proclamano? E in tale senso il più grande reo in Italia fu
+Giuseppe Ferrari, che scrisse sinanco la _Filosofia della rivoluzione_ e
+che invece di essere tradotto sullo sgabello degli accusati, venne
+innalzato agli onori del Senato, non ancora prostituito.
+
+ [BISOGNA AVER FEDE NEL PARLAMENTARISMO]
+
+Nel De Felice non solo si volle colpire il _rivoluzionario_, ma anche
+colui, che non ha fede nel _parlamentarismo_.
+
+Ciò fecero, perchè i giudici non frequentarono mai Montecitorio; se lo
+avessero frequentato o non avrebbero imputato a colpa del rappresentante
+di Catania questa sua mancanza di fede nel parlamentarismo, o avrebbero
+fatto una retata di deputati di lui più scettici e avrebbero dovuto
+sopratutto fare il processo alla memoria di Agostino Depretis.
+
+Ma De Felice non è semplicemente questo sereno osservatore del corso
+degli avvenimenti, che inneggia alla rivoluzione come complemento
+necessario, fatale, di una serie di trasformazioni economiche, politiche
+e morali; no, egli ha predicato la rivoluzione materiale e immediata: lo
+ha fatto a Pedara. Egli a Pedara ripetè i versi popolari:
+
+ A rivederci maschere pagate.
+ A rivederci illustri mangiapani,
+ _A rivederci sulle barricate!_
+
+Oh! perchè dunque non si processa l'autore di questi versi incendiarî e
+si lascia Olindo Guerini ai suoi studî prediletti? perchè non si
+processa Giosuè Carducci che versi più pericolosi scrisse prima che
+ponesse piede a Palazzo Madama? Perchè non si allontana
+dall'insegnamento inteso a formare le madri italiane, Ada Negri, che ha
+eccitato alla ribellione contro il mondo borghese, _mondo d'oche e di
+serpenti, mondo vigliacco_? perchè non si mandarono e non si mandano in
+galera le migliaia d'italiani, che ripeterono e ripetono le fatidiche
+parole di Beppe Giusti sull'invocato _Dies irae_?
+
+ [CASO STRANO...]
+
+Ma vedi caso strano: dovunque vanno i pericolosi eccitatori, dovunque
+esercitano indiscutibile e forte influenza, ivi si conserva la calma e
+non viene turbato l'ordine. Dunque eccitarono alla calma! Gli
+eccitatori, i sobillatori hanno pronunziato centinaia di discorsi; ma
+non si trova da incriminare che quello di Casteltermini, per cui la
+Camera di Consiglio del Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a
+procedere, e l'altro di Pedara... pei versi dello Stecchetti. E chiunque
+ha parlato alle masse, improvvisando, forse anche Rugero Bonghi--non si
+dica poi se parla Francesco Crispi--raramente evita gli scatti
+improvvisi, le frasi roventi, gli appelli all'azione energica salutare,
+necessaria. E l'applauso caloroso, sincero, spontaneo che accoglie le
+parole vibrate dell'oratore lo eccitano, lo trascinano irresistibilmente
+verso maggiore accentuazione di frasi. Solo i magistrati italiani
+ignorano questi elementi notissimi di psicologia popolare e questi
+fenomeni di contagio psichico, che talora trascinano i più miti.
+
+Si svolgono numerosi i processi innanzi i Tribunali militari e fra tanti
+sobillatori non se ne trovano che due soli socialisti, aderenti o
+dirigenti il moto dei _Fasci_: l'avv. Sparti a Misilmeri, che fu
+assolto; B. Verro per Lercara, che venne condannato colle prove che
+furono esposte nel precedente capitolo.
+
+La connessione diretta tra lo eccitamento dei sobillatori e i moti di
+Sicilia si volle maggiormente riconoscere nell'azione di De Felice, e
+con una smemorataggine sorprendente si dimenticò che il colpevole nel
+periodo più agitato e dei più frequenti tumulti, dal 20 Novembre al 28
+Dicembre, non si mosse da Roma.
+
+ [I MANIFESTI]
+
+E c'è di più. Il manifesto del Comitato centrale col quale si consiglia
+la calma non è atto isolato o semplicemente palese e destinato ad
+ingannare le vigili autorità politiche; no, dal processo risulta che
+altri manifesti precedettero il primo e nello stesso senso e che le
+lettere private sono inspirate agli stessi sensi.
+
+L. Macchi, vice presidente del _Fascio_ di Catania, ritenuto il più
+fedele interprete di De Felice, in data del 31 Dicembre, prima della
+riunione del Comitato, aveva diramato questa lettera caratteristica:
+
+ FASCIO DEI LAVORATORI Catania, 31 dicembre 1893.
+
+ CATANIA
+
+ _Egregio Compagno,_
+
+ L'inaugurazione del _Magazzino Cooperativo della Scuola
+ Industriale_ è stata rimandata alla seconda domenica di gennaio.
+
+ Il presidente mi scrive da Palermo che egli deve fermarsi sino a
+ tutto il giorno 3 in quella città, in seguito ai deplorevoli e
+ dolorosi fatti accaduti in diversi Comuni della Sicilia.
+
+ Dopo la riunione del Comitato, egli sarà qui e stabiliremo tutto di
+ accordo con lui.
+
+ Colgo quest'occasione, intanto, per pregarvi, anche a suo nome,
+ avendomene egli dato speciale incarico, di consigliare a tutti la
+ calma più assoluta.
+
+ Come vedete, sono moti dovuti alla fame ed all'influenza dei
+ partiti locali, non agl'ideali, e il Fascio dei lavoratori di
+ Catania non può che sconsigliare moti incomposti.
+
+ _Compagni,_
+
+ Siate calmi! È questo il momento di dimostrare all'Italia che noi
+ siamo tutt'altro che sobillatori.
+
+ Il Vice Presidente
+ _Luigi Macchi_.
+
+E in una lettera di Cipriani a De Felice si legge: «fa, _come consigli_
+nella tua lettera, di evitare scatti inopportuni, le generali
+impazienze, le manifestazioni intempestive.»
+
+Come i magistrati, l'avvocato fiscale e il Tribunale militare che
+ripetutamente _supposero_ ciò che _aveva dovuto_ scrivere De Felice a
+Cipriani, non si accorsero--qui, che la cosa era evidente--che De Felice
+aveva _sconsigliato_ quegli avvenimenti di cui si volle renderlo
+responsabile?
+
+ [IL MANIFESTO DEL 3 GENNAIO]
+
+Da tutto ciò emerge che il manifesto del 3 gennaio nè era un atto
+isolato, nè una manifestazione pubblica intesa a mascherare
+macchinazioni segrete: il consiglio alla calma rispondeva a tutto il
+metodo adottato ed era stato manifestato in pubblico e nelle lettere
+intime più efficaci, perchè non si vede in esse alcun _arriere
+pensèe_.[73]
+
+ [NON SI RAGGIUNSE L'INTENTO]
+
+Per quanto sinceri e ripetuti, questi consigli alla calma e non
+all'eccitamento, certo è che essi non raggiunsero l'intento e che furono
+accompagnati o seguiti dai noti tumulti. Ma si potrà renderne
+responsabili coloro che li biasimarono? Ciò è semplicemente enorme; e si
+troverà più enorme il fatto quando si penserà alla minima responsabilità
+diretta dei _Fasci_, dimostrata in un precedente capitolo, che fa
+supporre dovere essere nulla o incalcolabile quella del _Comitato
+centrale_, che poca o nessuna azione esercitava in molti punti e su quei
+_Fasci_ nati da recente, male organizzati, acefali o in via di
+dissoluzione, che parteciparono ai tumulti.
+
+Fosse pure stata energica ed indiscussa la influenza esercitata dal
+_Comitato centrale_ sui _Fasci_ e sulle masse non si può menomamente
+renderlo responsabile di ciò che avvenne, perchè è noto che quando
+esistono certe condizioni di animo e certe altre cause efficienti le
+parole più autorevoli non vengono, non possono venire ascoltate. Chi,
+come opportunamente ricordò De Felice, più adorato di Garibaldi dai
+suoi volontarî? Eppure egli impone alle sue schiere--e chi scrive
+ebbe la fortuna di trovarsi vicino a lui sulla spianata di Aspromonte
+e rammenta il tono imperioso e solenne della sua voce--di _non far
+fuoco_ nel caso che venissero attaccati dalle truppe del Generale
+Pallavicini, e non viene ubbidito. Non poteva esserlo; perchè era umano
+che chi aveva il fucile in mano lo adoperasse contro l'aggressore:
+l'istinto supremo della propria conservazione lo esigeva o spiegava la
+disubbidienza verso l'idolo dei volontari che avevano preso per divisa:
+_o Roma o morte_.
+
+Uguale fatalità s'imponeva in Sicilia: i consigli alla calma non furono
+ascoltati, perchè date le condizioni delle masse, non potevano esserlo.
+C'erano altri e più poderosi agenti di _sobillazione_, che non
+permettevano fosse ascoltata la voce dei socialisti coscienti; il grido
+degli affamati, degli oppressi, dei malcontenti la copriva.
+
+ [I VERI SOBILLATORI]
+
+Quali fossero le cause vere della sobillazione era noto ai magistrati,
+all'avvocato fiscale, al Tribunale, al Re, oltre che ai suoi ministri
+responsabili.
+
+Il Re, nel ricevere la commissione parlamentare a Capo d'anno, aveva
+manifestato il suo dolore per le sofferenze del popolo siciliano
+_sobrio, nobile, generoso_ derivanti dalla crisi agraria.... Il
+colonnello Pittaluga, un valoroso dei _Mille_, aveva saputo discernere
+tra responsabilità politica e responsabilità giuridica dell'on. De
+Felice, e aveva saputo additare le cause complesse--precipua quella
+economica--«che avevano acuito la sensibilità nervosa del popolo,
+rendendolo pronto all'incendio, come il filo elettrico è pronto a
+ricevere la scintilla». Gli odî e le ire dei partiti locali erano
+comparsi sulla scena in modo ineccepibile nei singoli processi e per
+numerose testimonianze nel _processo mostruoso_. La sentenza che chiude
+mostruosamente il processo De Felice e C.i riconosce «che le popolazioni
+erano incolte, impoverite: i lavoratori rozzi, ignoranti, abbrutiti
+dalla miseria.....»; questa stessa sentenza, infine, constata «che le
+masse spinte alla guerra civile _non avevano senso politico_, agognavano
+il benessere, _tanto vero_ che portavano i ritratti dei sovrani ed erano
+tenute allo scuro del fine ultimo dei cospiratori e _non si ebbe un
+solo grido, che accennasse ad abbattere i poteri dello stato_».
+
+Dopo queste testimonianze, confessioni e constatazioni, con quale
+logica, con quale lealtà, con quale senso di giustizia si fece risalire
+la responsabilità dei moti _apolitici_, ad una organizzazione e ad un
+Comitato essenzialmente politico, la cui azione non fu dimostrata in
+verun dei singoli fatti dolorosi, che funestarono la Sicilia?
+
+ [LOGICA OTTENTOTTA]
+
+Eppure si condannano gli accusati! E il Tribunale di guerra condanna
+tagliando colla spada tutte le più gravi quistioni giuridiche,
+respingendo tutte le pregiudiziali sollevate, quantunque convinto che
+solo _alcune_ di esse non avevano fondamento. Dunque lo avevano le
+altre? E il Tribunale di guerra condanna colla logica ottentotta che si
+può riconoscere in questo brano della sentenza: De Felice e C.i volevano
+avvalersi del disagio economico, delle cattive amministrazioni locali,
+dell'istintivo odio dei lavoratori contro i proprietari; e la loro
+intenzione si argomenta dalla costituzione dei _Fasci_!
+
+E difatti, che bisogno avevasi di costituire i _Fasci_ «quando avrebbero
+potuto servirsi, pel vantaggio dei lavoratori, delle società operaie
+esistenti?» Sono parole testuali della sentenza! E il Tribunale di
+guerra condanna avvolgendosi in una serie inestricabile di
+contraddizioni giuridiche e di violazioni della legge e sostituendo alle
+prove le supposizioni e le gratuite asserzioni; affermando _pienamente
+constatate tutte le accuse_, ritenendo che i capi dei fasci erano
+facinorosi disposti a tutto, creando di sana pianta un _Comitato
+esecutivo dei Fasci_ quale emanazione diretta dal Comitato centrale,
+stabilendo che _programma_ dei _Fasci_ era la rivolta e la guerra
+civile, e che c'era l'ordine _diretto_ del Comitato centrale di far
+sollevare in maggio le masse preparate e pronte!
+
+ [L'ORDINE DI CONDANNARE]
+
+Questa sentenza è al disotto di ogni discussione e disonorerebbe
+qualunque magistrato, anche dei peggiori tempi della servitù: il
+Tribunale militare potè emetterla, perchè la disciplina nell'esercito
+sostituisce tutto: prove, ragionamenti, giustizia; e il Tribunale
+dovette ricevere l'ordine di condannare. Dovette essere ben grande
+l'amarezza di G. De Felice nel sentirsi condannare da un Tribunale
+militare _italiano_, quando era stato assolto il suo antenato, che
+portava il suo stesso nome, dal Tribunale statario _borbonico_ sedente
+in Siracusa nel 1837 e sotto il regime dello Stato di assedio! Ma allora
+in Sicilia comandava Del Carretto: oggi in Italia governa Francesco
+Crispi.....[74]
+
+ [LA VERA COLPEVOLE]
+
+Questa sentenza che chiude il processo mostruoso è tale che la Suprema
+Corte di Cassazione non sapendo, non volendo o non potendo riformarla ed
+annullarla l'addita all'amnistia. La quale non potrebbe e non dovrebbe
+farsi attendere, non già nell'interesse dei condannati, ma in quello dei
+giudici, delle istituzioni e della società borghese. È la borghesia la
+vera colpevole di questo processo ed a suo beneficio l'amnistia dovrebbe
+venire.
+
+E infatti questo Tribunale militare, secondo la profonda osservazione
+di Barbato _doveva lealmente_ condannare per dare il suo contributo a
+ciò che crede sacro e immortale, e che pur si sfascia e muore.
+
+È questo organismo in isfacelo, che per istinto di conservazione attacca
+e condanna l'idea avversaria in tutti i suoi gradi di esplicazione, in
+tutte le forme sotto le quali si manifesta, particolari e generali,
+teoriche e pratiche. Si vuol colpire l'idea nemica, infatti, e nella
+esplicazione generica dello affratellamento dei sodalizî dei lavoratori
+e nel patto di Corleone; si vuol colpire l'idea giudicando criminoso il
+programma dei _Fasci_ e l'arma dello sciopero, che esso ingenuamente
+credette legittima; e che tutto ciò si abbia voluto colpire lo dice la
+sentenza, la quale si scandalizza che nei discorsi degli accusati «si
+spiegavano le teorie del socialismo e si propugnava l'emancipazione
+morale e materiale dei lavoratori».
+
+ [NON IL CRIMINE MA IL PENSIERO]
+
+Di questa confessione bisogna lodare i giudici, che si ricordarono di
+essere militari e vollero chiarirsi leali facendo conoscere almeno le
+loro intenzioni ed avvisando gl'italiani contristati che nel _processo
+mostruoso_ non si ricercarono e si condannarono i fatti costituenti il
+crimine, ma il pensiero, le idee, le tendenze nuove in nome e in difesa
+del presente, che passa e lotta contro il futuro, che irresistibilmente
+diviene.
+
+La tristezza dell'animo in chi si fa a riandare le vicende e l'esito del
+processo mostruoso non viene temperata che dalle letture delle
+dichiarazioni e delle autodifese degli accusati, che seppero elevarsi
+nelle sfere serene della filosofia della storia: che ammoniscono i
+giudici sulla fatalità degli avvenimenti; che infusero in tutti la
+coscienza di un avvenire migliore per equa distribuzione di ricchezze;
+che seppero rendere simpatica la propria causa anche a coloro, che da
+principio più fieramente l'avversavano. Ed è meraviglioso, a questo
+proposito, che seppe farsi ascoltare con benevolenza il Gulì, che fece
+la difesa dell'ideale anarchico nel momento in cui l'anarchia era più
+odiosa ed odiata.
+
+ [L'IMPRESSIONE DELLA SENTENZA]
+
+Le conseguenze immediate della sentenza avrebbero dovuto fare ravvedere
+qualunque governo meno cieco e meno votato alla reazione che non sia il
+_libero_ governo costituzionale d'Italia. In Palermo dove l'ambiente era
+dapprima più avverso agli accusati la impressione fu profonda e
+generale.
+
+Tutte le forze militari disponibili furono spiegate per mantenere in
+freno la popolazione fremente; fu vietato l'accesso al pubblico nella
+sala del Tribunale, e i condannati sotto scorta numerosa furono fatti
+uscire da una porta ignorata, dalla quale uscirono pure i giudici per
+sottrarsi ad inevitabili e gravi manifestazioni di biasimo. Questi
+giudici, che furtivamente si allontanano dal Tribunale, non si direbbe
+che si sentono rei? Il colonnello Giussani divenuto inviso, fu
+ripetutamente fischiato, e lo si allontanò per un po' da Palermo.
+
+La polizia impose che si tenessero aperti i negozî che si sapeva si
+sarebbero chiusi in segno di protesta; ma l'Università venne chiusa;
+alle grandi prigioni avvennero dimostrazioni notturne, e canto di inni
+ch'erano un saluto ai prigioneri che ascoltavano; in teatro si va coi
+garofani rossi all'occhiello e si fa dal pubblico una di quelle mute
+proteste, che solo Palermo sa fare, uscendo in massa ad un dato
+segnale.
+
+ [AURELIO DRAGO]
+
+E il pensiero e il sentimento della gioventù si riassume nel simpatico
+episodio del baldo e intelligente Aurelio Drago, che fu condannato dal
+Tribunale di guerra a sei mesi di carcere, perchè il giorno della
+sentenza, si fece innanzi alla truppa mentre passavano i condannati, ed
+impose all'ufficiale: _Scopritevi! oggi è giorno di lutto per la
+libertà!_
+
+In Italia non fu minore la impressione; e fu vivissima se si tiene conto
+dell'infrollimento, dello accasciamento degli italiani. Non si trovarono
+giornali, compresi gli ufficiosi, che poterono lodare o giustificare
+giudici e sentenza; e tutti manifestarono lo stupore, il rammarico la
+indignazione. Innumerevoli e vivaci furono le proteste e agitazioni; i
+condannati venne deciso, che verrebbero portati dapertutto nelle
+elezioni comunali e provinciali: De Felice e Petrina vennero già eletti
+in Messina con una splendidissima votazione, sotto il regime dello stato
+di assedio! e Bosco e gli altri, benchè non fossero nelle liste,
+ottennero moltissimi voti.
+
+Riuscirà il governo ad arrestare queste proteste coi minacciati processi
+per apologia di reato contro coloro che propugneranno le candidature dei
+condannati? Se pur riuscisse la enormità e novità del procedimento
+rivelerebbe l'anormalità e il pericolo della situazione!
+
+Il processo ai socialisti, che si è trasformato in processo al governo
+ed alle classi dirigenti e che ha servito alla più vigorosa e larga
+propaganda del socialismo avrà pure conseguenze che sorpasseranno
+quelle del primo momento.
+
+Previdi nella prima edizione che immediatamente si sarebbe avuto aumento
+di malandrinaggio e di odio fra le classi sociali sottolineate da
+qualche schiopettata per vendetta, aumento di miseria fra i lavoratori e
+di dissesto nelle finanze comunali; e sinora le tristi previsioni si
+sono avverate.
+
+In quanto al resto, alla quistione politica generale i più avveduti
+sanno e sentono che il socialismo non muore; che esso risorse più forte
+e più vigoroso in Francia all'indomani del trionfo di una reazione;
+risorse sempre dopo che se n'erano cantati i funerali. E risorgerà in
+Sicilia dove la corrente scientifica, dei professori e dei giovani delle
+Università, che agiscono per altruismo, si fonderà coll'elemento di
+azione, coi contadini e cogli operai che agiscono per soddisfare
+impellenti bisogni e che hanno già acquistato coscienza, sebbene vaga,
+dei diritti e della forza propria.
+
+ [IN NOME DEL RE]
+
+E tristi conseguenze si avranno inoltre dagli ultimi avvenimenti: nel
+popolo si sarà fatto strada la convinzione che i metodi del regime
+borbonico continuano, e si sarà perduta la fiducia nei mezzi legali,
+mentre il socialismo dinastico avrà fatto il suo tempo e non troverà che
+sorrisi di scherno. Oh! non si vedranno più nelle sale delle
+associazioni i ritratti del Re e della Regina accanto alla immagine di
+Cristo! E i contadini non reclameranno più _pane e giustizia_ al grido:
+_Viva il Re!_ dopo la esperienza che in nome del Re non si dette loro
+che piombo, manette e domicilio coatto.
+
+ [PROBABILITÀ DI UNA JACQUERIE]
+
+Il popolo in Sicilia per un periodo non breve ha avuto la forza e il
+potere nelle mani; ha devastato qualche volta i beni di coloro che crede
+a torto o sono realmente suoi nemici, ma ne ha rispettato le persone e
+non si è vendicato sulla loro vita. Sarà altrettanto mite altravolta?
+Sarebbe desiderabilissimo che lo fosse e sarebbe anche vantaggioso pel
+popolo stesso; ma qua e là, nelle grotte che servono di abitazioni, nei
+sotteranei delle miniere, nei _tukul_ sparsi per la campagna si sentono
+sommessi e compressi accenti d'ira, che fanno paura. Chi conosce la
+situazione confessa che è probabile lo scoppio di una vera _Jacquerie_ e
+presente che i lavoratori in un dato momento prenderanno alla lettera il
+ritornello del poeta catanese _e falceran le teste a lor signori_!
+
+
+NOTE:
+
+[68] Ricordo tra i tanti innumerevoli casi a mia conoscenza questo
+episodio mio personale. La sera del 5 gennaio 1894 appena arrivato in
+Palermo, uno dei miei più cari amici, costernato mi avvicinò e mi disse:
+Pur troppo è vero che Peppino (De Felice) è venduto alla Francia! Ier
+l'altro, nel momento in cui fu arrestato gli si trovarono addosso somme
+vistosissime ed una corrispondenza denunziatrice con uomini politici
+francesi!--Impossibile! risposi secco e risoluto.--E l'amico mio di
+rimando:--L'ho saputo da un ufficiale dei carabinieri, che procedette
+all'arresto e alla perquisizione!--E ci volle la smentita recisa degli
+avvocati Marchesano e Crimaudo, che all'uno e all'altra avevano
+assistito, per convincerlo che l'ufficiale dei carabinieri aveva
+mentito.
+
+[69] Devo alla cortesia dell'egregio stenografo, sigr. Francesco
+Militello Quagliana, gran parte dei resoconti delle udienze; nonchè alla
+redazione del _Giornale di Sicilia_ molto materiale che mi è servito per
+questo e per altri capitoli; e a tutti porgo i più vivi ringraziamenti.
+
+[70] Notevole esempio di quanto i nostri funzionarî di polizia siano
+_profondi_ nelle discipline economiche!
+
+[71] In fatto di dinamite ricordo il comicissimo sequestro di alcune
+cartucce, ch'erano avanzate nei lavori di una galleria e il di cui
+proprietario ritenendo pericoloso tenerle in casa le depositò in una
+campagna e denunziò il luogo del deposito alle autorità con una lettera
+anonima. Le brave autorità scrissero a Girgenti, d'onde venne, credo un
+Procuratore del Re per sequestrare il corpo del reato con grande
+solennità. Il fatto avvenne a Campobello di Licata.
+
+[72] Nello esame di queste due accuse mi avvalgo, spesso letteralmente,
+della splendida auto-difesa del De Felice e della memoria
+dell'Impallomeni, lucida e strettamente giuridica.
+
+[73] Verso la fine di Dicembre Garibaldi Bosco mi scrisse una
+vibratissima lettera, che esibii al Tribunale di guerra, nella quale
+sdegnosamente protestava contro le _calunnie borghesi_, che attribuivano
+al Comitato centrale i tumulti.
+
+[74] Le enormità giuridiche di questa sentenza voglio sottoporle al
+lettore colla sintesi severa e serena che ne ha fatto lo scienziato e
+non l'uomo di parte: «La cospirazione, fondata sulla manifestazione di
+semplici aspirazioni politiche in una corrispondenza fra assenti,
+rilevante la mancanza di qualunque accordo preso; la _complicità in
+eccitamento alla guerra civile_ fondata sulla formazione dei _Fasci_ dei
+lavoratori, pubblicamente costituiti, esistenti in virtù del diritto
+statutario, e non incriminati, come anche sulla propaganda socialista
+fatta nei limiti delle leggi, e sulla semplice _possibilità di
+prevedere_ i disordini lamentati nell'isola, creandosi così una
+_complicità colposa_; dichiarati quelli complici in eccitamento alla
+guerra civile per avere a tali disordini, nella inesistenza di autori
+dello eccitamento, creandosi così una _complicità senza una reità
+principale_; affermata la cospirazione e la complicità in eccitamento
+alla guerra civile, come due delitti commessi per la realizzazione di un
+comune disegno ostile alla sicurezza dello Stato, identificando così
+l'eccitamento alla guerra civile con lo eccitamento all'insurrezione, e
+_trasformando in un delitto politico un delitto contro l'ordine
+pubblico_: ecco per sommi capi, gli elementi coi quali fu intessuta una
+sentenza, che condanna a spegnersi nelle galere la vigorosa giovinezza
+di chi vivamente e attivamente desiderò un'avvenire migliore alla classe
+dei sofferenti, ma che perciò non volle, nè la sentenza potè dire di
+aver _voluto_, i tristi lutti, avveratisi per opera di turbe suscitate
+dalla fame, dalle oppressioni locali, e dalla diffidenza in un Governo
+sordo per trentaquattro anni alle voci dei mali sollevantisi da mille
+parti. E questo, ritenuto da un tribunale di guerra, in tempo di pace
+istituito senza mandato legislativo, di derogare alla organizzazione
+giudiziaria del Regno e di creare Tribunali straordinarî; da un
+tribunale, che la propria giurisdizione elevò sulla ordinanza di un
+magistrato dichiaratosi incompetente, in una causa colla quale agli
+imputati, oppressi dal peso di fiere accuse, non fu concesso l'ausilio
+della difesa civile, facendosi al Codice penale per l'esercito del
+libero e civile Regno d'Italia l'ingiuria di supporre che avesse negato
+quel diritto di difesa, che i rescritti di Re Borbone dichiaravano di
+accordare in omaggio alla civiltà dei tempi.»
+
+Così l'Impallomeni. (pag. 4).
+
+
+
+
+XXIII.
+
+L'OPERA CIVILE DEL GENERALE MORRA
+
+
+Di ciò che si è fatto in Sicilia--dal giorno della proclamazione dello
+Stato di assedio in poi--risponde politicamente il ministero; ma la
+responsabilità diretta, materiale e morale, spetta al generale Morra di
+Lavriano e della Montà.
+
+Se i poteri del Regio Commissario straordinario fossero durati
+poco tempo--pel solo tempo necessario ad assicurare l'opera del
+ristabilimento materiale dell'ordine--è assai probabile, che sul
+di lui conto non ci sarebbe stato molto da ridire e si sarebbero
+soltanto ricordate le sue benemerenze, siano pure immeritate ed
+immaginarie; ma la durata eccessiva e la estensione stessa dei poteri
+che gli erano stati accordati, fecero sperare, autorizzarono anzi, ad
+aspettare da lui, oltre la repressione, un'opera eminentemente civile
+d'iniziamento, se non altro, di restaurazione morale, di giustizia
+politico-amministrativa, di miglioramento economico della condizione dei
+lavoratori.
+
+ [BIASIMO E DISONORE]
+
+A quest'opera il generale Morra venne meno completamente, e la sua
+azione invece fu talmente diversa da quella che avrebbe potuto e dovuto
+essere, ch'egli ne raccolse larga messe di biasimo e di disonore.
+
+Il giudizio severo non solo viene giustificato dallo esame dei fatti
+imputabili al Commissario, ma sopratutto dal sistema prezioso dei
+paragoni, dal confronto con ciò che persona di grado uguale al suo ha
+dichiarato che avrebbe fatto se fosse rimasto al suo posto; dal
+confronto di ciò che altri ha fatto realmente in analoghe condizioni
+dolorose.
+
+Ciò che si avrebbe dovuto e potuto fare in Sicilia venne detto dal
+generale Corsi, che col comando del XII Corpo di armata trasmise i
+poteri militari al generale Morra.
+
+Certamente non sarò io che troverò tutto da lodare e crederò che possa
+in tutto soddisfare ciò che espone il generale Corsi, in quanto a
+riforme economiche, amministrative, politiche e morali da attuarsi
+immediatamente in Sicilia, (p. 356 e 357): nè dimenticherò che egli,
+conservatore, non vede con simpatia tutto ciò che sa di libertà, e non
+nasconderò che egli ha idee erronee sullo sciopero e sui rapporti
+economici che possono correre tra lavoratori e proprietari e sui modi di
+trasformarli e di migliorarli.
+
+ [IL PROGRAMMA DEL GENERALE CORSI]
+
+Bisogna, però, riconoscere che non ostante i suoi errori e i suoi
+pregiudizî il generale Corsi era animato da uno squisito senso di
+umanità e di equità. Se ne giudichi da questo brano del suo libro, che
+sembra precisamente il programma di azione immediata di un generale
+italiano, munito di poteri straordinarî e mandato in una regione per
+ristabilirvi l'ordine materiale e morale ad un tempo: «La suprema
+autorità militare nell'isola--egli scrive--tutto ben ponderato, aveva
+compreso sin dal primo momento che l'opera sua doveva essere sopratutto
+e in sommo grado _civile_, cioè di pacificazione e concordia tra le
+classi sociali, che gli agitatori (?) traevano a nimicizia. Quei tanti
+ufficiali, che si spandeano pei paesi dovevano essere altamente pacieri,
+apostoli di fratellanza tra genti divise, che si guardavano in cagnesco,
+esigenti gli uni, ripugnanti gli altri; dovevano mantenersi
+rigorosamente neutrali, benigni con tutti, di modo che non sembrasse
+che le truppe fossero adoperate a sostegno degli interessi dei
+possidenti e contro le giuste rivendicazioni dei proletarî.
+
+«Dovevano insomma far la parte, che avrebbero dovuto fare i buoni
+cittadini se avessero saputo, o potuto, o voluto farla.» (_Sicilia_ p.
+366 e 367).
+
+Questi nobili intendimenti del generale Corsi erano conosciuti _in alto_
+e avrebbero dovuto indicarlo come Regio Commissario straordinario, se in
+Sicilia davvero si avesse voluto fare opera civile di pacificazione e di
+giustizia! Si dirà che al Corsi non vennero affidati i pieni poteri,
+precisamente perchè il suo onesto pensiero era conosciuto?
+
+ [IL PROGRAMMA DEL GENERALE MORRA]
+
+Non voglio divagare nel campo delle ipotesi, che potrebbero riuscire di
+disdoro a chicchessia: ma che tale ipotesi abbia qualche fondamento si
+può argomentarlo dalla denunzia--fatta dall'on. Saporito-Ricca--della
+citata circolare dell'antico Comandante del XII Corpo di armata, nella
+quale si prescriveva di non adoperare le armi contro nessuno in nessuna
+occasione. Certo è poi, che il generale Morra adottò e svolse un
+programma del tutto opposto a quello del suo predecessore: programma di
+odio, come per rinfocolare quello grande già esistente: programma
+d'iniquità, parteggiando per i proprietarî e per le classi dirigenti
+contro i lavoratori.
+
+ [UN GIUDIZIO DELLA "TRIBUNA"]
+
+Esagero, calunnio? Si ascolti non la mia, ma la voce del giornale
+ufficioso più autorevole che ci sia in Italia e che nella sua amarezza
+lascia comprendere che se _in alto_ si è soddisfatti dell'opera
+soldatesca del generale Morra, nelle sfere ministeriali, invece si è
+assai malcontenti della sua opera _civile_. «Il paese--dice la
+_Tribuna_--attendeva da lui un principio di pacificazione. Era in
+condizioni di ottenerla. Tutte le vie gli erano aperte: autorità
+altissima, eccezionale, senza opposizioni burocratiche, senza difficoltà
+e opposizioni locali, perchè i Consigli comunali erano o sciolti o in
+sua potestà: con un popolo in parte fatto docile dai suoi soldati, in
+parte dal lato dei proprietari, ancora sotto la paura delle recenti
+ribellioni, il generale Morra poteva mettersi in mezzo, arbitro e
+paciere, e svolgere tutto un programma di trattative e di accordi.
+
+«Hanno detto che il male maggiore della Sicilia era la tirannia dei
+subbaffitti, contro la quale ferocemente i contadini si ribellavano: ed
+egli poteva e doveva andare man mano sui luoghi e istituire Commissioni
+di probiviri e veder di comporre, di accomodare, di migliorare i
+contratti agrari.
+
+«Egli doveva e poteva percorrere l'Isola città per città, paese per
+paese, studiare le ragioni particolari di avversione, di opposizione, le
+cagioni dalle quali le ribellioni, gli incendi, le uccisioni erano
+scaturite, e udire, e prendere consigli e rimediarvi e provvedere.
+
+«Era questa opera nobile e santa.»
+
+ * * * * *
+
+«L'ha compiuta; ha tentato neppure di compierla il generale-dittatore?
+
+«Imponiamoci, guardando alle cose siciliane, una doverosa serenità;
+facciamo un bilancio spassionato delle condizioni dell'isola.
+
+«L'ordine è ristabilito in Sicilia; era difficile ottenerlo senza che la
+libertà dovesse coprirsi d'un velo.
+
+ * * * * *
+
+«Ma la questione siciliana non era soltanto contenuta in questa semplice
+enunciazione: ristabilire l'ordine materialmente.
+
+«Conveniva e conviene rimuovere le cause dei tumulti siciliani, le quali
+ormai sono note; conveniva e conviene migliorare le condizioni dei
+lavoratori siciliani.
+
+ * * * * *
+
+«Ma questo è avvenuto, che come il generale Morra si è manifestato
+impari alla missione che gli era stata affidata, così questa legge dei
+latifondi siciliani è rimasta indiscussa per la chiusura della Camera.
+
+«E la questione della tranquillità pubblica in Sicilia è rimasta risolta
+solamente a mezzo.
+
+«L'ordine regna in Sicilia, ma un po' come a Varsavia. Le popolazioni
+sono quiete, ma attendono ancora che siano mantenute le promesse del
+Governo intorno al miglioramento delle condizioni dei contadini.» (n.
+194, 15 luglio 1894).
+
+ [MORRA NON VOLLE FARE]
+
+Ho voluto riprodurre quasi integralmente questo giudizio, che venendo da
+un giornale tanto temperato e quasi assiduamente laudatore del governo
+di Francesco Crispi, (assai lodato nello stesso articolo) non può essere
+menomamente sospettato di partigiana avversione contro il generale Morra
+e riesce perciò assolutamente caratteristico. E il generale Morra va
+tanto più severamente biasimato per quello che non ha fatto, in quanto
+che i poteri veramente straordinarî che gli vennero accordati e dei
+quali usò ed abusò, sconfinarono sino ad assumere facoltà
+legislative--come venne rilevato, con parole severe di biasimo, dal
+Prof. Brusa (_Della giustizia_ ecc. p. 14).
+
+Egli _molto_ poteva, e _se nulla_ fece, segno è che non volle o non
+seppe fare. E in quanto al saper fare, si avverta che consigli opportuni
+e suggerimenti adatti alle circostanze del momento, richiesti o
+spontanei, non gli mancarono: dunque non volle!
+
+L'opera _civile_ del generale Morra dissi che risulta veramente
+deplorevole non solo dal confronto col programma del generale Corsi e
+dalle deluse speranze su ciò che si poteva attenderne; ma anche e
+sopratutto dal paragone con ciò che ha fatto il generale Heusch in
+Lunigiana in condizioni analoghe e con poteri uguali.
+
+ [UN PARAGONE DI CAVALLOTTI]
+
+Questo paragone venne fatto, con quello squisito senso artistico che gli
+è proprio, dall'on. Cavallotti: il quale nella tornata del 25 maggio
+della Camera dei Deputati, in mezzo alla più viva attenzione dei suoi
+colleghi al seguente richiamo del _Presidente_:--«Onorevole Cavallotti,
+le ripeto di moderare le sue parole. Ella fa requisitorie che non hanno
+ragione d'essere, e stabilisce coincidenze che proprio non hanno
+fondamento.»--
+
+Rispose:
+
+«Io non faccio requisitorie, racconto fatti, e non ne parlerei se essi
+non fossero come il commento di tutta l'opera del generale Morra, troppo
+diversa da quella del suo collega della Lunigiana. A me, di cui non può
+essere sospetta la parola; a me, che ritengo illegittimi, perchè non
+conferiti da nessuna legge i poteri di entrambi i commissarî
+straordinarî, a me è debito di giustizia, d'altronde già resa dal
+sentimento pubblico, il riconoscere tra i due la differenza che passa
+tra chi non si è reso nessun conto del suo mandato e chi, soldato di
+cuore, investito di dolorosa consegna ha saputo dal male cavare un bene,
+e profittarne per fare opera di cuore. Invece di farsi compatire coi
+decreti allegri sulla proroga delle cambiali, invece di appartarsi dal
+paese e dalla vita delle classi popolari, invece di passare tutti i
+santi giorni nei salotti dell'aristocrazia a far la vita galante e il
+cicisbeo alle signore».... Qui il Presidente interrompe con un nuovo
+richiamo.
+
+--«Eh, onorevole Presidente--continua il Cavallotti--ci vuol altro che
+richiami! Io vengo da Palermo, dove le son cose notorie, e dove ho
+raccolto informazioni d'ogni parte, nelle classi più diverse della
+città. Invece di segregarsi dal popolo, invece di mettersi a parte da
+tutto il resto della vita cittadina, il generale Heusch capì che là dove
+ei recavasi erano cause di malessere che non si curano con anni di
+galera, capì che il suo posto era fra il popolo, fra operai e padroni,
+fra minatori e proprietari di cave; entrò nelle case e nei tugurî,
+visitò, studiando, ogni angolo della provincia, portò da una classe
+all'altra parole di conciliazione e di pace. Ecco perchè egli lascia
+circondato di simpatie e di rispetto la terra a cui il suo giungere non
+fu lieto.
+
+«Il generale Morra s'illude molto se crede di avere salvato, coll'opera
+sua la Sicilia.
+
+«A me basta notare che quando a certe opere si vogliono chiamare soldati
+si debbono chiamare almeno soldati che abbiano fatta veramente la loro
+carriera nell'esercito, vissuto la vera vita militare, assorbitene le
+rare e maschie virtù. E per opera come quella che in Sicilia
+richiedevasi, ci voleva un uomo che avesse mente e cuore per intenderla.
+Ecco perchè, concludo, dei due commissari, uno lascia ricordi benedetti
+da cuori italiani, sull'altro rimane la responsabilità dei mali che non
+seppe curare, degli odii e dei rancori profondi che egli lascia dietro
+di sè.»
+
+ [MORRA CONTRO SE STESSO]
+
+E pur troppo non è questo il solo confronto che fa torto al Generale
+Morra: l'Italia nova dovrà ricordare con vergogna che un Satriano,
+domata la rivoluzione nel 1849, promulgò poco dopo editti contro l'usura
+e per il censimento dei demanî comunali e dei beni degli enti morali.
+Ciò che fece un proconsole borbonico non volle fare l'inviato
+dall'organizzatore principale della spedizione dei Mille. E ciò che
+avrebbe dovuto e potuto fare--con feroce ironia contro sè stesso--lo
+dice il generale Morra nella sua circolare del 12 Agosto ai Prefetti
+della Sicilia, nello annunziare la cessazione dello Stato d'assedio.
+
+Gl'Italiani e la storia sono e saranno inesorabili verso il generale
+Morra, non solo per quello che non ha fatto, ma ancora e di più per
+quello che fece, poco, sì, ma cattivo assai.
+
+Date le cause dei tumulti di Sicilia, s'intende che chi voleva fare opra
+degna di lode e duratura doveva porre ogni suo studio nella loro
+eliminazione e nella riparazione.
+
+Si sa che in Sicilia sono pessimi i rapporti tra capitale e lavoro, tra
+proprietarî e proletarî, e che ai lavoratori poca parte si concede di
+quello che a loro spetterebbe. I lavoratori a migliorare la loro misera
+condizione stimolati più dal bisogno impellente che dal giusto
+apprezzamento dei vantaggi che possono venire dalla _cooperazione_, in
+qualche luogo si erano riuniti in _cooperative di consumo_, sottraendosi
+ai gravosi ed esosi balzelli sui consumi nell'applicazione dei quali le
+classi dirigenti posero tutta la loro buona volontà per mostrarsi
+inique. Orbene, chi lo crederebbe? Il generale Morra non solo dispiega
+il suo furore reazionario contro gli odiati _Fasci dei lavoratori_ e
+contro i sodalizî, che facevano della politica democratica, ma se la
+prende anche con quelle _cooperative di consumo_, che egli avrebbe
+dovuto promuovere con ogni sforzo, se non in nome di un alto senso
+politico, almeno sotto l'impulso di un cuore un po' umano.
+
+ [USURPAZIONI INDECENTI]
+
+Nell'odio suo contro i _Fasci_ arrivò a permettere ed a lasciare
+impunite le usurpazioni indecenti e lo sperpero di ciò che apparteneva
+ai poveri lavoratori. Così a Mazzara del Vallo gli agenti della
+questura--dopo un mese dallo scioglimento volontario del _Fascio_--vanno
+a perquisire le case dei socî, che in seguito ad indicazione del
+Consiglio direttivo, erano in possesso dei mobili del disciolto
+sodalizio e li sequestrano indebitamente e, più disonestamente, prima
+li adibiscono ad uso della polizia, del municipio e dei soldati, e
+poscia li vendono all'asta e si arbitrano distribuirne l'irrisoria somma
+ricavatane, non ai loro legittimi proprietarî, i socî del Fascio, ma ai
+poveri del paese.
+
+I poveri contadini di Caltavuturo non sanno ancora come fu impiegata la
+meschina somma ricavata dalla vendita all'asta dei mobili del _Fascio_
+fatta da un delegato di Pubblica Sicurezza.
+
+ [PERSECUZIONI CONTRO LE COOPERATIVE DI CONSUMO]
+
+Da quest'odio ingiustificabile contro tutto ciò che ha relazione coi
+_Fasci_ e che si traduce talora, come a Mazzara, in danno economico dei
+lavoratori, ne derivò anche la persecuzione contro le _cooperative di
+Consumo_.
+
+Una ce n'era a Campobello di Licata, e che si era costituita con grande
+stento, riunendo i magrissimi risparmi dei poveri lavoratori, e che
+riusciva invisa oltremodo ai maggiorenti del paese--e si dice anche, per
+loschi motivi personali. Appena proclamato lo stato di assedio venne
+disciolta e si sequestrarono.... il pane, il vino, l'olio, la pasta.
+L'inaudita violenza sarebbe stata completa se, come qualcuno voleva,
+quei generi fossero stati lasciati a muffire ed a guastarsi in un
+qualsiasi locale; e si deve all'intervento di un bravo capitano di
+fanteria se questi nuovi e strani sostituti della dinamite furono
+consegnati ad un giovane egregio, il Catanzaro, che li ha venduti e ne
+ha depositato l'equivalente in una cassa di risparmio.
+
+I fatti di Campobello ebbero una coda dolorosa: il pretore, Annibale
+Mattioli, mosso a pietà dalla condizione dei lavoratori e dai soprusi
+che subivano, rivelò il suo pensiero nel casino dei cosiddetti
+_civili_. Non lo avesse fatto: fu telegraficamente traslocato come
+sobillatore.
+
+Pregai il generale Morra perchè volesse consentire la ricostituzione
+della _cooperativa_, che riusciva utilissima ai lavoratori; denunziai il
+provvedimento impolitico ed inumano alla Camera; ma ebbi in risposta, e
+dal primo e da chi si eresse a suo difensore in Parlamento, l'on.
+Filì-Astolfone, che non si poteva perchè la _Cooperativa di consumo_ di
+Campobello era una dipendenza del _Fascio_ locale.
+
+ [PER GLI OPPRESSORI, CONTRO GLI OPPRESSI]
+
+Questo motivo, per quanto balordo, non era però che un mendace pretesto;
+infatti anche dove la _Cooperativa_ preesisteva al _Fascio_ e non era
+connessa al medesimo la sua sorte non fu diversa. A Caltavuturo la
+_Cooperativa_ sorse nel 1890 ed era consolidata e prospera nel 1893
+quando, in seguito all'eccidio del gennaio vi si costituì il _Fascio_.
+La _cooperativa_ riusciva assai giovevole ai miseri contadini ed era
+perciò antipatica ai _galantuomini_; perciò il generale Morra si
+affrettò a discioglierla per dare soddisfazione, come sempre, agli
+oppressori contro gli oppressi.
+
+I contadini ripetutamente si rivolsero a me per ottenere una giusta
+riparazione, ed io alla mia volta ne scongiurai amici e congiunti
+dell'on. Crispi--reputando oramai inutile rivolgermi al Regio
+Commissario--ed un provvedimento, ad onore del vero, non tardò. Ma qual
+provvedimento! venne promossa la liquidazione giudiziaria della
+innocente ed odiata _cooperativa_ di Caltavuturo...
+
+Ancora. La miseria è grande in Chiaramonte Gulfi--che ho dovuto
+ricordare per il numero considerevole delle vendite d'immobili all'asta
+pubblica nello interesse e ad istanza del fisco--i lavoratori credono
+poterla diminuire costituendosi in _Cooperativa di consumo_
+conformandosi alle più rigide prescrizioni delle leggi vigenti.
+
+Lo statuto viene redatto, e ad evitare ogni sorta d'inciampi si
+rivolgono al sottoprefetto di Modica chiedendo il permesso per la
+riunione dei socî. Con sorpresa mista ad indignazione i lavoratori
+appresero dal Sindaco che il sottoprefetto in data 18 luglio gli aveva
+scritto non poter consentire alla domanda «perchè vigendo tuttora
+l'editto del R. Commissario straordinario per la Sicilia, che sospende
+il diritto di riunione e di associazione, non potevasi autorizzare la
+riunione dei socî della _cooperativa_...»
+
+ [PROPONIMENTO SISTEMATICO]
+
+Non è dunque evidente nel generale Morra il sistematico proponimento di
+avversare tutto ciò, che può mirare, negli stretti limiti della legge,
+al miglioramento economico dei lavoratori? Probabilmente, se egli lo
+potesse, metterebbe agli arresti di rigore il generale Heusch, che in
+Lunigiana da Regio Commissario si è fatto promotore di una _Cassa di
+soccorso e pensioni degli operai invalidi_--uno scandalo!--che gli ha
+procurato gli elogi calorosi del più antico e instancabile sostenitore
+della _cooperazione_; ma il generale Heusch, come scrisse l'on. Prof. L.
+Luzzatti, «ha asserita la responsabilità morale e sociale della
+ricchezza e della coltura e la legge di solidarietà, che le collega nel
+bene come nel male alla miseria e all'ignoranza;... ha seminato l'amore
+e raccolto la previdenza; ha raccolto fiore che raramente spunta dallo
+Stato d'assedio, persino la riconoscenza, poichè il lavoro non è
+ingrato quando il capitale non è implacabile» mentre il generale Morra
+ha seminato l'odio ed ha ribadito l'oppressione...
+
+ [GLI EDITTI FAMOSI]
+
+In Sicilia, si sa, non si soffre soltanto in basso: soffre anche il
+commercio, come soffre la piccola e media proprietà. Il generale Morra,
+previdente e provvidente, si commosse pel primo e gli assestò un colpo
+per stramazzarlo a terra, ferendolo nella parte più vulnerabile--il
+credito--coi suoi famosi editti sulle cambiali, riusciti un capolavoro
+d'ignoranza giuridica e di sovvertimento, deplorevoli pel contenuto, e
+stranamente sibillini nella forma, tanto da esigere a pochi giorni di
+distanza il commento straordinario dello stesso straordinario loro
+autore. Il Commercio serio ed onesto, sdegnato, protestò pel non
+richiesto editto; solo qualche giuocatore di _baccarat_, che discende da
+magnanimi lombi, invece avrà potuto attestare al Regio Commissario la
+propria riconoscenza. Il Commercio onesto e serio avrebbe potuto
+giovarsi dalla rimozione di alcune stupide pastoie postegli collo Stato
+di assedio e il generale Morra non fu sordo alle sue preghiere: dopo sei
+mesi si accorse che l'Italia non correva alcun pericolo consentendo ai
+negozianti la trasmissione dei telegrammi in linguaggio convenzionale.
+Sia lode a lui!
+
+C'era un campo in Sicilia in cui si avrebbe potuto mietere allori in
+gran copia da chi si fosse proposto di fare opera di sincera
+riparazione: quello delle amministrazioni comunali. La circolare che nei
+primi giorni della sua dittatura emanò il Regio Commissario fece sperare
+che egli si sarebbe messo sulla buona strada, poichè nella medesima si
+davano norme e criterî retti per la revisione dei bilanci e dei tributi
+comunali, affinchè gli uni e gli altri commisurati ai mezzi disponibili
+rispondessero all'interesse generale delle popolazioni. E ciò che si
+avrebbe potuto e dovuto fare ha ripetuto nella citata circolare del 12
+agosto.
+
+ [LA PIÙ DEPLOREVOLE DELLE IPOCRISIE]
+
+La circolare giustificò i moti siciliani e li spiegò, senza bisogno di
+ricorrere ai sobillatori e alle cospirazioni alla Gaborieau; e fece di
+più: insegnò che le intenzioni buone, senza i fatti corrispondenti,
+costituiscono la più deplorevole delle ipocrisie. E i fatti non potevano
+essere più inconsultamente scellerati.
+
+Ecco la ragione del severo giudizio:
+
+Dalla circolare del generale Morra di Lavriano, da accenni e telegrammi
+dell'on. Crispi, dai telegrammi dei Prefetti e sotto prefetti nei
+momenti del pericolo e quando in Sicilia non c'erano ancora truppe a
+sufficienza, emerge che il Presidente del Consiglio e il Regio
+Commissario Straordinario, che il governo insomma, in alto e in basso,
+riconosceva ciò che deputati e pubblicisti avevano denunziato, e cioè:
+che la causa determinante dei moti di Sicilia doveva riconoscersi nella
+partigiana, dissennata e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati
+da anni a consorterie locali che ne usavano ed abusavano in tutti i modi
+sotto l'egida dei Prefetti, ed anche di deputati, ai quali in
+contraccambio delle protezioni accordate rendevano con zelo servizî
+polizieschi ed elettorali.
+
+Un governo perfettamente conscio di tale stato di cose, che avrebbe
+dovuto fare immediatamente, fulmineamente? Tener conto della indicazione
+causale, provvedendo al sintomo più minaccioso e più doloroso: dare
+addosso alle camorre locali, alle mafie amministrative, disoneste e
+prepotenti!
+
+ [UNA COSA ... INVEROSIMILE]
+
+Ebbene, il governo italiano ha fatto cosa che sembrerà in appresso
+inverosimile, impossibile e che è rigorosamente vera: ha messo la sua
+fiducia in quelle consorterie, che avrebbe dovuto punire; dove non c'è
+delegato di pubblica sicurezza ne ha lasciato la funzione ai sindaci
+malvisti e che si sanno odiati; e sindaci ed assessori hanno consigliato
+e fatto eseguire gli arresti dai carabinieri e dalle truppe ai loro
+ordini; essi, proprio essi! hanno imbastito processi mostruosi di cui
+per un pezzo si dovrà vergognare l'Italia; e per loro suggerimento sono
+stati deportati giovani d'illibata condotta, rei soltanto di avere
+militato nelle fila della opposizione amministrativa e di avere svelato
+le turpitudini commesse dai feudatari municipali. Così, coloro che
+avrebbero dovuto essere puniti, coloro che si videro minacciati dall'ira
+popolare--ex lege, in mancanza dell'azione punitrice legale--sono stati
+messi in condizione di fare le proprie e spietate vendette sugli
+avversarî accusatori.
+
+E il generale Morra non si contentò di lasciare al loro posto quegli
+amministratori, che avrebbe dovuto punire quale causa vera e diretta dei
+tumulti, ma si rese loro complice, e somministrò loro gli strumenti per
+consolidarsi al potere, fare le proprie vendette e continuare nella
+dilapidazione e nella oppressione dei lavoratori, e dei vinti avversarî.
+
+Qualche Consiglio comunale fu sciolto in sulle prime; e questa parve
+soddisfazione accordata a coloro che avevano protestato in tutti i modi
+e che avevano reclamato l'opera risanatrice di un regio commissario. Ma
+la resipiscenza verso il male non tardò, e dove i regî commissarî
+mostrarono onesti propositi di riparare ai mali furono rimossi o
+costretti a dare le dimissioni, perchè avevano osato disturbare le
+antiche disoneste e prepotenti camerille amministrative.[75]
+
+ [STRAGE DI ELETTORI]
+
+Era noto del pari, che le disoneste camerille locali si mantenevano al
+potere mercè la falsificazione delle liste elettorali, nelle quali
+indebitamente erano iscritti gli amici fedeli, i complici, i dipendenti
+e ne erano cancellati quanti erano in odore di avversarî. Il generale
+Morra volle che tale stato di cose non fosse menomamente modificato.
+Curò, anzi, che s'impedisse qualche levata di scudi da parte degli
+elettori stanchi delle pessime amministrazioni; e dai suoi Commissarî
+straordinarî fece fare più che una decimazione, una vera strage di
+elettori di parte popolare, e chiamati sobillatori.
+
+La strage fu parziale da principio, e limitata alle località nelle quali
+era avvenuto lo scioglimento del Consiglio Comunale e dove si sapeva che
+i sobillatori avevano grande seguito.
+
+ [UN PROFESSORE DICHIARATO ANALFABETA]
+
+Così a Piana dei Greci fu mandato quel regio Commissario, che si rese
+celebre a Misilmeri e di cui si occupò l'on. Comandini nel _Corriere
+della Sera_, il quale cancellò 527 elettori dalla lista, radiando come
+analfabeta, a quanto si dice, anche un Professore di lettere in un Regio
+Ginnasio di Palermo!
+
+Poscia la misura divenne generale coll'invio dei Commissarî speciali per
+la revisione delle liste elettorali; commissarî che spiegarono a
+preferenza la loro azione dove democratici e socialisti preponderavano.
+In tal guisa a Catania, patria e collegio dell'on. De Felice, si
+cancellano _cinquemila_ elettori sopra _novemila_ iscritti: cifra
+quest'ultima niente affatto esagerata per una città di oltre centomila
+abitanti; mentre nelle cittadelle dei conservatori--Aci Reale, Bronte,
+Castelvetrano, ecc., ecc.--gli elettori oltrepassavano ogni misura;
+arrivavano anche ai 25 e al 30 per cento della popolazione, quanti non
+avrebbero potuto essere col suffragio universale; mentre a Catania
+vennero cancellati dalle liste elettorali professori di Università,
+medici, ingegneri, avvocati, proprietarî... E la censura sapientissima
+non tollerò che la mostruosa _epurazione_, come veniva chiamata, fosse
+denunziata e discussa in pubblico.[76]
+
+Con questi savi provvedimenti il generale Morra avrà pensato di riparare
+alle malversazioni, alle corruzioni elettorali, alle ingiuste
+ripartizioni dei tributi, a tutti i mali delle amministrazioni locali
+denunziati e non contraddetti nè in Parlamento nè fuori.
+
+ [UN INDIRIZZO PROTESTA...]
+
+Certo è che egli ne ha annunziati e disciplinati non pochi; e tanto ha
+disciplinati alcuni municipî, che alcuni si sono fatti spontanei
+iniziatori della sottoscrizione di un indirizzo--che suona protesta
+contro le irriverenti parole pronunziate dal Cavallotti nella Camera dei
+deputati--proclamante la benemerenza del generale Morra di Lavriano e
+della Montà per la sua opera civile di rigenerazione nella desolata
+Sicilia!
+
+Quest'opera civile poteva rimanere incompleta se non si pensava alla
+base: alla coltura cioè, e alla educazione. In Sicilia il numero degli
+analfabeti era ed è grandissimo, quale in nessun'altra nazione civile di
+Europa; ebbene, si rimedia assecondando le aspirazioni dei grandi
+proprietarî della sala Ragona, che acclamarono alla proposta di
+sopprimere la istruzione obbligatoria; incoraggiando quel bravo
+consigliere di Prefettura, che in Mazzarino proclamò che il dogma della
+nuova Italia da ora in poi dovrebbe essere quello della _ignoranza
+obbligatoria_ ed in conformità chiudendo tutte le scuole, ch'erano state
+scandalosamente aperte dai _Fasci_, tanto deleterie pei lavoratori
+quanto le _cooperative di consumo_.
+
+Il libero insegnamento scientifico è uno scandalo e il generale Morra
+chiama nel suo ufficio due professori della Università di
+Palermo--Schiattarella e Salvioli--e fa loro intendere e si fa
+promettere che nelle lezioni non ci doveva entrare la sobillazione, se
+no... Si sa che un poco di domicilio coatto fortifica lo spirito e
+prepara nobilmente ad impartire una scienza sana _ad usum delphini_, a
+base di catechismo e di cristianesimo annacquato e corretto, di completo
+gradimento di Monsignor Celesia e degli altri vescovi, che generosamente
+si scagliarono contro i socialisti relegati, processati, imprigionati!
+
+ [EQUANIMITÀ E DELICATEZZA DEL MORRA]
+
+La mente eletta e l'animo nobile del generale Morra non si rivelarono
+soltanto nelle cennate circostanze e nei modi summenzionati; altre
+occasioni egli ebbe di mettere in evidenza la equanimità, la delicatezza
+dei sentimenti, il tatto squisito. Il premuroso sindaco di Catanzaro
+manda--_spontaneamente_ s'intende--un telegramma al colonnello Giussani
+Presidente del Tribunale militare, in difesa del Questore Lucchese e in
+danno di De Felice e C.?
+
+E il generale Morra lo lascia pervenire al suo indirizzo. Da Catanzaro
+mandano poco dopo un telegramma al _Giornale di Sicilia_, che dà notizia
+delle proteste del Consiglio Comunale contro l'operato del sindaco, e
+che gioverebbe agli stessi accusati? E il generale Morra si affretta a
+sequestrarlo. Ciò per la equanimità.
+
+Quanto al tatto squisito, il generale Morra distribuisce lodi e dà
+banchetti in quali occasioni e per quali motivi? Lasciamolo dire a
+Felice Cavallotti.
+
+ [LA PAROLA DI CAVALLOTTI]
+
+Il generale Morra «è l'autore di quel saluto di congedo agli ufficiali
+in partenza, che dopo avere nell'isola, tra dolorosi frangenti, mostrato
+pur cuore di soldati italiani, mentre partivano pensosi ed afflitti
+delle cose vedute, si udirono in un discorso gonfio di rettorica vanesia
+decretare allori da essi nè bramati nè sognati nè chiesti, i tristi
+allori della guerra civile, come tornassero da Filippi o da Farsaglia.
+
+Di più: «il giorno che nell'aula di un tribunale si domandano 23 anni di
+galera, per delitto di lesa patria, contro un deputato italiano, fino a
+ieri circondato dall'aura popolare, rappresentante di una illustre
+città, onorato della fiducia di due collegi dell'isola sua... il giorno
+che tanti anni di galera si domandano contro un deputato e contro altri
+cittadini italiani, alle cui virtù morali e civili lo stesso
+rappresentante, non dirò della legge, che non lo è, ma dell'accusa, ha
+dovuto rendere omaggio, è sempre un giorno doloroso per chiunque abbia
+cuore italiano, per chiunque abbia senso di gentilezza italiana.
+
+«Ebbene, è deplorevole che questo sentimento elementare non sia stato
+capito dal signor generale Morra di Lavriano, il quale ha creduto
+delicato, opportuno, gentile, scegliere proprio il giorno, in cui si
+pronunziava quella enorme requisitoria... (_Interruzioni_) per indire,
+proprio in quel giorno, in via eccezionale un solenne festoso banchetto
+ai notabili e all'alta società di Palermo. (_Rumori_). Io mi domando a
+quale altro generale che non fosse il generale Morra di Lavriano sarebbe
+venuta in mente un'idea così peregrina, coprendo un ufficio che per la
+sua stessa anomalia di fronte alla legge esigeva per lo meno un tatto
+squisito, e in un momento nel quale la pacificazione degli animi è il
+bisogno supremo dell'isola.
+
+«Io nato in Milano, sotto il _felice_ governo di Casa d'Asburgo, ben so
+che i generali austriaci sceglievano i giorni delle condanne di patrioti
+per indire feste e banchetti, a provocazione e sfida del sentimento
+cittadino. E se mal non ricordo, devo aver letto in un bellissimo libro
+del deputato Bufardeci, qui a me vicino, libro scaldato da quella fiamma
+giovanile che pare oggi essersi riconcentrata nell'animo dei vecchi, che
+il maresciallo Del Carretto sceglieva il giorno della esecuzione di
+Mario Adorno e del suo figlio giovanetto in Siracusa per celebrare
+l'eccidio con una festa da ballo. Ma è deplorevole che, dopo 34 anni che
+l'Italia fu redenta, reminiscenze e confronti simili si ridestino da
+generali italiani!»
+
+ [MORRA CONTRO MARIA DE FELICE]
+
+E chi infine oserebbe mettere in dubbio la delicatezza dei sentimenti
+del Generale Morra di Lavriano e della Montà, che all'indomani della
+sentenza che manda l'on. De Felice per _diciotto_ anni nella reclusione,
+espelle da Palermo la gentile Maria, colpevole di non sapere nascondere
+il cordoglio ineffabile per la condanna del padre e di destare la
+simpatica commiserazione in una cittadinanza cavalleresca e pietosa?
+
+Un ultimo accenno all'opera _civile_ del generale Morra.
+
+ [UNA MANOVRA DEI REAZIONARII]
+
+Perchè essa fosse riuscita proficua, opportuna, apprezzata sarebbe stato
+necessario che egli avesse percorso la Sicilia, per conoscerne _de visu_
+i mali, che egli avesse avvicinato i sofferenti e gli oppressi ed avesse
+ascoltato dalla loro viva voce i reclami e le proteste, che si fosse
+frammischiato col popolo e col popolo avesse vissuto. Il Generale Heusch
+gli dette l'esempio in Lunigiana di ciò che avrebbe dovuto fare; ed
+anche qualche suo subordinato, il simpatico colonnello Pittaluga, gli
+additò la via da battere. Ma tali esempî non erano degni di lui; egli
+invece di visitare i tugurî, di informarsi delle sofferenze del popolo,
+di studiarne le cause, preferì passare da una casa principesca
+all'altra, da questa a quell'altra villa per gradire banchetti lauti,
+per assistere a sfarzose _soirèes_, che riuscivano un insulto alla
+miseria grande delle moltitudini: insomma tutto fece meno che muoversi
+da Palermo e adempire il proprio dovere.
+
+Principi, marchesi e baroni si tennero onorati delle visite dell'ospite
+eminente e vollero mostrarsi riconoscenti: cospirarono--è la parola
+adatta--per fargli concedere la cittadinanza onoraria di Palermo; ma la
+città di Palermo, giammai vile e servile, sventò la indecorosa manovra,
+e colla sua attitudine impose il rispetto che si doveva ad un paese che
+tale onorificenza solo a Garibaldi ha voluto concedere.
+
+Solo per un momento il Morra vuol rendersi popolare e va al Foro italico
+per assistere... alla benedizione delle capre!
+
+Finalmente esce da Palermo, dove si godette i suoi veri ozî di Capua, e
+va a fare la sua visita di congedo alla Sicilia. Va e passa in rassegna
+le truppe per informarsi, forse, se le cartucce sono sufficienti e se i
+fucili sono pronti per ripetere la cura del piombo al popolo. Vero è che
+egli raccoglie ciò che merita: accoglienze strettamente e glacialmente
+ufficiali dai suoi dipendenti, talvolta urli e fischi dagli imperterriti
+Gavroche isolani, che non sanno valutare e temere abbastanza i benefizî
+e i pericoli dello Stato di assedio: ma in compenso lo conforta il
+brindisi laudatorio dell'on. Marchese di San Giuliano...
+
+Il generale Morra lasciando l'Isola, nella sua circolare ai prefetti,
+osò scrivere questo periodo sbalorditoio, ch'è meritevole di essere
+tramandato ai posteri, come l'indice più esatto della sua incoscienza:
+«Durante questo periodo eccezionale _sprezzando fatiche e disagi_ mi
+sono dedicato con vero affetto alla non facile impresa della
+pacificazione degli animi per varie cause eccitati, e allo studio arduo
+dei principali bisogni delle popolazioni siciliane....»
+
+ [IL RESPONSABILE DELL'OPERA DI MORRA]
+
+E l'ironia amara per quest'opera _incivile_ del Regio Commissario
+straordinario in Sicilia potrebbe continuare, se non fosse tempo di
+ricordare che di quest'opera sua c'è chi è direttamente e politicamente
+responsabile di fronte al paese: l'on. Crispi.
+
+Si mentirebbe e si calunnierebbe il Presidente del Consiglio dei
+ministri se si dicesse che egli sia rimasto contento e soddisfatto del
+modo come il generale Morra ha adempiuto alla delicatissima e grave
+missione affidatagli. Si assicura che egli si sia accorto in tempo della
+cattiva scelta fatta e che non abbia nascosto il suo malumore. Un
+sintomo del suo malumore si volle scorgere nella insolita fiacchezza
+colla quale difese egli nella Camera dei deputati il regio Commissario
+dagli attacchi dell'on. Cavallotti.[77]
+
+ [PIÙ VEROSIMILMENTE...]
+
+Ma se l'on. Crispi si accorse in tempo che il Generale Morra non
+rispondeva alle esigenze imperiose della difficile situazione, perchè
+non lo rimosse dall'ufficio? Forse temette di attentare alla reputazione
+della propria infallibilità? Più verosimilmente ubbidì ad ordini che
+vennero dall'alto protettore del Morra. Nell'uno e nell'altro caso sul
+capo del governo che scelse un uomo inadatto al compito e lo mantenne,
+quando si manifestò tale apertamente, ricade la responsabilità intera
+dell'errore commesso. In un modo solo potrebbe farselo perdonare:
+disfacendo l'opera del generale Morra e cominciando dalla pacificazione
+degli animi, che non potrà iniziarsi efficacemente se non coll'amnistia:
+amnistia, suggerita dalla suprema Corte di Cassazione, e moralmente
+necessaria ai giudici anzichè ai condannati.
+
+
+NOTE:
+
+[75] In Palermo fece rumore il caso di Parco. L'amministrazione fu
+sciolta perchè furono dimostrate fondate le accuse portate contro di
+essa dal _Fascio_. Vi fu mandato come regio Commissario il sig.
+Benedetto Carrozza, che conoscendo i fatti cercò riparare al dissesto
+economico e ai disordini amministrativi; ma i rei seppero ingraziarsi il
+generale Morra, e il regio Commissario di Parco si dimise, per
+provvedere al proprio decoro e forse anche alla propria libertà: venne
+indicato come sobillatore!
+
+[76] Il caso di Catania fu portato alla Camera dei Deputati. Conservo
+relativamente ad essa un articolo che voleva pubblicarsi in un giornale
+locale--e di cui fu vietata la pubblicazione,--come il documento più
+prezioso dello sconfinato e brutale arbitrio della censura preventiva.
+Ogni cartella dell'articolo, in cui non c'è una sola parola
+incriminabile e men che rispettosa verso le autorità, porta il _veto_
+del Capo di Gabinetto della Prefettura sig. De Francisci.
+
+[77] Il _Corriere dell'Isola_ di Palermo, organo dei conservatori e che
+rispecchiava le tendenze dell'_entourage_ aristocratico del generale
+Morra, scrisse in quella occasione un fierissimo articolo contro l'on.
+Crispi. Ad onore del vero si deve aggiungere che il numero in cui fu
+pubblicato venne sequestrato per ordine dello stesso generale, che
+certamente si sarà ricordato del: _surtout pas trop de zèle_!
+
+
+
+
+XXIV
+
+LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE
+
+
+Se questo libro non dovesse essere che la esposizione cronologica degli
+avvenimenti, più volte avrei dovuto accennare alla discussione
+parlamentare; ma poichè ho invece preferito raggruppare i fatti
+logicamente e metterli in connessione colle loro cause, facendoli
+seguire dai commenti che mi sono parsi opportuni, ho raccolto in unico
+capitolo tutto ciò che riguarda la discussione degli avvenimenti a
+Montecitorio; perchè in quelle discussioni c'è appunto il riassunto
+degli avvenimenti, della esposizione delle loro cause, e delle
+considerazioni fatte sugli uni e sulle altre, della responsabilità del
+governo, della utilità e convenienza della sua azione.
+
+I giudizî emessi in Parlamento dànno la più esplicita sanzione a quanto
+sinora è stato esposto e servono di opportuna conclusione alla
+precedente narrazione ed ai relativi commenti.
+
+ [UN CONSENSO AMMIREVOLE]
+
+Quali le cause intime e reali dei moti di Sicilia? Su questo argomento
+ci fu un consenso ammirevole di parere tra gli oratori delle varie
+parti della Camera, che non potè essere menomato dal dissenso di
+pochissimi deputati, e che verrà lumeggiato in ultimo.
+
+Prima tra le cause venne indicato il forte e rapido disagio economico.
+Si comprende che su di esso abbia insistito un socialista come il
+Badaloni, che opportunamente ricorda che le stesse cause economiche, le
+quali--secondo Massari, Castagnola e Villari--produssero il
+brigantaggio, cagionarono i moti di Sicilia. Egli con sintesi mirabile
+espose le risultanze della _Inchiesta agraria_--il cui volume sulla
+Sicilia porta, come si sa, la firma dell'on. Damiani--e secondo la quale
+nell'isola le classi lavoratrici hanno un _impronta comune di miseria,
+di abbattimento e di patimento_; dove invano si cerca un ceto agricolo,
+ma si trovano _servi sfruttati sempre, riconosciuti mai_, che per vivere
+sono costretti _a rubare_ ed a vendere l'_onore delle loro figlie e
+delle loro mogli..._
+
+Si comprende del pari che io--che da vero sobillatore, molti anni or
+sono avevo riprodotto questi giudizî del Damiani, dalle forti tinte,--mi
+sia trovato perfettamente di accordo coll'amico carissimo Badaloni; ma
+importa di più il conoscere che il forte disagio economico venne ammesso
+da molti altri, che militano in partiti avversissimi al socialista:
+dall'on. Comandini--che fece due discorsi forti per logica e per
+ricchezza di fatti--all'on. Farina; dall'on. Franchetti all'on. La
+Vaccara; dall'on. Filì Astolfone all'on. Di San Giuliano. Quest'ultimo
+anzi dette in sulla voce all'on. Nasi--i cui singolarissimi giudizî
+troveranno un posto speciale--ed insistette nel dimostrare i danni del
+latifondo, il rapido passaggio dal benessere al disagio economico vivo
+e sentito da tutte le classi e non dai soli lavoratori.
+
+ [ANCHE L'ON. CRISPI!]
+
+Non è meno notevole il consenso sulla pessima amministrazione dei corpi
+locali e sulla iniqua ripartizione dei tributi: ammette questi gravi
+inconvenienti ed efficaci fattori di malcontento lo stesso on. Crispi!
+
+Ricordai, che li aveva messi in evidenza l'onorevole Damiani in una
+intervista col corrispondente del _Lokalanzeiger_ e li riconobbero gli
+onor. Farina, Pinchia e Filì-Astolfone. Ne fece un quadretto verista
+ammirevole l'on. Di Sant'Onofrio, che ricordò essere stato prodotto
+dalle iniquità e dalle prepotenze dei partiti locali il motto popolare,
+che ritiene: _la legge essere fatta solamente per lo sciocco_. Ma fu
+l'on. Di San Giuliano, che anche su questo riguardo col rammarico di
+dissentire dal solito Nasi, somministrò dati importanti sulla prevalenza
+delle relazioni e clientele personali, sull'accanimento delle lotte tra
+i partiti locali, sulla gravezza delle imposte, sulla dissennatezza
+delle spese, sulla falsità delle liste elettorali... E chi più ne ha,
+più ne metta!
+
+I danni enormi del disagio economico e della iniquità e scorrettezza
+delle amministrazioni locali fu dimostrato che venivano aggravati dalla
+imperizia e dalla partigianeria dei funzionarî di ogni grado, che il
+governo ha mandati in Sicilia dal 1860 in poi in punizione o in
+esperimento.
+
+Il male fu più volte denunziato e deplorato; ma i varî ministeri lo
+negarono sempre; il male era reale tanto che venne stigmatizzato in
+questa occasione da un uomo di facile contentatura, qual'è l'onorevole
+La Vaccara, seguito dagli on. Di San Giuliano, Farina e Nicolosi.
+
+Questi, di animo mite e alieno dalla critica contro l'ente governo, fece
+una vera e giusta carica a fondo contro i prefetti, la cui partigianeria
+politica generava un forte disagio morale, che aggravava il disagio
+economico. A notarsi: avendo io accennato ad un funzionario abile e
+intelligente, l'on. Damiani mi fece questa caratteristica interruzione:
+«_Pare impossibile, ma è vero!_»
+
+ [L'ON. COMANDINI]
+
+Chi mise il dito sulla piaga sui funzionari governativi accennando al
+passato prossimo... ed al presente fu l'on. Comandini. Egli nel suo
+discorso del 27 febbraio 1894 disse:
+
+ «Non facciamoci illusioni: la condizione delle provincie siciliane,
+ per ciò che si riferisce agli atti ed alla responsabilità delle
+ autorità governative, non poteva essere peggiore... In Sicilia io
+ ho trovato che negli uomini veramente di ordine era ed è radicata
+ la convinzione che in alcuni comuni, per _fini elettorali_, non
+ sdegnarono alcuni funzionarî del governo di farsi essi autori di
+ circolari e di proclami, che venivano distribuiti ed affissi in
+ pubblico sotto l'intestazione: _Fascio dei lavoratori_.»
+ (_Commenti_).
+
+Coi pieni poteri del generale Morra di Lavriano ci fu un miglioramento?
+Ecco il giudizio, da nessuno contraddetto, dello stesso on. Comandini:
+
+ «Io ho trovato che la fiducia nei funzionari amministrativi era
+ scossa, e quando ho indagato se sua Eccellenza il regio Commissario
+ straordinario si fosse insediato a Palermo con uno speciale
+ gabinetto politico, sapete voi quale Gabinetto politico ho trovato?
+ Ho trovato un Gabinetto composto di un militare e di due civili,
+ perfettissimi gentiluomini, giovani di grande e buona volontà,
+ d'ingegno pronto e di eccellente volontà nel lavoro, ma sorpresi
+ essi stessi dal carico, ch'era stato addossato alle loro spalle, e
+ non timorosi di dire che essi si sentivano contenti di essere
+ stati chiamati a tali funzioni, _perchè imparavano una quantità di
+ cose nuove, che prima essi ignoravano_...»
+
+La Sicilia era, dunque, pel Gabinetto del generale Morra di Lavriano
+_corpus et anima villa_... Ed ora si meravigli chi può della _sapienza_
+degli atti e degli editti del Commissario.
+
+Date queste premesse e assodate queste cause predisponenti si può
+indovinare quale e quanta responsabilità si possa attribuire ai
+socialisti, ai sobillatori, ai _Fasci dei lavoratori_.
+
+Sono essi, che hanno calunniato la borghesia e che hanno generato
+l'_odio di classe_?
+
+Badaloni prende il volume dell'_Inchiesta Agraria_ del Damiani e mostra
+che l'odio di classe è antico e produsse le manifestazioni del 1848 e
+del 1860 di quella popolazione, che lo stesso on. Crispi chiamò _sobria,
+schiava della fame e del lavoro_. Socci, Ferrari, Prampolini ed io,
+ribadimmo l'assunto del Badaloni; lo confermò Franchetti, che disse
+l'antagonismo tra le varie classi sociali antico e fatale. Ma le classi
+dirigenti e la grossa borghesia sono meritevoli di odio? Basta
+rammentare le parole di Crispi, riportate avanti, ch'egli pronunziò a
+Palermo nel 1886, in una riunione di operai...
+
+ [QUEL CHE DICE IL MARCHESE DI SAN GIULIANO]
+
+ [L'AMENITÀ DELL'ON. CASTORINA]
+
+Come la borghesia usò in Sicilia di quella sua onnipotenza? Ecco qua:
+«Il grande proprietario è troppo sovente _fruges consumere natus_, un
+parassita, un ozioso... ma non è (?) uno sfruttatore. I borghesi rurali
+in generale trattano male i contadini; amministrano i comuni con criterî
+d'interessi di classe; sono azzeccagarbugli, usurai... Le classi
+dirigenti non sono all'altezza dei loro doveri...» È forse questo il
+giudizio appassionato di un socialista? No! venne formulato da un loro
+avversario, da un loro persecutore: dall'on. Marchese di San Giuliano il
+giorno 27 febbrajo 1894! E dopo le sue parole, lasciamo che il suo amico
+on. Castorina si diverta, e diverta gli altri, nel difendere la
+borghesia, e nell'affermare che borghesi e lavoratori in Sicilia
+fraternizzano, come nel più idillico dei mondi possibili!
+
+Se i socialisti, i sobillatori, i _Fasci_ non generarono l'odio di
+classe, che trovarono bello e preparato da anni e forse da secoli, non
+può dirsi neppure ch'essi furono gli agenti diretti, determinanti degli
+ultimi moti. Che non lo furono fu sostenuto da Badaloni, da Altobelli,
+da Comandini, da me. L'ottimo Farina si stupì, si meravigliò altamente
+degli on. Nasi e Saporito, che ai _Fasci_ e ai sobillatori li
+attribuirono; ma il loro era naturalmente il parere dell'on. Crispi, che
+fu pure combattuto da uno dei suoi più fedeli amici politici, dall'on.
+Di Sant'Onofrio. Più equanimi vollero mostrarsi gli on. Filì-Astolfone e
+Di San Giuliano che dei moti trovarono la ragione parte nelle cause
+precedentemente esposte e parte nell'azione dei _Fasci_. Il secondo,
+anzi, si espresse in termini, che meritano di essere integralmente
+riprodotti.
+
+ «Per quanto concerne le cause--disse il rappresentante per
+ Catania--voi avrete visto, e dalla discussione fatta qui e da quello
+ che si è detto fuori di quest'aula, che vi sono due tendenze. Gli
+ uni credono che causa unica sia il disagio economico, e specialmente
+ la miseria dei contadini; altri credono che causa unica sia la
+ propaganda dei sovvertitori.»
+
+ «L'onorevole Nasi nel suo discorso di ieri si accostava a
+ quest'ultima opinione. Ora io francamente credo che abbiano
+ contribuito l'una e l'altra causa. Senza il disagio economico e
+ senza il malcontento che ne consegue, la propaganda dei sovvertitori
+ non avrebbe potuto avere gli effetti che ha avuto, e _forse non si
+ sarebbe fatta_. Senza poi la propaganda dei sovvertitori il
+ malcontento non si sarebbe manifestato ora, o si _sarebbe
+ manifestato in altro modo, forse non meno pericoloso_, ma più
+ legale.»
+
+ [DEI "FORSE" ELOQUENTI]
+
+Non è evidente da questi _forse_ dell'on. Di San Giuliano, che i moti si
+sarebbero avuti anche senza i _Fasci_, e in una forma _non meno
+pericolosa_?
+
+Una manifestazione se è più _pericolosa_, dal punto di vista politico,
+non giova che sia più _legale_; ad ogni modo l'on. Paternostro, che
+dell'on. Crispi è amico politico e non è affatto socialista, riconobbe e
+ricordò colla sua lealtà, che il movimento dei _Fasci_ era legalissimo e
+doveva essere rispettato.
+
+Si dirà che i _Fasci_, i sobillatori, i socialisti hanno almeno la
+responsabilità indiretta dei tumulti siciliani, in quanto furono
+determinati o accelerati dalla loro propaganda? E allora a quanti hanno
+predicato e raccomandato la emancipazione o il miglioramento dei
+lavoratori deve assegnarsi buona parte delle responsabilità; e primo fra
+tutti all'on. Crispi, che proprio in Sicilia espose... in pubblici
+discorsi idee poco diverse per il fine cui miravano, di quelle
+propugnate dai socialisti. E gli on. Altobelli e Badaloni con eloquenza
+e con senso vero di opportunità all'on. Crispi ricordarono questi brani
+significanti dei suoi discorsi di deputato e di candidato:
+
+ «Bisogna una volta uscire da cotesto _egoismo borghese_, che ha già
+ sconvolto altre nazioni, o, quel che più monta, ha soffocato nel
+ sangue i reclami del popolo, _volta a volta blandito e tradito_.
+
+ «La questione sociale, se non venga risolta come _dovere_, verrà
+ imposta come necessità.»
+
+ «_Alle plebi manca tutto_, il loro rinascimento comincia da oggi...
+
+ «Bisogna che i lavoratori siano redenti dalla schiavitù della
+ ignoranza, e _dalla schiavitù del capitale_...
+
+ «Bisogna che siano messi nella condizione di avere il denaro
+ necessario, affinchè, volendolo, _possano diventare padroni di un
+ opificio, e che, associati, possano anche essi costituire
+ opifici_...
+
+ «Allora potrete trovare la soluzione del problema, _che il capitale
+ ed il lavoro stiano allo stesso livello, siano nelle stesse
+ condizioni di eguaglianza, e che l'uno non possa comandare
+ sull'altro_, ma si riequilibrino, si rafforzino a vicenda...
+
+ «Noi avremo allora la vera concordia degli animi, avremo costituita
+ quella _unità morale, senza la quale non è possibile che duri
+ l'unità politica del popolo italiano_.
+
+ «Imperocchè fino a quando le _classi sociali_ dureranno distinte
+ per gl'interessi rivali, _e qualche volta l'una tiranna
+ dell'altra_, saremo in continuo pericolo di disordini e conflitto.»
+
+ [CRISPI]
+
+Ora io, dico, i socialisti e i sobillatori quando mai enunziarono
+propositi diversi e più radicali di quelli enunziati dall'on. Crispi in
+Palermo nel 1886? In quanto al metodo per farli trionfare non può
+dimenticarsi che lo stesso on. Crispi pochi anni dopo, proprio alla
+vigilia del movimento dei _Fasci_, telegrafava di _rivoluzione_ come un
+qualunque avventato sobillatore...
+
+ [L'ON. FARINA]
+
+Chi conosceva tutto quanto precede avrebbe dovuto concludere che nei
+moti di Sicilia non c'era stato accordo, non vi era stato intesa, non
+c'era l'intervento della cospirazione; ed alla Camera tale dimostrazione
+venne fatta da Altobelli e da me; e v'insistettero due oratori, che pel
+partito politico in cui militano non possono menomamente essere
+sospettati di tenerezza pei socialisti: l'uno l'on. Emilio Farina con
+quella espressione di sincerità ch'è l'impronta dei suoi discorsi,
+perciò tanto bene accetti a Montecitorio, disse:
+
+ «Non vi furono attacchi contro le caserme, non movimenti
+ simultanei, non danari spesi per suscitarli o sostenerli, ed è
+ perciò che questi movimenti potevano apparire, come disse qualcuno
+ dei colleghi, sfoghi d'ire locali, e non meritare tutti i rigori
+ che sono stati adottati per reprimerli. Le stesse stragi furono
+ motivate, non già da assalti preconcetti contro le truppe; furono
+ le truppe in piccolo numero, che per svincolarsi da folle clamorose
+ che mano mano andavano esaltandosi, fecero uso delle armi, con quel
+ penoso resultato che ognuno sa. La strage stessa commessa sul
+ pretore, non fu un'azione, ma una reazione dopo una strage di
+ popolo.»
+
+L'altro, l'on. Comandini, con l'immancabile e scettica sua ironia, mise
+in ridicolo la cospirazione, e a provare che era un romanzo aggiunse:
+
+ «Io non voglio far perder troppo tempo prezioso alla Camera, ma
+ voglio evocare un curioso ricordo che ho comune con qualche nostro
+ collega.»
+
+ «Nel 1874 si volle scuoprire una pretesa cospirazione repubblicana
+ per la quale furono denunciati, arrestati e processati invano
+ ventotto uomini, parecchi dei quali hanno già seduto ed alcuni
+ seggono ancora in questo Parlamento.»
+
+ «Fra i documenti sequestrati, fu ritenuto uno dei più
+ impressionanti di quella cospirazione una specie di discorso
+ sedizioso che si voleva fosse stato preparato per una riunione di
+ ribelli, e che fu trovato nella tasca di uno degli arrestati.»
+
+ «Per due mesi l'istruttoria si torturò con quello spietato
+ discorso, che poi si verificò non altro essere che un semplice
+ esercizio di traduzione dal latino in italiano di un'orazione di
+ Catilina tratta dalla _Congiura di Catilina_ di Sallustio
+ (_Ilarità_).»
+
+ «Ella, onorevole Crispi, venne qui a dirci: «Ecco qua le lettere da
+ Trapani, ecco qua il manifesto: «Operai, figli dei Vespri, ancora
+ dormite?»
+
+ «Ma che Vespri, onorevole Crispi! Michele Amari, nel 1842, diceva
+ che «i Vespri non si combinano; essi sono irresistibilmente
+ ispirati, irrompono nell'ora fatale e soppiantano il potere»
+ (_Commenti_). «E queste stesse parole di Michele Amari hanno
+ ripetuto a voi il nostro compianto collega Cuccia, il professore
+ Salvioli, il professore Schiattarella, Antonio Morvillo, tutti i
+ vostri amici di Palermo.»
+
+ [PER LA VIOLAZIONE DELLO STATUTO]
+
+Se la cospirazione era un romanzo, invece erano una triste realtà la
+violazione dello Statuto, gli eccessi del governo nella repressione, la
+reazione.
+
+E a Montecitorio furono in molti a constatarle anche tra gli amici del
+ministero e dell'on. Crispi, sebbene non mancassero contraddittori, che
+trovarono tutto ben fatto.
+
+Nel primo senso parlarono gli on. Imbriani, Bonajuto, Altobelli, Bovio,
+Sacchi, Comandini, Cimbali, Marcora, Pinchia, Paternostro ed io.
+Approvarono quasi incondizionatamente gli on. Lazzaro, La Vaccara,
+Damiani e Castorina; e pur approvando la condotta del governo ebbero da
+deplorare non poche cose gli on. Spirito e Di San Giuliano.
+
+Bovio sostenne che le idee, le utopie non si possono colpire, ma
+soltanto i mezzi adoperati per realizzarle. Imbriani--certamente facendo
+violenza a sè stesso--disse che in Austria testè per proclamare lo stato
+di assedio in Boemia si domandò l'autorizzazione del Parlamento ed
+enunciò gli articoli dello Statuto, che furono violati in Italia: il
+26º, inviolabilità della libertà individuale; il 27º, inviolabilità del
+domicilio; il 28º, libertà della stampa; il 32º, diritto di riunione e
+di associazione; il 45º immunità parlamentare; il 70º proibizione di
+derogare all'organizzazione giudiziaria; il 71º divieto di sottrarre i
+cittadini ai giudici naturali e di creare tribunali e commissioni
+straordinarie... E nessuno seriamente osò negare che tanti articoli--i
+più importanti--siano stati manomessi; si constatò, invece, con
+giustezza dall'on. Sacchi, che l'azione reazionaria del governo potè
+passare con indifferenza, perchè in sostanza la reazione era nella
+Camera e nel paese!
+
+L'on. Cimbali bene a proposito rilevò, che il disarmo fu fatto a
+benefizio dei malfattori. Sacchi dimostrò la enormità commessa dando
+effetto retroattivo alle ordinanze dei regî commissarî di Sicilia e di
+Lunigiana. E che i civili non si potessero sottoporre ai Tribunali
+militari l'on. Paternostro, lo provò colle parole dello stesso on.
+Crispi, che nel 1862 in un mirabile discorso sostenne ciò che quasi
+tutti gli oratori della Camera sostenevano su tale argomento, ed
+opportunamente ammonì che le armi della reazione _non hanno mai salvato
+le dinastie_...
+
+ [LO STUDIO COMPARATIVO DELL'ON. ALTOBELLI]
+
+L'on. Altobelli fu felicissimo nello studio comparativo tra la legge
+francese sullo Stato d'assedio e la legge italiana che esclude di poter
+fare ciò che fece il governo; contro le leggere asserzioni dell'on.
+Crispi che nel Codice penale militare del 1869 trovava la legittimazione
+del suo operato, provò che essa invece c'era soltanto nell'art. 137 del
+codice penale militare sardo del 1840 che diceva:
+
+«Le stesse regole _in tempo di pace_ potranno anche di nostro speciale
+ordine, qualora le circostanze lo esigano, essere poste temporaneamente
+in vigore in alcuna parte dei nostri stati»; e flagellò a sangue il
+contegno bassamente opportunista e servile della magistratura,
+riportando la motivazione della ordinanza della Camera di Consiglio che
+mandò il Molinari innanzi ai Tribunali militari «_perchè non sarebbe
+stato opportuno che i primi arrestati si sottraessero alla giurisdizione
+speciale!_»
+
+ [IL CONFORTO DELL'ON. LA VACCARA]
+
+Si può passar sopra adesso all'affermazione troppo semplicista ed
+ottimista dell'on. Castorina che nello Stato di assedio vide un
+eccellente rimedio; ed all'altra dell'on. La Vaccara che nello Stato di
+assedio _trovò un conforto_.
+
+I _bravo!_ che partirono dall'_estrema sinistra_ a questa inattesa
+uscita dell'on. rappresentante per Piazza Armerina, sottolinearono la
+esplosione d'ironia della Camera. Ad onore del vero devo aggiungere che
+il _conforto_ di cui parlò l'onorevole La Vaccara rispondeva alla
+realtà; egli ebbe il torto, però, nell'asserire che l'_applauso_ per lo
+Stato di assedio fu _unanime_; poichè il _conforto_ non lo provarono che
+solo i conservatori e le classi dirigenti. Del resto questa loro
+tenerezza per lo stato di assedio è di antica data: Filippo Cordova nel
+1863 riferiva che qualche siciliano gli aveva detto: _assicuratevi che
+nel cuore di ogni proprietario siciliano vi è l'immagine di Rattazzi,
+non per altro che per lo stato di assedio!_
+
+E vengo in ultimo all'on. Di San Giuliano, il quale trovò opportuno lo
+Stato di assedio, ma non potè negare gli arbitrî e le ingiustizie
+commesse. Ed egli conchiuse con un pensiero, che racchiude tutta la
+filosofia degli ultimi avvenimenti, dà la misura della utilità della
+reazione e della repressione e ammonisce sulla via da battere.
+
+«Dopo l'istruzione data e la propaganda fatta,--disse il rappresentante
+per Catania,--_l'antica rassegnazione dei contadini e degli operai non
+tornerà più!_»
+
+E collo stesso on. Di San Giuliano, che fu seguito dagli on. Comandini
+e Ferrari--contro il parere degli on. Saporito, Fortis e Damiani--mi
+trovo pienamente di accordo nel ritenere che ai mali della Sicilia si
+deve porre riparo con leggi speciali, ricorrendo ai veri criterî
+sperimentali. Non bisogna affidarsi alla uniformità delle leggi per
+tutta la nazione, perchè la uniformità rappresenta un vero letto di
+Procuste.
+
+Da questo fedele riassunto della discussione parlamentare si detegge che
+di tutte le cause dei moti della Sicilia, frammentariamente, venne
+riconosciuta l'azione persistente, dagli uomini più temperati, dagli
+amici delle istituzioni, dai più devoti al ministero dell'on. Crispi;
+riconoscimento, che indirettamente eliminò la responsabilità dei _Fasci
+dei lavoratori_ e della propaganda socialista.
+
+La nota discordante non mancò, però, e venne portata alla Camera dagli
+on. Saporito-Ricca e Nasi.
+
+ [L'ON. SAPORITO]
+
+L'on. Saporito, sorpreso del profondo perturbamento dell'ordine
+pubblico, maggiore che nelle precedenti rivoluzioni--e sorpreso perchè
+mai forse aveva posto attenzione all'indole dei moti puramente
+sociali--negò la spontaneità del movimento, lo attribuì interamente ai
+_Fasci_ ed ai sobillatori e proclamò essere fandonie, ed ingiurie
+ingiuste e gratuite le asserzioni dei precedenti oratori. Si dichiarò
+soddisfatto dell'opera del governo, e nello Stato di assedio vide il
+rimedio supremo a tutti i malanni!
+
+La stessa tesi precedentemente era stata svolta dall'on. Nasi, con lusso
+di particolari e con aneddoti ameni e piccanti, con una forma spigliata
+e talora elegante; sicchè il suo discorso dal punto di vista oratorio si
+può considerare come il gran successo della discussione.
+
+ [LA SICILIA SECONDO L'ON. NASI]
+
+Secondo l'on. Nasi in Sicilia non c'era fame, vi erano minori che
+altrove le sofferenze economiche, il salario non era inferiore di
+altrove, il lavoro delle miniere di zolfo non era più duro che altrove,
+le amministrazioni comunali non andavano più male che altrove, il dazio
+sulla farina non aveva influenza prevalente ed uguale sul prezzo del
+pane; il governo non aveva le responsabilità che gli erano state
+addossate, nemmeno quella dei cattivi funzionarî mandati nell'isola, i
+quali avevano fatto sempre il proprio dovere; non c'era, infine, una
+quistione siciliana poggiata su cause politiche, economiche,
+amministrative.
+
+I nuovi piagnoni avevano tutto esagerato, e tutto il movimento si doveva
+esclusivamente alla azione dei sobillatori, la cui propaganda socialista
+non era che una mistificazione, e che i _Fasci dei lavoratori_, non
+raccoglievano che ambiziosi e malcontenti.
+
+Date queste premesse chiunque si sarebbe atteso, che l'oratore avrebbe
+conchiuso con un inno al governo e colla raccomandazione di lasciar
+correre tutto per la sua china, come pel passato. Nossignori! L'on. Nasi
+si dichiarò contrario al governo, non solo, ma stigmatizzando le
+infeconde lotte parlamentari profetizzò che il ritardo nel presentare
+opportuni rimedî porterà a conflitti terribili e pose termine al
+brillante discorso come tutti gli altri oratori socialisti e radicali,
+promettendo che in un possibile conflitto egli, con tutti gli uomini di
+cuore, si sarebbe schierato dalla parte del popolo.
+
+ [NON C'È CHE LA "DOTTRINA" DI A. FORTIS]
+
+La conclusione sorprese, e tutti--compresi i suoi intimi--si domandarono
+la ragione del discorso. Si avrebbe potuto cercarla nel livore contro
+qualche collega suo e contro alcuni organizzatori dei _Fasci_ suoi
+nemici politici e personali; ma escludendo pure questi moventi non belli
+si può ammettere che l'onorevole Nasi fu spinto a parlare dal desiderio
+di lanciare qualche freccia all'indirizzo dell'on. Crispi, e dall'altro
+non meno ardente di difendere l'antico ed amato ministero dell'on.
+Giolitti, e sopratutto fu mosso dalla patriottica e generosa
+preoccupazione di annunziare alla Camera che ai mali d'Italia--e forse
+dell'umanità--non c'era che un rimedio, uno solo: la dottrina di
+Alessandro Fortis!
+
+All'annunzio di tanta scoperta tutti richiesero quale fosse la _dottrina
+di Alessandro Fortis_, la modestia del quale venne offesa specialmente
+perchè egli non ricordò di averne formulata mai alcuna sua propria, e
+che se per sua _dottrina_ volevano prendersi gli accenni simpatici al
+socialismo di stato, fatti in momenti di espansione a Bologna o altrove,
+non potevasi e non dovevasi sospettare che tali accenni costituissero la
+sua dottrina, poichè egli si era affrettato a ripudiarli coi discorsi
+alla Camera e specialmente coi voti dati, coi fatti.
+
+ [L'AUTOFAGISMO DELL'ON. NASI]
+
+Comunque, le congratulazioni all'on. Nasi furono grandi nella Camera e
+in certa stampa pel successo del suo discorso, e fu notevole poi la lode
+rivoltagli dall'on. Comandini, che rapito dal discorso ammirò oltre ogni
+dire il coraggio dell'oratore. Oh! se ce ne volle del coraggio a dire
+tutto quello, che disse...... Ma le congratulazioni pel _coraggio_
+all'on. Nasi resero più amare le critiche, non degli avversarî politici,
+ma degli amici; perciò da uomo che non voleva procurarsi la nomea di
+peccatore ostinato, nella seduta del 2 marzo, a meno di otto giorni di
+distanza, rimangiò le precedenti denegazioni, facendo precedere l'atto
+di autofagismo da questa dichiarazione, che lascia perfettamente
+intendere che io non ho di una linea esagerata o alterata la impressione
+che ricevette la Camera dal suo discorso:
+
+ «È troppo facile e vecchio argomento di polemica quello di
+ attribuire ai propri avversari opinioni, che non hanno manifestato
+ od assurdità, di cui non sarebbero capaci.»
+
+ «Io non ho negato nulla, non ho detto che in Sicilia non ci sia la
+ miseria: non ho detto che non ci siano gli abusi municipali; non ho
+ detto che in Sicilia non vi sia una questione dei tributi locali, o
+ di contratti agrari. Gli onorevoli Comandini, Farina, San Giuliano
+ e Sant'Onofrio, potevano quindi dispensarsi dal manifestare un
+ dissenso, che è fondato sopra un semplice malinteso.»
+
+ «Il malinteso deriva da ciò, che essi hanno esaminato la questione
+ in modo analitico: ed in molti loro giudizi io consento.»
+
+ «Io ho posto a base del mio ragionamento un concetto logico
+ generale, che è il seguente: _se c'è una questione siciliana, è
+ necessario che essa abbia cause speciali del luogo. Ho distinto
+ perciò le cause efficienti dalle condizionali_.»
+
+Egli fece molte sottili distinzioni in seguito; ma come si potè vedere
+continuò a denegare che una _quistione siciliana_ ci fosse. Ma sia lode
+alla sua rettitudine: egli non persistette neppure in questa
+denegazione, che dovette pesargli sulla coscienza per ben lunghi quattro
+mesi, e perciò il 5 luglio interroga solennemente il ministro
+dell'interno per sapere se, come e quando intendeva provvedere ai
+_bisogni della Sicilia_, ritenendo che fosse necessaria una parola del
+governo prima che la Camera si separasse....
+
+Mi sono dilungato sui discorsi dell'on. Nasi perchè egli fu il solo
+autorevole a smentire tutti gli oratori che lo avevano preceduto e lo
+seguirono, e che non trovandosi di accordo neppure col governo, si creò
+una situazione nuova, specialissima.
+
+ [CRISPI E LE COSE FALSE]
+
+Chi infine merita di soffermare l'attenzione è l'on. Crispi, non solo
+pel posto che occupava, ma sopratutto per l'autorità, che gli veniva dai
+suoi patriottici precedenti, per la simpatia, che ispirava la sua
+tragica situazione;--e dico tragica, perchè a nessuno passa per la mente
+di negare il suo affetto per la Sicilia, onde gli dovette sanguinare il
+cuore nel dovere prendere, come capo del governo, delle dolorose misure.
+Ed ispirava ancora simpatia per la singolare energia addimostrata in
+momenti gravissimi, in una età nella quale in Italia gli uomini politici
+se non materialmente, certo psichicamente sono finiti. E degli sforzi
+enormi fisici e morali si risentirono in questa occasione i suoi atti e
+sopratutto i suoi discorsi, nei quali si accentuarono non i pregi, ma
+gli abituali difetti. La leggerezza e l'assolutismo delle affermazioni
+furono veramente eccezionali, e per quanto mi riesca increscioso devo
+metterli in evidenza, perchè precisamente a forza di affermazioni recise
+e di altrettanto risolute denegazioni--che, dato l'uomo e la sua alta
+posizione, pochissimi osarono sospettare poggiate sul falso--la Camera
+si formò un concetto assolutamente erroneo sulla situazione e sulle
+rispettive responsabilità e votò conformemente all'errore.
+
+Per parte mia sin dal primo iniziarsi della discussione, il 21 febbraio,
+con quanta più forza potei, all'annunzio di certe cospirazioni e di
+certi pericoli, gridai: _È falso! È falso! È falso!_ E l'on. Crispi
+allora solennemente affermò che c'erano _documenti, che avrebbero
+schiacciate le mie affermazioni_!
+
+I primi atti, le prime parole e i primi scritti dell'on. Crispi--che M.
+Imbriani nella discussione delle leggi antianarchiche paragonò al
+convenzionale Fouchet--dimostrarono che egli si era posto su di una
+china pericolosa, che doveva percorrere intera, procurandogli le più
+amare ed incontrastabili smentite, più che dagli avversarî, dalle
+risultanze dei processi e dai fatti indiscutibili.
+
+ [CRISPI E LA SUA VIOLENZA]
+
+La violenza del linguaggio e la esagerazione iperbolica cominciarono a
+far capolino nella relazione dell'on. Crispi, che precede il decreto di
+proclamazione dello Stato di assedio, nella quale è detto: i moti furono
+provocati da _gente dedita ad ogni sorta di delitti; saccheggi, incendî,
+rapine si commisero in_ QUASI TUTTI _i comuni dell'isola_. Poi,
+considera Molinari e Lombardino come esseri inferiori a Ninco-Nanco ed a
+Cipriano La Gala. E supera qualunque aspettativa quando ad un delicato
+appello d'Imbriani al suo cuore di padre in favore di Maria De Felice,
+risponde: _quella è la figlia di un malfattore_! La Camera riverente,
+per non dire servile, verso il presidente del Consiglio rimase
+profondamente addolorata di questa risposta... inqualificabile, e
+consentì, a proposta di Cavallotti, ch'essa venisse cancellata dal
+resoconto ufficiale: la massima censura che può infliggersi ad un
+oratore e che venne inflitta all'on. Crispi; il quale voleva esser
+punito più severamente dall'on. Agnini, che si oppose alla proposta
+Cavallotti, chiedendo che rimanesse constatata nel processo verbale, ad
+edificazione dei posteri, la frase che disonorava soltanto chi l'aveva
+pronunziata.
+
+ [CRISPI E LE SUE TEORIE]
+
+A questa violenza--che non è energia--e scorrettezza di linguaggio
+dell'on. Crispi, fece degno riscontro la enunciazione di certe teorie
+illiberali e di certe proposizioni, che dovettero sorprendere e
+addolorare gli uomini di scienza e di cuore. Dopo avere
+affermato--contro le leggi--che c'è il diritto al ricorso per le
+sentenze dei _Tribunali militari_ in tempo di guerra, immemore del
+biasimo che colpì l'on. Nicotera per avere indicato l'articolo del
+Codice penale che i magistrati avrebbero potuto applicare pei fatti del
+1º maggio 1891, augurò, _egli, Presidente del Consiglio_, che la Suprema
+Corte di Cassazione respingesse i ricorsi, esercitando con ciò la più
+aperta pressione sull'animo dei magistrati, che docilmente respinsero.
+Nel Re riconobbe il diritto illimitato di proclamare lo Stato di assedio
+in forza dell'art. 5º dello Statuto, che gli conferisce il diritto di
+dichiarare la guerra....!
+
+Pose le colonne d'Ercole alla evoluzione politica, annunziando che al di
+fuori delle attuali istituzioni non c'è che l'anarchia o il dispotismo.
+E arrestò la evoluzione economica e chiuse autorevolmente ogni dibattito
+scientifico affermando che abolito il feudo e soppressi i fidecommessi
+la proprietà è legittima.--legittimità da lui stesso poi violata colla
+proposta di legge sui latifondi di Sicilia--Che il socialismo moderno ha
+elevato a scienza il diritto della spoliazione e che il concetto dello
+stesso socialismo si avvicina al delitto. Vero è che parlando in tal
+modo egli alludeva al socialismo della _piazza_, ma nessuno potè sapere
+come distinguerlo da quello di Marx e dall'altro più temperato da lui
+stesso preconizzato nel discorso di Palermo del 1886.
+
+ [CRISPI E LA SUA SICURTÀ]
+
+ [SMENTITE INCONTRASTABILI ALL'ON. CRISPI]
+
+Dalla esposizione delle teorie passando alla esposizione dei fatti non
+si guadagna in esattezza e in verità. L'on. Crispi garentì che in
+Sicilia non c'era miseria; che i moti furono determinati dai _Fasci_;
+che l'esposizione di Palermo del 1892 fu una peste, perchè gli operai
+del continente in tale occasione importarono nell'isola la propaganda
+socialista; che la borghesia con tanti meriti, non aveva che una colpa
+sola: l'avere abbandonato le plebi alle sette ed ai preti; che i _Fasci_
+avevano promesso la divisione delle terre nel 1894; che i capi del
+movimento si erano posti in relazione coi clericali del continente e
+collo _straniero_; ch'erano state annunziate una guerra nel 1894, la
+invasione del Piemonte, la vittoria di flotte nemiche nel Mediterraneo,
+la autonomia siciliana sotto la protezione della Russia, cui si sarebbe
+ceduto un porto: che la insurrezione era pronta e lo stato di assedio fu
+posto in tempo; che _duemila armati_ percorrevano la Lunigiana e 280
+mila socî dei _Fasci_ potevano accoppare i 14 mila uomini di truppa, che
+c'erano in Sicilia; che De Felice fu arrestato in flagranza ec. ec. Con
+pari esattezza e con altrettanta recisione interruppe me, che parlavo
+del processo mostruoso pei fatti di Valguarnera, garentendo che nessuno
+in Italia tentava le _bricconate_ da me denunziate, e che i processati
+lo erano perchè ritenuti colpevoli, mentre poi il processo innanzi il
+Tribunale militare di Caltanissetta giustificò alla lettera le mie
+osservazioni. Contraddice formalmente Imbriani e me sulla autenticità
+dei fatti di Castelbuono e nega fede alla Giunta comunale, che li aveva
+stigmatizzati nella nota sua protesta; ma il Tribunale di Termini
+Imerese lo smentisce inesorabilmente, condannando l'autore di quei
+fatti, il delegato Breda, a tredici mesi di reclusione. Assicura l'on.
+Imbriani, che arbitrî e ingiustizie non se ne commettono e che se i
+prefetti e le Commissioni speciali avevano mandato a domicilio coatto i
+_pregiudicati ritenuti tali dalla legge di pubblica sicurezza_, ciò era
+stato fatto con _ordinanze regolari_ e dopo essere stati esaminati i
+fatti della loro vita e la loro condotta; e invece risulta da centinaia
+e centinaia di casi, che cittadini onestissimi, mai per lo passato
+processati, in nessun modo _pregiudicati_, senza processo, senza
+interrogatorio, senza formalità di sorta alcuna vennero arrestati,
+ammanettati e condotti nelle isole destinate al domicilio coatto, per
+isfogo di vendette personali di sindaci e per semplice furore di
+persecuzione e per paura dei delegati, della questura, dei Prefetti,
+senza che mai alcuna commissione fosse stata interrogata![78] Assicurò
+infine che non occorrevano leggi sociali e speciali per la Sicilia e
+dopo pochi mesi si smentisce da sè presentando lo specialissimo disegno
+di legge sui latifondi.
+
+ [I DOCUMENTI SCHIACCIANTI DELL'ON. CRISPI]
+
+E veniamo finalmente ai _documenti_, a quei _documenti_, che l'on.
+Crispi annunziò che sarebbero riusciti _schiaccianti_ per gli accusati e
+per coloro che, come me, difesero questi alla Camera. Sono due: _il
+trattato di Bisacquino_ e l'appello rivoluzionario agli _Operai figli
+del Vespro_.
+
+Non ho bisogno di ripubblicare il _trattato di Bisacquino_, di
+umoristica memoria, di cui mi occupai nel capitolo sul _processo
+mostruoso_. In quel _trattato_ erano contenute le notizie per le più
+terribili accuse contro i _Fasci_ e contro i socialisti, me compreso.
+Quale il valore di esso risultò dal processo: l'avvocato Fiscale lo
+ripudiò formalmente e si sentiva umiliato, come di un tentativo di
+volgere in ridicolo il processo, ogni volta che accusati e difensori vi
+accennarono. Ma quando l'on. Crispi prestò fede al _trattato di
+Bisacquino_, si dirà che non gli erano note le risultanze del processo.
+Ebbene, fu proprio durante il processo che l'avv. fiscale Soddu-Millo
+annunziò all'on. De Felice, che nell'ottobre 1893 il sotto-prefetto di
+Corleone non ritenne degno di essere mandato alle autorità superiori il
+documento, che si deve alla fervida immaginazione di qualche spia e più
+probabilmente di qualche burlone, che lo dette come oro di coppella al
+delegato di Bisacquino. Il grottesco, l'inverosimile di quella
+fantasticheria, come la chiamò l'avv. fiscale, che apparvero evidenti ad
+un umile sotto-prefetto, non trasparirono menomamente innanzi agli occhi
+del Presidente del Consiglio.....?
+
+ [IL FIRMATISSIMO DELL'ON. CRISPI]
+
+Il secondo documento, ch'è passato alla storia sotto il nomignolo di
+_firmatissimo_, ha una origine più scellerata e più comica ad un tempo e
+servì a fini iniqui, e l'avervi prestato fede, e ancora di più l'aver
+mentito dichiarandolo _firmatissimo_ costituisce una delle grandi
+vergogne per l'on. Crispi.
+
+A dimostrare quale importanza egli vi annettesse riproduco integralmente
+il brano del discorso da lui pronunziato alla Camera dei Deputati, il
+giorno 28 febbraio; di quel discorso in cui si valse--precipuamente a
+falsare l'opinione della Camera e del paese a danno dei _Fasci_, e di De
+Felice e degli altri compagni--dei due cennati documenti. Dopo avere
+esposto il contenuto del _trattato di Bisacquino_, che fu accolto,
+secondo il resoconto ufficiale degli atti parlamentari, da _commenti
+vivissimi_, l'on. Crispi aggiunse:
+
+ «A dare un concetto dei proclami che si spargevano nei Comuni, ve
+ ne leggerò uno solo che vale per tutti. (!)
+
+ «Operai! Figli del Vespro: Ancora dormite? Corriamo al carcere a
+ liberare i fratelli! Morte al Re, agli impiegati. Abbasso le tasse.
+ Fuoco al municipio e al casino dei civili. Evviva il fascio dei
+ lavoratori! Quando le campane della Matrice e del Salvatore
+ suoneranno, assieme corriamo armati al castello, che tutto è pronto
+ per la libertà.»
+
+ «Attenti al segnale!» (_Impressione._)
+
+ Prampolini. È firmato?
+
+ Crispi, _presidente del Consiglio_. È firmatissimo! (_Ilarità_).
+
+ C'è anche il nome del Comune. Tutto risulterà dal processo.»
+
+Or bene: è falso che quell'appello sia stato sparso nei comuni
+dell'isola; è falso che sia stato pubblicato e letto da qualcuno, meno
+che dal suo autore, da un delegato di P. S. e dai magistrati che se ne
+occuparono; è falso che fosse nonchè _firmatissimo_, neppure...
+_firmato_. Di vero non c'è che il nome del Comune in cui venne
+manipolato. Ma eccone la storia, che rappresenta un breve intermezzo
+comico-erotico, in questo dramma siciliano dai tragici episodî, che in
+un paese di uomini liberi avrebbe abbattuto il ministro.
+
+ [LA STORIA DI UN "DOCUMENTO"]
+
+In Petralia Soprana--provincia di Palermo--c'era un disgraziato vice
+cancelliere di pretura perdutamente innamorato della moglie di un agiato
+pastaio del luogo, certo Alessi. La donna, tanto bella quanto onesta,
+aveva replicatamente respinto le profferte del vice-cancelliere; il
+quale nel suo furore erotico arrivò a minacciarla di ridurla in
+condizioni da doverglisi dare a discrezione. E l'immondo satiro ricorse
+ad un diabolico mezzo: scrisse il manifesto agli _operai figli del
+Vespro_--il manifesto _firmatissimo_,--e lo mandò per posta allo
+indirizzo del marito della sua amata, l'Alessi; poi con una lettera
+anonima denunzia lo stesso Alessi alle autorità del luogo come uno dei
+promotori più pericolosi dei disordini, e in prova della realtà del
+fatto denunziato avvisa che proprio in quel giorno allo Alessi doveva
+arrivare per la posta un manifesto rivoluzionario. In questa guisa il
+vice-cancelliere sperò fare arrestare l'incomodo marito e avere nelle
+sue braccia la moglie.
+
+Si era nel periodo più acuto dei tumulti, e le autorità di Petralia
+Soprana credettero di salvare la patria, corsero alla posta,
+sequestrarono la lettera indirizzata all'Alessi, e in base al manifesto
+rivoluzionario sequestrato procedettero al suo arresto. A questo punto
+la moglie dell'Alessi intravvede le trame inique e denunzia tutto alle
+stesse autorità, che onestamente e rapidamente ripararono al mal fatto
+arrestando il vice-cancelliere; il quale confessò tutto, cercando di
+scusarsi con la follia amorosa.
+
+Pochi mesi dopo il vice cancelliere di Petralia Soprana venne condannato
+dal Tribunale di Termini Imerese come autore del manifesto
+_firmatissimo_ a tre anni di reclusione....
+
+ [COME SI STRAPPARONO I VOTI ALLA CAMERA!]
+
+E qui mi fermo senza commentare ulteriormente questi indecorosi
+documenti, in base ai quali si strapparono voti iniqui alla Camera dei
+deputati; mi fermo, perchè dovrei adoperare roventi parole contro l'on.
+Crispi, del quale non si può abbastanza deplorare la... leggerezza.
+
+Lo stesso on. Crispi, il 9 Marzo, discutendosi la domanda di
+autorizzazione a procedere contro l'onorevole De Felice, dopo che da me
+era stata fatta la storia del _firmatissimo_, osò continuare a prestarvi
+fede ed uscì in queste dichiarazioni testuali:
+
+ ... «Si oppugnò _a torto_ un documento del quale vi diedi lettura:
+ e _che, del resto, non è il solo, perchè ne ho qui molti altri più
+ importanti di quello, che per prudenza e per sentimento di
+ giustizia non volli leggere_. Se li avessi letti, sarei stato fatto
+ segno all'accusa di voler pesare, con la mia parola, sopra atti
+ dell'autorità giudiziaria, la cui indipendenza voglio resti
+ impregiudicata.
+
+ ..... «In altra occasione, quando i processi saranno terminati,
+ dirò tutto, e _meraviglierò_ anche la Camera con la storia degli
+ avvenimenti siciliani. Allora gli interruttori potranno sfogarsi a
+ lor guisa, _imperocchè non ci sarà più pericolo per gl'imputati_.»
+
+ [LA MAGNANIMITÀ DELL'ON. CRISPI]
+
+La tenerezza dell'on. Crispi per gl'imputati in quella occasione fu
+appresa come un prodigio incredibile; che dire poi del suo delicatissimo
+riserbo di non voler leggere _i molti altri documenti più importanti_,
+dopo che ne aveva letti due, che riteneva i più gravi, e che erano
+falsi? Che dire di un riserbo che... dura tutt'ora, quando i processi
+sono finiti e la pubblicazione dei documenti, che dovranno
+_meravigliare_ la Camera, potrebbe essere fatta senza pericolo per
+gl'imputati, che per dodici, per sedici, per diciotto anni sono al
+sicuro... nelle sinistre celle dei varî penitenziari d'Italia? Ed è da
+sperarsi, che l'on. Crispi li verrà a leggere alla Camera, non essendo
+stati letti nei processi, a difesa del proprio decoro e della propria
+serietà, onde il paese apprenda che per davvero l'on. Crispi fu generoso
+verso gl'imputati, non avendo voluto dare al magistrato documenti che
+avrebbero potuto aggravare le pene alle quali furono condannati e che
+forse li avrebbero potuto far condannare a morte da un Tribunale
+militare che punisce con un Codice in cui la pena di morte è
+conservata...
+
+Pervenuta al termine la discussione sui casi di Sicilia, e venuti in
+luce i fatti, le accuse e i documenti che le suffragavano, tutti si
+attendevano che il governo fosse venuto a chiedere un _bill
+d'indennità_--che in Inghilterra e dovunque c'è regime costituzionale,
+si ritenne sempre indispensabile dopo la sospensione delle guarentigie
+costituzionali, anche quando la medesima sia stata ordinata con legge
+del Parlamento--_bill d'indennità_, che, secondo il Majorana, ha un
+doppio carattere: _giuridico_, al fine di togliere qualunque azione
+possa spettare ai cittadini per tutte le violazioni di leggi comuni e
+statuti normali in cui il governo sia incorso; _politico_, per fare
+sanzionare l'opera di questo dal sovrano sindacato parlamentare.
+
+Molti, anche avversarî del Ministero presieduto dall'on. Crispi, tenendo
+conto delle eccezionalità dei casi e della bontà delle intenzioni, erano
+disposti a concedere detto _bill d'indennità_.
+
+L'on. Ambrosoli in nome della _destra_ pure lo accordava, chiedendo,
+però, che una legge, a somiglianza della francese, regolasse lo Stato di
+assedio; accordavalo l'on. Martini in nome del centro sinistro, negando
+un voto politico e chiarendo erronei i precedenti invocati dall'on.
+Crispi, e voleva darlo l'Arcoleo, pur ritenendo--egli professore di
+diritto costituzionale--che fosse quasi incompatibile lo Stato di
+assedio con la ordinaria funzione del Parlamento.
+
+E il meno che poteva fare il Presidente del Consiglio, a propria
+giustificazione, si era di convocare il Parlamento, dopo la violazione
+dello Statuto o di tutte le leggi durante lo Stato d'assedio, per
+chiedere il _bill d'indennità_.
+
+ [L'ON. CRISPI RESPINGE UN "BILL D'INDENNITÀ"]
+
+Questo avrebbe dovuto e potuto bastare a qualunque Ministro ed a
+qualunque Ministero, ma l'onorevole Crispi, disse l'on. Imbriani,
+respinse per alterigia abituale il _bill d'indennità_ e chiese un voto
+politico esplicito, che ne approvasse la condotta e stabilisse che tutto
+era proceduto conforme a legge. Ciò sembrava enorme e contrario a tutti
+i precedenti parlamentari, anche italiani, e si ricordava come in altri
+tempi si giudicò temerario l'on. Nicotera, che _bill d'indennità_
+chiedesse per ciò che aveva fatto nella stessa Sicilia; ed aveva fatto
+assai di meno e di meno peggio dell'on. Crispi (_Zini_ op. cit. p. 47 e
+48). Altri tempi!
+
+Ora, la Camera dette ragione al Presidente del Consiglio, eliminò il
+_bill d'indennità_, e con 342 voti favorevoli contro 45 contrarî e 22
+astensioni approvò quest'ordine del giorno presentato dell'on. Damiani e
+accettato del governo:
+
+ «La Camera, approvando l'azione del Governo, diretta alla tutela
+ della pace pubblica, confida ch'esso saprà definitivamente
+ assicurarla con opportuni provvedimenti legislativi, e passa
+ all'ordine del giorno.»
+
+La enorme maggioranza, che approvò la condotta del governo non lasciava
+luogo a sperare--nella sua resipiscenza nella grave quistione che le
+venne innanzi il giorno 8 Marzo--per la autorizzazione a procedere
+contro l'on. De Felice e per la convalidazione del suo arresto.
+
+ [LA CAMERA]
+
+Qui erano in giuoco le prerogative della Camera, delle quali, dal 1848
+in poi, essa si era mostrata sempre gelosa. Ma a nulla valsero le
+osservazioni di Cavallotti, di Barzilai, di Imbriani, di Sacchi, di
+Altobelli, di Merlani, mie e dello stesso Palberti, ch'era relatore
+delle Commissione nominata dagli ufficî della Camera dei Deputati per
+esaminare la domanda di autorizzazione a procedere presentata dal Regio
+Procuratore presso il Tribunale di Palermo.
+
+ [NULLA VALLE PER ESSA]
+
+Non valse che io dimostrassi che le accuse si fondavano sopra documenti
+ridicoli come il _trattato di Bisacquino_, o infami come il
+_firmatissimo_; che lo stesso Procuratore del Re, costatando la lunga
+lotta in seno del _Comitato dei Fasci_ alla vigilia della proclamazione
+dello Stato d'assedio, escludeva implicitamente l'azione dello stesso
+Comitato e dell'on. De Felice nei moti di Sicilia; che lo stesso
+pubblico accusatore non avesse potuto dimostrare un sol caso di azione
+diretta del rappresentante per Catania nei tumulti; che aveva torto
+l'on. Palberti ad ammettere la esistenza di depositi di armi vecchie e
+nuove sulla semplice assicurazione del questore Lucchese. Non valse che
+l'on. Sacchi collo esame della corrispondenza tra l'on. De Felice e il
+Cipriani--il cavallo di battaglia del processo e dell'accusa di alto
+tradimento--avesse luminosamente provata la inesistenza dei _mezzi_
+idonei per provocare la rivoluzione. Non valse che l'on. Barzilai avesse
+esposto i casi numerosi (Luzzi, Carbonelli, Costa, Francica, Bonajuto,
+Dotto ec.) nei quali la Camera, contro il parere dell'on. Palberti e
+della maggioranza della Commissione di cui era relatore, era entrata nel
+_merito_ della domanda di autorizzazione a procedere. Non valse che lo
+stesso on. Sacchi avesse ricordato il parere del più grande e autorevole
+commentatore delle leggi inglesi, il Blackstone, sulla prerogativa
+parlamentare, che la Camera inglese non volle mai definita da leggi
+speciali affinchè, di caso in caso essa ne facesse quell'uso che nel suo
+sovrano apprezzamento le sembrasse conveniente; a nulla valsero tanti
+sforzi: la Camera accordò l'autorizzazione a procedere perchè il governo
+la voleva.
+
+La lotta della quistione dell'autorizzazione a procedere passò in
+terreno ancora più favorevole ai difensori dell'on. De Felice quando si
+discusse della convalidazione dell'arresto. Rammentò opportunamente
+l'on. Imbriani, che nel 1848, quando fu eletto deputato Didaco
+Pellegrini, nella Camera, appena se ne pronunziò il nome, alcuni
+deputati si alzarono per domandare se fosse già stato messo in libertà,
+trovandosi in carcere il Pellegrini sotto accusa di Stato. Il Ministro
+Pinelli riconobbe il diritto della Camera ed immediatamente ordinò la
+escarcerazione. Tali nobili e liberali tradizioni del Parlamento
+subalpino non esercitarono influenza sulla Camera del 1894.
+
+ [ESSA TUTTO CONCEDE AL GOVERNO]
+
+Se altra volta si era ordinata la liberazione di chi era stato eletto
+mentre era in prigione, ora si violava evidentemente l'art. 45 dello
+Statuto arrestando il De Felice, mentre era deputato. Vero è che lo
+stesso articolo sottrae dalla prerogativa il caso della flagranza; ma
+questa derogazione, osservò l'on. Barzilai, ha la sua ragione potente:
+nel caso della flagranza l'evidenza della prova distrugge ogni sospetto
+di un arbitrio, di una ingerenza indebita a danno del deputato. Ora, a
+danno dell'on. De Felice, erano evidenti non la flagranza--che nessuno
+seppe dimostrare e che l'on. Palberti tanto condiscendente verso il
+governo ridusse alla _quasi_ flagranza e alle _considerazioni di
+convenienza politica_,--ma l'arbitrio e la ingerenza indebita del
+governo per odiosi e partigiani motivi politici; per quei motivi, che
+appunto hanno fatto consacrare nello Statuto la prerogativa parlamentare
+dell'art. 45!
+
+Se c'era un caso, adunque, in cui la escarcerazione avrebbe dovuto
+ordinarsi ai sensi di quell'articolo era proprio questo dell'on. De
+Felice. E indarno l'on. Cavallotti su questa questione della prerogativa
+parlamentare provò che la giurisprudenza costante della Camera e il voto
+di due commissioni solenni--quella del 1855 e l'altra del 1870--di cui
+facevano parte il senatore Cadorna, Valerio, Mancini, Biancheri, davano
+completa ragione all'on. De Felice e mostravano che i nemici dello
+Statuto, dei plebisciti e delle leggi, gli adulteratori della storia
+erano al banco dei ministri; indarno! La Camera che nel 1869, tenera
+delle proprie prerogative, non volle ammettere la flagranza a danno
+dell'on. Majorana Cucuzzella accusato di assassinio e accettò la divisa
+della sua Commissione: _in dubiis pro libertate_; nel 1894 la riconobbe
+in odio all'on. De Felice accusato di reato politico.
+
+ [SENZA CORAGGIO]
+
+Concessa l'autorizzazione a procedere; riconosciuta la flagranza, e
+convalidato perciò l'arresto dell'on. De Felice, si sperava infine che
+la Camera non si volesse coprire di vergogna riconoscendo la
+_retroattività_ dei Tribunali di guerra, sanzionando la più iniqua ed
+erronea violazione delle leggi e dello Statuto. Era lecito sperare, che
+la Camera a questo punto si sarebbe arrestata sulla china vergognosa
+delle concessioni, e del proprio esautoramento; perchè il relatore
+onorevole Palberti in nome della Commissione--in maggioranza composta di
+amici del governo--aveva affermata manifestamente la propria ripugnanza
+ad arrivare sino a quel punto. Ma l'on. Palberti affermava il principio,
+la teoria, esprimeva il desiderio; però non osava formulare recisamente
+la proposta per ottenere che l'on. De Felice venisse sottratto alla
+illecita giurisdizione dei Tribunali militari, e si limitò a sperare
+nella equanimità del governo e sperò eziandio, che su questa quistione
+il governo si sarebbe astenuto, disinteressandosene, come aveva fatto
+sempre pel passato in tutte le quistioni, che toccano i diritti e le
+garenzie del Parlamento. Ma egli stesso dovette riconoscere che le sue
+speranze furono una illusione e dovette sentirsi dire dall'on.
+Cavallotti non essere giusto, non essere bello dimostrare che una cosa è
+iniqua e non avere il coraggio di proclamarlo.
+
+ [SCRUPOLI LOIOLESCHI]
+
+D'onde la incertezza e la condotta fiacca dell'onorevole Palberti e
+della Commissione? Dal timore e dallo scrupolo d'invadere il campo
+della magistratura, di preoccuparne le decisioni e di sollevare anche un
+conflitto tra la Camera dei Deputati e la Corte di Cassazione; poichè in
+quei giorni si attendeva la decisione della Suprema Corte sui ricorsi
+contro la competenza dei Tribunali militari, e si trovava sconveniente
+da un lato indicare alla medesima la via da battere; e dall'altro non si
+sapeva trovare una uscita corretta nel caso che il giudicato della
+Cassazione riuscisse contrario al voto della Camera dei deputati.
+
+Quanto poco valore dovessero avere quegli scrupoli lo dimostrò lo stesso
+on. Palberti, che cortesemente rimproverò al guardasigilli la pressione
+esercitata sull'alta magistratura, annunziando lui la risoluzione che
+esso avrebbe dato al difficile quesito che le era stato sottoposto. Così
+era lecito al governo venir meno ai riguardi dovuti alla suprema
+magistratura per farle commettere una enorme iniquità; ma la Camera,
+doveva usare tutti i riguardi verso la prima e rinunziare ai propri
+diritti e alle proprie prerogative in danno di una causa giusta!
+
+Che la decisione della Camera non potesse nè invadere il campo della
+magistratura, nè lederne i diritti, nè menomarne la indipendenza, nè
+sollevare conflitti colla medesima ce lo apprese la sentenza della
+stessa Corte di Cassazione nel ricorso De Felice e C., nella quale si
+riconobbe che essa non si permetteva di entrare in apprezzamenti di
+indole politica, sull'alta ragione di Stato che aveva potuto consigliare
+lo Stato d'assedio con tutte le sue conseguenze, e che lasciava di
+giudicarne alla competente autorità politica, cioè al Parlamento, che
+se n'era rimesso alla Cassazione! Da Caifas a Pilato...
+
+E così la Camera dette l'ultimo passo sulla via dell'approvazione degli
+arbitri sterminati, e accettando i comodi ed onesti scrupoli dell'on.
+Palberti, lasciò che governo e Cassazione vedessero loro in quanto alle
+competenze dei _Tribunali militari_; e l'una e l'altra provvidero... nel
+modo conosciuto.
+
+ [UNA FARSA INDEGNA]
+
+Tutto questo era fatto per rattristare profondamente l'animo di coloro
+che amano la libertà e che vorrebbero vedere l'Italia procedere per le
+vie della rettitudine in politica e nel delicatissimo campo della
+amministrazione della giustizia; ma la Camera e il governo nello stesso
+giorno in cui si passava sopra a tutte le illegalità e le enormezze
+commesse in Sicilia, recitava una farsa che destava una nausea
+invincibile: nel giorno 9 marzo infatti, dopo avere emesso
+l'autorizzazione a procedere contro l'on. De Felice, averne convalidato
+l'arresto e consentito che venisse sottratto ai giudici naturali e
+sottoposto ai Tribunali militari, con una ipocrisia veramente fenomenale
+respinse due altre domande di autorizzazione a procedere contro lo
+stesso on. De Felice per due discorsi-reati pronunziati a Pedara e a
+Casteltermini, e che formavano parte integrale dell'accusa che lo
+condusse innanzi al Tribunale di Palermo e da questo alla reclusione per
+diciotto anni...
+
+Due cose in questa farsa indegna furono notevoli: la generosità dell'on.
+Crispi che dichiarò disinteressarsi di queste due altre domande di
+autorizzazione a procedere e la premura delicatissima dell'on.
+Canegallo, che volle si sapesse dalla Camera e dal paese che esso in
+seno alla Commissione, contro la maggioranza, aveva votato in favore
+della concessione. All'uno e all'altro la corona civica non dovrebbe
+mancare.
+
+Verso la Camera dei deputati fui severo nel libro _Banche e Parlamento_,
+esaminandone la condotta e la responsabilità nelle quistioni degli
+scandali della Banca Romana e in quella della legge sul riordinamento
+degli istituti di emissione; non potrei essere altrettanto severo in
+questa occasione dei casi di Sicilia, quantunque non siano stati meno
+ingiusti e meno esiziali alla vita pubblica italiana i voti dati secondo
+le richieste e la volontà del governo.
+
+ [PERICOLI DI CIÒ CHE SI CREDETTE RIMEDIO]
+
+Non mancarono i deputati servili, quei deputati che furono in altri
+tempi fieramente flagellati dall'onorevole Crispi, che votarono
+favorevolmente al governo per l'abituale servilismo che li distingue per
+motivi non nominabili; ma giustizia vuole che io dica che molti altri,
+pur addolorati dello strazio fatto dello statuto e delle pubbliche
+libertà, approvarono l'opera del governo sotto l'incubo di
+preoccupazioni di ordine politico elevatissimo. In molti infatti era
+sincera la convinzione che gli eccessi commessi dal governo dell'on.
+Crispi, fossero una dolorosa necessità non solo per ristabilire l'ordine
+pubblico, ma anche per conservare l'integrità della patria! Essi che
+avevano un'idea iperbolica della entità dei pericoli corsi dell'Italia,
+guardarono al successo rapido e immediato del governo e ne rimasero
+ammirati senza guardare ai mezzi adoperati per ottenerlo. Invece, i
+mezzi sinora adoperati creano pericoli veri, e servono soltanto alla
+reazione bieca, che tanto più impunemente e sicuramente se ne giova in
+quanto che all'ombra del vecchio patriottismo e della qualità di
+siciliano dell'on. Crispi molte forze vive che avrebbero potuto opporre
+una diga o sono state neutralizzate anch'esse dalla paura
+dell'immaginario pericolo corso, o rimasero inerti perchè non sanno
+ribellarsi a chi considerarono per tanti anni come capo ed amico e che
+oggi riprovano in fondo dell'animo loro senza avere il coraggio di
+rendere palese il proprio pensiero.
+
+Conosciuto il movente del successo parlamentare ed anche
+extra-parlamentare dell'on. Crispi, mi rimane l'ultimo compito
+increscioso: esaminare se esso rispondeva al vero e completare l'esame
+obbiettivo coi confronti storici invocati dall'on. Crispi a
+giustificazione della sua azione e ridotti alle loro giuste proporzioni,
+cioè a nulla, dagli on. Cavallotti, Altobelli, Comandini ecc.
+
+ [LE GIUSTIFICAZIONI DEL GUARDASIGILLI]
+
+Che il pericolo in Sicilia per la integrità della patria fosse grande,
+più volte l'on. Crispi lo dichiarò, e fece comprendere che dell'ordine
+stabilito gli si doveva tanta se non maggiore riconoscenza quanto della
+spedizione liberatrice dei Mille. Il fatto, dall'on. Guardasigilli si
+tentò di giustificare con quella teoria di diritto pubblico, che ritiene
+legittimi lo Stato di assedio e le misure eccezionali a difesa della
+esistenza dello stato, come legittima ogni violenza si riconosce negli
+individui a difesa della propria esistenza. (Seduta della Camera dei
+Deputati del 28 Febbraio 1894).
+
+ [BLUNTSCHLI E HOLTZENDORFF]
+
+Gli epigoni completarono l'accenno del Ministro Calenda dei Tavani
+facendosi forti dell'autorità di Bluntschli, che nei seguenti termini ha
+formulato tale teoria: «In tempo di guerra o di _sedizione_ la
+istituzione del Consiglio di guerra, può essere una pubblica necessità
+per la salute dello Stato. Quando si tratta di salvare lo stato e la
+salvezza non è possibile senza violare i diritti dei privati od anche di
+tutta una classe della popolazione, allora il governo non può e non deve
+per risparmiare quella, far perire questo, ma deve anzi far tutto ciò
+ch'è necessario alla conservazione colla salvezza dello stato. Su di ciò
+si fonda il cosidetto potere eccezionale, il diritto di _necessità del
+governo_, che corrisponde al diritto di _necessità del popolo_.»
+
+Nell'applicazione, questa teoria s'infrange di fronte alla quistione
+della misura e della opportunità di invocarla; poichè chi governa è
+sempre tentato di ricorrervi ad ogni difficoltà che incontra e che tanto
+più facilmente vi ricorrono gli uomini impari alla situazione. Il primo
+venuto, diceva Cavour, può governare collo stato di assedio!
+
+Cavour in Italia non fa più scuola, è quasi considerato come un
+anarchico; i Tedeschi invece, sono di moda--s'intende, non quelli della
+democrazia sociale--e ad un Tedesco, perciò, ad un professore e
+Consigliere aulico me ne appellerò per mostrare le enormità di tale
+teoria e i pericoli, che si annidano in seno della medesima. A
+Bluntschli contropporrò Holtzendorff. Il quale osserva: che non c'è
+illegalità, non c'è attentato contro il diritto, che non si possa
+_dorare_ sotto il pretesto dell'interesse dello stato. «Questa teoria
+del bene pubblico, colla sua pericolosa massima: _salus publica suprema
+lex est_, non offre alcuna base per la politica pratica... In nome di
+tale teoria ci fu un governo--non tedesco--che proibì l'uso dei
+fiammiferi, perchè facevano aumentare gl'incendî e in alcune parti
+della Germania non si permise ai contadini la danza più di tre volte in
+un anno per impedire la demoralizzazione!»
+
+Lo stesso compianto professore dell'Università di Monaco, elevandosi in
+una sfera ancora più generale e più nobile, raccomandò quasi
+quell'azione cosidetta sovversiva presa oggi di mira da coloro che
+operano e legiferano in nome della salute della patria, scrivendo: «nei
+codici penali si perpetua il pensiero, che i sentimenti dei cittadini
+devono essere regolati e ordinati da parte dello stato e che
+_l'eccitamento all'odio e al disprezzo stesso delle cose e delle
+istituzioni odiose e spregevoli_ merita tutti i rigori della legge.
+
+«Alcuni Stati, che si dicono cristiani e tedeschi, obbliarono, sotto
+pretesto del bene pubblico, che l'apostolo condanna in nome della morale
+il fatto di non sapere odiare ciò ch'è male.» (_Principes de la
+politique_ p. 116, 117 e 119).
+
+Non si direbbe che queste parole dello scienziato tedesco siano state
+scritte a difesa di coloro, che furono accusati di _eccitamento
+all'odio_ di ciò ch'era odioso e spregevole, del male, cioè: della
+oppressione dei lavoratori siciliani?
+
+ [ROYER-COLLARD]
+
+Ma questa teoria non riesce semplicemente pericolosa ai cittadini, i cui
+diritti sono esposti all'arbitrio del governo; ma spesso riesce
+pericolosa al governo stesso, che la invoca; poichè il Royer-Collard--un
+altro pericoloso anarchico!--tanti anni fa ricordava, che le leggi
+eccezionali sono come i prestiti ad usura: presto o tardi chi se ne
+serve si rovina completamente. Già lo stesso Bluntschli parlò di un
+_diritto di necessità del popolo_, che sta di fronte e limita il
+_diritto di necessità del governo_ e che corrisponde al _diritto sopra
+costituzionale_ dell'Hallam. Quando il governo ricorse alle violenze
+delle leggi di eccezioni, come si fece sotto Carlo X colle ordinanze di
+luglio, e sotto Luigi Filippo colla proibizione dei banchetti
+parlamentari, il popolo rispose colle barricate e vinse. I casi della
+Francia si sono ripetuti e si potranno ripetere altrove...
+
+ [CRISPI E LA "SALUS PATRIAE"]
+
+Ciò premesso sul conto della teoria e dei suoi possibili risultati,
+brevemente si dica della opportunità della invocazione della _salus
+patriae_, poichè se essa fu opportuna realmente tutto il resto cade e
+l'opera dell'on. Crispi--quali che abbiano potuto essere gli eccessi, le
+violenze e gli arbitri contro i cittadini e quanto abbia potuto essere
+la manomissione delle leggi e delle pubbliche libertà, rimane
+giustificata e rimane come un suo titolo di gloria; e s'intende che lo
+esame non va fatto dal punto di vista di coloro che vorrebbero mutato
+l'ordinamento politico-sociale attuale dello stato, ma dal punto di
+vista strettamente legale della conservazione delle vigenti istituzioni.
+
+Esisteva realmente il pericolo della integrità della patria? Lo affermò
+il _trattato di Bisacquino_, e coloro che si valsero di quel documento
+oggi se ne vergognano e lo ripudiano.
+
+ [UN ESERCITO... DI NUMERI]
+
+Esisteva il pericolo per le istituzioni? È strano che lo si abbia
+trovato in dimostrazioni e tumulti avvenuti al grido di: _Viva il Re!_
+quando si portarono in giro i ritratti dei Sovrani; quando affermavasi
+che il governo guardava con simpatia ai dimostranti, stanco com'era di
+vederli opprimere dalle consorterie locali e dall'egoismo dei grandi
+proprietari; quando si sperava che il figlio del Re e lo stesso on.
+Crispi sarebbero venuti a capitanarli--Questa la voce, che correva a
+Palma Montechiaro. E furono precisamente le sentenze dei _Tribunali
+militari_, che constatarono l'assenza di ogni carattere politico nei
+moti, che essi furono destinati a punire. C'erano forze incoscienti ma
+organizzate, che a momento opportuno avrebbero potuto essere adoperate
+dai malintenzionati ai loro fini sovversivi, volgendo a loro benefizio,
+la ingenuità stessa dei tumultuanti? I famosi 300,000 soci dei _Fasci_
+erano un esercito sulla carta; esercito immaginario non solo, ma inerme
+assolutamente, privo di qualunque mezzo per l'attacco o per la
+resistenza.[79] E furon gli stessi _Tribunali militari_, osserva l'on.
+Prof. Lucchini, a ridurre a proporzioni ridicole il _pericolo_, che li
+fece sorgere! E che il pericolo fosse insussistente risulta, infine, da
+un dato di capitale importanza; l'on. Comandini ripetè nella Camera dei
+deputati ciò che aveva pubblicato nel _Corriere della sera_, senza che
+nessuno lo smentisse e cioè: che lo stesso generale Morra il 3 gennajo
+1894 neppur lui avesse ritenuto opportuna, necessaria la proclamazione
+dello Stato di assedio e che _aveva ceduto alle insistenze del potere
+centrale_; il quale, era assediato e ipnotizzato in Roma, dai campioni
+della reazione.
+
+La insussistenza del pericolo, la inopportunità della invocazione della
+_salus patriae_ e dei conseguenti provvedimenti eccezionali e la
+mancanza di misura nell'uso dei medesimi, risultano meglio e con
+maggiore evidenza dal confronto tra i casi recenti di Sicilia e gli
+altri nei quali il regno Sardo prima e il regno d'Italia dopo, per
+motivi politici e sociali, si trovarono in condizioni di invocare tale
+massima.
+
+ [QUEL CHE SI FECE A GENOVA NEL '49]
+
+Nel 1849, lo Stato di assedio viene proclamato a Genova. Le cause che lo
+determinarono erano assai più gravi di quelle di Sicilia. Da un lato
+c'era la guerra collo straniero, coll'Austria; dall'altro c'era una
+grande città, che fatta la rivoluzione si era proclamata repubblica e si
+era distaccata dal Piemonte. Genova aveva già un governo nemico a quello
+che sedeva a Torino; aveva forze organizzate, che opposero resistenza, e
+la città si dovette bombardare e prendere di assalto. La proclamazione
+dello Stato di assedio era legale, perchè il Parlamento il 29 luglio
+1848 aveva dato i pieni poteri al governo con una legge, nella quale
+però si diceva: _salve le guarentigie costituzionali_. C'era nulla di
+simile in Sicilia nel 1894? Eppure il generale Lamarmora, i cui poteri
+erano assai più legittimi di quelli del generale Morra, nel suo proclama
+accennò alla _possibilità_ dei Tribunali militari; ma non li istituì, e
+allora forse potevasi parlare di un nemico col quale si era in guerra!
+
+ [A SASSARI NEL '52]
+
+Nel 1852, Sassari insorge e vi si proclama lo Stato di assedio; due
+eserciti stanno di fronte: la guardia nazionale da un lato e il regio
+esercito stanziale dall'altro. Eppure non furono soppressi i magistrati
+ordinarî, non furono istituiti i tribunali militari! Di più: il ministro
+dell'interno Pernati fece alla Camera dei deputati queste
+dichiarazioni--opportunamente ricordate dall'on. Altobelli--che suonano
+aspra rampogna all'on. Crispi. Il ministro sostenne di non avere avuto
+bisogno di farsi autorizzare dal Parlamento per proclamare lo Stato di
+assedio perchè non aveva violato lo statuto e soggiunse:
+
+ «Ma diverso sarebbe il caso della sospensione dell'articolo 71
+ dello Statuto, che garentisce la libertà individuale in guisa che
+ nessuno può esser sottratto ai suoi giudici naturali. _Se dunque
+ una dichiarazione di stato d'assedio assorbisse il potere
+ giudiziario, e lo concentrasse in altra autorità, egli è certo_ CHE
+ SI TOCCHEREBBE ALLO STATUTO. _In tal caso il Governo dovrebbe
+ chiedere_ PREVENTIVAMENTE _l'assenso del Parlamento_, od almeno,
+ qualora _l'urgenza_ lo costringesse ad agire senza indugio,
+ _dovrebbe riferire, in seguito, il suo operato al Parlamento per la
+ convalidazione, e per avere un_ BILL _d'indennità_.»
+
+ [IN SICILIA E NAPOLI NEL '62]
+
+Nel 1862, lo Stato di assedio viene proclamato in Sicilia e nel
+Napoletano. Perchè? Un esercito meridionale era risorto al di fuori
+dell'autorità del governo e contro gli ordini espressi del Capo dello
+Stato. Quell'esercito era capitanato da Garibaldi e provocava diserzioni
+numerose nelle fila dell'esercito; il potente vicino impero francese
+esigeva che si arrestasse la marcia su Roma. Qualche imprudente ha detto
+che ogni paragone tra Garibaldi e De Felice--tra l'esercito dei
+volontari che volevano la liberazione di Roma e i tumultuanti che
+volevano la liberazione dalle tirannidi locali e il miglioramento
+economico--era impossibile. Sia. Eppure l'ente governo, sempre disposto
+ad abusare del _salus patriae_, trattò alla stessa stregua i nemici del
+1862 e quelli del 1894; chiamò tutti disfacitori dell'Italia e ribelli.
+E quelli la cui missione viene ora dichiarata più nobile furono puniti
+più severamente e più iniquamente: la ferita di Aspromonte e i fucilati
+di Fantina ne fanno fede. Ad ogni modo la misura del pericolo nel
+1862--e lo stesso si potrebbe dire pel 1867, quando l'esercito dei
+volontari con Garibaldi si rimise in marcia verso Roma e venne arrestato
+a Mentana--non era identica a quella del 1894, e l'uguaglianza del
+provvedimento, perciò, rimane ingiustificabile. Ed uguale rimane la
+protesta in Parlamento; sulla quale Cavallotti osservò:
+
+ «Pigliate i resoconti di quella memoranda discussione su
+ l'interpellanza Boncompagni: al banco del Governo, al posto di
+ Rattazzi, mettete Crispi; poi qui all'estrema, al posto del
+ Nicotera d'allora, mettete Bovio; al posto di Mordini, mettete
+ Colajanni; al posto del perpetuo e violento interruttore di allora,
+ ch'era l'onorevole Crispi, mettete Imbriani, (_Ilarità_) e voi
+ avrete la discussione di quei giorni, completamente,
+ fotograficamente riprodotta.»
+
+ [NELLE PROVINCIE MERIDIONALI]
+
+Nel 1863-64, provvedimenti eccezionali vengono presi per le provincie
+meridionali.
+
+ «Allora sì, fu un momento per l'Italia ben più grave, ben più scuro
+ di adesso. Era il momento in cui il brigantaggio infuriava per
+ tutto il Mezzogiorno: non i quaranta o cinquanta o cento matti
+ della Lunigiana, ma bande organizzate di briganti scorazzavano
+ tutto il Mezzodì, assalivano e uccidevano i nostri soldati,
+ entravano da conquistatori nelle terre e nei paesi. Era la guerra
+ civile nel vero, terribile senso della parola, che aveva qui in
+ Roma il suo quartiere generale; da qui il re di Napoli dirigeva le
+ mosse, nominava i capitani; da qui la reazione mandava i denari. Ci
+ poteva essere un caso più grave, nel quale il governo fosse tentato
+ per la _salus reipublicae_ di procedere per mezzi spicci, rigorosi,
+ terribili? Ebbene, il Governo venne innanzi al Parlamento, e, come
+ l'urgenza cresceva, si stralciarono, per far presto, dal progetto
+ di legge per la repressione del brigantaggio pochi articoli che il
+ Parlamento discusse e votò, e che formarono la legge Pica.»
+
+ «Che cos'era questa terribile legge? Il suo primo articolo diceva
+ questo solo: «Fino al 31 dicembre nelle Provincie infestate dal
+ brigantaggio e che tali saranno dichiarate con Decreto Reale, i
+ componenti comitiva o banda armata di almeno tre persone che vada
+ scorrendo le pubbliche strade o le campagne, per commettere crimini
+ o delitti, saranno giudicati dai tribunali militari di cui nel
+ libro II, parte II, del Codice penale militare».
+
+ «Era il meno che si potesse chiedere in un caso di vera guerra
+ civile, ed era chiesto per legge. Ebbene, l'onorevole Crispi lo
+ trovava enorme!» (_Cavallotti_)
+
+Le condizioni nel 1862-63, adunque, erano più gravi che nel 1894; eppure
+i provvedimenti eccezionali, furono assai meno rigorosi di quelli del
+1894: ai briganti si consentì la difesa civile negata ai socialisti, e
+quei provvedimenti infine furono consentiti preventivamente dal
+Parlamento.
+
+ [A PALERMO NEL '66]
+
+Nel 1866, lo Stato d'assedio viene proclamato in Palermo. Allora la
+guerra coll'Austria era appena cessata e la pace non era stata ancora
+segnata: quella città delle grandi iniziative e delle barricate, che
+nel 1894 si mantenne completamente tranquilla, era in piena
+insurrezione, in potere dei ribelli armati, che avevano costretto a
+rinchiudersi nel Palazzo reale la legittima autorità; oppose fiera e
+sanguinosa resistenza alle truppe e alla flotta mandate per ristabilire
+l'ordine e fu necessario bombardarla per domarla. Lo Stato d'assedio
+potevasi legittimamente proclamarlo, perchè il governo aveva avuto
+concessi poteri straordinarî dalla legge, di cui fu relatore eloquente
+lo stesso onorevole Crispi, che trovò allora occasione di dichiarare
+solennemente:
+
+ «io sempre amerò la libertà e mi opporrò ai pieni poteri. Credo che
+ la libertà meglio di qualunque intelligente dittatura sia la sola
+ feconda pel trionfo dell'unità nazionale.»
+
+Eppure l'on. Presidente del Consiglio di allora, il Ricasoli, si
+affrettò a togliere lo Stato di assedio (lui, che non lo aveva imposto!)
+prima che si riaprissero le Camere.
+
+Accanto a questi casi nei quali furono presi provvedimenti eccezionali e
+in condizioni e per ragioni tali e in tale misura che riescono a far
+condannare severamente chi li prese e quali li prese nel 1894, alcuni
+altri ve ne sono, nei quali sebbene con più ragione si sarebbe potuto
+invocare la giaculatoria del _salus patriae_, pure non si ricorse a
+provvedimenti eccezionali.
+
+A Genova nel 1857 si tenta una insurrezione, s'invade il forte Diamante,
+si uccide un sergente, bande armate percorrono i dintorni delle città;
+ma non si proclama lo Stato di assedio. Nel 1869 una vasta cospirazione
+repubblicana si scopre nelle file dell'esercito, ch'è veramente minato e
+non si ricorre a misure eccezionali. Nel 1870 ben dodici provincie sono
+in disordine, vi sono insurrezioni nelle caserme--a Pavia ed a
+Piacenza--si dovette arrestare Giuseppe Mazzini allo sbarco in Sicilia;
+ma non si proclama lo Stato di assedio. La condotta dei _conservatori_
+allora fu tale che l'on. Comandini potè buttare in faccia ai _liberali_
+di oggi le parole pronunziate da Marco Minghetti nel 1875 nel difendere
+la legge straordinaria proposta appunto per la Sicilia: «la mia
+dottrina, la mia coscienza, la tradizione del mio partito mi consigliano
+di rifuggire dal ricorrere a mezzi eccezionali; _tutto si deve sempre
+domandare ed ottenere dal Parlamento_.»
+
+ [LA REAZIONE NEL '94]
+
+ [LA "SALUS PATRIAE" È UN PRETESTO]
+
+Argomento a più melanconiche riflessioni è il fatto che la reazione non
+si è limitata alla Sicilia; nè è seguita ai folli e criminosi atti di
+Caserio e di Lega. Gli avvenimenti in Italia in ordine al tempo e allo
+spazio dicono che i moti di Sicilia e i crimini anarchici servirono di
+comodissimo pretesto per colorire il programma della reazione, ciò che
+prova luminosamente che la _salus patriae_ fu invocata in malafede.
+
+Guardate. Lega non aveva sparato il suo innocuo colpo e il guardasigilli
+aveva già da un pezzo diramate le sue circolari inculcanti una maggiore
+severità contro la stampa; e la epurazione delle liste elettorali era
+bene avviata;[80] e le liste di proscrizione erano composte e i
+consigli dei giornali fedeli al governo si ripetevano con insistenza per
+porre argine a quella propaganda socialista, che oggi si dichiara
+sovversiva e ieri serviva di bandiera nelle lotte elettorali ai ministri
+caduti ed a quelli risorti ed ai loro accoliti i quali blateravano con
+idillica ignoranza ed impudenza di un socialismo monarchico, che portava
+tanto di bollo dell'autorità superiore. I tumulti erano stati in
+Sicilia, ma le persecuzioni contro ogni libera manifestazione e gli
+scioglimenti dei sodalizî invisi e i sequestri e le minacce, infierivano
+in ogni parte d'Italia.
+
+ [LO STATO D'ASSEDIO VIEN TOLTO DI NOME]
+
+Lo Stato d'assedio legalmente viene tolto in Sicilia ma le norme e i
+criteri di governo non libero continuarono ad essere in vigore
+impunemente e sfacciatamente: a Palermo la questura chiama in ufficio
+Colnago ed altri giovani eletti e li ammonisce a _moderare_ la loro
+propaganda; la censura telegrafica continua; la soppressione dei
+giornali assume forma più odiosa, perchè più ipocrita; quella del
+sequestro sistematico, capriccioso, non motivato da alcun pretesto
+plausibile, come si pratica contro l'_Unione_ di Catania; le armi non
+vengono restituite ai loro proprietarî: si mantengono a domicilio coatto
+coloro che vi furono mandati arbitrariamente.
+
+ [LE LEGGI ANTIANARCHICHE]
+
+Quando il pretesto alla reazione è eccellente--e lo danno gli
+anarchici--la reazione abbandona ogni riserbo e arriva al suo parossismo
+colle leggi antianarchiche pensatamente indeterminate--delle quali un
+alto magistrato, l'Auriti, aveva dichiarato non esservi bisogno per
+combattere i nemici della società. In Parlamento si promise con
+solennità eccezionale, che non si sarebbero applicate contro i
+socialisti, ma appena votate sono già state sperimentate colla
+proibizione dei congressi, coi sequestri dei giornali, collo
+scioglimento delle associazioni a danno dei socialisti, dei
+repubblicani, dei democratici più tiepidi, ma sinceri, sospettati
+soltanto di non essere abbastanza soddisfatti della delizie che il
+regime ci procura nell'ora presente. E non solo le leggi antianarchiche
+si applicano contro coloro che si era dichiarato solennemente non ne
+sarebbero stati le vittime, ma la magistratura educata alla scuola di un
+qualsiasi Morra di Lavriano dà a dette leggi, in materia di stampa, un
+effetto retroattivo, sollevando proteste, forse le ultime, in certe
+sfere non sospettabili di tenerezze per tutte le gradazioni del mondo
+cosidetto sovversivo.[81]
+
+ [LA REAZIONE HA TROVATO IL SUO UOMO]
+
+E la reazione trionfante ha trovato il suo uomo, l'on. Crispi: deciso,
+caparbio, senza scrupoli, facile alle promesse, alle lusinghe o alle
+minacce se più opportune soccorrono, ed anche simpatico ed affascinante
+per certe sue doti eminenti e perciò più pericoloso. E tale uomo
+rinunzia agli ultimi legami colla tradizione democratica e coi suoi
+precedenti democratici e per quello stesso opportunismo che prima lo
+indusse ad inneggiare alla Dea Ragione ed a Giordano, a Napoli lo spinge
+a riconciliarsi col Papa e col Dio di Torquemada e di Lojola, e al
+clericalismo attonito, novello Costantino, bestemmiando di Mazzini, dà
+l'insegna: _con Dio, col Re per la patria!_ e grida: _in hoc signo
+vinces_.
+
+Ed ora si troveranno più amici e laudatori di Francesco Crispi, che
+oseranno negare ch'egli s'è gettato completamente ed entusiasticamente
+nelle braccia della reazione?...
+
+Di quest'uomo testè Giovanni Bovio ha detto: «non ha partito e la Camera
+gli va incontro; si professa democratico e il Senato gli si piega
+ossequioso; non sollecitò il potere e gli scese incondizionato
+dall'alto; auspicò il monumento a Bruno e il Vaticano gli volge l'occhio
+salutevole. Il paese e la stampa che fanno? L'uno sotto la sua mano si
+addormenta; l'altra, in gran parte, lo seconda.»
+
+ [IL PAESE E LA RAPPRESENTANZA]
+
+Questa sintesi mirabile di contrasti risponde alla verità? Risponde; ma
+questo solo deve osservarsi, che l'uomo supera tutte le difficoltà, non
+perchè egli sia grande, ma soltanto perchè il paese e la sua
+rappresentanza sono piccoli. Il paese si addormentò e la stampa secondò
+altri uomini che di Crispi erano minori e che rispondevano ai nomi di
+Depretis e di Giolitti e che adoperarono mezzi ora uguali ora dissimili
+da quelli adoperati dall'attuale Presidente del Consiglio. Queste
+diversità negli uomini e nei mezzi e questa simiglianza nei risultati
+prova, che la ragione del successo sta al di fuori di essi.
+
+Ciò si osserva non per acre voluttà di diminuire un uomo; ma per
+quell'imperativo categorico, che impone l'omaggio alla verità: alla
+verità, che deve giovare non preparando illusioni nuove e dolorose col
+fare sperare salute dalla caduta di un uomo; che deve giovare non
+permettendo un errore nella diagnosi del male, e nella scelta dei
+rimedî.
+
+Il male è nel paese e si rispecchia nella sua rappresentanza legale. Lo
+constatai un anno fa in _Banche e Parlamento_ di fronte alla onnipotenza
+dell'on. Giolitti; lo constato qui, di fronte alla onnipotenza dell'on.
+Crispi; constatai l'aberrazione morale dilagante colla tregenda
+bancaria; constato l'aberrazione giuridica, politica e sociale
+incarnatasi nella reazione.
+
+Lo scienziato, che vive al di fuori delle passioni politiche, il Brusa,
+pensoso dello spettacolo che danno le presenti vicende politiche,
+scrisse che i governanti d'Italia hanno pareggiato i Borboni, il prete e
+l'Austria; anche sorpassato. (_op. cit._ pag. 28 e 31). Un altro
+scienziato, il Lucchini, soggiunse che le violazioni dello Statuto pei
+casi di Sicilia e di Lunigiana in _altri tempi_ avrebbero sollevato
+popolo e parlamento.
+
+Così è, nessuno si solleva per le condizioni che riassunsi altra volta e
+che ora ripeto perchè non potrei mutare di una linea: «le istituzioni si
+liquidano, la corruzione dilaga, la miseria cresce, tutti soffrono e
+sono malcontenti; e ancora il popolo non sa come, quando, perchè
+insorgere e che cosa sostituire a ciò che sente ed intuisce di dover
+demolire!» (_Banche e Parlamento_ p. 384).
+
+ [SARÀ SEMPRE COSÌ?]
+
+Sarà sempre così? Non lo credo, e la speranza in un futuro migliore
+tanto più mi si fa viva nell'anima quanto più audace si fa la reazione,
+quanto più essa infierisce contro il moto sociale che non si arresta
+mai.
+
+ [LA RISCOSSA NON PUÒ MANCARE]
+
+Certo si passeranno momenti non lieti, ma la reazione capitanata da un
+Bismark fu doma la prima volta in Germania; rialza la testa altra volta,
+ma ricadrà più precipitosamente; la reazione armata del sentimento
+religioso, dell'odio di razza, dell'egoismo economico e maneggiata
+alternamente dai partiti storici dell'Inghilterra è stata costretta a
+capitolare in Irlanda.
+
+In Italia la riscossa potrà essere più lenta e più tarda perchè la
+reversione atavica del servilismo ajuta efficacemente la reazione; ma la
+riscossa non può mancare.
+
+
+NOTE:
+
+[78] Il Generale Morra, più sincero dell'on. Crispi, non esitò a
+indicare i criterî seguiti nello invio a domicilio coatto. Egli infatti
+nella circolare di commiato ai prefetti mette da parte ogni riserbo e
+dice: «Quello che più di tutto interessa si è che la mala pianta dei
+sobillatori, dei sovvertitori dell'ordine pubblico e delle istituzioni,
+che ci reggono, non abbia a ripullulare ed estendersi. Gran parte e i
+più pericolosi in questo genere sono stati allontanati, sia perchè
+condannati, _sia perchè a domicilio coatto_...»
+
+[79] Il generale Corsi aveva già accennato alle esagerazioni sulle forze
+dei _Fasci_ e sui pericoli temuti. A tempo opportuno--oggi potrebbe
+procurare molestie a molti--narrerò un episodio tipico, che darà la
+certezza della assoluta inesistenza della cospirazione della
+organizzazione delle forze dei _Fasci_ e della attribuita preveggente
+azione dei capi. A coloro, che non hanno seguito con attenzione i fatti
+da me esposti o li hanno dimenticati, ricorderò, che questi miei giudizi
+sulle forze dei _Fasci_, sulle loro mire politiche, sugli intendimenti
+separatisti e antinazionali ec. ec. non li accampo _oggi_ per comodità
+di difesa dei miei amici; ma li precisai con crudezza di verismo, che
+dispiacque a molti, che credevano utile alla propaganda ogni
+esagerazione, e nella _Grande Revue_ del gennajo 1893 e nella _Rivista
+popolare_ di Roma e nel _Secolo_ di Milano e nel _Giornale di Sicilia_
+di Palermo nello stesso anno e molti mesi prima, che si arrivasse ai
+tumulti--da me preveduti e preannunziati--che provocarono lo stato di
+assedio e la repressione.
+
+[80] Ciò che avviene in fatto di liste colla nuova legge elettorale
+fatta votare dall'on. Crispi nelle sedute mattutine della Camera, fra la
+disattenzione e la nausea di tutti, è inaudito. All'on. Crispi che si
+vantava democraticamente di aver fatto votare l'art. 100 nella legge
+elettorale del 1882 oggi può assicurarsi la benevolenza dei suoi nuovi
+amici, i reazionarî, ricordando l'ultima legge del 1894, che il diritto
+elettorale quasi annulla. Non calunnio, non esagero; ecco come _La
+Tribuna_ commenta alcune corrispondenze pervenutegli:
+
+«Pubblichiamo su questa quistione delle liste elettorali la lettera di
+Capua per debito d'imparzialità e quella di Albano Labiale che prima ci
+è pervenuta per ordine cronologico. Ma se volessimo potremmo aggiungere
+qui sotto a diecine lettere e corrispondenze le quali ripetono
+press'appoco ciò che ci scrive il corrispondente di Albano Laziale e
+dimostrano che l'anarchia nella compilazione delle liste dovrà, anzi
+imperversare allegramente.
+
+Molte commissioni elettorali si sono ostinate a seguire questo sistema
+di cancellare cioè tutti gli elettori, già inscritti, i quali non
+forniscono la documentazione del loro diritto elettorale.
+
+Abbiamo già avvertito, quanto alle liste vecchie, che esse sono
+permanenti: che nella revisione straordinaria che si sta compiendo,
+coloro che sono già inscritti hanno per loro più che una presunzione di
+diritto: che se anche si vuole documentare il diritto elettorale,
+elettore per elettore, l'obbligo di ricercare, verificare, accertare i
+documenti spetta intero alle commissioni comunali: che queste non
+possono alla leggera disturbare i cittadini, quando esse hanno tutti i
+mezzi di verifica e di mutamento: infine che soltanto quando ogni prova
+e documento manchi, e se v'è reclamo o contestazione, allora solo le
+Commissioni debbono richiedere all'elettore di provare.
+
+Le Commissioni dunque che si conducono come quella di Albano Laziale e
+come quella di Capua e come le altre, dalle quali ogni giorno ci si
+scrive, sono fuori della legge.
+
+Noi non insistiamo di più, perchè non vogliamo ripeterci: chiediamo
+soltanto di nuovo e insistentemente una circolare esplicativa del
+ministero dell'interno che metta a posto le cose.
+
+Altrimenti potrà avvenir questo fra l'altro: che gli arruffoni, e ve ne
+sono massime nei piccoli comuni, si metteranno in mezzo a procurare
+iscrizioni, a far reclami, a chiedere cancellazioni, a far man bassa
+sulle liste elettorali, a prepararsi il terreno per l'avvenire, mentre i
+galantuomini, seccati o indifferenti, lasceranno fare e si lasceranno
+cancellare magari.
+
+E le liste elettorali non saranno purgate, ma mutilate, se non corrotte.
+
+Fra i moltissimi che ci hanno scritto protestando contro i metodi
+inquisitorii delle Commissioni comunali, parecchi concludono
+dicendo:--_Noi non produrremo i documenti che ci si chiedono e subiremo
+piuttosto con indifferenza l'onta di non più appartenere alla classe
+degli elettori._»
+
+Ed oramai ne siamo a questo: ci sono paesi, come Lovere in Lombardia,
+che sono rimasti senza elettori, perchè i cittadini nauseati non hanno
+voluto far valere i proprî diritti contro lo sconfinato arbitrio e la
+crassa ignoranza delle Commissioni!
+
+[81] Come indizio eloquentissimo della situazione noto quanto segue:
+
+Non appena i magistrati vollero dare effetto retroattivo alle leggi
+antianarchiche a Roma, ad Ancona, a Siena nei processi contro _Il futuro
+sociale_, _Il Lucifero_ e la _Martinella_--giornali esclusivamente
+socialisti e repubblicani e antianarchici per eccellenza--le proteste
+fioccarono sulle colonne della _Tribuna_ e il giornale le fece sue. Ora
+viene la proibizione del Congresso socialista d'Imola e la stessa
+_Tribuna_ (n. 242 anno 1894) approva il Prefetto di Bologna. Il fatto,
+data la attitudine del giornale verso il governo, è importante perchè
+prova la malafede più impudente delle sfere ministeriali. Quando il
+governo per bocca di Crispi nella Camera prometteva ai deputati
+socialisti, che a loro non potevansi applicare le leggi antianarchiche,
+conosceva certamente il loro programma, che s'impernia nella _lotta di
+classe_, che tante polemiche ha suscitato e tanti malumori ha destato
+nello stesso campo socialista. La sua slealtà, adunque, è innegabile ed
+è enorme oggi, che si attacca a quel programma per farlo oggetto di
+persecuzione. Figuriamoci ciò che avverrà quando si sarà trovata l'isola
+adatta per mandarvi i coatti! E allora tu, o buon amico Lucchini, vedrai
+quanto avrai guadagnato a fare accettare una dicitura invece di un'altra
+appellandotene a Fanfani e a Tommaseo! I magistrati, i prefetti e i
+questori d'Italia che si occupano di sinonimia! e che nelle distinzioni
+di Tommaseo dovrebbero trovare la guida per agire correttamente e
+interpretare onestamente le leggi antianarchiche....! Questi preludî
+possono servire di opportuno commento alla _liberale_ circolare dell'on.
+Crispi sulla applicazione di dette leggi.
+
+
+
+
+CONCLUSIONE
+
+
+In tutti i capitoli di questo libro traspare un pessimismo, che non è
+ordinariamente nel mio carattere e nelle mie convinzioni, ma che
+fatalmente s'impone a chi esamina gli avvenimenti recenti, sia nella
+parte che riguarda il governo, sia in quella che concerne le classi
+dirigenti.
+
+Ma non c'è un raggio di luce, che possa rischiarare le tenebre che
+circondano la sconsolante prospettiva dell'avvenire?
+
+Non si può e non si deve _a priori_ negare la possibilità nelle cose
+siciliane di un esito diverso da quello enunziato e temuto; si può anzi
+ammetterla, purchè governo e classi dirigenti agiscano di conserva e
+rapidamente per iscongiurare i pericoli che risorgeranno spontanei dalla
+situazione, presto o tardi, senza o con l'opera dei sobillatori, col
+concorso indiretto dei _Fasci_ come nel 1893, o senza che fossero
+conosciute le teorie socialiste, e senza che _Fasci_ esistessero come
+nel 1860 e in altre epoche.
+
+ [L'ATTITUDINE DELLE CLASSI DIRIGENTI]
+
+Storia e scienza politica si accordano nel riconoscere che non c'è che
+un mezzo per evitare le rivoluzioni violente: le riforme date a tempo. E
+riforme ne sono state proposte di ogni sorta per la Sicilia: riforme
+economiche, politiche amministrative e sociali; riforme, che in parte
+riuscirebbero utilissime al resto d'Italia.[82] Ma perchè riuscirebbero
+utilissime al resto d'Italia c'è da temere che non ne saranno votate in
+tempo per la Sicilia dal Parlamento; e per lo stesso motivo i deputati
+siciliani più interessati al mantenimento dello _Statu quo_ e che
+rispecchiano fedelmente le aspirazioni e gl'interessi delle classi
+dirigenti, levano alta la voce contro ogni legge speciale per la
+Sicilia, che scioccamente designano come _legge eccezionale_--di _leggi
+eccezionali_ essi non invocano e non approvano che lo Stato d'assedio
+con tutti i suoi amminicoli, dalla censura preventiva ai Tribunali
+militari!--poichè essi sono giustamente convinti che allontanerebbero
+per più lungo tempo l'amaro calice delle riforme economico-sociali,
+quando tutti i deputati d'Italia fossero costretti ad avvicinarvi le
+labbra.
+
+ [CIÒ CHE SI DOVREBBE FARE E CIÒ CHE SI È FATTO]
+
+Di ciò che si dovrebbe e potrebbe fare, di ciò che si è fatto già o si è
+mostrato l'intenzione di praticare, bisogna fare rapidissima menzione.
+
+Nell'_ordine amministrativo_ si reclamano pronti provvedimenti che
+spengano ed impediscano il risorgere dell'attuale prepotenza delle
+consorterie locali, che opprimono i deboli e gli avversarî; non rendono
+fruttuosa l'opposizione nelle vie legali; e coll'intrigo, colla
+corruzione o colla protezione dei deputati, del governo centrale e dei
+suoi rappresentanti scambiano le parti e riducono alla condizione legale
+di minoranze, quelle che realmente sono maggioranze. E prontamente si
+farebbe opera di pacificazione, (più sincera e più duratura di quella
+più che consigliata, imposta dai Prefetti e dagli ufficiali
+dell'esercito tra i partiti opposti all'indomani dei disordini e delle
+repressioni), collo scioglimento di molti Consigli comunali e colle
+elezioni senza ingerenza indebita di chicchessia.
+
+Ciò che si è fatto non ispira fiducia, poichè dalla narrazione
+precedente, e specialmente dai capitoli sui _Tribunali militari_ e
+sull'_Opera civile del generale Morra_ si apprese che furono abbandonate
+le primitive buone intenzioni in ordine alla ricostituzione delle
+amministrazioni comunali sulle basi della giustizia, della legalità e
+della preponderanza delle maggioranze reali; lasciando perdurare, anzi
+consolidando il prepotere di quelle consorterie--in fondo
+apolitiche--che si mostrano più ligie al governo ed ai suoi
+rappresentanti locali.
+
+In un ordine più generale bisognerebbe provvedere affinchè venisse
+assicurata la onesta compilazione delle liste elettorali: come
+sarebbe savio provvedimento determinare la misura delle spese
+obbligatorie--eliminandone alcune; impedire la partigianeria nella
+distribuzione delle imposte; riformare il sistema dei _tributi locali_,
+modificare la tassa di minuta vendita, alla quale nei comuni aperti
+sfuggono gli agiati colle compere all'ingrosso, abolire il dazio sulle
+farine, la tassa sulle bestie da trasporto e da lavoro, mantenendo
+quella sui bovini, abolire le quote minime del _focatico_ e stabilire un
+maggior numero di categorie che rendano possibile la più equa
+graduazione dell'imposta stessa, che in sè è delle più democratiche,
+ordinare che non si possano sorpassare certi limiti nei dazî di consumo
+se non quando siano raggiunti gli estremi limiti nelle imposte dirette,
+invertendo il sistema vigente; distruggere, infine, come dice l'anonimo
+del _Giornale degli economisti_, «il vizio fondamentale del sistema
+finanziario locale che si riassume nel fare pagare prevalentemente le
+imposte ai meno abbienti e nel farle usufruire per servizi pubblici
+prevalentemente ai maggiori abbienti.» (_Febbrajo 1894_)[83].
