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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + + + + +Title: Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause + + +Author: Napoleone Colajanni + + + +Release Date: January 16, 2010 [eBook #30984] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + + +***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE +LORO CAUSE*** + + +E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, and the Project +Gutenberg Online Distributed Proofreading Team (http://www.pgdp.net) from +page images generously made available by Internet Archive +(http://www.archive.org) + + + +Note: Images of the original pages are available through + Internet Archive. See + http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft + + + + + +D.r NAPOLEONE COLAJANNI + +_Deputato al Parlamento_ + + +GLI + +AVVENIMENTI DI SICILIA + +E + +LE LORO CAUSE + +CON PREFAZIONE DI MARIO RAPISARDI + + + + + + + +PALERMO +REMO SANDRON--EDITORE +VIA VITT. EMAN., 324 +1895 + + Prezzo Lire 2. + + + + +Opere dello stesso autore + + + La libertà e la questione sociale. (1879) (Esaurito). + + La repubblica e le guerre civili. (1882) (Esaurito) + + Le istituzioni municipali. (_1 vol. in 16º pag. 331_) L. 3,00 + + Il Socialismo. Appunti (_1 vol. in 16 di pag. 100_) + (Esaurito). + + La delinquenza della Sicilia e le sue cause. (Esaurito). + + Un sociologo pessimista: Gumplowicz. (Esaurito). + + L'alcoolismo, sue conseguenze morali e sue cause. + (_Un vol. di pag. 201 in-8º con tavole statistiche_) » 3,00 + + Oscillations thermometriques et delits contre les personnes. + (_Opuscolo_) » 1,00 + + Di alcuni studi recenti sulla proprietà collettiva. + (_Opuscolo_). » 0,50 + + Corruzione politica. (_Un vol. in-16º di pag. 96_). + (Esaurito) + + Corruzione politica. Chiarimenti e risposte. 2ª edizione + con numerose aggiunte e lettere di Gabriele Rosa, A. + Saffi e Giov. Bovio, (_Un vol. in-16 gr. di pagine 112_) » 1,25 + + Sociologia criminale. Appunti. (_2 volumi_) » 13,50 + + Ire e spropositi di Cesare Lombroso. (_1 volume_) » 1,00 + + La politica coloniale. (_Un volume_) » 3,50 + + La Difesa Nazionale e le economie militari. (_Un opuscolo_). » 0,80 + + Banche e Parlamento. (_Un vol. Milano 1891_) » 2,00 + + In Sicilia. (_Un volume, Roma 1891_) » 1,00 + + + + + GLI + AVVENIMENTI DI SICILIA + + + + + D.r NAPOLEONE COLAJANNI + + _Deputato al Parlamento_ + + + + + GLI + + AVVENIMENTI DI SICILIA + + E + + LE LORO CAUSE + + CON PREFAZIONE DI MARIO RAPISARDI + + + + + PALERMO + + REMO SANDRON--EDITORE + + VIA VITT. EMAN., 324 + + 1894. + + + _Proprietà letteraria dell'Editore_ + + REMO SANDRON + + +AVVERTENZA + + Di questo libro fu fatta una 1.ª edizione per cura di Edoardo + Perino. Accintosi l'A. a questa seconda trovò tanto da correggere e + da aggiungere che ne raddoppiò la mole, e la modificò talmente che + solo in pochissime pagine è uguale all'antecedente, sicchè può a + ragione considerarsi libro affatto nuovo. + + L'Editore + + +TIPOGRAFIA DIRETTA DA SANTI ANDÒ--Via Celso N. 49 + + + + +PREFAZIONE + + + _Carissimo Colajanni_ + + Catania, 10 Febbraio 94. + +_I tumulti recenti della Sicilia hanno, per le origini e gli effetti +loro, una importanza sociale, che la facilità onde sono stati repressi +non parrebbe loro concedere. Tu che li hai osservati con occhio di +filosofo, moderati con accorgimento d'uomo politico e con cuore di +cittadino, fai bene di consegnarli alla storia con quella serenità di +giudizio, che alle coscienze intemerate non è difficile mantenere nei +momenti più tempestosi e fra le passioni più vive._ + +_Due principali verità risultano, a parer mio, dalla notizia sincera dei +fatti: la indipendenza dei moti siciliani da qualunque opera di partito, +e la prepotenza d'un governo che vuol parer forte e non è._ + +_Non che essere eccitate e preparate dai socialisti, a me pare che le +ribellioni, determinate unicamente dalle condizioni specialissime +dell'isola, dagli arbitrî feudali dei proprietarî, dalla spietata +ingordigia delle amministrazioni, dalla miseria ineffabile dei +lavoratori, abbiano fatto constatare e toccar con mano la nessuna +coesione del partito socialista, la discordia dei suoi capi, la varietà +bizzarra dei suoi gruppi, l'incertezza dei principî, dei metodi, +dell'azione. Il socialismo in Sicilia ha avuto più presa che altrove, +perchè ha trovato terreno più proprio: la propagazione meravigliosa dei +Fasci prova che esso non è artificiale e superficiale, ma ha radici +nelle viscere stesse della vita del proletario siciliano; è piuttosto +effetto che causa. Il popolo, per altro, quale ch'esso sia, poco suole +accogliere e fecondare delle teoriche d'un partito: afferra tutt'al più +un'idea rispondente al suo stato, un sentimento che consuona col suo; e +quando si sente alle strette, si getta nell'azione, senza chiedere +consiglio a nessuno. La miseria e la mala signoria furono e saranno mai +sempre i motivi principali delle rivolte._ + +_Questa condizione di cose rende ancor più colpevoli e mostruosi i modi +adottati dal governo per reprimere le ribellioni. Qualche agevolezza +conceduta lì per lì alle prime avvisaglie, avrebbe probabilmente sedato +il fermento dei contadini affamati. Ma sì! I cartelloni erano già stati +affissi alle cantonate; la baracca era aperta, i biglietti distribuiti; +la gran cassa rintronava già negli stomachi degli spettatori; e come si +faceva a sopprimere lo spettacolo._ + +_La signora Astrea, che dietro alle quinte avea fatto copia di sè a +tutta la borghesaglia legittima e legalitaria, venne allora su la +ribalta e recitò col peggior garbo del mondo la parte della verginella +oltraggiata: scaraventò i pesi in faccia ai presunti seduttori: agguantò +la bilancia per il giogo e la sbatacchiò su la testa dei primi poveri +diavoli che le vennero a tiro. La borghesaglia legittima e legalitaria +si dichiarò soddisfatta; si soffiò il naso impeperonito: e con le dita +intrecciate sul buzzo e tentennando la testa come i cuorcontenti di +gesso, esclamò in falsetto pecorino: Le istituzioni son salve; l'ordine +regna in Varsavia; ora possiamo tornare tranquillamente a barattare, a +banchettare e a russare._ + +_A proposito: e le riforme? Ah! sì: ci sono anche queste per aria; o per +dir meglio, c'è una commissione che le studia, e che ponza la felicità +del genere umano. Lasciamola ponzare; e che Dio la renda lubrica. Che +cosa saranno queste riforme il gazzettume ufficioso nol dice: esso +spreca tutto il suo fiato prezioso per informarci di balzelli nuovi, di +soppressioni di ufficî, di monopolî audaci, di ricchezze cavate dalle +borse e dalle vene di tutti. Le istituzioni, si sa, han da salvarsi; i +sagrificî non sono mai troppi. E poi, i balzelli hanno l'ale; e le +riforme la gotta. Aspettiamo dunque che l'erba cresca; e se l'asino +muore, peggio per lui. Ciò che saranno codeste riforme possiamo +immaginarlo: riforme borghesi; e non occorrerebbe dir altro: semi di +lino su la cancrena; concessioni ed elemosine tirate in faccia con la +balestra. E se non bastano, piombo: procedura solita e spicciativa._ + +_Ma il piombo credi che basterà? Io modestamente credo di no: salvo che +siasi trovato il modo di renderlo digeribile e nutritivo, come il pane +che manca._ + +_In conclusione, questi tumulti hanno rivelato condizioni tali, che non +possono e non devono assolutamente durare, per l'onore d'Italia e della +razza umana; hanno resa necessaria una fraterna intesa di tutti i +partiti democratici in un ideale, in una fede, in un'opera comune; hanno +ridotta la questione sociale all'aut aut degli scolastici. +L'idea-valanga s'è già staccata dal vertice, e seguirà fatalmente il suo +corso. O unirsi ad essa o rimanere stritolati nel fango. È la Storia che +passa._ + + M. RAPISARDI + + + + +I. + +PRIME ARMI DEL SOCIALISMO IN SICILIA. + + +Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e più ancora dopo quelle +del 1892, la stampa che rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori +delle classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme, additando +una macchia grigia sulla carta geografica d'Italia, che rappresentava la +zona dove maggiormente si era rivelato potente per numero di adepti e +per organizzazione il _socialismo_. La macchia era più scura nel +Modenese, nella provincia di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva +abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di Cremona, nel +Mantovano, nel Polesine ecc., mentre si era rischiarata nel più antico +centro di diffusione: nelle Romagne. + +Giovani ardenti, colti, instancabili nella propaganda, sinceri nella +fede, come Berenini, Agnini e Prampolini erano venuti in Parlamento da +quelle zone ed era significante assai che il secondo fosse riuscito +contro il generale Gandolfi, che pure, a parare la sconfitta, nel suo +programma e nei suoi discorsi molte dichiarazioni in senso socialista +aveva fatte. + + [FATTI SIGNIFICANTI] + +Allora pochi o nessuno avevano dato importanza a ciò che avveniva in +Sicilia, non ostante la doppia elezione dell'amico G. De Felice, non +ostante l'onore delle quattro candidature, che mi toccò nel 1890 e la +vittoria che ebbi allora e nel 1892. Non senza fondamento questi due +ultimi avvenimenti furono spiegati collo intervento di alcuni fattori, +che attenuarono sensibilmente la importanza del contributo che vi aveva +apportato il socialismo. Intanto nel silenzio, o almeno con un rumore +che non si faceva sentire al di là dello stretto di Messina, si +organizzavano _i Fasci dei lavoratori_, da principio con intenti non +nettamente determinati, sicchè si sarebbe potuto prenderli per +organizzazioni non molto dissimili dalle antiche società operaie; ma più +tardi, e particolarmente dopo il Congresso di Genova, con programma +schiettamente socialista, ed anzi esclusivamente marxista. + +Credo di essere stato il primo, o uno dei primi, a notare la esistenza +dei Fasci fuori d'Italia, in un articolo pubblicato nella _Grande Revue_ +di Parigi-Pietroburgo nello scorso inverno; e confesso che allora non +sospettavo che avessero dovuto fare parlare molto, e presto, di loro; e +fui dei primi, pur rallegrandomi, come socialista, dei progressi che +facevano le idee, a dare un grido di allarme per certi fenomeni poco +rassicuranti da me osservati. + +Parlai al vento; e gli eventi seguirono il loro corso, come se nulla +avesse dovuto e potuto farsi per impedire che riuscissero dolorosissimi. +Così si arrivò ai massacri di Giardinello, di Pietraperzia, di Marineo, +di Gibellina, di Santa Caterina ecc., che, per una serie incredibile di +errori, di violenze di arbitrî, di infamie, si riannodano, a meno di un +anno di distanza, a quello di Caltavuturo! + + [IL MOVIMENTO PREOCCUPA] + +E il movimento socialista siciliano, per virtù degli iniziatori, per +colpa degli avversarî e per favorevole coincidenza di diversi fattori, +assunse tali proporzioni da preoccupare, finalmente, i nostri governanti +di ogni partito; alcuni dei quali con stoltezza, che risente della +calunnia, piuttosto che confessare la imprevidenza propria, preferirono +attribuirlo all'oro della Francia ed alle mene dei clericali. + +I governanti, imprevidenti e prepotenti pel passato, non si limitarono a +spargere la voce che l'oro francese alimentasse i malumori della +Sicilia, ma con abile e repentina preveggenza cominciarono ad +accreditare nel continente il sospetto che nell'isola si preparasse un +movimento _separatista_. + +In tal guisa, pensarono che il sentimento pubblico avrebbe agevolata e +approvata qualunque repressione. + + [L'ORGANIZZAZIONE] + +Quando il moto fu meglio conosciuto, i socialisti di Europa se ne +rallegrarono e fecero atto di solidarietà mandando il loro obolo; e la +_Volks Tribune_ di Vienna ha potuto così riassumerlo afferrandone +esattamente il carattere: «per le condizioni specifiche del luogo e per +le qualità personali degli agitatori, il movimento proletario di +Sicilia, ha qualche cosa in sè di vibrato, di solenne, di primitivo, di +spontaneo, che in tutta l'Italia se ne risente l'effetto. La stampa +borghese d'Italia ne ha risentito come per effetto l'azione, e per la +prima volta essa ha parlato sul serio del movimento socialistico.--La +gran massa di proletari organizzati e disciplinati nei _Fasci_ è di +salariati di campagna, di salariati delle miniere di zolfo, di +lavoratori dell'industria vinicola, di artigiani, di piccoli borghesi e +di studenti. La disciplina di tale organizzazione ha dato già prova di +sè in modo notevole e palese... Questa organizzazione siciliana è il +primo grande movimento di massa proletaria, che si veda in Italia, ed è +il primo _atto_ del socialismo Italiano.»[1] + + +NOTE: + +[1] L'on. Comandini in una delle sue splendide ed oneste corrispondenze +al _Corriere della Sera_ di Milano ricorda che la colta gioventù +socialista di Sicilia si sente assai lusingata della iniziativa +dell'isola. (Nº del 16-17 Gennajo 1894). L'osservazione è esatta e +collima con quelle del giornale di Vienna. Avverto una volta per sempre +che ripetutamente mi riferirò ai giudizi dell'on. Comandini, non già +perchè egli sia stato il solo ad enunziarli; ma perchè venendo da lui, +che non milita tra radicali e socialisti, non può essere sospettato di +esagerazione e di partigianeria. + +Notevolissime sono del pari le osservazioni del Borelli nel _Popolo +Romano_, che nella serie di corrispondenze dal titolo _La Sicilia +com'è_--ha saputo sintetizzare acutamente e onestamente le condizioni +economiche, politiche e morali dell'Isola. + + + + +II. + +FORZE DEL SOCIALISMO + + +Sarebbe grave errore disconoscere la importanza del movimento socialista +siciliano, che s'imperniava nella organizzazione dei _Fasci dei +lavoratori_; giova, però, ridurlo alle sue giuste proporzioni. + +Ciò è necessario in vista delle notizie numerose pubblicate dai giornali +italiani e stranieri, ora esagerate, ora addirittura false. + +Una statistica esatta del numero dei _Fasci_, che corrisponda alla +realtà, è difficile, perchè molti ne sorgevano ogni giorno e non pochi +ne scomparivano senza che se ne avesse notizia. Chi dice che erano 300 e +chi li riduceva a 120; il Comitato centrale dei _Fasci_ al 1º novembre +li portava a 163, oltre 35 in formazione. Reputo, poi, esageratissima la +cifra dei soci, che da tutti si ripete ammontasse a 300,000 e più; la +esagerazione la desumo da ciò ch'è a mia personale conoscenza: molti +_Fasci_ erano puramente nominali, come quello di Caltanissetta; di +alcuni altri il numero dei soci era stato per lo meno quintuplicato. + +Appena si aprivano le iscrizioni i soci accorrevano numerosi; ma poco +dopo le file si diradavano, sia perchè i soci non amavano pagare il +piccolo contributo mensile o settimanale, sia perchè si scoraggiavano +presto, non ottenendo miglioramenti immediati. + +I _Fasci_ erano più numerosi e più disciplinati nelle Provincie di +Palermo, di Catania e di Trapani; molti ne sorsero nel novembre e +dicembre scorsi nella provincia di Siracusa mercè l'opera indefessa +dell'avvocato De Stefano Paternò, ma sulla loro consistenza non si potè +portare un giudizio perchè erano di data assai recente; meno numerosi +erano in quelle di Girgenti e di Caltanissetta; scarsissimi, infine, in +quella di Messina. + + [I FASCI DEI LAVORATORI--LE DONNE] + +In generale si mostrarono meglio organizzati e più compatti, più +disciplinati e più ardenti i _Fasci_ dei centri agricoli, specialmente +nella provincia di Palermo, dov'era singolarissima la partecipazione +simpatica e ardita delle donne, che richiamò l'attenzione del Lombroso, +del Morselli, mia e di tutta la stampa italiana, che giustamente ha +consacrato al fatto parole di alta ammirazione non iscompagnata da un +certo senso di meraviglia, perchè le condizioni intellettuali e sociali, +il genere di vita e la educazione delle donne siciliane avrebbero dovuto +allontanarle dal moto attuale.[2] Invece inferiori si mostrarono i +_Fasci_ delle città, non ostante che fossero stati preparati dai +congressi, dai giornali e dalla propaganda socialista da molti anni. + + [IL FASCIO DI CATANIA E QUELLO DI PALERMO] + +Superiore a tutti in modo assoluto, pel numero dei soci iscritti e +attivi, per la organizzazione e per la coscienza dei fini da +raggiungere, era il _Fascio_ di Catania, che formava uno strano +contrasto con quelli della provincia, che erano fiacchi e incoscienti. + +A Catania, mercè l'instancabile propaganda dell'on. De Felice Giuffrida, +sorse quattro anni or sono il primo sodalizio. Ivi il terreno era +preparato dalla vita non inonorata, che vi ebbero parecchie società +operaie, che dal 1860 in poi avevano organizzato scuole, mutuo soccorso, +assistenza medica e anche prestiti sull'onore; ed alcune di esse, come +quella dei _Figli dell'Etna_, dei _Figli del lavoro_, della Pace ecc., +sussistono ancora, sebbene facessero capo al _Fascio_ e con questo +procedessero ed agissero di conserva. + +La visita dei mille soci del _Fascio_ di Catania alla esposizione di +Palermo determinò la organizzazione di analoga associazione nella città +delle iniziative, d'onde, aiutata dall'_Isola_ e dal _Giornale di +Sicilia_ e dall'attivissima azione di un generoso gruppo di giovani, il +movimento si propagò in tutta la Sicilia; sicchè, se a Catania spetta il +merito della iniziativa, il centro di diffusione divenne Palermo, per +quel maggiore ascendente esercitato sempre dall'antica capitale +sull'isola tutta. + +È da notarsi che non pochi degli organizzatori dei _Fasci_ appartenevano +alla classe borghese; alcuni sono agiatissimi, come il Ballerini; pochi +ricchissimi vengono dall'alta aristocrazia, come il marchese di +Montemaggiore e il principe di Cutò.[3] + + [LA COSTITUZIONE DEI FASCI] + +L'organizzazione era abbastanza semplice e logica. Dove i soci erano +numerosi, vennero divisi secondo le arti e i mestieri e ciascun gruppo +aveva la sua speciale bandiera; vi erano anche delle squadre coi +rispettivi capi per quartieri.[4] + +Ogni _Fascio_ aveva il suo rosso gonfalone con qualche altro particolare +emblema; e quel benedetto rosso che scioccamente dà ai nervi delle +autorità politiche, ha dato luogo a pericolose colluttazioni, ad arresti +e processi. Ogni socio, nelle feste, portava una coccarda rossa, ed i +capi una fascia pure rossa: bisognava vedere con quanta fierezza la +indossavano i contadini e gli operai nelle solenni occasioni. + +Non pochi _Fasci_ avevano la fanfara, composta quasi sempre di reduci +dall'esercito, che vi avevano portato il sentimento della disciplina, +unito ad entusiasmo e attività notevoli. La fanfara, talvolta discreta, +serviva a richiamare l'attenzione delle donne, destava l'invidia di +molti e pur troppo somministrò occasione a numerose contravvenzioni alla +legge reazionaria di _pubblica sicurezza_, le quali costrinsero i poveri +soci o a pagare o a scontare le non piccole multe col carcere. Ajutarono +moltissimo la propaganda le _passeggiate_ da un paese all'altro, +abilmente organizzate, che sviluppavano elevati sentimenti di +solidarietà e davano ai lavoratori coscienza della propria forza. + +Nelle sedi dei _Fasci_ sulle pareti vi erano grandi striscie di carta +con motti significativi di Marx, di Lassalle, di Bovio, di Hugo, di L. +Blanc ecc. Non di rado vi si trovavano i ritratti di Marx, di Mazzini, +di Garibaldi, del Re e della Regina. Il Rossi della _Tribuna_, ed io +stesso, in alcuni luoghi non trovammo sul tavolo che un Cristo col suo +lumicino, che costituiva tutto l'ornamento del luogo; e confesso che +tanta semplicità impose a Rossi ed a me, e di più doveva imporre a +contadini ed operai, tra i quali è ancora vivo il sentimento religioso e +che si esaltano maggiormente quando si parla loro in nome del Nazzareno. + + [DEBOLEZZA ECONOMICA] + +I socî pagavano un tenuissimo contributo mensile e settimanale, che +variava da luogo a luogo, ma che non oltrepassava una lira al mese. Le +casse, come si può immaginare, non erano provviste e non avrebbero +potuto far fronte alle spese ordinarie di amministrazione e molto meno a +quelle straordinarie incontrate nell'aspra lotta col governo e colle +classi dirigenti--se i più ricchi del partito non avessero fatto +sacrifizî considerevoli. Soccorsi, ma in tenue misura, vennero dai +socialisti del continente, della Germania, dell'Austria ed anche della +Rumenia. Le scarse somme venute dall'estero, passarono per le mani del +Prof. Labriola, che con vivo rammarico altra volta mi fece osservare che +tra gli oblatori brillavano per la loro assenza i socialisti francesi. +In qualche paese agricolo si fecero sufficienti provviste di frumento +per opera di Presidenti e di soci preveggenti; ciò che consentì loro la +resistenza, vittoriosa spesso, negli scioperi. Così a Corleone. + + [AVVERSIONE ALLE COOPERATIVE DEI FASCI] + +Alcuni _Fasci_ praticavano il mutuo soccorso; altri avrebbero voluto +fondare casse di resistenza, ma i mezzi erano del tutto inadeguati ai +fini; si accennò qua e là, a _cooperative_ di consumo, che fecero +cattiva prova a Catania, dove cercarono sostituirvi dei prezzi di favore +con particolari venditori di oggetti di consumo; scioperi inconsulti +furono tentati ed una _cooperativa di produzione_ ebbe vita per poco +tempo in Palermo e finì miseramente. Erano pochissime le _cooperative di +lavoro_, in conformità della legge dell'11 Luglio 1889, che avrebbero +potuto dare eccellenti risultati. Ma non c'è da meravigliarsene perchè +erano malviste dalle amministrazioni locali, che preferiscono tuttavia +confidare i lavori agli appaltatori prediletti, dando luogo a sospetti, +non sempre infondati, d'illecite partecipazioni ai lucri per parte degli +amministratori. + +A Catania, mercè il tenue versamento di centesimi 15 per settimana, si +praticava l'_assicurazione collettiva_, mercè la quale alle famiglie dei +socî che morivano venivano date L. 400. Sino allo scioglimento del +sodalizio la cassa fece fronte ai suoi impegni; ma avrebbe potuto +continuare per lo avvenire, se non avessero fatto meglio i calcoli e non +avessero tenuto conto esatto delle tavole di mortalità? + +Non poche ed inconsulte furono le spese per le inaugurazioni dei +gonfaloni; e non poche volte ho assistito a banchetti relativamente +luculliani, che ho biasimato con tutte le mie forze. + +Lo spagnolismo in Sicilia s'impone anche tra i lavoratori! + + [I FASCI E IL PARTITO ITALIANO] + +Molti dei _Fasci_ erano ascritti al _Partito italiano dei Lavoratori_ e +s'inspiravano alla intolleranza e al fanatismo della chiesa di Milano; +alcuni, per così dire, erano indipendenti specialmente se erano sorti +per ragioni locali. Vera direzione centrale non c'era per quanto il +_Fascio_ di Palermo aspirasse a tale onore e facesse di tutto per +meritarlo. La _Lotta di Classe_ di Milano penetrava in qualche luogo e +vi esercitava la sua azione; in molti altri, il giornale prediletto era +_La Giustizia sociale_, che seguiva il metodo della prima, di Palermo; +_L'Unione_ di Catania, _Il Mare_ di Trapani erano giornali settimanali +diffusi nelle rispettive provincie e redatti con criterî più conformi +alle condizioni locali. + +Per la propaganda, più che sui giornali--essendo grandissimo in Sicilia +il numero degli analfabeti--si contava sulle conferenze, sulle +amichevoli conversazioni, sulle feste da ballo alle quali partecipavano +le famiglie dei socî, e che riuscivano splendide--anche dal lato +economico--in Catania, e sul teatrino socialista di Palermo, istituzione +che se avesse trovato scrittori ed interpreti adatti avrebbe potuto dare +buoni frutti.[5] + + +NOTE: + +[2] Il Sonnino fin dal 1876, nel suo libro sui _Contadini in Sicilia_, +che dovrò citare ripetutamente, aveva rilevato che le condizioni delle +donne non erano adatte a farle partecipare ai moti sociali. + +[3] Il Marchese di Montemaggiore colla morte del padre divenuto principe +di Baucina pare abbia cambiato improvvisamente di opinione. + +[4] Credo che erroneamente un autorevole giornale di Roma abbia scritto +che la organizzazione dei _Fasci_ sia stata modellata su quella dei +_Sindacati_ e delle _Camere del lavoro_ di Parigi; e l'errore venne +ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_. + +[5] [SVILUPPO DEL SOCIALISMO IN SICILIA] + +Il sig. Enea Cavalieri nella _Nuova Antologia_ del 1º gennajo 1894 +riassume in parte esattamente la storia dell'idea socialista in Sicilia; +ma accorda forse soverchia importanza all'antica stampa e agli antichi +agitatori. Fu minima l'azione esercitata dal Bakounine da Napoli dopo il +1867, e assai circoscritta e poco duratura quella del suo e mio +carissimo amico Saverio Friscia, nel circondario di Sciacca; e minima +azione esercitarono i giornali _Lo Scarafaggio_ di Trapani e il _Povero_ +di Palermo. Così dicasi pure pel _Riscatto_ e pel _Vespro_ di Messina e +per cento altri giornaletti settimanali pullulati in tutte le provincie +della Sicilia e che vissero stentatamente e per breve tempo. Vorrei +poter meritare l'onore, che mi attribuisce, affermando che il punto +culminante della propaganda socialista bisogna riconoscerlo nella +pubblicazione del mio libro sul _Socialismo_ e del giornale quotidiano +_L'Isola_ da me diretto. Del primo so qualche cosa, perchè ne fui +l'editore: poche copie se ne vendettero in Sicilia e credo nessuna ne +pervenne tra le file del popolo. + +La seconda, per quanto ispirata alle idee repubblicane e socialiste +penetrava maggiormente tra la borghesia più onesta e più intelligente. +Invece credo che negli animi delle popolazioni ho fatto più breccia +colla campagna elettorale del 1890 combattuta in quattro collegi. Dei +giornali quello che ha maggiormente contribuito a creare la coscienza +socialista nella cerchia della provincia di Catania fu ed è l'_Unione_ +del De Felice; vengono dopo la _Nuova Età_ di Palermo e di Marsala e +l'_Esule_ di Trapani. + + + + +III. + +IL PROGRAMMA--I RISULTATI--LE ACCUSE. + + +Quale fosse il programma _ufficiale_ dei _Fasci dei lavoratori_ è facile +conoscerlo, poichè venne riassunto in un opuscolo di propaganda di +Garibaldi Bosco. (_I fasci dei lavoratori; il loro programma ed i loro +fini._ Palermo 1893.)--Questo programma è quello del partito socialista +dei lavoratori italiani; è il programma della scuola marxista. Non si +vuole _divisione delle terre_, ma socializzazione di tutti i mezzi di +produzione; si vuole e si combatte per l'abolizione del salariato, e +come mezzo si adotta la lotta di classe, cioè degli sfruttati contro gli +sfruttatori; della lotta di classe si servono per fare in modo che le +classi odierne possano sparire, distruggendo tutte le ineguaglianze +artificiali, artificialmente create.» (p. 11). + +Questa parte per così dire radicale del programma non è detto +chiaramente ed esplicitamente che sarà realizzata in un avvenire non +prossimo, come riconosce lo stesso Bebel. Ma si argomenta che i capi +non dovevano ritenere di pronta attuazione la socializzazione dei mezzi +di produzione, da quello che dicevano su di essa in altra parte del +programma,--che consideravano come d'immediata attuazione e adatta alle +condizioni dell'ambiente--e cioè: cooperative di consumo, cooperative di +lavoro, conquista dei municipî, delle provincie ed anche del parlamento. + + [IL PROGRAMMA DEI FASCI] + +Queste modeste aspirazioni, che sono propugnate da tanti che non sono +socialisti e pel cui conseguimento (se non vi facesse ostacolo la +intolleranza di alcuni capi), si potrebbe trarre profitto dall'impiego +di tante altre forze, rappresentano molto meno di quello che c'era nel +programma minimo del cosidetto partito _possibilista_ francese, ch'ebbe +ad interprete autorevole e stimato il Malon. + +Non avevano messo nel programma neppure le _cooperative di produzione_, +perchè disgraziatamente nemmeno quelle di _consumo_ e di _lavoro_ hanno +potuto attecchire in Sicilia, dove indarno si cercherebbe una +associazione di semplice mutuo soccorso, che possa gareggiare con la più +meschina _Trade-Union_ inglese del vecchio stampo. + +Se alcuni dei capi conoscevano le teorie di Marx--e alcuni le avevano +studiate con amore e le spiegavano con molta chiarezza, come il +Montalto, il Barbato, il De Luca, il Petrina, ecc.;--la immensa +maggioranza dei soci dei _Fasci_, per non dire la totalità, non riusciva +a formarsene la più lontana idea. Così avveniva che mentre i giornali ed +i capi del partito parlavano di _collettivismo_, tra i socî e +specialmente tra i contadini più arditi e più radicali si aspirava alla +divisione delle terre, alla quotizzazione. Per loro una buona _legge +agraria_ sarebbe l'ideale; molti altri si sarebbero contentati della +riforma dei patti colonici. La elevazione dei magri salarî per gli uni, +la mezzadria ad oneste condizioni--come c'è in Toscana e nell'alta +Lombardia, e di cui non mancano buoni e numerosi esempî nella stessa +Sicilia--per gli altri, sarebbero bastate a soddisfarli ed a quietarli +per un pezzo. + +Il sig. Enea Cavalieri giustamente osservò che in fondo, «astraendo dal +loro infeudamento al socialismo, i _Fasci_, come nuclei operai, dovevano +qualificarsi Società di resistenza, _Trade-Unions_ insomma: principio di +resistenza, che ha alte giustificazioni.» + + [LE ASPIRAZIONI DEI CONTADINI] + +Nessuno aveva, dunque, motivo di allarmarsi e di protestare se +praticamente, in sostanza, i contadini e gli operai di Sicilia si +organizzavano come in Inghilterra e facevano domande d'immediata +realizzazione che vennero trovate ragionevoli da illustri professori di +diritto, che le difesero in seno della Regia Commissione che discusse i +_Contratti agrarî_. + +Per la parte più radicale, ma di remota realizzazione, poi è bene notare +che l'on. Marchese di San Giuliano, ex sottosegretario di Stato nel +Ministero Giolitti--e _pour cause_ mi limito tra i liberali e i +conservatori a citare il solo rappresentante di Catania--nel suo libro: +_Le condizioni presenti della Sicilia_ (p. 135) considera come +_superstiziosa_ la venerazione di cui viene circondata la proprietà +privata, che considera--al modo di Lassalle--quale una categoria storica +modificabile col tempo nella legislazione. A che dunque far la voce +grossa contro i socialisti, che dicono la stessa cosa? + +In quanto allo spirito e ai moventi reali che spinsero alla +costituzione dello insieme dei _Fasci_, perchè i fatti posteriori mi +dettero ragione, credo opportuno ripetere ciò che scrissi altra volta. + + [LA DEGENERAZIONE DI PARECCHI FASCI] + +«Anzitutto,--osservai in sul finire del luglio 1893--a spiegare certi +fenomeni non degni di ammirazione, è d'uopo rilevare che certi _Fasci_ +sono sorti come arma di combattimento contro locali Società operaie +infeudate ad uomini ed a partiti diversi. L'ideale socialista in questi +casi non è servito che come marca di fabbrica, che doveva coprire la +merce di contrabando. Così alla prima occasione tali _Fasci_ si sono +visti rinnegare i principî, che dovrebbero inspirarli e in nome del +socialismo combattere anche i socialisti.» + +«Più di frequente i soci, che accorsero numerosi, furono trascinati +nelle nuove associazioni dall'innegabile contagio psichico, che tanto +più attivamente agisce quanto meno colte sono le masse sulle quali +dispiega la sua azione; ma ognuno crede che in questi casi, scomparso il +fascino del momento ed anche la parvenza teatrale, rimangono poco utili, +se non addirittura dannosi, al sodalizio, dove portano un pericoloso +contingente di svogliatezza e di malumore.» + +«Nel maggior numero, infine, degli operai, che si sono iscritti nei +_Fasci dei lavoratori_ della Sicilia e che del resto ne costituiscono +l'elemento migliore prevalse quel socialismo sentimentale, ch'è fatto di +forte malcontento--ben giustificato--dello stato presente, e di vaga +aspirazione verso un più lieto avvenire, tanto più seducente quanto più +inghirlandato colle magiche promesse contenute nelle parole _giustizia_ +ed _eguaglianza_. Manca, però in questo maggior numero la coscienza +vera di ciò che si vuole, dei mezzi congrui per conseguirlo ed anche il +concetto adeguato della forza, che si ha nelle proprie mani--giudicata +talora grandissima e tal altra minima--e manca in generale questa +coscienza perchè manca la coltura intellettuale anche la più +elementare». (_Rivista popolare_ 1. agosto 1893). Tutto questo era +innegabile dinanzi allo spettacolo di _Fasci_ sorti e presieduti da +liberali ortodossi, come quello di Militello, o dei _contro-fasci_, come +quello di Monreale. + + [SOCIALISMO SENTIMENTALE] + +Questo giudizio onesto di un socialista onesto, che credeva giovare alla +causa prediletta col culto della verità, senza orpelli e senza +illusioni, non piacque a coloro che in Italia hanno preso nelle mani il +monopolio del socialismo intransigente, come non piacque ciò che dissi +con altrettanta franchezza nella _Grande Revue_, e venni considerato +come un nemico dei _Fasci_ e designato al disprezzo come un +_socialistoide_. A mio conforto ed a mia giustificazione venne dopo una +corrispondenza da Reggio Emilia--all'epoca del congresso socialista--nel +_Peuple_ di Bruxelles, e che certamente è dovuta al Vandervelde--uno dei +capi più autorevoli del socialismo belga--nella quale è detto: «In +Sicilia il movimento socialista data da ieri. Si è sviluppato con una +rapidità che fa pensare alla formazione delle leghe operaie belghe, dopo +gli avvenimenti di marzo 1866. Sinora i contadini siciliani erano +rimasti completamente al di fuori di tutte le preoccupazioni socialiste. +Bruscamente in meno di un anno, tutto questo proletariato si è +organizzato; ma _il va sans dire_ che questi nuovi aderenti non sono +arrivati alla _piena ed intera coscienza dell'ideale socialista_. La +maggior parte accettano il nuovo vangelo, _come quei pagani che si +facevano battezzare, ma che continuavano a portare delle ghirlande di +fiori sugli altari di Freja_. In qualche società i membri sono obbligati +di assistere, da una parte alle riunioni socialiste, dall'altra alle +feste annuali della Madonna. Ci si cita un gruppo--_Il circolo della +regina Margherita_--che accetta ad una volta il principio della _lotta +di classe_ e il patronato del re d'Italia. + +Questo giudizio era forse più aspro del mio; ma non era meno vero; e più +severo sarebbe stato se fosse venuto all'indomani di certi luttuosi +fatti determinati da domande giuste offuscate da altre assai reazionarie +(_Giardinelli_ ecc.). + + [NUOVA COSCIENZA NEI LAVORATORI] + +È bene osservare però, che se per i lavoratori della Sicilia il +programma marxista era incomprensibile, un passo notevole nel senso +socialista in Sicilia si fece in questi ultimi tempi colla modificazione +profonda nella coscienza degli stessi lavoratori, nel considerare la +loro posizione di fronte alle altre classi e nel reclamare il loro +diritto. Pel passato le classi dirigenti avvalendosi dei mezzi più +poderosi di dominio--morale, religione, politica--adoperati nel modo +descritto dal Loria, erano riuscite a mantenere in una specie di servitù +di fatto i lavoratori che si credevano nel dovere di soffrire ed +ubbidire. In altri tempi, costrettivi dalle sofferenze fisiche, poterono +ribellarsi, ma essi raramente invocavano e facevano valere i propri +diritti e credevano che il poco che potevano chiedere e sperare lo +dovevano attendere dalla carità e dalla generosità altrui. Ora invece +sanno e dicono che quel poco che chiedono è loro _dovuto_ ed hanno +_diritto_ di esigerlo. + +A Partanna nei tumulti si grida: _Vogliamo lavoro e non elemosine!_ A +Piana dei Greci, quando Plebano, Farina e Comandini visitaronla i +contadini, benchè affamati e nella più squallida miseria, respingevano +l'elemosina credendosi avviliti, degradati accettandola. + +Questi fatti provano la formazione della coscienza socialista nelle +masse siciliane, e non è poco. Questa coscienza non si potrà più +distruggerla e darà i suoi frutti. + +Coloro che stavano alla direzione del movimento opportunamente avevano +pensato ad eliminare molte stridenti contraddizioni; avevano messo in +mora parecchi _Fasci_, che vi si abbandonavano ed alcuni anche ne +avevano eliminato dal seno del partito; (Lercara, Delia, ecc. ecc.); ma +i fatti rimangono sempre come un indizio dello spirito che c'è nelle +masse e della loro maturità maggiore o minore per accogliere i dettati +del rigido socialismo marxista. + + [I FASCI E I CONTRATTI AGRARII] + +Intanto è bene avvertire che nel programma minimo i _Fasci_ avevano già +ottenuto notevoli risultati. In taluni punti i salarî si erano elevati +alquanto; altrove erano stati accettati dai proprietarii,--per timore di +peggio o per ridestato senso di umanità--i patti colonici votati dal +Congresso di Corleone. Il Cavalieri alludendo a questi successi sul +terreno economico, nota che le modificazioni nei _contratti agrarî_, +indarno raccomandate da tanti anni da Villari, da Rubieri, da Sonnino +ecc., le ottennero i _Fasci_ colla _violenza_ e colla _minaccia_ e +perciò in fondo loda l'opera del Congresso di Corleone[6]. + +Credo che egli sia stato inesattamente informato sui mezzi adoperati dai +_Fasci_ di contadini per ottenere più eque condizioni dai proprietarî +delle terre, a meno che egli non consideri come una violenza lo +sciopero; ma se pur egli fosse nel vero, si potrebbero biasimare coloro +che da secoli sono stati vilipesi ed abbandonati e che colle buone non +erano mai riusciti a migliorare la propria tristissima condizione? + + [GLI OPERAI NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE] + +La vittoria, infine, aveva coronato non poche lotte elettorali +amministrative. A Piana dei Greci, a Corleone, a Prizzi, a Partinico, ad +Alcamo, a San Giuseppe Jato, a Sancipirrello, ecc. ecc. contadini ed +operai, candidati dei _Fasci_, erano andati a far parte dei Consigli +Comunali. + +Si avrebbe torto, però, ritenendo che questi ed altri successi +elettorali fossero dovuti esclusivamente alle forze socialiste: gli +operai da un pezzo senza vero programma di partito prevalsero in molti +comuni: alcuni li ebbero in mano completamente--Caltagirone, Agira, +Biancavilla, ecc.--Altrove, ad esempio a Catania, a Messina gli eletti +socialisti e con grande numero di voti, sono l'espressione di molte +cause concomitanti e specialmente del malcontento suscitato dalle +precedenti amministrazioni; negli eletti giovani onesti, intelligenti e +coraggiosi si è visto un freno ed un controllo utile. In qualche punto i +clericali e quella congerie di partiti locali senza programma alcuno +hanno adescato i lavoratori, hanno messo all'asta il loro appoggio, +accordando posti nei Consigli comunali a chi dava loro un maggior numero +di voti e accordandoli spesso a coloro che meno li meritavano! + + [I FASCI NELLE ZONE AGRICOLE] + +I successi reali i cui risultati economici sono stati visibili ed +immediati, si sono visti con particolarità nelle zone agricole; si +spiega perciò come e perchè i contadini fossero i più ardenti nella +lotta e si può prevedere che i loro _Fasci_ si riorganizzeranno presto e +meglio degli altri non appena sarà passata la bufera attuale e +prevarranno se saranno accortamente diretti; direzione accorta che c'era +a Piana dei Greci per merito del D.r Barbato ed a Corleone per opera di +Bernardino Verro. È facile prevedere ciò che avverrà in queste zone dal +risultato delle elezioni amministrative in Piana dei Greci, dove pochi +giorni prima della iniqua sentenza del 30 maggio, il D.r Barbato e i +suoi compagni del _Fascio_, non ostante lo stato di assedio e le +cancellazioni arbitrarie ed odiose dalle liste elettorali fatte dal +Regio Commissario straordinario,--vennero eletti consiglieri comunali +alla quasi unanimità. + + +NOTE: + +[6] Questo piccolo episodio siciliano illustra sempre più ciò che L. +Bissolati brillantemente sostenne contro l'on. Prof. Luigi Luzzatti +sulla assoluta mancanza di spontaneità nelle _concessioni_ fatte dalla +borghesia al proletariato (V. L. Bissolati: _La lotta di classe e le +alte idealità della borghesia_. Milano 1893). L'avvocato cremonese +dimostra che tutte le leggi sociali favorevoli ai lavoratori in +Inghilterra sono in correlazione colla conquistata influenza politica +degli ultimi. Giustissimo! Sostenni sempre tale tesi, che formò il +caposaldo delle mie teorie politico-sociali: la esposi nella conferenza +al Teatro S. Cecilia in Palermo (1890) e al Consolato Operaio in Milano +(1891). Allora dai valvassori del socialismo fui deriso e canzonato.... +E ora? + + + + +IV. + +LE CAUSE--IL MALCONTENTO IN ALTO. + + +Alla descrizione del movimento socialista siciliano nelle sue fasi e +nelle sue condizioni attuali parmi opportuno far seguire un breve studio +sulle cause, che lo hanno fatto assorgere ad una importanza, che non ha +riscontro sul continente italiano; studio utile perchè somministra le +migliori e più esatte indicazioni sulla condotta da seguire per +regolarlo. + +Il Prof. Lombroso, ch'è rimasto colpito dal rapido sviluppo del +socialismo in Sicilia, per ispiegarlo attribuì un'azione preponderante +al miscuglio delle razze e al clima. Senza intrattenermi di questo +secondo fattore, la cui esagerata influenza ho dimostrato insussistente +nella _Sociologia Criminale_ (Vol. 2º), osservo sulla prima che a torto +adesso lo si invoca. + +I contatti tra razze diverse certamente producono fermenti insoliti +e acceleramento della vita sociale: Carlo Cattaneo, precedendo il +Gumplowicz e parecchi altri etnologi e sociologi contemporanei, +giustamente lo affermò. Non è il caso di ricorrere a questa spiegazione +oggi in Sicilia dove le razze sono fuse da oltre dieci secoli e dove la +miscela non sarebbe nè maggiore, nè più recente che in Lombardia o nel +Napolitano. + +Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente per comprendere +che una propaganda che non trovasse l'_ubi consistam_ nelle opportune +condizioni sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe tentata, +attribuiscono tutto all'azione degli agitatori, dei demagoghi, come essi +li chiamano per designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori +assegnano moventi non confessabili. Dicono che questi ultimi sono mossi +dall'ambizione di divenire consiglieri comunali e provinciali o anche +deputati; osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi e +rendere necessario il suo ritorno al potere; che si aspira alla +separazione col protettorato inglese, sotto il quale Malta fiorisce; che +la Francia soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento +insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento non è che una +manifestazione brigantesca e che la organizzazione non è socialistica, +ma modellata e inspirata dalla _mafia_. + + [SCIOCCHE CALUNNIE] + +La maggior parte di queste affermazioni rappresentano calunnie tanto +odiose, quanto ridicole. Per quella piccola parte di vero che c'è dirò +che bisogna non conoscere il cuore umano per meravigliarsi che +l'ambizione si annidi nel cuore di qualche giovane intraprendente: essa +anzi è un grande stimolo a mutare ed a progredire; e senza ambizione si +può dire che non vi sono nell'attuale organizzazione sociale se non +gl'inetti e i disgustati dalla vita pubblica. Tutto sta nel modo come si +esplica e si cerca di soddisfare; e in quanto a questo, io che conosco +quasi tutti i giovani, che stavano alla testa dei _Fasci dei lavoratori_ +posso assicurare con serena coscienza, ch'essi sono davvero eccellenti +nella grandissima maggioranza.[7] + + [LA JEUNESSE DORÉE SICILIANA] + +E non a torto l'on. Comandini ha descritto, in una delle sue +corrispondenze, la _jeunesse dorée_ del socialismo siciliano, +simpaticamente, come dedita allo studio e alla propaganda. Il caso non è +nuovo e non deve affatto sorprendere. Chi non ricorda il lavorio di +demolizione di tutte le vecchie credenze che venne fatto in Francia nel +secolo scorso da buona parte della _jeunesse dorée_? E chi non sa che al +nihilismo i martiri e gli eroi più belli vennero dalla borghesia e dalla +aristocrazia? + +In quanto alla ingerenza e all'influenza della _mafia_ e del +_brigantaggio_, l'accusa è iniquamente bugiarda. Qualche ammonito, e +davvero pochi, faceva parte dei _Fasci_; ed a me che una volta deplorai +il fatto si rispose: «dunque non si dovranno mai riabilitare? E perchè +si meravigliano di qualche ammonito ch'è nei _Fasci_ se hanno mandato +Tanlongo in Senato e tanti ladri del pubblico denaro stanno in +Parlamento? E perchè desta tanto scandalo un disgraziato che violò la +legge per miseria per ignoranza e viene da noi paternamente accolto, +mentre si trova regolarissimo che il Barone Tizio sia sindaco, sebbene +abbia passato qualche anno in carcere sotto gravissima accusa; e il +Conte Filano tenga ai suoi ordini, come _bravi_, i peggiori _mafiosi_ +dell'isola? Cristo, del resto, impone il perdono!» + +Questo linguaggio semplice, onesto, elevato fu tenuto anche a Piana dei +Greci a Rossi della _Tribuna_. + +Mi piace aggiungere che a me consta, che alcuni ammoniti da che erano +stati ricevuti nei _Fasci_ avevano tenuto una condotta irreprensibile. E +il fenomeno non è nuovo, per quanto possa sembrare strano a coloro che +non conoscono il cuore umano. Ci fu in Sicilia nel 1893 un leggero +aumento nella delinquenza; ma fu anche maggiore in gran parte del +continente senza che vi fossero _Fasci_, ma per le cause sociali +generali. + + [LE ACCUSE STOLTE E I FATTI] + +Se s'ingannano da pessimisti le autorità politiche e le classi +dirigenti, o vogliono ingannare, non si appone neppure al vero il Bosco +nella parte in cui si abbandona ad un ingenuo ottimismo e adduce come +fattori concomitanti del progresso del socialismo in Sicilia lo sviluppo +intellettuale e morale delle masse. Questo sviluppo è tale meschina cosa +che davvero non avrebbe potuto dare i risultati che gli vengono +attribuiti. L'analfabetismo e la delinquenza--negli omicidî +Caltanissetta e Girgenti hanno il primato assoluto--nell'isola sono +altissimi, e la lasciano a grandissima distanza dal Piemonte, dalla +Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana, dove il socialismo è assai meno +rigoglioso in questo momento.[8] + +Ispira simpatia il caso citato dal Rossi della _Tribuna_ di quei socî +del _Fascio_, poveri anch'essi, che si quotizzarono per ricomprare il +mulo al compagno che l'aveva perduto, come si farebbe nella _Zadruga_ +degli Slavi meridionali. Ma il caso isolato non autorizza affatto il +Bosco a scrivere: «Moralmente il nostro contadino è di molto migliorato. +Egli a poco a poco va spogliandosi della laida veste dell'egoismo e +sente vivo l'amore pel prossimo; egli che non comprendeva nemmeno +l'amore per la famiglia, ama oggi il fratello di dolore e lo aiuta in +tutto quello che può. E di azioni veramente altruistiche, che indicano +un grande progresso morale, potremmo citarne a _centinaia_(!!)» + +Questa è poesia bella e buona; la realtà è diversa e si avvicina molto a +quel materialismo economico da cui un discepolo di Marx non avrebbe +dovuto discostarsi. + + [I FATTI E LE ESASPERAZIONI] + +La realtà è questa: in Sicilia c'è un grande malcontento pel malessere +economico aggravato dalle condizioni politiche; malcontento che spinge +alla protesta e alla reazione, coadiuvato dall'influenza ereditaria e +dalle tradizioni locali. Il malcontento ha cause economiche generali e +ne ha particolari che lo hanno reso più rapidamente sensibile: il +malcontento è in alto e nelle classi dirigenti, che a forza di +mormorare e di protestare hanno incitato il popolo ad imitarle; e col +malcontento in alto sono venuti meno i freni morali e materiali, che +avrebbero potuto rattenere e moderare il malcontento irrompente in +basso. + + [IL MALCONTENTO NELLE CLASSI DIRIGENTI] + +Tra le classi dirigenti il malumore serpeggia e si accresce con +prodigiosa rapidità per tutte le cause generali, che agiscono in tutta +Italia e che trovano l'addentellato e nella politica interna e nella +politica estera e in tutte le esplicazioni della vita pubblica. Di +questo stato dell'animo delle classi dirigenti dettero un saggio i +_grandi proprietarî_ di Sicilia--senatori, deputati, duchi, principi, +marchesi, baroni, cavalieri ed anche avvocati nullatenenti--che riuniti +nella sala Ragona in Palermo, in numero di duecento, applaudirono +freneticamente un rapporto del Comitato promotore, che nella _parte +generale_--dovuta al senator Guarneri--dice in principio così: «I +deplorabili moti,--promossi da quali agitatori e da quali intenti +l'Italia oggi non ignora--che sono scoppiati, _non sarebbero avvenuti_, +o almeno non avrebbero tanto attecchito se in tutta l'isola non regnasse +il più profondo malcontento ed universale malessere, _nato da lunghi +anni di trista amministrazione_.» (p. 3) Dopo questa constatazione che +valore possono avere le sciocche invettive contro i _sobillatori_? + +I proprietarî si lamentano acremente per la gravezza delle imposte +erariali, provinciali e comunali, e in parte si lamentano a torto i +grandi proprietarî, che se molto pagano non possono e non devono negare +che dal 1860 in poi hanno visto aumentare vistosamente i loro redditi. +Il prof. Salvioli afferma che nel circondario di Mistretta i fitti +raddoppiarono: in provincia di Catania aumentarono di circa un terzo ed +in qualche zona del doppio, fino al 1881. Così in quella di Siracusa e +di Caltanissetta. In provincia di Trapani l'aumento variò dal 30 al +100%. (_Gabellotti e contadini in Sicilia_ ecc. nella _Riforma Sociale_ +del Nitti 10-25 marzo 1894). Le ricerche di altri agronomi e le mie +confermano questo aumento straordinario nei fitti: e in questo come in +tanti altri casi continua la rassomiglianza tra la Sicilia e +l'Irlanda.[9] Inoltre il prodotto delle imposte di ogni genere in +maggior parte venne speso a vantaggio degli stessi proprietarî. Molte +strade comunali e provinciali, che hanno rovinato i corpi locali sono +state costruite a loro esclusivo beneficio: e su di alcune si narrano +intrighi e imposizioni scandalose per farle votare ed eseguire. Le +imposte e le spese così riuscirono spesso ad aumentare la ricchezza dei +proprietarî. + + [CENSIMENTO DELL'ASSE ECCLESIASTICO] + +In Sicilia, eziandio, a produrre una speciale perturbazione economica ha +contribuito un fattore, che avrebbe dovuto essere benefico e che sotto +certi punti di vista tale realmente è riuscito. Alludo al censimento dei +beni demaniali e dell'asse ecclesiastico. + + [GARIBALDI E IL GOVERNO ITALIANO] + +Qui da dieci secoli le corporazioni religiose, le confraternite ecc. +avevano ricevuto doni dai fedeli ed accumulato ricchezze enormi. Nel +1860 si può ritenere che esse possedevano oltre 190,000 ettari della +migliore terra malamente coltivata sì, ma il cui prodotto veniva +consumato localmente. Il generale Garibaldi vide il pericolo che +derivava dalla esistenza di tale vasta manomorta ed il vantaggio che si +poteva ricavarne distribuendola in piccoli lotti ai lavoratori; ma il +suo ottimo pensiero fu svisato completamente poco dopo. + +Il governo italiano, che successe alla Dittatura, ad un elevato fine +economico-sociale ne sostituì uno puramente fiscale: e col censimento, +che seguì alla soppressione delle corporazioni religiose, si costituì +una risorsa finanziaria compiendo una vera spogliazione a danno dei +Comuni, cui accordò in teoria un quarto della rendita dei beni delle +suddette corporazioni--assottigliata da imposte e prelevazioni di ogni +sorta--ma in fatto la negò con ogni sorta di tergiversazioni e di +litigi.[10] + + [SI MANCA IL FINE] + +Coll'incameramento e col censimento eseguito con criterî fiscali, dal +punto di vista sociale il progresso fu poco, perchè alle corporazioni +nelle proprietà della terra si sostituì a poco a poco il grande +proprietario, checchè ne abbia pensato il Prof. Corleo, ch'era un poco +interessato a difendere il modo come s'era praticato il censimento; il +competente Prof. Basile, anzi, arriva a dire, «che si sono vendute tutte +le terre appartenenti una volta alle _manimorte_ e sono state acquistate +da proprietarî oziosi, da far comparire _manivive_ i monasteri di una +volta.» (_La quistione dei contadini in Italia._ Messina 1894). + + [L'ASSENTEISMO] + +Dal punto di vista economico l'isola subì tutte le conseguenze +dell'_assenteismo_; poichè il prodotto della terra e del lavoro--in gran +parte sotto forma di _canone_--emigrò tutti gli anni al di là dello +stretto per essere consumato a Roma e nell'alta Italia, dove per ragioni +geografiche, politiche e militari lo Stato spende una somma maggiore di +quella che vi esige. + +L'_assenteismo_--quest'altro male caratteristico dell'Irlanda--generato +dal governo in Sicilia, si complica per dato e fatto di alcuni privati, +che vi hanno grandi possessioni--Duca d'Aumale, duca di Ferrandina, duca +di Monteleone, Principe di Trabia, Principe di S. Elia, Principe di +Belmonte, ecc.--e che vivono, i più, nel continente italiano, in Francia +o in Ispagna. I danni enormi economico-sociali dell'_assenteismo_ +vennero riconosciuti da tempo dal Sonnino, dal Baer (nel suo eccellente +studio sul _Latifondo in Sicilia_ nella _Nuova Antologia_ del 15 aprile +1883) e di recente dal Cavalieri, da Monsignor Carini, dal De Rosa, +ex-prefetto di Caltanissetta, dal senatore Faraldo, ex prefetto in +Sicilia (_Alcuni riflessi sui casi succeduti in Sicilia_) ecc. ecc. + +Questa causa di depressione economica, che agiva lentamente, da recente +fu resa più energica colle facilitazioni allettatrici, che accordò lo +Stato per lo affrancamento dei censi sui beni dell'asse ecclesiastico; +i cui possessori assunsero impegni superiori alle loro forze, +s'indebitarono--e contribuirono ad accrescere le immobilizzazioni +bancarie--e mandarono al centro, non il reddito annuo ma l'importo delle +terre censite e sottrassero alla vita economica del paese un ingente +capitale. + +In questo modo si crede, ed a me pare che la credenza sia giustificata, +che l'isola abbia dato all'Italia più di quanto ha ricevuto; ed ha +sicuramente ricevuto meno di quanto le si doveva sotto forma di strade, +che sarebbe stata la più utile delle restituzioni sotto tutti gli +aspetti. Lo Stato, altresì, a cagione della sua organizzazione +centralizzatrice sino all'assurdo, agisce sulla periferia come una pompa +aspirante, che restituisce solo in minima parte ciò che ne assorbe. + + [LE CONDIZIONI DI PUBBLICA SICUREZZA] + +Oltre questi fatti d'indole economica, vi è un'altra causa di +malcontento, che si è resa intensa da recente per i proprietarî in +generale ed è rappresentata dal peggioramento nelle condizioni della +pubblica sicurezza. Sintanto che in Sicilia si ammazzava più che +altrove, essi non si preoccupavano molto del fenomeno morale: questa +forma di delinquenza di ordinario non li colpiva. Quando aumentarono i +reati contro la proprietà e sopratutto l'_abigeato_, o furto di animali +bovini e da trasporto, i sequestri di persona, i ricatti ecc. allora +essi furono toccati direttamente, furono presi da paura, si rinchiusero +nelle loro case, videro andare in malora i loro interessi, furono +privati dei godimenti della vita campestre e venne meno la funzione +dello Stato da loro più apprezzata: quella che compie lo +stato-gendarme. Si può comprendere come e quanto protestassero! + + [IL LATIFONDO FACILITA ALCUNI REATI] + +È bene si dica che i furti in Sicilia se sono alquanto maggiori alla +media del regno e dell'alta Italia, sono però molto al disotto che in +Sardegna, nel Lazio, in Basilicata e negli Abruzzi[11]. Ma in Sicilia le +forme speciali del reato contro la proprietà sopraccennate,--cioè: +_abigeato_, sequestro di persona, ricatto, ecc.--se aumentano destano un +grande allarme. E le gesta della banda Maurina, la taglia pagata dalla +Baronessa vedova Sisto, i sequestri Coniglio, Terresena e del +disgraziato cav. Billotti, che fu ucciso e bruciato in una grotta, +destarono e mantengono lo spavento in tutti; spavento accresciuto talora +dalle notizie false che spargono i contadini e gl'impiegati, che hanno +interesse a tenere lontani dalle campagne i padroni. E il malandrinaggio +e le altre cennate forme di reato contro la proprietà in Sicilia sono +facili e frequenti per la esistenza del latifondo (che costringe alla +cattiva distribuzione della popolazione, riunita in grossi centri, +lontanissimi gli uni dagli altri, e circondati da campagne deserte e +brulle) e per la mancanza di strade, per l'analfabetismo, e per le +prepotenze feudali, che in qualche punto perdurarono più che altrove e +generarono largo risentimento. I malandrini assurgono gradatamente alla +trista altezza di briganti, e sanno tenere impunemente la campagna colla +buona tattica: rispettano i piccoli, sanno procacciarsi il rispetto o +la solidarietà dei contadini, dei bovari, dei pastori, degli zolfatari, +o con terribili esempî incutono loro timore, quando in loro non trovano +le ragioni--che mancano di rado--di odio contro i padroni. + + [LE CRISI] + +Queste cause che generano e mantengono la particolare delinquenza della +Sicilia in modo permanente, negli ultimi tempi sono state rese più +intense dalla crisi agricola e dalla crisi zolfifera. Della prima si è +scritto abbastanza ed è conosciuta: il rinvilimento del prezzo dei +cereali e dei vini e degli altri prodotti dell'isola--rinvilimento +cagionato dalla rottura delle buone relazioni commerciali colla Francia +e dalla depressione del mercato interno, impoverito dall'alta quota +delle imposte pagate e da altre cause--ha arrecato gravi perdite ai +proprietarî e per ripercussione ai lavoratori. La crisi ha talvolta +forme e cause strettamente locali: così a Monreale, a Partinico e in +altri punti della provincia di Palermo, dove sono avvenute dimostrazioni +e torbidi, sebbene la proprietà sia ben divisa, in questi ultimi anni la +miseria è grande, tanto più intollerabile in quanto che è del tutto +insolita, poichè eccezionalmente generata dal ribasso fortissimo nel +prezzo degli agrumi che rappresentano il prodotto esclusivo di quella +ferace contrada[12]. + + [LE CRISI E IL MALCONTENTO] + +Della crisi zolfifera dirò brevemente più oltre; qui mi basta +conchiudere osservando che le due crisi, l'agricola e la mineraria, +hanno direttamente aumentato il malcontento della classe dirigente per +le ragioni economiche; e l'hanno indirettamente accresciuto in quanto +che contribuirono in forte misura a peggiorare le condizioni della +pubblica sicurezza.[13] + + +NOTE: + +[7] G. Alongi, intelligentissimo funzionario di pubblica sicurezza, in +uno studio sui _Fasci dei Lavoratori_ estratto del _Manuale_ del Comm. +Astengo, ha raccolto talune odiose calunnie sopra alcuni Presidenti dei +_Fasci_, che tolgono valore al suo studio nel resto abbastanza buono. + +[8] In Sicilia, secondo i dati statistici recenti comunicatimi +gentilmente dal D.r A. Bosco (della Direzione della statistica del +regno), nel 1891 c'erano tra gli sposi e le spose 71% di analfabeti e +63% tra i coscritti, in Piemonte invece vi sono analfabeti nella +proporzione del 12 e del 16%. In quanto a reati per 100,000 abitanti in +Sicilia si ebbero nel 1891 denunzie 28 per omicidio, 359 per lesioni +violente e 392 per furti; in Piemonte per le rispettive categorie si +ebbero queste cifre; 4, 103, 223. Quanti insegnamenti in questo +confronto! + +[9] Chi vuole formarsi un'idea adeguata della somiglianza tra le due +isole, in quanto a condizioni economico-sociali legga il libro +dell'individualista Fournier: _La question agraire en Irlande_ e +l'opuscolo del socialista Kautsky: _Irland. kultur-historische Skizze_, +Leipzig 1880. + +Il parallelo riesce utilissimo per le indicazioni che i casi d'Irlanda +somministrano per la soluzione del problema siciliano. + +[10] Nel rapporto dei _grandi proprietarî_ di Sicilia a pagine 4 e 5 si +legge: + +«La Sicilia è entrata nella grande famiglia italiana con un debito +pubblico di appena ottantacinque milioni in capitale, e con un lieve +bilancio di sole lire 21.792,585. E a dippiù dessa vi ha arrecato il suo +tesoro, accumulato da lunghi secoli, dei beni ecclesiastici e demaniali. +Però dessa vi è entrata al tempo stesso povera di opere pubbliche, cioè +di mezzi di viabilità di ogni genere, di lavori portuali, e di bonifiche +di qualunque natura. + +«La censuazione dei beni ecclesiastici, e la vendita di quelli demaniali +ha avuto luogo, non a _scopo sociale_, non a sollievo delle classi +agricole, ma a fine di _lucro_, e di finanza, e quest'Isola ha dovuto +ricomprare le sue terre chiesastiche e demaniali, e allibertare le sue +altre proprietà immobiliari, erogandovi la colossale somma di quasi 700 +milioni, che sono stati sottratti alla bonifica delle altre sue terre. + +«Ed il quarto dei beni ecclesiastici, attribuito dalla legge del 7 +luglio 1866 ai comuni dell'Isola, è stato davvero derisorio, giacchè +(incredibile a dirsi, ma pure vero) il _valore_ di questi beni a +riguardo dei detti comuni, è stato calcolato in base alle vilissime +dichiarazioni del clero di Sicilia, per il soddisfo della tassa di +manomorta del 4%. E da questo _nominale_ valore sono stati dedotti il +30% attribuito allo Stato giusta la legge del 15 agosto 1867, e dippiù +il 4%, di tassa di manomorta, ed un altro 5% per ispese di +amministrazione. Però tutte queste deduzioni sono stato ragionate sul +_valore effettivo_ dei cennati beni; e sottratte in oltre le pensioni +dovute ai membri degli Enti soppressi. Sicchè nulla, o quasi nulla, han +percepito sin oggi dopo più che un quarto di secolo, i Comuni del +cennato quarto di beni. Anzi il Demanio ha richiesta la restituzione +delle poche somme, per tale causa, pagate a qualche Comune. + +«Or dietro tanti sacrifici che quest'Isola ha, per virtù di +patriottismo, accettati, dessa avea bene il diritto di vedersi +equiparata alle altre regioni d'Italia nelle condizioni di viabilità, o +di miglioramento di ogni genere.» + +Mi associo di tutto cuore alla osservazione del Comitato promotore, che +vorrei vedere tenuta nel dovuto conto da coloro che credono nella +_generosità_ del governo italiano verso la Sicilia. Però devo notare che +la valutazione dei beni dell'asse ecclesiastico fatta dalla relazione +dei grandi proprietarî--secondo i dati fornitimi gentilmente dal Comm. +Simeone, direttore generale del Demanio--è troppo esagerata. + +[11] La media del regno pel 1891 per 100,000 abitanti è di 348 furti, in +Sardegna di 846, nel Lazio di 667, in Basilicata di 638, negli Abruzzi +di 518, in Sicilia di 398. + +[12] Degli effetti del fiscalismo e dell'usura, che producono il grave +malcontento dei piccoli e medî proprietarî se ne avrà una idea da questi +desolanti dati statistici. Nella provincia sola di Caltanissetta dal +1883 al 1893 si fecero le seguenti espropriazioni: Caltanissetta 3151, +Piazza Armerina 2033, Riesi 1648, Butera 1388, Santa Caterina Villarmosa +731, Mazzarino 604, _Castrogiovanni_ 463, Montedoro 500, Valguarnera +432, Resuttano 449, Sommatino 399, Delia 392, Serradifalco 322, Aidone +252, San Cataldo 228, Villalba 228, Niscemi 158, Barrafranca 140, Sutera +136, Vallelunga 116, Acquaviva 46, Pietraperzia 28, Villarosa 29, +Marianopoli 10, Campofranco 6. La lista non è completa eppure le +espropriazioni del decennio arrivano a 16662! (Dalla _Rivista popolare_ +del 31 Dicembre 1893). Nel solo comune di Chiaramonte Gulfi (paese di +circa 10000 abitanti nella provincia di Siracusa) nel mese di Dicembre +1893 per conto dell'esattore andarono all'asta 129 piccolissime e medie +proprietà. Ho sottolineato la città di Castrogiovanni perchè nonostante +il suo vastissimo territorio e i suoi 22000 abitanti, ha avuto, un +numero relativamente esiguo di espropriazioni, perchè c'è un certo +benessere. _Fu mantenuta sempre la calma e l'ordine._ + +[13] L'on. Marchese di San Giuliano da _vero uomo di Governo_, nel senso +comunemente attribuito a questa frase in Italia, e che sente la +responsabilità della politica disastrosa da lui appoggiata dal 1882 al +giorno d'oggi, ha tentato scagionare il governo dalle accuse rivoltegli, +sostenendo che della depressione economica della Sicilia la colpa del +governo è poca o almeno non è quanta glie ne viene attribuita. (_Le +condizioni presenti della Sicilia_). La difesa non merita di essere +discussa. Alle sue affermazioni, veramente audaci, rispondono i fasti +della politica finanziaria, militare e doganale--strettamente connesse +alla dinastica politica estera--che trovarono estimatori assai più equi +anche tra i più eminenti uomini di governo; tra i quali cito soli i +senatori Jacini e Finali, perchè credo, che bastino a controbilanciare +l'autorità dell'ex-sottosegretario di Stato per l'agricoltura e +commercio. + + + + +V. + +IL MALCONTENTO TRA I LAVORATORI DELLE MINIERE. + + +Dei piccoli proprietarî non occorre tener parola. La loro condizione, +che peggiora dappertutto, non è diversa in Sicilia di quella che è +altrove; essi che hanno minore resistenza da opporre alle cause di +depressione economica, sentono che muoiono, che gradatamente vengono +gettati tra le file del proletariato. Perciò giustamente cominciano ad +essere accessibili alla propaganda socialista, che tra loro riuscirebbe +più efficace se il concetto della _lotta di classe_--facilmente +frainteso--non li spaventasse, perchè temono che in un momento decisivo +i proletarî, non saprebbero fare distinzioni sottili tra grandi e +piccoli proprietarî e li voterebbero tutti alla morte[14]. + + [AZIONE MODERATRICE DEI SOCIALISTI] + +Nè occorre intrattenersi del proletariato urbano, poco dissimile per le +condizioni economiche da quello del resto d'Italia; inferiore al +medesimo nella istruzione, nella coltura, nella compartecipazione alla +vita pubblica. I _Fasci dei lavoratori_ delle città,--eccettuato quello +di Catania--perciò offrono una minore solidità ed attività di quelli +delle campagne, e poco fanno parlare di loro. Così Palermo rimane +tranquilla, mentre alle sue porte, a Partinico, a Monreale, a +Girardinello è forte l'agitazione; si arresta, si ferisce, si ammazza. +Con che non s'intende disconoscere che in questa attitudine non abbia +seriamente contribuito la influenza moderatrice che i capi del partito +socialista esercitano sulle masse, consci come sono dei danni che +verrebbero da un movimento inconsulto: azione altamente moderatrice e +non mai abbastanza lodata--sebbene dal Governo del tutto +disconosciuta--esercitata pure dal dott. Barbato a Piana dei Greci e dal +Verro nelle contrade di Corleone: paesi che senza di questa azione +moderatrice avrebbero potuto dare un forte e pericoloso contingente agli +ultimi sanguinosi tumulti. + +Tristissima è la sorte delle cinquantamila famiglie, che vivono +direttamente del lavoro nelle miniere di zolfo. I _reporters_ che hanno +visitato l'isola in generale si sono dati alle commoventi descrizioni +dei così detti _carusi_, cioè dei giovani dagli 8 ai 20 anni, che sulle +loro spalle traggono fuori dalle viscere della terra il minerale da cui +si estrae lo zolfo; e lo trasportano attorno ai _calcheroni_, nei quali +viene fuso e ridotto in pani; descrizioni, che fanno rassomigliare una +zolfara ad una bolgia dantesca coi suoi disgraziati abitatori e che di +poco si scostano dal vero. + + [I CARUSI] + +I _carusi_ hanno formato oggetto di vive discussioni a varie riprese in +Italia. + +La stampa del continente se ne occupò con interessamento dopo la +pubblicazione del libro di Sonnino sui _Contadini in Sicilia_, il quale +ne trattò nell'appendice. Quando si cominciò a parlare di legislazione +sociale tornarono di moda; e finalmente nel settembre scorso ci fu di +nuovo una esplosione di sdegno per le sofferenze di questi lavoratori +delle miniere dopo la descrizione fattane dal Rossi della _Tribuna_. + +Se sono molte le inesattezze scritte e divulgate sulla durezza del +lavoro dei minatori di zolfo, sono assai minori quelle sui _carusi_. + +Tra tutte le descrizioni sul lavoro aspro, durissimo, cui sono +condannati i _carusi_, rimane, a mio giudizio, più esatta, per quanto +elegante e sentimentale, quella datane da Gustavo Chiesi nella _Sicilia +Illustrata_. Non mi arrischio di rifarla o di ripeterla perchè a me +manca quella vivacità dello stile ch'è necessaria per farne un bozzetto, +che per quanto impressionante rimane sempre verista. Mi limito, perciò, +ad occuparmi di quella parte delle loro condizioni, che si presta ad +essere trattata con l'aridità che mi è abituale. + + [LA DURATA DEL LAVORO] + +Comincio dalla durata del lavoro. Raramente la giornata di lavoro dei +_carusi_ sorpassa le otto ore, come raramente rimane al disotto, mentre +quasi mai il _picconiere_ lavora per otto ore, e la sua settimana di +lavoro è di quaranta ore.[15] + +Quindi sotto questo punto di vista la legge delle otto ore nelle miniere +della Sicilia non avrebbe sensibile applicazione e non darebbe gli +sperati utili risultati. + +I _carusi_, come i _picconieri_, lavorano a cottimo e ricevono una parte +maggiore o minore dell'importo della _cassa_ di zolfo, secondo la +maggiore o minore distanza dal cantiere della lavorazione al piano +d'impostamento presso il _calcherone_, e secondo pure la lunghezza e +ripidità della scala. Da queste due condizioni, infatti, dipende il +numero dei _viaggi_, che può fare il _caruso_ e la quantità di minerale, +che può essere trasportata fuori in una giornata. + + [IL SALARIO E L'USURA] + +Il salario varia in questo momento dai 40 centesimi alla lira al giorno +secondo l'età; ma si avverta, che oggi non che al salario dello +_sweating system_ sono ridotti al doloroso sciopero forzato. + +L'usura pesa sui _carusi_, come pesa sui _picconieri_, e non è esatto +che questi ultimi riversino sui primi la parte che a loro spetta; almeno +questo è un caso del tutto eccezionale e che si verifica quando il +picconiere è agiato, ha un piccolo capitaluccio e fa lui stesso le +anticipazioni in generi al _caruso_. Ma in questo caso, per essere +giusti, si deve riconoscere che il picconiere non esercita l'usura in +proporzioni superiori a quelle, cui si dovrebbe sottostare ricorrendo +alla _bottega_ del padrone-coltivatore. + +Si sono esagerate di molto le crudeltà del _picconiere_ contro il +_caruso_, che si è voluto dipingere come se fosse assolutamente lo +schiavo del primo e su cui avrebbe una specie di diritto di vita e di +morte. I rapporti tra _picconieri_ e _carusi_ sono improntati +generalmente a quel carattere di durezza, che prevale nelle classi +inferiori, specialmente della Sicilia. + +Il contadino si crede nel diritto di bastonare la propria moglie e i +propri figli; e lo stesso diritto crede di avere il _picconiere_ verso +il _caruso_. Non sono rari i casi, poi, in cui il primo mostra una +eccezionale dolcezza verso il secondo; e lo liscia, lo carezza, gli +regala qualche sigaro e lo porta a bere un bicchiere di vino nei giorni +festivi e di domenica. E ciò fa più per convenienza, che per bontà di +animo; lo fa per quell'_anticipo_ che gli ha dato e che è stato +erroneamente interpretato e dal Sonnino e dal Rossi e da molti altri, +che ne hanno scritto. + + [RAPPORTI TRA CARUSO E PICCONIERE] + +Quando un _caruso_ s'impegna a lavorare con un _picconiere_ riceve da +questo una somma, che varia dalle 50 alle 150 lire, secondo l'età e la +ricerca che c'è di _carusi_. Questa somma si chiama _anticipo morto_, +che non sempre si sconta gradatamente col lavoro quotidiano, ma si +restituisce quando il _caruso_ vuole andare a lavorare con un altro +picconiere o vuole cambiare mestiere. + +Le famiglie di contadini e anche di operai dei centri urbani hanno una +grande risorsa nello _anticipo_, che intascano per uno o due figli, che +mandano a lavorare nelle miniere; ma si sbaglia grossolanamente quando +si crede che questo _anticipo_, che spesso nè il _caruso_, nè la sua +famiglia sono in condizione di restituire, costituisca un legame +economico rassomigliante alla servitù. Il vero è che il _caruso_, se è +nullatenente e poco onesto, o se tale è la sua famiglia, un bel giorno +lascia con un palmo di naso il _picconiere_, e va a lavorare con un +altro _picconiere_, intascando un altro _anticipo_: operazione, che +ripete talvolta con parecchi che lascia sul lastrico. Al _picconiere_ +non resta che esperimentare l'azione civile, senza utile alcuno; ma +qualche volta, esasperato dalla perdita, che per lui è un vero disastro, +lo cerca, lo insegue, e se lo trova, lo bastona terribilmente. Non poche +volte sorse fiera contesa con brave coltellate tra l'antico _picconiere_ +derubato e il nuovo con cui è andato a lavorare il _caruso_ senza +restituire al primo l'anticipo; poichè le consuetudini e le leggi +dell'_omertà_ esigono che un _picconiere_, assoldando un _caruso_, +s'incarichi esso stesso di saldare il creditore precedente, cui si +sostituisce in tutto e per tutto. Chi vien meno a tali consuetudini e +leggi della _mafia_, si espone alle vendette del danneggiato; e in +realtà è meritevole di punizione perchè se esso non ruba, tiene il +sacco. + +Ma i _picconieri_ intelligenti, se trovano _carusi_ buoni e laboriosi, +li trattano bene e li carezzano, e io conosco lavoratori che da anni +stanno in relazioni intime e affettuose, come ne conoscono tutti coloro +che hanno coltivato miniere di zolfo. + + [SENZA CASE E SENZA SCUOLE] + +_Picconieri_ e _carusi_, e tutti i lavoratori delle miniere come quelli +della terra in generale in Sicilia soffrono molto per le abitazioni, che +sono anguste e luride o mancano del tutto. + +A questo la legge deve e può provvedere; come dovrebbe provvedere alla +istruzione di tanti ragazzi. Proposi nella penultima discussione del +bilancio della pubblica istruzione, l'impianto di scuole elementari +nelle miniere di zolfo e ricordai che la Spagna ci ha preceduti. Ma +l'on. Martini mi rispose che l'idea era buona... però mancavano i +quattrini per attuarla,--quattrini che poi si trovarono per il famoso +ispettorato! + +E qui mi piace, a titolo d'onore, far menzione della scuola elementare +serale che il signor Trewhella a sue spese ha impiantato nella grande +miniera di Grottacalda. L'esempio potrebbe essere imitato da altri +coltivatori di grandi miniere e servirebbe di aspro rimprovero allo +Stato. + +Infine mi tocca a far menzione di una grave quistione: quella della +degenerazione nel lavoro duro e precoce dei _carusi_. + + [LA DEGENERAZIONE DEI CARUSI] + +Altra volta scrissi che dai resoconti del generale Torre non si poteva +assodare se il lavoro delle miniere deformasse i _carusi_. Non se ne può +giudicare dalle esenzioni in blocco dal servizio militare per difetto +di statura, perchè la statura è uno dei dati antropometrici più +strettamente connesso alla razza. Varî circondarî del continente offrono +un contingente di riformati uguale o superiore a quello dei circondarî +minerarî della Sicilia, senza che abbiano miniere. _A priori_, però, si +può ammettere che il lavoro delle miniere noccia molto alla salute e +allo sviluppo fisico dei _carusi_; e ciò con indagini dirette ha cercato +dimostrare l'egregio dottor Giordano da Lercara. Questi, su 539 _carusi_ +ne trovò 170 difettosi. Il Mosso nel suo libro sulla _Fatica_ dice che +dal 1881 al 1884 nella provincia di Caltanissetta, sopra 3672 lavoranti +delle zolfare che si presentarono allo esame di leva, soltanto 253 +furono dichiarati abili, cioè appena il 6,87%! L'errore e l'esagerazione +in questi dati sono evidenti; e di ciò convinto volli fare ulteriori +ricerche comparative tra contadini e zolfatari. Le intrapresi su queste +due sole classi di lavoratori, perchè non si può ammettere che le +conseguenze del lavoro duro e precoce nell'una classe vengano compensate +dalla migliore nutrizione e dalla più igienica abitazione. + + [COMPARAZIONI STATISTICHE] + +La comparazione era necessaria, poichè, presi in blocco, i risultati +della leva non dimostrano affatto che nelle zone zolfifere vi sia una +particolare degenerazione prodotta dallo speciale lavoro delle miniere, +come si può rilevare da questo quadro dei riformati dalla leva del 1870 +in alcune provincie d'Italia: + + _Per difetto_ _Per tutti gli altri difetti_ + _di statura_ _Compreso il difetto di statura._ + + Sondrio 12,67 % 36,62 % + Foggia 9,45 18,75 + Potenza 12,06 19,27 + Catanzaro 13,07 22,35 + Reggio-Calabria 12,45 22,26 + Caltanissetta 14,55 21,24 + Girgenti 10,24 18,08 + Cagliari 14,92 25,74 + Sassari 13,48 24,36 + +Si può dire che Girgenti e Caltanissetta danno la immensa maggioranza +dei coscritti-_carusi_: pure la degenerazione è minore che in altre +provincie nelle quali non vi sono miniere. + +Questo risultato indusse anche me in errore pel passato; ma mi sono +corretto dinanzi alla eloquenza di queste altre cifre relative al +circondario di Piazza Armerina, che si presta benissimo allo studio +appartenendo la grande maggioranza dei suoi lavoratori alla classe dei +contadini e degli zolfatari. + +Infatti la classe dei contadini dette riformati nella leva + + del 1872: e del 1873: + riformati per difetto di statura il 14.45 % 14.41 % + e per altre imperfezioni fisiche 6,88 6,79 + +mentre nelle stesse leve e per gli stessi motivi nella classe dei +zolfatari si ebbero rispettivamente nel 1872: 32, 72 e 7,72% e nel 1873: +38, 28 e 6,25% di riformati. Sicchè per gli altri difetti fisici la +proporzione dei riformati è quasi uguale tra contadini e zolfatari; tra +gli ultimi è invece più che doppia per difetto di statura. Qui è +evidente l'azione esercitata dal trasporto sulle spalle di un peso che +varia dai 30 agli 80 chilogrammi, sempre superiore alle forze del +_caruso_, che a quel lavoro viene sottoposto in tenera età, sin dagli +anni 8 e talvolta--ma ora assai più raramente--sin dai 6 anni. Questo +stato di cose se perdurasse ridurrebbe le due Provincie di Caltanissetta +e di Girgenti ad un vero semenzaio di nani e di gobbi. Ho richiamato +l'attenzione del ministro e agricoltura e commercio su di ciò e ne ho +avuto formale promessa, che nella discussione del nuovo disegno di legge +sul _lavoro dei fanciulli_ accetterà qualche emendamento sul lavoro dei +_carusi_ nelle zolfare di Sicilia. + + [LE MACCHINE NON SONO UN VANTAGGIO] + +Sarebbe un rimedio efficace la generalizzazione degli apparecchi +meccanici per la estrazione dello zolfo? In molte miniere questa +applicazione delle macchine è assolutamente impossibile e lo riconosce +la stessa illustre Jessie White Mario, che pur tanto s'interessa alla +sorte dei miseri fanciulli delle zolfare (_Le miniere di zolfo in +Sicilia._ Roma 1894); dove è avvenuta spesso sono peggiorati i salari +dei lavoratori. Ciò che prova sempre più come coll'attuale +organizzazione capitalistica i progressi della scienza, che +diminuirebbero le sofferenze fisiche dei lavoratori non si possono +applicare per ragioni economiche. Si sa: la macchina è la nemica del +lavoratore, dato il regime economico attuale,--perchè dovunque avviene +l'impianto meccanico aumenta la produzione e diminuisce il salario, +conseguenza fatale della sostituzione dell'uomo di ferro all'uomo di +carne. + + [LE LEGGI E LA FAME] + +L'applicazione rigorosa della legge sul lavoro dei fanciulli può e deve +riuscire utile dal punto di vista igienico ed antropologico; ma è +giocoforza riconoscere che le limitazioni imposte dalla legge incontrano +opposizioni gravi nelle stesse famiglie dei lavoratori. E a parere mio, +lo Stato fa bene intervenendo per impedire che degeneri e si abbrutisca +la razza umana: ma intervenendo ha il dovere di assicurare se non altro +un _minimum_ di alimentazione a quei _carusi_, ai quali impedisce di +guadagnarsi il pane col proprio lavoro; deve assicurarlo a loro almeno, +se non alle famiglie, altrimenti per quanto le sue intenzioni siano +filantropiche, umane, esse verranno giudicate sempre crudeli. + +Ma oltre le sofferenze fisiche dei _carusi_ c'è da considerare la +condizione economica dei _picconieri_ divenuta oramai intollerabile. +Essi nella maggior parte delle contrade zolfifere vivono col vero +_salario della fame_, relativamente a quello goduto una volta; poichè +pel duro lavoro, ordinariamente a cottimo, di sei ad otto ore per cinque +giorni della settimana, essi ricevono ora un salario che oscilla, +secondo i luoghi, da L. 1 a L. 2 mentre pel passato guadagnavano da L. 3 +a L. 6 al giorno. + +Questo salario deve considerarsi insufficiente non solo nel senso +assoluto: ma perchè è il corrispettivo d'un mestiere, che espone +continuamente a pericolo di vita per lo sviluppo di gas irrespirabili, +per incendî, per franamenti, ecc. Se il lavoro dei _picconieri_ delle +miniere di zolfo è pericoloso, non è, però, tanto duro per quanto lo si +dice, e non è poi affatto lungo, come dissi. + +Non è affatto esagerato, invece, quanto si è scritto--ed io da molti +anni prima nella stampa e poi nella Camera ho denunziato il +male--sull'usura enorme, dal 25 al 100 per cento, che assottiglia il +salario nominale dei lavoratori delle miniere di zolfo; usura esercitata +col _truck-system_, colla somministrazione dei generi nelle così dette +_botteghe_ delle miniere; alle quali botteghe sono costretti a ricorrere +perchè la paga in danaro viene ritardata di molto. + + [LE CONDIZIONI DELL'INDUSTRIA] + +Disgraziatamente, date le attuali condizioni dell'industria zolfifera, +quelli che possono sperare meno sono i lavoratori delle miniere di +zolfo. La loro agitazione potrebbe riuscire proficua soltanto nel caso +in cui essi ottenessero che scomparisse il coltivatore della miniera e +rimanessero di fronte al proprietario, che oggi prende dal 20 al 30% del +_prodotto_ lordo senza nemmeno darsi la pena di pagare la imposta +fondiaria, che per condizione espressa nell'atto di fitto rimane a +carico dei coltivatori! Quest'ultimi dal ribasso continuo dei prezzi +dello zolfo, che si deplora da circa quindici anni, con piccole +oscillazioni al rialzo, sono ridotti in condizioni tristissime. Molti +sono falliti e coloro che resistono considerano lo sciopero come un +alleviamento, perchè li dispensa dall'obbligo di dare lavoro. E se lo +sciopero dei zolfatari potesse prolungarsi per alcuni mesi, come durò in +Inghilterra quello dei minatori, sarebbe per qualche tempo efficacissimo +rimedio, perchè colla diminuzione della produzione sicuramente +rialzerebbero i prezzi dello zolfo, non essendo da temere la concorrenza +estera. Uno sciopero siffatto intanto è impossibile, poichè la massa dei +zolfatari si trova nella miseria, non è organizzata, non ha fondi e non +può resistere neppure per una settimana. + + [IL MALCONTENTO DEI ZOLFATARI] + +Dato questo stato di cose si comprende che i _Fasci_ hanno dovuto +attecchire nelle zone zolfifere: provincie di Girgenti e di +Caltanissetta in massima parte ed in una assai minore in quelle di +Catania e di Palermo, ma non sono i meglio organizzati e i più compatti. +Però anche dove _Fasci_ non sono esistiti il malcontento serpeggia +minaccioso ed esplode per ogni minimo pretesto in forma selvaggia, +anarchica, come avvenne a Valguarnera. E questa esplosione in un luogo +dove l'azione dei cosidetti sobillatori non può invocarsi a spiegarla, +dovrebbe rendere meglio avvisati coloro cui sfugge la genesi esatta dei +fenomeni sociali. + +A Grotte, a Racalmuto, a Favara, a Riesi ecc.--paesi zolfiferi per +eccellenza,--dov'erano _Fasci_ discretamente organizzati non si ebbe a +deplorare il menomo disordine; ma la crisi che attraversa la industria +zolfifera sta mettendo a durissima prova la pazienza dei coraggiosissimi +lavoratori delle miniere. Guai se essi, spintivi dalla disperazione, +vorranno imitare i contadini! Meglio disciplinati, più compatti, più +arditi, più coscienti dei propri diritti e della propria forza che non +siano le classi rurali, essi potrebbero rinnovare gli orrori delle +_guerre servili_... E la ragione starebbe dalla loro parte, poichè +governo e classi dirigenti di fronte alle loro miserie mostrano tanta +cinica indifferenza da giustificare qualunque eccesso! Perchè si +comprenda tutta la gravità dal pericolo, che denunzio, farò un breve +schizzo del carattere morale e intellettuale degli operai addetti alla +coltivazione delle miniere. + +_Picconieri_, _carusi_, _calcheronai_, ecc. sono quasi tutti analfabeti; +la _mafia_ recluta tra loro i più coraggiosi campioni e sin dalla più +tenera età essi ostentano la più scrupolosa osservanza delle leggi, che +costituiscono il codice dell'_omertà_. Data la loro vita e la loro +condizione intellettuale si spiega l'altissimo contingente che i +zolfatai danno ai reati di sangue od a quelli contro il buon costume. + + [LORO DIFETTI E LORO PREGI] + +La responsabilità maggiore di questi loro difetti ricade sull'ambiente, +sul governo e sulle classi dirigenti, che mai pensarono ad elevarli, ad +educarli; ma quegli operai hanno pregi reali e non pochi, che preferisco +riferire colle parole di un chiarissimo scienziato, l'ing. R. Travaglia, +che li conosce appieno e che non è affatto sentimentale o socialista. + + [CHI NE DICE MALE NON LI CONOSCE] + +«Dedito ad una vita di sacrificio e di fatica,--scrive l'antico +Direttore della scuola mineraria di Caltanissetta--isolato per intere +settimane dal mondo, separato per più giorni dalla sua famiglia, +l'operajo delle miniere in Sicilia vuole ad ogni costo i suoi giorni di +riposo e le sue feste; talora in queste è troppo spendereccio e cerca di +compensare le durezze della vita di operajo, nella settimana, con un +certo benessere e coi piaceri, che più ama nei giorni ch'è al paese.... +Noncurante dei pericoli, ai quali è continuamente esposta la sua vita, +conta poco questa per sè e per gli altri, anche quando è fuori della +miniera, e malauguratamente spesso si lascia trascinare dagli impeti +dell'animo a sacrificarla. Ma è per sua natura generoso, mai vile; +affronta a viso alto dieci avversarî, non soverchia col numero i deboli. +Trattato bene si affeziona a chi lo rispetta, a chi lo stima, ed è +capace di ogni atto di coraggio; trattato con sprezzo e con durezza, si +ribella e si vendica. Riconosce la superiorità di chi vale più di lui, e +pur coi suoi difetti, che l'istruzione mitiga, è un operaio di cui si +può fare quello che si vuole, sapendolo trattare. Chi ne dice male, non +lo conosce.» (_I giacimenti di zolfo in Sicilia._ Padova 1889). + +Ed io che li conosco da vicino, e che in mezzo a loro e in continuo +contatto con loro ho vissuto per oltre dieci anni, mi associo pienamente +al giudizio che dà il Travaglia sulle buone qualità dei lavoratori delle +miniere di zolfo della Sicilia. + + +NOTE: + +[14] Si avrà una idea delle condizioni dei piccoli proprietarî da questo +dato. In Chiaramonte Gulfi, cittadina di 10 mila abitanti nella +provincia di Siracusa pel giorno 26 Dicembre 1893 era fissata la vendita +d'immobili di _centoventinove_ individui, che non avevano potuto pagare +le imposte. La quota d'imposta non pagata raramente sorpassava le L. 20; +moltissime non arrivavano a L. 10 e sette erano al disotto di L. 5. + +[15] In questi ultimi tempi _picconieri_ e _carusi_ hanno cominciato a +lavorare di più per rimediare al diminuito prezzo dello zolfo: così il +rinvilio crescente e veramente spaventevole nel prezzo del minerale +anzichè ridurne la produzione in certe miniere l'ha aumentata poichè +_picconieri_ e _carusi_, che--prima della crisi--vivevano umanamente +estraendo due _casse_ di minerale zolfifero, ora per ricevere un +salario, del resto sempre molto inferiore all'antico, sono costretti ad +estirparne almeno tre. Con ciò la produzione aumenta e i prezzi +continuano a ribassare per opera fatale degli stessi lavoratori, che +sono le prime vittime di questo tristissimo circolo vizioso! L'industria +zolfifera in Sicilia presenta alcuni paradossi economici, che raccomando +all'attenzione degli economisti liberali, che con incredibile cecità si +ostinano ad aspettare il rimedio alla crisi dal funzionamento delle +cosidette _Leggi naturali_. Dell'industria zolfifera mi sono occupato +lungamente in due articoli pubblicati nel 4º e nel 7º-8º numero della +_Riforma sociale_ del Nitti. Ne pubblicherò un terzo ed ultimo e dopo li +raccoglierò in un opuscolo a parte. + + + + +VI. + +LE CLASSI RURALI + + +La crisi zolfifera, che produce miserie e sofferenze inaudite, travaglia +le due provincie di Caltanissetta e di Girgenti ed alcune zone di quelle +di Catania e di Palermo, la crisi agraria invece colpisce tutta l'isola, +e siccome non c'è un solo dei suoi prodotti--dal vino ai sommacchi, dai +cereali alle mandorle all'olio, ai pistacchi ecc.--che non abbia subito +da qualche anno un forte ribasso, si può dire ch'essa non risparmia un +sol palmo di terreno, nè un solo individuo che lo calpesti. In una +regione dedita con grandissima prevalenza, se non esclusivamente +all'agricoltura e alla pastorizia si può immaginare agevolmente quali +tristi conseguenze arrechi una tale crisi. + +Però tra i lavoratori addetti all'agricoltura non è uguale dappertutto +il malessere, perchè normalmente diverse sono le loro condizioni. + + [VARIETÀ DELLE CONDIZIONI AGRICOLE] + +Infatti sono svariatissime le condizioni dei lavoratori della terra in +Sicilia: variano da provincia a provincia; da circondario a circondario, +da comune a comune. Errano, quindi, coloro che generalizzano con +leggerezza dai casi singoli; ed errerebbe chiunque credesse che quel +campione di pane inviatomi da Campofelice (provincia di Palermo), e di +cui si occupò la _Tribuna_, sia mangiato dappertutto. Miserie, e grandi, +non mancano tra i contadini, ma in generale essi mangiano del buon pane +di frumento, che potrebbe essere invidiato dai lavoratori della Calabria +e di alcune contrade del Veneto e della Lombardia. + +La varietà delle condizioni non sfuggì al Sonnino, che la descrisse nel +suo libro, ancora eccellente, sui _Contadini della Sicilia_ e venne +constatata pure dall'on. Damiani nel volume della _Inchiesta agraria_ +consacrato all'isola. + +C'è una zona litorale, che da Marsala per Palermo, Termini, Milazzo, +Messina scende a Catania e da Catania gira attorno all'Etna, e poi forma +alcune oasi nell'interno dell'isola e delle provincie di Caltanissetta, +di Girgenti e di Siracusa, in cui prevale l'agricoltura intensiva, la +piccola proprietà, la mezzadria; nel resto domina la grande proprietà, +la coltura estensiva a cereali e la pastorizia. + +Nella prima zona, che disgraziatamente è la meno estesa, quale che sia +la forma di contratto agrario in uso, le classi rurali stanno molto +meglio, o meno peggio che nella seconda; ma per apprezzare al giusto +questa varietà di condizioni bisogna dire partitamente dei lavoratori +che vivono nelle diverse zone e sotto le diverse forme di coltura e di +contratto. + + [LE MEZZADRIE] + +La coltura a mezzadria è diffusa principalmente nella provincia di +Messina e siccome si dividono anche i prodotti degli uliveti e dei +vigneti, i lavoratori vi godono di una certa agiatezza. In questa zona +contemporaneamente al minore sviluppo dei _Fasci_ si osserva minore +analfabetismo e minore delinquenza. La coesistenza di questi fenomeni +sociali non somministra indizî preziosi sulla genesi loro e sui +possibili ed efficaci rimedî per alleviare certi mali? + +Ha ragione il Salvioli, quando osserva che la mezzadria non presenta la +soluzione definitiva del problema sociale (_Rivista popolare_, 1º +Dicembre 1893). Ma non deve negarsi che essa sia un temperamento +opportuno per migliorare la sorte dei lavoratori della terra; e lo prova +ciò che si osserva nella provincia di Messina, a Castrogiovanni e +altrove in Sicilia, oltre l'esperimento benefico che se n'è fatto in +Toscana e in altri punti del continente. + +Del resto bisogna distinguere tra mezzadria e mezzadria. Talvolta questa +è parziale, non si estende alla coltura delle vigne e degli uliveti; e +si comprende che il contadino in questo caso ha minori risorse, +quantunque sia per lui un grande vantaggio avere contigua alla terra da +lui coltivata a cereali ed a mezzadria, delle vigne, che coltiva a +_fattura_ cioè a _forfait_ e dove per lo meno trova, lavoro quando non +ne ha per conto proprio nella coltivazione dei cereali. + + [PRELEVAMENTI INIQUI] + +La mezzadria limitata alla coltivazione di cereali ch'è la più comune +nell'isola, anche dove non è resa iniqua da numerosi e angarici +prelevamenti, può riuscire irrisoria e dare solo un magrissimo compenso +alle fatiche di un anno del contadino, se la terra produce poco perchè +esaurita o di cattiva qualità. + +Dissi che la mezzadria è iniqua dove esistono prelevamenti a vantaggio +del proprietario o dei suoi rappresentanti. Vero è che i prodotti si +dividono a metà tra proprietario e coltivatore; ma la divisione si +pratica dopo che dalla massa si è prelevata la semente; e poi la così +detta _strazzatura_, il tumolo per la _lampada_, il tumolo pel +_campiere_ e talora anche il tumolo per la _madonna_, per _San Francesco +di Paola_ o per qualche altro patrono del luogo. + +Questi prelevamenti non sono dappertutto uguali per la quantità e per il +numero; ma dove c'è la mezzadria è quasi dapertutto esistente l'usura +sulla semente e sui soccorsi anticipati dal proprietario durante l'anno. +In qualche punto il proprietario dà il frumento per la semente e pei +soccorsi col tumolo da 13 litri e se lo fa restituire con uno da 17; in +altri punti dà la semente bagnata colla soluzione di solfato di rame +(per evitare certe malattie del grano) e se la fa restituire asciutta; +sulla semente e sul soccorso, infine, i più onesti prendono per lo meno +un interesse del 20% a ragione d'anno![16] + +Si può immaginare quello che resta al povero mezzadro all'epoca del +raccolto, specialmente dove padroni inumani non lasciano più a loro il +così detto _solame_--cioè--il po' di grano commisto a paglia e a terra +che nella trebbiatura rimane sull'aia--e negano loro la facoltà di +spigolare! E di questa mezzadria, infine, scrive l'Alongi: «Che cosa sia +questo contratto si sa oramai fino alla nausea; il nome di mezzadria, se +non è una crudele ironia, è certo una insigne menzogna, un nome legale +per far passare di contrabbando le più flagranti violazioni delle leggi +morali e giuridiche (loc. cit. p. 9)». + +La mezzadria talvolta si riduce a _terzeria_, forma di contratto +agrario, nella quale il proprietario prende due terzi del prodotto ed il +contadino uno. Ma in questo caso il proprietario dà la terra preparata a +maggese coi suoi bovi, e sulla quale non ha esatto nulla per un anno. + + [IL CONTRATTO A TERRATICO] + +La mezzadria in tutte le sue forme, prevale dove c'è la piccola ed anche +la media proprietà; ed allora può anche alternarsi o coesistere col +contratto a terratico, il quale varia pure da contrada a contrada e che +nei paesi da me conosciuti non corrisponde a quello descritto +dall'egregio Prof. Salvioli nel citato articolo della _Rivista +popolare_. Il _terratico_, da me conosciuto e che so prevalere in molti +luoghi, è un puro e semplice fitto pagato in prodotti, anzichè in danaro +contante. Secondo la qualità delle terre il coltivatore dà al +proprietario o al gabellotto da tre a sei ettolitri di frumento all'anno +per ogni ettaro di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito +da molti contadini perchè assicura loro una certa indipendenza, pagata +però molto cara negli anni di cattivo raccolto. + + [L'INQUILINAGGIO] + +Meritano una particolare menzione i lavoratori della terra che +stabiliscono coi proprietari l'_inquilinaggio_ per le vigne, forma +particolare di colonia parziaria, che dura dai 15 ai 29 anni. Il +contadino in questo caso pianta la vite e la coltiva e ne divide il +prodotto, in varia misura, col proprietario della terra. Trascorso il +termine del contratto la vigna rimane intera proprietà del secondo. I +contadini, che prendevano la terra ad inquilinaggio ebbero un periodo di +prosperità, ch'è stata distrutta dalla filossera nella provincia di +Siracusa e minaccia di distruggerla in quella di Catania. Nella zona +Etnea della seconda, molti contadini si può dire che vedono distrutte le +loro speranze prima di avere avuto un qualsiasi prodotto dal lavoro e +dal capitaluccio impiegato. Per loro è una vera rovina. + +I lavoratori della terra che vivono sotto il regime della mezzadria e +del terratico, e nelle contrade a piccola e media proprietà, si possono +considerare come fortunati rispetto a quelli che lavorano a giornata, e +nelle regioni disgraziate del latifondo di cui dirò in appresso. + +Orbene, quella frazione--che rappresenterebbe in Sicilia una specie di +aristocrazia delle classi rurali,--secondo i calcoli stabiliti da un +agronomo competentissimo, il Prof. Caruso (_Industria dei cereali in +Sicilia_), nel 1870, tempo in cui non c'era traccia nell'isola di alcuna +agitazione socialista e vi si godeva di una relativa prosperità--non +poteva passarsela allegra se si tiene conto del lavoro proprio e degli +interessi dovuti al piccolo capitale impiegato nella mezzadria, nel +terratico ecc. Il bilancio del mezzadro, del terratichiere +ecc.--calcolando che il grano sia stato venduto a L. 51 per salma[17], +con una produzione di 11 volte la semente--si chiudeva con un _deficit_. + +Questi calcoli rifatti, dopo oltre venti anni, da Rao per Canicattì, dal +Dr. Barbato per Piana di Greci, da Verro per Corleone, concordano +perfettamente con quelli del Caruso; e la circostanza, con senso di +opportunità, la rileva oggi il Cavalieri, ch'è un avversario del +socialismo. + +Comunque, mezzadri, piccoli fittajuoli, che prendono a _terratico_ o in +altre forme di fitto un pezzo di terra dai tre ai quindici ettari, e che +sinora vivevano in condizione relativamente buona, si risentono del +contraccolpo della crisi generale e sono i più risoluti a non soccombere +senza fare sentire la loro voce ed all'occorrenza senza ricorrere alla +doppietta o al vecchio fucile della guardia nazionale, che conservano +gelosamente. + +Quando visitai l'ameno villaggio di Milocca, rimasi colpito dalla +pulitezza e dall'aspetto lieto delle case a due piani--rarissime tra i +nostri contadini--e dai numerosi muli, che cavalcavano i contadini +venutimi incontro. + +Seppi che bestie e case appartenevano a loro: _dunque,_ chiesi, _voi +altri non state tanto male al paragone degli altri lavoratori del resto +della Sicilia!_ + + [LA MISERIA] + +_È vero,_ mi risposero; _ma pur troppo ciò che ora possediamo non è +nostro che in apparenza. La casa è gravata d'ipoteca e i debitucci +diversi non possono essere soddisfatti neppure colla vendita del mulo!_ + +M'informai ed ebbi a constatare che quei gagliardi lavoratori non +mentivano. + + [IL RICORDO DEL TEMPO FELICE] + +Essi al ricordo del benessere antico non si sapevano acconciare alla +miseria presente e invocavano provvedimenti e modificazioni dei vigenti +contratti agrari. Questa circostanza mi confermò sempre più in una idea, +che ho sostenuto altrove e cioè: che la miseria vera prostra e non +prepara le necessarie reazioni, mentre il passaggio rapido dal benessere +alla miseria è il più efficace elemento in prò delle insurrezioni. +Questa osservazione si può applicare ai casi di Partinico, di Monreale e +di altri paesi della provincia di Trapani. + + +NOTE: + +[16] Il Sonnino dice che in diversi luoghi, e specialmente nel +Siracusano, i gabellotti e i proprietari mettono spesso come condizione +espressa nei patti di metateria e di terratico che il contadino non +debba rivolgersi ad altri che a loro per ottenere soccorsi (_I contadini +in Sicilia_, p. 179). Ad onore del vero si deve dire che questa +preveggenza usuraia è quasi scomparsa. L'angheria dei prelevamenti viene +constatata con singolare unanimità da tutti gli scrittori dell'isola e +del continente ed anche da stranieri; dal Sonnino al Baer, al Cavalieri, +al Caruso, al Basile, al Combes de Lestrade, ecc. ecc. + +[17] La _salma_ di frumento nella provincia di Caltanissetta corrisponde +in peso da 260 sino a 270 chilogrammi, secondo la qualità. + + + + +VII. + +I PARIA DELLA TERRA. + + +Quando dalla classe dei mezzadri e dei contadini-proprietarî--rarissimi +in Sicilia--si passa all'esame delle condizioni degli altri lavoratori, +in questa terra tanto decantata per la sua fertilità e per ogni sorta di +ricchezze, si riscontrano i veri paria. + +I proletarî dediti ai lavori agricoli ed alla pastorizia non sono +dappertutto ugualmente infelici, e si suddividono ancora. Ci sono quelli +che lavorano ad anno o a mese; e ci sono quelli che vengono adibiti alla +giornata. + + [I PASTORI] + +Tra i primi è veramente dura la sorte di coloro che custodiscono gli +armenti e le greggi. I _bovari_, come si chiamano quelli addetti alla +custodia dei bovi, raramente dormono al coperto. D'inverno, ricoperti da +pelli di montone che danno loro sembianze di uomini primitivi, stanno +esposti alle pioggie e alle tempeste; d'estate, durante le lunghe ed +afose giornate, sono fortunati quando trovano un albero, od una +disuguaglianza di terreno, che procuri loro un poco di ombra per +sonnecchiare o per mangiare un tozzo di pane asciutto ed un poco di +ricotta. Fanno uso più di frequente di latte e qualche volta, se muore +un animale, si cibano di carne. + +Si può dire che non conoscono la pasta, mentre spessissimo mangiano erbe +cotte e senza condimento di olio. + +Uomini di ogni età fanno da _bovari_ e se l'armento è poco numeroso più +spesso sono sotto i venti anni. + +I _pecorari_, coloro che custodiscono le pecore, su per giù si trovano +nelle identiche condizioni dei primi; hanno il vantaggio di dormire al +coperto; quasi sempre alla sera mangiano le lasagne e la ricotta e +bevono latte; ma ricevono un minore salario. + +Il pane che mangiano _bovari_ e _pecorari_ è il più nero, il meno cotto +e il più cattivo, che si mangi in Sicilia; è sempre fatto, però, con +farina di frumento. + +Tutti questi uomini addetti alla pastorizia vanno alle rispettive case +una volta il mese ed anche ogni tre mesi, certamente con grave +detrimento dei rapporti di famiglia e della morale. + +Gli stipendî, oltre l'alimentazione nella misura suaccennata, variano da +lire 75 a lire 200 all'anno. _Pecorari_ e _bovari_, però, in mezzo agli +animali del padrone hanno diritto di mantenerne gratuitamente qualcuno +per loro conto. Ciò che aumenta il salario annuo in media di una +trentina di lire. + +Si comprende che con questi salarî irrisorî una famiglia nè onestamente, +nè tollerabilmente può andare innanzi; ma di sovente gl'_incerti_ +vengono in aiuto. E pur troppo gl'_incerti_ lucri vengono guadagnati +dalle mogli e dalle figlie e dagli uomini sopratutto coll'_abigeato_ e +col manutengolismo. + +I pastori sono quasi sempre amici o complici dei ladri di animali e dei +briganti. C'è da sorprendersene? + + [I GIORNALIERI] + +Oltre i pastori lavorano ad anno o a mese i cosidetti _garzoni_ e dietro +a questi ultimi viene la grande massa dei giornalieri, la cui esistenza +è assai più precaria e che sono degni di commiserazione profonda. + +Secondo le colture e le stagioni essi guadagnano da centesimi quaranta a +una lira al giorno; e i contadini che ricevono una lira sono i +fortunati, e per qualche mese soltanto: durante la semina e durante il +raccolto. In generale sono più elevati di questi i salarî indicati da +Enrico La Loggia nel suo diligente studio sui _Moti di Sicilia_ +(_Giornale degli Economisti_, marzo 1894) e dal Prof. Salvioli; ma la +differenza deriva dall'avere essi calcolato in denaro la parte che +ricevono in generi. Comunque, entrambi convengono che fatto il bilancio +della entrata di un contadino se ne deduce che il suo tenore di vita +(_standard of life_) non può essere che bassissimo e che alla miseria +più squallida è condannata la sua famiglia se sopraggiunge qualche caso +di malattia o uno sciopero forzato per piogge continuate o per altre +ragioni, poichè il risparmio di qualsiasi somma è impossibile durante +l'anno. + +In generale i salarî sono più elevati dove la coltura è intensiva. Per +la mietitura i salarî si elevavano pel passato a L. 2,50 oltre una buona +e copiosa alimentazione ed un litro e mezzo di vino al giorno. Ma da +due anni in qua i salarî ribassano terribilmente e c'è una triste +concorrenza nel lavoro che i mietitori di una contrada vanno a fare a +quelli di un'altra; concorrenza, che ha determinato non poche sanguinose +risse e delle _caccie_, che nulla hanno da invidiare alla _caccia_ che +si fa all'italiano in Francia, in America, in Australia e dovunque esso +va a fare concorrenza al lavoratore indigeno. + + [I SALARII] + +La concorrenza, il ribasso nei prezzi dei cereali, la elevatezza dei +fitti delle terre hanno ridotto al _minimum_ il salario anche dei +mietitori, che in altri tempi si poteva considerare come abbastanza +alto. + +Essi oramai lavorano per lunghe sedici ore, sotto la sferza cocente del +sole, quasi africano, della Sicilia per un franco ed anche per 75 +centesimi al giorno! Quando ritornano alle lontane loro case, dopo venti +o trenta giorni di assenza, si reputano fortunati se portano un gruzzolo +di lire 20! + +Il salario è insufficiente, è un vero salario della fame come lo +chiamerebbero in Inghilterra; ma il guaio maggiore è questo: il +contadino non è sicuro di averlo per tutto l'anno. È fortuna, se in +media esso lavora per 200 giorni all'anno; la lira, quindi, o i sessanta +centesimi al giorno devono essere ridotti alla metà circa, considerati +come mezzi di sostentamento della disgraziata famiglia del contadino +giornaliero, le cui donne guadagnano pochi altri centesimi al giorno, +filando, cucendo, lavando, vendendo le uova che fa la loro gallina, la +quale ha tutte le loro cure. + + [LA RISORSA DI FAMIGLIA] + +Per talune di queste donne è una grande risorsa l'allevamento di un +porchetto, che viene alimentato coi brodetti, colle buccie, e colle +frutta guaste ricevute in elemosina dai vicini agiati. E bisogna vedere +con quale tenerezza--che suscita l'indegnazione e lo scherno di chi non +sa valutare la ragione del fatto--la buona moglie del contadino guarda a +quell'animale immondo, che dorme sotto il suo misero lettuccio, e che +sinanco gratta colle proprie mani e quasi accarezza a preferenza dei +figli! + +Egli è che il giorno in cui quel fido compagno della contadina viene +ammazzato, nella sua casa c'è gran festa: se ne mangia la testa, se ne +mangia il fegato, se ne mangiano i piedi bolliti e il sangue coagulato e +se ne regala anche ai vicini; e ciò non capita che una volta all'anno. +Di più colla vendita del resto la buona donna vede ricompensate le cure +e le fatiche sue di un anno ricevendo dal macellaio, le trenta, le +quaranta lire, che costituiscono la grande risorsa della famiglia, e +colle quali provvede quasi sempre ai vestiti. + +Ma la scienza, la civiltà, l'igiene cominciano già a privare molte di +queste povere famiglie di contadini della risorsa, per loro grande, +dello allevamento del maiale! Gli agenti del municipio danno la caccia a +questi compagni di Sant'Antonio, che altra volta passeggiavano +liberamente per tanti paeselli della Sicilia. L'igiene e la decenza vi +guadagnano di sicuro; ma nel bilancio del disgraziato contadino spunta +il _deficit_. Così la civiltà gli si affaccia come una sventura e le +guardie municipali, che adempiono al proprio dovere, gli divengono +invise e gli riescono addirittura odiose se sono costrette a +multarlo.[18] + +Nelle zone zolfifere, il proletariato agricolo aveva una grande risorsa +nei figli: un paio, gli procuravano circa due lire al giorno lavorando +da _carusi_ nella miniera, oltre lo anticipo da 50 a 150 lire, che +ricevevano per una volta sola come si sa. Ora questa risorsa viene meno +per la depressione dell'industria zolfifera. + + [SEMPRE LA MISERIA] + +La misera condizione dei lavoratori della terra non è una constatazione +da sentimentalisti; ma venne riconosciuta da persone insospettabili di +esagerazione pel partito in cui militano, per le cariche che occupano, +per la loro condizione sociale e per l'antagonismo in cui taluni si +trovano coi capi del movimento socialista. Tale misera condizione non +venne attenuata in alcun modo al Rossi della _Tribuna_ dal Cav. Masi, +consigliere provinciale di Piana dei Greci, dal Baronello Bartoccelli e +dal Cav. V. Falcone, sindaco di Canicattì--entrambi ricchissimi +proprietarî--e da altri ricchi proprietarî a Casteltermini e altrove. È +importante il giudizio del Masi e del Falcone perchè entrambi sono al +potere e non sono mossi da una qualsiasi ambizione da soddisfare. La +condizione dei lavoratori della terra venne riconosciuta tristissima, +qual'è, da quanti visitarono la Sicilia negli ultimi tempi e fu +efficacemente descritta dagli onorevoli Comandini, Farina, Plebano e dal +Borelli del _Popolo Romano_, che pur militano in partiti politici +diversi e non sono mossi nè da passioni, nè da interessi locali. L'on. +Plebano, in ispecie, rimase impressionatissimo dalla miseria di Piana di +Greci e per miracolo non incoraggiò i fieri contadini alla rivolta. Non +pochi ufficiali dell'esercito al Rossi, della _Tribuna_, a me stesso e +ad altri dichiararono, che si sentivano assai a disagio trovandosi +distaccati in certi paesi per prestare manoforte ai prepotenti iniqui +contro i poveri oppressi! Tanta ineffabile miseria dei lavoratori della +terra, infine, in occasione degli ultimi moti, oltre che dai cennati +uomini politici e pubblicisti, che poi, per qualche ragione potrebbero +anche essere giudicati sospetti, venne riconfermata da scrittori, che +vivono al di fuori della politica e dalle tendenze diverse; tra i quali +mi piace ricordare il più volte citato Cavalieri e Monsignor Isidoro +Carini, l'illustre Bibliotecario del Vaticano che tanto ama la sua isola +natìa e ch'è legato da particolare amicizia coll'on. Crispi. E adesso +qualche parola sulle abitudini e sul carattere morale dei contadini. + + [I CONTADINI DI SICILIA] + +Ai contadini della Sicilia si può applicare benissimo ciò che scienziati +e romanzieri hanno scritto di quelli degli altri paesi. L'abate Roux +dice: «il campagnuolo è troppo fanciullo per non essere mentitore; vive +ancora sotto la legge del timore e la legge di amore è per lui lettera +morta; non ama le cose e le persone che per l'uso, che può farne.» +(_Pensèes._ Parigi 1885). Il Prof. Lacassagne paragonando la criminalità +delle città e delle campagne aggiunge: «il contadino è egoista, +diffidente, vendicativo, perchè egli ha poche relazioni sociali; le sue +occupazioni monotone e ripetute gli creano un certo stato di +automatismo; d'onde il suo spirito lento e stretto.» E le passioni, i +difetti, i pregi del contadino descritto da Zola nella _Terre_ si +potrebbero attribuire a quello di Sicilia. + + [LA MAFIA] + + [I BRAVI] + +Ciò che caratterizza maggiormente il lavoratore della terra nell'isola è +la sobrietà. «Il Siciliano--dice il generale Corsi--è molto sobrio nel +mangiare e nel bere; lo sono allo estremo i contadini che si nutrono di +vegetali e bevono acqua» (_Sicilia_, pag. 266). Infatti, di raro assai +mangiano carne; il pane e le verdure cotte sono i loro cibi ordinarî, +non frequentano caffè o bettole, non bevono vino se non quando lo +ricevono lavorando come parte del salario (almeno dove prevale il +latifondo); vestono dimessi e con abiti dal taglio speciale, molto vario +da contrada a contrada, caratteristico; amano moltissimo le feste +religiose, nelle quali le scene di superstizione e di fanatismo dipinte +nel _Voto_ del Michetti si alternano con veri baccanali. Il contadino, +casalingo, ospitale, geloso della sua donna, che spesso gli prepara i +tessuti, che servono per i suoi vestiti (specialmente la tela di lino o +di cotone e il tessuto di lana nera, chiamato _abbracia_--albagio--un +poco più grossolano di quello che si fabbrica in Sardegna) si rassegna +facilmente alle sofferenze materiali e la miseria sola, come bene +osserva il La Loggia, non avrebbe potuto farlo muovere! L'analfabetismo +domina nelle campagne della Sicilia, i cui abitatori--meno quelli della +Conca d'oro--non commettono in generale frequenti reati di sangue e sono +dediti invece ai furti campestri ed all'_abigeato_. La _mafia_ trova +numerosi e pericolosi affiliati nelle campagne dei dintorni di Palermo; +ben rari altrove. Quelli, però, tra i contadini, che si elevano al +grado di _campiere_ o di _soprastante_ e che hanno l'ufficio di +garantire gl'interessi del grande proprietario nel latifondo divengono +di ordinario la quintessenza dei _mafiosi_ pel loro coraggio, per la +rigorosa osservanza del codice dell'_omertà_, per l'assenza completa di +scrupoli nel prestar mano a briganti e malandrini, nel farla da +manutengoli, nel tirare una schiopettata ad un nemico, ad un +disgraziato, che ne ha offesa la suscettibilità morbosa. Insomma +_campieri_ e _soprastanti_ spesso sono una edizione riveduta e +peggiorata degli antichi _bravi_. Non fecero mai parte dei _Fasci_ anzi +rimasero sempre ai servizî dei loro più accaniti nemici, i quali +scandalizzati, denunziavano i _Fasci_, come covi di malfattori perchè +avevano accettato come socio qualche ammonito, più vittima dell'ambiente +sociale, che vero delinquente come la massima parte dei più pregiati tra +i loro fidi![19]. + + +NOTE: + +[18] La importanza dello allevamento del majale nelle misere famiglie +dei contadini non isfugge al Sonnino. (_I contadini in Sicilia_, p. +187). + +[19] «Il Signore ha i suoi _campieri_, ma non può tenerne una grossa +squadra, e molte volte, perchè siano uomini di stocco, da servirlo come +vuol lui, è costretto a chiudere un occhio, e magari anche tutti e due +nello sceglierli, e prenderli della stessa pasta di cui si fanno i +briganti». Così scrive il generale Corsi. (_Sicilia_ p. 303). + +Mi piace qui rilevare che il Generale Corsi ha segnalato come +meritevolissime di attenzione tre opere recenti sulla Sicilia: quelle di +Schneegans, di Bazine e di Gustavo Chiesi riconoscendo che la migliore è +_La Sicilia Illustrata_ dell'ultimo. Godo moltissimo di questo giudizio +perchè mi conferma in quello dato da me due anni or sono nell'Isola e +che temevo fosse troppo benevolo per la grande amicizia, che mi lega +allo scrittore milanese. Nel Chiesi lo stato morale, intellettuale e +sociale dei Siciliani è meglio descritto che in qualunque altro autore. +Lo Schneegans ci dà la Sicilia di 50 anni fa. + + + + +VIII. + +IL LATIFONDO + + +La condizione economica dei lavoratori della terra in Sicilia, come +dappertutto, è intimamente connessa colla divisione della proprietà +rurale e col genere di coltura. Nota la prima, s'intuisce--e del resto +vi si accennò--che debba prevalere la grande proprietà e la coltura +estensiva; e questa coltura persistente è, poi, la conseguenza della +grande proprietà, del latifondo, esistente un po' per ogni dove in +Italia, assolutamente prevalente e caratteristico nell'isola. Merita +menzione speciale, ma breve perchè l'argomento è già stato trattato da +tutti gli scrittori, che si sono occupati delle cose siciliane dal punto +di vista economico e sociale. + + [LA PROPRIETÀ POCO DIVISA] + +L'on. Sonnino sulle orme di altri osservatori locali e sulla base di +dati statistici--incompleti ed inesatti--sin dal 1876 riconobbe che la +proprietà è pochissimo divisa, specialmente nella parte interna e +meridionale dell'Isola dove «manca una vera classe di proprietarî +piccoli o medi e si salta invece d'un tratto, dal grande proprietario +che possiede migliaia di ettari, al piccolo censuario di poche are di +terra. La censuazione dell'asse ecclesiastico ha modificato pochissimo +queste condizioni della proprietà giacchè la immensa maggioranza di +quelle terre è passata tale e quale nelle mani dei grossi proprietari.» +(_I contadini ecc._, pagine 174 e 175). + +Il Prof. Basile molti anni or sono constatò che dal 1852 al 1871 il +numero dei proprietarî era disceso da 608,601 a 549,957; c'era dunque +diminuzione, nonostante il censimento dei beni dell'asse ecclesiastico, +da cui si sperava un aumento notevole; e lo stesso Basile riconfermò il +fatto doloroso nel 1894. + +Il sacerdote Genovese la osservazione generica volle dettagliare per un +sito da lui esattamente conosciuto. Egli scrive: «Il comune di Contessa +Entellina, in provincia di Palermo, ha un agro di circa 9000 salme di +terra (la salma di Contessa corrisponde ad ettari 2,67). Ebbene, quante +ne possiede la generalità dei suoi _tremila_ abitanti? Appena 300 salme: +precisamente il 3 % di tutto il vasto territorio! E le altre 8700 salme? +Non è d'uopo dirlo: eccetto una minimissima porzione spettante a pochi +altri piccoli proprietarî, sono tutte possedute da non più che _venti_ +benestanti, tra principi, conti, baroni e cavalieri!» (_La quistione +agraria in Sicilia_, Milano 1894). + +Il caso di Entella è quello di cento altri comuni; e in qualcuno--ad +esempio Terranova, Siculiana, ecc., ecc.--la concentrazione della +proprietà in poche mani è maggiore. + +Si avverta altresì che la qualifica di _proprietario_ in Sicilia come +in Sardegna spesse volte non è che una ironia. Si tratta di proprietà +polverizzate o si limita alla proprietà di un lurido tugurio, che serve +di abitazione e che non ajuta a vivere. I più di questi proprietarii, +osservò l'on. Damiani nel volume dell'_Inchiesta agraria_ dedicato alla +Sicilia, sono da considerarsi piuttosto come proletarî. + + [LE CONSEGUENZE DEL LATIFONDO] + +Sono invero una realtà indiscutibile tutte le tristi conseguenze della +esistenza della grande proprietà, del latifondo; conseguenze varie e +complesse politiche, economiche, morali, e intellettuali. + +«Il latifondo, osserva il Baer, mantiene e conserva una deplorabile +dissonanza fra le istituzioni politiche ed amministrative e fra la +legislazione civile, che la Sicilia ha comuni al resto d'Italia e le +condizioni reali di quella società e della proprietà territoriale. Ed è +risaputo che quando siavi tale dissonanza gli effetti delle istituzioni +e delle leggi sono alcuna volta nulli, il più soventi perniciosi.» (_Il +latifondo in Sicilia_ nella _Nuova Antologia_, 15 aprile 1883). E la +dissonanza nasce dalla mancanza di un numero sufficiente di piccoli e +medii proprietarî. + +La esistenza della grande proprietà presuppone la correlativa +preponderanza numerica di proletariato agricolo: il quale è più infelice +dove l'ex feudo, il latifondo è coltivato dal fittabile; peggio ancora +se quest'ultimo lo suddivide ad altri gabellotti minori. Allora il +salariato è in condizioni peggiori dello schiavo: ed esso mangia quel +pane, di cui dalla provincia di Palermo mi si mandarono due campioni, +che suscitarono la indignazione di quanti lo videro nella Camera dei +deputati e fuori. La sua non è più vita, che oggi possa considerarsi +come umana. Non deve sorprendere se insorge e cerca ripetere le +_Jacqueries_; ma deve soltanto far meraviglia che tanto tempo abbia +aspettato per ribellarsi! + + [IL FITTO] + +Il latifondo favorisce il sistema del fitto e genera il _gabellotto_ la +cui funzione è tanto esiziale quanto lo è in Irlanda il _middleman_, che +sta tra il _landlord_ e il contadino coltivatore. Intanto dalla +scomparsa del gabelloto, acutamente osserva il Salvioli, se il grande +proprietario dovesse dare direttamente le terre in fitto ai contadini +poco giovamento questi ne trarrebbero per l'aspra concorrenza, che tra +loro si farebbero per ottenere gli spezzoni di migliore qualità e più +vicini all'abitato. + +Se il sistema del fitto riesce di grave nocumento ai lavoratori e +produsse pel passato l'agiatezza ed anche la ricchezza dei _gabellotti_, +che finirono col costituire la parte più forte della borghesia isolana, +adesso rovina questa classe di sfruttatori. + +Checchè ne dicano e ne pensino alcuni, nella divisione dei prodotti oggi +non sono più i fittabili coloro che se la passano più allegramente, +poichè in generale il fitto delle terre in Sicilia dal 1860 aumentò del +40 % mentre diminuì sensibilmente il prezzo del frumento, ch'è il +prodotto principale. I fittabili, dunque, stanno male.[20] + +Non possono che stare peggio i sub-fittabili, ma coloro che conducono +vita veramente inumana sono i contadini o mezzadri, che ricevono la +terra di terza mano. + + [LA COLTURA] + +Il _gabellotto_ alla sua volta suddivide il latifondo, ch'è spesso un ex +feudo, ad altri; e i sub-gabellotti finalmente danno la terra a +mezzadria o la fanno coltivare in economia dai cosidetti +_jurnatara_,--lavoratori alla giornata. Ora la terra, generalmente, non +può produrre tanto da mantenere, oltre il fisco che attualmente la fa da +leone, il proprietario, il gabellotto, il sub-gabellotto e il contadino; +produce ancora meno in Sicilia dove nel latifondo vige la coltura +primitiva, estensiva: dove l'aratura è superficiale e la concimazione o +manca o è deficientissima per la qualità e per la quantità: dove +d'irrigazione non è a discorrere e gli avvicendamenti vi sono +irrazionali e il suolo viene sfruttato colla vera agricoltura ladra, +come la chiamò il Liebig: dove mancano stalle, case coloniche e financo +l'acqua potabile. Molti dunque si devono risentire della deficienza +della produzione, rilevata testè dal Combes de Lestrade nel _Journal des +Economistes_, che deve essere ripartita tra tanti consumatori--taluni +dei quali prendono più di quanto dovrebbero nello stesso presente regime +economico; e più di tutti se ne risentono i contadini ai quali non +rimangono, che le briciole. + +La coltura si mantiene estensiva e la terra produce poco, perchè il +grande proprietario non è stimolato dal bisogno a fare miglioramenti e +trasformazioni e per un lungo periodo ha visto anche aumentare +fortemente le sue rendite per la concorrenza tra _gabellotti_, che ha +elevato i fitti; nè i miglioramenti di qualsiasi genere potevano e +possono farli i _gabellotti_, che coltivano il latifondo per un +brevissimo tempo--la durata dei fitti è al massimo di nove anni, ma più +di frequente di quattro o di sei; e molto meno i contadini che vi +lavorano a giornata o l'hanno a mezzadria o a terratico solamente per +uno o due anni.[21] + + [LA TERRA È DESERTA] + +Il latifondo che per mancanza di caseggiati tiene lontani i contadini +dalla terra e mantiene questa deserta e priva del tutto di alberi, +costringe i primi a vivere in grandi centri producendo queste altre non +meno esiziali risultanze: 1. il contadino perde molto tempo nel recarsi +ogni giorno dalle città nella campagna e quando vi pernotta, nei pagliai +o all'aperto, di estate, vi prende le febbri intermittenti, 2. la +solitudine delle campagne e la grande distanza tra i centri abitati +favorisce il furto campestre, l'_abigeato_, il malandrinaggio e il +brigantaggio; 3. la coabitazione di contadini e di elementi industriali +e commerciali nelle città fa gravare sui primi dei pesi che non +dovrebbero sentire--specialmente il dazio di consumo--e mantiene le +città o i grossi centri abitati in condizioni igieniche deplorevoli. + +L'organizzazione sociale, che fa capo al latifondo dal Baer viene +riassunta, infine, così: «un'aristocrazia lontana dalle terre, che +possiede e che non conosce, una classe media costituita da pochi +esercenti le professioni liberali e da potenti fittajuoli in grande e da +coloro, che vivono speculando sulla miseria altrui, ed un numeroso +stuolo di poveri coloni e braccianti, è questa l'organizzazione sociale +delle regioni dove prevale il latifondo; e non è dessa quella in cui le +istituzioni politiche e amministrative della società odierna possano +funzionare a pubblico vantaggio, in cui possa trovarsi cooperazione +assidua, indipendente, giusta ed efficace agli ufficî del governo +nell'amministrazione dei comuni, delle provincie, delle opere pie e fino +della giustizia.» + + [PERCHÈ SUSSISTE IL LATIFONDO?] + +Se il latifondo è in Sicilia ora com'è stato sempre e in ogni luogo +pernicioso sorge spontanea la domanda: perchè esso dura da secoli e non +scompare mentre è condannato dalla scienza, dal sentimento di giustizia, +dall'umanità? + +Fu notato che il latifondo dura in Sicilia da moltissimi secoli e +preesisteva alla nascita del feudalismo sotto i Normanni. Il barone +Benevantano lo fa rimontare ai tempi di Verre nel territorio di Lentini; +e il Genovese sull'autorità di Diego Orlando, di Ludovico Bianchini, di +Birri, di Palmieri, di Monsignor Lancia di Brolo, di Amari lo riporta +non solo ai Romani, ma anche ai Cartaginesi. + +Dal fatto di questa lunga durata se n'è voluto argomentare, che il +latifondo in Sicilia è qualche cosa di fatale, che si connette alle +condizioni fisiche e climatologiche dell'isola. Se ciò fosse vero le +disgraziate popolazioni agricole della Sicilia sarebbero condannate +eternamente al dolore. Ma vero non è, e lo ha dimostrato il Baer con +poche acute osservazioni di fatto. + + [I MIRACOLI DELL'AGRICOLTURA] + +«Quando si dice che le terre dei latifondi non sono atte ad altra +produzione che a quella dei cereali e che al loro spossamento per le +replicate colture non possa altrimenti rimediarsi che col lasciarle a +pascolo naturale per più anni, si dimenticano tutti i prodigi della +coltura intensiva mediante gli avvicendamenti e gl'ingrassi. Le terre +sabbiose e pantanose della Prussia orientale sotto un cielo inclemente, +sono senza dubbio più sterili di ogni peggior angolo della Sicilia, +eppure se ne cava grande profitto. L'agricoltura fiamminga, una delle +più perfette del mondo si esercita su terre, che sono il peggior suolo +dell'Europa. Il clima ed il terreno presso le città e borgate nelle +provincie siciliane ove sono i latifondi non sono per certo diversi da +quelli delle terre circostanti, ed intanto le terre prossime alle città +sono coltivate con altri sistemi e con eccellenti risultati. Di più in +alcuni latifondi, che appartenevano alle corporazioni religiose col +censimento si spezzarono e si trasformarono in meglio come attorno a +Mazzara e in gran parte della provincia di Trapani: l'osservazione è del +Prof. Corleo. Viceversa secondo le diligenti ricerche dell'Amari +ventidue grosse città ch'esistevano a' tempi dei Mussulmani nelle +provincie di Girgenti, di Trapani e di Palermo sono sparite così che di +moltissimi nomi di castelli e ville ricordati negli scrittori di +quell'epoca non si ha più traccia; e l'antico territorio di Giato, ora +diviso in tre comuni con circa 18 mila abitanti conteneva ai tempi di +Guglielmo il Buono una popolazione di 60 mila abitanti con 40 e più +villaggi.» + +Ecco come negli stessi siti, nonostante la permanenza delle cause +fisiche, compare e scompare il deserto rattristante del latifondo +coll'alternarsi delle cause sociali. + + [LE CAUSE SOCIALI E IL LATIFONDO] + +Gli esempî relativi alla Sicilia sono tassativi e sufficienti a provare +il predominio delle cause sociali sulle cause fisiche e climatologiche; +ma se occorresse, molti altri di altrove se ne potrebbero trovare, ed +altrettanto convincenti, nei libri del compianto De Laveleye e nella +grande opera del Reclus sulla geografia. + +Se questa fosse una trattazione storica mi dilungherei nello esporre +quali furono le cause sociali, che in Sicilia determinarono la creazione +e il mantenimento del latifondo; chi vuol conoscerle ricorra al Palmieri +e allo stesso Baer bastando al mio assunto l'avere dimostrato +l'inesistenza delle cause fisiche, che furono invocate anche da recente +da interessati difensori del latifondo. E questa dimostrazione impone al +governo l'obbligo di studiare i mezzi per rompere il giogo del latifondo +e per avviarlo a benefica trasformazione, e deve infondere altresì nei +lavoratori l'energia e la costanza di chiederla colla coscienza che può +venire dalla conosciuta possibilità di conseguire il fine che si +propongono. + + +NOTE: + +[20] Credo che sia caduto in errore il prof. Salvioli, quando sulla +scorta del Caruso ha affermato che dalle L. 450 di prodotto di una salma +di terra si devono dedurre L. 288 come spese. Il calcolo è sbagliato per +questo: il raccolto del frumento non si ha in ogni anno ma in ogni tre +anni o almeno in un anno sì e in un altro no. Perciò delle L. 162 di +residuo netto si devono almeno dedurre L. 76,50 somma equivalente al +fitto dell'anno in cui la terra si prepara a maggese. + +[21] I grandi proprietarî siciliani, che non conoscono i loro latifondi +e ne godono le rendite ben lontani dal luogo di produzione sono nemici +giurati di fare qualunque spesa. So di un ricco _gabellotto_ di +Castrogiovanni, il sig. Gaetano Restivo, che propose ad un signore di +Palermo, di cui aveva preso le terre in gabella, che avrebbe anticipato +lui L. 5000 per costruire uno stallone e se ne sarebbe rimborsato +nell'ultimo anno di fitto. Ebbe un reciso rifiuto. Così si potrebbe dire +di molti altri. + + + + +IX. + +RAPIDA DEPRESSIONE ECONOMICA. + + +Fatta la descrizione delle condizioni economiche della Sicilia si +presenta spontanea una domanda: sono esse peggiori, uguali o migliori di +quelle del resto d'Italia? + + [ALTROVE E IN SICILIA] + +Chi ha studiato le altre regioni della penisola o la Sardegna ha il +dovere di riconoscere, che nel beato italo regno in molti punti si sta +peggio che in Sicilia--per quanto ciò possa sembrare impossibile. + +Taccio della disgraziatissima Sardegna, dove soltanto i privilegiati +azionisti delle sue ferrovie se la godono allegramente, e ch'è stata +ricompensata della lunga fedeltà a Casa Savoia con una dimenticanza +veramente fenomenale. In molte altre provincie del mezzogiorno +continentale perdurano quelle condizioni tristissime, che da Giuseppe +Ferrari furono riconosciute come le cause efficienti del brigantaggio. +_Le lettere meridionali_ del senatore Villari, gli scritti del Pani +Rossi, di Renato Fucini, della Jessie White Mario, ecc.--che sono +illustrazioni monografiche della miseria delle classi lavoratrici di +Napoli e di altre contrade del napoletano--datano da molti anni, ma +sono ancora di attualità. La _Inchiesta agraria_ per queste regioni in +generale è stata parzialissima in favore dei proprietarî e delle classi +dirigenti, poichè è innegabile che le sofferenze dei lavoratori, la loro +abbiezione intellettuale, pari soltanto alla miseria economica--e le due +danno come necessario risultato l'altissima delinquenza--in Calabria e +in Basilicata sono grandissime.[22] I rapporti sociali non sono +dissimili a quelli descritti per altri tempi da Nicola Santamaria nel +suo pregiato studio sui _Feudi nelle provincie meridionali_. + +Risalendo verso le Alpi s'incontra l'agro Romano, che non rimane +indietro alla Sicilia in quanto a malessere dei suoi abitatori; ma verso +l'estremo lembo d'Italia c'è ancora qualche angolo di terra dove gli +uomini stanno peggio che nell'isola che attualmente richiama su di sè +l'attenzione dell'Europa. Il volume dell'_Inchiesta agraria_ consacrato +dal compianto Morpurgo ai _Contadini del Veneto_ attesta che nel mio +giudizio non c'è alcuna esagerazione. Del Mantovano e di qualche altra +zona della bassa Lombardia si potrebbe dire altrettanto. + +Perchè, dunque, soltanto in Sicilia c'è stata la esplosione del +malessere; vi sono stati i tumulti, gl'incendî, le distruzioni, che +preludono alle rivoluzioni e che tanta analogia presentano con quelli +descritti dal Tocqueville e dal Taine in Francia sotto l'_Ancien +Regime_? + + [CAUSE DELLE RISULTANZE DIVERSE] + +Le cause di questa diversità di risultanze sono parecchie e meritano +tutte di essere ricordate. Rimanendo per ora sul terreno economico si +deve osservare che in Sicilia dopo il 1860 ci fu un rapido sviluppo di +ricchezza; tale da indurre il Prof. Maffeo Pantaleoni in un suo pregiato +studio pubblicato nel _Giornale degli Economisti_ a giudicare, che +l'unificazione d'Italia, aveva contribuito in Sicilia più che altrove a +determinare un notevole incremento della ricchezza. + +Venne la depressione; venne altrettanto intensa e rapida, anzi fulminea, +e venne ad un tempo per colpa di governanti e di eventi, che si +sottraggono all'azione della volontà umana. + +Ecco alcuni dati eloquenti di questa depressione. La produzione del +grano da Ettolitri 7,744,981 nel 1891 discese a 4,363,696 nel 1892, a +4,365,300 nel 1893, e il prezzo contemporaneamente è disceso a L. 19,48 +per ettolitro nel 1891, a L. 18,91 nel 1893. + +La produzione dell'orzo è discesa da ettolitri 1,511,699 nel 1891 a +1,169,061 nel 1893 mentre il prezzo è rimasto stazionario. + +La filossera, in breve tempo, ha distrutto numerosi vigneti occupanti +un'estensione complessiva di ettari 53,977; perciò la produzione del +vino da ettolitri 6,855,555 nel 1891 è discesa a 4,111,331 nel 1893; la +discesa dei prezzi dal 1887 in poi--ultimo anno in cui fu aperto il +mercato francese--è semplicemente spaventevole: dalle 40 e 50 lire +l'ettolitro si arrivò alle 10 ed alle 20 del 1890 al 1893, e solo in +questo primo semestre del 1894, si accenna a risalire alquanto. +Notevole la diminuizione nella produzione degli agrumi e spaventevole il +ribasso dei prezzi. In quanto all'agricoltura l'on. Di San Giuliano +osservò che, complessivamente, il 1892 è l'anno della massima +depressione, perchè si ebbe una produzione di L. 206,071,012 in meno del +1891 e di L. 137,888,808 meno della media quinquennale. + + [DATI SCONSOLANTI] + +Più sconsolanti sono i dati per l'industria zolfifera: poichè il prezzo +di quel minerale da L. 112,57 per tonnellata nel 1891 discese a L. 65 +nel 1893 e a L. 55 circa nel primo semestre del 1894. + +Questi dati vengono illustrati e completati dalla sensibile diminuzione +dei depositi presso i diversi Istituti di credito, cominciata nel 1891 e +non ancora arrestatasi. + +La situazione economica si fece tale negli ultimi anni che il visconte +Combes De Lestrade esaminandola dal punto di vista dei proprietarî--ed è +proprietario anche lui in Sicilia, quantunque francese, e vive al di là +delle Alpi--ne argomenta che oggi sia peggio che nel 1860. «In +quell'epoca, egli osserva, le sue rendite e le sue spese, un po' più un +po' meno, si equilibravano. Se la tradizionale parsimonia siciliana +riusciva a mettere da parte qualche cosa, il risparmio non alterava gran +fatto l'equilibrio poc'anzi accennato. Istantaneamente i pesi aumentano +e ognuno sa con quale rapidità. Il confronto tra il bilancio dell'antico +regno delle due Sicilie e quello del regno d'Italia basta per +dimostrarlo. Per converso i prezzi delle cose che egli deve comprare +sono accresciuti e quelli di cui deve farne la vendita sono diminuiti. I +perturbamenti economici che il governo non ha mai saputo evitare +uccidono la coltivazione del cotone e del tabacco; e così i risparmi, +dato che ve ne fossero, spariscono ben presto. Di capitale mobile non è +il caso di parlare, imperciocchè all'epoca in cui furono messi in +vendita i beni del clero tutti si affrettarono di accrescere la +proprietà impiegandovi ciascuno la rispettiva disponibilità. Frattanto +perdura l'aumento delle tasse e il ribasso dei prodotti...» + +E qui è bene aggiungere, che nel determinare tale stato di cose la +responsabilità del governo è grande per la politica doganale seguita: +politica tutta a beneficio dell'industrie e degli industriali dell'alta +Italia e a danno dell'agricoltura del mezzogiorno e delle isole. Ciò +dissi rudemente nel 1891 alla Camera dei Deputati e le mie parole furono +accolte da vivi rumori e da proteste dei deputati del settentrione; ma +le mie parole furono poco dopo luminosamente giustificate dalla +confessione onesta e leale dell'on. Ellena fatta prima in un articolo +della _Nuova Antologia_ e dopo nella stessa Camera in occasione della +discussione dei trattati di Commercio coll'Austria-Ungheria e colla +Germania. + + [IL DISAGIO E I SALARII] + +Il peggioramento nelle condizioni economiche dei proprietarî +naturalmente si ripercosse nei salarî dei lavoratori, ai quali con ogni +studio si cercò di far sentire maggiormente la gravità della crisi; +sicchè tali salarî, anche nominali, sono ritornati quali erano nel 1860, +come osservò il Salvioli. + +Il disagio, adunque, fu generale, intenso e rapido. Esso, se nel +paragone con altri tempi può dirsi che non fu assoluto, certamente fu +immenso relativamente ai bisogni cresciuti, alle nuove abitudini +contratte, e agli obblighi imposti dalle leggi dello Stato ai comuni e +agli individui--prescrizioni igieniche, istruzione obbligatoria, ecc. +ecc. + + [I CONGEDATI E LO STANDARD OF LIFE] + +Su questo riguardo mi pare che non sia stato abbastanza avvertito il +perturbamento apportato nelle abitudini e nelle famiglie dei contadini +dal ritorno dei congedati. Si è detto che la leva è stato un cemento +unificatore quantunque io creda pochissimo alla efficacia di tale mezzo +ed alla utilità del preteso risultato; pur concedendo che quest'ultimo +si sia ottenuto, si è dimenticato che si è fatto sorgere nelle classi +lavoratrici il desiderio ardente di soddisfare certi bisogni per lo +passato sconosciuti e di adottare uno _standard of life_ superiore e +inadeguato allo sviluppo economico ed intellettuale. Ciò ha agito ed +agisce come un vero lievito che fa fermentare delle masse, inerti +precedentemente, che non si scuoterebbero sotto la influenza di altri +moventi e di elevate idealità. Intanto rimane assodato, per chiunque +abbia studiato da vicino i _Fasci_, che i reduci dall'esercito, mentre +in Sicilia hanno scosso la rigida disciplina patriarcale delle famiglie, +hanno portato invece la disciplina in molte delle associazioni dei +lavoratori sorte da recente. + +Il risultato, certamente, è inatteso e spiacevole pei sostenitori +dell'esercito permanente. La parte democratica e socialista non può che +rallegrarsene. + + +NOTE: + +[22] Della Basilicata me ne parlò più volte con parole di fuoco e con +intendimenti onestissimi l'amico carissimo Giustino Fortunato. I suoi +giudizi sono insospettabili per la lealtà somma e per la condizione +sociale di chi li ha emessi. + + + + +X. + +ORGANIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI TRA LE VARIE CLASSI. + + +Questo malessere e questo rapido e profondo perturbamento economico--i +quali da soli sarebbero stati capaci di determinare sommosse e rivolte +ancora più gravi di quelle che si ebbero a deplorare in +Sicilia--spiegavano la loro influenza in un ambiente anormale e +anacronistico in cui i conflitti potevano sorgere per altre cause +occasionali. + +Sin dal 1885, nella _Delinquenza della Sicilia e le sue cause_, +riassunsi i concordi pareri emessi da pensatori di ogni parte politica +sulla organizzazione sociale di fatto esistente in Sicilia. Il +feudalismo, abolito spontaneamente dai rappresentanti dell'aristocrazia +nel 1812, in realtà rimase in pieno vigore nei rapporti politico-sociali +tra le varie classi. Si può anche, senza temerità, asserire che +quell'abdicazione di diritti, che forse fu il prodotto di un nobile +sentimento, giovò soltanto a coloro che avevano creduto di fare un atto +di abnegazione. + +Invero colla organizzazione feudale di diritto, la proprietà +feudale--dice il Baer--aveva tutto il carattere di un ente morale; il +diritto di proprietà era impersonale e il proprietario _pro tempore_ era +un usufruttuario, un amministratore. + + [I PROPRIETARII E L'ABOLIZIONE DEL FEUDALESIMO] + +Di più: su quella proprietà feudale c'erano degli oneri a benefizio +delle collettività. L'abolizione legale del feudalismo tolse gli oneri e +lasciò ai proprietarî i soli vantaggi: la storia dei varî +proscioglimenti dei diritti promiscui e le liti relative--alcune delle +quali durano ancora--non potrebbero che raffermare tale modo di vedere. + +Questo perdurare di un regime feudale, di fatto persistente sino al +1860, si spiegò colla mancanza del soffio della rivoluzione francese, +che non arrivò in Sicilia aggiogata al dominio borbonico dalle armi +inglesi, anche quando le armate della repubblica, dell'impero e di Murat +erano pervenute sino allo stretto di Messina nel continente. Più +esattamente dovrebbe dirsi che a spiegare il fenomeno bisogna rimontare +ancora più in alto: la maggiore durata del dominio feudale nei rapporti +sociali informati alle istituzioni feudali non fu esclusiva della +Sicilia, ma più o meno si constatò anche nel continente meridionale, +dove la reazione contro lo spirito della rivoluzione francese fu cosa +davvero spontanea e popolare. I fasti delle orde del Cardinale Ruffo e +la resistenza vigorosa delle Calabrie sono noti. Il vero è che il soffio +della rivoluzione in Italia fu vivificatore dove il terreno era +preparato; e lo era in tutto il settentrione e nel centro e non nel +mezzogiorno e in Sicilia ch'erano rimasti sotto il giogo monarchico e +feudale, mentre il resto della penisola aveva avuto la splendida +efflorescenza repubblicana del medio-evo. + +Dopo il 1860 la situazione non venne mutata gran fatto e se ne hanno +testimonianze numerose di osservatori spassionati e autorevoli, tra le +quali credo bastevole ricordare quella dell'on. Sonnino, e pel merito +intrinseco del libro in cui venne registrata e per l'autorità che viene +allo scrittore dal posto che occupa attualmente. + + [I RAPPORTI TRA CONTADINO E PROPRIETARIO] + +L'attuale ministro del Tesoro riferendosi ai rapporti tra contadini e +proprietarî (che si possono intendere anche esistenti tra industriali ed +operai, tra coltivatori, _picconieri_ e _carusi_ delle miniere, tra +_galantuomini_--come chiamansi generalmente i membri dell'aristocrazia e +della borghesia--e artigiani e lavoratori di ogni sorta) così scriveva +nel 1876: + +«Nelle relazioni tra il contadino e il proprietario molto è rimasto +ancora dei costumi feudali; e non è da sorprendersene ove si pensi che +il feudalismo in Sicilia fioriva ancora in tutta la sua pienezza al +principio di questo secolo, e che la sua abolizione legale nel 1812, +completata colle due leggi del 2 e 3 agosto 1818, non fu nè provocata, +nè accompagnata, nè seguita da alcuna rivoluzione, da alcun movimento +generale che mutasse d'un tratto le condizioni di fatto della società +siciliana. Quella che era stata fino allora potenza legale, rimase come +potenza o prepotenza di fatto, e il contadino, dichiarato cittadino +dalla legge, rimase servo ed oppresso. Il latifondista restò sempre +barone e non soltanto di nome: e nel sentimento generale la posizione +del proprietario di fronte al contadino, restò quella di feudatario di +fronte a vassallo. (_I contadini_ ecc., p. 175). + + [LA BORGHESIA TERRIERA] + +Dal 1812 in poi, e sopratutto dal 1860, prese maggiore sviluppo la +borghesia, che reclutò i suoi membri più potenti nella classe dei +gabellotti; ma in Sicilia generalmente questa borghesia non rappresentò +un elemento antagonistico dell'aristocrazia, e invece--priva delle alte +idealità e delle benemerenze di quell'altra borghesia che illustrò le +rivoluzioni medioevali nel settentrione e nel centro d'Italia, e la +grande rivoluzione del 1789--essa pose ogni studio nell'imparentarsi +coll'aristocrazia, nel rendersi degna della sua stima e della sua +considerazione: in fondo la borghesia terriera siciliana si rivelò una +specie di sorella minore dell'aristocrazia, e l'una e l'altra +gareggiarono nell'opprimere le classi inferiori. + +Quali furono e quali sono intellettualmente e moralmente i +rappresentanti dell'aristocrazia e della borghesia, che costituiscono in +complesso le _classi dirigenti_ della Sicilia? È presto detto e bisogna +dirlo colle parole di chi non può essere sospettato di livore o di odio +partigiano contro di esse: perciò ricorro all'autorità dell'on. Marchese +Di Sangiuliano--che delle _classi dirigenti_ siciliane può dirsi +attualmente uno dei più autorevoli rampolli.--Egli si riferisce a quelle +di oggidì, che sono certamente migliori, sotto l'aspetto intellettuale, +almeno, di quelle di una volta[23]. + + [LE CLASSI DIRIGENTI] + +Secondo l'on. deputato di Catania, adunque, le _classi dirigenti_ «non +si sa se vogliano la guerra risolutiva o la politica di raccoglimento +colle economie e col disarmo, se aspirino ad ordini politici reputati a +torto più liberi, o ad un più vigoroso intervento d'un alto potere, se +invochino una politica doganale più protezionista o più liberista, se +desiderino un'azione più inframmettente ed attiva dello Stato o una +maggiore autonomia locale e scioltezza d'iniziativa individuale; si sa +solo che dello stato odierno delle cose i più non sono contenti, che +molti credono o dicono che i beneficî dell'unità italiana, +dell'indipendenza e della libertà costino troppo gravi ed insopportabili +sagrifizî, che nel cuore di molti il sentimento nazionale, è +sensibilmente raffreddato, che la fiamma della patriottica abnegazione è +affievolita e il culto dei più nobili ideali politici e civili cede il +posto alla cura esclusiva del proprio interesse materiale... E, +sopratutto di fronte all'agitazione dei _Fasci_, privi di fiducia nella +libertà, nella politica conciliativa, nei provvedimenti sociali ed +economici, non veggono altra ancora di salute che nel rigore della +repressione, nel potere arbitrario del governo o de' suoi funzionari, +nella limitazione, non solo temporanea, ma duratura, delle garanzie che +tutelano la libertà personale dei cittadini, e quella non meno preziosa +e benefica, della stampa periodica.... Queste classi infine diconsi +_dirigenti_ sovente come.... _lucus a non lucendo_!» + +Queste parole in bocca di un altro potrebbero sembrare calunniose; ma +non in quella di colui, che scriveva le _Condizioni presenti della +Sicilia_. Al qual libro, dopo alcuni mesi della sua pubblicazione, non +si deve fare che una modificazione, poichè dopo la riunione dei _grandi +proprietarî_ nella Sala Ragona di Palermo si sa bene che cosa vogliono +le _classi dirigenti_: la difesa della grande proprietà e la reazione. + + [I SIGNORI] + +La severità dell'on. Di San Giuliano, che vive nella politica ed è un +avversario, in pratica, dei socialisti, non viene uguagliata che da +quella di un altro conservatore, che vive appartato dalle lotte della +politica e dedito all'insegnamento e agli studî agronomici: alludo al +Prof. Basile di Messina. Egli nel libro: _I catasti d'Italia_ (Messina +1880) mostrò il più grande disprezzo per «i _signori_ che sono ricchi +perchè esigono affitti dal territorio di mezza provincia; che stimano +una villania pensare a coltivare le terre: che non intendono impazzare a +far conteggi con zotici castaldi; che neppure conoscono la forma e la +estensione dei loro latifondi affidati ai capricci dei procuratori; che +sciupano tutte le loro entrate negli alberghi di Parigi, di Londra, +della Svizzera, ai giuochi di azzardo di Wiesbaden.» + +Siccome quest'ultimo giudizio particolarmente potrebbe applicarsi alla +classe aristocratica, il quadro può completarsi collo schizzo assai +sintetico che il Sonnino fece della borghesia «non numerosa, e in +Sicilia, come da per tutto, _avida di guadagno e imitatrice della classe +aristocratica soltanto nelle sue stolte vanità e nella sua smania di +prepotenza_!» + + [LORO SENTIMENTI VERSO LE CLASSI INFERIORI] + +Come trattino le classi inferiori queste _classi dirigenti_ si può +immaginarlo: «L'operaio e il contadino--dice l'Alongi--sono secondo il +_gabellotto_ e poteva dire secondo il borghese e l'aristocratico, una +_specie di animale inferiore_ spesso trattato peggio del suo cavallo da +coscia. Egli non può capire, per esempio, perchè i funzionarî di oggi +debbano occuparsi delle violenze gravi, che un _galantuomo_ fa ad un +servo.... Tanto meno poi riesce a comprendere che anche un miserabile ha +diritto a giustizia, a godere del porto d'armi, e ad altri privilegi, un +tempo riservati solo ai _galantuomini_. Quel che più li urta è poi la +insistenza con cui giudici e funzionarî vogliono sapere da loro certe +cose intorno ai reati di fresco successi, quasicchè un galantuomo debba +essere citato a dir quel che sa come qualunque altro;--e ve n'è poi di +semi-ingenui, che strabiliano nel vedere che un governo debba andar +cercando prove e far formalità e spese per mandare un miserabile in +galera--Ma che! fatelo _sparire_ senza tanti complimenti!» + +Tali i sentimenti che un egregio funzionario di Pubblica Sicurezza, +siciliano, che ha occupato ed occupa posti di fiducia, ha attribuito +alle _classi dirigenti_ verso le classi inferiori! E pur troppo egli non +ha esagerato le tinte; il quadro anzi verrà completato aggiungendo che +le _dirigenti_ sono anche dotate di alterigia, di albagia, eredità +spagnuola, che spesso le fa cadere nel ridicolo, perchè scompagnata da +una qualsiasi delle condizioni che possono incutere rispetto. E lo +spagnolismo grottesco, in generale arriva al punto che un _galantuomo_ +crederebbe di degradarsi andando a bere un bicchiere di vino in una +osteria--perchè è frequentata dalle classi inferiori--o anche solo +stringendo la mano ad un lavoratore! + +Quanta cura le _classi dirigenti_ della Sicilia si siano presa delle +misere condizioni dei lavoratori, in questi momenti in cui dappertutto +altrove o per filantropia per calcolo si fanno inchieste e si votano +leggi a loro favore, ci vuol poco a comprenderlo una volta che si +conoscono le belle doti del loro intelletto e del loro cuore.... + + [EGOISMO E CECITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI] + +Il Taine dipingeva la non curanza degli aristocratici francesi per i +contadini nel secolo scorso con questi pochi tratti: «Non facendo niente +per la terra, come sarebbero capaci di fare qualche cosa per gli uomini? +D'altronde sanno essi cos'è la fame? Quale fra di loro ha esperienza +delle cose campestri? E come potrebbero rappresentarsi la miseria del +povero? Per poter far questo essi sono troppo lontani da lui, troppo +estranei alla sua vita. Il ritratto che essi si fanno di lui è +immaginario; mai è stato più falsamente rappresentato il contadino.» +(_L'Ancien régime_ p. 65). + +Altrettanto e peggio si deve affermare del modo di giudicare delle +_classi dirigenti_ siciliane rispetto ai bisogni dei lavoratori e a' +rimedi contro le ingiustizie alle quali soggiacciono. + +La _Inchiesta agraria_ ne fa fede: essa somministra il documento +autentico del loro egoismo e della loro cecità. Tra i Comuni e i privati +interrogati, pochissimi si preoccuparono della triste condizione dei +lavoratori e la maggior parte invocarono invece provvedimenti favorevoli +ai proprietarî, inutili e superflui al proletariato agricolo. E la prova +di egoismo hanno ripetuto ora nella riunione ricordata dei _grandi +proprietarî_ della Sala Ragona nella quale non seppero occuparsi che dei +propri esclusivi interessi: all'indomani dei tumulti e degli incendi del +Dicembre 1893 e del Gennaio 1894! + + +NOTE: + +[23] Il Senatore Zini chiamò la Baronia siciliana _superba ed ignava, +non ultima cagione del pervertimento morale_ onde volentieri si getta il +carico sul mal governo dei Borboni. (_Dei Criterî e dei modi di governo +nel regno d'Italia._ Bologna 1876). + + + + +XI. + +I PARTITI IN LOTTA E LE AMMINISTRAZIONI DEI CORPI LOCALI + + +Le _classi dirigenti_ in Sicilia non sono ancora feudali soltanto pel +disprezzo che ostentano verso gl'inferiori, e per le ingiustizie che +fanno loro subire; ma esse si conservano tuttavia medioevali pure nelle +loro divisioni in partiti, pel modo come intendono e praticano le lotte, +e come amministrano comuni e provincie che cadono sotto le loro unghie. + +Anche su questo doloroso argomento nulla si può dire di nuovo; ma ciò +che è stato detto e scritto molti anni or sono è stretto dovere +riprodurre, perchè meglio che ogni altro dato giova a spiegare la genesi +degli ultimi fatti luttuosi. + +Il Bonfadini nel 1876 constatò «la sopravvivenza, in molti paesi, di +quelle lotte e di quegli odî di famiglia che funestarono la società del +medio-evo; chè non è giusto, come taluni fanno per preconcetti politici +o contro la evidenza storica, l'asserire che le guerre civili furono un +malanno peculiare dei nostri comuni medio-evali...» + + [I PARTITI E IL PREPOTERE PRIVATO] + +Ed è altrettanto esplicito il Generale Corsi che osserva «essere +tradizionale, _ab antico_, vivissimo in questo corpo sociale così +composto, o per dir meglio, così mal composto, il parteggiare... E può +darsi benissimo, che i partiti siano della stessa fede politica gli uni +e gli altri o indifferenti del pari. Nel fondo però di quelle gare vi +son talvolta antichi rancori di famiglia e allora tanto più facilmente +le elezioni amministrative e politiche diventano un _caso di Sciacca_.» +Così a pag. 280, mentre a pag. 332, dopo avere descritto l'intervento +dei _Fasci_ in queste gare, giustamente afferma che in molti paesi si +fece un vero _imbroglio_ tra Municipio, partiti e _Fasci_. + +Chi non sa adesso che questi _odî_ e queste _lotte_ tra le famiglie più +potenti di un comune hanno sopratutto contribuito alla organizzazione di +Fasci che non avevano neppur l'ombra dell'idealità socialista, ma che +dovevano servire agli interessi e alle passioni di un capo parte, e che +aizzarono i contadini ed eccitarono ai tumulti? + +In qual modo, poi, e con che mezzi questi partiti a base di odî e di +lotte tra famiglie, esercitano il potere e l'influenza è anche noto. + +L'on. Franchetti scrisse: «nella capitale dell'Isola e nei suoi contorni +domina maggiore _prepotenza privata_, per effetto del maggiore concorso +colà di membri delle clientele dominanti (_Le condizioni politiche e +amministrative della Sicilia nel 1876_); clientele, soggiunse il +Turiello, usate a riconoscere più spesso dov'è più folta la popolazione, +nel _prepotere_ privato, un diritto che non è poi impedito da alcuna +autorità sociale più forte della loro volontà. (_Governo e governati._ +Vol. 1. p. 79.)» + + [LE OLIGARCHIE] + +E l'Alongi rincalzò: + +«Ne' piccoli e medî comuni, ci sono gruppi di preti, professionisti, +operai, dati a questo e a quel signore. E i partiti non sono formati che +da questi nuclei aderenti a un paio di signorotti sempre nemici per +antichi odî, o per spirito di supremazia, o per libidine di potere e di +prepotere su tutti, e specialmente sul bilancio comunale. + +«Le oligarchie organizzate, sono, è vero, meno violenti e feroci di +quelle da cui direttamente promanano (le feudali) ma sin dove possono +giungere, ne hanno l'audacia e le pretese. + +«E per sostenersi ricorrono a tutti i mezzi. + +«Della legge e della legalità hanno un concetto esclusivamente +unilaterale; le riconoscono e vi ricorrono solo in quanto sanzionano il +loro potere; per tutto il resto, o non esistono, o si possono violare +impunemente.» + +I maggiorenti, divisi ed organizzati in partiti che non hanno ragione +politica, ma bensì di astî e rancori personali, sono pienamente +d'accordo;--presso a poco come Carlo V. e Francesco I. che volevano +entrambi la stessa cosa: il ducato di Milano--onde alternandosi al +potere, si imitano, si ripetono e nei procedimenti, e nei criteri +amministrativi e nelle vendette sui vinti avversarî, e nell'imporre +sempre le spese ad essi ed ai lavoratori in generale. + + [SOPRAFFAZIONE DI CLASSE] + +Le amministrazioni comunali e provinciali d'Italia e particolarmente +della Sicilia somministrano le prove più evidenti della sopraffazione di +una classe a danno di un'altra, dei favoritismi, delle camorre, delle +opere irrisoriamente dette pubbliche, ma che servono a benefizio di +pochi, delle imposte fatte pagare di preferenza ai contribuenti +appartenenti al partito vinto, delle imposte che gravano maggiormente +sui consumi necessarî e sulle classi meno agiate e il cui prodotto serve +per il teatro, per i ginnasî, per le passeggiate, per i giardini +pubblici, per tutto ciò che diverte o giova ai ricchi o ai meno +disagiati. + +Di queste spese e di queste imposte mi sono lungamente occupato in un +libro pubblicato nel 1882[24] alla vigilia delle elezioni politiche +generali; e pur troppo le critiche aspre enunziate allora a carico delle +amministrazioni municipali si dovrebbero oggi inasprire di più; e pur +troppo le riforme invocate allora sono tuttavia un desiderio! + +Allora deplorai che Palermo e Messina discutessero invano per +provvedersi dell'elemento più indispensabile alla vita, l'acqua; +deplorai che si spendessero milioni e milioni per un Teatro Massimo, che +difficilmente,--se si riuscirà a compirlo--si potrà riempire di +spettatori; deplorai, che si spendesse poco e male per la istruzione +popolare; deplorai che si spendesse poco e male per tutti gli istituti +pii, che servono pei poveri e per gli inabili al lavoro; deplorai che si +rubasse nello spendere e che si qualificassero come opere pubbliche +quelle che sono di semplice interesse privato; deplorai infine che il +dazio di consumo, il focatico e la tassa sugli animali costituissero la +principale risorsa economica dei Comuni; e deplorai che la tutela +esercitata dal governo riuscisse impotente ad impedire il male ed +efficace, invece, per aggravarlo, pur di servire al capriccio, al comodo +dei beniamini, dei protetti, dei grandi elettori, dei deputati. + +Dopo pochi anni si levò la voce dell'Alongi che la vita locale conosce +anche perchè è stato più volte Regio Commissario straordinario presso +diversi municipî: + +«Si profondono favori,--egli dice--impieghi, esenzioni di tasse e +protezioni d'ogni portata agli aderenti e si fa l'opposto con gli +avversarî, contro ai quali: persecuzione continua, evidente, spesso +sfacciata e feroce, fino al delitto, fino all'omicidio. E si pretende +che i funzionarî del governo seguano questo indirizzo. + +«Tranne poche e lodevoli eccezioni, nei comuni dominano la incompetenza +e la prepotenza più goffe e sfrenate che per contraccolpo vi producono +la paura, la sofferenza, i rancori sordi delle masse. + +«L'ufficio di Sindaco, nei piccoli comuni, è sfuggito dai buoni perchè +arduo e pericoloso; è ricercato avidamente dai tristi cui offre risorse +illecite ma sfuggenti al Codice Penale, e voluttà di comando e di +prepotenze che fanno rivivere Don Rodrigo senza il blasone. + +«A che si riducano, con questo sistema i servizi amministrativi è facile +immaginarlo...» + + [LA PREPOTENZA LEGALIZZATA] + +Nei municipî la prepotenza di classe dai vampiri borghesi o +aristocratici è stata esercitata in modo classico, ripetendo +incoscientemente--perchè i più non conoscono la storia di Inghilterra, +nè hanno letto Carlo Marx--i procedimenti prevalsi alcuni secoli or sono +al di là della Manica diretti a usurpare la cosa pubblica, che in +Sicilia particolarmente era la cosa del proletariato agricolo. Qui +infatti, i _galantuomini_ con costanza sorprendente, da _gabellotti_, da +limitrofi, da amministratori hanno usurpato i demanî comunali, la +proprietà collettiva degli abitanti poveri del Comune. + + [LE USURPAZIONI DEI DEMANII] + +E le usurpazioni sfacciate e impunite--ciò che stabilisce la +responsabilità e la complicità del governo nel reato--hanno, ad esempio, +una illustrazione in tribunale col ricorso dei comunisti di Alcari li +Fusi, fraudolentemente spogliati dei proprî beni, ed ebbero un epilogo +tragico a Caltavuturo dove furono assassinati dei poveri contadini +perchè--ingenui!--vollero esercitare un diritto, zappando--niente altro +che zappando!--la terra che a loro appartiene. + +Oh! Italiani, che vi siete santamente indignati per l'assoluzione di +Angoulême, quando v'indignerete per il massacro di Caltavuturo, che +costituisce l'episodio più scellerato della vita politica italiana, ch'è +rimasto impunito e pel quale non un solo accusato venne trasportato +sullo sgabello della Corte di Assise? In Francia almeno ci fu un +processo, ci furono degli accusati, ci fu un Pubblico Ministero severo e +imparziale che fece di tutto per farli condannare, ci furono dei +gendarmi che deposero il vero: ma in Italia? + +Però le usurpazioni dei demanî comunali, e la vendita e i censimenti +fraudolenti delle terre patrimoniali nè possono essere consumati +dappertutto,--perchè in Sicilia non tutti i Comuni posseggono demani +comunali e beni patrimoniali--nè possono ripetersi ogni giorno perchè la +materia che fornisce occasione al reato, a danno del popolo, si +esaurisce. Ci sono, però, altri modi di nuocere al popolo, +quotidianamente, perennemente, e che riescono perciò causa più frequente +di odî e di risentimenti: questi modi vengono rappresentati dalle +imposte e dalle spese. + + [COME SI SPENDE IL DENARO PUBBLICO] + +Si deve premettere, per essere imparziali, che oggi come oggi i municipi +di Sicilia sono agli sgoccioli in quanto a _spese facoltative_, ridotte +in molti luoghi a qualche migliaio di lire per la musica o per la +Chiesa, e che le imposte servono per le _spese obbligatorie_. Molte +delle spese della prima categoria, però, vennero fatte in altri tempi +per mezzo di debiti, che ora pesano sui municipî, e fatte talora per +mettersi, almeno nella parte esteriore e che rappresenta la vernice, a +livello delle città più colte del continente. Lo spagnolismo impera nei +comuni come sugli individui e li ha spinti ad un più elevato tenore di +vita sproporzionato alle risorse. + +E perchè riguardano il prepotere--veramente feudale in quanto alla +natura delle spese--ricorderò questi casi: + +Nella provincia di Caltanissetta si costruì a spese della provincia una +strada a totale benefizio di un barone che dominava nel Consiglio +provinciale. + +In Agira, a spese del Comune, si costruì altra strada del costo di oltre +200,000 lire che giovava principalmente ad un ricco signore--nel resto +onesto cittadino--che spadroneggiava nel Municipio.[25]. + +Così altrove. In quanto alla _onestà_ nello spendere e nel costruire me +ne rimetto al severo giudizio della _relazione_ Bonfadini sulle strade +provinciali di Caltanissetta e di Girgenti. Del resto ci vorrebbe un +volume per notare e descrivere tutte queste spese pazze e disoneste, che +gli amministratori locali possono tentare di giustificare soltanto +coll'esclamare: _abbiamo imitato lo Stato_. + +Purtroppo! + +Ciò che il Sonnino e il Franchetti e il Bonfadini--cito di proposito +persone non sospettate di radicalismo o di socialismo--osservarono sulle +amministrazioni comunali, dovettero constatarlo anche nelle +amministrazioni delle opere pie.[26] + + [LE IMPOSTE MEZZO DI SFRUTTAMENTO] + +Nel giudizio sulle imposte, come mezzo di iniquo sfruttamento di classe, +lascio la parola all'on. Sonnino, di me assai più autorevole: + + [L'ARBITRIO NELL'IMPORRE] + +«Quanto al modo in cui la classe dei _galantuomini_ si vale delle +amministrazioni comunali a suo profitto, ed a danno della classe dei +contadini, basterebbe esaminare Comune per Comune i ruoli delle imposte +per averne qualche idea. Così noi troveremo generalmente imposta in modo +gravissimo la tassa sulle bestie da tiro e da soma, ossia principalmente +sui muli e sui cavalli, che sono la proprietà maggiore dei contadini; e +invece raramente e in proporzioni minime la tassa vera sul bestiame, +ossia sulle vacche e sui bovi, perchè questi sono posseduti dai +proprietarî. Il contadino paga in moltissimi luoghi fino a 8 lire per +mulo, o 5 lire per un asino, e il proprietario e il gabellotto non +pagano nulla, o relativamente pochissimo, per centinaia di vacche o di +bovi.» + +Il Cavalieri, che fu compagno di viaggio di Sonnino e di Franchetti nel +1875, si è occupato adesso della quistione siciliana; epperò ha dovuto +confermare quanto avevano scritto i primi molti anni or sono e +aggiungere fatti nuovi e opportune considerazioni, che meritano di +essere riportati. + +«Le tasse sugli animali da tiro, da sella e da soma e quelle pel +bestiame danno luogo a sfruttamenti del contadino: e in generale si +aggrava la prima, la quale colpisce gli animali, che gli rendono un +servizio e si attenua la seconda, che colpisce il bestiame come +capitale.[27] + +«È più che verosimile, che sindaci e consiglieri nel compilare i ruoli +delle varie tasse favoriscono i loro amici e gravano la mano sugli +avversarî e sui poveri.» + +«Osservazioni simili si devono fare per la tassa fuocatico....» + +«Ma a far più completa la dimostrazione dello stato delle cose, ecco un +altro documento meno conosciuto, ma altrettanto grave. Il Fascio di +Campobello di Licata ricorse di recente al Consiglio provinciale di +Girgenti perchè quel Consiglio comunale, per creare un corpo di 21 +guardie campestri, istituì una tassa sui proprietarî sulla base di lire +8 per ogni salma di terra, ma _colla clausola che sarebbero tassati solo +i proprietari, che possedono sino a sei salme_. + +«S'intende che nessuno dei consiglieri comunali è in questa +categoria.... + +«Il ricorso avrà certo buon esito, ma la cosa è tanto enorme che si +stenta a comprendere come ci sia stato il bisogno di produrlo: però non +da chi, già nel 1876, in Santa Margherita--nella stessa provincia di +Girgenti--ebbe a constatare che da anni si riscuoteva colla tolleranza +degli ufficiali del governo una seconda imposta a benefizio del Comune: +l'imposta governativa si riscuoteva col contatore meccanico e quella +comunale si riscuoteva col sistema borbonico e cioè con altrettante +bollette che un apposito ufficio rilasciava a chi voleva macinare, senza +delle quali il mugnaio non avrebbe potuto prestarsi sotto pena di una +contravvenzione!» (_I fasci dei lavoratori_, p. 29 a 32). + + [IL DAZIO DI CONSUMO] + + [SI OLTREPASSANO I LIMITI LEGALI] + +In quanto al Dazio di consumo quasi tutti i Comuni chiusi, almeno i +principali (compresi quelli amministrati dai democratici) hanno +sorpassato i limiti legali del sovrimporre. E perchè su questo vitale +argomento le sentimentalità non prendano il sopravvento,--o meglio non +si abbia il sospetto che lo prendano,--giova riprodurre alcune cifre +comparative per i bilanci del 1889, sulla proporzione della sovrimposta +fondiaria e del dazio di consumo comunale in poche regioni d'Italia, che +hanno presso a poco la stessa popolazione della Sicilia. + + POPOLAZIONE DAZIO QUOTA SOVRIMPOSTA QUOTA + CONSUMO PER FONDIARIA PER + COMUNALE ABITANTE ABITANTE + Piemonte 3,234,490 12,008,218 3,71 13,043,802 4,03 + Lombardia 3,906,959 12,771,218 3,27 20,902,919 5,35 + Veneto 2,985,164 7,209,917 2,42 16,264,792 5,45 + Sicilia 3,285,474 22,218,045 6,76 5,350,478 1,63 + +Io non commenterò queste cifre eloquenti e mi limiterò a riprodurre +un'altra breve comparazione fatta dal professore Maffeo Pantaleoni, e +lascerò che i commenti li faccia una pregiata rivista che combatte il +socialismo con tutte le sue forze. + +Le cifre comparative sono queste: + + QUOTA PER ABITANTE DELLA + _Ricchezza_ _Dazio di consumo_ _Sovrimposta fon._ + + Sicilia 1,471 6,76 1,63 + Piemonte 2,746 3,71 4,03 + Lombardia 2,400 3,27 5,35 + Veneto 1,935 2,42 5,45 + +Ed ecco i commenti: + + [PARAGONI ELOQUENTI] + +«Va notato che i dati della ricchezza per abitante per regione si +riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità, +sopratutto in Sicilia.--La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente +arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente +più che sulle regioni del nord, per effetto della politica economica più +specialmente lesiva del Mezzogiorno.--Ma pure restando per larghezza di +concessione ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo in Sicilia è quasi +il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà, ed esercita +nell'isola una pressione tributaria almeno _quattro volte_ maggiore. +Invece la sovrimposta sta ad un limite poco inferiore a quello che +potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre +le altre imposte (valore locativo, tassa famiglia, bestiame, vetture e +domestici) sono già in _cifra assoluta_ per abitante più gravose pel +contribuente siciliano. Questi dati permettono due considerazioni: 1º +che il sistema delle imposte comunali in Sicilia esercita una pressione +maggiore che nel continente; 2º che la ripartizione del carico +tributario locale è fatta tutta a danno dei contribuenti che pagano +imposte indirette» cioè, dei lavoratori! (_L'insurrezione Siciliana_, +nel _Giornale degli Economisti_, Febbrajo 1894). + +Su questo proposito, infine, c'è la testimonianza più decisiva, e più +autorevole, più recente: quella del Generale Corsi, che giudica +«veramente gravissime le imposte nella massima parte dei Comuni, +specialmente sui generi di prima necessità, sulle farine sopratutto, e +_ripartite in modo così ingiusto, così empio, che pesavano molto più sul +povero che sul ricco_. E molti comuni sprecavano denaro in ispese di +nessuna o problematica utilità pubblica, a vantaggio dei signori, a +beneficio dei bene affetti e fautori della fazione predominante... (p. +369).» + +La gravità di questi dati e delle accuse che essi autorizzano a muovere +contro le _classi dirigenti_, le quali spadroneggiano nei municipî, +preoccupò i _grandi proprietarî_ della sala Ragona; i quali cercarono di +difendersi, osservando che «il fenomeno doloroso dell'altissima quota di +dazio di consumo comunale che si paga in Sicilia è determinato dal fatto +che la classe rurale siciliana risiede nelle città e borgate soggiacenti +al dazio di consumo, mentre nelle altre regioni d'Italia vive +disseminata nelle campagne.» + + [LA SPEREQUAZIONE TRA LE IMPOSTE] + +La giustificazione in parte è accettabile; e si può dire eziandio, che +la legge stessa sui tributi locali favorisce la proprietà fondiaria +cogli ostacoli, che mette alla facoltà di sovraimporre; ma rimane +sempre,--a spiegare il largo e giusto risentimento dei proletarî,--il +fatto stesso della esistente sperequazione tra imposte dirette e +indirette, a danno loro, (e che essi ignari di leggi e di demografia non +riescono a giustificare), non che la circostanza che colle stesse leggi +e cogli stessi ostacoli a sovrimporre sulla imposta fondiaria in +Piemonte, in Lombardia e nel Veneto i proprietarî riescono a pagare tre +e quattro volte di più che in Sicilia. È innegabilmente maggiore +l'equità tributaria nell'Alta Italia, che in Sicilia e in molte altre +contrade del mezzogiorno, e specialmente nella Campania. + +Questa iniquità nella distribuzione e nella qualità dei tributi ebbe a +deplorarsi vivamente sotto _l'Ancien régime_ in Francia, dove produsse +gli stessi effetti che in Sicilia. In un vecchio opuscolo intitolato: +_Abrégé de l'histoire des taxes en France_ pubblicato nel 1694 sotto il +regno di Luigi XIV si parla e dei _favori accordati agli amici_ nella +applicazione della _taglia_, e delle ingiustizie che si commettevano a +danno dell'ingegno e del lavoro ed a benefizio della proprietà e del +capitale. Nella _Decima regale_ del grande Vauban vengono illustrati gli +stessi favori e le stesse ingiustizie che tanto contribuirono più tardi +a fare sollevare un popolo, che era stato ritenuto _taillable et +corveable à la merci_ dei signori! + + [CHE OSSERVATORI PROFONDI!] + +I disgraziati difensori del governo e i disonesti giudici dei moti +siciliani del 1893 e 1894 hanno osservato: «o perchè le minoranze e i +lavoratori non si agitavano, non esercitavano i loro diritti, non +reagivano nelle vie legali contro le prepotenze e le iniquità delle +amministrazioni locali?» + +Non lo potevano: la frode, la corruzione, la violenza nella compilazione +delle liste, nelle votazioni, in tutto, assicuravano il trionfo di chi +sapeva asservirsi al governo o al deputato, i quali ogni loro opera +spendevano a proteggere i vincitori, che spesso erano la minoranza +reale. Il voto e la _legalità_ da trent'anni si chiariscono impotenti a +ottenere qualcosa, a correggere. + + +NOTE: + +[24] N. Colajanni: _Le istituzioni municipali._ Un vol. di 334 pag. L. +3--presso REMO SANDRON--Palermo. + +[25] Valguarnera, dove avvennero incendî e rapine, si rovinò colla +costruzione di una strada intercomunale con Raddusa, che costò L. +250,000. Essa paga al solo governo L. 36,000 per abbonamento al dazio +consumo e non conta che diecimila abitanti. + +[26] Il Sonnino a p. 188 del suo libro, in una nota, parla di una +fondazione pia del principe di Castelnuovo pessimamente amministrata. In +parte i fatti da lui esposti sono veri; ma è stato tratto in errore sui +rimedî adoperati dal governo per riparare ai mali. «Ci volle un vero +colpo di mano per portar via dalle casse del Comune,» egli dice, «sei +anni addietro, i valori che rimanevano, per cominciare finalmente ad +impiegarli al fine voluto dal testatore.» Il fatto è questo: il Prefetto +di Caltanissetta, Polidori, nel 1869 fece _il colpo di mano_, ma fu una +vera spogliazione a danno del Comune di Santa Caterina Villarmosa--ch'è +il comune dove fu fondato il luogo pio--che indarno sinora ha reclamato. +L'on. Sonnino ora ch'è ministro farebbe bene ad informarsi meglio ed a +provvedere efficacemente. + +[27] Su questa tassa pervennero direttamente a me alcune enormi notizie +dalla provincia di Siracusa, che non riproduco dettagliatamente perchè +non ebbi modo e tempo di verificarne l'esattezza. + + + + +XII. + +L'ODIO DI CLASSE + + +La prepotenza feudale, la iniquità sistematica in ogni momento ed in +ogni lato della vita e della amministrazione comunale, che si esplicano +sotto l'egida delle autorità governative--prefetti, delegati, +carabinieri--spiegano più che sufficientemente come l'odio delle classi +lavoratrici contro i _galantuomini_ debba essere profondo e generale, e +tanto più pericolosa la sua esplosione violenta inquanto che lungamente +represso e non attenuato da alcuno sfogo nelle vie legali, a loro non +consentito dalle stesse leggi, che del diritto elettorale hanno fatto un +privilegio di alcune classi. + + [VECCHIE E DOLOROSE CONSTATAZIONI] + +Tutto il passato remoto e tutto il presente non ha fatto che generare e +alimentare quest'odio dei lavoratori,--specialmente delle campagne, +contro le _classi dirigenti_,--che un giorno o l'altro doveva esplodere. + +Si dirà: «all'indomani delle sommosse e delle rivolte la invocazione +della preesistenza dell'_odio di classe_ è un comodo espediente per +ispiegare, se non per giustificare, i moti inconsulti o criminosi.» + +Epperò giova dimostrare, che quanti si occuparono delle condizioni della +Sicilia constatarono _in ogni tempo_--nei momenti di tranquillità, come +in quelli di agitazione e di perturbamento--il doloroso fenomeno. + +Uno scrittore più volte citato, l'Alongi, parecchi anni or sono scriveva +che per i motivi precedentemente esposti «il contadino diffida e vede +nei funzionari tanti alleati dei _galantuomini_, che lo tengono in una +grossolana e ferrea servitù economica, e ignorante, incretinito dalla +miseria, dal lavoro improbo, sfugge i contatti, vede ovunque ingiustizie +ed oppressioni, e nei provvedimenti più utili tante trappole per +immiserirlo di più. Nasce quindi tra i contadini un istinto di riunirsi +tra loro contro i nemici comuni (_galantuomini_ e governo; d'onde il +proverbio: _galantomu e malu passu dinni beni e stanni arrassu_), di +fare una lega spontanea, inconscia contro di essi, opponendo una inerzia +assoluta a tutti i movimenti del nemico personificato nel funzionario e +quando la pazienza scappa, farsela da sè, poichè pel povero non c'è +giustizia (dice un altro proverbio: _la furca è pri li puvureddi_)». + +Quest'_odio di classe_ venne constatato da Sonnino, da Franchetti, da +Bonfadini, da Damiani in varie epoche; ma si vogliono pareri di persone +ancora più autorevoli e insospettabili? Eccoli. + + [LA PAROLA AI MAGISTRATI] + +L'_odio contro i ricchi_, accanto alla esistenza del _latifondo_, viene +esplicitamente denunziato dal Procuratore Generale Caruso, nella sua +relazione innanzi alla Corte di Appello di Palermo sul movimento della +criminalità pel 1880, come la cagione principale dei caratteristici +reati dei contadini. + +Cinque anni dopo un altro Procuratore generale, il De Meo, in una +analoga occasione nella stessa Palermo osservava: «i poveri agricoltori +e coloni, mezzadri o fittaiuoli non vedono e spesso non conoscono i +padroni dei fondi che coltivano e ne risentono il peso e l'oppressione +per quelli agenti intermedî che fattori o campieri si domandano; dai +quali non pure sono tribolati con vessazioni, usure e prepotenze di ogni +sorta, ma spinti a _disamare_ i proprietarî; onde tra loro si _mantiene +un abisso_ e si forma un _cumulo di animosità, di rancori, di odî +inveterati, che diventano temperamento e abito dell'animo..._» + +Io credo che ce ne sia abbastanza per una dimostrazione obbiettiva, +spassionata di un vero odio di classe in Sicilia preesistente agli +ultimi moti; odio di classe generato dalle cause che sono state esposte +e che ha costituito un pericolo permanente per l'ordine sociale. + + [UNA DESCRIZIONE DI G. VERGA] + +Quest'odio di classe che, per quanto giustificato, in me produsse sempre +un senso di sgomento per le sue possibili esplosioni, ispirò ad uno +scrittore conservatore uno dei bozzetti suoi più indovinati e +caratteristici, che ritraggono la vita e le passioni del popolo in +Sicilia. G. Verga infatti tra le sue _Novelle rusticane_ ne ha una +intitolata _Libertà_, che tutta intera dovrebbe essere riprodotta a +dimostrazione completa del come senza i _Fasci_ e senza il socialismo, +nell'isola potessero verificarsi fatti identici nella natura e più gravi +negli episodî di quelli del 1893 e 1894, ma basterà ai lettori l'esordio +eloquente. + +«Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le +campane a stormo e cominciarono a gridare in piazza: «_Viva la +libertà!_» + +«Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava e ondeggiava davanti al +casino dei _galantuomini_, davanti al Municipio, sugli scalini della +chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che +luccicavano. Poi irruppe in una stradicciola.» + +«A te prima, barone! che hai fatto nerbare la gente dai tuoi +campieri!--Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli irti +sul capo, armata soltanto delle unghie.--A te, prete del diavolo! che ci +hai succhiato l'anima!--A te, ricco epulone, che non puoi scappare +nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero!--A te, sbirro! che hai +fatto la giustizia solo per chi non aveva niente!--A te, guardaboschi! +che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al +giorno!» + +«E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i +sassi, tutto rosso di sangue!--Ai _galantuomini_. Ai _cappelli_! +Ammazza! ammazza! Addosso ai _cappelli_!»[28] + +L'arte non poteva meglio riassumere gli odî generati da secolari +ingiustizie esplodenti quando al grido di _Viva la libertà!_ gli +oppressi credevano che fosse arrivata l'ora della vendetta e della +riparazione. + + +NOTE: + +[28] Il Verga pubblicò questa novella nella _Domenica letteraria_ del +Martini, nel Marzo 1882. Fu riprodotta nelle _Novelle rusticane_ edite +dal Casanova di Torino nel 1883. + + + + +XIII. + +NULLA È MUTATO! + + +Più volte s'è già accennato al carattere di permanenza delle descritte +condizioni della Sicilia. Ma nell'animo di molti potrà esser rimasto +qualche avanzo di ottimismo, il quale avrà potuto indurlo a credere che +i più dolorosi tra i mali da cui è afflitta l'isola nostra siano eredità +del passato--per quanto prossimo--e che qualche miglioramento riparatore +si sia ottenuto per opera del governo, o dei maggiorenti meglio avvisati +de' pericoli a' quali viene esposto l'organismo sociale dal perdurare di +condizioni di fatto divenute assolutamente anacronistiche, oggi, in +mezzo all'Europa che, più o meno, s'è venuta trasformando. + +Ebbene! ogni illusione deve essere bandita, e bisogna confessare con +vergogna, che i mutamenti in meglio, in rapporto alle classi lavoratrici +sono tale povera cosa, che si possono considerare come non avvenuti. Ma +con ciò non s'intende negare che negli strati superiori siano avvenute +sensibili modificazioni. + + [L'OPERA DEL GOVERNO BORBONICO] + +Il Baer con equanimità assegna la parte di responsabilità ch'è dovuta al +governo borbonico nel mantenimento di un regime feudale che sarebbe +stato suo interesse far scomparire per vederlo sostituito da un forte +ceto medio, perchè in fondo le opposizioni più pericolose e più +continuate gli vennero dall'aristocrazia che voleva conservare o +riprendere interi tutti i suoi privilegi economici e politici. Ma esso +pur avendo mostrato la intenzione di abbattere le istituzioni feudali--e +glielo suggeriva la propria convenienza--volle seguire metodi proprî, +che riuscirono impotenti, essendo frenati e paralizzati tutti i buoni +tentativi dal soverchio timore dello innalzamento della parte popolare. + +«Perciò la dinastia borbonica si chiarì impotente a fare il bene, debole +nel pigliare ogni provvedimento d'interesse generale, solo violenta e +perfino crudele ogni qualvolta temeva pel suo potere.» (_Baer_). + +Degli intendimenti lodevoli e dei tentativi del governo borbonico per +mutare e migliorare rimangono numerosi documenti ufficiali a farne fede. +Colla legge dell'11 ottobre 1817, coi decreti del 2 Agosto 1818, del 20 +maggio 1820 col reale rescritto del 18 ottobre 1821, con altri decreti +del 30 luglio 1823, del 10 febbraio 1824, coi regolamenti del 24 ottobre +e del 22 dicembre 1825, 3 gennajo 1836 e 20 ottobre 1834, 12 novembre +1838, si ordinarono inchieste e s'imposero scioglimenti di diritti +promiscui, si cercò di dipanare l'arruffata matassa delle +_soggiogazioni_, si tentò di porre riparo alle dilapidazioni e alle +usurpazioni perpetrate a danno delle opere pie, si tentò d'infrenare +l'usura; ma tutto riuscì sempre vano, perchè baroni, magistrati e +funzionari di ogni genere, stretti in mostruosa lega, resero ognora +lettera morta leggi, regolamenti e decreti opportuni e benefici, ed il +governo non seppe contrapporre la propria forza attiva alla resistenza +dell'inerzia. + + [LA PERMANENZA DEL FEUDALESIMO] + +Del male intanto si aveva conoscenza esatta; chè in un decreto del 12 +ottobre 1838, all'indomani del viaggio di Ferdinando II in Sicilia, si +legge: «le vaste contrade nude, deserte, mal coltivate, che s'incontrano +in Sicilia, non ostante la loro feracità naturale ed il favore del +clima, non potranno essere migliorate finchè durerà l'esistenza di più +padroni sullo stesso fondo. Volendo accelerare la esecuzione delle +leggi, che da _epoche remote hanno proscritta_ la indicata condizione +della proprietà, perniciosa a tutti ecc. ecc.» In un altro decreto dello +stesso anno 1838 è detto che «il languire dell'agricoltura e della +pastorizia, e la miseria d'intere popolazioni, debbono attribuirsi in +gran parte _alla esistenza degli abusi feudali, delle promiscuità e +delle liti degli ex-baroni coi Comuni_, ecc.» + +Dopo, nei momenti della peggiore reazione, nel 1849 e nel 1852, il +principe di Satriano emanò decreti contro l'usura, e per favorire lo +spezzamento dei latifondi; sempre inutilmente. + +Se il governo borbonico fu impotente al bene, come si disse, potè colle +persecuzioni politiche, coi favoritismi, colle protezioni far scomparire +del tutto dagli animi la confidenza nella giustizia e far sorgere la +_mafia_, i _campieri_ e i _compagni d'armi_, che avevano in appalto la +sicurezza pubblica delle campagne, e che, in generale, erano +pregiudicati e briganti in ritiro, che conservavano i migliori rapporti +coi briganti in attività. + + [L'ANNESSIONE] + +Lo sbarco di Marsala e la successiva liberazione dell'isola dal giogo +borbonico avrebbero dovuto iniziare un'êra nuova. Alcuni sapienti +decreti di Garibaldi lo fecero sperare; e i propositi manifestati da lui +sul censimento dei beni ecclesiastici, se attuati, da soli sarebbero +forse bastati a produrre un vero rinnovamento economico-sociale: ma si +sa che ai criterî sociali nella distribuzione di quei beni furono +sostituiti i criterî esclusivamente fiscali ed un'opera che avrebbe +potuto riuscire altamente civile non fu feconda che di mali e di amare +delusioni frammiste a qualche poco di utile. Lo stesso dicasi +dell'editto del 19 settembre 1861 emanato dal Luogotenente del Re in +Sicilia, generale Pettinengo _relativo alle obbligazioni dette di +semenza e soccorsi e di mercanti a massari per agevolare la semina e la +cultura della terra_, inteso ad infrenare l'inveterata e perniciosa +usura: rimase lettera morta. + + [METODI E CRITERII DI GOVERNO] + +E i metodi e i criterî di governo seguiti in Sicilia dopo l'annessione, +e l'atteggiamento di molti uomini e giornali del continente, che li +inasprirono produssero malintesi, risentimenti, rancori regionali +che--accresciuti dalla malefica e affrettata unificazione +centralizzatrice--generarono profondo malcontento in tutti e delusioni +sconfortanti. + +Contro la verità storica, contro il buon senso, contro le esplicite e +reiterate dichiarazioni di Garibaldi e dei suoi più intimi, fu offeso +l'amor proprio degli isolani col proclamarli _conquistati_ dai Mille e +col dichiararli _barbari_ per bocca del generale Govone: insulto a +distanza di molti anni stoltamente ripetuto dal generale Corvetto. E da +_barbari_ furono trattati, e si tentò d'_incivilirli_ cogli stessi +metodi _umani_ adoperati... da Livraghi in Africa. + +Aspromonte e Fantina certamente non furono avvenimenti che poterono +crescere stima al governo in Sicilia; ma gli animi nelle classi +lavoratrici sopratutto si esasperarono colla introduzione della leva +militare, «carico nuovissimo--scrive il generale Corsi--odioso oltre +ogni dire» e colle misure odiosissime per arrestare i renitenti. Il +militarismo allora col martirio del sordo-muto Cappello, coi fatti +crudeli di Petralia ad opera del tenente Dupuy mostrò di che cosa poteva +esser capace.[29] Tutte le libertà, scrissi altra volta, furono violate +replicatamente; ond'era generale il chiedersi: il nuovo governo non vale +l'antico? + + [IL PROGRAMMA DI FILIPPO CORDOVA] + +A questo periodo precisamente si riferisce, e da tali avvenimenti e +giudizî insani fu provocato, il celebre discorso pronunziato da Filippo +Cordova nella Camera dei Deputati il 9 dicembre 1893. L'illustre +statista siciliano allora non solo ricacciò in gola ai calunniatori +dell'isola le loro sciocche insolenze, ma a coloro che ne facevano +malgoverno indicò tutto un programma da seguire, i mali da rimuovere e +il bene da promuovere. + +Egli tra le approvazioni insolite della _sinistra_ disse: «Io credo che +un governo, allorquando riceve un paese non dalla conquista, ma dalle +mani della rivoluzione debba domandare a sè stesso _per quali bisogni +questa rivoluzione si è fatta_, che cosa voleva il popolo che si è +sollevato e pensare in tutti i modi a soddisfare questi bisogni. Questo +era il solo modo di ristabilire l'ordine, il solo modo di contentare +completamente le popolazioni.» + + [RIVELAZIONI EDIFICANTI] + +«.... L'azione di un governo può essere promotrice della prosperità +futura dei popoli e riparatrice degli abusi che si sono introdotti per +il passato;.... e considero azione riparatrice quella che consiste nel +rimuovere i tristi effetti delle passate legislazioni, dei monopoli, dei +privilegi, nel distruggere gli abusi, che ancora possono esistervi.» E +l'opera del governo doveva esplicarsi, secondo l'on. Cordova colla +riforma del regime delle acque, colla pubblica istruzione, colle +bonifiche, colla abolizione delle decime[30], colle nuove comunicazioni, +colla sistemazione dei demanî comunali, colla trasformazione delle opere +pie[31].... + +«Questo programma era modestissimo, non ledeva i diritti giuritarii di +privati, eppure non seppe accennare ad adottarlo il governo, il quale +invece, secondo lo stesso on. Cordova, crede di potere reggersi colla +violenza, cingendo di cordoni militari le città, _privandole dell'acqua, +vietando l'uso libero dei diritti dei cittadini, assicurando sempre +l'impunità ai carabinieri che commettevano reati: impunità che produceva +reazioni_.» Queste le testuali parole del Cordova ex ministro e +_moderato_ di quattro cotte... + + [IL PIEMONTISMO] + +A questo stato di cose non poteva apportare rimedio il cosidetto +_Piemontismo_ in forza del quale fra l'altro si mandarono in Sicilia gli +scarti della burocrazia, e vi si mandarono in punizione. Ne nacquero +antipatie, liti, duelli, scene disgustose, che contribuirono a generare +la sanguinosa insurrezione di Palermo nel 1866 che chiuse un primo +periodo della dolorosa storia del governo Italiano in Sicilia. + +E che c'era da aspettarsi qualche avvenimento doloroso come quello del +1866 lo fece comprendere chiaramente in una celebre discussione +parlamentare un altro uomo eminente, che aveva studiato e conosciuto la +Sicilia da magistrato. Alludo all'on. Tajani che nella seduta della +Camera dei deputati degli 11 giugno 1875 constatava che dal 1860 al 1866 +il governo fu ora fiacco, ora violento; che corresse la fiacchezza colla +violenza, per ritornare sempre alla violenza; che si offese la Sicilia +adoperandovi i _modi peggiori_ e negandole sempre la _giustizia_; e che +ciò che le fu dato, se si guarda a ciò che le fu negato assume le +proporzioni dell'_ironia_.»[32] + + [LA PREFETTURA MEDICI] + +Dal 1866 in poi qualche miglioramento ci fu; ma non grande. E grande non +poteva essere se si pensa che ai mali esistenti la sapienza governativa, +pensò di provvedere, per esempio, colla prefettura militare del Generale +Medici, quando alla _mafia_ privata si aggiunse la _mafia_ più potente +ai servizî del Prefetto-generale. + +E questo nefastissimo periodo dev'essere illustrato perchè lo si è +dimenticato con troppa facilità: e dev'essere ricordato perchè facendo +conoscere quali tristi conseguenze lasciò il militarismo nel 1866 e +negli anni successivi, farà intravedere quali li lascerà nel 1894. + +Si osservi anzitutto «che dopo la rivolta del 1866 vi fu un diluvio di +disposizioni cozzanti fra loro.... e che vennero i _tribunali militari_, +i quali fecero _sterminato numero di processi_ e quando la posizione era +compromessa, e che la giustizia dei tribunali civili doveva riuscire +difficilissima, se non impossibile, si annullarono ad un tratto i +tribunali militari, ed i tribunali civili rimasero imbarazzati e così ne +rimase esautorata la giustizia militare e la giustizia civile.» +(_Taiani_)[33]. + +Ciò che rese celebre e caratteristico questo periodo furono la +organizzazione della polizia, la sua opera e i criterî adottati dal +generale Medici e dal suo _alter ego_ il questore Albanese per il +ristabilimento dell'ordine e della giustizia. + + [LA MAFIA E LA POLIZIA] + +«Il processo contro Ciotti Sebastiano, graduato delle guardie di +Pubblica sicurezza, applicato al gabinetto del Questore e presso il +quale si sequestrarono molti oggetti rubati; le gesta di un delegato di +pubblica sicurezza che in un mandamento impianta la mafia, si unisce e +si lega in relazioni amichevoli con noti ladri _e li manda a rubare per +suo conto_ e che si ripete in un altro mandamento _guadagnandosi la +promozione_; le prodezze della guardia nazionale suburbana di Monreale +composta tutta di mafiosi, colla complicità o col permesso dei quali si +commettevano tutti i misfatti del mandamento, tanto da autorizzare un +Magistrato a dire: _qui si ruba, si uccide, si grassa in nome del reale +governo_:[34] l'alternativa posta da un questore di Palermo ad un +notissimo facinoroso di entrare nel corpo delle guardie di pubblica +sicurezza o di partire pel domicilio coatto--alternativa alla quale il +mafioso cercò sottrarsi tentando di pugnalare il questore; il processo +contro il questore Albanese e compagni, accusati di omicidii, di +falsità, di corruzione, di truffa, di soppressione dolosa di documenti; +le pressioni indecenti esercitate dal generale Medici e dal governo di +Roma, per ottenere l'assoluzione di questi alti delinquenti, e che +determinarono le dimissioni dal Procuratore generale Taiani e +raggiunsero il deplorevole intento, dicono di più che molti volumi, +sulla stima e sul rispetto e sulla fiducia che potevano ispirare i +rappresentanti del governo, che i mali antichi economici lasciava +intatti aggravando quelli politici e morali.» + +Siffatta polizia e siffatte autorità governative impotenti a reprimere +il malandrinaggio e la _mafia_, della propria inettitudine e malvagità +si rifacevano inventando di sana pianta processi politici, che +sembrerebbero calunnie e diffamazioni ventilate dai _sobillatori_--non +ancora inventati--se non fossero stati denunziati dal magistrato che li +sgonfiò e liquidò, in pubblica seduta della Camera dei Deputati! + +Ahimè! Il 1894 non vide più un magistrato che ricordasse i Lelli, i +Borgnini, i Tajani.... + + [LA SICILIA NEL 1875] + +Con siffatti uomini e con siffatti metodi e criterî di governo si arrivò +in Sicilia al 1875 nelle condizioni descritte da questo brano sintetico +e chiaro: Noi abbiamo colà: le leggi ordinarie derise, le istituzioni +un'ironia, la corruzione dappertutto, il favore la regola, la giustizia +l'eccezione, il delitto intronizzato nel luogo della pubblica tutela, i +rei fatti giudici, i giudici fatti rei ed una corte _di mali +interessati_ fatti arbitri della libertà, dell'onore, della vita dei +cittadini. Dio immortale! + +«Che cosa è mai questo se non il caos? Che cosa è mai questo se non il +peggiore dei mali: la _anarchia di governo_, innanzi alla quale cento +briganti di più, e cento crimini di più sono un nonnulla e si +scolorano?» (_Tajani._ Discorso alla Camera dei deputati del 12 giugno +1875). + +Queste condizioni furono il prodotto di quindici anni di malgoverno +della _destra; e la destra_, quantunque ancora non fossero inventati _i +sobillatori e i Fasci_, vedendosi impotente a rimediare collo Statuto +che aveva violato, e colle leggi ordinarie che non aveva mai applicate e +rispettate, domandò provvedimenti e leggi eccezionali. + +Siamo giusti, però; la _destra_ li domandò a chi aveva le apparenze del +diritto a concederle: al Parlamento. Inchiniamoci riverenti innanzi a +questo partito che sta per cadere, che conserva ancora del pudore e che +mantiene un _minimum_ di rispettabilità! Indarno li cercheremo nella +_sinistra_, che sta per arrivare.... + + [IL GRAN PARTITO DELLA RIPARAZIONE!] + +La _sinistra_! Cos'era il _gran partito_ della riparazione? «una +confederazione di condottieri stretti al patto di rovesciare comunque la +_destra_ e toglierle di mano il reggimento, salvo poi d'intendersi (od +anche di non intendersi) non tanto per concordare il da farsi--che +questo pareva a tutti ovvio a comporre, facile a praticare; perocchè, ei +dicevano, bisognasse fare tutto il contrario di quello che aveva operato +la _destra_!--ma per ripartirsi gli uffici e.... via... anche un poco i +benefici» (_Zini_ p. 24). + +E per fare il contrario di ciò che la _destra_ aveva fatto, la +_sinistra_ inaugurò in Sicilia il proprio regime applicando le leggi e i +provvedimenti _eccezionali_ che aveva negato sdegnosamente alla prima +in Parlamento. Li applica nel 1876 l'on. Nicotera--suoi strumenti il +Prefetto Malusardi e l'ispettore Lucchese, destinato dalla sorte a +brillare nell'isola--e se ne vanta alla Camera (tornata del 29 novembre +1876). Eppure all'inizio dell'opera del _gran partito_ siamo ancora ben +lontani dalla _perfezione_ nell'applicazione di provvedimenti +eccezionali raggiunta da chi crede di essere la quintessenza della +democrazia parlamentare: l'on. Crispi! + + [LA RIVOLUZIONE PARLAMENTARE DEL '76] + +Fu grande, perciò in Sicilia, la delusione provata coll'arrivo al potere +della _sinistra_, dalla quale si sperava un radicale mutamento +d'indirizzo e la riparazione di tante ingiustizie e dalla quale nulla si +ottenne. Sotto un certo aspetto, anzi, ci fu un peggioramento, poichè i +deputati dell'isola che in maggioranza erano di _sinistra_, colla +cosidetta rivoluzione parlamentare del 18 Marzo 1876 ebbero le grazie e +i favori del potere a benefizio delle clientele e delle consorterie +locali che dichiaravano di aderire al proprio _partito_. Il governo così +servì a ribadire nei Comuni, nelle Provincie, nelle opere pie la +oppressione antica a beneficio dei grandi elettori e delle classi +dirigenti; a danno dei vinti e delle classi lavoratrici. + +Di che riporta molti esempî lo Zini, uno dei pochi prefetti che insieme +al Rasponi, al Gerra e a pochi altri, vennero in Sicilia con rette +intenzioni e fa onore al Nicotera l'avervelo mandato, quanto gli fa +torto l'averlo costretto a dimettersi per non avere voluto seguire una +condotta biecamente partigiana. + +I deputati, d'allora in poi più che pel passato, tutto sacrificarono al +criterio elettorale, e i ministri al criterio parlamentare; gli uni per +avere la maggioranza nel collegio chiesero ciò che spesso era disonesto +o dannoso, e gli altri per conservarsela nella Camera concessero. Così +furono approvati mutui disastrosi, concessioni e favori scandalosi, +strade private costruite col denaro pubblico, approvati i bilanci +irragionevoli e rinviati e mutilati quelli che contenevansi entro gli +stretti limiti del necessario, sciolti i Consigli dei Comuni meglio +amministrati anche quando le ispezioni, ordinate partigianamente e +seviziosamente eseguite, tali li dimostravano; e mantenuti in piedi +quelli violatori di tutte le leggi, odiati dai comunisti. Concesse le +licenze per porto d'armi--specialmente nei momenti di elezioni: +informino le campagne di Palermo--ai facinorosi, cui potevano servire +solo a malfare e negate ai cittadini onesti che ne avevano bisogno a +difesa personale, ma che avevano la disgrazia di militare in un partito +opposto. + +Così infine prefetti, delegati e pur troppo anche i magistrati furono +messi a disposizione dei deputati ministeriali e questi nei rispettivi +collegi divennero tanti proconsoli in cinquantesimo! + + [IL MINISTERO GIOLITTI] + +Questi mali preesistevano al ministero del Giolitti: questi li acuì in +modo superlativo raggiungendo, però, un risultato insperato e +insperabile per altri titoli: una fedeltà a tutta prova dei +rappresentanti dell'isola, che coprivano e legittimavamo ogni loro voto +di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti e della +risurrezione della _sinistra_, fatta da uomini che erano stati i +promotori e i campioni del _trasformismo_! + + [UN'APOLOGIA SMACCATA] + +L'insieme di questi fatti, proprî della destra e della _sinistra_ sotto +la dinastia Sabauda--e le considerazioni che suggeriscono--non mi +permettono di consentire col Baer, che all'opera deleteria del regime +borbonico contrappose quella «di una dinastia leale e conscia dei proprî +doveri, sotto la quale la Sicilia ha veduto raffermate ed estese le +franchigie politiche, che tanto le erano a cuore; il che ha dato al +governo una forza ed una autorità morale che invano potevano sperare i +Borboni. E con questa autorità lo Stato ha potuto senza contrasti +crearsi nuove risorse finanziarie, stabilendo le tasse di registro, il +monopolio dei tabacchi, cosa che non avrebbe mai osato il governo +precedente. E si è fino estesa alla Sicilia la leva pel servizio +militare.» Ora in tutta questa apologia smaccata, che si estende, con +evidente contraddizione dell'egregio scrittore, al censimento dei beni +della manomorta ecclesiastica, non c'è di vero che questo: il governo +italiano colla forza brutale e non coll'autorità morale, ha saputo +imporre alla Sicilia la leva, i balzelli nuovi e la distruzione di +alcune industrie. E precisamente per questo in basso, ed oramai anche in +alto, si fanno paragoni tra il governo borbonico e il governo italiano, +i quali non riescono sempre lusinghieri pel secondo. + +Se il governo italiano mancò alla sua funzione rigeneratrice nella parte +vera politica e nella economica, non si mostrò d'altra parte migliore +nella amministrativa e nei suoi rapporti coi Comuni, colle Provincie, +colle opere pie. + + [LA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE DEL 1865] + +Se si pon mente ai maggiori poteri che la legge comunale e provinciale +del 1865 accordava ai Prefetti nello esercizio della tutela si +riconoscerà che la responsabilità del governo fu immensa nella cattiva +amministrazione dei corpi locali, nello sperpero del pubblico denaro, +nello sfacciato favoritismo verso gli _amici_ ed a danno degli +_avversarî_ del partito dominante, negli imbrogli elettorali multiformi, +nella iniqua ripartizione delle imposte, nella oppressione dei vinti e +dei lavoratori. E questa grande responsabilità del governo, specialmente +sotto l'aspetto tributario, a proposito di ciò che avvenne nei comuni di +Santa Margherita, di Campobello di Licata, venne esplicitamente assodata +dal Cavalieri, ch'è uomo di governo, da Sonnino e Franchetti, da +Bonfadini per altri casi e per altri luoghi a centinaia. Si deve +aggiungere, anzi, che per la tolleranza o connivenza del governo, i +gravi inconvenienti e la cattiva amministrazione, come ne' comuni e +nelle provincie, si ripeterono nelle Congregazioni di Carità e in altre +opere pie, coi posti gratuiti nei convitti, cogli impieghi dati ai +favoriti o addirittura creati per essi, e financo col pagamento +camorristico delle donne che allevano i trovatelli e che sono qualche +volta le drude degli amici degli amministratori locali. + +In quanto ai tributi, ad onore del vero, si dica che talvolta il governo +ebbe il pensiero di fare rispettare la legge, ma solo quando la +osservanza della medesima era odiosamente farisaica. Così più volte +furono minacciati alcuni municipî (Caltagirone, Castrogiovanni, ecc.) +della risoluzione del contratto di appalto col governo pel dazio di +consumo, perchè non tutte le voci tassabili erano tassate e sopratutto +perchè non si esigeva il dazio _sulla farina e sul pane_! Ed a questi +municipî, per tale grave colpa, non si consentì di eccedere sul limite +legale della sovrimposta fondiaria. + + [GLI INGENUI...] + +Quando gl'ingenui domandano: ma le autorità governative non vedevano, +non riferivano, non provvedevano? si può rispondere: Sì! esse ci stavano +e ci stanno per vedere, per riferire e per provvedere, ma non nel senso +della giustizia e dell'interesse del popolo, sebbene nell'interesse del +deputato, del candidato, del grande elettore, della persona influente; e +in nome di tale interesse si nominano e si destituiscono i sindaci, si +sciolgono i Consigli comunali, si manipolano le liste, si mutilano, si +respingono o si approvano i bilanci, si traslocano i delegati di P. S., +i Prefetti e i magistrati.