+
+Nel precedente capitolo si disse a che cosa è servita sinora e serve la
+nuova legge elettorale: è sicuro, che si avrà un enorme peggioramento
+nella compilazione delle liste elettorali, nelle quali finiranno col
+trovar posto solamente coloro, che preventivamente avranno ipotecato il
+loro voto.
+
+ [IL REFERENDUM]
+
+L'organismo amministrativo si dovrebbe completare col
+_referendum_--accessibilissimo alle intelligenze meno sviluppate, perchè
+si esercita sopra quistioni chiare e concrete--parziale o totale;--e
+colla elezione diretta del sindaco e degli assessori--sistema dei
+_selectmens_,--tenendo conto sempre delle diversità di cultura, di
+educazione e di tradizioni, che rendono dannosa qualunque legge
+unitaria che debba aver vigore in Lombardia e in Sicilia, in Piemonte e
+in Basilicata[84].
+
+ [PUNTE LEGGI UNITARIE]
+
+E di questa varietà di ordinamenti (perfettamente consona a quella
+_politica sperimentale_, di cui ci ha dato tanti esempi convincenti il
+Donnat, nel libro che porta detto titolo, e a quella analoga politica
+quantitativa descritta da uno dei più sapienti positivisti che
+seguirono il Littrè--il Wirouboff) non c'è da allarmarsi come di uno
+sbocconcellamento della patria italiana, se lo stesso on. Crispi,
+il più fanatico unitario d'Italia, sin dal 1878 riconobbe «che le
+isole hanno diritto a norme speciali di governo, ad una speciale
+amministrazione» come ricordò di recente l'on. Comandini (_Corriere
+della sera_ n. 50, 1894).[85]
+
+È corsa con insistenza la voce, che l'on. Crispi voglia realmente venire
+ad un ordinamento speciale per la Sicilia; ma tutto quanto sinora si è
+fatto non autorizza a sperare che la riforma sia inspirata a sensi
+democratici; se a qualche cosa che somigliasse alla _regione_ egli
+verrà, di sicuro tutto si ridurrà ad una diminuizione nel numero delle
+provincie e delle intendenze e ad un concentramento di poteri nel
+Prefetto di Palermo; avremmo al più un decentramento _more_ imperiale,
+di cui la parte popolare non avrebbe da rallegrarsi.
+
+ [NEL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE]
+
+Più difficili, ma di maggiore importanza rispetto ai lavoratori delle
+campagne e delle miniere, sono le riforme di ordine _economico-sociale_.
+
+Alcune si può essere sicuri che verranno adottate tra breve--e fu già
+presentato qualche disegno di legge per tutta Italia, ma che ha
+particolare importanza per la Sicilia, dal passato ministero--; così
+quella sul _truck-sistem_ nelle miniere di zolfo, che bisognerebbe
+completare con una legge contro l'usura, che rovina i contadini; quella
+sull'obbligo dei frequenti pagamenti agli operai e sulla
+insequestrabilità degli stipendi; sulla così detta _cassa piccola_ da
+doversi imporre in tutte le miniere di zolfo; sui _probi-viri_
+nell'agricoltura; sulle _cooperative di consumo e di lavoro_, alle quali
+si dovrebbero concedere diritti reali e mezzi adatti per farli
+riconoscere dalle amministrazioni locali e dal governo, ecc. ecc.
+
+Maggiori ostacoli si incontrerebbero per diffondere e regolare equamente
+il _credito_, sottraendolo agli usurai e alle influenze politiche, e per
+organizzare efficacemente il _credito fondiario ed agrario_, dopo che fu
+votata e sanzionata la infausta legge bancaria del 10 agosto 1893; ma è
+materia di cui c'è da occuparsi, perchè molte altre riforme economiche
+sono intimamente connesse alle facilitazioni che possono venire dal
+_credito_ equamente distribuito e ad interessi miti, che possano essere
+sopportati dall'agricoltura.
+
+ [I RAPPORTI TRA CONTADINI E PROPRIETARII]
+
+Le difficoltà divengono veramente gravi, quando si arriva alle proposte
+per migliorare i rapporti tra contadini e proprietari mercè la riforma
+in via legislativa dei _contratti agrari_ e promovendo lo spezzamento
+del latifondo. Qui non c'è solamente l'aspro conflitto tra due scuole
+economiche diverse, che battagliano nel campo teorico; ma c'è il
+conflitto tra gl'interessi contrarî colla prevalenza di quelli dei
+proprietari e del capitalismo, che soli sinora comandano nei comuni,
+nelle Provincie, nei Comizî agrarî, nelle camere di Commercio, nel
+Parlamento.
+
+Qualche provvedimento che riesca indirettamente a tale miglioramento nei
+contratti agrarî non è difficile che prevalga, perchè contemporaneamente
+se ne avvantaggerebbero le classi dirigenti, che nell'attuale conflitto
+tengono, come suol dirsi, il coltello per il manico: tale sarebbe ad
+esempio la proposta _sesta_ del _Comitato promotore_ dei grandi
+proprietarî di Sicilia:--esenzione per legge dalle tasse di focatico,
+sul bestiame, bestie da tiro e da soma e ricchezza mobile per quei
+contadini che prendano stabile dimora nelle campagne--mentre mi sembra
+più difficile che possa passare la proposta _settima_ colla quale si
+dimanda la riduzione del 50 % della imposta fondiaria sui latifondi nei
+quali verrebbero costruite case coloniche e adottati quei metodi di
+coltura razionale che sarebbero, caso per caso, stabiliti da apposite
+commissioni tecniche, nominate dal ministro di Agricoltura e Commercio.
+
+E nello interesse dei grandi proprietari,--ma che indirettamente
+potrebbe giovare ai contadini, perchè indurrebbe più facilmente i primi
+alle enfiteusi--i senatori siciliani, con alla testa il principe di
+Camporeale, fecero votare dal Senato la istituzione di una Banca che si
+occupasse del riscatto dei censi a richiesta del proprietario, a
+somiglianza di ciò che già si pratica altrove.
+
+Cessata la cieca venerazione per la proprietà privata col suo quiritario
+_jus utendi abutendique_, per il legislatore in Sicilia non riuscirebbe
+difficile il compito di creare una numerosa falange di piccoli
+proprietarî e poco più disagevole riuscirebbe l'altro della riforma dei
+contratti agrari.
+
+ [ESEMPII DI LEGISLAZIONI STRANIERE]
+
+Gli esempi che ci somministra la legislazione straniera sono
+incoraggianti, come osserva il Cavalieri: Le _Homestead Laws_ negli
+Stati Uniti, le leggi per l'Irlanda del 1881, altre leggi per la stessa
+Irlanda, per la Scozia e per l'Inghilterra--_Small holdings Act_,
+_Allotments Act_, ecc., ecc.--le colonizzazioni interne, le
+modificazioni alle leggi sull'enfiteusi in Germania, la quotizzazione
+dei terreni sabbiosi resistenti alla filossera in Ungheria e le più
+recenti proposte di leggi dell'Austria sulla cooperazione agraria e
+sulla redenzione dei debiti ipotecarî cogli opportuni temperamenti
+suggeriti dalle condizioni e dalle tradizioni locali, potrebbero
+riuscire di grande efficacia in Sicilia per migliorare la condizione dei
+contadini e i rapporti tra proprietari e lavoratori.
+
+Da tempo, e prima che gli ultimi avvenimenti richiamassero sull'isola
+l'attenzione generale, proposte inspirate ai criteri informanti la
+legislazione straniera succennata, nel 1883--più di un decennio
+fa!--erano state avanzate dal Baer: il quale, sebbene schietto
+conservatore, arrivava sino alla espropriazione dei latifondi privati
+per distribuirli a piccoli lotti ai contadini.
+
+ [VARRANNO A QUALCHE COSA?]
+
+Gli esempî stranieri e i consigli non sospetti condurranno a risultati
+pratici?
+
+Non mi abbandono ad un alcun preconcetto pessimista nella previsione dei
+medesimi, ed espongo puramente e semplicemente i dati di fatto, che
+possano aiutare il lettore a formarsi da sè stesso un esatto concetto.
+
+In quanto alla riforma dei _contratti agrarî_ c'è poco da sperare dal
+Parlamento. Figuriamoci che si considerò come troppo ardito, quasi
+rivoluzionario, il progetto sulla _mezzadria_ dell'on. Sonnino! E la
+sorte che correrebbe qualunque altro disegno meno anodino si può
+indovinarla dalle discussioni e dalle risoluzioni della Commissione
+nominata dal ministro di Agricoltura e Commercio e da quello di Grazia e
+Giustizia per istudiare precisamente la riforma di detti _contratti
+agrarî_.
+
+La maggior parte dei deputati e dei senatori, che ne facevano parte--tra
+i quali l'on. Fortis, che a tempo perso si proclama _socialista di
+Stato_--si mostrarono decisamente avversi ad accettare quella corrente
+nuova (che fa capo a Menger in Austria, che in Italia è rappresentata
+degnamente da Gianturco, Nitti, Salvioli, Cogliolo, ecc.) la quale mira
+ad innestare il contenuto socialista nel Codice Civile, modificando il
+concetto quiritario della proprietà e facendo posto adeguato alle
+ragioni del lavoro.
+
+ [PAROLE E FATTI]
+
+L'opposizione alle chieste modifiche dei contratti agrarî da parte degli
+elementi conservatori di detta Commissione, sebbene truccati alcuni da
+democratici in aperto conflitto coll'elemento universitario (Nitti,
+Cogliolo, Salvioli) quantunque disinteressata nella apparenza, perchè
+mossa da elementi non siciliani, pure tale non era: essi avvedutamente
+han dovuto pensare che ciò che adesso si concederebbe alla Sicilia,
+sotto la pressione della rivolta, più tardi si dovrebbe accordare al
+resto d'Italia dove sussistono condizioni analoghe. L'esempio di ciò che
+è avvenuto nella Gran Brettagna li ammaestrava: le concessioni e le
+riforme agrarie della Irlanda non tardarono a varcare il canale di San
+Giorgio, per essere proposte a vantaggio dei lavoratori d'Inghilterra e
+di Scozia.
+
+In quanto allo spezzamento del latifondo, e alla creazione dei piccoli
+proprietari, memore più che degli esempi stranieri dei consigli dei
+conservatori illuminati e preveggenti, (Baer, Cavalieri, Monsignor
+Carini ecc., ecc.) in seno della Commissione eletta dai deputati
+siciliani per istudiare le opportune proposte per la loro regione, osai
+proporre il censimento obbligatorio dei latifondi di una certa
+estensione; ma rimasi solo: gli on. Di Rudinì, Di San Giuliano, Sciacca
+della Scala, Reale e Filì-Astolfone si dichiararono avversi alla
+proposta mia. L'on. Damiani l'accolse con simpatia; ma funzionando da
+presidente non credette pronunziarsi in proposito[86].
+
+ [IL DISEGNO DI LEGGE SU' LATIFONDI]
+
+Il 1º Luglio 1894 l'on. Crispi presentò alla Camera dei Deputati il
+disegno di legge intorno alla _enfiteusi dei beni degli enti morali e ai
+miglioramenti dei latifondi dei privati nelle provincie Siciliane_, e il
+cuore dei partigiani delle sane riforme si riaprì alla speranza e le
+previsioni dei pessimisti e degli increduli parve che ricevessero una
+solenne smentita.
+
+Con quel disegno di legge non solo s'imponeva la enfiteusi dei beni
+degli enti morali, ma si costringevano ai miglioramenti agrarî colla
+mezzadria i latifondisti che non ottemperando a tali disposizioni
+dovevano vedere sottoposti all'enfiteusi obbligatoria i loro fondi.
+
+Non occorre scendere a dettagliata disamina delle proposte del
+Presidente del Consiglio dei ministri, perchè esse colla chiusura della
+Sessione parlamentare, legislativamente sono già morte e sepolte,
+sebbene suscettibili di resurrezione; basta qui e adesso giudicarne il
+principio, che lo informa.
+
+ [IN SOSTANZA È CONSERVATORE]
+
+Negli uffici il disegno di legge agraria venne combattuto fieramente
+alla quasi unanimità dai deputati siciliani,--e si vede da ciò ch'erano
+fedelmente rappresentati in quella Commissione privata di cui mi occupai
+precedentemente--e venne combattuto perchè ritenuto violento e
+rivoluzionario[87]. I socialisti invece--e in nome loro autorevolmente
+ha scritto il professore Salvioli nella _Riforma Sociale_ (N. del 10
+agosto 1884)--non lo trovarono di loro gradimento, «perchè in sostanza è
+conservatore, tendendo a diffondere quella proprietà fondiaria
+coltivatrice, pegli stessi lavoratori del suolo, la quale secondo la
+relazione che la procede _è per lo Stato e per le civili istituzioni una
+più sicura garenzia di ordine e di stabilità_.»
+
+Io non esito a dichiarare che il principio del disegno di legge agraria
+Crispi era equo ed opportuno, era rispondente alle condizioni del
+momento, e sebbene combattuto ad un tempo dai socialisti e dai
+latifondisti--senza distinzione di colore politico--sarebbe riuscito
+bene accetto e giovevole ai contadini ed ai proletari. Nè ciò dicendo
+credo derogare alle teorie socialiste, che da anni sostengo, come in
+altro luogo e in altra occasione cercherò di dimostrare[88].
+
+Se della legge agraria cennata accetto il principio informatore, non
+approvo però i particolari, molto meno posso dichiararmi soddisfatto dei
+mezzi proposti per creare la piccola proprietà rurale e promovere i
+miglioramenti agrarî.
+
+ [INTORNO ALLA PROPRIETÀ COLLETTIVA]
+
+Inoltre non sono favorevole alla quotizzazione dei demanî comunali, e
+credo che sarebbe più utile e conveniente costituirli in proprietà
+collettiva o almeno farli servire ad esperimenti di cooperazione
+agraria.
+
+Il nome e la cosa in fatto di proprietà collettiva oggi non dovrebbero
+più spaventare, dopo che un progetto di legge che mira a conseguire tale
+risultato venne presentato da deputati conservatori e timidamente
+liberali per i dominî dell'ex stato pontificio; progetto al quale
+promise il suo appoggio il ministro Boselli.[89] E queste proprietà
+collettive potrebbero e dovrebbero allargarsi, costituendo un vero
+campo di sperimentazione economico-sociale coll'adottare le misure
+proposte poco tempo fa dall'egregio avv. P. Di Fratta, segretario al
+Ministero di Grazia e Giustizia--nell'opuscolo sulla _Socializzazione
+della terra_.
+
+ [IL PROGETTO CRISPI È SENZA SPERANZA]
+
+La cennata discussione della Regia Commissione sui contratti agrari e
+l'accoglienza fatta negli Uffici al disegno di legge Crispi lasciano
+poche illusioni sulla sorte dello stesso progetto qualora venisse
+ripresentato nella futura sessione: per farlo accettare dal Parlamento
+occorrerebbe una forte, direi quasi, minacciosa pressione della pubblica
+opinione e un ministero energico che sapesse rendersene interprete. E in
+tanto abuso di _decreti reali_, chi potrebbe protestare se ancora una
+violazione delle buone norme costituzionali si avesse a fin di bene per
+attuare qualche importante riforma economico-sociale? A cosa
+fatta--l'esperimento è stato ripetuto,--la Camera non ardirebbe negare
+la sua approvazione: tanta energia nessuno gliela suppone e potrebbe
+attingerla soltanto nel più sfrenato egoismo.
+
+ [E POI SI SAPREBBE CONSERVARE?]
+
+Ma dato che si arrivi comunque allo spezzamento del latifondo e alla
+costituzione di numerosi piccoli proprietarî rurali, cura somma dello
+statista dovrebbe essere quella di saper conservare; poichè si sa che i
+piccoli proprietarî sorti dal censimento dei beni dell'asse
+ecclesiastico e dalla quotizzazione di alcuni demanî comunali sono
+nella massima parte scomparsi: i loro campicelli furono inghiottiti
+dall'antico latifondo limitrofo o servirono a costituire qualcuno nuovo.
+
+Nelle legislazioni straniere c'è la preoccupazione di conseguire tale
+supremo intento ed oltre le _Homestead laws_ degli Stati Uniti è noto
+«che lo Schäffle, che voleva davvero le piccole proprietà, non si è
+peritato di suggerire la proibizione di accendere ipoteche per la
+legittima ogni volta che dovevano colpire un già modesto fondo; in
+Prussia e in Austria si è giunti a costituire degli Höferolle, che
+rappresentano una specie di catasto speciale della piccola proprietà ai
+fini della sua conservazione; e nel Mecklemburgo si è provveduto non
+solo alla irredimibilità dei beni enfiteutici, ma anche alla loro
+trasmissione indivisibile». (_Cavalieri_, p. 60).
+
+ [CIFRE ELOQUENTI]
+
+Questo bisogno di provvedimenti urgenti ed efficaci per la conservazione
+della piccola e media proprietà è più impellente per le provincie del
+mezzogiorno, e specialmente per la _Sicilia_ e per la _Sardegna_ come
+risulta con straziante eloquenza dalle cifre.
+
+Su 100,000 abitanti nelle vendite giudiziarie nell'anno 1885 l'Italia
+settentrionale è rappresentata con 7,16, l'Italia centrale con 16,43, il
+Napoletano con 49,34, la Sicilia con 61,57, la Sardegna con 742,89.
+
+Nel 1886, nel 1887, nel 1888, troviamo gli stessi rapporti e nel 1889
+c'incontriamo con questi dati: l'Italia Settentrionale 8,21, l'Italia
+centrale 17,46, il Napoletano 77, la _Sicilia_ 170,77, la _Sardegna_
+1380,41!
+
+E non siamo ancora negli anni ultimi, nei quali la crisi economica è
+terribilmente aumentata......
+
+Ancora delle cifre! Per ogni cento vendite di mobili e di frutti
+pendenti, in quelle di valore non superiore a _trenta lire_ l'Italia
+settentrionale è rappresentata da 7,69% l'Italia centrale da 6,57 il
+Napoletano da 33,53, la Sicilia da 26,41, la Sardegna da 29,28: in
+quelle non superiori a _cinquanta lire_, l'Italia settentrionale è
+rappresentata da 8,12% la Centrale da 8,60, il Napoletano da 12,76, la
+_Sicilia_ da 17 e la _Sardegna_ da 26,69. Nelle vendite per
+espropriazione forzata in quelle non superiori a 500 lire l'Italia
+settentrionale da 5,80, la centrale 7,27, il Napoletano 7,19, la
+_Sicilia_ 9,45, la _Sardegna_ 14,62; in quelle superiori a tale somma e
+non oltre mille lire l'Italia settentrionale dà 8,31 l'Italia centrale
+7,80, il Napoletano 11,23, la _Sicilia_ 16,60, la _Sardegna_ 16,04.
+
+Non avevo dunque ragione nell'affermare che da tali cifre risulta colla
+massima evidenza l'impellente dovere di provvedere alla difesa della
+piccola e media proprietà in Sicilia e in Sardegna; ed esse stesse non
+provano ancora una volta luminosamente che le condizioni economiche
+dell'isola sono generalmente più tristi di quelle del resto d'Italia,
+eccettuata la povera Sardegna?[90]
+
+ [IL FISCO E GLI SFORZI LEGISLATIVI]
+
+ [PERFETTAMENTE INUTILE]
+
+Quando poi si considera che l'avidità del fisco italiano è la grande e
+generale causa della espropriazione e della graduale scomparsa della
+piccola e media proprietà si deve riconoscere che gli sforzi legislativi
+per creare l'una e l'altra sono un perditempo, anzi una crudele ironia
+e che è perfettamente inutile pensare a fare colla mano destra ciò che
+la sinistra deve affrettarsi a distrurre. E chiunque ha fior di senno e
+non si lascia mistificare dalle apparenze e dalle parole, dopo avere
+esaminato i provvedimenti ch'erano contenuti nella legge agraria
+dell'onorevole Crispi, meschinamente inspirati al concetto
+dell'_Homestead_, per ovviare al riassorbimento nel latifondo della
+piccola proprietà, dovrà coscienziosamente riconoscere che essi non
+corrispondono affatto allo scopo. Meglio si riuscirebbe con una politica
+generale casalinga ed economica.
+
+ [PER L'INDUSTRIA ZOLFIFERA]
+
+Accanto alla questione agraria in Sicilia ce n'è una mineraria ancora
+più acuta. Nulla per essa, proprio nulla, ha fatto mai il governo
+italiano, che in questo di tanto si mostra inferiore al governo
+borbonico. E quanto ci sarebbe da fare risulta dai due progetti
+d'iniziativa parlamentare presentati l'uno dall'on. Ippolito De Luca e
+l'altro da me, nonchè dalle proposte della Sotto commissione dei
+Deputati Siciliani (Di Rudinì, Di San Giuliano, Colajanni). È da
+notarsi, per aggravare la enorme responsabilità del governo nella
+quistione mineraria, che la Sicilia non chiede alcun sacrifizio
+pecuniario al resto dell'Italia, a tutti i contribuenti; essa non chiede
+se non ciò che le spetta di pieno diritto; essa chiede che venga
+consacrato all'industria zolfifera ciò che questa dà allo Stato e che
+lo Stato indebitamente prende, cioè il prodotto del dazio di
+esportazione sugli zolfi. Dico che lo Stato lo prende indebitamente
+perchè dopo l'abolizione del dazio di esportazione sulla seta, _chiesto
+ed ottenuto dai lombardi_, quello sugli zolfi è il solo dazio di
+esportazione che resta in Italia e che pesa esclusivamente sulla Sicilia
+anzi su tre provincie soltanto dell'Isola. La parità di trattamento
+s'imponeva tanto, che l'abolizione di detto dazio chiesta dall'on.
+Pantano e da me nella Camera dei Deputati nel 1891, venne promessa dal
+ministro delle Finanze on. Luzzatti e la promessa fu riconfermata
+dall'on. Di Rudinì nel discorso di Milano. Le promesse!
+
+Ora l'industria non chiede l'abolizione di quel dazio di uscita; ma
+domanda, ed ha diritto di ottenere, che se ne impieghi il prodotto a
+proprio vantaggio, lasciando anche un largo margine di profitto
+all'erario dello Stato ed altro maggiore creandogliene col
+risollevamento economico di una numerosissima classe di lavoratori, di
+speculatori, o di proprietari. Sarà ascoltata?....
+
+Una circolare riservata dell'on. Boselli altra volta lasciava sperare
+che ad un lato della questione mineraria--quello della proprietà del
+sotto suolo e del sistema degli affitti angarici ed a breve durata--si
+cominciava a pensare nelle sfere ministeriali. Ma l'on. Boselli è
+passato alle finanze e il suo successore, on. Barazzuoli, propugnatore
+dell'anacronistico liberismo economico non dà alcun affidamento, che
+qualche cosa di bene si voglia fare. Egli anzi ha cominciato dal
+ritirare il disegno di legge sui consorzî obbligatorî, sulla brucia
+ecc. presentato prima dall'on. Lacava, e mantenuto dal Boselli e che
+pur riuscirebbe tanto utile all'industria!
+
+E mentre il governo si mostra così incurante o così ligio a vieti
+principî economici--a meno che non si tratti di violarli nello interesse
+delle finanze--l'ingiustificabile rinvilimento nel prezzo degli zolfi
+continua vertiginosamente, gli scioperi forzati si succedono con
+allarmante frequenza, la miseria dei zolfatarî ha raggiunto proporzioni
+spaventevoli e non ostante lo Stato di assedio avvengono terribili
+attentati e delitti minerari che fanno ricordare i delitti agrari
+dell'Irlanda e della stessa Sicilia[91].
+
+Le misure economiche-sociali dianzi cennate risolverebbero in parte la
+quistione Siciliana; ma la soluzione dovrebbe essere completata da
+provvedimenti di altra indole.
+
+ [L'ANALFABETISMO]
+
+L'analfabetismo è una delle piaghe dell'isola, che va amorevolmente
+studiata e curata.
+
+I vantaggi generali che si avrebbero da una buona istruzione impartita
+alle classi lavoratrici sono evidenti. Vero è che l'istruzione è un
+prezioso coefficiente per la propaganda socialista, anche quando riesca
+a creare un grande numero di spostati, come ha dimostrato il Bebel; ma
+non si dovrebbe ignorare che anche colla più crassa ignoranza non si
+sono evitate le ribellioni e i tentativi di rivendicazioni sociali;
+_dalle guerre servili alle Jacqueries_; dai moti di Ben Tillet in
+Inghilterra e dell'anabattismo in Germania e in Isvizzera, ai tumulti
+dei contadini del Napoletano nel secolo scorso e della Sicilia dal 1860
+al 1894. Si rileva che l'analfabetismo non è rimedio efficace per
+impedire le esplosioni determinate dalle sofferenze dei lavoratori.
+Dalla storia invece si apprende che dovunque gli operai e i contadini
+hanno acquistato una certa coltura, ivi la lotta si è fatta pacifica,
+evolutiva, con manifesto vantaggio delle classi dirigenti.
+
+Vero è che l'istruzione obbligatoria com'è attualmente organizzata, non
+dà risultati corrispondenti alla spesa che costa ai comuni; ma questo
+non autorizza a prendere occasione dall'insuccesso delle leggi attuali
+per domandarne l'abolizione o indicarla come _spesa facoltativa_ ai
+comuni, come con mia sorpresa ha proposto un egregio scrittore.
+
+Meglio sarebbe invocarne la riforma e comprenderla tra gli obblighi
+dello Stato assai più utilmente e più equamente che non si faccia col
+lasciargli l'insegnamento secondario ed universitario, ch'è un bisogno
+meno universale della istruzione elementare.
+
+ [SI DICHIARA LA GUERRA ALL'ISTRUZIONE]
+
+Ma purtroppo le classi dirigenti o il governo non apprezzano in Sicilia
+i vantaggi della istruzione, non ne vedono che i pericoli. Ivi appena si
+affacciò sull'orizzonte la _reazione_ trionfante fu dichiarata guerra a
+morte all'istruzione. L'odio che alcuni _lords_ in Inghilterra
+manifestarono contro la istruzione e di cui parla Marx, si è
+ripresentato nell'isola, dove dapertutto quasi venne invocata la
+chiusura delle scuole serali istituite saviamente dai _Fasci_. Nella
+_Sala Ragona_ non solo si protestò contro l'insegnamento universitario,
+che ha tendenze socialiste; non solo s'invocò che nelle scuole
+s'imponesse il catechismo ma quando un oratore parlò degli aggravi che
+l'istruzione obbligatoria impone ai Comuni si gridò con entusiasmo!
+_abolitela! abolitela!_ E quel ch'è peggio i rappresentanti del governo
+si mostrano dello stesso avviso dei reazionarî _grandi proprietarii_
+della Sala Ragona.
+
+ [NECESSITÀ DELLA RICOSTITUZIONE DEI "FASCI"]
+
+Tali riforme e tali provvedimenti dovrebbero essere coronati da un
+ultimo d'indole politica, che pur troppo incontra la più viva
+opposizione e nel governo e nelle classi dirigenti che spadroneggiano in
+parlamento e fuori: la ricostituzione dei _Fasci dei lavoratori_.
+
+Se si tenesse conto delle savie considerazioni svolte dall'on. Di San
+Giuliano nel suo libro sulla opportunità di conservare i Fasci (p. 23 e
+120) si converrebbe anche adesso da conservatori intelligenti che alla
+causa dell'ordine vero gioverebbe la ricostituzione di quei sodalizî,
+che rappresenterebbero tante valvole di sicurezza, tanti organi per la
+esplicazione legale dei bisogni e delle tendenze delle classi
+lavoratrici. Il Brentano ritenne che le _Trade Unions_--delle cui
+vicende si fece menzione--in Inghilterra furono un vero elemento di
+ordine e di conservazione sociale, e l'Howel ha dimostrato (_Le passé et
+l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni inglesi cessarono
+di essere causa di perturbamento dopo che vennero lasciate libere di
+svolgersi ed intraprendere le loro lotte contro il capitalismo pel
+miglioramento del salario dei loro socî.
+
+ [IL MERITO DEI "FASCI"]
+
+Le dichiarazioni dell'on. Sonnino--ministro e non più semplice
+_touriste_--sulla iniquità del dazio di consumo e sulla ripartizione dei
+tributi locali avevano a sufficienza giustificata l'azione, anche
+tumultuaria, dei _Fasci dei lavoratori_; chi poi l'ha addirittura
+glorificata è stato l'on. Crispi colla presentazione del suo disegno di
+legge agraria. Se lo ha presentato, è segno che lo ritiene giusto e
+necessario, e se così è tutto il merito della sua iniziativa dev'essere
+restituito esclusivamente ai _Fasci_, che la propugnarono, che
+minacciosamente la chiesero e senza la cui azione non sarebbe venuta
+come non era venuta per _trentaquattro!_ anni. Se quel disegno verrà
+ripresentato e trionferà, potrà il governo iniquamente continuare a
+mantenere in galera i capi e gli organizzatori dei _Fasci dei
+lavoratori_, ma esso stesso avrà loro innalzato un altare nel cuore dei
+contadini che alla loro agitazione e ai loro sacrifizî dovranno la terra
+tanto desiderata e invano per tanti secoli.
+
+E qui è opportuno ribattere qualche sofisma che le reminiscenze
+liberiste fanno spuntare anche in bocca di chi dal liberismo si mostra
+lontano, a dimostrare ancora che ciò che è avvenuto testè in Sicilia non
+è che un caso di una regola generale.
+
+ [UNA STRANA AFFERMAZIONE]
+
+Il Cavalieri, che ripetutamente ha invocato il savio intervento dello
+Stato, a certo punto si ricorda di essere conservatore in politica e
+torna liberista in economia per dare ingiustamente addosso ai _Fasci_.
+Egli dopo avere osservato, che da Giorgio III in poi senza bisogno dei
+socialisti la legislazione inglese promosse molte radicali riforme
+agrarie esclama: «non c'è bisogno di stringersi in una setta (?), di
+ordire costanti macchinazioni (?), di ricorrere alla violenza per fare
+trionfare nuovi canoni di distribuzione della ricchezza, che se son
+giusti, faranno certo la loro strada da sè.» (p. 64)
+
+Non avrei rilevata questa strana affermazione--che suona aperta
+contraddizione in bocca del Cavalieri--se essa non venisse ripetuta--in
+buona o in mala fede--da molti uomini politici, che vanno per la
+maggiore e dai loro giornali.
+
+No! non è vero che i nuovi canoni di distribuzione della ricchezza, se
+giusti, _faranno la loro strada da sè_, nè importa se la parola
+_socialisti_ e socialismo ai tempi di Giorgio III non esistevano: altri
+ne rappresentarono l'azione equivalente e le riforme furono la
+conseguenza delle agitazioni popolari e di una maggiore partecipazione
+dei lavoratori alla vita politica, come risulta dalla citata polemica
+tra il Prof. Luzzatti e l'avv. Bissolati, nonchè dal libro del Thorold
+Rogers sulla _interpretazione economica della storia d'Inghilterra_.
+
+E le grandi riforme agrarie dell'Irlanda, che tra non guari saranno
+completate dall'_Home rule_, non si devono esclusivamente ad un secolo
+di lotte ed anche di violenze? Che cosa avrebbe ottenuto l'Isola senza
+gli agitatori, senza i Feniani, senza la _Land League_ e forse anche
+senza il tremendo delitto di Phoenix Park?
+
+Nulla! La giustizia non avrebbe trovato la strada da sè; e se la
+violenza gliel'aprì spesso, la responsabilità dei suoi possibili danni
+ricade intera sui governanti e sulle classi dirigenti, che vogliono
+tenerla sbarrata ad ogni costo e in tutti i modi.
+
+Da tanti anni, per non dire secoli, si conoscono i mali della Sicilia;
+ma quali i rimedi efficaci sinceramente apportati? Nessuno! Ebbene i
+contadini di Piana, di Corleone e di cento altri siti unendosi _in
+setta_, ricorrendo alla violenza se si vuole, migliorarono salari e
+patti agrari, mentre l'inchiesta sulla Sicilia del 1875, l'inchiesta
+agraria, i libri di Caruso, di Sonnino, di Franchetti, di Basile, di
+Villari, ecc., gli articoli di Baer e di tanti altri non cavarono, da sè
+pur troppo! un ragno da un buco.
+
+ [COSA AVVENNE SOPPRESSI I "FASCI"]
+
+E che cosa è avvenuto non appena soppressi i _Fasci_ e impedita la loro
+e proficua agitazione? I miglioramenti ottenuti scompaiono e si torna
+all'antico colla antica miseria eccessiva dei lavoratori. E ciò che
+previdi sin dallo scorso gennaio in alcuni articoli e nella prima
+edizione di questo libro oggi viene riconfermato dall'agitazione che
+rinacque in Corleone, e altrove, appena tolto lo Stato d'assedio, e ch'è
+tanto giusta che provoca scoppi di sdegno anche nella più autorevole
+stampa ufficiosa, che se la prende colla improntitudine, colla slealtà e
+colla ingordigia dei grandi proprietari e che invece si dovrebbe
+scagliare contro il governo e contro il suo proconsole cicisbeo, che ai
+grandi proprietari hanno prestato mano forte e della cui iniquità si
+sono fatti strumento.
+
+E questa solidarietà di fatto tra governo, proconsole e grandi
+proprietari è tanto più mostruosa in quanto che tra gli ultimi non si è
+levata sin ora una voce coscienziosa, autorevole, efficace contro la
+propria classe e in favore dei contadini, mentre in Irlanda non
+mancarono _landlords_, che dettero l'esempio della equità e del
+disinteresse, come risulta dalla relazione della Commissione presieduta
+dal duca di Richmond e che preparò la legge agraria del 1881 di cui fu
+segretario un grande proprietario irlandese, il colonnello King-Harman,
+che si mostrò tra i più energici e convinti nel propugnare la causa dei
+lavoratori della terra.
+
+Il vicino passato e gli avvenimenti contemporanei adunque, se c'è
+sincerità nell'on. Crispi nel promettere il miglioramento dei contadini,
+dovrebbero indurlo a consentire la ricostituzione dei _Fasci_, che prima
+delle sue leggi varrebbero ad infrenare il mal volere dei grandi
+proprietari.
+
+ [SINISTRI INDIZII]
+
+Ma per quanto ciò non sarebbe altro che il rispetto puro e semplice dei
+diritti riconosciuti dallo Statuto, nulla fa sperare che verranno
+rispettate queste leggi nostre, in sè stesse tanto inferiori in
+liberalismo alle straniere--come osservò l'Impallomeni--e c'è tutto da
+temere che si perdurerà nella reazione ignominiosa e pericolosa. Certe
+abbominevoli liste di proscrizione a me note, le leggi antianarchiche,
+la loro interpretazione--di cui si ebbe già un saggio nell'applicazione
+_retroattiva_ pei reati di stampa--le decimazioni tra gli elettori
+popolari, i numerosi arresti arbitrarî, l'avviso dato dalla questura di
+Palermo al barone Colnago e ad altri socialisti di astenersi da
+qualunque agitazione e propaganda, la proibizione dei congressi
+socialisti di Carpi, di Bozzolo e d'Imola e cento altri sinistri indizî
+confermano un tale timore.
+
+Ben so che c'è una circolare dell'on. Crispi, che invita le autorità ad
+interpretare nel senso più largo e meno illiberale le così dette leggi
+anti-anarchiche; ma ammesso pure che egli l'abbia dettata colle migliori
+intenzioni del mondo, se conosce uomini e cose del suo paese deve
+immaginare che le sue raccomandazioni, data la qualità delle nostre
+autorità di pubblica sicurezza, rimarranno lettera morta.
+
+Nè questo è giudizio avventato suggerito dalla partigianeria politica:
+venne formulato in termini più severi da un amico del governo, da un
+alto funzionario dello Stato, da un conservatore infine, qual'è il
+Senatore Costa nella relazione sulle stesse leggi.
+
+Ed ora prendiamo quanto di ottimismo ci rimane in fondo dell'animo e
+concediamo che governo e Parlamento concordemente si mettano all'opera
+per dare alla Sicilia una legislazione riformatrice economico sociale,
+quale le occorre--e quale, del resto, su per giù occorre al resto
+d'Italia.--Di fronte ad una siffatta manifestazione di buona intenzione
+potremo dire che si sono superate le più gravi difficoltà e che si è
+risoluto il problema? Sarebbe strana illusione il pensarlo.
+
+ [I BILANCI DELLO STATO E DEI COMUNI]
+
+Le riforme tributarie, intese ad alleviare la sorte dei contribuenti--e
+che sono le più urgenti--e quelle economico-sociali sopraccennate,
+presuppongono bilanci dello Stato e dei Comuni in condizioni tali da
+potere sopportare le prime; capitali a disposizione dello Stato e dei
+Comuni e dei privati per eseguire le seconde.
+
+È quasi impossibile, dato l'attuale sistema tributario, pensare alla
+soppressione dei dazi di consumo, che maggiormente pesano sui lavoratori
+di fronte alla condizione dei bilanci dei Comuni (che nei medesimi
+spesso trovano la maggiore risorsa) e del bilancio dello Stato che
+attinge nella stessa sorgente di entrate.
+
+ [I PROVVEDIMENTI FINANZIARII DELL'ON. SONNINO]
+
+Crescono la difficoltà dopo la votazione dei provvedimenti finanziarî
+dell'on. Sonnino, che hanno peggiorato le condizioni finanziarie dei
+Comuni, di già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto del
+dazio di consumo a causa delle peggiorate condizioni economiche del
+paese; e i provvedimenti dell'on. Sonnino riescono esiziali ai Comuni
+anche per l'insufficiente abbuono ch'essi ricevono dal governo per
+l'abolizione del dazio governativo sulle farine, per l'avocazione allo
+Stato dei decimi sulla ricchezza mobile e per avere imposto ai comuni
+alcune spese, che per lo passato venivano sopportate dallo Stato[92].
+
+Ho sottocchio un prospetto redatto dal Comitato permanente dal Congresso
+dei sindaci nel quale si notano i danni recati dai nuovi provvedimenti a
+centocinquanta comuni del regno; ma lasciando da parte ciò che riguarda
+il continente, correggendo e completando i dati del Comitato dei sindaci
+si avrà un'idea del danno che subiranno i Municipî dell'isola da queste
+sole cifre: Palermo perderà circa 600 mila lire, 200 mila Catania, 200
+mila Messina, 50 mila Caltanissetta.... E il danno è tanto sicuro e
+grave che il presidente del Consiglio promise di occuparsene. La
+promessa sarà sincera, ma di dubbia realizzazione; certo è invece il
+danno che arreca questo ministero restauratore che continua nell'antica
+e cattiva politica che mira a peggiorare le condizioni dei municipî
+sottraendo ad essi i cespiti di entrata e addossando loro spese che
+prima erano dello Stato.
+
+Andiamo avanti.
+
+ [DOVE SI TROVERÀ IL DENARO]
+
+Per la istruzione, per la sicurezza pubblica, per le strade di campagna,
+per le case coloniche, per le acque potabili, per gli attrezzi agricoli,
+per le sementi, per gli animali da lavoro, per le scorte ecc. ecc.
+occorre denaro, denaro, denaro. Chi lo appronterà? I Comuni, lo Stato,
+gl'Istituti di credito, i grandi proprietari? Nessuno credo che
+attualmente sia in condizione di soddisfare tale primario e prepotente
+bisogno; meno che tutti lo Stato, il cui bilancio è in _deficit_
+minaccioso; lo Stato, cui l'on. di San Giuliano formalmente attribuisce
+tale obbligo; lo Stato, che non si stanca di chiedere sacrifizi ai
+contribuenti per riempire la botte delle Danaidi, che si chiama bilancio
+del ministero della guerra; lo Stato che il denaro ha saputo trovare per
+profonderlo sulle aride sabbie dell'Africa maledetta, lo Stato a cui non
+mancò il denaro per la pronta repressione dei moti di Sicilia e che
+forse meno ne avrebbe speso se avesse pensato alla savia e benefica
+prevenzione sociale!
+
+E quale risultato potrebbe avere qualunque buona legge
+economico-sociale, di fronte ai mezzi finanziari che mancano per
+eseguirla, ci lascia indovinare il disegno di legge agraria dell'on.
+Crispi.
+
+I mezzi assegnati per la sua esecuzione erano deficienti e facevano
+presentire che la legge agraria, come le precedenti leggi sanitaria e di
+pubblica sicurezza, nella parte buona e sociale che esse contenevano,
+sarebbe rimasta una platonica affermazione con niuna o ridicola
+efficienza reale.
+
+Ma per quanto deficienti i mezzi per l'attuazione della legge agraria
+dove essa li attingeva? Alla cassa di soccorso per le opere pubbliche in
+Sicilia, alle opere pie, al quarto dei beni dell'asse ecclesiastico
+assegnato ai comuni dell'isola.... cioè a tutti quegli enti, che sono
+stati dissestati dal governo e che avrebbero bisogno di essere
+rafforzati e che rispondono a bisogni presenti e impellenti, come la
+cassa di soccorso per le opere pubbliche!
+
+ [NON BISOGNA ILLUDERSI]
+
+Nelle condizioni del bilancio dello Stato e nelle generali condizioni
+economiche del resto d'Italia sta la maggiore difficoltà a provvedere
+efficacemente ai mali della Sicilia. Non bisogna illudersi: se nella
+maggiore isola del regno si soffre, non si sta molto meglio nelle altre
+e nel continente; e si può tanto meno riparare alla crisi locale in
+quanto che realmente la crisi è generale. E nel grido partito dalla
+Sicilia, che si ripercosse, sebbene debolmente, in Calabria e nelle
+Puglie, potrebbe ravvisarsi un salutare avvertimento: il segnale dello
+incendio, scoppiato in un punto ieri, ma che domani potrà divampare in
+tutto il regno!
+
+Questa considerazione sulla vastità del pericolo affacciatosi da
+principio al di là dello stretto, dovrebbe altresì far apprezzare più
+esattamente la natura dei movimenti siciliani, nei quali si errerebbe di
+gran lunga se non si vedesse che la risultanza delle condizioni locali.
+Queste sono innegabili, ed hanno accelerato la esplosione e le hanno
+dato una impronta speciale, ma non si dimentichi ciò che i _grandi
+proprietari_ della Sala Ragona avvertirono sul malessere generale; ma
+non si dimentichi che se in Sicilia da principio la lotta ha assunto
+carattere municipale, ciò si deve in gran parte alle condizioni
+intellettuali del popolo che la abita: i contadini e gli operai dei
+piccoli centri essendo quasi tutti analfabeti, non leggendo giornali e
+non sapendo scorgere le cause lontane e indirette delle loro sofferenze,
+tutte quante le attribuiscono alle amministrazioni locali e contro di
+esse hanno accumulati i loro risentimenti e contro di esse sfogano la
+loro ira. Le ingiustizie, talvolta enormi, del sindaco, degli assessori,
+dei consiglieri, rappresentano le ultime goccie che fanno traboccare il
+liquido del vaso.
+
+Le vittime di tante ingiustizie si ribellano contro le autorità
+amministrative, perchè non sanno risalire più in alto per ricercare e
+trovare gli oppressori.
+
+La forza delle cose adesso, o una maggiore coltura in appresso, li
+spingerà alla ricerca.
+
+ [IL MALESSERE È GENERALE]
+
+E la ricerca farà loro apprendere che i municipî ricorrono a tasse
+odiose, angariche, perchè il governo centrale non ne lascia altre a loro
+disposizione per i bisogni della vita locale, e per soddisfare le
+numerose esigenze che lo Stato ha loro imposto in nome della civiltà;
+che il governo centrale assorbe tutte le risorse economiche della
+nazione, perchè spende e spande pazzamente, e talvolta disonestamente;
+che della denegata giustizia, degli abusi perpetrati, delle violenze
+subite è responsabile interamente il governo centrale, che ha lasciato
+impuniti i colpevoli, conoscendoli tali e che dei colpevoli spesse volte
+si è fatto complice.
+
+ [SI DEVE PENSARE AL RESTO DELL'ITALIA]
+
+Si prendano pure e subito tutti quei provvedimenti che si credono
+indispensabili e particolari per la Sicilia; ma non si dimentichi che
+bisogna anche pensare al resto d'Italia, che soffre assai e che presto o
+tardi avrà anche esso le sue manifestazioni sanguinose.
+
+Si deve mutare l'indirizzo della politica generale; si deve sopratutto
+pensare alla questione economica. I casi di Sicilia devono servire di
+monito severo: essi devono far riflettere che oggi la semplice proposta
+di nuove imposte è una grave provocazione.
+
+Che sia grave il generale malessere economico che genera alla sua volta
+quello politico e morale, si rileva da indizi numerosi, molti dei quali
+sono stati raccolti e sobriamente commentati dall'illustre Comm. Bodio
+nella sua monografia presentata all'Accademia dei Lincei. (_Di alcuni
+misuratori del movimento economico in Italia._ 2. Ed. 1891)[93] Infatti
+da alcuni anni diminuiscono i consumi e aumenta la emigrazione,
+aumentano o rimangono stazionarie le alte cifre dei reati e rimangano
+parallele quelle dell'analfabetismo, si chiudono le officine, si
+moltiplicano i fallimenti, si consumano i risparmi, o rimangono
+inoperosi nelle casse pubbliche, paurosi di avventurarsi in qualsiasi
+intrapresa di cui si vede quasi sicuro l'insuccesso, diminuisce a
+miliardi la ricchezza nazionale, e mentre si pensa ad aumentare
+pazzamente le imposte, lo stesso ministro del tesoro è costretto a
+confessare che quelle esistenti renderanno nel corrente anno finanziario
+circa 30 milioni meno del previsto. Si potrebbero avere più evidenti i
+segni dello esaurimento della economia pubblica?
+
+ [CAUSE DI ESAURIMENTO ECONOMICO]
+
+Se si vogliono rintracciare le cause di questo esaurimento l'impresa
+riesce agevole: si sono spesi molti miliardi in armamenti senza riuscire
+a dare all'Italia un esercito ed una flotta corrispondente ai sacrifizî
+fatti, come dichiarò l'on. Crispi in uno dei suoi scatti di sincerità;
+si sono sperperati tanti altri miliardi, in soverchi lavori pubblici ed
+autorizzando i più gravi sospetti di corruzione, per non dire di furti
+ingenti, come risulta dai discorsi e dalla relazione sui lavori pubblici
+pel bilancio 1894-95 dell'onorevole Brunicardi, da una relazione
+dell'on. Carmine, da una interrogazione dell'on. De Bernardis e dagli
+stessi discorsi dell'on. Saracco ministro dei lavori pubblici; si può
+infine garentire in generale che il tenore di vita dello Stato, delle
+Province, dei Comuni, dei privati adottato e sviluppato dal 1860 in qua
+non è stato e non è menomamente proporzionato allo incremento della
+ricchezza; d'onde un disquilibrio nel bilancio della nazione e dello
+stato tra le entrate e le spese; e gli sforzi persistenti, direi quasi
+feroci del secondo per provvedere a sè premendo con tutta la sua forza
+sulla seconda ed assorbendone rapacemente tutte le risorse sino alla
+usurpazione del necessario.
+
+ [CHE COSA DICONO I CONFRONTI STATISTICI]
+
+I confronti statistici tra le nostre condizioni economiche e quelle
+degli altri Stati ci dicono perchè da noi il risentimento e il malumore
+sono più vivi che altrove e più vicino, anzi imminente, sembri uno
+scoppio, e i confronti statistici tra i bilanci europei ci somministrano
+del pari la ragione per cui risentimento e malumore in Italia a
+preferenza si acuiscono contro il governo, anzichè indurre come in altri
+paesi alla rassegnazione, considerando le sofferenze come circostanze
+fatali di cui non si potrebbe facilmente assegnare la responsabilità a
+chicchessia[94].
+
+ [CONSEGUENZE INESORABILI]
+
+Le conseguenze di siffatte premesse sono chiare, inesorabili: bisogna
+mutare l'indirizzo nella cosa pubblica non solo rispetto alla Sicilia,
+ma relativamente all'Italia tutta, bisogna mutare la politica doganale,
+la politica tributaria, la politica africana, la politica militare, e la
+politica estera, che su tutte le altre preme e sopratutto si percote
+sulla politica interna. La necessità di mutare s'impone, perchè come
+dice l'on. E. Giampetro: «oramai il dilemma sembra messo nettamente: o
+un governo avrà il coraggio di trasformare radicalmente tutto ciò che
+sinora si è fatto, o il paese farà da sè una completa demolizione di
+tutto ciò che in politica esiste.» (_L'Italia al bivio_, Roma _1894_)
+
+ [ANALOGIE CO' CASI DI FRANCIA]
+
+I segni precursori di questa demolizione che principia non mancano e
+presentano una grande analogia con quelli che nel secolo scorso
+precedettero lo scoppio tremendo della rivoluzione francese.
+
+Si legga l'_Ancièn règime_ di Tocqueville e di Taine e si vedrà che in
+Francia prima del 1789 come in Napoli, nelle Puglie, in Sicilia nel 1893
+e nel 1894 si sente che c'è un popolo in rivoluzione latente, che
+aspetta l'occasione per irrompere; che questo popolo manca ancora di
+organizzazione e di capi, non avendo più fiducia in quelli che hanno
+l'autorità legale. Anche allora si gridava: «Pane, non tasse non
+cannoni!» ch'è il grido del bisogno, dice Taine, e il bisogno esasperato
+irrompe e va avanti come un animale inferocito. E i magazzini
+scassinati, i convogli di cereali arrestati, i mercati saccheggiati.--E
+si grida: _abbasso l'ufficio del dazio!_ E le barriere sono infrante,
+gl'impiegati vinti e scacciati.... E si danno al fuoco i registri delle
+imposte, i libri dei conti, gli archivi dei comuni... e si fa tutto al
+grido di _Viva il Re!_»[95]
+
+La scena descritta dal Taine per Bignolles e per altri siti non sembra
+la fotografia di ciò che è avvenuto a Valguarnera, a Partinico, a
+Monreale, a Castelvetrano, a Ruvo, a Corato? Eppure i contadini di
+Sicilia e di Puglia non sanno e non conoscono cosa sia la rivoluzione
+francese, i cui preludi imitano e ripetono.
+
+Non basta ancora; l'analogia continua più grande che mai sulle cause che
+accelerano la catastrofe in Francia e che potranno accelerarla adesso in
+Italia. Si disse dei gravissimi imbarazzi in cui si dibatte il nostro
+paese e Gomel ha messo stupendamente in evidenza le cause finanziarie
+della rivoluzione Francese.
+
+Qualche piccola inversione nell'ordine degli avvenimenti vi potrebbe
+essere; quando Joly de Fleury si decise all'aumento delle imposte i
+Parlamenti di Francia protestarono e invocarono la riunione degli Stati
+Generali. Noi non abbiamo assemblee che per la storia si rassomiglino
+ai Parlamenti francesi, ma abbiamo una Camera dei Deputati, che dovrebbe
+equivalere agli Stati Generali, che sotto l'incubo dello scioglimento ha
+approvato le imposte proposte dall'on. Sonnino, e che potrà essere
+disciolta se non farà quell'_ultimo sforzo_ che si chiama _ultimo_ per
+ischerzo, ma ch'è sempre seguito dalla domanda di un _altro_.
+
+ [SI ASCOLTEREBBE IN ITALIA UN TURGOT?]
+
+Chi può garentire che in Italia non si cominci da uno scioglimento
+mentre in Francia si cominciò da una convocazione? E qualche altra
+differenza ci sarebbe ancora nei protagonisti del prologo. L'Italia da
+alcuni anni ha visti i Maurepas, i Vergennes, i Calonne, i Brienne, i
+Joly de Fleury ed anche i D'Ormesson; l'Italia potrà anche trovare il
+suo Necker; ma in tanta decadenza indarno cerca un Turgot! Dov'è il
+ministro che dica coraggiosamente al Re ch'è impossibile ogni ulteriore
+accrescimento delle imposte; che prestiti non se ne possono fare più;
+che la salvezza è nelle economie e nelle riforme?
+
+E tutto ciò disse Turgot al buon Luigi XVI; ma non fu ascoltato!
+
+Lo sarebbe adesso in Italia?
+
+Nessuno può dirlo; ma tutti devono riconoscere che gli avvenimenti
+incalzano e che la scintilla partita dalla Sicilia, che nell'arte, nella
+coltura, nella organizzazione sociale, in tutto, si trova--come direbbe
+Giuseppe Ferrari--in ritardo di fronte alle fasi di sviluppo percorse
+dalla Francia e da altre regioni dell'alta Italia, che sentirono l'alito
+della rivoluzione francese; quella scintilla, ove non si provveda in
+tempo, potrà, varcando lo stretto, far divampare l'incendio nel resto
+d'Italia.
+
+ [UN VOTO ARDENTE]
+
+Comunque, se insipienza di uomini di governo o fatalità di cose vorranno
+che gli avvenimenti non abbiano quel corso pacifico ed evolutivo, che
+dev'essere vagheggiato da quanti conoscono i danni e gli orrori delle
+cruente rivoluzioni, io faccio voti ardenti pel bene del mio paese che
+il grido: «_morti a li cappedda_» non possa acquistare quella triste
+celebrità che al di là delle Alpi acquistò il grido: «_les aristocrates
+à la lanterne!_»
+
+
+FINE
+
+
+NOTE:
+
+[82] Una lunga serie di riforme di ogni specie enumerò l'onorevole
+Marchese di San Giuliano e quasi tutte sono accettabili da chi pur
+essendo socialista convinto, non crede di potere arrivar in un _fiat_
+alla trasformazione totale dell'attuale ordinamento politico ed
+economico. Vedremo più innanzi se le proposte furono fatte sul serio.
+
+[83] Qualche cosa è giusto si dica è stata fatta colla legge del 23
+luglio 1894.
+
+[84] Delle riforme amministrative più opportune e più urgenti mi occupai
+dal 1882 nel libro: _Le istituzioni municipali_--presso REMO SANDRON,
+Palermo L. 3.
+
+[85] L'anonimo citato del _Giornale degli economisti_, ch'è piuttosto
+conservatore anzichè radicale non solo afferma vigorosamente la
+necessità di ordinamenti diversi nelle diverse regioni d'Italia, ma
+arriva a formulare la proposta della libertà doganale da sperimentarsi
+limitatamente alla Sicilia, e alla Sardegna, perchè crede che la forma
+insulare di quelle due regioni si presti alla prova. E ciò tanto più in
+quanto che la Sicilia e la Sardegna sono state tra le più danneggiate
+regioni del regno colle tariffe doganali generali del 1887--contro le
+quali mi onoro aver fatto il mio primo discorso alla Camera dei
+deputati, nel Gennaio 1891.
+
+[86] Ho fatto i nomi dei membri della Commissione perchè si vegga come e
+quanto in Italia, tra i deputati, fatti e parole concordino. Invero per
+quanto lo avessi temuto e preveduto rimasi oltremodo addolorato dal
+contegno dell'onorevole Di San Giuliano, che dimenticando tutte le belle
+cose scritte nel citato libro sulle _Condizioni della Sicilia_, si
+schierò della parte dei latifondisti, che volevano la conservazione
+dello _Statu quo_ e che confidavano ancora nella libera iniziativa dei
+medesimi latifondisti!
+
+[87] Tra i pochi che si mostrarono favorevoli al principio del disegno
+di legge dell'on. Crispi sento il dovere di ricordare l'on. Nasi.
+
+[88] La somiglianza tra le idee sostenute da me in seno alle Commissioni
+dei Deputati Siciliani col principio cardinale della legge Crispi fece
+credere ad alcuni, che io fossi stato l'autore principale di
+quest'ultima, come venne telegrafato a qualche giornale di Sicilia. Ciò
+che non è affatto vero.
+
+[89] Il progetto _sull'ordinamento dei dominî collettivi nelle provincie
+dell'ex-Stato pontificio_ venne presentato nella seduta del 20 febbraio
+1893 e porta le firme degli on. Tittoni, Zucconi, Garibaldi, Pugliese,
+Fani, Zappi, Colajanni Napoleone, Suardi Gianforte, Gamba, Comandini,
+Rava, Tasca Lanza, Torlonia e Sacchetti. Fu svolto e preso in
+considerazione nella seduta del 7 febbraio 1894. L'on Tittoni fu eletto
+relatore della Commissione ed ha presentato testè alla Camera dei
+deputati una pregevolissima _Relazione_ sul disegno di legge, inteso a
+disciplinare l'esercizio dei dominii collettivi nelle provincie ex
+pontificie e nell'Emilia. Se nel lungo dibattito ch'ebbe luogo alla
+Camera, nel 1888, circa l'abolizione delle servitù prediali in quelle
+provincie, Governo e Commissione avessero accettato l'emendamento
+all'art. 9 proposto e vivamente sostenuto dall'on. Pantano--con cui
+nella maggioranza dei casi si conferiva agli utenti la preferenza dello
+svincolo, e si chiedeva per lo meno venisse loro riconosciuto, come si
+riconosceva in senso inverso ai proprietarii, il diritto di pagare un
+canone e godersi il fondo in natura tutte volte che l'interesse e i
+diritti degli utenti fossero in prevalenza su quelli dei proprietarii--;
+noi avremmo avuto oggi in quelle provincie una congerie di dominii
+collettivi ben più vasta e ricca di quella, già per sè importante,
+illustrata dall'on. Tittoni. Anche l'on. Andrea Costa appoggiò
+quell'emendamento e prese parte a tutta la discussione, come vi presero
+parte, con decisa simpatia pei diritti degli utenti e per l'utilità dei
+dominii collettivi, parecchi altri egregi oratori politicamente più che
+temperati.
+
+La commissione dei deputati siciliani si chiarì favorevole agli
+sperimenti di proprietà collettiva e di cooperazione nei demanî
+comunali.
+
+[90] Tolgo queste cifre dall'opera citata dell'Alimena (_I limiti e i
+modificatori dell'imputabilità_ p. 321 e 322); il quale, a rincalzare
+sempre più l'influenza del fattore economico sulla delinquenza, ha messo
+pure in rapporto le liti coi delitti. Procedono parallelamente le une e
+gli altri in Sicilia e in Sardegna: perciò il chiarissimo scrittore
+cosentino al Ferri, che aveva affermato non esservi notevoli differenze
+tra le singole regioni d'Italia chiede: «dinanzi a questi fatti,
+potrebbe ripetere che le condizioni sociali dell'Italia settentrionale
+non differiscono molto da quelle dell'Italia meridionale?»
+
+Si hanno poi i dati numerici del malessere maggiore in Sicilia di fronte
+alle altre regioni d'Italia in queste altre cifre:
+
+ Quota per abitante di
+
+ Ricchezza Dazio di consumo Sovrimposta sui terreni
+
+ Sicilia L. 1,471 L. 6,76 L. 1,63
+ Piemonte 2,746 3,71 4,03
+ Lombardia 2,400 3,27 5,35
+ Veneto 1,935 2,42 5,45
+
+«E anche va notato che i dati della ricchezza per abitante e per regione
+si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità
+sopratutto in Sicilia. La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente
+arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente
+più che sulle regioni del Nord, per effetto della politica economica,
+più specialmente lesiva del mezzogiorno. Ma pure restando per larghezza
+di concessione, ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo, che in Sicilia
+è quasi il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà,
+esercita nell'isola una pressione tributaria almeno _quattro volte_
+maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un limite di poco inferiore a
+quello, che potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza
+rispettiva; mentre le altre imposte (valor locativo, tassa famiglia
+bestiame, vetture e domestici) sono già in _cifra assoluta_ per abitante
+più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati permettono due
+considerazioni: 1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia
+esercita una pressione maggiore che nel continente; 2º che la
+ripartizione del carico tributario locale è fatta tutta a danno dei
+contribuenti, che pagano imposte indirette». (_L'Insurrezione siciliana
+nel Giornale degli Economisti._ Febbraio 1894).
+
+[91] In Giugno dopo i fatti dolosi del Dicembre '93 e Gennaio
+'94--quando i zolfatari di Grotte fecero una dimostrazione furono
+suonati due squilli di tromba ed intimato lo scioglimento
+dell'assembramento; ma quei disgraziati rimasero immobili gridando:
+«_Sì, ammazzateci! vogliamo morire, giacchè i nostri figli provano la
+fame!_» Si evitò una catastrofe per la prudenza del delegato. Sulla
+crisi zolfifera ho pubblicato due lunghi articoli nella _Riforma
+Sociale_ del Nitti. In un terzo ed ultimo mi occuperò dei possibili
+rimedi.
+
+[92] Pare impossibile, ma pure è vero, che alcuni grossi comuni
+dell'isola hanno cominciato a violare le prescrizioni relative alla
+misura del dazio sulle farine; e la legge non è votata che da pochi
+mesi!
+
+[93] Questi dati vennero completati e aggravati nei discorsi pronunziati
+sul bilancio della guerra e sui provvedimenti finanziari dagli on.
+Carmine, Colombo e da me alla Camera dei deputati in maggio e giugno
+1894.
+
+[94] Il bilancio della Francia, dice il Vivante, è il prodotto dei fasti
+e delle avventure dell'impero, delle catastrofi del 1870, dello sperpero
+demagogico della repubblica, di costose recenti imprese coloniali, delle
+imperiose esigenze di una triplice difesa--i Vosgi, le Alpi ed il
+Mediterraneo--e malgrado questo sciagurato concorso di fattori
+disastrosi, esso è intrinsecamente migliore del nostro.
+
+Il bilancio della Francia è il doppio del nostro: ma la ricchezza
+pubblica della prima essendo quattro volte maggiore della nostra si
+comprende che la pressione tributaria in Italia sia assai più grave che
+nella vicina repubblica.
+
+La cifra complessiva delle spese intangibili e militari nel nostro
+bilancio rappresenta una percentuale superiore a quella che si riscontra
+nel bilancio di tutti gli altri Stati; supera del 6 e 1/2 % quella del
+bilancio francese. Lo stesso può dirsi facendo il paragone tra il
+bilancio nostro, il nostro reddito patrimoniale e il nostro reddito
+nazionale. Il bilancio nostro in rapporto al reddito patrimoniale supera
+23 % quello francese e del 7 1/2 % pel reddito nazionale. Di più: «in
+tutti gli altri Stati di Europa, ad eccezione della Spagna (e
+dell'Austria in minime proporzioni) hanno la totalità del loro debito
+pubblico all'interno. Il Tesoro riversa dunque nel paese tutto il
+prodotto delle imposte; da noi ciò non è il caso. I 200 milioni circa
+che rimettiamo all'estero è denaro definitivamente perduto e sottratto
+dal reddito nazionale con doppio danno economico e monetario. Inoltre,
+in Austria, in Francia, in Inghilterra e più ancora in Germania lo
+sviluppo dei bilanci militari fu connesso ad uno sviluppo corrispondente
+delle industrie relative, che non solo forniscono allo Stato tutto ciò
+che gli abbisogna, ma esportano l'eccedenza dei loro prodotti
+all'estero. L'Italia non basta a sè stessa!» (Felice Vivante. _Il nostro
+bilancio._ Roma 1894.)
+
+[95] Filippo Cordova--nel più volte citato discorso--sin dal 1863 trovò
+delle analogie tra i casi di Sicilia e i casi di Francia.
+
+
+
+
+INDICE
+
+
+ Prefazione Pag. 3
+ I.--Prime armi del socialismo in Sicilia » 7
+ II.--Forze del socialismo » 11
+ III.--Il programma--I risultati--Le accuse » 19
+ IV.--Le cause--Il malcontento in alto » 28
+ V.--Il malcontento tra i lavoratori delle miniere » 42
+ VI.--Le classi rurali » 57
+ VII.--I paria della terra » 65
+ VIII.--Il latifondo » 74
+ IX.--Rapida depressione economica » 83
+ X.--Organizzazione sociale e rapporti tra le varie classi » 89
+ XI.--I partiti in lotta e le amministrazioni dei corpi locali » 97
+ XII.--L'odio di classe » 111
+ XIII.--Nulla è mutato! » 115
+ XIV.--Facili presagi » 141
+ XV.--Provocazione e preparazione ai tumulti » 147
+ XVI.--La repressione » 174
+ XVII.--Le responsabilità. a) Il Clero » 194
+ XVIII.--Le responsabilità. b) I fasci » 208
+ XIX.--Le responsabilità. c) Il governo » 234
+ XX.--La reazione » 260
+ XXI.--I tribunali militari » 286
+ XXII.--Il processo mostruoso » 342
+ XXIII.--L'opera civile del generale Morra » 395
+ XXIV.--La discussione parlamentare » 419
+ Conclusione » 471
+
+
+
+
+ CATALOGO
+ DI
+ SCIENZE SOCIALI E POLITICHE
+ DELLA
+
+ Libreria Editrice REMO SANDRON
+ PALERMO
+
+
+Opere di Scienze Politiche e Sociali
+
+
+ALBERTIN L. _La questione delle otto ore di lavoro._
+ Un vol. in-8, pag. 116, Torino 1894 L. 2 50
+
+ALONGI G. _La camorra._ Studio di sociologia criminale.
+ Un vol. in-8, pag. 237, Torino 1890 4 50
+
+ASPRES (DES) G. _Un peuple exproprié._ (Études sociales).
+ Un volume in-18 jesus, Parigi 1892 4 --
+
+AVOGADRO A. _Per la pace fra capitale e lavoro._ (Esperimenti e
+ risultati). In-16, p. 264, Como 1893 2 50
+
+BACKHAUS. _Allen die Erde!_ Kritisch-geschichtliche Darlegungen
+ zur sozialen Bewegung. Un volume in carta tela in-16,
+ Lipsia 1894 4 50
+
+BASTIAT F. _Sofismi economici_, voltati in italiano da F. Perez.
+ Un vol. in-16, pag. 256, Firenze 1871 1 70
+
+---- _Sofismi economici_, versione italiana di Enrico Zezon.
+ Un vol. in-16, pag. 200, Napoli 1848 1 25
+
+BAUDRILLART H. _La libertè du travail, l'association et la
+ démocratie._ Un vol. in-18 4 --
+
+BEBEL A. _La Donna ed il Socialismo. La Donna nel passato, nel
+ presente e nell'avvenire._ Un vol. in-16 gr., pag. 476, Milano 3 50
+
+BELLAMY E. _Nell'anno 2000-Looking Backward._ Racconto americano.
+ Versione di. G. Oberosler, con un _Post-scriptum_ ed un
+ _Dizionario economico-sociale_. Un vol. in-16, Milano 1892 1 --
+
+BÉRNARD TH. N. _Le socialisme d'hier et celui d'aujourd'hui._
+ Un vol. in-18 3 --
+
+BENOIST. CH. _La Politique._ Un vol. in-8, rileg. in tela inglese 4 50
+
+BERARDI D. _Le funzioni del governo nell'Economia sociale._
+ Un vol. Firenze 5 --
+
+BISSOLATI L. _La lotta di classe e le "alte idealità" della
+ borghesia._ (Polemica col Prof. Luzzatti) -- 25
+
+BLEIBTREU. _Massenmord_ (Eine Zukunftsschlacht). Un vol. in-32,
+ con copertina illustrata, Lipsia 1894 1 50
+
+BLOCK MAURICE. _Le quintessence du socialisme de la chaire._
+ Brochure in-8 1 15
+
+BÖHMERT V. _La partecipazione al profitto._ Ricerche sui salari e
+ profitti con prefazione del Deputato Luigi Luzzatti.
+ Un volume in-8, pag. 470 7 --
+
+BORIN-FOURNET. _La societé moderne et la Question sociale._
+ Un vol. in-8, Parigi 1894 4 --
+
+CASARETTO P. P. _Influenze reciproche tra Movimento operaio.
+ Produzione e ricchezza._ Un volume in-8, Torino 1893 4 --
+
+CENCELLI BERTI A. _La proprietà collettiva in Italia. Le origini.
+ Gli avanzi. L'avvenire._ Un volume in-8, Roma 1 50
+
+CHIALVO A. _Il libretto colonico o il connubio fra capitale e
+ lavoro nella colonia toscana._ 2ª ediz., in-8, Torino 1 50
+
+CICCOTTI E. _Socialismo di Stato e socialismo democratico._ -- 20
+
+CIMBALI G. _Il diritto del più forte._ Saggio di scienza sociale
+ e giuridica. Torino 4 --
+
+COLAJANNI D.r NAPOL. (Deputato al Parlamento). _Gli avvenimenti di
+ Sicilia e le loro cause._ Eleg. volume in-18, di circa pag. 500,
+ Palermo 1894 2 --
+
+---- _Istituzioni municipali._ Cenni ed osservazioni.
+ 1 vol., di pag. 340, Piazza Armerina 3 --
+
+_Conferenza di Berlino._ (Atti della) Regolamentazione
+ internazionale del lavoro, tradotti ed annotati da Michele
+ Ricciardi con prefazione di Francesco S. Nitti. Un vol.,
+ in-16, pag. 500. Napoli 1890 2 50
+
+CONTENTO ALDO. _La teoria del Salario nel concetto dei principali
+ economisti._ Un volume in-16. pag. 374. Milano 1894 3 --
+
+COURCELLE SENEUIL N. _La liberté et le socialisme._ Un vol. in-8 9 --
+
+COURTOIS ALPH. FILS. _L'anarchisme thèorique et le collèctivisme
+ pratique._ Un vol. in-32 2 25
+
+CRICONIA D. G. _Lo Stato, la Chiesa e la Scienza, relativamente
+ alla Questione sociale_ 2 --
+
+_Critica Sociale (La)._ Rivista quindicinale del socialismo
+ scientifico, diretta da Filippo Turati.--Abbonamento annuo
+ per l'Italia L. 8 -- Semestre L. 4 -- Trimestre 2 --
+
+CUSUMANO V. _Saggi di Economia politica._ Un volume in-16,
+ pagine 150 2 --
+
+---- _Le scuole economiche della Germania in rapporto alla
+ Questione sociale._ Un vol., in-8, Napoli 5 50
+
+D'ABZAC. _La quèstion sociale._ Un proget de rèforme. Un vol. in-8 3 50
+
+DAMETH M. H. _Les bases naturelles de l'économie sociale._
+ Un vol. in-18 3 --
+
+---- _Le mouvement socialiste et l'economie politique._ Resumè du
+ cours public fait a Lion sous les auspices de la Chambre de
+ Commerce et de la Societé d'Economie politique. Un vol. in-16 1 15
+
+---- _La quèstion sociale._ Un vol. in-18 1 40
+
+DANESI A. G. _Socialismo e migliore avvenire dell'operaio._
+ Opuscolo in-16º, pag. 19, Mistretta 1894 1 --
+
+DAUBY. _Des grèves ouvrieres._ Un vol. in-18 3 50
+
+DE AMICIS EDM. _Lavoratori alle urne!_ Un opusc. in-16º -- 20
+
+---- _Sulla Questione sociale._ Conferenza. Una brochure, in-8 -- 50
+
+DE LUCA F. _I "Fasci" e la questione siciliana_ -- 20
+
+DENAYROUZE G. _Le socialisme de la Science_, essai d'économie
+ positive. Un vol. in-8 3 --
+
+DEPASSE H. _Transformations sociales._ Un volume in-12, Parigi 1894 4 --
+
+DESJARDINS A. _La liberté politique dans l'Ètat moderne._
+ Un vol., in-8, Parigi 1894 8 75
+
+---- _Il dovere presente._ Un vol. in-8, Roma 1894 1 --
+
+DIDON. _Indissolubilitè et divorce._ Un volume in-16,
+ p. 236, Parigi 4 --
+
+DI FRATTA P. _La socializzazione della terra_ (Studio sui demani) -- 25
+
+_Diritto (Pel) del più forte: polemica con la Critica Sociale_,
+ in-8, pagine 60 1 --
+
+DONNAT L. _La politique expèrimentale._ Un volume di 504 pagine,
+ in tela inglese 6 50
+
+DUBOIS. F. _Le peril Anarchiste._ Un volume in-18. di pagine 300
+ con 70 illustrazioni e documenti, Parigi 1894 4 --
+
+DUNOYER ANATOLE. _Organization de l'Association internationale des
+ Travailleurs._ Brochure in-8 1 15
+
+DURKHEIM. _Les règles de la metode sociologique._ Un vol. in-12,
+ Parigi 1895 2 80
+
+_Dynamite et Dynamiteurs._ Descriptions des engins anarchistes. Un
+ opuscolo in-8, con 15 figure, Parigi 1894 1 15
+
+ELLERO P. _La Sovranità popolare._ Un volume in 8, pag. 440,
+ Bologna 1886 9 --
+
+---- _La questione sociale._ Un volume in-8, pag. 440, Bologna 1889 9 --
+
+---- _La tirannide borghese._ Un vol. in-8, pag. 672 10 --
+
+---- _La riforma civile._ Un vol. in-8 gr. Torino 7 --
+
+---- _Scritti politici._ Un vol. in-8º gr. Bologna 4 50
+
+ENGELS F. _Socialismo utopistico e socialismo scientifico_ -- 25
+
+FERRI E. _Socialismo e Scienza positiva (Darwin-Spencer-Marx)._
+ Un vol. in-8, pag. 170, Roma 1894 1 50
+
+FILADELFIO. _Socialismo._ Un opusc. in-8, Milano 1894 0 70
+
+FIORESE S. _Il Socialismo di Stato nella ragione e nella vita
+ odierna._ Un volume, in-8, pagine 244, Bologna 1888 5 --
+
+FISICHELLA S. F. _Il divorzio_, osservazioni critiche. In-8,
+ pagine 104, Messina 3 --
+
+FONTANELLI C. _Manuale popolare di economia sociale._ Un vol.
+ in-16, Firenze 2 --
+
+FORNASARI DI VERCE E. _La criminalità e le vicende economiche
+ d'Italia dal 1873 al 1890._ Con prefazione di Cesare Lombroso.
+ Un vol. in-8 grande, di pag. 260, Torino 1894 6 --
+
+FOURIER C. _Opere scelte._ Prima traduzione italiana di G. Pozzi.
+ Un vol. in-16, pag. 265, Roma 1894 1 --
+
+FRAGAPANE S. _Contrattualismo e Sociologia contemporanea._
+ Un vol. in-8 gr. Bologna 5 --
+
+FRIGIERI PROF. CAV. A. _Il Socialismo._ Dialoghi. Un vol. in-16,
+ di pag. 105, Palermo 1894 1 20
+
+GABELLI A. _Il Mio ed il Tuo_, conferenze popolari. Un vol. in-16,
+ pag. 80, Milano 1 --
+
+GALLETTI B. _Il socialismo innanzi al libero esame._ Un vol. in-8,
+ Palermo 1 --
+
+---- _Monitorio d'occasione per il 1. Maggio 1893_ 0 50
+
+GARIN. _L'anarchie et les l'anarchistes._ Un vol. in-18 4 --
+
+GARNIER J. _Du principe de population._ Un volume in-16, pag. 380,
+ Parigi 4 --
+
+GEORGE H. _Fortschritt und Armut_ 1 60
+
+---- _La condizione dei lavoratori_ (a proposito dell'Enciclica
+ di Leone XIII). Un vol. in-8, Torino 2 25
+
+GIAMPIETRO E. _L'Italia al bivio._ Un opusc. in-8, p. 135,
+ Roma 1894 2 --
+
+GIMENEZ A. E. _I fanciulli operai._ Studio sulla quistione
+ sociale. Un vol. in-16, pag. 160, Torino 1879 3 --
+
+GNOCCHI-VIANI O. e A. C. _Delle Camere del Lavoro in Italia_ -- 25
+
+GOBBI U. _Il lavoro e la sua retribuzione._ Studio sulla questione
+ sociale. Un vol. in-16, Milano 2 --
+
+GODIN M. _Solutions sociales._ Le même. Un vol. in-18 6 --
+
+---- _Le gouvernement, ce qu'il a été et ce qu'il doit être et
+ le vrai socialisme en action._ Un vol. in-8 9 --
+
+GONETTA G. _La donna e l'emancipazione._ Studio intimo-sociale.
+ Quinta edizione riveduta e notevolmente ampliata. Un vol.
+ in-16, pag. 160, Milano 1894 2 50
+
+GRAMANTIERI P. _La Guerra e il Socialismo nel Futuro._ Un vol.
+ in-16, pag. 180, Messina 1894 2 50
+
+GRANATA L. _Il giudizio dei probiviri, osservazioni e studi sulla
+ legge 15 giugno 1893._ Un volume in-8 grande, Messina 2 --
+
+GRAZIANI A. _Le idee economiche degli scrittori Emiliani e
+ Romagnoli sino al 1848._ In-4 5 --
+
+---- _Di alcune questioni relative alla dottrina del salario_ 2 --
+
+GUARNIERI L. _Radicali e socialisti dell'avvenire in Italia._
+ Un opusc. in-8, pag. 56 0 30
+
+GUCCIA GIUSEPPE. _Confutazione del Socialismo di Marx Nordau
+ nell'interesse delle Classi lavoratrici._ Un volume in-8,
+ pag. 112, Palermo 1894 1 25
+
+_Guerra (La) e lo Stato sociale._ 2 ediz. In-32., pag. 180,
+ Roma 1894 -- 50
+
+GUMPLOWICZ _La lutte des races._ Recherches sociologiques.
+ Tradution de M. Charles Baye. Un vol. in-8 cartonato,
+ Parigi 1894 10 50
+
+GUYOT IVES. _La Tirannide socialista._ Traduz., pref., e note di
+ F. Ciotti. Un elegante volume in-18. pagine 320. Palermo 1894. 1 50
+
+GUYOT Y. _I principî dell'89 e il Socialismo._ Traduzione con
+ note e appunti di Biagio La Manna. Un vol. in-18, di 350
+ pagine, Palermo 1894 1 50
+
+---- _La Science économique._ Un vol. di 474 pagine con 56 figure
+ grafiche, legato in piena tela inglese. 6 50
+
+---- _Ètudes sur les doctrines sociales du Christianisme_: avec
+ une preface et un appendice. Un vol. in-12, pagine 405, Parigi 4 --
+
+HERTZKA. _Un voyage à Terre-libre._ Coup d'oeil sur la societé
+ de l'avenir, avec une introduction de T. De Wyzewa. Un vol.
+ in-18 jesus, Parigi 1894 4 --
+
+HOWELL G. _Le passé et l'avenir des Trade-Unions._ (Trade-Unionism
+ new and old) traduct. et pref. par Le Cour Grandmaison.
+ Un volume rilegato in tela inglese. Parigi 1894 10 --
+
+HUBBARD G. _Saint Simon, sa vie et ses travaux_, suivis des
+ fragments des plus célèbres écrits de Saint Simon.
+ Un vol. in-18 3 50
+
+JEWONS W. S. _La moneta ed il meccanismo dello scambio._
+ Un vol. in-8, pag. 349 6 --
+
+JONA G. _La rappresentanza politica._ Un volume in-8 gr.,
+ pag. 340, Modena 1893 6 50
+
+KAUTZKY C. _Socialismo e malthusianismo_ 4 --
+
+KENNAN G. _Rivelazioni sulla Siberia._ Traduz. dall'inglese di S.
+ Fortini-Santarelli. Due volumi, in-16. Città di Castello 5 --
+
+KULISCIOFF DOTT. ANNA. _Il monopolio dell'uomo._ (Studio sulla
+ questione femminile), 2ª ediz -- 50
+
+_La borghesia fuori della legge._ (Discorsi dei deputati
+ socialisti alla Camera, 23 febbraio, 1 e 2 marzo 1894) -- 20
+
+LAFARGUE P. _Il materialismo economico di Marx._ -- 25
+
+---- _L'evoluzione della proprietà dalla barbarie alla civiltà._
+ (In corso di stampa)
+
+---- _Il Capitale--Estratti_--(Vedi Marx C.)
+
+LA LOGGIA ENR. _Teoria della popolazione_. Un vol. in-8, pag. 64,
+ Bologna 1893 2 50
+
+LAZARE B. _L'antisemitisme, son istorie, et ses causes._ Un vol.
+ in-18 jésus. Parigi 1894 4 --
+
+LEPETIT I. _Il Socialismo._ Saggi. Un vol. in-8. Milano 3 50
+
+LEROY-BEAULIEU. _Le collectivisme._ Examen critique du nouveau
+ socialisme. 2e Edition, revue et augmentée d'une préface.
+ Un vol. in-8 9 --
+
+LETOURNEAU CH. _La Sociologie d'après l'Ethnographie._ Un vol.
+ di 598 pagine, legato in piena tela inglese 6 50
+
+LEVI AVV. GIULIO G. _Lavoro e Libertà._ Trattato popolare di
+ scienza economica, politico-sociale. Due vol. in-16 gr. di
+ pag. 670 circa, Torino 7 --
+
+---- _Catechismo sociale-politico._ (Estratto del vol. II
+ dell'opera "Lavoro e Libertà") Un opuscolo in-16 gr.,
+ pag. 32, Torino 1894 20 --
+
+LOMBROSO C. _L'antisemitismo e le scienze moderne._ Un vol. in-16,
+ pagine 150, Torino 1894 2 --
+
+---- _Gli anarchici._ Un vol. in-8, Torino 1894 1 50
+
+LUSTRAC (DE). _Christianisme et socialisme._ Un vol. in-18 3 50
+
+LUZZI U. _La donna e la lotta per l'esistenza._ Studio sulla
+ Questione sociale. Milano, in-16 2 --
+
+MALON B. _Il socialismo._ Compendio storico, teorico pratico.
+ Un vol., in-16, pag. 325 con ritratto, Milano 1894 2 50
+
+---- _La terza disfatta del proletariato francese._ 2 vol. in-16,
+ pag. 241. Milano 1894 0 80
+
+MARESCOTTI ANG. _Il Socialismo_, temperamento, forza, assiomi e
+ temperamenti suoi, note con una lettera di Olindo Guerrini.
+ Un vol. in-16, Bologna 2 --
+
+MARGANI ORTISI A. _La giustizia sociale._ Esame critico del
+ malessere economico e morale del popolo italiano e della
+ questione sociale. Un vol. in-8, p. 238, Catania 1894 2 --
+
+MARIANO. _L'individuo e lo Stato nel rapporto economico e sociale_ 3 50
+
+MARIO WITHE J. _Le Miniere di zolfo in Sicilia._ Un opuscolo in-8,
+ Roma 1 50
+
+MARTUSCELLI E. _Le società di mutuo soccorso e cooperative._
+ Un vol., Firenze 4 --
+
+MARX C. _Il Capitale_, Estratti di Paolo Lafargue, con introduzione
+ critica di Vilfredo Pareto, ed una _Contro-Introduzione_ di
+ Paolo Lafargue. 2.ª ediz. Splendido vol. in-24. pag. LXXXV-240,
+ Palermo 1895 2 --
+
+MARX C. _Capitale e salario_ -- 25
+
+---- _Discorso sul libero scambio_ con proemio di F. Engels -- 20
+
+---- e ENGELS F. _Manifesto del partito comunista_ -- 25
+
+MASÈ DARI E. _Il socialismo_ (Bibl. del Cittadino) 0 50
+
+---- _Lo sciopero nell'economia e nelle leggi_
+ (Bibl. del Cittadino) 0 50
+
+MASSARANI T. _Come la pensava il D.r Lorenzi._ Confidenze postume
+ di un onesto borghese. Un volume in-8, di pag. 360, Roma 1894 3 50
+
+MENGER. _Il diritto civile e il proletariato._ Un vol. in-8º.
+ Torino 1894 4 50
+
+MICHAELIS. _Ein Blik in die Zukunft. Eine Antwort auf: Ein
+ Ruckblick von Bellamy._ Un volume in-16, (Collez. Reclam) -- 40
+
+MINGHETTI M. _Della economia pubblica e delle sue attinenze colla
+ morale e col diritto._ Libri cinque. 2ª edizione. Un volume,
+ Firenze 4 --
+
+MOLINARI (DE) G. _Les bourses du travail._ Un volume in-8.
+ Parigi 1894 4 50
+
+MONTANARI A. _Elementi di economia politica_, 4ª edizione
+ nuovamente riveduta ad uso delle scuole. Un vol. in-8. pag. 548,
+ Padova 5 --
+
+MONTRY (DE) ALBERT. _Quéstions sociales._ Conferences. Un vol. in-8 3 --
+
+MORPURGO C. _La Statistica e le Scienze sociali._ Un vol. con
+ quattro tavole, Firenze 1894 4 --
+
+NAUDIER. F. _Le socialisme et la Revolution sociale. Etude
+ historique e philosophique._ Un vol. in-18, Paris 1894 4 --
+
+NITTI F. S. _L'ora presente._ Un volume in-16. pag. 76, Torino 1893 1 --
+
+---- _La popolazione ed il sistema sociale._ Un volume in-8, pag.
+ 212, Torino 1894 3 50
+
+---- _Studi sul Socialismo contemporaneo. Il socialismo cattolico_,
+ 2ª ediz. Un vol. in-8 gr., Torino 1893. 4 --
+
+NORDAU MAX. _Le menzogne convenzionali della nostra civiltà._
+ Un vol. in-16 gr., pag. 434, Milano 1885 5 --
+
+NOVICOW. _Les gaspillages des sociétés moderne et la question
+ sociale._ Un vol. in-8, Parigi 1895 5 75
+
+O.... _Le contrat démocratique._ Un volume in-16 jésus, Parigi
+ 1894, 1 75
+
+OBERTI E. _Riforme tributarie. Imposta progressiva. Riduzione di
+ quote minime._ Un vol. in-8, Torino 1894, 2 50
+
+OLLIVIER E. _Solutions politiques et sociales._ Un volume in-18,
+ Parigi 1894, 4 --
+
+PETRONE J. _La terra nella odierna economia capitalistica._ Studi di
+sociologia economica. Un fascicolo in-8 di pag. 130, Roma 1893, 1 --
+
+PETRUCCI G. _La questione sociale in Sicilia: diagnosi e cura._
+ Un opuscolo in-16, pag. 48, Roma 1894, 1 --
+
+PINCHIA. _Opuscoli politici ed economici_, 2 --
+
+PIOGER. _La vie sociale, la morale et le progres._ Un vol. in-8,
+ Parigi 1893, 5 75
+
+PISACANE C. _Saggio sulla rivoluzione, con prefazione di Napoleone
+Colajanni_. Un vol. in-16, di pag. VIII-271, Bologna 1894, 2 --
+
+_Polacco V._ _La questione del divorzio e gli Israeliti in Italia._
+ Un vol., in-16, Verona 1894, 1 --
+
+POMPERY (DE) V. _Le dernier mot du Socialisme rationnel._ Un volume
+ in-18 jésus, Parigi 1894, 2 35
+
+PONZONI. _Imposte e questione sociale._ Un fascicolo in-8, Milano, 1 --
+
+PROVENZANO PALAZZO N. _Le presenti condizioni sociali in Sicilia._
+ Un opuscolo in-8, Palermo 1894, 1 --
+
+QUETELET D. _Du système social et des lois qui le regissent._
+ Un vol. in-8, 7 --
+
+RABBENO A. _Il contratto di mezzadria._ Un vol. in-16, pag. 206,
+ Torino 1881, 2 50
+
+RAE O. _Il socialismo contemporaneo, trad._ di A. Bertolini, con
+ un cenno sul Socialismo in Italia. Un volume in-8, pagina
+ XCVI-495, Firenze 1889, 5 --
+
+_Reforme (La) religieuse et sociale et l'esprit nouveau par un
+ Catholique._ Un vol., pag. 376, Paris 1891, 3 50
+
+REICH E. _Die bürgerliche Kunst und die besitzlosen Volksklassen._
+ Un volume in-16, Lipsia 1894, 3 --
+
+_Resoconto del primo Congresso delle Camere del Lavoro: Parma
+ 1893_, -- 30
+
+REYBAUD L. _Etudes sur les réformateurs ou socialistes modernes._
+ 7e Édition revue, corrigée staugmentée d'une Etude sur Anguste
+ Comte et d'une autre Etude sur les Mormons. Due vol. in-18 8 --
+
+RICCA SALERNO G. _Sulla teoria del Capitale._ Un volume in-16,
+ pag. 150, Milano 2 50
+
+---- _L'imposta e le forme tributarie di alcuni stati Europei._ Una
+ brochure in-8, pag. 27, Palermo 1 --
+
+RICHTER E. _Dopo la vittoria del socialismo._ 7ª edizione. Un vol.
+ in-16, pag. 212, Milano 1894 1 --
+
+_Riforma Sociale (La)._ Rassegna di scienze sociali e politiche.
+ DIRETTORI: F. S. Nitti e Luigi Roux. Esce ogni 15 giorni in
+ fascicoli di 80 pagine in-8, cad. fasc. 1 25 Abbonam. per
+ l'Italia, anno L. 20--Semestre L. 10.
+
+_Rinnovamento politico-amministrativo (Il)._ DIRETTORE: Dr. Edoardo
+ Pantano. Esce una volta al mese in fascicoli di pag. 96, in-8,
+ cadun fascic. 1 25
+
+ROMANO-CATANIA G. _Sul comunismo._ Notizie storiche. Un opuscolo
+ in-8, pag. 80, Palermo 1892 1 50
+
+ROSSI A. _L'agitazione in Sicilia. A proposito delle ultime
+ condanne._ Un vol. in-16, pag. 130, Milano 1895. 1 --
+
+ROUSSEAU J. J. _Contrat social ou Principes de droit politique._
+ Un vol. in-16, pag. 512, Parigi 3 50
+
+SALVIOLI PROF. G. _Il passato e l'avvenire della lotta di classe in
+ Inghilterra_ -- 20
+
+SANGIULIANO (DI) A. _Le condizioni presenti della Sicilia. Studi e
+ proposte._ Un vol. di pag. 226 in-16, Milano 1894 2 --
+
+SCHAEFFLE A. F. _La Quintessenza del Socialismo._ Prima traduzione
+ italiana autorizzata del prof. Avvocato Angelo Roncali. Un
+ volumetto in-16, pagine 104, Genova 1892 1 --
+
+SCHIATTARELLA R. _Il plebiscito sociale._ Un opusc. in-8, Palermo
+ 1893 0 60
+
+---- _La riforma sociale._ Un opusc. in-8, Palermo 1893. 0 60
+
+SCHMIDT K. _Brot! Ein Büchlein für alle die Brot essen._ Un vol. in
+ carta tela in-16, Lipsia 1893 1 50
+
+SCHROEDER A. _Das Recht in der geschlechtlichen Ordnung._ Un volume
+ in-8, Berlino 1893 18 --
+
+SICILIANI P. _Socialismo, Darwinismo e Sociologia moderna._
+ Terza ediz. interamente rifusa e accresciuta dalle Questioni
+ contemporanee. Un vol. in-8, Bologna 5 --
+
+SIOTTO PINTOR M. _La riforma sociale in Italia, tentativo di
+ critica e di ricostruzione._ Un vol. in-8 pag. 150 8 --
+
+SMITH L. _Les coalitions et les grèves_ d'après l'histoire et
+ l'économie politique avec une appendice de lors des diverses
+ pays. Un vol. in-8 7 --
+
+SPENCER H. _Dalla libertà alla schiavitù_ (a proposito di
+ socialismo). Traduzione di S. Vianello. Brochure in-8,
+ Torino 1893 -- 80
+
+---- _Problemès de Morale et de Sociologie_, tradotto da Henry
+ de Parigny. Un vol. in-8, carton., Parigi 1894 10 --
+
+---- _Beneficenza negativa e positiva_, traduzione di Sofia
+ Fortini-Santarelli con Revisione del prof. Felice Di Tocco.
+ Un vol. in-16, pag. 254, Città di Castello 1894 2 50
+
+---- _Introduzione allo studio della sociologia_, con prefazione
+ di A. Sergi. Un vol. in-8, pag. 570, Milano 7 --
+
+---- _L'individuo e lo Stato._ Traduz. di S. Fortini-Santarelli con
+ prefazione di Giacomo Barzellotti. Un volume in-16, di pag.
+ CVII-164, Città di Castello 1886 2 50
+
+---- _La Giustizia_, traduzione di S. Fortini-Santarelli con uno
+ studio sul sistema etico-giuridico di H. Spencer del Prof.
+ Icilio Vanni. Un vol. in-16, pag. LII-432, Città di Castello
+ 1893 5 --
+
+STARKENBURG H. _La degenerazione sessuale dei nostri tempi._
+ Trad. di L. F. P. con prefazione di A. G. Bianchi.
+ (_In corso di stampa_).
+
+STRAFFORELLO G. _La quistione sociale_ ovvero _Capitale e lavoro_.
+ Un vol. in-16, pag. 246, Torino 1872 2 --
+
+SEDRE M. A. _Histoire du Communisme ou rèfutations des Utopies
+ socialistes._ 5e Edition. Un vol. in- 18 4 --
+
+TAMMEO G. _La prostituzione nella storia, nella legislazione nella
+ società._ Mali e rimedi. Un volume in-8, pag. 212, Torino 1893 4 --
+
+TARDE G. _La logique sociale._ Un vol. in-8, Parigi 1895 8 50
+
+TARROUX F. _Lettres sur le socialisme._ Un vol. in-18, Paris 1894 4 --
+
+TOUNISSOUX M. _Quèstion sociale et bourgeoisie._ Un vol. in-18 2 30
+
+VALLI E. _L'Imperatore socialista._ Opuscolo in-8, p. 65, Torino
+ 1894, -- 70
+
+VANDERVELDE E. _La decadenza del capitalismo._ -- 20
+
+VANNI I. _Linee critiche di un programma di sociologia._ Un vol.,
+ in-8 gr., pag. 200, Perugia 1888, 4 --
+
+_La funzione pratica della Filosofia del Diritto_, considerata in
+ sè ed in rapporto al Socialismo Contemporaneo. Un volume in-8
+ grande, Bologna 1894, 2 --
+
+WEILL. G. _Un précurseur du socialisme._ SAINT SIMON _et son
+ oeuvre._ Un volume in-16, 4 --
+
+WESTERMARCK E. _Storia del matrimonio umano_, con introduzione di
+ Sir Alfredo B. Wallace e prefazione del Prof. G. F. Gabba,
+ traduzione dall'Inglese di Giulio De Rossi. Un vol. in-8,
+ pag. 507. Pistoia, 5 --
+
+WINTERER (L'ABBÈ) deputè au Parlement allemand. _Le socialisme
+ contemporain._ 2e edit. Un volume in-12, Parigi 1894, 4 --
+
+ZABLET. _Le crime socialiste._ Un vol. in-16, Parigi 1894, 4 --
+
+ZUBIANI A. _Il privilegio della salute._ Pavia 1894, -- 25
+
+
+
+
+ CARLO MARX
+
+ IL CAPITALE
+
+ ESTRATTI
+
+ DI PAOLO LAFARGUE
+
+ CON INTRODUZIONE CRITICA
+
+ DI
+
+ VILFREDO PARETO
+
+ E REPLICA DI
+
+ PAOLO LAFARGUE
+
+ _Un elegante vol. di pag. LXXX-240_--L. 2.
+
+ * * * * *
+
+ YVES GUYOT
+
+ Già Ministro dei LL PP. della Repubblica Francese
+
+ LA TIRANNIDE SOCIALISTA
+
+ TRADUZIONE, PREFAZIONE E NOTE
+
+ DI
+
+ F. CIOTTI
+
+ _Un volume in-18 di pag. 320_--L 1.50
+
+ * * * * *
+
+ I PRINCIPII DELL'89 ED IL SOCIALISMO
+
+ TRADUZIONE CON APPUNTI E NOTE
+
+ DI
+
+ BIAGIO LA MANNA
+
+ _Un volume in-18 di pag. 350_--L. 1.50
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+
+L'ortografia originale è stata mantenuta.
+
+L'uso dell'apostrofo dopo "un" e i suoi composti è stato regolarizzato
+secondo le convenzioni moderne.
+
+Sono state effettuate le seguenti correzioni:
+
+ e l'errrore venne ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_.
+ e l'errore venne ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_.
+
+ affamati e nella più squallida mireria, respingevano
+ affamati e nella più squallida miseria, respingevano
+
+ Carlo Cattaneo, prcedendo il Gumplowicz e parecchi
+ Carlo Cattaneo, precedendo il Gumplowicz e parecchi
+
+ non deve affatto sorpendere. Chi non ricorda il lavorio
+ non deve affatto sorprendere. Chi non ricorda il lavorio
+
+ e su cui avrebbe una specie di dritto di vita e di
+ e su cui avrebbe una specie di diritto di vita e di
+
+ e che è stato erroneamente inpretato e dal Sonnino
+ e che è stato erroneamente interpretato e dal Sonnino
+
+ vuole andare a lavorare con un altro piconiere
+ vuole andare a lavorare con un altro picconiere
+
+ antropometrici più strettamentente connesso alla
+ antropometrici più strettamente connesso alla
+
+ migliore nutrizione e della più igienica abitazione.
+ migliore nutrizione e dalla più igienica abitazione.
+
+ e sotte le diverse forme di coltura e di contratto.
+ e sotto le diverse forme di coltura e di contratto.
+
+ ettare di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito
+ ettaro di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito
+
+ acconciare alle miseria presente e invocavano
+ acconciare alla miseria presente e invocavano
+
+ del 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso
+ dal 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso
+
+ Non deve sorpendere se insorge e cerca ripetere
+ Non deve sorprendere se insorge e cerca ripetere
+
+ unificatore quatunque io creda pochissimo alla efficacia
+ unificatore quantunque io creda pochissimo alla efficacia
+
+ si riferisce a quelle di oggidi, che sono certamente
+ si riferisce a quelle di oggidì, che sono certamente
+
+ Regio Commissasio straordinario presso diversi municipî:
+ Regio Commissario straordinario presso diversi municipî:
+
+ specialmente sui generi di prima necesssità, sulle
+ specialmente sui generi di prima necessità, sulle
+
+ Qest'odio di classe che, per quanto giustificato,
+ Quest'odio di classe che, per quanto giustificato,
+
+ perchè lo si è dimenticato con troppa falicità: e
+ perchè lo si è dimenticato con troppa facilità: e
+
+ che invece sono stati commessi dagli eradenti degli
+ che invece sono stati commessi dagli aderenti degli
+
+ soffrenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto
+ sofferenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto
+
+ il fatto, che le _maggiori odiosità le racccolgono
+ il fatto, che le _maggiori odiosità le raccolgono
+
+ una specie di _boicotaggio_ verso i prorietarî delle
+ una specie di _boicotaggio_ verso i proprietarî delle
+
+ corrresse pericolo di infrangersi, ad un estremo, in
+ corresse pericolo di infrangersi, ad un estremo, in
+
+ tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dell'altra
+ tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dall'altra
+
+ dignità di non dipartisi dallo antico costume, divenuto
+ dignità di non dipartirsi dallo antico costume, divenuto
+
+ provocazioni e e di reazioni, che poca colpa vera si può
+ provocazioni e di reazioni, che poca colpa vera si può
+
+ molti altri! Contro i soldali la folla non adoperò
+ molti altri! Contro i soldati la folla non adoperò
+
+ avvessero fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato
+ avessero fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato
+
+ ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se parti,
+ ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se partì,
+
+ società è vaselggia ed anti-cristiana e soltanto un
+ società è selvaggia ed anti-cristiana e soltanto un
+
+ Monsignor Iohn S. Vaughan, arcivescovo di Westminster,
+ Monsignor John S. Vaughan, arcivescovo di Westminster,
+
+ Dublin Rewiew (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi
+ Dublin Review (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi
+
+ dalla organizazione sociale e non dalla naturale
+ dalla organizzazione sociale e non dalla naturale
+
+ Ma chi è veramentente responsabile di tanta ignoranza,
+ Ma chi è veramente responsabile di tanta ignoranza,
+
+ violenti non era sfuggita a nessuno, e Sidney
+ violente non era sfuggita a nessuno, e Sidney
+
+ questa inadagine di sperimentalismo sociale; nè riferendomi
+ questa indagine di sperimentalismo sociale; nè riferendomi
+
+ alle diverse fasi del brigantagio ed alle altre
+ alle diverse fasi del brigantaggio ed alle altre
+
+ napoletani di tutte il periodo corso dal 1806 al
+ napoletani di tutto il periodo corso dal 1806 al
+
+ «Il grosso brigantagio tra il 1864 e il 1866 venne
+ «Il grosso brigantaggio tra il 1864 e il 1866 venne
+
+ colle repressioni violenti e colle leggi eccezionali:
+ colle repressioni violente e colle leggi eccezionali:
+
+ si spande dappertutto perchè le minaccce vengono
+ si spande dappertutto perchè le minacce vengono
+
+ adesso: «Gli scoppi, i catalismi non avvengono
+ adesso: «Gli scoppi, i cataclismi non avvengono
+
+ Il senatore Sensales, pei suoi prececenti e pel
+ Il senatore Sensales, pei suoi precedenti e pel
+
+ mezione l'avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi
+ menzione l'avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi
+
+ soppresso fu il _Siciliano_. Qnest'ultima soppressione
+ soppresso fu il _Siciliano_. Quest'ultima soppressione
+
+ poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni didifesa
+ poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni di difesa
+
+ escluderla. E facoltà _sconfinata_, che non è giustificata
+ escluderla. È facoltà _sconfinata_, che non è giustificata
+
+ del Tribunale di guerra, colonello Orsini, fu costretto
+ del Tribunale di guerra, colonnello Orsini, fu costretto
+
+ Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propanganda
+ Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propaganda
+
+ Rinaldi che ci da il testo di questo eloquente
+ Rinaldi che ci dà il testo di questo eloquente
+
+ carte di _nessuna importanza_ cen'erano di quelle
+ carte di _nessuna importanza_ ce n'erano di quelle
+
+ Prefetto Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallottti.
+ Prefetto Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallotti.
+
+ degli on. Cavallottti, Imbriani e mie nonchè rialzare
+ degli on. Cavallotti, Imbriani e mie nonchè rialzare
+
+ essa stessa lo applicò, dichiararando, _non
+ essa stessa lo applicò, dichiarando, _non
+
+ Cassasione: noi ce ne laviamo le mani, è affare
+ Cassazione: noi ce ne laviamo le mani, è affare
+
+ a documento delle fenomenale leggerezza e
+ a documento della fenomenale leggerezza e
+
+ «mandò un caldo saluto di affetto e riconoscenza
+ «mando un caldo saluto di affetto e riconoscenza
+
+ più se ne saprà del caso della Barone di Valguarnera,
+ più se ne saprà del caso della Baronessa di Valguarnera,
+
+ militari, che nè la logica nè il diritto hanno stustudiato;
+ militari, che nè la logica nè il diritto hanno studiato;
+
+ materiale e immediata: lo ha fattto a Pedara.
+ materiale e immediata: lo ha fatto a Pedara.
+
+ esigeva o spiegava la disubbienza verso l'idolo dei
+ esigeva o spiegava la disubbidienza verso l'idolo dei
+
+ della masse, non potevano esserlo. C'erano
+ delle masse, non potevano esserlo. C'erano
+
+ odio dei lavoratori contre i proprietari; e la loro
+ odio dei lavoratori contro i proprietari; e la loro
+
+ elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiararatosi
+ elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiaratosi
+
+ fu vietato l'accesso al pubblico nella sala del Trinale,
+ fu vietato l'accesso al pubblico nella sala del Tribunale,
+
+ parte più vunerabile--il credito--coi suoi famosi
+ parte più vulnerabile--il credito--coi suoi famosi
+
+ si mantevano al potere mercè la falsificazione
+ si mantenevano al potere mercè la falsificazione
+
+ nell'isola, tra dolorosi fragenti, mostrato pur cuore
+ nell'isola, tra dolorosi frangenti, mostrato pur cuore
+
+ amnistia, suggerita della suprema Corte di Cassazione,
+ amnistia, suggerita dalla suprema Corte di Cassazione,
+
+ che causa unica sia la progaganda dei sovvertitori.»
+ che causa unica sia la propaganda dei sovvertitori.»
+
+ che il _conforto_ di cui parlò l'ononorevole La Vaccara
+ che il _conforto_ di cui parlò l'onorevole La Vaccara
+
+ negare gli arbitri e le ingiustizie commesse. Ed egli
+ negare gli arbitrî e le ingiustizie commesse. Ed egli
+
+ state addossate, nemmeno quella dei cattivi funziozionarî
+ state addossate, nemmeno quella dei cattivi funzionarî
+
+ politici se non materialmente, certo psichiamente
+ politici se non materialmente, certo psichicamente
+
+ nei comuni dell'isola; è falso che sia stata pubblicato
+ nei comuni dell'isola; è falso che sia stato pubblicato
+
+ favorevoli contro 45 contrarî e 22 astenzioni approvò
+ favorevoli contro 45 contrarî e 22 astensioni approvò
+
+ stessa stregua i nemici del 1862 e e quelli del 1894;
+ stessa stregua i nemici del 1862 e quelli del 1894;
+
+ rivoluzioni violenti: le riforme date a tempo. E riforme
+ rivoluzioni violente: le riforme date a tempo. E riforme
+
+ governo, ad una speciale ammistrazione» come ricordò
+ governo, ad una speciale amministrazione» come ricordò
+
+ perchè esse colla chiusura delle Sessione parlamentare,
+ perchè esse colla chiusura della Sessione parlamentare,
+
+ quella, già per se importante, illustrata dall'on. Tittoni. Anche
+ quella, già per sè importante, illustrata dall'on. Tittoni. Anche
+
+ La commissione dei deputati siciliani si chiari favorevole
+ La commissione dei deputati siciliani si chiarì favorevole
+
+ invece si apprende che dovuque gli operai e i contadini
+ invece si apprende che dovunque gli operai e i contadini
+
+ passè et l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni
+ passé et l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni
+
+ _Land League_ e forse anche senza il tremendo delittto
+ _Land League_ e forse anche senza il tremendo delitto
+
+ di Phoenix Parck?
+ di Phoenix Park?
+
+ già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto
+ già dissestate dalla continua diminuzione del prodotto
+
+ Questi dati vennero completati e aggravati nei dicorsi
+ Questi dati vennero completati e aggravati nei discorsi
+
+ i Calonne, i Brienne, i Ioly de Fleury ed
+ i Calonne, i Brienne, i Joly de Fleury ed
+
+Sono state mantenute le seguenti grafie alternative:
+
+ agrari/agrarî
+ arbitri/arbitrî
+ avversari/avversarî
+ balia/balía
+ benefici/beneficî
+ benefizi/benefizî
+ commissari/commissarî
+ criteri/criterî
+ dazi/dazî
+ demani/demanî
+ episodi/episodî
+ esempi/esempî
+ finanziari/finanziarî
+ funzionari/funzionarî
+ giudizi/giudizî
+ incendi/incendî
+ indizi/indizî
+ istruttori/istruttorî
+ medi/medî
+ monopoli/monopolî
+ municipi/municipî
+ natia/natía/natìa
+ negozi/negozî
+ obbligatori/obbligatorî
+ ordinari/ordinarî
+ preludi/preludî
+ principi/principî
+ pro/prò
+ proletari/proletarî
+ propri/proprî
+ proprietari/proprietarî
+ qua/quà
+ Regi/Regî
+ rimedi/rimedî
+ sacrifizi/sacrifizî
+ sagrificî/sagrifizî
+ salari/salarî
+ segretari/segretarî
+ servigi/servigî
+ servizi/servizî
+ soci/socî
+ sodalizi/sodalizî
+ stipendi/stipendî
+ straordinari/straordinarî
+ studi/studî
+ sussidi/sussidî
+ testimoni/testimonî
+ uffici/ufficî
+ vari/varî
+ ventitre/ventitrè
+ volontari/volontarî
+ zolfatari/zolfatarî
+
+
+
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+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
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+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
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+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
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+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
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+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
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+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
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+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
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+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
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+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://www.gutenberg.org/about/contact
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
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+Literary Archive Foundation
+
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+increasing the number of public domain and licensed works that can be
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+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
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+particular state visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
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+
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+works.
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+
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@@ -0,0 +1,21177 @@
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+<h1 class="pg">The Project Gutenberg eBook, Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause, by
+Napoleone Colajanni</h1>
+<pre>
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at <a href = "http://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a></pre>
+<p>Title: Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause</p>
+<p>Author: Napoleone Colajanni</p>
+<p>Release Date: January 16, 2010 [eBook #30984]</p>
+<p>Language: Italian</p>
+<p>Character set encoding: ISO-8859-1</p>
+<p>***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE LORO CAUSE***</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<h4 class="center">E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli,<br />
+ and the Project Gutenberg Online Distributed Proofreading Team<br />
+ (<a href="http://www.pgdp.net/c/">http://www.pgdp.net</a>)<br />
+ from page images generously made available by<br />
+ Internet Archive<br />
+ (<a href="http://www.archive.org">http://www.archive.org</a>)</h4>
+<p>&nbsp;</p>
+<table border="0" style="background-color: #ccccff;" cellpadding="10">
+ <tr>
+ <td valign="top">
+ Note:
+ </td>
+ <td>
+ Images of the original pages are available through
+ Internet Archive. See
+ <a href="http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft">
+ http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft</a>
+ </td>
+ </tr>
+</table>
+<p>&nbsp;</p>
+<div class="tnote">
+<h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3>
+
+
+<p>L&#8217;ortografia originale è stata mantenuta.</p>
+
+<p>L&#8217;uso dell&#8217;apostrofo dopo &#8220;un&#8221; e i suoi composti è stato regolarizzato
+secondo le convenzioni moderne.</p>
+
+<p>In <a href="#tn">fondo al volume</a> si trova una lista delle correzioni effettuate, identificate nel testo da una sottolineatura.</p>
+</div>
+<hr class="full" />
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+<p>&nbsp;</p>
+
+<p class="center"><span class="bigger">D.<sup>r</sup> NAPOLEONE COLAJANNI</span><br />
+
+<i>Deputato al Parlamento</i></p>
+
+
+<h1><span class="smaller g">GLI</span><br /><br />
+
+<b>AVVENIMENTI</b> <span class="xsmaller">DI</span> <b>SICILIA</b><br /><br />
+
+<span class="xsmaller">E</span><br /><br />
+
+<span class="smaller g">LE LORO CAUSE</span><br /><br />
+
+<span class="xsmaller">CON PREFAZIONE DI <b>MARIO RAPISARDI</b></span></h1>
+
+
+<hr class="hid" />
+
+<p class="center">PALERMO<br />
+<b>REMO SANDRON</b>&mdash;<span class="smcap">Editore</span><br />
+<span class="smcap">Via Vitt. Eman.</span>, 324<br />
+1895</p>
+<hr />
+<p class="center g"><b>Prezzo Lire 2.</b></p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p class="center ss"><b>Opere dello stesso autore</b></p>
+
+<table summary="opere">
+<tr>
+<td><b>La libertà e la questione sociale.</b> (1879) (Esaurito).</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>La repubblica e le guerre civili.</b> (1882) (Esaurito)</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Le istituzioni municipali.</b> (<i>1 vol. in 16º pag. 331</i>)</td>
+<td class="right">L. 3,00</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Il Socialismo.</b> Appunti (<i>1 vol. in 16 di pag. 100</i>) (Esaurito).</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>La delinquenza della Sicilia e le sue cause.</b> (Esaurito).</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Un sociologo pessimista: Gumplowicz.</b> (Esaurito).</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>L&#8217;alcoolismo, sue conseguenze morali e sue cause.</b>
+(<i>Un vol. di pag. 201 in-8º con tavole statistiche</i>)</td>
+<td class="right">L. 3,00</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Oscillations thermometriques et delits contre les personnes.</b> (<i>Opuscolo</i>)</td>
+<td class="right">L. 1,00</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Di alcuni studi recenti sulla proprietà collettiva.</b> (<i>Opuscolo</i>).</td>
+<td class="right">L. 0,50</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Corruzione politica.</b> (<i>Un vol. in-16º di pag. 96</i>). (Esaurito)</td>
+<td class="right">&#160;</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Corruzione politica. Chiarimenti e risposte.</b> 2ª edizione con
+numerose aggiunte e lettere di Gabriele Rosa,
+A. Saffi e Giov. Bovio, (<i>Un vol. in-16 gr. di pagine 112</i>)</td>
+<td class="right">L. 1,25</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Sociologia criminale.</b> Appunti. (<i>2 volumi</i>)</td>
+<td class="right">L.&#160;13,50</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Ire e spropositi di Cesare Lombroso.</b> (<i>1 volume</i>)</td>
+<td class="right">L. 1,00</td></tr>
+<tr>
+<td><b>La politica coloniale.</b> (<i>Un volume</i>)</td>
+<td class="right">L. 3,50</td></tr>
+<tr>
+<td><b>La Difesa Nazionale e le economie militari.</b> (<i>Un opuscolo</i>). </td>
+<td class="right">L. 0,80</td></tr>
+<tr>
+<td><b>Banche e Parlamento.</b> (<i>Un vol. Milano 1891</i>)</td>
+<td class="right">L. 2,00</td></tr>
+<tr>
+<td><b>In Sicilia.</b> (<i>Un volume, Roma 1891</i>)</td>
+<td class="right">L. 1,00</td></tr>
+</table>
+
+<hr class="major" />
+<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a>INDICE</h2>
+
+
+<table summary="indice">
+<tr>
+<td colspan="2">
+Prefazione</td><td class="right">Pag.&#160;&nbsp;&#160;&nbsp;&#160;&nbsp;<a href="#Page_3">3</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">I.&mdash;</td><td>Prime armi del socialismo in Sicilia</td><td class="right"><a href="#Page_7">7</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+II.&mdash;</td><td>Forze del socialismo</td><td class="right"><a href="#Page_11">11</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+III.&mdash;</td><td>Il programma&mdash;I risultati&mdash;Le accuse</td><td class="right"><a href="#Page_19">19</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+IV.&mdash; </td><td>Le cause&mdash;Il malcontento in alto</td><td class="right"> <a href="#Page_28">28</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+V.&mdash;</td><td> Il malcontento tra i lavoratori delle miniere</td><td class="right"><a href="#Page_42">42</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+VI.&mdash;</td><td> Le classi rurali</td><td class="right"><a href="#Page_57">57</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+VII.&mdash;</td><td> I paria della terra</td><td class="right"><a href="#Page_65">65</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+VIII.&mdash;</td><td> Il latifondo</td><td class="right"><a href="#Page_74">74</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+IX.&mdash;</td><td> Rapida depressione economica</td><td class="right"><a href="#Page_83">83</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+X.&mdash;</td><td> Organizzazione sociale e rapporti tra le varie classi</td><td class="right"><a href="#Page_89">89</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XI.&mdash;</td><td> I partiti in lotta e le amministrazioni dei corpi locali</td><td class="right"><a href="#Page_97">97</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XII.&mdash;</td><td> L&#8217;odio di classe</td><td class="right"><a href="#Page_111">111</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XIII.&mdash;</td><td> Nulla è mutato!</td><td class="right"> <a href="#Page_115">115</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XIV.&mdash;</td><td> Facili presagi</td><td class="right"><a href="#Page_141">141</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XV.&mdash;</td><td> Provocazione e preparazione ai tumulti</td><td class="right"> <a href="#Page_147">147</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XVI.&mdash;</td><td> La repressione </td><td class="right"> <a href="#Page_174">174</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XVII.&mdash;</td><td> Le responsabilità. a) Il Clero</td><td class="right"><a href="#Page_194">194</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XVIII.&mdash;</td><td>Le responsabilità. b) I fasci </td><td class="right"><a href="#Page_208">208</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XIX.&mdash; </td><td>Le responsabilità. c) Il governo</td><td class="right"> <a href="#Page_234">234</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XX.&mdash;</td><td>La reazione </td><td class="right"> <a href="#Page_260">260</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XXI.&mdash;</td><td>I tribunali militari</td><td class="right"><a href="#Page_286">286</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XXII.&mdash;</td><td>Il processo mostruoso</td><td class="right"><a href="#Page_342">342</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XXIII.&mdash;</td><td>L&#8217;opera civile del generale Morra </td><td class="right"><a href="#Page_395">395</a></td></tr>
+<tr>
+<td class="right">
+XXIV.&mdash;</td><td>La discussione parlamentare </td><td class="right"><a href="#Page_419">419</a></td></tr>
+<tr>
+<td colspan="2">
+Conclusione </td><td class="right"> <a href="#Page_471">471</a></td></tr>
+</table>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<h1><a name="GLI" id="GLI"></a>GLI<br />
+AVVENIMENTI DI SICILIA</h1>
+
+<hr class="hid" />
+
+
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span></p>
+
+<p class="center"><i>Proprietà letteraria dell&#8217;Editore</i><br />
+
+<b>REMO SANDRON</b>
+</p>
+<hr class="hid" />
+<p class="center bigger"><b>AVVERTENZA</b></p>
+
+<p class="smaller">Di questo libro fu fatta una 1.ª edizione per cura di Edoardo Perino.
+Accintosi l&#8217;A. a questa seconda trovò tanto da correggere e da
+aggiungere che ne raddoppiò la mole, e la modificò talmente che solo in
+pochissime pagine è uguale all&#8217;antecedente, sicchè può a ragione considerarsi
+libro affatto nuovo.</p>
+
+<p class="data">
+<b>L&#8217;Editore</b><br />
+</p>
+<hr />
+
+<p class="center"><span class="smcap">tipografia diretta da SANTI ANDÒ</span>&mdash;Via Celso N. 49</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p>
+
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="PREFAZIONE" id="PREFAZIONE"></a>PREFAZIONE</h2>
+
+
+<p class="exi">
+<i>Carissimo Colajanni</i><br />
+</p>
+
+<p class="data smaller">
+Catania, 10 Febbraio 94.<br />
+</p>
+
+<p><i>I tumulti recenti della Sicilia hanno, per le origini
+e gli effetti loro, una importanza sociale, che la facilità
+onde sono stati repressi non parrebbe loro concedere.
+Tu che li hai osservati con occhio di filosofo, moderati
+con accorgimento d&#8217;uomo politico e con cuore di
+cittadino, fai bene di consegnarli alla storia con quella
+serenità di giudizio, che alle coscienze intemerate non
+è difficile mantenere nei momenti più tempestosi e fra
+le passioni più vive.</i></p>
+
+<p><i>Due principali verità risultano, a parer mio, dalla
+notizia sincera dei fatti: la indipendenza dei moti siciliani
+da qualunque opera di partito, e la prepotenza
+d&#8217;un governo che vuol parer forte e non è.</i></p>
+
+<p><i>Non che essere eccitate e preparate dai socialisti, a
+me pare che le ribellioni, determinate unicamente dalle
+condizioni specialissime dell&#8217;isola, dagli arbitrî feudali
+dei proprietarî, dalla spietata ingordigia delle amministrazioni,
+dalla miseria ineffabile dei lavoratori, abbiano
+fatto constatare e toccar con mano la nessuna
+coesione del partito socialista, la discordia dei suoi capi,
+la varietà bizzarra dei suoi gruppi, l&#8217;incertezza dei principî,<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+dei metodi, dell&#8217;azione. Il socialismo in Sicilia ha
+avuto più presa che altrove, perchè ha trovato terreno
+più proprio: la propagazione meravigliosa dei Fasci
+prova che esso non è artificiale e superficiale, ma ha
+radici nelle viscere stesse della vita del proletario siciliano;
+è piuttosto effetto che causa. Il popolo, per altro,
+quale ch&#8217;esso sia, poco suole accogliere e fecondare
+delle teoriche d&#8217;un partito: afferra tutt&#8217;al più un&#8217;idea
+rispondente al suo stato, un sentimento che consuona
+col suo; e quando si sente alle strette, si getta nell&#8217;azione,
+senza chiedere consiglio a nessuno. La miseria
+e la mala signoria furono e saranno mai sempre i motivi
+principali delle rivolte.</i></p>
+
+<p><i>Questa condizione di cose rende ancor più colpevoli
+e mostruosi i modi adottati dal governo per reprimere
+le ribellioni. Qualche agevolezza conceduta lì
+per lì alle prime avvisaglie, avrebbe probabilmente sedato
+il fermento dei contadini affamati. Ma sì! I cartelloni
+erano già stati affissi alle cantonate; la baracca
+era aperta, i biglietti distribuiti; la gran cassa rintronava
+già negli stomachi degli spettatori; e come si faceva
+a sopprimere lo spettacolo.</i></p>
+
+<p><i>La signora Astrea, che dietro alle quinte avea fatto
+copia di sè a tutta la borghesaglia legittima e legalitaria,
+venne allora su la ribalta e recitò col peggior
+garbo del mondo la parte della verginella oltraggiata:
+scaraventò i pesi in faccia ai presunti seduttori: agguantò
+la bilancia per il giogo e la sbatacchiò su la
+testa dei primi poveri diavoli che le vennero a tiro. La
+borghesaglia legittima e legalitaria si dichiarò soddisfatta;
+si soffiò il naso impeperonito: e con le dita intrecciate
+sul buzzo e tentennando la testa come i cuorcontenti
+di gesso, esclamò in falsetto pecorino: Le istituzioni<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+son salve; l&#8217;ordine regna in Varsavia; ora possiamo
+tornare tranquillamente a barattare, a banchettare
+e a russare.</i></p>
+
+<p><i>A proposito: e le riforme? Ah! sì: ci sono anche
+queste per aria; o per dir meglio, c&#8217;è una commissione
+che le studia, e che ponza la felicità del genere umano.
+Lasciamola ponzare; e che Dio la renda lubrica.
+Che cosa saranno queste riforme il gazzettume ufficioso
+nol dice: esso spreca tutto il suo fiato prezioso per informarci
+di balzelli nuovi, di soppressioni di ufficî, di
+monopolî audaci, di ricchezze cavate dalle borse e dalle
+vene di tutti. Le istituzioni, si sa, han da salvarsi;
+i sagrificî non sono mai troppi. E poi, i balzelli hanno
+l&#8217;ale; e le riforme la gotta. Aspettiamo dunque che
+l&#8217;erba cresca; e se l&#8217;asino muore, peggio per lui. Ciò
+che saranno codeste riforme possiamo immaginarlo: riforme
+borghesi; e non occorrerebbe dir altro: semi di
+lino su la cancrena; concessioni ed elemosine tirate in
+faccia con la balestra. E se non bastano, piombo: procedura
+solita e spicciativa.</i></p>
+
+<p><i>Ma il piombo credi che basterà? Io modestamente
+credo di no: salvo che siasi trovato il modo di renderlo
+digeribile e nutritivo, come il pane che manca.</i></p>
+
+<p><i>In conclusione, questi tumulti hanno rivelato condizioni
+tali, che non possono e non devono assolutamente
+durare, per l&#8217;onore d&#8217;Italia e della razza umana; hanno
+resa necessaria una fraterna intesa di tutti i partiti
+democratici in un ideale, in una fede, in un&#8217;opera comune;
+hanno ridotta la questione sociale all&#8217;</i>aut aut<i>
+degli scolastici. L&#8217;idea-valanga s&#8217;è già staccata dal vertice,
+e seguirà fatalmente il suo corso. O unirsi ad essa
+o rimanere stritolati nel fango. È la Storia che passa.</i></p>
+
+<p class="data">
+<span class="smcap">M. Rapisardi</span><br />
+</p>
+
+
+
+<hr class="major" />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p>
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="I" id="I"></a>I.<br /><br />
+
+PRIME ARMI DEL SOCIALISMO IN SICILIA.</h2>
+
+
+<p>Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e
+più ancora dopo quelle del 1892, la stampa che
+rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori delle
+classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme,
+additando una macchia grigia sulla carta geografica
+d&#8217;Italia, che rappresentava la zona dove maggiormente
+si era rivelato potente per numero di
+adepti e per organizzazione il <i>socialismo</i>. La macchia
+era più scura nel Modenese, nella provincia
+di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva
+abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di
+Cremona, nel Mantovano, nel Polesine ecc., mentre
+si era rischiarata nel più antico centro di diffusione:
+nelle Romagne.</p>
+
+<p>Giovani ardenti, colti, instancabili nella propaganda,
+sinceri nella fede, come Berenini, Agnini e
+Prampolini erano venuti in Parlamento da quelle
+zone ed era significante assai che il secondo fosse
+riuscito contro il generale Gandolfi, che pure, a parare<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+la sconfitta, nel suo programma e nei suoi discorsi
+molte dichiarazioni in senso socialista aveva
+fatte.</p>
+
+<div class="sidenote">FATTI SIGNIFICANTI</div>
+
+<p>Allora pochi o nessuno avevano dato importanza
+a ciò che avveniva in Sicilia, non ostante la doppia
+elezione dell&#8217;amico G. De Felice, non ostante l&#8217;onore
+delle quattro candidature, che mi toccò nel
+1890 e la vittoria che ebbi allora e nel 1892. Non
+senza fondamento questi due ultimi avvenimenti
+furono spiegati collo intervento di alcuni fattori,
+che attenuarono sensibilmente la importanza del
+contributo che vi aveva apportato il socialismo. Intanto
+nel silenzio, o almeno con un rumore che non
+si faceva sentire al di là dello stretto di Messina,
+si organizzavano <i>i Fasci dei lavoratori</i>, da principio
+con intenti non nettamente determinati, sicchè si
+sarebbe potuto prenderli per organizzazioni non
+molto dissimili dalle antiche società operaie; ma
+più tardi, e particolarmente dopo il Congresso di
+Genova, con programma schiettamente socialista,
+ed anzi esclusivamente marxista.</p>
+
+<p>Credo di essere stato il primo, o uno dei primi,
+a notare la esistenza dei Fasci fuori d&#8217;Italia, in un
+articolo pubblicato nella <i>Grande Revue</i> di Parigi-Pietroburgo
+nello scorso inverno; e confesso che
+allora non sospettavo che avessero dovuto fare parlare
+molto, e presto, di loro; e fui dei primi, pur
+rallegrandomi, come socialista, dei progressi che facevano
+le idee, a dare un grido di allarme per certi
+fenomeni poco rassicuranti da me osservati.</p>
+
+<p>Parlai al vento; e gli eventi seguirono il loro
+corso, come se nulla avesse dovuto e potuto farsi
+per impedire che riuscissero dolorosissimi. Così si<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+arrivò ai massacri di Giardinello, di Pietraperzia,
+di Marineo, di Gibellina, di Santa Caterina ecc., che,
+per una serie incredibile di errori, di violenze di
+arbitrî, di infamie, si riannodano, a meno di un anno
+di distanza, a quello di Caltavuturo!</p>
+
+<div class="sidenote">IL MOVIMENTO PREOCCUPA</div>
+
+<p>E il movimento socialista siciliano, per virtù degli
+iniziatori, per colpa degli avversarî e per favorevole
+coincidenza di diversi fattori, assunse tali
+proporzioni da preoccupare, finalmente, i nostri governanti
+di ogni partito; alcuni dei quali con stoltezza,
+che risente della calunnia, piuttosto che confessare
+la imprevidenza propria, preferirono attribuirlo
+all&#8217;oro della Francia ed alle mene dei clericali.</p>
+
+<p>I governanti, imprevidenti e prepotenti pel passato,
+non si limitarono a spargere la voce che l&#8217;oro
+francese alimentasse i malumori della Sicilia, ma
+con abile e repentina preveggenza cominciarono ad
+accreditare nel continente il sospetto che nell&#8217;isola
+si preparasse un movimento <i>separatista</i>.</p>
+
+<p>In tal guisa, pensarono che il sentimento pubblico
+avrebbe agevolata e approvata qualunque repressione.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ORGANIZZAZIONE</div>
+
+<p>Quando il moto fu meglio conosciuto, i socialisti
+di Europa se ne rallegrarono e fecero atto di solidarietà
+mandando il loro obolo; e la <i>Volks Tribune</i>
+di Vienna ha potuto così riassumerlo afferrandone
+esattamente il carattere: «per le condizioni
+specifiche del luogo e per le qualità personali degli
+agitatori, il movimento proletario di Sicilia, ha
+qualche cosa in sè di vibrato, di solenne, di primitivo,
+di spontaneo, che in tutta l&#8217;Italia se ne risente
+l&#8217;effetto. La stampa borghese d&#8217;Italia ne ha<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+risentito come per effetto l&#8217;azione, e per la prima
+volta essa ha parlato sul serio del movimento socialistico.&mdash;La
+gran massa di proletari organizzati
+e disciplinati nei <i>Fasci</i> è di salariati di campagna,
+di salariati delle miniere di zolfo, di lavoratori dell&#8217;industria
+vinicola, di artigiani, di piccoli borghesi
+e di studenti. La disciplina di tale organizzazione
+ha dato già prova di sè in modo notevole e palese...
+Questa organizzazione siciliana è il primo
+grande movimento di massa proletaria, che si veda
+in Italia, ed è il primo <i>atto</i> del socialismo Italiano.»<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> L&#8217;on. Comandini in una delle sue splendide ed oneste
+corrispondenze al <i>Corriere della Sera</i> di Milano ricorda che
+la colta gioventù socialista di Sicilia si sente assai lusingata
+della iniziativa dell&#8217;isola. (Nº del 16-17 Gennajo 1894). L&#8217;osservazione
+è esatta e collima con quelle del giornale di
+Vienna. Avverto una volta per sempre che ripetutamente mi
+riferirò ai giudizi dell&#8217;on. Comandini, non già perchè egli
+sia stato il solo ad enunziarli; ma perchè venendo da lui,
+che non milita tra radicali e socialisti, non può essere sospettato
+di esagerazione e di partigianeria.
+</p><p>
+Notevolissime sono del pari le osservazioni del Borelli nel
+<i>Popolo Romano</i>, che nella serie di corrispondenze dal titolo
+<i>La Sicilia com&#8217;è</i>&mdash;ha saputo sintetizzare acutamente e onestamente
+le condizioni economiche, politiche e morali dell&#8217;Isola.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="II" id="II"></a>II.<br /><br />
+
+FORZE DEL SOCIALISMO</h2>
+
+
+<p>Sarebbe grave errore disconoscere la importanza
+del movimento socialista siciliano, che s&#8217;imperniava
+nella organizzazione dei <i>Fasci dei lavoratori</i>; giova,
+però, ridurlo alle sue giuste proporzioni.</p>
+
+<p>Ciò è necessario in vista delle notizie numerose
+pubblicate dai giornali italiani e stranieri, ora esagerate,
+ora addirittura false.</p>
+
+<p>Una statistica esatta del numero dei <i>Fasci</i>, che
+corrisponda alla realtà, è difficile, perchè molti ne
+sorgevano ogni giorno e non pochi ne scomparivano
+senza che se ne avesse notizia. Chi dice che
+erano 300 e chi li riduceva a 120; il Comitato centrale
+dei <i>Fasci</i> al 1º novembre li portava a 163, oltre
+35 in formazione. Reputo, poi, esageratissima la cifra
+dei soci, che da tutti si ripete ammontasse a 300,000
+e più; la esagerazione la desumo da ciò ch&#8217;è a mia
+personale conoscenza: molti <i>Fasci</i> erano puramente
+nominali, come quello di Caltanissetta; di alcuni
+altri il numero dei soci era stato per lo meno quintuplicato.<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p>
+
+<p>Appena si aprivano le iscrizioni i soci accorrevano
+numerosi; ma poco dopo le file si diradavano,
+sia perchè i soci non amavano pagare il piccolo
+contributo mensile o settimanale, sia perchè si scoraggiavano
+presto, non ottenendo miglioramenti immediati.</p>
+
+<p>I <i>Fasci</i> erano più numerosi e più disciplinati nelle
+Provincie di Palermo, di Catania e di Trapani; molti
+ne sorsero nel novembre e dicembre scorsi nella
+provincia di Siracusa mercè l&#8217;opera indefessa dell&#8217;avvocato
+De Stefano Paternò, ma sulla loro consistenza
+non si potè portare un giudizio perchè erano
+di data assai recente; meno numerosi erano
+in quelle di Girgenti e di Caltanissetta; scarsissimi,
+infine, in quella di Messina.</p>
+
+<div class="sidenote">I FASCI DEI LAVORATORI&mdash;LE DONNE</div>
+
+<p>In generale si mostrarono meglio organizzati e
+più compatti, più disciplinati e più ardenti i <i>Fasci</i>
+dei centri agricoli, specialmente nella provincia di
+Palermo, dov&#8217;era singolarissima la partecipazione
+simpatica e ardita delle donne, che richiamò l&#8217;attenzione
+del Lombroso, del Morselli, mia e di tutta la
+stampa italiana, che giustamente ha consacrato al
+fatto parole di alta ammirazione non iscompagnata
+da un certo senso di meraviglia, perchè le condizioni
+intellettuali e sociali, il genere di vita e la educazione
+delle donne siciliane avrebbero dovuto
+allontanarle dal moto attuale.<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a> Invece inferiori
+si mostrarono i <i>Fasci</i> delle città, non ostante che<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+fossero stati preparati dai congressi, dai giornali e
+dalla propaganda socialista da molti anni.</p>
+
+<div class="sidenote">IL FASCIO DI CATANIA E QUELLO DI PALERMO</div>
+
+<p>Superiore a tutti in modo assoluto, pel numero
+dei soci iscritti e attivi, per la organizzazione e per
+la coscienza dei fini da raggiungere, era il <i>Fascio</i>
+di Catania, che formava uno strano contrasto con
+quelli della provincia, che erano fiacchi e incoscienti.</p>
+
+<p>A Catania, mercè l&#8217;instancabile propaganda dell&#8217;on.
+De Felice Giuffrida, sorse quattro anni or sono
+il primo sodalizio. Ivi il terreno era preparato dalla
+vita non inonorata, che vi ebbero parecchie società
+operaie, che dal 1860 in poi avevano organizzato
+scuole, mutuo soccorso, assistenza medica e anche
+prestiti sull&#8217;onore; ed alcune di esse, come quella
+dei <i>Figli dell&#8217;Etna</i>, dei <i>Figli del lavoro</i>, della Pace
+ecc., sussistono ancora, sebbene facessero capo al
+<i>Fascio</i> e con questo procedessero ed agissero di conserva.</p>
+
+<p>La visita dei mille soci del <i>Fascio</i> di Catania alla
+esposizione di Palermo determinò la organizzazione
+di analoga associazione nella città delle iniziative,
+d&#8217;onde, aiutata dall&#8217;<i>Isola</i> e dal <i>Giornale di Sicilia</i> e
+dall&#8217;attivissima azione di un generoso gruppo di
+giovani, il movimento si propagò in tutta la Sicilia;
+sicchè, se a Catania spetta il merito della iniziativa,
+il centro di diffusione divenne Palermo, per
+quel maggiore ascendente esercitato sempre dall&#8217;antica
+capitale sull&#8217;isola tutta.</p>
+
+<p>È da notarsi che non pochi degli organizzatori
+dei <i>Fasci</i> appartenevano alla classe borghese; alcuni
+sono agiatissimi, come il Ballerini; pochi ricchissimi
+vengono dall&#8217;alta aristocrazia, come il marchese<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+di Montemaggiore e il principe di Cutò.<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA COSTITUZIONE DEI FASCI</div>
+
+<p>L&#8217;organizzazione era abbastanza semplice e logica.
+Dove i soci erano numerosi, vennero divisi
+secondo le arti e i mestieri e ciascun gruppo aveva
+la sua speciale bandiera; vi erano anche delle squadre
+coi rispettivi capi per quartieri.<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4"></a><a href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a></p>
+
+<p>Ogni <i>Fascio</i> aveva il suo rosso gonfalone con qualche
+altro particolare emblema; e quel benedetto rosso
+che scioccamente dà ai nervi delle autorità politiche,
+ha dato luogo a pericolose colluttazioni, ad arresti
+e processi. Ogni socio, nelle feste, portava una
+coccarda rossa, ed i capi una fascia pure rossa: bisognava
+vedere con quanta fierezza la indossavano
+i contadini e gli operai nelle solenni occasioni.</p>
+
+<p>Non pochi <i>Fasci</i> avevano la fanfara, composta
+quasi sempre di reduci dall&#8217;esercito, che vi avevano
+portato il sentimento della disciplina, unito ad entusiasmo
+e attività notevoli. La fanfara, talvolta
+discreta, serviva a richiamare l&#8217;attenzione delle donne,
+destava l&#8217;invidia di molti e pur troppo somministrò
+occasione a numerose contravvenzioni alla legge
+reazionaria di <i>pubblica sicurezza</i>, le quali costrinsero
+i poveri soci o a pagare o a scontare le non piccole
+multe col carcere. Ajutarono moltissimo la propaganda
+le <i>passeggiate</i> da un paese all&#8217;altro, abilmente<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+organizzate, che sviluppavano elevati sentimenti
+di solidarietà e davano ai lavoratori coscienza
+della propria forza.</p>
+
+<p>Nelle sedi dei <i>Fasci</i> sulle pareti vi erano grandi
+striscie di carta con motti significativi di Marx, di
+Lassalle, di Bovio, di Hugo, di L. Blanc ecc. Non
+di rado vi si trovavano i ritratti di Marx, di Mazzini,
+di Garibaldi, del Re e della Regina. Il Rossi
+della <i>Tribuna</i>, ed io stesso, in alcuni luoghi non
+trovammo sul tavolo che un Cristo col suo lumicino,
+che costituiva tutto l&#8217;ornamento del luogo; e
+confesso che tanta semplicità impose a Rossi ed a
+me, e di più doveva imporre a contadini ed operai,
+tra i quali è ancora vivo il sentimento religioso
+e che si esaltano maggiormente quando si
+parla loro in nome del Nazzareno.</p>
+
+<div class="sidenote">DEBOLEZZA ECONOMICA</div>
+
+<p>I socî pagavano un tenuissimo contributo mensile
+e settimanale, che variava da luogo a luogo,
+ma che non oltrepassava una lira al mese. Le casse,
+come si può immaginare, non erano provviste e
+non avrebbero potuto far fronte alle spese ordinarie
+di amministrazione e molto meno a quelle straordinarie
+incontrate nell&#8217;aspra lotta col governo e
+colle classi dirigenti&mdash;se i più ricchi del partito
+non avessero fatto sacrifizî considerevoli. Soccorsi,
+ma in tenue misura, vennero dai socialisti del continente,
+della Germania, dell&#8217;Austria ed anche della
+Rumenia. Le scarse somme venute dall&#8217;estero, passarono
+per le mani del Prof. Labriola, che con vivo
+rammarico altra volta mi fece osservare che tra gli
+oblatori brillavano per la loro assenza i socialisti
+francesi. In qualche paese agricolo si fecero sufficienti
+provviste di frumento per opera di Presidenti<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+e di soci preveggenti; ciò che consentì loro la resistenza,
+vittoriosa spesso, negli scioperi. Così a Corleone.</p>
+
+<div class="sidenote">AVVERSIONE ALLE COOPERATIVE DEI FASCI</div>
+
+<p>Alcuni <i>Fasci</i> praticavano il mutuo soccorso; altri
+avrebbero voluto fondare casse di resistenza,
+ma i mezzi erano del tutto inadeguati ai fini; si
+accennò qua e là, a <i>cooperative</i> di consumo, che fecero
+cattiva prova a Catania, dove cercarono sostituirvi
+dei prezzi di favore con particolari venditori
+di oggetti di consumo; scioperi inconsulti furono
+tentati ed una <i>cooperativa di produzione</i> ebbe vita
+per poco tempo in Palermo e finì miseramente. Erano
+pochissime le <i>cooperative di lavoro</i>, in conformità
+della legge dell&#8217;11 Luglio 1889, che avrebbero
+potuto dare eccellenti risultati. Ma non c&#8217;è da
+meravigliarsene perchè erano malviste dalle amministrazioni
+locali, che preferiscono tuttavia confidare
+i lavori agli appaltatori prediletti, dando luogo
+a sospetti, non sempre infondati, d&#8217;illecite partecipazioni
+ai lucri per parte degli amministratori.</p>
+
+<p>A Catania, mercè il tenue versamento di centesimi
+15 per settimana, si praticava l&#8217;<i>assicurazione
+collettiva</i>, mercè la quale alle famiglie dei socî che
+morivano venivano date L. 400. Sino allo scioglimento
+del sodalizio la cassa fece fronte ai suoi impegni;
+ma avrebbe potuto continuare per lo avvenire,
+se non avessero fatto meglio i calcoli e non
+avessero tenuto conto esatto delle tavole di mortalità?</p>
+
+<p>Non poche ed inconsulte furono le spese per le
+inaugurazioni dei gonfaloni; e non poche volte ho
+assistito a banchetti relativamente luculliani, che
+ho biasimato con tutte le mie forze.<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p>
+
+<p>Lo spagnolismo in Sicilia s&#8217;impone anche tra i
+lavoratori!</p>
+
+<div class="sidenote">I FASCI E IL PARTITO ITALIANO</div>
+
+<p>Molti dei <i>Fasci</i> erano ascritti al <i>Partito italiano
+dei Lavoratori</i> e s&#8217;inspiravano alla intolleranza e al
+fanatismo della chiesa di Milano; alcuni, per così
+dire, erano indipendenti specialmente se erano sorti
+per ragioni locali. Vera direzione centrale non c&#8217;era
+per quanto il <i>Fascio</i> di Palermo aspirasse a tale
+onore e facesse di tutto per meritarlo. La <i>Lotta di
+Classe</i> di Milano penetrava in qualche luogo e vi
+esercitava la sua azione; in molti altri, il giornale
+prediletto era <i>La Giustizia sociale</i>, che seguiva il
+metodo della prima, di Palermo; <i>L&#8217;Unione</i> di Catania,
+<i>Il Mare</i> di Trapani erano giornali settimanali
+diffusi nelle rispettive provincie e redatti con
+criterî più conformi alle condizioni locali.</p>
+
+<p>Per la propaganda, più che sui giornali&mdash;essendo
+grandissimo in Sicilia il numero degli analfabeti&mdash;si
+contava sulle conferenze, sulle amichevoli conversazioni,
+sulle feste da ballo alle quali partecipavano
+le famiglie dei socî, e che riuscivano splendide&mdash;anche
+dal lato economico&mdash;in Catania, e
+sul teatrino socialista di Palermo, istituzione che
+se avesse trovato scrittori ed interpreti adatti avrebbe
+potuto dare buoni frutti.<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5"></a><a href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p>
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> Il Sonnino fin dal 1876, nel suo libro sui <i>Contadini in
+Sicilia</i>, che dovrò citare ripetutamente, aveva rilevato che le
+condizioni delle donne non erano adatte a farle partecipare
+ai moti sociali.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> Il Marchese di Montemaggiore colla morte del padre
+divenuto principe di Baucina pare abbia cambiato improvvisamente
+di opinione.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4"></a><a href="#FNanchor_4_4"><span class="label">[4]</span></a> Credo che erroneamente un autorevole giornale di Roma
+abbia scritto che la organizzazione dei <i>Fasci</i> sia stata modellata
+su quella dei <i>Sindacati</i> e delle <i>Camere del lavoro</i> di Parigi;
+e <a name="tn14" id="tn14"></a><span class="correction">l&#8217;errore</span> venne ripetuto dal Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i>.</p></div>
+
+<div class="footnote"><div class="sidenote">SVILUPPO DEL SOCIALISMO IN SICILIA</div><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5"></a><a href="#FNanchor_5_5"><span class="label">[5]</span></a>
+Il sig. Enea Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i> del 1º gennajo
+1894 riassume in parte esattamente la storia dell&#8217;idea
+socialista in Sicilia; ma accorda forse soverchia importanza
+all&#8217;antica stampa e agli antichi agitatori. Fu minima l&#8217;azione
+esercitata dal Bakounine da Napoli dopo il 1867, e assai
+circoscritta e poco duratura quella del suo e mio carissimo
+amico Saverio Friscia, nel circondario di Sciacca; e minima
+azione esercitarono i giornali <i>Lo Scarafaggio</i> di Trapani e il
+<i>Povero</i> di Palermo. Così dicasi pure pel <i>Riscatto</i> e pel <i>Vespro</i>
+di Messina e per cento altri giornaletti settimanali pullulati
+in tutte le provincie della Sicilia e che vissero stentatamente
+e per breve tempo. Vorrei poter meritare l&#8217;onore,
+che mi attribuisce, affermando che il punto culminante della
+propaganda socialista bisogna riconoscerlo nella pubblicazione
+del mio libro sul <i>Socialismo</i> e del giornale quotidiano <i>L&#8217;Isola</i>
+da me diretto. Del primo so qualche cosa, perchè ne fui l&#8217;editore:
+poche copie se ne vendettero in Sicilia e credo nessuna
+ne pervenne tra le file del popolo.
+</p><p>
+La seconda, per quanto ispirata alle idee repubblicane e
+socialiste penetrava maggiormente tra la borghesia più onesta
+e più intelligente. Invece credo che negli animi delle
+popolazioni ho fatto più breccia colla campagna elettorale
+del 1890 combattuta in quattro collegi. Dei giornali quello
+che ha maggiormente contribuito a creare la coscienza socialista
+nella cerchia della provincia di Catania fu ed è l&#8217;<i>Unione</i>
+del De Felice; vengono dopo la <i>Nuova Età</i> di Palermo
+e di Marsala e l&#8217;<i>Esule</i> di Trapani.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="III" id="III"></a>III.<br /><br />
+
+IL PROGRAMMA&mdash;I RISULTATI&mdash;LE ACCUSE.</h2>
+
+
+<p>Quale fosse il programma <i>ufficiale</i> dei <i>Fasci dei
+lavoratori</i> è facile conoscerlo, poichè venne riassunto
+in un opuscolo di propaganda di Garibaldi
+Bosco. (<i>I fasci dei lavoratori; il loro programma ed
+i loro fini.</i> Palermo 1893.)&mdash;Questo programma è
+quello del partito socialista dei lavoratori italiani;
+è il programma della scuola marxista. Non si vuole
+<i>divisione delle terre</i>, ma socializzazione di tutti i mezzi
+di produzione; si vuole e si combatte per l&#8217;abolizione
+del salariato, e come mezzo si adotta la lotta
+di classe, cioè degli sfruttati contro gli sfruttatori;
+della lotta di classe si servono per fare in modo
+che le classi odierne possano sparire, distruggendo
+tutte le ineguaglianze artificiali, artificialmente create.»
+(p. 11).</p>
+
+<p>Questa parte per così dire radicale del programma
+non è detto chiaramente ed esplicitamente che sarà
+realizzata in un avvenire non prossimo, come riconosce
+lo stesso Bebel. Ma si argomenta che i capi<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+non dovevano ritenere di pronta attuazione la socializzazione
+dei mezzi di produzione, da quello che
+dicevano su di essa in altra parte del programma,&mdash;che
+consideravano come d&#8217;immediata attuazione
+e adatta alle condizioni dell&#8217;ambiente&mdash;e cioè: cooperative
+di consumo, cooperative di lavoro, conquista
+dei municipî, delle provincie ed anche del parlamento.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEI FASCI</div>
+
+<p>Queste modeste aspirazioni, che sono propugnate
+da tanti che non sono socialisti e pel cui conseguimento
+(se non vi facesse ostacolo la intolleranza di
+alcuni capi), si potrebbe trarre profitto dall&#8217;impiego
+di tante altre forze, rappresentano molto meno di
+quello che c&#8217;era nel programma minimo del cosidetto
+partito <i>possibilista</i> francese, ch&#8217;ebbe ad interprete
+autorevole e stimato il Malon.</p>
+
+<p>Non avevano messo nel programma neppure le
+<i>cooperative di produzione</i>, perchè disgraziatamente
+nemmeno quelle di <i>consumo</i> e di <i>lavoro</i> hanno potuto
+attecchire in Sicilia, dove indarno si cercherebbe
+una associazione di semplice mutuo soccorso,
+che possa gareggiare con la più meschina <i>Trade-Union</i>
+inglese del vecchio stampo.</p>
+
+<p>Se alcuni dei capi conoscevano le teorie di Marx&mdash;e
+alcuni le avevano studiate con amore e le spiegavano
+con molta chiarezza, come il Montalto, il
+Barbato, il De Luca, il Petrina, ecc.;&mdash;la immensa
+maggioranza dei soci dei <i>Fasci</i>, per non dire la totalità,
+non riusciva a formarsene la più lontana idea.
+Così avveniva che mentre i giornali ed i capi
+del partito parlavano di <i>collettivismo</i>, tra i socî e
+specialmente tra i contadini più arditi e più radicali
+si aspirava alla divisione delle terre, alla quotizzazione.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+Per loro una buona <i>legge agraria</i> sarebbe
+l&#8217;ideale; molti altri si sarebbero contentati della riforma
+dei patti colonici. La elevazione dei magri
+salarî per gli uni, la mezzadria ad oneste condizioni&mdash;come
+c&#8217;è in Toscana e nell&#8217;alta Lombardia,
+e di cui non mancano buoni e numerosi esempî
+nella stessa Sicilia&mdash;per gli altri, sarebbero bastate
+a soddisfarli ed a quietarli per un pezzo.</p>
+
+<p>Il sig. Enea Cavalieri giustamente osservò che
+in fondo, «astraendo dal loro infeudamento al socialismo,
+i <i>Fasci</i>, come nuclei operai, dovevano qualificarsi
+Società di resistenza, <i>Trade-Unions</i> insomma:
+principio di resistenza, che ha alte giustificazioni.»</p>
+
+<div class="sidenote">LE ASPIRAZIONI DEI CONTADINI</div>
+
+<p>Nessuno aveva, dunque, motivo di allarmarsi e
+di protestare se praticamente, in sostanza, i contadini
+e gli operai di Sicilia si organizzavano come
+in Inghilterra e facevano domande d&#8217;immediata realizzazione
+che vennero trovate ragionevoli da illustri
+professori di diritto, che le difesero in seno della
+Regia Commissione che discusse i <i>Contratti agrarî</i>.</p>
+
+<p>Per la parte più radicale, ma di remota realizzazione,
+poi è bene notare che l&#8217;on. Marchese di
+San Giuliano, ex sottosegretario di Stato nel Ministero
+Giolitti&mdash;e <i>pour cause</i> mi limito tra i liberali
+e i conservatori a citare il solo rappresentante di
+Catania&mdash;nel suo libro: <i>Le condizioni presenti della
+Sicilia</i> (p. 135) considera come <i>superstiziosa</i> la venerazione
+di cui viene circondata la proprietà privata,
+che considera&mdash;al modo di Lassalle&mdash;quale una
+categoria storica modificabile col tempo nella legislazione.
+A che dunque far la voce grossa contro i
+socialisti, che dicono la stessa cosa?</p>
+
+<p>In quanto allo spirito e ai moventi reali che spinsero<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+alla costituzione dello insieme dei <i>Fasci</i>, perchè
+i fatti posteriori mi dettero ragione, credo opportuno
+ripetere ciò che scrissi altra volta.</p>
+
+<div class="sidenote">LA DEGENERAZIONE DI PARECCHI FASCI</div>
+
+<p>«Anzitutto,&mdash;osservai in sul finire del luglio
+1893&mdash;a spiegare certi fenomeni non degni di ammirazione,
+è d&#8217;uopo rilevare che certi <i>Fasci</i> sono
+sorti come arma di combattimento contro locali Società
+operaie infeudate ad uomini ed a partiti diversi.
+L&#8217;ideale socialista in questi casi non è servito
+che come marca di fabbrica, che doveva coprire
+la merce di contrabando. Così alla prima
+occasione tali <i>Fasci</i> si sono visti rinnegare i principî,
+che dovrebbero inspirarli e in nome del socialismo
+combattere anche i socialisti.»</p>
+
+<p>«Più di frequente i soci, che accorsero numerosi,
+furono trascinati nelle nuove associazioni dall&#8217;innegabile
+contagio psichico, che tanto più attivamente
+agisce quanto meno colte sono le masse sulle quali
+dispiega la sua azione; ma ognuno crede che in
+questi casi, scomparso il fascino del momento ed
+anche la parvenza teatrale, rimangono poco utili,
+se non addirittura dannosi, al sodalizio, dove portano
+un pericoloso contingente di svogliatezza e di
+malumore.»</p>
+
+<p>«Nel maggior numero, infine, degli operai, che
+si sono iscritti nei <i>Fasci dei lavoratori</i> della Sicilia
+e che del resto ne costituiscono l&#8217;elemento migliore
+prevalse quel socialismo sentimentale, ch&#8217;è fatto di
+forte malcontento&mdash;ben giustificato&mdash;dello stato
+presente, e di vaga aspirazione verso un più lieto
+avvenire, tanto più seducente quanto più inghirlandato
+colle magiche promesse contenute nelle parole
+<i>giustizia</i> ed <i>eguaglianza</i>. Manca, però in questo<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+maggior numero la coscienza vera di ciò che si
+vuole, dei mezzi congrui per conseguirlo ed anche
+il concetto adeguato della forza, che si ha nelle
+proprie mani&mdash;giudicata talora grandissima e tal
+altra minima&mdash;e manca in generale questa coscienza
+perchè manca la coltura intellettuale anche la più
+elementare». (<i>Rivista popolare</i> 1. agosto 1893). Tutto
+questo era innegabile dinanzi allo spettacolo di <i>Fasci</i>
+sorti e presieduti da liberali ortodossi, come
+quello di Militello, o dei <i>contro-fasci</i>, come quello
+di Monreale.</p>
+
+<div class="sidenote">SOCIALISMO SENTIMENTALE</div>
+
+<p>Questo giudizio onesto di un socialista onesto,
+che credeva giovare alla causa prediletta col culto
+della verità, senza orpelli e senza illusioni, non
+piacque a coloro che in Italia hanno preso nelle
+mani il monopolio del socialismo intransigente, come
+non piacque ciò che dissi con altrettanta franchezza
+nella <i>Grande Revue</i>, e venni considerato come
+un nemico dei <i>Fasci</i> e designato al disprezzo
+come un <i>socialistoide</i>. A mio conforto ed a mia giustificazione
+venne dopo una corrispondenza da Reggio
+Emilia&mdash;all&#8217;epoca del congresso socialista&mdash;nel
+<i>Peuple</i> di Bruxelles, e che certamente è dovuta
+al Vandervelde&mdash;uno dei capi più autorevoli del
+socialismo belga&mdash;nella quale è detto: «In Sicilia
+il movimento socialista data da ieri. Si è sviluppato
+con una rapidità che fa pensare alla formazione
+delle leghe operaie belghe, dopo gli avvenimenti
+di marzo 1866. Sinora i contadini siciliani
+erano rimasti completamente al di fuori di tutte
+le preoccupazioni socialiste. Bruscamente in meno
+di un anno, tutto questo proletariato si è organizzato;
+ma <i>il va sans dire</i> che questi nuovi aderenti<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+non sono arrivati alla <i>piena ed intera coscienza
+dell&#8217;ideale socialista</i>. La maggior parte accettano
+il nuovo vangelo, <i>come quei pagani che si
+facevano battezzare, ma che continuavano a portare
+delle ghirlande di fiori sugli altari di Freja</i>. In qualche
+società i membri sono obbligati di assistere,
+da una parte alle riunioni socialiste, dall&#8217;altra
+alle feste annuali della Madonna. Ci si cita un
+gruppo&mdash;<i>Il circolo della regina Margherita</i>&mdash;che
+accetta ad una volta il principio della <i>lotta di classe</i>
+e il patronato del re d&#8217;Italia.</p>
+
+<p>Questo giudizio era forse più aspro del mio; ma
+non era meno vero; e più severo sarebbe stato se
+fosse venuto all&#8217;indomani di certi luttuosi fatti determinati
+da domande giuste offuscate da altre assai
+reazionarie (<i>Giardinelli</i> ecc.).</p>
+
+<div class="sidenote">NUOVA COSCIENZA NEI LAVORATORI</div>
+
+<p>È bene osservare però, che se per i lavoratori della
+Sicilia il programma marxista era incomprensibile,
+un passo notevole nel senso socialista in Sicilia si
+fece in questi ultimi tempi colla modificazione profonda
+nella coscienza degli stessi lavoratori, nel considerare
+la loro posizione di fronte alle altre classi
+e nel reclamare il loro diritto. Pel passato le classi
+dirigenti avvalendosi dei mezzi più poderosi di dominio&mdash;morale,
+religione, politica&mdash;adoperati nel
+modo descritto dal Loria, erano riuscite a mantenere
+in una specie di servitù di fatto i lavoratori che si
+credevano nel dovere di soffrire ed ubbidire. In altri
+tempi, costrettivi dalle sofferenze fisiche, poterono
+ribellarsi, ma essi raramente invocavano e facevano
+valere i propri diritti e credevano che il
+poco che potevano chiedere e sperare lo dovevano<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+attendere dalla carità e dalla generosità altrui. Ora
+invece sanno e dicono che quel poco che chiedono
+è loro <i>dovuto</i> ed hanno <i>diritto</i> di esigerlo.</p>
+
+<p>A Partanna nei tumulti si grida: <i>Vogliamo lavoro
+e non elemosine!</i> A Piana dei Greci, quando Plebano,
+Farina e Comandini visitaronla i contadini, benchè
+affamati e nella più squallida <a name="tn25" id="tn25"></a><span class="correction">miseria</span>, respingevano
+l&#8217;elemosina credendosi avviliti, degradati accettandola.</p>
+
+<p>Questi fatti provano la formazione della coscienza
+socialista nelle masse siciliane, e non è poco. Questa
+coscienza non si potrà più distruggerla e darà i suoi
+frutti.</p>
+
+<p>Coloro che stavano alla direzione del movimento
+opportunamente avevano pensato ad eliminare molte
+stridenti contraddizioni; avevano messo in mora parecchi
+<i>Fasci</i>, che vi si abbandonavano ed alcuni
+anche ne avevano eliminato dal seno del partito;
+(Lercara, Delia, ecc. ecc.); ma i fatti rimangono sempre
+come un indizio dello spirito che c&#8217;è nelle masse
+e della loro maturità maggiore o minore per accogliere
+i dettati del rigido socialismo marxista.</p>
+
+<div class="sidenote">I FASCI E I CONTRATTI AGRARII</div>
+
+<p>Intanto è bene avvertire che nel programma minimo
+i <i>Fasci</i> avevano già ottenuto notevoli risultati.
+In taluni punti i salarî si erano elevati alquanto;
+altrove erano stati accettati dai proprietarii,&mdash;per
+timore di peggio o per ridestato senso di umanità&mdash;i
+patti colonici votati dal Congresso di Corleone.
+Il Cavalieri alludendo a questi successi sul terreno
+economico, nota che le modificazioni nei <i>contratti
+agrarî</i>, indarno raccomandate da tanti anni da Villari,
+da Rubieri, da Sonnino ecc., le ottennero i <i>Fasci</i><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+colla <i>violenza</i> e colla <i>minaccia</i> e perciò in fondo loda
+l&#8217;opera del Congresso di Corleone<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6"></a><a href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a>.</p>
+
+<p>Credo che egli sia stato inesattamente informato
+sui mezzi adoperati dai <i>Fasci</i> di contadini per ottenere
+più eque condizioni dai proprietarî delle
+terre, a meno che egli non consideri come una violenza
+lo sciopero; ma se pur egli fosse nel vero, si
+potrebbero biasimare coloro che da secoli sono stati
+vilipesi ed abbandonati e che colle buone non erano
+mai riusciti a migliorare la propria tristissima
+condizione?</p>
+
+<div class="sidenote">GLI OPERAI NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE</div>
+
+<p>La vittoria, infine, aveva coronato non poche lotte
+elettorali amministrative. A Piana dei Greci, a Corleone,
+a Prizzi, a Partinico, ad Alcamo, a San Giuseppe
+Jato, a Sancipirrello, ecc. ecc. contadini ed operai,
+candidati dei <i>Fasci</i>, erano andati a far parte
+dei Consigli Comunali.</p>
+
+<p>Si avrebbe torto, però, ritenendo che questi ed
+altri successi elettorali fossero dovuti esclusivamente
+alle forze socialiste: gli operai da un pezzo senza
+vero programma di partito prevalsero in molti comuni:<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+alcuni li ebbero in mano completamente&mdash;Caltagirone,
+Agira, Biancavilla, ecc.&mdash;Altrove, ad
+esempio a Catania, a Messina gli eletti socialisti e
+con grande numero di voti, sono l&#8217;espressione di
+molte cause concomitanti e specialmente del malcontento
+suscitato dalle precedenti amministrazioni;
+negli eletti giovani onesti, intelligenti e coraggiosi
+si è visto un freno ed un controllo utile.
+In qualche punto i clericali e quella congerie di
+partiti locali senza programma alcuno hanno adescato
+i lavoratori, hanno messo all&#8217;asta il loro appoggio,
+accordando posti nei Consigli comunali a
+chi dava loro un maggior numero di voti e accordandoli
+spesso a coloro che meno li meritavano!</p>
+
+<div class="sidenote">I FASCI NELLE ZONE AGRICOLE</div>
+
+<p>I successi reali i cui risultati economici sono stati
+visibili ed immediati, si sono visti con particolarità
+nelle zone agricole; si spiega perciò come e perchè
+i contadini fossero i più ardenti nella lotta e si può
+prevedere che i loro <i>Fasci</i> si riorganizzeranno presto
+e meglio degli altri non appena sarà passata la
+bufera attuale e prevarranno se saranno accortamente
+diretti; direzione accorta che c&#8217;era a Piana dei Greci
+per merito del D.r Barbato ed a Corleone per opera
+di Bernardino Verro. È facile prevedere ciò che avverrà
+in queste zone dal risultato delle elezioni amministrative
+in Piana dei Greci, dove pochi giorni
+prima della iniqua sentenza del 30 maggio, il D.r
+Barbato e i suoi compagni del <i>Fascio</i>, non ostante
+lo stato di assedio e le cancellazioni arbitrarie ed
+odiose dalle liste elettorali fatte dal Regio Commissario
+straordinario,&mdash;vennero eletti consiglieri comunali
+alla quasi unanimità.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6"></a><a href="#FNanchor_6_6"><span class="label">[6]</span></a> Questo piccolo episodio siciliano illustra sempre più ciò
+che L. Bissolati brillantemente sostenne contro l&#8217;on. Prof.
+Luigi Luzzatti sulla assoluta mancanza di spontaneità nelle
+<i>concessioni</i> fatte dalla borghesia al proletariato (V. L. Bissolati:
+<i>La lotta di classe e le alte idealità della borghesia</i>. Milano
+1893). L&#8217;avvocato cremonese dimostra che tutte le leggi
+sociali favorevoli ai lavoratori in Inghilterra sono in correlazione
+colla conquistata influenza politica degli ultimi. Giustissimo!
+Sostenni sempre tale tesi, che formò il caposaldo
+delle mie teorie politico-sociali: la esposi nella conferenza al
+Teatro S. Cecilia in Palermo (1890) e al Consolato Operaio
+in Milano (1891). Allora dai valvassori del socialismo fui deriso
+e canzonato.... E ora?</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.<br /><br />
+
+LE CAUSE&mdash;IL MALCONTENTO IN ALTO.</h2>
+
+
+<p>Alla descrizione del movimento socialista siciliano
+nelle sue fasi e nelle sue condizioni attuali parmi
+opportuno far seguire un breve studio sulle cause,
+che lo hanno fatto assorgere ad una importanza,
+che non ha riscontro sul continente italiano; studio
+utile perchè somministra le migliori e più esatte
+indicazioni sulla condotta da seguire per regolarlo.</p>
+
+<p>Il Prof. Lombroso, ch&#8217;è rimasto colpito dal rapido
+sviluppo del socialismo in Sicilia, per ispiegarlo attribuì
+un&#8217;azione preponderante al miscuglio delle
+razze e al clima. Senza intrattenermi di questo secondo
+fattore, la cui esagerata influenza ho dimostrato
+insussistente nella <i>Sociologia Criminale</i> (Vol. 2º),
+osservo sulla prima che a torto adesso lo si invoca.</p>
+
+<p>I contatti tra razze diverse certamente producono
+fermenti insoliti e acceleramento della vita sociale:
+Carlo Cattaneo, <a name="tn28" id="tn28"></a><span class="correction">precedendo</span> il Gumplowicz e parecchi
+altri etnologi e sociologi contemporanei, giustamente
+lo affermò. Non è il caso di ricorrere a questa
+spiegazione oggi in Sicilia dove le razze sono<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+fuse da oltre dieci secoli e dove la miscela non sarebbe
+nè maggiore, nè più recente che in Lombardia
+o nel Napolitano.</p>
+
+<p>Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente
+per comprendere che una propaganda che
+non trovasse l&#8217;<i>ubi consistam</i> nelle opportune condizioni
+sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe
+tentata, attribuiscono tutto all&#8217;azione degli agitatori,
+dei demagoghi, come essi li chiamano per
+designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori assegnano
+moventi non confessabili. Dicono che questi
+ultimi sono mossi dall&#8217;ambizione di divenire
+consiglieri comunali e provinciali o anche deputati;
+osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi
+e rendere necessario il suo ritorno al potere;
+che si aspira alla separazione col protettorato inglese,
+sotto il quale Malta fiorisce; che la Francia
+soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento
+insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento
+non è che una manifestazione brigantesca
+e che la organizzazione non è socialistica, ma modellata
+e inspirata dalla <i>mafia</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">SCIOCCHE CALUNNIE</div>
+
+<p>La maggior parte di queste affermazioni rappresentano
+calunnie tanto odiose, quanto ridicole. Per
+quella piccola parte di vero che c&#8217;è dirò che bisogna
+non conoscere il cuore umano per meravigliarsi
+che l&#8217;ambizione si annidi nel cuore di qualche giovane
+intraprendente: essa anzi è un grande stimolo
+a mutare ed a progredire; e senza ambizione si può
+dire che non vi sono nell&#8217;attuale organizzazione sociale
+se non gl&#8217;inetti e i disgustati dalla vita pubblica.
+Tutto sta nel modo come si esplica e si cerca
+di soddisfare; e in quanto a questo, io che conosco<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+quasi tutti i giovani, che stavano alla testa dei <i>Fasci
+dei lavoratori</i> posso assicurare con serena coscienza,
+ch&#8217;essi sono davvero eccellenti nella grandissima
+maggioranza.<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7"></a><a href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA JEUNESSE DORÉE SICILIANA</div>
+
+<p>E non a torto l&#8217;on. Comandini ha descritto, in
+una delle sue corrispondenze, la <i>jeunesse dorée</i> del
+socialismo siciliano, simpaticamente, come dedita allo
+studio e alla propaganda. Il caso non è nuovo e
+non deve affatto <a name="tn30" id="tn30"></a><span class="correction">sorprendere</span>. Chi non ricorda il lavorio
+di demolizione di tutte le vecchie credenze
+che venne fatto in Francia nel secolo scorso da
+buona parte della <i>jeunesse dorée</i>? E chi non sa che
+al nihilismo i martiri e gli eroi più belli vennero
+dalla borghesia e dalla aristocrazia?</p>
+
+<p>In quanto alla ingerenza e all&#8217;influenza della
+<i>mafia</i> e del <i>brigantaggio</i>, l&#8217;accusa è iniquamente
+bugiarda. Qualche ammonito, e davvero pochi, faceva
+parte dei <i>Fasci</i>; ed a me che una volta deplorai
+il fatto si rispose: «dunque non si dovranno
+mai riabilitare? E perchè si meravigliano di qualche
+ammonito ch&#8217;è nei <i>Fasci</i> se hanno mandato Tanlongo
+in Senato e tanti ladri del pubblico denaro
+stanno in Parlamento? E perchè desta tanto scandalo
+un disgraziato che violò la legge per miseria
+per ignoranza e viene da noi paternamente accolto,
+mentre si trova regolarissimo che il Barone
+Tizio sia sindaco, sebbene abbia passato qualche<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+anno in carcere sotto gravissima accusa; e il Conte
+Filano tenga ai suoi ordini, come <i>bravi</i>, i peggiori
+<i>mafiosi</i> dell&#8217;isola? Cristo, del resto, impone il perdono!»</p>
+
+<p>Questo linguaggio semplice, onesto, elevato fu
+tenuto anche a Piana dei Greci a Rossi della <i>Tribuna</i>.</p>
+
+<p>Mi piace aggiungere che a me consta, che alcuni
+ammoniti da che erano stati ricevuti nei <i>Fasci</i> avevano
+tenuto una condotta irreprensibile. E il fenomeno
+non è nuovo, per quanto possa sembrare
+strano a coloro che non conoscono il cuore umano.
+Ci fu in Sicilia nel 1893 un leggero aumento nella
+delinquenza; ma fu anche maggiore in gran parte
+del continente senza che vi fossero <i>Fasci</i>, ma per
+le cause sociali generali.</p>
+
+<div class="sidenote">LE ACCUSE STOLTE E I FATTI</div>
+
+<p>Se s&#8217;ingannano da pessimisti le autorità politiche
+e le classi dirigenti, o vogliono ingannare, non si
+appone neppure al vero il Bosco nella parte in cui
+si abbandona ad un ingenuo ottimismo e adduce
+come fattori concomitanti del progresso del socialismo
+in Sicilia lo sviluppo intellettuale e morale
+delle masse. Questo sviluppo è tale meschina cosa
+che davvero non avrebbe potuto dare i risultati che
+gli vengono attribuiti. L&#8217;analfabetismo e la delinquenza&mdash;negli
+omicidî Caltanissetta e Girgenti hanno
+il primato assoluto&mdash;nell&#8217;isola sono altissimi, e la
+lasciano a grandissima distanza dal Piemonte, dalla
+Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana, dove il socialismo
+è assai meno rigoglioso in questo momento.<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8"></a><a href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p>
+<p>Ispira simpatia il caso citato dal Rossi della <i>Tribuna</i>
+di quei socî del <i>Fascio</i>, poveri anch&#8217;essi, che
+si quotizzarono per ricomprare il mulo al compagno
+che l&#8217;aveva perduto, come si farebbe nella <i>Zadruga</i>
+degli Slavi meridionali. Ma il caso isolato
+non autorizza affatto il Bosco a scrivere: «Moralmente
+il nostro contadino è di molto migliorato. Egli
+a poco a poco va spogliandosi della laida veste
+dell&#8217;egoismo e sente vivo l&#8217;amore pel prossimo; egli
+che non comprendeva nemmeno l&#8217;amore per la famiglia,
+ama oggi il fratello di dolore e lo aiuta in
+tutto quello che può. E di azioni veramente altruistiche,
+che indicano un grande progresso morale,
+potremmo citarne a <i>centinaia</i>(!!)»</p>
+
+<p>Questa è poesia bella e buona; la realtà è diversa
+e si avvicina molto a quel materialismo economico
+da cui un discepolo di Marx non avrebbe
+dovuto discostarsi.</p>
+
+<div class="sidenote">I FATTI E LE ESASPERAZIONI</div>
+
+<p>La realtà è questa: in Sicilia c&#8217;è un grande malcontento
+pel malessere economico aggravato dalle
+condizioni politiche; malcontento che spinge alla
+protesta e alla reazione, coadiuvato dall&#8217;influenza ereditaria
+e dalle tradizioni locali. Il malcontento ha
+cause economiche generali e ne ha particolari che
+lo hanno reso più rapidamente sensibile: il malcontento
+è in alto e nelle classi dirigenti, che a forza<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+di mormorare e di protestare hanno incitato il popolo
+ad imitarle; e col malcontento in alto sono venuti
+meno i freni morali e materiali, che avrebbero
+potuto rattenere e moderare il malcontento irrompente
+in basso.</p>
+
+<div class="sidenote">IL MALCONTENTO NELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>Tra le classi dirigenti il malumore serpeggia e
+si accresce con prodigiosa rapidità per tutte le cause
+generali, che agiscono in tutta Italia e che trovano
+l&#8217;addentellato e nella politica interna e nella politica
+estera e in tutte le esplicazioni della vita pubblica.
+Di questo stato dell&#8217;animo delle classi dirigenti
+dettero un saggio i <i>grandi proprietarî</i> di Sicilia&mdash;senatori,
+deputati, duchi, principi, marchesi,
+baroni, cavalieri ed anche avvocati nullatenenti&mdash;che
+riuniti nella sala Ragona in Palermo, in numero
+di duecento, applaudirono freneticamente un
+rapporto del Comitato promotore, che nella <i>parte
+generale</i>&mdash;dovuta al senator Guarneri&mdash;dice in principio
+così: «I deplorabili moti,&mdash;promossi da quali
+agitatori e da quali intenti l&#8217;Italia oggi non ignora&mdash;che
+sono scoppiati, <i>non sarebbero avvenuti</i>, o
+almeno non avrebbero tanto attecchito se in tutta
+l&#8217;isola non regnasse il più profondo malcontento
+ed universale malessere, <i>nato da lunghi anni di
+trista amministrazione</i>.» (p. 3) Dopo questa constatazione
+che valore possono avere le sciocche invettive
+contro i <i>sobillatori</i>?</p>
+
+<p>I proprietarî si lamentano acremente per la gravezza
+delle imposte erariali, provinciali e comunali,
+e in parte si lamentano a torto i grandi proprietarî,
+che se molto pagano non possono e non devono
+negare che dal 1860 in poi hanno visto aumentare
+vistosamente i loro redditi. Il prof. Salvioli afferma<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+che nel circondario di Mistretta i fitti raddoppiarono:
+in provincia di Catania aumentarono di circa
+un terzo ed in qualche zona del doppio, fino al 1881.
+Così in quella di Siracusa e di Caltanissetta. In provincia
+di Trapani l&#8217;aumento variò dal 30 al 100%.
+(<i>Gabellotti e contadini in Sicilia</i> ecc. nella <i>Riforma
+Sociale</i> del Nitti 10-25 marzo 1894). Le ricerche di
+altri agronomi e le mie confermano questo aumento
+straordinario nei fitti: e in questo come in
+tanti altri casi continua la rassomiglianza tra la
+Sicilia e l&#8217;Irlanda.<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9"></a><a href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a> Inoltre il prodotto delle imposte
+di ogni genere in maggior parte venne speso
+a vantaggio degli stessi proprietarî. Molte strade
+comunali e provinciali, che hanno rovinato i corpi
+locali sono state costruite a loro esclusivo beneficio:
+e su di alcune si narrano intrighi e imposizioni
+scandalose per farle votare ed eseguire. Le imposte
+e le spese così riuscirono spesso ad aumentare la
+ricchezza dei proprietarî.</p>
+
+<div class="sidenote">CENSIMENTO DELL&#8217;ASSE ECCLESIASTICO</div>
+
+<p>In Sicilia, eziandio, a produrre una speciale perturbazione
+economica ha contribuito un fattore, che
+avrebbe dovuto essere benefico e che sotto certi
+punti di vista tale realmente è riuscito. Alludo al
+censimento dei beni demaniali e dell&#8217;asse ecclesiastico.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">GARIBALDI E IL GOVERNO ITALIANO</div>
+
+<p>Qui da dieci secoli le corporazioni religiose, le
+confraternite ecc. avevano ricevuto doni dai fedeli
+ed accumulato ricchezze enormi. Nel 1860 si può
+ritenere che esse possedevano oltre 190,000 ettari
+della migliore terra malamente coltivata sì, ma il
+cui prodotto veniva consumato localmente. Il generale
+Garibaldi vide il pericolo che derivava dalla
+esistenza di tale vasta manomorta ed il vantaggio
+che si poteva ricavarne distribuendola in piccoli
+lotti ai lavoratori; ma il suo ottimo pensiero fu svisato
+completamente poco dopo.</p>
+
+<p>Il governo italiano, che successe alla Dittatura,
+ad un elevato fine economico-sociale ne sostituì uno
+puramente fiscale: e col censimento, che seguì alla
+soppressione delle corporazioni religiose, si costituì
+una risorsa finanziaria compiendo una vera spogliazione
+a danno dei Comuni, cui accordò in teoria un
+quarto della rendita dei beni delle suddette corporazioni&mdash;assottigliata
+da imposte e prelevazioni di
+ogni sorta&mdash;ma in fatto la negò con ogni sorta di
+tergiversazioni e di litigi.<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10"></a><a href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p>
+<div class="sidenote">SI MANCA IL FINE</div>
+
+<p>Coll&#8217;incameramento e col censimento eseguito con
+criterî fiscali, dal punto di vista sociale il progresso
+fu poco, perchè alle corporazioni nelle proprietà
+della terra si sostituì a poco a poco il grande proprietario,
+checchè ne abbia pensato il Prof. Corleo,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+ch&#8217;era un poco interessato a difendere il modo come
+s&#8217;era praticato il censimento; il competente Prof. Basile,
+anzi, arriva a dire, «che si sono vendute
+tutte le terre appartenenti una volta alle <i>manimorte</i>
+e sono state acquistate da proprietarî oziosi,
+da far comparire <i>manivive</i> i monasteri di una
+volta.» (<i>La quistione dei contadini in Italia.</i> Messina
+1894).</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ASSENTEISMO</div>
+
+<p>Dal punto di vista economico l&#8217;isola subì tutte le
+conseguenze dell&#8217;<i>assenteismo</i>; poichè il prodotto della
+terra e del lavoro&mdash;in gran parte sotto forma di <i>canone</i>&mdash;emigrò
+tutti gli anni al di là dello stretto per
+essere consumato a Roma e nell&#8217;alta Italia, dove
+per ragioni geografiche, politiche e militari lo Stato
+spende una somma maggiore di quella che vi esige.</p>
+
+<p>L&#8217;<i>assenteismo</i>&mdash;quest&#8217;altro male caratteristico dell&#8217;Irlanda&mdash;generato
+dal governo in Sicilia, si complica
+per dato e fatto di alcuni privati, che vi hanno
+grandi possessioni&mdash;Duca d&#8217;Aumale, duca di Ferrandina,
+duca di Monteleone, Principe di Trabia,
+Principe di S. Elia, Principe di Belmonte, ecc.&mdash;e
+che vivono, i più, nel continente italiano, in Francia
+o in Ispagna. I danni enormi economico-sociali dell&#8217;<i>assenteismo</i>
+vennero riconosciuti da tempo dal Sonnino,
+dal Baer (nel suo eccellente studio sul <i>Latifondo
+in Sicilia</i> nella <i>Nuova Antologia</i> del 15 aprile
+1883) e di recente dal Cavalieri, da Monsignor Carini,
+dal De Rosa, ex-prefetto di Caltanissetta, dal senatore
+Faraldo, ex prefetto in Sicilia (<i>Alcuni riflessi
+sui casi succeduti in Sicilia</i>) ecc. ecc.</p>
+
+<p>Questa causa di depressione economica, che agiva
+lentamente, da recente fu resa più energica
+colle facilitazioni allettatrici, che accordò lo Stato<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+per lo affrancamento dei censi sui beni dell&#8217;asse
+ecclesiastico; i cui possessori assunsero impegni superiori
+alle loro forze, s&#8217;indebitarono&mdash;e contribuirono
+ad accrescere le immobilizzazioni bancarie&mdash;e
+mandarono al centro, non il reddito annuo ma
+l&#8217;importo delle terre censite e sottrassero alla vita
+economica del paese un ingente capitale.</p>
+
+<p>In questo modo si crede, ed a me pare che la
+credenza sia giustificata, che l&#8217;isola abbia dato all&#8217;Italia
+più di quanto ha ricevuto; ed ha sicuramente
+ricevuto meno di quanto le si doveva sotto
+forma di strade, che sarebbe stata la più utile delle
+restituzioni sotto tutti gli aspetti. Lo Stato, altresì,
+a cagione della sua organizzazione centralizzatrice
+sino all&#8217;assurdo, agisce sulla periferia come una
+pompa aspirante, che restituisce solo in minima parte
+ciò che ne assorbe.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CONDIZIONI DI PUBBLICA SICUREZZA</div>
+
+<p>Oltre questi fatti d&#8217;indole economica, vi è un&#8217;altra
+causa di malcontento, che si è resa intensa da
+recente per i proprietarî in generale ed è rappresentata
+dal peggioramento nelle condizioni della
+pubblica sicurezza. Sintanto che in Sicilia si ammazzava
+più che altrove, essi non si preoccupavano
+molto del fenomeno morale: questa forma di
+delinquenza di ordinario non li colpiva. Quando
+aumentarono i reati contro la proprietà e sopratutto
+l&#8217;<i>abigeato</i>, o furto di animali bovini e da trasporto, i
+sequestri di persona, i ricatti ecc. allora essi furono
+toccati direttamente, furono presi da paura, si rinchiusero
+nelle loro case, videro andare in malora i
+loro interessi, furono privati dei godimenti della vita
+campestre e venne meno la funzione dello Stato da
+loro più apprezzata: quella che compie lo stato-gendarme.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+Si può comprendere come e quanto protestassero!</p>
+
+<div class="sidenote">IL LATIFONDO FACILITA ALCUNI REATI</div>
+
+<p>È bene si dica che i furti in Sicilia se sono alquanto
+maggiori alla media del regno e dell&#8217;alta Italia,
+sono però molto al disotto che in Sardegna,
+nel Lazio, in Basilicata e negli Abruzzi<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11"></a><a href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>. Ma in
+Sicilia le forme speciali del reato contro la proprietà
+sopraccennate,&mdash;cioè: <i>abigeato</i>, sequestro di persona,
+ricatto, ecc.&mdash;se aumentano destano un grande allarme.
+E le gesta della banda Maurina, la taglia pagata
+dalla Baronessa vedova Sisto, i sequestri Coniglio,
+Terresena e del disgraziato cav. Billotti, che fu ucciso
+e bruciato in una grotta, destarono e mantengono
+lo spavento in tutti; spavento accresciuto talora
+dalle notizie false che spargono i contadini e
+gl&#8217;impiegati, che hanno interesse a tenere lontani
+dalle campagne i padroni. E il malandrinaggio e le
+altre cennate forme di reato contro la proprietà in
+Sicilia sono facili e frequenti per la esistenza del
+latifondo (che costringe alla cattiva distribuzione
+della popolazione, riunita in grossi centri, lontanissimi
+gli uni dagli altri, e circondati da campagne
+deserte e brulle) e per la mancanza di strade, per
+l&#8217;analfabetismo, e per le prepotenze feudali, che in
+qualche punto perdurarono più che altrove e generarono
+largo risentimento. I malandrini assurgono
+gradatamente alla trista altezza di briganti, e sanno
+tenere impunemente la campagna colla buona tattica:
+rispettano i piccoli, sanno procacciarsi il rispetto<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+o la solidarietà dei contadini, dei bovari, dei
+pastori, degli zolfatari, o con terribili esempî incutono
+loro timore, quando in loro non trovano le ragioni&mdash;che
+mancano di rado&mdash;di odio contro i padroni.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CRISI</div>
+
+<p>Queste cause che generano e mantengono la particolare
+delinquenza della Sicilia in modo permanente,
+negli ultimi tempi sono state rese più intense
+dalla crisi agricola e dalla crisi zolfifera. Della
+prima si è scritto abbastanza ed è conosciuta: il
+rinvilimento del prezzo dei cereali e dei vini e degli
+altri prodotti dell&#8217;isola&mdash;rinvilimento cagionato
+dalla rottura delle buone relazioni commerciali colla
+Francia e dalla depressione del mercato interno, impoverito
+dall&#8217;alta quota delle imposte pagate e da
+altre cause&mdash;ha arrecato gravi perdite ai proprietarî
+e per ripercussione ai lavoratori. La crisi ha talvolta
+forme e cause strettamente locali: così a Monreale,
+a Partinico e in altri punti della provincia di Palermo,
+dove sono avvenute dimostrazioni e torbidi,
+sebbene la proprietà sia ben divisa, in questi ultimi
+anni la miseria è grande, tanto più intollerabile in
+quanto che è del tutto insolita, poichè eccezionalmente
+generata dal ribasso fortissimo nel prezzo degli
+agrumi che rappresentano il prodotto esclusivo
+di quella ferace contrada<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12"></a><a href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p>
+<div class="sidenote">LE CRISI E IL MALCONTENTO</div>
+
+<p>Della crisi zolfifera dirò brevemente più oltre;
+qui mi basta conchiudere osservando che le due
+crisi, l&#8217;agricola e la mineraria, hanno direttamente
+aumentato il malcontento della classe dirigente per
+le ragioni economiche; e l&#8217;hanno indirettamente accresciuto
+in quanto che contribuirono in forte misura
+a peggiorare le condizioni della pubblica sicurezza.<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13"></a><a href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7"></a><a href="#FNanchor_7_7"><span class="label">[7]</span></a> G. Alongi, intelligentissimo funzionario di pubblica sicurezza,
+in uno studio sui <i>Fasci dei Lavoratori</i> estratto del <i>Manuale</i>
+del Comm. Astengo, ha raccolto talune odiose calunnie
+sopra alcuni Presidenti dei <i>Fasci</i>, che tolgono valore al suo
+studio nel resto abbastanza buono.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8"></a><a href="#FNanchor_8_8"><span class="label">[8]</span></a> In Sicilia, secondo i dati statistici recenti comunicatimi
+gentilmente dal D.r A. Bosco (della Direzione della statistica
+del regno), nel 1891 c&#8217;erano tra gli sposi e le spose
+71% di analfabeti e 63% tra i coscritti, in Piemonte invece
+vi sono analfabeti nella proporzione del 12 e del 16%.
+In quanto a reati per 100,000 abitanti in Sicilia si ebbero
+nel 1891 denunzie 28 per omicidio, 359 per lesioni violente
+e 392 per furti; in Piemonte per le rispettive categorie si
+ebbero queste cifre; 4, 103, 223. Quanti insegnamenti in questo
+confronto!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9"></a><a href="#FNanchor_9_9"><span class="label">[9]</span></a> Chi vuole formarsi un&#8217;idea adeguata della somiglianza
+tra le due isole, in quanto a condizioni economico-sociali
+legga il libro dell&#8217;individualista Fournier: <i>La question agraire
+en Irlande</i> e l&#8217;opuscolo del socialista Kautsky: <i>Irland. kultur-historische
+Skizze</i>, Leipzig 1880.
+</p><p>
+Il parallelo riesce utilissimo per le indicazioni che i casi
+d&#8217;Irlanda somministrano per la soluzione del problema siciliano.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10"></a><a href="#FNanchor_10_10"><span class="label">[10]</span></a> Nel rapporto dei <i>grandi proprietarî</i> di Sicilia a pagine
+4 e 5 si legge:
+</p><p>
+«La Sicilia è entrata nella grande famiglia italiana con un
+debito pubblico di appena ottantacinque milioni in capitale,
+e con un lieve bilancio di sole lire 21.792,585. E a dippiù
+dessa vi ha arrecato il suo tesoro, accumulato da lunghi secoli,
+dei beni ecclesiastici e demaniali. Però dessa vi è entrata
+al tempo stesso povera di opere pubbliche, cioè di mezzi
+di viabilità di ogni genere, di lavori portuali, e di bonifiche
+di qualunque natura.
+</p><p>
+«La censuazione dei beni ecclesiastici, e la vendita di quelli
+demaniali ha avuto luogo, non a <i>scopo sociale</i>, non a sollievo
+delle classi agricole, ma a fine di <i>lucro</i>, e di finanza, e quest&#8217;Isola
+ha dovuto ricomprare le sue terre chiesastiche e demaniali,
+e allibertare le sue altre proprietà immobiliari, erogandovi
+la colossale somma di quasi 700 milioni, che sono
+stati sottratti alla bonifica delle altre sue terre.
+</p><p>
+«Ed il quarto dei beni ecclesiastici, attribuito dalla legge
+del 7 luglio 1866 ai comuni dell&#8217;Isola, è stato davvero derisorio,
+giacchè (incredibile a dirsi, ma pure vero) il <i>valore</i>
+di questi beni a riguardo dei detti comuni, è stato calcolato
+in base alle vilissime dichiarazioni del clero di Sicilia, per
+il soddisfo della tassa di manomorta del 4%. E da questo
+<i>nominale</i> valore sono stati dedotti il 30% attribuito allo Stato
+giusta la legge del 15 agosto 1867, e dippiù il 4%, di tassa
+di manomorta, ed un altro 5% per ispese di amministrazione.
+Però tutte queste deduzioni sono stato ragionate sul
+<i>valore effettivo</i> dei cennati beni; e sottratte in oltre le pensioni
+dovute ai membri degli Enti soppressi. Sicchè nulla, o
+quasi nulla, han percepito sin oggi dopo più che un quarto
+di secolo, i Comuni del cennato quarto di beni. Anzi il Demanio
+ha richiesta la restituzione delle poche somme, per
+tale causa, pagate a qualche Comune.
+</p><p>
+«Or dietro tanti sacrifici che quest&#8217;Isola ha, per virtù di
+patriottismo, accettati, dessa avea bene il diritto di vedersi
+equiparata alle altre regioni d&#8217;Italia nelle condizioni di viabilità,
+o di miglioramento di ogni genere.»
+</p><p>
+Mi associo di tutto cuore alla osservazione del Comitato
+promotore, che vorrei vedere tenuta nel dovuto conto da coloro
+che credono nella <i>generosità</i> del governo italiano verso
+la Sicilia. Però devo notare che la valutazione dei beni dell&#8217;asse
+ecclesiastico fatta dalla relazione dei grandi proprietarî&mdash;secondo
+i dati fornitimi gentilmente dal Comm. Simeone,
+direttore generale del Demanio&mdash;è troppo esagerata.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11"></a><a href="#FNanchor_11_11"><span class="label">[11]</span></a> La media del regno pel 1891 per 100,000 abitanti è di
+348 furti, in Sardegna di 846, nel Lazio di 667, in Basilicata
+di 638, negli Abruzzi di 518, in Sicilia di 398.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12"></a><a href="#FNanchor_12_12"><span class="label">[12]</span></a> Degli effetti del fiscalismo e dell&#8217;usura, che producono
+il grave malcontento dei piccoli e medî proprietarî se ne
+avrà una idea da questi desolanti dati statistici. Nella provincia
+sola di Caltanissetta dal 1883 al 1893 si fecero le seguenti
+espropriazioni: Caltanissetta 3151, Piazza Armerina
+2033, Riesi 1648, Butera 1388, Santa Caterina Villarmosa 731,
+Mazzarino 604, <i>Castrogiovanni</i> 463, Montedoro 500, Valguarnera
+432, Resuttano 449, Sommatino 399, Delia 392, Serradifalco
+322, Aidone 252, San Cataldo 228, Villalba 228, Niscemi
+158, Barrafranca 140, Sutera 136, Vallelunga 116, Acquaviva
+46, Pietraperzia 28, Villarosa 29, Marianopoli 10, Campofranco
+6. La lista non è completa eppure le espropriazioni
+del decennio arrivano a 16662! (Dalla <i>Rivista popolare</i> del
+31 Dicembre 1893). Nel solo comune di Chiaramonte Gulfi
+(paese di circa 10000 abitanti nella provincia di Siracusa)
+nel mese di Dicembre 1893 per conto dell&#8217;esattore andarono
+all&#8217;asta 129 piccolissime e medie proprietà. Ho sottolineato
+la città di Castrogiovanni perchè nonostante il suo vastissimo
+territorio e i suoi 22000 abitanti, ha avuto, un numero
+relativamente esiguo di espropriazioni, perchè c&#8217;è un certo
+benessere. <i>Fu mantenuta sempre la calma e l&#8217;ordine.</i></p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13"></a><a href="#FNanchor_13_13"><span class="label">[13]</span></a> L&#8217;on. Marchese di San Giuliano da <i>vero uomo di Governo</i>,
+nel senso comunemente attribuito a questa frase in Italia, e
+che sente la responsabilità della politica disastrosa da lui appoggiata
+dal 1882 al giorno d&#8217;oggi, ha tentato scagionare il
+governo dalle accuse rivoltegli, sostenendo che della depressione
+economica della Sicilia la colpa del governo è poca o
+almeno non è quanta glie ne viene attribuita. (<i>Le condizioni
+presenti della Sicilia</i>). La difesa non merita di essere discussa.
+Alle sue affermazioni, veramente audaci, rispondono i fasti
+della politica finanziaria, militare e doganale&mdash;strettamente
+connesse alla dinastica politica estera&mdash;che trovarono estimatori
+assai più equi anche tra i più eminenti uomini di
+governo; tra i quali cito soli i senatori Jacini e Finali, perchè
+credo, che bastino a controbilanciare l&#8217;autorità dell&#8217;ex-sottosegretario
+di Stato per l&#8217;agricoltura e commercio.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="V" id="V"></a>V.<br /><br />
+
+IL MALCONTENTO TRA I LAVORATORI DELLE MINIERE.</h2>
+
+
+<p>Dei piccoli proprietarî non occorre tener parola.
+La loro condizione, che peggiora dappertutto, non
+è diversa in Sicilia di quella che è altrove; essi
+che hanno minore resistenza da opporre alle cause
+di depressione economica, sentono che muoiono,
+che gradatamente vengono gettati tra le file del
+proletariato. Perciò giustamente cominciano ad essere
+accessibili alla propaganda socialista, che tra
+loro riuscirebbe più efficace se il concetto della
+<i>lotta di classe</i>&mdash;facilmente frainteso&mdash;non li spaventasse,
+perchè temono che in un momento decisivo i
+proletarî, non saprebbero fare distinzioni sottili tra
+grandi e piccoli proprietarî e li voterebbero tutti alla
+morte<a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14"></a><a href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p>
+<div class="sidenote">AZIONE MODERATRICE DEI SOCIALISTI</div>
+
+<p>Nè occorre intrattenersi del proletariato urbano,
+poco dissimile per le condizioni economiche da quello
+del resto d&#8217;Italia; inferiore al medesimo nella istruzione,
+nella coltura, nella compartecipazione alla vita
+pubblica. I <i>Fasci dei lavoratori</i> delle città,&mdash;eccettuato
+quello di Catania&mdash;perciò offrono una minore
+solidità ed attività di quelli delle campagne,
+e poco fanno parlare di loro. Così Palermo rimane
+tranquilla, mentre alle sue porte, a Partinico, a
+Monreale, a Girardinello è forte l&#8217;agitazione; si arresta,
+si ferisce, si ammazza. Con che non s&#8217;intende
+disconoscere che in questa attitudine non abbia seriamente
+contribuito la influenza moderatrice che
+i capi del partito socialista esercitano sulle masse,
+consci come sono dei danni che verrebbero da un
+movimento inconsulto: azione altamente moderatrice
+e non mai abbastanza lodata&mdash;sebbene dal
+Governo del tutto disconosciuta&mdash;esercitata pure
+dal dott. Barbato a Piana dei Greci e dal Verro
+nelle contrade di Corleone: paesi che senza di questa
+azione moderatrice avrebbero potuto dare un
+forte e pericoloso contingente agli ultimi sanguinosi
+tumulti.</p>
+
+<p>Tristissima è la sorte delle cinquantamila famiglie,
+che vivono direttamente del lavoro nelle miniere
+di zolfo. I <i>reporters</i> che hanno visitato l&#8217;isola in generale
+si sono dati alle commoventi descrizioni dei così
+detti <i>carusi</i>, cioè dei giovani dagli 8 ai 20 anni,
+che sulle loro spalle traggono fuori dalle viscere<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+della terra il minerale da cui si estrae lo zolfo; e
+lo trasportano attorno ai <i>calcheroni</i>, nei quali viene
+fuso e ridotto in pani; descrizioni, che fanno rassomigliare
+una zolfara ad una bolgia dantesca coi suoi
+disgraziati abitatori e che di poco si scostano dal
+vero.</p>
+
+<div class="sidenote">I CARUSI</div>
+
+<p>I <i>carusi</i> hanno formato oggetto di vive discussioni
+a varie riprese in Italia.</p>
+
+<p>La stampa del continente se ne occupò con interessamento
+dopo la pubblicazione del libro di Sonnino
+sui <i>Contadini in Sicilia</i>, il quale ne trattò nell&#8217;appendice.
+Quando si cominciò a parlare di legislazione
+sociale tornarono di moda; e finalmente
+nel settembre scorso ci fu di nuovo una esplosione
+di sdegno per le sofferenze di questi lavoratori delle
+miniere dopo la descrizione fattane dal Rossi della
+<i>Tribuna</i>.</p>
+
+<p>Se sono molte le inesattezze scritte e divulgate
+sulla durezza del lavoro dei minatori di zolfo, sono
+assai minori quelle sui <i>carusi</i>.</p>
+
+<p>Tra tutte le descrizioni sul lavoro aspro, durissimo,
+cui sono condannati i <i>carusi</i>, rimane, a mio giudizio,
+più esatta, per quanto elegante e sentimentale,
+quella datane da Gustavo Chiesi nella <i>Sicilia Illustrata</i>.
+Non mi arrischio di rifarla o di ripeterla perchè
+a me manca quella vivacità dello stile ch&#8217;è necessaria
+per farne un bozzetto, che per quanto impressionante
+rimane sempre verista. Mi limito, perciò,
+ad occuparmi di quella parte delle loro condizioni,
+che si presta ad essere trattata con l&#8217;aridità
+che mi è abituale.</p>
+
+<div class="sidenote">LA DURATA DEL LAVORO</div>
+
+<p>Comincio dalla durata del lavoro. Raramente la
+giornata di lavoro dei <i>carusi</i> sorpassa le otto ore,<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+come raramente rimane al disotto, mentre quasi
+mai il <i>picconiere</i> lavora per otto ore, e la sua settimana
+di lavoro è di quaranta ore.<a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15"></a><a href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a></p>
+
+<p>Quindi sotto questo punto di vista la legge delle
+otto ore nelle miniere della Sicilia non avrebbe sensibile
+applicazione e non darebbe gli sperati utili risultati.</p>
+
+<p>I <i>carusi</i>, come i <i>picconieri</i>, lavorano a cottimo e
+ricevono una parte maggiore o minore dell&#8217;importo
+della <i>cassa</i> di zolfo, secondo la maggiore o minore
+distanza dal cantiere della lavorazione al piano d&#8217;impostamento
+presso il <i>calcherone</i>, e secondo pure la
+lunghezza e ripidità della scala. Da queste due condizioni,
+infatti, dipende il numero dei <i>viaggi</i>, che può
+fare il <i>caruso</i> e la quantità di minerale, che può essere
+trasportata fuori in una giornata.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">IL SALARIO E L&#8217;USURA</div>
+
+<p>Il salario varia in questo momento dai 40 centesimi
+alla lira al giorno secondo l&#8217;età; ma si avverta,
+che oggi non che al salario dello <i>sweating system</i>
+sono ridotti al doloroso sciopero forzato.</p>
+
+<p>L&#8217;usura pesa sui <i>carusi</i>, come pesa sui <i>picconieri</i>,
+e non è esatto che questi ultimi riversino sui primi
+la parte che a loro spetta; almeno questo è un caso
+del tutto eccezionale e che si verifica quando il picconiere
+è agiato, ha un piccolo capitaluccio e fa
+lui stesso le anticipazioni in generi al <i>caruso</i>. Ma
+in questo caso, per essere giusti, si deve riconoscere
+che il picconiere non esercita l&#8217;usura in proporzioni
+superiori a quelle, cui si dovrebbe sottostare
+ricorrendo alla <i>bottega</i> del padrone-coltivatore.</p>
+
+<p>Si sono esagerate di molto le crudeltà del <i>picconiere</i>
+contro il <i>caruso</i>, che si è voluto dipingere
+come se fosse assolutamente lo schiavo del primo
+e su cui avrebbe una specie di <a name="tn46a" id="tn46a"></a><span class="correction">diritto</span> di vita e di
+morte. I rapporti tra <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> sono improntati
+generalmente a quel carattere di durezza, che
+prevale nelle classi inferiori, specialmente della
+Sicilia.</p>
+
+<p>Il contadino si crede nel diritto di bastonare la
+propria moglie e i propri figli; e lo stesso diritto
+crede di avere il <i>picconiere</i> verso il <i>caruso</i>. Non sono
+rari i casi, poi, in cui il primo mostra una eccezionale
+dolcezza verso il secondo; e lo liscia, lo carezza,
+gli regala qualche sigaro e lo porta a bere
+un bicchiere di vino nei giorni festivi e di domenica.
+E ciò fa più per convenienza, che per bontà
+di animo; lo fa per quell&#8217;<i>anticipo</i> che gli ha dato
+e che è stato erroneamente <a name="tn46b" id="tn46b"></a><span class="correction">interpretato</span> e dal Sonnino
+e dal Rossi e da molti altri, che ne hanno scritto.<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">RAPPORTI TRA CARUSO E PICCONIERE</div>
+
+<p>Quando un <i>caruso</i> s&#8217;impegna a lavorare con un
+<i>picconiere</i> riceve da questo una somma, che varia
+dalle 50 alle 150 lire, secondo l&#8217;età e la ricerca
+che c&#8217;è di <i>carusi</i>. Questa somma si chiama <i>anticipo
+morto</i>, che non sempre si sconta gradatamente col
+lavoro quotidiano, ma si restituisce quando il <i>caruso</i>
+vuole andare a lavorare con un altro <a name="tn47" id="tn47"></a><span class="correction">picconiere</span>
+o vuole cambiare mestiere.</p>
+
+<p>Le famiglie di contadini e anche di operai dei
+centri urbani hanno una grande risorsa nello <i>anticipo</i>,
+che intascano per uno o due figli, che mandano
+a lavorare nelle miniere; ma si sbaglia grossolanamente
+quando si crede che questo <i>anticipo</i>,
+che spesso nè il <i>caruso</i>, nè la sua famiglia sono in
+condizione di restituire, costituisca un legame economico
+rassomigliante alla servitù. Il vero è che il
+<i>caruso</i>, se è nullatenente e poco onesto, o se tale è
+la sua famiglia, un bel giorno lascia con un palmo
+di naso il <i>picconiere</i>, e va a lavorare con un altro
+<i>picconiere</i>, intascando un altro <i>anticipo</i>: operazione,
+che ripete talvolta con parecchi che lascia sul lastrico.
+Al <i>picconiere</i> non resta che esperimentare
+l&#8217;azione civile, senza utile alcuno; ma qualche volta,
+esasperato dalla perdita, che per lui è un vero
+disastro, lo cerca, lo insegue, e se lo trova, lo bastona
+terribilmente. Non poche volte sorse fiera contesa
+con brave coltellate tra l&#8217;antico <i>picconiere</i> derubato
+e il nuovo con cui è andato a lavorare il <i>caruso</i>
+senza restituire al primo l&#8217;anticipo; poichè le
+consuetudini e le leggi dell&#8217;<i>omertà</i> esigono che un
+<i>picconiere</i>, assoldando un <i>caruso</i>, s&#8217;incarichi esso stesso
+di saldare il creditore precedente, cui si sostituisce in
+tutto e per tutto. Chi vien meno a tali consuetudini<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span>
+e leggi della <i>mafia</i>, si espone alle vendette
+del danneggiato; e in realtà è meritevole di punizione
+perchè se esso non ruba, tiene il sacco.</p>
+
+<p>Ma i <i>picconieri</i> intelligenti, se trovano <i>carusi</i> buoni
+e laboriosi, li trattano bene e li carezzano, e io conosco
+lavoratori che da anni stanno in relazioni
+intime e affettuose, come ne conoscono tutti coloro
+che hanno coltivato miniere di zolfo.</p>
+
+<div class="sidenote">SENZA CASE E SENZA SCUOLE</div>
+
+<p><i>Picconieri</i> e <i>carusi</i>, e tutti i lavoratori delle miniere
+come quelli della terra in generale in Sicilia
+soffrono molto per le abitazioni, che sono anguste
+e luride o mancano del tutto.</p>
+
+<p>A questo la legge deve e può provvedere; come
+dovrebbe provvedere alla istruzione di tanti ragazzi.
+Proposi nella penultima discussione del bilancio
+della pubblica istruzione, l&#8217;impianto di scuole
+elementari nelle miniere di zolfo e ricordai che la
+Spagna ci ha preceduti. Ma l&#8217;on. Martini mi rispose
+che l&#8217;idea era buona... però mancavano i quattrini
+per attuarla,&mdash;quattrini che poi si trovarono per
+il famoso ispettorato!</p>
+
+<p>E qui mi piace, a titolo d&#8217;onore, far menzione
+della scuola elementare serale che il signor Trewhella
+a sue spese ha impiantato nella grande miniera
+di Grottacalda. L&#8217;esempio potrebbe essere imitato
+da altri coltivatori di grandi miniere e servirebbe
+di aspro rimprovero allo Stato.</p>
+
+<p>Infine mi tocca a far menzione di una grave quistione:
+quella della degenerazione nel lavoro duro
+e precoce dei <i>carusi</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">LA DEGENERAZIONE DEI CARUSI</div>
+
+<p>Altra volta scrissi che dai resoconti del generale
+Torre non si poteva assodare se il lavoro delle miniere
+deformasse i <i>carusi</i>. Non se ne può giudicare<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+dalle esenzioni in blocco dal servizio militare per
+difetto di statura, perchè la statura è uno dei dati
+antropometrici più <a name="tn49a" id="tn49a"></a><span class="correction">strettamente</span> connesso alla
+razza. Varî circondarî del continente offrono un
+contingente di riformati uguale o superiore a quello
+dei circondarî minerarî della Sicilia, senza che abbiano
+miniere. <i>A priori</i>, però, si può ammettere che
+il lavoro delle miniere noccia molto alla salute e
+allo sviluppo fisico dei <i>carusi</i>; e ciò con indagini
+dirette ha cercato dimostrare l&#8217;egregio dottor Giordano
+da Lercara. Questi, su 539 <i>carusi</i> ne trovò
+170 difettosi. Il Mosso nel suo libro sulla <i>Fatica</i>
+dice che dal 1881 al 1884 nella provincia di Caltanissetta,
+sopra 3672 lavoranti delle zolfare che si
+presentarono allo esame di leva, soltanto 253 furono
+dichiarati abili, cioè appena il 6,87%! L&#8217;errore
+e l&#8217;esagerazione in questi dati sono evidenti;
+e di ciò convinto volli fare ulteriori ricerche comparative
+tra contadini e zolfatari. Le intrapresi su
+queste due sole classi di lavoratori, perchè non si
+può ammettere che le conseguenze del lavoro duro
+e precoce nell&#8217;una classe vengano compensate dalla
+migliore nutrizione e <a name="tn49b" id="tn49b"></a><span class="correction">dalla</span> più igienica abitazione.</p>
+
+<div class="sidenote">COMPARAZIONI STATISTICHE</div>
+
+<p>La comparazione era necessaria, poichè, presi in
+blocco, i risultati della leva non dimostrano affatto
+che nelle zone zolfifere vi sia una particolare degenerazione
+prodotta dallo speciale lavoro delle miniere,
+come si può rilevare da questo quadro dei
+riformati dalla leva del 1870 in alcune provincie
+d&#8217;Italia:<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p>
+
+<table summary="riformati">
+<tr>
+<th>&#160;</th>
+<th><i>Per difetto di statura</i></th>
+<th><i>Per tutti gli altri difetti<br /> Compreso il difetto di statura.</i></th>
+</tr><tr>
+<td>
+Sondrio</td><td class="right">12,67 %</td><td class="right">36,62 %</td></tr>
+<tr>
+<td>Foggia</td><td class="right">9,45 %</td><td class="right">18,75 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Potenza</td><td class="right">12,06 %</td><td class="right">19,27 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Catanzaro</td><td class="right">13,07 %</td><td class="right">22,35 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Reggio-Calabria</td><td class="right">12,45 %</td><td class="right">22,26 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Caltanissetta</td><td class="right">14,55 %</td><td class="right">21,24 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Girgenti</td><td class="right">10,24 %</td><td class="right">18,08 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Cagliari</td><td class="right">14,92 %</td><td class="right">25,74 %</td></tr>
+<tr>
+<td>
+Sassari</td><td class="right">13,48 %</td><td class="right">24,36 %</td></tr>
+</table>
+
+<p>Si può dire che Girgenti e Caltanissetta danno
+la immensa maggioranza dei coscritti-<i>carusi</i>: pure
+la degenerazione è minore che in altre provincie
+nelle quali non vi sono miniere.</p>
+
+<p>Questo risultato indusse anche me in errore pel
+passato; ma mi sono corretto dinanzi alla eloquenza
+di queste altre cifre relative al circondario di Piazza
+Armerina, che si presta benissimo allo studio appartenendo
+la grande maggioranza dei suoi lavoratori
+alla classe dei contadini e degli zolfatari.</p>
+
+<p>Infatti la classe dei contadini dette riformati nella
+leva</p>
+
+<table summary="contadini">
+<tr>
+<th>&#160;</th>
+<th class="right">del 1872:</th>
+<th class="right">e del 1873:</th>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+riformati per difetto di statura il</td><td class="right">14.45 %</td><td class="right">14.41 %</td></tr>
+<tr>
+<td>e per altre imperfezioni fisiche</td><td class="right">6,88 %</td><td class="right">6,79 %</td></tr>
+</table>
+
+<p class="noi">mentre nelle stesse leve e per gli stessi motivi nella
+classe dei zolfatari si ebbero rispettivamente nel
+1872: 32, 72 e 7,72% e nel 1873: 38, 28 e 6,25%
+di riformati. Sicchè per gli altri difetti fisici la
+proporzione dei riformati è quasi uguale tra contadini
+e zolfatari; tra gli ultimi è invece più che
+doppia per difetto di statura. Qui è evidente l&#8217;azione<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+esercitata dal trasporto sulle spalle di un peso
+che varia dai 30 agli 80 chilogrammi, sempre superiore
+alle forze del <i>caruso</i>, che a quel lavoro viene
+sottoposto in tenera età, sin dagli anni 8 e talvolta&mdash;ma
+ora assai più raramente&mdash;sin dai 6 anni.
+Questo stato di cose se perdurasse ridurrebbe le
+due Provincie di Caltanissetta e di Girgenti ad un
+vero semenzaio di nani e di gobbi. Ho richiamato
+l&#8217;attenzione del ministro e agricoltura e commercio
+su di ciò e ne ho avuto formale promessa, che nella
+discussione del nuovo disegno di legge sul <i>lavoro
+dei fanciulli</i> accetterà qualche emendamento sul lavoro
+dei <i>carusi</i> nelle zolfare di Sicilia.</p>
+
+<div class="sidenote">LE MACCHINE NON SONO UN VANTAGGIO</div>
+
+<p>Sarebbe un rimedio efficace la generalizzazione
+degli apparecchi meccanici per la estrazione dello
+zolfo? In molte miniere questa applicazione delle
+macchine è assolutamente impossibile e lo riconosce
+la stessa illustre Jessie White Mario, che pur
+tanto s&#8217;interessa alla sorte dei miseri fanciulli delle
+zolfare (<i>Le miniere di zolfo in Sicilia.</i> Roma 1894);
+dove è avvenuta spesso sono peggiorati i salari dei
+lavoratori. Ciò che prova sempre più come coll&#8217;attuale
+organizzazione capitalistica i progressi della
+scienza, che diminuirebbero le sofferenze fisiche dei
+lavoratori non si possono applicare per ragioni economiche.
+Si sa: la macchina è la nemica del lavoratore,
+dato il regime economico attuale,&mdash;perchè
+dovunque avviene l&#8217;impianto meccanico aumenta
+la produzione e diminuisce il salario, conseguenza
+fatale della sostituzione dell&#8217;uomo di ferro all&#8217;uomo
+di carne.</p>
+
+<div class="sidenote">LE LEGGI E LA FAME</div>
+
+<p>L&#8217;applicazione rigorosa della legge sul lavoro dei
+fanciulli può e deve riuscire utile dal punto di vista<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+igienico ed antropologico; ma è giocoforza riconoscere
+che le limitazioni imposte dalla legge incontrano
+opposizioni gravi nelle stesse famiglie dei
+lavoratori. E a parere mio, lo Stato fa bene intervenendo
+per impedire che degeneri e si abbrutisca
+la razza umana: ma intervenendo ha il dovere di
+assicurare se non altro un <i>minimum</i> di alimentazione
+a quei <i>carusi</i>, ai quali impedisce di guadagnarsi il
+pane col proprio lavoro; deve assicurarlo a loro almeno,
+se non alle famiglie, altrimenti per quanto
+le sue intenzioni siano filantropiche, umane, esse
+verranno giudicate sempre crudeli.</p>
+
+<p>Ma oltre le sofferenze fisiche dei <i>carusi</i> c&#8217;è da considerare
+la condizione economica dei <i>picconieri</i> divenuta
+oramai intollerabile. Essi nella maggior parte
+delle contrade zolfifere vivono col vero <i>salario della
+fame</i>, relativamente a quello goduto una volta; poichè
+pel duro lavoro, ordinariamente a cottimo, di
+sei ad otto ore per cinque giorni della settimana,
+essi ricevono ora un salario che oscilla, secondo i
+luoghi, da L. 1 a L. 2 mentre pel passato guadagnavano
+da L. 3 a L. 6 al giorno.</p>
+
+<p>Questo salario deve considerarsi insufficiente non
+solo nel senso assoluto: ma perchè è il corrispettivo
+d&#8217;un mestiere, che espone continuamente a pericolo
+di vita per lo sviluppo di gas irrespirabili,
+per incendî, per franamenti, ecc. Se il lavoro dei
+<i>picconieri</i> delle miniere di zolfo è pericoloso, non è,
+però, tanto duro per quanto lo si dice, e non è poi
+affatto lungo, come dissi.</p>
+
+<p>Non è affatto esagerato, invece, quanto si è scritto&mdash;ed
+io da molti anni prima nella stampa e poi
+nella Camera ho denunziato il male&mdash;sull&#8217;usura<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+enorme, dal 25 al 100 per cento, che assottiglia il
+salario nominale dei lavoratori delle miniere di zolfo;
+usura esercitata col <i>truck-system</i>, colla somministrazione
+dei generi nelle così dette <i>botteghe</i> delle
+miniere; alle quali botteghe sono costretti a ricorrere
+perchè la paga in danaro viene ritardata di molto.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CONDIZIONI DELL&#8217;INDUSTRIA</div>
+
+<p>Disgraziatamente, date le attuali condizioni dell&#8217;industria
+zolfifera, quelli che possono sperare meno
+sono i lavoratori delle miniere di zolfo. La loro agitazione
+potrebbe riuscire proficua soltanto nel caso
+in cui essi ottenessero che scomparisse il coltivatore
+della miniera e rimanessero di fronte al proprietario,
+che oggi prende dal 20 al 30% del <i>prodotto</i>
+lordo senza nemmeno darsi la pena di pagare la
+imposta fondiaria, che per condizione espressa nell&#8217;atto
+di fitto rimane a carico dei coltivatori! Quest&#8217;ultimi
+dal ribasso continuo dei prezzi dello zolfo,
+che si deplora da circa quindici anni, con piccole
+oscillazioni al rialzo, sono ridotti in condizioni tristissime.
+Molti sono falliti e coloro che resistono considerano
+lo sciopero come un alleviamento, perchè li
+dispensa dall&#8217;obbligo di dare lavoro. E se lo sciopero
+dei zolfatari potesse prolungarsi per alcuni mesi,
+come durò in Inghilterra quello dei minatori, sarebbe
+per qualche tempo efficacissimo rimedio, perchè colla
+diminuzione della produzione sicuramente rialzerebbero
+i prezzi dello zolfo, non essendo da temere
+la concorrenza estera. Uno sciopero siffatto intanto
+è impossibile, poichè la massa dei zolfatari si trova
+nella miseria, non è organizzata, non ha fondi e non
+può resistere neppure per una settimana.</p>
+
+<div class="sidenote">IL MALCONTENTO DEI ZOLFATARI</div>
+
+<p>Dato questo stato di cose si comprende che i <i>Fasci</i>
+hanno dovuto attecchire nelle zone zolfifere: provincie<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+di Girgenti e di Caltanissetta in massima
+parte ed in una assai minore in quelle di Catania
+e di Palermo, ma non sono i meglio organizzati e
+i più compatti. Però anche dove <i>Fasci</i> non sono esistiti
+il malcontento serpeggia minaccioso ed esplode
+per ogni minimo pretesto in forma selvaggia, anarchica,
+come avvenne a Valguarnera. E questa esplosione
+in un luogo dove l&#8217;azione dei cosidetti sobillatori
+non può invocarsi a spiegarla, dovrebbe rendere
+meglio avvisati coloro cui sfugge la genesi esatta
+dei fenomeni sociali.</p>
+
+<p>A Grotte, a Racalmuto, a Favara, a Riesi ecc.&mdash;paesi
+zolfiferi per eccellenza,&mdash;dov&#8217;erano <i>Fasci</i> discretamente
+organizzati non si ebbe a deplorare il menomo
+disordine; ma la crisi che attraversa la industria
+zolfifera sta mettendo a durissima prova la
+pazienza dei coraggiosissimi lavoratori delle miniere.
+Guai se essi, spintivi dalla disperazione, vorranno
+imitare i contadini! Meglio disciplinati, più compatti,
+più arditi, più coscienti dei propri diritti e
+della propria forza che non siano le classi rurali,
+essi potrebbero rinnovare gli orrori delle <i>guerre servili</i>...
+E la ragione starebbe dalla loro parte, poichè
+governo e classi dirigenti di fronte alle loro miserie
+mostrano tanta cinica indifferenza da giustificare
+qualunque eccesso! Perchè si comprenda tutta la
+gravità dal pericolo, che denunzio, farò un breve
+schizzo del carattere morale e intellettuale degli operai
+addetti alla coltivazione delle miniere.</p>
+
+<p><i>Picconieri</i>, <i>carusi</i>, <i>calcheronai</i>, ecc. sono quasi tutti
+analfabeti; la <i>mafia</i> recluta tra loro i più coraggiosi
+campioni e sin dalla più tenera età essi ostentano la
+più scrupolosa osservanza delle leggi, che costituiscono<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+il codice dell&#8217;<i>omertà</i>. Data la loro vita e la
+loro condizione intellettuale si spiega l&#8217;altissimo contingente
+che i zolfatai danno ai reati di sangue od
+a quelli contro il buon costume.</p>
+
+<div class="sidenote">LORO DIFETTI E LORO PREGI</div>
+
+<p>La responsabilità maggiore di questi loro difetti
+ricade sull&#8217;ambiente, sul governo e sulle classi dirigenti,
+che mai pensarono ad elevarli, ad educarli;
+ma quegli operai hanno pregi reali e non pochi, che
+preferisco riferire colle parole di un chiarissimo
+scienziato, l&#8217;ing. R. Travaglia, che li conosce appieno
+e che non è affatto sentimentale o socialista.</p>
+
+<div class="sidenote">CHI NE DICE MALE NON LI CONOSCE</div>
+
+<p>«Dedito ad una vita di sacrificio e di fatica,&mdash;scrive
+l&#8217;antico Direttore della scuola mineraria di Caltanissetta&mdash;isolato
+per intere settimane dal mondo, separato
+per più giorni dalla sua famiglia, l&#8217;operajo
+delle miniere in Sicilia vuole ad ogni costo i suoi
+giorni di riposo e le sue feste; talora in queste è
+troppo spendereccio e cerca di compensare le durezze
+della vita di operajo, nella settimana, con un
+certo benessere e coi piaceri, che più ama nei giorni
+ch&#8217;è al paese.... Noncurante dei pericoli, ai quali è
+continuamente esposta la sua vita, conta poco questa
+per sè e per gli altri, anche quando è fuori della
+miniera, e malauguratamente spesso si lascia trascinare
+dagli impeti dell&#8217;animo a sacrificarla. Ma è
+per sua natura generoso, mai vile; affronta a viso
+alto dieci avversarî, non soverchia col numero i
+deboli. Trattato bene si affeziona a chi lo rispetta,
+a chi lo stima, ed è capace di ogni atto di coraggio;
+trattato con sprezzo e con durezza, si ribella e si
+vendica. Riconosce la superiorità di chi vale più di
+lui, e pur coi suoi difetti, che l&#8217;istruzione mitiga, è
+un operaio di cui si può fare quello che si vuole,<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+sapendolo trattare. Chi ne dice male, non lo conosce.»
+(<i>I giacimenti di zolfo in Sicilia.</i> Padova 1889).</p>
+
+<p>Ed io che li conosco da vicino, e che in mezzo
+a loro e in continuo contatto con loro ho vissuto
+per oltre dieci anni, mi associo pienamente al giudizio
+che dà il Travaglia sulle buone qualità dei
+lavoratori delle miniere di zolfo della Sicilia.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14"></a><a href="#FNanchor_14_14"><span class="label">[14]</span></a> Si avrà una idea delle condizioni dei piccoli proprietarî
+da questo dato. In Chiaramonte Gulfi, cittadina di 10
+mila abitanti nella provincia di Siracusa pel giorno 26 Dicembre
+1893 era fissata la vendita d&#8217;immobili di <i>centoventinove</i>
+individui, che non avevano potuto pagare le imposte.
+La quota d&#8217;imposta non pagata raramente sorpassava le L. 20;
+moltissime non arrivavano a L. 10 e sette erano al disotto
+di L. 5.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15"></a><a href="#FNanchor_15_15"><span class="label">[15]</span></a> In questi ultimi tempi <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> hanno cominciato
+a lavorare di più per rimediare al diminuito prezzo
+dello zolfo: così il rinvilio crescente e veramente spaventevole
+nel prezzo del minerale anzichè ridurne la produzione
+in certe miniere l&#8217;ha aumentata poichè <i>picconieri</i> e <i>carusi</i>,
+che&mdash;prima della crisi&mdash;vivevano umanamente estraendo due
+<i>casse</i> di minerale zolfifero, ora per ricevere un salario, del
+resto sempre molto inferiore all&#8217;antico, sono costretti ad estirparne
+almeno tre. Con ciò la produzione aumenta e i prezzi
+continuano a ribassare per opera fatale degli stessi lavoratori,
+che sono le prime vittime di questo tristissimo circolo
+vizioso! L&#8217;industria zolfifera in Sicilia presenta alcuni paradossi
+economici, che raccomando all&#8217;attenzione degli economisti
+liberali, che con incredibile cecità si ostinano ad aspettare
+il rimedio alla crisi dal funzionamento delle cosidette
+<i>Leggi naturali</i>. Dell&#8217;industria zolfifera mi sono occupato lungamente
+in due articoli pubblicati nel 4º e nel 7º-8º numero
+della <i>Riforma sociale</i> del Nitti. Ne pubblicherò un terzo ed
+ultimo e dopo li raccoglierò in un opuscolo a parte.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.<br /><br />
+
+LE CLASSI RURALI</h2>
+
+
+<p>La crisi zolfifera, che produce miserie e sofferenze
+inaudite, travaglia le due provincie di Caltanissetta
+e di Girgenti ed alcune zone di quelle di Catania
+e di Palermo, la crisi agraria invece colpisce tutta
+l&#8217;isola, e siccome non c&#8217;è un solo dei suoi prodotti&mdash;dal
+vino ai sommacchi, dai cereali alle mandorle
+all&#8217;olio, ai pistacchi ecc.&mdash;che non abbia subito da
+qualche anno un forte ribasso, si può dire ch&#8217;essa
+non risparmia un sol palmo di terreno, nè un solo
+individuo che lo calpesti. In una regione dedita
+con grandissima prevalenza, se non esclusivamente
+all&#8217;agricoltura e alla pastorizia si può immaginare
+agevolmente quali tristi conseguenze arrechi una
+tale crisi.</p>
+
+<p>Però tra i lavoratori addetti all&#8217;agricoltura non è
+uguale dappertutto il malessere, perchè normalmente
+diverse sono le loro condizioni.</p>
+
+<div class="sidenote">VARIETÀ DELLE CONDIZIONI AGRICOLE</div>
+
+<p>Infatti sono svariatissime le condizioni dei lavoratori
+della terra in Sicilia: variano da provincia
+a provincia; da circondario a circondario, da comune<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+a comune. Errano, quindi, coloro che generalizzano
+con leggerezza dai casi singoli; ed errerebbe
+chiunque credesse che quel campione di pane inviatomi
+da Campofelice (provincia di Palermo), e di
+cui si occupò la <i>Tribuna</i>, sia mangiato dappertutto.
+Miserie, e grandi, non mancano tra i contadini, ma
+in generale essi mangiano del buon pane di frumento,
+che potrebbe essere invidiato dai lavoratori
+della Calabria e di alcune contrade del Veneto e
+della Lombardia.</p>
+
+<p>La varietà delle condizioni non sfuggì al Sonnino,
+che la descrisse nel suo libro, ancora eccellente, sui
+<i>Contadini della Sicilia</i> e venne constatata pure dall&#8217;on.
+Damiani nel volume della <i>Inchiesta agraria</i> consacrato
+all&#8217;isola.</p>
+
+<p>C&#8217;è una zona litorale, che da Marsala per Palermo,
+Termini, Milazzo, Messina scende a Catania e da Catania
+gira attorno all&#8217;Etna, e poi forma alcune oasi
+nell&#8217;interno dell&#8217;isola e delle provincie di Caltanissetta,
+di Girgenti e di Siracusa, in cui prevale l&#8217;agricoltura
+intensiva, la piccola proprietà, la mezzadria;
+nel resto domina la grande proprietà, la coltura
+estensiva a cereali e la pastorizia.</p>
+
+<p>Nella prima zona, che disgraziatamente è la meno
+estesa, quale che sia la forma di contratto agrario
+in uso, le classi rurali stanno molto meglio, o meno
+peggio che nella seconda; ma per apprezzare al giusto
+questa varietà di condizioni bisogna dire partitamente
+dei lavoratori che vivono nelle diverse zone
+e <a name="tn58" id="tn58"></a><span class="correction">sotto</span> le diverse forme di coltura e di contratto.</p>
+
+<div class="sidenote">LE MEZZADRIE</div>
+
+<p>La coltura a mezzadria è diffusa principalmente
+nella provincia di Messina e siccome si dividono
+anche i prodotti degli uliveti e dei vigneti, i lavoratori<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+vi godono di una certa agiatezza. In questa
+zona contemporaneamente al minore sviluppo dei
+<i>Fasci</i> si osserva minore analfabetismo e minore delinquenza.
+La coesistenza di questi fenomeni sociali
+non somministra indizî preziosi sulla genesi
+loro e sui possibili ed efficaci rimedî per alleviare
+certi mali?</p>
+
+<p>Ha ragione il Salvioli, quando osserva che la
+mezzadria non presenta la soluzione definitiva del
+problema sociale (<i>Rivista popolare</i>, 1º Dicembre 1893).
+Ma non deve negarsi che essa sia un temperamento
+opportuno per migliorare la sorte dei lavoratori della
+terra; e lo prova ciò che si osserva nella provincia
+di Messina, a Castrogiovanni e altrove in Sicilia,
+oltre l&#8217;esperimento benefico che se n&#8217;è fatto in Toscana
+e in altri punti del continente.</p>
+
+<p>Del resto bisogna distinguere tra mezzadria e
+mezzadria. Talvolta questa è parziale, non si estende
+alla coltura delle vigne e degli uliveti; e si comprende
+che il contadino in questo caso ha minori
+risorse, quantunque sia per lui un grande vantaggio
+avere contigua alla terra da lui coltivata a cereali
+ed a mezzadria, delle vigne, che coltiva a
+<i>fattura</i> cioè a <i>forfait</i> e dove per lo meno trova, lavoro
+quando non ne ha per conto proprio nella
+coltivazione dei cereali.</p>
+
+<div class="sidenote">PRELEVAMENTI INIQUI</div>
+
+<p>La mezzadria limitata alla coltivazione di cereali
+ch&#8217;è la più comune nell&#8217;isola, anche dove non è
+resa iniqua da numerosi e angarici prelevamenti,
+può riuscire irrisoria e dare solo un magrissimo compenso
+alle fatiche di un anno del contadino, se la
+terra produce poco perchè esaurita o di cattiva
+qualità.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p>
+
+<p>Dissi che la mezzadria è iniqua dove esistono
+prelevamenti a vantaggio del proprietario o dei suoi
+rappresentanti. Vero è che i prodotti si dividono a
+metà tra proprietario e coltivatore; ma la divisione
+si pratica dopo che dalla massa si è prelevata la
+semente; e poi la così detta <i>strazzatura</i>, il tumolo
+per la <i>lampada</i>, il tumolo pel <i>campiere</i> e talora anche
+il tumolo per la <i>madonna</i>, per <i>San Francesco
+di Paola</i> o per qualche altro patrono del luogo.</p>
+
+<p>Questi prelevamenti non sono dappertutto uguali
+per la quantità e per il numero; ma dove c&#8217;è la
+mezzadria è quasi dapertutto esistente l&#8217;usura sulla
+semente e sui soccorsi anticipati dal proprietario
+durante l&#8217;anno. In qualche punto il proprietario dà
+il frumento per la semente e pei soccorsi col tumolo
+da 13 litri e se lo fa restituire con uno da 17;
+in altri punti dà la semente bagnata colla soluzione
+di solfato di rame (per evitare certe malattie del
+grano) e se la fa restituire asciutta; sulla semente
+e sul soccorso, infine, i più onesti prendono per lo
+meno un interesse del 20% a ragione d&#8217;anno!<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16"></a><a href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a></p>
+
+<p>Si può immaginare quello che resta al povero
+mezzadro all&#8217;epoca del raccolto, specialmente dove<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+padroni inumani non lasciano più a loro il così
+detto <i>solame</i>&mdash;cioè&mdash;il po&#8217; di grano commisto a
+paglia e a terra che nella trebbiatura rimane sull&#8217;aia&mdash;e
+negano loro la facoltà di spigolare! E di
+questa mezzadria, infine, scrive l&#8217;Alongi: «Che cosa
+sia questo contratto si sa oramai fino alla nausea;
+il nome di mezzadria, se non è una crudele
+ironia, è certo una insigne menzogna, un nome
+legale per far passare di contrabbando le più flagranti
+violazioni delle leggi morali e giuridiche
+(loc. cit. p. 9)».</p>
+
+<p>La mezzadria talvolta si riduce a <i>terzeria</i>, forma
+di contratto agrario, nella quale il proprietario prende
+due terzi del prodotto ed il contadino uno. Ma
+in questo caso il proprietario dà la terra preparata
+a maggese coi suoi bovi, e sulla quale non ha esatto
+nulla per un anno.</p>
+
+<div class="sidenote">IL CONTRATTO A TERRATICO</div>
+
+<p>La mezzadria in tutte le sue forme, prevale dove
+c&#8217;è la piccola ed anche la media proprietà; ed allora
+può anche alternarsi o coesistere col contratto
+a terratico, il quale varia pure da contrada a contrada
+e che nei paesi da me conosciuti non corrisponde
+a quello descritto dall&#8217;egregio Prof. Salvioli
+nel citato articolo della <i>Rivista popolare</i>. Il <i>terratico</i>,
+da me conosciuto e che so prevalere in molti luoghi,
+è un puro e semplice fitto pagato in prodotti,
+anzichè in danaro contante. Secondo la qualità delle
+terre il coltivatore dà al proprietario o al gabellotto
+da tre a sei ettolitri di frumento all&#8217;anno per ogni
+<a name="tn61" id="tn61"></a><span class="correction">ettaro</span> di terra. Il <i>terratico</i> è forma di contratto preferito
+da molti contadini perchè assicura loro una
+certa indipendenza, pagata però molto cara negli
+anni di cattivo raccolto.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;INQUILINAGGIO</div>
+
+<p>Meritano una particolare menzione i lavoratori
+della terra che stabiliscono coi proprietari l&#8217;<i>inquilinaggio</i>
+per le vigne, forma particolare di colonia
+parziaria, che dura dai 15 ai 29 anni. Il contadino
+in questo caso pianta la vite e la coltiva e ne divide
+il prodotto, in varia misura, col proprietario
+della terra. Trascorso il termine del contratto la
+vigna rimane intera proprietà del secondo. I contadini,
+che prendevano la terra ad inquilinaggio ebbero
+un periodo di prosperità, ch&#8217;è stata distrutta
+dalla filossera nella provincia di Siracusa e minaccia
+di distruggerla in quella di Catania. Nella zona
+Etnea della seconda, molti contadini si può dire
+che vedono distrutte le loro speranze prima di avere
+avuto un qualsiasi prodotto dal lavoro e dal
+capitaluccio impiegato. Per loro è una vera rovina.</p>
+
+<p>I lavoratori della terra che vivono sotto il regime
+della mezzadria e del terratico, e nelle contrade
+a piccola e media proprietà, si possono considerare
+come fortunati rispetto a quelli che lavorano a giornata,
+e nelle regioni disgraziate del latifondo di cui
+dirò in appresso.</p>
+
+<p>Orbene, quella frazione&mdash;che rappresenterebbe in
+Sicilia una specie di aristocrazia delle classi rurali,&mdash;secondo
+i calcoli stabiliti da un agronomo competentissimo,
+il Prof. Caruso (<i>Industria dei cereali in
+Sicilia</i>), nel 1870, tempo in cui non c&#8217;era traccia nell&#8217;isola
+di alcuna agitazione socialista e vi si godeva
+di una relativa prosperità&mdash;non poteva passarsela
+allegra se si tiene conto del lavoro proprio e degli
+interessi dovuti al piccolo capitale impiegato nella
+mezzadria, nel terratico ecc. Il bilancio del mezzadro,
+del terratichiere ecc.&mdash;calcolando che il grano<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+sia stato venduto a L. 51 per salma<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17"></a><a href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a>, con una produzione
+di 11 volte la semente&mdash;si chiudeva con
+un <i>deficit</i>.</p>
+
+<p>Questi calcoli rifatti, dopo oltre venti anni, da
+Rao per Canicattì, dal Dr. Barbato per Piana di
+Greci, da Verro per Corleone, concordano perfettamente
+con quelli del Caruso; e la circostanza, con
+senso di opportunità, la rileva oggi il Cavalieri,
+ch&#8217;è un avversario del socialismo.</p>
+
+<p>Comunque, mezzadri, piccoli fittajuoli, che prendono
+a <i>terratico</i> o in altre forme di fitto un pezzo
+di terra dai tre ai quindici ettari, e che sinora vivevano
+in condizione relativamente buona, si risentono
+del contraccolpo della crisi generale e sono
+i più risoluti a non soccombere senza fare sentire
+la loro voce ed all&#8217;occorrenza senza ricorrere alla
+doppietta o al vecchio fucile della guardia nazionale,
+che conservano gelosamente.</p>
+
+<p>Quando visitai l&#8217;ameno villaggio di Milocca, rimasi
+colpito dalla pulitezza e dall&#8217;aspetto lieto delle
+case a due piani&mdash;rarissime tra i nostri contadini&mdash;e
+dai numerosi muli, che cavalcavano i contadini
+venutimi incontro.</p>
+
+<p>Seppi che bestie e case appartenevano a loro:
+<i>dunque,</i> chiesi, <i>voi altri non state tanto male al paragone
+degli altri lavoratori del resto della Sicilia!</i></p>
+
+<div class="sidenote">LA MISERIA</div>
+
+<p><i>È vero,</i> mi risposero; <i>ma pur troppo ciò che ora
+possediamo non è nostro che in apparenza. La casa è
+gravata d&#8217;ipoteca e i debitucci diversi non possono essere
+soddisfatti neppure colla vendita del mulo!</i><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p>
+
+<p>M&#8217;informai ed ebbi a constatare che quei gagliardi
+lavoratori non mentivano.</p>
+
+<div class="sidenote">IL RICORDO DEL TEMPO FELICE</div>
+
+<p>Essi al ricordo del benessere antico non si sapevano
+acconciare <a name="tn64" id="tn64"></a><span class="correction">alla</span> miseria presente e invocavano
+provvedimenti e modificazioni dei vigenti contratti
+agrari. Questa circostanza mi confermò sempre
+più in una idea, che ho sostenuto altrove e cioè:
+che la miseria vera prostra e non prepara le necessarie
+reazioni, mentre il passaggio rapido dal benessere
+alla miseria è il più efficace elemento in
+prò delle insurrezioni. Questa osservazione si può
+applicare ai casi di Partinico, di Monreale e di altri
+paesi della provincia di Trapani.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16"></a><a href="#FNanchor_16_16"><span class="label">[16]</span></a> Il Sonnino dice che in diversi luoghi, e specialmente
+nel Siracusano, i gabellotti e i proprietari mettono spesso
+come condizione espressa nei patti di metateria e di terratico
+che il contadino non debba rivolgersi ad altri che a loro per
+ottenere soccorsi (<i>I contadini in Sicilia</i>, p. 179). Ad onore del
+vero si deve dire che questa preveggenza usuraia è quasi
+scomparsa. L&#8217;angheria dei prelevamenti viene constatata con
+singolare unanimità da tutti gli scrittori dell&#8217;isola e del continente
+ed anche da stranieri; dal Sonnino al Baer, al Cavalieri,
+al Caruso, al Basile, al Combes de Lestrade, ecc. ecc.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17"></a><a href="#FNanchor_17_17"><span class="label">[17]</span></a> La <i>salma</i> di frumento nella provincia di Caltanissetta
+corrisponde in peso da 260 sino a 270 chilogrammi, secondo
+la qualità.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.<br /><br />
+
+I PARIA DELLA TERRA.</h2>
+
+
+<p>Quando dalla classe dei mezzadri e dei contadini-proprietarî&mdash;rarissimi
+in Sicilia&mdash;si passa all&#8217;esame
+delle condizioni degli altri lavoratori, in
+questa terra tanto decantata per la sua fertilità e
+per ogni sorta di ricchezze, si riscontrano i veri
+paria.</p>
+
+<p>I proletarî dediti ai lavori agricoli ed alla pastorizia
+non sono dappertutto ugualmente infelici, e si
+suddividono ancora. Ci sono quelli che lavorano ad
+anno o a mese; e ci sono quelli che vengono adibiti
+alla giornata.</p>
+
+<div class="sidenote">I PASTORI</div>
+
+<p>Tra i primi è veramente dura la sorte di coloro
+che custodiscono gli armenti e le greggi. I <i>bovari</i>,
+come si chiamano quelli addetti alla custodia dei
+bovi, raramente dormono al coperto. D&#8217;inverno, ricoperti
+da pelli di montone che danno loro sembianze
+di uomini primitivi, stanno esposti alle pioggie
+e alle tempeste; d&#8217;estate, durante le lunghe ed
+afose giornate, sono fortunati quando trovano un<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+albero, od una disuguaglianza di terreno, che procuri
+loro un poco di ombra per sonnecchiare o per
+mangiare un tozzo di pane asciutto ed un poco di
+ricotta. Fanno uso più di frequente di latte e qualche
+volta, se muore un animale, si cibano di carne.</p>
+
+<p>Si può dire che non conoscono la pasta, mentre
+spessissimo mangiano erbe cotte e senza condimento
+di olio.</p>
+
+<p>Uomini di ogni età fanno da <i>bovari</i> e se l&#8217;armento
+è poco numeroso più spesso sono sotto i
+venti anni.</p>
+
+<p>I <i>pecorari</i>, coloro che custodiscono le pecore, su
+per giù si trovano nelle identiche condizioni dei
+primi; hanno il vantaggio di dormire al coperto;
+quasi sempre alla sera mangiano le lasagne e la
+ricotta e bevono latte; ma ricevono un minore salario.</p>
+
+<p>Il pane che mangiano <i>bovari</i> e <i>pecorari</i> è il più
+nero, il meno cotto e il più cattivo, che si mangi
+in Sicilia; è sempre fatto, però, con farina di frumento.</p>
+
+<p>Tutti questi uomini addetti alla pastorizia vanno
+alle rispettive case una volta il mese ed anche ogni
+tre mesi, certamente con grave detrimento dei rapporti
+di famiglia e della morale.</p>
+
+<p>Gli stipendî, oltre l&#8217;alimentazione nella misura
+suaccennata, variano da lire 75 a lire 200 all&#8217;anno.
+<i>Pecorari</i> e <i>bovari</i>, però, in mezzo agli animali del
+padrone hanno diritto di mantenerne gratuitamente
+qualcuno per loro conto. Ciò che aumenta il salario
+annuo in media di una trentina di lire.</p>
+
+<p>Si comprende che con questi salarî irrisorî una
+famiglia nè onestamente, nè tollerabilmente può<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+andare innanzi; ma di sovente gl&#8217;<i>incerti</i> vengono
+in aiuto. E pur troppo gl&#8217;<i>incerti</i> lucri vengono guadagnati
+dalle mogli e dalle figlie e dagli uomini
+sopratutto coll&#8217;<i>abigeato</i> e col manutengolismo.</p>
+
+<p>I pastori sono quasi sempre amici o complici dei
+ladri di animali e dei briganti. C&#8217;è da sorprendersene?</p>
+
+<div class="sidenote">I GIORNALIERI</div>
+
+<p>Oltre i pastori lavorano ad anno o a mese i cosidetti
+<i>garzoni</i> e dietro a questi ultimi viene la
+grande massa dei giornalieri, la cui esistenza è assai
+più precaria e che sono degni di commiserazione
+profonda.</p>
+
+<p>Secondo le colture e le stagioni essi guadagnano
+da centesimi quaranta a una lira al giorno; e i contadini
+che ricevono una lira sono i fortunati, e per
+qualche mese soltanto: durante la semina e durante
+il raccolto. In generale sono più elevati di
+questi i salarî indicati da Enrico La Loggia nel
+suo diligente studio sui <i>Moti di Sicilia</i> (<i>Giornale
+degli Economisti</i>, marzo 1894) e dal Prof. Salvioli; ma
+la differenza deriva dall&#8217;avere essi calcolato in denaro
+la parte che ricevono in generi. Comunque,
+entrambi convengono che fatto il bilancio della entrata
+di un contadino se ne deduce che il suo tenore
+di vita (<i>standard of life</i>) non può essere che bassissimo
+e che alla miseria più squallida è condannata
+la sua famiglia se sopraggiunge qualche caso di
+malattia o uno sciopero forzato per piogge continuate
+o per altre ragioni, poichè il risparmio di qualsiasi
+somma è impossibile durante l&#8217;anno.</p>
+
+<p>In generale i salarî sono più elevati dove la coltura
+è intensiva. Per la mietitura i salarî si elevavano
+pel passato a L. 2,50 oltre una buona e copiosa<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+alimentazione ed un litro e mezzo di vino al
+giorno. Ma da due anni in qua i salarî ribassano
+terribilmente e c&#8217;è una triste concorrenza nel lavoro
+che i mietitori di una contrada vanno a fare
+a quelli di un&#8217;altra; concorrenza, che ha determinato
+non poche sanguinose risse e delle <i>caccie</i>, che
+nulla hanno da invidiare alla <i>caccia</i> che si fa all&#8217;italiano
+in Francia, in America, in Australia e dovunque
+esso va a fare concorrenza al lavoratore indigeno.</p>
+
+<div class="sidenote">I SALARII</div>
+
+<p>La concorrenza, il ribasso nei prezzi dei cereali,
+la elevatezza dei fitti delle terre hanno ridotto al
+<i>minimum</i> il salario anche dei mietitori, che in altri
+tempi si poteva considerare come abbastanza alto.</p>
+
+<p>Essi oramai lavorano per lunghe sedici ore, sotto
+la sferza cocente del sole, quasi africano, della Sicilia
+per un franco ed anche per 75 centesimi al
+giorno! Quando ritornano alle lontane loro case,
+dopo venti o trenta giorni di assenza, si reputano
+fortunati se portano un gruzzolo di lire 20!</p>
+
+<p>Il salario è insufficiente, è un vero salario della
+fame come lo chiamerebbero in Inghilterra; ma il
+guaio maggiore è questo: il contadino non è sicuro
+di averlo per tutto l&#8217;anno. È fortuna, se in
+media esso lavora per 200 giorni all&#8217;anno; la lira,
+quindi, o i sessanta centesimi al giorno devono essere
+ridotti alla metà circa, considerati come mezzi
+di sostentamento della disgraziata famiglia del contadino
+giornaliero, le cui donne guadagnano pochi
+altri centesimi al giorno, filando, cucendo, lavando,
+vendendo le uova che fa la loro gallina, la quale ha
+tutte le loro cure.</p>
+
+<div class="sidenote">LA RISORSA DI FAMIGLIA</div>
+
+<p>Per talune di queste donne è una grande risorsa<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+l&#8217;allevamento di un porchetto, che viene alimentato
+coi brodetti, colle buccie, e colle frutta guaste
+ricevute in elemosina dai vicini agiati. E bisogna
+vedere con quale tenerezza&mdash;che suscita l&#8217;indegnazione
+e lo scherno di chi non sa valutare la ragione
+del fatto&mdash;la buona moglie del contadino guarda
+a quell&#8217;animale immondo, che dorme sotto il suo misero
+lettuccio, e che sinanco gratta colle proprie
+mani e quasi accarezza a preferenza dei figli!</p>
+
+<p>Egli è che il giorno in cui quel fido compagno
+della contadina viene ammazzato, nella sua casa
+c&#8217;è gran festa: se ne mangia la testa, se ne mangia
+il fegato, se ne mangiano i piedi bolliti e il
+sangue coagulato e se ne regala anche ai vicini;
+e ciò non capita che una volta all&#8217;anno. Di più colla
+vendita del resto la buona donna vede ricompensate
+le cure e le fatiche sue di un anno ricevendo
+dal macellaio, le trenta, le quaranta lire, che costituiscono
+la grande risorsa della famiglia, e colle
+quali provvede quasi sempre ai vestiti.</p>
+
+<p>Ma la scienza, la civiltà, l&#8217;igiene cominciano già
+a privare molte di queste povere famiglie di contadini
+della risorsa, per loro grande, dello allevamento
+del maiale! Gli agenti del municipio danno
+la caccia a questi compagni di Sant&#8217;Antonio, che
+altra volta passeggiavano liberamente per tanti paeselli
+della Sicilia. L&#8217;igiene e la decenza vi guadagnano
+di sicuro; ma nel bilancio del disgraziato contadino
+spunta il <i>deficit</i>. Così la civiltà gli si affaccia
+come una sventura e le guardie municipali, che adempiono
+al proprio dovere, gli divengono invise<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+e gli riescono addirittura odiose se sono costrette a
+multarlo.<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18"></a><a href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a></p>
+
+<p>Nelle zone zolfifere, il proletariato agricolo aveva
+una grande risorsa nei figli: un paio, gli procuravano
+circa due lire al giorno lavorando da <i>carusi</i>
+nella miniera, oltre lo anticipo da 50 a 150 lire,
+che ricevevano per una volta sola come si sa. Ora
+questa risorsa viene meno per la depressione dell&#8217;industria
+zolfifera.</p>
+
+<div class="sidenote">SEMPRE LA MISERIA</div>
+
+<p>La misera condizione dei lavoratori della terra
+non è una constatazione da sentimentalisti; ma
+venne riconosciuta da persone insospettabili di esagerazione
+pel partito in cui militano, per le cariche
+che occupano, per la loro condizione sociale e per l&#8217;antagonismo
+in cui taluni si trovano coi capi del movimento
+socialista. Tale misera condizione non venne
+attenuata in alcun modo al Rossi della <i>Tribuna</i> dal
+Cav. Masi, consigliere provinciale di Piana dei Greci,
+dal Baronello Bartoccelli e dal Cav. V. Falcone,
+sindaco di Canicattì&mdash;entrambi ricchissimi proprietarî&mdash;e
+da altri ricchi proprietarî a Casteltermini e
+altrove. È importante il giudizio del Masi e del
+Falcone perchè entrambi sono al potere e non sono
+mossi da una qualsiasi ambizione da soddisfare. La
+condizione dei lavoratori della terra venne riconosciuta
+tristissima, qual&#8217;è, da quanti visitarono la Sicilia
+negli ultimi tempi e fu efficacemente descritta
+dagli onorevoli Comandini, Farina, Plebano e dal
+Borelli del <i>Popolo Romano</i>, che pur militano in partiti<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+politici diversi e non sono mossi nè da passioni,
+nè da interessi locali. L&#8217;on. Plebano, in ispecie,
+rimase impressionatissimo dalla miseria di Piana
+di Greci e per miracolo non incoraggiò i fieri contadini
+alla rivolta. Non pochi ufficiali dell&#8217;esercito
+al Rossi, della <i>Tribuna</i>, a me stesso e ad altri dichiararono,
+che si sentivano assai a disagio trovandosi
+distaccati in certi paesi per prestare manoforte
+ai prepotenti iniqui contro i poveri oppressi! Tanta
+ineffabile miseria dei lavoratori della terra, infine,
+in occasione degli ultimi moti, oltre che dai cennati
+uomini politici e pubblicisti, che poi, per qualche
+ragione potrebbero anche essere giudicati sospetti,
+venne riconfermata da scrittori, che vivono
+al di fuori della politica e dalle tendenze diverse; tra i
+quali mi piace ricordare il più volte citato Cavalieri
+e Monsignor Isidoro Carini, l&#8217;illustre Bibliotecario
+del Vaticano che tanto ama la sua isola natìa
+e ch&#8217;è legato da particolare amicizia coll&#8217;on. Crispi.
+E adesso qualche parola sulle abitudini e sul carattere
+morale dei contadini.</p>
+
+<div class="sidenote">I CONTADINI DI SICILIA</div>
+
+<p>Ai contadini della Sicilia si può applicare benissimo
+ciò che scienziati e romanzieri hanno scritto di
+quelli degli altri paesi. L&#8217;abate Roux dice: «il campagnuolo
+è troppo fanciullo per non essere mentitore;
+vive ancora sotto la legge del timore e la
+legge di amore è per lui lettera morta; non ama
+le cose e le persone che per l&#8217;uso, che può farne.»
+(<i>Pensèes.</i> Parigi 1885). Il Prof. Lacassagne paragonando
+la criminalità delle città e delle campagne
+aggiunge: «il contadino è egoista, diffidente,
+vendicativo, perchè egli ha poche relazioni sociali;
+le sue occupazioni monotone e ripetute gli<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+creano un certo stato di automatismo; d&#8217;onde il
+suo spirito lento e stretto.» E le passioni, i difetti,
+i pregi del contadino descritto da Zola nella <i>Terre</i> si
+potrebbero attribuire a quello di Sicilia.</p>
+
+<div class="sidenote">LA MAFIA</div>
+
+<div class="sidenote">I BRAVI</div>
+
+<p>Ciò che caratterizza maggiormente il lavoratore
+della terra nell&#8217;isola è la sobrietà. «Il Siciliano&mdash;dice
+il generale Corsi&mdash;è molto sobrio nel mangiare
+e nel bere; lo sono allo estremo i contadini
+che si nutrono di vegetali e bevono acqua» (<i>Sicilia</i>,
+pag. 266). Infatti, di raro assai mangiano carne;
+il pane e le verdure cotte sono i loro cibi ordinarî,
+non frequentano caffè o bettole, non bevono vino
+se non quando lo ricevono lavorando come parte
+del salario (almeno dove prevale il latifondo); vestono
+dimessi e con abiti dal taglio speciale, molto vario
+da contrada a contrada, caratteristico; amano moltissimo
+le feste religiose, nelle quali le scene di superstizione
+e di fanatismo dipinte nel <i>Voto</i> del Michetti
+si alternano con veri baccanali. Il contadino, casalingo,
+ospitale, geloso della sua donna, che spesso gli prepara
+i tessuti, che servono per i suoi vestiti (specialmente
+la tela di lino o di cotone e il tessuto di lana nera,
+chiamato <i>abbracia</i>&mdash;albagio&mdash;un poco più grossolano
+di quello che si fabbrica in Sardegna) si rassegna
+facilmente alle sofferenze materiali e la miseria sola,
+come bene osserva il La Loggia, non avrebbe potuto
+farlo muovere! L&#8217;analfabetismo domina nelle campagne
+della Sicilia, i cui abitatori&mdash;meno quelli della
+Conca d&#8217;oro&mdash;non commettono in generale frequenti
+reati di sangue e sono dediti invece ai furti campestri
+ed all&#8217;<i>abigeato</i>. La <i>mafia</i> trova numerosi e pericolosi
+affiliati nelle campagne dei dintorni di Palermo; ben
+rari altrove. Quelli, però, tra i contadini, che si<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+elevano al grado di <i>campiere</i> o di <i>soprastante</i> e che
+hanno l&#8217;ufficio di garantire gl&#8217;interessi del grande
+proprietario nel latifondo divengono di ordinario
+la quintessenza dei <i>mafiosi</i> pel loro coraggio, per la
+rigorosa osservanza del codice dell&#8217;<i>omertà</i>, per l&#8217;assenza
+completa di scrupoli nel prestar mano a briganti
+e malandrini, nel farla da manutengoli, nel
+tirare una schiopettata ad un nemico, ad un disgraziato,
+che ne ha offesa la suscettibilità morbosa.
+Insomma <i>campieri</i> e <i>soprastanti</i> spesso sono una edizione
+riveduta e peggiorata degli antichi <i>bravi</i>. Non fecero
+mai parte dei <i>Fasci</i> anzi rimasero sempre ai servizî
+dei loro più accaniti nemici, i quali scandalizzati,
+denunziavano i <i>Fasci</i>, come covi di malfattori perchè
+avevano accettato come socio qualche ammonito, più
+vittima dell&#8217;ambiente sociale, che vero delinquente
+come la massima parte dei più pregiati tra i loro
+fidi!<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19"></a><a href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a>.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18"></a><a href="#FNanchor_18_18"><span class="label">[18]</span></a> La importanza dello allevamento del majale nelle misere
+famiglie dei contadini non isfugge al Sonnino. (<i>I contadini
+in Sicilia</i>, p. 187).</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19"></a><a href="#FNanchor_19_19"><span class="label">[19]</span></a> «Il Signore ha i suoi <i>campieri</i>, ma non può tenerne una
+grossa squadra, e molte volte, perchè siano uomini di stocco,
+da servirlo come vuol lui, è costretto a chiudere un occhio,
+e magari anche tutti e due nello sceglierli, e prenderli della
+stessa pasta di cui si fanno i briganti». Così scrive il generale
+Corsi. (<i>Sicilia</i> p. 303).
+</p><p>
+Mi piace qui rilevare che il Generale Corsi ha segnalato
+come meritevolissime di attenzione tre opere recenti sulla
+Sicilia: quelle di Schneegans, di Bazine e di Gustavo Chiesi
+riconoscendo che la migliore è <i>La Sicilia Illustrata</i> dell&#8217;ultimo.
+Godo moltissimo di questo giudizio perchè mi conferma in
+quello dato da me due anni or sono nell&#8217;Isola e che temevo
+fosse troppo benevolo per la grande amicizia, che mi lega
+allo scrittore milanese. Nel Chiesi lo stato morale, intellettuale
+e sociale dei Siciliani è meglio descritto che in qualunque
+altro autore. Lo Schneegans ci dà la Sicilia di 50
+anni fa.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.<br /><br />
+
+IL LATIFONDO</h2>
+
+
+<p>La condizione economica dei lavoratori della terra
+in Sicilia, come dappertutto, è intimamente connessa
+colla divisione della proprietà rurale e col genere di
+coltura. Nota la prima, s&#8217;intuisce&mdash;e del resto vi si accennò&mdash;che
+debba prevalere la grande proprietà e
+la coltura estensiva; e questa coltura persistente è,
+poi, la conseguenza della grande proprietà, del latifondo,
+esistente un po&#8217; per ogni dove in Italia,
+assolutamente prevalente e caratteristico nell&#8217;isola.
+Merita menzione speciale, ma breve perchè l&#8217;argomento
+è già stato trattato da tutti gli scrittori, che
+si sono occupati delle cose siciliane dal punto di
+vista economico e sociale.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PROPRIETÀ POCO DIVISA</div>
+
+<p>L&#8217;on. Sonnino sulle orme di altri osservatori locali
+e sulla base di dati statistici&mdash;incompleti ed
+inesatti&mdash;sin dal 1876 riconobbe che la proprietà
+è pochissimo divisa, specialmente nella parte interna
+e meridionale dell&#8217;Isola dove «manca una vera
+classe di proprietarî piccoli o medi e si salta invece
+d&#8217;un tratto, dal grande proprietario che possiede<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+migliaia di ettari, al piccolo censuario di
+poche are di terra. La censuazione dell&#8217;asse ecclesiastico
+ha modificato pochissimo queste condizioni
+della proprietà giacchè la immensa maggioranza
+di quelle terre è passata tale e quale nelle
+mani dei grossi proprietari.» (<i>I contadini ecc.</i>, pagine
+174 e 175).</p>
+
+<p>Il Prof. Basile molti anni or sono constatò che
+<a name="tn75" id="tn75"></a><span class="correction">dal</span> 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso
+da 608,601 a 549,957; c&#8217;era dunque diminuzione,
+nonostante il censimento dei beni dell&#8217;asse
+ecclesiastico, da cui si sperava un aumento notevole;
+e lo stesso Basile riconfermò il fatto doloroso
+nel 1894.</p>
+
+<p>Il sacerdote Genovese la osservazione generica
+volle dettagliare per un sito da lui esattamente conosciuto.
+Egli scrive: «Il comune di Contessa Entellina,
+in provincia di Palermo, ha un agro di
+circa 9000 salme di terra (la salma di Contessa
+corrisponde ad ettari 2,67). Ebbene, quante ne
+possiede la generalità dei suoi <i>tremila</i> abitanti?
+Appena 300 salme: precisamente il 3 % di tutto
+il vasto territorio! E le altre 8700 salme? Non è
+d&#8217;uopo dirlo: eccetto una minimissima porzione spettante
+a pochi altri piccoli proprietarî, sono tutte
+possedute da non più che <i>venti</i> benestanti, tra principi,
+conti, baroni e cavalieri!» (<i>La quistione agraria
+in Sicilia</i>, Milano 1894).</p>
+
+<p>Il caso di Entella è quello di cento altri comuni;
+e in qualcuno&mdash;ad esempio Terranova, Siculiana,
+ecc., ecc.&mdash;la concentrazione della proprietà in poche
+mani è maggiore.</p>
+
+<p>Si avverta altresì che la qualifica di <i>proprietario</i><span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+in Sicilia come in Sardegna spesse volte non è che
+una ironia. Si tratta di proprietà polverizzate o si
+limita alla proprietà di un lurido tugurio, che serve
+di abitazione e che non ajuta a vivere. I più di
+questi proprietarii, osservò l&#8217;on. Damiani nel volume
+dell&#8217;<i>Inchiesta agraria</i> dedicato alla Sicilia, sono da
+considerarsi piuttosto come proletarî.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CONSEGUENZE DEL LATIFONDO</div>
+
+<p>Sono invero una realtà indiscutibile tutte le tristi
+conseguenze della esistenza della grande proprietà,
+del latifondo; conseguenze varie e complesse politiche,
+economiche, morali, e intellettuali.</p>
+
+<p>«Il latifondo, osserva il Baer, mantiene e conserva
+una deplorabile dissonanza fra le istituzioni
+politiche ed amministrative e fra la legislazione civile,
+che la Sicilia ha comuni al resto d&#8217;Italia e le
+condizioni reali di quella società e della proprietà
+territoriale. Ed è risaputo che quando siavi tale dissonanza
+gli effetti delle istituzioni e delle leggi sono
+alcuna volta nulli, il più soventi perniciosi.» (<i>Il latifondo
+in Sicilia</i> nella <i>Nuova Antologia</i>, 15 aprile 1883).
+E la dissonanza nasce dalla mancanza di un numero
+sufficiente di piccoli e medii proprietarî.</p>
+
+<p>La esistenza della grande proprietà presuppone
+la correlativa preponderanza numerica di proletariato
+agricolo: il quale è più infelice dove l&#8217;ex feudo,
+il latifondo è coltivato dal fittabile; peggio ancora
+se quest&#8217;ultimo lo suddivide ad altri gabellotti minori.
+Allora il salariato è in condizioni peggiori dello
+schiavo: ed esso mangia quel pane, di cui dalla
+provincia di Palermo mi si mandarono due campioni,
+che suscitarono la indignazione di quanti lo
+videro nella Camera dei deputati e fuori. La sua
+non è più vita, che oggi possa considerarsi come umana.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+Non deve <a name="tn77" id="tn77"></a><span class="correction">sorprendere</span> se insorge e cerca ripetere
+le <i>Jacqueries</i>; ma deve soltanto far meraviglia
+che tanto tempo abbia aspettato per ribellarsi!</p>
+
+<div class="sidenote">IL FITTO</div>
+
+<p>Il latifondo favorisce il sistema del fitto e genera
+il <i>gabellotto</i> la cui funzione è tanto esiziale quanto
+lo è in Irlanda il <i>middleman</i>, che sta tra il <i>landlord</i>
+e il contadino coltivatore. Intanto dalla scomparsa
+del gabelloto, acutamente osserva il Salvioli,
+se il grande proprietario dovesse dare direttamente
+le terre in fitto ai contadini poco giovamento
+questi ne trarrebbero per l&#8217;aspra concorrenza, che
+tra loro si farebbero per ottenere gli spezzoni di
+migliore qualità e più vicini all&#8217;abitato.</p>
+
+<p>Se il sistema del fitto riesce di grave nocumento
+ai lavoratori e produsse pel passato l&#8217;agiatezza ed
+anche la ricchezza dei <i>gabellotti</i>, che finirono col costituire
+la parte più forte della borghesia isolana,
+adesso rovina questa classe di sfruttatori.</p>
+
+<p>Checchè ne dicano e ne pensino alcuni, nella divisione
+dei prodotti oggi non sono più i fittabili coloro
+che se la passano più allegramente, poichè in generale
+il fitto delle terre in Sicilia dal 1860 aumentò
+del 40 % mentre diminuì sensibilmente il prezzo
+del frumento, ch&#8217;è il prodotto principale. I fittabili,
+dunque, stanno male.<a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20"></a><a href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+<p>Non possono che stare peggio i sub-fittabili, ma
+coloro che conducono vita veramente inumana sono
+i contadini o mezzadri, che ricevono la terra di
+terza mano.</p>
+
+<div class="sidenote">LA COLTURA</div>
+
+<p>Il <i>gabellotto</i> alla sua volta suddivide il latifondo,
+ch&#8217;è spesso un ex feudo, ad altri; e i sub-gabellotti
+finalmente danno la terra a mezzadria o la fanno
+coltivare in economia dai cosidetti <i>jurnatara</i>,&mdash;lavoratori
+alla giornata. Ora la terra, generalmente, non
+può produrre tanto da mantenere, oltre il fisco che
+attualmente la fa da leone, il proprietario, il gabellotto,
+il sub-gabellotto e il contadino; produce ancora
+meno in Sicilia dove nel latifondo vige la coltura
+primitiva, estensiva: dove l&#8217;aratura è superficiale
+e la concimazione o manca o è deficientissima per
+la qualità e per la quantità: dove d&#8217;irrigazione non
+è a discorrere e gli avvicendamenti vi sono irrazionali
+e il suolo viene sfruttato colla vera agricoltura
+ladra, come la chiamò il Liebig: dove mancano
+stalle, case coloniche e financo l&#8217;acqua potabile.
+Molti dunque si devono risentire della deficienza
+della produzione, rilevata testè dal Combes
+de Lestrade nel <i>Journal des Economistes</i>, che deve
+essere ripartita tra tanti consumatori&mdash;taluni dei
+quali prendono più di quanto dovrebbero nello stesso
+presente regime economico; e più di tutti se ne risentono
+i contadini ai quali non rimangono, che le
+briciole.</p>
+
+<p>La coltura si mantiene estensiva e la terra produce
+poco, perchè il grande proprietario non è stimolato
+dal bisogno a fare miglioramenti e trasformazioni
+e per un lungo periodo ha visto anche aumentare
+fortemente le sue rendite per la concorrenza<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+tra <i>gabellotti</i>, che ha elevato i fitti; nè i miglioramenti
+di qualsiasi genere potevano e possono farli
+i <i>gabellotti</i>, che coltivano il latifondo per un brevissimo
+tempo&mdash;la durata dei fitti è al massimo di
+nove anni, ma più di frequente di quattro o di sei;
+e molto meno i contadini che vi lavorano a giornata
+o l&#8217;hanno a mezzadria o a terratico solamente
+per uno o due anni.<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21"></a><a href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA TERRA È DESERTA</div>
+
+<p>Il latifondo che per mancanza di caseggiati tiene
+lontani i contadini dalla terra e mantiene questa
+deserta e priva del tutto di alberi, costringe i primi
+a vivere in grandi centri producendo queste altre
+non meno esiziali risultanze: 1. il contadino perde
+molto tempo nel recarsi ogni giorno dalle città nella
+campagna e quando vi pernotta, nei pagliai o all&#8217;aperto,
+di estate, vi prende le febbri intermittenti,
+2. la solitudine delle campagne e la grande distanza
+tra i centri abitati favorisce il furto campestre, l&#8217;<i>abigeato</i>,
+il malandrinaggio e il brigantaggio; 3. la
+coabitazione di contadini e di elementi industriali
+e commerciali nelle città fa gravare sui primi dei
+pesi che non dovrebbero sentire&mdash;specialmente il dazio
+di consumo&mdash;e mantiene le città o i grossi centri
+abitati in condizioni igieniche deplorevoli.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p>
+
+<p>L&#8217;organizzazione sociale, che fa capo al latifondo
+dal Baer viene riassunta, infine, così: «un&#8217;aristocrazia
+lontana dalle terre, che possiede e che non conosce,
+una classe media costituita da pochi esercenti
+le professioni liberali e da potenti fittajuoli
+in grande e da coloro, che vivono speculando
+sulla miseria altrui, ed un numeroso stuolo di poveri
+coloni e braccianti, è questa l&#8217;organizzazione
+sociale delle regioni dove prevale il latifondo; e
+non è dessa quella in cui le istituzioni politiche e
+amministrative della società odierna possano funzionare
+a pubblico vantaggio, in cui possa trovarsi
+cooperazione assidua, indipendente, giusta
+ed efficace agli ufficî del governo nell&#8217;amministrazione
+dei comuni, delle provincie, delle opere
+pie e fino della giustizia.»</p>
+
+<div class="sidenote">PERCHÈ SUSSISTE IL LATIFONDO?</div>
+
+<p>Se il latifondo è in Sicilia ora com&#8217;è stato sempre
+e in ogni luogo pernicioso sorge spontanea la
+domanda: perchè esso dura da secoli e non scompare
+mentre è condannato dalla scienza, dal sentimento
+di giustizia, dall&#8217;umanità?</p>
+
+<p>Fu notato che il latifondo dura in Sicilia da moltissimi
+secoli e preesisteva alla nascita del feudalismo
+sotto i Normanni. Il barone Benevantano lo fa rimontare
+ai tempi di Verre nel territorio di Lentini;
+e il Genovese sull&#8217;autorità di Diego Orlando, di Ludovico
+Bianchini, di Birri, di Palmieri, di Monsignor
+Lancia di Brolo, di Amari lo riporta non solo ai Romani,
+ma anche ai Cartaginesi.</p>
+
+<p>Dal fatto di questa lunga durata se n&#8217;è voluto
+argomentare, che il latifondo in Sicilia è qualche
+cosa di fatale, che si connette alle condizioni fisiche
+e climatologiche dell&#8217;isola. Se ciò fosse vero le<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+disgraziate popolazioni agricole della Sicilia sarebbero
+condannate eternamente al dolore. Ma vero non
+è, e lo ha dimostrato il Baer con poche acute osservazioni
+di fatto.</p>
+
+<div class="sidenote">I MIRACOLI DELL&#8217;AGRICOLTURA</div>
+
+<p>«Quando si dice che le terre dei latifondi non
+sono atte ad altra produzione che a quella dei cereali
+e che al loro spossamento per le replicate colture
+non possa altrimenti rimediarsi che col lasciarle
+a pascolo naturale per più anni, si dimenticano tutti
+i prodigi della coltura intensiva mediante gli avvicendamenti
+e gl&#8217;ingrassi. Le terre sabbiose e pantanose
+della Prussia orientale sotto un cielo inclemente,
+sono senza dubbio più sterili di ogni peggior
+angolo della Sicilia, eppure se ne cava grande profitto.
+L&#8217;agricoltura fiamminga, una delle più perfette
+del mondo si esercita su terre, che sono il peggior
+suolo dell&#8217;Europa. Il clima ed il terreno presso le
+città e borgate nelle provincie siciliane ove sono i
+latifondi non sono per certo diversi da quelli delle
+terre circostanti, ed intanto le terre prossime alle
+città sono coltivate con altri sistemi e con eccellenti
+risultati. Di più in alcuni latifondi, che appartenevano
+alle corporazioni religiose col censimento
+si spezzarono e si trasformarono in meglio
+come attorno a Mazzara e in gran parte della
+provincia di Trapani: l&#8217;osservazione è del Prof. Corleo.
+Viceversa secondo le diligenti ricerche dell&#8217;Amari
+ventidue grosse città ch&#8217;esistevano a&#8217; tempi dei
+Mussulmani nelle provincie di Girgenti, di Trapani e
+di Palermo sono sparite così che di moltissimi nomi di
+castelli e ville ricordati negli scrittori di quell&#8217;epoca
+non si ha più traccia; e l&#8217;antico territorio di Giato,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+ora diviso in tre comuni con circa 18 mila abitanti
+conteneva ai tempi di Guglielmo il Buono una popolazione
+di 60 mila abitanti con 40 e più villaggi.»</p>
+
+<p>Ecco come negli stessi siti, nonostante la permanenza
+delle cause fisiche, compare e scompare
+il deserto rattristante del latifondo coll&#8217;alternarsi
+delle cause sociali.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CAUSE SOCIALI E IL LATIFONDO</div>
+
+<p>Gli esempî relativi alla Sicilia sono tassativi e sufficienti
+a provare il predominio delle cause sociali
+sulle cause fisiche e climatologiche; ma se occorresse,
+molti altri di altrove se ne potrebbero trovare,
+ed altrettanto convincenti, nei libri del compianto
+De Laveleye e nella grande opera del Reclus
+sulla geografia.</p>
+
+<p>Se questa fosse una trattazione storica mi dilungherei
+nello esporre quali furono le cause sociali,
+che in Sicilia determinarono la creazione e il mantenimento
+del latifondo; chi vuol conoscerle ricorra
+al Palmieri e allo stesso Baer bastando al mio assunto
+l&#8217;avere dimostrato l&#8217;inesistenza delle cause
+fisiche, che furono invocate anche da recente da
+interessati difensori del latifondo. E questa dimostrazione
+impone al governo l&#8217;obbligo di studiare i
+mezzi per rompere il giogo del latifondo e per avviarlo
+a benefica trasformazione, e deve infondere
+altresì nei lavoratori l&#8217;energia e la costanza di chiederla
+colla coscienza che può venire dalla conosciuta
+possibilità di conseguire il fine che si propongono.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20"></a><a href="#FNanchor_20_20"><span class="label">[20]</span></a> Credo che sia caduto in errore il prof. Salvioli, quando
+sulla scorta del Caruso ha affermato che dalle L. 450 di prodotto
+di una salma di terra si devono dedurre L. 288 come
+spese. Il calcolo è sbagliato per questo: il raccolto del frumento
+non si ha in ogni anno ma in ogni tre anni o almeno
+in un anno sì e in un altro no. Perciò delle L. 162 di residuo
+netto si devono almeno dedurre L. 76,50 somma equivalente
+al fitto dell&#8217;anno in cui la terra si prepara a maggese.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21"></a><a href="#FNanchor_21_21"><span class="label">[21]</span></a> I grandi proprietarî siciliani, che non conoscono i loro
+latifondi e ne godono le rendite ben lontani dal luogo di produzione
+sono nemici giurati di fare qualunque spesa. So di
+un ricco <i>gabellotto</i> di Castrogiovanni, il sig. Gaetano Restivo,
+che propose ad un signore di Palermo, di cui aveva preso le
+terre in gabella, che avrebbe anticipato lui L. 5000 per costruire
+uno stallone e se ne sarebbe rimborsato nell&#8217;ultimo
+anno di fitto. Ebbe un reciso rifiuto. Così si potrebbe dire di
+molti altri.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.<br /><br />
+
+RAPIDA DEPRESSIONE ECONOMICA.</h2>
+
+
+<p>Fatta la descrizione delle condizioni economiche
+della Sicilia si presenta spontanea una domanda:
+sono esse peggiori, uguali o migliori di quelle del
+resto d&#8217;Italia?</p>
+
+<div class="sidenote">ALTROVE E IN SICILIA</div>
+
+<p>Chi ha studiato le altre regioni della penisola
+o la Sardegna ha il dovere di riconoscere, che nel
+beato italo regno in molti punti si sta peggio che
+in Sicilia&mdash;per quanto ciò possa sembrare impossibile.</p>
+
+<p>Taccio della disgraziatissima Sardegna, dove soltanto
+i privilegiati azionisti delle sue ferrovie se la
+godono allegramente, e ch&#8217;è stata ricompensata della
+lunga fedeltà a Casa Savoia con una dimenticanza
+veramente fenomenale. In molte altre provincie del
+mezzogiorno continentale perdurano quelle condizioni
+tristissime, che da Giuseppe Ferrari furono
+riconosciute come le cause efficienti del brigantaggio.
+<i>Le lettere meridionali</i> del senatore Villari, gli
+scritti del Pani Rossi, di Renato Fucini, della Jessie
+White Mario, ecc.&mdash;che sono illustrazioni monografiche
+della miseria delle classi lavoratrici di Napoli e di<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+altre contrade del napoletano&mdash;datano da molti anni,
+ma sono ancora di attualità. La <i>Inchiesta agraria</i>
+per queste regioni in generale è stata parzialissima
+in favore dei proprietarî e delle classi dirigenti,
+poichè è innegabile che le sofferenze dei lavoratori,
+la loro abbiezione intellettuale, pari soltanto alla
+miseria economica&mdash;e le due danno come necessario
+risultato l&#8217;altissima delinquenza&mdash;in Calabria e
+in Basilicata sono grandissime.<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22"></a><a href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a> I rapporti sociali
+non sono dissimili a quelli descritti per altri tempi da
+Nicola Santamaria nel suo pregiato studio sui <i>Feudi
+nelle provincie meridionali</i>.</p>
+
+<p>Risalendo verso le Alpi s&#8217;incontra l&#8217;agro Romano,
+che non rimane indietro alla Sicilia in quanto a
+malessere dei suoi abitatori; ma verso l&#8217;estremo
+lembo d&#8217;Italia c&#8217;è ancora qualche angolo di terra
+dove gli uomini stanno peggio che nell&#8217;isola che
+attualmente richiama su di sè l&#8217;attenzione dell&#8217;Europa.
+Il volume dell&#8217;<i>Inchiesta agraria</i> consacrato dal
+compianto Morpurgo ai <i>Contadini del Veneto</i> attesta
+che nel mio giudizio non c&#8217;è alcuna esagerazione.
+Del Mantovano e di qualche altra zona della bassa
+Lombardia si potrebbe dire altrettanto.</p>
+
+<p>Perchè, dunque, soltanto in Sicilia c&#8217;è stata la
+esplosione del malessere; vi sono stati i tumulti,
+gl&#8217;incendî, le distruzioni, che preludono alle rivoluzioni
+e che tanta analogia presentano con quelli<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+descritti dal Tocqueville e dal Taine in Francia sotto
+l&#8217;<i>Ancien Regime</i>?</p>
+
+<div class="sidenote">CAUSE DELLE RISULTANZE DIVERSE</div>
+
+<p>Le cause di questa diversità di risultanze sono
+parecchie e meritano tutte di essere ricordate. Rimanendo
+per ora sul terreno economico si deve osservare
+che in Sicilia dopo il 1860 ci fu un rapido
+sviluppo di ricchezza; tale da indurre il Prof. Maffeo
+Pantaleoni in un suo pregiato studio pubblicato nel
+<i>Giornale degli Economisti</i> a giudicare, che l&#8217;unificazione
+d&#8217;Italia, aveva contribuito in Sicilia più che
+altrove a determinare un notevole incremento della
+ricchezza.</p>
+
+<p>Venne la depressione; venne altrettanto intensa
+e rapida, anzi fulminea, e venne ad un tempo per
+colpa di governanti e di eventi, che si sottraggono
+all&#8217;azione della volontà umana.</p>
+
+<p>Ecco alcuni dati eloquenti di questa depressione.
+La produzione del grano da Ettolitri 7,744,981 nel 1891
+discese a 4,363,696 nel 1892, a 4,365,300 nel 1893,
+e il prezzo contemporaneamente è disceso a L. 19,48
+per ettolitro nel 1891, a L. 18,91 nel 1893.</p>
+
+<p>La produzione dell&#8217;orzo è discesa da ettolitri
+1,511,699 nel 1891 a 1,169,061 nel 1893 mentre il
+prezzo è rimasto stazionario.</p>
+
+<p>La filossera, in breve tempo, ha distrutto numerosi
+vigneti occupanti un&#8217;estensione complessiva di
+ettari 53,977; perciò la produzione del vino da ettolitri
+6,855,555 nel 1891 è discesa a 4,111,331
+nel 1893; la discesa dei prezzi dal 1887 in poi&mdash;ultimo
+anno in cui fu aperto il mercato francese&mdash;è
+semplicemente spaventevole: dalle 40 e 50 lire
+l&#8217;ettolitro si arrivò alle 10 ed alle 20 del 1890 al 1893,
+e solo in questo primo semestre del 1894, si accenna<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+a risalire alquanto. Notevole la diminuizione nella
+produzione degli agrumi e spaventevole il ribasso
+dei prezzi. In quanto all&#8217;agricoltura l&#8217;on. Di San
+Giuliano osservò che, complessivamente, il 1892 è
+l&#8217;anno della massima depressione, perchè si ebbe
+una produzione di L. 206,071,012 in meno del
+1891 e di L. 137,888,808 meno della media quinquennale.</p>
+
+<div class="sidenote">DATI SCONSOLANTI</div>
+
+<p>Più sconsolanti sono i dati per l&#8217;industria zolfifera:
+poichè il prezzo di quel minerale da L. 112,57 per
+tonnellata nel 1891 discese a L. 65 nel 1893 e a
+L. 55 circa nel primo semestre del 1894.</p>
+
+<p>Questi dati vengono illustrati e completati dalla
+sensibile diminuzione dei depositi presso i diversi
+Istituti di credito, cominciata nel 1891 e non ancora
+arrestatasi.</p>
+
+<p>La situazione economica si fece tale negli ultimi
+anni che il visconte Combes De Lestrade esaminandola
+dal punto di vista dei proprietarî&mdash;ed è
+proprietario anche lui in Sicilia, quantunque francese,
+e vive al di là delle Alpi&mdash;ne argomenta
+che oggi sia peggio che nel 1860. «In quell&#8217;epoca,
+egli osserva, le sue rendite e le sue spese,
+un po&#8217; più un po&#8217; meno, si equilibravano. Se la
+tradizionale parsimonia siciliana riusciva a mettere
+da parte qualche cosa, il risparmio non alterava gran
+fatto l&#8217;equilibrio poc&#8217;anzi accennato. Istantaneamente
+i pesi aumentano e ognuno sa con quale rapidità.
+Il confronto tra il bilancio dell&#8217;antico regno delle
+due Sicilie e quello del regno d&#8217;Italia basta per dimostrarlo.
+Per converso i prezzi delle cose che egli
+deve comprare sono accresciuti e quelli di cui deve
+farne la vendita sono diminuiti. I perturbamenti<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+economici che il governo non ha mai saputo evitare
+uccidono la coltivazione del cotone e del tabacco; e
+così i risparmi, dato che ve ne fossero, spariscono
+ben presto. Di capitale mobile non è il caso di parlare,
+imperciocchè all&#8217;epoca in cui furono messi in
+vendita i beni del clero tutti si affrettarono di accrescere
+la proprietà impiegandovi ciascuno la rispettiva
+disponibilità. Frattanto perdura l&#8217;aumento
+delle tasse e il ribasso dei prodotti...»</p>
+
+<p>E qui è bene aggiungere, che nel determinare
+tale stato di cose la responsabilità del governo è
+grande per la politica doganale seguita: politica
+tutta a beneficio dell&#8217;industrie e degli industriali
+dell&#8217;alta Italia e a danno dell&#8217;agricoltura del mezzogiorno
+e delle isole. Ciò dissi rudemente nel 1891
+alla Camera dei Deputati e le mie parole furono
+accolte da vivi rumori e da proteste dei deputati
+del settentrione; ma le mie parole furono poco dopo
+luminosamente giustificate dalla confessione onesta
+e leale dell&#8217;on. Ellena fatta prima in un articolo
+della <i>Nuova Antologia</i> e dopo nella stessa Camera
+in occasione della discussione dei trattati di Commercio
+coll&#8217;Austria-Ungheria e colla Germania.</p>
+
+<div class="sidenote">IL DISAGIO E I SALARII</div>
+
+<p>Il peggioramento nelle condizioni economiche dei
+proprietarî naturalmente si ripercosse nei salarî
+dei lavoratori, ai quali con ogni studio si cercò di
+far sentire maggiormente la gravità della crisi;
+sicchè tali salarî, anche nominali, sono ritornati
+quali erano nel 1860, come osservò il Salvioli.</p>
+
+<p>Il disagio, adunque, fu generale, intenso e rapido.
+Esso, se nel paragone con altri tempi può dirsi che
+non fu assoluto, certamente fu immenso relativamente
+ai bisogni cresciuti, alle nuove abitudini contratte,<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+e agli obblighi imposti dalle leggi dello Stato
+ai comuni e agli individui&mdash;prescrizioni igieniche,
+istruzione obbligatoria, ecc. ecc.</p>
+
+<div class="sidenote">I CONGEDATI E LO STANDARD OF LIFE</div>
+
+<p>Su questo riguardo mi pare che non sia stato abbastanza
+avvertito il perturbamento apportato nelle
+abitudini e nelle famiglie dei contadini dal ritorno dei
+congedati. Si è detto che la leva è stato un cemento
+unificatore <a name="tn88" id="tn88"></a><span class="correction">quantunque</span> io creda pochissimo alla efficacia
+di tale mezzo ed alla utilità del preteso risultato;
+pur concedendo che quest&#8217;ultimo si sia ottenuto, si è
+dimenticato che si è fatto sorgere nelle classi lavoratrici
+il desiderio ardente di soddisfare certi bisogni
+per lo passato sconosciuti e di adottare uno <i>standard
+of life</i> superiore e inadeguato allo sviluppo economico
+ed intellettuale. Ciò ha agito ed agisce come
+un vero lievito che fa fermentare delle masse, inerti
+precedentemente, che non si scuoterebbero sotto
+la influenza di altri moventi e di elevate idealità.
+Intanto rimane assodato, per chiunque abbia studiato
+da vicino i <i>Fasci</i>, che i reduci dall&#8217;esercito, mentre
+in Sicilia hanno scosso la rigida disciplina patriarcale
+delle famiglie, hanno portato invece la disciplina
+in molte delle associazioni dei lavoratori sorte
+da recente.</p>
+
+<p>Il risultato, certamente, è inatteso e spiacevole pei
+sostenitori dell&#8217;esercito permanente. La parte democratica
+e socialista non può che rallegrarsene.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22"></a><a href="#FNanchor_22_22"><span class="label">[22]</span></a> Della Basilicata me ne parlò più volte con parole di
+fuoco e con intendimenti onestissimi l&#8217;amico carissimo Giustino
+Fortunato. I suoi giudizi sono insospettabili per la lealtà
+somma e per la condizione sociale di chi li ha emessi.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="X" id="X"></a>X.<br /><br />
+
+ORGANIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI TRA LE VARIE CLASSI.</h2>
+
+
+<p>Questo malessere e questo rapido e profondo perturbamento
+economico&mdash;i quali da soli sarebbero stati
+capaci di determinare sommosse e rivolte ancora
+più gravi di quelle che si ebbero a deplorare in
+Sicilia&mdash;spiegavano la loro influenza in un ambiente
+anormale e anacronistico in cui i conflitti
+potevano sorgere per altre cause occasionali.</p>
+
+<p>Sin dal 1885, nella <i>Delinquenza della Sicilia e le
+sue cause</i>, riassunsi i concordi pareri emessi da pensatori
+di ogni parte politica sulla organizzazione sociale
+di fatto esistente in Sicilia. Il feudalismo, abolito
+spontaneamente dai rappresentanti dell&#8217;aristocrazia
+nel 1812, in realtà rimase in pieno vigore
+nei rapporti politico-sociali tra le varie classi. Si può
+anche, senza temerità, asserire che quell&#8217;abdicazione
+di diritti, che forse fu il prodotto di un nobile
+sentimento, giovò soltanto a coloro che avevano
+creduto di fare un atto di abnegazione.</p>
+
+<p>Invero colla organizzazione feudale di diritto, la
+proprietà feudale&mdash;dice il Baer&mdash;aveva tutto il<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+carattere di un ente morale; il diritto di proprietà
+era impersonale e il proprietario <i>pro tempore</i> era un
+usufruttuario, un amministratore.</p>
+
+<div class="sidenote">I PROPRIETARII E L&#8217;ABOLIZIONE DEL FEUDALESIMO</div>
+
+<p>Di più: su quella proprietà feudale c&#8217;erano degli
+oneri a benefizio delle collettività. L&#8217;abolizione legale
+del feudalismo tolse gli oneri e lasciò ai proprietarî
+i soli vantaggi: la storia dei varî proscioglimenti
+dei diritti promiscui e le liti relative&mdash;alcune
+delle quali durano ancora&mdash;non potrebbero
+che raffermare tale modo di vedere.</p>
+
+<p>Questo perdurare di un regime feudale, di fatto
+persistente sino al 1860, si spiegò colla mancanza
+del soffio della rivoluzione francese, che non arrivò
+in Sicilia aggiogata al dominio borbonico dalle armi
+inglesi, anche quando le armate della repubblica,
+dell&#8217;impero e di Murat erano pervenute sino allo
+stretto di Messina nel continente. Più esattamente
+dovrebbe dirsi che a spiegare il fenomeno bisogna
+rimontare ancora più in alto: la maggiore durata
+del dominio feudale nei rapporti sociali informati
+alle istituzioni feudali non fu esclusiva della Sicilia,
+ma più o meno si constatò anche nel continente
+meridionale, dove la reazione contro lo spirito
+della rivoluzione francese fu cosa davvero spontanea
+e popolare. I fasti delle orde del Cardinale
+Ruffo e la resistenza vigorosa delle Calabrie sono
+noti. Il vero è che il soffio della rivoluzione in Italia
+fu vivificatore dove il terreno era preparato; e lo
+era in tutto il settentrione e nel centro e non nel
+mezzogiorno e in Sicilia ch&#8217;erano rimasti sotto il
+giogo monarchico e feudale, mentre il resto della
+penisola aveva avuto la splendida efflorescenza repubblicana
+del medio-evo.<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p>
+
+<p>Dopo il 1860 la situazione non venne mutata gran
+fatto e se ne hanno testimonianze numerose di osservatori
+spassionati e autorevoli, tra le quali
+credo bastevole ricordare quella dell&#8217;on. Sonnino, e
+pel merito intrinseco del libro in cui venne registrata
+e per l&#8217;autorità che viene allo scrittore dal
+posto che occupa attualmente.</p>
+
+<div class="sidenote">I RAPPORTI TRA CONTADINO E PROPRIETARIO</div>
+
+<p>L&#8217;attuale ministro del Tesoro riferendosi ai rapporti
+tra contadini e proprietarî (che si possono intendere
+anche esistenti tra industriali ed operai, tra
+coltivatori, <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> delle miniere, tra <i>galantuomini</i>&mdash;come
+chiamansi generalmente i membri
+dell&#8217;aristocrazia e della borghesia&mdash;e artigiani
+e lavoratori di ogni sorta) così scriveva nel 1876:</p>
+
+<p>«Nelle relazioni tra il contadino e il proprietario
+molto è rimasto ancora dei costumi feudali; e non
+è da sorprendersene ove si pensi che il feudalismo
+in Sicilia fioriva ancora in tutta la sua pienezza al
+principio di questo secolo, e che la sua abolizione
+legale nel 1812, completata colle due leggi del 2 e
+3 agosto 1818, non fu nè provocata, nè accompagnata,
+nè seguita da alcuna rivoluzione, da alcun
+movimento generale che mutasse d&#8217;un tratto le condizioni
+di fatto della società siciliana. Quella che
+era stata fino allora potenza legale, rimase come
+potenza o prepotenza di fatto, e il contadino, dichiarato
+cittadino dalla legge, rimase servo ed oppresso.
+Il latifondista restò sempre barone e non
+soltanto di nome: e nel sentimento generale la posizione
+del proprietario di fronte al contadino, restò
+quella di feudatario di fronte a vassallo. (<i>I contadini</i>
+ecc., p. 175).</p>
+
+<div class="sidenote">LA BORGHESIA TERRIERA</div>
+
+<p>Dal 1812 in poi, e sopratutto dal 1860, prese<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+maggiore sviluppo la borghesia, che reclutò i suoi
+membri più potenti nella classe dei gabellotti; ma
+in Sicilia generalmente questa borghesia non rappresentò
+un elemento antagonistico dell&#8217;aristocrazia,
+e invece&mdash;priva delle alte idealità e delle
+benemerenze di quell&#8217;altra borghesia che illustrò
+le rivoluzioni medioevali nel settentrione e nel
+centro d&#8217;Italia, e la grande rivoluzione del 1789&mdash;essa
+pose ogni studio nell&#8217;imparentarsi coll&#8217;aristocrazia,
+nel rendersi degna della sua stima e della
+sua considerazione: in fondo la borghesia terriera siciliana
+si rivelò una specie di sorella minore dell&#8217;aristocrazia,
+e l&#8217;una e l&#8217;altra gareggiarono nell&#8217;opprimere
+le classi inferiori.</p>
+
+<p>Quali furono e quali sono intellettualmente e
+moralmente i rappresentanti dell&#8217;aristocrazia e della
+borghesia, che costituiscono in complesso le <i>classi
+dirigenti</i> della Sicilia? È presto detto e bisogna
+dirlo colle parole di chi non può essere sospettato
+di livore o di odio partigiano contro di esse:
+perciò ricorro all&#8217;autorità dell&#8217;on. Marchese Di Sangiuliano&mdash;che
+delle <i>classi dirigenti</i> siciliane può
+dirsi attualmente uno dei più autorevoli rampolli.&mdash;Egli
+si riferisce a quelle di <a name="tn92" id="tn92"></a><span class="correction">oggidì</span>, che sono certamente
+migliori, sotto l&#8217;aspetto intellettuale, almeno,
+di quelle di una volta<a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23"></a><a href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>Secondo l&#8217;on. deputato di Catania, adunque, le
+<i>classi dirigenti</i> «non si sa se vogliano la guerra<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>
+risolutiva o la politica di raccoglimento colle economie
+e col disarmo, se aspirino ad ordini politici
+reputati a torto più liberi, o ad un più vigoroso
+intervento d&#8217;un alto potere, se invochino una
+politica doganale più protezionista o più liberista,
+se desiderino un&#8217;azione più inframmettente ed
+attiva dello Stato o una maggiore autonomia locale
+e scioltezza d&#8217;iniziativa individuale; si sa
+solo che dello stato odierno delle cose i più non
+sono contenti, che molti credono o dicono che i
+beneficî dell&#8217;unità italiana, dell&#8217;indipendenza e
+della libertà costino troppo gravi ed insopportabili
+sagrifizî, che nel cuore di molti il sentimento
+nazionale, è sensibilmente raffreddato, che la
+fiamma della patriottica abnegazione è affievolita
+e il culto dei più nobili ideali politici e civili cede
+il posto alla cura esclusiva del proprio interesse
+materiale... E, sopratutto di fronte all&#8217;agitazione
+dei <i>Fasci</i>, privi di fiducia nella libertà, nella politica
+conciliativa, nei provvedimenti sociali ed
+economici, non veggono altra ancora di salute che
+nel rigore della repressione, nel potere arbitrario
+del governo o de&#8217; suoi funzionari, nella limitazione,
+non solo temporanea, ma duratura, delle garanzie
+che tutelano la libertà personale dei cittadini, e
+quella non meno preziosa e benefica, della stampa
+periodica.... Queste classi infine diconsi <i>dirigenti</i>
+sovente come.... <i>lucus a non lucendo</i>!»</p>
+
+<p>Queste parole in bocca di un altro potrebbero
+sembrare calunniose; ma non in quella di colui, che
+scriveva le <i>Condizioni presenti della Sicilia</i>. Al qual
+libro, dopo alcuni mesi della sua pubblicazione, non
+si deve fare che una modificazione, poichè dopo<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+la riunione dei <i>grandi proprietarî</i> nella Sala Ragona
+di Palermo si sa bene che cosa vogliono le <i>classi
+dirigenti</i>: la difesa della grande proprietà e la reazione.</p>
+
+<div class="sidenote">I SIGNORI</div>
+
+<p>La severità dell&#8217;on. Di San Giuliano, che vive
+nella politica ed è un avversario, in pratica, dei
+socialisti, non viene uguagliata che da quella di un
+altro conservatore, che vive appartato dalle lotte
+della politica e dedito all&#8217;insegnamento e agli studî
+agronomici: alludo al Prof. Basile di Messina. Egli
+nel libro: <i>I catasti d&#8217;Italia</i> (Messina 1880) mostrò il
+più grande disprezzo per «i <i>signori</i> che sono ricchi
+perchè esigono affitti dal territorio di mezza provincia;
+che stimano una villania pensare a coltivare
+le terre: che non intendono impazzare a far conteggi
+con zotici castaldi; che neppure conoscono
+la forma e la estensione dei loro latifondi affidati
+ai capricci dei procuratori; che sciupano tutte le
+loro entrate negli alberghi di Parigi, di Londra,
+della Svizzera, ai giuochi di azzardo di Wiesbaden.»</p>
+
+<p>Siccome quest&#8217;ultimo giudizio particolarmente potrebbe
+applicarsi alla classe aristocratica, il quadro
+può completarsi collo schizzo assai sintetico che il
+Sonnino fece della borghesia «non numerosa, e in
+Sicilia, come da per tutto, <i>avida di guadagno e imitatrice
+della classe aristocratica soltanto nelle sue
+stolte vanità e nella sua smania di prepotenza</i>!»</p>
+
+<div class="sidenote">LORO SENTIMENTI VERSO LE CLASSI INFERIORI</div>
+
+<p>Come trattino le classi inferiori queste <i>classi dirigenti</i>
+si può immaginarlo: «L&#8217;operaio e il contadino&mdash;dice
+l&#8217;Alongi&mdash;sono secondo il <i>gabellotto</i> e
+poteva dire secondo il borghese e l&#8217;aristocratico,
+una <i>specie di animale inferiore</i> spesso trattato<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+peggio del suo cavallo da coscia. Egli non può
+capire, per esempio, perchè i funzionarî di oggi
+debbano occuparsi delle violenze gravi, che un
+<i>galantuomo</i> fa ad un servo.... Tanto meno poi
+riesce a comprendere che anche un miserabile ha
+diritto a giustizia, a godere del porto d&#8217;armi, e
+ad altri privilegi, un tempo riservati solo ai <i>galantuomini</i>.
+Quel che più li urta è poi la insistenza
+con cui giudici e funzionarî vogliono sapere da
+loro certe cose intorno ai reati di fresco successi,
+quasicchè un galantuomo debba essere citato a
+dir quel che sa come qualunque altro;&mdash;e ve n&#8217;è
+poi di semi-ingenui, che strabiliano nel vedere che
+un governo debba andar cercando prove e far formalità
+e spese per mandare un miserabile in galera&mdash;Ma
+che! fatelo <i>sparire</i> senza tanti complimenti!»</p>
+
+<p>Tali i sentimenti che un egregio funzionario di
+Pubblica Sicurezza, siciliano, che ha occupato ed occupa
+posti di fiducia, ha attribuito alle <i>classi dirigenti</i>
+verso le classi inferiori! E pur troppo egli non
+ha esagerato le tinte; il quadro anzi verrà completato
+aggiungendo che le <i>dirigenti</i> sono anche dotate
+di alterigia, di albagia, eredità spagnuola, che
+spesso le fa cadere nel ridicolo, perchè scompagnata
+da una qualsiasi delle condizioni che possono
+incutere rispetto. E lo spagnolismo grottesco,
+in generale arriva al punto che un <i>galantuomo</i>
+crederebbe di degradarsi andando a bere un bicchiere
+di vino in una osteria&mdash;perchè è frequentata
+dalle classi inferiori&mdash;o anche solo stringendo la mano
+ad un lavoratore!</p>
+
+<p>Quanta cura le <i>classi dirigenti</i> della Sicilia si siano<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+presa delle misere condizioni dei lavoratori, in questi
+momenti in cui dappertutto altrove o per filantropia
+per calcolo si fanno inchieste e si votano leggi
+a loro favore, ci vuol poco a comprenderlo una volta
+che si conoscono le belle doti del loro intelletto e
+del loro cuore....</p>
+
+<div class="sidenote">EGOISMO E CECITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>Il Taine dipingeva la non curanza degli aristocratici
+francesi per i contadini nel secolo scorso con
+questi pochi tratti: «Non facendo niente per la terra,
+come sarebbero capaci di fare qualche cosa per
+gli uomini? D&#8217;altronde sanno essi cos&#8217;è la fame?
+Quale fra di loro ha esperienza delle cose campestri?
+E come potrebbero rappresentarsi la miseria
+del povero? Per poter far questo essi sono
+troppo lontani da lui, troppo estranei alla sua vita.
+Il ritratto che essi si fanno di lui è immaginario;
+mai è stato più falsamente rappresentato il contadino.»
+(<i>L&#8217;Ancien régime</i> p. 65).</p>
+
+<p>Altrettanto e peggio si deve affermare del modo
+di giudicare delle <i>classi dirigenti</i> siciliane rispetto
+ai bisogni dei lavoratori e a&#8217; rimedi contro le ingiustizie
+alle quali soggiacciono.</p>
+
+<p>La <i>Inchiesta agraria</i> ne fa fede: essa somministra
+il documento autentico del loro egoismo e della loro
+cecità. Tra i Comuni e i privati interrogati, pochissimi
+si preoccuparono della triste condizione dei
+lavoratori e la maggior parte invocarono invece
+provvedimenti favorevoli ai proprietarî, inutili e
+superflui al proletariato agricolo. E la prova di egoismo
+hanno ripetuto ora nella riunione ricordata
+dei <i>grandi proprietarî</i> della Sala Ragona nella quale
+non seppero occuparsi che dei propri esclusivi interessi:
+all&#8217;indomani dei tumulti e degli incendi
+del Dicembre 1893 e del Gennaio 1894!</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23"></a><a href="#FNanchor_23_23"><span class="label">[23]</span></a> Il Senatore Zini chiamò la Baronia siciliana <i>superba ed
+ignava, non ultima cagione del pervertimento morale</i> onde
+volentieri si getta il carico sul mal governo dei Borboni. (<i>Dei
+Criterî e dei modi di governo nel regno d&#8217;Italia.</i> Bologna 1876).</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.<br /><br />
+
+I PARTITI IN LOTTA E LE AMMINISTRAZIONI DEI CORPI LOCALI</h2>
+
+
+<p>Le <i>classi dirigenti</i> in Sicilia non sono ancora feudali
+soltanto pel disprezzo che ostentano verso
+gl&#8217;inferiori, e per le ingiustizie che fanno loro subire;
+ma esse si conservano tuttavia medioevali
+pure nelle loro divisioni in partiti, pel modo come
+intendono e praticano le lotte, e come amministrano
+comuni e provincie che cadono sotto le loro unghie.</p>
+
+<p>Anche su questo doloroso argomento nulla si può
+dire di nuovo; ma ciò che è stato detto e scritto
+molti anni or sono è stretto dovere riprodurre, perchè
+meglio che ogni altro dato giova a spiegare la
+genesi degli ultimi fatti luttuosi.</p>
+
+<p>Il Bonfadini nel 1876 constatò «la sopravvivenza,
+in molti paesi, di quelle lotte e di quegli
+odî di famiglia che funestarono la società del
+medio-evo; chè non è giusto, come taluni fanno
+per preconcetti politici o contro la evidenza storica,
+l&#8217;asserire che le guerre civili furono un malanno
+peculiare dei nostri comuni medio-evali...»<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">I PARTITI E IL PREPOTERE PRIVATO</div>
+
+<p>Ed è altrettanto esplicito il Generale Corsi che
+osserva «essere tradizionale, <i>ab antico</i>, vivissimo in
+questo corpo sociale così composto, o per dir meglio,
+così mal composto, il parteggiare... E può
+darsi benissimo, che i partiti siano della stessa
+fede politica gli uni e gli altri o indifferenti del
+pari. Nel fondo però di quelle gare vi son talvolta
+antichi rancori di famiglia e allora tanto più facilmente
+le elezioni amministrative e politiche
+diventano un <i>caso di Sciacca</i>.» Così a pag. 280,
+mentre a pag. 332, dopo avere descritto l&#8217;intervento
+dei <i>Fasci</i> in queste gare, giustamente afferma che
+in molti paesi si fece un vero <i>imbroglio</i> tra Municipio,
+partiti e <i>Fasci</i>.</p>
+
+<p>Chi non sa adesso che questi <i>odî</i> e queste <i>lotte</i>
+tra le famiglie più potenti di un comune hanno
+sopratutto contribuito alla organizzazione di Fasci
+che non avevano neppur l&#8217;ombra dell&#8217;idealità socialista,
+ma che dovevano servire agli interessi e
+alle passioni di un capo parte, e che aizzarono i
+contadini ed eccitarono ai tumulti?</p>
+
+<p>In qual modo, poi, e con che mezzi questi partiti
+a base di odî e di lotte tra famiglie, esercitano
+il potere e l&#8217;influenza è anche noto.</p>
+
+<p>L&#8217;on. Franchetti scrisse: «nella capitale dell&#8217;Isola
+e nei suoi contorni domina maggiore <i>prepotenza
+privata</i>, per effetto del maggiore concorso colà di
+membri delle clientele dominanti (<i>Le condizioni politiche
+e amministrative della Sicilia nel 1876</i>); clientele,
+soggiunse il Turiello, usate a riconoscere più
+spesso dov&#8217;è più folta la popolazione, nel <i>prepotere</i>
+privato, un diritto che non è poi impedito da alcuna<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+autorità sociale più forte della loro volontà.
+(<i>Governo e governati.</i> Vol. 1. p. 79.)»</p>
+
+<div class="sidenote">LE OLIGARCHIE</div>
+
+<p>E l&#8217;Alongi rincalzò:</p>
+
+<p>«Ne&#8217; piccoli e medî comuni, ci sono gruppi di preti,
+professionisti, operai, dati a questo e a quel signore.
+E i partiti non sono formati che da questi nuclei
+aderenti a un paio di signorotti sempre nemici per
+antichi odî, o per spirito di supremazia, o per libidine
+di potere e di prepotere su tutti, e specialmente
+sul bilancio comunale.</p>
+
+<p>«Le oligarchie organizzate, sono, è vero, meno
+violenti e feroci di quelle da cui direttamente promanano
+(le feudali) ma sin dove possono giungere,
+ne hanno l&#8217;audacia e le pretese.</p>
+
+<p>«E per sostenersi ricorrono a tutti i mezzi.</p>
+
+<p>«Della legge e della legalità hanno un concetto
+esclusivamente unilaterale; le riconoscono e vi ricorrono
+solo in quanto sanzionano il loro potere;
+per tutto il resto, o non esistono, o si possono violare
+impunemente.»</p>
+
+<p>I maggiorenti, divisi ed organizzati in partiti che
+non hanno ragione politica, ma bensì di astî e rancori
+personali, sono pienamente d&#8217;accordo;&mdash;presso
+a poco come Carlo V. e Francesco I. che volevano
+entrambi la stessa cosa: il ducato di Milano&mdash;onde
+alternandosi al potere, si imitano, si ripetono e nei
+procedimenti, e nei criteri amministrativi e nelle
+vendette sui vinti avversarî, e nell&#8217;imporre sempre
+le spese ad essi ed ai lavoratori in generale.</p>
+
+<div class="sidenote">SOPRAFFAZIONE DI CLASSE</div>
+
+<p>Le amministrazioni comunali e provinciali d&#8217;Italia
+e particolarmente della Sicilia somministrano le
+prove più evidenti della sopraffazione di una classe
+a danno di un&#8217;altra, dei favoritismi, delle camorre,<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+delle opere irrisoriamente dette pubbliche, ma che
+servono a benefizio di pochi, delle imposte fatte pagare
+di preferenza ai contribuenti appartenenti al partito
+vinto, delle imposte che gravano maggiormente
+sui consumi necessarî e sulle classi meno agiate e il
+cui prodotto serve per il teatro, per i ginnasî, per
+le passeggiate, per i giardini pubblici, per tutto ciò
+che diverte o giova ai ricchi o ai meno disagiati.</p>
+
+<p>Di queste spese e di queste imposte mi sono lungamente
+occupato in un libro pubblicato nel 1882<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24"></a><a href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a>
+alla vigilia delle elezioni politiche generali; e pur
+troppo le critiche aspre enunziate allora a carico
+delle amministrazioni municipali si dovrebbero oggi
+inasprire di più; e pur troppo le riforme invocate
+allora sono tuttavia un desiderio!</p>
+
+<p>Allora deplorai che Palermo e Messina discutessero
+invano per provvedersi dell&#8217;elemento più indispensabile
+alla vita, l&#8217;acqua; deplorai che si spendessero
+milioni e milioni per un Teatro Massimo,
+che difficilmente,&mdash;se si riuscirà a compirlo&mdash;si
+potrà riempire di spettatori; deplorai, che si spendesse
+poco e male per la istruzione popolare; deplorai
+che si spendesse poco e male per tutti gli
+istituti pii, che servono pei poveri e per gli inabili
+al lavoro; deplorai che si rubasse nello spendere e
+che si qualificassero come opere pubbliche quelle che
+sono di semplice interesse privato; deplorai infine che
+il dazio di consumo, il focatico e la tassa sugli animali
+costituissero la principale risorsa economica dei Comuni;
+e deplorai che la tutela esercitata dal governo<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+riuscisse impotente ad impedire il male ed efficace,
+invece, per aggravarlo, pur di servire al capriccio,
+al comodo dei beniamini, dei protetti, dei grandi
+elettori, dei deputati.</p>
+
+<p>Dopo pochi anni si levò la voce dell&#8217;Alongi che
+la vita locale conosce anche perchè è stato più volte
+Regio <a name="tn101" id="tn101"></a><span class="correction">Commissario</span> straordinario presso diversi municipî:</p>
+
+<p>«Si profondono favori,&mdash;egli dice&mdash;impieghi, esenzioni
+di tasse e protezioni d&#8217;ogni portata agli aderenti
+e si fa l&#8217;opposto con gli avversarî, contro ai
+quali: persecuzione continua, evidente, spesso sfacciata
+e feroce, fino al delitto, fino all&#8217;omicidio. E si
+pretende che i funzionarî del governo seguano questo
+indirizzo.</p>
+
+<p>«Tranne poche e lodevoli eccezioni, nei comuni
+dominano la incompetenza e la prepotenza più goffe
+e sfrenate che per contraccolpo vi producono la paura,
+la sofferenza, i rancori sordi delle masse.</p>
+
+<p>«L&#8217;ufficio di Sindaco, nei piccoli comuni, è sfuggito
+dai buoni perchè arduo e pericoloso; è ricercato
+avidamente dai tristi cui offre risorse illecite
+ma sfuggenti al Codice Penale, e voluttà di comando
+e di prepotenze che fanno rivivere Don Rodrigo
+senza il blasone.</p>
+
+<p>«A che si riducano, con questo sistema i servizi
+amministrativi è facile immaginarlo...»</p>
+
+<div class="sidenote">LA PREPOTENZA LEGALIZZATA</div>
+
+<p>Nei municipî la prepotenza di classe dai vampiri
+borghesi o aristocratici è stata esercitata in modo
+classico, ripetendo incoscientemente&mdash;perchè i più
+non conoscono la storia di Inghilterra, nè hanno
+letto Carlo Marx&mdash;i procedimenti prevalsi alcuni secoli
+or sono al di là della Manica diretti a usurpare<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+la cosa pubblica, che in Sicilia particolarmente
+era la cosa del proletariato agricolo. Qui infatti, i
+<i>galantuomini</i> con costanza sorprendente, da <i>gabellotti</i>,
+da limitrofi, da amministratori hanno usurpato i demanî
+comunali, la proprietà collettiva degli abitanti
+poveri del Comune.</p>
+
+<div class="sidenote">LE USURPAZIONI DEI DEMANII</div>
+
+<p>E le usurpazioni sfacciate e impunite&mdash;ciò che
+stabilisce la responsabilità e la complicità del governo
+nel reato&mdash;hanno, ad esempio, una illustrazione
+in tribunale col ricorso dei comunisti di Alcari
+li Fusi, fraudolentemente spogliati dei proprî
+beni, ed ebbero un epilogo tragico a Caltavuturo
+dove furono assassinati dei poveri contadini perchè&mdash;ingenui!&mdash;vollero
+esercitare un diritto, zappando&mdash;niente
+altro che zappando!&mdash;la terra che a loro
+appartiene.</p>
+
+<p>Oh! Italiani, che vi siete santamente indignati per
+l&#8217;assoluzione di Angoulême, quando v&#8217;indignerete per
+il massacro di Caltavuturo, che costituisce l&#8217;episodio
+più scellerato della vita politica italiana, ch&#8217;è rimasto
+impunito e pel quale non un solo accusato venne
+trasportato sullo sgabello della Corte di Assise? In
+Francia almeno ci fu un processo, ci furono degli
+accusati, ci fu un Pubblico Ministero severo e imparziale
+che fece di tutto per farli condannare, ci furono
+dei gendarmi che deposero il vero: ma in Italia?</p>
+
+<p>Però le usurpazioni dei demanî comunali, e la
+vendita e i censimenti fraudolenti delle terre patrimoniali
+nè possono essere consumati dappertutto,&mdash;perchè
+in Sicilia non tutti i Comuni posseggono demani
+comunali e beni patrimoniali&mdash;nè possono ripetersi
+ogni giorno perchè la materia che fornisce
+occasione al reato, a danno del popolo, si esaurisce.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+Ci sono, però, altri modi di nuocere al popolo, quotidianamente,
+perennemente, e che riescono perciò
+causa più frequente di odî e di risentimenti: questi
+modi vengono rappresentati dalle imposte e dalle
+spese.</p>
+
+<div class="sidenote">COME SI SPENDE IL DENARO PUBBLICO</div>
+
+<p>Si deve premettere, per essere imparziali, che
+oggi come oggi i municipi di Sicilia sono agli sgoccioli
+in quanto a <i>spese facoltative</i>, ridotte in molti
+luoghi a qualche migliaio di lire per la musica
+o per la Chiesa, e che le imposte servono per le
+<i>spese obbligatorie</i>. Molte delle spese della prima categoria,
+però, vennero fatte in altri tempi per mezzo
+di debiti, che ora pesano sui municipî, e fatte talora
+per mettersi, almeno nella parte esteriore e
+che rappresenta la vernice, a livello delle città più
+colte del continente. Lo spagnolismo impera nei comuni
+come sugli individui e li ha spinti ad un più
+elevato tenore di vita sproporzionato alle risorse.</p>
+
+<p>E perchè riguardano il prepotere&mdash;veramente
+feudale in quanto alla natura delle spese&mdash;ricorderò
+questi casi:</p>
+
+<p>Nella provincia di Caltanissetta si costruì a spese
+della provincia una strada a totale benefizio di un
+barone che dominava nel Consiglio provinciale.</p>
+
+<p>In Agira, a spese del Comune, si costruì altra
+strada del costo di oltre 200,000 lire che giovava principalmente
+ad un ricco signore&mdash;nel resto onesto
+cittadino&mdash;che spadroneggiava nel Municipio.<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25"></a><a href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p>
+<p>Così altrove. In quanto alla <i>onestà</i> nello spendere
+e nel costruire me ne rimetto al severo giudizio
+della <i>relazione</i> Bonfadini sulle strade provinciali
+di Caltanissetta e di Girgenti. Del resto ci vorrebbe
+un volume per notare e descrivere tutte queste
+spese pazze e disoneste, che gli amministratori
+locali possono tentare di giustificare soltanto coll&#8217;esclamare:
+<i>abbiamo imitato lo Stato</i>.</p>
+
+<p>Purtroppo!</p>
+
+<p>Ciò che il Sonnino e il Franchetti e il Bonfadini&mdash;cito
+di proposito persone non sospettate di radicalismo
+o di socialismo&mdash;osservarono sulle amministrazioni
+comunali, dovettero constatarlo anche
+nelle amministrazioni delle opere pie.<a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26"></a><a href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LE IMPOSTE MEZZO DI SFRUTTAMENTO</div>
+
+<p>Nel giudizio sulle imposte, come mezzo di iniquo
+sfruttamento di classe, lascio la parola all&#8217;on. Sonnino,
+di me assai più autorevole:</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ARBITRIO NELL&#8217;IMPORRE</div>
+
+<p>«Quanto al modo in cui la classe dei <i>galantuomini</i>
+si vale delle amministrazioni comunali a suo<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+profitto, ed a danno della classe dei contadini, basterebbe
+esaminare Comune per Comune i ruoli delle
+imposte per averne qualche idea. Così noi troveremo
+generalmente imposta in modo gravissimo la
+tassa sulle bestie da tiro e da soma, ossia principalmente
+sui muli e sui cavalli, che sono la proprietà
+maggiore dei contadini; e invece raramente
+e in proporzioni minime la tassa vera sul bestiame,
+ossia sulle vacche e sui bovi, perchè questi sono
+posseduti dai proprietarî. Il contadino paga in moltissimi
+luoghi fino a 8 lire per mulo, o 5 lire per
+un asino, e il proprietario e il gabellotto non pagano
+nulla, o relativamente pochissimo, per centinaia
+di vacche o di bovi.»</p>
+
+<p>Il Cavalieri, che fu compagno di viaggio di Sonnino
+e di Franchetti nel 1875, si è occupato adesso
+della quistione siciliana; epperò ha dovuto confermare
+quanto avevano scritto i primi molti anni or
+sono e aggiungere fatti nuovi e opportune considerazioni,
+che meritano di essere riportati.</p>
+
+<p>«Le tasse sugli animali da tiro, da sella e da
+soma e quelle pel bestiame danno luogo a sfruttamenti
+del contadino: e in generale si aggrava la
+prima, la quale colpisce gli animali, che gli rendono
+un servizio e si attenua la seconda, che colpisce
+il bestiame come capitale.<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27"></a><a href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a></p>
+
+<p>«È più che verosimile, che sindaci e consiglieri
+nel compilare i ruoli delle varie tasse favoriscono i<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+loro amici e gravano la mano sugli avversarî e sui
+poveri.»</p>
+
+<p>«Osservazioni simili si devono fare per la tassa
+fuocatico....»</p>
+
+<p>«Ma a far più completa la dimostrazione dello
+stato delle cose, ecco un altro documento meno conosciuto,
+ma altrettanto grave. Il Fascio di Campobello
+di Licata ricorse di recente al Consiglio
+provinciale di Girgenti perchè quel Consiglio comunale,
+per creare un corpo di 21 guardie campestri,
+istituì una tassa sui proprietarî sulla base di
+lire 8 per ogni salma di terra, ma <i>colla clausola che
+sarebbero tassati solo i proprietari, che possedono sino
+a sei salme</i>.</p>
+
+<p>«S&#8217;intende che nessuno dei consiglieri comunali è
+in questa categoria....</p>
+
+<p>«Il ricorso avrà certo buon esito, ma la cosa è
+tanto enorme che si stenta a comprendere come
+ci sia stato il bisogno di produrlo: però non da
+chi, già nel 1876, in Santa Margherita&mdash;nella
+stessa provincia di Girgenti&mdash;ebbe a constatare che
+da anni si riscuoteva colla tolleranza degli ufficiali
+del governo una seconda imposta a benefizio del
+Comune: l&#8217;imposta governativa si riscuoteva col
+contatore meccanico e quella comunale si riscuoteva
+col sistema borbonico e cioè con altrettante
+bollette che un apposito ufficio rilasciava a chi voleva
+macinare, senza delle quali il mugnaio non
+avrebbe potuto prestarsi sotto pena di una contravvenzione!»
+(<i>I fasci dei lavoratori</i>, p. 29 a 32).</p>
+
+<div class="sidenote">IL DAZIO DI CONSUMO</div>
+
+<div class="sidenote">SI OLTREPASSANO I LIMITI LEGALI</div>
+
+<p>In quanto al Dazio di consumo quasi tutti i Comuni
+chiusi, almeno i principali (compresi quelli
+amministrati dai democratici) hanno sorpassato i limiti<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+legali del sovrimporre. E perchè su questo vitale
+argomento le sentimentalità non prendano il
+sopravvento,&mdash;o meglio non si abbia il sospetto
+che lo prendano,&mdash;giova riprodurre alcune cifre
+comparative per i bilanci del 1889, sulla proporzione
+della sovrimposta fondiaria e del dazio di consumo
+comunale in poche regioni d&#8217;Italia, che hanno
+presso a poco la stessa popolazione della Sicilia.</p>
+
+<table summary="dazio">
+<tr>
+<th class="bbox">&#160;</th>
+<th class="bbox">POPOLAZIONE</th>
+<th class="bbox">DAZIO<br /> CONSUMO<br /> COMUNALE</th>
+<th class="bbox">QUOTA<br /> PER<br /> ABITANTE</th>
+<th class="bbox">SOVRIMPOSTA<br /> FONDIARIA</th>
+<th class="bbox">QUOTA<br /> PER<br /> ABITANTE</th>
+</tr>
+<tr>
+<td class="bl">Piemonte</td>
+<td class="right bl">3,234,490</td>
+<td class="right bl">12,008,218</td>
+<td class="right bl">3,71</td>
+<td class="right bl">13,043,802</td>
+<td class="right bl br">4,03</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="bl">Lombardia</td>
+<td class="right bl">3,906,959</td>
+<td class="right bl">12,771,218</td>
+<td class="right bl">3,27</td>
+<td class="right bl">20,902,919</td>
+<td class="right bl br">5,35</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="bl">Veneto</td>
+<td class="right bl">2,985,164</td>
+<td class="right bl">7,209,917</td>
+<td class="right bl">2,42</td>
+<td class="right bl">16,264,792</td>
+<td class="right bl br">5,45</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="bl">Sicilia</td>
+<td class="right bl">3,285,474</td>
+<td class="right bl">22,218,045</td>
+<td class="right bl"><b>6,76</b></td>
+<td class="right bl">5,350,478</td>
+<td class="right bl br"><b>1,63</b></td>
+</tr>
+</table>
+
+<p>Io non commenterò queste cifre eloquenti e mi
+limiterò a riprodurre un&#8217;altra breve comparazione
+fatta dal professore Maffeo Pantaleoni, e lascerò che
+i commenti li faccia una pregiata rivista che combatte
+il socialismo con tutte le sue forze.</p>
+
+<p>Le cifre comparative sono queste:</p>
+
+<table summary="comparazione">
+<tr>
+<td class="center smcap" colspan="4">
+Quota per abitante della</td>
+</tr>
+<tr>
+<td class="center" colspan="2">
+<i>Ricchezza</i></td>
+<td class="center"><i>Dazio di consumo</i></td>
+<td class="center"><i>Sovrimposta fon.</i></td>
+</tr>
+<tr>
+<td>Sicilia</td>
+<td class="right">1,471</td>
+<td class="right">6,76</td>
+<td class="right">1,63</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Piemonte</td>
+<td class="right">2,746</td>
+<td class="right">3,71</td>
+<td class="right">4,03</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Lombardia</td>
+<td class="right">2,400</td>
+<td class="right">3,27</td>
+<td class="right">5,35</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+Veneto</td>
+<td class="right">1,935</td>
+<td class="right">2,42</td>
+<td class="right">5,45</td>
+</tr>
+</table>
+
+<p>Ed ecco i commenti:</p>
+
+<div class="sidenote">PARAGONI ELOQUENTI</div>
+
+<p>«Va notato che i dati della ricchezza per abitante
+per regione si riferiscono ad un quinquennio
+(1884-1889) di eccezionale prosperità, sopratutto in
+Sicilia.&mdash;La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza
+proporzionalmente più che sulle regioni del nord,
+per effetto della politica economica più specialmente
+lesiva del Mezzogiorno.&mdash;Ma pure restando per larghezza
+di concessione ai dati del Pantaleoni, il dazio
+consumo in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte,
+mentre la ricchezza ne è la metà, ed esercita
+nell&#8217;isola una pressione tributaria almeno <i>quattro
+volte</i> maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un
+limite poco inferiore a quello che potrebbe ancora
+raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre
+le altre imposte (valore locativo, tassa famiglia,
+bestiame, vetture e domestici) sono già in <i>cifra assoluta</i>
+per abitante più gravose pel contribuente siciliano.
+Questi dati permettono due considerazioni:
+1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia
+esercita una pressione maggiore che nel continente;
+2º che la ripartizione del carico tributario locale è
+fatta tutta a danno dei contribuenti che pagano imposte
+indirette» cioè, dei lavoratori! (<i>L&#8217;insurrezione
+Siciliana</i>, nel <i>Giornale degli Economisti</i>, Febbrajo 1894).</p>
+
+<p>Su questo proposito, infine, c&#8217;è la testimonianza
+più decisiva, e più autorevole, più recente: quella
+del Generale Corsi, che giudica «veramente gravissime
+le imposte nella massima parte dei Comuni,
+specialmente sui generi di prima <a name="tn108" id="tn108"></a><span class="correction">necessità</span>, sulle
+farine sopratutto, e <i>ripartite in modo così ingiusto,
+così empio, che pesavano molto più sul povero che sul
+ricco</i>. E molti comuni sprecavano denaro in ispese
+di nessuna o problematica utilità pubblica, a vantaggio
+dei signori, a beneficio dei bene affetti e
+fautori della fazione predominante... (p. 369).»</p>
+
+<p>La gravità di questi dati e delle accuse che essi<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+autorizzano a muovere contro le <i>classi dirigenti</i>, le
+quali spadroneggiano nei municipî, preoccupò i <i>grandi
+proprietarî</i> della sala Ragona; i quali cercarono di
+difendersi, osservando che «il fenomeno doloroso dell&#8217;altissima
+quota di dazio di consumo comunale
+che si paga in Sicilia è determinato dal fatto che
+la classe rurale siciliana risiede nelle città e borgate
+soggiacenti al dazio di consumo, mentre nelle
+altre regioni d&#8217;Italia vive disseminata nelle campagne.»</p>
+
+<div class="sidenote">LA SPEREQUAZIONE TRA LE IMPOSTE</div>
+
+<p>La giustificazione in parte è accettabile; e si può
+dire eziandio, che la legge stessa sui tributi locali
+favorisce la proprietà fondiaria cogli ostacoli, che
+mette alla facoltà di sovraimporre; ma rimane sempre,&mdash;a
+spiegare il largo e giusto risentimento dei
+proletarî,&mdash;il fatto stesso della esistente sperequazione
+tra imposte dirette e indirette, a danno loro, (e
+che essi ignari di leggi e di demografia non riescono
+a giustificare), non che la circostanza che colle stesse
+leggi e cogli stessi ostacoli a sovrimporre sulla imposta
+fondiaria in Piemonte, in Lombardia e nel
+Veneto i proprietarî riescono a pagare tre e quattro
+volte di più che in Sicilia. È innegabilmente maggiore
+l&#8217;equità tributaria nell&#8217;Alta Italia, che in Sicilia
+e in molte altre contrade del mezzogiorno, e
+specialmente nella Campania.</p>
+
+<p>Questa iniquità nella distribuzione e nella qualità
+dei tributi ebbe a deplorarsi vivamente sotto
+<i>l&#8217;Ancien régime</i> in Francia, dove produsse gli stessi
+effetti che in Sicilia. In un vecchio opuscolo intitolato:
+<i>Abrégé de l&#8217;histoire des taxes en France</i> pubblicato
+nel 1694 sotto il regno di Luigi XIV si parla
+e dei <i>favori accordati agli amici</i> nella applicazione<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+della <i>taglia</i>, e delle ingiustizie che si commettevano
+a danno dell&#8217;ingegno e del lavoro ed a benefizio
+della proprietà e del capitale. Nella <i>Decima regale</i>
+del grande Vauban vengono illustrati gli stessi favori
+e le stesse ingiustizie che tanto contribuirono
+più tardi a fare sollevare un popolo, che era stato
+ritenuto <i>taillable et corveable à la merci</i> dei signori!</p>
+
+<div class="sidenote">CHE OSSERVATORI PROFONDI!</div>
+
+<p>I disgraziati difensori del governo e i disonesti giudici
+dei moti siciliani del 1893 e 1894 hanno osservato:
+«o perchè le minoranze e i lavoratori non si
+agitavano, non esercitavano i loro diritti, non reagivano
+nelle vie legali contro le prepotenze e le iniquità
+delle amministrazioni locali?»</p>
+
+<p>Non lo potevano: la frode, la corruzione, la violenza
+nella compilazione delle liste, nelle votazioni,
+in tutto, assicuravano il trionfo di chi sapeva asservirsi
+al governo o al deputato, i quali ogni loro opera
+spendevano a proteggere i vincitori, che spesso
+erano la minoranza reale. Il voto e la <i>legalità</i> da
+trent&#8217;anni si chiariscono impotenti a ottenere qualcosa,
+a correggere.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24"></a><a href="#FNanchor_24_24"><span class="label">[24]</span></a> N. Colajanni: <i>Le istituzioni municipali.</i> Un vol. di 334
+pag. L. 3&mdash;presso <span class="smcap">Remo Sandron</span>&mdash;Palermo.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25"></a><a href="#FNanchor_25_25"><span class="label">[25]</span></a> Valguarnera, dove avvennero incendî e rapine, si rovinò
+colla costruzione di una strada intercomunale con Raddusa,
+che costò L. 250,000. Essa paga al solo governo L. 36,000
+per abbonamento al dazio consumo e non conta che diecimila
+abitanti.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26"></a><a href="#FNanchor_26_26"><span class="label">[26]</span></a> Il Sonnino a p. 188 del suo libro, in una nota, parla di
+una fondazione pia del principe di Castelnuovo pessimamente
+amministrata. In parte i fatti da lui esposti sono veri; ma
+è stato tratto in errore sui rimedî adoperati dal governo per
+riparare ai mali. «Ci volle un vero colpo di mano per portar
+via dalle casse del Comune,» egli dice, «sei anni addietro, i
+valori che rimanevano, per cominciare finalmente ad impiegarli
+al fine voluto dal testatore.» Il fatto è questo: il
+Prefetto di Caltanissetta, Polidori, nel 1869 fece <i>il colpo di
+mano</i>, ma fu una vera spogliazione a danno del Comune di
+Santa Caterina Villarmosa&mdash;ch&#8217;è il comune dove fu fondato
+il luogo pio&mdash;che indarno sinora ha reclamato. L&#8217;on. Sonnino
+ora ch&#8217;è ministro farebbe bene ad informarsi meglio ed
+a provvedere efficacemente.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27"></a><a href="#FNanchor_27_27"><span class="label">[27]</span></a> Su questa tassa pervennero direttamente a me alcune
+enormi notizie dalla provincia di Siracusa, che non riproduco
+dettagliatamente perchè non ebbi modo e tempo di verificarne
+l&#8217;esattezza.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.<br /><br />
+
+L&#8217;ODIO DI CLASSE</h2>
+
+
+<p>La prepotenza feudale, la iniquità sistematica in
+ogni momento ed in ogni lato della vita e della amministrazione
+comunale, che si esplicano sotto l&#8217;egida
+delle autorità governative&mdash;prefetti, delegati, carabinieri&mdash;spiegano
+più che sufficientemente come
+l&#8217;odio delle classi lavoratrici contro i <i>galantuomini</i>
+debba essere profondo e generale, e tanto più pericolosa
+la sua esplosione violenta inquanto che
+lungamente represso e non attenuato da alcuno sfogo
+nelle vie legali, a loro non consentito dalle stesse
+leggi, che del diritto elettorale hanno fatto un privilegio
+di alcune classi.</p>
+
+<div class="sidenote">VECCHIE E DOLOROSE CONSTATAZIONI</div>
+
+<p>Tutto il passato remoto e tutto il presente non
+ha fatto che generare e alimentare quest&#8217;odio dei
+lavoratori,&mdash;specialmente delle campagne, contro
+le <i>classi dirigenti</i>,&mdash;che un giorno o l&#8217;altro doveva
+esplodere.</p>
+
+<p>Si dirà: «all&#8217;indomani delle sommosse e delle rivolte
+la invocazione della preesistenza dell&#8217;<i>odio di<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+classe</i> è un comodo espediente per ispiegare, se non
+per giustificare, i moti inconsulti o criminosi.»</p>
+
+<p>Epperò giova dimostrare, che quanti si occuparono
+delle condizioni della Sicilia constatarono <i>in ogni
+tempo</i>&mdash;nei momenti di tranquillità, come in quelli
+di agitazione e di perturbamento&mdash;il doloroso fenomeno.</p>
+
+<p>Uno scrittore più volte citato, l&#8217;Alongi, parecchi
+anni or sono scriveva che per i motivi precedentemente
+esposti «il contadino diffida e vede nei funzionari
+tanti alleati dei <i>galantuomini</i>, che lo tengono
+in una grossolana e ferrea servitù economica, e ignorante,
+incretinito dalla miseria, dal lavoro improbo,
+sfugge i contatti, vede ovunque ingiustizie
+ed oppressioni, e nei provvedimenti più utili tante
+trappole per immiserirlo di più. Nasce quindi tra i
+contadini un istinto di riunirsi tra loro contro i nemici
+comuni (<i>galantuomini</i> e governo; d&#8217;onde il proverbio:
+<i>galantomu e malu passu dinni beni e stanni
+arrassu</i>), di fare una lega spontanea, inconscia contro
+di essi, opponendo una inerzia assoluta a tutti
+i movimenti del nemico personificato nel funzionario
+e quando la pazienza scappa, farsela da sè, poichè
+pel povero non c&#8217;è giustizia (dice un altro proverbio:
+<i>la furca è pri li puvureddi</i>)».</p>
+
+<p>Quest&#8217;<i>odio di classe</i> venne constatato da Sonnino,
+da Franchetti, da Bonfadini, da Damiani in varie
+epoche; ma si vogliono pareri di persone ancora più
+autorevoli e insospettabili? Eccoli.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PAROLA AI MAGISTRATI</div>
+
+<p>L&#8217;<i>odio contro i ricchi</i>, accanto alla esistenza del
+<i>latifondo</i>, viene esplicitamente denunziato dal Procuratore
+Generale Caruso, nella sua relazione innanzi
+alla Corte di Appello di Palermo sul movimento<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+della criminalità pel 1880, come la cagione
+principale dei caratteristici reati dei contadini.</p>
+
+<p>Cinque anni dopo un altro Procuratore generale,
+il De Meo, in una analoga occasione nella stessa
+Palermo osservava: «i poveri agricoltori e coloni,
+mezzadri o fittaiuoli non vedono e spesso non conoscono
+i padroni dei fondi che coltivano e ne risentono
+il peso e l&#8217;oppressione per quelli agenti intermedî
+che fattori o campieri si domandano; dai
+quali non pure sono tribolati con vessazioni, usure
+e prepotenze di ogni sorta, ma spinti a <i>disamare</i> i
+proprietarî; onde tra loro si <i>mantiene un abisso</i>
+e si forma un <i>cumulo di animosità, di rancori, di odî
+inveterati, che diventano temperamento e abito dell&#8217;animo...</i>»</p>
+
+<p>Io credo che ce ne sia abbastanza per una dimostrazione
+obbiettiva, spassionata di un vero odio
+di classe in Sicilia preesistente agli ultimi moti; odio
+di classe generato dalle cause che sono state
+esposte e che ha costituito un pericolo permanente
+per l&#8217;ordine sociale.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA DESCRIZIONE DI G. VERGA</div>
+
+<p><a name="tn113" id="tn113"></a><span class="correction">Quest&#8217;odio</span> di classe che, per quanto giustificato,
+in me produsse sempre un senso di sgomento per
+le sue possibili esplosioni, ispirò ad uno scrittore
+conservatore uno dei bozzetti suoi più indovinati e
+caratteristici, che ritraggono la vita e le passioni
+del popolo in Sicilia. G. Verga infatti tra le sue
+<i>Novelle rusticane</i> ne ha una intitolata <i>Libertà</i>, che tutta
+intera dovrebbe essere riprodotta a dimostrazione
+completa del come senza i <i>Fasci</i> e senza il socialismo,
+nell&#8217;isola potessero verificarsi fatti identici nella
+natura e più gravi negli episodî di quelli del 1893
+e 1894, ma basterà ai lettori l&#8217;esordio eloquente.<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p>
+
+<p>«Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre
+colori, suonarono le campane a stormo e cominciarono
+a gridare in piazza: «<i>Viva la libertà!</i>»</p>
+
+<p>«Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava
+e ondeggiava davanti al casino dei <i>galantuomini</i>,
+davanti al Municipio, sugli scalini della
+chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e
+le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciola.»</p>
+
+<p>«A te prima, barone! che hai fatto nerbare la
+gente dai tuoi campieri!&mdash;Innanzi a tutti gli altri
+una strega, coi vecchi capelli irti sul capo,
+armata soltanto delle unghie.&mdash;A te, prete del
+diavolo! che ci hai succhiato l&#8217;anima!&mdash;A te,
+ricco epulone, che non puoi scappare nemmeno,
+tanto sei grasso del sangue del povero!&mdash;A te,
+sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non
+aveva niente!&mdash;A te, guardaboschi! che hai venduto
+la tua carne e la carne del prossimo per due
+tarì al giorno!»</p>
+
+<p>«E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le
+falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue!&mdash;Ai
+<i>galantuomini</i>. Ai <i>cappelli</i>! Ammazza!
+ammazza! Addosso ai <i>cappelli</i>!»<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28"></a><a href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a></p>
+
+<p>L&#8217;arte non poteva meglio riassumere gli odî generati
+da secolari ingiustizie esplodenti quando al
+grido di <i>Viva la libertà!</i> gli oppressi credevano che
+fosse arrivata l&#8217;ora della vendetta e della riparazione.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28"></a><a href="#FNanchor_28_28"><span class="label">[28]</span></a> Il Verga pubblicò questa novella nella <i>Domenica letteraria</i>
+del Martini, nel Marzo 1882. Fu riprodotta nelle <i>Novelle
+rusticane</i> edite dal Casanova di Torino nel 1883.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.<br /><br />
+
+NULLA È MUTATO!</h2>
+
+
+<p>Più volte s&#8217;è già accennato al carattere di permanenza
+delle descritte condizioni della Sicilia. Ma
+nell&#8217;animo di molti potrà esser rimasto qualche avanzo
+di ottimismo, il quale avrà potuto indurlo a
+credere che i più dolorosi tra i mali da cui è afflitta
+l&#8217;isola nostra siano eredità del passato&mdash;per
+quanto prossimo&mdash;e che qualche miglioramento
+riparatore si sia ottenuto per opera del governo, o
+dei maggiorenti meglio avvisati de&#8217; pericoli a&#8217; quali
+viene esposto l&#8217;organismo sociale dal perdurare di
+condizioni di fatto divenute assolutamente anacronistiche,
+oggi, in mezzo all&#8217;Europa che, più o meno,
+s&#8217;è venuta trasformando.</p>
+
+<p>Ebbene! ogni illusione deve essere bandita, e
+bisogna confessare con vergogna, che i mutamenti
+in meglio, in rapporto alle classi lavoratrici sono
+tale povera cosa, che si possono considerare come
+non avvenuti. Ma con ciò non s&#8217;intende negare che
+negli strati superiori siano avvenute sensibili modificazioni.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;OPERA DEL GOVERNO BORBONICO</div>
+
+<p>Il Baer con equanimità assegna la parte di responsabilità
+ch&#8217;è dovuta al governo borbonico nel
+mantenimento di un regime feudale che sarebbe
+stato suo interesse far scomparire per vederlo sostituito
+da un forte ceto medio, perchè in fondo le opposizioni
+più pericolose e più continuate gli vennero
+dall&#8217;aristocrazia che voleva conservare o riprendere
+interi tutti i suoi privilegi economici e politici.
+Ma esso pur avendo mostrato la intenzione di
+abbattere le istituzioni feudali&mdash;e glielo suggeriva la
+propria convenienza&mdash;volle seguire metodi proprî,
+che riuscirono impotenti, essendo frenati e paralizzati
+tutti i buoni tentativi dal soverchio timore dello
+innalzamento della parte popolare.</p>
+
+<p>«Perciò la dinastia borbonica si chiarì impotente
+a fare il bene, debole nel pigliare ogni provvedimento
+d&#8217;interesse generale, solo violenta e perfino
+crudele ogni qualvolta temeva pel suo potere.»
+(<i>Baer</i>).</p>
+
+<p>Degli intendimenti lodevoli e dei tentativi del
+governo borbonico per mutare e migliorare rimangono
+numerosi documenti ufficiali a farne fede. Colla
+legge dell&#8217;11 ottobre 1817, coi decreti del 2 Agosto
+1818, del 20 maggio 1820 col reale rescritto del 18
+ottobre 1821, con altri decreti del 30 luglio 1823,
+del 10 febbraio 1824, coi regolamenti del 24 ottobre e
+del 22 dicembre 1825, 3 gennajo 1836 e 20 ottobre 1834,
+12 novembre 1838, si ordinarono inchieste e s&#8217;imposero
+scioglimenti di diritti promiscui, si cercò
+di dipanare l&#8217;arruffata matassa delle <i>soggiogazioni</i>,
+si tentò di porre riparo alle dilapidazioni e alle usurpazioni
+perpetrate a danno delle opere pie, si
+tentò d&#8217;infrenare l&#8217;usura; ma tutto riuscì sempre<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+vano, perchè baroni, magistrati e funzionari di ogni
+genere, stretti in mostruosa lega, resero ognora lettera
+morta leggi, regolamenti e decreti opportuni e
+benefici, ed il governo non seppe contrapporre la
+propria forza attiva alla resistenza dell&#8217;inerzia.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PERMANENZA DEL FEUDALESIMO</div>
+
+<p>Del male intanto si aveva conoscenza esatta; chè
+in un decreto del 12 ottobre 1838, all&#8217;indomani del
+viaggio di Ferdinando II in Sicilia, si legge: «le
+vaste contrade nude, deserte, mal coltivate, che
+s&#8217;incontrano in Sicilia, non ostante la loro feracità
+naturale ed il favore del clima, non potranno
+essere migliorate finchè durerà l&#8217;esistenza di più
+padroni sullo stesso fondo. Volendo accelerare la
+esecuzione delle leggi, che da <i>epoche remote hanno
+proscritta</i> la indicata condizione della proprietà,
+perniciosa a tutti ecc. ecc.» In un altro decreto
+dello stesso anno 1838 è detto che «il languire
+dell&#8217;agricoltura e della pastorizia, e la miseria d&#8217;intere
+popolazioni, debbono attribuirsi in gran parte
+<i>alla esistenza degli abusi feudali, delle promiscuità
+e delle liti degli ex-baroni coi Comuni</i>, ecc.»</p>
+
+<p>Dopo, nei momenti della peggiore reazione, nel
+1849 e nel 1852, il principe di Satriano emanò decreti
+contro l&#8217;usura, e per favorire lo spezzamento
+dei latifondi; sempre inutilmente.</p>
+
+<p>Se il governo borbonico fu impotente al bene,
+come si disse, potè colle persecuzioni politiche, coi
+favoritismi, colle protezioni far scomparire del tutto
+dagli animi la confidenza nella giustizia e far sorgere
+la <i>mafia</i>, i <i>campieri</i> e i <i>compagni d&#8217;armi</i>, che
+avevano in appalto la sicurezza pubblica delle campagne,
+e che, in generale, erano pregiudicati e briganti<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+in ritiro, che conservavano i migliori rapporti
+coi briganti in attività.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ANNESSIONE</div>
+
+<p>Lo sbarco di Marsala e la successiva liberazione
+dell&#8217;isola dal giogo borbonico avrebbero dovuto iniziare
+un&#8217;êra nuova. Alcuni sapienti decreti di Garibaldi
+lo fecero sperare; e i propositi manifestati da lui sul
+censimento dei beni ecclesiastici, se attuati, da soli
+sarebbero forse bastati a produrre un vero rinnovamento
+economico-sociale: ma si sa che ai criterî sociali
+nella distribuzione di quei beni furono sostituiti i criterî
+esclusivamente fiscali ed un&#8217;opera che avrebbe
+potuto riuscire altamente civile non fu feconda che
+di mali e di amare delusioni frammiste a qualche
+poco di utile. Lo stesso dicasi dell&#8217;editto del 19 settembre
+1861 emanato dal Luogotenente del Re in
+Sicilia, generale Pettinengo <i>relativo alle obbligazioni
+dette di semenza e soccorsi e di mercanti a massari
+per agevolare la semina e la cultura della terra</i>, inteso
+ad infrenare l&#8217;inveterata e perniciosa usura: rimase
+lettera morta.</p>
+
+<div class="sidenote">METODI E CRITERII DI GOVERNO</div>
+
+<p>E i metodi e i criterî di governo seguiti in Sicilia
+dopo l&#8217;annessione, e l&#8217;atteggiamento di molti
+uomini e giornali del continente, che li inasprirono
+produssero malintesi, risentimenti, rancori regionali
+che&mdash;accresciuti dalla malefica e affrettata unificazione
+centralizzatrice&mdash;generarono profondo malcontento
+in tutti e delusioni sconfortanti.</p>
+
+<p>Contro la verità storica, contro il buon senso,
+contro le esplicite e reiterate dichiarazioni di Garibaldi
+e dei suoi più intimi, fu offeso l&#8217;amor proprio
+degli isolani col proclamarli <i>conquistati</i> dai Mille e
+col dichiararli <i>barbari</i> per bocca del generale Govone:
+insulto a distanza di molti anni stoltamente ripetuto<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+dal generale Corvetto. E da <i>barbari</i> furono trattati, e
+si tentò d&#8217;<i>incivilirli</i> cogli stessi metodi <i>umani</i> adoperati...
+da Livraghi in Africa.</p>
+
+<p>Aspromonte e Fantina certamente non furono avvenimenti
+che poterono crescere stima al governo
+in Sicilia; ma gli animi nelle classi lavoratrici sopratutto
+si esasperarono colla introduzione della leva
+militare, «carico nuovissimo&mdash;scrive il generale
+Corsi&mdash;odioso oltre ogni dire» e colle misure odiosissime
+per arrestare i renitenti. Il militarismo allora
+col martirio del sordo-muto Cappello, coi fatti
+crudeli di Petralia ad opera del tenente Dupuy mostrò
+di che cosa poteva esser capace.<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29"></a><a href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a> Tutte le
+libertà, scrissi altra volta, furono violate replicatamente;
+ond&#8217;era generale il chiedersi: il nuovo governo
+non vale l&#8217;antico?</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p>
+<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DI FILIPPO CORDOVA</div>
+
+<p>A questo periodo precisamente si riferisce, e da
+tali avvenimenti e giudizî insani fu provocato, il
+celebre discorso pronunziato da Filippo Cordova
+nella Camera dei Deputati il 9 dicembre 1893. L&#8217;illustre
+statista siciliano allora non solo ricacciò in
+gola ai calunniatori dell&#8217;isola le loro sciocche insolenze,
+ma a coloro che ne facevano malgoverno
+indicò tutto un programma da seguire, i mali da
+rimuovere e il bene da promuovere.</p>
+
+<p>Egli tra le approvazioni insolite della <i>sinistra</i>
+disse: «Io credo che un governo, allorquando riceve
+un paese non dalla conquista, ma dalle mani della
+rivoluzione debba domandare a sè stesso <i>per quali
+bisogni questa rivoluzione si è fatta</i>, che cosa voleva
+il popolo che si è sollevato e pensare in tutti
+i modi a soddisfare questi bisogni. Questo era il
+solo modo di ristabilire l&#8217;ordine, il solo modo di
+contentare completamente le popolazioni.»</p>
+
+<div class="sidenote">RIVELAZIONI EDIFICANTI</div>
+
+<p>«.... L&#8217;azione di un governo può essere promotrice
+della prosperità futura dei popoli e riparatrice
+degli abusi che si sono introdotti per il passato;....