[35] + +È superfluo aggiungere che quella tale incompleta riforma della legge +comunale e provinciale fatta votare dall'on. Crispi non riuscì a mutare +in meglio le cose; e non lo poteva. Spesso anzi le peggiorò per +l'aggravante della scemata responsabilità delle autorità governative, +mentre continuò l'esercizio della loro perniciosa influenza; poichè in +realtà nella _Giunta Amministrativa_--che dovrebbe essere la suprema +moderatrice delle amministrazioni locali--il Prefetto prepondera sempre, +e prepondera poi in particolar modo cospirando e intrigando per fare +eleggere a membri delle medesime uomini quasi sempre inetti, e sempre +servili, partigiani. + + [LA RIFORMA DEL 1889 ALLA LEGGE COMUNALE] + +Perciò dal 1889 in poi continuarono le vecchie iniquità nella natura e +nella distribuzione delle imposte, continuarono le spese pazze e le +cortigianerie degradanti, crebbero le imposte e i debiti, che si +risolvono in imposte rimandate coll'aggiunta degli interessi e delle +provvigioni ai mediatori; e il governo continuò a non vedere nelle +amministrazioni dei corpi locali che agenzie elettorali organizzate, e +sempre pronte ai suoi cenni! + +Una magra soddisfazione alle vittime di un tale stato di cose rimane: il +sapere che ne fu fatta la constatazione da inchieste private ed +ufficiali in termini su per giù identici da anni ed anni. La fece +Ferdinando II nel 1838, la ripeterono nel 1875 da privati gli on. +Sonnino, Franchetti e Cavalieri e in forma ufficiale la _Giunta +Parlamentare_ di cui fu relatore l'on. Bonfadini; fu riprodotta +dall'onor. Damiani nel volume dell'_Inchiesta agraria_; fu riassunta da +me nel 1885 nello scritto sulla _Delinquenza della Sicilia e le sue +cause_; e tante _Inchieste_ e tanti rapporti sono stati fatti che in +dicembre scorso, nel periodo più acuto delle turbolenze il compianto on. +Cuccia in nome di un comitato composto dei più fidi amici dell'on. +Crispi malinconicamente conchiudeva: «Più inchieste sono state fatte, +cento relazioni dai corpi più conservatori sono state mandate, mille +rapporti sono stati scritti da tutti i funzionarî che si sono succeduti +in Sicilia. E tutti, _unanimi_, hanno presentito i fatti d'oggi e quelli +di domani, e tutti hanno fatto proposte, hanno reclamato provvedimenti, +che sono restati lettera morta, come se il governo fosse l'ente più +_misoneico_ della società....» + + [CRIMINOSA NONCURANZA DEL GOVERNO ITALIANO] + +Di tante inchieste, di tante relazioni, di tanti rapporti rimangono +giudizî e descrizioni di una esattezza meravigliosa, che sembrano +scritti all'indomani dei tumulti per giustificare i tumultuanti; giudizî +e descrizioni che costituiscono ad un tempo le pietre miliari della +constatazione delle miserie del proletariato siciliano e la condanna più +severa della criminosa noncuranza degli uomini di governo di ieri e di +oggi. Di tali giudizî e di tali descrizioni bisogna riprodurne alcuni, +che datano da momenti diversi e vengono da persone avverse ad ogni idea +di socialismo, le quali hanno la missione ufficiale d'interpreti della +pubblica opinione e di tutelatori dell'ordine pubblico. + +L'on. Sonnino venti anni or sono scriveva: + + [OGGI COME VENTI ANNI OR SONO!] + +«Quel che trovammo nel 1860, dura tuttora. La Sicilia lasciata a sè +troverebbe il rimedio: stanno a dimostrarlo molti fatti particolari e +ce ne assicurano l'intelligenza e l'energia della sua popolazione, e +l'immensa ricchezza delle sue risorse. Una trasformazione sociale +accadrebbe necessariamente, sia col prudente concorso della classe +agiata, sia per effetto di una violenta rivoluzione. Ma noi, italiani +delle altre provincie, impediamo che tutto ciò avvenga, abbiamo +legalizzato l'oppressione esistente; ed assicuriamo l'impunità +all'oppressore.» + +«Nelle società moderne ogni tirannia della legalità è contenuta dal +timore di una reazione all'infuori delle vie legali. Orbene, in Sicilia, +colle nostre istituzioni, modellate spesso sopra un formalismo liberale +anzichè informate ad un vero spirito di libertà, noi abbiamo fornito un +mezzo alla classe opprimente per meglio rivestire di forme legali +l'oppressione di fatto che già prima esisteva, coll'accaparrarsi tutti i +poteri mediante l'uso e l'abuso della forza, che tutta era ed è in mano +sua; ed ora le prestiamo mano forte per assicurarla che, a qualunque +eccesso spinga la sua oppressione, noi non permetteremo alcuna specie di +reazione illegale, mentre di reazione legale non ve ne può essere, +poichè la legalità l'ha in mano la classe che domina.» + +Queste parole dell'attuale ministro del tesoro gli devono essere +continuamente ricordate, perchè riassumono in modo mirabile l'azione +sociale esercitata dal governo italiano in Sicilia; azione veramente +perniciosa! Tenterà egli di cancellarla ora che è al potere? + +Ciò che fu scritto nel 1875 da chi ora è ministro del Regno d'Italia è +perfettamente adatto a dare una idea delle condizioni odierne dell'isola +coll'aggravamento delle varie crisi--enologica, agrumaria, mineraria +ecc. + +E per chi sa leggere e comprendere troverà la conferma del serio +giudizio nella inchiesta fatta da Adolfo Rossi per conto del giornale +_La Tribuna_[36]. + + [I NOSTRI LAVORATORI] + +Proprio alla vigilia dei tumulti nel novembre scorso, da Palermo in un +rapporto ufficiale si scriveva al governo di Roma che aveva occhi per +non vedere e orecchie per non sentire: «Qui i nostri frugali lavoratori +soffrono la fame, non hanno desiderî disordinati, non bramano la fortuna +altrui, non sentono l'odio di classe[37], ma vogliono lavoro e pane, +solamente per vivere; chè d'altro ad essi non cale.» + +«Chi voglia far credere che questi operai abbiano degli ideali politici +non dice la verità e s'inganna. Ma questi ideali potranno entrare nella +loro mente, avvivati dagli effetti morbosi del digiuno; ed allora, guai +se fuori l'ordine vedranno gli ultimi segni della loro speranza, _chè in +quel caso neppure le repressioni sanguinose varranno ad arrestare la +china del loro incosciente furore_». + +«Il Governo che vuole sempre il suo dai dazi di consumo, non ha avuto +mai cura di temperare le esigenze dei Comuni, i quali imitando altri +esempî di spreco, anche per sollecitudini non necessarie, nè proprie, i +loro mezzi domandano al consumo delle più umili ed universali derrate e +tanto ne traggono, da renderle o difficili o impossibili a quelli che +unicamente se ne sostentano con una frugalità, che fa ammirazione e +paura.» + +«In alcuni Comuni di questa circoscrizione, dal pane che la rivoluzione +aveva redento dalla grave ed odiata tassa del macinato, si traggono +quasi dieci centesimi il chilogramma, e questa tassa, che dà milioni, +neppur provvede ai bisogni della popolare igiene, ma si distrae in +godimenti voluttuarî ai quali le classi lavoratrici non prendono parte.» + + [UN RAPPORTO UFFICIALE] + +È questo forse un brano dell'auto-difesa dell'on. De Felice? No: è il +brano di un rapporto, che, richiesto da Roma, mandò il Presidente della +Camera di Commercio di Palermo, on. Amato-Pojero, senatore del Regno, +milionario e _grande proprietario_ di Sicilia! + + [QUEL CHE SCRIVE UN FUNZIONARIO DI P.S.] + +Se questo si scriveva alla vigilia dei tumulti, quando essi scoppiarono +e n'erano meglio note le cause, altri aggiungeva: + +«Tolte le grandi città, ove la moralità e la capacità degli +amministratori sono men basse, e dove il maggiore sviluppo psichico +della popolazione e la stampa sono freni alle oligarchie locali e +favoriscono la permeabilità degli strati sociali, il 90% dei Comuni è +amministrato con criteri e forme tali, _che fanno desiderare il tipo +dell'antico governo paterno_, perchè allora si aveva almeno il diritto +d'inchiodar sulla gogna i tirannelli locali, il conforto e la speranza +di un avvenire migliore e, di tanto in tanto, l'intervento violento, ma +pur sempre riparatore, del governo centrale»..... I tirannelli locali +ora «sentono e sanno che i funzionari del governo non hanno nè +convenienza nè interesse a secondarli, ed allora con la logica spiccia e +primitiva di cui si servono, concludono: Chi non è con noi, è contro di +noi; e attaccano con sotterfugi, ricorsi, cospirazioni e anonimi tutti i +funzionari governativi, dalla guardia di pubblica sicurezza al Prefetto. +Della legge e della legalità hanno un concetto esclusivamente +unilaterale; le riconoscono e vi fanno ricorso solo in quanto sanzionano +il loro potere; per tutto il resto o non esistono o le si possono +violare impunemente. Per sostenersi e per combattere gli avversarî si +profondono favori, impieghi, esenzioni da tasse e protezioni d'ogni +specie e d'ogni portata agli aderenti, e si fa l'opposto con gli +avversari. Si transige con facinorosi e con violenti, ai quali è serbato +sempre un impiego sul bilancio comunale, protezione illimitata fino al +Tribunale; e però appena un partito sale al palazzo comunale fa _tabula +rasa_ di tutti gli stipendiati e li sostituisce coi propri fidi. Per gli +avversari invece s'imprende una persecuzione continua, evidente, spesso +sfacciata e feroce, fino al delitto, fino all'omicidio. E si pretende +che i funzionari del governo seguano questo indirizzo. Per gli amici il +permesso d'armi, il proscioglimento dall'ammonizione, l'impunità nel +delitto: pei nemici il rifiuto costante di tutto quanto è devoluto alla +Autorità amministrativa, la denunzia per l'ammonizione e perfino +l'accusa dei reati che invece sono stati commessi dagli aderenti degli +stessi denunzianti. Il delegato, il pretore, il sottoprefetto non +seguono questo indirizzo? Ed allora spuntano le testimonianze ad _usum +delphini_ a discolpa del reo amico, a carico per l'avversario innocente; +pullulano ricorsi anonimi che dipingono il funzionario coi più foschi +colori: secondo il bisogno e l'opportunità egli è stupido o maligno, +ignorante o corrotto, prepotente o partigiano, venale o servile, e chi +più ne ha, più ne metta...» + +«Nei comuni certo è che vi dominano l'incompetenza più goffa e la +prepotenza più sfacciata, che per contraccolpo vi producono la paura, la +sofferenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto e l'astensione dei +buoni: fatto quest'ultimo che rende più sicura e sfrenata la prepotenza +delle cricche imperanti.» + +Si crederà forse che questa filippica faccia parte di una concitata +concione di Garibaldi Bosco? Niente affatto: fu scritta dall'Alongi, +capo di gabinetto del famigerato questore Lucchese, per combattere i +_Fasci_ nel _Manuale della Pubblica sicurezza_ del chiarissimo +consigliere di Stato Commendatore Astengo. + + [CHE COSA SI CONSTATA ANCHE DOPO I TUMULTI] + +Certo era facile ingannarsi o esagerare; era facile manifestare simpatia +pei sofferenti prima e durante i tumulti; ma dopo? Ebbene, dopo, si +constata: + +1) Che le condizioni dell'oggi _non sono_ la conseguenza di fenomeni del +tutto recenti; ma hanno la loro origine in un complesso di fatti e di +tradizioni e di avvenimenti che rimontano ad epoche non vicine. + +2) Che sono ormai la bellezza di diciotto anni che un'inchiesta +parlamentare constatò inutilmente lo stato vero dei contadini in +Sicilia. + +3) Che il contadino siciliano, è _perseverante, sobrio, laborioso_, ma +nello stesso tempo lo si è tenuto in un stato di _semibarbarie_. + +4) Che il contadino siciliano anche dopo conquistata la libertà e la +redenzione, _rimase nella condizione di servo ed oppresso_ e la +posizione sua verso il padrone è quella di _vassallo a feudatario_. + +5) Che _gli enormi latifondi, l'accentramento di vastissimi terreni in +mano di pochi e le oligarchie comunali che non sempre s'inspirano a +giustizia, e sovra tutto i contratti agricoli aggravano questo stato di +cose_. + +6) Che è opera altamente meritoria cercare in tutti i modi di mettere le +classi agricole in condizione _di resistere alle prepotenze dei +padroni_. + + [FIATO SPRECATO] + +Queste si crederebbero opinioni calunniose dell'anarchico Gulì e invece +sono le convinzioni del Comm. Sighele, Procuratore Generale presso la +Corte di Appello di Palermo, manifestate nella inaugurazione dell'anno +giuridico 1894. + +Un'ultima testimonianza: Il 4 gennaio 1894 contemporaneamente alla +proclamazione dello stato di assedio, e quasi a severa condanna +dell'insana misura, vi fu chi disse in Palermo sotto gli occhi del +Generale Morra di Lavriano e della Montà: «In questo nostro paese +eminentemente agricolo, la classe dei contadini in particolare, difetta +dei mezzi più necessarî alla vita; è la classe più bistrattata, la meno +compassionata, la più misera, la più ignorante e la più degna quindi di +speciale considerazione da parte degli uomini di cuore!» + + [UNA VERITÀ DOLOROSA] + +Oh no! Non è Nicola Barbato, l'uomo dalla logica spietata, che così +parla; ma è il procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di +Palermo, Giuseppe Malato Fardella, che col primo non ha di comune che la +sua qualità di Siciliano, e che dà ragione dello insorgere dei +contadini, e somministra l'ultima prova di questa dolorosa verità: in +Sicilia dal 1812 in poi nulla è mutato _in quanto alle condizioni +economico-sociali della classe dei lavoratori_! + +E allora?.... + + +NOTE: + +[29] Alcuni, non hanno bene compreso l'accenno fatto nella 1ª edizione +al sordo-muto Cappello e al tenente Dupuy. Sono due dolorosi episodi +della introduzione della leva in Sicilia, la quale suscitava la più viva +antipatia. Le autorità governative vedevano inganni e finzioni in tutti +e dappertutto; perciò quando in Palermo si presentò all'esame di leva un +certo Cappello non si prestò fede al suo reale sordo-mutismo e lo si +voleva costringere a parlare applicandogli i bottoni di fuoco sulle +carni. Il suo corpo fu reso una vasta piaga e quando finalmente fu +mandato via venne fotografato ignudo ad iniziativa di parecchi--tra i +quali era l'avv. Morvillo--che vollero stigmatizzare i metodi +_civilizzatori_ del governo italiano. + +Per arrestare i numerosi renitenti della leva il governo organizzò delle +colonne volanti che percorrevano le campagne. Le gesta militaresche di +quell'epoca susciterebbero anche ora, a tanta distanza, la indignazione +dei più calmi; e molte ne compì la colonna comandata da un rinnegato, +dall'ungherese colonnello Eberhardt, che venne la prima volta in Sicilia +con Garibaldi e che fu tra i suoi fucilatori ad Aspromonte. Un tenente +Dupuy, Savojardo, comandando una colonna nel territorio delle Petralie +si presentò di notte coi suoi uomini in una casina i cui abitatori +temendo dei briganti non vollero aprire. Allora il prode militare la +circondò di fascine, vi appiccò fuoco e fece morire soffocati i +disgraziati, che legittimamente resistettero ai suoi ordini. Con modi +uguali i Francesi _civilizzarono_ quelli della Kabilia! + +[30] A proposito delle _decime_ suscitando l'ilarità della Camera +l'oratore osservò: «Nella provincia di Girgenti, a cui si attribuiscono +tanti reati, le terre sono in gran parte soggette ancora alle decime e +in virtù di queste decime vi sono dei canonici, dei semplici canonici i +quali percepiscono dei redditi da 10 a 12 mila lire; e sapete voi da che +questi ecclesiastici fanno scaturire i loro titoli di possesso? + +«Da un passo di Cicerone il quale dice nelle Verrine: _Omnis ager +siculus decumanus est!_ Perchè adunque per l'addietro queste terre +pagavano le decime a Roma, i canonici si credono eredi dei Cesari e si +costituiscono proprietari di quelle prestazioni.» Or bene chi lo +crederebbe? La quistione delle decime, che è grave anche in altri punti +della Sicilia, nell'anno 1894 non è ancora risoluta e invano si sforza +l'on. Gallo per farla risolvere equamente!» + +[31] L'on. Cordova ricordò che in un Comune delle provincie meridionali +la locale Congregazione di Carità impiegò le rendite di cinque opere pie +destinate a messe, processioni ecc. nella fondazione di ospedali, ecc. +In Sicilia non ostante la vantata legge Crispi sulle opere pie +moltissimi comuni hanno molte messe e molte processioni e mancano di +ospedali, e di ricoveri, di asili, ecc. In tale disgraziata condizione +si trova Castrogiovanni, ad esempio. Ivi Municipio e Congregazione di +carità sono di accordo per la fondazione di un ospedale invertendo le +rendite di alcune opere pie, che servono a pochi individui; ma indarno +lottano da alcuni anni, perchè la pedante e farisaica burocrazia la dà +vinta agli interessi di pochi contro gli interessi di tutti e contro +l'umanità. La burocrazia ha stabilito questo circolo vizioso +_edificante_: non si può elevare ad ente morale l'ospedale perchè non +ha rendite; non si possono assegnare all'ospedale le rendite delle opere +pie perchè non è elevato ad ente morale! + +Ciò mentre governa Crispi..... + +[32] Nelle discussioni sulla Sicilia del 1863 e del 1875 i suoi deputati +di _sinistra_ parlarono come parlò tutta la _estrema sinistra_ nel 1894. +Ma la verità sulle condizioni dell'isola sino al 1866 risulta alla +evidenza, quando il giudizio di un ex ministro di destra, il Cordova, +collima perfettamente con quello di un ex ministro di _sinistra_, il +Taiani. + +[33] Ho consultato su questo periodo le discussioni parlamentari, la +requisitoria del procuratore generale presso la Corte di Palermo +(Taiani) contro il questore Albanese e Compagni (10 ottobre 1871) nonchè +diversi opuscoli, compresi alcuni in difesa dell'Albanese. + +[34] Lo Biundo comandante di questa eccellente guardia nazionale disse +un giorno al pretore Barraco: + +_Pretore, quando sentite che si tira qualche schioppettata non dovete +allarmarvi, chè ciò avviene pel pubblico servizio!...._ + +[35] In quanto a scioglimenti di Consigli voglio citare, fra tante +centinaia a mia disposizione, un casetto tipico: il municipio di Riesi +venuto in mano dei _radicali_ colle elezioni generali del 1889 fu sempre +inviso ai Prefetti di Caltanissetta (uno dei quali mi confessò che il +municipio gli era inviso solo perchè in mano di _radicali_) che +mandarono ispettori, che nulla mai trovarono d'irregolare. Il ministro +Giolitti finalmente sciolse arbitrariamente il consiglio. Si vuol sapere +chi vi mandò come Regio Commissario? Un ricco signore della stessa +città, ch'era uno dei capi del partito avverso ai _radicali_! + +In quanto al pretesto dello scioglimento fu presto trovato: s'imbastì +contro il sindaco un processo per un reato comune. Il sindaco ad evitare +lo scioglimento si dimise; ma non giovò. Raggiunto l'intento il processo +sfumò per _inesistenza di reato_. + +In quanto ai capricciosi mutamenti delle autorità governative per +compiacenza verso i deputati o per interessi elettorali del governo +ricorderò la provincia di Caltanissetta dove c'è stata una vera ridda di +Prefetti: dal 1886 in poi ce ne sono stati una decina tra titolari e +reggenti. Molti vi sono mandati in _esperimento_, come se quella +provincia si potesse prestare a farla da _corpus vile_. + +Non riferisco le osservazioni del Comandini nel _Corriere della Sera_ e +del _Giornale di Sicilia_ che erano riportate nella 1ª edizione, perchè +gl'inconvenienti deplorati oramai sono ammessi da tutti: anche da coloro +che ne sono gli autori! + +[36] Nella prima edizione riprodussi varî brani delle corrispondenze del +Rossi, che nonostante le inesattezze e le esagerazioni, rimangono tra le +più belle e le più veritiere. Non le riproduco in questa 2ª Ed. perchè i +lettori, che volessero conoscere i _Fasci_ in azione, devono leggerle +tutte nel volume pubblicato or ora del Max Kantorowix: _L'agitazione in +Sicilia_ di A. Rossi. Milano 1894. Presso Remo Sandron L. 1,50. + +[37] È evidente che qui _lo scrittore s'inganna_. + + + + +XIV. + +FACILI PRESAGI + + +Ciò che doveva avvenire in Sicilia un giorno o l'altro era facile +prevederlo a chi ne conosceva le condizioni, a chi viveva in mezzo al +proletariato, a chi specialmente non giudicava dagli orpelli e dagli +artifici delle grandi città, ma dalla vita che si vive nei piccoli +centri, nelle campagne, nelle miniere. Chi poteva prevedere aveva il +dovere di avvertire; e molti, come si è visto, tra gli studiosi di cose +sociali, tra gli uomini politici e tra i magistrati, ottemperarono a +tale dovere. + + [GLI AVVERTIMENTI DI DUE GENERALI] + +Sin dal 1863 il Cordova nel citato discorso a proposito della +trascuranza criminosa del governo nelle quistioni demaniali, narrò +questo episodio che vale a spiegare Caltavuturo: «Due onorevoli persone +venute in Torino per sollecitare uno di questi affari, non avendo +trovato quelle facilità con cui (bisogna rendere questa giustizia +all'amministrazione napoletana) erano accolti in questo genere i reclami +delle popolazioni, queste due onorevoli persone scoraggiate, +presentatesi a me mi dissero: e adunque, signore, bisogna aspettare +l'_altra_? L'altra, diss'io, che cosa è?» Risposero: «_L'altra +rivoluzione!_» + +E Cordova che non conosceva _Fasci e sobillatori_, nel 1863 soggiunse: +«Signori, quando le popolazioni non si trovano soddisfatte di un ordine +di cose, resta sempre un germe di movimenti, che possono produrre gravi +pericoli!» + +Uno storico eminente ed uomo politico a un tempo, il generale Marselli, +risguardando l'insieme delle condizioni del continente meridionale e +dell'isola, formulò il presagio in questi termini precisi: «se la +sordida noncuranza di certi proprietari lascerà in pari tempo aumentarsi +_l'odio già condensato e feroce_ dei contadini, _trattati come bestie_, +non è improbabile che un furioso uragano si scateni dalla bassa Italia +sul resto della penisola e che l'insurrezione delle classi inferiori, +_schiave dell'avarizia e della prepotenza baronale_, ritrovi un più +astuto Masaniello od uno Spartaco più fortunato.» + +Qui l'avvertimento per quanto tassativo è generico. Per la Sicilia in +ispecie, e in vista dei possibili eventi che poscia si verificarono, si +affermò ripetutamente--senza che _chi_ doveva abbia smentito--che +l'illustre generale Corsi, comandante il 12º corpo di armata, abbia +mandato un preciso e allarmante rapporto al governo nello scorso anno +sulle condizioni dell'isola denunziando gli imminenti pericoli[38]. + + [LA RELAZIONE DI F. CRISPI] + +Certo è che l'on. Crispi, nella relazione al Re, la quale precede il +decreto sullo stato di assedio, volge la grave accusa al suo +predecessore on. Giolitti, di avere saputo dalle competenti autorità dei +gravi avvenimenti che si preparavano in Sicilia e di non aver +provveduto. Dell'accusa l'ex Presidente del Consiglio non si giustificò +mai e lasciò passare tutta la lunga discussione parlamentare sulle cose +di Sicilia in un mutismo inesplicabile. + +Chi scrive, come siciliano, come pubblicista e come deputato, aveva più +che altri il dovere di avvertire che dolorosi avvenimenti si preparavano +nel suo paese natio; ed a tale dovere non venne meno.[39] + +Nel 1892 nell'_Isola_ (N. 144) avvertii genericamente la gravità delle +condizioni dei municipii e le possibili dolorose conseguenze, come si +può rilevare da questo brano: «I governanti e i politicanti italiani +preoccupati sinora quasi esclusivamente delle Finanze dello Stato hanno +troppo trascurato la misera condizione economica delle amministrazioni +comunali e provinciali; dimentichi che il dissesto dei comuni e delle +provincie e il carico tributario imposto dai corpi locali gravita +maggiormente sui contribuenti, _perchè più direttamente e palpabilmente +sentito; perchè rappresenta la goccia che fa traboccare il liquido dal +vaso_! + +«Che sia così, se altro non ci fosse, lo proverebbe il fatto, +che le _maggiori odiosità le raccolgono i municipî_, che meno +dovrebbero raccoglierne, poichè le spese e le tasse, che fan capo ad +essi, alla fine, mirano alla soddisfazione dei bisogni locali più +urgenti e sono sorgente di benefizî incalcolabili. Gl'incendi dei +registri, delle case comunali pur troppo sono frequenti in Italia; e i +casi dolorosissimi--per citare i più noti--di Calatabiano e di San Luri +sono il prodotto del malcontento profondo e generale contro i municipî.» + + [IL PERICOLO DI RIBELLIONI IN SICILIA] + +Fui più preciso, quasi matematico, il giorno 30 Gennaio 1893 nello +svolgimento della interpellanza sull'eccidio di Caltavuturo. Allora un +doloroso presagio di ciò che fatalmente si maturava mi fece esclamare: +«Io non so se la Sicilia potrà ripresentare il fenomeno di una _guerra +servile_; so però che _l'odio dei contadini_ contro i cosidetti +_galantuomini_ è vivissimo; dovunque esiste il latifondo quest'odio è +profondo. In Sicilia il _pericolo delle ribellioni agrarie è permanente_ +e, se non provvederemo, dovremo assistere a qualche risveglio veramente +doloroso!» (_Atti parlamentari._ Tornata del 30 Gennajo 1893 p. 992). + +Non basta. In giugno dello stesso anno mi pervennero notizie +allarmantissime e quando tutti coloro, che dovevano conoscere la +situazione tacevano, io--spintovi anche da due cari amici +socialisti--scrissi una lettera al direttore della _Tribuna_, ch'era un +vero grido di allarme e che venne reso più significante dai commenti +dell'on. A. Luzzatto. In quella lettera, tra le altre, scrissi queste +parole che gli ultimi fatti hanno sinistramente illustrato: + + [UN ALTRO GRIDO DI ALLARME] + +«In Sicilia i segni precursori di qualche esplosione di carattere +sociale non sono rari. Vi sono scioperi di contadini e di zolfatari; vi +sono sommosse, vi sono lamenti generali e proteste contro uno stato di +cose, che si giudica intollerabile; vi sono reati caratteristici e +simili a quelli agrarî d'Irlanda; vi è, infine, un sordo rumore, che si +leva, da per tutto rinforzato dalla voce irata o lamentevole dei +fanciulli e delle donne, che fa mestamente pensare quanti hanno orecchie +per sentirlo e cuore per comprenderlo. E in verità alle cause, per così +dire naturali e molteplici del disagio--che tanto più si avverte in +quanto che segue ad un periodo a rapido svolgimento di prosperità--si +aggiunge la soma insopportabile dei balzelli governativi, provinciali e +comunali.» + +È bene notare, che i due socialisti, che mi consigliarono a dire una +parola di calma ai lavoratori e a dare un avvertimento al governo, +messosi sulla via della più dissennata provocazione, furono l'avvocato +Gaetano Rao di Canicattì--arrestato appena venne proclamato lo stato di +assedio come promotore di disordini, rilasciato dopo alcuni mesi di +prigionia, poscia ricercato di nuovo ed ora latitante--e Garibaldi +Bosco. E non è inutile aggiungere che l'onor. De Felice quando conobbe +il contenuto di quella lettera, voleva firmarla, associandosi a me. + +Ebbene: dopo tanti avvertimenti precisi sulle cause di probabili +dolorosi avvenimenti, e sulla possibilità di vederli svolgere a breve +scadenza, che cosa fece il governo? Nulla. + +Quali opportuni e savi provvedimenti preventivi escogitò? + + [IL GOVERNO PROVVEDE...] + +Questo solo: l'invio della flotta dinanzi a Palermo, che mai aveva dato +segni di volere tumultuare. L'on. Giolitti poi non fu superato, che +dall'on. Crispi, il quale come provvedimento curativo non seppe proporre +ed attuare che lo Stato di assedio. + +La significazione e la gravità degli avvertimenti non furono tenute in +conto a tempo debito, onde accadde quello che è a tutti noto e di cui +dovrò continuare ad occuparmi. + +Questi stessi avvenimenti di Sicilia costituiscono pel resto d'Italia un +ammonimento grande, e su di essi così scrive un onesto ed avveduto +senatore del regno: + +«Il grido venuto sul continente da qualche luogo della Sicilia, se grido +del popolo che insorge contro le ingiustizie, io l'amo, come scrive il +Burcke, perchè segnale d'incendio, che ci salva dalle fiamme, ed io +voglio per l'immensa maggioranza, ravvisarlo tale; ed in questo caso +sarà da dire della Sicilia, che dopo di essere stato un primo fattore +della _unità della Patria_ ne abbia col grido di allarme forse +scongiurato lo sfasciamento.»[40] + +Andrà dispersa al vento anche questa savia parola ammonitrice?.... + + +NOTE: + +[38] Nel libro _Sicilia_ scrisse: + +«Ma i Prefetti, e più specialmente quelli di Palermo, Girgenti, Catania, +continuavano a chiamare l'attenzione del Governo su quel minaccioso e +sempre crescente sconvolgimento delle plebi campagnuole; _e lo stesso è +da credere che facesse dal canto suo il Comandante generale militare +dell'Isola_.» + +[39] Non per vanità, ma in risposta a chi in difesa dell'on. Giolitti +stoltamente mi accusò di non avere parlato in tempo; e per la parte +modesta presa da me negli ultimi avvenimenti; e per giustificare la +severità dei miei giudizî contro il governo, ho creduto mio diritto e +mio dovere d'insistere su ciò che ho detto intorno alle cose di Sicilia. + +[40] C. Faraldo, senatore, già prefetto: _Alcuni riflessi_ ecc., Torino +1894 p. 17. + + + + +XV. + +PROVOCAZIONE E PREPARAZIONE AI TUMULTI + + +La storia ed una lunga serie di avvenimenti avevano creato in Sicilia la +situazione scabrosa, che mi sono sforzato di descrivere senza passione e +senza partito preso, affidandomi sempre all'autorità altrui non +sospetta, nei punti dove facilmente avrei potuto vedere e giudicare male +per ragioni di parte. Il rapido peggioramento economico, il malcontento +generale per cause complesse e il moto dei _Fasci_,--che da queste cause +aveva ricevuto impulso e che alla sua volta lo dava alle masse--fecero +arrivare le cose al momento critico, in cui gli uomini avrebbero dovuto +mostrarsi pari alle circostanze. + +Caltavuturo avrebbe dovuto agire come un vero segnale di allarme di un +osservatorio sociale, più utilmente e tanto sicuramente quanto un +osservatorio che avverta una città dell'imminente pericolo della +inondazione. Il succedersi delle agitazioni e delle dimostrazioni, che +dopo Caltavuturo, divenivano più frequenti, più unanimi e più imponenti, +con un prodigioso _crescendo_, avrebbe dovuto scuotere gl'inerti, +risvegliare i dormienti: era il tempo di agire e pel governo e per le +classi dirigenti. + + [LE VIE DA SEGUIRE] + +Due vie, due metodi, si presentavano all'uno e alle altre; ed al governo +maggiormente correva l'obbligo di scegliere la via da battere, il metodo +da seguire nella soluzione del poderoso problema, perchè sua era la +responsabilità immediata e diretta di ciò che si andava maturando. + +Il governo poteva mostrarsi energico, e ricorrere alla prevenzione nel +senso strettamente poliziesco e che confina o si confonde sempre colla +reazione; poteva, invece, mostrarsi forte nel fare rispettare le leggi, +ma rispettando esso stesso tutte le pubbliche libertà; affidandosi in +pari tempo all'alta prevenzione sociale; mostrando almeno! la decisa +intenzione di affidarvisi. Questa specie di dilemma, sebbene nella forma +non così strettamente antinomico, lo pose pure il generale Corsi, che al +governo lasciava la scelta tra queste due soluzioni: «o decretare senza +indugio lo scioglimento dei _Fasci_, come società pericolose per +l'ordine pubblico; oppure, se ciò non pareva legale o conveniente, per +motivi d'alta o bassa politica, infrenarli, segnar bene l'orbita al loro +moto, i limiti entro cui potevano dibattersi, procurare, se possibile, +di mettervi le mani dentro, farsene istrumento ed arme, cattivarsi la +plebe, prendendo a sostenerne la causa. Un campo immenso tra quei due +estremi.» (_Sicilia_ p. 335). + +La scelta tra i due metodi non poteva esser dubbia per quanti vogliono +che dalla storia si traggano ammaestramenti; e dalla storia si sa, che +un secolo di reazione e di violenza non ha risolto il problema +irlandese; ma colla forza però, come lo ha mostrato l'on. Crispi, si +può ottenere il ristabilimento dell'ordine materiale lasciando immutato +il problema stesso, allontanandone la soluzione, e perciò stesso +aggravandolo. + + [IL MINISTERO GIOLITTI] + +Or bene, pare impossibile, ma è pur vero che il ministero dell'on. +Giolitti--col quale nacque o si accentuò il moto dei _Fasci_ e si fece +strada il sentimento di riscossa delle classi agricole--«o non seppe o +non volle veder chiaro nel buio, insomma non vide o non curò; e il +Parlamento, nonostante che la Sicilia vi fosse rappresentata alla +stregua delle altre parti d'Italia, il Parlamento credette bene di +occuparsi d'altro.» (_Corsi_) + +L'inazione era pericolosa e dannosa; ma il governo dell'on. Giolitti +seppe scegliere un metodo peggiore della inazione; e senza saper essere +energicamente reazionario, senza mostrarsi socialmente provvido, seppe +soltanto assicurare all'opera sua tutti i danni che venivano dalla +reazione, ma con una fiacchezza che incoraggiava tutti ad osare e con +tanto poco rispetto delle leggi e delle pubbliche libertà, con tanta +fiducia in una polizia inetta, arrogante e guidata da criteri borbonici, +che riuscì a provocare, ad eccitare, a stimolare le masse, a cementare +così organismi fiacchi, che abbandonati a loro stessi, si sarebbero +squagliati, disciolti, colla stessa rapidità colla quale erano venuti +su. + + [CIÒ CHE INSEGNA LA STORIA DEI SODALIZII] + +Chiarisco questo giudizio. La storia dei sodalizî operai di tutti i +paesi insegna che ad essi sono necessarie la solidarietà tra i soci e la +perseveranza nel perseguire i fini propostisi, illuminate entrambe se +non interamente derivate, da una certa coltura. Mancando l'una +prevalgono le utilità individuali immediate, promosse spesso da coloro +che sono interessati a farle penetrare come un cuneo nella compagine +delle minacciose associazioni; mancando l'altra ai primi passi dati con +entusiasmo segue lo scoraggiamento e la sfiducia per la mancanza di +sensibili risultati immediati. Perciò alla iscrizione a migliaia dei +soci e alle prime numerosissime riunioni succede il fenomeno non bello +dei morosi, che si rifiutano a pagare le quote di contributo, lasciando +grandi quadri sulla carta senza un reale corrispondente numero di soci +attivi. + +In Sicilia nelle masse mancavano lo spirito di solidarietà--scarso in +tutta Italia per ragioni storiche, bene svolte in parecchie +pubblicazioni dall'ex-deputato Cagnola--la perseveranza e la coltura, +anche rudimentale che l'una e l'altra sostiene e svolge.[41] + +Dato questo ambiente tra i lavoratori era prevedibile a breve scadenza +la morte per anemia dei _Fasci_; e i prodromi in quelli delle città +erano evidenti ed incalzanti. Invece mantenevansi sani e vigorosi +quelli delle campagne, non solo per virtù dei promotori (e specialmente +di Barbato e di Verro), ma perchè i loro primi sforzi quasi dappertutto +erano stati coronati dal successo: agli scioperi e ad una specie di +_boicotaggio_ verso i proprietarî delle terre erano seguiti +miglioramenti nei salarî e nei contratti agrari. + +L'opera dell'on. Giolitti contribuì sopratutto a mantenere uniti i +_Fasci_, perchè li sovraeccitò, e il sovraeccitamento, aiutato anche da +un certo sentimento regionale, che rendeva antipatico chi ha tutti i +difetti del forte Piemonte, senza possederne i pregi numerosi, fece le +veci della solidarietà e della perseveranza; ma era evidente che se +questo eccitamento anormale, la cui azione rassomigliava a +quell'improvviso vigore e senso di benessere che viene da una iniezione +di etere o di caffeina, fosse venuto a cessare, quelli sarebbero morti +di marasmo e se fosse continuato e si fosse inasprito sarebbe stata +possibile una violenta levata di scudi. + + [RIVOLTA O DISSOLUZIONE] + +Conscio di questi due pericoli, a Messina prima, in una visita al +_Fascio_--dove ebbi consenzienti Petrina e Noè--e poscia a Marsala in un +pubblico discorso col plauso consenziente dei convenuti e di molti che +sono stati poscia condannati iniquamente come promotori di disordini +(tra i quali il Montalto) avvertii i pericoli, che minacciavano il moto +dei _Fasci_, il quale paragonai ad un pendolo che, oscillando corresse +pericolo di infrangersi, ad un estremo, in uno scoglio su cui stesse +scritto: _rivolta_ e all'altro, in un altro su cui stesse scritto: +_dissoluzione_, e caldamente raccomandai a coloro che guidavano il +moto di sapere scongiurare tali due opposti pericoli. E nel senso su +esposto dissi che l'on. Giolitti erasi reso benemerito colla sua azione +delle nascenti associazioni dei lavoratori; la qual cosa a un suo +paladino--l'on. Nasi--parve un paradosso o una contraddizione mia, +perchè già avevo accusato il Giolitti quale loro persecutore e +provocatore. + + [CALTAVUTURO] + +Dopo Caltavuturo sarebbe stato sapienza vera di governo provvedere ai +bisogni delle classi agricole siciliane; dopo il mese di giugno e più +ancora dopo il mese di settembre, quando nell'aria si sentiva qualche +cosa di minaccioso, la più elementare prudenza imponeva con urgenza +l'adozione di opportuni provvedimenti. Che cosa fece l'on. Giolitti? Si +abbandonò con vece alterna ad una mussulmana inazione e alla +provocazione; e nell'una e nell'altra si sentiva sempre «che per natura, +per abitudine e per necessità derivanti dal parlamentarismo, il governo +propendeva per l'una più che per l'altra delle due potenze in lotta, per +quella cioè che ha maggior peso in Parlamento ch'è quella dei +_galantuomini_.» (_Corsi._) + +La stessa propensione, anzi più accentuata, ha sinora mostrato l'on. +Crispi. + +La provocazione, denunziata ripetutamente, ha bisogno di essere +dimostrata: l'accusa è grave e la dimostrazione è facile. + +Non rifarò la cronaca dettagliata della provocazione come si trova nella +prima edizione di questo libro: riassumerò i suoi fasti di un anno e mi +fermerò su pochi fatti che ebbero particolare importanza e suscitarono +maggiore rumore eccitando gli animi degli uni, destando la paura, la +diffidenza e l'ardente desiderio della rivincita in altri. + +Diamo una data certa allo inizio della provocazione, sebbene si potrebbe +risalire più in alto: cominciamo il triste periodo dalla strage di +Caltavuturo. + +A Caltavuturo, piccolo paese agricolo della provincia di Palermo, la +miseria era ed è grande. Vi sono nel paese beni patrimoniali del Comune +ed un demanio comunale, che gli amministratori danno in affitto. + +Il popolo pensava e diceva che in questi affitti avvengono disoneste +partigianerie; pensava e diceva che gli amministratori della cosa +pubblica e i maggiorenti usurpavano impunemente le terre del popolo; +onde non men grande della miseria era il malumore contro +l'amministrazione comunale e i maggiorenti. + +Ci furono inchieste e processi e se le accuse risultarono esagerate, non +furono però dimostrate infondate. Ne convenne l'on. Giolitti rispondendo +il 30 gennaio alla mia interpellanza. + + [IL DELITTO DEI POPOLANI!] + +Il popolo esasperato decise di rendersi da sè quella giustizia invano +chiesta e da tempo attesa, e il 20 Gennaio va nelle terre demaniali, +come a festa, per prenderne possesso e zapparle. E zappano la terra, +senza sapere se potranno seminarla e molto meno se potranno raccogliere +il prodotto dopo averla bagnata coi propri sudori, e tornano sereni e +contenti al paese colla intenzione di andare a zappare altra tenuta del +Comune all'estremo opposto; ma giunti nella piazza vicino al Municipio +trovano la via sbarrata da soldati, carabinieri e guardie campestri: in +tutto una ventina di uomini di fronte ad oltre mille contadini armati di +zappe. Non intimazioni, non squilli di tromba, nulla che possa dar +parvenza di legalità alla condotta della forza pubblica, la quale, +chiamata a fare le vendette degli usurpatori, minacciati dal popolo che +voleva rivendicare i propri diritti,--i diritti della collettività--fece +una scarica micidiale lasciando sul terreno contadini morti e feriti, +mentre non _un solo_ tra gl'iniqui aggressori venne ferito o contuso; +ed erano 20 gli aggressori contro 1000 aggrediti! Ciò stia a prova delle +intenzioni dei poveri contadini... + +L'on. Giolitti, Ministro dell'interno e Presidente del Consiglio, da me +e da altri interpellato, riconobbe la gravità del fatto del 20 Gennaio; +promise che i colpevoli sarebbero stati puniti, disse che un processo +era stato iniziato, che giustizia sarebbe stata fatta! + + [IL GOVERNO COMPLICE DEGLI USURPATORI] + +Giammai ministro dinanzi ad un Parlamento pronunziò tante menzogne e con +tanto cinismo. Se ne giudichi: Non fu sottoposto a processo, nè +destituito chi ordinò il fuoco senza alcun bisogno; chi l'ordinò senza +farlo precedere dagli squilli di tromba; non fu iniziato processo contro +chi vilmente tirò un colpo di revolver al contadino Moscarella, che, già +ferito! erasi rannicchiato dietro una porta; non si processarono gli +usurpatori del demanio comunale. No! Si arrestarono e si processarono, +invece, alcuni disgraziati lavoratori della terra, che ebbero la fortuna +di sfuggire al massacro. E meno male che furono assolti. + +A Caltavuturo non c'era _Fascio_, ma una semplice cooperativa di consumo +invisa ai galantuomini perchè utile ai contadini: nè c'era mai stata +l'ombra della propaganda socialista. Sorse il _Fascio_ all'indomani +della strage come reazione contro il governo e contro i suoi complici +locali. + +L'anno 1893 cominciò colla strage di Caltavuturo--auspicii +tristissimi!--e la eco di tanta iniquità si ripercosse in tutte le valli +della Sicilia, destando il risentimento e il desiderio della vendetta +tra gli oppressi contadini. Il sangue versato forse feconderà la terra +meglio che non l'abbia fecondato sinora il sudore dei suoi lavoratori! + +Pareva che non potesse darsi maggiore provocazione di questa da parte +del governo italiano contro le popolazioni dell'isola; e tuttavia +Caltavuturo non fu che il principio di una serie di provocazioni, ora +piccole, ora grandi; ora sanguinose, ora incruente; le quali +continuarono con un crescendo spaventevole. + +A Caltavuturo dopo breve tempo segue Serradifalco, dove la causa dei +fatti dolorosi è diversa, ma riesce ugualmente a mettere in evidenza il +disprezzo delle leggi nel governo e nelle classi dirigenti. I +popolani--come sempre--ci vanno di mezzo. + + [SERRADIFALCO] + +In _Marzo_--giorno 6--ha luogo la votazione di ballottaggio a +Serradifalco, preceduta da brogli, da pressioni, da vergogne inaudite da +parte dei funzionarii del governo, che volevano imporre, e riuscirono ad +imporre, un candidato prediletto all'on. Giolitti, il Riolo. Il popolo +protesta contro le sfacciate adulterazioni della volontà elettorale e +chiede che venga rispettata la legge. Grande reato in verità! I +rappresentanti della legge puniscono questi curiosi delinquenti +ferendoli o uccidendoli. E gli uccisori rimangono in libertà, ad +assicurare una elezione che disonora la Giunta che la convalidò, mentre +i popolani vengono arrestati e processati in numero di ventitrè. Meno +male che il Tribunale di Caltanissetta dopo tre mesi fece una parziale +giustizia rimandandone assolti una ventina. Lo stesso Tribunale, con +altre sentenze, che ricordo a suo onore, bollò per quello che erano +alcuni delegati di Pubblica Sicurezza per abusi relativi alla stessa +elezione commessi in altre sezioni del collegio. Serradifalco rimase ad +ammonire in Sicilia gl'ingenui i quali credono ancora che nelle elezioni +possa passare liberamente e onestamente la volontà del paese. + + [CATENANUOVA] + +A Catenanuova la miseria è più spaventevole che altrove nella provincia +di Catania: gli abitanti sono quasi tutti proletarî agricoli, che si +dibattono tra le strette del latifondo privato (del principe di +Satriano) e del latifondo pubblico (l'ex feudo Buzzone di proprietà del +demanio). La fame sinistra si fa sentire ed i poveri contadini si +riuniscono in _Fascio_ colla fiducia di ottenere qualche cosa colle vie +legali. Rispettosi della proprietà privata nulla chiedono al Principe di +Satriano; qualchecosa, cui credono di avere diritto, domandano al +governo e per mezzo dell'on. De Felice e mio, esprimono l'onesto +desiderio di vedere censito a piccoli lotti l'ex feudo Buzzone. De +Felice ed io ci rivolgiamo ripetutamente all'on. Rosano e al ministro di +agricoltura e commercio, che promettono di _studiare_ la proposta. +Trasmettiamo la poco incoraggiante risposta, ma che non cancella le +speranze, e nell'attesa i lavoratori credono lecito di commemorare G. +Garibaldi. La forza se ne immischia e spara e ferisce, arresta e +maltratta i popolani. + + [ALCAMO--CASALE FLORESTA] + +Ad Alcamo in agosto la popolazione protesta con una pacifica +dimostrazione contro i dazî comunali. C'era un _Fascio_, ma diretto da +persona intelligente--il farmacista Fazio. Il _Fascio_ prevede che su di +esso, malvisto com'era dalle autorità, si sarebbe riversata la +responsabilità di quanto poteva avvenire; protesta anticipatamente con +una pubblica dichiarazione, che alla dimostrazione non avrebbe +partecipato. E non vi partecipa; ma non per questo l'esito è meno +tragico, perchè interviene la forza, spara ed ammazza. + +Ad Alcamo, come a Catenanuova, come a Serradifalco, come a Caltavuturo +chi spara ferisce ed uccide non viene punito. Quale maggiore +provocazione? Potevasi più efficacemente agire per togliere ogni fiducia +nel governo e nei suoi rappresentanti? + +A Casale Floresta (prov. di Messina) non c'è _Fascio_; ma le condizioni +generali sono orribili; non c'è medico, non farmacista, non levatrice, +non mezzi di viabilità. Pure da quattro anni si paga il focatico perchè +si sopperisca a tanti bisogni e non si riesce che a costruire una strada +interna nel quartiere dei _galantuomini_ e a pagare L. 500 all'anno ad +un medico di un vicino paese, che dovrebbe visitare il paese due volte +la settimana, e che adempie al suo dovere assai più raramente. Il 22 +ottobre, a causa di nuove tasse comunali, i contadini si ribellano +chiedendo la revisione dei conti passati e lo sgravio di una nuova +tassa. Disarmano alcuni dei carabinieri sopraggiunti e li costringono a +rinchiudersi nella caserma perchè il loro furore non ha limiti dopo il +ferimento--forse accidentale--di un popolano. Nominano sul campo un +nuovo sindaco. L'indomani arrivano soldati e si fanno oltre trenta +arresti, seguiti da relativo processo e da lunga detenzione dei poveri +contadini. + + [MILOCCA] + +Milocca e Racalmuto nella cronaca della provocazione occupano un posto +assai importante per l'indole dei fatti che vi si svolsero, in parte +alla mia presenza, e pel suggello che ebbero dalla magistratura: +suggello che elimina il sospetto di partigiana ed interessata +esagerazione. A Milocca, a Sutera, ad Acquaviva, a Campofranco, zona +esclusivamente agricola della provincia di Caltanissetta, i contadini si +erano riuniti in _Fasci_. Le autorità e i maggiorenti fecero di tutto +per farli sciogliere: più volte ne violarono il domicilio, ne +minacciarono i membri, ne arrestarono i capi coi pretesti più futili; li +processarono e nei processi furon assolti o per inesistenza di reato o +per mancanza di prove. + +I contadini tennero duro, specialmente a Milocca dove colla loro unione +costrinsero quasi tutti i proprietarî a concedere più equi contratti +agrarî. I proprietarî toccati nell'interesse se la legarono al dito e si +proposero di riprendere con mezzi scellerati ciò ch'erano stati +costretti a concedere colle vie legali--coll'applicazione più schietta +della famosa libertà del contratto. + +Un brutto giorno dell'ottobre si va a denunziare al brigadiere dei +carabinieri un curioso reato: un mucchio di concime, il cui valore non +arrivava alle L. 20, di proprietà di un certo Cipolla, era stato sparso +nelle sue stesse terre. Si premetta che il Cipolla era stato tra i pochi +proprietarî di terre a Milocca--viveva altrove--che non era venuto a +patti coi contadini del _Fascio_; chi poteva, dunque, commettere quel +grave reato per vendicarsi del proprietario renitente? + +Il _Fascio_! In forza di questa strana logica le autorità procedono +all'arresto del Cannella, Presidente e di tutto il Consiglio direttivo +del sodalizio e li sottomettono a processo per associazione a +delinquere... E si parla misteriosamente di liste di proscrizione +rinvenute presso i socî del _Fascio_, di pugnali, di formule terribili +di giuramento, di preparate spartizioni di terre.... + + [UN'INSURREZIONE FEMMINILE] + +Le donne di quell'ameno villaggio, le quali non sono meno gagliarde +degli uomini, indignate di quella che a loro sembrava infame prepotenza, +insorgono in numero di 500, assaltano la caserma dei carabinieri, ne +sfondano le porte e liberano i cinque arrestati della vigilia. Non un +solo uomo si unì alle donne; e di fronte a questo esercito infuriato, ma +inerme, i carabinieri non ebbero cuore di far fuoco e perciò non si +deplorarono morti o feriti. Delle intenzioni delle donne, che non si +seppero rassegnare a vedere arrestati ingiustamente i mariti e i figli +se ne ha la prova in questa circostanza: ebbre di gioia per la +liberazione dei prigionieri, s'impadronirono delle armi dei carabinieri, +non per adoperarle, ma per condurle in trionfo; e in trionfo condussero +sulle loro braccia, baciandolo in volto, un carabiniere che si era +mostrato più umano e pietoso verso di loro. + +Quando il De Rosa, degno strumento di qualsiasi governo ferocemente +reazionario, seppe in Caltanissetta della terribile rivolta femminile, +mandò sul luogo truppa, carabinieri, delegati e giudici. Si sparge in un +baleno la notizia della imminente repressione: gli uomini a cavallo e +armati di fucili prendono il largo decisi a vendere cara la loro +libertà. Le autorità arrestano a casaccio sette uomini e trentadue +donne, che traducono ammanettate--alcune gestanti, altre coi loro bimbi +lattanti sulle braccia!--nelle carceri di Mussomeli. + + [OPERA PACIFICATRICE] + +Il Cannella, Presidente del _Fascio_, intelligente ed energico quanto +mai, vide tutta la desolazione dello abbandono delle case e tutto il +pericolo di tanti uomini armati e risoluti, che avevano preso la +campagna e conscio com'era della loro innocenza li consigliò a ridursi +nel villaggio. Non fu ascoltato, perchè gli altri contadini volevano la +promessa di qualcuno il quale avesse potuto difenderli all'occorrenza, +che non sarebbero stati arrestati rientrando pacificamente nelle +rispettive abitazioni. Pensarono che quella persona potevo essere io +onde il Cannella accompagnato da altri tre venne in Castrogiovanni ad +invitarmi perchè andassi a Milocca. Accettai e insieme al sig. E. +Fontanazza, al signor Castiglione e al sig. Garofalo, Presidenti dei +_Fasci_ di Castrogiovanni, di Grotte e di Siculiana, riuscii ad indurre +i contadini, che a schiere si presentarono a me lungo la via da Grotte +al villaggio, a rientrare nelle loro case e persuasi anche i liberati +del giorno innanzi a costituirsi alle carceri. L'opera mia e dei miei +amici e del Presidente del _Fascio_ di Milocca fu da veri uomini di +ordine, che mostravano fede nella magistratura; e ad onor del vero devo +confessare, che in questa occasione essa meritò la fiducia. + + [BRUTALITÀ CAPRICCIOSA DI DUE CARABINIERI] + +Eravamo al 1º Novembre, giorno dei _Morti_, che si rispetta dai +contadini e dagli zolfatari coll'astensione dal lavoro e ripartimmo nel +meriggio da Milocca per Grotte per riprendere il treno, che doveva +restituirci alle nostre case. I contadini di Milocca in massa, con +l'avv. Vella presidente del _Fascio_ di Racalmuto, ci accompagnano sino +a mezza strada; dove per fare più presto ed arrivare in tempo a non +mancare il treno si mutò itinerario ed invece che a Grotte +c'indirizzammo a Racalmuto. Qualcuno per iscorciatoie scabrose, ci +precorse ed avvisò la cittadinanza del nostro imminente arrivo; una +imponente dimostrazione fu improvvisata che ci venne incontro preceduta +del rosso gonfalone e dalla fanfara del _Fascio_, e, percorso +tranquillamente il paese per lungo e per largo, ci accompagnò alla +stazione. Non un grido sovversivo fu emesso, non il menomo disordine fu +deplorato, come poscia unanimemente deposero innanzi al Tribunale di +Girgenti gl'impiegati ferroviarî e parecchi altri cittadini nè +_radicali_ nè socialisti; eppure nel momento in cui arriva il treno e ci +scambiavamo affettuose strette di mano, senza intimazione, senza avvisi, +senza il benchè menomo pretesto, un carabiniere ed un maresciallo si +scagliano all'improvviso sul portabandiera e gli strappano il gonfalone. +Il popolo sbalordito e indeciso per un istante, reagisce, riprende lo +stendardo ch'è fatto in mille pezzi, mentre i carabinieri impugnano le +rivoltelle e sono trattenuti dal tirare da molte braccia di nerboruti +lavoratori. + +Il maresciallo mira su di me replicatamente e mi costringe a gettarmi +nella mischia per legittima difesa e per contribuire a disarmare quei +due forsennati. Riusciamo nell'intento e si restituiscono le rivoltelle +al carabiniere e al maresciallo entro la stanza del capo stazione dopo +avere ottenuto promessa formale che non le avrebbero più adoperate; +raccomando calorosamente ai lavoratori di sciogliersi e di evitare ogni +possibile pretesto a nuovi abusi della forza, e ripartiamo. + +Perchè si comprenda quanta sia stata la capricciosa brutalità dei due +carabinieri che mostrarono un coraggio grandissimo, malamente speso, +devo aggiungere che il gonfalone rosso non solo era stato portato +liberamente per le strade in quella occasione e in cento altre in tutta +la provincia, ma che poche ore dopo un'altra dimostrazione ci venne +incontro a Canicattì, preceduta dal gonfalone rosso del _Fascio_ alla +presenza dei carabinieri e del delegato di pubblica sicurezza, senza che +le autorità avessero fatto la benchè menoma osservazione. + + [OTTANTA VITTIME D'UNA PROVOCAZIONE] + +Ciò che avvenne in Racalmuto la notte successiva--proprio durante la +notte!--per opera del delegato--che si era vilmente ecclissato durante +il tafferuglio--e dei carabinieri, ricorda i fasti peggiori della +polizia austriaca e borbonica. Ma non è mio intendimento narrarli quali +elementi comprovanti la provocazione; questa in tutta la sua brutalità +risulta dal seguente dato: per un mucchio di concime non rubato, ma +sparso nelle terre del padrone si arrestano cinque cittadini sotto +l'accusa di _associazione a delinquere_; questo arresto determina la +sollevazione delle donne di Milocca seguita dall'arresto di altri 39 +individui, tra i quali 32 donne, coi loro bambini; e quest'altro fatto +alla sua volta genera il tafferuglio di Racalmuto che dette luogo ad +un'altra quarantina di arresti. Si vuol sapere ciò che c'era di vero nel +reato primitivo, che costò la prigione da quattro ad otto mesi ad +_ottanta_ cittadini del regno? Il tribunale di Caltanissetta--che va +lodato per parecchie oneste sentenze emesse anche durante lo stato di +assedio, tra le quali quella cui mi riferisco qui--mandò assolti i +_malfattori_ perchè il Pubblico ministero all'udienza e in seguito alle +risultanze del processo orale ritirò l'accusa per _inesistenza di +reato_. E lo stesso brigadiere dei carabinieri confessò che lo +spargimento del concime fu denunziato dai proprietarî, senza che fosse +avvenuto, nello intendimento di nuocere ai capi del _Fascio_ e di +sbarazzarsene facendoli arrestare! Non si ha ragione, dunque, di +esclamare che questa prodezza degli agenti del Prefetto De Rosa +costituisce la più enorme e imprudente provocazione? + +Io che a Milocca mi ero informato della verità con una rapida inchiesta, +interrogando il delegato del sindaco di Sutera--cui è aggregato +Milocca--il brigadiere dei carabinieri e il luogotenente che comandava +il distaccamento di fanteria, indignato scrissi e telegrafai in quella +occasione alla _Tribuna_, che l'on. Giolitti in Sicilia faceva più male +della banda maurina. + + [QUARANTOTTO VITTIME D'UNA CALUNNIOSA DENUNZIA] + +A Gibellina pigliando pretesto da una pacifica dimostrazione, il +delegato entrò violentemente nella società agricola, e ne scacciò i +soci, arrestandone alcuni; furono strappate violentemente le bandiere e +furono sparati diversi colpi in aria dai carabinieri. L'intromissione di +alcuni influenti cittadini del luogo e dell'avv. Scaminaci di Santa +Margherita evitò scene di sangue, che, date le provocazioni e le +violenze della forza pubblica, sembravano imminenti; il delegato ebbe +salva la vita per uno stratagemma dello Scaminaci, il quale--sempre in +punizione dell'opera pacificatrice--dopo qualche giorno, allo arrivo +della forza, venne arrestato, ammanettato, tradotto nelle carceri di +Trapani, processato e condannato. Si noti: oltre lo Scaminaci, ben +_quarantotto_ persone furono arrestate e processate dietro una +calunniosa denunzia del funzionante da Sindaco; ma vennero tutte +assolte dal Tribunale e la condotta del denunziatore venne severamente +stigmatizzata dal Regio Procuratore. A Gibellina non c'era _Fascio dei +Lavoratori_: ma si costituì subito come reazione contro la condotta +dell'autorità di pubblica sicurezza e vi s'inscrissero tutti gli uomini +validi. Ivi erano vivissime le gare amministrative. I fatti di novembre +lasciarono una profonda agitazione ch'ebbe più tardi un sanguinoso +epilogo. + + [LO STATUTO MUTATO IN TRANELLO] + +Le provocazioni e i fatti analoghi furono a centinaia ed ebbero sempre +risultati identici. Dal gennaio 1893 al gennajo 1894 le dimostrazioni +pacifiche, gli scioperi legali si seguono e si ripetono in ogni angolo +dell'isola e si alternano e provocano violenze e abusi della polizia; e +non di rado queste violenze e questi abusi precedono e provocano le +dimostrazioni, che in molti punti si ripetono e si alternano con quelle +provocate dall'esorbitare dei dazî comunali. L'esercizio dei diritti +consentiti dallo Statuto parve tramutato in un tranello teso alla buona +fede dei cittadini che finiva sempre colla violazione di tutte le leggi +da parte delle autorità. Gli arbitrî e le violenze sono di ogni genere e +vengono perpetrati nei momenti acuti e in quelli di calma col proposito +deliberato di scompaginare e dissolvere quelle forze popolari che per la +prima volta si erano seriamente organizzate in Sicilia, col fine di +conseguire il proprio miglioramento economico. + + [LE VIOLENZE DELLA POLIZIA] + +E la polizia strappa le bandiere, abbatte porte e finestre per violare +il domicilio dei _Fasci_ e dei singoli soci, li arresta, li processa, li +ammonisce, li manda a domicilio coatto. Questa stessa polizia--forte +delle sue pessime tradizioni, della impunità ed anche degli +incoraggiamenti dei poteri superiori--sin dal primo accenno al moto +sociale dei _Fasci_ mostrò aperta la intenzione di avversarlo in tutti i +modi. Esplicazione generale di questa intenzione furono innumerevoli ed +arbitrarie perquisizioni domiciliari, inviti altrettanto arbitrarî a +cittadini egregi di portarsi in questura o negli uffici della pubblica +sicurezza per sentire consigli non richiesti e intemerate villane; +contravvenzioni continuate, legali forse, perchè la reazionaria legge di +pubblica sicurezza somministra il pretesto per renderle sempre angariche +ed odiose; ritiri capricciosi di licenze di minuta vendita; partigiane +denegazioni del permesso di portare armi, anche a chi per proprio +ufficio non può farne a meno; richieste insistenti e tentativi per avere +gli elenchi dei soci dei _Fasci_, per intraprendere il minuto lavorio di +disgregamento mercè le lusinghe, le promesse, le minacce, tra le quali +quella efficacissima e terribile dell'ammonizione.[42] + + [I RISULTATI] + +I risultati di questi procedimenti sono dappertutto uguali e di doppio +ordine: da un lato la gagliarda fibra isolana, reagisce, come sempre, e +rende simpatici i _Fasci_ anche a coloro che primitivamente li +avversavano, li fa moltiplicare e consolidare; dall'altro le notizie di +tante prodezze poliziesche si sparge dappertutto e distrugge l'ultimo +avanzo di fiducia che si aveva nelle autorità, infondendo in tutti la +convinzione che era vano sperare giustizia da coloro ch'erano preposti a +renderla[43]. + +E quando la magistratura rendeva i suoi verdetti questi non servivano +che a rinforzare l'abborrimento contro il governo, le cui male arti +erano state bollate dalle autorità competenti. Furono infatti numerose +le assoluzioni in particolare presso i tribunali penali di +Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani, di Palermo ecc., nei tanti +processi capricciosamente promossi dalla polizia (Milocca, Acquaviva, +Gibellina, Siculiana, Piana dei Greci ecc. ecc.), tanto che il Generale +Corsi malinconicamente osserva: + +«Col Codice penale alla mano (?), le autorità politiche facevano +arrestare gl'istigatori allo sciopero o i colpevoli delle violenze che +avvenivano; ma in base allo stesso Codice ed a criterî, come dicono, o +ragioni di giustizia od altre, che non istarò ad esaminare, i Tribunali +ne mandavano la maggior parte colla piena assoluzione o colla +dichiarazione del _non farsi luogo a procedere_. E questi se ne +tornavano al loro paese a ridere in faccia a chi si era preso l'incomodo +di arrestarli.» (Sicilia, p. 334). + +Chiunque conosce un po' da vicino la nostra magistratura sa che se una +colpa grave le si può rimproverare è la soverchia deferenza, se non +voglia chiamarsi abbietto servilismo, verso le autorità politiche; se +essa assolveva, adunque, è segno certo che il diritto era palesamente +dal lato dei cittadini e che non era possibile salvare i rappresentanti +del governo dal biasimo, che su loro ricadeva da quelle sentenze +assolutorie. + + [DUREZZA DELLE CLASSI DIRIGENTI] + +L'opera nefasta del governo centrale e dei suoi rappresentanti locali +venne compiuta ed aggravata dalle _classi dirigenti_. «I +possidenti--dice il generale Corsi--stettero duri al loro interesse e lo +vollero intatto nella loro pienezza, come lo intendono loro, cioè col +maggiore possibile profitto per essi, conservando ciò che è, respingendo +le novazioni... I possidenti e gli affittatori avevano visto avvicinarsi +la procella, ne avevano presentito gli effetti. In quelle situazioni in +cui si trovavano per consuetudine antica di fronte ai lavoratori, più +che sorpresi o stupiti, n'erano stati impauriti o irritati...» Un +accordo avrebbe potuto e dovuto tentarsi; «ma le difficoltà da una parte +e dall'altra avevano troppo profonde radici: lo stacco era troppo grande +e durava da tempi immemorabili; e da un lato vi era odio, dall'altro +paura. I signori dunque credettero del loro interesse e della loro +dignità di non dipartirsi dallo antico costume, divenuto connaturale in +loro: stettero fermi o si ritrassero o fecero appena un piccolo passo +avanti secondo i luoghi, secondo gli umori, e, direttamente o per mezzo +dei loro accoliti, accesero la stampa, assediarono i Prefetti, gridando +minacciato gravissimamente l'ordine pubblico, peggiorate enormemente le +condizioni della pubblica sicurezza, dando per flagrante tutto il male +possibile, e chiedendo, come l'affamato il pane, carabinieri e soldati. +A conto fatto, non sarebbe bastato tutto l'esercito italiano--nel +periodo della forza minima--per rassicurarli tutti. Molti municipî erano +a capo di questa che dobbiamo dire _reazione_, quelli, s'intende, nei +quali prevalevano i proprietarî.» (_Sicilia_, p. 328, 331, 332). + + [L'INTROMISSIONE DEGLI UFFICIALI] + +In qualche punto questi accordi desiderati e invocati sono tentati e +specialmente per opera dei comandanti dei distaccamenti di truppa; e se +si vuol sapere con quanta sincerità ed onestà erano condotte le +trattative si può apprenderlo dallo stesso generale Corsi, a cui un +Comandante fa una lunga narrazione di tali accordi tentati e condotti a +buon punto in un paese e conchiude così: «La situazione lasciava quindi +sperare la tranquillità la più assoluta ed il ristabilimento della calma +negli animi di tutti, quando ieri sera... alle 11 giunge al Vice +ispettore un espresso da... coll'ingiunzione di procedere all'arresto di +cinque fra i capi del Fascio, compreso il Presidente.» (p. 340). + + [LA POLIZIA MUTA LE TRATTATIVE IN INGANNO] + +Non continuo nella riproduzione delle relazioni di quel Comandante ch'è +un osservatore diligente, nè commento il fatto, perchè esso è di una +eloquenza irresistibile; avverto solo che i fatti consimili sono +innumerevoli; le trattative quasi sempre non hanno che uno scopo: +scongiurare una dimostrazione in attesa di rinforzi e arrivati questi si +procede all'arresto di coloro ai quali si strinse la mano con effusione +e si promisero concessioni eque, ragionevoli. + +Questo non è tutto. È grande la colpa delle classi dirigenti per la loro +fanatica resistenza alle riforme e alle concessioni, per l'ostinata +persistenza nell'antica usura, pel disprezzo verso i lavoratori e verso +le idee nuove, per lo stolto proponimento di farsi arma in certi luoghi +degli uni e delle altre--che presero a favoreggiare inopinatamente e +_more Rabagas_--onde sfogarsi contro i nemici ch'erano al potere; e per +tutto questo non esito a dire che la responsabilità loro non è minore di +quella del governo. + +Esse, in generale--che non mancarono le nobili e lodevoli +eccezioni--furono fortunate dell'indirizzo preso dal governo; ed +angariarono, denunziarono, derisero i _Fasci_ e i loro socî. In qualche +punto si organizzò un vero _boicotaggio_ alla rovescia; non si dette +lavoro o lo si retribuì di meno, ai soci de' _Fasci_. Fecero di peggio: +misero in circolazione, specialmente nella provincia di Girgenti, delle +petizioni al Sensales ed al Presidente della Camera,--redatte in +termini calunniosi, infami contro i sodalizî e le classi +popolari,--colle quali s'invocavano leggi eccezionali, repressione +energica e pronta per ispegnere quello che essi chiamavano il moto +sovversivo! + + [I LAVORATORI DISPERANO DELLA GIUSTIZIA] + +Si può immaginare piuttosto che descrivere la irritazione e il +risentimento che si destò negli animi dei lavoratori per l'attitudine +del governo e delle classi dirigenti. I lavoratori intuirono che essi +erano le vittime designate di una imminente repressione, stata +annunziata e minacciata tutti i giorni e in tutti i luoghi e che doveva +essere iniziata col generale scioglimento dei _Fasci_, onde l'odio di +classe ch'era vivo ingigantì; e ad ingigantirlo contribuivano le notizie +trasmesse oralmente o per mezzo dei giornali da paese a paese, talora +false, tal'altra esagerate, inesatte sempre; ed ingigantì sopratutto pel +fatto non mai abbastanza deplorato che giammai si vide un prepotente ed +un violatore della legge punito; sicchè negli animi dei popolani si +ribadì incrollabilmente la credenza, che non si poteva e non si doveva +sperare giustizia dal governo. + +E in questo stato di animi, che costituiva una vera anarchia politica e +morale, si pervenne al mese di dicembre, quando tutto ciò che si era +seminato dette i suoi frutti; quando la passione prese il sopravvento; +quando la paura del peggio, la speranza di miglioramenti, la sicurezza +di ottenerli mostrando i denti fecero confondere tutti i criteri, fecero +adoperare i mezzi leciti e quelli illegali. Ma tutto questo avveniva con +tanta incoscienza, con tanto insensibile passaggio dal giusto +all'ingiusto, con tanto fatale concatenamento di episodî, di +provocazioni e di reazioni, che poca colpa vera si può dare alla +parte popolare anche là dove trascese, a Partinico, a Monreale, a +Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Valguarnera, ecc. ecc. + + [VALGUARNERA] + +E mi fermo alle scene di Valguarnera, perchè furono caratteristiche. Ivi +non c'era _Fascio_; chi si era adoperato a farlo sorgere aveva dovuto +rinunziarvi per mancanza assoluta di elementi adatti, per il _lealismo_ +monarchico ed anche conservatore di cui facevano mostra a gara i partiti +amministrativi in aspro antagonismo tra loro. + +Il malessere economico, però, per la crisi zolfifera ed agraria vi era +profondo e generale; il fermento nel popolo e la indignazione contro le +autorità raggiunsero le proporzioni più alte per la inettitudine, per la +imprudenza e per la prepotenza mostrata dal locale delegato di Pubblica +sicurezza il giorno 4 dicembre nella miniera di Grottacalda, in +occasione della festa di Santa Barbara organizzata dalla +amministrazione--composta da persone temperatissime--e alla quale +avevano preso parte parecchie migliaia di pacifici lavoratori di Piazza +Armerina, di Castrogiovanni e di Valguarnera. + + [LA SOMMOSSA] + +In questo stato di animi e con tali autorità il giorno 25 un zolfataro, +un certo Di Dio--sopranominato _Cottonaro_--assai malvisto, comincia ad +arringare il popolo esponendo propositi sovversivi, come li +qualificarono gli avversari. Il delegato, che non aveva ai suoi ordini +se non due carabinieri volle arrestare l'improvvisato tribuno in mezzo +ad una folla di alcune migliaia di persone. Non solo: quando la folla ne +chiede la liberazione, un carabiniere spara un colpo di rivoltella. +Allora si scatena il furore dei dimostranti... + + [DENUNZIE E FUGHE] + +Il delegato ed il sindaco scappano e si nascondono; i carabinieri si +chiudono nella caserma e i tumultanti rimangono padroni del campo: +interrompono le comunicazioni telegrafiche, liberano i detenuti, +devastano e incendiano la casa del sindaco, la pretura, gli uffizî +pubblici, saccheggiano diverse case e negozî. I danni prodotti +sorpassano il milione di lire--ma credo che la cifra sia stata molto +esagerata. Nei tumulti di Valguarnera si ebbero a deplorare parecchie +rapine che--sia detto ad onore del popolo--non si ripeterono in nessun +altro luogo. Spesso anzi ci fu fanatismo nel mostrarsi onesti; e nella +stessa Valguarnera, quasi a compenso, si ricorda che i tumultanti posero +in cimento la propria vita per salvare alcuni fanciulli in una casa cui +avevano appiccato l'incendio. Le rapine si spiegano col fatto che +passato il primo momento non restarono a spadroneggiare se non una +trentina di malviventi, che non miravano ad altro se non a rubare. Non +ci furono morti; e ci fu un solo ferito per un colpo tirato da un +carabiniere. All'indomani, all'arrivo della forza e del Prefetto si +fecero circa 300 arresti, tra cui molte donne; la massima parte dei +liberati dal carcere andarono a costituirsi. Non si riuscì, però, a +riprendere il Cottonaro, promotore primo dei disordini; solo dopo +parecchi mesi esso si presentò spontaneamente e si afferma da un altro +canto, che molti che furono maggiormente responsabili delle rapine e +degli incendî si assicurarono la impunità facendola da delatori e +mettendosi ai servigî delle autorità politiche e amministrative, +denunziando cittadini onestissimi, facendoli arrestare o costringendoli +a fuggire. E i latitanti, infatti, furono a centinaia. + +Valguarnera rappresenta il prodotto di una serie di cause molteplici, di +una lenta preparazione, e della scintilla data dalla provocazione +poliziesca.[44] + + +NOTE: + +[41] Avvertii sempre e raccomandai con tutte le mie forze e in tutte le +occasioni la istruzione agli operai. Questi miei sforzi ha riconosciuto +il generale Corsi (_Sicilia_ p. 298) e gliene sono grato come del +migliore elogio che poteva farmi. + +[42] Conosco aneddoti piccanti su questa richiesta dello elenco dei soci +dei _Fasci_. Eccone uno: il sotto prefetto di X... voleva ad ogni costo +quello di un paese del suo circondario. Il presidente del Fascio lo negò +al delegato di P. S. e questi per non fare cattiva figura presso il +superiore ne creò uno di sana pianta comprendendovi molti avversari del +_Fascio_! In quanto ad esattezza d'informazioni su persone sospette il +colmo del ridicolo e dell'infamia nello stesso tempo si ha avuto dopo +l'attentato del Lega contro l'on. Crispi. Il ministero ha chiesto alle +autorità locali la biografia e la fotografia degli anarchici e dei +socialisti _pericolosi_; e nello elenco di questi individui _pericolosi_ +la maggioranza è rappresentata da persone non solo onestissime, ma che +non sono nè anarchiche, nè socialiste, nè repubblicane, ma semplicemente +invise per ragioni personali ai sindaci, ai delegati di pubblica +sicurezza ed ai prefetti. Gli elenchi della provincia di Caltanisetta, +compilati dal famigerato Prefetto De Rosa sono un capolavoro d'infamia. + +[43] A proposito della resistenza energica opposta sempre alle +prepotenze governative mi sembrano opportune queste parole pronunziate +da Cordova nel 1863: «I Siciliani sono avvezzi da lungo tempo a +considerare il Governo come tenuto a rispettare la legge, ed anche +quando essi per avventura non la rispettano, pretendono che il governo +la rispetti. È un'abitudine acquistata dalle loro antiche istituzioni e +consacrata dal patto del 1812, in cui un articolo esplicito diceva: +_Ogni cittadino ha il diritto di far resistenza all'autorità pubblica, +se questa non opera in conseguenza della legge_.» Questo ricordo vale se +non altro a dimostrare come certe costituzioni consacrassero in Italia +sul cominciare del secolo principi assai più liberali di quelli +contenuti nello Statuto del _magnanimo_ Carlo Alberto.» + +[44] I luoghi nei quali durante il 1893 avvennero provocazioni, +dimostrazioni e abusi di ogni sorta sono numerosi. Dai giornali sono +riuscito a comporre questo elenco ch'è incompleto: + +Palermo, Serradifalco, Campobello di Licata, Prizzi, S. Giuseppe Jato, +Piana di Greci, Floridia, Borgetto, Scicli, Ravanusa, Mazzara del Vallo, +Catenanuova, Partinico, Bisacquino, Corleone, Sancipirrello, Chiusa +Sclafani, Sommatino, Villafranca, Termini Imerese, Canicattì, Terranova +di Sicilia, Santa Croce Camerina, Naro, Grotte, San Cataldo, +Campofiorito, Mezzomonreale, Campofranco, Pioppo, Palazzo Adriano, +Lentini, Milocca, Belmonte-Mezzagno, Parco, Acquaviva Platani, Sutera, +Lercara, Siracusa, Casteltermini, Villafrati, Siculiana, Casale +Floresta, Montelepre, Cattolica Eraclea, Villarosa, Aragona, +Caltabellotta, Paceco, Contessa Entellina, Montemaggiore Belsito, +Alcamo, Valledolmo, S. Ninfa, Castronovo, Bambina, Ciminna, Mezzojuso, +Cerda, Cefalù, Rosolini, Castelvetrano, Racalmuto, Santa Caterina +Villarmosa, Balestrate, Trappeto, Caltanissetta, Spaccaforno, Modica, +Francofonte, Piazza Armerina, Gibellina, Lucca Sicula, Butera, Bivona, +Burgio, Roccadifalco, Pietragliata, Rocca, Petralia Soprana, Comitini, +Terrasini, Misilmeri, Ragusa, Partanna, Salemi, Salaparuta, Trapani, +Camporeale, ecc., ecc. + + + + +XVI. + +LA REPRESSIONE + + +La serie interminabile delle provocazioni e delle dimostrazioni, +illuminata qua e là dal sinistro bagliore degli incendî, ebbe i suoi +episodî sanguinosi che meritano una speciale trattazione. Questi episodî +rappresentano l'epilogo di una situazione tesa e scabrosa e l'inizio di +una repressione, che, a dire il vero, fu quasi sempre incosciente e non +preparata direttamente, ma che scattò improvvisa e spontanea, quale +risultanza però delle istruzioni generali date, della imprevidenza nello +eseguirle, dello eccitamento degli animi di tutti, della paura di essere +sopraffatti negli uni, della coscienza del proprio diritto negli altri. + +Sangue, e in che misura! era stato versato a Caltavuturo in principio +del 1893; sangue si continuò a versare a Serradifalco, a Catenanuova, ad +Alcamo; ma dopo alcuni mesi di sosta nello svolgersi della triste +cronaca, nessuno si attendeva che si dovesse ricominciarla e continuarla +più luttuosa che pel passato! + + [LA CRONACA TRISTE CONTINUA] + +Ricomincia a Giardinello. Giardinello è un piccolo paese di 800 +abitanti. Sul conto dell'amministrazione comunale e del sindaco Caruso +le più contraddittorie notizie corsero. Io sento il dovere di dire che +persona degna di fede a me assicurò che il Caruso amministrasse +paternamente; ed egli stesso in una lettera al Direttore della _Tribuna_ +si scagionò con apparenza di verità di molte accuse lanciate contro di +lui. + +D'altra parte persona non sospetta di tenerezze per la causa dei +lavoratori rivelò allo stesso corrispondente della _Tribuna_ che il +municipio di Giardinello era una vera e propria _Marcita_,--termine +lombardo adoperato dall'interlocutore--un feudo del Sindaco. Il +_Fascio_, presieduto dal sig. Piazza, aveva chiesto da tempo delle +riduzioni di tasse: sul focatico, sulle vetture, sui dazî di consumo; il +sindaco aveva promesso di provvedere almeno in parte, ma invece nei +nuovi ruoli vi fu maggior rigore e minore equità che nei primi. + +La stessa lettera del Sindaco, del resto, suggerisce al temperatissimo +Cavalieri osservazioni che suonano biasimo aperto pei criterî +amministrativi che si seguono in Sicilia e che vengono addotti a difesa +propria dal Sindaco di Giardinello (I _Fasci_ ecc., pagine 30 e 31). +Quali che siano le ragioni dell'una parte e dell'altra, la catastrofe, +che ne seguì e che commosse l'Italia rimane ingiustificabile ed è +tuttora inesplicata. + + [I TUMULTI DI GIARDINELLO] + +Il giorno 10 dicembre, domenica, all'uscire dalla messa, nella piazza +della chiesa si formò una dimostrazione al grido: _Abbasso le tasse e il +Municipio_, quindi alcuni socî del Fascio andarono dal sindaco per +cercare di comporre la faccenda e lo trovarono dinanzi la porta di casa +sua; alla richiesta dei dimostranti egli rispose che non _ci avevo +colpa, che se ne lavava le mani_, _che la colpa era tutta dei +consiglieri_ e che _potevano fare il diavolo a quattro, lui non si +sarebbe disturbato per questo_. + +E dopo avere così consigliato la calma ed evitato un grave pericolo, il +sindaco montò le scale che conducevano nel suo studio, e vi rimase +lungamente. I dimostranti seguitavano a gridare sotto i balconi del +sindaco, il quale a calmare gli _spiriti bollenti_ applicò loro una cura +idroterapica buttando molta acqua e fresca su tutte quelle teste +riscaldate. + +L'effetto della cura fu immediato: la folla non si ribella al brutale +trattamento e corre invece--trascinata certo da qualche mestatore--al +palazzo municipale, dove, eccitata certo da chi aveva interesse che +documenti compromettenti fossero distrutti, comincia la devastazione, +l'incendio; e tutti gli armadi, le sedie, i registri sono posti l'uno su +l'altro e le fiamme avide, distruggono ogni cosa. + +Dopo, i tumultuanti continuarono a percorrere le vie del paese seguendo +una donna che portava in alto il ritratto del Re e della Regina. + +Appena cominciati i primi disordini, un carabiniere partì per Montelepre +a chiamare dei rinforzi ed è falso che contro costui siano stati tirati +quattro colpi di fucile andati a vuoto. + +Conosciutasi la notizia a Montelepre partivano 5 o 6 carabinieri e 22 +bersaglieri comandati dal sottotenente Cimino, alla volta di Giardinello +e quivi giunti si disposero a traverso la strada principale tra la casa +del sindaco e il Municipio. + + [L'ECCIDIO] + +La folla impavida, forte forse del talismano che portava, andò incontro +ai soldati sempre con lo stesso grido: _abbasso le tasse_,...... Il +sottotenente tenta invano di calmare i dimostranti i quali per +l'avanzarsi di quelli che stavan dietro minacciavano di rompere il +cordone della truppa.--Fu allora che il sottotenente esclamò: +«Allontanatevi o sarò costretto a dare ordine di caricare le armi». I +più vicini tornarono indietro, il presidente del Fascio alla contadina +che portava il ritratto del re disse: _Suruzza, jamuninni vasinnò nni +sparanu_ (sorella, andiamo se no ci sparano). E quando tutto volgeva pel +bene, una fucilata sinistramente risuonò. Fu questo il segno +dell'eccidio, sparano i soldati, sparano i carabinieri e le grida +disperate e i lamenti dei feriti, il pianto di tutti resero lo +spettacolo selvaggio e commovente. Anche i poveri soldati spaventati +corsero come forsennati per la campagna. + +Allora, seminata la via di feriti, la folla uccide il messo comunale +che, sogghignando, mostrava il suo compiacimento per tanti caduti. + +Chi ordinò il fuoco? donde partì la prima fucilata? Le voci più +disparate corsero in proposito, ma il mistero non fu svelato. Il +generale Corsi che solo di questa strage fa cenno--forse perchè il suo +animo mite rifugge dalle scene di orrore--narra seccamente: «Fu caso, fu +disgrazia. Una massa di gente di un _pacifico_ paesello, rumoreggiante, +inebbriata della sua audacia medesima, si serra addosso ad un piccolo +drappello di soldati, spinta da tergo da chi non vede il pericolo; +nessuno comanda il fuoco; ma il fuoco scoppia perchè i soldati stanno +per essere travolti. La stampa ne fa gran rumore in Sicilia, in tutta +Italia; si scrive che la truppa ha tirato freddamente sopra un popolo +festante; non si vuole vedervi altro che una strage d'innocenti. Il +governo n'è spaventato.» (_Sicilia_, p. 322)[45]. + +I morti furono 11, dei 12 feriti portati all'ospedale di Palermo 9 +furono dichiarati in pericolo di vita. 5 solamente furono colpiti con +palle a mitraglia e gli altri da palle non tirate da militari, vi furono +pure uomini feriti da _quadretti e migliarini_. + +A Giardinello, precisamente come a Caltavuturo, le autorità non seppero +trovare un colpevole tra coloro che spararono. Ne trovarono bensì a +decine tra i poveri contadini che avevano partecipato alla dimostrazione +e che si ebbero in pena dal Tribunale militare anni ed anni di +reclusione! + + [LERCARA] + +Dopo Giardinello, Lercara. Anche qui c'è miseria grande derivante in +gran parte dalla crisi zolfifera, anche qui ci sono odî inveterati e +feroci tra alcune famiglie che si disputano con tutti i mezzi +l'amministrazione comunale, qualcuna delle quali si afferma che abbia +soffiato nel fuoco. E il fuoco divampò il 20 Dicembre in una +dimostrazione coi ritratti del Re e della Regina al grido di: _Abbasso +le tasse! Abbasso il Sindaco!_ Si viene a colluttazione colla forza e +rimangono feriti o contusi alcuni uomini della forza, tra i quali il +delegato di pubblica sicurezza ed un tenente delle truppe. Durante la +notte e all'indomani arrivano altre truppe.--Il sotto prefetto di +Termini-Imerese--che arringa il popolo da un balcone durante una nuova +dimostrazione seguita da incendi dei posti daziari, da devastazioni e da +saccheggi--è male accolto e costretto a scappare. Avviene un'altra +colluttazione nella quale vengono uccisi undici cittadini e feriti molti +altri! Contro i soldati la folla non adoperò che sassi e bastoni. + + [PIETRAPERZIA] + +A Pietraperzia il 1º gennajo 1894 si ripetono gli stessi fatti di +Giardinello e di Lercara; le cause sono le stesse: la miseria e il +malumore contro il municipio, per le tasse e specialmente pel fuocatico. +I partiti locali che si combattono da anni con accanimento si +accordarono soltanto nell'accusare i poveri contadini dei quali si osò +negare la miseria! + +In queste denegazioni fu audacissimo il sindaco Nicoletti, che innanzi +al Tribunale militare affermò inesistenti le tasse odiose nel suo paese, +e l'amministrazione esemplare, e provvida per i bisogni di tutti. +«Sì!--gli rispose con amara ironia un difensore, il capitano +Schioppo--tasse non ve ne sono, perchè il fuocatico e il dazio sulla +farina non pesano sul popolo; e l'amministrazione comunale è tale +modello, che a Pietraperzia si può credere, che si sia avverato il +famoso motto di Enrico IV!» + +Ivi, come dappertutto, i lavoratori si riuniscono e cominciano a +gridare: _Viva il Re! abbasso il Sindaco! abbasso le tasse!_ + +Si dice che il Delegato di P. S. e il maresciallo dei carabinieri +abbiano invitato la folla a sciogliersi e che siano state fatte le +regolari intimazioni, ma che la folla invece di sciogliersi abbia tirato +delle fucilate contro i soldati, i quali per legittima difesa risposero +facendo fuoco. + +Da tutte le mie informazioni, però, mi risultano infondate o alterate +tali asserzioni; se i contadini avessero fatto fuoco, tra i soldati ci +sarebbe stato qualche morto. + + [GLI ECCESSI DOPO LA STRAGE] + +Invece otto contadini rimasero uccisi e quindici gravemente feriti. +Compiuta la strage, i soldati si rinchiusero nella Chiesa di Santa Maria +e il popolo esasperato si dette agli incendi e alla devastazione del +Casino dei Galantuomini, del municipio e di altri uffizî pubblici. +Questi eccessi della folla, è bene rilevarlo, seguirono e non +precedettero la strage. + +Il Consiglio, nella massima parte inviso, si dimise. Non mancarono i +soliti numerosi arresti. Si afferma che a Pietraperzia il _Fascio_, di +recente formazione e composto di analfabeti, abbia preso parte attiva ai +tumulti; ma la verità non si può sapere facilmente perchè non si potè +sinora sentire che una sola campana, quella dei più ricchi proprietari. +Non ha sonato ancora quella dei lavoratori. Il terrore regnò per +parecchio tempo a Pietraperzia e non fu possibile avere esatte notizie. + +Settantatre disgraziati furono trascinati al Tribunale militare di +Caltanissetta e di essi soli 20 furono assolti; gli altri furono +condannati a pene che variano dai 3 ai 21 anni di reclusione. La +sentenza fece dolorosissima impressione e fu notato che un colonnello +dell'esercito dava pietosamente parole di conforto alle desolate +famiglie dei condannati. + + [GIBELLINA] + +Il giorno 2 gennaio è la volta dell'eccidio di Gibellina. Ha qualche +cosa di specialmente lugubre; e di esso si avvalsero gli uomini del +governo per denigrare il popolo, che in un momento di furore cieco +uccise il pretore Casapinta. Ma perchè? quando? + +Narriamo. Gibellina conta circa 10,000 abitanti ed è dedita +esclusivamente all'agricoltura. Si afferma da molti che vera miseria non +vi sia e che vi siano numerosi i piccoli proprietarî--di quella +categoria però, che l'on. Damiani paragonò ai proletarî perchè la +proprietà di una catapecchia o di un campicello non basta a sfamare. +Certo è che la emigrazione vi si accrebbe notevolmente negli ultimi +anni; e questo è indizio sicuro di malessere economico. È certo del pari +che le tasse comunali, specialmente quella sugli animali e il focatico, +vi erano pesanti ed invise e che era grande il risentimento contro le +autorità politiche--rappresentate dal delegato di P. S.--per i fatti del +4 novembre narrati avanti. Vi sono i soliti partiti locali, i cui +caporioni si odiano reciprocamente; quello al potere, protetto dalla +Prefettura di Trapani, qualificato addirittura tirannico, si dice abbia +considerato la cassa comunale come lo sfamatoio della propria famiglia e +dei propri adepti. Gli oppositori, ricchissimi, si vuole che abbiano +soffiato nel fuoco; regalarono una bandiera al _Fascio_--essi che in +fondo sono conservatori--e si rimproverò loro--stranissimo +rimprovero!--che dessero agli operai un salario più elevato degli altri. + +Questo l'ambiente dove si svolsero i fatti del 2 gennaio. + +Da parecchi giorni si buccinava che si doveva fare una dimostrazione +contro il municipio: corsero trattative di conciliazione tra i partiti; +si cercò dare soddisfazione alla opinione pubblica dal sindaco, +accettando alcune delle proposte messe avanti dal _Fascio_, il cui +presidente sig. Palermo si cooperò sempre per mantenere la calma e +l'ordine; a quasi tutte le trattative presero parte attiva il capitano +Macchi del 37º fanteria, e il pretore Casapinta e la loro fu azione +lodevole. Ma ciò che chiedevasi con maggiore insistenza erano le +dimissioni del sindaco e del consiglio; cosa che non potevasi ottenere, +come disse il capitano, perchè il sindaco di dimissioni non voleva +assolutamente saperne! + + [L'ECCIDIO] + +Nel giorno dell'eccidio il municipio era occupato militarmente e il +capitano trovavasi nella sala del Consiglio, mentre la folla +appressavasi gridando come sempre: _Abbasso il Sindaco! abbasso le +tasse! abbasso il consiglio comunale!_ Erano circa tre mila persone con +alla testa la bandiera del _Fascio_, che fu issata al balcone della casa +municipale dov'erano riuniti il Capitano Macchi, il sindaco e molti +altri che discutevano sui provvedimenti da prendere. + +Ad un tratto comincia il fuoco contro la popolazione inerme: quattordici +caddero morti immediatamente. Non vi furono squilli di tromba e i +soldati spararono sulla folla a bruciapelo. Il numero dei feriti fu +grandissimo e non potè esser mai esattamente constatato perchè tutti si +nascosero, sapendosi che anche i feriti gravi venivano arrestati e +condotti a Trapani: ad un certo Tramonte fu amputato il braccio nelle +prigioni di Trapani e gli si negò di poter rimanere a casa guardato a +vista. + +Compiuta la strage i soldati--per ordine del Capitano Macchi, che +rapidamente discese dalla casa comunale appena sentì le fucilate--si +ritirarono, e Gibellina rimase in balía del popolo giustamente +esasperato. Fu allora che venne ucciso a sassate ed a bastonate il +povero pretore Casapinta, ch'era stimato da tutti e che si era cooperato +ad impedire la catastrofe; ma ciò avvenne per isbaglio, gli addebitarono +il comando del fuoco, essendo stato scambiato pel delegato di Pubblica +Sicurezza, Vincenzo Trani, che alle antiche aveva aggiunto nuove ragioni +di odio contro di sè. + +Costui fu generosamente ricoverato da un farmacista, e si salvò, +fuggendo travestito, dall'ira di quel popolo il quale contro di lui +sarebbe forse stato implacabile. + +Per alcuni giorni Gibellina rimase assolutamente senza forza e senza +autorità; eppure non vennero molestati coloro, che erano considerati +come i veri promotori dell'eccidio! + + [LA RESPONSABILITÀ] + +A Gibellina si sa almeno su chi fare ricadere la colpa immediata della +catastrofe. Il capitano Macchi allontanò da sè la responsabilità +dell'accaduto; e non gliene spetta, poichè è voce generale da nessuno +sinora smentita, che il fuoco venne ordinato del delegato di P. S. +affacciatosi dal balcone del Municipio. Il luogotenente che in piazza +trovavasi alla testa dei 35 soldati credendo che l'ordine fosse partito +del capitano comandò il fuoco. Per colmo di odiosità le guardie +campestri, ligie al sindaco, nascoste in un campanile vicino--ciò che +farebbe supporre una certa premeditazione--tirarono ripetutamente sulla +folla. + +Quando le autorità governative ripresero possesso del disgraziato paese +dove regnava lo squallore, si fecero arresti in massa e si vuole che la +maggior parte degli arresti avvenissero nelle file dell'opposizione e su +di una lista compilata dal partito che stava al potere. + +Dopo tali disgraziati avvenimenti, l'odio e la diffidenza dei contadini +contro _li cappedda_ si sono accresciuti in modo terribile; tanto che +essi sfuggirono come un leproso un inviato da un comitato di Palermo, +che v'era andato a fare un'inchiesta per poter distribuire dei soccorsi +alle vittime. + + [BELMONTE-MEZZAGNO--MARINEO] + +I tumulti di Belmonte-Mezzagno vanno ricordati perchè con un colpo di +rivoltella vi venne ferito un soldato, che poco dopo morì, lo Sculli. A +questa povera vittima furono fatte solenni onoranze; ma furono +consacrati all'infamia i contadini uccisi dai soldati. + +Peggio ancora avvenne all'indomani del funesto principio del 1894, a +Marineo. + +Anche lì avvengono le solite dimostrazioni con leggere colluttazioni con +la forza, in una delle quali c'è un solo ferito di baionetta; ma il +giorno 3 si ripetono le dimostrazioni e poi che la folla rifiuta di +sciogliersi, dopo le intimazioni di legge ed una scarica in aria, la +truppa fa fuoco e vengono uccise otto persone sul colpo e dieci muoiono +poco dopo per le ferite ricevute. Il numero dei feriti non si può +precisare, perchè i più si nascosero: ma dev'essere stato considerevole +se proporzionato al numero dei morti. + +Il giorno 4 viene proclamato in Sicilia lo stato di assedio: il generale +Morra di Lavriano e della Montà assume formalmente i poteri di Regio +Commissario straordinario del Re, ch'esercitava di fatto sin dal suo +arrivo in Sicilia. Nel manifesto con cui il Regio Commissario +straordinario annunziò l'avvenimento, in ultimo era detto che ai +contravventori sarebbero stati applicati gli articoli dal 246 al 251 del +Codice penale militare. Perchè si possa giudicare della opportunità +dell'applicazione è bene si sappia che tali articoli considerano i casi +in cui... il territorio del regno è invaso da _truppe nemiche_! + + [L'ULTIMO MASSACRO] + +All'indomani della proclamazione dello stato di assedio si chiude la +serie dei massacri con quello di Santa Caterina Villarmosa. + +Ivi, tra i due partiti municipali da gran tempo non c'era buon sangue; +la miseria tra i contadini,--il paese è essenzialmente agricolo--era +grande; un Fascio vi si era costituito, nel quale per dissidi tra coloro +che lo dirigevano, al momento della catastrofe nessuno esercitava una +influenza, perchè erano dimissionari da parecchi giorni il segretario e +il vice-presidente, ed era assente da tempo il presidente; il _Fascio_ +rappresentava un vero corpo senza capo. E la catastrofe avvenne +terribile e inattesa, come m'assicurarono il sindaco e il capo del +partito contrario. + + [SANTA CATERINA VILLARMOSA] + +Il giorno cinque è certo che ancora non era stata annunziata ai +cittadini di Santa Caterina Villarmosa la proclamazione dello stato di +assedio; nè c'è da meravigliarsene perchè poche ore si può dire ch'erano +trascorse dalla comunicazione. Fu lo stesso Comando dei Carabinieri, che +dichiarò che _nessuno_ aveva visto il manifesto; ciò risultò anche dal +processo svoltosi innanzi al Tribunale militare di Caltanissetta. Se +fosse stata annunziata e spiegata bene ai poveri contadini la misura, +probabilmente essi avrebbero tenuto diverso contegno. Ma quantunque essi +tutto ignorassero non si creda che abbiano trasceso, come in tanti altri +punti. Tutt'altro. Il giorno 5, infatti, non si trattò che di questo: +una folla enorme percorreva il paese--con una bandiera sormontata dai +ritratti del Re, della Regina e da un crocefisso,--gridando: _viva il +Re! abbasso le tasse!_ Non ci furono incendi, non ci furono devastazioni +nè in uffici pubblici, nè in case e magazzini privati; non si assaltò il +municipio e molto meno si potevano assaltare i casotti del dazio--come +annunziarono telegrammi uffiziali con impudente menzogna--i quali non +esistevano! Le autorità che avevano avuto sentore della dimostrazione +avevano chiesto ed ottenuto rinforzi da Caltanissetta, otto soldati ed +un tenente dei carabinieri, che uniti ai quattro carabinieri ch'erano di +stazione formarono un totale di _tredici_ uomini! + +Il tenente dei carabinieri, Colleoni, pensò che l'autorità doveva +rimanere alla forza e fece mostra di tutte le sue attitudini strategiche +impostando i suoi dodici uomini nella strada che fronteggiava la grande +piazza Garibaldi, d'onde dovevano passare i pacifici dimostranti. Quando +questi pervennero nella piazza e vi si pigiarono in modo da non potersi +muovere, il tenente dei carabinieri intimò alla folla di sciogliersi e +fece suonare i tre squilli. Fra il secondo e il terzo, un maestro di +scuola, il Capra, esortò il popolo a sciogliersi; ma il popolo credendo +di non violare alcuna legge protestando contro i balzelli, e incorato +con particolarità da alcune donne ardite, non si mosse se non dopo che +il terreno fu seminato di morti e di feriti in seguito alle _ripetute_ +scariche ordinate dal tenente dei carabinieri. Quando la piazza venne +sgombrata, per molte ore rimasero abbandonati al suolo gli _undici_ +morti e i più gravemente feriti--donne, uomini, vecchi e bambini--in +mezzo alle pozze di sangue! + + [MENZOGNE SPUDORATE] + +E adesso poche altre osservazioni. Come i telegrammi ufficiali mentirono +nel dare i particolari della dimostrazione cui attribuirono atti non +commessi, così evidentemente mentirono nel dare alcune notizie che +volevano lasciar comprendere esservi stata da parte del popolo prima +l'aggressione e poi la resistenza, fosse anche una larva. Si parlò +di un colpo di rivoltella tirata contro il maresciallo dei carabinieri, +ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se partì, quantunque a +_bruciapelo_,... non ferì; si parlò di una coltellata contro un soldato, +ma _fortunatamente_ la lama non arrivò alle carni; si parlò di sassi +scagliati contro la truppa, ma _fortunatamente_ non un soldato venne +colpito!... + +Troppa fortuna davvero! + +E poi, la rivoltella non fu trovata; i carabinieri sequestrarono solo +un'accetta... senza padrone. + +Cose queste, che furono anche constatate dai corrispondenti della +_Tribuna_ e del _Resto del Carlino_, andati sul luogo. + +La narrazione fatta dal tenente Colleoni innanzi al Tribunale militare +esclude tutte le calunniose notizie _ufficiali_ divulgate sul contegno +dei poveri contadini di Santa Caterina. Egli, a domanda del Presidente +Colonnello Orsini rispose: «avere ordinato il fuoco perchè aveva +acquistato il concetto preciso dell'aggressione che voleva fare la folla +dalle parole di un certo Manzoni e dalle armi _intraviste_ sotto i +vestiti dei dimostranti...» + +Non mettiamo in dubbio la vista lincea di quell'ufficiale, ma è giusto +riferire le parole di fuoco del Manzoni; questi disse al Colleoni: _fate +ritirare la truppa e la folla colle buone si disperderà_. + +Lo stesso Colleoni confessò che prima che la truppa facesse fuoco non ci +furono _nè pietrate, nè colluttazioni_... Se qualche sasso fosse volato +dopo le ripetute scariche, quando il suolo era seminato di morti e di +feriti, chi oserebbe maravigliarsene e condannare? + +Ancora: nel processo, come capo temibile della sommossa venne designato +il contadino La Placa, cui si rivolse la particolare accusa di avere +strappato la baionetta al Maresciallo dei Carabinieri in una +colluttazione corpo a corpo. Ebbene il terribile ribelle ricevette due +ferite alle _spalle_ in quella colluttazione; sicchè riferendosi alla +topografia di tali ferite e al momento in cui il maresciallo asseriva +avergliele inferte, il La Placa ingenuamente osservava: _Le braccia +l'uomo le ha davanti o di dietro?_ + + [LA LOGICA DE' CONTADINI] + +La folla aveva tante intenzioni ostili--ed era composta da migliaia di +persone!--che dette tempo al suddetto maresciallo di ricaricare la +rivoltella per freddare il contadino che a bruciapelo gli aveva tirato +un colpo di pistola... Oh! con quanto rigore di logica semplice e +irresistibile a chi parlava di fucilate tirate dal popolo, un contadino +dalla gabbia esclamò: _signor Presidente, i nostri fucili ammazzano!_ E +non uno dei _tredici_ soldati fu ammazzato... + + [LA FEROCIA DEL POPOLO] + +E della ferocia e delle cattive intenzioni del popolo si ebbe altra +prova luminosa. Il maresciallo quando non ebbe più cartucce, credette +bene di ricoverarsi in una casa che vide aperta; ivi una trentina di +contadini eransi ricoverati per isfuggire al massacro. Lo ebbero in mano +inerme, trenta contro uno, e non gli torsero un capello e l'accolsero! + +A Benedetto Salemi, che all'indomani della strage lo interrogò su questo +particolare, il maresciallo rispose: _Erano tanto impauriti!_ + +«Fosse stato anche vero, osservò il Salemi, che una trentina di uomini +pravi, feroci (come venivano designati) avessero avuto paura di uno +disarmato..., ma era quella la risposta di un soldato italiano? dire +vili a degli onesti, che virilmente gli avevano regalato la vita!» + +Il Salemi, nel _Siciliano_, de' 9 e 10 gennaio 1894, fece un'esatta e +commovente descrizione dei casi di Santa Caterina. Dalla quale, mi piace +di riportare il luogo seguente, dove egli narra la sua visita al +cimitero. + + [AL CIMITERO] + +«Si va al cimitero per una via che sale leggermente ad un colle. + +«Nel piccolo campo dei morti, a sinistra, stavano schierate le casse che +serrano i poveri uccisi. Ce n'era una, grande: una vecchia barella tinta +di grigio con due larghe fasce di nero che s'incrociavano. + +«Il custode, levato una grossa pietra da su il coperchio, lo sollevò. + +«Nella vecchia barella avevano messo due cadaveri: uno su l'altro: uno +con la faccia sotto i piedi dell'altro! Sopra, stava un ragazzo; era +morto dopo una lunga agonia e aveva gli occhi a pena socchiusi, e sul +viso profilato ancora un'espressione di angoscia. L'altro era un uomo, +con un po' di barba sotto il mento. Aveva i grandi occhi neri sbarrati: +era morto nel vigor della vita, fulminato, e quegli occhi vitrei che dal +corpo supino guardavano il cielo, pareva invocassero, ancora morti, il +Cielo: pareva che quello sguardo, con una serenità lunga di eroe, +dicesse: «O Signore, Signore! vedete....» + +«Dopo altre casse, fatte di tavole bianche, ce n'era una, piccola, +foderata di roba celeste; povera roba ma immacolata. + +«Io volli vedere l'innocente piccola vittima che forse non aveva nemmeno +gridato! e pregai il custode di schiodare la cassa. + +«La bambina era grande per i suoi nove anni. Giaceva, con la testina un +po' volta da un lato e le braccia distese lungo i fianchi. Non aveva +ancora la rigidità della morte e la sua faccia era rossa, e sulla bocca, +coperta di bava, colava dal naso una schiuma sanguigna che gorgogliava +ancora, a intervalli che pareva avessero la regolarità del respiro. + +«--Ma è viva!--esclamai. + +«Il custode sorrise. + +«--Viva?...--e ripose il coperchio. + +«Oh era morta davvero, povera bimba ricciuta! Era morta davvero, misera +madre derelitta, ora! povera madre straziata che nella disperazione +della sua pena ebbe pure la forza di rivestire il cadavere della sua +creatura; di chiudere gli occhi alla sua bimba morta; di foderare di +roba celeste la cassa nella quale dovevano chiudere, per sempre, la +figlia sua uccisa; nella quale dovevano portarle via, per sempre, la +figlia sua perduta!» + +All'indomani della strage, come dappertutto, la forza arrivò numerosa, +si procedette a centinaia di arresti, altre centinaia di contadini +presero il largo e la simpatica cittadina rimase squallida e +terrorizzata. + +Ed ora riassumiamo. Durante il 1893 e i primi giorni del 1894, nei +tumulti e nelle dimostrazioni di Sicilia cadde--ucciso dal popolo--un +solo soldato: lo Sculli. + +Caddero--uccisi dai soldati: + + tredici popolani a Caltavuturo, + due a Serradifalco, + uno ad Alcamo, + undici a Giardinello, + undici a Lercara, + otto a Pietraperzia, + quattordici a Gibellina, + diciotto a Marineo, + quattordici a Santa Caterina Villarmosa; + +in tutto furono uccisi novantadue liberi cittadini per un solo soldato. + + [EPILOGO TRISTE] + +Questo lugubre riassunto dev'essere completato da altri tristi +episodî. Il governo italiano che non seppe prevenire, che non si dette +il menomo pensiero di una situazione tragica, dispiegò tutta la sua +sapienza nel ricompensare i disgraziati--voglio essere benevolo nel +qualificarli--protagonisti della repressione. Premiò il delegato di +Pubblica Sicurezza che fece uccidere in Serradifalco due operai che +invocavano il rispetto della legge elettorale; premiò il delegato di P. +S. di Racalmuto per la _prudenza_ mostrata nel nascondersi il 1. +novembre; premiò il delegato di P. S. di Gibellina! per la splendida +attitudine ai travestimenti rivelata nei sottrarsi ai pericoli creati +per colpa sua; premiò il tenente Colleoni--e lo lasciò per sei lunghi +mesi sul luogo delle sue gesta eroiche--per la vista lincea mercè la +quale _intravide_ le armi sotto i vestiti dei contadini di Santa +Caterina Villarmosa! + +Di fronte a tali e tante ricompense come non esser compresi di +ammirazione per Matteo Imbriani, che in un momento di santa indignazione +si sente disonorato dalle medaglie guadagnatesi in battaglia contro gli +austriaci, e in piena Camera dichiara di volerle buttare in faccia al +governo italiano? + +Egli dovette certo, in quel momento, ricordarsi che Roma negò il trionfo +a Pompeo, vincitore di Spartaco, perchè i ribelli non erano nemici +stranieri. + + [QUEL CHE USCÌ DI BOCCA AL GENERALE MORRA] + +E tutto quello non basta; il giorno 8 Febbraio il generale Morra di +Lavriano riunì le truppe di Palermo in Piazza Ucciardone e rivolse loro +un discorso in cui: rammenta da prima con grande compiacimento alcuni +degli ultimi tumulti, specialmente Valguarnera, Belmonte e Santa +Caterina, rilevando che _da per tutto la folla assalì le truppe e sparò +su di esse, (!?)_ esalta i soldati premiati per gli ultimi avvenimenti e +ricorda con onore il _valore (!?)_ dimostrato dai soldati a Santa +Caterina; fa l'apoteosi del povero soldato Sculli ucciso a Marineo e +glorifica l'opera dei subalterni _mirabilmente guidati dai capi dovunque +contro di loro si addensava la rivolta_! + + [GLI CHASSEPOTS E I FUCILI VITALI] + +Il generale Morra di Lavriano terminò la sua _eloquente, patriottica e +veritiera_ concione facendo un parallelo tra le vittorie ottenute in +Sicilia dai soldati italiani e quella, allora recentissima, ottenuta in +Africa ad Agordat, non senza esprimere il rammarico che essi dovevano +provare combattendo contro uomini che parlano la stessa loro lingua... E +dopo il solito volo lirico all'_unità_ ed a _Casa Savoia_, al suono +della marcia reale, le truppe sfilarono dinanzi al generale ed ai +premiati, che erano il Tenente Serra del 27º Fanteria, il caporale +Puttini dello stesso reggimento e il carabiniere Profita. + +Non mi permetterò alcun commento sulla opportunità politica del +parallelo tra le vittorie ottenute in Africa e... in Sicilia; nè sulla +convenienza di premiare i _valorosi_ che uccidono inermi italiani. + + +NOTE: + +[45] L'on. Saporito nella tornata del 27 Febbraio 1894 disse alla Camera +dei Deputati che il generale Corsi in una sua circolare raccomandava +alle truppe di non usare mai armi, _contro nessuno e in nessuna +occasione_. Se questa circolare è vera farebbe fede dell'animo mite +dell'antico comandante del XII Corpo di armata e dimostrerebbe che gli +eccidî non furono premeditati. + + + + +XVII. + +LE RESPONSABILITÀ + + +_a)_ + +IL CLERO + +Esposti gli avvenimenti siciliani dell'anno 1893 e del principio del +1894 si devono esporre le responsabilità degli attori: del clero--cui si +volle attribuire un'azione, che non ha esercitato e che è stata diversa +da quella, che gli venne attribuita--del popolo, e del governo +principalmente. + +Comincio dal clero. + +Sin da quando l'attenzione pubblica sul continente si fermò sulle cose +di Sicilia, prima ancora che si arrivasse al periodo acuto dei mesi di +dicembre 1893 e gennaio 1894, da una certa stampa con soverchia +insistenza s'insinuò che il clero soffiava nel fuoco. L'insinuazione era +abile, perchè mirava a discreditare il movimento ed a renderlo inviso +alla maggioranza liberale del popolo italiano, che beve grosso e si +lascia facilmente ingannare da un patriottismo quarantottesco, ogni +volta che gli si parla del _nemico_ che si annida nel Vaticano. Giovava +ricorrervi, perchè era riuscita pei moti del 1866 ed era servita come +comoda arma alla polizia, poco dopo, nell'imbastire i grotteschi +processi politici ricordati dall'on. Tajani nel famoso discorso +pronunziato nella Camera dei deputati nella tornata dell'11 giugno 1875; +ma era iniqua, calunniosa, poichè era del tutto falso che il clero si +fosse immischiato nei moti di Sicilia; e quando su di essi disse la sua +parola, fu tale, che ad esso fa torto sicuramente, però lo rivela ligio +alla _causa dell'ordine_--dell'ordine, dico, quale lo intendono il +governo e le classi dirigenti. + + [UN'ACCUSA DESTITUITA DI FONDAMENTO] + +L'accusa contro il clero di Sicilia è siffattamente destituita di +fondamento, che non varrebbe la pena di occuparsene se non l'avesse +fatta sua una donna illustre,--la vedova di Alberto Mario--che ama +sinceramente l'Italia e l'isola nostra in ispecie e se non vi avesse +accennato lo stesso Presidente del Consiglio, che ripetendo un favorito +ritornello--sempre apportatore di applausi in Parlamento e fuori--il 28 +febbraio, dopo aver fatto l'apologia della borghesia, le rimproverò solo +di avere abbandonato le _plebi_ alle sette ed ai _preti_. + +Meglio avvisato, perchè non dominato da alcun preconcetto, il sig. +Adolfo Rossi nelle sue corrispondenze alla _Tribuna_, nel mese di +ottobre 1893 aveva notato che il clericalismo non ci aveva che vedere +nel movimento dei _Fasci_ e che anzi in molti di questi c'era una +spiccata tendenza anticlericale. + +Padre Lorenzo,--il frate eremita che la fa da cappellano nella Chiesa +della Madonna del Balzo di Bisacquino,--soprannominato _il Socialista_, +costituisce una rara eccezione e del linguaggio da lui tenuto al +valoroso _reporter_ del giornale di Roma si argomenta già da qual parte +stiano i _superiori_.--«Eh! se non fosse per i superiori, diceva fra' +Lorenzo, io andrei a predicare il socialismo così, con la mia tonaca». +Egli rispetto al movimento sociale avrebbe fatto ciò che Ugo Bassi e +Pantaleo fecero pel moto politico. + + [IL CLERO MERITÒ LE DIFFIDENZE DEI LAVORATORI] + +Dopo, altri giornalisti venati in Sicilia riconobbero la insussistenza +dell'accusa e più esplicitamente ancora l'on. Comandini, nella Camera +dei Deputati, osservò che «parlando in Sicilia con prelati degnissimi e +colti, con sacerdoti professori, con sacerdoti di culto greco e con +sacerdoti di culto latino, io ho domandato quale poteva essere stata la +parte presa dal clero nelle agitazioni siciliane, e mi sono sentito +rispondere che il clero aveva trovato nella classe dei lavoratori le più +profonde diffidenze, perchè questi erano convinti che essi stessero +dalla parte dei proprietarî e dei borghesi.» (Tornata del 2 marzo 1894). +E queste dichiarazioni collimano perfettamente colla deposizione del +Cabiati,--maggiore dei Bersaglieri--nel processo De Felice (Udienza del +21 marzo). + +Il clero meritò le diffidenze dei lavoratori! + + [IL CLERO E I CASI DI SICILIA] + +Vennero i processi dinanzi ai _Tribunali di guerra_ e dileguaronsi i più +lontani sospetti. Prete D'Urso fu arrestato per quarantottesco capriccio +del senatore Sensales; e dell'arresto ho motivo di pensare che non fu +contento lo stesso on. Crispi. Fu assolto da ogni accusa. Non pertanto +lo stesso on. Presidente del Consiglio, cui giovava nella discussione +sui casi di Sicilia evocare lo spettro del clericalismo per aggravare la +mano sugli arrestati e impressionare meglio la Camera in proprio favore +e farsi considerare come il difensore dell'idea italica, asserì che i +capi del movimento socialista (alludeva al De Felice) si erano messi in +relazione coi clericali del continente. Ma neppure sul continente dove +nel Benzi si era andato a scovare un complice, si potè colpire un +clericale o un prete e in tanta libidine di arresti e di processi non si +arrestò e non si processò quell'avv. D'Agata, da Catania, che--secondo +la polizia--era servito da pericoloso intermediario tra il De Felice e i +clericali del continente! Nei processi, adunque, non si trovò e non +rimase traccia dell'azione dei preti e del clericalismo nei moti di +Sicilia. Quando la polizia accenna a sospetti su qualche prete, come sul +Di Lorenzo di Gibellina, in essi vede uomini senza il menomo colore +politico ed impegolati sino alle ciglia nelle ire e nelle contese dei +partiti locali. E se qualche prete viene innanzi i tribunali militari, +come l'Evola di Balestrate nel processo De Felice, depone contro i +_Fasci_. + +Con questa ultima e decisiva constatazione si potrebbe por termine ad +ogni discorso sull'azione e sulla responsabilità del clero. Il clero, +però, manifestò apertamente il proprio pensiero sui casi di Sicilia e +giova in questa occasione e in questo punto, esaminarlo per una doppia +ragione. Una è particolare: per vedere ciò che esso dice sulle +condizioni dei lavoratori dell'isola e sulle cause che l'indussero a +tumultuare; l'altra è generale: per conoscere quali sono le sue vedute +sul socialismo e se esso segue l'indirizzo, che altri sacerdoti +cattolici e protestanti hanno preso in altri paesi di Europa e di +America. + +Tra le manifestazioni pubbliche del basso clero siciliano non ho +conoscenza, che di una sola, dell'opuscolo di un modesto prete di +Contessa Entellina, già citato, il Genovese (_La quistione agraria in +Sicilia_). Nel suo breve scritto c'è equità e c'è conoscenza esatta +delle condizioni economiche delle varie classi dell'isola; ma non c'è +pretensione alcuna, non assurge a considerazioni di ordine generale, nè +si lascia trascinare ad inveire contro i vinti. + + [L'ATTITUDINE DELL'EPISCOPATO SICILIANO] + +Lodo sinceramente, e constato che il sacerdote Genovese è una eccezione. +Ben diversa è l'attitudine dell'episcopato siciliano e di quei prelati, +che delle cose di Sicilia si sono occupati, non escluso Monsignor +Isidoro Carini, l'illustre bibliotecario della Vaticana, il cui scritto +per altro (_La quistione sociale in Sicilia._ Roma 1894) è pregevole per +tanti motivi ed è inspirato da sincero amore per l'isola natía. + +Anzitutto cosa dicono i Vescovi nelle pastorali rivolte ai loro fedeli +sulle condizioni dei lavoratori e sulle cause che determinarono gli +ultimi tumulti? Cosa ne pensa Monsignor Carini, il cui giudizio ha tanta +importanza perchè è quello di un siciliano di cuore e di mente e che +occupa un posto così elevato nelle regioni del Vaticano? + + [UNA PASTORALE DEL VESCOVO DI CALTANISETTA] + +Comincio da Monsignor Guttadauro, vescovo di Caltanisetta, che parlò il +primo e per la prima volta in ottobre 1893. Si può dire che meglio degli +altri e conformemente ai suoi eccellenti precedenti parafrasò la celebre +enciclica di Leone XIII, _De conditione opificum_, applicandola agli +avvenimenti dell'isola. Nella sua prima pastorale constata che le +«ragioni del malumore esistono e non si possono dissimulare. Il ricco +per lo più abusa della necessità del povero, che viene costretto a +vivere di fatica, di stento, di disinganno... Consiglia i reverendi +parroci, naturali protettori dei poveri, a reclamare presso i +proprietari ed i _gabelloti_, che si ristabilisca la giustizia e +l'equità nei contratti, che si cessi dall'usura manifesta o palliata... +che si ristabilisca l'equa proporzione tra il lavoro del contadino ed il +capitale apprestato dai _gabelloti_, sicchè il raccolto risulti diviso +giustamente...; che si mettano di accordo proprietarî e gabelloti e con +equa transazione contentino le non ingiuste pretese dei lavoratori per +impedire il desolante spettacolo della continua emigrazione dei poveri +contadini, che vanno a cercar pane nelle lontane Americhe, ove raro è +che trovino quel che desiderano... I reverendi parroci e predicatori +ricordino in ogni occasione ai padroni e capitalisti l'insegnamento +della Chiesa, che grida altamente, per bocca del sommo Pontefice, esser +loro dovere: _non tenere gli operai in conto di schiavi; rispettare in +essi la dignità dell'umana persona, del carattere cristiano; non imporre +lavori sproporzionati alle forze o mal confacenti con l'età o col +sesso_. Principalissimo poi tra i loro doveri è dare a ciascuno la +giusta mercede, determinarla secondo giustizia, e _non trafficare sul +bisogno dei poveri infelici_.» + + [CIÒ CHE DICONO ALTRI VESCOVI] + +Monsignor Blandini, vescovo di Noto, e Monsignor Gerbino, vescovo di +Caltagirone, su per giù fanno le stesse confessioni sulla miseria dei +lavoratori, sulla ingordigia e sull'usura dei ricchi, dei proprietarî, +dei gabellotti. Del secondo è notevole questa frase: «Fra la ricchezza e +la povertà dipendente da tutto e da tutti _quale libertà vi può essere_? +Non è forse accettare o morir di fame?» + +I rapporti tra proprietario e proletario sulla base della _libertà_ +della economia ortodossa non potrebbero essere meglio espressi; nè i +socialisti diversamente li formulano. + +Monsignor Carini più esplicito riconosce che la Sicilia oggi è il paese +che presenta maggiori riscontri coll'Irlanda; che nella divisione dei +prodotti gabellotti e proprietarî fanno la parte del leone; che la +miseria è grande; che la crisi non è transitoria e che infine ai miseri +si è tolto il cielo e non si è data loro la terra, sicchè non c'è da +maravigliarsi se la miseria leva il suo immenso vessillo nero e se ciò +che dianzi era la sofferenza oggi diventa la disperazione. + +Se nella diagnosi episcopale c'è unità e giustezza di vedute, non manca +la concordia, almeno tra alcuni, nel predicare la rassegnazione, perchè +alla fin fine i poveri ci sono stati e ci saranno sempre: _semper +pauperibus habetis vobiscum_, esclama monsignor Gerbino con San Matteo. + +E monsignor Blandini non sa capacitarsi perchè le miserie che ci sono +state sempre, solo ora debbano riuscire a pericolosi ed imbarazzanti +esplosioni. Qui monsignore, sebbene persona assai colta, solo per +comodità di polemica--perchè la sua pastorale non è che polemica, anche +nel titolo: _Il socialismo_--ha potuto dimenticare la storia che +gl'insegna il contrario e che gli dice altresì, che la protesta odierna +assume forme diverse per la coscienza dei diritti e della forza, che +viene dalla istruzione e pel maggiore desiderio di eguaglianza +economica, che venne acuita dalla uguaglianza politica ed un poco anche +dalla religiosa. Che male c'è che gli uomini siano uguali in terra se +dovranno esserlo in cielo, dove anzi i primi saranno gli ultimi e +viceversa? + +I vescovi siciliani, che consigliano la rassegnazione, si capisce che +nella cura dei mali si debbano in prevalenza affidare al misticismo e +debbano vedere la salvezza nel trionfo della religione e per essa nella +restaurazione del potere temporale del papa. Monsignore Blandini--sia +detto a suo onore--non manca però di avvertire, che certi sistemi +curativi sono troppo pericolosi: + +«Chi si affida nel ferro di ferro perirà, egli osserva saviamente; e +l'esagerato militarismo dell'odierna Europa, quando meno vi si pensi e +si tema, potrà accelerare la conflagrazione all'estero, la guerra civile +all'interno. _Che vale rimettere in moto la ghigliottina e mozzare +qualche testa?_» + + [UN'ILLUSIONE DELL'ARCIVESCOVO DI MESSINA] + +Monsignor Guarino, arcivescovo di Messina, non ha pubblicato alcuna +pastorale, perchè la ritenne inefficace ma secondo un rapporto spedito +al Vaticano ne ha diramate una ai preti suoi dipendenti, nella quale +raccomanda rimedî pratici e la _via di fatto_ per mezzo del mutuo +soccorso organizzato delle congregazioni religiose della sua +arcidiocesi. (R. De Cesare: _Il vaticano e le presenti condizioni +d'Italia. Nuova Antologia._ 1º Marzo 1894). Lo lascio nella dolce +illusione di credere che sia stato il mutuo soccorso organizzato da lui +a mantenere la calma nelle sua arci-diocesi--e non le diverse e note +condizioni economiche della provincia di Messina--e constato la lodevole +tendenza non mistica, ma terrena, nella cura dei mali. + + [IL PROGRAMMA DI MONSIGNOR CARINI] + +Monsignor Carini rende il necessario omaggio alle tendenze reazionarie +riproducendo un brano del discorso tenuto dal Sommo Pontefice nella +Basilica vaticana il 28 gennaio 1894 e il cui succo sta nel consiglio di +_rifare il cammino a ritroso_; però in lui lo spirito moderno e il +sentimento di umanità prendono il sopravvento nei particolari e +suggerisce rimedî terrestri quali potrebbero esser dati da un accorto +politico: non affidarsi alla libertà--_libertà funesta e che spesso è +solo la libertà nel più forte di opprimere il più debole_--nel regolare +i rapporti tra contadini, proprietarî e gabellotti; abolire il +_Truck-system_, frenare l'usura, anzi estirparla dalle radici, +risuscitare i monti frumentari; distribuire il credito con +discernimento; combattere la funesta piaga dell'_assenteismo_; indurre i +proprietarî a migliore coltura delle terre; dare istruzione più pratica +e che non produca spostati; estendere all'agricoltura la giuria dei +_probi-viri_; intraprendere una certa quantità di opere pubbliche per +conto dello Stato per dare lavoro immediatamente agli operai +disoccupati; temperare le asprezze dei tributi; correggere le +amministrazioni comunali; regolare il lavoro e i salarî delle miniere, +ecc., ecc. Questo è tutto un programma, che potrebbe sottoscrivere +qualunque socialista di Stato. Si dirà, dunque, che l'episcopato +siciliano segue, sebbene timidamente, quel socialismo cattolico, che ha +tanti illustri ed eminenti cultori fuori d'Italia? + +Così forse potrebbe essere se il clero italiano in generale e quello +siciliano in ispecie non fosse di una deficienza deplorevole in fatto di +studî economici; deficienza tale, che fa considerare lo sciopero da +monsignor Gerbino come un _monopolio_ ingiusto del lavoro contro il +capitale--dopo aver parlato della _libertà_ come sappiamo--che fa +inculcare ai miseri il risparmio. È tale la deficienza in simili +discipline, e la mancanza di conoscenza del movimento contemporaneo, che +lo stesso Monsignor Carini, mente tanto superiore a quella degli altri +suoi colleghi, se da un lato afferma che le società di resistenza +inglesi o americane non hanno mai preso alcun colore politico o +socialista--e l'affermazione è dimostrata inesatta dalla storia dei +_Cavalieri del lavoro_ in America e del _nuovo unionismo_ in +Inghilterra--dall'altro vorrebbe attuare tutta la serie delle riforme +suenunciate _pur non attentando menomamente all'antica rigidità del +diritto quiritario_. + + [GLI ERRORI DELL'EPISCOPATO] + +Se questi soli fossero gli errori dell'episcopato, sarebbero +attribuibili esclusivamente al grado della loro coltura economica e non +lo intaccherebbero dal lato morale. Esso, però, contraddicendo alle sue +premesse mise la sua influenza--danneggiando se stesso più che giovando +agli altri--a disposizione delle classi dirigenti e del governo, +ripetendo in Sicilia l'attitudine serbata dal Papato in Irlanda, in +Polonia, dovunque i doveri della religione cristiana gl'imponevano di +dichiararsi pel popolo, pei deboli, pegli oppressi, contro i forti, +contro gli oppressori, contro il governo. E perciò i vescovi di Sicilia +scagliano unanimemente fulmini e invettive, talora volgari, contro il +socialismo e i socialisti, contro i _Fasci_ e i loro soci; attribuendo +loro anche le colpe non commesse; ed è doloroso che ciò abbiano fatto +quando gli accusati, anzi i calunniati, non avevano la possibilità della +difesa, perchè a migliaia essi erano stati mandati in prigione e a +domicilio coatto, e alla stampa era stato messo un ferreo bavaglio, +mentre gli accusatori erano protetti dal regime eccezionale dello Stato +di assedio. + +Questo contegno, sebbene temperatamente, assunse anche Monsignor +Guttadauro--e me ne duole per l'uomo veramente rispettabile--che nella +seconda pastorale del 7 febbraio parla di plebi fatalmente illuse da +istigatori malvagi, di ree dottrine ecc., ed assume proporzioni di +sconveniente diatriba, che potrebbe essere sottoscritta da Yves Guyot, +nel Vescovo di Noto. Monsignor Blandini, confonde nientemeno socialismo +e massoneria, e chiamando la seconda _esercito di Satana, malvagia e ria +setta, la quale ha scelto a suo grande architetto il diavolo, a +gerofante il giudeo_ scende giù giù sino a voler rinchiudere +_caritatevolmente_--l'aggettivo è suo--nel manicomio i socialisti; a +definire _stoltizia_ l'aspirazione a democratici ordinamenti e ad una +più equa ripartizione dei beni della terra, in un momento in cui si +corre il pericolo di vedere divenire _homo homini lupus_ e ad +indignarsi--poco cristianamente--contro l'abnegazione e l'altruismo dei +nihilisti russi e dei comunisti francesi _perchè non appartengono mica +alla classe dei diseredati_. E dire che la temperanza del giudizio e del +linguaggio era più che in altri da attendersi in monsignor Blandini che +stoicamente aveva esclamato: _è da sciocco lamentare la tristizia dei +tempi, quando, al dire di Sant'Agostino_, TEMPORA NOS SUMUS! + + [L'ARCIVESCOVO DI PALERMO] + +L'arcivescovo di Palermo, monsignor Celesia non volle esser da meno dei +suoi inferiori e sferzò anche lui i _mestatori anarchici o +socialisti_--che per lui sono tutta una cosa!--e se la prese anche colla +soppressa _Giustizia sociale_. + +Di che il generale Morra di Lavriano e della Montà gli si mostrò +riconoscente, e appena pubblicata la pastorale si recò al palazzo +arcivescovile a ringraziarne l'autore mentre l'on. Crispi probabilmente +incoraggiava qualche onoranza a Giordano Bruno. + + [I VESCOVI SICILIANI E I PRELATI STRANIERI] + +È strano che i vescovi siciliani--interpreti e seguaci di quelli del +continente--abbiano tenuto un linguaggio ed una attitudine cotanto +diversa da quella tenuta da illustri cattolici e da eminenti prelati +stranieri--da monsignor Ketteler al canonico Maufang, dall'abate Hitzig +al prete Mac Glynn, dal De Curtius e Lamoignon, a tutti gli scrittori, +laici o ecclesiastici, dell'_Association catholique_.[46] + +Di questa diversità è bene addurre alcune testimonianze scegliendole tra +le più recenti. Così il Mac Glynn curato cattolico di New-York e seguace +di Henry George, nel 1887 all'invito del suo vescovo di moderare la +propaganda rivoluzionaria rispose: «ho sempre insegnato e insegnerò +sempre nei miei discorsi e nei miei scritti, sino a quando vivrò, che la +terra è di diritto la _proprietà comune_ del popolo e che _il diritto di +proprietà individuale_ sul _suolo_ è opposto alla giustizia naturale +quantunque sanzionato da leggi civili e religiose. Vorrei subito, se lo +potessi, far modificare le leggi del mondo intero in modo da confiscare +la proprietà individuale senza alcuna indennità per i sedicenti +proprietarî.» + +Il cardinale Manning morì esclamando: «l'attuale società è selvaggia ed +anti-cristiana e soltanto un socialismo cristiano può redimerla e +salvarla.» + + [LA FEDE NELL'AVVENIRE DEMOCRATICO] + +Monsignor John S. Vaughan, arcivescovo di Westminster, perciò successore +del Cardinale Manning, in un articolo (_The social difficulty_) +pubblicato nella Dublin Review (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi +socialista convinto; monsignor Keane, Vescovo di Richmond riconosce che +«avviene un rivolgimento radicale sia nel metodo dei governi degli +uomini, sia nelle relazioni della vita. Queste mutazioni possono +riassumersi in una parola: è _l'era della democrazia_, della sovranità +dei poteri popolari, della preponderanza del quarto stato. Non è qui il +luogo d'esaminare la ragione filosofica di questa rivoluzione; ci basta +di stabilire e di accertare un fatto, che non si può mettere in +discussione e di esprimere la convinzione, che _questo fatto non è opera +del caso, nè del demonio_, MA SI COMPIE PER DISEGNO DELLA DIVINA +PROVVIDENZA.» + +E monsignor Carini, da cui riporto le citate parole del Keane, esprime +la stessa fede nello avvenire democratico di Europa e del mondo. + +Oh! dite, Monsignor Blandini: manderete _caritatevolmente_ al manicomio +tanti altri vostri superiori o fratelli in Cristo, che vedono un'opera +della divina provvidenza in ciò che voi considerate come l'opera di +Satana? + + [SOCIALISMO E CRISTIANESIMO] + +Nè si dica che sono in errore i socialisti cattolici; perchè la dottrina +socialista--senza che con ciò s'intenda darle nuovo vigore--è conforme +alla dottrina di Cristo (che minacciava il terribile: _Vae divitibus!_), +a tutti gl'insegnamenti dei primi e più eminenti padri della Chiesa. Il +socialismo integra il cristianesimo, per un certo verso, in quanto che +cerca dargli la sanzione terrestre. Possono, adunque, i prelati che lo +combattono rendere dei servizî al governo e alle classi dirigenti, non +parlare nel nome del loro Dio! + +E di questa rinnegata loro missione come italiani possiamo essere +contenti, perchè se il clero cattolico di fronte al socialismo assumesse +un contegno diverso, data la situazione politica e le pretese di +restaurazione del potere temporale, esso costituirebbe un pericolo per +la patria nostra! + + +NOTE: + +[46] Chi avesse vaghezza di conoscere il movimento del socialismo +cattolico ricorra al bel libro che vi ha consacrato F. S. Nitti. + + + + +XVIII. + +LE RESPONSABILITÀ + + +_b)_ + +I FASCI + +Coloro che hanno seguito le discussioni della stampa e della Camera dei +Deputati, da un anno in qua, conoscono che prima l'on. Giolitti e poscia +l'on. Crispi, pur non essendo d'accordo tra loro su certi punti, hanno +fatto di tutto per riversare ogni responsabilità degli avvenimenti di +Sicilia sui _Fasci_, sul socialismo, sui _sobillatori_. L'esame dei +fatti dà a questa accusa una smentita altrettanto recisa quanto alla +precedente, relativa all'azione del clero. + + [IL CRITERIO SPERIMENTALE] + +Questo giudizio è strettamente sperimentale e la enunciazione sua è _a +posteriori_. Non a caso accenno al criterio sperimentale col giudizio _a +posteriori_; ciò è indispensabile nel momento in cui tutti s'impancano a +positivisti, pur facendo strazio del positivismo nelle applicazioni, o +creandone uno di sana pianta per comodità dei governanti e delle classi +dirigenti. + +Si sa che Claudio Bernard dette il più chiaro concetto dello +sperimentalismo nelle scienze fisico-chimiche e nelle biologiche--per +quanto tra queste ultime le induzioni siano assai meno rigorose ed +esatte che tra le prime, perchè le condizioni dello sperimento sono +assai più complesse e ne intervengono parecchie, che possono passare +inosservate, quantunque alterino i risultati. + +Nelle scienze politiche e sociali il criterio sperimentale si può +applicare più difficilmente, o meglio quello che si applica è d'indole +diversa, ma conserva sempre un grandissimo valore. Poichè, se sugli +uomini e sulle umane società non si possono fare quelli esperimenti _in +corpore_ e in _anima vili_, che si fanno nelle scienze fisiche, chimiche +e biologiche, riproducendo artificialmente ed a beneplacito dello +sperimentatore le condizioni volute, per vedere se sono seguite sempre +da certi dati risultati,--sicchè tra le une e le altre si stabilisca con +certezza il rapporto come tra _causa ed effetto_--pure, colla +osservazione ripetuta di certe condizioni che si presentano +spontaneamente nel corso della vita delle nazioni e degli aggregati +umani e che producono o meglio sono seguiti quasi sempre da certi dati +avvenimenti si può dire che anche nelle scienze politiche e sociali si +applicano i criterî sperimentali. Nelle medesime, senza riprodurre qui +tutte le distinzioni metodiche dello Stuart Mill--riprodotte e +illustrate tra noi dal Gabaglio a preferenza di tanti altri--si può +affermare che la storia e la statistica suppliscono i reagenti chimici, +le pile elettriche, gli scalpelli anatomici, le iniezioni, le +asportazioni di organi, ecc. + +La convergenza dei risultati positivi e negativi nella osservazione dei +fatti sociali vale, perciò, a fare ammettere sperimentalmente il +rapporto come tra causa ed effetto tra certe condizioni--e sul proposito +è noto che le induzioni hanno tanto maggior valore, quanto più numerose +sono le condizioni identiche o rassomiglianti--e certi avvenimenti +consecutivi. + +Questo criterio sperimentale applicato ai casi di Sicilia esclude +l'azione dei _Fasci_, della propaganda socialista, dei sobillatori o la +riduce alle sue vere proporzioni. + + [UN PRIMO RISULTATO DELL'OSSERVAZIONE] + +Il primo risultato che si ha dalla osservazione dei fatti è +significativo: nella provincia di Messina ed in alcune parti della +provincia di Catania dove predomina una mezzadria meno adulterata e +forme di contratti agrarî relativamente eque, dove i rapporti tra le +varie classi sociali sono improntati ad una certa umanità, dove il +benessere economico dei lavoratori della terra è maggiore, nei centri +agricoli o non sorgono i _Fasci_, o vi si mantengono in minuscole +proporzioni: e quando vi sorgono e vi attecchiscono nè trasmodano, nè +ricorrono a manifestazioni che possano dare occasione alle osservazioni +dei loro avversarî e pretesti di accuse e calunnie alle autorità zelanti +e alle permalose classi dirigenti. Questa osservazione recente va a +completare--e nel contempo ne riceve maggior luce--l'altra fatta da me +stesso circa dieci anni or sono sui rapporti tra la delinquenza e le +condizioni sociali. Allora scrissi che nella provincia di Messina la +maggiore divisione della proprietà, la maggiore quantità di terreni +coltivati intensivamente ad agrumeti, a vigneti, ad uliveti con +maggiore partecipazione dei lavoratori ai prodotti della terra +assicurava alle medesime condizioni morali migliori che nel resto +dell'isola. (_La delinquenza della Sicilia_ ecc., p. 53 a 57). + +Parimenti dove i _Fasci_ sono bene organizzati e consolidati nella loro +compagine da una vita più lunga; dove c'è una certa coltura e vi +prevalgono e vi sono ascoltati gli elementi schiettamente +socialisti--Catania, Palermo, Messina, Marsala, Trapani, Corleone, Piana +dei Greci ecc., la calma non manca, l'ordine non viene turbato, la +disciplina viene rispettata, la parola dei capi viene religiosamente +ascoltata. + + [L'ORDINE E L'ELEMENTO SOCIALISTA] + +Si può costatare positivamente l'azione moderatrice dei _Fasci_ e dei +socialisti in più luoghi; ad essi si deve se si riesce a mantenere +l'ordine a Salemi, a Salaparuta, a Castrogiovanni, a Villarosa, a Riesi, +in tutta la provincia di Catania, per molto tempo o durante tutto il +periodo dell'agitazione e dei tumulti, anche nell'assenza delle truppe, +colla impotenza, colla inettitudine e non ostante le provocazioni delle +autorità politiche e delle classi dirigenti. + +A Marsala il Presidente del _Fascio_ sig. Ruggieri è coadiuvato nella +bisogna dal prof. Pipitone; il presidente del _Fascio_ di Pioppo si +coopera col pretore e col comandante il distaccamento delle truppe a +ristabilire l'ordine in Monreale. A S. Ninfa avviene di meglio: in +seguito a precedenti tumulti, che minacciavano di rinnovarsi, molti soci +del _Fascio_ si mettono a guardia del municipio e impediscono che i +tumultuanti vi penetrino. E se più di frequenti la parola dei +Presidenti e dei socî più autorevoli del _Fascio_ e di altri socialisti +non venne ascoltata, ciò si deve all'invincibile malcontento per la +miseria e per le ingiustizie subite da lunghi anni dai lavoratori, che +avevano esaurito la loro pazienza e li avevano resi increduli ad ogni +promessa di prossime riparazioni. Perciò rimasero del tutto inefficaci +gli scongiuri del povero Presidente del _Fascio_ di Gibellina, contro ai +disordini; della quale sua opera tutti fanno fede. + + [UNA RICONOSCENZA SUI GENERIS] + +Rimarrà poi a perenne memoria di questo triste periodo la riconoscenza +_sui generis_ riserbata dalle autorità politiche grandi e piccole verso +coloro, che si cooperarono anche con favorevoli risultati, a mantenere +l'ordine e la calma. Di questa riconoscenza ebbero prova luminosa il +prof. Curatolo da Trapani, il Vivona da Castelvetrano, il D.r Crescimone +da Niscemi, il Salerno-Vinciguerra e l'Aldisio-Sammitto da Terranova, +l'avv. G. Rao da Canicattì, e parecchi altri che dopo essere stati +ringraziati calorosamente, e talora per lettera da Prefetti e da +Sotto-prefetti, da Delegati di P. S. e da Carabinieri per la efficace +opera prestata nel periodo che si può chiamare della _forza minima_,--in +cui le autorità avevano addirittura perduta la testa, perchè non avevano +abbastanza soldati per farsi rispettare--non appena la Sicilia fu invasa +da fanteria, cavalleria, quanta ne occorrerebbe per iniziare una guerra +contro un potente nemico, esse si sentirono forti e la forza vollero +fare palese con atti di solenne ingratitudine facendo arrestare quelli +che avevano prima encomiati. Per molti l'arresto fu talmente iniquo e +ingiustificabile, che dopo qualche mese non fu più mantenuto; per +pochi--il Curatolo e il Vivona--fu seguito da processo e da condanna a +diecine di anni di reclusione. Del Vivona, farmacista in Castelvetrano e +nemico irreconciliabile dei Saporito, i quali nel processo si +vendicarono senza un ritegno, è da ricordare che egli venne precisamente +accusato per un discorso tenuto ai tumultuanti, onde evitare maggiori +eccessi, a preghiera caldissima e quasi per imposizione delle autorità +politiche e militari del luogo. + + [DOPO I RINGRAZIAMENTI....] + +Il Rao venne arrestato in Canicattì al ritorno da Castrogiovanni dove +era venuto insieme al Sindaco Avv. Falcone per prendere accordi e +consigli da me sulla condotta da seguire per iscongiurare i tumulti +temuti e di cui c'erano i prodromi.... In questi casi non si sa se +maggiormente si debba flagellare la vigliaccheria o la ingratitudine di +coloro che ringraziarono prima e poco dopo ordinarono gli arresti.[47] + +Questi dati positivi sulla vera indole dell'azione spiegata dai _Fasci_ +e dai più noti socialisti vengono completati da altri dati e da altre +considerazioni. + +Un significantissimo elemento sulla minima partecipazione dei _Fasci_ ai +tumulti si rinviene in un documento ufficiale di singolare importanza. + +Il Procuratore del Re di Palermo nel domandare alla Camera dei Deputati +l'autorizzazione a procedere contro l'on. De Felice aveva tutto +l'interesse a magnificare l'intervento nei tumulti dei _Fasci_ e del +loro _Comitato Centrale_, senza di che non ci sarebbe stato motivo a +procedere contro l'on. De Felice e contro il _Comitato_; or bene, in +tale domanda, per impressionare i deputati e indurli ad accordare la +chiesta autorizzazione non si può fare menzione dello intervento chiaro +e diretto d'altri Fasci che quelli di Terrasini, di Giardinello e di +Belmonte, tre microscopici comunelli. + + [I FASCI NEI TUMULTI] + +Di quali altri _Fasci_, in tutti i processi, si riscontra la traccia nei +tumulti? degli altri di Pietraperzia, di Lercara, di Santa Caterina +Villarmosa, tutti senza capi, sciolti o in via di dissoluzione. + +Allo scopo evidente di meglio colpire le vittime designate, in +Parlamento e nel processo si ingigantì la forza dei _Fasci_ pel loro +numero e pel numero di socî, che li componevano. Ma è da discutere forse +sul serio la possibilità di un moto ordinato da 160 sodalizî,--che hanno +un organo centrale e dispongono di oltre trecentomila socî--e che si +rivela in modo così tumultuario, veramente anarchico e con +manifestazioni tali che escludono l'intesa e la premeditazione, la +direzione, che avrebbe potuto e dovuto dare un organismo poderoso, +vittoriosamente, allorquando tutte le forze di resistenza mancavano, +quando le città erano sguernite di truppa e la poca che c'era figurava +come le comparse teatrali, ora quà ora là, e stanche, abbattute, +demoralizzate? Se l'intesa, la premeditazione, la direzione dei _Fasci_ +ci fossero state, come spiegare la constatata azione moderatrice dei +_Fasci_ meglio organizzati e dei capi più stimati e più intelligenti? +Ma che non ci sia stata si rileva alla evidenza dalle stesse relazioni +della polizia, che rappresentano tutti o almeno i principali documenti +dell'accusa. È il questore Lucchese, _il deus ex machina_ dei processi, +che narra la discussione,--durata otto ore!--tra i membri del _Comitato +Centrale_, sei dei quali insistevano perchè si facesse un manifesto per +raccomandare la calma, ed uno solo, il De Felice, propendeva per +l'azione rivoluzionaria. E il Procuratore del Re nella citata domanda di +autorizzazione a procedere per aggravare la responsabilità del De +Felice, si vale della narrazione del questore Lucchese. Dalla quale +dunque, emerge all'evidenza, che sino al momento dell'arresto dei membri +del _Comitato_ e dello inizio della reazione si deve escludere nei +tumulti di Sicilia la responsabilità collettiva dei _Fasci dei +lavoratori_, per un moto voluto e coordinato. + + [ASSOLUTA MANCANZA D'INTESA] + +Da tutti i processi e da tutti i documenti risulta, infine, che nei +movimenti mancarono le armi, mancò il denaro, mancò l'accordo, mancò +l'impronta di un capo, di una qualsiasi direzione... + +Tutte queste osservazioni vengono meglio illuminate e corroborate dallo +studio delle cause dirette e immediate, e del sorgere dei _Fasci_, e +delle tumultuose dimostrazioni dei contadini; lo studio è stato fatto +nei suoi particolari dagli avversarî dei _Fasci_, da coloro anche +ch'erano preposti ufficialmente a reprimerne le manifestazioni più o +meno legali. + + [LA FAME LEGALE] + +È l'on. Marchese Di San Giuliano che scrive: «Coloro, che sostengono +non essere il disagio economico la causa precipua dei disordini in +Sicilia, osservano che finora i più gravi sono accaduti nelle provincie +di Trapani e di Palermo, che non sono tra le più povere e le più +colpite dalla crisi; ammetto che per questo o quel comune, possano aver +prevalso altre cause locali, ma per la provincia di Palermo è bene +notare che essa ha dato nel 1892 un contigente di 5929 persone +all'emigrazione permanente e di 1585 all'emigrazione temporanea, +mentre che non l'aveva dato che di 870 all'una e di 138 all'altra nel +1885, il che autorizza a conchiudere che anche in quella provincia sia +avvenuto un notevole peggioramento economico. In Provincia di Trapani +l'emigrazione permanente, nel 1892, fu di sole 337 persone, ma di +queste 105 appartengono al Comune di Gibellina, dove i disordini sono +stati tra i più gravi: ed è stato ucciso il pretore.»[48] A questo mi +permetto aggiungere che anche Caltavuturo dette un grande contigente +all'emigrazione, che la condizione economica della provincia di +Palermo e di Trapani poteva considerarsi buona prima della crisi +vinicola ed agrumaria; e che la emigrazione--come diceva R. Cobden, a +proposito di quella Irlandese: «quando deriva dalla necessità di +fuggire la _fame legale_--cioè quella che deriva dalle leggi e dalla +organizzazione sociale e non dalla naturale sterilità del suolo--non è +emigrazione, ma deportazione.» + +E in modo ancora più conclusivo in favore dello assunto propostomi, lo +stesso Di San Giuliano aggiunge: «_i Fasci non sono causa, ma effetto +della grave situazione della Sicilia!_» + + [NON CE N'È FORSE ABBASTANZA?...] + +Sarebbe errore, però, il ritenere che solo il dissesto economico abbia +prodotto la esplosione del 1893 e del principio del 1894; moltissimo, +forse di più come spinta diretta e immediata, vi contribuirono la +esasperazione per la iniquità delle amministrazioni comunali e le gare +vivacissime tra i partiti locali. Esaminando l'insieme di queste cause +il Cavalieri esclama: «Non ce n'è forse abbastanza per spiegarsi il +movimento dei _Fasci_?» + +Che i _Fasci_ non avessero torto nelle loro domande e che i metodi +adoperati non fossero biasimevoli, almeno in un primo tempo, risulta da +testimonianze irrefragabili. + +In quanto ai metodi vi sono le sentenze dei tribunali di Caltanissetta, +di Girgenti, di Trapani, di Palermo per varî processi istruiti sui fatti +di Acquaviva, di Casteltermini, di Milocca, di Siculiana, di Gibellina, +di Piana dei Greci ecc. ecc., le quali assolvendo quasi tutti gli +accusati o ritenendoli colpevoli di lievi contravvenzioni danno la prova +della leggerezza e del malanimo delle autorità politiche, che +denunziavano i pretesi reati. E quanto non contribuirono queste +persecuzioni a fare uscire i lavoratori dalle vie della legalità? + +In quanto alla sostanza delle loro domande, che provocarono le +agitazioni e i tumulti si hanno testimonianze non meno autorevoli, che +le dimostrano giuste e ragionevoli. + +Per la parte economica il Cavalieri giudica che anche senza appartenere +alla scuola comunista o Marxista, come questo o quello dei _Fasci_, si +può pensare che il lavoro, nella distribuzione dei prodotti, non abbia +la parte che gli spetta. + +L'on. Sonnino aveva giustificato tali domande preventivamente colla +pubblicazione del libro del 1876 e più tardi, alla vigilia di divenire +ministro, colla presentazione del suo disegno di legge sulla mezzadria, +dà ragione del Congresso di Corleone, che tanto illegale gli parve da +volerne tenere conto e da mettersi in relazione diretta col suo autore +principale, Bernardino Verro. E divenuto ministro le sue viscere +continuarono a commuoversi e nella esposizione finanziaria, trovò modo +di stigmatizzare la iniquità dei dazî di consumo in Sicilia e la +necessità e il dovere di provvedere. + + [DISAGIO E ANGHERIE] + + [I RECLAMI] + +Le amministrazioni comunali, infine, vennero condannate--e perciò +giustificati i _Fasci_ e le agitazioni--dalle circolari dell'on. Crispi +e del generale Morra di Lavriano ai Prefetti della Sicilia nelle quali +s'inculcava d'invitare i sindaci a mettere ogni cura nella compilazione +dei ruoli delle tasse municipali, nel ripartirle più equamente e senza +violare le leggi, nell'evitare il fiscalismo e le angherie nella +esazione, nel sorvegliare la compilazione dei bilanci, ecc., ecc. E i +prefetti e le Giunte amministrative, ch'erano stati sordi e ciechi per +tanti anni provvidero spesso--per rimangiarsi i provvedimenti +dopo--esagerarono anche chiedendo l'abolizione totale dei dazî di +consumo, imponendola contro legge, con lesione dei diritti dei terzi e +mettendo le amministrazioni nella impossibilità di provvedere alle spese +obbligatorie più indispensabili. E moltissimi municipî sordi e ciechi +anche essi, non meno e per non minor tempo dei prefetti e delle Giunte +amministrative, si destarono e accolsero i reclami delle popolazioni +stremate ed angariate ed abolirono tasse inique e accennarono di volere +rientrare nell'orbita della legalità, se non della giustizia.[49] + +Questi, esclusivamente questi e non altri furono i fattori d'indole +economica, politica e sociale, che determinarono i moti di Sicilia e che +furono favoriti da altre particolari circostanze, alle quali si accennò +vagamente altrove, ma che giova esporre ordinatamente in questo punto. + + [LA TRADIZIONE RIVOLUZIONARIA] + +Anzitutto, in Sicilia e sopratutto in quei luoghi che costituiscono, +secondo l'on. Crispi di oggi, la corona di spine della città di Palermo, +vi sono tradizioni rivoluzionarie nel popolo, che gli danno una energia +ed una fiducia nelle proprie forze, che mancano altrove. Queste +tradizioni hanno creato uno speciale punto di onore--anormale quanto può +esser quello che induce due _gentiluomini_ a battersi in duello per una +inezia--e tale da indurre i contadini di un luogo a ritenersi menomati +nella stima pubblica quando non avessero ripetuto ciò che gli altri +avevano fatto. Li ho sentiti io rispondere ai consigli di calma: _che +cosa si dirà di noi se non facciamo nulla quando gli altri si muovono_? +Qui c'è anche uno speciale spirito di solidarietà di cui bisogna tener +conto. Lo straordinario accentramento della popolazione e la coesistenza +negli stessi abitati degli elementi rurali e degli elementi urbani, +inoltre, fa sì che i malumori più rapidamente si diffondano e che +l'azione di contatto, che tali diversi elementi esercitano gli uni sugli +altri, agisca come lo strofinio su quei corpi dai quali si sprigiona la +scintilla elettrica. Nè m'indugio ad applicare gl'insegnamenti della +psicologia popolare per ricordare quanto più poderosa sia l'azione di +certi fattori sulle folle numerose anzichè sui gruppi sparsi e poco +considerevoli; nè quanto sia facile l'intesa tra gente che soffre degli +stessi mali, che si sente forte e che difficilmente può essere +rattenuta e sorvegliata dalle autorità governative. + + [LA DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE] + +L'influenza esercitata in ogni tempo sui moti di Sicilia dalla speciale +distribuzione della popolazione (caratterizzata dalla mancanza dei +piccoli e numerosi centri rurali, mentre i suoi abitanti in grandissima +maggioranza sono dediti all'agricoltura) mi pare che per lo passato non +sia stata abbastanza avvertita. + +I tumulti scoppiano nei grossi centri rurali anzichè nelle città; nelle +file dei contadini piuttosto che in quelle degli operai e dei zolfatari, +che sebbene analfabeti hanno intelligenza più svegliata--lo constata la +Jessie White Mario--pei contatti frequenti colle classi colte; tra gli +elementi più incolti di preferenza che non tra coloro che posseggono una +istruzione qualsiasi, fosse anche appena rudimentale e limitata al più +elementare alfabetismo. L'ignoranza delle leggi, dei pericoli, delle +conseguenze di certi atti, l'ignoranza completa in tutto e per tutto fu +il vero, il grande fattore dei casi di Sicilia; di tale e tanta +ignoranza se ne ha la prova lampante nella ingenua e unanime confessione +dei feriti e degli arrestati, che affermavano sentirsi al sicuro contro +l'azione delle truppe solo perchè le loro dimostrazioni avvenivano al +grido: _Viva il Re!_ e procedevano sotto l'egida dei ritratti del Re e +della Regina, ai quali non poche volte veniva riunito un Crocefisso. + +Ma chi è veramente responsabile di tanta ignoranza, la quale non può non +destare una profonda commiserazione? Il governo italiano e le classi +dirigenti, che in trentatre anni di così detto regime di libertà nulla +fecero per eliminarla, per attenuarla; proprio nulla! E dire che gli +elementi che nei primi tempi malamente rappresentarono il governo in +Sicilia, dopo averne sprezzantemente constatata la _barbarie_, fecero +intendere di volere assumere la missione d'incivilirla! + +Se dall'analisi fatta risulta che nei tumulti mancò l'azione collettiva +dei _Fasci_ e si ridusse a poca cosa quella dei singoli _Fasci_--i meno +ordinati, i rurali e i più recenti--ci vuol poco a dimostrare che non è +maggiore la responsabilità dei cosidetti sobillatori e della propaganda +socialista sia pel sorgere degli stessi _Fasci_, sia per le esplosioni +dell'ira popolare. + +I _Fasci_, dice il generale Corsi, in moltissimi punti non erano che le +antiche _Società operaie_, che cambiavano nome. Col cambiamento del nome +mutava forse per miracolo il contenuto antico? + + [LE GARE MUNICIPALI E I FASCI] + +«E qui cade acconcio--continua lo stesso generale--il rammentare come le +gare più acerbe e costanti in questi paesi siano le municipali, poichè +quasi non v'è Comune che non sia scisso in due o più partiti non solo +avversi, ma apertamente e accanitamente nemici tra loro, i quali si +contendono per ogni modo il primato, ed _anche il beneficio_, +nell'amministrazione municipale. Ora, con questa presente agitazione è +avvenuto che questo o quel partito di Comune ha trovato molto opportuno +di giovarsi dello appoggio potente del _Fascio_ locale, il quale a sua +volta s'è gettato spontaneo, e dopo lieve spinta, nella gara municipale, +e così s'è fatto in più luoghi un imbroglio di _Fascio_ e municipio e +partito, e taluni possidenti, non dei maggiori bensì (e i Di Lorenzo di +Gibellina?), si sono messi alla testa del _Fascio_, o vi sono scivolati +dentro. Infatti i maggiorenti di quelle Società non fanno mistero della +loro intenzione di _valersene nelle lotte municipali_, dicendo, forse +persuasissimi, che lo fanno e lo faranno pel meglio del paese e quindi +dei lavoratori. Intanto anche per questo verso, il _Fascio_ diventa +arena di ambizioni ed interessi locali, di _galantuomini_ forse più che +di _picciuotti_....» + +Dov'è, dunque, il socialismo come causa efficiente, diretta e immediata +dei moti di Sicilia, secondo il Comandante del XII Corpo di armata, che +del socialismo non è punto tenero? E minore ancora la sua responsabilità +risulterà uscendo dalle affermazioni vaghe e generiche e mettendo i +punti sugli _i_ come suol dirsi, cioè indicando i nomi dei capi-partito +dei paesi dove avvennero agitazioni e tumulti: ciò che oggi può farsi +senza commettere alcuna indiscrezione e senza nuocere a chicchessia +perchè i fatti sono noti e sono stati discussi innanzi ai Tribunali +militari di guerra. + + [IL SOCIALISMO NON C'ENTRA] + +Ora i fatti dimostrano che il socialismo non ci aveva che vedere nei +diversi _Fasci_ di Monreale, e che quello ostentato dal sindaco Cav. +Balsano in un suo discorso, era socialismo di occasione suggeritogli dal +timore di perdere ogni popolarità e di vedersi sopravvanzato dagli +avversari. Il socialismo entrava come i cavoli a merenda a Santa +Caterina Villarmosa, e lo dichiarò il farmacista Bruno ad un capitano +dei carabinieri prima del 5 gennaio e lo ripetè il sindaco Fiandaca, suo +avversario, innanzi al tribunale militare di Caltanisetta. + +E non era affatto socialista, ma un monarchico convinto ed amico intimo +dell'on. Damiani, il Vivona, avversario antico e irreconciliabile dei +Saporito a Castelvetrano; ed è assolutamente irresponsabile il +socialismo del fiero antagonismo tra i Di Loronzo e i Gerardi in +Gibellina, tra i Lafranca-Gallo e i Lafranca-Massena in Partinico, tra i +Nicolosi e i Sartorio in Lercara, tra gli Sparti e gli Scozzari in +Misilmeri, tra i Bruno e i Gallina in Santa Caterina Villarmosa... + + [LA MINA ERA CARICA] + +In risposta a chi potrebbe accusarmi di mala fede perchè dalle pagine +del generale Corsi e di altri avversarî del socialismo cito soltanto +quelle che mi fanno comodo, riconoscerò che il primo assegna una parte +di responsabilità ai _sobillatori_ colla propaganda socialista; e questa +parte viene determinata con precisione in questo periodo: «il paese era +nel 1892 preparato allo scoppio come una mina carica, che aspetta la +miccia. Ora questa fu apprestata da un pugno di socialisti, giovani, +arditi, abili, agitatori di vaglia sin dal primo momento.» + +E sia! Ma con ciò non rimane sempre minima, storicamente e moralmente +incalcolabile la loro responsabilità? Certo; e la certezza risulta +indiscutibile dalla larghissima sperimentazione sociale, la quale +ammaestra, che dovunque esistono le condizioni generatrici di un +fenomeno, il fenomeno presto o tardi si presenta illudendo solo gli +ignoranti o i malevoli sulla parte che rappresenta _l'ultima causa +occasionale_, la scintilla. Così, in Sicilia, nel continente italiano, +in Irlanda sempre e dovunque esistano le condizioni analoghe a quelle +che generarono le ultime manifestazioni dell'isola, le manifestazioni +non mancheranno _con, senza, o contro i Fasci; con, senza o contro_ il +socialismo. + +Non c'erano i _Fasci_ e non era neppur nota la parola _socialismo_, +eppure nel 1848 in Burgio si ebbero tumulti analoghi a quelli del 1893. + + [SPERIMENTALISMO SOCIALE] + +Non c'erano i _Fasci_ e non era neppur nota la parola _socialismo_, +eppure nel 1860 in mezzo all'entusiasmo e agli slanci generosi della +riscossa nazionale avvennero le cruente sollevazioni di Pace, di +Collesano, di Bronte, di Nissoria sempre al grido: _morte ai +galantuomini! abbasso li cappedda!_ E senza _Fasci_ e senza socialismo +avvennero i disordini di Canicattini nel 1865, le preparazioni dei +contadini a Villalba ed a Valledolmo, la rivolta di Grammichele nel +1876, nella quale si dette l'assalto al _Casino dei galantuomini_, che +furono presi a fucilate e più tardi la ribellione di Calatabiano al +grido di: _abbasso il municipio! abbasso le tasse! Viva il Re!_ +sanguinosamente repressa della _sinistra_ riparatrice. E senza _Fasci_ e +senza la menoma conoscenza di socialismo tumultuano i lavoratori di +Favara nel 1890, e insorgono i contadini e i zolfatari di Floresta, di +Valguarnera... + +L'esistenza delle condizioni opportune per esplosioni violente non era +sfuggita a nessuno, e Sidney Sonnino, prima che sorgessero i _Fasci_ e +senza che sospettasse la influenza della propaganda socialista, ne aveva +previsto la ripetizione. E Abele Damiani, non aveva mancato di +avvertire: «Non dimentichiamo che in tempo di rivoluzione furono +specialmente i contadini, i quali assalirono i possidenti nelle persone +e ne danneggiarono le possidenze: il 1848 e il 1860 segnano due epoche +terribili di manifestazioni popolari; in alcuni comuni dell'isola si +ebbero a deplorare _fatti di sangue, vendette, incendî di archivi +pubblici_ da parte di una moltitudine oppressa, ubbriaca, nell'intento +di vendicare _l'onta della miseria patita a causa dell'odiata classe dei +proprietarî_.» + +Ah! perchè l'on. rappresentante per Marsala non ha ricordato questa +pagina da lui scritta all'amico suo intimissimo ed antico, Francesco +Crispi, quando con violenza e con leggerezza indegna di un uomo di Stato +egli volle accusare e calunniare i socialisti, sobillatori? + +Oltrepassiamo lo stretto. Le provincie del continente napoletano +presentano il terreno adatto per questa indagine di sperimentalismo +sociale; nè riferendomi a tali regioni intendo ricordare i contemporanei +moti di Ruvo, di Corato, ecc. che si può supporre essere stati +determinati da contagio psichico il quale pure non è efficace se non +dove esistono le favorevoli opportune condizioni. Mi riporterò invece +alle diverse fasi del brigantaggio ed alle altre esplosioni dell'odio di +classe, che hanno preceduto le siciliane e che riconoscono cause +perfettamente identiche. + + [DAL '48 AL '93] + +Furono i _Fasci_ e la propaganda socialista, che li determinarono? Ma il +socialismo non era ancora nato e nel secolo scorso--si può apprenderlo +dalle opere insigni di Winspeare e di Nicola Santamaria sul +_feudalismo_--nel campo stesso dove si svolse il brigantaggio si ebbero +scene e manifestazioni perfettamente analoghe a quelle ricordate per la +Sicilia dal 1848 al 1893. + + [LE PAROLE DEI MODERATI] + +Credo di avere già citato sulle cause e sul significato del brigantaggio +dal 1860 in poi i discorsi di Giuseppe Ferrari, i quali, mutati i nomi, +si crederebbero pronunziati pei moti di Sicilia, devo aggiungere che +tutte le discussioni parlamentari del 1863 e 1864 e particolarmente la +relazione e un discorso del Massari e un altro del Castagnola riescono +alla stessa conclusione: «il brigantaggio è la protesta selvaggia e +brutale della miseria contro antiche e secolari ingiustizie.» Sono +parole del moderatissimo Massari e pronunziate quando della sincerità di +certe oneste dichiarazioni dei _moderati_ non si poteva dubitare, perchè +essi erano al potere e non avevano bisogno di ostentare sensi umanitarî +o democratici per fare la critica degli avversarî. + +Pasquale Villari nelle sue splendide _Lettere Meridionali_, riassunse +coll'usata sua acutezza tali discussioni, che deve rileggere chiunque +voglia ora giudicare rettamente su i casi di Sicilia e apprendere pure +di quanto gli uomini di ordine e di governo di allora fossero superiori +a quelli di oggi. + +Posteriormente c'è stato un altro scrittore, che è ritornato sullo +stesso argomento ed ha raggruppato i fatti e le considerazioni in guisa +tale che meravigliosamente si adattano agli ultimi avvenimenti della +perla del Mediterraneo. + +Vale la pena di arricchire questa collezione di documenti con i seguenti +brani del Turiello: «Il feudalismo lasciò più viva che altrove +nell'Italia meridionale la differenza _fra la plebe_.... Il bilanciarsi +più o meno velato dell'autorità regia, tra la plebe e la borghesia, +rimane la chiave dei rivolgimenti napoletani di tutto il periodo corso +dal 1806 al 1861, quando il brigante Crocco a Menfi, seguito da +migliaia di villani per l'ultima volta tentò la restaurazione +borbonica!...... + + [LA LOTTA TRA LE CLASSI] + +«Alle rumorose sollevazioni sociali in veste politica, che seguirono dal +1806 in poi, sotto nome di brigantaggio, bisognerebbe aggiungere, per +intendere la condizione reale della _opposizione dei due ceti_ in molte +delle nostre campagne, la ricerca e l'enumerazione minuta _d'infiniti +casi di sollevazioni locali di contadini, a fin di dividersi terre +controverse, in ogni periodo in cui parve meno vigorosa in queste +provincie l'autorità dello Stato_.» + +«Il grosso brigantaggio tra il 1864 e il 1866 venne meno. _Ma le cagioni +della lotta feroce non iscemarono di poi_, se non qua e colà dove +scemarono con i popoli gli odî delle campagne per la cresciuta +emigrazione.... E, installato un nuovo ordine di cose, il voluto regime +di libertà, il feudalismo di _nome_ fu abolito nelle provincie +meridionali, ma non di fatto. Le condizioni dei lavoratori pessime e +vivissima _la lotta aperta_ o _l'antagonismo latente tra le classi_. + +«Nè mancarono _manifestazioni delittuose collettive_ negli ultimi tempi, +quando non esisteva più il vero brigantaggio.--_Incendî numerosi ed +estesi, uccisioni di bovi_ avvennero nel 1877 negli Abruzzi e nel +Salernitano, in odio _a ricchi proprietari_ spesso usurpatori di terreni +comunali... Altrove, come in un comune di Basilicata, i contadini si +sono confederati in setta di mutuo soccorso per false testimonianze, +sempre benevole al proprio ceto in caso di liti coi possidenti, per +offese private o per quistioni demaniali....» + +E perchè ciò? Perdio, come dice il Franchetti, gli abbienti delle +Calabrie e della Basilicata _sono oppressori disonesti senza averne +coscienza_... + + [UN PARALLELO CON L'IRLANDA] + +C'è di meglio ancora; c'è un isola che più volte si è paragonata alla +Sicilia: l'Irlanda. Nell'isola verde la lotta dura da un secolo; le +dimostrazioni, i tumulti, le intimidazioni da un secolo vi si alternano +colle repressioni violente e colle leggi eccezionali: lo stato di +assedio vi fu proclamato _cinquanta volte_ in novantanni circa e sempre +inutilmente! + +Perchè ciò? Riassumo un lato delle condizioni dell'Irlanda colle parole +di un conservatore: del Fournier. I contadini vi sono miserabilissimi, +irregolarmente impiegati e male pagati dai fittaiuoli..., le loro +abitazioni consistono in un sol vano, che serve al tempo stesso per +preparare gli alimenti e per dormire--come in Sicilia. Molti dividono +l'abitazione colle bestie da soma, col porco, col pollame--come in +Sicilia. Tali abitazioni sono appena chiuse; qualche volta non hanno +vetri alle finestre; un foro nel tetto lascia passare il fumo--come in +Sicilia. Sono malvestiti e male forniti in quanto a letto e ad utensili +domestici--come in Sicilia. Le relazioni dei fittaiuoli coi contadini +sono molto tese e i primi si mostrano più arroganti dei membri +dell'aristocrazia--come in Sicilia: sempre! + +Il Fournier continua: «Il contadino irlandese sa ch'egli è il più male +alloggiato, il più mal vestito, il più mal nutrito dell'Europa +occidentale ed insorge contro questa situazione.... Su questo popolo +eccitato dalla miseria e dalle privazioni, dal timore e dalla collera +gli _agitatori_ hanno buon giuoco....»--come in Sicilia. + + [LE PROTESTE] + +E come in Sicilia i tumulti si succedono con vertiginosa rapidità e vi +si formano associazioni ora legali ora segrete e criminose, che spesso +si sostituiscono al governo e dal governo sono più temute e più +rispettate. Sorgono perciò i _fanciulli bianchi, il ribbonismo, i +molly-maguyr, i feniani_, la _Land league_. Alcune di queste +associazioni, specialmente quella dei _molly-maguyr_, per gli statuti, +pei principi, per la esplicazione criminosa della loro azione si +rassomigliano maravigliosamente alla _mafia_. + +Vediamo che cosa fa la più legale e la più celebre di quelle +associazioni: La _Land-league_ col suo Re senza corona, Parnell. + +Siamo nell'autunno del 1880. Tutte le domeniche in sette o otto punti +dell'Irlanda, le popolazioni si affollano attorno ad un palco +improvvisato; ogni villaggio arriva preceduto da un corpo di musica e da +bandiere, sulle quali stanno gli emblemi dell'Isola Verde. Chi in questo +non riconosce le passeggiate dei Fasci coi gonfaloni e colle fanfare da +un paese all'altro? + +A chi quella folla attorno un palco non richiama alla memoria i discorsi +che hanno suscitato tanta ira e tanta indignazione nei conservatori e +nei progressisti d'Italia? + +Sin qui la rassomiglianza; ma ad un certo punto la _Land-league_ si +spinge ad atti collettivi e continuati, cui non giunsero i _Fasci_. + + [LA RESISTENZA DELLA LAND-LEAGUE] + +Infatti la _Land-league_, che ha la sua gerarchia, i suoi comitati, il +suo bilancio, la sua cassa rifornita continuamente dalle generose +contribuzioni degli Irlandesi degli Stati Uniti, organizza la +resistenza multiforme contro il governo e contro i grandi +proprietari--i _land-lords_. + +I _land-lords_ non possono più esercitare i diritti che l'_atto_ del +1870 loro lasciava; essi non esigono più i fitti, sia perchè gli +affittaiuoli non possono pagarli, sia perchè non lo vogliono sembrando +loro esorbitante. Se i proprietari tentano procedere ad un sequestro o +di fare eseguire un decreto di espulsione la popolazione si ribella ed +occorre il concorso della fanteria e della cavalleria per proteggere le +esecuzioni. + +Quando la espulsione è stata effettuata e la terra rilasciata, la +_land-league_ impedisce ad altri contadini di prenderla e tanto +l'amministratore, che ha provocato l'espulsione quanto gli affittaiuoli +che contravvengono alla proibizione della _land-league_ vengono +_boicottati_, cioè trattati come gli scomunicati dei secoli scorsi, +messi all'ostracismo: persino i bottegai negano loro di vendere le +mercanzie e gli operai il lavoro. + +Talvolta la vendetta popolare non si arresta a questo, ma perfino la +notte vengono visitati da persone armate e mascherate; vengono +minacciati con lettere anonime o a viva voce e così lo spavento si +spande dappertutto perchè le minacce vengono seguite dai fatti: +dall'incendio e dall'assassinio. In tempi ordinarî la giustizia colpisce +i rei; ma è impossibile procedere contro una intera popolazione. Perciò +in Irlanda o per amore o per timore i contadini diventano complici dei +reati agrari; non si trovano testimoni a carico degli accusati e su 155 +reati constatati non si poterono colpire che 32 persone. Così la +giustizia criminale viene paralizzata in una alla civile per opera della +_land-league_. + +Un ultima osservazione per coloro che ignorano la storia dell'Irlanda: +il socialismo in massima fu estraneo alla nascita di tutte le +associazioni irlandesi, nelle quali predominò invece il sentimento di +razza e l'antagonismo religioso: i cattolici irlandesi di origine +celtica non si seppero mai rassegnare al giogo dei protestanti inglesi +di razza anglosassone. + + [LE STESSE CAUSE DANNO GLI STESSI EFFETTI] + +Il parallelo tra l'Irlanda e la Sicilia potrebbe essere continuato e +riuscirebbe oltremodo istruttivo nella parte politica; ma ciò mi pare +che basti per dimostrare che senza il menomo intervento del socialismo +le stesse cause hanno prodotto gli stessi effetti che in Sicilia. In +Irlanda e in Sicilia riescono gli _agitatori_ perchè il terreno è adatto +e fatalmente devono sorgere con qualunque nome e sotto qualunque +bandiera. + +A coloro che per ignoranza o per malafede non sanno scorgere nei +tumultuosi fenomeni sociali che la mano di sobillatori ripeterò le +parole dell'arguto Gian Luigi Courier: _les vrais sèditieux sont ceux +qui en trouvent partout_. + + [GLI ECCITAMENTI NELLE RIVOLUZIONI] + +Questo mio modo di vedere è il prodotto della sincera convinzione che +mi sono andato formando colla osservazione dei fatti; nè la enuncio +ora per comodità di difesa di amici politici e di avvenimenti ad essi +voluti intimamente connettere, ma la manifestai, ampiamente e in +termini identici, dieci anni or sono quando ero ben lungi dal prevedere +le dolorose contingenze odierne. Allora riportai un caratteristico brano +del Montchretien--uno scrittore francese del secolo XVII--e +nell'occuparmi dei rapporti tra rivoluzione ed evoluzione conchiusi con +queste parole, che tornano più che mai opportune adesso: «Gli scoppi, i +cataclismi non avvengono per gli eccitamenti di coloro, che la +rivoluzione predicano come una teoria, come unico mezzo di salute. Essi +da soli, colla decisa _intenzione_ di provocarla, non approderebbero +all'intento, quando anche fossero assai più numerosi di quel che sono, +se altre condizioni determinanti non esistessero. Non si designino +quindi alla pubblica esecrazione e non si rendano responsabili di +avvenimenti, che si svolgono indipendentemente dalla loro volontà!»[50] + + +NOTE: + +[47] Mi consta con sicurezza che iniziato il periodo della reazione le +autorità militari dell'isola volevano ad ogni costo farmi arrestare. +Devo la libertà a qualche eminente magistrato; ed io che ho sentito e +sentirò il dovere di biasimare la magistratura in più occasioni, sento +per questo l'obbligo di manifestare pubblica e sincera riconoscenza. + +[48] _Le condizioni_ ecc., p. 80. Erra di gran lunga il Di San Giuliano +quando afferma che le condizioni della provincia di Catania sono le più +tristi, poichè assai peggiori sono quelle del resto della Sicilia. + +[49] Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune spese +facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala, Trapani, +Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese, Cefalù-Diana, +Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini, Montevago, Aragona, +Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita, S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina, +Carini, Santa Ninfa, Castellammare, Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone, +Modica, Chiaromonte-Gulfi, Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini, +Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena, +Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina, S. +Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt'altro che completa e +sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero note le concessioni +fatte in seguito ai tumulti. + +Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è ingannata +sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A Roma il _Fanfulla_, +_l'Opinione_, _il Diritto_ le esposero sommariamente ed esattamente. +Vanno poi specialmente ricordati per onestà e precisione d'informazioni: +_Il Secolo_ e il _Corriere della sera_ di Milano, _Il Resto del Carlino_ +di Bologna, _La Tribuna_, il _Messaggero_ e _Il Popolo Romano_ di Roma. +A questi giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una +sincera parola di lode. + +Il La Loggia ha fatto una diligente statistica delle cause che +determinarono le principali dimostrazioni e i tumulti da gennajo 1893 a +gennajo 1894, che mi pare importante riprodurre dal _Giornale degli +Economisti_ (marzo 1894): divisione demanii comunali 1, cause politiche +2, tasse locali 48, patti agrarî 7, patti minerarî 1, prepotenze +amministrative 2, prepotenze di autorità politiche 4, mancanza di lavoro +1, contratto di lavoro 1. + +[50] N. Colajanni: _Il socialismo_. Catania 1884--p. 350 a 352 e 393. + + + + +XIX. + +LE RESPONSABILITÀ + + +_c)_ + +IL GOVERNO + +Al generale Corsi, che paragonò la Sicilia a una mina già preparata da +secoli alla quale i _Fasci_ e gli agitatori socialisti diedero fuoco, si +può rispondere, che più veramente la parte di miccia la fece proprio il +governo. + +Infatti, la responsabilità del governo è immensa; antica e recente; +diretta e indiretta; positiva e negativa. Su quella, antichissima, che +si deve considerare come vera opera di preparazione, non ritornerò, +risguardando essa la formazione dell'insieme di quelle condizioni +sociali descritte avanti; nè ripeterò ciò che venne esposto +relativamente alla provocazione, la quale rappresenta una fase più +recente. + + [I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO] + +Il governo è responsabile per la sua azione diretta e che fa capo a +Roma, e ancora di più per quella dei suoi rappresentanti locali, ora +disonesti ora inetti--partigiani sempre--contro ai quali gli uomini +più eletti dell'isola protestarono in ogni tempo invocandoli migliori. +Di quanto fecero i prefetti e la polizia risponde il governo centrale, +non solo per le ragioni che derivano dallo stesso regime parlamentare, +ma ancora di più per la impunità che quello ha voluto sempre concedere +ai suoi subalterni, e per l'incoraggiamento dato al malfare coi +premi e le promozioni in ragione diretta della audacia mostrata nella +violazione delle leggi e di quei principi fondamentali, che--anche se +non regolati esplicitamente da leggi speciali, come vorrebbe lo Statuto, +e come sarebbe il caso quanto al diritto di associazione e di +riunione--dovrebbero pure far parte del diritto pubblico di un paese, +che creda di vivere sotto il libero regime rappresentativo. + + [L'IMPUNITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI] + +La responsabilità di questa ultima fase di esplosione che ricade sul +governo per l'inettitudine e per l'imprudenza dei suoi agenti potrei io +dimostrare con molti esempi. Mi limito solo ad accennare a quel tal +delegato di Racalmuto, il quale medita stupidamente ed eseguisce una +aggressione illegale contro una folla di un migliaio di cittadini, +avendo _due soli_ carabinieri e ch'è premiato, di poi, per essersi +ecclissato nel momento critico del pericolo; e al delegato di +Valguarnera che ordina ad altri due carabinieri di far fuoco contro un +assembramento di parecchie migliaia di persone già eccitate; e faccio +anche menzione di quel Prefetto di Trapani, che perdette del tutto la +bussola appena ebbe notizia dei primi tumulti, rimanendo in balia degli +eventi come fece il suo collega di Napoli nell'agosto del 1893: e di +tanti altri funzionarî di polizia--specialmente della provincia di +Caltanissetta--che si sono chiariti di una inettitudine superlativa +nella ricerca di delinquenti e nella repressione del delitto, ma +audacissimi nel denunziare come _pericolosi_ i più onesti e pacifici +cittadini, e che pur sono stati premiati più volte nonostante il +contrario avviso della magistratura. + +Infine, il governo è responsabile quale organo delle classi dirigenti +per quello che fece e per quello che lasciò sempre fare ad esse +impunemente; responsabilità grande, che viene riassunta dal generale +Corsi con questo tratto breve ed efficace: «i più moderati dei +sommovitori _non potevano fare a meno di pensare_: il governo e i +gaudenti _promettono e dormono_; bisogna scuoterli, costringerli col +coltello alla gola.» (p. 371). E davvero, come non scorgere tutta la +efficienza che doveva venire dalla radicata e ben fondata convinzione +che nulla c'era da sperare colle buone e colle vie legali dal governo e +dalle classi dirigenti?[51] + + [L'ALTO SENNO DELL'ON. GIOLITTI] + +Quando si perviene alla vigilia della esplosione ed entra in iscena +maggiormente l'on. Giolitti, corre il debito di dichiarare, che la +situazione in Sicilia era assai cattiva; ma egli, che doveva risuscitare +la bandiera sfatata della _sinistra_ con tutte le sue colpe e con tutti +i suoi errori, ebbe il merito speciale di renderla addirittura pessima +con tutto quel periodo di provocazione. + +Egli peggiorò tutti i cattivi metodi di governo mettendo a disposizione +dei deputati--divenuti tanti proconsoli in cinquantesimo--prefetti, +delegati, ed anche magistrati! ed ottenendo, però, un risultato +insperato e insperabile per altri titoli: una fedeltà, cioè, a tutta +prova nei rappresentanti dell'isola, che coprirono e legittimarono ogni +loro voto di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti +e della risurrezione della _sinistra_... fatta da uomini che erano stati +i promotori e i campioni del _trasformismo_. + +Avvenuta poi la tragedia di Caltavuturo, la cecità e la persistenza del +governo negli antichi metodi, e la mancanza completa di opportuni +provvedimenti divennero assolutamente criminose. + +Ciò che c'era da temere, ciò che poteva verificarsi si era veduto coi +fatti: Caltavuturo non fu che un primo sintomo di uno stato generale. + +Era urgente provvedere allora e riparare; mostrarne almeno l'intenzione. +Finalmente, gli avvisi, gli allarmi, le grida di gioia degli uni e di +paura degli altri rompono l'alto sonno dell'on. Giolitti; ed ecco il +governo cominciò ad accorgersi che in Sicilia c'era del fuoco +serpeggiante che minacciava di propagarsi--assurgendo alle proporzioni +di un grande incendio--e si avvide che questa ipotesi del fuoco sotto +la neve non era un'immagine poetica, cui si prestava l'Etna maestosa e +fumante, ma una realtà. Ma pure allora il Presidente del Consiglio non +si svegliò del tutto: sbadigliò, e sbadigliò da vero ministro di polizia +dei passati regimi, non sapendo vedere al di là della superficie e +credendo che con semplici brutali repressioni la si potesse fare finita. + + [UNA INSANA CONFUSIONE] + +In Sicilia c'era una quistione di malandrinaggio di cui s'era occupato +ripetutamente il Parlamento e la stampa; c'era la quistione sociale di +cui i _Fasci_ erano una fioritura parziale; e l'una e l'altra +preoccupavano i grandi proprietarî e le classi dirigenti. L'on. Giolitti +credette dare un colpo da maestro confondendole e giudicando che i +_Fasci_ non fossero che una speciale manifestazione del malandrinaggio e +nella sua alta sapienza commise di studiare la quistione sociale al +direttore generale della Pubblica Sicurezza. Così facendo--confondendo +il moto sociale colla manifestazione criminosa--credette d'infangare il +primo per discreditarlo, senza però d'altra parte nutrire la speranza di +fare scomparire la seconda, che dalla insana confusione non poteva che +ricevere incremento. + +E per giudicare insana tale misura mi appello all'on. Di San Giuliano, +che pur avendo fatto parte del gabinetto dell'on. Giolitti onestamente +riconobbe: «che il peggioramento delle condizioni della pubblica +sicurezza non è un effetto della propaganda, cui si devono i _Fasci_, ma +tanto il successo di questa propaganda e i disordini che ne conseguono, +quanto l'aumento dei furti e delle grassazioni sono effetti simultanei +del disagio economico.» (op. cit. p. 14). + +Il generale Corsi alla sua volta fece questa speciale e preziosa +osservazione: «del moto dei _Fasci_ rimasero quasi affatto immuni i +circondarî di Cefalù e Mistretta, _quelli appunto ch'erano in maggior +sospetto di malandrinaggio_.» (p. 366). + + [LA MISSIONE DEL SENATORE SENSALES] + +Il senatore Sensales, pei suoi precedenti e pel posto che occupava, era +certo il meno adatto di tutti a conoscere i mali e a suggerire +confacenti rimedî. + +Del resto, il direttore generale della Pubblica Sicurezza non mostrò +alcuna intenzione di studiare e conoscere; percorse rapidamente l'isola +da Palermo a Messina, sentì i prefetti, si fece ossequiare alle stazioni +ferroviarie _per un minuto_ dai delegati suoi dipendenti, non chiamò +notabili, non chiamò e non volle sentire gli oppressi. A Corleone +soltanto--forte della coscienza del proprio retto operato--il Presidente +del _Fascio_, B. Verro, si presentò da sè al Sensales per sottoporgli le +doglianze e le ragioni, veri _cahiers_, dei lavoratori della propria +regione. Onde il Direttore della pubblica sicurezza nulla vide, nulla +apprese, che non avesse potuto sapere dai rapporti dei suoi dipendenti. + +Quale fu, dunque, la sua missione; quale la sua opera? + +Eccola: in una delle brevi soste del suo rapido e trionfale viaggio, a +Girgenti--siamo già in ottobre, proprio alla vigilia dello scoppio--egli +scopre «che alla fin fine miseria ce n'è stata sempre e ce n'è +dappertutto; che i _Fasci_ non raggiungerebbero lo scopo +politico-sociale cui miravano e sarebbero stati sciolti con mezzi che +non poteva rivelare.» + +Non rivelò i mezzi arcani, ma li lasciò intravvedere ai suoi intimi o +almeno parlò loro un linguaggio così equivoco da farlo interpretare in +questo modo: + +Persecuzione agli elementi migliori dei _Fasci_ in modo che questi si +sciogliessero spontaneamente, risparmiando al governo l'odiosa +illegalità di scioglierli esso stesso. E la parola d'ordine data, pare +che sia stata altrettanto semplice: _arrestare in qualunque occasione e +per qualunque pretesto_! + +E se non fu data in questa forma brutale la istruzione draconiana, i +subordinati così ebbero ad intenderla e così la eseguirono. + + [N'È DERIVATO...] + +Vi furono funzionari onesti e vergognosi dell'opera che compivano, i +quali da me rimproverati aspramente, mi confessarono con sincerità che +essi eseguivano gli ordini dei superiori _arrestando ad ogni minima +occasione, processando con ogni pretesto_! E ciò l'indomani del viaggio +dell'on. Sensales. Il quale viaggio viene annunziato dal generale Corsi +così: «l'infelice governo centrale mandò _un alto funzionario_ +(siciliano) a vedere come stessero le cose. _N'è derivato...._» (p. +336). + +I reticenti puntini sono del generale Corsi, che interrompe bruscamente +i propri commenti e che lascia comprendere chiaramente che a proposito +della missione del senatore Sensales e dei suoi risultati molte cose +brutte sa e vorrebbe dire, ma non può. + +Perchè si giudichi dell'effetto morale che poteva fare il contegno +equivoco e misterioso del senatore Sensales bisogna esporre questi +tratti del carattere dei siciliani quali li riferisce lo stesso +generale Corsi: «Il siciliano ha bisogno di espansione, di franchezza, +di verità.--Andategli a viso aperto colla verità, ed egli, foss'essa +anche una condanna, vi si sottomette. Fategli comprendere +l'inesorabilità di certe cose, e a lui basta questa sincerità.--Insomma +coi Siciliani non bisogna adoperare sotterfugi, scappavie o che so +io;--no, bisogna dir tutto e mantenere sia in bene che in male..... Se +potete accordate; se non potete non andate per le lunghe, ma dite chiara +e tonda la ragione.» (pag. 273). + +La sapienza di governo dell'on. Giolitti non si limitò all'invio del +senatore Sensales, che serbò il contegno meno adatto ad inspirare +fiducia agli isolani; andò oltre, e continuando nell'applicazione del +criterio che tutto dovesse ridursi a reprimere brutalmente il +malandrinaggio creò le _zone_ e _sotto-zone_ militari. + + [IL REGNO DELLA SCIABOLA] + +L'impressione di quest'altro provvedimento fu penosa; ci fu la delusione +in coloro che giustamente attendevano misure economiche e riparazioni +politiche e amministrative; ci fu la paura in quanti ricordavano i fasti +militari di altri tempi--paura, che si accrebbe quando corse la voce che +sarebbe stato mandato il generale Baldissera a domare ed incivilire +l'isola--certo, _more Livraghi_--ci fu in tutti lo accasciamento per la +ribadita convinzione che il governo era e voleva continuare a mantenersi +su di una falsa strada. Che la impressione fatta da tale provvedimento +sia stata realmente penosa sulla generalità si rileva dalla cura del +generale Corsi nel volerla dileguare e nel trovarla ingiustificata. +Egli narra, all'uopo, episodî e giudizi, che mirano a provare che il +_regno della sciabola_ non è così terribile e temibile come si crede e +che molte volte fece savia opera di pace: ed io che del militarismo sono +avversario irreconciliabile sento il dovere di dichiarare che in molte +occasioni ho trovato le autorità militari di gran lunga superiori, per +tatto e per cuore, alle autorità civili; ma ciò non ostante, a torto o +ragione, l'impressione non fu buona per quella misura del governo, che +senza distrurre il malandrinaggio, accrebbe le diffidenze, le antipatie, +i malumori. + + [L'ATTITUDINE DEL GOVERNO] + +La insipienza e la malevolenza del governo non risultava soltanto dai +provvedimenti succennati, che avrebbero potuto essere spiegati in senso +favorevole se accompagnati da buoni propositi, ma dalla sua attitudine +di fronte all'azione dei _Fasci_, durante tutto il 1893: e di fronte ai +municipi, dall'ottobre al dicembre dello stesso anno: poichè se verso i +primi si chiariva schiettamente reazionario, la debolezza unita +all'arbitrio verso i secondi non poteva servire che d'incoraggiamento al +tumulto, alla violazione della legge dal basso contemporaneamente alle +violazioni dall'alto. + +Invero l'indole dei reati attribuiti dalle autorità ai così detti +sobillatori e ai _Fasci_, e i pretesti che dettero occasione allo sfogo +della loro libidine di arbitrî durante il periodo della provocazione, +furono tali che giustificano l'avere considerato la loro azione come +essenzialmente provocatrice ed iniquamente partigiana. + +Si esagerarono a bella posta alcuni fatti, e della esagerazione dà la +prova il Generale Corsi, che scrive: «in sostanza l'_Inferno_ a cui s'è +ridotta la Sicilia è un inferno assai tollerabile, a vederlo da presso, +_senza paura e senz'odio, senza il maledetto spirito di parte_. Nè tutto +il male che si poteva e si voleva fare dagli scioperanti fu fatto; +gl'incendî delle pagliaie e dei fienili non furono molti, non moltissimi +gli abigeati, i guasti ai colti non frequenti nè grandi; gli armenti non +furono abbandonati alla campagna dai pastori, come si diceva che sarebbe +avvenuto; dei campieri non fu fatta strage; i lavoratori chiamati da +altre parti da alcuni proprietari non furono costretti a cessare il +lavoro...» (_Sicilia_, p. 337 e 338). + + [LO SCIOPERO PRETESTO DI ARBITRII] + +Il pretesto più ordinario agli arresti e agli arbitrî innumerevoli +perpetrati sotto il ministero Giolitti,--o contro i _Fasci_ +collettivamente o contro i singoli membri--venne somministrato dallo +sciopero e dai suoi naturali inconvenienti. Questi inconvenienti, che +ogni giorno si constatano ancora e in maggior misura in Inghilterra, in +Francia, in Germania, negli Stati Uniti, dove agiscono masse di operai +colti, educati alla vita pubblica e che hanno da lungo tempo adoperato +questo mezzo--riconosciuto legittimo da conservatori e da economisti +liberisti--per migliorare la propria condizione economica col rialzo dei +salari, dovevano esser guardati con benevolenza dalle autorità perchè si +sperimentavano nell'agitazione legale intrapresa per la prima volta dai +lavoratori della Sicilia, incalzati dal bisogno assoluto ed urgente di +migliorare la propria condizione. + + [QUEL CHE SI FECE IN INGHILTERRA] + +Quando si pensa ai tumulti, che caratterizzarono il periodo del +_luddismo_ in Inghilterra--durante il quale si devastarono e +incendiarono fabbriche e macchine in considerevole quantità--mentre +infieriva la reazione dell'_ultra-torismo_ sotto la influenza della +_Santa Alleanza_, che facevasi sentire anche al di là della Manica; +quando si riflette alla violenza delle dimostrazioni del _cartismo_ +nella stessa Inghilterra e agli eccessi, alla intolleranza, alle +persecuzioni, al _boicottaggio_ delle _Trade Unions_ contro i lavoratori +che non ne facevano parte e non le seguivano nelle lotte contro i +padroni e contro il capitalismo; quando si pensa ai cosidetti _delitti +di Sheffield_ e agli altri, che vennero in luce col processo di +Manchester; quando si pensa alla violenza ed ai mezzi brutali, adoperati +dagli unionisti contro gli operai non associati, che dai primi vengono +chiamati sprezzantemente _blacklegs_ e _scabes_ e di cui si ebbero +numerosi esempi, dopo il 1889, negli scioperi di Londra, di Liverpool, +di Cardiff, di Southampton, di Manchester ecc., quando si pensa infine +che gli operai inglesi delle _Unioni_--in un loro congresso a Liverpool +nel 1890--hanno sinanco chiesto che venisse loro riconosciuto come un +_diritto_ il cosidetto _Picketing_, cioè l'organizzazione di pattuglie +destinate a prevenire ed arrestare gli operai, che si portano al lavoro +in tempo di sciopero! e si paragona tutto ciò alle poche violenze +commesse dai poveri lavoratori della Sicilia si può comprendere la +differenza enorme tra il governo inglese e il governo italiano a tutto +danno e disonore del secondo, la cui condotta non può e non deve +considerarsi conforme ad un libero regime. + + [NEGLI STATI UNITI] + +Se il paragone tra l'attitudine del governo inglese di fronte a violenze +delle _Trade Unions_--cento volte superiori a quelle dei _Fasci_--e +quella del governo italiano riesce disonorevole pel secondo, lo stesso +paragone non può nemmeno porsi con quello degli Stati Uniti dove +rimasero celebri le violenze di Pittsburg--che sono contemporanee perchè +ci sia bisogno di ricordarle--e gli eccessi e i pericoli della marcia +dei disoccupati di Coxey sopra Washington, i diversi scioperi dei +_Cavalieri del lavoro_ e l'ultimo veramente gigantesco dei ferrovieri di +Chicago, dell'Illinois e di gran parte della California. Nè si dica, che +anche il governo della grande repubblica americana ha dovuto ricorrere +alla repressione, perchè le cagioni e i limiti della medesima non hanno +affatto che vedere con ciò che avvenne in Sicilia. Al Coxey--che mette +in pericolo lo Stato e marcia con migliaja di uomini, che assaltano i +negozî e i treni ferroviarî e all'occorrenza incendiano e +distruggono--quando arriva a Washington, non viene contestato il diritto +di dimostrare nei modi cennati, e questi modi non gli vengono addebitati +come reati, ma viene processato per una contravvenzione ridicola e +condannato a... _quindici giorni_ di carcere. Bernardino Verro per fatti +di importanza infinitamente minori e nei quali non ci fu la sua +partecipazione nè diretta, nè immediata perchè si svolsero in Lercara, +nella sua assenza, venne condannato a _sedici anni_ di reclusione. +Debbs, l'organizzatore dell'ultimo sciopero ferroviario--che ha prodotto +danni per molti milioni e le cui schiere si sono abbandonate a violenze +inaudite venne processato ed arrestato, ma immediatamente rilasciato in +libertà sotto cauzione, ai sensi di legge. Ai disgraziati contadini di +Milocca, accusati d'avere sparso un mucchio di concime--un atto che +nemmeno costituisce reato e che fu dichiarato inesistente--si nega la +libertà provvisoria e sono costretti a godersi molti mesi di carcere +preventivo. E così potrebbe dirsi di cento altri casi. + +A chi volesse sostenere che i lavoratori di Sicilia i quali si posero in +isciopero, commisero violenze, si può contrapporre la testimonianza del +generale Corsi, che in tutto il suo libro si mostra avversario dello +sciopero--non avendone un concetto giuridico esatto--ma che pure le +constatate _violenze contro la libertà del lavoro_ (p. 312) da leale +soldato è costretto a ridurre alle loro giuste proporzioni, ed afferma, +come s'è visto, che «_i lavoratori chiamati da altre parti da alcuni +proprietarî non furono costretti a cessare il lavoro._» (p. 338). + + [QUEL CHE FECE IL GOVERNO ITALIANO] + +Il contegno, adunque, del governo rispetto all'azione principale dei +_Fasci_ fu ingiusto e partigiano; esso non rispettò neppure quella +famosa libertà nel contratto di lavoro, che in sè stessa, quando è +rispettata, non giova che pochissimo ai lavoratori, e prese a sostenere +le ragioni di una classe per ribadire la più odiosa oppressione +economica contro un'altra ch'era debole sotto tutti gli aspetti. + +Il ministero Giolitti, che si era chiarito sistematicamente partigiano e +ingiusto, privo di ogni sano concetto della sua missione nel periodo +degli scioperi agrarî, si rivela di una fenomenale debolezza e trascende +ad altre violazioni della legge o le permette e le incoraggia nella fase +successiva dei tumulti, che chiameremo comunali. + +Quando si accentua il moto di protesta contro le amministrazioni e le +gravi tasse locali, il governo non sa scegliere la via retta. Poteva +essere energico e previdente nel senso di ordinare subito un esame per +vedere ciò che ci fosse di vero nelle lamentanze e nelle accuse dei +lavoratori e prendere la santa iniziativa delle riparazioni; poteva pure +con altrettanta energia--se non pari equità--imporre il rispetto della +lettera della legge: e la farisaica interpretazione della legge dava +ragione a tutte le amministrazioni locali, costituite ai sensi di legge +e che legali nella loro azione si dovevano presumere se le autorità +tutrici, dalle giunte amministrative ai prefetti, le avevano lasciate in +pace ed erano perciò con loro solidali. + + [QUEL CHE AVREBBE DOVUTO FARE] + +Non l'uno, nè l'altro atteggiamento seppe assumere l'on. Giolitti, ma +invece si limitò a cedere ed a concedere--con manifeste violazioni della +legge e con sovvertimento di ogni concetto amministrativo--ogni qual +volta il popolo minacciò, fece dimostrazioni e volle cose giuste non di +raro frammischiate a pretese assurde, quali poteva suggerirle la +ignoranza nelle moltitudini e la passione di parte in molti capoccia di +partiti. + +Pochi esempî basteranno a dare una idea di quella che fu l'azione del +governo sotto questo aspetto e quali furono le conseguenze politiche e +amministrative. + +Per vedere in quali imbarazzi le autorità governative cercarono di porre +i municipi, ricordo questo caso tipico. Il Municipio di Canicattì ha +piccolo territorio e la sua risorsa principale per far fronte alle +_spese obbligatorie_ l'ha nel dazio di consumo. Il Bertagnolli, prefetto +di Girgenti, volendo evitare tumulti telegrafò al sindaco avv. Falcone +perchè riunisse il Consiglio e abolisse il dazio sulla farina. Il +Sindaco giustamente preoccupato dalla impossibilità in cui si sarebbe +trovato di far fronte alle spese e delle conseguenze della lite che +l'appaltatore avrebbe intentato al Comune, nè volendo assumersi +l'odiosità dei tumulti, dignitosamente telegrafò al Prefetto: «Il +governo, causa unica del disagio economico e del malcontento della +popolazione in Sicilia, riversa la responsabilità sulle amministrazioni +comunali. Protesto e rassegno le mie dimissioni.» + + [PRESSIONI IN VISTA DEI TUMULTI] + +Quelle pressioni si fecero in vista della possibilità di tumulti; ma non +fu diversa la condotta quando i tumulti erano avvenuti. + +Così in ottobre la mite e tranquilla Siracusa prende l'iniziativa di +questo movimento anti-amministrativo ed anti-fiscale con un manifesto +operaio contro le tasse e specialmente per la soppressione delle tasse +di rivendita. Il Prefetto e la Giunta comunale promettono di ridurle, +dichiarando che non possono sopprimerle perchè altrimenti non verrebbe +approvata dalla Giunta amministrativa, la sovrimposta fondiaria. Avviene +una dimostrazione: si chiudono i negozi, si assalta il Municipio, si +distruggono arredi e mobili, si tenta d'incendiare gli archivi. Sedato +il tumulto il Consiglio approva i provvedimenti promessi dalla Giunta. +La vittoria rimane ai tumultuanti. + + [IL FATTO PIÙ CONTAGIOSO] + +Ma i fatti ch'ebbero maggiori conseguenze e che furono +straordinariamente contagiosi avvennero a Partinico. Ivi non una, ma +molte furono le dimostrazioni contro le tasse e contro il municipio con +violenza crescente. Si conceda pure che l'amministrazione fosse cattiva, +gravosi i dazî di consumo e angarici i modi di esazione dei quali +maggiormente si lamentano i caprai per la tassa di rivendita sul latte; +certo è, però, che l'amministrazione non poteva riformarsi ad un tratto, +nè i dazî potevansi abolire in tutto o in parte con modi illegali e +durante l'anno finanziario. Giunta comunale e Consiglio, impauriti, la +danno vinta ai tumultuanti e si affrettano a soddisfare le loro domande +senza preoccuparsi menomamente del bilancio e della legalità; dell'una +cosa e dell'altra invece si prese pensiero la Giunta provinciale +amministrativa di Palermo e annulla le illegali determinazioni. Allora +interviene un _consigliere_ di Prefettura che va ad assumere i +lillipuziani pieni poteri in Partinico e si schiera contro la legge e +contro la Giunta provinciale amministrativa ed in favore dei dimostranti +e della violenza, condendo i suoi atti con tribunizie orazioni. + +La notizia si sparge rapida come il fulmine in tutta la provincia di +Palermo e nelle limitrofe e il fermento diviene generale; tutti pensano +che basti chiedere e fare una dimostrazione per ottenere giustizia--o +quella che tale si ritiene--e lo si fa credere ai lavoratori sofferenti +da tempo e che vedevano finalmente spuntare l'ora delle rivendicazioni. +Se Prefetti, Consiglieri e segretarî davano apertamente ragione ai +tumultuanti, c'è da meravigliarsi se nelle masse prese salde radici la +convinzione che il governo non vedeva male il movimento contro le +amministrazioni comunali? c'è bisogno di ricorrere alla astuzia, alle +mali arti dei sobillatori se il popolo credette che il grido di _Viva il +Re!_ lo salvava dall'ira del governo e che i ritratti del Re e della +Regina agivano quali talismani, contro le truppe? c'è da sorprendersi +se i partiti, che da tempo chiedevano invano inchieste e scioglimento di +consigli, si sentirono incoraggiati, autorizzati anzi, a ricorrere a +mezzi spicciativi, che conducevano rapido e difilato allo scopo agognato +con tanto ardore... di dare il gambetto agli avversarî? + +Francamente, ci vuole molta ingenuità--o molta malignità--per +meravigliarsi o fingere sorpresa che i primi tumulti siano stati +terribilmente contagiosi. Sarebbe stato davvero sorprendente se fosse +avvenuto altrimenti. Il governo dell'on. Giolitti, dunque sia che +provochi e reprima, sia che ceda e conceda non fa che preparare, +promuovere, incoraggiare le manifestazioni sediziose; e per una fatalità +quest'azione del governo doveva venire ribadita dall'opera della +magistratura tutte le volte in cui essa rendeva giustizia, e non bassi +servizî al governo. + +Epperò tutti gli abusi e le prepotenze da un lato, tutte le proteste e +le violenze dall'altro, tutti i conflitti si risolvevano in +incoraggiamenti al tumulto, dei quali la responsabilità ricade sul +governo, in tutti i modi. + + [DOPO IL 23 NOVEMBRE '93] + +Se la condotta dell'on. Giolitti fu ora fiacca ora violenta, sempre +impreveggente e inopportuna durante la sua vita normale, si può +immaginare quello che divenne all'indomani del 23 novembre, quando pel +colpo assestatogli dal _Comitato dei sette_ fu costretto più che alle +dimissioni, alla fuga. Benchè dimesso, però, il ministero dell'on. di +Dronero dovette rimanere al potere durante la lunga crisi terminata +colla formazione del gabinetto presieduto dall'on. Crispi. + + [ANARCHIA DI GOVERNO] + +In questo intervallo, la fase dei tumulti divenne acutissima ed era il +momento in cui maggiore si sentiva il bisogno di un governo che avesse +coscienza della gravità della situazione e forza e intelligenza adeguata +alla medesima per riparare. Entrambi questi precipui fattori di un buon +governo erano stati deficienti nell'on. Giolitti quando era sorretto dal +concorso di una grande maggioranza parlamentare, ciecamente devota; non +poteva sperarsi che prendessero incremento quando egli fu condannato, e +abbandonato nella posizione delicatissima in cui anche uno statista di +mente superiore si sarebbe trovato imbarazzato per il timore di +pregiudicare la condotta che avrebbe potuto prendere il successore e di +precipitare gli eventi. Aumentarono quindi le incertezze, le +contraddizioni, la debolezza; per un mese circa, si può affermare che ci +fu assenza di vero governo direttivo, ed anarchia completa tra i +funzionarî civili e militari: prefetti, delegati, comandanti di zone e +di sotto-zone agirono senza indirizzo e senza unità lasciandosi guidare +dagli avvenimenti e prendendo consiglio dal proprio cervello, +inspirazione dal proprio cuore; e l'anarchia, manco a dirlo, fu tutta a +benefizio degli elementi che credevano di avere qualche cosa da +rivendicare o di tutti i caduti nelle lotte amministrative che volevano +la rivincita. + +Di questa anarchia fu data una spiegazione malevola da coloro i quali +affermarono che l'on. Giolitti la favorì coscientemente per lasciare al +successore una tristissima eredità; come a mio giudizio malignarono--e +la malignità accortamente fe' capolino nella discussione +parlamentare--quanti pensarono e dissero che l'on. Crispi avesse +soffiato nel fuoco per rendersi necessario al potere. Nei precedenti, +nel temperamento dei due ministri vanno ricercate le cause naturali +della loro condotta. + + [L'ON. CRISPI] + +Finalmente dopo l'intermezzo comico del ministero Zanardelli, annunziato +e disfatto nello stesso momento, l'on. Crispi succede all'on. Giolitti. + +Chi avvicinò l'on. Crispi sul finire di dicembre 1893--ed a me toccò +questo non ricercato onore--rimase impressionato della conoscenza +precisa che egli aveva degli uomini e delle cose di Sicilia, delle cause +vere che avevano preparato da gran tempo gli avvenimenti dolorosi +dell'anno che moriva. Le intenzioni che mostrava, per riparare ai gravi +mali, per rimuoverne le cause erano ispirate a patriottismo dell'antica +lega--e non della nuova di cui vergognosamente si abusa a Montecitorio, +rendendo ridicola o invisa la parola _patriottismo_.--In lui sembrava +rivivere l'antico promotore e organizzatore della spedizione dei Mille +della cui risurrezione s'era avuto un barlume nel discorso di Palermo. + +L'on. Presidente del Consiglio non si nascondeva le grandi difficoltà +della situazione; era giustamente convinto che in quanto a provvedimenti +d'indole economica e sociale l'imbarazzo era grande, ma riconosceva che +bisognavano misure radicali e non rifuggiva dall'accennare a censimenti +obbligatori dei latifondi e ad altri rimedî che dalle anime timide e +grette avrebbero potuto essere considerati rivoluzionarî e sovvertitori +degli ordinamenti economici e politici vigenti. Superfluo aggiungere che +per realizzare un vasto piano di riforma sociale era indispensabile il +concorso del Parlamento ed un certo tempo per prepararlo, discuterlo e +farlo accettare; che sarebbe stato necessario appellarsene al paese, se +la Camera attuale, com'era temibile, non avesse voluto seguirlo. + +Nessuno poteva disconvenire su tali apprezzamenti della situazione; e +quanti sentirono i suoi propositi non potevano che approvarlo e lodarlo, +non esitando anche di fargli comprendere, che il compimento di tale +opera avrebbe potuto chiudere splendidamente la sua vita politica, ed +acquistargli benemerenze maggiori di quelle che gli vennero dallo sbarco +di Marsala. + + [SUA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE] + +Ma la grave situazione del momento imponeva provvedimenti immediati +che dovevano essere presi piuttosto oggi, che domani. Ed egli non +poteva prenderne da solo e immediatamente che sul terreno +politico-amministrativo; e annunziò che li avrebbe presi. Egli +avvertiva, che spesso ad impedire che si ricorresse all'uso delle armi +bastava spiegare le forze in proporzioni imponenti, perciò sentiva il +bisogno d'inviare immediatamente molte truppe in Sicilia, non per fare a +quelle popolazioni la cura del piombo, ma per incutere timore e far +convinti i riottosi che il governo avrebbe saputo e potuto reprimere +energicamente e prontamente. Per quanto il contatto tra soldati e +cittadini eccitati sia riuscito sempre pericoloso, pure è duopo +convenire che lo spiegamento di grandi forze di fronte alle popolazioni +in fermento riesce meno dannoso dello invio di piccoli distaccamenti, +che--per paura di vedersi sopraffatti dal numero stragrande dei +cittadini anche inermi--si sentono trascinati, quasi da legittima +difesa, a far fuoco. E fu questo proprio il caso a Caltavuturo, a +Giardinello, a Pietraperzia, a Gibellina, a Santa-Caterina Villarmosa, +dove chi comandava i soldati credette di salvare la propria vita colle +scariche micidiali contro le inermi popolazioni. + +Le date dolorose di Pietraperzia, di Gibellina, di Santa-Caterina ecc. +avvertono che disgraziatamente sotto l'on. Crispi si continuò nella +pericolosa condotta di mandare piccolissimi distaccamenti ad imporsi ad +interi comuni tumultuanti e che se ne ebbero gli stessi disastrosi +risultati ottenuti sotto l'onorevole Giolitti; mentre per altro verso +ciò che successe a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Monreale, ecc., +dimostra, che, quando si volle e si seppe, si poterono evitare gli +eccidî. + + [INTENZIONI] + +L'on. Crispi, che conosceva la inettitudine o la malvagità di molti +prefetti, di molti questori, di molti magistrati--ed in questa +conoscenza e nella valutazione delle persone si mostrava di una +meravigliosa chiaroveggenza--sentiva il bisogno di un vero _repulisti_, +di un mutamento rapido, fulmineo. A chi gli osservò, che si cominciava +male mandando un militare a reggere la prefettura di Palermo--ed aveva +buon giuoco ricordando a lui, che li conosceva appieno, i fasti della +prefettura militare del Generale Medici, che riuscì ad elevare a metodo +di governo i procedimenti della _mafia_--egli rispondeva che Winspeare +ed altri pochissimi buoni prefetti, che ha l'Italia, si erano rifiutati +di andare a Palermo; che Morra di Lavriano si era mostrato mite e +conciliante, poco soldatesco a Napoli nelle dimostrazioni di Agosto; che +a correggere la impressione sinistra che poteva fare l'annunzio della +reggenza della prefettura di Palermo affidata ad un generale, intendeva +immediatamente farla seguire dalla nomina di un distinto magistrato a +questore di quella città.[52] + + [PROPOSITI] + +L'on. Crispi, infine, che conosceva il mal governo fatto della cosa +pubblica da moltissime amministrazioni comunali e la giustezza dei +risentimenti del popolo annunziava che molte ne avrebbe sciolte, che +avrebbe fatto riesaminare i bilanci e i ruoli delle più odiose imposte, +che avrebbe fatto raddrizzare i torti e preparato la ricostituzione +delle amministrazioni locali, prendendo come mezzo la massima libertà e +come fine la giustizia, sbandendone tutte quelle preoccupazioni +politiche e partigiane che sogliono ordinariamente presiedere alle +elezioni amministrative sotto la ispirazione preponderante e trionfante +dei Regi Commissarî straordinarî. + +Tutto questo qui si ricorda non per trovare attenuanti a coloro i quali +ingenuamente poterono credere che l'on. Crispi risolutamente pensasse a +risolvere il ponderoso problema della Sicilia coi principi di equità e +di libertà; ma solamente per mostrare che egli aveva conoscenza piena ed +intera dei termini del problema e per poterne stabilire la +responsabilità completa nel caso che i fatti che esamineremo non +corrispondano ai principî che si avrebbe dovuto far prevalere. In questo +caso egli non può dire: _ignoravo la situazione reale, non conoscevo gli +uomini e le cose!_ + + [I FATTI!] + +E disgraziatamente l'on. Crispi subito dopo aver manifestato tanti +propositi belli cominciò ad agire come avrebbe potuto fare chiunque +avesse ignorato le vere condizioni della Sicilia. L'on. Giolitti non +aveva saputo escogitare in prò dell'isola che la istituzione delle zone +e sotto zone militari; l'on Crispi, mutando subitamente pensiero, con lo +Stato di assedio annunziato e proclamato il 4 Gennaio, pose la Sicilia +sotto il comando assoluto e incontrollabile del generale Morra, conte di +Lavriano e della Montà. + +A giustificare il proprio operato il Presidente del Consiglio dei +ministri addusse la circostanza, che i torbidi della fine di dicembre +continuarono e si estesero. Ma perchè la giustificazione avesse valore +bisognerebbe dimostrare che qualche cosa si era fatto per impedire che +continuassero... + +La continuazione dei tumulti si doveva prevedere, poichè nessuna delle +cause che li avevano determinati era stata rimossa; non era stato preso +alcun provvedimento che avesse potuto modificare la situazione, +incutendo timore, suscitando speranze, ispirando fiducia. + +Rimanevano dunque intatte le cause antiche ed intatta rimaneva la +contagiosa sovraeccitazione dei mesi di novembre e di dicembre: +sovraeccitazione che non poteva scomparire ad un tratto, al semplice +annunzio dell'arrivo al potere dell'on. Crispi, non seguito neppure da +uno di quei proclami ad effetto, che avrebbero potuto impressionare il +cervello dei meridionali. + +Un atto c'era, che avrebbe potuto esercitare una immediata azione +sedatrice: una amnistia pronta e intera, ch'era attesa e invocata da +tutti come caparra di una nuova êra riparatrice, che andava ad +iniziarsi. Della convenienza del provvedimento rispondente al desiderio +generale mi feci interprete alla Camera dei deputati alla presentazione +del nuovo ministero; ma non potei ottenere niuna dichiarazione +seriamente incoraggiante. E dare l'amnistia più che savia misura di +governo era opera doverosa per chi era convinto che in fondo le +popolazioni avevano ragione, e che potevano soltanto biasimarsi i mezzi +adoperati per farla prevalere. + +Non si potevano attendere gli sperati risultati dal ritiro della +squadra, che stava a minaccia di Palermo. L'atto avrebbe solo potuto +lusingare la città delle barricate, che non si era mai mossa e che non +aveva menomamente accennato a dimostrazioni e tumulti, e che perciò +rimase del tutto indifferente all'arrivo e alla partenza delle navi di +guerra, dalla cui presenza poteva sperare qualche vantaggio economico, +non temere offese. + + [L'OPERA DI PACIFICAZIONE DELL'ON. CRISPI!] + +A che cosa si ridusse l'opera di pacificazione dell'on. Crispi? + +A un telegramma al sindaco di Lucca Sicula; ma fu tale misera cosa, che +suscitò l'ilarità in alcuni, l'amara delusione o l'indignazione in +altri. + +In un sol caso si poteva pensare e supporre che l'annunzio dell'on. +Crispi al potere _da solo_ avrebbe potuto riuscire miracolosamente a +produrre la pacificazione degli animi: in quello in cui il Presidente +del Consiglio avesse davvero avuto parte diretta nell'eccitamento. E +l'ipotesi calunniosa venne scartata. + +Il corso degli avvenimenti, quindi, doveva continuare; e continuò, +rimanendo immutata la enorme responsabilità del governo che in tutti i +tempi e in tutti i modi li aveva preparati, determinati ed accelerati. + +Disgraziatamente se mostrossi cieco, impreviggente chi dirigeva le sorti +d'Italia in Roma, non si mostrarono più avvedute le classi dirigenti in +Sicilia. Esse, che tanto avevano contribuito a creare la situazione +anormale nel momento della crisi acuta, in generale--chè non mancarono +le nobili e lodevoli eccezioni--furono liete dell'indirizzo preso dal +governo; e derisero, denunziarono, angariarono i _Fasci_ e i loro socî. + + [GRANDE COLPA DELLE CLASSI DIRIGENTI] + +Grande è la colpa delle classi dirigenti per la loro fanatica resistenza +alle riforme e alle concessioni, e dove esse contribuirono ad eccitare +gli animi per i loro fini partigiani, si mostrarono di una fenomenale +ignoranza sulle condizioni psicologiche delle folle, prodotte da quelle +economiche ed intellettuali. Esse accesero l'incendio, ma non credevano +che tanta materia vi fosse da farlo divampare terribilmente; si videro +sorpassate nelle intenzioni e si spaventarono della lava che minacciava +travolgere tutto e tutti. Ond'è che in più luoghi, nell'ora del +pericolo, tornarono elementi di _ordine_, si riconciliarono coi nemici +della vigilia e si misero a disposizione del governo e abbandonarono gli +alleati popolari, quando non li poterono più condurre a loro libito. +Così a Lercara, ad esempio, i popolani che insistevano nelle +dimostrazioni credendosi spalleggiati da una casa potente--che avrebbe +saputo impedire l'uso della forza contro di loro--imprecarono ai vili, +che li avevano traditi. + + [OGNI LORO SPERANZA È NEL GOVERNO] + +Nell'ora suprema l'ignoranza e l'egoismo delle classi dirigenti non +furono uguagliati che dalla loro paura; ed esse non seppero neppur +tentare di opporre una diga morale e materiale alla marea sormontante. +Ogni speranza di salvezza riposero nel governo, da cui--come in più +luoghi dimostra il generale Corsi--tutto attendevano e con questa +assenza di ogni loro iniziativa si rivelarono indegne di un libero +regime. Sicchè è forza convenire che la responsabilità enorme del +governo negli avvenimenti di Sicilia non è pareggiata che da quella +delle classi dirigenti. + + +NOTE: + +[51] Gli effetti di questa dolorosa situazione potrei metterli in +evidenza con una serie di documenti strani. Finiti i tumulti, nella +presente reazione, il governo--se non altro per illudere--ha mostrato la +intenzione di riparare alle più stridenti ingiustizie in certi comuni, i +quali richiamarono l'attenzione sua colle violenze, e prosegue a non +curarsi di quelli altri comuni che gli si sono rivolti nei modi più +pacifici e più legali, colle istanze ed anche colle petizioni al +Presidente del Senato e della Camera dei deputati. Da molti punti--ad +esempio, da Petralia Soprana--mi si è scritto _deplorando_ di esser +rimasti calmi, quando gli altri si agitavano. Com'é eloquente ed +istruttivo questo rammarico... di non avere violato la legge! + +[52] Non credo di andare errato affermando ch'era pronto il decreto, col +quale veniva nominato a questore di Palermo il Regio Procuratore di +Trapani. La nomina venne contromandata per volere del Generale Morra di +Lavriano, che ad ogni costo volle conservato il Lucchese. + + + + +XX. + +LA REAZIONE + + +Col gennaio del 1894 comincia la diretta e più grave responsabilità +dell'on. Crispi, però che egli organizzò ed intese con tutte le sue +forze ad esplicare la reazione. E invero i primi atti di essa, decisi e +violenti, rispondono al carattere dell'inspiratore, il quale non mai +seppe rifuggire dalle esagerazioni, nel male e nel bene, pur di riescire +in quello ch'è il suo intento immediato. + +Onde, come non titubò a esagerare, nel 1860, l'importanza delle notizie +che venivano dalla Sicilia, per indurre più presto alla spedizione di +Marsala il generale Garibaldi, così, ora--invecchiato di trentaquattro +anni il suo difetto mentale--non ha esitato un istante ad esagerare, +fino a potere considerarsi falsate, le condizioni della stessa Sicilia, +quasi per poter fare a ritroso--spinto dall'accecamento abituale della +sua sincera megalomania--la spedizione di Marsala. + +Si comincia col reale decreto del 3 gennajo 1894, contro firmato dal +Consiglio dei ministri col quale si proclama lo Stato d'assedio in +tutte le provincie della Sicilia; vi si nomina Regio Commissario +straordinario con pieni poteri il tenente generale Morra di Lavriano e +della Montà, comandante il XII Corpo di armata. + + [I PRIMI ARRESTI] + +Il regio Commissario si pone subito all'opera e nello stesso giorno fa +arrestare i membri del Comitato Centrale dei _Fasci_: on. G. De Felice +Giuffrida, Avv. G. Montalto, avv. Francesco De Luca, e Nicola Petrina. + +Un membro del Comitato, l'avv. L. Leone, sfugge alle ricerche della +polizia e ripara a Malta; Bosco, Barbato e Verro, vengono arrestati dopo +qualche tempo, mentre cercavano riparare all'estero; ma quasi a compenso +di queste prede mancate venne arrestato l'avv. F. Maniscalco, che del +Comitato non faceva parte e ch'era semplicemente direttore della +_Giustizia sociale_. + +Per poter calcolare l'opportunità e la giustizia di questi primi arresti +si deve notare che alla vigilia il _Comitato Centrale dei Fasci_ si era +riunito in Palermo e dopo una discussione lunghissima ed animata, con +maggioranza di _sei_ contro _uno_, aveva deciso di non promuovere la +insurrezione, ma di lanciare un manifesto ai lavoratori. + + [UN MANIFESTO CRIMINOSO] + +Il quale potrà essere tutto, meno che criminoso e non potrà mai servire +a mascherare le intenzioni di chi lo tolse a pretesto per fare arrestare +coloro che lo redassero e lo sottoscrissero. + +Il manifesto è il seguente: + + _Lavoratori della Sicilia!_ + + «La nostra isola rosseggia del sangue dei compagni che sfruttati, + immiseriti, hanno manifestato il loro malcontento contro un + sistema dal quale indarno avete sperato giustizia, benessere e + libertà. + + L'agitazione presente è il portato doloroso, necessario, di un + ordine di cose inesorabilmente condannato, e mette la borghesia + nella necessità o di seguire le esigenze dei tempi o di + abbandonarsi a repressioni brutali. + + In questo momento solenne, mettiamo alla prova le declamazioni + umanitarie della borghesia, e in nome vostro chiediamo al governo: + + 1º Abolizione del dazio sulle farine; + + 2º Inchiesta sulle pubbliche amministrazioni della Sicilia, fatta + col concorso dei Fasci; + + 3º Sanzione legale dei patti colonici deliberati nel congresso + socialista; + + 4º Sanzione legale delle deliberazioni del congresso minerario di + Grotte e costituzione di sindacati per la produzione dello zolfo; + + 5º Costituzioni di collettività agricole e industriali, mediante i + beni incolti dei privati e i beni comunali dello Stato e dell'asse + ecclesiastico non ancora venduti, nonchè espropriazione forzata dei + latifondi, accordando temporaneamente agli espropriati una rendita + annua che non superi il 3% del valore dei terreni; + + 6º Concessione di tutti i lavori, delle pubbliche amministrazioni e + di quelle dipendenti o sussidiate dallo Stato, ai Fasci dei + lavoratori senza obbligo di cauzione; + + 7º Leggi sociali, che basandosi su di un minimo di salario ed un + massimo di ore di lavoro, valgano a migliorare economicamente e + moralmente le condizioni dei lavoratori; + + 8º Per provvedere alle spese necessarie per mettere in esecuzione i + suddetti progetti; per acquistare strumenti da lavoro tanto per le + collettività agricole quanto per quelle industriali: per anticipare + alimenti ai soci e porre le collettività in grado di funzionare + utilmente, stanziare nel bilancio dello Stato la somma di venti + milioni di lire. + + _Lavoratori!