+e considero azione riparatrice quella che
+consiste nel rimuovere i tristi effetti delle passate
+legislazioni, dei monopoli, dei privilegi, nel distruggere
+gli abusi, che ancora possono esistervi.» E<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+l&#8217;opera del governo doveva esplicarsi, secondo l&#8217;on.
+Cordova colla riforma del regime delle acque, colla
+pubblica istruzione, colle bonifiche, colla abolizione
+delle decime<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30"></a><a href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a>, colle nuove comunicazioni, colla
+sistemazione dei demanî comunali, colla trasformazione
+delle opere pie<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31"></a><a href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a>....</p>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p>
+<p>«Questo programma era modestissimo, non ledeva
+i diritti giuritarii di privati, eppure non seppe accennare
+ad adottarlo il governo, il quale invece,
+secondo lo stesso on. Cordova, crede di potere reggersi
+colla violenza, cingendo di cordoni militari le
+città, <i>privandole dell&#8217;acqua, vietando l&#8217;uso libero dei
+diritti dei cittadini, assicurando sempre l&#8217;impunità ai
+carabinieri che commettevano reati: impunità che produceva
+reazioni</i>.» Queste le testuali parole del Cordova
+ex ministro e <i>moderato</i> di quattro cotte...</p>
+
+<div class="sidenote">IL PIEMONTISMO</div>
+
+<p>A questo stato di cose non poteva apportare rimedio
+il cosidetto <i>Piemontismo</i> in forza del quale
+fra l&#8217;altro si mandarono in Sicilia gli scarti della
+burocrazia, e vi si mandarono in punizione. Ne nacquero
+antipatie, liti, duelli, scene disgustose, che
+contribuirono a generare la sanguinosa insurrezione
+di Palermo nel 1866 che chiuse un primo periodo
+della dolorosa storia del governo Italiano in Sicilia.</p>
+
+<p>E che c&#8217;era da aspettarsi qualche avvenimento
+doloroso come quello del 1866 lo fece comprendere
+chiaramente in una celebre discussione parlamentare
+un altro uomo eminente, che aveva studiato e
+conosciuto la Sicilia da magistrato. Alludo all&#8217;on.
+Tajani che nella seduta della Camera dei deputati
+degli 11 giugno 1875 constatava che dal 1860 al
+1866 il governo fu ora fiacco, ora violento; che corresse
+la fiacchezza colla violenza, per ritornare sempre
+alla violenza; che si offese la Sicilia adoperandovi
+i <i>modi peggiori</i> e negandole sempre la <i>giustizia</i>;<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+e che ciò che le fu dato, se si guarda a ciò che le
+fu negato assume le proporzioni dell&#8217;<i>ironia</i>.»<a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32"></a><a href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA PREFETTURA MEDICI</div>
+
+<p>Dal 1866 in poi qualche miglioramento ci fu; ma
+non grande. E grande non poteva essere se si pensa
+che ai mali esistenti la sapienza governativa, pensò
+di provvedere, per esempio, colla prefettura militare
+del Generale Medici, quando alla <i>mafia</i> privata si
+aggiunse la <i>mafia</i> più potente ai servizî del Prefetto-generale.</p>
+
+<p>E questo nefastissimo periodo dev&#8217;essere illustrato
+perchè lo si è dimenticato con troppa <a name="tn123" id="tn123"></a><span class="correction">facilità</span>: e
+dev&#8217;essere ricordato perchè facendo conoscere quali
+tristi conseguenze lasciò il militarismo nel 1866 e
+negli anni successivi, farà intravedere quali li lascerà
+nel 1894.</p>
+
+<p>Si osservi anzitutto «che dopo la rivolta del 1866
+vi fu un diluvio di disposizioni cozzanti fra loro....
+e che vennero i <i>tribunali militari</i>, i quali fecero
+<i>sterminato numero di processi</i> e quando la posizione
+era compromessa, e che la giustizia dei
+tribunali civili doveva riuscire difficilissima, se non
+impossibile, si annullarono ad un tratto i tribunali
+militari, ed i tribunali civili rimasero imbarazzati
+e così ne rimase esautorata la giustizia
+militare e la giustizia civile.» (<i>Taiani</i>)<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33"></a><a href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p>
+<p>Ciò che rese celebre e caratteristico questo periodo
+furono la organizzazione della polizia, la sua
+opera e i criterî adottati dal generale Medici e dal
+suo <i>alter ego</i> il questore Albanese per il ristabilimento
+dell&#8217;ordine e della giustizia.</p>
+
+<div class="sidenote">LA MAFIA E LA POLIZIA</div>
+
+<p>«Il processo contro Ciotti Sebastiano, graduato
+delle guardie di Pubblica sicurezza, applicato al
+gabinetto del Questore e presso il quale si sequestrarono
+molti oggetti rubati; le gesta di un delegato
+di pubblica sicurezza che in un mandamento
+impianta la mafia, si unisce e si lega in relazioni
+amichevoli con noti ladri <i>e li manda a rubare per suo
+conto</i> e che si ripete in un altro mandamento <i>guadagnandosi
+la promozione</i>; le prodezze della guardia
+nazionale suburbana di Monreale composta tutta di
+mafiosi, colla complicità o col permesso dei quali si
+commettevano tutti i misfatti del mandamento, tanto
+da autorizzare un Magistrato a dire: <i>qui si ruba, si
+uccide, si grassa in nome del reale governo</i>:<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34"></a><a href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a> l&#8217;alternativa
+posta da un questore di Palermo ad un
+notissimo facinoroso di entrare nel corpo delle guardie
+di pubblica sicurezza o di partire pel domicilio
+coatto&mdash;alternativa alla quale il mafioso cercò sottrarsi
+tentando di pugnalare il questore; il processo
+contro il questore Albanese e compagni, accusati<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+di omicidii, di falsità, di corruzione, di truffa, di
+soppressione dolosa di documenti; le pressioni indecenti
+esercitate dal generale Medici e dal governo
+di Roma, per ottenere l&#8217;assoluzione di questi alti
+delinquenti, e che determinarono le dimissioni dal
+Procuratore generale Taiani e raggiunsero il deplorevole
+intento, dicono di più che molti volumi, sulla
+stima e sul rispetto e sulla fiducia che potevano
+ispirare i rappresentanti del governo, che i mali
+antichi economici lasciava intatti aggravando quelli
+politici e morali.»</p>
+
+<p>Siffatta polizia e siffatte autorità governative impotenti
+a reprimere il malandrinaggio e la <i>mafia</i>,
+della propria inettitudine e malvagità si rifacevano
+inventando di sana pianta processi politici, che sembrerebbero
+calunnie e diffamazioni ventilate dai
+<i>sobillatori</i>&mdash;non ancora inventati&mdash;se non fossero
+stati denunziati dal magistrato che li sgonfiò e liquidò,
+in pubblica seduta della Camera dei Deputati!</p>
+
+<p>Ahimè! Il 1894 non vide più un magistrato che
+ricordasse i Lelli, i Borgnini, i Tajani....</p>
+
+<div class="sidenote">LA SICILIA NEL 1875</div>
+
+<p>Con siffatti uomini e con siffatti metodi e criterî
+di governo si arrivò in Sicilia al 1875 nelle condizioni
+descritte da questo brano sintetico e chiaro:
+Noi abbiamo colà: le leggi ordinarie derise, le istituzioni
+un&#8217;ironia, la corruzione dappertutto, il
+favore la regola, la giustizia l&#8217;eccezione, il delitto
+intronizzato nel luogo della pubblica tutela, i rei
+fatti giudici, i giudici fatti rei ed una corte <i>di
+mali interessati</i> fatti arbitri della libertà, dell&#8217;onore,
+della vita dei cittadini. Dio immortale!</p>
+
+<p>«Che cosa è mai questo se non il caos? Che cosa<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+è mai questo se non il peggiore dei mali: la <i>anarchia
+di governo</i>, innanzi alla quale cento briganti
+di più, e cento crimini di più sono un nonnulla
+e si scolorano?» (<i>Tajani.</i> Discorso alla Camera dei
+deputati del 12 giugno 1875).</p>
+
+<p>Queste condizioni furono il prodotto di quindici
+anni di malgoverno della <i>destra; e la destra</i>, quantunque
+ancora non fossero inventati <i>i sobillatori e i
+Fasci</i>, vedendosi impotente a rimediare collo Statuto
+che aveva violato, e colle leggi ordinarie che
+non aveva mai applicate e rispettate, domandò provvedimenti
+e leggi eccezionali.</p>
+
+<p>Siamo giusti, però; la <i>destra</i> li domandò a chi
+aveva le apparenze del diritto a concederle: al Parlamento.
+Inchiniamoci riverenti innanzi a questo
+partito che sta per cadere, che conserva ancora del
+pudore e che mantiene un <i>minimum</i> di rispettabilità!
+Indarno li cercheremo nella <i>sinistra</i>, che sta
+per arrivare....</p>
+
+<div class="sidenote">IL GRAN PARTITO DELLA RIPARAZIONE!</div>
+
+<p>La <i>sinistra</i>! Cos&#8217;era il <i>gran partito</i> della riparazione?
+«una confederazione di condottieri stretti
+al patto di rovesciare comunque la <i>destra</i> e toglierle
+di mano il reggimento, salvo poi d&#8217;intendersi
+(od anche di non intendersi) non tanto per
+concordare il da farsi&mdash;che questo pareva a tutti
+ovvio a comporre, facile a praticare; perocchè, ei
+dicevano, bisognasse fare tutto il contrario di quello
+che aveva operato la <i>destra</i>!&mdash;ma per ripartirsi
+gli uffici e.... via... anche un poco i benefici»
+(<i>Zini</i> p. 24).</p>
+
+<p>E per fare il contrario di ciò che la <i>destra</i> aveva
+fatto, la <i>sinistra</i> inaugurò in Sicilia il proprio regime
+applicando le leggi e i provvedimenti <i>eccezionali</i> che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+aveva negato sdegnosamente alla prima in Parlamento.
+Li applica nel 1876 l&#8217;on. Nicotera&mdash;suoi
+strumenti il Prefetto Malusardi e l&#8217;ispettore Lucchese,
+destinato dalla sorte a brillare nell&#8217;isola&mdash;e se ne
+vanta alla Camera (tornata del 29 novembre 1876).
+Eppure all&#8217;inizio dell&#8217;opera del <i>gran partito</i> siamo
+ancora ben lontani dalla <i>perfezione</i> nell&#8217;applicazione
+di provvedimenti eccezionali raggiunta da chi crede
+di essere la quintessenza della democrazia parlamentare:
+l&#8217;on. Crispi!</p>
+
+<div class="sidenote">LA RIVOLUZIONE PARLAMENTARE DEL &#8217;76</div>
+
+<p>Fu grande, perciò in Sicilia, la delusione provata
+coll&#8217;arrivo al potere della <i>sinistra</i>, dalla quale si
+sperava un radicale mutamento d&#8217;indirizzo e la riparazione
+di tante ingiustizie e dalla quale nulla si
+ottenne. Sotto un certo aspetto, anzi, ci fu un peggioramento,
+poichè i deputati dell&#8217;isola che in maggioranza
+erano di <i>sinistra</i>, colla cosidetta rivoluzione
+parlamentare del 18 Marzo 1876 ebbero le grazie e
+i favori del potere a benefizio delle clientele e delle
+consorterie locali che dichiaravano di aderire al
+proprio <i>partito</i>. Il governo così servì a ribadire nei
+Comuni, nelle Provincie, nelle opere pie la oppressione
+antica a beneficio dei grandi elettori e delle
+classi dirigenti; a danno dei vinti e delle classi lavoratrici.</p>
+
+<p>Di che riporta molti esempî lo Zini, uno dei pochi
+prefetti che insieme al Rasponi, al Gerra e a pochi
+altri, vennero in Sicilia con rette intenzioni e
+fa onore al Nicotera l&#8217;avervelo mandato, quanto gli
+fa torto l&#8217;averlo costretto a dimettersi per non avere
+voluto seguire una condotta biecamente partigiana.</p>
+
+<p>I deputati, d&#8217;allora in poi più che pel passato,
+tutto sacrificarono al criterio elettorale, e i ministri<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+al criterio parlamentare; gli uni per avere la maggioranza
+nel collegio chiesero ciò che spesso era
+disonesto o dannoso, e gli altri per conservarsela
+nella Camera concessero. Così furono approvati
+mutui disastrosi, concessioni e favori scandalosi,
+strade private costruite col denaro pubblico, approvati
+i bilanci irragionevoli e rinviati e mutilati
+quelli che contenevansi entro gli stretti limiti del
+necessario, sciolti i Consigli dei Comuni meglio
+amministrati anche quando le ispezioni, ordinate
+partigianamente e seviziosamente eseguite, tali li
+dimostravano; e mantenuti in piedi quelli violatori
+di tutte le leggi, odiati dai comunisti. Concesse
+le licenze per porto d&#8217;armi&mdash;specialmente nei
+momenti di elezioni: informino le campagne di
+Palermo&mdash;ai facinorosi, cui potevano servire solo
+a malfare e negate ai cittadini onesti che ne avevano
+bisogno a difesa personale, ma che avevano
+la disgrazia di militare in un partito opposto.</p>
+
+<p>Così infine prefetti, delegati e pur troppo anche
+i magistrati furono messi a disposizione dei deputati
+ministeriali e questi nei rispettivi collegi divennero
+tanti proconsoli in cinquantesimo!</p>
+
+<div class="sidenote">IL MINISTERO GIOLITTI</div>
+
+<p>Questi mali preesistevano al ministero del Giolitti:
+questi li acuì in modo superlativo raggiungendo,
+però, un risultato insperato e insperabile per altri
+titoli: una fedeltà a tutta prova dei rappresentanti
+dell&#8217;isola, che coprivano e legittimavamo ogni loro
+voto di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione
+dei partiti e della risurrezione della <i>sinistra</i>,
+fatta da uomini che erano stati i promotori e i campioni
+del <i>trasformismo</i>!</p>
+
+<div class="sidenote">UN&#8217;APOLOGIA SMACCATA</div>
+
+<p>L&#8217;insieme di questi fatti, proprî della destra e<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+della <i>sinistra</i> sotto la dinastia Sabauda&mdash;e le considerazioni
+che suggeriscono&mdash;non mi permettono
+di consentire col Baer, che all&#8217;opera deleteria del
+regime borbonico contrappose quella «di una dinastia
+leale e conscia dei proprî doveri, sotto la
+quale la Sicilia ha veduto raffermate ed estese
+le franchigie politiche, che tanto le erano a
+cuore; il che ha dato al governo una forza ed
+una autorità morale che invano potevano sperare
+i Borboni. E con questa autorità lo Stato ha
+potuto senza contrasti crearsi nuove risorse finanziarie,
+stabilendo le tasse di registro, il monopolio
+dei tabacchi, cosa che non avrebbe mai osato
+il governo precedente. E si è fino estesa alla
+Sicilia la leva pel servizio militare.» Ora in tutta
+questa apologia smaccata, che si estende, con evidente
+contraddizione dell&#8217;egregio scrittore, al censimento
+dei beni della manomorta ecclesiastica, non
+c&#8217;è di vero che questo: il governo italiano colla
+forza brutale e non coll&#8217;autorità morale, ha saputo
+imporre alla Sicilia la leva, i balzelli nuovi e la distruzione
+di alcune industrie. E precisamente per
+questo in basso, ed oramai anche in alto, si fanno
+paragoni tra il governo borbonico e il governo italiano,
+i quali non riescono sempre lusinghieri pel
+secondo.</p>
+
+<p>Se il governo italiano mancò alla sua funzione
+rigeneratrice nella parte vera politica e nella economica,
+non si mostrò d&#8217;altra parte migliore nella
+amministrativa e nei suoi rapporti coi Comuni, colle
+Provincie, colle opere pie.</p>
+
+<div class="sidenote">LA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE DEL 1865</div>
+
+<p>Se si pon mente ai maggiori poteri che la legge
+comunale e provinciale del 1865 accordava ai Prefetti<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+nello esercizio della tutela si riconoscerà che
+la responsabilità del governo fu immensa nella cattiva
+amministrazione dei corpi locali, nello sperpero
+del pubblico denaro, nello sfacciato favoritismo verso
+gli <i>amici</i> ed a danno degli <i>avversarî</i> del partito dominante,
+negli imbrogli elettorali multiformi, nella
+iniqua ripartizione delle imposte, nella oppressione
+dei vinti e dei lavoratori. E questa grande responsabilità
+del governo, specialmente sotto l&#8217;aspetto tributario,
+a proposito di ciò che avvenne nei comuni
+di Santa Margherita, di Campobello di Licata, venne
+esplicitamente assodata dal Cavalieri, ch&#8217;è uomo di
+governo, da Sonnino e Franchetti, da Bonfadini per
+altri casi e per altri luoghi a centinaia. Si deve aggiungere,
+anzi, che per la tolleranza o connivenza del
+governo, i gravi inconvenienti e la cattiva amministrazione,
+come ne&#8217; comuni e nelle provincie, si
+ripeterono nelle Congregazioni di Carità e in altre
+opere pie, coi posti gratuiti nei convitti, cogli impieghi
+dati ai favoriti o addirittura creati per essi,
+e financo col pagamento camorristico delle donne che
+allevano i trovatelli e che sono qualche volta le
+drude degli amici degli amministratori locali.</p>
+
+<p>In quanto ai tributi, ad onore del vero, si dica
+che talvolta il governo ebbe il pensiero di fare rispettare
+la legge, ma solo quando la osservanza
+della medesima era odiosamente farisaica. Così più
+volte furono minacciati alcuni municipî (Caltagirone,
+Castrogiovanni, ecc.) della risoluzione del contratto
+di appalto col governo pel dazio di consumo,
+perchè non tutte le voci tassabili erano tassate e
+sopratutto perchè non si esigeva il dazio <i>sulla farina
+e sul pane</i>! Ed a questi municipî, per tale grave<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+colpa, non si consentì di eccedere sul limite legale
+della sovrimposta fondiaria.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI INGENUI...</div>
+
+<p>Quando gl&#8217;ingenui domandano: ma le autorità
+governative non vedevano, non riferivano, non provvedevano?
+si può rispondere: Sì! esse ci stavano
+e ci stanno per vedere, per riferire e per provvedere,
+ma non nel senso della giustizia e dell&#8217;interesse
+del popolo, sebbene nell&#8217;interesse del deputato,
+del candidato, del grande elettore, della persona
+influente; e in nome di tale interesse si nominano
+e si destituiscono i sindaci, si sciolgono i Consigli
+comunali, si manipolano le liste, si mutilano,
+si respingono o si approvano i bilanci, si traslocano
+i delegati di P. S., i Prefetti e i magistrati.<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35"></a><a href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p>
+<p>È superfluo aggiungere che quella tale incompleta
+riforma della legge comunale e provinciale
+fatta votare dall&#8217;on. Crispi non riuscì a mutare in
+meglio le cose; e non lo poteva. Spesso anzi le peggiorò
+per l&#8217;aggravante della scemata responsabilità
+delle autorità governative, mentre continuò l&#8217;esercizio
+della loro perniciosa influenza; poichè in realtà
+nella <i>Giunta Amministrativa</i>&mdash;che dovrebbe essere la
+suprema moderatrice delle amministrazioni locali&mdash;il
+Prefetto prepondera sempre, e prepondera poi in
+particolar modo cospirando e intrigando per fare
+eleggere a membri delle medesime uomini quasi
+sempre inetti, e sempre servili, partigiani.</p>
+
+<div class="sidenote">LA RIFORMA DEL 1889 ALLA LEGGE COMUNALE</div>
+
+<p>Perciò dal 1889 in poi continuarono le vecchie
+iniquità nella natura e nella distribuzione delle imposte,
+continuarono le spese pazze e le cortigianerie
+degradanti, crebbero le imposte e i debiti, che
+si risolvono in imposte rimandate coll&#8217;aggiunta degli
+interessi e delle provvigioni ai mediatori; e il
+governo continuò a non vedere nelle amministrazioni
+dei corpi locali che agenzie elettorali organizzate,
+e sempre pronte ai suoi cenni!</p>
+
+<p>Una magra soddisfazione alle vittime di un tale
+stato di cose rimane: il sapere che ne fu fatta la
+constatazione da inchieste private ed ufficiali in
+termini su per giù identici da anni ed anni. La fece
+Ferdinando II nel 1838, la ripeterono nel 1875 da<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+privati gli on. Sonnino, Franchetti e Cavalieri e in
+forma ufficiale la <i>Giunta Parlamentare</i> di cui fu relatore
+l&#8217;on. Bonfadini; fu riprodotta dall&#8217;onor. Damiani
+nel volume dell&#8217;<i>Inchiesta agraria</i>; fu riassunta
+da me nel 1885 nello scritto sulla <i>Delinquenza della
+Sicilia e le sue cause</i>; e tante <i>Inchieste</i> e tanti rapporti
+sono stati fatti che in dicembre scorso, nel
+periodo più acuto delle turbolenze il compianto on.
+Cuccia in nome di un comitato composto dei più
+fidi amici dell&#8217;on. Crispi malinconicamente conchiudeva:
+«Più inchieste sono state fatte, cento relazioni
+dai corpi più conservatori sono state mandate,
+mille rapporti sono stati scritti da tutti i funzionarî
+che si sono succeduti in Sicilia. E tutti, <i>unanimi</i>,
+hanno presentito i fatti d&#8217;oggi e quelli di domani,
+e tutti hanno fatto proposte, hanno reclamato provvedimenti,
+che sono restati lettera morta, come se
+il governo fosse l&#8217;ente più <i>misoneico</i> della società....»</p>
+
+<div class="sidenote">CRIMINOSA NONCURANZA DEL GOVERNO ITALIANO</div>
+
+<p>Di tante inchieste, di tante relazioni, di tanti
+rapporti rimangono giudizî e descrizioni di una esattezza
+meravigliosa, che sembrano scritti all&#8217;indomani
+dei tumulti per giustificare i tumultuanti;
+giudizî e descrizioni che costituiscono ad un tempo
+le pietre miliari della constatazione delle miserie del
+proletariato siciliano e la condanna più severa della
+criminosa noncuranza degli uomini di governo di
+ieri e di oggi. Di tali giudizî e di tali descrizioni
+bisogna riprodurne alcuni, che datano da momenti
+diversi e vengono da persone avverse ad ogni idea di
+socialismo, le quali hanno la missione ufficiale d&#8217;interpreti
+della pubblica opinione e di tutelatori dell&#8217;ordine
+pubblico.</p>
+
+<p>L&#8217;on. Sonnino venti anni or sono scriveva:<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">OGGI COME VENTI ANNI OR SONO!</div>
+
+<p>«Quel che trovammo nel 1860, dura tuttora. <b>La
+Sicilia lasciata a sè troverebbe il rimedio</b>: stanno
+a dimostrarlo molti fatti particolari e ce ne assicurano
+l&#8217;intelligenza e l&#8217;energia della sua popolazione,
+e l&#8217;immensa ricchezza delle sue risorse. Una trasformazione
+sociale accadrebbe necessariamente, sia
+col prudente concorso della classe agiata, sia per
+effetto di una violenta rivoluzione. <b>Ma noi, italiani
+delle altre provincie, impediamo che tutto ciò
+avvenga, abbiamo legalizzato l&#8217;oppressione esistente;
+ed assicuriamo l&#8217;impunità all&#8217;oppressore.</b>»</p>
+
+<p>«Nelle società moderne ogni tirannia della legalità
+è contenuta dal timore di una reazione all&#8217;infuori
+delle vie legali. Orbene, in Sicilia, colle nostre
+istituzioni, modellate spesso sopra un formalismo liberale
+anzichè informate ad un vero spirito di libertà,
+noi abbiamo fornito un mezzo alla classe opprimente
+per meglio rivestire di forme legali l&#8217;oppressione di
+fatto che già prima esisteva, coll&#8217;accaparrarsi tutti
+i poteri mediante l&#8217;uso e l&#8217;abuso della forza, che
+tutta era ed è in mano sua; ed ora le prestiamo
+mano forte per assicurarla che, a qualunque eccesso
+spinga la sua oppressione, noi non permetteremo
+alcuna specie di reazione illegale, mentre di
+reazione legale non ve ne può essere, poichè la
+legalità l&#8217;ha in mano la classe che domina.»</p>
+
+<p>Queste parole dell&#8217;attuale ministro del tesoro gli
+devono essere continuamente ricordate, perchè riassumono
+in modo mirabile l&#8217;azione sociale esercitata
+dal governo italiano in Sicilia; azione veramente
+perniciosa! Tenterà egli di cancellarla ora che è
+al potere?</p>
+
+<p>Ciò che fu scritto nel 1875 da chi ora è ministro<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+del Regno d&#8217;Italia è perfettamente adatto a dare una
+idea delle condizioni odierne dell&#8217;isola coll&#8217;aggravamento
+delle varie crisi&mdash;enologica, agrumaria,
+mineraria ecc.</p>
+
+<p>E per chi sa leggere e comprendere troverà la
+conferma del serio giudizio nella inchiesta fatta da
+Adolfo Rossi per conto del giornale <i>La Tribuna</i><a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36"></a><a href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a>.</p>
+
+<div class="sidenote">I NOSTRI LAVORATORI</div>
+
+<p>Proprio alla vigilia dei tumulti nel novembre
+scorso, da Palermo in un rapporto ufficiale si scriveva
+al governo di Roma che aveva occhi per non
+vedere e orecchie per non sentire: «Qui i nostri
+frugali lavoratori soffrono la fame, non hanno desiderî
+disordinati, non bramano la fortuna altrui,
+non sentono l&#8217;odio di classe<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37"></a><a href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a>, ma vogliono lavoro
+e pane, solamente per vivere; chè d&#8217;altro ad essi
+non cale.»</p>
+
+<p>«Chi voglia far credere che questi operai abbiano
+degli ideali politici non dice la verità e s&#8217;inganna.
+Ma questi ideali potranno entrare nella loro
+mente, avvivati dagli effetti morbosi del digiuno;
+ed allora, guai se fuori l&#8217;ordine vedranno gli ultimi
+segni della loro speranza, <i>chè in quel caso neppure le
+repressioni sanguinose varranno ad arrestare la china
+del loro incosciente furore</i>».</p>
+
+<p>«Il Governo che vuole sempre il suo dai dazi di<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+consumo, non ha avuto mai cura di temperare le
+esigenze dei Comuni, i quali imitando altri esempî
+di spreco, anche per sollecitudini non necessarie, nè
+proprie, i loro mezzi domandano al consumo delle
+più umili ed universali derrate e tanto ne traggono,
+da renderle o difficili o impossibili a quelli che
+unicamente se ne sostentano con una frugalità, che
+fa ammirazione e paura.»</p>
+
+<p>«In alcuni Comuni di questa circoscrizione, dal
+pane che la rivoluzione aveva redento dalla grave
+ed odiata tassa del macinato, si traggono quasi dieci
+centesimi il chilogramma, e questa tassa, che dà
+milioni, neppur provvede ai bisogni della popolare
+igiene, ma si distrae in godimenti voluttuarî ai quali
+le classi lavoratrici non prendono parte.»</p>
+
+<div class="sidenote">UN RAPPORTO UFFICIALE</div>
+
+<p>È questo forse un brano dell&#8217;auto-difesa dell&#8217;on.
+De Felice? No: è il brano di un rapporto, che, richiesto
+da Roma, mandò il Presidente della Camera
+di Commercio di Palermo, on. Amato-Pojero, senatore
+del Regno, milionario e <i>grande proprietario</i> di
+Sicilia!</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE SCRIVE UN FUNZIONARIO DI P.S.</div>
+
+<p>Se questo si scriveva alla vigilia dei tumulti,
+quando essi scoppiarono e n&#8217;erano meglio note le
+cause, altri aggiungeva:</p>
+
+<p>«Tolte le grandi città, ove la moralità e la capacità
+degli amministratori sono men basse, e
+dove il maggiore sviluppo psichico della popolazione
+e la stampa sono freni alle oligarchie locali
+e favoriscono la permeabilità degli strati sociali,
+il 90% dei Comuni è amministrato con criteri e
+forme tali, <i>che fanno desiderare il tipo dell&#8217;antico
+governo paterno</i>, perchè allora si aveva almeno il
+diritto d&#8217;inchiodar sulla gogna i tirannelli locali,<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+il conforto e la speranza di un avvenire migliore
+e, di tanto in tanto, l&#8217;intervento violento, ma pur
+sempre riparatore, del governo centrale»..... I tirannelli
+locali ora «sentono e sanno che i funzionari
+del governo non hanno nè convenienza nè interesse
+a secondarli, ed allora con la logica spiccia
+e primitiva di cui si servono, concludono: Chi non
+è con noi, è contro di noi; e attaccano con sotterfugi,
+ricorsi, cospirazioni e anonimi tutti i funzionari
+governativi, dalla guardia di pubblica sicurezza
+al Prefetto. Della legge e della legalità
+hanno un concetto esclusivamente unilaterale; le
+riconoscono e vi fanno ricorso solo in quanto sanzionano
+il loro potere; per tutto il resto o non
+esistono o le si possono violare impunemente. Per
+sostenersi e per combattere gli avversarî si profondono
+favori, impieghi, esenzioni da tasse e protezioni
+d&#8217;ogni specie e d&#8217;ogni portata agli aderenti,
+e si fa l&#8217;opposto con gli avversari. Si transige con
+facinorosi e con violenti, ai quali è serbato sempre
+un impiego sul bilancio comunale, protezione
+illimitata fino al Tribunale; e però appena un
+partito sale al palazzo comunale fa <i>tabula rasa</i> di
+tutti gli stipendiati e li sostituisce coi propri fidi.
+Per gli avversari invece s&#8217;imprende una persecuzione
+continua, evidente, spesso sfacciata e feroce,
+fino al delitto, fino all&#8217;omicidio. E si pretende che
+i funzionari del governo seguano questo indirizzo.
+Per gli amici il permesso d&#8217;armi, il proscioglimento
+dall&#8217;ammonizione, l&#8217;impunità nel delitto:
+pei nemici il rifiuto costante di tutto quanto è
+devoluto alla Autorità amministrativa, la denunzia
+per l&#8217;ammonizione e perfino l&#8217;accusa dei reati<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+che invece sono stati commessi dagli <a name="tn138a" id="tn138a"></a><span class="correction">aderenti</span> degli
+stessi denunzianti. Il delegato, il pretore, il sottoprefetto
+non seguono questo indirizzo? Ed allora
+spuntano le testimonianze ad <i>usum delphini</i> a discolpa
+del reo amico, a carico per l&#8217;avversario
+innocente; pullulano ricorsi anonimi che dipingono
+il funzionario coi più foschi colori: secondo
+il bisogno e l&#8217;opportunità egli è stupido o maligno,
+ignorante o corrotto, prepotente o partigiano,
+venale o servile, e chi più ne ha, più ne metta...»</p>
+
+<p>«Nei comuni certo è che vi dominano l&#8217;incompetenza
+più goffa e la prepotenza più sfacciata,
+che per contraccolpo vi producono la paura, la
+<a name="tn138b" id="tn138b"></a><span class="correction">sofferenza</span>, i rancori sordi delle masse, il disgusto
+e l&#8217;astensione dei buoni: fatto quest&#8217;ultimo che
+rende più sicura e sfrenata la prepotenza delle
+cricche imperanti.»</p>
+
+<p>Si crederà forse che questa filippica faccia parte di
+una concitata concione di Garibaldi Bosco? Niente
+affatto: fu scritta dall&#8217;Alongi, capo di gabinetto del
+famigerato questore Lucchese, per combattere i <i>Fasci</i>
+nel <i>Manuale della Pubblica sicurezza</i> del chiarissimo
+consigliere di Stato Commendatore Astengo.</p>
+
+<div class="sidenote">CHE COSA SI CONSTATA ANCHE DOPO I TUMULTI</div>
+
+<p>Certo era facile ingannarsi o esagerare; era facile
+manifestare simpatia pei sofferenti prima e durante
+i tumulti; ma dopo? Ebbene, dopo, si constata:</p>
+
+<p>1) Che le condizioni dell&#8217;oggi <i>non sono</i> la conseguenza
+di fenomeni del tutto recenti; ma hanno la
+loro origine in un complesso di fatti e di tradizioni
+e di avvenimenti che rimontano ad epoche non vicine.</p>
+
+<p>2) Che sono ormai la bellezza di diciotto anni che<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+un&#8217;inchiesta parlamentare constatò inutilmente lo
+stato vero dei contadini in Sicilia.</p>
+
+<p>3) Che il contadino siciliano, è <i>perseverante, sobrio,
+laborioso</i>, ma nello stesso tempo lo si è tenuto in
+un stato di <i>semibarbarie</i>.</p>
+
+<p>4) Che il contadino siciliano anche dopo conquistata
+la libertà e la redenzione, <i>rimase nella condizione
+di servo ed oppresso</i> e la posizione sua verso
+il padrone è quella di <i>vassallo a feudatario</i>.</p>
+
+<p>5) Che <i>gli enormi latifondi, l&#8217;accentramento di vastissimi
+terreni in mano di pochi e le oligarchie comunali
+che non sempre s&#8217;inspirano a giustizia, e sovra
+tutto i contratti agricoli aggravano questo stato di cose</i>.</p>
+
+<p>6) Che è opera altamente meritoria cercare in
+tutti i modi di mettere le classi agricole in condizione
+<i>di resistere alle prepotenze dei padroni</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">FIATO SPRECATO</div>
+
+<p>Queste si crederebbero opinioni calunniose dell&#8217;anarchico
+Gulì e invece sono le convinzioni del
+Comm. Sighele, Procuratore Generale presso la Corte
+di Appello di Palermo, manifestate nella inaugurazione
+dell&#8217;anno giuridico 1894.</p>
+
+<p>Un&#8217;ultima testimonianza: Il 4 gennaio 1894 contemporaneamente
+alla proclamazione dello stato di
+assedio, e quasi a severa condanna dell&#8217;insana misura,
+vi fu chi disse in Palermo sotto gli occhi del
+Generale Morra di Lavriano e della Montà: «In
+questo nostro paese eminentemente agricolo, la
+classe dei contadini in particolare, difetta dei mezzi
+più necessarî alla vita; è la classe più bistrattata,
+la meno compassionata, la più misera, la più ignorante
+e la più degna quindi di speciale considerazione
+da parte degli uomini di cuore!»</p>
+
+<div class="sidenote">UNA VERITÀ DOLOROSA</div>
+
+<p>Oh no! Non è Nicola Barbato, l&#8217;uomo dalla logica<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+spietata, che così parla; ma è il procuratore
+Generale presso la Corte di Cassazione di Palermo,
+Giuseppe Malato Fardella, che col primo non ha di
+comune che la sua qualità di Siciliano, e che dà
+ragione dello insorgere dei contadini, e somministra
+l&#8217;ultima prova di questa dolorosa verità: in Sicilia
+dal 1812 in poi nulla è mutato <i>in quanto alle condizioni
+economico-sociali della classe dei lavoratori</i>!</p>
+
+<p>E allora?....</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29"></a><a href="#FNanchor_29_29"><span class="label">[29]</span></a> Alcuni, non hanno bene compreso l&#8217;accenno fatto nella
+1ª edizione al sordo-muto Cappello e al tenente Dupuy. Sono
+due dolorosi episodi della introduzione della leva in Sicilia,
+la quale suscitava la più viva antipatia. Le autorità governative
+vedevano inganni e finzioni in tutti e dappertutto; perciò
+quando in Palermo si presentò all&#8217;esame di leva un certo
+Cappello non si prestò fede al suo reale sordo-mutismo e lo si
+voleva costringere a parlare applicandogli i bottoni di fuoco
+sulle carni. Il suo corpo fu reso una vasta piaga e quando
+finalmente fu mandato via venne fotografato ignudo ad iniziativa
+di parecchi&mdash;tra i quali era l&#8217;avv. Morvillo&mdash;che
+vollero stigmatizzare i metodi <i>civilizzatori</i> del governo italiano.
+</p><p>
+Per arrestare i numerosi renitenti della leva il governo
+organizzò delle colonne volanti che percorrevano le campagne.
+Le gesta militaresche di quell&#8217;epoca susciterebbero anche
+ora, a tanta distanza, la indignazione dei più calmi; e
+molte ne compì la colonna comandata da un rinnegato, dall&#8217;ungherese
+colonnello Eberhardt, che venne la prima volta in
+Sicilia con Garibaldi e che fu tra i suoi fucilatori ad Aspromonte.
+Un tenente Dupuy, Savojardo, comandando una colonna
+nel territorio delle Petralie si presentò di notte coi suoi uomini
+in una casina i cui abitatori temendo dei briganti non
+vollero aprire. Allora il prode militare la circondò di fascine,
+vi appiccò fuoco e fece morire soffocati i disgraziati, che legittimamente
+resistettero ai suoi ordini. Con modi uguali i
+Francesi <i>civilizzarono</i> quelli della Kabilia!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30"></a><a href="#FNanchor_30_30"><span class="label">[30]</span></a> A proposito delle <i>decime</i> suscitando l&#8217;ilarità della Camera
+l&#8217;oratore osservò: «Nella provincia di Girgenti, a cui
+si attribuiscono tanti reati, le terre sono in gran parte soggette
+ancora alle decime e in virtù di queste decime vi sono
+dei canonici, dei semplici canonici i quali percepiscono dei
+redditi da 10 a 12 mila lire; e sapete voi da che questi ecclesiastici
+fanno scaturire i loro titoli di possesso?
+</p><p>
+«Da un passo di Cicerone il quale dice nelle Verrine: <i>Omnis
+ager siculus decumanus est!</i> Perchè adunque per l&#8217;addietro
+queste terre pagavano le decime a Roma, i canonici si credono
+eredi dei Cesari e si costituiscono proprietari di quelle
+prestazioni.» Or bene chi lo crederebbe? La quistione delle
+decime, che è grave anche in altri punti della Sicilia, nell&#8217;anno
+1894 non è ancora risoluta e invano si sforza l&#8217;on.
+Gallo per farla risolvere equamente!»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31"></a><a href="#FNanchor_31_31"><span class="label">[31]</span></a> L&#8217;on. Cordova ricordò che in un Comune delle provincie
+meridionali la locale Congregazione di Carità impiegò le
+rendite di cinque opere pie destinate a messe, processioni ecc.
+nella fondazione di ospedali, ecc. In Sicilia non ostante la vantata
+legge Crispi sulle opere pie moltissimi comuni hanno
+molte messe e molte processioni e mancano di ospedali, e di
+ricoveri, di asili, ecc. In tale disgraziata condizione si trova
+Castrogiovanni, ad esempio. Ivi Municipio e Congregazione
+di carità sono di accordo per la fondazione di un ospedale
+invertendo le rendite di alcune opere pie, che servono a pochi
+individui; ma indarno lottano da alcuni anni, perchè la
+pedante e farisaica burocrazia la dà vinta agli interessi di
+pochi contro gli interessi di tutti e contro l&#8217;umanità. La burocrazia
+ha stabilito questo circolo vizioso <i>edificante</i>: <span class="ss g"><b>non si
+può elevare ad ente morale l&#8217;ospedale perchè non ha rendite; non
+si possono assegnare all&#8217;ospedale le rendite delle opere pie perchè
+non è elevato ad ente morale!</b></span>
+</p><p>
+Ciò mentre governa Crispi.....</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32"></a><a href="#FNanchor_32_32"><span class="label">[32]</span></a> Nelle discussioni sulla Sicilia del 1863 e del 1875 i suoi
+deputati di <i>sinistra</i> parlarono come parlò tutta la <i>estrema sinistra</i>
+nel 1894. Ma la verità sulle condizioni dell&#8217;isola sino
+al 1866 risulta alla evidenza, quando il giudizio di un ex ministro
+di destra, il Cordova, collima perfettamente con quello
+di un ex ministro di <i>sinistra</i>, il Taiani.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33"></a><a href="#FNanchor_33_33"><span class="label">[33]</span></a> Ho consultato su questo periodo le discussioni parlamentari,
+la requisitoria del procuratore generale presso la
+Corte di Palermo (Taiani) contro il questore Albanese e Compagni
+(10 ottobre 1871) nonchè diversi opuscoli, compresi alcuni
+in difesa dell&#8217;Albanese.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34"></a><a href="#FNanchor_34_34"><span class="label">[34]</span></a> Lo Biundo comandante di questa eccellente guardia nazionale
+disse un giorno al pretore Barraco:
+</p><p>
+<i>Pretore, quando sentite che si tira qualche schioppettata non
+dovete allarmarvi, chè ciò avviene pel pubblico servizio!....</i></p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35"></a><a href="#FNanchor_35_35"><span class="label">[35]</span></a> In quanto a scioglimenti di Consigli voglio citare, fra
+tante centinaia a mia disposizione, un casetto tipico: il municipio
+di Riesi venuto in mano dei <i>radicali</i> colle elezioni
+generali del 1889 fu sempre inviso ai Prefetti di Caltanissetta
+(uno dei quali mi confessò che il municipio gli era inviso solo
+perchè in mano di <i>radicali</i>) che mandarono ispettori, che
+nulla mai trovarono d&#8217;irregolare. Il ministro Giolitti finalmente
+sciolse arbitrariamente il consiglio. Si vuol sapere chi
+vi mandò come Regio Commissario? Un ricco signore della
+stessa città, ch&#8217;era uno dei capi del partito avverso ai <i>radicali</i>!
+</p><p>
+In quanto al pretesto dello scioglimento fu presto trovato:
+s&#8217;imbastì contro il sindaco un processo per un reato comune.
+Il sindaco ad evitare lo scioglimento si dimise; ma non
+giovò. Raggiunto l&#8217;intento il processo sfumò per <i>inesistenza
+di reato</i>.
+</p><p>
+In quanto ai capricciosi mutamenti delle autorità governative
+per compiacenza verso i deputati o per interessi elettorali
+del governo ricorderò la provincia di Caltanissetta dove
+c&#8217;è stata una vera ridda di Prefetti: dal 1886 in poi ce ne
+sono stati una decina tra titolari e reggenti. Molti vi sono
+mandati in <i>esperimento</i>, come se quella provincia si potesse
+prestare a farla da <i>corpus vile</i>.
+</p><p>
+Non riferisco le osservazioni del Comandini nel <i>Corriere
+della Sera</i> e del <i>Giornale di Sicilia</i> che erano riportate nella
+1ª edizione, perchè gl&#8217;inconvenienti deplorati oramai sono
+ammessi da tutti: anche da coloro che ne sono gli autori!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36"></a><a href="#FNanchor_36_36"><span class="label">[36]</span></a> Nella prima edizione riprodussi varî brani delle corrispondenze
+del Rossi, che nonostante le inesattezze e le esagerazioni,
+rimangono tra le più belle e le più veritiere. Non
+le riproduco in questa 2ª Ed. perchè i lettori, che volessero
+conoscere i <i>Fasci</i> in azione, devono leggerle tutte nel volume
+pubblicato or ora del Max Kantorowix: <i>L&#8217;agitazione in Sicilia</i>
+di A. Rossi. Milano 1894. Presso Remo Sandron L. 1,50.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37"></a><a href="#FNanchor_37_37"><span class="label">[37]</span></a> È evidente che qui <i>lo scrittore s&#8217;inganna</i>.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.<br /><br />
+
+FACILI PRESAGI</h2>
+
+
+<p>Ciò che doveva avvenire in Sicilia un giorno o
+l&#8217;altro era facile prevederlo a chi ne conosceva le
+condizioni, a chi viveva in mezzo al proletariato, a
+chi specialmente non giudicava dagli orpelli e dagli
+artifici delle grandi città, ma dalla vita che
+si vive nei piccoli centri, nelle campagne, nelle
+miniere. Chi poteva prevedere aveva il dovere di avvertire;
+e molti, come si è visto, tra gli studiosi di
+cose sociali, tra gli uomini politici e tra i magistrati,
+ottemperarono a tale dovere.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI AVVERTIMENTI DI DUE GENERALI</div>
+
+<p>Sin dal 1863 il Cordova nel citato discorso a proposito
+della trascuranza criminosa del governo nelle
+quistioni demaniali, narrò questo episodio che vale
+a spiegare Caltavuturo: «Due onorevoli persone
+venute in Torino per sollecitare uno di questi
+affari, non avendo trovato quelle facilità con cui
+(bisogna rendere questa giustizia all&#8217;amministrazione
+napoletana) erano accolti in questo genere
+i reclami delle popolazioni, queste due onorevoli
+persone scoraggiate, presentatesi a me mi dissero:
+e adunque, signore, bisogna aspettare l&#8217;<i>altra</i><span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>?
+L&#8217;altra, diss&#8217;io, che cosa è?» Risposero: «<i>L&#8217;altra
+rivoluzione!</i>»</p>
+
+<p>E Cordova che non conosceva <i>Fasci e sobillatori</i>,
+nel 1863 soggiunse: «Signori, quando le popolazioni
+non si trovano soddisfatte di un ordine di cose,
+resta sempre un germe di movimenti, che possono
+produrre gravi pericoli!»</p>
+
+<p>Uno storico eminente ed uomo politico a un
+tempo, il generale Marselli, risguardando l&#8217;insieme
+delle condizioni del continente meridionale e dell&#8217;isola,
+formulò il presagio in questi termini precisi:
+«se la sordida noncuranza di certi proprietari lascerà
+in pari tempo aumentarsi <i>l&#8217;odio già condensato
+e feroce</i> dei contadini, <i>trattati come bestie</i>, non
+è improbabile che un furioso uragano si scateni
+dalla bassa Italia sul resto della penisola e che
+l&#8217;insurrezione delle classi inferiori, <i>schiave dell&#8217;avarizia
+e della prepotenza baronale</i>, ritrovi un più
+astuto Masaniello od uno Spartaco più fortunato.»</p>
+
+<p>Qui l&#8217;avvertimento per quanto tassativo è generico.
+Per la Sicilia in ispecie, e in vista dei possibili
+eventi che poscia si verificarono, si affermò
+ripetutamente&mdash;senza che <i>chi</i> doveva abbia smentito&mdash;che
+l&#8217;illustre generale Corsi, comandante il
+12º corpo di armata, abbia mandato un preciso e allarmante
+rapporto al governo nello scorso anno sulle
+condizioni dell&#8217;isola denunziando gli imminenti pericoli<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38"></a><a href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+<div class="sidenote">LA RELAZIONE DI F. CRISPI</div>
+
+<p>Certo è che l&#8217;on. Crispi, nella relazione al Re, la
+quale precede il decreto sullo stato di assedio, volge la
+grave accusa al suo predecessore on. Giolitti, di avere
+saputo dalle competenti autorità dei gravi avvenimenti
+che si preparavano in Sicilia e di non
+aver provveduto. Dell&#8217;accusa l&#8217;ex Presidente del
+Consiglio non si giustificò mai e lasciò passare tutta
+la lunga discussione parlamentare sulle cose di Sicilia
+in un mutismo inesplicabile.</p>
+
+<p>Chi scrive, come siciliano, come pubblicista e come
+deputato, aveva più che altri il dovere di avvertire
+che dolorosi avvenimenti si preparavano nel suo
+paese natio; ed a tale dovere non venne meno.<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39"></a><a href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a></p>
+
+<p>Nel 1892 nell&#8217;<i>Isola</i> (N. 144) avvertii genericamente
+la gravità delle condizioni dei municipii e le possibili
+dolorose conseguenze, come si può rilevare da
+questo brano: «I governanti e i politicanti italiani
+preoccupati sinora quasi esclusivamente delle Finanze
+dello Stato hanno troppo trascurato la misera
+condizione economica delle amministrazioni
+comunali e provinciali; dimentichi che il dissesto
+dei comuni e delle provincie e il carico tributario
+imposto dai corpi locali gravita maggiormente sui
+contribuenti, <i>perchè più direttamente e palpabilmente
+sentito; perchè rappresenta la goccia che fa traboccare
+il liquido dal vaso</i><span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>!</p>
+
+<p>«Che sia così, se altro non ci fosse, lo proverebbe
+il fatto, che le <i>maggiori odiosità le <a name="tn144" id="tn144"></a><span class="correction">raccolgono</span>
+i municipî</i>, che meno dovrebbero raccoglierne,
+poichè le spese e le tasse, che fan capo ad essi,
+alla fine, mirano alla soddisfazione dei bisogni
+locali più urgenti e sono sorgente di benefizî incalcolabili.
+Gl&#8217;incendi dei registri, delle case comunali
+pur troppo sono frequenti in Italia; e i
+casi dolorosissimi&mdash;per citare i più noti&mdash;di Calatabiano
+e di San Luri sono il prodotto del malcontento
+profondo e generale contro i municipî.»</p>
+
+<div class="sidenote">IL PERICOLO DI RIBELLIONI IN SICILIA</div>
+
+<p>Fui più preciso, quasi matematico, il giorno 30
+Gennaio 1893 nello svolgimento della interpellanza
+sull&#8217;eccidio di Caltavuturo. Allora un doloroso presagio
+di ciò che fatalmente si maturava mi fece
+esclamare: «Io non so se la Sicilia potrà ripresentare
+il fenomeno di una <i>guerra servile</i>; so però che
+<i>l&#8217;odio dei contadini</i> contro i cosidetti <i>galantuomini</i>
+è vivissimo; dovunque esiste il latifondo quest&#8217;odio
+è profondo. In Sicilia il <i>pericolo delle ribellioni
+agrarie è permanente</i> e, se non provvederemo, dovremo
+assistere a qualche risveglio veramente doloroso!»
+(<i>Atti parlamentari.</i> Tornata del 30 Gennajo
+1893 p. 992).</p>
+
+<p>Non basta. In giugno dello stesso anno mi pervennero
+notizie allarmantissime e quando tutti coloro,
+che dovevano conoscere la situazione tacevano,
+io&mdash;spintovi anche da due cari amici socialisti&mdash;scrissi
+una lettera al direttore della <i>Tribuna</i>, ch&#8217;era un
+vero grido di allarme e che venne reso più significante
+dai commenti dell&#8217;on. A. Luzzatto. In quella
+lettera, tra le altre, scrissi queste parole che gli ultimi
+fatti hanno sinistramente illustrato:<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">UN ALTRO GRIDO DI ALLARME</div>
+
+<p>«In Sicilia i segni precursori di qualche esplosione
+di carattere sociale non sono rari. Vi sono
+scioperi di contadini e di zolfatari; vi sono sommosse,
+vi sono lamenti generali e proteste contro uno stato
+di cose, che si giudica intollerabile; vi sono reati
+caratteristici e simili a quelli agrarî d&#8217;Irlanda; vi è,
+infine, un sordo rumore, che si leva, da per tutto
+rinforzato dalla voce irata o lamentevole dei fanciulli
+e delle donne, che fa mestamente pensare
+quanti hanno orecchie per sentirlo e cuore per comprenderlo.
+E in verità alle cause, per così dire naturali
+e molteplici del disagio&mdash;che tanto più si
+avverte in quanto che segue ad un periodo a rapido
+svolgimento di prosperità&mdash;si aggiunge la soma
+insopportabile dei balzelli governativi, provinciali e
+comunali.»</p>
+
+<p>È bene notare, che i due socialisti, che mi consigliarono
+a dire una parola di calma ai lavoratori
+e a dare un avvertimento al governo, messosi sulla
+via della più dissennata provocazione, furono l&#8217;avvocato
+Gaetano Rao di Canicattì&mdash;arrestato appena
+venne proclamato lo stato di assedio come promotore
+di disordini, rilasciato dopo alcuni mesi di prigionia,
+poscia ricercato di nuovo ed ora latitante&mdash;e
+Garibaldi Bosco. E non è inutile aggiungere che
+l&#8217;onor. De Felice quando conobbe il contenuto di
+quella lettera, voleva firmarla, associandosi a me.</p>
+
+<p>Ebbene: dopo tanti avvertimenti precisi sulle
+cause di probabili dolorosi avvenimenti, e sulla
+possibilità di vederli svolgere a breve scadenza, che
+cosa fece il governo? Nulla.</p>
+
+<p>Quali opportuni e savi provvedimenti preventivi
+escogitò?<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">IL GOVERNO PROVVEDE...</div>
+
+<p>Questo solo: l&#8217;invio della flotta dinanzi a Palermo,
+che mai aveva dato segni di volere tumultuare.
+L&#8217;on. Giolitti poi non fu superato, che dall&#8217;on. Crispi,
+il quale come provvedimento curativo non seppe
+proporre ed attuare che lo Stato di assedio.</p>
+
+<p>La significazione e la gravità degli avvertimenti
+non furono tenute in conto a tempo debito, onde
+accadde quello che è a tutti noto e di cui dovrò
+continuare ad occuparmi.</p>
+
+<p>Questi stessi avvenimenti di Sicilia costituiscono
+pel resto d&#8217;Italia un ammonimento grande, e su di
+essi così scrive un onesto ed avveduto senatore del
+regno:</p>
+
+<p>«Il grido venuto sul continente da qualche luogo
+della Sicilia, se grido del popolo che insorge contro
+le ingiustizie, io l&#8217;amo, come scrive il Burcke, perchè
+segnale d&#8217;incendio, che ci salva dalle fiamme, ed
+io voglio per l&#8217;immensa maggioranza, ravvisarlo
+tale; ed in questo caso sarà da dire della Sicilia,
+che dopo di essere stato un primo fattore della
+<i>unità della Patria</i> ne abbia col grido di allarme forse
+scongiurato lo sfasciamento.»<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40"></a><a href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a></p>
+
+<p>Andrà dispersa al vento anche questa savia parola
+ammonitrice?....</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38"></a><a href="#FNanchor_38_38"><span class="label">[38]</span></a> Nel libro <i>Sicilia</i> scrisse:
+</p><p>
+«Ma i Prefetti, e più specialmente quelli di Palermo, Girgenti,
+Catania, continuavano a chiamare l&#8217;attenzione del Governo
+su quel minaccioso e sempre crescente sconvolgimento
+delle plebi campagnuole; <i>e lo stesso è da credere che facesse
+dal canto suo il Comandante generale militare dell&#8217;Isola</i>.»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39"></a><a href="#FNanchor_39_39"><span class="label">[39]</span></a> Non per vanità, ma in risposta a chi in difesa dell&#8217;on.
+Giolitti stoltamente mi accusò di non avere parlato in tempo;
+e per la parte modesta presa da me negli ultimi avvenimenti;
+e per giustificare la severità dei miei giudizî contro il governo,
+ho creduto mio diritto e mio dovere d&#8217;insistere su ciò
+che ho detto intorno alle cose di Sicilia.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40"></a><a href="#FNanchor_40_40"><span class="label">[40]</span></a> C. Faraldo, senatore, già prefetto: <i>Alcuni riflessi</i> ecc., Torino
+1894 p. 17.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.<br /><br />
+
+PROVOCAZIONE E PREPARAZIONE AI TUMULTI</h2>
+
+
+<p>La storia ed una lunga serie di avvenimenti avevano
+creato in Sicilia la situazione scabrosa, che
+mi sono sforzato di descrivere senza passione e senza
+partito preso, affidandomi sempre all&#8217;autorità altrui
+non sospetta, nei punti dove facilmente avrei potuto
+vedere e giudicare male per ragioni di parte. Il
+rapido peggioramento economico, il malcontento
+generale per cause complesse e il moto dei <i>Fasci</i>,&mdash;che
+da queste cause aveva ricevuto impulso e che
+alla sua volta lo dava alle masse&mdash;fecero arrivare
+le cose al momento critico, in cui gli uomini avrebbero
+dovuto mostrarsi pari alle circostanze.</p>
+
+<p>Caltavuturo avrebbe dovuto agire come un vero
+segnale di allarme di un osservatorio sociale, più
+utilmente e tanto sicuramente quanto un osservatorio
+che avverta una città dell&#8217;imminente pericolo
+della inondazione. Il succedersi delle agitazioni e
+delle dimostrazioni, che dopo Caltavuturo, divenivano
+più frequenti, più unanimi e più imponenti,
+con un prodigioso <i>crescendo</i>, avrebbe dovuto scuotere<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+gl&#8217;inerti, risvegliare i dormienti: era il tempo di
+agire e pel governo e per le classi dirigenti.</p>
+
+<div class="sidenote">LE VIE DA SEGUIRE</div>
+
+<p>Due vie, due metodi, si presentavano all&#8217;uno e alle
+altre; ed al governo maggiormente correva l&#8217;obbligo
+di scegliere la via da battere, il metodo da seguire
+nella soluzione del poderoso problema, perchè sua
+era la responsabilità immediata e diretta di ciò che
+si andava maturando.</p>
+
+<p>Il governo poteva mostrarsi energico, e ricorrere
+alla prevenzione nel senso strettamente poliziesco
+e che confina o si confonde sempre colla reazione;
+poteva, invece, mostrarsi forte nel fare rispettare
+le leggi, ma rispettando esso stesso tutte le pubbliche
+libertà; affidandosi in pari tempo all&#8217;alta prevenzione
+sociale; mostrando almeno! la decisa intenzione di
+affidarvisi. Questa specie di dilemma, sebbene nella
+forma non così strettamente antinomico, lo pose
+pure il generale Corsi, che al governo lasciava la
+scelta tra queste due soluzioni: «o decretare senza
+indugio lo scioglimento dei <i>Fasci</i>, come società
+pericolose per l&#8217;ordine pubblico; oppure, se ciò
+non pareva legale o conveniente, per motivi d&#8217;alta
+o bassa politica, infrenarli, segnar bene l&#8217;orbita al
+loro moto, i limiti entro cui potevano dibattersi,
+procurare, se possibile, di mettervi le mani dentro,
+farsene istrumento ed arme, cattivarsi la plebe,
+prendendo a sostenerne la causa. Un campo immenso
+tra quei due estremi.» (<i>Sicilia</i> p. 335).</p>
+
+<p>La scelta tra i due metodi non poteva esser dubbia
+per quanti vogliono che dalla storia si traggano
+ammaestramenti; e dalla storia si sa, che un secolo di
+reazione e di violenza non ha risolto il problema
+irlandese; ma colla forza però, come lo ha mostrato<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span>
+l&#8217;on. Crispi, si può ottenere il ristabilimento
+dell&#8217;ordine materiale lasciando immutato il problema
+stesso, allontanandone la soluzione, e perciò stesso
+aggravandolo.</p>
+
+<div class="sidenote">IL MINISTERO GIOLITTI</div>
+
+<p>Or bene, pare impossibile, ma è pur vero che il
+ministero dell&#8217;on. Giolitti&mdash;col quale nacque o si
+accentuò il moto dei <i>Fasci</i> e si fece strada il sentimento
+di riscossa delle classi agricole&mdash;«o non
+seppe o non volle veder chiaro nel buio, insomma
+non vide o non curò; e il Parlamento, nonostante
+che la Sicilia vi fosse rappresentata alla stregua
+delle altre parti d&#8217;Italia, il Parlamento credette
+bene di occuparsi d&#8217;altro.» (<i>Corsi</i>)</p>
+
+<p>L&#8217;inazione era pericolosa e dannosa; ma il governo
+dell&#8217;on. Giolitti seppe scegliere un metodo
+peggiore della inazione; e senza saper essere energicamente
+reazionario, senza mostrarsi socialmente
+provvido, seppe soltanto assicurare all&#8217;opera sua tutti
+i danni che venivano dalla reazione, ma con una fiacchezza
+che incoraggiava tutti ad osare e con tanto
+poco rispetto delle leggi e delle pubbliche libertà,
+con tanta fiducia in una polizia inetta, arrogante e
+guidata da criteri borbonici, che riuscì a provocare,
+ad eccitare, a stimolare le masse, a cementare così
+organismi fiacchi, che abbandonati a loro stessi, si
+sarebbero squagliati, disciolti, colla stessa rapidità
+colla quale erano venuti su.</p>
+
+<div class="sidenote">CIÒ CHE INSEGNA LA STORIA DEI SODALIZII</div>
+
+<p>Chiarisco questo giudizio. La storia dei sodalizî
+operai di tutti i paesi insegna che ad essi sono necessarie
+la solidarietà tra i soci e la perseveranza
+nel perseguire i fini propostisi, illuminate entrambe
+se non interamente derivate, da una certa coltura.
+Mancando l&#8217;una prevalgono le utilità individuali<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>
+immediate, promosse spesso da coloro che sono interessati
+a farle penetrare come un cuneo nella compagine
+delle minacciose associazioni; mancando l&#8217;altra
+ai primi passi dati con entusiasmo segue lo scoraggiamento
+e la sfiducia per la mancanza di sensibili
+risultati immediati. Perciò alla iscrizione a
+migliaia dei soci e alle prime numerosissime riunioni
+succede il fenomeno non bello dei morosi, che
+si rifiutano a pagare le quote di contributo, lasciando
+grandi quadri sulla carta senza un reale corrispondente
+numero di soci attivi.</p>
+
+<p>In Sicilia nelle masse mancavano lo spirito di
+solidarietà&mdash;scarso in tutta Italia per ragioni storiche,
+bene svolte in parecchie pubblicazioni dall&#8217;ex-deputato
+Cagnola&mdash;la perseveranza e la coltura,
+anche rudimentale che l&#8217;una e l&#8217;altra sostiene
+e svolge.<a name="FNanchor_41_41" id="FNanchor_41_41"></a><a href="#Footnote_41_41" class="fnanchor">[41]</a></p>
+
+<p>Dato questo ambiente tra i lavoratori era prevedibile
+a breve scadenza la morte per anemia dei
+<i>Fasci</i>; e i prodromi in quelli delle città erano evidenti
+ed incalzanti. Invece mantenevansi sani e vigorosi
+quelli delle campagne, non solo per virtù dei
+promotori (e specialmente di Barbato e di Verro),
+ma perchè i loro primi sforzi quasi dappertutto erano
+stati coronati dal successo: agli scioperi e ad
+una specie di <i>boicotaggio</i> verso i <a name="tn150" id="tn150"></a><span class="correction">proprietarî</span> delle
+terre erano seguiti miglioramenti nei salarî e nei
+contratti agrari.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p>
+
+<p>L&#8217;opera dell&#8217;on. Giolitti contribuì sopratutto a mantenere
+uniti i <i>Fasci</i>, perchè li sovraeccitò, e il sovraeccitamento,
+aiutato anche da un certo sentimento regionale,
+che rendeva antipatico chi ha tutti i difetti
+del forte Piemonte, senza possederne i pregi numerosi,
+fece le veci della solidarietà e della perseveranza; ma
+era evidente che se questo eccitamento anormale,
+la cui azione rassomigliava a quell&#8217;improvviso vigore
+e senso di benessere che viene da una iniezione
+di etere o di caffeina, fosse venuto a cessare, quelli
+sarebbero morti di marasmo e se fosse continuato e
+si fosse inasprito sarebbe stata possibile una violenta
+levata di scudi.</p>
+
+<div class="sidenote">RIVOLTA O DISSOLUZIONE</div>
+
+<p>Conscio di questi due pericoli, a Messina prima,
+in una visita al <i>Fascio</i>&mdash;dove ebbi consenzienti
+Petrina e Noè&mdash;e poscia a Marsala in un pubblico
+discorso col plauso consenziente dei convenuti e di
+molti che sono stati poscia condannati iniquamente
+come promotori di disordini (tra i quali il Montalto)
+avvertii i pericoli, che minacciavano il moto dei <i>Fasci</i>,
+il quale paragonai ad un pendolo che, oscillando
+<a name="tn151" id="tn151"></a><span class="correction">corresse</span> pericolo di infrangersi, ad un estremo, in
+uno scoglio su cui stesse scritto: <i>rivolta</i> e all&#8217;altro,
+in un altro su cui stesse scritto: <i>dissoluzione</i>, e caldamente
+raccomandai a coloro che guidavano il
+moto di sapere scongiurare tali due opposti pericoli.
+E nel senso su esposto dissi che l&#8217;on. Giolitti
+erasi reso benemerito colla sua azione delle nascenti
+associazioni dei lavoratori; la qual cosa a un suo
+paladino&mdash;l&#8217;on. Nasi&mdash;parve un paradosso o una
+contraddizione mia, perchè già avevo accusato il
+Giolitti quale loro persecutore e provocatore.</p>
+
+<div class="sidenote">CALTAVUTURO</div>
+
+<p>Dopo Caltavuturo sarebbe stato sapienza vera di<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>
+governo provvedere ai bisogni delle classi agricole
+siciliane; dopo il mese di giugno e più ancora dopo
+il mese di settembre, quando nell&#8217;aria si sentiva
+qualche cosa di minaccioso, la più elementare prudenza
+imponeva con urgenza l&#8217;adozione di opportuni
+provvedimenti. Che cosa fece l&#8217;on. Giolitti? Si
+abbandonò con vece alterna ad una mussulmana
+inazione e alla provocazione; e nell&#8217;una e nell&#8217;altra
+si sentiva sempre «che per natura, per abitudine
+e per necessità derivanti dal parlamentarismo, il
+governo propendeva per l&#8217;una più che per l&#8217;altra
+delle due potenze in lotta, per quella cioè che ha
+maggior peso in Parlamento ch&#8217;è quella dei <i>galantuomini</i>.»
+(<i>Corsi.</i>)</p>
+
+<p>La stessa propensione, anzi più accentuata, ha
+sinora mostrato l&#8217;on. Crispi.</p>
+
+<p>La provocazione, denunziata ripetutamente, ha bisogno
+di essere dimostrata: l&#8217;accusa è grave e la dimostrazione
+è facile.</p>
+
+<p>Non rifarò la cronaca dettagliata della provocazione
+come si trova nella prima edizione di questo
+libro: riassumerò i suoi fasti di un anno e mi fermerò
+su pochi fatti che ebbero particolare importanza
+e suscitarono maggiore rumore eccitando gli
+animi degli uni, destando la paura, la diffidenza e
+l&#8217;ardente desiderio della rivincita in altri.</p>
+
+<p>Diamo una data certa allo inizio della provocazione,
+sebbene si potrebbe risalire più in alto: cominciamo
+il triste periodo dalla strage di Caltavuturo.</p>
+
+<p>A Caltavuturo, piccolo paese agricolo della provincia
+di Palermo, la miseria era ed è grande.
+Vi sono nel paese beni patrimoniali del Comune<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+ed un demanio comunale, che gli amministratori
+danno in affitto.</p>
+
+<p>Il popolo pensava e diceva che in questi affitti
+avvengono disoneste partigianerie; pensava e diceva
+che gli amministratori della cosa pubblica e
+i maggiorenti usurpavano impunemente le terre del
+popolo; onde non men grande della miseria era il
+malumore contro l&#8217;amministrazione comunale e i
+maggiorenti.</p>
+
+<p>Ci furono inchieste e processi e se le accuse
+risultarono esagerate, non furono però dimostrate
+infondate. Ne convenne l&#8217;on. Giolitti rispondendo
+il 30 gennaio alla mia interpellanza.</p>
+
+<div class="sidenote">IL DELITTO DEI POPOLANI!</div>
+
+<p>Il popolo esasperato decise di rendersi da sè quella
+giustizia invano chiesta e da tempo attesa, e il 20
+Gennaio va nelle terre demaniali, come a festa, per
+prenderne possesso e zapparle. E zappano la terra,
+senza sapere se potranno seminarla e molto meno se
+potranno raccogliere il prodotto dopo averla bagnata
+coi propri sudori, e tornano sereni e contenti al
+paese colla intenzione di andare a zappare altra
+tenuta del Comune all&#8217;estremo opposto; ma giunti
+nella piazza vicino al Municipio trovano la via sbarrata
+da soldati, carabinieri e guardie campestri: in
+tutto una ventina di uomini di fronte ad oltre mille
+contadini armati di zappe. Non intimazioni, non
+squilli di tromba, nulla che possa dar parvenza di
+legalità alla condotta della forza pubblica, la quale,
+chiamata a fare le vendette degli usurpatori, minacciati
+dal popolo che voleva rivendicare i propri diritti,&mdash;i
+diritti della collettività&mdash;fece una scarica
+micidiale lasciando sul terreno contadini morti e
+feriti, mentre non <i>un solo</i> tra gl&#8217;iniqui aggressori<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span>
+venne ferito o contuso; ed erano 20 gli aggressori
+contro 1000 aggrediti! Ciò stia a prova delle intenzioni
+dei poveri contadini...</p>
+
+<p>L&#8217;on. Giolitti, Ministro dell&#8217;interno e Presidente
+del Consiglio, da me e da altri interpellato, riconobbe
+la gravità del fatto del 20 Gennaio; promise
+che i colpevoli sarebbero stati puniti, disse che un
+processo era stato iniziato, che giustizia sarebbe stata
+fatta!</p>
+
+<div class="sidenote">IL GOVERNO COMPLICE DEGLI USURPATORI</div>
+
+<p>Giammai ministro dinanzi ad un Parlamento pronunziò
+tante menzogne e con tanto cinismo. Se ne
+giudichi: Non fu sottoposto a processo, nè destituito
+chi ordinò il fuoco senza alcun bisogno; chi l&#8217;ordinò
+senza farlo precedere dagli squilli di tromba;
+non fu iniziato processo contro chi vilmente tirò un
+colpo di revolver al contadino Moscarella, che, già
+ferito! erasi rannicchiato dietro una porta; non si
+processarono gli usurpatori del demanio comunale.
+No! Si arrestarono e si processarono, invece, alcuni
+disgraziati lavoratori della terra, che ebbero la fortuna
+di sfuggire al massacro. E meno male che furono
+assolti.</p>
+
+<p>A Caltavuturo non c&#8217;era <i>Fascio</i>, ma una semplice
+cooperativa di consumo invisa ai galantuomini perchè
+utile ai contadini: nè c&#8217;era mai stata l&#8217;ombra della
+propaganda socialista. Sorse il <i>Fascio</i> all&#8217;indomani
+della strage come reazione contro il governo e contro
+i suoi complici locali.</p>
+
+<p>L&#8217;anno 1893 cominciò colla strage di Caltavuturo&mdash;auspicii
+tristissimi!&mdash;e la eco di tanta iniquità si ripercosse
+in tutte le valli della Sicilia, destando il
+risentimento e il desiderio della vendetta tra gli oppressi
+contadini. Il sangue versato forse feconderà<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span>
+la terra meglio che non l&#8217;abbia fecondato sinora il
+sudore dei suoi lavoratori!</p>
+
+<p>Pareva che non potesse darsi maggiore provocazione
+di questa da parte del governo italiano contro
+le popolazioni dell&#8217;isola; e tuttavia Caltavuturo
+non fu che il principio di una serie di provocazioni,
+ora piccole, ora grandi; ora sanguinose, ora
+incruente; le quali continuarono con un crescendo
+spaventevole.</p>
+
+<p>A Caltavuturo dopo breve tempo segue Serradifalco,
+dove la causa dei fatti dolorosi è diversa, ma
+riesce ugualmente a mettere in evidenza il disprezzo
+delle leggi nel governo e nelle classi dirigenti. I
+popolani&mdash;come sempre&mdash;ci vanno di mezzo.</p>
+
+<div class="sidenote">SERRADIFALCO</div>
+
+<p>In <i>Marzo</i>&mdash;giorno 6&mdash;ha luogo la votazione di
+ballottaggio a Serradifalco, preceduta da brogli, da
+pressioni, da vergogne inaudite da parte dei funzionarii
+del governo, che volevano imporre, e riuscirono
+ad imporre, un candidato prediletto all&#8217;on.
+Giolitti, il Riolo. Il popolo protesta contro le sfacciate
+adulterazioni della volontà elettorale e chiede
+che venga rispettata la legge. Grande reato in verità!
+I rappresentanti della legge puniscono questi
+curiosi delinquenti ferendoli o uccidendoli. E gli
+uccisori rimangono in libertà, ad assicurare una elezione
+che disonora la Giunta che la convalidò,
+mentre i popolani vengono arrestati e processati in
+numero di ventitrè. Meno male che il Tribunale di
+Caltanissetta dopo tre mesi fece una parziale giustizia
+rimandandone assolti una ventina. Lo stesso
+Tribunale, con altre sentenze, che ricordo a suo onore,
+bollò per quello che erano alcuni delegati di
+Pubblica Sicurezza per abusi relativi alla stessa elezione<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+commessi in altre sezioni del collegio. Serradifalco
+rimase ad ammonire in Sicilia gl&#8217;ingenui
+i quali credono ancora che nelle elezioni possa passare
+liberamente e onestamente la volontà del paese.</p>
+
+<div class="sidenote">CATENANUOVA</div>
+
+<p>A Catenanuova la miseria è più spaventevole che
+altrove nella provincia di Catania: gli abitanti sono
+quasi tutti proletarî agricoli, che si dibattono tra
+le strette del latifondo privato (del principe di Satriano)
+e del latifondo pubblico (l&#8217;ex feudo Buzzone
+di proprietà del demanio). La fame sinistra si fa
+sentire ed i poveri contadini si riuniscono in <i>Fascio</i>
+colla fiducia di ottenere qualche cosa colle vie legali.
+Rispettosi della proprietà privata nulla chiedono
+al Principe di Satriano; qualchecosa, cui credono
+di avere diritto, domandano al governo e per
+mezzo dell&#8217;on. De Felice e mio, esprimono l&#8217;onesto
+desiderio di vedere censito a piccoli lotti l&#8217;ex feudo
+Buzzone. De Felice ed io ci rivolgiamo ripetutamente
+all&#8217;on. Rosano e al ministro di agricoltura e
+commercio, che promettono di <i>studiare</i> la proposta.
+Trasmettiamo la poco incoraggiante risposta, ma
+che non cancella le speranze, e nell&#8217;attesa i lavoratori
+credono lecito di commemorare G. Garibaldi.
+La forza se ne immischia e spara e ferisce,
+arresta e maltratta i popolani.</p>
+
+<div class="sidenote">ALCAMO&mdash;CASALE FLORESTA</div>
+
+<p>Ad Alcamo in agosto la popolazione protesta con
+una pacifica dimostrazione contro i dazî comunali.
+C&#8217;era un <i>Fascio</i>, ma diretto da persona intelligente&mdash;il
+farmacista Fazio. Il <i>Fascio</i> prevede che su di
+esso, malvisto com&#8217;era dalle autorità, si sarebbe riversata
+la responsabilità di quanto poteva avvenire;
+protesta anticipatamente con una pubblica dichiarazione,
+che alla dimostrazione non avrebbe partecipato.
+E non vi partecipa; ma non per questo l&#8217;esito<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+è meno tragico, perchè interviene la forza, spara
+ed ammazza.</p>
+
+<p>Ad Alcamo, come a Catenanuova, come a Serradifalco,
+come a Caltavuturo chi spara ferisce ed
+uccide non viene punito. Quale maggiore provocazione?
+Potevasi più efficacemente agire per togliere
+ogni fiducia nel governo e nei suoi rappresentanti?</p>
+
+<p>A Casale Floresta (prov. di Messina) non c&#8217;è <i>Fascio</i>;
+ma le condizioni generali sono orribili; non c&#8217;è
+medico, non farmacista, non levatrice, non mezzi di
+viabilità. Pure da quattro anni si paga il focatico
+perchè si sopperisca a tanti bisogni e non si riesce
+che a costruire una strada interna nel quartiere dei
+<i>galantuomini</i> e a pagare L. 500 all&#8217;anno ad un medico
+di un vicino paese, che dovrebbe visitare il paese due
+volte la settimana, e che adempie al suo dovere
+assai più raramente. Il 22 ottobre, a causa di nuove
+tasse comunali, i contadini si ribellano chiedendo la
+revisione dei conti passati e lo sgravio di una nuova
+tassa. Disarmano alcuni dei carabinieri sopraggiunti
+e li costringono a rinchiudersi nella caserma perchè
+il loro furore non ha limiti dopo il ferimento&mdash;forse
+accidentale&mdash;di un popolano. Nominano sul campo
+un nuovo sindaco. L&#8217;indomani arrivano soldati e si
+fanno oltre trenta arresti, seguiti da relativo processo
+e da lunga detenzione dei poveri contadini.</p>
+
+<div class="sidenote">MILOCCA</div>
+
+<p>Milocca e Racalmuto nella cronaca della provocazione
+occupano un posto assai importante per
+l&#8217;indole dei fatti che vi si svolsero, in parte alla
+mia presenza, e pel suggello che ebbero dalla magistratura:
+suggello che elimina il sospetto di partigiana
+ed interessata esagerazione. A Milocca, a<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span>
+Sutera, ad Acquaviva, a Campofranco, zona esclusivamente
+agricola della provincia di Caltanissetta,
+i contadini si erano riuniti in <i>Fasci</i>. Le autorità e
+i maggiorenti fecero di tutto per farli sciogliere:
+più volte ne violarono il domicilio, ne minacciarono
+i membri, ne arrestarono i capi coi pretesti più futili;
+li processarono e nei processi furon assolti o
+per inesistenza di reato o per mancanza di prove.</p>
+
+<p>I contadini tennero duro, specialmente a Milocca
+dove colla loro unione costrinsero quasi tutti i proprietarî
+a concedere più equi contratti agrarî. I proprietarî
+toccati nell&#8217;interesse se la legarono al dito
+e si proposero di riprendere con mezzi scellerati
+ciò ch&#8217;erano stati costretti a concedere colle vie
+legali&mdash;coll&#8217;applicazione più schietta della famosa
+libertà del contratto.</p>
+
+<p>Un brutto giorno dell&#8217;ottobre si va a denunziare
+al brigadiere dei carabinieri un curioso reato: un
+mucchio di concime, il cui valore non arrivava alle
+L. 20, di proprietà di un certo Cipolla, era stato
+sparso nelle sue stesse terre. Si premetta che il Cipolla
+era stato tra i pochi proprietarî di terre a Milocca&mdash;viveva
+altrove&mdash;che non era venuto a patti
+coi contadini del <i>Fascio</i>; chi poteva, dunque, commettere
+quel grave reato per vendicarsi del proprietario
+renitente?</p>
+
+<p>Il <i>Fascio</i>! In forza di questa strana logica le autorità
+procedono all&#8217;arresto del Cannella, Presidente
+e di tutto il Consiglio direttivo del sodalizio e li
+sottomettono a processo per associazione a delinquere...
+E si parla misteriosamente di liste di
+proscrizione rinvenute presso i socî del <i>Fascio</i>, di<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+pugnali, di formule terribili di giuramento, di preparate
+spartizioni di terre....</p>
+
+<div class="sidenote">UN&#8217;INSURREZIONE FEMMINILE</div>
+
+<p>Le donne di quell&#8217;ameno villaggio, le quali non
+sono meno gagliarde degli uomini, indignate di quella
+che a loro sembrava infame prepotenza, insorgono
+in numero di 500, assaltano la caserma dei carabinieri,
+ne sfondano le porte e liberano i cinque
+arrestati della vigilia. Non un solo uomo si unì alle
+donne; e di fronte a questo esercito infuriato, ma
+inerme, i carabinieri non ebbero cuore di far fuoco
+e perciò non si deplorarono morti o feriti. Delle
+intenzioni delle donne, che non si seppero rassegnare
+a vedere arrestati ingiustamente i mariti e i
+figli se ne ha la prova in questa circostanza: ebbre
+di gioia per la liberazione dei prigionieri, s&#8217;impadronirono
+delle armi dei carabinieri, non per adoperarle,
+ma per condurle in trionfo; e in trionfo
+condussero sulle loro braccia, baciandolo in volto,
+un carabiniere che si era mostrato più umano e
+pietoso verso di loro.</p>
+
+<p>Quando il De Rosa, degno strumento di qualsiasi
+governo ferocemente reazionario, seppe in Caltanissetta
+della terribile rivolta femminile, mandò sul
+luogo truppa, carabinieri, delegati e giudici. Si sparge
+in un baleno la notizia della imminente repressione:
+gli uomini a cavallo e armati di fucili prendono il
+largo decisi a vendere cara la loro libertà. Le autorità
+arrestano a casaccio sette uomini e trentadue
+donne, che traducono ammanettate&mdash;alcune gestanti,
+altre coi loro bimbi lattanti sulle braccia!&mdash;nelle
+carceri di Mussomeli.</p>
+
+<div class="sidenote">OPERA PACIFICATRICE</div>
+
+<p>Il Cannella, Presidente del <i>Fascio</i>, intelligente ed
+energico quanto mai, vide tutta la desolazione dello<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span>
+abbandono delle case e tutto il pericolo di tanti
+uomini armati e risoluti, che avevano preso la campagna
+e conscio com&#8217;era della loro innocenza li
+consigliò a ridursi nel villaggio. Non fu ascoltato,
+perchè gli altri contadini volevano la promessa di
+qualcuno il quale avesse potuto difenderli all&#8217;occorrenza,
+che non sarebbero stati arrestati rientrando
+pacificamente nelle rispettive abitazioni. Pensarono
+che quella persona potevo essere io onde il
+Cannella accompagnato da altri tre venne in Castrogiovanni
+ad invitarmi perchè andassi a Milocca.
+Accettai e insieme al sig. E. Fontanazza, al signor Castiglione
+e al sig. Garofalo, Presidenti dei <i>Fasci</i> di
+Castrogiovanni, di Grotte e di Siculiana, riuscii ad
+indurre i contadini, che a schiere si presentarono
+a me lungo la via da Grotte al villaggio, a rientrare
+nelle loro case e persuasi anche i liberati del
+giorno innanzi a costituirsi alle carceri. L&#8217;opera
+mia e dei miei amici e del Presidente del <i>Fascio</i>
+di Milocca fu da veri uomini di ordine, che mostravano
+fede nella magistratura; e ad onor del
+vero devo confessare, che in questa occasione essa
+meritò la fiducia.</p>
+
+<div class="sidenote">BRUTALITÀ CAPRICCIOSA DI DUE CARABINIERI</div>
+
+<p>Eravamo al 1º Novembre, giorno dei <i>Morti</i>, che si
+rispetta dai contadini e dagli zolfatari coll&#8217;astensione
+dal lavoro e ripartimmo nel meriggio da Milocca
+per Grotte per riprendere il treno, che doveva restituirci
+alle nostre case. I contadini di Milocca in
+massa, con l&#8217;avv. Vella presidente del <i>Fascio</i> di
+Racalmuto, ci accompagnano sino a mezza strada;
+dove per fare più presto ed arrivare in tempo a
+non mancare il treno si mutò itinerario ed invece
+che a Grotte c&#8217;indirizzammo a Racalmuto. Qualcuno<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+per iscorciatoie scabrose, ci precorse ed avvisò la
+cittadinanza del nostro imminente arrivo; una imponente
+dimostrazione fu improvvisata che ci venne
+incontro preceduta del rosso gonfalone e dalla fanfara
+del <i>Fascio</i>, e, percorso tranquillamente il paese
+per lungo e per largo, ci accompagnò alla stazione.
+Non un grido sovversivo fu emesso, non il menomo
+disordine fu deplorato, come poscia unanimemente
+deposero innanzi al Tribunale di Girgenti gl&#8217;impiegati
+ferroviarî e parecchi altri cittadini nè <i>radicali</i>
+nè socialisti; eppure nel momento in cui arriva il
+treno e ci scambiavamo affettuose strette di mano,
+senza intimazione, senza avvisi, senza il benchè
+menomo pretesto, un carabiniere ed un maresciallo
+si scagliano all&#8217;improvviso sul portabandiera e gli
+strappano il gonfalone. Il popolo sbalordito e indeciso
+per un istante, reagisce, riprende lo stendardo
+ch&#8217;è fatto in mille pezzi, mentre i carabinieri impugnano
+le rivoltelle e sono trattenuti dal tirare da
+molte braccia di nerboruti lavoratori.</p>
+
+<p>Il maresciallo mira su di me replicatamente e mi
+costringe a gettarmi nella mischia per legittima difesa
+e per contribuire a disarmare quei due forsennati.
+Riusciamo nell&#8217;intento e si restituiscono le rivoltelle
+al carabiniere e al maresciallo entro la stanza
+del capo stazione dopo avere ottenuto promessa formale
+che non le avrebbero più adoperate; raccomando
+calorosamente ai lavoratori di sciogliersi e
+di evitare ogni possibile pretesto a nuovi abusi della
+forza, e ripartiamo.</p>
+
+<p>Perchè si comprenda quanta sia stata la capricciosa
+brutalità dei due carabinieri che mostrarono<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span>
+un coraggio grandissimo, malamente speso, devo aggiungere
+che il gonfalone rosso non solo era stato
+portato liberamente per le strade in quella occasione
+e in cento altre in tutta la provincia, ma che poche
+ore dopo un&#8217;altra dimostrazione ci venne incontro
+a Canicattì, preceduta dal gonfalone rosso del <i>Fascio</i>
+alla presenza dei carabinieri e del delegato di pubblica
+sicurezza, senza che le autorità avessero fatto
+la benchè menoma osservazione.</p>
+
+<div class="sidenote">OTTANTA VITTIME D&#8217;UNA PROVOCAZIONE</div>
+
+<p>Ciò che avvenne in Racalmuto la notte successiva&mdash;proprio
+durante la notte!&mdash;per opera del delegato&mdash;che
+si era vilmente ecclissato durante il
+tafferuglio&mdash;e dei carabinieri, ricorda i fasti peggiori
+della polizia austriaca e borbonica. Ma non è
+mio intendimento narrarli quali elementi comprovanti
+la provocazione; questa in tutta la sua brutalità risulta
+dal seguente dato: per un mucchio di concime
+non rubato, ma sparso nelle terre del padrone si
+arrestano cinque cittadini sotto l&#8217;accusa di <i>associazione
+a delinquere</i>; questo arresto determina la sollevazione
+delle donne di Milocca seguita dall&#8217;arresto
+di altri 39 individui, tra i quali 32 donne, coi loro
+bambini; e quest&#8217;altro fatto alla sua volta genera il
+tafferuglio di Racalmuto che dette luogo ad un&#8217;altra
+quarantina di arresti. Si vuol sapere ciò che c&#8217;era
+di vero nel reato primitivo, che costò la prigione
+da quattro ad otto mesi ad <i>ottanta</i> cittadini del
+regno? Il tribunale di Caltanissetta&mdash;che va lodato
+per parecchie oneste sentenze emesse anche durante
+lo stato di assedio, tra le quali quella cui mi
+riferisco qui&mdash;mandò assolti i <i>malfattori</i> perchè il
+Pubblico ministero all&#8217;udienza e in seguito alle risultanze
+del processo orale ritirò l&#8217;accusa per <i>inesistenza<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span>
+di reato</i>. E lo stesso brigadiere dei carabinieri
+confessò che lo spargimento del concime fu denunziato
+dai proprietarî, senza che fosse avvenuto,
+nello intendimento di nuocere ai capi del <i>Fascio</i> e
+di sbarazzarsene facendoli arrestare! Non si ha ragione,
+dunque, di esclamare che questa prodezza
+degli agenti del Prefetto De Rosa costituisce la più
+enorme e imprudente provocazione?</p>
+
+<p>Io che a Milocca mi ero informato della verità
+con una rapida inchiesta, interrogando il delegato
+del sindaco di Sutera&mdash;cui è aggregato Milocca&mdash;il
+brigadiere dei carabinieri e il luogotenente che
+comandava il distaccamento di fanteria, indignato
+scrissi e telegrafai in quella occasione alla <i>Tribuna</i>,
+che l&#8217;on. Giolitti in Sicilia faceva più male della
+banda maurina.</p>
+
+<div class="sidenote">QUARANTOTTO VITTIME D&#8217;UNA CALUNNIOSA DENUNZIA</div>
+
+<p>A Gibellina pigliando pretesto da una pacifica dimostrazione,
+il delegato entrò violentemente nella
+società agricola, e ne scacciò i soci, arrestandone alcuni;
+furono strappate violentemente le bandiere e
+furono sparati diversi colpi in aria dai carabinieri.
+L&#8217;intromissione di alcuni influenti cittadini del luogo
+e dell&#8217;avv. Scaminaci di Santa Margherita evitò
+scene di sangue, che, date le provocazioni e le violenze
+della forza pubblica, sembravano imminenti; il
+delegato ebbe salva la vita per uno stratagemma
+dello Scaminaci, il quale&mdash;sempre in punizione dell&#8217;opera
+pacificatrice&mdash;dopo qualche giorno, allo arrivo
+della forza, venne arrestato, ammanettato, tradotto
+nelle carceri di Trapani, processato e condannato.
+Si noti: oltre lo Scaminaci, ben <i>quarantotto</i> persone
+furono arrestate e processate dietro una calunniosa
+denunzia del funzionante da Sindaco; ma vennero<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>
+tutte assolte dal Tribunale e la condotta del denunziatore
+venne severamente stigmatizzata dal Regio
+Procuratore. A Gibellina non c&#8217;era <i>Fascio dei Lavoratori</i>:
+ma si costituì subito come reazione contro
+la condotta dell&#8217;autorità di pubblica sicurezza e vi
+s&#8217;inscrissero tutti gli uomini validi. Ivi erano vivissime
+le gare amministrative. I fatti di novembre
+lasciarono una profonda agitazione ch&#8217;ebbe più tardi
+un sanguinoso epilogo.</p>
+
+<div class="sidenote">LO STATUTO MUTATO IN TRANELLO</div>
+
+<p>Le provocazioni e i fatti analoghi furono a centinaia
+ed ebbero sempre risultati identici. Dal gennaio
+1893 al gennajo 1894 le dimostrazioni pacifiche,
+gli scioperi legali si seguono e si ripetono in
+ogni angolo dell&#8217;isola e si alternano e provocano
+violenze e abusi della polizia; e non di rado queste
+violenze e questi abusi precedono e provocano
+le dimostrazioni, che in molti punti si ripetono e
+si alternano con quelle provocate dall&#8217;esorbitare
+dei dazî comunali. L&#8217;esercizio dei diritti consentiti
+dallo Statuto parve tramutato in un tranello teso
+alla buona fede dei cittadini che finiva sempre colla
+violazione di tutte le leggi da parte delle autorità.
+Gli arbitrî e le violenze sono di ogni genere e vengono
+perpetrati nei momenti acuti e in quelli di calma
+col proposito deliberato di scompaginare e dissolvere
+quelle forze popolari che per la prima volta si erano
+seriamente organizzate in Sicilia, col fine di conseguire
+il proprio miglioramento economico.</p>
+
+<div class="sidenote">LE VIOLENZE DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>E la polizia strappa le bandiere, abbatte porte e
+finestre per violare il domicilio dei <i>Fasci</i> e dei singoli
+soci, li arresta, li processa, li ammonisce, li
+manda a domicilio coatto. Questa stessa polizia&mdash;forte
+delle sue pessime tradizioni, della impunità<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span>
+ed anche degli incoraggiamenti dei poteri superiori&mdash;sin
+dal primo accenno al moto sociale dei <i>Fasci</i> mostrò
+aperta la intenzione di avversarlo in tutti i modi.
+Esplicazione generale di questa intenzione furono
+innumerevoli ed arbitrarie perquisizioni domiciliari,
+inviti altrettanto arbitrarî a cittadini egregi di portarsi
+in questura o negli uffici della pubblica sicurezza
+per sentire consigli non richiesti e intemerate
+villane; contravvenzioni continuate, legali forse, perchè
+la reazionaria legge di pubblica sicurezza somministra
+il pretesto per renderle sempre angariche
+ed odiose; ritiri capricciosi di licenze di minuta
+vendita; partigiane denegazioni del permesso di
+portare armi, anche a chi per proprio ufficio non
+può farne a meno; richieste insistenti e tentativi
+per avere gli elenchi dei soci dei <i>Fasci</i>, per intraprendere
+il minuto lavorio di disgregamento mercè
+le lusinghe, le promesse, le minacce, tra le quali
+quella efficacissima e terribile dell&#8217;ammonizione.<a name="FNanchor_42_42" id="FNanchor_42_42"></a><a href="#Footnote_42_42" class="fnanchor">[42]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p>
+<div class="sidenote">I RISULTATI</div>
+
+<p>I risultati di questi procedimenti sono dappertutto
+uguali e di doppio ordine: da un lato la gagliarda
+fibra isolana, reagisce, come sempre, e rende simpatici
+i <i>Fasci</i> anche a coloro che primitivamente li
+avversavano, li fa moltiplicare e consolidare; dall&#8217;altro
+le notizie di tante prodezze poliziesche si
+sparge dappertutto e distrugge l&#8217;ultimo avanzo di fiducia
+che si aveva nelle autorità, infondendo in tutti
+la convinzione che era vano sperare giustizia da
+coloro ch&#8217;erano preposti a renderla<a name="FNanchor_43_43" id="FNanchor_43_43"></a><a href="#Footnote_43_43" class="fnanchor">[43]</a>.</p>
+
+<p>E quando la magistratura rendeva i suoi verdetti
+questi non servivano che a rinforzare l&#8217;abborrimento
+contro il governo, le cui male arti erano state bollate
+dalle autorità competenti. Furono infatti numerose
+le assoluzioni in particolare presso i tribunali
+penali di Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani,
+di Palermo ecc., nei tanti processi capricciosamente
+promossi dalla polizia (Milocca, Acquaviva, Gibellina,<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+Siculiana, Piana dei Greci ecc. ecc.), tanto che
+il Generale Corsi malinconicamente osserva:</p>
+
+<p>«Col Codice penale alla mano (?), le autorità politiche
+facevano arrestare gl&#8217;istigatori allo sciopero
+o i colpevoli delle violenze che avvenivano; ma
+in base allo stesso Codice ed a criterî, come dicono,
+o ragioni di giustizia od altre, che non istarò
+ad esaminare, i Tribunali ne mandavano la maggior
+parte colla piena assoluzione o colla dichiarazione
+del <i>non farsi luogo a procedere</i>. E questi
+se ne tornavano al loro paese a ridere in faccia
+a chi si era preso l&#8217;incomodo di arrestarli.» (Sicilia,
+p. 334).</p>
+
+<p>Chiunque conosce un po&#8217; da vicino la nostra magistratura
+sa che se una colpa grave le si può rimproverare
+è la soverchia deferenza, se non voglia
+chiamarsi abbietto servilismo, verso le autorità politiche;
+se essa assolveva, adunque, è segno certo
+che il diritto era palesamente dal lato dei cittadini
+e che non era possibile salvare i rappresentanti del
+governo dal biasimo, che su loro ricadeva da quelle
+sentenze assolutorie.</p>
+
+<div class="sidenote">DUREZZA DELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>L&#8217;opera nefasta del governo centrale e dei suoi
+rappresentanti locali venne compiuta ed aggravata
+dalle <i>classi dirigenti</i>. «I possidenti&mdash;dice il generale
+Corsi&mdash;stettero duri al loro interesse e lo vollero
+intatto nella loro pienezza, come lo intendono
+loro, cioè col maggiore possibile profitto per essi,
+conservando ciò che è, respingendo le novazioni...
+I possidenti e gli affittatori avevano visto avvicinarsi
+la procella, ne avevano presentito gli effetti.
+In quelle situazioni in cui si trovavano per
+consuetudine antica di fronte ai lavoratori, più<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+che sorpresi o stupiti, n&#8217;erano stati impauriti o
+irritati...» Un accordo avrebbe potuto e dovuto
+tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e <a name="tn168a" id="tn168a"></a><span class="correction">dall&#8217;altra</span>
+avevano troppo profonde radici: lo stacco era
+troppo grande e durava da tempi immemorabili;
+e da un lato vi era odio, dall&#8217;altro paura. I signori
+dunque credettero del loro interesse e della loro
+dignità di non <a name="tn168b" id="tn168b"></a><span class="correction">dipartirsi</span> dallo antico costume, divenuto
+connaturale in loro: stettero fermi o si ritrassero
+o fecero appena un piccolo passo avanti
+secondo i luoghi, secondo gli umori, e, direttamente
+o per mezzo dei loro accoliti, accesero la
+stampa, assediarono i Prefetti, gridando minacciato
+gravissimamente l&#8217;ordine pubblico, peggiorate
+enormemente le condizioni della pubblica sicurezza,
+dando per flagrante tutto il male possibile,
+e chiedendo, come l&#8217;affamato il pane, carabinieri
+e soldati. A conto fatto, non sarebbe bastato
+tutto l&#8217;esercito italiano&mdash;nel periodo della
+forza minima&mdash;per rassicurarli tutti. Molti municipî
+erano a capo di questa che dobbiamo dire
+<i>reazione</i>, quelli, s&#8217;intende, nei quali prevalevano i
+proprietarî.» (<i>Sicilia</i>, p. 328, 331, 332).</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;INTROMISSIONE DEGLI UFFICIALI</div>
+
+<p>In qualche punto questi accordi desiderati e invocati
+sono tentati e specialmente per opera dei comandanti
+dei distaccamenti di truppa; e se si vuol
+sapere con quanta sincerità ed onestà erano condotte
+le trattative si può apprenderlo dallo stesso
+generale Corsi, a cui un Comandante fa una lunga
+narrazione di tali accordi tentati e condotti a buon
+punto in un paese e conchiude così: «La situazione
+lasciava quindi sperare la tranquillità la più assoluta
+ed il ristabilimento della calma negli animi<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span>
+di tutti, quando ieri sera... alle 11 giunge
+al Vice ispettore un espresso da... coll&#8217;ingiunzione
+di procedere all&#8217;arresto di cinque fra i capi del
+Fascio, compreso il Presidente.» (p. 340).</p>
+
+<div class="sidenote">LA POLIZIA MUTA LE TRATTATIVE IN INGANNO</div>
+
+<p>Non continuo nella riproduzione delle relazioni
+di quel Comandante ch&#8217;è un osservatore diligente,
+nè commento il fatto, perchè esso è di una eloquenza
+irresistibile; avverto solo che i fatti consimili
+sono innumerevoli; le trattative quasi sempre
+non hanno che uno scopo: scongiurare una dimostrazione
+in attesa di rinforzi e arrivati questi si procede
+all&#8217;arresto di coloro ai quali si strinse la mano
+con effusione e si promisero concessioni eque, ragionevoli.</p>
+
+<p>Questo non è tutto. È grande la colpa delle classi
+dirigenti per la loro fanatica resistenza alle riforme
+e alle concessioni, per l&#8217;ostinata persistenza nell&#8217;antica
+usura, pel disprezzo verso i lavoratori e verso
+le idee nuove, per lo stolto proponimento di farsi
+arma in certi luoghi degli uni e delle altre&mdash;che
+presero a favoreggiare inopinatamente e <i>more Rabagas</i>&mdash;onde
+sfogarsi contro i nemici ch&#8217;erano al
+potere; e per tutto questo non esito a dire che la
+responsabilità loro non è minore di quella del governo.</p>
+
+<p>Esse, in generale&mdash;che non mancarono le nobili
+e lodevoli eccezioni&mdash;furono fortunate dell&#8217;indirizzo
+preso dal governo; ed angariarono, denunziarono,
+derisero i <i>Fasci</i> e i loro socî. In qualche punto si
+organizzò un vero <i>boicotaggio</i> alla rovescia; non si
+dette lavoro o lo si retribuì di meno, ai soci de&#8217; <i>Fasci</i>.
+Fecero di peggio: misero in circolazione, specialmente
+nella provincia di Girgenti, delle petizioni
+al Sensales ed al Presidente della Camera,&mdash;redatte<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>
+in termini calunniosi, infami contro i sodalizî e le
+classi popolari,&mdash;colle quali s&#8217;invocavano leggi eccezionali,
+repressione energica e pronta per ispegnere
+quello che essi chiamavano il moto sovversivo!</p>
+
+<div class="sidenote">I LAVORATORI DISPERANO DELLA GIUSTIZIA</div>
+
+<p>Si può immaginare piuttosto che descrivere la irritazione
+e il risentimento che si destò negli animi
+dei lavoratori per l&#8217;attitudine del governo e delle
+classi dirigenti. I lavoratori intuirono che essi erano
+le vittime designate di una imminente repressione,
+stata annunziata e minacciata tutti i giorni
+e in tutti i luoghi e che doveva essere iniziata col
+generale scioglimento dei <i>Fasci</i>, onde l&#8217;odio di classe
+ch&#8217;era vivo ingigantì; e ad ingigantirlo contribuivano
+le notizie trasmesse oralmente o per mezzo
+dei giornali da paese a paese, talora false, tal&#8217;altra
+esagerate, inesatte sempre; ed ingigantì sopratutto
+pel fatto non mai abbastanza deplorato che giammai
+si vide un prepotente ed un violatore della
+legge punito; sicchè negli animi dei popolani si ribadì
+incrollabilmente la credenza, che non si poteva
+e non si doveva sperare giustizia dal governo.</p>
+
+<p>E in questo stato di animi, che costituiva una vera
+anarchia politica e morale, si pervenne al mese di
+dicembre, quando tutto ciò che si era seminato dette
+i suoi frutti; quando la passione prese il sopravvento;
+quando la paura del peggio, la speranza di
+miglioramenti, la sicurezza di ottenerli mostrando
+i denti fecero confondere tutti i criteri, fecero adoperare
+i mezzi leciti e quelli illegali. Ma tutto questo
+avveniva con tanta incoscienza, con tanto insensibile
+passaggio dal giusto all&#8217;ingiusto, con tanto
+fatale concatenamento di episodî, di provocazioni <a name="tn170" id="tn170"></a><span class="correction">e
+di</span> reazioni, che poca colpa vera si può dare alla<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span>
+parte popolare anche là dove trascese, a Partinico,
+a Monreale, a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a
+Valguarnera, ecc. ecc.</p>
+
+<div class="sidenote">VALGUARNERA</div>
+
+<p>E mi fermo alle scene di Valguarnera, perchè
+furono caratteristiche. Ivi non c&#8217;era <i>Fascio</i>; chi si
+era adoperato a farlo sorgere aveva dovuto rinunziarvi
+per mancanza assoluta di elementi adatti,
+per il <i>lealismo</i> monarchico ed anche conservatore
+di cui facevano mostra a gara i partiti amministrativi
+in aspro antagonismo tra loro.</p>
+
+<p>Il malessere economico, però, per la crisi zolfifera
+ed agraria vi era profondo e generale; il fermento
+nel popolo e la indignazione contro le autorità
+raggiunsero le proporzioni più alte per la inettitudine,
+per la imprudenza e per la prepotenza mostrata
+dal locale delegato di Pubblica sicurezza il
+giorno 4 dicembre nella miniera di Grottacalda, in
+occasione della festa di Santa Barbara organizzata
+dalla amministrazione&mdash;composta da persone temperatissime&mdash;e
+alla quale avevano preso parte parecchie
+migliaia di pacifici lavoratori di Piazza Armerina,
+di Castrogiovanni e di Valguarnera.</p>
+
+<div class="sidenote">LA SOMMOSSA</div>
+
+<p>In questo stato di animi e con tali autorità il giorno
+25 un zolfataro, un certo Di Dio&mdash;sopranominato
+<i>Cottonaro</i>&mdash;assai malvisto, comincia ad arringare il
+popolo esponendo propositi sovversivi, come li qualificarono
+gli avversari. Il delegato, che non aveva
+ai suoi ordini se non due carabinieri volle arrestare
+l&#8217;improvvisato tribuno in mezzo ad una folla di alcune
+migliaia di persone. Non solo: quando la folla
+ne chiede la liberazione, un carabiniere spara un
+colpo di rivoltella. Allora si scatena il furore dei
+dimostranti...<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">DENUNZIE E FUGHE</div>
+
+<p>Il delegato ed il sindaco scappano e si nascondono;
+i carabinieri si chiudono nella caserma e i
+tumultanti rimangono padroni del campo: interrompono
+le comunicazioni telegrafiche, liberano i
+detenuti, devastano e incendiano la casa del sindaco,
+la pretura, gli uffizî pubblici, saccheggiano diverse
+case e negozî. I danni prodotti sorpassano il milione
+di lire&mdash;ma credo che la cifra sia stata molto
+esagerata. Nei tumulti di Valguarnera si ebbero a
+deplorare parecchie rapine che&mdash;sia detto ad onore
+del popolo&mdash;non si ripeterono in nessun altro luogo.
+Spesso anzi ci fu fanatismo nel mostrarsi onesti; e
+nella stessa Valguarnera, quasi a compenso, si ricorda
+che i tumultanti posero in cimento la propria
+vita per salvare alcuni fanciulli in una casa cui
+avevano appiccato l&#8217;incendio. Le rapine si spiegano
+col fatto che passato il primo momento non restarono
+a spadroneggiare se non una trentina di malviventi,
+che non miravano ad altro se non a rubare.
+Non ci furono morti; e ci fu un solo ferito per un
+colpo tirato da un carabiniere. All&#8217;indomani, all&#8217;arrivo
+della forza e del Prefetto si fecero circa 300
+arresti, tra cui molte donne; la massima parte dei
+liberati dal carcere andarono a costituirsi. Non si
+riuscì, però, a riprendere il Cottonaro, promotore
+primo dei disordini; solo dopo parecchi mesi esso si
+presentò spontaneamente e si afferma da un altro
+canto, che molti che furono maggiormente responsabili
+delle rapine e degli incendî si assicurarono
+la impunità facendola da delatori e mettendosi ai
+servigî delle autorità politiche e amministrative, denunziando
+cittadini onestissimi, facendoli arrestare<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>
+o costringendoli a fuggire. E i latitanti, infatti, furono
+a centinaia.</p>
+
+<p>Valguarnera rappresenta il prodotto di una serie
+di cause molteplici, di una lenta preparazione, e
+della scintilla data dalla provocazione poliziesca.<a name="FNanchor_44_44" id="FNanchor_44_44"></a><a href="#Footnote_44_44" class="fnanchor">[44]</a></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_41_41" id="Footnote_41_41"></a><a href="#FNanchor_41_41"><span class="label">[41]</span></a> Avvertii sempre e raccomandai con tutte le mie forze
+e in tutte le occasioni la istruzione agli operai. Questi miei
+sforzi ha riconosciuto il generale Corsi (<i>Sicilia</i> p. 298) e gliene
+sono grato come del migliore elogio che poteva farmi.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_42_42" id="Footnote_42_42"></a><a href="#FNanchor_42_42"><span class="label">[42]</span></a> Conosco aneddoti piccanti su questa richiesta dello elenco
+dei soci dei <i>Fasci</i>. Eccone uno: il sotto prefetto di X...
+voleva ad ogni costo quello di un paese del suo circondario.
+Il presidente del Fascio lo negò al delegato di P. S. e questi
+per non fare cattiva figura presso il superiore ne creò uno
+di sana pianta comprendendovi molti avversari del <i>Fascio</i>!
+In quanto ad esattezza d&#8217;informazioni su persone sospette il
+colmo del ridicolo e dell&#8217;infamia nello stesso tempo si ha avuto
+dopo l&#8217;attentato del Lega contro l&#8217;on. Crispi. Il ministero
+ha chiesto alle autorità locali la biografia e la fotografia degli
+anarchici e dei socialisti <i>pericolosi</i>; e nello elenco di
+questi individui <i>pericolosi</i> la maggioranza è rappresentata da
+persone non solo onestissime, ma che non sono nè anarchiche,
+nè socialiste, nè repubblicane, ma semplicemente invise per
+ragioni personali ai sindaci, ai delegati di pubblica sicurezza
+ed ai prefetti. Gli elenchi della provincia di Caltanisetta,
+compilati dal famigerato Prefetto De Rosa sono un capolavoro
+d&#8217;infamia.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_43_43" id="Footnote_43_43"></a><a href="#FNanchor_43_43"><span class="label">[43]</span></a> A proposito della resistenza energica opposta sempre
+alle prepotenze governative mi sembrano opportune queste
+parole pronunziate da Cordova nel 1863: «I Siciliani sono
+avvezzi da lungo tempo a considerare il Governo come tenuto
+a rispettare la legge, ed anche quando essi per avventura
+non la rispettano, pretendono che il governo la rispetti.
+È un&#8217;abitudine acquistata dalle loro antiche istituzioni
+e consacrata dal patto del 1812, in cui un articolo esplicito
+diceva: <i>Ogni cittadino ha il diritto di far resistenza
+all&#8217;autorità pubblica, se questa non opera in conseguenza
+della legge</i>.» Questo ricordo vale se non altro a dimostrare
+come certe costituzioni consacrassero in Italia sul cominciare
+del secolo principi assai più liberali di quelli contenuti
+nello Statuto del <i>magnanimo</i> Carlo Alberto.»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_44_44" id="Footnote_44_44"></a><a href="#FNanchor_44_44"><span class="label">[44]</span></a> I luoghi nei quali durante il 1893 avvennero provocazioni,
+dimostrazioni e abusi di ogni sorta sono numerosi. Dai
+giornali sono riuscito a comporre questo elenco ch&#8217;è incompleto:
+</p><p>
+Palermo, Serradifalco, Campobello di Licata, Prizzi, S. Giuseppe Jato,
+Piana di Greci, Floridia, Borgetto, Scicli, Ravanusa,
+Mazzara del Vallo, Catenanuova, Partinico, Bisacquino,
+Corleone, Sancipirrello, Chiusa Sclafani, Sommatino, Villafranca,
+Termini Imerese, Canicattì, Terranova di Sicilia,
+Santa Croce Camerina, Naro, Grotte, San Cataldo, Campofiorito,
+Mezzomonreale, Campofranco, Pioppo, Palazzo Adriano,
+Lentini, Milocca, Belmonte-Mezzagno, Parco, Acquaviva Platani,
+Sutera, Lercara, Siracusa, Casteltermini, Villafrati, Siculiana,
+Casale Floresta, Montelepre, Cattolica Eraclea, Villarosa,
+Aragona, Caltabellotta, Paceco, Contessa Entellina,
+Montemaggiore Belsito, Alcamo, Valledolmo, S. Ninfa, Castronovo,
+Bambina, Ciminna, Mezzojuso, Cerda, Cefalù, Rosolini,
+Castelvetrano, Racalmuto, Santa Caterina Villarmosa,
+Balestrate, Trappeto, Caltanissetta, Spaccaforno, Modica, Francofonte,
+Piazza Armerina, Gibellina, Lucca Sicula, Butera,
+Bivona, Burgio, Roccadifalco, Pietragliata, Rocca, Petralia
+Soprana, Comitini, Terrasini, Misilmeri, Ragusa, Partanna,
+Salemi, Salaparuta, Trapani, Camporeale, ecc., ecc.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.<br /><br />
+
+LA REPRESSIONE</h2>
+
+
+<p>La serie interminabile delle provocazioni e delle
+dimostrazioni, illuminata qua e là dal sinistro bagliore
+degli incendî, ebbe i suoi episodî sanguinosi
+che meritano una speciale trattazione. Questi episodî
+rappresentano l&#8217;epilogo di una situazione tesa e scabrosa
+e l&#8217;inizio di una repressione, che, a dire il
+vero, fu quasi sempre incosciente e non preparata
+direttamente, ma che scattò improvvisa e spontanea,
+quale risultanza però delle istruzioni generali
+date, della imprevidenza nello eseguirle, dello
+eccitamento degli animi di tutti, della paura di essere
+sopraffatti negli uni, della coscienza del proprio
+diritto negli altri.</p>
+
+<p>Sangue, e in che misura! era stato versato a Caltavuturo
+in principio del 1893; sangue si continuò
+a versare a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo;
+ma dopo alcuni mesi di sosta nello svolgersi della
+triste cronaca, nessuno si attendeva che si dovesse
+ricominciarla e continuarla più luttuosa che pel
+passato!<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">LA CRONACA TRISTE CONTINUA</div>
+
+<p>Ricomincia a Giardinello. Giardinello è un piccolo
+paese di 800 abitanti. Sul conto dell&#8217;amministrazione
+comunale e del sindaco Caruso le più contraddittorie
+notizie corsero. Io sento il dovere di dire che persona
+degna di fede a me assicurò che il Caruso amministrasse
+paternamente; ed egli stesso in una lettera
+al Direttore della <i>Tribuna</i> si scagionò con apparenza
+di verità di molte accuse lanciate contro di lui.</p>
+
+<p>D&#8217;altra parte persona non sospetta di tenerezze
+per la causa dei lavoratori rivelò allo stesso corrispondente
+della <i>Tribuna</i> che il municipio di Giardinello
+era una vera e propria <i>Marcita</i>,&mdash;termine
+lombardo adoperato dall&#8217;interlocutore&mdash;un feudo del
+Sindaco. Il <i>Fascio</i>, presieduto dal sig. Piazza, aveva
+chiesto da tempo delle riduzioni di tasse: sul focatico,
+sulle vetture, sui dazî di consumo; il sindaco
+aveva promesso di provvedere almeno in parte, ma
+invece nei nuovi ruoli vi fu maggior rigore e minore
+equità che nei primi.</p>
+
+<p>La stessa lettera del Sindaco, del resto, suggerisce
+al temperatissimo Cavalieri osservazioni che suonano
+biasimo aperto pei criterî amministrativi che
+si seguono in Sicilia e che vengono addotti a difesa
+propria dal Sindaco di Giardinello (I <i>Fasci</i> ecc., pagine
+30 e 31). Quali che siano le ragioni dell&#8217;una
+parte e dell&#8217;altra, la catastrofe, che ne seguì e che
+commosse l&#8217;Italia rimane ingiustificabile ed è tuttora
+inesplicata.</p>
+
+<div class="sidenote">I TUMULTI DI GIARDINELLO</div>
+
+<p>Il giorno 10 dicembre, domenica, all&#8217;uscire dalla
+messa, nella piazza della chiesa si formò una dimostrazione
+al grido: <i>Abbasso le tasse e il Municipio</i>,
+quindi alcuni socî del Fascio andarono dal sindaco
+per cercare di comporre la faccenda e lo trovarono dinanzi<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+la porta di casa sua; alla richiesta dei dimostranti
+egli rispose che non <i>ci avevo colpa, che se
+ne lavava le mani</i>, <i>che la colpa era tutta dei consiglieri</i>
+e che <i>potevano fare il diavolo a quattro, lui non
+si sarebbe disturbato per questo</i>.</p>
+
+<p>E dopo avere così consigliato la calma ed evitato
+un grave pericolo, il sindaco montò le scale che
+conducevano nel suo studio, e vi rimase lungamente.
+I dimostranti seguitavano a gridare sotto i
+balconi del sindaco, il quale a calmare gli <i>spiriti
+bollenti</i> applicò loro una cura idroterapica buttando
+molta acqua e fresca su tutte quelle teste riscaldate.</p>
+
+<p>L&#8217;effetto della cura fu immediato: la folla non
+si ribella al brutale trattamento e corre invece&mdash;trascinata
+certo da qualche mestatore&mdash;al palazzo
+municipale, dove, eccitata certo da chi aveva interesse
+che documenti compromettenti fossero distrutti,
+comincia la devastazione, l&#8217;incendio; e tutti
+gli armadi, le sedie, i registri sono posti l&#8217;uno su
+l&#8217;altro e le fiamme avide, distruggono ogni cosa.</p>
+
+<p>Dopo, i tumultuanti continuarono a percorrere le
+vie del paese seguendo una donna che portava in
+alto il ritratto del Re e della Regina.</p>
+
+<p>Appena cominciati i primi disordini, un carabiniere
+partì per Montelepre a chiamare dei rinforzi
+ed è falso che contro costui siano stati tirati quattro
+colpi di fucile andati a vuoto.</p>
+
+<p>Conosciutasi la notizia a Montelepre partivano
+5 o 6 carabinieri e 22 bersaglieri comandati dal sottotenente
+Cimino, alla volta di Giardinello e quivi
+giunti si disposero a traverso la strada principale tra
+la casa del sindaco e il Municipio.<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ECCIDIO</div>
+
+<p>La folla impavida, forte forse del talismano che
+portava, andò incontro ai soldati sempre con lo stesso
+grido: <i>abbasso le tasse</i>,...... Il sottotenente tenta invano
+di calmare i dimostranti i quali per l&#8217;avanzarsi
+di quelli che stavan dietro minacciavano di
+rompere il cordone della truppa.&mdash;Fu allora che il
+sottotenente esclamò: «Allontanatevi o sarò costretto
+a dare ordine di caricare le armi». I più
+vicini tornarono indietro, il presidente del Fascio
+alla contadina che portava il ritratto del re disse: <i>Suruzza,
+jamuninni vasinnò nni sparanu</i> (sorella, andiamo
+se no ci sparano). E quando tutto volgeva pel bene,
+una fucilata sinistramente risuonò. Fu questo il
+segno dell&#8217;eccidio, sparano i soldati, sparano i carabinieri
+e le grida disperate e i lamenti dei feriti,
+il pianto di tutti resero lo spettacolo selvaggio e
+commovente. Anche i poveri soldati spaventati corsero
+come forsennati per la campagna.</p>
+
+<p>Allora, seminata la via di feriti, la folla uccide
+il messo comunale che, sogghignando, mostrava il suo
+compiacimento per tanti caduti.</p>
+
+<p>Chi ordinò il fuoco? donde partì la prima fucilata?
+Le voci più disparate corsero in proposito,
+ma il mistero non fu svelato. Il generale Corsi che
+solo di questa strage fa cenno&mdash;forse perchè il suo
+animo mite rifugge dalle scene di orrore&mdash;narra
+seccamente: «Fu caso, fu disgrazia. Una massa di
+gente di un <i>pacifico</i> paesello, rumoreggiante, inebbriata
+della sua audacia medesima, si serra addosso
+ad un piccolo drappello di soldati, spinta
+da tergo da chi non vede il pericolo; nessuno comanda
+il fuoco; ma il fuoco scoppia perchè i soldati<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span>
+stanno per essere travolti. La stampa ne fa
+gran rumore in Sicilia, in tutta Italia; si scrive
+che la truppa ha tirato freddamente sopra un
+popolo festante; non si vuole vedervi altro che
+una strage d&#8217;innocenti. Il governo n&#8217;è spaventato.»
+(<i>Sicilia</i>, p. 322)<a name="FNanchor_45_45" id="FNanchor_45_45"></a><a href="#Footnote_45_45" class="fnanchor">[45]</a>.</p>
+
+<p>I morti furono 11, dei 12 feriti portati all&#8217;ospedale
+di Palermo 9 furono dichiarati in pericolo di vita.
+5 solamente furono colpiti con palle a mitraglia e
+gli altri da palle non tirate da militari, vi furono
+pure uomini feriti da <i>quadretti e migliarini</i>.</p>
+
+<p>A Giardinello, precisamente come a Caltavuturo,
+le autorità non seppero trovare un colpevole tra
+coloro che spararono. Ne trovarono bensì a decine
+tra i poveri contadini che avevano partecipato alla
+dimostrazione e che si ebbero in pena dal Tribunale
+militare anni ed anni di reclusione!</p>
+
+<div class="sidenote">LERCARA</div>
+
+<p>Dopo Giardinello, Lercara. Anche qui c&#8217;è miseria
+grande derivante in gran parte dalla crisi zolfifera,
+anche qui ci sono odî inveterati e feroci tra alcune
+famiglie che si disputano con tutti i mezzi l&#8217;amministrazione
+comunale, qualcuna delle quali si afferma
+che abbia soffiato nel fuoco. E il fuoco divampò
+il 20 Dicembre in una dimostrazione coi
+ritratti del Re e della Regina al grido di: <i>Abbasso
+le tasse! Abbasso il Sindaco!</i> Si viene a colluttazione<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>
+colla forza e rimangono feriti o contusi alcuni uomini
+della forza, tra i quali il delegato di pubblica
+sicurezza ed un tenente delle truppe. Durante la
+notte e all&#8217;indomani arrivano altre truppe.&mdash;Il
+sotto prefetto di Termini-Imerese&mdash;che arringa il
+popolo da un balcone durante una nuova dimostrazione
+seguita da incendi dei posti daziari, da devastazioni
+e da saccheggi&mdash;è male accolto e costretto
+a scappare. Avviene un&#8217;altra colluttazione
+nella quale vengono uccisi undici cittadini e feriti
+molti altri! Contro i <a name="tn179" id="tn179"></a><span class="correction">soldati</span> la folla non adoperò
+che sassi e bastoni.</p>
+
+<div class="sidenote">PIETRAPERZIA</div>
+
+<p>A Pietraperzia il 1º gennajo 1894 si ripetono gli
+stessi fatti di Giardinello e di Lercara; le cause
+sono le stesse: la miseria e il malumore contro il
+municipio, per le tasse e specialmente pel fuocatico.
+I partiti locali che si combattono da anni con accanimento
+si accordarono soltanto nell&#8217;accusare i poveri
+contadini dei quali si osò negare la miseria!</p>
+
+<p>In queste denegazioni fu audacissimo il sindaco
+Nicoletti, che innanzi al Tribunale militare affermò
+inesistenti le tasse odiose nel suo paese, e l&#8217;amministrazione
+esemplare, e provvida per i bisogni di
+tutti. «Sì!&mdash;gli rispose con amara ironia un difensore,
+il capitano Schioppo&mdash;tasse non ve ne sono, perchè
+il fuocatico e il dazio sulla farina non pesano
+sul popolo; e l&#8217;amministrazione comunale è tale
+modello, che a Pietraperzia si può credere, che si
+sia avverato il famoso motto di Enrico IV!»</p>
+
+<p>Ivi, come dappertutto, i lavoratori si riuniscono e
+cominciano a gridare: <i>Viva il Re! abbasso il Sindaco!
+abbasso le tasse!</i></p>
+
+<p>Si dice che il Delegato di P. S. e il maresciallo<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+dei carabinieri abbiano invitato la folla a sciogliersi
+e che siano state fatte le regolari intimazioni, ma che
+la folla invece di sciogliersi abbia tirato delle fucilate
+contro i soldati, i quali per legittima difesa risposero
+facendo fuoco.</p>
+
+<p>Da tutte le mie informazioni, però, mi risultano
+infondate o alterate tali asserzioni; se i contadini
+<a name="tn180" id="tn180"></a><span class="correction">avessero</span> fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato
+qualche morto.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ECCESSI DOPO LA STRAGE</div>
+
+<p>Invece otto contadini rimasero uccisi e quindici
+gravemente feriti. Compiuta la strage, i soldati si
+rinchiusero nella Chiesa di Santa Maria e il popolo
+esasperato si dette agli incendi e alla devastazione
+del Casino dei Galantuomini, del municipio e di
+altri uffizî pubblici. Questi eccessi della folla, è bene
+rilevarlo, seguirono e non precedettero la strage.</p>
+
+<p>Il Consiglio, nella massima parte inviso, si dimise.
+Non mancarono i soliti numerosi arresti. Si afferma
+che a Pietraperzia il <i>Fascio</i>, di recente formazione
+e composto di analfabeti, abbia preso parte attiva
+ai tumulti; ma la verità non si può sapere facilmente
+perchè non si potè sinora sentire che una
+sola campana, quella dei più ricchi proprietari. Non
+ha sonato ancora quella dei lavoratori. Il terrore
+regnò per parecchio tempo a Pietraperzia e non fu
+possibile avere esatte notizie.</p>
+
+<p>Settantatre disgraziati furono trascinati al Tribunale
+militare di Caltanissetta e di essi soli 20 furono
+assolti; gli altri furono condannati a pene
+che variano dai 3 ai 21 anni di reclusione. La sentenza
+fece dolorosissima impressione e fu notato che
+un colonnello dell&#8217;esercito dava pietosamente parole<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+di conforto alle desolate famiglie dei condannati.</p>
+
+<div class="sidenote">GIBELLINA</div>
+
+<p>Il giorno 2 gennaio è la volta dell&#8217;eccidio di
+Gibellina. Ha qualche cosa di specialmente lugubre;
+e di esso si avvalsero gli uomini del governo per
+denigrare il popolo, che in un momento di furore
+cieco uccise il pretore Casapinta. Ma perchè? quando?</p>
+
+<p>Narriamo. Gibellina conta circa 10,000 abitanti ed
+è dedita esclusivamente all&#8217;agricoltura. Si afferma
+da molti che vera miseria non vi sia e che vi siano
+numerosi i piccoli proprietarî&mdash;di quella categoria
+però, che l&#8217;on. Damiani paragonò ai proletarî perchè
+la proprietà di una catapecchia o di un campicello
+non basta a sfamare. Certo è che la emigrazione vi
+si accrebbe notevolmente negli ultimi anni; e questo
+è indizio sicuro di malessere economico. È certo
+del pari che le tasse comunali, specialmente quella
+sugli animali e il focatico, vi erano pesanti ed invise
+e che era grande il risentimento contro le autorità
+politiche&mdash;rappresentate dal delegato di P. S.&mdash;per
+i fatti del 4 novembre narrati avanti. Vi sono
+i soliti partiti locali, i cui caporioni si odiano reciprocamente;
+quello al potere, protetto dalla Prefettura
+di Trapani, qualificato addirittura tirannico, si dice
+abbia considerato la cassa comunale come lo sfamatoio
+della propria famiglia e dei propri adepti.
+Gli oppositori, ricchissimi, si vuole che abbiano
+soffiato nel fuoco; regalarono una bandiera al
+<i>Fascio</i>&mdash;essi che in fondo sono conservatori&mdash;e
+si rimproverò loro&mdash;stranissimo rimprovero!&mdash;che
+dessero agli operai un salario più elevato degli altri.</p>
+
+<p>Questo l&#8217;ambiente dove si svolsero i fatti del 2
+gennaio.<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p>
+
+<p>Da parecchi giorni si buccinava che si doveva
+fare una dimostrazione contro il municipio: corsero
+trattative di conciliazione tra i partiti; si cercò
+dare soddisfazione alla opinione pubblica dal sindaco,
+accettando alcune delle proposte messe avanti dal
+<i>Fascio</i>, il cui presidente sig. Palermo si cooperò
+sempre per mantenere la calma e l&#8217;ordine; a quasi
+tutte le trattative presero parte attiva il capitano
+Macchi del 37º fanteria, e il pretore Casapinta e
+la loro fu azione lodevole. Ma ciò che chiedevasi
+con maggiore insistenza erano le dimissioni del sindaco
+e del consiglio; cosa che non potevasi ottenere,
+come disse il capitano, perchè il sindaco di
+dimissioni non voleva assolutamente saperne!</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ECCIDIO</div>
+
+<p>Nel giorno dell&#8217;eccidio il municipio era occupato
+militarmente e il capitano trovavasi nella sala del
+Consiglio, mentre la folla appressavasi gridando come
+sempre: <i>Abbasso il Sindaco! abbasso le tasse! abbasso
+il consiglio comunale!</i> Erano circa tre mila persone
+con alla testa la bandiera del <i>Fascio</i>, che fu
+issata al balcone della casa municipale dov&#8217;erano
+riuniti il Capitano Macchi, il sindaco e molti altri
+che discutevano sui provvedimenti da prendere.</p>
+
+<p>Ad un tratto comincia il fuoco contro la popolazione
+inerme: quattordici caddero morti immediatamente.
+Non vi furono squilli di tromba e i soldati
+spararono sulla folla a bruciapelo. Il numero dei
+feriti fu grandissimo e non potè esser mai esattamente
+constatato perchè tutti si nascosero, sapendosi che
+anche i feriti gravi venivano arrestati e condotti a
+Trapani: ad un certo Tramonte fu amputato il
+braccio nelle prigioni di Trapani e gli si negò di
+poter rimanere a casa guardato a vista.<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span></p>
+
+<p>Compiuta la strage i soldati&mdash;per ordine del Capitano
+Macchi, che rapidamente discese dalla casa
+comunale appena sentì le fucilate&mdash;si ritirarono, e Gibellina
+rimase in balía del popolo giustamente esasperato.
+Fu allora che venne ucciso a sassate ed a bastonate
+il povero pretore Casapinta, ch&#8217;era stimato da
+tutti e che si era cooperato ad impedire la catastrofe;
+ma ciò avvenne per isbaglio, gli addebitarono
+il comando del fuoco, essendo stato scambiato pel
+delegato di Pubblica Sicurezza, Vincenzo Trani, che
+alle antiche aveva aggiunto nuove ragioni di odio
+contro di sè.</p>
+
+<p>Costui fu generosamente ricoverato da un farmacista,
+e si salvò, fuggendo travestito, dall&#8217;ira di quel popolo
+il quale contro di lui sarebbe forse stato implacabile.</p>
+
+<p>Per alcuni giorni Gibellina rimase assolutamente
+senza forza e senza autorità; eppure non vennero
+molestati coloro, che erano considerati come i veri
+promotori dell&#8217;eccidio!</p>
+
+<div class="sidenote">LA RESPONSABILITÀ</div>
+
+<p>A Gibellina si sa almeno su chi fare ricadere la
+colpa immediata della catastrofe. Il capitano Macchi
+allontanò da sè la responsabilità dell&#8217;accaduto; e
+non gliene spetta, poichè è voce generale da nessuno
+sinora smentita, che il fuoco venne ordinato
+del delegato di P. S. affacciatosi dal balcone del
+Municipio. Il luogotenente che in piazza trovavasi
+alla testa dei 35 soldati credendo che l&#8217;ordine fosse
+partito del capitano comandò il fuoco. Per colmo
+di odiosità le guardie campestri, ligie al sindaco, nascoste
+in un campanile vicino&mdash;ciò che farebbe supporre
+una certa premeditazione&mdash;tirarono ripetutamente
+sulla folla.</p>
+
+<p>Quando le autorità governative ripresero possesso<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+del disgraziato paese dove regnava lo squallore, si
+fecero arresti in massa e si vuole che la maggior
+parte degli arresti avvenissero nelle file dell&#8217;opposizione
+e su di una lista compilata dal partito che
+stava al potere.</p>
+
+<p>Dopo tali disgraziati avvenimenti, l&#8217;odio e la diffidenza
+dei contadini contro <i>li cappedda</i> si sono accresciuti
+in modo terribile; tanto che essi sfuggirono
+come un leproso un inviato da un comitato di
+Palermo, che v&#8217;era andato a fare un&#8217;inchiesta per
+poter distribuire dei soccorsi alle vittime.</p>
+
+<div class="sidenote">BELMONTE-MEZZAGNO&mdash;MARINEO</div>
+
+<p>I tumulti di Belmonte-Mezzagno vanno ricordati
+perchè con un colpo di rivoltella vi venne ferito un
+soldato, che poco dopo morì, lo Sculli. A questa
+povera vittima furono fatte solenni onoranze; ma
+furono consacrati all&#8217;infamia i contadini uccisi dai
+soldati.</p>
+
+<p>Peggio ancora avvenne all&#8217;indomani del funesto
+principio del 1894, a Marineo.</p>
+
+<p>Anche lì avvengono le solite dimostrazioni con leggere
+colluttazioni con la forza, in una delle quali c&#8217;è
+un solo ferito di baionetta; ma il giorno 3 si ripetono
+le dimostrazioni e poi che la folla rifiuta di
+sciogliersi, dopo le intimazioni di legge ed una scarica
+in aria, la truppa fa fuoco e vengono uccise
+otto persone sul colpo e dieci muoiono poco dopo per
+le ferite ricevute. Il numero dei feriti non si può
+precisare, perchè i più si nascosero: ma dev&#8217;essere
+stato considerevole se proporzionato al numero dei
+morti.</p>
+
+<p>Il giorno 4 viene proclamato in Sicilia lo stato di
+assedio: il generale Morra di Lavriano e della Montà
+assume formalmente i poteri di Regio Commissario<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+straordinario del Re, ch&#8217;esercitava di fatto sin dal
+suo arrivo in Sicilia. Nel manifesto con cui il Regio
+Commissario straordinario annunziò l&#8217;avvenimento,
+in ultimo era detto che ai contravventori sarebbero
+stati applicati gli articoli dal 246 al 251 del Codice
+penale militare. Perchè si possa giudicare della opportunità
+dell&#8217;applicazione è bene si sappia che tali
+articoli considerano i casi in cui... il territorio del
+regno è invaso da <i>truppe nemiche</i>!</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ULTIMO MASSACRO</div>
+
+<p>All&#8217;indomani della proclamazione dello stato di
+assedio si chiude la serie dei massacri con quello
+di Santa Caterina Villarmosa.</p>
+
+<p>Ivi, tra i due partiti municipali da gran tempo
+non c&#8217;era buon sangue; la miseria tra i contadini,&mdash;il
+paese è essenzialmente agricolo&mdash;era grande;
+un Fascio vi si era costituito, nel quale per dissidi
+tra coloro che lo dirigevano, al momento della catastrofe
+nessuno esercitava una influenza, perchè
+erano dimissionari da parecchi giorni il segretario
+e il vice-presidente, ed era assente da tempo il presidente;
+il <i>Fascio</i> rappresentava un vero corpo senza
+capo. E la catastrofe avvenne terribile e inattesa, come
+m&#8217;assicurarono il sindaco e il capo del partito contrario.</p>
+
+<div class="sidenote">SANTA CATERINA VILLARMOSA</div>
+
+<p>Il giorno cinque è certo che ancora non era
+stata annunziata ai cittadini di Santa Caterina Villarmosa
+la proclamazione dello stato di assedio; nè
+c&#8217;è da meravigliarsene perchè poche ore si può dire
+ch&#8217;erano trascorse dalla comunicazione. Fu lo stesso
+Comando dei Carabinieri, che dichiarò che <i>nessuno</i>
+aveva visto il manifesto; ciò risultò anche dal processo
+svoltosi innanzi al Tribunale militare di Caltanissetta.
+Se fosse stata annunziata e spiegata bene ai poveri<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+contadini la misura, probabilmente essi avrebbero
+tenuto diverso contegno. Ma quantunque essi tutto
+ignorassero non si creda che abbiano trasceso, come
+in tanti altri punti. Tutt&#8217;altro. Il giorno 5, infatti,
+non si trattò che di questo: una folla enorme percorreva
+il paese&mdash;con una bandiera sormontata dai
+ritratti del Re, della Regina e da un crocefisso,&mdash;gridando:
+<i>viva il Re! abbasso le tasse!</i> Non ci furono
+incendi, non ci furono devastazioni nè in uffici
+pubblici, nè in case e magazzini privati; non si
+assaltò il municipio e molto meno si potevano assaltare
+i casotti del dazio&mdash;come annunziarono telegrammi
+uffiziali con impudente menzogna&mdash;i quali
+non esistevano! Le autorità che avevano avuto sentore
+della dimostrazione avevano chiesto ed ottenuto
+rinforzi da Caltanissetta, otto soldati ed un tenente
+dei carabinieri, che uniti ai quattro carabinieri ch&#8217;erano
+di stazione formarono un totale di <i>tredici</i> uomini!</p>
+
+<p>Il tenente dei carabinieri, Colleoni, pensò che l&#8217;autorità
+doveva rimanere alla forza e fece mostra di tutte
+le sue attitudini strategiche impostando i suoi dodici
+uomini nella strada che fronteggiava la grande
+piazza Garibaldi, d&#8217;onde dovevano passare i pacifici
+dimostranti. Quando questi pervennero nella piazza
+e vi si pigiarono in modo da non potersi muovere,
+il tenente dei carabinieri intimò alla folla di sciogliersi
+e fece suonare i tre squilli. Fra il secondo e il
+terzo, un maestro di scuola, il Capra, esortò il popolo
+a sciogliersi; ma il popolo credendo di non violare
+alcuna legge protestando contro i balzelli, e incorato
+con particolarità da alcune donne ardite, non si mosse
+se non dopo che il terreno fu seminato di morti e<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+di feriti in seguito alle <i>ripetute</i> scariche ordinate dal
+tenente dei carabinieri. Quando la piazza venne
+sgombrata, per molte ore rimasero abbandonati al
+suolo gli <i>undici</i> morti e i più gravemente feriti&mdash;donne,
+uomini, vecchi e bambini&mdash;in mezzo alle
+pozze di sangue!</p>
+
+<div class="sidenote">MENZOGNE SPUDORATE</div>
+
+<p>E adesso poche altre osservazioni. Come i telegrammi
+ufficiali mentirono nel dare i particolari della
+dimostrazione cui attribuirono atti non commessi, così
+evidentemente mentirono nel dare alcune notizie
+che volevano lasciar comprendere esservi stata da
+parte del popolo prima l&#8217;aggressione e poi la resistenza,
+fosse anche una larva. Si parlò di un colpo di rivoltella
+tirata contro il maresciallo dei carabinieri,
+ma il colpo <i>fortunatamente</i> non partì; e se <a name="tn187" id="tn187"></a><span class="correction">partì</span>,
+quantunque a <i>bruciapelo</i>,... non ferì; si parlò di una
+coltellata contro un soldato, ma <i>fortunatamente</i> la
+lama non arrivò alle carni; si parlò di sassi scagliati
+contro la truppa, ma <i>fortunatamente</i> non un soldato
+venne colpito!...</p>
+
+<p>Troppa fortuna davvero!</p>
+
+<p>E poi, la rivoltella non fu trovata; i carabinieri
+sequestrarono solo un&#8217;accetta... senza padrone.</p>
+
+<p>Cose queste, che furono anche constatate dai corrispondenti
+della <i>Tribuna</i> e del <i>Resto del Carlino</i>,
+andati sul luogo.</p>
+
+<p>La narrazione fatta dal tenente Colleoni innanzi
+al Tribunale militare esclude tutte le calunniose notizie
+<i>ufficiali</i> divulgate sul contegno dei poveri contadini
+di Santa Caterina. Egli, a domanda del Presidente
+Colonnello Orsini rispose: «avere ordinato
+il fuoco perchè aveva acquistato il concetto preciso
+dell&#8217;aggressione che voleva fare la folla dalle parole<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+di un certo Manzoni e dalle armi <i>intraviste</i>
+sotto i vestiti dei dimostranti...»</p>
+
+<p>Non mettiamo in dubbio la vista lincea di quell&#8217;ufficiale,
+ma è giusto riferire le parole di fuoco del
+Manzoni; questi disse al Colleoni: <i>fate ritirare la
+truppa e la folla colle buone si disperderà</i>.</p>
+
+<p>Lo stesso Colleoni confessò che prima che la truppa
+facesse fuoco non ci furono <i>nè pietrate, nè colluttazioni</i>...
+Se qualche sasso fosse volato dopo le ripetute
+scariche, quando il suolo era seminato di morti
+e di feriti, chi oserebbe maravigliarsene e condannare?</p>
+
+<p>Ancora: nel processo, come capo temibile della
+sommossa venne designato il contadino La Placa,
+cui si rivolse la particolare accusa di avere strappato
+la baionetta al Maresciallo dei Carabinieri in una
+colluttazione corpo a corpo. Ebbene il terribile ribelle
+ricevette due ferite alle <i>spalle</i> in quella colluttazione;
+sicchè riferendosi alla topografia di tali ferite
+e al momento in cui il maresciallo asseriva avergliele
+inferte, il La Placa ingenuamente osservava:
+<i>Le braccia l&#8217;uomo le ha davanti o di dietro?</i></p>
+
+<div class="sidenote">LA LOGICA DE&#8217; CONTADINI</div>
+
+<p>La folla aveva tante intenzioni ostili&mdash;ed era
+composta da migliaia di persone!&mdash;che dette tempo
+al suddetto maresciallo di ricaricare la rivoltella per
+freddare il contadino che a bruciapelo gli aveva tirato
+un colpo di pistola... Oh! con quanto rigore di
+logica semplice e irresistibile a chi parlava di fucilate
+tirate dal popolo, un contadino dalla gabbia
+esclamò: <i>signor Presidente, i nostri fucili ammazzano!</i>
+E non uno dei <i>tredici</i> soldati fu ammazzato...</p>
+
+<div class="sidenote">LA FEROCIA DEL POPOLO</div>
+
+<p>E della ferocia e delle cattive intenzioni del popolo
+si ebbe altra prova luminosa. Il maresciallo<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>
+quando non ebbe più cartucce, credette bene di ricoverarsi
+in una casa che vide aperta; ivi una
+trentina di contadini eransi ricoverati per isfuggire
+al massacro. Lo ebbero in mano inerme, trenta contro
+uno, e non gli torsero un capello e l&#8217;accolsero!</p>
+
+<p>A Benedetto Salemi, che all&#8217;indomani della strage
+lo interrogò su questo particolare, il maresciallo
+rispose: <i>Erano tanto impauriti!</i></p>
+
+<p>«Fosse stato anche vero, osservò il Salemi, che
+una trentina di uomini pravi, feroci (come venivano
+designati) avessero avuto paura di uno disarmato...,
+ma era quella la risposta di un soldato italiano?
+dire vili a degli onesti, che virilmente gli avevano
+regalato la vita!»</p>
+
+<p>Il Salemi, nel <i>Siciliano</i>, de&#8217; 9 e 10 gennaio 1894,
+fece un&#8217;esatta e commovente descrizione dei casi di
+Santa Caterina. Dalla quale, mi piace di riportare
+il luogo seguente, dove egli narra la sua visita al
+cimitero.</p>
+
+<div class="sidenote">AL CIMITERO</div>
+
+<p>«Si va al cimitero per una via che sale leggermente
+ad un colle.</p>
+
+<p>«Nel piccolo campo dei morti, a sinistra, stavano
+schierate le casse che serrano i poveri uccisi. Ce
+n&#8217;era una, grande: una vecchia barella tinta di
+grigio con due larghe fasce di nero che s&#8217;incrociavano.</p>
+
+<p>«Il custode, levato una grossa pietra da su il
+coperchio, lo sollevò.</p>
+
+<p>«Nella vecchia barella avevano messo due cadaveri:
+uno su l&#8217;altro: uno con la faccia sotto i piedi
+dell&#8217;altro! Sopra, stava un ragazzo; era morto dopo
+una lunga agonia e aveva gli occhi a pena socchiusi,
+e sul viso profilato ancora un&#8217;espressione di<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+angoscia. L&#8217;altro era un uomo, con un po&#8217; di barba
+sotto il mento. Aveva i grandi occhi neri sbarrati:
+era morto nel vigor della vita, fulminato, e quegli
+occhi vitrei che dal corpo supino guardavano il
+cielo, pareva invocassero, ancora morti, il Cielo:
+pareva che quello sguardo, con una serenità lunga
+di eroe, dicesse: «O Signore, Signore! vedete....»</p>
+
+<p>«Dopo altre casse, fatte di tavole bianche, ce n&#8217;era
+una, piccola, foderata di roba celeste; povera roba
+ma immacolata.</p>
+
+<p>«Io volli vedere l&#8217;innocente piccola vittima che
+forse non aveva nemmeno gridato! e pregai il custode
+di schiodare la cassa.</p>
+
+<p>«La bambina era grande per i suoi nove anni.
+Giaceva, con la testina un po&#8217; volta da un lato e le
+braccia distese lungo i fianchi. Non aveva ancora
+la rigidità della morte e la sua faccia era rossa, e
+sulla bocca, coperta di bava, colava dal naso una
+schiuma sanguigna che gorgogliava ancora, a intervalli
+che pareva avessero la regolarità del respiro.</p>
+
+<p>«&mdash;Ma è viva!&mdash;esclamai.</p>
+
+<p>«Il custode sorrise.</p>
+
+<p>«&mdash;Viva?...&mdash;e ripose il coperchio.</p>
+
+<p>«Oh era morta davvero, povera bimba ricciuta!
+Era morta davvero, misera madre derelitta, ora!
+povera madre straziata che nella disperazione della
+sua pena ebbe pure la forza di rivestire il cadavere
+della sua creatura; di chiudere gli occhi alla sua
+bimba morta; di foderare di roba celeste la cassa
+nella quale dovevano chiudere, per sempre, la figlia
+sua uccisa; nella quale dovevano portarle via, per
+sempre, la figlia sua perduta!»<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p>
+
+<p>All&#8217;indomani della strage, come dappertutto, la
+forza arrivò numerosa, si procedette a centinaia di
+arresti, altre centinaia di contadini presero il largo
+e la simpatica cittadina rimase squallida e terrorizzata.</p>
+
+<p>Ed ora riassumiamo. Durante il 1893 e i primi
+giorni del 1894, nei tumulti e nelle dimostrazioni
+di Sicilia cadde&mdash;ucciso dal popolo&mdash;un solo soldato:
+lo Sculli.</p>
+
+<p>Caddero&mdash;uccisi dai soldati:</p>
+
+
+<ul><li>tredici popolani a Caltavuturo,</li>
+<li>due a Serradifalco,</li>
+<li>uno ad Alcamo,</li>
+<li>undici a Giardinello,</li>
+<li>undici a Lercara,</li>
+<li>otto a Pietraperzia,</li>
+<li>quattordici a Gibellina,</li>
+<li>diciotto a Marineo,</li>
+<li>quattordici a Santa Caterina Villarmosa;</li>
+</ul>
+
+<p class="noi">in tutto furono uccisi novantadue liberi cittadini per
+un solo soldato.</p>
+
+<div class="sidenote">EPILOGO TRISTE</div>
+
+<p>Questo lugubre riassunto dev&#8217;essere completato
+da altri tristi episodî. Il governo italiano che non
+seppe prevenire, che non si dette il menomo pensiero
+di una situazione tragica, dispiegò tutta la sua
+sapienza nel ricompensare i disgraziati&mdash;voglio essere
+benevolo nel qualificarli&mdash;protagonisti della repressione.
+Premiò il delegato di Pubblica Sicurezza che
+fece uccidere in Serradifalco due operai che invocavano
+il rispetto della legge elettorale; premiò
+il delegato di P. S. di Racalmuto per la <i>prudenza</i>
+mostrata nel nascondersi il 1. novembre; premiò il
+delegato di P. S. di Gibellina! per la splendida attitudine<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span>
+ai travestimenti rivelata nei sottrarsi ai pericoli
+creati per colpa sua; premiò il tenente Colleoni&mdash;e
+lo lasciò per sei lunghi mesi sul luogo
+delle sue gesta eroiche&mdash;per la vista lincea mercè
+la quale <i>intravide</i> le armi sotto i vestiti dei contadini
+di Santa Caterina Villarmosa!</p>
+
+<p>Di fronte a tali e tante ricompense come non esser
+compresi di ammirazione per Matteo Imbriani,
+che in un momento di santa indignazione si sente
+disonorato dalle medaglie guadagnatesi in battaglia
+contro gli austriaci, e in piena Camera dichiara di
+volerle buttare in faccia al governo italiano?</p>
+
+<p>Egli dovette certo, in quel momento, ricordarsi che
+Roma negò il trionfo a Pompeo, vincitore di Spartaco,
+perchè i ribelli non erano nemici stranieri.</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE USCÌ DI BOCCA AL GENERALE MORRA</div>
+
+<p>E tutto quello non basta; il giorno 8 Febbraio il
+generale Morra di Lavriano riunì le truppe di Palermo
+in Piazza Ucciardone e rivolse loro un discorso in
+cui: rammenta da prima con grande compiacimento
+alcuni degli ultimi tumulti, specialmente Valguarnera,
+Belmonte e Santa Caterina, rilevando che <i>da per tutto
+la folla assalì le truppe e sparò su di esse, (!?)</i> esalta
+i soldati premiati per gli ultimi avvenimenti e ricorda
+con onore il <i>valore (!?)</i> dimostrato dai soldati a
+Santa Caterina; fa l&#8217;apoteosi del povero soldato Sculli
+ucciso a Marineo e glorifica l&#8217;opera dei subalterni
+<i>mirabilmente guidati dai capi dovunque contro di loro
+si addensava la rivolta</i>!</p>
+
+<div class="sidenote">GLI CHASSEPOTS E I FUCILI VITALI</div>
+
+<p>Il generale Morra di Lavriano terminò la sua
+<i>eloquente, patriottica e veritiera</i> concione facendo un
+parallelo tra le vittorie ottenute in Sicilia dai soldati
+italiani e quella, allora recentissima, ottenuta in
+Africa ad Agordat, non senza esprimere il rammarico<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+che essi dovevano provare combattendo contro uomini
+che parlano la stessa loro lingua... E dopo il
+solito volo lirico all&#8217;<i>unità</i> ed a <i>Casa Savoia</i>, al suono
+della marcia reale, le truppe sfilarono dinanzi al
+generale ed ai premiati, che erano il Tenente Serra
+del 27º Fanteria, il caporale Puttini dello stesso reggimento
+e il carabiniere Profita.</p>
+
+<p>Non mi permetterò alcun commento sulla opportunità
+politica del parallelo tra le vittorie ottenute
+in Africa e... in Sicilia; nè sulla convenienza di
+premiare i <i>valorosi</i> che uccidono inermi italiani.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_45_45" id="Footnote_45_45"></a><a href="#FNanchor_45_45"><span class="label">[45]</span></a> L&#8217;on. Saporito nella tornata del 27 Febbraio 1894 disse
+alla Camera dei Deputati che il generale Corsi in una sua
+circolare raccomandava alle truppe di non usare mai armi,
+<i>contro nessuno e in nessuna occasione</i>. Se questa circolare è
+vera farebbe fede dell&#8217;animo mite dell&#8217;antico comandante del
+XII Corpo di armata e dimostrerebbe che gli eccidî non furono
+premeditati.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.<br /><br />
+
+LE RESPONSABILITÀ</h2>
+
+
+<h3><i>a)</i><br /><br />
+
+IL CLERO</h3>
+
+<p>Esposti gli avvenimenti siciliani dell&#8217;anno 1893
+e del principio del 1894 si devono esporre le responsabilità
+degli attori: del clero&mdash;cui si volle attribuire
+un&#8217;azione, che non ha esercitato e che è stata diversa
+da quella, che gli venne attribuita&mdash;del popolo,
+e del governo principalmente.</p>
+
+<p>Comincio dal clero.</p>
+
+<p>Sin da quando l&#8217;attenzione pubblica sul continente
+si fermò sulle cose di Sicilia, prima ancora
+che si arrivasse al periodo acuto dei mesi di dicembre
+1893 e gennaio 1894, da una certa stampa con
+soverchia insistenza s&#8217;insinuò che il clero soffiava
+nel fuoco. L&#8217;insinuazione era abile, perchè mirava
+a discreditare il movimento ed a renderlo inviso
+alla maggioranza liberale del popolo italiano, che
+beve grosso e si lascia facilmente ingannare da un
+patriottismo quarantottesco, ogni volta che gli si
+parla del <i>nemico</i> che si annida nel Vaticano. Giovava<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span>
+ricorrervi, perchè era riuscita pei moti del 1866 ed
+era servita come comoda arma alla polizia, poco
+dopo, nell&#8217;imbastire i grotteschi processi politici ricordati
+dall&#8217;on. Tajani nel famoso discorso pronunziato
+nella Camera dei deputati nella tornata dell&#8217;11
+giugno 1875; ma era iniqua, calunniosa, poichè era
+del tutto falso che il clero si fosse immischiato nei
+moti di Sicilia; e quando su di essi disse la sua parola,
+fu tale, che ad esso fa torto sicuramente, però
+lo rivela ligio alla <i>causa dell&#8217;ordine</i>&mdash;dell&#8217;ordine, dico,
+quale lo intendono il governo e le classi dirigenti.</p>
+
+<div class="sidenote">UN&#8217;ACCUSA DESTITUITA DI FONDAMENTO</div>
+
+<p>L&#8217;accusa contro il clero di Sicilia è siffattamente
+destituita di fondamento, che non varrebbe la pena
+di occuparsene se non l&#8217;avesse fatta sua una donna
+illustre,&mdash;la vedova di Alberto Mario&mdash;che ama
+sinceramente l&#8217;Italia e l&#8217;isola nostra in ispecie e se
+non vi avesse accennato lo stesso Presidente del
+Consiglio, che ripetendo un favorito ritornello&mdash;sempre
+apportatore di applausi in Parlamento e fuori&mdash;il
+28 febbraio, dopo aver fatto l&#8217;apologia della
+borghesia, le rimproverò solo di avere abbandonato
+le <i>plebi</i> alle sette ed ai <i>preti</i>.</p>
+
+<p>Meglio avvisato, perchè non dominato da alcun
+preconcetto, il sig. Adolfo Rossi nelle sue corrispondenze
+alla <i>Tribuna</i>, nel mese di ottobre 1893 aveva
+notato che il clericalismo non ci aveva che vedere
+nel movimento dei <i>Fasci</i> e che anzi in molti di
+questi c&#8217;era una spiccata tendenza anticlericale.</p>
+
+<p>Padre Lorenzo,&mdash;il frate eremita che la fa da cappellano
+nella Chiesa della Madonna del Balzo di Bisacquino,&mdash;soprannominato
+<i>il Socialista</i>, costituisce
+una rara eccezione e del linguaggio da lui tenuto al
+valoroso <i>reporter</i> del giornale di Roma si argomenta<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span>
+già da qual parte stiano i <i>superiori</i>.&mdash;«Eh! se non
+fosse per i superiori, diceva fra&#8217; Lorenzo, io andrei
+a predicare il socialismo così, con la mia
+tonaca». Egli rispetto al movimento sociale avrebbe
+fatto ciò che Ugo Bassi e Pantaleo fecero pel
+moto politico.</p>
+
+<div class="sidenote">IL CLERO MERITÒ LE DIFFIDENZE DEI LAVORATORI</div>
+
+<p>Dopo, altri giornalisti venati in Sicilia riconobbero
+la insussistenza dell&#8217;accusa e più esplicitamente ancora
+l&#8217;on. Comandini, nella Camera dei Deputati, osservò
+che «parlando in Sicilia con prelati degnissimi
+e colti, con sacerdoti professori, con sacerdoti
+di culto greco e con sacerdoti di culto latino,
+io ho domandato quale poteva essere stata la parte
+presa dal clero nelle agitazioni siciliane, e mi sono
+sentito rispondere che il clero aveva trovato nella
+classe dei lavoratori le più profonde diffidenze,
+perchè questi erano convinti che essi stessero dalla
+parte dei proprietarî e dei borghesi.» (Tornata
+del 2 marzo 1894). E queste dichiarazioni collimano
+perfettamente colla deposizione del Cabiati,&mdash;maggiore
+dei Bersaglieri&mdash;nel processo De Felice (Udienza
+del 21 marzo).</p>
+
+<p>Il clero meritò le diffidenze dei lavoratori!</p>
+
+<div class="sidenote">IL CLERO E I CASI DI SICILIA</div>
+
+<p>Vennero i processi dinanzi ai <i>Tribunali di guerra</i>
+e dileguaronsi i più lontani sospetti. Prete D&#8217;Urso
+fu arrestato per quarantottesco capriccio del senatore
+Sensales; e dell&#8217;arresto ho motivo di pensare
+che non fu contento lo stesso on. Crispi. Fu assolto
+da ogni accusa. Non pertanto lo stesso on. Presidente
+del Consiglio, cui giovava nella discussione
+sui casi di Sicilia evocare lo spettro del clericalismo
+per aggravare la mano sugli arrestati e impressionare
+meglio la Camera in proprio favore e farsi<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span>
+considerare come il difensore dell&#8217;idea italica, asserì
+che i capi del movimento socialista (alludeva
+al De Felice) si erano messi in relazione coi clericali
+del continente. Ma neppure sul continente
+dove nel Benzi si era andato a scovare un complice,
+si potè colpire un clericale o un prete e in tanta
+libidine di arresti e di processi non si arrestò e
+non si processò quell&#8217;avv. D&#8217;Agata, da Catania, che&mdash;secondo
+la polizia&mdash;era servito da pericoloso
+intermediario tra il De Felice e i clericali del continente!
+Nei processi, adunque, non si trovò e non
+rimase traccia dell&#8217;azione dei preti e del clericalismo
+nei moti di Sicilia. Quando la polizia accenna a
+sospetti su qualche prete, come sul Di Lorenzo di
+Gibellina, in essi vede uomini senza il menomo colore
+politico ed impegolati sino alle ciglia nelle ire
+e nelle contese dei partiti locali. E se qualche prete
+viene innanzi i tribunali militari, come l&#8217;Evola di
+Balestrate nel processo De Felice, depone contro i
+<i>Fasci</i>.</p>
+
+<p>Con questa ultima e decisiva constatazione si potrebbe
+por termine ad ogni discorso sull&#8217;azione e
+sulla responsabilità del clero. Il clero, però, manifestò
+apertamente il proprio pensiero sui casi di Sicilia
+e giova in questa occasione e in questo punto,
+esaminarlo per una doppia ragione. Una è particolare:
+per vedere ciò che esso dice sulle condizioni
+dei lavoratori dell&#8217;isola e sulle cause che l&#8217;indussero
+a tumultuare; l&#8217;altra è generale: per conoscere quali
+sono le sue vedute sul socialismo e se esso segue
+l&#8217;indirizzo, che altri sacerdoti cattolici e protestanti
+hanno preso in altri paesi di Europa e di America.</p>
+
+<p>Tra le manifestazioni pubbliche del basso clero<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span>
+siciliano non ho conoscenza, che di una sola, dell&#8217;opuscolo
+di un modesto prete di Contessa Entellina,
+già citato, il Genovese (<i>La quistione agraria in
+Sicilia</i>). Nel suo breve scritto c&#8217;è equità e c&#8217;è conoscenza
+esatta delle condizioni economiche delle
+varie classi dell&#8217;isola; ma non c&#8217;è pretensione alcuna,
+non assurge a considerazioni di ordine generale,
+nè si lascia trascinare ad inveire contro i vinti.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ATTITUDINE DELL&#8217;EPISCOPATO SICILIANO</div>
+
+<p>Lodo sinceramente, e constato che il sacerdote
+Genovese è una eccezione. Ben diversa è l&#8217;attitudine
+dell&#8217;episcopato siciliano e di quei prelati, che
+delle cose di Sicilia si sono occupati, non escluso
+Monsignor Isidoro Carini, l&#8217;illustre bibliotecario della
+Vaticana, il cui scritto per altro (<i>La quistione sociale
+in Sicilia.</i> Roma 1894) è pregevole per tanti motivi
+ed è inspirato da sincero amore per l&#8217;isola natía.</p>
+
+<p>Anzitutto cosa dicono i Vescovi nelle pastorali rivolte
+ai loro fedeli sulle condizioni dei lavoratori
+e sulle cause che determinarono gli ultimi tumulti?
+Cosa ne pensa Monsignor Carini, il cui giudizio ha
+tanta importanza perchè è quello di un siciliano di
+cuore e di mente e che occupa un posto così elevato
+nelle regioni del Vaticano?</p>
+
+<div class="sidenote">UNA PASTORALE DEL VESCOVO DI CALTANISETTA</div>
+
+<p>Comincio da Monsignor Guttadauro, vescovo di
+Caltanisetta, che parlò il primo e per la prima volta
+in ottobre 1893. Si può dire che meglio degli altri
+e conformemente ai suoi eccellenti precedenti parafrasò
+la celebre enciclica di Leone XIII, <i>De conditione
+opificum</i>, applicandola agli avvenimenti dell&#8217;isola.
+Nella sua prima pastorale constata che le «ragioni
+del malumore esistono e non si possono dissimulare.
+Il ricco per lo più abusa della necessità
+del povero, che viene costretto a vivere di fatica,<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span>
+di stento, di disinganno... Consiglia i reverendi
+parroci, naturali protettori dei poveri, a reclamare
+presso i proprietari ed i <i>gabelloti</i>, che si ristabilisca
+la giustizia e l&#8217;equità nei contratti, che si cessi
+dall&#8217;usura manifesta o palliata... che si ristabilisca
+l&#8217;equa proporzione tra il lavoro del contadino ed
+il capitale apprestato dai <i>gabelloti</i>, sicchè il raccolto
+risulti diviso giustamente...; che si mettano
+di accordo proprietarî e gabelloti e con equa transazione
+contentino le non ingiuste pretese dei lavoratori
+per impedire il desolante spettacolo della
+continua emigrazione dei poveri contadini, che
+vanno a cercar pane nelle lontane Americhe, ove
+raro è che trovino quel che desiderano... I reverendi
+parroci e predicatori ricordino in ogni occasione
+ai padroni e capitalisti l&#8217;insegnamento della
+Chiesa, che grida altamente, per bocca del sommo
+Pontefice, esser loro dovere: <i>non tenere gli operai
+in conto di schiavi; rispettare in essi la dignità dell&#8217;umana
+persona, del carattere cristiano; non imporre
+lavori sproporzionati alle forze o mal confacenti con
+l&#8217;età o col sesso</i>. Principalissimo poi tra i loro doveri
+è dare a ciascuno la giusta mercede, determinarla
+secondo giustizia, e <i>non trafficare sul bisogno
+dei poveri infelici</i>.»</p>
+
+<div class="sidenote">CIÒ CHE DICONO ALTRI VESCOVI</div>
+
+<p>Monsignor Blandini, vescovo di Noto, e Monsignor
+Gerbino, vescovo di Caltagirone, su per giù fanno le
+stesse confessioni sulla miseria dei lavoratori, sulla
+ingordigia e sull&#8217;usura dei ricchi, dei proprietarî, dei
+gabellotti. Del secondo è notevole questa frase: «Fra
+la ricchezza e la povertà dipendente da tutto e da
+tutti <i>quale libertà vi può essere</i>? Non è forse accettare
+o morir di fame?»<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span></p>
+
+<p>I rapporti tra proprietario e proletario sulla base
+della <i>libertà</i> della economia ortodossa non potrebbero
+essere meglio espressi; nè i socialisti diversamente
+li formulano.</p>
+
+<p>Monsignor Carini più esplicito riconosce che la
+Sicilia oggi è il paese che presenta maggiori riscontri
+coll&#8217;Irlanda; che nella divisione dei prodotti
+gabellotti e proprietarî fanno la parte del leone; che
+la miseria è grande; che la crisi non è transitoria
+e che infine ai miseri si è tolto il cielo e non si è
+data loro la terra, sicchè non c&#8217;è da maravigliarsi
+se la miseria leva il suo immenso vessillo nero e
+se ciò che dianzi era la sofferenza oggi diventa la
+disperazione.</p>
+
+<p>Se nella diagnosi episcopale c&#8217;è unità e giustezza
+di vedute, non manca la concordia, almeno tra alcuni,
+nel predicare la rassegnazione, perchè alla
+fin fine i poveri ci sono stati e ci saranno sempre:
+<i>semper pauperibus habetis vobiscum</i>, esclama monsignor
+Gerbino con San Matteo.</p>
+
+<p>E monsignor Blandini non sa capacitarsi perchè
+le miserie che ci sono state sempre, solo ora debbano
+riuscire a pericolosi ed imbarazzanti esplosioni. Qui
+monsignore, sebbene persona assai colta, solo per
+comodità di polemica&mdash;perchè la sua pastorale non
+è che polemica, anche nel titolo: <i>Il socialismo</i>&mdash;ha
+potuto dimenticare la storia che gl&#8217;insegna il contrario
+e che gli dice altresì, che la protesta odierna
+assume forme diverse per la coscienza dei diritti e
+della forza, che viene dalla istruzione e pel maggiore
+desiderio di eguaglianza economica, che venne
+acuita dalla uguaglianza politica ed un poco anche
+dalla religiosa. Che male c&#8217;è che gli uomini siano<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span>
+uguali in terra se dovranno esserlo in cielo, dove
+anzi i primi saranno gli ultimi e viceversa?</p>
+
+<p>I vescovi siciliani, che consigliano la rassegnazione,
+si capisce che nella cura dei mali si debbano
+in prevalenza affidare al misticismo e debbano vedere
+la salvezza nel trionfo della religione e per
+essa nella restaurazione del potere temporale del
+papa. Monsignore Blandini&mdash;sia detto a suo onore&mdash;non
+manca però di avvertire, che certi sistemi
+curativi sono troppo pericolosi:</p>
+
+<p>«Chi si affida nel ferro di ferro perirà, egli osserva
+saviamente; e l&#8217;esagerato militarismo dell&#8217;odierna
+Europa, quando meno vi si pensi e si tema,
+potrà accelerare la conflagrazione all&#8217;estero, la
+guerra civile all&#8217;interno. <i>Che vale rimettere in moto
+la ghigliottina e mozzare qualche testa?</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">UN&#8217;ILLUSIONE DELL&#8217;ARCIVESCOVO DI MESSINA</div>
+
+<p>Monsignor Guarino, arcivescovo di Messina, non
+ha pubblicato alcuna pastorale, perchè la ritenne
+inefficace ma secondo un rapporto spedito al Vaticano
+ne ha diramate una ai preti suoi dipendenti,
+nella quale raccomanda rimedî pratici e la <i>via di
+fatto</i> per mezzo del mutuo soccorso organizzato delle
+congregazioni religiose della sua arcidiocesi. (R. De
+Cesare: <i>Il vaticano e le presenti condizioni d&#8217;Italia.
+Nuova Antologia.</i> 1º Marzo 1894). Lo lascio nella dolce
+illusione di credere che sia stato il mutuo soccorso
+organizzato da lui a mantenere la calma nelle sua
+arci-diocesi&mdash;e non le diverse e note condizioni economiche
+della provincia di Messina&mdash;e constato
+la lodevole tendenza non mistica, ma terrena, nella
+cura dei mali.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DI MONSIGNOR CARINI</div>
+
+<p>Monsignor Carini rende il necessario omaggio alle
+tendenze reazionarie riproducendo un brano del discorso<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span>
+tenuto dal Sommo Pontefice nella Basilica
+vaticana il 28 gennaio 1894 e il cui succo sta nel
+consiglio di <i>rifare il cammino a ritroso</i>; però in
+lui lo spirito moderno e il sentimento di umanità
+prendono il sopravvento nei particolari e suggerisce
+rimedî terrestri quali potrebbero esser dati da un
+accorto politico: non affidarsi alla libertà&mdash;<i>libertà
+funesta e che spesso è solo la libertà nel più forte di
+opprimere il più debole</i>&mdash;nel regolare i rapporti tra
+contadini, proprietarî e gabellotti; abolire il <i>Truck-system</i>,
+frenare l&#8217;usura, anzi estirparla dalle radici,
+risuscitare i monti frumentari; distribuire il credito
+con discernimento; combattere la funesta piaga dell&#8217;<i>assenteismo</i>;
+indurre i proprietarî a migliore coltura
+delle terre; dare istruzione più pratica e che non
+produca spostati; estendere all&#8217;agricoltura la giuria
+dei <i>probi-viri</i>; intraprendere una certa quantità di
+opere pubbliche per conto dello Stato per dare lavoro
+immediatamente agli operai disoccupati; temperare
+le asprezze dei tributi; correggere le amministrazioni
+comunali; regolare il lavoro e i salarî delle
+miniere, ecc., ecc. Questo è tutto un programma, che
+potrebbe sottoscrivere qualunque socialista di Stato.