_ + + Seguitate intanto a organizzarvi, ma ritornate alla calma perchè + coi moti isolati e convulsionari non si raggiungono benefizi + duraturi. + + Dalle decisioni del governo trarremo norma per la condotta che + dovremo tenere.» + +Vi sarà forse agio a ritornare sul valore di questo manifesto; per ora +basta osservare che ogni singolo articolo di questo programma +d'immediata attuazione ch'è contenuto nel manifesto è stato sostenuto da +ministri ed ex-ministri del regno d'Italia e da uomini temperatissimi, +nessuno dei quali venne mai incriminato. Nello insieme il programma +invocava il miglioramento della condizione economica dei lavoratori; ma +non avrebbe potuto scandalizzarsene l'on. Crispi, che nel suo discorso +di Palermo del 1886 aveva detto queste parole. + + [LE PAROLE DI CRISPI] + +«... Il Secolo XVIII ci diede l'emancipazione della borghesia; il secolo +XIX ci darà l'emancipazione delle plebi... La borghesia non ha più nulla +da chiedere e nulla da ottenere. Nell'ordine politico e amministrativo +essa non ha rivali pel governo della nazione; nell'ordine economico ha +un impero assoluto, perchè sua è la ricchezza del paese... Colla terra e +col denaro tiene incontrastato il dominio economico che le assicura +quello politico. + +«Alle plebi manca tutto... Bisogna, infine, che gli operai siano redenti +dalla schiavitù dell'ignoranza e dalla schiavitù del capitale.» + +C'era forse una minaccia nelle ultime parole del manifesto del Comitato? +Ma era sempre formulata in termini più blandi e meno rivoluzionarî di +quelli adoperati dallo stesso on. Crispi in un telegramma del 1892 alle +società popolari di Siracusa. + +La gravità e la incriminabilità del manifesto risultavano dalle +condizioni del momento in cui era stato lanciato e dalle persone cui era +diretto? Ma per fare effetto--e l'effetto che si desiderava era la +calma--sopra popolazioni in fermento, tale linguaggio era il solo adatto +perchè dava affidamento ad esse che la loro causa non sarebbe stata +abbandonata e che le loro giuste rivendicazioni sarebbero state +propugnate con energia. + +Ad ogni modo il linguaggio di giovani ardenti e non trattenuti da alcun +legame ufficiale era sincero, corrispondeva alla verità e fa uno strano +contrasto con quello dell'on. Crispi, che nella relazione pel decreto +sullo stato di assedio dice: i tumulti essere stati provocati da gente +_dedita ad ogni sorta di delitti_; saccheggi, incendî, assassinî, rapine +essere stati commessi _in quasi tutti i comuni dell'isola_. + + [UNA ESAGERAZIONE PARADOSSALE] + +Tutto ciò, quando non lo si voglia dire... assolutamente falso, bisogna +qualificarlo esagerato in modo superlativo. Ed è evidente che +l'esagerazione paradossale, aveva l'ufficio di mascherare la reazione. + +Di fronte alla reazione, che si avanzava a grandi passi, sicura di +vincere, perchè sorretta dai grossi battaglioni, dai cannoni, dalla +cavalleria, dalle navi, dalla polizia, dalle insidie, dalle calunnie, +dallo spionaggio, dal concorso di buona parte delle così dette classi +dirigenti; sicura di vincere perchè doveva combattere contro elementi +inermi, disorganizzati, senza programma vero di rivoluzione, senza mezzi +di resistenza, senza sicurezza di vedere secondati i proprî conati dalle +provincie del continente le quali lasciavansi tranquillamente sguernire +di truppe, inviate in Sicilia a reprimere severamente e rapidamente moti +ch'erano incomposti ed a-politici, ma che pure potevano trasformarsi da +sommossa in rivoluzione, divenne scabrosissima la situazione di quanti +parteggiavano per la causa popolare ed erano dichiaratamente +repubblicani e socialisti. A loro s'imponeva il prendere una vigorosa +decisione ed assumerne piena ed intera la responsabilità. + + [LA CONDOTTA DEI SOCIALISTI] + +La presero e la manifestarono nel modo migliore ch'era loro consentito, +colla maggiore rapidità possibile per iscongiurare nuovi _salassi_ al +popolo, che tornavano graditissimi in alto; per impedire che venisse del +tutto distrutta una organizzazione che poteva essere feconda di bene; +per evitare che la reazione trovasse nella continuazione dei tumulti +nuovi pretesti per _farla finita_ colla parte popolare. Perciò nella +sera del giorno 5 dopo l'arresto dell'intero Comitato centrale dei +_Fasci_ e di altri egregi cittadini, dopo la proclamazione dello Stato +di assedio, dopo l'arrivo continuo e incontrastato dal continente di +nuovi reggimenti, repubblicani e socialisti, che non erano nelle +prigioni, si riunirono e decisero dopo seria ma rapida discussione, di +rivolgere un appello ai lavoratori dell'isola, diramarlo per mezzo del +telegrafo nelle Provincie e farlo pubblicare dai giornali di +Palermo.[53] Per fare tutto ciò vi era un ostacolo: il generale Morra di +Lavriano. Egli in forza dei poteri eccezionali che gli erano stati +accordati poteva trattenere i telegrammi e sequestrare o sopprimere i +giornali; e siccome ad ogni costo si voleva raggiungere lo scopo nel più +breve tempo possibile si pensò di mandare ad avvertire il Regio +Commissario straordinario di quanto s'intendeva di fare. A me ch'ero +stato chiamato a Palermo telegraficamente nello stesso giorno fu +affidato tale incarico, che nel modo che potei migliore disimpegnai +nella stessa sera del giorno 5 verso ventitrè ore. + +Trovai nel Generale Morra di Lavriano persona squisitissima nella forma, +ma irremovibile nella sostanza di negare il permesso alla trasmissione +telegrafica dell'appello a firma di molti repubblicani e socialisti. Ma +siccome si sarebbe messo sfacciatamente dal lato del torto impedendo che +ai lavoratori si trasmettesse una parola che poteva essere ascoltata e +che consigliava la calma e la cessazione dei tumulti, così ricorse +all'espediente di consentire l'appello purchè esso portasse la mia sola +firma. + + [UNA CIRCOLARE AI LAVORATORI DI SICILIA] + +Esposi agli amici, che attendevano ansiosi l'esito del colloquio, tutti +gl'inconvenienti della soluzione proposta e dichiarai la mia grande +avversione ad assumere la responsabilità di un atto, che per gli uni +doveva crearmi un titolo di onore, che non mi spettava, e per gli altri +un grave demerito non meritato del pari. Ma gli amici m'imposero di +sobbarcarmi a tutto ed alla fine acconsentii a firmare l'appello, purchè +nei giornali di Palermo contemporaneamente alla sua pubblicazione +venisse detto perchè e come era stato da me solo sottoscritto. Ciò fu +fatto in Palermo: e ciò venne inoltre telegrafato dai rispettivi +corrispondenti ai principali giornali del continente (_Secolo_, +_Tribuna_, _Resto del Carlino_, _Roma_, _Messaggero_, _Corriere della +sera_, ecc. ecc.)[54]. + + [UN MANIFESTO NEL CONTINENTE] + +Poco dopo che in nome dei repubblicani e socialisti di Sicilia venne +diramato il telegramma-circolare, che raccomandava la calma, un +manifesto che riusciva alla identica conclusione venne pubblicato nel +continente a firma del gruppo parlamentare del Partito italiano dei +lavoratori. Non ci fu intesa tra l'uno e l'altro ed è notevole perciò la +concordanza degli intendimenti manifestati, come indizio sicuro che essi +rispondevano alle esigenze del momento. + + [INSINUAZIONE VOLGARE] + +Quale sia stata l'influenza delle parole e dei consigli del partito +repubblicano e socialista non è il momento di esaminare; nè potrei +essere adatto a farlo. Mi sarà consentito, però, di notare che in Italia +fece una eccellente impressione e che l'opera di tale partito venne +giudicata come una vittoria morale sul Regio Commissario straordinario +ed una condanna della inerzia di altri uomini politici, specialmente +siciliani, che avrebbero dovuto farsi vivi in momenti di pericolo. Tale +impressione fu tanto viva, che a smorzarla qualche pietoso giornale +governativo annunziò seccamente ed _ingenuamente_ che il telegramma era +stato formulato di accordo tra me... e il generale Morra di Lavriano. La +insinuazione volgare da nessuno potrà meglio essere stigmatizzata quanto +dallo stesso Regio Commissario straordinario. + +Se il partito repubblicano-socialista fece il dover suo consigliando la +calma nella speranza d'infrenare la reazione togliendole ogni pretesto +ad infierire, non fu, però, fortunato perchè la reazione non si arrestò; +sopratutto--stando ad alcune voci accreditate,--per opera di alcuni noti +uomini politici, che circuivano a Palermo il generale Morra di Lavriano +ed a Roma l'on. Crispi[55]. + +A me che avvertii il Presidente del Consiglio, che i suoi funzionari lo +disonoravano facendosi strumento di iniqua reazione rispose, assoluto ed +altezzoso come sempre, _che sotto il suo governo non sarebbe possibile +la reazione_. + +I fatti si dettero la briga di smentirlo brutalmente, come si potrà +rilevare dalla loro rapida rassegna. + +Il primo sintomo delle tendenze reazionarie si ebbe colla proclamazione +dello Stato d'assedio nelle città tutte che avevano mantenuto un ordine +esemplare e in quattro provincie che si erano tenute perfettamente +calme. Si volle loro arrecare un grave turbamento economico e si vollero +sottrarre alle garanzie costituzionali soltanto per avere mano libera +negli arresti e nelle violenze. Proclamando lo stato d'assedio in +provincie tranquille, osserva un illustre giurista, si falsa il concetto +fondamentale dei poteri eccezionali, i quali traggono la loro +legittimità soltanto dalla necessità di reprimere la rivolta, non di +prevenirla, perocchè alla prevenzione bastano da soli gli ordini +normali. (Brusa: _Della giustizia penale eccezionale_. Torino 1894. p. +13). + + [LA REAZIONE IN SICILIA E IL TERRORE BIANCO] + +A chi rassomigliò la reazione inauguratasi in Sicilia col 1894, al +_terrore bianco_ che infierì nel mezzogiorno della Francia all'indomani +della restaurazione borbonica, si credette poter rispondere +trionfalmente, che di _terrore_ non poteva parlarsi dove mancarono le +fucilazioni. + +La risposta costituisce la migliore dimostrazione della perdita del +senso politico e morale in certe sfere che non sanno valutare la +differenza delle cause che avevano generato le due reazioni del 1815 e +del 1894. Si ebbero già abbastanza massacri ingiustificabili di +contadini inermi e le fucilazioni dove e quando manca ogni accenno di +resistenza, ogni e qualsiasi pretesto non avrebbero potuto rappresentare +che il capriccio di una tirannide assolutamente inconcepibile in questa +fine di secolo nel centro dell'Europa civile. Se mancarono, però, le +fucilazioni, abbondarono tutti gli altri atti e violazioni di leggi e +dello Statuto fondamentale, che possono contraddistinguere la peggiore +delle reazioni. + + [IL SISTEMA DEGLI ARRESTI IN MASSA] + +La rubrica degli arresti, delle deportazioni arbitrarie è tra le più +eloquenti a confermare tale asserto. + +Iniziata con l'arresto dell'on. De Felice Giuffrida, che implica +violazione dello articolo 45 dello Statuto, e commentata coll'impedito +sbarco in Palermo agli on. Prampolini e Agnini si è poscia continuata +in proporzioni inaudite. + +Se l'arresto dell'on. De Felice, di Bosco, di Montalto, ecc., ha +richiamato l'attenzione pubblica perchè riguardava individui conosciuti +in Sicilia e fuori, vi sono stati gli arresti in massa di contadini e di +lavoratori ignoti, le cui conseguenze economiche e morali non sono +calcolabili e che rappresentano perciò un atto di scelleratezza +raffinata. Talvolta si circondò da un reggimento o da un battaglione un +povero paese e si procedette ad arresti di più centinaia d'individui! +Con quali criterî, dietro quali indicazioni? È questo un mistero per lo +più; e quando i moventi sono noti, sono talmente laidi che destano +ribrezzo. In tale forma poco prima e poco dopo che si proclamasse lo +stato di assedio si procedette agli arresti in massa a Valguarnera, a +Gibellina, a Lercara, a Mazzara, a Castelvetrano, a Pietraperzia, a +Santa Caterina e spesso si arrestarono i disgraziati feriti e per la +rabbia di non poter arrestare i morti, tal'altra si condussero in +prigione i loro congiunti; e si può altamente disapprovare come inumano +e sopratutto impolitico questo sistema degli arresti in massa, nei paesi +nei quali avvennero gravi disordini, ma almeno lo si spiega, quando +della libertà dei cittadini dispongono i militari che delle libertà non +hanno un adeguato concetto. + + [UNA VERA MANIA] + +Non può trovare parola di scusa il sistema quando si applica in paesi +che si mantennero sempre calmi e che ebbero dimostrazioni +ultrapacifiche. Di questi arresti ne avvennero prima dello Stato di +assedio; ma dopo assunsero proporzioni da fare supporre che coloro che +li ordinavano erano invasi da una vera mania. Io non ho una statistica +delle persone che furono private della libertà dal 1º di Gennaio in poi; +ma spigolando nella collezione del _Giornale di Sicilia_ solamente dal +15 al 31 Gennaio, si arrestarono i cittadini a decine e a centinaia per +ogni luogo: a Racalmuto, Favara, Menfi, Raffadali, Terranova, Mazzara, +Niscemi, Camporeale, Caltanisetta, Salemi, Palermo, Cattolica, +Calatafimi, Castelvetrano, Castrogiovanni, Palma-Montechiaro, Marsala, +Mazzarino, Castellammare, Santa Ninfa, Mussomeli, Bronte, Ciminna, +Baucina, Marianopoli, Riesi, Lentini, Montallegro, Castelbuono, +Sommatino, Villarosa, Centuripe, Aidone, Pedara, Sciacca, Bisacquino, +Francofonte, Campofelice, Paternò, Belmonte-Mezzagno, Monterosso-Almo, +Gangi, Poggioreale, Prizzi, Contessa Entellina, San Mauro, Noto, Ragusa, +Modica, Trapani, Adernò, Riposto, Leonforte, Assoro, Agira, Catania, +Militello, Vizzini, Scordia, Gratteri, Mascalucia, Gerace-Siculo, +Giuliana, Acireale, Acicatena, Viagrande, Licodia-Eubea, Regalbuto, +Messina, Misilmeri, Sperlinga, Nicosia, Randazzo, ecc., ecc. + +Questi enumerati, sono oltre settanta paesi dove si procedette ad +arresti in quindici giorni; sono quelli dove il _Giornale di Sicilia_ ha +corrispondenti, che lo hanno avvisato di ciò che avveniva; tenendo +conto, quindi, degli altri dei quali nessuno si curò di scriverne al +giornale e di quelli nei quali gli arresti si verificarono prima o dopo +il periodo compreso tra il 15 e il 31 Gennaio; si può essere sicuri che +non vi è stato piccolo o grande comune di Sicilia che non abbia dato il +proprio contingente, piccolo grande, alle prigioni dello Stato. E i +carcerati devono essere stati a migliaia e forse si è dovuto pensare +che c'era un modo di risolvere la questione sociale in Sicilia: quello +di mantenere gli affamati a spese dello Stato nelle prigioni. + + [A DOMICILIO COATTO] + +Per molti l'arresto è stato seguito dall'invio a domicilio coatto! Oltre +_mille_, infatti si crede che siano i cittadini inviati nelle isole +senza alcun processo. + +Il _Giornale di Sicilia_ è temperatissimo e i suoi corrispondenti sono +reclutati in grandissima maggioranza tra le file delle persone +tranquille e che non hanno fisime in testa da poterle far qualificare +come sovversive; pure quasi tutti scrivono al giornale (che è +devotissimo all'on. Crispi), nel dare conto degli arresti di ricchi e di +poveri, di proletarî e di proprietarî, di studenti, e di operai, di +consiglieri, maestri e segretari comunali, di donne, di vecchi ed anche +di fanciulli, scrivono, ripeto: che il paese è sorpreso e indignato +degli arresti e che gli arrestati spesso lasciano le famiglie nella più +squallida miseria e che la loro partenza, essendo ammanettati e di +ordinario tra due file di soldati, ha dato luogo a scene drammatiche e +strazianti. Il terrore ha soggiogato tutti, e tutti temendo di essere +ghermiti dagli agenti del Regio Commissario straordinario si danno alla +fuga e rimangono abbandonate le case o abitate da povere ed isolate +donne; e rimangono deserte le campagne ed abbandonati i lavori agricoli! + + [UNA MENZOGNA SPUDORATA] + +Quando gli arresti non si possono giustificare e spiegare col pretesto +della cospirazione e del relativo processo si afferma dalle competenti +autorità che sono stati colpiti i malviventi, i pregiudicati, gli +ammoniti. Menzogna spudorata! E che sia menzogna lo prova lo arresto di +alcuni la cui notoria rettitudine pubblica e privata è al disopra di +ogni sospetto, la cui reputazione non può essere mai insozzata dalla +bava dei poliziotti, dei delatori, dei miserabili che hanno colto la +favorevole occasione per fare le loro private vendette. Tale è il caso +di Mario Aldisio Sammitto, ricco, coltissimo e mite pensatore, di +Salerno-Vinciguerra da Terranuova, di Amato-Cotogno, e del D.r Salvati, +di Cortese Pinnavaja da Caltanissetta, di Ballerini, Colnago e Crimaudo +da Palermo, dei Di Lorenzo, milionarî, da Gibellina, del D.r Crescimone +da Niscemi, di Agesilao Porrello da Villarosa, di Lo Sardo, studente, da +Naso, di Bruno da Milazzo, dell'avv. Rao da Canicattì e di cento altri +di cui adesso non mi viene alla memoria il nome. Alcuni sono stati tra i +più energici e più fortunati nel mantenere l'ordine nel periodo dei +tumulti: tra questi merita specialissima menzione l'avv. Gaetano Rao. +Altri sono stati rimessi in libertà: Amato, Salvati, Crescimone, +Porrello; ma vi sono stati quelli, che come volgari malfattori sono +stati deportati all'isola di Favignana, di Tremiti, ecc. Tale sorte +durissima toccò allo studente Lo Sardo di Naso, al Pinnavaja di +Caltanisetta. Nessuno ha osato formulare un accusa contro il primo: +l'università di Messina--studenti e professori--ha levato sdegnata la +voce; e in quanto al Pinnavaja, che conosco personalmente da molti anni +assicuro e garantisco sul mio onore e sulla mia coscienza, che mentisce +e calunnia chiunque osa dipingerlo come malvivente o pregiudicato e +sinanco come politicamente pericoloso, poichè egli ha l'animo mite di +una fanciulla![56] + +Mentre scrivo--luglio 1894--sette mesi sono trascorsi dal giorno della +proclamazione dello Stato di assedio, l'ordine non è stato menomamente +turbato e le prigioni d'Italia rigurgitano ancora di prigionieri +siciliani, e a Favignana, Pantelleria, Lampedusa, Ponza, Ustica, Lipari, +Tremiti, Porto Ercole, ecc., si contano a centinaia i cittadini +condannati a domicilio coatto senza alcun processo e spessissimo senza +che mai per lo passato abbiano avuto da fare colla giustizia e colla +polizia. + + [LO STRAZIO DELLA LIBERTÀ] + + [CONTRO IL DIRITTO DI RIUNIONE] + +Lo strazio fatto della libertà individuale--il più prezioso dei +diritti--è stato completato da quello della libertà di riunione e di +associazione. Quando la reazione stende le unghie adunche per violare il +diritto di riunione e di associazione lo spettacolo, ora si fa +grottesco, ora volge al serio ed al doloroso. _I Fasci dei Lavoratori_ +in generale non aspettarono le ingiunzioni del generale Morra di +Lavriano per isciogliersi; quando fiutarono per l'aria ciò che si +apparecchiava contro di loro, spontaneamente si sciolsero e divisero la +modesta mobiglia tra i socî o la regalarono ad istituti pii; fecero in +pezzi i gonfaloni e li conservarono come un caro ricordo e colla +speranza di poterli riunire in un non lontano e meno triste avvenire; +bruciarono gli elenchi dei socî e divisero ai poveri lo scarso peculio, +dove c'era. Ma i rappresentanti delle autorità non sapevano darsi pace +di queste auto-dissoluzioni, volevano darsi il gusto di perquisire, di +frugare, di sequestrare; nell'auto-dissoluzione scorgevano un tranello +ed una futura e immediata ricostituzione: e frugavano nelle stanze vuote +che furono sede dei _Fasci_, e quando nulla potevano ghermire, +acchiappavano chi per un meschino stipendio--senza la menoma pretensione +politica--aveva fatto da custode. In un punto si sequestra con grande +ardore la tabella di legno sulla quale era scritto: _Fascio dei +Lavoratori_, mentre l'economo ex-Presidente la faceva staccare per +condurla a casa e far cuocere la minestra; in un altro, un bravo e buon +delegato di Pubblica Sicurezza prega che gli si faccia trovare nei +locali un oggetto purchessia, che appartenne al _Fascio_, per far +contento il suo prefetto e promette in contraccambio di mostrarsi +moderatissimo negli arresti..... Nè il furore si sfoga soltanto contro i +_Fasci_, ma si sciolgono pure le innocue società di mutuo soccorso, che +non sono se non onesti ritrovi serali pei lavoratori non dediti +all'ubriachezza; e si colpiscono le associazioni sfegatatamente +monarchiche, denominate: _Regina Margherita, Principe di Napoli, +Francesco Crispi..._ Si dirà, che dichiarata la guerra al diritto di +riunione e di associazione la guerra si fa con lealtà e trattando tutti +alla stessa stregua? Nossignori, poichè vengono rispettati e tenuti +aperti i _clubs_, i cosidetti _Casini dei civili_, costituiti e +frequentati dall'aristocrazia e dalla borghesia. I maligni hanno +interpretato l'eccezione come un odioso stratagemma per aizzare +viemaggiormente l'odio tra le diverse classi sociali, per rendere sempre +più invisi _li cappedda_ ai popolani; e questo stratagemma sarebbe più +efficace degli articoli di certi giornali settimanali che il Pubblico +Ministero sequestra con tanta rabbiosa premura.[57] + +Quando si arriva al sequestro dei telegrammi da e pel continente, e dei +giornali di tutti i colori l'arbitrio suscita, a seconda dei +temperamenti, il riso o la indignazione. + + [CONTRO LA STAMPA] + +Il generale Morra di Lavriano non permise mai che venissero divulgati in +Sicilia i più innocenti commenti e le notizie più esatte che circolavano +liberamente da Susa a Reggio Calabria; nè che per telegrammi si +conoscesse nel continente la verità sulle condizioni dell'isola. Vero è +che egli dovette sentire gran rammarico perchè si sentì impotente a +sopprimere le corrispondenze epistolari; però di tale impotenza si +vendica sequestrando i giornali invisi. E sequestra di preferenza il +_Secolo_, il _Messaggero_, il _Don Chisciotte_, il _Roma_, il _Corriere +della Sera_, financo l'ufficiosa _Tribuna_, e sequestra... +l'_Illustrazione Italiana_ per certe figure sospette di contadini, che +il corrispondente Ximenes aveva riprodotte. L'Austria fu sorpassata, +poichè a Trieste sua eccellenza Rinaldini, nei peggiori tempi della +guerra all'irredentismo, non dette la caccia ai giornali italiani come +sua eccellenza Morra di Lavriano la dette in Palermo. E dico in Palermo, +poichè se i giornali arrivavano per la via dello stretto nel resto +dell'isola potevano circolare liberamente. + + [IL SEQUESTRO DEI TELEGRAMMI] + +Pochi esempî per dare un'idea di questa libidine di sequestri di +telegrammi. Sequestra il telegramma da Palermo alla _Tribuna_ e al +_Secolo_, che riproduce un brano del discorso inaugurale dell'anno +giuridico del Procuratore generale Sighele; sequestra il sunto +telegrafico, trasmesso da Roma al _Giornale di Sicilia_ di un articolo +della _Riforma_, di cui è proprietario l'on. Palamenghi-Crispi; +sequestra parte di un telegramma da Girgenti al _Secolo_ in cui era +detto che era stata ascoltata attentamente una mia deposizione innanzi +al Tribunale penale; sequestra un telegramma da Catanzaro al _Giornale +di Sicilia_, in cui si dava conto di una seduta tempestosa del Consiglio +Comunale e nella quale si era protestato contro un telegramma del +sindaco, apologetico pel questore Lucchese e di smentita ad una +testimonianza dell'on. Altobelli innanzi al Tribunale di Guerra in +Palermo; sequestra il telegramma con cui il corrispondente romano del +_Giornale di Sicilia_ riferiva lo svolgimento della interrogazione alla +Camera dei Deputati sul precedente sequestro; sequestra un telegramma da +Palermo alla _Tribuna_, in cui si accennava alla deficienza... di +ospedali; e quando è stanco di sequestrare telegrammi e giornali S. E. +il Generale Morra di Lavriano fa sequestrare in Messina i +pericolosissimi garofani rossi... + +Questa mania di sequestri fu forse il prodotto dell'eccitamento morboso, +e della paura dei primi momenti quando da per tutto si vedevano +cospiratori e bande armate? Oibò: il sequestro del telegramma per la +deficienza degli ospedali di Palermo è della metà di luglio. +Sicuramente a tanto non sarebbe arrivato Maniscalco, ch'era ai servizî +di un governo assoluto ed agiva conformemente; ma quello era una persona +seria.[58] + + [LA CENSURA PREVENTIVA] + +Pari intelligenza e pari liberalismo ed equanimità si mise nello +esercizio della censura preventiva, poichè è bene sapere che per un +certo tempo le bozze di stampa dei giornali erano esaminate e non +potevano pubblicarsi senza il permesso dei superiori. Si vede che il +generale Morra di Lavriano volle far godere ai Siciliani lo spettacolo +della risurezione frammentaria del regime pontificio, per far loro +meglio apprezzare i benefizî del regime costituzionale italiano sotto il +quale semplicemente si sequestra. E per siffatta censura preventiva i +giornali spesso si ponevano in vendita con delle intere colonne in un +bianco candidissimo, che rappresentavano gli articoli pei quali non era +stato accordato il sabaudo: _imprimatur!_ + +Dopo la censura, si ha la soppressione pura e semplice. + + [LA SOPPRESSIONE DEL "SICILIANO"] + +Fu soppressa l'_Unione_ di Catania: soppressi il _Riscatto_, il +_Vespro_, i _Pagliacci_ di Messina; e soppresso in Palermo fu l'_Amico +del popolo_, giornale monarchico che si pubblicava da trentatrè anni, e +soppresso fu il _Siciliano_. Quest'ultima soppressione merita qualche +parola di più del semplice annunzio del fatto. Il _Siciliano_, giornale +repubblicano socialista, durante lo stato di assedio sbalordì per la sua +temperanza; esso, senza rinunziare ai propri ideali, tenne un linguaggio +che anche ai tempi di Maniscalco, di borbonica memoria, sarebbe stato +trovato correttissimo. Ma al generale Morra di Lavriano erano le idee +propugnate con sincerità che non piacevano, quale che ne fosse la +forma: non per nulla egli rispecchiava le tendenze reazionarie di coloro +che lo circondavano! Perciò _côute que côute_ ne giurò la morte. E +siccome voleva evitare lo scandalo di una soppressione, per nessuna +ragione giustificabile, cominciò coll'arrestare il redattore-capo, avv. +Crimaudo, e il collaboratore assiduo, barone Colnago; al direttore, +principe di Cutò, si era dato lo sfratto da Palermo sin dai primi +giorni dello Stato di assedio. S'ingannò il generale sui risultati dei +suoi soldateschi procedimenti e il _Siciliano_, ad opera di giovani +valorosi e coraggiosi--Benedetto Salemi[59] Enrico La Loggia, Aurelio +Drago--continuò a pubblicarsi. Corse voce di un indegnissimo ricatto: +cioè, si sarebbero posti in libertà Colnago e Crimaudo purchè il +_Siciliano_ avesse cessato le sue pubblicazioni. + +Questa voce fu poi smentita da un avvocato--che si diceva essere stato +intermediario nelle trattative--con una lettera sibillina, ma certo è +che delle proposte di quel genere ci furono, sebbene io mi rifiuti a +credere che siano partite dal Regio Commissario straordinario ed è +probabilissimo invece che ne sia autore qualche basso arnese di +questura. Certo è che quella proposta venne sdegnosamente respinta dai +redattori, sicuri d'interpretare la volontà dei compagni imprigionati. + +Onde, visto che erano inefficaci gli arresti, visto che non approdava la +censura, visto che si respingevano sdegnosamente le proposte +disonorevoli, fu decisa ed eseguita la soppressione del _Siciliano_. Ci +fu un pretesto per la soppressione? Questa avvenne dopo la pubblicazione +del Nº del 9 Febbraio per un capo-cronaca intitolato: _Onore ai +fucilatori!_ nel quale senza alcun commento si riferiscono alcuni brani +dell'allocuzione del generale Morra di Lavriano di cui già si fece +parola. + + [IL "GIORNALE DI SICILIA" IN PERICOLO] + +E di soppressione fu minacciato lo stesso _Giornale di Sicilia_ per +avere _composto_ soltanto la deliberazione della giunta comunale di +Castelbuono. Il Regio Commissario seppe che il giornale dovea pubblicare +tale deliberazione e poco prima che fosse posto in vendita mandò un +semplice _aut aut_: se la deliberazione sarà pubblicata il giornale +verrà soppresso. + +Com'è naturale la pubblicazione non avvenne; ma gl'italiani devono +conoscere questo caratteristico documento, che riporto integralmente: + + [UN DOCUMENTO PREZIOSO] + +«La Giunta Comunale di Castelbuono, presieduta dal sindaco funzionante +P. Barreca, vivamente impressionata protesta contro gli atti abusivi +commessi dalla squadra volante di pubblica sicurezza capitanata dal +delegato Breda, la quale nei giorni 8 e 9 percorrendo la strada che da +questa città conduce ai due comuni finitimi di San Mauro e Geraci, a +due km. dal paese, commetteva delle ferocie degne di altri tempi, +bastonando senza ragione e senza riguardo di età tutte le persone che +incontrava, riducendo non pochi onesti cittadini nell'impossibilità di +lavorare. Ciò per la sciocca pretesa di aver notizie della banda +maurina. + +«Tal fatto ha non solo commosso, ma sdegnato gravemente il paese che +vede della povera gente malconcia a tal punto, da giacersi in un letto +di dolore e nella dura necessità di non poter provvedere ai bisogni +della famiglia. + +«Gli offesi da un tanto briaco furore han fatto appello a questa Giunta +per una riparazione e la rappresentanza sottoscritta, a tutela dei +diritti dei propri amministrati che in quella barbarie vede tutti quanti +crudelmente violati, sente alto il suo dovere d'informare +l'illustrissimo comandante la zona militare qui di stanza, maggiore cav. +Merli, per gli opportuni provvedimenti. + +«E qui a giusta lode del sullodato cav. Merli, la Giunta adempie +parimente l'obbligo di elogiare la condotta irreprensibile e +cavalleresca della 3ª compagnia del 38º fanteria comandata del bravo +capitano Abatino, degli ufficiali tutti e dei carabinieri e suoi +ufficiali e di questo delegato signor Gherghi, che, pur mai venendo meno +al loro compito, seppero acquistarsi l'affetto dell'intero paese. + +«Gl'individui più maltrattati sono: Failla Giuseppe fu Onofrio di anni +37 muratore, Fiasconaro Rosario fu Antonio d'anni 62, Lipira Antonino fu +Leonardo d'anni 53; Gennaro Vincenzo fu Pietro d'anni 52, Ricotta Santi +fu Pietro di anni 50, tutti pastori.» + +Seguono le firme degli assessori e del funzionante sindaco. + + [LE PRODEZZE DELLA POLIZIA] + +Non aveva ragione da vendere il Regio Commissario straordinario nel +volere impedire che il pubblico avesse conoscenza delle prodezze dei +suoi agenti? E con queste misure--tanto abbiette, quanto i nani degli +uomini che governano l'Italia--si crede di arrestare la marcia di +un'idea![60]. + +L'ultima soppressione, però non definitiva perchè fu revocata in seguito +ad interrogazione presentata alla Camera dei Deputati dall'on. Picardi e +da me, avvenne alla fine del mese di Maggio e colpì, il giornale +_Imparziale_ di Messina. È notevole pei criterii, che la determinarono: +fu la espressione del più schietto risentimento personale, perchè fu +motivata dalla riproduzione di un articolo ironico del _Mattino_ di +Napoli contro il generale Morra, che da sè stesso si considerò, +modestamente, sacro e inviolabile. + + [IL DISARMO] + +Sul disarmo c'è poco a dire. Esso sarebbe una misura capricciosa e +ridicola se non costituisse un indizio delle paure della reazione +trionfante. Nessuna ragione lo consigliava, una volta che in tutti i +tumulti di Sicilia _i massacrati giammai fecero uso di armi da taglio o +da fuoco_; la qual cosa era tanto conosciuta, che il Tribunale di Guerra +di Palermo stabilì che si potessero fare le rivoluzioni.... senza armi! +ma la reazione ha pensato che ciò che non avvenne ieri potrà avvenire +domani: dunque, essa disse, bisogna disarmare tutti! + +Con qual risultato? I malviventi non hanno consegnato alcun'arma; molta +gente per bene non le ha consegnate neppure perchè così ha inteso +protestare contro l'arbitrio inaudito; delle armi si sono privati +soltanto i più timidi e scrupolosi osservatori della legge, colla +speranza di averle restituite a breve scadenza. Ciò che, ad onore del +vero, in parte e secondo i capricci delle autorità locali, è avvenuto. +Allo Stato è rimasta una splendida collezione di vecchi ed arrugginiti +fucili della guardia nazionale: ma gli rimane sulla coscienza una +conseguenza più grave e più dolorosa: oltre un migliaio di +contravvenzioni, che dai tribunali militari furono punite +complessivamente colla bellezza di 800 anni di prigione in parte +scontati, quando sopraggiunse--in luglio--l'amnistia riparatrice. + +La insana misura, che non ebbe l'approvazione dei reazionarî, chè in +molti punti non sfuggirono ai soprusi, alle vessazioni di una polizia +tanto inetta quanto prepotente--a Caltanissetta si perquisì il domicilio +di un Consigliere di Prefettura ed a Piazza Armerina quello del +_pericolosissimo_ on. Lavaccara, provocando la più schietta ilarità di +mezza Italia!--ebbe un'altra triste conseguenza, prevista in Parlamento +nella discussione di febbraio e verificatasi esattamente: l'incremento +inaudito del malandrinaggio. + +A rendere meno incompleto il quadro dei fasti della reazione trionfante +dovrei ora occuparmi della istituzione dei Tribunali militari; ma questo +grande argomento merita una trattazione a parte; qui trova posto invece +una parola sul contegno conservato dalle _classi dirigenti_ in questo +sinistro periodo di ecclissamento di ogni concetto di giustizia e di +legalità. + + [LE CLASSI DIRIGENTI E LA REAZIONE] + + [STATU QUO ANTE TUMULTUS] + +La reazione del governo non fu uguagliata che dalla reazione di una gran +parte delle _classi dirigenti_. Queste, che per alcuni mesi si erano +ecclissate e rannicchiate in modo da rendersi invisibili, o avevano +fatto buon viso a cattivo giuoco, modificando i patti agrari, elevando i +salarî, trattando da uomini i lavoratori, non appena il governo si +mostrò _forte_ e ristabilì l'ordine, smisero ogni ipocrisia; e gli +uomini sciacalli--vili nel pericolo ma sanguinarî quando possono esserlo +senza timore--sono sbucati dai loro nascondigli preparandosi alla +riscossa. Ridono delle miserie dei lavoratori, si compiacciono delle +fucilazioni e del sangue sparso, inneggiano agli arresti e ai processi. +Le promesse fatte durante i tumulti non vengono mantenute, e le +concessioni vengono ritirate. _I grandi proprietarî_ riuniti nella sala +Ragona di Palermo per cura del loro Comitato promotore, fanno voti +perchè l'insegnamento ufficiale dato nelle scuole sia a _base morale_, e +c'è chi nella stessa riunione propone che si abolisca l'istruzione +obbligatoria tra gli applausi dell'assemblea! Ecco ciò che le _classi +dirigenti_ sanno escogitare e proporre per venire in aiuto degli +affamati. Esse si chiariscono degne del loro passato, di quel passato, +che fece giudicare al senatore Zini «la Baronia siciliana _ignava e +superba_ e non ultima cagione del pervertimento morale, onde volentieri +si rigetta tutto il carico sul mal governo dei Borboni»; esse si +mostrano degne del governo attuale e questo degno di loro; formando un +circolo vizioso nel cui perimetro le oligarchie, alte e basse, trovano +modo di rafforzarsi e di sostenersi a vicenda, a tutto detrimento della +libertà e del benessere popolare. Allegri italiani: la Sicilia ritorna +allo _statu quo ante tumultus_! + + +NOTE: + +[53] Alla riunione intervenne persona che rappresentava Bosco, Verro e +Barbato, latitanti. + +[54] Il telegramma-circolare è del seguente tenore: «In nome di tutti i +compagni di fede vi scongiuro di mantenere calma assoluta ed evitare +qualunque occasione, che possa produrre inutile spargimento di sangue, +doloroso sempre e dannoso adesso principalmente per la causa dei +lavoratori--occorre che la vostra attitudine pacifica, serena, dimostri +superflua ogni misura repressiva. Cessati i disordini, resterà l'impegno +al governo di riparare a quella parte dei vostri mali, che ha ora +riconosciuto.--È necessario attenderlo all'opera promessa, augurando che +possa vincere la resistenza delle camarille locali, cointeressate al +mantenimento delle attuali ingiustizie, e sappia riconoscere i vostri +diritti sinora conculcati. Le condizioni attuali impongono questa +condotta. Chi consiglia altrimenti è pazzo o traditore.» + +[55] L'on. Comandini in una lettera pubblicata nel _Corriere della sera_ +in risposta ad altra dell'on. Saporito-Ricca, disse che lo stesso on. +Crispi gli confessò le pressioni, che gli si facevano in favore della +reazione. + +[56] Pel Pinnavaja e pel Giannone da Caltanisetta intercedettero la +società dei militari in congedo e il colonnello Pittaluga del 27º +Reggimento fanteria. L'on. Conte Testasecca si rese garante del +Pinnavaja: ma il De Rosa, Prefetto di Caltanissetta tenne duro nel +volerlo mantenuto a domicilio coatto. Il De Rosa cadde in numerose +contraddizioni per giustificare il proprio operato. + +[57] Passati i primi furori della reazione molte società operaie di +mutuo soccorso si lasciarono ricostituire e si permise la riapertura +delle loro sedi. Ciò per la verità. + +[58] La guerra fatta ai telegrammi ordinari divenne proibizione assoluta +pei telegrammi in cifre e con linguaggio convenzionale, che molti +negozianti adoperano a risparmio di spese coll'estero. Solo in Giugno il +Generale Morra si accorse, che poteva lasciar passare in linguaggio +convenzionale la richiesta o l'offerta di un carico di aranci senza +pericoli per la patria! + +[59] Colgo qui l'occasione per testimoniare a questo egregio e mio caro +amico, tutta la mia riconoscenza per la sua cooperazione attiva e +intelligente prestatami nella pubblicazione di questa seconda edizione. + +[60] Sento il dovere di segnalare l'attitudine dignitosa e indipendente +del _Giornale di Sicilia_ di fronte all'invadere della marea +reazionaria. Invece seguì ed incoraggiò la più bieca reazione _Il +Corriere dell'Isola_, dopo che ne lasciò la direzione l'Avv. Sangiorgi +che non avea disdegnato in altri tempi di collaborare nell'_Isola_. + +Ma la storia della protesta della Giunta di Castelbuono dev'essere +completata: furono chiamati uno ad uno i consiglieri comunali e +_invitati_ a riunirsi di nuovo per dire che la precedente protesta era +una cosa... da burla. Così fecero perchè non si sentirono l'animo di +farsi arrestare e mandare a domicilio coatto.... + + + + +XXI. + +I TRIBUNALI MILITARI[61] + + +Il fatto più esorbitante dello Stato di assedio proclamato in Sicilia è +nella constituzione dei _Tribunali di Guerra_ ai quali non solo furono +sottoposti i civili, ma, con una violazione aperta del diritto lo furono +anche per quei reati commessi avanti la stessa proclamazione dello Stato +d'assedio. Onde si può dire che quei tribunali servirono come +efficacissimo strumento di reazione. + + [I PRECEDENTI] + +Giova rilevare anzitutto col Brusa che, a uno a uno, i precedenti in +fatto di Stato di assedio, nè autorizzavano nè consentivano, in maniera +qualsiasi, la manomissione delle leggi, e degli articoli espliciti +dello Statuto, per la quale solamente fu possibile la istituzione dei +Tribunali militari. + +Nello Stato d'assedio proclamato a Genova nel 1849, a Sassari nel 1852, +in Sicilia e nel Napoletano nel 1862, in Sicilia nel 1866, non si +rinviene cosa alcuna che possa considerarsi come un precedente di quello +che si fece nel 1894 in Sicilia e nella Lunigiana. + +Le condizioni politiche di Genova, nel 1849, erano talmente gravi ed +eccezionali che non si può in nessun modo paragonarle a queste di +Sicilia del 1894, eppure all'articolo 9 della regia ordinanza che le +impose lo Stato d'assedio era detto: «_Continueranno i giudici, i +tribunali e i magistrati ad esercitare la loro giurisdizione a seconda +delle leggi vigenti_, salvo nei reati contro la sicurezza dello Stato ed +in quelli per il porto e la ritenzione d'armi, i quali _potranno_ essere +giudicati da un Consiglio di guerra, che applicherà le pene portate dal +codice penale militare e, nei casi da esso non previsti, quelle +stabilite dalle leggi penali comuni.» + +Questa prima constatazione vale _a priori_ a dare una idea della +esorbitanza del Regio Commissario straordinario che istituì i _Tribunali +di guerra_ e della illegittimità dei medesimi. La illegittimità e la +incompetenza loro risulta altresì evidente per una serie di ragioni e di +osservazioni, che sono costretto a riassumere, non potendo estesamente +esporle in un lavoro, che non ha indole giuridica. + +I _Tribunali militari_ non potevano conoscere dei reati commessi dai +civili, perchè gli articoli 70 e 71 dello Statuto _octroyè_ da Carlo +Alberto, esplicitamente stabiliscono: «Non si può derogare alla +organizzazione giudiziaria se non in forza di una legge. Niuno può +essere distolto dai suoi giudici naturali. _Non potranno perciò essere +creati tribunali o commissioni straordinarie._» + + [LE FACOLTÀ DEL POTERE ESECUTIVO] + +Il potere esecutivo, dunque, col regio Decreto del 3 Gennaio col quale +affidava i _pieni poteri_ al generale Morra di Lavriano non poteva a lui +delegare quelle facoltà, che non aveva. Quando il bisogno esista di +modificare lo Statuto o di derogare temporaneamente ad alcuna delle sue +disposizioni, questa facoltà non competerà certamente al potere +esecutivo, il quale nessuna legge può fare o sospendere (art. 6 dello +Statuto) e molto meno può toccare alla legge fondamentale dello Stato +(_Impallomeni_). + +Che il potere esecutivo non abbia tale facoltà--ed è evidente che non +possa averla in un regime costituzionale--risulta dagli stessi +precedenti della nostra storia; infatti esso quando ha sentito bisogno +di poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni di difesa esterna e di +_difesa interna_ ha chiesto quella facoltà ai parlamenti e l'ha ottenuta +con la legge del 2 Agosto 1848, con quella del 25 aprile 1859, con +quella del 17 Maggio 1866 per le guerre coll'Austria; con la legge +chiamata Pica del 15 Agosto 1863 per la repressione del brigantaggio; +con la legge 3 Luglio 1875, non messa in esecuzione, per le condizioni +della pubblica sicurezza in Sicilia. Onde da questi dati si vede che se +i _Tribunali di guerra_ furono stabiliti a Genova nel 1849 ed a Palermo +nel 1866, essi furono legali, poichè il potere esecutivo si trovava già +investito dei _pieni poteri_ in forza delle cennate leggi speciali del +1848 e del 1866. + + [VIOLAZIONE DELLO STATUTO] + +Nè si obbietti, che quei Tribunali possono diventare legali di fronte a +casi straordinarî e impreveduti, perocchè il Codice e la procedura +penale hanno preveduto l'avvenimento di fatti che in modo straordinario +compromettano l'ordine pubblico e li ha preveduti lo Statuto, il quale +vietando alle autorità di ricorrere in questi casi a provvedimenti +straordinarî, ha provveduto alla propria incolumità. Si può infatti +immaginare, che alcuno pensi a creare Tribunali o Commissioni +straordinarie--vietate dall'art. 71 dello Statuto--in tempi normali? +(Impallomeni). + +La storia dell'art. 6 dello stesso Statuto Albertino, corrobora poi +pienamente tale corretta interpretazione. Questo articolo, che vieta al +Re di sospendere l'osservanza delle leggi o dispensarne, fu copiato +dall'art. 13 della Carta francese del 1830, e questo fu alla sua volta +desunto dall'art. 14 della precedente Carta del 1814 ch'era così +formulato: «Le roi fait les reglements et les ordonnances nècessaires +pour l'execution des lois et la suretè de l'Etat.» + +I partigiani dell'assolutismo spinsero Carlo X, con una falsa +interpretazione di queste ultime parole, a pubblicare le ordinanze del +25 luglio 1830, che sospesero la libertà della stampa, modificarono la +legge elettorale e sciolsero la Camera dei Deputati e provocarono pure +la rivoluzione. Col trionfo della rivoluzione rivedendosi la Carta del +1814 nel 1830 furono soppresse le vaghe parole: _Sureté de l'Etat_ e +aggiunte le altre: _sans pouvoir jamais ni suspendre les lois +elles-mêmes, ni dispenser de leur execution_, per impedire che +rinascesse mai la pretesa di paralizzare con decreti le leggi dello +Stato. (_Pierantoni_). + +I pareri dei più eminenti giuristi--e basta ricordare tra questi il +Mittermeyer--e degli scrittori politici, anche tra quelli non molto +liberali, sono concordi in questa corretta interpretazione sui +_Tribunali militari_ e sulla sottrazione dei cittadini ai loro giudici +naturali, ma nel caso presente si hanno due giudizi alla cui autorità +tutti si devono inchinare. + + [LA CORTE DEI CONTI] + +Uno dei supremi corpi dello Stato, infatti, la _Corte dei Conti_, da +principio si rifiutò di registrare il decreto di proclamazione dello +Stato di assedio in Sicilia; poi a sezioni unite lo registrò _con +riserva_ con questo scultorio motivato: «Considerato che il +provvedimento eccezionale, _com'è definito dallo stesso governo_, +determinato da ragione politica, _esce dai confini della legge scritta, +dalla quale non trae norma_.» + +Si poteva, forse, più esplicitamente di così, dichiarare che il decreto +del 3 gennajo, con tutte le sue conseguenze--tra le quali la +costituzione dei _Tribunali di guerra_--è stato illegale? + + [L'ART. 337 BIS DEL CODICE PENALE MILITARE] + +Ma il governo stesso, implicitamente, ha fatto la stessa preziosa +confessione; imperocchè esso, dando pienamente ragione agli scrittori +_Arangio Ruiz_, _A. Majorana_, _Vidari_, _Contuzzi_, _Brusa_, +_Impallomeni_, _Pierantoni_ ecc., che in questa occasione dolorosa +sostennero non potersi applicare le disposizioni del Codice penale +militare che si riferiscono allo _Stato d'assedio guerresco_, allo +_stato di assedio politico_ o _fittizio_, sì è accorto della lacuna che +esiste nelle nostre leggi--che lacuna non è, ma voluto silenzio a +garenzia dei diritti dei cittadini consacrati dallo Statuto--e dopo +compilato il nuovo codice penale militare mentre era sotto esame della +Commissione del Senato, vi ha aggiunto l'articolo 337 _bis_, che dice: +_Lo stato di guerra può essere anche dichiarato in caso d'insurrezione o +d'imminente pericolo della pace pubblica_. Ora se il potere esecutivo +aveva già il diritto di equiparare lo _stato di assedio guerresco_ a +quello _politico_, qual bisogno aveva esso di presentare l'articolo +aggiuntivo? + +A proposito del quale articolo 337 _bis_, il relatore sul nuovo Codice +penale militare, Senatore Costa, osservò: + +«Il dubbio che un comandante possa dichiarare lo stato di guerra non +deve rimanere nel testo: se mai questa facoltà si volesse ottenere, è +necessario escluderla. È facoltà _sconfinata_, che non è giustificata da +alcun principio, che non è imposta da alcuna necessità. È _sconfinata_ e +_pericolosa_, perchè pone alla mercè di un comandante d'armi il potere +di costituire un regime eccezionale e l'esercizio di un potere +eminentemente politico, che al solo governo, sotto il peso della sua +responsabilità politica, deve essere riconosciuto.» + +Ammesso, dunque, che il nuovo Codice penale militare col suo articolo +aggiuntivo, dichiarato _sconfinante e pericoloso_ da un conservatore, +partigiano del governo, e suo dipendente anche--perchè il senatore Costa +è un alto funzionario dello Stato--venga approvato dal Parlamento e +sanzionato dal Re, è certo ch'esso ancora non è legge e finchè ciò non +sarà bisognava e bisogna rispettare il diritto vigente. (_Brusa_) Resta +perciò provato che il Regio decreto col quale si proclamò lo Stato di +assedio in Sicilia e gli atti consecutivi del Regio Commissario +straordinario coi quali s'instituirono i _Tribunali di guerra_ +assoggettando ad essi i civili, violano lo Statuto fondamentale del +regno e le sue leggi. Nè valgono a dimostrare il contrario le miserevoli +argomentazioni degli epigoni dell'on. Crispi, i quali contorcono la +storia e la logica con la speranza di giustificarlo dalla grande accusa +di avere violato la Costituzione. + + [LA COSTITUZIONE NON ESISTE PIÙ] + +Ora uno dei più eminenti scrittori di diritto costituzionale, il +monarchico e dinastico prof. Casanova, nota: «un governo costituzionale +cessa di esistere tostochè più non esiste la Costituzione: essa non +esiste tosto che fu violata. Il governo che la viola lacera il proprio +titolo a governare: da questo istante può ben sussistere in virtù della +forza, non già in virtù della Costituzione.» + +La più mite e legale illazione di questo canone rettissimo di diritto +costituzionale la trassero gli on. Prampolini, Badaloni, Ferri, Agnini e +Berenini i quali--più rispettosi delle leggi che coloro i quali se ne +dicono i custodi--proposero alla Camera dei Deputati di porre in istato +di accusa il ministero presieduto dall'on. Crispi, che aveva violato la +Costituzione. E in istato di accusa fu messo in Francia nel 1830 il +ministero Polignac per avere violato colle ordinanze di luglio la Carta +del 1814. + +Ma là la rivoluzione era trionfante e in Italia la vittoria era, +incontrastata, del potere esecutivo; la Camera dei deputati, quindi, +ghignò sul viso ai socialisti che invocarono il rispetto delle leggi e +dello Statuto, e s'inchinò reverente dinanzi alla forza trionfante! + +Se i _Tribunali di guerra_ erano illegali nella loro origine, la loro +istituzione, guardata da un elevato punto di vista, doveva considerarsi +come impolitica, nè da essi poteva emanare equanimità di giudicati. + + [I MILITARI GIUDICI E PARTE] + +Invero i militari, di fronte ai cittadini che hanno vinto e domato nelle +dissensioni civili, non possono essere imparziali, poichè per quanto +essi siano leali, per quanto la compagine dell'esercito sia nazionale, è +umano che nelle lotte si destino risentimenti e che nel cuore di coloro +che si sentirono offesi e rimasero vincitori alberghi il desiderio della +vendetta per quanto attenuato e represso da un alto senso del dovere. Di +più i militari rappresentano il potere esecutivo contro il quale si +levano i ribelli; essi, quindi, sono giudici e parte direttamente +interessata nello stesso tempo. + + [IL CASO DEL MARESCIALLO NEY] + +Quest'ordine di considerazioni non è teorico ma ebbe altrove la sua +esplicazione pratica e ne venne riconosciuta la giustezza. Ben a ragione +il senatore A. Pierantoni ha ricordato che la quistione non è nuova +nella storia delle guerre civili e che il caso del maresciallo Ney +avrebbe dovuto servire di esempio e di ammaestramento. + +«Quando Napoleone dall'isola d'Elba sbarcò nel golfo di Iuan ai 5 marzo +1815, per riprendere l'impero della Francia, il maresciallo Ney fu +scelto dal re Luigi XVIII per tagliare la via della capitale +all'_insensato_ perturbatore della pubblica quiete.» + +Ney, _impotente a trattenere le onde del mare_, tornò alla causa di +Napoleone. + +«Dopo la battaglia di Waterloo e la seconda abdicazione di Napoleone, +Luigi XVIII volle _deferire ai consigli di guerra i colpevoli di aver +tradito il re prima del 23 marzo, e di avere attaccata la Francia e il +suo governo a mano armata_. Con ordinanza del 24 luglio mandò Ney, +Cambronne ed altri ai giudici militari. Il maresciallo fu difeso da +Berryer, padre, che sostenne l'incompetenza del Consiglio di guerra. +Queste furono le ragioni sostenute: il giudizio su preteso crimine di +Stato non essere domandato ad un Consiglio di guerra. Il sovrano, capo +dell'esercito, si osservò, non poteva _pronunziare in causa propria_, +per giudizio dei suoi ufficiali. L'articolo 33 della Costituzione +affidava alla Camera dei Pari la procedura per i crimini di alto +tradimento. Gli articoli 62 e 63 vietavano di sottrarre un prevenuto ai +suoi giudici naturali. Il re per un altro articolo del Patto +costituzionale stretto con la nazione aveva renunziata la potestà di +creare tribunali straordinari. Il Consiglio di guerra si dichiarò +incompetente con la maggioranza di cinque voti contro due. Il +maresciallo fu giudicato e condannato dalla Camera dei Pari.» + + [VAE VICTIS] + +Ma questi timori si sono mostrati vani e infondati nel caso disgraziato, +che esaminiamo? Questo sarebbe stato certamente l'ardente desiderio di +ogni italiano; ma pur troppo i fatti corrisposero alle sinistre +previsioni e il Brusa, temperatissimo uomo e alieno dalle lotte +politiche, è stato costretto di fronte alle sentenze dei _Tribunali di +guerra_ ad esclamare: _À la guerre comme à la guerre!_ e: «odio o +vendetta entrano soltanto in iscena quando al _Te Deum laudamus_ si +mesce il _Vae victis_.» + +L'_ordine_ venne ristabilito in Sicilia e i vincitori poterono +ringraziare Iddio; l'odio e la vendetta hanno fatto il resto a danno dei +vinti! + +Dopo la quistione della legalità e della presunta ingiustizia dei +giudizi dei _Tribunali di guerra_, quella della retroattività della loro +competenza è la più importante. E su questo terreno non solo furono +violate le leggi e i principî più inconcussi del diritto, ma si riuscì +anche alle più manifeste contraddizioni nelle dichiarazioni e negli atti +dei Regi Commissarî straordinarî in Sicilia e in Lunigiana. + +In ordine a queste contraddizioni sta che il generale Morra di Lavriano +negli editti dell'8 e del 20 gennaio 1894--coi quali veniva istituita la +giurisdizione straordinaria dei _Tribunali di guerra_ in Sicilia--disse: +«_saranno_ deferiti al giudizio del _Tribunale di guerra_ ecc. ecc.»; +dunque previde reati che nel futuro dovevano essere deferiti al +Tribunale di guerra, non reati dei quali il Tribunale avesse l'obbligo +di prender cognizione al momento della promulgazione dell'editto. +(_Impallomeni_). Più esplicito era stato il generale Heusch in +Lunigiana. In seguito al decreto del 17 gennaio, che istituiva la +giustizia marziale vi fu la circolare del 20 che ad essa attribuiva la +competenza pei reati commessi dopo la proclamazione dello Stato di +assedio. Ma il Tribunale penale di Massa e Carrara dichiara la propria +incompetenza nella causa Molinari e il 25 lo stesso generale Heusch con +altra circolare annulla quella del 20 e proclama la _retroattività_! Il +Generale Morra di Lavriano, più furbo, non constatò la propria +contraddizione, ma non vi sfuggì. + + [CONTRADDIZIONI STRIDENTI] + +Che cosa pensare di queste contraddizioni stridenti? «Legge e stabilità +o identità di pensiero legislativo sono termini, che si richiamano a +vicenda indissolubilmente. Volere e disvolere a un tempo, cioè a +distanza di soli _cinque_ giorni, sarà consentito, e richiesto forse, +nell'ordine _interno_ degli ufficî amministrativi, e le circolari +_interne_ così talora fanno. Ma la maggiore offesa, che possa recarsi ad +un _legislatore_--e lo erano i due Regi Commissarî straordinarî di +Sicilia e di Lunigiana--sarebbe proprio quella di ritenerlo capace di +fare egli pure altrettanto, e segnatamente di prevalersi di semplici +_circolari_, cioè di atti inefficaci, per determinare, se già non +fossero determinati, o per alterare poi, rapporti giuridici, +precisamente affine di determinarli o di alterarli.» + +«Sarebbe poi _assurdo_ e _barbaro_, perchè niente vi ha di più +contradittorio in sè e contrario alle norme di giustizia, che +l'apprestare agli abitanti le garenzie maggiori dalle sorprese terribili +di una repressione straordinaria ed eccezionale durante il tempo più +calamitoso della guerra vera, per riservarne di minori ed insufficienti +durante quello di un semplice così detto stato d'assedio politico +fittizio: vale a dire quando appunto la coesistenza dei rapporti +generali del tempo di pace, tuttora rimasti, rende sopratutto necessario +avvertire bene che si applicheranno, e in quale misura, anche norme +eccezionali proprie solo dello stato di guerra.» Così il prof. Brusa. + + [LA RETROATTIVITÀ] + +A parte questa contraddizione tra gli atti e le dichiarazioni dei Regî +Commissarî straordinarî, resta pur sempre che la _retroattività_ è +violatrice delle nostre leggi e dei principî del nostro diritto. +L'articolo 2º delle disposizioni generali premesse al Codice civile +consacra il canone supremo della irretroattività delle leggi; ed in +proposito giova ricordare che nella discussione della Commissione +generale per la revisione dei Codici nel 1865 si fece cancellare un +inciso che c'era nel progetto presentato dal Ministero in cui si +accennava al caso in cui la si potesse ammettere quando la _legge così +espressamente disponga_. + +Il senatore De Foresta ritenne indecoroso per l'Italia che una sua legge +potesse ammettere la retroattività; e l'on. Bonacci aggiunse che +«sarebbe sconveniente e quasi scandaloso il ricordare tale eccezione nel +nuovo Codice italiano, perchè si potrebbero così ridestare le +tristissime memorie dei caduti governi della penisola, che _violavano +tante volte per mire politiche_ il sacrosanto principio della non +retroattività delle leggi.» + +Adesso, i governi caduti, on. Bonacci, sono stati riabilitati dal +governo italiano che il principio ha impunemente violato precisamente +per _mire politiche_, a malgrado che per pudore, trent'anni or sono, i +nostri giureconsulti non abbiano voluto ammettere nemmeno la possibilità +che ciò si potesse fare anche in forza di una legge! + + [QUEL CHE DICONO GLI EPIGONI] + +Non si danno per vinti i tristi difensori dell'arbitrio sfrenato e della +prepotenza militaresca, e facendosi forti anche del parere del +Carrara,--che pur si sa quanto avversasse la ingerenza del potere +politico nelle cose della giustizia--e di altri eminenti giureconsulti, +non esitano a dire che il principio della non retroattività delle leggi +non è applicabile alla procedura e alla competenza «a quelle leggi cioè, +che stabiliscono le forme dei giudizî e la ripartizione della +giurisdizione tra i varî magistrati in quanto questa ripartizione ha +tratto colle forme del giudizio.» (_Muratori e Giannini_). Ma la +giustificazione cade quando si riflette, che questa limitata +retroattività nella procedura e nella competenza si può invocare ed è +stata invocata quando ad una giurisdizione ordinaria si è sostituita +un'altra giurisdizione ordinaria e non quando se ne sostituisce una +straordinaria ed eccezionale, poichè precisamente in questo caso +intervengono le ragioni accennate, che a guarentigia vietano l'impero +retroattivo della legge, per la necessità che la nuova legge sia posta +al disopra di ogni sospetto di _mire politiche retrospettive_. + +E la retroattività anche in questi casi è da respingersi, perchè oltre +che gli accusati si trovano dinanzi a giudici non legittimi e contro di +loro prevenuti ed animati del sentimento della vendetta, essi pel fatto +di vedersi sottoposti ad una giurisdizione straordinaria vengono già +privati di importanti garanzie di cui avrebbero goduto colla +giurisdizione ordinaria. «Difatti, mentre coloro, che sono accusati in +Corte d'assise sono stati prima giudicati in Sezione d'accusa, ed hanno +quindi potuto presso la medesima difendersi, gli accusati in Tribunale +di Guerra non hanno potuto fruire di questo vantaggio. In secondo luogo +il loro diritto di difesa presso i Tribunali di Guerra è stato in fatto +limitato, benchè per falsa applicazione di legge, perciò che non è +stato loro riconosciuto il diritto di scegliersi un difensore civile. E +un terzo motivo di disfavore verrebbe da ciò che il diritto di ricorrere +in Cassazione sarebbe limitato ai vizî d'incompetenza e di eccesso di +potere.» (_Impallomeni_). + + [ASSASSINIO PER PROCURA] + +Laonde saviamente il citato prof. Casanova a proposito della non +_retroattività delle leggi_ in materia di competenza sancita dallo +Statuto aggiunge che «anche il concorso di _tutti i poteri dello Stato_ +non potrebbe sottrarre un cittadino ai giudici che le leggi esistenti +gli accordano, e tramandarlo innanzi ad un tribunale straordinario, +_creato dopo che avvenne il fatto per cui si vuole procedere_... La +violazione delle forme prescritte, ordinata dai mandatarî del popolo non +è più legittima del _linciaggio_. _È un assassinio per procura._» + +Per tali motivi molti codici penali stranieri--il bavarese e l'austriaco +tra gli altri--esplicitamente escludono la retroattività nel caso di +costituzione di un Tribunale straordinario, in conformità del parere di +eminenti giureconsulti (Kleinschrod, Zachariae, Berner, Odilon Barrot, +Glaser ecc.) e di sentenze dei Tribunali e della Cassazione di Francia. + +Nulla di più vergognoso alla nuova Italia di ciò che, violando, hanno +voluto operare i suoi governanti in questa occasione. + +Il prof. Brusa con profonda amarezza rileva che l'Austria, nelle sue +repressioni dei moti nazionali del Lombardo-Veneto--moti che dovevano +essere _liberali_--non applicò mai il giudizio statario ai fatti +anteriori alla sua proclamazione. L'Austria maestra di libertà e di +rispetto delle leggi all'Italia di G. Mazzini e di G. Garibaldi: ecco +una cosa, che parrebbe assolutamente impossibile se non fosse vera! + + [L'ITALIA AL DISOTTO DELL'AUSTRIA] + +Oh che fremiti di vergogna voi avreste, poveri grandi martiri, che deste +il sangue e consacraste la vita alla patria Italiana per vederla, o +appena sperarla, libera dallo straniero! quali mai impeti d'ira i +vostri, se poteste sapere quanto la terza Italia, che dicono libera, è +al di sotto dell'abborrito impero Austriaco per tutto quello che +risguarda le disposizioni e le forme del giudizio statario! + +Per tutti gli infiniti vostri sacrifici voi vi sentireste traditi. + +Non ultima delle enormità dei processi che si perpetrarono dinanzi ai +_Tribunali di guerra_ fu la negata difesa civile agli imputati. I +_Tribunali di guerra_ con interpretazione grettamente farisaica del +Codice penale militare respinsero in tutti i casi la istanza degli +imputati per la libera scelta di un difensore tra gli avvocati +esercenti: poggiando le loro decisioni sull'articolo 544 di detto Codice +che consente all'imputato di _potere_ scegliere il difensore fra gli +uffiziali presenti, che non abbiano un grado maggiore a quello di +capitano. + +Si lasci da parte il fatto che viene diminuita sostanzialmente la difesa +che i nostri Codici vogliono affidata a _persona capace_--e i militari, +per quanto valorosi in guerra e competenti nella loro arte, non potranno +mai dirsi _persone capaci_ nelle quistioni di diritto e nello esercizio +della avvocatura--ma colla interpretazione data col citato articolo si è +violato lo spirito e la lettera della legge. + +Il legislatore ha disposto e statuito in vista della guerra, e si +comprende che mentre l'esercito è in campagna non è possibile +rispettare tutte le forme procedurali e che molte volte, perciò, tutto è +rimesso alle circostanze del momento; per questo motivo non nel solo +articolo 544 si adoperano frasi, che indicano la intenzione che si +faccia il possibile (l'imputato _potrà_ scegliere il suo difensore fra +gli uffiziali presenti ecc.), ma anche nell'art. 545 vien detto che gli +uffiziali istruttori, l'avvocato fiscale ed il segretario _potranno_ +scegliersi fra i militari, secondo le circostanze. La chiarissima +intenzione del legislatore, infine, emerge, dall'art. 551 dello stesso +Codice penale militare, che stabilisce: «Innanzi i tribunali militari, +_in tempo di guerra_, si osserveranno, _per quanto sarà possibile_, le +regole di procedura stabilite pel tempo di pace...» E in tempo di pace +gl'imputati innanzi i Tribunali militari hanno il diritto di scegliersi +il difensore tra gli avvocati esercenti. + +Si vorrà forse dire che le _circostanze_ erano tali che non resero +possibile il rispetto delle procedure stabilite in tempo di pace? + + [NEGATA LIBERTÀ DI DIFESA] + +Infatti,... i più valorosi avvocati della Sicilia e d'Italia si erano +offerti a costituire il collegio della difesa. È facile che anche +appunto per questo si volle essere esclusivamente brutali nello +arbitrio, menomando il diritto di difesa agli imputati politici. Onde, +bene e a proposito il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo, +protestò energicamente--a proposta dell'avv. Vittorio Palmeri--contro +l'iniqua decisione del Tribunale di guerra. + + [I PARAGONI] + +Ed anche su questo riguardo ricorrono alla mente i paragoni che +suggeriscono assai malinconiche riflessioni. Gli eroici difensori di +Casa Ajani nel 1867 in Roma--governando il Papa sotto la protezione +dell'esercito imperiale francese--ebbero concessi gli avvocati civili +per la difesa; e pure la tirannide borbonica rispettò in Napoli e +Sicilia questo sacrosanto diritto della difesa al 1821, al 1831, al +1850, al 1858, al 1860, nel processo di Nicolò Garzilli, in quello +contro Poerio, Settembrini ecc., nell'altro delle _tredici vittime_, +sempre! L'accusa di aver negata la difesa civile agl'imputati di reato +politico, mossa da Gladstone nelle famose lettere in cui chiamò +_negazione di Dio_ il governo Borbonico, parve a quest'ultimo tanto +disonorante, osserva l'Impallomeni, che esso fece pubblicare una memoria +dove in risposta al grande statista inglese si mostrava che l'accusa non +era fondata e si concludeva: «Con fatti così bugiardi no, non poteasi +mai preoccupare la pubblica opinione, e meno _spargere la credenza che +pessimamente nelle due Sicilie si amministri la giustizia_.» + +Ma dunque? Eh! dunque,--ciò che non fece il vituperato governo borbonico +venne consumato dal governo _liberatore_ e _restauratore_, che ebbe, +però, rispetto della legge pei briganti del napoletano; ai quali si ebbe +premura di accordare la difesa civile, negata ora, ai socialisti di +Sicilia e della Lunigiana... + +Sulle mostruose conseguenze pratiche di questa violazione del diritto di +difesa non occorre insistere, basta accennare soltanto che spesse volte +i Presidenti dei Tribunali di guerra imposero _silenzio_ o _comandarono_ +di non insistere agli ufficiali difensori; i quali in omaggio alla +disciplina militare dovettero sottomettersi ed ubbidire! + + [I MILITARI DIFENSORI] + +I militari adibiti nei vari processi mostrarono attitudini oratorie, +ebbero un contegno superiore ad ogni elogio, mostrarono intelligenza non +comune ed altrettanto coraggio. Essi difesero gli accusati a loro +affidati con tutto l'affetto possibile; e tra tutti maggiormente si +distinse un capitano di artiglieria simpatico e calvo--Francesco +Piccoli. A tutti va una parola di lode e di gratitudine, viva e sincera. + +Il fatto, considerato poi dal punto vista degli interessi di casta e del +governo, fu grave errore politico, poichè non riuscì ad altro, che a +fare penetrare il socialismo nelle fila della più balda ed intelligente +ufficialità dell'esercito. + +Mentre si manomettevano Statuto e codici, pur di sottrarre gl'imputati +di reati politici ai loro giudici naturali ed ottenere la loro sicura e +draconiana condanna non si osservavano altre regole essenziali di +procedura nei processi e si riusciva ad un vero caos sotto un altro +riguardo, sebbene non a danno degli accusati. + +Perocchè in tutti i processi politici svoltosi innanzi i Tribunali di +guerra della Sicilia «la giurisdizione loro non fu provocata +dell'autorità competente; 1º perchè per gli articoli 552-556 del Codice +penale militare per l'Esercito _l'ordine di procedere_ doveva emanare--e +non emanò--dall'autorità militare superiore presso cui esiste il +Tribunale; 2º perchè per l'articolo 544 l'atto di accusa doveva essere +formulato dall'avvocato fiscale militare e si fece invece consistere +nella ordinanza delle Camere di Consiglio, con cui queste dichiaravano +la incompetenza del magistrato ordinario, cioè la propria.» + + [PROCESSO E NON PROCEDIMENTO] + +«Vi fu dunque un _processo_ ma non un _procedimento penale_ non essendo +stata l'azione penale promossa dall'autorità militare competente; vi fu +un'_accusa_, ma non un _atto di accusa_ essendovi state in suo luogo +l'ordinanza delle Camere di Consiglio. Chi dunque provocò la +giurisdizione dei Tribunali militari di guerra? Nessuno, perchè +l'autorità incompetente non ha che l'ufficio di dichiarare la propria +incompetenza!» + +«Come si riparò a tutte queste irregolarità mostruose; come si rispose +alla loro denunzia? allegando la circolare del 16 Febbrajo 1894 emessa +dal Generale Morra di Lavriano con cui ordinavasi che l'istruttoria +doveva farsi dall'autorità ordinaria, l'autorità militare dovesse +intervenire solamente per giudicare.» (_Impallomeni_).[62] + +Ed ecco fornita la prova che nell'anno di grazia 1894 quando è +presidente del Consiglio Francesco Crispi, la circolare di un soldato +può derogare alla legge e mutare le forme dei procedimenti! + +Si è visto sinora che con la creazione dei _Tribunali di guerra_ in +Sicilia, si violarono i Codici e lo Statuto, specialmente per la +giurisdizione loro assegnata sui non militari implicati nei moti +sociali del 1893 e del 1891; per la retroattività accordata; per la +negata difesa di persone capaci, cioè di avvocati esercenti; e per le +altre irregolarità dianzi ricordate. Quali che siano stati i vizî +capitali della istituzione dei _Tribunali di guerra_ e nella istruzione +dei processi, si sarebbe forse riusciti a farli dimenticare quando le +sentenze fossero state tali, da potere essere ritenute conformi alle +risultanze dei processi--comunque istruiti--e perciò eque. + + [L'OPERA DEI TRIBUNALI DI GUERRA] + +Disgraziatamente vedendo all'opera questi _Tribunali_ e questi giudici +eccezionali--che giudicarono nella causa propria--si è costretti a +riconoscere che la loro funzione fu altrettanto deplorevole quanto la +loro origine e che gli atti corrisposero al sospetto che si ebbe sin da +principio sulla parzialità dei giudici. + +Il giudizio è severo, ma rigidamente esatto quale emerge dallo esame +della condizione e moralità degli accusatori e dei testimoni e della +natura ed origine delle pretese prove di accusa e della enormità delle +sentenze e dei criteri ai quali furono ispirate e della riconosciuta +innocenza di alcuni condannati. + +_Accusatori, testimoni ed accusati._--Da una circolare del Generale +Morra di Lavriano da accenni e telegrammi dell'on. Crispi, da lettere e +telegrammi dei Prefetti e sotto-prefetti nei momenti del pericolo e +quando in Sicilia non c'erano ancora truppe a sufficienza, oltre che da +quanto sin'ora è stato esposto sulle _cause_ dei moti di Sicilia, emerge +luminosamente, che in questi ebbero parte grandissima le ire e gli odî +dei partiti locali, gli antagonismi e le lotte amministrative: la +partigiana, dissennata e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati +da anni a consorterie locali, che ne usarono ed abusarono in tutti i +modi sotto l'egida di Prefetti e deputati: le prepotenze delle +combriccole locali, che, come scrisse l'on. Pantano, appestano l'aria +delle città dell'isola nella stessa guisa che la malaria appesta le sue +campagne; il desiderio ardente nei vinti di liberarsi dal giogo ed anche +di vendicarsi sugli avversari. + +Data questa genesi dei moti che dettero luogo ai reati che si dovevano +punire, nella istruzione dei processi, se volevansi evitare iniquità, +sfogo di passioni ignobili e vendette atroci dovevasi diffidare delle +testimonianze di coloro ch'erano direttamente in causa e che nemmeno +osavano nascondere o attenuare la loro posizione di nemici personali, +anzicchè di avversarî politici degli accusati. Questa diffidenza +costituiva una indicazione precisa e per la polizia giudiziaria--che +raccoglieva gl'indizî e le prove contro gli accusati e procedeva agli +arresti dei presunti rei--e per la magistratura che doveva convalidare +gli arresti e istruire i processi. + + [SI SOVVERTE OGNI CRITERIO D'ISTRUTTORIA] + +Invece si procedette al rovescio e sovvertendo tutti i criterî +istruttorî, che prevalgono nei processi ordinari, si confidò +esclusivamente nei partiti locali al potere e nei loro dipendenti +diretti. Lo appartenere, anzi, ad un partito avverso a quello dominante +costituiva già una presunzione di colpa: e questo criterio mostruoso +venne nettamente formulato dal generale Morra di Lavriano in un discorso +col compianto on. Cuccia e ridotto al seguente sillogisma: «poichè +l'oggetto dei tumulti e delle sedizioni sono stati i municipî, non +possono colpirsi gli uomini delle maggioranze imperanti, perchè queste +non avrebbero aggredito sè stesse: epperò devono cercarsi gli autori dei +fatti deplorati fra quelli delle minoranze». + + [UN PENSIERO PEREGRINO DEL COMMISSARIO] + +Se così pensava il Regio Commissario straordinario, conformemente +agivano le autorità subordinate. Perciò in un paese della provincia di +Trapani si volevano arrestare i 250 firmatarî di una petizione inoltrata +nell'estate del 1893 contro la locale amministrazione municipale; in un +altro della provincia di Girgenti si arrestano molti socî del _Fascio_ +perchè essi erano notoriamente avversarî dell'amministrazione comunale; +a Gibellina si arrestano e si processano i Di Lorenzo perchè nella +dimostrazione contro il Sindaco erano stati acclamati; a Valguarnera si +volevano processare i principali o più temuti avversarî del sindaco e +molti se ne arrestano e processano non ostante la rara e vigorosa ed +onesta resistenza del pretore e del delegato; nel processo di Misilmeri +si vedono figurare 25 accusati tutti del partito della minoranza; e nel +partito della minoranza oppositrice si vanno a cercare gli accusati dei +processi di Belmonte Mezzagno, di Partinico, di Castelvetrano, ecc. ecc. +Si fa di più: in molti piccoli paesi il sindaco funziona da delegato di +pubblica sicurezza ed è lui a dare le indicazioni e ad ordinare gli +arresti per le dimostrazioni avvenute contro l'amministrazione da lui +stesso presieduta! Scandali simili io credo che mai in alcun paese del +mondo si siano verificati; essi sono stati tali da far desiderare il +ritorno ai tempi barbari della giustizia privata. + + [I MISERABILI POSSONO VENDICARSI] + +Ogni miserabile, perciò, che volle sfogare i suoi personali rancori si +comprende che ebbe un mezzo facilissimo per raggiungere l'intento: +asservire sè al partito dominante ed indicare la vittima come uno dei +dimostranti di un dato paese in un dato giorno. Così a Marineo una +onesta donna, certa Lombardo, viene denunziata da una guardia daziaria +che aveva tentato disonorarla mentre il marito era in campagna; e dietro +la sola testimonianza di un siffatto arnese che voleva vendicarsi del +rifiuto, la sventurata viene condannata a 13 anni di prigione dal +Tribunale di Guerra di Palermo! + +I sindaci per vendicarsi dei ribelli non hanno alcun ritegno nel +contraddirsi sfacciatamente; e innanzi al Tribunale di Guerra di +Caltanissetta pei fatti di Pietraperzia,--non ostante l'opposizione +della difesa--si leggono i certificati di moralità rilasciati dal +sindaco--parte direttamente e indirettamente lesa--non conformi alle sue +deposizioni, sugli stessi individui. + +Innanzi al Tribunale di guerra di Palermo alcuni dei detenuti accusati +dalle autorità locali come autori dei tumulti, perchè avversarî +dell'amministrazione municipale, provano a luce meridiana l'_alibi_; e +riesce anche a liberarsi dall'accusa l'avv. Girolamo Sparti, dimostrando +ch'egli era una vittima innocentissima degli avversarî antichi, che +avevano in mano il municipio. + +E altri altrove fecero di peggio. + +Dissi che spesso gli accusatori non nascosero affatto il proprio livore, +nè l'odio contro gli accusati; non lo diminuì per esempio di una linea +il Cav. Saporito, sindaco di Castelvetrano contro il Cav. Vivona, antico +e notissimo suo avversario, il Saporito non depose, ma pronunziò contro +il prigioniero una requisitoria colla quale tal volta riuscì ad +indispettire anche il Presidente del Tribunale di guerra... + + [ESSER MESSO IN LISTA...!] + +Molte autorità politiche e giudiziarie non ignoravano le condizioni di +animo di coloro che si fecero accusatori dei proprî concittadini, ma +anche quando sentivano pietà e forse erano tormentati dal rimorso, esse +credettero di continuare nell'opera nefanda ubbriacati dai vapori della +reazione di cui era saturo l'ambiente, timorosi della propria sorte se +avessero osato venir meno alle istruzioni superiori, nella +preoccupazione della carriera... Sicchè quando gli arrestati di +Misilmeri con accento di verità, che non ammetteva replica, giuravano ai +carabinieri di essere innocenti si sentivano rispondere: «Che volete? lo +sappiamo che siete innocenti; ma pigliatevela colle vostre autorità +locali amministrative, che vi hanno messo in lista.» + +Essere messo in lista! Equivaleva nei più tristi momenti della reazione +ad essere arrestati, processati, condannati o mandati fra mafiosi e +camorristi a domicilio coatto. Per simili motivi lo storico che farà, +documentandolo, il processo ai processi innanzi i Tribunali di guerra di +Sicilia nell'anno 1894, verrà a questa prima e dolorosa conclusione: in +essi c'è la prova del completo asservimento delle autorità politiche e +giudiziarie ai partiti dominanti in ogni singolo paese dell'isola! + + [I TESTIMONI DEGNI DEGLI ACCUSATORI] + +Agli accusatori sfacciatamente partigiani, odiosamente animati dal +sentimento della vendetta dovevano corrispondere e corrisposero i +testimoni, non racimolati--come si direbbe per disprezzo--nei trivî, ma +comprati con oro sonante o reclutati tra le guardie di città e tra le +guardie daziarie, cioè tra coloro contro i quali erano state fatte le +più clamorose dimostrazioni e che tutto potevano essere, meno che +sereni. Epperò nel processo pei fatti di Valguarnera parecchi testimoni +smentiti dalle persone più autorevoli e convinti di mendacio o di +reticenza furono incriminati per falsa testimonianza; e nel processo pei +tumulti di Partinico il perno dell'accusa fu la deposizione delle _sole_ +guardie daziarie, parecchie delle quali pregiudicate e altra volta +condannate per reati comuni. + +Non basta: questi degni testimoni di accusa talora non conoscono neppur +di vista gli accusati e per non fare qualche magra figura se li fanno +indicare nelle gabbie, come risultò nel processo pei fatti di +Pietraperzia e fu fatto rilevare dal bravo tenente Catalano a richiesta +del quale il Presidente del Tribunale di guerra, colonnello Orsini, fu +costretto ad ammonire i preveggenti testimoni. Ma non ammonì, nello +stesso processo, il capo delle guardie municipali, che non sa +riconoscere tra i detenuti in gabbia tutte le persone che assicurava di +_aver visto_ partecipare al tumulto! e condannò poi sulla base delle +deposizioni di siffatti testimoni. + + [GLI INDIZÎ DIVENTANO PROVE] + +_Origine e valore delle prove._--Questi testimoni esemplari, che +avrebbero potuto degnamente figurare ai tempi beati della Santa +Inquisizione, hanno poi talvolta degli scrupoli; non affermano con +risolutezza di aver visto coi propri occhi, di aver sentito colle +proprie orecchie; non si atteggiano a San Tommasi. No! Si accusa, ad +esempio, lo Sparti di Misilmeri, ma tutti si riferiscono ai: _si dice, +si vuole_... E la storia del modo di raccogliere le prove diviene +_edificante_ nel processo di Lercara, nel quale insidiosamente si +coinvolge il povero Bernardino Verro--che di già per lo stesso reato +doveva rispondere nel processo De Felice e C.--Verro è accusato di aver +provocato disordini che egli aveva cercato scongiurare; ed è accusato +come sobillatore da un delegato Lenti; il _quale_ si era convinto della +reità dell'accusato per certe parole dettegli da un tal Corsaletti; il +_quale_ aveva acquistato la stessa convinzione da certe parole della +propria moglie; la _quale_ le aveva apprese dalla moglie del +Commendatore Sartorio; la _quale_ le aveva sentite dal proprio marito; +_il quale_, infine, era il sindaco del paese preso di mira dai +dimostranti... + +Tutto questo, ch'è risultato dal processo, non è l'intreccio di una +_pochade_. Pur troppo si tratta di un dramma reale, in cui il +protagonista sulla base di tali prove viene condannato per sobillazione +a _sedici anni_ di galera! + +Non fermiamoci a commentare; continuiamo la dolorosa e vergognosa +rassegna. + + [COME SI CONDANNA] + +_Innocenti riconosciuti e... condannati._--Pur sorpassando su tutti gli +scrupoli, pur violando ogni principio di diritto e tutte le forme di +procedura, pure affidandosi a siffatte prove, che venivano da testimoni +che già conosciamo, spesse volte non si sarebbe potuto condannare; e si +condannò. + +E si condannò Giuseppe Sparagno a tre anni di reclusione per avere +_favoreggiato_ la fuga di Bosco, Verro e Barbato; prima che costoro +venissero giudicati, contro l'art. 225 del Codice penale che +vuole--perchè sussista il reato di favoreggiamento--che il favorito +abbia commesso un delitto e riportata condanna e che il favoreggiatore +abbia scienza del delitto commesso. + +E si condannò lo Spatiglia accusato e processato per _grida sediziose_; +ma all'udienza risulta che lo Spatiglia è _sordo-muto_, e allora le +brave guardie, che lo avevano denunziato non si perdono di animo e +cambiano l'accusa in partecipazione alle dimostrazioni in Misilmeri. + +Le _grida sediziose_ sono comode per fare condannare; e fanno condannare +il povero Ciulla, per avere gridato in una via deserta di Monreale: +_Comprate i calendarî_ e il _Siciliano_! Egli era uno dei rivenditori +del _Siciliano_; ma per sua disgrazia era inviso ad una certa guardia di +pubblica sicurezza, che sentì il terribile grido e fece la denunzia. Si +spera che venga accordata la medaglia al denunziatore. + +E fu condannata la irresponsabile Rosalia Perrone per occultazione di +armi: un vecchio e arruginito fucile, che appartenne al caro figlio +morto da molti anni e che essa conservava come un prezioso ricordo. Il +Presidente del Tribunale, perchè si tratta di una imbecille, seduta +stante domanda la grazia sovrana: ma condanna. Oh! ma si può condannare +quando si ha la convinzione che gli accusati sono innocenti? Ebbene: si +può... dai tribunali di guerra. E se si possa ce lo dice l'avvocato +fiscale militare nella requisitoria pei fatti di Monreale. Gli imputati +erano 68 e il pubblico accusatore non esitò a fare questa confessione: +«Ammetto che fra gli accusati ve ne sia qualcuno innocente; ma non si +può provare, perchè la _maggior parte_--non tutte!--delle deposizioni +dei testimoni a difesa furono _meschine_, _vuote_ o _reticenti_.» Questo +eccellente funzionario, il sig. Mattei, stabilisce per principio che +non l'accusa deve provare la reità dell'imputato, bensì l'imputato deve +dimostrare, con prove sufficientissime, la sua non partecipazione ai +disordini... + +E si condanna l'accusato della cui innocenza si è convinti, per colpa di +alcune testimonianze vuote o meschine... + +Queste deposizioni potevano essere migliori e più esatte? Non potevano. +Talora i testimonî che si presentavano all'udienza non erano quelli +indicati dall'accusato; e quando un ignorante contadino di Monreale +protesta contro l'equivoco col suo dialetto siculo, il Tribunale che +comprende come se parlasse in sanscrito, sorride e condanna alla turca. +In appresso si dirà più esattamente: condanna all'italiana! + + [FINALMENTE SI FA UN'ECONOMIA] + +E guai ad un testimonio sbagliato, che fa una deposizione _vuota_ o +_meschina_: la sua non può essere corretta o completata da quella di un +altro. Agli imputati per _economia_ di tempo e di denaro è stato +concesso un solo testimonio a discarico. Nè gl'imputati hanno dalla loro +il Presidente, che pensa lui--il bravo uomo!--a correggere e completare. +Ciò fa soltanto quando si tratta dei testimonî dell'accusa; così nel +processo pei fatti di Santa Caterina, essendosi il Colleoni, tenente dei +carabinieri--quello che ordinò il massacro del cinque gennaio, per cui +ricevette una medaglia--patentemente contraddetto, il Colonnello Orsini, +da buon superiore, interviene e dà lui le soddisfacenti spiegazioni alle +contraddizioni dell'inferiore, rilevate dalla difesa. Nè questa può +protestare, se no viene chiamata all'ordine in nome della disciplina +militare! + +Nè gli sbagli si commettono solo sul conto dei testimonî; si arrestano e +si processano per isbaglio gli uni per gli altri. Quell'ottimo tenente +Colleoni, che farà carriera--oh! se la farà,--ch'era arrivato a Santa +Caterina la vigilia della strage e che non ebbe il tempo durante la +notte di fare delle conoscenze, affermò in Tribunale che un certo +Nicoletti aveva preso parte alla dimostrazione. Il maresciallo dei +carabinieri, che viveva in Santa Caterina da molto tempo e che conosceva +tutti invece disse, che c'era errore: il reo essere un fratello del +Nicoletti; ch'era presente all'udienza e che se la svignò quando sentì, +seduta stante, il Presidente del Tribunale ordinarne l'arresto. E in +questo caso si osservi che il Presidente del Tribunale col suo scatto +mostrò tutta la indignazione dell'animo suo; ma l'avere ordinato la +sostituzione di un fratello all'altro nella gabbia degli accusati, +seduta stante, dà la misura esatta di ciò che potevano essere e furono +la procedura e la giustizia dei militari!... + + [INEZIE...] + +Inezie. Perchè gl'integerrimi giudici dei Tribunali di guerra dovevano +preoccuparsi della condanna di un innocente di più o di meno? Uccidete +tutti, _Dio sceglierà i suoi!_ rispondeva l'ordinatore della strage di +San Bartolomeo a chi gli osservava che non potevansi sicuramente +distinguere gli Ugonotti dai Cattolici. Poterono imitarlo con coscienza +tranquilla i giudici militari: essi infine non davano sentenze di morte: +appena appena mandavano in galera per dieci o per venti anni! + +Questa storia dei processi innanzi i Tribunali di guerra meriterebbe +essa sola un volume tali e tanti sono gli episodî drammatici, e le +iniquità. A me s'impone di terminarla e la chiudo con l'accenno a due +altri notevoli processi. + + [IL PROCESSO LOMBARDINO] + +Uno dei primi condannati fu Mariano Lombardino; e il suo caso, giusto +perchè dei primi, fece molto rumore e molta impressione in Italia. + +Lombardino era soldato, e al 2 gennaio trovavasi in licenza nella sua +natia Gibellina. Un solo soldato del 10º fanteria, certo Corsi, disse di +averlo conosciuto tra i tumultuanti, che tentarono di disarmarlo. Il +Corsi evidentemente era in buona fede; ma potè ingannarsi in un momento +di eccitamento eccezionale e fra migliaia di persone, che lo +circondavano e lo investivano, fra tante fisonomie tutte a lui +sconosciute. Era facilissimo l'errore, perchè Lombardino rassomigliava +molto ad un certo Panzarella--proprio uno degli uccisi!--e la +rassomiglianza era tale che una volta gli procurò un arresto per espiare +una colpa commessa dal Panzarella. + +Lombardino si protesta innocente con voce e con gesti, che commovono gli +astanti e il suo difensore l'egregio e buon capitano Piccoli, fece +sforzi eroici per salvarlo. Lombardino aveva citato parecchi testimoni a +sua difesa per provare l'_alibi_; ma una donna viene condotta in camera +di sicurezza e minacciata di processo per falsa testimonianza, perchè +aveva deposto a favore dell'imputato. Tre altri testimoni, che possono +provare l'_alibi_ sono assenti e il Tribunale respinge il rinvio +richiesto con calore dalla difesa; e lo respinge quando su Lombardino +pesava l'accusa di _alto tradimento_,--sulla fede di un solo +testimonio--che viene punita colla fucilazione! + +Il Tribunale, però, se è inesorabile non manca di umanità e trova modo +di escludere l'_alto tradimento_ e condanna a 20 anni di reclusione. +Lombardino, che aveva pianto e protestato durante l'udienza, quando +sentì pronunziare la condanna a ciglio asciutto esclamò: _per quanto è +vero Iddio sono innocente!_ e chinò il capo e non profferì più una +parola. Il capitano Piccoli si dette dei pugni sulla testa. + +Perchè fu così inesorabile e ingiusto il Tribunale? Ecco qua: era uno +dei primi processi; non bisognava discreditare le istruttorie; si doveva +dare un esempio; si trattava di un soldato... Eppoi, eppoi... Lombardino +era stato dal rapporto dei carabinieri di Gibellina designato come +_individuo sospetto_... perchè nulla tenente. Oh milioni di proletarî +d'Italia: voi siete _sospetti perchè nulla tenenti_, onde la galera è +per voi! + + [IL PROCESSO CURATOLO] + +L'ultimo tra i processi minori, di cui giova intrattenersi è quello del +Prof. Vincenzo Curatolo da Trapani. Il Curatolo, intimo del compianto +deputato Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propaganda +socialista in Sicilia sia coi giornali, sia coi tentativi di +associazione; l'averla continuata con ardore all'indomani della Comune +lo rese oltremodo inviso alla borghesia di Trapani; egli però non si +lasciò mai imporre dall'odio dei potenti, nè scoraggiare dalla +pochezza dei risultati e rimase sulla breccia sino a tanto che negli +ultimi tempi, insieme al Montalto, riuscì ad organizzare un vero +partito socialista nella sua città natia. In Consiglio Provinciale +rappresentava la vicina Paceco, dove aveva interessi e amici +numerosissimi. + +Nel periodo dei tumulti, fu dei più attivi nel frenarli e nell'arrestare +le conseguenze del contagio psichico e nei giorni 1 e 2 gennaio il +Prefetto Palomba, preso da tale spavento che lo fece piangere innanzi a +diverse persone, lo richiese di consiglio e di aiuto, e della sua opera +pacificatrice si disse lieto e grato. Questa circostanza risulta dal +rapporto di chi lo denunziò e dalla sentenza. + + [LA BRAVATA DI UN ISPETTORE DI P. S.] + +Il 3 gennaio l'Ispettore di Pubblica sicurezza Rinaldi lo invita a +recarsi nel di lui ufficio; ma Curatolo rispose sdegnoso di non aver +nulla da fare con l'Ispettore. L'indomani l'Ispettore si vendica del +rifiuto arrestandolo, chiudendone la farmacia e trattenendone la chiave +per dodici giorni. E l'Ispettore arrestandolo non nasconde che ciò fa +pel rifiuto e di averlo punito siffattamente ancora si vanta! + +La Camera di Consiglio non ebbe il coraggio di legittimare l'arresto una +prima volta; si limitò invece a secondare la proposta del Pubblico +ministero di rinviare la legittimazione dell'arresto ad un altro mese +aspettando che si potessero rinvenire gli elementi di colpabilità sino +allora mancanti. Trascorso il mese, sulla base degli stessi elementi +negativi, la Camera di Consiglio del Tribunale Penale lo rinviava al +Tribunale di guerra di Trapani. + +Il giorno 12 Marzo doveva trattarsi la causa; ma fu rinviata, +sicuramente per pressioni dell'autorità politica, perchè l'avvocato +fiscale Cav. Anastasi aveva detto che egli non trovava alcun elemento +che sorreggesse l'accusa ed il Presidente del Tribunale di guerra +Colonnello Bussolino--quello stesso che staffilò a sangue la +magistratura ordinaria--aveva detto pubblicamente essere sicura +l'assoluzione dell'imputato. + + [SETTE ANNI DI RECLUSIONE] + +Innanzi al Tribunale di guerra la causa si trattò il giorno 20 marzo con +un personale tutto diverso, a cui, affermavasi da tutti, era stata +imposta la sentenza; e Vincenzo Curatolo, infatti, non ostante le +risultanze del processo, nell'assenza di alcun documento che lo +accusasse e sulla base della sola testimonianza di un confidente di +questura che disse averlo visto in Paceco--il grande delitto!--il giorno +3 Gennaio, venne condannato a sette anni di reclusione! + +La enormità e la iniquità di questo processo e di questa sentenza +risultano a luce meridiana dai considerandi della sentenza stessa e dal +rapporto dell'Ispettore di P. S. Rinaldi, che dopo averlo arrestato per +una bizza personale, lo denunziò al magistrato--e volle egli stesso +rilevare che denunziava _lui_ solo--come responsabile dei reati previsti +dall'art. 120 e 252 del Codice penale. + +Il rapporto del 7 Gennaio al Giudice Istruttore del Tribunale Penale fa +colpa al Curatolo di essersi _sdegnosamente rifiutato d'intervenire_ +nell'ufficio dell'Ispettore: e di avere inneggiato al socialismo mentre, +arrestato, veniva condotto in caserma; di aver _sempre di nascosto_ +diretto il movimento; di essere uno dei capi agitatori. Il rapporto non +nega che il Curatolo avesse consigliato pubblicamente la calma: ma +soggiunse «_il suo breve discorso fatto con molta arte, nel mentre non +meritava interruzioni da parte dell'autorità di P. S._, dall'altra +eccitava vieppiù gli operai verso le classi più abbienti». + + [LE ACCUSE DELLA POLIZIA] + +Venne forse l'ordine di arresto da Palermo dove nelle perquisizioni ai +membri del Comitato Centrale dei _Fasci_ si erano per avventura trovati +documenti compromettenti pel Curatolo? Niente affatto. È l'Ispettore +Rinaldi che ci dà il testo di questo eloquente telegramma del Questore +di Palermo: «Prego disporre accurata perquisizione nel domicilio del +nominato Vincenzo Curatolo farmacista, costà in via Cortina, noto +socialista E DISPORNE ARRESTO SECONDO RISULTANZE PERQUISIZIONE.» Dunque +a Palermo non c'erano motivi di veruna sorta--non ne trovò il sig. +questore Lucchese!--per il suo arresto. + +Ma le risultanze della perquisizione, alle quali il questore Lucchese +subordinava l'arresto, furono tali da far mantenere l'arresto già +avvenuto? Meno che mai! + +Narra il suddetto ispettore: «Furono sequestrate _più_ (?) carte di +NESSUNA IMPORTANZA». Fra le _più_ carte di _nessuna importanza_ ce +n'erano di quelle importanti? Manco per sogno; ma il signor Rinaldi +spiega la mancanza di documenti compromettenti _supponendo_ che +gl'interessati li abbiano messi in salvo; e questa _supposizione_,--che +farebbe onore a Torquemada--lo autorizza a questa splendida illazione: +«_Tale sottrazione di documenti_ ad esuberanza prova, che negli stessi +dovevano contenersi le disposizioni per _una generale insurrezione_, +nonchè _gli ordini impartiti_ ai varî _Fasci_ per incominciare il +movimento». + +Del resto si poteva procedere senza cerimonie all'arresto perchè, dice +l'Ispettore, «si _assicurava_ che essendo il Curatolo consigliere +Provinciale di Paceco, ed _anima_ di quel _Fascio_, gli abitanti di +quel paese _aspettavano_ da lui il segnale per scendere armati in città +ed incominciare il saccheggio. Tale gravissimo fatto risultava non solo +dalle riferenze d'ufficio, ma _benanche da discorsi di cittadini onesti +e stimati nel pubblico_.» + + [UNA PROVA... SCHIACCIANTE!] + +Orbene non un solo di questi cittadini onesti e stimati andò a +testimoniare contro il Curatolo... invece sindaco, deputati provinciali, +assessori, consiglieri provinciali e comunali, molti altri eminenti +cittadini quasi tutti avversari politici affermarono esplicitamente la +legalità della sua condotta e l'opera sua eminentemente pacificatrice +nei momenti del pericolo. Non monta: «la PROVA PIÙ SCHIACCIANTE contro +il Curatolo», conchiude l'Ispettore Rinaldi, l'abbiamo nel fatto che «in +Trapani avemmo due sere di disordini; arrestato il Curatolo, senza +bisogno di altri mezzi, _la calma rientrò in Città_.» + +Questo perfezionato allievo di Lojola diceva il vero, ma dimenticava una +sola cosa: Curatolo venne arrestato dopo la proclamazione dello stato di +assedio, quando dappertutto _la calma rientrò_ senza arrestare le _anime +dei Fasci_ e solo perchè gl'ingenui contadini si convinsero, con +quell'atto, che il governo riprovava le agitazioni e non le vedeva di +buon occhio, come era generale credenza in seguito alla condotta tenuta +dal Consigliere della Prefettura di Palermo mandato a Partinico. + +In qualunque altro paese civile e libero il rapporto-denunzia +dell'Ispettore Rinaldi sarebbe stato bastevole per lo meno a farlo +destituire; in Italia valse ad indurre il Tribunale di guerra di +Trapani, presieduto da un Barbieri, a far condannare il Curatolo. + + [LA SENTENZA] + +La sentenza non è che la parafrasi pura e semplice del rapporto; i suoi +considerandi non sono, che supposizioni e insinuazioni. In quanto a +_fatti_ concreti così si esprime: «Che mente direttiva della +organizzazione dei _Fasci_ e di siffatti propositi»--precedentemente la +sentenza aveva accennato ai _fatti luttuosi_ accaduti in altre parti +dell'isola e che non si erano verificati in Trapani per la _pronta ed +energica_ REPRESSIONE (?) delle autorità--«fosse il giudicabile Curatolo +Vincenzo e fosse esso che dirigeva ogni movimento che si verificava e in +questa città e nel vicino comune di Paceco, i cui moti DOVEVANO AVVENIRE +contemporaneamente e confondersi in una sola azione È PROVATO DALLA +CORRISPONDENZA, CHE GLI FU SEQUESTRATA, che lo compromette nel più +assoluto modo, dalla _sua posizione_ nel Fascio dei lavoratori di +Trapani, da esso si può dire formato e _moralmente_ presieduto, dalle +sue relazioni coi capi dei rivoltosi in _tutte_ le parti dell'Isola, +dalle _sue corse_ a Paceco fatte in momento opportuno, mal celate e poi +negate, e finalmente dal grido di _Viva il socialismo_, emesso quando lo +trassero in arresto, che fatto in quelle condizioni e con +quell'_espressione_, non poteva non essere un grido sedizioso rivolto al +pubblico, grido che rileva il di lui animo bramoso di disordini +popolari...» + + [IL REATO DI V. CURATOLO] + +Constava al Tribunale di guerra che Vincenzo Curatolo nei momenti dal +pericolo, e quando un _animo bramoso di tumulti_ avrebbe potuto +facilmente provocarli, aveva rivolto al popolo parole di pace e +consigli di calma, ma non ne tiene conto perchè, seguendo l'Ispettore +Rinaldi, «delle disapprovazioni che l'accusato avrebbe fatte pei _detti +avvenimenti_, non è il caso di occuparsene, nulla deducendo in di lui +favore, ma solo addimostrando una non _comune e provetta attitudine_ in +lui di _eccitatore occulto ma efficace_, COME OFFRONO LA STESSA PROVA LE +ESORTAZIONI ALLA CALMA COL RISPETTO DELLA LEGGE FATTE PALESAMENTE.» + +Per tali FATTI COSÌ STABILITI il Tribunale di guerra visti gli articoli +120 e 252 del Codice penale condanna il Curatolo a _sette anni_ di +reclusione e alle spese! + +Si è visto che la sentenza trova le _prove_ dell'accusa sopratutto nella +_corrispondenza sequestrata_ al Curatolo, cioè tra le _più carte_ +giudicate di _poca importanza_ dall'ispettore Rinaldi. Il quale così le +giudicò per difetto d'intelligenza, poichè fu trovata una terribile +lettera di Francesco Cassisa... la quale non potè valere, però a fare +condannare questi dal Tribunale di Guerra di Palermo,--il quale pur +distribuì generosamente migliaia di anni di condanne facendo una vera +strage d'innocenti! + +Da questo processo,--superato soltanto in mostruosità dalla +sentenza--rimane provato all'ultima evidenza che dai Tribunali di guerra +si ritenne reato l'avere avuto relazioni con persone incriminate--e con +tale criterio si potrebbe mandare in galera mezza Italia, compreso il +Parlamento; reato la visita al vicino paese, che si rappresenta in +Consiglio Provinciale: reato il presiedere... moralmente un _Fascio_, e +di esserne stato l'_anima_;[63] reato il gridare: _Viva il socialismo!_ +con _espressione_, reato l'avere disapprovato pubblicamente e l'avere +impedito nella misura delle proprie forze i fatti, che si ritengono +criminosi. + + [PERSECUZIONI CONTRO IL PENSIERO] + +Il processo alle intenzioni in base alle più scellerate supposizioni, la +persecuzione contro il pensiero, e la condanna dell'esercizio del +diritto di associazione e di riunione negli stretti termini della +legalità--perchè i _Fasci dei lavoratori_ furono sodalizî legali, che +per tre lunghi anni si riunirono ed agirono in pubblico senza che mai le +autorità politiche e giudiziarie vi avessero trovato da ridire--da +nessun altro processo risultano lampanti quanto da quello istruito +contro il Curatolo, perchè a confessione e del denunziatore e dei +giudici, che condannarono, mancano in esso tutti gli elementi di un +processo qualsiasi, che non siano il processo alle intenzioni, la +persecuzione contro il pensiero, la condanna dei diritti sanciti dello +Statuto. Ed è perciò che ho ritenuto doveroso occuparmene con +particolarità per segnalare al giudizio severo ed imparziale del +pubblico il governo che dispose e permise agli agenti suoi, che +eseguirono e condannarono. + + [IN NOME DELL'ITALIA LIBERA E UNA] + +L'animo di qualunque italiano, che sognò e lavorò per la rigenerazione +di una patria libera, e la cui libertà doveva venire a farne la +grandezza e la ragion di essere nel consorzio delle nazioni civili non +può che rimanere profondamente sconfortato ed indignato dell'opera dei +Tribunali militari in Sicilia ch'è la negazione assoluta di +cinquant'anni di lotte, di sacrifizî, di eroismi contro la tirannide; +quest'opera deleteria induce a melanconiche riflessioni. Oh! valeva la +pena di abbattere il governo, che fu detto _negazione di Dio_ e di far +cadere tante vittime preziose sui campi di battaglia e sulle forche per +arrivare a vedere funzionare come hanno funzionato i Tribunali militari +in Sicilia e in Lunigiana nell'anno 1894 e in nome dell'Italia _libera +ed una_? Non si direbbe che le libertà promesse dallo Statuto siano +tranelli tesi alla buona fede degli italiani? Quanto più onesto e leale +il governo borbonico, che senza ipocrisie proibiva di occuparsi di +politica, e sotto il quale almeno erano sicuri di vedere rispettata la +propria libertà coloro che ottemperavano scrupolosamente ai suoi ordini! + +Lo sconforto sarebbe minore se dell'opera nefasta dianzi tratteggiata +fossero responsabili soltanto i Tribunali di guerra. Si sa! i militari +non comprendono il diritto, non conoscono leggi e statuti, non discutono +ma ubbidiscono, come impone la disciplina, non conoscono altra ragione +che quella che viene dalla forza. Ma il guaio maggiore è questo: nelle +aberrazioni giuridiche, politiche e morali dei Tribunali di guerra c'è +la solidarietà e la complicità necessaria dei magistrati ordinarî, che +dovrebbero tutelare i diritti dei cittadini e fare rispettare le leggi e +lo Statuto in alto e in basso. E questa solidarietà e questa complicità, +per quanto possa riuscire doloroso il confronto, bisogna metterle in +evidenza. + + [LA MAGISTRATURA] + +Da parecchio tempo la magistratura italiana avea perduto nella coscienza +pubblica quella stima e quella rispettabilità, che sono indispensabili +al suo ufficio supremo in uno stato libero e bene ordinato e per cagioni +molteplici, che sono state esposte e studiate da illustri magistrati, da +giuristi e da scrittori politici di ogni parte. Ciò che maggiormente si +rimproverava e si rimprovera tuttavia alla magistratura italiana si è il +suo asservimento al potere, le cui conseguenze sono incalcolabili tutte +le volte in cui essa dovrebbe colpire gli agenti del governo; giudicare +nei conflitti tra il Fisco e i privati cittadini; istruire processi +d'indole politica ed emettere le relative sentenze. Di tale +asservimento, che riesce sempre di grave danno ai cittadini e di +pericolo continuo alle pubbliche libertà, somministrai esempî in +_Corruzione politica_ e il fatto stigmatizzai severamente in _Banche e +Parlamento_ unendo la mia voce modesta a quella di tanti altri assai più +di me autorevoli. E la iattura è tanto grave e antica, che parvero +eroi--e furono esaltati ed eletti deputati in odio al governo--il +Procuratore Generale Nelli e il Procuratore del Re Borgnini, che seppero +resistere alle pressioni dall'alto nel famoso processo Lobbia--e +preferirono dimettersi sdegnosamente anzichè sottomettersi--altri tempi +e che sembrano leggendarî!--come di recente bastò che un alto magistrato +integro, l'Eula, arrivasse al ministero, dopo avere pubblicamente +affermato che la magistratura deve giudicare e non _rendere servigi_, +perchè la nazione aprisse il cuore alla speranza di vedere realizzata +la più necessaria delle restaurazioni: quella dell'indipendenza della +magistratura.[64] + +Ma Eula, cadente per anni e per malattia, al ministero di grazia e +giustizia passò come una meteora luminosa, che non riscalda e non +vivifica, e gli ultimi episodî del processo della Banca Romana, le +solenni e gravi dichiarazioni dell'attuale ministro Calenda dei Tavani +in risposta ad interrogazioni degli on. Cavallotti, Imbriani e mie +nonchè rialzare il prestigio della magistratura lo hanno ormai come +distrutto! + + [SERVIGI E NON SENTENZE] + +Come e perchè il governo riesca ad imporsi ai giudici e ad ottenerne +_servigi_ e non _sentenze_ sarebbe lungo l'esporre; basta in questo +libro, in cui l'interessante quistione è toccata incidentalmente, +ricordare che nell'ultima discussione sul bilancio del ministero di +grazia e giustizia per l'anno 1894-95 l'on. Gianturco, che gode meritata +fama per dottrina, per integrità di carattere e per avere occupato il +posto di sottosegretario di Stato sotto l'Eula, segnalò al ministro +l'arbitrio pericolosissimo che si esercita nelle promozioni, mercè le +quali gli abili governanti profittando delle debolezze del cuore umano e +dei bisogni di magistrati mal pagati, sanno piegarli alle loro voglie +renderli docili e servizievoli quando occorre. + +Nè il ministro osò negare la esistenza e la gravità del pericolo. + + [IL PREMIO AI MAGISTRATI ONESTI!] + +I magistrati onesti e indipendenti non solo si vedono sopravvanzati +nella carriera da quelli servili, ma vengono puniti coi traslochi da una +sede più importante ad una di minore importanza ferendone la dignità e +gl'interessi economici ad un tempo. E di questo mezzo illecito di cui si +serve il governo per punire i magistrati ricordai in _Banche e +Parlamento_ alcuni casi, che si riferivano alla Sicilia (p. 337) ed +altro con grave rammarico devo riferirne qui, che riguarda pure l'isola +e i processi d'indole politica di cui mi sto occupando. Quel Procuratore +del Re di Trapani, di cui si disse che era stato scelto dall'on. Crispi +come successore del Lucchese al posto di fiducia di Questore di Palermo, +venne invece anzichè promosso e premiato pei suoi meriti, traslocato +d'improvviso in un Tribunale di poca entità della provincia di Messina, +non ricordo bene se a Patti o a Castroreale. Perchè? La voce più +accreditata sulla causa della punizione è la seguente: egli in una causa +in cui stavano di fronte un maresciallo dei carabinieri ed un privato +cittadino aveva reso giustizia al cittadino, e ciò facendo non solo +aveva mancato di rendere un _servizio_ al governo, ma aveva anche +indispettito un deputato siciliano dei più reazionarî, che proteggeva il +maresciallo e che negli ultimi tempi esercitava un insolito ascendente +nelle sfere ministeriali... + +In _Banche e Parlamento_, quasi presago dei futuri avvenimenti, avevo +detto che in Sicilia più che altrove era notorio il servilismo della +magistratura verso il governo. Tale servilismo nell'isola aveva le sue +non nobili ma continuate tradizioni--interrotte per un momento dal +conflitto Tajani-Medici--delle quali il senatore Zini riporta parecchi +dati, tra cui impudente una lettera del Procuratore Generale Morena, che +parla come della cosa più semplice e corretta di questo mondo «_di +detenuti, che non sono a disposizione dell'autorità giudiziaria_ e sul +conto dei quali egli confessa di non _potere_ prendere alcun +provvedimento perchè _non può mettere la falce nella messe altrui_ (?!) +e consiglia _impertanto di rivolgersi al Prefetto o a S. E. il Ministro +dell'interno_.» (_Dei criterî e dei modi di governo della sinistra._ +Bologna, 1880 p. 45). + +Gli ultimi avvenimenti e i consecutivi processi della Sicilia hanno +distrutto, se pur ne avanzava, l'ultimo residuo della buona fama della +magistratura in quanto a senso di giustizia e ad indipendenza. Ed è da +avvertire in proposito che le numerose assoluzioni dei membri dei +_Fasci_, nel periodo precedente alla proclamazione dello Stato di +assedio, che potrebbero invocarsi come una prova in contrario, perderono +di efficacia perchè controbilanciate da altrettante condanne in casi +perfettamente identici: sicchè le prime non servirono, che a rendere più +evidente la ingiustizia delle seconde, la mancanza di un unico ed esatto +criterio giuridico e il servilismo dei più.[65] + + [LA MAGISTRATURA DOPPIAMENTE COLPEVOLE] + +La magistratura ordinaria è doppiamente colpevole; perchè da un lato si +è spogliata indebitamente e volontariamente--dico: _volontariamente_, +stando alle apparenze--dei propri diritti dichiarando la propria +incompetenza nei casi, che vennero deferiti ai Tribunali militari e +dall'altro si è prestata con inaudito sfoggio di servilismo ad istruire +i processi sui quali poi hanno in ultimo giudicato gli stessi Tribunali +militari. + +Data la legittimità dei Tribunali militari, sulla quale non spettava +alla magistratura ordinaria di minor grado di giudicare, certo è che +essa doveva, a salvaguardia del proprio decoro e della propria autorità, +non consentire all'ingiustificabile principio della retroattività così +largamente applicato; e dove e quando la giurisdizione eccezionale +militare avesse accampato pretese e diritti che non le spettavano, alla +magistratura ordinaria incombeva assoluto l'obbligo di resistere e di +mostrarsi vigile custode delle leggi e dei diritti dei cittadini e di +sollevare quei conflitti, che in ultimo avrebbero dovuto essere decisi +dalla Suprema Corte di Cassazione di Roma. + + [UN MILITARE INSEGNA LA PROCEDURA] + +La magistratura ordinaria invece venne meno al proprio dovere e senza +che in modo alcuno possa scusarsi. Non resistette all'invadenza di chi +in nome dei _pieni poteri_ accordatigli credette potere impunemente +calpestare statuto e leggi; non sollevò alcun conflitto; essa stessa +invocò il principio della retroattività; essa stessa lo applicò, +dichiarando, _non richiesta_, la propria incompetenza e deferì al +giudizio dei Tribunali militari gli accusati il cui reato era stato +consumato molto tempo prima della proclamazione dello stato di assedio +quale fu il caso dell'ex-Presidente del _Fascio_ di Palazzo Adriano +che, per uno dei tanti pretesti accampati nel periodo della provocazione +in agosto 1893, venne processato e il giudizio venne rinviato a +richiesta dell'accusato, il quale poi inopinatamente con senso di +stupore generale, venne deferito al Tribunale Militare di Palermo. +Questa febbre di servilismo arrivò al punto di rendere dimentica la +magistratura ordinaria della più elementare osservanza delle procedure e +delle competenze in vigore anche sotto il regime eccezionale della +sciabola: e così si vide il Tribunale penale di Trapani deferire al +Tribunale militare la conoscenza di alcuni reati non contemplati negli +editti del generale Morra e ricevere la più umiliante delle lezioni +dallo stesso Tribunale militare di Trapani, che dichiara la propria +incompetenza e rinvia al Tribunale penale il processo. Un militare, il +colonnello Bussolino, non poteva mostrarsi più severo verso il +magistrato ordinario insegnandogli le regole della procedura; e il +rossore dello schiaffo assestato ci vorrà del tempo perchè scompaia. + +Grave è inoltre la colpa della magistratura ordinaria relativamente +all'istruzione dei processi. Dato pure e non concesso che fosse stata +legale la istituzione dei Tribunali militari e che si fosse potuto +applicare l'anti-giuridico e mostruoso principio della _retroattività_, +ne derivava che la magistratura ordinaria non avrebbe dovuto menomamente +impicciarsi dei reati e dei processi nei quali veniva riconosciuta la +competenza della giurisdizione eccezionale militare; così facendo si +sarebbe potuta accusare la magistratura di vigliaccheria e non altro. +Essa invece ha tolto l'incomodo ai Tribunali militari--violando il +Codice penale militare--d'istruire i processi e glieli ha presentati +belli e completi rendendosi non solo complice di tutte le enormità di +detti processi, ma principale responsabile di tutte le flagranti +irregolarità, che vennero esposte in questo stesso capitolo sulla +condizione sospetta dei denunziatori e dei testimoni e sul valore delle +prove raccolte. + +Onde su di essa ricade la maggior parte della colpa delle sentenze +inique dei Tribunali di guerra, perchè questi giudicarono quasi sempre +sulle orme delle requisitorie dell'avvocato fiscale e alla sua volta +l'avvocato fiscale non fece che copiare le requisitorie del Procuratore +del Re colle quali si mandavano gli accusati innanzi ai primi. I +militari, in fatto di diritto e di applicazione delle pene, dovevano e +potevano mostrarsi, essi che non li hanno mai studiati, più meticolosi e +meno severi dei magistrati? Non era possibile sperarlo. + + [SERVILISMO DELLA MAGISTRATURA SICILIANA] + +Ond'è che l'on. Lucchini, penalista illustre e Consigliere di Stato, +commentando la sentenza Molinari e Gattini, non potè a meno, di fronte +alle declinatorie, all'abdicazione della magistratura ordinaria, di +constatare che si è messa in evidenza la sua ignoranza e il suo +servilismo e si è resa complice dello _strazio della libertà e della +giustizia_ (Appendice alla monografia di Brusa: _Della giustizia penale +eccezionale_ p. 53). E più aspro certamente sarebbe stato il giudizio +dell'antico professore dell'Ateneo bolognese, se avesse dovuto +enunziarlo a proposito della condotta della magistratura siciliana.[66] +La quale è stata tale che al mitissimo insegnante della università di +Torino ha strappato questa sentenza: «_Le condanne, se grazia sovrana +non interverrà_, rimarranno quali _testimoni e accusatori di una +giustizia, la quale parrà una_ FORSENNATA _e che si mostrerà a tutti_ +VELATA PER LE PATITE OFFESE: _di_ UNA GIUSTIZIA RESA SERVA DELLA POLIZIA +PREVENTIVA.» (Brusa p. 35). + + [LA SUPREMA CASSAZIONE] + +Ed ora allo esame della condotta della più alta magistratura italiana: +la Suprema Corte di Cassazione. + +All'indomani della sentenza della Cassazione nel ricorso del Procuratore +Generale del Re Comm. Bartoli--contro il giudicato della Sezione di +accusa, col quale nel processo della Banca Romana si mandarono assolti +Pietro Tanlongo e Michele Lazzaroni--in Italia ci fu una generale +esultanza e l'animo di tutti si aprì alla speranza. Il supremo +magistrato aveva reso giustizia; e pur rispettando la sentenza della +Sezione di Accusa in nome della legge scritta, di cui esso dev'essere +sempre ed esclusivamente l'indefesso tutelatore, aveva trovato modo con +parole elevate in nome dello interesse morale di stigmatizzarla. Si +sperava che il responso della Corte di Cassazione dovesse e potesse +servire di rampogna ad alcuni magistrati inferiori e d'incoraggiamento +ad altri. + + [È SCESA IN BASSO] + +In Sicilia e in Lunigiana sappiamo già che il nobile esempio non giovò +ai magistrati inferiori; oggi sappiamo del pari che la stessa Cassazione +non continuò a battere la via sulla quale si era messa nello scorso +anno, e non ci resta che lo sconforto di dovere constatare che il +supremo magistrato italiano è disceso al livello dei magistrati +inferiori, anzi forse tanto più in basso quanto più alto dovrebbe essere +il suo ufficio. + +Il Prof. Impallomeni chiudeva il suo ricorso in Cassazione dell'on. De +Felice Giuffrida e Compagni con questa perorazione, che giova riprodurre +integralmente: «Eccellenze, nel disgregamento morale e fra le passioni +che travagliano le società odierne, le coscienze non si possono far +serene che in un centro solo di equilibrio e di sicurezza: +nell'amministrazione della giustizia, affidata alla rettitudine di +magistrati indipendenti.» + +«I rancori, le ire di partito passano, le onde agitate delle azioni e +delle reazioni sociali si ricompongono in calma, ma le offese alla +giustizia restano ferite irrimediabili alla compagine sociale. Un grande +ufficio di riparazione è a voi affidato; ufficio ad un tempo di +riconciliazione e di pacificazione degli animi: che voi compirete quando +risolleverete la bandiera del diritto, abbassata nella causa presente, +in cui una condanna non giunse al suo segno, se non passando sopra lo +Statuto prima, e poi sopra il Codice penale.» + +In verità dopo la sentenza della Cassazione sul ricorso Molinari e +Gattini, che dette luogo alle critiche severissime del Brusa e del +Lucchini,--per non citare quelle unanimi della stampa politica +quotidiana,--un linguaggio siffatto--che del resto può considerarsi come +la parafrasi felice dei _considerandi_ della stessa Cassazione nella +sentenza sul ricorso Bartoli nella causa Tanlongo e Lazzaroni--potrebbe +giudicarsi o la manifestazione di una ingenuità superlativa o una delle +tanti e volgari tirate retoriche di avvocato esercente, che non crede +affatto in ciò che scrive. Esclusa questa ultima interpretazione nel +caso dello egregio prof. Impallomeni rimane la prima; e si può anche +dire che nell'animo suo albergasse la speranza della resipiscenza. +Ascoltò la Cassazione questo linguaggio degnissimo che racchiudeva un +savio consiglio, utile più alla conservazione dell'autorità del supremo +magistrato anzichè alla causa dei condannati dal Tribunale militare di +Palermo? + + [LA GIUSTIZIA SERVA DELLA POLITICA] + +Oramai la risposta della Cassazione è nota ed è noto che essa non +s'inspirò allo Statuto, alla legge, alla giustizia; ma lasciò passare +trionfalmente l'interesse della politica dell'ora che volge e respinse +il ricorso De Felice, come tanti altri ne aveva respinti. La sua opera +nella quistione vitale della competenza e della revisione delle sentenze +dei Tribunali militari deve essere esaminata e giudicata al lume dei +fatti e del diritto; ed essa risulta uguale, se non peggiore, a quella +del resto della magistratura, per incoerenza, per servilismo, per +ingiustizia. + +Il primo errore e la prima colpa della Cassazione furono commessi nello +statuire sulla legalità dei Tribunali militari. Essa non ebbe gli +scrupoli della Corte dei Conti--e questa differenza dev'essere la sua +maggiore umiliazione. + +Essa li trovò legittimi, legali, anche quando evidentemente esorbitavano +proclamando la propria competenza pei reati commessi prima della +proclamazione dello Stato di assedio! + + [INCOERENZA DELLA CASSAZIONE] + +La Cassazione, però, non si mantenne logica e coerente; perocchè se nei +casi di Sicilia l'applicazione del diritto bellico si è fatta +correttamente come in guerra guerreggiata anche alle persone estranee +all'esercito, non c'era ragione del suo intervento, perchè una persona +non può essere giuridicamente _duplice_ nei rapporti con gli stessi +reati a lei imputati; non è e non può essere prima pareggiata al +militare per la giurisdizione di merito e poi restituita al novero degli +estranei alla milizia per la decisione formale sulla incompetenza del +giudice di merito. + +La Cassazione doveva astenersi dal conoscere delle sentenze pronunziate +da Tribunali estranei alla sua giurisdizione, non provocata neppure da +conflitti insorti fra essi e i Tribunali comuni. Perciò la Cassazione +intervenne senza regola, intervenne quando accomodava: e le sue +decisioni, quando parzialmente riformarono le sentenze dei Tribunali +militari non possono essere considerate che come _grazie parziali_ fatte +da chi non le poteva e non le doveva fare». (_Brusa e Lucchini_, p. 28, +29 e 55). + +Alla Cassazione incombeva, però, un obbligo superiore: quello di +annullare puramente e semplicemente le sentenze dei Tribunali militari +distruggendone la usurpata giurisdizione e stabilendone la illegalità. +La Cassazione doveva e poteva fare rispettare lo Statuto e le leggi +anche senza avere la precisa attribuzione delle Supreme Corte federali +degli Stati Uniti; poichè non ha sostanziale fondamento ciò che disse +l'on. Sacchi nella Camera dei Deputati, che la Cassazione Italiana, +cioè, non abbia la missione di contenere le leggi nei limiti della +costituzione oltre quella di contenere i provvedimenti esecutivi: nei +limiti della legge; e non ha fondamento «giacchè una legge che non sia +nei limiti della Costituzione non è legge; e tutti i magistrati dal +Conciliatore alla Corte di Cassazione hanno insita al loro ufficio la +facoltà di sindacare la costituzionalità degli atti della pubblica +autorità, perciò stesso che il loro mandato è quello di fare applicare +le _leggi_, e i provvedimenti emanati in conformità alle leggi.» +(_Impallomeni_, p. 47). + + [TUTTO È LASCIATO ALL'ARBITRIO] + +Poteva, doveva farlo la Cassazione--e non lo fece--per non lasciare +tutto all'arbitrio del potere esecutivo, gli averi, la libertà e la vita +dei cittadini. + +«Chi non vede che col sistema della Cassazione--rispettando ed +accettando cioè la legalità dei Tribunali militari--si condannano +potenzialmente a perpetua impotenza le norme di competenza, stabilite +dal Codice di procedura penale? Ogni volta, che vi saranno delle bande +armate, dei moti insurrezionali, basterà che il potere esecutivo dica +essere necessario sospendere la competenza ordinaria perchè si creda +essere nel diritto di farlo; per modo che i Tribunali e le Corti di +Assise potranno essere competenti a conoscere di simili reati +sempre..... meno quando avverranno. Vi saranno sempre le autorità +giudiziarie del regno pronte a dire, come ha detto la Corte di +Cassazione: noi ce ne laviamo le mani, è affare che non ci riguarda, +decidano in altro luogo se le leggi bastano; quando lassù crederanno che +non bastano, noi non abbiamo che a sottometterci ai decreti che verranno +imposti. Ma allora, domandiamo noi, a che serve la legge? a che serve la +divisione dei poteri? qual'è la differenza, che passa tra un regime +assoluto e un regime costituzionale?» (_Impallomeni_, p. 39). + + [LA CONVENIENZA POLITICA INVECE DEL DIRITTO] + +Di più: quando la Cassazione intervenne e dichiarò la propria +competenza--e non poteva essere competente e non doveva intervenire se i +Tribunali di guerra fossero stati legali e costituzionali--lo fece in +modo scorretto e sconveniente e misconoscendo la missione commessale +dalla legge. Questa, infatti, è tassativa nello stabilire che essa debba +esaminare le quistioni di _diritto_ e non le quistioni di _fatto_; essa +ci sta per separarle e nella separazione sta la sua ragione di essere. +Or bene la Cassazione precisamente in questa occasione, in cui poteva +affermarsi nella sua più grande maestà come uno dei poteri pubblici +dello Stato, venne meno al proprio compito esaminando la questione di +_fatto_, la opportunità dei provvedimenti presi, e non se tali +provvedimenti per quanto opportuni, per quanto anche necessarî, siano +stati conformi allo Statuto e alle leggi, sicchè il supremo magistrato +desumendo la _legittimità_ di siffatti provvedimenti dalla ipotetica +loro _necessità_ e _convenienza politica_, svisò la propria funzione, si +sostituì al Parlamento, rese un servizio al governo, che incoraggiato +dal precedente, segnalando come _necessario_ qualunque illecito ed +incostituzionale provvedimento, sa che verrà giustificato ed approvato +dal corpo che avrebbe dovuto precisamente richiamarlo alla osservanza +della Costituzione e delle leggi (_Brusa_, p. 10, 11 e 34; _Lucchini_, +p. 57; _Impallomeni_, p. 40). + + [IN ITALIA E ALTROVE] + +Epperò, tutto ben considerato, se ne deve conchiudere con amarezza, che +il popolo non può riporre più la sua fiducia nel supremo magistrato, che +dovrebbe avere il compito di difenderne i diritti e fare rispettare la +Costituzione e le leggi del potere esecutivo, come fece la Cassazione +francese anche in momenti non propizî alla libertà e alle franchigie +costituzionali (_Impallomeni_, p. 32 e 33). E la conclusione dolorosa è +assai umiliante per l'Italia, la cui inferiorità di fronte alle altre +nazioni, in fatto di rispetto ai diritti dei cittadini da parte del +potere esecutivo, e nella pratica del regime costituzionale, rimane +ognora più assodata e confermata; e questa inferiorità viene sopratutto +assodata e confermata per opera della Suprema Corte di Cassazione che è +venuta meno al suo compito ed ha rinnegato la propria ragione di essere. + + [L'AFFERMAZIONE DI UN MINISTRO] + +Intanto nel _periodo fortunoso dei fatti eccezionalmente disonesti e +scandalosi_, come la Suprema Corte di Cassazione designò quello della +scoperta degli scandali della Banca Romana, si trovò un Ministro, il +senatore Santamaria, che, nauseato dal contegno della magistratura, la +qualificò un _punto interrogativo_ e non avendo il coraggio di +interrogare la sfinge provvide se non altro a sè stesso, e sdegnoso si +ritrasse. E allora--fu già ricordato--una eco onesta e coraggiosa di +questo sdegno si ebbe nel responso della Cassazione. Pare che con +quell'atto si sia esaurita la vigoria del supremo magistrato, che +quando si trovò nella situazione di dovere solennemente affermare la +propria indipendenza di fronte al governo piegò e si sottomise e la sua +voce si trovò all'unisono con quella del Ministro, che in Parlamento, +dimentico di rappresentare la giustizia, non seppe che difendere e +giustificare le pretese e gli atti della reazione. + +E da questo stesso ministero nell'ora triste e pericolosa di decadenza e +di reazione che attraversiamo, in risposta ad una interrogazione +dell'onorevole Imbriani, l'Italia apprese che se il _ministero avesse +manifestato un desiderio alla magistratura, questa avrebbe trovato nella +procedura i mezzi per soddisfarlo_! (Seduta della Camera dei deputati +del 7 aprile 1894). + +La dipendenza della magistratura in quell'infausto giorno venne +ufficialmente affermata; la nomina della famosa _Commissione dei tre_ +all'indomani della sentenza nel processo Tanlongo e Lazzaroni, è servita +a riconfermarla. La nomina di tale commissione se è stata una indecorosa +canzonatura dal punto di vista della restaurazione della moralità, è +riuscita, però, ad esautorare la magistratura. Quale può essere il suo +prestigio nel giudicare gli altri se essa stessa è sotto giudizio? Il +giudizio sull'opera dei Tribunali militari e della magistratura +ordinaria, non può essere pertanto completo senza la conoscenza di +alcune cifre e di alcuni confronti. + + [CIFRE E CONFRONTI] + +I Tribunali militari di Palermo e di Trapani e quelli di Caltanissetta +sino al 30 maggio--non ho i dati di quello di Messina--distribuirono +3203 anni di detenzione e di reclusione a 630 individui, oltre le pene +per le contravvenzioni al disarmo. In tutto si può approssimativamente +calcolare che i Tribunali militari di Sicilia distribuirono circa 5000 +anni di prigione a contadini che protestarono contro la fame e contro +l'oppressione, e a giovani non rei di altro che di onesta propaganda +socialista. Ebbero _sette anni_ di reclusione coloro che furono +considerati _anime dei Fasci_; ebbe _sedici_ anni di reclusione +Bernardino Verro per un discorso _sovversivo_; ebbero venti anni di +reclusione donne ingenue, che credettero lecito gridare _Viva il Re!_ e +_abbasso il Sindaco!_ + +Da un'altra parte sta questo: un Tenente Blanc dal Tribunale penale di +Padova ritenuto responsabile di omicidio colposo e di abuso di autorità +fu condannato a _sei_ mesi e venti giorni di carcere militare ed a +cinquecento lire di multa; e si _spera_ che la Corte di Appello di +Venezia, che si mostrò altra volta tenerissima degli ufficiali di +Cavalleria riduca la pena.... + +I signori Tanlongo e Lazzaroni accusati di un grappolo di reati e della +scomparsa di _ventitre milioni_ dalla cassa della Banca Romana vennero +assolti dal Giurì di Roma. Era giusto che Tanlongo e Lazzaroni uscissero +a libertà quando entravano in prigione De Felice e Petrina che la loro +popolarità acquistarono smascherando i ladri. + + [L'UFFICIO DELLE LEGGI PENALI] + +Queste condanne e queste assoluzioni si spiegano e si completano, e +darebbero occasione, se questo fosse un libro sistematico, a svolgere +ampiamente e confortare la opinione di coloro i quali asserivano che i +Tribunali e la cosidetta giustizia funzionano attualmente nello +interesse esclusivo della borghesia per assicurare il trionfo di +quelli, che Pietro Ellero--un Consigliere della Corte di Cassazione di +Roma--chiama i _vermi della cleptocrazia_. Queste condanne e queste +assoluzioni ribadiscono la tesi del Vaccaro, che crede: «ufficio delle +leggi penali non essere stato sin qui quello di difendere la società, +cioè tutte le classi, che la compongono; ma particolarmente gl'interessi +di coloro in favore dei quali è costituito il potere politico, cioè dei +proprietarî.»[67] + + +NOTE: + +[61] La quistione delle istituzioni dei _Tribunali militari_ in +conseguenza della proclamazione dello Stato d'assedio oltre che nelle +discussioni parlamentari fu esaminata dal punto di vista politico e +specialmente giuridico in modo esauriente da Brusa: _Della giustizia +penale eccezionale_. Torino 1894; Impallomeni: _Cenni sul ricorso in +Cassazione dell'on. De Felice Giuffrida e C._ Palermo 1894; A. +Pierantoni: _La costituzione e la legge marziale, La legge e non +l'arbitrio_, Roma 1894. Una fiacca difesa dello Stato di assedio ed i +Tribunali militari tentarono A. Muratori e Torquato Giannini: _Lo Stato +d'assedio e i Tribunali militari_. Firenze 1894. Quando citerò tali +autori mi riferirò alle sovraccennate pubblicazioni. + +[62] In molti punti di questo capitolo e del seguente ho copiato +integralmente o riassunto alcune pagine delle monografie dei professori +Brusa e Impallomeni. Della loro esposizione e dei loro giudizî di +preferenza mi son valso per la grande autorità loro nelle discipline +penali e perchè nulla hanno di comune coi socialisti e coi repubblicani. +Alle loro parole talora ho apportato queste modificazioni: il primo si +riferisce al processo Molinari e il secondo al processo De Felice e C. +Io le ho applicate ai processi tutti che si sono svolti in Sicilia +innanzi ai Tribunali di guerra per la identità delle situazioni tra i +primi e gli ultimi. + +[63] Come _anima_ di un Fascio, in mancanza di altro motivo venne +condannato l'egregio giovane Eugenio Bruno da S. Caterina. Ma il +Tribunale militare di Caltanissetta lo condannò a sei mesi. + +[64] Tra i casi veramente tipici e recenti dell'asservimento della +magistratura si deve registrare quello confessato dal Prefetto +Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallotti. La ingenuità colla +quale il Municchi, che passa per una cima, confessò di essersi prestato +da magistrato alle voglie dell'on. Morana, ex-sottosegretario +agl'interni, è prova, che il fatto è normale e notorio per quanto +brutto. + +[65] Ricordo con vivo compiacimento il Tribunale penale di +Caltanissetta, che durante il 1893 ed anche dopo proclamato lo Stato di +assedio, in parecchie occasioni, seppe con maggiore costanza dimostrare +la propria indipendenza. + +[66] Come attenuante per la magistratura siciliana qualcuno mi ha +esposto questo tipico argomento: i processi che si svolsero innanzi i +Tribunali militari furono istruiti... come sappiamo, perchè la +magistratura credeva che una amnistia sarebbe venuta in tempo a +troncarli. Quando essa si accorse che si voleva andare sino in fondo non +potè più rifare sul serio ciò che era stato imbastito quasi per +burla..... Ed avvenne quello che avvenne e di cui si avrà più completa +conoscenza nel seguente capitolo. + +[67] _Genesi e funzioni delle leggi penali. Roma 1889._ Questa tesi +viene sostenuta con parole analoghe da Pellegrino Rossi, Pietro Ellero, +Mausley, Letourneau, De Greef e da altri illustri scienziati; dal +diritto penale venne applicata al diritto civile da Menger, Salvioli, +Bechaux, Loria, De Championniere ecc., che ritengono tutti gli aforismi +giuridici essere stati esclusivamente redatti a vantaggio dei ricchi e +dei più forti e a disprezzo della giustizia e dell'equità. + +Nel testo l'ho presentata colle parole del Vaccaro, perchè la scienza in +questo quarto d'ora è sospetta, e perchè il Vaccaro non è solo un +cultore della scienza, ma è anche il Segretario del Ministro della +Presidenza e perciò non può considerarsi come un pericoloso +sobillatore... L'egregio Prof. Alimena metterebbe meno impegno a +combattere il Vaccaro se dovesse scrivere l'ottimo suo libro sui _Limiti +modificatori dell'imputabilità_ dopo le condanne di Sicilia e di Padova +e le assoluzioni di Roma. + + + + +XXII. + +IL PROCESSO MOSTRUOSO + + +Di questo processo si potrebbe dire per eccellenza quello che il Carrara +affermava dei processi politici: «la giustizia non vi ebbe parte.» + +Quella politica che già fin dai singoli processi per i tumulti del +dicembre '93 e gennaio '94 s'era mostrata conturbatrice del giudizio; +quella politica che aveva esercitato tutta la sua bassa influenza nel +processo contro il Curatolo--del quale si parlò avanti--venne, nel +processo De Felice e compagni, a spiegare intera la sua mostruosa +gravezza; così che, questo, tutto riassume e comprende le brutture e le +violazioni degli antecedenti processi svoltisi avanti ai Tribunali di +guerra. + + [COME FU ORDITO] + +Per una fatalità, l'istruzione di esso fu iniziata e compiuta in un +antico palazzo medievale--fosco di molte truci memorie--che porta ancora +nella piccola torre merlata il vecchio orologio a campana che sonò tante +ore di agonie tremende. + +È il palazzo dei Manfredi Chiaramonte, ove per due secoli infami i +Tribunali del S. Uffizio compirono la tenebrosa opera loro! e dove +oggi--da magistrati che pur videro infrangersi contro a una civiltà +nuova l'ultimo avanzo della temporalità della Chiesa--potè essere +ordito, malvagiamente, un processo su delazioni segrete,... di quel +segreto che fu anima dell'Inquisizione. + +Consapevole com'ero di tutti gli elementi che potevano comporre quel +processo, e dei mezzi adoperati a raccoglierli, e del criterio seguito +nel coordinarli; delle intenzioni, insomma, che guidavano coloro che lo +avevano imbastito e imposto, scrissi nella prima edizione di questo +libro--tre mesi avanti che cominciasse il dibattimento--le seguenti +parole: + +«La grandiosità artificiale del processo contro De Felice, Bosco e C. è +una vera montatura teatrale, che mira a giustificare le misure prese e +l'allarme destato; ma se il processo verrà a termine, se si svolgerà +innanzi ai giudici naturali e non verrà soppresso da una comoda e +pietosa amnistia che gioverà a coloro che lo hanno imbastito e non agli +accusati, si vedrà che esso sarebbe una colossale bolla di sapone, se +non fosse una grande infamia nella quale si tenta coinvolgere quanti +ebbero innocenti relazioni con De Felice, Bosco e compagni, quanti +ebbero parte nella organizzazione dei _Fasci_ colla ferma intenzione di +mantenersi nei più stretti limiti della legge. Il processo, se sarà +conosciuto nei suoi dettagli, riabiliterà la fama dei giudici dei +peggiori tempi della tirannide. E allora si vedrà quale opera nefanda di +servilismo e di complicità hanno fatto certi giornali, che con singolare +compiacenza hanno riferito, fingendo di averle dalle solite fonti +ineccepibili e autorevoli--ch'erano poi quelle delle questure--le +notizie sull'alto tradimento, sull'oro francese, sui depositi delle +armi, sui cannoncini (che servono a sparare le così dette _botte_!), sul +cifrario e sulle misteriose corrispondenze col medesimo spiegate, sulla +constatata relazione tra i fatti di Massa e Carrara e quelli di Sicilia +e di questi coi capi dei _Fasci_...» + + [I FATTI SUPERARONO LE PREVISIONI] + +Previsione triste, la quale pure venne superata dai fatti! così che +veramente, questo processo, e per la sua durata; e per gli incidenti; e +per il numero e la qualità dei testimoni di accusa e di difesa; e per le +risultanze sorte dalla grande libertà di parola e di apprezzamenti a +tutti accordata; e per l'enorme contraddizione tra quelle risultanze e +la sentenza--non impreveduta, certo--ma che avrebbe dovuto essere +imprevedibile, questo processo, dico, che trasse tutta la sua esistenza +dalle accuse della polizia fondate su delazioni di confidenti segreti, +non può essere chiamato altrimenti che mostruoso. + +Dai 7 d'aprile, ai 30 di maggio: due mesi di discussioni e di lotte tra +gli accusati, la difesa, il Presidente, i testimoni, l'Avvocato Fiscale, +provarono l'istruzione del processo tutta una farsa indegna, la quale +però finì in tragedia per la condanna che mandò in galera dei giovani +valorosi che lasciarono nella squallida miseria le loro famiglie. + +Il processo mostruoso si svolse nell'ex convento di S. Francesco di +Assisi--nel 1848 sede di quel parlamento Siciliano che doveva adattare +ai tempi la costituzione del '12--e nella stessa Sala dove fu dichiarata +decaduta la dinastia dei Borboni! + + [APPARATI INVEROSIMILI] + +L'evocazione di questi ricordi di glorie infelici--conquistate con tanto +sangue in nome della libertà,--faceva sentire più forte la melanconia di +quel grande inverosimile apparato di forza, che dalla via del Parlamento +non era interrotto fino nell'aula del Tribunale. C'erano poi soldati, +carabinieri, questurini, delegati, scaglionati da per tutto nelle +vicinanze del Palazzo e si sentiva subito, anche da chi l'ignorava, che +in esso si perpetrava qualcosa d'inusitato e di contrario alla libertà, +di inviso al popolo e che premeva molto al governo che si compisse a +malgrado di tutto e contro tutti. + +Innumerevoli guardie di P. S. venivano appostate lungo la strada che, +dalla Vicaria alla via del Parlamento, percorrevano le carrozze +cellulari, scortate da drappelli di carabinieri. + +Ammanettati ben bene, gli accusati, erano condotti nella grande gabbia +che ha racchiuso briganti famosi e delinquenti d'ogni sorta. + +Nell'aula non era già dato a chicchessia di penetrare. Gli agenti di +polizia squadravano d'alto in basso, e negavano o accordavano l'ingresso +secondo il loro talento, onde accadeva poi che una quantità di guardie +travestite venivano comandate a far la comparsa di pubblico nell'aula +grande, chè altrimenti sarebbe rimasta presso che deserta. + +Entravano liberamente Signori e Signore dell'aristocrazia e dell'alta +borghesia, che avevano biglietti per posti distinti. Venivano volentieri +a godere dello spettacolo di quel processo! + +Pure qualche volta accadde a una dama di commoversi; altre però fecero +mostra di una durezza fenomenale. + +Una contessa, che ama le bertucce, un giorno scendendo per l'ampie +scale, ebbe tanta gentilezza d'animo da dire, ridendo, che quegli uomini +dentro la gabbia le erano sembrati degli scimmioni. + +E la cosa fu tanto orribile che un onorevole principe, il quale le stava +a lato, disse a quella dama delle parole così severe che somigliavano a +un rimprovero. + +Non ugualmente, da quei posti riservati poterono assistere sempre i +congiunti degli imputati, perchè le spie assicuravano giudici e +poliziotti che essi scambiavano segni misteriosi e pericolosi coi +giovani baldi rinchiusi nella gabbia;--e non erano altro che dei saluti +furtivi ed affettuosi! + +Forse, furono ritenute anche pericolose le lagrime che qualche volta, +sgorgavano dai bruni occhi di Maria De Felice, proprio malgrado, quando +il padre levavasi fiero e sorridente a protestare contro una calunnia, o +a schiacciare cogli articolati stringenti un basso testimonio di accusa. + +Gli imputati--da prima malvisti e odiati anche--destarono poi nel +pubblico interesse e simpatia vivissima: fu un crescendo, mano mano che +al dibattimento venivano sfatate le accuse vili che i loro nemici +avevano fatto circolare sapientemente. + + [IL LAVORIO DI DENIGRAZIONE] + +Perocchè il governo e le classi dirigenti, con uno sfacciato lavorio di +denigrazione, erano riusciti a rendere odiosi i socialisti del processo +mostruoso; nei giornali, alle Camere, nei crocchi, le calunnie più +inverosimili si erano spacciate contro di loro. Gl'imputati non erano +soltanto responsabili degli eccidî, degli incendî, delle devastazioni di +Sicilia, ma erano anche i traditori della patria, che volevano disfare +l'opera secolare a cui consacrarono braccia, mente e cuore tanti martiri +e tanti eroi; erano i traditori della patria, che avevano trescato +coll'eterno nemico d'Italia, il clericalismo e ch'erano stati comprati +dall'oro straniero. E in essi, più che gli utopisti imprudenti, che +sognavano la redenzione economica dei lavoratori, lo ripeto, non si +vedevano che i traditori della patria. + + [LE INFAMIE ACQUISTARONO CREDITO] + +Tale l'ambiente morale creato non solo in Palermo, ma in tutta Italia. +Era stato creato colle menzogne e colle calunnie più scellerate; ma +queste venivano proclamate con tanta sicurezza e con tanta insistenza da +coloro che si presumeva dovessero conoscere la verità--dall'infimo +giornaletto di provincia sussidiato dal Prefetto, al grande giornale +della capitale, la cui ufficiosità non era discutibile; dal delegato di +pubblica sicurezza al primo ministro del regno--che la pubblica opinione +venne traviata e le infamie, per un momento, acquistarono credito presso +gli uomini indipendenti e di mente eletta, sinanco tra gli amici +politici dei prigionieri.[68] + +Ma è tempo di fare, per così dire, la cronaca e la descrizione del +_processo mostruoso_ e comincio dalla lista degli accusati, dei giudici, +dei difensori, dei testimoni e degli accusatori. + +Degli accusati non faccio la biografia; sono giovani tutti, meno il +Bensi, e non ebbero campo di fare qualche cosa notevole pel proprio +paese o per la libertà; quasi tutti furono giornalisti intelligenti +oratori e propagandisti instancabili e fortunati dell'ideale socialista. +Emerge Giuseppe De Felice e per la sua vita avventurosa, e perchè è +Deputato al Parlamento, e perchè è _onorato_ dall'odio personale di +Francesco Crispi, e perchè in fine, a torto o a ragione, viene ritenuto +il Capo dei _Fasci_ e della cospirazione: da lui, perciò, prende nome il +processo mostruoso. + +Gli accusati nell'atto di accusa e nella requisitoria del Pubblico +ministero sommariamente vengono qualificati come appresso--e la +qualifica è bene conservare a documento della fenomenale leggerezza e +della malignità di chi istruì il processo e di chi fece da pubblico +accusatore. + + [GLI ACCUSATI] + + CIPRIANI è notoriamente conosciuto quale un internazionalista + _anarchico_ ed un _ardente rivoluzionario_. + + GULÌ EMMANUELE è un _anarchico_ siciliano così ritenuto nelle + denuncie, così definito dai coimputati nei loro interrogatorii. + + PETRINA un _rivoluzionario_ di _tempra adamantina_, così negli + elogi che in diverse lettere gli fa Cipriani. + + MONTALTO il _più serio del partito_ tra quelli del Comitato, + secondo egli stesso si qualifica in una lettera del 23 maggio 1893 + diretta al farmacista Curatolo di Trapani. + + Il CIRALLI è un _fanatico gregario_, mentre il CASSISA è un + _arrabbiato contro l'attuale ordine di cose_ tanto da scrivere in + una lettera del 19 marzo 1892 diretta a Montalto, essere una + vergogna che il municipio di Trapani preparasse un'accoglienza al + Duca degli Abruzzi che chiama farabutto savoiardo, che non ha altro + pregio che appartenere a casa Savoia. + + Il PICO è un _entusiasta travolto nella corrente_ dal De Felice, + perchè elevato a segreto ambasciatore: come prova una sua lettera + ed egli lo ammette nel suo interrogatorio. + + Il VERRO è _un rivoluzionario opportunista_ ed il BARBATO un + _rivoluzionario convinto_ che non disdegnerebbe di cogliere la + prima favorevole occasione. + + Il BENSI GAETANO, bolognese è _un opportunista_ che per la + rivoluzione fa causa comune con chicchessia. Difatti egli in una + lettera dell'8 dicembre 1893 diretta a De Felice scrive che: nel + fascio già costituito entrano anarchici, collettivisti, socialisti. + + E più sotto: Oggi a Ravenna vi sarà una riunione regionale, + «speriamo che i bravi anarchici vi si trovino.» + + BOSCO sa mantenere tutte le _apparenze_ per dirsi _socialista + evoluzionista_, non si tradisce scrivendo, ma parlando ed agendo è + un vero campione degno di DE FELICE ch'è un _rivoluzionario deciso_ + secondo egli stesso si analizza nei suoi interrogatorî, e non ne fa + un mistero. + + Sono imputati di cospirazione per commettere fatti diretti a far + sorgere in armi gli abitanti del Regno contro i poteri dello Stato, + di eccitamento alla guerra civile ed alla devastazione in qualsiasi + punto del Regno con la consecuzione in parte dell'intento: fatti + avvenuti nei mesi di novembre e dicembre 1893 e gennaio 1894 in + Sicilia, articoli 136, 120, 252. + +Tra gli accusati c'è un assente. A. Cipriani, che come usa presso i +Tribunali di guerra non venne condannato in contumacia. + +Il Tribunale era così composto. + + [IL TRIBUNALE] + +_Presidente_: colonnello del genio cav. Giussani--_Giudici_: tenente +colonnello del 57 cav. _Bianchi_--tenente colonnello del 3. bersaglieri +cav. _Borgna_--capitano d'artiglieria _De Boyen_--capitano di fanteria +_cav. Minneci_--capitano di fanteria _Cortella_--capitano d'artiglieria +_Pontiglione_. + +Da prima funzionò da pubblico ministero l'avvocato fiscale Soddu-Millo, +poi--ammalatosi--venne sostituito definitivamente dal sostituto Viesti. + +Sull'opera del Tribunale non ritornerò; esporrò qui la impressione che +ne ebbe il pubblico in generale. + + [IMPUTATI E GIUDICI] + +Il Presidente, colonnello Giussani, concesse grande libertà di parola +non solo ai testimoni a difesa, ma anche agli accusati tanto da sembrare +interessato a vederne risultare luminosamente l'innocenza. + +Quale fosse il pensiero degli accusati sulla loro posizione di fronte al +tribunale militare lo lascerò dire al Dr. Barbato che nella sua +splendida orazione in cui non fece la sua auto-difesa ma espose le +fatali ragioni storiche del socialismo, così disse: + +«Quanto a noi, abbiamo semplicemente due doveri in questo processo, +secondo me. Riaffermare la nostra fede, e lo abbiamo fatto. Fornire i +documenti della nostra moralità extra legale, e lo abbiamo fatto. I miei +compagni hanno creduto di avere anche un terzo dovere, quello di +difendersi giuridicamente. Io affermo che questo diritto noi non +l'abbiamo; non perchè si dubiti della lealtà vostra, non per le ragioni +giuridiche che si sono messe avanti ne' parlamenti, ma perchè voi non +siete i nostri giudici naturali.» + +«E giudici naturali non esistono, per noi: il codice non ci riguarda. Io +sono lieto di trovarmi dinnanzi a voi, perchè ci avete dato agio di +mostrarvi chi siamo, mentre i così detti giudici naturali questo agio +non ce l'avrebbero dato.» + +«Sicchè quando vi dico che nel mio animo c'è riconoscenza per voi, +riconoscenza sincera, dovete credermi. Voi con molta probabilità, anzi +con certezza, manderete a casa, non certo me, ma quelli tra i miei +compagni che sono i meno odiati, mentre sono sicuro che i giudici +naturali avrebbero sacrificato tutti insieme a me, in omaggio a quella +libertà che ha dato feudi, ville, palazzi ai vecchi lupi, manette e +piombo ai figli della plebe cenciosa che ha liberato l'Italia dallo +straniero e che libererà l'Italia dalla schiavitù del capitale. Ma io +dubito che voi appunto non vogliate dare il vostro contributo alla +civiltà in cui viviamo. Quando si vive in un dato periodo di civiltà, +ogni uomo leale che la ritiene buona sente il dovere di darle, il suo +contributo: quella di oggi è ancora quella che innalzava i roghi e i +patiboli.» + + [NON SI TRATTA DI CODICI] + +«Non si tratta di codici. Nè voi, nè io c'intendiamo di codici. Si +tratta della convinzione che nei vostri animi può esserci rispetto a +questi elementi distruttivi del presente.»[69] + +E il Dr. Barbato non s'ingannò: i meno odiati, Ciralli e Cassisa, +vennero assolti; gli altri tutti condannati, non perchè dimostrati +autori dei reati a loro imputati, ma perchè rappresentanti di un idea, +che il Tribunale aveva la consegna di combattere. Parve a tutti, che +esso, abbia condannato, per _disciplina_. + +I difensori furono: + + [I DIFENSORI] + +Truglio, tenente del 38º fanteria, per De Felice--Caldarera, tenente +del 22º artiglieria, per Ciralli--Calcagno, tenente del 22º artiglieria, +per Cassisa--Lelli, tenente del 57º fanteria, per Bosco--Palizzolo, +tenente del 22º artiglieria, per Petrina--Orioles, capitano del 57º +fanteria, per Verro--Piccoli, capitano del 22º artiglieria, per +Barbato--Trulla, tenente del 38º fanteria, per Benzi--Ponti, tenente del +57º, per Montalto--Palizzolo, tenente del 22º artiglieria, per +Pico--Trulla, tenente del 38º, per Gulì. + +Non c'è parola di elogio che basti per coloro che ebbero il compito +della difesa, ingrato, perchè si sapeva inutile ogni sforzo. In questo e +negli altri processi i militari della difesa mostrarono intelligenza, +coraggio, indipendenza, eloquenza; essi sollevarono numerosi incidenti e +somministrarono elementi preziosi per il ricorso in Cassazione; +scattarono spesso contro le calunnie e le menzogne dei testimoni +dell'accusa, che non di raro s'imbrogliarono, si contraddissero, si +ritrattarono. Essi infine meritarono il saluto seguente, che in nome di +tutti i suoi compagni rivolse loro Giuseppe De Felice: «mando un caldo +saluto di affetto e riconoscenza ai nostri egregi, cari, simpatici +difensori. Essi che accettarono titubanti le nostre difese perchè ci +credettero per un momento colpevoli, li avete sentiti, hanno col +maggiore entusiasmo sostenuta la nostra difesa perchè ci sanno +innocenti. Essi dubitarono della nostra fede, noi non dubitammo mai +della loro lealtà, vennero sconosciuti al carcere, uscirono fratelli +nostri. E noi li ringraziamo come fratelli; l'opera loro non può +essere che quella di fratelli. E ci confortò l'idea che, arrivati a noi +in mezzo al dubbio, sono usciti pieni di entusiasmo e di affetto per +questi giovani che hanno lasciato le dolcezze della vita per farsi +chiudere in carcere, animati da un desiderio infinito d'amore. +Grazie, grazie dal profondo del cuore, qualunque sia l'esito del +dibattimento!... Nè noi siamo qui per domandare pietà per noi o +per le nostre famiglie, ma per manifestare al paese che giovani leali +lottano lealmente, senza transigere mai colla lealtà del cuore. Vi +ringraziamo!...» + +Gli ufficiali preposti alla difesa dei predestinati alla condanna, nel +senso più elevato della parola fecero il loro dovere! + + [DEUS EX MACHINA] + +Supero la ripugnanza, che destano certe persone e presento ai lettori il +Comm. Lucchese, il _deus ex machina_ del processo mostruoso, l'artefice +e lo strumento principale delle vendette del governo e della borghesia e +che gli odî dell'una e le paure dell'altra condensò nei suoi rapporti e +nelle sue deposizioni. + +Il passato del comm. Lucchese non è bello. All'epoca del processo +Notarbartolo quel passato venne rievocato dalla _Tribuna Giudiziaria_, +autorevole rivista di Napoli--la quale... non venne incriminata. Poscia +fu esposto succintamente dall'On. Altobelli nella sua testimonianza +innanzi al Tribunale di Guerra, in questo processo--udienza del 16 +maggio--a domanda del tenente Truglio: e infine da me, in Parlamento, +costrettovi dalle denegazioni dell'onor. Crispi.... + + [I RAPPORTI DELLA POLIZIA] + +Ora quale parte abbia potuto rappresentare il Lucchese nel processo De +Felice si può argomentarlo da questi due rapporti a sua firma: + + +R. QUESTURA DI PALERMO + + 5 gennaio 94 + + Il Comitato Centrale agiva d'accordo col Comitato internazionale + socialista-anarchico residente all'estero. + + I presidenti dei Fasci sono scelti fra gli ammoniti ed i + facinorosi. + + Fu istituito un comitato d'azione per preparare meglio la + rivoluzione. + + Sul principio il Comitato si tenne separato dagli anarchici: e si + unì poi a loro nel novembre del 93. + + Fu _progettata la rivoluzione in Palermo_, che fu poi sventata + dall'opportuno arrivo della forza. Si verificò invece il movimento + preveduto nei Comuni dell'Isola. + + Lo scopo del sodalizio era di eccitare nel popolo l'odio contro le + istituzioni e le classi abbienti. + + Si fa rilevare l'acquisto d'armi e munizioni fatto dai contadini a + Palermo su vasta scala, e molte riparazioni alle vecchie armi. + + La flagranza del delitto di cospirazione è continua e provata dalle + continue riunioni del Comitato, e specialmente da quella del 3 + gennaio u. s. + + I fatti successi poi nei comuni costituiscono il reato di + associazione a delinquere. + + +R. QUESTURA DI PALERMO + + Verbale 9 gennaio 1894 + + Lo scopo del partito socialista si desume: + + 1. Dal punto storico dello sviluppo dei fasci: + + 2. Dallo spoglio dei giornali cittadini e specialmente dai fogli + del partito, come: la _Giustizia Sociale_ e il _Siciliano_; + + 3. Dai documenti sequestrati, costituendo essi un corredo di prove + chiare, complete ed inoppugnabili. + + Perchè l'organizzazione potesse concertarsi e rinsaldarsi, oltre + allo _Statuto unico_ per i fasci, occorrevano: + + 1. Un centro direttivo nella Capitale dell'isola, celebre per le + patriottiche iniziative: + + 2. Mezzi economici sufficienti alla propaganda colla stampa, coi + viaggi, con attiva corrispondenza, sussidi e feste; + + 3. Un numero di persone capaci di correre qua e là, affrontare i + rigori della legge e di sostituire nei grandi centri l'azione che + nei piccoli centri è affidata e devoluta ai pregiudicati ed ai + facinorosi. + + I Fasci erano composti _per 2/3 di povera gente e per 1/3 di + delinquenti_. + + Se il manifesto del 3 non è dichiarazione di guerra, ha però + l'aspetto di un ultimatum da potenza a potenza. + + Gli appelli alla calma erano platonici ed apparenti. + + Il socialismo che per altri è una fede ed una scuola; per essi (i + membri del Comitato) è uno strumento ed un mestiere. + + _Questore Lucchese_--Palermo + + + [LA DEPOSIZIONE DEL LUCCHESE] + +Il Lucchese completò l'opera sua nella udienza del 20 Aprile, quando +innanzi al Tribunale, disse che in Palermo si vedevano gironzare molte +facce nuove venute per fare le squadre e la rivoluzione tra gli ultimi +di dicembre e i primi di gennaio; che si erano fatti straordinarî +acquisti di armi. + +Messo alle strette s'imbroglia e si contraddice; si rifiuta per non +violare i segreti di Ufficio, a scoprire la fonte delle sue notizie; ma +oltre ai comuni confidenti di polizia, insinua che ebbe tutto comunicato +da un membro del Comitato Centrale, completando la campagna da lui +condotta contro uno dei tre membri del Comitato non arrestati +immediatamente e che lasciava comprendere di non volere arrestare. + + [UN'ENORMITÀ GIURIDICA] + +La testimonianza orale di questo Comm. Lucchese fu tale, che la difesa +domandò la sua incriminazione per applicazione dell'art. 214 del Codice +penale. Quando il Tribunale si ritirò per decidere, furono molte le +discussioni e i commenti; l'incriminato andò al banco della Stampa per +giustificarsi; fu tale, però, l'accoglienza che se ne allontanò subito. +Nessuno s'illuse sulla decisione che avrebbe presa il Tribunale; ma +nessuno poteva aspettarsi una _ordinanza_ come quella che lesse il +Presidente, poichè essa consacrava una enormità giuridica e morale colle +seguenti parole finali: «_Il Tribunale dichiara veridica la deposizione +del teste, la quale non può essere infirmata dalla cartolina scritta dal +Pico e respinge l'istanza della difesa_». Tali parole furono accolte +nell'aula da un mormorio prolungato, che in quel momento, a chi vi +assisteva, potè sembrare un fremito di ribrezzo del popolo. + +Per intendere tale impressione, ed anticipando la narrazione si deve +aggiungere che di _questa cartolina di Pico_ sarebbe vero autore morale +lo stesso Lucchese: se non la dettò, la lesse, la conobbe, l'approvò! + +I testimoni. La loro sfilata è immensa; tra quelli di accusa ho notato, +senza avere avuto la pazienza di rilevare la condizione di tutti: +_sette_ prefetti, _un_ ex prefetto, _un_ consigliere delegato di +Prefettura, _tre_ questori, _sei_ ispettori di pubblica sicurezza; e poi +Delegati, ufficiali dell'esercito di ogni arma e di ogni grado, sindaci +e proprietari, avversarî notissimi dei _Fasci_; e poi questurini e +carabinieri; e poi pochissimi lavoratori, che o depongono su circostanze +inconcludenti o smentiscono ciò che risultava avevano affermato nel +processo scritto... + +Quanta fosse la indipendenza di questi funzionarî-testimoni si può +detergerlo dal caso occorso al Comm. Bondi, ex-prefetto di Catania e +Messina: egli fu messo a disposizione del ministero per punirlo, si +dice, di avere deposto in parte favorevolmente agli accusati. + +Tra i testimoni a difesa stanno deputati di ogni colore--da Pierino +Lucca a Prampolini, da Imbriani a Tasca Lanza, da Cavallotti a +Paternostro, da Florena ad Altobelli,--consiglieri provinciali e +comunali, proprietarî, avvocati, medici, ingegneri, farmacisti, +commercianti--insomma il fior fiore delle intelligenze e del carattere +di ogni angolo della Sicilia e di altre regioni d'Italia. + +Da un questore Lucchese e da quella razza di testimoni d'accusa non +furono raccolte che testimonianze e prove nelle quali c'era tutto meno +che la verità e la serietà; dell'una e dell'altra non traspare neppur +l'ombra della preoccupazione. E la magistratura tutte le gratuite e +calunniose asserzioni, tutti gli elementi innocenti accettò come prove +irrefragabili della colpevolezza degli imputati; le accettò senza alcun +beneficio d'inventario. + + [GLI ELEMENTI ... PIÙ SERII DEL PROCESSO] + +Gli elementi più serî, a prima vista, sono le lettere di Cipriani a De +Felice e a Petrina; molte rimontano al 1890, al 1888; ma di tutte l'uno +e l'altro fecero un minuzioso esame, che distrusse le induzioni +dell'accusa, come si vedrà, non rimanendo di assodato che questo solo: +Cipriani desiderava la rivoluzione. + +Si parlò di un _terribile_ appello dello stesso Cipriani ai Siciliani; +ma era tanto criminoso e pericoloso che la _Giustizia Sociale_ lo aveva +a suo tempo pubblicato senza essere sequestrata e processata. + +Si fece una colpa a De Felice di un discorso pronunziato... in ottobre, +a Casteltermini; ma vi fu denunzia e processo a suo tempo e la Camera di +Consiglio del Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a procedere. +Il pubblico ministero appellossi... dopo proclamato lo stato di assedio +e iniziato il _processo mostruoso_. + +A dimostrare l'accordo per la rivoluzione tra De Felice e i clericali si +invoca una lettera di presentazione dell'Avvocato D'Agata di Catania +all'avvocato Menzione di Napoli; ma non si procede contro chi l'ha +scritta, non si procede contro colui cui è diretta e se ne fa una colpa +al deputato socialista, che... non la presentò. + + [I PREFETTI TESTIMONII] + +De Rosa, ex prefetto di Caltanissetta, trova l'indizio grave della +colpabilità di De Felice nella visita da lui fatta ai prigionieri di +Valguarnera nelle carceri di Caltanisetta e non si trattava che di +un'inchiesta legittimissima, fatta alla presenza del Direttore delle +Carceri, e la cui relazione fu pubblicata dal _Siciliano_, per conto del +quale venne fatta. + +Lo stesso De Rosa, parlò di un _patto di morte_ sottoscritto--da +contadini, che non sanno leggere e scrivere!--tra i membri dei _Fasci_ +della provincia, che reggeva, e tacque prudentemente dello schiaffo +assestatogli dalla magistratura nel processo di Milocca in cui figurava +lo stesso tremendo patto. + +Bondi, ex prefetto di Catania, desume le intenzioni rivoluzionarie di De +Felice da un suo discorso al Teatro Nazionale di Catania, che le +autorità politiche non interruppero, le giudiziarie non incriminarono e +la stampa borghese locale non trovò biasimevole. + +Lo stesso Bondi attribuì ad un discorso di De Felice i tumulti di +Catenanuova e i resoconti parlamentari in quel giorno provarono che il +De Felice era a Roma. + +Novari, tenente dei carabinieri, dice violentissimo un discorso dallo +stesso De Felice nella stessa Catenanuova dove si portò molti mesi dopo +ch'era stato pronunziato, e contraddice e smentisce il maresciallo dei +carabinieri, che lo aveva ascoltato e non vi aveva trovato da ridire; e +il superiore dichiara inesatto e incompleto il rapporto del suo +subordinato per giustificare la propria asserzione. Si fa colpa al De +Felice di avere partecipato al Congresso socialista di Zurigo ed egli +documenta che si trovava in Italia. + +Si dichiarano rivoluzionarî nel significato volgare De Felice, Bosco, +Petrina sulla base di elementi di questo genere: perchè in una lettera +di un Barbagallo il primo vien detto _tenace sostenitore dei più sacri +diritti popolari_; perchè in un'altra lettera da Lugo lo si dice _caldo +oratore del partito rejetto, caldo sostenitore dei diritti finora +conculcati, illustre condannato della borghesia_; perchè Bosco scrive a +Petrina _senza il giornale_ (_L'Isola_, da me diretta) il _movimento +operajo è ammazzato_... E da tali elementi si argomenta che la +propaganda socialista ha false apparenze! + + [UN DIALOGO ... ISTRUTTIVO] + +Non basta, non basta! Ecco un dialogo istruttivo all'udienza del 28 +Aprile: + +_Difensore Piccoli_: Da che cosa arguisce il teste, che il _Fascio_ di +Piana dei Greci fosse così terribilmente provocatore? + +_Zumma, Delegato di P. S._: Dalla compattezza dei soci, i _quali si +fecero crescere tutti i baffi in seguito ad ordine del Barbato, il quale +disse che sarebbero stati espulsi dal Fascio quelli che non avrebbero +portato i baffi_... + +Il resoconto nota, che quando venne denunziato questo terribile indizio +dei _baffi_ il pubblico scoppiò in ilarità. Si rideva; ma con siffatti +elementi si tolsero la libertà e i diritti civili a tanta generosa ed +intelligente gioventù. + +Ed ora viene il meglio. Un Marzullo, ispettore di P. S. in Palermo +afferma che gl'imputati accordavano _largizioni, sussidî, assegni_ a +coloro, che lavoravano per la causa comune. Un Delegato, il Gallegra, +riferisce che si è fatta una propaganda contro la monarchia e che i +collettivisti avevano predicato la divisione della proprietà.[70] Un +terzo ispettore, il Castellini, riconosce che il vero scopo del +_Comitato dei Fasci_ non fu mai il miglioramento morale e materiale dei +lavoratori, ma il _solo proprio tornaconto_; che promettevano ai gonzi +la divisione dei beni e che intanto _fanaticando_ le masse ignoranti e +spillando denari se la godevano da signori... De Felice, Bosco, Barbato +e Verro, nulla tenenti, spendevano e spandevano come _grandi signori in +pranzi e bagordi senza sapersi ove trovavano il denaro_.... + + [BRAVI FUNZIONARII] + +Tutto ciò si legge testualmente nei rapporti di questi _bravi_ +funzionari, che devono applicare le leggi antianarchiche; e tutto ciò +porta la stigmata della viltà, perchè venne scritto il 26 e 27 gennaio, +quando lo stato di assedio era in vigore, quando gl'imputati erano in +carcere; e venne scritto per uso e consumo della magistratura +inquirente, che voleva del buono in mano per mandare in galera i +socialisti. Ci fu un eroe, però, che non aspettò lo stato di assedio per +denunziare i pericolosi sobillatori e le più pericolose cospirazioni: è +il delegato di Bisacquino. Ecco il rapporto dell'ottimo signor Morandi, +mandato in ottobre al suo superiore, il sottoprefetto di Corleone, in +tutta la peregrinità del suo stile: + + [IL TRATTATO DI BISACQUINO] + + «Notizie sulla cospirazione del Comitato centrale esistente in + Palermo, inspirata dai componenti di esso, da notizie partecipate + da un gregario fin dall'ottobre 1893. + + «1. La congiura che ha la sua manifestazione a mezzo dei Fasci dei + lavoratori socialisti ha per obiettivo una azione politica, + protetta e promossa dalla Francia e dalla Russia, che hanno di mira + lo smembramento della Sicilia dal resto d'Italia; + + «2. La Sicilia sarebbe invasa dalla Russia e tenuta da essa come + base d'operazione sopra Costantinopoli; + + «3. Si promette alla Sicilia un governo libero, indipendente, senza + oneri, con l'obbligo però di tenere, nei punti in cui vorrebbe la + Russia, delle guarnigioni militari; + + «4. Non più tardi del maggio 1894 la Francia simulerà un passaggio + delle Alpi per invadere il Piemonte, nel mentre che la Sicilia farà + l'insurrezione socialista, protetta al di fuori dalla Francia, la + cui flotta terrebbe a bada quella italiana e quella inglese, ecc.; + + «5. Per aver vivo lo spirito di ribellione in Sicilia si forzeranno + i soci dei fasci allo sciopero, permodochè esasperati dalla + miseria, l'impeto della rivolta sia indomabile; + + «6. I Fasci di Sicilia attendono due navi di fucili a retro-carica, + munizioni e bombe cariche di dinamite; + + «7. Si tenterà ancora la rivoluzione dei fasci e di altri sodalizi + sovversivi delle altre regioni d'Italia, e quando il governo + cercherà di riparare per la Sicilia, la Francia tenterebbe una + spedizione per invadere Roma; + + «8. Tutto avrà luogo con rapidità fulminea, che in ciò le potenze + nemiche posano la maggior fiducia per completamente riuscire. + + «9. Si fa assegnamento sulla non intera compattezza dell'esercito + italiano, tanto più che la bassa forza ritiensi voglia partecipare + nelle aspirazioni comuni ed unisone alla redenzione del proletario + (!); + + «10. Il Consiglio generale di tale congiura è composto di varii + deputati siciliani, fra i quali Colajanni, De Felice Giuffrida ed + un Granduca (?); + + «11. Per ora si è concertato un moto rivoluzionario da verificarsi, + o nell'atto in cui venissero sciolti i fasci, o nel prossimo + inverno, perchè i socii del fascio potessero avere agio di + approfittare coi saccheggi, e così poter campare fino all'epoca in + cui insorgesse con la Sicilia il resto dell'Italia. Tale rivolta + che precorrerebbe la generale, si limiterebbe alla sola provincia + di Palermo, essendo questa ben preparata con armi in parti + nostrane, in parte a retro-carica e a Wetterly, e già i soci del + fascio attendono in segreto alla formazione delle cartucce; + + «12. Si è stabilito che la corrispondenza dei cospiratori di tutti + i fasci, venga affidata ad appositi pedoni espressamente scelti fra + i più scaltri e fidi gregari, escluso il mezzo postale ed il + telegrafo, con eccezione di quest'ultimo nei casi impellenti, ma + con la preintelligenza fra i corrispondenti di specificare + l'opposto di quello che si dovrebbe manifestare. + + [CERTEZZA ... METAFISICA] + +Questo rapporto è un brano di romanzo di Ponson du Terrail? è una farsa? +è una realtà terribile e dolorosa? La ritenne cosa comica il +sottoprefetto di Corleone, che non volle mandarla all'on. Giolitti come +desiderava l'autore; e cosa lontanissima dalla serietà la ritenne +l'avvocato fiscale Viesti in una interruzione fatta durante la mia +deposizione. _Altri_ invece, vi prestò piena fede; e il suo autore +quando il 21 aprile fu richiesto in Tribunale se era sicuro che ciò che +aveva scritto corrispondesse al vero, rispose: _ne ho la certezza +metafisica_! E a domanda analoga aggiunge imperterrito: il _trattato +rivoluzionario fu sottoscritto in ottobre 1893_. + +Ebbene: Prefetti, Sotto-prefetti, Questori, Ispettori, Delegati, +Carabinieri--che tanto gravi accuse lanciarono--d'onde e come ne +acquistarono la _certezza_ più meno _metafisica_? + + [LA SORGENTE DELLE NOTIZIE] + +La grande sorgente delle notizie è la vaga ed indeterminata _voce +pubblica_; le esatte e _metafisiche_ informazioni vengono da misteriosi +quanto comodi _confidenti_. Qualche volta si tentò determinare meglio +chi fosse la _voce pubblica_; e il tentativo non poteva riuscire più +infelice pei suoi portavoce. + +Viene un ricco proprietario di Palermo, il Barone Valdaura, chiamato +dall'accusa e dichiara di saper nulla di nulla, meravigliandosi di +vedersi citato. Un delegato Zummo riassume la _voce pubblica_ di Piana +dei Greci nel D. Carnesi, ma questi quantunque nemico personale di +Barbato, interrogato, risponde che nulla disse mai _direttamente_ al +Delegato, che avrà saputo qualche cosa dai discorsi che correvano. + +La _voce pubblica_ afferma che Petrina in un dato giorno si trovava in +Palermo a cospirare col Comitato dei _Fasci_, ma il signor Restivo viene +a deporre, che proprio in quel giorno il Petrina stava nel suo ufficio +di _Procuratore del Re_ in Messina, per cose che interessavano la +giustizia, e si può non credere ora alla ubiquità di Sant'Antonio? Nè +sono le sole autorità governative a trincerarsi dietro la inviolabilità +del segreto di ufficio; l'espediente per fare accettare come oro di +coppella le proprie invenzioni è comodissimo e vi ricorrono anche i +privati. Migliore, sindaco di Belmonte Mezzagno, ne dice tante e così +grosse a carico degli imputati, negandosi a fare i nomi dei _confidenti_ +dai quali le aveva apprese, che il Tribunale si vede costretto per +salvare la decenza, ad incriminarlo. Un Vernaci di Parco assicura in +nome della _voce pubblica_ che il _Fascio_ locale aspettava +comunicazioni per discendere armato a Palermo; ma incalzato dalla difesa +a dare migliori prove dell'asserto conclude: _Ma..... non so..... l'ho +inteso a dire..... Però non mi risulta affatto....._ + + [BEL MODO DI MANDARE IN GALERA I GALANTUOMINI] + +«Bel modo di mandare in galera i galantuomini!» esclama dalla gabbia il +povero Nicola Petrina fremendo al pensiero che nella terza Italia si +fosse tornati ai tempi della onnipotenza delle delazioni segrete. + +Se la _voce pubblica_ e i _confidenti_--risulta dal dibattimento--non +sono che la espressione genuina della menzogna viene invece dimostrato a +luce meridiana la provocazione poliziesca, la corruzione e la falsità di +molti e gravi testimoni dell'accusa. + +Premetto che tali arti nefande dei peggiori tempi del dispotismo non +furono messe in opera soltanto nel processo De Felice. Un delegato di +Pubblica sicurezza si traveste da detenuto per carpire rivelazioni a +Molinari in carcere. + +Un Macciscali, nel processo pei tumulti di Salemi, fu corrotto con +promesse di denaro e d'impunità per fare false testimonianze. Parecchi +testimoni risultarono mendaci e reticenti nel processo pei fatti di +Valguarnera e furono corrotti per fare condannare i cittadini egregi, +che militavano nella opposizione municipale. + +Ma tutto ciò che negli altri processi fu incidente, nel _processo +mostruoso_ divenne sistema. E il punto di partenza del medesimo è +tipico: il Questore Lucchese chiama Bosco nel suo gabinetto e gli dice: +_ma non sentite dolore di tanti eccidî? Se ne sentite affrettate la +convocazione del Comitato Centrale dei_ FASCI, _riunitevi, portate una +parola di calma!_ + +Bosco, l'ingenuo! si commove e affretta la riunione, quantunque un +telegramma del corrispondente del _Siciliano_ da Roma, avvisasse dei +pericoli; e il Comitato mandò quella sola parola di calma che poteva +mandare. + + [UNA RIUNIONE DESIDERATA DAL QUESTORE] + +Ebbene nella riunione affrettata, _voluta_ e _consigliata_ dal questore +di Palermo, si trova uno degli indizî più forti delle intenzioni +criminose degli imputati! Nè si dica che il crimine fu trovato nelle +parole del manifesto. + +No! Lo esclude la magistratura, che mandò assolti Leone e De Luca, che +lo avevano sottoscritto. + + [LE CREAZIONI DELLA POLIZIA] + +Passo sopra alle dinamite, col _bollo anarchico_ e di provenienza +_costituzionale_, che la questura scovò a Catania[71] e vengo alla +_creazione_ di lettere e di telegrammi che dovevano, nella intenzione +degli autori, nuocere agli imputati. A carico di De Luca, e dopo la sua +liberazione, si _creano_ lettere di indubitabile altissima origine +portanti la intestazione: _Comitato rivoluzionario_ e firmate _tout +bonnement_: «Francesco De Luca». Ma il tranello è così volgare ed +evidente che il De Luca dopo essere stato arrestato per la seconda +volta, col lusso di un Maggiore dei Carabinieri mandato a posta da +Palermo a Girgenti, viene subito rimesso in libertà. + +La lettera di presentazione al direttore del _Vero Guelfo_ di Napoli non +fu ritenuta sufficiente a provare l'alleanza dei socialisti coi +clericali; allora si crea una lettera dei clericali.... di Venezia, che +la dirigono a De Felice in... carcere e nella quale il tema discusso è +la rivoluzione; e di rivoluzione e di _sbarchi_ parla un telegramma +anonimo da Palermo inviato all'on. Cavallotti e che l'occhio vigile del +Generale Morra di Lavriano lascia allegramente passare mentre sequestra +il discorso del Procuratore generale e i telegrammi commerciali con +linguaggio convenzionale. + +Di testimoni mendaci, reticenti, interessati a mentire a danno degli +imputati si sa qualche cosa; di più se ne saprà del caso della +Baronessa di Valguarnera, che a dire il falso se non fu indotta dalle +promesse del delegato Munizio, vi fu certo dalla speranza di salvare +dalla prigione il marito fratello al Cottonaro. Il Polizzi, della stessa +Valguarnera, narra una circostanza a carico di De Felice in quattro modi +diversi e _non sa dire mai la verità, neppure per isbaglio!_ come disse +il Presidente del Tribunale di Guerra. + + [PICO E LAGANÀ] + +E vengo alla storia edificante di Pico e di Laganà. + +Pico è un disgraziato studente di Francofonte. Lo arrestano, lo +intimidiscono, lo seducono promettendogli la libertà immediata se si fa +accusatore dei suoi amici. Pico, come suggestionato, cede e la sua +deposizione diviene il perno dell'accusa. È Pico che scrive a suo +padre, _mentre era trattenuto in questura_: «Ho conferito col signor +Questore; _è una persona oltremodo cortese e gentile. Egli mi ha +promesso che domani verso le 10 probabilmente sarò fuori e in libertà. +Intanto ha fatto sì che io sia trattato bene_, ecc., ecc.» + +Le _promesse_ sono invenzioni di Pico, anche colla buona intenzione di +tranquillare la famiglia? No; esse portano il bollo morale della +questura: Lucchese confessò innanzi al Tribunale, che lesse la cartolina +prima di spedirla. E Pico, contro i regolamenti, in prigione viene +chiamato col falso nome di Araldi. Ma Pico si ravvede, si pente +dell'infamia commessa resta in prigione e si guadagna una condanna, che +può valere a riabilitarlo. + +Giorgio Laganà, è un povero sarto di Napoli, pochi giorni prima della +proclamazione dello stato di assedio va a Palermo a nome degli amici del +Continente per mettersi di accordo coi siciliani per la rivoluzione. Non +c'erano accordi di sorta alcuna da prendere e tornato a Napoli, dopo +l'arresto di De Felice e Compagni, viene ghermito della polizia, che lo +induce a nuove delazioni contro il Comitato centrale dei _Fasci_. E +Laganà accetta; e Laganà piangendo fa la storia della propria delazione +innanzi al Tribunale di Napoli il 12 marzo 1894: «i delegati, che lo +arrestarono, egli narra, mentre aveva _fame e freddo_ lo rifocillarono, +lo sedussero promisero e dettero soccorsi alle sue figliuole, che +avevano più _fame_ di lui!» E basta con queste menzogne, con queste +insinuazioni, con questo fango... + +La sorgente delle accuse contro gl'imputati del processo mostruoso era +impura; ma i rivoli che furono raccolti nell'atto di accusa della +Camera di Consiglio del Tribunale penale di Palermo prima e poscia nella +requisitoria dell'avvocato Fiscale presso il Tribunale militare--che ne +fu la copia, giacchè l'avvocato Fiscale dichiarò che non avrebbe tenuto +conto delle risultanze del dibattimento orale bastandogli il processo +scritto.--vennero maggiormente intorbidati e inquinati da uno spirito +più che farisaico, loiolesco. + + [TUTTO, PURCHÈ CONTRO GLI IMPUTATI] + +L'on. De Felice, forse per sentimento cavalleresco o per abilità, +attribuì all'atto di accusa e alla requisitoria, che ne fu la parafrasi, +dei meriti che non ha; può essere un laberinto all'interno, come egli la +qualificò, ma non è certo un magnifico edificio all'esterno. L'una e +l'altra, e con esse la sentenza furono vuote, fiacche, sconnesse. La +logica adoperata avrà potuto essere efficace per convincere i militari, +che nè la logica nè il diritto hanno studiato; avrebbe fatto sorridere +qualunque giurista, qualunque pensatore uso a ragionare sui dati di +fatto e ad indurre dai medesimi. Con sì strana logica si generalizza da +un singolo caso, si esagerano i fatti reali, degli stessi fatti reali si +sconvolge l'ordine di successione, si stacca una frase da un discorso e +da una lettera alterandone, mutandone il significato, si induce da una +ipotesi, si asserisce gratuitamente, si mutila, si contorce, si adultera +ogni pensiero e s'interpreta capricciosamente ogni fatto purchè si possa +rivolgere contro gl'imputati. + +Per esempio, il solo Cassisa scrive a Montalto chiamando il duca degli +Abbruzzi un _farabutto savojardo_? E nell'ordinanza si afferma che _non +ci fu mai_ inaugurazione di _Fasci_ senza un discorso violento contro i +farabutti di Casa Savoia. Nella sola Valguarnera vi furono rapine? Le +rapine, per aggravare le tinte, si dicono avvenute dovunque ci furono +tumulti. + +A Gibellina si uccide il pretore, a Pietraperzia si devasta? Si +dimentica di ricordare che l'uccisione e la devastazione _seguono_ al +massacro dei contadini e che rappresentano, perciò, la esplosione di una +indignazione se non giusta, certo spiegabile. + +Si trova uno scritto di De Felice in cui si parla di regicidio? Si tace +di tutto il resto dello scritto, ch'erano gli appunti per un discorso +sulla rivoluzione francese, e si afferma che il deputato di Catania +professa ed approva il regicidio. E questa abile ma disonesta tattica si +eleva a sistema, presentando, tra le migliaia di lettere sequestrate +agli imputati, solo quelle, che potevano loro riuscire nocive e +sopprimendo le altre che avrebbero potuto costituire la loro difesa. + +Ancora. I socialisti si riuniscono a banchetto all'Acquasanta, e la +polizia illegittimamente vuole intervenirvi provocando. + +Petrina, ironicamente, parla da commendatore alla Tanlongo in senso +monarchico; e la polizia induce che se mutossi discorso è segno che il +soggetto della discussione precedente era criminoso. Cipriani risponde a +De Felice questo e quest'altro? e il pubblico accusatore induce che De +Felice _avrà dovuto_ scrivergli in questo o quell'altro senso. + + [ASSERZIONI E DEDUZIONI GRATUITE] + +Le gratuite asserzioni poi abbondano. Si afferma, senza un solo minimo +elemento di dimostrazione, che nel Comitato interprovinciale dei Fasci +c'era un misterioso sotto-comitato di azione, più misterioso del +Consiglio dei Dieci. Il popolo grida: _Viva il Re! Abbasso le tasse!_ e +il pubblico accusatore asserisce che quei gridi erano una lustra, e che +in fondo si voleva e si preparava una rivoluzione politica generale. E +così di seguito. + + [UNA CIRCOSTANZA CAPITALE] + +L'ordinanza, la requisitoria, la sentenza talora si contraddicono, e +che, nell'insieme, l'orditura dell'accusa sia stata sfasciata, distrutta +vittoriosamente dal dibattimento pubblico, risulta all'evidenza da +questa circostanza capitale: l'avvocato fiscale sentì il bisogno di +dichiarare che non intendeva avvalersi delle risultanze del dibattimento +e che gli bastavano quelle del processo scritto. È enorme, ma... +naturale! Il processo scritto gli _bastava_, perchè il processo orale +aveva annientato il primo; ma al processo orale, abbandonati i metodi da +Sant'Uffizio, si accorda oggi la preminenza per unanime consenso dei +giuristi, non escluso Francesco Crispi, e col processo orale, l'on. De +Felice con logica stringentissima fece l'auto-demolizione dell'accusa. + +La demolizione già apparve evidente assai prima che il dibattimento +fosse terminato; e quindi l'avvocato fiscale Soddu-Millo, forse convinto +di non potere sostenere l'accusa e non essendogli lasciata la libertà di +ritirarla--così è lecito supporre--a mezzo processo, aiutato da un lieve +incomodo, si dette per ammalato e si fece sostenere dal Cireneo... +Viesti. Onde il De Felice, con ammirabile ironia, «manda un saluto al +Cav. Soddu-Millo, _che ebbe la rara fortuna di ammalarsi in tempo_!...» + +La inconsistenza e la irragionevolezza della ordinanza, della +requisitoria e della sentenza risultano meglio collo esame critico delle +principali accuse, cui furono fatti segno i _Fasci_ e il Comitato +Centrale. + + [L'AVV. FISCALE E LE CALUNNIE DELLA POLIZIA] + +L'avvocato fiscale facendo sue le calunnie della polizia volle +disonorare la massa dei _Fasci_ mettendo in luce la preponderanza +numerica, che vi avevano i delinquenti. Non accettò la proporzione del +Commendatore Lucchese, che poteva essere denunziata soltanto da un +ignorante qual'è il questore di Palermo; ma fece della statistica +giudiziaria e portò i delinquenti dei sodalizî odiati a 1645. + +Il De Felice abilmente accettò la cifra, la mise in rapporto con l'altra +ammessa dall'accusa del numero dei socî dei _Fasci_, e facendo le +proporzioni coi _deplorati_ della Camera dei Deputati, indusse che tra i +lavoratori la moralità era quindici volte maggiore, che tra i deputati. +E il confronto sarebbe riuscito più concludente in favore dei _Fasci_ se +posto tra questi e i commendatori e cavalieri del regno d'Italia; con +questa differenza che i delinquenti operai per piccoli reati vanno in +galera; i commendatori delinquenti vanno fino in Senato. + +L'esame delle statistiche giudiziarie, del resto, che ho intrapreso per +alcune località della Sicilia, quando seppi delle stolte asserzioni del +Prefetto De Rosa, mi convinsero che durante il 1893 nelle provincie dove +erano numerosi i _Fasci_, o non vi fu aumento della criminalità o non +superò quello del resto d'Italia, dovuto alle generali cause sociali. + +A Corleone, poi, secondo l'avv. Riolo, la costituzione del _Fascio_ fece +diminuire la delinquenza; e così avvenne in altri luoghi. + +Da questa accusa generica e che riguardava la collettività passiamo a +quella speciale, che si fece pesare sui membri del Comitato Centrale: +l'accusa di _alto tradimento_ fondata sull'oro straniero--leggi, +_francese_--e sulla cessione di una parte del territorio a ipotetici +futuri nemici del regno. + + [L'ORO STRANIERO] + +Si rise della cessione di un porto della Sicilia alla Russia, stipulata +nel trattato di... Bisacquino; e della cessione della Sicilia... +all'Inghilterra; ma l'Italia tutta si indignò contro il Deputato di +Catania e i suoi complici, che si erano lasciati corrompere dall'_oro +straniero_. Questa calunnia fa capolino in numerosi rapporti della +polizia e nelle testimonianze dei più alti accusatori. + +Il Prefetto De Rosa, accettando per Vangelo le sciocchezze dei +carabinieri di Acquaviva, fa dire a Bosco che denari non ne mancavano, +perchè ne venivano dalla Francia, dalla Germania, ecc. Si afferma che +Bosco e De Felice lasciarono somme a Balestrate e a Monreale; che una +amica di Barbato, aveva accennato a soccorsi francesi; che fossero stati +pagati i viaggi di Cottonaro da Valguarnera... Al questore Lucchese +risulta che i fondi vengono dall'estero, specialmente dal partito +socialista germanico; all'ispettore Marzullo consta che i membri del +Comitato erano sovvenuti _largamente_ da mano ignota. Di grosse somme +venute dall'estero parla l'ispettore Gallegra; e supera tutti +l'ispettore Castellini, che precisa che il denaro col quale Bosco, +Barbato e C.i se la scialavano in _pranzi e bagordi_ veniva dalle 32000 +lire che De Felice portò dal suo convegno col Cipriani a Marsiglia. + + [GLI ACCUSATI SONO NELLA MISERIA] + +Che cosa rimase di tali turpissime accuse? Nulla: documenti e +testimonianze irrefragabili distrussero la indegna calunnia. Comincio +dai piccoli. Consta a me che Cottonaro da Valguarnera era tanto fornito +di mezzi, che viaggiava a piedi e mangiava per carità altrui. + +Il lusso di Bosco fece ridere tutta Palermo. Lo stesso Bosco in data 11 +novembre 1893 scrive a Montalto in Trapani: «Di _mezzi_ noi ne abbiamo +_meno di te_; perchè, eccettuato Baucina che paga _solamente_ le +passività del giornale, tutti gli altri sono socialisti da burla. Il +solo Tasca diede 500 lire per la cassa centrale e 100 per gli arrestati. +La cassa centrale serve per le spese di posta e di telegrammi, non +indifferenti dati i momenti che attraversiamo.» + +Egli vendette alcuni vestiti per potere scappare! + +Quanti ne avesse il Montalto si rileva da sue lettere da Palermo a +Curatolo. Il 27 maggio 1893 gli scrive: + +«Andrò al Congresso di Reggio Emilia _ricorrendo per denaro agli amici_, +naturalmente a titolo di prestito.» + +E in data del 25 gli aveva scritto: «... le cambiali fatte per sostenere +il giornale _Il Mare_ scadono e _non so come far fronte_....» + +Ci saranno almeno le 32000 lire date da Cipriani a De Felice. Sì! +Cipriani ne aveva tanti quattrini da dare agli altri, che ne chiede a +Bensi, il quale gli manda lire 60, sequestrate dalla polizia; ne aveva +tanti che domanda _cento_ lire a De Felice.... per venire in Sicilia! + +Della calunnia non rimane traccia alcuna; rimane invece assodata questa +dolorosa verità: gli accusati sono nella miseria e nella più squallida +miseria rimasero le loro famiglie. La calunnia era tanto ignobile, che +quando Bosco, accompagnato da un suo amico va a protestare presso il +Questore Lucchese contro la voce dell'_oro straniero_, specialmente +_francese_, che gli agenti spargevano e che la stampa raccoglieva, il +questore ipocrita lo rassicura. L'accusa infine, era tanto falsa, che +l'Avvocato fiscale nella sua requisitoria la ritirò, per non coprire di +ridicolo sè stesso. Ma la calunnia aveva circolato liberamente per sei +lunghi mesi ed aveva fatto la sua opera! + + [LA COSPIRAZIONE] + +Se l'accusa battè in ritirata su questo punto, insistette maggiormente +nella imputazione di cospirazione politica per alcuni e di eccitamento +alla guerra civile per tutti; precisamente i reati pei quali furono +condannati i socialisti del processo mostruoso. + +Furono condannati sì; ma contro ogni norma di diritto e contro tutte le +risultanze di fatto.[72] + +Anzitutto perchè ci sia la cospirazione, secondo il Codice penale, +occorre il concerto stabilito e conchiuso, l'unicità dello scopo, la +risoluzione di agire al fine di far sorgere in armi gli abitanti contro +i poteri dello Stato e i mezzi idonei per raggiungere lo scopo. Tutto +ciò, naturalmente, viene ammesso dall'ordinanza, dalla requisitoria +della sentenza. + +Esistevano, risultarono del processo questi estremi, che costituiscono +la cospirazione? No! + +L'esame dei documenti, che l'accusa ritenne decisamente compromettenti, +esclude il _concerto stabilito e conchiuso_; e questi documenti vengono +rappresentati dalle lettere di Cipriani e di De Felice e dal famoso +cifrario. + +Cipriani scrive a De Felice: «Se mai _farai o tenterai_ qualche cosa, +spero penserai a me.» Avrebbe potuto scrivere ciò se fosse stato a parte +di una cospirazione e se cospirazione vi fosse stata? + +Cipriani continua: «_Dimmi qualche cosa._» Dunque egli non sa nulla! +Cipriani gli annunzia «che sta _sulle spine e che ha bisogno più di +frenare se stesso_, anzichè di frenare gli altri.» Non è evidente che De +Felice lo aveva pregato di _frenare_ gli altri? + +C'è di più. Cipriani domanda a De Felice: «_Perchè non scrivi?_ Eppure +se _i giornali non mentiscono_ vi sarebbe di che.» Non prova questo che +il più temuto fautore della cospirazione apprende le notizie dai +giornali piuttosto che dal complice? + +La premura, la diligenza di un altro complice, viene luminosamente +dimostrata da questo altro brano di una lettera dello stesso Cipriani a +De Felice: + +«Scrissi a Bosco e non si è _neanche degnato di rispondermi_. Poverino!» +E questa lettera porta la data del 1º gennaio, cioè della vigilia della +rivoluzione! + + [ACCORDO SINGOLARISSIMO] + +Quando si pensa alla importanza assegnata dal processo al Cipriani non +si può fare a meno di sorridere pensando all'accordo singolarissimo, che +esisteva tra questi non meno singolari cospiratori! Quanto poi i tumulti +di Sicilia fossero la conseguenza della coordinata direzione dei +cospiratori con non minore evidenza emerge da ciò che il De Felice +scrive a una sua amica: + +«_Giungono notizie di gravi disordini dalla provincia._» Dunque quei +disordini erano per lui cosa nuova; e lo erano ancora il 1º gennaio, +quando gliene scrive, provando che non erano stati da lui preparati. + +Questo il contenuto dei più terribili documenti dell'accusa: si pensi +cosa erano gli altri! + + [IL CIFRARIO DI DE FELICE] + +Uno ce n'è, però, che mostra le ree intenzioni di De Felice: il +cifrario. Sia: De Felice lo compilò per servirsene a fini criminosi. Ma +oltre _l'intenzione_, che non è punibile se rimane esclusivamente tale +senza un principio di esecuzione, c'è un dato che può giovare +all'accusa? Se ne servì mai il suo autore? Mai. Ne fu trovata copia +corrispondente presso altri complici? Nessuna. Fu adoperato pei casi di +Sicilia? Neppure: De Felice lo lascia a Roma, dove viene sequestrato, +dopo ch'era stato arrestato a Palermo. + +Se il concerto sfuma, non possono restare _i mezzi idonei_ per +raggiungere i fini della cospirazione. + +Quali sono _i mezzi idonei e determinati_? Le armi e il denaro. + +Che siano indispensabili _i mezzi idonei e determinati_ risulta dai +precedenti giudiziari. Il giurì di Bologna nel 1874 assolse Costa e +gl'internazionalisti pei moti d'Imola e di Persiceto, perchè fu +riconosciuta la inidoneità dei mezzi. Il giurì è di manica larga? Ma il +suo responso venne corroborato dalla sentenza della Corte di appello di +Trani (18 marzo 1875) relativa ai moti del Barese. Dunque secondo il +Codice e secondo la giurisprudenza perchè il reato di cospirazione ci +sia occorrono i mezzi idonei: armi e denaro. + + [LE ARMI!] + +In quanto alle armi, nel nostro caso, le hanno cercate dapertutto e non +le hanno mai e in nessun luogo trovate. Il questore Lucchese in un +rapporto del 16 dicembre scrive: + +«_Il mio studio è rivolto a scovrire dove trovasi un deposito di armi e +di materie esplodenti._» Ebbene egli _studia_ ancora e non ha ancora +trovato il deposito. + +Sappiamo che non è stata più fortunata la polizia nella ricerca del +denaro: ha cercato l'_oro francese_, e non ha trovato che la miseria +grande onesta dei cospiratori. + +E in quanto a questi mezzi idonei e determinati--alle armi e al +denaro--la situazione viene brillantemente riassunta da una lettera di +Cipriani nella quale egli dice: «_Siamo senza un fucile, senza un +centesimo!_» + +Qualche cosa, però, trovarono gli agenti della polizia, i magistrati, +l'avvocato fiscale, i giudici del tribunale militare: un delegato trova +certi pericolosi bastoni bianchi, un altro le _coccarde_ dei socî dei +_Fasci_; quello di Monreale trova l'_acqua calda_; l'eroe di Bisacquino +scopre un _vetterly_; il comodo e misterioso signor Peter promette armi +a De Felice.... già in carcere; l'avvocato fiscale vede i mezzi _nella +organizzazione dei lavoratori_. + +Contro i battaglioni serrati e contro i cannoni dovevano riuscire +efficacissimi tali _mezzi idonei e determinati_; Turpin per distruggere +gli eserciti non potrebbe inventarne di più terribili. + + [TRIBUNALE SAPIENTE] + +Non se ne accontentò che in parte il sapiente Tribunale di guerra--che +in fatto di efficacia dei mezzi distruttivi se ne doveva intendere--e +sentenziò: «è vana la ricerca delle armi, inutile il provare la mancanza +di depositi di armi, vana la ricerca della maggiore o minore vendita di +esse, _perchè le risoluzioni si fanno anche senza armi, come s'è visto +nei tumulti nei quali combatterono con bastoni e con sassi_.» + +Combatterono! + +Il Tribunale non poteva mostrarsi più _sapiente_ nelle storiche e +politiche discipline confondendo i _tumulti_ con le _rivoluzioni_; +inchiniamoci riverenti innanzi a lui e procediamo oltre. + +E procediamo oltre concedendo ciò che in verun modo è dimostrato: +concediamo che ci sia stata la cospirazione con tutti i suoi estremi: +concerto, unità d'intenti, mezzi idonei e determinati per conseguirli. +Anche in questo caso nè il processo era giustificabile, nè la condanna +era conforme a giustizia secondo i Codici. + +Un'alinea dell'art. 134 del Codice Penale stabilisce: «_va esente da +pene chi receda dalla cospirazione politica prima che si cominci +l'esecuzione del delitto e prima che sia iniziato il procedimento._» + + [IL RECESSO DALLA COSPIRAZIONE] + +Ora dato che cospirazione ci fosse stata, l'esecuzione non era +cominciata per confessione stessa del magistrato ordinario che istruì, e +del Tribunale militare che giudicò, poichè non venne imputato agli +accasati alcuno degli attentati politici previsti dagli articoli 104, +117, 118, 120 e 128 del Codice penale e vi fu il _recesso_ prima che +fosse iniziato il procedimento, col manifesto del 3 gennaio. + +L'ordinanza della Camera di Consiglio che sentiva di non potere +rinviare i socialisti innanzi il Tribunale militare non considera il +manifesto come un _recesso_, ma lo chiama un'_abile ritirata_ e ne +adultera il significato considerandolo come un _recesso dall'attentato, +giammai dalla cospirazione_, tanto più che gli accusati _sono rimasti +più affratellati che prima_. + +E che cosa significa recesso _dall'attentato_ se di _attentato_ non +furono mai accusati gl'imputati? E perchè non smettere ogni ipocrisia +dichiarando con franchezza che lo _affratellamento_ equivale a +_cospirazione_? Tali loiolesche distinzioni non possono che disonorare +sempre più una magistratura, che ha perduto ogni prestigio e che è +venuta meno alla sua funzione, non sapendo che _rendere servigi_ al +governo. Il compianto Eula oramai, si affretterebbe sdegnato ad uscirne. + +E non si può che disprezzare di più questa magistratura che il _recesso +dalla cospirazione_ tramuta capricciosamente in recesso _dall'attentato_ +e che il contorcimento illegittimo aggrava colla menzogna, perchè +insinua con volgare indeterminatezza di frasi e di pensiero che il +manifesto, l'_abile ritirata_, sia stata suggerita dalle energiche +misure del governo, dallo Stato di assedio e dall'arrivo delle forze +militari. + +No, o illustri Iaghi della magistratura: la vostra rimane una menzogna. + +Il manifesto precedette la proclamazione dello Stato di assedio e lo +sappiamo dalle spie del governo, che ci dissero dell'animata discussione +tra De Felice, che voleva favorire il movimento e gli altri membri del +Comitato, che volevano e riuscirono a fare accettare al primo il +consiglio della calma; il manifesto non potè essere imposto dal timore +dell'arrivo delle forze militari, perchè queste non furono in Sicilia +che verso la metà di gennaio, quando già gli accusati erano in prigione +da parecchi giorni, sotto processo e predestinati alla condanna. + +Rimanga dunque a voi tutta l'onta dell'opera vostra o magistrati degni +di una istituzione che muore! + +Non contenta del contorcimento tormentoso del significato dei fatti, per +farli entrare nelle maglie del Codice penale; non contenta del mendacio +per togliere ad essi il valore, che non osano negare; la magistratura di +Palermo completò l'opera sua colla manifesta contraddizione nelle +accuse. Temendo che la preda potesse sfuggirle pel capo della +_cospirazione_, le imputa anche lo _eccitamento della guerra civile_. + +L'accusa contemporaneamente portata su di alcune delle vittime designate +non la esamino dal lato giuridico, poichè qui è evidente che se c'era +_cospirazione politica_ non ci potea essere _eccitamento alla guerra +civile_: un reato esclude l'altro; ma passando sopra alla contraddizione +in cui incorsero e istruttoria, e requisitoria e sentenza che tra i due +reati contraddicentesi videro un nesso come tra causa ed effetto, +bisogna dimostrare che di _eccitamento alla guerra civile_, da per sè +solo, non erano colpevoli gli accusati. + + [LA PAROLA RIVOLUZIONE] + +Anzitutto, si rilevi che si volle trovare un _substratum_ per l'accusa +nelle ripetute dichiarazioni in favore della _rivoluzione_ senza +considerare che, dinanzi alla filosofia della storia ed alla politica, +questa parola ha un significato ben diverso da quello connesso all'atto +materiale, che si compie per rovesciare un governo. Si dicono convinti +rivoluzionarî tutti i socialisti marxisti, che rifuggono dai tumulti e +dalle violenze; e tali si dicono impunemente nei discorsi, nei giornali, +nei libri. Perchè non processare tutti coloro che rivoluzionarî in tale +senso si proclamano? E in tale senso il più grande reo in Italia fu +Giuseppe Ferrari, che scrisse sinanco la _Filosofia della rivoluzione_ e +che invece di essere tradotto sullo sgabello degli accusati, venne +innalzato agli onori del Senato, non ancora prostituito. + + [BISOGNA AVER FEDE NEL PARLAMENTARISMO] + +Nel De Felice non solo si volle colpire il _rivoluzionario_, ma anche +colui, che non ha fede nel _parlamentarismo_. + +Ciò fecero, perchè i giudici non frequentarono mai Montecitorio; se lo +avessero frequentato o non avrebbero imputato a colpa del rappresentante +di Catania questa sua mancanza di fede nel parlamentarismo, o avrebbero +fatto una retata di deputati di lui più scettici e avrebbero dovuto +sopratutto fare il processo alla memoria di Agostino Depretis. + +Ma De Felice non è semplicemente questo sereno osservatore del corso +degli avvenimenti, che inneggia alla rivoluzione come complemento +necessario, fatale, di una serie di trasformazioni economiche, politiche +e morali; no, egli ha predicato la rivoluzione materiale e immediata: lo +ha fatto a Pedara. Egli a Pedara ripetè i versi popolari: + + A rivederci maschere pagate. + A rivederci illustri mangiapani, + _A rivederci sulle barricate!_ + +Oh! perchè dunque non si processa l'autore di questi versi incendiarî e +si lascia Olindo Guerini ai suoi studî prediletti? perchè non si +processa Giosuè Carducci che versi più pericolosi scrisse prima che +ponesse piede a Palazzo Madama? Perchè non si allontana +dall'insegnamento inteso a formare le madri italiane, Ada Negri, che ha +eccitato alla ribellione contro il mondo borghese, _mondo d'oche e di +serpenti, mondo vigliacco_? perchè non si mandarono e non si mandano in +galera le migliaia d'italiani, che ripeterono e ripetono le fatidiche +parole di Beppe Giusti sull'invocato _Dies irae_? + + [CASO STRANO...] + +Ma vedi caso strano: dovunque vanno i pericolosi eccitatori, dovunque +esercitano indiscutibile e forte influenza, ivi si conserva la calma e +non viene turbato l'ordine. Dunque eccitarono alla calma! Gli +eccitatori, i sobillatori hanno pronunziato centinaia di discorsi; ma +non si trova da incriminare che quello di Casteltermini, per cui la +Camera di Consiglio del Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a +procedere, e l'altro di Pedara... pei versi dello Stecchetti. E chiunque +ha parlato alle masse, improvvisando, forse anche Rugero Bonghi--non si +dica poi se parla Francesco Crispi--raramente evita gli scatti +improvvisi, le frasi roventi, gli appelli all'azione energica salutare, +necessaria. E l'applauso caloroso, sincero, spontaneo che accoglie le +parole vibrate dell'oratore lo eccitano, lo trascinano irresistibilmente +verso maggiore accentuazione di frasi. Solo i magistrati italiani +ignorano questi elementi notissimi di psicologia popolare e questi +fenomeni di contagio psichico, che talora trascinano i più miti. + +Si svolgono numerosi i processi innanzi i Tribunali militari e fra tanti +sobillatori non se ne trovano che due soli socialisti, aderenti o +dirigenti il moto dei _Fasci_: l'avv. Sparti a Misilmeri, che fu +assolto; B. Verro per Lercara, che venne condannato colle prove che +furono esposte nel precedente capitolo. + +La connessione diretta tra lo eccitamento dei sobillatori e i moti di +Sicilia si volle maggiormente riconoscere nell'azione di De Felice, e +con una smemorataggine sorprendente si dimenticò che il colpevole nel +periodo più agitato e dei più frequenti tumulti, dal 20 Novembre al 28 +Dicembre, non si mosse da Roma. + + [I MANIFESTI] + +E c'è di più. Il manifesto del Comitato centrale col quale si consiglia +la calma non è atto isolato o semplicemente palese e destinato ad +ingannare le vigili autorità politiche; no, dal processo risulta che +altri manifesti precedettero il primo e nello stesso senso e che le +lettere private sono inspirate agli stessi sensi. + +L. Macchi, vice presidente del _Fascio_ di Catania, ritenuto il più +fedele interprete di De Felice, in data del 31 Dicembre, prima della +riunione del Comitato, aveva diramato questa lettera caratteristica: + + FASCIO DEI LAVORATORI Catania, 31 dicembre 1893. + + CATANIA + + _Egregio Compagno,_ + + L'inaugurazione del _Magazzino Cooperativo della Scuola + Industriale_ è stata rimandata alla seconda domenica di gennaio. + + Il presidente mi scrive da Palermo che egli deve fermarsi sino a + tutto il giorno 3 in quella città, in seguito ai deplorevoli e + dolorosi fatti accaduti in diversi Comuni della Sicilia. + + Dopo la riunione del Comitato, egli sarà qui e stabiliremo tutto di + accordo con lui. + + Colgo quest'occasione, intanto, per pregarvi, anche a suo nome, + avendomene egli dato speciale incarico, di consigliare a tutti la + calma più assoluta. + + Come vedete, sono moti dovuti alla fame ed all'influenza dei + partiti locali, non agl'ideali, e il Fascio dei lavoratori di + Catania non può che sconsigliare moti incomposti. + + _Compagni,_ + + Siate calmi! È questo il momento di dimostrare all'Italia che noi + siamo tutt'altro che sobillatori. + + Il Vice Presidente + _Luigi Macchi_. + +E in una lettera di Cipriani a De Felice si legge: «fa, _come consigli_ +nella tua lettera, di evitare scatti inopportuni, le generali +impazienze, le manifestazioni intempestive.» + +Come i magistrati, l'avvocato fiscale e il Tribunale militare che +ripetutamente _supposero_ ciò che _aveva dovuto_ scrivere De Felice a +Cipriani, non si accorsero--qui, che la cosa era evidente--che De Felice +aveva _sconsigliato_ quegli avvenimenti di cui si volle renderlo +responsabile? + + [IL MANIFESTO DEL 3 GENNAIO] + +Da tutto ciò emerge che il manifesto del 3 gennaio nè era un atto +isolato, nè una manifestazione pubblica intesa a mascherare +macchinazioni segrete: il consiglio alla calma rispondeva a tutto il +metodo adottato ed era stato manifestato in pubblico e nelle lettere +intime più efficaci, perchè non si vede in esse alcun _arriere +pensèe_.[73] + + [NON SI RAGGIUNSE L'INTENTO] + +Per quanto sinceri e ripetuti, questi consigli alla calma e non +all'eccitamento, certo è che essi non raggiunsero l'intento e che furono +accompagnati o seguiti dai noti tumulti. Ma si potrà renderne +responsabili coloro che li biasimarono? Ciò è semplicemente enorme; e si +troverà più enorme il fatto quando si penserà alla minima responsabilità +diretta dei _Fasci_, dimostrata in un precedente capitolo, che fa +supporre dovere essere nulla o incalcolabile quella del _Comitato +centrale_, che poca o nessuna azione esercitava in molti punti e su quei +_Fasci_ nati da recente, male organizzati, acefali o in via di +dissoluzione, che parteciparono ai tumulti. + +Fosse pure stata energica ed indiscussa la influenza esercitata dal +_Comitato centrale_ sui _Fasci_ e sulle masse non si può menomamente +renderlo responsabile di ciò che avvenne, perchè è noto che quando +esistono certe condizioni di animo e certe altre cause efficienti le +parole più autorevoli non vengono, non possono venire ascoltate. Chi, +come opportunamente ricordò De Felice, più adorato di Garibaldi dai +suoi volontarî? Eppure egli impone alle sue schiere--e chi scrive +ebbe la fortuna di trovarsi vicino a lui sulla spianata di Aspromonte +e rammenta il tono imperioso e solenne della sua voce--di _non far +fuoco_ nel caso che venissero attaccati dalle truppe del Generale +Pallavicini, e non viene ubbidito. Non poteva esserlo; perchè era umano +che chi aveva il fucile in mano lo adoperasse contro l'aggressore: +l'istinto supremo della propria conservazione lo esigeva o spiegava la +disubbidienza verso l'idolo dei volontari che avevano preso per divisa: +_o Roma o morte_. + +Uguale fatalità s'imponeva in Sicilia: i consigli alla calma non furono +ascoltati, perchè date le condizioni delle masse, non potevano esserlo. +C'erano altri e più poderosi agenti di _sobillazione_, che non +permettevano fosse ascoltata la voce dei socialisti coscienti; il grido +degli affamati, degli oppressi, dei malcontenti la copriva. + + [I VERI SOBILLATORI] + +Quali fossero le cause vere della sobillazione era noto ai magistrati, +all'avvocato fiscale, al Tribunale, al Re, oltre che ai suoi ministri +responsabili. + +Il Re, nel ricevere la commissione parlamentare a Capo d'anno, aveva +manifestato il suo dolore per le sofferenze del popolo siciliano +_sobrio, nobile, generoso_ derivanti dalla crisi agraria.... Il +colonnello Pittaluga, un valoroso dei _Mille_, aveva saputo discernere +tra responsabilità politica e responsabilità giuridica dell'on. De +Felice, e aveva saputo additare le cause complesse--precipua quella +economica--«che avevano acuito la sensibilità nervosa del popolo, +rendendolo pronto all'incendio, come il filo elettrico è pronto a +ricevere la scintilla». Gli odî e le ire dei partiti locali erano +comparsi sulla scena in modo ineccepibile nei singoli processi e per +numerose testimonianze nel _processo mostruoso_. La sentenza che chiude +mostruosamente il processo De Felice e C.i riconosce «che le popolazioni +erano incolte, impoverite: i lavoratori rozzi, ignoranti, abbrutiti +dalla miseria.....»; questa stessa sentenza, infine, constata «che le +masse spinte alla guerra civile _non avevano senso politico_, agognavano +il benessere, _tanto vero_ che portavano i ritratti dei sovrani ed erano +tenute allo scuro del fine ultimo dei cospiratori e _non si ebbe un +solo grido, che accennasse ad abbattere i poteri dello stato_». + +Dopo queste testimonianze, confessioni e constatazioni, con quale +logica, con quale lealtà, con quale senso di giustizia si fece risalire +la responsabilità dei moti _apolitici_, ad una organizzazione e ad un +Comitato essenzialmente politico, la cui azione non fu dimostrata in +verun dei singoli fatti dolorosi, che funestarono la Sicilia? + + [LOGICA OTTENTOTTA] + +Eppure si condannano gli accusati! E il Tribunale di guerra condanna +tagliando colla spada tutte le più gravi quistioni giuridiche, +respingendo tutte le pregiudiziali sollevate, quantunque convinto che +solo _alcune_ di esse non avevano fondamento. Dunque lo avevano le +altre? E il Tribunale di guerra condanna colla logica ottentotta che si +può riconoscere in questo brano della sentenza: De Felice e C.i volevano +avvalersi del disagio economico, delle cattive amministrazioni locali, +dell'istintivo odio dei lavoratori contro i proprietari; e la loro +intenzione si argomenta dalla costituzione dei _Fasci_! + +E difatti, che bisogno avevasi di costituire i _Fasci_ «quando avrebbero +potuto servirsi, pel vantaggio dei lavoratori, delle società operaie +esistenti?» Sono parole testuali della sentenza! E il Tribunale di +guerra condanna avvolgendosi in una serie inestricabile di +contraddizioni giuridiche e di violazioni della legge e sostituendo alle +prove le supposizioni e le gratuite asserzioni; affermando _pienamente +constatate tutte le accuse_, ritenendo che i capi dei fasci erano +facinorosi disposti a tutto, creando di sana pianta un _Comitato +esecutivo dei Fasci_ quale emanazione diretta dal Comitato centrale, +stabilendo che _programma_ dei _Fasci_ era la rivolta e la guerra +civile, e che c'era l'ordine _diretto_ del Comitato centrale di far +sollevare in maggio le masse preparate e pronte! + + [L'ORDINE DI CONDANNARE] + +Questa sentenza è al disotto di ogni discussione e disonorerebbe +qualunque magistrato, anche dei peggiori tempi della servitù: il +Tribunale militare potè emetterla, perchè la disciplina nell'esercito +sostituisce tutto: prove, ragionamenti, giustizia; e il Tribunale +dovette ricevere l'ordine di condannare. Dovette essere ben grande +l'amarezza di G. De Felice nel sentirsi condannare da un Tribunale +militare _italiano_, quando era stato assolto il suo antenato, che +portava il suo stesso nome, dal Tribunale statario _borbonico_ sedente +in Siracusa nel 1837 e sotto il regime dello Stato di assedio! Ma allora +in Sicilia comandava Del Carretto: oggi in Italia governa Francesco +Crispi.....[74] + + [LA VERA COLPEVOLE] + +Questa sentenza che chiude il processo mostruoso è tale che la Suprema +Corte di Cassazione non sapendo, non volendo o non potendo riformarla ed +annullarla l'addita all'amnistia. La quale non potrebbe e non dovrebbe +farsi attendere, non già nell'interesse dei condannati, ma in quello dei +giudici, delle istituzioni e della società borghese. È la borghesia la +vera colpevole di questo processo ed a suo beneficio l'amnistia dovrebbe +venire. + +E infatti questo Tribunale militare, secondo la profonda osservazione +di Barbato _doveva lealmente_ condannare per dare il suo contributo a +ciò che crede sacro e immortale, e che pur si sfascia e muore. + +È questo organismo in isfacelo, che per istinto di conservazione attacca +e condanna l'idea avversaria in tutti i suoi gradi di esplicazione, in +tutte le forme sotto le quali si manifesta, particolari e generali, +teoriche e pratiche. Si vuol colpire l'idea nemica, infatti, e nella +esplicazione generica dello affratellamento dei sodalizî dei lavoratori +e nel patto di Corleone; si vuol colpire l'idea giudicando criminoso il +programma dei _Fasci_ e l'arma dello sciopero, che esso ingenuamente +credette legittima; e che tutto ciò si abbia voluto colpire lo dice la +sentenza, la quale si scandalizza che nei discorsi degli accusati «si +spiegavano le teorie del socialismo e si propugnava l'emancipazione +morale e materiale dei lavoratori». + + [NON IL CRIMINE MA IL PENSIERO] + +Di questa confessione bisogna lodare i giudici, che si ricordarono di +essere militari e vollero chiarirsi leali facendo conoscere almeno le +loro intenzioni ed avvisando gl'italiani contristati che nel _processo +mostruoso_ non si ricercarono e si condannarono i fatti costituenti il +crimine, ma il pensiero, le idee, le tendenze nuove in nome e in difesa +del presente, che passa e lotta contro il futuro, che irresistibilmente +diviene. + +La tristezza dell'animo in chi si fa a riandare le vicende e l'esito del +processo mostruoso non viene temperata che dalle letture delle +dichiarazioni e delle autodifese degli accusati, che seppero elevarsi +nelle sfere serene della filosofia della storia: che ammoniscono i +giudici sulla fatalità degli avvenimenti; che infusero in tutti la +coscienza di un avvenire migliore per equa distribuzione di ricchezze; +che seppero rendere simpatica la propria causa anche a coloro, che da +principio più fieramente l'avversavano. Ed è meraviglioso, a questo +proposito, che seppe farsi ascoltare con benevolenza il Gulì, che fece +la difesa dell'ideale anarchico nel momento in cui l'anarchia era più +odiosa ed odiata. + + [L'IMPRESSIONE DELLA SENTENZA] + +Le conseguenze immediate della sentenza avrebbero dovuto fare ravvedere +qualunque governo meno cieco e meno votato alla reazione che non sia il +_libero_ governo costituzionale d'Italia. In Palermo dove l'ambiente era +dapprima più avverso agli accusati la impressione fu profonda e +generale. + +Tutte le forze militari disponibili furono spiegate per mantenere in +freno la popolazione fremente; fu vietato l'accesso al pubblico nella +sala del Tribunale, e i condannati sotto scorta numerosa furono fatti +uscire da una porta ignorata, dalla quale uscirono pure i giudici per +sottrarsi ad inevitabili e gravi manifestazioni di biasimo. Questi +giudici, che furtivamente si allontanano dal Tribunale, non si direbbe +che si sentono rei? Il colonnello Giussani divenuto inviso, fu +ripetutamente fischiato, e lo si allontanò per un po' da Palermo. + +La polizia impose che si tenessero aperti i negozî che si sapeva si +sarebbero chiusi in segno di protesta; ma l'Università venne chiusa; +alle grandi prigioni avvennero dimostrazioni notturne, e canto di inni +ch'erano un saluto ai prigioneri che ascoltavano; in teatro si va coi +garofani rossi all'occhiello e si fa dal pubblico una di quelle mute +proteste, che solo Palermo sa fare, uscendo in massa ad un dato +segnale. + + [AURELIO DRAGO] + +E il pensiero e il sentimento della gioventù si riassume nel simpatico +episodio del baldo e intelligente Aurelio Drago, che fu condannato dal +Tribunale di guerra a sei mesi di carcere, perchè il giorno della +sentenza, si fece innanzi alla truppa mentre passavano i condannati, ed +impose all'ufficiale: _Scopritevi! oggi è giorno di lutto per la +libertà!