+Si dirà, dunque, che l&#8217;episcopato siciliano segue,
+sebbene timidamente, quel socialismo cattolico, che
+ha tanti illustri ed eminenti cultori fuori d&#8217;Italia?</p>
+
+<p>Così forse potrebbe essere se il clero italiano in
+generale e quello siciliano in ispecie non fosse di
+una deficienza deplorevole in fatto di studî economici;
+deficienza tale, che fa considerare lo sciopero
+da monsignor Gerbino come un <i>monopolio</i> ingiusto
+del lavoro contro il capitale&mdash;dopo aver parlato
+della <i>libertà</i> come sappiamo&mdash;che fa inculcare ai miseri<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span>
+il risparmio. È tale la deficienza in simili discipline,
+e la mancanza di conoscenza del movimento
+contemporaneo, che lo stesso Monsignor Carini,
+mente tanto superiore a quella degli altri suoi
+colleghi, se da un lato afferma che le società di resistenza
+inglesi o americane non hanno mai preso
+alcun colore politico o socialista&mdash;e l&#8217;affermazione
+è dimostrata inesatta dalla storia dei <i>Cavalieri del
+lavoro</i> in America e del <i>nuovo unionismo</i> in Inghilterra&mdash;dall&#8217;altro
+vorrebbe attuare tutta la serie
+delle riforme suenunciate <i>pur non attentando menomamente
+all&#8217;antica rigidità del diritto quiritario</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ERRORI DELL&#8217;EPISCOPATO</div>
+
+<p>Se questi soli fossero gli errori dell&#8217;episcopato,
+sarebbero attribuibili esclusivamente al grado della
+loro coltura economica e non lo intaccherebbero dal
+lato morale. Esso, però, contraddicendo alle sue
+premesse mise la sua influenza&mdash;danneggiando se
+stesso più che giovando agli altri&mdash;a disposizione
+delle classi dirigenti e del governo, ripetendo in
+Sicilia l&#8217;attitudine serbata dal Papato in Irlanda,
+in Polonia, dovunque i doveri della religione cristiana
+gl&#8217;imponevano di dichiararsi pel popolo,
+pei deboli, pegli oppressi, contro i forti, contro
+gli oppressori, contro il governo. E perciò i vescovi
+di Sicilia scagliano unanimemente fulmini e invettive,
+talora volgari, contro il socialismo e i socialisti,
+contro i <i>Fasci</i> e i loro soci; attribuendo loro anche
+le colpe non commesse; ed è doloroso che ciò abbiano
+fatto quando gli accusati, anzi i calunniati,
+non avevano la possibilità della difesa, perchè a
+migliaia essi erano stati mandati in prigione e a
+domicilio coatto, e alla stampa era stato messo un<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span>
+ferreo bavaglio, mentre gli accusatori erano protetti
+dal regime eccezionale dello Stato di assedio.</p>
+
+<p>Questo contegno, sebbene temperatamente, assunse
+anche Monsignor Guttadauro&mdash;e me ne duole
+per l&#8217;uomo veramente rispettabile&mdash;che nella seconda
+pastorale del 7 febbraio parla di plebi fatalmente
+illuse da istigatori malvagi, di ree dottrine
+ecc., ed assume proporzioni di sconveniente diatriba,
+che potrebbe essere sottoscritta da Yves Guyot,
+nel Vescovo di Noto. Monsignor Blandini, confonde
+nientemeno socialismo e massoneria, e chiamando
+la seconda <i>esercito di Satana, malvagia e ria setta,
+la quale ha scelto a suo grande architetto il diavolo,
+a gerofante il giudeo</i> scende giù giù sino a voler
+rinchiudere <i>caritatevolmente</i>&mdash;l&#8217;aggettivo è suo&mdash;nel
+manicomio i socialisti; a definire <i>stoltizia</i> l&#8217;aspirazione
+a democratici ordinamenti e ad una più
+equa ripartizione dei beni della terra, in un momento
+in cui si corre il pericolo di vedere divenire
+<i>homo homini lupus</i> e ad indignarsi&mdash;poco cristianamente&mdash;contro
+l&#8217;abnegazione e l&#8217;altruismo dei
+nihilisti russi e dei comunisti francesi <i>perchè non appartengono
+mica alla classe dei diseredati</i>. E dire che
+la temperanza del giudizio e del linguaggio era più
+che in altri da attendersi in monsignor Blandini che
+stoicamente aveva esclamato: <i>è da sciocco lamentare
+la tristizia dei tempi, quando, al dire di Sant&#8217;Agostino</i>,
+<span class="smaller">TEMPORA NOS SUMUS</span>!</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ARCIVESCOVO DI PALERMO</div>
+
+<p>L&#8217;arcivescovo di Palermo, monsignor Celesia non
+volle esser da meno dei suoi inferiori e sferzò anche
+lui i <i>mestatori anarchici o socialisti</i>&mdash;che per lui
+sono tutta una cosa!&mdash;e se la prese anche colla
+soppressa <i>Giustizia sociale</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span></p>
+
+<p>Di che il generale Morra di Lavriano e della
+Montà gli si mostrò riconoscente, e appena pubblicata
+la pastorale si recò al palazzo arcivescovile a ringraziarne
+l&#8217;autore mentre l&#8217;on. Crispi probabilmente
+incoraggiava qualche onoranza a Giordano Bruno.</p>
+
+<div class="sidenote">I VESCOVI SICILIANI E I PRELATI STRANIERI</div>
+
+<p>È strano che i vescovi siciliani&mdash;interpreti e seguaci
+di quelli del continente&mdash;abbiano tenuto un
+linguaggio ed una attitudine cotanto diversa da quella
+tenuta da illustri cattolici e da eminenti prelati stranieri&mdash;da
+monsignor Ketteler al canonico Maufang,
+dall&#8217;abate Hitzig al prete Mac Glynn, dal De Curtius
+e Lamoignon, a tutti gli scrittori, laici o ecclesiastici,
+dell&#8217;<i>Association catholique</i>.<a name="FNanchor_46_46" id="FNanchor_46_46"></a><a href="#Footnote_46_46" class="fnanchor">[46]</a></p>
+
+<p>Di questa diversità è bene addurre alcune testimonianze
+scegliendole tra le più recenti. Così il Mac
+Glynn curato cattolico di New-York e seguace di
+Henry George, nel 1887 all&#8217;invito del suo vescovo
+di moderare la propaganda rivoluzionaria rispose:
+«ho sempre insegnato e insegnerò sempre nei miei
+discorsi e nei miei scritti, sino a quando vivrò, che
+la terra è di diritto la <i>proprietà comune</i> del popolo
+e che <i>il diritto di proprietà individuale</i> sul <i>suolo</i> è
+opposto alla giustizia naturale quantunque sanzionato
+da leggi civili e religiose. Vorrei subito,
+se lo potessi, far modificare le leggi del mondo
+intero in modo da confiscare la proprietà individuale
+senza alcuna indennità per i sedicenti proprietarî.»</p>
+
+<p>Il cardinale Manning morì esclamando: «l&#8217;attuale<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span>
+società è <a name="tn206a" id="tn206a"></a><span class="correction">selvaggia</span> ed anti-cristiana e soltanto un
+socialismo cristiano può redimerla e salvarla.»</p>
+
+<div class="sidenote">LA FEDE NELL&#8217;AVVENIRE DEMOCRATICO</div>
+
+<p>Monsignor <a name="tn206b" id="tn206b"></a><span class="correction">John</span> S. Vaughan, arcivescovo di Westminster,
+perciò successore del Cardinale Manning,
+in un articolo (<i>The social difficulty</i>) pubblicato nella
+Dublin <a name="tn206c" id="tn206c"></a><span class="correction">Review</span> (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi
+socialista convinto; monsignor Keane, Vescovo di
+Richmond riconosce che «avviene un rivolgimento
+radicale sia nel metodo dei governi degli uomini,
+sia nelle relazioni della vita. Queste mutazioni
+possono riassumersi in una parola: è <i>l&#8217;era della democrazia</i>,
+della sovranità dei poteri popolari, della
+preponderanza del quarto stato. Non è qui il luogo
+d&#8217;esaminare la ragione filosofica di questa rivoluzione;
+ci basta di stabilire e di accertare un fatto,
+che non si può mettere in discussione e di esprimere
+la convinzione, che <i>questo fatto non è opera
+del caso, nè del demonio</i>, <span class="smaller">MA SI COMPIE PER DISEGNO
+DELLA DIVINA PROVVIDENZA</span>.»</p>
+
+<p>E monsignor Carini, da cui riporto le citate parole
+del Keane, esprime la stessa fede nello avvenire
+democratico di Europa e del mondo.</p>
+
+<p>Oh! dite, Monsignor Blandini: manderete <i>caritatevolmente</i>
+al manicomio tanti altri vostri superiori
+o fratelli in Cristo, che vedono un&#8217;opera della divina
+provvidenza in ciò che voi considerate come
+l&#8217;opera di Satana?</p>
+
+<div class="sidenote">SOCIALISMO E CRISTIANESIMO</div>
+
+<p>Nè si dica che sono in errore i socialisti cattolici;
+perchè la dottrina socialista&mdash;senza che con
+ciò s&#8217;intenda darle nuovo vigore&mdash;è conforme alla
+dottrina di Cristo (che minacciava il terribile: <i>Vae
+divitibus!</i>), a tutti gl&#8217;insegnamenti dei primi e più eminenti
+padri della Chiesa. Il socialismo integra il<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>
+cristianesimo, per un certo verso, in quanto che
+cerca dargli la sanzione terrestre. Possono, adunque,
+i prelati che lo combattono rendere dei servizî al
+governo e alle classi dirigenti, non parlare nel nome
+del loro Dio!</p>
+
+<p>E di questa rinnegata loro missione come italiani
+possiamo essere contenti, perchè se il clero cattolico
+di fronte al socialismo assumesse un contegno
+diverso, data la situazione politica e le pretese di
+restaurazione del potere temporale, esso costituirebbe
+un pericolo per la patria nostra!</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_46_46" id="Footnote_46_46"></a><a href="#FNanchor_46_46"><span class="label">[46]</span></a> Chi avesse vaghezza di conoscere il movimento del socialismo
+cattolico ricorra al bel libro che vi ha consacrato
+F. S. Nitti.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.<br /><br />
+
+LE RESPONSABILITÀ</h2>
+
+
+<h3><i>b)</i><br /><br />
+
+I FASCI</h3>
+
+<p>Coloro che hanno seguito le discussioni della stampa
+e della Camera dei Deputati, da un anno in qua,
+conoscono che prima l&#8217;on. Giolitti e poscia l&#8217;on. Crispi,
+pur non essendo d&#8217;accordo tra loro su certi
+punti, hanno fatto di tutto per riversare ogni responsabilità
+degli avvenimenti di Sicilia sui <i>Fasci</i>,
+sul socialismo, sui <i>sobillatori</i>. L&#8217;esame dei fatti dà
+a questa accusa una smentita altrettanto recisa quanto
+alla precedente, relativa all&#8217;azione del clero.</p>
+
+<div class="sidenote">IL CRITERIO SPERIMENTALE</div>
+
+<p>Questo giudizio è strettamente sperimentale e la
+enunciazione sua è <i>a posteriori</i>. Non a caso accenno
+al criterio sperimentale col giudizio <i>a posteriori</i>;
+ciò è indispensabile nel momento in cui tutti s&#8217;impancano
+a positivisti, pur facendo strazio del positivismo
+nelle applicazioni, o creandone uno di sana
+pianta per comodità dei governanti e delle classi
+dirigenti.</p>
+
+<p>Si sa che Claudio Bernard dette il più chiaro concetto<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span>
+dello sperimentalismo nelle scienze fisico-chimiche
+e nelle biologiche&mdash;per quanto tra queste
+ultime le induzioni siano assai meno rigorose ed
+esatte che tra le prime, perchè le condizioni dello
+sperimento sono assai più complesse e ne intervengono
+parecchie, che possono passare inosservate,
+quantunque alterino i risultati.</p>
+
+<p>Nelle scienze politiche e sociali il criterio sperimentale
+si può applicare più difficilmente, o meglio
+quello che si applica è d&#8217;indole diversa, ma conserva
+sempre un grandissimo valore. Poichè, se sugli
+uomini e sulle umane società non si possono
+fare quelli esperimenti <i>in corpore</i> e in <i>anima vili</i>,
+che si fanno nelle scienze fisiche, chimiche e biologiche,
+riproducendo artificialmente ed a beneplacito
+dello sperimentatore le condizioni volute, per
+vedere se sono seguite sempre da certi dati risultati,&mdash;sicchè
+tra le une e le altre si stabilisca con
+certezza il rapporto come tra <i>causa ed effetto</i>&mdash;pure,
+colla osservazione ripetuta di certe condizioni che
+si presentano spontaneamente nel corso della vita
+delle nazioni e degli aggregati umani e che producono
+o meglio sono seguiti quasi sempre da certi
+dati avvenimenti si può dire che anche nelle scienze
+politiche e sociali si applicano i criterî sperimentali.
+Nelle medesime, senza riprodurre qui tutte le distinzioni
+metodiche dello Stuart Mill&mdash;riprodotte e illustrate
+tra noi dal Gabaglio a preferenza di tanti
+altri&mdash;si può affermare che la storia e la statistica
+suppliscono i reagenti chimici, le pile elettriche, gli
+scalpelli anatomici, le iniezioni, le asportazioni di
+organi, ecc.<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p>
+
+<p>La convergenza dei risultati positivi e negativi
+nella osservazione dei fatti sociali vale, perciò, a
+fare ammettere sperimentalmente il rapporto come
+tra causa ed effetto tra certe condizioni&mdash;e sul
+proposito è noto che le induzioni hanno tanto maggior
+valore, quanto più numerose sono le condizioni
+identiche o rassomiglianti&mdash;e certi avvenimenti
+consecutivi.</p>
+
+<p>Questo criterio sperimentale applicato ai casi di
+Sicilia esclude l&#8217;azione dei <i>Fasci</i>, della propaganda
+socialista, dei sobillatori o la riduce alle sue vere
+proporzioni.</p>
+
+<div class="sidenote">UN PRIMO RISULTATO DELL&#8217;OSSERVAZIONE</div>
+
+<p>Il primo risultato che si ha dalla osservazione
+dei fatti è significativo: nella provincia di Messina
+ed in alcune parti della provincia di Catania dove
+predomina una mezzadria meno adulterata e forme
+di contratti agrarî relativamente eque, dove i rapporti
+tra le varie classi sociali sono improntati ad
+una certa umanità, dove il benessere economico dei
+lavoratori della terra è maggiore, nei centri agricoli
+o non sorgono i <i>Fasci</i>, o vi si mantengono in
+minuscole proporzioni: e quando vi sorgono e vi
+attecchiscono nè trasmodano, nè ricorrono a manifestazioni
+che possano dare occasione alle osservazioni
+dei loro avversarî e pretesti di accuse e calunnie
+alle autorità zelanti e alle permalose classi
+dirigenti. Questa osservazione recente va a completare&mdash;e
+nel contempo ne riceve maggior luce&mdash;l&#8217;altra
+fatta da me stesso circa dieci anni or sono
+sui rapporti tra la delinquenza e le condizioni sociali.
+Allora scrissi che nella provincia di Messina
+la maggiore divisione della proprietà, la maggiore
+quantità di terreni coltivati intensivamente ad agrumeti,<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span>
+a vigneti, ad uliveti con maggiore partecipazione
+dei lavoratori ai prodotti della terra assicurava
+alle medesime condizioni morali migliori
+che nel resto dell&#8217;isola. (<i>La delinquenza della Sicilia</i>
+ecc., p. 53 a 57).</p>
+
+<p>Parimenti dove i <i>Fasci</i> sono bene organizzati e
+consolidati nella loro compagine da una vita più
+lunga; dove c&#8217;è una certa coltura e vi prevalgono
+e vi sono ascoltati gli elementi schiettamente socialisti&mdash;Catania,
+Palermo, Messina, Marsala, Trapani,
+Corleone, Piana dei Greci ecc., la calma non
+manca, l&#8217;ordine non viene turbato, la disciplina viene
+rispettata, la parola dei capi viene religiosamente
+ascoltata.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ORDINE E L&#8217;ELEMENTO SOCIALISTA</div>
+
+<p>Si può costatare positivamente l&#8217;azione moderatrice
+dei <i>Fasci</i> e dei socialisti in più luoghi; ad
+essi si deve se si riesce a mantenere l&#8217;ordine a Salemi,
+a Salaparuta, a Castrogiovanni, a Villarosa,
+a Riesi, in tutta la provincia di Catania, per molto
+tempo o durante tutto il periodo dell&#8217;agitazione e
+dei tumulti, anche nell&#8217;assenza delle truppe, colla
+impotenza, colla inettitudine e non ostante le provocazioni
+delle autorità politiche e delle classi dirigenti.</p>
+
+<p>A Marsala il Presidente del <i>Fascio</i> sig. Ruggieri è
+coadiuvato nella bisogna dal prof. Pipitone; il presidente
+del <i>Fascio</i> di Pioppo si coopera col pretore
+e col comandante il distaccamento delle truppe
+a ristabilire l&#8217;ordine in Monreale. A S. Ninfa avviene
+di meglio: in seguito a precedenti tumulti, che minacciavano
+di rinnovarsi, molti soci del <i>Fascio</i> si
+mettono a guardia del municipio e impediscono che
+i tumultuanti vi penetrino. E se più di frequenti<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>
+la parola dei Presidenti e dei socî più autorevoli
+del <i>Fascio</i> e di altri socialisti non venne ascoltata,
+ciò si deve all&#8217;invincibile malcontento per la miseria
+e per le ingiustizie subite da lunghi anni dai
+lavoratori, che avevano esaurito la loro pazienza e
+li avevano resi increduli ad ogni promessa di prossime
+riparazioni. Perciò rimasero del tutto inefficaci
+gli scongiuri del povero Presidente del <i>Fascio</i>
+di Gibellina, contro ai disordini; della quale sua opera
+tutti fanno fede.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA RICONOSCENZA SUI GENERIS</div>
+
+<p>Rimarrà poi a perenne memoria di questo triste
+periodo la riconoscenza <i>sui generis</i> riserbata dalle
+autorità politiche grandi e piccole verso coloro, che
+si cooperarono anche con favorevoli risultati, a mantenere
+l&#8217;ordine e la calma. Di questa riconoscenza
+ebbero prova luminosa il prof. Curatolo da Trapani,
+il Vivona da Castelvetrano, il D.r Crescimone da
+Niscemi, il Salerno-Vinciguerra e l&#8217;Aldisio-Sammitto
+da Terranova, l&#8217;avv. G. Rao da Canicattì, e parecchi
+altri che dopo essere stati ringraziati calorosamente,
+e talora per lettera da Prefetti e da Sotto-prefetti,
+da Delegati di P. S. e da Carabinieri per
+la efficace opera prestata nel periodo che si può
+chiamare della <i>forza minima</i>,&mdash;in cui le autorità
+avevano addirittura perduta la testa, perchè non
+avevano abbastanza soldati per farsi rispettare&mdash;non
+appena la Sicilia fu invasa da fanteria, cavalleria,
+quanta ne occorrerebbe per iniziare una guerra
+contro un potente nemico, esse si sentirono forti e
+la forza vollero fare palese con atti di solenne ingratitudine
+facendo arrestare quelli che avevano
+prima encomiati. Per molti l&#8217;arresto fu talmente iniquo
+e ingiustificabile, che dopo qualche mese non fu<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span>
+più mantenuto; per pochi&mdash;il Curatolo e il Vivona&mdash;fu
+seguito da processo e da condanna a diecine di
+anni di reclusione. Del Vivona, farmacista in Castelvetrano
+e nemico irreconciliabile dei Saporito, i
+quali nel processo si vendicarono senza un ritegno,
+è da ricordare che egli venne precisamente accusato
+per un discorso tenuto ai tumultuanti, onde
+evitare maggiori eccessi, a preghiera caldissima e
+quasi per imposizione delle autorità politiche e militari
+del luogo.</p>
+
+<div class="sidenote">DOPO I RINGRAZIAMENTI....</div>
+
+<p>Il Rao venne arrestato in Canicattì al ritorno da
+Castrogiovanni dove era venuto insieme al Sindaco
+Avv. Falcone per prendere accordi e consigli
+da me sulla condotta da seguire per iscongiurare
+i tumulti temuti e di cui c&#8217;erano i prodromi.... In
+questi casi non si sa se maggiormente si debba flagellare
+la vigliaccheria o la ingratitudine di coloro
+che ringraziarono prima e poco dopo ordinarono gli
+arresti.<a name="FNanchor_47_47" id="FNanchor_47_47"></a><a href="#Footnote_47_47" class="fnanchor">[47]</a></p>
+
+<p>Questi dati positivi sulla vera indole dell&#8217;azione
+spiegata dai <i>Fasci</i> e dai più noti socialisti vengono
+completati da altri dati e da altre considerazioni.</p>
+
+<p>Un significantissimo elemento sulla minima partecipazione
+dei <i>Fasci</i> ai tumulti si rinviene in un
+documento ufficiale di singolare importanza.</p>
+
+<p>Il Procuratore del Re di Palermo nel domandare<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span>
+alla Camera dei Deputati l&#8217;autorizzazione a procedere
+contro l&#8217;on. De Felice aveva tutto l&#8217;interesse
+a magnificare l&#8217;intervento nei tumulti dei <i>Fasci</i>
+e del loro <i>Comitato Centrale</i>, senza di che non ci
+sarebbe stato motivo a procedere contro l&#8217;on. De
+Felice e contro il <i>Comitato</i>; or bene, in tale domanda,
+per impressionare i deputati e indurli ad
+accordare la chiesta autorizzazione non si può fare
+menzione dello intervento chiaro e diretto d&#8217;altri
+Fasci che quelli di Terrasini, di Giardinello e di
+Belmonte, tre microscopici comunelli.</p>
+
+<div class="sidenote">I FASCI NEI TUMULTI</div>
+
+<p>Di quali altri <i>Fasci</i>, in tutti i processi, si riscontra
+la traccia nei tumulti? degli altri di Pietraperzia,
+di Lercara, di Santa Caterina Villarmosa, tutti
+senza capi, sciolti o in via di dissoluzione.</p>
+
+<p>Allo scopo evidente di meglio colpire le vittime
+designate, in Parlamento e nel processo si ingigantì
+la forza dei <i>Fasci</i> pel loro numero e pel numero di
+socî, che li componevano. Ma è da discutere forse
+sul serio la possibilità di un moto ordinato da 160
+sodalizî,&mdash;che hanno un organo centrale e dispongono
+di oltre trecentomila socî&mdash;e che si rivela in
+modo così tumultuario, veramente anarchico e con
+manifestazioni tali che escludono l&#8217;intesa e la premeditazione,
+la direzione, che avrebbe potuto e dovuto
+dare un organismo poderoso, vittoriosamente,
+allorquando tutte le forze di resistenza mancavano,
+quando le città erano sguernite di truppa e la poca
+che c&#8217;era figurava come le comparse teatrali,
+ora quà ora là, e stanche, abbattute, demoralizzate?
+Se l&#8217;intesa, la premeditazione, la direzione dei <i>Fasci</i>
+ci fossero state, come spiegare la constatata azione
+moderatrice dei <i>Fasci</i> meglio organizzati e dei<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span>
+capi più stimati e più intelligenti? Ma che non ci
+sia stata si rileva alla evidenza dalle stesse relazioni
+della polizia, che rappresentano tutti o almeno
+i principali documenti dell&#8217;accusa. È il questore Lucchese,
+<i>il deus ex machina</i> dei processi, che narra la
+discussione,&mdash;durata otto ore!&mdash;tra i membri del
+<i>Comitato Centrale</i>, sei dei quali insistevano perchè
+si facesse un manifesto per raccomandare la calma,
+ed uno solo, il De Felice, propendeva per l&#8217;azione
+rivoluzionaria. E il Procuratore del Re nella citata
+domanda di autorizzazione a procedere per aggravare
+la responsabilità del De Felice, si vale della
+narrazione del questore Lucchese. Dalla quale dunque,
+emerge all&#8217;evidenza, che sino al momento dell&#8217;arresto
+dei membri del <i>Comitato</i> e dello inizio della
+reazione si deve escludere nei tumulti di Sicilia la
+responsabilità collettiva dei <i>Fasci dei lavoratori</i>, per
+un moto voluto e coordinato.</p>
+
+<div class="sidenote">ASSOLUTA MANCANZA D&#8217;INTESA</div>
+
+<p>Da tutti i processi e da tutti i documenti risulta,
+infine, che nei movimenti mancarono le armi, mancò
+il denaro, mancò l&#8217;accordo, mancò l&#8217;impronta di un
+capo, di una qualsiasi direzione...</p>
+
+<p>Tutte queste osservazioni vengono meglio illuminate
+e corroborate dallo studio delle cause dirette
+e immediate, e del sorgere dei <i>Fasci</i>, e delle tumultuose
+dimostrazioni dei contadini; lo studio è stato fatto
+nei suoi particolari dagli avversarî dei <i>Fasci</i>, da coloro
+anche ch&#8217;erano preposti ufficialmente a reprimerne
+le manifestazioni più o meno legali.</p>
+
+<div class="sidenote">LA FAME LEGALE</div>
+
+<p>È l&#8217;on. Marchese Di San Giuliano che scrive:
+«Coloro, che sostengono non essere il disagio economico
+la causa precipua dei disordini in Sicilia,
+osservano che finora i più gravi sono accaduti nelle<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>
+provincie di Trapani e di Palermo, che non sono
+tra le più povere e le più colpite dalla crisi;
+ammetto che per questo o quel comune, possano
+aver prevalso altre cause locali, ma per la provincia
+di Palermo è bene notare che essa ha dato
+nel 1892 un contigente di 5929 persone all&#8217;emigrazione
+permanente e di 1585 all&#8217;emigrazione
+temporanea, mentre che non l&#8217;aveva dato che
+di 870 all&#8217;una e di 138 all&#8217;altra nel 1885, il
+che autorizza a conchiudere che anche in quella
+provincia sia avvenuto un notevole peggioramento
+economico. In Provincia di Trapani l&#8217;emigrazione
+permanente, nel 1892, fu di sole 337 persone,
+ma di queste 105 appartengono al Comune di
+Gibellina, dove i disordini sono stati tra i più
+gravi: ed è stato ucciso il pretore.»<a name="FNanchor_48_48" id="FNanchor_48_48"></a><a href="#Footnote_48_48" class="fnanchor">[48]</a> A questo
+mi permetto aggiungere che anche Caltavuturo dette
+un grande contigente all&#8217;emigrazione, che la condizione
+economica della provincia di Palermo e di
+Trapani poteva considerarsi buona prima della crisi
+vinicola ed agrumaria; e che la emigrazione&mdash;come
+diceva R. Cobden, a proposito di quella Irlandese:
+«quando deriva dalla necessità di fuggire la
+<i>fame legale</i>&mdash;cioè quella che deriva dalle leggi e
+dalla <a name="tn216" id="tn216"></a><span class="correction">organizzazione</span> sociale e non dalla naturale
+sterilità del suolo&mdash;non è emigrazione, ma deportazione.»</p>
+
+<p>E in modo ancora più conclusivo in favore dello<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+assunto propostomi, lo stesso Di San Giuliano aggiunge:
+«<i>i Fasci non sono causa, ma effetto della
+grave situazione della Sicilia!</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">NON CE N&#8217;È FORSE ABBASTANZA?...</div>
+
+<p>Sarebbe errore, però, il ritenere che solo il dissesto
+economico abbia prodotto la esplosione del 1893
+e del principio del 1894; moltissimo, forse di più come
+spinta diretta e immediata, vi contribuirono la esasperazione
+per la iniquità delle amministrazioni comunali
+e le gare vivacissime tra i partiti locali.
+Esaminando l&#8217;insieme di queste cause il Cavalieri
+esclama: «Non ce n&#8217;è forse abbastanza per spiegarsi
+il movimento dei <i>Fasci</i>?»</p>
+
+<p>Che i <i>Fasci</i> non avessero torto nelle loro domande
+e che i metodi adoperati non fossero biasimevoli,
+almeno in un primo tempo, risulta da testimonianze
+irrefragabili.</p>
+
+<p>In quanto ai metodi vi sono le sentenze dei tribunali
+di Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani, di
+Palermo per varî processi istruiti sui fatti di Acquaviva,
+di Casteltermini, di Milocca, di Siculiana,
+di Gibellina, di Piana dei Greci ecc. ecc., le quali
+assolvendo quasi tutti gli accusati o ritenendoli
+colpevoli di lievi contravvenzioni danno la prova
+della leggerezza e del malanimo delle autorità politiche,
+che denunziavano i pretesi reati. E quanto
+non contribuirono queste persecuzioni a fare uscire
+i lavoratori dalle vie della legalità?</p>
+
+<p>In quanto alla sostanza delle loro domande, che
+provocarono le agitazioni e i tumulti si hanno testimonianze
+non meno autorevoli, che le dimostrano
+giuste e ragionevoli.</p>
+
+<p>Per la parte economica il Cavalieri giudica
+che anche senza appartenere alla scuola comunista<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>
+o Marxista, come questo o quello dei <i>Fasci</i>, si può
+pensare che il lavoro, nella distribuzione dei prodotti,
+non abbia la parte che gli spetta.</p>
+
+<p>L&#8217;on. Sonnino aveva giustificato tali domande
+preventivamente colla pubblicazione del libro del 1876
+e più tardi, alla vigilia di divenire ministro, colla
+presentazione del suo disegno di legge sulla mezzadria,
+dà ragione del Congresso di Corleone, che
+tanto illegale gli parve da volerne tenere conto
+e da mettersi in relazione diretta col suo autore
+principale, Bernardino Verro. E divenuto ministro
+le sue viscere continuarono a commuoversi e nella
+esposizione finanziaria, trovò modo di stigmatizzare
+la iniquità dei dazî di consumo in Sicilia e la necessità
+e il dovere di provvedere.</p>
+
+<div class="sidenote">DISAGIO E ANGHERIE</div>
+
+<div class="sidenote">I RECLAMI</div>
+
+<p>Le amministrazioni comunali, infine, vennero condannate&mdash;e
+perciò giustificati i <i>Fasci</i> e le agitazioni&mdash;dalle
+circolari dell&#8217;on. Crispi e del generale Morra
+di Lavriano ai Prefetti della Sicilia nelle quali
+s&#8217;inculcava d&#8217;invitare i sindaci a mettere ogni cura
+nella compilazione dei ruoli delle tasse municipali,
+nel ripartirle più equamente e senza violare le leggi,
+nell&#8217;evitare il fiscalismo e le angherie nella esazione,
+nel sorvegliare la compilazione dei bilanci, ecc., ecc.
+E i prefetti e le Giunte amministrative, ch&#8217;erano stati
+sordi e ciechi per tanti anni provvidero spesso&mdash;per rimangiarsi
+i provvedimenti dopo&mdash;esagerarono anche
+chiedendo l&#8217;abolizione totale dei dazî di consumo,
+imponendola contro legge, con lesione dei diritti dei
+terzi e mettendo le amministrazioni nella impossibilità
+di provvedere alle spese obbligatorie più
+indispensabili. E moltissimi municipî sordi e ciechi
+anche essi, non meno e per non minor tempo dei<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>
+prefetti e delle Giunte amministrative, si destarono
+e accolsero i reclami delle popolazioni stremate ed
+angariate ed abolirono tasse inique e accennarono
+di volere rientrare nell&#8217;orbita della legalità, se non
+della giustizia.<a name="FNanchor_49_49" id="FNanchor_49_49"></a><a href="#Footnote_49_49" class="fnanchor">[49]</a></p>
+
+<p>Questi, esclusivamente questi e non altri furono<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span>
+i fattori d&#8217;indole economica, politica e sociale, che
+determinarono i moti di Sicilia e che furono favoriti
+da altre particolari circostanze, alle quali si accennò
+vagamente altrove, ma che giova esporre
+ordinatamente in questo punto.</p>
+
+<div class="sidenote">LA TRADIZIONE RIVOLUZIONARIA</div>
+
+<p>Anzitutto, in Sicilia e sopratutto in quei luoghi
+che costituiscono, secondo l&#8217;on. Crispi di oggi, la
+corona di spine della città di Palermo, vi sono
+tradizioni rivoluzionarie nel popolo, che gli danno
+una energia ed una fiducia nelle proprie forze, che
+mancano altrove. Queste tradizioni hanno creato
+uno speciale punto di onore&mdash;anormale quanto può
+esser quello che induce due <i>gentiluomini</i> a battersi
+in duello per una inezia&mdash;e tale da indurre
+i contadini di un luogo a ritenersi menomati nella
+stima pubblica quando non avessero ripetuto ciò
+che gli altri avevano fatto. Li ho sentiti io rispondere
+ai consigli di calma: <i>che cosa si dirà di noi
+se non facciamo nulla quando gli altri si muovono</i>?
+Qui c&#8217;è anche uno speciale spirito di solidarietà di
+cui bisogna tener conto. Lo straordinario accentramento
+della popolazione e la coesistenza negli stessi
+abitati degli elementi rurali e degli elementi urbani,
+inoltre, fa sì che i malumori più rapidamente si
+diffondano e che l&#8217;azione di contatto, che tali diversi
+elementi esercitano gli uni sugli altri, agisca come
+lo strofinio su quei corpi dai quali si sprigiona la
+scintilla elettrica. Nè m&#8217;indugio ad applicare gl&#8217;insegnamenti
+della psicologia popolare per ricordare
+quanto più poderosa sia l&#8217;azione di certi fattori sulle
+folle numerose anzichè sui gruppi sparsi e poco
+considerevoli; nè quanto sia facile l&#8217;intesa tra gente
+che soffre degli stessi mali, che si sente forte e<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span>
+che difficilmente può essere rattenuta e sorvegliata
+dalle autorità governative.</p>
+
+<div class="sidenote">LA DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE</div>
+
+<p>L&#8217;influenza esercitata in ogni tempo sui moti
+di Sicilia dalla speciale distribuzione della popolazione
+(caratterizzata dalla mancanza dei piccoli e
+numerosi centri rurali, mentre i suoi abitanti in
+grandissima maggioranza sono dediti all&#8217;agricoltura)
+mi pare che per lo passato non sia stata abbastanza
+avvertita.</p>
+
+<p>I tumulti scoppiano nei grossi centri rurali anzichè
+nelle città; nelle file dei contadini piuttosto che in
+quelle degli operai e dei zolfatari, che sebbene analfabeti
+hanno intelligenza più svegliata&mdash;lo constata
+la Jessie White Mario&mdash;pei contatti frequenti colle
+classi colte; tra gli elementi più incolti di preferenza
+che non tra coloro che posseggono una istruzione
+qualsiasi, fosse anche appena rudimentale e limitata
+al più elementare alfabetismo. L&#8217;ignoranza delle
+leggi, dei pericoli, delle conseguenze di certi atti,
+l&#8217;ignoranza completa in tutto e per tutto fu il vero,
+il grande fattore dei casi di Sicilia; di tale e tanta
+ignoranza se ne ha la prova lampante nella ingenua
+e unanime confessione dei feriti e degli arrestati,
+che affermavano sentirsi al sicuro contro l&#8217;azione
+delle truppe solo perchè le loro dimostrazioni avvenivano
+al grido: <i>Viva il Re!</i> e procedevano sotto
+l&#8217;egida dei ritratti del Re e della Regina, ai quali
+non poche volte veniva riunito un Crocefisso.</p>
+
+<p>Ma chi è <a name="tn221" id="tn221"></a><span class="correction">veramente</span> responsabile di tanta ignoranza,
+la quale non può non destare una profonda
+commiserazione? Il governo italiano e le classi dirigenti,
+che in trentatre anni di così detto regime
+di libertà nulla fecero per eliminarla, per attenuarla;<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span>
+proprio nulla! E dire che gli elementi che nei
+primi tempi malamente rappresentarono il governo
+in Sicilia, dopo averne sprezzantemente constatata la
+<i>barbarie</i>, fecero intendere di volere assumere la
+missione d&#8217;incivilirla!</p>
+
+<p>Se dall&#8217;analisi fatta risulta che nei tumulti mancò
+l&#8217;azione collettiva dei <i>Fasci</i> e si ridusse a poca cosa
+quella dei singoli <i>Fasci</i>&mdash;i meno ordinati, i rurali
+e i più recenti&mdash;ci vuol poco a dimostrare che non
+è maggiore la responsabilità dei cosidetti sobillatori
+e della propaganda socialista sia pel sorgere degli
+stessi <i>Fasci</i>, sia per le esplosioni dell&#8217;ira popolare.</p>
+
+<p>I <i>Fasci</i>, dice il generale Corsi, in moltissimi punti
+non erano che le antiche <i>Società operaie</i>, che cambiavano
+nome. Col cambiamento del nome mutava
+forse per miracolo il contenuto antico?</p>
+
+<div class="sidenote">LE GARE MUNICIPALI E I FASCI</div>
+
+<p>«E qui cade acconcio&mdash;continua lo stesso generale&mdash;il
+rammentare come le gare più acerbe e
+costanti in questi paesi siano le municipali, poichè
+quasi non v&#8217;è Comune che non sia scisso in due
+o più partiti non solo avversi, ma apertamente e
+accanitamente nemici tra loro, i quali si contendono
+per ogni modo il primato, ed <i>anche il beneficio</i>,
+nell&#8217;amministrazione municipale. Ora, con
+questa presente agitazione è avvenuto che questo
+o quel partito di Comune ha trovato molto opportuno
+di giovarsi dello appoggio potente del
+<i>Fascio</i> locale, il quale a sua volta s&#8217;è gettato spontaneo,
+e dopo lieve spinta, nella gara municipale,
+e così s&#8217;è fatto in più luoghi un imbroglio di
+<i>Fascio</i> e municipio e partito, e taluni possidenti,
+non dei maggiori bensì (e i Di Lorenzo di Gibellina?),
+si sono messi alla testa del <i>Fascio</i>, o vi<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span>
+sono scivolati dentro. Infatti i maggiorenti di quelle
+Società non fanno mistero della loro intenzione
+di <i>valersene nelle lotte municipali</i>, dicendo, forse
+persuasissimi, che lo fanno e lo faranno pel meglio
+del paese e quindi dei lavoratori. Intanto anche
+per questo verso, il <i>Fascio</i> diventa arena di ambizioni
+ed interessi locali, di <i>galantuomini</i> forse
+più che di <i>picciuotti</i>....»</p>
+
+<p>Dov&#8217;è, dunque, il socialismo come causa efficiente,
+diretta e immediata dei moti di Sicilia, secondo il
+Comandante del XII Corpo di armata, che del socialismo
+non è punto tenero? E minore ancora la
+sua responsabilità risulterà uscendo dalle affermazioni
+vaghe e generiche e mettendo i punti sugli <i>i</i>
+come suol dirsi, cioè indicando i nomi dei capi-partito
+dei paesi dove avvennero agitazioni e tumulti:
+ciò che oggi può farsi senza commettere alcuna indiscrezione
+e senza nuocere a chicchessia perchè i
+fatti sono noti e sono stati discussi innanzi ai Tribunali
+militari di guerra.</p>
+
+<div class="sidenote">IL SOCIALISMO NON C&#8217;ENTRA</div>
+
+<p>Ora i fatti dimostrano che il socialismo non ci
+aveva che vedere nei diversi <i>Fasci</i> di Monreale, e
+che quello ostentato dal sindaco Cav. Balsano in un
+suo discorso, era socialismo di occasione suggeritogli
+dal timore di perdere ogni popolarità e di vedersi sopravvanzato
+dagli avversari. Il socialismo entrava
+come i cavoli a merenda a Santa Caterina Villarmosa,
+e lo dichiarò il farmacista Bruno ad un capitano
+dei carabinieri prima del 5 gennaio e lo ripetè
+il sindaco Fiandaca, suo avversario, innanzi
+al tribunale militare di Caltanisetta.</p>
+
+<p>E non era affatto socialista, ma un monarchico
+convinto ed amico intimo dell&#8217;on. Damiani, il Vivona,<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span>
+avversario antico e irreconciliabile dei Saporito
+a Castelvetrano; ed è assolutamente irresponsabile
+il socialismo del fiero antagonismo tra i Di Loronzo
+e i Gerardi in Gibellina, tra i Lafranca-Gallo
+e i Lafranca-Massena in Partinico, tra i Nicolosi
+e i Sartorio in Lercara, tra gli Sparti e gli Scozzari
+in Misilmeri, tra i Bruno e i Gallina in Santa
+Caterina Villarmosa...</p>
+
+<div class="sidenote">LA MINA ERA CARICA</div>
+
+<p>In risposta a chi potrebbe accusarmi di mala fede
+perchè dalle pagine del generale Corsi e di altri
+avversarî del socialismo cito soltanto quelle che mi
+fanno comodo, riconoscerò che il primo assegna una
+parte di responsabilità ai <i>sobillatori</i> colla propaganda
+socialista; e questa parte viene determinata con
+precisione in questo periodo: «il paese era nel 1892
+preparato allo scoppio come una mina carica, che
+aspetta la miccia. Ora questa fu apprestata da un
+pugno di socialisti, giovani, arditi, abili, agitatori
+di vaglia sin dal primo momento.»</p>
+
+<p>E sia! Ma con ciò non rimane sempre minima,
+storicamente e moralmente incalcolabile la loro responsabilità?
+Certo; e la certezza risulta indiscutibile
+dalla larghissima sperimentazione sociale, la
+quale ammaestra, che dovunque esistono le condizioni
+generatrici di un fenomeno, il fenomeno presto
+o tardi si presenta illudendo solo gli ignoranti
+o i malevoli sulla parte che rappresenta <i>l&#8217;ultima
+causa occasionale</i>, la scintilla. Così, in Sicilia, nel
+continente italiano, in Irlanda sempre e dovunque
+esistano le condizioni analoghe a quelle che generarono
+le ultime manifestazioni dell&#8217;isola, le manifestazioni
+non mancheranno <i>con, senza, o contro i Fasci;
+con, senza o contro</i> il socialismo.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p>
+
+<p>Non c&#8217;erano i <i>Fasci</i> e non era neppur nota la parola
+<i>socialismo</i>, eppure nel 1848 in Burgio si ebbero
+tumulti analoghi a quelli del 1893.</p>
+
+<div class="sidenote">SPERIMENTALISMO SOCIALE</div>
+
+<p>Non c&#8217;erano i <i>Fasci</i> e non era neppur nota la parola
+<i>socialismo</i>, eppure nel 1860 in mezzo all&#8217;entusiasmo
+e agli slanci generosi della riscossa nazionale
+avvennero le cruente sollevazioni di Pace, di
+Collesano, di Bronte, di Nissoria sempre al grido:
+<i>morte ai galantuomini! abbasso li cappedda!</i> E senza
+<i>Fasci</i> e senza socialismo avvennero i disordini di
+Canicattini nel 1865, le preparazioni dei contadini
+a Villalba ed a Valledolmo, la rivolta di Grammichele
+nel 1876, nella quale si dette l&#8217;assalto al <i>Casino
+dei galantuomini</i>, che furono presi a fucilate e
+più tardi la ribellione di Calatabiano al grido di:
+<i>abbasso il municipio! abbasso le tasse! Viva il Re!</i>
+sanguinosamente repressa della <i>sinistra</i> riparatrice.
+E senza <i>Fasci</i> e senza la menoma conoscenza di socialismo
+tumultuano i lavoratori di Favara nel 1890,
+e insorgono i contadini e i zolfatari di Floresta, di
+Valguarnera...</p>
+
+<p>L&#8217;esistenza delle condizioni opportune per esplosioni
+<a name="tn225" id="tn225"></a><span class="correction">violente</span> non era sfuggita a nessuno, e Sidney
+Sonnino, prima che sorgessero i <i>Fasci</i> e senza che
+sospettasse la influenza della propaganda socialista,
+ne aveva previsto la ripetizione. E Abele Damiani,
+non aveva mancato di avvertire: «Non dimentichiamo
+che in tempo di rivoluzione furono specialmente
+i contadini, i quali assalirono i possidenti
+nelle persone e ne danneggiarono le possidenze:
+il 1848 e il 1860 segnano due epoche terribili di
+manifestazioni popolari; in alcuni comuni dell&#8217;isola
+si ebbero a deplorare <i>fatti di sangue, vendette,<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span>
+incendî di archivi pubblici</i> da parte di una moltitudine
+oppressa, ubbriaca, nell&#8217;intento di vendicare
+<i>l&#8217;onta della miseria patita a causa dell&#8217;odiata classe
+dei proprietarî</i>.»</p>
+
+<p>Ah! perchè l&#8217;on. rappresentante per Marsala non
+ha ricordato questa pagina da lui scritta all&#8217;amico
+suo intimissimo ed antico, Francesco Crispi, quando
+con violenza e con leggerezza indegna di un uomo
+di Stato egli volle accusare e calunniare i socialisti,
+sobillatori?</p>
+
+<p>Oltrepassiamo lo stretto. Le provincie del continente
+napoletano presentano il terreno adatto per
+questa <a name="tn226a" id="tn226a"></a><span class="correction">indagine</span> di sperimentalismo sociale; nè riferendomi
+a tali regioni intendo ricordare i contemporanei
+moti di Ruvo, di Corato, ecc. che si può
+supporre essere stati determinati da contagio psichico
+il quale pure non è efficace se non dove esistono
+le favorevoli opportune condizioni. Mi riporterò invece
+alle diverse fasi del <a name="tn226b" id="tn226b"></a><span class="correction">brigantaggio</span> ed alle altre
+esplosioni dell&#8217;odio di classe, che hanno preceduto
+le siciliane e che riconoscono cause perfettamente
+identiche.</p>
+
+<div class="sidenote">DAL &#8217;48 AL &#8217;93</div>
+
+<p>Furono i <i>Fasci</i> e la propaganda socialista, che li determinarono?
+Ma il socialismo non era ancora nato e
+nel secolo scorso&mdash;si può apprenderlo dalle opere
+insigni di Winspeare e di Nicola Santamaria sul
+<i>feudalismo</i>&mdash;nel campo stesso dove si svolse il brigantaggio
+si ebbero scene e manifestazioni perfettamente
+analoghe a quelle ricordate per la Sicilia
+dal 1848 al 1893.</p>
+
+<div class="sidenote">LE PAROLE DEI MODERATI</div>
+
+<p>Credo di avere già citato sulle cause e sul significato
+del brigantaggio dal 1860 in poi i discorsi
+di Giuseppe Ferrari, i quali, mutati i nomi, si crederebbero<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>
+pronunziati pei moti di Sicilia, devo aggiungere
+che tutte le discussioni parlamentari del
+1863 e 1864 e particolarmente la relazione e un
+discorso del Massari e un altro del Castagnola riescono
+alla stessa conclusione: «il brigantaggio è
+la protesta selvaggia e brutale della miseria contro
+antiche e secolari ingiustizie.» Sono parole
+del moderatissimo Massari e pronunziate quando
+della sincerità di certe oneste dichiarazioni dei <i>moderati</i>
+non si poteva dubitare, perchè essi erano al
+potere e non avevano bisogno di ostentare sensi
+umanitarî o democratici per fare la critica degli
+avversarî.</p>
+
+<p>Pasquale Villari nelle sue splendide <i>Lettere Meridionali</i>,
+riassunse coll&#8217;usata sua acutezza tali discussioni,
+che deve rileggere chiunque voglia ora giudicare
+rettamente su i casi di Sicilia e apprendere
+pure di quanto gli uomini di ordine e di governo
+di allora fossero superiori a quelli di oggi.</p>
+
+<p>Posteriormente c&#8217;è stato un altro scrittore, che è
+ritornato sullo stesso argomento ed ha raggruppato
+i fatti e le considerazioni in guisa tale che meravigliosamente
+si adattano agli ultimi avvenimenti
+della perla del Mediterraneo.</p>
+
+<p>Vale la pena di arricchire questa collezione di
+documenti con i seguenti brani del Turiello: «Il
+feudalismo lasciò più viva che altrove nell&#8217;Italia
+meridionale la differenza <i>fra la plebe</i>.... Il bilanciarsi
+più o meno velato dell&#8217;autorità regia, tra la plebe
+e la borghesia, rimane la chiave dei rivolgimenti
+napoletani di <a name="tn227" id="tn227"></a><span class="correction">tutto</span> il periodo corso dal 1806 al
+1861, quando il brigante Crocco a Menfi, seguito da<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+migliaia di villani per l&#8217;ultima volta tentò la restaurazione
+borbonica!......</p>
+
+<div class="sidenote">LA LOTTA TRA LE CLASSI</div>
+
+<p>«Alle rumorose sollevazioni sociali in veste politica,
+che seguirono dal 1806 in poi, sotto nome di
+brigantaggio, bisognerebbe aggiungere, per intendere
+la condizione reale della <i>opposizione dei due ceti</i> in
+molte delle nostre campagne, la ricerca e l&#8217;enumerazione
+minuta <i>d&#8217;infiniti casi di sollevazioni locali di
+contadini, a fin di dividersi terre controverse, in ogni
+periodo in cui parve meno vigorosa in queste provincie
+l&#8217;autorità dello Stato</i>.»</p>
+
+<p>«Il grosso <a name="tn228" id="tn228"></a><span class="correction">brigantaggio</span> tra il 1864 e il 1866 venne
+meno. <i>Ma le cagioni della lotta feroce non iscemarono
+di poi</i>, se non qua e colà dove scemarono
+con i popoli gli odî delle campagne per la cresciuta
+emigrazione.... E, installato un nuovo ordine di cose,
+il voluto regime di libertà, il feudalismo di <i>nome</i>
+fu abolito nelle provincie meridionali, ma non di
+fatto. Le condizioni dei lavoratori pessime e vivissima
+<i>la lotta aperta</i> o <i>l&#8217;antagonismo latente tra le
+classi</i>.</p>
+
+<p>«Nè mancarono <i>manifestazioni delittuose collettive</i>
+negli ultimi tempi, quando non esisteva più il vero
+brigantaggio.&mdash;<i>Incendî numerosi ed estesi, uccisioni
+di bovi</i> avvennero nel 1877 negli Abruzzi e nel Salernitano,
+in odio <i>a ricchi proprietari</i> spesso usurpatori
+di terreni comunali... Altrove, come in un
+comune di Basilicata, i contadini si sono confederati
+in setta di mutuo soccorso per false testimonianze,
+sempre benevole al proprio ceto in caso di
+liti coi possidenti, per offese private o per quistioni
+demaniali....»</p>
+
+<p>E perchè ciò? Perdio, come dice il Franchetti,<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span>
+gli abbienti delle Calabrie e della Basilicata <i>sono
+oppressori disonesti senza averne coscienza</i>...</p>
+
+<div class="sidenote">UN PARALLELO CON L&#8217;IRLANDA</div>
+
+<p>C&#8217;è di meglio ancora; c&#8217;è un isola che più volte
+si è paragonata alla Sicilia: l&#8217;Irlanda. Nell&#8217;isola
+verde la lotta dura da un secolo; le dimostrazioni,
+i tumulti, le intimidazioni da un secolo vi si alternano
+colle repressioni <a name="tn229" id="tn229"></a><span class="correction">violente</span> e colle leggi eccezionali:
+lo stato di assedio vi fu proclamato <i>cinquanta
+volte</i> in novantanni circa e sempre inutilmente!</p>
+
+<p>Perchè ciò? Riassumo un lato delle condizioni
+dell&#8217;Irlanda colle parole di un conservatore: del
+Fournier. I contadini vi sono miserabilissimi, irregolarmente
+impiegati e male pagati dai fittaiuoli...,
+le loro abitazioni consistono in un sol vano, che
+serve al tempo stesso per preparare gli alimenti
+e per dormire&mdash;come in Sicilia. Molti dividono l&#8217;abitazione
+colle bestie da soma, col porco, col pollame&mdash;come
+in Sicilia. Tali abitazioni sono appena chiuse;
+qualche volta non hanno vetri alle finestre; un
+foro nel tetto lascia passare il fumo&mdash;come in Sicilia.
+Sono malvestiti e male forniti in quanto a letto e
+ad utensili domestici&mdash;come in Sicilia. Le relazioni
+dei fittaiuoli coi contadini sono molto tese e i primi
+si mostrano più arroganti dei membri dell&#8217;aristocrazia&mdash;come
+in Sicilia: sempre!</p>
+
+<p>Il Fournier continua: «Il contadino irlandese sa
+ch&#8217;egli è il più male alloggiato, il più mal vestito,
+il più mal nutrito dell&#8217;Europa occidentale ed insorge
+contro questa situazione.... Su questo popolo
+eccitato dalla miseria e dalle privazioni, dal timore
+e dalla collera gli <i>agitatori</i> hanno buon giuoco....»&mdash;come
+in Sicilia.<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">LE PROTESTE</div>
+
+<p>E come in Sicilia i tumulti si succedono con vertiginosa
+rapidità e vi si formano associazioni ora
+legali ora segrete e criminose, che spesso si sostituiscono
+al governo e dal governo sono più temute
+e più rispettate. Sorgono perciò i <i>fanciulli bianchi,
+il ribbonismo, i molly-maguyr, i feniani</i>, la <i>Land league</i>.
+Alcune di queste associazioni, specialmente
+quella dei <i>molly-maguyr</i>, per gli statuti, pei principi,
+per la esplicazione criminosa della loro azione si
+rassomigliano maravigliosamente alla <i>mafia</i>.</p>
+
+<p>Vediamo che cosa fa la più legale e la più celebre
+di quelle associazioni: La <i>Land-league</i> col suo
+Re senza corona, Parnell.</p>
+
+<p>Siamo nell&#8217;autunno del 1880. Tutte le domeniche
+in sette o otto punti dell&#8217;Irlanda, le popolazioni si
+affollano attorno ad un palco improvvisato; ogni
+villaggio arriva preceduto da un corpo di musica
+e da bandiere, sulle quali stanno gli emblemi dell&#8217;Isola
+Verde. Chi in questo non riconosce le passeggiate
+dei Fasci coi gonfaloni e colle fanfare da
+un paese all&#8217;altro?</p>
+
+<p>A chi quella folla attorno un palco non richiama
+alla memoria i discorsi che hanno suscitato tanta ira
+e tanta indignazione nei conservatori e nei progressisti
+d&#8217;Italia?</p>
+
+<p>Sin qui la rassomiglianza; ma ad un certo punto
+la <i>Land-league</i> si spinge ad atti collettivi e continuati,
+cui non giunsero i <i>Fasci</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">LA RESISTENZA DELLA LAND-LEAGUE</div>
+
+<p>Infatti la <i>Land-league</i>, che ha la sua gerarchia,
+i suoi comitati, il suo bilancio, la sua cassa rifornita
+continuamente dalle generose contribuzioni degli
+Irlandesi degli Stati Uniti, organizza la resistenza<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span>
+multiforme contro il governo e contro i grandi proprietari&mdash;i
+<i>land-lords</i>.</p>
+
+<p>I <i>land-lords</i> non possono più esercitare i diritti
+che l&#8217;<i>atto</i> del 1870 loro lasciava; essi non esigono
+più i fitti, sia perchè gli affittaiuoli non possono
+pagarli, sia perchè non lo vogliono sembrando loro
+esorbitante. Se i proprietari tentano procedere ad
+un sequestro o di fare eseguire un decreto di espulsione
+la popolazione si ribella ed occorre il concorso
+della fanteria e della cavalleria per proteggere
+le esecuzioni.</p>
+
+<p>Quando la espulsione è stata effettuata e la terra
+rilasciata, la <i>land-league</i> impedisce ad altri contadini
+di prenderla e tanto l&#8217;amministratore, che ha
+provocato l&#8217;espulsione quanto gli affittaiuoli che
+contravvengono alla proibizione della <i>land-league</i>
+vengono <i>boicottati</i>, cioè trattati come gli scomunicati
+dei secoli scorsi, messi all&#8217;ostracismo: persino
+i bottegai negano loro di vendere le mercanzie e
+gli operai il lavoro.</p>
+
+<p>Talvolta la vendetta popolare non si arresta a
+questo, ma perfino la notte vengono visitati da persone
+armate e mascherate; vengono minacciati con
+lettere anonime o a viva voce e così lo spavento
+si spande dappertutto perchè le <a name="tn231" id="tn231"></a><span class="correction">minacce</span> vengono
+seguite dai fatti: dall&#8217;incendio e dall&#8217;assassinio. In
+tempi ordinarî la giustizia colpisce i rei; ma è impossibile
+procedere contro una intera popolazione.
+Perciò in Irlanda o per amore o per timore i contadini
+diventano complici dei reati agrari; non si trovano
+testimoni a carico degli accusati e su 155 reati constatati
+non si poterono colpire che 32 persone. Così<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span>
+la giustizia criminale viene paralizzata in una alla
+civile per opera della <i>land-league</i>.</p>
+
+<p>Un ultima osservazione per coloro che ignorano
+la storia dell&#8217;Irlanda: il socialismo in massima fu
+estraneo alla nascita di tutte le associazioni irlandesi,
+nelle quali predominò invece il sentimento
+di razza e l&#8217;antagonismo religioso: i cattolici irlandesi
+di origine celtica non si seppero mai rassegnare
+al giogo dei protestanti inglesi di razza anglosassone.</p>
+
+<div class="sidenote">LE STESSE CAUSE DANNO GLI STESSI EFFETTI</div>
+
+<p>Il parallelo tra l&#8217;Irlanda e la Sicilia potrebbe essere
+continuato e riuscirebbe oltremodo istruttivo
+nella parte politica; ma ciò mi pare che basti per
+dimostrare che senza il menomo intervento del socialismo
+le stesse cause hanno prodotto gli stessi
+effetti che in Sicilia. In Irlanda e in Sicilia riescono
+gli <i>agitatori</i> perchè il terreno è adatto e fatalmente
+devono sorgere con qualunque nome e sotto qualunque
+bandiera.</p>
+
+<p>A coloro che per ignoranza o per malafede non
+sanno scorgere nei tumultuosi fenomeni sociali che
+la mano di sobillatori ripeterò le parole dell&#8217;arguto
+Gian Luigi Courier: <i>les vrais sèditieux sont ceux qui
+en trouvent partout</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ECCITAMENTI NELLE RIVOLUZIONI</div>
+
+<p>Questo mio modo di vedere è il prodotto della
+sincera convinzione che mi sono andato formando
+colla osservazione dei fatti; nè la enuncio ora per
+comodità di difesa di amici politici e di avvenimenti
+ad essi voluti intimamente connettere, ma la
+manifestai, ampiamente e in termini identici, dieci
+anni or sono quando ero ben lungi dal prevedere
+le dolorose contingenze odierne. Allora riportai un
+caratteristico brano del Montchretien&mdash;uno scrittore<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span>
+francese del secolo XVII&mdash;e nell&#8217;occuparmi
+dei rapporti tra rivoluzione ed evoluzione conchiusi
+con queste parole, che tornano più che mai opportune
+adesso: «Gli scoppi, i <a name="tn233" id="tn233"></a><span class="correction">cataclismi</span> non avvengono
+per gli eccitamenti di coloro, che la rivoluzione
+predicano come una teoria, come unico mezzo di
+salute. Essi da soli, colla decisa <i>intenzione</i> di provocarla,
+non approderebbero all&#8217;intento, quando
+anche fossero assai più numerosi di quel che sono,
+se altre condizioni determinanti non esistessero.
+Non si designino quindi alla pubblica esecrazione
+e non si rendano responsabili di avvenimenti,
+che si svolgono indipendentemente dalla loro volontà!»<a name="FNanchor_50_50" id="FNanchor_50_50"></a><a href="#Footnote_50_50" class="fnanchor">[50]</a></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_47_47" id="Footnote_47_47"></a><a href="#FNanchor_47_47"><span class="label">[47]</span></a> Mi consta con sicurezza che iniziato il periodo della reazione
+le autorità militari dell&#8217;isola volevano ad ogni costo
+farmi arrestare. Devo la libertà a qualche eminente magistrato;
+ed io che ho sentito e sentirò il dovere di biasimare
+la magistratura in più occasioni, sento per questo l&#8217;obbligo
+di manifestare pubblica e sincera riconoscenza.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_48_48" id="Footnote_48_48"></a><a href="#FNanchor_48_48"><span class="label">[48]</span></a> <i>Le condizioni</i> ecc., p. 80. Erra di gran lunga il Di San
+Giuliano quando afferma che le condizioni della provincia di
+Catania sono le più tristi, poichè assai peggiori sono quelle
+del resto della Sicilia.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_49_49" id="Footnote_49_49"></a><a href="#FNanchor_49_49"><span class="label">[49]</span></a> Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune
+spese facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala,
+Trapani, Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese,
+Cefalù-Diana, Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini,
+Montevago, Aragona, Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita,
+S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina, Carini, Santa Ninfa, Castellammare,
+Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone, Modica, Chiaromonte-Gulfi,
+Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini,
+Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena,
+Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina,
+S. Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt&#8217;altro
+che completa e sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero
+note le concessioni fatte in seguito ai tumulti.
+</p><p>
+Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è
+ingannata sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A
+Roma il <i>Fanfulla</i>, <i>l&#8217;Opinione</i>, <i>il Diritto</i> le esposero sommariamente
+ed esattamente. Vanno poi specialmente ricordati
+per onestà e precisione d&#8217;informazioni: <i>Il Secolo</i> e il <i>Corriere
+della sera</i> di Milano, <i>Il Resto del Carlino</i> di Bologna, <i>La Tribuna</i>,
+il <i>Messaggero</i> e <i>Il Popolo Romano</i> di Roma. A questi
+giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una sincera
+parola di lode.
+</p><p>
+Il La Loggia ha fatto una diligente statistica delle cause
+che determinarono le principali dimostrazioni e i tumulti da
+gennajo 1893 a gennajo 1894, che mi pare importante riprodurre
+dal <i>Giornale degli Economisti</i> (marzo 1894): divisione
+demanii comunali 1, cause politiche 2, tasse locali <span class="ss"><b>48</b></span>, patti agrarî
+7, patti minerarî 1, prepotenze amministrative 2, prepotenze
+di autorità politiche 4, mancanza di lavoro 1, contratto
+di lavoro 1.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_50_50" id="Footnote_50_50"></a><a href="#FNanchor_50_50"><span class="label">[50]</span></a> N. Colajanni: <i>Il socialismo</i>. Catania 1884&mdash;p. 350 a 352
+e 393.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.<br /><br />
+
+LE RESPONSABILITÀ</h2>
+
+
+<h3><i>c)</i><br /><br />
+
+IL GOVERNO</h3>
+
+<p>Al generale Corsi, che paragonò la Sicilia a una
+mina già preparata da secoli alla quale i <i>Fasci</i> e
+gli agitatori socialisti diedero fuoco, si può rispondere,
+che più veramente la parte di miccia la fece
+proprio il governo.</p>
+
+<p>Infatti, la responsabilità del governo è immensa;
+antica e recente; diretta e indiretta; positiva e negativa.
+Su quella, antichissima, che si deve considerare
+come vera opera di preparazione, non ritornerò,
+risguardando essa la formazione dell&#8217;insieme
+di quelle condizioni sociali descritte avanti; nè ripeterò
+ciò che venne esposto relativamente alla
+provocazione, la quale rappresenta una fase più
+recente.</p>
+
+<div class="sidenote">I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO</div>
+
+<p>Il governo è responsabile per la sua azione diretta
+e che fa capo a Roma, e ancora di più per
+quella dei suoi rappresentanti locali, ora disonesti
+ora inetti&mdash;partigiani sempre&mdash;contro ai quali<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>
+gli uomini più eletti dell&#8217;isola protestarono in ogni
+tempo invocandoli migliori. Di quanto fecero i prefetti
+e la polizia risponde il governo centrale, non
+solo per le ragioni che derivano dallo stesso regime
+parlamentare, ma ancora di più per la impunità
+che quello ha voluto sempre concedere ai suoi subalterni,
+e per l&#8217;incoraggiamento dato al malfare
+coi premi e le promozioni in ragione diretta della
+audacia mostrata nella violazione delle leggi e di
+quei principi fondamentali, che&mdash;anche se non regolati
+esplicitamente da leggi speciali, come vorrebbe
+lo Statuto, e come sarebbe il caso quanto al
+diritto di associazione e di riunione&mdash;dovrebbero
+pure far parte del diritto pubblico di un paese, che
+creda di vivere sotto il libero regime rappresentativo.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;IMPUNITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>La responsabilità di questa ultima fase di esplosione
+che ricade sul governo per l&#8217;inettitudine e
+per l&#8217;imprudenza dei suoi agenti potrei io dimostrare
+con molti esempi. Mi limito solo ad accennare a
+quel tal delegato di Racalmuto, il quale medita stupidamente
+ed eseguisce una aggressione illegale
+contro una folla di un migliaio di cittadini, avendo
+<i>due soli</i> carabinieri e ch&#8217;è premiato, di poi, per essersi
+ecclissato nel momento critico del pericolo; e
+al delegato di Valguarnera che ordina ad altri due
+carabinieri di far fuoco contro un assembramento
+di parecchie migliaia di persone già eccitate; e faccio
+anche menzione di quel Prefetto di Trapani, che
+perdette del tutto la bussola appena ebbe notizia
+dei primi tumulti, rimanendo in balia degli eventi
+come fece il suo collega di Napoli nell&#8217;agosto del 1893:
+e di tanti altri funzionarî di polizia&mdash;specialmente<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span>
+della provincia di Caltanissetta&mdash;che si sono chiariti
+di una inettitudine superlativa nella ricerca di
+delinquenti e nella repressione del delitto, ma audacissimi
+nel denunziare come <i>pericolosi</i> i più onesti
+e pacifici cittadini, e che pur sono stati premiati
+più volte nonostante il contrario avviso della magistratura.</p>
+
+<p>Infine, il governo è responsabile quale organo
+delle classi dirigenti per quello che fece e per quello
+che lasciò sempre fare ad esse impunemente; responsabilità
+grande, che viene riassunta dal generale
+Corsi con questo tratto breve ed efficace: «i più
+moderati dei sommovitori <i>non potevano fare a meno
+di pensare</i>: il governo e i gaudenti <i>promettono e
+dormono</i>; bisogna scuoterli, costringerli col coltello
+alla gola.» (p. 371). E davvero, come non scorgere
+tutta la efficienza che doveva venire dalla radicata
+e ben fondata convinzione che nulla c&#8217;era
+da sperare colle buone e colle vie legali dal governo
+e dalle classi dirigenti?<a name="FNanchor_51_51" id="FNanchor_51_51"></a><a href="#Footnote_51_51" class="fnanchor">[51]</a></p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ALTO SENNO DELL&#8217;ON. GIOLITTI</div>
+
+<p>Quando si perviene alla vigilia della esplosione<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>
+ed entra in iscena maggiormente l&#8217;on. Giolitti, corre
+il debito di dichiarare, che la situazione in Sicilia
+era assai cattiva; ma egli, che doveva risuscitare
+la bandiera sfatata della <i>sinistra</i> con tutte le sue
+colpe e con tutti i suoi errori, ebbe il merito speciale
+di renderla addirittura pessima con tutto quel
+periodo di provocazione.</p>
+
+<p>Egli peggiorò tutti i cattivi metodi di governo
+mettendo a disposizione dei deputati&mdash;divenuti tanti
+proconsoli in cinquantesimo&mdash;prefetti, delegati, ed
+anche magistrati! ed ottenendo, però, un risultato
+insperato e insperabile per altri titoli: una fedeltà,
+cioè, a tutta prova nei rappresentanti dell&#8217;isola, che
+coprirono e legittimarono ogni loro voto di fiducia
+in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti
+e della risurrezione della <i>sinistra</i>... fatta da uomini
+che erano stati i promotori e i campioni del <i>trasformismo</i>.</p>
+
+<p>Avvenuta poi la tragedia di Caltavuturo, la cecità
+e la persistenza del governo negli antichi metodi,
+e la mancanza completa di opportuni provvedimenti
+divennero assolutamente criminose.</p>
+
+<p>Ciò che c&#8217;era da temere, ciò che poteva verificarsi
+si era veduto coi fatti: Caltavuturo non fu
+che un primo sintomo di uno stato generale.</p>
+
+<p>Era urgente provvedere allora e riparare; mostrarne
+almeno l&#8217;intenzione. Finalmente, gli avvisi,
+gli allarmi, le grida di gioia degli uni e di paura
+degli altri rompono l&#8217;alto sonno dell&#8217;on. Giolitti; ed
+ecco il governo cominciò ad accorgersi che in Sicilia
+c&#8217;era del fuoco serpeggiante che minacciava
+di propagarsi&mdash;assurgendo alle proporzioni di un
+grande incendio&mdash;e si avvide che questa ipotesi<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span>
+del fuoco sotto la neve non era un&#8217;immagine poetica,
+cui si prestava l&#8217;Etna maestosa e fumante, ma
+una realtà. Ma pure allora il Presidente del Consiglio
+non si svegliò del tutto: sbadigliò, e sbadigliò
+da vero ministro di polizia dei passati regimi, non
+sapendo vedere al di là della superficie e credendo
+che con semplici brutali repressioni la si potesse
+fare finita.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA INSANA CONFUSIONE</div>
+
+<p>In Sicilia c&#8217;era una quistione di malandrinaggio
+di cui s&#8217;era occupato ripetutamente il Parlamento
+e la stampa; c&#8217;era la quistione sociale di cui i <i>Fasci</i>
+erano una fioritura parziale; e l&#8217;una e l&#8217;altra preoccupavano
+i grandi proprietarî e le classi dirigenti.
+L&#8217;on. Giolitti credette dare un colpo da maestro confondendole
+e giudicando che i <i>Fasci</i> non fossero
+che una speciale manifestazione del malandrinaggio
+e nella sua alta sapienza commise di studiare
+la quistione sociale al direttore generale della Pubblica
+Sicurezza. Così facendo&mdash;confondendo il moto
+sociale colla manifestazione criminosa&mdash;credette
+d&#8217;infangare il primo per discreditarlo, senza però
+d&#8217;altra parte nutrire la speranza di fare scomparire
+la seconda, che dalla insana confusione non poteva
+che ricevere incremento.</p>
+
+<p>E per giudicare insana tale misura mi appello
+all&#8217;on. Di San Giuliano, che pur avendo fatto parte
+del gabinetto dell&#8217;on. Giolitti onestamente riconobbe:
+«che il peggioramento delle condizioni della
+pubblica sicurezza non è un effetto della propaganda,
+cui si devono i <i>Fasci</i>, ma tanto il successo
+di questa propaganda e i disordini che ne conseguono,
+quanto l&#8217;aumento dei furti e delle grassazioni<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span>
+sono effetti simultanei del disagio economico.»
+(op. cit. p. 14).</p>
+
+<p>Il generale Corsi alla sua volta fece questa speciale
+e preziosa osservazione: «del moto dei <i>Fasci</i>
+rimasero quasi affatto immuni i circondarî di Cefalù
+e Mistretta, <i>quelli appunto ch&#8217;erano in maggior
+sospetto di malandrinaggio</i>.» (p. 366).</p>
+
+<div class="sidenote">LA MISSIONE DEL SENATORE SENSALES</div>
+
+<p>Il senatore Sensales, pei suoi <a name="tn239" id="tn239"></a><span class="correction">precedenti</span> e pel
+posto che occupava, era certo il meno adatto di
+tutti a conoscere i mali e a suggerire confacenti rimedî.</p>
+
+<p>Del resto, il direttore generale della Pubblica Sicurezza
+non mostrò alcuna intenzione di studiare
+e conoscere; percorse rapidamente l&#8217;isola da Palermo
+a Messina, sentì i prefetti, si fece ossequiare
+alle stazioni ferroviarie <i>per un minuto</i> dai delegati
+suoi dipendenti, non chiamò notabili, non chiamò e
+non volle sentire gli oppressi. A Corleone soltanto&mdash;forte
+della coscienza del proprio retto operato&mdash;il
+Presidente del <i>Fascio</i>, B. Verro, si presentò da sè
+al Sensales per sottoporgli le doglianze e le ragioni,
+veri <i>cahiers</i>, dei lavoratori della propria regione.
+Onde il Direttore della pubblica sicurezza nulla vide,
+nulla apprese, che non avesse potuto sapere dai
+rapporti dei suoi dipendenti.</p>
+
+<p>Quale fu, dunque, la sua missione; quale la sua
+opera?</p>
+
+<p>Eccola: in una delle brevi soste del suo rapido
+e trionfale viaggio, a Girgenti&mdash;siamo già in ottobre,
+proprio alla vigilia dello scoppio&mdash;egli scopre
+«che alla fin fine miseria ce n&#8217;è stata sempre e ce
+n&#8217;è dappertutto; che i <i>Fasci</i> non raggiungerebbero
+lo scopo politico-sociale cui miravano e sarebbero<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span>
+stati sciolti con mezzi che non poteva rivelare.»</p>
+
+<p>Non rivelò i mezzi arcani, ma li lasciò intravvedere
+ai suoi intimi o almeno parlò loro un linguaggio
+così equivoco da farlo interpretare in questo
+modo:</p>
+
+<p>Persecuzione agli elementi migliori dei <i>Fasci</i> in
+modo che questi si sciogliessero spontaneamente,
+risparmiando al governo l&#8217;odiosa illegalità di scioglierli
+esso stesso. E la parola d&#8217;ordine data, pare
+che sia stata altrettanto semplice: <i>arrestare in qualunque
+occasione e per qualunque pretesto</i>!</p>
+
+<p>E se non fu data in questa forma brutale la istruzione
+draconiana, i subordinati così ebbero ad
+intenderla e così la eseguirono.</p>
+
+<div class="sidenote">N&#8217;È DERIVATO...</div>
+
+<p>Vi furono funzionari onesti e vergognosi dell&#8217;opera
+che compivano, i quali da me rimproverati
+aspramente, mi confessarono con sincerità che essi
+eseguivano gli ordini dei superiori <i>arrestando ad
+ogni minima occasione, processando con ogni pretesto</i>!
+E ciò l&#8217;indomani del viaggio dell&#8217;on. Sensales. Il
+quale viaggio viene annunziato dal generale Corsi
+così: «l&#8217;infelice governo centrale mandò <i>un alto
+funzionario</i> (siciliano) a vedere come stessero le
+cose. <i>N&#8217;è derivato....</i>» (p. 336).</p>
+
+<p>I reticenti puntini sono del generale Corsi, che
+interrompe bruscamente i propri commenti e che
+lascia comprendere chiaramente che a proposito
+della missione del senatore Sensales e dei suoi risultati
+molte cose brutte sa e vorrebbe dire, ma
+non può.</p>
+
+<p>Perchè si giudichi dell&#8217;effetto morale che poteva
+fare il contegno equivoco e misterioso del senatore
+Sensales bisogna esporre questi tratti del carattere<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span>
+dei siciliani quali li riferisce lo stesso generale
+Corsi: «Il siciliano ha bisogno di espansione, di
+franchezza, di verità.&mdash;Andategli a viso aperto
+colla verità, ed egli, foss&#8217;essa anche una condanna,
+vi si sottomette. Fategli comprendere l&#8217;inesorabilità
+di certe cose, e a lui basta questa sincerità.&mdash;Insomma
+coi Siciliani non bisogna adoperare sotterfugi,
+scappavie o che so io;&mdash;no, bisogna dir
+tutto e mantenere sia in bene che in male..... Se
+potete accordate; se non potete non andate per
+le lunghe, ma dite chiara e tonda la ragione.»
+(pag. 273).</p>
+
+<p>La sapienza di governo dell&#8217;on. Giolitti non si
+limitò all&#8217;invio del senatore Sensales, che serbò il
+contegno meno adatto ad inspirare fiducia agli isolani;
+andò oltre, e continuando nell&#8217;applicazione del
+criterio che tutto dovesse ridursi a reprimere brutalmente
+il malandrinaggio creò le <i>zone</i> e <i>sotto-zone</i>
+militari.</p>
+
+<div class="sidenote">IL REGNO DELLA SCIABOLA</div>
+
+<p>L&#8217;impressione di quest&#8217;altro provvedimento fu
+penosa; ci fu la delusione in coloro che giustamente
+attendevano misure economiche e riparazioni politiche
+e amministrative; ci fu la paura in quanti ricordavano
+i fasti militari di altri tempi&mdash;paura,
+che si accrebbe quando corse la voce che sarebbe
+stato mandato il generale Baldissera a domare ed incivilire
+l&#8217;isola&mdash;certo, <i>more Livraghi</i>&mdash;ci fu in tutti lo
+accasciamento per la ribadita convinzione che il governo
+era e voleva continuare a mantenersi su di
+una falsa strada. Che la impressione fatta da tale
+provvedimento sia stata realmente penosa sulla generalità
+si rileva dalla cura del generale Corsi nel
+volerla dileguare e nel trovarla ingiustificata. Egli<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span>
+narra, all&#8217;uopo, episodî e giudizi, che mirano a provare
+che il <i>regno della sciabola</i> non è così terribile
+e temibile come si crede e che molte volte fece
+savia opera di pace: ed io che del militarismo sono
+avversario irreconciliabile sento il dovere di dichiarare
+che in molte occasioni ho trovato le autorità
+militari di gran lunga superiori, per tatto e per
+cuore, alle autorità civili; ma ciò non ostante, a
+torto o ragione, l&#8217;impressione non fu buona per
+quella misura del governo, che senza distrurre il
+malandrinaggio, accrebbe le diffidenze, le antipatie,
+i malumori.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ATTITUDINE DEL GOVERNO</div>
+
+<p>La insipienza e la malevolenza del governo non
+risultava soltanto dai provvedimenti succennati, che
+avrebbero potuto essere spiegati in senso favorevole
+se accompagnati da buoni propositi, ma dalla sua
+attitudine di fronte all&#8217;azione dei <i>Fasci</i>, durante
+tutto il 1893: e di fronte ai municipi, dall&#8217;ottobre
+al dicembre dello stesso anno: poichè se verso i
+primi si chiariva schiettamente reazionario, la debolezza
+unita all&#8217;arbitrio verso i secondi non poteva
+servire che d&#8217;incoraggiamento al tumulto, alla violazione
+della legge dal basso contemporaneamente
+alle violazioni dall&#8217;alto.</p>
+
+<p>Invero l&#8217;indole dei reati attribuiti dalle autorità
+ai così detti sobillatori e ai <i>Fasci</i>, e i pretesti che
+dettero occasione allo sfogo della loro libidine di
+arbitrî durante il periodo della provocazione, furono
+tali che giustificano l&#8217;avere considerato la loro azione
+come essenzialmente provocatrice ed iniquamente
+partigiana.</p>
+
+<p>Si esagerarono a bella posta alcuni fatti, e della
+esagerazione dà la prova il Generale Corsi, che<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+scrive: «in sostanza l&#8217;<i>Inferno</i> a cui s&#8217;è ridotta la
+Sicilia è un inferno assai tollerabile, a vederlo da
+presso, <i>senza paura e senz&#8217;odio, senza il maledetto
+spirito di parte</i>. Nè tutto il male che si poteva e
+si voleva fare dagli scioperanti fu fatto; gl&#8217;incendî
+delle pagliaie e dei fienili non furono molti, non
+moltissimi gli abigeati, i guasti ai colti non frequenti
+nè grandi; gli armenti non furono abbandonati
+alla campagna dai pastori, come si diceva
+che sarebbe avvenuto; dei campieri non fu fatta
+strage; i lavoratori chiamati da altre parti da alcuni
+proprietari non furono costretti a cessare il
+lavoro...» (<i>Sicilia</i>, p. 337 e 338).</p>
+
+<div class="sidenote">LO SCIOPERO PRETESTO DI ARBITRII</div>
+
+<p>Il pretesto più ordinario agli arresti e agli arbitrî
+innumerevoli perpetrati sotto il ministero Giolitti,&mdash;o
+contro i <i>Fasci</i> collettivamente o contro i
+singoli membri&mdash;venne somministrato dallo sciopero
+e dai suoi naturali inconvenienti. Questi inconvenienti,
+che ogni giorno si constatano ancora e in maggior misura
+in Inghilterra, in Francia, in Germania, negli
+Stati Uniti, dove agiscono masse di operai colti, educati
+alla vita pubblica e che hanno da lungo tempo adoperato
+questo mezzo&mdash;riconosciuto legittimo da conservatori
+e da economisti liberisti&mdash;per migliorare la
+propria condizione economica col rialzo dei salari,
+dovevano esser guardati con benevolenza dalle autorità
+perchè si sperimentavano nell&#8217;agitazione legale
+intrapresa per la prima volta dai lavoratori
+della Sicilia, incalzati dal bisogno assoluto ed urgente
+di migliorare la propria condizione.</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE SI FECE IN INGHILTERRA</div>
+
+<p>Quando si pensa ai tumulti, che caratterizzarono
+il periodo del <i>luddismo</i> in Inghilterra&mdash;durante il
+quale si devastarono e incendiarono fabbriche e<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+macchine in considerevole quantità&mdash;mentre infieriva
+la reazione dell&#8217;<i>ultra-torismo</i> sotto la influenza
+della <i>Santa Alleanza</i>, che facevasi sentire anche al
+di là della Manica; quando si riflette alla violenza
+delle dimostrazioni del <i>cartismo</i> nella stessa Inghilterra
+e agli eccessi, alla intolleranza, alle persecuzioni,
+al <i>boicottaggio</i> delle <i>Trade Unions</i> contro i lavoratori
+che non ne facevano parte e non le seguivano
+nelle lotte contro i padroni e contro il capitalismo;
+quando si pensa ai cosidetti <i>delitti di
+Sheffield</i> e agli altri, che vennero in luce col processo
+di Manchester; quando si pensa alla violenza
+ed ai mezzi brutali, adoperati dagli unionisti contro
+gli operai non associati, che dai primi vengono
+chiamati sprezzantemente <i>blacklegs</i> e <i>scabes</i> e di cui
+si ebbero numerosi esempi, dopo il 1889, negli scioperi
+di Londra, di Liverpool, di Cardiff, di Southampton,
+di Manchester ecc., quando si pensa infine
+che gli operai inglesi delle <i>Unioni</i>&mdash;in un loro
+congresso a Liverpool nel 1890&mdash;hanno sinanco
+chiesto che venisse loro riconosciuto come un <i>diritto</i>
+il cosidetto <i>Picketing</i>, cioè l&#8217;organizzazione di pattuglie
+destinate a prevenire ed arrestare gli operai,
+che si portano al lavoro in tempo di sciopero! e
+si paragona tutto ciò alle poche violenze commesse
+dai poveri lavoratori della Sicilia si può comprendere
+la differenza enorme tra il governo inglese e
+il governo italiano a tutto danno e disonore del
+secondo, la cui condotta non può e non deve considerarsi
+conforme ad un libero regime.</p>
+
+<div class="sidenote">NEGLI STATI UNITI</div>
+
+<p>Se il paragone tra l&#8217;attitudine del governo inglese
+di fronte a violenze delle <i>Trade Unions</i>&mdash;cento
+volte superiori a quelle dei <i>Fasci</i>&mdash;e quella del governo<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span>
+italiano riesce disonorevole pel secondo, lo
+stesso paragone non può nemmeno porsi con quello
+degli Stati Uniti dove rimasero celebri le violenze
+di Pittsburg&mdash;che sono contemporanee perchè ci
+sia bisogno di ricordarle&mdash;e gli eccessi e i pericoli
+della marcia dei disoccupati di Coxey sopra Washington,
+i diversi scioperi dei <i>Cavalieri del lavoro</i>
+e l&#8217;ultimo veramente gigantesco dei ferrovieri di
+Chicago, dell&#8217;Illinois e di gran parte della California.
+Nè si dica, che anche il governo della grande
+repubblica americana ha dovuto ricorrere alla repressione,
+perchè le cagioni e i limiti della medesima
+non hanno affatto che vedere con ciò che avvenne
+in Sicilia. Al Coxey&mdash;che mette in pericolo
+lo Stato e marcia con migliaja di uomini, che assaltano
+i negozî e i treni ferroviarî e all&#8217;occorrenza
+incendiano e distruggono&mdash;quando arriva a Washington,
+non viene contestato il diritto di dimostrare
+nei modi cennati, e questi modi non gli vengono
+addebitati come reati, ma viene processato per una
+contravvenzione ridicola e condannato a... <i>quindici
+giorni</i> di carcere. Bernardino Verro per fatti di importanza
+infinitamente minori e nei quali non ci
+fu la sua partecipazione nè diretta, nè immediata
+perchè si svolsero in Lercara, nella sua assenza,
+venne condannato a <i>sedici anni</i> di reclusione. Debbs,
+l&#8217;organizzatore dell&#8217;ultimo sciopero ferroviario&mdash;che
+ha prodotto danni per molti milioni e le cui schiere
+si sono abbandonate a violenze inaudite venne processato
+ed arrestato, ma immediatamente rilasciato
+in libertà sotto cauzione, ai sensi di legge. Ai disgraziati
+contadini di Milocca, accusati d&#8217;avere
+sparso un mucchio di concime&mdash;un atto che nemmeno<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span>
+costituisce reato e che fu dichiarato inesistente&mdash;si
+nega la libertà provvisoria e sono costretti
+a godersi molti mesi di carcere preventivo.
+E così potrebbe dirsi di cento altri casi.</p>
+
+<p>A chi volesse sostenere che i lavoratori di Sicilia
+i quali si posero in isciopero, commisero violenze, si
+può contrapporre la testimonianza del generale
+Corsi, che in tutto il suo libro si mostra avversario
+dello sciopero&mdash;non avendone un concetto giuridico
+esatto&mdash;ma che pure le constatate <i>violenze contro
+la libertà del lavoro</i> (p. 312) da leale soldato è costretto
+a ridurre alle loro giuste proporzioni, ed afferma,
+come s&#8217;è visto, che «<i>i lavoratori chiamati da
+altre parti da alcuni proprietarî non furono costretti
+a cessare il lavoro.</i>» (p. 338).</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE FECE IL GOVERNO ITALIANO</div>
+
+<p>Il contegno, adunque, del governo rispetto all&#8217;azione
+principale dei <i>Fasci</i> fu ingiusto e partigiano;
+esso non rispettò neppure quella famosa libertà nel
+contratto di lavoro, che in sè stessa, quando è rispettata,
+non giova che pochissimo ai lavoratori, e
+prese a sostenere le ragioni di una classe per ribadire
+la più odiosa oppressione economica contro
+un&#8217;altra ch&#8217;era debole sotto tutti gli aspetti.</p>
+
+<p>Il ministero Giolitti, che si era chiarito sistematicamente
+partigiano e ingiusto, privo di ogni sano
+concetto della sua missione nel periodo degli scioperi
+agrarî, si rivela di una fenomenale debolezza
+e trascende ad altre violazioni della legge o le permette
+e le incoraggia nella fase successiva dei tumulti,
+che chiameremo comunali.</p>
+
+<p>Quando si accentua il moto di protesta contro le
+amministrazioni e le gravi tasse locali, il governo
+non sa scegliere la via retta. Poteva essere energico<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span>
+e previdente nel senso di ordinare subito un esame
+per vedere ciò che ci fosse di vero nelle lamentanze
+e nelle accuse dei lavoratori e prendere la
+santa iniziativa delle riparazioni; poteva pure con
+altrettanta energia&mdash;se non pari equità&mdash;imporre il
+rispetto della lettera della legge: e la farisaica interpretazione
+della legge dava ragione a tutte le
+amministrazioni locali, costituite ai sensi di legge
+e che legali nella loro azione si dovevano presumere
+se le autorità tutrici, dalle giunte amministrative
+ai prefetti, le avevano lasciate in pace ed erano
+perciò con loro solidali.</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE AVREBBE DOVUTO FARE</div>
+
+<p>Non l&#8217;uno, nè l&#8217;altro atteggiamento seppe assumere
+l&#8217;on. Giolitti, ma invece si limitò a cedere ed
+a concedere&mdash;con manifeste violazioni della legge e
+con sovvertimento di ogni concetto amministrativo&mdash;ogni
+qual volta il popolo minacciò, fece dimostrazioni
+e volle cose giuste non di raro frammischiate
+a pretese assurde, quali poteva suggerirle la ignoranza
+nelle moltitudini e la passione di parte in molti
+capoccia di partiti.</p>
+
+<p>Pochi esempî basteranno a dare una idea di quella
+che fu l&#8217;azione del governo sotto questo aspetto e quali
+furono le conseguenze politiche e amministrative.</p>
+
+<p>Per vedere in quali imbarazzi le autorità governative
+cercarono di porre i municipi, ricordo questo
+caso tipico. Il Municipio di Canicattì ha piccolo territorio
+e la sua risorsa principale per far fronte alle
+<i>spese obbligatorie</i> l&#8217;ha nel dazio di consumo. Il Bertagnolli,
+prefetto di Girgenti, volendo evitare tumulti
+telegrafò al sindaco avv. Falcone perchè riunisse
+il Consiglio e abolisse il dazio sulla farina. Il
+Sindaco giustamente preoccupato dalla impossibilità<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>
+in cui si sarebbe trovato di far fronte alle spese
+e delle conseguenze della lite che l&#8217;appaltatore avrebbe
+intentato al Comune, nè volendo assumersi
+l&#8217;odiosità dei tumulti, dignitosamente telegrafò al
+Prefetto: «Il governo, causa unica del disagio economico
+e del malcontento della popolazione in
+Sicilia, riversa la responsabilità sulle amministrazioni
+comunali. Protesto e rassegno le mie dimissioni.»</p>
+
+<div class="sidenote">PRESSIONI IN VISTA DEI TUMULTI</div>
+
+<p>Quelle pressioni si fecero in vista della possibilità
+di tumulti; ma non fu diversa la condotta quando
+i tumulti erano avvenuti.</p>
+
+<p>Così in ottobre la mite e tranquilla Siracusa prende
+l&#8217;iniziativa di questo movimento anti-amministrativo
+ed anti-fiscale con un manifesto operaio contro le
+tasse e specialmente per la soppressione delle tasse
+di rivendita. Il Prefetto e la Giunta comunale promettono
+di ridurle, dichiarando che non possono
+sopprimerle perchè altrimenti non verrebbe approvata
+dalla Giunta amministrativa, la sovrimposta
+fondiaria. Avviene una dimostrazione: si chiudono
+i negozi, si assalta il Municipio, si distruggono
+arredi e mobili, si tenta d&#8217;incendiare gli archivi.
+Sedato il tumulto il Consiglio approva i provvedimenti
+promessi dalla Giunta. La vittoria rimane ai
+tumultuanti.</p>
+
+<div class="sidenote">IL FATTO PIÙ CONTAGIOSO</div>
+
+<p>Ma i fatti ch&#8217;ebbero maggiori conseguenze e che
+furono straordinariamente contagiosi avvennero a
+Partinico. Ivi non una, ma molte furono le dimostrazioni
+contro le tasse e contro il municipio con
+violenza crescente. Si conceda pure che l&#8217;amministrazione
+fosse cattiva, gravosi i dazî di consumo
+e angarici i modi di esazione dei quali maggiormente<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>
+si lamentano i caprai per la tassa di rivendita
+sul latte; certo è, però, che l&#8217;amministrazione
+non poteva riformarsi ad un tratto, nè i dazî potevansi
+abolire in tutto o in parte con modi illegali
+e durante l&#8217;anno finanziario. Giunta comunale e
+Consiglio, impauriti, la danno vinta ai tumultuanti e
+si affrettano a soddisfare le loro domande senza
+preoccuparsi menomamente del bilancio e della legalità;
+dell&#8217;una cosa e dell&#8217;altra invece si prese pensiero
+la Giunta provinciale amministrativa di Palermo
+e annulla le illegali determinazioni. Allora interviene
+un <i>consigliere</i> di Prefettura che va ad assumere
+i lillipuziani pieni poteri in Partinico e si
+schiera contro la legge e contro la Giunta provinciale
+amministrativa ed in favore dei dimostranti e
+della violenza, condendo i suoi atti con tribunizie orazioni.</p>
+
+<p>La notizia si sparge rapida come il fulmine in
+tutta la provincia di Palermo e nelle limitrofe e il
+fermento diviene generale; tutti pensano che basti
+chiedere e fare una dimostrazione per ottenere giustizia&mdash;o
+quella che tale si ritiene&mdash;e lo si fa credere
+ai lavoratori sofferenti da tempo e che vedevano
+finalmente spuntare l&#8217;ora delle rivendicazioni. Se
+Prefetti, Consiglieri e segretarî davano apertamente
+ragione ai tumultuanti, c&#8217;è da meravigliarsi se nelle
+masse prese salde radici la convinzione che il governo
+non vedeva male il movimento contro le amministrazioni
+comunali? c&#8217;è bisogno di ricorrere alla
+astuzia, alle mali arti dei sobillatori se il popolo credette
+che il grido di <i>Viva il Re!</i> lo salvava dall&#8217;ira
+del governo e che i ritratti del Re e della Regina
+agivano quali talismani, contro le truppe? c&#8217;è da<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span>
+sorprendersi se i partiti, che da tempo chiedevano invano
+inchieste e scioglimento di consigli, si sentirono
+incoraggiati, autorizzati anzi, a ricorrere a mezzi
+spicciativi, che conducevano rapido e difilato allo
+scopo agognato con tanto ardore... di dare il gambetto
+agli avversarî?</p>
+
+<p>Francamente, ci vuole molta ingenuità&mdash;o molta
+malignità&mdash;per meravigliarsi o fingere sorpresa che
+i primi tumulti siano stati terribilmente contagiosi.
+Sarebbe stato davvero sorprendente se fosse avvenuto
+altrimenti. Il governo dell&#8217;on. Giolitti, dunque
+sia che provochi e reprima, sia che ceda e conceda
+non fa che preparare, promuovere, incoraggiare le
+manifestazioni sediziose; e per una fatalità quest&#8217;azione
+del governo doveva venire ribadita dall&#8217;opera
+della magistratura tutte le volte in cui essa
+rendeva giustizia, e non bassi servizî al governo.</p>
+
+<p>Epperò tutti gli abusi e le prepotenze da un lato,
+tutte le proteste e le violenze dall&#8217;altro, tutti i conflitti
+si risolvevano in incoraggiamenti al tumulto,
+dei quali la responsabilità ricade sul governo, in
+tutti i modi.</p>
+
+<div class="sidenote">DOPO IL 23 NOVEMBRE &#8217;93</div>
+
+<p>Se la condotta dell&#8217;on. Giolitti fu ora fiacca ora
+violenta, sempre impreveggente e inopportuna durante
+la sua vita normale, si può immaginare quello
+che divenne all&#8217;indomani del 23 novembre, quando
+pel colpo assestatogli dal <i>Comitato dei sette</i> fu costretto
+più che alle dimissioni, alla fuga. Benchè
+dimesso, però, il ministero dell&#8217;on. di Dronero dovette
+rimanere al potere durante la lunga crisi terminata
+colla formazione del gabinetto presieduto
+dall&#8217;on. Crispi.</p>
+
+<div class="sidenote">ANARCHIA DI GOVERNO</div>
+
+<p>In questo intervallo, la fase dei tumulti divenne<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span>
+acutissima ed era il momento in cui maggiore si
+sentiva il bisogno di un governo che avesse coscienza
+della gravità della situazione e forza e intelligenza
+adeguata alla medesima per riparare. Entrambi
+questi precipui fattori di un buon governo
+erano stati deficienti nell&#8217;on. Giolitti quando era
+sorretto dal concorso di una grande maggioranza
+parlamentare, ciecamente devota; non poteva sperarsi
+che prendessero incremento quando egli fu
+condannato, e abbandonato nella posizione delicatissima
+in cui anche uno statista di mente superiore
+si sarebbe trovato imbarazzato per il timore di pregiudicare
+la condotta che avrebbe potuto prendere
+il successore e di precipitare gli eventi. Aumentarono
+quindi le incertezze, le contraddizioni, la debolezza;
+per un mese circa, si può affermare che
+ci fu assenza di vero governo direttivo, ed anarchia
+completa tra i funzionarî civili e militari: prefetti,
+delegati, comandanti di zone e di sotto-zone
+agirono senza indirizzo e senza unità lasciandosi
+guidare dagli avvenimenti e prendendo consiglio
+dal proprio cervello, inspirazione dal proprio cuore;
+e l&#8217;anarchia, manco a dirlo, fu tutta a benefizio
+degli elementi che credevano di avere qualche cosa
+da rivendicare o di tutti i caduti nelle lotte amministrative
+che volevano la rivincita.</p>
+
+<p>Di questa anarchia fu data una spiegazione malevola
+da coloro i quali affermarono che l&#8217;on. Giolitti
+la favorì coscientemente per lasciare al successore
+una tristissima eredità; come a mio giudizio malignarono&mdash;e
+la malignità accortamente fe&#8217; capolino
+nella discussione parlamentare&mdash;quanti pensarono
+e dissero che l&#8217;on. Crispi avesse soffiato nel fuoco<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+per rendersi necessario al potere. Nei precedenti,
+nel temperamento dei due ministri vanno ricercate
+le cause naturali della loro condotta.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ON. CRISPI</div>
+
+<p>Finalmente dopo l&#8217;intermezzo comico del ministero
+Zanardelli, annunziato e disfatto nello stesso
+momento, l&#8217;on. Crispi succede all&#8217;on. Giolitti.</p>
+
+<p>Chi avvicinò l&#8217;on. Crispi sul finire di dicembre
+1893&mdash;ed a me toccò questo non ricercato onore&mdash;rimase
+impressionato della conoscenza precisa che
+egli aveva degli uomini e delle cose di Sicilia,
+delle cause vere che avevano preparato da gran
+tempo gli avvenimenti dolorosi dell&#8217;anno che moriva.
+Le intenzioni che mostrava, per riparare ai
+gravi mali, per rimuoverne le cause erano ispirate
+a patriottismo dell&#8217;antica lega&mdash;e non della nuova
+di cui vergognosamente si abusa a Montecitorio,
+rendendo ridicola o invisa la parola <i>patriottismo</i>.&mdash;In
+lui sembrava rivivere l&#8217;antico promotore e organizzatore
+della spedizione dei Mille della cui risurrezione
+s&#8217;era avuto un barlume nel discorso di
+Palermo.</p>
+
+<p>L&#8217;on. Presidente del Consiglio non si nascondeva
+le grandi difficoltà della situazione; era giustamente
+convinto che in quanto a provvedimenti d&#8217;indole economica
+e sociale l&#8217;imbarazzo era grande, ma riconosceva
+che bisognavano misure radicali e non
+rifuggiva dall&#8217;accennare a censimenti obbligatori
+dei latifondi e ad altri rimedî che dalle anime timide
+e grette avrebbero potuto essere considerati
+rivoluzionarî e sovvertitori degli ordinamenti economici
+e politici vigenti. Superfluo aggiungere che
+per realizzare un vasto piano di riforma sociale era
+indispensabile il concorso del Parlamento ed un<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span>
+certo tempo per prepararlo, discuterlo e farlo accettare;
+che sarebbe stato necessario appellarsene
+al paese, se la Camera attuale, com&#8217;era temibile,
+non avesse voluto seguirlo.</p>
+
+<p>Nessuno poteva disconvenire su tali apprezzamenti
+della situazione; e quanti sentirono i suoi
+propositi non potevano che approvarlo e lodarlo,
+non esitando anche di fargli comprendere, che il
+compimento di tale opera avrebbe potuto chiudere
+splendidamente la sua vita politica, ed acquistargli
+benemerenze maggiori di quelle che gli vennero
+dallo sbarco di Marsala.</p>
+
+<div class="sidenote">SUA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE</div>
+
+<p>Ma la grave situazione del momento imponeva
+provvedimenti immediati che dovevano essere presi
+piuttosto oggi, che domani. Ed egli non poteva prenderne
+da solo e immediatamente che sul terreno politico-amministrativo;
+e annunziò che li avrebbe
+presi. Egli avvertiva, che spesso ad impedire che si
+ricorresse all&#8217;uso delle armi bastava spiegare le forze
+in proporzioni imponenti, perciò sentiva il bisogno
+d&#8217;inviare immediatamente molte truppe in Sicilia,
+non per fare a quelle popolazioni la cura del piombo,
+ma per incutere timore e far convinti i riottosi
+che il governo avrebbe saputo e potuto reprimere
+energicamente e prontamente. Per quanto il contatto
+tra soldati e cittadini eccitati sia riuscito sempre
+pericoloso, pure è duopo convenire che lo spiegamento
+di grandi forze di fronte alle popolazioni in
+fermento riesce meno dannoso dello invio di piccoli
+distaccamenti, che&mdash;per paura di vedersi sopraffatti
+dal numero stragrande dei cittadini anche inermi&mdash;si
+sentono trascinati, quasi da legittima difesa,
+a far fuoco. E fu questo proprio il caso a Caltavuturo,<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+a Giardinello, a Pietraperzia, a Gibellina, a
+Santa-Caterina Villarmosa, dove chi comandava i
+soldati credette di salvare la propria vita colle scariche
+micidiali contro le inermi popolazioni.</p>
+
+<p>Le date dolorose di Pietraperzia, di Gibellina, di
+Santa-Caterina ecc. avvertono che disgraziatamente
+sotto l&#8217;on. Crispi si continuò nella pericolosa condotta
+di mandare piccolissimi distaccamenti ad imporsi
+ad interi comuni tumultuanti e che se ne ebbero
+gli stessi disastrosi risultati ottenuti sotto l&#8217;onorevole
+Giolitti; mentre per altro verso ciò che successe
+a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Monreale,
+ecc., dimostra, che, quando si volle e si seppe,
+si poterono evitare gli eccidî.</p>
+
+<div class="sidenote">INTENZIONI</div>
+
+<p>L&#8217;on. Crispi, che conosceva la inettitudine o la
+malvagità di molti prefetti, di molti questori, di
+molti magistrati&mdash;ed in questa conoscenza e nella
+valutazione delle persone si mostrava di una meravigliosa
+chiaroveggenza&mdash;sentiva il bisogno di un
+vero <i>repulisti</i>, di un mutamento rapido, fulmineo.
+A chi gli osservò, che si cominciava male mandando
+un militare a reggere la prefettura di Palermo&mdash;ed
+aveva buon giuoco ricordando a lui, che li conosceva
+appieno, i fasti della prefettura militare del
+Generale Medici, che riuscì ad elevare a metodo di
+governo i procedimenti della <i>mafia</i>&mdash;egli rispondeva
+che Winspeare ed altri pochissimi buoni prefetti,
+che ha l&#8217;Italia, si erano rifiutati di andare a
+Palermo; che Morra di Lavriano si era mostrato
+mite e conciliante, poco soldatesco a Napoli nelle
+dimostrazioni di Agosto; che a correggere la impressione
+sinistra che poteva fare l&#8217;annunzio della reggenza
+della prefettura di Palermo affidata ad un<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span>
+generale, intendeva immediatamente farla seguire
+dalla nomina di un distinto magistrato a questore di
+quella città.<a name="FNanchor_52_52" id="FNanchor_52_52"></a><a href="#Footnote_52_52" class="fnanchor">[52]</a></p>
+
+<div class="sidenote">PROPOSITI</div>
+
+<p>L&#8217;on. Crispi, infine, che conosceva il mal governo
+fatto della cosa pubblica da moltissime amministrazioni
+comunali e la giustezza dei risentimenti del
+popolo annunziava che molte ne avrebbe sciolte,
+che avrebbe fatto riesaminare i bilanci e i ruoli
+delle più odiose imposte, che avrebbe fatto raddrizzare
+i torti e preparato la ricostituzione delle
+amministrazioni locali, prendendo come mezzo la
+massima libertà e come fine la giustizia, sbandendone
+tutte quelle preoccupazioni politiche e partigiane
+che sogliono ordinariamente presiedere alle
+elezioni amministrative sotto la ispirazione preponderante
+e trionfante dei Regi Commissarî straordinarî.</p>
+
+<p>Tutto questo qui si ricorda non per trovare attenuanti
+a coloro i quali ingenuamente poterono
+credere che l&#8217;on. Crispi risolutamente pensasse a
+risolvere il ponderoso problema della Sicilia coi
+principi di equità e di libertà; ma solamente per
+mostrare che egli aveva conoscenza piena ed intera
+dei termini del problema e per poterne stabilire
+la responsabilità completa nel caso che i fatti
+che esamineremo non corrispondano ai principî che
+si avrebbe dovuto far prevalere. In questo caso egli
+non può dire: <i>ignoravo la situazione reale, non conoscevo
+gli uomini e le cose!</i><span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">I FATTI!</div>
+
+<p>E disgraziatamente l&#8217;on. Crispi subito dopo aver
+manifestato tanti propositi belli cominciò ad agire
+come avrebbe potuto fare chiunque avesse ignorato le
+vere condizioni della Sicilia. L&#8217;on. Giolitti non aveva
+saputo escogitare in prò dell&#8217;isola che la istituzione
+delle zone e sotto zone militari; l&#8217;on Crispi, mutando
+subitamente pensiero, con lo Stato di assedio
+annunziato e proclamato il 4 Gennaio, pose la Sicilia
+sotto il comando assoluto e incontrollabile del
+generale Morra, conte di Lavriano e della Montà.</p>
+
+<p>A giustificare il proprio operato il Presidente del
+Consiglio dei ministri addusse la circostanza, che
+i torbidi della fine di dicembre continuarono e si
+estesero. Ma perchè la giustificazione avesse valore
+bisognerebbe dimostrare che qualche cosa si
+era fatto per impedire che continuassero...</p>
+
+<p>La continuazione dei tumulti si doveva prevedere,
+poichè nessuna delle cause che li avevano determinati
+era stata rimossa; non era stato preso alcun
+provvedimento che avesse potuto modificare la situazione,
+incutendo timore, suscitando speranze, ispirando
+fiducia.</p>
+
+<p>Rimanevano dunque intatte le cause antiche ed
+intatta rimaneva la contagiosa sovraeccitazione dei
+mesi di novembre e di dicembre: sovraeccitazione che
+non poteva scomparire ad un tratto, al semplice annunzio
+dell&#8217;arrivo al potere dell&#8217;on. Crispi, non seguito
+neppure da uno di quei proclami ad effetto, che avrebbero
+potuto impressionare il cervello dei meridionali.</p>
+
+<p>Un atto c&#8217;era, che avrebbe potuto esercitare una
+immediata azione sedatrice: una amnistia pronta e
+intera, ch&#8217;era attesa e invocata da tutti come caparra<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span>
+di una nuova êra riparatrice, che andava ad iniziarsi.
+Della convenienza del provvedimento rispondente
+al desiderio generale mi feci interprete alla
+Camera dei deputati alla presentazione del nuovo
+ministero; ma non potei ottenere niuna dichiarazione
+seriamente incoraggiante. E dare l&#8217;amnistia
+più che savia misura di governo era opera doverosa
+per chi era convinto che in fondo le popolazioni
+avevano ragione, e che potevano soltanto biasimarsi
+i mezzi adoperati per farla prevalere.</p>
+
+<p>Non si potevano attendere gli sperati risultati dal
+ritiro della squadra, che stava a minaccia di Palermo.
+L&#8217;atto avrebbe solo potuto lusingare la città
+delle barricate, che non si era mai mossa e che non
+aveva menomamente accennato a dimostrazioni e
+tumulti, e che perciò rimase del tutto indifferente
+all&#8217;arrivo e alla partenza delle navi di guerra,
+dalla cui presenza poteva sperare qualche vantaggio
+economico, non temere offese.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;OPERA DI PACIFICAZIONE DELL&#8217;ON. CRISPI!</div>
+
+<p>A che cosa si ridusse l&#8217;opera di pacificazione
+dell&#8217;on. Crispi?</p>
+
+<p>A un telegramma al sindaco di Lucca Sicula; ma
+fu tale misera cosa, che suscitò l&#8217;ilarità in alcuni,
+l&#8217;amara delusione o l&#8217;indignazione in altri.</p>
+
+<p>In un sol caso si poteva pensare e supporre che
+l&#8217;annunzio dell&#8217;on. Crispi al potere <i>da solo</i> avrebbe
+potuto riuscire miracolosamente a produrre la pacificazione
+degli animi: in quello in cui il Presidente
+del Consiglio avesse davvero avuto parte diretta
+nell&#8217;eccitamento. E l&#8217;ipotesi calunniosa venne scartata.</p>
+
+<p>Il corso degli avvenimenti, quindi, doveva continuare;<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span>
+e continuò, rimanendo immutata la enorme
+responsabilità del governo che in tutti i tempi e in
+tutti i modi li aveva preparati, determinati ed accelerati.</p>
+
+<p>Disgraziatamente se mostrossi cieco, impreviggente
+chi dirigeva le sorti d&#8217;Italia in Roma, non
+si mostrarono più avvedute le classi dirigenti in
+Sicilia. Esse, che tanto avevano contribuito a creare
+la situazione anormale nel momento della crisi
+acuta, in generale&mdash;chè non mancarono le nobili
+e lodevoli eccezioni&mdash;furono liete dell&#8217;indirizzo preso
+dal governo; e derisero, denunziarono, angariarono
+i <i>Fasci</i> e i loro socî.</p>
+
+<div class="sidenote">GRANDE COLPA DELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>Grande è la colpa delle classi dirigenti per la
+loro fanatica resistenza alle riforme e alle concessioni,
+e dove esse contribuirono ad eccitare gli animi
+per i loro fini partigiani, si mostrarono di una
+fenomenale ignoranza sulle condizioni psicologiche
+delle folle, prodotte da quelle economiche ed intellettuali.
+Esse accesero l&#8217;incendio, ma non credevano
+che tanta materia vi fosse da farlo divampare terribilmente;
+si videro sorpassate nelle intenzioni e
+si spaventarono della lava che minacciava travolgere
+tutto e tutti. Ond&#8217;è che in più luoghi, nell&#8217;ora
+del pericolo, tornarono elementi di <i>ordine</i>, si riconciliarono
+coi nemici della vigilia e si misero a disposizione
+del governo e abbandonarono gli alleati
+popolari, quando non li poterono più condurre a
+loro libito. Così a Lercara, ad esempio, i popolani
+che insistevano nelle dimostrazioni credendosi spalleggiati
+da una casa potente&mdash;che avrebbe saputo
+impedire l&#8217;uso della forza contro di loro&mdash;imprecarono
+ai vili, che li avevano traditi.<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">OGNI LORO SPERANZA È NEL GOVERNO</div>
+
+<p>Nell&#8217;ora suprema l&#8217;ignoranza e l&#8217;egoismo delle
+classi dirigenti non furono uguagliati che dalla loro
+paura; ed esse non seppero neppur tentare di opporre
+una diga morale e materiale alla marea sormontante.
+Ogni speranza di salvezza riposero nel governo,
+da cui&mdash;come in più luoghi dimostra il generale
+Corsi&mdash;tutto attendevano e con questa assenza
+di ogni loro iniziativa si rivelarono indegne di un
+libero regime. Sicchè è forza convenire che la responsabilità
+enorme del governo negli avvenimenti
+di Sicilia non è pareggiata che da quella delle classi
+dirigenti.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_51_51" id="Footnote_51_51"></a><a href="#FNanchor_51_51"><span class="label">[51]</span></a> Gli effetti di questa dolorosa situazione potrei metterli
+in evidenza con una serie di documenti strani. Finiti i tumulti,
+nella presente reazione, il governo&mdash;se non altro per
+illudere&mdash;ha mostrato la intenzione di riparare alle più stridenti
+ingiustizie in certi comuni, i quali richiamarono l&#8217;attenzione
+sua colle violenze, e prosegue a non curarsi di quelli
+altri comuni che gli si sono rivolti nei modi più pacifici e
+più legali, colle istanze ed anche colle petizioni al Presidente
+del Senato e della Camera dei deputati. Da molti punti&mdash;ad
+esempio, da Petralia Soprana&mdash;mi si è scritto <i>deplorando</i>
+di esser rimasti calmi, quando gli altri si agitavano. Com&#8217;è
+eloquente ed istruttivo questo rammarico... di non avere
+violato la legge!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_52_52" id="Footnote_52_52"></a><a href="#FNanchor_52_52"><span class="label">[52]</span></a> Non credo di andare errato affermando ch&#8217;era pronto il
+decreto, col quale veniva nominato a questore di Palermo il
+Regio Procuratore di Trapani. La nomina venne contromandata
+per volere del Generale Morra di Lavriano, che ad ogni
+costo volle conservato il Lucchese.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.<br /><br />
+
+LA REAZIONE</h2>
+
+
+<p>Col gennaio del 1894 comincia la diretta e più
+grave responsabilità dell&#8217;on. Crispi, però che egli
+organizzò ed intese con tutte le sue forze ad esplicare
+la reazione. E invero i primi atti di essa, decisi
+e violenti, rispondono al carattere dell&#8217;inspiratore,
+il quale non mai seppe rifuggire dalle esagerazioni,
+nel male e nel bene, pur di riescire in quello
+ch&#8217;è il suo intento immediato.</p>
+
+<p>Onde, come non titubò a esagerare, nel 1860,
+l&#8217;importanza delle notizie che venivano dalla Sicilia,
+per indurre più presto alla spedizione di Marsala
+il generale Garibaldi, così, ora&mdash;invecchiato di
+trentaquattro anni il suo difetto mentale&mdash;non ha
+esitato un istante ad esagerare, fino a potere considerarsi
+falsate, le condizioni della stessa Sicilia,
+quasi per poter fare a ritroso&mdash;spinto dall&#8217;accecamento
+abituale della sua sincera megalomania&mdash;la
+spedizione di Marsala.</p>
+
+<p>Si comincia col reale decreto del 3 gennajo 1894,
+contro firmato dal Consiglio dei ministri col quale<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span>
+si proclama lo Stato d&#8217;assedio in tutte le provincie
+della Sicilia; vi si nomina Regio Commissario straordinario
+con pieni poteri il tenente generale Morra
+di Lavriano e della Montà, comandante il XII Corpo
+di armata.</p>
+
+<div class="sidenote">I PRIMI ARRESTI</div>
+
+<p>Il regio Commissario si pone subito all&#8217;opera e
+nello stesso giorno fa arrestare i membri del Comitato
+Centrale dei <i>Fasci</i>: on. G. De Felice Giuffrida,
+Avv. G. Montalto, avv. Francesco De Luca, e Nicola
+Petrina.</p>
+
+<p>Un membro del Comitato, l&#8217;avv. L. Leone, sfugge
+alle ricerche della polizia e ripara a Malta; Bosco,
+Barbato e Verro, vengono arrestati dopo qualche
+tempo, mentre cercavano riparare all&#8217;estero; ma quasi
+a compenso di queste prede mancate venne arrestato
+l&#8217;avv. F. Maniscalco, che del Comitato non
+faceva parte e ch&#8217;era semplicemente direttore della
+<i>Giustizia sociale</i>.</p>
+
+<p>Per poter calcolare l&#8217;opportunità e la giustizia di
+questi primi arresti si deve notare che alla vigilia
+il <i>Comitato Centrale dei Fasci</i> si era riunito in Palermo
+e dopo una discussione lunghissima ed animata,
+con maggioranza di <i>sei</i> contro <i>uno</i>, aveva deciso
+di non promuovere la insurrezione, ma di lanciare
+un manifesto ai lavoratori.</p>
+
+<div class="sidenote">UN MANIFESTO CRIMINOSO</div>
+
+<p>Il quale potrà essere tutto, meno che criminoso
+e non potrà mai servire a mascherare le intenzioni
+di chi lo tolse a pretesto per fare arrestare coloro
+che lo redassero e lo sottoscrissero.</p>
+
+<p>Il manifesto è il seguente:</p>
+
+<div class="blockquot"><p class="exi">
+<i>Lavoratori della Sicilia!</i><br />
+</p>
+
+<p>«La nostra isola rosseggia del sangue dei compagni che
+sfruttati, immiseriti, hanno manifestato il loro malcontento<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>
+contro un sistema dal quale indarno avete sperato giustizia,
+benessere e libertà.</p>
+
+<p>L&#8217;agitazione presente è il portato doloroso, necessario, di
+un ordine di cose inesorabilmente condannato, e mette la
+borghesia nella necessità o di seguire le esigenze dei tempi
+o di abbandonarsi a repressioni brutali.</p>
+
+<p>In questo momento solenne, mettiamo alla prova le declamazioni
+umanitarie della borghesia, e in nome vostro chiediamo
+al governo:</p>
+
+<p class="exi">1º Abolizione del dazio sulle farine;</p>
+
+<p class="exi">2º Inchiesta sulle pubbliche amministrazioni della Sicilia,
+fatta col concorso dei Fasci;</p>
+
+<p class="exi">3º Sanzione legale dei patti colonici deliberati nel congresso
+socialista;</p>
+
+<p class="exi">4º Sanzione legale delle deliberazioni del congresso minerario
+di Grotte e costituzione di sindacati per la produzione
+dello zolfo;</p>
+
+<p class="exi">5º Costituzioni di collettività agricole e industriali, mediante
+i beni incolti dei privati e i beni comunali dello Stato
+e dell&#8217;asse ecclesiastico non ancora venduti, nonchè espropriazione
+forzata dei latifondi, accordando temporaneamente
+agli espropriati una rendita annua che non superi il 3%
+del valore dei terreni;</p>
+
+<p class="exi">6º Concessione di tutti i lavori, delle pubbliche amministrazioni
+e di quelle dipendenti o sussidiate dallo Stato, ai
+Fasci dei lavoratori senza obbligo di cauzione;</p>
+
+<p class="exi">7º Leggi sociali, che basandosi su di un minimo di salario
+ed un massimo di ore di lavoro, valgano a migliorare
+economicamente e moralmente le condizioni dei lavoratori;</p>
+
+<p class="exi">8º Per provvedere alle spese necessarie per mettere in
+esecuzione i suddetti progetti; per acquistare strumenti da
+lavoro tanto per le collettività agricole quanto per quelle
+industriali: per anticipare alimenti ai soci e porre le collettività
+in grado di funzionare utilmente, stanziare nel bilancio
+dello Stato la somma di venti milioni di lire.</p>
+
+<p class="exi">
+<i>Lavoratori!</i><br />
+</p>
+
+<p>Seguitate intanto a organizzarvi, ma ritornate alla calma
+perchè coi moti isolati e convulsionari non si raggiungono
+benefizi duraturi<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span>.</p>
+
+<p>Dalle decisioni del governo trarremo norma per la condotta
+che dovremo tenere.»</p></div>
+
+<p>Vi sarà forse agio a ritornare sul valore di questo
+manifesto; per ora basta osservare che ogni singolo
+articolo di questo programma d&#8217;immediata attuazione
+ch&#8217;è contenuto nel manifesto è stato sostenuto
+da ministri ed ex-ministri del regno d&#8217;Italia
+e da uomini temperatissimi, nessuno dei quali venne
+mai incriminato. Nello insieme il programma invocava
+il miglioramento della condizione economica
+dei lavoratori; ma non avrebbe potuto scandalizzarsene
+l&#8217;on. Crispi, che nel suo discorso di Palermo
+del 1886 aveva detto queste parole.</p>
+
+<div class="sidenote">LE PAROLE DI CRISPI</div>
+
+<p>«... Il Secolo XVIII ci diede l&#8217;emancipazione
+della borghesia; il secolo XIX ci darà l&#8217;emancipazione
+delle plebi... La borghesia non ha più nulla
+da chiedere e nulla da ottenere. Nell&#8217;ordine politico
+e amministrativo essa non ha rivali pel governo
+della nazione; nell&#8217;ordine economico ha un impero
+assoluto, perchè sua è la ricchezza del paese... Colla
+terra e col denaro tiene incontrastato il dominio economico
+che le assicura quello politico.</p>
+
+<p>«Alle plebi manca tutto... Bisogna, infine, che gli
+operai siano redenti dalla schiavitù dell&#8217;ignoranza
+e dalla schiavitù del capitale.»</p>
+
+<p>C&#8217;era forse una minaccia nelle ultime parole del
+manifesto del Comitato? Ma era sempre formulata
+in termini più blandi e meno rivoluzionarî di quelli
+adoperati dallo stesso on. Crispi in un telegramma
+del 1892 alle società popolari di Siracusa.</p>
+
+<p>La gravità e la incriminabilità del manifesto risultavano
+dalle condizioni del momento in cui era
+stato lanciato e dalle persone cui era diretto? Ma<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span>
+per fare effetto&mdash;e l&#8217;effetto che si desiderava era
+la calma&mdash;sopra popolazioni in fermento, tale linguaggio
+era il solo adatto perchè dava affidamento
+ad esse che la loro causa non sarebbe stata abbandonata
+e che le loro giuste rivendicazioni sarebbero
+state propugnate con energia.</p>
+
+<p>Ad ogni modo il linguaggio di giovani ardenti
+e non trattenuti da alcun legame ufficiale era sincero,
+corrispondeva alla verità e fa uno strano contrasto
+con quello dell&#8217;on. Crispi, che nella relazione
+pel decreto sullo stato di assedio dice: i tumulti
+essere stati provocati da gente <i>dedita ad ogni sorta
+di delitti</i>; saccheggi, incendî, assassinî, rapine essere
+stati commessi <i>in quasi tutti i comuni dell&#8217;isola</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA ESAGERAZIONE PARADOSSALE</div>
+
+<p>Tutto ciò, quando non lo si voglia dire... assolutamente
+falso, bisogna qualificarlo esagerato in
+modo superlativo. Ed è evidente che l&#8217;esagerazione
+paradossale, aveva l&#8217;ufficio di mascherare la reazione.</p>
+
+<p>Di fronte alla reazione, che si avanzava a grandi
+passi, sicura di vincere, perchè sorretta dai grossi
+battaglioni, dai cannoni, dalla cavalleria, dalle navi,
+dalla polizia, dalle insidie, dalle calunnie, dallo spionaggio,
+dal concorso di buona parte delle così dette
+classi dirigenti; sicura di vincere perchè doveva
+combattere contro elementi inermi, disorganizzati,
+senza programma vero di rivoluzione, senza mezzi
+di resistenza, senza sicurezza di vedere secondati i
+proprî conati dalle provincie del continente le quali
+lasciavansi tranquillamente sguernire di truppe,
+inviate in Sicilia a reprimere severamente e rapidamente
+moti ch&#8217;erano incomposti ed a-politici,
+ma che pure potevano trasformarsi da sommossa in<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span>
+rivoluzione, divenne scabrosissima la situazione di
+quanti parteggiavano per la causa popolare ed erano
+dichiaratamente repubblicani e socialisti. A loro
+s&#8217;imponeva il prendere una vigorosa decisione ed
+assumerne piena ed intera la responsabilità.</p>
+
+<div class="sidenote">LA CONDOTTA DEI SOCIALISTI</div>
+
+<p>La presero e la manifestarono nel modo migliore
+ch&#8217;era loro consentito, colla maggiore rapidità possibile
+per iscongiurare nuovi <i>salassi</i> al popolo, che
+tornavano graditissimi in alto; per impedire che venisse
+del tutto distrutta una organizzazione che poteva
+essere feconda di bene; per evitare che la reazione
+trovasse nella continuazione dei tumulti nuovi
+pretesti per <i>farla finita</i> colla parte popolare. Perciò
+nella sera del giorno 5 dopo l&#8217;arresto dell&#8217;intero Comitato
+centrale dei <i>Fasci</i> e di altri egregi cittadini,
+dopo la proclamazione dello Stato di assedio, dopo
+l&#8217;arrivo continuo e incontrastato dal continente di
+nuovi reggimenti, repubblicani e socialisti, che non
+erano nelle prigioni, si riunirono e decisero dopo
+seria ma rapida discussione, di rivolgere un appello
+ai lavoratori dell&#8217;isola, diramarlo per mezzo del telegrafo
+nelle Provincie e farlo pubblicare dai giornali
+di Palermo.<a name="FNanchor_53_53" id="FNanchor_53_53"></a><a href="#Footnote_53_53" class="fnanchor">[53]</a> Per fare tutto ciò vi era un
+ostacolo: il generale Morra di Lavriano. Egli in
+forza dei poteri eccezionali che gli erano stati accordati
+poteva trattenere i telegrammi e sequestrare
+o sopprimere i giornali; e siccome ad ogni costo si
+voleva raggiungere lo scopo nel più breve tempo
+possibile si pensò di mandare ad avvertire il Regio
+Commissario straordinario di quanto s&#8217;intendeva di<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span>
+fare. A me ch&#8217;ero stato chiamato a Palermo telegraficamente
+nello stesso giorno fu affidato tale incarico,
+che nel modo che potei migliore disimpegnai
+nella stessa sera del giorno 5 verso ventitrè ore.</p>
+
+<p>Trovai nel Generale Morra di Lavriano persona
+squisitissima nella forma, ma irremovibile nella sostanza
+di negare il permesso alla trasmissione telegrafica
+dell&#8217;appello a firma di molti repubblicani e
+socialisti. Ma siccome si sarebbe messo sfacciatamente
+dal lato del torto impedendo che ai lavoratori
+si trasmettesse una parola che poteva essere ascoltata
+e che consigliava la calma e la cessazione
+dei tumulti, così ricorse all&#8217;espediente di consentire
+l&#8217;appello purchè esso portasse la mia sola firma.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA CIRCOLARE AI LAVORATORI DI SICILIA</div>
+
+<p>Esposi agli amici, che attendevano ansiosi l&#8217;esito
+del colloquio, tutti gl&#8217;inconvenienti della soluzione
+proposta e dichiarai la mia grande avversione ad
+assumere la responsabilità di un atto, che per gli
+uni doveva crearmi un titolo di onore, che non mi
+spettava, e per gli altri un grave demerito non meritato
+del pari. Ma gli amici m&#8217;imposero di sobbarcarmi
+a tutto ed alla fine acconsentii a firmare l&#8217;appello,
+purchè nei giornali di Palermo contemporaneamente
+alla sua pubblicazione venisse detto perchè
+e come era stato da me solo sottoscritto. Ciò
+fu fatto in Palermo: e ciò venne inoltre telegrafato
+dai rispettivi corrispondenti ai principali giornali
+del continente (<i>Secolo</i>, <i>Tribuna</i>, <i>Resto del Carlino</i>,
+<i>Roma</i>, <i>Messaggero</i>, <i>Corriere della sera</i>, ecc. ecc.)<a name="FNanchor_54_54" id="FNanchor_54_54"></a><a href="#Footnote_54_54" class="fnanchor">[54]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span></p>
+<div class="sidenote">UN MANIFESTO NEL CONTINENTE</div>
+
+<p>Poco dopo che in nome dei repubblicani e socialisti
+di Sicilia venne diramato il telegramma-circolare,
+che raccomandava la calma, un manifesto
+che riusciva alla identica conclusione venne pubblicato
+nel continente a firma del gruppo parlamentare
+del Partito italiano dei lavoratori. Non ci fu
+intesa tra l&#8217;uno e l&#8217;altro ed è notevole perciò la
+concordanza degli intendimenti manifestati, come
+indizio sicuro che essi rispondevano alle esigenze
+del momento.</p>
+
+<div class="sidenote">INSINUAZIONE VOLGARE</div>
+
+<p>Quale sia stata l&#8217;influenza delle parole e dei consigli
+del partito repubblicano e socialista non è il
+momento di esaminare; nè potrei essere adatto a
+farlo. Mi sarà consentito, però, di notare che in Italia
+fece una eccellente impressione e che l&#8217;opera
+di tale partito venne giudicata come una vittoria
+morale sul Regio Commissario straordinario ed una
+condanna della inerzia di altri uomini politici, specialmente
+siciliani, che avrebbero dovuto farsi vivi
+in momenti di pericolo. Tale impressione fu tanto
+viva, che a smorzarla qualche pietoso giornale governativo
+annunziò seccamente ed <i>ingenuamente</i> che<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>
+il telegramma era stato formulato di accordo tra
+me... e il generale Morra di Lavriano. La insinuazione
+volgare da nessuno potrà meglio essere stigmatizzata
+quanto dallo stesso Regio Commissario straordinario.</p>
+
+<p>Se il partito repubblicano-socialista fece il dover
+suo consigliando la calma nella speranza d&#8217;infrenare
+la reazione togliendole ogni pretesto ad infierire,
+non fu, però, fortunato perchè la reazione
+non si arrestò; sopratutto&mdash;stando ad alcune voci
+accreditate,&mdash;per opera di alcuni noti uomini politici,
+che circuivano a Palermo il generale Morra
+di Lavriano ed a Roma l&#8217;on. Crispi<a name="FNanchor_55_55" id="FNanchor_55_55"></a><a href="#Footnote_55_55" class="fnanchor">[55]</a>.</p>
+
+<p>A me che avvertii il Presidente del Consiglio, che
+i suoi funzionari lo disonoravano facendosi strumento
+di iniqua reazione rispose, assoluto ed altezzoso come
+sempre, <i>che sotto il suo governo non sarebbe possibile
+la reazione</i>.</p>
+
+<p>I fatti si dettero la briga di smentirlo brutalmente,
+come si potrà rilevare dalla loro rapida rassegna.</p>
+
+<p>Il primo sintomo delle tendenze reazionarie si
+ebbe colla proclamazione dello Stato d&#8217;assedio nelle
+città tutte che avevano mantenuto un ordine esemplare
+e in quattro provincie che si erano tenute
+perfettamente calme. Si volle loro arrecare un grave
+turbamento economico e si vollero sottrarre alle garanzie
+costituzionali soltanto per avere mano libera
+negli arresti e nelle violenze. Proclamando lo stato<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+d&#8217;assedio in provincie tranquille, osserva un illustre
+giurista, si falsa il concetto fondamentale dei
+poteri eccezionali, i quali traggono la loro legittimità
+soltanto dalla necessità di reprimere la rivolta,
+non di prevenirla, perocchè alla prevenzione bastano
+da soli gli ordini normali. (Brusa: <i>Della giustizia
+penale eccezionale</i>. Torino 1894. p. 13).</p>
+
+<div class="sidenote">LA REAZIONE IN SICILIA E IL TERRORE BIANCO</div>
+
+<p>A chi rassomigliò la reazione inauguratasi in Sicilia
+col 1894, al <i>terrore bianco</i> che infierì nel mezzogiorno
+della Francia all&#8217;indomani della restaurazione
+borbonica, si credette poter rispondere trionfalmente,
+che di <i>terrore</i> non poteva parlarsi dove mancarono
+le fucilazioni.</p>
+
+<p>La risposta costituisce la migliore dimostrazione
+della perdita del senso politico e morale in certe
+sfere che non sanno valutare la differenza delle
+cause che avevano generato le due reazioni del 1815
+e del 1894. Si ebbero già abbastanza massacri ingiustificabili
+di contadini inermi e le fucilazioni dove
+e quando manca ogni accenno di resistenza, ogni
+e qualsiasi pretesto non avrebbero potuto rappresentare
+che il capriccio di una tirannide assolutamente
+inconcepibile in questa fine di secolo nel centro dell&#8217;Europa
+civile. Se mancarono, però, le fucilazioni,
+abbondarono tutti gli altri atti e violazioni di leggi
+e dello Statuto fondamentale, che possono contraddistinguere
+la peggiore delle reazioni.</p>
+
+<div class="sidenote">IL SISTEMA DEGLI ARRESTI IN MASSA</div>
+
+<p>La rubrica degli arresti, delle deportazioni arbitrarie
+è tra le più eloquenti a confermare tale asserto.</p>
+
+<p>Iniziata con l&#8217;arresto dell&#8217;on. De Felice Giuffrida,
+che implica violazione dello articolo 45 dello
+Statuto, e commentata coll&#8217;impedito sbarco in Palermo<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+agli on. Prampolini e Agnini si è poscia continuata
+in proporzioni inaudite.</p>
+
+<p>Se l&#8217;arresto dell&#8217;on. De Felice, di Bosco, di Montalto,
+ecc., ha richiamato l&#8217;attenzione pubblica perchè
+riguardava individui conosciuti in Sicilia e fuori,
+vi sono stati gli arresti in massa di contadini e di
+lavoratori ignoti, le cui conseguenze economiche e
+morali non sono calcolabili e che rappresentano
+perciò un atto di scelleratezza raffinata. Talvolta si
+circondò da un reggimento o da un battaglione un
+povero paese e si procedette ad arresti di più centinaia
+d&#8217;individui! Con quali criterî, dietro quali indicazioni?
+È questo un mistero per lo più; e quando
+i moventi sono noti, sono talmente laidi che destano
+ribrezzo. In tale forma poco prima e poco dopo
+che si proclamasse lo stato di assedio si procedette
+agli arresti in massa a Valguarnera, a Gibellina, a
+Lercara, a Mazzara, a Castelvetrano, a Pietraperzia,
+a Santa Caterina e spesso si arrestarono i disgraziati
+feriti e per la rabbia di non poter arrestare
+i morti, tal&#8217;altra si condussero in prigione i
+loro congiunti; e si può altamente disapprovare
+come inumano e sopratutto impolitico questo sistema
+degli arresti in massa, nei paesi nei quali avvennero
+gravi disordini, ma almeno lo si spiega, quando
+della libertà dei cittadini dispongono i militari che
+delle libertà non hanno un adeguato concetto.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA VERA MANIA</div>
+
+<p>Non può trovare parola di scusa il sistema quando
+si applica in paesi che si mantennero sempre calmi
+e che ebbero dimostrazioni ultrapacifiche. Di questi
+arresti ne avvennero prima dello Stato di assedio;
+ma dopo assunsero proporzioni da fare supporre
+che coloro che li ordinavano erano invasi da una<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>
+vera mania. Io non ho una statistica delle persone
+che furono private della libertà dal 1º di Gennaio
+in poi; ma spigolando nella collezione del <i>Giornale
+di Sicilia</i> solamente dal 15 al 31 Gennaio, si arrestarono
+i cittadini a decine e a centinaia per ogni
+luogo: a Racalmuto, Favara, Menfi, Raffadali,
+Terranova, Mazzara, Niscemi, Camporeale, Caltanisetta,
+Salemi, Palermo, Cattolica, Calatafimi,
+Castelvetrano, Castrogiovanni, Palma-Montechiaro,
+Marsala, Mazzarino, Castellammare, Santa Ninfa,
+Mussomeli, Bronte, Ciminna, Baucina, Marianopoli,
+Riesi, Lentini, Montallegro, Castelbuono, Sommatino,
+Villarosa, Centuripe, Aidone, Pedara, Sciacca,
+Bisacquino, Francofonte, Campofelice, Paternò, Belmonte-Mezzagno,
+Monterosso-Almo, Gangi, Poggioreale,
+Prizzi, Contessa Entellina, San Mauro, Noto,
+Ragusa, Modica, Trapani, Adernò, Riposto, Leonforte,
+Assoro, Agira, Catania, Militello, Vizzini, Scordia,
+Gratteri, Mascalucia, Gerace-Siculo, Giuliana,
+Acireale, Acicatena, Viagrande, Licodia-Eubea, Regalbuto,
+Messina, Misilmeri, Sperlinga, Nicosia, Randazzo,
+ecc., ecc.</p>
+
+<p>Questi enumerati, sono oltre settanta paesi dove
+si procedette ad arresti in quindici giorni; sono
+quelli dove il <i>Giornale di Sicilia</i> ha corrispondenti,
+che lo hanno avvisato di ciò che avveniva; tenendo
+conto, quindi, degli altri dei quali nessuno
+si curò di scriverne al giornale e di quelli nei quali
+gli arresti si verificarono prima o dopo il periodo
+compreso tra il 15 e il 31 Gennaio; si può essere
+sicuri che non vi è stato piccolo o grande comune
+di Sicilia che non abbia dato il proprio contingente,
+piccolo grande, alle prigioni dello Stato. E i carcerati<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span>
+devono essere stati a migliaia e forse si è
+dovuto pensare che c&#8217;era un modo di risolvere la
+questione sociale in Sicilia: quello di mantenere gli
+affamati a spese dello Stato nelle prigioni.</p>
+
+<div class="sidenote">A DOMICILIO COATTO</div>
+
+<p>Per molti l&#8217;arresto è stato seguito dall&#8217;invio a domicilio
+coatto! Oltre <i>mille</i>, infatti si crede che siano
+i cittadini inviati nelle isole senza alcun processo.</p>
+
+<p>Il <i>Giornale di Sicilia</i> è temperatissimo e i suoi
+corrispondenti sono reclutati in grandissima maggioranza
+tra le file delle persone tranquille e che
+non hanno fisime in testa da poterle far qualificare
+come sovversive; pure quasi tutti scrivono al giornale
+(che è devotissimo all&#8217;on. Crispi), nel dare conto
+degli arresti di ricchi e di poveri, di proletarî e di
+proprietarî, di studenti, e di operai, di consiglieri,
+maestri e segretari comunali, di donne, di vecchi
+ed anche di fanciulli, scrivono, ripeto: che il paese
+è sorpreso e indignato degli arresti e che gli arrestati
+spesso lasciano le famiglie nella più squallida
+miseria e che la loro partenza, essendo ammanettati
+e di ordinario tra due file di soldati, ha dato
+luogo a scene drammatiche e strazianti. Il terrore
+ha soggiogato tutti, e tutti temendo di essere ghermiti
+dagli agenti del Regio Commissario straordinario
+si danno alla fuga e rimangono abbandonate
+le case o abitate da povere ed isolate donne; e rimangono
+deserte le campagne ed abbandonati i lavori
+agricoli!</p>
+
+<div class="sidenote">UNA MENZOGNA SPUDORATA</div>
+
+<p>Quando gli arresti non si possono giustificare e
+spiegare col pretesto della cospirazione e del relativo
+processo si afferma dalle competenti autorità
+che sono stati colpiti i malviventi, i pregiudicati,
+gli ammoniti. Menzogna spudorata! E che sia menzogna<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span>
+lo prova lo arresto di alcuni la cui notoria
+rettitudine pubblica e privata è al disopra di ogni
+sospetto, la cui reputazione non può essere mai insozzata
+dalla bava dei poliziotti, dei delatori, dei
+miserabili che hanno colto la favorevole occasione
+per fare le loro private vendette. Tale è il caso di
+Mario Aldisio Sammitto, ricco, coltissimo e mite pensatore,
+di Salerno-Vinciguerra da Terranuova, di Amato-Cotogno,
+e del D.<sup>r</sup> Salvati, di Cortese Pinnavaja
+da Caltanissetta, di Ballerini, Colnago e Crimaudo
+da Palermo, dei Di Lorenzo, milionarî, da
+Gibellina, del D.<sup>r</sup> Crescimone da Niscemi, di Agesilao
+Porrello da Villarosa, di Lo Sardo, studente,
+da Naso, di Bruno da Milazzo, dell&#8217;avv. Rao da Canicattì
+e di cento altri di cui adesso non mi viene
+alla memoria il nome. Alcuni sono stati tra i più
+energici e più fortunati nel mantenere l&#8217;ordine nel
+periodo dei tumulti: tra questi merita specialissima
+<a name="tn273" id="tn273"></a><span class="correction">menzione</span> l&#8217;avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi
+in libertà: Amato, Salvati, Crescimone, Porrello;
+ma vi sono stati quelli, che come volgari malfattori
+sono stati deportati all&#8217;isola di Favignana, di
+Tremiti, ecc. Tale sorte durissima toccò allo studente
+Lo Sardo di Naso, al Pinnavaja di Caltanisetta.
+Nessuno ha osato formulare un accusa contro il
+primo: l&#8217;università di Messina&mdash;studenti e professori&mdash;ha
+levato sdegnata la voce; e in quanto al
+Pinnavaja, che conosco personalmente da molti anni
+assicuro e garantisco sul mio onore e sulla mia coscienza,
+che mentisce e calunnia chiunque osa dipingerlo
+come malvivente o pregiudicato e sinanco<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span>
+come politicamente pericoloso, poichè egli ha l&#8217;animo
+mite di una fanciulla!<a name="FNanchor_56_56" id="FNanchor_56_56"></a><a href="#Footnote_56_56" class="fnanchor">[56]</a></p>
+
+<p>Mentre scrivo&mdash;luglio 1894&mdash;sette mesi sono
+trascorsi dal giorno della proclamazione dello Stato
+di assedio, l&#8217;ordine non è stato menomamente turbato
+e le prigioni d&#8217;Italia rigurgitano ancora di prigionieri
+siciliani, e a Favignana, Pantelleria, Lampedusa,
+Ponza, Ustica, Lipari, Tremiti, Porto Ercole,
+ecc., si contano a centinaia i cittadini condannati a
+domicilio coatto senza alcun processo e spessissimo
+senza che mai per lo passato abbiano avuto da fare
+colla giustizia e colla polizia.</p>
+
+<div class="sidenote">LO STRAZIO DELLA LIBERTÀ</div>
+
+<div class="sidenote">CONTRO IL DIRITTO DI RIUNIONE</div>
+
+<p>Lo strazio fatto della libertà individuale&mdash;il più
+prezioso dei diritti&mdash;è stato completato da quello della
+libertà di riunione e di associazione. Quando la reazione
+stende le unghie adunche per violare il diritto
+di riunione e di associazione lo spettacolo, ora si fa
+grottesco, ora volge al serio ed al doloroso. <i>I Fasci
+dei Lavoratori</i> in generale non aspettarono le ingiunzioni
+del generale Morra di Lavriano per isciogliersi;
+quando fiutarono per l&#8217;aria ciò che si apparecchiava
+contro di loro, spontaneamente si sciolsero e divisero
+la modesta mobiglia tra i socî o la regalarono
+ad istituti pii; fecero in pezzi i gonfaloni e li conservarono
+come un caro ricordo e colla speranza
+di poterli riunire in un non lontano e meno triste<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span>
+avvenire; bruciarono gli elenchi dei socî e divisero
+ai poveri lo scarso peculio, dove c&#8217;era. Ma i rappresentanti
+delle autorità non sapevano darsi pace
+di queste auto-dissoluzioni, volevano darsi il gusto
+di perquisire, di frugare, di sequestrare; nell&#8217;auto-dissoluzione
+scorgevano un tranello ed una futura
+e immediata ricostituzione: e frugavano nelle stanze
+vuote che furono sede dei <i>Fasci</i>, e quando nulla
+potevano ghermire, acchiappavano chi per un meschino
+stipendio&mdash;senza la menoma pretensione politica&mdash;aveva
+fatto da custode. In un punto si sequestra
+con grande ardore la tabella di legno sulla
+quale era scritto: <i>Fascio dei Lavoratori</i>, mentre
+l&#8217;economo ex-Presidente la faceva staccare per
+condurla a casa e far cuocere la minestra; in un
+altro, un bravo e buon delegato di Pubblica Sicurezza
+prega che gli si faccia trovare nei locali un
+oggetto purchessia, che appartenne al <i>Fascio</i>, per
+far contento il suo prefetto e promette in contraccambio
+di mostrarsi moderatissimo negli arresti.....
+Nè il furore si sfoga soltanto contro i <i>Fasci</i>, ma
+si sciolgono pure le innocue società di mutuo soccorso,
+che non sono se non onesti ritrovi serali pei
+lavoratori non dediti all&#8217;ubriachezza; e si colpiscono
+le associazioni sfegatatamente monarchiche, denominate:
+<i>Regina Margherita, Principe di Napoli, Francesco
+Crispi...</i> Si dirà, che dichiarata la guerra al diritto
+di riunione e di associazione la guerra si fa
+con lealtà e trattando tutti alla stessa stregua?
+Nossignori, poichè vengono rispettati e tenuti aperti
+i <i>clubs</i>, i cosidetti <i>Casini dei civili</i>, costituiti e frequentati
+dall&#8217;aristocrazia e dalla borghesia. I maligni
+hanno interpretato l&#8217;eccezione come un odioso stratagemma<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span>
+per aizzare viemaggiormente l&#8217;odio tra le
+diverse classi sociali, per rendere sempre più invisi
+<i>li cappedda</i> ai popolani; e questo stratagemma sarebbe
+più efficace degli articoli di certi giornali
+settimanali che il Pubblico Ministero sequestra con
+tanta rabbiosa premura.<a name="FNanchor_57_57" id="FNanchor_57_57"></a><a href="#Footnote_57_57" class="fnanchor">[57]</a></p>
+
+<p>Quando si arriva al sequestro dei telegrammi da
+e pel continente, e dei giornali di tutti i colori
+l&#8217;arbitrio suscita, a seconda dei temperamenti, il
+riso o la indignazione.</p>
+
+<div class="sidenote">CONTRO LA STAMPA</div>
+
+<p>Il generale Morra di Lavriano non permise mai
+che venissero divulgati in Sicilia i più innocenti
+commenti e le notizie più esatte che circolavano
+liberamente da Susa a Reggio Calabria; nè che per
+telegrammi si conoscesse nel continente la verità
+sulle condizioni dell&#8217;isola. Vero è che egli dovette
+sentire gran rammarico perchè si sentì impotente
+a sopprimere le corrispondenze epistolari; però di
+tale impotenza si vendica sequestrando i giornali
+invisi. E sequestra di preferenza il <i>Secolo</i>, il <i>Messaggero</i>,
+il <i>Don Chisciotte</i>, il <i>Roma</i>, il <i>Corriere della Sera</i>,
+financo l&#8217;ufficiosa <i>Tribuna</i>, e sequestra... l&#8217;<i>Illustrazione
+Italiana</i> per certe figure sospette di contadini, che
+il corrispondente Ximenes aveva riprodotte. L&#8217;Austria
+fu sorpassata, poichè a Trieste sua eccellenza Rinaldini,
+nei peggiori tempi della guerra all&#8217;irredentismo,
+non dette la caccia ai giornali italiani come
+sua eccellenza Morra di Lavriano la dette in Palermo.
+E dico in Palermo, poichè se i giornali arrivavano<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span>
+per la via dello stretto nel resto dell&#8217;isola
+potevano circolare liberamente.</p>
+
+<div class="sidenote">IL SEQUESTRO DEI TELEGRAMMI</div>
+
+<p>Pochi esempî per dare un&#8217;idea di questa libidine
+di sequestri di telegrammi. Sequestra il telegramma
+da Palermo alla <i>Tribuna</i> e al <i>Secolo</i>, che riproduce
+un brano del discorso inaugurale dell&#8217;anno giuridico
+del Procuratore generale Sighele; sequestra il sunto
+telegrafico, trasmesso da Roma al <i>Giornale di Sicilia</i>
+di un articolo della <i>Riforma</i>, di cui è proprietario
+l&#8217;on. Palamenghi-Crispi; sequestra parte di un telegramma
+da Girgenti al <i>Secolo</i> in cui era detto che
+era stata ascoltata attentamente una mia deposizione
+innanzi al Tribunale penale; sequestra un telegramma
+da Catanzaro al <i>Giornale di Sicilia</i>, in cui si dava
+conto di una seduta tempestosa del Consiglio Comunale
+e nella quale si era protestato contro un
+telegramma del sindaco, apologetico pel questore
+Lucchese e di smentita ad una testimonianza dell&#8217;on.
+Altobelli innanzi al Tribunale di Guerra in
+Palermo; sequestra il telegramma con cui il corrispondente
+romano del <i>Giornale di Sicilia</i> riferiva lo
+svolgimento della interrogazione alla Camera dei
+Deputati sul precedente sequestro; sequestra un telegramma
+da Palermo alla <i>Tribuna</i>, in cui si accennava
+alla deficienza... di ospedali; e quando è stanco
+di sequestrare telegrammi e giornali S. E. il Generale
+Morra di Lavriano fa sequestrare in Messina i
+pericolosissimi garofani rossi...</p>
+
+<p>Questa mania di sequestri fu forse il prodotto dell&#8217;eccitamento
+morboso, e della paura dei primi
+momenti quando da per tutto si vedevano cospiratori
+e bande armate? Oibò: il sequestro del telegramma
+per la deficienza degli ospedali di Palermo<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span>
+è della metà di luglio. Sicuramente a tanto non sarebbe
+arrivato Maniscalco, ch&#8217;era ai servizî di un
+governo assoluto ed agiva conformemente; ma quello
+era una persona seria.<a name="FNanchor_58_58" id="FNanchor_58_58"></a><a href="#Footnote_58_58" class="fnanchor">[58]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA CENSURA PREVENTIVA</div>
+
+<p>Pari intelligenza e pari liberalismo ed equanimità
+si mise nello esercizio della censura preventiva,
+poichè è bene sapere che per un certo tempo le
+bozze di stampa dei giornali erano esaminate e non
+potevano pubblicarsi senza il permesso dei superiori.
+Si vede che il generale Morra di Lavriano
+volle far godere ai Siciliani lo spettacolo della risurezione
+frammentaria del regime pontificio, per far
+loro meglio apprezzare i benefizî del regime costituzionale
+italiano sotto il quale semplicemente si
+sequestra. E per siffatta censura preventiva i giornali
+spesso si ponevano in vendita con delle intere
+colonne in un bianco candidissimo, che rappresentavano
+gli articoli pei quali non era stato accordato
+il sabaudo: <i>imprimatur!</i></p>
+
+<p>Dopo la censura, si ha la soppressione pura e
+semplice.</p>
+
+<div class="sidenote">LA SOPPRESSIONE DEL &#8220;SICILIANO&#8222;</div>
+
+<p>Fu soppressa l&#8217;<i>Unione</i> di Catania: soppressi il
+<i>Riscatto</i>, il <i>Vespro</i>, i <i>Pagliacci</i> di Messina; e soppresso
+in Palermo fu l&#8217;<i>Amico del popolo</i>, giornale
+monarchico che si pubblicava da trentatrè anni, e
+soppresso fu il <i>Siciliano</i>. <a name="tn278" id="tn278"></a><span class="correction">Quest&#8217;ultima</span> soppressione<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span>
+merita qualche parola di più del semplice annunzio
+del fatto. Il <i>Siciliano</i>, giornale repubblicano socialista,
+durante lo stato di assedio sbalordì per la sua
+temperanza; esso, senza rinunziare ai propri ideali,
+tenne un linguaggio che anche ai tempi di Maniscalco,
+di borbonica memoria, sarebbe stato trovato
+correttissimo. Ma al generale Morra di Lavriano
+erano le idee propugnate con sincerità che
+non piacevano, quale che ne fosse la forma: non
+per nulla egli rispecchiava le tendenze reazionarie di
+coloro che lo circondavano! Perciò <i>côute que côute</i> ne
+giurò la morte. E siccome voleva evitare lo scandalo
+di una soppressione, per nessuna ragione giustificabile,
+cominciò coll&#8217;arrestare il redattore-capo,
+avv. Crimaudo, e il collaboratore assiduo, barone
+Colnago; al direttore, principe di Cutò, si era dato
+lo sfratto da Palermo sin dai primi giorni dello Stato
+di assedio. S&#8217;ingannò il generale sui risultati dei suoi
+soldateschi procedimenti e il <i>Siciliano</i>, ad opera di
+giovani valorosi e coraggiosi&mdash;Benedetto Salemi<a name="FNanchor_59_59" id="FNanchor_59_59"></a><a href="#Footnote_59_59" class="fnanchor">[59]</a>
+Enrico La Loggia, Aurelio Drago&mdash;continuò a
+pubblicarsi. Corse voce di un indegnissimo ricatto:
+cioè, si sarebbero posti in libertà Colnago e Crimaudo
+purchè il <i>Siciliano</i> avesse cessato le sue
+pubblicazioni.</p>
+
+<p>Questa voce fu poi smentita da un avvocato&mdash;che
+si diceva essere stato intermediario nelle trattative&mdash;con
+una lettera sibillina, ma certo è che delle proposte
+di quel genere ci furono, sebbene io mi rifiuti<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span>
+a credere che siano partite dal Regio Commissario
+straordinario ed è probabilissimo invece che
+ne sia autore qualche basso arnese di questura.
+Certo è che quella proposta venne sdegnosamente
+respinta dai redattori, sicuri d&#8217;interpretare la volontà
+dei compagni imprigionati.</p>
+
+<p>Onde, visto che erano inefficaci gli arresti, visto
+che non approdava la censura, visto che si respingevano
+sdegnosamente le proposte disonorevoli, fu
+decisa ed eseguita la soppressione del <i>Siciliano</i>. Ci
+fu un pretesto per la soppressione? Questa avvenne
+dopo la pubblicazione del Nº del 9 Febbraio per
+un capo-cronaca intitolato: <i>Onore ai fucilatori!</i> nel
+quale senza alcun commento si riferiscono alcuni
+brani dell&#8217;allocuzione del generale Morra di Lavriano
+di cui già si fece parola.</p>
+
+<div class="sidenote">IL &#8220;GIORNALE DI SICILIA&#8222; IN PERICOLO</div>
+
+<p>E di soppressione fu minacciato lo stesso <i>Giornale
+di Sicilia</i> per avere <i>composto</i> soltanto la deliberazione
+della giunta comunale di Castelbuono. Il Regio Commissario
+seppe che il giornale dovea pubblicare tale
+deliberazione e poco prima che fosse posto in vendita
+mandò un semplice <i>aut aut</i>: se la deliberazione
+sarà pubblicata il giornale verrà soppresso.</p>
+
+<p>Com&#8217;è naturale la pubblicazione non avvenne; ma
+gl&#8217;italiani devono conoscere questo caratteristico documento,
+che riporto integralmente:</p>
+
+<div class="sidenote">UN DOCUMENTO PREZIOSO</div>
+
+<p>«La Giunta Comunale di Castelbuono, presieduta
+dal sindaco funzionante P. Barreca, vivamente impressionata
+protesta contro gli atti abusivi commessi
+dalla squadra volante di pubblica sicurezza capitanata
+dal delegato Breda, la quale nei giorni 8 e 9
+percorrendo la strada che da questa città conduce ai
+due comuni finitimi di San Mauro e Geraci, a due<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span>
+km. dal paese, commetteva delle ferocie degne di
+altri tempi, bastonando senza ragione e senza riguardo
+di età tutte le persone che incontrava, riducendo
+non pochi onesti cittadini nell&#8217;impossibilità
+di lavorare. Ciò per la sciocca pretesa di aver notizie
+della banda maurina.</p>
+
+<p>«Tal fatto ha non solo commosso, ma sdegnato
+gravemente il paese che vede della povera gente
+malconcia a tal punto, da giacersi in un letto di
+dolore e nella dura necessità di non poter provvedere
+ai bisogni della famiglia.</p>
+
+<p>«Gli offesi da un tanto briaco furore han fatto
+appello a questa Giunta per una riparazione e la rappresentanza
+sottoscritta, a tutela dei diritti dei propri
+amministrati che in quella barbarie vede tutti quanti
+crudelmente violati, sente alto il suo dovere d&#8217;informare
+l&#8217;illustrissimo comandante la zona militare
+qui di stanza, maggiore cav. Merli, per gli opportuni
+provvedimenti.</p>
+
+<p>«E qui a giusta lode del sullodato cav. Merli, la
+Giunta adempie parimente l&#8217;obbligo di elogiare la
+condotta irreprensibile e cavalleresca della 3ª compagnia
+del 38º fanteria comandata del bravo capitano
+Abatino, degli ufficiali tutti e dei carabinieri
+e suoi ufficiali e di questo delegato signor Gherghi,
+che, pur mai venendo meno al loro compito, seppero
+acquistarsi l&#8217;affetto dell&#8217;intero paese.</p>
+
+<p>«Gl&#8217;individui più maltrattati sono: Failla Giuseppe
+fu Onofrio di anni 37 muratore, Fiasconaro Rosario
+fu Antonio d&#8217;anni 62, Lipira Antonino fu Leonardo
+d&#8217;anni 53; Gennaro Vincenzo fu Pietro d&#8217;anni 52,
+Ricotta Santi fu Pietro di anni 50, tutti pastori.»<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p>
+
+<p>Seguono le firme degli assessori e del funzionante
+sindaco.</p>
+
+<div class="sidenote">LE PRODEZZE DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>Non aveva ragione da vendere il Regio Commissario
+straordinario nel volere impedire che il pubblico
+avesse conoscenza delle prodezze dei suoi agenti?
+E con queste misure&mdash;tanto abbiette, quanto
+i nani degli uomini che governano l&#8217;Italia&mdash;si crede
+di arrestare la marcia di un&#8217;idea!<a name="FNanchor_60_60" id="FNanchor_60_60"></a><a href="#Footnote_60_60" class="fnanchor">[60]</a>.</p>
+
+<p>L&#8217;ultima soppressione, però non definitiva perchè
+fu revocata in seguito ad interrogazione presentata
+alla Camera dei Deputati dall&#8217;on. Picardi e da me,
+avvenne alla fine del mese di Maggio e colpì, il
+giornale <i>Imparziale</i> di Messina. È notevole pei criterii,
+che la determinarono: fu la espressione del
+più schietto risentimento personale, perchè fu motivata
+dalla riproduzione di un articolo ironico del
+<i>Mattino</i> di Napoli contro il generale Morra, che da
+sè stesso si considerò, modestamente, sacro e inviolabile.</p>
+
+<div class="sidenote">IL DISARMO</div>
+
+<p>Sul disarmo c&#8217;è poco a dire. Esso sarebbe una
+misura capricciosa e ridicola se non costituisse un
+indizio delle paure della reazione trionfante. Nessuna<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span>
+ragione lo consigliava, una volta che in tutti
+i tumulti di Sicilia <i>i massacrati giammai fecero uso di
+armi da taglio o da fuoco</i>; la qual cosa era tanto
+conosciuta, che il Tribunale di Guerra di Palermo
+stabilì che si potessero fare le rivoluzioni.... senza
+armi! ma la reazione ha pensato che ciò che non
+avvenne ieri potrà avvenire domani: dunque, essa
+disse, bisogna disarmare tutti!</p>
+
+<p>Con qual risultato? I malviventi non hanno consegnato
+alcun&#8217;arma; molta gente per bene non le
+ha consegnate neppure perchè così ha inteso protestare
+contro l&#8217;arbitrio inaudito; delle armi si sono
+privati soltanto i più timidi e scrupolosi osservatori
+della legge, colla speranza di averle restituite a
+breve scadenza. Ciò che, ad onore del vero, in parte
+e secondo i capricci delle autorità locali, è avvenuto.
+Allo Stato è rimasta una splendida collezione di
+vecchi ed arrugginiti fucili della guardia nazionale:
+ma gli rimane sulla coscienza una conseguenza più
+grave e più dolorosa: oltre un migliaio di contravvenzioni,
+che dai tribunali militari furono punite
+complessivamente colla bellezza di 800 anni di prigione
+in parte scontati, quando sopraggiunse&mdash;in
+luglio&mdash;l&#8217;amnistia riparatrice.</p>
+
+<p>La insana misura, che non ebbe l&#8217;approvazione
+dei reazionarî, chè in molti punti non sfuggirono
+ai soprusi, alle vessazioni di una polizia tanto inetta
+quanto prepotente&mdash;a Caltanissetta si perquisì il
+domicilio di un Consigliere di Prefettura ed a Piazza
+Armerina quello del <i>pericolosissimo</i> on. Lavaccara,
+provocando la più schietta ilarità di mezza Italia!&mdash;ebbe
+un&#8217;altra triste conseguenza, prevista in Parlamento
+nella discussione di febbraio e verificatasi<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span>
+esattamente: l&#8217;incremento inaudito del malandrinaggio.</p>
+
+<p>A rendere meno incompleto il quadro dei fasti
+della reazione trionfante dovrei ora occuparmi della
+istituzione dei Tribunali militari; ma questo grande
+argomento merita una trattazione a parte; qui trova
+posto invece una parola sul contegno conservato
+dalle <i>classi dirigenti</i> in questo sinistro periodo di
+ecclissamento di ogni concetto di giustizia e di legalità.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CLASSI DIRIGENTI E LA REAZIONE</div>
+
+<div class="sidenote">STATU QUO ANTE TUMULTUS</div>
+
+<p>La reazione del governo non fu uguagliata che
+dalla reazione di una gran parte delle <i>classi dirigenti</i>.
+Queste, che per alcuni mesi si erano ecclissate
+e rannicchiate in modo da rendersi invisibili, o
+avevano fatto buon viso a cattivo giuoco, modificando
+i patti agrari, elevando i salarî, trattando da
+uomini i lavoratori, non appena il governo si mostrò
+<i>forte</i> e ristabilì l&#8217;ordine, smisero ogni ipocrisia; e
+gli uomini sciacalli&mdash;vili nel pericolo ma sanguinarî
+quando possono esserlo senza timore&mdash;sono
+sbucati dai loro nascondigli preparandosi alla riscossa.
+Ridono delle miserie dei lavoratori, si compiacciono
+delle fucilazioni e del sangue sparso, inneggiano
+agli arresti e ai processi. Le promesse fatte durante
+i tumulti non vengono mantenute, e le concessioni
+vengono ritirate. <i>I grandi proprietarî</i> riuniti nella
+sala Ragona di Palermo per cura del loro Comitato
+promotore, fanno voti perchè l&#8217;insegnamento ufficiale
+dato nelle scuole sia a <i>base morale</i>, e c&#8217;è chi nella
+stessa riunione propone che si abolisca l&#8217;istruzione
+obbligatoria tra gli applausi dell&#8217;assemblea! Ecco
+ciò che le <i>classi dirigenti</i> sanno escogitare e proporre
+per venire in aiuto degli affamati. Esse si<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span>
+chiariscono degne del loro passato, di quel passato,
+che fece giudicare al senatore Zini «la Baronia siciliana
+<i>ignava e superba</i> e non ultima cagione del
+pervertimento morale, onde volentieri si rigetta
+tutto il carico sul mal governo dei Borboni»; esse
+si mostrano degne del governo attuale e questo
+degno di loro; formando un circolo vizioso nel cui
+perimetro le oligarchie, alte e basse, trovano modo
+di rafforzarsi e di sostenersi a vicenda, a tutto detrimento
+della libertà e del benessere popolare. Allegri
+italiani: la Sicilia ritorna allo <i>statu quo ante
+tumultus</i>!</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_53_53" id="Footnote_53_53"></a><a href="#FNanchor_53_53"><span class="label">[53]</span></a> Alla riunione intervenne persona che rappresentava Bosco,
+Verro e Barbato, latitanti.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_54_54" id="Footnote_54_54"></a><a href="#FNanchor_54_54"><span class="label">[54]</span></a> Il telegramma-circolare è del seguente tenore: «In nome
+di tutti i compagni di fede vi scongiuro di mantenere calma
+assoluta ed evitare qualunque occasione, che possa produrre
+inutile spargimento di sangue, doloroso sempre e dannoso adesso
+principalmente per la causa dei lavoratori&mdash;occorre
+che la vostra attitudine pacifica, serena, dimostri superflua
+ogni misura repressiva. Cessati i disordini, resterà l&#8217;impegno
+al governo di riparare a quella parte dei vostri mali, che ha
+ora riconosciuto.&mdash;È necessario attenderlo all&#8217;opera promessa,
+augurando che possa vincere la resistenza delle camarille locali,
+cointeressate al mantenimento delle attuali ingiustizie,
+e sappia riconoscere i vostri diritti sinora conculcati. Le condizioni
+attuali impongono questa condotta. Chi consiglia altrimenti
+è pazzo o traditore.»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_55_55" id="Footnote_55_55"></a><a href="#FNanchor_55_55"><span class="label">[55]</span></a> L&#8217;on. Comandini in una lettera pubblicata nel <i>Corriere
+della sera</i> in risposta ad altra dell&#8217;on. Saporito-Ricca, disse
+che lo stesso on. Crispi gli confessò le pressioni, che gli si
+facevano in favore della reazione.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_56_56" id="Footnote_56_56"></a><a href="#FNanchor_56_56"><span class="label">[56]</span></a> Pel Pinnavaja e pel Giannone da Caltanisetta intercedettero
+la società dei militari in congedo e il colonnello Pittaluga
+del 27º Reggimento fanteria. L&#8217;on. Conte Testasecca si
+rese garante del Pinnavaja: ma il De Rosa, Prefetto di Caltanissetta
+tenne duro nel volerlo mantenuto a domicilio coatto.
+Il De Rosa cadde in numerose contraddizioni per giustificare
+il proprio operato.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_57_57" id="Footnote_57_57"></a><a href="#FNanchor_57_57"><span class="label">[57]</span></a> Passati i primi furori della reazione molte società operaie
+di mutuo soccorso si lasciarono ricostituire e si permise
+la riapertura delle loro sedi. Ciò per la verità.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_58_58" id="Footnote_58_58"></a><a href="#FNanchor_58_58"><span class="label">[58]</span></a> La guerra fatta ai telegrammi ordinari divenne proibizione
+assoluta pei telegrammi in cifre e con linguaggio
+convenzionale, che molti negozianti adoperano a risparmio
+di spese coll&#8217;estero. Solo in Giugno il Generale Morra si accorse,
+che poteva lasciar passare in linguaggio convenzionale
+la richiesta o l&#8217;offerta di un carico di aranci senza pericoli
+per la patria!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_59_59" id="Footnote_59_59"></a><a href="#FNanchor_59_59"><span class="label">[59]</span></a> Colgo qui l&#8217;occasione per testimoniare a questo egregio e
+mio caro amico, tutta la mia riconoscenza per la sua cooperazione
+attiva e intelligente prestatami nella pubblicazione
+di questa seconda edizione.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_60_60" id="Footnote_60_60"></a><a href="#FNanchor_60_60"><span class="label">[60]</span></a> Sento il dovere di segnalare l&#8217;attitudine dignitosa e indipendente
+del <i>Giornale di Sicilia</i> di fronte all&#8217;invadere della
+marea reazionaria. Invece seguì ed incoraggiò la più bieca
+reazione <i>Il Corriere dell&#8217;Isola</i>, dopo che ne lasciò la direzione
+l&#8217;Avv. Sangiorgi che non avea disdegnato in altri tempi di
+collaborare nell&#8217;<i>Isola</i>.
+</p><p>
+Ma la storia della protesta della Giunta di Castelbuono dev&#8217;essere
+completata: furono chiamati uno ad uno i consiglieri
+comunali e <i>invitati</i> a riunirsi di nuovo per dire che la precedente
+protesta era una cosa... da burla. Così fecero perchè
+non si sentirono l&#8217;animo di farsi arrestare e mandare a domicilio
+coatto....</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.<br /><br />
+
+I TRIBUNALI MILITARI<span class="xsmaller"><a name="FNanchor_61_61" id="FNanchor_61_61"></a><a href="#Footnote_61_61" class="fnanchor">[61]</a></span></h2>
+
+
+<p>Il fatto più esorbitante dello Stato di assedio proclamato
+in Sicilia è nella constituzione dei <i>Tribunali
+di Guerra</i> ai quali non solo furono sottoposti
+i civili, ma, con una violazione aperta del diritto
+lo furono anche per quei reati commessi avanti la
+stessa proclamazione dello Stato d&#8217;assedio. Onde
+si può dire che quei tribunali servirono come efficacissimo
+strumento di reazione.</p>
+
+<div class="sidenote">I PRECEDENTI</div>
+
+<p>Giova rilevare anzitutto col Brusa che, a uno a
+uno, i precedenti in fatto di Stato di assedio, nè
+autorizzavano nè consentivano, in maniera qualsiasi,
+la manomissione delle leggi, e degli articoli espliciti<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>
+dello Statuto, per la quale solamente fu possibile
+la istituzione dei Tribunali militari.</p>
+
+<p>Nello Stato d&#8217;assedio proclamato a Genova nel
+1849, a Sassari nel 1852, in Sicilia e nel Napoletano
+nel 1862, in Sicilia nel 1866, non si rinviene
+cosa alcuna che possa considerarsi come un precedente
+di quello che si fece nel 1894 in Sicilia e
+nella Lunigiana.</p>
+
+<p>Le condizioni politiche di Genova, nel 1849, erano
+talmente gravi ed eccezionali che non si può in
+nessun modo paragonarle a queste di Sicilia del
+1894, eppure all&#8217;articolo 9 della regia ordinanza che
+le impose lo Stato d&#8217;assedio era detto: «<i>Continueranno
+i giudici, i tribunali e i magistrati ad esercitare
+la loro giurisdizione a seconda delle leggi vigenti</i>,
+salvo nei reati contro la sicurezza dello
+Stato ed in quelli per il porto e la ritenzione
+d&#8217;armi, i quali <i>potranno</i> essere giudicati da un
+Consiglio di guerra, che applicherà le pene portate
+dal codice penale militare e, nei casi da esso
+non previsti, quelle stabilite dalle leggi penali comuni.»</p>
+
+<p>Questa prima constatazione vale <i>a priori</i> a dare
+una idea della esorbitanza del Regio Commissario
+straordinario che istituì i <i>Tribunali di guerra</i> e della
+illegittimità dei medesimi. La illegittimità e la incompetenza
+loro risulta altresì evidente per una
+serie di ragioni e di osservazioni, che sono costretto<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>
+a riassumere, non potendo estesamente esporle in
+un lavoro, che non ha indole giuridica.</p>
+
+<p>I <i>Tribunali militari</i> non potevano conoscere dei
+reati commessi dai civili, perchè gli articoli 70 e 71
+dello Statuto <i>octroyè</i> da Carlo Alberto, esplicitamente
+stabiliscono: «Non si può derogare alla organizzazione
+giudiziaria se non in forza di una
+legge. Niuno può essere distolto dai suoi giudici
+naturali. <i>Non potranno perciò essere creati tribunali
+o commissioni straordinarie.</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">LE FACOLTÀ DEL POTERE ESECUTIVO</div>
+
+<p>Il potere esecutivo, dunque, col regio Decreto del
+3 Gennaio col quale affidava i <i>pieni poteri</i> al generale
+Morra di Lavriano non poteva a lui delegare
+quelle facoltà, che non aveva. Quando il bisogno
+esista di modificare lo Statuto o di derogare temporaneamente
+ad alcuna delle sue disposizioni, questa
+facoltà non competerà certamente al potere esecutivo,
+il quale nessuna legge può fare o sospendere
+(art. 6 dello Statuto) e molto meno può toccare
+alla legge fondamentale dello Stato (<i>Impallomeni</i>).</p>
+
+<p>Che il potere esecutivo non abbia tale facoltà&mdash;ed
+è evidente che non possa averla in un regime
+costituzionale&mdash;risulta dagli stessi precedenti della
+nostra storia; infatti esso quando ha sentito bisogno di
+poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni <a name="tn288" id="tn288"></a><span class="correction">di difesa</span>
+esterna e di <i>difesa interna</i> ha chiesto quella
+facoltà ai parlamenti e l&#8217;ha ottenuta con la legge
+del 2 Agosto 1848, con quella del 25 aprile 1859,
+con quella del 17 Maggio 1866 per le guerre coll&#8217;Austria;
+con la legge chiamata Pica del 15 Agosto
+1863 per la repressione del brigantaggio; con la
+legge 3 Luglio 1875, non messa in esecuzione, per
+le condizioni della pubblica sicurezza in Sicilia.<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span>
+Onde da questi dati si vede che se i <i>Tribunali di
+guerra</i> furono stabiliti a Genova nel 1849 ed a Palermo
+nel 1866, essi furono legali, poichè il potere
+esecutivo si trovava già investito dei <i>pieni poteri</i> in
+forza delle cennate leggi speciali del 1848 e del 1866.</p>
+
+<div class="sidenote">VIOLAZIONE DELLO STATUTO</div>
+
+<p>Nè si obbietti, che quei Tribunali possono diventare
+legali di fronte a casi straordinarî e impreveduti,
+perocchè il Codice e la procedura penale hanno
+preveduto l&#8217;avvenimento di fatti che in modo
+straordinario compromettano l&#8217;ordine pubblico e li
+ha preveduti lo Statuto, il quale vietando alle autorità
+di ricorrere in questi casi a provvedimenti
+straordinarî, ha provveduto alla propria incolumità.
+Si può infatti immaginare, che alcuno pensi a
+creare Tribunali o Commissioni straordinarie&mdash;vietate
+dall&#8217;art. 71 dello Statuto&mdash;in tempi normali?
+(Impallomeni).</p>
+
+<p>La storia dell&#8217;art. 6 dello stesso Statuto Albertino,
+corrobora poi pienamente tale corretta interpretazione.
+Questo articolo, che vieta al Re di sospendere
+l&#8217;osservanza delle leggi o dispensarne, fu copiato
+dall&#8217;art. 13 della Carta francese del 1830, e
+questo fu alla sua volta desunto dall&#8217;art. 14 della
+precedente Carta del 1814 ch&#8217;era così formulato:
+«Le roi fait les reglements et les ordonnances nècessaires
+pour l&#8217;execution des lois et la suretè de
+l&#8217;Etat.»</p>
+
+<p>I partigiani dell&#8217;assolutismo spinsero Carlo X, con
+una falsa interpretazione di queste ultime parole, a
+pubblicare le ordinanze del 25 luglio 1830, che sospesero
+la libertà della stampa, modificarono la legge
+elettorale e sciolsero la Camera dei Deputati e provocarono<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span>
+pure la rivoluzione. Col trionfo della rivoluzione
+rivedendosi la Carta del 1814 nel 1830 furono
+soppresse le vaghe parole: <i>Sureté de l&#8217;Etat</i> e
+aggiunte le altre: <i>sans pouvoir jamais ni suspendre
+les lois elles-mêmes, ni dispenser de leur execution</i>,
+per impedire che rinascesse mai la pretesa di paralizzare
+con decreti le leggi dello Stato. (<i>Pierantoni</i>).</p>
+
+<p>I pareri dei più eminenti giuristi&mdash;e basta ricordare
+tra questi il Mittermeyer&mdash;e degli scrittori
+politici, anche tra quelli non molto liberali, sono
+concordi in questa corretta interpretazione sui <i>Tribunali
+militari</i> e sulla sottrazione dei cittadini ai
+loro giudici naturali, ma nel caso presente si hanno
+due giudizi alla cui autorità tutti si devono inchinare.</p>
+
+<div class="sidenote">LA CORTE DEI CONTI</div>
+
+<p>Uno dei supremi corpi dello Stato, infatti, la <i>Corte
+dei Conti</i>, da principio si rifiutò di registrare il decreto
+di proclamazione dello Stato di assedio in Sicilia;
+poi a sezioni unite lo registrò <i>con riserva</i> con
+questo scultorio motivato: «Considerato che il provvedimento
+eccezionale, <i>com&#8217;è definito dallo stesso governo</i>,
+determinato da ragione politica, <i>esce dai confini
+della legge scritta, dalla quale non trae norma</i>.»</p>
+
+<p>Si poteva, forse, più esplicitamente di così, dichiarare
+che il decreto del 3 gennajo, con tutte le sue
+conseguenze&mdash;tra le quali la costituzione dei <i>Tribunali
+di guerra</i>&mdash;è stato illegale?</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ART. 337 BIS DEL CODICE PENALE MILITARE</div>
+
+<p>Ma il governo stesso, implicitamente, ha fatto la
+stessa preziosa confessione; imperocchè esso, dando
+pienamente ragione agli scrittori <i>Arangio Ruiz</i>, <i>A. Majorana</i>,
+<i>Vidari</i>, <i>Contuzzi</i>, <i>Brusa</i>, <i>Impallomeni</i>, <i>Pierantoni</i>
+ecc., che in questa occasione dolorosa sostennero
+non potersi applicare le disposizioni del Codice<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span>
+penale militare che si riferiscono allo <i>Stato d&#8217;assedio
+guerresco</i>, allo <i>stato di assedio politico</i> o <i>fittizio</i>, sì è
+accorto della lacuna che esiste nelle nostre leggi&mdash;che
+lacuna non è, ma voluto silenzio a garenzia
+dei diritti dei cittadini consacrati dallo Statuto&mdash;e
+dopo compilato il nuovo codice penale militare mentre
+era sotto esame della Commissione del Senato, vi
+ha aggiunto l&#8217;articolo 337 <i>bis</i>, che dice: <i>Lo stato di
+guerra può essere anche dichiarato in caso d&#8217;insurrezione
+o d&#8217;imminente pericolo della pace pubblica</i>. Ora
+se il potere esecutivo aveva già il diritto di equiparare
+lo <i>stato di assedio guerresco</i> a quello <i>politico</i>,
+qual bisogno aveva esso di presentare l&#8217;articolo aggiuntivo?</p>
+
+<p>A proposito del quale articolo 337 <i>bis</i>, il relatore
+sul nuovo Codice penale militare, Senatore Costa,
+osservò:</p>
+
+<p>«Il dubbio che un comandante possa dichiarare
+lo stato di guerra non deve rimanere nel testo: se
+mai questa facoltà si volesse ottenere, è necessario
+escluderla. <a name="tn291" id="tn291"></a><span class="correction">È</span> facoltà <i>sconfinata</i>, che non è giustificata
+da alcun principio, che non è imposta da alcuna
+necessità. È <i>sconfinata</i> e <i>pericolosa</i>, perchè pone alla
+mercè di un comandante d&#8217;armi il potere di costituire
+un regime eccezionale e l&#8217;esercizio di un potere
+eminentemente politico, che al solo governo,
+sotto il peso della sua responsabilità politica, deve
+essere riconosciuto.»</p>
+
+<p>Ammesso, dunque, che il nuovo Codice penale
+militare col suo articolo aggiuntivo, dichiarato <i>sconfinante
+e pericoloso</i> da un conservatore, partigiano
+del governo, e suo dipendente anche&mdash;perchè il senatore
+Costa è un alto funzionario dello Stato<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>&mdash;venga
+approvato dal Parlamento e sanzionato dal
+Re, è certo ch&#8217;esso ancora non è legge e finchè ciò
+non sarà bisognava e bisogna rispettare il diritto
+vigente. (<i>Brusa</i>) Resta perciò provato che il Regio
+decreto col quale si proclamò lo Stato di assedio in
+Sicilia e gli atti consecutivi del Regio Commissario
+straordinario coi quali s&#8217;instituirono i <i>Tribunali di
+guerra</i> assoggettando ad essi i civili, violano lo Statuto
+fondamentale del regno e le sue leggi. Nè valgono
+a dimostrare il contrario le miserevoli argomentazioni
+degli epigoni dell&#8217;on. Crispi, i quali contorcono
+la storia e la logica con la speranza di giustificarlo
+dalla grande accusa di avere violato la
+Costituzione.</p>
+
+<div class="sidenote">LA COSTITUZIONE NON ESISTE PIÙ</div>
+
+<p>Ora uno dei più eminenti scrittori di diritto costituzionale,
+il monarchico e dinastico prof. Casanova,
+nota: «un governo costituzionale cessa di esistere
+tostochè più non esiste la Costituzione: essa non
+esiste tosto che fu violata. Il governo che la viola
+lacera il proprio titolo a governare: da questo
+istante può ben sussistere in virtù della forza, non
+già in virtù della Costituzione.»</p>
+
+<p>La più mite e legale illazione di questo canone
+rettissimo di diritto costituzionale la trassero gli on.