_ + +In Italia non fu minore la impressione; e fu vivissima se si tiene conto +dell'infrollimento, dello accasciamento degli italiani. Non si trovarono +giornali, compresi gli ufficiosi, che poterono lodare o giustificare +giudici e sentenza; e tutti manifestarono lo stupore, il rammarico la +indignazione. Innumerevoli e vivaci furono le proteste e agitazioni; i +condannati venne deciso, che verrebbero portati dapertutto nelle +elezioni comunali e provinciali: De Felice e Petrina vennero già eletti +in Messina con una splendidissima votazione, sotto il regime dello stato +di assedio! e Bosco e gli altri, benchè non fossero nelle liste, +ottennero moltissimi voti. + +Riuscirà il governo ad arrestare queste proteste coi minacciati processi +per apologia di reato contro coloro che propugneranno le candidature dei +condannati? Se pur riuscisse la enormità e novità del procedimento +rivelerebbe l'anormalità e il pericolo della situazione! + +Il processo ai socialisti, che si è trasformato in processo al governo +ed alle classi dirigenti e che ha servito alla più vigorosa e larga +propaganda del socialismo avrà pure conseguenze che sorpasseranno +quelle del primo momento. + +Previdi nella prima edizione che immediatamente si sarebbe avuto aumento +di malandrinaggio e di odio fra le classi sociali sottolineate da +qualche schiopettata per vendetta, aumento di miseria fra i lavoratori e +di dissesto nelle finanze comunali; e sinora le tristi previsioni si +sono avverate. + +In quanto al resto, alla quistione politica generale i più avveduti +sanno e sentono che il socialismo non muore; che esso risorse più forte +e più vigoroso in Francia all'indomani del trionfo di una reazione; +risorse sempre dopo che se n'erano cantati i funerali. E risorgerà in +Sicilia dove la corrente scientifica, dei professori e dei giovani delle +Università, che agiscono per altruismo, si fonderà coll'elemento di +azione, coi contadini e cogli operai che agiscono per soddisfare +impellenti bisogni e che hanno già acquistato coscienza, sebbene vaga, +dei diritti e della forza propria. + + [IN NOME DEL RE] + +E tristi conseguenze si avranno inoltre dagli ultimi avvenimenti: nel +popolo si sarà fatto strada la convinzione che i metodi del regime +borbonico continuano, e si sarà perduta la fiducia nei mezzi legali, +mentre il socialismo dinastico avrà fatto il suo tempo e non troverà che +sorrisi di scherno. Oh! non si vedranno più nelle sale delle +associazioni i ritratti del Re e della Regina accanto alla immagine di +Cristo! E i contadini non reclameranno più _pane e giustizia_ al grido: +_Viva il Re!_ dopo la esperienza che in nome del Re non si dette loro +che piombo, manette e domicilio coatto. + + [PROBABILITÀ DI UNA JACQUERIE] + +Il popolo in Sicilia per un periodo non breve ha avuto la forza e il +potere nelle mani; ha devastato qualche volta i beni di coloro che crede +a torto o sono realmente suoi nemici, ma ne ha rispettato le persone e +non si è vendicato sulla loro vita. Sarà altrettanto mite altravolta? +Sarebbe desiderabilissimo che lo fosse e sarebbe anche vantaggioso pel +popolo stesso; ma qua e là, nelle grotte che servono di abitazioni, nei +sotteranei delle miniere, nei _tukul_ sparsi per la campagna si sentono +sommessi e compressi accenti d'ira, che fanno paura. Chi conosce la +situazione confessa che è probabile lo scoppio di una vera _Jacquerie_ e +presente che i lavoratori in un dato momento prenderanno alla lettera il +ritornello del poeta catanese _e falceran le teste a lor signori_! + + +NOTE: + +[68] Ricordo tra i tanti innumerevoli casi a mia conoscenza questo +episodio mio personale. La sera del 5 gennaio 1894 appena arrivato in +Palermo, uno dei miei più cari amici, costernato mi avvicinò e mi disse: +Pur troppo è vero che Peppino (De Felice) è venduto alla Francia! Ier +l'altro, nel momento in cui fu arrestato gli si trovarono addosso somme +vistosissime ed una corrispondenza denunziatrice con uomini politici +francesi!--Impossibile! risposi secco e risoluto.--E l'amico mio di +rimando:--L'ho saputo da un ufficiale dei carabinieri, che procedette +all'arresto e alla perquisizione!--E ci volle la smentita recisa degli +avvocati Marchesano e Crimaudo, che all'uno e all'altra avevano +assistito, per convincerlo che l'ufficiale dei carabinieri aveva +mentito. + +[69] Devo alla cortesia dell'egregio stenografo, sigr. Francesco +Militello Quagliana, gran parte dei resoconti delle udienze; nonchè alla +redazione del _Giornale di Sicilia_ molto materiale che mi è servito per +questo e per altri capitoli; e a tutti porgo i più vivi ringraziamenti. + +[70] Notevole esempio di quanto i nostri funzionarî di polizia siano +_profondi_ nelle discipline economiche! + +[71] In fatto di dinamite ricordo il comicissimo sequestro di alcune +cartucce, ch'erano avanzate nei lavori di una galleria e il di cui +proprietario ritenendo pericoloso tenerle in casa le depositò in una +campagna e denunziò il luogo del deposito alle autorità con una lettera +anonima. Le brave autorità scrissero a Girgenti, d'onde venne, credo un +Procuratore del Re per sequestrare il corpo del reato con grande +solennità. Il fatto avvenne a Campobello di Licata. + +[72] Nello esame di queste due accuse mi avvalgo, spesso letteralmente, +della splendida auto-difesa del De Felice e della memoria +dell'Impallomeni, lucida e strettamente giuridica. + +[73] Verso la fine di Dicembre Garibaldi Bosco mi scrisse una +vibratissima lettera, che esibii al Tribunale di guerra, nella quale +sdegnosamente protestava contro le _calunnie borghesi_, che attribuivano +al Comitato centrale i tumulti. + +[74] Le enormità giuridiche di questa sentenza voglio sottoporle al +lettore colla sintesi severa e serena che ne ha fatto lo scienziato e +non l'uomo di parte: «La cospirazione, fondata sulla manifestazione di +semplici aspirazioni politiche in una corrispondenza fra assenti, +rilevante la mancanza di qualunque accordo preso; la _complicità in +eccitamento alla guerra civile_ fondata sulla formazione dei _Fasci_ dei +lavoratori, pubblicamente costituiti, esistenti in virtù del diritto +statutario, e non incriminati, come anche sulla propaganda socialista +fatta nei limiti delle leggi, e sulla semplice _possibilità di +prevedere_ i disordini lamentati nell'isola, creandosi così una +_complicità colposa_; dichiarati quelli complici in eccitamento alla +guerra civile per avere a tali disordini, nella inesistenza di autori +dello eccitamento, creandosi così una _complicità senza una reità +principale_; affermata la cospirazione e la complicità in eccitamento +alla guerra civile, come due delitti commessi per la realizzazione di un +comune disegno ostile alla sicurezza dello Stato, identificando così +l'eccitamento alla guerra civile con lo eccitamento all'insurrezione, e +_trasformando in un delitto politico un delitto contro l'ordine +pubblico_: ecco per sommi capi, gli elementi coi quali fu intessuta una +sentenza, che condanna a spegnersi nelle galere la vigorosa giovinezza +di chi vivamente e attivamente desiderò un'avvenire migliore alla classe +dei sofferenti, ma che perciò non volle, nè la sentenza potè dire di +aver _voluto_, i tristi lutti, avveratisi per opera di turbe suscitate +dalla fame, dalle oppressioni locali, e dalla diffidenza in un Governo +sordo per trentaquattro anni alle voci dei mali sollevantisi da mille +parti. E questo, ritenuto da un tribunale di guerra, in tempo di pace +istituito senza mandato legislativo, di derogare alla organizzazione +giudiziaria del Regno e di creare Tribunali straordinarî; da un +tribunale, che la propria giurisdizione elevò sulla ordinanza di un +magistrato dichiaratosi incompetente, in una causa colla quale agli +imputati, oppressi dal peso di fiere accuse, non fu concesso l'ausilio +della difesa civile, facendosi al Codice penale per l'esercito del +libero e civile Regno d'Italia l'ingiuria di supporre che avesse negato +quel diritto di difesa, che i rescritti di Re Borbone dichiaravano di +accordare in omaggio alla civiltà dei tempi.» + +Così l'Impallomeni. (pag. 4). + + + + +XXIII. + +L'OPERA CIVILE DEL GENERALE MORRA + + +Di ciò che si è fatto in Sicilia--dal giorno della proclamazione dello +Stato di assedio in poi--risponde politicamente il ministero; ma la +responsabilità diretta, materiale e morale, spetta al generale Morra di +Lavriano e della Montà. + +Se i poteri del Regio Commissario straordinario fossero durati +poco tempo--pel solo tempo necessario ad assicurare l'opera del +ristabilimento materiale dell'ordine--è assai probabile, che sul +di lui conto non ci sarebbe stato molto da ridire e si sarebbero +soltanto ricordate le sue benemerenze, siano pure immeritate ed +immaginarie; ma la durata eccessiva e la estensione stessa dei poteri +che gli erano stati accordati, fecero sperare, autorizzarono anzi, ad +aspettare da lui, oltre la repressione, un'opera eminentemente civile +d'iniziamento, se non altro, di restaurazione morale, di giustizia +politico-amministrativa, di miglioramento economico della condizione dei +lavoratori. + + [BIASIMO E DISONORE] + +A quest'opera il generale Morra venne meno completamente, e la sua +azione invece fu talmente diversa da quella che avrebbe potuto e dovuto +essere, ch'egli ne raccolse larga messe di biasimo e di disonore. + +Il giudizio severo non solo viene giustificato dallo esame dei fatti +imputabili al Commissario, ma sopratutto dal sistema prezioso dei +paragoni, dal confronto con ciò che persona di grado uguale al suo ha +dichiarato che avrebbe fatto se fosse rimasto al suo posto; dal +confronto di ciò che altri ha fatto realmente in analoghe condizioni +dolorose. + +Ciò che si avrebbe dovuto e potuto fare in Sicilia venne detto dal +generale Corsi, che col comando del XII Corpo di armata trasmise i +poteri militari al generale Morra. + +Certamente non sarò io che troverò tutto da lodare e crederò che possa +in tutto soddisfare ciò che espone il generale Corsi, in quanto a +riforme economiche, amministrative, politiche e morali da attuarsi +immediatamente in Sicilia, (p. 356 e 357): nè dimenticherò che egli, +conservatore, non vede con simpatia tutto ciò che sa di libertà, e non +nasconderò che egli ha idee erronee sullo sciopero e sui rapporti +economici che possono correre tra lavoratori e proprietari e sui modi di +trasformarli e di migliorarli. + + [IL PROGRAMMA DEL GENERALE CORSI] + +Bisogna, però, riconoscere che non ostante i suoi errori e i suoi +pregiudizî il generale Corsi era animato da uno squisito senso di +umanità e di equità. Se ne giudichi da questo brano del suo libro, che +sembra precisamente il programma di azione immediata di un generale +italiano, munito di poteri straordinarî e mandato in una regione per +ristabilirvi l'ordine materiale e morale ad un tempo: «La suprema +autorità militare nell'isola--egli scrive--tutto ben ponderato, aveva +compreso sin dal primo momento che l'opera sua doveva essere sopratutto +e in sommo grado _civile_, cioè di pacificazione e concordia tra le +classi sociali, che gli agitatori (?) traevano a nimicizia. Quei tanti +ufficiali, che si spandeano pei paesi dovevano essere altamente pacieri, +apostoli di fratellanza tra genti divise, che si guardavano in cagnesco, +esigenti gli uni, ripugnanti gli altri; dovevano mantenersi +rigorosamente neutrali, benigni con tutti, di modo che non sembrasse +che le truppe fossero adoperate a sostegno degli interessi dei +possidenti e contro le giuste rivendicazioni dei proletarî. + +«Dovevano insomma far la parte, che avrebbero dovuto fare i buoni +cittadini se avessero saputo, o potuto, o voluto farla.» (_Sicilia_ p. +366 e 367). + +Questi nobili intendimenti del generale Corsi erano conosciuti _in alto_ +e avrebbero dovuto indicarlo come Regio Commissario straordinario, se in +Sicilia davvero si avesse voluto fare opera civile di pacificazione e di +giustizia! Si dirà che al Corsi non vennero affidati i pieni poteri, +precisamente perchè il suo onesto pensiero era conosciuto? + + [IL PROGRAMMA DEL GENERALE MORRA] + +Non voglio divagare nel campo delle ipotesi, che potrebbero riuscire di +disdoro a chicchessia: ma che tale ipotesi abbia qualche fondamento si +può argomentarlo dalla denunzia--fatta dall'on. Saporito-Ricca--della +citata circolare dell'antico Comandante del XII Corpo di armata, nella +quale si prescriveva di non adoperare le armi contro nessuno in nessuna +occasione. Certo è poi, che il generale Morra adottò e svolse un +programma del tutto opposto a quello del suo predecessore: programma di +odio, come per rinfocolare quello grande già esistente: programma +d'iniquità, parteggiando per i proprietarî e per le classi dirigenti +contro i lavoratori. + + [UN GIUDIZIO DELLA "TRIBUNA"] + +Esagero, calunnio? Si ascolti non la mia, ma la voce del giornale +ufficioso più autorevole che ci sia in Italia e che nella sua amarezza +lascia comprendere che se _in alto_ si è soddisfatti dell'opera +soldatesca del generale Morra, nelle sfere ministeriali, invece si è +assai malcontenti della sua opera _civile_. «Il paese--dice la +_Tribuna_--attendeva da lui un principio di pacificazione. Era in +condizioni di ottenerla. Tutte le vie gli erano aperte: autorità +altissima, eccezionale, senza opposizioni burocratiche, senza difficoltà +e opposizioni locali, perchè i Consigli comunali erano o sciolti o in +sua potestà: con un popolo in parte fatto docile dai suoi soldati, in +parte dal lato dei proprietari, ancora sotto la paura delle recenti +ribellioni, il generale Morra poteva mettersi in mezzo, arbitro e +paciere, e svolgere tutto un programma di trattative e di accordi. + +«Hanno detto che il male maggiore della Sicilia era la tirannia dei +subbaffitti, contro la quale ferocemente i contadini si ribellavano: ed +egli poteva e doveva andare man mano sui luoghi e istituire Commissioni +di probiviri e veder di comporre, di accomodare, di migliorare i +contratti agrari. + +«Egli doveva e poteva percorrere l'Isola città per città, paese per +paese, studiare le ragioni particolari di avversione, di opposizione, le +cagioni dalle quali le ribellioni, gli incendi, le uccisioni erano +scaturite, e udire, e prendere consigli e rimediarvi e provvedere. + +«Era questa opera nobile e santa.» + + * * * * * + +«L'ha compiuta; ha tentato neppure di compierla il generale-dittatore? + +«Imponiamoci, guardando alle cose siciliane, una doverosa serenità; +facciamo un bilancio spassionato delle condizioni dell'isola. + +«L'ordine è ristabilito in Sicilia; era difficile ottenerlo senza che la +libertà dovesse coprirsi d'un velo. + + * * * * * + +«Ma la questione siciliana non era soltanto contenuta in questa semplice +enunciazione: ristabilire l'ordine materialmente. + +«Conveniva e conviene rimuovere le cause dei tumulti siciliani, le quali +ormai sono note; conveniva e conviene migliorare le condizioni dei +lavoratori siciliani. + + * * * * * + +«Ma questo è avvenuto, che come il generale Morra si è manifestato +impari alla missione che gli era stata affidata, così questa legge dei +latifondi siciliani è rimasta indiscussa per la chiusura della Camera. + +«E la questione della tranquillità pubblica in Sicilia è rimasta risolta +solamente a mezzo. + +«L'ordine regna in Sicilia, ma un po' come a Varsavia. Le popolazioni +sono quiete, ma attendono ancora che siano mantenute le promesse del +Governo intorno al miglioramento delle condizioni dei contadini.» (n. +194, 15 luglio 1894). + + [MORRA NON VOLLE FARE] + +Ho voluto riprodurre quasi integralmente questo giudizio, che venendo da +un giornale tanto temperato e quasi assiduamente laudatore del governo +di Francesco Crispi, (assai lodato nello stesso articolo) non può essere +menomamente sospettato di partigiana avversione contro il generale Morra +e riesce perciò assolutamente caratteristico. E il generale Morra va +tanto più severamente biasimato per quello che non ha fatto, in quanto +che i poteri veramente straordinarî che gli vennero accordati e dei +quali usò ed abusò, sconfinarono sino ad assumere facoltà +legislative--come venne rilevato, con parole severe di biasimo, dal +Prof. Brusa (_Della giustizia_ ecc. p. 14). + +Egli _molto_ poteva, e _se nulla_ fece, segno è che non volle o non +seppe fare. E in quanto al saper fare, si avverta che consigli opportuni +e suggerimenti adatti alle circostanze del momento, richiesti o +spontanei, non gli mancarono: dunque non volle! + +L'opera _civile_ del generale Morra dissi che risulta veramente +deplorevole non solo dal confronto col programma del generale Corsi e +dalle deluse speranze su ciò che si poteva attenderne; ma anche e +sopratutto dal paragone con ciò che ha fatto il generale Heusch in +Lunigiana in condizioni analoghe e con poteri uguali. + + [UN PARAGONE DI CAVALLOTTI] + +Questo paragone venne fatto, con quello squisito senso artistico che gli +è proprio, dall'on. Cavallotti: il quale nella tornata del 25 maggio +della Camera dei Deputati, in mezzo alla più viva attenzione dei suoi +colleghi al seguente richiamo del _Presidente_:--«Onorevole Cavallotti, +le ripeto di moderare le sue parole. Ella fa requisitorie che non hanno +ragione d'essere, e stabilisce coincidenze che proprio non hanno +fondamento.»-- + +Rispose: + +«Io non faccio requisitorie, racconto fatti, e non ne parlerei se essi +non fossero come il commento di tutta l'opera del generale Morra, troppo +diversa da quella del suo collega della Lunigiana. A me, di cui non può +essere sospetta la parola; a me, che ritengo illegittimi, perchè non +conferiti da nessuna legge i poteri di entrambi i commissarî +straordinarî, a me è debito di giustizia, d'altronde già resa dal +sentimento pubblico, il riconoscere tra i due la differenza che passa +tra chi non si è reso nessun conto del suo mandato e chi, soldato di +cuore, investito di dolorosa consegna ha saputo dal male cavare un bene, +e profittarne per fare opera di cuore. Invece di farsi compatire coi +decreti allegri sulla proroga delle cambiali, invece di appartarsi dal +paese e dalla vita delle classi popolari, invece di passare tutti i +santi giorni nei salotti dell'aristocrazia a far la vita galante e il +cicisbeo alle signore».... Qui il Presidente interrompe con un nuovo +richiamo. + +--«Eh, onorevole Presidente--continua il Cavallotti--ci vuol altro che +richiami! Io vengo da Palermo, dove le son cose notorie, e dove ho +raccolto informazioni d'ogni parte, nelle classi più diverse della +città. Invece di segregarsi dal popolo, invece di mettersi a parte da +tutto il resto della vita cittadina, il generale Heusch capì che là dove +ei recavasi erano cause di malessere che non si curano con anni di +galera, capì che il suo posto era fra il popolo, fra operai e padroni, +fra minatori e proprietari di cave; entrò nelle case e nei tugurî, +visitò, studiando, ogni angolo della provincia, portò da una classe +all'altra parole di conciliazione e di pace. Ecco perchè egli lascia +circondato di simpatie e di rispetto la terra a cui il suo giungere non +fu lieto. + +«Il generale Morra s'illude molto se crede di avere salvato, coll'opera +sua la Sicilia. + +«A me basta notare che quando a certe opere si vogliono chiamare soldati +si debbono chiamare almeno soldati che abbiano fatta veramente la loro +carriera nell'esercito, vissuto la vera vita militare, assorbitene le +rare e maschie virtù. E per opera come quella che in Sicilia +richiedevasi, ci voleva un uomo che avesse mente e cuore per intenderla. +Ecco perchè, concludo, dei due commissari, uno lascia ricordi benedetti +da cuori italiani, sull'altro rimane la responsabilità dei mali che non +seppe curare, degli odii e dei rancori profondi che egli lascia dietro +di sè.» + + [MORRA CONTRO SE STESSO] + +E pur troppo non è questo il solo confronto che fa torto al Generale +Morra: l'Italia nova dovrà ricordare con vergogna che un Satriano, +domata la rivoluzione nel 1849, promulgò poco dopo editti contro l'usura +e per il censimento dei demanî comunali e dei beni degli enti morali. +Ciò che fece un proconsole borbonico non volle fare l'inviato +dall'organizzatore principale della spedizione dei Mille. E ciò che +avrebbe dovuto e potuto fare--con feroce ironia contro sè stesso--lo +dice il generale Morra nella sua circolare del 12 Agosto ai Prefetti +della Sicilia, nello annunziare la cessazione dello Stato d'assedio. + +Gl'Italiani e la storia sono e saranno inesorabili verso il generale +Morra, non solo per quello che non ha fatto, ma ancora e di più per +quello che fece, poco, sì, ma cattivo assai. + +Date le cause dei tumulti di Sicilia, s'intende che chi voleva fare opra +degna di lode e duratura doveva porre ogni suo studio nella loro +eliminazione e nella riparazione. + +Si sa che in Sicilia sono pessimi i rapporti tra capitale e lavoro, tra +proprietarî e proletarî, e che ai lavoratori poca parte si concede di +quello che a loro spetterebbe. I lavoratori a migliorare la loro misera +condizione stimolati più dal bisogno impellente che dal giusto +apprezzamento dei vantaggi che possono venire dalla _cooperazione_, in +qualche luogo si erano riuniti in _cooperative di consumo_, sottraendosi +ai gravosi ed esosi balzelli sui consumi nell'applicazione dei quali le +classi dirigenti posero tutta la loro buona volontà per mostrarsi +inique. Orbene, chi lo crederebbe? Il generale Morra non solo dispiega +il suo furore reazionario contro gli odiati _Fasci dei lavoratori_ e +contro i sodalizî, che facevano della politica democratica, ma se la +prende anche con quelle _cooperative di consumo_, che egli avrebbe +dovuto promuovere con ogni sforzo, se non in nome di un alto senso +politico, almeno sotto l'impulso di un cuore un po' umano. + + [USURPAZIONI INDECENTI] + +Nell'odio suo contro i _Fasci_ arrivò a permettere ed a lasciare +impunite le usurpazioni indecenti e lo sperpero di ciò che apparteneva +ai poveri lavoratori. Così a Mazzara del Vallo gli agenti della +questura--dopo un mese dallo scioglimento volontario del _Fascio_--vanno +a perquisire le case dei socî, che in seguito ad indicazione del +Consiglio direttivo, erano in possesso dei mobili del disciolto +sodalizio e li sequestrano indebitamente e, più disonestamente, prima +li adibiscono ad uso della polizia, del municipio e dei soldati, e +poscia li vendono all'asta e si arbitrano distribuirne l'irrisoria somma +ricavatane, non ai loro legittimi proprietarî, i socî del Fascio, ma ai +poveri del paese. + +I poveri contadini di Caltavuturo non sanno ancora come fu impiegata la +meschina somma ricavata dalla vendita all'asta dei mobili del _Fascio_ +fatta da un delegato di Pubblica Sicurezza. + + [PERSECUZIONI CONTRO LE COOPERATIVE DI CONSUMO] + +Da quest'odio ingiustificabile contro tutto ciò che ha relazione coi +_Fasci_ e che si traduce talora, come a Mazzara, in danno economico dei +lavoratori, ne derivò anche la persecuzione contro le _cooperative di +Consumo_. + +Una ce n'era a Campobello di Licata, e che si era costituita con grande +stento, riunendo i magrissimi risparmi dei poveri lavoratori, e che +riusciva invisa oltremodo ai maggiorenti del paese--e si dice anche, per +loschi motivi personali. Appena proclamato lo stato di assedio venne +disciolta e si sequestrarono.... il pane, il vino, l'olio, la pasta. +L'inaudita violenza sarebbe stata completa se, come qualcuno voleva, +quei generi fossero stati lasciati a muffire ed a guastarsi in un +qualsiasi locale; e si deve all'intervento di un bravo capitano di +fanteria se questi nuovi e strani sostituti della dinamite furono +consegnati ad un giovane egregio, il Catanzaro, che li ha venduti e ne +ha depositato l'equivalente in una cassa di risparmio. + +I fatti di Campobello ebbero una coda dolorosa: il pretore, Annibale +Mattioli, mosso a pietà dalla condizione dei lavoratori e dai soprusi +che subivano, rivelò il suo pensiero nel casino dei cosiddetti +_civili_. Non lo avesse fatto: fu telegraficamente traslocato come +sobillatore. + +Pregai il generale Morra perchè volesse consentire la ricostituzione +della _cooperativa_, che riusciva utilissima ai lavoratori; denunziai il +provvedimento impolitico ed inumano alla Camera; ma ebbi in risposta, e +dal primo e da chi si eresse a suo difensore in Parlamento, l'on. +Filì-Astolfone, che non si poteva perchè la _Cooperativa di consumo_ di +Campobello era una dipendenza del _Fascio_ locale. + + [PER GLI OPPRESSORI, CONTRO GLI OPPRESSI] + +Questo motivo, per quanto balordo, non era però che un mendace pretesto; +infatti anche dove la _Cooperativa_ preesisteva al _Fascio_ e non era +connessa al medesimo la sua sorte non fu diversa. A Caltavuturo la +_Cooperativa_ sorse nel 1890 ed era consolidata e prospera nel 1893 +quando, in seguito all'eccidio del gennaio vi si costituì il _Fascio_. +La _cooperativa_ riusciva assai giovevole ai miseri contadini ed era +perciò antipatica ai _galantuomini_; perciò il generale Morra si +affrettò a discioglierla per dare soddisfazione, come sempre, agli +oppressori contro gli oppressi. + +I contadini ripetutamente si rivolsero a me per ottenere una giusta +riparazione, ed io alla mia volta ne scongiurai amici e congiunti +dell'on. Crispi--reputando oramai inutile rivolgermi al Regio +Commissario--ed un provvedimento, ad onore del vero, non tardò. Ma qual +provvedimento! venne promossa la liquidazione giudiziaria della +innocente ed odiata _cooperativa_ di Caltavuturo... + +Ancora. La miseria è grande in Chiaramonte Gulfi--che ho dovuto +ricordare per il numero considerevole delle vendite d'immobili all'asta +pubblica nello interesse e ad istanza del fisco--i lavoratori credono +poterla diminuire costituendosi in _Cooperativa di consumo_ +conformandosi alle più rigide prescrizioni delle leggi vigenti. + +Lo statuto viene redatto, e ad evitare ogni sorta d'inciampi si +rivolgono al sottoprefetto di Modica chiedendo il permesso per la +riunione dei socî. Con sorpresa mista ad indignazione i lavoratori +appresero dal Sindaco che il sottoprefetto in data 18 luglio gli aveva +scritto non poter consentire alla domanda «perchè vigendo tuttora +l'editto del R. Commissario straordinario per la Sicilia, che sospende +il diritto di riunione e di associazione, non potevasi autorizzare la +riunione dei socî della _cooperativa_...» + + [PROPONIMENTO SISTEMATICO] + +Non è dunque evidente nel generale Morra il sistematico proponimento di +avversare tutto ciò, che può mirare, negli stretti limiti della legge, +al miglioramento economico dei lavoratori? Probabilmente, se egli lo +potesse, metterebbe agli arresti di rigore il generale Heusch, che in +Lunigiana da Regio Commissario si è fatto promotore di una _Cassa di +soccorso e pensioni degli operai invalidi_--uno scandalo!--che gli ha +procurato gli elogi calorosi del più antico e instancabile sostenitore +della _cooperazione_; ma il generale Heusch, come scrisse l'on. Prof. L. +Luzzatti, «ha asserita la responsabilità morale e sociale della +ricchezza e della coltura e la legge di solidarietà, che le collega nel +bene come nel male alla miseria e all'ignoranza;... ha seminato l'amore +e raccolto la previdenza; ha raccolto fiore che raramente spunta dallo +Stato d'assedio, persino la riconoscenza, poichè il lavoro non è +ingrato quando il capitale non è implacabile» mentre il generale Morra +ha seminato l'odio ed ha ribadito l'oppressione... + + [GLI EDITTI FAMOSI] + +In Sicilia, si sa, non si soffre soltanto in basso: soffre anche il +commercio, come soffre la piccola e media proprietà. Il generale Morra, +previdente e provvidente, si commosse pel primo e gli assestò un colpo +per stramazzarlo a terra, ferendolo nella parte più vulnerabile--il +credito--coi suoi famosi editti sulle cambiali, riusciti un capolavoro +d'ignoranza giuridica e di sovvertimento, deplorevoli pel contenuto, e +stranamente sibillini nella forma, tanto da esigere a pochi giorni di +distanza il commento straordinario dello stesso straordinario loro +autore. Il Commercio serio ed onesto, sdegnato, protestò pel non +richiesto editto; solo qualche giuocatore di _baccarat_, che discende da +magnanimi lombi, invece avrà potuto attestare al Regio Commissario la +propria riconoscenza. Il Commercio onesto e serio avrebbe potuto +giovarsi dalla rimozione di alcune stupide pastoie postegli collo Stato +di assedio e il generale Morra non fu sordo alle sue preghiere: dopo sei +mesi si accorse che l'Italia non correva alcun pericolo consentendo ai +negozianti la trasmissione dei telegrammi in linguaggio convenzionale. +Sia lode a lui! + +C'era un campo in Sicilia in cui si avrebbe potuto mietere allori in +gran copia da chi si fosse proposto di fare opera di sincera +riparazione: quello delle amministrazioni comunali. La circolare che nei +primi giorni della sua dittatura emanò il Regio Commissario fece sperare +che egli si sarebbe messo sulla buona strada, poichè nella medesima si +davano norme e criterî retti per la revisione dei bilanci e dei tributi +comunali, affinchè gli uni e gli altri commisurati ai mezzi disponibili +rispondessero all'interesse generale delle popolazioni. E ciò che si +avrebbe potuto e dovuto fare ha ripetuto nella citata circolare del 12 +agosto. + + [LA PIÙ DEPLOREVOLE DELLE IPOCRISIE] + +La circolare giustificò i moti siciliani e li spiegò, senza bisogno di +ricorrere ai sobillatori e alle cospirazioni alla Gaborieau; e fece di +più: insegnò che le intenzioni buone, senza i fatti corrispondenti, +costituiscono la più deplorevole delle ipocrisie. E i fatti non potevano +essere più inconsultamente scellerati. + +Ecco la ragione del severo giudizio: + +Dalla circolare del generale Morra di Lavriano, da accenni e telegrammi +dell'on. Crispi, dai telegrammi dei Prefetti e sotto prefetti nei +momenti del pericolo e quando in Sicilia non c'erano ancora truppe a +sufficienza, emerge che il Presidente del Consiglio e il Regio +Commissario Straordinario, che il governo insomma, in alto e in basso, +riconosceva ciò che deputati e pubblicisti avevano denunziato, e cioè: +che la causa determinante dei moti di Sicilia doveva riconoscersi nella +partigiana, dissennata e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati +da anni a consorterie locali che ne usavano ed abusavano in tutti i modi +sotto l'egida dei Prefetti, ed anche di deputati, ai quali in +contraccambio delle protezioni accordate rendevano con zelo servizî +polizieschi ed elettorali. + +Un governo perfettamente conscio di tale stato di cose, che avrebbe +dovuto fare immediatamente, fulmineamente? Tener conto della indicazione +causale, provvedendo al sintomo più minaccioso e più doloroso: dare +addosso alle camorre locali, alle mafie amministrative, disoneste e +prepotenti! + + [UNA COSA ... INVEROSIMILE] + +Ebbene, il governo italiano ha fatto cosa che sembrerà in appresso +inverosimile, impossibile e che è rigorosamente vera: ha messo la sua +fiducia in quelle consorterie, che avrebbe dovuto punire; dove non c'è +delegato di pubblica sicurezza ne ha lasciato la funzione ai sindaci +malvisti e che si sanno odiati; e sindaci ed assessori hanno consigliato +e fatto eseguire gli arresti dai carabinieri e dalle truppe ai loro +ordini; essi, proprio essi! hanno imbastito processi mostruosi di cui +per un pezzo si dovrà vergognare l'Italia; e per loro suggerimento sono +stati deportati giovani d'illibata condotta, rei soltanto di avere +militato nelle fila della opposizione amministrativa e di avere svelato +le turpitudini commesse dai feudatari municipali. Così, coloro che +avrebbero dovuto essere puniti, coloro che si videro minacciati dall'ira +popolare--ex lege, in mancanza dell'azione punitrice legale--sono stati +messi in condizione di fare le proprie e spietate vendette sugli +avversarî accusatori. + +E il generale Morra non si contentò di lasciare al loro posto quegli +amministratori, che avrebbe dovuto punire quale causa vera e diretta dei +tumulti, ma si rese loro complice, e somministrò loro gli strumenti per +consolidarsi al potere, fare le proprie vendette e continuare nella +dilapidazione e nella oppressione dei lavoratori, e dei vinti avversarî. + +Qualche Consiglio comunale fu sciolto in sulle prime; e questa parve +soddisfazione accordata a coloro che avevano protestato in tutti i modi +e che avevano reclamato l'opera risanatrice di un regio commissario. Ma +la resipiscenza verso il male non tardò, e dove i regî commissarî +mostrarono onesti propositi di riparare ai mali furono rimossi o +costretti a dare le dimissioni, perchè avevano osato disturbare le +antiche disoneste e prepotenti camerille amministrative.[75] + + [STRAGE DI ELETTORI] + +Era noto del pari, che le disoneste camerille locali si mantenevano al +potere mercè la falsificazione delle liste elettorali, nelle quali +indebitamente erano iscritti gli amici fedeli, i complici, i dipendenti +e ne erano cancellati quanti erano in odore di avversarî. Il generale +Morra volle che tale stato di cose non fosse menomamente modificato. +Curò, anzi, che s'impedisse qualche levata di scudi da parte degli +elettori stanchi delle pessime amministrazioni; e dai suoi Commissarî +straordinarî fece fare più che una decimazione, una vera strage di +elettori di parte popolare, e chiamati sobillatori. + +La strage fu parziale da principio, e limitata alle località nelle quali +era avvenuto lo scioglimento del Consiglio Comunale e dove si sapeva che +i sobillatori avevano grande seguito. + + [UN PROFESSORE DICHIARATO ANALFABETA] + +Così a Piana dei Greci fu mandato quel regio Commissario, che si rese +celebre a Misilmeri e di cui si occupò l'on. Comandini nel _Corriere +della Sera_, il quale cancellò 527 elettori dalla lista, radiando come +analfabeta, a quanto si dice, anche un Professore di lettere in un Regio +Ginnasio di Palermo! + +Poscia la misura divenne generale coll'invio dei Commissarî speciali per +la revisione delle liste elettorali; commissarî che spiegarono a +preferenza la loro azione dove democratici e socialisti preponderavano. +In tal guisa a Catania, patria e collegio dell'on. De Felice, si +cancellano _cinquemila_ elettori sopra _novemila_ iscritti: cifra +quest'ultima niente affatto esagerata per una città di oltre centomila +abitanti; mentre nelle cittadelle dei conservatori--Aci Reale, Bronte, +Castelvetrano, ecc., ecc.--gli elettori oltrepassavano ogni misura; +arrivavano anche ai 25 e al 30 per cento della popolazione, quanti non +avrebbero potuto essere col suffragio universale; mentre a Catania +vennero cancellati dalle liste elettorali professori di Università, +medici, ingegneri, avvocati, proprietarî... E la censura sapientissima +non tollerò che la mostruosa _epurazione_, come veniva chiamata, fosse +denunziata e discussa in pubblico.[76] + +Con questi savi provvedimenti il generale Morra avrà pensato di riparare +alle malversazioni, alle corruzioni elettorali, alle ingiuste +ripartizioni dei tributi, a tutti i mali delle amministrazioni locali +denunziati e non contraddetti nè in Parlamento nè fuori. + + [UN INDIRIZZO PROTESTA...] + +Certo è che egli ne ha annunziati e disciplinati non pochi; e tanto ha +disciplinati alcuni municipî, che alcuni si sono fatti spontanei +iniziatori della sottoscrizione di un indirizzo--che suona protesta +contro le irriverenti parole pronunziate dal Cavallotti nella Camera dei +deputati--proclamante la benemerenza del generale Morra di Lavriano e +della Montà per la sua opera civile di rigenerazione nella desolata +Sicilia! + +Quest'opera civile poteva rimanere incompleta se non si pensava alla +base: alla coltura cioè, e alla educazione. In Sicilia il numero degli +analfabeti era ed è grandissimo, quale in nessun'altra nazione civile di +Europa; ebbene, si rimedia assecondando le aspirazioni dei grandi +proprietarî della sala Ragona, che acclamarono alla proposta di +sopprimere la istruzione obbligatoria; incoraggiando quel bravo +consigliere di Prefettura, che in Mazzarino proclamò che il dogma della +nuova Italia da ora in poi dovrebbe essere quello della _ignoranza +obbligatoria_ ed in conformità chiudendo tutte le scuole, ch'erano state +scandalosamente aperte dai _Fasci_, tanto deleterie pei lavoratori +quanto le _cooperative di consumo_. + +Il libero insegnamento scientifico è uno scandalo e il generale Morra +chiama nel suo ufficio due professori della Università di +Palermo--Schiattarella e Salvioli--e fa loro intendere e si fa +promettere che nelle lezioni non ci doveva entrare la sobillazione, se +no... Si sa che un poco di domicilio coatto fortifica lo spirito e +prepara nobilmente ad impartire una scienza sana _ad usum delphini_, a +base di catechismo e di cristianesimo annacquato e corretto, di completo +gradimento di Monsignor Celesia e degli altri vescovi, che generosamente +si scagliarono contro i socialisti relegati, processati, imprigionati! + + [EQUANIMITÀ E DELICATEZZA DEL MORRA] + +La mente eletta e l'animo nobile del generale Morra non si rivelarono +soltanto nelle cennate circostanze e nei modi summenzionati; altre +occasioni egli ebbe di mettere in evidenza la equanimità, la delicatezza +dei sentimenti, il tatto squisito. Il premuroso sindaco di Catanzaro +manda--_spontaneamente_ s'intende--un telegramma al colonnello Giussani +Presidente del Tribunale militare, in difesa del Questore Lucchese e in +danno di De Felice e C.? + +E il generale Morra lo lascia pervenire al suo indirizzo. Da Catanzaro +mandano poco dopo un telegramma al _Giornale di Sicilia_, che dà notizia +delle proteste del Consiglio Comunale contro l'operato del sindaco, e +che gioverebbe agli stessi accusati? E il generale Morra si affretta a +sequestrarlo. Ciò per la equanimità. + +Quanto al tatto squisito, il generale Morra distribuisce lodi e dà +banchetti in quali occasioni e per quali motivi? Lasciamolo dire a +Felice Cavallotti. + + [LA PAROLA DI CAVALLOTTI] + +Il generale Morra «è l'autore di quel saluto di congedo agli ufficiali +in partenza, che dopo avere nell'isola, tra dolorosi frangenti, mostrato +pur cuore di soldati italiani, mentre partivano pensosi ed afflitti +delle cose vedute, si udirono in un discorso gonfio di rettorica vanesia +decretare allori da essi nè bramati nè sognati nè chiesti, i tristi +allori della guerra civile, come tornassero da Filippi o da Farsaglia. + +Di più: «il giorno che nell'aula di un tribunale si domandano 23 anni di +galera, per delitto di lesa patria, contro un deputato italiano, fino a +ieri circondato dall'aura popolare, rappresentante di una illustre +città, onorato della fiducia di due collegi dell'isola sua... il giorno +che tanti anni di galera si domandano contro un deputato e contro altri +cittadini italiani, alle cui virtù morali e civili lo stesso +rappresentante, non dirò della legge, che non lo è, ma dell'accusa, ha +dovuto rendere omaggio, è sempre un giorno doloroso per chiunque abbia +cuore italiano, per chiunque abbia senso di gentilezza italiana. + +«Ebbene, è deplorevole che questo sentimento elementare non sia stato +capito dal signor generale Morra di Lavriano, il quale ha creduto +delicato, opportuno, gentile, scegliere proprio il giorno, in cui si +pronunziava quella enorme requisitoria... (_Interruzioni_) per indire, +proprio in quel giorno, in via eccezionale un solenne festoso banchetto +ai notabili e all'alta società di Palermo. (_Rumori_). Io mi domando a +quale altro generale che non fosse il generale Morra di Lavriano sarebbe +venuta in mente un'idea così peregrina, coprendo un ufficio che per la +sua stessa anomalia di fronte alla legge esigeva per lo meno un tatto +squisito, e in un momento nel quale la pacificazione degli animi è il +bisogno supremo dell'isola. + +«Io nato in Milano, sotto il _felice_ governo di Casa d'Asburgo, ben so +che i generali austriaci sceglievano i giorni delle condanne di patrioti +per indire feste e banchetti, a provocazione e sfida del sentimento +cittadino. E se mal non ricordo, devo aver letto in un bellissimo libro +del deputato Bufardeci, qui a me vicino, libro scaldato da quella fiamma +giovanile che pare oggi essersi riconcentrata nell'animo dei vecchi, che +il maresciallo Del Carretto sceglieva il giorno della esecuzione di +Mario Adorno e del suo figlio giovanetto in Siracusa per celebrare +l'eccidio con una festa da ballo. Ma è deplorevole che, dopo 34 anni che +l'Italia fu redenta, reminiscenze e confronti simili si ridestino da +generali italiani!» + + [MORRA CONTRO MARIA DE FELICE] + +E chi infine oserebbe mettere in dubbio la delicatezza dei sentimenti +del Generale Morra di Lavriano e della Montà, che all'indomani della +sentenza che manda l'on. De Felice per _diciotto_ anni nella reclusione, +espelle da Palermo la gentile Maria, colpevole di non sapere nascondere +il cordoglio ineffabile per la condanna del padre e di destare la +simpatica commiserazione in una cittadinanza cavalleresca e pietosa? + +Un ultimo accenno all'opera _civile_ del generale Morra. + + [UNA MANOVRA DEI REAZIONARII] + +Perchè essa fosse riuscita proficua, opportuna, apprezzata sarebbe stato +necessario che egli avesse percorso la Sicilia, per conoscerne _de visu_ +i mali, che egli avesse avvicinato i sofferenti e gli oppressi ed avesse +ascoltato dalla loro viva voce i reclami e le proteste, che si fosse +frammischiato col popolo e col popolo avesse vissuto. Il Generale Heusch +gli dette l'esempio in Lunigiana di ciò che avrebbe dovuto fare; ed +anche qualche suo subordinato, il simpatico colonnello Pittaluga, gli +additò la via da battere. Ma tali esempî non erano degni di lui; egli +invece di visitare i tugurî, di informarsi delle sofferenze del popolo, +di studiarne le cause, preferì passare da una casa principesca +all'altra, da questa a quell'altra villa per gradire banchetti lauti, +per assistere a sfarzose _soirèes_, che riuscivano un insulto alla +miseria grande delle moltitudini: insomma tutto fece meno che muoversi +da Palermo e adempire il proprio dovere. + +Principi, marchesi e baroni si tennero onorati delle visite dell'ospite +eminente e vollero mostrarsi riconoscenti: cospirarono--è la parola +adatta--per fargli concedere la cittadinanza onoraria di Palermo; ma la +città di Palermo, giammai vile e servile, sventò la indecorosa manovra, +e colla sua attitudine impose il rispetto che si doveva ad un paese che +tale onorificenza solo a Garibaldi ha voluto concedere. + +Solo per un momento il Morra vuol rendersi popolare e va al Foro italico +per assistere... alla benedizione delle capre! + +Finalmente esce da Palermo, dove si godette i suoi veri ozî di Capua, e +va a fare la sua visita di congedo alla Sicilia. Va e passa in rassegna +le truppe per informarsi, forse, se le cartucce sono sufficienti e se i +fucili sono pronti per ripetere la cura del piombo al popolo. Vero è che +egli raccoglie ciò che merita: accoglienze strettamente e glacialmente +ufficiali dai suoi dipendenti, talvolta urli e fischi dagli imperterriti +Gavroche isolani, che non sanno valutare e temere abbastanza i benefizî +e i pericoli dello Stato di assedio: ma in compenso lo conforta il +brindisi laudatorio dell'on. Marchese di San Giuliano... + +Il generale Morra lasciando l'Isola, nella sua circolare ai prefetti, +osò scrivere questo periodo sbalorditoio, ch'è meritevole di essere +tramandato ai posteri, come l'indice più esatto della sua incoscienza: +«Durante questo periodo eccezionale _sprezzando fatiche e disagi_ mi +sono dedicato con vero affetto alla non facile impresa della +pacificazione degli animi per varie cause eccitati, e allo studio arduo +dei principali bisogni delle popolazioni siciliane....» + + [IL RESPONSABILE DELL'OPERA DI MORRA] + +E l'ironia amara per quest'opera _incivile_ del Regio Commissario +straordinario in Sicilia potrebbe continuare, se non fosse tempo di +ricordare che di quest'opera sua c'è chi è direttamente e politicamente +responsabile di fronte al paese: l'on. Crispi. + +Si mentirebbe e si calunnierebbe il Presidente del Consiglio dei +ministri se si dicesse che egli sia rimasto contento e soddisfatto del +modo come il generale Morra ha adempiuto alla delicatissima e grave +missione affidatagli. Si assicura che egli si sia accorto in tempo della +cattiva scelta fatta e che non abbia nascosto il suo malumore. Un +sintomo del suo malumore si volle scorgere nella insolita fiacchezza +colla quale difese egli nella Camera dei deputati il regio Commissario +dagli attacchi dell'on. Cavallotti.[77] + + [PIÙ VEROSIMILMENTE...] + +Ma se l'on. Crispi si accorse in tempo che il Generale Morra non +rispondeva alle esigenze imperiose della difficile situazione, perchè +non lo rimosse dall'ufficio? Forse temette di attentare alla reputazione +della propria infallibilità? Più verosimilmente ubbidì ad ordini che +vennero dall'alto protettore del Morra. Nell'uno e nell'altro caso sul +capo del governo che scelse un uomo inadatto al compito e lo mantenne, +quando si manifestò tale apertamente, ricade la responsabilità intera +dell'errore commesso. In un modo solo potrebbe farselo perdonare: +disfacendo l'opera del generale Morra e cominciando dalla pacificazione +degli animi, che non potrà iniziarsi efficacemente se non coll'amnistia: +amnistia, suggerita dalla suprema Corte di Cassazione, e moralmente +necessaria ai giudici anzichè ai condannati. + + +NOTE: + +[75] In Palermo fece rumore il caso di Parco. L'amministrazione fu +sciolta perchè furono dimostrate fondate le accuse portate contro di +essa dal _Fascio_. Vi fu mandato come regio Commissario il sig. +Benedetto Carrozza, che conoscendo i fatti cercò riparare al dissesto +economico e ai disordini amministrativi; ma i rei seppero ingraziarsi il +generale Morra, e il regio Commissario di Parco si dimise, per +provvedere al proprio decoro e forse anche alla propria libertà: venne +indicato come sobillatore! + +[76] Il caso di Catania fu portato alla Camera dei Deputati. Conservo +relativamente ad essa un articolo che voleva pubblicarsi in un giornale +locale--e di cui fu vietata la pubblicazione,--come il documento più +prezioso dello sconfinato e brutale arbitrio della censura preventiva. +Ogni cartella dell'articolo, in cui non c'è una sola parola +incriminabile e men che rispettosa verso le autorità, porta il _veto_ +del Capo di Gabinetto della Prefettura sig. De Francisci. + +[77] Il _Corriere dell'Isola_ di Palermo, organo dei conservatori e che +rispecchiava le tendenze dell'_entourage_ aristocratico del generale +Morra, scrisse in quella occasione un fierissimo articolo contro l'on. +Crispi. Ad onore del vero si deve aggiungere che il numero in cui fu +pubblicato venne sequestrato per ordine dello stesso generale, che +certamente si sarà ricordato del: _surtout pas trop de zèle_! + + + + +XXIV + +LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE + + +Se questo libro non dovesse essere che la esposizione cronologica degli +avvenimenti, più volte avrei dovuto accennare alla discussione +parlamentare; ma poichè ho invece preferito raggruppare i fatti +logicamente e metterli in connessione colle loro cause, facendoli +seguire dai commenti che mi sono parsi opportuni, ho raccolto in unico +capitolo tutto ciò che riguarda la discussione degli avvenimenti a +Montecitorio; perchè in quelle discussioni c'è appunto il riassunto +degli avvenimenti, della esposizione delle loro cause, e delle +considerazioni fatte sugli uni e sulle altre, della responsabilità del +governo, della utilità e convenienza della sua azione. + +I giudizî emessi in Parlamento dànno la più esplicita sanzione a quanto +sinora è stato esposto e servono di opportuna conclusione alla +precedente narrazione ed ai relativi commenti. + + [UN CONSENSO AMMIREVOLE] + +Quali le cause intime e reali dei moti di Sicilia? Su questo argomento +ci fu un consenso ammirevole di parere tra gli oratori delle varie +parti della Camera, che non potè essere menomato dal dissenso di +pochissimi deputati, e che verrà lumeggiato in ultimo. + +Prima tra le cause venne indicato il forte e rapido disagio economico. +Si comprende che su di esso abbia insistito un socialista come il +Badaloni, che opportunamente ricorda che le stesse cause economiche, le +quali--secondo Massari, Castagnola e Villari--produssero il +brigantaggio, cagionarono i moti di Sicilia. Egli con sintesi mirabile +espose le risultanze della _Inchiesta agraria_--il cui volume sulla +Sicilia porta, come si sa, la firma dell'on. Damiani--e secondo la quale +nell'isola le classi lavoratrici hanno un _impronta comune di miseria, +di abbattimento e di patimento_; dove invano si cerca un ceto agricolo, +ma si trovano _servi sfruttati sempre, riconosciuti mai_, che per vivere +sono costretti _a rubare_ ed a vendere l'_onore delle loro figlie e +delle loro mogli..._ + +Si comprende del pari che io--che da vero sobillatore, molti anni or +sono avevo riprodotto questi giudizî del Damiani, dalle forti tinte,--mi +sia trovato perfettamente di accordo coll'amico carissimo Badaloni; ma +importa di più il conoscere che il forte disagio economico venne ammesso +da molti altri, che militano in partiti avversissimi al socialista: +dall'on. Comandini--che fece due discorsi forti per logica e per +ricchezza di fatti--all'on. Farina; dall'on. Franchetti all'on. La +Vaccara; dall'on. Filì Astolfone all'on. Di San Giuliano. Quest'ultimo +anzi dette in sulla voce all'on. Nasi--i cui singolarissimi giudizî +troveranno un posto speciale--ed insistette nel dimostrare i danni del +latifondo, il rapido passaggio dal benessere al disagio economico vivo +e sentito da tutte le classi e non dai soli lavoratori. + + [ANCHE L'ON. CRISPI!] + +Non è meno notevole il consenso sulla pessima amministrazione dei corpi +locali e sulla iniqua ripartizione dei tributi: ammette questi gravi +inconvenienti ed efficaci fattori di malcontento lo stesso on. Crispi! + +Ricordai, che li aveva messi in evidenza l'onorevole Damiani in una +intervista col corrispondente del _Lokalanzeiger_ e li riconobbero gli +onor. Farina, Pinchia e Filì-Astolfone. Ne fece un quadretto verista +ammirevole l'on. Di Sant'Onofrio, che ricordò essere stato prodotto +dalle iniquità e dalle prepotenze dei partiti locali il motto popolare, +che ritiene: _la legge essere fatta solamente per lo sciocco_. Ma fu +l'on. Di San Giuliano, che anche su questo riguardo col rammarico di +dissentire dal solito Nasi, somministrò dati importanti sulla prevalenza +delle relazioni e clientele personali, sull'accanimento delle lotte tra +i partiti locali, sulla gravezza delle imposte, sulla dissennatezza +delle spese, sulla falsità delle liste elettorali... E chi più ne ha, +più ne metta! + +I danni enormi del disagio economico e della iniquità e scorrettezza +delle amministrazioni locali fu dimostrato che venivano aggravati dalla +imperizia e dalla partigianeria dei funzionarî di ogni grado, che il +governo ha mandati in Sicilia dal 1860 in poi in punizione o in +esperimento. + +Il male fu più volte denunziato e deplorato; ma i varî ministeri lo +negarono sempre; il male era reale tanto che venne stigmatizzato in +questa occasione da un uomo di facile contentatura, qual'è l'onorevole +La Vaccara, seguito dagli on. Di San Giuliano, Farina e Nicolosi. + +Questi, di animo mite e alieno dalla critica contro l'ente governo, fece +una vera e giusta carica a fondo contro i prefetti, la cui partigianeria +politica generava un forte disagio morale, che aggravava il disagio +economico. A notarsi: avendo io accennato ad un funzionario abile e +intelligente, l'on. Damiani mi fece questa caratteristica interruzione: +«_Pare impossibile, ma è vero!_» + + [L'ON. COMANDINI] + +Chi mise il dito sulla piaga sui funzionari governativi accennando al +passato prossimo... ed al presente fu l'on. Comandini. Egli nel suo +discorso del 27 febbraio 1894 disse: + + «Non facciamoci illusioni: la condizione delle provincie siciliane, + per ciò che si riferisce agli atti ed alla responsabilità delle + autorità governative, non poteva essere peggiore... In Sicilia io + ho trovato che negli uomini veramente di ordine era ed è radicata + la convinzione che in alcuni comuni, per _fini elettorali_, non + sdegnarono alcuni funzionarî del governo di farsi essi autori di + circolari e di proclami, che venivano distribuiti ed affissi in + pubblico sotto l'intestazione: _Fascio dei lavoratori_.» + (_Commenti_). + +Coi pieni poteri del generale Morra di Lavriano ci fu un miglioramento? +Ecco il giudizio, da nessuno contraddetto, dello stesso on. Comandini: + + «Io ho trovato che la fiducia nei funzionari amministrativi era + scossa, e quando ho indagato se sua Eccellenza il regio Commissario + straordinario si fosse insediato a Palermo con uno speciale + gabinetto politico, sapete voi quale Gabinetto politico ho trovato? + Ho trovato un Gabinetto composto di un militare e di due civili, + perfettissimi gentiluomini, giovani di grande e buona volontà, + d'ingegno pronto e di eccellente volontà nel lavoro, ma sorpresi + essi stessi dal carico, ch'era stato addossato alle loro spalle, e + non timorosi di dire che essi si sentivano contenti di essere + stati chiamati a tali funzioni, _perchè imparavano una quantità di + cose nuove, che prima essi ignoravano_...» + +La Sicilia era, dunque, pel Gabinetto del generale Morra di Lavriano +_corpus et anima villa_... Ed ora si meravigli chi può della _sapienza_ +degli atti e degli editti del Commissario. + +Date queste premesse e assodate queste cause predisponenti si può +indovinare quale e quanta responsabilità si possa attribuire ai +socialisti, ai sobillatori, ai _Fasci dei lavoratori_. + +Sono essi, che hanno calunniato la borghesia e che hanno generato +l'_odio di classe_? + +Badaloni prende il volume dell'_Inchiesta Agraria_ del Damiani e mostra +che l'odio di classe è antico e produsse le manifestazioni del 1848 e +del 1860 di quella popolazione, che lo stesso on. Crispi chiamò _sobria, +schiava della fame e del lavoro_. Socci, Ferrari, Prampolini ed io, +ribadimmo l'assunto del Badaloni; lo confermò Franchetti, che disse +l'antagonismo tra le varie classi sociali antico e fatale. Ma le classi +dirigenti e la grossa borghesia sono meritevoli di odio? Basta +rammentare le parole di Crispi, riportate avanti, ch'egli pronunziò a +Palermo nel 1886, in una riunione di operai... + + [QUEL CHE DICE IL MARCHESE DI SAN GIULIANO] + + [L'AMENITÀ DELL'ON. CASTORINA] + +Come la borghesia usò in Sicilia di quella sua onnipotenza? Ecco qua: +«Il grande proprietario è troppo sovente _fruges consumere natus_, un +parassita, un ozioso... ma non è (?) uno sfruttatore. I borghesi rurali +in generale trattano male i contadini; amministrano i comuni con criterî +d'interessi di classe; sono azzeccagarbugli, usurai... Le classi +dirigenti non sono all'altezza dei loro doveri...» È forse questo il +giudizio appassionato di un socialista? No! venne formulato da un loro +avversario, da un loro persecutore: dall'on. Marchese di San Giuliano il +giorno 27 febbrajo 1894! E dopo le sue parole, lasciamo che il suo amico +on. Castorina si diverta, e diverta gli altri, nel difendere la +borghesia, e nell'affermare che borghesi e lavoratori in Sicilia +fraternizzano, come nel più idillico dei mondi possibili! + +Se i socialisti, i sobillatori, i _Fasci_ non generarono l'odio di +classe, che trovarono bello e preparato da anni e forse da secoli, non +può dirsi neppure ch'essi furono gli agenti diretti, determinanti degli +ultimi moti. Che non lo furono fu sostenuto da Badaloni, da Altobelli, +da Comandini, da me. L'ottimo Farina si stupì, si meravigliò altamente +degli on. Nasi e Saporito, che ai _Fasci_ e ai sobillatori li +attribuirono; ma il loro era naturalmente il parere dell'on. Crispi, che +fu pure combattuto da uno dei suoi più fedeli amici politici, dall'on. +Di Sant'Onofrio. Più equanimi vollero mostrarsi gli on. Filì-Astolfone e +Di San Giuliano che dei moti trovarono la ragione parte nelle cause +precedentemente esposte e parte nell'azione dei _Fasci_. Il secondo, +anzi, si espresse in termini, che meritano di essere integralmente +riprodotti. + + «Per quanto concerne le cause--disse il rappresentante per + Catania--voi avrete visto, e dalla discussione fatta qui e da quello + che si è detto fuori di quest'aula, che vi sono due tendenze. Gli + uni credono che causa unica sia il disagio economico, e specialmente + la miseria dei contadini; altri credono che causa unica sia la + propaganda dei sovvertitori.» + + «L'onorevole Nasi nel suo discorso di ieri si accostava a + quest'ultima opinione. Ora io francamente credo che abbiano + contribuito l'una e l'altra causa. Senza il disagio economico e + senza il malcontento che ne consegue, la propaganda dei sovvertitori + non avrebbe potuto avere gli effetti che ha avuto, e _forse non si + sarebbe fatta_. Senza poi la propaganda dei sovvertitori il + malcontento non si sarebbe manifestato ora, o si _sarebbe + manifestato in altro modo, forse non meno pericoloso_, ma più + legale.» + + [DEI "FORSE" ELOQUENTI] + +Non è evidente da questi _forse_ dell'on. Di San Giuliano, che i moti si +sarebbero avuti anche senza i _Fasci_, e in una forma _non meno +pericolosa_? + +Una manifestazione se è più _pericolosa_, dal punto di vista politico, +non giova che sia più _legale_; ad ogni modo l'on. Paternostro, che +dell'on. Crispi è amico politico e non è affatto socialista, riconobbe e +ricordò colla sua lealtà, che il movimento dei _Fasci_ era legalissimo e +doveva essere rispettato. + +Si dirà che i _Fasci_, i sobillatori, i socialisti hanno almeno la +responsabilità indiretta dei tumulti siciliani, in quanto furono +determinati o accelerati dalla loro propaganda? E allora a quanti hanno +predicato e raccomandato la emancipazione o il miglioramento dei +lavoratori deve assegnarsi buona parte delle responsabilità; e primo fra +tutti all'on. Crispi, che proprio in Sicilia espose... in pubblici +discorsi idee poco diverse per il fine cui miravano, di quelle +propugnate dai socialisti. E gli on. Altobelli e Badaloni con eloquenza +e con senso vero di opportunità all'on. Crispi ricordarono questi brani +significanti dei suoi discorsi di deputato e di candidato: + + «Bisogna una volta uscire da cotesto _egoismo borghese_, che ha già + sconvolto altre nazioni, o, quel che più monta, ha soffocato nel + sangue i reclami del popolo, _volta a volta blandito e tradito_. + + «La questione sociale, se non venga risolta come _dovere_, verrà + imposta come necessità.» + + «_Alle plebi manca tutto_, il loro rinascimento comincia da oggi... + + «Bisogna che i lavoratori siano redenti dalla schiavitù della + ignoranza, e _dalla schiavitù del capitale_... + + «Bisogna che siano messi nella condizione di avere il denaro + necessario, affinchè, volendolo, _possano diventare padroni di un + opificio, e che, associati, possano anche essi costituire + opifici_... + + «Allora potrete trovare la soluzione del problema, _che il capitale + ed il lavoro stiano allo stesso livello, siano nelle stesse + condizioni di eguaglianza, e che l'uno non possa comandare + sull'altro_, ma si riequilibrino, si rafforzino a vicenda... + + «Noi avremo allora la vera concordia degli animi, avremo costituita + quella _unità morale, senza la quale non è possibile che duri + l'unità politica del popolo italiano_. + + «Imperocchè fino a quando le _classi sociali_ dureranno distinte + per gl'interessi rivali, _e qualche volta l'una tiranna + dell'altra_, saremo in continuo pericolo di disordini e conflitto.» + + [CRISPI] + +Ora io, dico, i socialisti e i sobillatori quando mai enunziarono +propositi diversi e più radicali di quelli enunziati dall'on. Crispi in +Palermo nel 1886? In quanto al metodo per farli trionfare non può +dimenticarsi che lo stesso on. Crispi pochi anni dopo, proprio alla +vigilia del movimento dei _Fasci_, telegrafava di _rivoluzione_ come un +qualunque avventato sobillatore... + + [L'ON. FARINA] + +Chi conosceva tutto quanto precede avrebbe dovuto concludere che nei +moti di Sicilia non c'era stato accordo, non vi era stato intesa, non +c'era l'intervento della cospirazione; ed alla Camera tale dimostrazione +venne fatta da Altobelli e da me; e v'insistettero due oratori, che pel +partito politico in cui militano non possono menomamente essere +sospettati di tenerezza pei socialisti: l'uno l'on. Emilio Farina con +quella espressione di sincerità ch'è l'impronta dei suoi discorsi, +perciò tanto bene accetti a Montecitorio, disse: + + «Non vi furono attacchi contro le caserme, non movimenti + simultanei, non danari spesi per suscitarli o sostenerli, ed è + perciò che questi movimenti potevano apparire, come disse qualcuno + dei colleghi, sfoghi d'ire locali, e non meritare tutti i rigori + che sono stati adottati per reprimerli. Le stesse stragi furono + motivate, non già da assalti preconcetti contro le truppe; furono + le truppe in piccolo numero, che per svincolarsi da folle clamorose + che mano mano andavano esaltandosi, fecero uso delle armi, con quel + penoso resultato che ognuno sa. La strage stessa commessa sul + pretore, non fu un'azione, ma una reazione dopo una strage di + popolo.» + +L'altro, l'on. Comandini, con l'immancabile e scettica sua ironia, mise +in ridicolo la cospirazione, e a provare che era un romanzo aggiunse: + + «Io non voglio far perder troppo tempo prezioso alla Camera, ma + voglio evocare un curioso ricordo che ho comune con qualche nostro + collega.» + + «Nel 1874 si volle scuoprire una pretesa cospirazione repubblicana + per la quale furono denunciati, arrestati e processati invano + ventotto uomini, parecchi dei quali hanno già seduto ed alcuni + seggono ancora in questo Parlamento.» + + «Fra i documenti sequestrati, fu ritenuto uno dei più + impressionanti di quella cospirazione una specie di discorso + sedizioso che si voleva fosse stato preparato per una riunione di + ribelli, e che fu trovato nella tasca di uno degli arrestati.» + + «Per due mesi l'istruttoria si torturò con quello spietato + discorso, che poi si verificò non altro essere che un semplice + esercizio di traduzione dal latino in italiano di un'orazione di + Catilina tratta dalla _Congiura di Catilina_ di Sallustio + (_Ilarità_).» + + «Ella, onorevole Crispi, venne qui a dirci: «Ecco qua le lettere da + Trapani, ecco qua il manifesto: «Operai, figli dei Vespri, ancora + dormite?» + + «Ma che Vespri, onorevole Crispi! Michele Amari, nel 1842, diceva + che «i Vespri non si combinano; essi sono irresistibilmente + ispirati, irrompono nell'ora fatale e soppiantano il potere» + (_Commenti_). «E queste stesse parole di Michele Amari hanno + ripetuto a voi il nostro compianto collega Cuccia, il professore + Salvioli, il professore Schiattarella, Antonio Morvillo, tutti i + vostri amici di Palermo.» + + [PER LA VIOLAZIONE DELLO STATUTO] + +Se la cospirazione era un romanzo, invece erano una triste realtà la +violazione dello Statuto, gli eccessi del governo nella repressione, la +reazione. + +E a Montecitorio furono in molti a constatarle anche tra gli amici del +ministero e dell'on. Crispi, sebbene non mancassero contraddittori, che +trovarono tutto ben fatto. + +Nel primo senso parlarono gli on. Imbriani, Bonajuto, Altobelli, Bovio, +Sacchi, Comandini, Cimbali, Marcora, Pinchia, Paternostro ed io. +Approvarono quasi incondizionatamente gli on. Lazzaro, La Vaccara, +Damiani e Castorina; e pur approvando la condotta del governo ebbero da +deplorare non poche cose gli on. Spirito e Di San Giuliano. + +Bovio sostenne che le idee, le utopie non si possono colpire, ma +soltanto i mezzi adoperati per realizzarle. Imbriani--certamente facendo +violenza a sè stesso--disse che in Austria testè per proclamare lo stato +di assedio in Boemia si domandò l'autorizzazione del Parlamento ed +enunciò gli articoli dello Statuto, che furono violati in Italia: il +26º, inviolabilità della libertà individuale; il 27º, inviolabilità del +domicilio; il 28º, libertà della stampa; il 32º, diritto di riunione e +di associazione; il 45º immunità parlamentare; il 70º proibizione di +derogare all'organizzazione giudiziaria; il 71º divieto di sottrarre i +cittadini ai giudici naturali e di creare tribunali e commissioni +straordinarie... E nessuno seriamente osò negare che tanti articoli--i +più importanti--siano stati manomessi; si constatò, invece, con +giustezza dall'on. Sacchi, che l'azione reazionaria del governo potè +passare con indifferenza, perchè in sostanza la reazione era nella +Camera e nel paese! + +L'on. Cimbali bene a proposito rilevò, che il disarmo fu fatto a +benefizio dei malfattori. Sacchi dimostrò la enormità commessa dando +effetto retroattivo alle ordinanze dei regî commissarî di Sicilia e di +Lunigiana. E che i civili non si potessero sottoporre ai Tribunali +militari l'on. Paternostro, lo provò colle parole dello stesso on. +Crispi, che nel 1862 in un mirabile discorso sostenne ciò che quasi +tutti gli oratori della Camera sostenevano su tale argomento, ed +opportunamente ammonì che le armi della reazione _non hanno mai salvato +le dinastie_... + + [LO STUDIO COMPARATIVO DELL'ON. ALTOBELLI] + +L'on. Altobelli fu felicissimo nello studio comparativo tra la legge +francese sullo Stato d'assedio e la legge italiana che esclude di poter +fare ciò che fece il governo; contro le leggere asserzioni dell'on. +Crispi che nel Codice penale militare del 1869 trovava la legittimazione +del suo operato, provò che essa invece c'era soltanto nell'art. 137 del +codice penale militare sardo del 1840 che diceva: + +«Le stesse regole _in tempo di pace_ potranno anche di nostro speciale +ordine, qualora le circostanze lo esigano, essere poste temporaneamente +in vigore in alcuna parte dei nostri stati»; e flagellò a sangue il +contegno bassamente opportunista e servile della magistratura, +riportando la motivazione della ordinanza della Camera di Consiglio che +mandò il Molinari innanzi ai Tribunali militari «_perchè non sarebbe +stato opportuno che i primi arrestati si sottraessero alla giurisdizione +speciale!_» + + [IL CONFORTO DELL'ON. LA VACCARA] + +Si può passar sopra adesso all'affermazione troppo semplicista ed +ottimista dell'on. Castorina che nello Stato di assedio vide un +eccellente rimedio; ed all'altra dell'on. La Vaccara che nello Stato di +assedio _trovò un conforto_. + +I _bravo!_ che partirono dall'_estrema sinistra_ a questa inattesa +uscita dell'on. rappresentante per Piazza Armerina, sottolinearono la +esplosione d'ironia della Camera. Ad onore del vero devo aggiungere che +il _conforto_ di cui parlò l'onorevole La Vaccara rispondeva alla +realtà; egli ebbe il torto, però, nell'asserire che l'_applauso_ per lo +Stato di assedio fu _unanime_; poichè il _conforto_ non lo provarono che +solo i conservatori e le classi dirigenti. Del resto questa loro +tenerezza per lo stato di assedio è di antica data: Filippo Cordova nel +1863 riferiva che qualche siciliano gli aveva detto: _assicuratevi che +nel cuore di ogni proprietario siciliano vi è l'immagine di Rattazzi, +non per altro che per lo stato di assedio!_ + +E vengo in ultimo all'on. Di San Giuliano, il quale trovò opportuno lo +Stato di assedio, ma non potè negare gli arbitrî e le ingiustizie +commesse. Ed egli conchiuse con un pensiero, che racchiude tutta la +filosofia degli ultimi avvenimenti, dà la misura della utilità della +reazione e della repressione e ammonisce sulla via da battere. + +«Dopo l'istruzione data e la propaganda fatta,--disse il rappresentante +per Catania,--_l'antica rassegnazione dei contadini e degli operai non +tornerà più!_» + +E collo stesso on. Di San Giuliano, che fu seguito dagli on. Comandini +e Ferrari--contro il parere degli on. Saporito, Fortis e Damiani--mi +trovo pienamente di accordo nel ritenere che ai mali della Sicilia si +deve porre riparo con leggi speciali, ricorrendo ai veri criterî +sperimentali. Non bisogna affidarsi alla uniformità delle leggi per +tutta la nazione, perchè la uniformità rappresenta un vero letto di +Procuste. + +Da questo fedele riassunto della discussione parlamentare si detegge che +di tutte le cause dei moti della Sicilia, frammentariamente, venne +riconosciuta l'azione persistente, dagli uomini più temperati, dagli +amici delle istituzioni, dai più devoti al ministero dell'on. Crispi; +riconoscimento, che indirettamente eliminò la responsabilità dei _Fasci +dei lavoratori_ e della propaganda socialista. + +La nota discordante non mancò, però, e venne portata alla Camera dagli +on. Saporito-Ricca e Nasi. + + [L'ON. SAPORITO] + +L'on. Saporito, sorpreso del profondo perturbamento dell'ordine +pubblico, maggiore che nelle precedenti rivoluzioni--e sorpreso perchè +mai forse aveva posto attenzione all'indole dei moti puramente +sociali--negò la spontaneità del movimento, lo attribuì interamente ai +_Fasci_ ed ai sobillatori e proclamò essere fandonie, ed ingiurie +ingiuste e gratuite le asserzioni dei precedenti oratori. Si dichiarò +soddisfatto dell'opera del governo, e nello Stato di assedio vide il +rimedio supremo a tutti i malanni! + +La stessa tesi precedentemente era stata svolta dall'on. Nasi, con lusso +di particolari e con aneddoti ameni e piccanti, con una forma spigliata +e talora elegante; sicchè il suo discorso dal punto di vista oratorio si +può considerare come il gran successo della discussione. + + [LA SICILIA SECONDO L'ON. NASI] + +Secondo l'on. Nasi in Sicilia non c'era fame, vi erano minori che +altrove le sofferenze economiche, il salario non era inferiore di +altrove, il lavoro delle miniere di zolfo non era più duro che altrove, +le amministrazioni comunali non andavano più male che altrove, il dazio +sulla farina non aveva influenza prevalente ed uguale sul prezzo del +pane; il governo non aveva le responsabilità che gli erano state +addossate, nemmeno quella dei cattivi funzionarî mandati nell'isola, i +quali avevano fatto sempre il proprio dovere; non c'era, infine, una +quistione siciliana poggiata su cause politiche, economiche, +amministrative. + +I nuovi piagnoni avevano tutto esagerato, e tutto il movimento si doveva +esclusivamente alla azione dei sobillatori, la cui propaganda socialista +non era che una mistificazione, e che i _Fasci dei lavoratori_, non +raccoglievano che ambiziosi e malcontenti. + +Date queste premesse chiunque si sarebbe atteso, che l'oratore avrebbe +conchiuso con un inno al governo e colla raccomandazione di lasciar +correre tutto per la sua china, come pel passato. Nossignori! L'on. Nasi +si dichiarò contrario al governo, non solo, ma stigmatizzando le +infeconde lotte parlamentari profetizzò che il ritardo nel presentare +opportuni rimedî porterà a conflitti terribili e pose termine al +brillante discorso come tutti gli altri oratori socialisti e radicali, +promettendo che in un possibile conflitto egli, con tutti gli uomini di +cuore, si sarebbe schierato dalla parte del popolo. + + [NON C'È CHE LA "DOTTRINA" DI A. FORTIS] + +La conclusione sorprese, e tutti--compresi i suoi intimi--si domandarono +la ragione del discorso. Si avrebbe potuto cercarla nel livore contro +qualche collega suo e contro alcuni organizzatori dei _Fasci_ suoi +nemici politici e personali; ma escludendo pure questi moventi non belli +si può ammettere che l'onorevole Nasi fu spinto a parlare dal desiderio +di lanciare qualche freccia all'indirizzo dell'on. Crispi, e dall'altro +non meno ardente di difendere l'antico ed amato ministero dell'on. +Giolitti, e sopratutto fu mosso dalla patriottica e generosa +preoccupazione di annunziare alla Camera che ai mali d'Italia--e forse +dell'umanità--non c'era che un rimedio, uno solo: la dottrina di +Alessandro Fortis! + +All'annunzio di tanta scoperta tutti richiesero quale fosse la _dottrina +di Alessandro Fortis_, la modestia del quale venne offesa specialmente +perchè egli non ricordò di averne formulata mai alcuna sua propria, e +che se per sua _dottrina_ volevano prendersi gli accenni simpatici al +socialismo di stato, fatti in momenti di espansione a Bologna o altrove, +non potevasi e non dovevasi sospettare che tali accenni costituissero la +sua dottrina, poichè egli si era affrettato a ripudiarli coi discorsi +alla Camera e specialmente coi voti dati, coi fatti. + + [L'AUTOFAGISMO DELL'ON. NASI] + +Comunque, le congratulazioni all'on. Nasi furono grandi nella Camera e +in certa stampa pel successo del suo discorso, e fu notevole poi la lode +rivoltagli dall'on. Comandini, che rapito dal discorso ammirò oltre ogni +dire il coraggio dell'oratore. Oh! se ce ne volle del coraggio a dire +tutto quello, che disse...... Ma le congratulazioni pel _coraggio_ +all'on. Nasi resero più amare le critiche, non degli avversarî politici, +ma degli amici; perciò da uomo che non voleva procurarsi la nomea di +peccatore ostinato, nella seduta del 2 marzo, a meno di otto giorni di +distanza, rimangiò le precedenti denegazioni, facendo precedere l'atto +di autofagismo da questa dichiarazione, che lascia perfettamente +intendere che io non ho di una linea esagerata o alterata la impressione +che ricevette la Camera dal suo discorso: + + «È troppo facile e vecchio argomento di polemica quello di + attribuire ai propri avversari opinioni, che non hanno manifestato + od assurdità, di cui non sarebbero capaci.» + + «Io non ho negato nulla, non ho detto che in Sicilia non ci sia la + miseria: non ho detto che non ci siano gli abusi municipali; non ho + detto che in Sicilia non vi sia una questione dei tributi locali, o + di contratti agrari. Gli onorevoli Comandini, Farina, San Giuliano + e Sant'Onofrio, potevano quindi dispensarsi dal manifestare un + dissenso, che è fondato sopra un semplice malinteso.» + + «Il malinteso deriva da ciò, che essi hanno esaminato la questione + in modo analitico: ed in molti loro giudizi io consento.» + + «Io ho posto a base del mio ragionamento un concetto logico + generale, che è il seguente: _se c'è una questione siciliana, è + necessario che essa abbia cause speciali del luogo. Ho distinto + perciò le cause efficienti dalle condizionali_.» + +Egli fece molte sottili distinzioni in seguito; ma come si potè vedere +continuò a denegare che una _quistione siciliana_ ci fosse. Ma sia lode +alla sua rettitudine: egli non persistette neppure in questa +denegazione, che dovette pesargli sulla coscienza per ben lunghi quattro +mesi, e perciò il 5 luglio interroga solennemente il ministro +dell'interno per sapere se, come e quando intendeva provvedere ai +_bisogni della Sicilia_, ritenendo che fosse necessaria una parola del +governo prima che la Camera si separasse.... + +Mi sono dilungato sui discorsi dell'on. Nasi perchè egli fu il solo +autorevole a smentire tutti gli oratori che lo avevano preceduto e lo +seguirono, e che non trovandosi di accordo neppure col governo, si creò +una situazione nuova, specialissima. + + [CRISPI E LE COSE FALSE] + +Chi infine merita di soffermare l'attenzione è l'on. Crispi, non solo +pel posto che occupava, ma sopratutto per l'autorità, che gli veniva dai +suoi patriottici precedenti, per la simpatia, che ispirava la sua +tragica situazione;--e dico tragica, perchè a nessuno passa per la mente +di negare il suo affetto per la Sicilia, onde gli dovette sanguinare il +cuore nel dovere prendere, come capo del governo, delle dolorose misure. +Ed ispirava ancora simpatia per la singolare energia addimostrata in +momenti gravissimi, in una età nella quale in Italia gli uomini politici +se non materialmente, certo psichicamente sono finiti. E degli sforzi +enormi fisici e morali si risentirono in questa occasione i suoi atti e +sopratutto i suoi discorsi, nei quali si accentuarono non i pregi, ma +gli abituali difetti. La leggerezza e l'assolutismo delle affermazioni +furono veramente eccezionali, e per quanto mi riesca increscioso devo +metterli in evidenza, perchè precisamente a forza di affermazioni recise +e di altrettanto risolute denegazioni--che, dato l'uomo e la sua alta +posizione, pochissimi osarono sospettare poggiate sul falso--la Camera +si formò un concetto assolutamente erroneo sulla situazione e sulle +rispettive responsabilità e votò conformemente all'errore. + +Per parte mia sin dal primo iniziarsi della discussione, il 21 febbraio, +con quanta più forza potei, all'annunzio di certe cospirazioni e di +certi pericoli, gridai: _È falso! È falso! È falso!_ E l'on. Crispi +allora solennemente affermò che c'erano _documenti, che avrebbero +schiacciate le mie affermazioni_! + +I primi atti, le prime parole e i primi scritti dell'on. Crispi--che M. +Imbriani nella discussione delle leggi antianarchiche paragonò al +convenzionale Fouchet--dimostrarono che egli si era posto su di una +china pericolosa, che doveva percorrere intera, procurandogli le più +amare ed incontrastabili smentite, più che dagli avversarî, dalle +risultanze dei processi e dai fatti indiscutibili. + + [CRISPI E LA SUA VIOLENZA] + +La violenza del linguaggio e la esagerazione iperbolica cominciarono a +far capolino nella relazione dell'on. Crispi, che precede il decreto di +proclamazione dello Stato di assedio, nella quale è detto: i moti furono +provocati da _gente dedita ad ogni sorta di delitti; saccheggi, incendî, +rapine si commisero in_ QUASI TUTTI _i comuni dell'isola_. Poi, +considera Molinari e Lombardino come esseri inferiori a Ninco-Nanco ed a +Cipriano La Gala. E supera qualunque aspettativa quando ad un delicato +appello d'Imbriani al suo cuore di padre in favore di Maria De Felice, +risponde: _quella è la figlia di un malfattore_! La Camera riverente, +per non dire servile, verso il presidente del Consiglio rimase +profondamente addolorata di questa risposta... inqualificabile, e +consentì, a proposta di Cavallotti, ch'essa venisse cancellata dal +resoconto ufficiale: la massima censura che può infliggersi ad un +oratore e che venne inflitta all'on. Crispi; il quale voleva esser +punito più severamente dall'on. Agnini, che si oppose alla proposta +Cavallotti, chiedendo che rimanesse constatata nel processo verbale, ad +edificazione dei posteri, la frase che disonorava soltanto chi l'aveva +pronunziata. + + [CRISPI E LE SUE TEORIE] + +A questa violenza--che non è energia--e scorrettezza di linguaggio +dell'on. Crispi, fece degno riscontro la enunciazione di certe teorie +illiberali e di certe proposizioni, che dovettero sorprendere e +addolorare gli uomini di scienza e di cuore. Dopo avere +affermato--contro le leggi--che c'è il diritto al ricorso per le +sentenze dei _Tribunali militari_ in tempo di guerra, immemore del +biasimo che colpì l'on. Nicotera per avere indicato l'articolo del +Codice penale che i magistrati avrebbero potuto applicare pei fatti del +1º maggio 1891, augurò, _egli, Presidente del Consiglio_, che la Suprema +Corte di Cassazione respingesse i ricorsi, esercitando con ciò la più +aperta pressione sull'animo dei magistrati, che docilmente respinsero. +Nel Re riconobbe il diritto illimitato di proclamare lo Stato di assedio +in forza dell'art. 5º dello Statuto, che gli conferisce il diritto di +dichiarare la guerra....! + +Pose le colonne d'Ercole alla evoluzione politica, annunziando che al di +fuori delle attuali istituzioni non c'è che l'anarchia o il dispotismo. +E arrestò la evoluzione economica e chiuse autorevolmente ogni dibattito +scientifico affermando che abolito il feudo e soppressi i fidecommessi +la proprietà è legittima.--legittimità da lui stesso poi violata colla +proposta di legge sui latifondi di Sicilia--Che il socialismo moderno ha +elevato a scienza il diritto della spoliazione e che il concetto dello +stesso socialismo si avvicina al delitto. Vero è che parlando in tal +modo egli alludeva al socialismo della _piazza_, ma nessuno potè sapere +come distinguerlo da quello di Marx e dall'altro più temperato da lui +stesso preconizzato nel discorso di Palermo del 1886. + + [CRISPI E LA SUA SICURTÀ] + + [SMENTITE INCONTRASTABILI ALL'ON. CRISPI] + +Dalla esposizione delle teorie passando alla esposizione dei fatti non +si guadagna in esattezza e in verità. L'on. Crispi garentì che in +Sicilia non c'era miseria; che i moti furono determinati dai _Fasci_; +che l'esposizione di Palermo del 1892 fu una peste, perchè gli operai +del continente in tale occasione importarono nell'isola la propaganda +socialista; che la borghesia con tanti meriti, non aveva che una colpa +sola: l'avere abbandonato le plebi alle sette ed ai preti; che i _Fasci_ +avevano promesso la divisione delle terre nel 1894; che i capi del +movimento si erano posti in relazione coi clericali del continente e +collo _straniero_; ch'erano state annunziate una guerra nel 1894, la +invasione del Piemonte, la vittoria di flotte nemiche nel Mediterraneo, +la autonomia siciliana sotto la protezione della Russia, cui si sarebbe +ceduto un porto: che la insurrezione era pronta e lo stato di assedio fu +posto in tempo; che _duemila armati_ percorrevano la Lunigiana e 280 +mila socî dei _Fasci_ potevano accoppare i 14 mila uomini di truppa, che +c'erano in Sicilia; che De Felice fu arrestato in flagranza ec. ec. Con +pari esattezza e con altrettanta recisione interruppe me, che parlavo +del processo mostruoso pei fatti di Valguarnera, garentendo che nessuno +in Italia tentava le _bricconate_ da me denunziate, e che i processati +lo erano perchè ritenuti colpevoli, mentre poi il processo innanzi il +Tribunale militare di Caltanissetta giustificò alla lettera le mie +osservazioni. Contraddice formalmente Imbriani e me sulla autenticità +dei fatti di Castelbuono e nega fede alla Giunta comunale, che li aveva +stigmatizzati nella nota sua protesta; ma il Tribunale di Termini +Imerese lo smentisce inesorabilmente, condannando l'autore di quei +fatti, il delegato Breda, a tredici mesi di reclusione. Assicura l'on. +Imbriani, che arbitrî e ingiustizie non se ne commettono e che se i +prefetti e le Commissioni speciali avevano mandato a domicilio coatto i +_pregiudicati ritenuti tali dalla legge di pubblica sicurezza_, ciò era +stato fatto con _ordinanze regolari_ e dopo essere stati esaminati i +fatti della loro vita e la loro condotta; e invece risulta da centinaia +e centinaia di casi, che cittadini onestissimi, mai per lo passato +processati, in nessun modo _pregiudicati_, senza processo, senza +interrogatorio, senza formalità di sorta alcuna vennero arrestati, +ammanettati e condotti nelle isole destinate al domicilio coatto, per +isfogo di vendette personali di sindaci e per semplice furore di +persecuzione e per paura dei delegati, della questura, dei Prefetti, +senza che mai alcuna commissione fosse stata interrogata![78] Assicurò +infine che non occorrevano leggi sociali e speciali per la Sicilia e +dopo pochi mesi si smentisce da sè presentando lo specialissimo disegno +di legge sui latifondi. + + [I DOCUMENTI SCHIACCIANTI DELL'ON. CRISPI] + +E veniamo finalmente ai _documenti_, a quei _documenti_, che l'on. +Crispi annunziò che sarebbero riusciti _schiaccianti_ per gli accusati e +per coloro che, come me, difesero questi alla Camera. Sono due: _il +trattato di Bisacquino_ e l'appello rivoluzionario agli _Operai figli +del Vespro_. + +Non ho bisogno di ripubblicare il _trattato di Bisacquino_, di +umoristica memoria, di cui mi occupai nel capitolo sul _processo +mostruoso_. In quel _trattato_ erano contenute le notizie per le più +terribili accuse contro i _Fasci_ e contro i socialisti, me compreso. +Quale il valore di esso risultò dal processo: l'avvocato Fiscale lo +ripudiò formalmente e si sentiva umiliato, come di un tentativo di +volgere in ridicolo il processo, ogni volta che accusati e difensori vi +accennarono. Ma quando l'on. Crispi prestò fede al _trattato di +Bisacquino_, si dirà che non gli erano note le risultanze del processo. +Ebbene, fu proprio durante il processo che l'avv. fiscale Soddu-Millo +annunziò all'on. De Felice, che nell'ottobre 1893 il sotto-prefetto di +Corleone non ritenne degno di essere mandato alle autorità superiori il +documento, che si deve alla fervida immaginazione di qualche spia e più +probabilmente di qualche burlone, che lo dette come oro di coppella al +delegato di Bisacquino. Il grottesco, l'inverosimile di quella +fantasticheria, come la chiamò l'avv. fiscale, che apparvero evidenti ad +un umile sotto-prefetto, non trasparirono menomamente innanzi agli occhi +del Presidente del Consiglio.....? + + [IL FIRMATISSIMO DELL'ON. CRISPI] + +Il secondo documento, ch'è passato alla storia sotto il nomignolo di +_firmatissimo_, ha una origine più scellerata e più comica ad un tempo e +servì a fini iniqui, e l'avervi prestato fede, e ancora di più l'aver +mentito dichiarandolo _firmatissimo_ costituisce una delle grandi +vergogne per l'on. Crispi. + +A dimostrare quale importanza egli vi annettesse riproduco integralmente +il brano del discorso da lui pronunziato alla Camera dei Deputati, il +giorno 28 febbraio; di quel discorso in cui si valse--precipuamente a +falsare l'opinione della Camera e del paese a danno dei _Fasci_, e di De +Felice e degli altri compagni--dei due cennati documenti. Dopo avere +esposto il contenuto del _trattato di Bisacquino_, che fu accolto, +secondo il resoconto ufficiale degli atti parlamentari, da _commenti +vivissimi_, l'on. Crispi aggiunse: + + «A dare un concetto dei proclami che si spargevano nei Comuni, ve + ne leggerò uno solo che vale per tutti. (!) + + «Operai! Figli del Vespro: Ancora dormite? Corriamo al carcere a + liberare i fratelli! Morte al Re, agli impiegati. Abbasso le tasse. + Fuoco al municipio e al casino dei civili. Evviva il fascio dei + lavoratori! Quando le campane della Matrice e del Salvatore + suoneranno, assieme corriamo armati al castello, che tutto è pronto + per la libertà.» + + «Attenti al segnale!» (_Impressione._) + + Prampolini. È firmato? + + Crispi, _presidente del Consiglio_. È firmatissimo! (_Ilarità_). + + C'è anche il nome del Comune. Tutto risulterà dal processo.» + +Or bene: è falso che quell'appello sia stato sparso nei comuni +dell'isola; è falso che sia stato pubblicato e letto da qualcuno, meno +che dal suo autore, da un delegato di P. S. e dai magistrati che se ne +occuparono; è falso che fosse nonchè _firmatissimo_, neppure... +_firmato_. Di vero non c'è che il nome del Comune in cui venne +manipolato. Ma eccone la storia, che rappresenta un breve intermezzo +comico-erotico, in questo dramma siciliano dai tragici episodî, che in +un paese di uomini liberi avrebbe abbattuto il ministro. + + [LA STORIA DI UN "DOCUMENTO"] + +In Petralia Soprana--provincia di Palermo--c'era un disgraziato vice +cancelliere di pretura perdutamente innamorato della moglie di un agiato +pastaio del luogo, certo Alessi. La donna, tanto bella quanto onesta, +aveva replicatamente respinto le profferte del vice-cancelliere; il +quale nel suo furore erotico arrivò a minacciarla di ridurla in +condizioni da doverglisi dare a discrezione. E l'immondo satiro ricorse +ad un diabolico mezzo: scrisse il manifesto agli _operai figli del +Vespro_--il manifesto _firmatissimo_,--e lo mandò per posta allo +indirizzo del marito della sua amata, l'Alessi; poi con una lettera +anonima denunzia lo stesso Alessi alle autorità del luogo come uno dei +promotori più pericolosi dei disordini, e in prova della realtà del +fatto denunziato avvisa che proprio in quel giorno allo Alessi doveva +arrivare per la posta un manifesto rivoluzionario. In questa guisa il +vice-cancelliere sperò fare arrestare l'incomodo marito e avere nelle +sue braccia la moglie. + +Si era nel periodo più acuto dei tumulti, e le autorità di Petralia +Soprana credettero di salvare la patria, corsero alla posta, +sequestrarono la lettera indirizzata all'Alessi, e in base al manifesto +rivoluzionario sequestrato procedettero al suo arresto. A questo punto +la moglie dell'Alessi intravvede le trame inique e denunzia tutto alle +stesse autorità, che onestamente e rapidamente ripararono al mal fatto +arrestando il vice-cancelliere; il quale confessò tutto, cercando di +scusarsi con la follia amorosa. + +Pochi mesi dopo il vice cancelliere di Petralia Soprana venne condannato +dal Tribunale di Termini Imerese come autore del manifesto +_firmatissimo_ a tre anni di reclusione.... + + [COME SI STRAPPARONO I VOTI ALLA CAMERA!] + +E qui mi fermo senza commentare ulteriormente questi indecorosi +documenti, in base ai quali si strapparono voti iniqui alla Camera dei +deputati; mi fermo, perchè dovrei adoperare roventi parole contro l'on. +Crispi, del quale non si può abbastanza deplorare la... leggerezza. + +Lo stesso on. Crispi, il 9 Marzo, discutendosi la domanda di +autorizzazione a procedere contro l'onorevole De Felice, dopo che da me +era stata fatta la storia del _firmatissimo_, osò continuare a prestarvi +fede ed uscì in queste dichiarazioni testuali: + + ... «Si oppugnò _a torto_ un documento del quale vi diedi lettura: + e _che, del resto, non è il solo, perchè ne ho qui molti altri più + importanti di quello, che per prudenza e per sentimento di + giustizia non volli leggere_. Se li avessi letti, sarei stato fatto + segno all'accusa di voler pesare, con la mia parola, sopra atti + dell'autorità giudiziaria, la cui indipendenza voglio resti + impregiudicata. + + ..... «In altra occasione, quando i processi saranno terminati, + dirò tutto, e _meraviglierò_ anche la Camera con la storia degli + avvenimenti siciliani. Allora gli interruttori potranno sfogarsi a + lor guisa, _imperocchè non ci sarà più pericolo per gl'imputati_.» + + [LA MAGNANIMITÀ DELL'ON. CRISPI] + +La tenerezza dell'on. Crispi per gl'imputati in quella occasione fu +appresa come un prodigio incredibile; che dire poi del suo delicatissimo +riserbo di non voler leggere _i molti altri documenti più importanti_, +dopo che ne aveva letti due, che riteneva i più gravi, e che erano +falsi? Che dire di un riserbo che... dura tutt'ora, quando i processi +sono finiti e la pubblicazione dei documenti, che dovranno +_meravigliare_ la Camera, potrebbe essere fatta senza pericolo per +gl'imputati, che per dodici, per sedici, per diciotto anni sono al +sicuro... nelle sinistre celle dei varî penitenziari d'Italia? Ed è da +sperarsi, che l'on. Crispi li verrà a leggere alla Camera, non essendo +stati letti nei processi, a difesa del proprio decoro e della propria +serietà, onde il paese apprenda che per davvero l'on. Crispi fu generoso +verso gl'imputati, non avendo voluto dare al magistrato documenti che +avrebbero potuto aggravare le pene alle quali furono condannati e che +forse li avrebbero potuto far condannare a morte da un Tribunale +militare che punisce con un Codice in cui la pena di morte è +conservata... + +Pervenuta al termine la discussione sui casi di Sicilia, e venuti in +luce i fatti, le accuse e i documenti che le suffragavano, tutti si +attendevano che il governo fosse venuto a chiedere un _bill +d'indennità_--che in Inghilterra e dovunque c'è regime costituzionale, +si ritenne sempre indispensabile dopo la sospensione delle guarentigie +costituzionali, anche quando la medesima sia stata ordinata con legge +del Parlamento--_bill d'indennità_, che, secondo il Majorana, ha un +doppio carattere: _giuridico_, al fine di togliere qualunque azione +possa spettare ai cittadini per tutte le violazioni di leggi comuni e +statuti normali in cui il governo sia incorso; _politico_, per fare +sanzionare l'opera di questo dal sovrano sindacato parlamentare. + +Molti, anche avversarî del Ministero presieduto dall'on. Crispi, tenendo +conto delle eccezionalità dei casi e della bontà delle intenzioni, erano +disposti a concedere detto _bill d'indennità_. + +L'on. Ambrosoli in nome della _destra_ pure lo accordava, chiedendo, +però, che una legge, a somiglianza della francese, regolasse lo Stato di +assedio; accordavalo l'on. Martini in nome del centro sinistro, negando +un voto politico e chiarendo erronei i precedenti invocati dall'on. +Crispi, e voleva darlo l'Arcoleo, pur ritenendo--egli professore di +diritto costituzionale--che fosse quasi incompatibile lo Stato di +assedio con la ordinaria funzione del Parlamento. + +E il meno che poteva fare il Presidente del Consiglio, a propria +giustificazione, si era di convocare il Parlamento, dopo la violazione +dello Statuto o di tutte le leggi durante lo Stato d'assedio, per +chiedere il _bill d'indennità_. + + [L'ON. CRISPI RESPINGE UN "BILL D'INDENNITÀ"] + +Questo avrebbe dovuto e potuto bastare a qualunque Ministro ed a +qualunque Ministero, ma l'onorevole Crispi, disse l'on. Imbriani, +respinse per alterigia abituale il _bill d'indennità_ e chiese un voto +politico esplicito, che ne approvasse la condotta e stabilisse che tutto +era proceduto conforme a legge. Ciò sembrava enorme e contrario a tutti +i precedenti parlamentari, anche italiani, e si ricordava come in altri +tempi si giudicò temerario l'on. Nicotera, che _bill d'indennità_ +chiedesse per ciò che aveva fatto nella stessa Sicilia; ed aveva fatto +assai di meno e di meno peggio dell'on. Crispi (_Zini_ op. cit. p. 47 e +48). Altri tempi! + +Ora, la Camera dette ragione al Presidente del Consiglio, eliminò il +_bill d'indennità_, e con 342 voti favorevoli contro 45 contrarî e 22 +astensioni approvò quest'ordine del giorno presentato dell'on. Damiani e +accettato del governo: + + «La Camera, approvando l'azione del Governo, diretta alla tutela + della pace pubblica, confida ch'esso saprà definitivamente + assicurarla con opportuni provvedimenti legislativi, e passa + all'ordine del giorno.» + +La enorme maggioranza, che approvò la condotta del governo non lasciava +luogo a sperare--nella sua resipiscenza nella grave quistione che le +venne innanzi il giorno 8 Marzo--per la autorizzazione a procedere +contro l'on. De Felice e per la convalidazione del suo arresto. + + [LA CAMERA] + +Qui erano in giuoco le prerogative della Camera, delle quali, dal 1848 +in poi, essa si era mostrata sempre gelosa. Ma a nulla valsero le +osservazioni di Cavallotti, di Barzilai, di Imbriani, di Sacchi, di +Altobelli, di Merlani, mie e dello stesso Palberti, ch'era relatore +delle Commissione nominata dagli ufficî della Camera dei Deputati per +esaminare la domanda di autorizzazione a procedere presentata dal Regio +Procuratore presso il Tribunale di Palermo. + + [NULLA VALLE PER ESSA] + +Non valse che io dimostrassi che le accuse si fondavano sopra documenti +ridicoli come il _trattato di Bisacquino_, o infami come il +_firmatissimo_; che lo stesso Procuratore del Re, costatando la lunga +lotta in seno del _Comitato dei Fasci_ alla vigilia della proclamazione +dello Stato d'assedio, escludeva implicitamente l'azione dello stesso +Comitato e dell'on. De Felice nei moti di Sicilia; che lo stesso +pubblico accusatore non avesse potuto dimostrare un sol caso di azione +diretta del rappresentante per Catania nei tumulti; che aveva torto +l'on. Palberti ad ammettere la esistenza di depositi di armi vecchie e +nuove sulla semplice assicurazione del questore Lucchese. Non valse che +l'on. Sacchi collo esame della corrispondenza tra l'on. De Felice e il +Cipriani--il cavallo di battaglia del processo e dell'accusa di alto +tradimento--avesse luminosamente provata la inesistenza dei _mezzi_ +idonei per provocare la rivoluzione. Non valse che l'on. Barzilai avesse +esposto i casi numerosi (Luzzi, Carbonelli, Costa, Francica, Bonajuto, +Dotto ec.) nei quali la Camera, contro il parere dell'on. Palberti e +della maggioranza della Commissione di cui era relatore, era entrata nel +_merito_ della domanda di autorizzazione a procedere. Non valse che lo +stesso on. Sacchi avesse ricordato il parere del più grande e autorevole +commentatore delle leggi inglesi, il Blackstone, sulla prerogativa +parlamentare, che la Camera inglese non volle mai definita da leggi +speciali affinchè, di caso in caso essa ne facesse quell'uso che nel suo +sovrano apprezzamento le sembrasse conveniente; a nulla valsero tanti +sforzi: la Camera accordò l'autorizzazione a procedere perchè il governo +la voleva. + +La lotta della quistione dell'autorizzazione a procedere passò in +terreno ancora più favorevole ai difensori dell'on. De Felice quando si +discusse della convalidazione dell'arresto. Rammentò opportunamente +l'on. Imbriani, che nel 1848, quando fu eletto deputato Didaco +Pellegrini, nella Camera, appena se ne pronunziò il nome, alcuni +deputati si alzarono per domandare se fosse già stato messo in libertà, +trovandosi in carcere il Pellegrini sotto accusa di Stato. Il Ministro +Pinelli riconobbe il diritto della Camera ed immediatamente ordinò la +escarcerazione. Tali nobili e liberali tradizioni del Parlamento +subalpino non esercitarono influenza sulla Camera del 1894. + + [ESSA TUTTO CONCEDE AL GOVERNO] + +Se altra volta si era ordinata la liberazione di chi era stato eletto +mentre era in prigione, ora si violava evidentemente l'art. 45 dello +Statuto arrestando il De Felice, mentre era deputato. Vero è che lo +stesso articolo sottrae dalla prerogativa il caso della flagranza; ma +questa derogazione, osservò l'on. Barzilai, ha la sua ragione potente: +nel caso della flagranza l'evidenza della prova distrugge ogni sospetto +di un arbitrio, di una ingerenza indebita a danno del deputato. Ora, a +danno dell'on. De Felice, erano evidenti non la flagranza--che nessuno +seppe dimostrare e che l'on. Palberti tanto condiscendente verso il +governo ridusse alla _quasi_ flagranza e alle _considerazioni di +convenienza politica_,--ma l'arbitrio e la ingerenza indebita del +governo per odiosi e partigiani motivi politici; per quei motivi, che +appunto hanno fatto consacrare nello Statuto la prerogativa parlamentare +dell'art. 45! + +Se c'era un caso, adunque, in cui la escarcerazione avrebbe dovuto +ordinarsi ai sensi di quell'articolo era proprio questo dell'on. De +Felice. E indarno l'on. Cavallotti su questa questione della prerogativa +parlamentare provò che la giurisprudenza costante della Camera e il voto +di due commissioni solenni--quella del 1855 e l'altra del 1870--di cui +facevano parte il senatore Cadorna, Valerio, Mancini, Biancheri, davano +completa ragione all'on. De Felice e mostravano che i nemici dello +Statuto, dei plebisciti e delle leggi, gli adulteratori della storia +erano al banco dei ministri; indarno! La Camera che nel 1869, tenera +delle proprie prerogative, non volle ammettere la flagranza a danno +dell'on. Majorana Cucuzzella accusato di assassinio e accettò la divisa +della sua Commissione: _in dubiis pro libertate_; nel 1894 la riconobbe +in odio all'on. De Felice accusato di reato politico. + + [SENZA CORAGGIO] + +Concessa l'autorizzazione a procedere; riconosciuta la flagranza, e +convalidato perciò l'arresto dell'on. De Felice, si sperava infine che +la Camera non si volesse coprire di vergogna riconoscendo la +_retroattività_ dei Tribunali di guerra, sanzionando la più iniqua ed +erronea violazione delle leggi e dello Statuto. Era lecito sperare, che +la Camera a questo punto si sarebbe arrestata sulla china vergognosa +delle concessioni, e del proprio esautoramento; perchè il relatore +onorevole Palberti in nome della Commissione--in maggioranza composta di +amici del governo--aveva affermata manifestamente la propria ripugnanza +ad arrivare sino a quel punto. Ma l'on. Palberti affermava il principio, +la teoria, esprimeva il desiderio; però non osava formulare recisamente +la proposta per ottenere che l'on. De Felice venisse sottratto alla +illecita giurisdizione dei Tribunali militari, e si limitò a sperare +nella equanimità del governo e sperò eziandio, che su questa quistione +il governo si sarebbe astenuto, disinteressandosene, come aveva fatto +sempre pel passato in tutte le quistioni, che toccano i diritti e le +garenzie del Parlamento. Ma egli stesso dovette riconoscere che le sue +speranze furono una illusione e dovette sentirsi dire dall'on. +Cavallotti non essere giusto, non essere bello dimostrare che una cosa è +iniqua e non avere il coraggio di proclamarlo. + + [SCRUPOLI LOIOLESCHI] + +D'onde la incertezza e la condotta fiacca dell'onorevole Palberti e +della Commissione? Dal timore e dallo scrupolo d'invadere il campo +della magistratura, di preoccuparne le decisioni e di sollevare anche un +conflitto tra la Camera dei Deputati e la Corte di Cassazione; poichè in +quei giorni si attendeva la decisione della Suprema Corte sui ricorsi +contro la competenza dei Tribunali militari, e si trovava sconveniente +da un lato indicare alla medesima la via da battere; e dall'altro non si +sapeva trovare una uscita corretta nel caso che il giudicato della +Cassazione riuscisse contrario al voto della Camera dei deputati. + +Quanto poco valore dovessero avere quegli scrupoli lo dimostrò lo stesso +on. Palberti, che cortesemente rimproverò al guardasigilli la pressione +esercitata sull'alta magistratura, annunziando lui la risoluzione che +esso avrebbe dato al difficile quesito che le era stato sottoposto. Così +era lecito al governo venir meno ai riguardi dovuti alla suprema +magistratura per farle commettere una enorme iniquità; ma la Camera, +doveva usare tutti i riguardi verso la prima e rinunziare ai propri +diritti e alle proprie prerogative in danno di una causa giusta! + +Che la decisione della Camera non potesse nè invadere il campo della +magistratura, nè lederne i diritti, nè menomarne la indipendenza, nè +sollevare conflitti colla medesima ce lo apprese la sentenza della +stessa Corte di Cassazione nel ricorso De Felice e C., nella quale si +riconobbe che essa non si permetteva di entrare in apprezzamenti di +indole politica, sull'alta ragione di Stato che aveva potuto consigliare +lo Stato d'assedio con tutte le sue conseguenze, e che lasciava di +giudicarne alla competente autorità politica, cioè al Parlamento, che +se n'era rimesso alla Cassazione! Da Caifas a Pilato... + +E così la Camera dette l'ultimo passo sulla via dell'approvazione degli +arbitri sterminati, e accettando i comodi ed onesti scrupoli dell'on. +Palberti, lasciò che governo e Cassazione vedessero loro in quanto alle +competenze dei _Tribunali militari_; e l'una e l'altra provvidero... nel +modo conosciuto. + + [UNA FARSA INDEGNA] + +Tutto questo era fatto per rattristare profondamente l'animo di coloro +che amano la libertà e che vorrebbero vedere l'Italia procedere per le +vie della rettitudine in politica e nel delicatissimo campo della +amministrazione della giustizia; ma la Camera e il governo nello stesso +giorno in cui si passava sopra a tutte le illegalità e le enormezze +commesse in Sicilia, recitava una farsa che destava una nausea +invincibile: nel giorno 9 marzo infatti, dopo avere emesso +l'autorizzazione a procedere contro l'on. De Felice, averne convalidato +l'arresto e consentito che venisse sottratto ai giudici naturali e +sottoposto ai Tribunali militari, con una ipocrisia veramente fenomenale +respinse due altre domande di autorizzazione a procedere contro lo +stesso on. De Felice per due discorsi-reati pronunziati a Pedara e a +Casteltermini, e che formavano parte integrale dell'accusa che lo +condusse innanzi al Tribunale di Palermo e da questo alla reclusione per +diciotto anni... + +Due cose in questa farsa indegna furono notevoli: la generosità dell'on. +Crispi che dichiarò disinteressarsi di queste due altre domande di +autorizzazione a procedere e la premura delicatissima dell'on. +Canegallo, che volle si sapesse dalla Camera e dal paese che esso in +seno alla Commissione, contro la maggioranza, aveva votato in favore +della concessione. All'uno e all'altro la corona civica non dovrebbe +mancare. + +Verso la Camera dei deputati fui severo nel libro _Banche e Parlamento_, +esaminandone la condotta e la responsabilità nelle quistioni degli +scandali della Banca Romana e in quella della legge sul riordinamento +degli istituti di emissione; non potrei essere altrettanto severo in +questa occasione dei casi di Sicilia, quantunque non siano stati meno +ingiusti e meno esiziali alla vita pubblica italiana i voti dati secondo +le richieste e la volontà del governo. + + [PERICOLI DI CIÒ CHE SI CREDETTE RIMEDIO] + +Non mancarono i deputati servili, quei deputati che furono in altri +tempi fieramente flagellati dall'onorevole Crispi, che votarono +favorevolmente al governo per l'abituale servilismo che li distingue per +motivi non nominabili; ma giustizia vuole che io dica che molti altri, +pur addolorati dello strazio fatto dello statuto e delle pubbliche +libertà, approvarono l'opera del governo sotto l'incubo di +preoccupazioni di ordine politico elevatissimo. In molti infatti era +sincera la convinzione che gli eccessi commessi dal governo dell'on. +Crispi, fossero una dolorosa necessità non solo per ristabilire l'ordine +pubblico, ma anche per conservare l'integrità della patria! Essi che +avevano un'idea iperbolica della entità dei pericoli corsi dell'Italia, +guardarono al successo rapido e immediato del governo e ne rimasero +ammirati senza guardare ai mezzi adoperati per ottenerlo. Invece, i +mezzi sinora adoperati creano pericoli veri, e servono soltanto alla +reazione bieca, che tanto più impunemente e sicuramente se ne giova in +quanto che all'ombra del vecchio patriottismo e della qualità di +siciliano dell'on. Crispi molte forze vive che avrebbero potuto opporre +una diga o sono state neutralizzate anch'esse dalla paura +dell'immaginario pericolo corso, o rimasero inerti perchè non sanno +ribellarsi a chi considerarono per tanti anni come capo ed amico e che +oggi riprovano in fondo dell'animo loro senza avere il coraggio di +rendere palese il proprio pensiero. + +Conosciuto il movente del successo parlamentare ed anche +extra-parlamentare dell'on. Crispi, mi rimane l'ultimo compito +increscioso: esaminare se esso rispondeva al vero e completare l'esame +obbiettivo coi confronti storici invocati dall'on. Crispi a +giustificazione della sua azione e ridotti alle loro giuste proporzioni, +cioè a nulla, dagli on. Cavallotti, Altobelli, Comandini ecc. + + [LE GIUSTIFICAZIONI DEL GUARDASIGILLI] + +Che il pericolo in Sicilia per la integrità della patria fosse grande, +più volte l'on. Crispi lo dichiarò, e fece comprendere che dell'ordine +stabilito gli si doveva tanta se non maggiore riconoscenza quanto della +spedizione liberatrice dei Mille. Il fatto, dall'on. Guardasigilli si +tentò di giustificare con quella teoria di diritto pubblico, che ritiene +legittimi lo Stato di assedio e le misure eccezionali a difesa della +esistenza dello stato, come legittima ogni violenza si riconosce negli +individui a difesa della propria esistenza. (Seduta della Camera dei +Deputati del 28 Febbraio 1894). + + [BLUNTSCHLI E HOLTZENDORFF] + +Gli epigoni completarono l'accenno del Ministro Calenda dei Tavani +facendosi forti dell'autorità di Bluntschli, che nei seguenti termini ha +formulato tale teoria: «In tempo di guerra o di _sedizione_ la +istituzione del Consiglio di guerra, può essere una pubblica necessità +per la salute dello Stato. Quando si tratta di salvare lo stato e la +salvezza non è possibile senza violare i diritti dei privati od anche di +tutta una classe della popolazione, allora il governo non può e non deve +per risparmiare quella, far perire questo, ma deve anzi far tutto ciò +ch'è necessario alla conservazione colla salvezza dello stato. Su di ciò +si fonda il cosidetto potere eccezionale, il diritto di _necessità del +governo_, che corrisponde al diritto di _necessità del popolo_.» + +Nell'applicazione, questa teoria s'infrange di fronte alla quistione +della misura e della opportunità di invocarla; poichè chi governa è +sempre tentato di ricorrervi ad ogni difficoltà che incontra e che tanto +più facilmente vi ricorrono gli uomini impari alla situazione. Il primo +venuto, diceva Cavour, può governare collo stato di assedio! + +Cavour in Italia non fa più scuola, è quasi considerato come un +anarchico; i Tedeschi invece, sono di moda--s'intende, non quelli della +democrazia sociale--e ad un Tedesco, perciò, ad un professore e +Consigliere aulico me ne appellerò per mostrare le enormità di tale +teoria e i pericoli, che si annidano in seno della medesima. A +Bluntschli contropporrò Holtzendorff. Il quale osserva: che non c'è +illegalità, non c'è attentato contro il diritto, che non si possa +_dorare_ sotto il pretesto dell'interesse dello stato. «Questa teoria +del bene pubblico, colla sua pericolosa massima: _salus publica suprema +lex est_, non offre alcuna base per la politica pratica... In nome di +tale teoria ci fu un governo--non tedesco--che proibì l'uso dei +fiammiferi, perchè facevano aumentare gl'incendî e in alcune parti +della Germania non si permise ai contadini la danza più di tre volte in +un anno per impedire la demoralizzazione!» + +Lo stesso compianto professore dell'Università di Monaco, elevandosi in +una sfera ancora più generale e più nobile, raccomandò quasi +quell'azione cosidetta sovversiva presa oggi di mira da coloro che +operano e legiferano in nome della salute della patria, scrivendo: «nei +codici penali si perpetua il pensiero, che i sentimenti dei cittadini +devono essere regolati e ordinati da parte dello stato e che +_l'eccitamento all'odio e al disprezzo stesso delle cose e delle +istituzioni odiose e spregevoli_ merita tutti i rigori della legge. + +«Alcuni Stati, che si dicono cristiani e tedeschi, obbliarono, sotto +pretesto del bene pubblico, che l'apostolo condanna in nome della morale +il fatto di non sapere odiare ciò ch'è male.» (_Principes de la +politique_ p. 116, 117 e 119). + +Non si direbbe che queste parole dello scienziato tedesco siano state +scritte a difesa di coloro, che furono accusati di _eccitamento +all'odio_ di ciò ch'era odioso e spregevole, del male, cioè: della +oppressione dei lavoratori siciliani? + + [ROYER-COLLARD] + +Ma questa teoria non riesce semplicemente pericolosa ai cittadini, i cui +diritti sono esposti all'arbitrio del governo; ma spesso riesce +pericolosa al governo stesso, che la invoca; poichè il Royer-Collard--un +altro pericoloso anarchico!--tanti anni fa ricordava, che le leggi +eccezionali sono come i prestiti ad usura: presto o tardi chi se ne +serve si rovina completamente. Già lo stesso Bluntschli parlò di un +_diritto di necessità del popolo_, che sta di fronte e limita il +_diritto di necessità del governo_ e che corrisponde al _diritto sopra +costituzionale_ dell'Hallam. Quando il governo ricorse alle violenze +delle leggi di eccezioni, come si fece sotto Carlo X colle ordinanze di +luglio, e sotto Luigi Filippo colla proibizione dei banchetti +parlamentari, il popolo rispose colle barricate e vinse. I casi della +Francia si sono ripetuti e si potranno ripetere altrove... + + [CRISPI E LA "SALUS PATRIAE"] + +Ciò premesso sul conto della teoria e dei suoi possibili risultati, +brevemente si dica della opportunità della invocazione della _salus +patriae_, poichè se essa fu opportuna realmente tutto il resto cade e +l'opera dell'on. Crispi--quali che abbiano potuto essere gli eccessi, le +violenze e gli arbitri contro i cittadini e quanto abbia potuto essere +la manomissione delle leggi e delle pubbliche libertà, rimane +giustificata e rimane come un suo titolo di gloria; e s'intende che lo +esame non va fatto dal punto di vista di coloro che vorrebbero mutato +l'ordinamento politico-sociale attuale dello stato, ma dal punto di +vista strettamente legale della conservazione delle vigenti istituzioni. + +Esisteva realmente il pericolo della integrità della patria? Lo affermò +il _trattato di Bisacquino_, e coloro che si valsero di quel documento +oggi se ne vergognano e lo ripudiano. + + [UN ESERCITO... DI NUMERI] + +Esisteva il pericolo per le istituzioni? È strano che lo si abbia +trovato in dimostrazioni e tumulti avvenuti al grido di: _Viva il Re!_ +quando si portarono in giro i ritratti dei Sovrani; quando affermavasi +che il governo guardava con simpatia ai dimostranti, stanco com'era di +vederli opprimere dalle consorterie locali e dall'egoismo dei grandi +proprietari; quando si sperava che il figlio del Re e lo stesso on. +Crispi sarebbero venuti a capitanarli--Questa la voce, che correva a +Palma Montechiaro. E furono precisamente le sentenze dei _Tribunali +militari_, che constatarono l'assenza di ogni carattere politico nei +moti, che essi furono destinati a punire. C'erano forze incoscienti ma +organizzate, che a momento opportuno avrebbero potuto essere adoperate +dai malintenzionati ai loro fini sovversivi, volgendo a loro benefizio, +la ingenuità stessa dei tumultuanti? I famosi 300,000 soci dei _Fasci_ +erano un esercito sulla carta; esercito immaginario non solo, ma inerme +assolutamente, privo di qualunque mezzo per l'attacco o per la +resistenza.[79] E furon gli stessi _Tribunali militari_, osserva l'on. +Prof. Lucchini, a ridurre a proporzioni ridicole il _pericolo_, che li +fece sorgere! E che il pericolo fosse insussistente risulta, infine, da +un dato di capitale importanza; l'on. Comandini ripetè nella Camera dei +deputati ciò che aveva pubblicato nel _Corriere della sera_, senza che +nessuno lo smentisse e cioè: che lo stesso generale Morra il 3 gennajo +1894 neppur lui avesse ritenuto opportuna, necessaria la proclamazione +dello Stato di assedio e che _aveva ceduto alle insistenze del potere +centrale_; il quale, era assediato e ipnotizzato in Roma, dai campioni +della reazione. + +La insussistenza del pericolo, la inopportunità della invocazione della +_salus patriae_ e dei conseguenti provvedimenti eccezionali e la +mancanza di misura nell'uso dei medesimi, risultano meglio e con +maggiore evidenza dal confronto tra i casi recenti di Sicilia e gli +altri nei quali il regno Sardo prima e il regno d'Italia dopo, per +motivi politici e sociali, si trovarono in condizioni di invocare tale +massima. + + [QUEL CHE SI FECE A GENOVA NEL '49] + +Nel 1849, lo Stato di assedio viene proclamato a Genova. Le cause che lo +determinarono erano assai più gravi di quelle di Sicilia. Da un lato +c'era la guerra collo straniero, coll'Austria; dall'altro c'era una +grande città, che fatta la rivoluzione si era proclamata repubblica e si +era distaccata dal Piemonte. Genova aveva già un governo nemico a quello +che sedeva a Torino; aveva forze organizzate, che opposero resistenza, e +la città si dovette bombardare e prendere di assalto. La proclamazione +dello Stato di assedio era legale, perchè il Parlamento il 29 luglio +1848 aveva dato i pieni poteri al governo con una legge, nella quale +però si diceva: _salve le guarentigie costituzionali_. C'era nulla di +simile in Sicilia nel 1894? Eppure il generale Lamarmora, i cui poteri +erano assai più legittimi di quelli del generale Morra, nel suo proclama +accennò alla _possibilità_ dei Tribunali militari; ma non li istituì, e +allora forse potevasi parlare di un nemico col quale si era in guerra! + + [A SASSARI NEL '52] + +Nel 1852, Sassari insorge e vi si proclama lo Stato di assedio; due +eserciti stanno di fronte: la guardia nazionale da un lato e il regio +esercito stanziale dall'altro. Eppure non furono soppressi i magistrati +ordinarî, non furono istituiti i tribunali militari! Di più: il ministro +dell'interno Pernati fece alla Camera dei deputati queste +dichiarazioni--opportunamente ricordate dall'on. Altobelli--che suonano +aspra rampogna all'on. Crispi. Il ministro sostenne di non avere avuto +bisogno di farsi autorizzare dal Parlamento per proclamare lo Stato di +assedio perchè non aveva violato lo statuto e soggiunse: + + «Ma diverso sarebbe il caso della sospensione dell'articolo 71 + dello Statuto, che garentisce la libertà individuale in guisa che + nessuno può esser sottratto ai suoi giudici naturali. _Se dunque + una dichiarazione di stato d'assedio assorbisse il potere + giudiziario, e lo concentrasse in altra autorità, egli è certo_ CHE + SI TOCCHEREBBE ALLO STATUTO. _In tal caso il Governo dovrebbe + chiedere_ PREVENTIVAMENTE _l'assenso del Parlamento_, od almeno, + qualora _l'urgenza_ lo costringesse ad agire senza indugio, + _dovrebbe riferire, in seguito, il suo operato al Parlamento per la + convalidazione, e per avere un_ BILL _d'indennità_.» + + [IN SICILIA E NAPOLI NEL '62] + +Nel 1862, lo Stato di assedio viene proclamato in Sicilia e nel +Napoletano. Perchè? Un esercito meridionale era risorto al di fuori +dell'autorità del governo e contro gli ordini espressi del Capo dello +Stato. Quell'esercito era capitanato da Garibaldi e provocava diserzioni +numerose nelle fila dell'esercito; il potente vicino impero francese +esigeva che si arrestasse la marcia su Roma. Qualche imprudente ha detto +che ogni paragone tra Garibaldi e De Felice--tra l'esercito dei +volontari che volevano la liberazione di Roma e i tumultuanti che +volevano la liberazione dalle tirannidi locali e il miglioramento +economico--era impossibile. Sia. Eppure l'ente governo, sempre disposto +ad abusare del _salus patriae_, trattò alla stessa stregua i nemici del +1862 e quelli del 1894; chiamò tutti disfacitori dell'Italia e ribelli. +E quelli la cui missione viene ora dichiarata più nobile furono puniti +più severamente e più iniquamente: la ferita di Aspromonte e i fucilati +di Fantina ne fanno fede. Ad ogni modo la misura del pericolo nel +1862--e lo stesso si potrebbe dire pel 1867, quando l'esercito dei +volontari con Garibaldi si rimise in marcia verso Roma e venne arrestato +a Mentana--non era identica a quella del 1894, e l'uguaglianza del +provvedimento, perciò, rimane ingiustificabile. Ed uguale rimane la +protesta in Parlamento; sulla quale Cavallotti osservò: + + «Pigliate i resoconti di quella memoranda discussione su + l'interpellanza Boncompagni: al banco del Governo, al posto di + Rattazzi, mettete Crispi; poi qui all'estrema, al posto del + Nicotera d'allora, mettete Bovio; al posto di Mordini, mettete + Colajanni; al posto del perpetuo e violento interruttore di allora, + ch'era l'onorevole Crispi, mettete Imbriani, (_Ilarità_) e voi + avrete la discussione di quei giorni, completamente, + fotograficamente riprodotta.» + + [NELLE PROVINCIE MERIDIONALI] + +Nel 1863-64, provvedimenti eccezionali vengono presi per le provincie +meridionali. + + «Allora sì, fu un momento per l'Italia ben più grave, ben più scuro + di adesso. Era il momento in cui il brigantaggio infuriava per + tutto il Mezzogiorno: non i quaranta o cinquanta o cento matti + della Lunigiana, ma bande organizzate di briganti scorazzavano + tutto il Mezzodì, assalivano e uccidevano i nostri soldati, + entravano da conquistatori nelle terre e nei paesi. Era la guerra + civile nel vero, terribile senso della parola, che aveva qui in + Roma il suo quartiere generale; da qui il re di Napoli dirigeva le + mosse, nominava i capitani; da qui la reazione mandava i denari. Ci + poteva essere un caso più grave, nel quale il governo fosse tentato + per la _salus reipublicae_ di procedere per mezzi spicci, rigorosi, + terribili? Ebbene, il Governo venne innanzi al Parlamento, e, come + l'urgenza cresceva, si stralciarono, per far presto, dal progetto + di legge per la repressione del brigantaggio pochi articoli che il + Parlamento discusse e votò, e che formarono la legge Pica.» + + «Che cos'era questa terribile legge? Il suo primo articolo diceva + questo solo: «Fino al 31 dicembre nelle Provincie infestate dal + brigantaggio e che tali saranno dichiarate con Decreto Reale, i + componenti comitiva o banda armata di almeno tre persone che vada + scorrendo le pubbliche strade o le campagne, per commettere crimini + o delitti, saranno giudicati dai tribunali militari di cui nel + libro II, parte II, del Codice penale militare». + + «Era il meno che si potesse chiedere in un caso di vera guerra + civile, ed era chiesto per legge. Ebbene, l'onorevole Crispi lo + trovava enorme!» (_Cavallotti_) + +Le condizioni nel 1862-63, adunque, erano più gravi che nel 1894; eppure +i provvedimenti eccezionali, furono assai meno rigorosi di quelli del +1894: ai briganti si consentì la difesa civile negata ai socialisti, e +quei provvedimenti infine furono consentiti preventivamente dal +Parlamento. + + [A PALERMO NEL '66] + +Nel 1866, lo Stato d'assedio viene proclamato in Palermo. Allora la +guerra coll'Austria era appena cessata e la pace non era stata ancora +segnata: quella città delle grandi iniziative e delle barricate, che +nel 1894 si mantenne completamente tranquilla, era in piena +insurrezione, in potere dei ribelli armati, che avevano costretto a +rinchiudersi nel Palazzo reale la legittima autorità; oppose fiera e +sanguinosa resistenza alle truppe e alla flotta mandate per ristabilire +l'ordine e fu necessario bombardarla per domarla. Lo Stato d'assedio +potevasi legittimamente proclamarlo, perchè il governo aveva avuto +concessi poteri straordinarî dalla legge, di cui fu relatore eloquente +lo stesso onorevole Crispi, che trovò allora occasione di dichiarare +solennemente: + + «io sempre amerò la libertà e mi opporrò ai pieni poteri. Credo che + la libertà meglio di qualunque intelligente dittatura sia la sola + feconda pel trionfo dell'unità nazionale.» + +Eppure l'on. Presidente del Consiglio di allora, il Ricasoli, si +affrettò a togliere lo Stato di assedio (lui, che non lo aveva imposto!) +prima che si riaprissero le Camere. + +Accanto a questi casi nei quali furono presi provvedimenti eccezionali e +in condizioni e per ragioni tali e in tale misura che riescono a far +condannare severamente chi li prese e quali li prese nel 1894, alcuni +altri ve ne sono, nei quali sebbene con più ragione si sarebbe potuto +invocare la giaculatoria del _salus patriae_, pure non si ricorse a +provvedimenti eccezionali. + +A Genova nel 1857 si tenta una insurrezione, s'invade il forte Diamante, +si uccide un sergente, bande armate percorrono i dintorni delle città; +ma non si proclama lo Stato di assedio. Nel 1869 una vasta cospirazione +repubblicana si scopre nelle file dell'esercito, ch'è veramente minato e +non si ricorre a misure eccezionali. Nel 1870 ben dodici provincie sono +in disordine, vi sono insurrezioni nelle caserme--a Pavia ed a +Piacenza--si dovette arrestare Giuseppe Mazzini allo sbarco in Sicilia; +ma non si proclama lo Stato di assedio. La condotta dei _conservatori_ +allora fu tale che l'on. Comandini potè buttare in faccia ai _liberali_ +di oggi le parole pronunziate da Marco Minghetti nel 1875 nel difendere +la legge straordinaria proposta appunto per la Sicilia: «la mia +dottrina, la mia coscienza, la tradizione del mio partito mi consigliano +di rifuggire dal ricorrere a mezzi eccezionali; _tutto si deve sempre +domandare ed ottenere dal Parlamento_.» + + [LA REAZIONE NEL '94] + + [LA "SALUS PATRIAE" È UN PRETESTO] + +Argomento a più melanconiche riflessioni è il fatto che la reazione non +si è limitata alla Sicilia; nè è seguita ai folli e criminosi atti di +Caserio e di Lega. Gli avvenimenti in Italia in ordine al tempo e allo +spazio dicono che i moti di Sicilia e i crimini anarchici servirono di +comodissimo pretesto per colorire il programma della reazione, ciò che +prova luminosamente che la _salus patriae_ fu invocata in malafede. + +Guardate. Lega non aveva sparato il suo innocuo colpo e il guardasigilli +aveva già da un pezzo diramate le sue circolari inculcanti una maggiore +severità contro la stampa; e la epurazione delle liste elettorali era +bene avviata;[80] e le liste di proscrizione erano composte e i +consigli dei giornali fedeli al governo si ripetevano con insistenza per +porre argine a quella propaganda socialista, che oggi si dichiara +sovversiva e ieri serviva di bandiera nelle lotte elettorali ai ministri +caduti ed a quelli risorti ed ai loro accoliti i quali blateravano con +idillica ignoranza ed impudenza di un socialismo monarchico, che portava +tanto di bollo dell'autorità superiore. I tumulti erano stati in +Sicilia, ma le persecuzioni contro ogni libera manifestazione e gli +scioglimenti dei sodalizî invisi e i sequestri e le minacce, infierivano +in ogni parte d'Italia. + + [LO STATO D'ASSEDIO VIEN TOLTO DI NOME] + +Lo Stato d'assedio legalmente viene tolto in Sicilia ma le norme e i +criteri di governo non libero continuarono ad essere in vigore +impunemente e sfacciatamente: a Palermo la questura chiama in ufficio +Colnago ed altri giovani eletti e li ammonisce a _moderare_ la loro +propaganda; la censura telegrafica continua; la soppressione dei +giornali assume forma più odiosa, perchè più ipocrita; quella del +sequestro sistematico, capriccioso, non motivato da alcun pretesto +plausibile, come si pratica contro l'_Unione_ di Catania; le armi non +vengono restituite ai loro proprietarî: si mantengono a domicilio coatto +coloro che vi furono mandati arbitrariamente. + + [LE LEGGI ANTIANARCHICHE] + +Quando il pretesto alla reazione è eccellente--e lo danno gli +anarchici--la reazione abbandona ogni riserbo e arriva al suo parossismo +colle leggi antianarchiche pensatamente indeterminate--delle quali un +alto magistrato, l'Auriti, aveva dichiarato non esservi bisogno per +combattere i nemici della società. In Parlamento si promise con +solennità eccezionale, che non si sarebbero applicate contro i +socialisti, ma appena votate sono già state sperimentate colla +proibizione dei congressi, coi sequestri dei giornali, collo +scioglimento delle associazioni a danno dei socialisti, dei +repubblicani, dei democratici più tiepidi, ma sinceri, sospettati +soltanto di non essere abbastanza soddisfatti della delizie che il +regime ci procura nell'ora presente. E non solo le leggi antianarchiche +si applicano contro coloro che si era dichiarato solennemente non ne +sarebbero stati le vittime, ma la magistratura educata alla scuola di un +qualsiasi Morra di Lavriano dà a dette leggi, in materia di stampa, un +effetto retroattivo, sollevando proteste, forse le ultime, in certe +sfere non sospettabili di tenerezze per tutte le gradazioni del mondo +cosidetto sovversivo.[81] + + [LA REAZIONE HA TROVATO IL SUO UOMO] + +E la reazione trionfante ha trovato il suo uomo, l'on. Crispi: deciso, +caparbio, senza scrupoli, facile alle promesse, alle lusinghe o alle +minacce se più opportune soccorrono, ed anche simpatico ed affascinante +per certe sue doti eminenti e perciò più pericoloso. E tale uomo +rinunzia agli ultimi legami colla tradizione democratica e coi suoi +precedenti democratici e per quello stesso opportunismo che prima lo +indusse ad inneggiare alla Dea Ragione ed a Giordano, a Napoli lo spinge +a riconciliarsi col Papa e col Dio di Torquemada e di Lojola, e al +clericalismo attonito, novello Costantino, bestemmiando di Mazzini, dà +l'insegna: _con Dio, col Re per la patria!_ e grida: _in hoc signo +vinces_. + +Ed ora si troveranno più amici e laudatori di Francesco Crispi, che +oseranno negare ch'egli s'è gettato completamente ed entusiasticamente +nelle braccia della reazione?... + +Di quest'uomo testè Giovanni Bovio ha detto: «non ha partito e la Camera +gli va incontro; si professa democratico e il Senato gli si piega +ossequioso; non sollecitò il potere e gli scese incondizionato +dall'alto; auspicò il monumento a Bruno e il Vaticano gli volge l'occhio +salutevole. Il paese e la stampa che fanno? L'uno sotto la sua mano si +addormenta; l'altra, in gran parte, lo seconda.» + + [IL PAESE E LA RAPPRESENTANZA] + +Questa sintesi mirabile di contrasti risponde alla verità? Risponde; ma +questo solo deve osservarsi, che l'uomo supera tutte le difficoltà, non +perchè egli sia grande, ma soltanto perchè il paese e la sua +rappresentanza sono piccoli. Il paese si addormentò e la stampa secondò +altri uomini che di Crispi erano minori e che rispondevano ai nomi di +Depretis e di Giolitti e che adoperarono mezzi ora uguali ora dissimili +da quelli adoperati dall'attuale Presidente del Consiglio. Queste +diversità negli uomini e nei mezzi e questa simiglianza nei risultati +prova, che la ragione del successo sta al di fuori di essi. + +Ciò si osserva non per acre voluttà di diminuire un uomo; ma per +quell'imperativo categorico, che impone l'omaggio alla verità: alla +verità, che deve giovare non preparando illusioni nuove e dolorose col +fare sperare salute dalla caduta di un uomo; che deve giovare non +permettendo un errore nella diagnosi del male, e nella scelta dei +rimedî. + +Il male è nel paese e si rispecchia nella sua rappresentanza legale. Lo +constatai un anno fa in _Banche e Parlamento_ di fronte alla onnipotenza +dell'on. Giolitti; lo constato qui, di fronte alla onnipotenza dell'on. +Crispi; constatai l'aberrazione morale dilagante colla tregenda +bancaria; constato l'aberrazione giuridica, politica e sociale +incarnatasi nella reazione. + +Lo scienziato, che vive al di fuori delle passioni politiche, il Brusa, +pensoso dello spettacolo che danno le presenti vicende politiche, +scrisse che i governanti d'Italia hanno pareggiato i Borboni, il prete e +l'Austria; anche sorpassato. (_op. cit._ pag. 28 e 31). Un altro +scienziato, il Lucchini, soggiunse che le violazioni dello Statuto pei +casi di Sicilia e di Lunigiana in _altri tempi_ avrebbero sollevato +popolo e parlamento. + +Così è, nessuno si solleva per le condizioni che riassunsi altra volta e +che ora ripeto perchè non potrei mutare di una linea: «le istituzioni si +liquidano, la corruzione dilaga, la miseria cresce, tutti soffrono e +sono malcontenti; e ancora il popolo non sa come, quando, perchè +insorgere e che cosa sostituire a ciò che sente ed intuisce di dover +demolire!» (_Banche e Parlamento_ p. 384). + + [SARÀ SEMPRE COSÌ?] + +Sarà sempre così? Non lo credo, e la speranza in un futuro migliore +tanto più mi si fa viva nell'anima quanto più audace si fa la reazione, +quanto più essa infierisce contro il moto sociale che non si arresta +mai. + + [LA RISCOSSA NON PUÒ MANCARE] + +Certo si passeranno momenti non lieti, ma la reazione capitanata da un +Bismark fu doma la prima volta in Germania; rialza la testa altra volta, +ma ricadrà più precipitosamente; la reazione armata del sentimento +religioso, dell'odio di razza, dell'egoismo economico e maneggiata +alternamente dai partiti storici dell'Inghilterra è stata costretta a +capitolare in Irlanda. + +In Italia la riscossa potrà essere più lenta e più tarda perchè la +reversione atavica del servilismo ajuta efficacemente la reazione; ma la +riscossa non può mancare. + + +NOTE: + +[78] Il Generale Morra, più sincero dell'on. Crispi, non esitò a +indicare i criterî seguiti nello invio a domicilio coatto. Egli infatti +nella circolare di commiato ai prefetti mette da parte ogni riserbo e +dice: «Quello che più di tutto interessa si è che la mala pianta dei +sobillatori, dei sovvertitori dell'ordine pubblico e delle istituzioni, +che ci reggono, non abbia a ripullulare ed estendersi. Gran parte e i +più pericolosi in questo genere sono stati allontanati, sia perchè +condannati, _sia perchè a domicilio coatto_...» + +[79] Il generale Corsi aveva già accennato alle esagerazioni sulle forze +dei _Fasci_ e sui pericoli temuti. A tempo opportuno--oggi potrebbe +procurare molestie a molti--narrerò un episodio tipico, che darà la +certezza della assoluta inesistenza della cospirazione della +organizzazione delle forze dei _Fasci_ e della attribuita preveggente +azione dei capi. A coloro, che non hanno seguito con attenzione i fatti +da me esposti o li hanno dimenticati, ricorderò, che questi miei giudizi +sulle forze dei _Fasci_, sulle loro mire politiche, sugli intendimenti +separatisti e antinazionali ec. ec. non li accampo _oggi_ per comodità +di difesa dei miei amici; ma li precisai con crudezza di verismo, che +dispiacque a molti, che credevano utile alla propaganda ogni +esagerazione, e nella _Grande Revue_ del gennajo 1893 e nella _Rivista +popolare_ di Roma e nel _Secolo_ di Milano e nel _Giornale di Sicilia_ +di Palermo nello stesso anno e molti mesi prima, che si arrivasse ai +tumulti--da me preveduti e preannunziati--che provocarono lo stato di +assedio e la repressione. + +[80] Ciò che avviene in fatto di liste colla nuova legge elettorale +fatta votare dall'on. Crispi nelle sedute mattutine della Camera, fra la +disattenzione e la nausea di tutti, è inaudito. All'on. Crispi che si +vantava democraticamente di aver fatto votare l'art. 100 nella legge +elettorale del 1882 oggi può assicurarsi la benevolenza dei suoi nuovi +amici, i reazionarî, ricordando l'ultima legge del 1894, che il diritto +elettorale quasi annulla. Non calunnio, non esagero; ecco come _La +Tribuna_ commenta alcune corrispondenze pervenutegli: + +«Pubblichiamo su questa quistione delle liste elettorali la lettera di +Capua per debito d'imparzialità e quella di Albano Labiale che prima ci +è pervenuta per ordine cronologico. Ma se volessimo potremmo aggiungere +qui sotto a diecine lettere e corrispondenze le quali ripetono +press'appoco ciò che ci scrive il corrispondente di Albano Laziale e +dimostrano che l'anarchia nella compilazione delle liste dovrà, anzi +imperversare allegramente. + +Molte commissioni elettorali si sono ostinate a seguire questo sistema +di cancellare cioè tutti gli elettori, già inscritti, i quali non +forniscono la documentazione del loro diritto elettorale. + +Abbiamo già avvertito, quanto alle liste vecchie, che esse sono +permanenti: che nella revisione straordinaria che si sta compiendo, +coloro che sono già inscritti hanno per loro più che una presunzione di +diritto: che se anche si vuole documentare il diritto elettorale, +elettore per elettore, l'obbligo di ricercare, verificare, accertare i +documenti spetta intero alle commissioni comunali: che queste non +possono alla leggera disturbare i cittadini, quando esse hanno tutti i +mezzi di verifica e di mutamento: infine che soltanto quando ogni prova +e documento manchi, e se v'è reclamo o contestazione, allora solo le +Commissioni debbono richiedere all'elettore di provare. + +Le Commissioni dunque che si conducono come quella di Albano Laziale e +come quella di Capua e come le altre, dalle quali ogni giorno ci si +scrive, sono fuori della legge. + +Noi non insistiamo di più, perchè non vogliamo ripeterci: chiediamo +soltanto di nuovo e insistentemente una circolare esplicativa del +ministero dell'interno che metta a posto le cose. + +Altrimenti potrà avvenir questo fra l'altro: che gli arruffoni, e ve ne +sono massime nei piccoli comuni, si metteranno in mezzo a procurare +iscrizioni, a far reclami, a chiedere cancellazioni, a far man bassa +sulle liste elettorali, a prepararsi il terreno per l'avvenire, mentre i +galantuomini, seccati o indifferenti, lasceranno fare e si lasceranno +cancellare magari. + +E le liste elettorali non saranno purgate, ma mutilate, se non corrotte. + +Fra i moltissimi che ci hanno scritto protestando contro i metodi +inquisitorii delle Commissioni comunali, parecchi concludono +dicendo:--_Noi non produrremo i documenti che ci si chiedono e subiremo +piuttosto con indifferenza l'onta di non più appartenere alla classe +degli elettori._» + +Ed oramai ne siamo a questo: ci sono paesi, come Lovere in Lombardia, +che sono rimasti senza elettori, perchè i cittadini nauseati non hanno +voluto far valere i proprî diritti contro lo sconfinato arbitrio e la +crassa ignoranza delle Commissioni! + +[81] Come indizio eloquentissimo della situazione noto quanto segue: + +Non appena i magistrati vollero dare effetto retroattivo alle leggi +antianarchiche a Roma, ad Ancona, a Siena nei processi contro _Il futuro +sociale_, _Il Lucifero_ e la _Martinella_--giornali esclusivamente +socialisti e repubblicani e antianarchici per eccellenza--le proteste +fioccarono sulle colonne della _Tribuna_ e il giornale le fece sue. Ora +viene la proibizione del Congresso socialista d'Imola e la stessa +_Tribuna_ (n. 242 anno 1894) approva il Prefetto di Bologna. Il fatto, +data la attitudine del giornale verso il governo, è importante perchè +prova la malafede più impudente delle sfere ministeriali. Quando il +governo per bocca di Crispi nella Camera prometteva ai deputati +socialisti, che a loro non potevansi applicare le leggi antianarchiche, +conosceva certamente il loro programma, che s'impernia nella _lotta di +classe_, che tante polemiche ha suscitato e tanti malumori ha destato +nello stesso campo socialista. La sua slealtà, adunque, è innegabile ed +è enorme oggi, che si attacca a quel programma per farlo oggetto di +persecuzione. Figuriamoci ciò che avverrà quando si sarà trovata l'isola +adatta per mandarvi i coatti! E allora tu, o buon amico Lucchini, vedrai +quanto avrai guadagnato a fare accettare una dicitura invece di un'altra +appellandotene a Fanfani e a Tommaseo! I magistrati, i prefetti e i +questori d'Italia che si occupano di sinonimia! e che nelle distinzioni +di Tommaseo dovrebbero trovare la guida per agire correttamente e +interpretare onestamente le leggi antianarchiche....! Questi preludî +possono servire di opportuno commento alla _liberale_ circolare dell'on. +Crispi sulla applicazione di dette leggi. + + + + +CONCLUSIONE + + +In tutti i capitoli di questo libro traspare un pessimismo, che non è +ordinariamente nel mio carattere e nelle mie convinzioni, ma che +fatalmente s'impone a chi esamina gli avvenimenti recenti, sia nella +parte che riguarda il governo, sia in quella che concerne le classi +dirigenti. + +Ma non c'è un raggio di luce, che possa rischiarare le tenebre che +circondano la sconsolante prospettiva dell'avvenire? + +Non si può e non si deve _a priori_ negare la possibilità nelle cose +siciliane di un esito diverso da quello enunziato e temuto; si può anzi +ammetterla, purchè governo e classi dirigenti agiscano di conserva e +rapidamente per iscongiurare i pericoli che risorgeranno spontanei dalla +situazione, presto o tardi, senza o con l'opera dei sobillatori, col +concorso indiretto dei _Fasci_ come nel 1893, o senza che fossero +conosciute le teorie socialiste, e senza che _Fasci_ esistessero come +nel 1860 e in altre epoche. + + [L'ATTITUDINE DELLE CLASSI DIRIGENTI] + +Storia e scienza politica si accordano nel riconoscere che non c'è che +un mezzo per evitare le rivoluzioni violente: le riforme date a tempo. E +riforme ne sono state proposte di ogni sorta per la Sicilia: riforme +economiche, politiche amministrative e sociali; riforme, che in parte +riuscirebbero utilissime al resto d'Italia.[82] Ma perchè riuscirebbero +utilissime al resto d'Italia c'è da temere che non ne saranno votate in +tempo per la Sicilia dal Parlamento; e per lo stesso motivo i deputati +siciliani più interessati al mantenimento dello _Statu quo_ e che +rispecchiano fedelmente le aspirazioni e gl'interessi delle classi +dirigenti, levano alta la voce contro ogni legge speciale per la +Sicilia, che scioccamente designano come _legge eccezionale_--di _leggi +eccezionali_ essi non invocano e non approvano che lo Stato d'assedio +con tutti i suoi amminicoli, dalla censura preventiva ai Tribunali +militari!--poichè essi sono giustamente convinti che allontanerebbero +per più lungo tempo l'amaro calice delle riforme economico-sociali, +quando tutti i deputati d'Italia fossero costretti ad avvicinarvi le +labbra. + + [CIÒ CHE SI DOVREBBE FARE E CIÒ CHE SI È FATTO] + +Di ciò che si dovrebbe e potrebbe fare, di ciò che si è fatto già o si è +mostrato l'intenzione di praticare, bisogna fare rapidissima menzione. + +Nell'_ordine amministrativo_ si reclamano pronti provvedimenti che +spengano ed impediscano il risorgere dell'attuale prepotenza delle +consorterie locali, che opprimono i deboli e gli avversarî; non rendono +fruttuosa l'opposizione nelle vie legali; e coll'intrigo, colla +corruzione o colla protezione dei deputati, del governo centrale e dei +suoi rappresentanti scambiano le parti e riducono alla condizione legale +di minoranze, quelle che realmente sono maggioranze. E prontamente si +farebbe opera di pacificazione, (più sincera e più duratura di quella +più che consigliata, imposta dai Prefetti e dagli ufficiali +dell'esercito tra i partiti opposti all'indomani dei disordini e delle +repressioni), collo scioglimento di molti Consigli comunali e colle +elezioni senza ingerenza indebita di chicchessia. + +Ciò che si è fatto non ispira fiducia, poichè dalla narrazione +precedente, e specialmente dai capitoli sui _Tribunali militari_ e +sull'_Opera civile del generale Morra_ si apprese che furono abbandonate +le primitive buone intenzioni in ordine alla ricostituzione delle +amministrazioni comunali sulle basi della giustizia, della legalità e +della preponderanza delle maggioranze reali; lasciando perdurare, anzi +consolidando il prepotere di quelle consorterie--in fondo +apolitiche--che si mostrano più ligie al governo ed ai suoi +rappresentanti locali. + +In un ordine più generale bisognerebbe provvedere affinchè venisse +assicurata la onesta compilazione delle liste elettorali: come +sarebbe savio provvedimento determinare la misura delle spese +obbligatorie--eliminandone alcune; impedire la partigianeria nella +distribuzione delle imposte; riformare il sistema dei _tributi locali_, +modificare la tassa di minuta vendita, alla quale nei comuni aperti +sfuggono gli agiati colle compere all'ingrosso, abolire il dazio sulle +farine, la tassa sulle bestie da trasporto e da lavoro, mantenendo +quella sui bovini, abolire le quote minime del _focatico_ e stabilire un +maggior numero di categorie che rendano possibile la più equa +graduazione dell'imposta stessa, che in sè è delle più democratiche, +ordinare che non si possano sorpassare certi limiti nei dazî di consumo +se non quando siano raggiunti gli estremi limiti nelle imposte dirette, +invertendo il sistema vigente; distruggere, infine, come dice l'anonimo +del _Giornale degli economisti_, «il vizio fondamentale del sistema +finanziario locale che si riassume nel fare pagare prevalentemente le +imposte ai meno abbienti e nel farle usufruire per servizi pubblici +prevalentemente ai maggiori abbienti.» (_Febbrajo 1894_)[83]. + +Nel precedente capitolo si disse a che cosa è servita sinora e serve la +nuova legge elettorale: è sicuro, che si avrà un enorme peggioramento +nella compilazione delle liste elettorali, nelle quali finiranno col +trovar posto solamente coloro, che preventivamente avranno ipotecato il +loro voto. + + [IL REFERENDUM] + +L'organismo amministrativo si dovrebbe completare col +_referendum_--accessibilissimo alle intelligenze meno sviluppate, perchè +si esercita sopra quistioni chiare e concrete--parziale o totale;--e +colla elezione diretta del sindaco e degli assessori--sistema dei +_selectmens_,--tenendo conto sempre delle diversità di cultura, di +educazione e di tradizioni, che rendono dannosa qualunque legge +unitaria che debba aver vigore in Lombardia e in Sicilia, in Piemonte e +in Basilicata[84]. + + [PUNTE LEGGI UNITARIE] + +E di questa varietà di ordinamenti (perfettamente consona a quella +_politica sperimentale_, di cui ci ha dato tanti esempi convincenti il +Donnat, nel libro che porta detto titolo, e a quella analoga politica +quantitativa descritta da uno dei più sapienti positivisti che +seguirono il Littrè--il Wirouboff) non c'è da allarmarsi come di uno +sbocconcellamento della patria italiana, se lo stesso on. Crispi, +il più fanatico unitario d'Italia, sin dal 1878 riconobbe «che le +isole hanno diritto a norme speciali di governo, ad una speciale +amministrazione» come ricordò di recente l'on. Comandini (_Corriere +della sera_ n. 50, 1894).[85] + +È corsa con insistenza la voce, che l'on. Crispi voglia realmente venire +ad un ordinamento speciale per la Sicilia; ma tutto quanto sinora si è +fatto non autorizza a sperare che la riforma sia inspirata a sensi +democratici; se a qualche cosa che somigliasse alla _regione_ egli +verrà, di sicuro tutto si ridurrà ad una diminuizione nel numero delle +provincie e delle intendenze e ad un concentramento di poteri nel +Prefetto di Palermo; avremmo al più un decentramento _more_ imperiale, +di cui la parte popolare non avrebbe da rallegrarsi. + + [NEL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE] + +Più difficili, ma di maggiore importanza rispetto ai lavoratori delle +campagne e delle miniere, sono le riforme di ordine _economico-sociale_. + +Alcune si può essere sicuri che verranno adottate tra breve--e fu già +presentato qualche disegno di legge per tutta Italia, ma che ha +particolare importanza per la Sicilia, dal passato ministero--; così +quella sul _truck-sistem_ nelle miniere di zolfo, che bisognerebbe +completare con una legge contro l'usura, che rovina i contadini; quella +sull'obbligo dei frequenti pagamenti agli operai e sulla +insequestrabilità degli stipendi; sulla così detta _cassa piccola_ da +doversi imporre in tutte le miniere di zolfo; sui _probi-viri_ +nell'agricoltura; sulle _cooperative di consumo e di lavoro_, alle quali +si dovrebbero concedere diritti reali e mezzi adatti per farli +riconoscere dalle amministrazioni locali e dal governo, ecc. ecc. + +Maggiori ostacoli si incontrerebbero per diffondere e regolare equamente +il _credito_, sottraendolo agli usurai e alle influenze politiche, e per +organizzare efficacemente il _credito fondiario ed agrario_, dopo che fu +votata e sanzionata la infausta legge bancaria del 10 agosto 1893; ma è +materia di cui c'è da occuparsi, perchè molte altre riforme economiche +sono intimamente connesse alle facilitazioni che possono venire dal +_credito_ equamente distribuito e ad interessi miti, che possano essere +sopportati dall'agricoltura. + + [I RAPPORTI TRA CONTADINI E PROPRIETARII] + +Le difficoltà divengono veramente gravi, quando si arriva alle proposte +per migliorare i rapporti tra contadini e proprietari mercè la riforma +in via legislativa dei _contratti agrari_ e promovendo lo spezzamento +del latifondo. Qui non c'è solamente l'aspro conflitto tra due scuole +economiche diverse, che battagliano nel campo teorico; ma c'è il +conflitto tra gl'interessi contrarî colla prevalenza di quelli dei +proprietari e del capitalismo, che soli sinora comandano nei comuni, +nelle Provincie, nei Comizî agrarî, nelle camere di Commercio, nel +Parlamento. + +Qualche provvedimento che riesca indirettamente a tale miglioramento nei +contratti agrarî non è difficile che prevalga, perchè contemporaneamente +se ne avvantaggerebbero le classi dirigenti, che nell'attuale conflitto +tengono, come suol dirsi, il coltello per il manico: tale sarebbe ad +esempio la proposta _sesta_ del _Comitato promotore_ dei grandi +proprietarî di Sicilia:--esenzione per legge dalle tasse di focatico, +sul bestiame, bestie da tiro e da soma e ricchezza mobile per quei +contadini che prendano stabile dimora nelle campagne--mentre mi sembra +più difficile che possa passare la proposta _settima_ colla quale si +dimanda la riduzione del 50 % della imposta fondiaria sui latifondi nei +quali verrebbero costruite case coloniche e adottati quei metodi di +coltura razionale che sarebbero, caso per caso, stabiliti da apposite +commissioni tecniche, nominate dal ministro di Agricoltura e Commercio. + +E nello interesse dei grandi proprietari,--ma che indirettamente +potrebbe giovare ai contadini, perchè indurrebbe più facilmente i primi +alle enfiteusi--i senatori siciliani, con alla testa il principe di +Camporeale, fecero votare dal Senato la istituzione di una Banca che si +occupasse del riscatto dei censi a richiesta del proprietario, a +somiglianza di ciò che già si pratica altrove. + +Cessata la cieca venerazione per la proprietà privata col suo quiritario +_jus utendi abutendique_, per il legislatore in Sicilia non riuscirebbe +difficile il compito di creare una numerosa falange di piccoli +proprietarî e poco più disagevole riuscirebbe l'altro della riforma dei +contratti agrari. + + [ESEMPII DI LEGISLAZIONI STRANIERE] + +Gli esempi che ci somministra la legislazione straniera sono +incoraggianti, come osserva il Cavalieri: Le _Homestead Laws_ negli +Stati Uniti, le leggi per l'Irlanda del 1881, altre leggi per la stessa +Irlanda, per la Scozia e per l'Inghilterra--_Small holdings Act_, +_Allotments Act_, ecc., ecc.--le colonizzazioni interne, le +modificazioni alle leggi sull'enfiteusi in Germania, la quotizzazione +dei terreni sabbiosi resistenti alla filossera in Ungheria e le più +recenti proposte di leggi dell'Austria sulla cooperazione agraria e +sulla redenzione dei debiti ipotecarî cogli opportuni temperamenti +suggeriti dalle condizioni e dalle tradizioni locali, potrebbero +riuscire di grande efficacia in Sicilia per migliorare la condizione dei +contadini e i rapporti tra proprietari e lavoratori. + +Da tempo, e prima che gli ultimi avvenimenti richiamassero sull'isola +l'attenzione generale, proposte inspirate ai criteri informanti la +legislazione straniera succennata, nel 1883--più di un decennio +fa!--erano state avanzate dal Baer: il quale, sebbene schietto +conservatore, arrivava sino alla espropriazione dei latifondi privati +per distribuirli a piccoli lotti ai contadini. + + [VARRANNO A QUALCHE COSA?] + +Gli esempî stranieri e i consigli non sospetti condurranno a risultati +pratici? + +Non mi abbandono ad un alcun preconcetto pessimista nella previsione dei +medesimi, ed espongo puramente e semplicemente i dati di fatto, che +possano aiutare il lettore a formarsi da sè stesso un esatto concetto. + +In quanto alla riforma dei _contratti agrarî_ c'è poco da sperare dal +Parlamento. Figuriamoci che si considerò come troppo ardito, quasi +rivoluzionario, il progetto sulla _mezzadria_ dell'on. Sonnino! E la +sorte che correrebbe qualunque altro disegno meno anodino si può +indovinarla dalle discussioni e dalle risoluzioni della Commissione +nominata dal ministro di Agricoltura e Commercio e da quello di Grazia e +Giustizia per istudiare precisamente la riforma di detti _contratti +agrarî_. + +La maggior parte dei deputati e dei senatori, che ne facevano parte--tra +i quali l'on. Fortis, che a tempo perso si proclama _socialista di +Stato_--si mostrarono decisamente avversi ad accettare quella corrente +nuova (che fa capo a Menger in Austria, che in Italia è rappresentata +degnamente da Gianturco, Nitti, Salvioli, Cogliolo, ecc.) la quale mira +ad innestare il contenuto socialista nel Codice Civile, modificando il +concetto quiritario della proprietà e facendo posto adeguato alle +ragioni del lavoro. + + [PAROLE E FATTI] + +L'opposizione alle chieste modifiche dei contratti agrarî da parte degli +elementi conservatori di detta Commissione, sebbene truccati alcuni da +democratici in aperto conflitto coll'elemento universitario (Nitti, +Cogliolo, Salvioli) quantunque disinteressata nella apparenza, perchè +mossa da elementi non siciliani, pure tale non era: essi avvedutamente +han dovuto pensare che ciò che adesso si concederebbe alla Sicilia, +sotto la pressione della rivolta, più tardi si dovrebbe accordare al +resto d'Italia dove sussistono condizioni analoghe. L'esempio di ciò che +è avvenuto nella Gran Brettagna li ammaestrava: le concessioni e le +riforme agrarie della Irlanda non tardarono a varcare il canale di San +Giorgio, per essere proposte a vantaggio dei lavoratori d'Inghilterra e +di Scozia. + +In quanto allo spezzamento del latifondo, e alla creazione dei piccoli +proprietari, memore più che degli esempi stranieri dei consigli dei +conservatori illuminati e preveggenti, (Baer, Cavalieri, Monsignor +Carini ecc., ecc.) in seno della Commissione eletta dai deputati +siciliani per istudiare le opportune proposte per la loro regione, osai +proporre il censimento obbligatorio dei latifondi di una certa +estensione; ma rimasi solo: gli on. Di Rudinì, Di San Giuliano, Sciacca +della Scala, Reale e Filì-Astolfone si dichiararono avversi alla +proposta mia. L'on. Damiani l'accolse con simpatia; ma funzionando da +presidente non credette pronunziarsi in proposito[86]. + + [IL DISEGNO DI LEGGE SU' LATIFONDI] + +Il 1º Luglio 1894 l'on. Crispi presentò alla Camera dei Deputati il +disegno di legge intorno alla _enfiteusi dei beni degli enti morali e ai +miglioramenti dei latifondi dei privati nelle provincie Siciliane_, e il +cuore dei partigiani delle sane riforme si riaprì alla speranza e le +previsioni dei pessimisti e degli increduli parve che ricevessero una +solenne smentita. + +Con quel disegno di legge non solo s'imponeva la enfiteusi dei beni +degli enti morali, ma si costringevano ai miglioramenti agrarî colla +mezzadria i latifondisti che non ottemperando a tali disposizioni +dovevano vedere sottoposti all'enfiteusi obbligatoria i loro fondi. + +Non occorre scendere a dettagliata disamina delle proposte del +Presidente del Consiglio dei ministri, perchè esse colla chiusura della +Sessione parlamentare, legislativamente sono già morte e sepolte, +sebbene suscettibili di resurrezione; basta qui e adesso giudicarne il +principio, che lo informa. + + [IN SOSTANZA È CONSERVATORE] + +Negli uffici il disegno di legge agraria venne combattuto fieramente +alla quasi unanimità dai deputati siciliani,--e si vede da ciò ch'erano +fedelmente rappresentati in quella Commissione privata di cui mi occupai +precedentemente--e venne combattuto perchè ritenuto violento e +rivoluzionario[87]. I socialisti invece--e in nome loro autorevolmente +ha scritto il professore Salvioli nella _Riforma Sociale_ (N. del 10 +agosto 1884)--non lo trovarono di loro gradimento, «perchè in sostanza è +conservatore, tendendo a diffondere quella proprietà fondiaria +coltivatrice, pegli stessi lavoratori del suolo, la quale secondo la +relazione che la procede _è per lo Stato e per le civili istituzioni una +più sicura garenzia di ordine e di stabilità_.» + +Io non esito a dichiarare che il principio del disegno di legge agraria +Crispi era equo ed opportuno, era rispondente alle condizioni del +momento, e sebbene combattuto ad un tempo dai socialisti e dai +latifondisti--senza distinzione di colore politico--sarebbe riuscito +bene accetto e giovevole ai contadini ed ai proletari. Nè ciò dicendo +credo derogare alle teorie socialiste, che da anni sostengo, come in +altro luogo e in altra occasione cercherò di dimostrare[88]. + +Se della legge agraria cennata accetto il principio informatore, non +approvo però i particolari, molto meno posso dichiararmi soddisfatto dei +mezzi proposti per creare la piccola proprietà rurale e promovere i +miglioramenti agrarî. + + [INTORNO ALLA PROPRIETÀ COLLETTIVA] + +Inoltre non sono favorevole alla quotizzazione dei demanî comunali, e +credo che sarebbe più utile e conveniente costituirli in proprietà +collettiva o almeno farli servire ad esperimenti di cooperazione +agraria. + +Il nome e la cosa in fatto di proprietà collettiva oggi non dovrebbero +più spaventare, dopo che un progetto di legge che mira a conseguire tale +risultato venne presentato da deputati conservatori e timidamente +liberali per i dominî dell'ex stato pontificio; progetto al quale +promise il suo appoggio il ministro Boselli.[89] E queste proprietà +collettive potrebbero e dovrebbero allargarsi, costituendo un vero +campo di sperimentazione economico-sociale coll'adottare le misure +proposte poco tempo fa dall'egregio avv. P. Di Fratta, segretario al +Ministero di Grazia e Giustizia--nell'opuscolo sulla _Socializzazione +della terra_. + + [IL PROGETTO CRISPI È SENZA SPERANZA] + +La cennata discussione della Regia Commissione sui contratti agrari e +l'accoglienza fatta negli Uffici al disegno di legge Crispi lasciano +poche illusioni sulla sorte dello stesso progetto qualora venisse +ripresentato nella futura sessione: per farlo accettare dal Parlamento +occorrerebbe una forte, direi quasi, minacciosa pressione della pubblica +opinione e un ministero energico che sapesse rendersene interprete. E in +tanto abuso di _decreti reali_, chi potrebbe protestare se ancora una +violazione delle buone norme costituzionali si avesse a fin di bene per +attuare qualche importante riforma economico-sociale? A cosa +fatta--l'esperimento è stato ripetuto,--la Camera non ardirebbe negare +la sua approvazione: tanta energia nessuno gliela suppone e potrebbe +attingerla soltanto nel più sfrenato egoismo. + + [E POI SI SAPREBBE CONSERVARE?] + +Ma dato che si arrivi comunque allo spezzamento del latifondo e alla +costituzione di numerosi piccoli proprietarî rurali, cura somma dello +statista dovrebbe essere quella di saper conservare; poichè si sa che i +piccoli proprietarî sorti dal censimento dei beni dell'asse +ecclesiastico e dalla quotizzazione di alcuni demanî comunali sono +nella massima parte scomparsi: i loro campicelli furono inghiottiti +dall'antico latifondo limitrofo o servirono a costituire qualcuno nuovo. + +Nelle legislazioni straniere c'è la preoccupazione di conseguire tale +supremo intento ed oltre le _Homestead laws_ degli Stati Uniti è noto +«che lo Schäffle, che voleva davvero le piccole proprietà, non si è +peritato di suggerire la proibizione di accendere ipoteche per la +legittima ogni volta che dovevano colpire un già modesto fondo; in +Prussia e in Austria si è giunti a costituire degli Höferolle, che +rappresentano una specie di catasto speciale della piccola proprietà ai +fini della sua conservazione; e nel Mecklemburgo si è provveduto non +solo alla irredimibilità dei beni enfiteutici, ma anche alla loro +trasmissione indivisibile». (_Cavalieri_, p. 60). + + [CIFRE ELOQUENTI] + +Questo bisogno di provvedimenti urgenti ed efficaci per la conservazione +della piccola e media proprietà è più impellente per le provincie del +mezzogiorno, e specialmente per la _Sicilia_ e per la _Sardegna_ come +risulta con straziante eloquenza dalle cifre. + +Su 100,000 abitanti nelle vendite giudiziarie nell'anno 1885 l'Italia +settentrionale è rappresentata con 7,16, l'Italia centrale con 16,43, il +Napoletano con 49,34, la Sicilia con 61,57, la Sardegna con 742,89. + +Nel 1886, nel 1887, nel 1888, troviamo gli stessi rapporti e nel 1889 +c'incontriamo con questi dati: l'Italia Settentrionale 8,21, l'Italia +centrale 17,46, il Napoletano 77, la _Sicilia_ 170,77, la _Sardegna_ +1380,41! + +E non siamo ancora negli anni ultimi, nei quali la crisi economica è +terribilmente aumentata...... + +Ancora delle cifre! Per ogni cento vendite di mobili e di frutti +pendenti, in quelle di valore non superiore a _trenta lire_ l'Italia +settentrionale è rappresentata da 7,69% l'Italia centrale da 6,57 il +Napoletano da 33,53, la Sicilia da 26,41, la Sardegna da 29,28: in +quelle non superiori a _cinquanta lire_, l'Italia settentrionale è +rappresentata da 8,12% la Centrale da 8,60, il Napoletano da 12,76, la +_Sicilia_ da 17 e la _Sardegna_ da 26,69. Nelle vendite per +espropriazione forzata in quelle non superiori a 500 lire l'Italia +settentrionale da 5,80, la centrale 7,27, il Napoletano 7,19, la +_Sicilia_ 9,45, la _Sardegna_ 14,62; in quelle superiori a tale somma e +non oltre mille lire l'Italia settentrionale dà 8,31 l'Italia centrale +7,80, il Napoletano 11,23, la _Sicilia_ 16,60, la _Sardegna_ 16,04. + +Non avevo dunque ragione nell'affermare che da tali cifre risulta colla +massima evidenza l'impellente dovere di provvedere alla difesa della +piccola e media proprietà in Sicilia e in Sardegna; ed esse stesse non +provano ancora una volta luminosamente che le condizioni economiche +dell'isola sono generalmente più tristi di quelle del resto d'Italia, +eccettuata la povera Sardegna?[90] + + [IL FISCO E GLI SFORZI LEGISLATIVI] + + [PERFETTAMENTE INUTILE] + +Quando poi si considera che l'avidità del fisco italiano è la grande e +generale causa della espropriazione e della graduale scomparsa della +piccola e media proprietà si deve riconoscere che gli sforzi legislativi +per creare l'una e l'altra sono un perditempo, anzi una crudele ironia +e che è perfettamente inutile pensare a fare colla mano destra ciò che +la sinistra deve affrettarsi a distrurre. E chiunque ha fior di senno e +non si lascia mistificare dalle apparenze e dalle parole, dopo avere +esaminato i provvedimenti ch'erano contenuti nella legge agraria +dell'onorevole Crispi, meschinamente inspirati al concetto +dell'_Homestead_, per ovviare al riassorbimento nel latifondo della +piccola proprietà, dovrà coscienziosamente riconoscere che essi non +corrispondono affatto allo scopo. Meglio si riuscirebbe con una politica +generale casalinga ed economica. + + [PER L'INDUSTRIA ZOLFIFERA] + +Accanto alla questione agraria in Sicilia ce n'è una mineraria ancora +più acuta. Nulla per essa, proprio nulla, ha fatto mai il governo +italiano, che in questo di tanto si mostra inferiore al governo +borbonico. E quanto ci sarebbe da fare risulta dai due progetti +d'iniziativa parlamentare presentati l'uno dall'on. Ippolito De Luca e +l'altro da me, nonchè dalle proposte della Sotto commissione dei +Deputati Siciliani (Di Rudinì, Di San Giuliano, Colajanni). È da +notarsi, per aggravare la enorme responsabilità del governo nella +quistione mineraria, che la Sicilia non chiede alcun sacrifizio +pecuniario al resto dell'Italia, a tutti i contribuenti; essa non chiede +se non ciò che le spetta di pieno diritto; essa chiede che venga +consacrato all'industria zolfifera ciò che questa dà allo Stato e che +lo Stato indebitamente prende, cioè il prodotto del dazio di +esportazione sugli zolfi. Dico che lo Stato lo prende indebitamente +perchè dopo l'abolizione del dazio di esportazione sulla seta, _chiesto +ed ottenuto dai lombardi_, quello sugli zolfi è il solo dazio di +esportazione che resta in Italia e che pesa esclusivamente sulla Sicilia +anzi su tre provincie soltanto dell'Isola. La parità di trattamento +s'imponeva tanto, che l'abolizione di detto dazio chiesta dall'on. +Pantano e da me nella Camera dei Deputati nel 1891, venne promessa dal +ministro delle Finanze on. Luzzatti e la promessa fu riconfermata +dall'on. Di Rudinì nel discorso di Milano. Le promesse! + +Ora l'industria non chiede l'abolizione di quel dazio di uscita; ma +domanda, ed ha diritto di ottenere, che se ne impieghi il prodotto a +proprio vantaggio, lasciando anche un largo margine di profitto +all'erario dello Stato ed altro maggiore creandogliene col +risollevamento economico di una numerosissima classe di lavoratori, di +speculatori, o di proprietari. Sarà ascoltata?.... + +Una circolare riservata dell'on. Boselli altra volta lasciava sperare +che ad un lato della questione mineraria--quello della proprietà del +sotto suolo e del sistema degli affitti angarici ed a breve durata--si +cominciava a pensare nelle sfere ministeriali. Ma l'on. Boselli è +passato alle finanze e il suo successore, on. Barazzuoli, propugnatore +dell'anacronistico liberismo economico non dà alcun affidamento, che +qualche cosa di bene si voglia fare. Egli anzi ha cominciato dal +ritirare il disegno di legge sui consorzî obbligatorî, sulla brucia +ecc. presentato prima dall'on. Lacava, e mantenuto dal Boselli e che +pur riuscirebbe tanto utile all'industria! + +E mentre il governo si mostra così incurante o così ligio a vieti +principî economici--a meno che non si tratti di violarli nello interesse +delle finanze--l'ingiustificabile rinvilimento nel prezzo degli zolfi +continua vertiginosamente, gli scioperi forzati si succedono con +allarmante frequenza, la miseria dei zolfatarî ha raggiunto proporzioni +spaventevoli e non ostante lo Stato di assedio avvengono terribili +attentati e delitti minerari che fanno ricordare i delitti agrari +dell'Irlanda e della stessa Sicilia[91]. + +Le misure economiche-sociali dianzi cennate risolverebbero in parte la +quistione Siciliana; ma la soluzione dovrebbe essere completata da +provvedimenti di altra indole. + + [L'ANALFABETISMO] + +L'analfabetismo è una delle piaghe dell'isola, che va amorevolmente +studiata e curata. + +I vantaggi generali che si avrebbero da una buona istruzione impartita +alle classi lavoratrici sono evidenti. Vero è che l'istruzione è un +prezioso coefficiente per la propaganda socialista, anche quando riesca +a creare un grande numero di spostati, come ha dimostrato il Bebel; ma +non si dovrebbe ignorare che anche colla più crassa ignoranza non si +sono evitate le ribellioni e i tentativi di rivendicazioni sociali; +_dalle guerre servili alle Jacqueries_; dai moti di Ben Tillet in +Inghilterra e dell'anabattismo in Germania e in Isvizzera, ai tumulti +dei contadini del Napoletano nel secolo scorso e della Sicilia dal 1860 +al 1894. Si rileva che l'analfabetismo non è rimedio efficace per +impedire le esplosioni determinate dalle sofferenze dei lavoratori. +Dalla storia invece si apprende che dovunque gli operai e i contadini +hanno acquistato una certa coltura, ivi la lotta si è fatta pacifica, +evolutiva, con manifesto vantaggio delle classi dirigenti. + +Vero è che l'istruzione obbligatoria com'è attualmente organizzata, non +dà risultati corrispondenti alla spesa che costa ai comuni; ma questo +non autorizza a prendere occasione dall'insuccesso delle leggi attuali +per domandarne l'abolizione o indicarla come _spesa facoltativa_ ai +comuni, come con mia sorpresa ha proposto un egregio scrittore. + +Meglio sarebbe invocarne la riforma e comprenderla tra gli obblighi +dello Stato assai più utilmente e più equamente che non si faccia col +lasciargli l'insegnamento secondario ed universitario, ch'è un bisogno +meno universale della istruzione elementare. + + [SI DICHIARA LA GUERRA ALL'ISTRUZIONE] + +Ma purtroppo le classi dirigenti o il governo non apprezzano in Sicilia +i vantaggi della istruzione, non ne vedono che i pericoli. Ivi appena si +affacciò sull'orizzonte la _reazione_ trionfante fu dichiarata guerra a +morte all'istruzione. L'odio che alcuni _lords_ in Inghilterra +manifestarono contro la istruzione e di cui parla Marx, si è +ripresentato nell'isola, dove dapertutto quasi venne invocata la +chiusura delle scuole serali istituite saviamente dai _Fasci_. Nella +_Sala Ragona_ non solo si protestò contro l'insegnamento universitario, +che ha tendenze socialiste; non solo s'invocò che nelle scuole +s'imponesse il catechismo ma quando un oratore parlò degli aggravi che +l'istruzione obbligatoria impone ai Comuni si gridò con entusiasmo! +_abolitela! abolitela!_ E quel ch'è peggio i rappresentanti del governo +si mostrano dello stesso avviso dei reazionarî _grandi proprietarii_ +della Sala Ragona. + + [NECESSITÀ DELLA RICOSTITUZIONE DEI "FASCI"] + +Tali riforme e tali provvedimenti dovrebbero essere coronati da un +ultimo d'indole politica, che pur troppo incontra la più viva +opposizione e nel governo e nelle classi dirigenti che spadroneggiano in +parlamento e fuori: la ricostituzione dei _Fasci dei lavoratori_. + +Se si tenesse conto delle savie considerazioni svolte dall'on. Di San +Giuliano nel suo libro sulla opportunità di conservare i Fasci (p. 23 e +120) si converrebbe anche adesso da conservatori intelligenti che alla +causa dell'ordine vero gioverebbe la ricostituzione di quei sodalizî, +che rappresenterebbero tante valvole di sicurezza, tanti organi per la +esplicazione legale dei bisogni e delle tendenze delle classi +lavoratrici. Il Brentano ritenne che le _Trade Unions_--delle cui +vicende si fece menzione--in Inghilterra furono un vero elemento di +ordine e di conservazione sociale, e l'Howel ha dimostrato (_Le passé et +l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni inglesi cessarono +di essere causa di perturbamento dopo che vennero lasciate libere di +svolgersi ed intraprendere le loro lotte contro il capitalismo pel +miglioramento del salario dei loro socî. + + [IL MERITO DEI "FASCI"] + +Le dichiarazioni dell'on. Sonnino--ministro e non più semplice +_touriste_--sulla iniquità del dazio di consumo e sulla ripartizione dei +tributi locali avevano a sufficienza giustificata l'azione, anche +tumultuaria, dei _Fasci dei lavoratori_; chi poi l'ha addirittura +glorificata è stato l'on. Crispi colla presentazione del suo disegno di +legge agraria. Se lo ha presentato, è segno che lo ritiene giusto e +necessario, e se così è tutto il merito della sua iniziativa dev'essere +restituito esclusivamente ai _Fasci_, che la propugnarono, che +minacciosamente la chiesero e senza la cui azione non sarebbe venuta +come non era venuta per _trentaquattro!_ anni. Se quel disegno verrà +ripresentato e trionferà, potrà il governo iniquamente continuare a +mantenere in galera i capi e gli organizzatori dei _Fasci dei +lavoratori_, ma esso stesso avrà loro innalzato un altare nel cuore dei +contadini che alla loro agitazione e ai loro sacrifizî dovranno la terra +tanto desiderata e invano per tanti secoli. + +E qui è opportuno ribattere qualche sofisma che le reminiscenze +liberiste fanno spuntare anche in bocca di chi dal liberismo si mostra +lontano, a dimostrare ancora che ciò che è avvenuto testè in Sicilia non +è che un caso di una regola generale. + + [UNA STRANA AFFERMAZIONE] + +Il Cavalieri, che ripetutamente ha invocato il savio intervento dello +Stato, a certo punto si ricorda di essere conservatore in politica e +torna liberista in economia per dare ingiustamente addosso ai _Fasci_. +Egli dopo avere osservato, che da Giorgio III in poi senza bisogno dei +socialisti la legislazione inglese promosse molte radicali riforme +agrarie esclama: «non c'è bisogno di stringersi in una setta (?), di +ordire costanti macchinazioni (?), di ricorrere alla violenza per fare +trionfare nuovi canoni di distribuzione della ricchezza, che se son +giusti, faranno certo la loro strada da sè.» (p. 64) + +Non avrei rilevata questa strana affermazione--che suona aperta +contraddizione in bocca del Cavalieri--se essa non venisse ripetuta--in +buona o in mala fede--da molti uomini politici, che vanno per la +maggiore e dai loro giornali. + +No! non è vero che i nuovi canoni di distribuzione della ricchezza, se +giusti, _faranno la loro strada da sè_, nè importa se la parola +_socialisti_ e socialismo ai tempi di Giorgio III non esistevano: altri +ne rappresentarono l'azione equivalente e le riforme furono la +conseguenza delle agitazioni popolari e di una maggiore partecipazione +dei lavoratori alla vita politica, come risulta dalla citata polemica +tra il Prof. Luzzatti e l'avv. Bissolati, nonchè dal libro del Thorold +Rogers sulla _interpretazione economica della storia d'Inghilterra_. + +E le grandi riforme agrarie dell'Irlanda, che tra non guari saranno +completate dall'_Home rule_, non si devono esclusivamente ad un secolo +di lotte ed anche di violenze? Che cosa avrebbe ottenuto l'Isola senza +gli agitatori, senza i Feniani, senza la _Land League_ e forse anche +senza il tremendo delitto di Phoenix Park? + +Nulla! La giustizia non avrebbe trovato la strada da sè; e se la +violenza gliel'aprì spesso, la responsabilità dei suoi possibili danni +ricade intera sui governanti e sulle classi dirigenti, che vogliono +tenerla sbarrata ad ogni costo e in tutti i modi. + +Da tanti anni, per non dire secoli, si conoscono i mali della Sicilia; +ma quali i rimedi efficaci sinceramente apportati? Nessuno! Ebbene i +contadini di Piana, di Corleone e di cento altri siti unendosi _in +setta_, ricorrendo alla violenza se si vuole, migliorarono salari e +patti agrari, mentre l'inchiesta sulla Sicilia del 1875, l'inchiesta +agraria, i libri di Caruso, di Sonnino, di Franchetti, di Basile, di +Villari, ecc., gli articoli di Baer e di tanti altri non cavarono, da sè +pur troppo! un ragno da un buco. + + [COSA AVVENNE SOPPRESSI I "FASCI"] + +E che cosa è avvenuto non appena soppressi i _Fasci_ e impedita la loro +e proficua agitazione? I miglioramenti ottenuti scompaiono e si torna +all'antico colla antica miseria eccessiva dei lavoratori. E ciò che +previdi sin dallo scorso gennaio in alcuni articoli e nella prima +edizione di questo libro oggi viene riconfermato dall'agitazione che +rinacque in Corleone, e altrove, appena tolto lo Stato d'assedio, e ch'è +tanto giusta che provoca scoppi di sdegno anche nella più autorevole +stampa ufficiosa, che se la prende colla improntitudine, colla slealtà e +colla ingordigia dei grandi proprietari e che invece si dovrebbe +scagliare contro il governo e contro il suo proconsole cicisbeo, che ai +grandi proprietari hanno prestato mano forte e della cui iniquità si +sono fatti strumento. + +E questa solidarietà di fatto tra governo, proconsole e grandi +proprietari è tanto più mostruosa in quanto che tra gli ultimi non si è +levata sin ora una voce coscienziosa, autorevole, efficace contro la +propria classe e in favore dei contadini, mentre in Irlanda non +mancarono _landlords_, che dettero l'esempio della equità e del +disinteresse, come risulta dalla relazione della Commissione presieduta +dal duca di Richmond e che preparò la legge agraria del 1881 di cui fu +segretario un grande proprietario irlandese, il colonnello King-Harman, +che si mostrò tra i più energici e convinti nel propugnare la causa dei +lavoratori della terra. + +Il vicino passato e gli avvenimenti contemporanei adunque, se c'è +sincerità nell'on. Crispi nel promettere il miglioramento dei contadini, +dovrebbero indurlo a consentire la ricostituzione dei _Fasci_, che prima +delle sue leggi varrebbero ad infrenare il mal volere dei grandi +proprietari. + + [SINISTRI INDIZII] + +Ma per quanto ciò non sarebbe altro che il rispetto puro e semplice dei +diritti riconosciuti dallo Statuto, nulla fa sperare che verranno +rispettate queste leggi nostre, in sè stesse tanto inferiori in +liberalismo alle straniere--come osservò l'Impallomeni--e c'è tutto da +temere che si perdurerà nella reazione ignominiosa e pericolosa. Certe +abbominevoli liste di proscrizione a me note, le leggi antianarchiche, +la loro interpretazione--di cui si ebbe già un saggio nell'applicazione +_retroattiva_ pei reati di stampa--le decimazioni tra gli elettori +popolari, i numerosi arresti arbitrarî, l'avviso dato dalla questura di +Palermo al barone Colnago e ad altri socialisti di astenersi da +qualunque agitazione e propaganda, la proibizione dei congressi +socialisti di Carpi, di Bozzolo e d'Imola e cento altri sinistri indizî +confermano un tale timore. + +Ben so che c'è una circolare dell'on. Crispi, che invita le autorità ad +interpretare nel senso più largo e meno illiberale le così dette leggi +anti-anarchiche; ma ammesso pure che egli l'abbia dettata colle migliori +intenzioni del mondo, se conosce uomini e cose del suo paese deve +immaginare che le sue raccomandazioni, data la qualità delle nostre +autorità di pubblica sicurezza, rimarranno lettera morta. + +Nè questo è giudizio avventato suggerito dalla partigianeria politica: +venne formulato in termini più severi da un amico del governo, da un +alto funzionario dello Stato, da un conservatore infine, qual'è il +Senatore Costa nella relazione sulle stesse leggi. + +Ed ora prendiamo quanto di ottimismo ci rimane in fondo dell'animo e +concediamo che governo e Parlamento concordemente si mettano all'opera +per dare alla Sicilia una legislazione riformatrice economico sociale, +quale le occorre--e quale, del resto, su per giù occorre al resto +d'Italia.--Di fronte ad una siffatta manifestazione di buona intenzione +potremo dire che si sono superate le più gravi difficoltà e che si è +risoluto il problema? Sarebbe strana illusione il pensarlo. + + [I BILANCI DELLO STATO E DEI COMUNI] + +Le riforme tributarie, intese ad alleviare la sorte dei contribuenti--e +che sono le più urgenti--e quelle economico-sociali sopraccennate, +presuppongono bilanci dello Stato e dei Comuni in condizioni tali da +potere sopportare le prime; capitali a disposizione dello Stato e dei +Comuni e dei privati per eseguire le seconde. + +È quasi impossibile, dato l'attuale sistema tributario, pensare alla +soppressione dei dazi di consumo, che maggiormente pesano sui lavoratori +di fronte alla condizione dei bilanci dei Comuni (che nei medesimi +spesso trovano la maggiore risorsa) e del bilancio dello Stato che +attinge nella stessa sorgente di entrate. + + [I PROVVEDIMENTI FINANZIARII DELL'ON. SONNINO] + +Crescono la difficoltà dopo la votazione dei provvedimenti finanziarî +dell'on. Sonnino, che hanno peggiorato le condizioni finanziarie dei +Comuni, di già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto del +dazio di consumo a causa delle peggiorate condizioni economiche del +paese; e i provvedimenti dell'on. Sonnino riescono esiziali ai Comuni +anche per l'insufficiente abbuono ch'essi ricevono dal governo per +l'abolizione del dazio governativo sulle farine, per l'avocazione allo +Stato dei decimi sulla ricchezza mobile e per avere imposto ai comuni +alcune spese, che per lo passato venivano sopportate dallo Stato[92]. + +Ho sottocchio un prospetto redatto dal Comitato permanente dal Congresso +dei sindaci nel quale si notano i danni recati dai nuovi provvedimenti a +centocinquanta comuni del regno; ma lasciando da parte ciò che riguarda +il continente, correggendo e completando i dati del Comitato dei sindaci +si avrà un'idea del danno che subiranno i Municipî dell'isola da queste +sole cifre: Palermo perderà circa 600 mila lire, 200 mila Catania, 200 +mila Messina, 50 mila Caltanissetta.... E il danno è tanto sicuro e +grave che il presidente del Consiglio promise di occuparsene. La +promessa sarà sincera, ma di dubbia realizzazione; certo è invece il +danno che arreca questo ministero restauratore che continua nell'antica +e cattiva politica che mira a peggiorare le condizioni dei municipî +sottraendo ad essi i cespiti di entrata e addossando loro spese che +prima erano dello Stato. + +Andiamo avanti. + + [DOVE SI TROVERÀ IL DENARO] + +Per la istruzione, per la sicurezza pubblica, per le strade di campagna, +per le case coloniche, per le acque potabili, per gli attrezzi agricoli, +per le sementi, per gli animali da lavoro, per le scorte ecc. ecc. +occorre denaro, denaro, denaro. Chi lo appronterà? I Comuni, lo Stato, +gl'Istituti di credito, i grandi proprietari? Nessuno credo che +attualmente sia in condizione di soddisfare tale primario e prepotente +bisogno; meno che tutti lo Stato, il cui bilancio è in _deficit_ +minaccioso; lo Stato, cui l'on. di San Giuliano formalmente attribuisce +tale obbligo; lo Stato, che non si stanca di chiedere sacrifizi ai +contribuenti per riempire la botte delle Danaidi, che si chiama bilancio +del ministero della guerra; lo Stato che il denaro ha saputo trovare per +profonderlo sulle aride sabbie dell'Africa maledetta, lo Stato a cui non +mancò il denaro per la pronta repressione dei moti di Sicilia e che +forse meno ne avrebbe speso se avesse pensato alla savia e benefica +prevenzione sociale! + +E quale risultato potrebbe avere qualunque buona legge +economico-sociale, di fronte ai mezzi finanziari che mancano per +eseguirla, ci lascia indovinare il disegno di legge agraria dell'on. +Crispi. + +I mezzi assegnati per la sua esecuzione erano deficienti e facevano +presentire che la legge agraria, come le precedenti leggi sanitaria e di +pubblica sicurezza, nella parte buona e sociale che esse contenevano, +sarebbe rimasta una platonica affermazione con niuna o ridicola +efficienza reale. + +Ma per quanto deficienti i mezzi per l'attuazione della legge agraria +dove essa li attingeva? Alla cassa di soccorso per le opere pubbliche in +Sicilia, alle opere pie, al quarto dei beni dell'asse ecclesiastico +assegnato ai comuni dell'isola.... cioè a tutti quegli enti, che sono +stati dissestati dal governo e che avrebbero bisogno di essere +rafforzati e che rispondono a bisogni presenti e impellenti, come la +cassa di soccorso per le opere pubbliche! + + [NON BISOGNA ILLUDERSI] + +Nelle condizioni del bilancio dello Stato e nelle generali condizioni +economiche del resto d'Italia sta la maggiore difficoltà a provvedere +efficacemente ai mali della Sicilia. Non bisogna illudersi: se nella +maggiore isola del regno si soffre, non si sta molto meglio nelle altre +e nel continente; e si può tanto meno riparare alla crisi locale in +quanto che realmente la crisi è generale. E nel grido partito dalla +Sicilia, che si ripercosse, sebbene debolmente, in Calabria e nelle +Puglie, potrebbe ravvisarsi un salutare avvertimento: il segnale dello +incendio, scoppiato in un punto ieri, ma che domani potrà divampare in +tutto il regno! + +Questa considerazione sulla vastità del pericolo affacciatosi da +principio al di là dello stretto, dovrebbe altresì far apprezzare più +esattamente la natura dei movimenti siciliani, nei quali si errerebbe di +gran lunga se non si vedesse che la risultanza delle condizioni locali. +Queste sono innegabili, ed hanno accelerato la esplosione e le hanno +dato una impronta speciale, ma non si dimentichi ciò che i _grandi +proprietari_ della Sala Ragona avvertirono sul malessere generale; ma +non si dimentichi che se in Sicilia da principio la lotta ha assunto +carattere municipale, ciò si deve in gran parte alle condizioni +intellettuali del popolo che la abita: i contadini e gli operai dei +piccoli centri essendo quasi tutti analfabeti, non leggendo giornali e +non sapendo scorgere le cause lontane e indirette delle loro sofferenze, +tutte quante le attribuiscono alle amministrazioni locali e contro di +esse hanno accumulati i loro risentimenti e contro di esse sfogano la +loro ira. Le ingiustizie, talvolta enormi, del sindaco, degli assessori, +dei consiglieri, rappresentano le ultime goccie che fanno traboccare il +liquido del vaso. + +Le vittime di tante ingiustizie si ribellano contro le autorità +amministrative, perchè non sanno risalire più in alto per ricercare e +trovare gli oppressori. + +La forza delle cose adesso, o una maggiore coltura in appresso, li +spingerà alla ricerca. + + [IL MALESSERE È GENERALE] + +E la ricerca farà loro apprendere che i municipî ricorrono a tasse +odiose, angariche, perchè il governo centrale non ne lascia altre a loro +disposizione per i bisogni della vita locale, e per soddisfare le +numerose esigenze che lo Stato ha loro imposto in nome della civiltà; +che il governo centrale assorbe tutte le risorse economiche della +nazione, perchè spende e spande pazzamente, e talvolta disonestamente; +che della denegata giustizia, degli abusi perpetrati, delle violenze +subite è responsabile interamente il governo centrale, che ha lasciato +impuniti i colpevoli, conoscendoli tali e che dei colpevoli spesse volte +si è fatto complice. + + [SI DEVE PENSARE AL RESTO DELL'ITALIA] + +Si prendano pure e subito tutti quei provvedimenti che si credono +indispensabili e particolari per la Sicilia; ma non si dimentichi che +bisogna anche pensare al resto d'Italia, che soffre assai e che presto o +tardi avrà anche esso le sue manifestazioni sanguinose. + +Si deve mutare l'indirizzo della politica generale; si deve sopratutto +pensare alla questione economica. I casi di Sicilia devono servire di +monito severo: essi devono far riflettere che oggi la semplice proposta +di nuove imposte è una grave provocazione. + +Che sia grave il generale malessere economico che genera alla sua volta +quello politico e morale, si rileva da indizi numerosi, molti dei quali +sono stati raccolti e sobriamente commentati dall'illustre Comm. Bodio +nella sua monografia presentata all'Accademia dei Lincei. (_Di alcuni +misuratori del movimento economico in Italia._ 2. Ed. 1891)[93] Infatti +da alcuni anni diminuiscono i consumi e aumenta la emigrazione, +aumentano o rimangono stazionarie le alte cifre dei reati e rimangano +parallele quelle dell'analfabetismo, si chiudono le officine, si +moltiplicano i fallimenti, si consumano i risparmi, o rimangono +inoperosi nelle casse pubbliche, paurosi di avventurarsi in qualsiasi +intrapresa di cui si vede quasi sicuro l'insuccesso, diminuisce a +miliardi la ricchezza nazionale, e mentre si pensa ad aumentare +pazzamente le imposte, lo stesso ministro del tesoro è costretto a +confessare che quelle esistenti renderanno nel corrente anno finanziario +circa 30 milioni meno del previsto. Si potrebbero avere più evidenti i +segni dello esaurimento della economia pubblica? + + [CAUSE DI ESAURIMENTO ECONOMICO] + +Se si vogliono rintracciare le cause di questo esaurimento l'impresa +riesce agevole: si sono spesi molti miliardi in armamenti senza riuscire +a dare all'Italia un esercito ed una flotta corrispondente ai sacrifizî +fatti, come dichiarò l'on. Crispi in uno dei suoi scatti di sincerità; +si sono sperperati tanti altri miliardi, in soverchi lavori pubblici ed +autorizzando i più gravi sospetti di corruzione, per non dire di furti +ingenti, come risulta dai discorsi e dalla relazione sui lavori pubblici +pel bilancio 1894-95 dell'onorevole Brunicardi, da una relazione +dell'on. Carmine, da una interrogazione dell'on. De Bernardis e dagli +stessi discorsi dell'on. Saracco ministro dei lavori pubblici; si può +infine garentire in generale che il tenore di vita dello Stato, delle +Province, dei Comuni, dei privati adottato e sviluppato dal 1860 in qua +non è stato e non è menomamente proporzionato allo incremento della +ricchezza; d'onde un disquilibrio nel bilancio della nazione e dello +stato tra le entrate e le spese; e gli sforzi persistenti, direi quasi +feroci del secondo per provvedere a sè premendo con tutta la sua forza +sulla seconda ed assorbendone rapacemente tutte le risorse sino alla +usurpazione del necessario. + + [CHE COSA DICONO I CONFRONTI STATISTICI] + +I confronti statistici tra le nostre condizioni economiche e quelle +degli altri Stati ci dicono perchè da noi il risentimento e il malumore +sono più vivi che altrove e più vicino, anzi imminente, sembri uno +scoppio, e i confronti statistici tra i bilanci europei ci somministrano +del pari la ragione per cui risentimento e malumore in Italia a +preferenza si acuiscono contro il governo, anzichè indurre come in altri +paesi alla rassegnazione, considerando le sofferenze come circostanze +fatali di cui non si potrebbe facilmente assegnare la responsabilità a +chicchessia[94]. + + [CONSEGUENZE INESORABILI] + +Le conseguenze di siffatte premesse sono chiare, inesorabili: bisogna +mutare l'indirizzo nella cosa pubblica non solo rispetto alla Sicilia, +ma relativamente all'Italia tutta, bisogna mutare la politica doganale, +la politica tributaria, la politica africana, la politica militare, e la +politica estera, che su tutte le altre preme e sopratutto si percote +sulla politica interna. La necessità di mutare s'impone, perchè come +dice l'on. E. Giampetro: «oramai il dilemma sembra messo nettamente: o +un governo avrà il coraggio di trasformare radicalmente tutto ciò che +sinora si è fatto, o il paese farà da sè una completa demolizione di +tutto ciò che in politica esiste.» (_L'Italia al bivio_, Roma _1894_) + + [ANALOGIE CO' CASI DI FRANCIA] + +I segni precursori di questa demolizione che principia non mancano e +presentano una grande analogia con quelli che nel secolo scorso +precedettero lo scoppio tremendo della rivoluzione francese. + +Si legga l'_Ancièn règime_ di Tocqueville e di Taine e si vedrà che in +Francia prima del 1789 come in Napoli, nelle Puglie, in Sicilia nel 1893 +e nel 1894 si sente che c'è un popolo in rivoluzione latente, che +aspetta l'occasione per irrompere; che questo popolo manca ancora di +organizzazione e di capi, non avendo più fiducia in quelli che hanno +l'autorità legale. Anche allora si gridava: «Pane, non tasse non +cannoni!» ch'è il grido del bisogno, dice Taine, e il bisogno esasperato +irrompe e va avanti come un animale inferocito. E i magazzini +scassinati, i convogli di cereali arrestati, i mercati saccheggiati.--E +si grida: _abbasso l'ufficio del dazio!_ E le barriere sono infrante, +gl'impiegati vinti e scacciati.... E si danno al fuoco i registri delle +imposte, i libri dei conti, gli archivi dei comuni... e si fa tutto al +grido di _Viva il Re!_»[95] + +La scena descritta dal Taine per Bignolles e per altri siti non sembra +la fotografia di ciò che è avvenuto a Valguarnera, a Partinico, a +Monreale, a Castelvetrano, a Ruvo, a Corato? Eppure i contadini di +Sicilia e di Puglia non sanno e non conoscono cosa sia la rivoluzione +francese, i cui preludi imitano e ripetono. + +Non basta ancora; l'analogia continua più grande che mai sulle cause che +accelerano la catastrofe in Francia e che potranno accelerarla adesso in +Italia. Si disse dei gravissimi imbarazzi in cui si dibatte il nostro +paese e Gomel ha messo stupendamente in evidenza le cause finanziarie +della rivoluzione Francese. + +Qualche piccola inversione nell'ordine degli avvenimenti vi potrebbe +essere; quando Joly de Fleury si decise all'aumento delle imposte i +Parlamenti di Francia protestarono e invocarono la riunione degli Stati +Generali. Noi non abbiamo assemblee che per la storia si rassomiglino +ai Parlamenti francesi, ma abbiamo una Camera dei Deputati, che dovrebbe +equivalere agli Stati Generali, che sotto l'incubo dello scioglimento ha +approvato le imposte proposte dall'on. Sonnino, e che potrà essere +disciolta se non farà quell'_ultimo sforzo_ che si chiama _ultimo_ per +ischerzo, ma ch'è sempre seguito dalla domanda di un _altro_. + + [SI ASCOLTEREBBE IN ITALIA UN TURGOT?] + +Chi può garentire che in Italia non si cominci da uno scioglimento +mentre in Francia si cominciò da una convocazione? E qualche altra +differenza ci sarebbe ancora nei protagonisti del prologo. L'Italia da +alcuni anni ha visti i Maurepas, i Vergennes, i Calonne, i Brienne, i +Joly de Fleury ed anche i D'Ormesson; l'Italia potrà anche trovare il +suo Necker; ma in tanta decadenza indarno cerca un Turgot! Dov'è il +ministro che dica coraggiosamente al Re ch'è impossibile ogni ulteriore +accrescimento delle imposte; che prestiti non se ne possono fare più; +che la salvezza è nelle economie e nelle riforme? + +E tutto ciò disse Turgot al buon Luigi XVI; ma non fu ascoltato! + +Lo sarebbe adesso in Italia? + +Nessuno può dirlo; ma tutti devono riconoscere che gli avvenimenti +incalzano e che la scintilla partita dalla Sicilia, che nell'arte, nella +coltura, nella organizzazione sociale, in tutto, si trova--come direbbe +Giuseppe Ferrari--in ritardo di fronte alle fasi di sviluppo percorse +dalla Francia e da altre regioni dell'alta Italia, che sentirono l'alito +della rivoluzione francese; quella scintilla, ove non si provveda in +tempo, potrà, varcando lo stretto, far divampare l'incendio nel resto +d'Italia. + + [UN VOTO ARDENTE] + +Comunque, se insipienza di uomini di governo o fatalità di cose vorranno +che gli avvenimenti non abbiano quel corso pacifico ed evolutivo, che +dev'essere vagheggiato da quanti conoscono i danni e gli orrori delle +cruente rivoluzioni, io faccio voti ardenti pel bene del mio paese che +il grido: «_morti a li cappedda_» non possa acquistare quella triste +celebrità che al di là delle Alpi acquistò il grido: «_les aristocrates +à la lanterne!_» + + +FINE + + +NOTE: + +[82] Una lunga serie di riforme di ogni specie enumerò l'onorevole +Marchese di San Giuliano e quasi tutte sono accettabili da chi pur +essendo socialista convinto, non crede di potere arrivar in un _fiat_ +alla trasformazione totale dell'attuale ordinamento politico ed +economico. Vedremo più innanzi se le proposte furono fatte sul serio. + +[83] Qualche cosa è giusto si dica è stata fatta colla legge del 23 +luglio 1894. + +[84] Delle riforme amministrative più opportune e più urgenti mi occupai +dal 1882 nel libro: _Le istituzioni municipali_--presso REMO SANDRON, +Palermo L. 3. + +[85] L'anonimo citato del _Giornale degli economisti_, ch'è piuttosto +conservatore anzichè radicale non solo afferma vigorosamente la +necessità di ordinamenti diversi nelle diverse regioni d'Italia, ma +arriva a formulare la proposta della libertà doganale da sperimentarsi +limitatamente alla Sicilia, e alla Sardegna, perchè crede che la forma +insulare di quelle due regioni si presti alla prova. E ciò tanto più in +quanto che la Sicilia e la Sardegna sono state tra le più danneggiate +regioni del regno colle tariffe doganali generali del 1887--contro le +quali mi onoro aver fatto il mio primo discorso alla Camera dei +deputati, nel Gennaio 1891. + +[86] Ho fatto i nomi dei membri della Commissione perchè si vegga come e +quanto in Italia, tra i deputati, fatti e parole concordino. Invero per +quanto lo avessi temuto e preveduto rimasi oltremodo addolorato dal +contegno dell'onorevole Di San Giuliano, che dimenticando tutte le belle +cose scritte nel citato libro sulle _Condizioni della Sicilia_, si +schierò della parte dei latifondisti, che volevano la conservazione +dello _Statu quo_ e che confidavano ancora nella libera iniziativa dei +medesimi latifondisti! + +[87] Tra i pochi che si mostrarono favorevoli al principio del disegno +di legge dell'on. Crispi sento il dovere di ricordare l'on. Nasi. + +[88] La somiglianza tra le idee sostenute da me in seno alle Commissioni +dei Deputati Siciliani col principio cardinale della legge Crispi fece +credere ad alcuni, che io fossi stato l'autore principale di +quest'ultima, come venne telegrafato a qualche giornale di Sicilia. Ciò +che non è affatto vero. + +[89] Il progetto _sull'ordinamento dei dominî collettivi nelle provincie +dell'ex-Stato pontificio_ venne presentato nella seduta del 20 febbraio +1893 e porta le firme degli on. Tittoni, Zucconi, Garibaldi, Pugliese, +Fani, Zappi, Colajanni Napoleone, Suardi Gianforte, Gamba, Comandini, +Rava, Tasca Lanza, Torlonia e Sacchetti. Fu svolto e preso in +considerazione nella seduta del 7 febbraio 1894. L'on Tittoni fu eletto +relatore della Commissione ed ha presentato testè alla Camera dei +deputati una pregevolissima _Relazione_ sul disegno di legge, inteso a +disciplinare l'esercizio dei dominii collettivi nelle provincie ex +pontificie e nell'Emilia. Se nel lungo dibattito ch'ebbe luogo alla +Camera, nel 1888, circa l'abolizione delle servitù prediali in quelle +provincie, Governo e Commissione avessero accettato l'emendamento +all'art. 9 proposto e vivamente sostenuto dall'on. Pantano--con cui +nella maggioranza dei casi si conferiva agli utenti la preferenza dello +svincolo, e si chiedeva per lo meno venisse loro riconosciuto, come si +riconosceva in senso inverso ai proprietarii, il diritto di pagare un +canone e godersi il fondo in natura tutte volte che l'interesse e i +diritti degli utenti fossero in prevalenza su quelli dei proprietarii--; +noi avremmo avuto oggi in quelle provincie una congerie di dominii +collettivi ben più vasta e ricca di quella, già per sè importante, +illustrata dall'on. Tittoni. Anche l'on. Andrea Costa appoggiò +quell'emendamento e prese parte a tutta la discussione, come vi presero +parte, con decisa simpatia pei diritti degli utenti e per l'utilità dei +dominii collettivi, parecchi altri egregi oratori politicamente più che +temperati. + +La commissione dei deputati siciliani si chiarì favorevole agli +sperimenti di proprietà collettiva e di cooperazione nei demanî +comunali. + +[90] Tolgo queste cifre dall'opera citata dell'Alimena (_I limiti e i +modificatori dell'imputabilità_ p. 321 e 322); il quale, a rincalzare +sempre più l'influenza del fattore economico sulla delinquenza, ha messo +pure in rapporto le liti coi delitti. Procedono parallelamente le une e +gli altri in Sicilia e in Sardegna: perciò il chiarissimo scrittore +cosentino al Ferri, che aveva affermato non esservi notevoli differenze +tra le singole regioni d'Italia chiede: «dinanzi a questi fatti, +potrebbe ripetere che le condizioni sociali dell'Italia settentrionale +non differiscono molto da quelle dell'Italia meridionale?» + +Si hanno poi i dati numerici del malessere maggiore in Sicilia di fronte +alle altre regioni d'Italia in queste altre cifre: + + Quota per abitante di + + Ricchezza Dazio di consumo Sovrimposta sui terreni + + Sicilia L. 1,471 L. 6,76 L. 1,63 + Piemonte 2,746 3,71 4,03 + Lombardia 2,400 3,27 5,35 + Veneto 1,935 2,42 5,45 + +«E anche va notato che i dati della ricchezza per abitante e per regione +si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità +sopratutto in Sicilia. La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente +arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente +più che sulle regioni del Nord, per effetto della politica economica, +più specialmente lesiva del mezzogiorno. Ma pure restando per larghezza +di concessione, ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo, che in Sicilia +è quasi il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà, +esercita nell'isola una pressione tributaria almeno _quattro volte_ +maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un limite di poco inferiore a +quello, che potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza +rispettiva; mentre le altre imposte (valor locativo, tassa famiglia +bestiame, vetture e domestici) sono già in _cifra assoluta_ per abitante +più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati permettono due +considerazioni: 1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia +esercita una pressione maggiore che nel continente; 2º che la +ripartizione del carico tributario locale è fatta tutta a danno dei +contribuenti, che pagano imposte indirette». (_L'Insurrezione siciliana +nel Giornale degli Economisti._ Febbraio 1894). + +[91] In Giugno dopo i fatti dolosi del Dicembre '93 e Gennaio +'94--quando i zolfatari di Grotte fecero una dimostrazione furono +suonati due squilli di tromba ed intimato lo scioglimento +dell'assembramento; ma quei disgraziati rimasero immobili gridando: +«_Sì, ammazzateci! vogliamo morire, giacchè i nostri figli provano la +fame!_» Si evitò una catastrofe per la prudenza del delegato. Sulla +crisi zolfifera ho pubblicato due lunghi articoli nella _Riforma +Sociale_ del Nitti. In un terzo ed ultimo mi occuperò dei possibili +rimedi. + +[92] Pare impossibile, ma pure è vero, che alcuni grossi comuni +dell'isola hanno cominciato a violare le prescrizioni relative alla +misura del dazio sulle farine; e la legge non è votata che da pochi +mesi! + +[93] Questi dati vennero completati e aggravati nei discorsi pronunziati +sul bilancio della guerra e sui provvedimenti finanziari dagli on. +Carmine, Colombo e da me alla Camera dei deputati in maggio e giugno +1894. + +[94] Il bilancio della Francia, dice il Vivante, è il prodotto dei fasti +e delle avventure dell'impero, delle catastrofi del 1870, dello sperpero +demagogico della repubblica, di costose recenti imprese coloniali, delle +imperiose esigenze di una triplice difesa--i Vosgi, le Alpi ed il +Mediterraneo--e malgrado questo sciagurato concorso di fattori +disastrosi, esso è intrinsecamente migliore del nostro. + +Il bilancio della Francia è il doppio del nostro: ma la ricchezza +pubblica della prima essendo quattro volte maggiore della nostra si +comprende che la pressione tributaria in Italia sia assai più grave che +nella vicina repubblica. + +La cifra complessiva delle spese intangibili e militari nel nostro +bilancio rappresenta una percentuale superiore a quella che si riscontra +nel bilancio di tutti gli altri Stati; supera del 6 e 1/2 % quella del +bilancio francese. Lo stesso può dirsi facendo il paragone tra il +bilancio nostro, il nostro reddito patrimoniale e il nostro reddito +nazionale. Il bilancio nostro in rapporto al reddito patrimoniale supera +23 % quello francese e del 7 1/2 % pel reddito nazionale. Di più: «in +tutti gli altri Stati di Europa, ad eccezione della Spagna (e +dell'Austria in minime proporzioni) hanno la totalità del loro debito +pubblico all'interno. Il Tesoro riversa dunque nel paese tutto il +prodotto delle imposte; da noi ciò non è il caso. I 200 milioni circa +che rimettiamo all'estero è denaro definitivamente perduto e sottratto +dal reddito nazionale con doppio danno economico e monetario. Inoltre, +in Austria, in Francia, in Inghilterra e più ancora in Germania lo +sviluppo dei bilanci militari fu connesso ad uno sviluppo corrispondente +delle industrie relative, che non solo forniscono allo Stato tutto ciò +che gli abbisogna, ma esportano l'eccedenza dei loro prodotti +all'estero. L'Italia non basta a sè stessa!» (Felice Vivante. _Il nostro +bilancio._ Roma 1894.) + +[95] Filippo Cordova--nel più volte citato discorso--sin dal 1863 trovò +delle analogie tra i casi di Sicilia e i casi di Francia. + + + + +INDICE + + + Prefazione Pag. 3 + I.--Prime armi del socialismo in Sicilia » 7 + II.--Forze del socialismo » 11 + III.--Il programma--I risultati--Le accuse » 19 + IV.--Le cause--Il malcontento in alto » 28 + V.--Il malcontento tra i lavoratori delle miniere » 42 + VI.--Le classi rurali » 57 + VII.--I paria della terra » 65 + VIII.--Il latifondo » 74 + IX.--Rapida depressione economica » 83 + X.--Organizzazione sociale e rapporti tra le varie classi » 89 + XI.--I partiti in lotta e le amministrazioni dei corpi locali » 97 + XII.--L'odio di classe » 111 + XIII.--Nulla è mutato! » 115 + XIV.--Facili presagi » 141 + XV.--Provocazione e preparazione ai tumulti » 147 + XVI.--La repressione » 174 + XVII.--Le responsabilità. a) Il Clero » 194 + XVIII.--Le responsabilità. b) I fasci » 208 + XIX.--Le responsabilità. c) Il governo » 234 + XX.--La reazione » 260 + XXI.--I tribunali militari » 286 + XXII.--Il processo mostruoso » 342 + XXIII.--L'opera civile del generale Morra » 395 + XXIV.--La discussione parlamentare » 419 + Conclusione » 471 + + + + + CATALOGO + DI + SCIENZE SOCIALI E POLITICHE + DELLA + + Libreria Editrice REMO SANDRON + PALERMO + + +Opere di Scienze Politiche e Sociali + + +ALBERTIN L. _La questione delle otto ore di lavoro._ + Un vol. in-8, pag. 116, Torino 1894 L. 2 50 + +ALONGI G. _La camorra._ Studio di sociologia criminale. + Un vol. in-8, pag. 237, Torino 1890 4 50 + +ASPRES (DES) G. _Un peuple exproprié._ (Études sociales). + Un volume in-18 jesus, Parigi 1892 4 -- + +AVOGADRO A. _Per la pace fra capitale e lavoro._ (Esperimenti e + risultati). In-16, p. 264, Como 1893 2 50 + +BACKHAUS. _Allen die Erde!_ Kritisch-geschichtliche Darlegungen + zur sozialen Bewegung. Un volume in carta tela in-16, + Lipsia 1894 4 50 + +BASTIAT F. _Sofismi economici_, voltati in italiano da F. Perez. + Un vol. in-16, pag. 256, Firenze 1871 1 70 + +---- _Sofismi economici_, versione italiana di Enrico Zezon. + Un vol. in-16, pag. 200, Napoli 1848 1 25 + +BAUDRILLART H. _La libertè du travail, l'association et la + démocratie._ Un vol. in-18 4 -- + +BEBEL A. _La Donna ed il Socialismo. La Donna nel passato, nel + presente e nell'avvenire._ Un vol. in-16 gr., pag. 476, Milano 3 50 + +BELLAMY E. _Nell'anno 2000-Looking Backward._ Racconto americano. + Versione di. G. Oberosler, con un _Post-scriptum_ ed un + _Dizionario economico-sociale_. Un vol. in-16, Milano 1892 1 -- + +BÉRNARD TH. N. _Le socialisme d'hier et celui d'aujourd'hui._ + Un vol. in-18 3 -- + +BENOIST. CH. _La Politique._ Un vol. in-8, rileg. in tela inglese 4 50 + +BERARDI D. _Le funzioni del governo nell'Economia sociale._ + Un vol. Firenze 5 -- + +BISSOLATI L. _La lotta di classe e le "alte idealità" della + borghesia._ (Polemica col Prof. Luzzatti) -- 25 + +BLEIBTREU. _Massenmord_ (Eine Zukunftsschlacht). Un vol. in-32, + con copertina illustrata, Lipsia 1894 1 50 + +BLOCK MAURICE. _Le quintessence du socialisme de la chaire._ + Brochure in-8 1 15 + +BÖHMERT V. _La partecipazione al profitto._ Ricerche sui salari e + profitti con prefazione del Deputato Luigi Luzzatti. + Un volume in-8, pag. 470 7 -- + +BORIN-FOURNET. _La societé moderne et la Question sociale._ + Un vol. in-8, Parigi 1894 4 -- + +CASARETTO P. P. _Influenze reciproche tra Movimento operaio. + Produzione e ricchezza._ Un volume in-8, Torino 1893 4 -- + +CENCELLI BERTI A. _La proprietà collettiva in Italia. Le origini. + Gli avanzi. L'avvenire._ Un volume in-8, Roma 1 50 + +CHIALVO A. _Il libretto colonico o il connubio fra capitale e + lavoro nella colonia toscana._ 2ª ediz., in-8, Torino 1 50 + +CICCOTTI E. _Socialismo di Stato e socialismo democratico._ -- 20 + +CIMBALI G. _Il diritto del più forte._ Saggio di scienza sociale + e giuridica. Torino 4 -- + +COLAJANNI D.r NAPOL. (Deputato al Parlamento). _Gli avvenimenti di + Sicilia e le loro cause._ Eleg. volume in-18, di circa pag. 500, + Palermo 1894 2 -- + +---- _Istituzioni municipali._ Cenni ed osservazioni. + 1 vol., di pag. 340, Piazza Armerina 3 -- + +_Conferenza di Berlino._ (Atti della) Regolamentazione + internazionale del lavoro, tradotti ed annotati da Michele + Ricciardi con prefazione di Francesco S. Nitti. Un vol., + in-16, pag. 500. Napoli 1890 2 50 + +CONTENTO ALDO. _La teoria del Salario nel concetto dei principali + economisti._ Un volume in-16. pag. 374. Milano 1894 3 -- + +COURCELLE SENEUIL N. _La liberté et le socialisme._ Un vol. in-8 9 -- + +COURTOIS ALPH. FILS. _L'anarchisme thèorique et le collèctivisme + pratique._ Un vol. in-32 2 25 + +CRICONIA D. G. _Lo Stato, la Chiesa e la Scienza, relativamente + alla Questione sociale_ 2 -- + +_Critica Sociale (La)._ Rivista quindicinale del socialismo + scientifico, diretta da Filippo Turati.--Abbonamento annuo + per l'Italia L. 8 -- Semestre L. 4 -- Trimestre 2 -- + +CUSUMANO V. _Saggi di Economia politica._ Un volume in-16, + pagine 150 2 -- + +---- _Le scuole economiche della Germania in rapporto alla + Questione sociale._ Un vol., in-8, Napoli 5 50 + +D'ABZAC. _La quèstion sociale._ Un proget de rèforme. Un vol. in-8 3 50 + +DAMETH M. H. _Les bases naturelles de l'économie sociale._ + Un vol. in-18 3 -- + +---- _Le mouvement socialiste et l'economie politique._ Resumè du + cours public fait a Lion sous les auspices de la Chambre de + Commerce et de la Societé d'Economie politique. Un vol. in-16 1 15 + +---- _La quèstion sociale._ Un vol. in-18 1 40 + +DANESI A. G. _Socialismo e migliore avvenire dell'operaio._ + Opuscolo in-16º, pag. 19, Mistretta 1894 1 -- + +DAUBY. _Des grèves ouvrieres._ Un vol. in-18 3 50 + +DE AMICIS EDM. _Lavoratori alle urne!_ Un opusc. in-16º -- 20 + +---- _Sulla Questione sociale._ Conferenza. Una brochure, in-8 -- 50 + +DE LUCA F. _I "Fasci" e la questione siciliana_ -- 20 + +DENAYROUZE G. _Le socialisme de la Science_, essai d'économie + positive. Un vol. in-8 3 -- + +DEPASSE H. _Transformations sociales._ Un volume in-12, Parigi 1894 4 -- + +DESJARDINS A. _La liberté politique dans l'Ètat moderne._ + Un vol., in-8, Parigi 1894 8 75 + +---- _Il dovere presente._ Un vol. in-8, Roma 1894 1 -- + +DIDON. _Indissolubilitè et divorce._ Un volume in-16, + p. 236, Parigi 4 -- + +DI FRATTA P. _La socializzazione della terra_ (Studio sui demani) -- 25 + +_Diritto (Pel) del più forte: polemica con la Critica Sociale_, + in-8, pagine 60 1 -- + +DONNAT L. _La politique expèrimentale._ Un volume di 504 pagine, + in tela inglese 6 50 + +DUBOIS. F. _Le peril Anarchiste._ Un volume in-18. di pagine 300 + con 70 illustrazioni e documenti, Parigi 1894 4 -- + +DUNOYER ANATOLE. _Organization de l'Association internationale des + Travailleurs._ Brochure in-8 1 15 + +DURKHEIM. _Les règles de la metode sociologique._ Un vol. in-12, + Parigi 1895 2 80 + +_Dynamite et Dynamiteurs._ Descriptions des engins anarchistes. Un + opuscolo in-8, con 15 figure, Parigi 1894 1 15 + +ELLERO P. _La Sovranità popolare._ Un volume in 8, pag. 440, + Bologna 1886 9 -- + +---- _La questione sociale._ Un volume in-8, pag. 440, Bologna 1889 9 -- + +---- _La tirannide borghese._ Un vol. in-8, pag. 672 10 -- + +---- _La riforma civile._ Un vol. in-8 gr. Torino 7 -- + +---- _Scritti politici._ Un vol. in-8º gr. Bologna 4 50 + +ENGELS F. _Socialismo utopistico e socialismo scientifico_ -- 25 + +FERRI E. _Socialismo e Scienza positiva (Darwin-Spencer-Marx)._ + Un vol. in-8, pag. 170, Roma 1894 1 50 + +FILADELFIO. _Socialismo._ Un opusc. in-8, Milano 1894 0 70 + +FIORESE S. _Il Socialismo di Stato nella ragione e nella vita + odierna._ Un volume, in-8, pagine 244, Bologna 1888 5 -- + +FISICHELLA S. F. _Il divorzio_, osservazioni critiche. In-8, + pagine 104, Messina 3 -- + +FONTANELLI C. _Manuale popolare di economia sociale._ Un vol. + in-16, Firenze 2 -- + +FORNASARI DI VERCE E. _La criminalità e le vicende economiche + d'Italia dal 1873 al 1890._ Con prefazione di Cesare Lombroso. + Un vol. in-8 grande, di pag. 260, Torino 1894 6 -- + +FOURIER C. _Opere scelte._ Prima traduzione italiana di G. Pozzi. + Un vol. in-16, pag. 265, Roma 1894 1 -- + +FRAGAPANE S. _Contrattualismo e Sociologia contemporanea._ + Un vol. in-8 gr. Bologna 5 -- + +FRIGIERI PROF. CAV. A. _Il Socialismo._ Dialoghi. Un vol. in-16, + di pag. 105, Palermo 1894 1 20 + +GABELLI A. _Il Mio ed il Tuo_, conferenze popolari. Un vol. in-16, + pag. 80, Milano 1 -- + +GALLETTI B. _Il socialismo innanzi al libero esame._ Un vol. in-8, + Palermo 1 -- + +---- _Monitorio d'occasione per il 1. Maggio 1893_ 0 50 + +GARIN. _L'anarchie et les l'anarchistes._ Un vol. in-18 4 -- + +GARNIER J. _Du principe de population._ Un volume in-16, pag. 380, + Parigi 4 -- + +GEORGE H. _Fortschritt und Armut_ 1 60 + +---- _La condizione dei lavoratori_ (a proposito dell'Enciclica + di Leone XIII). Un vol. in-8, Torino 2 25 + +GIAMPIETRO E. _L'Italia al bivio._ Un opusc. in-8, p. 135, + Roma 1894 2 -- + +GIMENEZ A. E. _I fanciulli operai._ Studio sulla quistione + sociale. Un vol. in-16, pag. 160, Torino 1879 3 -- + +GNOCCHI-VIANI O. e A. C. _Delle Camere del Lavoro in Italia_ -- 25 + +GOBBI U. _Il lavoro e la sua retribuzione._ Studio sulla questione + sociale. Un vol. in-16, Milano 2 -- + +GODIN M. _Solutions sociales._ Le même. Un vol. in-18 6 -- + +---- _Le gouvernement, ce qu'il a été et ce qu'il doit être et + le vrai socialisme en action._ Un vol. in-8 9 -- + +GONETTA G. _La donna e l'emancipazione._ Studio intimo-sociale. + Quinta edizione riveduta e notevolmente ampliata. Un vol. + in-16, pag. 160, Milano 1894 2 50 + +GRAMANTIERI P. _La Guerra e il Socialismo nel Futuro._ Un vol. + in-16, pag. 180, Messina 1894 2 50 + +GRANATA L. _Il giudizio dei probiviri, osservazioni e studi sulla + legge 15 giugno 1893._ Un volume in-8 grande, Messina 2 -- + +GRAZIANI A. _Le idee economiche degli scrittori Emiliani e + Romagnoli sino al 1848._ In-4 5 -- + +---- _Di alcune questioni relative alla dottrina del salario_ 2 -- + +GUARNIERI L. _Radicali e socialisti dell'avvenire in Italia._ + Un opusc. in-8, pag. 56 0 30 + +GUCCIA GIUSEPPE. _Confutazione del Socialismo di Marx Nordau + nell'interesse delle Classi lavoratrici._ Un volume in-8, + pag. 112, Palermo 1894 1 25 + +_Guerra (La) e lo Stato sociale._ 2 ediz. In-32., pag. 180, + Roma 1894 -- 50 + +GUMPLOWICZ _La lutte des races._ Recherches sociologiques. + Tradution de M. Charles Baye. Un vol. in-8 cartonato, + Parigi 1894 10 50 + +GUYOT IVES. _La Tirannide socialista._ Traduz., pref., e note di + F. Ciotti. Un elegante volume in-18. pagine 320. Palermo 1894. 