+Prampolini, Badaloni, Ferri, Agnini e Berenini i quali&mdash;più
+rispettosi delle leggi che coloro i quali se ne
+dicono i custodi&mdash;proposero alla Camera dei Deputati
+di porre in istato di accusa il ministero presieduto
+dall&#8217;on. Crispi, che aveva violato la Costituzione.
+E in istato di accusa fu messo in Francia
+nel 1830 il ministero Polignac per avere violato colle
+ordinanze di luglio la Carta del 1814.</p>
+
+<p>Ma là la rivoluzione era trionfante e in Italia la<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span>
+vittoria era, incontrastata, del potere esecutivo; la
+Camera dei deputati, quindi, ghignò sul viso ai socialisti
+che invocarono il rispetto delle leggi e dello
+Statuto, e s&#8217;inchinò reverente dinanzi alla forza
+trionfante!</p>
+
+<p>Se i <i>Tribunali di guerra</i> erano illegali nella loro
+origine, la loro istituzione, guardata da un elevato
+punto di vista, doveva considerarsi come impolitica,
+nè da essi poteva emanare equanimità di giudicati.</p>
+
+<div class="sidenote">I MILITARI GIUDICI E PARTE</div>
+
+<p>Invero i militari, di fronte ai cittadini che hanno
+vinto e domato nelle dissensioni civili, non possono
+essere imparziali, poichè per quanto essi siano leali,
+per quanto la compagine dell&#8217;esercito sia nazionale,
+è umano che nelle lotte si destino risentimenti
+e che nel cuore di coloro che si sentirono
+offesi e rimasero vincitori alberghi il desiderio della
+vendetta per quanto attenuato e represso da un
+alto senso del dovere. Di più i militari rappresentano
+il potere esecutivo contro il quale si levano i
+ribelli; essi, quindi, sono giudici e parte direttamente
+interessata nello stesso tempo.</p>
+
+<div class="sidenote">IL CASO DEL MARESCIALLO NEY</div>
+
+<p>Quest&#8217;ordine di considerazioni non è teorico ma
+ebbe altrove la sua esplicazione pratica e ne venne
+riconosciuta la giustezza. Ben a ragione il senatore
+A. Pierantoni ha ricordato che la quistione non è
+nuova nella storia delle guerre civili e che il caso
+del maresciallo Ney avrebbe dovuto servire di esempio
+e di ammaestramento.</p>
+
+<p>«Quando Napoleone dall&#8217;isola d&#8217;Elba sbarcò nel
+golfo di Iuan ai 5 marzo 1815, per riprendere l&#8217;impero
+della Francia, il maresciallo Ney fu scelto dal re
+Luigi XVIII per tagliare la via della capitale all&#8217;<i>insensato</i>
+perturbatore della pubblica quiete.»<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p>
+
+<p>Ney, <i>impotente a trattenere le onde del mare</i>, tornò
+alla causa di Napoleone.</p>
+
+<p>«Dopo la battaglia di Waterloo e la seconda abdicazione
+di Napoleone, Luigi XVIII volle <i>deferire
+ai consigli di guerra i colpevoli di aver tradito il re
+prima del 23 marzo, e di avere attaccata la Francia e
+il suo governo a mano armata</i>. Con ordinanza del 24
+luglio mandò Ney, Cambronne ed altri ai giudici
+militari. Il maresciallo fu difeso da Berryer, padre,
+che sostenne l&#8217;incompetenza del Consiglio di guerra.
+Queste furono le ragioni sostenute: il giudizio su
+preteso crimine di Stato non essere domandato ad
+un Consiglio di guerra. Il sovrano, capo dell&#8217;esercito,
+si osservò, non poteva <i>pronunziare in causa propria</i>,
+per giudizio dei suoi ufficiali. L&#8217;articolo 33 della
+Costituzione affidava alla Camera dei Pari la procedura
+per i crimini di alto tradimento. Gli articoli
+62 e 63 vietavano di sottrarre un prevenuto ai suoi
+giudici naturali. Il re per un altro articolo del Patto
+costituzionale stretto con la nazione aveva renunziata
+la potestà di creare tribunali straordinari. Il
+Consiglio di guerra si dichiarò incompetente con la
+maggioranza di cinque voti contro due. Il maresciallo
+fu giudicato e condannato dalla Camera dei
+Pari.»</p>
+
+<div class="sidenote">VAE VICTIS</div>
+
+<p>Ma questi timori si sono mostrati vani e infondati
+nel caso disgraziato, che esaminiamo? Questo
+sarebbe stato certamente l&#8217;ardente desiderio di ogni
+italiano; ma pur troppo i fatti corrisposero alle sinistre
+previsioni e il Brusa, temperatissimo uomo e
+alieno dalle lotte politiche, è stato costretto di fronte
+alle sentenze dei <i>Tribunali di guerra</i> ad esclamare:
+<i>À la guerre comme à la guerre!</i> e: «odio o vendetta<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span>
+entrano soltanto in iscena quando al <i>Te Deum laudamus</i>
+si mesce il <i>Vae victis</i>.»</p>
+
+<p>L&#8217;<i>ordine</i> venne ristabilito in Sicilia e i vincitori
+poterono ringraziare Iddio; l&#8217;odio e la vendetta hanno
+fatto il resto a danno dei vinti!</p>
+
+<p>Dopo la quistione della legalità e della presunta
+ingiustizia dei giudizi dei <i>Tribunali di guerra</i>, quella
+della retroattività della loro competenza è la più
+importante. E su questo terreno non solo furono
+violate le leggi e i principî più inconcussi del diritto,
+ma si riuscì anche alle più manifeste contraddizioni
+nelle dichiarazioni e negli atti dei Regi
+Commissarî straordinarî in Sicilia e in Lunigiana.</p>
+
+<p>In ordine a queste contraddizioni sta che il generale
+Morra di Lavriano negli editti dell&#8217;8 e del
+20 gennaio 1894&mdash;coi quali veniva istituita la giurisdizione
+straordinaria dei <i>Tribunali di guerra</i> in Sicilia&mdash;disse:
+«<i>saranno</i> deferiti al giudizio del <i>Tribunale
+di guerra</i> ecc. ecc.»; dunque previde reati che
+nel futuro dovevano essere deferiti al Tribunale di
+guerra, non reati dei quali il Tribunale avesse l&#8217;obbligo
+di prender cognizione al momento della promulgazione
+dell&#8217;editto. (<i>Impallomeni</i>). Più esplicito
+era stato il generale Heusch in Lunigiana. In seguito
+al decreto del 17 gennaio, che istituiva la
+giustizia marziale vi fu la circolare del 20 che ad
+essa attribuiva la competenza pei reati commessi
+dopo la proclamazione dello Stato di assedio. Ma il
+Tribunale penale di Massa e Carrara dichiara la
+propria incompetenza nella causa Molinari e il 25
+lo stesso generale Heusch con altra circolare annulla
+quella del 20 e proclama la <i>retroattività</i>! Il<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>
+Generale Morra di Lavriano, più furbo, non constatò
+la propria contraddizione, ma non vi sfuggì.</p>
+
+<div class="sidenote">CONTRADDIZIONI STRIDENTI</div>
+
+<p>Che cosa pensare di queste contraddizioni stridenti?
+«Legge e stabilità o identità di pensiero legislativo
+sono termini, che si richiamano a vicenda
+indissolubilmente. Volere e disvolere a un
+tempo, cioè a distanza di soli <i>cinque</i> giorni, sarà
+consentito, e richiesto forse, nell&#8217;ordine <i>interno</i> degli
+ufficî amministrativi, e le circolari <i>interne</i> così
+talora fanno. Ma la maggiore offesa, che possa
+recarsi ad un <i>legislatore</i>&mdash;e lo erano i due Regi
+Commissarî straordinarî di Sicilia e di Lunigiana&mdash;sarebbe
+proprio quella di ritenerlo capace di
+fare egli pure altrettanto, e segnatamente di prevalersi
+di semplici <i>circolari</i>, cioè di atti inefficaci,
+per determinare, se già non fossero determinati,
+o per alterare poi, rapporti giuridici, precisamente
+affine di determinarli o di alterarli.»</p>
+
+<p>«Sarebbe poi <i>assurdo</i> e <i>barbaro</i>, perchè niente vi
+ha di più contradittorio in sè e contrario alle norme
+di giustizia, che l&#8217;apprestare agli abitanti le
+garenzie maggiori dalle sorprese terribili di una
+repressione straordinaria ed eccezionale durante
+il tempo più calamitoso della guerra vera, per
+riservarne di minori ed insufficienti durante quello
+di un semplice così detto stato d&#8217;assedio politico
+fittizio: vale a dire quando appunto la coesistenza
+dei rapporti generali del tempo di pace,
+tuttora rimasti, rende sopratutto necessario avvertire
+bene che si applicheranno, e in quale misura,
+anche norme eccezionali proprie solo dello
+stato di guerra.» Così il prof. Brusa.</p>
+
+<div class="sidenote">LA RETROATTIVITÀ</div>
+
+<p>A parte questa contraddizione tra gli atti e le<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span>
+dichiarazioni dei Regî Commissarî straordinarî, resta
+pur sempre che la <i>retroattività</i> è violatrice delle
+nostre leggi e dei principî del nostro diritto. L&#8217;articolo
+2º delle disposizioni generali premesse al Codice
+civile consacra il canone supremo della irretroattività
+delle leggi; ed in proposito giova ricordare
+che nella discussione della Commissione generale
+per la revisione dei Codici nel 1865 si fece cancellare
+un inciso che c&#8217;era nel progetto presentato dal
+Ministero in cui si accennava al caso in cui la si
+potesse ammettere quando la <i>legge così espressamente
+disponga</i>.</p>
+
+<p>Il senatore De Foresta ritenne indecoroso per l&#8217;Italia
+che una sua legge potesse ammettere la retroattività;
+e l&#8217;on. Bonacci aggiunse che «sarebbe
+sconveniente e quasi scandaloso il ricordare tale
+eccezione nel nuovo Codice italiano, perchè si potrebbero
+così ridestare le tristissime memorie dei
+caduti governi della penisola, che <i>violavano tante
+volte per mire politiche</i> il sacrosanto principio della
+non retroattività delle leggi.»</p>
+
+<p>Adesso, i governi caduti, on. Bonacci, sono stati
+riabilitati dal governo italiano che il principio ha
+impunemente violato precisamente per <i>mire politiche</i>,
+a malgrado che per pudore, trent&#8217;anni or sono, i
+nostri giureconsulti non abbiano voluto ammettere
+nemmeno la possibilità che ciò si potesse fare anche
+in forza di una legge!</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE DICONO GLI EPIGONI</div>
+
+<p>Non si danno per vinti i tristi difensori dell&#8217;arbitrio
+sfrenato e della prepotenza militaresca, e facendosi
+forti anche del parere del Carrara,&mdash;che
+pur si sa quanto avversasse la ingerenza del potere
+politico nelle cose della giustizia&mdash;e di altri<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+eminenti giureconsulti, non esitano a dire che il
+principio della non retroattività delle leggi non è
+applicabile alla procedura e alla competenza «a
+quelle leggi cioè, che stabiliscono le forme dei giudizî
+e la ripartizione della giurisdizione tra i varî
+magistrati in quanto questa ripartizione ha tratto
+colle forme del giudizio.» (<i>Muratori e Giannini</i>).
+Ma la giustificazione cade quando si riflette, che
+questa limitata retroattività nella procedura e nella
+competenza si può invocare ed è stata invocata
+quando ad una giurisdizione ordinaria si è sostituita
+un&#8217;altra giurisdizione ordinaria e non quando
+se ne sostituisce una straordinaria ed eccezionale,
+poichè precisamente in questo caso intervengono
+le ragioni accennate, che a guarentigia vietano l&#8217;impero
+retroattivo della legge, per la necessità che
+la nuova legge sia posta al disopra di ogni sospetto
+di <i>mire politiche retrospettive</i>.</p>
+
+<p>E la retroattività anche in questi casi è da respingersi,
+perchè oltre che gli accusati si trovano
+dinanzi a giudici non legittimi e contro di loro prevenuti
+ed animati del sentimento della vendetta,
+essi pel fatto di vedersi sottoposti ad una giurisdizione
+straordinaria vengono già privati di importanti
+garanzie di cui avrebbero goduto colla giurisdizione
+ordinaria. «Difatti, mentre coloro, che sono
+accusati in Corte d&#8217;assise sono stati prima giudicati
+in Sezione d&#8217;accusa, ed hanno quindi potuto
+presso la medesima difendersi, gli accusati in Tribunale
+di Guerra non hanno potuto fruire di questo
+vantaggio. In secondo luogo il loro diritto di
+difesa presso i Tribunali di Guerra è stato in
+fatto limitato, benchè per falsa applicazione di<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>
+legge, perciò che non è stato loro riconosciuto il
+diritto di scegliersi un difensore civile. E un terzo
+motivo di disfavore verrebbe da ciò che il diritto
+di ricorrere in Cassazione sarebbe limitato ai vizî
+d&#8217;incompetenza e di eccesso di potere.» (<i>Impallomeni</i>).</p>
+
+<div class="sidenote">ASSASSINIO PER PROCURA</div>
+
+<p>Laonde saviamente il citato prof. Casanova a proposito
+della non <i>retroattività delle leggi</i> in materia
+di competenza sancita dallo Statuto aggiunge che
+«anche il concorso di <i>tutti i poteri dello Stato</i> non
+potrebbe sottrarre un cittadino ai giudici che le
+leggi esistenti gli accordano, e tramandarlo innanzi
+ad un tribunale straordinario, <i>creato dopo
+che avvenne il fatto per cui si vuole procedere</i>... La
+violazione delle forme prescritte, ordinata dai mandatarî
+del popolo non è più legittima del <i>linciaggio</i>.
+<i>È un assassinio per procura.</i>»</p>
+
+<p>Per tali motivi molti codici penali stranieri&mdash;il
+bavarese e l&#8217;austriaco tra gli altri&mdash;esplicitamente
+escludono la retroattività nel caso di costituzione di
+un Tribunale straordinario, in conformità del parere
+di eminenti giureconsulti (Kleinschrod, Zachariae,
+Berner, Odilon Barrot, Glaser ecc.) e di sentenze
+dei Tribunali e della Cassazione di Francia.</p>
+
+<p>Nulla di più vergognoso alla nuova Italia di ciò
+che, violando, hanno voluto operare i suoi governanti
+in questa occasione.</p>
+
+<p>Il prof. Brusa con profonda amarezza rileva che
+l&#8217;Austria, nelle sue repressioni dei moti nazionali del
+Lombardo-Veneto&mdash;moti che dovevano essere <i>liberali</i>&mdash;non
+applicò mai il giudizio statario ai fatti
+anteriori alla sua proclamazione. L&#8217;Austria maestra
+di libertà e di rispetto delle leggi all&#8217;Italia di G.<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span>
+Mazzini e di G. Garibaldi: ecco una cosa, che parrebbe
+assolutamente impossibile se non fosse vera!</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ITALIA AL DISOTTO DELL&#8217;AUSTRIA</div>
+
+<p>Oh che fremiti di vergogna voi avreste, poveri
+grandi martiri, che deste il sangue e consacraste la
+vita alla patria Italiana per vederla, o appena sperarla,
+libera dallo straniero! quali mai impeti d&#8217;ira
+i vostri, se poteste sapere quanto la terza Italia,
+che dicono libera, è al di sotto dell&#8217;abborrito impero
+Austriaco per tutto quello che risguarda le disposizioni
+e le forme del giudizio statario!</p>
+
+<p>Per tutti gli infiniti vostri sacrifici voi vi sentireste
+traditi.</p>
+
+<p>Non ultima delle enormità dei processi che si
+perpetrarono dinanzi ai <i>Tribunali di guerra</i> fu la
+negata difesa civile agli imputati. I <i>Tribunali di
+guerra</i> con interpretazione grettamente farisaica del
+Codice penale militare respinsero in tutti i casi la
+istanza degli imputati per la libera scelta di un
+difensore tra gli avvocati esercenti: poggiando le
+loro decisioni sull&#8217;articolo 544 di detto Codice che
+consente all&#8217;imputato di <i>potere</i> scegliere il difensore
+fra gli uffiziali presenti, che non abbiano un grado
+maggiore a quello di capitano.</p>
+
+<p>Si lasci da parte il fatto che viene diminuita sostanzialmente
+la difesa che i nostri Codici vogliono
+affidata a <i>persona capace</i>&mdash;e i militari, per quanto
+valorosi in guerra e competenti nella loro arte, non
+potranno mai dirsi <i>persone capaci</i> nelle quistioni di
+diritto e nello esercizio della avvocatura&mdash;ma colla
+interpretazione data col citato articolo si è violato
+lo spirito e la lettera della legge.</p>
+
+<p>Il legislatore ha disposto e statuito in vista della
+guerra, e si comprende che mentre l&#8217;esercito è in<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span>
+campagna non è possibile rispettare tutte le forme
+procedurali e che molte volte, perciò, tutto è rimesso
+alle circostanze del momento; per questo motivo non
+nel solo articolo 544 si adoperano frasi, che indicano
+la intenzione che si faccia il possibile (l&#8217;imputato
+<i>potrà</i> scegliere il suo difensore fra gli uffiziali presenti
+ecc.), ma anche nell&#8217;art. 545 vien detto che gli
+uffiziali istruttori, l&#8217;avvocato fiscale ed il segretario
+<i>potranno</i> scegliersi fra i militari, secondo le circostanze.
+La chiarissima intenzione del legislatore,
+infine, emerge, dall&#8217;art. 551 dello stesso Codice penale
+militare, che stabilisce: «Innanzi i tribunali
+militari, <i>in tempo di guerra</i>, si osserveranno, <i>per
+quanto sarà possibile</i>, le regole di procedura stabilite
+pel tempo di pace...» E in tempo di pace
+gl&#8217;imputati innanzi i Tribunali militari hanno il
+diritto di scegliersi il difensore tra gli avvocati esercenti.</p>
+
+<p>Si vorrà forse dire che le <i>circostanze</i> erano tali
+che non resero possibile il rispetto delle procedure
+stabilite in tempo di pace?</p>
+
+<div class="sidenote">NEGATA LIBERTÀ DI DIFESA</div>
+
+<p>Infatti,... i più valorosi avvocati della Sicilia e
+d&#8217;Italia si erano offerti a costituire il collegio della
+difesa. È facile che anche appunto per questo si
+volle essere esclusivamente brutali nello arbitrio,
+menomando il diritto di difesa agli imputati politici.
+Onde, bene e a proposito il Consiglio dell&#8217;ordine
+degli avvocati di Palermo, protestò energicamente&mdash;a
+proposta dell&#8217;avv. Vittorio Palmeri&mdash;contro
+l&#8217;iniqua decisione del Tribunale di guerra.</p>
+
+<div class="sidenote">I PARAGONI</div>
+
+<p>Ed anche su questo riguardo ricorrono alla mente
+i paragoni che suggeriscono assai malinconiche riflessioni.
+Gli eroici difensori di Casa Ajani nel 1867<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span>
+in Roma&mdash;governando il Papa sotto la protezione
+dell&#8217;esercito imperiale francese&mdash;ebbero concessi gli
+avvocati civili per la difesa; e pure la tirannide
+borbonica rispettò in Napoli e Sicilia questo sacrosanto
+diritto della difesa al 1821, al 1831, al 1850,
+al 1858, al 1860, nel processo di Nicolò Garzilli,
+in quello contro Poerio, Settembrini ecc., nell&#8217;altro
+delle <i>tredici vittime</i>, sempre! L&#8217;accusa di aver negata
+la difesa civile agl&#8217;imputati di reato politico,
+mossa da Gladstone nelle famose lettere in cui chiamò
+<i>negazione di Dio</i> il governo Borbonico, parve a
+quest&#8217;ultimo tanto disonorante, osserva l&#8217;Impallomeni,
+che esso fece pubblicare una memoria dove
+in risposta al grande statista inglese si mostrava
+che l&#8217;accusa non era fondata e si concludeva: «Con
+fatti così bugiardi no, non poteasi mai preoccupare
+la pubblica opinione, e meno <i>spargere la credenza
+che pessimamente nelle due Sicilie si amministri
+la giustizia</i>.»</p>
+
+<p>Ma dunque? Eh! dunque,&mdash;ciò che non fece il
+vituperato governo borbonico venne consumato dal
+governo <i>liberatore</i> e <i>restauratore</i>, che ebbe, però, rispetto
+della legge pei briganti del napoletano; ai
+quali si ebbe premura di accordare la difesa civile,
+negata ora, ai socialisti di Sicilia e della Lunigiana...</p>
+
+<p>Sulle mostruose conseguenze pratiche di questa
+violazione del diritto di difesa non occorre insistere,
+basta accennare soltanto che spesse volte i Presidenti
+dei Tribunali di guerra imposero <i>silenzio</i> o
+<i>comandarono</i> di non insistere agli ufficiali difensori;
+i quali in omaggio alla disciplina militare dovettero
+sottomettersi ed ubbidire!<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">I MILITARI DIFENSORI</div>
+
+<p>I militari adibiti nei vari processi mostrarono attitudini
+oratorie, ebbero un contegno superiore ad
+ogni elogio, mostrarono intelligenza non comune
+ed altrettanto coraggio. Essi difesero gli accusati a
+loro affidati con tutto l&#8217;affetto possibile; e tra tutti
+maggiormente si distinse un capitano di artiglieria
+simpatico e calvo&mdash;Francesco Piccoli. A tutti va
+una parola di lode e di gratitudine, viva e sincera.</p>
+
+<p>Il fatto, considerato poi dal punto vista degli interessi
+di casta e del governo, fu grave errore politico,
+poichè non riuscì ad altro, che a fare penetrare
+il socialismo nelle fila della più balda ed intelligente
+ufficialità dell&#8217;esercito.</p>
+
+<p>Mentre si manomettevano Statuto e codici, pur
+di sottrarre gl&#8217;imputati di reati politici ai loro giudici
+naturali ed ottenere la loro sicura e draconiana
+condanna non si osservavano altre regole essenziali
+di procedura nei processi e si riusciva ad un vero
+caos sotto un altro riguardo, sebbene non a danno
+degli accusati.</p>
+
+<p>Perocchè in tutti i processi politici svoltosi innanzi
+i Tribunali di guerra della Sicilia «la giurisdizione
+loro non fu provocata dell&#8217;autorità competente;
+1º perchè per gli articoli 552-556 del Codice
+penale militare per l&#8217;Esercito <i>l&#8217;ordine di procedere</i>
+doveva emanare&mdash;e non emanò&mdash;dall&#8217;autorità militare
+superiore presso cui esiste il Tribunale; 2º perchè
+per l&#8217;articolo 544 l&#8217;atto di accusa doveva essere
+formulato dall&#8217;avvocato fiscale militare e si
+fece invece consistere nella ordinanza delle Camere
+di Consiglio, con cui queste dichiaravano la incompetenza
+del magistrato ordinario, cioè la propria.»</p>
+
+<div class="sidenote">PROCESSO E NON PROCEDIMENTO</div>
+
+<p>«Vi fu dunque un <i>processo</i> ma non un <i>procedimento<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>
+penale</i> non essendo stata l&#8217;azione penale promossa
+dall&#8217;autorità militare competente; vi fu un&#8217;<i>accusa</i>,
+ma non un <i>atto di accusa</i> essendovi state in
+suo luogo l&#8217;ordinanza delle Camere di Consiglio.
+Chi dunque provocò la giurisdizione dei Tribunali
+militari di guerra? Nessuno, perchè l&#8217;autorità incompetente
+non ha che l&#8217;ufficio di dichiarare la propria
+incompetenza!»</p>
+
+<p>«Come si riparò a tutte queste irregolarità mostruose;
+come si rispose alla loro denunzia? allegando
+la circolare del 16 Febbrajo 1894 emessa dal
+Generale Morra di Lavriano con cui ordinavasi che
+l&#8217;istruttoria doveva farsi dall&#8217;autorità ordinaria, l&#8217;autorità
+militare dovesse intervenire solamente per
+giudicare.» (<i>Impallomeni</i>).<a name="FNanchor_62_62" id="FNanchor_62_62"></a><a href="#Footnote_62_62" class="fnanchor">[62]</a></p>
+
+<p>Ed ecco fornita la prova che nell&#8217;anno di grazia
+1894 quando è presidente del Consiglio Francesco
+Crispi, la circolare di un soldato può derogare alla
+legge e mutare le forme dei procedimenti!</p>
+
+<p>Si è visto sinora che con la creazione dei <i>Tribunali
+di guerra</i> in Sicilia, si violarono i Codici e lo
+Statuto, specialmente per la giurisdizione loro assegnata<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span>
+sui non militari implicati nei moti sociali
+del 1893 e del 1891; per la retroattività accordata;
+per la negata difesa di persone capaci, cioè di avvocati
+esercenti; e per le altre irregolarità dianzi
+ricordate. Quali che siano stati i vizî capitali della
+istituzione dei <i>Tribunali di guerra</i> e nella istruzione
+dei processi, si sarebbe forse riusciti a farli dimenticare
+quando le sentenze fossero state tali, da potere
+essere ritenute conformi alle risultanze dei processi&mdash;comunque
+istruiti&mdash;e perciò eque.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;OPERA DEI TRIBUNALI DI GUERRA</div>
+
+<p>Disgraziatamente vedendo all&#8217;opera questi <i>Tribunali</i>
+e questi giudici eccezionali&mdash;che giudicarono
+nella causa propria&mdash;si è costretti a riconoscere che
+la loro funzione fu altrettanto deplorevole quanto la
+loro origine e che gli atti corrisposero al sospetto
+che si ebbe sin da principio sulla parzialità dei
+giudici.</p>
+
+<p>Il giudizio è severo, ma rigidamente esatto quale
+emerge dallo esame della condizione e moralità
+degli accusatori e dei testimoni e della natura ed
+origine delle pretese prove di accusa e della enormità
+delle sentenze e dei criteri ai quali furono ispirate e
+della riconosciuta innocenza di alcuni condannati.</p>
+
+<p><i>Accusatori, testimoni ed accusati.</i>&mdash;Da una circolare
+del Generale Morra di Lavriano da accenni e
+telegrammi dell&#8217;on. Crispi, da lettere e telegrammi
+dei Prefetti e sotto-prefetti nei momenti del pericolo
+e quando in Sicilia non c&#8217;erano ancora truppe a
+sufficienza, oltre che da quanto sin&#8217;ora è stato esposto
+sulle <i>cause</i> dei moti di Sicilia, emerge luminosamente,
+che in questi ebbero parte grandissima le ire
+e gli odî dei partiti locali, gli antagonismi e le lotte<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span>
+amministrative: la partigiana, dissennata e iniqua
+amministrazione dei municipî, infeudati da anni a
+consorterie locali, che ne usarono ed abusarono in
+tutti i modi sotto l&#8217;egida di Prefetti e deputati: le
+prepotenze delle combriccole locali, che, come scrisse
+l&#8217;on. Pantano, appestano l&#8217;aria delle città dell&#8217;isola
+nella stessa guisa che la malaria appesta le sue campagne;
+il desiderio ardente nei vinti di liberarsi dal
+giogo ed anche di vendicarsi sugli avversari.</p>
+
+<p>Data questa genesi dei moti che dettero luogo
+ai reati che si dovevano punire, nella istruzione
+dei processi, se volevansi evitare iniquità, sfogo di
+passioni ignobili e vendette atroci dovevasi diffidare
+delle testimonianze di coloro ch&#8217;erano direttamente
+in causa e che nemmeno osavano nascondere
+o attenuare la loro posizione di nemici personali,
+anzicchè di avversarî politici degli accusati.
+Questa diffidenza costituiva una indicazione precisa
+e per la polizia giudiziaria&mdash;che raccoglieva gl&#8217;indizî
+e le prove contro gli accusati e procedeva agli
+arresti dei presunti rei&mdash;e per la magistratura che
+doveva convalidare gli arresti e istruire i processi.</p>
+
+<div class="sidenote">SI SOVVERTE OGNI CRITERIO D&#8217;ISTRUTTORIA</div>
+
+<p>Invece si procedette al rovescio e sovvertendo
+tutti i criterî istruttorî, che prevalgono nei processi
+ordinari, si confidò esclusivamente nei partiti locali
+al potere e nei loro dipendenti diretti. Lo appartenere,
+anzi, ad un partito avverso a quello dominante
+costituiva già una presunzione di colpa: e
+questo criterio mostruoso venne nettamente formulato
+dal generale Morra di Lavriano in un discorso
+col compianto on. Cuccia e ridotto al seguente sillogisma:
+«poichè l&#8217;oggetto dei tumulti e delle sedizioni
+sono stati i municipî, non possono colpirsi<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span>
+gli uomini delle maggioranze imperanti, perchè
+queste non avrebbero aggredito sè stesse: epperò
+devono cercarsi gli autori dei fatti deplorati fra
+quelli delle minoranze».</p>
+
+<div class="sidenote">UN PENSIERO PEREGRINO DEL COMMISSARIO</div>
+
+<p>Se così pensava il Regio Commissario straordinario,
+conformemente agivano le autorità subordinate.
+Perciò in un paese della provincia di Trapani
+si volevano arrestare i 250 firmatarî di una petizione
+inoltrata nell&#8217;estate del 1893 contro la locale
+amministrazione municipale; in un altro della provincia
+di Girgenti si arrestano molti socî del <i>Fascio</i>
+perchè essi erano notoriamente avversarî dell&#8217;amministrazione
+comunale; a Gibellina si arrestano
+e si processano i Di Lorenzo perchè nella dimostrazione
+contro il Sindaco erano stati acclamati;
+a Valguarnera si volevano processare i principali
+o più temuti avversarî del sindaco e molti se ne
+arrestano e processano non ostante la rara e vigorosa
+ed onesta resistenza del pretore e del delegato;
+nel processo di Misilmeri si vedono figurare 25 accusati
+tutti del partito della minoranza; e nel partito
+della minoranza oppositrice si vanno a cercare
+gli accusati dei processi di Belmonte Mezzagno, di
+Partinico, di Castelvetrano, ecc. ecc. Si fa di più:
+in molti piccoli paesi il sindaco funziona da delegato
+di pubblica sicurezza ed è lui a dare le indicazioni
+e ad ordinare gli arresti per le dimostrazioni
+avvenute contro l&#8217;amministrazione da lui stesso
+presieduta! Scandali simili io credo che mai in alcun
+paese del mondo si siano verificati; essi sono
+stati tali da far desiderare il ritorno ai tempi barbari
+della giustizia privata.</p>
+
+<div class="sidenote">I MISERABILI POSSONO VENDICARSI</div>
+
+<p>Ogni miserabile, perciò, che volle sfogare i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span>
+personali rancori si comprende che ebbe un mezzo
+facilissimo per raggiungere l&#8217;intento: asservire sè al
+partito dominante ed indicare la vittima come uno
+dei dimostranti di un dato paese in un dato giorno.
+Così a Marineo una onesta donna, certa Lombardo,
+viene denunziata da una guardia daziaria che aveva
+tentato disonorarla mentre il marito era in campagna;
+e dietro la sola testimonianza di un siffatto
+arnese che voleva vendicarsi del rifiuto, la sventurata
+viene condannata a 13 anni di prigione dal
+Tribunale di Guerra di Palermo!</p>
+
+<p>I sindaci per vendicarsi dei ribelli non hanno alcun
+ritegno nel contraddirsi sfacciatamente; e innanzi
+al Tribunale di Guerra di Caltanissetta pei
+fatti di Pietraperzia,&mdash;non ostante l&#8217;opposizione della
+difesa&mdash;si leggono i certificati di moralità rilasciati
+dal sindaco&mdash;parte direttamente e indirettamente
+lesa&mdash;non conformi alle sue deposizioni, sugli stessi
+individui.</p>
+
+<p>Innanzi al Tribunale di guerra di Palermo alcuni
+dei detenuti accusati dalle autorità locali come autori
+dei tumulti, perchè avversarî dell&#8217;amministrazione
+municipale, provano a luce meridiana l&#8217;<i>alibi</i>;
+e riesce anche a liberarsi dall&#8217;accusa l&#8217;avv. Girolamo
+Sparti, dimostrando ch&#8217;egli era una vittima innocentissima
+degli avversarî antichi, che avevano in
+mano il municipio.</p>
+
+<p>E altri altrove fecero di peggio.</p>
+
+<p>Dissi che spesso gli accusatori non nascosero affatto
+il proprio livore, nè l&#8217;odio contro gli accusati; non
+lo diminuì per esempio di una linea il Cav. Saporito,
+sindaco di Castelvetrano contro il Cav. Vivona,
+antico e notissimo suo avversario, il Saporito non<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span>
+depose, ma pronunziò contro il prigioniero una requisitoria
+colla quale tal volta riuscì ad indispettire
+anche il Presidente del Tribunale di guerra...</p>
+
+<div class="sidenote">ESSER MESSO IN LISTA...!</div>
+
+<p>Molte autorità politiche e giudiziarie non ignoravano
+le condizioni di animo di coloro che si fecero
+accusatori dei proprî concittadini, ma anche quando
+sentivano pietà e forse erano tormentati dal rimorso,
+esse credettero di continuare nell&#8217;opera nefanda ubbriacati
+dai vapori della reazione di cui era saturo
+l&#8217;ambiente, timorosi della propria sorte se avessero
+osato venir meno alle istruzioni superiori, nella
+preoccupazione della carriera... Sicchè quando gli
+arrestati di Misilmeri con accento di verità, che
+non ammetteva replica, giuravano ai carabinieri di
+essere innocenti si sentivano rispondere: «Che volete?
+lo sappiamo che siete innocenti; ma pigliatevela
+colle vostre autorità locali amministrative, che
+vi hanno messo in lista.»</p>
+
+<p>Essere messo in lista! Equivaleva nei più tristi
+momenti della reazione ad essere arrestati, processati,
+condannati o mandati fra mafiosi e camorristi
+a domicilio coatto. Per simili motivi lo storico che
+farà, documentandolo, il processo ai processi innanzi
+i Tribunali di guerra di Sicilia nell&#8217;anno 1894, verrà
+a questa prima e dolorosa conclusione: in essi c&#8217;è
+la prova del completo asservimento delle autorità
+politiche e giudiziarie ai partiti dominanti in ogni
+singolo paese dell&#8217;isola!</p>
+
+<div class="sidenote">I TESTIMONI DEGNI DEGLI ACCUSATORI</div>
+
+<p>Agli accusatori sfacciatamente partigiani, odiosamente
+animati dal sentimento della vendetta dovevano
+corrispondere e corrisposero i testimoni, non racimolati&mdash;come
+si direbbe per disprezzo&mdash;nei trivî,
+ma comprati con oro sonante o reclutati tra le guardie<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span>
+di città e tra le guardie daziarie, cioè tra coloro
+contro i quali erano state fatte le più clamorose dimostrazioni
+e che tutto potevano essere, meno che
+sereni. Epperò nel processo pei fatti di Valguarnera
+parecchi testimoni smentiti dalle persone più autorevoli
+e convinti di mendacio o di reticenza furono
+incriminati per falsa testimonianza; e nel processo
+pei tumulti di Partinico il perno dell&#8217;accusa fu la
+deposizione delle <i>sole</i> guardie daziarie, parecchie
+delle quali pregiudicate e altra volta condannate
+per reati comuni.</p>
+
+<p>Non basta: questi degni testimoni di accusa talora
+non conoscono neppur di vista gli accusati e
+per non fare qualche magra figura se li fanno indicare
+nelle gabbie, come risultò nel processo pei
+fatti di Pietraperzia e fu fatto rilevare dal bravo tenente
+Catalano a richiesta del quale il Presidente
+del Tribunale di guerra, <a name="tn310" id="tn310"></a><span class="correction">colonnello</span> Orsini, fu costretto
+ad ammonire i preveggenti testimoni. Ma non ammonì,
+nello stesso processo, il capo delle guardie
+municipali, che non sa riconoscere tra i detenuti
+in gabbia tutte le persone che assicurava di <i>aver
+visto</i> partecipare al tumulto! e condannò poi sulla
+base delle deposizioni di siffatti testimoni.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI INDIZÎ DIVENTANO PROVE</div>
+
+<p><i>Origine e valore delle prove.</i>&mdash;Questi testimoni esemplari,
+che avrebbero potuto degnamente figurare
+ai tempi beati della Santa Inquisizione, hanno poi
+talvolta degli scrupoli; non affermano con risolutezza
+di aver visto coi propri occhi, di aver sentito colle
+proprie orecchie; non si atteggiano a San Tommasi.
+No! Si accusa, ad esempio, lo Sparti di Misilmeri,
+ma tutti si riferiscono ai: <i>si dice, si vuole</i>... E la
+storia del modo di raccogliere le prove diviene <i>edificante</i><span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span>
+nel processo di Lercara, nel quale insidiosamente
+si coinvolge il povero Bernardino Verro&mdash;che
+di già per lo stesso reato doveva rispondere nel
+processo De Felice e C.&mdash;Verro è accusato di aver
+provocato disordini che egli aveva cercato scongiurare;
+ed è accusato come sobillatore da un delegato
+Lenti; il <i>quale</i> si era convinto della reità dell&#8217;accusato
+per certe parole dettegli da un tal Corsaletti;
+il <i>quale</i> aveva acquistato la stessa convinzione
+da certe parole della propria moglie; la <i>quale</i> le aveva
+apprese dalla moglie del Commendatore Sartorio; la
+<i>quale</i> le aveva sentite dal proprio marito; <i>il quale</i>,
+infine, era il sindaco del paese preso di mira dai
+dimostranti...</p>
+
+<p>Tutto questo, ch&#8217;è risultato dal processo, non è
+l&#8217;intreccio di una <i>pochade</i>. Pur troppo si tratta di un
+dramma reale, in cui il protagonista sulla base di
+tali prove viene condannato per sobillazione a <i>sedici
+anni</i> di galera!</p>
+
+<p>Non fermiamoci a commentare; continuiamo la dolorosa
+e vergognosa rassegna.</p>
+
+<div class="sidenote">COME SI CONDANNA</div>
+
+<p><i>Innocenti riconosciuti e... condannati.</i>&mdash;Pur sorpassando
+su tutti gli scrupoli, pur violando ogni principio
+di diritto e tutte le forme di procedura, pure
+affidandosi a siffatte prove, che venivano da testimoni
+che già conosciamo, spesse volte non si sarebbe
+potuto condannare; e si condannò.</p>
+
+<p>E si condannò Giuseppe Sparagno a tre anni di
+reclusione per avere <i>favoreggiato</i> la fuga di Bosco,
+Verro e Barbato; prima che costoro venissero giudicati,
+contro l&#8217;art. 225 del Codice penale che vuole&mdash;perchè
+sussista il reato di favoreggiamento&mdash;che
+il favorito abbia commesso un delitto e riportata<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span>
+condanna e che il favoreggiatore abbia scienza del
+delitto commesso.</p>
+
+<p>E si condannò lo Spatiglia accusato e processato
+per <i>grida sediziose</i>; ma all&#8217;udienza risulta che lo
+Spatiglia è <i>sordo-muto</i>, e allora le brave guardie,
+che lo avevano denunziato non si perdono di animo
+e cambiano l&#8217;accusa in partecipazione alle dimostrazioni
+in Misilmeri.</p>
+
+<p>Le <i>grida sediziose</i> sono comode per fare condannare;
+e fanno condannare il povero Ciulla, per avere
+gridato in una via deserta di Monreale: <i>Comprate
+i calendarî</i> e il <i>Siciliano</i>! Egli era uno dei
+rivenditori del <i>Siciliano</i>; ma per sua disgrazia era
+inviso ad una certa guardia di pubblica sicurezza,
+che sentì il terribile grido e fece la denunzia. Si spera
+che venga accordata la medaglia al denunziatore.</p>
+
+<p>E fu condannata la irresponsabile Rosalia Perrone
+per occultazione di armi: un vecchio e arruginito
+fucile, che appartenne al caro figlio morto
+da molti anni e che essa conservava come un prezioso
+ricordo. Il Presidente del Tribunale, perchè si
+tratta di una imbecille, seduta stante domanda la
+grazia sovrana: ma condanna. Oh! ma si può condannare
+quando si ha la convinzione che gli accusati
+sono innocenti? Ebbene: si può... dai tribunali
+di guerra. E se si possa ce lo dice l&#8217;avvocato fiscale
+militare nella requisitoria pei fatti di Monreale.
+Gli imputati erano 68 e il pubblico accusatore
+non esitò a fare questa confessione: «Ammetto
+che fra gli accusati ve ne sia qualcuno innocente;
+ma non si può provare, perchè la <i>maggior parte</i>&mdash;non
+tutte!&mdash;delle deposizioni dei testimoni a
+difesa furono <i>meschine</i>, <i>vuote</i> o <i>reticenti</i>.» Questo eccellente<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span>
+funzionario, il sig. Mattei, stabilisce per
+principio che non l&#8217;accusa deve provare la reità
+dell&#8217;imputato, bensì l&#8217;imputato deve dimostrare, con
+prove sufficientissime, la sua non partecipazione ai
+disordini...</p>
+
+<p>E si condanna l&#8217;accusato della cui innocenza si è
+convinti, per colpa di alcune testimonianze vuote o
+meschine...</p>
+
+<p>Queste deposizioni potevano essere migliori e più
+esatte? Non potevano. Talora i testimonî che si presentavano
+all&#8217;udienza non erano quelli indicati dall&#8217;accusato;
+e quando un ignorante contadino di
+Monreale protesta contro l&#8217;equivoco col suo dialetto
+siculo, il Tribunale che comprende come se parlasse
+in sanscrito, sorride e condanna alla turca.
+In appresso si dirà più esattamente: condanna all&#8217;italiana!</p>
+
+<div class="sidenote">FINALMENTE SI FA UN&#8217;ECONOMIA</div>
+
+<p>E guai ad un testimonio sbagliato, che fa una
+deposizione <i>vuota</i> o <i>meschina</i>: la sua non può essere
+corretta o completata da quella di un altro.
+Agli imputati per <i>economia</i> di tempo e di denaro è
+stato concesso un solo testimonio a discarico. Nè
+gl&#8217;imputati hanno dalla loro il Presidente, che pensa
+lui&mdash;il bravo uomo!&mdash;a correggere e completare.
+Ciò fa soltanto quando si tratta dei testimonî dell&#8217;accusa;
+così nel processo pei fatti di Santa Caterina,
+essendosi il Colleoni, tenente dei carabinieri&mdash;quello
+che ordinò il massacro del cinque gennaio,
+per cui ricevette una medaglia&mdash;patentemente contraddetto,
+il Colonnello Orsini, da buon superiore,
+interviene e dà lui le soddisfacenti spiegazioni alle
+contraddizioni dell&#8217;inferiore, rilevate dalla difesa.<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span>
+Nè questa può protestare, se no viene chiamata all&#8217;ordine
+in nome della disciplina militare!</p>
+
+<p>Nè gli sbagli si commettono solo sul conto dei
+testimonî; si arrestano e si processano per isbaglio
+gli uni per gli altri. Quell&#8217;ottimo tenente Colleoni,
+che farà carriera&mdash;oh! se la farà,&mdash;ch&#8217;era arrivato
+a Santa Caterina la vigilia della strage e che non ebbe
+il tempo durante la notte di fare delle conoscenze,
+affermò in Tribunale che un certo Nicoletti aveva
+preso parte alla dimostrazione. Il maresciallo dei
+carabinieri, che viveva in Santa Caterina da molto
+tempo e che conosceva tutti invece disse, che c&#8217;era
+errore: il reo essere un fratello del Nicoletti; ch&#8217;era
+presente all&#8217;udienza e che se la svignò quando sentì,
+seduta stante, il Presidente del Tribunale ordinarne
+l&#8217;arresto. E in questo caso si osservi che il Presidente
+del Tribunale col suo scatto mostrò tutta la
+indignazione dell&#8217;animo suo; ma l&#8217;avere ordinato
+la sostituzione di un fratello all&#8217;altro nella gabbia
+degli accusati, seduta stante, dà la misura esatta
+di ciò che potevano essere e furono la procedura e
+la giustizia dei militari!...</p>
+
+<div class="sidenote">INEZIE...</div>
+
+<p>Inezie. Perchè gl&#8217;integerrimi giudici dei Tribunali
+di guerra dovevano preoccuparsi della condanna
+di un innocente di più o di meno? Uccidete
+tutti, <i>Dio sceglierà i suoi!</i> rispondeva l&#8217;ordinatore
+della strage di San Bartolomeo a chi gli osservava
+che non potevansi sicuramente distinguere gli Ugonotti
+dai Cattolici. Poterono imitarlo con coscienza
+tranquilla i giudici militari: essi infine non davano
+sentenze di morte: appena appena mandavano in
+galera per dieci o per venti anni!</p>
+
+<p>Questa storia dei processi innanzi i Tribunali di<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span>
+guerra meriterebbe essa sola un volume tali e tanti
+sono gli episodî drammatici, e le iniquità. A me
+s&#8217;impone di terminarla e la chiudo con l&#8217;accenno
+a due altri notevoli processi.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROCESSO LOMBARDINO</div>
+
+<p>Uno dei primi condannati fu Mariano Lombardino;
+e il suo caso, giusto perchè dei primi, fece
+molto rumore e molta impressione in Italia.</p>
+
+<p>Lombardino era soldato, e al 2 gennaio trovavasi
+in licenza nella sua natia Gibellina. Un solo
+soldato del 10º fanteria, certo Corsi, disse di averlo
+conosciuto tra i tumultuanti, che tentarono di disarmarlo.
+Il Corsi evidentemente era in buona fede;
+ma potè ingannarsi in un momento di eccitamento
+eccezionale e fra migliaia di persone, che lo circondavano
+e lo investivano, fra tante fisonomie tutte
+a lui sconosciute. Era facilissimo l&#8217;errore, perchè
+Lombardino rassomigliava molto ad un certo Panzarella&mdash;proprio
+uno degli uccisi!&mdash;e la rassomiglianza
+era tale che una volta gli procurò un arresto
+per espiare una colpa commessa dal Panzarella.</p>
+
+<p>Lombardino si protesta innocente con voce e con
+gesti, che commovono gli astanti e il suo difensore
+l&#8217;egregio e buon capitano Piccoli, fece sforzi eroici
+per salvarlo. Lombardino aveva citato parecchi testimoni
+a sua difesa per provare l&#8217;<i>alibi</i>; ma una
+donna viene condotta in camera di sicurezza e minacciata
+di processo per falsa testimonianza, perchè
+aveva deposto a favore dell&#8217;imputato. Tre altri testimoni,
+che possono provare l&#8217;<i>alibi</i> sono assenti e
+il Tribunale respinge il rinvio richiesto con calore
+dalla difesa; e lo respinge quando su Lombardino<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span>
+pesava l&#8217;accusa di <i>alto tradimento</i>,&mdash;sulla fede di un
+solo testimonio&mdash;che viene punita colla fucilazione!</p>
+
+<p>Il Tribunale, però, se è inesorabile non manca di
+umanità e trova modo di escludere l&#8217;<i>alto tradimento</i>
+e condanna a 20 anni di reclusione. Lombardino,
+che aveva pianto e protestato durante l&#8217;udienza,
+quando sentì pronunziare la condanna a ciglio asciutto
+esclamò: <i>per quanto è vero Iddio sono innocente!</i>
+e chinò il capo e non profferì più una parola.
+Il capitano Piccoli si dette dei pugni sulla
+testa.</p>
+
+<p>Perchè fu così inesorabile e ingiusto il Tribunale?
+Ecco qua: era uno dei primi processi; non bisognava
+discreditare le istruttorie; si doveva dare un
+esempio; si trattava di un soldato... Eppoi, eppoi...
+Lombardino era stato dal rapporto dei carabinieri
+di Gibellina designato come <i>individuo sospetto</i>... perchè
+nulla tenente. Oh milioni di proletarî d&#8217;Italia:
+voi siete <i>sospetti perchè nulla tenenti</i>, onde la galera
+è per voi!</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROCESSO CURATOLO</div>
+
+<p>L&#8217;ultimo tra i processi minori, di cui giova intrattenersi
+è quello del Prof. Vincenzo Curatolo da Trapani.
+Il Curatolo, intimo del compianto deputato
+Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la <a name="tn316" id="tn316"></a><span class="correction">propaganda</span>
+socialista in Sicilia sia coi giornali, sia
+coi tentativi di associazione; l&#8217;averla continuata
+con ardore all&#8217;indomani della Comune lo rese oltremodo
+inviso alla borghesia di Trapani; egli però
+non si lasciò mai imporre dall&#8217;odio dei potenti, nè
+scoraggiare dalla pochezza dei risultati e rimase
+sulla breccia sino a tanto che negli ultimi tempi,
+insieme al Montalto, riuscì ad organizzare un vero
+partito socialista nella sua città natia. In Consiglio<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span>
+Provinciale rappresentava la vicina Paceco, dove
+aveva interessi e amici numerosissimi.</p>
+
+<p>Nel periodo dei tumulti, fu dei più attivi nel frenarli
+e nell&#8217;arrestare le conseguenze del contagio
+psichico e nei giorni 1 e 2 gennaio il Prefetto Palomba,
+preso da tale spavento che lo fece piangere
+innanzi a diverse persone, lo richiese di consiglio
+e di aiuto, e della sua opera pacificatrice si disse
+lieto e grato. Questa circostanza risulta dal rapporto
+di chi lo denunziò e dalla sentenza.</p>
+
+<div class="sidenote">LA BRAVATA DI UN ISPETTORE DI P. S.</div>
+
+<p>Il 3 gennaio l&#8217;Ispettore di Pubblica sicurezza Rinaldi
+lo invita a recarsi nel di lui ufficio; ma Curatolo
+rispose sdegnoso di non aver nulla da fare
+con l&#8217;Ispettore. L&#8217;indomani l&#8217;Ispettore si vendica
+del rifiuto arrestandolo, chiudendone la farmacia e
+trattenendone la chiave per dodici giorni. E l&#8217;Ispettore
+arrestandolo non nasconde che ciò fa pel rifiuto
+e di averlo punito siffattamente ancora si vanta!</p>
+
+<p>La Camera di Consiglio non ebbe il coraggio di
+legittimare l&#8217;arresto una prima volta; si limitò invece
+a secondare la proposta del Pubblico ministero
+di rinviare la legittimazione dell&#8217;arresto ad un
+altro mese aspettando che si potessero rinvenire gli
+elementi di colpabilità sino allora mancanti. Trascorso
+il mese, sulla base degli stessi elementi negativi,
+la Camera di Consiglio del Tribunale Penale
+lo rinviava al Tribunale di guerra di Trapani.</p>
+
+<p>Il giorno 12 Marzo doveva trattarsi la causa; ma
+fu rinviata, sicuramente per pressioni dell&#8217;autorità
+politica, perchè l&#8217;avvocato fiscale Cav. Anastasi aveva
+detto che egli non trovava alcun elemento
+che sorreggesse l&#8217;accusa ed il Presidente del Tribunale
+di guerra Colonnello Bussolino&mdash;quello stesso<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span>
+che staffilò a sangue la magistratura ordinaria&mdash;aveva
+detto pubblicamente essere sicura l&#8217;assoluzione
+dell&#8217;imputato.</p>
+
+<div class="sidenote">SETTE ANNI DI RECLUSIONE</div>
+
+<p>Innanzi al Tribunale di guerra la causa si trattò
+il giorno 20 marzo con un personale tutto diverso,
+a cui, affermavasi da tutti, era stata imposta la sentenza;
+e Vincenzo Curatolo, infatti, non ostante le
+risultanze del processo, nell&#8217;assenza di alcun documento
+che lo accusasse e sulla base della sola testimonianza
+di un confidente di questura che disse
+averlo visto in Paceco&mdash;il grande delitto!&mdash;il
+giorno 3 Gennaio, venne condannato a sette anni di
+reclusione!</p>
+
+<p>La enormità e la iniquità di questo processo e
+di questa sentenza risultano a luce meridiana dai
+considerandi della sentenza stessa e dal rapporto
+dell&#8217;Ispettore di P. S. Rinaldi, che dopo averlo arrestato
+per una bizza personale, lo denunziò al magistrato&mdash;e
+volle egli stesso rilevare che denunziava
+<i>lui</i> solo&mdash;come responsabile dei reati previsti
+dall&#8217;art. 120 e 252 del Codice penale.</p>
+
+<p>Il rapporto del 7 Gennaio al Giudice Istruttore
+del Tribunale Penale fa colpa al Curatolo di essersi
+<i>sdegnosamente rifiutato d&#8217;intervenire</i> nell&#8217;ufficio
+dell&#8217;Ispettore: e di avere inneggiato al socialismo
+mentre, arrestato, veniva condotto in caserma; di
+aver <i>sempre di nascosto</i> diretto il movimento; di essere
+uno dei capi agitatori. Il rapporto non nega
+che il Curatolo avesse consigliato pubblicamente
+la calma: ma soggiunse «<i>il suo breve discorso fatto
+con molta arte, nel mentre non meritava interruzioni
+da parte dell&#8217;autorità di P. S.</i>, dall&#8217;altra eccitava
+vieppiù gli operai verso le classi più abbienti».<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">LE ACCUSE DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>Venne forse l&#8217;ordine di arresto da Palermo dove
+nelle perquisizioni ai membri del Comitato Centrale
+dei <i>Fasci</i> si erano per avventura trovati documenti
+compromettenti pel Curatolo? Niente affatto. È l&#8217;Ispettore
+Rinaldi che ci <a name="tn319a" id="tn319a"></a><span class="correction">dà</span> il testo di questo eloquente
+telegramma del Questore di Palermo: «Prego
+disporre accurata perquisizione nel domicilio del
+nominato Vincenzo Curatolo farmacista, costà in
+via Cortina, noto socialista <span class="smaller">E DISPORNE ARRESTO
+SECONDO RISULTANZE PERQUISIZIONE</span>.» Dunque a Palermo
+non c&#8217;erano motivi di veruna sorta&mdash;non
+ne trovò il sig. questore Lucchese!&mdash;per il suo
+arresto.</p>
+
+<p>Ma le risultanze della perquisizione, alle quali il
+questore Lucchese subordinava l&#8217;arresto, furono tali
+da far mantenere l&#8217;arresto già avvenuto? Meno che
+mai!</p>
+
+<p>Narra il suddetto ispettore: «Furono sequestrate
+<i>più</i> (?) carte di <span class="smaller">NESSUNA IMPORTANZA</span>». Fra le <i>più</i>
+carte di <i>nessuna importanza</i> <a name="tn319b" id="tn319b"></a><span class="correction">ce n&#8217;erano</span> di quelle
+importanti? Manco per sogno; ma il signor Rinaldi
+spiega la mancanza di documenti compromettenti
+<i>supponendo</i> che gl&#8217;interessati li abbiano
+messi in salvo; e questa <i>supposizione</i>,&mdash;che farebbe
+onore a Torquemada&mdash;lo autorizza a questa splendida
+illazione: «<i>Tale sottrazione di documenti</i> <span class="ss"><b>ad
+esuberanza prova</b></span>, che negli stessi dovevano contenersi
+le disposizioni per <i>una generale insurrezione</i>,
+nonchè <i>gli ordini impartiti</i> ai varî <i>Fasci</i> per incominciare
+il movimento».</p>
+
+<p>Del resto si poteva procedere senza cerimonie
+all&#8217;arresto perchè, dice l&#8217;Ispettore, «si <i>assicurava</i>
+che essendo il Curatolo consigliere Provinciale di<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span>
+Paceco, ed <i>anima</i> di quel <i>Fascio</i>, gli abitanti di
+quel paese <i>aspettavano</i> da lui il segnale per scendere
+armati in città ed incominciare il saccheggio.
+Tale gravissimo fatto risultava non solo dalle riferenze
+d&#8217;ufficio, ma <i>benanche da discorsi di cittadini
+onesti e stimati nel pubblico</i>.»</p>
+
+<div class="sidenote">UNA PROVA... SCHIACCIANTE!</div>
+
+<p>Orbene non un solo di questi cittadini onesti e
+stimati andò a testimoniare contro il Curatolo... invece
+sindaco, deputati provinciali, assessori, consiglieri
+provinciali e comunali, molti altri eminenti cittadini
+quasi tutti avversari politici affermarono esplicitamente
+la legalità della sua condotta e l&#8217;opera
+sua eminentemente pacificatrice nei momenti del
+pericolo. Non monta: «la <span class="smaller">PROVA PIÙ SCHIACCIANTE</span>
+contro il Curatolo», conchiude l&#8217;Ispettore Rinaldi,
+l&#8217;abbiamo nel fatto che «in Trapani avemmo due
+sere di disordini; arrestato il Curatolo, senza bisogno
+di altri mezzi, <i>la calma rientrò in Città</i>.»</p>
+
+<p>Questo perfezionato allievo di Lojola diceva il
+vero, ma dimenticava una sola cosa: Curatolo venne
+arrestato dopo la proclamazione dello stato di assedio,
+quando dappertutto <i>la calma rientrò</i> senza arrestare
+le <i>anime dei Fasci</i> e solo perchè gl&#8217;ingenui contadini
+si convinsero, con quell&#8217;atto, che il governo
+riprovava le agitazioni e non le vedeva di buon
+occhio, come era generale credenza in seguito alla
+condotta tenuta dal Consigliere della Prefettura di
+Palermo mandato a Partinico.</p>
+
+<p>In qualunque altro paese civile e libero il rapporto-denunzia
+dell&#8217;Ispettore Rinaldi sarebbe stato
+bastevole per lo meno a farlo destituire; in Italia
+valse ad indurre il Tribunale di guerra di Trapani,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span>
+presieduto da un Barbieri, a far condannare il Curatolo.</p>
+
+<div class="sidenote">LA SENTENZA</div>
+
+<p>La sentenza non è che la parafrasi pura e semplice
+del rapporto; i suoi considerandi non sono,
+che supposizioni e insinuazioni. In quanto a <i>fatti</i>
+concreti così si esprime: «Che mente direttiva della
+organizzazione dei <i>Fasci</i> e di siffatti propositi»&mdash;precedentemente
+la sentenza aveva accennato ai
+<i>fatti luttuosi</i> accaduti in altre parti dell&#8217;isola e che
+non si erano verificati in Trapani per la <i>pronta ed
+energica</i> <span class="smaller">REPRESSIONE</span> (?) delle autorità&mdash;«fosse il giudicabile
+Curatolo Vincenzo e fosse esso che dirigeva
+ogni movimento che si verificava e in questa
+città e nel vicino comune di Paceco, i cui moti
+<span class="smaller">DOVEVANO AVVENIRE</span> contemporaneamente e confondersi
+in una sola azione <span class="smaller">È PROVATO DALLA CORRISPONDENZA,
+CHE GLI FU SEQUESTRATA</span>, che lo compromette
+nel più assoluto modo, dalla <i>sua posizione</i>
+nel Fascio dei lavoratori di Trapani, da esso si
+può dire formato e <i>moralmente</i> presieduto, dalle
+sue relazioni coi capi dei rivoltosi in <i>tutte</i> le parti
+dell&#8217;Isola, dalle <i>sue corse</i> a Paceco fatte in momento
+opportuno, mal celate e poi negate, e finalmente
+dal grido di <i>Viva il socialismo</i>, emesso
+quando lo trassero in arresto, che fatto in quelle
+condizioni e con quell&#8217;<i>espressione</i>, non poteva non
+essere un grido sedizioso rivolto al pubblico, grido
+che rileva il di lui animo bramoso di disordini
+popolari...»</p>
+
+<div class="sidenote">IL REATO DI V. CURATOLO</div>
+
+<p>Constava al Tribunale di guerra che Vincenzo
+Curatolo nei momenti dal pericolo, e quando un <i>animo
+bramoso di tumulti</i> avrebbe potuto facilmente<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span>
+provocarli, aveva rivolto al popolo parole di pace
+e consigli di calma, ma non ne tiene conto perchè,
+seguendo l&#8217;Ispettore Rinaldi, «delle disapprovazioni
+che l&#8217;accusato avrebbe fatte pei <i>detti avvenimenti</i>,
+non è il caso di occuparsene, nulla deducendo in
+di lui favore, ma solo addimostrando una non <i>comune
+e provetta attitudine</i> in lui di <i>eccitatore occulto
+ma efficace</i>, <span class="smaller">COME OFFRONO LA STESSA PROVA LE ESORTAZIONI
+ALLA CALMA COL RISPETTO DELLA LEGGE
+FATTE PALESAMENTE</span>.»</p>
+
+<p>Per tali <span class="smaller">FATTI COSÌ STABILITI</span> il Tribunale di guerra
+visti gli articoli 120 e 252 del Codice penale condanna
+il Curatolo a <i>sette anni</i> di reclusione e alle
+spese!</p>
+
+<p>Si è visto che la sentenza trova le <i>prove</i> dell&#8217;accusa
+sopratutto nella <i>corrispondenza sequestrata</i> al
+Curatolo, cioè tra le <i>più carte</i> giudicate di <i>poca importanza</i>
+dall&#8217;ispettore Rinaldi. Il quale così le giudicò
+per difetto d&#8217;intelligenza, poichè fu trovata una
+terribile lettera di Francesco Cassisa... la quale non
+potè valere, però a fare condannare questi dal Tribunale
+di Guerra di Palermo,&mdash;il quale pur distribuì
+generosamente migliaia di anni di condanne facendo
+una vera strage d&#8217;innocenti!</p>
+
+<p>Da questo processo,&mdash;superato soltanto in mostruosità
+dalla sentenza&mdash;rimane provato all&#8217;ultima
+evidenza che dai Tribunali di guerra si ritenne reato
+l&#8217;avere avuto relazioni con persone incriminate&mdash;e
+con tale criterio si potrebbe mandare in galera
+mezza Italia, compreso il Parlamento; reato la visita
+al vicino paese, che si rappresenta in Consiglio
+Provinciale: reato il presiedere... moralmente un <i>Fascio</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span>
+e di esserne stato l&#8217;<i>anima</i>;<a name="FNanchor_63_63" id="FNanchor_63_63"></a><a href="#Footnote_63_63" class="fnanchor">[63]</a> reato il gridare:
+<i>Viva il socialismo!</i> con <i>espressione</i>, reato l&#8217;avere disapprovato
+pubblicamente e l&#8217;avere impedito nella
+misura delle proprie forze i fatti, che si ritengono
+criminosi.</p>
+
+<div class="sidenote">PERSECUZIONI CONTRO IL PENSIERO</div>
+
+<p>Il processo alle intenzioni in base alle più scellerate
+supposizioni, la persecuzione contro il pensiero,
+e la condanna dell&#8217;esercizio del diritto di
+associazione e di riunione negli stretti termini della
+legalità&mdash;perchè i <i>Fasci dei lavoratori</i> furono sodalizî
+legali, che per tre lunghi anni si riunirono
+ed agirono in pubblico senza che mai le autorità
+politiche e giudiziarie vi avessero trovato da ridire&mdash;da
+nessun altro processo risultano lampanti quanto
+da quello istruito contro il Curatolo, perchè a confessione
+e del denunziatore e dei giudici, che condannarono,
+mancano in esso tutti gli elementi di
+un processo qualsiasi, che non siano il processo
+alle intenzioni, la persecuzione contro il pensiero,
+la condanna dei diritti sanciti dello Statuto. Ed è
+perciò che ho ritenuto doveroso occuparmene con
+particolarità per segnalare al giudizio severo ed imparziale
+del pubblico il governo che dispose e permise
+agli agenti suoi, che eseguirono e condannarono.</p>
+
+<div class="sidenote">IN NOME DELL&#8217;ITALIA LIBERA E UNA</div>
+
+<p>L&#8217;animo di qualunque italiano, che sognò e lavorò
+per la rigenerazione di una patria libera, e
+la cui libertà doveva venire a farne la grandezza<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span>
+e la ragion di essere nel consorzio delle nazioni
+civili non può che rimanere profondamente sconfortato
+ed indignato dell&#8217;opera dei Tribunali militari
+in Sicilia ch&#8217;è la negazione assoluta di cinquant&#8217;anni
+di lotte, di sacrifizî, di eroismi contro
+la tirannide; quest&#8217;opera deleteria induce a melanconiche
+riflessioni. Oh! valeva la pena di abbattere
+il governo, che fu detto <i>negazione di Dio</i> e di far
+cadere tante vittime preziose sui campi di battaglia
+e sulle forche per arrivare a vedere funzionare
+come hanno funzionato i Tribunali militari in Sicilia
+e in Lunigiana nell&#8217;anno 1894 e in nome dell&#8217;Italia
+<i>libera ed una</i>? Non si direbbe che le libertà
+promesse dallo Statuto siano tranelli tesi alla buona
+fede degli italiani? Quanto più onesto e leale il
+governo borbonico, che senza ipocrisie proibiva di
+occuparsi di politica, e sotto il quale almeno erano
+sicuri di vedere rispettata la propria libertà coloro
+che ottemperavano scrupolosamente ai suoi ordini!</p>
+
+<p>Lo sconforto sarebbe minore se dell&#8217;opera nefasta
+dianzi tratteggiata fossero responsabili soltanto i
+Tribunali di guerra. Si sa! i militari non comprendono
+il diritto, non conoscono leggi e statuti, non
+discutono ma ubbidiscono, come impone la disciplina,
+non conoscono altra ragione che quella che viene
+dalla forza. Ma il guaio maggiore è questo: nelle
+aberrazioni giuridiche, politiche e morali dei Tribunali
+di guerra c&#8217;è la solidarietà e la complicità
+necessaria dei magistrati ordinarî, che dovrebbero
+tutelare i diritti dei cittadini e fare rispettare le
+leggi e lo Statuto in alto e in basso. E questa solidarietà
+e questa complicità, per quanto possa riuscire<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span>
+doloroso il confronto, bisogna metterle in evidenza.</p>
+
+<div class="sidenote">LA MAGISTRATURA</div>
+
+<p>Da parecchio tempo la magistratura italiana avea
+perduto nella coscienza pubblica quella stima e
+quella rispettabilità, che sono indispensabili al suo
+ufficio supremo in uno stato libero e bene ordinato
+e per cagioni molteplici, che sono state esposte e
+studiate da illustri magistrati, da giuristi e da scrittori
+politici di ogni parte. Ciò che maggiormente si
+rimproverava e si rimprovera tuttavia alla magistratura
+italiana si è il suo asservimento al potere,
+le cui conseguenze sono incalcolabili tutte le volte
+in cui essa dovrebbe colpire gli agenti del governo;
+giudicare nei conflitti tra il Fisco e i privati cittadini;
+istruire processi d&#8217;indole politica ed emettere
+le relative sentenze. Di tale asservimento, che
+riesce sempre di grave danno ai cittadini e di pericolo
+continuo alle pubbliche libertà, somministrai
+esempî in <i>Corruzione politica</i> e il fatto stigmatizzai
+severamente in <i>Banche e Parlamento</i> unendo la mia
+voce modesta a quella di tanti altri assai più di me
+autorevoli. E la iattura è tanto grave e antica, che
+parvero eroi&mdash;e furono esaltati ed eletti deputati
+in odio al governo&mdash;il Procuratore Generale Nelli
+e il Procuratore del Re Borgnini, che seppero resistere
+alle pressioni dall&#8217;alto nel famoso processo
+Lobbia&mdash;e preferirono dimettersi sdegnosamente
+anzichè sottomettersi&mdash;altri tempi e che sembrano
+leggendarî!&mdash;come di recente bastò che un alto
+magistrato integro, l&#8217;Eula, arrivasse al ministero,
+dopo avere pubblicamente affermato che la magistratura
+deve giudicare e non <i>rendere servigi</i>, perchè
+la nazione aprisse il cuore alla speranza di vedere<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span>
+realizzata la più necessaria delle restaurazioni:
+quella dell&#8217;indipendenza della magistratura.<a name="FNanchor_64_64" id="FNanchor_64_64"></a><a href="#Footnote_64_64" class="fnanchor">[64]</a></p>
+
+<p>Ma Eula, cadente per anni e per malattia, al ministero
+di grazia e giustizia passò come una meteora
+luminosa, che non riscalda e non vivifica, e gli
+ultimi episodî del processo della Banca Romana, le
+solenni e gravi dichiarazioni dell&#8217;attuale ministro
+Calenda dei Tavani in risposta ad interrogazioni
+degli on. <a name="tn326b" id="tn326b"></a><span class="correction">Cavallotti</span>, Imbriani e mie nonchè rialzare
+il prestigio della magistratura lo hanno ormai
+come distrutto!</p>
+
+<div class="sidenote">SERVIGI E NON SENTENZE</div>
+
+<p>Come e perchè il governo riesca ad imporsi ai
+giudici e ad ottenerne <i>servigi</i> e non <i>sentenze</i> sarebbe
+lungo l&#8217;esporre; basta in questo libro, in cui l&#8217;interessante
+quistione è toccata incidentalmente, ricordare
+che nell&#8217;ultima discussione sul bilancio del ministero
+di grazia e giustizia per l&#8217;anno 1894-95 l&#8217;on.
+Gianturco, che gode meritata fama per dottrina, per
+integrità di carattere e per avere occupato il posto
+di sottosegretario di Stato sotto l&#8217;Eula, segnalò al
+ministro l&#8217;arbitrio pericolosissimo che si esercita
+nelle promozioni, mercè le quali gli abili governanti
+profittando delle debolezze del cuore umano
+e dei bisogni di magistrati mal pagati, sanno piegarli
+alle loro voglie renderli docili e servizievoli
+quando occorre.<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span></p>
+
+<p>Nè il ministro osò negare la esistenza e la gravità
+del pericolo.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PREMIO AI MAGISTRATI ONESTI!</div>
+
+<p>I magistrati onesti e indipendenti non solo si vedono
+sopravvanzati nella carriera da quelli servili,
+ma vengono puniti coi traslochi da una sede più
+importante ad una di minore importanza ferendone
+la dignità e gl&#8217;interessi economici ad un tempo. E
+di questo mezzo illecito di cui si serve il governo
+per punire i magistrati ricordai in <i>Banche e Parlamento</i>
+alcuni casi, che si riferivano alla Sicilia (p. 337)
+ed altro con grave rammarico devo riferirne qui,
+che riguarda pure l&#8217;isola e i processi d&#8217;indole politica
+di cui mi sto occupando. Quel Procuratore del Re
+di Trapani, di cui si disse che era stato scelto dall&#8217;on.
+Crispi come successore del Lucchese al posto di fiducia
+di Questore di Palermo, venne invece anzichè
+promosso e premiato pei suoi meriti, traslocato
+d&#8217;improvviso in un Tribunale di poca entità della
+provincia di Messina, non ricordo bene se a Patti
+o a Castroreale. Perchè? La voce più accreditata
+sulla causa della punizione è la seguente: egli in
+una causa in cui stavano di fronte un maresciallo
+dei carabinieri ed un privato cittadino aveva reso
+giustizia al cittadino, e ciò facendo non solo aveva
+mancato di rendere un <i>servizio</i> al governo, ma aveva
+anche indispettito un deputato siciliano dei
+più reazionarî, che proteggeva il maresciallo e che
+negli ultimi tempi esercitava un insolito ascendente
+nelle sfere ministeriali...</p>
+
+<p>In <i>Banche e Parlamento</i>, quasi presago dei futuri
+avvenimenti, avevo detto che in Sicilia più che altrove
+era notorio il servilismo della magistratura
+verso il governo. Tale servilismo nell&#8217;isola aveva<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span>
+le sue non nobili ma continuate tradizioni&mdash;interrotte
+per un momento dal conflitto Tajani-Medici&mdash;delle
+quali il senatore Zini riporta parecchi dati,
+tra cui impudente una lettera del Procuratore Generale
+Morena, che parla come della cosa più semplice
+e corretta di questo mondo «<i>di detenuti, che
+non sono a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria</i> e
+sul conto dei quali egli confessa di non <i>potere</i> prendere
+alcun provvedimento perchè <i>non può mettere
+la falce nella messe altrui</i> (?!) e consiglia <i>impertanto
+di rivolgersi al Prefetto o a S. E. il Ministro
+dell&#8217;interno</i>.» (<i>Dei criterî e dei modi di governo della
+sinistra.</i> Bologna, 1880 p. 45).</p>
+
+<p>Gli ultimi avvenimenti e i consecutivi processi
+della Sicilia hanno distrutto, se pur ne avanzava,
+l&#8217;ultimo residuo della buona fama della magistratura
+in quanto a senso di giustizia e ad indipendenza.
+Ed è da avvertire in proposito che le numerose
+assoluzioni dei membri dei <i>Fasci</i>, nel periodo
+precedente alla proclamazione dello Stato di assedio,
+che potrebbero invocarsi come una prova in
+contrario, perderono di efficacia perchè controbilanciate
+da altrettante condanne in casi perfettamente
+identici: sicchè le prime non servirono, che a rendere
+più evidente la ingiustizia delle seconde, la
+mancanza di un unico ed esatto criterio giuridico
+e il servilismo dei più.<a name="FNanchor_65_65" id="FNanchor_65_65"></a><a href="#Footnote_65_65" class="fnanchor">[65]</a></p>
+
+<div class="sidenote">LA MAGISTRATURA DOPPIAMENTE COLPEVOLE</div>
+
+<p>La magistratura ordinaria è doppiamente colpevole;<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span>
+perchè da un lato si è spogliata indebitamente
+e volontariamente&mdash;dico: <i>volontariamente</i>,
+stando alle apparenze&mdash;dei propri diritti dichiarando
+la propria incompetenza nei casi, che vennero
+deferiti ai Tribunali militari e dall&#8217;altro si è prestata
+con inaudito sfoggio di servilismo ad istruire
+i processi sui quali poi hanno in ultimo giudicato
+gli stessi Tribunali militari.</p>
+
+<p>Data la legittimità dei Tribunali militari, sulla
+quale non spettava alla magistratura ordinaria di
+minor grado di giudicare, certo è che essa doveva,
+a salvaguardia del proprio decoro e della propria
+autorità, non consentire all&#8217;ingiustificabile principio
+della retroattività così largamente applicato; e dove
+e quando la giurisdizione eccezionale militare avesse
+accampato pretese e diritti che non le spettavano,
+alla magistratura ordinaria incombeva assoluto
+l&#8217;obbligo di resistere e di mostrarsi vigile custode
+delle leggi e dei diritti dei cittadini e di sollevare
+quei conflitti, che in ultimo avrebbero dovuto
+essere decisi dalla Suprema Corte di Cassazione
+di Roma.</p>
+
+<div class="sidenote">UN MILITARE INSEGNA LA PROCEDURA</div>
+
+<p>La magistratura ordinaria invece venne meno
+al proprio dovere e senza che in modo alcuno possa
+scusarsi. Non resistette all&#8217;invadenza di chi in nome
+dei <i>pieni poteri</i> accordatigli credette potere impunemente
+calpestare statuto e leggi; non sollevò alcun
+conflitto; essa stessa invocò il principio della retroattività;
+essa stessa lo applicò, <a name="tn329" id="tn329"></a><span class="correction">dichiarando</span>, <i>non
+richiesta</i>, la propria incompetenza e deferì al giudizio
+dei Tribunali militari gli accusati il cui reato era
+stato consumato molto tempo prima della proclamazione
+dello stato di assedio quale fu il caso dell&#8217;ex-Presidente<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span>
+del <i>Fascio</i> di Palazzo Adriano che, per
+uno dei tanti pretesti accampati nel periodo della
+provocazione in agosto 1893, venne processato e il
+giudizio venne rinviato a richiesta dell&#8217;accusato,
+il quale poi inopinatamente con senso di stupore
+generale, venne deferito al Tribunale Militare di Palermo.
+Questa febbre di servilismo arrivò al punto
+di rendere dimentica la magistratura ordinaria della
+più elementare osservanza delle procedure e delle
+competenze in vigore anche sotto il regime eccezionale
+della sciabola: e così si vide il Tribunale penale
+di Trapani deferire al Tribunale militare la
+conoscenza di alcuni reati non contemplati negli
+editti del generale Morra e ricevere la più umiliante
+delle lezioni dallo stesso Tribunale militare
+di Trapani, che dichiara la propria incompetenza e
+rinvia al Tribunale penale il processo. Un militare,
+il colonnello Bussolino, non poteva mostrarsi più
+severo verso il magistrato ordinario insegnandogli le
+regole della procedura; e il rossore dello schiaffo
+assestato ci vorrà del tempo perchè scompaia.</p>
+
+<p>Grave è inoltre la colpa della magistratura ordinaria
+relativamente all&#8217;istruzione dei processi. Dato
+pure e non concesso che fosse stata legale la istituzione
+dei Tribunali militari e che si fosse potuto
+applicare l&#8217;anti-giuridico e mostruoso principio della
+<i>retroattività</i>, ne derivava che la magistratura ordinaria
+non avrebbe dovuto menomamente impicciarsi
+dei reati e dei processi nei quali veniva riconosciuta
+la competenza della giurisdizione eccezionale
+militare; così facendo si sarebbe potuta accusare la
+magistratura di vigliaccheria e non altro. Essa invece
+ha tolto l&#8217;incomodo ai Tribunali militari&mdash;violando<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span>
+il Codice penale militare&mdash;d&#8217;istruire i processi
+e glieli ha presentati belli e completi rendendosi
+non solo complice di tutte le enormità di detti processi,
+ma principale responsabile di tutte le flagranti
+irregolarità, che vennero esposte in questo stesso
+capitolo sulla condizione sospetta dei denunziatori
+e dei testimoni e sul valore delle prove raccolte.</p>
+
+<p>Onde su di essa ricade la maggior parte della colpa
+delle sentenze inique dei Tribunali di guerra, perchè
+questi giudicarono quasi sempre sulle orme delle
+requisitorie dell&#8217;avvocato fiscale e alla sua volta
+l&#8217;avvocato fiscale non fece che copiare le requisitorie
+del Procuratore del Re colle quali si mandavano
+gli accusati innanzi ai primi. I militari, in
+fatto di diritto e di applicazione delle pene, dovevano
+e potevano mostrarsi, essi che non li hanno
+mai studiati, più meticolosi e meno severi dei magistrati?
+Non era possibile sperarlo.</p>
+
+<div class="sidenote">SERVILISMO DELLA MAGISTRATURA SICILIANA</div>
+
+<p>Ond&#8217;è che l&#8217;on. Lucchini, penalista illustre e Consigliere
+di Stato, commentando la sentenza Molinari
+e Gattini, non potè a meno, di fronte alle declinatorie,
+all&#8217;abdicazione della magistratura ordinaria,
+di constatare che si è messa in evidenza la sua ignoranza
+e il suo servilismo e si è resa complice
+dello <i>strazio della libertà e della giustizia</i> (Appendice
+alla monografia di Brusa: <i>Della giustizia penale eccezionale</i>
+p. 53). E più aspro certamente sarebbe
+stato il giudizio dell&#8217;antico professore dell&#8217;Ateneo
+bolognese, se avesse dovuto enunziarlo a proposito
+della condotta della magistratura siciliana.<a name="FNanchor_66_66" id="FNanchor_66_66"></a><a href="#Footnote_66_66" class="fnanchor">[66]</a> La<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span>
+quale è stata tale che al mitissimo insegnante della
+università di Torino ha strappato questa sentenza:
+«<i>Le condanne, se grazia sovrana non interverrà</i>, rimarranno
+quali <i>testimoni e accusatori di una giustizia,
+la quale parrà una</i> <span class="smaller">FORSENNATA</span> <i>e che si mostrerà
+a tutti</i> <span class="smaller">VELATA PER LE PATITE OFFESE</span>: <i>di</i>
+<span class="smaller">UNA GIUSTIZIA RESA SERVA DELLA POLIZIA PREVENTIVA</span>.»
+(Brusa p. 35).</p>
+
+<div class="sidenote">LA SUPREMA CASSAZIONE</div>
+
+<p>Ed ora allo esame della condotta della più alta
+magistratura italiana: la Suprema Corte di Cassazione.</p>
+
+<p>All&#8217;indomani della sentenza della Cassazione nel
+ricorso del Procuratore Generale del Re Comm. Bartoli&mdash;contro
+il giudicato della Sezione di accusa, col
+quale nel processo della Banca Romana si mandarono
+assolti Pietro Tanlongo e Michele Lazzaroni&mdash;in
+Italia ci fu una generale esultanza e l&#8217;animo di
+tutti si aprì alla speranza. Il supremo magistrato
+aveva reso giustizia; e pur rispettando la sentenza
+della Sezione di Accusa in nome della legge scritta,
+di cui esso dev&#8217;essere sempre ed esclusivamente
+l&#8217;indefesso tutelatore, aveva trovato modo con parole
+elevate in nome dello interesse morale di stigmatizzarla.
+Si sperava che il responso della Corte
+di Cassazione dovesse e potesse servire di rampogna<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span>
+ad alcuni magistrati inferiori e d&#8217;incoraggiamento
+ad altri.</p>
+
+<div class="sidenote">È SCESA IN BASSO</div>
+
+<p>In Sicilia e in Lunigiana sappiamo già che il
+nobile esempio non giovò ai magistrati inferiori;
+oggi sappiamo del pari che la stessa Cassazione non
+continuò a battere la via sulla quale si era messa
+nello scorso anno, e non ci resta che lo sconforto
+di dovere constatare che il supremo magistrato italiano
+è disceso al livello dei magistrati inferiori,
+anzi forse tanto più in basso quanto più alto dovrebbe
+essere il suo ufficio.</p>
+
+<p>Il Prof. Impallomeni chiudeva il suo ricorso in
+Cassazione dell&#8217;on. De Felice Giuffrida e Compagni
+con questa perorazione, che giova riprodurre integralmente:
+«Eccellenze, nel disgregamento morale
+e fra le passioni che travagliano le società odierne,
+le coscienze non si possono far serene che in un
+centro solo di equilibrio e di sicurezza: nell&#8217;amministrazione
+della giustizia, affidata alla rettitudine
+di magistrati indipendenti.»</p>
+
+<p>«I rancori, le ire di partito passano, le onde agitate
+delle azioni e delle reazioni sociali si ricompongono
+in calma, ma le offese alla giustizia restano
+ferite irrimediabili alla compagine sociale.
+Un grande ufficio di riparazione è a voi affidato;
+ufficio ad un tempo di riconciliazione e di pacificazione
+degli animi: che voi compirete quando
+risolleverete la bandiera del diritto, abbassata nella
+causa presente, in cui una condanna non giunse
+al suo segno, se non passando sopra lo Statuto
+prima, e poi sopra il Codice penale.»</p>
+
+<p>In verità dopo la sentenza della Cassazione sul
+ricorso Molinari e Gattini, che dette luogo alle critiche<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span>
+severissime del Brusa e del Lucchini,&mdash;per
+non citare quelle unanimi della stampa politica
+quotidiana,&mdash;un linguaggio siffatto&mdash;che del resto
+può considerarsi come la parafrasi felice dei <i>considerandi</i>
+della stessa Cassazione nella sentenza sul
+ricorso Bartoli nella causa Tanlongo e Lazzaroni&mdash;potrebbe
+giudicarsi o la manifestazione di una ingenuità
+superlativa o una delle tanti e volgari tirate
+retoriche di avvocato esercente, che non crede affatto
+in ciò che scrive. Esclusa questa ultima interpretazione
+nel caso dello egregio prof. Impallomeni
+rimane la prima; e si può anche dire che nell&#8217;animo
+suo albergasse la speranza della resipiscenza.
+Ascoltò la Cassazione questo linguaggio degnissimo
+che racchiudeva un savio consiglio, utile più alla
+conservazione dell&#8217;autorità del supremo magistrato
+anzichè alla causa dei condannati dal Tribunale militare
+di Palermo?</p>
+
+<div class="sidenote">LA GIUSTIZIA SERVA DELLA POLITICA</div>
+
+<p>Oramai la risposta della Cassazione è nota ed è
+noto che essa non s&#8217;inspirò allo Statuto, alla legge,
+alla giustizia; ma lasciò passare trionfalmente l&#8217;interesse
+della politica dell&#8217;ora che volge e respinse
+il ricorso De Felice, come tanti altri ne aveva respinti.
+La sua opera nella quistione vitale della competenza
+e della revisione delle sentenze dei Tribunali
+militari deve essere esaminata e giudicata al
+lume dei fatti e del diritto; ed essa risulta uguale,
+se non peggiore, a quella del resto della magistratura,
+per incoerenza, per servilismo, per ingiustizia.</p>
+
+<p>Il primo errore e la prima colpa della Cassazione
+furono commessi nello statuire sulla legalità dei
+Tribunali militari. Essa non ebbe gli scrupoli della<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span>
+Corte dei Conti&mdash;e questa differenza dev&#8217;essere la
+sua maggiore umiliazione.</p>
+
+<p>Essa li trovò legittimi, legali, anche quando evidentemente
+esorbitavano proclamando la propria
+competenza pei reati commessi prima della proclamazione
+dello Stato di assedio!</p>
+
+<div class="sidenote">INCOERENZA DELLA CASSAZIONE</div>
+
+<p>La Cassazione, però, non si mantenne logica e
+coerente; perocchè se nei casi di Sicilia l&#8217;applicazione
+del diritto bellico si è fatta correttamente come
+in guerra guerreggiata anche alle persone estranee
+all&#8217;esercito, non c&#8217;era ragione del suo intervento,
+perchè una persona non può essere giuridicamente
+<i>duplice</i> nei rapporti con gli stessi reati a lei imputati;
+non è e non può essere prima pareggiata al
+militare per la giurisdizione di merito e poi restituita
+al novero degli estranei alla milizia per la
+decisione formale sulla incompetenza del giudice
+di merito.</p>
+
+<p>La Cassazione doveva astenersi dal conoscere
+delle sentenze pronunziate da Tribunali estranei
+alla sua giurisdizione, non provocata neppure da
+conflitti insorti fra essi e i Tribunali comuni. Perciò
+la Cassazione intervenne senza regola, intervenne
+quando accomodava: e le sue decisioni, quando
+parzialmente riformarono le sentenze dei Tribunali
+militari non possono essere considerate che come
+<i>grazie parziali</i> fatte da chi non le poteva e non le
+doveva fare». (<i>Brusa e Lucchini</i>, p. 28, 29 e 55).</p>
+
+<p>Alla Cassazione incombeva, però, un obbligo superiore:
+quello di annullare puramente e semplicemente
+le sentenze dei Tribunali militari distruggendone
+la usurpata giurisdizione e stabilendone
+la illegalità. La Cassazione doveva e poteva fare<span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span>
+rispettare lo Statuto e le leggi anche senza avere
+la precisa attribuzione delle Supreme Corte federali
+degli Stati Uniti; poichè non ha sostanziale fondamento
+ciò che disse l&#8217;on. Sacchi nella Camera dei
+Deputati, che la Cassazione Italiana, cioè, non abbia
+la missione di contenere le leggi nei limiti della
+costituzione oltre quella di contenere i provvedimenti
+esecutivi: nei limiti della legge; e non ha fondamento
+«giacchè una legge che non sia nei limiti della
+Costituzione non è legge; e tutti i magistrati dal
+Conciliatore alla Corte di Cassazione hanno insita
+al loro ufficio la facoltà di sindacare la costituzionalità
+degli atti della pubblica autorità, perciò
+stesso che il loro mandato è quello di fare applicare
+le <i>leggi</i>, e i provvedimenti emanati in conformità
+alle leggi.» (<i>Impallomeni</i>, p. 47).</p>
+
+<div class="sidenote">TUTTO È LASCIATO ALL&#8217;ARBITRIO</div>
+
+<p>Poteva, doveva farlo la Cassazione&mdash;e non lo
+fece&mdash;per non lasciare tutto all&#8217;arbitrio del potere
+esecutivo, gli averi, la libertà e la vita dei cittadini.</p>
+
+<p>«Chi non vede che col sistema della Cassazione&mdash;rispettando
+ed accettando cioè la legalità dei
+Tribunali militari&mdash;si condannano potenzialmente
+a perpetua impotenza le norme di competenza,
+stabilite dal Codice di procedura penale? Ogni
+volta, che vi saranno delle bande armate, dei
+moti insurrezionali, basterà che il potere esecutivo
+dica essere necessario sospendere la competenza
+ordinaria perchè si creda essere nel diritto
+di farlo; per modo che i Tribunali e le Corti di
+Assise potranno essere competenti a conoscere di
+simili reati sempre..... meno quando avverranno.
+Vi saranno sempre le autorità giudiziarie del regno
+pronte a dire, come ha detto la Corte di<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span>
+<a name="tn337" id="tn337"></a><span class="correction">Cassazione</span>: noi ce ne laviamo le mani, è affare
+che non ci riguarda, decidano in altro luogo se
+le leggi bastano; quando lassù crederanno che
+non bastano, noi non abbiamo che a sottometterci
+ai decreti che verranno imposti. Ma allora, domandiamo
+noi, a che serve la legge? a che serve
+la divisione dei poteri? qual&#8217;è la differenza, che
+passa tra un regime assoluto e un regime costituzionale?»
+(<i>Impallomeni</i>, p. 39).</p>
+
+<div class="sidenote">LA CONVENIENZA POLITICA INVECE DEL DIRITTO</div>
+
+<p>Di più: quando la Cassazione intervenne e dichiarò
+la propria competenza&mdash;e non poteva essere
+competente e non doveva intervenire se i Tribunali
+di guerra fossero stati legali e costituzionali&mdash;lo fece
+in modo scorretto e sconveniente e misconoscendo
+la missione commessale dalla legge. Questa, infatti,
+è tassativa nello stabilire che essa debba esaminare
+le quistioni di <i>diritto</i> e non le quistioni di <i>fatto</i>;
+essa ci sta per separarle e nella separazione sta la
+sua ragione di essere. Or bene la Cassazione precisamente
+in questa occasione, in cui poteva affermarsi
+nella sua più grande maestà come uno dei
+poteri pubblici dello Stato, venne meno al proprio
+compito esaminando la questione di <i>fatto</i>, la
+opportunità dei provvedimenti presi, e non se tali
+provvedimenti per quanto opportuni, per quanto
+anche necessarî, siano stati conformi allo Statuto e
+alle leggi, sicchè il supremo magistrato desumendo
+la <i>legittimità</i> di siffatti provvedimenti dalla ipotetica
+loro <i>necessità</i> e <i>convenienza politica</i>, svisò la propria
+funzione, si sostituì al Parlamento, rese un servizio
+al governo, che incoraggiato dal precedente, segnalando
+come <i>necessario</i> qualunque illecito ed incostituzionale<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span>
+provvedimento, sa che verrà giustificato
+ed approvato dal corpo che avrebbe dovuto precisamente
+richiamarlo alla osservanza della Costituzione
+e delle leggi (<i>Brusa</i>, p. 10, 11 e 34; <i>Lucchini</i>,
+p. 57; <i>Impallomeni</i>, p. 40).</p>
+
+<div class="sidenote">IN ITALIA E ALTROVE</div>
+
+<p>Epperò, tutto ben considerato, se ne deve conchiudere
+con amarezza, che il popolo non può riporre
+più la sua fiducia nel supremo magistrato,
+che dovrebbe avere il compito di difenderne i diritti
+e fare rispettare la Costituzione e le leggi
+del potere esecutivo, come fece la Cassazione francese
+anche in momenti non propizî alla libertà e
+alle franchigie costituzionali (<i>Impallomeni</i>, p. 32 e 33).
+E la conclusione dolorosa è assai umiliante per l&#8217;Italia,
+la cui inferiorità di fronte alle altre nazioni,
+in fatto di rispetto ai diritti dei cittadini da parte
+del potere esecutivo, e nella pratica del regime costituzionale,
+rimane ognora più assodata e confermata;
+e questa inferiorità viene sopratutto assodata
+e confermata per opera della Suprema Corte di
+Cassazione che è venuta meno al suo compito ed
+ha rinnegato la propria ragione di essere.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;AFFERMAZIONE DI UN MINISTRO</div>
+
+<p>Intanto nel <i>periodo fortunoso dei fatti eccezionalmente
+disonesti e scandalosi</i>, come la Suprema Corte
+di Cassazione designò quello della scoperta degli
+scandali della Banca Romana, si trovò un Ministro,
+il senatore Santamaria, che, nauseato dal contegno
+della magistratura, la qualificò un <i>punto interrogativo</i>
+e non avendo il coraggio di interrogare la sfinge
+provvide se non altro a sè stesso, e sdegnoso si
+ritrasse. E allora&mdash;fu già ricordato&mdash;una eco onesta
+e coraggiosa di questo sdegno si ebbe nel responso
+della Cassazione. Pare che con quell&#8217;atto si<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span>
+sia esaurita la vigoria del supremo magistrato, che
+quando si trovò nella situazione di dovere solennemente
+affermare la propria indipendenza di fronte
+al governo piegò e si sottomise e la sua voce si
+trovò all&#8217;unisono con quella del Ministro, che in
+Parlamento, dimentico di rappresentare la giustizia,
+non seppe che difendere e giustificare le pretese e
+gli atti della reazione.</p>
+
+<p>E da questo stesso ministero nell&#8217;ora triste e pericolosa
+di decadenza e di reazione che attraversiamo,
+in risposta ad una interrogazione dell&#8217;onorevole
+Imbriani, l&#8217;Italia apprese che se il <i>ministero
+avesse manifestato un desiderio alla magistratura,
+questa avrebbe trovato nella procedura i mezzi per soddisfarlo</i>!
+(Seduta della Camera dei deputati del 7
+aprile 1894).</p>
+
+<p>La dipendenza della magistratura in quell&#8217;infausto
+giorno venne ufficialmente affermata; la nomina
+della famosa <i>Commissione dei tre</i> all&#8217;indomani della
+sentenza nel processo Tanlongo e Lazzaroni, è servita
+a riconfermarla. La nomina di tale commissione
+se è stata una indecorosa canzonatura dal
+punto di vista della restaurazione della moralità, è
+riuscita, però, ad esautorare la magistratura. Quale
+può essere il suo prestigio nel giudicare gli altri
+se essa stessa è sotto giudizio? Il giudizio sull&#8217;opera
+dei Tribunali militari e della magistratura
+ordinaria, non può essere pertanto completo senza
+la conoscenza di alcune cifre e di alcuni confronti.</p>
+
+<div class="sidenote">CIFRE E CONFRONTI</div>
+
+<p>I Tribunali militari di Palermo e di Trapani e
+quelli di Caltanissetta sino al 30 maggio&mdash;non ho
+i dati di quello di Messina&mdash;distribuirono 3203<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span>
+anni di detenzione e di reclusione a 630 individui,
+oltre le pene per le contravvenzioni al disarmo. In
+tutto si può approssimativamente calcolare che i
+Tribunali militari di Sicilia distribuirono circa 5000
+anni di prigione a contadini che protestarono contro
+la fame e contro l&#8217;oppressione, e a giovani non rei
+di altro che di onesta propaganda socialista. Ebbero
+<i>sette anni</i> di reclusione coloro che furono considerati
+<i>anime dei Fasci</i>; ebbe <i>sedici</i> anni di reclusione Bernardino
+Verro per un discorso <i>sovversivo</i>; ebbero
+venti anni di reclusione donne ingenue, che credettero
+lecito gridare <i>Viva il Re!</i> e <i>abbasso il Sindaco!</i></p>
+
+<p>Da un&#8217;altra parte sta questo: un Tenente Blanc
+dal Tribunale penale di Padova ritenuto responsabile
+di omicidio colposo e di abuso di autorità fu
+condannato a <i>sei</i> mesi e venti giorni di carcere militare
+ed a cinquecento lire di multa; e si <i>spera</i>
+che la Corte di Appello di Venezia, che si mostrò
+altra volta tenerissima degli ufficiali di Cavalleria
+riduca la pena....</p>
+
+<p>I signori Tanlongo e Lazzaroni accusati di un
+grappolo di reati e della scomparsa di <i>ventitre milioni</i>
+dalla cassa della Banca Romana vennero assolti
+dal Giurì di Roma. Era giusto che Tanlongo e Lazzaroni
+uscissero a libertà quando entravano in prigione
+De Felice e Petrina che la loro popolarità
+acquistarono smascherando i ladri.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;UFFICIO DELLE LEGGI PENALI</div>
+
+<p>Queste condanne e queste assoluzioni si spiegano
+e si completano, e darebbero occasione, se
+questo fosse un libro sistematico, a svolgere ampiamente
+e confortare la opinione di coloro i quali
+asserivano che i Tribunali e la cosidetta giustizia
+funzionano attualmente nello interesse esclusivo<span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span>
+della borghesia per assicurare il trionfo di quelli,
+che Pietro Ellero&mdash;un Consigliere della Corte di
+Cassazione di Roma&mdash;chiama i <i>vermi della cleptocrazia</i>.
+Queste condanne e queste assoluzioni ribadiscono
+la tesi del Vaccaro, che crede: «ufficio delle
+leggi penali non essere stato sin qui quello di
+difendere la società, cioè tutte le classi, che la
+compongono; ma particolarmente gl&#8217;interessi di
+coloro in favore dei quali è costituito il potere
+politico, cioè dei proprietarî.»<a name="FNanchor_67_67" id="FNanchor_67_67"></a><a href="#Footnote_67_67" class="fnanchor">[67]</a></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_61_61" id="Footnote_61_61"></a><a href="#FNanchor_61_61"><span class="label">[61]</span></a> La quistione delle istituzioni dei <i>Tribunali militari</i> in
+conseguenza della proclamazione dello Stato d&#8217;assedio oltre
+che nelle discussioni parlamentari fu esaminata dal punto
+di vista politico e specialmente giuridico in modo esauriente
+da Brusa: <i>Della giustizia penale eccezionale</i>. Torino 1894;
+Impallomeni: <i>Cenni sul ricorso in Cassazione dell&#8217;on. De
+Felice Giuffrida e C.</i> Palermo 1894; A. Pierantoni: <i>La costituzione
+e la legge marziale, La legge e non l&#8217;arbitrio</i>, Roma
+1894. Una fiacca difesa dello Stato di assedio ed i Tribunali
+militari tentarono A. Muratori e Torquato Giannini: <i>Lo
+Stato d&#8217;assedio e i Tribunali militari</i>. Firenze 1894. Quando
+citerò tali autori mi riferirò alle sovraccennate pubblicazioni.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_62_62" id="Footnote_62_62"></a><a href="#FNanchor_62_62"><span class="label">[62]</span></a> In molti punti di questo capitolo e del seguente ho copiato
+integralmente o riassunto alcune pagine delle monografie
+dei professori Brusa e Impallomeni. Della loro esposizione
+e dei loro giudizî di preferenza mi son valso per la
+grande autorità loro nelle discipline penali e perchè nulla
+hanno di comune coi socialisti e coi repubblicani. Alle loro
+parole talora ho apportato queste modificazioni: il primo si
+riferisce al processo Molinari e il secondo al processo De
+Felice e C. Io le ho applicate ai processi tutti che si sono
+svolti in Sicilia innanzi ai Tribunali di guerra per la identità
+delle situazioni tra i primi e gli ultimi.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_63_63" id="Footnote_63_63"></a><a href="#FNanchor_63_63"><span class="label">[63]</span></a> Come <i>anima</i> di un Fascio, in mancanza di altro motivo
+venne condannato l&#8217;egregio giovane Eugenio Bruno da S. Caterina.
+Ma il Tribunale militare di Caltanissetta lo condannò
+a sei mesi.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_64_64" id="Footnote_64_64"></a><a href="#FNanchor_64_64"><span class="label">[64]</span></a> Tra i casi veramente tipici e recenti dell&#8217;asservimento
+della magistratura si deve registrare quello confessato dal
+Prefetto Municchi&mdash;ex magistrato&mdash;nella causa <a name="tn326a" id="tn326a"></a><span class="correction">Nasi-Cavallotti</span>.
+La ingenuità colla quale il Municchi, che passa per
+una cima, confessò di essersi prestato da magistrato alle voglie
+dell&#8217;on. Morana, ex-sottosegretario agl&#8217;interni, è prova,
+che il fatto è normale e notorio per quanto brutto.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_65_65" id="Footnote_65_65"></a><a href="#FNanchor_65_65"><span class="label">[65]</span></a> Ricordo con vivo compiacimento il Tribunale penale di
+Caltanissetta, che durante il 1893 ed anche dopo proclamato
+lo Stato di assedio, in parecchie occasioni, seppe con maggiore
+costanza dimostrare la propria indipendenza.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_66_66" id="Footnote_66_66"></a><a href="#FNanchor_66_66"><span class="label">[66]</span></a> Come attenuante per la magistratura siciliana qualcuno
+mi ha esposto questo tipico argomento: i processi che si
+svolsero innanzi i Tribunali militari furono istruiti... come
+sappiamo, perchè la magistratura credeva che una amnistia
+sarebbe venuta in tempo a troncarli. Quando essa si accorse
+che si voleva andare sino in fondo non potè più rifare sul
+serio ciò che era stato imbastito quasi per burla..... Ed
+avvenne quello che avvenne e di cui si avrà più completa
+conoscenza nel seguente capitolo.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_67_67" id="Footnote_67_67"></a><a href="#FNanchor_67_67"><span class="label">[67]</span></a> <i>Genesi e funzioni delle leggi penali. Roma 1889.</i> Questa
+tesi viene sostenuta con parole analoghe da Pellegrino Rossi,
+Pietro Ellero, Mausley, Letourneau, De Greef e da altri illustri
+scienziati; dal diritto penale venne applicata al diritto
+civile da Menger, Salvioli, Bechaux, Loria, De Championniere
+ecc., che ritengono tutti gli aforismi giuridici essere stati
+esclusivamente redatti a vantaggio dei ricchi e dei più forti
+e a disprezzo della giustizia e dell&#8217;equità.
+</p><p>
+Nel testo l&#8217;ho presentata colle parole del Vaccaro, perchè
+la scienza in questo quarto d&#8217;ora è sospetta, e perchè il Vaccaro
+non è solo un cultore della scienza, ma è anche il Segretario
+del Ministro della Presidenza e perciò non può considerarsi
+come un pericoloso sobillatore... L&#8217;egregio Prof. Alimena
+metterebbe meno impegno a combattere il Vaccaro se
+dovesse scrivere l&#8217;ottimo suo libro sui <i>Limiti modificatori
+dell&#8217;imputabilità</i> dopo le condanne di Sicilia e di Padova e
+le assoluzioni di Roma.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.<br /><br />
+
+IL PROCESSO MOSTRUOSO</h2>
+
+
+<p>Di questo processo si potrebbe dire per eccellenza
+quello che il Carrara affermava dei processi
+politici: «la giustizia non vi ebbe parte.»</p>
+
+<p>Quella politica che già fin dai singoli processi
+per i tumulti del dicembre &#8217;93 e gennaio &#8217;94 s&#8217;era
+mostrata conturbatrice del giudizio; quella politica
+che aveva esercitato tutta la sua bassa influenza
+nel processo contro il Curatolo&mdash;del quale si parlò
+avanti&mdash;venne, nel processo De Felice e compagni,
+a spiegare intera la sua mostruosa gravezza;
+così che, questo, tutto riassume e comprende le brutture
+e le violazioni degli antecedenti processi svoltisi
+avanti ai Tribunali di guerra.</p>
+
+<div class="sidenote">COME FU ORDITO</div>
+
+<p>Per una fatalità, l&#8217;istruzione di esso fu iniziata e
+compiuta in un antico palazzo medievale&mdash;fosco
+di molte truci memorie&mdash;che porta ancora nella
+piccola torre merlata il vecchio orologio a campana
+che sonò tante ore di agonie tremende.</p>
+
+<p>È il palazzo dei Manfredi Chiaramonte, ove per<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span>
+due secoli infami i Tribunali del S. Uffizio compirono
+la tenebrosa opera loro! e dove oggi&mdash;da magistrati
+che pur videro infrangersi contro a una civiltà
+nuova l&#8217;ultimo avanzo della temporalità della
+Chiesa&mdash;potè essere ordito, malvagiamente, un processo
+su delazioni segrete,... di quel segreto che fu
+anima dell&#8217;Inquisizione.</p>
+
+<p>Consapevole com&#8217;ero di tutti gli elementi che
+potevano comporre quel processo, e dei mezzi adoperati
+a raccoglierli, e del criterio seguito nel
+coordinarli; delle intenzioni, insomma, che guidavano
+coloro che lo avevano imbastito e imposto,
+scrissi nella prima edizione di questo libro&mdash;tre
+mesi avanti che cominciasse il dibattimento&mdash;le
+seguenti parole:</p>
+
+<p>«La grandiosità artificiale del processo contro De
+Felice, Bosco e C. è una vera montatura teatrale,
+che mira a giustificare le misure prese e l&#8217;allarme
+destato; ma se il processo verrà a termine, se si
+svolgerà innanzi ai giudici naturali e non verrà
+soppresso da una comoda e pietosa amnistia che
+gioverà a coloro che lo hanno imbastito e non agli
+accusati, si vedrà che esso sarebbe una colossale
+bolla di sapone, se non fosse una grande infamia
+nella quale si tenta coinvolgere quanti ebbero innocenti
+relazioni con De Felice, Bosco e compagni,
+quanti ebbero parte nella organizzazione dei <i>Fasci</i>
+colla ferma intenzione di mantenersi nei più stretti
+limiti della legge. Il processo, se sarà conosciuto
+nei suoi dettagli, riabiliterà la fama dei giudici dei
+peggiori tempi della tirannide. E allora si vedrà
+quale opera nefanda di servilismo e di complicità
+hanno fatto certi giornali, che con singolare compiacenza<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span>
+hanno riferito, fingendo di averle dalle solite
+fonti ineccepibili e autorevoli&mdash;ch&#8217;erano poi
+quelle delle questure&mdash;le notizie sull&#8217;alto tradimento,
+sull&#8217;oro francese, sui depositi delle armi, sui
+cannoncini (che servono a sparare le così dette <i>botte</i>!),
+sul cifrario e sulle misteriose corrispondenze
+col medesimo spiegate, sulla constatata relazione
+tra i fatti di Massa e Carrara e quelli di Sicilia e
+di questi coi capi dei <i>Fasci</i>...»</p>
+
+<div class="sidenote">I FATTI SUPERARONO LE PREVISIONI</div>
+
+<p>Previsione triste, la quale pure venne superata
+dai fatti! così che veramente, questo processo, e
+per la sua durata; e per gli incidenti; e per il numero
+e la qualità dei testimoni di accusa e di difesa;
+e per le risultanze sorte dalla grande libertà
+di parola e di apprezzamenti a tutti accordata; e per
+l&#8217;enorme contraddizione tra quelle risultanze e la sentenza&mdash;non
+impreveduta, certo&mdash;ma che avrebbe
+dovuto essere imprevedibile, questo processo, dico,
+che trasse tutta la sua esistenza dalle accuse della
+polizia fondate su delazioni di confidenti segreti,
+non può essere chiamato altrimenti che mostruoso.</p>
+
+<p>Dai 7 d&#8217;aprile, ai 30 di maggio: due mesi di discussioni
+e di lotte tra gli accusati, la difesa, il Presidente,
+i testimoni, l&#8217;Avvocato Fiscale, provarono
+l&#8217;istruzione del processo tutta una farsa indegna, la
+quale però finì in tragedia per la condanna che
+mandò in galera dei giovani valorosi che lasciarono
+nella squallida miseria le loro famiglie.</p>
+
+<p>Il processo mostruoso si svolse nell&#8217;ex convento
+di S. Francesco di Assisi&mdash;nel 1848 sede di quel parlamento
+Siciliano che doveva adattare ai tempi
+la costituzione del &#8217;12&mdash;e nella stessa Sala dove fu
+dichiarata decaduta la dinastia dei Borboni!<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">APPARATI INVEROSIMILI</div>
+
+<p>L&#8217;evocazione di questi ricordi di glorie infelici&mdash;conquistate
+con tanto sangue in nome della libertà,&mdash;faceva
+sentire più forte la melanconia di quel
+grande inverosimile apparato di forza, che dalla via
+del Parlamento non era interrotto fino nell&#8217;aula del
+Tribunale. C&#8217;erano poi soldati, carabinieri, questurini,
+delegati, scaglionati da per tutto nelle vicinanze
+del Palazzo e si sentiva subito, anche da chi
+l&#8217;ignorava, che in esso si perpetrava qualcosa d&#8217;inusitato
+e di contrario alla libertà, di inviso al popolo
+e che premeva molto al governo che si compisse
+a malgrado di tutto e contro tutti.</p>
+
+<p>Innumerevoli guardie di P. S. venivano appostate
+lungo la strada che, dalla Vicaria alla via del Parlamento,
+percorrevano le carrozze cellulari, scortate
+da drappelli di carabinieri.</p>
+
+<p>Ammanettati ben bene, gli accusati, erano condotti
+nella grande gabbia che ha racchiuso briganti
+famosi e delinquenti d&#8217;ogni sorta.</p>
+
+<p>Nell&#8217;aula non era già dato a chicchessia di penetrare.
+Gli agenti di polizia squadravano d&#8217;alto in
+basso, e negavano o accordavano l&#8217;ingresso secondo
+il loro talento, onde accadeva poi che una quantità
+di guardie travestite venivano comandate a far la
+comparsa di pubblico nell&#8217;aula grande, chè altrimenti
+sarebbe rimasta presso che deserta.</p>
+
+<p>Entravano liberamente Signori e Signore dell&#8217;aristocrazia
+e dell&#8217;alta borghesia, che avevano biglietti
+per posti distinti. Venivano volentieri a godere
+dello spettacolo di quel processo!</p>
+
+<p>Pure qualche volta accadde a una dama di commoversi;
+altre però fecero mostra di una durezza
+fenomenale.<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span></p>
+
+<p>Una contessa, che ama le bertucce, un giorno
+scendendo per l&#8217;ampie scale, ebbe tanta gentilezza
+d&#8217;animo da dire, ridendo, che quegli uomini dentro
+la gabbia le erano sembrati degli scimmioni.</p>
+
+<p>E la cosa fu tanto orribile che un onorevole principe,
+il quale le stava a lato, disse a quella dama
+delle parole così severe che somigliavano a un rimprovero.</p>
+
+<p>Non ugualmente, da quei posti riservati poterono
+assistere sempre i congiunti degli imputati, perchè
+le spie assicuravano giudici e poliziotti che essi scambiavano
+segni misteriosi e pericolosi coi giovani
+baldi rinchiusi nella gabbia;&mdash;e non erano altro
+che dei saluti furtivi ed affettuosi!</p>
+
+<p>Forse, furono ritenute anche pericolose le lagrime
+che qualche volta, sgorgavano dai bruni occhi di
+Maria De Felice, proprio malgrado, quando il padre
+levavasi fiero e sorridente a protestare contro
+una calunnia, o a schiacciare cogli articolati stringenti
+un basso testimonio di accusa.</p>
+
+<p>Gli imputati&mdash;da prima malvisti e odiati anche&mdash;destarono
+poi nel pubblico interesse e simpatia
+vivissima: fu un crescendo, mano mano che al dibattimento
+venivano sfatate le accuse vili che i loro
+nemici avevano fatto circolare sapientemente.</p>
+
+<div class="sidenote">IL LAVORIO DI DENIGRAZIONE</div>
+
+<p>Perocchè il governo e le classi dirigenti, con uno
+sfacciato lavorio di denigrazione, erano riusciti a rendere
+odiosi i socialisti del processo mostruoso; nei
+giornali, alle Camere, nei crocchi, le calunnie più inverosimili
+si erano spacciate contro di loro. Gl&#8217;imputati
+non erano soltanto responsabili degli eccidî,
+degli incendî, delle devastazioni di Sicilia, ma erano
+anche i traditori della patria, che volevano<span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span>
+disfare l&#8217;opera secolare a cui consacrarono braccia,
+mente e cuore tanti martiri e tanti eroi; erano i
+traditori della patria, che avevano trescato coll&#8217;eterno
+nemico d&#8217;Italia, il clericalismo e ch&#8217;erano
+stati comprati dall&#8217;oro straniero. E in essi, più che
+gli utopisti imprudenti, che sognavano la redenzione
+economica dei lavoratori, lo ripeto, non si
+vedevano che i traditori della patria.</p>
+
+<div class="sidenote">LE INFAMIE ACQUISTARONO CREDITO</div>
+
+<p>Tale l&#8217;ambiente morale creato non solo in Palermo,
+ma in tutta Italia. Era stato creato colle
+menzogne e colle calunnie più scellerate; ma queste
+venivano proclamate con tanta sicurezza e con
+tanta insistenza da coloro che si presumeva dovessero
+conoscere la verità&mdash;dall&#8217;infimo giornaletto
+di provincia sussidiato dal Prefetto, al grande
+giornale della capitale, la cui ufficiosità non era
+discutibile; dal delegato di pubblica sicurezza al
+primo ministro del regno&mdash;che la pubblica opinione
+venne traviata e le infamie, per un momento, acquistarono
+credito presso gli uomini indipendenti e
+di mente eletta, sinanco tra gli amici politici dei
+prigionieri.<a name="FNanchor_68_68" id="FNanchor_68_68"></a><a href="#Footnote_68_68" class="fnanchor">[68]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span></p>
+<p>Ma è tempo di fare, per così dire, la cronaca e
+la descrizione del <i>processo mostruoso</i> e comincio dalla
+lista degli accusati, dei giudici, dei difensori, dei
+testimoni e degli accusatori.</p>
+
+<p>Degli accusati non faccio la biografia; sono giovani
+tutti, meno il Bensi, e non ebbero campo di
+fare qualche cosa notevole pel proprio paese o per
+la libertà; quasi tutti furono giornalisti intelligenti
+oratori e propagandisti instancabili e fortunati dell&#8217;ideale
+socialista. Emerge Giuseppe De Felice e
+per la sua vita avventurosa, e perchè è Deputato
+al Parlamento, e perchè è <i>onorato</i> dall&#8217;odio personale
+di Francesco Crispi, e perchè in fine, a torto
+o a ragione, viene ritenuto il Capo dei <i>Fasci</i> e della
+cospirazione: da lui, perciò, prende nome il processo
+mostruoso.</p>
+
+<p>Gli accusati nell&#8217;atto di accusa e nella requisitoria
+del Pubblico ministero sommariamente vengono
+qualificati come appresso&mdash;e la qualifica è bene conservare
+a documento <a name="tn348" id="tn348"></a><span class="correction">della</span> fenomenale leggerezza e
+della malignità di chi istruì il processo e di chi fece
+da pubblico accusatore.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ACCUSATI</div>
+
+<div class="blockquot"><p><span class="smcap">Cipriani</span> è notoriamente conosciuto quale un internazionalista
+<i>anarchico</i> ed un <i>ardente rivoluzionario</i>.</p>
+
+<p><span class="smcap">Gulì Emmanuele</span> è un <i>anarchico</i> siciliano così ritenuto
+nelle denuncie, così definito dai coimputati nei loro interrogatorii.</p>
+
+<p><span class="smcap">Petrina</span> un <i>rivoluzionario</i> di <i>tempra adamantina</i>, così negli
+elogi che in diverse lettere gli fa Cipriani.</p>
+
+<p><span class="smcap">Montalto</span> il <i>più serio del partito</i> tra quelli del Comitato,
+secondo egli stesso si qualifica in una lettera del 23 maggio
+1893 diretta al farmacista Curatolo di Trapani.</p>
+
+<p>Il <span class="smcap">Ciralli</span> è un <i>fanatico gregario</i>, mentre il <span class="smcap">Cassisa</span> è un
+<i>arrabbiato contro l&#8217;attuale ordine di cose</i> tanto da scrivere
+in una lettera del 19 marzo 1892 diretta a Montalto, essere<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span>
+una vergogna che il municipio di Trapani preparasse un&#8217;accoglienza
+al Duca degli Abruzzi che chiama farabutto savoiardo,
+che non ha altro pregio che appartenere a casa Savoia.</p>
+
+<p>Il <span class="smcap">Pico</span> è un <i>entusiasta travolto nella corrente</i> dal De Felice,
+perchè elevato a segreto ambasciatore: come prova una
+sua lettera ed egli lo ammette nel suo interrogatorio.</p>
+
+<p>Il <span class="smcap">Verro</span> è <i>un rivoluzionario opportunista</i> ed il <span class="smcap">Barbato</span>
+un <i>rivoluzionario convinto</i> che non disdegnerebbe di cogliere
+la prima favorevole occasione.</p>
+
+<p>Il <span class="smcap">Bensi Gaetano</span>, bolognese è <i>un opportunista</i> che per la
+rivoluzione fa causa comune con chicchessia. Difatti egli in
+una lettera dell&#8217;8 dicembre 1893 diretta a De Felice scrive
+che: nel fascio già costituito entrano anarchici, collettivisti,
+socialisti.</p>
+
+<p>E più sotto: Oggi a Ravenna vi sarà una riunione regionale,
+«speriamo che i bravi anarchici vi si trovino.»</p>
+
+<p><span class="smcap">Bosco</span> sa mantenere tutte le <i>apparenze</i> per dirsi <i>socialista
+evoluzionista</i>, non si tradisce scrivendo, ma parlando ed
+agendo è un vero campione degno di <span class="smcap">De Felice</span> ch&#8217;è un <i>rivoluzionario
+deciso</i> secondo egli stesso si analizza nei suoi
+interrogatorî, e non ne fa un mistero.</p>
+
+<p>Sono imputati di cospirazione per commettere fatti diretti
+a far sorgere in armi gli abitanti del Regno contro i poteri
+dello Stato, di eccitamento alla guerra civile ed alla devastazione
+in qualsiasi punto del Regno con la consecuzione in
+parte dell&#8217;intento: fatti avvenuti nei mesi di novembre e dicembre
+1893 e gennaio 1894 in Sicilia, articoli 136, 120, 252.</p></div>
+
+<p>Tra gli accusati c&#8217;è un assente. A. Cipriani, che
+come usa presso i Tribunali di guerra non venne
+condannato in contumacia.</p>
+
+<p>Il Tribunale era così composto.</p>
+
+<div class="sidenote">IL TRIBUNALE</div>
+
+<p><i>Presidente</i>: colonnello del genio cav. Giussani&mdash;<i>Giudici</i>:
+tenente colonnello del 57 cav. <i>Bianchi</i>&mdash;tenente
+colonnello del 3. bersaglieri cav. <i>Borgna</i>&mdash;capitano
+d&#8217;artiglieria <i>De Boyen</i>&mdash;capitano di fanteria
+<i>cav. Minneci</i>&mdash;capitano di fanteria <i>Cortella</i>&mdash;capitano
+d&#8217;artiglieria <i>Pontiglione</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span></p>
+
+<p>Da prima funzionò da pubblico ministero l&#8217;avvocato
+fiscale Soddu-Millo, poi&mdash;ammalatosi&mdash;venne
+sostituito definitivamente dal sostituto Viesti.</p>
+
+<p>Sull&#8217;opera del Tribunale non ritornerò; esporrò
+qui la impressione che ne ebbe il pubblico in generale.</p>
+
+<div class="sidenote">IMPUTATI E GIUDICI</div>
+
+<p>Il Presidente, colonnello Giussani, concesse grande
+libertà di parola non solo ai testimoni a difesa, ma
+anche agli accusati tanto da sembrare interessato a
+vederne risultare luminosamente l&#8217;innocenza.</p>
+
+<p>Quale fosse il pensiero degli accusati sulla loro
+posizione di fronte al tribunale militare lo lascerò
+dire al Dr. Barbato che nella sua splendida orazione
+in cui non fece la sua auto-difesa ma espose le fatali
+ragioni storiche del socialismo, così disse:</p>
+
+<p>«Quanto a noi, abbiamo semplicemente due doveri
+in questo processo, secondo me. Riaffermare la
+nostra fede, e lo abbiamo fatto. Fornire i documenti
+della nostra moralità extra legale, e lo abbiamo
+fatto. I miei compagni hanno creduto di avere anche
+un terzo dovere, quello di difendersi giuridicamente.
+Io affermo che questo diritto noi non l&#8217;abbiamo;
+non perchè si dubiti della lealtà vostra, non
+per le ragioni giuridiche che si sono messe avanti
+ne&#8217; parlamenti, ma perchè voi non siete i nostri
+giudici naturali.»</p>
+
+<p>«E giudici naturali non esistono, per noi: il codice
+non ci riguarda. Io sono lieto di trovarmi dinnanzi
+a voi, perchè ci avete dato agio di mostrarvi
+chi siamo, mentre i così detti giudici naturali questo
+agio non ce l&#8217;avrebbero dato.»</p>
+
+<p>«Sicchè quando vi dico che nel mio animo c&#8217;è riconoscenza
+per voi, riconoscenza sincera, dovete<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span>
+credermi. Voi con molta probabilità, anzi con certezza,
+manderete a casa, non certo me, ma quelli
+tra i miei compagni che sono i meno odiati, mentre
+sono sicuro che i giudici naturali avrebbero sacrificato
+tutti insieme a me, in omaggio a quella
+libertà che ha dato feudi, ville, palazzi ai vecchi
+lupi, manette e piombo ai figli della plebe cenciosa
+che ha liberato l&#8217;Italia dallo straniero e che libererà
+l&#8217;Italia dalla schiavitù del capitale. Ma io dubito
+che voi appunto non vogliate dare il vostro contributo
+alla civiltà in cui viviamo. Quando si vive
+in un dato periodo di civiltà, ogni uomo leale che
+la ritiene buona sente il dovere di darle, il suo contributo:
+quella di oggi è ancora quella che innalzava
+i roghi e i patiboli.»</p>
+
+<div class="sidenote">NON SI TRATTA DI CODICI</div>
+
+<p>«Non si tratta di codici. Nè voi, nè io c&#8217;intendiamo
+di codici. Si tratta della convinzione che nei vostri
+animi può esserci rispetto a questi elementi distruttivi
+del presente.»<a name="FNanchor_69_69" id="FNanchor_69_69"></a><a href="#Footnote_69_69" class="fnanchor">[69]</a></p>
+
+<p>E il Dr. Barbato non s&#8217;ingannò: i meno odiati,
+Ciralli e Cassisa, vennero assolti; gli altri tutti condannati,
+non perchè dimostrati autori dei reati a
+loro imputati, ma perchè rappresentanti di un idea,
+che il Tribunale aveva la consegna di combattere.
+Parve a tutti, che esso, abbia condannato, per <i>disciplina</i>.</p>
+
+<p>I difensori furono:</p>
+
+<div class="sidenote">I DIFENSORI</div>
+
+<p>Truglio, tenente del 38º fanteria, per De Felice&mdash;Caldarera,<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span>
+tenente del 22º artiglieria, per Ciralli&mdash;Calcagno,
+tenente del 22º artiglieria, per Cassisa&mdash;Lelli,
+tenente del 57º fanteria, per Bosco&mdash;Palizzolo, tenente
+del 22º artiglieria, per Petrina&mdash;Orioles, capitano del
+57º fanteria, per Verro&mdash;Piccoli, capitano del 22º artiglieria,
+per Barbato&mdash;Trulla, tenente del 38º fanteria,
+per Benzi&mdash;Ponti, tenente del 57º, per Montalto&mdash;Palizzolo,
+tenente del 22º artiglieria, per Pico&mdash;Trulla,
+tenente del 38º, per Gulì.</p>
+
+<p>Non c&#8217;è parola di elogio che basti per coloro
+che ebbero il compito della difesa, ingrato, perchè
+si sapeva inutile ogni sforzo. In questo e negli altri
+processi i militari della difesa mostrarono intelligenza,
+coraggio, indipendenza, eloquenza; essi sollevarono
+numerosi incidenti e somministrarono elementi
+preziosi per il ricorso in Cassazione; scattarono
+spesso contro le calunnie e le menzogne dei
+testimoni dell&#8217;accusa, che non di raro s&#8217;imbrogliarono,
+si contraddissero, si ritrattarono. Essi infine
+meritarono il saluto seguente, che in nome di tutti
+i suoi compagni rivolse loro Giuseppe De Felice:
+«<a name="tn352" id="tn352"></a><span class="correction">mando</span> un caldo saluto di affetto e riconoscenza
+ai nostri egregi, cari, simpatici difensori. Essi che
+accettarono titubanti le nostre difese perchè ci credettero
+per un momento colpevoli, li avete sentiti,
+hanno col maggiore entusiasmo sostenuta la nostra
+difesa perchè ci sanno innocenti. Essi dubitarono
+della nostra fede, noi non dubitammo mai della loro
+lealtà, vennero sconosciuti al carcere, uscirono fratelli
+nostri. E noi li ringraziamo come fratelli; l&#8217;opera
+loro non può essere che quella di fratelli. E ci
+confortò l&#8217;idea che, arrivati a noi in mezzo al dubbio,
+sono usciti pieni di entusiasmo e di affetto per<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span>
+questi giovani che hanno lasciato le dolcezze della
+vita per farsi chiudere in carcere, animati da un
+desiderio infinito d&#8217;amore. Grazie, grazie dal profondo
+del cuore, qualunque sia l&#8217;esito del dibattimento!...
+Nè noi siamo qui per domandare pietà per
+noi o per le nostre famiglie, ma per manifestare al
+paese che giovani leali lottano lealmente, senza transigere
+mai colla lealtà del cuore. Vi ringraziamo!...»</p>
+
+<p>Gli ufficiali preposti alla difesa dei predestinati
+alla condanna, nel senso più elevato della parola
+fecero il loro dovere!</p>
+
+<div class="sidenote">DEUS EX MACHINA</div>
+
+<p>Supero la ripugnanza, che destano certe persone
+e presento ai lettori il Comm. Lucchese, il <i>deus ex
+machina</i> del processo mostruoso, l&#8217;artefice e lo strumento
+principale delle vendette del governo e della
+borghesia e che gli odî dell&#8217;una e le paure dell&#8217;altra
+condensò nei suoi rapporti e nelle sue deposizioni.</p>
+
+<p>Il passato del comm. Lucchese non è bello. All&#8217;epoca
+del processo Notarbartolo quel passato venne
+rievocato dalla <i>Tribuna Giudiziaria</i>, autorevole rivista
+di Napoli&mdash;la quale... non venne incriminata. Poscia
+fu esposto succintamente dall&#8217;On. Altobelli nella
+sua testimonianza innanzi al Tribunale di Guerra,
+in questo processo&mdash;udienza del 16 maggio&mdash;a
+domanda del tenente Truglio: e infine da me, in
+Parlamento, costrettovi dalle denegazioni dell&#8217;onor.
+Crispi....</p>
+
+<div class="sidenote">I RAPPORTI DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>Ora quale parte abbia potuto rappresentare il Lucchese
+nel processo De Felice si può argomentarlo
+da questi due rapporti a sua firma:<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span></p>
+
+
+<div class="blockquot"><p class="center"><span class="smcap">R. Questura di Palermo</span></p>
+
+<p class="data">
+5 gennaio 94<br />
+</p>
+
+<p>Il Comitato Centrale agiva d&#8217;accordo col Comitato internazionale
+socialista-anarchico residente all&#8217;estero.</p>
+
+<p>I presidenti dei Fasci sono scelti fra gli ammoniti ed i
+facinorosi.</p>
+
+<p>Fu istituito un comitato d&#8217;azione per preparare meglio la
+rivoluzione.</p>
+
+<p>Sul principio il Comitato si tenne separato dagli anarchici:
+e si unì poi a loro nel novembre del 93.</p>
+
+<p>Fu <i>progettata la rivoluzione in Palermo</i>, che fu poi sventata
+dall&#8217;opportuno arrivo della forza. Si verificò invece il
+movimento preveduto nei Comuni dell&#8217;Isola.</p>
+
+<p>Lo scopo del sodalizio era di eccitare nel popolo l&#8217;odio
+contro le istituzioni e le classi abbienti.</p>
+
+<p>Si fa rilevare l&#8217;acquisto d&#8217;armi e munizioni fatto dai contadini
+a Palermo su vasta scala, e molte riparazioni alle vecchie
+armi.</p>
+
+<p>La flagranza del delitto di cospirazione è continua e provata
+dalle continue riunioni del Comitato, e specialmente da
+quella del 3 gennaio u. s.</p>
+
+<p>I fatti successi poi nei comuni costituiscono il reato di
+associazione a delinquere.</p>
+
+
+<p class="center"><span class="smcap">R. Questura di Palermo</span></p>
+
+<p class="center">
+Verbale 9 gennaio 1894<br />
+</p>
+
+<p>Lo scopo del partito socialista si desume:</p>
+
+<p>1. Dal punto storico dello sviluppo dei fasci:</p>
+
+<p>2. Dallo spoglio dei giornali cittadini e specialmente dai
+fogli del partito, come: la <i>Giustizia Sociale</i> e il <i>Siciliano</i>;</p>
+
+<p>3. Dai documenti sequestrati, costituendo essi un corredo
+di prove chiare, complete ed inoppugnabili.</p>
+
+<p>Perchè l&#8217;organizzazione potesse concertarsi e rinsaldarsi,
+oltre allo <i>Statuto unico</i> per i fasci, occorrevano:</p>
+
+<p>1. Un centro direttivo nella Capitale dell&#8217;isola, celebre per
+le patriottiche iniziative:<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span></p>
+
+<p>2. Mezzi economici sufficienti alla propaganda colla stampa,
+coi viaggi, con attiva corrispondenza, sussidi e feste;</p>
+
+<p>3. Un numero di persone capaci di correre qua e là, affrontare
+i rigori della legge e di sostituire nei grandi centri l&#8217;azione
+che nei piccoli centri è affidata e devoluta ai pregiudicati
+ed ai facinorosi.</p>
+
+<p>I Fasci erano composti <i>per 2/3 di povera gente e per 1/3 di
+delinquenti</i>.</p>
+
+<p>Se il manifesto del 3 non è dichiarazione di guerra, ha
+però l&#8217;aspetto di un ultimatum da potenza a potenza.</p>
+
+<p>Gli appelli alla calma erano platonici ed apparenti.</p>
+
+<p>Il socialismo che per altri è una fede ed una scuola; per
+essi (i membri del Comitato) è uno strumento ed un mestiere.</p>
+
+<p class="data">
+<i>Questore Lucchese</i>&mdash;Palermo<br />
+</p></div>
+
+
+<div class="sidenote">LA DEPOSIZIONE DEL LUCCHESE</div>
+
+<p>Il Lucchese completò l&#8217;opera sua nella udienza del
+20 Aprile, quando innanzi al Tribunale, disse che in
+Palermo si vedevano gironzare molte facce nuove
+venute per fare le squadre e la rivoluzione tra gli
+ultimi di dicembre e i primi di gennaio; che si
+erano fatti straordinarî acquisti di armi.</p>
+
+<p>Messo alle strette s&#8217;imbroglia e si contraddice;
+si rifiuta per non violare i segreti di Ufficio, a scoprire
+la fonte delle sue notizie; ma oltre ai comuni
+confidenti di polizia, insinua che ebbe tutto
+comunicato da un membro del Comitato Centrale,
+completando la campagna da lui condotta contro
+uno dei tre membri del Comitato non arrestati immediatamente
+e che lasciava comprendere di non
+volere arrestare.</p>
+
+<div class="sidenote">UN&#8217;ENORMITÀ GIURIDICA</div>
+
+<p>La testimonianza orale di questo Comm. Lucchese
+fu tale, che la difesa domandò la sua incriminazione
+per applicazione dell&#8217;art. 214 del Codice penale.
+Quando il Tribunale si ritirò per decidere,
+furono molte le discussioni e i commenti; l&#8217;incriminato<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span>
+andò al banco della Stampa per giustificarsi;
+fu tale, però, l&#8217;accoglienza che se ne allontanò subito.
+Nessuno s&#8217;illuse sulla decisione che avrebbe
+presa il Tribunale; ma nessuno poteva aspettarsi una
+<i>ordinanza</i> come quella che lesse il Presidente, poichè
+essa consacrava una enormità giuridica e morale
+colle seguenti parole finali: «<i>Il Tribunale dichiara
+veridica la deposizione del teste, la quale non
+può essere infirmata dalla cartolina scritta dal Pico
+e respinge l&#8217;istanza della difesa</i>». Tali parole furono
+accolte nell&#8217;aula da un mormorio prolungato, che
+in quel momento, a chi vi assisteva, potè sembrare
+un fremito di ribrezzo del popolo.</p>
+
+<p>Per intendere tale impressione, ed anticipando la
+narrazione si deve aggiungere che di <i>questa cartolina
+di Pico</i> sarebbe vero autore morale lo stesso
+Lucchese: se non la dettò, la lesse, la conobbe,
+l&#8217;approvò!</p>
+
+<p>I testimoni. La loro sfilata è immensa; tra quelli
+di accusa ho notato, senza avere avuto la pazienza
+di rilevare la condizione di tutti: <i>sette</i> prefetti, <i>un</i>
+ex prefetto, <i>un</i> consigliere delegato di Prefettura,
+<i>tre</i> questori, <i>sei</i> ispettori di pubblica sicurezza; e
+poi Delegati, ufficiali dell&#8217;esercito di ogni arma e
+di ogni grado, sindaci e proprietari, avversarî notissimi
+dei <i>Fasci</i>; e poi questurini e carabinieri; e
+poi pochissimi lavoratori, che o depongono su circostanze
+inconcludenti o smentiscono ciò che risultava
+avevano affermato nel processo scritto...</p>
+
+<p>Quanta fosse la indipendenza di questi funzionarî-testimoni
+si può detergerlo dal caso occorso al Comm.
+Bondi, ex-prefetto di Catania e Messina: egli fu
+messo a disposizione del ministero per punirlo, si<span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span>
+dice, di avere deposto in parte favorevolmente agli
+accusati.</p>
+
+<p>Tra i testimoni a difesa stanno deputati di ogni
+colore&mdash;da Pierino Lucca a Prampolini, da Imbriani
+a Tasca Lanza, da Cavallotti a Paternostro,
+da Florena ad Altobelli,&mdash;consiglieri provinciali e
+comunali, proprietarî, avvocati, medici, ingegneri,
+farmacisti, commercianti&mdash;insomma il fior fiore
+delle intelligenze e del carattere di ogni angolo
+della Sicilia e di altre regioni d&#8217;Italia.</p>
+
+<p>Da un questore Lucchese e da quella razza di testimoni
+d&#8217;accusa non furono raccolte che testimonianze
+e prove nelle quali c&#8217;era tutto meno che la verità e la
+serietà; dell&#8217;una e dell&#8217;altra non traspare neppur l&#8217;ombra
+della preoccupazione. E la magistratura tutte le
+gratuite e calunniose asserzioni, tutti gli elementi
+innocenti accettò come prove irrefragabili della colpevolezza
+degli imputati; le accettò senza alcun
+beneficio d&#8217;inventario.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ELEMENTI ... PIÙ SERII DEL PROCESSO</div>
+
+<p>Gli elementi più serî, a prima vista, sono le lettere
+di Cipriani a De Felice e a Petrina; molte
+rimontano al 1890, al 1888; ma di tutte l&#8217;uno e
+l&#8217;altro fecero un minuzioso esame, che distrusse le
+induzioni dell&#8217;accusa, come si vedrà, non rimanendo
+di assodato che questo solo: Cipriani desiderava
+la rivoluzione.</p>
+
+<p>Si parlò di un <i>terribile</i> appello dello stesso Cipriani
+ai Siciliani; ma era tanto criminoso e pericoloso
+che la <i>Giustizia Sociale</i> lo aveva a suo tempo
+pubblicato senza essere sequestrata e processata.</p>
+
+<p>Si fece una colpa a De Felice di un discorso pronunziato...
+in ottobre, a Casteltermini; ma vi fu denunzia
+e processo a suo tempo e la Camera di Consiglio<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span>
+del Tribunale penale di Girgenti non trovò
+luogo a procedere. Il pubblico ministero appellossi...
+dopo proclamato lo stato di assedio e iniziato il
+<i>processo mostruoso</i>.</p>
+
+<p>A dimostrare l&#8217;accordo per la rivoluzione tra De
+Felice e i clericali si invoca una lettera di presentazione
+dell&#8217;Avvocato D&#8217;Agata di Catania all&#8217;avvocato
+Menzione di Napoli; ma non si procede contro
+chi l&#8217;ha scritta, non si procede contro colui cui
+è diretta e se ne fa una colpa al deputato socialista,
+che... non la presentò.</p>
+
+<div class="sidenote">I PREFETTI TESTIMONII</div>
+
+<p>De Rosa, ex prefetto di Caltanissetta, trova l&#8217;indizio
+grave della colpabilità di De Felice nella visita
+da lui fatta ai prigionieri di Valguarnera nelle
+carceri di Caltanisetta e non si trattava che di
+un&#8217;inchiesta legittimissima, fatta alla presenza del
+Direttore delle Carceri, e la cui relazione fu pubblicata
+dal <i>Siciliano</i>, per conto del quale venne fatta.</p>
+
+<p>Lo stesso De Rosa, parlò di un <i>patto di morte</i> sottoscritto&mdash;da
+contadini, che non sanno leggere e
+scrivere!&mdash;tra i membri dei <i>Fasci</i> della provincia,
+che reggeva, e tacque prudentemente dello schiaffo
+assestatogli dalla magistratura nel processo di Milocca
+in cui figurava lo stesso tremendo patto.</p>
+
+<p>Bondi, ex prefetto di Catania, desume le intenzioni
+rivoluzionarie di De Felice da un suo discorso al
+Teatro Nazionale di Catania, che le autorità politiche
+non interruppero, le giudiziarie non incriminarono
+e la stampa borghese locale non trovò biasimevole.</p>
+
+<p>Lo stesso Bondi attribuì ad un discorso di De Felice
+i tumulti di Catenanuova e i resoconti parlamentari<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span>
+in quel giorno provarono che il De Felice
+era a Roma.</p>
+
+<p>Novari, tenente dei carabinieri, dice violentissimo
+un discorso dallo stesso De Felice nella stessa Catenanuova
+dove si portò molti mesi dopo ch&#8217;era
+stato pronunziato, e contraddice e smentisce il maresciallo
+dei carabinieri, che lo aveva ascoltato e
+non vi aveva trovato da ridire; e il superiore dichiara
+inesatto e incompleto il rapporto del suo subordinato
+per giustificare la propria asserzione. Si
+fa colpa al De Felice di avere partecipato al Congresso
+socialista di Zurigo ed egli documenta che
+si trovava in Italia.</p>
+
+<p>Si dichiarano rivoluzionarî nel significato volgare
+De Felice, Bosco, Petrina sulla base di elementi di
+questo genere: perchè in una lettera di un Barbagallo
+il primo vien detto <i>tenace sostenitore dei più
+sacri diritti popolari</i>; perchè in un&#8217;altra lettera da
+Lugo lo si dice <i>caldo oratore del partito rejetto, caldo
+sostenitore dei diritti finora conculcati, illustre condannato
+della borghesia</i>; perchè Bosco scrive a Petrina
+<i>senza il giornale</i> (<i>L&#8217;Isola</i>, da me diretta) il <i>movimento
+operajo è ammazzato</i>... E da tali elementi si argomenta
+che la propaganda socialista ha false apparenze!</p>
+
+<div class="sidenote">UN DIALOGO ... ISTRUTTIVO</div>
+
+<p>Non basta, non basta! Ecco un dialogo istruttivo
+all&#8217;udienza del 28 Aprile:</p>
+
+<p><i>Difensore Piccoli</i>: Da che cosa arguisce il teste,
+che il <i>Fascio</i> di Piana dei Greci fosse così terribilmente
+provocatore?</p>
+
+<p><i>Zumma, Delegato di P. S.</i>: Dalla compattezza dei
+soci, i <i>quali si fecero crescere tutti i baffi in seguito
+ad ordine del Barbato, il quale disse che sarebbero stati<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span>
+espulsi dal Fascio quelli che non avrebbero portato i
+baffi</i>...</p>
+
+<p>Il resoconto nota, che quando venne denunziato
+questo terribile indizio dei <i>baffi</i> il pubblico scoppiò
+in ilarità. Si rideva; ma con siffatti elementi si tolsero
+la libertà e i diritti civili a tanta generosa ed
+intelligente gioventù.</p>
+
+<p>Ed ora viene il meglio. Un Marzullo, ispettore di
+P. S. in Palermo afferma che gl&#8217;imputati accordavano
+<i>largizioni, sussidî, assegni</i> a coloro, che lavoravano
+per la causa comune. Un Delegato, il Gallegra,
+riferisce che si è fatta una propaganda contro
+la monarchia e che i collettivisti avevano <span class="ss"><b>predicato
+la divisione della proprietà</b></span>.<a name="FNanchor_70_70" id="FNanchor_70_70"></a><a href="#Footnote_70_70" class="fnanchor">[70]</a> Un terzo ispettore,
+il Castellini, riconosce che il vero scopo del <i>Comitato
+dei Fasci</i> non fu mai il miglioramento morale
+e materiale dei lavoratori, ma il <i>solo proprio tornaconto</i>;
+che promettevano ai gonzi la divisione dei
+beni e che intanto <i>fanaticando</i> le masse ignoranti e
+spillando denari se la godevano da signori... De Felice,
+Bosco, Barbato e Verro, nulla tenenti, spendevano
+e spandevano come <i>grandi signori in pranzi e
+bagordi senza sapersi ove trovavano il denaro</i>....</p>
+
+<div class="sidenote">BRAVI FUNZIONARII</div>
+
+<p>Tutto ciò si legge testualmente nei rapporti di
+questi <i>bravi</i> funzionari, che devono applicare le leggi
+antianarchiche; e tutto ciò porta la stigmata della
+viltà, perchè venne scritto il 26 e 27 gennaio, quando
+lo stato di assedio era in vigore, quando gl&#8217;imputati
+erano in carcere; e venne scritto per uso e consumo
+della magistratura inquirente, che voleva del<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span>
+buono in mano per mandare in galera i socialisti.
+Ci fu un eroe, però, che non aspettò lo stato di
+assedio per denunziare i pericolosi sobillatori e le
+più pericolose cospirazioni: è il delegato di Bisacquino.
+Ecco il rapporto dell&#8217;ottimo signor Morandi,
+mandato in ottobre al suo superiore, il sottoprefetto
+di Corleone, in tutta la peregrinità del suo stile:</p>
+
+<div class="sidenote">IL TRATTATO DI BISACQUINO</div>
+
+<div class="blockquot"><p>«Notizie sulla cospirazione del Comitato centrale esistente
+in Palermo, inspirata dai componenti di esso, da notizie partecipate
+da un gregario fin dall&#8217;ottobre 1893.</p>
+
+<p>«1. La congiura che ha la sua manifestazione a mezzo dei
+Fasci dei lavoratori socialisti ha per obiettivo una azione
+politica, protetta e promossa dalla Francia e dalla Russia,
+che hanno di mira lo smembramento della Sicilia dal resto
+d&#8217;Italia;</p>
+
+<p>«2. La Sicilia sarebbe invasa dalla Russia e tenuta da essa
+come base d&#8217;operazione sopra Costantinopoli;</p>
+
+<p>«3. Si promette alla Sicilia un governo libero, indipendente,
+senza oneri, con l&#8217;obbligo però di tenere, nei punti in
+cui vorrebbe la Russia, delle guarnigioni militari;</p>
+
+<p>«4. Non più tardi del maggio 1894 la Francia simulerà un
+passaggio delle Alpi per invadere il Piemonte, nel mentre
+che la Sicilia farà l&#8217;insurrezione socialista, protetta al di fuori
+dalla Francia, la cui flotta terrebbe a bada quella italiana e
+quella inglese, ecc.;</p>
+
+<p>«5. Per aver vivo lo spirito di ribellione in Sicilia si forzeranno
+i soci dei fasci allo sciopero, permodochè esasperati
+dalla miseria, l&#8217;impeto della rivolta sia indomabile;</p>
+
+<p>«6. I Fasci di Sicilia attendono due navi di fucili a retro-carica,
+munizioni e bombe cariche di dinamite;</p>
+
+<p>«7. Si tenterà ancora la rivoluzione dei fasci e di altri
+sodalizi sovversivi delle altre regioni d&#8217;Italia, e quando il
+governo cercherà di riparare per la Sicilia, la Francia tenterebbe
+una spedizione per invadere Roma;</p>
+
+<p>«8. Tutto avrà luogo con rapidità fulminea, che in ciò le
+potenze nemiche posano la maggior fiducia per completamente
+riuscire.<span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span></p>
+
+<p>«9. Si fa assegnamento sulla non intera compattezza dell&#8217;esercito
+italiano, tanto più che la bassa forza ritiensi voglia
+partecipare nelle aspirazioni comuni ed unisone alla redenzione
+del proletario (!);</p>
+
+<p>«10. Il Consiglio generale di tale congiura è composto di
+varii deputati siciliani, fra i quali Colajanni, De Felice Giuffrida
+ed un Granduca (?);</p>
+
+<p>«11. Per ora si è concertato un moto rivoluzionario da
+verificarsi, o nell&#8217;atto in cui venissero sciolti i fasci, o nel
+prossimo inverno, perchè i socii del fascio potessero avere
+agio di approfittare coi saccheggi, e così poter campare fino
+all&#8217;epoca in cui insorgesse con la Sicilia il resto dell&#8217;Italia.
+Tale rivolta che precorrerebbe la generale, si limiterebbe
+alla sola provincia di Palermo, essendo questa ben preparata
+con armi in parti nostrane, in parte a retro-carica e a
+Wetterly, e già i soci del fascio attendono in segreto alla
+formazione delle cartucce;</p>
+
+<p>«12. Si è stabilito che la corrispondenza dei cospiratori
+di tutti i fasci, venga affidata ad appositi pedoni espressamente
+scelti fra i più scaltri e fidi gregari, escluso il mezzo
+postale ed il telegrafo, con eccezione di quest&#8217;ultimo nei casi
+impellenti, ma con la preintelligenza fra i corrispondenti di
+specificare l&#8217;opposto di quello che si dovrebbe manifestare.</p></div>
+
+<div class="sidenote">CERTEZZA ... METAFISICA</div>
+
+<p>Questo rapporto è un brano di romanzo di Ponson
+du Terrail? è una farsa? è una realtà terribile e
+dolorosa? La ritenne cosa comica il sottoprefetto
+di Corleone, che non volle mandarla all&#8217;on. Giolitti
+come desiderava l&#8217;autore; e cosa lontanissima dalla
+serietà la ritenne l&#8217;avvocato fiscale Viesti in una
+interruzione fatta durante la mia deposizione. <i>Altri</i>
+invece, vi prestò piena fede; e il suo autore quando
+il 21 aprile fu richiesto in Tribunale se era sicuro
+che ciò che aveva scritto corrispondesse al vero,
+rispose: <i>ne ho la certezza metafisica</i>! E a domanda
+analoga aggiunge imperterrito: il <i>trattato rivoluzionario
+fu sottoscritto in ottobre 1893</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span></p>
+
+<p>Ebbene: Prefetti, Sotto-prefetti, Questori, Ispettori,
+Delegati, Carabinieri&mdash;che tanto gravi accuse lanciarono&mdash;d&#8217;onde
+e come ne acquistarono la <i>certezza</i>
+più meno <i>metafisica</i>?</p>
+
+<div class="sidenote">LA SORGENTE DELLE NOTIZIE</div>
+
+<p>La grande sorgente delle notizie è la vaga ed
+indeterminata <i>voce pubblica</i>; le esatte e <i>metafisiche</i>
+informazioni vengono da misteriosi quanto comodi
+<i>confidenti</i>. Qualche volta si tentò determinare meglio
+chi fosse la <i>voce pubblica</i>; e il tentativo non
+poteva riuscire più infelice pei suoi portavoce.</p>
+
+<p>Viene un ricco proprietario di Palermo, il Barone
+Valdaura, chiamato dall&#8217;accusa e dichiara di
+saper nulla di nulla, meravigliandosi di vedersi citato.
+Un delegato Zummo riassume la <i>voce pubblica</i>
+di Piana dei Greci nel D. Carnesi, ma questi quantunque
+nemico personale di Barbato, interrogato,
+risponde che nulla disse mai <i>direttamente</i> al Delegato,
+che avrà saputo qualche cosa dai discorsi che
+correvano.</p>
+
+<p>La <i>voce pubblica</i> afferma che Petrina in un dato
+giorno si trovava in Palermo a cospirare col Comitato
+dei <i>Fasci</i>, ma il signor Restivo viene a deporre,
+che proprio in quel giorno il Petrina stava
+nel suo ufficio di <i>Procuratore del Re</i> in Messina, per
+cose che interessavano la giustizia, e si può non
+credere ora alla ubiquità di Sant&#8217;Antonio? Nè sono
+le sole autorità governative a trincerarsi dietro la
+inviolabilità del segreto di ufficio; l&#8217;espediente per
+fare accettare come oro di coppella le proprie invenzioni
+è comodissimo e vi ricorrono anche i privati.
+Migliore, sindaco di Belmonte Mezzagno, ne
+dice tante e così grosse a carico degli imputati,
+negandosi a fare i nomi dei <i>confidenti</i> dai quali le<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span>
+aveva apprese, che il Tribunale si vede costretto
+per salvare la decenza, ad incriminarlo. Un Vernaci
+di Parco assicura in nome della <i>voce pubblica</i> che
+il <i>Fascio</i> locale aspettava comunicazioni per discendere
+armato a Palermo; ma incalzato dalla difesa
+a dare migliori prove dell&#8217;asserto conclude: <i>Ma.....
+non so..... l&#8217;ho inteso a dire..... Però non mi risulta
+affatto.....</i></p>
+
+<div class="sidenote">BEL MODO DI MANDARE IN GALERA I GALANTUOMINI</div>
+
+<p>«Bel modo di mandare in galera i galantuomini!»
+esclama dalla gabbia il povero Nicola Petrina fremendo
+al pensiero che nella terza Italia si fosse
+tornati ai tempi della onnipotenza delle delazioni
+segrete.</p>
+
+<p>Se la <i>voce pubblica</i> e i <i>confidenti</i>&mdash;risulta dal dibattimento&mdash;non
+sono che la espressione genuina
+della menzogna viene invece dimostrato a luce
+meridiana la provocazione poliziesca, la corruzione
+e la falsità di molti e gravi testimoni dell&#8217;accusa.</p>
+
+<p>Premetto che tali arti nefande dei peggiori
+tempi del dispotismo non furono messe in opera
+soltanto nel processo De Felice. Un delegato di
+Pubblica sicurezza si traveste da detenuto per carpire
+rivelazioni a Molinari in carcere.</p>
+
+<p>Un Macciscali, nel processo pei tumulti di Salemi,
+fu corrotto con promesse di denaro e d&#8217;impunità
+per fare false testimonianze. Parecchi testimoni
+risultarono mendaci e reticenti nel processo pei
+fatti di Valguarnera e furono corrotti per fare condannare
+i cittadini egregi, che militavano nella opposizione
+municipale.</p>
+
+<p>Ma tutto ciò che negli altri processi fu incidente,
+nel <i>processo mostruoso</i> divenne sistema. E il
+punto di partenza del medesimo è tipico: il Questore<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span>
+Lucchese chiama Bosco nel suo gabinetto e
+gli dice: <i>ma non sentite dolore di tanti eccidî? Se
+ne sentite affrettate la convocazione del Comitato Centrale
+dei</i> <span class="smcap">Fasci</span>, <i>riunitevi, portate una parola di calma!</i></p>
+
+<p>Bosco, l&#8217;ingenuo! si commove e affretta la riunione,
+quantunque un telegramma del corrispondente
+del <i>Siciliano</i> da Roma, avvisasse dei pericoli; e il Comitato
+mandò quella sola parola di calma che poteva
+mandare.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA RIUNIONE DESIDERATA DAL QUESTORE</div>
+
+<p>Ebbene nella riunione affrettata, <i>voluta</i> e <i>consigliata</i>
+dal questore di Palermo, si trova uno degli
+indizî più forti delle intenzioni criminose degli imputati!
+Nè si dica che il crimine fu trovato nelle
+parole del manifesto.</p>
+
+<p>No! Lo esclude la magistratura, che mandò assolti
+Leone e De Luca, che lo avevano sottoscritto.</p>
+
+<div class="sidenote">LE CREAZIONI DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>Passo sopra alle dinamite, col <i>bollo anarchico</i> e
+di provenienza <i>costituzionale</i>, che la questura scovò
+a Catania<a name="FNanchor_71_71" id="FNanchor_71_71"></a><a href="#Footnote_71_71" class="fnanchor">[71]</a> e vengo alla <i>creazione</i> di lettere e di
+telegrammi che dovevano, nella intenzione degli
+autori, nuocere agli imputati. A carico di De Luca,
+e dopo la sua liberazione, si <i>creano</i> lettere di indubitabile
+altissima origine portanti la intestazione:
+<i>Comitato rivoluzionario</i> e firmate <i>tout bonnement</i>: «Francesco<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span>
+De Luca». Ma il tranello è così volgare ed
+evidente che il De Luca dopo essere stato arrestato
+per la seconda volta, col lusso di un Maggiore dei
+Carabinieri mandato a posta da Palermo a Girgenti,
+viene subito rimesso in libertà.</p>
+
+<p>La lettera di presentazione al direttore del <i>Vero
+Guelfo</i> di Napoli non fu ritenuta sufficiente a provare
+l&#8217;alleanza dei socialisti coi clericali; allora
+si crea una lettera dei clericali.... di Venezia, che
+la dirigono a De Felice in... carcere e nella quale
+il tema discusso è la rivoluzione; e di rivoluzione
+e di <i>sbarchi</i> parla un telegramma anonimo da Palermo
+inviato all&#8217;on. Cavallotti e che l&#8217;occhio vigile
+del Generale Morra di Lavriano lascia allegramente
+passare mentre sequestra il discorso del Procuratore
+generale e i telegrammi commerciali con linguaggio
+convenzionale.</p>
+
+<p>Di testimoni mendaci, reticenti, interessati a mentire
+a danno degli imputati si sa qualche cosa; di
+più se ne saprà del caso della <a name="tn366" id="tn366"></a><span class="correction">Baronessa</span> di Valguarnera,
+che a dire il falso se non fu indotta dalle promesse
+del delegato Munizio, vi fu certo dalla speranza di
+salvare dalla prigione il marito fratello al Cottonaro.
+Il Polizzi, della stessa Valguarnera, narra una
+circostanza a carico di De Felice in quattro modi
+diversi e <i>non sa dire mai la verità, neppure per isbaglio!</i>
+come disse il Presidente del Tribunale di Guerra.</p>
+
+<div class="sidenote">PICO E LAGANÀ</div>
+
+<p>E vengo alla storia edificante di Pico e di Laganà.</p>
+
+<p>Pico è un disgraziato studente di Francofonte. Lo
+arrestano, lo intimidiscono, lo seducono promettendogli
+la libertà immediata se si fa accusatore dei
+suoi amici. Pico, come suggestionato, cede e la sua
+deposizione diviene il perno dell&#8217;accusa. È Pico che<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span>
+scrive a suo padre, <i>mentre era trattenuto in questura</i>:
+«Ho conferito col signor Questore; <i>è una
+persona oltremodo cortese e gentile. Egli mi ha promesso
+che domani verso le 10 probabilmente sarò fuori
+e in libertà. Intanto ha fatto sì che io sia trattato
+bene</i>, ecc., ecc.»</p>
+
+<p>Le <i>promesse</i> sono invenzioni di Pico, anche colla
+buona intenzione di tranquillare la famiglia? No;
+esse portano il bollo morale della questura: Lucchese
+confessò innanzi al Tribunale, che lesse la
+cartolina prima di spedirla. E Pico, contro i regolamenti,
+in prigione viene chiamato col falso nome
+di Araldi. Ma Pico si ravvede, si pente dell&#8217;infamia
+commessa resta in prigione e si guadagna una
+condanna, che può valere a riabilitarlo.</p>
+
+<p>Giorgio Laganà, è un povero sarto di Napoli,
+pochi giorni prima della proclamazione dello stato
+di assedio va a Palermo a nome degli amici del
+Continente per mettersi di accordo coi siciliani per
+la rivoluzione. Non c&#8217;erano accordi di sorta alcuna
+da prendere e tornato a Napoli, dopo l&#8217;arresto di
+De Felice e Compagni, viene ghermito della polizia,
+che lo induce a nuove delazioni contro il Comitato
+centrale dei <i>Fasci</i>. E Laganà accetta; e Laganà
+piangendo fa la storia della propria delazione innanzi
+al Tribunale di Napoli il 12 marzo 1894: «i
+delegati, che lo arrestarono, egli narra, mentre
+aveva <i>fame e freddo</i> lo rifocillarono, lo sedussero
+promisero e dettero soccorsi alle sue figliuole, che
+avevano più <i>fame</i> di lui!» E basta con queste
+menzogne, con queste insinuazioni, con questo fango...</p>
+
+<p>La sorgente delle accuse contro gl&#8217;imputati del
+processo mostruoso era impura; ma i rivoli che furono<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[368]</a></span>
+raccolti nell&#8217;atto di accusa della Camera di
+Consiglio del Tribunale penale di Palermo prima e
+poscia nella requisitoria dell&#8217;avvocato Fiscale presso
+il Tribunale militare&mdash;che ne fu la copia, giacchè
+l&#8217;avvocato Fiscale dichiarò che non avrebbe tenuto
+conto delle risultanze del dibattimento orale bastandogli
+il processo scritto.&mdash;vennero maggiormente
+intorbidati e inquinati da uno spirito più che farisaico,
+loiolesco.</p>
+
+<div class="sidenote">TUTTO, PURCHÈ CONTRO GLI IMPUTATI</div>
+
+<p>L&#8217;on. De Felice, forse per sentimento cavalleresco
+o per abilità, attribuì all&#8217;atto di accusa e alla requisitoria,
+che ne fu la parafrasi, dei meriti che non
+ha; può essere un laberinto all&#8217;interno, come egli
+la qualificò, ma non è certo un magnifico edificio
+all&#8217;esterno. L&#8217;una e l&#8217;altra, e con esse la sentenza
+furono vuote, fiacche, sconnesse. La logica adoperata
+avrà potuto essere efficace per convincere i
+militari, che nè la logica nè il diritto hanno <a name="tn368" id="tn368"></a><span class="correction">studiato</span>;
+avrebbe fatto sorridere qualunque giurista,
+qualunque pensatore uso a ragionare sui dati di
+fatto e ad indurre dai medesimi. Con sì strana logica
+si generalizza da un singolo caso, si esagerano
+i fatti reali, degli stessi fatti reali si sconvolge
+l&#8217;ordine di successione, si stacca una frase da un
+discorso e da una lettera alterandone, mutandone
+il significato, si induce da una ipotesi, si asserisce
+gratuitamente, si mutila, si contorce, si adultera
+ogni pensiero e s&#8217;interpreta capricciosamente ogni
+fatto purchè si possa rivolgere contro gl&#8217;imputati.</p>
+
+<p>Per esempio, il solo Cassisa scrive a Montalto
+chiamando il duca degli Abbruzzi un <i>farabutto savojardo</i>?
+E nell&#8217;ordinanza si afferma che <i>non ci fu<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[369]</a></span>
+mai</i> inaugurazione di <i>Fasci</i> senza un discorso violento
+contro i farabutti di Casa Savoia. Nella sola
+Valguarnera vi furono rapine? Le rapine, per aggravare
+le tinte, si dicono avvenute dovunque ci
+furono tumulti.</p>
+
+<p>A Gibellina si uccide il pretore, a Pietraperzia
+si devasta? Si dimentica di ricordare che l&#8217;uccisione
+e la devastazione <i>seguono</i> al massacro dei
+contadini e che rappresentano, perciò, la esplosione
+di una indignazione se non giusta, certo spiegabile.</p>
+
+<p>Si trova uno scritto di De Felice in cui si parla
+di regicidio? Si tace di tutto il resto dello scritto,
+ch&#8217;erano gli appunti per un discorso sulla rivoluzione
+francese, e si afferma che il deputato di Catania
+professa ed approva il regicidio. E questa abile
+ma disonesta tattica si eleva a sistema, presentando,
+tra le migliaia di lettere sequestrate agli imputati,
+solo quelle, che potevano loro riuscire nocive
+e sopprimendo le altre che avrebbero potuto
+costituire la loro difesa.</p>
+
+<p>Ancora. I socialisti si riuniscono a banchetto all&#8217;Acquasanta,
+e la polizia illegittimamente vuole intervenirvi
+provocando.</p>
+
+<p>Petrina, ironicamente, parla da commendatore alla
+Tanlongo in senso monarchico; e la polizia induce
+che se mutossi discorso è segno che il soggetto della
+discussione precedente era criminoso. Cipriani risponde
+a De Felice questo e quest&#8217;altro? e il pubblico
+accusatore induce che De Felice <i>avrà dovuto</i> scrivergli
+in questo o quell&#8217;altro senso.</p>
+
+<div class="sidenote">ASSERZIONI E DEDUZIONI GRATUITE</div>
+
+<p>Le gratuite asserzioni poi abbondano. Si afferma,
+senza un solo minimo elemento di dimostrazione,<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[370]</a></span>
+che nel Comitato interprovinciale dei Fasci c&#8217;era
+un misterioso sotto-comitato di azione, più misterioso
+del Consiglio dei Dieci. Il popolo grida: <i>Viva
+il Re! Abbasso le tasse!</i> e il pubblico accusatore
+asserisce che quei gridi erano una lustra, e che in
+fondo si voleva e si preparava una rivoluzione politica
+generale. E così di seguito.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA CIRCOSTANZA CAPITALE</div>
+
+<p>L&#8217;ordinanza, la requisitoria, la sentenza talora si
+contraddicono, e che, nell&#8217;insieme, l&#8217;orditura dell&#8217;accusa
+sia stata sfasciata, distrutta vittoriosamente dal
+dibattimento pubblico, risulta all&#8217;evidenza da questa
+circostanza capitale: l&#8217;avvocato fiscale sentì il bisogno
+di dichiarare che non intendeva avvalersi
+delle risultanze del dibattimento e che gli bastavano
+quelle del processo scritto. È enorme, ma... naturale!
+Il processo scritto gli <i>bastava</i>, perchè il processo
+orale aveva annientato il primo; ma al processo
+orale, abbandonati i metodi da Sant&#8217;Uffizio, si accorda
+oggi la preminenza per unanime consenso
+dei giuristi, non escluso Francesco Crispi, e col
+processo orale, l&#8217;on. De Felice con logica stringentissima
+fece l&#8217;auto-demolizione dell&#8217;accusa.</p>
+
+<p>La demolizione già apparve evidente assai prima
+che il dibattimento fosse terminato; e quindi l&#8217;avvocato
+fiscale Soddu-Millo, forse convinto di non
+potere sostenere l&#8217;accusa e non essendogli lasciata
+la libertà di ritirarla&mdash;così è lecito supporre&mdash;a
+mezzo processo, aiutato da un lieve incomodo, si
+dette per ammalato e si fece sostenere dal Cireneo...
+Viesti. Onde il De Felice, con ammirabile ironia,
+«manda un saluto al Cav. Soddu-Millo, <i>che ebbe
+la rara fortuna di ammalarsi in tempo</i>!...»</p>
+
+<p>La inconsistenza e la irragionevolezza della ordinanza,<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[371]</a></span>
+della requisitoria e della sentenza risultano
+meglio collo esame critico delle principali accuse,
+cui furono fatti segno i <i>Fasci</i> e il Comitato Centrale.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;AVV. FISCALE E LE CALUNNIE DELLA POLIZIA</div>
+
+<p>L&#8217;avvocato fiscale facendo sue le calunnie della
+polizia volle disonorare la massa dei <i>Fasci</i> mettendo
+in luce la preponderanza numerica, che vi avevano
+i delinquenti. Non accettò la proporzione del Commendatore
+Lucchese, che poteva essere denunziata
+soltanto da un ignorante qual&#8217;è il questore di Palermo;
+ma fece della statistica giudiziaria e portò i
+delinquenti dei sodalizî odiati a 1645.</p>
+
+<p>Il De Felice abilmente accettò la cifra, la mise
+in rapporto con l&#8217;altra ammessa dall&#8217;accusa del numero
+dei socî dei <i>Fasci</i>, e facendo le proporzioni coi
+<i>deplorati</i> della Camera dei Deputati, indusse che tra
+i lavoratori la moralità era quindici volte maggiore,
+che tra i deputati. E il confronto sarebbe riuscito
+più concludente in favore dei <i>Fasci</i> se posto tra
+questi e i commendatori e cavalieri del regno d&#8217;Italia;
+con questa differenza che i delinquenti operai
+per piccoli reati vanno in galera; i commendatori
+delinquenti vanno fino in Senato.</p>
+
+<p>L&#8217;esame delle statistiche giudiziarie, del resto, che
+ho intrapreso per alcune località della Sicilia, quando
+seppi delle stolte asserzioni del Prefetto De Rosa,
+mi convinsero che durante il 1893 nelle provincie
+dove erano numerosi i <i>Fasci</i>, o non vi fu aumento
+della criminalità o non superò quello del resto d&#8217;Italia,
+dovuto alle generali cause sociali.</p>
+
+<p>A Corleone, poi, secondo l&#8217;avv. Riolo, la costituzione
+del <i>Fascio</i> fece diminuire la delinquenza; e
+così avvenne in altri luoghi.</p>
+
+<p>Da questa accusa generica e che riguardava la<span class="pagenum"><a name="Page_372" id="Page_372">[372]</a></span>
+collettività passiamo a quella speciale, che si fece
+pesare sui membri del Comitato Centrale: l&#8217;accusa
+di <i>alto tradimento</i> fondata sull&#8217;oro straniero&mdash;leggi,
+<i>francese</i>&mdash;e sulla cessione di una parte del territorio
+a ipotetici futuri nemici del regno.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ORO STRANIERO</div>
+
+<p>Si rise della cessione di un porto della Sicilia
+alla Russia, stipulata nel trattato di... Bisacquino;
+e della cessione della Sicilia... all&#8217;Inghilterra; ma
+l&#8217;Italia tutta si indignò contro il Deputato di Catania
+e i suoi complici, che si erano lasciati corrompere
+dall&#8217;<i>oro straniero</i>. Questa calunnia fa capolino in
+numerosi rapporti della polizia e nelle testimonianze
+dei più alti accusatori.</p>
+
+<p>Il Prefetto De Rosa, accettando per Vangelo le
+sciocchezze dei carabinieri di Acquaviva, fa dire a
+Bosco che denari non ne mancavano, perchè ne
+venivano dalla Francia, dalla Germania, ecc. Si
+afferma che Bosco e De Felice lasciarono somme a
+Balestrate e a Monreale; che una amica di Barbato,
+aveva accennato a soccorsi francesi; che
+fossero stati pagati i viaggi di Cottonaro da Valguarnera...
+Al questore Lucchese risulta che i fondi
+vengono dall&#8217;estero, specialmente dal partito socialista
+germanico; all&#8217;ispettore Marzullo consta che i
+membri del Comitato erano sovvenuti <i>largamente</i>
+da mano ignota. Di grosse somme venute dall&#8217;estero
+parla l&#8217;ispettore Gallegra; e supera tutti l&#8217;ispettore
+Castellini, che precisa che il denaro col quale Bosco,
+Barbato e C.i se la scialavano in <i>pranzi e bagordi</i>
+veniva dalle 32000 lire che De Felice portò dal suo
+convegno col Cipriani a Marsiglia.</p>
+
+<div class="sidenote">GLI ACCUSATI SONO NELLA MISERIA</div>
+
+<p>Che cosa rimase di tali turpissime accuse? Nulla:
+documenti e testimonianze irrefragabili distrussero<span class="pagenum"><a name="Page_373" id="Page_373">[373]</a></span>
+la indegna calunnia. Comincio dai piccoli. Consta
+a me che Cottonaro da Valguarnera era tanto fornito
+di mezzi, che viaggiava a piedi e mangiava
+per carità altrui.</p>
+
+<p>Il lusso di Bosco fece ridere tutta Palermo. Lo
+stesso Bosco in data 11 novembre 1893 scrive a
+Montalto in Trapani: «Di <i>mezzi</i> noi ne abbiamo
+<i>meno di te</i>; perchè, eccettuato Baucina che paga
+<i>solamente</i> le passività del giornale, tutti gli altri
+sono socialisti da burla. Il solo Tasca diede 500
+lire per la cassa centrale e 100 per gli arrestati.
+La cassa centrale serve per le spese di posta e
+di telegrammi, non indifferenti dati i momenti che
+attraversiamo.»</p>
+
+<p>Egli vendette alcuni vestiti per potere scappare!</p>
+
+<p>Quanti ne avesse il Montalto si rileva da sue
+lettere da Palermo a Curatolo. Il 27 maggio 1893
+gli scrive:</p>
+
+<p>«Andrò al Congresso di Reggio Emilia <i>ricorrendo
+per denaro agli amici</i>, naturalmente a titolo di prestito.»</p>
+
+<p>E in data del 25 gli aveva scritto: «... le cambiali
+fatte per sostenere il giornale <i>Il Mare</i> scadono
+e <i>non so come far fronte</i>....»</p>
+
+<p>Ci saranno almeno le 32000 lire date da Cipriani
+a De Felice. Sì! Cipriani ne aveva tanti quattrini
+da dare agli altri, che ne chiede a Bensi, il quale gli
+manda lire 60, sequestrate dalla polizia; ne aveva
+tanti che domanda <i>cento</i> lire a De Felice.... per
+venire in Sicilia!</p>
+
+<p>Della calunnia non rimane traccia alcuna; rimane
+invece assodata questa dolorosa verità: gli accusati
+sono nella miseria e nella più squallida miseria<span class="pagenum"><a name="Page_374" id="Page_374">[374]</a></span>
+rimasero le loro famiglie. La calunnia era tanto
+ignobile, che quando Bosco, accompagnato da un
+suo amico va a protestare presso il Questore Lucchese
+contro la voce dell&#8217;<i>oro straniero</i>, specialmente
+<i>francese</i>, che gli agenti spargevano e che la stampa
+raccoglieva, il questore ipocrita lo rassicura. L&#8217;accusa
+infine, era tanto falsa, che l&#8217;Avvocato fiscale
+nella sua requisitoria la ritirò, per non coprire di
+ridicolo sè stesso. Ma la calunnia aveva circolato
+liberamente per sei lunghi mesi ed aveva fatto la
+sua opera!</p>
+
+<div class="sidenote">LA COSPIRAZIONE</div>
+
+<p>Se l&#8217;accusa battè in ritirata su questo punto, insistette
+maggiormente nella imputazione di cospirazione
+politica per alcuni e di eccitamento alla
+guerra civile per tutti; precisamente i reati pei quali
+furono condannati i socialisti del processo mostruoso.</p>
+
+<p>Furono condannati sì; ma contro ogni norma di
+diritto e contro tutte le risultanze di fatto.<a name="FNanchor_72_72" id="FNanchor_72_72"></a><a href="#Footnote_72_72" class="fnanchor">[72]</a></p>
+
+<p>Anzitutto perchè ci sia la cospirazione, secondo
+il Codice penale, occorre il concerto stabilito e conchiuso,
+l&#8217;unicità dello scopo, la risoluzione di agire
+al fine di far sorgere in armi gli abitanti contro i
+poteri dello Stato e i mezzi idonei per raggiungere
+lo scopo. Tutto ciò, naturalmente, viene ammesso
+dall&#8217;ordinanza, dalla requisitoria della sentenza.</p>
+
+<p>Esistevano, risultarono del processo questi estremi,
+che costituiscono la cospirazione? No!</p>
+
+<p>L&#8217;esame dei documenti, che l&#8217;accusa ritenne decisamente<span class="pagenum"><a name="Page_375" id="Page_375">[375]</a></span>
+compromettenti, esclude il <i>concerto stabilito
+e conchiuso</i>; e questi documenti vengono rappresentati
+dalle lettere di Cipriani e di De Felice
+e dal famoso cifrario.</p>
+
+<p>Cipriani scrive a De Felice: «Se mai <i>farai o tenterai</i>
+qualche cosa, spero penserai a me.» Avrebbe
+potuto scrivere ciò se fosse stato a parte di una cospirazione
+e se cospirazione vi fosse stata?</p>
+
+<p>Cipriani continua: «<i>Dimmi qualche cosa.</i>» Dunque
+egli non sa nulla! Cipriani gli annunzia «che
+sta <i>sulle spine e che ha bisogno più di frenare se stesso</i>,
+anzichè di frenare gli altri.» Non è evidente che
+De Felice lo aveva pregato di <i>frenare</i> gli altri?</p>
+
+<p>C&#8217;è di più. Cipriani domanda a De Felice: «<i>Perchè
+non scrivi?</i> Eppure se <i>i giornali non mentiscono</i>
+vi sarebbe di che.» Non prova questo che il più
+temuto fautore della cospirazione apprende le notizie
+dai giornali piuttosto che dal complice?</p>
+
+<p>La premura, la diligenza di un altro complice,
+viene luminosamente dimostrata da questo altro
+brano di una lettera dello stesso Cipriani a De Felice:</p>
+
+<p>«Scrissi a Bosco e non si è <i>neanche degnato di
+rispondermi</i>. Poverino!» E questa lettera porta la
+data del 1º gennaio, cioè della vigilia della rivoluzione!</p>
+
+<div class="sidenote">ACCORDO SINGOLARISSIMO</div>
+
+<p>Quando si pensa alla importanza assegnata dal
+processo al Cipriani non si può fare a meno di sorridere
+pensando all&#8217;accordo singolarissimo, che esisteva
+tra questi non meno singolari cospiratori!
+Quanto poi i tumulti di Sicilia fossero la conseguenza
+della coordinata direzione dei cospiratori<span class="pagenum"><a name="Page_376" id="Page_376">[376]</a></span>
+con non minore evidenza emerge da ciò che il De
+Felice scrive a una sua amica:</p>
+
+<p>«<i>Giungono notizie di gravi disordini dalla provincia.</i>»
+Dunque quei disordini erano per lui cosa
+nuova; e lo erano ancora il 1º gennaio, quando
+gliene scrive, provando che non erano stati da lui
+preparati.</p>
+
+<p>Questo il contenuto dei più terribili documenti
+dell&#8217;accusa: si pensi cosa erano gli altri!</p>
+
+<div class="sidenote">IL CIFRARIO DI DE FELICE</div>
+
+<p>Uno ce n&#8217;è, però, che mostra le ree intenzioni di
+De Felice: il cifrario. Sia: De Felice lo compilò
+per servirsene a fini criminosi. Ma oltre <i>l&#8217;intenzione</i>,
+che non è punibile se rimane esclusivamente tale
+senza un principio di esecuzione, c&#8217;è un dato che
+può giovare all&#8217;accusa? Se ne servì mai il suo autore?
+Mai. Ne fu trovata copia corrispondente presso
+altri complici? Nessuna. Fu adoperato pei casi di
+Sicilia? Neppure: De Felice lo lascia a Roma, dove
+viene sequestrato, dopo ch&#8217;era stato arrestato a Palermo.</p>
+
+<p>Se il concerto sfuma, non possono restare <i>i mezzi
+idonei</i> per raggiungere i fini della cospirazione.</p>
+
+<p>Quali sono <i>i mezzi idonei e determinati</i>? Le armi
+e il denaro.</p>
+
+<p>Che siano indispensabili <i>i mezzi idonei e determinati</i>
+risulta dai precedenti giudiziari. Il giurì di Bologna
+nel 1874 assolse Costa e gl&#8217;internazionalisti
+pei moti d&#8217;Imola e di Persiceto, perchè fu riconosciuta
+la inidoneità dei mezzi. Il giurì è di manica
+larga? Ma il suo responso venne corroborato dalla
+sentenza della Corte di appello di Trani (18 marzo
+1875) relativa ai moti del Barese. Dunque secondo
+il Codice e secondo la giurisprudenza perchè il<span class="pagenum"><a name="Page_377" id="Page_377">[377]</a></span>
+reato di cospirazione ci sia occorrono i mezzi idonei:
+armi e denaro.</p>
+
+<div class="sidenote">LE ARMI!</div>
+
+<p>In quanto alle armi, nel nostro caso, le hanno
+cercate dapertutto e non le hanno mai e in nessun
+luogo trovate. Il questore Lucchese in un rapporto
+del 16 dicembre scrive:</p>
+
+<p>«<i>Il mio studio è rivolto a scovrire dove trovasi un
+deposito di armi e di materie esplodenti.</i>» Ebbene egli
+<i>studia</i> ancora e non ha ancora trovato il deposito.</p>
+
+<p>Sappiamo che non è stata più fortunata la polizia
+nella ricerca del denaro: ha cercato l&#8217;<i>oro francese</i>,
+e non ha trovato che la miseria grande onesta
+dei cospiratori.</p>
+
+<p>E in quanto a questi mezzi idonei e determinati&mdash;alle
+armi e al denaro&mdash;la situazione viene brillantemente
+riassunta da una lettera di Cipriani nella
+quale egli dice: «<i>Siamo senza un fucile, senza un
+centesimo!</i>»</p>
+
+<p>Qualche cosa, però, trovarono gli agenti della
+polizia, i magistrati, l&#8217;avvocato fiscale, i giudici del
+tribunale militare: un delegato trova certi pericolosi
+bastoni bianchi, un altro le <i>coccarde</i> dei socî dei
+<i>Fasci</i>; quello di Monreale trova l&#8217;<i>acqua calda</i>; l&#8217;eroe
+di Bisacquino scopre un <i>vetterly</i>; il comodo e misterioso
+signor Peter promette armi a De Felice....
+già in carcere; l&#8217;avvocato fiscale vede i mezzi <i>nella
+organizzazione dei lavoratori</i>.</p>
+
+<p>Contro i battaglioni serrati e contro i cannoni
+dovevano riuscire efficacissimi tali <i>mezzi idonei e
+determinati</i>; Turpin per distruggere gli eserciti non
+potrebbe inventarne di più terribili.</p>
+
+<div class="sidenote">TRIBUNALE SAPIENTE</div>
+
+<p>Non se ne accontentò che in parte il sapiente<span class="pagenum"><a name="Page_378" id="Page_378">[378]</a></span>
+Tribunale di guerra&mdash;che in fatto di efficacia dei
+mezzi distruttivi se ne doveva intendere&mdash;e sentenziò:
+«è vana la ricerca delle armi, inutile il provare
+la mancanza di depositi di armi, vana la
+ricerca della maggiore o minore vendita di esse,
+<i>perchè le risoluzioni si fanno anche senza armi,
+come s&#8217;è visto nei tumulti nei quali combatterono con
+bastoni e con sassi</i>.»</p>
+
+<p>Combatterono!</p>
+
+<p>Il Tribunale non poteva mostrarsi più <i>sapiente</i>
+nelle storiche e politiche discipline confondendo i
+<i>tumulti</i> con le <i>rivoluzioni</i>; inchiniamoci riverenti innanzi
+a lui e procediamo oltre.</p>
+
+<p>E procediamo oltre concedendo ciò che in verun
+modo è dimostrato: concediamo che ci sia stata la
+cospirazione con tutti i suoi estremi: concerto, unità
+d&#8217;intenti, mezzi idonei e determinati per conseguirli.
+Anche in questo caso nè il processo era giustificabile,
+nè la condanna era conforme a giustizia secondo
+i Codici.</p>
+
+<p>Un&#8217;alinea dell&#8217;art. 134 del Codice Penale stabilisce:
+«<i>va esente da pene chi receda dalla cospirazione politica
+prima che si cominci l&#8217;esecuzione del delitto e
+prima che sia iniziato il procedimento.</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">IL RECESSO DALLA COSPIRAZIONE</div>
+
+<p>Ora dato che cospirazione ci fosse stata, l&#8217;esecuzione
+non era cominciata per confessione stessa del
+magistrato ordinario che istruì, e del Tribunale militare
+che giudicò, poichè non venne imputato agli
+accasati alcuno degli attentati politici previsti dagli
+articoli 104, 117, 118, 120 e 128 del Codice penale
+e vi fu il <i>recesso</i> prima che fosse iniziato il procedimento,
+col manifesto del 3 gennaio.</p>
+
+<p>L&#8217;ordinanza della Camera di Consiglio che sentiva<span class="pagenum"><a name="Page_379" id="Page_379">[379]</a></span>
+di non potere rinviare i socialisti innanzi il
+Tribunale militare non considera il manifesto come
+un <i>recesso</i>, ma lo chiama un&#8217;<i>abile ritirata</i> e ne adultera
+il significato considerandolo come un <i>recesso
+dall&#8217;attentato, giammai dalla cospirazione</i>, tanto più
+che gli accusati <i>sono rimasti più affratellati che prima</i>.</p>
+
+<p>E che cosa significa recesso <i>dall&#8217;attentato</i> se di <i>attentato</i>
+non furono mai accusati gl&#8217;imputati? E perchè
+non smettere ogni ipocrisia dichiarando con franchezza
+che lo <i>affratellamento</i> equivale a <i>cospirazione</i>?
+Tali loiolesche distinzioni non possono che disonorare
+sempre più una magistratura, che ha perduto
+ogni prestigio e che è venuta meno alla sua funzione,
+non sapendo che <i>rendere servigi</i> al governo.
+Il compianto Eula oramai, si affretterebbe sdegnato
+ad uscirne.</p>
+
+<p>E non si può che disprezzare di più questa magistratura
+che il <i>recesso dalla cospirazione</i> tramuta
+capricciosamente in recesso <i>dall&#8217;attentato</i> e che il
+contorcimento illegittimo aggrava colla menzogna,
+perchè insinua con volgare indeterminatezza di frasi
+e di pensiero che il manifesto, l&#8217;<i>abile ritirata</i>, sia
+stata suggerita dalle energiche misure del governo,
+dallo Stato di assedio e dall&#8217;arrivo delle forze militari.</p>
+
+<p>No, o illustri Iaghi della magistratura: la vostra
+rimane una menzogna.</p>
+
+<p>Il manifesto precedette la proclamazione dello
+Stato di assedio e lo sappiamo dalle spie del governo,
+che ci dissero dell&#8217;animata discussione tra
+De Felice, che voleva favorire il movimento e gli
+altri membri del Comitato, che volevano e riuscirono
+a fare accettare al primo il consiglio della<span class="pagenum"><a name="Page_380" id="Page_380">[380]</a></span>
+calma; il manifesto non potè essere imposto dal
+timore dell&#8217;arrivo delle forze militari, perchè queste
+non furono in Sicilia che verso la metà di gennaio,
+quando già gli accusati erano in prigione da parecchi
+giorni, sotto processo e predestinati alla
+condanna.</p>
+
+<p>Rimanga dunque a voi tutta l&#8217;onta dell&#8217;opera
+vostra o magistrati degni di una istituzione che
+muore!</p>
+
+<p>Non contenta del contorcimento tormentoso del
+significato dei fatti, per farli entrare nelle maglie
+del Codice penale; non contenta del mendacio per
+togliere ad essi il valore, che non osano negare;
+la magistratura di Palermo completò l&#8217;opera sua
+colla manifesta contraddizione nelle accuse. Temendo
+che la preda potesse sfuggirle pel capo della <i>cospirazione</i>,
+le imputa anche lo <i>eccitamento della guerra
+civile</i>.</p>
+
+<p>L&#8217;accusa contemporaneamente portata su di alcune
+delle vittime designate non la esamino dal
+lato giuridico, poichè qui è evidente che se c&#8217;era
+<i>cospirazione politica</i> non ci potea essere <i>eccitamento
+alla guerra civile</i>: un reato esclude l&#8217;altro; ma passando
+sopra alla contraddizione in cui incorsero e
+istruttoria, e requisitoria e sentenza che tra i due
+reati contraddicentesi videro un nesso come tra
+causa ed effetto, bisogna dimostrare che di <i>eccitamento
+alla guerra civile</i>, da per sè solo, non erano
+colpevoli gli accusati.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PAROLA RIVOLUZIONE</div>
+
+<p>Anzitutto, si rilevi che si volle trovare un <i>substratum</i>
+per l&#8217;accusa nelle ripetute dichiarazioni in
+favore della <i>rivoluzione</i> senza considerare che, dinanzi
+alla filosofia della storia ed alla politica, questa<span class="pagenum"><a name="Page_381" id="Page_381">[381]</a></span>
+parola ha un significato ben diverso da quello connesso
+all&#8217;atto materiale, che si compie per rovesciare
+un governo. Si dicono convinti rivoluzionarî tutti i
+socialisti marxisti, che rifuggono dai tumulti e dalle
+violenze; e tali si dicono impunemente nei discorsi,
+nei giornali, nei libri. Perchè non processare tutti
+coloro che rivoluzionarî in tale senso si proclamano?
+E in tale senso il più grande reo in Italia fu Giuseppe
+Ferrari, che scrisse sinanco la <i>Filosofia della
+rivoluzione</i> e che invece di essere tradotto sullo
+sgabello degli accusati, venne innalzato agli onori
+del Senato, non ancora prostituito.</p>
+
+<div class="sidenote">BISOGNA AVER FEDE NEL PARLAMENTARISMO</div>
+
+<p>Nel De Felice non solo si volle colpire il <i>rivoluzionario</i>,
+ma anche colui, che non ha fede nel <i>parlamentarismo</i>.</p>
+
+<p>Ciò fecero, perchè i giudici non frequentarono
+mai Montecitorio; se lo avessero frequentato o non
+avrebbero imputato a colpa del rappresentante di
+Catania questa sua mancanza di fede nel parlamentarismo,
+o avrebbero fatto una retata di deputati di
+lui più scettici e avrebbero dovuto sopratutto fare
+il processo alla memoria di Agostino Depretis.</p>
+
+<p>Ma De Felice non è semplicemente questo sereno
+osservatore del corso degli avvenimenti, che inneggia
+alla rivoluzione come complemento necessario,
+fatale, di una serie di trasformazioni economiche,
+politiche e morali; no, egli ha predicato la rivoluzione
+materiale e immediata: lo ha <a name="tn381" id="tn381"></a><span class="correction">fatto</span> a Pedara.
+Egli a Pedara ripetè i versi popolari:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">A rivederci maschere pagate.<br /></span>
+<span class="i0">A rivederci illustri mangiapani,<br /></span>
+<span class="i0"><i>A rivederci sulle barricate!</i><br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Oh! perchè dunque non si processa l&#8217;autore di<span class="pagenum"><a name="Page_382" id="Page_382">[382]</a></span>
+questi versi incendiarî e si lascia Olindo Guerini
+ai suoi studî prediletti? perchè non si processa Giosuè
+Carducci che versi più pericolosi scrisse prima
+che ponesse piede a Palazzo Madama? Perchè non
+si allontana dall&#8217;insegnamento inteso a formare
+le madri italiane, Ada Negri, che ha eccitato alla
+ribellione contro il mondo borghese, <i>mondo d&#8217;oche e
+di serpenti, mondo vigliacco</i>? perchè non si mandarono
+e non si mandano in galera le migliaia d&#8217;italiani,
+che ripeterono e ripetono le fatidiche parole
+di Beppe Giusti sull&#8217;invocato <i>Dies irae</i>?</p>
+
+<div class="sidenote">CASO STRANO...</div>
+
+<p>Ma vedi caso strano: dovunque vanno i pericolosi
+eccitatori, dovunque esercitano indiscutibile e forte
+influenza, ivi si conserva la calma e non viene turbato
+l&#8217;ordine. Dunque eccitarono alla calma! Gli eccitatori,
+i sobillatori hanno pronunziato centinaia di
+discorsi; ma non si trova da incriminare che quello
+di Casteltermini, per cui la Camera di Consiglio del
+Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a procedere,
+e l&#8217;altro di Pedara... pei versi dello Stecchetti.
+E chiunque ha parlato alle masse, improvvisando,
+forse anche Rugero Bonghi&mdash;non si dica
+poi se parla Francesco Crispi&mdash;raramente evita gli
+scatti improvvisi, le frasi roventi, gli appelli all&#8217;azione
+energica salutare, necessaria. E l&#8217;applauso caloroso,
+sincero, spontaneo che accoglie le parole vibrate
+dell&#8217;oratore lo eccitano, lo trascinano irresistibilmente
+verso maggiore accentuazione di frasi. Solo
+i magistrati italiani ignorano questi elementi notissimi
+di psicologia popolare e questi fenomeni di contagio
+psichico, che talora trascinano i più miti.</p>
+
+<p>Si svolgono numerosi i processi innanzi i Tribunali
+militari e fra tanti sobillatori non se ne trovano<span class="pagenum"><a name="Page_383" id="Page_383">[383]</a></span>
+che due soli socialisti, aderenti o dirigenti il moto
+dei <i>Fasci</i>: l&#8217;avv. Sparti a Misilmeri, che fu assolto;
+B. Verro per Lercara, che venne condannato colle
+prove che furono esposte nel precedente capitolo.</p>
+
+<p>La connessione diretta tra lo eccitamento dei sobillatori
+e i moti di Sicilia si volle maggiormente
+riconoscere nell&#8217;azione di De Felice, e con una smemorataggine
+sorprendente si dimenticò che il colpevole
+nel periodo più agitato e dei più frequenti
+tumulti, dal 20 Novembre al 28 Dicembre, non si
+mosse da Roma.</p>
+
+<div class="sidenote">I MANIFESTI</div>
+
+<p>E c&#8217;è di più. Il manifesto del Comitato centrale
+col quale si consiglia la calma non è atto isolato o
+semplicemente palese e destinato ad ingannare le
+vigili autorità politiche; no, dal processo risulta che
+altri manifesti precedettero il primo e nello stesso
+senso e che le lettere private sono inspirate agli
+stessi sensi.</p>
+
+<p>L. Macchi, vice presidente del <i>Fascio</i> di Catania,
+ritenuto il più fedele interprete di De Felice, in
+data del 31 Dicembre, prima della riunione del Comitato,
+aveva diramato questa lettera caratteristica:</p>
+
+<div class="blockquot"><p class="smaller">
+FASCIO DEI LAVORATORI </p>
+
+<p class="smaller exi">CATANIA</p>
+
+
+<p class="data">Catania, 31 dicembre 1893.</p>
+<p class="exi"><i>Egregio Compagno,</i><br />
+</p>
+
+<p>L&#8217;inaugurazione del <i>Magazzino Cooperativo della Scuola
+Industriale</i> è stata rimandata alla seconda domenica di gennaio.</p>
+
+<p>Il presidente mi scrive da Palermo che egli deve fermarsi
+sino a tutto il giorno 3 in quella città, in seguito ai deplorevoli
+e dolorosi fatti accaduti in diversi Comuni della Sicilia.</p>
+
+<p>Dopo la riunione del Comitato, egli sarà qui e stabiliremo
+tutto di accordo con lui.<span class="pagenum"><a name="Page_384" id="Page_384">[384]</a></span></p>
+
+<p>Colgo quest&#8217;occasione, intanto, per pregarvi, anche a suo
+nome, avendomene egli dato speciale incarico, di consigliare
+a tutti la calma più assoluta.</p>
+
+<p>Come vedete, sono moti dovuti alla fame ed all&#8217;influenza
+dei partiti locali, non agl&#8217;ideali, e il Fascio dei lavoratori di
+Catania non può che sconsigliare moti incomposti.</p>
+
+<p class="exi">
+<i>Compagni,</i><br />
+</p>
+
+<p>Siate calmi! È questo il momento di dimostrare all&#8217;Italia
+che noi siamo tutt&#8217;altro che sobillatori.</p>
+
+<p class="data">
+Il Vice Presidente<br />
+<i>Luigi Macchi</i>.<br />
+</p></div>
+
+<p>E in una lettera di Cipriani a De Felice si legge:
+«fa, <i>come consigli</i> nella tua lettera, di evitare scatti
+inopportuni, le generali impazienze, le manifestazioni
+intempestive.»</p>
+
+<p>Come i magistrati, l&#8217;avvocato fiscale e il Tribunale
+militare che ripetutamente <i>supposero</i> ciò che
+<i>aveva dovuto</i> scrivere De Felice a Cipriani, non si
+accorsero&mdash;qui, che la cosa era evidente&mdash;che De
+Felice aveva <i>sconsigliato</i> quegli avvenimenti di cui
+si volle renderlo responsabile?</p>
+
+<div class="sidenote">IL MANIFESTO DEL 3 GENNAIO</div>
+
+<p>Da tutto ciò emerge che il manifesto del 3 gennaio
+nè era un atto isolato, nè una manifestazione
+pubblica intesa a mascherare macchinazioni segrete:
+il consiglio alla calma rispondeva a tutto il metodo
+adottato ed era stato manifestato in pubblico e nelle
+lettere intime più efficaci, perchè non si vede in esse
+alcun <i>arriere pensèe</i>.<a name="FNanchor_73_73" id="FNanchor_73_73"></a><a href="#Footnote_73_73" class="fnanchor">[73]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_385" id="Page_385">[385]</a></span></p>
+<div class="sidenote">NON SI RAGGIUNSE L&#8217;INTENTO</div>
+
+<p>Per quanto sinceri e ripetuti, questi consigli alla
+calma e non all&#8217;eccitamento, certo è che essi non raggiunsero
+l&#8217;intento e che furono accompagnati o seguiti
+dai noti tumulti. Ma si potrà renderne responsabili
+coloro che li biasimarono? Ciò è semplicemente enorme;
+e si troverà più enorme il fatto quando si
+penserà alla minima responsabilità diretta dei <i>Fasci</i>,
+dimostrata in un precedente capitolo, che fa supporre
+dovere essere nulla o incalcolabile quella del
+<i>Comitato centrale</i>, che poca o nessuna azione esercitava
+in molti punti e su quei <i>Fasci</i> nati da recente,
+male organizzati, acefali o in via di dissoluzione,
+che parteciparono ai tumulti.</p>
+
+<p>Fosse pure stata energica ed indiscussa la influenza
+esercitata dal <i>Comitato centrale</i> sui <i>Fasci</i> e sulle masse
+non si può menomamente renderlo responsabile di
+ciò che avvenne, perchè è noto che quando esistono
+certe condizioni di animo e certe altre cause efficienti
+le parole più autorevoli non vengono, non
+possono venire ascoltate. Chi, come opportunamente
+ricordò De Felice, più adorato di Garibaldi dai suoi
+volontarî? Eppure egli impone alle sue schiere&mdash;e
+chi scrive ebbe la fortuna di trovarsi vicino a lui
+sulla spianata di Aspromonte e rammenta il tono imperioso
+e solenne della sua voce&mdash;di <i>non far fuoco</i>
+nel caso che venissero attaccati dalle truppe del
+Generale Pallavicini, e non viene ubbidito. Non poteva
+esserlo; perchè era umano che chi aveva il
+fucile in mano lo adoperasse contro l&#8217;aggressore:
+l&#8217;istinto supremo della propria conservazione lo
+esigeva o spiegava la <a name="tn385" id="tn385"></a><span class="correction">disubbidienza</span> verso l&#8217;idolo dei
+volontari che avevano preso per divisa: <i>o Roma o
+morte</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_386" id="Page_386">[386]</a></span></p>
+
+<p>Uguale fatalità s&#8217;imponeva in Sicilia: i consigli
+alla calma non furono ascoltati, perchè date le condizioni
+<a name="tn386" id="tn386"></a><span class="correction">delle</span> masse, non potevano esserlo. C&#8217;erano
+altri e più poderosi agenti di <i>sobillazione</i>, che non
+permettevano fosse ascoltata la voce dei socialisti
+coscienti; il grido degli affamati, degli oppressi,
+dei malcontenti la copriva.</p>
+
+<div class="sidenote">I VERI SOBILLATORI</div>
+
+<p>Quali fossero le cause vere della sobillazione era
+noto ai magistrati, all&#8217;avvocato fiscale, al Tribunale,
+al Re, oltre che ai suoi ministri responsabili.</p>
+
+<p>Il Re, nel ricevere la commissione parlamentare
+a Capo d&#8217;anno, aveva manifestato il suo dolore per
+le sofferenze del popolo siciliano <i>sobrio, nobile, generoso</i>
+derivanti dalla crisi agraria.... Il colonnello
+Pittaluga, un valoroso dei <i>Mille</i>, aveva saputo discernere
+tra responsabilità politica e responsabilità
+giuridica dell&#8217;on. De Felice, e aveva saputo additare
+le cause complesse&mdash;precipua quella economica&mdash;«che
+avevano acuito la sensibilità nervosa
+del popolo, rendendolo pronto all&#8217;incendio, come
+il filo elettrico è pronto a ricevere la scintilla».
+Gli odî e le ire dei partiti locali erano comparsi
+sulla scena in modo ineccepibile nei singoli processi
+e per numerose testimonianze nel <i>processo mostruoso</i>.
+La sentenza che chiude mostruosamente il processo
+De Felice e C.i riconosce «che le popolazioni erano
+incolte, impoverite: i lavoratori rozzi, ignoranti,
+abbrutiti dalla miseria.....»; questa stessa
+sentenza, infine, constata «che le masse spinte
+alla guerra civile <i>non avevano senso politico</i>, agognavano
+il benessere, <i>tanto vero</i> che portavano i
+ritratti dei sovrani ed erano tenute allo scuro
+del fine ultimo dei cospiratori e <i>non si ebbe un<span class="pagenum"><a name="Page_387" id="Page_387">[387]</a></span>
+solo grido, che accennasse ad abbattere i poteri dello
+stato</i>».</p>
+
+<p>Dopo queste testimonianze, confessioni e constatazioni,
+con quale logica, con quale lealtà, con quale
+senso di giustizia si fece risalire la responsabilità
+dei moti <i>apolitici</i>, ad una organizzazione e ad un
+Comitato essenzialmente politico, la cui azione non
+fu dimostrata in verun dei singoli fatti dolorosi,
+che funestarono la Sicilia?</p>
+
+<div class="sidenote">LOGICA OTTENTOTTA</div>
+
+<p>Eppure si condannano gli accusati! E il Tribunale
+di guerra condanna tagliando colla spada tutte
+le più gravi quistioni giuridiche, respingendo tutte
+le pregiudiziali sollevate, quantunque convinto che
+solo <i>alcune</i> di esse non avevano fondamento. Dunque
+lo avevano le altre? E il Tribunale di guerra
+condanna colla logica ottentotta che si può riconoscere
+in questo brano della sentenza: De Felice
+e C.i volevano avvalersi del disagio economico,
+delle cattive amministrazioni locali, dell&#8217;istintivo
+odio dei lavoratori <a name="tn387" id="tn387"></a><span class="correction">contro</span> i proprietari; e la loro
+intenzione si argomenta dalla costituzione dei <i>Fasci</i>!</p>
+
+<p>E difatti, che bisogno avevasi di costituire i <i>Fasci</i>
+«quando avrebbero potuto servirsi, pel vantaggio
+dei lavoratori, delle società operaie esistenti?»
+Sono parole testuali della sentenza! E il Tribunale
+di guerra condanna avvolgendosi in una serie inestricabile
+di contraddizioni giuridiche e di violazioni
+della legge e sostituendo alle prove le supposizioni
+e le gratuite asserzioni; affermando <i>pienamente
+constatate tutte le accuse</i>, ritenendo che i capi
+dei fasci erano facinorosi disposti a tutto, creando
+di sana pianta un <i>Comitato esecutivo dei Fasci</i> quale
+emanazione diretta dal Comitato centrale, stabilendo<span class="pagenum"><a name="Page_388" id="Page_388">[388]</a></span>
+che <i>programma</i> dei <i>Fasci</i> era la rivolta e la guerra
+civile, e che c&#8217;era l&#8217;ordine <i>diretto</i> del Comitato centrale
+di far sollevare in maggio le masse preparate
+e pronte!</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ORDINE DI CONDANNARE</div>
+
+<p>Questa sentenza è al disotto di ogni discussione
+e disonorerebbe qualunque magistrato, anche dei
+peggiori tempi della servitù: il Tribunale militare
+potè emetterla, perchè la disciplina nell&#8217;esercito sostituisce
+tutto: prove, ragionamenti, giustizia; e il
+Tribunale dovette ricevere l&#8217;ordine di condannare.
+Dovette essere ben grande l&#8217;amarezza di G. De Felice
+nel sentirsi condannare da un Tribunale militare
+<i>italiano</i>, quando era stato assolto il suo antenato,
+che portava il suo stesso nome, dal Tribunale statario
+<i>borbonico</i> sedente in Siracusa nel 1837 e sotto
+il regime dello Stato di assedio! Ma allora in Sicilia
+comandava Del Carretto: oggi in Italia governa
+Francesco Crispi.....<a name="FNanchor_74_74" id="FNanchor_74_74"></a><a href="#Footnote_74_74" class="fnanchor">[74]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_389" id="Page_389">[389]</a></span></p>
+<div class="sidenote">LA VERA COLPEVOLE</div>
+
+<p>Questa sentenza che chiude il processo mostruoso
+è tale che la Suprema Corte di Cassazione non sapendo,
+non volendo o non potendo riformarla ed
+annullarla l&#8217;addita all&#8217;amnistia. La quale non potrebbe
+e non dovrebbe farsi attendere, non già
+nell&#8217;interesse dei condannati, ma in quello dei
+giudici, delle istituzioni e della società borghese.
+È la borghesia la vera colpevole di questo processo
+ed a suo beneficio l&#8217;amnistia dovrebbe venire.</p>
+
+<p>E infatti questo Tribunale militare, secondo la<span class="pagenum"><a name="Page_390" id="Page_390">[390]</a></span>
+profonda osservazione di Barbato <i>doveva lealmente</i>
+condannare per dare il suo contributo a ciò che
+crede sacro e immortale, e che pur si sfascia e
+muore.</p>
+
+<p>È questo organismo in isfacelo, che per istinto
+di conservazione attacca e condanna l&#8217;idea avversaria
+in tutti i suoi gradi di esplicazione, in tutte
+le forme sotto le quali si manifesta, particolari e
+generali, teoriche e pratiche. Si vuol colpire l&#8217;idea
+nemica, infatti, e nella esplicazione generica dello
+affratellamento dei sodalizî dei lavoratori e nel
+patto di Corleone; si vuol colpire l&#8217;idea giudicando
+criminoso il programma dei <i>Fasci</i> e l&#8217;arma dello
+sciopero, che esso ingenuamente credette legittima;
+e che tutto ciò si abbia voluto colpire lo dice la
+sentenza, la quale si scandalizza che nei discorsi
+degli accusati «si spiegavano le teorie del socialismo
+e si propugnava l&#8217;emancipazione morale e
+materiale dei lavoratori».</p>
+
+<div class="sidenote">NON IL CRIMINE MA IL PENSIERO</div>
+
+<p>Di questa confessione bisogna lodare i giudici,
+che si ricordarono di essere militari e vollero chiarirsi
+leali facendo conoscere almeno le loro intenzioni
+ed avvisando gl&#8217;italiani contristati che nel
+<i>processo mostruoso</i> non si ricercarono e si condannarono
+i fatti costituenti il crimine, ma il pensiero,
+le idee, le tendenze nuove in nome e in difesa
+del presente, che passa e lotta contro il futuro,
+che irresistibilmente diviene.</p>
+
+<p>La tristezza dell&#8217;animo in chi si fa a riandare le
+vicende e l&#8217;esito del processo mostruoso non viene
+temperata che dalle letture delle dichiarazioni e
+delle autodifese degli accusati, che seppero elevarsi
+nelle sfere serene della filosofia della storia: che<span class="pagenum"><a name="Page_391" id="Page_391">[391]</a></span>
+ammoniscono i giudici sulla fatalità degli avvenimenti;
+che infusero in tutti la coscienza di un avvenire
+migliore per equa distribuzione di ricchezze;
+che seppero rendere simpatica la propria causa anche
+a coloro, che da principio più fieramente l&#8217;avversavano.
+Ed è meraviglioso, a questo proposito,
+che seppe farsi ascoltare con benevolenza il Gulì,
+che fece la difesa dell&#8217;ideale anarchico nel momento
+in cui l&#8217;anarchia era più odiosa ed odiata.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;IMPRESSIONE DELLA SENTENZA</div>
+
+<p>Le conseguenze immediate della sentenza avrebbero
+dovuto fare ravvedere qualunque governo meno
+cieco e meno votato alla reazione che non sia il
+<i>libero</i> governo costituzionale d&#8217;Italia. In Palermo
+dove l&#8217;ambiente era dapprima più avverso agli accusati
+la impressione fu profonda e generale.</p>
+
+<p>Tutte le forze militari disponibili furono spiegate
+per mantenere in freno la popolazione fremente;
+fu vietato l&#8217;accesso al pubblico nella sala del <a name="tn391" id="tn391"></a><span class="correction">Tribunale</span>,
+e i condannati sotto scorta numerosa furono
+fatti uscire da una porta ignorata, dalla quale
+uscirono pure i giudici per sottrarsi ad inevitabili
+e gravi manifestazioni di biasimo. Questi giudici,
+che furtivamente si allontanano dal Tribunale, non
+si direbbe che si sentono rei? Il colonnello Giussani
+divenuto inviso, fu ripetutamente fischiato, e lo si
+allontanò per un po&#8217; da Palermo.</p>
+
+<p>La polizia impose che si tenessero aperti i negozî
+che si sapeva si sarebbero chiusi in segno di protesta;
+ma l&#8217;Università venne chiusa; alle grandi prigioni
+avvennero dimostrazioni notturne, e canto di inni
+ch&#8217;erano un saluto ai prigioneri che ascoltavano; in
+teatro si va coi garofani rossi all&#8217;occhiello e si fa
+dal pubblico una di quelle mute proteste, che solo<span class="pagenum"><a name="Page_392" id="Page_392">[392]</a></span>
+Palermo sa fare, uscendo in massa ad un dato segnale.</p>
+
+<div class="sidenote">AURELIO DRAGO</div>
+
+<p>E il pensiero e il sentimento della gioventù si
+riassume nel simpatico episodio del baldo e intelligente
+Aurelio Drago, che fu condannato dal Tribunale
+di guerra a sei mesi di carcere, perchè il giorno
+della sentenza, si fece innanzi alla truppa mentre
+passavano i condannati, ed impose all&#8217;ufficiale: <i>Scopritevi!
+oggi è giorno di lutto per la libertà!</i></p>
+
+<p>In Italia non fu minore la impressione; e fu vivissima
+se si tiene conto dell&#8217;infrollimento, dello accasciamento
+degli italiani. Non si trovarono giornali,
+compresi gli ufficiosi, che poterono lodare o
+giustificare giudici e sentenza; e tutti manifestarono
+lo stupore, il rammarico la indignazione. Innumerevoli
+e vivaci furono le proteste e agitazioni;
+i condannati venne deciso, che verrebbero
+portati dapertutto nelle elezioni comunali e provinciali:
+De Felice e Petrina vennero già eletti in
+Messina con una splendidissima votazione, sotto
+il regime dello stato di assedio! e Bosco e gli altri,
+benchè non fossero nelle liste, ottennero moltissimi
+voti.</p>
+
+<p>Riuscirà il governo ad arrestare queste proteste
+coi minacciati processi per apologia di reato contro
+coloro che propugneranno le candidature dei condannati?
+Se pur riuscisse la enormità e novità
+del procedimento rivelerebbe l&#8217;anormalità e il pericolo
+della situazione!</p>
+
+<p>Il processo ai socialisti, che si è trasformato in
+processo al governo ed alle classi dirigenti e che
+ha servito alla più vigorosa e larga propaganda del<span class="pagenum"><a name="Page_393" id="Page_393">[393]</a></span>
+socialismo avrà pure conseguenze che sorpasseranno
+quelle del primo momento.</p>
+
+<p>Previdi nella prima edizione che immediatamente
+si sarebbe avuto aumento di malandrinaggio e di
+odio fra le classi sociali sottolineate da qualche
+schiopettata per vendetta, aumento di miseria fra
+i lavoratori e di dissesto nelle finanze comunali; e
+sinora le tristi previsioni si sono avverate.</p>
+
+<p>In quanto al resto, alla quistione politica generale
+i più avveduti sanno e sentono che il socialismo
+non muore; che esso risorse più forte e più vigoroso
+in Francia all&#8217;indomani del trionfo di una
+reazione; risorse sempre dopo che se n&#8217;erano cantati
+i funerali. E risorgerà in Sicilia dove la corrente
+scientifica, dei professori e dei giovani delle
+Università, che agiscono per altruismo, si fonderà
+coll&#8217;elemento di azione, coi contadini e cogli operai
+che agiscono per soddisfare impellenti bisogni e
+che hanno già acquistato coscienza, sebbene vaga,
+dei diritti e della forza propria.</p>
+
+<div class="sidenote">IN NOME DEL RE</div>
+
+<p>E tristi conseguenze si avranno inoltre dagli ultimi
+avvenimenti: nel popolo si sarà fatto strada
+la convinzione che i metodi del regime borbonico
+continuano, e si sarà perduta la fiducia nei mezzi
+legali, mentre il socialismo dinastico avrà fatto il
+suo tempo e non troverà che sorrisi di scherno.
+Oh! non si vedranno più nelle sale delle associazioni
+i ritratti del Re e della Regina accanto alla
+immagine di Cristo! E i contadini non reclameranno
+più <i>pane e giustizia</i> al grido: <i>Viva il Re!</i> dopo la
+esperienza che in nome del Re non si dette loro
+che piombo, manette e domicilio coatto.</p>
+
+<div class="sidenote">PROBABILITÀ DI UNA JACQUERIE</div>
+
+<p>Il popolo in Sicilia per un periodo non breve ha<span class="pagenum"><a name="Page_394" id="Page_394">[394]</a></span>
+avuto la forza e il potere nelle mani; ha devastato
+qualche volta i beni di coloro che crede a torto o
+sono realmente suoi nemici, ma ne ha rispettato le
+persone e non si è vendicato sulla loro vita. Sarà
+altrettanto mite altravolta? Sarebbe desiderabilissimo
+che lo fosse e sarebbe anche vantaggioso pel popolo
+stesso; ma qua e là, nelle grotte che servono
+di abitazioni, nei sotteranei delle miniere, nei <i>tukul</i>
+sparsi per la campagna si sentono sommessi e compressi
+accenti d&#8217;ira, che fanno paura. Chi conosce
+la situazione confessa che è probabile lo scoppio di
+una vera <i>Jacquerie</i> e presente che i lavoratori in un
+dato momento prenderanno alla lettera il ritornello
+del poeta catanese <i>e falceran le teste a lor signori</i>!</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_68_68" id="Footnote_68_68"></a><a href="#FNanchor_68_68"><span class="label">[68]</span></a> Ricordo tra i tanti innumerevoli casi a mia conoscenza
+questo episodio mio personale. La sera del 5 gennaio 1894
+appena arrivato in Palermo, uno dei miei più cari amici,
+costernato mi avvicinò e mi disse: Pur troppo è vero che
+Peppino (De Felice) è venduto alla Francia! Ier l&#8217;altro, nel
+momento in cui fu arrestato gli si trovarono addosso somme
+vistosissime ed una corrispondenza denunziatrice con uomini
+politici francesi!&mdash;Impossibile! risposi secco e risoluto.&mdash;E
+l&#8217;amico mio di rimando:&mdash;L&#8217;ho saputo da un ufficiale dei carabinieri,
+che procedette all&#8217;arresto e alla perquisizione!&mdash;E
+ci volle la smentita recisa degli avvocati Marchesano e Crimaudo,
+che all&#8217;uno e all&#8217;altra avevano assistito, per convincerlo
+che l&#8217;ufficiale dei carabinieri aveva mentito.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_69_69" id="Footnote_69_69"></a><a href="#FNanchor_69_69"><span class="label">[69]</span></a> Devo alla cortesia dell&#8217;egregio stenografo, sigr. Francesco
+Militello Quagliana, gran parte dei resoconti delle udienze;
+nonchè alla redazione del <i>Giornale di Sicilia</i> molto materiale
+che mi è servito per questo e per altri capitoli; e a tutti
+porgo i più vivi ringraziamenti.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_70_70" id="Footnote_70_70"></a><a href="#FNanchor_70_70"><span class="label">[70]</span></a> Notevole esempio di quanto i nostri funzionarî di polizia
+siano <i>profondi</i> nelle discipline economiche!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_71_71" id="Footnote_71_71"></a><a href="#FNanchor_71_71"><span class="label">[71]</span></a> In fatto di dinamite ricordo il comicissimo sequestro
+di alcune cartucce, ch&#8217;erano avanzate nei lavori di una galleria
+e il di cui proprietario ritenendo pericoloso tenerle in
+casa le depositò in una campagna e denunziò il luogo del
+deposito alle autorità con una lettera anonima. Le brave
+autorità scrissero a Girgenti, d&#8217;onde venne, credo un Procuratore
+del Re per sequestrare il corpo del reato con grande
+solennità. Il fatto avvenne a Campobello di Licata.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_72_72" id="Footnote_72_72"></a><a href="#FNanchor_72_72"><span class="label">[72]</span></a> Nello esame di queste due accuse mi avvalgo, spesso
+letteralmente, della splendida auto-difesa del De Felice e
+della memoria dell&#8217;Impallomeni, lucida e strettamente giuridica.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_73_73" id="Footnote_73_73"></a><a href="#FNanchor_73_73"><span class="label">[73]</span></a> Verso la fine di Dicembre Garibaldi Bosco mi scrisse
+una vibratissima lettera, che esibii al Tribunale di guerra,
+nella quale sdegnosamente protestava contro le <i>calunnie borghesi</i>,
+che attribuivano al Comitato centrale i tumulti.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_74_74" id="Footnote_74_74"></a><a href="#FNanchor_74_74"><span class="label">[74]</span></a> Le enormità giuridiche di questa sentenza voglio sottoporle
+al lettore colla sintesi severa e serena che ne ha fatto
+lo scienziato e non l&#8217;uomo di parte: «La cospirazione, fondata
+sulla manifestazione di semplici aspirazioni politiche
+in una corrispondenza fra assenti, rilevante la mancanza
+di qualunque accordo preso; la <i>complicità in eccitamento
+alla guerra civile</i> fondata sulla formazione dei <i>Fasci</i> dei
+lavoratori, pubblicamente costituiti, esistenti in virtù del
+diritto statutario, e non incriminati, come anche sulla propaganda
+socialista fatta nei limiti delle leggi, e sulla semplice
+<i>possibilità di prevedere</i> i disordini lamentati nell&#8217;isola,
+creandosi così una <i>complicità colposa</i>; dichiarati quelli complici
+in eccitamento alla guerra civile per avere a tali disordini,
+nella inesistenza di autori dello eccitamento, creandosi
+così una <i>complicità senza una reità principale</i>; affermata
+la cospirazione e la complicità in eccitamento alla
+guerra civile, come due delitti commessi per la realizzazione
+di un comune disegno ostile alla sicurezza dello Stato,
+identificando così l&#8217;eccitamento alla guerra civile con lo
+eccitamento all&#8217;insurrezione, e <i>trasformando in un delitto
+politico un delitto contro l&#8217;ordine pubblico</i>: ecco per sommi
+capi, gli elementi coi quali fu intessuta una sentenza, che
+condanna a spegnersi nelle galere la vigorosa giovinezza
+di chi vivamente e attivamente desiderò un&#8217;avvenire migliore
+alla classe dei sofferenti, ma che perciò non volle,
+nè la sentenza potè dire di aver <i>voluto</i>, i tristi lutti, avveratisi
+per opera di turbe suscitate dalla fame, dalle oppressioni
+locali, e dalla diffidenza in un Governo sordo per
+trentaquattro anni alle voci dei mali sollevantisi da mille
+parti. E questo, ritenuto da un tribunale di guerra, in
+tempo di pace istituito senza mandato legislativo, di derogare
+alla organizzazione giudiziaria del Regno e di creare
+Tribunali straordinarî; da un tribunale, che la propria giurisdizione
+elevò sulla ordinanza di un magistrato <a name="tn389" id="tn389"></a><span class="correction">dichiaratosi</span>
+incompetente, in una causa colla quale agli imputati,
+oppressi dal peso di fiere accuse, non fu concesso l&#8217;ausilio
+della difesa civile, facendosi al Codice penale per l&#8217;esercito
+del libero e civile Regno d&#8217;Italia l&#8217;ingiuria di supporre che
+avesse negato quel diritto di difesa, che i rescritti di Re
+Borbone dichiaravano di accordare in omaggio alla civiltà
+dei tempi.»
+</p><p>
+Così l&#8217;Impallomeni. (pag. 4).</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_395" id="Page_395">[395]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.<br /><br />
+
+L&#8217;OPERA CIVILE DEL GENERALE MORRA</h2>
+
+
+<p>Di ciò che si è fatto in Sicilia&mdash;dal giorno della
+proclamazione dello Stato di assedio in poi&mdash;risponde
+politicamente il ministero; ma la responsabilità diretta,
+materiale e morale, spetta al generale Morra
+di Lavriano e della Montà.</p>
+
+<p>Se i poteri del Regio Commissario straordinario
+fossero durati poco tempo&mdash;pel solo tempo necessario
+ad assicurare l&#8217;opera del ristabilimento materiale
+dell&#8217;ordine&mdash;è assai probabile, che sul di lui
+conto non ci sarebbe stato molto da ridire e si
+sarebbero soltanto ricordate le sue benemerenze,
+siano pure immeritate ed immaginarie; ma la durata
+eccessiva e la estensione stessa dei poteri che
+gli erano stati accordati, fecero sperare, autorizzarono
+anzi, ad aspettare da lui, oltre la repressione,
+un&#8217;opera eminentemente civile d&#8217;iniziamento,
+se non altro, di restaurazione morale, di giustizia
+politico-amministrativa, di miglioramento economico
+della condizione dei lavoratori.</p>
+
+<div class="sidenote">BIASIMO E DISONORE</div>
+
+<p>A quest&#8217;opera il generale Morra venne meno completamente,<span class="pagenum"><a name="Page_396" id="Page_396">[396]</a></span>
+e la sua azione invece fu talmente diversa
+da quella che avrebbe potuto e dovuto essere,
+ch&#8217;egli ne raccolse larga messe di biasimo e
+di disonore.</p>
+
+<p>Il giudizio severo non solo viene giustificato dallo
+esame dei fatti imputabili al Commissario, ma sopratutto
+dal sistema prezioso dei paragoni, dal confronto
+con ciò che persona di grado uguale al suo ha dichiarato
+che avrebbe fatto se fosse rimasto al suo posto;
+dal confronto di ciò che altri ha fatto realmente
+in analoghe condizioni dolorose.</p>
+
+<p>Ciò che si avrebbe dovuto e potuto fare in Sicilia
+venne detto dal generale Corsi, che col comando
+del XII Corpo di armata trasmise i poteri
+militari al generale Morra.</p>
+
+<p>Certamente non sarò io che troverò tutto da lodare
+e crederò che possa in tutto soddisfare ciò che
+espone il generale Corsi, in quanto a riforme economiche,
+amministrative, politiche e morali da attuarsi
+immediatamente in Sicilia, (p. 356 e 357): nè
+dimenticherò che egli, conservatore, non vede con
+simpatia tutto ciò che sa di libertà, e non nasconderò
+che egli ha idee erronee sullo sciopero e sui rapporti
+economici che possono correre tra lavoratori e proprietari
+e sui modi di trasformarli e di migliorarli.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEL GENERALE CORSI</div>
+
+<p>Bisogna, però, riconoscere che non ostante i suoi
+errori e i suoi pregiudizî il generale Corsi era animato
+da uno squisito senso di umanità e di equità.
+Se ne giudichi da questo brano del suo libro,
+che sembra precisamente il programma di
+azione immediata di un generale italiano, munito
+di poteri straordinarî e mandato in una regione per
+ristabilirvi l&#8217;ordine materiale e morale ad un tempo:<span class="pagenum"><a name="Page_397" id="Page_397">[397]</a></span>
+«La suprema autorità militare nell&#8217;isola&mdash;egli scrive&mdash;tutto
+ben ponderato, aveva compreso sin dal
+primo momento che l&#8217;opera sua doveva essere sopratutto
+e in sommo grado <i>civile</i>, cioè di pacificazione
+e concordia tra le classi sociali, che gli agitatori (?)
+traevano a nimicizia. Quei tanti ufficiali,
+che si spandeano pei paesi dovevano essere altamente
+pacieri, apostoli di fratellanza tra genti divise,
+che si guardavano in cagnesco, esigenti gli
+uni, ripugnanti gli altri; dovevano mantenersi rigorosamente
+neutrali, benigni con tutti, di modo
+che non <span class="ss"><b>sembrasse che le truppe fossero adoperate
+a sostegno degli interessi dei possidenti e contro le
+giuste rivendicazioni dei proletarî</b></span>.</p>
+
+<p>«Dovevano insomma far la parte, che avrebbero
+dovuto fare i buoni cittadini se avessero saputo, o
+potuto, o voluto farla.» (<i>Sicilia</i> p. 366 e 367).</p>
+
+<p>Questi nobili intendimenti del generale Corsi
+erano conosciuti <i>in alto</i> e avrebbero dovuto indicarlo
+come Regio Commissario straordinario, se in Sicilia
+davvero si avesse voluto fare opera civile di pacificazione
+e di giustizia! Si dirà che al Corsi non
+vennero affidati i pieni poteri, precisamente perchè
+il suo onesto pensiero era conosciuto?</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEL GENERALE MORRA</div>
+
+<p>Non voglio divagare nel campo delle ipotesi, che
+potrebbero riuscire di disdoro a chicchessia: ma che
+tale ipotesi abbia qualche fondamento si può argomentarlo
+dalla denunzia&mdash;fatta dall&#8217;on. Saporito-Ricca&mdash;della
+citata circolare dell&#8217;antico Comandante del XII
+Corpo di armata, nella quale si prescriveva di non
+adoperare le armi contro nessuno in nessuna occasione.
+Certo è poi, che il generale Morra adottò
+e svolse un programma del tutto opposto a quello<span class="pagenum"><a name="Page_398" id="Page_398">[398]</a></span>
+del suo predecessore: programma di odio, come per
+rinfocolare quello grande già esistente: programma
+d&#8217;iniquità, parteggiando per i proprietarî e per le
+classi dirigenti contro i lavoratori.</p>
+
+<div class="sidenote">UN GIUDIZIO DELLA &#8220;TRIBUNA&#8222;</div>
+
+<p>Esagero, calunnio? Si ascolti non la mia, ma la
+voce del giornale ufficioso più autorevole che ci sia
+in Italia e che nella sua amarezza lascia comprendere
+che se <i>in alto</i> si è soddisfatti dell&#8217;opera soldatesca
+del generale Morra, nelle sfere ministeriali,
+invece si è assai malcontenti della sua opera <i>civile</i>.
+«Il paese&mdash;dice la <i>Tribuna</i>&mdash;attendeva da lui
+un principio di pacificazione. Era in condizioni
+di ottenerla. Tutte le vie gli erano aperte: autorità
+altissima, eccezionale, senza opposizioni burocratiche,
+senza difficoltà e opposizioni locali, perchè i Consigli
+comunali erano o sciolti o in sua potestà: con un
+popolo in parte fatto docile dai suoi soldati, in parte
+dal lato dei proprietari, ancora sotto la paura delle
+recenti ribellioni, il generale Morra poteva mettersi
+in mezzo, arbitro e paciere, e svolgere tutto un
+programma di trattative e di accordi.</p>
+
+<p>«Hanno detto che il male maggiore della Sicilia
+era la tirannia dei subbaffitti, contro la quale ferocemente
+i contadini si ribellavano: ed egli poteva
+e doveva andare man mano sui luoghi e istituire
+Commissioni di probiviri e veder di comporre, di
+accomodare, di migliorare i contratti agrari.</p>
+
+<p>«Egli doveva e poteva percorrere l&#8217;Isola città per
+città, paese per paese, studiare le ragioni particolari
+di avversione, di opposizione, le cagioni dalle quali
+le ribellioni, gli incendi, le uccisioni erano scaturite,
+e udire, e prendere consigli e rimediarvi e provvedere.<span class="pagenum"><a name="Page_399" id="Page_399">[399]</a></span></p>
+
+<p>«Era questa opera nobile e santa.»</p>
+
+<div class="dots">&#160;</div>
+
+<p>«L&#8217;ha compiuta; ha tentato neppure di compierla
+il generale-dittatore?</p>
+
+<p>«Imponiamoci, guardando alle cose siciliane, una
+doverosa serenità; facciamo un bilancio spassionato
+delle condizioni dell&#8217;isola.</p>
+
+<p>«L&#8217;ordine è ristabilito in Sicilia; era difficile ottenerlo
+senza che la libertà dovesse coprirsi d&#8217;un velo.</p>
+
+<div class="dots">&#160;</div>
+
+<p>«Ma la questione siciliana non era soltanto contenuta
+in questa semplice enunciazione: ristabilire
+l&#8217;ordine materialmente.</p>
+
+<p>«Conveniva e conviene rimuovere le cause dei
+tumulti siciliani, le quali ormai sono note; conveniva
+e conviene migliorare le condizioni dei lavoratori
+siciliani.</p>
+
+<div class="dots">&#160;</div>
+
+<p>«Ma questo è avvenuto, che come il generale Morra
+si è manifestato impari alla missione che gli era
+stata affidata, così questa legge dei latifondi siciliani
+è rimasta indiscussa per la chiusura della
+Camera.</p>
+
+<p>«E la questione della tranquillità pubblica in Sicilia
+è rimasta risolta solamente a mezzo.</p>
+
+<p>«L&#8217;ordine regna in Sicilia, ma un po&#8217; come a Varsavia.
+Le popolazioni sono quiete, ma attendono
+ancora che siano mantenute le promesse del Governo
+intorno al miglioramento delle condizioni
+dei contadini.» (n. 194, 15 luglio 1894).</p>
+
+<div class="sidenote">MORRA NON VOLLE FARE</div>
+
+<p>Ho voluto riprodurre quasi integralmente questo
+giudizio, che venendo da un giornale tanto temperato
+e quasi assiduamente laudatore del governo<span class="pagenum"><a name="Page_400" id="Page_400">[400]</a></span>
+di Francesco Crispi, (assai lodato nello stesso articolo)
+non può essere menomamente sospettato di
+partigiana avversione contro il generale Morra e
+riesce perciò assolutamente caratteristico. E il generale
+Morra va tanto più severamente biasimato
+per quello che non ha fatto, in quanto che i poteri
+veramente straordinarî che gli vennero accordati e
+dei quali usò ed abusò, sconfinarono sino ad assumere
+facoltà legislative&mdash;come venne rilevato,
+con parole severe di biasimo, dal Prof. Brusa (<i>Della
+giustizia</i> ecc. p. 14).</p>
+
+<p>Egli <i>molto</i> poteva, e <i>se nulla</i> fece, segno è che non
+volle o non seppe fare. E in quanto al saper fare,
+si avverta che consigli opportuni e suggerimenti
+adatti alle circostanze del momento, richiesti o spontanei,
+non gli mancarono: dunque non volle!</p>
+
+<p>L&#8217;opera <i>civile</i> del generale Morra dissi che risulta
+veramente deplorevole non solo dal confronto
+col programma del generale Corsi e dalle deluse
+speranze su ciò che si poteva attenderne; ma anche
+e sopratutto dal paragone con ciò che ha fatto il
+generale Heusch in Lunigiana in condizioni analoghe
+e con poteri uguali.</p>
+
+<div class="sidenote">UN PARAGONE DI CAVALLOTTI</div>
+
+<p>Questo paragone venne fatto, con quello squisito
+senso artistico che gli è proprio, dall&#8217;on. Cavallotti:
+il quale nella tornata del 25 maggio della Camera
+dei Deputati, in mezzo alla più viva attenzione dei
+suoi colleghi al seguente richiamo del <i>Presidente</i>:&mdash;«Onorevole
+Cavallotti, le ripeto di moderare le sue
+parole. Ella fa requisitorie che non hanno ragione
+d&#8217;essere, e stabilisce coincidenze che proprio non
+hanno fondamento.»<span class="pagenum"><a name="Page_401" id="Page_401">[401]</a></span>&mdash;</p>
+
+<p>Rispose:</p>
+
+<p>«Io non faccio requisitorie, racconto fatti, e non
+ne parlerei se essi non fossero come il commento
+di tutta l&#8217;opera del generale Morra, troppo diversa
+da quella del suo collega della Lunigiana. A me,
+di cui non può essere sospetta la parola; a me,
+che ritengo illegittimi, perchè non conferiti da nessuna
+legge i poteri di entrambi i commissarî
+straordinarî, a me è debito di giustizia, d&#8217;altronde
+già resa dal sentimento pubblico, il riconoscere tra
+i due la differenza che passa tra chi non si è reso
+nessun conto del suo mandato e chi, soldato di
+cuore, investito di dolorosa consegna ha saputo dal
+male cavare un bene, e profittarne per fare opera
+di cuore. Invece di farsi compatire coi decreti allegri
+sulla proroga delle cambiali, invece di appartarsi
+dal paese e dalla vita delle classi popolari, invece
+di passare tutti i santi giorni nei salotti dell&#8217;aristocrazia
+a far la vita galante e il cicisbeo alle signore»....
+Qui il Presidente interrompe con un
+nuovo richiamo.</p>
+
+<p>&mdash;«Eh, onorevole Presidente&mdash;continua il Cavallotti&mdash;ci
+vuol altro che richiami! Io vengo da
+Palermo, dove le son cose notorie, e dove ho raccolto
+informazioni d&#8217;ogni parte, nelle classi più diverse
+della città. Invece di segregarsi dal popolo,
+invece di mettersi a parte da tutto il resto della
+vita cittadina, il generale Heusch capì che là dove
+ei recavasi erano cause di malessere che non si
+curano con anni di galera, capì che il suo posto
+era fra il popolo, fra operai e padroni, fra minatori
+e proprietari di cave; entrò nelle case e nei
+tugurî, visitò, studiando, ogni angolo della provincia,<span class="pagenum"><a name="Page_402" id="Page_402">[402]</a></span>
+portò da una classe all&#8217;altra parole di
+conciliazione e di pace. Ecco perchè egli lascia
+circondato di simpatie e di rispetto la terra a cui
+il suo giungere non fu lieto.</p>
+
+<p>«Il generale Morra s&#8217;illude molto se crede di avere
+salvato, coll&#8217;opera sua la Sicilia.</p>
+
+<p>«A me basta notare che quando a certe opere si
+vogliono chiamare soldati si debbono chiamare almeno
+soldati che abbiano fatta veramente la loro
+carriera nell&#8217;esercito, vissuto la vera vita militare,
+assorbitene le rare e maschie virtù. E per opera
+come quella che in Sicilia richiedevasi, ci voleva
+un uomo che avesse mente e cuore per intenderla.
+Ecco perchè, concludo, dei due commissari, uno
+lascia ricordi benedetti da cuori italiani, sull&#8217;altro
+rimane la responsabilità dei mali che non seppe
+curare, degli odii e dei rancori profondi che egli
+lascia dietro di sè.»</p>
+
+<div class="sidenote">MORRA CONTRO SE STESSO</div>
+
+<p>E pur troppo non è questo il solo confronto che
+fa torto al Generale Morra: l&#8217;Italia nova dovrà ricordare
+con vergogna che un Satriano, domata la
+rivoluzione nel 1849, promulgò poco dopo editti
+contro l&#8217;usura e per il censimento dei demanî comunali
+e dei beni degli enti morali. Ciò che fece
+un proconsole borbonico non volle fare l&#8217;inviato
+dall&#8217;organizzatore principale della spedizione dei
+Mille. E ciò che avrebbe dovuto e potuto fare&mdash;con
+feroce ironia contro sè stesso&mdash;lo dice il generale
+Morra nella sua circolare del 12 Agosto ai Prefetti
+della Sicilia, nello annunziare la cessazione dello
+Stato d&#8217;assedio.</p>
+
+<p>Gl&#8217;Italiani e la storia sono e saranno inesorabili
+verso il generale Morra, non solo per quello che<span class="pagenum"><a name="Page_403" id="Page_403">[403]</a></span>
+non ha fatto, ma ancora e di più per quello che
+fece, poco, sì, ma cattivo assai.</p>
+
+<p>Date le cause dei tumulti di Sicilia, s&#8217;intende che
+chi voleva fare opra degna di lode e duratura doveva
+porre ogni suo studio nella loro eliminazione
+e nella riparazione.</p>
+
+<p>Si sa che in Sicilia sono pessimi i rapporti tra
+capitale e lavoro, tra proprietarî e proletarî, e che
+ai lavoratori poca parte si concede di quello che a
+loro spetterebbe. I lavoratori a migliorare la loro
+misera condizione stimolati più dal bisogno impellente
+che dal giusto apprezzamento dei vantaggi
+che possono venire dalla <i>cooperazione</i>, in qualche
+luogo si erano riuniti in <i>cooperative di consumo</i>, sottraendosi
+ai gravosi ed esosi balzelli sui consumi
+nell&#8217;applicazione dei quali le classi dirigenti posero
+tutta la loro buona volontà per mostrarsi inique. Orbene,
+chi lo crederebbe? Il generale Morra non solo
+dispiega il suo furore reazionario contro gli odiati
+<i>Fasci dei lavoratori</i> e contro i sodalizî, che facevano
+della politica democratica, ma se la prende anche
+con quelle <i>cooperative di consumo</i>, che egli avrebbe
+dovuto promuovere con ogni sforzo, se non in nome
+di un alto senso politico, almeno sotto l&#8217;impulso di
+un cuore un po&#8217; umano.</p>
+
+<div class="sidenote">USURPAZIONI INDECENTI</div>
+
+<p>Nell&#8217;odio suo contro i <i>Fasci</i> arrivò a permettere
+ed a lasciare impunite le usurpazioni indecenti e lo
+sperpero di ciò che apparteneva ai poveri lavoratori.
+Così a Mazzara del Vallo gli agenti della questura&mdash;dopo
+un mese dallo scioglimento volontario del
+<i>Fascio</i>&mdash;vanno a perquisire le case dei socî, che
+in seguito ad indicazione del Consiglio direttivo,
+erano in possesso dei mobili del disciolto sodalizio<span class="pagenum"><a name="Page_404" id="Page_404">[404]</a></span>
+e li sequestrano indebitamente e, più disonestamente,
+prima li adibiscono ad uso della polizia, del municipio
+e dei soldati, e poscia li vendono all&#8217;asta e si
+arbitrano distribuirne l&#8217;irrisoria somma ricavatane,
+non ai loro legittimi proprietarî, i socî del Fascio,
+ma ai poveri del paese.</p>
+
+<p>I poveri contadini di Caltavuturo non sanno ancora
+come fu impiegata la meschina somma ricavata
+dalla vendita all&#8217;asta dei mobili del <i>Fascio</i> fatta da
+un delegato di Pubblica Sicurezza.</p>
+
+<div class="sidenote">PERSECUZIONI CONTRO LE COOPERATIVE DI CONSUMO</div>
+
+<p>Da quest&#8217;odio ingiustificabile contro tutto ciò che
+ha relazione coi <i>Fasci</i> e che si traduce talora, come
+a Mazzara, in danno economico dei lavoratori, ne
+derivò anche la persecuzione contro le <i>cooperative
+di Consumo</i>.</p>
+
+<p>Una ce n&#8217;era a Campobello di Licata, e che si era
+costituita con grande stento, riunendo i magrissimi
+risparmi dei poveri lavoratori, e che riusciva invisa
+oltremodo ai maggiorenti del paese&mdash;e si dice anche,
+per loschi motivi personali. Appena proclamato
+lo stato di assedio venne disciolta e si sequestrarono....
+il pane, il vino, l&#8217;olio, la pasta. L&#8217;inaudita
+violenza sarebbe stata completa se, come qualcuno
+voleva, quei generi fossero stati lasciati a muffire
+ed a guastarsi in un qualsiasi locale; e si deve all&#8217;intervento
+di un bravo capitano di fanteria se questi
+nuovi e strani sostituti della dinamite furono consegnati
+ad un giovane egregio, il Catanzaro, che li ha
+venduti e ne ha depositato l&#8217;equivalente in una
+cassa di risparmio.</p>
+
+<p>I fatti di Campobello ebbero una coda dolorosa:
+il pretore, Annibale Mattioli, mosso a pietà dalla
+condizione dei lavoratori e dai soprusi che subivano,<span class="pagenum"><a name="Page_405" id="Page_405">[405]</a></span>
+rivelò il suo pensiero nel casino dei cosiddetti <i>civili</i>.
+Non lo avesse fatto: fu telegraficamente traslocato
+come sobillatore.</p>
+
+<p>Pregai il generale Morra perchè volesse consentire
+la ricostituzione della <i>cooperativa</i>, che riusciva
+utilissima ai lavoratori; denunziai il provvedimento
+impolitico ed inumano alla Camera; ma ebbi in risposta,
+e dal primo e da chi si eresse a suo difensore
+in Parlamento, l&#8217;on. Filì-Astolfone, che non si poteva
+perchè la <i>Cooperativa di consumo</i> di Campobello
+era una dipendenza del <i>Fascio</i> locale.</p>
+
+<div class="sidenote">PER GLI OPPRESSORI, CONTRO GLI OPPRESSI</div>
+
+<p>Questo motivo, per quanto balordo, non era però
+che un mendace pretesto; infatti anche dove la <i>Cooperativa</i>
+preesisteva al <i>Fascio</i> e non era connessa al
+medesimo la sua sorte non fu diversa. A Caltavuturo
+la <i>Cooperativa</i> sorse nel 1890 ed era consolidata
+e prospera nel 1893 quando, in seguito all&#8217;eccidio
+del gennaio vi si costituì il <i>Fascio</i>. La <i>cooperativa</i>
+riusciva assai giovevole ai miseri contadini
+ed era perciò antipatica ai <i>galantuomini</i>; perciò il
+generale Morra si affrettò a discioglierla per dare
+soddisfazione, come sempre, agli oppressori contro
+gli oppressi.</p>
+
+<p>I contadini ripetutamente si rivolsero a me per
+ottenere una giusta riparazione, ed io alla mia volta
+ne scongiurai amici e congiunti dell&#8217;on. Crispi&mdash;reputando
+oramai inutile rivolgermi al Regio Commissario&mdash;ed
+un provvedimento, ad onore del vero,
+non tardò. Ma qual provvedimento! venne promossa
+la liquidazione giudiziaria della innocente ed odiata
+<i>cooperativa</i> di Caltavuturo...</p>
+
+<p>Ancora. La miseria è grande in Chiaramonte Gulfi&mdash;che
+ho dovuto ricordare per il numero considerevole<span class="pagenum"><a name="Page_406" id="Page_406">[406]</a></span>
+delle vendite d&#8217;immobili all&#8217;asta pubblica nello
+interesse e ad istanza del fisco&mdash;i lavoratori credono
+poterla diminuire costituendosi in <i>Cooperativa di consumo</i>
+conformandosi alle più rigide prescrizioni delle
+leggi vigenti.</p>
+
+<p>Lo statuto viene redatto, e ad evitare ogni sorta
+d&#8217;inciampi si rivolgono al sottoprefetto di Modica
+chiedendo il permesso per la riunione dei socî. Con
+sorpresa mista ad indignazione i lavoratori appresero
+dal Sindaco che il sottoprefetto in data 18 luglio
+gli aveva scritto non poter consentire alla domanda
+«perchè vigendo tuttora l&#8217;editto del R. Commissario
+straordinario per la Sicilia, che sospende
+il diritto di riunione e di associazione, non potevasi
+autorizzare la riunione dei socî della <i>cooperativa</i>...»</p>
+
+<div class="sidenote">PROPONIMENTO SISTEMATICO</div>
+
+<p>Non è dunque evidente nel generale Morra il sistematico
+proponimento di avversare tutto ciò, che
+può mirare, negli stretti limiti della legge, al miglioramento
+economico dei lavoratori? Probabilmente,
+se egli lo potesse, metterebbe agli arresti di rigore
+il generale Heusch, che in Lunigiana da Regio
+Commissario si è fatto promotore di una <i>Cassa di
+soccorso e pensioni degli operai invalidi</i>&mdash;uno scandalo!&mdash;che
+gli ha procurato gli elogi calorosi del
+più antico e instancabile sostenitore della <i>cooperazione</i>;
+ma il generale Heusch, come scrisse l&#8217;on.
+Prof. L. Luzzatti, «ha asserita la responsabilità morale
+e sociale della ricchezza e della coltura e la
+legge di solidarietà, che le collega nel bene come
+nel male alla miseria e all&#8217;ignoranza;... ha seminato
+l&#8217;amore e raccolto la previdenza; ha raccolto
+fiore che raramente spunta dallo Stato d&#8217;assedio,<span class="pagenum"><a name="Page_407" id="Page_407">[407]</a></span>
+persino la riconoscenza, poichè il lavoro non è
+ingrato quando il capitale non è implacabile»
+mentre il generale Morra ha seminato l&#8217;odio ed ha
+ribadito l&#8217;oppressione...</p>
+
+<div class="sidenote">GLI EDITTI FAMOSI</div>
+
+<p>In Sicilia, si sa, non si soffre soltanto in basso:
+soffre anche il commercio, come soffre la piccola e
+media proprietà. Il generale Morra, previdente e
+provvidente, si commosse pel primo e gli assestò
+un colpo per stramazzarlo a terra, ferendolo nella
+parte più <a name="tn407" id="tn407"></a><span class="correction">vulnerabile</span>&mdash;il credito&mdash;coi suoi famosi
+editti sulle cambiali, riusciti un capolavoro d&#8217;ignoranza
+giuridica e di sovvertimento, deplorevoli pel
+contenuto, e stranamente sibillini nella forma, tanto
+da esigere a pochi giorni di distanza il commento
+straordinario dello stesso straordinario loro autore.
+Il Commercio serio ed onesto, sdegnato, protestò pel
+non richiesto editto; solo qualche giuocatore di <i>baccarat</i>,
+che discende da magnanimi lombi, invece avrà
+potuto attestare al Regio Commissario la propria
+riconoscenza. Il Commercio onesto e serio avrebbe
+potuto giovarsi dalla rimozione di alcune stupide
+pastoie postegli collo Stato di assedio e il generale
+Morra non fu sordo alle sue preghiere: dopo sei mesi
+si accorse che l&#8217;Italia non correva alcun pericolo
+consentendo ai negozianti la trasmissione dei telegrammi
+in linguaggio convenzionale. Sia lode a lui!</p>
+
+<p>C&#8217;era un campo in Sicilia in cui si avrebbe potuto
+mietere allori in gran copia da chi si fosse
+proposto di fare opera di sincera riparazione: quello
+delle amministrazioni comunali. La circolare che
+nei primi giorni della sua dittatura emanò il Regio
+Commissario fece sperare che egli si sarebbe
+messo sulla buona strada, poichè nella medesima<span class="pagenum"><a name="Page_408" id="Page_408">[408]</a></span>
+si davano norme e criterî retti per la revisione dei
+bilanci e dei tributi comunali, affinchè gli uni e gli
+altri commisurati ai mezzi disponibili rispondessero
+all&#8217;interesse generale delle popolazioni. E ciò che
+si avrebbe potuto e dovuto fare ha ripetuto nella
+citata circolare del 12 agosto.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PIÙ DEPLOREVOLE DELLE IPOCRISIE</div>
+
+<p>La circolare giustificò i moti siciliani e li spiegò,
+senza bisogno di ricorrere ai sobillatori e alle cospirazioni
+alla Gaborieau; e fece di più: insegnò
+che le intenzioni buone, senza i fatti corrispondenti,
+costituiscono la più deplorevole delle ipocrisie. E
+i fatti non potevano essere più inconsultamente
+scellerati.</p>
+
+<p>Ecco la ragione del severo giudizio:</p>
+
+<p>Dalla circolare del generale Morra di Lavriano,
+da accenni e telegrammi dell&#8217;on. Crispi, dai telegrammi
+dei Prefetti e sotto prefetti nei momenti
+del pericolo e quando in Sicilia non c&#8217;erano ancora
+truppe a sufficienza, emerge che il Presidente del
+Consiglio e il Regio Commissario Straordinario, che
+il governo insomma, in alto e in basso, riconosceva
+ciò che deputati e pubblicisti avevano denunziato,
+e cioè: che la causa determinante dei moti di Sicilia
+doveva riconoscersi nella partigiana, dissennata
+e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati da
+anni a consorterie locali che ne usavano ed abusavano
+in tutti i modi sotto l&#8217;egida dei Prefetti, ed
+anche di deputati, ai quali in contraccambio delle
+protezioni accordate rendevano con zelo servizî
+polizieschi ed elettorali.</p>
+
+<p>Un governo perfettamente conscio di tale stato
+di cose, che avrebbe dovuto fare immediatamente,
+fulmineamente? Tener conto della indicazione causale,<span class="pagenum"><a name="Page_409" id="Page_409">[409]</a></span>
+provvedendo al sintomo più minaccioso e più
+doloroso: dare addosso alle camorre locali, alle
+mafie amministrative, disoneste e prepotenti!</p>
+
+<div class="sidenote">UNA COSA ... INVEROSIMILE</div>
+
+<p>Ebbene, il governo italiano ha fatto cosa che
+sembrerà in appresso inverosimile, impossibile e
+che è rigorosamente vera: ha messo la sua fiducia
+in quelle consorterie, che avrebbe dovuto punire;
+dove non c&#8217;è delegato di pubblica sicurezza ne ha
+lasciato la funzione ai sindaci malvisti e che si sanno
+odiati; e sindaci ed assessori hanno consigliato e
+fatto eseguire gli arresti dai carabinieri e dalle
+truppe ai loro ordini; essi, proprio essi! hanno imbastito
+processi mostruosi di cui per un pezzo si
+dovrà vergognare l&#8217;Italia; e per loro suggerimento
+sono stati deportati giovani d&#8217;illibata condotta, rei
+soltanto di avere militato nelle fila della opposizione
+amministrativa e di avere svelato le turpitudini
+commesse dai feudatari municipali. Così, coloro che
+avrebbero dovuto essere puniti, coloro che si videro
+minacciati dall&#8217;ira popolare&mdash;ex lege, in mancanza
+dell&#8217;azione punitrice legale&mdash;sono stati messi in condizione
+di fare le proprie e spietate vendette sugli
+avversarî accusatori.</p>
+
+<p>E il generale Morra non si contentò di lasciare al
+loro posto quegli amministratori, che avrebbe dovuto
+punire quale causa vera e diretta dei tumulti,
+ma si rese loro complice, e somministrò loro gli
+strumenti per consolidarsi al potere, fare le proprie
+vendette e continuare nella dilapidazione e nella
+oppressione dei lavoratori, e dei vinti avversarî.</p>
+
+<p>Qualche Consiglio comunale fu sciolto in sulle
+prime; e questa parve soddisfazione accordata a
+coloro che avevano protestato in tutti i modi e che<span class="pagenum"><a name="Page_410" id="Page_410">[410]</a></span>
+avevano reclamato l&#8217;opera risanatrice di un regio commissario.
+Ma la resipiscenza verso il male non tardò,
+e dove i regî commissarî mostrarono onesti propositi
+di riparare ai mali furono rimossi o costretti
+a dare le dimissioni, perchè avevano osato disturbare
+le antiche disoneste e prepotenti camerille amministrative.<a name="FNanchor_75_75" id="FNanchor_75_75"></a><a href="#Footnote_75_75" class="fnanchor">[75]</a></p>
+
+<div class="sidenote">STRAGE DI ELETTORI</div>
+
+<p>Era noto del pari, che le disoneste camerille locali
+si <a name="tn410" id="tn410"></a><span class="correction">mantenevano</span> al potere mercè la falsificazione
+delle liste elettorali, nelle quali indebitamente erano
+iscritti gli amici fedeli, i complici, i dipendenti e
+ne erano cancellati quanti erano in odore di avversarî.
+Il generale Morra volle che tale stato di cose
+non fosse menomamente modificato. Curò, anzi, che
+s&#8217;impedisse qualche levata di scudi da parte degli
+elettori stanchi delle pessime amministrazioni; e dai
+suoi Commissarî straordinarî fece fare più che una
+decimazione, una vera strage di elettori di parte popolare,
+e chiamati sobillatori.</p>
+
+<p>La strage fu parziale da principio, e limitata alle
+località nelle quali era avvenuto lo scioglimento
+del Consiglio Comunale e dove si sapeva che i sobillatori
+avevano grande seguito.</p>
+
+<div class="sidenote">UN PROFESSORE DICHIARATO ANALFABETA</div>
+
+<p>Così a Piana dei Greci fu mandato quel regio<span class="pagenum"><a name="Page_411" id="Page_411">[411]</a></span>
+Commissario, che si rese celebre a Misilmeri e di
+cui si occupò l&#8217;on. Comandini nel <i>Corriere della Sera</i>,
+il quale cancellò 527 elettori dalla lista, radiando
+come analfabeta, a quanto si dice, anche un Professore
+di lettere in un Regio Ginnasio di Palermo!</p>
+
+<p>Poscia la misura divenne generale coll&#8217;invio dei
+Commissarî speciali per la revisione delle liste elettorali;
+commissarî che spiegarono a preferenza la
+loro azione dove democratici e socialisti preponderavano.
+In tal guisa a Catania, patria e collegio dell&#8217;on.
+De Felice, si cancellano <i>cinquemila</i> elettori sopra
+<i>novemila</i> iscritti: cifra quest&#8217;ultima niente affatto
+esagerata per una città di oltre centomila abitanti;
+mentre nelle cittadelle dei conservatori&mdash;Aci Reale,
+Bronte, Castelvetrano, ecc., ecc.&mdash;gli elettori oltrepassavano
+ogni misura; arrivavano anche ai 25 e al
+30 per cento della popolazione, quanti non avrebbero
+potuto essere col suffragio universale; mentre
+a Catania vennero cancellati dalle liste elettorali
+professori di Università, medici, ingegneri, avvocati,
+proprietarî... E la censura sapientissima non
+tollerò che la mostruosa <i>epurazione</i>, come veniva
+chiamata, fosse denunziata e discussa in pubblico.<a name="FNanchor_76_76" id="FNanchor_76_76"></a><a href="#Footnote_76_76" class="fnanchor">[76]</a></p>
+
+<p>Con questi savi provvedimenti il generale Morra
+avrà pensato di riparare alle malversazioni, alle corruzioni<span class="pagenum"><a name="Page_412" id="Page_412">[412]</a></span>
+elettorali, alle ingiuste ripartizioni dei tributi,
+a tutti i mali delle amministrazioni locali denunziati
+e non contraddetti nè in Parlamento nè
+fuori.</p>
+
+<div class="sidenote">UN INDIRIZZO PROTESTA...</div>
+
+<p>Certo è che egli ne ha annunziati e disciplinati
+non pochi; e tanto ha disciplinati alcuni municipî,
+che alcuni si sono fatti spontanei iniziatori della sottoscrizione
+di un indirizzo&mdash;che suona protesta contro
+le irriverenti parole pronunziate dal Cavallotti
+nella Camera dei deputati&mdash;proclamante la benemerenza
+del generale Morra di Lavriano e della
+Montà per la sua opera civile di rigenerazione nella
+desolata Sicilia!</p>
+
+<p>Quest&#8217;opera civile poteva rimanere incompleta se
+non si pensava alla base: alla coltura cioè, e alla
+educazione. In Sicilia il numero degli analfabeti era
+ed è grandissimo, quale in nessun&#8217;altra nazione civile
+di Europa; ebbene, si rimedia assecondando le
+aspirazioni dei grandi proprietarî della sala Ragona,
+che acclamarono alla proposta di sopprimere la istruzione
+obbligatoria; incoraggiando quel bravo consigliere
+di Prefettura, che in Mazzarino proclamò che
+il dogma della nuova Italia da ora in poi dovrebbe
+essere quello della <i>ignoranza obbligatoria</i> ed in
+conformità chiudendo tutte le scuole, ch&#8217;erano state
+scandalosamente aperte dai <i>Fasci</i>, tanto deleterie pei
+lavoratori quanto le <i>cooperative di consumo</i>.</p>
+
+<p>Il libero insegnamento scientifico è uno scandalo
+e il generale Morra chiama nel suo ufficio due professori
+della Università di Palermo&mdash;Schiattarella
+e Salvioli&mdash;e fa loro intendere e si fa promettere
+che nelle lezioni non ci doveva entrare la sobillazione,
+se no... Si sa che un poco di domicilio coatto<span class="pagenum"><a name="Page_413" id="Page_413">[413]</a></span>
+fortifica lo spirito e prepara nobilmente ad impartire
+una scienza sana <i>ad usum delphini</i>, a base di
+catechismo e di cristianesimo annacquato e corretto,
+di completo gradimento di Monsignor Celesia e degli
+altri vescovi, che generosamente si scagliarono contro
+i socialisti relegati, processati, imprigionati!</p>
+
+<div class="sidenote">EQUANIMITÀ E DELICATEZZA DEL MORRA</div>
+
+<p>La mente eletta e l&#8217;animo nobile del generale
+Morra non si rivelarono soltanto nelle cennate circostanze
+e nei modi summenzionati; altre occasioni
+egli ebbe di mettere in evidenza la equanimità, la
+delicatezza dei sentimenti, il tatto squisito. Il premuroso
+sindaco di Catanzaro manda&mdash;<i>spontaneamente</i>
+s&#8217;intende&mdash;un telegramma al colonnello Giussani
+Presidente del Tribunale militare, in difesa del Questore
+Lucchese e in danno di De Felice e C.?</p>
+
+<p>E il generale Morra lo lascia pervenire al suo indirizzo.
+Da Catanzaro mandano poco dopo un telegramma
+al <i>Giornale di Sicilia</i>, che dà notizia delle
+proteste del Consiglio Comunale contro l&#8217;operato del
+sindaco, e che gioverebbe agli stessi accusati? E
+il generale Morra si affretta a sequestrarlo. Ciò per
+la equanimità.</p>
+
+<p>Quanto al tatto squisito, il generale Morra distribuisce
+lodi e dà banchetti in quali occasioni e per
+quali motivi? Lasciamolo dire a Felice Cavallotti.</p>
+
+<div class="sidenote">LA PAROLA DI CAVALLOTTI</div>
+
+<p>Il generale Morra «è l&#8217;autore di quel saluto di
+congedo agli ufficiali in partenza, che dopo avere
+nell&#8217;isola, tra dolorosi <a name="tn413" id="tn413"></a><span class="correction">frangenti</span>, mostrato pur cuore
+di soldati italiani, mentre partivano pensosi ed afflitti
+delle cose vedute, si udirono in un discorso
+gonfio di rettorica vanesia decretare allori da essi
+nè bramati nè sognati nè chiesti, i tristi allori della<span class="pagenum"><a name="Page_414" id="Page_414">[414]</a></span>
+guerra civile, come tornassero da Filippi o da Farsaglia.</p>
+
+<p>Di più: «il giorno che nell&#8217;aula di un tribunale
+si domandano 23 anni di galera, per delitto di lesa
+patria, contro un deputato italiano, fino a ieri circondato
+dall&#8217;aura popolare, rappresentante di una
+illustre città, onorato della fiducia di due collegi
+dell&#8217;isola sua... il giorno che tanti anni di galera si
+domandano contro un deputato e contro altri cittadini
+italiani, alle cui virtù morali e civili lo stesso
+rappresentante, non dirò della legge, che non lo è,
+ma dell&#8217;accusa, ha dovuto rendere omaggio, è sempre
+un giorno doloroso per chiunque abbia cuore italiano,
+per chiunque abbia senso di gentilezza italiana.</p>
+
+<p>«Ebbene, è deplorevole che questo sentimento
+elementare non sia stato capito dal signor generale
+Morra di Lavriano, il quale ha creduto delicato, opportuno,
+gentile, scegliere proprio il giorno, in cui
+si pronunziava quella enorme requisitoria... (<i>Interruzioni</i>)
+per indire, proprio in quel giorno, in via
+eccezionale un solenne festoso banchetto ai notabili
+e all&#8217;alta società di Palermo. (<i>Rumori</i>). Io mi domando
+a quale altro generale che non fosse il generale
+Morra di Lavriano sarebbe venuta in mente
+un&#8217;idea così peregrina, coprendo un ufficio che per
+la sua stessa anomalia di fronte alla legge esigeva
+per lo meno un tatto squisito, e in un momento
+nel quale la pacificazione degli animi è il bisogno
+supremo dell&#8217;isola.</p>
+
+<p>«Io nato in Milano, sotto il <i>felice</i> governo di Casa
+d&#8217;Asburgo, ben so che i generali austriaci sceglievano
+i giorni delle condanne di patrioti per indire<span class="pagenum"><a name="Page_415" id="Page_415">[415]</a></span>
+feste e banchetti, a provocazione e sfida del sentimento
+cittadino. E se mal non ricordo, devo aver
+letto in un bellissimo libro del deputato Bufardeci,
+qui a me vicino, libro scaldato da quella fiamma
+giovanile che pare oggi essersi riconcentrata nell&#8217;animo
+dei vecchi, che il maresciallo Del Carretto
+sceglieva il giorno della esecuzione di Mario Adorno
+e del suo figlio giovanetto in Siracusa per celebrare
+l&#8217;eccidio con una festa da ballo. Ma è deplorevole
+che, dopo 34 anni che l&#8217;Italia fu redenta, reminiscenze
+e confronti simili si ridestino da generali
+italiani!»</p>
+
+<div class="sidenote">MORRA CONTRO MARIA DE FELICE</div>
+
+<p>E chi infine oserebbe mettere in dubbio la delicatezza
+dei sentimenti del Generale Morra di Lavriano
+e della Montà, che all&#8217;indomani della sentenza
+che manda l&#8217;on. De Felice per <i>diciotto</i> anni
+nella reclusione, espelle da Palermo la gentile Maria,
+colpevole di non sapere nascondere il cordoglio
+ineffabile per la condanna del padre e di destare la
+simpatica commiserazione in una cittadinanza cavalleresca
+e pietosa?</p>
+
+<p>Un ultimo accenno all&#8217;opera <i>civile</i> del generale
+Morra.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA MANOVRA DEI REAZIONARII</div>
+
+<p>Perchè essa fosse riuscita proficua, opportuna, apprezzata
+sarebbe stato necessario che egli avesse
+percorso la Sicilia, per conoscerne <i>de visu</i> i mali, che
+egli avesse avvicinato i sofferenti e gli oppressi ed
+avesse ascoltato dalla loro viva voce i reclami
+e le proteste, che si fosse frammischiato col popolo
+e col popolo avesse vissuto. Il Generale Heusch
+gli dette l&#8217;esempio in Lunigiana di ciò che avrebbe
+dovuto fare; ed anche qualche suo subordinato,
+il simpatico colonnello Pittaluga, gli additò la via<span class="pagenum"><a name="Page_416" id="Page_416">[416]</a></span>
+da battere. Ma tali esempî non erano degni di lui;
+egli invece di visitare i tugurî, di informarsi delle
+sofferenze del popolo, di studiarne le cause, preferì
+passare da una casa principesca all&#8217;altra, da questa
+a quell&#8217;altra villa per gradire banchetti lauti, per
+assistere a sfarzose <i>soirèes</i>, che riuscivano un insulto
+alla miseria grande delle moltitudini: insomma
+tutto fece meno che muoversi da Palermo e adempire
+il proprio dovere.</p>
+
+<p>Principi, marchesi e baroni si tennero onorati delle
+visite dell&#8217;ospite eminente e vollero mostrarsi riconoscenti:
+cospirarono&mdash;è la parola adatta&mdash;per
+fargli concedere la cittadinanza onoraria di Palermo;
+ma la città di Palermo, giammai vile e servile, sventò
+la indecorosa manovra, e colla sua attitudine impose
+il rispetto che si doveva ad un paese che tale onorificenza
+solo a Garibaldi ha voluto concedere.</p>
+
+<p>Solo per un momento il Morra vuol rendersi popolare
+e va al Foro italico per assistere... alla benedizione
+delle capre!</p>
+
+<p>Finalmente esce da Palermo, dove si godette i
+suoi veri ozî di Capua, e va a fare la sua visita di
+congedo alla Sicilia. Va e passa in rassegna le truppe
+per informarsi, forse, se le cartucce sono sufficienti
+e se i fucili sono pronti per ripetere la cura del
+piombo al popolo. Vero è che egli raccoglie ciò che
+merita: accoglienze strettamente e glacialmente ufficiali
+dai suoi dipendenti, talvolta urli e fischi dagli
+imperterriti Gavroche isolani, che non sanno valutare
+e temere abbastanza i benefizî e i pericoli dello
+Stato di assedio: ma in compenso lo conforta il brindisi
+laudatorio dell&#8217;on. Marchese di San Giuliano...</p>
+
+<p>Il generale Morra lasciando l&#8217;Isola, nella sua circolare<span class="pagenum"><a name="Page_417" id="Page_417">[417]</a></span>
+ai prefetti, osò scrivere questo periodo sbalorditoio,
+ch&#8217;è meritevole di essere tramandato ai
+posteri, come l&#8217;indice più esatto della sua incoscienza:
+«Durante questo periodo eccezionale <i>sprezzando fatiche
+e disagi</i> mi sono dedicato con vero affetto alla
+non facile impresa della pacificazione degli animi
+per varie cause eccitati, e allo studio arduo dei
+principali bisogni delle popolazioni siciliane....»</p>
+
+<div class="sidenote">IL RESPONSABILE DELL&#8217;OPERA DI MORRA</div>
+
+<p>E l&#8217;ironia amara per quest&#8217;opera <i>incivile</i> del Regio
+Commissario straordinario in Sicilia potrebbe
+continuare, se non fosse tempo di ricordare che di
+quest&#8217;opera sua c&#8217;è chi è direttamente e politicamente
+responsabile di fronte al paese: l&#8217;on. Crispi.</p>
+
+<p>Si mentirebbe e si calunnierebbe il Presidente del
+Consiglio dei ministri se si dicesse che egli sia rimasto
+contento e soddisfatto del modo come il generale
+Morra ha adempiuto alla delicatissima e grave
+missione affidatagli. Si assicura che egli si sia accorto
+in tempo della cattiva scelta fatta e che non
+abbia nascosto il suo malumore. Un sintomo del
+suo malumore si volle scorgere nella insolita fiacchezza
+colla quale difese egli nella Camera dei deputati
+il regio Commissario dagli attacchi dell&#8217;on.
+Cavallotti.<a name="FNanchor_77_77" id="FNanchor_77_77"></a><a href="#Footnote_77_77" class="fnanchor">[77]</a></p>
+
+<div class="sidenote">PIÙ VEROSIMILMENTE...</div>
+
+<p>Ma se l&#8217;on. Crispi si accorse in tempo che il Generale<span class="pagenum"><a name="Page_418" id="Page_418">[418]</a></span>
+Morra non rispondeva alle esigenze imperiose
+della difficile situazione, perchè non lo rimosse
+dall&#8217;ufficio? Forse temette di attentare alla
+reputazione della propria infallibilità? Più verosimilmente
+ubbidì ad ordini che vennero dall&#8217;alto
+protettore del Morra. Nell&#8217;uno e nell&#8217;altro caso sul
+capo del governo che scelse un uomo inadatto al
+compito e lo mantenne, quando si manifestò tale
+apertamente, ricade la responsabilità intera dell&#8217;errore
+commesso. In un modo solo potrebbe farselo
+perdonare: disfacendo l&#8217;opera del generale Morra e
+cominciando dalla pacificazione degli animi, che
+non potrà iniziarsi efficacemente se non coll&#8217;amnistia:
+amnistia, suggerita <a name="tn418" id="tn418"></a><span class="correction">dalla</span> suprema Corte di Cassazione,
+e moralmente necessaria ai giudici anzichè ai
+condannati.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_75_75" id="Footnote_75_75"></a><a href="#FNanchor_75_75"><span class="label">[75]</span></a> In Palermo fece rumore il caso di Parco. L&#8217;amministrazione
+fu sciolta perchè furono dimostrate fondate le accuse
+portate contro di essa dal <i>Fascio</i>. Vi fu mandato come regio
+Commissario il sig. Benedetto Carrozza, che conoscendo i fatti
+cercò riparare al dissesto economico e ai disordini amministrativi;
+ma i rei seppero ingraziarsi il generale Morra, e il regio
+Commissario di Parco si dimise, per provvedere al proprio
+decoro e forse anche alla propria libertà: venne indicato come
+sobillatore!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_76_76" id="Footnote_76_76"></a><a href="#FNanchor_76_76"><span class="label">[76]</span></a> Il caso di Catania fu portato alla Camera dei Deputati.
+Conservo relativamente ad essa un articolo che voleva pubblicarsi
+in un giornale locale&mdash;e di cui fu vietata la pubblicazione,&mdash;come
+il documento più prezioso dello sconfinato
+e brutale arbitrio della censura preventiva. Ogni cartella dell&#8217;articolo,
+in cui non c&#8217;è una sola parola incriminabile e men
+che rispettosa verso le autorità, porta il <i>veto</i> del Capo di
+Gabinetto della Prefettura sig. De Francisci.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_77_77" id="Footnote_77_77"></a><a href="#FNanchor_77_77"><span class="label">[77]</span></a> Il <i>Corriere dell&#8217;Isola</i> di Palermo, organo dei conservatori
+e che rispecchiava le tendenze dell&#8217;<i>entourage</i> aristocratico
+del generale Morra, scrisse in quella occasione un fierissimo
+articolo contro l&#8217;on. Crispi. Ad onore del vero si deve aggiungere
+che il numero in cui fu pubblicato venne sequestrato
+per ordine dello stesso generale, che certamente si sarà
+ricordato del: <i>surtout pas trop de zèle</i>!</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_419" id="Page_419">[419]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV<br /><br />
+
+LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE</h2>
+
+
+<p>Se questo libro non dovesse essere che la esposizione
+cronologica degli avvenimenti, più volte avrei
+dovuto accennare alla discussione parlamentare; ma
+poichè ho invece preferito raggruppare i fatti logicamente
+e metterli in connessione colle loro cause,
+facendoli seguire dai commenti che mi sono parsi
+opportuni, ho raccolto in unico capitolo tutto ciò
+che riguarda la discussione degli avvenimenti a
+Montecitorio; perchè in quelle discussioni c&#8217;è appunto
+il riassunto degli avvenimenti, della esposizione
+delle loro cause, e delle considerazioni fatte sugli
+uni e sulle altre, della responsabilità del governo,
+della utilità e convenienza della sua azione.</p>
+
+<p>I giudizî emessi in Parlamento dànno la più esplicita
+sanzione a quanto sinora è stato esposto e servono
+di opportuna conclusione alla precedente narrazione
+ed ai relativi commenti.</p>
+
+<div class="sidenote">UN CONSENSO AMMIREVOLE</div>
+
+<p>Quali le cause intime e reali dei moti di Sicilia?
+Su questo argomento ci fu un consenso ammirevole<span class="pagenum"><a name="Page_420" id="Page_420">[420]</a></span>
+di parere tra gli oratori delle varie parti della Camera,
+che non potè essere menomato dal dissenso
+di pochissimi deputati, e che verrà lumeggiato in
+ultimo.</p>
+
+<p>Prima tra le cause venne indicato il forte e rapido
+disagio economico. Si comprende che su di esso abbia
+insistito un socialista come il Badaloni, che opportunamente
+ricorda che le stesse cause economiche,
+le quali&mdash;secondo Massari, Castagnola e Villari&mdash;produssero
+il brigantaggio, cagionarono i moti di
+Sicilia. Egli con sintesi mirabile espose le risultanze
+della <i>Inchiesta agraria</i>&mdash;il cui volume sulla Sicilia
+porta, come si sa, la firma dell&#8217;on. Damiani&mdash;e secondo
+la quale nell&#8217;isola le classi lavoratrici hanno
+un <i>impronta comune di miseria, di abbattimento e di
+patimento</i>; dove invano si cerca un ceto agricolo,
+ma si trovano <i>servi sfruttati sempre, riconosciuti mai</i>,
+che per vivere sono costretti <i>a rubare</i> ed a vendere
+l&#8217;<i>onore delle loro figlie e delle loro mogli...</i></p>
+
+<p>Si comprende del pari che io&mdash;che da vero sobillatore,
+molti anni or sono avevo riprodotto questi
+giudizî del Damiani, dalle forti tinte,&mdash;mi sia trovato
+perfettamente di accordo coll&#8217;amico carissimo
+Badaloni; ma importa di più il conoscere che il forte
+disagio economico venne ammesso da molti altri,
+che militano in partiti avversissimi al socialista:
+dall&#8217;on. Comandini&mdash;che fece due discorsi forti per
+logica e per ricchezza di fatti&mdash;all&#8217;on. Farina; dall&#8217;on.
+Franchetti all&#8217;on. La Vaccara; dall&#8217;on. Filì
+Astolfone all&#8217;on. Di San Giuliano. Quest&#8217;ultimo anzi
+dette in sulla voce all&#8217;on. Nasi&mdash;i cui singolarissimi
+giudizî troveranno un posto speciale&mdash;ed insistette
+nel dimostrare i danni del latifondo, il rapido passaggio<span class="pagenum"><a name="Page_421" id="Page_421">[421]</a></span>
+dal benessere al disagio economico vivo e
+sentito da tutte le classi e non dai soli lavoratori.</p>
+
+<div class="sidenote">ANCHE L&#8217;ON. CRISPI!</div>
+
+<p>Non è meno notevole il consenso sulla pessima
+amministrazione dei corpi locali e sulla iniqua ripartizione
+dei tributi: ammette questi gravi inconvenienti
+ed efficaci fattori di malcontento lo stesso
+on. Crispi!</p>
+
+<p>Ricordai, che li aveva messi in evidenza l&#8217;onorevole
+Damiani in una intervista col corrispondente
+del <i>Lokalanzeiger</i> e li riconobbero gli onor. Farina,
+Pinchia e Filì-Astolfone. Ne fece un quadretto verista
+ammirevole l&#8217;on. Di Sant&#8217;Onofrio, che ricordò essere
+stato prodotto dalle iniquità e dalle prepotenze dei
+partiti locali il motto popolare, che ritiene: <i>la legge
+essere fatta solamente per lo sciocco</i>. Ma fu l&#8217;on. Di
+San Giuliano, che anche su questo riguardo col rammarico
+di dissentire dal solito Nasi, somministrò
+dati importanti sulla prevalenza delle relazioni e
+clientele personali, sull&#8217;accanimento delle lotte tra i
+partiti locali, sulla gravezza delle imposte, sulla
+dissennatezza delle spese, sulla falsità delle liste
+elettorali... E chi più ne ha, più ne metta!</p>
+
+<p>I danni enormi del disagio economico e della iniquità
+e scorrettezza delle amministrazioni locali fu
+dimostrato che venivano aggravati dalla imperizia e
+dalla partigianeria dei funzionarî di ogni grado, che
+il governo ha mandati in Sicilia dal 1860 in poi in
+punizione o in esperimento.</p>
+
+<p>Il male fu più volte denunziato e deplorato; ma
+i varî ministeri lo negarono sempre; il male era
+reale tanto che venne stigmatizzato in questa occasione
+da un uomo di facile contentatura, qual&#8217;è l&#8217;onorevole<span class="pagenum"><a name="Page_422" id="Page_422">[422]</a></span>
+La Vaccara, seguito dagli on. Di San Giuliano,
+Farina e Nicolosi.</p>
+
+<p>Questi, di animo mite e alieno dalla critica contro
+l&#8217;ente governo, fece una vera e giusta carica a fondo
+contro i prefetti, la cui partigianeria politica generava
+un forte disagio morale, che aggravava il disagio
+economico. A notarsi: avendo io accennato ad
+un funzionario abile e intelligente, l&#8217;on. Damiani mi
+fece questa caratteristica interruzione: «<i>Pare impossibile,
+ma è vero!</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ON. COMANDINI</div>
+
+<p>Chi mise il dito sulla piaga sui funzionari governativi
+accennando al passato prossimo... ed al presente
+fu l&#8217;on. Comandini. Egli nel suo discorso del
+27 febbraio 1894 disse:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Non facciamoci illusioni: la condizione delle provincie
+siciliane, per ciò che si riferisce agli atti ed alla responsabilità
+delle autorità governative, non poteva essere peggiore...
+In Sicilia io ho trovato che negli uomini veramente di ordine
+era ed è radicata la convinzione che in alcuni comuni,
+per <i>fini elettorali</i>, non sdegnarono alcuni funzionarî del
+governo di farsi essi autori di circolari e di proclami, che
+venivano distribuiti ed affissi in pubblico sotto l&#8217;intestazione:
+<i>Fascio dei lavoratori</i>.» (<i>Commenti</i>).</p></div>
+
+<p>Coi pieni poteri del generale Morra di Lavriano
+ci fu un miglioramento? Ecco il giudizio, da nessuno
+contraddetto, dello stesso on. Comandini:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Io ho trovato che la fiducia nei funzionari amministrativi
+era scossa, e quando ho indagato se sua Eccellenza il regio
+Commissario straordinario si fosse insediato a Palermo con
+uno speciale gabinetto politico, sapete voi quale Gabinetto
+politico ho trovato? Ho trovato un Gabinetto composto di
+un militare e di due civili, perfettissimi gentiluomini, giovani
+di grande e buona volontà, d&#8217;ingegno pronto e di eccellente
+volontà nel lavoro, ma sorpresi essi stessi dal carico,
+ch&#8217;era stato addossato alle loro spalle, e non timorosi<span class="pagenum"><a name="Page_423" id="Page_423">[423]</a></span>
+di dire che essi si sentivano contenti di essere stati chiamati
+a tali funzioni, <i>perchè imparavano una quantità di
+cose nuove, che prima essi ignoravano</i>...»</p></div>
+
+<p>La Sicilia era, dunque, pel Gabinetto del generale
+Morra di Lavriano <i>corpus et anima villa</i>... Ed ora si
+meravigli chi può della <i>sapienza</i> degli atti e degli
+editti del Commissario.</p>
+
+<p>Date queste premesse e assodate queste cause predisponenti
+si può indovinare quale e quanta responsabilità
+si possa attribuire ai socialisti, ai sobillatori,
+ai <i>Fasci dei lavoratori</i>.</p>
+
+<p>Sono essi, che hanno calunniato la borghesia e
+che hanno generato l&#8217;<i>odio di classe</i>?</p>
+
+<p>Badaloni prende il volume dell&#8217;<i>Inchiesta Agraria</i>
+del Damiani e mostra che l&#8217;odio di classe è antico
+e produsse le manifestazioni del 1848 e del 1860 di
+quella popolazione, che lo stesso on. Crispi chiamò
+<i>sobria, schiava della fame e del lavoro</i>. Socci, Ferrari,
+Prampolini ed io, ribadimmo l&#8217;assunto del Badaloni;
+lo confermò Franchetti, che disse l&#8217;antagonismo tra
+le varie classi sociali antico e fatale. Ma le classi
+dirigenti e la grossa borghesia sono meritevoli di
+odio? Basta rammentare le parole di Crispi, riportate
+avanti, ch&#8217;egli pronunziò a Palermo nel 1886,
+in una riunione di operai...</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE DICE IL MARCHESE DI SAN GIULIANO</div>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;AMENITÀ DELL&#8217;ON. CASTORINA</div>
+
+<p>Come la borghesia usò in Sicilia di quella sua onnipotenza?
+Ecco qua: «Il grande proprietario è
+troppo sovente <i>fruges consumere natus</i>, un parassita,
+un ozioso... ma non è (?) uno sfruttatore. I
+borghesi rurali in generale trattano male i contadini;
+amministrano i comuni con criterî d&#8217;interessi
+di classe; sono azzeccagarbugli, usurai... Le classi
+dirigenti non sono all&#8217;altezza dei loro doveri...» È<span class="pagenum"><a name="Page_424" id="Page_424">[424]</a></span>
+forse questo il giudizio appassionato di un socialista?
+No! venne formulato da un loro avversario,
+da un loro persecutore: dall&#8217;on. Marchese di San Giuliano
+il giorno 27 febbrajo 1894! E dopo le sue parole,
+lasciamo che il suo amico on. Castorina si diverta,
+e diverta gli altri, nel difendere la borghesia,
+e nell&#8217;affermare che borghesi e lavoratori in Sicilia
+fraternizzano, come nel più idillico dei mondi possibili!</p>
+
+<p>Se i socialisti, i sobillatori, i <i>Fasci</i> non generarono
+l&#8217;odio di classe, che trovarono bello e preparato da
+anni e forse da secoli, non può dirsi neppure ch&#8217;essi
+furono gli agenti diretti, determinanti degli ultimi
+moti. Che non lo furono fu sostenuto da Badaloni, da
+Altobelli, da Comandini, da me. L&#8217;ottimo Farina si
+stupì, si meravigliò altamente degli on. Nasi e Saporito,
+che ai <i>Fasci</i> e ai sobillatori li attribuirono;
+ma il loro era naturalmente il parere dell&#8217;on. Crispi,
+che fu pure combattuto da uno dei suoi più fedeli
+amici politici, dall&#8217;on. Di Sant&#8217;Onofrio. Più equanimi
+vollero mostrarsi gli on. Filì-Astolfone e Di San
+Giuliano che dei moti trovarono la ragione parte
+nelle cause precedentemente esposte e parte nell&#8217;azione
+dei <i>Fasci</i>. Il secondo, anzi, si espresse in termini,
+che meritano di essere integralmente riprodotti.</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p>«Per quanto concerne le cause&mdash;disse il rappresentante per
+Catania&mdash;voi avrete visto, e dalla discussione fatta qui e da
+quello che si è detto fuori di quest&#8217;aula, che vi sono due tendenze.
+Gli uni credono che causa unica sia il disagio economico,
+e specialmente la miseria dei contadini; altri credono
+che causa unica sia la <a name="tn424" id="tn424"></a><span class="correction">propaganda</span> dei sovvertitori.»</p>
+
+<p>«L&#8217;onorevole Nasi nel suo discorso di ieri si accostava a
+quest&#8217;ultima opinione. Ora io francamente credo che abbiano<span class="pagenum"><a name="Page_425" id="Page_425">[425]</a></span>
+contribuito l&#8217;una e l&#8217;altra causa. Senza il disagio economico
+e senza il malcontento che ne consegue, la propaganda dei
+sovvertitori non avrebbe potuto avere gli effetti che ha avuto,
+e <i>forse non si sarebbe fatta</i>. Senza poi la propaganda
+dei sovvertitori il malcontento non si sarebbe manifestato
+ora, o si <i>sarebbe manifestato in altro modo, forse non meno
+pericoloso</i>, ma più legale.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">DEI &#8220;FORSE&#8222; ELOQUENTI</div>
+
+<p>Non è evidente da questi <i>forse</i> dell&#8217;on. Di San
+Giuliano, che i moti si sarebbero avuti anche senza
+i <i>Fasci</i>, e in una forma <i>non meno pericolosa</i>?</p>
+
+<p>Una manifestazione se è più <i>pericolosa</i>, dal punto
+di vista politico, non giova che sia più <i>legale</i>; ad
+ogni modo l&#8217;on. Paternostro, che dell&#8217;on. Crispi è
+amico politico e non è affatto socialista, riconobbe
+e ricordò colla sua lealtà, che il movimento dei <i>Fasci</i>
+era legalissimo e doveva essere rispettato.</p>
+
+<p>Si dirà che i <i>Fasci</i>, i sobillatori, i socialisti hanno
+almeno la responsabilità indiretta dei tumulti siciliani,
+in quanto furono determinati o accelerati dalla
+loro propaganda? E allora a quanti hanno predicato
+e raccomandato la emancipazione o il miglioramento
+dei lavoratori deve assegnarsi buona parte delle responsabilità;
+e primo fra tutti all&#8217;on. Crispi, che
+proprio in Sicilia espose... in pubblici discorsi
+idee poco diverse per il fine cui miravano, di quelle
+propugnate dai socialisti. E gli on. Altobelli e Badaloni
+con eloquenza e con senso vero di opportunità
+all&#8217;on. Crispi ricordarono questi brani significanti
+dei suoi discorsi di deputato e di candidato:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Bisogna una volta uscire da cotesto <i>egoismo borghese</i>, che
+ha già sconvolto altre nazioni, o, quel che più monta, ha soffocato
+nel sangue i reclami del popolo, <i>volta a volta blandito
+e tradito</i>.</p>
+
+<p>«La questione sociale, se non venga risolta come <i>dovere</i>,
+verrà imposta come necessità.»<span class="pagenum"><a name="Page_426" id="Page_426">[426]</a></span></p>
+
+<p>«<i>Alle plebi manca tutto</i>, il loro rinascimento comincia da
+oggi...</p>
+
+<p>«Bisogna che i lavoratori siano redenti dalla schiavitù della
+ignoranza, e <i>dalla schiavitù del capitale</i>...</p>
+
+<p>«Bisogna che siano messi nella condizione di avere il denaro
+necessario, affinchè, volendolo, <i>possano diventare padroni
+di un opificio, e che, associati, possano anche essi costituire
+opifici</i>...</p>
+
+<p>«Allora potrete trovare la soluzione del problema, <i>che il
+capitale ed il lavoro stiano allo stesso livello, siano nelle
+stesse condizioni di eguaglianza, e che l&#8217;uno non possa comandare
+sull&#8217;altro</i>, ma si riequilibrino, si rafforzino a vicenda...</p>
+
+<p>«Noi avremo allora la vera concordia degli animi, avremo
+costituita quella <i>unità morale, senza la quale non è possibile
+che duri l&#8217;unità politica del popolo italiano</i>.</p>
+
+<p>«Imperocchè fino a quando le <i>classi sociali</i> dureranno distinte
+per gl&#8217;interessi rivali, <i>e qualche volta l&#8217;una tiranna
+dell&#8217;altra</i>, saremo in continuo pericolo di disordini e conflitto.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">CRISPI</div>
+
+<p>Ora io, dico, i socialisti e i sobillatori quando mai
+enunziarono propositi diversi e più radicali di quelli
+enunziati dall&#8217;on. Crispi in Palermo nel 1886? In
+quanto al metodo per farli trionfare non può dimenticarsi
+che lo stesso on. Crispi pochi anni dopo,
+proprio alla vigilia del movimento dei <i>Fasci</i>, telegrafava
+di <i>rivoluzione</i> come un qualunque avventato
+sobillatore...</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ON. FARINA</div>
+
+<p>Chi conosceva tutto quanto precede avrebbe dovuto
+concludere che nei moti di Sicilia non c&#8217;era
+stato accordo, non vi era stato intesa, non c&#8217;era
+l&#8217;intervento della cospirazione; ed alla Camera tale
+dimostrazione venne fatta da Altobelli e da me; e
+v&#8217;insistettero due oratori, che pel partito politico in
+cui militano non possono menomamente essere sospettati
+di tenerezza pei socialisti: l&#8217;uno l&#8217;on. Emilio
+Farina con quella espressione di sincerità ch&#8217;è l&#8217;impronta<span class="pagenum"><a name="Page_427" id="Page_427">[427]</a></span>
+dei suoi discorsi, perciò tanto bene accetti a
+Montecitorio, disse:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Non vi furono attacchi contro le caserme, non movimenti
+simultanei, non danari spesi per suscitarli o sostenerli, ed è
+perciò che questi movimenti potevano apparire, come disse
+qualcuno dei colleghi, sfoghi d&#8217;ire locali, e non meritare tutti
+i rigori che sono stati adottati per reprimerli. Le stesse stragi
+furono motivate, non già da assalti preconcetti contro le
+truppe; furono le truppe in piccolo numero, che per svincolarsi
+da folle clamorose che mano mano andavano esaltandosi,
+fecero uso delle armi, con quel penoso resultato che ognuno
+sa. La strage stessa commessa sul pretore, non fu un&#8217;azione,
+ma una reazione dopo una strage di popolo.»</p></div>
+
+<p>L&#8217;altro, l&#8217;on. Comandini, con l&#8217;immancabile e scettica
+sua ironia, mise in ridicolo la cospirazione, e a
+provare che era un romanzo aggiunse:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Io non voglio far perder troppo tempo prezioso alla Camera,
+ma voglio evocare un curioso ricordo che ho comune
+con qualche nostro collega.»</p>
+
+<p>«Nel 1874 si volle scuoprire una pretesa cospirazione repubblicana
+per la quale furono denunciati, arrestati e processati
+invano ventotto uomini, parecchi dei quali hanno già
+seduto ed alcuni seggono ancora in questo Parlamento.»</p>
+
+<p>«Fra i documenti sequestrati, fu ritenuto uno dei più impressionanti
+di quella cospirazione una specie di discorso sedizioso
+che si voleva fosse stato preparato per una riunione
+di ribelli, e che fu trovato nella tasca di uno degli arrestati.»</p>
+
+<p>«Per due mesi l&#8217;istruttoria si torturò con quello spietato
+discorso, che poi si verificò non altro essere che un semplice
+esercizio di traduzione dal latino in italiano di un&#8217;orazione di
+Catilina tratta dalla <i>Congiura di Catilina</i> di Sallustio (<i>Ilarità</i>).»</p>
+
+<p>«Ella, onorevole Crispi, venne qui a dirci: «Ecco qua le
+lettere da Trapani, ecco qua il manifesto: «Operai, figli dei
+Vespri, ancora dormite?»</p>
+
+<p>«Ma che Vespri, onorevole Crispi! Michele Amari, nel 1842,
+diceva che «i Vespri non si combinano; essi sono irresistibilmente<span class="pagenum"><a name="Page_428" id="Page_428">[428]</a></span>
+ispirati, irrompono nell&#8217;ora fatale e soppiantano il
+potere» (<i>Commenti</i>). «E queste stesse parole di Michele Amari
+hanno ripetuto a voi il nostro compianto collega Cuccia, il
+professore Salvioli, il professore Schiattarella, Antonio Morvillo,
+tutti i vostri amici di Palermo.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">PER LA VIOLAZIONE DELLO STATUTO</div>
+
+<p>Se la cospirazione era un romanzo, invece erano
+una triste realtà la violazione dello Statuto, gli
+eccessi del governo nella repressione, la reazione.</p>
+
+<p>E a Montecitorio furono in molti a constatarle
+anche tra gli amici del ministero e dell&#8217;on. Crispi,
+sebbene non mancassero contraddittori, che trovarono
+tutto ben fatto.</p>
+
+<p>Nel primo senso parlarono gli on. Imbriani, Bonajuto,
+Altobelli, Bovio, Sacchi, Comandini, Cimbali,
+Marcora, Pinchia, Paternostro ed io. Approvarono
+quasi incondizionatamente gli on. Lazzaro, La Vaccara,
+Damiani e Castorina; e pur approvando la
+condotta del governo ebbero da deplorare non poche
+cose gli on. Spirito e Di San Giuliano.</p>
+
+<p>Bovio sostenne che le idee, le utopie non si possono
+colpire, ma soltanto i mezzi adoperati per realizzarle.
+Imbriani&mdash;certamente facendo violenza a
+sè stesso&mdash;disse che in Austria testè per proclamare
+lo stato di assedio in Boemia si domandò l&#8217;autorizzazione
+del Parlamento ed enunciò gli articoli dello
+Statuto, che furono violati in Italia: il 26º, inviolabilità
+della libertà individuale; il 27º, inviolabilità
+del domicilio; il 28º, libertà della stampa; il 32º, diritto
+di riunione e di associazione; il 45º immunità
+parlamentare; il 70º proibizione di derogare all&#8217;organizzazione
+giudiziaria; il 71º divieto di sottrarre
+i cittadini ai giudici naturali e di creare tribunali
+e commissioni straordinarie... E nessuno seriamente<span class="pagenum"><a name="Page_429" id="Page_429">[429]</a></span>
+osò negare che tanti articoli&mdash;i più importanti&mdash;siano
+stati manomessi; si constatò, invece, con giustezza
+dall&#8217;on. Sacchi, che l&#8217;azione reazionaria del
+governo potè passare con indifferenza, perchè in
+sostanza la reazione era nella Camera e nel paese!</p>
+
+<p>L&#8217;on. Cimbali bene a proposito rilevò, che il disarmo
+fu fatto a benefizio dei malfattori. Sacchi
+dimostrò la enormità commessa dando effetto retroattivo
+alle ordinanze dei regî commissarî di Sicilia e
+di Lunigiana. E che i civili non si potessero sottoporre
+ai Tribunali militari l&#8217;on. Paternostro, lo provò
+colle parole dello stesso on. Crispi, che nel 1862 in
+un mirabile discorso sostenne ciò che quasi tutti
+gli oratori della Camera sostenevano su tale argomento,
+ed opportunamente ammonì che le armi
+della reazione <i>non hanno mai salvato le dinastie</i>...</p>
+
+<div class="sidenote">LO STUDIO COMPARATIVO DELL&#8217;ON. ALTOBELLI</div>
+
+<p>L&#8217;on. Altobelli fu felicissimo nello studio comparativo
+tra la legge francese sullo Stato d&#8217;assedio e
+la legge italiana che esclude di poter fare ciò
+che fece il governo; contro le leggere asserzioni
+dell&#8217;on. Crispi che nel Codice penale militare del 1869
+trovava la legittimazione del suo operato, provò
+che essa invece c&#8217;era soltanto nell&#8217;art. 137 del codice
+penale militare sardo del 1840 che diceva:</p>
+
+<p>«Le stesse regole <i>in tempo di pace</i> potranno anche
+di nostro speciale ordine, qualora le circostanze lo
+esigano, essere poste temporaneamente in vigore in
+alcuna parte dei nostri stati»; e flagellò a sangue
+il contegno bassamente opportunista e servile della
+magistratura, riportando la motivazione della ordinanza
+della Camera di Consiglio che mandò il Molinari
+innanzi ai Tribunali militari «<i>perchè non sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_430" id="Page_430">[430]</a></span>
+stato opportuno che i primi arrestati si sottraessero
+alla giurisdizione speciale!</i>»</p>
+
+<div class="sidenote">IL CONFORTO DELL&#8217;ON. LA VACCARA</div>
+
+<p>Si può passar sopra adesso all&#8217;affermazione troppo
+semplicista ed ottimista dell&#8217;on. Castorina che nello
+Stato di assedio vide un eccellente rimedio; ed all&#8217;altra
+dell&#8217;on. La Vaccara che nello Stato di assedio
+<i>trovò un conforto</i>.</p>
+
+<p>I <i>bravo!</i> che partirono dall&#8217;<i>estrema sinistra</i> a questa
+inattesa uscita dell&#8217;on. rappresentante per Piazza
+Armerina, sottolinearono la esplosione d&#8217;ironia
+della Camera. Ad onore del vero devo aggiungere
+che il <i>conforto</i> di cui parlò <a name="tn430a" id="tn430a"></a><span class="correction">l&#8217;onorevole</span> La Vaccara
+rispondeva alla realtà; egli ebbe il torto, però,
+nell&#8217;asserire che l&#8217;<i>applauso</i> per lo Stato di assedio fu
+<i>unanime</i>; poichè il <i>conforto</i> non lo provarono che
+solo i conservatori e le classi dirigenti. Del resto
+questa loro tenerezza per lo stato di assedio è di
+antica data: Filippo Cordova nel 1863 riferiva che
+qualche siciliano gli aveva detto: <i>assicuratevi che nel
+cuore di ogni proprietario siciliano vi è l&#8217;immagine
+di Rattazzi, non per altro che per lo stato di assedio!</i></p>
+
+<p>E vengo in ultimo all&#8217;on. Di San Giuliano, il quale
+trovò opportuno lo Stato di assedio, ma non potè
+negare gli <a name="tn430b" id="tn430b"></a><span class="correction">arbitrî</span> e le ingiustizie commesse. Ed egli
+conchiuse con un pensiero, che racchiude tutta la
+filosofia degli ultimi avvenimenti, dà la misura della
+utilità della reazione e della repressione e ammonisce
+sulla via da battere.</p>
+
+<p>«Dopo l&#8217;istruzione data e la propaganda fatta,&mdash;disse
+il rappresentante per Catania,&mdash;<i>l&#8217;antica
+rassegnazione dei contadini e degli operai non tornerà
+più!</i>»</p>
+
+<p>E collo stesso on. Di San Giuliano, che fu seguito<span class="pagenum"><a name="Page_431" id="Page_431">[431]</a></span>
+dagli on. Comandini e Ferrari&mdash;contro il parere
+degli on. Saporito, Fortis e Damiani&mdash;mi trovo
+pienamente di accordo nel ritenere che ai mali della
+Sicilia si deve porre riparo con leggi speciali, ricorrendo
+ai veri criterî sperimentali. Non bisogna affidarsi
+alla uniformità delle leggi per tutta la nazione, perchè
+la uniformità rappresenta un vero letto di Procuste.</p>
+
+<p>Da questo fedele riassunto della discussione parlamentare
+si detegge che di tutte le cause dei moti
+della Sicilia, frammentariamente, venne riconosciuta
+l&#8217;azione persistente, dagli uomini più temperati, dagli
+amici delle istituzioni, dai più devoti al ministero
+dell&#8217;on. Crispi; riconoscimento, che indirettamente
+eliminò la responsabilità dei <i>Fasci dei lavoratori</i> e
+della propaganda socialista.</p>
+
+<p>La nota discordante non mancò, però, e venne
+portata alla Camera dagli on. Saporito-Ricca e Nasi.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ON. SAPORITO</div>
+
+<p>L&#8217;on. Saporito, sorpreso del profondo perturbamento
+dell&#8217;ordine pubblico, maggiore che nelle precedenti
+rivoluzioni&mdash;e sorpreso perchè mai forse aveva
+posto attenzione all&#8217;indole dei moti puramente sociali&mdash;negò
+la spontaneità del movimento, lo attribuì
+interamente ai <i>Fasci</i> ed ai sobillatori e proclamò
+essere fandonie, ed ingiurie ingiuste e gratuite
+le asserzioni dei precedenti oratori. Si dichiarò
+soddisfatto dell&#8217;opera del governo, e nello Stato di
+assedio vide il rimedio supremo a tutti i malanni!</p>
+
+<p>La stessa tesi precedentemente era stata svolta
+dall&#8217;on. Nasi, con lusso di particolari e con aneddoti
+ameni e piccanti, con una forma spigliata e talora
+elegante; sicchè il suo discorso dal punto di vista
+oratorio si può considerare come il gran successo
+della discussione.<span class="pagenum"><a name="Page_432" id="Page_432">[432]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">LA SICILIA SECONDO L&#8217;ON. NASI</div>
+
+<p>Secondo l&#8217;on. Nasi in Sicilia non c&#8217;era fame, vi erano
+minori che altrove le sofferenze economiche, il
+salario non era inferiore di altrove, il lavoro delle
+miniere di zolfo non era più duro che altrove, le
+amministrazioni comunali non andavano più male
+che altrove, il dazio sulla farina non aveva influenza
+prevalente ed uguale sul prezzo del pane;
+il governo non aveva le responsabilità che gli erano
+state addossate, nemmeno quella dei cattivi <a name="tn432" id="tn432"></a><span class="correction">funzionarî</span>
+mandati nell&#8217;isola, i quali avevano fatto
+sempre il proprio dovere; non c&#8217;era, infine, una quistione
+siciliana poggiata su cause politiche, economiche,
+amministrative.</p>
+
+<p>I nuovi piagnoni avevano tutto esagerato, e tutto
+il movimento si doveva esclusivamente alla azione
+dei sobillatori, la cui propaganda socialista non era
+che una mistificazione, e che i <i>Fasci dei lavoratori</i>,
+non raccoglievano che ambiziosi e malcontenti.</p>
+
+<p>Date queste premesse chiunque si sarebbe atteso,
+che l&#8217;oratore avrebbe conchiuso con un inno al governo
+e colla raccomandazione di lasciar correre
+tutto per la sua china, come pel passato. Nossignori!
+L&#8217;on. Nasi si dichiarò contrario al governo, non solo,
+ma stigmatizzando le infeconde lotte parlamentari
+profetizzò che il ritardo nel presentare opportuni
+rimedî porterà a conflitti terribili e pose termine al
+brillante discorso come tutti gli altri oratori socialisti
+e radicali, promettendo che in un possibile conflitto
+egli, con tutti gli uomini di cuore, si sarebbe
+schierato dalla parte del popolo.</p>
+
+<div class="sidenote">NON C&#8217;È CHE LA &#8220;DOTTRINA&#8222; DI A. FORTIS</div>
+
+<p>La conclusione sorprese, e tutti&mdash;compresi i suoi
+intimi&mdash;si domandarono la ragione del discorso. Si
+avrebbe potuto cercarla nel livore contro qualche<span class="pagenum"><a name="Page_433" id="Page_433">[433]</a></span>
+collega suo e contro alcuni organizzatori dei <i>Fasci</i>
+suoi nemici politici e personali; ma escludendo pure
+questi moventi non belli si può ammettere che l&#8217;onorevole
+Nasi fu spinto a parlare dal desiderio di
+lanciare qualche freccia all&#8217;indirizzo dell&#8217;on. Crispi,
+e dall&#8217;altro non meno ardente di difendere l&#8217;antico
+ed amato ministero dell&#8217;on. Giolitti, e sopratutto fu
+mosso dalla patriottica e generosa preoccupazione di
+annunziare alla Camera che ai mali d&#8217;Italia&mdash;e forse
+dell&#8217;umanità&mdash;non c&#8217;era che un rimedio, uno solo:
+la dottrina di Alessandro Fortis!</p>
+
+<p>All&#8217;annunzio di tanta scoperta tutti richiesero
+quale fosse la <i>dottrina di Alessandro Fortis</i>, la modestia
+del quale venne offesa specialmente perchè egli non
+ricordò di averne formulata mai alcuna sua propria,
+e che se per sua <i>dottrina</i> volevano prendersi gli accenni
+simpatici al socialismo di stato, fatti in momenti
+di espansione a Bologna o altrove, non potevasi
+e non dovevasi sospettare che tali accenni
+costituissero la sua dottrina, poichè egli si era affrettato
+a ripudiarli coi discorsi alla Camera e specialmente
+coi voti dati, coi fatti.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;AUTOFAGISMO DELL&#8217;ON. NASI</div>
+
+<p>Comunque, le congratulazioni all&#8217;on. Nasi furono
+grandi nella Camera e in certa stampa pel successo
+del suo discorso, e fu notevole poi la lode rivoltagli
+dall&#8217;on. Comandini, che rapito dal discorso ammirò
+oltre ogni dire il coraggio dell&#8217;oratore. Oh! se ce ne
+volle del coraggio a dire tutto quello, che disse......
+Ma le congratulazioni pel <i>coraggio</i> all&#8217;on. Nasi resero
+più amare le critiche, non degli avversarî politici, ma
+degli amici; perciò da uomo che non voleva procurarsi
+la nomea di peccatore ostinato, nella seduta<span class="pagenum"><a name="Page_434" id="Page_434">[434]</a></span>
+del 2 marzo, a meno di otto giorni di distanza, rimangiò
+le precedenti denegazioni, facendo precedere
+l&#8217;atto di autofagismo da questa dichiarazione, che
+lascia perfettamente intendere che io non ho di una
+linea esagerata o alterata la impressione che ricevette
+la Camera dal suo discorso:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«È troppo facile e vecchio argomento di polemica quello
+di attribuire ai propri avversari opinioni, che non hanno
+manifestato od assurdità, di cui non sarebbero capaci.»</p>
+
+<p>«Io non ho negato nulla, non ho detto che in Sicilia non
+ci sia la miseria: non ho detto che non ci siano gli abusi
+municipali; non ho detto che in Sicilia non vi sia una questione
+dei tributi locali, o di contratti agrari. Gli onorevoli
+Comandini, Farina, San Giuliano e Sant&#8217;Onofrio, potevano
+quindi dispensarsi dal manifestare un dissenso, che è fondato
+sopra un semplice malinteso.»</p>
+
+<p>«Il malinteso deriva da ciò, che essi hanno esaminato la
+questione in modo analitico: ed in molti loro giudizi io consento.»</p>
+
+<p>«Io ho posto a base del mio ragionamento un concetto logico
+generale, che è il seguente: <i>se c&#8217;è una questione siciliana,
+è necessario che essa abbia cause speciali del luogo.
+Ho distinto perciò le cause efficienti dalle condizionali</i>.»</p></div>
+
+<p>Egli fece molte sottili distinzioni in seguito; ma
+come si potè vedere continuò a denegare che una
+<i>quistione siciliana</i> ci fosse. Ma sia lode alla sua rettitudine:
+egli non persistette neppure in questa denegazione,
+che dovette pesargli sulla coscienza per
+ben lunghi quattro mesi, e perciò il 5 luglio interroga
+solennemente il ministro dell&#8217;interno per sapere
+se, come e quando intendeva provvedere ai <i>bisogni
+della Sicilia</i>, ritenendo che fosse necessaria una parola
+del governo prima che la Camera si separasse....</p>
+
+<p>Mi sono dilungato sui discorsi dell&#8217;on. Nasi perchè
+egli fu il solo autorevole a smentire tutti gli oratori<span class="pagenum"><a name="Page_435" id="Page_435">[435]</a></span>
+che lo avevano preceduto e lo seguirono, e che non
+trovandosi di accordo neppure col governo, si creò
+una situazione nuova, specialissima.</p>
+
+<div class="sidenote">CRISPI E LE COSE FALSE</div>
+
+<p>Chi infine merita di soffermare l&#8217;attenzione è
+l&#8217;on. Crispi, non solo pel posto che occupava, ma
+sopratutto per l&#8217;autorità, che gli veniva dai suoi
+patriottici precedenti, per la simpatia, che ispirava
+la sua tragica situazione;&mdash;e dico tragica, perchè a
+nessuno passa per la mente di negare il suo affetto
+per la Sicilia, onde gli dovette sanguinare il
+cuore nel dovere prendere, come capo del governo,
+delle dolorose misure. Ed ispirava ancora simpatia
+per la singolare energia addimostrata in momenti
+gravissimi, in una età nella quale in Italia gli uomini
+politici se non materialmente, certo <a name="tn435" id="tn435"></a><span class="correction">psichicamente</span>
+sono finiti. E degli sforzi enormi fisici e morali
+si risentirono in questa occasione i suoi atti e
+sopratutto i suoi discorsi, nei quali si accentuarono
+non i pregi, ma gli abituali difetti. La leggerezza
+e l&#8217;assolutismo delle affermazioni furono veramente
+eccezionali, e per quanto mi riesca increscioso devo
+metterli in evidenza, perchè precisamente a forza
+di affermazioni recise e di altrettanto risolute denegazioni&mdash;che,
+dato l&#8217;uomo e la sua alta posizione, pochissimi
+osarono sospettare poggiate sul falso&mdash;la
+Camera si formò un concetto assolutamente erroneo
+sulla situazione e sulle rispettive responsabilità e
+votò conformemente all&#8217;errore.</p>
+
+<p>Per parte mia sin dal primo iniziarsi della discussione,
+il 21 febbraio, con quanta più forza potei, all&#8217;annunzio
+di certe cospirazioni e di certi pericoli,
+gridai: <i>È falso! È falso! È falso!</i> E l&#8217;on. Crispi allora<span class="pagenum"><a name="Page_436" id="Page_436">[436]</a></span>
+solennemente affermò che c&#8217;erano <i>documenti, che
+avrebbero schiacciate le mie affermazioni</i>!</p>
+
+<p>I primi atti, le prime parole e i primi scritti dell&#8217;on.
+Crispi&mdash;che M. Imbriani nella discussione
+delle leggi antianarchiche paragonò al convenzionale
+Fouchet&mdash;dimostrarono che egli si era posto su di
+una china pericolosa, che doveva percorrere intera,
+procurandogli le più amare ed incontrastabili smentite,
+più che dagli avversarî, dalle risultanze dei
+processi e dai fatti indiscutibili.</p>
+
+<div class="sidenote">CRISPI E LA SUA VIOLENZA</div>
+
+<p>La violenza del linguaggio e la esagerazione iperbolica
+cominciarono a far capolino nella relazione
+dell&#8217;on. Crispi, che precede il decreto di proclamazione
+dello Stato di assedio, nella quale è detto: i moti furono
+provocati da <i>gente dedita ad ogni sorta di delitti;
+saccheggi, incendî, rapine si commisero in</i> <span class="smaller">QUASI TUTTI</span>
+<i>i comuni dell&#8217;isola</i>. Poi, considera Molinari e Lombardino
+come esseri inferiori a Ninco-Nanco ed a Cipriano
+La Gala. E supera qualunque aspettativa
+quando ad un delicato appello d&#8217;Imbriani al suo
+cuore di padre in favore di Maria De Felice, risponde:
+<i>quella è la figlia di un malfattore</i>! La Camera
+riverente, per non dire servile, verso il presidente
+del Consiglio rimase profondamente addolorata di
+questa risposta... inqualificabile, e consentì, a proposta
+di Cavallotti, ch&#8217;essa venisse cancellata dal resoconto
+ufficiale: la massima censura che può infliggersi
+ad un oratore e che venne inflitta all&#8217;on. Crispi;
+il quale voleva esser punito più severamente dall&#8217;on.
+Agnini, che si oppose alla proposta Cavallotti, chiedendo
+che rimanesse constatata nel processo verbale,
+ad edificazione dei posteri, la frase che disonorava
+soltanto chi l&#8217;aveva pronunziata.<span class="pagenum"><a name="Page_437" id="Page_437">[437]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">CRISPI E LE SUE TEORIE</div>
+
+<p>A questa violenza&mdash;che non è energia&mdash;e scorrettezza
+di linguaggio dell&#8217;on. Crispi, fece degno riscontro
+la enunciazione di certe teorie illiberali e
+di certe proposizioni, che dovettero sorprendere e
+addolorare gli uomini di scienza e di cuore. Dopo
+avere affermato&mdash;contro le leggi&mdash;che c&#8217;è il diritto
+al ricorso per le sentenze dei <i>Tribunali militari</i>
+in tempo di guerra, immemore del biasimo che colpì
+l&#8217;on. Nicotera per avere indicato l&#8217;articolo del Codice
+penale che i magistrati avrebbero potuto applicare
+pei fatti del 1º maggio 1891, augurò, <i>egli, Presidente
+del Consiglio</i>, che la Suprema Corte di Cassazione
+respingesse i ricorsi, esercitando con ciò la più aperta
+pressione sull&#8217;animo dei magistrati, che docilmente
+respinsero. Nel Re riconobbe il diritto illimitato di
+proclamare lo Stato di assedio in forza dell&#8217;art. 5º
+dello Statuto, che gli conferisce il diritto di dichiarare
+la guerra....!</p>
+
+<p>Pose le colonne d&#8217;Ercole alla evoluzione politica,
+annunziando che al di fuori delle attuali istituzioni
+non c&#8217;è che l&#8217;anarchia o il dispotismo. E arrestò la
+evoluzione economica e chiuse autorevolmente ogni
+dibattito scientifico affermando che abolito il feudo
+e soppressi i fidecommessi la proprietà è legittima.&mdash;legittimità
+da lui stesso poi violata colla proposta
+di legge sui latifondi di Sicilia&mdash;Che il socialismo
+moderno ha elevato a scienza il diritto della spoliazione
+e che il concetto dello stesso socialismo si avvicina
+al delitto. Vero è che parlando in tal modo egli
+alludeva al socialismo della <i>piazza</i>, ma nessuno potè
+sapere come distinguerlo da quello di Marx e dall&#8217;altro
+più temperato da lui stesso preconizzato nel
+discorso di Palermo del 1886.<span class="pagenum"><a name="Page_438" id="Page_438">[438]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">CRISPI E LA SUA SICURTÀ</div>
+
+<div class="sidenote">SMENTITE INCONTRASTABILI ALL&#8217;ON. CRISPI</div>
+
+<p>Dalla esposizione delle teorie passando alla esposizione
+dei fatti non si guadagna in esattezza e in
+verità. L&#8217;on. Crispi garentì che in Sicilia non c&#8217;era
+miseria; che i moti furono determinati dai <i>Fasci</i>;
+che l&#8217;esposizione di Palermo del 1892 fu una peste,
+perchè gli operai del continente in tale occasione
+importarono nell&#8217;isola la propaganda socialista; che
+la borghesia con tanti meriti, non aveva che una
+colpa sola: l&#8217;avere abbandonato le plebi alle sette
+ed ai preti; che i <i>Fasci</i> avevano promesso la divisione
+delle terre nel 1894; che i capi del movimento
+si erano posti in relazione coi clericali del continente
+e collo <i>straniero</i>; ch&#8217;erano state annunziate una guerra
+nel 1894, la invasione del Piemonte, la vittoria di
+flotte nemiche nel Mediterraneo, la autonomia siciliana
+sotto la protezione della Russia, cui si sarebbe
+ceduto un porto: che la insurrezione era pronta e lo
+stato di assedio fu posto in tempo; che <i>duemila armati</i>
+percorrevano la Lunigiana e 280 mila socî dei
+<i>Fasci</i> potevano accoppare i 14 mila uomini di truppa,
+che c&#8217;erano in Sicilia; che De Felice fu arrestato in
+flagranza ec. ec. Con pari esattezza e con altrettanta
+recisione interruppe me, che parlavo del processo
+mostruoso pei fatti di Valguarnera, garentendo che
+nessuno in Italia tentava le <i>bricconate</i> da me denunziate,
+e che i processati lo erano perchè ritenuti
+colpevoli, mentre poi il processo innanzi il Tribunale
+militare di Caltanissetta giustificò alla lettera le mie
+osservazioni. Contraddice formalmente Imbriani e
+me sulla autenticità dei fatti di Castelbuono e nega
+fede alla Giunta comunale, che li aveva stigmatizzati
+nella nota sua protesta; ma il Tribunale di
+Termini Imerese lo smentisce inesorabilmente, condannando<span class="pagenum"><a name="Page_439" id="Page_439">[439]</a></span>
+l&#8217;autore di quei fatti, il delegato Breda,
+a tredici mesi di reclusione. Assicura l&#8217;on. Imbriani,
+che arbitrî e ingiustizie non se ne commettono e
+che se i prefetti e le Commissioni speciali avevano
+mandato a domicilio coatto i <i>pregiudicati ritenuti tali
+dalla legge di pubblica sicurezza</i>, ciò era stato fatto
+con <i>ordinanze regolari</i> e dopo essere stati esaminati
+i fatti della loro vita e la loro condotta; e invece
+risulta da centinaia e centinaia di casi, che cittadini
+onestissimi, mai per lo passato processati, in
+nessun modo <i>pregiudicati</i>, senza processo, senza interrogatorio,
+senza formalità di sorta alcuna vennero
+arrestati, ammanettati e condotti nelle isole destinate
+al domicilio coatto, per isfogo di vendette personali
+di sindaci e per semplice furore di persecuzione e per
+paura dei delegati, della questura, dei Prefetti, senza
+che mai alcuna commissione fosse stata interrogata!<a name="FNanchor_78_78" id="FNanchor_78_78"></a><a href="#Footnote_78_78" class="fnanchor">[78]</a>
+Assicurò infine che non occorrevano leggi sociali e
+speciali per la Sicilia e dopo pochi mesi si smentisce
+da sè presentando lo specialissimo disegno di
+legge sui latifondi.</p>
+
+<div class="sidenote">I DOCUMENTI SCHIACCIANTI DELL&#8217;ON. CRISPI</div>
+
+<p>E veniamo finalmente ai <i>documenti</i>, a quei <i>documenti</i>,
+che l&#8217;on. Crispi annunziò che sarebbero riusciti
+<i>schiaccianti</i> per gli accusati e per coloro che,<span class="pagenum"><a name="Page_440" id="Page_440">[440]</a></span>
+come me, difesero questi alla Camera. Sono due: <i>il
+trattato di Bisacquino</i> e l&#8217;appello rivoluzionario agli
+<i>Operai figli del Vespro</i>.</p>
+
+<p>Non ho bisogno di ripubblicare il <i>trattato di Bisacquino</i>,
+di umoristica memoria, di cui mi occupai
+nel capitolo sul <i>processo mostruoso</i>. In quel <i>trattato</i>
+erano contenute le notizie per le più terribili accuse
+contro i <i>Fasci</i> e contro i socialisti, me compreso.
+Quale il valore di esso risultò dal processo: l&#8217;avvocato
+Fiscale lo ripudiò formalmente e si sentiva
+umiliato, come di un tentativo di volgere in ridicolo
+il processo, ogni volta che accusati e difensori
+vi accennarono. Ma quando l&#8217;on. Crispi prestò fede
+al <i>trattato di Bisacquino</i>, si dirà che non gli erano
+note le risultanze del processo. Ebbene, fu proprio
+durante il processo che l&#8217;avv. fiscale Soddu-Millo
+annunziò all&#8217;on. De Felice, che nell&#8217;ottobre 1893 il
+sotto-prefetto di Corleone non ritenne degno di essere
+mandato alle autorità superiori il documento,
+che si deve alla fervida immaginazione di qualche
+spia e più probabilmente di qualche burlone, che lo
+dette come oro di coppella al delegato di Bisacquino.
+Il grottesco, l&#8217;inverosimile di quella fantasticheria,
+come la chiamò l&#8217;avv. fiscale, che apparvero
+evidenti ad un umile sotto-prefetto, non trasparirono
+menomamente innanzi agli occhi del Presidente
+del Consiglio.....?</p>
+
+<div class="sidenote">IL FIRMATISSIMO DELL&#8217;ON. CRISPI</div>
+
+<p>Il secondo documento, ch&#8217;è passato alla storia
+sotto il nomignolo di <i>firmatissimo</i>, ha una origine
+più scellerata e più comica ad un tempo e servì
+a fini iniqui, e l&#8217;avervi prestato fede, e ancora di
+più l&#8217;aver mentito dichiarandolo <i>firmatissimo</i> costituisce
+una delle grandi vergogne per l&#8217;on. Crispi.<span class="pagenum"><a name="Page_441" id="Page_441">[441]</a></span></p>
+
+<p>A dimostrare quale importanza egli vi annettesse
+riproduco integralmente il brano del discorso da lui
+pronunziato alla Camera dei Deputati, il giorno 28
+febbraio; di quel discorso in cui si valse&mdash;precipuamente
+a falsare l&#8217;opinione della Camera e del paese
+a danno dei <i>Fasci</i>, e di De Felice e degli altri compagni&mdash;dei
+due cennati documenti. Dopo avere esposto
+il contenuto del <i>trattato di Bisacquino</i>, che
+fu accolto, secondo il resoconto ufficiale degli atti
+parlamentari, da <i>commenti vivissimi</i>, l&#8217;on. Crispi aggiunse:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«A dare un concetto dei proclami che si spargevano nei
+Comuni, ve ne leggerò uno solo che vale per tutti. (!)</p>
+
+<p>«Operai! Figli del Vespro: Ancora dormite? Corriamo al
+carcere a liberare i fratelli! Morte al Re, agli impiegati. Abbasso
+le tasse. Fuoco al municipio e al casino dei civili. Evviva
+il fascio dei lavoratori! Quando le campane della Matrice
+e del Salvatore suoneranno, assieme corriamo armati
+al castello, che tutto è pronto per la libertà.»</p>
+
+<p>«Attenti al segnale!» (<i>Impressione.</i>)</p>
+
+<p><span class="ss smaller"><b>Prampolini.</b></span> È firmato?</p>
+
+<p><span class="ss smaller"><b>Crispi</b></span>, <i>presidente del Consiglio</i>. È firmatissimo! (<i>Ilarità</i>).</p>
+
+<p>C&#8217;è anche il nome del Comune. Tutto risulterà dal processo.»</p></div>
+
+<p>Or bene: è falso che quell&#8217;appello sia stato sparso
+nei comuni dell&#8217;isola; è falso che sia <a name="tn441" id="tn441"></a><span class="correction">stato</span> pubblicato
+e letto da qualcuno, meno che dal suo autore,
+da un delegato di P. S. e dai magistrati che se ne
+occuparono; è falso che fosse nonchè <i>firmatissimo</i>,
+neppure... <i>firmato</i>. Di vero non c&#8217;è che il nome del
+Comune in cui venne manipolato. Ma eccone la
+storia, che rappresenta un breve intermezzo comico-erotico,
+in questo dramma siciliano dai tragici episodî,<span class="pagenum"><a name="Page_442" id="Page_442">[442]</a></span>
+che in un paese di uomini liberi avrebbe abbattuto
+il ministro.</p>
+
+<div class="sidenote">LA STORIA DI UN &#8220;DOCUMENTO&#8222;</div>
+
+<p>In Petralia Soprana&mdash;provincia di Palermo&mdash;c&#8217;era
+un disgraziato vice cancelliere di pretura perdutamente
+innamorato della moglie di un agiato pastaio
+del luogo, certo Alessi. La donna, tanto bella quanto
+onesta, aveva replicatamente respinto le profferte
+del vice-cancelliere; il quale nel suo furore erotico
+arrivò a minacciarla di ridurla in condizioni da
+doverglisi dare a discrezione. E l&#8217;immondo satiro ricorse
+ad un diabolico mezzo: scrisse il manifesto
+agli <i>operai figli del Vespro</i>&mdash;il manifesto <i>firmatissimo</i>,&mdash;e
+lo mandò per posta allo indirizzo del marito della
+sua amata, l&#8217;Alessi; poi con una lettera anonima
+denunzia lo stesso Alessi alle autorità del luogo come
+uno dei promotori più pericolosi dei disordini, e
+in prova della realtà del fatto denunziato avvisa che
+proprio in quel giorno allo Alessi doveva arrivare
+per la posta un manifesto rivoluzionario. In questa
+guisa il vice-cancelliere sperò fare arrestare l&#8217;incomodo
+marito e avere nelle sue braccia la moglie.</p>
+
+<p>Si era nel periodo più acuto dei tumulti, e le autorità
+di Petralia Soprana credettero di salvare la
+patria, corsero alla posta, sequestrarono la lettera
+indirizzata all&#8217;Alessi, e in base al manifesto rivoluzionario
+sequestrato procedettero al suo arresto. A
+questo punto la moglie dell&#8217;Alessi intravvede le
+trame inique e denunzia tutto alle stesse autorità,
+che onestamente e rapidamente ripararono al mal
+fatto arrestando il vice-cancelliere; il quale confessò
+tutto, cercando di scusarsi con la follia amorosa.</p>
+
+<p>Pochi mesi dopo il vice cancelliere di Petralia
+Soprana venne condannato dal Tribunale di Termini<span class="pagenum"><a name="Page_443" id="Page_443">[443]</a></span>
+Imerese come autore del manifesto <i>firmatissimo</i>
+a tre anni di reclusione....</p>
+
+<div class="sidenote">COME SI STRAPPARONO I VOTI ALLA CAMERA!</div>
+
+<p>E qui mi fermo senza commentare ulteriormente
+questi indecorosi documenti, in base ai quali si strapparono
+voti iniqui alla Camera dei deputati; mi
+fermo, perchè dovrei adoperare roventi parole contro
+l&#8217;on. Crispi, del quale non si può abbastanza
+deplorare la... leggerezza.</p>
+
+<p>Lo stesso on. Crispi, il 9 Marzo, discutendosi la
+domanda di autorizzazione a procedere contro l&#8217;onorevole
+De Felice, dopo che da me era stata fatta
+la storia del <i>firmatissimo</i>, osò continuare a prestarvi
+fede ed uscì in queste dichiarazioni testuali:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>... «Si oppugnò <i>a torto</i> un documento del quale vi diedi
+lettura: e <i>che, del resto, non è il solo, perchè ne ho qui molti
+altri più importanti di quello, che per prudenza e per sentimento
+di giustizia non volli leggere</i>. Se li avessi letti, sarei stato
+fatto segno all&#8217;accusa di voler pesare, con la mia parola, sopra
+atti dell&#8217;autorità giudiziaria, la cui indipendenza voglio resti
+impregiudicata.</p>
+
+<p>..... «In altra occasione, quando i processi saranno terminati,
+dirò tutto, e <i>meraviglierò</i> anche la Camera con la storia
+degli avvenimenti siciliani. Allora gli interruttori potranno
+sfogarsi a lor guisa, <i>imperocchè non ci sarà più pericolo per
+gl&#8217;imputati</i>.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">LA MAGNANIMITÀ DELL&#8217;ON. CRISPI</div>
+
+<p>La tenerezza dell&#8217;on. Crispi per gl&#8217;imputati in quella
+occasione fu appresa come un prodigio incredibile;
+che dire poi del suo delicatissimo riserbo di non
+voler leggere <i>i molti altri documenti più importanti</i>,
+dopo che ne aveva letti due, che riteneva i
+più gravi, e che erano <span class="ss smaller"><b>falsi</b></span>? Che dire di un riserbo
+che... dura tutt&#8217;ora, quando i processi sono
+finiti e la pubblicazione dei documenti, che dovranno
+<i>meravigliare</i> la Camera, potrebbe essere fatta senza<span class="pagenum"><a name="Page_444" id="Page_444">[444]</a></span>
+pericolo per gl&#8217;imputati, che per dodici, per sedici,
+per diciotto anni sono al sicuro... nelle sinistre celle
+dei varî penitenziari d&#8217;Italia? Ed è da sperarsi, che
+l&#8217;on. Crispi li verrà a leggere alla Camera, non essendo
+stati letti nei processi, a difesa del proprio
+decoro e della propria serietà, onde il paese apprenda
+che per davvero l&#8217;on. Crispi fu generoso verso
+gl&#8217;imputati, non avendo voluto dare al magistrato
+documenti che avrebbero potuto aggravare le pene
+alle quali furono condannati e che forse li avrebbero
+potuto far condannare a morte da un Tribunale militare
+che punisce con un Codice in cui la pena di
+morte è conservata...</p>
+
+<p>Pervenuta al termine la discussione sui casi di
+Sicilia, e venuti in luce i fatti, le accuse e i documenti
+che le suffragavano, tutti si attendevano che
+il governo fosse venuto a chiedere un <i>bill d&#8217;indennità</i>&mdash;che
+in Inghilterra e dovunque c&#8217;è regime costituzionale,
+si ritenne sempre indispensabile dopo
+la sospensione delle guarentigie costituzionali, anche
+quando la medesima sia stata ordinata con legge
+del Parlamento&mdash;<i>bill d&#8217;indennità</i>, che, secondo il
+Majorana, ha un doppio carattere: <i>giuridico</i>, al fine
+di togliere qualunque azione possa spettare ai cittadini
+per tutte le violazioni di leggi comuni e statuti
+normali in cui il governo sia incorso; <i>politico</i>,
+per fare sanzionare l&#8217;opera di questo dal sovrano
+sindacato parlamentare.</p>
+
+<p>Molti, anche avversarî del Ministero presieduto
+dall&#8217;on. Crispi, tenendo conto delle eccezionalità dei
+casi e della bontà delle intenzioni, erano disposti a
+concedere detto <i>bill d&#8217;indennità</i>.</p>
+
+<p>L&#8217;on. Ambrosoli in nome della <i>destra</i> pure lo accordava,<span class="pagenum"><a name="Page_445" id="Page_445">[445]</a></span>
+chiedendo, però, che una legge, a somiglianza
+della francese, regolasse lo Stato di assedio; accordavalo
+l&#8217;on. Martini in nome del centro sinistro,
+negando un voto politico e chiarendo erronei i precedenti
+invocati dall&#8217;on. Crispi, e voleva darlo l&#8217;Arcoleo,
+pur ritenendo&mdash;egli professore di diritto costituzionale&mdash;che
+fosse quasi incompatibile lo Stato
+di assedio con la ordinaria funzione del Parlamento.</p>
+
+<p>E il meno che poteva fare il Presidente del Consiglio,
+a propria giustificazione, si era di convocare
+il Parlamento, dopo la violazione dello Statuto o di
+tutte le leggi durante lo Stato d&#8217;assedio, per chiedere
+il <i>bill d&#8217;indennità</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ON. CRISPI RESPINGE UN &#8220;BILL D&#8217;INDENNITÀ&#8222;</div>
+
+<p>Questo avrebbe dovuto e potuto bastare a qualunque
+Ministro ed a qualunque Ministero, ma l&#8217;onorevole
+Crispi, disse l&#8217;on. Imbriani, respinse per alterigia
+abituale il <i>bill d&#8217;indennità</i> e chiese un voto
+politico esplicito, che ne approvasse la condotta e
+stabilisse che tutto era proceduto conforme a legge.
+Ciò sembrava enorme e contrario a tutti i precedenti
+parlamentari, anche italiani, e si ricordava
+come in altri tempi si giudicò temerario l&#8217;on. Nicotera,
+che <i>bill d&#8217;indennità</i> chiedesse per ciò che
+aveva fatto nella stessa Sicilia; ed aveva fatto assai
+di meno e di meno peggio dell&#8217;on. Crispi (<i>Zini</i> op.
+cit. p. 47 e 48). Altri tempi!</p>
+
+<p>Ora, la Camera dette ragione al Presidente del
+Consiglio, eliminò il <i>bill d&#8217;indennità</i>, e con 342 voti
+favorevoli contro 45 contrarî e 22 <a name="tn445" id="tn445"></a><span class="correction">astensioni</span> approvò
+quest&#8217;ordine del giorno presentato dell&#8217;on. Damiani
+e accettato del governo:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«La Camera, approvando l&#8217;azione del Governo, diretta alla
+tutela della pace pubblica, confida ch&#8217;esso saprà definitivamente<span class="pagenum"><a name="Page_446" id="Page_446">[446]</a></span>
+assicurarla con opportuni provvedimenti legislativi,
+e passa all&#8217;ordine del giorno.»</p></div>
+
+<p>La enorme maggioranza, che approvò la condotta
+del governo non lasciava luogo a sperare&mdash;nella sua
+resipiscenza nella grave quistione che le venne innanzi
+il giorno 8 Marzo&mdash;per la autorizzazione a
+procedere contro l&#8217;on. De Felice e per la convalidazione
+del suo arresto.</p>
+
+<div class="sidenote">LA CAMERA</div>
+
+<p>Qui erano in giuoco le prerogative della Camera,
+delle quali, dal 1848 in poi, essa si era mostrata
+sempre gelosa. Ma a nulla valsero le osservazioni
+di Cavallotti, di Barzilai, di Imbriani, di Sacchi, di
+Altobelli, di Merlani, mie e dello stesso Palberti,
+ch&#8217;era relatore delle Commissione nominata dagli
+ufficî della Camera dei Deputati per esaminare la
+domanda di autorizzazione a procedere presentata
+dal Regio Procuratore presso il Tribunale di Palermo.</p>
+
+<div class="sidenote">NULLA VALLE PER ESSA</div>
+
+<p>Non valse che io dimostrassi che le accuse si
+fondavano sopra documenti ridicoli come il <i>trattato
+di Bisacquino</i>, o infami come il <i>firmatissimo</i>; che lo
+stesso Procuratore del Re, costatando la lunga lotta
+in seno del <i>Comitato dei Fasci</i> alla vigilia della proclamazione
+dello Stato d&#8217;assedio, escludeva implicitamente
+l&#8217;azione dello stesso Comitato e dell&#8217;on.
+De Felice nei moti di Sicilia; che lo stesso pubblico
+accusatore non avesse potuto dimostrare un
+sol caso di azione diretta del rappresentante per
+Catania nei tumulti; che aveva torto l&#8217;on. Palberti
+ad ammettere la esistenza di depositi di armi vecchie
+e nuove sulla semplice assicurazione del questore
+Lucchese. Non valse che l&#8217;on. Sacchi collo esame
+della corrispondenza tra l&#8217;on. De Felice e il<span class="pagenum"><a name="Page_447" id="Page_447">[447]</a></span>
+Cipriani&mdash;il cavallo di battaglia del processo e dell&#8217;accusa
+di alto tradimento&mdash;avesse luminosamente
+provata la inesistenza dei <i>mezzi</i> idonei per provocare
+la rivoluzione. Non valse che l&#8217;on. Barzilai avesse
+esposto i casi numerosi (Luzzi, Carbonelli,
+Costa, Francica, Bonajuto, Dotto ec.) nei quali la
+Camera, contro il parere dell&#8217;on. Palberti e della
+maggioranza della Commissione di cui era relatore,
+era entrata nel <i>merito</i> della domanda di autorizzazione
+a procedere. Non valse che lo stesso on. Sacchi
+avesse ricordato il parere del più grande e autorevole
+commentatore delle leggi inglesi, il Blackstone,
+sulla prerogativa parlamentare, che la Camera
+inglese non volle mai definita da leggi speciali
+affinchè, di caso in caso essa ne facesse quell&#8217;uso
+che nel suo sovrano apprezzamento le sembrasse
+conveniente; a nulla valsero tanti sforzi: la
+Camera accordò l&#8217;autorizzazione a procedere perchè
+il governo la voleva.</p>
+
+<p>La lotta della quistione dell&#8217;autorizzazione a procedere
+passò in terreno ancora più favorevole ai
+difensori dell&#8217;on. De Felice quando si discusse della
+convalidazione dell&#8217;arresto. Rammentò opportunamente
+l&#8217;on. Imbriani, che nel 1848, quando fu eletto
+deputato Didaco Pellegrini, nella Camera, appena
+se ne pronunziò il nome, alcuni deputati si
+alzarono per domandare se fosse già stato messo
+in libertà, trovandosi in carcere il Pellegrini sotto
+accusa di Stato. Il Ministro Pinelli riconobbe il diritto
+della Camera ed immediatamente ordinò la
+escarcerazione. Tali nobili e liberali tradizioni del
+Parlamento subalpino non esercitarono influenza
+sulla Camera del 1894.<span class="pagenum"><a name="Page_448" id="Page_448">[448]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">ESSA TUTTO CONCEDE AL GOVERNO</div>
+
+<p>Se altra volta si era ordinata la liberazione di
+chi era stato eletto mentre era in prigione, ora si
+violava evidentemente l&#8217;art. 45 dello Statuto arrestando
+il De Felice, mentre era deputato. Vero
+è che lo stesso articolo sottrae dalla prerogativa il
+caso della flagranza; ma questa derogazione, osservò
+l&#8217;on. Barzilai, ha la sua ragione potente: nel
+caso della flagranza l&#8217;evidenza della prova distrugge
+ogni sospetto di un arbitrio, di una ingerenza indebita
+a danno del deputato. Ora, a danno dell&#8217;on.
+De Felice, erano evidenti non la flagranza&mdash;che nessuno
+seppe dimostrare e che l&#8217;on. Palberti tanto
+condiscendente verso il governo ridusse alla <i>quasi</i>
+flagranza e alle <i>considerazioni di convenienza politica</i>,&mdash;ma
+l&#8217;arbitrio e la ingerenza indebita del governo
+per odiosi e partigiani motivi politici; per quei motivi,
+che appunto hanno fatto consacrare nello Statuto
+la prerogativa parlamentare dell&#8217;art. 45!</p>
+
+<p>Se c&#8217;era un caso, adunque, in cui la escarcerazione
+avrebbe dovuto ordinarsi ai sensi di quell&#8217;articolo
+era proprio questo dell&#8217;on. De Felice. E indarno
+l&#8217;on. Cavallotti su questa questione della prerogativa
+parlamentare provò che la giurisprudenza costante
+della Camera e il voto di due commissioni solenni&mdash;quella
+del 1855 e l&#8217;altra del 1870&mdash;di cui facevano
+parte il senatore Cadorna, Valerio, Mancini, Biancheri,
+davano completa ragione all&#8217;on. De Felice e
+mostravano che i nemici dello Statuto, dei plebisciti
+e delle leggi, gli adulteratori della storia erano
+al banco dei ministri; indarno! La Camera
+che nel 1869, tenera delle proprie prerogative, non
+volle ammettere la flagranza a danno dell&#8217;on. Majorana
+Cucuzzella accusato di assassinio e accettò<span class="pagenum"><a name="Page_449" id="Page_449">[449]</a></span>
+la divisa della sua Commissione: <i>in dubiis pro libertate</i>;
+nel 1894 la riconobbe in odio all&#8217;on. De
+Felice accusato di reato politico.</p>
+
+<div class="sidenote">SENZA CORAGGIO</div>
+
+<p>Concessa l&#8217;autorizzazione a procedere; riconosciuta
+la flagranza, e convalidato perciò l&#8217;arresto dell&#8217;on. De
+Felice, si sperava infine che la Camera non si volesse
+coprire di vergogna riconoscendo la <i>retroattività</i>
+dei Tribunali di guerra, sanzionando la più iniqua
+ed erronea violazione delle leggi e dello Statuto.
+Era lecito sperare, che la Camera a questo punto
+si sarebbe arrestata sulla china vergognosa delle concessioni,
+e del proprio esautoramento; perchè il relatore
+onorevole Palberti in nome della Commissione&mdash;in
+maggioranza composta di amici del governo&mdash;aveva
+affermata manifestamente la propria ripugnanza
+ad arrivare sino a quel punto. Ma l&#8217;on. Palberti affermava
+il principio, la teoria, esprimeva il desiderio;
+però non osava formulare recisamente la proposta
+per ottenere che l&#8217;on. De Felice venisse sottratto alla
+illecita giurisdizione dei Tribunali militari, e si limitò
+a sperare nella equanimità del governo e sperò
+eziandio, che su questa quistione il governo si sarebbe
+astenuto, disinteressandosene, come aveva fatto
+sempre pel passato in tutte le quistioni, che toccano
+i diritti e le garenzie del Parlamento. Ma egli stesso
+dovette riconoscere che le sue speranze furono una
+illusione e dovette sentirsi dire dall&#8217;on. Cavallotti
+non essere giusto, non essere bello dimostrare che
+una cosa è iniqua e non avere il coraggio di proclamarlo.</p>
+
+<div class="sidenote">SCRUPOLI LOIOLESCHI</div>
+
+<p>D&#8217;onde la incertezza e la condotta fiacca dell&#8217;onorevole
+Palberti e della Commissione? Dal timore<span class="pagenum"><a name="Page_450" id="Page_450">[450]</a></span>
+e dallo scrupolo d&#8217;invadere il campo della magistratura,
+di preoccuparne le decisioni e di sollevare
+anche un conflitto tra la Camera dei Deputati e la
+Corte di Cassazione; poichè in quei giorni si attendeva
+la decisione della Suprema Corte sui ricorsi
+contro la competenza dei Tribunali militari, e si trovava
+sconveniente da un lato indicare alla medesima
+la via da battere; e dall&#8217;altro non si sapeva trovare
+una uscita corretta nel caso che il giudicato della
+Cassazione riuscisse contrario al voto della Camera
+dei deputati.</p>
+
+<p>Quanto poco valore dovessero avere quegli scrupoli
+lo dimostrò lo stesso on. Palberti, che cortesemente
+rimproverò al guardasigilli la pressione esercitata
+sull&#8217;alta magistratura, annunziando lui la risoluzione
+che esso avrebbe dato al difficile quesito che le
+era stato sottoposto. Così era lecito al governo venir
+meno ai riguardi dovuti alla suprema magistratura
+per farle commettere una enorme iniquità; ma la
+Camera, doveva usare tutti i riguardi verso la prima
+e rinunziare ai propri diritti e alle proprie prerogative
+in danno di una causa giusta!</p>
+
+<p>Che la decisione della Camera non potesse nè
+invadere il campo della magistratura, nè lederne i
+diritti, nè menomarne la indipendenza, nè sollevare
+conflitti colla medesima ce lo apprese la sentenza della
+stessa Corte di Cassazione nel ricorso De Felice e C.,
+nella quale si riconobbe che essa non si permetteva
+di entrare in apprezzamenti di indole politica, sull&#8217;alta
+ragione di Stato che aveva potuto consigliare lo
+Stato d&#8217;assedio con tutte le sue conseguenze, e che
+lasciava di giudicarne alla competente autorità politica,<span class="pagenum"><a name="Page_451" id="Page_451">[451]</a></span>
+cioè al Parlamento, che se n&#8217;era rimesso alla Cassazione!
+Da Caifas a Pilato...</p>
+
+<p>E così la Camera dette l&#8217;ultimo passo sulla via
+dell&#8217;approvazione degli arbitri sterminati, e accettando
+i comodi ed onesti scrupoli dell&#8217;on. Palberti,
+lasciò che governo e Cassazione vedessero loro in
+quanto alle competenze dei <i>Tribunali militari</i>; e
+l&#8217;una e l&#8217;altra provvidero... nel modo conosciuto.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA FARSA INDEGNA</div>
+
+<p>Tutto questo era fatto per rattristare profondamente
+l&#8217;animo di coloro che amano la libertà e
+che vorrebbero vedere l&#8217;Italia procedere per le vie
+della rettitudine in politica e nel delicatissimo campo
+della amministrazione della giustizia; ma la Camera
+e il governo nello stesso giorno in cui si passava
+sopra a tutte le illegalità e le enormezze commesse
+in Sicilia, recitava una farsa che destava una
+nausea invincibile: nel giorno 9 marzo infatti, dopo
+avere emesso l&#8217;autorizzazione a procedere contro
+l&#8217;on. De Felice, averne convalidato l&#8217;arresto e consentito
+che venisse sottratto ai giudici naturali e
+sottoposto ai Tribunali militari, con una ipocrisia
+veramente fenomenale respinse due altre domande
+di autorizzazione a procedere contro lo stesso on. De
+Felice per due discorsi-reati pronunziati a Pedara
+e a Casteltermini, e che formavano parte integrale
+dell&#8217;accusa che lo condusse innanzi al Tribunale di
+Palermo e da questo alla reclusione per diciotto
+anni...</p>
+
+<p>Due cose in questa farsa indegna furono notevoli:
+la generosità dell&#8217;on. Crispi che dichiarò disinteressarsi
+di queste due altre domande di autorizzazione
+a procedere e la premura delicatissima dell&#8217;on. Canegallo,
+che volle si sapesse dalla Camera e dal<span class="pagenum"><a name="Page_452" id="Page_452">[452]</a></span>
+paese che esso in seno alla Commissione, contro la
+maggioranza, aveva votato in favore della concessione.
+All&#8217;uno e all&#8217;altro la corona civica non dovrebbe
+mancare.</p>
+
+<p>Verso la Camera dei deputati fui severo nel libro
+<i>Banche e Parlamento</i>, esaminandone la condotta e la
+responsabilità nelle quistioni degli scandali della
+Banca Romana e in quella della legge sul riordinamento
+degli istituti di emissione; non potrei essere
+altrettanto severo in questa occasione dei casi
+di Sicilia, quantunque non siano stati meno ingiusti
+e meno esiziali alla vita pubblica italiana i voti
+dati secondo le richieste e la volontà del governo.</p>
+
+<div class="sidenote">PERICOLI DI CIÒ CHE SI CREDETTE RIMEDIO</div>
+
+<p>Non mancarono i deputati servili, quei deputati
+che furono in altri tempi fieramente flagellati dall&#8217;onorevole
+Crispi, che votarono favorevolmente al governo
+per l&#8217;abituale servilismo che li distingue per
+motivi non nominabili; ma giustizia vuole che io dica
+che molti altri, pur addolorati dello strazio fatto
+dello statuto e delle pubbliche libertà, approvarono
+l&#8217;opera del governo sotto l&#8217;incubo di preoccupazioni
+di ordine politico elevatissimo. In molti infatti
+era sincera la convinzione che gli eccessi commessi
+dal governo dell&#8217;on. Crispi, fossero una dolorosa necessità
+non solo per ristabilire l&#8217;ordine pubblico,
+ma anche per conservare l&#8217;integrità della patria!
+Essi che avevano un&#8217;idea iperbolica della entità
+dei pericoli corsi dell&#8217;Italia, guardarono al successo
+rapido e immediato del governo e ne rimasero ammirati
+senza guardare ai mezzi adoperati per ottenerlo.
+Invece, i mezzi sinora adoperati creano
+pericoli veri, e servono soltanto alla reazione bieca,
+che tanto più impunemente e sicuramente se ne<span class="pagenum"><a name="Page_453" id="Page_453">[453]</a></span>
+giova in quanto che all&#8217;ombra del vecchio patriottismo
+e della qualità di siciliano dell&#8217;on. Crispi molte
+forze vive che avrebbero potuto opporre una diga
+o sono state neutralizzate anch&#8217;esse dalla paura dell&#8217;immaginario
+pericolo corso, o rimasero inerti perchè
+non sanno ribellarsi a chi considerarono per
+tanti anni come capo ed amico e che oggi riprovano
+in fondo dell&#8217;animo loro senza avere il coraggio
+di rendere palese il proprio pensiero.</p>
+
+<p>Conosciuto il movente del successo parlamentare
+ed anche extra-parlamentare dell&#8217;on. Crispi, mi rimane
+l&#8217;ultimo compito increscioso: esaminare se esso
+rispondeva al vero e completare l&#8217;esame obbiettivo
+coi confronti storici invocati dall&#8217;on. Crispi a giustificazione
+della sua azione e ridotti alle loro giuste
+proporzioni, cioè a nulla, dagli on. Cavallotti, Altobelli,
+Comandini ecc.</p>
+
+<div class="sidenote">LE GIUSTIFICAZIONI DEL GUARDASIGILLI</div>
+
+<p>Che il pericolo in Sicilia per la integrità della
+patria fosse grande, più volte l&#8217;on. Crispi lo dichiarò,
+e fece comprendere che dell&#8217;ordine stabilito gli si
+doveva tanta se non maggiore riconoscenza quanto
+della spedizione liberatrice dei Mille. Il fatto, dall&#8217;on.