1 50 + +GUYOT Y. _I principî dell'89 e il Socialismo._ Traduzione con + note e appunti di Biagio La Manna. Un vol. in-18, di 350 + pagine, Palermo 1894 1 50 + +---- _La Science économique._ Un vol. di 474 pagine con 56 figure + grafiche, legato in piena tela inglese. 6 50 + +---- _Ètudes sur les doctrines sociales du Christianisme_: avec + une preface et un appendice. Un vol. in-12, pagine 405, Parigi 4 -- + +HERTZKA. _Un voyage à Terre-libre._ Coup d'oeil sur la societé + de l'avenir, avec une introduction de T. De Wyzewa. Un vol. + in-18 jesus, Parigi 1894 4 -- + +HOWELL G. _Le passé et l'avenir des Trade-Unions._ (Trade-Unionism + new and old) traduct. et pref. par Le Cour Grandmaison. + Un volume rilegato in tela inglese. Parigi 1894 10 -- + +HUBBARD G. _Saint Simon, sa vie et ses travaux_, suivis des + fragments des plus célèbres écrits de Saint Simon. + Un vol. in-18 3 50 + +JEWONS W. S. _La moneta ed il meccanismo dello scambio._ + Un vol. in-8, pag. 349 6 -- + +JONA G. _La rappresentanza politica._ Un volume in-8 gr., + pag. 340, Modena 1893 6 50 + +KAUTZKY C. _Socialismo e malthusianismo_ 4 -- + +KENNAN G. _Rivelazioni sulla Siberia._ Traduz. dall'inglese di S. + Fortini-Santarelli. Due volumi, in-16. Città di Castello 5 -- + +KULISCIOFF DOTT. ANNA. _Il monopolio dell'uomo._ (Studio sulla + questione femminile), 2ª ediz -- 50 + +_La borghesia fuori della legge._ (Discorsi dei deputati + socialisti alla Camera, 23 febbraio, 1 e 2 marzo 1894) -- 20 + +LAFARGUE P. _Il materialismo economico di Marx._ -- 25 + +---- _L'evoluzione della proprietà dalla barbarie alla civiltà._ + (In corso di stampa) + +---- _Il Capitale--Estratti_--(Vedi Marx C.) + +LA LOGGIA ENR. _Teoria della popolazione_. Un vol. in-8, pag. 64, + Bologna 1893 2 50 + +LAZARE B. _L'antisemitisme, son istorie, et ses causes._ Un vol. + in-18 jésus. Parigi 1894 4 -- + +LEPETIT I. _Il Socialismo._ Saggi. Un vol. in-8. Milano 3 50 + +LEROY-BEAULIEU. _Le collectivisme._ Examen critique du nouveau + socialisme. 2e Edition, revue et augmentée d'une préface. + Un vol. in-8 9 -- + +LETOURNEAU CH. _La Sociologie d'après l'Ethnographie._ Un vol. + di 598 pagine, legato in piena tela inglese 6 50 + +LEVI AVV. GIULIO G. _Lavoro e Libertà._ Trattato popolare di + scienza economica, politico-sociale. Due vol. in-16 gr. di + pag. 670 circa, Torino 7 -- + +---- _Catechismo sociale-politico._ (Estratto del vol. II + dell'opera "Lavoro e Libertà") Un opuscolo in-16 gr., + pag. 32, Torino 1894 20 -- + +LOMBROSO C. _L'antisemitismo e le scienze moderne._ Un vol. in-16, + pagine 150, Torino 1894 2 -- + +---- _Gli anarchici._ Un vol. in-8, Torino 1894 1 50 + +LUSTRAC (DE). _Christianisme et socialisme._ Un vol. in-18 3 50 + +LUZZI U. _La donna e la lotta per l'esistenza._ Studio sulla + Questione sociale. Milano, in-16 2 -- + +MALON B. _Il socialismo._ Compendio storico, teorico pratico. + Un vol., in-16, pag. 325 con ritratto, Milano 1894 2 50 + +---- _La terza disfatta del proletariato francese._ 2 vol. in-16, + pag. 241. Milano 1894 0 80 + +MARESCOTTI ANG. _Il Socialismo_, temperamento, forza, assiomi e + temperamenti suoi, note con una lettera di Olindo Guerrini. + Un vol. in-16, Bologna 2 -- + +MARGANI ORTISI A. _La giustizia sociale._ Esame critico del + malessere economico e morale del popolo italiano e della + questione sociale. Un vol. in-8, p. 238, Catania 1894 2 -- + +MARIANO. _L'individuo e lo Stato nel rapporto economico e sociale_ 3 50 + +MARIO WITHE J. _Le Miniere di zolfo in Sicilia._ Un opuscolo in-8, + Roma 1 50 + +MARTUSCELLI E. _Le società di mutuo soccorso e cooperative._ + Un vol., Firenze 4 -- + +MARX C. _Il Capitale_, Estratti di Paolo Lafargue, con introduzione + critica di Vilfredo Pareto, ed una _Contro-Introduzione_ di + Paolo Lafargue. 2.ª ediz. Splendido vol. in-24. pag. LXXXV-240, + Palermo 1895 2 -- + +MARX C. _Capitale e salario_ -- 25 + +---- _Discorso sul libero scambio_ con proemio di F. Engels -- 20 + +---- e ENGELS F. _Manifesto del partito comunista_ -- 25 + +MASÈ DARI E. _Il socialismo_ (Bibl. del Cittadino) 0 50 + +---- _Lo sciopero nell'economia e nelle leggi_ + (Bibl. del Cittadino) 0 50 + +MASSARANI T. _Come la pensava il D.r Lorenzi._ Confidenze postume + di un onesto borghese. Un volume in-8, di pag. 360, Roma 1894 3 50 + +MENGER. _Il diritto civile e il proletariato._ Un vol. in-8º. + Torino 1894 4 50 + +MICHAELIS. _Ein Blik in die Zukunft. Eine Antwort auf: Ein + Ruckblick von Bellamy._ Un volume in-16, (Collez. Reclam) -- 40 + +MINGHETTI M. _Della economia pubblica e delle sue attinenze colla + morale e col diritto._ Libri cinque. 2ª edizione. Un volume, + Firenze 4 -- + +MOLINARI (DE) G. _Les bourses du travail._ Un volume in-8. + Parigi 1894 4 50 + +MONTANARI A. _Elementi di economia politica_, 4ª edizione + nuovamente riveduta ad uso delle scuole. Un vol. in-8. pag. 548, + Padova 5 -- + +MONTRY (DE) ALBERT. _Quéstions sociales._ Conferences. Un vol. in-8 3 -- + +MORPURGO C. _La Statistica e le Scienze sociali._ Un vol. con + quattro tavole, Firenze 1894 4 -- + +NAUDIER. F. _Le socialisme et la Revolution sociale. Etude + historique e philosophique._ Un vol. in-18, Paris 1894 4 -- + +NITTI F. S. _L'ora presente._ Un volume in-16. pag. 76, Torino 1893 1 -- + +---- _La popolazione ed il sistema sociale._ Un volume in-8, pag. + 212, Torino 1894 3 50 + +---- _Studi sul Socialismo contemporaneo. Il socialismo cattolico_, + 2ª ediz. Un vol. in-8 gr., Torino 1893. 4 -- + +NORDAU MAX. _Le menzogne convenzionali della nostra civiltà._ + Un vol. in-16 gr., pag. 434, Milano 1885 5 -- + +NOVICOW. _Les gaspillages des sociétés moderne et la question + sociale._ Un vol. in-8, Parigi 1895 5 75 + +O.... _Le contrat démocratique._ Un volume in-16 jésus, Parigi + 1894, 1 75 + +OBERTI E. _Riforme tributarie. Imposta progressiva. Riduzione di + quote minime._ Un vol. in-8, Torino 1894, 2 50 + +OLLIVIER E. _Solutions politiques et sociales._ Un volume in-18, + Parigi 1894, 4 -- + +PETRONE J. _La terra nella odierna economia capitalistica._ Studi di +sociologia economica. Un fascicolo in-8 di pag. 130, Roma 1893, 1 -- + +PETRUCCI G. _La questione sociale in Sicilia: diagnosi e cura._ + Un opuscolo in-16, pag. 48, Roma 1894, 1 -- + +PINCHIA. _Opuscoli politici ed economici_, 2 -- + +PIOGER. _La vie sociale, la morale et le progres._ Un vol. in-8, + Parigi 1893, 5 75 + +PISACANE C. _Saggio sulla rivoluzione, con prefazione di Napoleone +Colajanni_. Un vol. in-16, di pag. VIII-271, Bologna 1894, 2 -- + +_Polacco V._ _La questione del divorzio e gli Israeliti in Italia._ + Un vol., in-16, Verona 1894, 1 -- + +POMPERY (DE) V. _Le dernier mot du Socialisme rationnel._ Un volume + in-18 jésus, Parigi 1894, 2 35 + +PONZONI. _Imposte e questione sociale._ Un fascicolo in-8, Milano, 1 -- + +PROVENZANO PALAZZO N. _Le presenti condizioni sociali in Sicilia._ + Un opuscolo in-8, Palermo 1894, 1 -- + +QUETELET D. _Du système social et des lois qui le regissent._ + Un vol. in-8, 7 -- + +RABBENO A. _Il contratto di mezzadria._ Un vol. in-16, pag. 206, + Torino 1881, 2 50 + +RAE O. _Il socialismo contemporaneo, trad._ di A. Bertolini, con + un cenno sul Socialismo in Italia. Un volume in-8, pagina + XCVI-495, Firenze 1889, 5 -- + +_Reforme (La) religieuse et sociale et l'esprit nouveau par un + Catholique._ Un vol., pag. 376, Paris 1891, 3 50 + +REICH E. _Die bürgerliche Kunst und die besitzlosen Volksklassen._ + Un volume in-16, Lipsia 1894, 3 -- + +_Resoconto del primo Congresso delle Camere del Lavoro: Parma + 1893_, -- 30 + +REYBAUD L. _Etudes sur les réformateurs ou socialistes modernes._ + 7e Édition revue, corrigée staugmentée d'une Etude sur Anguste + Comte et d'une autre Etude sur les Mormons. Due vol. in-18 8 -- + +RICCA SALERNO G. _Sulla teoria del Capitale._ Un volume in-16, + pag. 150, Milano 2 50 + +---- _L'imposta e le forme tributarie di alcuni stati Europei._ Una + brochure in-8, pag. 27, Palermo 1 -- + +RICHTER E. _Dopo la vittoria del socialismo._ 7ª edizione. Un vol. + in-16, pag. 212, Milano 1894 1 -- + +_Riforma Sociale (La)._ Rassegna di scienze sociali e politiche. + DIRETTORI: F. S. Nitti e Luigi Roux. Esce ogni 15 giorni in + fascicoli di 80 pagine in-8, cad. fasc. 1 25 Abbonam. per + l'Italia, anno L. 20--Semestre L. 10. + +_Rinnovamento politico-amministrativo (Il)._ DIRETTORE: Dr. Edoardo + Pantano. Esce una volta al mese in fascicoli di pag. 96, in-8, + cadun fascic. 1 25 + +ROMANO-CATANIA G. _Sul comunismo._ Notizie storiche. Un opuscolo + in-8, pag. 80, Palermo 1892 1 50 + +ROSSI A. _L'agitazione in Sicilia. A proposito delle ultime + condanne._ Un vol. in-16, pag. 130, Milano 1895. 1 -- + +ROUSSEAU J. J. _Contrat social ou Principes de droit politique._ + Un vol. in-16, pag. 512, Parigi 3 50 + +SALVIOLI PROF. G. _Il passato e l'avvenire della lotta di classe in + Inghilterra_ -- 20 + +SANGIULIANO (DI) A. _Le condizioni presenti della Sicilia. Studi e + proposte._ Un vol. di pag. 226 in-16, Milano 1894 2 -- + +SCHAEFFLE A. F. _La Quintessenza del Socialismo._ Prima traduzione + italiana autorizzata del prof. Avvocato Angelo Roncali. Un + volumetto in-16, pagine 104, Genova 1892 1 -- + +SCHIATTARELLA R. _Il plebiscito sociale._ Un opusc. in-8, Palermo + 1893 0 60 + +---- _La riforma sociale._ Un opusc. in-8, Palermo 1893. 0 60 + +SCHMIDT K. _Brot! Ein Büchlein für alle die Brot essen._ Un vol. in + carta tela in-16, Lipsia 1893 1 50 + +SCHROEDER A. _Das Recht in der geschlechtlichen Ordnung._ Un volume + in-8, Berlino 1893 18 -- + +SICILIANI P. _Socialismo, Darwinismo e Sociologia moderna._ + Terza ediz. interamente rifusa e accresciuta dalle Questioni + contemporanee. Un vol. in-8, Bologna 5 -- + +SIOTTO PINTOR M. _La riforma sociale in Italia, tentativo di + critica e di ricostruzione._ Un vol. in-8 pag. 150 8 -- + +SMITH L. _Les coalitions et les grèves_ d'après l'histoire et + l'économie politique avec une appendice de lors des diverses + pays. Un vol. in-8 7 -- + +SPENCER H. _Dalla libertà alla schiavitù_ (a proposito di + socialismo). Traduzione di S. Vianello. Brochure in-8, + Torino 1893 -- 80 + +---- _Problemès de Morale et de Sociologie_, tradotto da Henry + de Parigny. Un vol. in-8, carton., Parigi 1894 10 -- + +---- _Beneficenza negativa e positiva_, traduzione di Sofia + Fortini-Santarelli con Revisione del prof. Felice Di Tocco. + Un vol. in-16, pag. 254, Città di Castello 1894 2 50 + +---- _Introduzione allo studio della sociologia_, con prefazione + di A. Sergi. Un vol. in-8, pag. 570, Milano 7 -- + +---- _L'individuo e lo Stato._ Traduz. di S. Fortini-Santarelli con + prefazione di Giacomo Barzellotti. Un volume in-16, di pag. + CVII-164, Città di Castello 1886 2 50 + +---- _La Giustizia_, traduzione di S. Fortini-Santarelli con uno + studio sul sistema etico-giuridico di H. Spencer del Prof. + Icilio Vanni. Un vol. in-16, pag. LII-432, Città di Castello + 1893 5 -- + +STARKENBURG H. _La degenerazione sessuale dei nostri tempi._ + Trad. di L. F. P. con prefazione di A. G. Bianchi. + (_In corso di stampa_). + +STRAFFORELLO G. _La quistione sociale_ ovvero _Capitale e lavoro_. + Un vol. in-16, pag. 246, Torino 1872 2 -- + +SEDRE M. A. _Histoire du Communisme ou rèfutations des Utopies + socialistes._ 5e Edition. Un vol. in- 18 4 -- + +TAMMEO G. _La prostituzione nella storia, nella legislazione nella + società._ Mali e rimedi. Un volume in-8, pag. 212, Torino 1893 4 -- + +TARDE G. _La logique sociale._ Un vol. in-8, Parigi 1895 8 50 + +TARROUX F. _Lettres sur le socialisme._ Un vol. in-18, Paris 1894 4 -- + +TOUNISSOUX M. _Quèstion sociale et bourgeoisie._ Un vol. in-18 2 30 + +VALLI E. _L'Imperatore socialista._ Opuscolo in-8, p. 65, Torino + 1894, -- 70 + +VANDERVELDE E. _La decadenza del capitalismo._ -- 20 + +VANNI I. _Linee critiche di un programma di sociologia._ Un vol., + in-8 gr., pag. 200, Perugia 1888, 4 -- + +_La funzione pratica della Filosofia del Diritto_, considerata in + sè ed in rapporto al Socialismo Contemporaneo. Un volume in-8 + grande, Bologna 1894, 2 -- + +WEILL. G. _Un précurseur du socialisme._ SAINT SIMON _et son + oeuvre._ Un volume in-16, 4 -- + +WESTERMARCK E. _Storia del matrimonio umano_, con introduzione di + Sir Alfredo B. Wallace e prefazione del Prof. G. F. Gabba, + traduzione dall'Inglese di Giulio De Rossi. Un vol. in-8, + pag. 507. Pistoia, 5 -- + +WINTERER (L'ABBÈ) deputè au Parlement allemand. _Le socialisme + contemporain._ 2e edit. Un volume in-12, Parigi 1894, 4 -- + +ZABLET. _Le crime socialiste._ Un vol. in-16, Parigi 1894, 4 -- + +ZUBIANI A. _Il privilegio della salute._ Pavia 1894, -- 25 + + + + + CARLO MARX + + IL CAPITALE + + ESTRATTI + + DI PAOLO LAFARGUE + + CON INTRODUZIONE CRITICA + + DI + + VILFREDO PARETO + + E REPLICA DI + + PAOLO LAFARGUE + + _Un elegante vol. di pag. LXXX-240_--L. 2. + + * * * * * + + YVES GUYOT + + Già Ministro dei LL PP. della Repubblica Francese + + LA TIRANNIDE SOCIALISTA + + TRADUZIONE, PREFAZIONE E NOTE + + DI + + F. CIOTTI + + _Un volume in-18 di pag. 320_--L 1.50 + + * * * * * + + I PRINCIPII DELL'89 ED IL SOCIALISMO + + TRADUZIONE CON APPUNTI E NOTE + + DI + + BIAGIO LA MANNA + + _Un volume in-18 di pag. 350_--L. 1.50 + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + + +L'ortografia originale è stata mantenuta. + +L'uso dell'apostrofo dopo "un" e i suoi composti è stato regolarizzato +secondo le convenzioni moderne. + +Sono state effettuate le seguenti correzioni: + + e l'errrore venne ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_. + e l'errore venne ripetuto dal Cavalieri nella _Nuova Antologia_. + + affamati e nella più squallida mireria, respingevano + affamati e nella più squallida miseria, respingevano + + Carlo Cattaneo, prcedendo il Gumplowicz e parecchi + Carlo Cattaneo, precedendo il Gumplowicz e parecchi + + non deve affatto sorpendere. Chi non ricorda il lavorio + non deve affatto sorprendere. Chi non ricorda il lavorio + + e su cui avrebbe una specie di dritto di vita e di + e su cui avrebbe una specie di diritto di vita e di + + e che è stato erroneamente inpretato e dal Sonnino + e che è stato erroneamente interpretato e dal Sonnino + + vuole andare a lavorare con un altro piconiere + vuole andare a lavorare con un altro picconiere + + antropometrici più strettamentente connesso alla + antropometrici più strettamente connesso alla + + migliore nutrizione e della più igienica abitazione. + migliore nutrizione e dalla più igienica abitazione. + + e sotte le diverse forme di coltura e di contratto. + e sotto le diverse forme di coltura e di contratto. + + ettare di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito + ettaro di terra. Il _terratico_ è forma di contratto preferito + + acconciare alle miseria presente e invocavano + acconciare alla miseria presente e invocavano + + del 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso + dal 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso + + Non deve sorpendere se insorge e cerca ripetere + Non deve sorprendere se insorge e cerca ripetere + + unificatore quatunque io creda pochissimo alla efficacia + unificatore quantunque io creda pochissimo alla efficacia + + si riferisce a quelle di oggidi, che sono certamente + si riferisce a quelle di oggidì, che sono certamente + + Regio Commissasio straordinario presso diversi municipî: + Regio Commissario straordinario presso diversi municipî: + + specialmente sui generi di prima necesssità, sulle + specialmente sui generi di prima necessità, sulle + + Qest'odio di classe che, per quanto giustificato, + Quest'odio di classe che, per quanto giustificato, + + perchè lo si è dimenticato con troppa falicità: e + perchè lo si è dimenticato con troppa facilità: e + + che invece sono stati commessi dagli eradenti degli + che invece sono stati commessi dagli aderenti degli + + soffrenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto + sofferenza, i rancori sordi delle masse, il disgusto + + il fatto, che le _maggiori odiosità le racccolgono + il fatto, che le _maggiori odiosità le raccolgono + + una specie di _boicotaggio_ verso i prorietarî delle + una specie di _boicotaggio_ verso i proprietarî delle + + corrresse pericolo di infrangersi, ad un estremo, in + corresse pericolo di infrangersi, ad un estremo, in + + tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dell'altra + tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dall'altra + + dignità di non dipartisi dallo antico costume, divenuto + dignità di non dipartirsi dallo antico costume, divenuto + + provocazioni e e di reazioni, che poca colpa vera si può + provocazioni e di reazioni, che poca colpa vera si può + + molti altri! Contro i soldali la folla non adoperò + molti altri! Contro i soldati la folla non adoperò + + avvessero fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato + avessero fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato + + ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se parti, + ma il colpo _fortunatamente_ non partì; e se partì, + + società è vaselggia ed anti-cristiana e soltanto un + società è selvaggia ed anti-cristiana e soltanto un + + Monsignor Iohn S. Vaughan, arcivescovo di Westminster, + Monsignor John S. Vaughan, arcivescovo di Westminster, + + Dublin Rewiew (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi + Dublin Review (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi + + dalla organizazione sociale e non dalla naturale + dalla organizzazione sociale e non dalla naturale + + Ma chi è veramentente responsabile di tanta ignoranza, + Ma chi è veramente responsabile di tanta ignoranza, + + violenti non era sfuggita a nessuno, e Sidney + violente non era sfuggita a nessuno, e Sidney + + questa inadagine di sperimentalismo sociale; nè riferendomi + questa indagine di sperimentalismo sociale; nè riferendomi + + alle diverse fasi del brigantagio ed alle altre + alle diverse fasi del brigantaggio ed alle altre + + napoletani di tutte il periodo corso dal 1806 al + napoletani di tutto il periodo corso dal 1806 al + + «Il grosso brigantagio tra il 1864 e il 1866 venne + «Il grosso brigantaggio tra il 1864 e il 1866 venne + + colle repressioni violenti e colle leggi eccezionali: + colle repressioni violente e colle leggi eccezionali: + + si spande dappertutto perchè le minaccce vengono + si spande dappertutto perchè le minacce vengono + + adesso: «Gli scoppi, i catalismi non avvengono + adesso: «Gli scoppi, i cataclismi non avvengono + + Il senatore Sensales, pei suoi prececenti e pel + Il senatore Sensales, pei suoi precedenti e pel + + mezione l'avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi + menzione l'avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi + + soppresso fu il _Siciliano_. Qnest'ultima soppressione + soppresso fu il _Siciliano_. Quest'ultima soppressione + + poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni didifesa + poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni di difesa + + escluderla. E facoltà _sconfinata_, che non è giustificata + escluderla. È facoltà _sconfinata_, che non è giustificata + + del Tribunale di guerra, colonello Orsini, fu costretto + del Tribunale di guerra, colonnello Orsini, fu costretto + + Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propanganda + Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propaganda + + Rinaldi che ci da il testo di questo eloquente + Rinaldi che ci dà il testo di questo eloquente + + carte di _nessuna importanza_ cen'erano di quelle + carte di _nessuna importanza_ ce n'erano di quelle + + Prefetto Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallottti. + Prefetto Municchi--ex magistrato--nella causa Nasi-Cavallotti. + + degli on. Cavallottti, Imbriani e mie nonchè rialzare + degli on. Cavallotti, Imbriani e mie nonchè rialzare + + essa stessa lo applicò, dichiararando, _non + essa stessa lo applicò, dichiarando, _non + + Cassasione: noi ce ne laviamo le mani, è affare + Cassazione: noi ce ne laviamo le mani, è affare + + a documento delle fenomenale leggerezza e + a documento della fenomenale leggerezza e + + «mandò un caldo saluto di affetto e riconoscenza + «mando un caldo saluto di affetto e riconoscenza + + più se ne saprà del caso della Barone di Valguarnera, + più se ne saprà del caso della Baronessa di Valguarnera, + + militari, che nè la logica nè il diritto hanno stustudiato; + militari, che nè la logica nè il diritto hanno studiato; + + materiale e immediata: lo ha fattto a Pedara. + materiale e immediata: lo ha fatto a Pedara. + + esigeva o spiegava la disubbienza verso l'idolo dei + esigeva o spiegava la disubbidienza verso l'idolo dei + + della masse, non potevano esserlo. C'erano + delle masse, non potevano esserlo. C'erano + + odio dei lavoratori contre i proprietari; e la loro + odio dei lavoratori contro i proprietari; e la loro + + elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiararatosi + elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiaratosi + + fu vietato l'accesso al pubblico nella sala del Trinale, + fu vietato l'accesso al pubblico nella sala del Tribunale, + + parte più vunerabile--il credito--coi suoi famosi + parte più vulnerabile--il credito--coi suoi famosi + + si mantevano al potere mercè la falsificazione + si mantenevano al potere mercè la falsificazione + + nell'isola, tra dolorosi fragenti, mostrato pur cuore + nell'isola, tra dolorosi frangenti, mostrato pur cuore + + amnistia, suggerita della suprema Corte di Cassazione, + amnistia, suggerita dalla suprema Corte di Cassazione, + + che causa unica sia la progaganda dei sovvertitori.» + che causa unica sia la propaganda dei sovvertitori.» + + che il _conforto_ di cui parlò l'ononorevole La Vaccara + che il _conforto_ di cui parlò l'onorevole La Vaccara + + negare gli arbitri e le ingiustizie commesse. Ed egli + negare gli arbitrî e le ingiustizie commesse. Ed egli + + state addossate, nemmeno quella dei cattivi funziozionarî + state addossate, nemmeno quella dei cattivi funzionarî + + politici se non materialmente, certo psichiamente + politici se non materialmente, certo psichicamente + + nei comuni dell'isola; è falso che sia stata pubblicato + nei comuni dell'isola; è falso che sia stato pubblicato + + favorevoli contro 45 contrarî e 22 astenzioni approvò + favorevoli contro 45 contrarî e 22 astensioni approvò + + stessa stregua i nemici del 1862 e e quelli del 1894; + stessa stregua i nemici del 1862 e quelli del 1894; + + rivoluzioni violenti: le riforme date a tempo. E riforme + rivoluzioni violente: le riforme date a tempo. E riforme + + governo, ad una speciale ammistrazione» come ricordò + governo, ad una speciale amministrazione» come ricordò + + perchè esse colla chiusura delle Sessione parlamentare, + perchè esse colla chiusura della Sessione parlamentare, + + quella, già per se importante, illustrata dall'on. Tittoni. Anche + quella, già per sè importante, illustrata dall'on. Tittoni. Anche + + La commissione dei deputati siciliani si chiari favorevole + La commissione dei deputati siciliani si chiarì favorevole + + invece si apprende che dovuque gli operai e i contadini + invece si apprende che dovunque gli operai e i contadini + + passè et l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni + passé et l'avenir des Trade Unions_) che le grandi associazioni + + _Land League_ e forse anche senza il tremendo delittto + _Land League_ e forse anche senza il tremendo delitto + + di Phoenix Parck? + di Phoenix Park? + + già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto + già dissestate dalla continua diminuzione del prodotto + + Questi dati vennero completati e aggravati nei dicorsi + Questi dati vennero completati e aggravati nei discorsi + + i Calonne, i Brienne, i Ioly de Fleury ed + i Calonne, i Brienne, i Joly de Fleury ed + +Sono state mantenute le seguenti grafie alternative: + + agrari/agrarî + arbitri/arbitrî + avversari/avversarî + balia/balía + benefici/beneficî + benefizi/benefizî + commissari/commissarî + criteri/criterî + dazi/dazî + demani/demanî + episodi/episodî + esempi/esempî + finanziari/finanziarî + funzionari/funzionarî + giudizi/giudizî + incendi/incendî + indizi/indizî + istruttori/istruttorî + medi/medî + monopoli/monopolî + municipi/municipî + natia/natía/natìa + negozi/negozî + obbligatori/obbligatorî + ordinari/ordinarî + preludi/preludî + principi/principî + pro/prò + proletari/proletarî + propri/proprî + proprietari/proprietarî + qua/quà + Regi/Regî + rimedi/rimedî + sacrifizi/sacrifizî + sagrificî/sagrifizî + salari/salarî + segretari/segretarî + servigi/servigî + servizi/servizî + soci/socî + sodalizi/sodalizî + stipendi/stipendî + straordinari/straordinarî + studi/studî + sussidi/sussidî + testimoni/testimonî + uffici/ufficî + vari/varî + ventitre/ventitrè + volontari/volontarî + zolfatari/zolfatarî + + + +***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE LORO +CAUSE*** + + +******* This file should be named 30984-8.txt or 30984-8.zip ******* + + +This and all associated files of various formats will be found in: +http://www.gutenberg.org/dirs/3/0/9/8/30984 + + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + diff --git a/30984-8.zip b/30984-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..4c06de1 --- /dev/null +++ b/30984-8.zip diff --git a/30984-h.zip b/30984-h.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..400bf03 --- /dev/null +++ b/30984-h.zip diff --git a/30984-h/30984-h.htm b/30984-h/30984-h.htm new file mode 100644 index 0000000..7f31d8e --- /dev/null +++ b/30984-h/30984-h.htm @@ -0,0 +1,21177 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"> +<head> +<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at <a href = "http://www.gutenberg.org">www.gutenberg.org</a></pre> +<p>Title: Gli avvenimenti di Sicila e le loro cause</p> +<p>Author: Napoleone Colajanni</p> +<p>Release Date: January 16, 2010 [eBook #30984]</p> +<p>Language: Italian</p> +<p>Character set encoding: ISO-8859-1</p> +<p>***START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE LORO CAUSE***</p> +<p> </p> +<h4 class="center">E-text prepared by Carlo Traverso, Claudio Paganelli,<br /> + and the Project Gutenberg Online Distributed Proofreading Team<br /> + (<a href="http://www.pgdp.net/c/">http://www.pgdp.net</a>)<br /> + from page images generously made available by<br /> + Internet Archive<br /> + (<a href="http://www.archive.org">http://www.archive.org</a>)</h4> +<p> </p> +<table border="0" style="background-color: #ccccff;" cellpadding="10"> + <tr> + <td valign="top"> + Note: + </td> + <td> + Images of the original pages are available through + Internet Archive. See + <a href="http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft"> + http://www.archive.org/details/gliavvenimentidi00colauoft</a> + </td> + </tr> +</table> +<p> </p> +<div class="tnote"> +<h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3> + + +<p>L’ortografia originale è stata mantenuta.</p> + +<p>L’uso dell’apostrofo dopo “un” e i suoi composti è stato regolarizzato +secondo le convenzioni moderne.</p> + +<p>In <a href="#tn">fondo al volume</a> si trova una lista delle correzioni effettuate, identificate nel testo da una sottolineatura.</p> +</div> +<hr class="full" /> +<p> </p> +<p> </p> +<p> </p> + +<p class="center"><span class="bigger">D.<sup>r</sup> NAPOLEONE COLAJANNI</span><br /> + +<i>Deputato al Parlamento</i></p> + + +<h1><span class="smaller g">GLI</span><br /><br /> + +<b>AVVENIMENTI</b> <span class="xsmaller">DI</span> <b>SICILIA</b><br /><br /> + +<span class="xsmaller">E</span><br /><br /> + +<span class="smaller g">LE LORO CAUSE</span><br /><br /> + +<span class="xsmaller">CON PREFAZIONE DI <b>MARIO RAPISARDI</b></span></h1> + + +<hr class="hid" /> + +<p class="center">PALERMO<br /> +<b>REMO SANDRON</b>—<span class="smcap">Editore</span><br /> +<span class="smcap">Via Vitt. Eman.</span>, 324<br /> +1895</p> +<hr /> +<p class="center g"><b>Prezzo Lire 2.</b></p> + +<hr class="hid" /> + +<p class="center ss"><b>Opere dello stesso autore</b></p> + +<table summary="opere"> +<tr> +<td><b>La libertà e la questione sociale.</b> (1879) (Esaurito).</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>La repubblica e le guerre civili.</b> (1882) (Esaurito)</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>Le istituzioni municipali.</b> (<i>1 vol. in 16º pag. 331</i>)</td> +<td class="right">L. 3,00</td></tr> +<tr> +<td><b>Il Socialismo.</b> Appunti (<i>1 vol. in 16 di pag. 100</i>) (Esaurito).</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>La delinquenza della Sicilia e le sue cause.</b> (Esaurito).</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>Un sociologo pessimista: Gumplowicz.</b> (Esaurito).</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>L’alcoolismo, sue conseguenze morali e sue cause.</b> +(<i>Un vol. di pag. 201 in-8º con tavole statistiche</i>)</td> +<td class="right">L. 3,00</td></tr> +<tr> +<td><b>Oscillations thermometriques et delits contre les personnes.</b> (<i>Opuscolo</i>)</td> +<td class="right">L. 1,00</td></tr> +<tr> +<td><b>Di alcuni studi recenti sulla proprietà collettiva.</b> (<i>Opuscolo</i>).</td> +<td class="right">L. 0,50</td></tr> +<tr> +<td><b>Corruzione politica.</b> (<i>Un vol. in-16º di pag. 96</i>). (Esaurito)</td> +<td class="right"> </td></tr> +<tr> +<td><b>Corruzione politica. Chiarimenti e risposte.</b> 2ª edizione con +numerose aggiunte e lettere di Gabriele Rosa, +A. Saffi e Giov. Bovio, (<i>Un vol. in-16 gr. di pagine 112</i>)</td> +<td class="right">L. 1,25</td></tr> +<tr> +<td><b>Sociologia criminale.</b> Appunti. (<i>2 volumi</i>)</td> +<td class="right">L. 13,50</td></tr> +<tr> +<td><b>Ire e spropositi di Cesare Lombroso.</b> (<i>1 volume</i>)</td> +<td class="right">L. 1,00</td></tr> +<tr> +<td><b>La politica coloniale.</b> (<i>Un volume</i>)</td> +<td class="right">L. 3,50</td></tr> +<tr> +<td><b>La Difesa Nazionale e le economie militari.</b> (<i>Un opuscolo</i>). </td> +<td class="right">L. 0,80</td></tr> +<tr> +<td><b>Banche e Parlamento.</b> (<i>Un vol. Milano 1891</i>)</td> +<td class="right">L. 2,00</td></tr> +<tr> +<td><b>In Sicilia.</b> (<i>Un volume, Roma 1891</i>)</td> +<td class="right">L. 1,00</td></tr> +</table> + +<hr class="major" /> +<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a>INDICE</h2> + + +<table summary="indice"> +<tr> +<td colspan="2"> +Prefazione</td><td class="right">Pag.      <a href="#Page_3">3</a></td></tr> +<tr> +<td class="right">I.—</td><td>Prime armi del socialismo in Sicilia</td><td class="right"><a href="#Page_7">7</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +II.—</td><td>Forze del socialismo</td><td class="right"><a href="#Page_11">11</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +III.—</td><td>Il programma—I risultati—Le accuse</td><td class="right"><a href="#Page_19">19</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +IV.— </td><td>Le cause—Il malcontento in alto</td><td class="right"> <a href="#Page_28">28</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +V.—</td><td> Il malcontento tra i lavoratori delle miniere</td><td class="right"><a href="#Page_42">42</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +VI.—</td><td> Le classi rurali</td><td class="right"><a href="#Page_57">57</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +VII.—</td><td> I paria della terra</td><td class="right"><a href="#Page_65">65</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +VIII.—</td><td> Il latifondo</td><td class="right"><a href="#Page_74">74</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +IX.—</td><td> Rapida depressione economica</td><td class="right"><a href="#Page_83">83</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +X.—</td><td> Organizzazione sociale e rapporti tra le varie classi</td><td class="right"><a href="#Page_89">89</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XI.—</td><td> I partiti in lotta e le amministrazioni dei corpi locali</td><td class="right"><a href="#Page_97">97</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XII.—</td><td> L’odio di classe</td><td class="right"><a href="#Page_111">111</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XIII.—</td><td> Nulla è mutato!</td><td class="right"> <a href="#Page_115">115</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XIV.—</td><td> Facili presagi</td><td class="right"><a href="#Page_141">141</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XV.—</td><td> Provocazione e preparazione ai tumulti</td><td class="right"> <a href="#Page_147">147</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XVI.—</td><td> La repressione </td><td class="right"> <a href="#Page_174">174</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XVII.—</td><td> Le responsabilità. a) Il Clero</td><td class="right"><a href="#Page_194">194</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XVIII.—</td><td>Le responsabilità. b) I fasci </td><td class="right"><a href="#Page_208">208</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XIX.— </td><td>Le responsabilità. c) Il governo</td><td class="right"> <a href="#Page_234">234</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XX.—</td><td>La reazione </td><td class="right"> <a href="#Page_260">260</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XXI.—</td><td>I tribunali militari</td><td class="right"><a href="#Page_286">286</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XXII.—</td><td>Il processo mostruoso</td><td class="right"><a href="#Page_342">342</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XXIII.—</td><td>L’opera civile del generale Morra </td><td class="right"><a href="#Page_395">395</a></td></tr> +<tr> +<td class="right"> +XXIV.—</td><td>La discussione parlamentare </td><td class="right"><a href="#Page_419">419</a></td></tr> +<tr> +<td colspan="2"> +Conclusione </td><td class="right"> <a href="#Page_471">471</a></td></tr> +</table> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<h1><a name="GLI" id="GLI"></a>GLI<br /> +AVVENIMENTI DI SICILIA</h1> + +<hr class="hid" /> + + + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span></p> + +<p class="center"><i>Proprietà letteraria dell’Editore</i><br /> + +<b>REMO SANDRON</b> +</p> +<hr class="hid" /> +<p class="center bigger"><b>AVVERTENZA</b></p> + +<p class="smaller">Di questo libro fu fatta una 1.ª edizione per cura di Edoardo Perino. +Accintosi l’A. a questa seconda trovò tanto da correggere e da +aggiungere che ne raddoppiò la mole, e la modificò talmente che solo in +pochissime pagine è uguale all’antecedente, sicchè può a ragione considerarsi +libro affatto nuovo.</p> + +<p class="data"> +<b>L’Editore</b><br /> +</p> +<hr /> + +<p class="center"><span class="smcap">tipografia diretta da SANTI ANDÒ</span>—Via Celso N. 49</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p> + +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="PREFAZIONE" id="PREFAZIONE"></a>PREFAZIONE</h2> + + +<p class="exi"> +<i>Carissimo Colajanni</i><br /> +</p> + +<p class="data smaller"> +Catania, 10 Febbraio 94.<br /> +</p> + +<p><i>I tumulti recenti della Sicilia hanno, per le origini +e gli effetti loro, una importanza sociale, che la facilità +onde sono stati repressi non parrebbe loro concedere. +Tu che li hai osservati con occhio di filosofo, moderati +con accorgimento d’uomo politico e con cuore di +cittadino, fai bene di consegnarli alla storia con quella +serenità di giudizio, che alle coscienze intemerate non +è difficile mantenere nei momenti più tempestosi e fra +le passioni più vive.</i></p> + +<p><i>Due principali verità risultano, a parer mio, dalla +notizia sincera dei fatti: la indipendenza dei moti siciliani +da qualunque opera di partito, e la prepotenza +d’un governo che vuol parer forte e non è.</i></p> + +<p><i>Non che essere eccitate e preparate dai socialisti, a +me pare che le ribellioni, determinate unicamente dalle +condizioni specialissime dell’isola, dagli arbitrî feudali +dei proprietarî, dalla spietata ingordigia delle amministrazioni, +dalla miseria ineffabile dei lavoratori, abbiano +fatto constatare e toccar con mano la nessuna +coesione del partito socialista, la discordia dei suoi capi, +la varietà bizzarra dei suoi gruppi, l’incertezza dei principî,<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span> +dei metodi, dell’azione. Il socialismo in Sicilia ha +avuto più presa che altrove, perchè ha trovato terreno +più proprio: la propagazione meravigliosa dei Fasci +prova che esso non è artificiale e superficiale, ma ha +radici nelle viscere stesse della vita del proletario siciliano; +è piuttosto effetto che causa. Il popolo, per altro, +quale ch’esso sia, poco suole accogliere e fecondare +delle teoriche d’un partito: afferra tutt’al più un’idea +rispondente al suo stato, un sentimento che consuona +col suo; e quando si sente alle strette, si getta nell’azione, +senza chiedere consiglio a nessuno. La miseria +e la mala signoria furono e saranno mai sempre i motivi +principali delle rivolte.</i></p> + +<p><i>Questa condizione di cose rende ancor più colpevoli +e mostruosi i modi adottati dal governo per reprimere +le ribellioni. Qualche agevolezza conceduta lì +per lì alle prime avvisaglie, avrebbe probabilmente sedato +il fermento dei contadini affamati. Ma sì! I cartelloni +erano già stati affissi alle cantonate; la baracca +era aperta, i biglietti distribuiti; la gran cassa rintronava +già negli stomachi degli spettatori; e come si faceva +a sopprimere lo spettacolo.</i></p> + +<p><i>La signora Astrea, che dietro alle quinte avea fatto +copia di sè a tutta la borghesaglia legittima e legalitaria, +venne allora su la ribalta e recitò col peggior +garbo del mondo la parte della verginella oltraggiata: +scaraventò i pesi in faccia ai presunti seduttori: agguantò +la bilancia per il giogo e la sbatacchiò su la +testa dei primi poveri diavoli che le vennero a tiro. La +borghesaglia legittima e legalitaria si dichiarò soddisfatta; +si soffiò il naso impeperonito: e con le dita intrecciate +sul buzzo e tentennando la testa come i cuorcontenti +di gesso, esclamò in falsetto pecorino: Le istituzioni<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span> +son salve; l’ordine regna in Varsavia; ora possiamo +tornare tranquillamente a barattare, a banchettare +e a russare.</i></p> + +<p><i>A proposito: e le riforme? Ah! sì: ci sono anche +queste per aria; o per dir meglio, c’è una commissione +che le studia, e che ponza la felicità del genere umano. +Lasciamola ponzare; e che Dio la renda lubrica. +Che cosa saranno queste riforme il gazzettume ufficioso +nol dice: esso spreca tutto il suo fiato prezioso per informarci +di balzelli nuovi, di soppressioni di ufficî, di +monopolî audaci, di ricchezze cavate dalle borse e dalle +vene di tutti. Le istituzioni, si sa, han da salvarsi; +i sagrificî non sono mai troppi. E poi, i balzelli hanno +l’ale; e le riforme la gotta. Aspettiamo dunque che +l’erba cresca; e se l’asino muore, peggio per lui. Ciò +che saranno codeste riforme possiamo immaginarlo: riforme +borghesi; e non occorrerebbe dir altro: semi di +lino su la cancrena; concessioni ed elemosine tirate in +faccia con la balestra. E se non bastano, piombo: procedura +solita e spicciativa.</i></p> + +<p><i>Ma il piombo credi che basterà? Io modestamente +credo di no: salvo che siasi trovato il modo di renderlo +digeribile e nutritivo, come il pane che manca.</i></p> + +<p><i>In conclusione, questi tumulti hanno rivelato condizioni +tali, che non possono e non devono assolutamente +durare, per l’onore d’Italia e della razza umana; hanno +resa necessaria una fraterna intesa di tutti i partiti +democratici in un ideale, in una fede, in un’opera comune; +hanno ridotta la questione sociale all’</i>aut aut<i> +degli scolastici. L’idea-valanga s’è già staccata dal vertice, +e seguirà fatalmente il suo corso. O unirsi ad essa +o rimanere stritolati nel fango. È la Storia che passa.</i></p> + +<p class="data"> +<span class="smcap">M. Rapisardi</span><br /> +</p> + + + +<hr class="major" /> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="I" id="I"></a>I.<br /><br /> + +PRIME ARMI DEL SOCIALISMO IN SICILIA.</h2> + + +<p>Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e +più ancora dopo quelle del 1892, la stampa che +rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori delle +classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme, +additando una macchia grigia sulla carta geografica +d’Italia, che rappresentava la zona dove maggiormente +si era rivelato potente per numero di +adepti e per organizzazione il <i>socialismo</i>. La macchia +era più scura nel Modenese, nella provincia +di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva +abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di +Cremona, nel Mantovano, nel Polesine ecc., mentre +si era rischiarata nel più antico centro di diffusione: +nelle Romagne.</p> + +<p>Giovani ardenti, colti, instancabili nella propaganda, +sinceri nella fede, come Berenini, Agnini e +Prampolini erano venuti in Parlamento da quelle +zone ed era significante assai che il secondo fosse +riuscito contro il generale Gandolfi, che pure, a parare<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span> +la sconfitta, nel suo programma e nei suoi discorsi +molte dichiarazioni in senso socialista aveva +fatte.</p> + +<div class="sidenote">FATTI SIGNIFICANTI</div> + +<p>Allora pochi o nessuno avevano dato importanza +a ciò che avveniva in Sicilia, non ostante la doppia +elezione dell’amico G. De Felice, non ostante l’onore +delle quattro candidature, che mi toccò nel +1890 e la vittoria che ebbi allora e nel 1892. Non +senza fondamento questi due ultimi avvenimenti +furono spiegati collo intervento di alcuni fattori, +che attenuarono sensibilmente la importanza del +contributo che vi aveva apportato il socialismo. Intanto +nel silenzio, o almeno con un rumore che non +si faceva sentire al di là dello stretto di Messina, +si organizzavano <i>i Fasci dei lavoratori</i>, da principio +con intenti non nettamente determinati, sicchè si +sarebbe potuto prenderli per organizzazioni non +molto dissimili dalle antiche società operaie; ma +più tardi, e particolarmente dopo il Congresso di +Genova, con programma schiettamente socialista, +ed anzi esclusivamente marxista.</p> + +<p>Credo di essere stato il primo, o uno dei primi, +a notare la esistenza dei Fasci fuori d’Italia, in un +articolo pubblicato nella <i>Grande Revue</i> di Parigi-Pietroburgo +nello scorso inverno; e confesso che +allora non sospettavo che avessero dovuto fare parlare +molto, e presto, di loro; e fui dei primi, pur +rallegrandomi, come socialista, dei progressi che facevano +le idee, a dare un grido di allarme per certi +fenomeni poco rassicuranti da me osservati.</p> + +<p>Parlai al vento; e gli eventi seguirono il loro +corso, come se nulla avesse dovuto e potuto farsi +per impedire che riuscissero dolorosissimi. Così si<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span> +arrivò ai massacri di Giardinello, di Pietraperzia, +di Marineo, di Gibellina, di Santa Caterina ecc., che, +per una serie incredibile di errori, di violenze di +arbitrî, di infamie, si riannodano, a meno di un anno +di distanza, a quello di Caltavuturo!</p> + +<div class="sidenote">IL MOVIMENTO PREOCCUPA</div> + +<p>E il movimento socialista siciliano, per virtù degli +iniziatori, per colpa degli avversarî e per favorevole +coincidenza di diversi fattori, assunse tali +proporzioni da preoccupare, finalmente, i nostri governanti +di ogni partito; alcuni dei quali con stoltezza, +che risente della calunnia, piuttosto che confessare +la imprevidenza propria, preferirono attribuirlo +all’oro della Francia ed alle mene dei clericali.</p> + +<p>I governanti, imprevidenti e prepotenti pel passato, +non si limitarono a spargere la voce che l’oro +francese alimentasse i malumori della Sicilia, ma +con abile e repentina preveggenza cominciarono ad +accreditare nel continente il sospetto che nell’isola +si preparasse un movimento <i>separatista</i>.</p> + +<p>In tal guisa, pensarono che il sentimento pubblico +avrebbe agevolata e approvata qualunque repressione.</p> + +<div class="sidenote">L’ORGANIZZAZIONE</div> + +<p>Quando il moto fu meglio conosciuto, i socialisti +di Europa se ne rallegrarono e fecero atto di solidarietà +mandando il loro obolo; e la <i>Volks Tribune</i> +di Vienna ha potuto così riassumerlo afferrandone +esattamente il carattere: «per le condizioni +specifiche del luogo e per le qualità personali degli +agitatori, il movimento proletario di Sicilia, ha +qualche cosa in sè di vibrato, di solenne, di primitivo, +di spontaneo, che in tutta l’Italia se ne risente +l’effetto. La stampa borghese d’Italia ne ha<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +risentito come per effetto l’azione, e per la prima +volta essa ha parlato sul serio del movimento socialistico.—La +gran massa di proletari organizzati +e disciplinati nei <i>Fasci</i> è di salariati di campagna, +di salariati delle miniere di zolfo, di lavoratori dell’industria +vinicola, di artigiani, di piccoli borghesi +e di studenti. La disciplina di tale organizzazione +ha dato già prova di sè in modo notevole e palese... +Questa organizzazione siciliana è il primo +grande movimento di massa proletaria, che si veda +in Italia, ed è il primo <i>atto</i> del socialismo Italiano.»<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> L’on. Comandini in una delle sue splendide ed oneste +corrispondenze al <i>Corriere della Sera</i> di Milano ricorda che +la colta gioventù socialista di Sicilia si sente assai lusingata +della iniziativa dell’isola. (Nº del 16-17 Gennajo 1894). L’osservazione +è esatta e collima con quelle del giornale di +Vienna. Avverto una volta per sempre che ripetutamente mi +riferirò ai giudizi dell’on. Comandini, non già perchè egli +sia stato il solo ad enunziarli; ma perchè venendo da lui, +che non milita tra radicali e socialisti, non può essere sospettato +di esagerazione e di partigianeria. +</p><p> +Notevolissime sono del pari le osservazioni del Borelli nel +<i>Popolo Romano</i>, che nella serie di corrispondenze dal titolo +<i>La Sicilia com’è</i>—ha saputo sintetizzare acutamente e onestamente +le condizioni economiche, politiche e morali dell’Isola.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="II" id="II"></a>II.<br /><br /> + +FORZE DEL SOCIALISMO</h2> + + +<p>Sarebbe grave errore disconoscere la importanza +del movimento socialista siciliano, che s’imperniava +nella organizzazione dei <i>Fasci dei lavoratori</i>; giova, +però, ridurlo alle sue giuste proporzioni.</p> + +<p>Ciò è necessario in vista delle notizie numerose +pubblicate dai giornali italiani e stranieri, ora esagerate, +ora addirittura false.</p> + +<p>Una statistica esatta del numero dei <i>Fasci</i>, che +corrisponda alla realtà, è difficile, perchè molti ne +sorgevano ogni giorno e non pochi ne scomparivano +senza che se ne avesse notizia. Chi dice che +erano 300 e chi li riduceva a 120; il Comitato centrale +dei <i>Fasci</i> al 1º novembre li portava a 163, oltre +35 in formazione. Reputo, poi, esageratissima la cifra +dei soci, che da tutti si ripete ammontasse a 300,000 +e più; la esagerazione la desumo da ciò ch’è a mia +personale conoscenza: molti <i>Fasci</i> erano puramente +nominali, come quello di Caltanissetta; di alcuni +altri il numero dei soci era stato per lo meno quintuplicato.<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span></p> + +<p>Appena si aprivano le iscrizioni i soci accorrevano +numerosi; ma poco dopo le file si diradavano, +sia perchè i soci non amavano pagare il piccolo +contributo mensile o settimanale, sia perchè si scoraggiavano +presto, non ottenendo miglioramenti immediati.</p> + +<p>I <i>Fasci</i> erano più numerosi e più disciplinati nelle +Provincie di Palermo, di Catania e di Trapani; molti +ne sorsero nel novembre e dicembre scorsi nella +provincia di Siracusa mercè l’opera indefessa dell’avvocato +De Stefano Paternò, ma sulla loro consistenza +non si potè portare un giudizio perchè erano +di data assai recente; meno numerosi erano +in quelle di Girgenti e di Caltanissetta; scarsissimi, +infine, in quella di Messina.</p> + +<div class="sidenote">I FASCI DEI LAVORATORI—LE DONNE</div> + +<p>In generale si mostrarono meglio organizzati e +più compatti, più disciplinati e più ardenti i <i>Fasci</i> +dei centri agricoli, specialmente nella provincia di +Palermo, dov’era singolarissima la partecipazione +simpatica e ardita delle donne, che richiamò l’attenzione +del Lombroso, del Morselli, mia e di tutta la +stampa italiana, che giustamente ha consacrato al +fatto parole di alta ammirazione non iscompagnata +da un certo senso di meraviglia, perchè le condizioni +intellettuali e sociali, il genere di vita e la educazione +delle donne siciliane avrebbero dovuto +allontanarle dal moto attuale.<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a> Invece inferiori +si mostrarono i <i>Fasci</i> delle città, non ostante che<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +fossero stati preparati dai congressi, dai giornali e +dalla propaganda socialista da molti anni.</p> + +<div class="sidenote">IL FASCIO DI CATANIA E QUELLO DI PALERMO</div> + +<p>Superiore a tutti in modo assoluto, pel numero +dei soci iscritti e attivi, per la organizzazione e per +la coscienza dei fini da raggiungere, era il <i>Fascio</i> +di Catania, che formava uno strano contrasto con +quelli della provincia, che erano fiacchi e incoscienti.</p> + +<p>A Catania, mercè l’instancabile propaganda dell’on. +De Felice Giuffrida, sorse quattro anni or sono +il primo sodalizio. Ivi il terreno era preparato dalla +vita non inonorata, che vi ebbero parecchie società +operaie, che dal 1860 in poi avevano organizzato +scuole, mutuo soccorso, assistenza medica e anche +prestiti sull’onore; ed alcune di esse, come quella +dei <i>Figli dell’Etna</i>, dei <i>Figli del lavoro</i>, della Pace +ecc., sussistono ancora, sebbene facessero capo al +<i>Fascio</i> e con questo procedessero ed agissero di conserva.</p> + +<p>La visita dei mille soci del <i>Fascio</i> di Catania alla +esposizione di Palermo determinò la organizzazione +di analoga associazione nella città delle iniziative, +d’onde, aiutata dall’<i>Isola</i> e dal <i>Giornale di Sicilia</i> e +dall’attivissima azione di un generoso gruppo di +giovani, il movimento si propagò in tutta la Sicilia; +sicchè, se a Catania spetta il merito della iniziativa, +il centro di diffusione divenne Palermo, per +quel maggiore ascendente esercitato sempre dall’antica +capitale sull’isola tutta.</p> + +<p>È da notarsi che non pochi degli organizzatori +dei <i>Fasci</i> appartenevano alla classe borghese; alcuni +sono agiatissimi, come il Ballerini; pochi ricchissimi +vengono dall’alta aristocrazia, come il marchese<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +di Montemaggiore e il principe di Cutò.<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a></p> + +<div class="sidenote">LA COSTITUZIONE DEI FASCI</div> + +<p>L’organizzazione era abbastanza semplice e logica. +Dove i soci erano numerosi, vennero divisi +secondo le arti e i mestieri e ciascun gruppo aveva +la sua speciale bandiera; vi erano anche delle squadre +coi rispettivi capi per quartieri.<a name="FNanchor_4_4" id="FNanchor_4_4"></a><a href="#Footnote_4_4" class="fnanchor">[4]</a></p> + +<p>Ogni <i>Fascio</i> aveva il suo rosso gonfalone con qualche +altro particolare emblema; e quel benedetto rosso +che scioccamente dà ai nervi delle autorità politiche, +ha dato luogo a pericolose colluttazioni, ad arresti +e processi. Ogni socio, nelle feste, portava una +coccarda rossa, ed i capi una fascia pure rossa: bisognava +vedere con quanta fierezza la indossavano +i contadini e gli operai nelle solenni occasioni.</p> + +<p>Non pochi <i>Fasci</i> avevano la fanfara, composta +quasi sempre di reduci dall’esercito, che vi avevano +portato il sentimento della disciplina, unito ad entusiasmo +e attività notevoli. La fanfara, talvolta +discreta, serviva a richiamare l’attenzione delle donne, +destava l’invidia di molti e pur troppo somministrò +occasione a numerose contravvenzioni alla legge +reazionaria di <i>pubblica sicurezza</i>, le quali costrinsero +i poveri soci o a pagare o a scontare le non piccole +multe col carcere. Ajutarono moltissimo la propaganda +le <i>passeggiate</i> da un paese all’altro, abilmente<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +organizzate, che sviluppavano elevati sentimenti +di solidarietà e davano ai lavoratori coscienza +della propria forza.</p> + +<p>Nelle sedi dei <i>Fasci</i> sulle pareti vi erano grandi +striscie di carta con motti significativi di Marx, di +Lassalle, di Bovio, di Hugo, di L. Blanc ecc. Non +di rado vi si trovavano i ritratti di Marx, di Mazzini, +di Garibaldi, del Re e della Regina. Il Rossi +della <i>Tribuna</i>, ed io stesso, in alcuni luoghi non +trovammo sul tavolo che un Cristo col suo lumicino, +che costituiva tutto l’ornamento del luogo; e +confesso che tanta semplicità impose a Rossi ed a +me, e di più doveva imporre a contadini ed operai, +tra i quali è ancora vivo il sentimento religioso +e che si esaltano maggiormente quando si +parla loro in nome del Nazzareno.</p> + +<div class="sidenote">DEBOLEZZA ECONOMICA</div> + +<p>I socî pagavano un tenuissimo contributo mensile +e settimanale, che variava da luogo a luogo, +ma che non oltrepassava una lira al mese. Le casse, +come si può immaginare, non erano provviste e +non avrebbero potuto far fronte alle spese ordinarie +di amministrazione e molto meno a quelle straordinarie +incontrate nell’aspra lotta col governo e +colle classi dirigenti—se i più ricchi del partito +non avessero fatto sacrifizî considerevoli. Soccorsi, +ma in tenue misura, vennero dai socialisti del continente, +della Germania, dell’Austria ed anche della +Rumenia. Le scarse somme venute dall’estero, passarono +per le mani del Prof. Labriola, che con vivo +rammarico altra volta mi fece osservare che tra gli +oblatori brillavano per la loro assenza i socialisti +francesi. In qualche paese agricolo si fecero sufficienti +provviste di frumento per opera di Presidenti<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +e di soci preveggenti; ciò che consentì loro la resistenza, +vittoriosa spesso, negli scioperi. Così a Corleone.</p> + +<div class="sidenote">AVVERSIONE ALLE COOPERATIVE DEI FASCI</div> + +<p>Alcuni <i>Fasci</i> praticavano il mutuo soccorso; altri +avrebbero voluto fondare casse di resistenza, +ma i mezzi erano del tutto inadeguati ai fini; si +accennò qua e là, a <i>cooperative</i> di consumo, che fecero +cattiva prova a Catania, dove cercarono sostituirvi +dei prezzi di favore con particolari venditori +di oggetti di consumo; scioperi inconsulti furono +tentati ed una <i>cooperativa di produzione</i> ebbe vita +per poco tempo in Palermo e finì miseramente. Erano +pochissime le <i>cooperative di lavoro</i>, in conformità +della legge dell’11 Luglio 1889, che avrebbero +potuto dare eccellenti risultati. Ma non c’è da +meravigliarsene perchè erano malviste dalle amministrazioni +locali, che preferiscono tuttavia confidare +i lavori agli appaltatori prediletti, dando luogo +a sospetti, non sempre infondati, d’illecite partecipazioni +ai lucri per parte degli amministratori.</p> + +<p>A Catania, mercè il tenue versamento di centesimi +15 per settimana, si praticava l’<i>assicurazione +collettiva</i>, mercè la quale alle famiglie dei socî che +morivano venivano date L. 400. Sino allo scioglimento +del sodalizio la cassa fece fronte ai suoi impegni; +ma avrebbe potuto continuare per lo avvenire, +se non avessero fatto meglio i calcoli e non +avessero tenuto conto esatto delle tavole di mortalità?</p> + +<p>Non poche ed inconsulte furono le spese per le +inaugurazioni dei gonfaloni; e non poche volte ho +assistito a banchetti relativamente luculliani, che +ho biasimato con tutte le mie forze.<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p> + +<p>Lo spagnolismo in Sicilia s’impone anche tra i +lavoratori!</p> + +<div class="sidenote">I FASCI E IL PARTITO ITALIANO</div> + +<p>Molti dei <i>Fasci</i> erano ascritti al <i>Partito italiano +dei Lavoratori</i> e s’inspiravano alla intolleranza e al +fanatismo della chiesa di Milano; alcuni, per così +dire, erano indipendenti specialmente se erano sorti +per ragioni locali. Vera direzione centrale non c’era +per quanto il <i>Fascio</i> di Palermo aspirasse a tale +onore e facesse di tutto per meritarlo. La <i>Lotta di +Classe</i> di Milano penetrava in qualche luogo e vi +esercitava la sua azione; in molti altri, il giornale +prediletto era <i>La Giustizia sociale</i>, che seguiva il +metodo della prima, di Palermo; <i>L’Unione</i> di Catania, +<i>Il Mare</i> di Trapani erano giornali settimanali +diffusi nelle rispettive provincie e redatti con +criterî più conformi alle condizioni locali.</p> + +<p>Per la propaganda, più che sui giornali—essendo +grandissimo in Sicilia il numero degli analfabeti—si +contava sulle conferenze, sulle amichevoli conversazioni, +sulle feste da ballo alle quali partecipavano +le famiglie dei socî, e che riuscivano splendide—anche +dal lato economico—in Catania, e +sul teatrino socialista di Palermo, istituzione che +se avesse trovato scrittori ed interpreti adatti avrebbe +potuto dare buoni frutti.<a name="FNanchor_5_5" id="FNanchor_5_5"></a><a href="#Footnote_5_5" class="fnanchor">[5]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p> +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2"><span class="label">[2]</span></a> Il Sonnino fin dal 1876, nel suo libro sui <i>Contadini in +Sicilia</i>, che dovrò citare ripetutamente, aveva rilevato che le +condizioni delle donne non erano adatte a farle partecipare +ai moti sociali.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3"><span class="label">[3]</span></a> Il Marchese di Montemaggiore colla morte del padre +divenuto principe di Baucina pare abbia cambiato improvvisamente +di opinione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_4_4" id="Footnote_4_4"></a><a href="#FNanchor_4_4"><span class="label">[4]</span></a> Credo che erroneamente un autorevole giornale di Roma +abbia scritto che la organizzazione dei <i>Fasci</i> sia stata modellata +su quella dei <i>Sindacati</i> e delle <i>Camere del lavoro</i> di Parigi; +e <a name="tn14" id="tn14"></a><span class="correction">l’errore</span> venne ripetuto dal Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i>.</p></div> + +<div class="footnote"><div class="sidenote">SVILUPPO DEL SOCIALISMO IN SICILIA</div><p><a name="Footnote_5_5" id="Footnote_5_5"></a><a href="#FNanchor_5_5"><span class="label">[5]</span></a> +Il sig. Enea Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i> del 1º gennajo +1894 riassume in parte esattamente la storia dell’idea +socialista in Sicilia; ma accorda forse soverchia importanza +all’antica stampa e agli antichi agitatori. Fu minima l’azione +esercitata dal Bakounine da Napoli dopo il 1867, e assai +circoscritta e poco duratura quella del suo e mio carissimo +amico Saverio Friscia, nel circondario di Sciacca; e minima +azione esercitarono i giornali <i>Lo Scarafaggio</i> di Trapani e il +<i>Povero</i> di Palermo. Così dicasi pure pel <i>Riscatto</i> e pel <i>Vespro</i> +di Messina e per cento altri giornaletti settimanali pullulati +in tutte le provincie della Sicilia e che vissero stentatamente +e per breve tempo. Vorrei poter meritare l’onore, +che mi attribuisce, affermando che il punto culminante della +propaganda socialista bisogna riconoscerlo nella pubblicazione +del mio libro sul <i>Socialismo</i> e del giornale quotidiano <i>L’Isola</i> +da me diretto. Del primo so qualche cosa, perchè ne fui l’editore: +poche copie se ne vendettero in Sicilia e credo nessuna +ne pervenne tra le file del popolo. +</p><p> +La seconda, per quanto ispirata alle idee repubblicane e +socialiste penetrava maggiormente tra la borghesia più onesta +e più intelligente. Invece credo che negli animi delle +popolazioni ho fatto più breccia colla campagna elettorale +del 1890 combattuta in quattro collegi. Dei giornali quello +che ha maggiormente contribuito a creare la coscienza socialista +nella cerchia della provincia di Catania fu ed è l’<i>Unione</i> +del De Felice; vengono dopo la <i>Nuova Età</i> di Palermo +e di Marsala e l’<i>Esule</i> di Trapani.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="III" id="III"></a>III.<br /><br /> + +IL PROGRAMMA—I RISULTATI—LE ACCUSE.</h2> + + +<p>Quale fosse il programma <i>ufficiale</i> dei <i>Fasci dei +lavoratori</i> è facile conoscerlo, poichè venne riassunto +in un opuscolo di propaganda di Garibaldi +Bosco. (<i>I fasci dei lavoratori; il loro programma ed +i loro fini.</i> Palermo 1893.)—Questo programma è +quello del partito socialista dei lavoratori italiani; +è il programma della scuola marxista. Non si vuole +<i>divisione delle terre</i>, ma socializzazione di tutti i mezzi +di produzione; si vuole e si combatte per l’abolizione +del salariato, e come mezzo si adotta la lotta +di classe, cioè degli sfruttati contro gli sfruttatori; +della lotta di classe si servono per fare in modo +che le classi odierne possano sparire, distruggendo +tutte le ineguaglianze artificiali, artificialmente create.» +(p. 11).</p> + +<p>Questa parte per così dire radicale del programma +non è detto chiaramente ed esplicitamente che sarà +realizzata in un avvenire non prossimo, come riconosce +lo stesso Bebel. Ma si argomenta che i capi<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +non dovevano ritenere di pronta attuazione la socializzazione +dei mezzi di produzione, da quello che +dicevano su di essa in altra parte del programma,—che +consideravano come d’immediata attuazione +e adatta alle condizioni dell’ambiente—e cioè: cooperative +di consumo, cooperative di lavoro, conquista +dei municipî, delle provincie ed anche del parlamento.</p> + +<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEI FASCI</div> + +<p>Queste modeste aspirazioni, che sono propugnate +da tanti che non sono socialisti e pel cui conseguimento +(se non vi facesse ostacolo la intolleranza di +alcuni capi), si potrebbe trarre profitto dall’impiego +di tante altre forze, rappresentano molto meno di +quello che c’era nel programma minimo del cosidetto +partito <i>possibilista</i> francese, ch’ebbe ad interprete +autorevole e stimato il Malon.</p> + +<p>Non avevano messo nel programma neppure le +<i>cooperative di produzione</i>, perchè disgraziatamente +nemmeno quelle di <i>consumo</i> e di <i>lavoro</i> hanno potuto +attecchire in Sicilia, dove indarno si cercherebbe +una associazione di semplice mutuo soccorso, +che possa gareggiare con la più meschina <i>Trade-Union</i> +inglese del vecchio stampo.</p> + +<p>Se alcuni dei capi conoscevano le teorie di Marx—e +alcuni le avevano studiate con amore e le spiegavano +con molta chiarezza, come il Montalto, il +Barbato, il De Luca, il Petrina, ecc.;—la immensa +maggioranza dei soci dei <i>Fasci</i>, per non dire la totalità, +non riusciva a formarsene la più lontana idea. +Così avveniva che mentre i giornali ed i capi +del partito parlavano di <i>collettivismo</i>, tra i socî e +specialmente tra i contadini più arditi e più radicali +si aspirava alla divisione delle terre, alla quotizzazione.<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +Per loro una buona <i>legge agraria</i> sarebbe +l’ideale; molti altri si sarebbero contentati della riforma +dei patti colonici. La elevazione dei magri +salarî per gli uni, la mezzadria ad oneste condizioni—come +c’è in Toscana e nell’alta Lombardia, +e di cui non mancano buoni e numerosi esempî +nella stessa Sicilia—per gli altri, sarebbero bastate +a soddisfarli ed a quietarli per un pezzo.</p> + +<p>Il sig. Enea Cavalieri giustamente osservò che +in fondo, «astraendo dal loro infeudamento al socialismo, +i <i>Fasci</i>, come nuclei operai, dovevano qualificarsi +Società di resistenza, <i>Trade-Unions</i> insomma: +principio di resistenza, che ha alte giustificazioni.»</p> + +<div class="sidenote">LE ASPIRAZIONI DEI CONTADINI</div> + +<p>Nessuno aveva, dunque, motivo di allarmarsi e +di protestare se praticamente, in sostanza, i contadini +e gli operai di Sicilia si organizzavano come +in Inghilterra e facevano domande d’immediata realizzazione +che vennero trovate ragionevoli da illustri +professori di diritto, che le difesero in seno della +Regia Commissione che discusse i <i>Contratti agrarî</i>.</p> + +<p>Per la parte più radicale, ma di remota realizzazione, +poi è bene notare che l’on. Marchese di +San Giuliano, ex sottosegretario di Stato nel Ministero +Giolitti—e <i>pour cause</i> mi limito tra i liberali +e i conservatori a citare il solo rappresentante di +Catania—nel suo libro: <i>Le condizioni presenti della +Sicilia</i> (p. 135) considera come <i>superstiziosa</i> la venerazione +di cui viene circondata la proprietà privata, +che considera—al modo di Lassalle—quale una +categoria storica modificabile col tempo nella legislazione. +A che dunque far la voce grossa contro i +socialisti, che dicono la stessa cosa?</p> + +<p>In quanto allo spirito e ai moventi reali che spinsero<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +alla costituzione dello insieme dei <i>Fasci</i>, perchè +i fatti posteriori mi dettero ragione, credo opportuno +ripetere ciò che scrissi altra volta.</p> + +<div class="sidenote">LA DEGENERAZIONE DI PARECCHI FASCI</div> + +<p>«Anzitutto,—osservai in sul finire del luglio +1893—a spiegare certi fenomeni non degni di ammirazione, +è d’uopo rilevare che certi <i>Fasci</i> sono +sorti come arma di combattimento contro locali Società +operaie infeudate ad uomini ed a partiti diversi. +L’ideale socialista in questi casi non è servito +che come marca di fabbrica, che doveva coprire +la merce di contrabando. Così alla prima +occasione tali <i>Fasci</i> si sono visti rinnegare i principî, +che dovrebbero inspirarli e in nome del socialismo +combattere anche i socialisti.»</p> + +<p>«Più di frequente i soci, che accorsero numerosi, +furono trascinati nelle nuove associazioni dall’innegabile +contagio psichico, che tanto più attivamente +agisce quanto meno colte sono le masse sulle quali +dispiega la sua azione; ma ognuno crede che in +questi casi, scomparso il fascino del momento ed +anche la parvenza teatrale, rimangono poco utili, +se non addirittura dannosi, al sodalizio, dove portano +un pericoloso contingente di svogliatezza e di +malumore.»</p> + +<p>«Nel maggior numero, infine, degli operai, che +si sono iscritti nei <i>Fasci dei lavoratori</i> della Sicilia +e che del resto ne costituiscono l’elemento migliore +prevalse quel socialismo sentimentale, ch’è fatto di +forte malcontento—ben giustificato—dello stato +presente, e di vaga aspirazione verso un più lieto +avvenire, tanto più seducente quanto più inghirlandato +colle magiche promesse contenute nelle parole +<i>giustizia</i> ed <i>eguaglianza</i>. Manca, però in questo<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +maggior numero la coscienza vera di ciò che si +vuole, dei mezzi congrui per conseguirlo ed anche +il concetto adeguato della forza, che si ha nelle +proprie mani—giudicata talora grandissima e tal +altra minima—e manca in generale questa coscienza +perchè manca la coltura intellettuale anche la più +elementare». (<i>Rivista popolare</i> 1. agosto 1893). Tutto +questo era innegabile dinanzi allo spettacolo di <i>Fasci</i> +sorti e presieduti da liberali ortodossi, come +quello di Militello, o dei <i>contro-fasci</i>, come quello +di Monreale.</p> + +<div class="sidenote">SOCIALISMO SENTIMENTALE</div> + +<p>Questo giudizio onesto di un socialista onesto, +che credeva giovare alla causa prediletta col culto +della verità, senza orpelli e senza illusioni, non +piacque a coloro che in Italia hanno preso nelle +mani il monopolio del socialismo intransigente, come +non piacque ciò che dissi con altrettanta franchezza +nella <i>Grande Revue</i>, e venni considerato come +un nemico dei <i>Fasci</i> e designato al disprezzo +come un <i>socialistoide</i>. A mio conforto ed a mia giustificazione +venne dopo una corrispondenza da Reggio +Emilia—all’epoca del congresso socialista—nel +<i>Peuple</i> di Bruxelles, e che certamente è dovuta +al Vandervelde—uno dei capi più autorevoli del +socialismo belga—nella quale è detto: «In Sicilia +il movimento socialista data da ieri. Si è sviluppato +con una rapidità che fa pensare alla formazione +delle leghe operaie belghe, dopo gli avvenimenti +di marzo 1866. Sinora i contadini siciliani +erano rimasti completamente al di fuori di tutte +le preoccupazioni socialiste. Bruscamente in meno +di un anno, tutto questo proletariato si è organizzato; +ma <i>il va sans dire</i> che questi nuovi aderenti<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span> +non sono arrivati alla <i>piena ed intera coscienza +dell’ideale socialista</i>. La maggior parte accettano +il nuovo vangelo, <i>come quei pagani che si +facevano battezzare, ma che continuavano a portare +delle ghirlande di fiori sugli altari di Freja</i>. In qualche +società i membri sono obbligati di assistere, +da una parte alle riunioni socialiste, dall’altra +alle feste annuali della Madonna. Ci si cita un +gruppo—<i>Il circolo della regina Margherita</i>—che +accetta ad una volta il principio della <i>lotta di classe</i> +e il patronato del re d’Italia.</p> + +<p>Questo giudizio era forse più aspro del mio; ma +non era meno vero; e più severo sarebbe stato se +fosse venuto all’indomani di certi luttuosi fatti determinati +da domande giuste offuscate da altre assai +reazionarie (<i>Giardinelli</i> ecc.).</p> + +<div class="sidenote">NUOVA COSCIENZA NEI LAVORATORI</div> + +<p>È bene osservare però, che se per i lavoratori della +Sicilia il programma marxista era incomprensibile, +un passo notevole nel senso socialista in Sicilia si +fece in questi ultimi tempi colla modificazione profonda +nella coscienza degli stessi lavoratori, nel considerare +la loro posizione di fronte alle altre classi +e nel reclamare il loro diritto. Pel passato le classi +dirigenti avvalendosi dei mezzi più poderosi di dominio—morale, +religione, politica—adoperati nel +modo descritto dal Loria, erano riuscite a mantenere +in una specie di servitù di fatto i lavoratori che si +credevano nel dovere di soffrire ed ubbidire. In altri +tempi, costrettivi dalle sofferenze fisiche, poterono +ribellarsi, ma essi raramente invocavano e facevano +valere i propri diritti e credevano che il +poco che potevano chiedere e sperare lo dovevano<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +attendere dalla carità e dalla generosità altrui. Ora +invece sanno e dicono che quel poco che chiedono +è loro <i>dovuto</i> ed hanno <i>diritto</i> di esigerlo.</p> + +<p>A Partanna nei tumulti si grida: <i>Vogliamo lavoro +e non elemosine!</i> A Piana dei Greci, quando Plebano, +Farina e Comandini visitaronla i contadini, benchè +affamati e nella più squallida <a name="tn25" id="tn25"></a><span class="correction">miseria</span>, respingevano +l’elemosina credendosi avviliti, degradati accettandola.</p> + +<p>Questi fatti provano la formazione della coscienza +socialista nelle masse siciliane, e non è poco. Questa +coscienza non si potrà più distruggerla e darà i suoi +frutti.</p> + +<p>Coloro che stavano alla direzione del movimento +opportunamente avevano pensato ad eliminare molte +stridenti contraddizioni; avevano messo in mora parecchi +<i>Fasci</i>, che vi si abbandonavano ed alcuni +anche ne avevano eliminato dal seno del partito; +(Lercara, Delia, ecc. ecc.); ma i fatti rimangono sempre +come un indizio dello spirito che c’è nelle masse +e della loro maturità maggiore o minore per accogliere +i dettati del rigido socialismo marxista.</p> + +<div class="sidenote">I FASCI E I CONTRATTI AGRARII</div> + +<p>Intanto è bene avvertire che nel programma minimo +i <i>Fasci</i> avevano già ottenuto notevoli risultati. +In taluni punti i salarî si erano elevati alquanto; +altrove erano stati accettati dai proprietarii,—per +timore di peggio o per ridestato senso di umanità—i +patti colonici votati dal Congresso di Corleone. +Il Cavalieri alludendo a questi successi sul terreno +economico, nota che le modificazioni nei <i>contratti +agrarî</i>, indarno raccomandate da tanti anni da Villari, +da Rubieri, da Sonnino ecc., le ottennero i <i>Fasci</i><span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +colla <i>violenza</i> e colla <i>minaccia</i> e perciò in fondo loda +l’opera del Congresso di Corleone<a name="FNanchor_6_6" id="FNanchor_6_6"></a><a href="#Footnote_6_6" class="fnanchor">[6]</a>.</p> + +<p>Credo che egli sia stato inesattamente informato +sui mezzi adoperati dai <i>Fasci</i> di contadini per ottenere +più eque condizioni dai proprietarî delle +terre, a meno che egli non consideri come una violenza +lo sciopero; ma se pur egli fosse nel vero, si +potrebbero biasimare coloro che da secoli sono stati +vilipesi ed abbandonati e che colle buone non erano +mai riusciti a migliorare la propria tristissima +condizione?</p> + +<div class="sidenote">GLI OPERAI NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE</div> + +<p>La vittoria, infine, aveva coronato non poche lotte +elettorali amministrative. A Piana dei Greci, a Corleone, +a Prizzi, a Partinico, ad Alcamo, a San Giuseppe +Jato, a Sancipirrello, ecc. ecc. contadini ed operai, +candidati dei <i>Fasci</i>, erano andati a far parte +dei Consigli Comunali.</p> + +<p>Si avrebbe torto, però, ritenendo che questi ed +altri successi elettorali fossero dovuti esclusivamente +alle forze socialiste: gli operai da un pezzo senza +vero programma di partito prevalsero in molti comuni:<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +alcuni li ebbero in mano completamente—Caltagirone, +Agira, Biancavilla, ecc.—Altrove, ad +esempio a Catania, a Messina gli eletti socialisti e +con grande numero di voti, sono l’espressione di +molte cause concomitanti e specialmente del malcontento +suscitato dalle precedenti amministrazioni; +negli eletti giovani onesti, intelligenti e coraggiosi +si è visto un freno ed un controllo utile. +In qualche punto i clericali e quella congerie di +partiti locali senza programma alcuno hanno adescato +i lavoratori, hanno messo all’asta il loro appoggio, +accordando posti nei Consigli comunali a +chi dava loro un maggior numero di voti e accordandoli +spesso a coloro che meno li meritavano!</p> + +<div class="sidenote">I FASCI NELLE ZONE AGRICOLE</div> + +<p>I successi reali i cui risultati economici sono stati +visibili ed immediati, si sono visti con particolarità +nelle zone agricole; si spiega perciò come e perchè +i contadini fossero i più ardenti nella lotta e si può +prevedere che i loro <i>Fasci</i> si riorganizzeranno presto +e meglio degli altri non appena sarà passata la +bufera attuale e prevarranno se saranno accortamente +diretti; direzione accorta che c’era a Piana dei Greci +per merito del D.r Barbato ed a Corleone per opera +di Bernardino Verro. È facile prevedere ciò che avverrà +in queste zone dal risultato delle elezioni amministrative +in Piana dei Greci, dove pochi giorni +prima della iniqua sentenza del 30 maggio, il D.r +Barbato e i suoi compagni del <i>Fascio</i>, non ostante +lo stato di assedio e le cancellazioni arbitrarie ed +odiose dalle liste elettorali fatte dal Regio Commissario +straordinario,—vennero eletti consiglieri comunali +alla quasi unanimità.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_6_6" id="Footnote_6_6"></a><a href="#FNanchor_6_6"><span class="label">[6]</span></a> Questo piccolo episodio siciliano illustra sempre più ciò +che L. Bissolati brillantemente sostenne contro l’on. Prof. +Luigi Luzzatti sulla assoluta mancanza di spontaneità nelle +<i>concessioni</i> fatte dalla borghesia al proletariato (V. L. Bissolati: +<i>La lotta di classe e le alte idealità della borghesia</i>. Milano +1893). L’avvocato cremonese dimostra che tutte le leggi +sociali favorevoli ai lavoratori in Inghilterra sono in correlazione +colla conquistata influenza politica degli ultimi. Giustissimo! +Sostenni sempre tale tesi, che formò il caposaldo +delle mie teorie politico-sociali: la esposi nella conferenza al +Teatro S. Cecilia in Palermo (1890) e al Consolato Operaio +in Milano (1891). Allora dai valvassori del socialismo fui deriso +e canzonato.... E ora?</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.<br /><br /> + +LE CAUSE—IL MALCONTENTO IN ALTO.</h2> + + +<p>Alla descrizione del movimento socialista siciliano +nelle sue fasi e nelle sue condizioni attuali parmi +opportuno far seguire un breve studio sulle cause, +che lo hanno fatto assorgere ad una importanza, +che non ha riscontro sul continente italiano; studio +utile perchè somministra le migliori e più esatte +indicazioni sulla condotta da seguire per regolarlo.</p> + +<p>Il Prof. Lombroso, ch’è rimasto colpito dal rapido +sviluppo del socialismo in Sicilia, per ispiegarlo attribuì +un’azione preponderante al miscuglio delle +razze e al clima. Senza intrattenermi di questo secondo +fattore, la cui esagerata influenza ho dimostrato +insussistente nella <i>Sociologia Criminale</i> (Vol. 2º), +osservo sulla prima che a torto adesso lo si invoca.</p> + +<p>I contatti tra razze diverse certamente producono +fermenti insoliti e acceleramento della vita sociale: +Carlo Cattaneo, <a name="tn28" id="tn28"></a><span class="correction">precedendo</span> il Gumplowicz e parecchi +altri etnologi e sociologi contemporanei, giustamente +lo affermò. Non è il caso di ricorrere a questa +spiegazione oggi in Sicilia dove le razze sono<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span> +fuse da oltre dieci secoli e dove la miscela non sarebbe +nè maggiore, nè più recente che in Lombardia +o nel Napolitano.</p> + +<p>Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente +per comprendere che una propaganda che +non trovasse l’<i>ubi consistam</i> nelle opportune condizioni +sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe +tentata, attribuiscono tutto all’azione degli agitatori, +dei demagoghi, come essi li chiamano per +designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori assegnano +moventi non confessabili. Dicono che questi +ultimi sono mossi dall’ambizione di divenire +consiglieri comunali e provinciali o anche deputati; +osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi +e rendere necessario il suo ritorno al potere; +che si aspira alla separazione col protettorato inglese, +sotto il quale Malta fiorisce; che la Francia +soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento +insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento +non è che una manifestazione brigantesca +e che la organizzazione non è socialistica, ma modellata +e inspirata dalla <i>mafia</i>.</p> + +<div class="sidenote">SCIOCCHE CALUNNIE</div> + +<p>La maggior parte di queste affermazioni rappresentano +calunnie tanto odiose, quanto ridicole. Per +quella piccola parte di vero che c’è dirò che bisogna +non conoscere il cuore umano per meravigliarsi +che l’ambizione si annidi nel cuore di qualche giovane +intraprendente: essa anzi è un grande stimolo +a mutare ed a progredire; e senza ambizione si può +dire che non vi sono nell’attuale organizzazione sociale +se non gl’inetti e i disgustati dalla vita pubblica. +Tutto sta nel modo come si esplica e si cerca +di soddisfare; e in quanto a questo, io che conosco<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +quasi tutti i giovani, che stavano alla testa dei <i>Fasci +dei lavoratori</i> posso assicurare con serena coscienza, +ch’essi sono davvero eccellenti nella grandissima +maggioranza.<a name="FNanchor_7_7" id="FNanchor_7_7"></a><a href="#Footnote_7_7" class="fnanchor">[7]</a></p> + +<div class="sidenote">LA JEUNESSE DORÉE SICILIANA</div> + +<p>E non a torto l’on. Comandini ha descritto, in +una delle sue corrispondenze, la <i>jeunesse dorée</i> del +socialismo siciliano, simpaticamente, come dedita allo +studio e alla propaganda. Il caso non è nuovo e +non deve affatto <a name="tn30" id="tn30"></a><span class="correction">sorprendere</span>. Chi non ricorda il lavorio +di demolizione di tutte le vecchie credenze +che venne fatto in Francia nel secolo scorso da +buona parte della <i>jeunesse dorée</i>? E chi non sa che +al nihilismo i martiri e gli eroi più belli vennero +dalla borghesia e dalla aristocrazia?</p> + +<p>In quanto alla ingerenza e all’influenza della +<i>mafia</i> e del <i>brigantaggio</i>, l’accusa è iniquamente +bugiarda. Qualche ammonito, e davvero pochi, faceva +parte dei <i>Fasci</i>; ed a me che una volta deplorai +il fatto si rispose: «dunque non si dovranno +mai riabilitare? E perchè si meravigliano di qualche +ammonito ch’è nei <i>Fasci</i> se hanno mandato Tanlongo +in Senato e tanti ladri del pubblico denaro +stanno in Parlamento? E perchè desta tanto scandalo +un disgraziato che violò la legge per miseria +per ignoranza e viene da noi paternamente accolto, +mentre si trova regolarissimo che il Barone +Tizio sia sindaco, sebbene abbia passato qualche<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +anno in carcere sotto gravissima accusa; e il Conte +Filano tenga ai suoi ordini, come <i>bravi</i>, i peggiori +<i>mafiosi</i> dell’isola? Cristo, del resto, impone il perdono!»</p> + +<p>Questo linguaggio semplice, onesto, elevato fu +tenuto anche a Piana dei Greci a Rossi della <i>Tribuna</i>.</p> + +<p>Mi piace aggiungere che a me consta, che alcuni +ammoniti da che erano stati ricevuti nei <i>Fasci</i> avevano +tenuto una condotta irreprensibile. E il fenomeno +non è nuovo, per quanto possa sembrare +strano a coloro che non conoscono il cuore umano. +Ci fu in Sicilia nel 1893 un leggero aumento nella +delinquenza; ma fu anche maggiore in gran parte +del continente senza che vi fossero <i>Fasci</i>, ma per +le cause sociali generali.</p> + +<div class="sidenote">LE ACCUSE STOLTE E I FATTI</div> + +<p>Se s’ingannano da pessimisti le autorità politiche +e le classi dirigenti, o vogliono ingannare, non si +appone neppure al vero il Bosco nella parte in cui +si abbandona ad un ingenuo ottimismo e adduce +come fattori concomitanti del progresso del socialismo +in Sicilia lo sviluppo intellettuale e morale +delle masse. Questo sviluppo è tale meschina cosa +che davvero non avrebbe potuto dare i risultati che +gli vengono attribuiti. L’analfabetismo e la delinquenza—negli +omicidî Caltanissetta e Girgenti hanno +il primato assoluto—nell’isola sono altissimi, e la +lasciano a grandissima distanza dal Piemonte, dalla +Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana, dove il socialismo +è assai meno rigoglioso in questo momento.<a name="FNanchor_8_8" id="FNanchor_8_8"></a><a href="#Footnote_8_8" class="fnanchor">[8]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span></p> +<p>Ispira simpatia il caso citato dal Rossi della <i>Tribuna</i> +di quei socî del <i>Fascio</i>, poveri anch’essi, che +si quotizzarono per ricomprare il mulo al compagno +che l’aveva perduto, come si farebbe nella <i>Zadruga</i> +degli Slavi meridionali. Ma il caso isolato +non autorizza affatto il Bosco a scrivere: «Moralmente +il nostro contadino è di molto migliorato. Egli +a poco a poco va spogliandosi della laida veste +dell’egoismo e sente vivo l’amore pel prossimo; egli +che non comprendeva nemmeno l’amore per la famiglia, +ama oggi il fratello di dolore e lo aiuta in +tutto quello che può. E di azioni veramente altruistiche, +che indicano un grande progresso morale, +potremmo citarne a <i>centinaia</i>(!!)»</p> + +<p>Questa è poesia bella e buona; la realtà è diversa +e si avvicina molto a quel materialismo economico +da cui un discepolo di Marx non avrebbe +dovuto discostarsi.</p> + +<div class="sidenote">I FATTI E LE ESASPERAZIONI</div> + +<p>La realtà è questa: in Sicilia c’è un grande malcontento +pel malessere economico aggravato dalle +condizioni politiche; malcontento che spinge alla +protesta e alla reazione, coadiuvato dall’influenza ereditaria +e dalle tradizioni locali. Il malcontento ha +cause economiche generali e ne ha particolari che +lo hanno reso più rapidamente sensibile: il malcontento +è in alto e nelle classi dirigenti, che a forza<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +di mormorare e di protestare hanno incitato il popolo +ad imitarle; e col malcontento in alto sono venuti +meno i freni morali e materiali, che avrebbero +potuto rattenere e moderare il malcontento irrompente +in basso.</p> + +<div class="sidenote">IL MALCONTENTO NELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>Tra le classi dirigenti il malumore serpeggia e +si accresce con prodigiosa rapidità per tutte le cause +generali, che agiscono in tutta Italia e che trovano +l’addentellato e nella politica interna e nella politica +estera e in tutte le esplicazioni della vita pubblica. +Di questo stato dell’animo delle classi dirigenti +dettero un saggio i <i>grandi proprietarî</i> di Sicilia—senatori, +deputati, duchi, principi, marchesi, +baroni, cavalieri ed anche avvocati nullatenenti—che +riuniti nella sala Ragona in Palermo, in numero +di duecento, applaudirono freneticamente un +rapporto del Comitato promotore, che nella <i>parte +generale</i>—dovuta al senator Guarneri—dice in principio +così: «I deplorabili moti,—promossi da quali +agitatori e da quali intenti l’Italia oggi non ignora—che +sono scoppiati, <i>non sarebbero avvenuti</i>, o +almeno non avrebbero tanto attecchito se in tutta +l’isola non regnasse il più profondo malcontento +ed universale malessere, <i>nato da lunghi anni di +trista amministrazione</i>.» (p. 3) Dopo questa constatazione +che valore possono avere le sciocche invettive +contro i <i>sobillatori</i>?</p> + +<p>I proprietarî si lamentano acremente per la gravezza +delle imposte erariali, provinciali e comunali, +e in parte si lamentano a torto i grandi proprietarî, +che se molto pagano non possono e non devono +negare che dal 1860 in poi hanno visto aumentare +vistosamente i loro redditi. Il prof. Salvioli afferma<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +che nel circondario di Mistretta i fitti raddoppiarono: +in provincia di Catania aumentarono di circa +un terzo ed in qualche zona del doppio, fino al 1881. +Così in quella di Siracusa e di Caltanissetta. In provincia +di Trapani l’aumento variò dal 30 al 100%. +(<i>Gabellotti e contadini in Sicilia</i> ecc. nella <i>Riforma +Sociale</i> del Nitti 10-25 marzo 1894). Le ricerche di +altri agronomi e le mie confermano questo aumento +straordinario nei fitti: e in questo come in +tanti altri casi continua la rassomiglianza tra la +Sicilia e l’Irlanda.<a name="FNanchor_9_9" id="FNanchor_9_9"></a><a href="#Footnote_9_9" class="fnanchor">[9]</a> Inoltre il prodotto delle imposte +di ogni genere in maggior parte venne speso +a vantaggio degli stessi proprietarî. Molte strade +comunali e provinciali, che hanno rovinato i corpi +locali sono state costruite a loro esclusivo beneficio: +e su di alcune si narrano intrighi e imposizioni +scandalose per farle votare ed eseguire. Le imposte +e le spese così riuscirono spesso ad aumentare la +ricchezza dei proprietarî.</p> + +<div class="sidenote">CENSIMENTO DELL’ASSE ECCLESIASTICO</div> + +<p>In Sicilia, eziandio, a produrre una speciale perturbazione +economica ha contribuito un fattore, che +avrebbe dovuto essere benefico e che sotto certi +punti di vista tale realmente è riuscito. Alludo al +censimento dei beni demaniali e dell’asse ecclesiastico.<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span></p> + +<div class="sidenote">GARIBALDI E IL GOVERNO ITALIANO</div> + +<p>Qui da dieci secoli le corporazioni religiose, le +confraternite ecc. avevano ricevuto doni dai fedeli +ed accumulato ricchezze enormi. Nel 1860 si può +ritenere che esse possedevano oltre 190,000 ettari +della migliore terra malamente coltivata sì, ma il +cui prodotto veniva consumato localmente. Il generale +Garibaldi vide il pericolo che derivava dalla +esistenza di tale vasta manomorta ed il vantaggio +che si poteva ricavarne distribuendola in piccoli +lotti ai lavoratori; ma il suo ottimo pensiero fu svisato +completamente poco dopo.</p> + +<p>Il governo italiano, che successe alla Dittatura, +ad un elevato fine economico-sociale ne sostituì uno +puramente fiscale: e col censimento, che seguì alla +soppressione delle corporazioni religiose, si costituì +una risorsa finanziaria compiendo una vera spogliazione +a danno dei Comuni, cui accordò in teoria un +quarto della rendita dei beni delle suddette corporazioni—assottigliata +da imposte e prelevazioni di +ogni sorta—ma in fatto la negò con ogni sorta di +tergiversazioni e di litigi.<a name="FNanchor_10_10" id="FNanchor_10_10"></a><a href="#Footnote_10_10" class="fnanchor">[10]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span></p> +<div class="sidenote">SI MANCA IL FINE</div> + +<p>Coll’incameramento e col censimento eseguito con +criterî fiscali, dal punto di vista sociale il progresso +fu poco, perchè alle corporazioni nelle proprietà +della terra si sostituì a poco a poco il grande proprietario, +checchè ne abbia pensato il Prof. Corleo,<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span> +ch’era un poco interessato a difendere il modo come +s’era praticato il censimento; il competente Prof. Basile, +anzi, arriva a dire, «che si sono vendute +tutte le terre appartenenti una volta alle <i>manimorte</i> +e sono state acquistate da proprietarî oziosi, +da far comparire <i>manivive</i> i monasteri di una +volta.» (<i>La quistione dei contadini in Italia.</i> Messina +1894).</p> + +<div class="sidenote">L’ASSENTEISMO</div> + +<p>Dal punto di vista economico l’isola subì tutte le +conseguenze dell’<i>assenteismo</i>; poichè il prodotto della +terra e del lavoro—in gran parte sotto forma di <i>canone</i>—emigrò +tutti gli anni al di là dello stretto per +essere consumato a Roma e nell’alta Italia, dove +per ragioni geografiche, politiche e militari lo Stato +spende una somma maggiore di quella che vi esige.</p> + +<p>L’<i>assenteismo</i>—quest’altro male caratteristico dell’Irlanda—generato +dal governo in Sicilia, si complica +per dato e fatto di alcuni privati, che vi hanno +grandi possessioni—Duca d’Aumale, duca di Ferrandina, +duca di Monteleone, Principe di Trabia, +Principe di S. Elia, Principe di Belmonte, ecc.—e +che vivono, i più, nel continente italiano, in Francia +o in Ispagna. I danni enormi economico-sociali dell’<i>assenteismo</i> +vennero riconosciuti da tempo dal Sonnino, +dal Baer (nel suo eccellente studio sul <i>Latifondo +in Sicilia</i> nella <i>Nuova Antologia</i> del 15 aprile +1883) e di recente dal Cavalieri, da Monsignor Carini, +dal De Rosa, ex-prefetto di Caltanissetta, dal senatore +Faraldo, ex prefetto in Sicilia (<i>Alcuni riflessi +sui casi succeduti in Sicilia</i>) ecc. ecc.</p> + +<p>Questa causa di depressione economica, che agiva +lentamente, da recente fu resa più energica +colle facilitazioni allettatrici, che accordò lo Stato<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +per lo affrancamento dei censi sui beni dell’asse +ecclesiastico; i cui possessori assunsero impegni superiori +alle loro forze, s’indebitarono—e contribuirono +ad accrescere le immobilizzazioni bancarie—e +mandarono al centro, non il reddito annuo ma +l’importo delle terre censite e sottrassero alla vita +economica del paese un ingente capitale.</p> + +<p>In questo modo si crede, ed a me pare che la +credenza sia giustificata, che l’isola abbia dato all’Italia +più di quanto ha ricevuto; ed ha sicuramente +ricevuto meno di quanto le si doveva sotto +forma di strade, che sarebbe stata la più utile delle +restituzioni sotto tutti gli aspetti. Lo Stato, altresì, +a cagione della sua organizzazione centralizzatrice +sino all’assurdo, agisce sulla periferia come una +pompa aspirante, che restituisce solo in minima parte +ciò che ne assorbe.</p> + +<div class="sidenote">LE CONDIZIONI DI PUBBLICA SICUREZZA</div> + +<p>Oltre questi fatti d’indole economica, vi è un’altra +causa di malcontento, che si è resa intensa da +recente per i proprietarî in generale ed è rappresentata +dal peggioramento nelle condizioni della +pubblica sicurezza. Sintanto che in Sicilia si ammazzava +più che altrove, essi non si preoccupavano +molto del fenomeno morale: questa forma di +delinquenza di ordinario non li colpiva. Quando +aumentarono i reati contro la proprietà e sopratutto +l’<i>abigeato</i>, o furto di animali bovini e da trasporto, i +sequestri di persona, i ricatti ecc. allora essi furono +toccati direttamente, furono presi da paura, si rinchiusero +nelle loro case, videro andare in malora i +loro interessi, furono privati dei godimenti della vita +campestre e venne meno la funzione dello Stato da +loro più apprezzata: quella che compie lo stato-gendarme.<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +Si può comprendere come e quanto protestassero!</p> + +<div class="sidenote">IL LATIFONDO FACILITA ALCUNI REATI</div> + +<p>È bene si dica che i furti in Sicilia se sono alquanto +maggiori alla media del regno e dell’alta Italia, +sono però molto al disotto che in Sardegna, +nel Lazio, in Basilicata e negli Abruzzi<a name="FNanchor_11_11" id="FNanchor_11_11"></a><a href="#Footnote_11_11" class="fnanchor">[11]</a>. Ma in +Sicilia le forme speciali del reato contro la proprietà +sopraccennate,—cioè: <i>abigeato</i>, sequestro di persona, +ricatto, ecc.—se aumentano destano un grande allarme. +E le gesta della banda Maurina, la taglia pagata +dalla Baronessa vedova Sisto, i sequestri Coniglio, +Terresena e del disgraziato cav. Billotti, che fu ucciso +e bruciato in una grotta, destarono e mantengono +lo spavento in tutti; spavento accresciuto talora +dalle notizie false che spargono i contadini e +gl’impiegati, che hanno interesse a tenere lontani +dalle campagne i padroni. E il malandrinaggio e le +altre cennate forme di reato contro la proprietà in +Sicilia sono facili e frequenti per la esistenza del +latifondo (che costringe alla cattiva distribuzione +della popolazione, riunita in grossi centri, lontanissimi +gli uni dagli altri, e circondati da campagne +deserte e brulle) e per la mancanza di strade, per +l’analfabetismo, e per le prepotenze feudali, che in +qualche punto perdurarono più che altrove e generarono +largo risentimento. I malandrini assurgono +gradatamente alla trista altezza di briganti, e sanno +tenere impunemente la campagna colla buona tattica: +rispettano i piccoli, sanno procacciarsi il rispetto<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +o la solidarietà dei contadini, dei bovari, dei +pastori, degli zolfatari, o con terribili esempî incutono +loro timore, quando in loro non trovano le ragioni—che +mancano di rado—di odio contro i padroni.</p> + +<div class="sidenote">LE CRISI</div> + +<p>Queste cause che generano e mantengono la particolare +delinquenza della Sicilia in modo permanente, +negli ultimi tempi sono state rese più intense +dalla crisi agricola e dalla crisi zolfifera. Della +prima si è scritto abbastanza ed è conosciuta: il +rinvilimento del prezzo dei cereali e dei vini e degli +altri prodotti dell’isola—rinvilimento cagionato +dalla rottura delle buone relazioni commerciali colla +Francia e dalla depressione del mercato interno, impoverito +dall’alta quota delle imposte pagate e da +altre cause—ha arrecato gravi perdite ai proprietarî +e per ripercussione ai lavoratori. La crisi ha talvolta +forme e cause strettamente locali: così a Monreale, +a Partinico e in altri punti della provincia di Palermo, +dove sono avvenute dimostrazioni e torbidi, +sebbene la proprietà sia ben divisa, in questi ultimi +anni la miseria è grande, tanto più intollerabile in +quanto che è del tutto insolita, poichè eccezionalmente +generata dal ribasso fortissimo nel prezzo degli +agrumi che rappresentano il prodotto esclusivo +di quella ferace contrada<a name="FNanchor_12_12" id="FNanchor_12_12"></a><a href="#Footnote_12_12" class="fnanchor">[12]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span></p> +<div class="sidenote">LE CRISI E IL MALCONTENTO</div> + +<p>Della crisi zolfifera dirò brevemente più oltre; +qui mi basta conchiudere osservando che le due +crisi, l’agricola e la mineraria, hanno direttamente +aumentato il malcontento della classe dirigente per +le ragioni economiche; e l’hanno indirettamente accresciuto +in quanto che contribuirono in forte misura +a peggiorare le condizioni della pubblica sicurezza.<a name="FNanchor_13_13" id="FNanchor_13_13"></a><a href="#Footnote_13_13" class="fnanchor">[13]</a></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_7_7" id="Footnote_7_7"></a><a href="#FNanchor_7_7"><span class="label">[7]</span></a> G. Alongi, intelligentissimo funzionario di pubblica sicurezza, +in uno studio sui <i>Fasci dei Lavoratori</i> estratto del <i>Manuale</i> +del Comm. Astengo, ha raccolto talune odiose calunnie +sopra alcuni Presidenti dei <i>Fasci</i>, che tolgono valore al suo +studio nel resto abbastanza buono.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_8_8" id="Footnote_8_8"></a><a href="#FNanchor_8_8"><span class="label">[8]</span></a> In Sicilia, secondo i dati statistici recenti comunicatimi +gentilmente dal D.r A. Bosco (della Direzione della statistica +del regno), nel 1891 c’erano tra gli sposi e le spose +71% di analfabeti e 63% tra i coscritti, in Piemonte invece +vi sono analfabeti nella proporzione del 12 e del 16%. +In quanto a reati per 100,000 abitanti in Sicilia si ebbero +nel 1891 denunzie 28 per omicidio, 359 per lesioni violente +e 392 per furti; in Piemonte per le rispettive categorie si +ebbero queste cifre; 4, 103, 223. Quanti insegnamenti in questo +confronto!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_9_9" id="Footnote_9_9"></a><a href="#FNanchor_9_9"><span class="label">[9]</span></a> Chi vuole formarsi un’idea adeguata della somiglianza +tra le due isole, in quanto a condizioni economico-sociali +legga il libro dell’individualista Fournier: <i>La question agraire +en Irlande</i> e l’opuscolo del socialista Kautsky: <i>Irland. kultur-historische +Skizze</i>, Leipzig 1880. +</p><p> +Il parallelo riesce utilissimo per le indicazioni che i casi +d’Irlanda somministrano per la soluzione del problema siciliano.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_10_10" id="Footnote_10_10"></a><a href="#FNanchor_10_10"><span class="label">[10]</span></a> Nel rapporto dei <i>grandi proprietarî</i> di Sicilia a pagine +4 e 5 si legge: +</p><p> +«La Sicilia è entrata nella grande famiglia italiana con un +debito pubblico di appena ottantacinque milioni in capitale, +e con un lieve bilancio di sole lire 21.792,585. E a dippiù +dessa vi ha arrecato il suo tesoro, accumulato da lunghi secoli, +dei beni ecclesiastici e demaniali. Però dessa vi è entrata +al tempo stesso povera di opere pubbliche, cioè di mezzi +di viabilità di ogni genere, di lavori portuali, e di bonifiche +di qualunque natura. +</p><p> +«La censuazione dei beni ecclesiastici, e la vendita di quelli +demaniali ha avuto luogo, non a <i>scopo sociale</i>, non a sollievo +delle classi agricole, ma a fine di <i>lucro</i>, e di finanza, e quest’Isola +ha dovuto ricomprare le sue terre chiesastiche e demaniali, +e allibertare le sue altre proprietà immobiliari, erogandovi +la colossale somma di quasi 700 milioni, che sono +stati sottratti alla bonifica delle altre sue terre. +</p><p> +«Ed il quarto dei beni ecclesiastici, attribuito dalla legge +del 7 luglio 1866 ai comuni dell’Isola, è stato davvero derisorio, +giacchè (incredibile a dirsi, ma pure vero) il <i>valore</i> +di questi beni a riguardo dei detti comuni, è stato calcolato +in base alle vilissime dichiarazioni del clero di Sicilia, per +il soddisfo della tassa di manomorta del 4%. E da questo +<i>nominale</i> valore sono stati dedotti il 30% attribuito allo Stato +giusta la legge del 15 agosto 1867, e dippiù il 4%, di tassa +di manomorta, ed un altro 5% per ispese di amministrazione. +Però tutte queste deduzioni sono stato ragionate sul +<i>valore effettivo</i> dei cennati beni; e sottratte in oltre le pensioni +dovute ai membri degli Enti soppressi. Sicchè nulla, o +quasi nulla, han percepito sin oggi dopo più che un quarto +di secolo, i Comuni del cennato quarto di beni. Anzi il Demanio +ha richiesta la restituzione delle poche somme, per +tale causa, pagate a qualche Comune. +</p><p> +«Or dietro tanti sacrifici che quest’Isola ha, per virtù di +patriottismo, accettati, dessa avea bene il diritto di vedersi +equiparata alle altre regioni d’Italia nelle condizioni di viabilità, +o di miglioramento di ogni genere.» +</p><p> +Mi associo di tutto cuore alla osservazione del Comitato +promotore, che vorrei vedere tenuta nel dovuto conto da coloro +che credono nella <i>generosità</i> del governo italiano verso +la Sicilia. Però devo notare che la valutazione dei beni dell’asse +ecclesiastico fatta dalla relazione dei grandi proprietarî—secondo +i dati fornitimi gentilmente dal Comm. Simeone, +direttore generale del Demanio—è troppo esagerata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_11_11" id="Footnote_11_11"></a><a href="#FNanchor_11_11"><span class="label">[11]</span></a> La media del regno pel 1891 per 100,000 abitanti è di +348 furti, in Sardegna di 846, nel Lazio di 667, in Basilicata +di 638, negli Abruzzi di 518, in Sicilia di 398.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_12_12" id="Footnote_12_12"></a><a href="#FNanchor_12_12"><span class="label">[12]</span></a> Degli effetti del fiscalismo e dell’usura, che producono +il grave malcontento dei piccoli e medî proprietarî se ne +avrà una idea da questi desolanti dati statistici. Nella provincia +sola di Caltanissetta dal 1883 al 1893 si fecero le seguenti +espropriazioni: Caltanissetta 3151, Piazza Armerina +2033, Riesi 1648, Butera 1388, Santa Caterina Villarmosa 731, +Mazzarino 604, <i>Castrogiovanni</i> 463, Montedoro 500, Valguarnera +432, Resuttano 449, Sommatino 399, Delia 392, Serradifalco +322, Aidone 252, San Cataldo 228, Villalba 228, Niscemi +158, Barrafranca 140, Sutera 136, Vallelunga 116, Acquaviva +46, Pietraperzia 28, Villarosa 29, Marianopoli 10, Campofranco +6. La lista non è completa eppure le espropriazioni +del decennio arrivano a 16662! (Dalla <i>Rivista popolare</i> del +31 Dicembre 1893). Nel solo comune di Chiaramonte Gulfi +(paese di circa 10000 abitanti nella provincia di Siracusa) +nel mese di Dicembre 1893 per conto dell’esattore andarono +all’asta 129 piccolissime e medie proprietà. Ho sottolineato +la città di Castrogiovanni perchè nonostante il suo vastissimo +territorio e i suoi 22000 abitanti, ha avuto, un numero +relativamente esiguo di espropriazioni, perchè c’è un certo +benessere. <i>Fu mantenuta sempre la calma e l’ordine.</i></p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_13_13" id="Footnote_13_13"></a><a href="#FNanchor_13_13"><span class="label">[13]</span></a> L’on. Marchese di San Giuliano da <i>vero uomo di Governo</i>, +nel senso comunemente attribuito a questa frase in Italia, e +che sente la responsabilità della politica disastrosa da lui appoggiata +dal 1882 al giorno d’oggi, ha tentato scagionare il +governo dalle accuse rivoltegli, sostenendo che della depressione +economica della Sicilia la colpa del governo è poca o +almeno non è quanta glie ne viene attribuita. (<i>Le condizioni +presenti della Sicilia</i>). La difesa non merita di essere discussa. +Alle sue affermazioni, veramente audaci, rispondono i fasti +della politica finanziaria, militare e doganale—strettamente +connesse alla dinastica politica estera—che trovarono estimatori +assai più equi anche tra i più eminenti uomini di +governo; tra i quali cito soli i senatori Jacini e Finali, perchè +credo, che bastino a controbilanciare l’autorità dell’ex-sottosegretario +di Stato per l’agricoltura e commercio.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="V" id="V"></a>V.<br /><br /> + +IL MALCONTENTO TRA I LAVORATORI DELLE MINIERE.</h2> + + +<p>Dei piccoli proprietarî non occorre tener parola. +La loro condizione, che peggiora dappertutto, non +è diversa in Sicilia di quella che è altrove; essi +che hanno minore resistenza da opporre alle cause +di depressione economica, sentono che muoiono, +che gradatamente vengono gettati tra le file del +proletariato. Perciò giustamente cominciano ad essere +accessibili alla propaganda socialista, che tra +loro riuscirebbe più efficace se il concetto della +<i>lotta di classe</i>—facilmente frainteso—non li spaventasse, +perchè temono che in un momento decisivo i +proletarî, non saprebbero fare distinzioni sottili tra +grandi e piccoli proprietarî e li voterebbero tutti alla +morte<a name="FNanchor_14_14" id="FNanchor_14_14"></a><a href="#Footnote_14_14" class="fnanchor">[14]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span></p> +<div class="sidenote">AZIONE MODERATRICE DEI SOCIALISTI</div> + +<p>Nè occorre intrattenersi del proletariato urbano, +poco dissimile per le condizioni economiche da quello +del resto d’Italia; inferiore al medesimo nella istruzione, +nella coltura, nella compartecipazione alla vita +pubblica. I <i>Fasci dei lavoratori</i> delle città,—eccettuato +quello di Catania—perciò offrono una minore +solidità ed attività di quelli delle campagne, +e poco fanno parlare di loro. Così Palermo rimane +tranquilla, mentre alle sue porte, a Partinico, a +Monreale, a Girardinello è forte l’agitazione; si arresta, +si ferisce, si ammazza. Con che non s’intende +disconoscere che in questa attitudine non abbia seriamente +contribuito la influenza moderatrice che +i capi del partito socialista esercitano sulle masse, +consci come sono dei danni che verrebbero da un +movimento inconsulto: azione altamente moderatrice +e non mai abbastanza lodata—sebbene dal +Governo del tutto disconosciuta—esercitata pure +dal dott. Barbato a Piana dei Greci e dal Verro +nelle contrade di Corleone: paesi che senza di questa +azione moderatrice avrebbero potuto dare un +forte e pericoloso contingente agli ultimi sanguinosi +tumulti.</p> + +<p>Tristissima è la sorte delle cinquantamila famiglie, +che vivono direttamente del lavoro nelle miniere +di zolfo. I <i>reporters</i> che hanno visitato l’isola in generale +si sono dati alle commoventi descrizioni dei così +detti <i>carusi</i>, cioè dei giovani dagli 8 ai 20 anni, +che sulle loro spalle traggono fuori dalle viscere<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +della terra il minerale da cui si estrae lo zolfo; e +lo trasportano attorno ai <i>calcheroni</i>, nei quali viene +fuso e ridotto in pani; descrizioni, che fanno rassomigliare +una zolfara ad una bolgia dantesca coi suoi +disgraziati abitatori e che di poco si scostano dal +vero.</p> + +<div class="sidenote">I CARUSI</div> + +<p>I <i>carusi</i> hanno formato oggetto di vive discussioni +a varie riprese in Italia.</p> + +<p>La stampa del continente se ne occupò con interessamento +dopo la pubblicazione del libro di Sonnino +sui <i>Contadini in Sicilia</i>, il quale ne trattò nell’appendice. +Quando si cominciò a parlare di legislazione +sociale tornarono di moda; e finalmente +nel settembre scorso ci fu di nuovo una esplosione +di sdegno per le sofferenze di questi lavoratori delle +miniere dopo la descrizione fattane dal Rossi della +<i>Tribuna</i>.</p> + +<p>Se sono molte le inesattezze scritte e divulgate +sulla durezza del lavoro dei minatori di zolfo, sono +assai minori quelle sui <i>carusi</i>.</p> + +<p>Tra tutte le descrizioni sul lavoro aspro, durissimo, +cui sono condannati i <i>carusi</i>, rimane, a mio giudizio, +più esatta, per quanto elegante e sentimentale, +quella datane da Gustavo Chiesi nella <i>Sicilia Illustrata</i>. +Non mi arrischio di rifarla o di ripeterla perchè +a me manca quella vivacità dello stile ch’è necessaria +per farne un bozzetto, che per quanto impressionante +rimane sempre verista. Mi limito, perciò, +ad occuparmi di quella parte delle loro condizioni, +che si presta ad essere trattata con l’aridità +che mi è abituale.</p> + +<div class="sidenote">LA DURATA DEL LAVORO</div> + +<p>Comincio dalla durata del lavoro. Raramente la +giornata di lavoro dei <i>carusi</i> sorpassa le otto ore,<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +come raramente rimane al disotto, mentre quasi +mai il <i>picconiere</i> lavora per otto ore, e la sua settimana +di lavoro è di quaranta ore.<a name="FNanchor_15_15" id="FNanchor_15_15"></a><a href="#Footnote_15_15" class="fnanchor">[15]</a></p> + +<p>Quindi sotto questo punto di vista la legge delle +otto ore nelle miniere della Sicilia non avrebbe sensibile +applicazione e non darebbe gli sperati utili risultati.</p> + +<p>I <i>carusi</i>, come i <i>picconieri</i>, lavorano a cottimo e +ricevono una parte maggiore o minore dell’importo +della <i>cassa</i> di zolfo, secondo la maggiore o minore +distanza dal cantiere della lavorazione al piano d’impostamento +presso il <i>calcherone</i>, e secondo pure la +lunghezza e ripidità della scala. Da queste due condizioni, +infatti, dipende il numero dei <i>viaggi</i>, che può +fare il <i>caruso</i> e la quantità di minerale, che può essere +trasportata fuori in una giornata.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p> + +<div class="sidenote">IL SALARIO E L’USURA</div> + +<p>Il salario varia in questo momento dai 40 centesimi +alla lira al giorno secondo l’età; ma si avverta, +che oggi non che al salario dello <i>sweating system</i> +sono ridotti al doloroso sciopero forzato.</p> + +<p>L’usura pesa sui <i>carusi</i>, come pesa sui <i>picconieri</i>, +e non è esatto che questi ultimi riversino sui primi +la parte che a loro spetta; almeno questo è un caso +del tutto eccezionale e che si verifica quando il picconiere +è agiato, ha un piccolo capitaluccio e fa +lui stesso le anticipazioni in generi al <i>caruso</i>. Ma +in questo caso, per essere giusti, si deve riconoscere +che il picconiere non esercita l’usura in proporzioni +superiori a quelle, cui si dovrebbe sottostare +ricorrendo alla <i>bottega</i> del padrone-coltivatore.</p> + +<p>Si sono esagerate di molto le crudeltà del <i>picconiere</i> +contro il <i>caruso</i>, che si è voluto dipingere +come se fosse assolutamente lo schiavo del primo +e su cui avrebbe una specie di <a name="tn46a" id="tn46a"></a><span class="correction">diritto</span> di vita e di +morte. I rapporti tra <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> sono improntati +generalmente a quel carattere di durezza, che +prevale nelle classi inferiori, specialmente della +Sicilia.</p> + +<p>Il contadino si crede nel diritto di bastonare la +propria moglie e i propri figli; e lo stesso diritto +crede di avere il <i>picconiere</i> verso il <i>caruso</i>. Non sono +rari i casi, poi, in cui il primo mostra una eccezionale +dolcezza verso il secondo; e lo liscia, lo carezza, +gli regala qualche sigaro e lo porta a bere +un bicchiere di vino nei giorni festivi e di domenica. +E ciò fa più per convenienza, che per bontà +di animo; lo fa per quell’<i>anticipo</i> che gli ha dato +e che è stato erroneamente <a name="tn46b" id="tn46b"></a><span class="correction">interpretato</span> e dal Sonnino +e dal Rossi e da molti altri, che ne hanno scritto.<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span></p> + +<div class="sidenote">RAPPORTI TRA CARUSO E PICCONIERE</div> + +<p>Quando un <i>caruso</i> s’impegna a lavorare con un +<i>picconiere</i> riceve da questo una somma, che varia +dalle 50 alle 150 lire, secondo l’età e la ricerca +che c’è di <i>carusi</i>. Questa somma si chiama <i>anticipo +morto</i>, che non sempre si sconta gradatamente col +lavoro quotidiano, ma si restituisce quando il <i>caruso</i> +vuole andare a lavorare con un altro <a name="tn47" id="tn47"></a><span class="correction">picconiere</span> +o vuole cambiare mestiere.</p> + +<p>Le famiglie di contadini e anche di operai dei +centri urbani hanno una grande risorsa nello <i>anticipo</i>, +che intascano per uno o due figli, che mandano +a lavorare nelle miniere; ma si sbaglia grossolanamente +quando si crede che questo <i>anticipo</i>, +che spesso nè il <i>caruso</i>, nè la sua famiglia sono in +condizione di restituire, costituisca un legame economico +rassomigliante alla servitù. Il vero è che il +<i>caruso</i>, se è nullatenente e poco onesto, o se tale è +la sua famiglia, un bel giorno lascia con un palmo +di naso il <i>picconiere</i>, e va a lavorare con un altro +<i>picconiere</i>, intascando un altro <i>anticipo</i>: operazione, +che ripete talvolta con parecchi che lascia sul lastrico. +Al <i>picconiere</i> non resta che esperimentare +l’azione civile, senza utile alcuno; ma qualche volta, +esasperato dalla perdita, che per lui è un vero +disastro, lo cerca, lo insegue, e se lo trova, lo bastona +terribilmente. Non poche volte sorse fiera contesa +con brave coltellate tra l’antico <i>picconiere</i> derubato +e il nuovo con cui è andato a lavorare il <i>caruso</i> +senza restituire al primo l’anticipo; poichè le +consuetudini e le leggi dell’<i>omertà</i> esigono che un +<i>picconiere</i>, assoldando un <i>caruso</i>, s’incarichi esso stesso +di saldare il creditore precedente, cui si sostituisce in +tutto e per tutto. Chi vien meno a tali consuetudini<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span> +e leggi della <i>mafia</i>, si espone alle vendette +del danneggiato; e in realtà è meritevole di punizione +perchè se esso non ruba, tiene il sacco.</p> + +<p>Ma i <i>picconieri</i> intelligenti, se trovano <i>carusi</i> buoni +e laboriosi, li trattano bene e li carezzano, e io conosco +lavoratori che da anni stanno in relazioni +intime e affettuose, come ne conoscono tutti coloro +che hanno coltivato miniere di zolfo.</p> + +<div class="sidenote">SENZA CASE E SENZA SCUOLE</div> + +<p><i>Picconieri</i> e <i>carusi</i>, e tutti i lavoratori delle miniere +come quelli della terra in generale in Sicilia +soffrono molto per le abitazioni, che sono anguste +e luride o mancano del tutto.</p> + +<p>A questo la legge deve e può provvedere; come +dovrebbe provvedere alla istruzione di tanti ragazzi. +Proposi nella penultima discussione del bilancio +della pubblica istruzione, l’impianto di scuole +elementari nelle miniere di zolfo e ricordai che la +Spagna ci ha preceduti. Ma l’on. Martini mi rispose +che l’idea era buona... però mancavano i quattrini +per attuarla,—quattrini che poi si trovarono per +il famoso ispettorato!</p> + +<p>E qui mi piace, a titolo d’onore, far menzione +della scuola elementare serale che il signor Trewhella +a sue spese ha impiantato nella grande miniera +di Grottacalda. L’esempio potrebbe essere imitato +da altri coltivatori di grandi miniere e servirebbe +di aspro rimprovero allo Stato.</p> + +<p>Infine mi tocca a far menzione di una grave quistione: +quella della degenerazione nel lavoro duro +e precoce dei <i>carusi</i>.</p> + +<div class="sidenote">LA DEGENERAZIONE DEI CARUSI</div> + +<p>Altra volta scrissi che dai resoconti del generale +Torre non si poteva assodare se il lavoro delle miniere +deformasse i <i>carusi</i>. Non se ne può giudicare<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span> +dalle esenzioni in blocco dal servizio militare per +difetto di statura, perchè la statura è uno dei dati +antropometrici più <a name="tn49a" id="tn49a"></a><span class="correction">strettamente</span> connesso alla +razza. Varî circondarî del continente offrono un +contingente di riformati uguale o superiore a quello +dei circondarî minerarî della Sicilia, senza che abbiano +miniere. <i>A priori</i>, però, si può ammettere che +il lavoro delle miniere noccia molto alla salute e +allo sviluppo fisico dei <i>carusi</i>; e ciò con indagini +dirette ha cercato dimostrare l’egregio dottor Giordano +da Lercara. Questi, su 539 <i>carusi</i> ne trovò +170 difettosi. Il Mosso nel suo libro sulla <i>Fatica</i> +dice che dal 1881 al 1884 nella provincia di Caltanissetta, +sopra 3672 lavoranti delle zolfare che si +presentarono allo esame di leva, soltanto 253 furono +dichiarati abili, cioè appena il 6,87%! L’errore +e l’esagerazione in questi dati sono evidenti; +e di ciò convinto volli fare ulteriori ricerche comparative +tra contadini e zolfatari. Le intrapresi su +queste due sole classi di lavoratori, perchè non si +può ammettere che le conseguenze del lavoro duro +e precoce nell’una classe vengano compensate dalla +migliore nutrizione e <a name="tn49b" id="tn49b"></a><span class="correction">dalla</span> più igienica abitazione.</p> + +<div class="sidenote">COMPARAZIONI STATISTICHE</div> + +<p>La comparazione era necessaria, poichè, presi in +blocco, i risultati della leva non dimostrano affatto +che nelle zone zolfifere vi sia una particolare degenerazione +prodotta dallo speciale lavoro delle miniere, +come si può rilevare da questo quadro dei +riformati dalla leva del 1870 in alcune provincie +d’Italia:<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p> + +<table summary="riformati"> +<tr> +<th> </th> +<th><i>Per difetto di statura</i></th> +<th><i>Per tutti gli altri difetti<br /> Compreso il difetto di statura.</i></th> +</tr><tr> +<td> +Sondrio</td><td class="right">12,67 %</td><td class="right">36,62 %</td></tr> +<tr> +<td>Foggia</td><td class="right">9,45 %</td><td class="right">18,75 %</td></tr> +<tr> +<td> +Potenza</td><td class="right">12,06 %</td><td class="right">19,27 %</td></tr> +<tr> +<td> +Catanzaro</td><td class="right">13,07 %</td><td class="right">22,35 %</td></tr> +<tr> +<td> +Reggio-Calabria</td><td class="right">12,45 %</td><td class="right">22,26 %</td></tr> +<tr> +<td> +Caltanissetta</td><td class="right">14,55 %</td><td class="right">21,24 %</td></tr> +<tr> +<td> +Girgenti</td><td class="right">10,24 %</td><td class="right">18,08 %</td></tr> +<tr> +<td> +Cagliari</td><td class="right">14,92 %</td><td class="right">25,74 %</td></tr> +<tr> +<td> +Sassari</td><td class="right">13,48 %</td><td class="right">24,36 %</td></tr> +</table> + +<p>Si può dire che Girgenti e Caltanissetta danno +la immensa maggioranza dei coscritti-<i>carusi</i>: pure +la degenerazione è minore che in altre provincie +nelle quali non vi sono miniere.</p> + +<p>Questo risultato indusse anche me in errore pel +passato; ma mi sono corretto dinanzi alla eloquenza +di queste altre cifre relative al circondario di Piazza +Armerina, che si presta benissimo allo studio appartenendo +la grande maggioranza dei suoi lavoratori +alla classe dei contadini e degli zolfatari.</p> + +<p>Infatti la classe dei contadini dette riformati nella +leva</p> + +<table summary="contadini"> +<tr> +<th> </th> +<th class="right">del 1872:</th> +<th class="right">e del 1873:</th> +</tr> +<tr> +<td> +riformati per difetto di statura il</td><td class="right">14.45 %</td><td class="right">14.41 %</td></tr> +<tr> +<td>e per altre imperfezioni fisiche</td><td class="right">6,88 %</td><td class="right">6,79 %</td></tr> +</table> + +<p class="noi">mentre nelle stesse leve e per gli stessi motivi nella +classe dei zolfatari si ebbero rispettivamente nel +1872: 32, 72 e 7,72% e nel 1873: 38, 28 e 6,25% +di riformati. Sicchè per gli altri difetti fisici la +proporzione dei riformati è quasi uguale tra contadini +e zolfatari; tra gli ultimi è invece più che +doppia per difetto di statura. Qui è evidente l’azione<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +esercitata dal trasporto sulle spalle di un peso +che varia dai 30 agli 80 chilogrammi, sempre superiore +alle forze del <i>caruso</i>, che a quel lavoro viene +sottoposto in tenera età, sin dagli anni 8 e talvolta—ma +ora assai più raramente—sin dai 6 anni. +Questo stato di cose se perdurasse ridurrebbe le +due Provincie di Caltanissetta e di Girgenti ad un +vero semenzaio di nani e di gobbi. Ho richiamato +l’attenzione del ministro e agricoltura e commercio +su di ciò e ne ho avuto formale promessa, che nella +discussione del nuovo disegno di legge sul <i>lavoro +dei fanciulli</i> accetterà qualche emendamento sul lavoro +dei <i>carusi</i> nelle zolfare di Sicilia.</p> + +<div class="sidenote">LE MACCHINE NON SONO UN VANTAGGIO</div> + +<p>Sarebbe un rimedio efficace la generalizzazione +degli apparecchi meccanici per la estrazione dello +zolfo? In molte miniere questa applicazione delle +macchine è assolutamente impossibile e lo riconosce +la stessa illustre Jessie White Mario, che pur +tanto s’interessa alla sorte dei miseri fanciulli delle +zolfare (<i>Le miniere di zolfo in Sicilia.</i> Roma 1894); +dove è avvenuta spesso sono peggiorati i salari dei +lavoratori. Ciò che prova sempre più come coll’attuale +organizzazione capitalistica i progressi della +scienza, che diminuirebbero le sofferenze fisiche dei +lavoratori non si possono applicare per ragioni economiche. +Si sa: la macchina è la nemica del lavoratore, +dato il regime economico attuale,—perchè +dovunque avviene l’impianto meccanico aumenta +la produzione e diminuisce il salario, conseguenza +fatale della sostituzione dell’uomo di ferro all’uomo +di carne.</p> + +<div class="sidenote">LE LEGGI E LA FAME</div> + +<p>L’applicazione rigorosa della legge sul lavoro dei +fanciulli può e deve riuscire utile dal punto di vista<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +igienico ed antropologico; ma è giocoforza riconoscere +che le limitazioni imposte dalla legge incontrano +opposizioni gravi nelle stesse famiglie dei +lavoratori. E a parere mio, lo Stato fa bene intervenendo +per impedire che degeneri e si abbrutisca +la razza umana: ma intervenendo ha il dovere di +assicurare se non altro un <i>minimum</i> di alimentazione +a quei <i>carusi</i>, ai quali impedisce di guadagnarsi il +pane col proprio lavoro; deve assicurarlo a loro almeno, +se non alle famiglie, altrimenti per quanto +le sue intenzioni siano filantropiche, umane, esse +verranno giudicate sempre crudeli.</p> + +<p>Ma oltre le sofferenze fisiche dei <i>carusi</i> c’è da considerare +la condizione economica dei <i>picconieri</i> divenuta +oramai intollerabile. Essi nella maggior parte +delle contrade zolfifere vivono col vero <i>salario della +fame</i>, relativamente a quello goduto una volta; poichè +pel duro lavoro, ordinariamente a cottimo, di +sei ad otto ore per cinque giorni della settimana, +essi ricevono ora un salario che oscilla, secondo i +luoghi, da L. 1 a L. 2 mentre pel passato guadagnavano +da L. 3 a L. 6 al giorno.</p> + +<p>Questo salario deve considerarsi insufficiente non +solo nel senso assoluto: ma perchè è il corrispettivo +d’un mestiere, che espone continuamente a pericolo +di vita per lo sviluppo di gas irrespirabili, +per incendî, per franamenti, ecc. Se il lavoro dei +<i>picconieri</i> delle miniere di zolfo è pericoloso, non è, +però, tanto duro per quanto lo si dice, e non è poi +affatto lungo, come dissi.</p> + +<p>Non è affatto esagerato, invece, quanto si è scritto—ed +io da molti anni prima nella stampa e poi +nella Camera ho denunziato il male—sull’usura<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +enorme, dal 25 al 100 per cento, che assottiglia il +salario nominale dei lavoratori delle miniere di zolfo; +usura esercitata col <i>truck-system</i>, colla somministrazione +dei generi nelle così dette <i>botteghe</i> delle +miniere; alle quali botteghe sono costretti a ricorrere +perchè la paga in danaro viene ritardata di molto.</p> + +<div class="sidenote">LE CONDIZIONI DELL’INDUSTRIA</div> + +<p>Disgraziatamente, date le attuali condizioni dell’industria +zolfifera, quelli che possono sperare meno +sono i lavoratori delle miniere di zolfo. La loro agitazione +potrebbe riuscire proficua soltanto nel caso +in cui essi ottenessero che scomparisse il coltivatore +della miniera e rimanessero di fronte al proprietario, +che oggi prende dal 20 al 30% del <i>prodotto</i> +lordo senza nemmeno darsi la pena di pagare la +imposta fondiaria, che per condizione espressa nell’atto +di fitto rimane a carico dei coltivatori! Quest’ultimi +dal ribasso continuo dei prezzi dello zolfo, +che si deplora da circa quindici anni, con piccole +oscillazioni al rialzo, sono ridotti in condizioni tristissime. +Molti sono falliti e coloro che resistono considerano +lo sciopero come un alleviamento, perchè li +dispensa dall’obbligo di dare lavoro. E se lo sciopero +dei zolfatari potesse prolungarsi per alcuni mesi, +come durò in Inghilterra quello dei minatori, sarebbe +per qualche tempo efficacissimo rimedio, perchè colla +diminuzione della produzione sicuramente rialzerebbero +i prezzi dello zolfo, non essendo da temere +la concorrenza estera. Uno sciopero siffatto intanto +è impossibile, poichè la massa dei zolfatari si trova +nella miseria, non è organizzata, non ha fondi e non +può resistere neppure per una settimana.</p> + +<div class="sidenote">IL MALCONTENTO DEI ZOLFATARI</div> + +<p>Dato questo stato di cose si comprende che i <i>Fasci</i> +hanno dovuto attecchire nelle zone zolfifere: provincie<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span> +di Girgenti e di Caltanissetta in massima +parte ed in una assai minore in quelle di Catania +e di Palermo, ma non sono i meglio organizzati e +i più compatti. Però anche dove <i>Fasci</i> non sono esistiti +il malcontento serpeggia minaccioso ed esplode +per ogni minimo pretesto in forma selvaggia, anarchica, +come avvenne a Valguarnera. E questa esplosione +in un luogo dove l’azione dei cosidetti sobillatori +non può invocarsi a spiegarla, dovrebbe rendere +meglio avvisati coloro cui sfugge la genesi esatta +dei fenomeni sociali.</p> + +<p>A Grotte, a Racalmuto, a Favara, a Riesi ecc.—paesi +zolfiferi per eccellenza,—dov’erano <i>Fasci</i> discretamente +organizzati non si ebbe a deplorare il menomo +disordine; ma la crisi che attraversa la industria +zolfifera sta mettendo a durissima prova la +pazienza dei coraggiosissimi lavoratori delle miniere. +Guai se essi, spintivi dalla disperazione, vorranno +imitare i contadini! Meglio disciplinati, più compatti, +più arditi, più coscienti dei propri diritti e +della propria forza che non siano le classi rurali, +essi potrebbero rinnovare gli orrori delle <i>guerre servili</i>... +E la ragione starebbe dalla loro parte, poichè +governo e classi dirigenti di fronte alle loro miserie +mostrano tanta cinica indifferenza da giustificare +qualunque eccesso! Perchè si comprenda tutta la +gravità dal pericolo, che denunzio, farò un breve +schizzo del carattere morale e intellettuale degli operai +addetti alla coltivazione delle miniere.</p> + +<p><i>Picconieri</i>, <i>carusi</i>, <i>calcheronai</i>, ecc. sono quasi tutti +analfabeti; la <i>mafia</i> recluta tra loro i più coraggiosi +campioni e sin dalla più tenera età essi ostentano la +più scrupolosa osservanza delle leggi, che costituiscono<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +il codice dell’<i>omertà</i>. Data la loro vita e la +loro condizione intellettuale si spiega l’altissimo contingente +che i zolfatai danno ai reati di sangue od +a quelli contro il buon costume.</p> + +<div class="sidenote">LORO DIFETTI E LORO PREGI</div> + +<p>La responsabilità maggiore di questi loro difetti +ricade sull’ambiente, sul governo e sulle classi dirigenti, +che mai pensarono ad elevarli, ad educarli; +ma quegli operai hanno pregi reali e non pochi, che +preferisco riferire colle parole di un chiarissimo +scienziato, l’ing. R. Travaglia, che li conosce appieno +e che non è affatto sentimentale o socialista.</p> + +<div class="sidenote">CHI NE DICE MALE NON LI CONOSCE</div> + +<p>«Dedito ad una vita di sacrificio e di fatica,—scrive +l’antico Direttore della scuola mineraria di Caltanissetta—isolato +per intere settimane dal mondo, separato +per più giorni dalla sua famiglia, l’operajo +delle miniere in Sicilia vuole ad ogni costo i suoi +giorni di riposo e le sue feste; talora in queste è +troppo spendereccio e cerca di compensare le durezze +della vita di operajo, nella settimana, con un +certo benessere e coi piaceri, che più ama nei giorni +ch’è al paese.... Noncurante dei pericoli, ai quali è +continuamente esposta la sua vita, conta poco questa +per sè e per gli altri, anche quando è fuori della +miniera, e malauguratamente spesso si lascia trascinare +dagli impeti dell’animo a sacrificarla. Ma è +per sua natura generoso, mai vile; affronta a viso +alto dieci avversarî, non soverchia col numero i +deboli. Trattato bene si affeziona a chi lo rispetta, +a chi lo stima, ed è capace di ogni atto di coraggio; +trattato con sprezzo e con durezza, si ribella e si +vendica. Riconosce la superiorità di chi vale più di +lui, e pur coi suoi difetti, che l’istruzione mitiga, è +un operaio di cui si può fare quello che si vuole,<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +sapendolo trattare. Chi ne dice male, non lo conosce.» +(<i>I giacimenti di zolfo in Sicilia.</i> Padova 1889).</p> + +<p>Ed io che li conosco da vicino, e che in mezzo +a loro e in continuo contatto con loro ho vissuto +per oltre dieci anni, mi associo pienamente al giudizio +che dà il Travaglia sulle buone qualità dei +lavoratori delle miniere di zolfo della Sicilia.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_14_14" id="Footnote_14_14"></a><a href="#FNanchor_14_14"><span class="label">[14]</span></a> Si avrà una idea delle condizioni dei piccoli proprietarî +da questo dato. In Chiaramonte Gulfi, cittadina di 10 +mila abitanti nella provincia di Siracusa pel giorno 26 Dicembre +1893 era fissata la vendita d’immobili di <i>centoventinove</i> +individui, che non avevano potuto pagare le imposte. +La quota d’imposta non pagata raramente sorpassava le L. 20; +moltissime non arrivavano a L. 10 e sette erano al disotto +di L. 5.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_15_15" id="Footnote_15_15"></a><a href="#FNanchor_15_15"><span class="label">[15]</span></a> In questi ultimi tempi <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> hanno cominciato +a lavorare di più per rimediare al diminuito prezzo +dello zolfo: così il rinvilio crescente e veramente spaventevole +nel prezzo del minerale anzichè ridurne la produzione +in certe miniere l’ha aumentata poichè <i>picconieri</i> e <i>carusi</i>, +che—prima della crisi—vivevano umanamente estraendo due +<i>casse</i> di minerale zolfifero, ora per ricevere un salario, del +resto sempre molto inferiore all’antico, sono costretti ad estirparne +almeno tre. Con ciò la produzione aumenta e i prezzi +continuano a ribassare per opera fatale degli stessi lavoratori, +che sono le prime vittime di questo tristissimo circolo +vizioso! L’industria zolfifera in Sicilia presenta alcuni paradossi +economici, che raccomando all’attenzione degli economisti +liberali, che con incredibile cecità si ostinano ad aspettare +il rimedio alla crisi dal funzionamento delle cosidette +<i>Leggi naturali</i>. Dell’industria zolfifera mi sono occupato lungamente +in due articoli pubblicati nel 4º e nel 7º-8º numero +della <i>Riforma sociale</i> del Nitti. Ne pubblicherò un terzo ed +ultimo e dopo li raccoglierò in un opuscolo a parte.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.<br /><br /> + +LE CLASSI RURALI</h2> + + +<p>La crisi zolfifera, che produce miserie e sofferenze +inaudite, travaglia le due provincie di Caltanissetta +e di Girgenti ed alcune zone di quelle di Catania +e di Palermo, la crisi agraria invece colpisce tutta +l’isola, e siccome non c’è un solo dei suoi prodotti—dal +vino ai sommacchi, dai cereali alle mandorle +all’olio, ai pistacchi ecc.—che non abbia subito da +qualche anno un forte ribasso, si può dire ch’essa +non risparmia un sol palmo di terreno, nè un solo +individuo che lo calpesti. In una regione dedita +con grandissima prevalenza, se non esclusivamente +all’agricoltura e alla pastorizia si può immaginare +agevolmente quali tristi conseguenze arrechi una +tale crisi.</p> + +<p>Però tra i lavoratori addetti all’agricoltura non è +uguale dappertutto il malessere, perchè normalmente +diverse sono le loro condizioni.</p> + +<div class="sidenote">VARIETÀ DELLE CONDIZIONI AGRICOLE</div> + +<p>Infatti sono svariatissime le condizioni dei lavoratori +della terra in Sicilia: variano da provincia +a provincia; da circondario a circondario, da comune<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span> +a comune. Errano, quindi, coloro che generalizzano +con leggerezza dai casi singoli; ed errerebbe +chiunque credesse che quel campione di pane inviatomi +da Campofelice (provincia di Palermo), e di +cui si occupò la <i>Tribuna</i>, sia mangiato dappertutto. +Miserie, e grandi, non mancano tra i contadini, ma +in generale essi mangiano del buon pane di frumento, +che potrebbe essere invidiato dai lavoratori +della Calabria e di alcune contrade del Veneto e +della Lombardia.</p> + +<p>La varietà delle condizioni non sfuggì al Sonnino, +che la descrisse nel suo libro, ancora eccellente, sui +<i>Contadini della Sicilia</i> e venne constatata pure dall’on. +Damiani nel volume della <i>Inchiesta agraria</i> consacrato +all’isola.</p> + +<p>C’è una zona litorale, che da Marsala per Palermo, +Termini, Milazzo, Messina scende a Catania e da Catania +gira attorno all’Etna, e poi forma alcune oasi +nell’interno dell’isola e delle provincie di Caltanissetta, +di Girgenti e di Siracusa, in cui prevale l’agricoltura +intensiva, la piccola proprietà, la mezzadria; +nel resto domina la grande proprietà, la coltura +estensiva a cereali e la pastorizia.</p> + +<p>Nella prima zona, che disgraziatamente è la meno +estesa, quale che sia la forma di contratto agrario +in uso, le classi rurali stanno molto meglio, o meno +peggio che nella seconda; ma per apprezzare al giusto +questa varietà di condizioni bisogna dire partitamente +dei lavoratori che vivono nelle diverse zone +e <a name="tn58" id="tn58"></a><span class="correction">sotto</span> le diverse forme di coltura e di contratto.</p> + +<div class="sidenote">LE MEZZADRIE</div> + +<p>La coltura a mezzadria è diffusa principalmente +nella provincia di Messina e siccome si dividono +anche i prodotti degli uliveti e dei vigneti, i lavoratori<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +vi godono di una certa agiatezza. In questa +zona contemporaneamente al minore sviluppo dei +<i>Fasci</i> si osserva minore analfabetismo e minore delinquenza. +La coesistenza di questi fenomeni sociali +non somministra indizî preziosi sulla genesi +loro e sui possibili ed efficaci rimedî per alleviare +certi mali?</p> + +<p>Ha ragione il Salvioli, quando osserva che la +mezzadria non presenta la soluzione definitiva del +problema sociale (<i>Rivista popolare</i>, 1º Dicembre 1893). +Ma non deve negarsi che essa sia un temperamento +opportuno per migliorare la sorte dei lavoratori della +terra; e lo prova ciò che si osserva nella provincia +di Messina, a Castrogiovanni e altrove in Sicilia, +oltre l’esperimento benefico che se n’è fatto in Toscana +e in altri punti del continente.</p> + +<p>Del resto bisogna distinguere tra mezzadria e +mezzadria. Talvolta questa è parziale, non si estende +alla coltura delle vigne e degli uliveti; e si comprende +che il contadino in questo caso ha minori +risorse, quantunque sia per lui un grande vantaggio +avere contigua alla terra da lui coltivata a cereali +ed a mezzadria, delle vigne, che coltiva a +<i>fattura</i> cioè a <i>forfait</i> e dove per lo meno trova, lavoro +quando non ne ha per conto proprio nella +coltivazione dei cereali.</p> + +<div class="sidenote">PRELEVAMENTI INIQUI</div> + +<p>La mezzadria limitata alla coltivazione di cereali +ch’è la più comune nell’isola, anche dove non è +resa iniqua da numerosi e angarici prelevamenti, +può riuscire irrisoria e dare solo un magrissimo compenso +alle fatiche di un anno del contadino, se la +terra produce poco perchè esaurita o di cattiva +qualità.<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span></p> + +<p>Dissi che la mezzadria è iniqua dove esistono +prelevamenti a vantaggio del proprietario o dei suoi +rappresentanti. Vero è che i prodotti si dividono a +metà tra proprietario e coltivatore; ma la divisione +si pratica dopo che dalla massa si è prelevata la +semente; e poi la così detta <i>strazzatura</i>, il tumolo +per la <i>lampada</i>, il tumolo pel <i>campiere</i> e talora anche +il tumolo per la <i>madonna</i>, per <i>San Francesco +di Paola</i> o per qualche altro patrono del luogo.</p> + +<p>Questi prelevamenti non sono dappertutto uguali +per la quantità e per il numero; ma dove c’è la +mezzadria è quasi dapertutto esistente l’usura sulla +semente e sui soccorsi anticipati dal proprietario +durante l’anno. In qualche punto il proprietario dà +il frumento per la semente e pei soccorsi col tumolo +da 13 litri e se lo fa restituire con uno da 17; +in altri punti dà la semente bagnata colla soluzione +di solfato di rame (per evitare certe malattie del +grano) e se la fa restituire asciutta; sulla semente +e sul soccorso, infine, i più onesti prendono per lo +meno un interesse del 20% a ragione d’anno!<a name="FNanchor_16_16" id="FNanchor_16_16"></a><a href="#Footnote_16_16" class="fnanchor">[16]</a></p> + +<p>Si può immaginare quello che resta al povero +mezzadro all’epoca del raccolto, specialmente dove<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +padroni inumani non lasciano più a loro il così +detto <i>solame</i>—cioè—il po’ di grano commisto a +paglia e a terra che nella trebbiatura rimane sull’aia—e +negano loro la facoltà di spigolare! E di +questa mezzadria, infine, scrive l’Alongi: «Che cosa +sia questo contratto si sa oramai fino alla nausea; +il nome di mezzadria, se non è una crudele +ironia, è certo una insigne menzogna, un nome +legale per far passare di contrabbando le più flagranti +violazioni delle leggi morali e giuridiche +(loc. cit. p. 9)».</p> + +<p>La mezzadria talvolta si riduce a <i>terzeria</i>, forma +di contratto agrario, nella quale il proprietario prende +due terzi del prodotto ed il contadino uno. Ma +in questo caso il proprietario dà la terra preparata +a maggese coi suoi bovi, e sulla quale non ha esatto +nulla per un anno.</p> + +<div class="sidenote">IL CONTRATTO A TERRATICO</div> + +<p>La mezzadria in tutte le sue forme, prevale dove +c’è la piccola ed anche la media proprietà; ed allora +può anche alternarsi o coesistere col contratto +a terratico, il quale varia pure da contrada a contrada +e che nei paesi da me conosciuti non corrisponde +a quello descritto dall’egregio Prof. Salvioli +nel citato articolo della <i>Rivista popolare</i>. Il <i>terratico</i>, +da me conosciuto e che so prevalere in molti luoghi, +è un puro e semplice fitto pagato in prodotti, +anzichè in danaro contante. Secondo la qualità delle +terre il coltivatore dà al proprietario o al gabellotto +da tre a sei ettolitri di frumento all’anno per ogni +<a name="tn61" id="tn61"></a><span class="correction">ettaro</span> di terra. Il <i>terratico</i> è forma di contratto preferito +da molti contadini perchè assicura loro una +certa indipendenza, pagata però molto cara negli +anni di cattivo raccolto.<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span></p> + +<div class="sidenote">L’INQUILINAGGIO</div> + +<p>Meritano una particolare menzione i lavoratori +della terra che stabiliscono coi proprietari l’<i>inquilinaggio</i> +per le vigne, forma particolare di colonia +parziaria, che dura dai 15 ai 29 anni. Il contadino +in questo caso pianta la vite e la coltiva e ne divide +il prodotto, in varia misura, col proprietario +della terra. Trascorso il termine del contratto la +vigna rimane intera proprietà del secondo. I contadini, +che prendevano la terra ad inquilinaggio ebbero +un periodo di prosperità, ch’è stata distrutta +dalla filossera nella provincia di Siracusa e minaccia +di distruggerla in quella di Catania. Nella zona +Etnea della seconda, molti contadini si può dire +che vedono distrutte le loro speranze prima di avere +avuto un qualsiasi prodotto dal lavoro e dal +capitaluccio impiegato. Per loro è una vera rovina.</p> + +<p>I lavoratori della terra che vivono sotto il regime +della mezzadria e del terratico, e nelle contrade +a piccola e media proprietà, si possono considerare +come fortunati rispetto a quelli che lavorano a giornata, +e nelle regioni disgraziate del latifondo di cui +dirò in appresso.</p> + +<p>Orbene, quella frazione—che rappresenterebbe in +Sicilia una specie di aristocrazia delle classi rurali,—secondo +i calcoli stabiliti da un agronomo competentissimo, +il Prof. Caruso (<i>Industria dei cereali in +Sicilia</i>), nel 1870, tempo in cui non c’era traccia nell’isola +di alcuna agitazione socialista e vi si godeva +di una relativa prosperità—non poteva passarsela +allegra se si tiene conto del lavoro proprio e degli +interessi dovuti al piccolo capitale impiegato nella +mezzadria, nel terratico ecc. Il bilancio del mezzadro, +del terratichiere ecc.—calcolando che il grano<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +sia stato venduto a L. 51 per salma<a name="FNanchor_17_17" id="FNanchor_17_17"></a><a href="#Footnote_17_17" class="fnanchor">[17]</a>, con una produzione +di 11 volte la semente—si chiudeva con +un <i>deficit</i>.</p> + +<p>Questi calcoli rifatti, dopo oltre venti anni, da +Rao per Canicattì, dal Dr. Barbato per Piana di +Greci, da Verro per Corleone, concordano perfettamente +con quelli del Caruso; e la circostanza, con +senso di opportunità, la rileva oggi il Cavalieri, +ch’è un avversario del socialismo.</p> + +<p>Comunque, mezzadri, piccoli fittajuoli, che prendono +a <i>terratico</i> o in altre forme di fitto un pezzo +di terra dai tre ai quindici ettari, e che sinora vivevano +in condizione relativamente buona, si risentono +del contraccolpo della crisi generale e sono +i più risoluti a non soccombere senza fare sentire +la loro voce ed all’occorrenza senza ricorrere alla +doppietta o al vecchio fucile della guardia nazionale, +che conservano gelosamente.</p> + +<p>Quando visitai l’ameno villaggio di Milocca, rimasi +colpito dalla pulitezza e dall’aspetto lieto delle +case a due piani—rarissime tra i nostri contadini—e +dai numerosi muli, che cavalcavano i contadini +venutimi incontro.</p> + +<p>Seppi che bestie e case appartenevano a loro: +<i>dunque,</i> chiesi, <i>voi altri non state tanto male al paragone +degli altri lavoratori del resto della Sicilia!</i></p> + +<div class="sidenote">LA MISERIA</div> + +<p><i>È vero,</i> mi risposero; <i>ma pur troppo ciò che ora +possediamo non è nostro che in apparenza. La casa è +gravata d’ipoteca e i debitucci diversi non possono essere +soddisfatti neppure colla vendita del mulo!</i><span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span></p> + +<p>M’informai ed ebbi a constatare che quei gagliardi +lavoratori non mentivano.</p> + +<div class="sidenote">IL RICORDO DEL TEMPO FELICE</div> + +<p>Essi al ricordo del benessere antico non si sapevano +acconciare <a name="tn64" id="tn64"></a><span class="correction">alla</span> miseria presente e invocavano +provvedimenti e modificazioni dei vigenti contratti +agrari. Questa circostanza mi confermò sempre +più in una idea, che ho sostenuto altrove e cioè: +che la miseria vera prostra e non prepara le necessarie +reazioni, mentre il passaggio rapido dal benessere +alla miseria è il più efficace elemento in +prò delle insurrezioni. Questa osservazione si può +applicare ai casi di Partinico, di Monreale e di altri +paesi della provincia di Trapani.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_16_16" id="Footnote_16_16"></a><a href="#FNanchor_16_16"><span class="label">[16]</span></a> Il Sonnino dice che in diversi luoghi, e specialmente +nel Siracusano, i gabellotti e i proprietari mettono spesso +come condizione espressa nei patti di metateria e di terratico +che il contadino non debba rivolgersi ad altri che a loro per +ottenere soccorsi (<i>I contadini in Sicilia</i>, p. 179). Ad onore del +vero si deve dire che questa preveggenza usuraia è quasi +scomparsa. L’angheria dei prelevamenti viene constatata con +singolare unanimità da tutti gli scrittori dell’isola e del continente +ed anche da stranieri; dal Sonnino al Baer, al Cavalieri, +al Caruso, al Basile, al Combes de Lestrade, ecc. ecc.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_17_17" id="Footnote_17_17"></a><a href="#FNanchor_17_17"><span class="label">[17]</span></a> La <i>salma</i> di frumento nella provincia di Caltanissetta +corrisponde in peso da 260 sino a 270 chilogrammi, secondo +la qualità.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.<br /><br /> + +I PARIA DELLA TERRA.</h2> + + +<p>Quando dalla classe dei mezzadri e dei contadini-proprietarî—rarissimi +in Sicilia—si passa all’esame +delle condizioni degli altri lavoratori, in +questa terra tanto decantata per la sua fertilità e +per ogni sorta di ricchezze, si riscontrano i veri +paria.</p> + +<p>I proletarî dediti ai lavori agricoli ed alla pastorizia +non sono dappertutto ugualmente infelici, e si +suddividono ancora. Ci sono quelli che lavorano ad +anno o a mese; e ci sono quelli che vengono adibiti +alla giornata.</p> + +<div class="sidenote">I PASTORI</div> + +<p>Tra i primi è veramente dura la sorte di coloro +che custodiscono gli armenti e le greggi. I <i>bovari</i>, +come si chiamano quelli addetti alla custodia dei +bovi, raramente dormono al coperto. D’inverno, ricoperti +da pelli di montone che danno loro sembianze +di uomini primitivi, stanno esposti alle pioggie +e alle tempeste; d’estate, durante le lunghe ed +afose giornate, sono fortunati quando trovano un<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span> +albero, od una disuguaglianza di terreno, che procuri +loro un poco di ombra per sonnecchiare o per +mangiare un tozzo di pane asciutto ed un poco di +ricotta. Fanno uso più di frequente di latte e qualche +volta, se muore un animale, si cibano di carne.</p> + +<p>Si può dire che non conoscono la pasta, mentre +spessissimo mangiano erbe cotte e senza condimento +di olio.</p> + +<p>Uomini di ogni età fanno da <i>bovari</i> e se l’armento +è poco numeroso più spesso sono sotto i +venti anni.</p> + +<p>I <i>pecorari</i>, coloro che custodiscono le pecore, su +per giù si trovano nelle identiche condizioni dei +primi; hanno il vantaggio di dormire al coperto; +quasi sempre alla sera mangiano le lasagne e la +ricotta e bevono latte; ma ricevono un minore salario.</p> + +<p>Il pane che mangiano <i>bovari</i> e <i>pecorari</i> è il più +nero, il meno cotto e il più cattivo, che si mangi +in Sicilia; è sempre fatto, però, con farina di frumento.</p> + +<p>Tutti questi uomini addetti alla pastorizia vanno +alle rispettive case una volta il mese ed anche ogni +tre mesi, certamente con grave detrimento dei rapporti +di famiglia e della morale.</p> + +<p>Gli stipendî, oltre l’alimentazione nella misura +suaccennata, variano da lire 75 a lire 200 all’anno. +<i>Pecorari</i> e <i>bovari</i>, però, in mezzo agli animali del +padrone hanno diritto di mantenerne gratuitamente +qualcuno per loro conto. Ciò che aumenta il salario +annuo in media di una trentina di lire.</p> + +<p>Si comprende che con questi salarî irrisorî una +famiglia nè onestamente, nè tollerabilmente può<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +andare innanzi; ma di sovente gl’<i>incerti</i> vengono +in aiuto. E pur troppo gl’<i>incerti</i> lucri vengono guadagnati +dalle mogli e dalle figlie e dagli uomini +sopratutto coll’<i>abigeato</i> e col manutengolismo.</p> + +<p>I pastori sono quasi sempre amici o complici dei +ladri di animali e dei briganti. C’è da sorprendersene?</p> + +<div class="sidenote">I GIORNALIERI</div> + +<p>Oltre i pastori lavorano ad anno o a mese i cosidetti +<i>garzoni</i> e dietro a questi ultimi viene la +grande massa dei giornalieri, la cui esistenza è assai +più precaria e che sono degni di commiserazione +profonda.</p> + +<p>Secondo le colture e le stagioni essi guadagnano +da centesimi quaranta a una lira al giorno; e i contadini +che ricevono una lira sono i fortunati, e per +qualche mese soltanto: durante la semina e durante +il raccolto. In generale sono più elevati di +questi i salarî indicati da Enrico La Loggia nel +suo diligente studio sui <i>Moti di Sicilia</i> (<i>Giornale +degli Economisti</i>, marzo 1894) e dal Prof. Salvioli; ma +la differenza deriva dall’avere essi calcolato in denaro +la parte che ricevono in generi. Comunque, +entrambi convengono che fatto il bilancio della entrata +di un contadino se ne deduce che il suo tenore +di vita (<i>standard of life</i>) non può essere che bassissimo +e che alla miseria più squallida è condannata +la sua famiglia se sopraggiunge qualche caso di +malattia o uno sciopero forzato per piogge continuate +o per altre ragioni, poichè il risparmio di qualsiasi +somma è impossibile durante l’anno.</p> + +<p>In generale i salarî sono più elevati dove la coltura +è intensiva. Per la mietitura i salarî si elevavano +pel passato a L. 2,50 oltre una buona e copiosa<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span> +alimentazione ed un litro e mezzo di vino al +giorno. Ma da due anni in qua i salarî ribassano +terribilmente e c’è una triste concorrenza nel lavoro +che i mietitori di una contrada vanno a fare +a quelli di un’altra; concorrenza, che ha determinato +non poche sanguinose risse e delle <i>caccie</i>, che +nulla hanno da invidiare alla <i>caccia</i> che si fa all’italiano +in Francia, in America, in Australia e dovunque +esso va a fare concorrenza al lavoratore indigeno.</p> + +<div class="sidenote">I SALARII</div> + +<p>La concorrenza, il ribasso nei prezzi dei cereali, +la elevatezza dei fitti delle terre hanno ridotto al +<i>minimum</i> il salario anche dei mietitori, che in altri +tempi si poteva considerare come abbastanza alto.</p> + +<p>Essi oramai lavorano per lunghe sedici ore, sotto +la sferza cocente del sole, quasi africano, della Sicilia +per un franco ed anche per 75 centesimi al +giorno! Quando ritornano alle lontane loro case, +dopo venti o trenta giorni di assenza, si reputano +fortunati se portano un gruzzolo di lire 20!</p> + +<p>Il salario è insufficiente, è un vero salario della +fame come lo chiamerebbero in Inghilterra; ma il +guaio maggiore è questo: il contadino non è sicuro +di averlo per tutto l’anno. È fortuna, se in +media esso lavora per 200 giorni all’anno; la lira, +quindi, o i sessanta centesimi al giorno devono essere +ridotti alla metà circa, considerati come mezzi +di sostentamento della disgraziata famiglia del contadino +giornaliero, le cui donne guadagnano pochi +altri centesimi al giorno, filando, cucendo, lavando, +vendendo le uova che fa la loro gallina, la quale ha +tutte le loro cure.</p> + +<div class="sidenote">LA RISORSA DI FAMIGLIA</div> + +<p>Per talune di queste donne è una grande risorsa<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +l’allevamento di un porchetto, che viene alimentato +coi brodetti, colle buccie, e colle frutta guaste +ricevute in elemosina dai vicini agiati. E bisogna +vedere con quale tenerezza—che suscita l’indegnazione +e lo scherno di chi non sa valutare la ragione +del fatto—la buona moglie del contadino guarda +a quell’animale immondo, che dorme sotto il suo misero +lettuccio, e che sinanco gratta colle proprie +mani e quasi accarezza a preferenza dei figli!</p> + +<p>Egli è che il giorno in cui quel fido compagno +della contadina viene ammazzato, nella sua casa +c’è gran festa: se ne mangia la testa, se ne mangia +il fegato, se ne mangiano i piedi bolliti e il +sangue coagulato e se ne regala anche ai vicini; +e ciò non capita che una volta all’anno. Di più colla +vendita del resto la buona donna vede ricompensate +le cure e le fatiche sue di un anno ricevendo +dal macellaio, le trenta, le quaranta lire, che costituiscono +la grande risorsa della famiglia, e colle +quali provvede quasi sempre ai vestiti.</p> + +<p>Ma la scienza, la civiltà, l’igiene cominciano già +a privare molte di queste povere famiglie di contadini +della risorsa, per loro grande, dello allevamento +del maiale! Gli agenti del municipio danno +la caccia a questi compagni di Sant’Antonio, che +altra volta passeggiavano liberamente per tanti paeselli +della Sicilia. L’igiene e la decenza vi guadagnano +di sicuro; ma nel bilancio del disgraziato contadino +spunta il <i>deficit</i>. Così la civiltà gli si affaccia +come una sventura e le guardie municipali, che adempiono +al proprio dovere, gli divengono invise<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +e gli riescono addirittura odiose se sono costrette a +multarlo.<a name="FNanchor_18_18" id="FNanchor_18_18"></a><a href="#Footnote_18_18" class="fnanchor">[18]</a></p> + +<p>Nelle zone zolfifere, il proletariato agricolo aveva +una grande risorsa nei figli: un paio, gli procuravano +circa due lire al giorno lavorando da <i>carusi</i> +nella miniera, oltre lo anticipo da 50 a 150 lire, +che ricevevano per una volta sola come si sa. Ora +questa risorsa viene meno per la depressione dell’industria +zolfifera.</p> + +<div class="sidenote">SEMPRE LA MISERIA</div> + +<p>La misera condizione dei lavoratori della terra +non è una constatazione da sentimentalisti; ma +venne riconosciuta da persone insospettabili di esagerazione +pel partito in cui militano, per le cariche +che occupano, per la loro condizione sociale e per l’antagonismo +in cui taluni si trovano coi capi del movimento +socialista. Tale misera condizione non venne +attenuata in alcun modo al Rossi della <i>Tribuna</i> dal +Cav. Masi, consigliere provinciale di Piana dei Greci, +dal Baronello Bartoccelli e dal Cav. V. Falcone, +sindaco di Canicattì—entrambi ricchissimi proprietarî—e +da altri ricchi proprietarî a Casteltermini e +altrove. È importante il giudizio del Masi e del +Falcone perchè entrambi sono al potere e non sono +mossi da una qualsiasi ambizione da soddisfare. La +condizione dei lavoratori della terra venne riconosciuta +tristissima, qual’è, da quanti visitarono la Sicilia +negli ultimi tempi e fu efficacemente descritta +dagli onorevoli Comandini, Farina, Plebano e dal +Borelli del <i>Popolo Romano</i>, che pur militano in partiti<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +politici diversi e non sono mossi nè da passioni, +nè da interessi locali. L’on. Plebano, in ispecie, +rimase impressionatissimo dalla miseria di Piana +di Greci e per miracolo non incoraggiò i fieri contadini +alla rivolta. Non pochi ufficiali dell’esercito +al Rossi, della <i>Tribuna</i>, a me stesso e ad altri dichiararono, +che si sentivano assai a disagio trovandosi +distaccati in certi paesi per prestare manoforte +ai prepotenti iniqui contro i poveri oppressi! Tanta +ineffabile miseria dei lavoratori della terra, infine, +in occasione degli ultimi moti, oltre che dai cennati +uomini politici e pubblicisti, che poi, per qualche +ragione potrebbero anche essere giudicati sospetti, +venne riconfermata da scrittori, che vivono +al di fuori della politica e dalle tendenze diverse; tra i +quali mi piace ricordare il più volte citato Cavalieri +e Monsignor Isidoro Carini, l’illustre Bibliotecario +del Vaticano che tanto ama la sua isola natìa +e ch’è legato da particolare amicizia coll’on. Crispi. +E adesso qualche parola sulle abitudini e sul carattere +morale dei contadini.</p> + +<div class="sidenote">I CONTADINI DI SICILIA</div> + +<p>Ai contadini della Sicilia si può applicare benissimo +ciò che scienziati e romanzieri hanno scritto di +quelli degli altri paesi. L’abate Roux dice: «il campagnuolo +è troppo fanciullo per non essere mentitore; +vive ancora sotto la legge del timore e la +legge di amore è per lui lettera morta; non ama +le cose e le persone che per l’uso, che può farne.» +(<i>Pensèes.</i> Parigi 1885). Il Prof. Lacassagne paragonando +la criminalità delle città e delle campagne +aggiunge: «il contadino è egoista, diffidente, +vendicativo, perchè egli ha poche relazioni sociali; +le sue occupazioni monotone e ripetute gli<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +creano un certo stato di automatismo; d’onde il +suo spirito lento e stretto.» E le passioni, i difetti, +i pregi del contadino descritto da Zola nella <i>Terre</i> si +potrebbero attribuire a quello di Sicilia.</p> + +<div class="sidenote">LA MAFIA</div> + +<div class="sidenote">I BRAVI</div> + +<p>Ciò che caratterizza maggiormente il lavoratore +della terra nell’isola è la sobrietà. «Il Siciliano—dice +il generale Corsi—è molto sobrio nel mangiare +e nel bere; lo sono allo estremo i contadini +che si nutrono di vegetali e bevono acqua» (<i>Sicilia</i>, +pag. 266). Infatti, di raro assai mangiano carne; +il pane e le verdure cotte sono i loro cibi ordinarî, +non frequentano caffè o bettole, non bevono vino +se non quando lo ricevono lavorando come parte +del salario (almeno dove prevale il latifondo); vestono +dimessi e con abiti dal taglio speciale, molto vario +da contrada a contrada, caratteristico; amano moltissimo +le feste religiose, nelle quali le scene di superstizione +e di fanatismo dipinte nel <i>Voto</i> del Michetti +si alternano con veri baccanali. Il contadino, casalingo, +ospitale, geloso della sua donna, che spesso gli prepara +i tessuti, che servono per i suoi vestiti (specialmente +la tela di lino o di cotone e il tessuto di lana nera, +chiamato <i>abbracia</i>—albagio—un poco più grossolano +di quello che si fabbrica in Sardegna) si rassegna +facilmente alle sofferenze materiali e la miseria sola, +come bene osserva il La Loggia, non avrebbe potuto +farlo muovere! L’analfabetismo domina nelle campagne +della Sicilia, i cui abitatori—meno quelli della +Conca d’oro—non commettono in generale frequenti +reati di sangue e sono dediti invece ai furti campestri +ed all’<i>abigeato</i>. La <i>mafia</i> trova numerosi e pericolosi +affiliati nelle campagne dei dintorni di Palermo; ben +rari altrove. Quelli, però, tra i contadini, che si<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +elevano al grado di <i>campiere</i> o di <i>soprastante</i> e che +hanno l’ufficio di garantire gl’interessi del grande +proprietario nel latifondo divengono di ordinario +la quintessenza dei <i>mafiosi</i> pel loro coraggio, per la +rigorosa osservanza del codice dell’<i>omertà</i>, per l’assenza +completa di scrupoli nel prestar mano a briganti +e malandrini, nel farla da manutengoli, nel +tirare una schiopettata ad un nemico, ad un disgraziato, +che ne ha offesa la suscettibilità morbosa. +Insomma <i>campieri</i> e <i>soprastanti</i> spesso sono una edizione +riveduta e peggiorata degli antichi <i>bravi</i>. Non fecero +mai parte dei <i>Fasci</i> anzi rimasero sempre ai servizî +dei loro più accaniti nemici, i quali scandalizzati, +denunziavano i <i>Fasci</i>, come covi di malfattori perchè +avevano accettato come socio qualche ammonito, più +vittima dell’ambiente sociale, che vero delinquente +come la massima parte dei più pregiati tra i loro +fidi!<a name="FNanchor_19_19" id="FNanchor_19_19"></a><a href="#Footnote_19_19" class="fnanchor">[19]</a>.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_18_18" id="Footnote_18_18"></a><a href="#FNanchor_18_18"><span class="label">[18]</span></a> La importanza dello allevamento del majale nelle misere +famiglie dei contadini non isfugge al Sonnino. (<i>I contadini +in Sicilia</i>, p. 187).</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_19_19" id="Footnote_19_19"></a><a href="#FNanchor_19_19"><span class="label">[19]</span></a> «Il Signore ha i suoi <i>campieri</i>, ma non può tenerne una +grossa squadra, e molte volte, perchè siano uomini di stocco, +da servirlo come vuol lui, è costretto a chiudere un occhio, +e magari anche tutti e due nello sceglierli, e prenderli della +stessa pasta di cui si fanno i briganti». Così scrive il generale +Corsi. (<i>Sicilia</i> p. 303). +</p><p> +Mi piace qui rilevare che il Generale Corsi ha segnalato +come meritevolissime di attenzione tre opere recenti sulla +Sicilia: quelle di Schneegans, di Bazine e di Gustavo Chiesi +riconoscendo che la migliore è <i>La Sicilia Illustrata</i> dell’ultimo. +Godo moltissimo di questo giudizio perchè mi conferma in +quello dato da me due anni or sono nell’Isola e che temevo +fosse troppo benevolo per la grande amicizia, che mi lega +allo scrittore milanese. Nel Chiesi lo stato morale, intellettuale +e sociale dei Siciliani è meglio descritto che in qualunque +altro autore. Lo Schneegans ci dà la Sicilia di 50 +anni fa.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.<br /><br /> + +IL LATIFONDO</h2> + + +<p>La condizione economica dei lavoratori della terra +in Sicilia, come dappertutto, è intimamente connessa +colla divisione della proprietà rurale e col genere di +coltura. Nota la prima, s’intuisce—e del resto vi si accennò—che +debba prevalere la grande proprietà e +la coltura estensiva; e questa coltura persistente è, +poi, la conseguenza della grande proprietà, del latifondo, +esistente un po’ per ogni dove in Italia, +assolutamente prevalente e caratteristico nell’isola. +Merita menzione speciale, ma breve perchè l’argomento +è già stato trattato da tutti gli scrittori, che +si sono occupati delle cose siciliane dal punto di +vista economico e sociale.</p> + +<div class="sidenote">LA PROPRIETÀ POCO DIVISA</div> + +<p>L’on. Sonnino sulle orme di altri osservatori locali +e sulla base di dati statistici—incompleti ed +inesatti—sin dal 1876 riconobbe che la proprietà +è pochissimo divisa, specialmente nella parte interna +e meridionale dell’Isola dove «manca una vera +classe di proprietarî piccoli o medi e si salta invece +d’un tratto, dal grande proprietario che possiede<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +migliaia di ettari, al piccolo censuario di +poche are di terra. La censuazione dell’asse ecclesiastico +ha modificato pochissimo queste condizioni +della proprietà giacchè la immensa maggioranza +di quelle terre è passata tale e quale nelle +mani dei grossi proprietari.» (<i>I contadini ecc.</i>, pagine +174 e 175).</p> + +<p>Il Prof. Basile molti anni or sono constatò che +<a name="tn75" id="tn75"></a><span class="correction">dal</span> 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso +da 608,601 a 549,957; c’era dunque diminuzione, +nonostante il censimento dei beni dell’asse +ecclesiastico, da cui si sperava un aumento notevole; +e lo stesso Basile riconfermò il fatto doloroso +nel 1894.</p> + +<p>Il sacerdote Genovese la osservazione generica +volle dettagliare per un sito da lui esattamente conosciuto. +Egli scrive: «Il comune di Contessa Entellina, +in provincia di Palermo, ha un agro di +circa 9000 salme di terra (la salma di Contessa +corrisponde ad ettari 2,67). Ebbene, quante ne +possiede la generalità dei suoi <i>tremila</i> abitanti? +Appena 300 salme: precisamente il 3 % di tutto +il vasto territorio! E le altre 8700 salme? Non è +d’uopo dirlo: eccetto una minimissima porzione spettante +a pochi altri piccoli proprietarî, sono tutte +possedute da non più che <i>venti</i> benestanti, tra principi, +conti, baroni e cavalieri!» (<i>La quistione agraria +in Sicilia</i>, Milano 1894).</p> + +<p>Il caso di Entella è quello di cento altri comuni; +e in qualcuno—ad esempio Terranova, Siculiana, +ecc., ecc.—la concentrazione della proprietà in poche +mani è maggiore.</p> + +<p>Si avverta altresì che la qualifica di <i>proprietario</i><span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +in Sicilia come in Sardegna spesse volte non è che +una ironia. Si tratta di proprietà polverizzate o si +limita alla proprietà di un lurido tugurio, che serve +di abitazione e che non ajuta a vivere. I più di +questi proprietarii, osservò l’on. Damiani nel volume +dell’<i>Inchiesta agraria</i> dedicato alla Sicilia, sono da +considerarsi piuttosto come proletarî.</p> + +<div class="sidenote">LE CONSEGUENZE DEL LATIFONDO</div> + +<p>Sono invero una realtà indiscutibile tutte le tristi +conseguenze della esistenza della grande proprietà, +del latifondo; conseguenze varie e complesse politiche, +economiche, morali, e intellettuali.</p> + +<p>«Il latifondo, osserva il Baer, mantiene e conserva +una deplorabile dissonanza fra le istituzioni +politiche ed amministrative e fra la legislazione civile, +che la Sicilia ha comuni al resto d’Italia e le +condizioni reali di quella società e della proprietà +territoriale. Ed è risaputo che quando siavi tale dissonanza +gli effetti delle istituzioni e delle leggi sono +alcuna volta nulli, il più soventi perniciosi.» (<i>Il latifondo +in Sicilia</i> nella <i>Nuova Antologia</i>, 15 aprile 1883). +E la dissonanza nasce dalla mancanza di un numero +sufficiente di piccoli e medii proprietarî.</p> + +<p>La esistenza della grande proprietà presuppone +la correlativa preponderanza numerica di proletariato +agricolo: il quale è più infelice dove l’ex feudo, +il latifondo è coltivato dal fittabile; peggio ancora +se quest’ultimo lo suddivide ad altri gabellotti minori. +Allora il salariato è in condizioni peggiori dello +schiavo: ed esso mangia quel pane, di cui dalla +provincia di Palermo mi si mandarono due campioni, +che suscitarono la indignazione di quanti lo +videro nella Camera dei deputati e fuori. La sua +non è più vita, che oggi possa considerarsi come umana.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span> +Non deve <a name="tn77" id="tn77"></a><span class="correction">sorprendere</span> se insorge e cerca ripetere +le <i>Jacqueries</i>; ma deve soltanto far meraviglia +che tanto tempo abbia aspettato per ribellarsi!</p> + +<div class="sidenote">IL FITTO</div> + +<p>Il latifondo favorisce il sistema del fitto e genera +il <i>gabellotto</i> la cui funzione è tanto esiziale quanto +lo è in Irlanda il <i>middleman</i>, che sta tra il <i>landlord</i> +e il contadino coltivatore. Intanto dalla scomparsa +del gabelloto, acutamente osserva il Salvioli, +se il grande proprietario dovesse dare direttamente +le terre in fitto ai contadini poco giovamento +questi ne trarrebbero per l’aspra concorrenza, che +tra loro si farebbero per ottenere gli spezzoni di +migliore qualità e più vicini all’abitato.</p> + +<p>Se il sistema del fitto riesce di grave nocumento +ai lavoratori e produsse pel passato l’agiatezza ed +anche la ricchezza dei <i>gabellotti</i>, che finirono col costituire +la parte più forte della borghesia isolana, +adesso rovina questa classe di sfruttatori.</p> + +<p>Checchè ne dicano e ne pensino alcuni, nella divisione +dei prodotti oggi non sono più i fittabili coloro +che se la passano più allegramente, poichè in generale +il fitto delle terre in Sicilia dal 1860 aumentò +del 40 % mentre diminuì sensibilmente il prezzo +del frumento, ch’è il prodotto principale. I fittabili, +dunque, stanno male.<a name="FNanchor_20_20" id="FNanchor_20_20"></a><a href="#Footnote_20_20" class="fnanchor">[20]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p> +<p>Non possono che stare peggio i sub-fittabili, ma +coloro che conducono vita veramente inumana sono +i contadini o mezzadri, che ricevono la terra di +terza mano.</p> + +<div class="sidenote">LA COLTURA</div> + +<p>Il <i>gabellotto</i> alla sua volta suddivide il latifondo, +ch’è spesso un ex feudo, ad altri; e i sub-gabellotti +finalmente danno la terra a mezzadria o la fanno +coltivare in economia dai cosidetti <i>jurnatara</i>,—lavoratori +alla giornata. Ora la terra, generalmente, non +può produrre tanto da mantenere, oltre il fisco che +attualmente la fa da leone, il proprietario, il gabellotto, +il sub-gabellotto e il contadino; produce ancora +meno in Sicilia dove nel latifondo vige la coltura +primitiva, estensiva: dove l’aratura è superficiale +e la concimazione o manca o è deficientissima per +la qualità e per la quantità: dove d’irrigazione non +è a discorrere e gli avvicendamenti vi sono irrazionali +e il suolo viene sfruttato colla vera agricoltura +ladra, come la chiamò il Liebig: dove mancano +stalle, case coloniche e financo l’acqua potabile. +Molti dunque si devono risentire della deficienza +della produzione, rilevata testè dal Combes +de Lestrade nel <i>Journal des Economistes</i>, che deve +essere ripartita tra tanti consumatori—taluni dei +quali prendono più di quanto dovrebbero nello stesso +presente regime economico; e più di tutti se ne risentono +i contadini ai quali non rimangono, che le +briciole.</p> + +<p>La coltura si mantiene estensiva e la terra produce +poco, perchè il grande proprietario non è stimolato +dal bisogno a fare miglioramenti e trasformazioni +e per un lungo periodo ha visto anche aumentare +fortemente le sue rendite per la concorrenza<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +tra <i>gabellotti</i>, che ha elevato i fitti; nè i miglioramenti +di qualsiasi genere potevano e possono farli +i <i>gabellotti</i>, che coltivano il latifondo per un brevissimo +tempo—la durata dei fitti è al massimo di +nove anni, ma più di frequente di quattro o di sei; +e molto meno i contadini che vi lavorano a giornata +o l’hanno a mezzadria o a terratico solamente +per uno o due anni.<a name="FNanchor_21_21" id="FNanchor_21_21"></a><a href="#Footnote_21_21" class="fnanchor">[21]</a></p> + +<div class="sidenote">LA TERRA È DESERTA</div> + +<p>Il latifondo che per mancanza di caseggiati tiene +lontani i contadini dalla terra e mantiene questa +deserta e priva del tutto di alberi, costringe i primi +a vivere in grandi centri producendo queste altre +non meno esiziali risultanze: 1. il contadino perde +molto tempo nel recarsi ogni giorno dalle città nella +campagna e quando vi pernotta, nei pagliai o all’aperto, +di estate, vi prende le febbri intermittenti, +2. la solitudine delle campagne e la grande distanza +tra i centri abitati favorisce il furto campestre, l’<i>abigeato</i>, +il malandrinaggio e il brigantaggio; 3. la +coabitazione di contadini e di elementi industriali +e commerciali nelle città fa gravare sui primi dei +pesi che non dovrebbero sentire—specialmente il dazio +di consumo—e mantiene le città o i grossi centri +abitati in condizioni igieniche deplorevoli.<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span></p> + +<p>L’organizzazione sociale, che fa capo al latifondo +dal Baer viene riassunta, infine, così: «un’aristocrazia +lontana dalle terre, che possiede e che non conosce, +una classe media costituita da pochi esercenti +le professioni liberali e da potenti fittajuoli +in grande e da coloro, che vivono speculando +sulla miseria altrui, ed un numeroso stuolo di poveri +coloni e braccianti, è questa l’organizzazione +sociale delle regioni dove prevale il latifondo; e +non è dessa quella in cui le istituzioni politiche e +amministrative della società odierna possano funzionare +a pubblico vantaggio, in cui possa trovarsi +cooperazione assidua, indipendente, giusta +ed efficace agli ufficî del governo nell’amministrazione +dei comuni, delle provincie, delle opere +pie e fino della giustizia.»</p> + +<div class="sidenote">PERCHÈ SUSSISTE IL LATIFONDO?</div> + +<p>Se il latifondo è in Sicilia ora com’è stato sempre +e in ogni luogo pernicioso sorge spontanea la +domanda: perchè esso dura da secoli e non scompare +mentre è condannato dalla scienza, dal sentimento +di giustizia, dall’umanità?</p> + +<p>Fu notato che il latifondo dura in Sicilia da moltissimi +secoli e preesisteva alla nascita del feudalismo +sotto i Normanni. Il barone Benevantano lo fa rimontare +ai tempi di Verre nel territorio di Lentini; +e il Genovese sull’autorità di Diego Orlando, di Ludovico +Bianchini, di Birri, di Palmieri, di Monsignor +Lancia di Brolo, di Amari lo riporta non solo ai Romani, +ma anche ai Cartaginesi.</p> + +<p>Dal fatto di questa lunga durata se n’è voluto +argomentare, che il latifondo in Sicilia è qualche +cosa di fatale, che si connette alle condizioni fisiche +e climatologiche dell’isola. Se ciò fosse vero le<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span> +disgraziate popolazioni agricole della Sicilia sarebbero +condannate eternamente al dolore. Ma vero non +è, e lo ha dimostrato il Baer con poche acute osservazioni +di fatto.</p> + +<div class="sidenote">I MIRACOLI DELL’AGRICOLTURA</div> + +<p>«Quando si dice che le terre dei latifondi non +sono atte ad altra produzione che a quella dei cereali +e che al loro spossamento per le replicate colture +non possa altrimenti rimediarsi che col lasciarle +a pascolo naturale per più anni, si dimenticano tutti +i prodigi della coltura intensiva mediante gli avvicendamenti +e gl’ingrassi. Le terre sabbiose e pantanose +della Prussia orientale sotto un cielo inclemente, +sono senza dubbio più sterili di ogni peggior +angolo della Sicilia, eppure se ne cava grande profitto. +L’agricoltura fiamminga, una delle più perfette +del mondo si esercita su terre, che sono il peggior +suolo dell’Europa. Il clima ed il terreno presso le +città e borgate nelle provincie siciliane ove sono i +latifondi non sono per certo diversi da quelli delle +terre circostanti, ed intanto le terre prossime alle +città sono coltivate con altri sistemi e con eccellenti +risultati. Di più in alcuni latifondi, che appartenevano +alle corporazioni religiose col censimento +si spezzarono e si trasformarono in meglio +come attorno a Mazzara e in gran parte della +provincia di Trapani: l’osservazione è del Prof. Corleo. +Viceversa secondo le diligenti ricerche dell’Amari +ventidue grosse città ch’esistevano a’ tempi dei +Mussulmani nelle provincie di Girgenti, di Trapani e +di Palermo sono sparite così che di moltissimi nomi di +castelli e ville ricordati negli scrittori di quell’epoca +non si ha più traccia; e l’antico territorio di Giato,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +ora diviso in tre comuni con circa 18 mila abitanti +conteneva ai tempi di Guglielmo il Buono una popolazione +di 60 mila abitanti con 40 e più villaggi.»</p> + +<p>Ecco come negli stessi siti, nonostante la permanenza +delle cause fisiche, compare e scompare +il deserto rattristante del latifondo coll’alternarsi +delle cause sociali.</p> + +<div class="sidenote">LE CAUSE SOCIALI E IL LATIFONDO</div> + +<p>Gli esempî relativi alla Sicilia sono tassativi e sufficienti +a provare il predominio delle cause sociali +sulle cause fisiche e climatologiche; ma se occorresse, +molti altri di altrove se ne potrebbero trovare, +ed altrettanto convincenti, nei libri del compianto +De Laveleye e nella grande opera del Reclus +sulla geografia.</p> + +<p>Se questa fosse una trattazione storica mi dilungherei +nello esporre quali furono le cause sociali, +che in Sicilia determinarono la creazione e il mantenimento +del latifondo; chi vuol conoscerle ricorra +al Palmieri e allo stesso Baer bastando al mio assunto +l’avere dimostrato l’inesistenza delle cause +fisiche, che furono invocate anche da recente da +interessati difensori del latifondo. E questa dimostrazione +impone al governo l’obbligo di studiare i +mezzi per rompere il giogo del latifondo e per avviarlo +a benefica trasformazione, e deve infondere +altresì nei lavoratori l’energia e la costanza di chiederla +colla coscienza che può venire dalla conosciuta +possibilità di conseguire il fine che si propongono.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_20_20" id="Footnote_20_20"></a><a href="#FNanchor_20_20"><span class="label">[20]</span></a> Credo che sia caduto in errore il prof. Salvioli, quando +sulla scorta del Caruso ha affermato che dalle L. 450 di prodotto +di una salma di terra si devono dedurre L. 288 come +spese. Il calcolo è sbagliato per questo: il raccolto del frumento +non si ha in ogni anno ma in ogni tre anni o almeno +in un anno sì e in un altro no. Perciò delle L. 162 di residuo +netto si devono almeno dedurre L. 76,50 somma equivalente +al fitto dell’anno in cui la terra si prepara a maggese.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_21_21" id="Footnote_21_21"></a><a href="#FNanchor_21_21"><span class="label">[21]</span></a> I grandi proprietarî siciliani, che non conoscono i loro +latifondi e ne godono le rendite ben lontani dal luogo di produzione +sono nemici giurati di fare qualunque spesa. So di +un ricco <i>gabellotto</i> di Castrogiovanni, il sig. Gaetano Restivo, +che propose ad un signore di Palermo, di cui aveva preso le +terre in gabella, che avrebbe anticipato lui L. 5000 per costruire +uno stallone e se ne sarebbe rimborsato nell’ultimo +anno di fitto. Ebbe un reciso rifiuto. Così si potrebbe dire di +molti altri.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.<br /><br /> + +RAPIDA DEPRESSIONE ECONOMICA.</h2> + + +<p>Fatta la descrizione delle condizioni economiche +della Sicilia si presenta spontanea una domanda: +sono esse peggiori, uguali o migliori di quelle del +resto d’Italia?</p> + +<div class="sidenote">ALTROVE E IN SICILIA</div> + +<p>Chi ha studiato le altre regioni della penisola +o la Sardegna ha il dovere di riconoscere, che nel +beato italo regno in molti punti si sta peggio che +in Sicilia—per quanto ciò possa sembrare impossibile.</p> + +<p>Taccio della disgraziatissima Sardegna, dove soltanto +i privilegiati azionisti delle sue ferrovie se la +godono allegramente, e ch’è stata ricompensata della +lunga fedeltà a Casa Savoia con una dimenticanza +veramente fenomenale. In molte altre provincie del +mezzogiorno continentale perdurano quelle condizioni +tristissime, che da Giuseppe Ferrari furono +riconosciute come le cause efficienti del brigantaggio. +<i>Le lettere meridionali</i> del senatore Villari, gli +scritti del Pani Rossi, di Renato Fucini, della Jessie +White Mario, ecc.—che sono illustrazioni monografiche +della miseria delle classi lavoratrici di Napoli e di<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span> +altre contrade del napoletano—datano da molti anni, +ma sono ancora di attualità. La <i>Inchiesta agraria</i> +per queste regioni in generale è stata parzialissima +in favore dei proprietarî e delle classi dirigenti, +poichè è innegabile che le sofferenze dei lavoratori, +la loro abbiezione intellettuale, pari soltanto alla +miseria economica—e le due danno come necessario +risultato l’altissima delinquenza—in Calabria e +in Basilicata sono grandissime.<a name="FNanchor_22_22" id="FNanchor_22_22"></a><a href="#Footnote_22_22" class="fnanchor">[22]</a> I rapporti sociali +non sono dissimili a quelli descritti per altri tempi da +Nicola Santamaria nel suo pregiato studio sui <i>Feudi +nelle provincie meridionali</i>.</p> + +<p>Risalendo verso le Alpi s’incontra l’agro Romano, +che non rimane indietro alla Sicilia in quanto a +malessere dei suoi abitatori; ma verso l’estremo +lembo d’Italia c’è ancora qualche angolo di terra +dove gli uomini stanno peggio che nell’isola che +attualmente richiama su di sè l’attenzione dell’Europa. +Il volume dell’<i>Inchiesta agraria</i> consacrato dal +compianto Morpurgo ai <i>Contadini del Veneto</i> attesta +che nel mio giudizio non c’è alcuna esagerazione. +Del Mantovano e di qualche altra zona della bassa +Lombardia si potrebbe dire altrettanto.</p> + +<p>Perchè, dunque, soltanto in Sicilia c’è stata la +esplosione del malessere; vi sono stati i tumulti, +gl’incendî, le distruzioni, che preludono alle rivoluzioni +e che tanta analogia presentano con quelli<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +descritti dal Tocqueville e dal Taine in Francia sotto +l’<i>Ancien Regime</i>?</p> + +<div class="sidenote">CAUSE DELLE RISULTANZE DIVERSE</div> + +<p>Le cause di questa diversità di risultanze sono +parecchie e meritano tutte di essere ricordate. Rimanendo +per ora sul terreno economico si deve osservare +che in Sicilia dopo il 1860 ci fu un rapido +sviluppo di ricchezza; tale da indurre il Prof. Maffeo +Pantaleoni in un suo pregiato studio pubblicato nel +<i>Giornale degli Economisti</i> a giudicare, che l’unificazione +d’Italia, aveva contribuito in Sicilia più che +altrove a determinare un notevole incremento della +ricchezza.</p> + +<p>Venne la depressione; venne altrettanto intensa +e rapida, anzi fulminea, e venne ad un tempo per +colpa di governanti e di eventi, che si sottraggono +all’azione della volontà umana.</p> + +<p>Ecco alcuni dati eloquenti di questa depressione. +La produzione del grano da Ettolitri 7,744,981 nel 1891 +discese a 4,363,696 nel 1892, a 4,365,300 nel 1893, +e il prezzo contemporaneamente è disceso a L. 19,48 +per ettolitro nel 1891, a L. 18,91 nel 1893.</p> + +<p>La produzione dell’orzo è discesa da ettolitri +1,511,699 nel 1891 a 1,169,061 nel 1893 mentre il +prezzo è rimasto stazionario.</p> + +<p>La filossera, in breve tempo, ha distrutto numerosi +vigneti occupanti un’estensione complessiva di +ettari 53,977; perciò la produzione del vino da ettolitri +6,855,555 nel 1891 è discesa a 4,111,331 +nel 1893; la discesa dei prezzi dal 1887 in poi—ultimo +anno in cui fu aperto il mercato francese—è +semplicemente spaventevole: dalle 40 e 50 lire +l’ettolitro si arrivò alle 10 ed alle 20 del 1890 al 1893, +e solo in questo primo semestre del 1894, si accenna<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +a risalire alquanto. Notevole la diminuizione nella +produzione degli agrumi e spaventevole il ribasso +dei prezzi. In quanto all’agricoltura l’on. Di San +Giuliano osservò che, complessivamente, il 1892 è +l’anno della massima depressione, perchè si ebbe +una produzione di L. 206,071,012 in meno del +1891 e di L. 137,888,808 meno della media quinquennale.</p> + +<div class="sidenote">DATI SCONSOLANTI</div> + +<p>Più sconsolanti sono i dati per l’industria zolfifera: +poichè il prezzo di quel minerale da L. 112,57 per +tonnellata nel 1891 discese a L. 65 nel 1893 e a +L. 55 circa nel primo semestre del 1894.</p> + +<p>Questi dati vengono illustrati e completati dalla +sensibile diminuzione dei depositi presso i diversi +Istituti di credito, cominciata nel 1891 e non ancora +arrestatasi.</p> + +<p>La situazione economica si fece tale negli ultimi +anni che il visconte Combes De Lestrade esaminandola +dal punto di vista dei proprietarî—ed è +proprietario anche lui in Sicilia, quantunque francese, +e vive al di là delle Alpi—ne argomenta +che oggi sia peggio che nel 1860. «In quell’epoca, +egli osserva, le sue rendite e le sue spese, +un po’ più un po’ meno, si equilibravano. Se la +tradizionale parsimonia siciliana riusciva a mettere +da parte qualche cosa, il risparmio non alterava gran +fatto l’equilibrio poc’anzi accennato. Istantaneamente +i pesi aumentano e ognuno sa con quale rapidità. +Il confronto tra il bilancio dell’antico regno delle +due Sicilie e quello del regno d’Italia basta per dimostrarlo. +Per converso i prezzi delle cose che egli +deve comprare sono accresciuti e quelli di cui deve +farne la vendita sono diminuiti. I perturbamenti<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +economici che il governo non ha mai saputo evitare +uccidono la coltivazione del cotone e del tabacco; e +così i risparmi, dato che ve ne fossero, spariscono +ben presto. Di capitale mobile non è il caso di parlare, +imperciocchè all’epoca in cui furono messi in +vendita i beni del clero tutti si affrettarono di accrescere +la proprietà impiegandovi ciascuno la rispettiva +disponibilità. Frattanto perdura l’aumento +delle tasse e il ribasso dei prodotti...»</p> + +<p>E qui è bene aggiungere, che nel determinare +tale stato di cose la responsabilità del governo è +grande per la politica doganale seguita: politica +tutta a beneficio dell’industrie e degli industriali +dell’alta Italia e a danno dell’agricoltura del mezzogiorno +e delle isole. Ciò dissi rudemente nel 1891 +alla Camera dei Deputati e le mie parole furono +accolte da vivi rumori e da proteste dei deputati +del settentrione; ma le mie parole furono poco dopo +luminosamente giustificate dalla confessione onesta +e leale dell’on. Ellena fatta prima in un articolo +della <i>Nuova Antologia</i> e dopo nella stessa Camera +in occasione della discussione dei trattati di Commercio +coll’Austria-Ungheria e colla Germania.</p> + +<div class="sidenote">IL DISAGIO E I SALARII</div> + +<p>Il peggioramento nelle condizioni economiche dei +proprietarî naturalmente si ripercosse nei salarî +dei lavoratori, ai quali con ogni studio si cercò di +far sentire maggiormente la gravità della crisi; +sicchè tali salarî, anche nominali, sono ritornati +quali erano nel 1860, come osservò il Salvioli.</p> + +<p>Il disagio, adunque, fu generale, intenso e rapido. +Esso, se nel paragone con altri tempi può dirsi che +non fu assoluto, certamente fu immenso relativamente +ai bisogni cresciuti, alle nuove abitudini contratte,<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span> +e agli obblighi imposti dalle leggi dello Stato +ai comuni e agli individui—prescrizioni igieniche, +istruzione obbligatoria, ecc. ecc.</p> + +<div class="sidenote">I CONGEDATI E LO STANDARD OF LIFE</div> + +<p>Su questo riguardo mi pare che non sia stato abbastanza +avvertito il perturbamento apportato nelle +abitudini e nelle famiglie dei contadini dal ritorno dei +congedati. Si è detto che la leva è stato un cemento +unificatore <a name="tn88" id="tn88"></a><span class="correction">quantunque</span> io creda pochissimo alla efficacia +di tale mezzo ed alla utilità del preteso risultato; +pur concedendo che quest’ultimo si sia ottenuto, si è +dimenticato che si è fatto sorgere nelle classi lavoratrici +il desiderio ardente di soddisfare certi bisogni +per lo passato sconosciuti e di adottare uno <i>standard +of life</i> superiore e inadeguato allo sviluppo economico +ed intellettuale. Ciò ha agito ed agisce come +un vero lievito che fa fermentare delle masse, inerti +precedentemente, che non si scuoterebbero sotto +la influenza di altri moventi e di elevate idealità. +Intanto rimane assodato, per chiunque abbia studiato +da vicino i <i>Fasci</i>, che i reduci dall’esercito, mentre +in Sicilia hanno scosso la rigida disciplina patriarcale +delle famiglie, hanno portato invece la disciplina +in molte delle associazioni dei lavoratori sorte +da recente.</p> + +<p>Il risultato, certamente, è inatteso e spiacevole pei +sostenitori dell’esercito permanente. La parte democratica +e socialista non può che rallegrarsene.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_22_22" id="Footnote_22_22"></a><a href="#FNanchor_22_22"><span class="label">[22]</span></a> Della Basilicata me ne parlò più volte con parole di +fuoco e con intendimenti onestissimi l’amico carissimo Giustino +Fortunato. I suoi giudizi sono insospettabili per la lealtà +somma e per la condizione sociale di chi li ha emessi.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="X" id="X"></a>X.<br /><br /> + +ORGANIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI TRA LE VARIE CLASSI.</h2> + + +<p>Questo malessere e questo rapido e profondo perturbamento +economico—i quali da soli sarebbero stati +capaci di determinare sommosse e rivolte ancora +più gravi di quelle che si ebbero a deplorare in +Sicilia—spiegavano la loro influenza in un ambiente +anormale e anacronistico in cui i conflitti +potevano sorgere per altre cause occasionali.</p> + +<p>Sin dal 1885, nella <i>Delinquenza della Sicilia e le +sue cause</i>, riassunsi i concordi pareri emessi da pensatori +di ogni parte politica sulla organizzazione sociale +di fatto esistente in Sicilia. Il feudalismo, abolito +spontaneamente dai rappresentanti dell’aristocrazia +nel 1812, in realtà rimase in pieno vigore +nei rapporti politico-sociali tra le varie classi. Si può +anche, senza temerità, asserire che quell’abdicazione +di diritti, che forse fu il prodotto di un nobile +sentimento, giovò soltanto a coloro che avevano +creduto di fare un atto di abnegazione.</p> + +<p>Invero colla organizzazione feudale di diritto, la +proprietà feudale—dice il Baer—aveva tutto il<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +carattere di un ente morale; il diritto di proprietà +era impersonale e il proprietario <i>pro tempore</i> era un +usufruttuario, un amministratore.</p> + +<div class="sidenote">I PROPRIETARII E L’ABOLIZIONE DEL FEUDALESIMO</div> + +<p>Di più: su quella proprietà feudale c’erano degli +oneri a benefizio delle collettività. L’abolizione legale +del feudalismo tolse gli oneri e lasciò ai proprietarî +i soli vantaggi: la storia dei varî proscioglimenti +dei diritti promiscui e le liti relative—alcune +delle quali durano ancora—non potrebbero +che raffermare tale modo di vedere.</p> + +<p>Questo perdurare di un regime feudale, di fatto +persistente sino al 1860, si spiegò colla mancanza +del soffio della rivoluzione francese, che non arrivò +in Sicilia aggiogata al dominio borbonico dalle armi +inglesi, anche quando le armate della repubblica, +dell’impero e di Murat erano pervenute sino allo +stretto di Messina nel continente. Più esattamente +dovrebbe dirsi che a spiegare il fenomeno bisogna +rimontare ancora più in alto: la maggiore durata +del dominio feudale nei rapporti sociali informati +alle istituzioni feudali non fu esclusiva della Sicilia, +ma più o meno si constatò anche nel continente +meridionale, dove la reazione contro lo spirito +della rivoluzione francese fu cosa davvero spontanea +e popolare. I fasti delle orde del Cardinale +Ruffo e la resistenza vigorosa delle Calabrie sono +noti. Il vero è che il soffio della rivoluzione in Italia +fu vivificatore dove il terreno era preparato; e lo +era in tutto il settentrione e nel centro e non nel +mezzogiorno e in Sicilia ch’erano rimasti sotto il +giogo monarchico e feudale, mentre il resto della +penisola aveva avuto la splendida efflorescenza repubblicana +del medio-evo.<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span></p> + +<p>Dopo il 1860 la situazione non venne mutata gran +fatto e se ne hanno testimonianze numerose di osservatori +spassionati e autorevoli, tra le quali +credo bastevole ricordare quella dell’on. Sonnino, e +pel merito intrinseco del libro in cui venne registrata +e per l’autorità che viene allo scrittore dal +posto che occupa attualmente.</p> + +<div class="sidenote">I RAPPORTI TRA CONTADINO E PROPRIETARIO</div> + +<p>L’attuale ministro del Tesoro riferendosi ai rapporti +tra contadini e proprietarî (che si possono intendere +anche esistenti tra industriali ed operai, tra +coltivatori, <i>picconieri</i> e <i>carusi</i> delle miniere, tra <i>galantuomini</i>—come +chiamansi generalmente i membri +dell’aristocrazia e della borghesia—e artigiani +e lavoratori di ogni sorta) così scriveva nel 1876:</p> + +<p>«Nelle relazioni tra il contadino e il proprietario +molto è rimasto ancora dei costumi feudali; e non +è da sorprendersene ove si pensi che il feudalismo +in Sicilia fioriva ancora in tutta la sua pienezza al +principio di questo secolo, e che la sua abolizione +legale nel 1812, completata colle due leggi del 2 e +3 agosto 1818, non fu nè provocata, nè accompagnata, +nè seguita da alcuna rivoluzione, da alcun +movimento generale che mutasse d’un tratto le condizioni +di fatto della società siciliana. Quella che +era stata fino allora potenza legale, rimase come +potenza o prepotenza di fatto, e il contadino, dichiarato +cittadino dalla legge, rimase servo ed oppresso. +Il latifondista restò sempre barone e non +soltanto di nome: e nel sentimento generale la posizione +del proprietario di fronte al contadino, restò +quella di feudatario di fronte a vassallo. (<i>I contadini</i> +ecc., p. 175).</p> + +<div class="sidenote">LA BORGHESIA TERRIERA</div> + +<p>Dal 1812 in poi, e sopratutto dal 1860, prese<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +maggiore sviluppo la borghesia, che reclutò i suoi +membri più potenti nella classe dei gabellotti; ma +in Sicilia generalmente questa borghesia non rappresentò +un elemento antagonistico dell’aristocrazia, +e invece—priva delle alte idealità e delle +benemerenze di quell’altra borghesia che illustrò +le rivoluzioni medioevali nel settentrione e nel +centro d’Italia, e la grande rivoluzione del 1789—essa +pose ogni studio nell’imparentarsi coll’aristocrazia, +nel rendersi degna della sua stima e della +sua considerazione: in fondo la borghesia terriera siciliana +si rivelò una specie di sorella minore dell’aristocrazia, +e l’una e l’altra gareggiarono nell’opprimere +le classi inferiori.</p> + +<p>Quali furono e quali sono intellettualmente e +moralmente i rappresentanti dell’aristocrazia e della +borghesia, che costituiscono in complesso le <i>classi +dirigenti</i> della Sicilia? È presto detto e bisogna +dirlo colle parole di chi non può essere sospettato +di livore o di odio partigiano contro di esse: +perciò ricorro all’autorità dell’on. Marchese Di Sangiuliano—che +delle <i>classi dirigenti</i> siciliane può +dirsi attualmente uno dei più autorevoli rampolli.—Egli +si riferisce a quelle di <a name="tn92" id="tn92"></a><span class="correction">oggidì</span>, che sono certamente +migliori, sotto l’aspetto intellettuale, almeno, +di quelle di una volta<a name="FNanchor_23_23" id="FNanchor_23_23"></a><a href="#Footnote_23_23" class="fnanchor">[23]</a>.</p> + +<div class="sidenote">LE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>Secondo l’on. deputato di Catania, adunque, le +<i>classi dirigenti</i> «non si sa se vogliano la guerra<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span> +risolutiva o la politica di raccoglimento colle economie +e col disarmo, se aspirino ad ordini politici +reputati a torto più liberi, o ad un più vigoroso +intervento d’un alto potere, se invochino una +politica doganale più protezionista o più liberista, +se desiderino un’azione più inframmettente ed +attiva dello Stato o una maggiore autonomia locale +e scioltezza d’iniziativa individuale; si sa +solo che dello stato odierno delle cose i più non +sono contenti, che molti credono o dicono che i +beneficî dell’unità italiana, dell’indipendenza e +della libertà costino troppo gravi ed insopportabili +sagrifizî, che nel cuore di molti il sentimento +nazionale, è sensibilmente raffreddato, che la +fiamma della patriottica abnegazione è affievolita +e il culto dei più nobili ideali politici e civili cede +il posto alla cura esclusiva del proprio interesse +materiale... E, sopratutto di fronte all’agitazione +dei <i>Fasci</i>, privi di fiducia nella libertà, nella politica +conciliativa, nei provvedimenti sociali ed +economici, non veggono altra ancora di salute che +nel rigore della repressione, nel potere arbitrario +del governo o de’ suoi funzionari, nella limitazione, +non solo temporanea, ma duratura, delle garanzie +che tutelano la libertà personale dei cittadini, e +quella non meno preziosa e benefica, della stampa +periodica.... Queste classi infine diconsi <i>dirigenti</i> +sovente come.... <i>lucus a non lucendo</i>!»</p> + +<p>Queste parole in bocca di un altro potrebbero +sembrare calunniose; ma non in quella di colui, che +scriveva le <i>Condizioni presenti della Sicilia</i>. Al qual +libro, dopo alcuni mesi della sua pubblicazione, non +si deve fare che una modificazione, poichè dopo<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +la riunione dei <i>grandi proprietarî</i> nella Sala Ragona +di Palermo si sa bene che cosa vogliono le <i>classi +dirigenti</i>: la difesa della grande proprietà e la reazione.</p> + +<div class="sidenote">I SIGNORI</div> + +<p>La severità dell’on. Di San Giuliano, che vive +nella politica ed è un avversario, in pratica, dei +socialisti, non viene uguagliata che da quella di un +altro conservatore, che vive appartato dalle lotte +della politica e dedito all’insegnamento e agli studî +agronomici: alludo al Prof. Basile di Messina. Egli +nel libro: <i>I catasti d’Italia</i> (Messina 1880) mostrò il +più grande disprezzo per «i <i>signori</i> che sono ricchi +perchè esigono affitti dal territorio di mezza provincia; +che stimano una villania pensare a coltivare +le terre: che non intendono impazzare a far conteggi +con zotici castaldi; che neppure conoscono +la forma e la estensione dei loro latifondi affidati +ai capricci dei procuratori; che sciupano tutte le +loro entrate negli alberghi di Parigi, di Londra, +della Svizzera, ai giuochi di azzardo di Wiesbaden.»</p> + +<p>Siccome quest’ultimo giudizio particolarmente potrebbe +applicarsi alla classe aristocratica, il quadro +può completarsi collo schizzo assai sintetico che il +Sonnino fece della borghesia «non numerosa, e in +Sicilia, come da per tutto, <i>avida di guadagno e imitatrice +della classe aristocratica soltanto nelle sue +stolte vanità e nella sua smania di prepotenza</i>!»</p> + +<div class="sidenote">LORO SENTIMENTI VERSO LE CLASSI INFERIORI</div> + +<p>Come trattino le classi inferiori queste <i>classi dirigenti</i> +si può immaginarlo: «L’operaio e il contadino—dice +l’Alongi—sono secondo il <i>gabellotto</i> e +poteva dire secondo il borghese e l’aristocratico, +una <i>specie di animale inferiore</i> spesso trattato<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span> +peggio del suo cavallo da coscia. Egli non può +capire, per esempio, perchè i funzionarî di oggi +debbano occuparsi delle violenze gravi, che un +<i>galantuomo</i> fa ad un servo.... Tanto meno poi +riesce a comprendere che anche un miserabile ha +diritto a giustizia, a godere del porto d’armi, e +ad altri privilegi, un tempo riservati solo ai <i>galantuomini</i>. +Quel che più li urta è poi la insistenza +con cui giudici e funzionarî vogliono sapere da +loro certe cose intorno ai reati di fresco successi, +quasicchè un galantuomo debba essere citato a +dir quel che sa come qualunque altro;—e ve n’è +poi di semi-ingenui, che strabiliano nel vedere che +un governo debba andar cercando prove e far formalità +e spese per mandare un miserabile in galera—Ma +che! fatelo <i>sparire</i> senza tanti complimenti!»</p> + +<p>Tali i sentimenti che un egregio funzionario di +Pubblica Sicurezza, siciliano, che ha occupato ed occupa +posti di fiducia, ha attribuito alle <i>classi dirigenti</i> +verso le classi inferiori! E pur troppo egli non +ha esagerato le tinte; il quadro anzi verrà completato +aggiungendo che le <i>dirigenti</i> sono anche dotate +di alterigia, di albagia, eredità spagnuola, che +spesso le fa cadere nel ridicolo, perchè scompagnata +da una qualsiasi delle condizioni che possono +incutere rispetto. E lo spagnolismo grottesco, +in generale arriva al punto che un <i>galantuomo</i> +crederebbe di degradarsi andando a bere un bicchiere +di vino in una osteria—perchè è frequentata +dalle classi inferiori—o anche solo stringendo la mano +ad un lavoratore!</p> + +<p>Quanta cura le <i>classi dirigenti</i> della Sicilia si siano<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +presa delle misere condizioni dei lavoratori, in questi +momenti in cui dappertutto altrove o per filantropia +per calcolo si fanno inchieste e si votano leggi +a loro favore, ci vuol poco a comprenderlo una volta +che si conoscono le belle doti del loro intelletto e +del loro cuore....</p> + +<div class="sidenote">EGOISMO E CECITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>Il Taine dipingeva la non curanza degli aristocratici +francesi per i contadini nel secolo scorso con +questi pochi tratti: «Non facendo niente per la terra, +come sarebbero capaci di fare qualche cosa per +gli uomini? D’altronde sanno essi cos’è la fame? +Quale fra di loro ha esperienza delle cose campestri? +E come potrebbero rappresentarsi la miseria +del povero? Per poter far questo essi sono +troppo lontani da lui, troppo estranei alla sua vita. +Il ritratto che essi si fanno di lui è immaginario; +mai è stato più falsamente rappresentato il contadino.» +(<i>L’Ancien régime</i> p. 65).</p> + +<p>Altrettanto e peggio si deve affermare del modo +di giudicare delle <i>classi dirigenti</i> siciliane rispetto +ai bisogni dei lavoratori e a’ rimedi contro le ingiustizie +alle quali soggiacciono.</p> + +<p>La <i>Inchiesta agraria</i> ne fa fede: essa somministra +il documento autentico del loro egoismo e della loro +cecità. Tra i Comuni e i privati interrogati, pochissimi +si preoccuparono della triste condizione dei +lavoratori e la maggior parte invocarono invece +provvedimenti favorevoli ai proprietarî, inutili e +superflui al proletariato agricolo. E la prova di egoismo +hanno ripetuto ora nella riunione ricordata +dei <i>grandi proprietarî</i> della Sala Ragona nella quale +non seppero occuparsi che dei propri esclusivi interessi: +all’indomani dei tumulti e degli incendi +del Dicembre 1893 e del Gennaio 1894!</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_23_23" id="Footnote_23_23"></a><a href="#FNanchor_23_23"><span class="label">[23]</span></a> Il Senatore Zini chiamò la Baronia siciliana <i>superba ed +ignava, non ultima cagione del pervertimento morale</i> onde +volentieri si getta il carico sul mal governo dei Borboni. (<i>Dei +Criterî e dei modi di governo nel regno d’Italia.</i> Bologna 1876).</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.<br /><br /> + +I PARTITI IN LOTTA E LE AMMINISTRAZIONI DEI CORPI LOCALI</h2> + + +<p>Le <i>classi dirigenti</i> in Sicilia non sono ancora feudali +soltanto pel disprezzo che ostentano verso +gl’inferiori, e per le ingiustizie che fanno loro subire; +ma esse si conservano tuttavia medioevali +pure nelle loro divisioni in partiti, pel modo come +intendono e praticano le lotte, e come amministrano +comuni e provincie che cadono sotto le loro unghie.</p> + +<p>Anche su questo doloroso argomento nulla si può +dire di nuovo; ma ciò che è stato detto e scritto +molti anni or sono è stretto dovere riprodurre, perchè +meglio che ogni altro dato giova a spiegare la +genesi degli ultimi fatti luttuosi.</p> + +<p>Il Bonfadini nel 1876 constatò «la sopravvivenza, +in molti paesi, di quelle lotte e di quegli +odî di famiglia che funestarono la società del +medio-evo; chè non è giusto, come taluni fanno +per preconcetti politici o contro la evidenza storica, +l’asserire che le guerre civili furono un malanno +peculiare dei nostri comuni medio-evali...»<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span></p> + +<div class="sidenote">I PARTITI E IL PREPOTERE PRIVATO</div> + +<p>Ed è altrettanto esplicito il Generale Corsi che +osserva «essere tradizionale, <i>ab antico</i>, vivissimo in +questo corpo sociale così composto, o per dir meglio, +così mal composto, il parteggiare... E può +darsi benissimo, che i partiti siano della stessa +fede politica gli uni e gli altri o indifferenti del +pari. Nel fondo però di quelle gare vi son talvolta +antichi rancori di famiglia e allora tanto più facilmente +le elezioni amministrative e politiche +diventano un <i>caso di Sciacca</i>.» Così a pag. 280, +mentre a pag. 332, dopo avere descritto l’intervento +dei <i>Fasci</i> in queste gare, giustamente afferma che +in molti paesi si fece un vero <i>imbroglio</i> tra Municipio, +partiti e <i>Fasci</i>.</p> + +<p>Chi non sa adesso che questi <i>odî</i> e queste <i>lotte</i> +tra le famiglie più potenti di un comune hanno +sopratutto contribuito alla organizzazione di Fasci +che non avevano neppur l’ombra dell’idealità socialista, +ma che dovevano servire agli interessi e +alle passioni di un capo parte, e che aizzarono i +contadini ed eccitarono ai tumulti?</p> + +<p>In qual modo, poi, e con che mezzi questi partiti +a base di odî e di lotte tra famiglie, esercitano +il potere e l’influenza è anche noto.</p> + +<p>L’on. Franchetti scrisse: «nella capitale dell’Isola +e nei suoi contorni domina maggiore <i>prepotenza +privata</i>, per effetto del maggiore concorso colà di +membri delle clientele dominanti (<i>Le condizioni politiche +e amministrative della Sicilia nel 1876</i>); clientele, +soggiunse il Turiello, usate a riconoscere più +spesso dov’è più folta la popolazione, nel <i>prepotere</i> +privato, un diritto che non è poi impedito da alcuna<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +autorità sociale più forte della loro volontà. +(<i>Governo e governati.</i> Vol. 1. p. 79.)»</p> + +<div class="sidenote">LE OLIGARCHIE</div> + +<p>E l’Alongi rincalzò:</p> + +<p>«Ne’ piccoli e medî comuni, ci sono gruppi di preti, +professionisti, operai, dati a questo e a quel signore. +E i partiti non sono formati che da questi nuclei +aderenti a un paio di signorotti sempre nemici per +antichi odî, o per spirito di supremazia, o per libidine +di potere e di prepotere su tutti, e specialmente +sul bilancio comunale.</p> + +<p>«Le oligarchie organizzate, sono, è vero, meno +violenti e feroci di quelle da cui direttamente promanano +(le feudali) ma sin dove possono giungere, +ne hanno l’audacia e le pretese.</p> + +<p>«E per sostenersi ricorrono a tutti i mezzi.</p> + +<p>«Della legge e della legalità hanno un concetto +esclusivamente unilaterale; le riconoscono e vi ricorrono +solo in quanto sanzionano il loro potere; +per tutto il resto, o non esistono, o si possono violare +impunemente.»</p> + +<p>I maggiorenti, divisi ed organizzati in partiti che +non hanno ragione politica, ma bensì di astî e rancori +personali, sono pienamente d’accordo;—presso +a poco come Carlo V. e Francesco I. che volevano +entrambi la stessa cosa: il ducato di Milano—onde +alternandosi al potere, si imitano, si ripetono e nei +procedimenti, e nei criteri amministrativi e nelle +vendette sui vinti avversarî, e nell’imporre sempre +le spese ad essi ed ai lavoratori in generale.</p> + +<div class="sidenote">SOPRAFFAZIONE DI CLASSE</div> + +<p>Le amministrazioni comunali e provinciali d’Italia +e particolarmente della Sicilia somministrano le +prove più evidenti della sopraffazione di una classe +a danno di un’altra, dei favoritismi, delle camorre,<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span> +delle opere irrisoriamente dette pubbliche, ma che +servono a benefizio di pochi, delle imposte fatte pagare +di preferenza ai contribuenti appartenenti al partito +vinto, delle imposte che gravano maggiormente +sui consumi necessarî e sulle classi meno agiate e il +cui prodotto serve per il teatro, per i ginnasî, per +le passeggiate, per i giardini pubblici, per tutto ciò +che diverte o giova ai ricchi o ai meno disagiati.</p> + +<p>Di queste spese e di queste imposte mi sono lungamente +occupato in un libro pubblicato nel 1882<a name="FNanchor_24_24" id="FNanchor_24_24"></a><a href="#Footnote_24_24" class="fnanchor">[24]</a> +alla vigilia delle elezioni politiche generali; e pur +troppo le critiche aspre enunziate allora a carico +delle amministrazioni municipali si dovrebbero oggi +inasprire di più; e pur troppo le riforme invocate +allora sono tuttavia un desiderio!</p> + +<p>Allora deplorai che Palermo e Messina discutessero +invano per provvedersi dell’elemento più indispensabile +alla vita, l’acqua; deplorai che si spendessero +milioni e milioni per un Teatro Massimo, +che difficilmente,—se si riuscirà a compirlo—si +potrà riempire di spettatori; deplorai, che si spendesse +poco e male per la istruzione popolare; deplorai +che si spendesse poco e male per tutti gli +istituti pii, che servono pei poveri e per gli inabili +al lavoro; deplorai che si rubasse nello spendere e +che si qualificassero come opere pubbliche quelle che +sono di semplice interesse privato; deplorai infine che +il dazio di consumo, il focatico e la tassa sugli animali +costituissero la principale risorsa economica dei Comuni; +e deplorai che la tutela esercitata dal governo<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +riuscisse impotente ad impedire il male ed efficace, +invece, per aggravarlo, pur di servire al capriccio, +al comodo dei beniamini, dei protetti, dei grandi +elettori, dei deputati.</p> + +<p>Dopo pochi anni si levò la voce dell’Alongi che +la vita locale conosce anche perchè è stato più volte +Regio <a name="tn101" id="tn101"></a><span class="correction">Commissario</span> straordinario presso diversi municipî:</p> + +<p>«Si profondono favori,—egli dice—impieghi, esenzioni +di tasse e protezioni d’ogni portata agli aderenti +e si fa l’opposto con gli avversarî, contro ai +quali: persecuzione continua, evidente, spesso sfacciata +e feroce, fino al delitto, fino all’omicidio. E si +pretende che i funzionarî del governo seguano questo +indirizzo.</p> + +<p>«Tranne poche e lodevoli eccezioni, nei comuni +dominano la incompetenza e la prepotenza più goffe +e sfrenate che per contraccolpo vi producono la paura, +la sofferenza, i rancori sordi delle masse.</p> + +<p>«L’ufficio di Sindaco, nei piccoli comuni, è sfuggito +dai buoni perchè arduo e pericoloso; è ricercato +avidamente dai tristi cui offre risorse illecite +ma sfuggenti al Codice Penale, e voluttà di comando +e di prepotenze che fanno rivivere Don Rodrigo +senza il blasone.</p> + +<p>«A che si riducano, con questo sistema i servizi +amministrativi è facile immaginarlo...»</p> + +<div class="sidenote">LA PREPOTENZA LEGALIZZATA</div> + +<p>Nei municipî la prepotenza di classe dai vampiri +borghesi o aristocratici è stata esercitata in modo +classico, ripetendo incoscientemente—perchè i più +non conoscono la storia di Inghilterra, nè hanno +letto Carlo Marx—i procedimenti prevalsi alcuni secoli +or sono al di là della Manica diretti a usurpare<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +la cosa pubblica, che in Sicilia particolarmente +era la cosa del proletariato agricolo. Qui infatti, i +<i>galantuomini</i> con costanza sorprendente, da <i>gabellotti</i>, +da limitrofi, da amministratori hanno usurpato i demanî +comunali, la proprietà collettiva degli abitanti +poveri del Comune.</p> + +<div class="sidenote">LE USURPAZIONI DEI DEMANII</div> + +<p>E le usurpazioni sfacciate e impunite—ciò che +stabilisce la responsabilità e la complicità del governo +nel reato—hanno, ad esempio, una illustrazione +in tribunale col ricorso dei comunisti di Alcari +li Fusi, fraudolentemente spogliati dei proprî +beni, ed ebbero un epilogo tragico a Caltavuturo +dove furono assassinati dei poveri contadini perchè—ingenui!—vollero +esercitare un diritto, zappando—niente +altro che zappando!—la terra che a loro +appartiene.</p> + +<p>Oh! Italiani, che vi siete santamente indignati per +l’assoluzione di Angoulême, quando v’indignerete per +il massacro di Caltavuturo, che costituisce l’episodio +più scellerato della vita politica italiana, ch’è rimasto +impunito e pel quale non un solo accusato venne +trasportato sullo sgabello della Corte di Assise? In +Francia almeno ci fu un processo, ci furono degli +accusati, ci fu un Pubblico Ministero severo e imparziale +che fece di tutto per farli condannare, ci furono +dei gendarmi che deposero il vero: ma in Italia?</p> + +<p>Però le usurpazioni dei demanî comunali, e la +vendita e i censimenti fraudolenti delle terre patrimoniali +nè possono essere consumati dappertutto,—perchè +in Sicilia non tutti i Comuni posseggono demani +comunali e beni patrimoniali—nè possono ripetersi +ogni giorno perchè la materia che fornisce +occasione al reato, a danno del popolo, si esaurisce.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span> +Ci sono, però, altri modi di nuocere al popolo, quotidianamente, +perennemente, e che riescono perciò +causa più frequente di odî e di risentimenti: questi +modi vengono rappresentati dalle imposte e dalle +spese.</p> + +<div class="sidenote">COME SI SPENDE IL DENARO PUBBLICO</div> + +<p>Si deve premettere, per essere imparziali, che +oggi come oggi i municipi di Sicilia sono agli sgoccioli +in quanto a <i>spese facoltative</i>, ridotte in molti +luoghi a qualche migliaio di lire per la musica +o per la Chiesa, e che le imposte servono per le +<i>spese obbligatorie</i>. Molte delle spese della prima categoria, +però, vennero fatte in altri tempi per mezzo +di debiti, che ora pesano sui municipî, e fatte talora +per mettersi, almeno nella parte esteriore e +che rappresenta la vernice, a livello delle città più +colte del continente. Lo spagnolismo impera nei comuni +come sugli individui e li ha spinti ad un più +elevato tenore di vita sproporzionato alle risorse.</p> + +<p>E perchè riguardano il prepotere—veramente +feudale in quanto alla natura delle spese—ricorderò +questi casi:</p> + +<p>Nella provincia di Caltanissetta si costruì a spese +della provincia una strada a totale benefizio di un +barone che dominava nel Consiglio provinciale.</p> + +<p>In Agira, a spese del Comune, si costruì altra +strada del costo di oltre 200,000 lire che giovava principalmente +ad un ricco signore—nel resto onesto +cittadino—che spadroneggiava nel Municipio.<a name="FNanchor_25_25" id="FNanchor_25_25"></a><a href="#Footnote_25_25" class="fnanchor">[25]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span></p> +<p>Così altrove. In quanto alla <i>onestà</i> nello spendere +e nel costruire me ne rimetto al severo giudizio +della <i>relazione</i> Bonfadini sulle strade provinciali +di Caltanissetta e di Girgenti. Del resto ci vorrebbe +un volume per notare e descrivere tutte queste +spese pazze e disoneste, che gli amministratori +locali possono tentare di giustificare soltanto coll’esclamare: +<i>abbiamo imitato lo Stato</i>.</p> + +<p>Purtroppo!</p> + +<p>Ciò che il Sonnino e il Franchetti e il Bonfadini—cito +di proposito persone non sospettate di radicalismo +o di socialismo—osservarono sulle amministrazioni +comunali, dovettero constatarlo anche +nelle amministrazioni delle opere pie.<a name="FNanchor_26_26" id="FNanchor_26_26"></a><a href="#Footnote_26_26" class="fnanchor">[26]</a></p> + +<div class="sidenote">LE IMPOSTE MEZZO DI SFRUTTAMENTO</div> + +<p>Nel giudizio sulle imposte, come mezzo di iniquo +sfruttamento di classe, lascio la parola all’on. Sonnino, +di me assai più autorevole:</p> + +<div class="sidenote">L’ARBITRIO NELL’IMPORRE</div> + +<p>«Quanto al modo in cui la classe dei <i>galantuomini</i> +si vale delle amministrazioni comunali a suo<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +profitto, ed a danno della classe dei contadini, basterebbe +esaminare Comune per Comune i ruoli delle +imposte per averne qualche idea. Così noi troveremo +generalmente imposta in modo gravissimo la +tassa sulle bestie da tiro e da soma, ossia principalmente +sui muli e sui cavalli, che sono la proprietà +maggiore dei contadini; e invece raramente +e in proporzioni minime la tassa vera sul bestiame, +ossia sulle vacche e sui bovi, perchè questi sono +posseduti dai proprietarî. Il contadino paga in moltissimi +luoghi fino a 8 lire per mulo, o 5 lire per +un asino, e il proprietario e il gabellotto non pagano +nulla, o relativamente pochissimo, per centinaia +di vacche o di bovi.»</p> + +<p>Il Cavalieri, che fu compagno di viaggio di Sonnino +e di Franchetti nel 1875, si è occupato adesso +della quistione siciliana; epperò ha dovuto confermare +quanto avevano scritto i primi molti anni or +sono e aggiungere fatti nuovi e opportune considerazioni, +che meritano di essere riportati.</p> + +<p>«Le tasse sugli animali da tiro, da sella e da +soma e quelle pel bestiame danno luogo a sfruttamenti +del contadino: e in generale si aggrava la +prima, la quale colpisce gli animali, che gli rendono +un servizio e si attenua la seconda, che colpisce +il bestiame come capitale.<a name="FNanchor_27_27" id="FNanchor_27_27"></a><a href="#Footnote_27_27" class="fnanchor">[27]</a></p> + +<p>«È più che verosimile, che sindaci e consiglieri +nel compilare i ruoli delle varie tasse favoriscono i<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +loro amici e gravano la mano sugli avversarî e sui +poveri.»</p> + +<p>«Osservazioni simili si devono fare per la tassa +fuocatico....»</p> + +<p>«Ma a far più completa la dimostrazione dello +stato delle cose, ecco un altro documento meno conosciuto, +ma altrettanto grave. Il Fascio di Campobello +di Licata ricorse di recente al Consiglio +provinciale di Girgenti perchè quel Consiglio comunale, +per creare un corpo di 21 guardie campestri, +istituì una tassa sui proprietarî sulla base di +lire 8 per ogni salma di terra, ma <i>colla clausola che +sarebbero tassati solo i proprietari, che possedono sino +a sei salme</i>.</p> + +<p>«S’intende che nessuno dei consiglieri comunali è +in questa categoria....</p> + +<p>«Il ricorso avrà certo buon esito, ma la cosa è +tanto enorme che si stenta a comprendere come +ci sia stato il bisogno di produrlo: però non da +chi, già nel 1876, in Santa Margherita—nella +stessa provincia di Girgenti—ebbe a constatare che +da anni si riscuoteva colla tolleranza degli ufficiali +del governo una seconda imposta a benefizio del +Comune: l’imposta governativa si riscuoteva col +contatore meccanico e quella comunale si riscuoteva +col sistema borbonico e cioè con altrettante +bollette che un apposito ufficio rilasciava a chi voleva +macinare, senza delle quali il mugnaio non +avrebbe potuto prestarsi sotto pena di una contravvenzione!» +(<i>I fasci dei lavoratori</i>, p. 29 a 32).</p> + +<div class="sidenote">IL DAZIO DI CONSUMO</div> + +<div class="sidenote">SI OLTREPASSANO I LIMITI LEGALI</div> + +<p>In quanto al Dazio di consumo quasi tutti i Comuni +chiusi, almeno i principali (compresi quelli +amministrati dai democratici) hanno sorpassato i limiti<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span> +legali del sovrimporre. E perchè su questo vitale +argomento le sentimentalità non prendano il +sopravvento,—o meglio non si abbia il sospetto +che lo prendano,—giova riprodurre alcune cifre +comparative per i bilanci del 1889, sulla proporzione +della sovrimposta fondiaria e del dazio di consumo +comunale in poche regioni d’Italia, che hanno +presso a poco la stessa popolazione della Sicilia.</p> + +<table summary="dazio"> +<tr> +<th class="bbox"> </th> +<th class="bbox">POPOLAZIONE</th> +<th class="bbox">DAZIO<br /> CONSUMO<br /> COMUNALE</th> +<th class="bbox">QUOTA<br /> PER<br /> ABITANTE</th> +<th class="bbox">SOVRIMPOSTA<br /> FONDIARIA</th> +<th class="bbox">QUOTA<br /> PER<br /> ABITANTE</th> +</tr> +<tr> +<td class="bl">Piemonte</td> +<td class="right bl">3,234,490</td> +<td class="right bl">12,008,218</td> +<td class="right bl">3,71</td> +<td class="right bl">13,043,802</td> +<td class="right bl br">4,03</td> +</tr> +<tr> +<td class="bl">Lombardia</td> +<td class="right bl">3,906,959</td> +<td class="right bl">12,771,218</td> +<td class="right bl">3,27</td> +<td class="right bl">20,902,919</td> +<td class="right bl br">5,35</td> +</tr> +<tr> +<td class="bl">Veneto</td> +<td class="right bl">2,985,164</td> +<td class="right bl">7,209,917</td> +<td class="right bl">2,42</td> +<td class="right bl">16,264,792</td> +<td class="right bl br">5,45</td> +</tr> +<tr> +<td class="bl">Sicilia</td> +<td class="right bl">3,285,474</td> +<td class="right bl">22,218,045</td> +<td class="right bl"><b>6,76</b></td> +<td class="right bl">5,350,478</td> +<td class="right bl br"><b>1,63</b></td> +</tr> +</table> + +<p>Io non commenterò queste cifre eloquenti e mi +limiterò a riprodurre un’altra breve comparazione +fatta dal professore Maffeo Pantaleoni, e lascerò che +i commenti li faccia una pregiata rivista che combatte +il socialismo con tutte le sue forze.</p> + +<p>Le cifre comparative sono queste:</p> + +<table summary="comparazione"> +<tr> +<td class="center smcap" colspan="4"> +Quota per abitante della</td> +</tr> +<tr> +<td class="center" colspan="2"> +<i>Ricchezza</i></td> +<td class="center"><i>Dazio di consumo</i></td> +<td class="center"><i>Sovrimposta fon.</i></td> +</tr> +<tr> +<td>Sicilia</td> +<td class="right">1,471</td> +<td class="right">6,76</td> +<td class="right">1,63</td> +</tr> +<tr> +<td> +Piemonte</td> +<td class="right">2,746</td> +<td class="right">3,71</td> +<td class="right">4,03</td> +</tr> +<tr> +<td> +Lombardia</td> +<td class="right">2,400</td> +<td class="right">3,27</td> +<td class="right">5,35</td> +</tr> +<tr> +<td> +Veneto</td> +<td class="right">1,935</td> +<td class="right">2,42</td> +<td class="right">5,45</td> +</tr> +</table> + +<p>Ed ecco i commenti:</p> + +<div class="sidenote">PARAGONI ELOQUENTI</div> + +<p>«Va notato che i dati della ricchezza per abitante +per regione si riferiscono ad un quinquennio +(1884-1889) di eccezionale prosperità, sopratutto in +Sicilia.—La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza +proporzionalmente più che sulle regioni del nord, +per effetto della politica economica più specialmente +lesiva del Mezzogiorno.—Ma pure restando per larghezza +di concessione ai dati del Pantaleoni, il dazio +consumo in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte, +mentre la ricchezza ne è la metà, ed esercita +nell’isola una pressione tributaria almeno <i>quattro +volte</i> maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un +limite poco inferiore a quello che potrebbe ancora +raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre +le altre imposte (valore locativo, tassa famiglia, +bestiame, vetture e domestici) sono già in <i>cifra assoluta</i> +per abitante più gravose pel contribuente siciliano. +Questi dati permettono due considerazioni: +1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia +esercita una pressione maggiore che nel continente; +2º che la ripartizione del carico tributario locale è +fatta tutta a danno dei contribuenti che pagano imposte +indirette» cioè, dei lavoratori! (<i>L’insurrezione +Siciliana</i>, nel <i>Giornale degli Economisti</i>, Febbrajo 1894).</p> + +<p>Su questo proposito, infine, c’è la testimonianza +più decisiva, e più autorevole, più recente: quella +del Generale Corsi, che giudica «veramente gravissime +le imposte nella massima parte dei Comuni, +specialmente sui generi di prima <a name="tn108" id="tn108"></a><span class="correction">necessità</span>, sulle +farine sopratutto, e <i>ripartite in modo così ingiusto, +così empio, che pesavano molto più sul povero che sul +ricco</i>. E molti comuni sprecavano denaro in ispese +di nessuna o problematica utilità pubblica, a vantaggio +dei signori, a beneficio dei bene affetti e +fautori della fazione predominante... (p. 369).»</p> + +<p>La gravità di questi dati e delle accuse che essi<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +autorizzano a muovere contro le <i>classi dirigenti</i>, le +quali spadroneggiano nei municipî, preoccupò i <i>grandi +proprietarî</i> della sala Ragona; i quali cercarono di +difendersi, osservando che «il fenomeno doloroso dell’altissima +quota di dazio di consumo comunale +che si paga in Sicilia è determinato dal fatto che +la classe rurale siciliana risiede nelle città e borgate +soggiacenti al dazio di consumo, mentre nelle +altre regioni d’Italia vive disseminata nelle campagne.»</p> + +<div class="sidenote">LA SPEREQUAZIONE TRA LE IMPOSTE</div> + +<p>La giustificazione in parte è accettabile; e si può +dire eziandio, che la legge stessa sui tributi locali +favorisce la proprietà fondiaria cogli ostacoli, che +mette alla facoltà di sovraimporre; ma rimane sempre,—a +spiegare il largo e giusto risentimento dei +proletarî,—il fatto stesso della esistente sperequazione +tra imposte dirette e indirette, a danno loro, (e +che essi ignari di leggi e di demografia non riescono +a giustificare), non che la circostanza che colle stesse +leggi e cogli stessi ostacoli a sovrimporre sulla imposta +fondiaria in Piemonte, in Lombardia e nel +Veneto i proprietarî riescono a pagare tre e quattro +volte di più che in Sicilia. È innegabilmente maggiore +l’equità tributaria nell’Alta Italia, che in Sicilia +e in molte altre contrade del mezzogiorno, e +specialmente nella Campania.</p> + +<p>Questa iniquità nella distribuzione e nella qualità +dei tributi ebbe a deplorarsi vivamente sotto +<i>l’Ancien régime</i> in Francia, dove produsse gli stessi +effetti che in Sicilia. In un vecchio opuscolo intitolato: +<i>Abrégé de l’histoire des taxes en France</i> pubblicato +nel 1694 sotto il regno di Luigi XIV si parla +e dei <i>favori accordati agli amici</i> nella applicazione<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +della <i>taglia</i>, e delle ingiustizie che si commettevano +a danno dell’ingegno e del lavoro ed a benefizio +della proprietà e del capitale. Nella <i>Decima regale</i> +del grande Vauban vengono illustrati gli stessi favori +e le stesse ingiustizie che tanto contribuirono +più tardi a fare sollevare un popolo, che era stato +ritenuto <i>taillable et corveable à la merci</i> dei signori!</p> + +<div class="sidenote">CHE OSSERVATORI PROFONDI!</div> + +<p>I disgraziati difensori del governo e i disonesti giudici +dei moti siciliani del 1893 e 1894 hanno osservato: +«o perchè le minoranze e i lavoratori non si +agitavano, non esercitavano i loro diritti, non reagivano +nelle vie legali contro le prepotenze e le iniquità +delle amministrazioni locali?»</p> + +<p>Non lo potevano: la frode, la corruzione, la violenza +nella compilazione delle liste, nelle votazioni, +in tutto, assicuravano il trionfo di chi sapeva asservirsi +al governo o al deputato, i quali ogni loro opera +spendevano a proteggere i vincitori, che spesso +erano la minoranza reale. Il voto e la <i>legalità</i> da +trent’anni si chiariscono impotenti a ottenere qualcosa, +a correggere.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_24_24" id="Footnote_24_24"></a><a href="#FNanchor_24_24"><span class="label">[24]</span></a> N. Colajanni: <i>Le istituzioni municipali.</i> Un vol. di 334 +pag. L. 3—presso <span class="smcap">Remo Sandron</span>—Palermo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_25_25" id="Footnote_25_25"></a><a href="#FNanchor_25_25"><span class="label">[25]</span></a> Valguarnera, dove avvennero incendî e rapine, si rovinò +colla costruzione di una strada intercomunale con Raddusa, +che costò L. 250,000. Essa paga al solo governo L. 36,000 +per abbonamento al dazio consumo e non conta che diecimila +abitanti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_26_26" id="Footnote_26_26"></a><a href="#FNanchor_26_26"><span class="label">[26]</span></a> Il Sonnino a p. 188 del suo libro, in una nota, parla di +una fondazione pia del principe di Castelnuovo pessimamente +amministrata. In parte i fatti da lui esposti sono veri; ma +è stato tratto in errore sui rimedî adoperati dal governo per +riparare ai mali. «Ci volle un vero colpo di mano per portar +via dalle casse del Comune,» egli dice, «sei anni addietro, i +valori che rimanevano, per cominciare finalmente ad impiegarli +al fine voluto dal testatore.» Il fatto è questo: il +Prefetto di Caltanissetta, Polidori, nel 1869 fece <i>il colpo di +mano</i>, ma fu una vera spogliazione a danno del Comune di +Santa Caterina Villarmosa—ch’è il comune dove fu fondato +il luogo pio—che indarno sinora ha reclamato. L’on. Sonnino +ora ch’è ministro farebbe bene ad informarsi meglio ed +a provvedere efficacemente.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_27_27" id="Footnote_27_27"></a><a href="#FNanchor_27_27"><span class="label">[27]</span></a> Su questa tassa pervennero direttamente a me alcune +enormi notizie dalla provincia di Siracusa, che non riproduco +dettagliatamente perchè non ebbi modo e tempo di verificarne +l’esattezza.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.<br /><br /> + +L’ODIO DI CLASSE</h2> + + +<p>La prepotenza feudale, la iniquità sistematica in +ogni momento ed in ogni lato della vita e della amministrazione +comunale, che si esplicano sotto l’egida +delle autorità governative—prefetti, delegati, carabinieri—spiegano +più che sufficientemente come +l’odio delle classi lavoratrici contro i <i>galantuomini</i> +debba essere profondo e generale, e tanto più pericolosa +la sua esplosione violenta inquanto che +lungamente represso e non attenuato da alcuno sfogo +nelle vie legali, a loro non consentito dalle stesse +leggi, che del diritto elettorale hanno fatto un privilegio +di alcune classi.</p> + +<div class="sidenote">VECCHIE E DOLOROSE CONSTATAZIONI</div> + +<p>Tutto il passato remoto e tutto il presente non +ha fatto che generare e alimentare quest’odio dei +lavoratori,—specialmente delle campagne, contro +le <i>classi dirigenti</i>,—che un giorno o l’altro doveva +esplodere.</p> + +<p>Si dirà: «all’indomani delle sommosse e delle rivolte +la invocazione della preesistenza dell’<i>odio di<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +classe</i> è un comodo espediente per ispiegare, se non +per giustificare, i moti inconsulti o criminosi.»</p> + +<p>Epperò giova dimostrare, che quanti si occuparono +delle condizioni della Sicilia constatarono <i>in ogni +tempo</i>—nei momenti di tranquillità, come in quelli +di agitazione e di perturbamento—il doloroso fenomeno.</p> + +<p>Uno scrittore più volte citato, l’Alongi, parecchi +anni or sono scriveva che per i motivi precedentemente +esposti «il contadino diffida e vede nei funzionari +tanti alleati dei <i>galantuomini</i>, che lo tengono +in una grossolana e ferrea servitù economica, e ignorante, +incretinito dalla miseria, dal lavoro improbo, +sfugge i contatti, vede ovunque ingiustizie +ed oppressioni, e nei provvedimenti più utili tante +trappole per immiserirlo di più. Nasce quindi tra i +contadini un istinto di riunirsi tra loro contro i nemici +comuni (<i>galantuomini</i> e governo; d’onde il proverbio: +<i>galantomu e malu passu dinni beni e stanni +arrassu</i>), di fare una lega spontanea, inconscia contro +di essi, opponendo una inerzia assoluta a tutti +i movimenti del nemico personificato nel funzionario +e quando la pazienza scappa, farsela da sè, poichè +pel povero non c’è giustizia (dice un altro proverbio: +<i>la furca è pri li puvureddi</i>)».</p> + +<p>Quest’<i>odio di classe</i> venne constatato da Sonnino, +da Franchetti, da Bonfadini, da Damiani in varie +epoche; ma si vogliono pareri di persone ancora più +autorevoli e insospettabili? Eccoli.</p> + +<div class="sidenote">LA PAROLA AI MAGISTRATI</div> + +<p>L’<i>odio contro i ricchi</i>, accanto alla esistenza del +<i>latifondo</i>, viene esplicitamente denunziato dal Procuratore +Generale Caruso, nella sua relazione innanzi +alla Corte di Appello di Palermo sul movimento<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span> +della criminalità pel 1880, come la cagione +principale dei caratteristici reati dei contadini.</p> + +<p>Cinque anni dopo un altro Procuratore generale, +il De Meo, in una analoga occasione nella stessa +Palermo osservava: «i poveri agricoltori e coloni, +mezzadri o fittaiuoli non vedono e spesso non conoscono +i padroni dei fondi che coltivano e ne risentono +il peso e l’oppressione per quelli agenti intermedî +che fattori o campieri si domandano; dai +quali non pure sono tribolati con vessazioni, usure +e prepotenze di ogni sorta, ma spinti a <i>disamare</i> i +proprietarî; onde tra loro si <i>mantiene un abisso</i> +e si forma un <i>cumulo di animosità, di rancori, di odî +inveterati, che diventano temperamento e abito dell’animo...</i>»</p> + +<p>Io credo che ce ne sia abbastanza per una dimostrazione +obbiettiva, spassionata di un vero odio +di classe in Sicilia preesistente agli ultimi moti; odio +di classe generato dalle cause che sono state +esposte e che ha costituito un pericolo permanente +per l’ordine sociale.</p> + +<div class="sidenote">UNA DESCRIZIONE DI G. VERGA</div> + +<p><a name="tn113" id="tn113"></a><span class="correction">Quest’odio</span> di classe che, per quanto giustificato, +in me produsse sempre un senso di sgomento per +le sue possibili esplosioni, ispirò ad uno scrittore +conservatore uno dei bozzetti suoi più indovinati e +caratteristici, che ritraggono la vita e le passioni +del popolo in Sicilia. G. Verga infatti tra le sue +<i>Novelle rusticane</i> ne ha una intitolata <i>Libertà</i>, che tutta +intera dovrebbe essere riprodotta a dimostrazione +completa del come senza i <i>Fasci</i> e senza il socialismo, +nell’isola potessero verificarsi fatti identici nella +natura e più gravi negli episodî di quelli del 1893 +e 1894, ma basterà ai lettori l’esordio eloquente.<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p> + +<p>«Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre +colori, suonarono le campane a stormo e cominciarono +a gridare in piazza: «<i>Viva la libertà!</i>»</p> + +<p>«Come il mare in tempesta, la folla spumeggiava +e ondeggiava davanti al casino dei <i>galantuomini</i>, +davanti al Municipio, sugli scalini della +chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e +le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciola.»</p> + +<p>«A te prima, barone! che hai fatto nerbare la +gente dai tuoi campieri!—Innanzi a tutti gli altri +una strega, coi vecchi capelli irti sul capo, +armata soltanto delle unghie.—A te, prete del +diavolo! che ci hai succhiato l’anima!—A te, +ricco epulone, che non puoi scappare nemmeno, +tanto sei grasso del sangue del povero!—A te, +sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non +aveva niente!—A te, guardaboschi! che hai venduto +la tua carne e la carne del prossimo per due +tarì al giorno!»</p> + +<p>«E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le +falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue!—Ai +<i>galantuomini</i>. Ai <i>cappelli</i>! Ammazza! +ammazza! Addosso ai <i>cappelli</i>!»<a name="FNanchor_28_28" id="FNanchor_28_28"></a><a href="#Footnote_28_28" class="fnanchor">[28]</a></p> + +<p>L’arte non poteva meglio riassumere gli odî generati +da secolari ingiustizie esplodenti quando al +grido di <i>Viva la libertà!</i> gli oppressi credevano che +fosse arrivata l’ora della vendetta e della riparazione.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_28_28" id="Footnote_28_28"></a><a href="#FNanchor_28_28"><span class="label">[28]</span></a> Il Verga pubblicò questa novella nella <i>Domenica letteraria</i> +del Martini, nel Marzo 1882. Fu riprodotta nelle <i>Novelle +rusticane</i> edite dal Casanova di Torino nel 1883.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.<br /><br /> + +NULLA È MUTATO!</h2> + + +<p>Più volte s’è già accennato al carattere di permanenza +delle descritte condizioni della Sicilia. Ma +nell’animo di molti potrà esser rimasto qualche avanzo +di ottimismo, il quale avrà potuto indurlo a +credere che i più dolorosi tra i mali da cui è afflitta +l’isola nostra siano eredità del passato—per +quanto prossimo—e che qualche miglioramento +riparatore si sia ottenuto per opera del governo, o +dei maggiorenti meglio avvisati de’ pericoli a’ quali +viene esposto l’organismo sociale dal perdurare di +condizioni di fatto divenute assolutamente anacronistiche, +oggi, in mezzo all’Europa che, più o meno, +s’è venuta trasformando.</p> + +<p>Ebbene! ogni illusione deve essere bandita, e +bisogna confessare con vergogna, che i mutamenti +in meglio, in rapporto alle classi lavoratrici sono +tale povera cosa, che si possono considerare come +non avvenuti. Ma con ciò non s’intende negare che +negli strati superiori siano avvenute sensibili modificazioni.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<div class="sidenote">L’OPERA DEL GOVERNO BORBONICO</div> + +<p>Il Baer con equanimità assegna la parte di responsabilità +ch’è dovuta al governo borbonico nel +mantenimento di un regime feudale che sarebbe +stato suo interesse far scomparire per vederlo sostituito +da un forte ceto medio, perchè in fondo le opposizioni +più pericolose e più continuate gli vennero +dall’aristocrazia che voleva conservare o riprendere +interi tutti i suoi privilegi economici e politici. +Ma esso pur avendo mostrato la intenzione di +abbattere le istituzioni feudali—e glielo suggeriva la +propria convenienza—volle seguire metodi proprî, +che riuscirono impotenti, essendo frenati e paralizzati +tutti i buoni tentativi dal soverchio timore dello +innalzamento della parte popolare.</p> + +<p>«Perciò la dinastia borbonica si chiarì impotente +a fare il bene, debole nel pigliare ogni provvedimento +d’interesse generale, solo violenta e perfino +crudele ogni qualvolta temeva pel suo potere.» +(<i>Baer</i>).</p> + +<p>Degli intendimenti lodevoli e dei tentativi del +governo borbonico per mutare e migliorare rimangono +numerosi documenti ufficiali a farne fede. Colla +legge dell’11 ottobre 1817, coi decreti del 2 Agosto +1818, del 20 maggio 1820 col reale rescritto del 18 +ottobre 1821, con altri decreti del 30 luglio 1823, +del 10 febbraio 1824, coi regolamenti del 24 ottobre e +del 22 dicembre 1825, 3 gennajo 1836 e 20 ottobre 1834, +12 novembre 1838, si ordinarono inchieste e s’imposero +scioglimenti di diritti promiscui, si cercò +di dipanare l’arruffata matassa delle <i>soggiogazioni</i>, +si tentò di porre riparo alle dilapidazioni e alle usurpazioni +perpetrate a danno delle opere pie, si +tentò d’infrenare l’usura; ma tutto riuscì sempre<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +vano, perchè baroni, magistrati e funzionari di ogni +genere, stretti in mostruosa lega, resero ognora lettera +morta leggi, regolamenti e decreti opportuni e +benefici, ed il governo non seppe contrapporre la +propria forza attiva alla resistenza dell’inerzia.</p> + +<div class="sidenote">LA PERMANENZA DEL FEUDALESIMO</div> + +<p>Del male intanto si aveva conoscenza esatta; chè +in un decreto del 12 ottobre 1838, all’indomani del +viaggio di Ferdinando II in Sicilia, si legge: «le +vaste contrade nude, deserte, mal coltivate, che +s’incontrano in Sicilia, non ostante la loro feracità +naturale ed il favore del clima, non potranno +essere migliorate finchè durerà l’esistenza di più +padroni sullo stesso fondo. Volendo accelerare la +esecuzione delle leggi, che da <i>epoche remote hanno +proscritta</i> la indicata condizione della proprietà, +perniciosa a tutti ecc. ecc.» In un altro decreto +dello stesso anno 1838 è detto che «il languire +dell’agricoltura e della pastorizia, e la miseria d’intere +popolazioni, debbono attribuirsi in gran parte +<i>alla esistenza degli abusi feudali, delle promiscuità +e delle liti degli ex-baroni coi Comuni</i>, ecc.»</p> + +<p>Dopo, nei momenti della peggiore reazione, nel +1849 e nel 1852, il principe di Satriano emanò decreti +contro l’usura, e per favorire lo spezzamento +dei latifondi; sempre inutilmente.</p> + +<p>Se il governo borbonico fu impotente al bene, +come si disse, potè colle persecuzioni politiche, coi +favoritismi, colle protezioni far scomparire del tutto +dagli animi la confidenza nella giustizia e far sorgere +la <i>mafia</i>, i <i>campieri</i> e i <i>compagni d’armi</i>, che +avevano in appalto la sicurezza pubblica delle campagne, +e che, in generale, erano pregiudicati e briganti<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +in ritiro, che conservavano i migliori rapporti +coi briganti in attività.</p> + +<div class="sidenote">L’ANNESSIONE</div> + +<p>Lo sbarco di Marsala e la successiva liberazione +dell’isola dal giogo borbonico avrebbero dovuto iniziare +un’êra nuova. Alcuni sapienti decreti di Garibaldi +lo fecero sperare; e i propositi manifestati da lui sul +censimento dei beni ecclesiastici, se attuati, da soli +sarebbero forse bastati a produrre un vero rinnovamento +economico-sociale: ma si sa che ai criterî sociali +nella distribuzione di quei beni furono sostituiti i criterî +esclusivamente fiscali ed un’opera che avrebbe +potuto riuscire altamente civile non fu feconda che +di mali e di amare delusioni frammiste a qualche +poco di utile. Lo stesso dicasi dell’editto del 19 settembre +1861 emanato dal Luogotenente del Re in +Sicilia, generale Pettinengo <i>relativo alle obbligazioni +dette di semenza e soccorsi e di mercanti a massari +per agevolare la semina e la cultura della terra</i>, inteso +ad infrenare l’inveterata e perniciosa usura: rimase +lettera morta.</p> + +<div class="sidenote">METODI E CRITERII DI GOVERNO</div> + +<p>E i metodi e i criterî di governo seguiti in Sicilia +dopo l’annessione, e l’atteggiamento di molti +uomini e giornali del continente, che li inasprirono +produssero malintesi, risentimenti, rancori regionali +che—accresciuti dalla malefica e affrettata unificazione +centralizzatrice—generarono profondo malcontento +in tutti e delusioni sconfortanti.</p> + +<p>Contro la verità storica, contro il buon senso, +contro le esplicite e reiterate dichiarazioni di Garibaldi +e dei suoi più intimi, fu offeso l’amor proprio +degli isolani col proclamarli <i>conquistati</i> dai Mille e +col dichiararli <i>barbari</i> per bocca del generale Govone: +insulto a distanza di molti anni stoltamente ripetuto<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +dal generale Corvetto. E da <i>barbari</i> furono trattati, e +si tentò d’<i>incivilirli</i> cogli stessi metodi <i>umani</i> adoperati... +da Livraghi in Africa.</p> + +<p>Aspromonte e Fantina certamente non furono avvenimenti +che poterono crescere stima al governo +in Sicilia; ma gli animi nelle classi lavoratrici sopratutto +si esasperarono colla introduzione della leva +militare, «carico nuovissimo—scrive il generale +Corsi—odioso oltre ogni dire» e colle misure odiosissime +per arrestare i renitenti. Il militarismo allora +col martirio del sordo-muto Cappello, coi fatti +crudeli di Petralia ad opera del tenente Dupuy mostrò +di che cosa poteva esser capace.<a name="FNanchor_29_29" id="FNanchor_29_29"></a><a href="#Footnote_29_29" class="fnanchor">[29]</a> Tutte le +libertà, scrissi altra volta, furono violate replicatamente; +ond’era generale il chiedersi: il nuovo governo +non vale l’antico?</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span></p> +<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DI FILIPPO CORDOVA</div> + +<p>A questo periodo precisamente si riferisce, e da +tali avvenimenti e giudizî insani fu provocato, il +celebre discorso pronunziato da Filippo Cordova +nella Camera dei Deputati il 9 dicembre 1893. L’illustre +statista siciliano allora non solo ricacciò in +gola ai calunniatori dell’isola le loro sciocche insolenze, +ma a coloro che ne facevano malgoverno +indicò tutto un programma da seguire, i mali da +rimuovere e il bene da promuovere.</p> + +<p>Egli tra le approvazioni insolite della <i>sinistra</i> +disse: «Io credo che un governo, allorquando riceve +un paese non dalla conquista, ma dalle mani della +rivoluzione debba domandare a sè stesso <i>per quali +bisogni questa rivoluzione si è fatta</i>, che cosa voleva +il popolo che si è sollevato e pensare in tutti +i modi a soddisfare questi bisogni. Questo era il +solo modo di ristabilire l’ordine, il solo modo di +contentare completamente le popolazioni.»</p> + +<div class="sidenote">RIVELAZIONI EDIFICANTI</div> + +<p>«.... L’azione di un governo può essere promotrice +della prosperità futura dei popoli e riparatrice +degli abusi che si sono introdotti per il passato;.... +e considero azione riparatrice quella che +consiste nel rimuovere i tristi effetti delle passate +legislazioni, dei monopoli, dei privilegi, nel distruggere +gli abusi, che ancora possono esistervi.» E<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +l’opera del governo doveva esplicarsi, secondo l’on. +Cordova colla riforma del regime delle acque, colla +pubblica istruzione, colle bonifiche, colla abolizione +delle decime<a name="FNanchor_30_30" id="FNanchor_30_30"></a><a href="#Footnote_30_30" class="fnanchor">[30]</a>, colle nuove comunicazioni, colla +sistemazione dei demanî comunali, colla trasformazione +delle opere pie<a name="FNanchor_31_31" id="FNanchor_31_31"></a><a href="#Footnote_31_31" class="fnanchor">[31]</a>....</p> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span></p> +<p>«Questo programma era modestissimo, non ledeva +i diritti giuritarii di privati, eppure non seppe accennare +ad adottarlo il governo, il quale invece, +secondo lo stesso on. Cordova, crede di potere reggersi +colla violenza, cingendo di cordoni militari le +città, <i>privandole dell’acqua, vietando l’uso libero dei +diritti dei cittadini, assicurando sempre l’impunità ai +carabinieri che commettevano reati: impunità che produceva +reazioni</i>.» Queste le testuali parole del Cordova +ex ministro e <i>moderato</i> di quattro cotte...</p> + +<div class="sidenote">IL PIEMONTISMO</div> + +<p>A questo stato di cose non poteva apportare rimedio +il cosidetto <i>Piemontismo</i> in forza del quale +fra l’altro si mandarono in Sicilia gli scarti della +burocrazia, e vi si mandarono in punizione. Ne nacquero +antipatie, liti, duelli, scene disgustose, che +contribuirono a generare la sanguinosa insurrezione +di Palermo nel 1866 che chiuse un primo periodo +della dolorosa storia del governo Italiano in Sicilia.</p> + +<p>E che c’era da aspettarsi qualche avvenimento +doloroso come quello del 1866 lo fece comprendere +chiaramente in una celebre discussione parlamentare +un altro uomo eminente, che aveva studiato e +conosciuto la Sicilia da magistrato. Alludo all’on. +Tajani che nella seduta della Camera dei deputati +degli 11 giugno 1875 constatava che dal 1860 al +1866 il governo fu ora fiacco, ora violento; che corresse +la fiacchezza colla violenza, per ritornare sempre +alla violenza; che si offese la Sicilia adoperandovi +i <i>modi peggiori</i> e negandole sempre la <i>giustizia</i>;<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +e che ciò che le fu dato, se si guarda a ciò che le +fu negato assume le proporzioni dell’<i>ironia</i>.»<a name="FNanchor_32_32" id="FNanchor_32_32"></a><a href="#Footnote_32_32" class="fnanchor">[32]</a></p> + +<div class="sidenote">LA PREFETTURA MEDICI</div> + +<p>Dal 1866 in poi qualche miglioramento ci fu; ma +non grande. E grande non poteva essere se si pensa +che ai mali esistenti la sapienza governativa, pensò +di provvedere, per esempio, colla prefettura militare +del Generale Medici, quando alla <i>mafia</i> privata si +aggiunse la <i>mafia</i> più potente ai servizî del Prefetto-generale.</p> + +<p>E questo nefastissimo periodo dev’essere illustrato +perchè lo si è dimenticato con troppa <a name="tn123" id="tn123"></a><span class="correction">facilità</span>: e +dev’essere ricordato perchè facendo conoscere quali +tristi conseguenze lasciò il militarismo nel 1866 e +negli anni successivi, farà intravedere quali li lascerà +nel 1894.</p> + +<p>Si osservi anzitutto «che dopo la rivolta del 1866 +vi fu un diluvio di disposizioni cozzanti fra loro.... +e che vennero i <i>tribunali militari</i>, i quali fecero +<i>sterminato numero di processi</i> e quando la posizione +era compromessa, e che la giustizia dei +tribunali civili doveva riuscire difficilissima, se non +impossibile, si annullarono ad un tratto i tribunali +militari, ed i tribunali civili rimasero imbarazzati +e così ne rimase esautorata la giustizia +militare e la giustizia civile.» (<i>Taiani</i>)<a name="FNanchor_33_33" id="FNanchor_33_33"></a><a href="#Footnote_33_33" class="fnanchor">[33]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span></p> +<p>Ciò che rese celebre e caratteristico questo periodo +furono la organizzazione della polizia, la sua +opera e i criterî adottati dal generale Medici e dal +suo <i>alter ego</i> il questore Albanese per il ristabilimento +dell’ordine e della giustizia.</p> + +<div class="sidenote">LA MAFIA E LA POLIZIA</div> + +<p>«Il processo contro Ciotti Sebastiano, graduato +delle guardie di Pubblica sicurezza, applicato al +gabinetto del Questore e presso il quale si sequestrarono +molti oggetti rubati; le gesta di un delegato +di pubblica sicurezza che in un mandamento +impianta la mafia, si unisce e si lega in relazioni +amichevoli con noti ladri <i>e li manda a rubare per suo +conto</i> e che si ripete in un altro mandamento <i>guadagnandosi +la promozione</i>; le prodezze della guardia +nazionale suburbana di Monreale composta tutta di +mafiosi, colla complicità o col permesso dei quali si +commettevano tutti i misfatti del mandamento, tanto +da autorizzare un Magistrato a dire: <i>qui si ruba, si +uccide, si grassa in nome del reale governo</i>:<a name="FNanchor_34_34" id="FNanchor_34_34"></a><a href="#Footnote_34_34" class="fnanchor">[34]</a> l’alternativa +posta da un questore di Palermo ad un +notissimo facinoroso di entrare nel corpo delle guardie +di pubblica sicurezza o di partire pel domicilio +coatto—alternativa alla quale il mafioso cercò sottrarsi +tentando di pugnalare il questore; il processo +contro il questore Albanese e compagni, accusati<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span> +di omicidii, di falsità, di corruzione, di truffa, di +soppressione dolosa di documenti; le pressioni indecenti +esercitate dal generale Medici e dal governo +di Roma, per ottenere l’assoluzione di questi alti +delinquenti, e che determinarono le dimissioni dal +Procuratore generale Taiani e raggiunsero il deplorevole +intento, dicono di più che molti volumi, sulla +stima e sul rispetto e sulla fiducia che potevano +ispirare i rappresentanti del governo, che i mali +antichi economici lasciava intatti aggravando quelli +politici e morali.»</p> + +<p>Siffatta polizia e siffatte autorità governative impotenti +a reprimere il malandrinaggio e la <i>mafia</i>, +della propria inettitudine e malvagità si rifacevano +inventando di sana pianta processi politici, che sembrerebbero +calunnie e diffamazioni ventilate dai +<i>sobillatori</i>—non ancora inventati—se non fossero +stati denunziati dal magistrato che li sgonfiò e liquidò, +in pubblica seduta della Camera dei Deputati!</p> + +<p>Ahimè! Il 1894 non vide più un magistrato che +ricordasse i Lelli, i Borgnini, i Tajani....</p> + +<div class="sidenote">LA SICILIA NEL 1875</div> + +<p>Con siffatti uomini e con siffatti metodi e criterî +di governo si arrivò in Sicilia al 1875 nelle condizioni +descritte da questo brano sintetico e chiaro: +Noi abbiamo colà: le leggi ordinarie derise, le istituzioni +un’ironia, la corruzione dappertutto, il +favore la regola, la giustizia l’eccezione, il delitto +intronizzato nel luogo della pubblica tutela, i rei +fatti giudici, i giudici fatti rei ed una corte <i>di +mali interessati</i> fatti arbitri della libertà, dell’onore, +della vita dei cittadini. Dio immortale!</p> + +<p>«Che cosa è mai questo se non il caos? Che cosa<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +è mai questo se non il peggiore dei mali: la <i>anarchia +di governo</i>, innanzi alla quale cento briganti +di più, e cento crimini di più sono un nonnulla +e si scolorano?» (<i>Tajani.</i> Discorso alla Camera dei +deputati del 12 giugno 1875).</p> + +<p>Queste condizioni furono il prodotto di quindici +anni di malgoverno della <i>destra; e la destra</i>, quantunque +ancora non fossero inventati <i>i sobillatori e i +Fasci</i>, vedendosi impotente a rimediare collo Statuto +che aveva violato, e colle leggi ordinarie che +non aveva mai applicate e rispettate, domandò provvedimenti +e leggi eccezionali.</p> + +<p>Siamo giusti, però; la <i>destra</i> li domandò a chi +aveva le apparenze del diritto a concederle: al Parlamento. +Inchiniamoci riverenti innanzi a questo +partito che sta per cadere, che conserva ancora del +pudore e che mantiene un <i>minimum</i> di rispettabilità! +Indarno li cercheremo nella <i>sinistra</i>, che sta +per arrivare....</p> + +<div class="sidenote">IL GRAN PARTITO DELLA RIPARAZIONE!</div> + +<p>La <i>sinistra</i>! Cos’era il <i>gran partito</i> della riparazione? +«una confederazione di condottieri stretti +al patto di rovesciare comunque la <i>destra</i> e toglierle +di mano il reggimento, salvo poi d’intendersi +(od anche di non intendersi) non tanto per +concordare il da farsi—che questo pareva a tutti +ovvio a comporre, facile a praticare; perocchè, ei +dicevano, bisognasse fare tutto il contrario di quello +che aveva operato la <i>destra</i>!—ma per ripartirsi +gli uffici e.... via... anche un poco i benefici» +(<i>Zini</i> p. 24).</p> + +<p>E per fare il contrario di ciò che la <i>destra</i> aveva +fatto, la <i>sinistra</i> inaugurò in Sicilia il proprio regime +applicando le leggi e i provvedimenti <i>eccezionali</i> che<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +aveva negato sdegnosamente alla prima in Parlamento. +Li applica nel 1876 l’on. Nicotera—suoi +strumenti il Prefetto Malusardi e l’ispettore Lucchese, +destinato dalla sorte a brillare nell’isola—e se ne +vanta alla Camera (tornata del 29 novembre 1876). +Eppure all’inizio dell’opera del <i>gran partito</i> siamo +ancora ben lontani dalla <i>perfezione</i> nell’applicazione +di provvedimenti eccezionali raggiunta da chi crede +di essere la quintessenza della democrazia parlamentare: +l’on. Crispi!</p> + +<div class="sidenote">LA RIVOLUZIONE PARLAMENTARE DEL ’76</div> + +<p>Fu grande, perciò in Sicilia, la delusione provata +coll’arrivo al potere della <i>sinistra</i>, dalla quale si +sperava un radicale mutamento d’indirizzo e la riparazione +di tante ingiustizie e dalla quale nulla si +ottenne. Sotto un certo aspetto, anzi, ci fu un peggioramento, +poichè i deputati dell’isola che in maggioranza +erano di <i>sinistra</i>, colla cosidetta rivoluzione +parlamentare del 18 Marzo 1876 ebbero le grazie e +i favori del potere a benefizio delle clientele e delle +consorterie locali che dichiaravano di aderire al +proprio <i>partito</i>. Il governo così servì a ribadire nei +Comuni, nelle Provincie, nelle opere pie la oppressione +antica a beneficio dei grandi elettori e delle +classi dirigenti; a danno dei vinti e delle classi lavoratrici.</p> + +<p>Di che riporta molti esempî lo Zini, uno dei pochi +prefetti che insieme al Rasponi, al Gerra e a pochi +altri, vennero in Sicilia con rette intenzioni e +fa onore al Nicotera l’avervelo mandato, quanto gli +fa torto l’averlo costretto a dimettersi per non avere +voluto seguire una condotta biecamente partigiana.</p> + +<p>I deputati, d’allora in poi più che pel passato, +tutto sacrificarono al criterio elettorale, e i ministri<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +al criterio parlamentare; gli uni per avere la maggioranza +nel collegio chiesero ciò che spesso era +disonesto o dannoso, e gli altri per conservarsela +nella Camera concessero. Così furono approvati +mutui disastrosi, concessioni e favori scandalosi, +strade private costruite col denaro pubblico, approvati +i bilanci irragionevoli e rinviati e mutilati +quelli che contenevansi entro gli stretti limiti del +necessario, sciolti i Consigli dei Comuni meglio +amministrati anche quando le ispezioni, ordinate +partigianamente e seviziosamente eseguite, tali li +dimostravano; e mantenuti in piedi quelli violatori +di tutte le leggi, odiati dai comunisti. Concesse +le licenze per porto d’armi—specialmente nei +momenti di elezioni: informino le campagne di +Palermo—ai facinorosi, cui potevano servire solo +a malfare e negate ai cittadini onesti che ne avevano +bisogno a difesa personale, ma che avevano +la disgrazia di militare in un partito opposto.</p> + +<p>Così infine prefetti, delegati e pur troppo anche +i magistrati furono messi a disposizione dei deputati +ministeriali e questi nei rispettivi collegi divennero +tanti proconsoli in cinquantesimo!</p> + +<div class="sidenote">IL MINISTERO GIOLITTI</div> + +<p>Questi mali preesistevano al ministero del Giolitti: +questi li acuì in modo superlativo raggiungendo, +però, un risultato insperato e insperabile per altri +titoli: una fedeltà a tutta prova dei rappresentanti +dell’isola, che coprivano e legittimavamo ogni loro +voto di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione +dei partiti e della risurrezione della <i>sinistra</i>, +fatta da uomini che erano stati i promotori e i campioni +del <i>trasformismo</i>!</p> + +<div class="sidenote">UN’APOLOGIA SMACCATA</div> + +<p>L’insieme di questi fatti, proprî della destra e<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +della <i>sinistra</i> sotto la dinastia Sabauda—e le considerazioni +che suggeriscono—non mi permettono +di consentire col Baer, che all’opera deleteria del +regime borbonico contrappose quella «di una dinastia +leale e conscia dei proprî doveri, sotto la +quale la Sicilia ha veduto raffermate ed estese +le franchigie politiche, che tanto le erano a +cuore; il che ha dato al governo una forza ed +una autorità morale che invano potevano sperare +i Borboni. E con questa autorità lo Stato ha +potuto senza contrasti crearsi nuove risorse finanziarie, +stabilendo le tasse di registro, il monopolio +dei tabacchi, cosa che non avrebbe mai osato +il governo precedente. E si è fino estesa alla +Sicilia la leva pel servizio militare.» Ora in tutta +questa apologia smaccata, che si estende, con evidente +contraddizione dell’egregio scrittore, al censimento +dei beni della manomorta ecclesiastica, non +c’è di vero che questo: il governo italiano colla +forza brutale e non coll’autorità morale, ha saputo +imporre alla Sicilia la leva, i balzelli nuovi e la distruzione +di alcune industrie. E precisamente per +questo in basso, ed oramai anche in alto, si fanno +paragoni tra il governo borbonico e il governo italiano, +i quali non riescono sempre lusinghieri pel +secondo.</p> + +<p>Se il governo italiano mancò alla sua funzione +rigeneratrice nella parte vera politica e nella economica, +non si mostrò d’altra parte migliore nella +amministrativa e nei suoi rapporti coi Comuni, colle +Provincie, colle opere pie.</p> + +<div class="sidenote">LA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE DEL 1865</div> + +<p>Se si pon mente ai maggiori poteri che la legge +comunale e provinciale del 1865 accordava ai Prefetti<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +nello esercizio della tutela si riconoscerà che +la responsabilità del governo fu immensa nella cattiva +amministrazione dei corpi locali, nello sperpero +del pubblico denaro, nello sfacciato favoritismo verso +gli <i>amici</i> ed a danno degli <i>avversarî</i> del partito dominante, +negli imbrogli elettorali multiformi, nella +iniqua ripartizione delle imposte, nella oppressione +dei vinti e dei lavoratori. E questa grande responsabilità +del governo, specialmente sotto l’aspetto tributario, +a proposito di ciò che avvenne nei comuni +di Santa Margherita, di Campobello di Licata, venne +esplicitamente assodata dal Cavalieri, ch’è uomo di +governo, da Sonnino e Franchetti, da Bonfadini per +altri casi e per altri luoghi a centinaia. Si deve aggiungere, +anzi, che per la tolleranza o connivenza del +governo, i gravi inconvenienti e la cattiva amministrazione, +come ne’ comuni e nelle provincie, si +ripeterono nelle Congregazioni di Carità e in altre +opere pie, coi posti gratuiti nei convitti, cogli impieghi +dati ai favoriti o addirittura creati per essi, +e financo col pagamento camorristico delle donne che +allevano i trovatelli e che sono qualche volta le +drude degli amici degli amministratori locali.</p> + +<p>In quanto ai tributi, ad onore del vero, si dica +che talvolta il governo ebbe il pensiero di fare rispettare +la legge, ma solo quando la osservanza +della medesima era odiosamente farisaica. Così più +volte furono minacciati alcuni municipî (Caltagirone, +Castrogiovanni, ecc.) della risoluzione del contratto +di appalto col governo pel dazio di consumo, +perchè non tutte le voci tassabili erano tassate e +sopratutto perchè non si esigeva il dazio <i>sulla farina +e sul pane</i>! Ed a questi municipî, per tale grave<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +colpa, non si consentì di eccedere sul limite legale +della sovrimposta fondiaria.</p> + +<div class="sidenote">GLI INGENUI...</div> + +<p>Quando gl’ingenui domandano: ma le autorità +governative non vedevano, non riferivano, non provvedevano? +si può rispondere: Sì! esse ci stavano +e ci stanno per vedere, per riferire e per provvedere, +ma non nel senso della giustizia e dell’interesse +del popolo, sebbene nell’interesse del deputato, +del candidato, del grande elettore, della persona +influente; e in nome di tale interesse si nominano +e si destituiscono i sindaci, si sciolgono i Consigli +comunali, si manipolano le liste, si mutilano, +si respingono o si approvano i bilanci, si traslocano +i delegati di P. S., i Prefetti e i magistrati.<a name="FNanchor_35_35" id="FNanchor_35_35"></a><a href="#Footnote_35_35" class="fnanchor">[35]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span></p> +<p>È superfluo aggiungere che quella tale incompleta +riforma della legge comunale e provinciale +fatta votare dall’on. Crispi non riuscì a mutare in +meglio le cose; e non lo poteva. Spesso anzi le peggiorò +per l’aggravante della scemata responsabilità +delle autorità governative, mentre continuò l’esercizio +della loro perniciosa influenza; poichè in realtà +nella <i>Giunta Amministrativa</i>—che dovrebbe essere la +suprema moderatrice delle amministrazioni locali—il +Prefetto prepondera sempre, e prepondera poi in +particolar modo cospirando e intrigando per fare +eleggere a membri delle medesime uomini quasi +sempre inetti, e sempre servili, partigiani.</p> + +<div class="sidenote">LA RIFORMA DEL 1889 ALLA LEGGE COMUNALE</div> + +<p>Perciò dal 1889 in poi continuarono le vecchie +iniquità nella natura e nella distribuzione delle imposte, +continuarono le spese pazze e le cortigianerie +degradanti, crebbero le imposte e i debiti, che +si risolvono in imposte rimandate coll’aggiunta degli +interessi e delle provvigioni ai mediatori; e il +governo continuò a non vedere nelle amministrazioni +dei corpi locali che agenzie elettorali organizzate, +e sempre pronte ai suoi cenni!</p> + +<p>Una magra soddisfazione alle vittime di un tale +stato di cose rimane: il sapere che ne fu fatta la +constatazione da inchieste private ed ufficiali in +termini su per giù identici da anni ed anni. La fece +Ferdinando II nel 1838, la ripeterono nel 1875 da<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +privati gli on. Sonnino, Franchetti e Cavalieri e in +forma ufficiale la <i>Giunta Parlamentare</i> di cui fu relatore +l’on. Bonfadini; fu riprodotta dall’onor. Damiani +nel volume dell’<i>Inchiesta agraria</i>; fu riassunta +da me nel 1885 nello scritto sulla <i>Delinquenza della +Sicilia e le sue cause</i>; e tante <i>Inchieste</i> e tanti rapporti +sono stati fatti che in dicembre scorso, nel +periodo più acuto delle turbolenze il compianto on. +Cuccia in nome di un comitato composto dei più +fidi amici dell’on. Crispi malinconicamente conchiudeva: +«Più inchieste sono state fatte, cento relazioni +dai corpi più conservatori sono state mandate, +mille rapporti sono stati scritti da tutti i funzionarî +che si sono succeduti in Sicilia. E tutti, <i>unanimi</i>, +hanno presentito i fatti d’oggi e quelli di domani, +e tutti hanno fatto proposte, hanno reclamato provvedimenti, +che sono restati lettera morta, come se +il governo fosse l’ente più <i>misoneico</i> della società....»</p> + +<div class="sidenote">CRIMINOSA NONCURANZA DEL GOVERNO ITALIANO</div> + +<p>Di tante inchieste, di tante relazioni, di tanti +rapporti rimangono giudizî e descrizioni di una esattezza +meravigliosa, che sembrano scritti all’indomani +dei tumulti per giustificare i tumultuanti; +giudizî e descrizioni che costituiscono ad un tempo +le pietre miliari della constatazione delle miserie del +proletariato siciliano e la condanna più severa della +criminosa noncuranza degli uomini di governo di +ieri e di oggi. Di tali giudizî e di tali descrizioni +bisogna riprodurne alcuni, che datano da momenti +diversi e vengono da persone avverse ad ogni idea di +socialismo, le quali hanno la missione ufficiale d’interpreti +della pubblica opinione e di tutelatori dell’ordine +pubblico.</p> + +<p>L’on. Sonnino venti anni or sono scriveva:<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p> + +<div class="sidenote">OGGI COME VENTI ANNI OR SONO!</div> + +<p>«Quel che trovammo nel 1860, dura tuttora. <b>La +Sicilia lasciata a sè troverebbe il rimedio</b>: stanno +a dimostrarlo molti fatti particolari e ce ne assicurano +l’intelligenza e l’energia della sua popolazione, +e l’immensa ricchezza delle sue risorse. Una trasformazione +sociale accadrebbe necessariamente, sia +col prudente concorso della classe agiata, sia per +effetto di una violenta rivoluzione. <b>Ma noi, italiani +delle altre provincie, impediamo che tutto ciò +avvenga, abbiamo legalizzato l’oppressione esistente; +ed assicuriamo l’impunità all’oppressore.</b>»</p> + +<p>«Nelle società moderne ogni tirannia della legalità +è contenuta dal timore di una reazione all’infuori +delle vie legali. Orbene, in Sicilia, colle nostre +istituzioni, modellate spesso sopra un formalismo liberale +anzichè informate ad un vero spirito di libertà, +noi abbiamo fornito un mezzo alla classe opprimente +per meglio rivestire di forme legali l’oppressione di +fatto che già prima esisteva, coll’accaparrarsi tutti +i poteri mediante l’uso e l’abuso della forza, che +tutta era ed è in mano sua; ed ora le prestiamo +mano forte per assicurarla che, a qualunque eccesso +spinga la sua oppressione, noi non permetteremo +alcuna specie di reazione illegale, mentre di +reazione legale non ve ne può essere, poichè la +legalità l’ha in mano la classe che domina.»</p> + +<p>Queste parole dell’attuale ministro del tesoro gli +devono essere continuamente ricordate, perchè riassumono +in modo mirabile l’azione sociale esercitata +dal governo italiano in Sicilia; azione veramente +perniciosa! Tenterà egli di cancellarla ora che è +al potere?</p> + +<p>Ciò che fu scritto nel 1875 da chi ora è ministro<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +del Regno d’Italia è perfettamente adatto a dare una +idea delle condizioni odierne dell’isola coll’aggravamento +delle varie crisi—enologica, agrumaria, +mineraria ecc.</p> + +<p>E per chi sa leggere e comprendere troverà la +conferma del serio giudizio nella inchiesta fatta da +Adolfo Rossi per conto del giornale <i>La Tribuna</i><a name="FNanchor_36_36" id="FNanchor_36_36"></a><a href="#Footnote_36_36" class="fnanchor">[36]</a>.</p> + +<div class="sidenote">I NOSTRI LAVORATORI</div> + +<p>Proprio alla vigilia dei tumulti nel novembre +scorso, da Palermo in un rapporto ufficiale si scriveva +al governo di Roma che aveva occhi per non +vedere e orecchie per non sentire: «Qui i nostri +frugali lavoratori soffrono la fame, non hanno desiderî +disordinati, non bramano la fortuna altrui, +non sentono l’odio di classe<a name="FNanchor_37_37" id="FNanchor_37_37"></a><a href="#Footnote_37_37" class="fnanchor">[37]</a>, ma vogliono lavoro +e pane, solamente per vivere; chè d’altro ad essi +non cale.»</p> + +<p>«Chi voglia far credere che questi operai abbiano +degli ideali politici non dice la verità e s’inganna. +Ma questi ideali potranno entrare nella loro +mente, avvivati dagli effetti morbosi del digiuno; +ed allora, guai se fuori l’ordine vedranno gli ultimi +segni della loro speranza, <i>chè in quel caso neppure le +repressioni sanguinose varranno ad arrestare la china +del loro incosciente furore</i>».</p> + +<p>«Il Governo che vuole sempre il suo dai dazi di<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span> +consumo, non ha avuto mai cura di temperare le +esigenze dei Comuni, i quali imitando altri esempî +di spreco, anche per sollecitudini non necessarie, nè +proprie, i loro mezzi domandano al consumo delle +più umili ed universali derrate e tanto ne traggono, +da renderle o difficili o impossibili a quelli che +unicamente se ne sostentano con una frugalità, che +fa ammirazione e paura.»</p> + +<p>«In alcuni Comuni di questa circoscrizione, dal +pane che la rivoluzione aveva redento dalla grave +ed odiata tassa del macinato, si traggono quasi dieci +centesimi il chilogramma, e questa tassa, che dà +milioni, neppur provvede ai bisogni della popolare +igiene, ma si distrae in godimenti voluttuarî ai quali +le classi lavoratrici non prendono parte.»</p> + +<div class="sidenote">UN RAPPORTO UFFICIALE</div> + +<p>È questo forse un brano dell’auto-difesa dell’on. +De Felice? No: è il brano di un rapporto, che, richiesto +da Roma, mandò il Presidente della Camera +di Commercio di Palermo, on. Amato-Pojero, senatore +del Regno, milionario e <i>grande proprietario</i> di +Sicilia!</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE SCRIVE UN FUNZIONARIO DI P.S.</div> + +<p>Se questo si scriveva alla vigilia dei tumulti, +quando essi scoppiarono e n’erano meglio note le +cause, altri aggiungeva:</p> + +<p>«Tolte le grandi città, ove la moralità e la capacità +degli amministratori sono men basse, e +dove il maggiore sviluppo psichico della popolazione +e la stampa sono freni alle oligarchie locali +e favoriscono la permeabilità degli strati sociali, +il 90% dei Comuni è amministrato con criteri e +forme tali, <i>che fanno desiderare il tipo dell’antico +governo paterno</i>, perchè allora si aveva almeno il +diritto d’inchiodar sulla gogna i tirannelli locali,<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +il conforto e la speranza di un avvenire migliore +e, di tanto in tanto, l’intervento violento, ma pur +sempre riparatore, del governo centrale»..... I tirannelli +locali ora «sentono e sanno che i funzionari +del governo non hanno nè convenienza nè interesse +a secondarli, ed allora con la logica spiccia +e primitiva di cui si servono, concludono: Chi non +è con noi, è contro di noi; e attaccano con sotterfugi, +ricorsi, cospirazioni e anonimi tutti i funzionari +governativi, dalla guardia di pubblica sicurezza +al Prefetto. Della legge e della legalità +hanno un concetto esclusivamente unilaterale; le +riconoscono e vi fanno ricorso solo in quanto sanzionano +il loro potere; per tutto il resto o non +esistono o le si possono violare impunemente. Per +sostenersi e per combattere gli avversarî si profondono +favori, impieghi, esenzioni da tasse e protezioni +d’ogni specie e d’ogni portata agli aderenti, +e si fa l’opposto con gli avversari. Si transige con +facinorosi e con violenti, ai quali è serbato sempre +un impiego sul bilancio comunale, protezione +illimitata fino al Tribunale; e però appena un +partito sale al palazzo comunale fa <i>tabula rasa</i> di +tutti gli stipendiati e li sostituisce coi propri fidi. +Per gli avversari invece s’imprende una persecuzione +continua, evidente, spesso sfacciata e feroce, +fino al delitto, fino all’omicidio. E si pretende che +i funzionari del governo seguano questo indirizzo. +Per gli amici il permesso d’armi, il proscioglimento +dall’ammonizione, l’impunità nel delitto: +pei nemici il rifiuto costante di tutto quanto è +devoluto alla Autorità amministrativa, la denunzia +per l’ammonizione e perfino l’accusa dei reati<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +che invece sono stati commessi dagli <a name="tn138a" id="tn138a"></a><span class="correction">aderenti</span> degli +stessi denunzianti. Il delegato, il pretore, il sottoprefetto +non seguono questo indirizzo? Ed allora +spuntano le testimonianze ad <i>usum delphini</i> a discolpa +del reo amico, a carico per l’avversario +innocente; pullulano ricorsi anonimi che dipingono +il funzionario coi più foschi colori: secondo +il bisogno e l’opportunità egli è stupido o maligno, +ignorante o corrotto, prepotente o partigiano, +venale o servile, e chi più ne ha, più ne metta...»</p> + +<p>«Nei comuni certo è che vi dominano l’incompetenza +più goffa e la prepotenza più sfacciata, +che per contraccolpo vi producono la paura, la +<a name="tn138b" id="tn138b"></a><span class="correction">sofferenza</span>, i rancori sordi delle masse, il disgusto +e l’astensione dei buoni: fatto quest’ultimo che +rende più sicura e sfrenata la prepotenza delle +cricche imperanti.»</p> + +<p>Si crederà forse che questa filippica faccia parte di +una concitata concione di Garibaldi Bosco? Niente +affatto: fu scritta dall’Alongi, capo di gabinetto del +famigerato questore Lucchese, per combattere i <i>Fasci</i> +nel <i>Manuale della Pubblica sicurezza</i> del chiarissimo +consigliere di Stato Commendatore Astengo.</p> + +<div class="sidenote">CHE COSA SI CONSTATA ANCHE DOPO I TUMULTI</div> + +<p>Certo era facile ingannarsi o esagerare; era facile +manifestare simpatia pei sofferenti prima e durante +i tumulti; ma dopo? Ebbene, dopo, si constata:</p> + +<p>1) Che le condizioni dell’oggi <i>non sono</i> la conseguenza +di fenomeni del tutto recenti; ma hanno la +loro origine in un complesso di fatti e di tradizioni +e di avvenimenti che rimontano ad epoche non vicine.</p> + +<p>2) Che sono ormai la bellezza di diciotto anni che<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +un’inchiesta parlamentare constatò inutilmente lo +stato vero dei contadini in Sicilia.</p> + +<p>3) Che il contadino siciliano, è <i>perseverante, sobrio, +laborioso</i>, ma nello stesso tempo lo si è tenuto in +un stato di <i>semibarbarie</i>.</p> + +<p>4) Che il contadino siciliano anche dopo conquistata +la libertà e la redenzione, <i>rimase nella condizione +di servo ed oppresso</i> e la posizione sua verso +il padrone è quella di <i>vassallo a feudatario</i>.</p> + +<p>5) Che <i>gli enormi latifondi, l’accentramento di vastissimi +terreni in mano di pochi e le oligarchie comunali +che non sempre s’inspirano a giustizia, e sovra +tutto i contratti agricoli aggravano questo stato di cose</i>.</p> + +<p>6) Che è opera altamente meritoria cercare in +tutti i modi di mettere le classi agricole in condizione +<i>di resistere alle prepotenze dei padroni</i>.</p> + +<div class="sidenote">FIATO SPRECATO</div> + +<p>Queste si crederebbero opinioni calunniose dell’anarchico +Gulì e invece sono le convinzioni del +Comm. Sighele, Procuratore Generale presso la Corte +di Appello di Palermo, manifestate nella inaugurazione +dell’anno giuridico 1894.</p> + +<p>Un’ultima testimonianza: Il 4 gennaio 1894 contemporaneamente +alla proclamazione dello stato di +assedio, e quasi a severa condanna dell’insana misura, +vi fu chi disse in Palermo sotto gli occhi del +Generale Morra di Lavriano e della Montà: «In +questo nostro paese eminentemente agricolo, la +classe dei contadini in particolare, difetta dei mezzi +più necessarî alla vita; è la classe più bistrattata, +la meno compassionata, la più misera, la più ignorante +e la più degna quindi di speciale considerazione +da parte degli uomini di cuore!»</p> + +<div class="sidenote">UNA VERITÀ DOLOROSA</div> + +<p>Oh no! Non è Nicola Barbato, l’uomo dalla logica<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +spietata, che così parla; ma è il procuratore +Generale presso la Corte di Cassazione di Palermo, +Giuseppe Malato Fardella, che col primo non ha di +comune che la sua qualità di Siciliano, e che dà +ragione dello insorgere dei contadini, e somministra +l’ultima prova di questa dolorosa verità: in Sicilia +dal 1812 in poi nulla è mutato <i>in quanto alle condizioni +economico-sociali della classe dei lavoratori</i>!</p> + +<p>E allora?....</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_29_29" id="Footnote_29_29"></a><a href="#FNanchor_29_29"><span class="label">[29]</span></a> Alcuni, non hanno bene compreso l’accenno fatto nella +1ª edizione al sordo-muto Cappello e al tenente Dupuy. Sono +due dolorosi episodi della introduzione della leva in Sicilia, +la quale suscitava la più viva antipatia. Le autorità governative +vedevano inganni e finzioni in tutti e dappertutto; perciò +quando in Palermo si presentò all’esame di leva un certo +Cappello non si prestò fede al suo reale sordo-mutismo e lo si +voleva costringere a parlare applicandogli i bottoni di fuoco +sulle carni. Il suo corpo fu reso una vasta piaga e quando +finalmente fu mandato via venne fotografato ignudo ad iniziativa +di parecchi—tra i quali era l’avv. Morvillo—che +vollero stigmatizzare i metodi <i>civilizzatori</i> del governo italiano. +</p><p> +Per arrestare i numerosi renitenti della leva il governo +organizzò delle colonne volanti che percorrevano le campagne. +Le gesta militaresche di quell’epoca susciterebbero anche +ora, a tanta distanza, la indignazione dei più calmi; e +molte ne compì la colonna comandata da un rinnegato, dall’ungherese +colonnello Eberhardt, che venne la prima volta in +Sicilia con Garibaldi e che fu tra i suoi fucilatori ad Aspromonte. +Un tenente Dupuy, Savojardo, comandando una colonna +nel territorio delle Petralie si presentò di notte coi suoi uomini +in una casina i cui abitatori temendo dei briganti non +vollero aprire. Allora il prode militare la circondò di fascine, +vi appiccò fuoco e fece morire soffocati i disgraziati, che legittimamente +resistettero ai suoi ordini. Con modi uguali i +Francesi <i>civilizzarono</i> quelli della Kabilia!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_30_30" id="Footnote_30_30"></a><a href="#FNanchor_30_30"><span class="label">[30]</span></a> A proposito delle <i>decime</i> suscitando l’ilarità della Camera +l’oratore osservò: «Nella provincia di Girgenti, a cui +si attribuiscono tanti reati, le terre sono in gran parte soggette +ancora alle decime e in virtù di queste decime vi sono +dei canonici, dei semplici canonici i quali percepiscono dei +redditi da 10 a 12 mila lire; e sapete voi da che questi ecclesiastici +fanno scaturire i loro titoli di possesso? +</p><p> +«Da un passo di Cicerone il quale dice nelle Verrine: <i>Omnis +ager siculus decumanus est!</i> Perchè adunque per l’addietro +queste terre pagavano le decime a Roma, i canonici si credono +eredi dei Cesari e si costituiscono proprietari di quelle +prestazioni.» Or bene chi lo crederebbe? La quistione delle +decime, che è grave anche in altri punti della Sicilia, nell’anno +1894 non è ancora risoluta e invano si sforza l’on. +Gallo per farla risolvere equamente!»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_31_31" id="Footnote_31_31"></a><a href="#FNanchor_31_31"><span class="label">[31]</span></a> L’on. Cordova ricordò che in un Comune delle provincie +meridionali la locale Congregazione di Carità impiegò le +rendite di cinque opere pie destinate a messe, processioni ecc. +nella fondazione di ospedali, ecc. In Sicilia non ostante la vantata +legge Crispi sulle opere pie moltissimi comuni hanno +molte messe e molte processioni e mancano di ospedali, e di +ricoveri, di asili, ecc. In tale disgraziata condizione si trova +Castrogiovanni, ad esempio. Ivi Municipio e Congregazione +di carità sono di accordo per la fondazione di un ospedale +invertendo le rendite di alcune opere pie, che servono a pochi +individui; ma indarno lottano da alcuni anni, perchè la +pedante e farisaica burocrazia la dà vinta agli interessi di +pochi contro gli interessi di tutti e contro l’umanità. La burocrazia +ha stabilito questo circolo vizioso <i>edificante</i>: <span class="ss g"><b>non si +può elevare ad ente morale l’ospedale perchè non ha rendite; non +si possono assegnare all’ospedale le rendite delle opere pie perchè +non è elevato ad ente morale!</b></span> +</p><p> +Ciò mentre governa Crispi.....</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_32_32" id="Footnote_32_32"></a><a href="#FNanchor_32_32"><span class="label">[32]</span></a> Nelle discussioni sulla Sicilia del 1863 e del 1875 i suoi +deputati di <i>sinistra</i> parlarono come parlò tutta la <i>estrema sinistra</i> +nel 1894. Ma la verità sulle condizioni dell’isola sino +al 1866 risulta alla evidenza, quando il giudizio di un ex ministro +di destra, il Cordova, collima perfettamente con quello +di un ex ministro di <i>sinistra</i>, il Taiani.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_33_33" id="Footnote_33_33"></a><a href="#FNanchor_33_33"><span class="label">[33]</span></a> Ho consultato su questo periodo le discussioni parlamentari, +la requisitoria del procuratore generale presso la +Corte di Palermo (Taiani) contro il questore Albanese e Compagni +(10 ottobre 1871) nonchè diversi opuscoli, compresi alcuni +in difesa dell’Albanese.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_34_34" id="Footnote_34_34"></a><a href="#FNanchor_34_34"><span class="label">[34]</span></a> Lo Biundo comandante di questa eccellente guardia nazionale +disse un giorno al pretore Barraco: +</p><p> +<i>Pretore, quando sentite che si tira qualche schioppettata non +dovete allarmarvi, chè ciò avviene pel pubblico servizio!....</i></p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_35_35" id="Footnote_35_35"></a><a href="#FNanchor_35_35"><span class="label">[35]</span></a> In quanto a scioglimenti di Consigli voglio citare, fra +tante centinaia a mia disposizione, un casetto tipico: il municipio +di Riesi venuto in mano dei <i>radicali</i> colle elezioni +generali del 1889 fu sempre inviso ai Prefetti di Caltanissetta +(uno dei quali mi confessò che il municipio gli era inviso solo +perchè in mano di <i>radicali</i>) che mandarono ispettori, che +nulla mai trovarono d’irregolare. Il ministro Giolitti finalmente +sciolse arbitrariamente il consiglio. Si vuol sapere chi +vi mandò come Regio Commissario? Un ricco signore della +stessa città, ch’era uno dei capi del partito avverso ai <i>radicali</i>! +</p><p> +In quanto al pretesto dello scioglimento fu presto trovato: +s’imbastì contro il sindaco un processo per un reato comune. +Il sindaco ad evitare lo scioglimento si dimise; ma non +giovò. Raggiunto l’intento il processo sfumò per <i>inesistenza +di reato</i>. +</p><p> +In quanto ai capricciosi mutamenti delle autorità governative +per compiacenza verso i deputati o per interessi elettorali +del governo ricorderò la provincia di Caltanissetta dove +c’è stata una vera ridda di Prefetti: dal 1886 in poi ce ne +sono stati una decina tra titolari e reggenti. Molti vi sono +mandati in <i>esperimento</i>, come se quella provincia si potesse +prestare a farla da <i>corpus vile</i>. +</p><p> +Non riferisco le osservazioni del Comandini nel <i>Corriere +della Sera</i> e del <i>Giornale di Sicilia</i> che erano riportate nella +1ª edizione, perchè gl’inconvenienti deplorati oramai sono +ammessi da tutti: anche da coloro che ne sono gli autori!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_36_36" id="Footnote_36_36"></a><a href="#FNanchor_36_36"><span class="label">[36]</span></a> Nella prima edizione riprodussi varî brani delle corrispondenze +del Rossi, che nonostante le inesattezze e le esagerazioni, +rimangono tra le più belle e le più veritiere. Non +le riproduco in questa 2ª Ed. perchè i lettori, che volessero +conoscere i <i>Fasci</i> in azione, devono leggerle tutte nel volume +pubblicato or ora del Max Kantorowix: <i>L’agitazione in Sicilia</i> +di A. Rossi. Milano 1894. Presso Remo Sandron L. 1,50.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_37_37" id="Footnote_37_37"></a><a href="#FNanchor_37_37"><span class="label">[37]</span></a> È evidente che qui <i>lo scrittore s’inganna</i>.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.<br /><br /> + +FACILI PRESAGI</h2> + + +<p>Ciò che doveva avvenire in Sicilia un giorno o +l’altro era facile prevederlo a chi ne conosceva le +condizioni, a chi viveva in mezzo al proletariato, a +chi specialmente non giudicava dagli orpelli e dagli +artifici delle grandi città, ma dalla vita che +si vive nei piccoli centri, nelle campagne, nelle +miniere. Chi poteva prevedere aveva il dovere di avvertire; +e molti, come si è visto, tra gli studiosi di +cose sociali, tra gli uomini politici e tra i magistrati, +ottemperarono a tale dovere.</p> + +<div class="sidenote">GLI AVVERTIMENTI DI DUE GENERALI</div> + +<p>Sin dal 1863 il Cordova nel citato discorso a proposito +della trascuranza criminosa del governo nelle +quistioni demaniali, narrò questo episodio che vale +a spiegare Caltavuturo: «Due onorevoli persone +venute in Torino per sollecitare uno di questi +affari, non avendo trovato quelle facilità con cui +(bisogna rendere questa giustizia all’amministrazione +napoletana) erano accolti in questo genere +i reclami delle popolazioni, queste due onorevoli +persone scoraggiate, presentatesi a me mi dissero: +e adunque, signore, bisogna aspettare l’<i>altra</i><span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>? +L’altra, diss’io, che cosa è?» Risposero: «<i>L’altra +rivoluzione!</i>»</p> + +<p>E Cordova che non conosceva <i>Fasci e sobillatori</i>, +nel 1863 soggiunse: «Signori, quando le popolazioni +non si trovano soddisfatte di un ordine di cose, +resta sempre un germe di movimenti, che possono +produrre gravi pericoli!»</p> + +<p>Uno storico eminente ed uomo politico a un +tempo, il generale Marselli, risguardando l’insieme +delle condizioni del continente meridionale e dell’isola, +formulò il presagio in questi termini precisi: +«se la sordida noncuranza di certi proprietari lascerà +in pari tempo aumentarsi <i>l’odio già condensato +e feroce</i> dei contadini, <i>trattati come bestie</i>, non +è improbabile che un furioso uragano si scateni +dalla bassa Italia sul resto della penisola e che +l’insurrezione delle classi inferiori, <i>schiave dell’avarizia +e della prepotenza baronale</i>, ritrovi un più +astuto Masaniello od uno Spartaco più fortunato.»</p> + +<p>Qui l’avvertimento per quanto tassativo è generico. +Per la Sicilia in ispecie, e in vista dei possibili +eventi che poscia si verificarono, si affermò +ripetutamente—senza che <i>chi</i> doveva abbia smentito—che +l’illustre generale Corsi, comandante il +12º corpo di armata, abbia mandato un preciso e allarmante +rapporto al governo nello scorso anno sulle +condizioni dell’isola denunziando gli imminenti pericoli<a name="FNanchor_38_38" id="FNanchor_38_38"></a><a href="#Footnote_38_38" class="fnanchor">[38]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p> +<div class="sidenote">LA RELAZIONE DI F. CRISPI</div> + +<p>Certo è che l’on. Crispi, nella relazione al Re, la +quale precede il decreto sullo stato di assedio, volge la +grave accusa al suo predecessore on. Giolitti, di avere +saputo dalle competenti autorità dei gravi avvenimenti +che si preparavano in Sicilia e di non +aver provveduto. Dell’accusa l’ex Presidente del +Consiglio non si giustificò mai e lasciò passare tutta +la lunga discussione parlamentare sulle cose di Sicilia +in un mutismo inesplicabile.</p> + +<p>Chi scrive, come siciliano, come pubblicista e come +deputato, aveva più che altri il dovere di avvertire +che dolorosi avvenimenti si preparavano nel suo +paese natio; ed a tale dovere non venne meno.<a name="FNanchor_39_39" id="FNanchor_39_39"></a><a href="#Footnote_39_39" class="fnanchor">[39]</a></p> + +<p>Nel 1892 nell’<i>Isola</i> (N. 144) avvertii genericamente +la gravità delle condizioni dei municipii e le possibili +dolorose conseguenze, come si può rilevare da +questo brano: «I governanti e i politicanti italiani +preoccupati sinora quasi esclusivamente delle Finanze +dello Stato hanno troppo trascurato la misera +condizione economica delle amministrazioni +comunali e provinciali; dimentichi che il dissesto +dei comuni e delle provincie e il carico tributario +imposto dai corpi locali gravita maggiormente sui +contribuenti, <i>perchè più direttamente e palpabilmente +sentito; perchè rappresenta la goccia che fa traboccare +il liquido dal vaso</i><span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>!</p> + +<p>«Che sia così, se altro non ci fosse, lo proverebbe +il fatto, che le <i>maggiori odiosità le <a name="tn144" id="tn144"></a><span class="correction">raccolgono</span> +i municipî</i>, che meno dovrebbero raccoglierne, +poichè le spese e le tasse, che fan capo ad essi, +alla fine, mirano alla soddisfazione dei bisogni +locali più urgenti e sono sorgente di benefizî incalcolabili. +Gl’incendi dei registri, delle case comunali +pur troppo sono frequenti in Italia; e i +casi dolorosissimi—per citare i più noti—di Calatabiano +e di San Luri sono il prodotto del malcontento +profondo e generale contro i municipî.»</p> + +<div class="sidenote">IL PERICOLO DI RIBELLIONI IN SICILIA</div> + +<p>Fui più preciso, quasi matematico, il giorno 30 +Gennaio 1893 nello svolgimento della interpellanza +sull’eccidio di Caltavuturo. Allora un doloroso presagio +di ciò che fatalmente si maturava mi fece +esclamare: «Io non so se la Sicilia potrà ripresentare +il fenomeno di una <i>guerra servile</i>; so però che +<i>l’odio dei contadini</i> contro i cosidetti <i>galantuomini</i> +è vivissimo; dovunque esiste il latifondo quest’odio +è profondo. In Sicilia il <i>pericolo delle ribellioni +agrarie è permanente</i> e, se non provvederemo, dovremo +assistere a qualche risveglio veramente doloroso!» +(<i>Atti parlamentari.</i> Tornata del 30 Gennajo +1893 p. 992).</p> + +<p>Non basta. In giugno dello stesso anno mi pervennero +notizie allarmantissime e quando tutti coloro, +che dovevano conoscere la situazione tacevano, +io—spintovi anche da due cari amici socialisti—scrissi +una lettera al direttore della <i>Tribuna</i>, ch’era un +vero grido di allarme e che venne reso più significante +dai commenti dell’on. A. Luzzatto. In quella +lettera, tra le altre, scrissi queste parole che gli ultimi +fatti hanno sinistramente illustrato:<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span></p> + +<div class="sidenote">UN ALTRO GRIDO DI ALLARME</div> + +<p>«In Sicilia i segni precursori di qualche esplosione +di carattere sociale non sono rari. Vi sono +scioperi di contadini e di zolfatari; vi sono sommosse, +vi sono lamenti generali e proteste contro uno stato +di cose, che si giudica intollerabile; vi sono reati +caratteristici e simili a quelli agrarî d’Irlanda; vi è, +infine, un sordo rumore, che si leva, da per tutto +rinforzato dalla voce irata o lamentevole dei fanciulli +e delle donne, che fa mestamente pensare +quanti hanno orecchie per sentirlo e cuore per comprenderlo. +E in verità alle cause, per così dire naturali +e molteplici del disagio—che tanto più si +avverte in quanto che segue ad un periodo a rapido +svolgimento di prosperità—si aggiunge la soma +insopportabile dei balzelli governativi, provinciali e +comunali.»</p> + +<p>È bene notare, che i due socialisti, che mi consigliarono +a dire una parola di calma ai lavoratori +e a dare un avvertimento al governo, messosi sulla +via della più dissennata provocazione, furono l’avvocato +Gaetano Rao di Canicattì—arrestato appena +venne proclamato lo stato di assedio come promotore +di disordini, rilasciato dopo alcuni mesi di prigionia, +poscia ricercato di nuovo ed ora latitante—e +Garibaldi Bosco. E non è inutile aggiungere che +l’onor. De Felice quando conobbe il contenuto di +quella lettera, voleva firmarla, associandosi a me.</p> + +<p>Ebbene: dopo tanti avvertimenti precisi sulle +cause di probabili dolorosi avvenimenti, e sulla +possibilità di vederli svolgere a breve scadenza, che +cosa fece il governo? Nulla.</p> + +<p>Quali opportuni e savi provvedimenti preventivi +escogitò?<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span></p> + +<div class="sidenote">IL GOVERNO PROVVEDE...</div> + +<p>Questo solo: l’invio della flotta dinanzi a Palermo, +che mai aveva dato segni di volere tumultuare. +L’on. Giolitti poi non fu superato, che dall’on. Crispi, +il quale come provvedimento curativo non seppe +proporre ed attuare che lo Stato di assedio.</p> + +<p>La significazione e la gravità degli avvertimenti +non furono tenute in conto a tempo debito, onde +accadde quello che è a tutti noto e di cui dovrò +continuare ad occuparmi.</p> + +<p>Questi stessi avvenimenti di Sicilia costituiscono +pel resto d’Italia un ammonimento grande, e su di +essi così scrive un onesto ed avveduto senatore del +regno:</p> + +<p>«Il grido venuto sul continente da qualche luogo +della Sicilia, se grido del popolo che insorge contro +le ingiustizie, io l’amo, come scrive il Burcke, perchè +segnale d’incendio, che ci salva dalle fiamme, ed +io voglio per l’immensa maggioranza, ravvisarlo +tale; ed in questo caso sarà da dire della Sicilia, +che dopo di essere stato un primo fattore della +<i>unità della Patria</i> ne abbia col grido di allarme forse +scongiurato lo sfasciamento.»<a name="FNanchor_40_40" id="FNanchor_40_40"></a><a href="#Footnote_40_40" class="fnanchor">[40]</a></p> + +<p>Andrà dispersa al vento anche questa savia parola +ammonitrice?....</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_38_38" id="Footnote_38_38"></a><a href="#FNanchor_38_38"><span class="label">[38]</span></a> Nel libro <i>Sicilia</i> scrisse: +</p><p> +«Ma i Prefetti, e più specialmente quelli di Palermo, Girgenti, +Catania, continuavano a chiamare l’attenzione del Governo +su quel minaccioso e sempre crescente sconvolgimento +delle plebi campagnuole; <i>e lo stesso è da credere che facesse +dal canto suo il Comandante generale militare dell’Isola</i>.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_39_39" id="Footnote_39_39"></a><a href="#FNanchor_39_39"><span class="label">[39]</span></a> Non per vanità, ma in risposta a chi in difesa dell’on. +Giolitti stoltamente mi accusò di non avere parlato in tempo; +e per la parte modesta presa da me negli ultimi avvenimenti; +e per giustificare la severità dei miei giudizî contro il governo, +ho creduto mio diritto e mio dovere d’insistere su ciò +che ho detto intorno alle cose di Sicilia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_40_40" id="Footnote_40_40"></a><a href="#FNanchor_40_40"><span class="label">[40]</span></a> C. Faraldo, senatore, già prefetto: <i>Alcuni riflessi</i> ecc., Torino +1894 p. 17.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.<br /><br /> + +PROVOCAZIONE E PREPARAZIONE AI TUMULTI</h2> + + +<p>La storia ed una lunga serie di avvenimenti avevano +creato in Sicilia la situazione scabrosa, che +mi sono sforzato di descrivere senza passione e senza +partito preso, affidandomi sempre all’autorità altrui +non sospetta, nei punti dove facilmente avrei potuto +vedere e giudicare male per ragioni di parte. Il +rapido peggioramento economico, il malcontento +generale per cause complesse e il moto dei <i>Fasci</i>,—che +da queste cause aveva ricevuto impulso e che +alla sua volta lo dava alle masse—fecero arrivare +le cose al momento critico, in cui gli uomini avrebbero +dovuto mostrarsi pari alle circostanze.</p> + +<p>Caltavuturo avrebbe dovuto agire come un vero +segnale di allarme di un osservatorio sociale, più +utilmente e tanto sicuramente quanto un osservatorio +che avverta una città dell’imminente pericolo +della inondazione. Il succedersi delle agitazioni e +delle dimostrazioni, che dopo Caltavuturo, divenivano +più frequenti, più unanimi e più imponenti, +con un prodigioso <i>crescendo</i>, avrebbe dovuto scuotere<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +gl’inerti, risvegliare i dormienti: era il tempo di +agire e pel governo e per le classi dirigenti.</p> + +<div class="sidenote">LE VIE DA SEGUIRE</div> + +<p>Due vie, due metodi, si presentavano all’uno e alle +altre; ed al governo maggiormente correva l’obbligo +di scegliere la via da battere, il metodo da seguire +nella soluzione del poderoso problema, perchè sua +era la responsabilità immediata e diretta di ciò che +si andava maturando.</p> + +<p>Il governo poteva mostrarsi energico, e ricorrere +alla prevenzione nel senso strettamente poliziesco +e che confina o si confonde sempre colla reazione; +poteva, invece, mostrarsi forte nel fare rispettare +le leggi, ma rispettando esso stesso tutte le pubbliche +libertà; affidandosi in pari tempo all’alta prevenzione +sociale; mostrando almeno! la decisa intenzione di +affidarvisi. Questa specie di dilemma, sebbene nella +forma non così strettamente antinomico, lo pose +pure il generale Corsi, che al governo lasciava la +scelta tra queste due soluzioni: «o decretare senza +indugio lo scioglimento dei <i>Fasci</i>, come società +pericolose per l’ordine pubblico; oppure, se ciò +non pareva legale o conveniente, per motivi d’alta +o bassa politica, infrenarli, segnar bene l’orbita al +loro moto, i limiti entro cui potevano dibattersi, +procurare, se possibile, di mettervi le mani dentro, +farsene istrumento ed arme, cattivarsi la plebe, +prendendo a sostenerne la causa. Un campo immenso +tra quei due estremi.» (<i>Sicilia</i> p. 335).</p> + +<p>La scelta tra i due metodi non poteva esser dubbia +per quanti vogliono che dalla storia si traggano +ammaestramenti; e dalla storia si sa, che un secolo di +reazione e di violenza non ha risolto il problema +irlandese; ma colla forza però, come lo ha mostrato<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +l’on. Crispi, si può ottenere il ristabilimento +dell’ordine materiale lasciando immutato il problema +stesso, allontanandone la soluzione, e perciò stesso +aggravandolo.</p> + +<div class="sidenote">IL MINISTERO GIOLITTI</div> + +<p>Or bene, pare impossibile, ma è pur vero che il +ministero dell’on. Giolitti—col quale nacque o si +accentuò il moto dei <i>Fasci</i> e si fece strada il sentimento +di riscossa delle classi agricole—«o non +seppe o non volle veder chiaro nel buio, insomma +non vide o non curò; e il Parlamento, nonostante +che la Sicilia vi fosse rappresentata alla stregua +delle altre parti d’Italia, il Parlamento credette +bene di occuparsi d’altro.» (<i>Corsi</i>)</p> + +<p>L’inazione era pericolosa e dannosa; ma il governo +dell’on. Giolitti seppe scegliere un metodo +peggiore della inazione; e senza saper essere energicamente +reazionario, senza mostrarsi socialmente +provvido, seppe soltanto assicurare all’opera sua tutti +i danni che venivano dalla reazione, ma con una fiacchezza +che incoraggiava tutti ad osare e con tanto +poco rispetto delle leggi e delle pubbliche libertà, +con tanta fiducia in una polizia inetta, arrogante e +guidata da criteri borbonici, che riuscì a provocare, +ad eccitare, a stimolare le masse, a cementare così +organismi fiacchi, che abbandonati a loro stessi, si +sarebbero squagliati, disciolti, colla stessa rapidità +colla quale erano venuti su.</p> + +<div class="sidenote">CIÒ CHE INSEGNA LA STORIA DEI SODALIZII</div> + +<p>Chiarisco questo giudizio. La storia dei sodalizî +operai di tutti i paesi insegna che ad essi sono necessarie +la solidarietà tra i soci e la perseveranza +nel perseguire i fini propostisi, illuminate entrambe +se non interamente derivate, da una certa coltura. +Mancando l’una prevalgono le utilità individuali<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span> +immediate, promosse spesso da coloro che sono interessati +a farle penetrare come un cuneo nella compagine +delle minacciose associazioni; mancando l’altra +ai primi passi dati con entusiasmo segue lo scoraggiamento +e la sfiducia per la mancanza di sensibili +risultati immediati. Perciò alla iscrizione a +migliaia dei soci e alle prime numerosissime riunioni +succede il fenomeno non bello dei morosi, che +si rifiutano a pagare le quote di contributo, lasciando +grandi quadri sulla carta senza un reale corrispondente +numero di soci attivi.</p> + +<p>In Sicilia nelle masse mancavano lo spirito di +solidarietà—scarso in tutta Italia per ragioni storiche, +bene svolte in parecchie pubblicazioni dall’ex-deputato +Cagnola—la perseveranza e la coltura, +anche rudimentale che l’una e l’altra sostiene +e svolge.<a name="FNanchor_41_41" id="FNanchor_41_41"></a><a href="#Footnote_41_41" class="fnanchor">[41]</a></p> + +<p>Dato questo ambiente tra i lavoratori era prevedibile +a breve scadenza la morte per anemia dei +<i>Fasci</i>; e i prodromi in quelli delle città erano evidenti +ed incalzanti. Invece mantenevansi sani e vigorosi +quelli delle campagne, non solo per virtù dei +promotori (e specialmente di Barbato e di Verro), +ma perchè i loro primi sforzi quasi dappertutto erano +stati coronati dal successo: agli scioperi e ad +una specie di <i>boicotaggio</i> verso i <a name="tn150" id="tn150"></a><span class="correction">proprietarî</span> delle +terre erano seguiti miglioramenti nei salarî e nei +contratti agrari.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p> + +<p>L’opera dell’on. Giolitti contribuì sopratutto a mantenere +uniti i <i>Fasci</i>, perchè li sovraeccitò, e il sovraeccitamento, +aiutato anche da un certo sentimento regionale, +che rendeva antipatico chi ha tutti i difetti +del forte Piemonte, senza possederne i pregi numerosi, +fece le veci della solidarietà e della perseveranza; ma +era evidente che se questo eccitamento anormale, +la cui azione rassomigliava a quell’improvviso vigore +e senso di benessere che viene da una iniezione +di etere o di caffeina, fosse venuto a cessare, quelli +sarebbero morti di marasmo e se fosse continuato e +si fosse inasprito sarebbe stata possibile una violenta +levata di scudi.</p> + +<div class="sidenote">RIVOLTA O DISSOLUZIONE</div> + +<p>Conscio di questi due pericoli, a Messina prima, +in una visita al <i>Fascio</i>—dove ebbi consenzienti +Petrina e Noè—e poscia a Marsala in un pubblico +discorso col plauso consenziente dei convenuti e di +molti che sono stati poscia condannati iniquamente +come promotori di disordini (tra i quali il Montalto) +avvertii i pericoli, che minacciavano il moto dei <i>Fasci</i>, +il quale paragonai ad un pendolo che, oscillando +<a name="tn151" id="tn151"></a><span class="correction">corresse</span> pericolo di infrangersi, ad un estremo, in +uno scoglio su cui stesse scritto: <i>rivolta</i> e all’altro, +in un altro su cui stesse scritto: <i>dissoluzione</i>, e caldamente +raccomandai a coloro che guidavano il +moto di sapere scongiurare tali due opposti pericoli. +E nel senso su esposto dissi che l’on. Giolitti +erasi reso benemerito colla sua azione delle nascenti +associazioni dei lavoratori; la qual cosa a un suo +paladino—l’on. Nasi—parve un paradosso o una +contraddizione mia, perchè già avevo accusato il +Giolitti quale loro persecutore e provocatore.</p> + +<div class="sidenote">CALTAVUTURO</div> + +<p>Dopo Caltavuturo sarebbe stato sapienza vera di<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span> +governo provvedere ai bisogni delle classi agricole +siciliane; dopo il mese di giugno e più ancora dopo +il mese di settembre, quando nell’aria si sentiva +qualche cosa di minaccioso, la più elementare prudenza +imponeva con urgenza l’adozione di opportuni +provvedimenti. Che cosa fece l’on. Giolitti? Si +abbandonò con vece alterna ad una mussulmana +inazione e alla provocazione; e nell’una e nell’altra +si sentiva sempre «che per natura, per abitudine +e per necessità derivanti dal parlamentarismo, il +governo propendeva per l’una più che per l’altra +delle due potenze in lotta, per quella cioè che ha +maggior peso in Parlamento ch’è quella dei <i>galantuomini</i>.» +(<i>Corsi.</i>)</p> + +<p>La stessa propensione, anzi più accentuata, ha +sinora mostrato l’on. Crispi.</p> + +<p>La provocazione, denunziata ripetutamente, ha bisogno +di essere dimostrata: l’accusa è grave e la dimostrazione +è facile.</p> + +<p>Non rifarò la cronaca dettagliata della provocazione +come si trova nella prima edizione di questo +libro: riassumerò i suoi fasti di un anno e mi fermerò +su pochi fatti che ebbero particolare importanza +e suscitarono maggiore rumore eccitando gli +animi degli uni, destando la paura, la diffidenza e +l’ardente desiderio della rivincita in altri.</p> + +<p>Diamo una data certa allo inizio della provocazione, +sebbene si potrebbe risalire più in alto: cominciamo +il triste periodo dalla strage di Caltavuturo.</p> + +<p>A Caltavuturo, piccolo paese agricolo della provincia +di Palermo, la miseria era ed è grande. +Vi sono nel paese beni patrimoniali del Comune<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span> +ed un demanio comunale, che gli amministratori +danno in affitto.</p> + +<p>Il popolo pensava e diceva che in questi affitti +avvengono disoneste partigianerie; pensava e diceva +che gli amministratori della cosa pubblica e +i maggiorenti usurpavano impunemente le terre del +popolo; onde non men grande della miseria era il +malumore contro l’amministrazione comunale e i +maggiorenti.</p> + +<p>Ci furono inchieste e processi e se le accuse +risultarono esagerate, non furono però dimostrate +infondate. Ne convenne l’on. Giolitti rispondendo +il 30 gennaio alla mia interpellanza.</p> + +<div class="sidenote">IL DELITTO DEI POPOLANI!</div> + +<p>Il popolo esasperato decise di rendersi da sè quella +giustizia invano chiesta e da tempo attesa, e il 20 +Gennaio va nelle terre demaniali, come a festa, per +prenderne possesso e zapparle. E zappano la terra, +senza sapere se potranno seminarla e molto meno se +potranno raccogliere il prodotto dopo averla bagnata +coi propri sudori, e tornano sereni e contenti al +paese colla intenzione di andare a zappare altra +tenuta del Comune all’estremo opposto; ma giunti +nella piazza vicino al Municipio trovano la via sbarrata +da soldati, carabinieri e guardie campestri: in +tutto una ventina di uomini di fronte ad oltre mille +contadini armati di zappe. Non intimazioni, non +squilli di tromba, nulla che possa dar parvenza di +legalità alla condotta della forza pubblica, la quale, +chiamata a fare le vendette degli usurpatori, minacciati +dal popolo che voleva rivendicare i propri diritti,—i +diritti della collettività—fece una scarica +micidiale lasciando sul terreno contadini morti e +feriti, mentre non <i>un solo</i> tra gl’iniqui aggressori<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span> +venne ferito o contuso; ed erano 20 gli aggressori +contro 1000 aggrediti! Ciò stia a prova delle intenzioni +dei poveri contadini...</p> + +<p>L’on. Giolitti, Ministro dell’interno e Presidente +del Consiglio, da me e da altri interpellato, riconobbe +la gravità del fatto del 20 Gennaio; promise +che i colpevoli sarebbero stati puniti, disse che un +processo era stato iniziato, che giustizia sarebbe stata +fatta!</p> + +<div class="sidenote">IL GOVERNO COMPLICE DEGLI USURPATORI</div> + +<p>Giammai ministro dinanzi ad un Parlamento pronunziò +tante menzogne e con tanto cinismo. Se ne +giudichi: Non fu sottoposto a processo, nè destituito +chi ordinò il fuoco senza alcun bisogno; chi l’ordinò +senza farlo precedere dagli squilli di tromba; +non fu iniziato processo contro chi vilmente tirò un +colpo di revolver al contadino Moscarella, che, già +ferito! erasi rannicchiato dietro una porta; non si +processarono gli usurpatori del demanio comunale. +No! Si arrestarono e si processarono, invece, alcuni +disgraziati lavoratori della terra, che ebbero la fortuna +di sfuggire al massacro. E meno male che furono +assolti.</p> + +<p>A Caltavuturo non c’era <i>Fascio</i>, ma una semplice +cooperativa di consumo invisa ai galantuomini perchè +utile ai contadini: nè c’era mai stata l’ombra della +propaganda socialista. Sorse il <i>Fascio</i> all’indomani +della strage come reazione contro il governo e contro +i suoi complici locali.</p> + +<p>L’anno 1893 cominciò colla strage di Caltavuturo—auspicii +tristissimi!—e la eco di tanta iniquità si ripercosse +in tutte le valli della Sicilia, destando il +risentimento e il desiderio della vendetta tra gli oppressi +contadini. Il sangue versato forse feconderà<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span> +la terra meglio che non l’abbia fecondato sinora il +sudore dei suoi lavoratori!</p> + +<p>Pareva che non potesse darsi maggiore provocazione +di questa da parte del governo italiano contro +le popolazioni dell’isola; e tuttavia Caltavuturo +non fu che il principio di una serie di provocazioni, +ora piccole, ora grandi; ora sanguinose, ora +incruente; le quali continuarono con un crescendo +spaventevole.</p> + +<p>A Caltavuturo dopo breve tempo segue Serradifalco, +dove la causa dei fatti dolorosi è diversa, ma +riesce ugualmente a mettere in evidenza il disprezzo +delle leggi nel governo e nelle classi dirigenti. I +popolani—come sempre—ci vanno di mezzo.</p> + +<div class="sidenote">SERRADIFALCO</div> + +<p>In <i>Marzo</i>—giorno 6—ha luogo la votazione di +ballottaggio a Serradifalco, preceduta da brogli, da +pressioni, da vergogne inaudite da parte dei funzionarii +del governo, che volevano imporre, e riuscirono +ad imporre, un candidato prediletto all’on. +Giolitti, il Riolo. Il popolo protesta contro le sfacciate +adulterazioni della volontà elettorale e chiede +che venga rispettata la legge. Grande reato in verità! +I rappresentanti della legge puniscono questi +curiosi delinquenti ferendoli o uccidendoli. E gli +uccisori rimangono in libertà, ad assicurare una elezione +che disonora la Giunta che la convalidò, +mentre i popolani vengono arrestati e processati in +numero di ventitrè. Meno male che il Tribunale di +Caltanissetta dopo tre mesi fece una parziale giustizia +rimandandone assolti una ventina. Lo stesso +Tribunale, con altre sentenze, che ricordo a suo onore, +bollò per quello che erano alcuni delegati di +Pubblica Sicurezza per abusi relativi alla stessa elezione<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +commessi in altre sezioni del collegio. Serradifalco +rimase ad ammonire in Sicilia gl’ingenui +i quali credono ancora che nelle elezioni possa passare +liberamente e onestamente la volontà del paese.</p> + +<div class="sidenote">CATENANUOVA</div> + +<p>A Catenanuova la miseria è più spaventevole che +altrove nella provincia di Catania: gli abitanti sono +quasi tutti proletarî agricoli, che si dibattono tra +le strette del latifondo privato (del principe di Satriano) +e del latifondo pubblico (l’ex feudo Buzzone +di proprietà del demanio). La fame sinistra si fa +sentire ed i poveri contadini si riuniscono in <i>Fascio</i> +colla fiducia di ottenere qualche cosa colle vie legali. +Rispettosi della proprietà privata nulla chiedono +al Principe di Satriano; qualchecosa, cui credono +di avere diritto, domandano al governo e per +mezzo dell’on. De Felice e mio, esprimono l’onesto +desiderio di vedere censito a piccoli lotti l’ex feudo +Buzzone. De Felice ed io ci rivolgiamo ripetutamente +all’on. Rosano e al ministro di agricoltura e +commercio, che promettono di <i>studiare</i> la proposta. +Trasmettiamo la poco incoraggiante risposta, ma +che non cancella le speranze, e nell’attesa i lavoratori +credono lecito di commemorare G. Garibaldi. +La forza se ne immischia e spara e ferisce, +arresta e maltratta i popolani.</p> + +<div class="sidenote">ALCAMO—CASALE FLORESTA</div> + +<p>Ad Alcamo in agosto la popolazione protesta con +una pacifica dimostrazione contro i dazî comunali. +C’era un <i>Fascio</i>, ma diretto da persona intelligente—il +farmacista Fazio. Il <i>Fascio</i> prevede che su di +esso, malvisto com’era dalle autorità, si sarebbe riversata +la responsabilità di quanto poteva avvenire; +protesta anticipatamente con una pubblica dichiarazione, +che alla dimostrazione non avrebbe partecipato. +E non vi partecipa; ma non per questo l’esito<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span> +è meno tragico, perchè interviene la forza, spara +ed ammazza.</p> + +<p>Ad Alcamo, come a Catenanuova, come a Serradifalco, +come a Caltavuturo chi spara ferisce ed +uccide non viene punito. Quale maggiore provocazione? +Potevasi più efficacemente agire per togliere +ogni fiducia nel governo e nei suoi rappresentanti?</p> + +<p>A Casale Floresta (prov. di Messina) non c’è <i>Fascio</i>; +ma le condizioni generali sono orribili; non c’è +medico, non farmacista, non levatrice, non mezzi di +viabilità. Pure da quattro anni si paga il focatico +perchè si sopperisca a tanti bisogni e non si riesce +che a costruire una strada interna nel quartiere dei +<i>galantuomini</i> e a pagare L. 500 all’anno ad un medico +di un vicino paese, che dovrebbe visitare il paese due +volte la settimana, e che adempie al suo dovere +assai più raramente. Il 22 ottobre, a causa di nuove +tasse comunali, i contadini si ribellano chiedendo la +revisione dei conti passati e lo sgravio di una nuova +tassa. Disarmano alcuni dei carabinieri sopraggiunti +e li costringono a rinchiudersi nella caserma perchè +il loro furore non ha limiti dopo il ferimento—forse +accidentale—di un popolano. Nominano sul campo +un nuovo sindaco. L’indomani arrivano soldati e si +fanno oltre trenta arresti, seguiti da relativo processo +e da lunga detenzione dei poveri contadini.</p> + +<div class="sidenote">MILOCCA</div> + +<p>Milocca e Racalmuto nella cronaca della provocazione +occupano un posto assai importante per +l’indole dei fatti che vi si svolsero, in parte alla +mia presenza, e pel suggello che ebbero dalla magistratura: +suggello che elimina il sospetto di partigiana +ed interessata esagerazione. A Milocca, a<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span> +Sutera, ad Acquaviva, a Campofranco, zona esclusivamente +agricola della provincia di Caltanissetta, +i contadini si erano riuniti in <i>Fasci</i>. Le autorità e +i maggiorenti fecero di tutto per farli sciogliere: +più volte ne violarono il domicilio, ne minacciarono +i membri, ne arrestarono i capi coi pretesti più futili; +li processarono e nei processi furon assolti o +per inesistenza di reato o per mancanza di prove.</p> + +<p>I contadini tennero duro, specialmente a Milocca +dove colla loro unione costrinsero quasi tutti i proprietarî +a concedere più equi contratti agrarî. I proprietarî +toccati nell’interesse se la legarono al dito +e si proposero di riprendere con mezzi scellerati +ciò ch’erano stati costretti a concedere colle vie +legali—coll’applicazione più schietta della famosa +libertà del contratto.</p> + +<p>Un brutto giorno dell’ottobre si va a denunziare +al brigadiere dei carabinieri un curioso reato: un +mucchio di concime, il cui valore non arrivava alle +L. 20, di proprietà di un certo Cipolla, era stato +sparso nelle sue stesse terre. Si premetta che il Cipolla +era stato tra i pochi proprietarî di terre a Milocca—viveva +altrove—che non era venuto a patti +coi contadini del <i>Fascio</i>; chi poteva, dunque, commettere +quel grave reato per vendicarsi del proprietario +renitente?</p> + +<p>Il <i>Fascio</i>! In forza di questa strana logica le autorità +procedono all’arresto del Cannella, Presidente +e di tutto il Consiglio direttivo del sodalizio e li +sottomettono a processo per associazione a delinquere... +E si parla misteriosamente di liste di +proscrizione rinvenute presso i socî del <i>Fascio</i>, di<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +pugnali, di formule terribili di giuramento, di preparate +spartizioni di terre....</p> + +<div class="sidenote">UN’INSURREZIONE FEMMINILE</div> + +<p>Le donne di quell’ameno villaggio, le quali non +sono meno gagliarde degli uomini, indignate di quella +che a loro sembrava infame prepotenza, insorgono +in numero di 500, assaltano la caserma dei carabinieri, +ne sfondano le porte e liberano i cinque +arrestati della vigilia. Non un solo uomo si unì alle +donne; e di fronte a questo esercito infuriato, ma +inerme, i carabinieri non ebbero cuore di far fuoco +e perciò non si deplorarono morti o feriti. Delle +intenzioni delle donne, che non si seppero rassegnare +a vedere arrestati ingiustamente i mariti e i +figli se ne ha la prova in questa circostanza: ebbre +di gioia per la liberazione dei prigionieri, s’impadronirono +delle armi dei carabinieri, non per adoperarle, +ma per condurle in trionfo; e in trionfo +condussero sulle loro braccia, baciandolo in volto, +un carabiniere che si era mostrato più umano e +pietoso verso di loro.</p> + +<p>Quando il De Rosa, degno strumento di qualsiasi +governo ferocemente reazionario, seppe in Caltanissetta +della terribile rivolta femminile, mandò sul +luogo truppa, carabinieri, delegati e giudici. Si sparge +in un baleno la notizia della imminente repressione: +gli uomini a cavallo e armati di fucili prendono il +largo decisi a vendere cara la loro libertà. Le autorità +arrestano a casaccio sette uomini e trentadue +donne, che traducono ammanettate—alcune gestanti, +altre coi loro bimbi lattanti sulle braccia!—nelle +carceri di Mussomeli.</p> + +<div class="sidenote">OPERA PACIFICATRICE</div> + +<p>Il Cannella, Presidente del <i>Fascio</i>, intelligente ed +energico quanto mai, vide tutta la desolazione dello<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span> +abbandono delle case e tutto il pericolo di tanti +uomini armati e risoluti, che avevano preso la campagna +e conscio com’era della loro innocenza li +consigliò a ridursi nel villaggio. Non fu ascoltato, +perchè gli altri contadini volevano la promessa di +qualcuno il quale avesse potuto difenderli all’occorrenza, +che non sarebbero stati arrestati rientrando +pacificamente nelle rispettive abitazioni. Pensarono +che quella persona potevo essere io onde il +Cannella accompagnato da altri tre venne in Castrogiovanni +ad invitarmi perchè andassi a Milocca. +Accettai e insieme al sig. E. Fontanazza, al signor Castiglione +e al sig. Garofalo, Presidenti dei <i>Fasci</i> di +Castrogiovanni, di Grotte e di Siculiana, riuscii ad +indurre i contadini, che a schiere si presentarono +a me lungo la via da Grotte al villaggio, a rientrare +nelle loro case e persuasi anche i liberati del +giorno innanzi a costituirsi alle carceri. L’opera +mia e dei miei amici e del Presidente del <i>Fascio</i> +di Milocca fu da veri uomini di ordine, che mostravano +fede nella magistratura; e ad onor del +vero devo confessare, che in questa occasione essa +meritò la fiducia.</p> + +<div class="sidenote">BRUTALITÀ CAPRICCIOSA DI DUE CARABINIERI</div> + +<p>Eravamo al 1º Novembre, giorno dei <i>Morti</i>, che si +rispetta dai contadini e dagli zolfatari coll’astensione +dal lavoro e ripartimmo nel meriggio da Milocca +per Grotte per riprendere il treno, che doveva restituirci +alle nostre case. I contadini di Milocca in +massa, con l’avv. Vella presidente del <i>Fascio</i> di +Racalmuto, ci accompagnano sino a mezza strada; +dove per fare più presto ed arrivare in tempo a +non mancare il treno si mutò itinerario ed invece +che a Grotte c’indirizzammo a Racalmuto. Qualcuno<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +per iscorciatoie scabrose, ci precorse ed avvisò la +cittadinanza del nostro imminente arrivo; una imponente +dimostrazione fu improvvisata che ci venne +incontro preceduta del rosso gonfalone e dalla fanfara +del <i>Fascio</i>, e, percorso tranquillamente il paese +per lungo e per largo, ci accompagnò alla stazione. +Non un grido sovversivo fu emesso, non il menomo +disordine fu deplorato, come poscia unanimemente +deposero innanzi al Tribunale di Girgenti gl’impiegati +ferroviarî e parecchi altri cittadini nè <i>radicali</i> +nè socialisti; eppure nel momento in cui arriva il +treno e ci scambiavamo affettuose strette di mano, +senza intimazione, senza avvisi, senza il benchè +menomo pretesto, un carabiniere ed un maresciallo +si scagliano all’improvviso sul portabandiera e gli +strappano il gonfalone. Il popolo sbalordito e indeciso +per un istante, reagisce, riprende lo stendardo +ch’è fatto in mille pezzi, mentre i carabinieri impugnano +le rivoltelle e sono trattenuti dal tirare da +molte braccia di nerboruti lavoratori.</p> + +<p>Il maresciallo mira su di me replicatamente e mi +costringe a gettarmi nella mischia per legittima difesa +e per contribuire a disarmare quei due forsennati. +Riusciamo nell’intento e si restituiscono le rivoltelle +al carabiniere e al maresciallo entro la stanza +del capo stazione dopo avere ottenuto promessa formale +che non le avrebbero più adoperate; raccomando +calorosamente ai lavoratori di sciogliersi e +di evitare ogni possibile pretesto a nuovi abusi della +forza, e ripartiamo.</p> + +<p>Perchè si comprenda quanta sia stata la capricciosa +brutalità dei due carabinieri che mostrarono<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span> +un coraggio grandissimo, malamente speso, devo aggiungere +che il gonfalone rosso non solo era stato +portato liberamente per le strade in quella occasione +e in cento altre in tutta la provincia, ma che poche +ore dopo un’altra dimostrazione ci venne incontro +a Canicattì, preceduta dal gonfalone rosso del <i>Fascio</i> +alla presenza dei carabinieri e del delegato di pubblica +sicurezza, senza che le autorità avessero fatto +la benchè menoma osservazione.</p> + +<div class="sidenote">OTTANTA VITTIME D’UNA PROVOCAZIONE</div> + +<p>Ciò che avvenne in Racalmuto la notte successiva—proprio +durante la notte!—per opera del delegato—che +si era vilmente ecclissato durante il +tafferuglio—e dei carabinieri, ricorda i fasti peggiori +della polizia austriaca e borbonica. Ma non è +mio intendimento narrarli quali elementi comprovanti +la provocazione; questa in tutta la sua brutalità risulta +dal seguente dato: per un mucchio di concime +non rubato, ma sparso nelle terre del padrone si +arrestano cinque cittadini sotto l’accusa di <i>associazione +a delinquere</i>; questo arresto determina la sollevazione +delle donne di Milocca seguita dall’arresto +di altri 39 individui, tra i quali 32 donne, coi loro +bambini; e quest’altro fatto alla sua volta genera il +tafferuglio di Racalmuto che dette luogo ad un’altra +quarantina di arresti. Si vuol sapere ciò che c’era +di vero nel reato primitivo, che costò la prigione +da quattro ad otto mesi ad <i>ottanta</i> cittadini del +regno? Il tribunale di Caltanissetta—che va lodato +per parecchie oneste sentenze emesse anche durante +lo stato di assedio, tra le quali quella cui mi +riferisco qui—mandò assolti i <i>malfattori</i> perchè il +Pubblico ministero all’udienza e in seguito alle risultanze +del processo orale ritirò l’accusa per <i>inesistenza<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span> +di reato</i>. E lo stesso brigadiere dei carabinieri +confessò che lo spargimento del concime fu denunziato +dai proprietarî, senza che fosse avvenuto, +nello intendimento di nuocere ai capi del <i>Fascio</i> e +di sbarazzarsene facendoli arrestare! Non si ha ragione, +dunque, di esclamare che questa prodezza +degli agenti del Prefetto De Rosa costituisce la più +enorme e imprudente provocazione?</p> + +<p>Io che a Milocca mi ero informato della verità +con una rapida inchiesta, interrogando il delegato +del sindaco di Sutera—cui è aggregato Milocca—il +brigadiere dei carabinieri e il luogotenente che +comandava il distaccamento di fanteria, indignato +scrissi e telegrafai in quella occasione alla <i>Tribuna</i>, +che l’on. Giolitti in Sicilia faceva più male della +banda maurina.</p> + +<div class="sidenote">QUARANTOTTO VITTIME D’UNA CALUNNIOSA DENUNZIA</div> + +<p>A Gibellina pigliando pretesto da una pacifica dimostrazione, +il delegato entrò violentemente nella +società agricola, e ne scacciò i soci, arrestandone alcuni; +furono strappate violentemente le bandiere e +furono sparati diversi colpi in aria dai carabinieri. +L’intromissione di alcuni influenti cittadini del luogo +e dell’avv. Scaminaci di Santa Margherita evitò +scene di sangue, che, date le provocazioni e le violenze +della forza pubblica, sembravano imminenti; il +delegato ebbe salva la vita per uno stratagemma +dello Scaminaci, il quale—sempre in punizione dell’opera +pacificatrice—dopo qualche giorno, allo arrivo +della forza, venne arrestato, ammanettato, tradotto +nelle carceri di Trapani, processato e condannato. +Si noti: oltre lo Scaminaci, ben <i>quarantotto</i> persone +furono arrestate e processate dietro una calunniosa +denunzia del funzionante da Sindaco; ma vennero<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span> +tutte assolte dal Tribunale e la condotta del denunziatore +venne severamente stigmatizzata dal Regio +Procuratore. A Gibellina non c’era <i>Fascio dei Lavoratori</i>: +ma si costituì subito come reazione contro +la condotta dell’autorità di pubblica sicurezza e vi +s’inscrissero tutti gli uomini validi. Ivi erano vivissime +le gare amministrative. I fatti di novembre +lasciarono una profonda agitazione ch’ebbe più tardi +un sanguinoso epilogo.</p> + +<div class="sidenote">LO STATUTO MUTATO IN TRANELLO</div> + +<p>Le provocazioni e i fatti analoghi furono a centinaia +ed ebbero sempre risultati identici. Dal gennaio +1893 al gennajo 1894 le dimostrazioni pacifiche, +gli scioperi legali si seguono e si ripetono in +ogni angolo dell’isola e si alternano e provocano +violenze e abusi della polizia; e non di rado queste +violenze e questi abusi precedono e provocano +le dimostrazioni, che in molti punti si ripetono e +si alternano con quelle provocate dall’esorbitare +dei dazî comunali. L’esercizio dei diritti consentiti +dallo Statuto parve tramutato in un tranello teso +alla buona fede dei cittadini che finiva sempre colla +violazione di tutte le leggi da parte delle autorità. +Gli arbitrî e le violenze sono di ogni genere e vengono +perpetrati nei momenti acuti e in quelli di calma +col proposito deliberato di scompaginare e dissolvere +quelle forze popolari che per la prima volta si erano +seriamente organizzate in Sicilia, col fine di conseguire +il proprio miglioramento economico.</p> + +<div class="sidenote">LE VIOLENZE DELLA POLIZIA</div> + +<p>E la polizia strappa le bandiere, abbatte porte e +finestre per violare il domicilio dei <i>Fasci</i> e dei singoli +soci, li arresta, li processa, li ammonisce, li +manda a domicilio coatto. Questa stessa polizia—forte +delle sue pessime tradizioni, della impunità<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span> +ed anche degli incoraggiamenti dei poteri superiori—sin +dal primo accenno al moto sociale dei <i>Fasci</i> mostrò +aperta la intenzione di avversarlo in tutti i modi. +Esplicazione generale di questa intenzione furono +innumerevoli ed arbitrarie perquisizioni domiciliari, +inviti altrettanto arbitrarî a cittadini egregi di portarsi +in questura o negli uffici della pubblica sicurezza +per sentire consigli non richiesti e intemerate +villane; contravvenzioni continuate, legali forse, perchè +la reazionaria legge di pubblica sicurezza somministra +il pretesto per renderle sempre angariche +ed odiose; ritiri capricciosi di licenze di minuta +vendita; partigiane denegazioni del permesso di +portare armi, anche a chi per proprio ufficio non +può farne a meno; richieste insistenti e tentativi +per avere gli elenchi dei soci dei <i>Fasci</i>, per intraprendere +il minuto lavorio di disgregamento mercè +le lusinghe, le promesse, le minacce, tra le quali +quella efficacissima e terribile dell’ammonizione.<a name="FNanchor_42_42" id="FNanchor_42_42"></a><a href="#Footnote_42_42" class="fnanchor">[42]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span></p> +<div class="sidenote">I RISULTATI</div> + +<p>I risultati di questi procedimenti sono dappertutto +uguali e di doppio ordine: da un lato la gagliarda +fibra isolana, reagisce, come sempre, e rende simpatici +i <i>Fasci</i> anche a coloro che primitivamente li +avversavano, li fa moltiplicare e consolidare; dall’altro +le notizie di tante prodezze poliziesche si +sparge dappertutto e distrugge l’ultimo avanzo di fiducia +che si aveva nelle autorità, infondendo in tutti +la convinzione che era vano sperare giustizia da +coloro ch’erano preposti a renderla<a name="FNanchor_43_43" id="FNanchor_43_43"></a><a href="#Footnote_43_43" class="fnanchor">[43]</a>.</p> + +<p>E quando la magistratura rendeva i suoi verdetti +questi non servivano che a rinforzare l’abborrimento +contro il governo, le cui male arti erano state bollate +dalle autorità competenti. Furono infatti numerose +le assoluzioni in particolare presso i tribunali +penali di Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani, +di Palermo ecc., nei tanti processi capricciosamente +promossi dalla polizia (Milocca, Acquaviva, Gibellina,<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span> +Siculiana, Piana dei Greci ecc. ecc.), tanto che +il Generale Corsi malinconicamente osserva:</p> + +<p>«Col Codice penale alla mano (?), le autorità politiche +facevano arrestare gl’istigatori allo sciopero +o i colpevoli delle violenze che avvenivano; ma +in base allo stesso Codice ed a criterî, come dicono, +o ragioni di giustizia od altre, che non istarò +ad esaminare, i Tribunali ne mandavano la maggior +parte colla piena assoluzione o colla dichiarazione +del <i>non farsi luogo a procedere</i>. E questi +se ne tornavano al loro paese a ridere in faccia +a chi si era preso l’incomodo di arrestarli.» (Sicilia, +p. 334).</p> + +<p>Chiunque conosce un po’ da vicino la nostra magistratura +sa che se una colpa grave le si può rimproverare +è la soverchia deferenza, se non voglia +chiamarsi abbietto servilismo, verso le autorità politiche; +se essa assolveva, adunque, è segno certo +che il diritto era palesamente dal lato dei cittadini +e che non era possibile salvare i rappresentanti del +governo dal biasimo, che su loro ricadeva da quelle +sentenze assolutorie.</p> + +<div class="sidenote">DUREZZA DELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>L’opera nefasta del governo centrale e dei suoi +rappresentanti locali venne compiuta ed aggravata +dalle <i>classi dirigenti</i>. «I possidenti—dice il generale +Corsi—stettero duri al loro interesse e lo vollero +intatto nella loro pienezza, come lo intendono +loro, cioè col maggiore possibile profitto per essi, +conservando ciò che è, respingendo le novazioni... +I possidenti e gli affittatori avevano visto avvicinarsi +la procella, ne avevano presentito gli effetti. +In quelle situazioni in cui si trovavano per +consuetudine antica di fronte ai lavoratori, più<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span> +che sorpresi o stupiti, n’erano stati impauriti o +irritati...» Un accordo avrebbe potuto e dovuto +tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e <a name="tn168a" id="tn168a"></a><span class="correction">dall’altra</span> +avevano troppo profonde radici: lo stacco era +troppo grande e durava da tempi immemorabili; +e da un lato vi era odio, dall’altro paura. I signori +dunque credettero del loro interesse e della loro +dignità di non <a name="tn168b" id="tn168b"></a><span class="correction">dipartirsi</span> dallo antico costume, divenuto +connaturale in loro: stettero fermi o si ritrassero +o fecero appena un piccolo passo avanti +secondo i luoghi, secondo gli umori, e, direttamente +o per mezzo dei loro accoliti, accesero la +stampa, assediarono i Prefetti, gridando minacciato +gravissimamente l’ordine pubblico, peggiorate +enormemente le condizioni della pubblica sicurezza, +dando per flagrante tutto il male possibile, +e chiedendo, come l’affamato il pane, carabinieri +e soldati. A conto fatto, non sarebbe bastato +tutto l’esercito italiano—nel periodo della +forza minima—per rassicurarli tutti. Molti municipî +erano a capo di questa che dobbiamo dire +<i>reazione</i>, quelli, s’intende, nei quali prevalevano i +proprietarî.» (<i>Sicilia</i>, p. 328, 331, 332).</p> + +<div class="sidenote">L’INTROMISSIONE DEGLI UFFICIALI</div> + +<p>In qualche punto questi accordi desiderati e invocati +sono tentati e specialmente per opera dei comandanti +dei distaccamenti di truppa; e se si vuol +sapere con quanta sincerità ed onestà erano condotte +le trattative si può apprenderlo dallo stesso +generale Corsi, a cui un Comandante fa una lunga +narrazione di tali accordi tentati e condotti a buon +punto in un paese e conchiude così: «La situazione +lasciava quindi sperare la tranquillità la più assoluta +ed il ristabilimento della calma negli animi<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span> +di tutti, quando ieri sera... alle 11 giunge +al Vice ispettore un espresso da... coll’ingiunzione +di procedere all’arresto di cinque fra i capi del +Fascio, compreso il Presidente.» (p. 340).</p> + +<div class="sidenote">LA POLIZIA MUTA LE TRATTATIVE IN INGANNO</div> + +<p>Non continuo nella riproduzione delle relazioni +di quel Comandante ch’è un osservatore diligente, +nè commento il fatto, perchè esso è di una eloquenza +irresistibile; avverto solo che i fatti consimili +sono innumerevoli; le trattative quasi sempre +non hanno che uno scopo: scongiurare una dimostrazione +in attesa di rinforzi e arrivati questi si procede +all’arresto di coloro ai quali si strinse la mano +con effusione e si promisero concessioni eque, ragionevoli.</p> + +<p>Questo non è tutto. È grande la colpa delle classi +dirigenti per la loro fanatica resistenza alle riforme +e alle concessioni, per l’ostinata persistenza nell’antica +usura, pel disprezzo verso i lavoratori e verso +le idee nuove, per lo stolto proponimento di farsi +arma in certi luoghi degli uni e delle altre—che +presero a favoreggiare inopinatamente e <i>more Rabagas</i>—onde +sfogarsi contro i nemici ch’erano al +potere; e per tutto questo non esito a dire che la +responsabilità loro non è minore di quella del governo.</p> + +<p>Esse, in generale—che non mancarono le nobili +e lodevoli eccezioni—furono fortunate dell’indirizzo +preso dal governo; ed angariarono, denunziarono, +derisero i <i>Fasci</i> e i loro socî. In qualche punto si +organizzò un vero <i>boicotaggio</i> alla rovescia; non si +dette lavoro o lo si retribuì di meno, ai soci de’ <i>Fasci</i>. +Fecero di peggio: misero in circolazione, specialmente +nella provincia di Girgenti, delle petizioni +al Sensales ed al Presidente della Camera,—redatte<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +in termini calunniosi, infami contro i sodalizî e le +classi popolari,—colle quali s’invocavano leggi eccezionali, +repressione energica e pronta per ispegnere +quello che essi chiamavano il moto sovversivo!</p> + +<div class="sidenote">I LAVORATORI DISPERANO DELLA GIUSTIZIA</div> + +<p>Si può immaginare piuttosto che descrivere la irritazione +e il risentimento che si destò negli animi +dei lavoratori per l’attitudine del governo e delle +classi dirigenti. I lavoratori intuirono che essi erano +le vittime designate di una imminente repressione, +stata annunziata e minacciata tutti i giorni +e in tutti i luoghi e che doveva essere iniziata col +generale scioglimento dei <i>Fasci</i>, onde l’odio di classe +ch’era vivo ingigantì; e ad ingigantirlo contribuivano +le notizie trasmesse oralmente o per mezzo +dei giornali da paese a paese, talora false, tal’altra +esagerate, inesatte sempre; ed ingigantì sopratutto +pel fatto non mai abbastanza deplorato che giammai +si vide un prepotente ed un violatore della +legge punito; sicchè negli animi dei popolani si ribadì +incrollabilmente la credenza, che non si poteva +e non si doveva sperare giustizia dal governo.</p> + +<p>E in questo stato di animi, che costituiva una vera +anarchia politica e morale, si pervenne al mese di +dicembre, quando tutto ciò che si era seminato dette +i suoi frutti; quando la passione prese il sopravvento; +quando la paura del peggio, la speranza di +miglioramenti, la sicurezza di ottenerli mostrando +i denti fecero confondere tutti i criteri, fecero adoperare +i mezzi leciti e quelli illegali. Ma tutto questo +avveniva con tanta incoscienza, con tanto insensibile +passaggio dal giusto all’ingiusto, con tanto +fatale concatenamento di episodî, di provocazioni <a name="tn170" id="tn170"></a><span class="correction">e +di</span> reazioni, che poca colpa vera si può dare alla<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span> +parte popolare anche là dove trascese, a Partinico, +a Monreale, a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a +Valguarnera, ecc. ecc.</p> + +<div class="sidenote">VALGUARNERA</div> + +<p>E mi fermo alle scene di Valguarnera, perchè +furono caratteristiche. Ivi non c’era <i>Fascio</i>; chi si +era adoperato a farlo sorgere aveva dovuto rinunziarvi +per mancanza assoluta di elementi adatti, +per il <i>lealismo</i> monarchico ed anche conservatore +di cui facevano mostra a gara i partiti amministrativi +in aspro antagonismo tra loro.</p> + +<p>Il malessere economico, però, per la crisi zolfifera +ed agraria vi era profondo e generale; il fermento +nel popolo e la indignazione contro le autorità +raggiunsero le proporzioni più alte per la inettitudine, +per la imprudenza e per la prepotenza mostrata +dal locale delegato di Pubblica sicurezza il +giorno 4 dicembre nella miniera di Grottacalda, in +occasione della festa di Santa Barbara organizzata +dalla amministrazione—composta da persone temperatissime—e +alla quale avevano preso parte parecchie +migliaia di pacifici lavoratori di Piazza Armerina, +di Castrogiovanni e di Valguarnera.</p> + +<div class="sidenote">LA SOMMOSSA</div> + +<p>In questo stato di animi e con tali autorità il giorno +25 un zolfataro, un certo Di Dio—sopranominato +<i>Cottonaro</i>—assai malvisto, comincia ad arringare il +popolo esponendo propositi sovversivi, come li qualificarono +gli avversari. Il delegato, che non aveva +ai suoi ordini se non due carabinieri volle arrestare +l’improvvisato tribuno in mezzo ad una folla di alcune +migliaia di persone. Non solo: quando la folla +ne chiede la liberazione, un carabiniere spara un +colpo di rivoltella. Allora si scatena il furore dei +dimostranti...<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span></p> + +<div class="sidenote">DENUNZIE E FUGHE</div> + +<p>Il delegato ed il sindaco scappano e si nascondono; +i carabinieri si chiudono nella caserma e i +tumultanti rimangono padroni del campo: interrompono +le comunicazioni telegrafiche, liberano i +detenuti, devastano e incendiano la casa del sindaco, +la pretura, gli uffizî pubblici, saccheggiano diverse +case e negozî. I danni prodotti sorpassano il milione +di lire—ma credo che la cifra sia stata molto +esagerata. Nei tumulti di Valguarnera si ebbero a +deplorare parecchie rapine che—sia detto ad onore +del popolo—non si ripeterono in nessun altro luogo. +Spesso anzi ci fu fanatismo nel mostrarsi onesti; e +nella stessa Valguarnera, quasi a compenso, si ricorda +che i tumultanti posero in cimento la propria +vita per salvare alcuni fanciulli in una casa cui +avevano appiccato l’incendio. Le rapine si spiegano +col fatto che passato il primo momento non restarono +a spadroneggiare se non una trentina di malviventi, +che non miravano ad altro se non a rubare. +Non ci furono morti; e ci fu un solo ferito per un +colpo tirato da un carabiniere. All’indomani, all’arrivo +della forza e del Prefetto si fecero circa 300 +arresti, tra cui molte donne; la massima parte dei +liberati dal carcere andarono a costituirsi. Non si +riuscì, però, a riprendere il Cottonaro, promotore +primo dei disordini; solo dopo parecchi mesi esso si +presentò spontaneamente e si afferma da un altro +canto, che molti che furono maggiormente responsabili +delle rapine e degli incendî si assicurarono +la impunità facendola da delatori e mettendosi ai +servigî delle autorità politiche e amministrative, denunziando +cittadini onestissimi, facendoli arrestare<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span> +o costringendoli a fuggire. E i latitanti, infatti, furono +a centinaia.</p> + +<p>Valguarnera rappresenta il prodotto di una serie +di cause molteplici, di una lenta preparazione, e +della scintilla data dalla provocazione poliziesca.<a name="FNanchor_44_44" id="FNanchor_44_44"></a><a href="#Footnote_44_44" class="fnanchor">[44]</a></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_41_41" id="Footnote_41_41"></a><a href="#FNanchor_41_41"><span class="label">[41]</span></a> Avvertii sempre e raccomandai con tutte le mie forze +e in tutte le occasioni la istruzione agli operai. Questi miei +sforzi ha riconosciuto il generale Corsi (<i>Sicilia</i> p. 298) e gliene +sono grato come del migliore elogio che poteva farmi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_42_42" id="Footnote_42_42"></a><a href="#FNanchor_42_42"><span class="label">[42]</span></a> Conosco aneddoti piccanti su questa richiesta dello elenco +dei soci dei <i>Fasci</i>. Eccone uno: il sotto prefetto di X... +voleva ad ogni costo quello di un paese del suo circondario. +Il presidente del Fascio lo negò al delegato di P. S. e questi +per non fare cattiva figura presso il superiore ne creò uno +di sana pianta comprendendovi molti avversari del <i>Fascio</i>! +In quanto ad esattezza d’informazioni su persone sospette il +colmo del ridicolo e dell’infamia nello stesso tempo si ha avuto +dopo l’attentato del Lega contro l’on. Crispi. Il ministero +ha chiesto alle autorità locali la biografia e la fotografia degli +anarchici e dei socialisti <i>pericolosi</i>; e nello elenco di +questi individui <i>pericolosi</i> la maggioranza è rappresentata da +persone non solo onestissime, ma che non sono nè anarchiche, +nè socialiste, nè repubblicane, ma semplicemente invise per +ragioni personali ai sindaci, ai delegati di pubblica sicurezza +ed ai prefetti. Gli elenchi della provincia di Caltanisetta, +compilati dal famigerato Prefetto De Rosa sono un capolavoro +d’infamia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_43_43" id="Footnote_43_43"></a><a href="#FNanchor_43_43"><span class="label">[43]</span></a> A proposito della resistenza energica opposta sempre +alle prepotenze governative mi sembrano opportune queste +parole pronunziate da Cordova nel 1863: «I Siciliani sono +avvezzi da lungo tempo a considerare il Governo come tenuto +a rispettare la legge, ed anche quando essi per avventura +non la rispettano, pretendono che il governo la rispetti. +È un’abitudine acquistata dalle loro antiche istituzioni +e consacrata dal patto del 1812, in cui un articolo esplicito +diceva: <i>Ogni cittadino ha il diritto di far resistenza +all’autorità pubblica, se questa non opera in conseguenza +della legge</i>.» Questo ricordo vale se non altro a dimostrare +come certe costituzioni consacrassero in Italia sul cominciare +del secolo principi assai più liberali di quelli contenuti +nello Statuto del <i>magnanimo</i> Carlo Alberto.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_44_44" id="Footnote_44_44"></a><a href="#FNanchor_44_44"><span class="label">[44]</span></a> I luoghi nei quali durante il 1893 avvennero provocazioni, +dimostrazioni e abusi di ogni sorta sono numerosi. Dai +giornali sono riuscito a comporre questo elenco ch’è incompleto: +</p><p> +Palermo, Serradifalco, Campobello di Licata, Prizzi, S. Giuseppe Jato, +Piana di Greci, Floridia, Borgetto, Scicli, Ravanusa, +Mazzara del Vallo, Catenanuova, Partinico, Bisacquino, +Corleone, Sancipirrello, Chiusa Sclafani, Sommatino, Villafranca, +Termini Imerese, Canicattì, Terranova di Sicilia, +Santa Croce Camerina, Naro, Grotte, San Cataldo, Campofiorito, +Mezzomonreale, Campofranco, Pioppo, Palazzo Adriano, +Lentini, Milocca, Belmonte-Mezzagno, Parco, Acquaviva Platani, +Sutera, Lercara, Siracusa, Casteltermini, Villafrati, Siculiana, +Casale Floresta, Montelepre, Cattolica Eraclea, Villarosa, +Aragona, Caltabellotta, Paceco, Contessa Entellina, +Montemaggiore Belsito, Alcamo, Valledolmo, S. Ninfa, Castronovo, +Bambina, Ciminna, Mezzojuso, Cerda, Cefalù, Rosolini, +Castelvetrano, Racalmuto, Santa Caterina Villarmosa, +Balestrate, Trappeto, Caltanissetta, Spaccaforno, Modica, Francofonte, +Piazza Armerina, Gibellina, Lucca Sicula, Butera, +Bivona, Burgio, Roccadifalco, Pietragliata, Rocca, Petralia +Soprana, Comitini, Terrasini, Misilmeri, Ragusa, Partanna, +Salemi, Salaparuta, Trapani, Camporeale, ecc., ecc.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.<br /><br /> + +LA REPRESSIONE</h2> + + +<p>La serie interminabile delle provocazioni e delle +dimostrazioni, illuminata qua e là dal sinistro bagliore +degli incendî, ebbe i suoi episodî sanguinosi +che meritano una speciale trattazione. Questi episodî +rappresentano l’epilogo di una situazione tesa e scabrosa +e l’inizio di una repressione, che, a dire il +vero, fu quasi sempre incosciente e non preparata +direttamente, ma che scattò improvvisa e spontanea, +quale risultanza però delle istruzioni generali +date, della imprevidenza nello eseguirle, dello +eccitamento degli animi di tutti, della paura di essere +sopraffatti negli uni, della coscienza del proprio +diritto negli altri.</p> + +<p>Sangue, e in che misura! era stato versato a Caltavuturo +in principio del 1893; sangue si continuò +a versare a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo; +ma dopo alcuni mesi di sosta nello svolgersi della +triste cronaca, nessuno si attendeva che si dovesse +ricominciarla e continuarla più luttuosa che pel +passato!<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p> + +<div class="sidenote">LA CRONACA TRISTE CONTINUA</div> + +<p>Ricomincia a Giardinello. Giardinello è un piccolo +paese di 800 abitanti. Sul conto dell’amministrazione +comunale e del sindaco Caruso le più contraddittorie +notizie corsero. Io sento il dovere di dire che persona +degna di fede a me assicurò che il Caruso amministrasse +paternamente; ed egli stesso in una lettera +al Direttore della <i>Tribuna</i> si scagionò con apparenza +di verità di molte accuse lanciate contro di lui.</p> + +<p>D’altra parte persona non sospetta di tenerezze +per la causa dei lavoratori rivelò allo stesso corrispondente +della <i>Tribuna</i> che il municipio di Giardinello +era una vera e propria <i>Marcita</i>,—termine +lombardo adoperato dall’interlocutore—un feudo del +Sindaco. Il <i>Fascio</i>, presieduto dal sig. Piazza, aveva +chiesto da tempo delle riduzioni di tasse: sul focatico, +sulle vetture, sui dazî di consumo; il sindaco +aveva promesso di provvedere almeno in parte, ma +invece nei nuovi ruoli vi fu maggior rigore e minore +equità che nei primi.</p> + +<p>La stessa lettera del Sindaco, del resto, suggerisce +al temperatissimo Cavalieri osservazioni che suonano +biasimo aperto pei criterî amministrativi che +si seguono in Sicilia e che vengono addotti a difesa +propria dal Sindaco di Giardinello (I <i>Fasci</i> ecc., pagine +30 e 31). Quali che siano le ragioni dell’una +parte e dell’altra, la catastrofe, che ne seguì e che +commosse l’Italia rimane ingiustificabile ed è tuttora +inesplicata.</p> + +<div class="sidenote">I TUMULTI DI GIARDINELLO</div> + +<p>Il giorno 10 dicembre, domenica, all’uscire dalla +messa, nella piazza della chiesa si formò una dimostrazione +al grido: <i>Abbasso le tasse e il Municipio</i>, +quindi alcuni socî del Fascio andarono dal sindaco +per cercare di comporre la faccenda e lo trovarono dinanzi<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +la porta di casa sua; alla richiesta dei dimostranti +egli rispose che non <i>ci avevo colpa, che se +ne lavava le mani</i>, <i>che la colpa era tutta dei consiglieri</i> +e che <i>potevano fare il diavolo a quattro, lui non +si sarebbe disturbato per questo</i>.</p> + +<p>E dopo avere così consigliato la calma ed evitato +un grave pericolo, il sindaco montò le scale che +conducevano nel suo studio, e vi rimase lungamente. +I dimostranti seguitavano a gridare sotto i +balconi del sindaco, il quale a calmare gli <i>spiriti +bollenti</i> applicò loro una cura idroterapica buttando +molta acqua e fresca su tutte quelle teste riscaldate.</p> + +<p>L’effetto della cura fu immediato: la folla non +si ribella al brutale trattamento e corre invece—trascinata +certo da qualche mestatore—al palazzo +municipale, dove, eccitata certo da chi aveva interesse +che documenti compromettenti fossero distrutti, +comincia la devastazione, l’incendio; e tutti +gli armadi, le sedie, i registri sono posti l’uno su +l’altro e le fiamme avide, distruggono ogni cosa.</p> + +<p>Dopo, i tumultuanti continuarono a percorrere le +vie del paese seguendo una donna che portava in +alto il ritratto del Re e della Regina.</p> + +<p>Appena cominciati i primi disordini, un carabiniere +partì per Montelepre a chiamare dei rinforzi +ed è falso che contro costui siano stati tirati quattro +colpi di fucile andati a vuoto.</p> + +<p>Conosciutasi la notizia a Montelepre partivano +5 o 6 carabinieri e 22 bersaglieri comandati dal sottotenente +Cimino, alla volta di Giardinello e quivi +giunti si disposero a traverso la strada principale tra +la casa del sindaco e il Municipio.<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span></p> + +<div class="sidenote">L’ECCIDIO</div> + +<p>La folla impavida, forte forse del talismano che +portava, andò incontro ai soldati sempre con lo stesso +grido: <i>abbasso le tasse</i>,...... Il sottotenente tenta invano +di calmare i dimostranti i quali per l’avanzarsi +di quelli che stavan dietro minacciavano di +rompere il cordone della truppa.—Fu allora che il +sottotenente esclamò: «Allontanatevi o sarò costretto +a dare ordine di caricare le armi». I più +vicini tornarono indietro, il presidente del Fascio +alla contadina che portava il ritratto del re disse: <i>Suruzza, +jamuninni vasinnò nni sparanu</i> (sorella, andiamo +se no ci sparano). E quando tutto volgeva pel bene, +una fucilata sinistramente risuonò. Fu questo il +segno dell’eccidio, sparano i soldati, sparano i carabinieri +e le grida disperate e i lamenti dei feriti, +il pianto di tutti resero lo spettacolo selvaggio e +commovente. Anche i poveri soldati spaventati corsero +come forsennati per la campagna.</p> + +<p>Allora, seminata la via di feriti, la folla uccide +il messo comunale che, sogghignando, mostrava il suo +compiacimento per tanti caduti.</p> + +<p>Chi ordinò il fuoco? donde partì la prima fucilata? +Le voci più disparate corsero in proposito, +ma il mistero non fu svelato. Il generale Corsi che +solo di questa strage fa cenno—forse perchè il suo +animo mite rifugge dalle scene di orrore—narra +seccamente: «Fu caso, fu disgrazia. Una massa di +gente di un <i>pacifico</i> paesello, rumoreggiante, inebbriata +della sua audacia medesima, si serra addosso +ad un piccolo drappello di soldati, spinta +da tergo da chi non vede il pericolo; nessuno comanda +il fuoco; ma il fuoco scoppia perchè i soldati<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span> +stanno per essere travolti. La stampa ne fa +gran rumore in Sicilia, in tutta Italia; si scrive +che la truppa ha tirato freddamente sopra un +popolo festante; non si vuole vedervi altro che +una strage d’innocenti. Il governo n’è spaventato.» +(<i>Sicilia</i>, p. 322)<a name="FNanchor_45_45" id="FNanchor_45_45"></a><a href="#Footnote_45_45" class="fnanchor">[45]</a>.</p> + +<p>I morti furono 11, dei 12 feriti portati all’ospedale +di Palermo 9 furono dichiarati in pericolo di vita. +5 solamente furono colpiti con palle a mitraglia e +gli altri da palle non tirate da militari, vi furono +pure uomini feriti da <i>quadretti e migliarini</i>.</p> + +<p>A Giardinello, precisamente come a Caltavuturo, +le autorità non seppero trovare un colpevole tra +coloro che spararono. Ne trovarono bensì a decine +tra i poveri contadini che avevano partecipato alla +dimostrazione e che si ebbero in pena dal Tribunale +militare anni ed anni di reclusione!</p> + +<div class="sidenote">LERCARA</div> + +<p>Dopo Giardinello, Lercara. Anche qui c’è miseria +grande derivante in gran parte dalla crisi zolfifera, +anche qui ci sono odî inveterati e feroci tra alcune +famiglie che si disputano con tutti i mezzi l’amministrazione +comunale, qualcuna delle quali si afferma +che abbia soffiato nel fuoco. E il fuoco divampò +il 20 Dicembre in una dimostrazione coi +ritratti del Re e della Regina al grido di: <i>Abbasso +le tasse! Abbasso il Sindaco!</i> Si viene a colluttazione<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span> +colla forza e rimangono feriti o contusi alcuni uomini +della forza, tra i quali il delegato di pubblica +sicurezza ed un tenente delle truppe. Durante la +notte e all’indomani arrivano altre truppe.—Il +sotto prefetto di Termini-Imerese—che arringa il +popolo da un balcone durante una nuova dimostrazione +seguita da incendi dei posti daziari, da devastazioni +e da saccheggi—è male accolto e costretto +a scappare. Avviene un’altra colluttazione +nella quale vengono uccisi undici cittadini e feriti +molti altri! Contro i <a name="tn179" id="tn179"></a><span class="correction">soldati</span> la folla non adoperò +che sassi e bastoni.</p> + +<div class="sidenote">PIETRAPERZIA</div> + +<p>A Pietraperzia il 1º gennajo 1894 si ripetono gli +stessi fatti di Giardinello e di Lercara; le cause +sono le stesse: la miseria e il malumore contro il +municipio, per le tasse e specialmente pel fuocatico. +I partiti locali che si combattono da anni con accanimento +si accordarono soltanto nell’accusare i poveri +contadini dei quali si osò negare la miseria!</p> + +<p>In queste denegazioni fu audacissimo il sindaco +Nicoletti, che innanzi al Tribunale militare affermò +inesistenti le tasse odiose nel suo paese, e l’amministrazione +esemplare, e provvida per i bisogni di +tutti. «Sì!—gli rispose con amara ironia un difensore, +il capitano Schioppo—tasse non ve ne sono, perchè +il fuocatico e il dazio sulla farina non pesano +sul popolo; e l’amministrazione comunale è tale +modello, che a Pietraperzia si può credere, che si +sia avverato il famoso motto di Enrico IV!»</p> + +<p>Ivi, come dappertutto, i lavoratori si riuniscono e +cominciano a gridare: <i>Viva il Re! abbasso il Sindaco! +abbasso le tasse!</i></p> + +<p>Si dice che il Delegato di P. S. e il maresciallo<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +dei carabinieri abbiano invitato la folla a sciogliersi +e che siano state fatte le regolari intimazioni, ma che +la folla invece di sciogliersi abbia tirato delle fucilate +contro i soldati, i quali per legittima difesa risposero +facendo fuoco.</p> + +<p>Da tutte le mie informazioni, però, mi risultano +infondate o alterate tali asserzioni; se i contadini +<a name="tn180" id="tn180"></a><span class="correction">avessero</span> fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato +qualche morto.</p> + +<div class="sidenote">GLI ECCESSI DOPO LA STRAGE</div> + +<p>Invece otto contadini rimasero uccisi e quindici +gravemente feriti. Compiuta la strage, i soldati si +rinchiusero nella Chiesa di Santa Maria e il popolo +esasperato si dette agli incendi e alla devastazione +del Casino dei Galantuomini, del municipio e di +altri uffizî pubblici. Questi eccessi della folla, è bene +rilevarlo, seguirono e non precedettero la strage.</p> + +<p>Il Consiglio, nella massima parte inviso, si dimise. +Non mancarono i soliti numerosi arresti. Si afferma +che a Pietraperzia il <i>Fascio</i>, di recente formazione +e composto di analfabeti, abbia preso parte attiva +ai tumulti; ma la verità non si può sapere facilmente +perchè non si potè sinora sentire che una +sola campana, quella dei più ricchi proprietari. Non +ha sonato ancora quella dei lavoratori. Il terrore +regnò per parecchio tempo a Pietraperzia e non fu +possibile avere esatte notizie.</p> + +<p>Settantatre disgraziati furono trascinati al Tribunale +militare di Caltanissetta e di essi soli 20 furono +assolti; gli altri furono condannati a pene +che variano dai 3 ai 21 anni di reclusione. La sentenza +fece dolorosissima impressione e fu notato che +un colonnello dell’esercito dava pietosamente parole<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span> +di conforto alle desolate famiglie dei condannati.</p> + +<div class="sidenote">GIBELLINA</div> + +<p>Il giorno 2 gennaio è la volta dell’eccidio di +Gibellina. Ha qualche cosa di specialmente lugubre; +e di esso si avvalsero gli uomini del governo per +denigrare il popolo, che in un momento di furore +cieco uccise il pretore Casapinta. Ma perchè? quando?</p> + +<p>Narriamo. Gibellina conta circa 10,000 abitanti ed +è dedita esclusivamente all’agricoltura. Si afferma +da molti che vera miseria non vi sia e che vi siano +numerosi i piccoli proprietarî—di quella categoria +però, che l’on. Damiani paragonò ai proletarî perchè +la proprietà di una catapecchia o di un campicello +non basta a sfamare. Certo è che la emigrazione vi +si accrebbe notevolmente negli ultimi anni; e questo +è indizio sicuro di malessere economico. È certo +del pari che le tasse comunali, specialmente quella +sugli animali e il focatico, vi erano pesanti ed invise +e che era grande il risentimento contro le autorità +politiche—rappresentate dal delegato di P. S.—per +i fatti del 4 novembre narrati avanti. Vi sono +i soliti partiti locali, i cui caporioni si odiano reciprocamente; +quello al potere, protetto dalla Prefettura +di Trapani, qualificato addirittura tirannico, si dice +abbia considerato la cassa comunale come lo sfamatoio +della propria famiglia e dei propri adepti. +Gli oppositori, ricchissimi, si vuole che abbiano +soffiato nel fuoco; regalarono una bandiera al +<i>Fascio</i>—essi che in fondo sono conservatori—e +si rimproverò loro—stranissimo rimprovero!—che +dessero agli operai un salario più elevato degli altri.</p> + +<p>Questo l’ambiente dove si svolsero i fatti del 2 +gennaio.<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span></p> + +<p>Da parecchi giorni si buccinava che si doveva +fare una dimostrazione contro il municipio: corsero +trattative di conciliazione tra i partiti; si cercò +dare soddisfazione alla opinione pubblica dal sindaco, +accettando alcune delle proposte messe avanti dal +<i>Fascio</i>, il cui presidente sig. Palermo si cooperò +sempre per mantenere la calma e l’ordine; a quasi +tutte le trattative presero parte attiva il capitano +Macchi del 37º fanteria, e il pretore Casapinta e +la loro fu azione lodevole. Ma ciò che chiedevasi +con maggiore insistenza erano le dimissioni del sindaco +e del consiglio; cosa che non potevasi ottenere, +come disse il capitano, perchè il sindaco di +dimissioni non voleva assolutamente saperne!</p> + +<div class="sidenote">L’ECCIDIO</div> + +<p>Nel giorno dell’eccidio il municipio era occupato +militarmente e il capitano trovavasi nella sala del +Consiglio, mentre la folla appressavasi gridando come +sempre: <i>Abbasso il Sindaco! abbasso le tasse! abbasso +il consiglio comunale!</i> Erano circa tre mila persone +con alla testa la bandiera del <i>Fascio</i>, che fu +issata al balcone della casa municipale dov’erano +riuniti il Capitano Macchi, il sindaco e molti altri +che discutevano sui provvedimenti da prendere.</p> + +<p>Ad un tratto comincia il fuoco contro la popolazione +inerme: quattordici caddero morti immediatamente. +Non vi furono squilli di tromba e i soldati +spararono sulla folla a bruciapelo. Il numero dei +feriti fu grandissimo e non potè esser mai esattamente +constatato perchè tutti si nascosero, sapendosi che +anche i feriti gravi venivano arrestati e condotti a +Trapani: ad un certo Tramonte fu amputato il +braccio nelle prigioni di Trapani e gli si negò di +poter rimanere a casa guardato a vista.<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span></p> + +<p>Compiuta la strage i soldati—per ordine del Capitano +Macchi, che rapidamente discese dalla casa +comunale appena sentì le fucilate—si ritirarono, e Gibellina +rimase in balía del popolo giustamente esasperato. +Fu allora che venne ucciso a sassate ed a bastonate +il povero pretore Casapinta, ch’era stimato da +tutti e che si era cooperato ad impedire la catastrofe; +ma ciò avvenne per isbaglio, gli addebitarono +il comando del fuoco, essendo stato scambiato pel +delegato di Pubblica Sicurezza, Vincenzo Trani, che +alle antiche aveva aggiunto nuove ragioni di odio +contro di sè.</p> + +<p>Costui fu generosamente ricoverato da un farmacista, +e si salvò, fuggendo travestito, dall’ira di quel popolo +il quale contro di lui sarebbe forse stato implacabile.</p> + +<p>Per alcuni giorni Gibellina rimase assolutamente +senza forza e senza autorità; eppure non vennero +molestati coloro, che erano considerati come i veri +promotori dell’eccidio!</p> + +<div class="sidenote">LA RESPONSABILITÀ</div> + +<p>A Gibellina si sa almeno su chi fare ricadere la +colpa immediata della catastrofe. Il capitano Macchi +allontanò da sè la responsabilità dell’accaduto; e +non gliene spetta, poichè è voce generale da nessuno +sinora smentita, che il fuoco venne ordinato +del delegato di P. S. affacciatosi dal balcone del +Municipio. Il luogotenente che in piazza trovavasi +alla testa dei 35 soldati credendo che l’ordine fosse +partito del capitano comandò il fuoco. Per colmo +di odiosità le guardie campestri, ligie al sindaco, nascoste +in un campanile vicino—ciò che farebbe supporre +una certa premeditazione—tirarono ripetutamente +sulla folla.</p> + +<p>Quando le autorità governative ripresero possesso<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +del disgraziato paese dove regnava lo squallore, si +fecero arresti in massa e si vuole che la maggior +parte degli arresti avvenissero nelle file dell’opposizione +e su di una lista compilata dal partito che +stava al potere.</p> + +<p>Dopo tali disgraziati avvenimenti, l’odio e la diffidenza +dei contadini contro <i>li cappedda</i> si sono accresciuti +in modo terribile; tanto che essi sfuggirono +come un leproso un inviato da un comitato di +Palermo, che v’era andato a fare un’inchiesta per +poter distribuire dei soccorsi alle vittime.</p> + +<div class="sidenote">BELMONTE-MEZZAGNO—MARINEO</div> + +<p>I tumulti di Belmonte-Mezzagno vanno ricordati +perchè con un colpo di rivoltella vi venne ferito un +soldato, che poco dopo morì, lo Sculli. A questa +povera vittima furono fatte solenni onoranze; ma +furono consacrati all’infamia i contadini uccisi dai +soldati.</p> + +<p>Peggio ancora avvenne all’indomani del funesto +principio del 1894, a Marineo.</p> + +<p>Anche lì avvengono le solite dimostrazioni con leggere +colluttazioni con la forza, in una delle quali c’è +un solo ferito di baionetta; ma il giorno 3 si ripetono +le dimostrazioni e poi che la folla rifiuta di +sciogliersi, dopo le intimazioni di legge ed una scarica +in aria, la truppa fa fuoco e vengono uccise +otto persone sul colpo e dieci muoiono poco dopo per +le ferite ricevute. Il numero dei feriti non si può +precisare, perchè i più si nascosero: ma dev’essere +stato considerevole se proporzionato al numero dei +morti.</p> + +<p>Il giorno 4 viene proclamato in Sicilia lo stato di +assedio: il generale Morra di Lavriano e della Montà +assume formalmente i poteri di Regio Commissario<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +straordinario del Re, ch’esercitava di fatto sin dal +suo arrivo in Sicilia. Nel manifesto con cui il Regio +Commissario straordinario annunziò l’avvenimento, +in ultimo era detto che ai contravventori sarebbero +stati applicati gli articoli dal 246 al 251 del Codice +penale militare. Perchè si possa giudicare della opportunità +dell’applicazione è bene si sappia che tali +articoli considerano i casi in cui... il territorio del +regno è invaso da <i>truppe nemiche</i>!</p> + +<div class="sidenote">L’ULTIMO MASSACRO</div> + +<p>All’indomani della proclamazione dello stato di +assedio si chiude la serie dei massacri con quello +di Santa Caterina Villarmosa.</p> + +<p>Ivi, tra i due partiti municipali da gran tempo +non c’era buon sangue; la miseria tra i contadini,—il +paese è essenzialmente agricolo—era grande; +un Fascio vi si era costituito, nel quale per dissidi +tra coloro che lo dirigevano, al momento della catastrofe +nessuno esercitava una influenza, perchè +erano dimissionari da parecchi giorni il segretario +e il vice-presidente, ed era assente da tempo il presidente; +il <i>Fascio</i> rappresentava un vero corpo senza +capo. E la catastrofe avvenne terribile e inattesa, come +m’assicurarono il sindaco e il capo del partito contrario.</p> + +<div class="sidenote">SANTA CATERINA VILLARMOSA</div> + +<p>Il giorno cinque è certo che ancora non era +stata annunziata ai cittadini di Santa Caterina Villarmosa +la proclamazione dello stato di assedio; nè +c’è da meravigliarsene perchè poche ore si può dire +ch’erano trascorse dalla comunicazione. Fu lo stesso +Comando dei Carabinieri, che dichiarò che <i>nessuno</i> +aveva visto il manifesto; ciò risultò anche dal processo +svoltosi innanzi al Tribunale militare di Caltanissetta. +Se fosse stata annunziata e spiegata bene ai poveri<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span> +contadini la misura, probabilmente essi avrebbero +tenuto diverso contegno. Ma quantunque essi tutto +ignorassero non si creda che abbiano trasceso, come +in tanti altri punti. Tutt’altro. Il giorno 5, infatti, +non si trattò che di questo: una folla enorme percorreva +il paese—con una bandiera sormontata dai +ritratti del Re, della Regina e da un crocefisso,—gridando: +<i>viva il Re! abbasso le tasse!</i> Non ci furono +incendi, non ci furono devastazioni nè in uffici +pubblici, nè in case e magazzini privati; non si +assaltò il municipio e molto meno si potevano assaltare +i casotti del dazio—come annunziarono telegrammi +uffiziali con impudente menzogna—i quali +non esistevano! Le autorità che avevano avuto sentore +della dimostrazione avevano chiesto ed ottenuto +rinforzi da Caltanissetta, otto soldati ed un tenente +dei carabinieri, che uniti ai quattro carabinieri ch’erano +di stazione formarono un totale di <i>tredici</i> uomini!</p> + +<p>Il tenente dei carabinieri, Colleoni, pensò che l’autorità +doveva rimanere alla forza e fece mostra di tutte +le sue attitudini strategiche impostando i suoi dodici +uomini nella strada che fronteggiava la grande +piazza Garibaldi, d’onde dovevano passare i pacifici +dimostranti. Quando questi pervennero nella piazza +e vi si pigiarono in modo da non potersi muovere, +il tenente dei carabinieri intimò alla folla di sciogliersi +e fece suonare i tre squilli. Fra il secondo e il +terzo, un maestro di scuola, il Capra, esortò il popolo +a sciogliersi; ma il popolo credendo di non violare +alcuna legge protestando contro i balzelli, e incorato +con particolarità da alcune donne ardite, non si mosse +se non dopo che il terreno fu seminato di morti e<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span> +di feriti in seguito alle <i>ripetute</i> scariche ordinate dal +tenente dei carabinieri. Quando la piazza venne +sgombrata, per molte ore rimasero abbandonati al +suolo gli <i>undici</i> morti e i più gravemente feriti—donne, +uomini, vecchi e bambini—in mezzo alle +pozze di sangue!</p> + +<div class="sidenote">MENZOGNE SPUDORATE</div> + +<p>E adesso poche altre osservazioni. Come i telegrammi +ufficiali mentirono nel dare i particolari della +dimostrazione cui attribuirono atti non commessi, così +evidentemente mentirono nel dare alcune notizie +che volevano lasciar comprendere esservi stata da +parte del popolo prima l’aggressione e poi la resistenza, +fosse anche una larva. Si parlò di un colpo di rivoltella +tirata contro il maresciallo dei carabinieri, +ma il colpo <i>fortunatamente</i> non partì; e se <a name="tn187" id="tn187"></a><span class="correction">partì</span>, +quantunque a <i>bruciapelo</i>,... non ferì; si parlò di una +coltellata contro un soldato, ma <i>fortunatamente</i> la +lama non arrivò alle carni; si parlò di sassi scagliati +contro la truppa, ma <i>fortunatamente</i> non un soldato +venne colpito!...</p> + +<p>Troppa fortuna davvero!</p> + +<p>E poi, la rivoltella non fu trovata; i carabinieri +sequestrarono solo un’accetta... senza padrone.</p> + +<p>Cose queste, che furono anche constatate dai corrispondenti +della <i>Tribuna</i> e del <i>Resto del Carlino</i>, +andati sul luogo.</p> + +<p>La narrazione fatta dal tenente Colleoni innanzi +al Tribunale militare esclude tutte le calunniose notizie +<i>ufficiali</i> divulgate sul contegno dei poveri contadini +di Santa Caterina. Egli, a domanda del Presidente +Colonnello Orsini rispose: «avere ordinato +il fuoco perchè aveva acquistato il concetto preciso +dell’aggressione che voleva fare la folla dalle parole<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +di un certo Manzoni e dalle armi <i>intraviste</i> +sotto i vestiti dei dimostranti...»</p> + +<p>Non mettiamo in dubbio la vista lincea di quell’ufficiale, +ma è giusto riferire le parole di fuoco del +Manzoni; questi disse al Colleoni: <i>fate ritirare la +truppa e la folla colle buone si disperderà</i>.</p> + +<p>Lo stesso Colleoni confessò che prima che la truppa +facesse fuoco non ci furono <i>nè pietrate, nè colluttazioni</i>... +Se qualche sasso fosse volato dopo le ripetute +scariche, quando il suolo era seminato di morti +e di feriti, chi oserebbe maravigliarsene e condannare?</p> + +<p>Ancora: nel processo, come capo temibile della +sommossa venne designato il contadino La Placa, +cui si rivolse la particolare accusa di avere strappato +la baionetta al Maresciallo dei Carabinieri in una +colluttazione corpo a corpo. Ebbene il terribile ribelle +ricevette due ferite alle <i>spalle</i> in quella colluttazione; +sicchè riferendosi alla topografia di tali ferite +e al momento in cui il maresciallo asseriva avergliele +inferte, il La Placa ingenuamente osservava: +<i>Le braccia l’uomo le ha davanti o di dietro?</i></p> + +<div class="sidenote">LA LOGICA DE’ CONTADINI</div> + +<p>La folla aveva tante intenzioni ostili—ed era +composta da migliaia di persone!—che dette tempo +al suddetto maresciallo di ricaricare la rivoltella per +freddare il contadino che a bruciapelo gli aveva tirato +un colpo di pistola... Oh! con quanto rigore di +logica semplice e irresistibile a chi parlava di fucilate +tirate dal popolo, un contadino dalla gabbia +esclamò: <i>signor Presidente, i nostri fucili ammazzano!</i> +E non uno dei <i>tredici</i> soldati fu ammazzato...</p> + +<div class="sidenote">LA FEROCIA DEL POPOLO</div> + +<p>E della ferocia e delle cattive intenzioni del popolo +si ebbe altra prova luminosa. Il maresciallo<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span> +quando non ebbe più cartucce, credette bene di ricoverarsi +in una casa che vide aperta; ivi una +trentina di contadini eransi ricoverati per isfuggire +al massacro. Lo ebbero in mano inerme, trenta contro +uno, e non gli torsero un capello e l’accolsero!</p> + +<p>A Benedetto Salemi, che all’indomani della strage +lo interrogò su questo particolare, il maresciallo +rispose: <i>Erano tanto impauriti!</i></p> + +<p>«Fosse stato anche vero, osservò il Salemi, che +una trentina di uomini pravi, feroci (come venivano +designati) avessero avuto paura di uno disarmato..., +ma era quella la risposta di un soldato italiano? +dire vili a degli onesti, che virilmente gli avevano +regalato la vita!»</p> + +<p>Il Salemi, nel <i>Siciliano</i>, de’ 9 e 10 gennaio 1894, +fece un’esatta e commovente descrizione dei casi di +Santa Caterina. Dalla quale, mi piace di riportare +il luogo seguente, dove egli narra la sua visita al +cimitero.</p> + +<div class="sidenote">AL CIMITERO</div> + +<p>«Si va al cimitero per una via che sale leggermente +ad un colle.</p> + +<p>«Nel piccolo campo dei morti, a sinistra, stavano +schierate le casse che serrano i poveri uccisi. Ce +n’era una, grande: una vecchia barella tinta di +grigio con due larghe fasce di nero che s’incrociavano.</p> + +<p>«Il custode, levato una grossa pietra da su il +coperchio, lo sollevò.</p> + +<p>«Nella vecchia barella avevano messo due cadaveri: +uno su l’altro: uno con la faccia sotto i piedi +dell’altro! Sopra, stava un ragazzo; era morto dopo +una lunga agonia e aveva gli occhi a pena socchiusi, +e sul viso profilato ancora un’espressione di<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span> +angoscia. L’altro era un uomo, con un po’ di barba +sotto il mento. Aveva i grandi occhi neri sbarrati: +era morto nel vigor della vita, fulminato, e quegli +occhi vitrei che dal corpo supino guardavano il +cielo, pareva invocassero, ancora morti, il Cielo: +pareva che quello sguardo, con una serenità lunga +di eroe, dicesse: «O Signore, Signore! vedete....»</p> + +<p>«Dopo altre casse, fatte di tavole bianche, ce n’era +una, piccola, foderata di roba celeste; povera roba +ma immacolata.</p> + +<p>«Io volli vedere l’innocente piccola vittima che +forse non aveva nemmeno gridato! e pregai il custode +di schiodare la cassa.</p> + +<p>«La bambina era grande per i suoi nove anni. +Giaceva, con la testina un po’ volta da un lato e le +braccia distese lungo i fianchi. Non aveva ancora +la rigidità della morte e la sua faccia era rossa, e +sulla bocca, coperta di bava, colava dal naso una +schiuma sanguigna che gorgogliava ancora, a intervalli +che pareva avessero la regolarità del respiro.</p> + +<p>«—Ma è viva!—esclamai.</p> + +<p>«Il custode sorrise.</p> + +<p>«—Viva?...—e ripose il coperchio.</p> + +<p>«Oh era morta davvero, povera bimba ricciuta! +Era morta davvero, misera madre derelitta, ora! +povera madre straziata che nella disperazione della +sua pena ebbe pure la forza di rivestire il cadavere +della sua creatura; di chiudere gli occhi alla sua +bimba morta; di foderare di roba celeste la cassa +nella quale dovevano chiudere, per sempre, la figlia +sua uccisa; nella quale dovevano portarle via, per +sempre, la figlia sua perduta!»<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span></p> + +<p>All’indomani della strage, come dappertutto, la +forza arrivò numerosa, si procedette a centinaia di +arresti, altre centinaia di contadini presero il largo +e la simpatica cittadina rimase squallida e terrorizzata.</p> + +<p>Ed ora riassumiamo. Durante il 1893 e i primi +giorni del 1894, nei tumulti e nelle dimostrazioni +di Sicilia cadde—ucciso dal popolo—un solo soldato: +lo Sculli.</p> + +<p>Caddero—uccisi dai soldati:</p> + + +<ul><li>tredici popolani a Caltavuturo,</li> +<li>due a Serradifalco,</li> +<li>uno ad Alcamo,</li> +<li>undici a Giardinello,</li> +<li>undici a Lercara,</li> +<li>otto a Pietraperzia,</li> +<li>quattordici a Gibellina,</li> +<li>diciotto a Marineo,</li> +<li>quattordici a Santa Caterina Villarmosa;</li> +</ul> + +<p class="noi">in tutto furono uccisi novantadue liberi cittadini per +un solo soldato.</p> + +<div class="sidenote">EPILOGO TRISTE</div> + +<p>Questo lugubre riassunto dev’essere completato +da altri tristi episodî. Il governo italiano che non +seppe prevenire, che non si dette il menomo pensiero +di una situazione tragica, dispiegò tutta la sua +sapienza nel ricompensare i disgraziati—voglio essere +benevolo nel qualificarli—protagonisti della repressione. +Premiò il delegato di Pubblica Sicurezza che +fece uccidere in Serradifalco due operai che invocavano +il rispetto della legge elettorale; premiò +il delegato di P. S. di Racalmuto per la <i>prudenza</i> +mostrata nel nascondersi il 1. novembre; premiò il +delegato di P. S. di Gibellina! per la splendida attitudine<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span> +ai travestimenti rivelata nei sottrarsi ai pericoli +creati per colpa sua; premiò il tenente Colleoni—e +lo lasciò per sei lunghi mesi sul luogo +delle sue gesta eroiche—per la vista lincea mercè +la quale <i>intravide</i> le armi sotto i vestiti dei contadini +di Santa Caterina Villarmosa!</p> + +<p>Di fronte a tali e tante ricompense come non esser +compresi di ammirazione per Matteo Imbriani, +che in un momento di santa indignazione si sente +disonorato dalle medaglie guadagnatesi in battaglia +contro gli austriaci, e in piena Camera dichiara di +volerle buttare in faccia al governo italiano?</p> + +<p>Egli dovette certo, in quel momento, ricordarsi che +Roma negò il trionfo a Pompeo, vincitore di Spartaco, +perchè i ribelli non erano nemici stranieri.</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE USCÌ DI BOCCA AL GENERALE MORRA</div> + +<p>E tutto quello non basta; il giorno 8 Febbraio il +generale Morra di Lavriano riunì le truppe di Palermo +in Piazza Ucciardone e rivolse loro un discorso in +cui: rammenta da prima con grande compiacimento +alcuni degli ultimi tumulti, specialmente Valguarnera, +Belmonte e Santa Caterina, rilevando che <i>da per tutto +la folla assalì le truppe e sparò su di esse, (!?)</i> esalta +i soldati premiati per gli ultimi avvenimenti e ricorda +con onore il <i>valore (!?)</i> dimostrato dai soldati a +Santa Caterina; fa l’apoteosi del povero soldato Sculli +ucciso a Marineo e glorifica l’opera dei subalterni +<i>mirabilmente guidati dai capi dovunque contro di loro +si addensava la rivolta</i>!</p> + +<div class="sidenote">GLI CHASSEPOTS E I FUCILI VITALI</div> + +<p>Il generale Morra di Lavriano terminò la sua +<i>eloquente, patriottica e veritiera</i> concione facendo un +parallelo tra le vittorie ottenute in Sicilia dai soldati +italiani e quella, allora recentissima, ottenuta in +Africa ad Agordat, non senza esprimere il rammarico<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +che essi dovevano provare combattendo contro uomini +che parlano la stessa loro lingua... E dopo il +solito volo lirico all’<i>unità</i> ed a <i>Casa Savoia</i>, al suono +della marcia reale, le truppe sfilarono dinanzi al +generale ed ai premiati, che erano il Tenente Serra +del 27º Fanteria, il caporale Puttini dello stesso reggimento +e il carabiniere Profita.</p> + +<p>Non mi permetterò alcun commento sulla opportunità +politica del parallelo tra le vittorie ottenute +in Africa e... in Sicilia; nè sulla convenienza di +premiare i <i>valorosi</i> che uccidono inermi italiani.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_45_45" id="Footnote_45_45"></a><a href="#FNanchor_45_45"><span class="label">[45]</span></a> L’on. Saporito nella tornata del 27 Febbraio 1894 disse +alla Camera dei Deputati che il generale Corsi in una sua +circolare raccomandava alle truppe di non usare mai armi, +<i>contro nessuno e in nessuna occasione</i>. Se questa circolare è +vera farebbe fede dell’animo mite dell’antico comandante del +XII Corpo di armata e dimostrerebbe che gli eccidî non furono +premeditati.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.<br /><br /> + +LE RESPONSABILITÀ</h2> + + +<h3><i>a)</i><br /><br /> + +IL CLERO</h3> + +<p>Esposti gli avvenimenti siciliani dell’anno 1893 +e del principio del 1894 si devono esporre le responsabilità +degli attori: del clero—cui si volle attribuire +un’azione, che non ha esercitato e che è stata diversa +da quella, che gli venne attribuita—del popolo, +e del governo principalmente.</p> + +<p>Comincio dal clero.</p> + +<p>Sin da quando l’attenzione pubblica sul continente +si fermò sulle cose di Sicilia, prima ancora +che si arrivasse al periodo acuto dei mesi di dicembre +1893 e gennaio 1894, da una certa stampa con +soverchia insistenza s’insinuò che il clero soffiava +nel fuoco. L’insinuazione era abile, perchè mirava +a discreditare il movimento ed a renderlo inviso +alla maggioranza liberale del popolo italiano, che +beve grosso e si lascia facilmente ingannare da un +patriottismo quarantottesco, ogni volta che gli si +parla del <i>nemico</i> che si annida nel Vaticano. Giovava<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span> +ricorrervi, perchè era riuscita pei moti del 1866 ed +era servita come comoda arma alla polizia, poco +dopo, nell’imbastire i grotteschi processi politici ricordati +dall’on. Tajani nel famoso discorso pronunziato +nella Camera dei deputati nella tornata dell’11 +giugno 1875; ma era iniqua, calunniosa, poichè era +del tutto falso che il clero si fosse immischiato nei +moti di Sicilia; e quando su di essi disse la sua parola, +fu tale, che ad esso fa torto sicuramente, però +lo rivela ligio alla <i>causa dell’ordine</i>—dell’ordine, dico, +quale lo intendono il governo e le classi dirigenti.</p> + +<div class="sidenote">UN’ACCUSA DESTITUITA DI FONDAMENTO</div> + +<p>L’accusa contro il clero di Sicilia è siffattamente +destituita di fondamento, che non varrebbe la pena +di occuparsene se non l’avesse fatta sua una donna +illustre,—la vedova di Alberto Mario—che ama +sinceramente l’Italia e l’isola nostra in ispecie e se +non vi avesse accennato lo stesso Presidente del +Consiglio, che ripetendo un favorito ritornello—sempre +apportatore di applausi in Parlamento e fuori—il +28 febbraio, dopo aver fatto l’apologia della +borghesia, le rimproverò solo di avere abbandonato +le <i>plebi</i> alle sette ed ai <i>preti</i>.</p> + +<p>Meglio avvisato, perchè non dominato da alcun +preconcetto, il sig. Adolfo Rossi nelle sue corrispondenze +alla <i>Tribuna</i>, nel mese di ottobre 1893 aveva +notato che il clericalismo non ci aveva che vedere +nel movimento dei <i>Fasci</i> e che anzi in molti di +questi c’era una spiccata tendenza anticlericale.</p> + +<p>Padre Lorenzo,—il frate eremita che la fa da cappellano +nella Chiesa della Madonna del Balzo di Bisacquino,—soprannominato +<i>il Socialista</i>, costituisce +una rara eccezione e del linguaggio da lui tenuto al +valoroso <i>reporter</i> del giornale di Roma si argomenta<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span> +già da qual parte stiano i <i>superiori</i>.—«Eh! se non +fosse per i superiori, diceva fra’ Lorenzo, io andrei +a predicare il socialismo così, con la mia +tonaca». Egli rispetto al movimento sociale avrebbe +fatto ciò che Ugo Bassi e Pantaleo fecero pel +moto politico.</p> + +<div class="sidenote">IL CLERO MERITÒ LE DIFFIDENZE DEI LAVORATORI</div> + +<p>Dopo, altri giornalisti venati in Sicilia riconobbero +la insussistenza dell’accusa e più esplicitamente ancora +l’on. Comandini, nella Camera dei Deputati, osservò +che «parlando in Sicilia con prelati degnissimi +e colti, con sacerdoti professori, con sacerdoti +di culto greco e con sacerdoti di culto latino, +io ho domandato quale poteva essere stata la parte +presa dal clero nelle agitazioni siciliane, e mi sono +sentito rispondere che il clero aveva trovato nella +classe dei lavoratori le più profonde diffidenze, +perchè questi erano convinti che essi stessero dalla +parte dei proprietarî e dei borghesi.» (Tornata +del 2 marzo 1894). E queste dichiarazioni collimano +perfettamente colla deposizione del Cabiati,—maggiore +dei Bersaglieri—nel processo De Felice (Udienza +del 21 marzo).</p> + +<p>Il clero meritò le diffidenze dei lavoratori!</p> + +<div class="sidenote">IL CLERO E I CASI DI SICILIA</div> + +<p>Vennero i processi dinanzi ai <i>Tribunali di guerra</i> +e dileguaronsi i più lontani sospetti. Prete D’Urso +fu arrestato per quarantottesco capriccio del senatore +Sensales; e dell’arresto ho motivo di pensare +che non fu contento lo stesso on. Crispi. Fu assolto +da ogni accusa. Non pertanto lo stesso on. Presidente +del Consiglio, cui giovava nella discussione +sui casi di Sicilia evocare lo spettro del clericalismo +per aggravare la mano sugli arrestati e impressionare +meglio la Camera in proprio favore e farsi<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span> +considerare come il difensore dell’idea italica, asserì +che i capi del movimento socialista (alludeva +al De Felice) si erano messi in relazione coi clericali +del continente. Ma neppure sul continente +dove nel Benzi si era andato a scovare un complice, +si potè colpire un clericale o un prete e in tanta +libidine di arresti e di processi non si arrestò e +non si processò quell’avv. D’Agata, da Catania, che—secondo +la polizia—era servito da pericoloso +intermediario tra il De Felice e i clericali del continente! +Nei processi, adunque, non si trovò e non +rimase traccia dell’azione dei preti e del clericalismo +nei moti di Sicilia. Quando la polizia accenna a +sospetti su qualche prete, come sul Di Lorenzo di +Gibellina, in essi vede uomini senza il menomo colore +politico ed impegolati sino alle ciglia nelle ire +e nelle contese dei partiti locali. E se qualche prete +viene innanzi i tribunali militari, come l’Evola di +Balestrate nel processo De Felice, depone contro i +<i>Fasci</i>.</p> + +<p>Con questa ultima e decisiva constatazione si potrebbe +por termine ad ogni discorso sull’azione e +sulla responsabilità del clero. Il clero, però, manifestò +apertamente il proprio pensiero sui casi di Sicilia +e giova in questa occasione e in questo punto, +esaminarlo per una doppia ragione. Una è particolare: +per vedere ciò che esso dice sulle condizioni +dei lavoratori dell’isola e sulle cause che l’indussero +a tumultuare; l’altra è generale: per conoscere quali +sono le sue vedute sul socialismo e se esso segue +l’indirizzo, che altri sacerdoti cattolici e protestanti +hanno preso in altri paesi di Europa e di America.</p> + +<p>Tra le manifestazioni pubbliche del basso clero<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span> +siciliano non ho conoscenza, che di una sola, dell’opuscolo +di un modesto prete di Contessa Entellina, +già citato, il Genovese (<i>La quistione agraria in +Sicilia</i>). Nel suo breve scritto c’è equità e c’è conoscenza +esatta delle condizioni economiche delle +varie classi dell’isola; ma non c’è pretensione alcuna, +non assurge a considerazioni di ordine generale, +nè si lascia trascinare ad inveire contro i vinti.</p> + +<div class="sidenote">L’ATTITUDINE DELL’EPISCOPATO SICILIANO</div> + +<p>Lodo sinceramente, e constato che il sacerdote +Genovese è una eccezione. Ben diversa è l’attitudine +dell’episcopato siciliano e di quei prelati, che +delle cose di Sicilia si sono occupati, non escluso +Monsignor Isidoro Carini, l’illustre bibliotecario della +Vaticana, il cui scritto per altro (<i>La quistione sociale +in Sicilia.</i> Roma 1894) è pregevole per tanti motivi +ed è inspirato da sincero amore per l’isola natía.</p> + +<p>Anzitutto cosa dicono i Vescovi nelle pastorali rivolte +ai loro fedeli sulle condizioni dei lavoratori +e sulle cause che determinarono gli ultimi tumulti? +Cosa ne pensa Monsignor Carini, il cui giudizio ha +tanta importanza perchè è quello di un siciliano di +cuore e di mente e che occupa un posto così elevato +nelle regioni del Vaticano?</p> + +<div class="sidenote">UNA PASTORALE DEL VESCOVO DI CALTANISETTA</div> + +<p>Comincio da Monsignor Guttadauro, vescovo di +Caltanisetta, che parlò il primo e per la prima volta +in ottobre 1893. Si può dire che meglio degli altri +e conformemente ai suoi eccellenti precedenti parafrasò +la celebre enciclica di Leone XIII, <i>De conditione +opificum</i>, applicandola agli avvenimenti dell’isola. +Nella sua prima pastorale constata che le «ragioni +del malumore esistono e non si possono dissimulare. +Il ricco per lo più abusa della necessità +del povero, che viene costretto a vivere di fatica,<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span> +di stento, di disinganno... Consiglia i reverendi +parroci, naturali protettori dei poveri, a reclamare +presso i proprietari ed i <i>gabelloti</i>, che si ristabilisca +la giustizia e l’equità nei contratti, che si cessi +dall’usura manifesta o palliata... che si ristabilisca +l’equa proporzione tra il lavoro del contadino ed +il capitale apprestato dai <i>gabelloti</i>, sicchè il raccolto +risulti diviso giustamente...; che si mettano +di accordo proprietarî e gabelloti e con equa transazione +contentino le non ingiuste pretese dei lavoratori +per impedire il desolante spettacolo della +continua emigrazione dei poveri contadini, che +vanno a cercar pane nelle lontane Americhe, ove +raro è che trovino quel che desiderano... I reverendi +parroci e predicatori ricordino in ogni occasione +ai padroni e capitalisti l’insegnamento della +Chiesa, che grida altamente, per bocca del sommo +Pontefice, esser loro dovere: <i>non tenere gli operai +in conto di schiavi; rispettare in essi la dignità dell’umana +persona, del carattere cristiano; non imporre +lavori sproporzionati alle forze o mal confacenti con +l’età o col sesso</i>. Principalissimo poi tra i loro doveri +è dare a ciascuno la giusta mercede, determinarla +secondo giustizia, e <i>non trafficare sul bisogno +dei poveri infelici</i>.»</p> + +<div class="sidenote">CIÒ CHE DICONO ALTRI VESCOVI</div> + +<p>Monsignor Blandini, vescovo di Noto, e Monsignor +Gerbino, vescovo di Caltagirone, su per giù fanno le +stesse confessioni sulla miseria dei lavoratori, sulla +ingordigia e sull’usura dei ricchi, dei proprietarî, dei +gabellotti. Del secondo è notevole questa frase: «Fra +la ricchezza e la povertà dipendente da tutto e da +tutti <i>quale libertà vi può essere</i>? Non è forse accettare +o morir di fame?»<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span></p> + +<p>I rapporti tra proprietario e proletario sulla base +della <i>libertà</i> della economia ortodossa non potrebbero +essere meglio espressi; nè i socialisti diversamente +li formulano.</p> + +<p>Monsignor Carini più esplicito riconosce che la +Sicilia oggi è il paese che presenta maggiori riscontri +coll’Irlanda; che nella divisione dei prodotti +gabellotti e proprietarî fanno la parte del leone; che +la miseria è grande; che la crisi non è transitoria +e che infine ai miseri si è tolto il cielo e non si è +data loro la terra, sicchè non c’è da maravigliarsi +se la miseria leva il suo immenso vessillo nero e +se ciò che dianzi era la sofferenza oggi diventa la +disperazione.</p> + +<p>Se nella diagnosi episcopale c’è unità e giustezza +di vedute, non manca la concordia, almeno tra alcuni, +nel predicare la rassegnazione, perchè alla +fin fine i poveri ci sono stati e ci saranno sempre: +<i>semper pauperibus habetis vobiscum</i>, esclama monsignor +Gerbino con San Matteo.</p> + +<p>E monsignor Blandini non sa capacitarsi perchè +le miserie che ci sono state sempre, solo ora debbano +riuscire a pericolosi ed imbarazzanti esplosioni. Qui +monsignore, sebbene persona assai colta, solo per +comodità di polemica—perchè la sua pastorale non +è che polemica, anche nel titolo: <i>Il socialismo</i>—ha +potuto dimenticare la storia che gl’insegna il contrario +e che gli dice altresì, che la protesta odierna +assume forme diverse per la coscienza dei diritti e +della forza, che viene dalla istruzione e pel maggiore +desiderio di eguaglianza economica, che venne +acuita dalla uguaglianza politica ed un poco anche +dalla religiosa. Che male c’è che gli uomini siano<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span> +uguali in terra se dovranno esserlo in cielo, dove +anzi i primi saranno gli ultimi e viceversa?</p> + +<p>I vescovi siciliani, che consigliano la rassegnazione, +si capisce che nella cura dei mali si debbano +in prevalenza affidare al misticismo e debbano vedere +la salvezza nel trionfo della religione e per +essa nella restaurazione del potere temporale del +papa. Monsignore Blandini—sia detto a suo onore—non +manca però di avvertire, che certi sistemi +curativi sono troppo pericolosi:</p> + +<p>«Chi si affida nel ferro di ferro perirà, egli osserva +saviamente; e l’esagerato militarismo dell’odierna +Europa, quando meno vi si pensi e si tema, +potrà accelerare la conflagrazione all’estero, la +guerra civile all’interno. <i>Che vale rimettere in moto +la ghigliottina e mozzare qualche testa?</i>»</p> + +<div class="sidenote">UN’ILLUSIONE DELL’ARCIVESCOVO DI MESSINA</div> + +<p>Monsignor Guarino, arcivescovo di Messina, non +ha pubblicato alcuna pastorale, perchè la ritenne +inefficace ma secondo un rapporto spedito al Vaticano +ne ha diramate una ai preti suoi dipendenti, +nella quale raccomanda rimedî pratici e la <i>via di +fatto</i> per mezzo del mutuo soccorso organizzato delle +congregazioni religiose della sua arcidiocesi. (R. De +Cesare: <i>Il vaticano e le presenti condizioni d’Italia. +Nuova Antologia.</i> 1º Marzo 1894). Lo lascio nella dolce +illusione di credere che sia stato il mutuo soccorso +organizzato da lui a mantenere la calma nelle sua +arci-diocesi—e non le diverse e note condizioni economiche +della provincia di Messina—e constato +la lodevole tendenza non mistica, ma terrena, nella +cura dei mali.</p> + +<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DI MONSIGNOR CARINI</div> + +<p>Monsignor Carini rende il necessario omaggio alle +tendenze reazionarie riproducendo un brano del discorso<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span> +tenuto dal Sommo Pontefice nella Basilica +vaticana il 28 gennaio 1894 e il cui succo sta nel +consiglio di <i>rifare il cammino a ritroso</i>; però in +lui lo spirito moderno e il sentimento di umanità +prendono il sopravvento nei particolari e suggerisce +rimedî terrestri quali potrebbero esser dati da un +accorto politico: non affidarsi alla libertà—<i>libertà +funesta e che spesso è solo la libertà nel più forte di +opprimere il più debole</i>—nel regolare i rapporti tra +contadini, proprietarî e gabellotti; abolire il <i>Truck-system</i>, +frenare l’usura, anzi estirparla dalle radici, +risuscitare i monti frumentari; distribuire il credito +con discernimento; combattere la funesta piaga dell’<i>assenteismo</i>; +indurre i proprietarî a migliore coltura +delle terre; dare istruzione più pratica e che non +produca spostati; estendere all’agricoltura la giuria +dei <i>probi-viri</i>; intraprendere una certa quantità di +opere pubbliche per conto dello Stato per dare lavoro +immediatamente agli operai disoccupati; temperare +le asprezze dei tributi; correggere le amministrazioni +comunali; regolare il lavoro e i salarî delle +miniere, ecc., ecc. Questo è tutto un programma, che +potrebbe sottoscrivere qualunque socialista di Stato. +Si dirà, dunque, che l’episcopato siciliano segue, +sebbene timidamente, quel socialismo cattolico, che +ha tanti illustri ed eminenti cultori fuori d’Italia?</p> + +<p>Così forse potrebbe essere se il clero italiano in +generale e quello siciliano in ispecie non fosse di +una deficienza deplorevole in fatto di studî economici; +deficienza tale, che fa considerare lo sciopero +da monsignor Gerbino come un <i>monopolio</i> ingiusto +del lavoro contro il capitale—dopo aver parlato +della <i>libertà</i> come sappiamo—che fa inculcare ai miseri<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span> +il risparmio. È tale la deficienza in simili discipline, +e la mancanza di conoscenza del movimento +contemporaneo, che lo stesso Monsignor Carini, +mente tanto superiore a quella degli altri suoi +colleghi, se da un lato afferma che le società di resistenza +inglesi o americane non hanno mai preso +alcun colore politico o socialista—e l’affermazione +è dimostrata inesatta dalla storia dei <i>Cavalieri del +lavoro</i> in America e del <i>nuovo unionismo</i> in Inghilterra—dall’altro +vorrebbe attuare tutta la serie +delle riforme suenunciate <i>pur non attentando menomamente +all’antica rigidità del diritto quiritario</i>.</p> + +<div class="sidenote">GLI ERRORI DELL’EPISCOPATO</div> + +<p>Se questi soli fossero gli errori dell’episcopato, +sarebbero attribuibili esclusivamente al grado della +loro coltura economica e non lo intaccherebbero dal +lato morale. Esso, però, contraddicendo alle sue +premesse mise la sua influenza—danneggiando se +stesso più che giovando agli altri—a disposizione +delle classi dirigenti e del governo, ripetendo in +Sicilia l’attitudine serbata dal Papato in Irlanda, +in Polonia, dovunque i doveri della religione cristiana +gl’imponevano di dichiararsi pel popolo, +pei deboli, pegli oppressi, contro i forti, contro +gli oppressori, contro il governo. E perciò i vescovi +di Sicilia scagliano unanimemente fulmini e invettive, +talora volgari, contro il socialismo e i socialisti, +contro i <i>Fasci</i> e i loro soci; attribuendo loro anche +le colpe non commesse; ed è doloroso che ciò abbiano +fatto quando gli accusati, anzi i calunniati, +non avevano la possibilità della difesa, perchè a +migliaia essi erano stati mandati in prigione e a +domicilio coatto, e alla stampa era stato messo un<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span> +ferreo bavaglio, mentre gli accusatori erano protetti +dal regime eccezionale dello Stato di assedio.</p> + +<p>Questo contegno, sebbene temperatamente, assunse +anche Monsignor Guttadauro—e me ne duole +per l’uomo veramente rispettabile—che nella seconda +pastorale del 7 febbraio parla di plebi fatalmente +illuse da istigatori malvagi, di ree dottrine +ecc., ed assume proporzioni di sconveniente diatriba, +che potrebbe essere sottoscritta da Yves Guyot, +nel Vescovo di Noto. Monsignor Blandini, confonde +nientemeno socialismo e massoneria, e chiamando +la seconda <i>esercito di Satana, malvagia e ria setta, +la quale ha scelto a suo grande architetto il diavolo, +a gerofante il giudeo</i> scende giù giù sino a voler +rinchiudere <i>caritatevolmente</i>—l’aggettivo è suo—nel +manicomio i socialisti; a definire <i>stoltizia</i> l’aspirazione +a democratici ordinamenti e ad una più +equa ripartizione dei beni della terra, in un momento +in cui si corre il pericolo di vedere divenire +<i>homo homini lupus</i> e ad indignarsi—poco cristianamente—contro +l’abnegazione e l’altruismo dei +nihilisti russi e dei comunisti francesi <i>perchè non appartengono +mica alla classe dei diseredati</i>. E dire che +la temperanza del giudizio e del linguaggio era più +che in altri da attendersi in monsignor Blandini che +stoicamente aveva esclamato: <i>è da sciocco lamentare +la tristizia dei tempi, quando, al dire di Sant’Agostino</i>, +<span class="smaller">TEMPORA NOS SUMUS</span>!</p> + +<div class="sidenote">L’ARCIVESCOVO DI PALERMO</div> + +<p>L’arcivescovo di Palermo, monsignor Celesia non +volle esser da meno dei suoi inferiori e sferzò anche +lui i <i>mestatori anarchici o socialisti</i>—che per lui +sono tutta una cosa!—e se la prese anche colla +soppressa <i>Giustizia sociale</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span></p> + +<p>Di che il generale Morra di Lavriano e della +Montà gli si mostrò riconoscente, e appena pubblicata +la pastorale si recò al palazzo arcivescovile a ringraziarne +l’autore mentre l’on. Crispi probabilmente +incoraggiava qualche onoranza a Giordano Bruno.</p> + +<div class="sidenote">I VESCOVI SICILIANI E I PRELATI STRANIERI</div> + +<p>È strano che i vescovi siciliani—interpreti e seguaci +di quelli del continente—abbiano tenuto un +linguaggio ed una attitudine cotanto diversa da quella +tenuta da illustri cattolici e da eminenti prelati stranieri—da +monsignor Ketteler al canonico Maufang, +dall’abate Hitzig al prete Mac Glynn, dal De Curtius +e Lamoignon, a tutti gli scrittori, laici o ecclesiastici, +dell’<i>Association catholique</i>.<a name="FNanchor_46_46" id="FNanchor_46_46"></a><a href="#Footnote_46_46" class="fnanchor">[46]</a></p> + +<p>Di questa diversità è bene addurre alcune testimonianze +scegliendole tra le più recenti. Così il Mac +Glynn curato cattolico di New-York e seguace di +Henry George, nel 1887 all’invito del suo vescovo +di moderare la propaganda rivoluzionaria rispose: +«ho sempre insegnato e insegnerò sempre nei miei +discorsi e nei miei scritti, sino a quando vivrò, che +la terra è di diritto la <i>proprietà comune</i> del popolo +e che <i>il diritto di proprietà individuale</i> sul <i>suolo</i> è +opposto alla giustizia naturale quantunque sanzionato +da leggi civili e religiose. Vorrei subito, +se lo potessi, far modificare le leggi del mondo +intero in modo da confiscare la proprietà individuale +senza alcuna indennità per i sedicenti proprietarî.»</p> + +<p>Il cardinale Manning morì esclamando: «l’attuale<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span> +società è <a name="tn206a" id="tn206a"></a><span class="correction">selvaggia</span> ed anti-cristiana e soltanto un +socialismo cristiano può redimerla e salvarla.»</p> + +<div class="sidenote">LA FEDE NELL’AVVENIRE DEMOCRATICO</div> + +<p>Monsignor <a name="tn206b" id="tn206b"></a><span class="correction">John</span> S. Vaughan, arcivescovo di Westminster, +perciò successore del Cardinale Manning, +in un articolo (<i>The social difficulty</i>) pubblicato nella +Dublin <a name="tn206c" id="tn206c"></a><span class="correction">Review</span> (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi +socialista convinto; monsignor Keane, Vescovo di +Richmond riconosce che «avviene un rivolgimento +radicale sia nel metodo dei governi degli uomini, +sia nelle relazioni della vita. Queste mutazioni +possono riassumersi in una parola: è <i>l’era della democrazia</i>, +della sovranità dei poteri popolari, della +preponderanza del quarto stato. Non è qui il luogo +d’esaminare la ragione filosofica di questa rivoluzione; +ci basta di stabilire e di accertare un fatto, +che non si può mettere in discussione e di esprimere +la convinzione, che <i>questo fatto non è opera +del caso, nè del demonio</i>, <span class="smaller">MA SI COMPIE PER DISEGNO +DELLA DIVINA PROVVIDENZA</span>.»</p> + +<p>E monsignor Carini, da cui riporto le citate parole +del Keane, esprime la stessa fede nello avvenire +democratico di Europa e del mondo.</p> + +<p>Oh! dite, Monsignor Blandini: manderete <i>caritatevolmente</i> +al manicomio tanti altri vostri superiori +o fratelli in Cristo, che vedono un’opera della divina +provvidenza in ciò che voi considerate come +l’opera di Satana?</p> + +<div class="sidenote">SOCIALISMO E CRISTIANESIMO</div> + +<p>Nè si dica che sono in errore i socialisti cattolici; +perchè la dottrina socialista—senza che con +ciò s’intenda darle nuovo vigore—è conforme alla +dottrina di Cristo (che minacciava il terribile: <i>Vae +divitibus!</i>), a tutti gl’insegnamenti dei primi e più eminenti +padri della Chiesa. Il socialismo integra il<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span> +cristianesimo, per un certo verso, in quanto che +cerca dargli la sanzione terrestre. Possono, adunque, +i prelati che lo combattono rendere dei servizî al +governo e alle classi dirigenti, non parlare nel nome +del loro Dio!</p> + +<p>E di questa rinnegata loro missione come italiani +possiamo essere contenti, perchè se il clero cattolico +di fronte al socialismo assumesse un contegno +diverso, data la situazione politica e le pretese di +restaurazione del potere temporale, esso costituirebbe +un pericolo per la patria nostra!</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_46_46" id="Footnote_46_46"></a><a href="#FNanchor_46_46"><span class="label">[46]</span></a> Chi avesse vaghezza di conoscere il movimento del socialismo +cattolico ricorra al bel libro che vi ha consacrato +F. S. Nitti.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.<br /><br /> + +LE RESPONSABILITÀ</h2> + + +<h3><i>b)</i><br /><br /> + +I FASCI</h3> + +<p>Coloro che hanno seguito le discussioni della stampa +e della Camera dei Deputati, da un anno in qua, +conoscono che prima l’on. Giolitti e poscia l’on. Crispi, +pur non essendo d’accordo tra loro su certi +punti, hanno fatto di tutto per riversare ogni responsabilità +degli avvenimenti di Sicilia sui <i>Fasci</i>, +sul socialismo, sui <i>sobillatori</i>. L’esame dei fatti dà +a questa accusa una smentita altrettanto recisa quanto +alla precedente, relativa all’azione del clero.</p> + +<div class="sidenote">IL CRITERIO SPERIMENTALE</div> + +<p>Questo giudizio è strettamente sperimentale e la +enunciazione sua è <i>a posteriori</i>. Non a caso accenno +al criterio sperimentale col giudizio <i>a posteriori</i>; +ciò è indispensabile nel momento in cui tutti s’impancano +a positivisti, pur facendo strazio del positivismo +nelle applicazioni, o creandone uno di sana +pianta per comodità dei governanti e delle classi +dirigenti.</p> + +<p>Si sa che Claudio Bernard dette il più chiaro concetto<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span> +dello sperimentalismo nelle scienze fisico-chimiche +e nelle biologiche—per quanto tra queste +ultime le induzioni siano assai meno rigorose ed +esatte che tra le prime, perchè le condizioni dello +sperimento sono assai più complesse e ne intervengono +parecchie, che possono passare inosservate, +quantunque alterino i risultati.</p> + +<p>Nelle scienze politiche e sociali il criterio sperimentale +si può applicare più difficilmente, o meglio +quello che si applica è d’indole diversa, ma conserva +sempre un grandissimo valore. Poichè, se sugli +uomini e sulle umane società non si possono +fare quelli esperimenti <i>in corpore</i> e in <i>anima vili</i>, +che si fanno nelle scienze fisiche, chimiche e biologiche, +riproducendo artificialmente ed a beneplacito +dello sperimentatore le condizioni volute, per +vedere se sono seguite sempre da certi dati risultati,—sicchè +tra le une e le altre si stabilisca con +certezza il rapporto come tra <i>causa ed effetto</i>—pure, +colla osservazione ripetuta di certe condizioni che +si presentano spontaneamente nel corso della vita +delle nazioni e degli aggregati umani e che producono +o meglio sono seguiti quasi sempre da certi +dati avvenimenti si può dire che anche nelle scienze +politiche e sociali si applicano i criterî sperimentali. +Nelle medesime, senza riprodurre qui tutte le distinzioni +metodiche dello Stuart Mill—riprodotte e illustrate +tra noi dal Gabaglio a preferenza di tanti +altri—si può affermare che la storia e la statistica +suppliscono i reagenti chimici, le pile elettriche, gli +scalpelli anatomici, le iniezioni, le asportazioni di +organi, ecc.<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span></p> + +<p>La convergenza dei risultati positivi e negativi +nella osservazione dei fatti sociali vale, perciò, a +fare ammettere sperimentalmente il rapporto come +tra causa ed effetto tra certe condizioni—e sul +proposito è noto che le induzioni hanno tanto maggior +valore, quanto più numerose sono le condizioni +identiche o rassomiglianti—e certi avvenimenti +consecutivi.</p> + +<p>Questo criterio sperimentale applicato ai casi di +Sicilia esclude l’azione dei <i>Fasci</i>, della propaganda +socialista, dei sobillatori o la riduce alle sue vere +proporzioni.</p> + +<div class="sidenote">UN PRIMO RISULTATO DELL’OSSERVAZIONE</div> + +<p>Il primo risultato che si ha dalla osservazione +dei fatti è significativo: nella provincia di Messina +ed in alcune parti della provincia di Catania dove +predomina una mezzadria meno adulterata e forme +di contratti agrarî relativamente eque, dove i rapporti +tra le varie classi sociali sono improntati ad +una certa umanità, dove il benessere economico dei +lavoratori della terra è maggiore, nei centri agricoli +o non sorgono i <i>Fasci</i>, o vi si mantengono in +minuscole proporzioni: e quando vi sorgono e vi +attecchiscono nè trasmodano, nè ricorrono a manifestazioni +che possano dare occasione alle osservazioni +dei loro avversarî e pretesti di accuse e calunnie +alle autorità zelanti e alle permalose classi +dirigenti. Questa osservazione recente va a completare—e +nel contempo ne riceve maggior luce—l’altra +fatta da me stesso circa dieci anni or sono +sui rapporti tra la delinquenza e le condizioni sociali. +Allora scrissi che nella provincia di Messina +la maggiore divisione della proprietà, la maggiore +quantità di terreni coltivati intensivamente ad agrumeti,<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +a vigneti, ad uliveti con maggiore partecipazione +dei lavoratori ai prodotti della terra assicurava +alle medesime condizioni morali migliori +che nel resto dell’isola. (<i>La delinquenza della Sicilia</i> +ecc., p. 53 a 57).</p> + +<p>Parimenti dove i <i>Fasci</i> sono bene organizzati e +consolidati nella loro compagine da una vita più +lunga; dove c’è una certa coltura e vi prevalgono +e vi sono ascoltati gli elementi schiettamente socialisti—Catania, +Palermo, Messina, Marsala, Trapani, +Corleone, Piana dei Greci ecc., la calma non +manca, l’ordine non viene turbato, la disciplina viene +rispettata, la parola dei capi viene religiosamente +ascoltata.</p> + +<div class="sidenote">L’ORDINE E L’ELEMENTO SOCIALISTA</div> + +<p>Si può costatare positivamente l’azione moderatrice +dei <i>Fasci</i> e dei socialisti in più luoghi; ad +essi si deve se si riesce a mantenere l’ordine a Salemi, +a Salaparuta, a Castrogiovanni, a Villarosa, +a Riesi, in tutta la provincia di Catania, per molto +tempo o durante tutto il periodo dell’agitazione e +dei tumulti, anche nell’assenza delle truppe, colla +impotenza, colla inettitudine e non ostante le provocazioni +delle autorità politiche e delle classi dirigenti.</p> + +<p>A Marsala il Presidente del <i>Fascio</i> sig. Ruggieri è +coadiuvato nella bisogna dal prof. Pipitone; il presidente +del <i>Fascio</i> di Pioppo si coopera col pretore +e col comandante il distaccamento delle truppe +a ristabilire l’ordine in Monreale. A S. Ninfa avviene +di meglio: in seguito a precedenti tumulti, che minacciavano +di rinnovarsi, molti soci del <i>Fascio</i> si +mettono a guardia del municipio e impediscono che +i tumultuanti vi penetrino. E se più di frequenti<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span> +la parola dei Presidenti e dei socî più autorevoli +del <i>Fascio</i> e di altri socialisti non venne ascoltata, +ciò si deve all’invincibile malcontento per la miseria +e per le ingiustizie subite da lunghi anni dai +lavoratori, che avevano esaurito la loro pazienza e +li avevano resi increduli ad ogni promessa di prossime +riparazioni. Perciò rimasero del tutto inefficaci +gli scongiuri del povero Presidente del <i>Fascio</i> +di Gibellina, contro ai disordini; della quale sua opera +tutti fanno fede.</p> + +<div class="sidenote">UNA RICONOSCENZA SUI GENERIS</div> + +<p>Rimarrà poi a perenne memoria di questo triste +periodo la riconoscenza <i>sui generis</i> riserbata dalle +autorità politiche grandi e piccole verso coloro, che +si cooperarono anche con favorevoli risultati, a mantenere +l’ordine e la calma. Di questa riconoscenza +ebbero prova luminosa il prof. Curatolo da Trapani, +il Vivona da Castelvetrano, il D.r Crescimone da +Niscemi, il Salerno-Vinciguerra e l’Aldisio-Sammitto +da Terranova, l’avv. G. Rao da Canicattì, e parecchi +altri che dopo essere stati ringraziati calorosamente, +e talora per lettera da Prefetti e da Sotto-prefetti, +da Delegati di P. S. e da Carabinieri per +la efficace opera prestata nel periodo che si può +chiamare della <i>forza minima</i>,—in cui le autorità +avevano addirittura perduta la testa, perchè non +avevano abbastanza soldati per farsi rispettare—non +appena la Sicilia fu invasa da fanteria, cavalleria, +quanta ne occorrerebbe per iniziare una guerra +contro un potente nemico, esse si sentirono forti e +la forza vollero fare palese con atti di solenne ingratitudine +facendo arrestare quelli che avevano +prima encomiati. Per molti l’arresto fu talmente iniquo +e ingiustificabile, che dopo qualche mese non fu<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span> +più mantenuto; per pochi—il Curatolo e il Vivona—fu +seguito da processo e da condanna a diecine di +anni di reclusione. Del Vivona, farmacista in Castelvetrano +e nemico irreconciliabile dei Saporito, i +quali nel processo si vendicarono senza un ritegno, +è da ricordare che egli venne precisamente accusato +per un discorso tenuto ai tumultuanti, onde +evitare maggiori eccessi, a preghiera caldissima e +quasi per imposizione delle autorità politiche e militari +del luogo.</p> + +<div class="sidenote">DOPO I RINGRAZIAMENTI....</div> + +<p>Il Rao venne arrestato in Canicattì al ritorno da +Castrogiovanni dove era venuto insieme al Sindaco +Avv. Falcone per prendere accordi e consigli +da me sulla condotta da seguire per iscongiurare +i tumulti temuti e di cui c’erano i prodromi.... In +questi casi non si sa se maggiormente si debba flagellare +la vigliaccheria o la ingratitudine di coloro +che ringraziarono prima e poco dopo ordinarono gli +arresti.<a name="FNanchor_47_47" id="FNanchor_47_47"></a><a href="#Footnote_47_47" class="fnanchor">[47]</a></p> + +<p>Questi dati positivi sulla vera indole dell’azione +spiegata dai <i>Fasci</i> e dai più noti socialisti vengono +completati da altri dati e da altre considerazioni.</p> + +<p>Un significantissimo elemento sulla minima partecipazione +dei <i>Fasci</i> ai tumulti si rinviene in un +documento ufficiale di singolare importanza.</p> + +<p>Il Procuratore del Re di Palermo nel domandare<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span> +alla Camera dei Deputati l’autorizzazione a procedere +contro l’on. De Felice aveva tutto l’interesse +a magnificare l’intervento nei tumulti dei <i>Fasci</i> +e del loro <i>Comitato Centrale</i>, senza di che non ci +sarebbe stato motivo a procedere contro l’on. De +Felice e contro il <i>Comitato</i>; or bene, in tale domanda, +per impressionare i deputati e indurli ad +accordare la chiesta autorizzazione non si può fare +menzione dello intervento chiaro e diretto d’altri +Fasci che quelli di Terrasini, di Giardinello e di +Belmonte, tre microscopici comunelli.</p> + +<div class="sidenote">I FASCI NEI TUMULTI</div> + +<p>Di quali altri <i>Fasci</i>, in tutti i processi, si riscontra +la traccia nei tumulti? degli altri di Pietraperzia, +di Lercara, di Santa Caterina Villarmosa, tutti +senza capi, sciolti o in via di dissoluzione.</p> + +<p>Allo scopo evidente di meglio colpire le vittime +designate, in Parlamento e nel processo si ingigantì +la forza dei <i>Fasci</i> pel loro numero e pel numero di +socî, che li componevano. Ma è da discutere forse +sul serio la possibilità di un moto ordinato da 160 +sodalizî,—che hanno un organo centrale e dispongono +di oltre trecentomila socî—e che si rivela in +modo così tumultuario, veramente anarchico e con +manifestazioni tali che escludono l’intesa e la premeditazione, +la direzione, che avrebbe potuto e dovuto +dare un organismo poderoso, vittoriosamente, +allorquando tutte le forze di resistenza mancavano, +quando le città erano sguernite di truppa e la poca +che c’era figurava come le comparse teatrali, +ora quà ora là, e stanche, abbattute, demoralizzate? +Se l’intesa, la premeditazione, la direzione dei <i>Fasci</i> +ci fossero state, come spiegare la constatata azione +moderatrice dei <i>Fasci</i> meglio organizzati e dei<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span> +capi più stimati e più intelligenti? Ma che non ci +sia stata si rileva alla evidenza dalle stesse relazioni +della polizia, che rappresentano tutti o almeno +i principali documenti dell’accusa. È il questore Lucchese, +<i>il deus ex machina</i> dei processi, che narra la +discussione,—durata otto ore!—tra i membri del +<i>Comitato Centrale</i>, sei dei quali insistevano perchè +si facesse un manifesto per raccomandare la calma, +ed uno solo, il De Felice, propendeva per l’azione +rivoluzionaria. E il Procuratore del Re nella citata +domanda di autorizzazione a procedere per aggravare +la responsabilità del De Felice, si vale della +narrazione del questore Lucchese. Dalla quale dunque, +emerge all’evidenza, che sino al momento dell’arresto +dei membri del <i>Comitato</i> e dello inizio della +reazione si deve escludere nei tumulti di Sicilia la +responsabilità collettiva dei <i>Fasci dei lavoratori</i>, per +un moto voluto e coordinato.</p> + +<div class="sidenote">ASSOLUTA MANCANZA D’INTESA</div> + +<p>Da tutti i processi e da tutti i documenti risulta, +infine, che nei movimenti mancarono le armi, mancò +il denaro, mancò l’accordo, mancò l’impronta di un +capo, di una qualsiasi direzione...</p> + +<p>Tutte queste osservazioni vengono meglio illuminate +e corroborate dallo studio delle cause dirette +e immediate, e del sorgere dei <i>Fasci</i>, e delle tumultuose +dimostrazioni dei contadini; lo studio è stato fatto +nei suoi particolari dagli avversarî dei <i>Fasci</i>, da coloro +anche ch’erano preposti ufficialmente a reprimerne +le manifestazioni più o meno legali.</p> + +<div class="sidenote">LA FAME LEGALE</div> + +<p>È l’on. Marchese Di San Giuliano che scrive: +«Coloro, che sostengono non essere il disagio economico +la causa precipua dei disordini in Sicilia, +osservano che finora i più gravi sono accaduti nelle<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span> +provincie di Trapani e di Palermo, che non sono +tra le più povere e le più colpite dalla crisi; +ammetto che per questo o quel comune, possano +aver prevalso altre cause locali, ma per la provincia +di Palermo è bene notare che essa ha dato +nel 1892 un contigente di 5929 persone all’emigrazione +permanente e di 1585 all’emigrazione +temporanea, mentre che non l’aveva dato che +di 870 all’una e di 138 all’altra nel 1885, il +che autorizza a conchiudere che anche in quella +provincia sia avvenuto un notevole peggioramento +economico. In Provincia di Trapani l’emigrazione +permanente, nel 1892, fu di sole 337 persone, +ma di queste 105 appartengono al Comune di +Gibellina, dove i disordini sono stati tra i più +gravi: ed è stato ucciso il pretore.»<a name="FNanchor_48_48" id="FNanchor_48_48"></a><a href="#Footnote_48_48" class="fnanchor">[48]</a> A questo +mi permetto aggiungere che anche Caltavuturo dette +un grande contigente all’emigrazione, che la condizione +economica della provincia di Palermo e di +Trapani poteva considerarsi buona prima della crisi +vinicola ed agrumaria; e che la emigrazione—come +diceva R. Cobden, a proposito di quella Irlandese: +«quando deriva dalla necessità di fuggire la +<i>fame legale</i>—cioè quella che deriva dalle leggi e +dalla <a name="tn216" id="tn216"></a><span class="correction">organizzazione</span> sociale e non dalla naturale +sterilità del suolo—non è emigrazione, ma deportazione.»</p> + +<p>E in modo ancora più conclusivo in favore dello<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span> +assunto propostomi, lo stesso Di San Giuliano aggiunge: +«<i>i Fasci non sono causa, ma effetto della +grave situazione della Sicilia!</i>»</p> + +<div class="sidenote">NON CE N’È FORSE ABBASTANZA?...</div> + +<p>Sarebbe errore, però, il ritenere che solo il dissesto +economico abbia prodotto la esplosione del 1893 +e del principio del 1894; moltissimo, forse di più come +spinta diretta e immediata, vi contribuirono la esasperazione +per la iniquità delle amministrazioni comunali +e le gare vivacissime tra i partiti locali. +Esaminando l’insieme di queste cause il Cavalieri +esclama: «Non ce n’è forse abbastanza per spiegarsi +il movimento dei <i>Fasci</i>?»</p> + +<p>Che i <i>Fasci</i> non avessero torto nelle loro domande +e che i metodi adoperati non fossero biasimevoli, +almeno in un primo tempo, risulta da testimonianze +irrefragabili.</p> + +<p>In quanto ai metodi vi sono le sentenze dei tribunali +di Caltanissetta, di Girgenti, di Trapani, di +Palermo per varî processi istruiti sui fatti di Acquaviva, +di Casteltermini, di Milocca, di Siculiana, +di Gibellina, di Piana dei Greci ecc. ecc., le quali +assolvendo quasi tutti gli accusati o ritenendoli +colpevoli di lievi contravvenzioni danno la prova +della leggerezza e del malanimo delle autorità politiche, +che denunziavano i pretesi reati. E quanto +non contribuirono queste persecuzioni a fare uscire +i lavoratori dalle vie della legalità?