+Guardasigilli si tentò di giustificare con quella
+teoria di diritto pubblico, che ritiene legittimi lo
+Stato di assedio e le misure eccezionali a difesa della
+esistenza dello stato, come legittima ogni violenza
+si riconosce negli individui a difesa della propria
+esistenza. (Seduta della Camera dei Deputati del
+28 Febbraio 1894).</p>
+
+<div class="sidenote">BLUNTSCHLI E HOLTZENDORFF</div>
+
+<p>Gli epigoni completarono l&#8217;accenno del Ministro
+Calenda dei Tavani facendosi forti dell&#8217;autorità di
+Bluntschli, che nei seguenti termini ha formulato
+tale teoria: «In tempo di guerra o di <i>sedizione</i> la<span class="pagenum"><a name="Page_454" id="Page_454">[454]</a></span>
+istituzione del Consiglio di guerra, può essere una
+pubblica necessità per la salute dello Stato. Quando
+si tratta di salvare lo stato e la salvezza non è
+possibile senza violare i diritti dei privati od anche
+di tutta una classe della popolazione, allora il
+governo non può e non deve per risparmiare
+quella, far perire questo, ma deve anzi far tutto
+ciò ch&#8217;è necessario alla conservazione colla salvezza
+dello stato. Su di ciò si fonda il cosidetto
+potere eccezionale, il diritto di <i>necessità del governo</i>,
+che corrisponde al diritto di <i>necessità del popolo</i>.»</p>
+
+<p>Nell&#8217;applicazione, questa teoria s&#8217;infrange di fronte
+alla quistione della misura e della opportunità di
+invocarla; poichè chi governa è sempre tentato di
+ricorrervi ad ogni difficoltà che incontra e che tanto
+più facilmente vi ricorrono gli uomini impari alla
+situazione. Il primo venuto, diceva Cavour, può governare
+collo stato di assedio!</p>
+
+<p>Cavour in Italia non fa più scuola, è quasi considerato
+come un anarchico; i Tedeschi invece, sono
+di moda&mdash;s&#8217;intende, non quelli della democrazia
+sociale&mdash;e ad un Tedesco, perciò, ad un professore
+e Consigliere aulico me ne appellerò per mostrare
+le enormità di tale teoria e i pericoli, che si annidano
+in seno della medesima. A Bluntschli contropporrò
+Holtzendorff. Il quale osserva: che non c&#8217;è
+illegalità, non c&#8217;è attentato contro il diritto, che non
+si possa <i>dorare</i> sotto il pretesto dell&#8217;interesse dello
+stato. «Questa teoria del bene pubblico, colla sua
+pericolosa massima: <i>salus publica suprema lex est</i>,
+non offre alcuna base per la politica pratica... In
+nome di tale teoria ci fu un governo&mdash;non tedesco&mdash;che
+proibì l&#8217;uso dei fiammiferi, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_455" id="Page_455">[455]</a></span>
+facevano aumentare gl&#8217;incendî e in alcune parti
+della Germania non si permise ai contadini la danza
+più di tre volte in un anno per impedire la demoralizzazione!»</p>
+
+<p>Lo stesso compianto professore dell&#8217;Università di
+Monaco, elevandosi in una sfera ancora più generale
+e più nobile, raccomandò quasi quell&#8217;azione cosidetta
+sovversiva presa oggi di mira da coloro che
+operano e legiferano in nome della salute della patria,
+scrivendo: «nei codici penali si perpetua il
+pensiero, che i sentimenti dei cittadini devono
+essere regolati e ordinati da parte dello stato e
+che <i>l&#8217;eccitamento all&#8217;odio e al disprezzo stesso delle
+cose e delle istituzioni odiose e spregevoli</i> merita tutti
+i rigori della legge.</p>
+
+<p>«Alcuni Stati, che si dicono cristiani e tedeschi,
+obbliarono, sotto pretesto del bene pubblico, che
+l&#8217;apostolo condanna in nome della morale il fatto
+di non sapere odiare ciò ch&#8217;è male.» (<i>Principes de
+la politique</i> p. 116, 117 e 119).</p>
+
+<p>Non si direbbe che queste parole dello scienziato
+tedesco siano state scritte a difesa di coloro, che
+furono accusati di <i>eccitamento all&#8217;odio</i> di ciò ch&#8217;era
+odioso e spregevole, del male, cioè: della oppressione
+dei lavoratori siciliani?</p>
+
+<div class="sidenote">ROYER-COLLARD</div>
+
+<p>Ma questa teoria non riesce semplicemente pericolosa
+ai cittadini, i cui diritti sono esposti all&#8217;arbitrio
+del governo; ma spesso riesce pericolosa al
+governo stesso, che la invoca; poichè il Royer-Collard&mdash;un
+altro pericoloso anarchico!&mdash;tanti anni
+fa ricordava, che le leggi eccezionali sono come i
+prestiti ad usura: presto o tardi chi se ne serve
+si rovina completamente. Già lo stesso Bluntschli<span class="pagenum"><a name="Page_456" id="Page_456">[456]</a></span>
+parlò di un <i>diritto di necessità del popolo</i>, che sta
+di fronte e limita il <i>diritto di necessità del governo</i>
+e che corrisponde al <i>diritto sopra costituzionale</i>
+dell&#8217;Hallam. Quando il governo ricorse alle violenze
+delle leggi di eccezioni, come si fece sotto Carlo X
+colle ordinanze di luglio, e sotto Luigi Filippo colla
+proibizione dei banchetti parlamentari, il popolo rispose
+colle barricate e vinse. I casi della Francia
+si sono ripetuti e si potranno ripetere altrove...</p>
+
+<div class="sidenote">CRISPI E LA &#8220;SALUS PATRIAE&#8222;</div>
+
+<p>Ciò premesso sul conto della teoria e dei suoi possibili
+risultati, brevemente si dica della opportunità
+della invocazione della <i>salus patriae</i>, poichè se essa
+fu opportuna realmente tutto il resto cade e l&#8217;opera
+dell&#8217;on. Crispi&mdash;quali che abbiano potuto essere gli
+eccessi, le violenze e gli arbitri contro i cittadini e
+quanto abbia potuto essere la manomissione delle
+leggi e delle pubbliche libertà, rimane giustificata
+e rimane come un suo titolo di gloria; e s&#8217;intende
+che lo esame non va fatto dal punto di vista di
+coloro che vorrebbero mutato l&#8217;ordinamento politico-sociale
+attuale dello stato, ma dal punto di vista
+strettamente legale della conservazione delle vigenti
+istituzioni.</p>
+
+<p>Esisteva realmente il pericolo della integrità della
+patria? Lo affermò il <i>trattato di Bisacquino</i>, e coloro
+che si valsero di quel documento oggi se ne vergognano
+e lo ripudiano.</p>
+
+<div class="sidenote">UN ESERCITO... DI NUMERI</div>
+
+<p>Esisteva il pericolo per le istituzioni? È strano
+che lo si abbia trovato in dimostrazioni e tumulti
+avvenuti al grido di: <i>Viva il Re!</i> quando si portarono
+in giro i ritratti dei Sovrani; quando affermavasi
+che il governo guardava con simpatia ai
+dimostranti, stanco com&#8217;era di vederli opprimere<span class="pagenum"><a name="Page_457" id="Page_457">[457]</a></span>
+dalle consorterie locali e dall&#8217;egoismo dei grandi
+proprietari; quando si sperava che il figlio del Re
+e lo stesso on. Crispi sarebbero venuti a capitanarli&mdash;Questa
+la voce, che correva a Palma Montechiaro.
+E furono precisamente le sentenze dei <i>Tribunali
+militari</i>, che constatarono l&#8217;assenza di ogni
+carattere politico nei moti, che essi furono destinati
+a punire. C&#8217;erano forze incoscienti ma organizzate,
+che a momento opportuno avrebbero potuto
+essere adoperate dai malintenzionati ai loro fini sovversivi,
+volgendo a loro benefizio, la ingenuità stessa
+dei tumultuanti? I famosi 300,000 soci dei <i>Fasci</i>
+erano un esercito sulla carta; esercito immaginario
+non solo, ma inerme assolutamente, privo di qualunque
+mezzo per l&#8217;attacco o per la resistenza.<a name="FNanchor_79_79" id="FNanchor_79_79"></a><a href="#Footnote_79_79" class="fnanchor">[79]</a> E
+furon gli stessi <i>Tribunali militari</i>, osserva l&#8217;on. Prof.
+Lucchini, a ridurre a proporzioni ridicole il <i>pericolo</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_458" id="Page_458">[458]</a></span>
+che li fece sorgere! E che il pericolo fosse insussistente
+risulta, infine, da un dato di capitale
+importanza; l&#8217;on. Comandini ripetè nella Camera
+dei deputati ciò che aveva pubblicato nel <i>Corriere
+della sera</i>, senza che nessuno lo smentisse e cioè:
+che lo stesso generale Morra il 3 gennajo 1894 neppur
+lui avesse ritenuto opportuna, necessaria la
+proclamazione dello Stato di assedio e che <i>aveva
+ceduto alle insistenze del potere centrale</i>; il quale,
+era assediato e ipnotizzato in Roma, dai campioni
+della reazione.</p>
+
+<p>La insussistenza del pericolo, la inopportunità
+della invocazione della <i>salus patriae</i> e dei conseguenti
+provvedimenti eccezionali e la mancanza
+di misura nell&#8217;uso dei medesimi, risultano meglio e
+con maggiore evidenza dal confronto tra i casi recenti
+di Sicilia e gli altri nei quali il regno Sardo
+prima e il regno d&#8217;Italia dopo, per motivi politici
+e sociali, si trovarono in condizioni di invocare tale
+massima.</p>
+
+<div class="sidenote">QUEL CHE SI FECE A GENOVA NEL &#8217;49</div>
+
+<p>Nel 1849, lo Stato di assedio viene proclamato a
+Genova. Le cause che lo determinarono erano assai
+più gravi di quelle di Sicilia. Da un lato c&#8217;era
+la guerra collo straniero, coll&#8217;Austria; dall&#8217;altro c&#8217;era
+una grande città, che fatta la rivoluzione si era
+proclamata repubblica e si era distaccata dal Piemonte.
+Genova aveva già un governo nemico a
+quello che sedeva a Torino; aveva forze organizzate,
+che opposero resistenza, e la città si dovette
+bombardare e prendere di assalto. La proclamazione
+dello Stato di assedio era legale, perchè il Parlamento
+il 29 luglio 1848 aveva dato i pieni poteri
+al governo con una legge, nella quale però si diceva:<span class="pagenum"><a name="Page_459" id="Page_459">[459]</a></span>
+<i>salve le guarentigie costituzionali</i>. C&#8217;era nulla
+di simile in Sicilia nel 1894? Eppure il generale
+Lamarmora, i cui poteri erano assai più legittimi
+di quelli del generale Morra, nel suo proclama accennò
+alla <i>possibilità</i> dei Tribunali militari; ma non
+li istituì, e allora forse potevasi parlare di un nemico
+col quale si era in guerra!</p>
+
+<div class="sidenote">A SASSARI NEL &#8217;52</div>
+
+<p>Nel 1852, Sassari insorge e vi si proclama lo Stato
+di assedio; due eserciti stanno di fronte: la guardia
+nazionale da un lato e il regio esercito stanziale
+dall&#8217;altro. Eppure non furono soppressi i magistrati
+ordinarî, non furono istituiti i tribunali
+militari! Di più: il ministro dell&#8217;interno Pernati
+fece alla Camera dei deputati queste dichiarazioni&mdash;opportunamente
+ricordate dall&#8217;on. Altobelli&mdash;che
+suonano aspra rampogna all&#8217;on. Crispi. Il ministro
+sostenne di non avere avuto bisogno di farsi autorizzare
+dal Parlamento per proclamare lo Stato di
+assedio perchè non aveva violato lo statuto e soggiunse:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Ma diverso sarebbe il caso della sospensione dell&#8217;articolo
+71 dello Statuto, che garentisce la libertà individuale in guisa
+che nessuno può esser sottratto ai suoi giudici naturali. <i>Se
+dunque una dichiarazione di stato d&#8217;assedio assorbisse il potere
+giudiziario, e lo concentrasse in altra autorità, egli è
+certo</i> <span class="smcap">che si toccherebbe allo Statuto</span>. <i>In tal caso il Governo
+dovrebbe chiedere</i> <span class="smaller">PREVENTIVAMENTE</span> <i>l&#8217;assenso del Parlamento</i>,
+od almeno, qualora <i>l&#8217;urgenza</i> lo costringesse ad
+agire senza indugio, <i>dovrebbe riferire, in seguito, il suo operato
+al Parlamento per la convalidazione, e per avere un</i>
+<span class="smaller">BILL</span> <i>d&#8217;indennità</i>.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">IN SICILIA E NAPOLI NEL &#8217;62</div>
+
+<p>Nel 1862, lo Stato di assedio viene proclamato in
+Sicilia e nel Napoletano. Perchè? Un esercito meridionale
+era risorto al di fuori dell&#8217;autorità del governo<span class="pagenum"><a name="Page_460" id="Page_460">[460]</a></span>
+e contro gli ordini espressi del Capo dello Stato.
+Quell&#8217;esercito era capitanato da Garibaldi e provocava
+diserzioni numerose nelle fila dell&#8217;esercito;
+il potente vicino impero francese esigeva che si arrestasse
+la marcia su Roma. Qualche imprudente
+ha detto che ogni paragone tra Garibaldi e De Felice&mdash;tra
+l&#8217;esercito dei volontari che volevano la liberazione
+di Roma e i tumultuanti che volevano
+la liberazione dalle tirannidi locali e il miglioramento
+economico&mdash;era impossibile. Sia. Eppure l&#8217;ente
+governo, sempre disposto ad abusare del <i>salus patriae</i>,
+trattò alla stessa stregua i nemici del <a name="tn460" id="tn460"></a><span class="correction">1862 e
+quelli</span> del 1894; chiamò tutti disfacitori dell&#8217;Italia
+e ribelli. E quelli la cui missione viene ora dichiarata
+più nobile furono puniti più severamente e più
+iniquamente: la ferita di Aspromonte e i fucilati di
+Fantina ne fanno fede. Ad ogni modo la misura del
+pericolo nel 1862&mdash;e lo stesso si potrebbe dire pel
+1867, quando l&#8217;esercito dei volontari con Garibaldi
+si rimise in marcia verso Roma e venne arrestato
+a Mentana&mdash;non era identica a quella del 1894, e
+l&#8217;uguaglianza del provvedimento, perciò, rimane ingiustificabile.
+Ed uguale rimane la protesta in Parlamento;
+sulla quale Cavallotti osservò:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Pigliate i resoconti di quella memoranda discussione su
+l&#8217;interpellanza Boncompagni: al banco del Governo, al posto
+di Rattazzi, mettete Crispi; poi qui all&#8217;estrema, al posto del
+Nicotera d&#8217;allora, mettete Bovio; al posto di Mordini, mettete
+Colajanni; al posto del perpetuo e violento interruttore di
+allora, ch&#8217;era l&#8217;onorevole Crispi, mettete Imbriani, (<i>Ilarità</i>)
+e voi avrete la discussione di quei giorni, completamente,
+fotograficamente riprodotta.»</p></div>
+
+<div class="sidenote">NELLE PROVINCIE MERIDIONALI</div>
+
+<p>Nel 1863-64, provvedimenti eccezionali vengono
+presi per le provincie meridionali.<span class="pagenum"><a name="Page_461" id="Page_461">[461]</a></span></p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Allora sì, fu un momento per l&#8217;Italia ben più grave, ben
+più scuro di adesso. Era il momento in cui il brigantaggio infuriava
+per tutto il Mezzogiorno: non i quaranta o cinquanta
+o cento matti della Lunigiana, ma bande organizzate di briganti
+scorazzavano tutto il Mezzodì, assalivano e uccidevano
+i nostri soldati, entravano da conquistatori nelle terre e nei
+paesi. Era la guerra civile nel vero, terribile senso della parola,
+che aveva qui in Roma il suo quartiere generale; da
+qui il re di Napoli dirigeva le mosse, nominava i capitani;
+da qui la reazione mandava i denari. Ci poteva essere un
+caso più grave, nel quale il governo fosse tentato per la <i>salus
+reipublicae</i> di procedere per mezzi spicci, rigorosi, terribili?
+Ebbene, il Governo venne innanzi al Parlamento, e, come
+l&#8217;urgenza cresceva, si stralciarono, per far presto, dal progetto
+di legge per la repressione del brigantaggio pochi articoli
+che il Parlamento discusse e votò, e che formarono la
+legge Pica.»</p>
+
+<p>«Che cos&#8217;era questa terribile legge? Il suo primo articolo
+diceva questo solo: «Fino al 31 dicembre nelle Provincie infestate
+dal brigantaggio e che tali saranno dichiarate con
+Decreto Reale, i componenti comitiva o banda armata di almeno
+tre persone che vada scorrendo le pubbliche strade o
+le campagne, per commettere crimini o delitti, saranno giudicati
+dai tribunali militari di cui nel libro II, parte II, del
+Codice penale militare».</p>
+
+<p>«Era il meno che si potesse chiedere in un caso di vera
+guerra civile, ed era chiesto per legge. Ebbene, l&#8217;onorevole
+Crispi lo trovava enorme!» (<i>Cavallotti</i>)</p></div>
+
+<p>Le condizioni nel 1862-63, adunque, erano più
+gravi che nel 1894; eppure i provvedimenti eccezionali,
+furono assai meno rigorosi di quelli del 1894:
+ai briganti si consentì la difesa civile negata ai socialisti,
+e quei provvedimenti infine furono consentiti
+preventivamente dal Parlamento.</p>
+
+<div class="sidenote">A PALERMO NEL &#8217;66</div>
+
+<p>Nel 1866, lo Stato d&#8217;assedio viene proclamato in
+Palermo. Allora la guerra coll&#8217;Austria era appena
+cessata e la pace non era stata ancora segnata:<span class="pagenum"><a name="Page_462" id="Page_462">[462]</a></span>
+quella città delle grandi iniziative e delle barricate,
+che nel 1894 si mantenne completamente tranquilla,
+era in piena insurrezione, in potere dei ribelli armati,
+che avevano costretto a rinchiudersi nel Palazzo
+reale la legittima autorità; oppose fiera e sanguinosa
+resistenza alle truppe e alla flotta mandate
+per ristabilire l&#8217;ordine e fu necessario bombardarla
+per domarla. Lo Stato d&#8217;assedio potevasi legittimamente
+proclamarlo, perchè il governo aveva avuto
+concessi poteri straordinarî dalla legge, di cui fu
+relatore eloquente lo stesso onorevole Crispi, che
+trovò allora occasione di dichiarare solennemente:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«io sempre amerò la libertà e mi opporrò ai pieni poteri.
+Credo che la libertà meglio di qualunque intelligente dittatura
+sia la sola feconda pel trionfo dell&#8217;unità nazionale.»</p></div>
+
+<p>Eppure l&#8217;on. Presidente del Consiglio di allora, il
+Ricasoli, si affrettò a togliere lo Stato di assedio (lui,
+che non lo aveva imposto!) prima che si riaprissero
+le Camere.</p>
+
+<p>Accanto a questi casi nei quali furono presi provvedimenti
+eccezionali e in condizioni e per ragioni
+tali e in tale misura che riescono a far condannare
+severamente chi li prese e quali li prese nel 1894,
+alcuni altri ve ne sono, nei quali sebbene con più
+ragione si sarebbe potuto invocare la giaculatoria del
+<i>salus patriae</i>, pure non si ricorse a provvedimenti
+eccezionali.</p>
+
+<p>A Genova nel 1857 si tenta una insurrezione,
+s&#8217;invade il forte Diamante, si uccide un sergente,
+bande armate percorrono i dintorni delle città;
+ma non si proclama lo Stato di assedio. Nel 1869
+una vasta cospirazione repubblicana si scopre nelle
+file dell&#8217;esercito, ch&#8217;è veramente minato e non si
+ricorre a misure eccezionali. Nel 1870 ben dodici<span class="pagenum"><a name="Page_463" id="Page_463">[463]</a></span>
+provincie sono in disordine, vi sono insurrezioni
+nelle caserme&mdash;a Pavia ed a Piacenza&mdash;si dovette
+arrestare Giuseppe Mazzini allo sbarco in Sicilia;
+ma non si proclama lo Stato di assedio. La condotta
+dei <i>conservatori</i> allora fu tale che l&#8217;on. Comandini
+potè buttare in faccia ai <i>liberali</i> di oggi le parole
+pronunziate da Marco Minghetti nel 1875 nel difendere
+la legge straordinaria proposta appunto per la
+Sicilia: «la mia dottrina, la mia coscienza, la tradizione
+del mio partito mi consigliano di rifuggire
+dal ricorrere a mezzi eccezionali; <i>tutto si deve
+sempre domandare ed ottenere dal Parlamento</i>.»</p>
+
+<div class="sidenote">LA REAZIONE NEL &#8217;94</div>
+
+<div class="sidenote">LA &#8220;SALUS PATRIAE&#8222; È UN PRETESTO</div>
+
+<p>Argomento a più melanconiche riflessioni è il fatto
+che la reazione non si è limitata alla Sicilia; nè è
+seguita ai folli e criminosi atti di Caserio e di Lega.
+Gli avvenimenti in Italia in ordine al tempo
+e allo spazio dicono che i moti di Sicilia e i crimini
+anarchici servirono di comodissimo pretesto
+per colorire il programma della reazione, ciò che
+prova luminosamente che la <i>salus patriae</i> fu invocata
+in malafede.</p>
+
+<p>Guardate. Lega non aveva sparato il suo innocuo
+colpo e il guardasigilli aveva già da un pezzo diramate
+le sue circolari inculcanti una maggiore severità
+contro la stampa; e la epurazione delle liste
+elettorali era bene avviata;<a name="FNanchor_80_80" id="FNanchor_80_80"></a><a href="#Footnote_80_80" class="fnanchor">[80]</a> e le liste di proscrizione<span class="pagenum"><a name="Page_464" id="Page_464">[464]</a></span>
+erano composte e i consigli dei giornali fedeli
+al governo si ripetevano con insistenza per
+porre argine a quella propaganda socialista, che<span class="pagenum"><a name="Page_465" id="Page_465">[465]</a></span>
+oggi si dichiara sovversiva e ieri serviva di bandiera
+nelle lotte elettorali ai ministri caduti ed a
+quelli risorti ed ai loro accoliti i quali blateravano con
+idillica ignoranza ed impudenza di un socialismo
+monarchico, che portava tanto di bollo dell&#8217;autorità
+superiore. I tumulti erano stati in Sicilia, ma le
+persecuzioni contro ogni libera manifestazione e gli
+scioglimenti dei sodalizî invisi e i sequestri e le minacce,
+infierivano in ogni parte d&#8217;Italia.</p>
+
+<div class="sidenote">LO STATO D&#8217;ASSEDIO VIEN TOLTO DI NOME</div>
+
+<p>Lo Stato d&#8217;assedio legalmente viene tolto in Sicilia
+ma le norme e i criteri di governo non libero
+continuarono ad essere in vigore impunemente e
+sfacciatamente: a Palermo la questura chiama in
+ufficio Colnago ed altri giovani eletti e li ammonisce
+a <i>moderare</i> la loro propaganda; la censura telegrafica<span class="pagenum"><a name="Page_466" id="Page_466">[466]</a></span>
+continua; la soppressione dei giornali assume
+forma più odiosa, perchè più ipocrita; quella del
+sequestro sistematico, capriccioso, non motivato da
+alcun pretesto plausibile, come si pratica contro
+l&#8217;<i>Unione</i> di Catania; le armi non vengono restituite
+ai loro proprietarî: si mantengono a domicilio coatto
+coloro che vi furono mandati arbitrariamente.</p>
+
+<div class="sidenote">LE LEGGI ANTIANARCHICHE</div>
+
+<p>Quando il pretesto alla reazione è eccellente&mdash;e
+lo danno gli anarchici&mdash;la reazione abbandona
+ogni riserbo e arriva al suo parossismo colle leggi
+antianarchiche pensatamente indeterminate&mdash;delle
+quali un alto magistrato, l&#8217;Auriti, aveva dichiarato
+non esservi bisogno per combattere i nemici della
+società. In Parlamento si promise con solennità
+eccezionale, che non si sarebbero applicate contro
+i socialisti, ma appena votate sono già state sperimentate
+colla proibizione dei congressi, coi sequestri
+dei giornali, collo scioglimento delle associazioni
+a danno dei socialisti, dei repubblicani, dei
+democratici più tiepidi, ma sinceri, sospettati soltanto
+di non essere abbastanza soddisfatti della delizie
+che il regime ci procura nell&#8217;ora presente. E
+non solo le leggi antianarchiche si applicano contro
+coloro che si era dichiarato solennemente non ne
+sarebbero stati le vittime, ma la magistratura educata
+alla scuola di un qualsiasi Morra di Lavriano dà
+a dette leggi, in materia di stampa, un effetto retroattivo,
+sollevando proteste, forse le ultime, in
+certe sfere non sospettabili di tenerezze per tutte
+le gradazioni del mondo cosidetto sovversivo.<a name="FNanchor_81_81" id="FNanchor_81_81"></a><a href="#Footnote_81_81" class="fnanchor">[81]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_467" id="Page_467">[467]</a></span></p>
+<div class="sidenote">LA REAZIONE HA TROVATO IL SUO UOMO</div>
+
+<p>E la reazione trionfante ha trovato il suo uomo,
+l&#8217;on. Crispi: deciso, caparbio, senza scrupoli, facile
+alle promesse, alle lusinghe o alle minacce se più
+opportune soccorrono, ed anche simpatico ed affascinante
+per certe sue doti eminenti e perciò più
+pericoloso. E tale uomo rinunzia agli ultimi legami
+colla tradizione democratica e coi suoi precedenti
+democratici e per quello stesso opportunismo<span class="pagenum"><a name="Page_468" id="Page_468">[468]</a></span>
+che prima lo indusse ad inneggiare alla Dea Ragione
+ed a Giordano, a Napoli lo spinge a riconciliarsi
+col Papa e col Dio di Torquemada e di Lojola,
+e al clericalismo attonito, novello Costantino, bestemmiando
+di Mazzini, dà l&#8217;insegna: <i>con Dio, col
+Re per la patria!</i> e grida: <i>in hoc signo vinces</i>.</p>
+
+<p>Ed ora si troveranno più amici e laudatori di
+Francesco Crispi, che oseranno negare ch&#8217;egli s&#8217;è
+gettato completamente ed entusiasticamente nelle
+braccia della reazione?...</p>
+
+<p>Di quest&#8217;uomo testè Giovanni Bovio ha detto:
+«non ha partito e la Camera gli va incontro; si
+professa democratico e il Senato gli si piega ossequioso;
+non sollecitò il potere e gli scese incondizionato
+dall&#8217;alto; auspicò il monumento a
+Bruno e il Vaticano gli volge l&#8217;occhio salutevole.
+Il paese e la stampa che fanno? L&#8217;uno sotto la
+sua mano si addormenta; l&#8217;altra, in gran parte,
+lo seconda.»</p>
+
+<div class="sidenote">IL PAESE E LA RAPPRESENTANZA</div>
+
+<p>Questa sintesi mirabile di contrasti risponde alla
+verità? Risponde; ma questo solo deve osservarsi,
+che l&#8217;uomo supera tutte le difficoltà, non perchè egli
+sia grande, ma soltanto perchè il paese e la
+sua rappresentanza sono piccoli. Il paese si addormentò
+e la stampa secondò altri uomini che di Crispi
+erano minori e che rispondevano ai nomi di
+Depretis e di Giolitti e che adoperarono mezzi ora
+uguali ora dissimili da quelli adoperati dall&#8217;attuale
+Presidente del Consiglio. Queste diversità negli uomini
+e nei mezzi e questa simiglianza nei risultati
+prova, che la ragione del successo sta al di fuori
+di essi.</p>
+
+<p>Ciò si osserva non per acre voluttà di diminuire<span class="pagenum"><a name="Page_469" id="Page_469">[469]</a></span>
+un uomo; ma per quell&#8217;imperativo categorico, che
+impone l&#8217;omaggio alla verità: alla verità, che deve
+giovare non preparando illusioni nuove e dolorose
+col fare sperare salute dalla caduta di un uomo;
+che deve giovare non permettendo un errore nella
+diagnosi del male, e nella scelta dei rimedî.</p>
+
+<p>Il male è nel paese e si rispecchia nella sua rappresentanza
+legale. Lo constatai un anno fa in
+<i>Banche e Parlamento</i> di fronte alla onnipotenza dell&#8217;on.
+Giolitti; lo constato qui, di fronte alla onnipotenza
+dell&#8217;on. Crispi; constatai l&#8217;aberrazione morale
+dilagante colla tregenda bancaria; constato l&#8217;aberrazione
+giuridica, politica e sociale incarnatasi
+nella reazione.</p>
+
+<p>Lo scienziato, che vive al di fuori delle passioni
+politiche, il Brusa, pensoso dello spettacolo che danno
+le presenti vicende politiche, scrisse che i governanti
+d&#8217;Italia hanno pareggiato i Borboni, il prete e l&#8217;Austria;
+anche sorpassato. (<i>op. cit.</i> pag. 28 e 31). Un
+altro scienziato, il Lucchini, soggiunse che le violazioni
+dello Statuto pei casi di Sicilia e di Lunigiana
+in <i>altri tempi</i> avrebbero sollevato popolo e
+parlamento.</p>
+
+<p>Così è, nessuno si solleva per le condizioni che
+riassunsi altra volta e che ora ripeto perchè non
+potrei mutare di una linea: «le istituzioni si liquidano,
+la corruzione dilaga, la miseria cresce, tutti
+soffrono e sono malcontenti; e ancora il popolo
+non sa come, quando, perchè insorgere e che cosa
+sostituire a ciò che sente ed intuisce di dover
+demolire!» (<i>Banche e Parlamento</i> p. 384).</p>
+
+<div class="sidenote">SARÀ SEMPRE COSÌ?</div>
+
+<p>Sarà sempre così? Non lo credo, e la speranza
+in un futuro migliore tanto più mi si fa viva nell&#8217;anima<span class="pagenum"><a name="Page_470" id="Page_470">[470]</a></span>
+quanto più audace si fa la reazione, quanto
+più essa infierisce contro il moto sociale che non
+si arresta mai.</p>
+
+<div class="sidenote">LA RISCOSSA NON PUÒ MANCARE</div>
+
+<p>Certo si passeranno momenti non lieti, ma la reazione
+capitanata da un Bismark fu doma la prima
+volta in Germania; rialza la testa altra volta, ma
+ricadrà più precipitosamente; la reazione armata
+del sentimento religioso, dell&#8217;odio di razza, dell&#8217;egoismo
+economico e maneggiata alternamente dai partiti
+storici dell&#8217;Inghilterra è stata costretta a capitolare
+in Irlanda.</p>
+
+<p>In Italia la riscossa potrà essere più lenta e più
+tarda perchè la reversione atavica del servilismo
+ajuta efficacemente la reazione; ma la riscossa non
+può mancare.</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_78_78" id="Footnote_78_78"></a><a href="#FNanchor_78_78"><span class="label">[78]</span></a> Il Generale Morra, più sincero dell&#8217;on. Crispi, non esitò
+a indicare i criterî seguiti nello invio a domicilio coatto. Egli
+infatti nella circolare di commiato ai prefetti mette da parte
+ogni riserbo e dice: «Quello che più di tutto interessa si è
+che la mala pianta dei sobillatori, dei sovvertitori dell&#8217;ordine
+pubblico e delle istituzioni, che ci reggono, non abbia
+a ripullulare ed estendersi. Gran parte e i più pericolosi in
+questo genere sono stati allontanati, sia perchè condannati,
+<i>sia perchè a domicilio coatto</i>...»</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_79_79" id="Footnote_79_79"></a><a href="#FNanchor_79_79"><span class="label">[79]</span></a> Il generale Corsi aveva già accennato alle esagerazioni
+sulle forze dei <i>Fasci</i> e sui pericoli temuti. A tempo opportuno&mdash;oggi
+potrebbe procurare molestie a molti&mdash;narrerò
+un episodio tipico, che darà la certezza della assoluta inesistenza
+della cospirazione della organizzazione delle forze dei
+<i>Fasci</i> e della attribuita preveggente azione dei capi. A coloro,
+che non hanno seguito con attenzione i fatti da me esposti
+o li hanno dimenticati, ricorderò, che questi miei giudizi
+sulle forze dei <i>Fasci</i>, sulle loro mire politiche, sugli intendimenti
+separatisti e antinazionali ec. ec. non li accampo
+<i>oggi</i> per comodità di difesa dei miei amici; ma li precisai
+con crudezza di verismo, che dispiacque a molti, che credevano
+utile alla propaganda ogni esagerazione, e nella <i>Grande
+Revue</i> del gennajo 1893 e nella <i>Rivista popolare</i> di Roma e
+nel <i>Secolo</i> di Milano e nel <i>Giornale di Sicilia</i> di Palermo
+nello stesso anno e molti mesi prima, che si arrivasse ai tumulti&mdash;da
+me preveduti e preannunziati&mdash;che provocarono
+lo stato di assedio e la repressione.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_80_80" id="Footnote_80_80"></a><a href="#FNanchor_80_80"><span class="label">[80]</span></a> Ciò che avviene in fatto di liste colla nuova legge elettorale
+fatta votare dall&#8217;on. Crispi nelle sedute mattutine della
+Camera, fra la disattenzione e la nausea di tutti, è inaudito.
+All&#8217;on. Crispi che si vantava democraticamente di aver fatto
+votare l&#8217;art. 100 nella legge elettorale del 1882 oggi può assicurarsi
+la benevolenza dei suoi nuovi amici, i reazionarî,
+ricordando l&#8217;ultima legge del 1894, che il diritto elettorale
+quasi annulla. Non calunnio, non esagero; ecco come <i>La Tribuna</i>
+commenta alcune corrispondenze pervenutegli:
+</p><p>
+«Pubblichiamo su questa quistione delle liste elettorali la
+lettera di Capua per debito d&#8217;imparzialità e quella di Albano
+Labiale che prima ci è pervenuta per ordine cronologico. Ma
+se volessimo potremmo aggiungere qui sotto a diecine lettere
+e corrispondenze le quali ripetono press&#8217;appoco ciò che ci
+scrive il corrispondente di Albano Laziale e dimostrano che
+l&#8217;anarchia nella compilazione delle liste dovrà, anzi imperversare
+allegramente.
+</p><p>
+Molte commissioni elettorali si sono ostinate a seguire
+questo sistema di cancellare cioè tutti gli elettori, già inscritti,
+i quali non forniscono la documentazione del loro
+diritto elettorale.
+</p><p>
+Abbiamo già avvertito, quanto alle liste vecchie, che esse
+sono permanenti: che nella revisione straordinaria che si sta
+compiendo, coloro che sono già inscritti hanno per loro più
+che una presunzione di diritto: che se anche si vuole documentare
+il diritto elettorale, elettore per elettore, l&#8217;obbligo
+di ricercare, verificare, accertare i documenti spetta intero
+alle commissioni comunali: che queste non possono alla leggera
+disturbare i cittadini, quando esse hanno tutti i mezzi
+di verifica e di mutamento: infine che soltanto quando ogni
+prova e documento manchi, e se v&#8217;è reclamo o contestazione,
+allora solo le Commissioni debbono richiedere all&#8217;elettore di
+provare.
+</p><p>
+Le Commissioni dunque che si conducono come quella di
+Albano Laziale e come quella di Capua e come le altre, dalle
+quali ogni giorno ci si scrive, sono fuori della legge.
+</p><p>
+Noi non insistiamo di più, perchè non vogliamo ripeterci:
+chiediamo soltanto di nuovo e insistentemente una circolare
+esplicativa del ministero dell&#8217;interno che metta a posto le
+cose.
+</p><p>
+Altrimenti potrà avvenir questo fra l&#8217;altro: che gli arruffoni,
+e ve ne sono massime nei piccoli comuni, si metteranno
+in mezzo a procurare iscrizioni, a far reclami, a chiedere
+cancellazioni, a far man bassa sulle liste elettorali, a prepararsi
+il terreno per l&#8217;avvenire, mentre i galantuomini, seccati
+o indifferenti, lasceranno fare e si lasceranno cancellare
+magari.
+</p><p>
+E le liste elettorali non saranno purgate, ma mutilate, se
+non corrotte.
+</p><p>
+Fra i moltissimi che ci hanno scritto protestando contro i
+metodi inquisitorii delle Commissioni comunali, parecchi concludono
+dicendo:&mdash;<i>Noi non produrremo i documenti che ci
+si chiedono e subiremo piuttosto con indifferenza l&#8217;onta di
+non più appartenere alla classe degli elettori.</i>»
+</p><p>
+Ed oramai ne siamo a questo: ci sono paesi, come Lovere
+in Lombardia, che sono rimasti senza elettori, perchè i cittadini
+nauseati non hanno voluto far valere i proprî diritti
+contro lo sconfinato arbitrio e la crassa ignoranza delle Commissioni!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_81_81" id="Footnote_81_81"></a><a href="#FNanchor_81_81"><span class="label">[81]</span></a> Come indizio eloquentissimo della situazione noto quanto
+segue:
+</p><p>
+Non appena i magistrati vollero dare effetto retroattivo alle
+leggi antianarchiche a Roma, ad Ancona, a Siena nei processi
+contro <i>Il futuro sociale</i>, <i>Il Lucifero</i> e la <i>Martinella</i>&mdash;giornali
+esclusivamente socialisti e repubblicani e antianarchici
+per eccellenza&mdash;le proteste fioccarono sulle colonne della <i>Tribuna</i>
+e il giornale le fece sue. Ora viene la proibizione del
+Congresso socialista d&#8217;Imola e la stessa <i>Tribuna</i> (n. 242 anno
+1894) approva il Prefetto di Bologna. Il fatto, data la attitudine
+del giornale verso il governo, è importante perchè prova
+la malafede più impudente delle sfere ministeriali. Quando
+il governo per bocca di Crispi nella Camera prometteva ai
+deputati socialisti, che a loro non potevansi applicare le leggi
+antianarchiche, conosceva certamente il loro programma, che
+s&#8217;impernia nella <i>lotta di classe</i>, che tante polemiche ha suscitato
+e tanti malumori ha destato nello stesso campo socialista.
+La sua slealtà, adunque, è innegabile ed è enorme oggi,
+che si attacca a quel programma per farlo oggetto di persecuzione.
+Figuriamoci ciò che avverrà quando si sarà trovata
+l&#8217;isola adatta per mandarvi i coatti! E allora tu, o buon amico
+Lucchini, vedrai quanto avrai guadagnato a fare accettare
+una dicitura invece di un&#8217;altra appellandotene a Fanfani
+e a Tommaseo! I magistrati, i prefetti e i questori d&#8217;Italia
+che si occupano di sinonimia! e che nelle distinzioni di
+Tommaseo dovrebbero trovare la guida per agire correttamente
+e interpretare onestamente le leggi antianarchiche....!
+Questi preludî possono servire di opportuno commento alla
+<i>liberale</i> circolare dell&#8217;on. Crispi sulla applicazione di dette
+leggi.</p></div>
+</div>
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_471" id="Page_471">[471]</a></span></p>
+<hr class="major" />
+<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p>
+<h2><a name="CONCLUSIONE" id="CONCLUSIONE"></a>CONCLUSIONE</h2>
+
+
+<p>In tutti i capitoli di questo libro traspare un pessimismo,
+che non è ordinariamente nel mio carattere
+e nelle mie convinzioni, ma che fatalmente s&#8217;impone
+a chi esamina gli avvenimenti recenti, sia nella
+parte che riguarda il governo, sia in quella che
+concerne le classi dirigenti.</p>
+
+<p>Ma non c&#8217;è un raggio di luce, che possa rischiarare
+le tenebre che circondano la sconsolante prospettiva
+dell&#8217;avvenire?</p>
+
+<p>Non si può e non si deve <i>a priori</i> negare la possibilità
+nelle cose siciliane di un esito diverso da
+quello enunziato e temuto; si può anzi ammetterla,
+purchè governo e classi dirigenti agiscano di conserva
+e rapidamente per iscongiurare i pericoli che
+risorgeranno spontanei dalla situazione, presto o
+tardi, senza o con l&#8217;opera dei sobillatori, col concorso
+indiretto dei <i>Fasci</i> come nel 1893, o senza
+che fossero conosciute le teorie socialiste, e senza
+che <i>Fasci</i> esistessero come nel 1860 e in altre epoche.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ATTITUDINE DELLE CLASSI DIRIGENTI</div>
+
+<p>Storia e scienza politica si accordano nel riconoscere<span class="pagenum"><a name="Page_472" id="Page_472">[472]</a></span>
+che non c&#8217;è che un mezzo per evitare le rivoluzioni
+<a name="tn472" id="tn472"></a><span class="correction">violente</span>: le riforme date a tempo. E riforme
+ne sono state proposte di ogni sorta per la
+Sicilia: riforme economiche, politiche amministrative
+e sociali; riforme, che in parte riuscirebbero
+utilissime al resto d&#8217;Italia.<a name="FNanchor_82_82" id="FNanchor_82_82"></a><a href="#Footnote_82_82" class="fnanchor">[82]</a> Ma perchè riuscirebbero
+utilissime al resto d&#8217;Italia c&#8217;è da temere che non
+ne saranno votate in tempo per la Sicilia dal Parlamento;
+e per lo stesso motivo i deputati siciliani
+più interessati al mantenimento dello <i>Statu quo</i> e
+che rispecchiano fedelmente le aspirazioni e gl&#8217;interessi
+delle classi dirigenti, levano alta la voce
+contro ogni legge speciale per la Sicilia, che scioccamente
+designano come <i>legge eccezionale</i>&mdash;di <i>leggi
+eccezionali</i> essi non invocano e non approvano che
+lo Stato d&#8217;assedio con tutti i suoi amminicoli, dalla
+censura preventiva ai Tribunali militari!&mdash;poichè
+essi sono giustamente convinti che allontanerebbero
+per più lungo tempo l&#8217;amaro calice delle riforme
+economico-sociali, quando tutti i deputati d&#8217;Italia
+fossero costretti ad avvicinarvi le labbra.</p>
+
+<div class="sidenote">CIÒ CHE SI DOVREBBE FARE E CIÒ CHE SI È FATTO</div>
+
+<p>Di ciò che si dovrebbe e potrebbe fare, di ciò
+che si è fatto già o si è mostrato l&#8217;intenzione di
+praticare, bisogna fare rapidissima menzione.</p>
+
+<p>Nell&#8217;<i>ordine amministrativo</i> si reclamano pronti
+provvedimenti che spengano ed impediscano il risorgere
+dell&#8217;attuale prepotenza delle consorterie locali,<span class="pagenum"><a name="Page_473" id="Page_473">[473]</a></span>
+che opprimono i deboli e gli avversarî; non
+rendono fruttuosa l&#8217;opposizione nelle vie legali; e
+coll&#8217;intrigo, colla corruzione o colla protezione dei
+deputati, del governo centrale e dei suoi rappresentanti
+scambiano le parti e riducono alla condizione
+legale di minoranze, quelle che realmente sono
+maggioranze. E prontamente si farebbe opera di
+pacificazione, (più sincera e più duratura di quella
+più che consigliata, imposta dai Prefetti e dagli
+ufficiali dell&#8217;esercito tra i partiti opposti all&#8217;indomani
+dei disordini e delle repressioni), collo scioglimento
+di molti Consigli comunali e colle elezioni
+senza ingerenza indebita di chicchessia.</p>
+
+<p>Ciò che si è fatto non ispira fiducia, poichè dalla
+narrazione precedente, e specialmente dai capitoli
+sui <i>Tribunali militari</i> e sull&#8217;<i>Opera civile del generale
+Morra</i> si apprese che furono abbandonate le primitive
+buone intenzioni in ordine alla ricostituzione
+delle amministrazioni comunali sulle basi della giustizia,
+della legalità e della preponderanza delle
+maggioranze reali; lasciando perdurare, anzi consolidando
+il prepotere di quelle consorterie&mdash;in
+fondo apolitiche&mdash;che si mostrano più ligie al governo
+ed ai suoi rappresentanti locali.</p>
+
+<p>In un ordine più generale bisognerebbe provvedere
+affinchè venisse assicurata la onesta compilazione
+delle liste elettorali: come sarebbe savio provvedimento
+determinare la misura delle spese obbligatorie&mdash;eliminandone
+alcune; impedire la partigianeria
+nella distribuzione delle imposte; riformare
+il sistema dei <i>tributi locali</i>, modificare la tassa di
+minuta vendita, alla quale nei comuni aperti sfuggono
+gli agiati colle compere all&#8217;ingrosso, abolire<span class="pagenum"><a name="Page_474" id="Page_474">[474]</a></span>
+il dazio sulle farine, la tassa sulle bestie da trasporto
+e da lavoro, mantenendo quella sui bovini,
+abolire le quote minime del <i>focatico</i> e stabilire un
+maggior numero di categorie che rendano possibile
+la più equa graduazione dell&#8217;imposta stessa, che in sè
+è delle più democratiche, ordinare che non si possano
+sorpassare certi limiti nei dazî di consumo se non
+quando siano raggiunti gli estremi limiti nelle imposte
+dirette, invertendo il sistema vigente; distruggere,
+infine, come dice l&#8217;anonimo del <i>Giornale degli
+economisti</i>, «il vizio fondamentale del sistema finanziario
+locale che si riassume nel fare pagare prevalentemente
+le imposte ai meno abbienti e nel
+farle usufruire per servizi pubblici prevalentemente
+ai maggiori abbienti.» (<i>Febbrajo 1894</i>)<a name="FNanchor_83_83" id="FNanchor_83_83"></a><a href="#Footnote_83_83" class="fnanchor">[83]</a>.</p>
+
+<p>Nel precedente capitolo si disse a che cosa è servita
+sinora e serve la nuova legge elettorale: è sicuro,
+che si avrà un enorme peggioramento nella
+compilazione delle liste elettorali, nelle quali finiranno
+col trovar posto solamente coloro, che preventivamente
+avranno ipotecato il loro voto.</p>
+
+<div class="sidenote">IL REFERENDUM</div>
+
+<p>L&#8217;organismo amministrativo si dovrebbe completare
+col <i>referendum</i>&mdash;accessibilissimo alle intelligenze
+meno sviluppate, perchè si esercita sopra
+quistioni chiare e concrete&mdash;parziale o totale;&mdash;e
+colla elezione diretta del sindaco e degli assessori&mdash;sistema
+dei <i>selectmens</i>,&mdash;tenendo conto sempre
+delle diversità di cultura, di educazione e di
+tradizioni, che rendono dannosa qualunque legge<span class="pagenum"><a name="Page_475" id="Page_475">[475]</a></span>
+unitaria che debba aver vigore in Lombardia e in
+Sicilia, in Piemonte e in Basilicata<a name="FNanchor_84_84" id="FNanchor_84_84"></a><a href="#Footnote_84_84" class="fnanchor">[84]</a>.</p>
+
+<div class="sidenote">PUNTE LEGGI UNITARIE</div>
+
+<p>E di questa varietà di ordinamenti (perfettamente
+consona a quella <i>politica sperimentale</i>, di cui ci ha
+dato tanti esempi convincenti il Donnat, nel libro
+che porta detto titolo, e a quella analoga politica
+quantitativa descritta da uno dei più sapienti positivisti
+che seguirono il Littrè&mdash;il Wirouboff) non
+c&#8217;è da allarmarsi come di uno sbocconcellamento
+della patria italiana, se lo stesso on. Crispi, il più
+fanatico unitario d&#8217;Italia, sin dal 1878 riconobbe
+«che le isole hanno diritto a norme speciali di
+governo, ad una speciale <a name="tn475" id="tn475"></a><span class="correction">amministrazione</span>» come ricordò
+di recente l&#8217;on. Comandini (<i>Corriere della sera</i>
+n. 50, 1894).<a name="FNanchor_85_85" id="FNanchor_85_85"></a><a href="#Footnote_85_85" class="fnanchor">[85]</a></p>
+
+<p>È corsa con insistenza la voce, che l&#8217;on. Crispi
+voglia realmente venire ad un ordinamento speciale
+per la Sicilia; ma tutto quanto sinora si è fatto non
+autorizza a sperare che la riforma sia inspirata a
+sensi democratici; se a qualche cosa che somigliasse<span class="pagenum"><a name="Page_476" id="Page_476">[476]</a></span>
+alla <i>regione</i> egli verrà, di sicuro tutto si ridurrà ad
+una diminuizione nel numero delle provincie e delle
+intendenze e ad un concentramento di poteri nel
+Prefetto di Palermo; avremmo al più un decentramento
+<i>more</i> imperiale, di cui la parte popolare non
+avrebbe da rallegrarsi.</p>
+
+<div class="sidenote">NEL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE</div>
+
+<p>Più difficili, ma di maggiore importanza rispetto
+ai lavoratori delle campagne e delle miniere, sono
+le riforme di ordine <i>economico-sociale</i>.</p>
+
+<p>Alcune si può essere sicuri che verranno adottate
+tra breve&mdash;e fu già presentato qualche disegno
+di legge per tutta Italia, ma che ha particolare
+importanza per la Sicilia, dal passato ministero&mdash;; così
+quella sul <i>truck-sistem</i> nelle miniere di zolfo,
+che bisognerebbe completare con una legge contro
+l&#8217;usura, che rovina i contadini; quella sull&#8217;obbligo
+dei frequenti pagamenti agli operai e sulla insequestrabilità
+degli stipendi; sulla così detta <i>cassa
+piccola</i> da doversi imporre in tutte le miniere di
+zolfo; sui <i>probi-viri</i> nell&#8217;agricoltura; sulle <i>cooperative
+di consumo e di lavoro</i>, alle quali si dovrebbero concedere
+diritti reali e mezzi adatti per farli riconoscere
+dalle amministrazioni locali e dal governo,
+ecc. ecc.</p>
+
+<p>Maggiori ostacoli si incontrerebbero per diffondere
+e regolare equamente il <i>credito</i>, sottraendolo
+agli usurai e alle influenze politiche, e per organizzare
+efficacemente il <i>credito fondiario ed agrario</i>, dopo
+che fu votata e sanzionata la infausta legge bancaria
+del 10 agosto 1893; ma è materia di cui c&#8217;è
+da occuparsi, perchè molte altre riforme economiche
+sono intimamente connesse alle facilitazioni che
+possono venire dal <i>credito</i> equamente distribuito e<span class="pagenum"><a name="Page_477" id="Page_477">[477]</a></span>
+ad interessi miti, che possano essere sopportati dall&#8217;agricoltura.</p>
+
+<div class="sidenote">I RAPPORTI TRA CONTADINI E PROPRIETARII</div>
+
+<p>Le difficoltà divengono veramente gravi, quando
+si arriva alle proposte per migliorare i rapporti
+tra contadini e proprietari mercè la riforma in via
+legislativa dei <i>contratti agrari</i> e promovendo lo spezzamento
+del latifondo. Qui non c&#8217;è solamente l&#8217;aspro
+conflitto tra due scuole economiche diverse, che
+battagliano nel campo teorico; ma c&#8217;è il conflitto
+tra gl&#8217;interessi contrarî colla prevalenza di quelli
+dei proprietari e del capitalismo, che soli sinora
+comandano nei comuni, nelle Provincie, nei Comizî
+agrarî, nelle camere di Commercio, nel Parlamento.</p>
+
+<p>Qualche provvedimento che riesca indirettamente
+a tale miglioramento nei contratti agrarî non è difficile
+che prevalga, perchè contemporaneamente
+se ne avvantaggerebbero le classi dirigenti, che
+nell&#8217;attuale conflitto tengono, come suol dirsi, il
+coltello per il manico: tale sarebbe ad esempio la
+proposta <i>sesta</i> del <i>Comitato promotore</i> dei grandi
+proprietarî di Sicilia:&mdash;esenzione per legge dalle
+tasse di focatico, sul bestiame, bestie da tiro e da
+soma e ricchezza mobile per quei contadini che
+prendano stabile dimora nelle campagne&mdash;mentre
+mi sembra più difficile che possa passare la proposta
+<i>settima</i> colla quale si dimanda la riduzione
+del 50 % della imposta fondiaria sui latifondi nei
+quali verrebbero costruite case coloniche e adottati
+quei metodi di coltura razionale che sarebbero,
+caso per caso, stabiliti da apposite commissioni tecniche,
+nominate dal ministro di Agricoltura e Commercio.<span class="pagenum"><a name="Page_478" id="Page_478">[478]</a></span></p>
+
+<p>E nello interesse dei grandi proprietari,&mdash;ma
+che indirettamente potrebbe giovare ai contadini,
+perchè indurrebbe più facilmente i primi alle enfiteusi&mdash;i
+senatori siciliani, con alla testa il principe
+di Camporeale, fecero votare dal Senato la istituzione
+di una Banca che si occupasse del riscatto
+dei censi a richiesta del proprietario, a somiglianza
+di ciò che già si pratica altrove.</p>
+
+<p>Cessata la cieca venerazione per la proprietà
+privata col suo quiritario <i>jus utendi abutendique</i>, per
+il legislatore in Sicilia non riuscirebbe difficile il
+compito di creare una numerosa falange di piccoli
+proprietarî e poco più disagevole riuscirebbe l&#8217;altro
+della riforma dei contratti agrari.</p>
+
+<div class="sidenote">ESEMPII DI LEGISLAZIONI STRANIERE</div>
+
+<p>Gli esempi che ci somministra la legislazione
+straniera sono incoraggianti, come osserva il Cavalieri:
+Le <i>Homestead Laws</i> negli Stati Uniti, le
+leggi per l&#8217;Irlanda del 1881, altre leggi per la stessa
+Irlanda, per la Scozia e per l&#8217;Inghilterra&mdash;<i>Small
+holdings Act</i>, <i>Allotments Act</i>, ecc., ecc.&mdash;le colonizzazioni
+interne, le modificazioni alle leggi sull&#8217;enfiteusi
+in Germania, la quotizzazione dei terreni sabbiosi
+resistenti alla filossera in Ungheria e le più
+recenti proposte di leggi dell&#8217;Austria sulla cooperazione
+agraria e sulla redenzione dei debiti ipotecarî
+cogli opportuni temperamenti suggeriti dalle
+condizioni e dalle tradizioni locali, potrebbero riuscire
+di grande efficacia in Sicilia per migliorare
+la condizione dei contadini e i rapporti tra proprietari
+e lavoratori.</p>
+
+<p>Da tempo, e prima che gli ultimi avvenimenti
+richiamassero sull&#8217;isola l&#8217;attenzione generale, proposte
+inspirate ai criteri informanti la legislazione<span class="pagenum"><a name="Page_479" id="Page_479">[479]</a></span>
+straniera succennata, nel 1883&mdash;più di un decennio
+fa!&mdash;erano state avanzate dal Baer: il quale, sebbene
+schietto conservatore, arrivava sino alla espropriazione
+dei latifondi privati per distribuirli a piccoli
+lotti ai contadini.</p>
+
+<div class="sidenote">VARRANNO A QUALCHE COSA?</div>
+
+<p>Gli esempî stranieri e i consigli non sospetti
+condurranno a risultati pratici?</p>
+
+<p>Non mi abbandono ad un alcun preconcetto pessimista
+nella previsione dei medesimi, ed espongo
+puramente e semplicemente i dati di fatto, che possano
+aiutare il lettore a formarsi da sè stesso un
+esatto concetto.</p>
+
+<p>In quanto alla riforma dei <i>contratti agrarî</i> c&#8217;è
+poco da sperare dal Parlamento. Figuriamoci che
+si considerò come troppo ardito, quasi rivoluzionario,
+il progetto sulla <i>mezzadria</i> dell&#8217;on. Sonnino! E la
+sorte che correrebbe qualunque altro disegno meno
+anodino si può indovinarla dalle discussioni e dalle
+risoluzioni della Commissione nominata dal ministro
+di Agricoltura e Commercio e da quello di
+Grazia e Giustizia per istudiare precisamente la riforma
+di detti <i>contratti agrarî</i>.</p>
+
+<p>La maggior parte dei deputati e dei senatori,
+che ne facevano parte&mdash;tra i quali l&#8217;on. Fortis,
+che a tempo perso si proclama <i>socialista di Stato</i>&mdash;si
+mostrarono decisamente avversi ad accettare
+quella corrente nuova (che fa capo a Menger in
+Austria, che in Italia è rappresentata degnamente
+da Gianturco, Nitti, Salvioli, Cogliolo, ecc.) la quale
+mira ad innestare il contenuto socialista nel Codice
+Civile, modificando il concetto quiritario della
+proprietà e facendo posto adeguato alle ragioni del
+lavoro.<span class="pagenum"><a name="Page_480" id="Page_480">[480]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">PAROLE E FATTI</div>
+
+<p>L&#8217;opposizione alle chieste modifiche dei contratti
+agrarî da parte degli elementi conservatori di detta
+Commissione, sebbene truccati alcuni da democratici
+in aperto conflitto coll&#8217;elemento universitario (Nitti,
+Cogliolo, Salvioli) quantunque disinteressata nella
+apparenza, perchè mossa da elementi non siciliani,
+pure tale non era: essi avvedutamente han dovuto
+pensare che ciò che adesso si concederebbe alla Sicilia,
+sotto la pressione della rivolta, più tardi si
+dovrebbe accordare al resto d&#8217;Italia dove sussistono
+condizioni analoghe. L&#8217;esempio di ciò che è avvenuto
+nella Gran Brettagna li ammaestrava: le concessioni
+e le riforme agrarie della Irlanda non tardarono
+a varcare il canale di San Giorgio, per essere
+proposte a vantaggio dei lavoratori d&#8217;Inghilterra
+e di Scozia.</p>
+
+<p>In quanto allo spezzamento del latifondo, e alla
+creazione dei piccoli proprietari, memore più che
+degli esempi stranieri dei consigli dei conservatori
+illuminati e preveggenti, (Baer, Cavalieri, Monsignor
+Carini ecc., ecc.) in seno della Commissione eletta dai
+deputati siciliani per istudiare le opportune proposte
+per la loro regione, osai proporre il censimento
+obbligatorio dei latifondi di una certa estensione; ma
+rimasi solo: gli on. Di Rudinì, Di San Giuliano,
+Sciacca della Scala, Reale e Filì-Astolfone si dichiararono
+avversi alla proposta mia. L&#8217;on. Damiani
+l&#8217;accolse con simpatia; ma funzionando da presidente
+non credette pronunziarsi in proposito<a name="FNanchor_86_86" id="FNanchor_86_86"></a><a href="#Footnote_86_86" class="fnanchor">[86]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_481" id="Page_481">[481]</a></span></p>
+<div class="sidenote">IL DISEGNO DI LEGGE SU&#8217; LATIFONDI</div>
+
+<p>Il 1º Luglio 1894 l&#8217;on. Crispi presentò alla Camera
+dei Deputati il disegno di legge intorno alla
+<i>enfiteusi dei beni degli enti morali e ai miglioramenti
+dei latifondi dei privati nelle provincie Siciliane</i>, e il
+cuore dei partigiani delle sane riforme si riaprì alla
+speranza e le previsioni dei pessimisti e degli increduli
+parve che ricevessero una solenne smentita.</p>
+
+<p>Con quel disegno di legge non solo s&#8217;imponeva
+la enfiteusi dei beni degli enti morali, ma si costringevano
+ai miglioramenti agrarî colla mezzadria
+i latifondisti che non ottemperando a tali disposizioni
+dovevano vedere sottoposti all&#8217;enfiteusi obbligatoria
+i loro fondi.</p>
+
+<p>Non occorre scendere a dettagliata disamina delle
+proposte del Presidente del Consiglio dei ministri,
+perchè esse colla chiusura <a name="tn481" id="tn481"></a><span class="correction">della</span> Sessione parlamentare,
+legislativamente sono già morte e sepolte, sebbene
+suscettibili di resurrezione; basta qui e adesso
+giudicarne il principio, che lo informa.</p>
+
+<div class="sidenote">IN SOSTANZA È CONSERVATORE</div>
+
+<p>Negli uffici il disegno di legge agraria venne
+combattuto fieramente alla quasi unanimità dai
+deputati siciliani,&mdash;e si vede da ciò ch&#8217;erano fedelmente
+rappresentati in quella Commissione privata
+di cui mi occupai precedentemente&mdash;e venne combattuto
+perchè ritenuto violento e rivoluzionario<a name="FNanchor_87_87" id="FNanchor_87_87"></a><a href="#Footnote_87_87" class="fnanchor">[87]</a>.<span class="pagenum"><a name="Page_482" id="Page_482">[482]</a></span>
+I socialisti invece&mdash;e in nome loro autorevolmente
+ha scritto il professore Salvioli nella <i>Riforma Sociale</i>
+(N. del 10 agosto 1884)&mdash;non lo trovarono di
+loro gradimento, «perchè in sostanza è conservatore,
+tendendo a diffondere quella proprietà fondiaria
+coltivatrice, pegli stessi lavoratori del suolo, la
+quale secondo la relazione che la procede <i>è per
+lo Stato e per le civili istituzioni una più sicura
+garenzia di ordine e di stabilità</i>.»</p>
+
+<p>Io non esito a dichiarare che il principio del disegno
+di legge agraria Crispi era equo ed opportuno, era
+rispondente alle condizioni del momento, e sebbene
+combattuto ad un tempo dai socialisti e dai latifondisti&mdash;senza
+distinzione di colore politico&mdash;sarebbe
+riuscito bene accetto e giovevole ai contadini
+ed ai proletari. Nè ciò dicendo credo derogare alle
+teorie socialiste, che da anni sostengo, come in altro
+luogo e in altra occasione cercherò di dimostrare<a name="FNanchor_88_88" id="FNanchor_88_88"></a><a href="#Footnote_88_88" class="fnanchor">[88]</a>.</p>
+
+<p>Se della legge agraria cennata accetto il principio
+informatore, non approvo però i particolari,
+molto meno posso dichiararmi soddisfatto dei mezzi
+proposti per creare la piccola proprietà rurale e
+promovere i miglioramenti agrarî.</p>
+
+<div class="sidenote">INTORNO ALLA PROPRIETÀ COLLETTIVA</div>
+
+<p>Inoltre non sono favorevole alla quotizzazione
+dei demanî comunali, e credo che sarebbe più utile
+e conveniente costituirli in proprietà collettiva o<span class="pagenum"><a name="Page_483" id="Page_483">[483]</a></span>
+almeno farli servire ad esperimenti di cooperazione
+agraria.</p>
+
+<p>Il nome e la cosa in fatto di proprietà collettiva
+oggi non dovrebbero più spaventare, dopo che un
+progetto di legge che mira a conseguire tale risultato
+venne presentato da deputati conservatori e timidamente
+liberali per i dominî dell&#8217;ex stato pontificio;
+progetto al quale promise il suo appoggio
+il ministro Boselli.<a name="FNanchor_89_89" id="FNanchor_89_89"></a><a href="#Footnote_89_89" class="fnanchor">[89]</a> E queste proprietà collettive<span class="pagenum"><a name="Page_484" id="Page_484">[484]</a></span>
+potrebbero e dovrebbero allargarsi, costituendo un
+vero campo di sperimentazione economico-sociale
+coll&#8217;adottare le misure proposte poco tempo fa dall&#8217;egregio
+avv. P. Di Fratta, segretario al Ministero
+di Grazia e Giustizia&mdash;nell&#8217;opuscolo sulla <i>Socializzazione
+della terra</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">IL PROGETTO CRISPI È SENZA SPERANZA</div>
+
+<p>La cennata discussione della Regia Commissione
+sui contratti agrari e l&#8217;accoglienza fatta negli Uffici
+al disegno di legge Crispi lasciano poche illusioni
+sulla sorte dello stesso progetto qualora venisse
+ripresentato nella futura sessione: per farlo
+accettare dal Parlamento occorrerebbe una forte,
+direi quasi, minacciosa pressione della pubblica
+opinione e un ministero energico che sapesse rendersene
+interprete. E in tanto abuso di <i>decreti reali</i>,
+chi potrebbe protestare se ancora una violazione
+delle buone norme costituzionali si avesse a fin di
+bene per attuare qualche importante riforma economico-sociale?
+A cosa fatta&mdash;l&#8217;esperimento è stato
+ripetuto,&mdash;la Camera non ardirebbe negare la sua
+approvazione: tanta energia nessuno gliela suppone
+e potrebbe attingerla soltanto nel più sfrenato egoismo.</p>
+
+<div class="sidenote">E POI SI SAPREBBE CONSERVARE?</div>
+
+<p>Ma dato che si arrivi comunque allo spezzamento
+del latifondo e alla costituzione di numerosi
+piccoli proprietarî rurali, cura somma dello statista
+dovrebbe essere quella di saper conservare; poichè
+si sa che i piccoli proprietarî sorti dal censimento
+dei beni dell&#8217;asse ecclesiastico e dalla quotizzazione<span class="pagenum"><a name="Page_485" id="Page_485">[485]</a></span>
+di alcuni demanî comunali sono nella massima
+parte scomparsi: i loro campicelli furono inghiottiti
+dall&#8217;antico latifondo limitrofo o servirono a costituire
+qualcuno nuovo.</p>
+
+<p>Nelle legislazioni straniere c&#8217;è la preoccupazione
+di conseguire tale supremo intento ed oltre le <i>Homestead
+laws</i> degli Stati Uniti è noto «che lo
+Schäffle, che voleva davvero le piccole proprietà,
+non si è peritato di suggerire la proibizione di accendere
+ipoteche per la legittima ogni volta che
+dovevano colpire un già modesto fondo; in Prussia
+e in Austria si è giunti a costituire degli Höferolle,
+che rappresentano una specie di catasto speciale
+della piccola proprietà ai fini della sua conservazione;
+e nel Mecklemburgo si è provveduto non
+solo alla irredimibilità dei beni enfiteutici, ma anche
+alla loro trasmissione indivisibile». (<i>Cavalieri</i>,
+p. 60).</p>
+
+<div class="sidenote">CIFRE ELOQUENTI</div>
+
+<p>Questo bisogno di provvedimenti urgenti ed efficaci
+per la conservazione della piccola e media proprietà
+è più impellente per le provincie del mezzogiorno,
+e specialmente per la <i>Sicilia</i> e per la <i>Sardegna</i>
+come risulta con straziante eloquenza dalle
+cifre.</p>
+
+<p>Su 100,000 abitanti nelle vendite giudiziarie nell&#8217;anno
+1885 l&#8217;Italia settentrionale è rappresentata
+con 7,16, l&#8217;Italia centrale con 16,43, il Napoletano
+con 49,34, la Sicilia con 61,57, la Sardegna
+con 742,89.</p>
+
+<p>Nel 1886, nel 1887, nel 1888, troviamo gli stessi
+rapporti e nel 1889 c&#8217;incontriamo con questi dati:
+l&#8217;Italia Settentrionale 8,21, l&#8217;Italia centrale 17,46,<span class="pagenum"><a name="Page_486" id="Page_486">[486]</a></span>
+il Napoletano 77, la <i>Sicilia</i> 170,77, la <i>Sardegna</i>
+1380,41!</p>
+
+<p>E non siamo ancora negli anni ultimi, nei quali
+la crisi economica è terribilmente aumentata......</p>
+
+<p>Ancora delle cifre! Per ogni cento vendite di
+mobili e di frutti pendenti, in quelle di valore non
+superiore a <i>trenta lire</i> l&#8217;Italia settentrionale è rappresentata
+da 7,69% l&#8217;Italia centrale da 6,57 il
+Napoletano da 33,53, la Sicilia da 26,41, la Sardegna
+da 29,28: in quelle non superiori a <i>cinquanta
+lire</i>, l&#8217;Italia settentrionale è rappresentata da 8,12%
+la Centrale da 8,60, il Napoletano da 12,76, la
+<i>Sicilia</i> da 17 e la <i>Sardegna</i> da 26,69. Nelle vendite
+per espropriazione forzata in quelle non superiori
+a 500 lire l&#8217;Italia settentrionale da 5,80, la centrale
+7,27, il Napoletano 7,19, la <i>Sicilia</i> 9,45, la
+<i>Sardegna</i> 14,62; in quelle superiori a tale somma
+e non oltre mille lire l&#8217;Italia settentrionale dà 8,31
+l&#8217;Italia centrale 7,80, il Napoletano 11,23, la <i>Sicilia</i>
+16,60, la <i>Sardegna</i> 16,04.</p>
+
+<p>Non avevo dunque ragione nell&#8217;affermare che da
+tali cifre risulta colla massima evidenza l&#8217;impellente
+dovere di provvedere alla difesa della piccola e
+media proprietà in Sicilia e in Sardegna; ed esse
+stesse non provano ancora una volta luminosamente
+che le condizioni economiche dell&#8217;isola sono generalmente
+più tristi di quelle del resto d&#8217;Italia, eccettuata
+la povera Sardegna?<a name="FNanchor_90_90" id="FNanchor_90_90"></a><a href="#Footnote_90_90" class="fnanchor">[90]</a></p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_487" id="Page_487">[487]</a></span></p>
+<div class="sidenote">IL FISCO E GLI SFORZI LEGISLATIVI</div>
+
+<div class="sidenote">PERFETTAMENTE INUTILE</div>
+
+<p>Quando poi si considera che l&#8217;avidità del fisco
+italiano è la grande e generale causa della espropriazione
+e della graduale scomparsa della piccola
+e media proprietà si deve riconoscere che gli sforzi
+legislativi per creare l&#8217;una e l&#8217;altra sono un perditempo,<span class="pagenum"><a name="Page_488" id="Page_488">[488]</a></span>
+anzi una crudele ironia e che è perfettamente
+inutile pensare a fare colla mano destra
+ciò che la sinistra deve affrettarsi a distrurre. E
+chiunque ha fior di senno e non si lascia mistificare
+dalle apparenze e dalle parole, dopo avere
+esaminato i provvedimenti ch&#8217;erano contenuti nella
+legge agraria dell&#8217;onorevole Crispi, meschinamente
+inspirati al concetto dell&#8217;<i>Homestead</i>, per ovviare al
+riassorbimento nel latifondo della piccola proprietà,
+dovrà coscienziosamente riconoscere che essi non
+corrispondono affatto allo scopo. Meglio si riuscirebbe
+con una politica generale casalinga ed economica.</p>
+
+<div class="sidenote">PER L&#8217;INDUSTRIA ZOLFIFERA</div>
+
+<p>Accanto alla questione agraria in Sicilia ce n&#8217;è
+una mineraria ancora più acuta. Nulla per essa,
+proprio nulla, ha fatto mai il governo italiano, che
+in questo di tanto si mostra inferiore al governo
+borbonico. E quanto ci sarebbe da fare risulta dai
+due progetti d&#8217;iniziativa parlamentare presentati
+l&#8217;uno dall&#8217;on. Ippolito De Luca e l&#8217;altro da me,
+nonchè dalle proposte della Sotto commissione dei
+Deputati Siciliani (Di Rudinì, Di San Giuliano, Colajanni).
+È da notarsi, per aggravare la enorme
+responsabilità del governo nella quistione mineraria,
+che la Sicilia non chiede alcun sacrifizio pecuniario
+al resto dell&#8217;Italia, a tutti i contribuenti;
+essa non chiede se non ciò che le spetta di pieno
+diritto; essa chiede che venga consacrato all&#8217;industria<span class="pagenum"><a name="Page_489" id="Page_489">[489]</a></span>
+zolfifera ciò che questa dà allo Stato e che
+lo Stato indebitamente prende, cioè il prodotto del
+dazio di esportazione sugli zolfi. Dico che lo Stato
+lo prende indebitamente perchè dopo l&#8217;abolizione
+del dazio di esportazione sulla seta, <i>chiesto ed ottenuto
+dai lombardi</i>, quello sugli zolfi è il solo dazio
+di esportazione che resta in Italia e che pesa esclusivamente
+sulla Sicilia anzi su tre provincie soltanto
+dell&#8217;Isola. La parità di trattamento s&#8217;imponeva
+tanto, che l&#8217;abolizione di detto dazio chiesta dall&#8217;on.
+Pantano e da me nella Camera dei Deputati nel
+1891, venne promessa dal ministro delle Finanze
+on. Luzzatti e la promessa fu riconfermata dall&#8217;on.
+Di Rudinì nel discorso di Milano. Le promesse!</p>
+
+<p>Ora l&#8217;industria non chiede l&#8217;abolizione di quel
+dazio di uscita; ma domanda, ed ha diritto di ottenere,
+che se ne impieghi il prodotto a proprio
+vantaggio, lasciando anche un largo margine di
+profitto all&#8217;erario dello Stato ed altro maggiore creandogliene
+col risollevamento economico di una
+numerosissima classe di lavoratori, di speculatori,
+o di proprietari. Sarà ascoltata?....</p>
+
+<p>Una circolare riservata dell&#8217;on. Boselli altra volta
+lasciava sperare che ad un lato della questione
+mineraria&mdash;quello della proprietà del sotto suolo
+e del sistema degli affitti angarici ed a breve
+durata&mdash;si cominciava a pensare nelle sfere
+ministeriali. Ma l&#8217;on. Boselli è passato alle finanze
+e il suo successore, on. Barazzuoli, propugnatore
+dell&#8217;anacronistico liberismo economico non dà alcun
+affidamento, che qualche cosa di bene si voglia
+fare. Egli anzi ha cominciato dal ritirare il disegno
+di legge sui consorzî obbligatorî, sulla brucia ecc.<span class="pagenum"><a name="Page_490" id="Page_490">[490]</a></span>
+presentato prima dall&#8217;on. Lacava, e mantenuto dal
+Boselli e che pur riuscirebbe tanto utile all&#8217;industria!</p>
+
+<p>E mentre il governo si mostra così incurante o
+così ligio a vieti principî economici&mdash;a meno che
+non si tratti di violarli nello interesse delle finanze&mdash;l&#8217;ingiustificabile
+rinvilimento nel prezzo degli
+zolfi continua vertiginosamente, gli scioperi forzati
+si succedono con allarmante frequenza, la miseria
+dei zolfatarî ha raggiunto proporzioni spaventevoli
+e non ostante lo Stato di assedio avvengono
+terribili attentati e delitti minerari che fanno ricordare
+i delitti agrari dell&#8217;Irlanda e della stessa Sicilia<a name="FNanchor_91_91" id="FNanchor_91_91"></a><a href="#Footnote_91_91" class="fnanchor">[91]</a>.</p>
+
+<p>Le misure economiche-sociali dianzi cennate risolverebbero
+in parte la quistione Siciliana; ma
+la soluzione dovrebbe essere completata da provvedimenti
+di altra indole.</p>
+
+<div class="sidenote">L&#8217;ANALFABETISMO</div>
+
+<p>L&#8217;analfabetismo è una delle piaghe dell&#8217;isola, che
+va amorevolmente studiata e curata.</p>
+
+<p>I vantaggi generali che si avrebbero da una buona
+istruzione impartita alle classi lavoratrici sono evidenti.
+Vero è che l&#8217;istruzione è un prezioso coefficiente
+per la propaganda socialista, anche quando
+riesca a creare un grande numero di spostati, come<span class="pagenum"><a name="Page_491" id="Page_491">[491]</a></span>
+ha dimostrato il Bebel; ma non si dovrebbe ignorare
+che anche colla più crassa ignoranza non si sono
+evitate le ribellioni e i tentativi di rivendicazioni
+sociali; <i>dalle guerre servili alle Jacqueries</i>; dai moti
+di Ben Tillet in Inghilterra e dell&#8217;anabattismo in
+Germania e in Isvizzera, ai tumulti dei contadini
+del Napoletano nel secolo scorso e della Sicilia
+dal 1860 al 1894. Si rileva che l&#8217;analfabetismo non
+è rimedio efficace per impedire le esplosioni determinate
+dalle sofferenze dei lavoratori. Dalla storia
+invece si apprende che <a name="tn491" id="tn491"></a><span class="correction">dovunque</span> gli operai e i contadini
+hanno acquistato una certa coltura, ivi la
+lotta si è fatta pacifica, evolutiva, con manifesto
+vantaggio delle classi dirigenti.</p>
+
+<p>Vero è che l&#8217;istruzione obbligatoria com&#8217;è attualmente
+organizzata, non dà risultati corrispondenti
+alla spesa che costa ai comuni; ma questo non
+autorizza a prendere occasione dall&#8217;insuccesso delle
+leggi attuali per domandarne l&#8217;abolizione o indicarla
+come <i>spesa facoltativa</i> ai comuni, come con mia sorpresa
+ha proposto un egregio scrittore.</p>
+
+<p>Meglio sarebbe invocarne la riforma e comprenderla
+tra gli obblighi dello Stato assai più utilmente
+e più equamente che non si faccia col lasciargli
+l&#8217;insegnamento secondario ed universitario, ch&#8217;è un
+bisogno meno universale della istruzione elementare.</p>
+
+<div class="sidenote">SI DICHIARA LA GUERRA ALL&#8217;ISTRUZIONE</div>
+
+<p>Ma purtroppo le classi dirigenti o il governo non
+apprezzano in Sicilia i vantaggi della istruzione,
+non ne vedono che i pericoli. Ivi appena si affacciò
+sull&#8217;orizzonte la <i>reazione</i> trionfante fu dichiarata
+guerra a morte all&#8217;istruzione. L&#8217;odio che alcuni
+<i>lords</i> in Inghilterra manifestarono contro la istruzione
+e di cui parla Marx, si è ripresentato nell&#8217;isola,<span class="pagenum"><a name="Page_492" id="Page_492">[492]</a></span>
+dove dapertutto quasi venne invocata la chiusura
+delle scuole serali istituite saviamente dai
+<i>Fasci</i>. Nella <i>Sala Ragona</i> non solo si protestò contro
+l&#8217;insegnamento universitario, che ha tendenze
+socialiste; non solo s&#8217;invocò che nelle scuole s&#8217;imponesse
+il catechismo ma quando un oratore parlò
+degli aggravi che l&#8217;istruzione obbligatoria impone
+ai Comuni si gridò con entusiasmo! <i>abolitela! abolitela!</i>
+E quel ch&#8217;è peggio i rappresentanti del governo
+si mostrano dello stesso avviso dei reazionarî
+<i>grandi proprietarii</i> della Sala Ragona.</p>
+
+<div class="sidenote">NECESSITÀ DELLA RICOSTITUZIONE DEI &#8220;FASCI&#8222;</div>
+
+<p>Tali riforme e tali provvedimenti dovrebbero
+essere coronati da un ultimo d&#8217;indole politica, che
+pur troppo incontra la più viva opposizione e nel
+governo e nelle classi dirigenti che spadroneggiano
+in parlamento e fuori: la ricostituzione dei <i>Fasci
+dei lavoratori</i>.</p>
+
+<p>Se si tenesse conto delle savie considerazioni
+svolte dall&#8217;on. Di San Giuliano nel suo libro sulla
+opportunità di conservare i Fasci (p. 23 e 120) si
+converrebbe anche adesso da conservatori intelligenti
+che alla causa dell&#8217;ordine vero gioverebbe la
+ricostituzione di quei sodalizî, che rappresenterebbero
+tante valvole di sicurezza, tanti organi per la esplicazione
+legale dei bisogni e delle tendenze delle
+classi lavoratrici. Il Brentano ritenne che le <i>Trade
+Unions</i>&mdash;delle cui vicende si fece menzione&mdash;in
+Inghilterra furono un vero elemento di ordine e di
+conservazione sociale, e l&#8217;Howel ha dimostrato (<i>Le
+<a name="tn492" id="tn492"></a><span class="correction">passé</span> et l&#8217;avenir des Trade Unions</i>) che le grandi associazioni
+inglesi cessarono di essere causa di perturbamento
+dopo che vennero lasciate libere di svolgersi
+ed intraprendere le loro lotte contro il capitalismo<span class="pagenum"><a name="Page_493" id="Page_493">[493]</a></span>
+pel miglioramento del salario dei loro socî.</p>
+
+<div class="sidenote">IL MERITO DEI &#8220;FASCI&#8222;</div>
+
+<p>Le dichiarazioni dell&#8217;on. Sonnino&mdash;ministro e non
+più semplice <i>touriste</i>&mdash;sulla iniquità del dazio di
+consumo e sulla ripartizione dei tributi locali avevano
+a sufficienza giustificata l&#8217;azione, anche tumultuaria,
+dei <i>Fasci dei lavoratori</i>; chi poi l&#8217;ha addirittura
+glorificata è stato l&#8217;on. Crispi colla presentazione
+del suo disegno di legge agraria. Se lo ha
+presentato, è segno che lo ritiene giusto e necessario,
+e se così è tutto il merito della sua iniziativa dev&#8217;essere
+restituito esclusivamente ai <i>Fasci</i>, che la
+propugnarono, che minacciosamente la chiesero e
+senza la cui azione non sarebbe venuta come non
+era venuta per <i>trentaquattro!</i> anni. Se quel disegno
+verrà ripresentato e trionferà, potrà il governo iniquamente
+continuare a mantenere in galera i capi
+e gli organizzatori dei <i>Fasci dei lavoratori</i>, ma esso
+stesso avrà loro innalzato un altare nel cuore dei
+contadini che alla loro agitazione e ai loro sacrifizî
+dovranno la terra tanto desiderata e invano per
+tanti secoli.</p>
+
+<p>E qui è opportuno ribattere qualche sofisma che
+le reminiscenze liberiste fanno spuntare anche in
+bocca di chi dal liberismo si mostra lontano, a dimostrare
+ancora che ciò che è avvenuto testè in
+Sicilia non è che un caso di una regola generale.</p>
+
+<div class="sidenote">UNA STRANA AFFERMAZIONE</div>
+
+<p>Il Cavalieri, che ripetutamente ha invocato il savio
+intervento dello Stato, a certo punto si ricorda di
+essere conservatore in politica e torna liberista in
+economia per dare ingiustamente addosso ai <i>Fasci</i>.
+Egli dopo avere osservato, che da Giorgio III in
+poi senza bisogno dei socialisti la legislazione inglese
+promosse molte radicali riforme agrarie esclama:<span class="pagenum"><a name="Page_494" id="Page_494">[494]</a></span>
+«non c&#8217;è bisogno di stringersi in una setta (?),
+di ordire costanti macchinazioni (?), di ricorrere
+alla violenza per fare trionfare nuovi canoni di
+distribuzione della ricchezza, che se son giusti,
+faranno certo la loro strada da sè.» (p. 64)</p>
+
+<p>Non avrei rilevata questa strana affermazione&mdash;che
+suona aperta contraddizione in bocca del Cavalieri&mdash;se
+essa non venisse ripetuta&mdash;in buona
+o in mala fede&mdash;da molti uomini politici, che vanno
+per la maggiore e dai loro giornali.</p>
+
+<p>No! non è vero che i nuovi canoni di distribuzione
+della ricchezza, se giusti, <i>faranno la loro strada
+da sè</i>, nè importa se la parola <i>socialisti</i> e socialismo
+ai tempi di Giorgio III non esistevano: altri ne
+rappresentarono l&#8217;azione equivalente e le riforme
+furono la conseguenza delle agitazioni popolari e di
+una maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita
+politica, come risulta dalla citata polemica tra il
+Prof. Luzzatti e l&#8217;avv. Bissolati, nonchè dal libro
+del Thorold Rogers sulla <i>interpretazione economica
+della storia d&#8217;Inghilterra</i>.</p>
+
+<p>E le grandi riforme agrarie dell&#8217;Irlanda, che tra
+non guari saranno completate dall&#8217;<i>Home rule</i>, non
+si devono esclusivamente ad un secolo di lotte ed
+anche di violenze? Che cosa avrebbe ottenuto l&#8217;Isola
+senza gli agitatori, senza i Feniani, senza la
+<i>Land League</i> e forse anche senza il tremendo <a name="tn494a" id="tn494a"></a><span class="correction">delitto</span>
+di Phoenix <a name="tn494b" id="tn494b"></a><span class="correction">Park</span>?</p>
+
+<p>Nulla! La giustizia non avrebbe trovato la
+strada da sè; e se la violenza gliel&#8217;aprì spesso,
+la responsabilità dei suoi possibili danni ricade intera
+sui governanti e sulle classi dirigenti, che vogliono<span class="pagenum"><a name="Page_495" id="Page_495">[495]</a></span>
+tenerla sbarrata ad ogni costo e in tutti i
+modi.</p>
+
+<p>Da tanti anni, per non dire secoli, si conoscono
+i mali della Sicilia; ma quali i rimedi efficaci sinceramente
+apportati? Nessuno! Ebbene i contadini
+di Piana, di Corleone e di cento altri siti unendosi
+<i>in setta</i>, ricorrendo alla violenza se si vuole, migliorarono
+salari e patti agrari, mentre l&#8217;inchiesta
+sulla Sicilia del 1875, l&#8217;inchiesta agraria, i libri di
+Caruso, di Sonnino, di Franchetti, di Basile, di Villari,
+ecc., gli articoli di Baer e di tanti altri non
+cavarono, da sè pur troppo! un ragno da un buco.</p>
+
+<div class="sidenote">COSA AVVENNE SOPPRESSI I &#8220;FASCI&#8222;</div>
+
+<p>E che cosa è avvenuto non appena soppressi i
+<i>Fasci</i> e impedita la loro e proficua agitazione? I
+miglioramenti ottenuti scompaiono e si torna all&#8217;antico
+colla antica miseria eccessiva dei lavoratori. E
+ciò che previdi sin dallo scorso gennaio in alcuni
+articoli e nella prima edizione di questo libro oggi
+viene riconfermato dall&#8217;agitazione che rinacque in
+Corleone, e altrove, appena tolto lo Stato d&#8217;assedio,
+e ch&#8217;è tanto giusta che provoca scoppi di sdegno
+anche nella più autorevole stampa ufficiosa, che se
+la prende colla improntitudine, colla slealtà e colla
+ingordigia dei grandi proprietari e che invece si
+dovrebbe scagliare contro il governo e contro il suo
+proconsole cicisbeo, che ai grandi proprietari hanno
+prestato mano forte e della cui iniquità si sono
+fatti strumento.</p>
+
+<p>E questa solidarietà di fatto tra governo, proconsole
+e grandi proprietari è tanto più mostruosa
+in quanto che tra gli ultimi non si è levata sin ora
+una voce coscienziosa, autorevole, efficace contro
+la propria classe e in favore dei contadini, mentre<span class="pagenum"><a name="Page_496" id="Page_496">[496]</a></span>
+in Irlanda non mancarono <i>landlords</i>, che dettero l&#8217;esempio
+della equità e del disinteresse, come risulta
+dalla relazione della Commissione presieduta dal
+duca di Richmond e che preparò la legge agraria
+del 1881 di cui fu segretario un grande proprietario
+irlandese, il colonnello King-Harman, che si mostrò
+tra i più energici e convinti nel propugnare la causa
+dei lavoratori della terra.</p>
+
+<p>Il vicino passato e gli avvenimenti contemporanei
+adunque, se c&#8217;è sincerità nell&#8217;on. Crispi nel
+promettere il miglioramento dei contadini, dovrebbero
+indurlo a consentire la ricostituzione dei <i>Fasci</i>, che
+prima delle sue leggi varrebbero ad infrenare il
+mal volere dei grandi proprietari.</p>
+
+<div class="sidenote">SINISTRI INDIZII</div>
+
+<p>Ma per quanto ciò non sarebbe altro che il rispetto
+puro e semplice dei diritti riconosciuti dallo
+Statuto, nulla fa sperare che verranno rispettate
+queste leggi nostre, in sè stesse tanto inferiori in
+liberalismo alle straniere&mdash;come osservò l&#8217;Impallomeni&mdash;e
+c&#8217;è tutto da temere che si perdurerà nella
+reazione ignominiosa e pericolosa. Certe abbominevoli
+liste di proscrizione a me note, le leggi antianarchiche,
+la loro interpretazione&mdash;di cui si ebbe
+già un saggio nell&#8217;applicazione <i>retroattiva</i> pei reati
+di stampa&mdash;le decimazioni tra gli elettori popolari,
+i numerosi arresti arbitrarî, l&#8217;avviso dato dalla questura
+di Palermo al barone Colnago e ad altri socialisti
+di astenersi da qualunque agitazione e propaganda,
+la proibizione dei congressi socialisti di
+Carpi, di Bozzolo e d&#8217;Imola e cento altri sinistri
+indizî confermano un tale timore.</p>
+
+<p>Ben so che c&#8217;è una circolare dell&#8217;on. Crispi, che
+invita le autorità ad interpretare nel senso più largo<span class="pagenum"><a name="Page_497" id="Page_497">[497]</a></span>
+e meno illiberale le così dette leggi anti-anarchiche;
+ma ammesso pure che egli l&#8217;abbia dettata colle migliori
+intenzioni del mondo, se conosce uomini e cose
+del suo paese deve immaginare che le sue raccomandazioni,
+data la qualità delle nostre autorità di
+pubblica sicurezza, rimarranno lettera morta.</p>
+
+<p>Nè questo è giudizio avventato suggerito dalla
+partigianeria politica: venne formulato in termini
+più severi da un amico del governo, da un alto
+funzionario dello Stato, da un conservatore infine,
+qual&#8217;è il Senatore Costa nella relazione sulle stesse
+leggi.</p>
+
+<p>Ed ora prendiamo quanto di ottimismo ci rimane
+in fondo dell&#8217;animo e concediamo che governo e
+Parlamento concordemente si mettano all&#8217;opera per
+dare alla Sicilia una legislazione riformatrice economico
+sociale, quale le occorre&mdash;e quale, del resto,
+su per giù occorre al resto d&#8217;Italia.&mdash;Di fronte
+ad una siffatta manifestazione di buona intenzione
+potremo dire che si sono superate le più gravi difficoltà
+e che si è risoluto il problema? Sarebbe
+strana illusione il pensarlo.</p>
+
+<div class="sidenote">I BILANCI DELLO STATO E DEI COMUNI</div>
+
+<p>Le riforme tributarie, intese ad alleviare la sorte
+dei contribuenti&mdash;e che sono le più urgenti&mdash;e
+quelle economico-sociali sopraccennate, presuppongono
+bilanci dello Stato e dei Comuni in condizioni
+tali da potere sopportare le prime; capitali
+a disposizione dello Stato e dei Comuni e dei privati
+per eseguire le seconde.</p>
+
+<p>È quasi impossibile, dato l&#8217;attuale sistema tributario,
+pensare alla soppressione dei dazi di consumo,
+che maggiormente pesano sui lavoratori di<span class="pagenum"><a name="Page_498" id="Page_498">[498]</a></span>
+fronte alla condizione dei bilanci dei Comuni (che
+nei medesimi spesso trovano la maggiore risorsa) e
+del bilancio dello Stato che attinge nella stessa sorgente
+di entrate.</p>
+
+<div class="sidenote">I PROVVEDIMENTI FINANZIARII DELL&#8217;ON. SONNINO</div>
+
+<p>Crescono la difficoltà dopo la votazione dei provvedimenti
+finanziarî dell&#8217;on. Sonnino, che hanno
+peggiorato le condizioni finanziarie dei Comuni, di
+già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto
+del dazio di consumo a causa delle peggiorate
+condizioni economiche del paese; e i provvedimenti
+dell&#8217;on. Sonnino riescono esiziali ai Comuni anche
+per l&#8217;insufficiente abbuono ch&#8217;essi ricevono dal governo
+per l&#8217;abolizione del dazio governativo sulle
+farine, per l&#8217;avocazione allo Stato dei decimi sulla
+ricchezza mobile e per avere imposto ai comuni alcune
+spese, che per lo passato venivano sopportate
+dallo Stato<a name="FNanchor_92_92" id="FNanchor_92_92"></a><a href="#Footnote_92_92" class="fnanchor">[92]</a>.</p>
+
+<p>Ho sottocchio un prospetto redatto dal Comitato
+permanente dal Congresso dei sindaci nel quale si
+notano i danni recati dai nuovi provvedimenti a
+centocinquanta comuni del regno; ma lasciando da
+parte ciò che riguarda il continente, correggendo
+e completando i dati del Comitato dei sindaci si
+avrà un&#8217;idea del danno che subiranno i Municipî
+dell&#8217;isola da queste sole cifre: Palermo perderà
+circa 600 mila lire, 200 mila Catania, 200 mila Messina,
+50 mila Caltanissetta.... E il danno è tanto
+sicuro e grave che il presidente del Consiglio promise<span class="pagenum"><a name="Page_499" id="Page_499">[499]</a></span>
+di occuparsene. La promessa sarà sincera, ma
+di dubbia realizzazione; certo è invece il danno che
+arreca questo ministero restauratore che continua
+nell&#8217;antica e cattiva politica che mira a peggiorare
+le condizioni dei municipî sottraendo ad essi i cespiti
+di entrata e addossando loro spese che prima
+erano dello Stato.</p>
+
+<p>Andiamo avanti.</p>
+
+<div class="sidenote">DOVE SI TROVERÀ IL DENARO</div>
+
+<p>Per la istruzione, per la sicurezza pubblica, per
+le strade di campagna, per le case coloniche, per
+le acque potabili, per gli attrezzi agricoli, per le
+sementi, per gli animali da lavoro, per le scorte
+ecc. ecc. occorre denaro, denaro, denaro. Chi lo appronterà?
+I Comuni, lo Stato, gl&#8217;Istituti di credito,
+i grandi proprietari? Nessuno credo che attualmente
+sia in condizione di soddisfare tale primario e prepotente
+bisogno; meno che tutti lo Stato, il cui bilancio
+è in <i>deficit</i> minaccioso; lo Stato, cui l&#8217;on. di
+San Giuliano formalmente attribuisce tale obbligo;
+lo Stato, che non si stanca di chiedere sacrifizi ai
+contribuenti per riempire la botte delle Danaidi,
+che si chiama bilancio del ministero della guerra;
+lo Stato che il denaro ha saputo trovare per profonderlo
+sulle aride sabbie dell&#8217;Africa maledetta, lo
+Stato a cui non mancò il denaro per la pronta repressione
+dei moti di Sicilia e che forse meno ne
+avrebbe speso se avesse pensato alla savia e benefica
+prevenzione sociale!</p>
+
+<p>E quale risultato potrebbe avere qualunque buona
+legge economico-sociale, di fronte ai mezzi finanziari
+che mancano per eseguirla, ci lascia indovinare il
+disegno di legge agraria dell&#8217;on. Crispi.</p>
+
+<p>I mezzi assegnati per la sua esecuzione erano<span class="pagenum"><a name="Page_500" id="Page_500">[500]</a></span>
+deficienti e facevano presentire che la legge agraria,
+come le precedenti leggi sanitaria e di pubblica
+sicurezza, nella parte buona e sociale che esse contenevano,
+sarebbe rimasta una platonica affermazione
+con niuna o ridicola efficienza reale.</p>
+
+<p>Ma per quanto deficienti i mezzi per l&#8217;attuazione
+della legge agraria dove essa li attingeva? Alla
+cassa di soccorso per le opere pubbliche in Sicilia,
+alle opere pie, al quarto dei beni dell&#8217;asse ecclesiastico
+assegnato ai comuni dell&#8217;isola.... cioè a tutti
+quegli enti, che sono stati dissestati dal governo
+e che avrebbero bisogno di essere rafforzati e che
+rispondono a bisogni presenti e impellenti, come la
+cassa di soccorso per le opere pubbliche!</p>
+
+<div class="sidenote">NON BISOGNA ILLUDERSI</div>
+
+<p>Nelle condizioni del bilancio dello Stato e nelle
+generali condizioni economiche del resto d&#8217;Italia sta
+la maggiore difficoltà a provvedere efficacemente
+ai mali della Sicilia. Non bisogna illudersi: se nella
+maggiore isola del regno si soffre, non si sta molto
+meglio nelle altre e nel continente; e si può tanto
+meno riparare alla crisi locale in quanto che realmente
+la crisi è generale. E nel grido partito dalla
+Sicilia, che si ripercosse, sebbene debolmente, in
+Calabria e nelle Puglie, potrebbe ravvisarsi un salutare
+avvertimento: il segnale dello incendio, scoppiato
+in un punto ieri, ma che domani potrà divampare
+in tutto il regno!</p>
+
+<p>Questa considerazione sulla vastità del pericolo
+affacciatosi da principio al di là dello stretto, dovrebbe
+altresì far apprezzare più esattamente la
+natura dei movimenti siciliani, nei quali si errerebbe
+di gran lunga se non si vedesse che la risultanza
+delle condizioni locali. Queste sono innegabili,<span class="pagenum"><a name="Page_501" id="Page_501">[501]</a></span>
+ed hanno accelerato la esplosione e le hanno
+dato una impronta speciale, ma non si dimentichi
+ciò che i <i>grandi proprietari</i> della Sala Ragona avvertirono
+sul malessere generale; ma non si dimentichi
+che se in Sicilia da principio la lotta ha
+assunto carattere municipale, ciò si deve in gran
+parte alle condizioni intellettuali del popolo che la
+abita: i contadini e gli operai dei piccoli centri
+essendo quasi tutti analfabeti, non leggendo giornali
+e non sapendo scorgere le cause lontane e indirette
+delle loro sofferenze, tutte quante le attribuiscono
+alle amministrazioni locali e contro di
+esse hanno accumulati i loro risentimenti e contro di
+esse sfogano la loro ira. Le ingiustizie, talvolta enormi,
+del sindaco, degli assessori, dei consiglieri,
+rappresentano le ultime goccie che fanno traboccare
+il liquido del vaso.</p>
+
+<p>Le vittime di tante ingiustizie si ribellano contro
+le autorità amministrative, perchè non sanno risalire
+più in alto per ricercare e trovare gli oppressori.</p>
+
+<p>La forza delle cose adesso, o una maggiore coltura
+in appresso, li spingerà alla ricerca.</p>
+
+<div class="sidenote">IL MALESSERE È GENERALE</div>
+
+<p>E la ricerca farà loro apprendere che i municipî
+ricorrono a tasse odiose, angariche, perchè il governo
+centrale non ne lascia altre a loro disposizione
+per i bisogni della vita locale, e per soddisfare
+le numerose esigenze che lo Stato ha loro
+imposto in nome della civiltà; che il governo centrale
+assorbe tutte le risorse economiche della nazione,
+perchè spende e spande pazzamente, e talvolta
+disonestamente; che della denegata giustizia,
+degli abusi perpetrati, delle violenze subite è responsabile<span class="pagenum"><a name="Page_502" id="Page_502">[502]</a></span>
+interamente il governo centrale, che ha
+lasciato impuniti i colpevoli, conoscendoli tali e
+che dei colpevoli spesse volte si è fatto complice.</p>
+
+<div class="sidenote">SI DEVE PENSARE AL RESTO DELL&#8217;ITALIA</div>
+
+<p>Si prendano pure e subito tutti quei provvedimenti
+che si credono indispensabili e particolari
+per la Sicilia; ma non si dimentichi che bisogna
+anche pensare al resto d&#8217;Italia, che soffre assai e
+che presto o tardi avrà anche esso le sue manifestazioni
+sanguinose.</p>
+
+<p>Si deve mutare l&#8217;indirizzo della politica generale;
+si deve sopratutto pensare alla questione economica.
+I casi di Sicilia devono servire di monito severo:
+essi devono far riflettere che oggi la semplice
+proposta di nuove imposte è una grave provocazione.</p>
+
+<p>Che sia grave il generale malessere economico
+che genera alla sua volta quello politico e morale,
+si rileva da indizi numerosi, molti dei quali sono
+stati raccolti e sobriamente commentati dall&#8217;illustre
+Comm. Bodio nella sua monografia presentata all&#8217;Accademia
+dei Lincei. (<i>Di alcuni misuratori del movimento
+economico in Italia.</i> 2. Ed. 1891)<a name="FNanchor_93_93" id="FNanchor_93_93"></a><a href="#Footnote_93_93" class="fnanchor">[93]</a> Infatti
+da alcuni anni diminuiscono i consumi e aumenta
+la emigrazione, aumentano o rimangono stazionarie
+le alte cifre dei reati e rimangano parallele quelle
+dell&#8217;analfabetismo, si chiudono le officine, si moltiplicano
+i fallimenti, si consumano i risparmi, o rimangono
+inoperosi nelle casse pubbliche, paurosi<span class="pagenum"><a name="Page_503" id="Page_503">[503]</a></span>
+di avventurarsi in qualsiasi intrapresa di cui si
+vede quasi sicuro l&#8217;insuccesso, diminuisce a miliardi
+la ricchezza nazionale, e mentre si pensa ad aumentare
+pazzamente le imposte, lo stesso ministro
+del tesoro è costretto a confessare che quelle esistenti
+renderanno nel corrente anno finanziario circa
+30 milioni meno del previsto. Si potrebbero avere
+più evidenti i segni dello esaurimento della economia
+pubblica?</p>
+
+<div class="sidenote">CAUSE DI ESAURIMENTO ECONOMICO</div>
+
+<p>Se si vogliono rintracciare le cause di questo esaurimento
+l&#8217;impresa riesce agevole: si sono spesi molti
+miliardi in armamenti senza riuscire a dare all&#8217;Italia
+un esercito ed una flotta corrispondente ai sacrifizî
+fatti, come dichiarò l&#8217;on. Crispi in uno dei
+suoi scatti di sincerità; si sono sperperati tanti altri
+miliardi, in soverchi lavori pubblici ed autorizzando
+i più gravi sospetti di corruzione, per non dire di
+furti ingenti, come risulta dai discorsi e dalla relazione
+sui lavori pubblici pel bilancio 1894-95 dell&#8217;onorevole
+Brunicardi, da una relazione dell&#8217;on. Carmine,
+da una interrogazione dell&#8217;on. De Bernardis
+e dagli stessi discorsi dell&#8217;on. Saracco ministro dei
+lavori pubblici; si può infine garentire in generale
+che il tenore di vita dello Stato, delle Province, dei
+Comuni, dei privati adottato e sviluppato dal 1860
+in qua non è stato e non è menomamente proporzionato
+allo incremento della ricchezza; d&#8217;onde un
+disquilibrio nel bilancio della nazione e dello stato
+tra le entrate e le spese; e gli sforzi persistenti,
+direi quasi feroci del secondo per provvedere a sè
+premendo con tutta la sua forza sulla seconda ed
+assorbendone rapacemente tutte le risorse sino alla
+usurpazione del necessario.<span class="pagenum"><a name="Page_504" id="Page_504">[504]</a></span></p>
+
+<div class="sidenote">CHE COSA DICONO I CONFRONTI STATISTICI</div>
+
+<p>I confronti statistici tra le nostre condizioni economiche
+e quelle degli altri Stati ci dicono perchè
+da noi il risentimento e il malumore sono più vivi
+che altrove e più vicino, anzi imminente, sembri
+uno scoppio, e i confronti statistici tra i bilanci europei
+ci somministrano del pari la ragione per cui
+risentimento e malumore in Italia a preferenza si
+acuiscono contro il governo, anzichè indurre come
+in altri paesi alla rassegnazione, considerando le
+sofferenze come circostanze fatali di cui non si potrebbe
+facilmente assegnare la responsabilità a chicchessia<a name="FNanchor_94_94" id="FNanchor_94_94"></a><a href="#Footnote_94_94" class="fnanchor">[94]</a>.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_505" id="Page_505">[505]</a></span></p>
+<div class="sidenote">CONSEGUENZE INESORABILI</div>
+
+<p>Le conseguenze di siffatte premesse sono chiare,
+inesorabili: bisogna mutare l&#8217;indirizzo nella cosa
+pubblica non solo rispetto alla Sicilia, ma relativamente
+all&#8217;Italia tutta, bisogna mutare la politica
+doganale, la politica tributaria, la politica africana,
+la politica militare, e la politica estera, che su tutte
+le altre preme e sopratutto si percote sulla politica
+interna. La necessità di mutare s&#8217;impone, perchè
+come dice l&#8217;on. E. Giampetro: «oramai il dilemma
+sembra messo nettamente: o un governo
+avrà il coraggio di trasformare radicalmente tutto
+ciò che sinora si è fatto, o il paese farà da sè
+una completa demolizione di tutto ciò che in politica
+esiste.» (<i>L&#8217;Italia al bivio</i>, Roma <i>1894</i>)</p>
+
+<div class="sidenote">ANALOGIE CO&#8217; CASI DI FRANCIA</div>
+
+<p>I segni precursori di questa demolizione che
+principia non mancano e presentano una grande
+analogia con quelli che nel secolo scorso precedettero
+lo scoppio tremendo della rivoluzione francese.</p>
+
+<p>Si legga l&#8217;<i>Ancièn règime</i> di Tocqueville e di Taine
+e si vedrà che in Francia prima del 1789 come in
+Napoli, nelle Puglie, in Sicilia nel 1893 e nel 1894
+si sente che c&#8217;è un popolo in rivoluzione latente,
+che aspetta l&#8217;occasione per irrompere; che questo
+popolo manca ancora di organizzazione e di capi,
+non avendo più fiducia in quelli che hanno l&#8217;autorità<span class="pagenum"><a name="Page_506" id="Page_506">[506]</a></span>
+legale. Anche allora si gridava: «Pane, non tasse
+non cannoni!» ch&#8217;è il grido del bisogno, dice Taine,
+e il bisogno esasperato irrompe e va avanti come
+un animale inferocito. E i magazzini scassinati, i
+convogli di cereali arrestati, i mercati saccheggiati.&mdash;E
+si grida: <i>abbasso l&#8217;ufficio del dazio!</i> E le barriere
+sono infrante, gl&#8217;impiegati vinti e scacciati....
+E si danno al fuoco i registri delle imposte, i libri
+dei conti, gli archivi dei comuni... e si fa tutto al
+grido di <i>Viva il Re!</i>»<a name="FNanchor_95_95" id="FNanchor_95_95"></a><a href="#Footnote_95_95" class="fnanchor">[95]</a></p>
+
+<p>La scena descritta dal Taine per Bignolles e per
+altri siti non sembra la fotografia di ciò che è avvenuto
+a Valguarnera, a Partinico, a Monreale, a
+Castelvetrano, a Ruvo, a Corato? Eppure i contadini
+di Sicilia e di Puglia non sanno e non conoscono
+cosa sia la rivoluzione francese, i cui preludi
+imitano e ripetono.</p>
+
+<p>Non basta ancora; l&#8217;analogia continua più grande
+che mai sulle cause che accelerano la catastrofe
+in Francia e che potranno accelerarla adesso in
+Italia. Si disse dei gravissimi imbarazzi in cui si
+dibatte il nostro paese e Gomel ha messo stupendamente
+in evidenza le cause finanziarie della rivoluzione
+Francese.</p>
+
+<p>Qualche piccola inversione nell&#8217;ordine degli avvenimenti
+vi potrebbe essere; quando Joly de Fleury
+si decise all&#8217;aumento delle imposte i Parlamenti di
+Francia protestarono e invocarono la riunione degli
+Stati Generali. Noi non abbiamo assemblee che per<span class="pagenum"><a name="Page_507" id="Page_507">[507]</a></span>
+la storia si rassomiglino ai Parlamenti francesi, ma
+abbiamo una Camera dei Deputati, che dovrebbe
+equivalere agli Stati Generali, che sotto l&#8217;incubo
+dello scioglimento ha approvato le imposte proposte
+dall&#8217;on. Sonnino, e che potrà essere disciolta se non
+farà quell&#8217;<i>ultimo sforzo</i> che si chiama <i>ultimo</i> per ischerzo,
+ma ch&#8217;è sempre seguito dalla domanda di
+un <i>altro</i>.</p>
+
+<div class="sidenote">SI ASCOLTEREBBE IN ITALIA UN TURGOT?</div>
+
+<p>Chi può garentire che in Italia non si cominci
+da uno scioglimento mentre in Francia si cominciò
+da una convocazione? E qualche altra differenza
+ci sarebbe ancora nei protagonisti del prologo.
+L&#8217;Italia da alcuni anni ha visti i Maurepas, i Vergennes,
+i Calonne, i Brienne, i <a name="tn507" id="tn507"></a><span class="correction">Joly</span> de Fleury ed
+anche i D&#8217;Ormesson; l&#8217;Italia potrà anche trovare
+il suo Necker; ma in tanta decadenza indarno
+cerca un Turgot! Dov&#8217;è il ministro che dica coraggiosamente
+al Re ch&#8217;è impossibile ogni ulteriore
+accrescimento delle imposte; che prestiti non se ne
+possono fare più; che la salvezza è nelle economie
+e nelle riforme?</p>
+
+<p>E tutto ciò disse Turgot al buon Luigi XVI; ma
+non fu ascoltato!</p>
+
+<p>Lo sarebbe adesso in Italia?</p>
+
+<p>Nessuno può dirlo; ma tutti devono riconoscere
+che gli avvenimenti incalzano e che la scintilla
+partita dalla Sicilia, che nell&#8217;arte, nella coltura, nella
+organizzazione sociale, in tutto, si trova&mdash;come direbbe
+Giuseppe Ferrari&mdash;in ritardo di fronte alle fasi
+di sviluppo percorse dalla Francia e da altre regioni
+dell&#8217;alta Italia, che sentirono l&#8217;alito della rivoluzione
+francese; quella scintilla, ove non si provveda<span class="pagenum"><a name="Page_508" id="Page_508">[508]</a></span>
+in tempo, potrà, varcando lo stretto, far divampare
+l&#8217;incendio nel resto d&#8217;Italia.</p>
+
+<div class="sidenote">UN VOTO ARDENTE</div>
+
+<p>Comunque, se insipienza di uomini di governo
+o fatalità di cose vorranno che gli avvenimenti
+non abbiano quel corso pacifico ed evolutivo, che
+dev&#8217;essere vagheggiato da quanti conoscono i danni
+e gli orrori delle cruente rivoluzioni, io faccio voti
+ardenti pel bene del mio paese che il grido: «<i>morti
+a li cappedda</i>» non possa acquistare quella triste celebrità
+che al di là delle Alpi acquistò il grido: «<i>les
+aristocrates à la lanterne!</i>»</p>
+
+
+<p class="center bigger">FINE</p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_82_82" id="Footnote_82_82"></a><a href="#FNanchor_82_82"><span class="label">[82]</span></a> Una lunga serie di riforme di ogni specie enumerò l&#8217;onorevole
+Marchese di San Giuliano e quasi tutte sono accettabili
+da chi pur essendo socialista convinto, non crede di
+potere arrivar in un <i>fiat</i> alla trasformazione totale dell&#8217;attuale
+ordinamento politico ed economico. Vedremo più innanzi
+se le proposte furono fatte sul serio.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_83_83" id="Footnote_83_83"></a><a href="#FNanchor_83_83"><span class="label">[83]</span></a> Qualche cosa è giusto si dica è stata fatta colla legge
+del 23 luglio 1894.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_84_84" id="Footnote_84_84"></a><a href="#FNanchor_84_84"><span class="label">[84]</span></a> Delle riforme amministrative più opportune e più urgenti
+mi occupai dal 1882 nel libro: <i>Le istituzioni municipali</i>&mdash;presso
+<span class="smcap">Remo Sandron</span>, Palermo L. 3.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_85_85" id="Footnote_85_85"></a><a href="#FNanchor_85_85"><span class="label">[85]</span></a> L&#8217;anonimo citato del <i>Giornale degli economisti</i>, ch&#8217;è
+piuttosto conservatore anzichè radicale non solo afferma vigorosamente
+la necessità di ordinamenti diversi nelle diverse
+regioni d&#8217;Italia, ma arriva a formulare la proposta della
+libertà doganale da sperimentarsi limitatamente alla Sicilia,
+e alla Sardegna, perchè crede che la forma insulare di quelle
+due regioni si presti alla prova. E ciò tanto più in quanto
+che la Sicilia e la Sardegna sono state tra le più danneggiate
+regioni del regno colle tariffe doganali generali del 1887&mdash;contro
+le quali mi onoro aver fatto il mio primo discorso alla Camera
+dei deputati, nel Gennaio 1891.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_86_86" id="Footnote_86_86"></a><a href="#FNanchor_86_86"><span class="label">[86]</span></a> Ho fatto i nomi dei membri della Commissione perchè
+si vegga come e quanto in Italia, tra i deputati, fatti
+e parole concordino. Invero per quanto lo avessi temuto e
+preveduto rimasi oltremodo addolorato dal contegno dell&#8217;onorevole
+Di San Giuliano, che dimenticando tutte le belle
+cose scritte nel citato libro sulle <i>Condizioni della Sicilia</i>, si
+schierò della parte dei latifondisti, che volevano la conservazione
+dello <i>Statu quo</i> e che confidavano ancora nella libera
+iniziativa dei medesimi latifondisti!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_87_87" id="Footnote_87_87"></a><a href="#FNanchor_87_87"><span class="label">[87]</span></a> Tra i pochi che si mostrarono favorevoli al principio
+del disegno di legge dell&#8217;on. Crispi sento il dovere di ricordare
+l&#8217;on. Nasi.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_88_88" id="Footnote_88_88"></a><a href="#FNanchor_88_88"><span class="label">[88]</span></a> La somiglianza tra le idee sostenute da me in seno alle
+Commissioni dei Deputati Siciliani col principio cardinale
+della legge Crispi fece credere ad alcuni, che io fossi stato
+l&#8217;autore principale di quest&#8217;ultima, come venne telegrafato
+a qualche giornale di Sicilia. Ciò che non è affatto vero.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_89_89" id="Footnote_89_89"></a><a href="#FNanchor_89_89"><span class="label">[89]</span></a> Il progetto <i>sull&#8217;ordinamento dei dominî collettivi nelle
+provincie dell&#8217;ex-Stato pontificio</i> venne presentato nella seduta
+del 20 febbraio 1893 e porta le firme degli on. Tittoni, Zucconi,
+Garibaldi, Pugliese, Fani, Zappi, Colajanni Napoleone,
+Suardi Gianforte, Gamba, Comandini, Rava, Tasca Lanza, Torlonia
+e Sacchetti. Fu svolto e preso in considerazione nella
+seduta del 7 febbraio 1894. L&#8217;on Tittoni fu eletto relatore
+della Commissione ed ha presentato testè alla Camera dei deputati
+una pregevolissima <i>Relazione</i> sul disegno di legge, inteso
+a disciplinare l&#8217;esercizio dei dominii collettivi nelle provincie
+ex pontificie e nell&#8217;Emilia. Se nel lungo dibattito ch&#8217;ebbe
+luogo alla Camera, nel 1888, circa l&#8217;abolizione delle servitù
+prediali in quelle provincie, Governo e Commissione avessero
+accettato l&#8217;emendamento all&#8217;art. 9 proposto e vivamente sostenuto
+dall&#8217;on. Pantano&mdash;con cui nella maggioranza dei casi
+si conferiva agli utenti la preferenza dello svincolo, e si chiedeva
+per lo meno venisse loro riconosciuto, come si riconosceva
+in senso inverso ai proprietarii, il diritto di pagare un
+canone e godersi il fondo in natura tutte volte che l&#8217;interesse
+e i diritti degli utenti fossero in prevalenza su quelli dei
+proprietarii&mdash;; noi avremmo avuto oggi in quelle provincie
+una congerie di dominii collettivi ben più vasta e ricca di
+quella, già per <a name="tn483" id="tn483"></a><span class="correction">sè</span> importante, illustrata dall&#8217;on. Tittoni. Anche
+l&#8217;on. Andrea Costa appoggiò quell&#8217;emendamento e prese
+parte a tutta la discussione, come vi presero parte, con decisa
+simpatia pei diritti degli utenti e per l&#8217;utilità dei dominii
+collettivi, parecchi altri egregi oratori politicamente più che
+temperati.
+</p><p>
+La commissione dei deputati siciliani si <a name="tn484" id="tn484"></a><span class="correction">chiarì</span> favorevole
+agli sperimenti di proprietà collettiva e di cooperazione nei
+demanî comunali.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_90_90" id="Footnote_90_90"></a><a href="#FNanchor_90_90"><span class="label">[90]</span></a> Tolgo queste cifre dall&#8217;opera citata dell&#8217;Alimena (<i>I limiti
+e i modificatori dell&#8217;imputabilità</i> p. 321 e 322); il quale,
+a rincalzare sempre più l&#8217;influenza del fattore economico
+sulla delinquenza, ha messo pure in rapporto le liti coi delitti.
+Procedono parallelamente le une e gli altri in Sicilia
+e in Sardegna: perciò il chiarissimo scrittore cosentino al
+Ferri, che aveva affermato non esservi notevoli differenze
+tra le singole regioni d&#8217;Italia chiede: «dinanzi a questi fatti,
+potrebbe ripetere che le condizioni sociali dell&#8217;Italia settentrionale
+non differiscono molto da quelle dell&#8217;Italia meridionale?»
+</p><p>
+Si hanno poi i dati numerici del malessere maggiore in
+Sicilia di fronte alle altre regioni d&#8217;Italia in queste altre
+cifre:
+</p>
+<table summary="Sicilia">
+<tr>
+<td class="center" colspan="4"><b>Quota per abitante di</b></td>
+</tr>
+<tr>
+<td>&#160;</td>
+<td class="center">Ricchezza</td>
+<td class="center">Dazio di consumo</td>
+<td class="center">Sovrimposta sui terreni</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>Sicilia</td><td class="right">L. 1,471</td><td class="right">L. 6,76</td><td class="right">L. 1,63</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>Piemonte</td><td class="right">2,746</td><td class="right">3,71</td><td class="right">4,03</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>Lombardia</td><td class="right">2,400</td><td class="right">3,27</td><td class="right">5,35</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>Veneto</td><td class="right">1,935</td><td class="right">2,42</td><td class="right">5,45</td>
+</tr>
+</table>
+<p>
+«E anche va notato che i dati della ricchezza per abitante
+e per regione si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889)
+di eccezionale prosperità sopratutto in Sicilia. La crisi sopravvenuta
+dopo, ha certamente arrestato e retrocesso lo
+sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente più che sulle
+regioni del Nord, per effetto della politica economica, più
+specialmente lesiva del mezzogiorno. Ma pure restando per
+larghezza di concessione, ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo,
+che in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte, mentre
+la ricchezza ne è la metà, esercita nell&#8217;isola una pressione
+tributaria almeno <i>quattro volte</i> maggiore. Invece la sovrimposta
+sta ad un limite di poco inferiore a quello, che
+potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva;
+mentre le altre imposte (valor locativo, tassa famiglia
+bestiame, vetture e domestici) sono già in <i>cifra assoluta</i> per
+abitante più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati
+permettono due considerazioni: 1º che il sistema delle imposte
+comunali in Sicilia esercita una pressione maggiore che
+nel continente; 2º che la ripartizione del carico tributario
+locale è fatta tutta a danno dei contribuenti, che pagano imposte
+indirette». (<i>L&#8217;Insurrezione siciliana nel Giornale degli
+Economisti.</i> Febbraio 1894).</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_91_91" id="Footnote_91_91"></a><a href="#FNanchor_91_91"><span class="label">[91]</span></a> In Giugno dopo i fatti dolosi del Dicembre &#8217;93 e Gennaio
+&#8217;94&mdash;quando i zolfatari di Grotte fecero una dimostrazione
+furono suonati due squilli di tromba ed intimato lo
+scioglimento dell&#8217;assembramento; ma quei disgraziati rimasero
+immobili gridando: «<i>Sì, ammazzateci! vogliamo morire,
+giacchè i nostri figli provano la fame!</i>» Si evitò una catastrofe
+per la prudenza del delegato. Sulla crisi zolfifera ho
+pubblicato due lunghi articoli nella <i>Riforma Sociale</i> del Nitti.
+In un terzo ed ultimo mi occuperò dei possibili rimedi.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_92_92" id="Footnote_92_92"></a><a href="#FNanchor_92_92"><span class="label">[92]</span></a> Pare impossibile, ma pure è vero, che alcuni grossi
+comuni dell&#8217;isola hanno cominciato a violare le prescrizioni
+relative alla misura del dazio sulle farine; e la legge non è
+votata che da pochi mesi!</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_93_93" id="Footnote_93_93"></a><a href="#FNanchor_93_93"><span class="label">[93]</span></a> Questi dati vennero completati e aggravati nei <a name="tn502" id="tn502"></a><span class="correction">discorsi</span>
+pronunziati sul bilancio della guerra e sui provvedimenti finanziari
+dagli on. Carmine, Colombo e da me alla Camera dei
+deputati in maggio e giugno 1894.</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_94_94" id="Footnote_94_94"></a><a href="#FNanchor_94_94"><span class="label">[94]</span></a> Il bilancio della Francia, dice il Vivante, è il prodotto
+dei fasti e delle avventure dell&#8217;impero, delle catastrofi del
+1870, dello sperpero demagogico della repubblica, di costose
+recenti imprese coloniali, delle imperiose esigenze di una
+triplice difesa&mdash;i Vosgi, le Alpi ed il Mediterraneo&mdash;e malgrado
+questo sciagurato concorso di fattori disastrosi, esso è
+intrinsecamente migliore del nostro.
+</p><p>
+Il bilancio della Francia è il doppio del nostro: ma la
+ricchezza pubblica della prima essendo quattro volte maggiore
+della nostra si comprende che la pressione tributaria
+in Italia sia assai più grave che nella vicina repubblica.
+</p><p>
+La cifra complessiva delle spese intangibili e militari nel
+nostro bilancio rappresenta una percentuale superiore a quella
+che si riscontra nel bilancio di tutti gli altri Stati; supera
+del 6 e 1/2 % quella del bilancio francese. Lo stesso può
+dirsi facendo il paragone tra il bilancio nostro, il nostro reddito
+patrimoniale e il nostro reddito nazionale. Il bilancio nostro
+in rapporto al reddito patrimoniale supera 23 % quello
+francese e del 7 1/2 % pel reddito nazionale. Di più: «in
+tutti gli altri Stati di Europa, ad eccezione della Spagna (e
+dell&#8217;Austria in minime proporzioni) hanno la totalità del loro
+debito pubblico all&#8217;interno. Il Tesoro riversa dunque nel paese
+tutto il prodotto delle imposte; da noi ciò non è il caso. I
+200 milioni circa che rimettiamo all&#8217;estero è denaro definitivamente
+perduto e sottratto dal reddito nazionale con doppio
+danno economico e monetario. Inoltre, in Austria, in Francia,
+in Inghilterra e più ancora in Germania lo sviluppo dei
+bilanci militari fu connesso ad uno sviluppo corrispondente
+delle industrie relative, che non solo forniscono allo Stato
+tutto ciò che gli abbisogna, ma esportano l&#8217;eccedenza dei
+loro prodotti all&#8217;estero. L&#8217;Italia non basta a sè stessa!» (Felice
+Vivante. <i>Il nostro bilancio.</i> Roma 1894.)</p></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_95_95" id="Footnote_95_95"></a><a href="#FNanchor_95_95"><span class="label">[95]</span></a> Filippo Cordova&mdash;nel più volte citato discorso&mdash;sin
+dal 1863 trovò delle analogie tra i casi di Sicilia e i casi di
+Francia.</p></div>
+</div>
+
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+<hr class="major" />
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+<span class="smaller g">PALERMO</span>
+</h2>
+
+<h3 class="ss"><big>Opere di Scienze Politiche e Sociali</big></h3>
+
+<table summary="catalogo">
+<tr>
+<td><span class="smcap">Albertin L.</span> <i>La questione delle otto ore di lavoro.</i> Un
+vol. in-8, pag. 116, Torino 1894</td><td class="num">L.&#160;2&#160;50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td><span class="smcap">Alongi G.</span> <i>La camorra.</i> Studio di sociologia criminale.
+Un vol. in-8, pag. 237, Torino 1890</td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Aspres (Des) G.</span> <i>Un peuple exproprié.</i> (Études sociales).
+Un volume in-18 jesus, Parigi 1892</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Avogadro A.</span> <i>Per la pace fra capitale e lavoro.</i> (Esperimenti
+e risultati). In-16, p. 264, Como 1893</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Backhaus.</span> <i>Allen die Erde!</i> Kritisch-geschichtliche Darlegungen
+zur sozialen Bewegung. Un volume in carta tela in-16, Lipsia 1894</td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bastiat F.</span> <i>Sofismi economici</i>, voltati in italiano da F.
+Perez. Un vol. in-16, pag. 256, Firenze 1871</td><td class="num">1 70</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Sofismi economici</i>, versione italiana di Enrico Zezon.
+Un vol. in-16, pag. 200, Napoli 1848</td><td class="num">1 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Baudrillart H.</span> <i>La libertè du travail, l&#8217;association et la
+démocratie.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bebel A.</span> <i>La Donna ed il Socialismo. La Donna nel
+passato, nel presente e nell&#8217;avvenire.</i> Un vol. in-16 gr., pag. 476, Milano</td><td class="num">3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bellamy E.</span> <i>Nell&#8217;anno 2000-Looking Backward.</i> Racconto
+americano. Versione di. G. Oberosler, con un
+<i>Post-scriptum</i> ed un <i>Dizionario economico-sociale</i>. Un
+vol. in-16, Milano 1892</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bérnard Th. N.</span> <i>Le socialisme d&#8217;hier et celui d&#8217;aujourd&#8217;hui.</i>
+Un vol. in-18</td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Benoist. Ch.</span> <i>La Politique.</i> Un vol. in-8, rileg. in tela
+inglese</td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Berardi D.</span> <i>Le funzioni del governo nell&#8217;Economia sociale.</i>
+Un vol. Firenze</td><td class="num">5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bissolati L.</span> <i>La lotta di classe e le &#8220;alte idealità&#8222; della
+borghesia.</i> (Polemica col Prof. Luzzatti)</td><td class="num">&mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Bleibtreu.</span> <i>Massenmord</i> (Eine Zukunftsschlacht). Un vol.
+in-32, con copertina illustrata, Lipsia 1894</td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Block Maurice.</span> <i>Le quintessence du socialisme de la chaire.</i>
+Brochure in-8</td><td class="num">1 15</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Böhmert V.</span> <i>La partecipazione al profitto.</i> Ricerche sui
+salari e profitti con prefazione del Deputato Luigi Luzzatti.
+Un volume in-8, pag. 470</td><td class="num">7 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Borin-Fournet.</span> <i>La societé moderne et la Question sociale.</i>
+Un vol. in-8, Parigi 1894</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Casaretto P. P.</span> <i>Influenze reciproche tra Movimento operaio.
+Produzione e ricchezza.</i> Un volume in-8, Torino
+1893</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Cencelli Berti A.</span> <i>La proprietà collettiva in Italia.
+Le origini. Gli avanzi. L&#8217;avvenire.</i> Un volume in-8,
+Roma</td><td class="num">1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Chialvo A.</span> <i>Il libretto colonico o il connubio fra capitale
+e lavoro nella colonia toscana.</i> 2ª ediz., in-8, Torino</td><td class="num">1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ciccotti E.</span> <i>Socialismo di Stato e socialismo democratico.</i></td><td class="num">&mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Cimbali G.</span> <i>Il diritto del più forte.</i> Saggio di scienza sociale
+e giuridica. Torino</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Colajanni</span> D.r <span class="smcap">Napol.</span> (Deputato al Parlamento). <i>Gli
+avvenimenti di Sicilia e le loro cause.</i> Eleg. volume
+in-18, di circa pag. 500, Palermo 1894</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Istituzioni municipali.</i> Cenni ed osservazioni. 1 vol.,
+di pag. 340, Piazza Armerina</td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Conferenza di Berlino.</i> (Atti della) Regolamentazione internazionale
+del lavoro, tradotti ed annotati da <b>Michele
+Ricciardi</b> con prefazione di <b>Francesco S. Nitti</b>. Un vol.,
+in-16, pag. 500. Napoli 1890</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Contento Aldo.</span> <i>La teoria del Salario nel concetto dei
+principali economisti.</i> Un volume in-16. pag. 374. Milano
+1894</td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Courcelle Seneuil N.</span> <i>La liberté et le socialisme.</i> Un
+vol. in-8</td><td class="num">9 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Courtois Alph. fils.</span> <i>L&#8217;anarchisme thèorique et le collèctivisme
+pratique.</i> Un vol. in-32</td><td class="num">2 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Criconia D. G.</span> <i>Lo Stato, la Chiesa e la Scienza, relativamente
+alla Questione sociale</i></td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td colspan="2">
+<i>Critica Sociale (La).</i> Rivista quindicinale del socialismo
+scientifico, diretta da Filippo Turati.&mdash;Abbonamento
+annuo per l&#8217;Italia L. 8 &mdash; Semestre L. 4 &mdash; Trimestre 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Cusumano V.</span> <i>Saggi di Economia politica.</i> Un volume
+in-16, pagine 150</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Le scuole economiche della Germania in rapporto alla
+Questione sociale.</i> Un vol., in-8, Napoli</td><td class="num">5 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">D&#8217;Abzac.</span> <i>La quèstion sociale.</i> Un proget de rèforme. Un
+vol. in-8</td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Dameth M. H.</span> <i>Les bases naturelles de l&#8217;économie sociale.</i>
+Un vol. in-18</td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Le mouvement socialiste et l&#8217;economie politique.</i> Resumè
+du cours public fait a Lion sous les auspices de la
+Chambre de Commerce et de la Societé d&#8217;Economie
+politique. Un vol. in-16</td><td class="num">1 15</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La quèstion sociale.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">1 40</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Danesi A. G.</span> <i>Socialismo e migliore avvenire dell&#8217;operaio.</i>
+Opuscolo in-16º, pag. 19, Mistretta 1894</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Dauby.</span> <i>Des grèves ouvrieres.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">De Amicis Edm.</span> <i>Lavoratori alle urne!</i> Un opusc. in-16º</td><td class="num"> &mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Sulla Questione sociale.</i> Conferenza. Una brochure, in-8</td><td class="num">&mdash; 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">De Luca F.</span> <i>I &#8220;Fasci&#8222; e la questione siciliana</i></td><td class="num">&mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Denayrouze G.</span> <i>Le socialisme de la Science</i>, essai d&#8217;économie
+positive. Un vol. in-8</td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Depasse H.</span> <i>Transformations sociales.</i> Un volume in-12,
+Parigi 1894</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Desjardins A.</span> <i>La liberté politique dans l&#8217;Ètat moderne.</i>
+Un vol., in-8, Parigi 1894</td><td class="num">8 75</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Il dovere presente.</i> Un vol. in-8, Roma 1894</td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Didon.</span> <i>Indissolubilitè et divorce.</i> Un volume in-16, p. 236,
+Parigi</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Di Fratta P.</span> <i>La socializzazione della terra</i> (Studio sui
+demani)</td><td class="num">&mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Diritto (Pel) del più forte: polemica con la Critica Sociale</i>,
+in-8, pagine 60</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Donnat L.</span> <i>La politique expèrimentale.</i> Un volume di 504
+pagine, in tela inglese</td><td class="num">6 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Dubois. F.</span> <i>Le peril Anarchiste.</i> Un volume in-18. di
+pagine 300 con 70 illustrazioni e documenti, Parigi
+1894</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Dunoyer Anatole.</span> <i>Organization de l&#8217;Association internationale
+des Travailleurs.</i> Brochure in-8</td><td class="num">1 15</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Durkheim.</span> <i>Les règles de la metode sociologique.</i> Un vol.
+in-12, Parigi 1895</td><td class="num">2 80</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Dynamite et Dynamiteurs.</i> Descriptions des engins anarchistes.
+Un opuscolo in-8, con 15 figure, Parigi
+1894 </td><td class="num">1 15</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ellero P.</span> <i>La Sovranità popolare.</i> Un volume in 8,
+pag. 440, Bologna 1886</td><td class="num"> 9 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La questione sociale.</i> Un volume in-8, pag. 440, Bologna
+1889</td><td class="num">9 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La tirannide borghese.</i> Un vol. in-8, pag. 672</td><td class="num"> 10 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La riforma civile.</i> Un vol. in-8 gr. Torino</td><td class="num">7 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Scritti politici.</i> Un vol. in-8º gr. Bologna</td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Engels F.</span> <i>Socialismo utopistico e socialismo scientifico</i></td><td class="num">&mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ferri E.</span> <i>Socialismo e Scienza positiva (Darwin-Spencer-Marx).</i>
+Un vol. in-8, pag. 170, Roma 1894</td><td class="num">1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Filadelfio.</span> <i>Socialismo.</i> Un opusc. in-8, Milano 1894</td><td class="num"> 0 70</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fiorese S.</span> <i>Il Socialismo di Stato nella ragione e nella
+vita odierna.</i> Un volume, in-8, pagine 244, Bologna
+1888</td><td class="num"> 5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fisichella S. F.</span> <i>Il divorzio</i>, osservazioni critiche. In-8,
+pagine 104, Messina </td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fontanelli C.</span> <i>Manuale popolare di economia sociale.</i>
+Un vol. in-16, Firenze</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fornasari di Verce E.</span> <i>La criminalità e le vicende economiche
+d&#8217;Italia dal 1873 al 1890.</i> Con prefazione di
+Cesare Lombroso. Un vol. in-8 grande, di pag. 260, Torino
+1894</td><td class="num">6 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fourier C.</span> <i>Opere scelte.</i> Prima traduzione italiana di G.
+Pozzi. Un vol. in-16, pag. 265, Roma 1894</td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Fragapane S.</span> <i>Contrattualismo e Sociologia contemporanea.</i>
+Un vol. in-8 gr. Bologna</td><td class="num">5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Frigieri Prof. Cav. A.</span> <i>Il Socialismo.</i> Dialoghi. Un vol.
+in-16, di pag. 105, Palermo 1894</td><td class="num">1 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gabelli A.</span> <i>Il Mio ed il Tuo</i>, conferenze popolari. Un
+vol. in-16, pag. 80, Milano</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Galletti B.</span> <i>Il socialismo innanzi al libero esame.</i> Un
+vol. in-8, Palermo</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Monitorio d&#8217;occasione per il 1. Maggio 1893</i></td><td class="num"> 0 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Garin.</span> <i>L&#8217;anarchie et les l&#8217;anarchistes.</i> Un vol. in-18</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Garnier J.</span> <i>Du principe de population.</i> Un volume in-16,
+pag. 380, Parigi</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">George H.</span> <i>Fortschritt und Armut</i></td><td class="num">1 60</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La condizione dei lavoratori</i> (a proposito dell&#8217;Enciclica
+di Leone XIII). Un vol. in-8, Torino</td><td class="num">2 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Giampietro E.</span> <i>L&#8217;Italia al bivio.</i> Un opusc. in-8, p. 135,
+Roma 1894 </td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gimenez A. E.</span> <i>I fanciulli operai.</i> Studio sulla quistione
+sociale. Un vol. in-16, pag. 160, Torino 1879 </td><td class="num">3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gnocchi-Viani O.</span> e A. C. <i>Delle Camere del Lavoro in
+Italia</i></td><td class="num"> &mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gobbi U.</span> <i>Il lavoro e la sua retribuzione.</i> Studio sulla
+questione sociale. Un vol. in-16, Milano</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Godin M.</span> <i>Solutions sociales.</i> Le même. Un vol. in-18</td><td class="num"> 6 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Le gouvernement, ce qu&#8217;il a été et ce qu&#8217;il doit être et
+le vrai socialisme en action.</i> Un vol. in-8</td><td class="num">9 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gonetta G.</span> <i>La donna e l&#8217;emancipazione.</i> Studio intimo-sociale.
+Quinta edizione riveduta e notevolmente ampliata. Un vol. in-16, pag. 160, Milano 1894</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gramantieri P.</span> <i>La Guerra e il Socialismo nel Futuro.</i>
+Un vol. in-16, pag. 180, Messina 1894</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Granata L.</span> <i>Il giudizio dei probiviri, osservazioni e studi
+sulla legge 15 giugno 1893.</i> Un volume in-8 grande, Messina</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Graziani A.</span> <i>Le idee economiche degli scrittori Emiliani e
+Romagnoli sino al 1848.</i> In-4</td><td class="num">5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Di alcune questioni relative alla dottrina del salario</i></td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Guarnieri L.</span> <i>Radicali e socialisti dell&#8217;avvenire in Italia.</i>
+Un opusc. in-8, pag. 56</td><td class="num">0 30</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Guccia Giuseppe.</span> <i>Confutazione del Socialismo di Marx
+Nordau nell&#8217;interesse delle Classi lavoratrici.</i> Un volume
+in-8, pag. 112, Palermo 1894 </td><td class="num">1 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Guerra (La) e lo Stato sociale.</i> 2 ediz. In-32., pag. 180,
+Roma 1894</td><td class="num"> &mdash; 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Gumplowicz</span> <i>La lutte des races.</i> Recherches sociologiques.
+Tradution de M. Charles Baye. Un vol. in-8 cartonato,
+Parigi 1894 </td><td class="num">10 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Guyot Ives.</span> <i>La Tirannide socialista.</i> Traduz., pref., e
+note di F. Ciotti. Un elegante volume in-18. pagine 320.
+Palermo 1894. </td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Guyot Y.</span> <i>I principî dell&#8217;89 e il Socialismo.</i> Traduzione
+con note e appunti di Biagio La Manna. Un vol. in-18,
+di 350 pagine, Palermo 1894</td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La Science économique.</i> Un vol. di 474 pagine con
+56 figure grafiche, legato in piena tela inglese.</td><td class="num"> 6 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Ètudes sur les doctrines sociales du Christianisme</i>:
+avec une preface et un appendice. Un vol. in-12, pagine
+405, Parigi</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Hertzka.</span> <i>Un voyage à Terre-libre.</i> Coup d&#8217;&oelig;il sur la
+societé de l&#8217;avenir, avec une introduction de T. De
+Wyzewa. Un vol. in-18 jesus, Parigi 1894</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Howell G.</span> <i>Le passé et l&#8217;avenir des Trade-Unions.</i> (Trade-Unionism
+new and old) traduct. et pref. par Le Cour
+Grandmaison. Un volume rilegato in tela inglese. Parigi
+1894</td><td class="num"> 10 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Hubbard G.</span> <i>Saint Simon, sa vie et ses travaux</i>, suivis
+des fragments des plus célèbres écrits de Saint Simon.
+Un vol. in-18</td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Jewons W. S.</span> <i>La moneta ed il meccanismo dello scambio.</i>
+Un vol. in-8, pag. 349</td><td class="num"> 6 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Jona G.</span> <i>La rappresentanza politica.</i> Un volume in-8 gr.,
+pag. 340, Modena 1893</td><td class="num">6 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Kautzky C.</span> <i>Socialismo e malthusianismo</i></td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Kennan G.</span> <i>Rivelazioni sulla Siberia.</i> Traduz. dall&#8217;inglese
+di S. Fortini-Santarelli. Due volumi, in-16. Città di Castello</td><td class="num">
+5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Kuliscioff Dott. Anna.</span> <i>Il monopolio dell&#8217;uomo.</i> (Studio
+sulla questione femminile), 2ª ediz</td><td class="num">&mdash; 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La borghesia fuori della legge.</i> (Discorsi dei deputati socialisti
+alla Camera, 23 febbraio, 1 e 2 marzo 1894) </td><td class="num">&mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Lafargue P.</span> <i>Il materialismo economico di Marx.</i></td><td class="num"> &mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>L&#8217;evoluzione della proprietà dalla barbarie alla civiltà.</i> (In corso di stampa)</td>
+</tr>
+<tr>
+<td colspan="2">
+&mdash;&mdash; <i>Il Capitale&mdash;Estratti</i>&mdash;(Vedi Marx C.)</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">La Loggia Enr.</span> <i>Teoria della popolazione</i>. Un vol. in-8,
+pag. 64, Bologna 1893</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Lazare B.</span> <i>L&#8217;antisemitisme, son istorie, et ses causes.</i>
+Un vol. in-18 jésus. Parigi 1894</td><td class="num"> 4</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Lepetit I.</span> <i>Il Socialismo.</i> Saggi. Un vol. in-8. Milano</td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Leroy-Beaulieu.</span> <i>Le collectivisme.</i> Examen critique du
+nouveau socialisme. 2<sup>e</sup> Edition, revue et augmentée d&#8217;une
+préface. Un vol. in-8</td><td class="num">9 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Letourneau Ch.</span> <i>La Sociologie d&#8217;après l&#8217;Ethnographie.</i>
+Un vol. di 598 pagine, legato in piena tela inglese </td><td class="num">6 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Levi avv. Giulio G.</span> <i>Lavoro e Libertà.</i> Trattato popolare
+di scienza economica, politico-sociale. Due vol. in-16 gr.
+di pag. 670 circa, Torino</td><td class="num">7 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Catechismo sociale-politico.</i> (Estratto del vol. II dell&#8217;opera
+&#8220;Lavoro e Libertà&#8222; Un opuscolo in-16 gr., pag.
+32, Torino 1894</td><td class="num">&mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Lombroso C.</span> <i>L&#8217;antisemitismo e le scienze moderne.</i> Un
+vol. in-16, pagine 150, Torino 1894</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Gli anarchici.</i> Un vol. in-8, Torino 1894</td><td class="num">1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Lustrac (De).</span> <i>Christianisme et socialisme.</i> Un vol. in-18 </td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Luzzi U.</span> <i>La donna e la lotta per l&#8217;esistenza.</i> Studio sulla
+Questione sociale. Milano, in-16</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Malon B.</span> <i>Il socialismo.</i> Compendio storico, teorico pratico.
+Un vol., in-16, pag. 325 con ritratto, Milano 1894</td><td class="num"> 2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La terza disfatta del proletariato francese.</i> 2 vol. in-16,
+pag. 241. Milano 1894</td><td class="num"> 0 80</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Marescotti Ang.</span> <i>Il Socialismo</i>, temperamento, forza,
+assiomi e temperamenti suoi, note con una lettera di
+Olindo Guerrini. Un vol. in-16, Bologna </td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Margani Ortisi A.</span> <i>La giustizia sociale.</i> Esame critico
+del malessere economico e morale del popolo italiano e
+della questione sociale. Un vol. in-8, p. 238, Catania
+1894</td><td class="num">2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Mariano.</span> <i>L&#8217;individuo e lo Stato nel rapporto economico
+e sociale</i></td><td class="num">3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Mario Withe J.</span> <i>Le Miniere di zolfo in Sicilia.</i> Un opuscolo
+in-8, Roma </td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Martuscelli E.</span> <i>Le società di mutuo soccorso e cooperative.</i>
+Un vol., Firenze</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Marx C.</span> <i>Il Capitale</i>, Estratti di Paolo Lafargue, con introduzione
+critica di Vilfredo Pareto, ed una <i>Contro-Introduzione</i>
+di Paolo Lafargue. 2.ª ediz. Splendido vol.
+in-24. pag. LXXXV-240, Palermo 1895</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Marx C.</span> <i>Capitale e salario</i></td><td class="num">&mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Discorso sul libero scambio</i> con proemio di F. Engels</td><td class="num">&mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; e <span class="smcap">Engels F.</span> <i>Manifesto del partito comunista</i></td><td class="num">&mdash; 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Masè Dari E.</span> <i>Il socialismo</i> (Bibl. del Cittadino) </td><td class="num"> 0 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Lo sciopero nell&#8217;economia e nelle leggi</i> (Bibl. del Cittadino)</td><td class="num"> 0 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Massarani T.</span> <i>Come la pensava il D.r Lorenzi.</i> Confidenze
+postume di un onesto borghese. Un volume in-8, di
+pag. 360, Roma 1894 </td><td class="num">3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Menger.</span> <i>Il diritto civile e il proletariato.</i> Un vol. in-8º.
+Torino 1894</td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Michaelis.</span> <i>Ein Blik in die Zukunft. Eine Antwort auf:
+Ein Ruckblick von Bellamy.</i> Un volume in-16, (Collez.
+Reclam)</td><td class="num"> &mdash; 40</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Minghetti M.</span> <i>Della economia pubblica e delle sue attinenze
+colla morale e col diritto.</i> Libri cinque. 2ª edizione.
+Un volume, Firenze</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Molinari (de) G.</span> <i>Les bourses du travail.</i> Un volume in-8.
+Parigi 1894 </td><td class="num">4 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Montanari A.</span> <i>Elementi di economia politica</i>, 4ª edizione
+nuovamente riveduta ad uso delle scuole. Un vol. in-8.
+pag. 548, Padova </td><td class="num"> 5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Montry (De) Albert.</span> <i>Quéstions sociales.</i> Conferences. Un
+vol. in-8 </td><td class="num"> 3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Morpurgo C.</span> <i>La Statistica e le Scienze sociali.</i> Un vol.
+con quattro tavole, Firenze 1894</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Naudier. F.</span> <i>Le socialisme et la Revolution sociale. Etude
+historique e philosophique.</i> Un vol. in-18, Paris 1894</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Nitti F. S.</span> <i>L&#8217;ora presente.</i> Un volume in-16. pag. 76,
+Torino 1893</td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La popolazione ed il sistema sociale.</i> Un volume in-8,
+pag. 212, Torino 1894</td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Studi sul Socialismo contemporaneo. Il socialismo
+cattolico</i>, 2ª ediz. Un vol. in-8 gr., Torino 1893. </td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Nordau Max.</span> <i>Le menzogne convenzionali della nostra civiltà.</i>
+Un vol. in-16 gr., pag. 434, Milano 1885</td><td class="num"> 5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Novicow.</span> <i>Les gaspillages des sociétés moderne et la question
+sociale.</i> Un vol. in-8, Parigi 1895</td><td class="num"> 5 75</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+O.... <i>Le contrat démocratique.</i> Un volume in-16 jésus,
+Parigi 1894, </td><td class="num"> 1 75</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Oberti E.</span> <i>Riforme tributarie. Imposta progressiva. Riduzione
+di quote minime.</i> Un vol. in-8, Torino 1894,</td><td class="num"> 2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ollivier E.</span> <i>Solutions politiques et sociales.</i> Un volume
+in-18, Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Petrone J.</span> <i>La terra nella odierna economia capitalistica.</i>
+Studi di sociologia economica. Un fascicolo in-8 di
+pag. 130, Roma 1893, </td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Petrucci G.</span> <i>La questione sociale in Sicilia: diagnosi e
+cura.</i> Un opuscolo in-16, pag. 48, Roma 1894, </td><td class="num">1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Pinchia.</span> <i>Opuscoli politici ed economici</i>,</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Pioger.</span> <i>La vie sociale, la morale et le progres.</i> Un vol.
+in-8, Parigi 1893,</td><td class="num"> 5 75</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Pisacane C.</span> <i>Saggio sulla rivoluzione, con prefazione di
+Napoleone Colajanni</i>. Un vol. in-16, di pag. VIII-271,
+Bologna 1894,</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Polacco V.</i> <i>La questione del divorzio e gli Israeliti in
+Italia.</i> Un vol., in-16, Verona 1894, </td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Pompery (De) V.</span> <i>Le dernier mot du Socialisme rationnel.</i>
+Un volume in-18 jésus, Parigi 1894,</td><td class="num"> 2 35</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ponzoni.</span> <i>Imposte e questione sociale.</i> Un fascicolo in-8,
+Milano, </td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Provenzano Palazzo N.</span> <i>Le presenti condizioni sociali
+in Sicilia.</i> Un opuscolo in-8, Palermo 1894, </td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Quetelet D.</span> <i>Du système social et des lois qui le regissent.</i>
+Un vol. in-8,</td><td class="num"> 7 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Rabbeno A.</span> <i>Il contratto di mezzadria.</i> Un vol. in-16,
+pag. 206, Torino 1881, </td><td class="num"> 2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Rae O.</span> <i>Il socialismo contemporaneo, trad.</i> di A. Bertolini,
+con un cenno sul Socialismo in Italia. Un volume in-8,
+pagina XCVI-495, Firenze 1889,</td><td class="num"> 5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Reforme (La) religieuse et sociale et l&#8217;esprit nouveau par
+un Catholique.</i> Un vol., pag. 376, Paris 1891,</td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Reich E.</span> <i>Die bürgerliche Kunst und die besitzlosen Volksklassen.</i>
+Un volume in-16, Lipsia 1894,</td><td class="num"> 3 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Resoconto del primo Congresso delle Camere del Lavoro:
+Parma 1893</i>, </td><td class="num"> &mdash; 30</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Reybaud L.</span> <i>Etudes sur les réformateurs ou socialistes
+modernes.</i> 7<sup>e</sup> Édition revue, corrigée staugmentée d&#8217;une
+Etude sur Anguste Comte et d&#8217;une autre Etude sur les
+Mormons. Due vol. in-18 </td><td class="num"> 8 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Ricca Salerno G.</span> <i>Sulla teoria del Capitale.</i> Un volume
+in-16, pag. 150, Milano</td><td class="num"> 2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>L&#8217;imposta e le forme tributarie di alcuni stati Europei.</i>
+Una brochure in-8, pag. 27, Palermo</td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Richter E.</span> <i>Dopo la vittoria del socialismo.</i> 7ª edizione.
+Un vol. in-16, pag. 212, Milano 1894</td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Riforma Sociale (La).</i> Rassegna di scienze sociali e politiche.
+<span class="smcap">Direttori</span>: F. S. Nitti e Luigi Roux. Esce ogni
+15 giorni in fascicoli di 80 pagine in-8, cad. fasc.&#160; &#160; &#160; 1 25<br />
+Abbonam. per l&#8217;Italia, anno L. 20 &mdash; Semestre L. 10.</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>Rinnovamento politico-amministrativo (Il).</i> <span class="smcap">Direttore</span>:
+D<sup>r</sup>. Edoardo Pantano. Esce una volta al mese in fascicoli
+di pag. 96, in-8, cadun fascic.</td><td class="num"> 1 25</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Romano-Catania G.</span> <i>Sul comunismo.</i> Notizie storiche. Un
+opuscolo in-8, pag. 80, Palermo 1892 </td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Rossi A.</span> <i>L&#8217;agitazione in Sicilia. A proposito delle ultime
+condanne.</i> Un vol. in-16, pag. 130, Milano 1895. </td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Rousseau J. J.</span> <i>Contrat social ou Principes de droit politique.</i>
+Un vol. in-16, pag. 512, Parigi </td><td class="num"> 3 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Salvioli Prof. G.</span> <i>Il passato e l&#8217;avvenire della lotta di
+classe in Inghilterra</i></td><td class="num"> &mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Sangiuliano (Di) A.</span> <i>Le condizioni presenti della Sicilia.
+Studi e proposte.</i> Un vol. di pag. 226 in-16, Milano 1894</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Schaeffle A. F.</span> <i>La Quintessenza del Socialismo.</i> Prima
+traduzione italiana autorizzata del prof. Avvocato Angelo
+Roncali. Un volumetto in-16, pagine 104, Genova
+1892 </td><td class="num"> 1 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Schiattarella R.</span> <i>Il plebiscito sociale.</i> Un opusc. in-8,
+Palermo 1893 </td><td class="num"> 0 60</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La riforma sociale.</i> Un opusc. in-8, Palermo 1893. </td><td class="num"> 0 60</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Schmidt K.</span> <i>Brot! Ein Büchlein für alle die Brot essen.</i>
+Un vol. in carta tela in-16, Lipsia 1893 </td><td class="num"> 1 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Schroeder A.</span> <i>Das Rect in der geschlechtlichen Ordnung.</i>
+Un volume in-8, Berlino 1893</td><td class="num">18 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Siciliani P.</span> <i>Socialismo, Darwinismo e Sociologia moderna.</i>
+Terza ediz. interamente rifusa e accresciuta dalle Questioni
+contemporanee. Un vol. in-8, Bologna </td><td class="num"> 5 &#160;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Siotto Pintor M.</span> <i>La riforma sociale in Italia, tentativo
+di critica e di ricostruzione.</i> Un vol. in-8 pag. 150 </td><td class="num"> 8 &#160;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Smith L.</span> <i>Les coalitions et les grèves</i> d&#8217;après l&#8217;histoire et
+l&#8217;économie politique avec une appendice de lors des
+diverses pays. Un vol. in-8</td><td class="num">7 &#160;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Spencer H.</span> <i>Dalla libertà alla schiavitù</i> (a proposito di
+socialismo). Traduzione di S. Vianello. Brochure in-8,
+Torino 1893</td><td class="num">&mdash; 80</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Problemès de Morale et de Sociologie</i>, tradotto da
+Henry de Parigny. Un vol. in-8, carton., Parigi 1894</td><td class="num">10 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Beneficenza negativa e positiva</i>, traduzione di Sofia
+Fortini-Santarelli con Revisione del prof. Felice Di
+Tocco. Un vol. in-16, pag. 254, Città di Castello 1894</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>Introduzione allo studio della sociologia</i>, con prefazione
+di A. Sergi. Un vol. in-8, pag. 570, Milano</td><td class="num">7 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>L&#8217;individuo e lo Stato.</i> Traduz. di S. Fortini-Santarelli
+con prefazione di Giacomo Barzellotti. Un volume
+in-16, di pag. CVII-164, Città di Castello 1886</td><td class="num">2 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+&mdash;&mdash; <i>La Giustizia</i>, traduzione di S. Fortini-Santarelli con
+uno studio sul sistema etico-giuridico di H. Spencer del
+Prof. Icilio Vanni. Un vol. in-16, pag. LII-432, Città di
+Castello 1893</td><td class="num">5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td colspan="2">
+<span class="smcap">Starkenburg H.</span> <i>La degenerazione sessuale dei nostri tempi.</i>
+Trad. di L. F. P. con prefazione di A. G. Bianchi. (<i>In
+corso di stampa</i>).</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Strafforello G.</span> <i>La quistione sociale</i> ovvero <i>Capitale e
+lavoro</i>. Un vol. in-16, pag. 246, Torino 1872</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Sedre M. A.</span> <i>Histoire du Communisme ou rèfutations des
+Utopies socialistes.</i> 5<sup>e</sup> Edition. Un vol. in- 18</td><td class="num">4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Tammeo G.</span> <i>La prostituzione nella storia, nella legislazione
+nella società.</i> Mali e rimedi. Un volume in-8,
+pag. 212, Torino 1893</td><td class="num">4 &#160;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Tarde G.</span> <i>La logique sociale.</i> Un vol. in-8, Parigi 1895</td><td class="num">8 50</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Tarroux F.</span> <i>Lettres sur le socialisme.</i> Un vol. in-18, Paris
+1894</td><td class="num">4 &#160;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Tounissoux M.</span> <i>Quèstion sociale et bourgeoisie.</i> Un vol.
+in-18</td><td class="num">2 30</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Valli E.</span> <i>L&#8217;Imperatore socialista.</i> Opuscolo in-8, p. 65,
+Torino 1894,</td><td class="num"> &mdash; 70</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Vandervelde E.</span> <i>La decadenza del capitalismo.</i></td><td class="num"> &mdash; 20</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Vanni I.</span> <i>Linee critiche di un programma di sociologia.</i>
+Un vol., in-8 gr., pag. 200, Perugia 1888,</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<i>La funzione pratica della Filosofia del Diritto</i>, considerata
+in sè ed in rapporto al Socialismo Contemporaneo.
+Un volume in-8 grande, Bologna 1894,</td><td class="num"> 2 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Weill. G.</span> <i>Un précurseur du socialisme.</i> <span class="smcap">Saint Simon</span>
+<i>et son oeuvre.</i> Un volume in-16,</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Westermarck E.</span> <i>Storia del matrimonio umano</i>, con introduzione
+di Sir Alfredo B. Wallace e prefazione del
+Prof. G. F. Gabba, traduzione dall&#8217;Inglese di Giulio De
+Rossi. Un vol. in-8, pag. 507. Pistoia,</td><td class="num"> 5 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Winterer (L&#8217;abbè)</span> deputè au Parlement allemand. <i>Le
+socialisme contemporain.</i> 2<sup>e</sup> edit. Un volume in-12,
+Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Zablet.</span> <i>Le crime socialiste.</i> Un vol. in-16, Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 &mdash;</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<span class="smcap">Zubiani A.</span> <i>Il privilegio della salute.</i> Pavia 1894,</td><td class="num">&mdash;25</td>
+</tr>
+</table>
+
+<div class="dbbox">
+<p class="center">
+CARLO MARX<br />
+<br />
+<span class="xbigger">IL CAPITALE</span><br />
+<br />
+ESTRATTI<br />
+<br />
+<span class="smaller">DI</span> <b>PAOLO LAFARGUE</b><br />
+<br />
+CON INTRODUZIONE CRITICA<br />
+<br />
+<span class="ss"><span class="xsmaller">DI</span></span><br />
+<br />
+<span class="ss"><b>VILFREDO PARETO</b></span><br />
+<br />
+<span class="ss"><span class="xsmaller">E REPLICA DI</span></span><br />
+<br />
+<span class="ss">PAOLO LAFARGUE</span><br />
+<br />
+<i>Un elegante vol. di pag. LXXX-240</i>&mdash;<span class="ss"><b>L. 2.</b></span><br />
+</p>
+</div>
+<div class="dbbox">
+<p class="center">
+YVES GUYOT<br />
+<span class="xsmaller">Già Ministro dei LL PP. della Repubblica Francese</span><br />
+<br />
+<span class="xbigger">LA TIRANNIDE SOCIALISTA</span><br />
+TRADUZIONE, PREFAZIONE E NOTE<br />
+DI<br />
+<span class="g">F. CIOTTI</span><br />
+<br />
+<i>Un volume in-18 di pag. 320</i>&mdash;<b>L 1.50</b><br />
+</p>
+</div>
+<div class="dbbox">
+<p class="center">
+<span class="xbigger">I PRINCIPII DELL&#8217;89 ED IL SOCIALISMO</span><br />
+<span class="bigger">TRADUZIONE CON APPUNTI E NOTE</span><br />
+<br />
+<span class="xsmaller">DI</span><br />
+<br />
+<span class="g">BIAGIO LA MANNA</span><br />
+<br />
+<i>Un volume in-18 di pag. 350</i>&mdash;<b>L. 1.50</b><br />
+</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<a name="tn" id="tn"></a><h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3>
+
+<p>Lista delle correzioni effettuate (la correzione è tra parentesi):</p>
+
+<ul>
+<li><a href="#tn14">nota 4</a>: e l&#8217;errrore [errore] venne ripetuto dal Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i>.</li>
+
+<li><a href="#tn25">pag. 25</a>: affamati e nella più squallida mireria [miseria], respingevano</li>
+
+<li><a href="#tn28">pag. 28</a>: Carlo Cattaneo, prcedendo [precedendo] il Gumplowicz e parecchi</li>
+
+<li><a href="#tn30">pag. 30</a>: non deve affatto sorpendere [sorprendere]. Chi non ricorda il lavorio</li>
+
+<li><a href="#tn46a">pag. 46</a>: e su cui avrebbe una specie di dritto [diritto] di vita e di</li>
+
+<li><a href="#tn46b">pag. 46</a>: e che è stato erroneamente inpretato [interpretato] e dal Sonnino</li>
+
+<li><a href="#tn47">pag. 47</a>: vuole andare a lavorare con un altro piconiere [picconiere]</li>
+
+<li><a href="#tn49a">pag. 49</a>: antropometrici più strettamentente [strettamente] connesso alla</li>
+
+<li><a href="#tn49b">pag. 49</a>: compensate dalla migliore nutrizione e della [dalla] più igienica abitazione.</li>
+
+<li><a href="#tn58">pag. 58</a>: e sotte [sotto] le diverse forme di coltura e di contratto.</li>
+
+<li><a href="#tn61">pag. 61</a>: ettare [ettaro] di terra. Il <i>terratico</i> è forma di contratto preferito</li>
+
+<li><a href="#tn64">pag. 64</a>: acconciare alle [alla] miseria presente e invocavano</li>
+
+<li><a href="#tn75">pag. 75</a>: del [dal] 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso</li>
+
+<li><a href="#tn77">pag. 77</a>: Non deve sorpendere [sorprendere] se insorge e cerca ripetere</li>
+
+<li><a href="#tn88">pag. 88</a>: unificatore quatunque [quantunque] io creda pochissimo alla efficacia</li>
+
+<li><a href="#tn92">pag. 92</a>: si riferisce a quelle di oggidi [oggidì], che sono certamente</li>
+
+<li><a href="#tn101">pag. 101</a>: Regio Commissasio [Commissario] straordinario presso diversi municipî:</li>
+
+<li><a href="#tn108">pag. 108</a>: specialmente sui generi di prima necesssità [necessità], sulle</li>
+
+<li><a href="#tn113">pag. 113</a>: Qest&#8217;odio [Quest&#8217;odio] di classe che, per quanto giustificato,</li>
+
+<li><a href="#tn123">pag. 123</a>: perchè lo si è dimenticato con troppa falicità [facilità]: e</li>
+
+<li><a href="#tn138a">pag. 138</a>: che invece sono stati commessi dagli eradenti [aderenti] degli</li>
+
+<li><a href="#tn138b">pag. 138</a>: soffrenza [sofferenza], i rancori sordi delle masse, il disgusto</li>
+
+<li><a href="#tn144">pag. 144</a>: il fatto, che le <i>maggiori odiosità le racccolgono [raccolgono]</i></li>
+
+<li><a href="#tn150">pag. 150</a>: una specie di <i>boicotaggio</i> verso i prorietarî [proprietarî] delle</li>
+
+<li><a href="#tn151">pag. 151</a>: corrresse [corresse] pericolo di infrangersi, ad un estremo, in</li>
+
+<li><a href="#tn168a">pag. 168</a>: tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dell&#8217;altra [dall&#8217;altra]</li>
+
+<li><a href="#tn168b">pag. 168</a>: dignità di non dipartisi [dipartirsi] dallo antico costume, divenuto</li>
+
+<li><a href="#tn170">pag. 170</a>: provocazioni e e di [e di] reazioni, che poca colpa vera si può</li>
+
+<li><a href="#tn179">pag. 179</a>: molti altri! Contro i soldali [soldati] la folla non adoperò</li>
+
+<li><a href="#tn180">pag. 180</a>: avvessero [avessero] fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato</li>
+
+<li><a href="#tn187">pag. 187</a>: ma il colpo <i>fortunatamente</i> non partì; e se parti [partì],</li>
+
+<li><a href="#tn206a">pag. 206</a>: società è vaselggia [selvaggia] ed anti-cristiana e soltanto un</li>
+
+<li><a href="#tn206b">pag. 206</a>: Monsignor Iohn [John] S. Vaughan, arcivescovo di Westminster,</li>
+
+<li><a href="#tn206c">pag. 206</a>: Dublin Rewiew [Review] (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi</li>
+
+<li><a href="#tn216">pag. 216</a>: dalla organizazione [organizzazione] sociale e non dalla naturale</li>
+
+<li><a href="#tn221">pag. 221</a>: Ma chi è veramentente [veramente] responsabile di tanta ignoranza,</li>
+
+<li><a href="#tn225">pag. 225</a>: esplosioni violenti [violente] non era sfuggita a nessuno, e Sidney</li>
+
+<li><a href="#tn226a">pag. 226</a>: questa inadagine [indagine] di sperimentalismo sociale; nè riferendomi</li>
+
+<li><a href="#tn226b">pag. 226</a>: alle diverse fasi del brigantagio [brigantaggio] ed alle altre</li>
+
+<li><a href="#tn227">pag. 227</a>: napoletani di tutte [tutto] il periodo corso dal 1806 al</li>
+
+<li><a href="#tn228">pag. 228</a>: «Il grosso brigantagio [brigantaggio] tra il 1864 e il 1866 venne</li>
+
+<li><a href="#tn229">pag. 229</a>: colle repressioni violenti [violente] e colle leggi eccezionali:</li>
+
+<li><a href="#tn231">pag. 231</a>: si spande dappertutto perchè le minaccce [minacce] vengono</li>
+
+<li><a href="#tn233">pag. 233</a>: adesso: «Gli scoppi, i catalismi [cataclismi] non avvengono</li>
+
+<li><a href="#tn239">pag. 239</a>: Il senatore Sensales, pei suoi prececenti [precedenti] e pel</li>
+
+<li><a href="#tn273">pag. 273</a>: mezione [menzione] l&#8217;avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi</li>
+
+<li><a href="#tn278">pag. 278</a>: soppresso fu il <i>Siciliano</i>. Qnest&#8217;ultima [Quest&#8217;ultima] soppressione</li>
+
+<li><a href="#tn288">pag. 288</a>: poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni didifesa [di difesa]</li>
+
+<li><a href="#tn291">pag. 291</a>: escluderla. E [È] facoltà <i>sconfinata</i>, che non è giustificata</li>
+
+<li><a href="#tn310">pag. 310</a>: del Tribunale di guerra, colonello [colonnello] Orsini, fu costretto</li>
+
+<li><a href="#tn316">pag. 316</a>: Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propanganda [propaganda]</li>
+
+<li><a href="#tn319a">pag. 319</a>: Rinaldi che ci da [dà] il testo di questo eloquente</li>
+
+<li><a href="#tn319b">pag. 319</a>: carte di <i>nessuna importanza</i> cen&#8217;erano [ce n&#8217;erano] di quelle</li>
+
+<li><a href="#tn326a">nota 64</a>: Prefetto Municchi&mdash;ex magistrato&mdash;nella causa Nasi-Cavallottti [Nasi-Cavallotti].</li>
+
+<li><a href="#tn326b">pag. 326</a>: degli on. Cavallottti [Cavallotti], Imbriani e mie nonchè rialzare</li>
+
+<li><a href="#tn329">pag. 329</a>: essa stessa lo applicò, dichiararando [dichiarando], <i>non</i></li>
+
+<li><a href="#tn337">pag. 337</a>: Cassasione [Cassazione]: noi ce ne laviamo le mani, è affare</li>
+
+<li><a href="#tn348">pag. 348</a>: a documento delle [della] fenomenale leggerezza e</li>
+
+<li><a href="#tn352">pag. 352</a>: «mandò [mando] un caldo saluto di affetto e riconoscenza</li>
+
+<li><a href="#tn366">pag. 366</a>: più se ne saprà del caso della Barone [Baronessa] di Valguarnera,</li>
+
+<li><a href="#tn368">pag. 368</a>: militari, che nè la logica nè il diritto hanno stustudiato [studiato];</li>
+
+<li><a href="#tn381">pag. 381</a>: materiale e immediata: lo ha fattto [fatto] a Pedara.</li>
+
+<li><a href="#tn385">pag. 385</a>: esigeva o spiegava la disubbienza [disubbidienza] verso l&#8217;idolo dei</li>
+
+<li><a href="#tn386">pag. 386</a>: della [delle] masse, non potevano esserlo. C&#8217;erano</li>
+
+<li><a href="#tn387">pag. 387</a>: odio dei lavoratori contre [contro] i proprietari; e la loro</li>
+
+<li><a href="#tn389">nota 74</a>: elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiararatosi [dichiaratosi]</li>
+
+<li><a href="#tn391">pag. 391</a>: fu vietato l&#8217;accesso al pubblico nella sala del Trinale [Tribunale],</li>
+
+<li><a href="#tn407">pag. 407</a>: parte più vunerabile [vulnerabile]&mdash;il credito&mdash;coi suoi famosi</li>
+
+<li><a href="#tn410">pag. 410</a>: si mantevano [mantenevano] al potere mercè la falsificazione</li>
+
+<li><a href="#tn413">pag. 413</a>: nell&#8217;isola, tra dolorosi fragenti [frangenti], mostrato pur cuore</li>
+
+<li><a href="#tn418">pag. 418</a>: amnistia, suggerita della [dalla] suprema Corte di Cassazione,</li>
+
+<li><a href="#tn424">pag. 424</a>: che causa unica sia la progaganda [propaganda] dei sovvertitori.»</li>
+
+<li><a href="#tn430a">pag. 430</a>: che il <i>conforto</i> di cui parlò l&#8217;ononorevole [l&#8217;onorevole] La Vaccara</li>
+
+<li><a href="#tn430b">pag. 430</a>: negare gli arbitri [arbitrî] e le ingiustizie commesse. Ed egli</li>
+
+<li><a href="#tn432">pag. 432</a>: state addossate, nemmeno quella dei cattivi funziozionarî [funzionarî]</li>
+
+<li><a href="#tn435">pag. 435</a>: politici se non materialmente, certo psichiamente [psichicamente]</li>
+
+<li><a href="#tn441">pag. 441</a>: nei comuni dell&#8217;isola; è falso che sia stata [stato] pubblicato</li>
+
+<li><a href="#tn445">pag. 445</a>: favorevoli contro 45 contrarî e 22 astenzioni [astensioni] approvò</li>
+
+<li><a href="#tn460">pag. 460</a>: stessa stregua i nemici del 1862 e e quelli [1862 e quelli] del 1894;</li>
+
+<li><a href="#tn472">pag. 472</a>: rivoluzioni violenti [violente]: le riforme date a tempo. E riforme</li>
+
+<li><a href="#tn475">pag. 475</a>: governo, ad una speciale ammistrazione [amministrazione]» come ricordò</li>
+
+<li><a href="#tn481">pag. 481</a>: perchè esse colla chiusura delle [della] Sessione parlamentare,</li>
+
+<li><a href="#tn483">nota 89</a>: quella, già per se [sè] importante, illustrata dall&#8217;on. Tittoni. Anche</li>
+
+<li><a href="#tn484">nota 89</a>: La commissione dei deputati siciliani si chiari [chiarì] favorevole</li>
+
+<li><a href="#tn491">pag. 491</a>: invece si apprende che dovuque [dovunque] gli operai e i contadini</li>
+
+<li><a href="#tn492">pag. 492</a>: <i>passè [passé] et l&#8217;avenir des Trade Unions</i>) che le grandi associazioni</li>
+
+<li><a href="#tn494a">pag. 494</a>: <i>Land League</i> e forse anche senza il tremendo delittto [delitto]</li>
+
+<li><a href="#tn494b">pag. 494</a>: di Phoenix Parck [Park]?</li>
+
+<li><a href="#tn502">nota 93</a>: Questi dati vennero completati e aggravati nei dicorsi [discorsi]</li>
+
+<li><a href="#tn507">pag. 507</a>: i Calonne, i Brienne, i Ioly [Joly] de Fleury ed</li>
+</ul>
+
+<p>Sono state mantenute le seguenti grafie alternative:</p>
+
+
+<ul><li> agrari/agrarî</li>
+<li> arbitri/arbitrî</li>
+<li> avversari/avversarî</li>
+<li> balia/balía</li>
+<li> benefici/beneficî</li>
+<li> benefizi/benefizî</li>
+<li> commissari/commissarî</li>
+<li> criteri/criterî</li>
+<li> dazi/dazî</li>
+<li> demani/demanî</li>
+<li> episodi/episodî</li>
+<li> esempi/esempî</li>
+<li> finanziari/finanziarî</li>
+<li> funzionari/funzionarî</li>
+<li> giudizi/giudizî</li>
+<li> incendi/incendî</li>
+<li> indizi/indizî</li>
+<li> istruttori/istruttorî</li>
+<li> medi/medî</li>
+<li> monopoli/monopolî</li>
+<li> municipi/municipî</li>
+<li> natia/natía/natìa</li>
+<li> negozi/negozî</li>
+<li> obbligatori/obbligatorî</li>
+<li> ordinari/ordinarî</li>
+<li> preludi/preludî</li>
+<li> principi/principî</li>
+<li> pro/prò</li>
+<li> proletari/proletarî</li>
+<li> propri/proprî</li>
+<li> proprietari/proprietarî</li>
+<li> qua/quà</li>
+<li> Regi/Regî</li>
+<li> rimedi/rimedî</li>
+<li> sacrifizi/sacrifizî</li>
+<li> sagrificî/sagrifizî</li>
+<li> salari/salarî</li>
+<li> segretari/segretarî</li>
+<li> servigi/servigî</li>
+<li> servizi/servizî</li>
+<li> soci/socî</li>
+<li> sodalizi/sodalizî</li>
+<li> stipendi/stipendî</li>
+<li> straordinari/straordinarî</li>
+<li> studi/studî</li>
+<li> sussidi/sussidî</li>
+<li> testimoni/testimonî</li>
+<li> uffici/ufficî</li>
+<li> vari/varî</li>
+<li> ventitre/ventitrè</li>
+<li> volontari/volontarî</li>
+<li> zolfatari/zolfatarî</li>
+</ul>
+</div>
+
+<p>&nbsp;</p>
+<hr class="full" />
+<p>***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE LORO CAUSE***</p>
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://www.gutenberg.org/about/contact
+
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+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
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+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
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+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
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