</p> + +<p>In quanto alla sostanza delle loro domande, che +provocarono le agitazioni e i tumulti si hanno testimonianze +non meno autorevoli, che le dimostrano +giuste e ragionevoli.</p> + +<p>Per la parte economica il Cavalieri giudica +che anche senza appartenere alla scuola comunista<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span> +o Marxista, come questo o quello dei <i>Fasci</i>, si può +pensare che il lavoro, nella distribuzione dei prodotti, +non abbia la parte che gli spetta.</p> + +<p>L’on. Sonnino aveva giustificato tali domande +preventivamente colla pubblicazione del libro del 1876 +e più tardi, alla vigilia di divenire ministro, colla +presentazione del suo disegno di legge sulla mezzadria, +dà ragione del Congresso di Corleone, che +tanto illegale gli parve da volerne tenere conto +e da mettersi in relazione diretta col suo autore +principale, Bernardino Verro. E divenuto ministro +le sue viscere continuarono a commuoversi e nella +esposizione finanziaria, trovò modo di stigmatizzare +la iniquità dei dazî di consumo in Sicilia e la necessità +e il dovere di provvedere.</p> + +<div class="sidenote">DISAGIO E ANGHERIE</div> + +<div class="sidenote">I RECLAMI</div> + +<p>Le amministrazioni comunali, infine, vennero condannate—e +perciò giustificati i <i>Fasci</i> e le agitazioni—dalle +circolari dell’on. Crispi e del generale Morra +di Lavriano ai Prefetti della Sicilia nelle quali +s’inculcava d’invitare i sindaci a mettere ogni cura +nella compilazione dei ruoli delle tasse municipali, +nel ripartirle più equamente e senza violare le leggi, +nell’evitare il fiscalismo e le angherie nella esazione, +nel sorvegliare la compilazione dei bilanci, ecc., ecc. +E i prefetti e le Giunte amministrative, ch’erano stati +sordi e ciechi per tanti anni provvidero spesso—per rimangiarsi +i provvedimenti dopo—esagerarono anche +chiedendo l’abolizione totale dei dazî di consumo, +imponendola contro legge, con lesione dei diritti dei +terzi e mettendo le amministrazioni nella impossibilità +di provvedere alle spese obbligatorie più +indispensabili. E moltissimi municipî sordi e ciechi +anche essi, non meno e per non minor tempo dei<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span> +prefetti e delle Giunte amministrative, si destarono +e accolsero i reclami delle popolazioni stremate ed +angariate ed abolirono tasse inique e accennarono +di volere rientrare nell’orbita della legalità, se non +della giustizia.<a name="FNanchor_49_49" id="FNanchor_49_49"></a><a href="#Footnote_49_49" class="fnanchor">[49]</a></p> + +<p>Questi, esclusivamente questi e non altri furono<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span> +i fattori d’indole economica, politica e sociale, che +determinarono i moti di Sicilia e che furono favoriti +da altre particolari circostanze, alle quali si accennò +vagamente altrove, ma che giova esporre +ordinatamente in questo punto.</p> + +<div class="sidenote">LA TRADIZIONE RIVOLUZIONARIA</div> + +<p>Anzitutto, in Sicilia e sopratutto in quei luoghi +che costituiscono, secondo l’on. Crispi di oggi, la +corona di spine della città di Palermo, vi sono +tradizioni rivoluzionarie nel popolo, che gli danno +una energia ed una fiducia nelle proprie forze, che +mancano altrove. Queste tradizioni hanno creato +uno speciale punto di onore—anormale quanto può +esser quello che induce due <i>gentiluomini</i> a battersi +in duello per una inezia—e tale da indurre +i contadini di un luogo a ritenersi menomati nella +stima pubblica quando non avessero ripetuto ciò +che gli altri avevano fatto. Li ho sentiti io rispondere +ai consigli di calma: <i>che cosa si dirà di noi +se non facciamo nulla quando gli altri si muovono</i>? +Qui c’è anche uno speciale spirito di solidarietà di +cui bisogna tener conto. Lo straordinario accentramento +della popolazione e la coesistenza negli stessi +abitati degli elementi rurali e degli elementi urbani, +inoltre, fa sì che i malumori più rapidamente si +diffondano e che l’azione di contatto, che tali diversi +elementi esercitano gli uni sugli altri, agisca come +lo strofinio su quei corpi dai quali si sprigiona la +scintilla elettrica. Nè m’indugio ad applicare gl’insegnamenti +della psicologia popolare per ricordare +quanto più poderosa sia l’azione di certi fattori sulle +folle numerose anzichè sui gruppi sparsi e poco +considerevoli; nè quanto sia facile l’intesa tra gente +che soffre degli stessi mali, che si sente forte e<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span> +che difficilmente può essere rattenuta e sorvegliata +dalle autorità governative.</p> + +<div class="sidenote">LA DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE</div> + +<p>L’influenza esercitata in ogni tempo sui moti +di Sicilia dalla speciale distribuzione della popolazione +(caratterizzata dalla mancanza dei piccoli e +numerosi centri rurali, mentre i suoi abitanti in +grandissima maggioranza sono dediti all’agricoltura) +mi pare che per lo passato non sia stata abbastanza +avvertita.</p> + +<p>I tumulti scoppiano nei grossi centri rurali anzichè +nelle città; nelle file dei contadini piuttosto che in +quelle degli operai e dei zolfatari, che sebbene analfabeti +hanno intelligenza più svegliata—lo constata +la Jessie White Mario—pei contatti frequenti colle +classi colte; tra gli elementi più incolti di preferenza +che non tra coloro che posseggono una istruzione +qualsiasi, fosse anche appena rudimentale e limitata +al più elementare alfabetismo. L’ignoranza delle +leggi, dei pericoli, delle conseguenze di certi atti, +l’ignoranza completa in tutto e per tutto fu il vero, +il grande fattore dei casi di Sicilia; di tale e tanta +ignoranza se ne ha la prova lampante nella ingenua +e unanime confessione dei feriti e degli arrestati, +che affermavano sentirsi al sicuro contro l’azione +delle truppe solo perchè le loro dimostrazioni avvenivano +al grido: <i>Viva il Re!</i> e procedevano sotto +l’egida dei ritratti del Re e della Regina, ai quali +non poche volte veniva riunito un Crocefisso.</p> + +<p>Ma chi è <a name="tn221" id="tn221"></a><span class="correction">veramente</span> responsabile di tanta ignoranza, +la quale non può non destare una profonda +commiserazione? Il governo italiano e le classi dirigenti, +che in trentatre anni di così detto regime +di libertà nulla fecero per eliminarla, per attenuarla;<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span> +proprio nulla! E dire che gli elementi che nei +primi tempi malamente rappresentarono il governo +in Sicilia, dopo averne sprezzantemente constatata la +<i>barbarie</i>, fecero intendere di volere assumere la +missione d’incivilirla!</p> + +<p>Se dall’analisi fatta risulta che nei tumulti mancò +l’azione collettiva dei <i>Fasci</i> e si ridusse a poca cosa +quella dei singoli <i>Fasci</i>—i meno ordinati, i rurali +e i più recenti—ci vuol poco a dimostrare che non +è maggiore la responsabilità dei cosidetti sobillatori +e della propaganda socialista sia pel sorgere degli +stessi <i>Fasci</i>, sia per le esplosioni dell’ira popolare.</p> + +<p>I <i>Fasci</i>, dice il generale Corsi, in moltissimi punti +non erano che le antiche <i>Società operaie</i>, che cambiavano +nome. Col cambiamento del nome mutava +forse per miracolo il contenuto antico?</p> + +<div class="sidenote">LE GARE MUNICIPALI E I FASCI</div> + +<p>«E qui cade acconcio—continua lo stesso generale—il +rammentare come le gare più acerbe e +costanti in questi paesi siano le municipali, poichè +quasi non v’è Comune che non sia scisso in due +o più partiti non solo avversi, ma apertamente e +accanitamente nemici tra loro, i quali si contendono +per ogni modo il primato, ed <i>anche il beneficio</i>, +nell’amministrazione municipale. Ora, con +questa presente agitazione è avvenuto che questo +o quel partito di Comune ha trovato molto opportuno +di giovarsi dello appoggio potente del +<i>Fascio</i> locale, il quale a sua volta s’è gettato spontaneo, +e dopo lieve spinta, nella gara municipale, +e così s’è fatto in più luoghi un imbroglio di +<i>Fascio</i> e municipio e partito, e taluni possidenti, +non dei maggiori bensì (e i Di Lorenzo di Gibellina?), +si sono messi alla testa del <i>Fascio</i>, o vi<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span> +sono scivolati dentro. Infatti i maggiorenti di quelle +Società non fanno mistero della loro intenzione +di <i>valersene nelle lotte municipali</i>, dicendo, forse +persuasissimi, che lo fanno e lo faranno pel meglio +del paese e quindi dei lavoratori. Intanto anche +per questo verso, il <i>Fascio</i> diventa arena di ambizioni +ed interessi locali, di <i>galantuomini</i> forse +più che di <i>picciuotti</i>....»</p> + +<p>Dov’è, dunque, il socialismo come causa efficiente, +diretta e immediata dei moti di Sicilia, secondo il +Comandante del XII Corpo di armata, che del socialismo +non è punto tenero? E minore ancora la +sua responsabilità risulterà uscendo dalle affermazioni +vaghe e generiche e mettendo i punti sugli <i>i</i> +come suol dirsi, cioè indicando i nomi dei capi-partito +dei paesi dove avvennero agitazioni e tumulti: +ciò che oggi può farsi senza commettere alcuna indiscrezione +e senza nuocere a chicchessia perchè i +fatti sono noti e sono stati discussi innanzi ai Tribunali +militari di guerra.</p> + +<div class="sidenote">IL SOCIALISMO NON C’ENTRA</div> + +<p>Ora i fatti dimostrano che il socialismo non ci +aveva che vedere nei diversi <i>Fasci</i> di Monreale, e +che quello ostentato dal sindaco Cav. Balsano in un +suo discorso, era socialismo di occasione suggeritogli +dal timore di perdere ogni popolarità e di vedersi sopravvanzato +dagli avversari. Il socialismo entrava +come i cavoli a merenda a Santa Caterina Villarmosa, +e lo dichiarò il farmacista Bruno ad un capitano +dei carabinieri prima del 5 gennaio e lo ripetè +il sindaco Fiandaca, suo avversario, innanzi +al tribunale militare di Caltanisetta.</p> + +<p>E non era affatto socialista, ma un monarchico +convinto ed amico intimo dell’on. Damiani, il Vivona,<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span> +avversario antico e irreconciliabile dei Saporito +a Castelvetrano; ed è assolutamente irresponsabile +il socialismo del fiero antagonismo tra i Di Loronzo +e i Gerardi in Gibellina, tra i Lafranca-Gallo +e i Lafranca-Massena in Partinico, tra i Nicolosi +e i Sartorio in Lercara, tra gli Sparti e gli Scozzari +in Misilmeri, tra i Bruno e i Gallina in Santa +Caterina Villarmosa...</p> + +<div class="sidenote">LA MINA ERA CARICA</div> + +<p>In risposta a chi potrebbe accusarmi di mala fede +perchè dalle pagine del generale Corsi e di altri +avversarî del socialismo cito soltanto quelle che mi +fanno comodo, riconoscerò che il primo assegna una +parte di responsabilità ai <i>sobillatori</i> colla propaganda +socialista; e questa parte viene determinata con +precisione in questo periodo: «il paese era nel 1892 +preparato allo scoppio come una mina carica, che +aspetta la miccia. Ora questa fu apprestata da un +pugno di socialisti, giovani, arditi, abili, agitatori +di vaglia sin dal primo momento.»</p> + +<p>E sia! Ma con ciò non rimane sempre minima, +storicamente e moralmente incalcolabile la loro responsabilità? +Certo; e la certezza risulta indiscutibile +dalla larghissima sperimentazione sociale, la +quale ammaestra, che dovunque esistono le condizioni +generatrici di un fenomeno, il fenomeno presto +o tardi si presenta illudendo solo gli ignoranti +o i malevoli sulla parte che rappresenta <i>l’ultima +causa occasionale</i>, la scintilla. Così, in Sicilia, nel +continente italiano, in Irlanda sempre e dovunque +esistano le condizioni analoghe a quelle che generarono +le ultime manifestazioni dell’isola, le manifestazioni +non mancheranno <i>con, senza, o contro i Fasci; +con, senza o contro</i> il socialismo.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p> + +<p>Non c’erano i <i>Fasci</i> e non era neppur nota la parola +<i>socialismo</i>, eppure nel 1848 in Burgio si ebbero +tumulti analoghi a quelli del 1893.</p> + +<div class="sidenote">SPERIMENTALISMO SOCIALE</div> + +<p>Non c’erano i <i>Fasci</i> e non era neppur nota la parola +<i>socialismo</i>, eppure nel 1860 in mezzo all’entusiasmo +e agli slanci generosi della riscossa nazionale +avvennero le cruente sollevazioni di Pace, di +Collesano, di Bronte, di Nissoria sempre al grido: +<i>morte ai galantuomini! abbasso li cappedda!</i> E senza +<i>Fasci</i> e senza socialismo avvennero i disordini di +Canicattini nel 1865, le preparazioni dei contadini +a Villalba ed a Valledolmo, la rivolta di Grammichele +nel 1876, nella quale si dette l’assalto al <i>Casino +dei galantuomini</i>, che furono presi a fucilate e +più tardi la ribellione di Calatabiano al grido di: +<i>abbasso il municipio! abbasso le tasse! Viva il Re!</i> +sanguinosamente repressa della <i>sinistra</i> riparatrice. +E senza <i>Fasci</i> e senza la menoma conoscenza di socialismo +tumultuano i lavoratori di Favara nel 1890, +e insorgono i contadini e i zolfatari di Floresta, di +Valguarnera...</p> + +<p>L’esistenza delle condizioni opportune per esplosioni +<a name="tn225" id="tn225"></a><span class="correction">violente</span> non era sfuggita a nessuno, e Sidney +Sonnino, prima che sorgessero i <i>Fasci</i> e senza che +sospettasse la influenza della propaganda socialista, +ne aveva previsto la ripetizione. E Abele Damiani, +non aveva mancato di avvertire: «Non dimentichiamo +che in tempo di rivoluzione furono specialmente +i contadini, i quali assalirono i possidenti +nelle persone e ne danneggiarono le possidenze: +il 1848 e il 1860 segnano due epoche terribili di +manifestazioni popolari; in alcuni comuni dell’isola +si ebbero a deplorare <i>fatti di sangue, vendette,<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span> +incendî di archivi pubblici</i> da parte di una moltitudine +oppressa, ubbriaca, nell’intento di vendicare +<i>l’onta della miseria patita a causa dell’odiata classe +dei proprietarî</i>.»</p> + +<p>Ah! perchè l’on. rappresentante per Marsala non +ha ricordato questa pagina da lui scritta all’amico +suo intimissimo ed antico, Francesco Crispi, quando +con violenza e con leggerezza indegna di un uomo +di Stato egli volle accusare e calunniare i socialisti, +sobillatori?</p> + +<p>Oltrepassiamo lo stretto. Le provincie del continente +napoletano presentano il terreno adatto per +questa <a name="tn226a" id="tn226a"></a><span class="correction">indagine</span> di sperimentalismo sociale; nè riferendomi +a tali regioni intendo ricordare i contemporanei +moti di Ruvo, di Corato, ecc. che si può +supporre essere stati determinati da contagio psichico +il quale pure non è efficace se non dove esistono +le favorevoli opportune condizioni. Mi riporterò invece +alle diverse fasi del <a name="tn226b" id="tn226b"></a><span class="correction">brigantaggio</span> ed alle altre +esplosioni dell’odio di classe, che hanno preceduto +le siciliane e che riconoscono cause perfettamente +identiche.</p> + +<div class="sidenote">DAL ’48 AL ’93</div> + +<p>Furono i <i>Fasci</i> e la propaganda socialista, che li determinarono? +Ma il socialismo non era ancora nato e +nel secolo scorso—si può apprenderlo dalle opere +insigni di Winspeare e di Nicola Santamaria sul +<i>feudalismo</i>—nel campo stesso dove si svolse il brigantaggio +si ebbero scene e manifestazioni perfettamente +analoghe a quelle ricordate per la Sicilia +dal 1848 al 1893.</p> + +<div class="sidenote">LE PAROLE DEI MODERATI</div> + +<p>Credo di avere già citato sulle cause e sul significato +del brigantaggio dal 1860 in poi i discorsi +di Giuseppe Ferrari, i quali, mutati i nomi, si crederebbero<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span> +pronunziati pei moti di Sicilia, devo aggiungere +che tutte le discussioni parlamentari del +1863 e 1864 e particolarmente la relazione e un +discorso del Massari e un altro del Castagnola riescono +alla stessa conclusione: «il brigantaggio è +la protesta selvaggia e brutale della miseria contro +antiche e secolari ingiustizie.» Sono parole +del moderatissimo Massari e pronunziate quando +della sincerità di certe oneste dichiarazioni dei <i>moderati</i> +non si poteva dubitare, perchè essi erano al +potere e non avevano bisogno di ostentare sensi +umanitarî o democratici per fare la critica degli +avversarî.</p> + +<p>Pasquale Villari nelle sue splendide <i>Lettere Meridionali</i>, +riassunse coll’usata sua acutezza tali discussioni, +che deve rileggere chiunque voglia ora giudicare +rettamente su i casi di Sicilia e apprendere +pure di quanto gli uomini di ordine e di governo +di allora fossero superiori a quelli di oggi.</p> + +<p>Posteriormente c’è stato un altro scrittore, che è +ritornato sullo stesso argomento ed ha raggruppato +i fatti e le considerazioni in guisa tale che meravigliosamente +si adattano agli ultimi avvenimenti +della perla del Mediterraneo.</p> + +<p>Vale la pena di arricchire questa collezione di +documenti con i seguenti brani del Turiello: «Il +feudalismo lasciò più viva che altrove nell’Italia +meridionale la differenza <i>fra la plebe</i>.... Il bilanciarsi +più o meno velato dell’autorità regia, tra la plebe +e la borghesia, rimane la chiave dei rivolgimenti +napoletani di <a name="tn227" id="tn227"></a><span class="correction">tutto</span> il periodo corso dal 1806 al +1861, quando il brigante Crocco a Menfi, seguito da<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span> +migliaia di villani per l’ultima volta tentò la restaurazione +borbonica!......</p> + +<div class="sidenote">LA LOTTA TRA LE CLASSI</div> + +<p>«Alle rumorose sollevazioni sociali in veste politica, +che seguirono dal 1806 in poi, sotto nome di +brigantaggio, bisognerebbe aggiungere, per intendere +la condizione reale della <i>opposizione dei due ceti</i> in +molte delle nostre campagne, la ricerca e l’enumerazione +minuta <i>d’infiniti casi di sollevazioni locali di +contadini, a fin di dividersi terre controverse, in ogni +periodo in cui parve meno vigorosa in queste provincie +l’autorità dello Stato</i>.»</p> + +<p>«Il grosso <a name="tn228" id="tn228"></a><span class="correction">brigantaggio</span> tra il 1864 e il 1866 venne +meno. <i>Ma le cagioni della lotta feroce non iscemarono +di poi</i>, se non qua e colà dove scemarono +con i popoli gli odî delle campagne per la cresciuta +emigrazione.... E, installato un nuovo ordine di cose, +il voluto regime di libertà, il feudalismo di <i>nome</i> +fu abolito nelle provincie meridionali, ma non di +fatto. Le condizioni dei lavoratori pessime e vivissima +<i>la lotta aperta</i> o <i>l’antagonismo latente tra le +classi</i>.</p> + +<p>«Nè mancarono <i>manifestazioni delittuose collettive</i> +negli ultimi tempi, quando non esisteva più il vero +brigantaggio.—<i>Incendî numerosi ed estesi, uccisioni +di bovi</i> avvennero nel 1877 negli Abruzzi e nel Salernitano, +in odio <i>a ricchi proprietari</i> spesso usurpatori +di terreni comunali... Altrove, come in un +comune di Basilicata, i contadini si sono confederati +in setta di mutuo soccorso per false testimonianze, +sempre benevole al proprio ceto in caso di +liti coi possidenti, per offese private o per quistioni +demaniali....»</p> + +<p>E perchè ciò? Perdio, come dice il Franchetti,<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span> +gli abbienti delle Calabrie e della Basilicata <i>sono +oppressori disonesti senza averne coscienza</i>...</p> + +<div class="sidenote">UN PARALLELO CON L’IRLANDA</div> + +<p>C’è di meglio ancora; c’è un isola che più volte +si è paragonata alla Sicilia: l’Irlanda. Nell’isola +verde la lotta dura da un secolo; le dimostrazioni, +i tumulti, le intimidazioni da un secolo vi si alternano +colle repressioni <a name="tn229" id="tn229"></a><span class="correction">violente</span> e colle leggi eccezionali: +lo stato di assedio vi fu proclamato <i>cinquanta +volte</i> in novantanni circa e sempre inutilmente!</p> + +<p>Perchè ciò? Riassumo un lato delle condizioni +dell’Irlanda colle parole di un conservatore: del +Fournier. I contadini vi sono miserabilissimi, irregolarmente +impiegati e male pagati dai fittaiuoli..., +le loro abitazioni consistono in un sol vano, che +serve al tempo stesso per preparare gli alimenti +e per dormire—come in Sicilia. Molti dividono l’abitazione +colle bestie da soma, col porco, col pollame—come +in Sicilia. Tali abitazioni sono appena chiuse; +qualche volta non hanno vetri alle finestre; un +foro nel tetto lascia passare il fumo—come in Sicilia. +Sono malvestiti e male forniti in quanto a letto e +ad utensili domestici—come in Sicilia. Le relazioni +dei fittaiuoli coi contadini sono molto tese e i primi +si mostrano più arroganti dei membri dell’aristocrazia—come +in Sicilia: sempre!</p> + +<p>Il Fournier continua: «Il contadino irlandese sa +ch’egli è il più male alloggiato, il più mal vestito, +il più mal nutrito dell’Europa occidentale ed insorge +contro questa situazione.... Su questo popolo +eccitato dalla miseria e dalle privazioni, dal timore +e dalla collera gli <i>agitatori</i> hanno buon giuoco....»—come +in Sicilia.<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span></p> + +<div class="sidenote">LE PROTESTE</div> + +<p>E come in Sicilia i tumulti si succedono con vertiginosa +rapidità e vi si formano associazioni ora +legali ora segrete e criminose, che spesso si sostituiscono +al governo e dal governo sono più temute +e più rispettate. Sorgono perciò i <i>fanciulli bianchi, +il ribbonismo, i molly-maguyr, i feniani</i>, la <i>Land league</i>. +Alcune di queste associazioni, specialmente +quella dei <i>molly-maguyr</i>, per gli statuti, pei principi, +per la esplicazione criminosa della loro azione si +rassomigliano maravigliosamente alla <i>mafia</i>.</p> + +<p>Vediamo che cosa fa la più legale e la più celebre +di quelle associazioni: La <i>Land-league</i> col suo +Re senza corona, Parnell.</p> + +<p>Siamo nell’autunno del 1880. Tutte le domeniche +in sette o otto punti dell’Irlanda, le popolazioni si +affollano attorno ad un palco improvvisato; ogni +villaggio arriva preceduto da un corpo di musica +e da bandiere, sulle quali stanno gli emblemi dell’Isola +Verde. Chi in questo non riconosce le passeggiate +dei Fasci coi gonfaloni e colle fanfare da +un paese all’altro?</p> + +<p>A chi quella folla attorno un palco non richiama +alla memoria i discorsi che hanno suscitato tanta ira +e tanta indignazione nei conservatori e nei progressisti +d’Italia?</p> + +<p>Sin qui la rassomiglianza; ma ad un certo punto +la <i>Land-league</i> si spinge ad atti collettivi e continuati, +cui non giunsero i <i>Fasci</i>.</p> + +<div class="sidenote">LA RESISTENZA DELLA LAND-LEAGUE</div> + +<p>Infatti la <i>Land-league</i>, che ha la sua gerarchia, +i suoi comitati, il suo bilancio, la sua cassa rifornita +continuamente dalle generose contribuzioni degli +Irlandesi degli Stati Uniti, organizza la resistenza<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span> +multiforme contro il governo e contro i grandi proprietari—i +<i>land-lords</i>.</p> + +<p>I <i>land-lords</i> non possono più esercitare i diritti +che l’<i>atto</i> del 1870 loro lasciava; essi non esigono +più i fitti, sia perchè gli affittaiuoli non possono +pagarli, sia perchè non lo vogliono sembrando loro +esorbitante. Se i proprietari tentano procedere ad +un sequestro o di fare eseguire un decreto di espulsione +la popolazione si ribella ed occorre il concorso +della fanteria e della cavalleria per proteggere +le esecuzioni.</p> + +<p>Quando la espulsione è stata effettuata e la terra +rilasciata, la <i>land-league</i> impedisce ad altri contadini +di prenderla e tanto l’amministratore, che ha +provocato l’espulsione quanto gli affittaiuoli che +contravvengono alla proibizione della <i>land-league</i> +vengono <i>boicottati</i>, cioè trattati come gli scomunicati +dei secoli scorsi, messi all’ostracismo: persino +i bottegai negano loro di vendere le mercanzie e +gli operai il lavoro.</p> + +<p>Talvolta la vendetta popolare non si arresta a +questo, ma perfino la notte vengono visitati da persone +armate e mascherate; vengono minacciati con +lettere anonime o a viva voce e così lo spavento +si spande dappertutto perchè le <a name="tn231" id="tn231"></a><span class="correction">minacce</span> vengono +seguite dai fatti: dall’incendio e dall’assassinio. In +tempi ordinarî la giustizia colpisce i rei; ma è impossibile +procedere contro una intera popolazione. +Perciò in Irlanda o per amore o per timore i contadini +diventano complici dei reati agrari; non si trovano +testimoni a carico degli accusati e su 155 reati constatati +non si poterono colpire che 32 persone. Così<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span> +la giustizia criminale viene paralizzata in una alla +civile per opera della <i>land-league</i>.</p> + +<p>Un ultima osservazione per coloro che ignorano +la storia dell’Irlanda: il socialismo in massima fu +estraneo alla nascita di tutte le associazioni irlandesi, +nelle quali predominò invece il sentimento +di razza e l’antagonismo religioso: i cattolici irlandesi +di origine celtica non si seppero mai rassegnare +al giogo dei protestanti inglesi di razza anglosassone.</p> + +<div class="sidenote">LE STESSE CAUSE DANNO GLI STESSI EFFETTI</div> + +<p>Il parallelo tra l’Irlanda e la Sicilia potrebbe essere +continuato e riuscirebbe oltremodo istruttivo +nella parte politica; ma ciò mi pare che basti per +dimostrare che senza il menomo intervento del socialismo +le stesse cause hanno prodotto gli stessi +effetti che in Sicilia. In Irlanda e in Sicilia riescono +gli <i>agitatori</i> perchè il terreno è adatto e fatalmente +devono sorgere con qualunque nome e sotto qualunque +bandiera.</p> + +<p>A coloro che per ignoranza o per malafede non +sanno scorgere nei tumultuosi fenomeni sociali che +la mano di sobillatori ripeterò le parole dell’arguto +Gian Luigi Courier: <i>les vrais sèditieux sont ceux qui +en trouvent partout</i>.</p> + +<div class="sidenote">GLI ECCITAMENTI NELLE RIVOLUZIONI</div> + +<p>Questo mio modo di vedere è il prodotto della +sincera convinzione che mi sono andato formando +colla osservazione dei fatti; nè la enuncio ora per +comodità di difesa di amici politici e di avvenimenti +ad essi voluti intimamente connettere, ma la +manifestai, ampiamente e in termini identici, dieci +anni or sono quando ero ben lungi dal prevedere +le dolorose contingenze odierne. Allora riportai un +caratteristico brano del Montchretien—uno scrittore<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span> +francese del secolo XVII—e nell’occuparmi +dei rapporti tra rivoluzione ed evoluzione conchiusi +con queste parole, che tornano più che mai opportune +adesso: «Gli scoppi, i <a name="tn233" id="tn233"></a><span class="correction">cataclismi</span> non avvengono +per gli eccitamenti di coloro, che la rivoluzione +predicano come una teoria, come unico mezzo di +salute. Essi da soli, colla decisa <i>intenzione</i> di provocarla, +non approderebbero all’intento, quando +anche fossero assai più numerosi di quel che sono, +se altre condizioni determinanti non esistessero. +Non si designino quindi alla pubblica esecrazione +e non si rendano responsabili di avvenimenti, +che si svolgono indipendentemente dalla loro volontà!»<a name="FNanchor_50_50" id="FNanchor_50_50"></a><a href="#Footnote_50_50" class="fnanchor">[50]</a></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_47_47" id="Footnote_47_47"></a><a href="#FNanchor_47_47"><span class="label">[47]</span></a> Mi consta con sicurezza che iniziato il periodo della reazione +le autorità militari dell’isola volevano ad ogni costo +farmi arrestare. Devo la libertà a qualche eminente magistrato; +ed io che ho sentito e sentirò il dovere di biasimare +la magistratura in più occasioni, sento per questo l’obbligo +di manifestare pubblica e sincera riconoscenza.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_48_48" id="Footnote_48_48"></a><a href="#FNanchor_48_48"><span class="label">[48]</span></a> <i>Le condizioni</i> ecc., p. 80. Erra di gran lunga il Di San +Giuliano quando afferma che le condizioni della provincia di +Catania sono le più tristi, poichè assai peggiori sono quelle +del resto della Sicilia.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_49_49" id="Footnote_49_49"></a><a href="#FNanchor_49_49"><span class="label">[49]</span></a> Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune +spese facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala, +Trapani, Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese, +Cefalù-Diana, Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini, +Montevago, Aragona, Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita, +S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina, Carini, Santa Ninfa, Castellammare, +Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone, Modica, Chiaromonte-Gulfi, +Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini, +Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena, +Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina, +S. Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt’altro +che completa e sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero +note le concessioni fatte in seguito ai tumulti. +</p><p> +Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è +ingannata sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A +Roma il <i>Fanfulla</i>, <i>l’Opinione</i>, <i>il Diritto</i> le esposero sommariamente +ed esattamente. Vanno poi specialmente ricordati +per onestà e precisione d’informazioni: <i>Il Secolo</i> e il <i>Corriere +della sera</i> di Milano, <i>Il Resto del Carlino</i> di Bologna, <i>La Tribuna</i>, +il <i>Messaggero</i> e <i>Il Popolo Romano</i> di Roma. A questi +giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una sincera +parola di lode. +</p><p> +Il La Loggia ha fatto una diligente statistica delle cause +che determinarono le principali dimostrazioni e i tumulti da +gennajo 1893 a gennajo 1894, che mi pare importante riprodurre +dal <i>Giornale degli Economisti</i> (marzo 1894): divisione +demanii comunali 1, cause politiche 2, tasse locali <span class="ss"><b>48</b></span>, patti agrarî +7, patti minerarî 1, prepotenze amministrative 2, prepotenze +di autorità politiche 4, mancanza di lavoro 1, contratto +di lavoro 1.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_50_50" id="Footnote_50_50"></a><a href="#FNanchor_50_50"><span class="label">[50]</span></a> N. Colajanni: <i>Il socialismo</i>. Catania 1884—p. 350 a 352 +e 393.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.<br /><br /> + +LE RESPONSABILITÀ</h2> + + +<h3><i>c)</i><br /><br /> + +IL GOVERNO</h3> + +<p>Al generale Corsi, che paragonò la Sicilia a una +mina già preparata da secoli alla quale i <i>Fasci</i> e +gli agitatori socialisti diedero fuoco, si può rispondere, +che più veramente la parte di miccia la fece +proprio il governo.</p> + +<p>Infatti, la responsabilità del governo è immensa; +antica e recente; diretta e indiretta; positiva e negativa. +Su quella, antichissima, che si deve considerare +come vera opera di preparazione, non ritornerò, +risguardando essa la formazione dell’insieme +di quelle condizioni sociali descritte avanti; nè ripeterò +ciò che venne esposto relativamente alla +provocazione, la quale rappresenta una fase più +recente.</p> + +<div class="sidenote">I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO</div> + +<p>Il governo è responsabile per la sua azione diretta +e che fa capo a Roma, e ancora di più per +quella dei suoi rappresentanti locali, ora disonesti +ora inetti—partigiani sempre—contro ai quali<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span> +gli uomini più eletti dell’isola protestarono in ogni +tempo invocandoli migliori. Di quanto fecero i prefetti +e la polizia risponde il governo centrale, non +solo per le ragioni che derivano dallo stesso regime +parlamentare, ma ancora di più per la impunità +che quello ha voluto sempre concedere ai suoi subalterni, +e per l’incoraggiamento dato al malfare +coi premi e le promozioni in ragione diretta della +audacia mostrata nella violazione delle leggi e di +quei principi fondamentali, che—anche se non regolati +esplicitamente da leggi speciali, come vorrebbe +lo Statuto, e come sarebbe il caso quanto al +diritto di associazione e di riunione—dovrebbero +pure far parte del diritto pubblico di un paese, che +creda di vivere sotto il libero regime rappresentativo.</p> + +<div class="sidenote">L’IMPUNITÀ DELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>La responsabilità di questa ultima fase di esplosione +che ricade sul governo per l’inettitudine e +per l’imprudenza dei suoi agenti potrei io dimostrare +con molti esempi. Mi limito solo ad accennare a +quel tal delegato di Racalmuto, il quale medita stupidamente +ed eseguisce una aggressione illegale +contro una folla di un migliaio di cittadini, avendo +<i>due soli</i> carabinieri e ch’è premiato, di poi, per essersi +ecclissato nel momento critico del pericolo; e +al delegato di Valguarnera che ordina ad altri due +carabinieri di far fuoco contro un assembramento +di parecchie migliaia di persone già eccitate; e faccio +anche menzione di quel Prefetto di Trapani, che +perdette del tutto la bussola appena ebbe notizia +dei primi tumulti, rimanendo in balia degli eventi +come fece il suo collega di Napoli nell’agosto del 1893: +e di tanti altri funzionarî di polizia—specialmente<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span> +della provincia di Caltanissetta—che si sono chiariti +di una inettitudine superlativa nella ricerca di +delinquenti e nella repressione del delitto, ma audacissimi +nel denunziare come <i>pericolosi</i> i più onesti +e pacifici cittadini, e che pur sono stati premiati +più volte nonostante il contrario avviso della magistratura.</p> + +<p>Infine, il governo è responsabile quale organo +delle classi dirigenti per quello che fece e per quello +che lasciò sempre fare ad esse impunemente; responsabilità +grande, che viene riassunta dal generale +Corsi con questo tratto breve ed efficace: «i più +moderati dei sommovitori <i>non potevano fare a meno +di pensare</i>: il governo e i gaudenti <i>promettono e +dormono</i>; bisogna scuoterli, costringerli col coltello +alla gola.» (p. 371). E davvero, come non scorgere +tutta la efficienza che doveva venire dalla radicata +e ben fondata convinzione che nulla c’era +da sperare colle buone e colle vie legali dal governo +e dalle classi dirigenti?<a name="FNanchor_51_51" id="FNanchor_51_51"></a><a href="#Footnote_51_51" class="fnanchor">[51]</a></p> + +<div class="sidenote">L’ALTO SENNO DELL’ON. GIOLITTI</div> + +<p>Quando si perviene alla vigilia della esplosione<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +ed entra in iscena maggiormente l’on. Giolitti, corre +il debito di dichiarare, che la situazione in Sicilia +era assai cattiva; ma egli, che doveva risuscitare +la bandiera sfatata della <i>sinistra</i> con tutte le sue +colpe e con tutti i suoi errori, ebbe il merito speciale +di renderla addirittura pessima con tutto quel +periodo di provocazione.</p> + +<p>Egli peggiorò tutti i cattivi metodi di governo +mettendo a disposizione dei deputati—divenuti tanti +proconsoli in cinquantesimo—prefetti, delegati, ed +anche magistrati! ed ottenendo, però, un risultato +insperato e insperabile per altri titoli: una fedeltà, +cioè, a tutta prova nei rappresentanti dell’isola, che +coprirono e legittimarono ogni loro voto di fiducia +in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti +e della risurrezione della <i>sinistra</i>... fatta da uomini +che erano stati i promotori e i campioni del <i>trasformismo</i>.</p> + +<p>Avvenuta poi la tragedia di Caltavuturo, la cecità +e la persistenza del governo negli antichi metodi, +e la mancanza completa di opportuni provvedimenti +divennero assolutamente criminose.</p> + +<p>Ciò che c’era da temere, ciò che poteva verificarsi +si era veduto coi fatti: Caltavuturo non fu +che un primo sintomo di uno stato generale.</p> + +<p>Era urgente provvedere allora e riparare; mostrarne +almeno l’intenzione. Finalmente, gli avvisi, +gli allarmi, le grida di gioia degli uni e di paura +degli altri rompono l’alto sonno dell’on. Giolitti; ed +ecco il governo cominciò ad accorgersi che in Sicilia +c’era del fuoco serpeggiante che minacciava +di propagarsi—assurgendo alle proporzioni di un +grande incendio—e si avvide che questa ipotesi<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span> +del fuoco sotto la neve non era un’immagine poetica, +cui si prestava l’Etna maestosa e fumante, ma +una realtà. Ma pure allora il Presidente del Consiglio +non si svegliò del tutto: sbadigliò, e sbadigliò +da vero ministro di polizia dei passati regimi, non +sapendo vedere al di là della superficie e credendo +che con semplici brutali repressioni la si potesse +fare finita.</p> + +<div class="sidenote">UNA INSANA CONFUSIONE</div> + +<p>In Sicilia c’era una quistione di malandrinaggio +di cui s’era occupato ripetutamente il Parlamento +e la stampa; c’era la quistione sociale di cui i <i>Fasci</i> +erano una fioritura parziale; e l’una e l’altra preoccupavano +i grandi proprietarî e le classi dirigenti. +L’on. Giolitti credette dare un colpo da maestro confondendole +e giudicando che i <i>Fasci</i> non fossero +che una speciale manifestazione del malandrinaggio +e nella sua alta sapienza commise di studiare +la quistione sociale al direttore generale della Pubblica +Sicurezza. Così facendo—confondendo il moto +sociale colla manifestazione criminosa—credette +d’infangare il primo per discreditarlo, senza però +d’altra parte nutrire la speranza di fare scomparire +la seconda, che dalla insana confusione non poteva +che ricevere incremento.</p> + +<p>E per giudicare insana tale misura mi appello +all’on. Di San Giuliano, che pur avendo fatto parte +del gabinetto dell’on. Giolitti onestamente riconobbe: +«che il peggioramento delle condizioni della +pubblica sicurezza non è un effetto della propaganda, +cui si devono i <i>Fasci</i>, ma tanto il successo +di questa propaganda e i disordini che ne conseguono, +quanto l’aumento dei furti e delle grassazioni<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span> +sono effetti simultanei del disagio economico.» +(op. cit. p. 14).</p> + +<p>Il generale Corsi alla sua volta fece questa speciale +e preziosa osservazione: «del moto dei <i>Fasci</i> +rimasero quasi affatto immuni i circondarî di Cefalù +e Mistretta, <i>quelli appunto ch’erano in maggior +sospetto di malandrinaggio</i>.» (p. 366).</p> + +<div class="sidenote">LA MISSIONE DEL SENATORE SENSALES</div> + +<p>Il senatore Sensales, pei suoi <a name="tn239" id="tn239"></a><span class="correction">precedenti</span> e pel +posto che occupava, era certo il meno adatto di +tutti a conoscere i mali e a suggerire confacenti rimedî.</p> + +<p>Del resto, il direttore generale della Pubblica Sicurezza +non mostrò alcuna intenzione di studiare +e conoscere; percorse rapidamente l’isola da Palermo +a Messina, sentì i prefetti, si fece ossequiare +alle stazioni ferroviarie <i>per un minuto</i> dai delegati +suoi dipendenti, non chiamò notabili, non chiamò e +non volle sentire gli oppressi. A Corleone soltanto—forte +della coscienza del proprio retto operato—il +Presidente del <i>Fascio</i>, B. Verro, si presentò da sè +al Sensales per sottoporgli le doglianze e le ragioni, +veri <i>cahiers</i>, dei lavoratori della propria regione. +Onde il Direttore della pubblica sicurezza nulla vide, +nulla apprese, che non avesse potuto sapere dai +rapporti dei suoi dipendenti.</p> + +<p>Quale fu, dunque, la sua missione; quale la sua +opera?</p> + +<p>Eccola: in una delle brevi soste del suo rapido +e trionfale viaggio, a Girgenti—siamo già in ottobre, +proprio alla vigilia dello scoppio—egli scopre +«che alla fin fine miseria ce n’è stata sempre e ce +n’è dappertutto; che i <i>Fasci</i> non raggiungerebbero +lo scopo politico-sociale cui miravano e sarebbero<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span> +stati sciolti con mezzi che non poteva rivelare.»</p> + +<p>Non rivelò i mezzi arcani, ma li lasciò intravvedere +ai suoi intimi o almeno parlò loro un linguaggio +così equivoco da farlo interpretare in questo +modo:</p> + +<p>Persecuzione agli elementi migliori dei <i>Fasci</i> in +modo che questi si sciogliessero spontaneamente, +risparmiando al governo l’odiosa illegalità di scioglierli +esso stesso. E la parola d’ordine data, pare +che sia stata altrettanto semplice: <i>arrestare in qualunque +occasione e per qualunque pretesto</i>!</p> + +<p>E se non fu data in questa forma brutale la istruzione +draconiana, i subordinati così ebbero ad +intenderla e così la eseguirono.</p> + +<div class="sidenote">N’È DERIVATO...</div> + +<p>Vi furono funzionari onesti e vergognosi dell’opera +che compivano, i quali da me rimproverati +aspramente, mi confessarono con sincerità che essi +eseguivano gli ordini dei superiori <i>arrestando ad +ogni minima occasione, processando con ogni pretesto</i>! +E ciò l’indomani del viaggio dell’on. Sensales. Il +quale viaggio viene annunziato dal generale Corsi +così: «l’infelice governo centrale mandò <i>un alto +funzionario</i> (siciliano) a vedere come stessero le +cose. <i>N’è derivato....</i>» (p. 336).</p> + +<p>I reticenti puntini sono del generale Corsi, che +interrompe bruscamente i propri commenti e che +lascia comprendere chiaramente che a proposito +della missione del senatore Sensales e dei suoi risultati +molte cose brutte sa e vorrebbe dire, ma +non può.</p> + +<p>Perchè si giudichi dell’effetto morale che poteva +fare il contegno equivoco e misterioso del senatore +Sensales bisogna esporre questi tratti del carattere<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span> +dei siciliani quali li riferisce lo stesso generale +Corsi: «Il siciliano ha bisogno di espansione, di +franchezza, di verità.—Andategli a viso aperto +colla verità, ed egli, foss’essa anche una condanna, +vi si sottomette. Fategli comprendere l’inesorabilità +di certe cose, e a lui basta questa sincerità.—Insomma +coi Siciliani non bisogna adoperare sotterfugi, +scappavie o che so io;—no, bisogna dir +tutto e mantenere sia in bene che in male..... Se +potete accordate; se non potete non andate per +le lunghe, ma dite chiara e tonda la ragione.» +(pag. 273).</p> + +<p>La sapienza di governo dell’on. Giolitti non si +limitò all’invio del senatore Sensales, che serbò il +contegno meno adatto ad inspirare fiducia agli isolani; +andò oltre, e continuando nell’applicazione del +criterio che tutto dovesse ridursi a reprimere brutalmente +il malandrinaggio creò le <i>zone</i> e <i>sotto-zone</i> +militari.</p> + +<div class="sidenote">IL REGNO DELLA SCIABOLA</div> + +<p>L’impressione di quest’altro provvedimento fu +penosa; ci fu la delusione in coloro che giustamente +attendevano misure economiche e riparazioni politiche +e amministrative; ci fu la paura in quanti ricordavano +i fasti militari di altri tempi—paura, +che si accrebbe quando corse la voce che sarebbe +stato mandato il generale Baldissera a domare ed incivilire +l’isola—certo, <i>more Livraghi</i>—ci fu in tutti lo +accasciamento per la ribadita convinzione che il governo +era e voleva continuare a mantenersi su di +una falsa strada. Che la impressione fatta da tale +provvedimento sia stata realmente penosa sulla generalità +si rileva dalla cura del generale Corsi nel +volerla dileguare e nel trovarla ingiustificata. Egli<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span> +narra, all’uopo, episodî e giudizi, che mirano a provare +che il <i>regno della sciabola</i> non è così terribile +e temibile come si crede e che molte volte fece +savia opera di pace: ed io che del militarismo sono +avversario irreconciliabile sento il dovere di dichiarare +che in molte occasioni ho trovato le autorità +militari di gran lunga superiori, per tatto e per +cuore, alle autorità civili; ma ciò non ostante, a +torto o ragione, l’impressione non fu buona per +quella misura del governo, che senza distrurre il +malandrinaggio, accrebbe le diffidenze, le antipatie, +i malumori.</p> + +<div class="sidenote">L’ATTITUDINE DEL GOVERNO</div> + +<p>La insipienza e la malevolenza del governo non +risultava soltanto dai provvedimenti succennati, che +avrebbero potuto essere spiegati in senso favorevole +se accompagnati da buoni propositi, ma dalla sua +attitudine di fronte all’azione dei <i>Fasci</i>, durante +tutto il 1893: e di fronte ai municipi, dall’ottobre +al dicembre dello stesso anno: poichè se verso i +primi si chiariva schiettamente reazionario, la debolezza +unita all’arbitrio verso i secondi non poteva +servire che d’incoraggiamento al tumulto, alla violazione +della legge dal basso contemporaneamente +alle violazioni dall’alto.</p> + +<p>Invero l’indole dei reati attribuiti dalle autorità +ai così detti sobillatori e ai <i>Fasci</i>, e i pretesti che +dettero occasione allo sfogo della loro libidine di +arbitrî durante il periodo della provocazione, furono +tali che giustificano l’avere considerato la loro azione +come essenzialmente provocatrice ed iniquamente +partigiana.</p> + +<p>Si esagerarono a bella posta alcuni fatti, e della +esagerazione dà la prova il Generale Corsi, che<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +scrive: «in sostanza l’<i>Inferno</i> a cui s’è ridotta la +Sicilia è un inferno assai tollerabile, a vederlo da +presso, <i>senza paura e senz’odio, senza il maledetto +spirito di parte</i>. Nè tutto il male che si poteva e +si voleva fare dagli scioperanti fu fatto; gl’incendî +delle pagliaie e dei fienili non furono molti, non +moltissimi gli abigeati, i guasti ai colti non frequenti +nè grandi; gli armenti non furono abbandonati +alla campagna dai pastori, come si diceva +che sarebbe avvenuto; dei campieri non fu fatta +strage; i lavoratori chiamati da altre parti da alcuni +proprietari non furono costretti a cessare il +lavoro...» (<i>Sicilia</i>, p. 337 e 338).</p> + +<div class="sidenote">LO SCIOPERO PRETESTO DI ARBITRII</div> + +<p>Il pretesto più ordinario agli arresti e agli arbitrî +innumerevoli perpetrati sotto il ministero Giolitti,—o +contro i <i>Fasci</i> collettivamente o contro i +singoli membri—venne somministrato dallo sciopero +e dai suoi naturali inconvenienti. Questi inconvenienti, +che ogni giorno si constatano ancora e in maggior misura +in Inghilterra, in Francia, in Germania, negli +Stati Uniti, dove agiscono masse di operai colti, educati +alla vita pubblica e che hanno da lungo tempo adoperato +questo mezzo—riconosciuto legittimo da conservatori +e da economisti liberisti—per migliorare la +propria condizione economica col rialzo dei salari, +dovevano esser guardati con benevolenza dalle autorità +perchè si sperimentavano nell’agitazione legale +intrapresa per la prima volta dai lavoratori +della Sicilia, incalzati dal bisogno assoluto ed urgente +di migliorare la propria condizione.</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE SI FECE IN INGHILTERRA</div> + +<p>Quando si pensa ai tumulti, che caratterizzarono +il periodo del <i>luddismo</i> in Inghilterra—durante il +quale si devastarono e incendiarono fabbriche e<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span> +macchine in considerevole quantità—mentre infieriva +la reazione dell’<i>ultra-torismo</i> sotto la influenza +della <i>Santa Alleanza</i>, che facevasi sentire anche al +di là della Manica; quando si riflette alla violenza +delle dimostrazioni del <i>cartismo</i> nella stessa Inghilterra +e agli eccessi, alla intolleranza, alle persecuzioni, +al <i>boicottaggio</i> delle <i>Trade Unions</i> contro i lavoratori +che non ne facevano parte e non le seguivano +nelle lotte contro i padroni e contro il capitalismo; +quando si pensa ai cosidetti <i>delitti di +Sheffield</i> e agli altri, che vennero in luce col processo +di Manchester; quando si pensa alla violenza +ed ai mezzi brutali, adoperati dagli unionisti contro +gli operai non associati, che dai primi vengono +chiamati sprezzantemente <i>blacklegs</i> e <i>scabes</i> e di cui +si ebbero numerosi esempi, dopo il 1889, negli scioperi +di Londra, di Liverpool, di Cardiff, di Southampton, +di Manchester ecc., quando si pensa infine +che gli operai inglesi delle <i>Unioni</i>—in un loro +congresso a Liverpool nel 1890—hanno sinanco +chiesto che venisse loro riconosciuto come un <i>diritto</i> +il cosidetto <i>Picketing</i>, cioè l’organizzazione di pattuglie +destinate a prevenire ed arrestare gli operai, +che si portano al lavoro in tempo di sciopero! e +si paragona tutto ciò alle poche violenze commesse +dai poveri lavoratori della Sicilia si può comprendere +la differenza enorme tra il governo inglese e +il governo italiano a tutto danno e disonore del +secondo, la cui condotta non può e non deve considerarsi +conforme ad un libero regime.</p> + +<div class="sidenote">NEGLI STATI UNITI</div> + +<p>Se il paragone tra l’attitudine del governo inglese +di fronte a violenze delle <i>Trade Unions</i>—cento +volte superiori a quelle dei <i>Fasci</i>—e quella del governo<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span> +italiano riesce disonorevole pel secondo, lo +stesso paragone non può nemmeno porsi con quello +degli Stati Uniti dove rimasero celebri le violenze +di Pittsburg—che sono contemporanee perchè ci +sia bisogno di ricordarle—e gli eccessi e i pericoli +della marcia dei disoccupati di Coxey sopra Washington, +i diversi scioperi dei <i>Cavalieri del lavoro</i> +e l’ultimo veramente gigantesco dei ferrovieri di +Chicago, dell’Illinois e di gran parte della California. +Nè si dica, che anche il governo della grande +repubblica americana ha dovuto ricorrere alla repressione, +perchè le cagioni e i limiti della medesima +non hanno affatto che vedere con ciò che avvenne +in Sicilia. Al Coxey—che mette in pericolo +lo Stato e marcia con migliaja di uomini, che assaltano +i negozî e i treni ferroviarî e all’occorrenza +incendiano e distruggono—quando arriva a Washington, +non viene contestato il diritto di dimostrare +nei modi cennati, e questi modi non gli vengono +addebitati come reati, ma viene processato per una +contravvenzione ridicola e condannato a... <i>quindici +giorni</i> di carcere. Bernardino Verro per fatti di importanza +infinitamente minori e nei quali non ci +fu la sua partecipazione nè diretta, nè immediata +perchè si svolsero in Lercara, nella sua assenza, +venne condannato a <i>sedici anni</i> di reclusione. Debbs, +l’organizzatore dell’ultimo sciopero ferroviario—che +ha prodotto danni per molti milioni e le cui schiere +si sono abbandonate a violenze inaudite venne processato +ed arrestato, ma immediatamente rilasciato +in libertà sotto cauzione, ai sensi di legge. Ai disgraziati +contadini di Milocca, accusati d’avere +sparso un mucchio di concime—un atto che nemmeno<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span> +costituisce reato e che fu dichiarato inesistente—si +nega la libertà provvisoria e sono costretti +a godersi molti mesi di carcere preventivo. +E così potrebbe dirsi di cento altri casi.</p> + +<p>A chi volesse sostenere che i lavoratori di Sicilia +i quali si posero in isciopero, commisero violenze, si +può contrapporre la testimonianza del generale +Corsi, che in tutto il suo libro si mostra avversario +dello sciopero—non avendone un concetto giuridico +esatto—ma che pure le constatate <i>violenze contro +la libertà del lavoro</i> (p. 312) da leale soldato è costretto +a ridurre alle loro giuste proporzioni, ed afferma, +come s’è visto, che «<i>i lavoratori chiamati da +altre parti da alcuni proprietarî non furono costretti +a cessare il lavoro.</i>» (p. 338).</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE FECE IL GOVERNO ITALIANO</div> + +<p>Il contegno, adunque, del governo rispetto all’azione +principale dei <i>Fasci</i> fu ingiusto e partigiano; +esso non rispettò neppure quella famosa libertà nel +contratto di lavoro, che in sè stessa, quando è rispettata, +non giova che pochissimo ai lavoratori, e +prese a sostenere le ragioni di una classe per ribadire +la più odiosa oppressione economica contro +un’altra ch’era debole sotto tutti gli aspetti.</p> + +<p>Il ministero Giolitti, che si era chiarito sistematicamente +partigiano e ingiusto, privo di ogni sano +concetto della sua missione nel periodo degli scioperi +agrarî, si rivela di una fenomenale debolezza +e trascende ad altre violazioni della legge o le permette +e le incoraggia nella fase successiva dei tumulti, +che chiameremo comunali.</p> + +<p>Quando si accentua il moto di protesta contro le +amministrazioni e le gravi tasse locali, il governo +non sa scegliere la via retta. Poteva essere energico<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span> +e previdente nel senso di ordinare subito un esame +per vedere ciò che ci fosse di vero nelle lamentanze +e nelle accuse dei lavoratori e prendere la +santa iniziativa delle riparazioni; poteva pure con +altrettanta energia—se non pari equità—imporre il +rispetto della lettera della legge: e la farisaica interpretazione +della legge dava ragione a tutte le +amministrazioni locali, costituite ai sensi di legge +e che legali nella loro azione si dovevano presumere +se le autorità tutrici, dalle giunte amministrative +ai prefetti, le avevano lasciate in pace ed erano +perciò con loro solidali.</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE AVREBBE DOVUTO FARE</div> + +<p>Non l’uno, nè l’altro atteggiamento seppe assumere +l’on. Giolitti, ma invece si limitò a cedere ed +a concedere—con manifeste violazioni della legge e +con sovvertimento di ogni concetto amministrativo—ogni +qual volta il popolo minacciò, fece dimostrazioni +e volle cose giuste non di raro frammischiate +a pretese assurde, quali poteva suggerirle la ignoranza +nelle moltitudini e la passione di parte in molti +capoccia di partiti.</p> + +<p>Pochi esempî basteranno a dare una idea di quella +che fu l’azione del governo sotto questo aspetto e quali +furono le conseguenze politiche e amministrative.</p> + +<p>Per vedere in quali imbarazzi le autorità governative +cercarono di porre i municipi, ricordo questo +caso tipico. Il Municipio di Canicattì ha piccolo territorio +e la sua risorsa principale per far fronte alle +<i>spese obbligatorie</i> l’ha nel dazio di consumo. Il Bertagnolli, +prefetto di Girgenti, volendo evitare tumulti +telegrafò al sindaco avv. Falcone perchè riunisse +il Consiglio e abolisse il dazio sulla farina. Il +Sindaco giustamente preoccupato dalla impossibilità<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span> +in cui si sarebbe trovato di far fronte alle spese +e delle conseguenze della lite che l’appaltatore avrebbe +intentato al Comune, nè volendo assumersi +l’odiosità dei tumulti, dignitosamente telegrafò al +Prefetto: «Il governo, causa unica del disagio economico +e del malcontento della popolazione in +Sicilia, riversa la responsabilità sulle amministrazioni +comunali. Protesto e rassegno le mie dimissioni.»</p> + +<div class="sidenote">PRESSIONI IN VISTA DEI TUMULTI</div> + +<p>Quelle pressioni si fecero in vista della possibilità +di tumulti; ma non fu diversa la condotta quando +i tumulti erano avvenuti.</p> + +<p>Così in ottobre la mite e tranquilla Siracusa prende +l’iniziativa di questo movimento anti-amministrativo +ed anti-fiscale con un manifesto operaio contro le +tasse e specialmente per la soppressione delle tasse +di rivendita. Il Prefetto e la Giunta comunale promettono +di ridurle, dichiarando che non possono +sopprimerle perchè altrimenti non verrebbe approvata +dalla Giunta amministrativa, la sovrimposta +fondiaria. Avviene una dimostrazione: si chiudono +i negozi, si assalta il Municipio, si distruggono +arredi e mobili, si tenta d’incendiare gli archivi. +Sedato il tumulto il Consiglio approva i provvedimenti +promessi dalla Giunta. La vittoria rimane ai +tumultuanti.</p> + +<div class="sidenote">IL FATTO PIÙ CONTAGIOSO</div> + +<p>Ma i fatti ch’ebbero maggiori conseguenze e che +furono straordinariamente contagiosi avvennero a +Partinico. Ivi non una, ma molte furono le dimostrazioni +contro le tasse e contro il municipio con +violenza crescente. Si conceda pure che l’amministrazione +fosse cattiva, gravosi i dazî di consumo +e angarici i modi di esazione dei quali maggiormente<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span> +si lamentano i caprai per la tassa di rivendita +sul latte; certo è, però, che l’amministrazione +non poteva riformarsi ad un tratto, nè i dazî potevansi +abolire in tutto o in parte con modi illegali +e durante l’anno finanziario. Giunta comunale e +Consiglio, impauriti, la danno vinta ai tumultuanti e +si affrettano a soddisfare le loro domande senza +preoccuparsi menomamente del bilancio e della legalità; +dell’una cosa e dell’altra invece si prese pensiero +la Giunta provinciale amministrativa di Palermo +e annulla le illegali determinazioni. Allora interviene +un <i>consigliere</i> di Prefettura che va ad assumere +i lillipuziani pieni poteri in Partinico e si +schiera contro la legge e contro la Giunta provinciale +amministrativa ed in favore dei dimostranti e +della violenza, condendo i suoi atti con tribunizie orazioni.</p> + +<p>La notizia si sparge rapida come il fulmine in +tutta la provincia di Palermo e nelle limitrofe e il +fermento diviene generale; tutti pensano che basti +chiedere e fare una dimostrazione per ottenere giustizia—o +quella che tale si ritiene—e lo si fa credere +ai lavoratori sofferenti da tempo e che vedevano +finalmente spuntare l’ora delle rivendicazioni. Se +Prefetti, Consiglieri e segretarî davano apertamente +ragione ai tumultuanti, c’è da meravigliarsi se nelle +masse prese salde radici la convinzione che il governo +non vedeva male il movimento contro le amministrazioni +comunali? c’è bisogno di ricorrere alla +astuzia, alle mali arti dei sobillatori se il popolo credette +che il grido di <i>Viva il Re!</i> lo salvava dall’ira +del governo e che i ritratti del Re e della Regina +agivano quali talismani, contro le truppe? c’è da<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span> +sorprendersi se i partiti, che da tempo chiedevano invano +inchieste e scioglimento di consigli, si sentirono +incoraggiati, autorizzati anzi, a ricorrere a mezzi +spicciativi, che conducevano rapido e difilato allo +scopo agognato con tanto ardore... di dare il gambetto +agli avversarî?</p> + +<p>Francamente, ci vuole molta ingenuità—o molta +malignità—per meravigliarsi o fingere sorpresa che +i primi tumulti siano stati terribilmente contagiosi. +Sarebbe stato davvero sorprendente se fosse avvenuto +altrimenti. Il governo dell’on. Giolitti, dunque +sia che provochi e reprima, sia che ceda e conceda +non fa che preparare, promuovere, incoraggiare le +manifestazioni sediziose; e per una fatalità quest’azione +del governo doveva venire ribadita dall’opera +della magistratura tutte le volte in cui essa +rendeva giustizia, e non bassi servizî al governo.</p> + +<p>Epperò tutti gli abusi e le prepotenze da un lato, +tutte le proteste e le violenze dall’altro, tutti i conflitti +si risolvevano in incoraggiamenti al tumulto, +dei quali la responsabilità ricade sul governo, in +tutti i modi.</p> + +<div class="sidenote">DOPO IL 23 NOVEMBRE ’93</div> + +<p>Se la condotta dell’on. Giolitti fu ora fiacca ora +violenta, sempre impreveggente e inopportuna durante +la sua vita normale, si può immaginare quello +che divenne all’indomani del 23 novembre, quando +pel colpo assestatogli dal <i>Comitato dei sette</i> fu costretto +più che alle dimissioni, alla fuga. Benchè +dimesso, però, il ministero dell’on. di Dronero dovette +rimanere al potere durante la lunga crisi terminata +colla formazione del gabinetto presieduto +dall’on. Crispi.</p> + +<div class="sidenote">ANARCHIA DI GOVERNO</div> + +<p>In questo intervallo, la fase dei tumulti divenne<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span> +acutissima ed era il momento in cui maggiore si +sentiva il bisogno di un governo che avesse coscienza +della gravità della situazione e forza e intelligenza +adeguata alla medesima per riparare. Entrambi +questi precipui fattori di un buon governo +erano stati deficienti nell’on. Giolitti quando era +sorretto dal concorso di una grande maggioranza +parlamentare, ciecamente devota; non poteva sperarsi +che prendessero incremento quando egli fu +condannato, e abbandonato nella posizione delicatissima +in cui anche uno statista di mente superiore +si sarebbe trovato imbarazzato per il timore di pregiudicare +la condotta che avrebbe potuto prendere +il successore e di precipitare gli eventi. Aumentarono +quindi le incertezze, le contraddizioni, la debolezza; +per un mese circa, si può affermare che +ci fu assenza di vero governo direttivo, ed anarchia +completa tra i funzionarî civili e militari: prefetti, +delegati, comandanti di zone e di sotto-zone +agirono senza indirizzo e senza unità lasciandosi +guidare dagli avvenimenti e prendendo consiglio +dal proprio cervello, inspirazione dal proprio cuore; +e l’anarchia, manco a dirlo, fu tutta a benefizio +degli elementi che credevano di avere qualche cosa +da rivendicare o di tutti i caduti nelle lotte amministrative +che volevano la rivincita.</p> + +<p>Di questa anarchia fu data una spiegazione malevola +da coloro i quali affermarono che l’on. Giolitti +la favorì coscientemente per lasciare al successore +una tristissima eredità; come a mio giudizio malignarono—e +la malignità accortamente fe’ capolino +nella discussione parlamentare—quanti pensarono +e dissero che l’on. Crispi avesse soffiato nel fuoco<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span> +per rendersi necessario al potere. Nei precedenti, +nel temperamento dei due ministri vanno ricercate +le cause naturali della loro condotta.</p> + +<div class="sidenote">L’ON. CRISPI</div> + +<p>Finalmente dopo l’intermezzo comico del ministero +Zanardelli, annunziato e disfatto nello stesso +momento, l’on. Crispi succede all’on. Giolitti.</p> + +<p>Chi avvicinò l’on. Crispi sul finire di dicembre +1893—ed a me toccò questo non ricercato onore—rimase +impressionato della conoscenza precisa che +egli aveva degli uomini e delle cose di Sicilia, +delle cause vere che avevano preparato da gran +tempo gli avvenimenti dolorosi dell’anno che moriva. +Le intenzioni che mostrava, per riparare ai +gravi mali, per rimuoverne le cause erano ispirate +a patriottismo dell’antica lega—e non della nuova +di cui vergognosamente si abusa a Montecitorio, +rendendo ridicola o invisa la parola <i>patriottismo</i>.—In +lui sembrava rivivere l’antico promotore e organizzatore +della spedizione dei Mille della cui risurrezione +s’era avuto un barlume nel discorso di +Palermo.</p> + +<p>L’on. Presidente del Consiglio non si nascondeva +le grandi difficoltà della situazione; era giustamente +convinto che in quanto a provvedimenti d’indole economica +e sociale l’imbarazzo era grande, ma riconosceva +che bisognavano misure radicali e non +rifuggiva dall’accennare a censimenti obbligatori +dei latifondi e ad altri rimedî che dalle anime timide +e grette avrebbero potuto essere considerati +rivoluzionarî e sovvertitori degli ordinamenti economici +e politici vigenti. Superfluo aggiungere che +per realizzare un vasto piano di riforma sociale era +indispensabile il concorso del Parlamento ed un<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span> +certo tempo per prepararlo, discuterlo e farlo accettare; +che sarebbe stato necessario appellarsene +al paese, se la Camera attuale, com’era temibile, +non avesse voluto seguirlo.</p> + +<p>Nessuno poteva disconvenire su tali apprezzamenti +della situazione; e quanti sentirono i suoi +propositi non potevano che approvarlo e lodarlo, +non esitando anche di fargli comprendere, che il +compimento di tale opera avrebbe potuto chiudere +splendidamente la sua vita politica, ed acquistargli +benemerenze maggiori di quelle che gli vennero +dallo sbarco di Marsala.</p> + +<div class="sidenote">SUA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE</div> + +<p>Ma la grave situazione del momento imponeva +provvedimenti immediati che dovevano essere presi +piuttosto oggi, che domani. Ed egli non poteva prenderne +da solo e immediatamente che sul terreno politico-amministrativo; +e annunziò che li avrebbe +presi. Egli avvertiva, che spesso ad impedire che si +ricorresse all’uso delle armi bastava spiegare le forze +in proporzioni imponenti, perciò sentiva il bisogno +d’inviare immediatamente molte truppe in Sicilia, +non per fare a quelle popolazioni la cura del piombo, +ma per incutere timore e far convinti i riottosi +che il governo avrebbe saputo e potuto reprimere +energicamente e prontamente. Per quanto il contatto +tra soldati e cittadini eccitati sia riuscito sempre +pericoloso, pure è duopo convenire che lo spiegamento +di grandi forze di fronte alle popolazioni in +fermento riesce meno dannoso dello invio di piccoli +distaccamenti, che—per paura di vedersi sopraffatti +dal numero stragrande dei cittadini anche inermi—si +sentono trascinati, quasi da legittima difesa, +a far fuoco. E fu questo proprio il caso a Caltavuturo,<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span> +a Giardinello, a Pietraperzia, a Gibellina, a +Santa-Caterina Villarmosa, dove chi comandava i +soldati credette di salvare la propria vita colle scariche +micidiali contro le inermi popolazioni.</p> + +<p>Le date dolorose di Pietraperzia, di Gibellina, di +Santa-Caterina ecc. avvertono che disgraziatamente +sotto l’on. Crispi si continuò nella pericolosa condotta +di mandare piccolissimi distaccamenti ad imporsi +ad interi comuni tumultuanti e che se ne ebbero +gli stessi disastrosi risultati ottenuti sotto l’onorevole +Giolitti; mentre per altro verso ciò che successe +a Castelvetrano, a Mazzara del Vallo, a Monreale, +ecc., dimostra, che, quando si volle e si seppe, +si poterono evitare gli eccidî.</p> + +<div class="sidenote">INTENZIONI</div> + +<p>L’on. Crispi, che conosceva la inettitudine o la +malvagità di molti prefetti, di molti questori, di +molti magistrati—ed in questa conoscenza e nella +valutazione delle persone si mostrava di una meravigliosa +chiaroveggenza—sentiva il bisogno di un +vero <i>repulisti</i>, di un mutamento rapido, fulmineo. +A chi gli osservò, che si cominciava male mandando +un militare a reggere la prefettura di Palermo—ed +aveva buon giuoco ricordando a lui, che li conosceva +appieno, i fasti della prefettura militare del +Generale Medici, che riuscì ad elevare a metodo di +governo i procedimenti della <i>mafia</i>—egli rispondeva +che Winspeare ed altri pochissimi buoni prefetti, +che ha l’Italia, si erano rifiutati di andare a +Palermo; che Morra di Lavriano si era mostrato +mite e conciliante, poco soldatesco a Napoli nelle +dimostrazioni di Agosto; che a correggere la impressione +sinistra che poteva fare l’annunzio della reggenza +della prefettura di Palermo affidata ad un<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span> +generale, intendeva immediatamente farla seguire +dalla nomina di un distinto magistrato a questore di +quella città.<a name="FNanchor_52_52" id="FNanchor_52_52"></a><a href="#Footnote_52_52" class="fnanchor">[52]</a></p> + +<div class="sidenote">PROPOSITI</div> + +<p>L’on. Crispi, infine, che conosceva il mal governo +fatto della cosa pubblica da moltissime amministrazioni +comunali e la giustezza dei risentimenti del +popolo annunziava che molte ne avrebbe sciolte, +che avrebbe fatto riesaminare i bilanci e i ruoli +delle più odiose imposte, che avrebbe fatto raddrizzare +i torti e preparato la ricostituzione delle +amministrazioni locali, prendendo come mezzo la +massima libertà e come fine la giustizia, sbandendone +tutte quelle preoccupazioni politiche e partigiane +che sogliono ordinariamente presiedere alle +elezioni amministrative sotto la ispirazione preponderante +e trionfante dei Regi Commissarî straordinarî.</p> + +<p>Tutto questo qui si ricorda non per trovare attenuanti +a coloro i quali ingenuamente poterono +credere che l’on. Crispi risolutamente pensasse a +risolvere il ponderoso problema della Sicilia coi +principi di equità e di libertà; ma solamente per +mostrare che egli aveva conoscenza piena ed intera +dei termini del problema e per poterne stabilire +la responsabilità completa nel caso che i fatti +che esamineremo non corrispondano ai principî che +si avrebbe dovuto far prevalere. In questo caso egli +non può dire: <i>ignoravo la situazione reale, non conoscevo +gli uomini e le cose!</i><span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span></p> + +<div class="sidenote">I FATTI!</div> + +<p>E disgraziatamente l’on. Crispi subito dopo aver +manifestato tanti propositi belli cominciò ad agire +come avrebbe potuto fare chiunque avesse ignorato le +vere condizioni della Sicilia. L’on. Giolitti non aveva +saputo escogitare in prò dell’isola che la istituzione +delle zone e sotto zone militari; l’on Crispi, mutando +subitamente pensiero, con lo Stato di assedio +annunziato e proclamato il 4 Gennaio, pose la Sicilia +sotto il comando assoluto e incontrollabile del +generale Morra, conte di Lavriano e della Montà.</p> + +<p>A giustificare il proprio operato il Presidente del +Consiglio dei ministri addusse la circostanza, che +i torbidi della fine di dicembre continuarono e si +estesero. Ma perchè la giustificazione avesse valore +bisognerebbe dimostrare che qualche cosa si +era fatto per impedire che continuassero...</p> + +<p>La continuazione dei tumulti si doveva prevedere, +poichè nessuna delle cause che li avevano determinati +era stata rimossa; non era stato preso alcun +provvedimento che avesse potuto modificare la situazione, +incutendo timore, suscitando speranze, ispirando +fiducia.</p> + +<p>Rimanevano dunque intatte le cause antiche ed +intatta rimaneva la contagiosa sovraeccitazione dei +mesi di novembre e di dicembre: sovraeccitazione che +non poteva scomparire ad un tratto, al semplice annunzio +dell’arrivo al potere dell’on. Crispi, non seguito +neppure da uno di quei proclami ad effetto, che avrebbero +potuto impressionare il cervello dei meridionali.</p> + +<p>Un atto c’era, che avrebbe potuto esercitare una +immediata azione sedatrice: una amnistia pronta e +intera, ch’era attesa e invocata da tutti come caparra<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span> +di una nuova êra riparatrice, che andava ad iniziarsi. +Della convenienza del provvedimento rispondente +al desiderio generale mi feci interprete alla +Camera dei deputati alla presentazione del nuovo +ministero; ma non potei ottenere niuna dichiarazione +seriamente incoraggiante. E dare l’amnistia +più che savia misura di governo era opera doverosa +per chi era convinto che in fondo le popolazioni +avevano ragione, e che potevano soltanto biasimarsi +i mezzi adoperati per farla prevalere.</p> + +<p>Non si potevano attendere gli sperati risultati dal +ritiro della squadra, che stava a minaccia di Palermo. +L’atto avrebbe solo potuto lusingare la città +delle barricate, che non si era mai mossa e che non +aveva menomamente accennato a dimostrazioni e +tumulti, e che perciò rimase del tutto indifferente +all’arrivo e alla partenza delle navi di guerra, +dalla cui presenza poteva sperare qualche vantaggio +economico, non temere offese.</p> + +<div class="sidenote">L’OPERA DI PACIFICAZIONE DELL’ON. CRISPI!</div> + +<p>A che cosa si ridusse l’opera di pacificazione +dell’on. Crispi?</p> + +<p>A un telegramma al sindaco di Lucca Sicula; ma +fu tale misera cosa, che suscitò l’ilarità in alcuni, +l’amara delusione o l’indignazione in altri.</p> + +<p>In un sol caso si poteva pensare e supporre che +l’annunzio dell’on. Crispi al potere <i>da solo</i> avrebbe +potuto riuscire miracolosamente a produrre la pacificazione +degli animi: in quello in cui il Presidente +del Consiglio avesse davvero avuto parte diretta +nell’eccitamento. E l’ipotesi calunniosa venne scartata.</p> + +<p>Il corso degli avvenimenti, quindi, doveva continuare;<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span> +e continuò, rimanendo immutata la enorme +responsabilità del governo che in tutti i tempi e in +tutti i modi li aveva preparati, determinati ed accelerati.</p> + +<p>Disgraziatamente se mostrossi cieco, impreviggente +chi dirigeva le sorti d’Italia in Roma, non +si mostrarono più avvedute le classi dirigenti in +Sicilia. Esse, che tanto avevano contribuito a creare +la situazione anormale nel momento della crisi +acuta, in generale—chè non mancarono le nobili +e lodevoli eccezioni—furono liete dell’indirizzo preso +dal governo; e derisero, denunziarono, angariarono +i <i>Fasci</i> e i loro socî.</p> + +<div class="sidenote">GRANDE COLPA DELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>Grande è la colpa delle classi dirigenti per la +loro fanatica resistenza alle riforme e alle concessioni, +e dove esse contribuirono ad eccitare gli animi +per i loro fini partigiani, si mostrarono di una +fenomenale ignoranza sulle condizioni psicologiche +delle folle, prodotte da quelle economiche ed intellettuali. +Esse accesero l’incendio, ma non credevano +che tanta materia vi fosse da farlo divampare terribilmente; +si videro sorpassate nelle intenzioni e +si spaventarono della lava che minacciava travolgere +tutto e tutti. Ond’è che in più luoghi, nell’ora +del pericolo, tornarono elementi di <i>ordine</i>, si riconciliarono +coi nemici della vigilia e si misero a disposizione +del governo e abbandonarono gli alleati +popolari, quando non li poterono più condurre a +loro libito. Così a Lercara, ad esempio, i popolani +che insistevano nelle dimostrazioni credendosi spalleggiati +da una casa potente—che avrebbe saputo +impedire l’uso della forza contro di loro—imprecarono +ai vili, che li avevano traditi.<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span></p> + +<div class="sidenote">OGNI LORO SPERANZA È NEL GOVERNO</div> + +<p>Nell’ora suprema l’ignoranza e l’egoismo delle +classi dirigenti non furono uguagliati che dalla loro +paura; ed esse non seppero neppur tentare di opporre +una diga morale e materiale alla marea sormontante. +Ogni speranza di salvezza riposero nel governo, +da cui—come in più luoghi dimostra il generale +Corsi—tutto attendevano e con questa assenza +di ogni loro iniziativa si rivelarono indegne di un +libero regime. Sicchè è forza convenire che la responsabilità +enorme del governo negli avvenimenti +di Sicilia non è pareggiata che da quella delle classi +dirigenti.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_51_51" id="Footnote_51_51"></a><a href="#FNanchor_51_51"><span class="label">[51]</span></a> Gli effetti di questa dolorosa situazione potrei metterli +in evidenza con una serie di documenti strani. Finiti i tumulti, +nella presente reazione, il governo—se non altro per +illudere—ha mostrato la intenzione di riparare alle più stridenti +ingiustizie in certi comuni, i quali richiamarono l’attenzione +sua colle violenze, e prosegue a non curarsi di quelli +altri comuni che gli si sono rivolti nei modi più pacifici e +più legali, colle istanze ed anche colle petizioni al Presidente +del Senato e della Camera dei deputati. Da molti punti—ad +esempio, da Petralia Soprana—mi si è scritto <i>deplorando</i> +di esser rimasti calmi, quando gli altri si agitavano. Com’è +eloquente ed istruttivo questo rammarico... di non avere +violato la legge!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_52_52" id="Footnote_52_52"></a><a href="#FNanchor_52_52"><span class="label">[52]</span></a> Non credo di andare errato affermando ch’era pronto il +decreto, col quale veniva nominato a questore di Palermo il +Regio Procuratore di Trapani. La nomina venne contromandata +per volere del Generale Morra di Lavriano, che ad ogni +costo volle conservato il Lucchese.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.<br /><br /> + +LA REAZIONE</h2> + + +<p>Col gennaio del 1894 comincia la diretta e più +grave responsabilità dell’on. Crispi, però che egli +organizzò ed intese con tutte le sue forze ad esplicare +la reazione. E invero i primi atti di essa, decisi +e violenti, rispondono al carattere dell’inspiratore, +il quale non mai seppe rifuggire dalle esagerazioni, +nel male e nel bene, pur di riescire in quello +ch’è il suo intento immediato.</p> + +<p>Onde, come non titubò a esagerare, nel 1860, +l’importanza delle notizie che venivano dalla Sicilia, +per indurre più presto alla spedizione di Marsala +il generale Garibaldi, così, ora—invecchiato di +trentaquattro anni il suo difetto mentale—non ha +esitato un istante ad esagerare, fino a potere considerarsi +falsate, le condizioni della stessa Sicilia, +quasi per poter fare a ritroso—spinto dall’accecamento +abituale della sua sincera megalomania—la +spedizione di Marsala.</p> + +<p>Si comincia col reale decreto del 3 gennajo 1894, +contro firmato dal Consiglio dei ministri col quale<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span> +si proclama lo Stato d’assedio in tutte le provincie +della Sicilia; vi si nomina Regio Commissario straordinario +con pieni poteri il tenente generale Morra +di Lavriano e della Montà, comandante il XII Corpo +di armata.</p> + +<div class="sidenote">I PRIMI ARRESTI</div> + +<p>Il regio Commissario si pone subito all’opera e +nello stesso giorno fa arrestare i membri del Comitato +Centrale dei <i>Fasci</i>: on. G. De Felice Giuffrida, +Avv. G. Montalto, avv. Francesco De Luca, e Nicola +Petrina.</p> + +<p>Un membro del Comitato, l’avv. L. Leone, sfugge +alle ricerche della polizia e ripara a Malta; Bosco, +Barbato e Verro, vengono arrestati dopo qualche +tempo, mentre cercavano riparare all’estero; ma quasi +a compenso di queste prede mancate venne arrestato +l’avv. F. Maniscalco, che del Comitato non +faceva parte e ch’era semplicemente direttore della +<i>Giustizia sociale</i>.</p> + +<p>Per poter calcolare l’opportunità e la giustizia di +questi primi arresti si deve notare che alla vigilia +il <i>Comitato Centrale dei Fasci</i> si era riunito in Palermo +e dopo una discussione lunghissima ed animata, +con maggioranza di <i>sei</i> contro <i>uno</i>, aveva deciso +di non promuovere la insurrezione, ma di lanciare +un manifesto ai lavoratori.</p> + +<div class="sidenote">UN MANIFESTO CRIMINOSO</div> + +<p>Il quale potrà essere tutto, meno che criminoso +e non potrà mai servire a mascherare le intenzioni +di chi lo tolse a pretesto per fare arrestare coloro +che lo redassero e lo sottoscrissero.</p> + +<p>Il manifesto è il seguente:</p> + +<div class="blockquot"><p class="exi"> +<i>Lavoratori della Sicilia!</i><br /> +</p> + +<p>«La nostra isola rosseggia del sangue dei compagni che +sfruttati, immiseriti, hanno manifestato il loro malcontento<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +contro un sistema dal quale indarno avete sperato giustizia, +benessere e libertà.</p> + +<p>L’agitazione presente è il portato doloroso, necessario, di +un ordine di cose inesorabilmente condannato, e mette la +borghesia nella necessità o di seguire le esigenze dei tempi +o di abbandonarsi a repressioni brutali.</p> + +<p>In questo momento solenne, mettiamo alla prova le declamazioni +umanitarie della borghesia, e in nome vostro chiediamo +al governo:</p> + +<p class="exi">1º Abolizione del dazio sulle farine;</p> + +<p class="exi">2º Inchiesta sulle pubbliche amministrazioni della Sicilia, +fatta col concorso dei Fasci;</p> + +<p class="exi">3º Sanzione legale dei patti colonici deliberati nel congresso +socialista;</p> + +<p class="exi">4º Sanzione legale delle deliberazioni del congresso minerario +di Grotte e costituzione di sindacati per la produzione +dello zolfo;</p> + +<p class="exi">5º Costituzioni di collettività agricole e industriali, mediante +i beni incolti dei privati e i beni comunali dello Stato +e dell’asse ecclesiastico non ancora venduti, nonchè espropriazione +forzata dei latifondi, accordando temporaneamente +agli espropriati una rendita annua che non superi il 3% +del valore dei terreni;</p> + +<p class="exi">6º Concessione di tutti i lavori, delle pubbliche amministrazioni +e di quelle dipendenti o sussidiate dallo Stato, ai +Fasci dei lavoratori senza obbligo di cauzione;</p> + +<p class="exi">7º Leggi sociali, che basandosi su di un minimo di salario +ed un massimo di ore di lavoro, valgano a migliorare +economicamente e moralmente le condizioni dei lavoratori;</p> + +<p class="exi">8º Per provvedere alle spese necessarie per mettere in +esecuzione i suddetti progetti; per acquistare strumenti da +lavoro tanto per le collettività agricole quanto per quelle +industriali: per anticipare alimenti ai soci e porre le collettività +in grado di funzionare utilmente, stanziare nel bilancio +dello Stato la somma di venti milioni di lire.</p> + +<p class="exi"> +<i>Lavoratori!</i><br /> +</p> + +<p>Seguitate intanto a organizzarvi, ma ritornate alla calma +perchè coi moti isolati e convulsionari non si raggiungono +benefizi duraturi<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span>.</p> + +<p>Dalle decisioni del governo trarremo norma per la condotta +che dovremo tenere.»</p></div> + +<p>Vi sarà forse agio a ritornare sul valore di questo +manifesto; per ora basta osservare che ogni singolo +articolo di questo programma d’immediata attuazione +ch’è contenuto nel manifesto è stato sostenuto +da ministri ed ex-ministri del regno d’Italia +e da uomini temperatissimi, nessuno dei quali venne +mai incriminato. Nello insieme il programma invocava +il miglioramento della condizione economica +dei lavoratori; ma non avrebbe potuto scandalizzarsene +l’on. Crispi, che nel suo discorso di Palermo +del 1886 aveva detto queste parole.</p> + +<div class="sidenote">LE PAROLE DI CRISPI</div> + +<p>«... Il Secolo XVIII ci diede l’emancipazione +della borghesia; il secolo XIX ci darà l’emancipazione +delle plebi... La borghesia non ha più nulla +da chiedere e nulla da ottenere. Nell’ordine politico +e amministrativo essa non ha rivali pel governo +della nazione; nell’ordine economico ha un impero +assoluto, perchè sua è la ricchezza del paese... Colla +terra e col denaro tiene incontrastato il dominio economico +che le assicura quello politico.</p> + +<p>«Alle plebi manca tutto... Bisogna, infine, che gli +operai siano redenti dalla schiavitù dell’ignoranza +e dalla schiavitù del capitale.»</p> + +<p>C’era forse una minaccia nelle ultime parole del +manifesto del Comitato? Ma era sempre formulata +in termini più blandi e meno rivoluzionarî di quelli +adoperati dallo stesso on. Crispi in un telegramma +del 1892 alle società popolari di Siracusa.</p> + +<p>La gravità e la incriminabilità del manifesto risultavano +dalle condizioni del momento in cui era +stato lanciato e dalle persone cui era diretto? Ma<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span> +per fare effetto—e l’effetto che si desiderava era +la calma—sopra popolazioni in fermento, tale linguaggio +era il solo adatto perchè dava affidamento +ad esse che la loro causa non sarebbe stata abbandonata +e che le loro giuste rivendicazioni sarebbero +state propugnate con energia.</p> + +<p>Ad ogni modo il linguaggio di giovani ardenti +e non trattenuti da alcun legame ufficiale era sincero, +corrispondeva alla verità e fa uno strano contrasto +con quello dell’on. Crispi, che nella relazione +pel decreto sullo stato di assedio dice: i tumulti +essere stati provocati da gente <i>dedita ad ogni sorta +di delitti</i>; saccheggi, incendî, assassinî, rapine essere +stati commessi <i>in quasi tutti i comuni dell’isola</i>.</p> + +<div class="sidenote">UNA ESAGERAZIONE PARADOSSALE</div> + +<p>Tutto ciò, quando non lo si voglia dire... assolutamente +falso, bisogna qualificarlo esagerato in +modo superlativo. Ed è evidente che l’esagerazione +paradossale, aveva l’ufficio di mascherare la reazione.</p> + +<p>Di fronte alla reazione, che si avanzava a grandi +passi, sicura di vincere, perchè sorretta dai grossi +battaglioni, dai cannoni, dalla cavalleria, dalle navi, +dalla polizia, dalle insidie, dalle calunnie, dallo spionaggio, +dal concorso di buona parte delle così dette +classi dirigenti; sicura di vincere perchè doveva +combattere contro elementi inermi, disorganizzati, +senza programma vero di rivoluzione, senza mezzi +di resistenza, senza sicurezza di vedere secondati i +proprî conati dalle provincie del continente le quali +lasciavansi tranquillamente sguernire di truppe, +inviate in Sicilia a reprimere severamente e rapidamente +moti ch’erano incomposti ed a-politici, +ma che pure potevano trasformarsi da sommossa in<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span> +rivoluzione, divenne scabrosissima la situazione di +quanti parteggiavano per la causa popolare ed erano +dichiaratamente repubblicani e socialisti. A loro +s’imponeva il prendere una vigorosa decisione ed +assumerne piena ed intera la responsabilità.</p> + +<div class="sidenote">LA CONDOTTA DEI SOCIALISTI</div> + +<p>La presero e la manifestarono nel modo migliore +ch’era loro consentito, colla maggiore rapidità possibile +per iscongiurare nuovi <i>salassi</i> al popolo, che +tornavano graditissimi in alto; per impedire che venisse +del tutto distrutta una organizzazione che poteva +essere feconda di bene; per evitare che la reazione +trovasse nella continuazione dei tumulti nuovi +pretesti per <i>farla finita</i> colla parte popolare. Perciò +nella sera del giorno 5 dopo l’arresto dell’intero Comitato +centrale dei <i>Fasci</i> e di altri egregi cittadini, +dopo la proclamazione dello Stato di assedio, dopo +l’arrivo continuo e incontrastato dal continente di +nuovi reggimenti, repubblicani e socialisti, che non +erano nelle prigioni, si riunirono e decisero dopo +seria ma rapida discussione, di rivolgere un appello +ai lavoratori dell’isola, diramarlo per mezzo del telegrafo +nelle Provincie e farlo pubblicare dai giornali +di Palermo.<a name="FNanchor_53_53" id="FNanchor_53_53"></a><a href="#Footnote_53_53" class="fnanchor">[53]</a> Per fare tutto ciò vi era un +ostacolo: il generale Morra di Lavriano. Egli in +forza dei poteri eccezionali che gli erano stati accordati +poteva trattenere i telegrammi e sequestrare +o sopprimere i giornali; e siccome ad ogni costo si +voleva raggiungere lo scopo nel più breve tempo +possibile si pensò di mandare ad avvertire il Regio +Commissario straordinario di quanto s’intendeva di<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span> +fare. A me ch’ero stato chiamato a Palermo telegraficamente +nello stesso giorno fu affidato tale incarico, +che nel modo che potei migliore disimpegnai +nella stessa sera del giorno 5 verso ventitrè ore.</p> + +<p>Trovai nel Generale Morra di Lavriano persona +squisitissima nella forma, ma irremovibile nella sostanza +di negare il permesso alla trasmissione telegrafica +dell’appello a firma di molti repubblicani e +socialisti. Ma siccome si sarebbe messo sfacciatamente +dal lato del torto impedendo che ai lavoratori +si trasmettesse una parola che poteva essere ascoltata +e che consigliava la calma e la cessazione +dei tumulti, così ricorse all’espediente di consentire +l’appello purchè esso portasse la mia sola firma.</p> + +<div class="sidenote">UNA CIRCOLARE AI LAVORATORI DI SICILIA</div> + +<p>Esposi agli amici, che attendevano ansiosi l’esito +del colloquio, tutti gl’inconvenienti della soluzione +proposta e dichiarai la mia grande avversione ad +assumere la responsabilità di un atto, che per gli +uni doveva crearmi un titolo di onore, che non mi +spettava, e per gli altri un grave demerito non meritato +del pari. Ma gli amici m’imposero di sobbarcarmi +a tutto ed alla fine acconsentii a firmare l’appello, +purchè nei giornali di Palermo contemporaneamente +alla sua pubblicazione venisse detto perchè +e come era stato da me solo sottoscritto. Ciò +fu fatto in Palermo: e ciò venne inoltre telegrafato +dai rispettivi corrispondenti ai principali giornali +del continente (<i>Secolo</i>, <i>Tribuna</i>, <i>Resto del Carlino</i>, +<i>Roma</i>, <i>Messaggero</i>, <i>Corriere della sera</i>, ecc. ecc.)<a name="FNanchor_54_54" id="FNanchor_54_54"></a><a href="#Footnote_54_54" class="fnanchor">[54]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span></p> +<div class="sidenote">UN MANIFESTO NEL CONTINENTE</div> + +<p>Poco dopo che in nome dei repubblicani e socialisti +di Sicilia venne diramato il telegramma-circolare, +che raccomandava la calma, un manifesto +che riusciva alla identica conclusione venne pubblicato +nel continente a firma del gruppo parlamentare +del Partito italiano dei lavoratori. Non ci fu +intesa tra l’uno e l’altro ed è notevole perciò la +concordanza degli intendimenti manifestati, come +indizio sicuro che essi rispondevano alle esigenze +del momento.</p> + +<div class="sidenote">INSINUAZIONE VOLGARE</div> + +<p>Quale sia stata l’influenza delle parole e dei consigli +del partito repubblicano e socialista non è il +momento di esaminare; nè potrei essere adatto a +farlo. Mi sarà consentito, però, di notare che in Italia +fece una eccellente impressione e che l’opera +di tale partito venne giudicata come una vittoria +morale sul Regio Commissario straordinario ed una +condanna della inerzia di altri uomini politici, specialmente +siciliani, che avrebbero dovuto farsi vivi +in momenti di pericolo. Tale impressione fu tanto +viva, che a smorzarla qualche pietoso giornale governativo +annunziò seccamente ed <i>ingenuamente</i> che<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span> +il telegramma era stato formulato di accordo tra +me... e il generale Morra di Lavriano. La insinuazione +volgare da nessuno potrà meglio essere stigmatizzata +quanto dallo stesso Regio Commissario straordinario.</p> + +<p>Se il partito repubblicano-socialista fece il dover +suo consigliando la calma nella speranza d’infrenare +la reazione togliendole ogni pretesto ad infierire, +non fu, però, fortunato perchè la reazione +non si arrestò; sopratutto—stando ad alcune voci +accreditate,—per opera di alcuni noti uomini politici, +che circuivano a Palermo il generale Morra +di Lavriano ed a Roma l’on. Crispi<a name="FNanchor_55_55" id="FNanchor_55_55"></a><a href="#Footnote_55_55" class="fnanchor">[55]</a>.</p> + +<p>A me che avvertii il Presidente del Consiglio, che +i suoi funzionari lo disonoravano facendosi strumento +di iniqua reazione rispose, assoluto ed altezzoso come +sempre, <i>che sotto il suo governo non sarebbe possibile +la reazione</i>.</p> + +<p>I fatti si dettero la briga di smentirlo brutalmente, +come si potrà rilevare dalla loro rapida rassegna.</p> + +<p>Il primo sintomo delle tendenze reazionarie si +ebbe colla proclamazione dello Stato d’assedio nelle +città tutte che avevano mantenuto un ordine esemplare +e in quattro provincie che si erano tenute +perfettamente calme. Si volle loro arrecare un grave +turbamento economico e si vollero sottrarre alle garanzie +costituzionali soltanto per avere mano libera +negli arresti e nelle violenze. Proclamando lo stato<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span> +d’assedio in provincie tranquille, osserva un illustre +giurista, si falsa il concetto fondamentale dei +poteri eccezionali, i quali traggono la loro legittimità +soltanto dalla necessità di reprimere la rivolta, +non di prevenirla, perocchè alla prevenzione bastano +da soli gli ordini normali. (Brusa: <i>Della giustizia +penale eccezionale</i>. Torino 1894. p. 13).</p> + +<div class="sidenote">LA REAZIONE IN SICILIA E IL TERRORE BIANCO</div> + +<p>A chi rassomigliò la reazione inauguratasi in Sicilia +col 1894, al <i>terrore bianco</i> che infierì nel mezzogiorno +della Francia all’indomani della restaurazione +borbonica, si credette poter rispondere trionfalmente, +che di <i>terrore</i> non poteva parlarsi dove mancarono +le fucilazioni.</p> + +<p>La risposta costituisce la migliore dimostrazione +della perdita del senso politico e morale in certe +sfere che non sanno valutare la differenza delle +cause che avevano generato le due reazioni del 1815 +e del 1894. Si ebbero già abbastanza massacri ingiustificabili +di contadini inermi e le fucilazioni dove +e quando manca ogni accenno di resistenza, ogni +e qualsiasi pretesto non avrebbero potuto rappresentare +che il capriccio di una tirannide assolutamente +inconcepibile in questa fine di secolo nel centro dell’Europa +civile. Se mancarono, però, le fucilazioni, +abbondarono tutti gli altri atti e violazioni di leggi +e dello Statuto fondamentale, che possono contraddistinguere +la peggiore delle reazioni.</p> + +<div class="sidenote">IL SISTEMA DEGLI ARRESTI IN MASSA</div> + +<p>La rubrica degli arresti, delle deportazioni arbitrarie +è tra le più eloquenti a confermare tale asserto.</p> + +<p>Iniziata con l’arresto dell’on. De Felice Giuffrida, +che implica violazione dello articolo 45 dello +Statuto, e commentata coll’impedito sbarco in Palermo<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +agli on. Prampolini e Agnini si è poscia continuata +in proporzioni inaudite.</p> + +<p>Se l’arresto dell’on. De Felice, di Bosco, di Montalto, +ecc., ha richiamato l’attenzione pubblica perchè +riguardava individui conosciuti in Sicilia e fuori, +vi sono stati gli arresti in massa di contadini e di +lavoratori ignoti, le cui conseguenze economiche e +morali non sono calcolabili e che rappresentano +perciò un atto di scelleratezza raffinata. Talvolta si +circondò da un reggimento o da un battaglione un +povero paese e si procedette ad arresti di più centinaia +d’individui! Con quali criterî, dietro quali indicazioni? +È questo un mistero per lo più; e quando +i moventi sono noti, sono talmente laidi che destano +ribrezzo. In tale forma poco prima e poco dopo +che si proclamasse lo stato di assedio si procedette +agli arresti in massa a Valguarnera, a Gibellina, a +Lercara, a Mazzara, a Castelvetrano, a Pietraperzia, +a Santa Caterina e spesso si arrestarono i disgraziati +feriti e per la rabbia di non poter arrestare +i morti, tal’altra si condussero in prigione i +loro congiunti; e si può altamente disapprovare +come inumano e sopratutto impolitico questo sistema +degli arresti in massa, nei paesi nei quali avvennero +gravi disordini, ma almeno lo si spiega, quando +della libertà dei cittadini dispongono i militari che +delle libertà non hanno un adeguato concetto.</p> + +<div class="sidenote">UNA VERA MANIA</div> + +<p>Non può trovare parola di scusa il sistema quando +si applica in paesi che si mantennero sempre calmi +e che ebbero dimostrazioni ultrapacifiche. Di questi +arresti ne avvennero prima dello Stato di assedio; +ma dopo assunsero proporzioni da fare supporre +che coloro che li ordinavano erano invasi da una<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span> +vera mania. Io non ho una statistica delle persone +che furono private della libertà dal 1º di Gennaio +in poi; ma spigolando nella collezione del <i>Giornale +di Sicilia</i> solamente dal 15 al 31 Gennaio, si arrestarono +i cittadini a decine e a centinaia per ogni +luogo: a Racalmuto, Favara, Menfi, Raffadali, +Terranova, Mazzara, Niscemi, Camporeale, Caltanisetta, +Salemi, Palermo, Cattolica, Calatafimi, +Castelvetrano, Castrogiovanni, Palma-Montechiaro, +Marsala, Mazzarino, Castellammare, Santa Ninfa, +Mussomeli, Bronte, Ciminna, Baucina, Marianopoli, +Riesi, Lentini, Montallegro, Castelbuono, Sommatino, +Villarosa, Centuripe, Aidone, Pedara, Sciacca, +Bisacquino, Francofonte, Campofelice, Paternò, Belmonte-Mezzagno, +Monterosso-Almo, Gangi, Poggioreale, +Prizzi, Contessa Entellina, San Mauro, Noto, +Ragusa, Modica, Trapani, Adernò, Riposto, Leonforte, +Assoro, Agira, Catania, Militello, Vizzini, Scordia, +Gratteri, Mascalucia, Gerace-Siculo, Giuliana, +Acireale, Acicatena, Viagrande, Licodia-Eubea, Regalbuto, +Messina, Misilmeri, Sperlinga, Nicosia, Randazzo, +ecc., ecc.</p> + +<p>Questi enumerati, sono oltre settanta paesi dove +si procedette ad arresti in quindici giorni; sono +quelli dove il <i>Giornale di Sicilia</i> ha corrispondenti, +che lo hanno avvisato di ciò che avveniva; tenendo +conto, quindi, degli altri dei quali nessuno +si curò di scriverne al giornale e di quelli nei quali +gli arresti si verificarono prima o dopo il periodo +compreso tra il 15 e il 31 Gennaio; si può essere +sicuri che non vi è stato piccolo o grande comune +di Sicilia che non abbia dato il proprio contingente, +piccolo grande, alle prigioni dello Stato. E i carcerati<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span> +devono essere stati a migliaia e forse si è +dovuto pensare che c’era un modo di risolvere la +questione sociale in Sicilia: quello di mantenere gli +affamati a spese dello Stato nelle prigioni.</p> + +<div class="sidenote">A DOMICILIO COATTO</div> + +<p>Per molti l’arresto è stato seguito dall’invio a domicilio +coatto! Oltre <i>mille</i>, infatti si crede che siano +i cittadini inviati nelle isole senza alcun processo.</p> + +<p>Il <i>Giornale di Sicilia</i> è temperatissimo e i suoi +corrispondenti sono reclutati in grandissima maggioranza +tra le file delle persone tranquille e che +non hanno fisime in testa da poterle far qualificare +come sovversive; pure quasi tutti scrivono al giornale +(che è devotissimo all’on. Crispi), nel dare conto +degli arresti di ricchi e di poveri, di proletarî e di +proprietarî, di studenti, e di operai, di consiglieri, +maestri e segretari comunali, di donne, di vecchi +ed anche di fanciulli, scrivono, ripeto: che il paese +è sorpreso e indignato degli arresti e che gli arrestati +spesso lasciano le famiglie nella più squallida +miseria e che la loro partenza, essendo ammanettati +e di ordinario tra due file di soldati, ha dato +luogo a scene drammatiche e strazianti. Il terrore +ha soggiogato tutti, e tutti temendo di essere ghermiti +dagli agenti del Regio Commissario straordinario +si danno alla fuga e rimangono abbandonate +le case o abitate da povere ed isolate donne; e rimangono +deserte le campagne ed abbandonati i lavori +agricoli!</p> + +<div class="sidenote">UNA MENZOGNA SPUDORATA</div> + +<p>Quando gli arresti non si possono giustificare e +spiegare col pretesto della cospirazione e del relativo +processo si afferma dalle competenti autorità +che sono stati colpiti i malviventi, i pregiudicati, +gli ammoniti. Menzogna spudorata! E che sia menzogna<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span> +lo prova lo arresto di alcuni la cui notoria +rettitudine pubblica e privata è al disopra di ogni +sospetto, la cui reputazione non può essere mai insozzata +dalla bava dei poliziotti, dei delatori, dei +miserabili che hanno colto la favorevole occasione +per fare le loro private vendette. Tale è il caso di +Mario Aldisio Sammitto, ricco, coltissimo e mite pensatore, +di Salerno-Vinciguerra da Terranuova, di Amato-Cotogno, +e del D.<sup>r</sup> Salvati, di Cortese Pinnavaja +da Caltanissetta, di Ballerini, Colnago e Crimaudo +da Palermo, dei Di Lorenzo, milionarî, da +Gibellina, del D.<sup>r</sup> Crescimone da Niscemi, di Agesilao +Porrello da Villarosa, di Lo Sardo, studente, +da Naso, di Bruno da Milazzo, dell’avv. Rao da Canicattì +e di cento altri di cui adesso non mi viene +alla memoria il nome. Alcuni sono stati tra i più +energici e più fortunati nel mantenere l’ordine nel +periodo dei tumulti: tra questi merita specialissima +<a name="tn273" id="tn273"></a><span class="correction">menzione</span> l’avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi +in libertà: Amato, Salvati, Crescimone, Porrello; +ma vi sono stati quelli, che come volgari malfattori +sono stati deportati all’isola di Favignana, di +Tremiti, ecc. Tale sorte durissima toccò allo studente +Lo Sardo di Naso, al Pinnavaja di Caltanisetta. +Nessuno ha osato formulare un accusa contro il +primo: l’università di Messina—studenti e professori—ha +levato sdegnata la voce; e in quanto al +Pinnavaja, che conosco personalmente da molti anni +assicuro e garantisco sul mio onore e sulla mia coscienza, +che mentisce e calunnia chiunque osa dipingerlo +come malvivente o pregiudicato e sinanco<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +come politicamente pericoloso, poichè egli ha l’animo +mite di una fanciulla!<a name="FNanchor_56_56" id="FNanchor_56_56"></a><a href="#Footnote_56_56" class="fnanchor">[56]</a></p> + +<p>Mentre scrivo—luglio 1894—sette mesi sono +trascorsi dal giorno della proclamazione dello Stato +di assedio, l’ordine non è stato menomamente turbato +e le prigioni d’Italia rigurgitano ancora di prigionieri +siciliani, e a Favignana, Pantelleria, Lampedusa, +Ponza, Ustica, Lipari, Tremiti, Porto Ercole, +ecc., si contano a centinaia i cittadini condannati a +domicilio coatto senza alcun processo e spessissimo +senza che mai per lo passato abbiano avuto da fare +colla giustizia e colla polizia.</p> + +<div class="sidenote">LO STRAZIO DELLA LIBERTÀ</div> + +<div class="sidenote">CONTRO IL DIRITTO DI RIUNIONE</div> + +<p>Lo strazio fatto della libertà individuale—il più +prezioso dei diritti—è stato completato da quello della +libertà di riunione e di associazione. Quando la reazione +stende le unghie adunche per violare il diritto +di riunione e di associazione lo spettacolo, ora si fa +grottesco, ora volge al serio ed al doloroso. <i>I Fasci +dei Lavoratori</i> in generale non aspettarono le ingiunzioni +del generale Morra di Lavriano per isciogliersi; +quando fiutarono per l’aria ciò che si apparecchiava +contro di loro, spontaneamente si sciolsero e divisero +la modesta mobiglia tra i socî o la regalarono +ad istituti pii; fecero in pezzi i gonfaloni e li conservarono +come un caro ricordo e colla speranza +di poterli riunire in un non lontano e meno triste<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span> +avvenire; bruciarono gli elenchi dei socî e divisero +ai poveri lo scarso peculio, dove c’era. Ma i rappresentanti +delle autorità non sapevano darsi pace +di queste auto-dissoluzioni, volevano darsi il gusto +di perquisire, di frugare, di sequestrare; nell’auto-dissoluzione +scorgevano un tranello ed una futura +e immediata ricostituzione: e frugavano nelle stanze +vuote che furono sede dei <i>Fasci</i>, e quando nulla +potevano ghermire, acchiappavano chi per un meschino +stipendio—senza la menoma pretensione politica—aveva +fatto da custode. In un punto si sequestra +con grande ardore la tabella di legno sulla +quale era scritto: <i>Fascio dei Lavoratori</i>, mentre +l’economo ex-Presidente la faceva staccare per +condurla a casa e far cuocere la minestra; in un +altro, un bravo e buon delegato di Pubblica Sicurezza +prega che gli si faccia trovare nei locali un +oggetto purchessia, che appartenne al <i>Fascio</i>, per +far contento il suo prefetto e promette in contraccambio +di mostrarsi moderatissimo negli arresti..... +Nè il furore si sfoga soltanto contro i <i>Fasci</i>, ma +si sciolgono pure le innocue società di mutuo soccorso, +che non sono se non onesti ritrovi serali pei +lavoratori non dediti all’ubriachezza; e si colpiscono +le associazioni sfegatatamente monarchiche, denominate: +<i>Regina Margherita, Principe di Napoli, Francesco +Crispi...</i> Si dirà, che dichiarata la guerra al diritto +di riunione e di associazione la guerra si fa +con lealtà e trattando tutti alla stessa stregua? +Nossignori, poichè vengono rispettati e tenuti aperti +i <i>clubs</i>, i cosidetti <i>Casini dei civili</i>, costituiti e frequentati +dall’aristocrazia e dalla borghesia. I maligni +hanno interpretato l’eccezione come un odioso stratagemma<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span> +per aizzare viemaggiormente l’odio tra le +diverse classi sociali, per rendere sempre più invisi +<i>li cappedda</i> ai popolani; e questo stratagemma sarebbe +più efficace degli articoli di certi giornali +settimanali che il Pubblico Ministero sequestra con +tanta rabbiosa premura.<a name="FNanchor_57_57" id="FNanchor_57_57"></a><a href="#Footnote_57_57" class="fnanchor">[57]</a></p> + +<p>Quando si arriva al sequestro dei telegrammi da +e pel continente, e dei giornali di tutti i colori +l’arbitrio suscita, a seconda dei temperamenti, il +riso o la indignazione.</p> + +<div class="sidenote">CONTRO LA STAMPA</div> + +<p>Il generale Morra di Lavriano non permise mai +che venissero divulgati in Sicilia i più innocenti +commenti e le notizie più esatte che circolavano +liberamente da Susa a Reggio Calabria; nè che per +telegrammi si conoscesse nel continente la verità +sulle condizioni dell’isola. Vero è che egli dovette +sentire gran rammarico perchè si sentì impotente +a sopprimere le corrispondenze epistolari; però di +tale impotenza si vendica sequestrando i giornali +invisi. E sequestra di preferenza il <i>Secolo</i>, il <i>Messaggero</i>, +il <i>Don Chisciotte</i>, il <i>Roma</i>, il <i>Corriere della Sera</i>, +financo l’ufficiosa <i>Tribuna</i>, e sequestra... l’<i>Illustrazione +Italiana</i> per certe figure sospette di contadini, che +il corrispondente Ximenes aveva riprodotte. L’Austria +fu sorpassata, poichè a Trieste sua eccellenza Rinaldini, +nei peggiori tempi della guerra all’irredentismo, +non dette la caccia ai giornali italiani come +sua eccellenza Morra di Lavriano la dette in Palermo. +E dico in Palermo, poichè se i giornali arrivavano<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span> +per la via dello stretto nel resto dell’isola +potevano circolare liberamente.</p> + +<div class="sidenote">IL SEQUESTRO DEI TELEGRAMMI</div> + +<p>Pochi esempî per dare un’idea di questa libidine +di sequestri di telegrammi. Sequestra il telegramma +da Palermo alla <i>Tribuna</i> e al <i>Secolo</i>, che riproduce +un brano del discorso inaugurale dell’anno giuridico +del Procuratore generale Sighele; sequestra il sunto +telegrafico, trasmesso da Roma al <i>Giornale di Sicilia</i> +di un articolo della <i>Riforma</i>, di cui è proprietario +l’on. Palamenghi-Crispi; sequestra parte di un telegramma +da Girgenti al <i>Secolo</i> in cui era detto che +era stata ascoltata attentamente una mia deposizione +innanzi al Tribunale penale; sequestra un telegramma +da Catanzaro al <i>Giornale di Sicilia</i>, in cui si dava +conto di una seduta tempestosa del Consiglio Comunale +e nella quale si era protestato contro un +telegramma del sindaco, apologetico pel questore +Lucchese e di smentita ad una testimonianza dell’on. +Altobelli innanzi al Tribunale di Guerra in +Palermo; sequestra il telegramma con cui il corrispondente +romano del <i>Giornale di Sicilia</i> riferiva lo +svolgimento della interrogazione alla Camera dei +Deputati sul precedente sequestro; sequestra un telegramma +da Palermo alla <i>Tribuna</i>, in cui si accennava +alla deficienza... di ospedali; e quando è stanco +di sequestrare telegrammi e giornali S. E. il Generale +Morra di Lavriano fa sequestrare in Messina i +pericolosissimi garofani rossi...</p> + +<p>Questa mania di sequestri fu forse il prodotto dell’eccitamento +morboso, e della paura dei primi +momenti quando da per tutto si vedevano cospiratori +e bande armate? Oibò: il sequestro del telegramma +per la deficienza degli ospedali di Palermo<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span> +è della metà di luglio. Sicuramente a tanto non sarebbe +arrivato Maniscalco, ch’era ai servizî di un +governo assoluto ed agiva conformemente; ma quello +era una persona seria.<a name="FNanchor_58_58" id="FNanchor_58_58"></a><a href="#Footnote_58_58" class="fnanchor">[58]</a></p> + +<div class="sidenote">LA CENSURA PREVENTIVA</div> + +<p>Pari intelligenza e pari liberalismo ed equanimità +si mise nello esercizio della censura preventiva, +poichè è bene sapere che per un certo tempo le +bozze di stampa dei giornali erano esaminate e non +potevano pubblicarsi senza il permesso dei superiori. +Si vede che il generale Morra di Lavriano +volle far godere ai Siciliani lo spettacolo della risurezione +frammentaria del regime pontificio, per far +loro meglio apprezzare i benefizî del regime costituzionale +italiano sotto il quale semplicemente si +sequestra. E per siffatta censura preventiva i giornali +spesso si ponevano in vendita con delle intere +colonne in un bianco candidissimo, che rappresentavano +gli articoli pei quali non era stato accordato +il sabaudo: <i>imprimatur!</i></p> + +<p>Dopo la censura, si ha la soppressione pura e +semplice.</p> + +<div class="sidenote">LA SOPPRESSIONE DEL “SICILIANO„</div> + +<p>Fu soppressa l’<i>Unione</i> di Catania: soppressi il +<i>Riscatto</i>, il <i>Vespro</i>, i <i>Pagliacci</i> di Messina; e soppresso +in Palermo fu l’<i>Amico del popolo</i>, giornale +monarchico che si pubblicava da trentatrè anni, e +soppresso fu il <i>Siciliano</i>. <a name="tn278" id="tn278"></a><span class="correction">Quest’ultima</span> soppressione<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span> +merita qualche parola di più del semplice annunzio +del fatto. Il <i>Siciliano</i>, giornale repubblicano socialista, +durante lo stato di assedio sbalordì per la sua +temperanza; esso, senza rinunziare ai propri ideali, +tenne un linguaggio che anche ai tempi di Maniscalco, +di borbonica memoria, sarebbe stato trovato +correttissimo. Ma al generale Morra di Lavriano +erano le idee propugnate con sincerità che +non piacevano, quale che ne fosse la forma: non +per nulla egli rispecchiava le tendenze reazionarie di +coloro che lo circondavano! Perciò <i>côute que côute</i> ne +giurò la morte. E siccome voleva evitare lo scandalo +di una soppressione, per nessuna ragione giustificabile, +cominciò coll’arrestare il redattore-capo, +avv. Crimaudo, e il collaboratore assiduo, barone +Colnago; al direttore, principe di Cutò, si era dato +lo sfratto da Palermo sin dai primi giorni dello Stato +di assedio. S’ingannò il generale sui risultati dei suoi +soldateschi procedimenti e il <i>Siciliano</i>, ad opera di +giovani valorosi e coraggiosi—Benedetto Salemi<a name="FNanchor_59_59" id="FNanchor_59_59"></a><a href="#Footnote_59_59" class="fnanchor">[59]</a> +Enrico La Loggia, Aurelio Drago—continuò a +pubblicarsi. Corse voce di un indegnissimo ricatto: +cioè, si sarebbero posti in libertà Colnago e Crimaudo +purchè il <i>Siciliano</i> avesse cessato le sue +pubblicazioni.</p> + +<p>Questa voce fu poi smentita da un avvocato—che +si diceva essere stato intermediario nelle trattative—con +una lettera sibillina, ma certo è che delle proposte +di quel genere ci furono, sebbene io mi rifiuti<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span> +a credere che siano partite dal Regio Commissario +straordinario ed è probabilissimo invece che +ne sia autore qualche basso arnese di questura. +Certo è che quella proposta venne sdegnosamente +respinta dai redattori, sicuri d’interpretare la volontà +dei compagni imprigionati.</p> + +<p>Onde, visto che erano inefficaci gli arresti, visto +che non approdava la censura, visto che si respingevano +sdegnosamente le proposte disonorevoli, fu +decisa ed eseguita la soppressione del <i>Siciliano</i>. Ci +fu un pretesto per la soppressione? Questa avvenne +dopo la pubblicazione del Nº del 9 Febbraio per +un capo-cronaca intitolato: <i>Onore ai fucilatori!</i> nel +quale senza alcun commento si riferiscono alcuni +brani dell’allocuzione del generale Morra di Lavriano +di cui già si fece parola.</p> + +<div class="sidenote">IL “GIORNALE DI SICILIA„ IN PERICOLO</div> + +<p>E di soppressione fu minacciato lo stesso <i>Giornale +di Sicilia</i> per avere <i>composto</i> soltanto la deliberazione +della giunta comunale di Castelbuono. Il Regio Commissario +seppe che il giornale dovea pubblicare tale +deliberazione e poco prima che fosse posto in vendita +mandò un semplice <i>aut aut</i>: se la deliberazione +sarà pubblicata il giornale verrà soppresso.</p> + +<p>Com’è naturale la pubblicazione non avvenne; ma +gl’italiani devono conoscere questo caratteristico documento, +che riporto integralmente:</p> + +<div class="sidenote">UN DOCUMENTO PREZIOSO</div> + +<p>«La Giunta Comunale di Castelbuono, presieduta +dal sindaco funzionante P. Barreca, vivamente impressionata +protesta contro gli atti abusivi commessi +dalla squadra volante di pubblica sicurezza capitanata +dal delegato Breda, la quale nei giorni 8 e 9 +percorrendo la strada che da questa città conduce ai +due comuni finitimi di San Mauro e Geraci, a due<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span> +km. dal paese, commetteva delle ferocie degne di +altri tempi, bastonando senza ragione e senza riguardo +di età tutte le persone che incontrava, riducendo +non pochi onesti cittadini nell’impossibilità +di lavorare. Ciò per la sciocca pretesa di aver notizie +della banda maurina.</p> + +<p>«Tal fatto ha non solo commosso, ma sdegnato +gravemente il paese che vede della povera gente +malconcia a tal punto, da giacersi in un letto di +dolore e nella dura necessità di non poter provvedere +ai bisogni della famiglia.</p> + +<p>«Gli offesi da un tanto briaco furore han fatto +appello a questa Giunta per una riparazione e la rappresentanza +sottoscritta, a tutela dei diritti dei propri +amministrati che in quella barbarie vede tutti quanti +crudelmente violati, sente alto il suo dovere d’informare +l’illustrissimo comandante la zona militare +qui di stanza, maggiore cav. Merli, per gli opportuni +provvedimenti.</p> + +<p>«E qui a giusta lode del sullodato cav. Merli, la +Giunta adempie parimente l’obbligo di elogiare la +condotta irreprensibile e cavalleresca della 3ª compagnia +del 38º fanteria comandata del bravo capitano +Abatino, degli ufficiali tutti e dei carabinieri +e suoi ufficiali e di questo delegato signor Gherghi, +che, pur mai venendo meno al loro compito, seppero +acquistarsi l’affetto dell’intero paese.</p> + +<p>«Gl’individui più maltrattati sono: Failla Giuseppe +fu Onofrio di anni 37 muratore, Fiasconaro Rosario +fu Antonio d’anni 62, Lipira Antonino fu Leonardo +d’anni 53; Gennaro Vincenzo fu Pietro d’anni 52, +Ricotta Santi fu Pietro di anni 50, tutti pastori.»<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p> + +<p>Seguono le firme degli assessori e del funzionante +sindaco.</p> + +<div class="sidenote">LE PRODEZZE DELLA POLIZIA</div> + +<p>Non aveva ragione da vendere il Regio Commissario +straordinario nel volere impedire che il pubblico +avesse conoscenza delle prodezze dei suoi agenti? +E con queste misure—tanto abbiette, quanto +i nani degli uomini che governano l’Italia—si crede +di arrestare la marcia di un’idea!<a name="FNanchor_60_60" id="FNanchor_60_60"></a><a href="#Footnote_60_60" class="fnanchor">[60]</a>.</p> + +<p>L’ultima soppressione, però non definitiva perchè +fu revocata in seguito ad interrogazione presentata +alla Camera dei Deputati dall’on. Picardi e da me, +avvenne alla fine del mese di Maggio e colpì, il +giornale <i>Imparziale</i> di Messina. È notevole pei criterii, +che la determinarono: fu la espressione del +più schietto risentimento personale, perchè fu motivata +dalla riproduzione di un articolo ironico del +<i>Mattino</i> di Napoli contro il generale Morra, che da +sè stesso si considerò, modestamente, sacro e inviolabile.</p> + +<div class="sidenote">IL DISARMO</div> + +<p>Sul disarmo c’è poco a dire. Esso sarebbe una +misura capricciosa e ridicola se non costituisse un +indizio delle paure della reazione trionfante. Nessuna<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span> +ragione lo consigliava, una volta che in tutti +i tumulti di Sicilia <i>i massacrati giammai fecero uso di +armi da taglio o da fuoco</i>; la qual cosa era tanto +conosciuta, che il Tribunale di Guerra di Palermo +stabilì che si potessero fare le rivoluzioni.... senza +armi! ma la reazione ha pensato che ciò che non +avvenne ieri potrà avvenire domani: dunque, essa +disse, bisogna disarmare tutti!</p> + +<p>Con qual risultato? I malviventi non hanno consegnato +alcun’arma; molta gente per bene non le +ha consegnate neppure perchè così ha inteso protestare +contro l’arbitrio inaudito; delle armi si sono +privati soltanto i più timidi e scrupolosi osservatori +della legge, colla speranza di averle restituite a +breve scadenza. Ciò che, ad onore del vero, in parte +e secondo i capricci delle autorità locali, è avvenuto. +Allo Stato è rimasta una splendida collezione di +vecchi ed arrugginiti fucili della guardia nazionale: +ma gli rimane sulla coscienza una conseguenza più +grave e più dolorosa: oltre un migliaio di contravvenzioni, +che dai tribunali militari furono punite +complessivamente colla bellezza di 800 anni di prigione +in parte scontati, quando sopraggiunse—in +luglio—l’amnistia riparatrice.</p> + +<p>La insana misura, che non ebbe l’approvazione +dei reazionarî, chè in molti punti non sfuggirono +ai soprusi, alle vessazioni di una polizia tanto inetta +quanto prepotente—a Caltanissetta si perquisì il +domicilio di un Consigliere di Prefettura ed a Piazza +Armerina quello del <i>pericolosissimo</i> on. Lavaccara, +provocando la più schietta ilarità di mezza Italia!—ebbe +un’altra triste conseguenza, prevista in Parlamento +nella discussione di febbraio e verificatasi<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span> +esattamente: l’incremento inaudito del malandrinaggio.</p> + +<p>A rendere meno incompleto il quadro dei fasti +della reazione trionfante dovrei ora occuparmi della +istituzione dei Tribunali militari; ma questo grande +argomento merita una trattazione a parte; qui trova +posto invece una parola sul contegno conservato +dalle <i>classi dirigenti</i> in questo sinistro periodo di +ecclissamento di ogni concetto di giustizia e di legalità.</p> + +<div class="sidenote">LE CLASSI DIRIGENTI E LA REAZIONE</div> + +<div class="sidenote">STATU QUO ANTE TUMULTUS</div> + +<p>La reazione del governo non fu uguagliata che +dalla reazione di una gran parte delle <i>classi dirigenti</i>. +Queste, che per alcuni mesi si erano ecclissate +e rannicchiate in modo da rendersi invisibili, o +avevano fatto buon viso a cattivo giuoco, modificando +i patti agrari, elevando i salarî, trattando da +uomini i lavoratori, non appena il governo si mostrò +<i>forte</i> e ristabilì l’ordine, smisero ogni ipocrisia; e +gli uomini sciacalli—vili nel pericolo ma sanguinarî +quando possono esserlo senza timore—sono +sbucati dai loro nascondigli preparandosi alla riscossa. +Ridono delle miserie dei lavoratori, si compiacciono +delle fucilazioni e del sangue sparso, inneggiano +agli arresti e ai processi. Le promesse fatte durante +i tumulti non vengono mantenute, e le concessioni +vengono ritirate. <i>I grandi proprietarî</i> riuniti nella +sala Ragona di Palermo per cura del loro Comitato +promotore, fanno voti perchè l’insegnamento ufficiale +dato nelle scuole sia a <i>base morale</i>, e c’è chi nella +stessa riunione propone che si abolisca l’istruzione +obbligatoria tra gli applausi dell’assemblea! Ecco +ciò che le <i>classi dirigenti</i> sanno escogitare e proporre +per venire in aiuto degli affamati. Esse si<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span> +chiariscono degne del loro passato, di quel passato, +che fece giudicare al senatore Zini «la Baronia siciliana +<i>ignava e superba</i> e non ultima cagione del +pervertimento morale, onde volentieri si rigetta +tutto il carico sul mal governo dei Borboni»; esse +si mostrano degne del governo attuale e questo +degno di loro; formando un circolo vizioso nel cui +perimetro le oligarchie, alte e basse, trovano modo +di rafforzarsi e di sostenersi a vicenda, a tutto detrimento +della libertà e del benessere popolare. Allegri +italiani: la Sicilia ritorna allo <i>statu quo ante +tumultus</i>!</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_53_53" id="Footnote_53_53"></a><a href="#FNanchor_53_53"><span class="label">[53]</span></a> Alla riunione intervenne persona che rappresentava Bosco, +Verro e Barbato, latitanti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_54_54" id="Footnote_54_54"></a><a href="#FNanchor_54_54"><span class="label">[54]</span></a> Il telegramma-circolare è del seguente tenore: «In nome +di tutti i compagni di fede vi scongiuro di mantenere calma +assoluta ed evitare qualunque occasione, che possa produrre +inutile spargimento di sangue, doloroso sempre e dannoso adesso +principalmente per la causa dei lavoratori—occorre +che la vostra attitudine pacifica, serena, dimostri superflua +ogni misura repressiva. Cessati i disordini, resterà l’impegno +al governo di riparare a quella parte dei vostri mali, che ha +ora riconosciuto.—È necessario attenderlo all’opera promessa, +augurando che possa vincere la resistenza delle camarille locali, +cointeressate al mantenimento delle attuali ingiustizie, +e sappia riconoscere i vostri diritti sinora conculcati. Le condizioni +attuali impongono questa condotta. Chi consiglia altrimenti +è pazzo o traditore.»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_55_55" id="Footnote_55_55"></a><a href="#FNanchor_55_55"><span class="label">[55]</span></a> L’on. Comandini in una lettera pubblicata nel <i>Corriere +della sera</i> in risposta ad altra dell’on. Saporito-Ricca, disse +che lo stesso on. Crispi gli confessò le pressioni, che gli si +facevano in favore della reazione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_56_56" id="Footnote_56_56"></a><a href="#FNanchor_56_56"><span class="label">[56]</span></a> Pel Pinnavaja e pel Giannone da Caltanisetta intercedettero +la società dei militari in congedo e il colonnello Pittaluga +del 27º Reggimento fanteria. L’on. Conte Testasecca si +rese garante del Pinnavaja: ma il De Rosa, Prefetto di Caltanissetta +tenne duro nel volerlo mantenuto a domicilio coatto. +Il De Rosa cadde in numerose contraddizioni per giustificare +il proprio operato.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_57_57" id="Footnote_57_57"></a><a href="#FNanchor_57_57"><span class="label">[57]</span></a> Passati i primi furori della reazione molte società operaie +di mutuo soccorso si lasciarono ricostituire e si permise +la riapertura delle loro sedi. Ciò per la verità.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_58_58" id="Footnote_58_58"></a><a href="#FNanchor_58_58"><span class="label">[58]</span></a> La guerra fatta ai telegrammi ordinari divenne proibizione +assoluta pei telegrammi in cifre e con linguaggio +convenzionale, che molti negozianti adoperano a risparmio +di spese coll’estero. Solo in Giugno il Generale Morra si accorse, +che poteva lasciar passare in linguaggio convenzionale +la richiesta o l’offerta di un carico di aranci senza pericoli +per la patria!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_59_59" id="Footnote_59_59"></a><a href="#FNanchor_59_59"><span class="label">[59]</span></a> Colgo qui l’occasione per testimoniare a questo egregio e +mio caro amico, tutta la mia riconoscenza per la sua cooperazione +attiva e intelligente prestatami nella pubblicazione +di questa seconda edizione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_60_60" id="Footnote_60_60"></a><a href="#FNanchor_60_60"><span class="label">[60]</span></a> Sento il dovere di segnalare l’attitudine dignitosa e indipendente +del <i>Giornale di Sicilia</i> di fronte all’invadere della +marea reazionaria. Invece seguì ed incoraggiò la più bieca +reazione <i>Il Corriere dell’Isola</i>, dopo che ne lasciò la direzione +l’Avv. Sangiorgi che non avea disdegnato in altri tempi di +collaborare nell’<i>Isola</i>. +</p><p> +Ma la storia della protesta della Giunta di Castelbuono dev’essere +completata: furono chiamati uno ad uno i consiglieri +comunali e <i>invitati</i> a riunirsi di nuovo per dire che la precedente +protesta era una cosa... da burla. Così fecero perchè +non si sentirono l’animo di farsi arrestare e mandare a domicilio +coatto....</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.<br /><br /> + +I TRIBUNALI MILITARI<span class="xsmaller"><a name="FNanchor_61_61" id="FNanchor_61_61"></a><a href="#Footnote_61_61" class="fnanchor">[61]</a></span></h2> + + +<p>Il fatto più esorbitante dello Stato di assedio proclamato +in Sicilia è nella constituzione dei <i>Tribunali +di Guerra</i> ai quali non solo furono sottoposti +i civili, ma, con una violazione aperta del diritto +lo furono anche per quei reati commessi avanti la +stessa proclamazione dello Stato d’assedio. Onde +si può dire che quei tribunali servirono come efficacissimo +strumento di reazione.</p> + +<div class="sidenote">I PRECEDENTI</div> + +<p>Giova rilevare anzitutto col Brusa che, a uno a +uno, i precedenti in fatto di Stato di assedio, nè +autorizzavano nè consentivano, in maniera qualsiasi, +la manomissione delle leggi, e degli articoli espliciti<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span> +dello Statuto, per la quale solamente fu possibile +la istituzione dei Tribunali militari.</p> + +<p>Nello Stato d’assedio proclamato a Genova nel +1849, a Sassari nel 1852, in Sicilia e nel Napoletano +nel 1862, in Sicilia nel 1866, non si rinviene +cosa alcuna che possa considerarsi come un precedente +di quello che si fece nel 1894 in Sicilia e +nella Lunigiana.</p> + +<p>Le condizioni politiche di Genova, nel 1849, erano +talmente gravi ed eccezionali che non si può in +nessun modo paragonarle a queste di Sicilia del +1894, eppure all’articolo 9 della regia ordinanza che +le impose lo Stato d’assedio era detto: «<i>Continueranno +i giudici, i tribunali e i magistrati ad esercitare +la loro giurisdizione a seconda delle leggi vigenti</i>, +salvo nei reati contro la sicurezza dello +Stato ed in quelli per il porto e la ritenzione +d’armi, i quali <i>potranno</i> essere giudicati da un +Consiglio di guerra, che applicherà le pene portate +dal codice penale militare e, nei casi da esso +non previsti, quelle stabilite dalle leggi penali comuni.»</p> + +<p>Questa prima constatazione vale <i>a priori</i> a dare +una idea della esorbitanza del Regio Commissario +straordinario che istituì i <i>Tribunali di guerra</i> e della +illegittimità dei medesimi. La illegittimità e la incompetenza +loro risulta altresì evidente per una +serie di ragioni e di osservazioni, che sono costretto<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span> +a riassumere, non potendo estesamente esporle in +un lavoro, che non ha indole giuridica.</p> + +<p>I <i>Tribunali militari</i> non potevano conoscere dei +reati commessi dai civili, perchè gli articoli 70 e 71 +dello Statuto <i>octroyè</i> da Carlo Alberto, esplicitamente +stabiliscono: «Non si può derogare alla organizzazione +giudiziaria se non in forza di una +legge. Niuno può essere distolto dai suoi giudici +naturali. <i>Non potranno perciò essere creati tribunali +o commissioni straordinarie.</i>»</p> + +<div class="sidenote">LE FACOLTÀ DEL POTERE ESECUTIVO</div> + +<p>Il potere esecutivo, dunque, col regio Decreto del +3 Gennaio col quale affidava i <i>pieni poteri</i> al generale +Morra di Lavriano non poteva a lui delegare +quelle facoltà, che non aveva. Quando il bisogno +esista di modificare lo Statuto o di derogare temporaneamente +ad alcuna delle sue disposizioni, questa +facoltà non competerà certamente al potere esecutivo, +il quale nessuna legge può fare o sospendere +(art. 6 dello Statuto) e molto meno può toccare +alla legge fondamentale dello Stato (<i>Impallomeni</i>).</p> + +<p>Che il potere esecutivo non abbia tale facoltà—ed +è evidente che non possa averla in un regime +costituzionale—risulta dagli stessi precedenti della +nostra storia; infatti esso quando ha sentito bisogno di +poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni <a name="tn288" id="tn288"></a><span class="correction">di difesa</span> +esterna e di <i>difesa interna</i> ha chiesto quella +facoltà ai parlamenti e l’ha ottenuta con la legge +del 2 Agosto 1848, con quella del 25 aprile 1859, +con quella del 17 Maggio 1866 per le guerre coll’Austria; +con la legge chiamata Pica del 15 Agosto +1863 per la repressione del brigantaggio; con la +legge 3 Luglio 1875, non messa in esecuzione, per +le condizioni della pubblica sicurezza in Sicilia.<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span> +Onde da questi dati si vede che se i <i>Tribunali di +guerra</i> furono stabiliti a Genova nel 1849 ed a Palermo +nel 1866, essi furono legali, poichè il potere +esecutivo si trovava già investito dei <i>pieni poteri</i> in +forza delle cennate leggi speciali del 1848 e del 1866.</p> + +<div class="sidenote">VIOLAZIONE DELLO STATUTO</div> + +<p>Nè si obbietti, che quei Tribunali possono diventare +legali di fronte a casi straordinarî e impreveduti, +perocchè il Codice e la procedura penale hanno +preveduto l’avvenimento di fatti che in modo +straordinario compromettano l’ordine pubblico e li +ha preveduti lo Statuto, il quale vietando alle autorità +di ricorrere in questi casi a provvedimenti +straordinarî, ha provveduto alla propria incolumità. +Si può infatti immaginare, che alcuno pensi a +creare Tribunali o Commissioni straordinarie—vietate +dall’art. 71 dello Statuto—in tempi normali? +(Impallomeni).</p> + +<p>La storia dell’art. 6 dello stesso Statuto Albertino, +corrobora poi pienamente tale corretta interpretazione. +Questo articolo, che vieta al Re di sospendere +l’osservanza delle leggi o dispensarne, fu copiato +dall’art. 13 della Carta francese del 1830, e +questo fu alla sua volta desunto dall’art. 14 della +precedente Carta del 1814 ch’era così formulato: +«Le roi fait les reglements et les ordonnances nècessaires +pour l’execution des lois et la suretè de +l’Etat.»</p> + +<p>I partigiani dell’assolutismo spinsero Carlo X, con +una falsa interpretazione di queste ultime parole, a +pubblicare le ordinanze del 25 luglio 1830, che sospesero +la libertà della stampa, modificarono la legge +elettorale e sciolsero la Camera dei Deputati e provocarono<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span> +pure la rivoluzione. Col trionfo della rivoluzione +rivedendosi la Carta del 1814 nel 1830 furono +soppresse le vaghe parole: <i>Sureté de l’Etat</i> e +aggiunte le altre: <i>sans pouvoir jamais ni suspendre +les lois elles-mêmes, ni dispenser de leur execution</i>, +per impedire che rinascesse mai la pretesa di paralizzare +con decreti le leggi dello Stato. (<i>Pierantoni</i>).</p> + +<p>I pareri dei più eminenti giuristi—e basta ricordare +tra questi il Mittermeyer—e degli scrittori +politici, anche tra quelli non molto liberali, sono +concordi in questa corretta interpretazione sui <i>Tribunali +militari</i> e sulla sottrazione dei cittadini ai +loro giudici naturali, ma nel caso presente si hanno +due giudizi alla cui autorità tutti si devono inchinare.</p> + +<div class="sidenote">LA CORTE DEI CONTI</div> + +<p>Uno dei supremi corpi dello Stato, infatti, la <i>Corte +dei Conti</i>, da principio si rifiutò di registrare il decreto +di proclamazione dello Stato di assedio in Sicilia; +poi a sezioni unite lo registrò <i>con riserva</i> con +questo scultorio motivato: «Considerato che il provvedimento +eccezionale, <i>com’è definito dallo stesso governo</i>, +determinato da ragione politica, <i>esce dai confini +della legge scritta, dalla quale non trae norma</i>.»</p> + +<p>Si poteva, forse, più esplicitamente di così, dichiarare +che il decreto del 3 gennajo, con tutte le sue +conseguenze—tra le quali la costituzione dei <i>Tribunali +di guerra</i>—è stato illegale?</p> + +<div class="sidenote">L’ART. 337 BIS DEL CODICE PENALE MILITARE</div> + +<p>Ma il governo stesso, implicitamente, ha fatto la +stessa preziosa confessione; imperocchè esso, dando +pienamente ragione agli scrittori <i>Arangio Ruiz</i>, <i>A. Majorana</i>, +<i>Vidari</i>, <i>Contuzzi</i>, <i>Brusa</i>, <i>Impallomeni</i>, <i>Pierantoni</i> +ecc., che in questa occasione dolorosa sostennero +non potersi applicare le disposizioni del Codice<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span> +penale militare che si riferiscono allo <i>Stato d’assedio +guerresco</i>, allo <i>stato di assedio politico</i> o <i>fittizio</i>, sì è +accorto della lacuna che esiste nelle nostre leggi—che +lacuna non è, ma voluto silenzio a garenzia +dei diritti dei cittadini consacrati dallo Statuto—e +dopo compilato il nuovo codice penale militare mentre +era sotto esame della Commissione del Senato, vi +ha aggiunto l’articolo 337 <i>bis</i>, che dice: <i>Lo stato di +guerra può essere anche dichiarato in caso d’insurrezione +o d’imminente pericolo della pace pubblica</i>. Ora +se il potere esecutivo aveva già il diritto di equiparare +lo <i>stato di assedio guerresco</i> a quello <i>politico</i>, +qual bisogno aveva esso di presentare l’articolo aggiuntivo?</p> + +<p>A proposito del quale articolo 337 <i>bis</i>, il relatore +sul nuovo Codice penale militare, Senatore Costa, +osservò:</p> + +<p>«Il dubbio che un comandante possa dichiarare +lo stato di guerra non deve rimanere nel testo: se +mai questa facoltà si volesse ottenere, è necessario +escluderla. <a name="tn291" id="tn291"></a><span class="correction">È</span> facoltà <i>sconfinata</i>, che non è giustificata +da alcun principio, che non è imposta da alcuna +necessità. È <i>sconfinata</i> e <i>pericolosa</i>, perchè pone alla +mercè di un comandante d’armi il potere di costituire +un regime eccezionale e l’esercizio di un potere +eminentemente politico, che al solo governo, +sotto il peso della sua responsabilità politica, deve +essere riconosciuto.»</p> + +<p>Ammesso, dunque, che il nuovo Codice penale +militare col suo articolo aggiuntivo, dichiarato <i>sconfinante +e pericoloso</i> da un conservatore, partigiano +del governo, e suo dipendente anche—perchè il senatore +Costa è un alto funzionario dello Stato<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>—venga +approvato dal Parlamento e sanzionato dal +Re, è certo ch’esso ancora non è legge e finchè ciò +non sarà bisognava e bisogna rispettare il diritto +vigente. (<i>Brusa</i>) Resta perciò provato che il Regio +decreto col quale si proclamò lo Stato di assedio in +Sicilia e gli atti consecutivi del Regio Commissario +straordinario coi quali s’instituirono i <i>Tribunali di +guerra</i> assoggettando ad essi i civili, violano lo Statuto +fondamentale del regno e le sue leggi. Nè valgono +a dimostrare il contrario le miserevoli argomentazioni +degli epigoni dell’on. Crispi, i quali contorcono +la storia e la logica con la speranza di giustificarlo +dalla grande accusa di avere violato la +Costituzione.</p> + +<div class="sidenote">LA COSTITUZIONE NON ESISTE PIÙ</div> + +<p>Ora uno dei più eminenti scrittori di diritto costituzionale, +il monarchico e dinastico prof. Casanova, +nota: «un governo costituzionale cessa di esistere +tostochè più non esiste la Costituzione: essa non +esiste tosto che fu violata. Il governo che la viola +lacera il proprio titolo a governare: da questo +istante può ben sussistere in virtù della forza, non +già in virtù della Costituzione.»</p> + +<p>La più mite e legale illazione di questo canone +rettissimo di diritto costituzionale la trassero gli on. +Prampolini, Badaloni, Ferri, Agnini e Berenini i quali—più +rispettosi delle leggi che coloro i quali se ne +dicono i custodi—proposero alla Camera dei Deputati +di porre in istato di accusa il ministero presieduto +dall’on. Crispi, che aveva violato la Costituzione. +E in istato di accusa fu messo in Francia +nel 1830 il ministero Polignac per avere violato colle +ordinanze di luglio la Carta del 1814.</p> + +<p>Ma là la rivoluzione era trionfante e in Italia la<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span> +vittoria era, incontrastata, del potere esecutivo; la +Camera dei deputati, quindi, ghignò sul viso ai socialisti +che invocarono il rispetto delle leggi e dello +Statuto, e s’inchinò reverente dinanzi alla forza +trionfante!</p> + +<p>Se i <i>Tribunali di guerra</i> erano illegali nella loro +origine, la loro istituzione, guardata da un elevato +punto di vista, doveva considerarsi come impolitica, +nè da essi poteva emanare equanimità di giudicati.</p> + +<div class="sidenote">I MILITARI GIUDICI E PARTE</div> + +<p>Invero i militari, di fronte ai cittadini che hanno +vinto e domato nelle dissensioni civili, non possono +essere imparziali, poichè per quanto essi siano leali, +per quanto la compagine dell’esercito sia nazionale, +è umano che nelle lotte si destino risentimenti +e che nel cuore di coloro che si sentirono +offesi e rimasero vincitori alberghi il desiderio della +vendetta per quanto attenuato e represso da un +alto senso del dovere. Di più i militari rappresentano +il potere esecutivo contro il quale si levano i +ribelli; essi, quindi, sono giudici e parte direttamente +interessata nello stesso tempo.</p> + +<div class="sidenote">IL CASO DEL MARESCIALLO NEY</div> + +<p>Quest’ordine di considerazioni non è teorico ma +ebbe altrove la sua esplicazione pratica e ne venne +riconosciuta la giustezza. Ben a ragione il senatore +A. Pierantoni ha ricordato che la quistione non è +nuova nella storia delle guerre civili e che il caso +del maresciallo Ney avrebbe dovuto servire di esempio +e di ammaestramento.</p> + +<p>«Quando Napoleone dall’isola d’Elba sbarcò nel +golfo di Iuan ai 5 marzo 1815, per riprendere l’impero +della Francia, il maresciallo Ney fu scelto dal re +Luigi XVIII per tagliare la via della capitale all’<i>insensato</i> +perturbatore della pubblica quiete.»<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p> + +<p>Ney, <i>impotente a trattenere le onde del mare</i>, tornò +alla causa di Napoleone.</p> + +<p>«Dopo la battaglia di Waterloo e la seconda abdicazione +di Napoleone, Luigi XVIII volle <i>deferire +ai consigli di guerra i colpevoli di aver tradito il re +prima del 23 marzo, e di avere attaccata la Francia e +il suo governo a mano armata</i>. Con ordinanza del 24 +luglio mandò Ney, Cambronne ed altri ai giudici +militari. Il maresciallo fu difeso da Berryer, padre, +che sostenne l’incompetenza del Consiglio di guerra. +Queste furono le ragioni sostenute: il giudizio su +preteso crimine di Stato non essere domandato ad +un Consiglio di guerra. Il sovrano, capo dell’esercito, +si osservò, non poteva <i>pronunziare in causa propria</i>, +per giudizio dei suoi ufficiali. L’articolo 33 della +Costituzione affidava alla Camera dei Pari la procedura +per i crimini di alto tradimento. Gli articoli +62 e 63 vietavano di sottrarre un prevenuto ai suoi +giudici naturali. Il re per un altro articolo del Patto +costituzionale stretto con la nazione aveva renunziata +la potestà di creare tribunali straordinari. Il +Consiglio di guerra si dichiarò incompetente con la +maggioranza di cinque voti contro due. Il maresciallo +fu giudicato e condannato dalla Camera dei +Pari.»</p> + +<div class="sidenote">VAE VICTIS</div> + +<p>Ma questi timori si sono mostrati vani e infondati +nel caso disgraziato, che esaminiamo? Questo +sarebbe stato certamente l’ardente desiderio di ogni +italiano; ma pur troppo i fatti corrisposero alle sinistre +previsioni e il Brusa, temperatissimo uomo e +alieno dalle lotte politiche, è stato costretto di fronte +alle sentenze dei <i>Tribunali di guerra</i> ad esclamare: +<i>À la guerre comme à la guerre!</i> e: «odio o vendetta<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span> +entrano soltanto in iscena quando al <i>Te Deum laudamus</i> +si mesce il <i>Vae victis</i>.»</p> + +<p>L’<i>ordine</i> venne ristabilito in Sicilia e i vincitori +poterono ringraziare Iddio; l’odio e la vendetta hanno +fatto il resto a danno dei vinti!</p> + +<p>Dopo la quistione della legalità e della presunta +ingiustizia dei giudizi dei <i>Tribunali di guerra</i>, quella +della retroattività della loro competenza è la più +importante. E su questo terreno non solo furono +violate le leggi e i principî più inconcussi del diritto, +ma si riuscì anche alle più manifeste contraddizioni +nelle dichiarazioni e negli atti dei Regi +Commissarî straordinarî in Sicilia e in Lunigiana.</p> + +<p>In ordine a queste contraddizioni sta che il generale +Morra di Lavriano negli editti dell’8 e del +20 gennaio 1894—coi quali veniva istituita la giurisdizione +straordinaria dei <i>Tribunali di guerra</i> in Sicilia—disse: +«<i>saranno</i> deferiti al giudizio del <i>Tribunale +di guerra</i> ecc. ecc.»; dunque previde reati che +nel futuro dovevano essere deferiti al Tribunale di +guerra, non reati dei quali il Tribunale avesse l’obbligo +di prender cognizione al momento della promulgazione +dell’editto. (<i>Impallomeni</i>). Più esplicito +era stato il generale Heusch in Lunigiana. In seguito +al decreto del 17 gennaio, che istituiva la +giustizia marziale vi fu la circolare del 20 che ad +essa attribuiva la competenza pei reati commessi +dopo la proclamazione dello Stato di assedio. Ma il +Tribunale penale di Massa e Carrara dichiara la +propria incompetenza nella causa Molinari e il 25 +lo stesso generale Heusch con altra circolare annulla +quella del 20 e proclama la <i>retroattività</i>! Il<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span> +Generale Morra di Lavriano, più furbo, non constatò +la propria contraddizione, ma non vi sfuggì.</p> + +<div class="sidenote">CONTRADDIZIONI STRIDENTI</div> + +<p>Che cosa pensare di queste contraddizioni stridenti? +«Legge e stabilità o identità di pensiero legislativo +sono termini, che si richiamano a vicenda +indissolubilmente. Volere e disvolere a un +tempo, cioè a distanza di soli <i>cinque</i> giorni, sarà +consentito, e richiesto forse, nell’ordine <i>interno</i> degli +ufficî amministrativi, e le circolari <i>interne</i> così +talora fanno. Ma la maggiore offesa, che possa +recarsi ad un <i>legislatore</i>—e lo erano i due Regi +Commissarî straordinarî di Sicilia e di Lunigiana—sarebbe +proprio quella di ritenerlo capace di +fare egli pure altrettanto, e segnatamente di prevalersi +di semplici <i>circolari</i>, cioè di atti inefficaci, +per determinare, se già non fossero determinati, +o per alterare poi, rapporti giuridici, precisamente +affine di determinarli o di alterarli.»</p> + +<p>«Sarebbe poi <i>assurdo</i> e <i>barbaro</i>, perchè niente vi +ha di più contradittorio in sè e contrario alle norme +di giustizia, che l’apprestare agli abitanti le +garenzie maggiori dalle sorprese terribili di una +repressione straordinaria ed eccezionale durante +il tempo più calamitoso della guerra vera, per +riservarne di minori ed insufficienti durante quello +di un semplice così detto stato d’assedio politico +fittizio: vale a dire quando appunto la coesistenza +dei rapporti generali del tempo di pace, +tuttora rimasti, rende sopratutto necessario avvertire +bene che si applicheranno, e in quale misura, +anche norme eccezionali proprie solo dello +stato di guerra.» Così il prof. Brusa.</p> + +<div class="sidenote">LA RETROATTIVITÀ</div> + +<p>A parte questa contraddizione tra gli atti e le<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span> +dichiarazioni dei Regî Commissarî straordinarî, resta +pur sempre che la <i>retroattività</i> è violatrice delle +nostre leggi e dei principî del nostro diritto. L’articolo +2º delle disposizioni generali premesse al Codice +civile consacra il canone supremo della irretroattività +delle leggi; ed in proposito giova ricordare +che nella discussione della Commissione generale +per la revisione dei Codici nel 1865 si fece cancellare +un inciso che c’era nel progetto presentato dal +Ministero in cui si accennava al caso in cui la si +potesse ammettere quando la <i>legge così espressamente +disponga</i>.</p> + +<p>Il senatore De Foresta ritenne indecoroso per l’Italia +che una sua legge potesse ammettere la retroattività; +e l’on. Bonacci aggiunse che «sarebbe +sconveniente e quasi scandaloso il ricordare tale +eccezione nel nuovo Codice italiano, perchè si potrebbero +così ridestare le tristissime memorie dei +caduti governi della penisola, che <i>violavano tante +volte per mire politiche</i> il sacrosanto principio della +non retroattività delle leggi.»</p> + +<p>Adesso, i governi caduti, on. Bonacci, sono stati +riabilitati dal governo italiano che il principio ha +impunemente violato precisamente per <i>mire politiche</i>, +a malgrado che per pudore, trent’anni or sono, i +nostri giureconsulti non abbiano voluto ammettere +nemmeno la possibilità che ciò si potesse fare anche +in forza di una legge!</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE DICONO GLI EPIGONI</div> + +<p>Non si danno per vinti i tristi difensori dell’arbitrio +sfrenato e della prepotenza militaresca, e facendosi +forti anche del parere del Carrara,—che +pur si sa quanto avversasse la ingerenza del potere +politico nelle cose della giustizia—e di altri<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span> +eminenti giureconsulti, non esitano a dire che il +principio della non retroattività delle leggi non è +applicabile alla procedura e alla competenza «a +quelle leggi cioè, che stabiliscono le forme dei giudizî +e la ripartizione della giurisdizione tra i varî +magistrati in quanto questa ripartizione ha tratto +colle forme del giudizio.» (<i>Muratori e Giannini</i>). +Ma la giustificazione cade quando si riflette, che +questa limitata retroattività nella procedura e nella +competenza si può invocare ed è stata invocata +quando ad una giurisdizione ordinaria si è sostituita +un’altra giurisdizione ordinaria e non quando +se ne sostituisce una straordinaria ed eccezionale, +poichè precisamente in questo caso intervengono +le ragioni accennate, che a guarentigia vietano l’impero +retroattivo della legge, per la necessità che +la nuova legge sia posta al disopra di ogni sospetto +di <i>mire politiche retrospettive</i>.</p> + +<p>E la retroattività anche in questi casi è da respingersi, +perchè oltre che gli accusati si trovano +dinanzi a giudici non legittimi e contro di loro prevenuti +ed animati del sentimento della vendetta, +essi pel fatto di vedersi sottoposti ad una giurisdizione +straordinaria vengono già privati di importanti +garanzie di cui avrebbero goduto colla giurisdizione +ordinaria. «Difatti, mentre coloro, che sono +accusati in Corte d’assise sono stati prima giudicati +in Sezione d’accusa, ed hanno quindi potuto +presso la medesima difendersi, gli accusati in Tribunale +di Guerra non hanno potuto fruire di questo +vantaggio. In secondo luogo il loro diritto di +difesa presso i Tribunali di Guerra è stato in +fatto limitato, benchè per falsa applicazione di<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span> +legge, perciò che non è stato loro riconosciuto il +diritto di scegliersi un difensore civile. E un terzo +motivo di disfavore verrebbe da ciò che il diritto +di ricorrere in Cassazione sarebbe limitato ai vizî +d’incompetenza e di eccesso di potere.» (<i>Impallomeni</i>).</p> + +<div class="sidenote">ASSASSINIO PER PROCURA</div> + +<p>Laonde saviamente il citato prof. Casanova a proposito +della non <i>retroattività delle leggi</i> in materia +di competenza sancita dallo Statuto aggiunge che +«anche il concorso di <i>tutti i poteri dello Stato</i> non +potrebbe sottrarre un cittadino ai giudici che le +leggi esistenti gli accordano, e tramandarlo innanzi +ad un tribunale straordinario, <i>creato dopo +che avvenne il fatto per cui si vuole procedere</i>... La +violazione delle forme prescritte, ordinata dai mandatarî +del popolo non è più legittima del <i>linciaggio</i>. +<i>È un assassinio per procura.</i>»</p> + +<p>Per tali motivi molti codici penali stranieri—il +bavarese e l’austriaco tra gli altri—esplicitamente +escludono la retroattività nel caso di costituzione di +un Tribunale straordinario, in conformità del parere +di eminenti giureconsulti (Kleinschrod, Zachariae, +Berner, Odilon Barrot, Glaser ecc.) e di sentenze +dei Tribunali e della Cassazione di Francia.</p> + +<p>Nulla di più vergognoso alla nuova Italia di ciò +che, violando, hanno voluto operare i suoi governanti +in questa occasione.</p> + +<p>Il prof. Brusa con profonda amarezza rileva che +l’Austria, nelle sue repressioni dei moti nazionali del +Lombardo-Veneto—moti che dovevano essere <i>liberali</i>—non +applicò mai il giudizio statario ai fatti +anteriori alla sua proclamazione. L’Austria maestra +di libertà e di rispetto delle leggi all’Italia di G.<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span> +Mazzini e di G. Garibaldi: ecco una cosa, che parrebbe +assolutamente impossibile se non fosse vera!</p> + +<div class="sidenote">L’ITALIA AL DISOTTO DELL’AUSTRIA</div> + +<p>Oh che fremiti di vergogna voi avreste, poveri +grandi martiri, che deste il sangue e consacraste la +vita alla patria Italiana per vederla, o appena sperarla, +libera dallo straniero! quali mai impeti d’ira +i vostri, se poteste sapere quanto la terza Italia, +che dicono libera, è al di sotto dell’abborrito impero +Austriaco per tutto quello che risguarda le disposizioni +e le forme del giudizio statario!</p> + +<p>Per tutti gli infiniti vostri sacrifici voi vi sentireste +traditi.</p> + +<p>Non ultima delle enormità dei processi che si +perpetrarono dinanzi ai <i>Tribunali di guerra</i> fu la +negata difesa civile agli imputati. I <i>Tribunali di +guerra</i> con interpretazione grettamente farisaica del +Codice penale militare respinsero in tutti i casi la +istanza degli imputati per la libera scelta di un +difensore tra gli avvocati esercenti: poggiando le +loro decisioni sull’articolo 544 di detto Codice che +consente all’imputato di <i>potere</i> scegliere il difensore +fra gli uffiziali presenti, che non abbiano un grado +maggiore a quello di capitano.</p> + +<p>Si lasci da parte il fatto che viene diminuita sostanzialmente +la difesa che i nostri Codici vogliono +affidata a <i>persona capace</i>—e i militari, per quanto +valorosi in guerra e competenti nella loro arte, non +potranno mai dirsi <i>persone capaci</i> nelle quistioni di +diritto e nello esercizio della avvocatura—ma colla +interpretazione data col citato articolo si è violato +lo spirito e la lettera della legge.</p> + +<p>Il legislatore ha disposto e statuito in vista della +guerra, e si comprende che mentre l’esercito è in<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span> +campagna non è possibile rispettare tutte le forme +procedurali e che molte volte, perciò, tutto è rimesso +alle circostanze del momento; per questo motivo non +nel solo articolo 544 si adoperano frasi, che indicano +la intenzione che si faccia il possibile (l’imputato +<i>potrà</i> scegliere il suo difensore fra gli uffiziali presenti +ecc.), ma anche nell’art. 545 vien detto che gli +uffiziali istruttori, l’avvocato fiscale ed il segretario +<i>potranno</i> scegliersi fra i militari, secondo le circostanze. +La chiarissima intenzione del legislatore, +infine, emerge, dall’art. 551 dello stesso Codice penale +militare, che stabilisce: «Innanzi i tribunali +militari, <i>in tempo di guerra</i>, si osserveranno, <i>per +quanto sarà possibile</i>, le regole di procedura stabilite +pel tempo di pace...» E in tempo di pace +gl’imputati innanzi i Tribunali militari hanno il +diritto di scegliersi il difensore tra gli avvocati esercenti.</p> + +<p>Si vorrà forse dire che le <i>circostanze</i> erano tali +che non resero possibile il rispetto delle procedure +stabilite in tempo di pace?</p> + +<div class="sidenote">NEGATA LIBERTÀ DI DIFESA</div> + +<p>Infatti,... i più valorosi avvocati della Sicilia e +d’Italia si erano offerti a costituire il collegio della +difesa. È facile che anche appunto per questo si +volle essere esclusivamente brutali nello arbitrio, +menomando il diritto di difesa agli imputati politici. +Onde, bene e a proposito il Consiglio dell’ordine +degli avvocati di Palermo, protestò energicamente—a +proposta dell’avv. Vittorio Palmeri—contro +l’iniqua decisione del Tribunale di guerra.</p> + +<div class="sidenote">I PARAGONI</div> + +<p>Ed anche su questo riguardo ricorrono alla mente +i paragoni che suggeriscono assai malinconiche riflessioni. +Gli eroici difensori di Casa Ajani nel 1867<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span> +in Roma—governando il Papa sotto la protezione +dell’esercito imperiale francese—ebbero concessi gli +avvocati civili per la difesa; e pure la tirannide +borbonica rispettò in Napoli e Sicilia questo sacrosanto +diritto della difesa al 1821, al 1831, al 1850, +al 1858, al 1860, nel processo di Nicolò Garzilli, +in quello contro Poerio, Settembrini ecc., nell’altro +delle <i>tredici vittime</i>, sempre! L’accusa di aver negata +la difesa civile agl’imputati di reato politico, +mossa da Gladstone nelle famose lettere in cui chiamò +<i>negazione di Dio</i> il governo Borbonico, parve a +quest’ultimo tanto disonorante, osserva l’Impallomeni, +che esso fece pubblicare una memoria dove +in risposta al grande statista inglese si mostrava +che l’accusa non era fondata e si concludeva: «Con +fatti così bugiardi no, non poteasi mai preoccupare +la pubblica opinione, e meno <i>spargere la credenza +che pessimamente nelle due Sicilie si amministri +la giustizia</i>.»</p> + +<p>Ma dunque? Eh! dunque,—ciò che non fece il +vituperato governo borbonico venne consumato dal +governo <i>liberatore</i> e <i>restauratore</i>, che ebbe, però, rispetto +della legge pei briganti del napoletano; ai +quali si ebbe premura di accordare la difesa civile, +negata ora, ai socialisti di Sicilia e della Lunigiana...</p> + +<p>Sulle mostruose conseguenze pratiche di questa +violazione del diritto di difesa non occorre insistere, +basta accennare soltanto che spesse volte i Presidenti +dei Tribunali di guerra imposero <i>silenzio</i> o +<i>comandarono</i> di non insistere agli ufficiali difensori; +i quali in omaggio alla disciplina militare dovettero +sottomettersi ed ubbidire!<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span></p> + +<div class="sidenote">I MILITARI DIFENSORI</div> + +<p>I militari adibiti nei vari processi mostrarono attitudini +oratorie, ebbero un contegno superiore ad +ogni elogio, mostrarono intelligenza non comune +ed altrettanto coraggio. Essi difesero gli accusati a +loro affidati con tutto l’affetto possibile; e tra tutti +maggiormente si distinse un capitano di artiglieria +simpatico e calvo—Francesco Piccoli. A tutti va +una parola di lode e di gratitudine, viva e sincera.</p> + +<p>Il fatto, considerato poi dal punto vista degli interessi +di casta e del governo, fu grave errore politico, +poichè non riuscì ad altro, che a fare penetrare +il socialismo nelle fila della più balda ed intelligente +ufficialità dell’esercito.</p> + +<p>Mentre si manomettevano Statuto e codici, pur +di sottrarre gl’imputati di reati politici ai loro giudici +naturali ed ottenere la loro sicura e draconiana +condanna non si osservavano altre regole essenziali +di procedura nei processi e si riusciva ad un vero +caos sotto un altro riguardo, sebbene non a danno +degli accusati.</p> + +<p>Perocchè in tutti i processi politici svoltosi innanzi +i Tribunali di guerra della Sicilia «la giurisdizione +loro non fu provocata dell’autorità competente; +1º perchè per gli articoli 552-556 del Codice +penale militare per l’Esercito <i>l’ordine di procedere</i> +doveva emanare—e non emanò—dall’autorità militare +superiore presso cui esiste il Tribunale; 2º perchè +per l’articolo 544 l’atto di accusa doveva essere +formulato dall’avvocato fiscale militare e si +fece invece consistere nella ordinanza delle Camere +di Consiglio, con cui queste dichiaravano la incompetenza +del magistrato ordinario, cioè la propria.»</p> + +<div class="sidenote">PROCESSO E NON PROCEDIMENTO</div> + +<p>«Vi fu dunque un <i>processo</i> ma non un <i>procedimento<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span> +penale</i> non essendo stata l’azione penale promossa +dall’autorità militare competente; vi fu un’<i>accusa</i>, +ma non un <i>atto di accusa</i> essendovi state in +suo luogo l’ordinanza delle Camere di Consiglio. +Chi dunque provocò la giurisdizione dei Tribunali +militari di guerra? Nessuno, perchè l’autorità incompetente +non ha che l’ufficio di dichiarare la propria +incompetenza!»</p> + +<p>«Come si riparò a tutte queste irregolarità mostruose; +come si rispose alla loro denunzia? allegando +la circolare del 16 Febbrajo 1894 emessa dal +Generale Morra di Lavriano con cui ordinavasi che +l’istruttoria doveva farsi dall’autorità ordinaria, l’autorità +militare dovesse intervenire solamente per +giudicare.» (<i>Impallomeni</i>).<a name="FNanchor_62_62" id="FNanchor_62_62"></a><a href="#Footnote_62_62" class="fnanchor">[62]</a></p> + +<p>Ed ecco fornita la prova che nell’anno di grazia +1894 quando è presidente del Consiglio Francesco +Crispi, la circolare di un soldato può derogare alla +legge e mutare le forme dei procedimenti!</p> + +<p>Si è visto sinora che con la creazione dei <i>Tribunali +di guerra</i> in Sicilia, si violarono i Codici e lo +Statuto, specialmente per la giurisdizione loro assegnata<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span> +sui non militari implicati nei moti sociali +del 1893 e del 1891; per la retroattività accordata; +per la negata difesa di persone capaci, cioè di avvocati +esercenti; e per le altre irregolarità dianzi +ricordate. Quali che siano stati i vizî capitali della +istituzione dei <i>Tribunali di guerra</i> e nella istruzione +dei processi, si sarebbe forse riusciti a farli dimenticare +quando le sentenze fossero state tali, da potere +essere ritenute conformi alle risultanze dei processi—comunque +istruiti—e perciò eque.</p> + +<div class="sidenote">L’OPERA DEI TRIBUNALI DI GUERRA</div> + +<p>Disgraziatamente vedendo all’opera questi <i>Tribunali</i> +e questi giudici eccezionali—che giudicarono +nella causa propria—si è costretti a riconoscere che +la loro funzione fu altrettanto deplorevole quanto la +loro origine e che gli atti corrisposero al sospetto +che si ebbe sin da principio sulla parzialità dei +giudici.</p> + +<p>Il giudizio è severo, ma rigidamente esatto quale +emerge dallo esame della condizione e moralità +degli accusatori e dei testimoni e della natura ed +origine delle pretese prove di accusa e della enormità +delle sentenze e dei criteri ai quali furono ispirate e +della riconosciuta innocenza di alcuni condannati.</p> + +<p><i>Accusatori, testimoni ed accusati.</i>—Da una circolare +del Generale Morra di Lavriano da accenni e +telegrammi dell’on. Crispi, da lettere e telegrammi +dei Prefetti e sotto-prefetti nei momenti del pericolo +e quando in Sicilia non c’erano ancora truppe a +sufficienza, oltre che da quanto sin’ora è stato esposto +sulle <i>cause</i> dei moti di Sicilia, emerge luminosamente, +che in questi ebbero parte grandissima le ire +e gli odî dei partiti locali, gli antagonismi e le lotte<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span> +amministrative: la partigiana, dissennata e iniqua +amministrazione dei municipî, infeudati da anni a +consorterie locali, che ne usarono ed abusarono in +tutti i modi sotto l’egida di Prefetti e deputati: le +prepotenze delle combriccole locali, che, come scrisse +l’on. Pantano, appestano l’aria delle città dell’isola +nella stessa guisa che la malaria appesta le sue campagne; +il desiderio ardente nei vinti di liberarsi dal +giogo ed anche di vendicarsi sugli avversari.</p> + +<p>Data questa genesi dei moti che dettero luogo +ai reati che si dovevano punire, nella istruzione +dei processi, se volevansi evitare iniquità, sfogo di +passioni ignobili e vendette atroci dovevasi diffidare +delle testimonianze di coloro ch’erano direttamente +in causa e che nemmeno osavano nascondere +o attenuare la loro posizione di nemici personali, +anzicchè di avversarî politici degli accusati. +Questa diffidenza costituiva una indicazione precisa +e per la polizia giudiziaria—che raccoglieva gl’indizî +e le prove contro gli accusati e procedeva agli +arresti dei presunti rei—e per la magistratura che +doveva convalidare gli arresti e istruire i processi.</p> + +<div class="sidenote">SI SOVVERTE OGNI CRITERIO D’ISTRUTTORIA</div> + +<p>Invece si procedette al rovescio e sovvertendo +tutti i criterî istruttorî, che prevalgono nei processi +ordinari, si confidò esclusivamente nei partiti locali +al potere e nei loro dipendenti diretti. Lo appartenere, +anzi, ad un partito avverso a quello dominante +costituiva già una presunzione di colpa: e +questo criterio mostruoso venne nettamente formulato +dal generale Morra di Lavriano in un discorso +col compianto on. Cuccia e ridotto al seguente sillogisma: +«poichè l’oggetto dei tumulti e delle sedizioni +sono stati i municipî, non possono colpirsi<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span> +gli uomini delle maggioranze imperanti, perchè +queste non avrebbero aggredito sè stesse: epperò +devono cercarsi gli autori dei fatti deplorati fra +quelli delle minoranze».</p> + +<div class="sidenote">UN PENSIERO PEREGRINO DEL COMMISSARIO</div> + +<p>Se così pensava il Regio Commissario straordinario, +conformemente agivano le autorità subordinate. +Perciò in un paese della provincia di Trapani +si volevano arrestare i 250 firmatarî di una petizione +inoltrata nell’estate del 1893 contro la locale +amministrazione municipale; in un altro della provincia +di Girgenti si arrestano molti socî del <i>Fascio</i> +perchè essi erano notoriamente avversarî dell’amministrazione +comunale; a Gibellina si arrestano +e si processano i Di Lorenzo perchè nella dimostrazione +contro il Sindaco erano stati acclamati; +a Valguarnera si volevano processare i principali +o più temuti avversarî del sindaco e molti se ne +arrestano e processano non ostante la rara e vigorosa +ed onesta resistenza del pretore e del delegato; +nel processo di Misilmeri si vedono figurare 25 accusati +tutti del partito della minoranza; e nel partito +della minoranza oppositrice si vanno a cercare +gli accusati dei processi di Belmonte Mezzagno, di +Partinico, di Castelvetrano, ecc. ecc. Si fa di più: +in molti piccoli paesi il sindaco funziona da delegato +di pubblica sicurezza ed è lui a dare le indicazioni +e ad ordinare gli arresti per le dimostrazioni +avvenute contro l’amministrazione da lui stesso +presieduta! Scandali simili io credo che mai in alcun +paese del mondo si siano verificati; essi sono +stati tali da far desiderare il ritorno ai tempi barbari +della giustizia privata.</p> + +<div class="sidenote">I MISERABILI POSSONO VENDICARSI</div> + +<p>Ogni miserabile, perciò, che volle sfogare i suoi<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span> +personali rancori si comprende che ebbe un mezzo +facilissimo per raggiungere l’intento: asservire sè al +partito dominante ed indicare la vittima come uno +dei dimostranti di un dato paese in un dato giorno. +Così a Marineo una onesta donna, certa Lombardo, +viene denunziata da una guardia daziaria che aveva +tentato disonorarla mentre il marito era in campagna; +e dietro la sola testimonianza di un siffatto +arnese che voleva vendicarsi del rifiuto, la sventurata +viene condannata a 13 anni di prigione dal +Tribunale di Guerra di Palermo!</p> + +<p>I sindaci per vendicarsi dei ribelli non hanno alcun +ritegno nel contraddirsi sfacciatamente; e innanzi +al Tribunale di Guerra di Caltanissetta pei +fatti di Pietraperzia,—non ostante l’opposizione della +difesa—si leggono i certificati di moralità rilasciati +dal sindaco—parte direttamente e indirettamente +lesa—non conformi alle sue deposizioni, sugli stessi +individui.</p> + +<p>Innanzi al Tribunale di guerra di Palermo alcuni +dei detenuti accusati dalle autorità locali come autori +dei tumulti, perchè avversarî dell’amministrazione +municipale, provano a luce meridiana l’<i>alibi</i>; +e riesce anche a liberarsi dall’accusa l’avv. Girolamo +Sparti, dimostrando ch’egli era una vittima innocentissima +degli avversarî antichi, che avevano in +mano il municipio.</p> + +<p>E altri altrove fecero di peggio.</p> + +<p>Dissi che spesso gli accusatori non nascosero affatto +il proprio livore, nè l’odio contro gli accusati; non +lo diminuì per esempio di una linea il Cav. Saporito, +sindaco di Castelvetrano contro il Cav. Vivona, +antico e notissimo suo avversario, il Saporito non<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span> +depose, ma pronunziò contro il prigioniero una requisitoria +colla quale tal volta riuscì ad indispettire +anche il Presidente del Tribunale di guerra...</p> + +<div class="sidenote">ESSER MESSO IN LISTA...!</div> + +<p>Molte autorità politiche e giudiziarie non ignoravano +le condizioni di animo di coloro che si fecero +accusatori dei proprî concittadini, ma anche quando +sentivano pietà e forse erano tormentati dal rimorso, +esse credettero di continuare nell’opera nefanda ubbriacati +dai vapori della reazione di cui era saturo +l’ambiente, timorosi della propria sorte se avessero +osato venir meno alle istruzioni superiori, nella +preoccupazione della carriera... Sicchè quando gli +arrestati di Misilmeri con accento di verità, che +non ammetteva replica, giuravano ai carabinieri di +essere innocenti si sentivano rispondere: «Che volete? +lo sappiamo che siete innocenti; ma pigliatevela +colle vostre autorità locali amministrative, che +vi hanno messo in lista.»</p> + +<p>Essere messo in lista! Equivaleva nei più tristi +momenti della reazione ad essere arrestati, processati, +condannati o mandati fra mafiosi e camorristi +a domicilio coatto. Per simili motivi lo storico che +farà, documentandolo, il processo ai processi innanzi +i Tribunali di guerra di Sicilia nell’anno 1894, verrà +a questa prima e dolorosa conclusione: in essi c’è +la prova del completo asservimento delle autorità +politiche e giudiziarie ai partiti dominanti in ogni +singolo paese dell’isola!</p> + +<div class="sidenote">I TESTIMONI DEGNI DEGLI ACCUSATORI</div> + +<p>Agli accusatori sfacciatamente partigiani, odiosamente +animati dal sentimento della vendetta dovevano +corrispondere e corrisposero i testimoni, non racimolati—come +si direbbe per disprezzo—nei trivî, +ma comprati con oro sonante o reclutati tra le guardie<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span> +di città e tra le guardie daziarie, cioè tra coloro +contro i quali erano state fatte le più clamorose dimostrazioni +e che tutto potevano essere, meno che +sereni. Epperò nel processo pei fatti di Valguarnera +parecchi testimoni smentiti dalle persone più autorevoli +e convinti di mendacio o di reticenza furono +incriminati per falsa testimonianza; e nel processo +pei tumulti di Partinico il perno dell’accusa fu la +deposizione delle <i>sole</i> guardie daziarie, parecchie +delle quali pregiudicate e altra volta condannate +per reati comuni.</p> + +<p>Non basta: questi degni testimoni di accusa talora +non conoscono neppur di vista gli accusati e +per non fare qualche magra figura se li fanno indicare +nelle gabbie, come risultò nel processo pei +fatti di Pietraperzia e fu fatto rilevare dal bravo tenente +Catalano a richiesta del quale il Presidente +del Tribunale di guerra, <a name="tn310" id="tn310"></a><span class="correction">colonnello</span> Orsini, fu costretto +ad ammonire i preveggenti testimoni. Ma non ammonì, +nello stesso processo, il capo delle guardie +municipali, che non sa riconoscere tra i detenuti +in gabbia tutte le persone che assicurava di <i>aver +visto</i> partecipare al tumulto! e condannò poi sulla +base delle deposizioni di siffatti testimoni.</p> + +<div class="sidenote">GLI INDIZÎ DIVENTANO PROVE</div> + +<p><i>Origine e valore delle prove.</i>—Questi testimoni esemplari, +che avrebbero potuto degnamente figurare +ai tempi beati della Santa Inquisizione, hanno poi +talvolta degli scrupoli; non affermano con risolutezza +di aver visto coi propri occhi, di aver sentito colle +proprie orecchie; non si atteggiano a San Tommasi. +No! Si accusa, ad esempio, lo Sparti di Misilmeri, +ma tutti si riferiscono ai: <i>si dice, si vuole</i>... E la +storia del modo di raccogliere le prove diviene <i>edificante</i><span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span> +nel processo di Lercara, nel quale insidiosamente +si coinvolge il povero Bernardino Verro—che +di già per lo stesso reato doveva rispondere nel +processo De Felice e C.—Verro è accusato di aver +provocato disordini che egli aveva cercato scongiurare; +ed è accusato come sobillatore da un delegato +Lenti; il <i>quale</i> si era convinto della reità dell’accusato +per certe parole dettegli da un tal Corsaletti; +il <i>quale</i> aveva acquistato la stessa convinzione +da certe parole della propria moglie; la <i>quale</i> le aveva +apprese dalla moglie del Commendatore Sartorio; la +<i>quale</i> le aveva sentite dal proprio marito; <i>il quale</i>, +infine, era il sindaco del paese preso di mira dai +dimostranti...</p> + +<p>Tutto questo, ch’è risultato dal processo, non è +l’intreccio di una <i>pochade</i>. Pur troppo si tratta di un +dramma reale, in cui il protagonista sulla base di +tali prove viene condannato per sobillazione a <i>sedici +anni</i> di galera!</p> + +<p>Non fermiamoci a commentare; continuiamo la dolorosa +e vergognosa rassegna.</p> + +<div class="sidenote">COME SI CONDANNA</div> + +<p><i>Innocenti riconosciuti e... condannati.</i>—Pur sorpassando +su tutti gli scrupoli, pur violando ogni principio +di diritto e tutte le forme di procedura, pure +affidandosi a siffatte prove, che venivano da testimoni +che già conosciamo, spesse volte non si sarebbe +potuto condannare; e si condannò.</p> + +<p>E si condannò Giuseppe Sparagno a tre anni di +reclusione per avere <i>favoreggiato</i> la fuga di Bosco, +Verro e Barbato; prima che costoro venissero giudicati, +contro l’art. 225 del Codice penale che vuole—perchè +sussista il reato di favoreggiamento—che +il favorito abbia commesso un delitto e riportata<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span> +condanna e che il favoreggiatore abbia scienza del +delitto commesso.</p> + +<p>E si condannò lo Spatiglia accusato e processato +per <i>grida sediziose</i>; ma all’udienza risulta che lo +Spatiglia è <i>sordo-muto</i>, e allora le brave guardie, +che lo avevano denunziato non si perdono di animo +e cambiano l’accusa in partecipazione alle dimostrazioni +in Misilmeri.</p> + +<p>Le <i>grida sediziose</i> sono comode per fare condannare; +e fanno condannare il povero Ciulla, per avere +gridato in una via deserta di Monreale: <i>Comprate +i calendarî</i> e il <i>Siciliano</i>! Egli era uno dei +rivenditori del <i>Siciliano</i>; ma per sua disgrazia era +inviso ad una certa guardia di pubblica sicurezza, +che sentì il terribile grido e fece la denunzia. Si spera +che venga accordata la medaglia al denunziatore.</p> + +<p>E fu condannata la irresponsabile Rosalia Perrone +per occultazione di armi: un vecchio e arruginito +fucile, che appartenne al caro figlio morto +da molti anni e che essa conservava come un prezioso +ricordo. Il Presidente del Tribunale, perchè si +tratta di una imbecille, seduta stante domanda la +grazia sovrana: ma condanna. Oh! ma si può condannare +quando si ha la convinzione che gli accusati +sono innocenti? Ebbene: si può... dai tribunali +di guerra. E se si possa ce lo dice l’avvocato fiscale +militare nella requisitoria pei fatti di Monreale. +Gli imputati erano 68 e il pubblico accusatore +non esitò a fare questa confessione: «Ammetto +che fra gli accusati ve ne sia qualcuno innocente; +ma non si può provare, perchè la <i>maggior parte</i>—non +tutte!—delle deposizioni dei testimoni a +difesa furono <i>meschine</i>, <i>vuote</i> o <i>reticenti</i>.» Questo eccellente<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span> +funzionario, il sig. Mattei, stabilisce per +principio che non l’accusa deve provare la reità +dell’imputato, bensì l’imputato deve dimostrare, con +prove sufficientissime, la sua non partecipazione ai +disordini...</p> + +<p>E si condanna l’accusato della cui innocenza si è +convinti, per colpa di alcune testimonianze vuote o +meschine...</p> + +<p>Queste deposizioni potevano essere migliori e più +esatte? Non potevano. Talora i testimonî che si presentavano +all’udienza non erano quelli indicati dall’accusato; +e quando un ignorante contadino di +Monreale protesta contro l’equivoco col suo dialetto +siculo, il Tribunale che comprende come se parlasse +in sanscrito, sorride e condanna alla turca. +In appresso si dirà più esattamente: condanna all’italiana!</p> + +<div class="sidenote">FINALMENTE SI FA UN’ECONOMIA</div> + +<p>E guai ad un testimonio sbagliato, che fa una +deposizione <i>vuota</i> o <i>meschina</i>: la sua non può essere +corretta o completata da quella di un altro. +Agli imputati per <i>economia</i> di tempo e di denaro è +stato concesso un solo testimonio a discarico. Nè +gl’imputati hanno dalla loro il Presidente, che pensa +lui—il bravo uomo!—a correggere e completare. +Ciò fa soltanto quando si tratta dei testimonî dell’accusa; +così nel processo pei fatti di Santa Caterina, +essendosi il Colleoni, tenente dei carabinieri—quello +che ordinò il massacro del cinque gennaio, +per cui ricevette una medaglia—patentemente contraddetto, +il Colonnello Orsini, da buon superiore, +interviene e dà lui le soddisfacenti spiegazioni alle +contraddizioni dell’inferiore, rilevate dalla difesa.<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span> +Nè questa può protestare, se no viene chiamata all’ordine +in nome della disciplina militare!</p> + +<p>Nè gli sbagli si commettono solo sul conto dei +testimonî; si arrestano e si processano per isbaglio +gli uni per gli altri. Quell’ottimo tenente Colleoni, +che farà carriera—oh! se la farà,—ch’era arrivato +a Santa Caterina la vigilia della strage e che non ebbe +il tempo durante la notte di fare delle conoscenze, +affermò in Tribunale che un certo Nicoletti aveva +preso parte alla dimostrazione. Il maresciallo dei +carabinieri, che viveva in Santa Caterina da molto +tempo e che conosceva tutti invece disse, che c’era +errore: il reo essere un fratello del Nicoletti; ch’era +presente all’udienza e che se la svignò quando sentì, +seduta stante, il Presidente del Tribunale ordinarne +l’arresto. E in questo caso si osservi che il Presidente +del Tribunale col suo scatto mostrò tutta la +indignazione dell’animo suo; ma l’avere ordinato +la sostituzione di un fratello all’altro nella gabbia +degli accusati, seduta stante, dà la misura esatta +di ciò che potevano essere e furono la procedura e +la giustizia dei militari!...</p> + +<div class="sidenote">INEZIE...</div> + +<p>Inezie. Perchè gl’integerrimi giudici dei Tribunali +di guerra dovevano preoccuparsi della condanna +di un innocente di più o di meno? Uccidete +tutti, <i>Dio sceglierà i suoi!</i> rispondeva l’ordinatore +della strage di San Bartolomeo a chi gli osservava +che non potevansi sicuramente distinguere gli Ugonotti +dai Cattolici. Poterono imitarlo con coscienza +tranquilla i giudici militari: essi infine non davano +sentenze di morte: appena appena mandavano in +galera per dieci o per venti anni!</p> + +<p>Questa storia dei processi innanzi i Tribunali di<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span> +guerra meriterebbe essa sola un volume tali e tanti +sono gli episodî drammatici, e le iniquità. A me +s’impone di terminarla e la chiudo con l’accenno +a due altri notevoli processi.</p> + +<div class="sidenote">IL PROCESSO LOMBARDINO</div> + +<p>Uno dei primi condannati fu Mariano Lombardino; +e il suo caso, giusto perchè dei primi, fece +molto rumore e molta impressione in Italia.</p> + +<p>Lombardino era soldato, e al 2 gennaio trovavasi +in licenza nella sua natia Gibellina. Un solo +soldato del 10º fanteria, certo Corsi, disse di averlo +conosciuto tra i tumultuanti, che tentarono di disarmarlo. +Il Corsi evidentemente era in buona fede; +ma potè ingannarsi in un momento di eccitamento +eccezionale e fra migliaia di persone, che lo circondavano +e lo investivano, fra tante fisonomie tutte +a lui sconosciute. Era facilissimo l’errore, perchè +Lombardino rassomigliava molto ad un certo Panzarella—proprio +uno degli uccisi!—e la rassomiglianza +era tale che una volta gli procurò un arresto +per espiare una colpa commessa dal Panzarella.</p> + +<p>Lombardino si protesta innocente con voce e con +gesti, che commovono gli astanti e il suo difensore +l’egregio e buon capitano Piccoli, fece sforzi eroici +per salvarlo. Lombardino aveva citato parecchi testimoni +a sua difesa per provare l’<i>alibi</i>; ma una +donna viene condotta in camera di sicurezza e minacciata +di processo per falsa testimonianza, perchè +aveva deposto a favore dell’imputato. Tre altri testimoni, +che possono provare l’<i>alibi</i> sono assenti e +il Tribunale respinge il rinvio richiesto con calore +dalla difesa; e lo respinge quando su Lombardino<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span> +pesava l’accusa di <i>alto tradimento</i>,—sulla fede di un +solo testimonio—che viene punita colla fucilazione!</p> + +<p>Il Tribunale, però, se è inesorabile non manca di +umanità e trova modo di escludere l’<i>alto tradimento</i> +e condanna a 20 anni di reclusione. Lombardino, +che aveva pianto e protestato durante l’udienza, +quando sentì pronunziare la condanna a ciglio asciutto +esclamò: <i>per quanto è vero Iddio sono innocente!</i> +e chinò il capo e non profferì più una parola. +Il capitano Piccoli si dette dei pugni sulla +testa.</p> + +<p>Perchè fu così inesorabile e ingiusto il Tribunale? +Ecco qua: era uno dei primi processi; non bisognava +discreditare le istruttorie; si doveva dare un +esempio; si trattava di un soldato... Eppoi, eppoi... +Lombardino era stato dal rapporto dei carabinieri +di Gibellina designato come <i>individuo sospetto</i>... perchè +nulla tenente. Oh milioni di proletarî d’Italia: +voi siete <i>sospetti perchè nulla tenenti</i>, onde la galera +è per voi!</p> + +<div class="sidenote">IL PROCESSO CURATOLO</div> + +<p>L’ultimo tra i processi minori, di cui giova intrattenersi +è quello del Prof. Vincenzo Curatolo da Trapani. +Il Curatolo, intimo del compianto deputato +Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la <a name="tn316" id="tn316"></a><span class="correction">propaganda</span> +socialista in Sicilia sia coi giornali, sia +coi tentativi di associazione; l’averla continuata +con ardore all’indomani della Comune lo rese oltremodo +inviso alla borghesia di Trapani; egli però +non si lasciò mai imporre dall’odio dei potenti, nè +scoraggiare dalla pochezza dei risultati e rimase +sulla breccia sino a tanto che negli ultimi tempi, +insieme al Montalto, riuscì ad organizzare un vero +partito socialista nella sua città natia. In Consiglio<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span> +Provinciale rappresentava la vicina Paceco, dove +aveva interessi e amici numerosissimi.</p> + +<p>Nel periodo dei tumulti, fu dei più attivi nel frenarli +e nell’arrestare le conseguenze del contagio +psichico e nei giorni 1 e 2 gennaio il Prefetto Palomba, +preso da tale spavento che lo fece piangere +innanzi a diverse persone, lo richiese di consiglio +e di aiuto, e della sua opera pacificatrice si disse +lieto e grato. Questa circostanza risulta dal rapporto +di chi lo denunziò e dalla sentenza.</p> + +<div class="sidenote">LA BRAVATA DI UN ISPETTORE DI P. S.</div> + +<p>Il 3 gennaio l’Ispettore di Pubblica sicurezza Rinaldi +lo invita a recarsi nel di lui ufficio; ma Curatolo +rispose sdegnoso di non aver nulla da fare +con l’Ispettore. L’indomani l’Ispettore si vendica +del rifiuto arrestandolo, chiudendone la farmacia e +trattenendone la chiave per dodici giorni. E l’Ispettore +arrestandolo non nasconde che ciò fa pel rifiuto +e di averlo punito siffattamente ancora si vanta!</p> + +<p>La Camera di Consiglio non ebbe il coraggio di +legittimare l’arresto una prima volta; si limitò invece +a secondare la proposta del Pubblico ministero +di rinviare la legittimazione dell’arresto ad un +altro mese aspettando che si potessero rinvenire gli +elementi di colpabilità sino allora mancanti. Trascorso +il mese, sulla base degli stessi elementi negativi, +la Camera di Consiglio del Tribunale Penale +lo rinviava al Tribunale di guerra di Trapani.</p> + +<p>Il giorno 12 Marzo doveva trattarsi la causa; ma +fu rinviata, sicuramente per pressioni dell’autorità +politica, perchè l’avvocato fiscale Cav. Anastasi aveva +detto che egli non trovava alcun elemento +che sorreggesse l’accusa ed il Presidente del Tribunale +di guerra Colonnello Bussolino—quello stesso<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span> +che staffilò a sangue la magistratura ordinaria—aveva +detto pubblicamente essere sicura l’assoluzione +dell’imputato.</p> + +<div class="sidenote">SETTE ANNI DI RECLUSIONE</div> + +<p>Innanzi al Tribunale di guerra la causa si trattò +il giorno 20 marzo con un personale tutto diverso, +a cui, affermavasi da tutti, era stata imposta la sentenza; +e Vincenzo Curatolo, infatti, non ostante le +risultanze del processo, nell’assenza di alcun documento +che lo accusasse e sulla base della sola testimonianza +di un confidente di questura che disse +averlo visto in Paceco—il grande delitto!—il +giorno 3 Gennaio, venne condannato a sette anni di +reclusione!</p> + +<p>La enormità e la iniquità di questo processo e +di questa sentenza risultano a luce meridiana dai +considerandi della sentenza stessa e dal rapporto +dell’Ispettore di P. S. Rinaldi, che dopo averlo arrestato +per una bizza personale, lo denunziò al magistrato—e +volle egli stesso rilevare che denunziava +<i>lui</i> solo—come responsabile dei reati previsti +dall’art. 120 e 252 del Codice penale.</p> + +<p>Il rapporto del 7 Gennaio al Giudice Istruttore +del Tribunale Penale fa colpa al Curatolo di essersi +<i>sdegnosamente rifiutato d’intervenire</i> nell’ufficio +dell’Ispettore: e di avere inneggiato al socialismo +mentre, arrestato, veniva condotto in caserma; di +aver <i>sempre di nascosto</i> diretto il movimento; di essere +uno dei capi agitatori. Il rapporto non nega +che il Curatolo avesse consigliato pubblicamente +la calma: ma soggiunse «<i>il suo breve discorso fatto +con molta arte, nel mentre non meritava interruzioni +da parte dell’autorità di P. S.</i>, dall’altra eccitava +vieppiù gli operai verso le classi più abbienti».<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span></p> + +<div class="sidenote">LE ACCUSE DELLA POLIZIA</div> + +<p>Venne forse l’ordine di arresto da Palermo dove +nelle perquisizioni ai membri del Comitato Centrale +dei <i>Fasci</i> si erano per avventura trovati documenti +compromettenti pel Curatolo? Niente affatto. È l’Ispettore +Rinaldi che ci <a name="tn319a" id="tn319a"></a><span class="correction">dà</span> il testo di questo eloquente +telegramma del Questore di Palermo: «Prego +disporre accurata perquisizione nel domicilio del +nominato Vincenzo Curatolo farmacista, costà in +via Cortina, noto socialista <span class="smaller">E DISPORNE ARRESTO +SECONDO RISULTANZE PERQUISIZIONE</span>.» Dunque a Palermo +non c’erano motivi di veruna sorta—non +ne trovò il sig. questore Lucchese!—per il suo +arresto.</p> + +<p>Ma le risultanze della perquisizione, alle quali il +questore Lucchese subordinava l’arresto, furono tali +da far mantenere l’arresto già avvenuto? Meno che +mai!</p> + +<p>Narra il suddetto ispettore: «Furono sequestrate +<i>più</i> (?) carte di <span class="smaller">NESSUNA IMPORTANZA</span>». Fra le <i>più</i> +carte di <i>nessuna importanza</i> <a name="tn319b" id="tn319b"></a><span class="correction">ce n’erano</span> di quelle +importanti? Manco per sogno; ma il signor Rinaldi +spiega la mancanza di documenti compromettenti +<i>supponendo</i> che gl’interessati li abbiano +messi in salvo; e questa <i>supposizione</i>,—che farebbe +onore a Torquemada—lo autorizza a questa splendida +illazione: «<i>Tale sottrazione di documenti</i> <span class="ss"><b>ad +esuberanza prova</b></span>, che negli stessi dovevano contenersi +le disposizioni per <i>una generale insurrezione</i>, +nonchè <i>gli ordini impartiti</i> ai varî <i>Fasci</i> per incominciare +il movimento».</p> + +<p>Del resto si poteva procedere senza cerimonie +all’arresto perchè, dice l’Ispettore, «si <i>assicurava</i> +che essendo il Curatolo consigliere Provinciale di<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span> +Paceco, ed <i>anima</i> di quel <i>Fascio</i>, gli abitanti di +quel paese <i>aspettavano</i> da lui il segnale per scendere +armati in città ed incominciare il saccheggio. +Tale gravissimo fatto risultava non solo dalle riferenze +d’ufficio, ma <i>benanche da discorsi di cittadini +onesti e stimati nel pubblico</i>.»</p> + +<div class="sidenote">UNA PROVA... SCHIACCIANTE!</div> + +<p>Orbene non un solo di questi cittadini onesti e +stimati andò a testimoniare contro il Curatolo... invece +sindaco, deputati provinciali, assessori, consiglieri +provinciali e comunali, molti altri eminenti cittadini +quasi tutti avversari politici affermarono esplicitamente +la legalità della sua condotta e l’opera +sua eminentemente pacificatrice nei momenti del +pericolo. Non monta: «la <span class="smaller">PROVA PIÙ SCHIACCIANTE</span> +contro il Curatolo», conchiude l’Ispettore Rinaldi, +l’abbiamo nel fatto che «in Trapani avemmo due +sere di disordini; arrestato il Curatolo, senza bisogno +di altri mezzi, <i>la calma rientrò in Città</i>.»</p> + +<p>Questo perfezionato allievo di Lojola diceva il +vero, ma dimenticava una sola cosa: Curatolo venne +arrestato dopo la proclamazione dello stato di assedio, +quando dappertutto <i>la calma rientrò</i> senza arrestare +le <i>anime dei Fasci</i> e solo perchè gl’ingenui contadini +si convinsero, con quell’atto, che il governo +riprovava le agitazioni e non le vedeva di buon +occhio, come era generale credenza in seguito alla +condotta tenuta dal Consigliere della Prefettura di +Palermo mandato a Partinico.</p> + +<p>In qualunque altro paese civile e libero il rapporto-denunzia +dell’Ispettore Rinaldi sarebbe stato +bastevole per lo meno a farlo destituire; in Italia +valse ad indurre il Tribunale di guerra di Trapani,<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span> +presieduto da un Barbieri, a far condannare il Curatolo.</p> + +<div class="sidenote">LA SENTENZA</div> + +<p>La sentenza non è che la parafrasi pura e semplice +del rapporto; i suoi considerandi non sono, +che supposizioni e insinuazioni. In quanto a <i>fatti</i> +concreti così si esprime: «Che mente direttiva della +organizzazione dei <i>Fasci</i> e di siffatti propositi»—precedentemente +la sentenza aveva accennato ai +<i>fatti luttuosi</i> accaduti in altre parti dell’isola e che +non si erano verificati in Trapani per la <i>pronta ed +energica</i> <span class="smaller">REPRESSIONE</span> (?) delle autorità—«fosse il giudicabile +Curatolo Vincenzo e fosse esso che dirigeva +ogni movimento che si verificava e in questa +città e nel vicino comune di Paceco, i cui moti +<span class="smaller">DOVEVANO AVVENIRE</span> contemporaneamente e confondersi +in una sola azione <span class="smaller">È PROVATO DALLA CORRISPONDENZA, +CHE GLI FU SEQUESTRATA</span>, che lo compromette +nel più assoluto modo, dalla <i>sua posizione</i> +nel Fascio dei lavoratori di Trapani, da esso si +può dire formato e <i>moralmente</i> presieduto, dalle +sue relazioni coi capi dei rivoltosi in <i>tutte</i> le parti +dell’Isola, dalle <i>sue corse</i> a Paceco fatte in momento +opportuno, mal celate e poi negate, e finalmente +dal grido di <i>Viva il socialismo</i>, emesso +quando lo trassero in arresto, che fatto in quelle +condizioni e con quell’<i>espressione</i>, non poteva non +essere un grido sedizioso rivolto al pubblico, grido +che rileva il di lui animo bramoso di disordini +popolari...»</p> + +<div class="sidenote">IL REATO DI V. CURATOLO</div> + +<p>Constava al Tribunale di guerra che Vincenzo +Curatolo nei momenti dal pericolo, e quando un <i>animo +bramoso di tumulti</i> avrebbe potuto facilmente<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span> +provocarli, aveva rivolto al popolo parole di pace +e consigli di calma, ma non ne tiene conto perchè, +seguendo l’Ispettore Rinaldi, «delle disapprovazioni +che l’accusato avrebbe fatte pei <i>detti avvenimenti</i>, +non è il caso di occuparsene, nulla deducendo in +di lui favore, ma solo addimostrando una non <i>comune +e provetta attitudine</i> in lui di <i>eccitatore occulto +ma efficace</i>, <span class="smaller">COME OFFRONO LA STESSA PROVA LE ESORTAZIONI +ALLA CALMA COL RISPETTO DELLA LEGGE +FATTE PALESAMENTE</span>.»</p> + +<p>Per tali <span class="smaller">FATTI COSÌ STABILITI</span> il Tribunale di guerra +visti gli articoli 120 e 252 del Codice penale condanna +il Curatolo a <i>sette anni</i> di reclusione e alle +spese!</p> + +<p>Si è visto che la sentenza trova le <i>prove</i> dell’accusa +sopratutto nella <i>corrispondenza sequestrata</i> al +Curatolo, cioè tra le <i>più carte</i> giudicate di <i>poca importanza</i> +dall’ispettore Rinaldi. Il quale così le giudicò +per difetto d’intelligenza, poichè fu trovata una +terribile lettera di Francesco Cassisa... la quale non +potè valere, però a fare condannare questi dal Tribunale +di Guerra di Palermo,—il quale pur distribuì +generosamente migliaia di anni di condanne facendo +una vera strage d’innocenti!</p> + +<p>Da questo processo,—superato soltanto in mostruosità +dalla sentenza—rimane provato all’ultima +evidenza che dai Tribunali di guerra si ritenne reato +l’avere avuto relazioni con persone incriminate—e +con tale criterio si potrebbe mandare in galera +mezza Italia, compreso il Parlamento; reato la visita +al vicino paese, che si rappresenta in Consiglio +Provinciale: reato il presiedere... moralmente un <i>Fascio</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span> +e di esserne stato l’<i>anima</i>;<a name="FNanchor_63_63" id="FNanchor_63_63"></a><a href="#Footnote_63_63" class="fnanchor">[63]</a> reato il gridare: +<i>Viva il socialismo!</i> con <i>espressione</i>, reato l’avere disapprovato +pubblicamente e l’avere impedito nella +misura delle proprie forze i fatti, che si ritengono +criminosi.</p> + +<div class="sidenote">PERSECUZIONI CONTRO IL PENSIERO</div> + +<p>Il processo alle intenzioni in base alle più scellerate +supposizioni, la persecuzione contro il pensiero, +e la condanna dell’esercizio del diritto di +associazione e di riunione negli stretti termini della +legalità—perchè i <i>Fasci dei lavoratori</i> furono sodalizî +legali, che per tre lunghi anni si riunirono +ed agirono in pubblico senza che mai le autorità +politiche e giudiziarie vi avessero trovato da ridire—da +nessun altro processo risultano lampanti quanto +da quello istruito contro il Curatolo, perchè a confessione +e del denunziatore e dei giudici, che condannarono, +mancano in esso tutti gli elementi di +un processo qualsiasi, che non siano il processo +alle intenzioni, la persecuzione contro il pensiero, +la condanna dei diritti sanciti dello Statuto. Ed è +perciò che ho ritenuto doveroso occuparmene con +particolarità per segnalare al giudizio severo ed imparziale +del pubblico il governo che dispose e permise +agli agenti suoi, che eseguirono e condannarono.</p> + +<div class="sidenote">IN NOME DELL’ITALIA LIBERA E UNA</div> + +<p>L’animo di qualunque italiano, che sognò e lavorò +per la rigenerazione di una patria libera, e +la cui libertà doveva venire a farne la grandezza<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span> +e la ragion di essere nel consorzio delle nazioni +civili non può che rimanere profondamente sconfortato +ed indignato dell’opera dei Tribunali militari +in Sicilia ch’è la negazione assoluta di cinquant’anni +di lotte, di sacrifizî, di eroismi contro +la tirannide; quest’opera deleteria induce a melanconiche +riflessioni. Oh! valeva la pena di abbattere +il governo, che fu detto <i>negazione di Dio</i> e di far +cadere tante vittime preziose sui campi di battaglia +e sulle forche per arrivare a vedere funzionare +come hanno funzionato i Tribunali militari in Sicilia +e in Lunigiana nell’anno 1894 e in nome dell’Italia +<i>libera ed una</i>? Non si direbbe che le libertà +promesse dallo Statuto siano tranelli tesi alla buona +fede degli italiani? Quanto più onesto e leale il +governo borbonico, che senza ipocrisie proibiva di +occuparsi di politica, e sotto il quale almeno erano +sicuri di vedere rispettata la propria libertà coloro +che ottemperavano scrupolosamente ai suoi ordini!</p> + +<p>Lo sconforto sarebbe minore se dell’opera nefasta +dianzi tratteggiata fossero responsabili soltanto i +Tribunali di guerra. Si sa! i militari non comprendono +il diritto, non conoscono leggi e statuti, non +discutono ma ubbidiscono, come impone la disciplina, +non conoscono altra ragione che quella che viene +dalla forza. Ma il guaio maggiore è questo: nelle +aberrazioni giuridiche, politiche e morali dei Tribunali +di guerra c’è la solidarietà e la complicità +necessaria dei magistrati ordinarî, che dovrebbero +tutelare i diritti dei cittadini e fare rispettare le +leggi e lo Statuto in alto e in basso. E questa solidarietà +e questa complicità, per quanto possa riuscire<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span> +doloroso il confronto, bisogna metterle in evidenza.</p> + +<div class="sidenote">LA MAGISTRATURA</div> + +<p>Da parecchio tempo la magistratura italiana avea +perduto nella coscienza pubblica quella stima e +quella rispettabilità, che sono indispensabili al suo +ufficio supremo in uno stato libero e bene ordinato +e per cagioni molteplici, che sono state esposte e +studiate da illustri magistrati, da giuristi e da scrittori +politici di ogni parte. Ciò che maggiormente si +rimproverava e si rimprovera tuttavia alla magistratura +italiana si è il suo asservimento al potere, +le cui conseguenze sono incalcolabili tutte le volte +in cui essa dovrebbe colpire gli agenti del governo; +giudicare nei conflitti tra il Fisco e i privati cittadini; +istruire processi d’indole politica ed emettere +le relative sentenze. Di tale asservimento, che +riesce sempre di grave danno ai cittadini e di pericolo +continuo alle pubbliche libertà, somministrai +esempî in <i>Corruzione politica</i> e il fatto stigmatizzai +severamente in <i>Banche e Parlamento</i> unendo la mia +voce modesta a quella di tanti altri assai più di me +autorevoli. E la iattura è tanto grave e antica, che +parvero eroi—e furono esaltati ed eletti deputati +in odio al governo—il Procuratore Generale Nelli +e il Procuratore del Re Borgnini, che seppero resistere +alle pressioni dall’alto nel famoso processo +Lobbia—e preferirono dimettersi sdegnosamente +anzichè sottomettersi—altri tempi e che sembrano +leggendarî!—come di recente bastò che un alto +magistrato integro, l’Eula, arrivasse al ministero, +dopo avere pubblicamente affermato che la magistratura +deve giudicare e non <i>rendere servigi</i>, perchè +la nazione aprisse il cuore alla speranza di vedere<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span> +realizzata la più necessaria delle restaurazioni: +quella dell’indipendenza della magistratura.<a name="FNanchor_64_64" id="FNanchor_64_64"></a><a href="#Footnote_64_64" class="fnanchor">[64]</a></p> + +<p>Ma Eula, cadente per anni e per malattia, al ministero +di grazia e giustizia passò come una meteora +luminosa, che non riscalda e non vivifica, e gli +ultimi episodî del processo della Banca Romana, le +solenni e gravi dichiarazioni dell’attuale ministro +Calenda dei Tavani in risposta ad interrogazioni +degli on. <a name="tn326b" id="tn326b"></a><span class="correction">Cavallotti</span>, Imbriani e mie nonchè rialzare +il prestigio della magistratura lo hanno ormai +come distrutto!</p> + +<div class="sidenote">SERVIGI E NON SENTENZE</div> + +<p>Come e perchè il governo riesca ad imporsi ai +giudici e ad ottenerne <i>servigi</i> e non <i>sentenze</i> sarebbe +lungo l’esporre; basta in questo libro, in cui l’interessante +quistione è toccata incidentalmente, ricordare +che nell’ultima discussione sul bilancio del ministero +di grazia e giustizia per l’anno 1894-95 l’on. +Gianturco, che gode meritata fama per dottrina, per +integrità di carattere e per avere occupato il posto +di sottosegretario di Stato sotto l’Eula, segnalò al +ministro l’arbitrio pericolosissimo che si esercita +nelle promozioni, mercè le quali gli abili governanti +profittando delle debolezze del cuore umano +e dei bisogni di magistrati mal pagati, sanno piegarli +alle loro voglie renderli docili e servizievoli +quando occorre.<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span></p> + +<p>Nè il ministro osò negare la esistenza e la gravità +del pericolo.</p> + +<div class="sidenote">IL PREMIO AI MAGISTRATI ONESTI!</div> + +<p>I magistrati onesti e indipendenti non solo si vedono +sopravvanzati nella carriera da quelli servili, +ma vengono puniti coi traslochi da una sede più +importante ad una di minore importanza ferendone +la dignità e gl’interessi economici ad un tempo. E +di questo mezzo illecito di cui si serve il governo +per punire i magistrati ricordai in <i>Banche e Parlamento</i> +alcuni casi, che si riferivano alla Sicilia (p. 337) +ed altro con grave rammarico devo riferirne qui, +che riguarda pure l’isola e i processi d’indole politica +di cui mi sto occupando. Quel Procuratore del Re +di Trapani, di cui si disse che era stato scelto dall’on. +Crispi come successore del Lucchese al posto di fiducia +di Questore di Palermo, venne invece anzichè +promosso e premiato pei suoi meriti, traslocato +d’improvviso in un Tribunale di poca entità della +provincia di Messina, non ricordo bene se a Patti +o a Castroreale. Perchè? La voce più accreditata +sulla causa della punizione è la seguente: egli in +una causa in cui stavano di fronte un maresciallo +dei carabinieri ed un privato cittadino aveva reso +giustizia al cittadino, e ciò facendo non solo aveva +mancato di rendere un <i>servizio</i> al governo, ma aveva +anche indispettito un deputato siciliano dei +più reazionarî, che proteggeva il maresciallo e che +negli ultimi tempi esercitava un insolito ascendente +nelle sfere ministeriali...</p> + +<p>In <i>Banche e Parlamento</i>, quasi presago dei futuri +avvenimenti, avevo detto che in Sicilia più che altrove +era notorio il servilismo della magistratura +verso il governo. Tale servilismo nell’isola aveva<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span> +le sue non nobili ma continuate tradizioni—interrotte +per un momento dal conflitto Tajani-Medici—delle +quali il senatore Zini riporta parecchi dati, +tra cui impudente una lettera del Procuratore Generale +Morena, che parla come della cosa più semplice +e corretta di questo mondo «<i>di detenuti, che +non sono a disposizione dell’autorità giudiziaria</i> e +sul conto dei quali egli confessa di non <i>potere</i> prendere +alcun provvedimento perchè <i>non può mettere +la falce nella messe altrui</i> (?!) e consiglia <i>impertanto +di rivolgersi al Prefetto o a S. E. il Ministro +dell’interno</i>.» (<i>Dei criterî e dei modi di governo della +sinistra.</i> Bologna, 1880 p. 45).</p> + +<p>Gli ultimi avvenimenti e i consecutivi processi +della Sicilia hanno distrutto, se pur ne avanzava, +l’ultimo residuo della buona fama della magistratura +in quanto a senso di giustizia e ad indipendenza. +Ed è da avvertire in proposito che le numerose +assoluzioni dei membri dei <i>Fasci</i>, nel periodo +precedente alla proclamazione dello Stato di assedio, +che potrebbero invocarsi come una prova in +contrario, perderono di efficacia perchè controbilanciate +da altrettante condanne in casi perfettamente +identici: sicchè le prime non servirono, che a rendere +più evidente la ingiustizia delle seconde, la +mancanza di un unico ed esatto criterio giuridico +e il servilismo dei più.<a name="FNanchor_65_65" id="FNanchor_65_65"></a><a href="#Footnote_65_65" class="fnanchor">[65]</a></p> + +<div class="sidenote">LA MAGISTRATURA DOPPIAMENTE COLPEVOLE</div> + +<p>La magistratura ordinaria è doppiamente colpevole;<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span> +perchè da un lato si è spogliata indebitamente +e volontariamente—dico: <i>volontariamente</i>, +stando alle apparenze—dei propri diritti dichiarando +la propria incompetenza nei casi, che vennero +deferiti ai Tribunali militari e dall’altro si è prestata +con inaudito sfoggio di servilismo ad istruire +i processi sui quali poi hanno in ultimo giudicato +gli stessi Tribunali militari.</p> + +<p>Data la legittimità dei Tribunali militari, sulla +quale non spettava alla magistratura ordinaria di +minor grado di giudicare, certo è che essa doveva, +a salvaguardia del proprio decoro e della propria +autorità, non consentire all’ingiustificabile principio +della retroattività così largamente applicato; e dove +e quando la giurisdizione eccezionale militare avesse +accampato pretese e diritti che non le spettavano, +alla magistratura ordinaria incombeva assoluto +l’obbligo di resistere e di mostrarsi vigile custode +delle leggi e dei diritti dei cittadini e di sollevare +quei conflitti, che in ultimo avrebbero dovuto +essere decisi dalla Suprema Corte di Cassazione +di Roma.</p> + +<div class="sidenote">UN MILITARE INSEGNA LA PROCEDURA</div> + +<p>La magistratura ordinaria invece venne meno +al proprio dovere e senza che in modo alcuno possa +scusarsi. Non resistette all’invadenza di chi in nome +dei <i>pieni poteri</i> accordatigli credette potere impunemente +calpestare statuto e leggi; non sollevò alcun +conflitto; essa stessa invocò il principio della retroattività; +essa stessa lo applicò, <a name="tn329" id="tn329"></a><span class="correction">dichiarando</span>, <i>non +richiesta</i>, la propria incompetenza e deferì al giudizio +dei Tribunali militari gli accusati il cui reato era +stato consumato molto tempo prima della proclamazione +dello stato di assedio quale fu il caso dell’ex-Presidente<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span> +del <i>Fascio</i> di Palazzo Adriano che, per +uno dei tanti pretesti accampati nel periodo della +provocazione in agosto 1893, venne processato e il +giudizio venne rinviato a richiesta dell’accusato, +il quale poi inopinatamente con senso di stupore +generale, venne deferito al Tribunale Militare di Palermo. +Questa febbre di servilismo arrivò al punto +di rendere dimentica la magistratura ordinaria della +più elementare osservanza delle procedure e delle +competenze in vigore anche sotto il regime eccezionale +della sciabola: e così si vide il Tribunale penale +di Trapani deferire al Tribunale militare la +conoscenza di alcuni reati non contemplati negli +editti del generale Morra e ricevere la più umiliante +delle lezioni dallo stesso Tribunale militare +di Trapani, che dichiara la propria incompetenza e +rinvia al Tribunale penale il processo. Un militare, +il colonnello Bussolino, non poteva mostrarsi più +severo verso il magistrato ordinario insegnandogli le +regole della procedura; e il rossore dello schiaffo +assestato ci vorrà del tempo perchè scompaia.</p> + +<p>Grave è inoltre la colpa della magistratura ordinaria +relativamente all’istruzione dei processi. Dato +pure e non concesso che fosse stata legale la istituzione +dei Tribunali militari e che si fosse potuto +applicare l’anti-giuridico e mostruoso principio della +<i>retroattività</i>, ne derivava che la magistratura ordinaria +non avrebbe dovuto menomamente impicciarsi +dei reati e dei processi nei quali veniva riconosciuta +la competenza della giurisdizione eccezionale +militare; così facendo si sarebbe potuta accusare la +magistratura di vigliaccheria e non altro. Essa invece +ha tolto l’incomodo ai Tribunali militari—violando<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span> +il Codice penale militare—d’istruire i processi +e glieli ha presentati belli e completi rendendosi +non solo complice di tutte le enormità di detti processi, +ma principale responsabile di tutte le flagranti +irregolarità, che vennero esposte in questo stesso +capitolo sulla condizione sospetta dei denunziatori +e dei testimoni e sul valore delle prove raccolte.</p> + +<p>Onde su di essa ricade la maggior parte della colpa +delle sentenze inique dei Tribunali di guerra, perchè +questi giudicarono quasi sempre sulle orme delle +requisitorie dell’avvocato fiscale e alla sua volta +l’avvocato fiscale non fece che copiare le requisitorie +del Procuratore del Re colle quali si mandavano +gli accusati innanzi ai primi. I militari, in +fatto di diritto e di applicazione delle pene, dovevano +e potevano mostrarsi, essi che non li hanno +mai studiati, più meticolosi e meno severi dei magistrati? +Non era possibile sperarlo.</p> + +<div class="sidenote">SERVILISMO DELLA MAGISTRATURA SICILIANA</div> + +<p>Ond’è che l’on. Lucchini, penalista illustre e Consigliere +di Stato, commentando la sentenza Molinari +e Gattini, non potè a meno, di fronte alle declinatorie, +all’abdicazione della magistratura ordinaria, +di constatare che si è messa in evidenza la sua ignoranza +e il suo servilismo e si è resa complice +dello <i>strazio della libertà e della giustizia</i> (Appendice +alla monografia di Brusa: <i>Della giustizia penale eccezionale</i> +p. 53). E più aspro certamente sarebbe +stato il giudizio dell’antico professore dell’Ateneo +bolognese, se avesse dovuto enunziarlo a proposito +della condotta della magistratura siciliana.<a name="FNanchor_66_66" id="FNanchor_66_66"></a><a href="#Footnote_66_66" class="fnanchor">[66]</a> La<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span> +quale è stata tale che al mitissimo insegnante della +università di Torino ha strappato questa sentenza: +«<i>Le condanne, se grazia sovrana non interverrà</i>, rimarranno +quali <i>testimoni e accusatori di una giustizia, +la quale parrà una</i> <span class="smaller">FORSENNATA</span> <i>e che si mostrerà +a tutti</i> <span class="smaller">VELATA PER LE PATITE OFFESE</span>: <i>di</i> +<span class="smaller">UNA GIUSTIZIA RESA SERVA DELLA POLIZIA PREVENTIVA</span>.» +(Brusa p. 35).</p> + +<div class="sidenote">LA SUPREMA CASSAZIONE</div> + +<p>Ed ora allo esame della condotta della più alta +magistratura italiana: la Suprema Corte di Cassazione.</p> + +<p>All’indomani della sentenza della Cassazione nel +ricorso del Procuratore Generale del Re Comm. Bartoli—contro +il giudicato della Sezione di accusa, col +quale nel processo della Banca Romana si mandarono +assolti Pietro Tanlongo e Michele Lazzaroni—in +Italia ci fu una generale esultanza e l’animo di +tutti si aprì alla speranza. Il supremo magistrato +aveva reso giustizia; e pur rispettando la sentenza +della Sezione di Accusa in nome della legge scritta, +di cui esso dev’essere sempre ed esclusivamente +l’indefesso tutelatore, aveva trovato modo con parole +elevate in nome dello interesse morale di stigmatizzarla. +Si sperava che il responso della Corte +di Cassazione dovesse e potesse servire di rampogna<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span> +ad alcuni magistrati inferiori e d’incoraggiamento +ad altri.</p> + +<div class="sidenote">È SCESA IN BASSO</div> + +<p>In Sicilia e in Lunigiana sappiamo già che il +nobile esempio non giovò ai magistrati inferiori; +oggi sappiamo del pari che la stessa Cassazione non +continuò a battere la via sulla quale si era messa +nello scorso anno, e non ci resta che lo sconforto +di dovere constatare che il supremo magistrato italiano +è disceso al livello dei magistrati inferiori, +anzi forse tanto più in basso quanto più alto dovrebbe +essere il suo ufficio.</p> + +<p>Il Prof. Impallomeni chiudeva il suo ricorso in +Cassazione dell’on. De Felice Giuffrida e Compagni +con questa perorazione, che giova riprodurre integralmente: +«Eccellenze, nel disgregamento morale +e fra le passioni che travagliano le società odierne, +le coscienze non si possono far serene che in un +centro solo di equilibrio e di sicurezza: nell’amministrazione +della giustizia, affidata alla rettitudine +di magistrati indipendenti.»</p> + +<p>«I rancori, le ire di partito passano, le onde agitate +delle azioni e delle reazioni sociali si ricompongono +in calma, ma le offese alla giustizia restano +ferite irrimediabili alla compagine sociale. +Un grande ufficio di riparazione è a voi affidato; +ufficio ad un tempo di riconciliazione e di pacificazione +degli animi: che voi compirete quando +risolleverete la bandiera del diritto, abbassata nella +causa presente, in cui una condanna non giunse +al suo segno, se non passando sopra lo Statuto +prima, e poi sopra il Codice penale.»</p> + +<p>In verità dopo la sentenza della Cassazione sul +ricorso Molinari e Gattini, che dette luogo alle critiche<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span> +severissime del Brusa e del Lucchini,—per +non citare quelle unanimi della stampa politica +quotidiana,—un linguaggio siffatto—che del resto +può considerarsi come la parafrasi felice dei <i>considerandi</i> +della stessa Cassazione nella sentenza sul +ricorso Bartoli nella causa Tanlongo e Lazzaroni—potrebbe +giudicarsi o la manifestazione di una ingenuità +superlativa o una delle tanti e volgari tirate +retoriche di avvocato esercente, che non crede affatto +in ciò che scrive. Esclusa questa ultima interpretazione +nel caso dello egregio prof. Impallomeni +rimane la prima; e si può anche dire che nell’animo +suo albergasse la speranza della resipiscenza. +Ascoltò la Cassazione questo linguaggio degnissimo +che racchiudeva un savio consiglio, utile più alla +conservazione dell’autorità del supremo magistrato +anzichè alla causa dei condannati dal Tribunale militare +di Palermo?</p> + +<div class="sidenote">LA GIUSTIZIA SERVA DELLA POLITICA</div> + +<p>Oramai la risposta della Cassazione è nota ed è +noto che essa non s’inspirò allo Statuto, alla legge, +alla giustizia; ma lasciò passare trionfalmente l’interesse +della politica dell’ora che volge e respinse +il ricorso De Felice, come tanti altri ne aveva respinti. +La sua opera nella quistione vitale della competenza +e della revisione delle sentenze dei Tribunali +militari deve essere esaminata e giudicata al +lume dei fatti e del diritto; ed essa risulta uguale, +se non peggiore, a quella del resto della magistratura, +per incoerenza, per servilismo, per ingiustizia.</p> + +<p>Il primo errore e la prima colpa della Cassazione +furono commessi nello statuire sulla legalità dei +Tribunali militari. Essa non ebbe gli scrupoli della<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span> +Corte dei Conti—e questa differenza dev’essere la +sua maggiore umiliazione.</p> + +<p>Essa li trovò legittimi, legali, anche quando evidentemente +esorbitavano proclamando la propria +competenza pei reati commessi prima della proclamazione +dello Stato di assedio!</p> + +<div class="sidenote">INCOERENZA DELLA CASSAZIONE</div> + +<p>La Cassazione, però, non si mantenne logica e +coerente; perocchè se nei casi di Sicilia l’applicazione +del diritto bellico si è fatta correttamente come +in guerra guerreggiata anche alle persone estranee +all’esercito, non c’era ragione del suo intervento, +perchè una persona non può essere giuridicamente +<i>duplice</i> nei rapporti con gli stessi reati a lei imputati; +non è e non può essere prima pareggiata al +militare per la giurisdizione di merito e poi restituita +al novero degli estranei alla milizia per la +decisione formale sulla incompetenza del giudice +di merito.</p> + +<p>La Cassazione doveva astenersi dal conoscere +delle sentenze pronunziate da Tribunali estranei +alla sua giurisdizione, non provocata neppure da +conflitti insorti fra essi e i Tribunali comuni. Perciò +la Cassazione intervenne senza regola, intervenne +quando accomodava: e le sue decisioni, quando +parzialmente riformarono le sentenze dei Tribunali +militari non possono essere considerate che come +<i>grazie parziali</i> fatte da chi non le poteva e non le +doveva fare». (<i>Brusa e Lucchini</i>, p. 28, 29 e 55).</p> + +<p>Alla Cassazione incombeva, però, un obbligo superiore: +quello di annullare puramente e semplicemente +le sentenze dei Tribunali militari distruggendone +la usurpata giurisdizione e stabilendone +la illegalità. La Cassazione doveva e poteva fare<span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span> +rispettare lo Statuto e le leggi anche senza avere +la precisa attribuzione delle Supreme Corte federali +degli Stati Uniti; poichè non ha sostanziale fondamento +ciò che disse l’on. Sacchi nella Camera dei +Deputati, che la Cassazione Italiana, cioè, non abbia +la missione di contenere le leggi nei limiti della +costituzione oltre quella di contenere i provvedimenti +esecutivi: nei limiti della legge; e non ha fondamento +«giacchè una legge che non sia nei limiti della +Costituzione non è legge; e tutti i magistrati dal +Conciliatore alla Corte di Cassazione hanno insita +al loro ufficio la facoltà di sindacare la costituzionalità +degli atti della pubblica autorità, perciò +stesso che il loro mandato è quello di fare applicare +le <i>leggi</i>, e i provvedimenti emanati in conformità +alle leggi.» (<i>Impallomeni</i>, p. 47).</p> + +<div class="sidenote">TUTTO È LASCIATO ALL’ARBITRIO</div> + +<p>Poteva, doveva farlo la Cassazione—e non lo +fece—per non lasciare tutto all’arbitrio del potere +esecutivo, gli averi, la libertà e la vita dei cittadini.</p> + +<p>«Chi non vede che col sistema della Cassazione—rispettando +ed accettando cioè la legalità dei +Tribunali militari—si condannano potenzialmente +a perpetua impotenza le norme di competenza, +stabilite dal Codice di procedura penale? Ogni +volta, che vi saranno delle bande armate, dei +moti insurrezionali, basterà che il potere esecutivo +dica essere necessario sospendere la competenza +ordinaria perchè si creda essere nel diritto +di farlo; per modo che i Tribunali e le Corti di +Assise potranno essere competenti a conoscere di +simili reati sempre..... meno quando avverranno. +Vi saranno sempre le autorità giudiziarie del regno +pronte a dire, come ha detto la Corte di<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span> +<a name="tn337" id="tn337"></a><span class="correction">Cassazione</span>: noi ce ne laviamo le mani, è affare +che non ci riguarda, decidano in altro luogo se +le leggi bastano; quando lassù crederanno che +non bastano, noi non abbiamo che a sottometterci +ai decreti che verranno imposti. Ma allora, domandiamo +noi, a che serve la legge? a che serve +la divisione dei poteri? qual’è la differenza, che +passa tra un regime assoluto e un regime costituzionale?» +(<i>Impallomeni</i>, p. 39).</p> + +<div class="sidenote">LA CONVENIENZA POLITICA INVECE DEL DIRITTO</div> + +<p>Di più: quando la Cassazione intervenne e dichiarò +la propria competenza—e non poteva essere +competente e non doveva intervenire se i Tribunali +di guerra fossero stati legali e costituzionali—lo fece +in modo scorretto e sconveniente e misconoscendo +la missione commessale dalla legge. Questa, infatti, +è tassativa nello stabilire che essa debba esaminare +le quistioni di <i>diritto</i> e non le quistioni di <i>fatto</i>; +essa ci sta per separarle e nella separazione sta la +sua ragione di essere. Or bene la Cassazione precisamente +in questa occasione, in cui poteva affermarsi +nella sua più grande maestà come uno dei +poteri pubblici dello Stato, venne meno al proprio +compito esaminando la questione di <i>fatto</i>, la +opportunità dei provvedimenti presi, e non se tali +provvedimenti per quanto opportuni, per quanto +anche necessarî, siano stati conformi allo Statuto e +alle leggi, sicchè il supremo magistrato desumendo +la <i>legittimità</i> di siffatti provvedimenti dalla ipotetica +loro <i>necessità</i> e <i>convenienza politica</i>, svisò la propria +funzione, si sostituì al Parlamento, rese un servizio +al governo, che incoraggiato dal precedente, segnalando +come <i>necessario</i> qualunque illecito ed incostituzionale<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span> +provvedimento, sa che verrà giustificato +ed approvato dal corpo che avrebbe dovuto precisamente +richiamarlo alla osservanza della Costituzione +e delle leggi (<i>Brusa</i>, p. 10, 11 e 34; <i>Lucchini</i>, +p. 57; <i>Impallomeni</i>, p. 40).</p> + +<div class="sidenote">IN ITALIA E ALTROVE</div> + +<p>Epperò, tutto ben considerato, se ne deve conchiudere +con amarezza, che il popolo non può riporre +più la sua fiducia nel supremo magistrato, +che dovrebbe avere il compito di difenderne i diritti +e fare rispettare la Costituzione e le leggi +del potere esecutivo, come fece la Cassazione francese +anche in momenti non propizî alla libertà e +alle franchigie costituzionali (<i>Impallomeni</i>, p. 32 e 33). +E la conclusione dolorosa è assai umiliante per l’Italia, +la cui inferiorità di fronte alle altre nazioni, +in fatto di rispetto ai diritti dei cittadini da parte +del potere esecutivo, e nella pratica del regime costituzionale, +rimane ognora più assodata e confermata; +e questa inferiorità viene sopratutto assodata +e confermata per opera della Suprema Corte di +Cassazione che è venuta meno al suo compito ed +ha rinnegato la propria ragione di essere.</p> + +<div class="sidenote">L’AFFERMAZIONE DI UN MINISTRO</div> + +<p>Intanto nel <i>periodo fortunoso dei fatti eccezionalmente +disonesti e scandalosi</i>, come la Suprema Corte +di Cassazione designò quello della scoperta degli +scandali della Banca Romana, si trovò un Ministro, +il senatore Santamaria, che, nauseato dal contegno +della magistratura, la qualificò un <i>punto interrogativo</i> +e non avendo il coraggio di interrogare la sfinge +provvide se non altro a sè stesso, e sdegnoso si +ritrasse. E allora—fu già ricordato—una eco onesta +e coraggiosa di questo sdegno si ebbe nel responso +della Cassazione. Pare che con quell’atto si<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span> +sia esaurita la vigoria del supremo magistrato, che +quando si trovò nella situazione di dovere solennemente +affermare la propria indipendenza di fronte +al governo piegò e si sottomise e la sua voce si +trovò all’unisono con quella del Ministro, che in +Parlamento, dimentico di rappresentare la giustizia, +non seppe che difendere e giustificare le pretese e +gli atti della reazione.</p> + +<p>E da questo stesso ministero nell’ora triste e pericolosa +di decadenza e di reazione che attraversiamo, +in risposta ad una interrogazione dell’onorevole +Imbriani, l’Italia apprese che se il <i>ministero +avesse manifestato un desiderio alla magistratura, +questa avrebbe trovato nella procedura i mezzi per soddisfarlo</i>! +(Seduta della Camera dei deputati del 7 +aprile 1894).</p> + +<p>La dipendenza della magistratura in quell’infausto +giorno venne ufficialmente affermata; la nomina +della famosa <i>Commissione dei tre</i> all’indomani della +sentenza nel processo Tanlongo e Lazzaroni, è servita +a riconfermarla. La nomina di tale commissione +se è stata una indecorosa canzonatura dal +punto di vista della restaurazione della moralità, è +riuscita, però, ad esautorare la magistratura. Quale +può essere il suo prestigio nel giudicare gli altri +se essa stessa è sotto giudizio? Il giudizio sull’opera +dei Tribunali militari e della magistratura +ordinaria, non può essere pertanto completo senza +la conoscenza di alcune cifre e di alcuni confronti.</p> + +<div class="sidenote">CIFRE E CONFRONTI</div> + +<p>I Tribunali militari di Palermo e di Trapani e +quelli di Caltanissetta sino al 30 maggio—non ho +i dati di quello di Messina—distribuirono 3203<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span> +anni di detenzione e di reclusione a 630 individui, +oltre le pene per le contravvenzioni al disarmo. In +tutto si può approssimativamente calcolare che i +Tribunali militari di Sicilia distribuirono circa 5000 +anni di prigione a contadini che protestarono contro +la fame e contro l’oppressione, e a giovani non rei +di altro che di onesta propaganda socialista. Ebbero +<i>sette anni</i> di reclusione coloro che furono considerati +<i>anime dei Fasci</i>; ebbe <i>sedici</i> anni di reclusione Bernardino +Verro per un discorso <i>sovversivo</i>; ebbero +venti anni di reclusione donne ingenue, che credettero +lecito gridare <i>Viva il Re!</i> e <i>abbasso il Sindaco!</i></p> + +<p>Da un’altra parte sta questo: un Tenente Blanc +dal Tribunale penale di Padova ritenuto responsabile +di omicidio colposo e di abuso di autorità fu +condannato a <i>sei</i> mesi e venti giorni di carcere militare +ed a cinquecento lire di multa; e si <i>spera</i> +che la Corte di Appello di Venezia, che si mostrò +altra volta tenerissima degli ufficiali di Cavalleria +riduca la pena....</p> + +<p>I signori Tanlongo e Lazzaroni accusati di un +grappolo di reati e della scomparsa di <i>ventitre milioni</i> +dalla cassa della Banca Romana vennero assolti +dal Giurì di Roma. Era giusto che Tanlongo e Lazzaroni +uscissero a libertà quando entravano in prigione +De Felice e Petrina che la loro popolarità +acquistarono smascherando i ladri.</p> + +<div class="sidenote">L’UFFICIO DELLE LEGGI PENALI</div> + +<p>Queste condanne e queste assoluzioni si spiegano +e si completano, e darebbero occasione, se +questo fosse un libro sistematico, a svolgere ampiamente +e confortare la opinione di coloro i quali +asserivano che i Tribunali e la cosidetta giustizia +funzionano attualmente nello interesse esclusivo<span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span> +della borghesia per assicurare il trionfo di quelli, +che Pietro Ellero—un Consigliere della Corte di +Cassazione di Roma—chiama i <i>vermi della cleptocrazia</i>. +Queste condanne e queste assoluzioni ribadiscono +la tesi del Vaccaro, che crede: «ufficio delle +leggi penali non essere stato sin qui quello di +difendere la società, cioè tutte le classi, che la +compongono; ma particolarmente gl’interessi di +coloro in favore dei quali è costituito il potere +politico, cioè dei proprietarî.»<a name="FNanchor_67_67" id="FNanchor_67_67"></a><a href="#Footnote_67_67" class="fnanchor">[67]</a></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_61_61" id="Footnote_61_61"></a><a href="#FNanchor_61_61"><span class="label">[61]</span></a> La quistione delle istituzioni dei <i>Tribunali militari</i> in +conseguenza della proclamazione dello Stato d’assedio oltre +che nelle discussioni parlamentari fu esaminata dal punto +di vista politico e specialmente giuridico in modo esauriente +da Brusa: <i>Della giustizia penale eccezionale</i>. Torino 1894; +Impallomeni: <i>Cenni sul ricorso in Cassazione dell’on. De +Felice Giuffrida e C.</i> Palermo 1894; A. Pierantoni: <i>La costituzione +e la legge marziale, La legge e non l’arbitrio</i>, Roma +1894. Una fiacca difesa dello Stato di assedio ed i Tribunali +militari tentarono A. Muratori e Torquato Giannini: <i>Lo +Stato d’assedio e i Tribunali militari</i>. Firenze 1894. Quando +citerò tali autori mi riferirò alle sovraccennate pubblicazioni.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_62_62" id="Footnote_62_62"></a><a href="#FNanchor_62_62"><span class="label">[62]</span></a> In molti punti di questo capitolo e del seguente ho copiato +integralmente o riassunto alcune pagine delle monografie +dei professori Brusa e Impallomeni. Della loro esposizione +e dei loro giudizî di preferenza mi son valso per la +grande autorità loro nelle discipline penali e perchè nulla +hanno di comune coi socialisti e coi repubblicani. Alle loro +parole talora ho apportato queste modificazioni: il primo si +riferisce al processo Molinari e il secondo al processo De +Felice e C. Io le ho applicate ai processi tutti che si sono +svolti in Sicilia innanzi ai Tribunali di guerra per la identità +delle situazioni tra i primi e gli ultimi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_63_63" id="Footnote_63_63"></a><a href="#FNanchor_63_63"><span class="label">[63]</span></a> Come <i>anima</i> di un Fascio, in mancanza di altro motivo +venne condannato l’egregio giovane Eugenio Bruno da S. Caterina. +Ma il Tribunale militare di Caltanissetta lo condannò +a sei mesi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_64_64" id="Footnote_64_64"></a><a href="#FNanchor_64_64"><span class="label">[64]</span></a> Tra i casi veramente tipici e recenti dell’asservimento +della magistratura si deve registrare quello confessato dal +Prefetto Municchi—ex magistrato—nella causa <a name="tn326a" id="tn326a"></a><span class="correction">Nasi-Cavallotti</span>. +La ingenuità colla quale il Municchi, che passa per +una cima, confessò di essersi prestato da magistrato alle voglie +dell’on. Morana, ex-sottosegretario agl’interni, è prova, +che il fatto è normale e notorio per quanto brutto.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_65_65" id="Footnote_65_65"></a><a href="#FNanchor_65_65"><span class="label">[65]</span></a> Ricordo con vivo compiacimento il Tribunale penale di +Caltanissetta, che durante il 1893 ed anche dopo proclamato +lo Stato di assedio, in parecchie occasioni, seppe con maggiore +costanza dimostrare la propria indipendenza.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_66_66" id="Footnote_66_66"></a><a href="#FNanchor_66_66"><span class="label">[66]</span></a> Come attenuante per la magistratura siciliana qualcuno +mi ha esposto questo tipico argomento: i processi che si +svolsero innanzi i Tribunali militari furono istruiti... come +sappiamo, perchè la magistratura credeva che una amnistia +sarebbe venuta in tempo a troncarli. Quando essa si accorse +che si voleva andare sino in fondo non potè più rifare sul +serio ciò che era stato imbastito quasi per burla..... Ed +avvenne quello che avvenne e di cui si avrà più completa +conoscenza nel seguente capitolo.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_67_67" id="Footnote_67_67"></a><a href="#FNanchor_67_67"><span class="label">[67]</span></a> <i>Genesi e funzioni delle leggi penali. Roma 1889.</i> Questa +tesi viene sostenuta con parole analoghe da Pellegrino Rossi, +Pietro Ellero, Mausley, Letourneau, De Greef e da altri illustri +scienziati; dal diritto penale venne applicata al diritto +civile da Menger, Salvioli, Bechaux, Loria, De Championniere +ecc., che ritengono tutti gli aforismi giuridici essere stati +esclusivamente redatti a vantaggio dei ricchi e dei più forti +e a disprezzo della giustizia e dell’equità. +</p><p> +Nel testo l’ho presentata colle parole del Vaccaro, perchè +la scienza in questo quarto d’ora è sospetta, e perchè il Vaccaro +non è solo un cultore della scienza, ma è anche il Segretario +del Ministro della Presidenza e perciò non può considerarsi +come un pericoloso sobillatore... L’egregio Prof. Alimena +metterebbe meno impegno a combattere il Vaccaro se +dovesse scrivere l’ottimo suo libro sui <i>Limiti modificatori +dell’imputabilità</i> dopo le condanne di Sicilia e di Padova e +le assoluzioni di Roma.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.<br /><br /> + +IL PROCESSO MOSTRUOSO</h2> + + +<p>Di questo processo si potrebbe dire per eccellenza +quello che il Carrara affermava dei processi +politici: «la giustizia non vi ebbe parte.»</p> + +<p>Quella politica che già fin dai singoli processi +per i tumulti del dicembre ’93 e gennaio ’94 s’era +mostrata conturbatrice del giudizio; quella politica +che aveva esercitato tutta la sua bassa influenza +nel processo contro il Curatolo—del quale si parlò +avanti—venne, nel processo De Felice e compagni, +a spiegare intera la sua mostruosa gravezza; +così che, questo, tutto riassume e comprende le brutture +e le violazioni degli antecedenti processi svoltisi +avanti ai Tribunali di guerra.</p> + +<div class="sidenote">COME FU ORDITO</div> + +<p>Per una fatalità, l’istruzione di esso fu iniziata e +compiuta in un antico palazzo medievale—fosco +di molte truci memorie—che porta ancora nella +piccola torre merlata il vecchio orologio a campana +che sonò tante ore di agonie tremende.</p> + +<p>È il palazzo dei Manfredi Chiaramonte, ove per<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span> +due secoli infami i Tribunali del S. Uffizio compirono +la tenebrosa opera loro! e dove oggi—da magistrati +che pur videro infrangersi contro a una civiltà +nuova l’ultimo avanzo della temporalità della +Chiesa—potè essere ordito, malvagiamente, un processo +su delazioni segrete,... di quel segreto che fu +anima dell’Inquisizione.</p> + +<p>Consapevole com’ero di tutti gli elementi che +potevano comporre quel processo, e dei mezzi adoperati +a raccoglierli, e del criterio seguito nel +coordinarli; delle intenzioni, insomma, che guidavano +coloro che lo avevano imbastito e imposto, +scrissi nella prima edizione di questo libro—tre +mesi avanti che cominciasse il dibattimento—le +seguenti parole:</p> + +<p>«La grandiosità artificiale del processo contro De +Felice, Bosco e C. è una vera montatura teatrale, +che mira a giustificare le misure prese e l’allarme +destato; ma se il processo verrà a termine, se si +svolgerà innanzi ai giudici naturali e non verrà +soppresso da una comoda e pietosa amnistia che +gioverà a coloro che lo hanno imbastito e non agli +accusati, si vedrà che esso sarebbe una colossale +bolla di sapone, se non fosse una grande infamia +nella quale si tenta coinvolgere quanti ebbero innocenti +relazioni con De Felice, Bosco e compagni, +quanti ebbero parte nella organizzazione dei <i>Fasci</i> +colla ferma intenzione di mantenersi nei più stretti +limiti della legge. Il processo, se sarà conosciuto +nei suoi dettagli, riabiliterà la fama dei giudici dei +peggiori tempi della tirannide. E allora si vedrà +quale opera nefanda di servilismo e di complicità +hanno fatto certi giornali, che con singolare compiacenza<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span> +hanno riferito, fingendo di averle dalle solite +fonti ineccepibili e autorevoli—ch’erano poi +quelle delle questure—le notizie sull’alto tradimento, +sull’oro francese, sui depositi delle armi, sui +cannoncini (che servono a sparare le così dette <i>botte</i>!), +sul cifrario e sulle misteriose corrispondenze +col medesimo spiegate, sulla constatata relazione +tra i fatti di Massa e Carrara e quelli di Sicilia e +di questi coi capi dei <i>Fasci</i>...»</p> + +<div class="sidenote">I FATTI SUPERARONO LE PREVISIONI</div> + +<p>Previsione triste, la quale pure venne superata +dai fatti! così che veramente, questo processo, e +per la sua durata; e per gli incidenti; e per il numero +e la qualità dei testimoni di accusa e di difesa; +e per le risultanze sorte dalla grande libertà +di parola e di apprezzamenti a tutti accordata; e per +l’enorme contraddizione tra quelle risultanze e la sentenza—non +impreveduta, certo—ma che avrebbe +dovuto essere imprevedibile, questo processo, dico, +che trasse tutta la sua esistenza dalle accuse della +polizia fondate su delazioni di confidenti segreti, +non può essere chiamato altrimenti che mostruoso.</p> + +<p>Dai 7 d’aprile, ai 30 di maggio: due mesi di discussioni +e di lotte tra gli accusati, la difesa, il Presidente, +i testimoni, l’Avvocato Fiscale, provarono +l’istruzione del processo tutta una farsa indegna, la +quale però finì in tragedia per la condanna che +mandò in galera dei giovani valorosi che lasciarono +nella squallida miseria le loro famiglie.</p> + +<p>Il processo mostruoso si svolse nell’ex convento +di S. Francesco di Assisi—nel 1848 sede di quel parlamento +Siciliano che doveva adattare ai tempi +la costituzione del ’12—e nella stessa Sala dove fu +dichiarata decaduta la dinastia dei Borboni!<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span></p> + +<div class="sidenote">APPARATI INVEROSIMILI</div> + +<p>L’evocazione di questi ricordi di glorie infelici—conquistate +con tanto sangue in nome della libertà,—faceva +sentire più forte la melanconia di quel +grande inverosimile apparato di forza, che dalla via +del Parlamento non era interrotto fino nell’aula del +Tribunale. C’erano poi soldati, carabinieri, questurini, +delegati, scaglionati da per tutto nelle vicinanze +del Palazzo e si sentiva subito, anche da chi +l’ignorava, che in esso si perpetrava qualcosa d’inusitato +e di contrario alla libertà, di inviso al popolo +e che premeva molto al governo che si compisse +a malgrado di tutto e contro tutti.</p> + +<p>Innumerevoli guardie di P. S. venivano appostate +lungo la strada che, dalla Vicaria alla via del Parlamento, +percorrevano le carrozze cellulari, scortate +da drappelli di carabinieri.</p> + +<p>Ammanettati ben bene, gli accusati, erano condotti +nella grande gabbia che ha racchiuso briganti +famosi e delinquenti d’ogni sorta.</p> + +<p>Nell’aula non era già dato a chicchessia di penetrare. +Gli agenti di polizia squadravano d’alto in +basso, e negavano o accordavano l’ingresso secondo +il loro talento, onde accadeva poi che una quantità +di guardie travestite venivano comandate a far la +comparsa di pubblico nell’aula grande, chè altrimenti +sarebbe rimasta presso che deserta.</p> + +<p>Entravano liberamente Signori e Signore dell’aristocrazia +e dell’alta borghesia, che avevano biglietti +per posti distinti. Venivano volentieri a godere +dello spettacolo di quel processo!</p> + +<p>Pure qualche volta accadde a una dama di commoversi; +altre però fecero mostra di una durezza +fenomenale.<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span></p> + +<p>Una contessa, che ama le bertucce, un giorno +scendendo per l’ampie scale, ebbe tanta gentilezza +d’animo da dire, ridendo, che quegli uomini dentro +la gabbia le erano sembrati degli scimmioni.</p> + +<p>E la cosa fu tanto orribile che un onorevole principe, +il quale le stava a lato, disse a quella dama +delle parole così severe che somigliavano a un rimprovero.</p> + +<p>Non ugualmente, da quei posti riservati poterono +assistere sempre i congiunti degli imputati, perchè +le spie assicuravano giudici e poliziotti che essi scambiavano +segni misteriosi e pericolosi coi giovani +baldi rinchiusi nella gabbia;—e non erano altro +che dei saluti furtivi ed affettuosi!</p> + +<p>Forse, furono ritenute anche pericolose le lagrime +che qualche volta, sgorgavano dai bruni occhi di +Maria De Felice, proprio malgrado, quando il padre +levavasi fiero e sorridente a protestare contro +una calunnia, o a schiacciare cogli articolati stringenti +un basso testimonio di accusa.</p> + +<p>Gli imputati—da prima malvisti e odiati anche—destarono +poi nel pubblico interesse e simpatia +vivissima: fu un crescendo, mano mano che al dibattimento +venivano sfatate le accuse vili che i loro +nemici avevano fatto circolare sapientemente.</p> + +<div class="sidenote">IL LAVORIO DI DENIGRAZIONE</div> + +<p>Perocchè il governo e le classi dirigenti, con uno +sfacciato lavorio di denigrazione, erano riusciti a rendere +odiosi i socialisti del processo mostruoso; nei +giornali, alle Camere, nei crocchi, le calunnie più inverosimili +si erano spacciate contro di loro. Gl’imputati +non erano soltanto responsabili degli eccidî, +degli incendî, delle devastazioni di Sicilia, ma erano +anche i traditori della patria, che volevano<span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span> +disfare l’opera secolare a cui consacrarono braccia, +mente e cuore tanti martiri e tanti eroi; erano i +traditori della patria, che avevano trescato coll’eterno +nemico d’Italia, il clericalismo e ch’erano +stati comprati dall’oro straniero. E in essi, più che +gli utopisti imprudenti, che sognavano la redenzione +economica dei lavoratori, lo ripeto, non si +vedevano che i traditori della patria.</p> + +<div class="sidenote">LE INFAMIE ACQUISTARONO CREDITO</div> + +<p>Tale l’ambiente morale creato non solo in Palermo, +ma in tutta Italia. Era stato creato colle +menzogne e colle calunnie più scellerate; ma queste +venivano proclamate con tanta sicurezza e con +tanta insistenza da coloro che si presumeva dovessero +conoscere la verità—dall’infimo giornaletto +di provincia sussidiato dal Prefetto, al grande +giornale della capitale, la cui ufficiosità non era +discutibile; dal delegato di pubblica sicurezza al +primo ministro del regno—che la pubblica opinione +venne traviata e le infamie, per un momento, acquistarono +credito presso gli uomini indipendenti e +di mente eletta, sinanco tra gli amici politici dei +prigionieri.<a name="FNanchor_68_68" id="FNanchor_68_68"></a><a href="#Footnote_68_68" class="fnanchor">[68]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span></p> +<p>Ma è tempo di fare, per così dire, la cronaca e +la descrizione del <i>processo mostruoso</i> e comincio dalla +lista degli accusati, dei giudici, dei difensori, dei +testimoni e degli accusatori.</p> + +<p>Degli accusati non faccio la biografia; sono giovani +tutti, meno il Bensi, e non ebbero campo di +fare qualche cosa notevole pel proprio paese o per +la libertà; quasi tutti furono giornalisti intelligenti +oratori e propagandisti instancabili e fortunati dell’ideale +socialista. Emerge Giuseppe De Felice e +per la sua vita avventurosa, e perchè è Deputato +al Parlamento, e perchè è <i>onorato</i> dall’odio personale +di Francesco Crispi, e perchè in fine, a torto +o a ragione, viene ritenuto il Capo dei <i>Fasci</i> e della +cospirazione: da lui, perciò, prende nome il processo +mostruoso.</p> + +<p>Gli accusati nell’atto di accusa e nella requisitoria +del Pubblico ministero sommariamente vengono +qualificati come appresso—e la qualifica è bene conservare +a documento <a name="tn348" id="tn348"></a><span class="correction">della</span> fenomenale leggerezza e +della malignità di chi istruì il processo e di chi fece +da pubblico accusatore.</p> + +<div class="sidenote">GLI ACCUSATI</div> + +<div class="blockquot"><p><span class="smcap">Cipriani</span> è notoriamente conosciuto quale un internazionalista +<i>anarchico</i> ed un <i>ardente rivoluzionario</i>.</p> + +<p><span class="smcap">Gulì Emmanuele</span> è un <i>anarchico</i> siciliano così ritenuto +nelle denuncie, così definito dai coimputati nei loro interrogatorii.</p> + +<p><span class="smcap">Petrina</span> un <i>rivoluzionario</i> di <i>tempra adamantina</i>, così negli +elogi che in diverse lettere gli fa Cipriani.</p> + +<p><span class="smcap">Montalto</span> il <i>più serio del partito</i> tra quelli del Comitato, +secondo egli stesso si qualifica in una lettera del 23 maggio +1893 diretta al farmacista Curatolo di Trapani.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Ciralli</span> è un <i>fanatico gregario</i>, mentre il <span class="smcap">Cassisa</span> è un +<i>arrabbiato contro l’attuale ordine di cose</i> tanto da scrivere +in una lettera del 19 marzo 1892 diretta a Montalto, essere<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span> +una vergogna che il municipio di Trapani preparasse un’accoglienza +al Duca degli Abruzzi che chiama farabutto savoiardo, +che non ha altro pregio che appartenere a casa Savoia.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Pico</span> è un <i>entusiasta travolto nella corrente</i> dal De Felice, +perchè elevato a segreto ambasciatore: come prova una +sua lettera ed egli lo ammette nel suo interrogatorio.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Verro</span> è <i>un rivoluzionario opportunista</i> ed il <span class="smcap">Barbato</span> +un <i>rivoluzionario convinto</i> che non disdegnerebbe di cogliere +la prima favorevole occasione.</p> + +<p>Il <span class="smcap">Bensi Gaetano</span>, bolognese è <i>un opportunista</i> che per la +rivoluzione fa causa comune con chicchessia. Difatti egli in +una lettera dell’8 dicembre 1893 diretta a De Felice scrive +che: nel fascio già costituito entrano anarchici, collettivisti, +socialisti.</p> + +<p>E più sotto: Oggi a Ravenna vi sarà una riunione regionale, +«speriamo che i bravi anarchici vi si trovino.»</p> + +<p><span class="smcap">Bosco</span> sa mantenere tutte le <i>apparenze</i> per dirsi <i>socialista +evoluzionista</i>, non si tradisce scrivendo, ma parlando ed +agendo è un vero campione degno di <span class="smcap">De Felice</span> ch’è un <i>rivoluzionario +deciso</i> secondo egli stesso si analizza nei suoi +interrogatorî, e non ne fa un mistero.</p> + +<p>Sono imputati di cospirazione per commettere fatti diretti +a far sorgere in armi gli abitanti del Regno contro i poteri +dello Stato, di eccitamento alla guerra civile ed alla devastazione +in qualsiasi punto del Regno con la consecuzione in +parte dell’intento: fatti avvenuti nei mesi di novembre e dicembre +1893 e gennaio 1894 in Sicilia, articoli 136, 120, 252.</p></div> + +<p>Tra gli accusati c’è un assente. A. Cipriani, che +come usa presso i Tribunali di guerra non venne +condannato in contumacia.</p> + +<p>Il Tribunale era così composto.</p> + +<div class="sidenote">IL TRIBUNALE</div> + +<p><i>Presidente</i>: colonnello del genio cav. Giussani—<i>Giudici</i>: +tenente colonnello del 57 cav. <i>Bianchi</i>—tenente +colonnello del 3. bersaglieri cav. <i>Borgna</i>—capitano +d’artiglieria <i>De Boyen</i>—capitano di fanteria +<i>cav. Minneci</i>—capitano di fanteria <i>Cortella</i>—capitano +d’artiglieria <i>Pontiglione</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span></p> + +<p>Da prima funzionò da pubblico ministero l’avvocato +fiscale Soddu-Millo, poi—ammalatosi—venne +sostituito definitivamente dal sostituto Viesti.</p> + +<p>Sull’opera del Tribunale non ritornerò; esporrò +qui la impressione che ne ebbe il pubblico in generale.</p> + +<div class="sidenote">IMPUTATI E GIUDICI</div> + +<p>Il Presidente, colonnello Giussani, concesse grande +libertà di parola non solo ai testimoni a difesa, ma +anche agli accusati tanto da sembrare interessato a +vederne risultare luminosamente l’innocenza.</p> + +<p>Quale fosse il pensiero degli accusati sulla loro +posizione di fronte al tribunale militare lo lascerò +dire al Dr. Barbato che nella sua splendida orazione +in cui non fece la sua auto-difesa ma espose le fatali +ragioni storiche del socialismo, così disse:</p> + +<p>«Quanto a noi, abbiamo semplicemente due doveri +in questo processo, secondo me. Riaffermare la +nostra fede, e lo abbiamo fatto. Fornire i documenti +della nostra moralità extra legale, e lo abbiamo +fatto. I miei compagni hanno creduto di avere anche +un terzo dovere, quello di difendersi giuridicamente. +Io affermo che questo diritto noi non l’abbiamo; +non perchè si dubiti della lealtà vostra, non +per le ragioni giuridiche che si sono messe avanti +ne’ parlamenti, ma perchè voi non siete i nostri +giudici naturali.»</p> + +<p>«E giudici naturali non esistono, per noi: il codice +non ci riguarda. Io sono lieto di trovarmi dinnanzi +a voi, perchè ci avete dato agio di mostrarvi +chi siamo, mentre i così detti giudici naturali questo +agio non ce l’avrebbero dato.»</p> + +<p>«Sicchè quando vi dico che nel mio animo c’è riconoscenza +per voi, riconoscenza sincera, dovete<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span> +credermi. Voi con molta probabilità, anzi con certezza, +manderete a casa, non certo me, ma quelli +tra i miei compagni che sono i meno odiati, mentre +sono sicuro che i giudici naturali avrebbero sacrificato +tutti insieme a me, in omaggio a quella +libertà che ha dato feudi, ville, palazzi ai vecchi +lupi, manette e piombo ai figli della plebe cenciosa +che ha liberato l’Italia dallo straniero e che libererà +l’Italia dalla schiavitù del capitale. Ma io dubito +che voi appunto non vogliate dare il vostro contributo +alla civiltà in cui viviamo. Quando si vive +in un dato periodo di civiltà, ogni uomo leale che +la ritiene buona sente il dovere di darle, il suo contributo: +quella di oggi è ancora quella che innalzava +i roghi e i patiboli.»</p> + +<div class="sidenote">NON SI TRATTA DI CODICI</div> + +<p>«Non si tratta di codici. Nè voi, nè io c’intendiamo +di codici. Si tratta della convinzione che nei vostri +animi può esserci rispetto a questi elementi distruttivi +del presente.»<a name="FNanchor_69_69" id="FNanchor_69_69"></a><a href="#Footnote_69_69" class="fnanchor">[69]</a></p> + +<p>E il Dr. Barbato non s’ingannò: i meno odiati, +Ciralli e Cassisa, vennero assolti; gli altri tutti condannati, +non perchè dimostrati autori dei reati a +loro imputati, ma perchè rappresentanti di un idea, +che il Tribunale aveva la consegna di combattere. +Parve a tutti, che esso, abbia condannato, per <i>disciplina</i>.</p> + +<p>I difensori furono:</p> + +<div class="sidenote">I DIFENSORI</div> + +<p>Truglio, tenente del 38º fanteria, per De Felice—Caldarera,<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span> +tenente del 22º artiglieria, per Ciralli—Calcagno, +tenente del 22º artiglieria, per Cassisa—Lelli, +tenente del 57º fanteria, per Bosco—Palizzolo, tenente +del 22º artiglieria, per Petrina—Orioles, capitano del +57º fanteria, per Verro—Piccoli, capitano del 22º artiglieria, +per Barbato—Trulla, tenente del 38º fanteria, +per Benzi—Ponti, tenente del 57º, per Montalto—Palizzolo, +tenente del 22º artiglieria, per Pico—Trulla, +tenente del 38º, per Gulì.</p> + +<p>Non c’è parola di elogio che basti per coloro +che ebbero il compito della difesa, ingrato, perchè +si sapeva inutile ogni sforzo. In questo e negli altri +processi i militari della difesa mostrarono intelligenza, +coraggio, indipendenza, eloquenza; essi sollevarono +numerosi incidenti e somministrarono elementi +preziosi per il ricorso in Cassazione; scattarono +spesso contro le calunnie e le menzogne dei +testimoni dell’accusa, che non di raro s’imbrogliarono, +si contraddissero, si ritrattarono. Essi infine +meritarono il saluto seguente, che in nome di tutti +i suoi compagni rivolse loro Giuseppe De Felice: +«<a name="tn352" id="tn352"></a><span class="correction">mando</span> un caldo saluto di affetto e riconoscenza +ai nostri egregi, cari, simpatici difensori. Essi che +accettarono titubanti le nostre difese perchè ci credettero +per un momento colpevoli, li avete sentiti, +hanno col maggiore entusiasmo sostenuta la nostra +difesa perchè ci sanno innocenti. Essi dubitarono +della nostra fede, noi non dubitammo mai della loro +lealtà, vennero sconosciuti al carcere, uscirono fratelli +nostri. E noi li ringraziamo come fratelli; l’opera +loro non può essere che quella di fratelli. E ci +confortò l’idea che, arrivati a noi in mezzo al dubbio, +sono usciti pieni di entusiasmo e di affetto per<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span> +questi giovani che hanno lasciato le dolcezze della +vita per farsi chiudere in carcere, animati da un +desiderio infinito d’amore. Grazie, grazie dal profondo +del cuore, qualunque sia l’esito del dibattimento!... +Nè noi siamo qui per domandare pietà per +noi o per le nostre famiglie, ma per manifestare al +paese che giovani leali lottano lealmente, senza transigere +mai colla lealtà del cuore. Vi ringraziamo!...»</p> + +<p>Gli ufficiali preposti alla difesa dei predestinati +alla condanna, nel senso più elevato della parola +fecero il loro dovere!</p> + +<div class="sidenote">DEUS EX MACHINA</div> + +<p>Supero la ripugnanza, che destano certe persone +e presento ai lettori il Comm. Lucchese, il <i>deus ex +machina</i> del processo mostruoso, l’artefice e lo strumento +principale delle vendette del governo e della +borghesia e che gli odî dell’una e le paure dell’altra +condensò nei suoi rapporti e nelle sue deposizioni.</p> + +<p>Il passato del comm. Lucchese non è bello. All’epoca +del processo Notarbartolo quel passato venne +rievocato dalla <i>Tribuna Giudiziaria</i>, autorevole rivista +di Napoli—la quale... non venne incriminata. Poscia +fu esposto succintamente dall’On. Altobelli nella +sua testimonianza innanzi al Tribunale di Guerra, +in questo processo—udienza del 16 maggio—a +domanda del tenente Truglio: e infine da me, in +Parlamento, costrettovi dalle denegazioni dell’onor. +Crispi....</p> + +<div class="sidenote">I RAPPORTI DELLA POLIZIA</div> + +<p>Ora quale parte abbia potuto rappresentare il Lucchese +nel processo De Felice si può argomentarlo +da questi due rapporti a sua firma:<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span></p> + + +<div class="blockquot"><p class="center"><span class="smcap">R. Questura di Palermo</span></p> + +<p class="data"> +5 gennaio 94<br /> +</p> + +<p>Il Comitato Centrale agiva d’accordo col Comitato internazionale +socialista-anarchico residente all’estero.</p> + +<p>I presidenti dei Fasci sono scelti fra gli ammoniti ed i +facinorosi.</p> + +<p>Fu istituito un comitato d’azione per preparare meglio la +rivoluzione.</p> + +<p>Sul principio il Comitato si tenne separato dagli anarchici: +e si unì poi a loro nel novembre del 93.</p> + +<p>Fu <i>progettata la rivoluzione in Palermo</i>, che fu poi sventata +dall’opportuno arrivo della forza. Si verificò invece il +movimento preveduto nei Comuni dell’Isola.</p> + +<p>Lo scopo del sodalizio era di eccitare nel popolo l’odio +contro le istituzioni e le classi abbienti.</p> + +<p>Si fa rilevare l’acquisto d’armi e munizioni fatto dai contadini +a Palermo su vasta scala, e molte riparazioni alle vecchie +armi.</p> + +<p>La flagranza del delitto di cospirazione è continua e provata +dalle continue riunioni del Comitato, e specialmente da +quella del 3 gennaio u. s.</p> + +<p>I fatti successi poi nei comuni costituiscono il reato di +associazione a delinquere.</p> + + +<p class="center"><span class="smcap">R. Questura di Palermo</span></p> + +<p class="center"> +Verbale 9 gennaio 1894<br /> +</p> + +<p>Lo scopo del partito socialista si desume:</p> + +<p>1. Dal punto storico dello sviluppo dei fasci:</p> + +<p>2. Dallo spoglio dei giornali cittadini e specialmente dai +fogli del partito, come: la <i>Giustizia Sociale</i> e il <i>Siciliano</i>;</p> + +<p>3. Dai documenti sequestrati, costituendo essi un corredo +di prove chiare, complete ed inoppugnabili.</p> + +<p>Perchè l’organizzazione potesse concertarsi e rinsaldarsi, +oltre allo <i>Statuto unico</i> per i fasci, occorrevano:</p> + +<p>1. Un centro direttivo nella Capitale dell’isola, celebre per +le patriottiche iniziative:<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span></p> + +<p>2. Mezzi economici sufficienti alla propaganda colla stampa, +coi viaggi, con attiva corrispondenza, sussidi e feste;</p> + +<p>3. Un numero di persone capaci di correre qua e là, affrontare +i rigori della legge e di sostituire nei grandi centri l’azione +che nei piccoli centri è affidata e devoluta ai pregiudicati +ed ai facinorosi.</p> + +<p>I Fasci erano composti <i>per 2/3 di povera gente e per 1/3 di +delinquenti</i>.</p> + +<p>Se il manifesto del 3 non è dichiarazione di guerra, ha +però l’aspetto di un ultimatum da potenza a potenza.</p> + +<p>Gli appelli alla calma erano platonici ed apparenti.</p> + +<p>Il socialismo che per altri è una fede ed una scuola; per +essi (i membri del Comitato) è uno strumento ed un mestiere.</p> + +<p class="data"> +<i>Questore Lucchese</i>—Palermo<br /> +</p></div> + + +<div class="sidenote">LA DEPOSIZIONE DEL LUCCHESE</div> + +<p>Il Lucchese completò l’opera sua nella udienza del +20 Aprile, quando innanzi al Tribunale, disse che in +Palermo si vedevano gironzare molte facce nuove +venute per fare le squadre e la rivoluzione tra gli +ultimi di dicembre e i primi di gennaio; che si +erano fatti straordinarî acquisti di armi.</p> + +<p>Messo alle strette s’imbroglia e si contraddice; +si rifiuta per non violare i segreti di Ufficio, a scoprire +la fonte delle sue notizie; ma oltre ai comuni +confidenti di polizia, insinua che ebbe tutto +comunicato da un membro del Comitato Centrale, +completando la campagna da lui condotta contro +uno dei tre membri del Comitato non arrestati immediatamente +e che lasciava comprendere di non +volere arrestare.</p> + +<div class="sidenote">UN’ENORMITÀ GIURIDICA</div> + +<p>La testimonianza orale di questo Comm. Lucchese +fu tale, che la difesa domandò la sua incriminazione +per applicazione dell’art. 214 del Codice penale. +Quando il Tribunale si ritirò per decidere, +furono molte le discussioni e i commenti; l’incriminato<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span> +andò al banco della Stampa per giustificarsi; +fu tale, però, l’accoglienza che se ne allontanò subito. +Nessuno s’illuse sulla decisione che avrebbe +presa il Tribunale; ma nessuno poteva aspettarsi una +<i>ordinanza</i> come quella che lesse il Presidente, poichè +essa consacrava una enormità giuridica e morale +colle seguenti parole finali: «<i>Il Tribunale dichiara +veridica la deposizione del teste, la quale non +può essere infirmata dalla cartolina scritta dal Pico +e respinge l’istanza della difesa</i>». Tali parole furono +accolte nell’aula da un mormorio prolungato, che +in quel momento, a chi vi assisteva, potè sembrare +un fremito di ribrezzo del popolo.</p> + +<p>Per intendere tale impressione, ed anticipando la +narrazione si deve aggiungere che di <i>questa cartolina +di Pico</i> sarebbe vero autore morale lo stesso +Lucchese: se non la dettò, la lesse, la conobbe, +l’approvò!</p> + +<p>I testimoni. La loro sfilata è immensa; tra quelli +di accusa ho notato, senza avere avuto la pazienza +di rilevare la condizione di tutti: <i>sette</i> prefetti, <i>un</i> +ex prefetto, <i>un</i> consigliere delegato di Prefettura, +<i>tre</i> questori, <i>sei</i> ispettori di pubblica sicurezza; e +poi Delegati, ufficiali dell’esercito di ogni arma e +di ogni grado, sindaci e proprietari, avversarî notissimi +dei <i>Fasci</i>; e poi questurini e carabinieri; e +poi pochissimi lavoratori, che o depongono su circostanze +inconcludenti o smentiscono ciò che risultava +avevano affermato nel processo scritto...</p> + +<p>Quanta fosse la indipendenza di questi funzionarî-testimoni +si può detergerlo dal caso occorso al Comm. +Bondi, ex-prefetto di Catania e Messina: egli fu +messo a disposizione del ministero per punirlo, si<span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span> +dice, di avere deposto in parte favorevolmente agli +accusati.</p> + +<p>Tra i testimoni a difesa stanno deputati di ogni +colore—da Pierino Lucca a Prampolini, da Imbriani +a Tasca Lanza, da Cavallotti a Paternostro, +da Florena ad Altobelli,—consiglieri provinciali e +comunali, proprietarî, avvocati, medici, ingegneri, +farmacisti, commercianti—insomma il fior fiore +delle intelligenze e del carattere di ogni angolo +della Sicilia e di altre regioni d’Italia.</p> + +<p>Da un questore Lucchese e da quella razza di testimoni +d’accusa non furono raccolte che testimonianze +e prove nelle quali c’era tutto meno che la verità e la +serietà; dell’una e dell’altra non traspare neppur l’ombra +della preoccupazione. E la magistratura tutte le +gratuite e calunniose asserzioni, tutti gli elementi +innocenti accettò come prove irrefragabili della colpevolezza +degli imputati; le accettò senza alcun +beneficio d’inventario.</p> + +<div class="sidenote">GLI ELEMENTI ... PIÙ SERII DEL PROCESSO</div> + +<p>Gli elementi più serî, a prima vista, sono le lettere +di Cipriani a De Felice e a Petrina; molte +rimontano al 1890, al 1888; ma di tutte l’uno e +l’altro fecero un minuzioso esame, che distrusse le +induzioni dell’accusa, come si vedrà, non rimanendo +di assodato che questo solo: Cipriani desiderava +la rivoluzione.</p> + +<p>Si parlò di un <i>terribile</i> appello dello stesso Cipriani +ai Siciliani; ma era tanto criminoso e pericoloso +che la <i>Giustizia Sociale</i> lo aveva a suo tempo +pubblicato senza essere sequestrata e processata.</p> + +<p>Si fece una colpa a De Felice di un discorso pronunziato... +in ottobre, a Casteltermini; ma vi fu denunzia +e processo a suo tempo e la Camera di Consiglio<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span> +del Tribunale penale di Girgenti non trovò +luogo a procedere. Il pubblico ministero appellossi... +dopo proclamato lo stato di assedio e iniziato il +<i>processo mostruoso</i>.</p> + +<p>A dimostrare l’accordo per la rivoluzione tra De +Felice e i clericali si invoca una lettera di presentazione +dell’Avvocato D’Agata di Catania all’avvocato +Menzione di Napoli; ma non si procede contro +chi l’ha scritta, non si procede contro colui cui +è diretta e se ne fa una colpa al deputato socialista, +che... non la presentò.</p> + +<div class="sidenote">I PREFETTI TESTIMONII</div> + +<p>De Rosa, ex prefetto di Caltanissetta, trova l’indizio +grave della colpabilità di De Felice nella visita +da lui fatta ai prigionieri di Valguarnera nelle +carceri di Caltanisetta e non si trattava che di +un’inchiesta legittimissima, fatta alla presenza del +Direttore delle Carceri, e la cui relazione fu pubblicata +dal <i>Siciliano</i>, per conto del quale venne fatta.</p> + +<p>Lo stesso De Rosa, parlò di un <i>patto di morte</i> sottoscritto—da +contadini, che non sanno leggere e +scrivere!—tra i membri dei <i>Fasci</i> della provincia, +che reggeva, e tacque prudentemente dello schiaffo +assestatogli dalla magistratura nel processo di Milocca +in cui figurava lo stesso tremendo patto.</p> + +<p>Bondi, ex prefetto di Catania, desume le intenzioni +rivoluzionarie di De Felice da un suo discorso al +Teatro Nazionale di Catania, che le autorità politiche +non interruppero, le giudiziarie non incriminarono +e la stampa borghese locale non trovò biasimevole.</p> + +<p>Lo stesso Bondi attribuì ad un discorso di De Felice +i tumulti di Catenanuova e i resoconti parlamentari<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span> +in quel giorno provarono che il De Felice +era a Roma.</p> + +<p>Novari, tenente dei carabinieri, dice violentissimo +un discorso dallo stesso De Felice nella stessa Catenanuova +dove si portò molti mesi dopo ch’era +stato pronunziato, e contraddice e smentisce il maresciallo +dei carabinieri, che lo aveva ascoltato e +non vi aveva trovato da ridire; e il superiore dichiara +inesatto e incompleto il rapporto del suo subordinato +per giustificare la propria asserzione. Si +fa colpa al De Felice di avere partecipato al Congresso +socialista di Zurigo ed egli documenta che +si trovava in Italia.</p> + +<p>Si dichiarano rivoluzionarî nel significato volgare +De Felice, Bosco, Petrina sulla base di elementi di +questo genere: perchè in una lettera di un Barbagallo +il primo vien detto <i>tenace sostenitore dei più +sacri diritti popolari</i>; perchè in un’altra lettera da +Lugo lo si dice <i>caldo oratore del partito rejetto, caldo +sostenitore dei diritti finora conculcati, illustre condannato +della borghesia</i>; perchè Bosco scrive a Petrina +<i>senza il giornale</i> (<i>L’Isola</i>, da me diretta) il <i>movimento +operajo è ammazzato</i>... E da tali elementi si argomenta +che la propaganda socialista ha false apparenze!</p> + +<div class="sidenote">UN DIALOGO ... ISTRUTTIVO</div> + +<p>Non basta, non basta! Ecco un dialogo istruttivo +all’udienza del 28 Aprile:</p> + +<p><i>Difensore Piccoli</i>: Da che cosa arguisce il teste, +che il <i>Fascio</i> di Piana dei Greci fosse così terribilmente +provocatore?</p> + +<p><i>Zumma, Delegato di P. S.</i>: Dalla compattezza dei +soci, i <i>quali si fecero crescere tutti i baffi in seguito +ad ordine del Barbato, il quale disse che sarebbero stati<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span> +espulsi dal Fascio quelli che non avrebbero portato i +baffi</i>...</p> + +<p>Il resoconto nota, che quando venne denunziato +questo terribile indizio dei <i>baffi</i> il pubblico scoppiò +in ilarità. Si rideva; ma con siffatti elementi si tolsero +la libertà e i diritti civili a tanta generosa ed +intelligente gioventù.</p> + +<p>Ed ora viene il meglio. Un Marzullo, ispettore di +P. S. in Palermo afferma che gl’imputati accordavano +<i>largizioni, sussidî, assegni</i> a coloro, che lavoravano +per la causa comune. Un Delegato, il Gallegra, +riferisce che si è fatta una propaganda contro +la monarchia e che i collettivisti avevano <span class="ss"><b>predicato +la divisione della proprietà</b></span>.<a name="FNanchor_70_70" id="FNanchor_70_70"></a><a href="#Footnote_70_70" class="fnanchor">[70]</a> Un terzo ispettore, +il Castellini, riconosce che il vero scopo del <i>Comitato +dei Fasci</i> non fu mai il miglioramento morale +e materiale dei lavoratori, ma il <i>solo proprio tornaconto</i>; +che promettevano ai gonzi la divisione dei +beni e che intanto <i>fanaticando</i> le masse ignoranti e +spillando denari se la godevano da signori... De Felice, +Bosco, Barbato e Verro, nulla tenenti, spendevano +e spandevano come <i>grandi signori in pranzi e +bagordi senza sapersi ove trovavano il denaro</i>....</p> + +<div class="sidenote">BRAVI FUNZIONARII</div> + +<p>Tutto ciò si legge testualmente nei rapporti di +questi <i>bravi</i> funzionari, che devono applicare le leggi +antianarchiche; e tutto ciò porta la stigmata della +viltà, perchè venne scritto il 26 e 27 gennaio, quando +lo stato di assedio era in vigore, quando gl’imputati +erano in carcere; e venne scritto per uso e consumo +della magistratura inquirente, che voleva del<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span> +buono in mano per mandare in galera i socialisti. +Ci fu un eroe, però, che non aspettò lo stato di +assedio per denunziare i pericolosi sobillatori e le +più pericolose cospirazioni: è il delegato di Bisacquino. +Ecco il rapporto dell’ottimo signor Morandi, +mandato in ottobre al suo superiore, il sottoprefetto +di Corleone, in tutta la peregrinità del suo stile:</p> + +<div class="sidenote">IL TRATTATO DI BISACQUINO</div> + +<div class="blockquot"><p>«Notizie sulla cospirazione del Comitato centrale esistente +in Palermo, inspirata dai componenti di esso, da notizie partecipate +da un gregario fin dall’ottobre 1893.</p> + +<p>«1. La congiura che ha la sua manifestazione a mezzo dei +Fasci dei lavoratori socialisti ha per obiettivo una azione +politica, protetta e promossa dalla Francia e dalla Russia, +che hanno di mira lo smembramento della Sicilia dal resto +d’Italia;</p> + +<p>«2. La Sicilia sarebbe invasa dalla Russia e tenuta da essa +come base d’operazione sopra Costantinopoli;</p> + +<p>«3. Si promette alla Sicilia un governo libero, indipendente, +senza oneri, con l’obbligo però di tenere, nei punti in +cui vorrebbe la Russia, delle guarnigioni militari;</p> + +<p>«4. Non più tardi del maggio 1894 la Francia simulerà un +passaggio delle Alpi per invadere il Piemonte, nel mentre +che la Sicilia farà l’insurrezione socialista, protetta al di fuori +dalla Francia, la cui flotta terrebbe a bada quella italiana e +quella inglese, ecc.;</p> + +<p>«5. Per aver vivo lo spirito di ribellione in Sicilia si forzeranno +i soci dei fasci allo sciopero, permodochè esasperati +dalla miseria, l’impeto della rivolta sia indomabile;</p> + +<p>«6. I Fasci di Sicilia attendono due navi di fucili a retro-carica, +munizioni e bombe cariche di dinamite;</p> + +<p>«7. Si tenterà ancora la rivoluzione dei fasci e di altri +sodalizi sovversivi delle altre regioni d’Italia, e quando il +governo cercherà di riparare per la Sicilia, la Francia tenterebbe +una spedizione per invadere Roma;</p> + +<p>«8. Tutto avrà luogo con rapidità fulminea, che in ciò le +potenze nemiche posano la maggior fiducia per completamente +riuscire.<span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span></p> + +<p>«9. Si fa assegnamento sulla non intera compattezza dell’esercito +italiano, tanto più che la bassa forza ritiensi voglia +partecipare nelle aspirazioni comuni ed unisone alla redenzione +del proletario (!);</p> + +<p>«10. Il Consiglio generale di tale congiura è composto di +varii deputati siciliani, fra i quali Colajanni, De Felice Giuffrida +ed un Granduca (?);</p> + +<p>«11. Per ora si è concertato un moto rivoluzionario da +verificarsi, o nell’atto in cui venissero sciolti i fasci, o nel +prossimo inverno, perchè i socii del fascio potessero avere +agio di approfittare coi saccheggi, e così poter campare fino +all’epoca in cui insorgesse con la Sicilia il resto dell’Italia. +Tale rivolta che precorrerebbe la generale, si limiterebbe +alla sola provincia di Palermo, essendo questa ben preparata +con armi in parti nostrane, in parte a retro-carica e a +Wetterly, e già i soci del fascio attendono in segreto alla +formazione delle cartucce;</p> + +<p>«12. Si è stabilito che la corrispondenza dei cospiratori +di tutti i fasci, venga affidata ad appositi pedoni espressamente +scelti fra i più scaltri e fidi gregari, escluso il mezzo +postale ed il telegrafo, con eccezione di quest’ultimo nei casi +impellenti, ma con la preintelligenza fra i corrispondenti di +specificare l’opposto di quello che si dovrebbe manifestare.</p></div> + +<div class="sidenote">CERTEZZA ... METAFISICA</div> + +<p>Questo rapporto è un brano di romanzo di Ponson +du Terrail? è una farsa? è una realtà terribile e +dolorosa? La ritenne cosa comica il sottoprefetto +di Corleone, che non volle mandarla all’on. Giolitti +come desiderava l’autore; e cosa lontanissima dalla +serietà la ritenne l’avvocato fiscale Viesti in una +interruzione fatta durante la mia deposizione. <i>Altri</i> +invece, vi prestò piena fede; e il suo autore quando +il 21 aprile fu richiesto in Tribunale se era sicuro +che ciò che aveva scritto corrispondesse al vero, +rispose: <i>ne ho la certezza metafisica</i>! E a domanda +analoga aggiunge imperterrito: il <i>trattato rivoluzionario +fu sottoscritto in ottobre 1893</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span></p> + +<p>Ebbene: Prefetti, Sotto-prefetti, Questori, Ispettori, +Delegati, Carabinieri—che tanto gravi accuse lanciarono—d’onde +e come ne acquistarono la <i>certezza</i> +più meno <i>metafisica</i>?</p> + +<div class="sidenote">LA SORGENTE DELLE NOTIZIE</div> + +<p>La grande sorgente delle notizie è la vaga ed +indeterminata <i>voce pubblica</i>; le esatte e <i>metafisiche</i> +informazioni vengono da misteriosi quanto comodi +<i>confidenti</i>. Qualche volta si tentò determinare meglio +chi fosse la <i>voce pubblica</i>; e il tentativo non +poteva riuscire più infelice pei suoi portavoce.</p> + +<p>Viene un ricco proprietario di Palermo, il Barone +Valdaura, chiamato dall’accusa e dichiara di +saper nulla di nulla, meravigliandosi di vedersi citato. +Un delegato Zummo riassume la <i>voce pubblica</i> +di Piana dei Greci nel D. Carnesi, ma questi quantunque +nemico personale di Barbato, interrogato, +risponde che nulla disse mai <i>direttamente</i> al Delegato, +che avrà saputo qualche cosa dai discorsi che +correvano.</p> + +<p>La <i>voce pubblica</i> afferma che Petrina in un dato +giorno si trovava in Palermo a cospirare col Comitato +dei <i>Fasci</i>, ma il signor Restivo viene a deporre, +che proprio in quel giorno il Petrina stava +nel suo ufficio di <i>Procuratore del Re</i> in Messina, per +cose che interessavano la giustizia, e si può non +credere ora alla ubiquità di Sant’Antonio? Nè sono +le sole autorità governative a trincerarsi dietro la +inviolabilità del segreto di ufficio; l’espediente per +fare accettare come oro di coppella le proprie invenzioni +è comodissimo e vi ricorrono anche i privati. +Migliore, sindaco di Belmonte Mezzagno, ne +dice tante e così grosse a carico degli imputati, +negandosi a fare i nomi dei <i>confidenti</i> dai quali le<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span> +aveva apprese, che il Tribunale si vede costretto +per salvare la decenza, ad incriminarlo. Un Vernaci +di Parco assicura in nome della <i>voce pubblica</i> che +il <i>Fascio</i> locale aspettava comunicazioni per discendere +armato a Palermo; ma incalzato dalla difesa +a dare migliori prove dell’asserto conclude: <i>Ma..... +non so..... l’ho inteso a dire..... Però non mi risulta +affatto.....</i></p> + +<div class="sidenote">BEL MODO DI MANDARE IN GALERA I GALANTUOMINI</div> + +<p>«Bel modo di mandare in galera i galantuomini!» +esclama dalla gabbia il povero Nicola Petrina fremendo +al pensiero che nella terza Italia si fosse +tornati ai tempi della onnipotenza delle delazioni +segrete.</p> + +<p>Se la <i>voce pubblica</i> e i <i>confidenti</i>—risulta dal dibattimento—non +sono che la espressione genuina +della menzogna viene invece dimostrato a luce +meridiana la provocazione poliziesca, la corruzione +e la falsità di molti e gravi testimoni dell’accusa.</p> + +<p>Premetto che tali arti nefande dei peggiori +tempi del dispotismo non furono messe in opera +soltanto nel processo De Felice. Un delegato di +Pubblica sicurezza si traveste da detenuto per carpire +rivelazioni a Molinari in carcere.</p> + +<p>Un Macciscali, nel processo pei tumulti di Salemi, +fu corrotto con promesse di denaro e d’impunità +per fare false testimonianze. Parecchi testimoni +risultarono mendaci e reticenti nel processo pei +fatti di Valguarnera e furono corrotti per fare condannare +i cittadini egregi, che militavano nella opposizione +municipale.</p> + +<p>Ma tutto ciò che negli altri processi fu incidente, +nel <i>processo mostruoso</i> divenne sistema. E il +punto di partenza del medesimo è tipico: il Questore<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span> +Lucchese chiama Bosco nel suo gabinetto e +gli dice: <i>ma non sentite dolore di tanti eccidî? Se +ne sentite affrettate la convocazione del Comitato Centrale +dei</i> <span class="smcap">Fasci</span>, <i>riunitevi, portate una parola di calma!</i></p> + +<p>Bosco, l’ingenuo! si commove e affretta la riunione, +quantunque un telegramma del corrispondente +del <i>Siciliano</i> da Roma, avvisasse dei pericoli; e il Comitato +mandò quella sola parola di calma che poteva +mandare.</p> + +<div class="sidenote">UNA RIUNIONE DESIDERATA DAL QUESTORE</div> + +<p>Ebbene nella riunione affrettata, <i>voluta</i> e <i>consigliata</i> +dal questore di Palermo, si trova uno degli +indizî più forti delle intenzioni criminose degli imputati! +Nè si dica che il crimine fu trovato nelle +parole del manifesto.</p> + +<p>No! Lo esclude la magistratura, che mandò assolti +Leone e De Luca, che lo avevano sottoscritto.</p> + +<div class="sidenote">LE CREAZIONI DELLA POLIZIA</div> + +<p>Passo sopra alle dinamite, col <i>bollo anarchico</i> e +di provenienza <i>costituzionale</i>, che la questura scovò +a Catania<a name="FNanchor_71_71" id="FNanchor_71_71"></a><a href="#Footnote_71_71" class="fnanchor">[71]</a> e vengo alla <i>creazione</i> di lettere e di +telegrammi che dovevano, nella intenzione degli +autori, nuocere agli imputati. A carico di De Luca, +e dopo la sua liberazione, si <i>creano</i> lettere di indubitabile +altissima origine portanti la intestazione: +<i>Comitato rivoluzionario</i> e firmate <i>tout bonnement</i>: «Francesco<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span> +De Luca». Ma il tranello è così volgare ed +evidente che il De Luca dopo essere stato arrestato +per la seconda volta, col lusso di un Maggiore dei +Carabinieri mandato a posta da Palermo a Girgenti, +viene subito rimesso in libertà.</p> + +<p>La lettera di presentazione al direttore del <i>Vero +Guelfo</i> di Napoli non fu ritenuta sufficiente a provare +l’alleanza dei socialisti coi clericali; allora +si crea una lettera dei clericali.... di Venezia, che +la dirigono a De Felice in... carcere e nella quale +il tema discusso è la rivoluzione; e di rivoluzione +e di <i>sbarchi</i> parla un telegramma anonimo da Palermo +inviato all’on. Cavallotti e che l’occhio vigile +del Generale Morra di Lavriano lascia allegramente +passare mentre sequestra il discorso del Procuratore +generale e i telegrammi commerciali con linguaggio +convenzionale.</p> + +<p>Di testimoni mendaci, reticenti, interessati a mentire +a danno degli imputati si sa qualche cosa; di +più se ne saprà del caso della <a name="tn366" id="tn366"></a><span class="correction">Baronessa</span> di Valguarnera, +che a dire il falso se non fu indotta dalle promesse +del delegato Munizio, vi fu certo dalla speranza di +salvare dalla prigione il marito fratello al Cottonaro. +Il Polizzi, della stessa Valguarnera, narra una +circostanza a carico di De Felice in quattro modi +diversi e <i>non sa dire mai la verità, neppure per isbaglio!</i> +come disse il Presidente del Tribunale di Guerra.</p> + +<div class="sidenote">PICO E LAGANÀ</div> + +<p>E vengo alla storia edificante di Pico e di Laganà.</p> + +<p>Pico è un disgraziato studente di Francofonte. Lo +arrestano, lo intimidiscono, lo seducono promettendogli +la libertà immediata se si fa accusatore dei +suoi amici. Pico, come suggestionato, cede e la sua +deposizione diviene il perno dell’accusa. È Pico che<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span> +scrive a suo padre, <i>mentre era trattenuto in questura</i>: +«Ho conferito col signor Questore; <i>è una +persona oltremodo cortese e gentile. Egli mi ha promesso +che domani verso le 10 probabilmente sarò fuori +e in libertà. Intanto ha fatto sì che io sia trattato +bene</i>, ecc., ecc.»</p> + +<p>Le <i>promesse</i> sono invenzioni di Pico, anche colla +buona intenzione di tranquillare la famiglia? No; +esse portano il bollo morale della questura: Lucchese +confessò innanzi al Tribunale, che lesse la +cartolina prima di spedirla. E Pico, contro i regolamenti, +in prigione viene chiamato col falso nome +di Araldi. Ma Pico si ravvede, si pente dell’infamia +commessa resta in prigione e si guadagna una +condanna, che può valere a riabilitarlo.</p> + +<p>Giorgio Laganà, è un povero sarto di Napoli, +pochi giorni prima della proclamazione dello stato +di assedio va a Palermo a nome degli amici del +Continente per mettersi di accordo coi siciliani per +la rivoluzione. Non c’erano accordi di sorta alcuna +da prendere e tornato a Napoli, dopo l’arresto di +De Felice e Compagni, viene ghermito della polizia, +che lo induce a nuove delazioni contro il Comitato +centrale dei <i>Fasci</i>. E Laganà accetta; e Laganà +piangendo fa la storia della propria delazione innanzi +al Tribunale di Napoli il 12 marzo 1894: «i +delegati, che lo arrestarono, egli narra, mentre +aveva <i>fame e freddo</i> lo rifocillarono, lo sedussero +promisero e dettero soccorsi alle sue figliuole, che +avevano più <i>fame</i> di lui!» E basta con queste +menzogne, con queste insinuazioni, con questo fango...</p> + +<p>La sorgente delle accuse contro gl’imputati del +processo mostruoso era impura; ma i rivoli che furono<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[368]</a></span> +raccolti nell’atto di accusa della Camera di +Consiglio del Tribunale penale di Palermo prima e +poscia nella requisitoria dell’avvocato Fiscale presso +il Tribunale militare—che ne fu la copia, giacchè +l’avvocato Fiscale dichiarò che non avrebbe tenuto +conto delle risultanze del dibattimento orale bastandogli +il processo scritto.—vennero maggiormente +intorbidati e inquinati da uno spirito più che farisaico, +loiolesco.</p> + +<div class="sidenote">TUTTO, PURCHÈ CONTRO GLI IMPUTATI</div> + +<p>L’on. De Felice, forse per sentimento cavalleresco +o per abilità, attribuì all’atto di accusa e alla requisitoria, +che ne fu la parafrasi, dei meriti che non +ha; può essere un laberinto all’interno, come egli +la qualificò, ma non è certo un magnifico edificio +all’esterno. L’una e l’altra, e con esse la sentenza +furono vuote, fiacche, sconnesse. La logica adoperata +avrà potuto essere efficace per convincere i +militari, che nè la logica nè il diritto hanno <a name="tn368" id="tn368"></a><span class="correction">studiato</span>; +avrebbe fatto sorridere qualunque giurista, +qualunque pensatore uso a ragionare sui dati di +fatto e ad indurre dai medesimi. Con sì strana logica +si generalizza da un singolo caso, si esagerano +i fatti reali, degli stessi fatti reali si sconvolge +l’ordine di successione, si stacca una frase da un +discorso e da una lettera alterandone, mutandone +il significato, si induce da una ipotesi, si asserisce +gratuitamente, si mutila, si contorce, si adultera +ogni pensiero e s’interpreta capricciosamente ogni +fatto purchè si possa rivolgere contro gl’imputati.</p> + +<p>Per esempio, il solo Cassisa scrive a Montalto +chiamando il duca degli Abbruzzi un <i>farabutto savojardo</i>? +E nell’ordinanza si afferma che <i>non ci fu<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[369]</a></span> +mai</i> inaugurazione di <i>Fasci</i> senza un discorso violento +contro i farabutti di Casa Savoia. Nella sola +Valguarnera vi furono rapine? Le rapine, per aggravare +le tinte, si dicono avvenute dovunque ci +furono tumulti.</p> + +<p>A Gibellina si uccide il pretore, a Pietraperzia +si devasta? Si dimentica di ricordare che l’uccisione +e la devastazione <i>seguono</i> al massacro dei +contadini e che rappresentano, perciò, la esplosione +di una indignazione se non giusta, certo spiegabile.</p> + +<p>Si trova uno scritto di De Felice in cui si parla +di regicidio? Si tace di tutto il resto dello scritto, +ch’erano gli appunti per un discorso sulla rivoluzione +francese, e si afferma che il deputato di Catania +professa ed approva il regicidio. E questa abile +ma disonesta tattica si eleva a sistema, presentando, +tra le migliaia di lettere sequestrate agli imputati, +solo quelle, che potevano loro riuscire nocive +e sopprimendo le altre che avrebbero potuto +costituire la loro difesa.</p> + +<p>Ancora. I socialisti si riuniscono a banchetto all’Acquasanta, +e la polizia illegittimamente vuole intervenirvi +provocando.</p> + +<p>Petrina, ironicamente, parla da commendatore alla +Tanlongo in senso monarchico; e la polizia induce +che se mutossi discorso è segno che il soggetto della +discussione precedente era criminoso. Cipriani risponde +a De Felice questo e quest’altro? e il pubblico +accusatore induce che De Felice <i>avrà dovuto</i> scrivergli +in questo o quell’altro senso.</p> + +<div class="sidenote">ASSERZIONI E DEDUZIONI GRATUITE</div> + +<p>Le gratuite asserzioni poi abbondano. Si afferma, +senza un solo minimo elemento di dimostrazione,<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[370]</a></span> +che nel Comitato interprovinciale dei Fasci c’era +un misterioso sotto-comitato di azione, più misterioso +del Consiglio dei Dieci. Il popolo grida: <i>Viva +il Re! Abbasso le tasse!</i> e il pubblico accusatore +asserisce che quei gridi erano una lustra, e che in +fondo si voleva e si preparava una rivoluzione politica +generale. E così di seguito.</p> + +<div class="sidenote">UNA CIRCOSTANZA CAPITALE</div> + +<p>L’ordinanza, la requisitoria, la sentenza talora si +contraddicono, e che, nell’insieme, l’orditura dell’accusa +sia stata sfasciata, distrutta vittoriosamente dal +dibattimento pubblico, risulta all’evidenza da questa +circostanza capitale: l’avvocato fiscale sentì il bisogno +di dichiarare che non intendeva avvalersi +delle risultanze del dibattimento e che gli bastavano +quelle del processo scritto. È enorme, ma... naturale! +Il processo scritto gli <i>bastava</i>, perchè il processo +orale aveva annientato il primo; ma al processo +orale, abbandonati i metodi da Sant’Uffizio, si accorda +oggi la preminenza per unanime consenso +dei giuristi, non escluso Francesco Crispi, e col +processo orale, l’on. De Felice con logica stringentissima +fece l’auto-demolizione dell’accusa.</p> + +<p>La demolizione già apparve evidente assai prima +che il dibattimento fosse terminato; e quindi l’avvocato +fiscale Soddu-Millo, forse convinto di non +potere sostenere l’accusa e non essendogli lasciata +la libertà di ritirarla—così è lecito supporre—a +mezzo processo, aiutato da un lieve incomodo, si +dette per ammalato e si fece sostenere dal Cireneo... +Viesti. Onde il De Felice, con ammirabile ironia, +«manda un saluto al Cav. Soddu-Millo, <i>che ebbe +la rara fortuna di ammalarsi in tempo</i>!...»</p> + +<p>La inconsistenza e la irragionevolezza della ordinanza,<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[371]</a></span> +della requisitoria e della sentenza risultano +meglio collo esame critico delle principali accuse, +cui furono fatti segno i <i>Fasci</i> e il Comitato Centrale.</p> + +<div class="sidenote">L’AVV. FISCALE E LE CALUNNIE DELLA POLIZIA</div> + +<p>L’avvocato fiscale facendo sue le calunnie della +polizia volle disonorare la massa dei <i>Fasci</i> mettendo +in luce la preponderanza numerica, che vi avevano +i delinquenti. Non accettò la proporzione del Commendatore +Lucchese, che poteva essere denunziata +soltanto da un ignorante qual’è il questore di Palermo; +ma fece della statistica giudiziaria e portò i +delinquenti dei sodalizî odiati a 1645.</p> + +<p>Il De Felice abilmente accettò la cifra, la mise +in rapporto con l’altra ammessa dall’accusa del numero +dei socî dei <i>Fasci</i>, e facendo le proporzioni coi +<i>deplorati</i> della Camera dei Deputati, indusse che tra +i lavoratori la moralità era quindici volte maggiore, +che tra i deputati. E il confronto sarebbe riuscito +più concludente in favore dei <i>Fasci</i> se posto tra +questi e i commendatori e cavalieri del regno d’Italia; +con questa differenza che i delinquenti operai +per piccoli reati vanno in galera; i commendatori +delinquenti vanno fino in Senato.</p> + +<p>L’esame delle statistiche giudiziarie, del resto, che +ho intrapreso per alcune località della Sicilia, quando +seppi delle stolte asserzioni del Prefetto De Rosa, +mi convinsero che durante il 1893 nelle provincie +dove erano numerosi i <i>Fasci</i>, o non vi fu aumento +della criminalità o non superò quello del resto d’Italia, +dovuto alle generali cause sociali.</p> + +<p>A Corleone, poi, secondo l’avv. Riolo, la costituzione +del <i>Fascio</i> fece diminuire la delinquenza; e +così avvenne in altri luoghi.</p> + +<p>Da questa accusa generica e che riguardava la<span class="pagenum"><a name="Page_372" id="Page_372">[372]</a></span> +collettività passiamo a quella speciale, che si fece +pesare sui membri del Comitato Centrale: l’accusa +di <i>alto tradimento</i> fondata sull’oro straniero—leggi, +<i>francese</i>—e sulla cessione di una parte del territorio +a ipotetici futuri nemici del regno.</p> + +<div class="sidenote">L’ORO STRANIERO</div> + +<p>Si rise della cessione di un porto della Sicilia +alla Russia, stipulata nel trattato di... Bisacquino; +e della cessione della Sicilia... all’Inghilterra; ma +l’Italia tutta si indignò contro il Deputato di Catania +e i suoi complici, che si erano lasciati corrompere +dall’<i>oro straniero</i>. Questa calunnia fa capolino in +numerosi rapporti della polizia e nelle testimonianze +dei più alti accusatori.</p> + +<p>Il Prefetto De Rosa, accettando per Vangelo le +sciocchezze dei carabinieri di Acquaviva, fa dire a +Bosco che denari non ne mancavano, perchè ne +venivano dalla Francia, dalla Germania, ecc. Si +afferma che Bosco e De Felice lasciarono somme a +Balestrate e a Monreale; che una amica di Barbato, +aveva accennato a soccorsi francesi; che +fossero stati pagati i viaggi di Cottonaro da Valguarnera... +Al questore Lucchese risulta che i fondi +vengono dall’estero, specialmente dal partito socialista +germanico; all’ispettore Marzullo consta che i +membri del Comitato erano sovvenuti <i>largamente</i> +da mano ignota. Di grosse somme venute dall’estero +parla l’ispettore Gallegra; e supera tutti l’ispettore +Castellini, che precisa che il denaro col quale Bosco, +Barbato e C.i se la scialavano in <i>pranzi e bagordi</i> +veniva dalle 32000 lire che De Felice portò dal suo +convegno col Cipriani a Marsiglia.</p> + +<div class="sidenote">GLI ACCUSATI SONO NELLA MISERIA</div> + +<p>Che cosa rimase di tali turpissime accuse? Nulla: +documenti e testimonianze irrefragabili distrussero<span class="pagenum"><a name="Page_373" id="Page_373">[373]</a></span> +la indegna calunnia. Comincio dai piccoli. Consta +a me che Cottonaro da Valguarnera era tanto fornito +di mezzi, che viaggiava a piedi e mangiava +per carità altrui.</p> + +<p>Il lusso di Bosco fece ridere tutta Palermo. Lo +stesso Bosco in data 11 novembre 1893 scrive a +Montalto in Trapani: «Di <i>mezzi</i> noi ne abbiamo +<i>meno di te</i>; perchè, eccettuato Baucina che paga +<i>solamente</i> le passività del giornale, tutti gli altri +sono socialisti da burla. Il solo Tasca diede 500 +lire per la cassa centrale e 100 per gli arrestati. +La cassa centrale serve per le spese di posta e +di telegrammi, non indifferenti dati i momenti che +attraversiamo.»</p> + +<p>Egli vendette alcuni vestiti per potere scappare!</p> + +<p>Quanti ne avesse il Montalto si rileva da sue +lettere da Palermo a Curatolo. Il 27 maggio 1893 +gli scrive:</p> + +<p>«Andrò al Congresso di Reggio Emilia <i>ricorrendo +per denaro agli amici</i>, naturalmente a titolo di prestito.»</p> + +<p>E in data del 25 gli aveva scritto: «... le cambiali +fatte per sostenere il giornale <i>Il Mare</i> scadono +e <i>non so come far fronte</i>....»</p> + +<p>Ci saranno almeno le 32000 lire date da Cipriani +a De Felice. Sì! Cipriani ne aveva tanti quattrini +da dare agli altri, che ne chiede a Bensi, il quale gli +manda lire 60, sequestrate dalla polizia; ne aveva +tanti che domanda <i>cento</i> lire a De Felice.... per +venire in Sicilia!</p> + +<p>Della calunnia non rimane traccia alcuna; rimane +invece assodata questa dolorosa verità: gli accusati +sono nella miseria e nella più squallida miseria<span class="pagenum"><a name="Page_374" id="Page_374">[374]</a></span> +rimasero le loro famiglie. La calunnia era tanto +ignobile, che quando Bosco, accompagnato da un +suo amico va a protestare presso il Questore Lucchese +contro la voce dell’<i>oro straniero</i>, specialmente +<i>francese</i>, che gli agenti spargevano e che la stampa +raccoglieva, il questore ipocrita lo rassicura. L’accusa +infine, era tanto falsa, che l’Avvocato fiscale +nella sua requisitoria la ritirò, per non coprire di +ridicolo sè stesso. Ma la calunnia aveva circolato +liberamente per sei lunghi mesi ed aveva fatto la +sua opera!</p> + +<div class="sidenote">LA COSPIRAZIONE</div> + +<p>Se l’accusa battè in ritirata su questo punto, insistette +maggiormente nella imputazione di cospirazione +politica per alcuni e di eccitamento alla +guerra civile per tutti; precisamente i reati pei quali +furono condannati i socialisti del processo mostruoso.</p> + +<p>Furono condannati sì; ma contro ogni norma di +diritto e contro tutte le risultanze di fatto.<a name="FNanchor_72_72" id="FNanchor_72_72"></a><a href="#Footnote_72_72" class="fnanchor">[72]</a></p> + +<p>Anzitutto perchè ci sia la cospirazione, secondo +il Codice penale, occorre il concerto stabilito e conchiuso, +l’unicità dello scopo, la risoluzione di agire +al fine di far sorgere in armi gli abitanti contro i +poteri dello Stato e i mezzi idonei per raggiungere +lo scopo. Tutto ciò, naturalmente, viene ammesso +dall’ordinanza, dalla requisitoria della sentenza.</p> + +<p>Esistevano, risultarono del processo questi estremi, +che costituiscono la cospirazione? No!</p> + +<p>L’esame dei documenti, che l’accusa ritenne decisamente<span class="pagenum"><a name="Page_375" id="Page_375">[375]</a></span> +compromettenti, esclude il <i>concerto stabilito +e conchiuso</i>; e questi documenti vengono rappresentati +dalle lettere di Cipriani e di De Felice +e dal famoso cifrario.</p> + +<p>Cipriani scrive a De Felice: «Se mai <i>farai o tenterai</i> +qualche cosa, spero penserai a me.» Avrebbe +potuto scrivere ciò se fosse stato a parte di una cospirazione +e se cospirazione vi fosse stata?</p> + +<p>Cipriani continua: «<i>Dimmi qualche cosa.</i>» Dunque +egli non sa nulla! Cipriani gli annunzia «che +sta <i>sulle spine e che ha bisogno più di frenare se stesso</i>, +anzichè di frenare gli altri.» Non è evidente che +De Felice lo aveva pregato di <i>frenare</i> gli altri?</p> + +<p>C’è di più. Cipriani domanda a De Felice: «<i>Perchè +non scrivi?</i> Eppure se <i>i giornali non mentiscono</i> +vi sarebbe di che.» Non prova questo che il più +temuto fautore della cospirazione apprende le notizie +dai giornali piuttosto che dal complice?</p> + +<p>La premura, la diligenza di un altro complice, +viene luminosamente dimostrata da questo altro +brano di una lettera dello stesso Cipriani a De Felice:</p> + +<p>«Scrissi a Bosco e non si è <i>neanche degnato di +rispondermi</i>. Poverino!» E questa lettera porta la +data del 1º gennaio, cioè della vigilia della rivoluzione!</p> + +<div class="sidenote">ACCORDO SINGOLARISSIMO</div> + +<p>Quando si pensa alla importanza assegnata dal +processo al Cipriani non si può fare a meno di sorridere +pensando all’accordo singolarissimo, che esisteva +tra questi non meno singolari cospiratori! +Quanto poi i tumulti di Sicilia fossero la conseguenza +della coordinata direzione dei cospiratori<span class="pagenum"><a name="Page_376" id="Page_376">[376]</a></span> +con non minore evidenza emerge da ciò che il De +Felice scrive a una sua amica:</p> + +<p>«<i>Giungono notizie di gravi disordini dalla provincia.</i>» +Dunque quei disordini erano per lui cosa +nuova; e lo erano ancora il 1º gennaio, quando +gliene scrive, provando che non erano stati da lui +preparati.</p> + +<p>Questo il contenuto dei più terribili documenti +dell’accusa: si pensi cosa erano gli altri!</p> + +<div class="sidenote">IL CIFRARIO DI DE FELICE</div> + +<p>Uno ce n’è, però, che mostra le ree intenzioni di +De Felice: il cifrario. Sia: De Felice lo compilò +per servirsene a fini criminosi. Ma oltre <i>l’intenzione</i>, +che non è punibile se rimane esclusivamente tale +senza un principio di esecuzione, c’è un dato che +può giovare all’accusa? Se ne servì mai il suo autore? +Mai. Ne fu trovata copia corrispondente presso +altri complici? Nessuna. Fu adoperato pei casi di +Sicilia? Neppure: De Felice lo lascia a Roma, dove +viene sequestrato, dopo ch’era stato arrestato a Palermo.</p> + +<p>Se il concerto sfuma, non possono restare <i>i mezzi +idonei</i> per raggiungere i fini della cospirazione.</p> + +<p>Quali sono <i>i mezzi idonei e determinati</i>? Le armi +e il denaro.</p> + +<p>Che siano indispensabili <i>i mezzi idonei e determinati</i> +risulta dai precedenti giudiziari. Il giurì di Bologna +nel 1874 assolse Costa e gl’internazionalisti +pei moti d’Imola e di Persiceto, perchè fu riconosciuta +la inidoneità dei mezzi. Il giurì è di manica +larga? Ma il suo responso venne corroborato dalla +sentenza della Corte di appello di Trani (18 marzo +1875) relativa ai moti del Barese. Dunque secondo +il Codice e secondo la giurisprudenza perchè il<span class="pagenum"><a name="Page_377" id="Page_377">[377]</a></span> +reato di cospirazione ci sia occorrono i mezzi idonei: +armi e denaro.</p> + +<div class="sidenote">LE ARMI!</div> + +<p>In quanto alle armi, nel nostro caso, le hanno +cercate dapertutto e non le hanno mai e in nessun +luogo trovate. Il questore Lucchese in un rapporto +del 16 dicembre scrive:</p> + +<p>«<i>Il mio studio è rivolto a scovrire dove trovasi un +deposito di armi e di materie esplodenti.</i>» Ebbene egli +<i>studia</i> ancora e non ha ancora trovato il deposito.</p> + +<p>Sappiamo che non è stata più fortunata la polizia +nella ricerca del denaro: ha cercato l’<i>oro francese</i>, +e non ha trovato che la miseria grande onesta +dei cospiratori.</p> + +<p>E in quanto a questi mezzi idonei e determinati—alle +armi e al denaro—la situazione viene brillantemente +riassunta da una lettera di Cipriani nella +quale egli dice: «<i>Siamo senza un fucile, senza un +centesimo!</i>»</p> + +<p>Qualche cosa, però, trovarono gli agenti della +polizia, i magistrati, l’avvocato fiscale, i giudici del +tribunale militare: un delegato trova certi pericolosi +bastoni bianchi, un altro le <i>coccarde</i> dei socî dei +<i>Fasci</i>; quello di Monreale trova l’<i>acqua calda</i>; l’eroe +di Bisacquino scopre un <i>vetterly</i>; il comodo e misterioso +signor Peter promette armi a De Felice.... +già in carcere; l’avvocato fiscale vede i mezzi <i>nella +organizzazione dei lavoratori</i>.</p> + +<p>Contro i battaglioni serrati e contro i cannoni +dovevano riuscire efficacissimi tali <i>mezzi idonei e +determinati</i>; Turpin per distruggere gli eserciti non +potrebbe inventarne di più terribili.</p> + +<div class="sidenote">TRIBUNALE SAPIENTE</div> + +<p>Non se ne accontentò che in parte il sapiente<span class="pagenum"><a name="Page_378" id="Page_378">[378]</a></span> +Tribunale di guerra—che in fatto di efficacia dei +mezzi distruttivi se ne doveva intendere—e sentenziò: +«è vana la ricerca delle armi, inutile il provare +la mancanza di depositi di armi, vana la +ricerca della maggiore o minore vendita di esse, +<i>perchè le risoluzioni si fanno anche senza armi, +come s’è visto nei tumulti nei quali combatterono con +bastoni e con sassi</i>.»</p> + +<p>Combatterono!</p> + +<p>Il Tribunale non poteva mostrarsi più <i>sapiente</i> +nelle storiche e politiche discipline confondendo i +<i>tumulti</i> con le <i>rivoluzioni</i>; inchiniamoci riverenti innanzi +a lui e procediamo oltre.</p> + +<p>E procediamo oltre concedendo ciò che in verun +modo è dimostrato: concediamo che ci sia stata la +cospirazione con tutti i suoi estremi: concerto, unità +d’intenti, mezzi idonei e determinati per conseguirli. +Anche in questo caso nè il processo era giustificabile, +nè la condanna era conforme a giustizia secondo +i Codici.</p> + +<p>Un’alinea dell’art. 134 del Codice Penale stabilisce: +«<i>va esente da pene chi receda dalla cospirazione politica +prima che si cominci l’esecuzione del delitto e +prima che sia iniziato il procedimento.</i>»</p> + +<div class="sidenote">IL RECESSO DALLA COSPIRAZIONE</div> + +<p>Ora dato che cospirazione ci fosse stata, l’esecuzione +non era cominciata per confessione stessa del +magistrato ordinario che istruì, e del Tribunale militare +che giudicò, poichè non venne imputato agli +accasati alcuno degli attentati politici previsti dagli +articoli 104, 117, 118, 120 e 128 del Codice penale +e vi fu il <i>recesso</i> prima che fosse iniziato il procedimento, +col manifesto del 3 gennaio.</p> + +<p>L’ordinanza della Camera di Consiglio che sentiva<span class="pagenum"><a name="Page_379" id="Page_379">[379]</a></span> +di non potere rinviare i socialisti innanzi il +Tribunale militare non considera il manifesto come +un <i>recesso</i>, ma lo chiama un’<i>abile ritirata</i> e ne adultera +il significato considerandolo come un <i>recesso +dall’attentato, giammai dalla cospirazione</i>, tanto più +che gli accusati <i>sono rimasti più affratellati che prima</i>.</p> + +<p>E che cosa significa recesso <i>dall’attentato</i> se di <i>attentato</i> +non furono mai accusati gl’imputati? E perchè +non smettere ogni ipocrisia dichiarando con franchezza +che lo <i>affratellamento</i> equivale a <i>cospirazione</i>? +Tali loiolesche distinzioni non possono che disonorare +sempre più una magistratura, che ha perduto +ogni prestigio e che è venuta meno alla sua funzione, +non sapendo che <i>rendere servigi</i> al governo. +Il compianto Eula oramai, si affretterebbe sdegnato +ad uscirne.</p> + +<p>E non si può che disprezzare di più questa magistratura +che il <i>recesso dalla cospirazione</i> tramuta +capricciosamente in recesso <i>dall’attentato</i> e che il +contorcimento illegittimo aggrava colla menzogna, +perchè insinua con volgare indeterminatezza di frasi +e di pensiero che il manifesto, l’<i>abile ritirata</i>, sia +stata suggerita dalle energiche misure del governo, +dallo Stato di assedio e dall’arrivo delle forze militari.</p> + +<p>No, o illustri Iaghi della magistratura: la vostra +rimane una menzogna.</p> + +<p>Il manifesto precedette la proclamazione dello +Stato di assedio e lo sappiamo dalle spie del governo, +che ci dissero dell’animata discussione tra +De Felice, che voleva favorire il movimento e gli +altri membri del Comitato, che volevano e riuscirono +a fare accettare al primo il consiglio della<span class="pagenum"><a name="Page_380" id="Page_380">[380]</a></span> +calma; il manifesto non potè essere imposto dal +timore dell’arrivo delle forze militari, perchè queste +non furono in Sicilia che verso la metà di gennaio, +quando già gli accusati erano in prigione da parecchi +giorni, sotto processo e predestinati alla +condanna.</p> + +<p>Rimanga dunque a voi tutta l’onta dell’opera +vostra o magistrati degni di una istituzione che +muore!</p> + +<p>Non contenta del contorcimento tormentoso del +significato dei fatti, per farli entrare nelle maglie +del Codice penale; non contenta del mendacio per +togliere ad essi il valore, che non osano negare; +la magistratura di Palermo completò l’opera sua +colla manifesta contraddizione nelle accuse. Temendo +che la preda potesse sfuggirle pel capo della <i>cospirazione</i>, +le imputa anche lo <i>eccitamento della guerra +civile</i>.</p> + +<p>L’accusa contemporaneamente portata su di alcune +delle vittime designate non la esamino dal +lato giuridico, poichè qui è evidente che se c’era +<i>cospirazione politica</i> non ci potea essere <i>eccitamento +alla guerra civile</i>: un reato esclude l’altro; ma passando +sopra alla contraddizione in cui incorsero e +istruttoria, e requisitoria e sentenza che tra i due +reati contraddicentesi videro un nesso come tra +causa ed effetto, bisogna dimostrare che di <i>eccitamento +alla guerra civile</i>, da per sè solo, non erano +colpevoli gli accusati.</p> + +<div class="sidenote">LA PAROLA RIVOLUZIONE</div> + +<p>Anzitutto, si rilevi che si volle trovare un <i>substratum</i> +per l’accusa nelle ripetute dichiarazioni in +favore della <i>rivoluzione</i> senza considerare che, dinanzi +alla filosofia della storia ed alla politica, questa<span class="pagenum"><a name="Page_381" id="Page_381">[381]</a></span> +parola ha un significato ben diverso da quello connesso +all’atto materiale, che si compie per rovesciare +un governo. Si dicono convinti rivoluzionarî tutti i +socialisti marxisti, che rifuggono dai tumulti e dalle +violenze; e tali si dicono impunemente nei discorsi, +nei giornali, nei libri. Perchè non processare tutti +coloro che rivoluzionarî in tale senso si proclamano? +E in tale senso il più grande reo in Italia fu Giuseppe +Ferrari, che scrisse sinanco la <i>Filosofia della +rivoluzione</i> e che invece di essere tradotto sullo +sgabello degli accusati, venne innalzato agli onori +del Senato, non ancora prostituito.</p> + +<div class="sidenote">BISOGNA AVER FEDE NEL PARLAMENTARISMO</div> + +<p>Nel De Felice non solo si volle colpire il <i>rivoluzionario</i>, +ma anche colui, che non ha fede nel <i>parlamentarismo</i>.</p> + +<p>Ciò fecero, perchè i giudici non frequentarono +mai Montecitorio; se lo avessero frequentato o non +avrebbero imputato a colpa del rappresentante di +Catania questa sua mancanza di fede nel parlamentarismo, +o avrebbero fatto una retata di deputati di +lui più scettici e avrebbero dovuto sopratutto fare +il processo alla memoria di Agostino Depretis.</p> + +<p>Ma De Felice non è semplicemente questo sereno +osservatore del corso degli avvenimenti, che inneggia +alla rivoluzione come complemento necessario, +fatale, di una serie di trasformazioni economiche, +politiche e morali; no, egli ha predicato la rivoluzione +materiale e immediata: lo ha <a name="tn381" id="tn381"></a><span class="correction">fatto</span> a Pedara. +Egli a Pedara ripetè i versi popolari:</p> + +<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">A rivederci maschere pagate.<br /></span> +<span class="i0">A rivederci illustri mangiapani,<br /></span> +<span class="i0"><i>A rivederci sulle barricate!</i><br /></span> +</div></div> + +<p>Oh! perchè dunque non si processa l’autore di<span class="pagenum"><a name="Page_382" id="Page_382">[382]</a></span> +questi versi incendiarî e si lascia Olindo Guerini +ai suoi studî prediletti? perchè non si processa Giosuè +Carducci che versi più pericolosi scrisse prima +che ponesse piede a Palazzo Madama? Perchè non +si allontana dall’insegnamento inteso a formare +le madri italiane, Ada Negri, che ha eccitato alla +ribellione contro il mondo borghese, <i>mondo d’oche e +di serpenti, mondo vigliacco</i>? perchè non si mandarono +e non si mandano in galera le migliaia d’italiani, +che ripeterono e ripetono le fatidiche parole +di Beppe Giusti sull’invocato <i>Dies irae</i>?</p> + +<div class="sidenote">CASO STRANO...</div> + +<p>Ma vedi caso strano: dovunque vanno i pericolosi +eccitatori, dovunque esercitano indiscutibile e forte +influenza, ivi si conserva la calma e non viene turbato +l’ordine. Dunque eccitarono alla calma! Gli eccitatori, +i sobillatori hanno pronunziato centinaia di +discorsi; ma non si trova da incriminare che quello +di Casteltermini, per cui la Camera di Consiglio del +Tribunale penale di Girgenti non trovò luogo a procedere, +e l’altro di Pedara... pei versi dello Stecchetti. +E chiunque ha parlato alle masse, improvvisando, +forse anche Rugero Bonghi—non si dica +poi se parla Francesco Crispi—raramente evita gli +scatti improvvisi, le frasi roventi, gli appelli all’azione +energica salutare, necessaria. E l’applauso caloroso, +sincero, spontaneo che accoglie le parole vibrate +dell’oratore lo eccitano, lo trascinano irresistibilmente +verso maggiore accentuazione di frasi. Solo +i magistrati italiani ignorano questi elementi notissimi +di psicologia popolare e questi fenomeni di contagio +psichico, che talora trascinano i più miti.</p> + +<p>Si svolgono numerosi i processi innanzi i Tribunali +militari e fra tanti sobillatori non se ne trovano<span class="pagenum"><a name="Page_383" id="Page_383">[383]</a></span> +che due soli socialisti, aderenti o dirigenti il moto +dei <i>Fasci</i>: l’avv. Sparti a Misilmeri, che fu assolto; +B. Verro per Lercara, che venne condannato colle +prove che furono esposte nel precedente capitolo.</p> + +<p>La connessione diretta tra lo eccitamento dei sobillatori +e i moti di Sicilia si volle maggiormente +riconoscere nell’azione di De Felice, e con una smemorataggine +sorprendente si dimenticò che il colpevole +nel periodo più agitato e dei più frequenti +tumulti, dal 20 Novembre al 28 Dicembre, non si +mosse da Roma.</p> + +<div class="sidenote">I MANIFESTI</div> + +<p>E c’è di più. Il manifesto del Comitato centrale +col quale si consiglia la calma non è atto isolato o +semplicemente palese e destinato ad ingannare le +vigili autorità politiche; no, dal processo risulta che +altri manifesti precedettero il primo e nello stesso +senso e che le lettere private sono inspirate agli +stessi sensi.</p> + +<p>L. Macchi, vice presidente del <i>Fascio</i> di Catania, +ritenuto il più fedele interprete di De Felice, in +data del 31 Dicembre, prima della riunione del Comitato, +aveva diramato questa lettera caratteristica:</p> + +<div class="blockquot"><p class="smaller"> +FASCIO DEI LAVORATORI </p> + +<p class="smaller exi">CATANIA</p> + + +<p class="data">Catania, 31 dicembre 1893.</p> +<p class="exi"><i>Egregio Compagno,</i><br /> +</p> + +<p>L’inaugurazione del <i>Magazzino Cooperativo della Scuola +Industriale</i> è stata rimandata alla seconda domenica di gennaio.</p> + +<p>Il presidente mi scrive da Palermo che egli deve fermarsi +sino a tutto il giorno 3 in quella città, in seguito ai deplorevoli +e dolorosi fatti accaduti in diversi Comuni della Sicilia.</p> + +<p>Dopo la riunione del Comitato, egli sarà qui e stabiliremo +tutto di accordo con lui.<span class="pagenum"><a name="Page_384" id="Page_384">[384]</a></span></p> + +<p>Colgo quest’occasione, intanto, per pregarvi, anche a suo +nome, avendomene egli dato speciale incarico, di consigliare +a tutti la calma più assoluta.</p> + +<p>Come vedete, sono moti dovuti alla fame ed all’influenza +dei partiti locali, non agl’ideali, e il Fascio dei lavoratori di +Catania non può che sconsigliare moti incomposti.</p> + +<p class="exi"> +<i>Compagni,</i><br /> +</p> + +<p>Siate calmi! È questo il momento di dimostrare all’Italia +che noi siamo tutt’altro che sobillatori.</p> + +<p class="data"> +Il Vice Presidente<br /> +<i>Luigi Macchi</i>.<br /> +</p></div> + +<p>E in una lettera di Cipriani a De Felice si legge: +«fa, <i>come consigli</i> nella tua lettera, di evitare scatti +inopportuni, le generali impazienze, le manifestazioni +intempestive.»</p> + +<p>Come i magistrati, l’avvocato fiscale e il Tribunale +militare che ripetutamente <i>supposero</i> ciò che +<i>aveva dovuto</i> scrivere De Felice a Cipriani, non si +accorsero—qui, che la cosa era evidente—che De +Felice aveva <i>sconsigliato</i> quegli avvenimenti di cui +si volle renderlo responsabile?</p> + +<div class="sidenote">IL MANIFESTO DEL 3 GENNAIO</div> + +<p>Da tutto ciò emerge che il manifesto del 3 gennaio +nè era un atto isolato, nè una manifestazione +pubblica intesa a mascherare macchinazioni segrete: +il consiglio alla calma rispondeva a tutto il metodo +adottato ed era stato manifestato in pubblico e nelle +lettere intime più efficaci, perchè non si vede in esse +alcun <i>arriere pensèe</i>.<a name="FNanchor_73_73" id="FNanchor_73_73"></a><a href="#Footnote_73_73" class="fnanchor">[73]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_385" id="Page_385">[385]</a></span></p> +<div class="sidenote">NON SI RAGGIUNSE L’INTENTO</div> + +<p>Per quanto sinceri e ripetuti, questi consigli alla +calma e non all’eccitamento, certo è che essi non raggiunsero +l’intento e che furono accompagnati o seguiti +dai noti tumulti. Ma si potrà renderne responsabili +coloro che li biasimarono? Ciò è semplicemente enorme; +e si troverà più enorme il fatto quando si +penserà alla minima responsabilità diretta dei <i>Fasci</i>, +dimostrata in un precedente capitolo, che fa supporre +dovere essere nulla o incalcolabile quella del +<i>Comitato centrale</i>, che poca o nessuna azione esercitava +in molti punti e su quei <i>Fasci</i> nati da recente, +male organizzati, acefali o in via di dissoluzione, +che parteciparono ai tumulti.</p> + +<p>Fosse pure stata energica ed indiscussa la influenza +esercitata dal <i>Comitato centrale</i> sui <i>Fasci</i> e sulle masse +non si può menomamente renderlo responsabile di +ciò che avvenne, perchè è noto che quando esistono +certe condizioni di animo e certe altre cause efficienti +le parole più autorevoli non vengono, non +possono venire ascoltate. Chi, come opportunamente +ricordò De Felice, più adorato di Garibaldi dai suoi +volontarî? Eppure egli impone alle sue schiere—e +chi scrive ebbe la fortuna di trovarsi vicino a lui +sulla spianata di Aspromonte e rammenta il tono imperioso +e solenne della sua voce—di <i>non far fuoco</i> +nel caso che venissero attaccati dalle truppe del +Generale Pallavicini, e non viene ubbidito. Non poteva +esserlo; perchè era umano che chi aveva il +fucile in mano lo adoperasse contro l’aggressore: +l’istinto supremo della propria conservazione lo +esigeva o spiegava la <a name="tn385" id="tn385"></a><span class="correction">disubbidienza</span> verso l’idolo dei +volontari che avevano preso per divisa: <i>o Roma o +morte</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_386" id="Page_386">[386]</a></span></p> + +<p>Uguale fatalità s’imponeva in Sicilia: i consigli +alla calma non furono ascoltati, perchè date le condizioni +<a name="tn386" id="tn386"></a><span class="correction">delle</span> masse, non potevano esserlo. C’erano +altri e più poderosi agenti di <i>sobillazione</i>, che non +permettevano fosse ascoltata la voce dei socialisti +coscienti; il grido degli affamati, degli oppressi, +dei malcontenti la copriva.</p> + +<div class="sidenote">I VERI SOBILLATORI</div> + +<p>Quali fossero le cause vere della sobillazione era +noto ai magistrati, all’avvocato fiscale, al Tribunale, +al Re, oltre che ai suoi ministri responsabili.</p> + +<p>Il Re, nel ricevere la commissione parlamentare +a Capo d’anno, aveva manifestato il suo dolore per +le sofferenze del popolo siciliano <i>sobrio, nobile, generoso</i> +derivanti dalla crisi agraria.... Il colonnello +Pittaluga, un valoroso dei <i>Mille</i>, aveva saputo discernere +tra responsabilità politica e responsabilità +giuridica dell’on. De Felice, e aveva saputo additare +le cause complesse—precipua quella economica—«che +avevano acuito la sensibilità nervosa +del popolo, rendendolo pronto all’incendio, come +il filo elettrico è pronto a ricevere la scintilla». +Gli odî e le ire dei partiti locali erano comparsi +sulla scena in modo ineccepibile nei singoli processi +e per numerose testimonianze nel <i>processo mostruoso</i>. +La sentenza che chiude mostruosamente il processo +De Felice e C.i riconosce «che le popolazioni erano +incolte, impoverite: i lavoratori rozzi, ignoranti, +abbrutiti dalla miseria.....»; questa stessa +sentenza, infine, constata «che le masse spinte +alla guerra civile <i>non avevano senso politico</i>, agognavano +il benessere, <i>tanto vero</i> che portavano i +ritratti dei sovrani ed erano tenute allo scuro +del fine ultimo dei cospiratori e <i>non si ebbe un<span class="pagenum"><a name="Page_387" id="Page_387">[387]</a></span> +solo grido, che accennasse ad abbattere i poteri dello +stato</i>».</p> + +<p>Dopo queste testimonianze, confessioni e constatazioni, +con quale logica, con quale lealtà, con quale +senso di giustizia si fece risalire la responsabilità +dei moti <i>apolitici</i>, ad una organizzazione e ad un +Comitato essenzialmente politico, la cui azione non +fu dimostrata in verun dei singoli fatti dolorosi, +che funestarono la Sicilia?</p> + +<div class="sidenote">LOGICA OTTENTOTTA</div> + +<p>Eppure si condannano gli accusati! E il Tribunale +di guerra condanna tagliando colla spada tutte +le più gravi quistioni giuridiche, respingendo tutte +le pregiudiziali sollevate, quantunque convinto che +solo <i>alcune</i> di esse non avevano fondamento. Dunque +lo avevano le altre? E il Tribunale di guerra +condanna colla logica ottentotta che si può riconoscere +in questo brano della sentenza: De Felice +e C.i volevano avvalersi del disagio economico, +delle cattive amministrazioni locali, dell’istintivo +odio dei lavoratori <a name="tn387" id="tn387"></a><span class="correction">contro</span> i proprietari; e la loro +intenzione si argomenta dalla costituzione dei <i>Fasci</i>!</p> + +<p>E difatti, che bisogno avevasi di costituire i <i>Fasci</i> +«quando avrebbero potuto servirsi, pel vantaggio +dei lavoratori, delle società operaie esistenti?» +Sono parole testuali della sentenza! E il Tribunale +di guerra condanna avvolgendosi in una serie inestricabile +di contraddizioni giuridiche e di violazioni +della legge e sostituendo alle prove le supposizioni +e le gratuite asserzioni; affermando <i>pienamente +constatate tutte le accuse</i>, ritenendo che i capi +dei fasci erano facinorosi disposti a tutto, creando +di sana pianta un <i>Comitato esecutivo dei Fasci</i> quale +emanazione diretta dal Comitato centrale, stabilendo<span class="pagenum"><a name="Page_388" id="Page_388">[388]</a></span> +che <i>programma</i> dei <i>Fasci</i> era la rivolta e la guerra +civile, e che c’era l’ordine <i>diretto</i> del Comitato centrale +di far sollevare in maggio le masse preparate +e pronte!</p> + +<div class="sidenote">L’ORDINE DI CONDANNARE</div> + +<p>Questa sentenza è al disotto di ogni discussione +e disonorerebbe qualunque magistrato, anche dei +peggiori tempi della servitù: il Tribunale militare +potè emetterla, perchè la disciplina nell’esercito sostituisce +tutto: prove, ragionamenti, giustizia; e il +Tribunale dovette ricevere l’ordine di condannare. +Dovette essere ben grande l’amarezza di G. De Felice +nel sentirsi condannare da un Tribunale militare +<i>italiano</i>, quando era stato assolto il suo antenato, +che portava il suo stesso nome, dal Tribunale statario +<i>borbonico</i> sedente in Siracusa nel 1837 e sotto +il regime dello Stato di assedio! Ma allora in Sicilia +comandava Del Carretto: oggi in Italia governa +Francesco Crispi.....<a name="FNanchor_74_74" id="FNanchor_74_74"></a><a href="#Footnote_74_74" class="fnanchor">[74]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_389" id="Page_389">[389]</a></span></p> +<div class="sidenote">LA VERA COLPEVOLE</div> + +<p>Questa sentenza che chiude il processo mostruoso +è tale che la Suprema Corte di Cassazione non sapendo, +non volendo o non potendo riformarla ed +annullarla l’addita all’amnistia. La quale non potrebbe +e non dovrebbe farsi attendere, non già +nell’interesse dei condannati, ma in quello dei +giudici, delle istituzioni e della società borghese. +È la borghesia la vera colpevole di questo processo +ed a suo beneficio l’amnistia dovrebbe venire.</p> + +<p>E infatti questo Tribunale militare, secondo la<span class="pagenum"><a name="Page_390" id="Page_390">[390]</a></span> +profonda osservazione di Barbato <i>doveva lealmente</i> +condannare per dare il suo contributo a ciò che +crede sacro e immortale, e che pur si sfascia e +muore.</p> + +<p>È questo organismo in isfacelo, che per istinto +di conservazione attacca e condanna l’idea avversaria +in tutti i suoi gradi di esplicazione, in tutte +le forme sotto le quali si manifesta, particolari e +generali, teoriche e pratiche. Si vuol colpire l’idea +nemica, infatti, e nella esplicazione generica dello +affratellamento dei sodalizî dei lavoratori e nel +patto di Corleone; si vuol colpire l’idea giudicando +criminoso il programma dei <i>Fasci</i> e l’arma dello +sciopero, che esso ingenuamente credette legittima; +e che tutto ciò si abbia voluto colpire lo dice la +sentenza, la quale si scandalizza che nei discorsi +degli accusati «si spiegavano le teorie del socialismo +e si propugnava l’emancipazione morale e +materiale dei lavoratori».</p> + +<div class="sidenote">NON IL CRIMINE MA IL PENSIERO</div> + +<p>Di questa confessione bisogna lodare i giudici, +che si ricordarono di essere militari e vollero chiarirsi +leali facendo conoscere almeno le loro intenzioni +ed avvisando gl’italiani contristati che nel +<i>processo mostruoso</i> non si ricercarono e si condannarono +i fatti costituenti il crimine, ma il pensiero, +le idee, le tendenze nuove in nome e in difesa +del presente, che passa e lotta contro il futuro, +che irresistibilmente diviene.</p> + +<p>La tristezza dell’animo in chi si fa a riandare le +vicende e l’esito del processo mostruoso non viene +temperata che dalle letture delle dichiarazioni e +delle autodifese degli accusati, che seppero elevarsi +nelle sfere serene della filosofia della storia: che<span class="pagenum"><a name="Page_391" id="Page_391">[391]</a></span> +ammoniscono i giudici sulla fatalità degli avvenimenti; +che infusero in tutti la coscienza di un avvenire +migliore per equa distribuzione di ricchezze; +che seppero rendere simpatica la propria causa anche +a coloro, che da principio più fieramente l’avversavano. +Ed è meraviglioso, a questo proposito, +che seppe farsi ascoltare con benevolenza il Gulì, +che fece la difesa dell’ideale anarchico nel momento +in cui l’anarchia era più odiosa ed odiata.</p> + +<div class="sidenote">L’IMPRESSIONE DELLA SENTENZA</div> + +<p>Le conseguenze immediate della sentenza avrebbero +dovuto fare ravvedere qualunque governo meno +cieco e meno votato alla reazione che non sia il +<i>libero</i> governo costituzionale d’Italia. In Palermo +dove l’ambiente era dapprima più avverso agli accusati +la impressione fu profonda e generale.</p> + +<p>Tutte le forze militari disponibili furono spiegate +per mantenere in freno la popolazione fremente; +fu vietato l’accesso al pubblico nella sala del <a name="tn391" id="tn391"></a><span class="correction">Tribunale</span>, +e i condannati sotto scorta numerosa furono +fatti uscire da una porta ignorata, dalla quale +uscirono pure i giudici per sottrarsi ad inevitabili +e gravi manifestazioni di biasimo. Questi giudici, +che furtivamente si allontanano dal Tribunale, non +si direbbe che si sentono rei? Il colonnello Giussani +divenuto inviso, fu ripetutamente fischiato, e lo si +allontanò per un po’ da Palermo.</p> + +<p>La polizia impose che si tenessero aperti i negozî +che si sapeva si sarebbero chiusi in segno di protesta; +ma l’Università venne chiusa; alle grandi prigioni +avvennero dimostrazioni notturne, e canto di inni +ch’erano un saluto ai prigioneri che ascoltavano; in +teatro si va coi garofani rossi all’occhiello e si fa +dal pubblico una di quelle mute proteste, che solo<span class="pagenum"><a name="Page_392" id="Page_392">[392]</a></span> +Palermo sa fare, uscendo in massa ad un dato segnale.</p> + +<div class="sidenote">AURELIO DRAGO</div> + +<p>E il pensiero e il sentimento della gioventù si +riassume nel simpatico episodio del baldo e intelligente +Aurelio Drago, che fu condannato dal Tribunale +di guerra a sei mesi di carcere, perchè il giorno +della sentenza, si fece innanzi alla truppa mentre +passavano i condannati, ed impose all’ufficiale: <i>Scopritevi! +oggi è giorno di lutto per la libertà!</i></p> + +<p>In Italia non fu minore la impressione; e fu vivissima +se si tiene conto dell’infrollimento, dello accasciamento +degli italiani. Non si trovarono giornali, +compresi gli ufficiosi, che poterono lodare o +giustificare giudici e sentenza; e tutti manifestarono +lo stupore, il rammarico la indignazione. Innumerevoli +e vivaci furono le proteste e agitazioni; +i condannati venne deciso, che verrebbero +portati dapertutto nelle elezioni comunali e provinciali: +De Felice e Petrina vennero già eletti in +Messina con una splendidissima votazione, sotto +il regime dello stato di assedio! e Bosco e gli altri, +benchè non fossero nelle liste, ottennero moltissimi +voti.</p> + +<p>Riuscirà il governo ad arrestare queste proteste +coi minacciati processi per apologia di reato contro +coloro che propugneranno le candidature dei condannati? +Se pur riuscisse la enormità e novità +del procedimento rivelerebbe l’anormalità e il pericolo +della situazione!</p> + +<p>Il processo ai socialisti, che si è trasformato in +processo al governo ed alle classi dirigenti e che +ha servito alla più vigorosa e larga propaganda del<span class="pagenum"><a name="Page_393" id="Page_393">[393]</a></span> +socialismo avrà pure conseguenze che sorpasseranno +quelle del primo momento.</p> + +<p>Previdi nella prima edizione che immediatamente +si sarebbe avuto aumento di malandrinaggio e di +odio fra le classi sociali sottolineate da qualche +schiopettata per vendetta, aumento di miseria fra +i lavoratori e di dissesto nelle finanze comunali; e +sinora le tristi previsioni si sono avverate.</p> + +<p>In quanto al resto, alla quistione politica generale +i più avveduti sanno e sentono che il socialismo +non muore; che esso risorse più forte e più vigoroso +in Francia all’indomani del trionfo di una +reazione; risorse sempre dopo che se n’erano cantati +i funerali. E risorgerà in Sicilia dove la corrente +scientifica, dei professori e dei giovani delle +Università, che agiscono per altruismo, si fonderà +coll’elemento di azione, coi contadini e cogli operai +che agiscono per soddisfare impellenti bisogni e +che hanno già acquistato coscienza, sebbene vaga, +dei diritti e della forza propria.</p> + +<div class="sidenote">IN NOME DEL RE</div> + +<p>E tristi conseguenze si avranno inoltre dagli ultimi +avvenimenti: nel popolo si sarà fatto strada +la convinzione che i metodi del regime borbonico +continuano, e si sarà perduta la fiducia nei mezzi +legali, mentre il socialismo dinastico avrà fatto il +suo tempo e non troverà che sorrisi di scherno. +Oh! non si vedranno più nelle sale delle associazioni +i ritratti del Re e della Regina accanto alla +immagine di Cristo! E i contadini non reclameranno +più <i>pane e giustizia</i> al grido: <i>Viva il Re!</i> dopo la +esperienza che in nome del Re non si dette loro +che piombo, manette e domicilio coatto.</p> + +<div class="sidenote">PROBABILITÀ DI UNA JACQUERIE</div> + +<p>Il popolo in Sicilia per un periodo non breve ha<span class="pagenum"><a name="Page_394" id="Page_394">[394]</a></span> +avuto la forza e il potere nelle mani; ha devastato +qualche volta i beni di coloro che crede a torto o +sono realmente suoi nemici, ma ne ha rispettato le +persone e non si è vendicato sulla loro vita. Sarà +altrettanto mite altravolta? Sarebbe desiderabilissimo +che lo fosse e sarebbe anche vantaggioso pel popolo +stesso; ma qua e là, nelle grotte che servono +di abitazioni, nei sotteranei delle miniere, nei <i>tukul</i> +sparsi per la campagna si sentono sommessi e compressi +accenti d’ira, che fanno paura. Chi conosce +la situazione confessa che è probabile lo scoppio di +una vera <i>Jacquerie</i> e presente che i lavoratori in un +dato momento prenderanno alla lettera il ritornello +del poeta catanese <i>e falceran le teste a lor signori</i>!</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_68_68" id="Footnote_68_68"></a><a href="#FNanchor_68_68"><span class="label">[68]</span></a> Ricordo tra i tanti innumerevoli casi a mia conoscenza +questo episodio mio personale. La sera del 5 gennaio 1894 +appena arrivato in Palermo, uno dei miei più cari amici, +costernato mi avvicinò e mi disse: Pur troppo è vero che +Peppino (De Felice) è venduto alla Francia! Ier l’altro, nel +momento in cui fu arrestato gli si trovarono addosso somme +vistosissime ed una corrispondenza denunziatrice con uomini +politici francesi!—Impossibile! risposi secco e risoluto.—E +l’amico mio di rimando:—L’ho saputo da un ufficiale dei carabinieri, +che procedette all’arresto e alla perquisizione!—E +ci volle la smentita recisa degli avvocati Marchesano e Crimaudo, +che all’uno e all’altra avevano assistito, per convincerlo +che l’ufficiale dei carabinieri aveva mentito.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_69_69" id="Footnote_69_69"></a><a href="#FNanchor_69_69"><span class="label">[69]</span></a> Devo alla cortesia dell’egregio stenografo, sigr. Francesco +Militello Quagliana, gran parte dei resoconti delle udienze; +nonchè alla redazione del <i>Giornale di Sicilia</i> molto materiale +che mi è servito per questo e per altri capitoli; e a tutti +porgo i più vivi ringraziamenti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_70_70" id="Footnote_70_70"></a><a href="#FNanchor_70_70"><span class="label">[70]</span></a> Notevole esempio di quanto i nostri funzionarî di polizia +siano <i>profondi</i> nelle discipline economiche!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_71_71" id="Footnote_71_71"></a><a href="#FNanchor_71_71"><span class="label">[71]</span></a> In fatto di dinamite ricordo il comicissimo sequestro +di alcune cartucce, ch’erano avanzate nei lavori di una galleria +e il di cui proprietario ritenendo pericoloso tenerle in +casa le depositò in una campagna e denunziò il luogo del +deposito alle autorità con una lettera anonima. Le brave +autorità scrissero a Girgenti, d’onde venne, credo un Procuratore +del Re per sequestrare il corpo del reato con grande +solennità. Il fatto avvenne a Campobello di Licata.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_72_72" id="Footnote_72_72"></a><a href="#FNanchor_72_72"><span class="label">[72]</span></a> Nello esame di queste due accuse mi avvalgo, spesso +letteralmente, della splendida auto-difesa del De Felice e +della memoria dell’Impallomeni, lucida e strettamente giuridica.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_73_73" id="Footnote_73_73"></a><a href="#FNanchor_73_73"><span class="label">[73]</span></a> Verso la fine di Dicembre Garibaldi Bosco mi scrisse +una vibratissima lettera, che esibii al Tribunale di guerra, +nella quale sdegnosamente protestava contro le <i>calunnie borghesi</i>, +che attribuivano al Comitato centrale i tumulti.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_74_74" id="Footnote_74_74"></a><a href="#FNanchor_74_74"><span class="label">[74]</span></a> Le enormità giuridiche di questa sentenza voglio sottoporle +al lettore colla sintesi severa e serena che ne ha fatto +lo scienziato e non l’uomo di parte: «La cospirazione, fondata +sulla manifestazione di semplici aspirazioni politiche +in una corrispondenza fra assenti, rilevante la mancanza +di qualunque accordo preso; la <i>complicità in eccitamento +alla guerra civile</i> fondata sulla formazione dei <i>Fasci</i> dei +lavoratori, pubblicamente costituiti, esistenti in virtù del +diritto statutario, e non incriminati, come anche sulla propaganda +socialista fatta nei limiti delle leggi, e sulla semplice +<i>possibilità di prevedere</i> i disordini lamentati nell’isola, +creandosi così una <i>complicità colposa</i>; dichiarati quelli complici +in eccitamento alla guerra civile per avere a tali disordini, +nella inesistenza di autori dello eccitamento, creandosi +così una <i>complicità senza una reità principale</i>; affermata +la cospirazione e la complicità in eccitamento alla +guerra civile, come due delitti commessi per la realizzazione +di un comune disegno ostile alla sicurezza dello Stato, +identificando così l’eccitamento alla guerra civile con lo +eccitamento all’insurrezione, e <i>trasformando in un delitto +politico un delitto contro l’ordine pubblico</i>: ecco per sommi +capi, gli elementi coi quali fu intessuta una sentenza, che +condanna a spegnersi nelle galere la vigorosa giovinezza +di chi vivamente e attivamente desiderò un’avvenire migliore +alla classe dei sofferenti, ma che perciò non volle, +nè la sentenza potè dire di aver <i>voluto</i>, i tristi lutti, avveratisi +per opera di turbe suscitate dalla fame, dalle oppressioni +locali, e dalla diffidenza in un Governo sordo per +trentaquattro anni alle voci dei mali sollevantisi da mille +parti. E questo, ritenuto da un tribunale di guerra, in +tempo di pace istituito senza mandato legislativo, di derogare +alla organizzazione giudiziaria del Regno e di creare +Tribunali straordinarî; da un tribunale, che la propria giurisdizione +elevò sulla ordinanza di un magistrato <a name="tn389" id="tn389"></a><span class="correction">dichiaratosi</span> +incompetente, in una causa colla quale agli imputati, +oppressi dal peso di fiere accuse, non fu concesso l’ausilio +della difesa civile, facendosi al Codice penale per l’esercito +del libero e civile Regno d’Italia l’ingiuria di supporre che +avesse negato quel diritto di difesa, che i rescritti di Re +Borbone dichiaravano di accordare in omaggio alla civiltà +dei tempi.» +</p><p> +Così l’Impallomeni. (pag. 4).</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_395" id="Page_395">[395]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.<br /><br /> + +L’OPERA CIVILE DEL GENERALE MORRA</h2> + + +<p>Di ciò che si è fatto in Sicilia—dal giorno della +proclamazione dello Stato di assedio in poi—risponde +politicamente il ministero; ma la responsabilità diretta, +materiale e morale, spetta al generale Morra +di Lavriano e della Montà.</p> + +<p>Se i poteri del Regio Commissario straordinario +fossero durati poco tempo—pel solo tempo necessario +ad assicurare l’opera del ristabilimento materiale +dell’ordine—è assai probabile, che sul di lui +conto non ci sarebbe stato molto da ridire e si +sarebbero soltanto ricordate le sue benemerenze, +siano pure immeritate ed immaginarie; ma la durata +eccessiva e la estensione stessa dei poteri che +gli erano stati accordati, fecero sperare, autorizzarono +anzi, ad aspettare da lui, oltre la repressione, +un’opera eminentemente civile d’iniziamento, +se non altro, di restaurazione morale, di giustizia +politico-amministrativa, di miglioramento economico +della condizione dei lavoratori.</p> + +<div class="sidenote">BIASIMO E DISONORE</div> + +<p>A quest’opera il generale Morra venne meno completamente,<span class="pagenum"><a name="Page_396" id="Page_396">[396]</a></span> +e la sua azione invece fu talmente diversa +da quella che avrebbe potuto e dovuto essere, +ch’egli ne raccolse larga messe di biasimo e +di disonore.</p> + +<p>Il giudizio severo non solo viene giustificato dallo +esame dei fatti imputabili al Commissario, ma sopratutto +dal sistema prezioso dei paragoni, dal confronto +con ciò che persona di grado uguale al suo ha dichiarato +che avrebbe fatto se fosse rimasto al suo posto; +dal confronto di ciò che altri ha fatto realmente +in analoghe condizioni dolorose.</p> + +<p>Ciò che si avrebbe dovuto e potuto fare in Sicilia +venne detto dal generale Corsi, che col comando +del XII Corpo di armata trasmise i poteri +militari al generale Morra.</p> + +<p>Certamente non sarò io che troverò tutto da lodare +e crederò che possa in tutto soddisfare ciò che +espone il generale Corsi, in quanto a riforme economiche, +amministrative, politiche e morali da attuarsi +immediatamente in Sicilia, (p. 356 e 357): nè +dimenticherò che egli, conservatore, non vede con +simpatia tutto ciò che sa di libertà, e non nasconderò +che egli ha idee erronee sullo sciopero e sui rapporti +economici che possono correre tra lavoratori e proprietari +e sui modi di trasformarli e di migliorarli.</p> + +<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEL GENERALE CORSI</div> + +<p>Bisogna, però, riconoscere che non ostante i suoi +errori e i suoi pregiudizî il generale Corsi era animato +da uno squisito senso di umanità e di equità. +Se ne giudichi da questo brano del suo libro, +che sembra precisamente il programma di +azione immediata di un generale italiano, munito +di poteri straordinarî e mandato in una regione per +ristabilirvi l’ordine materiale e morale ad un tempo:<span class="pagenum"><a name="Page_397" id="Page_397">[397]</a></span> +«La suprema autorità militare nell’isola—egli scrive—tutto +ben ponderato, aveva compreso sin dal +primo momento che l’opera sua doveva essere sopratutto +e in sommo grado <i>civile</i>, cioè di pacificazione +e concordia tra le classi sociali, che gli agitatori (?) +traevano a nimicizia. Quei tanti ufficiali, +che si spandeano pei paesi dovevano essere altamente +pacieri, apostoli di fratellanza tra genti divise, +che si guardavano in cagnesco, esigenti gli +uni, ripugnanti gli altri; dovevano mantenersi rigorosamente +neutrali, benigni con tutti, di modo +che non <span class="ss"><b>sembrasse che le truppe fossero adoperate +a sostegno degli interessi dei possidenti e contro le +giuste rivendicazioni dei proletarî</b></span>.</p> + +<p>«Dovevano insomma far la parte, che avrebbero +dovuto fare i buoni cittadini se avessero saputo, o +potuto, o voluto farla.» (<i>Sicilia</i> p. 366 e 367).</p> + +<p>Questi nobili intendimenti del generale Corsi +erano conosciuti <i>in alto</i> e avrebbero dovuto indicarlo +come Regio Commissario straordinario, se in Sicilia +davvero si avesse voluto fare opera civile di pacificazione +e di giustizia! Si dirà che al Corsi non +vennero affidati i pieni poteri, precisamente perchè +il suo onesto pensiero era conosciuto?</p> + +<div class="sidenote">IL PROGRAMMA DEL GENERALE MORRA</div> + +<p>Non voglio divagare nel campo delle ipotesi, che +potrebbero riuscire di disdoro a chicchessia: ma che +tale ipotesi abbia qualche fondamento si può argomentarlo +dalla denunzia—fatta dall’on. Saporito-Ricca—della +citata circolare dell’antico Comandante del XII +Corpo di armata, nella quale si prescriveva di non +adoperare le armi contro nessuno in nessuna occasione. +Certo è poi, che il generale Morra adottò +e svolse un programma del tutto opposto a quello<span class="pagenum"><a name="Page_398" id="Page_398">[398]</a></span> +del suo predecessore: programma di odio, come per +rinfocolare quello grande già esistente: programma +d’iniquità, parteggiando per i proprietarî e per le +classi dirigenti contro i lavoratori.</p> + +<div class="sidenote">UN GIUDIZIO DELLA “TRIBUNA„</div> + +<p>Esagero, calunnio? Si ascolti non la mia, ma la +voce del giornale ufficioso più autorevole che ci sia +in Italia e che nella sua amarezza lascia comprendere +che se <i>in alto</i> si è soddisfatti dell’opera soldatesca +del generale Morra, nelle sfere ministeriali, +invece si è assai malcontenti della sua opera <i>civile</i>. +«Il paese—dice la <i>Tribuna</i>—attendeva da lui +un principio di pacificazione. Era in condizioni +di ottenerla. Tutte le vie gli erano aperte: autorità +altissima, eccezionale, senza opposizioni burocratiche, +senza difficoltà e opposizioni locali, perchè i Consigli +comunali erano o sciolti o in sua potestà: con un +popolo in parte fatto docile dai suoi soldati, in parte +dal lato dei proprietari, ancora sotto la paura delle +recenti ribellioni, il generale Morra poteva mettersi +in mezzo, arbitro e paciere, e svolgere tutto un +programma di trattative e di accordi.</p> + +<p>«Hanno detto che il male maggiore della Sicilia +era la tirannia dei subbaffitti, contro la quale ferocemente +i contadini si ribellavano: ed egli poteva +e doveva andare man mano sui luoghi e istituire +Commissioni di probiviri e veder di comporre, di +accomodare, di migliorare i contratti agrari.</p> + +<p>«Egli doveva e poteva percorrere l’Isola città per +città, paese per paese, studiare le ragioni particolari +di avversione, di opposizione, le cagioni dalle quali +le ribellioni, gli incendi, le uccisioni erano scaturite, +e udire, e prendere consigli e rimediarvi e provvedere.<span class="pagenum"><a name="Page_399" id="Page_399">[399]</a></span></p> + +<p>«Era questa opera nobile e santa.»</p> + +<div class="dots"> </div> + +<p>«L’ha compiuta; ha tentato neppure di compierla +il generale-dittatore?</p> + +<p>«Imponiamoci, guardando alle cose siciliane, una +doverosa serenità; facciamo un bilancio spassionato +delle condizioni dell’isola.</p> + +<p>«L’ordine è ristabilito in Sicilia; era difficile ottenerlo +senza che la libertà dovesse coprirsi d’un velo.</p> + +<div class="dots"> </div> + +<p>«Ma la questione siciliana non era soltanto contenuta +in questa semplice enunciazione: ristabilire +l’ordine materialmente.</p> + +<p>«Conveniva e conviene rimuovere le cause dei +tumulti siciliani, le quali ormai sono note; conveniva +e conviene migliorare le condizioni dei lavoratori +siciliani.</p> + +<div class="dots"> </div> + +<p>«Ma questo è avvenuto, che come il generale Morra +si è manifestato impari alla missione che gli era +stata affidata, così questa legge dei latifondi siciliani +è rimasta indiscussa per la chiusura della +Camera.</p> + +<p>«E la questione della tranquillità pubblica in Sicilia +è rimasta risolta solamente a mezzo.</p> + +<p>«L’ordine regna in Sicilia, ma un po’ come a Varsavia. +Le popolazioni sono quiete, ma attendono +ancora che siano mantenute le promesse del Governo +intorno al miglioramento delle condizioni +dei contadini.» (n. 194, 15 luglio 1894).</p> + +<div class="sidenote">MORRA NON VOLLE FARE</div> + +<p>Ho voluto riprodurre quasi integralmente questo +giudizio, che venendo da un giornale tanto temperato +e quasi assiduamente laudatore del governo<span class="pagenum"><a name="Page_400" id="Page_400">[400]</a></span> +di Francesco Crispi, (assai lodato nello stesso articolo) +non può essere menomamente sospettato di +partigiana avversione contro il generale Morra e +riesce perciò assolutamente caratteristico. E il generale +Morra va tanto più severamente biasimato +per quello che non ha fatto, in quanto che i poteri +veramente straordinarî che gli vennero accordati e +dei quali usò ed abusò, sconfinarono sino ad assumere +facoltà legislative—come venne rilevato, +con parole severe di biasimo, dal Prof. Brusa (<i>Della +giustizia</i> ecc. p. 14).</p> + +<p>Egli <i>molto</i> poteva, e <i>se nulla</i> fece, segno è che non +volle o non seppe fare. E in quanto al saper fare, +si avverta che consigli opportuni e suggerimenti +adatti alle circostanze del momento, richiesti o spontanei, +non gli mancarono: dunque non volle!</p> + +<p>L’opera <i>civile</i> del generale Morra dissi che risulta +veramente deplorevole non solo dal confronto +col programma del generale Corsi e dalle deluse +speranze su ciò che si poteva attenderne; ma anche +e sopratutto dal paragone con ciò che ha fatto il +generale Heusch in Lunigiana in condizioni analoghe +e con poteri uguali.</p> + +<div class="sidenote">UN PARAGONE DI CAVALLOTTI</div> + +<p>Questo paragone venne fatto, con quello squisito +senso artistico che gli è proprio, dall’on. Cavallotti: +il quale nella tornata del 25 maggio della Camera +dei Deputati, in mezzo alla più viva attenzione dei +suoi colleghi al seguente richiamo del <i>Presidente</i>:—«Onorevole +Cavallotti, le ripeto di moderare le sue +parole. Ella fa requisitorie che non hanno ragione +d’essere, e stabilisce coincidenze che proprio non +hanno fondamento.»<span class="pagenum"><a name="Page_401" id="Page_401">[401]</a></span>—</p> + +<p>Rispose:</p> + +<p>«Io non faccio requisitorie, racconto fatti, e non +ne parlerei se essi non fossero come il commento +di tutta l’opera del generale Morra, troppo diversa +da quella del suo collega della Lunigiana. A me, +di cui non può essere sospetta la parola; a me, +che ritengo illegittimi, perchè non conferiti da nessuna +legge i poteri di entrambi i commissarî +straordinarî, a me è debito di giustizia, d’altronde +già resa dal sentimento pubblico, il riconoscere tra +i due la differenza che passa tra chi non si è reso +nessun conto del suo mandato e chi, soldato di +cuore, investito di dolorosa consegna ha saputo dal +male cavare un bene, e profittarne per fare opera +di cuore. Invece di farsi compatire coi decreti allegri +sulla proroga delle cambiali, invece di appartarsi +dal paese e dalla vita delle classi popolari, invece +di passare tutti i santi giorni nei salotti dell’aristocrazia +a far la vita galante e il cicisbeo alle signore».... +Qui il Presidente interrompe con un +nuovo richiamo.</p> + +<p>—«Eh, onorevole Presidente—continua il Cavallotti—ci +vuol altro che richiami! Io vengo da +Palermo, dove le son cose notorie, e dove ho raccolto +informazioni d’ogni parte, nelle classi più diverse +della città. Invece di segregarsi dal popolo, +invece di mettersi a parte da tutto il resto della +vita cittadina, il generale Heusch capì che là dove +ei recavasi erano cause di malessere che non si +curano con anni di galera, capì che il suo posto +era fra il popolo, fra operai e padroni, fra minatori +e proprietari di cave; entrò nelle case e nei +tugurî, visitò, studiando, ogni angolo della provincia,<span class="pagenum"><a name="Page_402" id="Page_402">[402]</a></span> +portò da una classe all’altra parole di +conciliazione e di pace. Ecco perchè egli lascia +circondato di simpatie e di rispetto la terra a cui +il suo giungere non fu lieto.</p> + +<p>«Il generale Morra s’illude molto se crede di avere +salvato, coll’opera sua la Sicilia.</p> + +<p>«A me basta notare che quando a certe opere si +vogliono chiamare soldati si debbono chiamare almeno +soldati che abbiano fatta veramente la loro +carriera nell’esercito, vissuto la vera vita militare, +assorbitene le rare e maschie virtù. E per opera +come quella che in Sicilia richiedevasi, ci voleva +un uomo che avesse mente e cuore per intenderla. +Ecco perchè, concludo, dei due commissari, uno +lascia ricordi benedetti da cuori italiani, sull’altro +rimane la responsabilità dei mali che non seppe +curare, degli odii e dei rancori profondi che egli +lascia dietro di sè.»</p> + +<div class="sidenote">MORRA CONTRO SE STESSO</div> + +<p>E pur troppo non è questo il solo confronto che +fa torto al Generale Morra: l’Italia nova dovrà ricordare +con vergogna che un Satriano, domata la +rivoluzione nel 1849, promulgò poco dopo editti +contro l’usura e per il censimento dei demanî comunali +e dei beni degli enti morali. Ciò che fece +un proconsole borbonico non volle fare l’inviato +dall’organizzatore principale della spedizione dei +Mille. E ciò che avrebbe dovuto e potuto fare—con +feroce ironia contro sè stesso—lo dice il generale +Morra nella sua circolare del 12 Agosto ai Prefetti +della Sicilia, nello annunziare la cessazione dello +Stato d’assedio.</p> + +<p>Gl’Italiani e la storia sono e saranno inesorabili +verso il generale Morra, non solo per quello che<span class="pagenum"><a name="Page_403" id="Page_403">[403]</a></span> +non ha fatto, ma ancora e di più per quello che +fece, poco, sì, ma cattivo assai.</p> + +<p>Date le cause dei tumulti di Sicilia, s’intende che +chi voleva fare opra degna di lode e duratura doveva +porre ogni suo studio nella loro eliminazione +e nella riparazione.</p> + +<p>Si sa che in Sicilia sono pessimi i rapporti tra +capitale e lavoro, tra proprietarî e proletarî, e che +ai lavoratori poca parte si concede di quello che a +loro spetterebbe. I lavoratori a migliorare la loro +misera condizione stimolati più dal bisogno impellente +che dal giusto apprezzamento dei vantaggi +che possono venire dalla <i>cooperazione</i>, in qualche +luogo si erano riuniti in <i>cooperative di consumo</i>, sottraendosi +ai gravosi ed esosi balzelli sui consumi +nell’applicazione dei quali le classi dirigenti posero +tutta la loro buona volontà per mostrarsi inique. Orbene, +chi lo crederebbe? Il generale Morra non solo +dispiega il suo furore reazionario contro gli odiati +<i>Fasci dei lavoratori</i> e contro i sodalizî, che facevano +della politica democratica, ma se la prende anche +con quelle <i>cooperative di consumo</i>, che egli avrebbe +dovuto promuovere con ogni sforzo, se non in nome +di un alto senso politico, almeno sotto l’impulso di +un cuore un po’ umano.</p> + +<div class="sidenote">USURPAZIONI INDECENTI</div> + +<p>Nell’odio suo contro i <i>Fasci</i> arrivò a permettere +ed a lasciare impunite le usurpazioni indecenti e lo +sperpero di ciò che apparteneva ai poveri lavoratori. +Così a Mazzara del Vallo gli agenti della questura—dopo +un mese dallo scioglimento volontario del +<i>Fascio</i>—vanno a perquisire le case dei socî, che +in seguito ad indicazione del Consiglio direttivo, +erano in possesso dei mobili del disciolto sodalizio<span class="pagenum"><a name="Page_404" id="Page_404">[404]</a></span> +e li sequestrano indebitamente e, più disonestamente, +prima li adibiscono ad uso della polizia, del municipio +e dei soldati, e poscia li vendono all’asta e si +arbitrano distribuirne l’irrisoria somma ricavatane, +non ai loro legittimi proprietarî, i socî del Fascio, +ma ai poveri del paese.</p> + +<p>I poveri contadini di Caltavuturo non sanno ancora +come fu impiegata la meschina somma ricavata +dalla vendita all’asta dei mobili del <i>Fascio</i> fatta da +un delegato di Pubblica Sicurezza.</p> + +<div class="sidenote">PERSECUZIONI CONTRO LE COOPERATIVE DI CONSUMO</div> + +<p>Da quest’odio ingiustificabile contro tutto ciò che +ha relazione coi <i>Fasci</i> e che si traduce talora, come +a Mazzara, in danno economico dei lavoratori, ne +derivò anche la persecuzione contro le <i>cooperative +di Consumo</i>.</p> + +<p>Una ce n’era a Campobello di Licata, e che si era +costituita con grande stento, riunendo i magrissimi +risparmi dei poveri lavoratori, e che riusciva invisa +oltremodo ai maggiorenti del paese—e si dice anche, +per loschi motivi personali. Appena proclamato +lo stato di assedio venne disciolta e si sequestrarono.... +il pane, il vino, l’olio, la pasta. L’inaudita +violenza sarebbe stata completa se, come qualcuno +voleva, quei generi fossero stati lasciati a muffire +ed a guastarsi in un qualsiasi locale; e si deve all’intervento +di un bravo capitano di fanteria se questi +nuovi e strani sostituti della dinamite furono consegnati +ad un giovane egregio, il Catanzaro, che li ha +venduti e ne ha depositato l’equivalente in una +cassa di risparmio.</p> + +<p>I fatti di Campobello ebbero una coda dolorosa: +il pretore, Annibale Mattioli, mosso a pietà dalla +condizione dei lavoratori e dai soprusi che subivano,<span class="pagenum"><a name="Page_405" id="Page_405">[405]</a></span> +rivelò il suo pensiero nel casino dei cosiddetti <i>civili</i>. +Non lo avesse fatto: fu telegraficamente traslocato +come sobillatore.</p> + +<p>Pregai il generale Morra perchè volesse consentire +la ricostituzione della <i>cooperativa</i>, che riusciva +utilissima ai lavoratori; denunziai il provvedimento +impolitico ed inumano alla Camera; ma ebbi in risposta, +e dal primo e da chi si eresse a suo difensore +in Parlamento, l’on. Filì-Astolfone, che non si poteva +perchè la <i>Cooperativa di consumo</i> di Campobello +era una dipendenza del <i>Fascio</i> locale.</p> + +<div class="sidenote">PER GLI OPPRESSORI, CONTRO GLI OPPRESSI</div> + +<p>Questo motivo, per quanto balordo, non era però +che un mendace pretesto; infatti anche dove la <i>Cooperativa</i> +preesisteva al <i>Fascio</i> e non era connessa al +medesimo la sua sorte non fu diversa. A Caltavuturo +la <i>Cooperativa</i> sorse nel 1890 ed era consolidata +e prospera nel 1893 quando, in seguito all’eccidio +del gennaio vi si costituì il <i>Fascio</i>. La <i>cooperativa</i> +riusciva assai giovevole ai miseri contadini +ed era perciò antipatica ai <i>galantuomini</i>; perciò il +generale Morra si affrettò a discioglierla per dare +soddisfazione, come sempre, agli oppressori contro +gli oppressi.</p> + +<p>I contadini ripetutamente si rivolsero a me per +ottenere una giusta riparazione, ed io alla mia volta +ne scongiurai amici e congiunti dell’on. Crispi—reputando +oramai inutile rivolgermi al Regio Commissario—ed +un provvedimento, ad onore del vero, +non tardò. Ma qual provvedimento! venne promossa +la liquidazione giudiziaria della innocente ed odiata +<i>cooperativa</i> di Caltavuturo...</p> + +<p>Ancora. La miseria è grande in Chiaramonte Gulfi—che +ho dovuto ricordare per il numero considerevole<span class="pagenum"><a name="Page_406" id="Page_406">[406]</a></span> +delle vendite d’immobili all’asta pubblica nello +interesse e ad istanza del fisco—i lavoratori credono +poterla diminuire costituendosi in <i>Cooperativa di consumo</i> +conformandosi alle più rigide prescrizioni delle +leggi vigenti.</p> + +<p>Lo statuto viene redatto, e ad evitare ogni sorta +d’inciampi si rivolgono al sottoprefetto di Modica +chiedendo il permesso per la riunione dei socî. Con +sorpresa mista ad indignazione i lavoratori appresero +dal Sindaco che il sottoprefetto in data 18 luglio +gli aveva scritto non poter consentire alla domanda +«perchè vigendo tuttora l’editto del R. Commissario +straordinario per la Sicilia, che sospende +il diritto di riunione e di associazione, non potevasi +autorizzare la riunione dei socî della <i>cooperativa</i>...»</p> + +<div class="sidenote">PROPONIMENTO SISTEMATICO</div> + +<p>Non è dunque evidente nel generale Morra il sistematico +proponimento di avversare tutto ciò, che +può mirare, negli stretti limiti della legge, al miglioramento +economico dei lavoratori? Probabilmente, +se egli lo potesse, metterebbe agli arresti di rigore +il generale Heusch, che in Lunigiana da Regio +Commissario si è fatto promotore di una <i>Cassa di +soccorso e pensioni degli operai invalidi</i>—uno scandalo!—che +gli ha procurato gli elogi calorosi del +più antico e instancabile sostenitore della <i>cooperazione</i>; +ma il generale Heusch, come scrisse l’on. +Prof. L. Luzzatti, «ha asserita la responsabilità morale +e sociale della ricchezza e della coltura e la +legge di solidarietà, che le collega nel bene come +nel male alla miseria e all’ignoranza;... ha seminato +l’amore e raccolto la previdenza; ha raccolto +fiore che raramente spunta dallo Stato d’assedio,<span class="pagenum"><a name="Page_407" id="Page_407">[407]</a></span> +persino la riconoscenza, poichè il lavoro non è +ingrato quando il capitale non è implacabile» +mentre il generale Morra ha seminato l’odio ed ha +ribadito l’oppressione...</p> + +<div class="sidenote">GLI EDITTI FAMOSI</div> + +<p>In Sicilia, si sa, non si soffre soltanto in basso: +soffre anche il commercio, come soffre la piccola e +media proprietà. Il generale Morra, previdente e +provvidente, si commosse pel primo e gli assestò +un colpo per stramazzarlo a terra, ferendolo nella +parte più <a name="tn407" id="tn407"></a><span class="correction">vulnerabile</span>—il credito—coi suoi famosi +editti sulle cambiali, riusciti un capolavoro d’ignoranza +giuridica e di sovvertimento, deplorevoli pel +contenuto, e stranamente sibillini nella forma, tanto +da esigere a pochi giorni di distanza il commento +straordinario dello stesso straordinario loro autore. +Il Commercio serio ed onesto, sdegnato, protestò pel +non richiesto editto; solo qualche giuocatore di <i>baccarat</i>, +che discende da magnanimi lombi, invece avrà +potuto attestare al Regio Commissario la propria +riconoscenza. Il Commercio onesto e serio avrebbe +potuto giovarsi dalla rimozione di alcune stupide +pastoie postegli collo Stato di assedio e il generale +Morra non fu sordo alle sue preghiere: dopo sei mesi +si accorse che l’Italia non correva alcun pericolo +consentendo ai negozianti la trasmissione dei telegrammi +in linguaggio convenzionale. Sia lode a lui!</p> + +<p>C’era un campo in Sicilia in cui si avrebbe potuto +mietere allori in gran copia da chi si fosse +proposto di fare opera di sincera riparazione: quello +delle amministrazioni comunali. La circolare che +nei primi giorni della sua dittatura emanò il Regio +Commissario fece sperare che egli si sarebbe +messo sulla buona strada, poichè nella medesima<span class="pagenum"><a name="Page_408" id="Page_408">[408]</a></span> +si davano norme e criterî retti per la revisione dei +bilanci e dei tributi comunali, affinchè gli uni e gli +altri commisurati ai mezzi disponibili rispondessero +all’interesse generale delle popolazioni. E ciò che +si avrebbe potuto e dovuto fare ha ripetuto nella +citata circolare del 12 agosto.</p> + +<div class="sidenote">LA PIÙ DEPLOREVOLE DELLE IPOCRISIE</div> + +<p>La circolare giustificò i moti siciliani e li spiegò, +senza bisogno di ricorrere ai sobillatori e alle cospirazioni +alla Gaborieau; e fece di più: insegnò +che le intenzioni buone, senza i fatti corrispondenti, +costituiscono la più deplorevole delle ipocrisie. E +i fatti non potevano essere più inconsultamente +scellerati.</p> + +<p>Ecco la ragione del severo giudizio:</p> + +<p>Dalla circolare del generale Morra di Lavriano, +da accenni e telegrammi dell’on. Crispi, dai telegrammi +dei Prefetti e sotto prefetti nei momenti +del pericolo e quando in Sicilia non c’erano ancora +truppe a sufficienza, emerge che il Presidente del +Consiglio e il Regio Commissario Straordinario, che +il governo insomma, in alto e in basso, riconosceva +ciò che deputati e pubblicisti avevano denunziato, +e cioè: che la causa determinante dei moti di Sicilia +doveva riconoscersi nella partigiana, dissennata +e iniqua amministrazione dei municipî, infeudati da +anni a consorterie locali che ne usavano ed abusavano +in tutti i modi sotto l’egida dei Prefetti, ed +anche di deputati, ai quali in contraccambio delle +protezioni accordate rendevano con zelo servizî +polizieschi ed elettorali.</p> + +<p>Un governo perfettamente conscio di tale stato +di cose, che avrebbe dovuto fare immediatamente, +fulmineamente? Tener conto della indicazione causale,<span class="pagenum"><a name="Page_409" id="Page_409">[409]</a></span> +provvedendo al sintomo più minaccioso e più +doloroso: dare addosso alle camorre locali, alle +mafie amministrative, disoneste e prepotenti!</p> + +<div class="sidenote">UNA COSA ... INVEROSIMILE</div> + +<p>Ebbene, il governo italiano ha fatto cosa che +sembrerà in appresso inverosimile, impossibile e +che è rigorosamente vera: ha messo la sua fiducia +in quelle consorterie, che avrebbe dovuto punire; +dove non c’è delegato di pubblica sicurezza ne ha +lasciato la funzione ai sindaci malvisti e che si sanno +odiati; e sindaci ed assessori hanno consigliato e +fatto eseguire gli arresti dai carabinieri e dalle +truppe ai loro ordini; essi, proprio essi! hanno imbastito +processi mostruosi di cui per un pezzo si +dovrà vergognare l’Italia; e per loro suggerimento +sono stati deportati giovani d’illibata condotta, rei +soltanto di avere militato nelle fila della opposizione +amministrativa e di avere svelato le turpitudini +commesse dai feudatari municipali. Così, coloro che +avrebbero dovuto essere puniti, coloro che si videro +minacciati dall’ira popolare—ex lege, in mancanza +dell’azione punitrice legale—sono stati messi in condizione +di fare le proprie e spietate vendette sugli +avversarî accusatori.</p> + +<p>E il generale Morra non si contentò di lasciare al +loro posto quegli amministratori, che avrebbe dovuto +punire quale causa vera e diretta dei tumulti, +ma si rese loro complice, e somministrò loro gli +strumenti per consolidarsi al potere, fare le proprie +vendette e continuare nella dilapidazione e nella +oppressione dei lavoratori, e dei vinti avversarî.</p> + +<p>Qualche Consiglio comunale fu sciolto in sulle +prime; e questa parve soddisfazione accordata a +coloro che avevano protestato in tutti i modi e che<span class="pagenum"><a name="Page_410" id="Page_410">[410]</a></span> +avevano reclamato l’opera risanatrice di un regio commissario. +Ma la resipiscenza verso il male non tardò, +e dove i regî commissarî mostrarono onesti propositi +di riparare ai mali furono rimossi o costretti +a dare le dimissioni, perchè avevano osato disturbare +le antiche disoneste e prepotenti camerille amministrative.<a name="FNanchor_75_75" id="FNanchor_75_75"></a><a href="#Footnote_75_75" class="fnanchor">[75]</a></p> + +<div class="sidenote">STRAGE DI ELETTORI</div> + +<p>Era noto del pari, che le disoneste camerille locali +si <a name="tn410" id="tn410"></a><span class="correction">mantenevano</span> al potere mercè la falsificazione +delle liste elettorali, nelle quali indebitamente erano +iscritti gli amici fedeli, i complici, i dipendenti e +ne erano cancellati quanti erano in odore di avversarî. +Il generale Morra volle che tale stato di cose +non fosse menomamente modificato. Curò, anzi, che +s’impedisse qualche levata di scudi da parte degli +elettori stanchi delle pessime amministrazioni; e dai +suoi Commissarî straordinarî fece fare più che una +decimazione, una vera strage di elettori di parte popolare, +e chiamati sobillatori.</p> + +<p>La strage fu parziale da principio, e limitata alle +località nelle quali era avvenuto lo scioglimento +del Consiglio Comunale e dove si sapeva che i sobillatori +avevano grande seguito.</p> + +<div class="sidenote">UN PROFESSORE DICHIARATO ANALFABETA</div> + +<p>Così a Piana dei Greci fu mandato quel regio<span class="pagenum"><a name="Page_411" id="Page_411">[411]</a></span> +Commissario, che si rese celebre a Misilmeri e di +cui si occupò l’on. Comandini nel <i>Corriere della Sera</i>, +il quale cancellò 527 elettori dalla lista, radiando +come analfabeta, a quanto si dice, anche un Professore +di lettere in un Regio Ginnasio di Palermo!</p> + +<p>Poscia la misura divenne generale coll’invio dei +Commissarî speciali per la revisione delle liste elettorali; +commissarî che spiegarono a preferenza la +loro azione dove democratici e socialisti preponderavano. +In tal guisa a Catania, patria e collegio dell’on. +De Felice, si cancellano <i>cinquemila</i> elettori sopra +<i>novemila</i> iscritti: cifra quest’ultima niente affatto +esagerata per una città di oltre centomila abitanti; +mentre nelle cittadelle dei conservatori—Aci Reale, +Bronte, Castelvetrano, ecc., ecc.—gli elettori oltrepassavano +ogni misura; arrivavano anche ai 25 e al +30 per cento della popolazione, quanti non avrebbero +potuto essere col suffragio universale; mentre +a Catania vennero cancellati dalle liste elettorali +professori di Università, medici, ingegneri, avvocati, +proprietarî... E la censura sapientissima non +tollerò che la mostruosa <i>epurazione</i>, come veniva +chiamata, fosse denunziata e discussa in pubblico.<a name="FNanchor_76_76" id="FNanchor_76_76"></a><a href="#Footnote_76_76" class="fnanchor">[76]</a></p> + +<p>Con questi savi provvedimenti il generale Morra +avrà pensato di riparare alle malversazioni, alle corruzioni<span class="pagenum"><a name="Page_412" id="Page_412">[412]</a></span> +elettorali, alle ingiuste ripartizioni dei tributi, +a tutti i mali delle amministrazioni locali denunziati +e non contraddetti nè in Parlamento nè +fuori.</p> + +<div class="sidenote">UN INDIRIZZO PROTESTA...</div> + +<p>Certo è che egli ne ha annunziati e disciplinati +non pochi; e tanto ha disciplinati alcuni municipî, +che alcuni si sono fatti spontanei iniziatori della sottoscrizione +di un indirizzo—che suona protesta contro +le irriverenti parole pronunziate dal Cavallotti +nella Camera dei deputati—proclamante la benemerenza +del generale Morra di Lavriano e della +Montà per la sua opera civile di rigenerazione nella +desolata Sicilia!</p> + +<p>Quest’opera civile poteva rimanere incompleta se +non si pensava alla base: alla coltura cioè, e alla +educazione. In Sicilia il numero degli analfabeti era +ed è grandissimo, quale in nessun’altra nazione civile +di Europa; ebbene, si rimedia assecondando le +aspirazioni dei grandi proprietarî della sala Ragona, +che acclamarono alla proposta di sopprimere la istruzione +obbligatoria; incoraggiando quel bravo consigliere +di Prefettura, che in Mazzarino proclamò che +il dogma della nuova Italia da ora in poi dovrebbe +essere quello della <i>ignoranza obbligatoria</i> ed in +conformità chiudendo tutte le scuole, ch’erano state +scandalosamente aperte dai <i>Fasci</i>, tanto deleterie pei +lavoratori quanto le <i>cooperative di consumo</i>.</p> + +<p>Il libero insegnamento scientifico è uno scandalo +e il generale Morra chiama nel suo ufficio due professori +della Università di Palermo—Schiattarella +e Salvioli—e fa loro intendere e si fa promettere +che nelle lezioni non ci doveva entrare la sobillazione, +se no... Si sa che un poco di domicilio coatto<span class="pagenum"><a name="Page_413" id="Page_413">[413]</a></span> +fortifica lo spirito e prepara nobilmente ad impartire +una scienza sana <i>ad usum delphini</i>, a base di +catechismo e di cristianesimo annacquato e corretto, +di completo gradimento di Monsignor Celesia e degli +altri vescovi, che generosamente si scagliarono contro +i socialisti relegati, processati, imprigionati!</p> + +<div class="sidenote">EQUANIMITÀ E DELICATEZZA DEL MORRA</div> + +<p>La mente eletta e l’animo nobile del generale +Morra non si rivelarono soltanto nelle cennate circostanze +e nei modi summenzionati; altre occasioni +egli ebbe di mettere in evidenza la equanimità, la +delicatezza dei sentimenti, il tatto squisito. Il premuroso +sindaco di Catanzaro manda—<i>spontaneamente</i> +s’intende—un telegramma al colonnello Giussani +Presidente del Tribunale militare, in difesa del Questore +Lucchese e in danno di De Felice e C.?</p> + +<p>E il generale Morra lo lascia pervenire al suo indirizzo. +Da Catanzaro mandano poco dopo un telegramma +al <i>Giornale di Sicilia</i>, che dà notizia delle +proteste del Consiglio Comunale contro l’operato del +sindaco, e che gioverebbe agli stessi accusati? E +il generale Morra si affretta a sequestrarlo. Ciò per +la equanimità.</p> + +<p>Quanto al tatto squisito, il generale Morra distribuisce +lodi e dà banchetti in quali occasioni e per +quali motivi? Lasciamolo dire a Felice Cavallotti.</p> + +<div class="sidenote">LA PAROLA DI CAVALLOTTI</div> + +<p>Il generale Morra «è l’autore di quel saluto di +congedo agli ufficiali in partenza, che dopo avere +nell’isola, tra dolorosi <a name="tn413" id="tn413"></a><span class="correction">frangenti</span>, mostrato pur cuore +di soldati italiani, mentre partivano pensosi ed afflitti +delle cose vedute, si udirono in un discorso +gonfio di rettorica vanesia decretare allori da essi +nè bramati nè sognati nè chiesti, i tristi allori della<span class="pagenum"><a name="Page_414" id="Page_414">[414]</a></span> +guerra civile, come tornassero da Filippi o da Farsaglia.</p> + +<p>Di più: «il giorno che nell’aula di un tribunale +si domandano 23 anni di galera, per delitto di lesa +patria, contro un deputato italiano, fino a ieri circondato +dall’aura popolare, rappresentante di una +illustre città, onorato della fiducia di due collegi +dell’isola sua... il giorno che tanti anni di galera si +domandano contro un deputato e contro altri cittadini +italiani, alle cui virtù morali e civili lo stesso +rappresentante, non dirò della legge, che non lo è, +ma dell’accusa, ha dovuto rendere omaggio, è sempre +un giorno doloroso per chiunque abbia cuore italiano, +per chiunque abbia senso di gentilezza italiana.</p> + +<p>«Ebbene, è deplorevole che questo sentimento +elementare non sia stato capito dal signor generale +Morra di Lavriano, il quale ha creduto delicato, opportuno, +gentile, scegliere proprio il giorno, in cui +si pronunziava quella enorme requisitoria... (<i>Interruzioni</i>) +per indire, proprio in quel giorno, in via +eccezionale un solenne festoso banchetto ai notabili +e all’alta società di Palermo. (<i>Rumori</i>). Io mi domando +a quale altro generale che non fosse il generale +Morra di Lavriano sarebbe venuta in mente +un’idea così peregrina, coprendo un ufficio che per +la sua stessa anomalia di fronte alla legge esigeva +per lo meno un tatto squisito, e in un momento +nel quale la pacificazione degli animi è il bisogno +supremo dell’isola.</p> + +<p>«Io nato in Milano, sotto il <i>felice</i> governo di Casa +d’Asburgo, ben so che i generali austriaci sceglievano +i giorni delle condanne di patrioti per indire<span class="pagenum"><a name="Page_415" id="Page_415">[415]</a></span> +feste e banchetti, a provocazione e sfida del sentimento +cittadino. E se mal non ricordo, devo aver +letto in un bellissimo libro del deputato Bufardeci, +qui a me vicino, libro scaldato da quella fiamma +giovanile che pare oggi essersi riconcentrata nell’animo +dei vecchi, che il maresciallo Del Carretto +sceglieva il giorno della esecuzione di Mario Adorno +e del suo figlio giovanetto in Siracusa per celebrare +l’eccidio con una festa da ballo. Ma è deplorevole +che, dopo 34 anni che l’Italia fu redenta, reminiscenze +e confronti simili si ridestino da generali +italiani!»</p> + +<div class="sidenote">MORRA CONTRO MARIA DE FELICE</div> + +<p>E chi infine oserebbe mettere in dubbio la delicatezza +dei sentimenti del Generale Morra di Lavriano +e della Montà, che all’indomani della sentenza +che manda l’on. De Felice per <i>diciotto</i> anni +nella reclusione, espelle da Palermo la gentile Maria, +colpevole di non sapere nascondere il cordoglio +ineffabile per la condanna del padre e di destare la +simpatica commiserazione in una cittadinanza cavalleresca +e pietosa?</p> + +<p>Un ultimo accenno all’opera <i>civile</i> del generale +Morra.</p> + +<div class="sidenote">UNA MANOVRA DEI REAZIONARII</div> + +<p>Perchè essa fosse riuscita proficua, opportuna, apprezzata +sarebbe stato necessario che egli avesse +percorso la Sicilia, per conoscerne <i>de visu</i> i mali, che +egli avesse avvicinato i sofferenti e gli oppressi ed +avesse ascoltato dalla loro viva voce i reclami +e le proteste, che si fosse frammischiato col popolo +e col popolo avesse vissuto. Il Generale Heusch +gli dette l’esempio in Lunigiana di ciò che avrebbe +dovuto fare; ed anche qualche suo subordinato, +il simpatico colonnello Pittaluga, gli additò la via<span class="pagenum"><a name="Page_416" id="Page_416">[416]</a></span> +da battere. Ma tali esempî non erano degni di lui; +egli invece di visitare i tugurî, di informarsi delle +sofferenze del popolo, di studiarne le cause, preferì +passare da una casa principesca all’altra, da questa +a quell’altra villa per gradire banchetti lauti, per +assistere a sfarzose <i>soirèes</i>, che riuscivano un insulto +alla miseria grande delle moltitudini: insomma +tutto fece meno che muoversi da Palermo e adempire +il proprio dovere.</p> + +<p>Principi, marchesi e baroni si tennero onorati delle +visite dell’ospite eminente e vollero mostrarsi riconoscenti: +cospirarono—è la parola adatta—per +fargli concedere la cittadinanza onoraria di Palermo; +ma la città di Palermo, giammai vile e servile, sventò +la indecorosa manovra, e colla sua attitudine impose +il rispetto che si doveva ad un paese che tale onorificenza +solo a Garibaldi ha voluto concedere.</p> + +<p>Solo per un momento il Morra vuol rendersi popolare +e va al Foro italico per assistere... alla benedizione +delle capre!</p> + +<p>Finalmente esce da Palermo, dove si godette i +suoi veri ozî di Capua, e va a fare la sua visita di +congedo alla Sicilia. Va e passa in rassegna le truppe +per informarsi, forse, se le cartucce sono sufficienti +e se i fucili sono pronti per ripetere la cura del +piombo al popolo. Vero è che egli raccoglie ciò che +merita: accoglienze strettamente e glacialmente ufficiali +dai suoi dipendenti, talvolta urli e fischi dagli +imperterriti Gavroche isolani, che non sanno valutare +e temere abbastanza i benefizî e i pericoli dello +Stato di assedio: ma in compenso lo conforta il brindisi +laudatorio dell’on. Marchese di San Giuliano...</p> + +<p>Il generale Morra lasciando l’Isola, nella sua circolare<span class="pagenum"><a name="Page_417" id="Page_417">[417]</a></span> +ai prefetti, osò scrivere questo periodo sbalorditoio, +ch’è meritevole di essere tramandato ai +posteri, come l’indice più esatto della sua incoscienza: +«Durante questo periodo eccezionale <i>sprezzando fatiche +e disagi</i> mi sono dedicato con vero affetto alla +non facile impresa della pacificazione degli animi +per varie cause eccitati, e allo studio arduo dei +principali bisogni delle popolazioni siciliane....»</p> + +<div class="sidenote">IL RESPONSABILE DELL’OPERA DI MORRA</div> + +<p>E l’ironia amara per quest’opera <i>incivile</i> del Regio +Commissario straordinario in Sicilia potrebbe +continuare, se non fosse tempo di ricordare che di +quest’opera sua c’è chi è direttamente e politicamente +responsabile di fronte al paese: l’on. Crispi.</p> + +<p>Si mentirebbe e si calunnierebbe il Presidente del +Consiglio dei ministri se si dicesse che egli sia rimasto +contento e soddisfatto del modo come il generale +Morra ha adempiuto alla delicatissima e grave +missione affidatagli. Si assicura che egli si sia accorto +in tempo della cattiva scelta fatta e che non +abbia nascosto il suo malumore. Un sintomo del +suo malumore si volle scorgere nella insolita fiacchezza +colla quale difese egli nella Camera dei deputati +il regio Commissario dagli attacchi dell’on. +Cavallotti.<a name="FNanchor_77_77" id="FNanchor_77_77"></a><a href="#Footnote_77_77" class="fnanchor">[77]</a></p> + +<div class="sidenote">PIÙ VEROSIMILMENTE...</div> + +<p>Ma se l’on. Crispi si accorse in tempo che il Generale<span class="pagenum"><a name="Page_418" id="Page_418">[418]</a></span> +Morra non rispondeva alle esigenze imperiose +della difficile situazione, perchè non lo rimosse +dall’ufficio? Forse temette di attentare alla +reputazione della propria infallibilità? Più verosimilmente +ubbidì ad ordini che vennero dall’alto +protettore del Morra. Nell’uno e nell’altro caso sul +capo del governo che scelse un uomo inadatto al +compito e lo mantenne, quando si manifestò tale +apertamente, ricade la responsabilità intera dell’errore +commesso. In un modo solo potrebbe farselo +perdonare: disfacendo l’opera del generale Morra e +cominciando dalla pacificazione degli animi, che +non potrà iniziarsi efficacemente se non coll’amnistia: +amnistia, suggerita <a name="tn418" id="tn418"></a><span class="correction">dalla</span> suprema Corte di Cassazione, +e moralmente necessaria ai giudici anzichè ai +condannati.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_75_75" id="Footnote_75_75"></a><a href="#FNanchor_75_75"><span class="label">[75]</span></a> In Palermo fece rumore il caso di Parco. L’amministrazione +fu sciolta perchè furono dimostrate fondate le accuse +portate contro di essa dal <i>Fascio</i>. Vi fu mandato come regio +Commissario il sig. Benedetto Carrozza, che conoscendo i fatti +cercò riparare al dissesto economico e ai disordini amministrativi; +ma i rei seppero ingraziarsi il generale Morra, e il regio +Commissario di Parco si dimise, per provvedere al proprio +decoro e forse anche alla propria libertà: venne indicato come +sobillatore!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_76_76" id="Footnote_76_76"></a><a href="#FNanchor_76_76"><span class="label">[76]</span></a> Il caso di Catania fu portato alla Camera dei Deputati. +Conservo relativamente ad essa un articolo che voleva pubblicarsi +in un giornale locale—e di cui fu vietata la pubblicazione,—come +il documento più prezioso dello sconfinato +e brutale arbitrio della censura preventiva. Ogni cartella dell’articolo, +in cui non c’è una sola parola incriminabile e men +che rispettosa verso le autorità, porta il <i>veto</i> del Capo di +Gabinetto della Prefettura sig. De Francisci.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_77_77" id="Footnote_77_77"></a><a href="#FNanchor_77_77"><span class="label">[77]</span></a> Il <i>Corriere dell’Isola</i> di Palermo, organo dei conservatori +e che rispecchiava le tendenze dell’<i>entourage</i> aristocratico +del generale Morra, scrisse in quella occasione un fierissimo +articolo contro l’on. Crispi. Ad onore del vero si deve aggiungere +che il numero in cui fu pubblicato venne sequestrato +per ordine dello stesso generale, che certamente si sarà +ricordato del: <i>surtout pas trop de zèle</i>!</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_419" id="Page_419">[419]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV<br /><br /> + +LA DISCUSSIONE PARLAMENTARE</h2> + + +<p>Se questo libro non dovesse essere che la esposizione +cronologica degli avvenimenti, più volte avrei +dovuto accennare alla discussione parlamentare; ma +poichè ho invece preferito raggruppare i fatti logicamente +e metterli in connessione colle loro cause, +facendoli seguire dai commenti che mi sono parsi +opportuni, ho raccolto in unico capitolo tutto ciò +che riguarda la discussione degli avvenimenti a +Montecitorio; perchè in quelle discussioni c’è appunto +il riassunto degli avvenimenti, della esposizione +delle loro cause, e delle considerazioni fatte sugli +uni e sulle altre, della responsabilità del governo, +della utilità e convenienza della sua azione.</p> + +<p>I giudizî emessi in Parlamento dànno la più esplicita +sanzione a quanto sinora è stato esposto e servono +di opportuna conclusione alla precedente narrazione +ed ai relativi commenti.</p> + +<div class="sidenote">UN CONSENSO AMMIREVOLE</div> + +<p>Quali le cause intime e reali dei moti di Sicilia? +Su questo argomento ci fu un consenso ammirevole<span class="pagenum"><a name="Page_420" id="Page_420">[420]</a></span> +di parere tra gli oratori delle varie parti della Camera, +che non potè essere menomato dal dissenso +di pochissimi deputati, e che verrà lumeggiato in +ultimo.</p> + +<p>Prima tra le cause venne indicato il forte e rapido +disagio economico. Si comprende che su di esso abbia +insistito un socialista come il Badaloni, che opportunamente +ricorda che le stesse cause economiche, +le quali—secondo Massari, Castagnola e Villari—produssero +il brigantaggio, cagionarono i moti di +Sicilia. Egli con sintesi mirabile espose le risultanze +della <i>Inchiesta agraria</i>—il cui volume sulla Sicilia +porta, come si sa, la firma dell’on. Damiani—e secondo +la quale nell’isola le classi lavoratrici hanno +un <i>impronta comune di miseria, di abbattimento e di +patimento</i>; dove invano si cerca un ceto agricolo, +ma si trovano <i>servi sfruttati sempre, riconosciuti mai</i>, +che per vivere sono costretti <i>a rubare</i> ed a vendere +l’<i>onore delle loro figlie e delle loro mogli...</i></p> + +<p>Si comprende del pari che io—che da vero sobillatore, +molti anni or sono avevo riprodotto questi +giudizî del Damiani, dalle forti tinte,—mi sia trovato +perfettamente di accordo coll’amico carissimo +Badaloni; ma importa di più il conoscere che il forte +disagio economico venne ammesso da molti altri, +che militano in partiti avversissimi al socialista: +dall’on. Comandini—che fece due discorsi forti per +logica e per ricchezza di fatti—all’on. Farina; dall’on. +Franchetti all’on. La Vaccara; dall’on. Filì +Astolfone all’on. Di San Giuliano. Quest’ultimo anzi +dette in sulla voce all’on. Nasi—i cui singolarissimi +giudizî troveranno un posto speciale—ed insistette +nel dimostrare i danni del latifondo, il rapido passaggio<span class="pagenum"><a name="Page_421" id="Page_421">[421]</a></span> +dal benessere al disagio economico vivo e +sentito da tutte le classi e non dai soli lavoratori.</p> + +<div class="sidenote">ANCHE L’ON. CRISPI!</div> + +<p>Non è meno notevole il consenso sulla pessima +amministrazione dei corpi locali e sulla iniqua ripartizione +dei tributi: ammette questi gravi inconvenienti +ed efficaci fattori di malcontento lo stesso +on. Crispi!</p> + +<p>Ricordai, che li aveva messi in evidenza l’onorevole +Damiani in una intervista col corrispondente +del <i>Lokalanzeiger</i> e li riconobbero gli onor. Farina, +Pinchia e Filì-Astolfone. Ne fece un quadretto verista +ammirevole l’on. Di Sant’Onofrio, che ricordò essere +stato prodotto dalle iniquità e dalle prepotenze dei +partiti locali il motto popolare, che ritiene: <i>la legge +essere fatta solamente per lo sciocco</i>. Ma fu l’on. Di +San Giuliano, che anche su questo riguardo col rammarico +di dissentire dal solito Nasi, somministrò +dati importanti sulla prevalenza delle relazioni e +clientele personali, sull’accanimento delle lotte tra i +partiti locali, sulla gravezza delle imposte, sulla +dissennatezza delle spese, sulla falsità delle liste +elettorali... E chi più ne ha, più ne metta!</p> + +<p>I danni enormi del disagio economico e della iniquità +e scorrettezza delle amministrazioni locali fu +dimostrato che venivano aggravati dalla imperizia e +dalla partigianeria dei funzionarî di ogni grado, che +il governo ha mandati in Sicilia dal 1860 in poi in +punizione o in esperimento.</p> + +<p>Il male fu più volte denunziato e deplorato; ma +i varî ministeri lo negarono sempre; il male era +reale tanto che venne stigmatizzato in questa occasione +da un uomo di facile contentatura, qual’è l’onorevole<span class="pagenum"><a name="Page_422" id="Page_422">[422]</a></span> +La Vaccara, seguito dagli on. Di San Giuliano, +Farina e Nicolosi.</p> + +<p>Questi, di animo mite e alieno dalla critica contro +l’ente governo, fece una vera e giusta carica a fondo +contro i prefetti, la cui partigianeria politica generava +un forte disagio morale, che aggravava il disagio +economico. A notarsi: avendo io accennato ad +un funzionario abile e intelligente, l’on. Damiani mi +fece questa caratteristica interruzione: «<i>Pare impossibile, +ma è vero!</i>»</p> + +<div class="sidenote">L’ON. COMANDINI</div> + +<p>Chi mise il dito sulla piaga sui funzionari governativi +accennando al passato prossimo... ed al presente +fu l’on. Comandini. Egli nel suo discorso del +27 febbraio 1894 disse:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Non facciamoci illusioni: la condizione delle provincie +siciliane, per ciò che si riferisce agli atti ed alla responsabilità +delle autorità governative, non poteva essere peggiore... +In Sicilia io ho trovato che negli uomini veramente di ordine +era ed è radicata la convinzione che in alcuni comuni, +per <i>fini elettorali</i>, non sdegnarono alcuni funzionarî del +governo di farsi essi autori di circolari e di proclami, che +venivano distribuiti ed affissi in pubblico sotto l’intestazione: +<i>Fascio dei lavoratori</i>.» (<i>Commenti</i>).</p></div> + +<p>Coi pieni poteri del generale Morra di Lavriano +ci fu un miglioramento? Ecco il giudizio, da nessuno +contraddetto, dello stesso on. Comandini:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Io ho trovato che la fiducia nei funzionari amministrativi +era scossa, e quando ho indagato se sua Eccellenza il regio +Commissario straordinario si fosse insediato a Palermo con +uno speciale gabinetto politico, sapete voi quale Gabinetto +politico ho trovato? Ho trovato un Gabinetto composto di +un militare e di due civili, perfettissimi gentiluomini, giovani +di grande e buona volontà, d’ingegno pronto e di eccellente +volontà nel lavoro, ma sorpresi essi stessi dal carico, +ch’era stato addossato alle loro spalle, e non timorosi<span class="pagenum"><a name="Page_423" id="Page_423">[423]</a></span> +di dire che essi si sentivano contenti di essere stati chiamati +a tali funzioni, <i>perchè imparavano una quantità di +cose nuove, che prima essi ignoravano</i>...»</p></div> + +<p>La Sicilia era, dunque, pel Gabinetto del generale +Morra di Lavriano <i>corpus et anima villa</i>... Ed ora si +meravigli chi può della <i>sapienza</i> degli atti e degli +editti del Commissario.</p> + +<p>Date queste premesse e assodate queste cause predisponenti +si può indovinare quale e quanta responsabilità +si possa attribuire ai socialisti, ai sobillatori, +ai <i>Fasci dei lavoratori</i>.</p> + +<p>Sono essi, che hanno calunniato la borghesia e +che hanno generato l’<i>odio di classe</i>?</p> + +<p>Badaloni prende il volume dell’<i>Inchiesta Agraria</i> +del Damiani e mostra che l’odio di classe è antico +e produsse le manifestazioni del 1848 e del 1860 di +quella popolazione, che lo stesso on. Crispi chiamò +<i>sobria, schiava della fame e del lavoro</i>. Socci, Ferrari, +Prampolini ed io, ribadimmo l’assunto del Badaloni; +lo confermò Franchetti, che disse l’antagonismo tra +le varie classi sociali antico e fatale. Ma le classi +dirigenti e la grossa borghesia sono meritevoli di +odio? Basta rammentare le parole di Crispi, riportate +avanti, ch’egli pronunziò a Palermo nel 1886, +in una riunione di operai...</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE DICE IL MARCHESE DI SAN GIULIANO</div> + +<div class="sidenote">L’AMENITÀ DELL’ON. CASTORINA</div> + +<p>Come la borghesia usò in Sicilia di quella sua onnipotenza? +Ecco qua: «Il grande proprietario è +troppo sovente <i>fruges consumere natus</i>, un parassita, +un ozioso... ma non è (?) uno sfruttatore. I +borghesi rurali in generale trattano male i contadini; +amministrano i comuni con criterî d’interessi +di classe; sono azzeccagarbugli, usurai... Le classi +dirigenti non sono all’altezza dei loro doveri...» È<span class="pagenum"><a name="Page_424" id="Page_424">[424]</a></span> +forse questo il giudizio appassionato di un socialista? +No! venne formulato da un loro avversario, +da un loro persecutore: dall’on. Marchese di San Giuliano +il giorno 27 febbrajo 1894! E dopo le sue parole, +lasciamo che il suo amico on. Castorina si diverta, +e diverta gli altri, nel difendere la borghesia, +e nell’affermare che borghesi e lavoratori in Sicilia +fraternizzano, come nel più idillico dei mondi possibili!</p> + +<p>Se i socialisti, i sobillatori, i <i>Fasci</i> non generarono +l’odio di classe, che trovarono bello e preparato da +anni e forse da secoli, non può dirsi neppure ch’essi +furono gli agenti diretti, determinanti degli ultimi +moti. Che non lo furono fu sostenuto da Badaloni, da +Altobelli, da Comandini, da me. L’ottimo Farina si +stupì, si meravigliò altamente degli on. Nasi e Saporito, +che ai <i>Fasci</i> e ai sobillatori li attribuirono; +ma il loro era naturalmente il parere dell’on. Crispi, +che fu pure combattuto da uno dei suoi più fedeli +amici politici, dall’on. Di Sant’Onofrio. Più equanimi +vollero mostrarsi gli on. Filì-Astolfone e Di San +Giuliano che dei moti trovarono la ragione parte +nelle cause precedentemente esposte e parte nell’azione +dei <i>Fasci</i>. Il secondo, anzi, si espresse in termini, +che meritano di essere integralmente riprodotti.</p> + +<div class="blockquot"> +<p>«Per quanto concerne le cause—disse il rappresentante per +Catania—voi avrete visto, e dalla discussione fatta qui e da +quello che si è detto fuori di quest’aula, che vi sono due tendenze. +Gli uni credono che causa unica sia il disagio economico, +e specialmente la miseria dei contadini; altri credono +che causa unica sia la <a name="tn424" id="tn424"></a><span class="correction">propaganda</span> dei sovvertitori.»</p> + +<p>«L’onorevole Nasi nel suo discorso di ieri si accostava a +quest’ultima opinione. Ora io francamente credo che abbiano<span class="pagenum"><a name="Page_425" id="Page_425">[425]</a></span> +contribuito l’una e l’altra causa. Senza il disagio economico +e senza il malcontento che ne consegue, la propaganda dei +sovvertitori non avrebbe potuto avere gli effetti che ha avuto, +e <i>forse non si sarebbe fatta</i>. Senza poi la propaganda +dei sovvertitori il malcontento non si sarebbe manifestato +ora, o si <i>sarebbe manifestato in altro modo, forse non meno +pericoloso</i>, ma più legale.»</p></div> + +<div class="sidenote">DEI “FORSE„ ELOQUENTI</div> + +<p>Non è evidente da questi <i>forse</i> dell’on. Di San +Giuliano, che i moti si sarebbero avuti anche senza +i <i>Fasci</i>, e in una forma <i>non meno pericolosa</i>?</p> + +<p>Una manifestazione se è più <i>pericolosa</i>, dal punto +di vista politico, non giova che sia più <i>legale</i>; ad +ogni modo l’on. Paternostro, che dell’on. Crispi è +amico politico e non è affatto socialista, riconobbe +e ricordò colla sua lealtà, che il movimento dei <i>Fasci</i> +era legalissimo e doveva essere rispettato.</p> + +<p>Si dirà che i <i>Fasci</i>, i sobillatori, i socialisti hanno +almeno la responsabilità indiretta dei tumulti siciliani, +in quanto furono determinati o accelerati dalla +loro propaganda? E allora a quanti hanno predicato +e raccomandato la emancipazione o il miglioramento +dei lavoratori deve assegnarsi buona parte delle responsabilità; +e primo fra tutti all’on. Crispi, che +proprio in Sicilia espose... in pubblici discorsi +idee poco diverse per il fine cui miravano, di quelle +propugnate dai socialisti. E gli on. Altobelli e Badaloni +con eloquenza e con senso vero di opportunità +all’on. Crispi ricordarono questi brani significanti +dei suoi discorsi di deputato e di candidato:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Bisogna una volta uscire da cotesto <i>egoismo borghese</i>, che +ha già sconvolto altre nazioni, o, quel che più monta, ha soffocato +nel sangue i reclami del popolo, <i>volta a volta blandito +e tradito</i>.</p> + +<p>«La questione sociale, se non venga risolta come <i>dovere</i>, +verrà imposta come necessità.»<span class="pagenum"><a name="Page_426" id="Page_426">[426]</a></span></p> + +<p>«<i>Alle plebi manca tutto</i>, il loro rinascimento comincia da +oggi...</p> + +<p>«Bisogna che i lavoratori siano redenti dalla schiavitù della +ignoranza, e <i>dalla schiavitù del capitale</i>...</p> + +<p>«Bisogna che siano messi nella condizione di avere il denaro +necessario, affinchè, volendolo, <i>possano diventare padroni +di un opificio, e che, associati, possano anche essi costituire +opifici</i>...</p> + +<p>«Allora potrete trovare la soluzione del problema, <i>che il +capitale ed il lavoro stiano allo stesso livello, siano nelle +stesse condizioni di eguaglianza, e che l’uno non possa comandare +sull’altro</i>, ma si riequilibrino, si rafforzino a vicenda...</p> + +<p>«Noi avremo allora la vera concordia degli animi, avremo +costituita quella <i>unità morale, senza la quale non è possibile +che duri l’unità politica del popolo italiano</i>.</p> + +<p>«Imperocchè fino a quando le <i>classi sociali</i> dureranno distinte +per gl’interessi rivali, <i>e qualche volta l’una tiranna +dell’altra</i>, saremo in continuo pericolo di disordini e conflitto.»</p></div> + +<div class="sidenote">CRISPI</div> + +<p>Ora io, dico, i socialisti e i sobillatori quando mai +enunziarono propositi diversi e più radicali di quelli +enunziati dall’on. Crispi in Palermo nel 1886? In +quanto al metodo per farli trionfare non può dimenticarsi +che lo stesso on. Crispi pochi anni dopo, +proprio alla vigilia del movimento dei <i>Fasci</i>, telegrafava +di <i>rivoluzione</i> come un qualunque avventato +sobillatore...</p> + +<div class="sidenote">L’ON. FARINA</div> + +<p>Chi conosceva tutto quanto precede avrebbe dovuto +concludere che nei moti di Sicilia non c’era +stato accordo, non vi era stato intesa, non c’era +l’intervento della cospirazione; ed alla Camera tale +dimostrazione venne fatta da Altobelli e da me; e +v’insistettero due oratori, che pel partito politico in +cui militano non possono menomamente essere sospettati +di tenerezza pei socialisti: l’uno l’on. Emilio +Farina con quella espressione di sincerità ch’è l’impronta<span class="pagenum"><a name="Page_427" id="Page_427">[427]</a></span> +dei suoi discorsi, perciò tanto bene accetti a +Montecitorio, disse:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Non vi furono attacchi contro le caserme, non movimenti +simultanei, non danari spesi per suscitarli o sostenerli, ed è +perciò che questi movimenti potevano apparire, come disse +qualcuno dei colleghi, sfoghi d’ire locali, e non meritare tutti +i rigori che sono stati adottati per reprimerli. Le stesse stragi +furono motivate, non già da assalti preconcetti contro le +truppe; furono le truppe in piccolo numero, che per svincolarsi +da folle clamorose che mano mano andavano esaltandosi, +fecero uso delle armi, con quel penoso resultato che ognuno +sa. La strage stessa commessa sul pretore, non fu un’azione, +ma una reazione dopo una strage di popolo.»</p></div> + +<p>L’altro, l’on. Comandini, con l’immancabile e scettica +sua ironia, mise in ridicolo la cospirazione, e a +provare che era un romanzo aggiunse:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Io non voglio far perder troppo tempo prezioso alla Camera, +ma voglio evocare un curioso ricordo che ho comune +con qualche nostro collega.»</p> + +<p>«Nel 1874 si volle scuoprire una pretesa cospirazione repubblicana +per la quale furono denunciati, arrestati e processati +invano ventotto uomini, parecchi dei quali hanno già +seduto ed alcuni seggono ancora in questo Parlamento.»</p> + +<p>«Fra i documenti sequestrati, fu ritenuto uno dei più impressionanti +di quella cospirazione una specie di discorso sedizioso +che si voleva fosse stato preparato per una riunione +di ribelli, e che fu trovato nella tasca di uno degli arrestati.»</p> + +<p>«Per due mesi l’istruttoria si torturò con quello spietato +discorso, che poi si verificò non altro essere che un semplice +esercizio di traduzione dal latino in italiano di un’orazione di +Catilina tratta dalla <i>Congiura di Catilina</i> di Sallustio (<i>Ilarità</i>).»</p> + +<p>«Ella, onorevole Crispi, venne qui a dirci: «Ecco qua le +lettere da Trapani, ecco qua il manifesto: «Operai, figli dei +Vespri, ancora dormite?»</p> + +<p>«Ma che Vespri, onorevole Crispi! Michele Amari, nel 1842, +diceva che «i Vespri non si combinano; essi sono irresistibilmente<span class="pagenum"><a name="Page_428" id="Page_428">[428]</a></span> +ispirati, irrompono nell’ora fatale e soppiantano il +potere» (<i>Commenti</i>). «E queste stesse parole di Michele Amari +hanno ripetuto a voi il nostro compianto collega Cuccia, il +professore Salvioli, il professore Schiattarella, Antonio Morvillo, +tutti i vostri amici di Palermo.»</p></div> + +<div class="sidenote">PER LA VIOLAZIONE DELLO STATUTO</div> + +<p>Se la cospirazione era un romanzo, invece erano +una triste realtà la violazione dello Statuto, gli +eccessi del governo nella repressione, la reazione.</p> + +<p>E a Montecitorio furono in molti a constatarle +anche tra gli amici del ministero e dell’on. Crispi, +sebbene non mancassero contraddittori, che trovarono +tutto ben fatto.</p> + +<p>Nel primo senso parlarono gli on. Imbriani, Bonajuto, +Altobelli, Bovio, Sacchi, Comandini, Cimbali, +Marcora, Pinchia, Paternostro ed io. Approvarono +quasi incondizionatamente gli on. Lazzaro, La Vaccara, +Damiani e Castorina; e pur approvando la +condotta del governo ebbero da deplorare non poche +cose gli on. Spirito e Di San Giuliano.</p> + +<p>Bovio sostenne che le idee, le utopie non si possono +colpire, ma soltanto i mezzi adoperati per realizzarle. +Imbriani—certamente facendo violenza a +sè stesso—disse che in Austria testè per proclamare +lo stato di assedio in Boemia si domandò l’autorizzazione +del Parlamento ed enunciò gli articoli dello +Statuto, che furono violati in Italia: il 26º, inviolabilità +della libertà individuale; il 27º, inviolabilità +del domicilio; il 28º, libertà della stampa; il 32º, diritto +di riunione e di associazione; il 45º immunità +parlamentare; il 70º proibizione di derogare all’organizzazione +giudiziaria; il 71º divieto di sottrarre +i cittadini ai giudici naturali e di creare tribunali +e commissioni straordinarie... E nessuno seriamente<span class="pagenum"><a name="Page_429" id="Page_429">[429]</a></span> +osò negare che tanti articoli—i più importanti—siano +stati manomessi; si constatò, invece, con giustezza +dall’on. Sacchi, che l’azione reazionaria del +governo potè passare con indifferenza, perchè in +sostanza la reazione era nella Camera e nel paese!</p> + +<p>L’on. Cimbali bene a proposito rilevò, che il disarmo +fu fatto a benefizio dei malfattori. Sacchi +dimostrò la enormità commessa dando effetto retroattivo +alle ordinanze dei regî commissarî di Sicilia e +di Lunigiana. E che i civili non si potessero sottoporre +ai Tribunali militari l’on. Paternostro, lo provò +colle parole dello stesso on. Crispi, che nel 1862 in +un mirabile discorso sostenne ciò che quasi tutti +gli oratori della Camera sostenevano su tale argomento, +ed opportunamente ammonì che le armi +della reazione <i>non hanno mai salvato le dinastie</i>...</p> + +<div class="sidenote">LO STUDIO COMPARATIVO DELL’ON. ALTOBELLI</div> + +<p>L’on. Altobelli fu felicissimo nello studio comparativo +tra la legge francese sullo Stato d’assedio e +la legge italiana che esclude di poter fare ciò +che fece il governo; contro le leggere asserzioni +dell’on. Crispi che nel Codice penale militare del 1869 +trovava la legittimazione del suo operato, provò +che essa invece c’era soltanto nell’art. 137 del codice +penale militare sardo del 1840 che diceva:</p> + +<p>«Le stesse regole <i>in tempo di pace</i> potranno anche +di nostro speciale ordine, qualora le circostanze lo +esigano, essere poste temporaneamente in vigore in +alcuna parte dei nostri stati»; e flagellò a sangue +il contegno bassamente opportunista e servile della +magistratura, riportando la motivazione della ordinanza +della Camera di Consiglio che mandò il Molinari +innanzi ai Tribunali militari «<i>perchè non sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_430" id="Page_430">[430]</a></span> +stato opportuno che i primi arrestati si sottraessero +alla giurisdizione speciale!</i>»</p> + +<div class="sidenote">IL CONFORTO DELL’ON. LA VACCARA</div> + +<p>Si può passar sopra adesso all’affermazione troppo +semplicista ed ottimista dell’on. Castorina che nello +Stato di assedio vide un eccellente rimedio; ed all’altra +dell’on. La Vaccara che nello Stato di assedio +<i>trovò un conforto</i>.</p> + +<p>I <i>bravo!</i> che partirono dall’<i>estrema sinistra</i> a questa +inattesa uscita dell’on. rappresentante per Piazza +Armerina, sottolinearono la esplosione d’ironia +della Camera. Ad onore del vero devo aggiungere +che il <i>conforto</i> di cui parlò <a name="tn430a" id="tn430a"></a><span class="correction">l’onorevole</span> La Vaccara +rispondeva alla realtà; egli ebbe il torto, però, +nell’asserire che l’<i>applauso</i> per lo Stato di assedio fu +<i>unanime</i>; poichè il <i>conforto</i> non lo provarono che +solo i conservatori e le classi dirigenti. Del resto +questa loro tenerezza per lo stato di assedio è di +antica data: Filippo Cordova nel 1863 riferiva che +qualche siciliano gli aveva detto: <i>assicuratevi che nel +cuore di ogni proprietario siciliano vi è l’immagine +di Rattazzi, non per altro che per lo stato di assedio!</i></p> + +<p>E vengo in ultimo all’on. Di San Giuliano, il quale +trovò opportuno lo Stato di assedio, ma non potè +negare gli <a name="tn430b" id="tn430b"></a><span class="correction">arbitrî</span> e le ingiustizie commesse. Ed egli +conchiuse con un pensiero, che racchiude tutta la +filosofia degli ultimi avvenimenti, dà la misura della +utilità della reazione e della repressione e ammonisce +sulla via da battere.</p> + +<p>«Dopo l’istruzione data e la propaganda fatta,—disse +il rappresentante per Catania,—<i>l’antica +rassegnazione dei contadini e degli operai non tornerà +più!</i>»</p> + +<p>E collo stesso on. Di San Giuliano, che fu seguito<span class="pagenum"><a name="Page_431" id="Page_431">[431]</a></span> +dagli on. Comandini e Ferrari—contro il parere +degli on. Saporito, Fortis e Damiani—mi trovo +pienamente di accordo nel ritenere che ai mali della +Sicilia si deve porre riparo con leggi speciali, ricorrendo +ai veri criterî sperimentali. Non bisogna affidarsi +alla uniformità delle leggi per tutta la nazione, perchè +la uniformità rappresenta un vero letto di Procuste.</p> + +<p>Da questo fedele riassunto della discussione parlamentare +si detegge che di tutte le cause dei moti +della Sicilia, frammentariamente, venne riconosciuta +l’azione persistente, dagli uomini più temperati, dagli +amici delle istituzioni, dai più devoti al ministero +dell’on. Crispi; riconoscimento, che indirettamente +eliminò la responsabilità dei <i>Fasci dei lavoratori</i> e +della propaganda socialista.</p> + +<p>La nota discordante non mancò, però, e venne +portata alla Camera dagli on. Saporito-Ricca e Nasi.</p> + +<div class="sidenote">L’ON. SAPORITO</div> + +<p>L’on. Saporito, sorpreso del profondo perturbamento +dell’ordine pubblico, maggiore che nelle precedenti +rivoluzioni—e sorpreso perchè mai forse aveva +posto attenzione all’indole dei moti puramente sociali—negò +la spontaneità del movimento, lo attribuì +interamente ai <i>Fasci</i> ed ai sobillatori e proclamò +essere fandonie, ed ingiurie ingiuste e gratuite +le asserzioni dei precedenti oratori. Si dichiarò +soddisfatto dell’opera del governo, e nello Stato di +assedio vide il rimedio supremo a tutti i malanni!</p> + +<p>La stessa tesi precedentemente era stata svolta +dall’on. Nasi, con lusso di particolari e con aneddoti +ameni e piccanti, con una forma spigliata e talora +elegante; sicchè il suo discorso dal punto di vista +oratorio si può considerare come il gran successo +della discussione.<span class="pagenum"><a name="Page_432" id="Page_432">[432]</a></span></p> + +<div class="sidenote">LA SICILIA SECONDO L’ON. NASI</div> + +<p>Secondo l’on. Nasi in Sicilia non c’era fame, vi erano +minori che altrove le sofferenze economiche, il +salario non era inferiore di altrove, il lavoro delle +miniere di zolfo non era più duro che altrove, le +amministrazioni comunali non andavano più male +che altrove, il dazio sulla farina non aveva influenza +prevalente ed uguale sul prezzo del pane; +il governo non aveva le responsabilità che gli erano +state addossate, nemmeno quella dei cattivi <a name="tn432" id="tn432"></a><span class="correction">funzionarî</span> +mandati nell’isola, i quali avevano fatto +sempre il proprio dovere; non c’era, infine, una quistione +siciliana poggiata su cause politiche, economiche, +amministrative.</p> + +<p>I nuovi piagnoni avevano tutto esagerato, e tutto +il movimento si doveva esclusivamente alla azione +dei sobillatori, la cui propaganda socialista non era +che una mistificazione, e che i <i>Fasci dei lavoratori</i>, +non raccoglievano che ambiziosi e malcontenti.</p> + +<p>Date queste premesse chiunque si sarebbe atteso, +che l’oratore avrebbe conchiuso con un inno al governo +e colla raccomandazione di lasciar correre +tutto per la sua china, come pel passato. Nossignori! +L’on. Nasi si dichiarò contrario al governo, non solo, +ma stigmatizzando le infeconde lotte parlamentari +profetizzò che il ritardo nel presentare opportuni +rimedî porterà a conflitti terribili e pose termine al +brillante discorso come tutti gli altri oratori socialisti +e radicali, promettendo che in un possibile conflitto +egli, con tutti gli uomini di cuore, si sarebbe +schierato dalla parte del popolo.</p> + +<div class="sidenote">NON C’È CHE LA “DOTTRINA„ DI A. FORTIS</div> + +<p>La conclusione sorprese, e tutti—compresi i suoi +intimi—si domandarono la ragione del discorso. Si +avrebbe potuto cercarla nel livore contro qualche<span class="pagenum"><a name="Page_433" id="Page_433">[433]</a></span> +collega suo e contro alcuni organizzatori dei <i>Fasci</i> +suoi nemici politici e personali; ma escludendo pure +questi moventi non belli si può ammettere che l’onorevole +Nasi fu spinto a parlare dal desiderio di +lanciare qualche freccia all’indirizzo dell’on. Crispi, +e dall’altro non meno ardente di difendere l’antico +ed amato ministero dell’on. Giolitti, e sopratutto fu +mosso dalla patriottica e generosa preoccupazione di +annunziare alla Camera che ai mali d’Italia—e forse +dell’umanità—non c’era che un rimedio, uno solo: +la dottrina di Alessandro Fortis!</p> + +<p>All’annunzio di tanta scoperta tutti richiesero +quale fosse la <i>dottrina di Alessandro Fortis</i>, la modestia +del quale venne offesa specialmente perchè egli non +ricordò di averne formulata mai alcuna sua propria, +e che se per sua <i>dottrina</i> volevano prendersi gli accenni +simpatici al socialismo di stato, fatti in momenti +di espansione a Bologna o altrove, non potevasi +e non dovevasi sospettare che tali accenni +costituissero la sua dottrina, poichè egli si era affrettato +a ripudiarli coi discorsi alla Camera e specialmente +coi voti dati, coi fatti.</p> + +<div class="sidenote">L’AUTOFAGISMO DELL’ON. NASI</div> + +<p>Comunque, le congratulazioni all’on. Nasi furono +grandi nella Camera e in certa stampa pel successo +del suo discorso, e fu notevole poi la lode rivoltagli +dall’on. Comandini, che rapito dal discorso ammirò +oltre ogni dire il coraggio dell’oratore. Oh! se ce ne +volle del coraggio a dire tutto quello, che disse...... +Ma le congratulazioni pel <i>coraggio</i> all’on. Nasi resero +più amare le critiche, non degli avversarî politici, ma +degli amici; perciò da uomo che non voleva procurarsi +la nomea di peccatore ostinato, nella seduta<span class="pagenum"><a name="Page_434" id="Page_434">[434]</a></span> +del 2 marzo, a meno di otto giorni di distanza, rimangiò +le precedenti denegazioni, facendo precedere +l’atto di autofagismo da questa dichiarazione, che +lascia perfettamente intendere che io non ho di una +linea esagerata o alterata la impressione che ricevette +la Camera dal suo discorso:</p> + +<div class="blockquot"><p>«È troppo facile e vecchio argomento di polemica quello +di attribuire ai propri avversari opinioni, che non hanno +manifestato od assurdità, di cui non sarebbero capaci.»</p> + +<p>«Io non ho negato nulla, non ho detto che in Sicilia non +ci sia la miseria: non ho detto che non ci siano gli abusi +municipali; non ho detto che in Sicilia non vi sia una questione +dei tributi locali, o di contratti agrari. Gli onorevoli +Comandini, Farina, San Giuliano e Sant’Onofrio, potevano +quindi dispensarsi dal manifestare un dissenso, che è fondato +sopra un semplice malinteso.»</p> + +<p>«Il malinteso deriva da ciò, che essi hanno esaminato la +questione in modo analitico: ed in molti loro giudizi io consento.»</p> + +<p>«Io ho posto a base del mio ragionamento un concetto logico +generale, che è il seguente: <i>se c’è una questione siciliana, +è necessario che essa abbia cause speciali del luogo. +Ho distinto perciò le cause efficienti dalle condizionali</i>.»</p></div> + +<p>Egli fece molte sottili distinzioni in seguito; ma +come si potè vedere continuò a denegare che una +<i>quistione siciliana</i> ci fosse. Ma sia lode alla sua rettitudine: +egli non persistette neppure in questa denegazione, +che dovette pesargli sulla coscienza per +ben lunghi quattro mesi, e perciò il 5 luglio interroga +solennemente il ministro dell’interno per sapere +se, come e quando intendeva provvedere ai <i>bisogni +della Sicilia</i>, ritenendo che fosse necessaria una parola +del governo prima che la Camera si separasse....</p> + +<p>Mi sono dilungato sui discorsi dell’on. Nasi perchè +egli fu il solo autorevole a smentire tutti gli oratori<span class="pagenum"><a name="Page_435" id="Page_435">[435]</a></span> +che lo avevano preceduto e lo seguirono, e che non +trovandosi di accordo neppure col governo, si creò +una situazione nuova, specialissima.</p> + +<div class="sidenote">CRISPI E LE COSE FALSE</div> + +<p>Chi infine merita di soffermare l’attenzione è +l’on. Crispi, non solo pel posto che occupava, ma +sopratutto per l’autorità, che gli veniva dai suoi +patriottici precedenti, per la simpatia, che ispirava +la sua tragica situazione;—e dico tragica, perchè a +nessuno passa per la mente di negare il suo affetto +per la Sicilia, onde gli dovette sanguinare il +cuore nel dovere prendere, come capo del governo, +delle dolorose misure. Ed ispirava ancora simpatia +per la singolare energia addimostrata in momenti +gravissimi, in una età nella quale in Italia gli uomini +politici se non materialmente, certo <a name="tn435" id="tn435"></a><span class="correction">psichicamente</span> +sono finiti. E degli sforzi enormi fisici e morali +si risentirono in questa occasione i suoi atti e +sopratutto i suoi discorsi, nei quali si accentuarono +non i pregi, ma gli abituali difetti. La leggerezza +e l’assolutismo delle affermazioni furono veramente +eccezionali, e per quanto mi riesca increscioso devo +metterli in evidenza, perchè precisamente a forza +di affermazioni recise e di altrettanto risolute denegazioni—che, +dato l’uomo e la sua alta posizione, pochissimi +osarono sospettare poggiate sul falso—la +Camera si formò un concetto assolutamente erroneo +sulla situazione e sulle rispettive responsabilità e +votò conformemente all’errore.</p> + +<p>Per parte mia sin dal primo iniziarsi della discussione, +il 21 febbraio, con quanta più forza potei, all’annunzio +di certe cospirazioni e di certi pericoli, +gridai: <i>È falso! È falso! È falso!</i> E l’on. Crispi allora<span class="pagenum"><a name="Page_436" id="Page_436">[436]</a></span> +solennemente affermò che c’erano <i>documenti, che +avrebbero schiacciate le mie affermazioni</i>!</p> + +<p>I primi atti, le prime parole e i primi scritti dell’on. +Crispi—che M. Imbriani nella discussione +delle leggi antianarchiche paragonò al convenzionale +Fouchet—dimostrarono che egli si era posto su di +una china pericolosa, che doveva percorrere intera, +procurandogli le più amare ed incontrastabili smentite, +più che dagli avversarî, dalle risultanze dei +processi e dai fatti indiscutibili.</p> + +<div class="sidenote">CRISPI E LA SUA VIOLENZA</div> + +<p>La violenza del linguaggio e la esagerazione iperbolica +cominciarono a far capolino nella relazione +dell’on. Crispi, che precede il decreto di proclamazione +dello Stato di assedio, nella quale è detto: i moti furono +provocati da <i>gente dedita ad ogni sorta di delitti; +saccheggi, incendî, rapine si commisero in</i> <span class="smaller">QUASI TUTTI</span> +<i>i comuni dell’isola</i>. Poi, considera Molinari e Lombardino +come esseri inferiori a Ninco-Nanco ed a Cipriano +La Gala. E supera qualunque aspettativa +quando ad un delicato appello d’Imbriani al suo +cuore di padre in favore di Maria De Felice, risponde: +<i>quella è la figlia di un malfattore</i>! La Camera +riverente, per non dire servile, verso il presidente +del Consiglio rimase profondamente addolorata di +questa risposta... inqualificabile, e consentì, a proposta +di Cavallotti, ch’essa venisse cancellata dal resoconto +ufficiale: la massima censura che può infliggersi +ad un oratore e che venne inflitta all’on. Crispi; +il quale voleva esser punito più severamente dall’on. +Agnini, che si oppose alla proposta Cavallotti, chiedendo +che rimanesse constatata nel processo verbale, +ad edificazione dei posteri, la frase che disonorava +soltanto chi l’aveva pronunziata.<span class="pagenum"><a name="Page_437" id="Page_437">[437]</a></span></p> + +<div class="sidenote">CRISPI E LE SUE TEORIE</div> + +<p>A questa violenza—che non è energia—e scorrettezza +di linguaggio dell’on. Crispi, fece degno riscontro +la enunciazione di certe teorie illiberali e +di certe proposizioni, che dovettero sorprendere e +addolorare gli uomini di scienza e di cuore. Dopo +avere affermato—contro le leggi—che c’è il diritto +al ricorso per le sentenze dei <i>Tribunali militari</i> +in tempo di guerra, immemore del biasimo che colpì +l’on. Nicotera per avere indicato l’articolo del Codice +penale che i magistrati avrebbero potuto applicare +pei fatti del 1º maggio 1891, augurò, <i>egli, Presidente +del Consiglio</i>, che la Suprema Corte di Cassazione +respingesse i ricorsi, esercitando con ciò la più aperta +pressione sull’animo dei magistrati, che docilmente +respinsero. Nel Re riconobbe il diritto illimitato di +proclamare lo Stato di assedio in forza dell’art. 5º +dello Statuto, che gli conferisce il diritto di dichiarare +la guerra....!</p> + +<p>Pose le colonne d’Ercole alla evoluzione politica, +annunziando che al di fuori delle attuali istituzioni +non c’è che l’anarchia o il dispotismo. E arrestò la +evoluzione economica e chiuse autorevolmente ogni +dibattito scientifico affermando che abolito il feudo +e soppressi i fidecommessi la proprietà è legittima.—legittimità +da lui stesso poi violata colla proposta +di legge sui latifondi di Sicilia—Che il socialismo +moderno ha elevato a scienza il diritto della spoliazione +e che il concetto dello stesso socialismo si avvicina +al delitto. Vero è che parlando in tal modo egli +alludeva al socialismo della <i>piazza</i>, ma nessuno potè +sapere come distinguerlo da quello di Marx e dall’altro +più temperato da lui stesso preconizzato nel +discorso di Palermo del 1886.<span class="pagenum"><a name="Page_438" id="Page_438">[438]</a></span></p> + +<div class="sidenote">CRISPI E LA SUA SICURTÀ</div> + +<div class="sidenote">SMENTITE INCONTRASTABILI ALL’ON. CRISPI</div> + +<p>Dalla esposizione delle teorie passando alla esposizione +dei fatti non si guadagna in esattezza e in +verità. L’on. Crispi garentì che in Sicilia non c’era +miseria; che i moti furono determinati dai <i>Fasci</i>; +che l’esposizione di Palermo del 1892 fu una peste, +perchè gli operai del continente in tale occasione +importarono nell’isola la propaganda socialista; che +la borghesia con tanti meriti, non aveva che una +colpa sola: l’avere abbandonato le plebi alle sette +ed ai preti; che i <i>Fasci</i> avevano promesso la divisione +delle terre nel 1894; che i capi del movimento +si erano posti in relazione coi clericali del continente +e collo <i>straniero</i>; ch’erano state annunziate una guerra +nel 1894, la invasione del Piemonte, la vittoria di +flotte nemiche nel Mediterraneo, la autonomia siciliana +sotto la protezione della Russia, cui si sarebbe +ceduto un porto: che la insurrezione era pronta e lo +stato di assedio fu posto in tempo; che <i>duemila armati</i> +percorrevano la Lunigiana e 280 mila socî dei +<i>Fasci</i> potevano accoppare i 14 mila uomini di truppa, +che c’erano in Sicilia; che De Felice fu arrestato in +flagranza ec. ec. Con pari esattezza e con altrettanta +recisione interruppe me, che parlavo del processo +mostruoso pei fatti di Valguarnera, garentendo che +nessuno in Italia tentava le <i>bricconate</i> da me denunziate, +e che i processati lo erano perchè ritenuti +colpevoli, mentre poi il processo innanzi il Tribunale +militare di Caltanissetta giustificò alla lettera le mie +osservazioni. Contraddice formalmente Imbriani e +me sulla autenticità dei fatti di Castelbuono e nega +fede alla Giunta comunale, che li aveva stigmatizzati +nella nota sua protesta; ma il Tribunale di +Termini Imerese lo smentisce inesorabilmente, condannando<span class="pagenum"><a name="Page_439" id="Page_439">[439]</a></span> +l’autore di quei fatti, il delegato Breda, +a tredici mesi di reclusione. Assicura l’on. Imbriani, +che arbitrî e ingiustizie non se ne commettono e +che se i prefetti e le Commissioni speciali avevano +mandato a domicilio coatto i <i>pregiudicati ritenuti tali +dalla legge di pubblica sicurezza</i>, ciò era stato fatto +con <i>ordinanze regolari</i> e dopo essere stati esaminati +i fatti della loro vita e la loro condotta; e invece +risulta da centinaia e centinaia di casi, che cittadini +onestissimi, mai per lo passato processati, in +nessun modo <i>pregiudicati</i>, senza processo, senza interrogatorio, +senza formalità di sorta alcuna vennero +arrestati, ammanettati e condotti nelle isole destinate +al domicilio coatto, per isfogo di vendette personali +di sindaci e per semplice furore di persecuzione e per +paura dei delegati, della questura, dei Prefetti, senza +che mai alcuna commissione fosse stata interrogata!<a name="FNanchor_78_78" id="FNanchor_78_78"></a><a href="#Footnote_78_78" class="fnanchor">[78]</a> +Assicurò infine che non occorrevano leggi sociali e +speciali per la Sicilia e dopo pochi mesi si smentisce +da sè presentando lo specialissimo disegno di +legge sui latifondi.</p> + +<div class="sidenote">I DOCUMENTI SCHIACCIANTI DELL’ON. CRISPI</div> + +<p>E veniamo finalmente ai <i>documenti</i>, a quei <i>documenti</i>, +che l’on. Crispi annunziò che sarebbero riusciti +<i>schiaccianti</i> per gli accusati e per coloro che,<span class="pagenum"><a name="Page_440" id="Page_440">[440]</a></span> +come me, difesero questi alla Camera. Sono due: <i>il +trattato di Bisacquino</i> e l’appello rivoluzionario agli +<i>Operai figli del Vespro</i>.</p> + +<p>Non ho bisogno di ripubblicare il <i>trattato di Bisacquino</i>, +di umoristica memoria, di cui mi occupai +nel capitolo sul <i>processo mostruoso</i>. In quel <i>trattato</i> +erano contenute le notizie per le più terribili accuse +contro i <i>Fasci</i> e contro i socialisti, me compreso. +Quale il valore di esso risultò dal processo: l’avvocato +Fiscale lo ripudiò formalmente e si sentiva +umiliato, come di un tentativo di volgere in ridicolo +il processo, ogni volta che accusati e difensori +vi accennarono. Ma quando l’on. Crispi prestò fede +al <i>trattato di Bisacquino</i>, si dirà che non gli erano +note le risultanze del processo. Ebbene, fu proprio +durante il processo che l’avv. fiscale Soddu-Millo +annunziò all’on. De Felice, che nell’ottobre 1893 il +sotto-prefetto di Corleone non ritenne degno di essere +mandato alle autorità superiori il documento, +che si deve alla fervida immaginazione di qualche +spia e più probabilmente di qualche burlone, che lo +dette come oro di coppella al delegato di Bisacquino. +Il grottesco, l’inverosimile di quella fantasticheria, +come la chiamò l’avv. fiscale, che apparvero +evidenti ad un umile sotto-prefetto, non trasparirono +menomamente innanzi agli occhi del Presidente +del Consiglio.....?</p> + +<div class="sidenote">IL FIRMATISSIMO DELL’ON. CRISPI</div> + +<p>Il secondo documento, ch’è passato alla storia +sotto il nomignolo di <i>firmatissimo</i>, ha una origine +più scellerata e più comica ad un tempo e servì +a fini iniqui, e l’avervi prestato fede, e ancora di +più l’aver mentito dichiarandolo <i>firmatissimo</i> costituisce +una delle grandi vergogne per l’on. Crispi.<span class="pagenum"><a name="Page_441" id="Page_441">[441]</a></span></p> + +<p>A dimostrare quale importanza egli vi annettesse +riproduco integralmente il brano del discorso da lui +pronunziato alla Camera dei Deputati, il giorno 28 +febbraio; di quel discorso in cui si valse—precipuamente +a falsare l’opinione della Camera e del paese +a danno dei <i>Fasci</i>, e di De Felice e degli altri compagni—dei +due cennati documenti. Dopo avere esposto +il contenuto del <i>trattato di Bisacquino</i>, che +fu accolto, secondo il resoconto ufficiale degli atti +parlamentari, da <i>commenti vivissimi</i>, l’on. Crispi aggiunse:</p> + +<div class="blockquot"><p>«A dare un concetto dei proclami che si spargevano nei +Comuni, ve ne leggerò uno solo che vale per tutti. (!)</p> + +<p>«Operai! Figli del Vespro: Ancora dormite? Corriamo al +carcere a liberare i fratelli! Morte al Re, agli impiegati. Abbasso +le tasse. Fuoco al municipio e al casino dei civili. Evviva +il fascio dei lavoratori! Quando le campane della Matrice +e del Salvatore suoneranno, assieme corriamo armati +al castello, che tutto è pronto per la libertà.»</p> + +<p>«Attenti al segnale!» (<i>Impressione.</i>)</p> + +<p><span class="ss smaller"><b>Prampolini.</b></span> È firmato?</p> + +<p><span class="ss smaller"><b>Crispi</b></span>, <i>presidente del Consiglio</i>. È firmatissimo! (<i>Ilarità</i>).</p> + +<p>C’è anche il nome del Comune. Tutto risulterà dal processo.»</p></div> + +<p>Or bene: è falso che quell’appello sia stato sparso +nei comuni dell’isola; è falso che sia <a name="tn441" id="tn441"></a><span class="correction">stato</span> pubblicato +e letto da qualcuno, meno che dal suo autore, +da un delegato di P. S. e dai magistrati che se ne +occuparono; è falso che fosse nonchè <i>firmatissimo</i>, +neppure... <i>firmato</i>. Di vero non c’è che il nome del +Comune in cui venne manipolato. Ma eccone la +storia, che rappresenta un breve intermezzo comico-erotico, +in questo dramma siciliano dai tragici episodî,<span class="pagenum"><a name="Page_442" id="Page_442">[442]</a></span> +che in un paese di uomini liberi avrebbe abbattuto +il ministro.</p> + +<div class="sidenote">LA STORIA DI UN “DOCUMENTO„</div> + +<p>In Petralia Soprana—provincia di Palermo—c’era +un disgraziato vice cancelliere di pretura perdutamente +innamorato della moglie di un agiato pastaio +del luogo, certo Alessi. La donna, tanto bella quanto +onesta, aveva replicatamente respinto le profferte +del vice-cancelliere; il quale nel suo furore erotico +arrivò a minacciarla di ridurla in condizioni da +doverglisi dare a discrezione. E l’immondo satiro ricorse +ad un diabolico mezzo: scrisse il manifesto +agli <i>operai figli del Vespro</i>—il manifesto <i>firmatissimo</i>,—e +lo mandò per posta allo indirizzo del marito della +sua amata, l’Alessi; poi con una lettera anonima +denunzia lo stesso Alessi alle autorità del luogo come +uno dei promotori più pericolosi dei disordini, e +in prova della realtà del fatto denunziato avvisa che +proprio in quel giorno allo Alessi doveva arrivare +per la posta un manifesto rivoluzionario. In questa +guisa il vice-cancelliere sperò fare arrestare l’incomodo +marito e avere nelle sue braccia la moglie.</p> + +<p>Si era nel periodo più acuto dei tumulti, e le autorità +di Petralia Soprana credettero di salvare la +patria, corsero alla posta, sequestrarono la lettera +indirizzata all’Alessi, e in base al manifesto rivoluzionario +sequestrato procedettero al suo arresto. A +questo punto la moglie dell’Alessi intravvede le +trame inique e denunzia tutto alle stesse autorità, +che onestamente e rapidamente ripararono al mal +fatto arrestando il vice-cancelliere; il quale confessò +tutto, cercando di scusarsi con la follia amorosa.</p> + +<p>Pochi mesi dopo il vice cancelliere di Petralia +Soprana venne condannato dal Tribunale di Termini<span class="pagenum"><a name="Page_443" id="Page_443">[443]</a></span> +Imerese come autore del manifesto <i>firmatissimo</i> +a tre anni di reclusione....</p> + +<div class="sidenote">COME SI STRAPPARONO I VOTI ALLA CAMERA!</div> + +<p>E qui mi fermo senza commentare ulteriormente +questi indecorosi documenti, in base ai quali si strapparono +voti iniqui alla Camera dei deputati; mi +fermo, perchè dovrei adoperare roventi parole contro +l’on. Crispi, del quale non si può abbastanza +deplorare la... leggerezza.</p> + +<p>Lo stesso on. Crispi, il 9 Marzo, discutendosi la +domanda di autorizzazione a procedere contro l’onorevole +De Felice, dopo che da me era stata fatta +la storia del <i>firmatissimo</i>, osò continuare a prestarvi +fede ed uscì in queste dichiarazioni testuali:</p> + +<div class="blockquot"><p>... «Si oppugnò <i>a torto</i> un documento del quale vi diedi +lettura: e <i>che, del resto, non è il solo, perchè ne ho qui molti +altri più importanti di quello, che per prudenza e per sentimento +di giustizia non volli leggere</i>. Se li avessi letti, sarei stato +fatto segno all’accusa di voler pesare, con la mia parola, sopra +atti dell’autorità giudiziaria, la cui indipendenza voglio resti +impregiudicata.</p> + +<p>..... «In altra occasione, quando i processi saranno terminati, +dirò tutto, e <i>meraviglierò</i> anche la Camera con la storia +degli avvenimenti siciliani. Allora gli interruttori potranno +sfogarsi a lor guisa, <i>imperocchè non ci sarà più pericolo per +gl’imputati</i>.»</p></div> + +<div class="sidenote">LA MAGNANIMITÀ DELL’ON. CRISPI</div> + +<p>La tenerezza dell’on. Crispi per gl’imputati in quella +occasione fu appresa come un prodigio incredibile; +che dire poi del suo delicatissimo riserbo di non +voler leggere <i>i molti altri documenti più importanti</i>, +dopo che ne aveva letti due, che riteneva i +più gravi, e che erano <span class="ss smaller"><b>falsi</b></span>? Che dire di un riserbo +che... dura tutt’ora, quando i processi sono +finiti e la pubblicazione dei documenti, che dovranno +<i>meravigliare</i> la Camera, potrebbe essere fatta senza<span class="pagenum"><a name="Page_444" id="Page_444">[444]</a></span> +pericolo per gl’imputati, che per dodici, per sedici, +per diciotto anni sono al sicuro... nelle sinistre celle +dei varî penitenziari d’Italia? Ed è da sperarsi, che +l’on. Crispi li verrà a leggere alla Camera, non essendo +stati letti nei processi, a difesa del proprio +decoro e della propria serietà, onde il paese apprenda +che per davvero l’on. Crispi fu generoso verso +gl’imputati, non avendo voluto dare al magistrato +documenti che avrebbero potuto aggravare le pene +alle quali furono condannati e che forse li avrebbero +potuto far condannare a morte da un Tribunale militare +che punisce con un Codice in cui la pena di +morte è conservata...</p> + +<p>Pervenuta al termine la discussione sui casi di +Sicilia, e venuti in luce i fatti, le accuse e i documenti +che le suffragavano, tutti si attendevano che +il governo fosse venuto a chiedere un <i>bill d’indennità</i>—che +in Inghilterra e dovunque c’è regime costituzionale, +si ritenne sempre indispensabile dopo +la sospensione delle guarentigie costituzionali, anche +quando la medesima sia stata ordinata con legge +del Parlamento—<i>bill d’indennità</i>, che, secondo il +Majorana, ha un doppio carattere: <i>giuridico</i>, al fine +di togliere qualunque azione possa spettare ai cittadini +per tutte le violazioni di leggi comuni e statuti +normali in cui il governo sia incorso; <i>politico</i>, +per fare sanzionare l’opera di questo dal sovrano +sindacato parlamentare.</p> + +<p>Molti, anche avversarî del Ministero presieduto +dall’on. Crispi, tenendo conto delle eccezionalità dei +casi e della bontà delle intenzioni, erano disposti a +concedere detto <i>bill d’indennità</i>.</p> + +<p>L’on. Ambrosoli in nome della <i>destra</i> pure lo accordava,<span class="pagenum"><a name="Page_445" id="Page_445">[445]</a></span> +chiedendo, però, che una legge, a somiglianza +della francese, regolasse lo Stato di assedio; accordavalo +l’on. Martini in nome del centro sinistro, +negando un voto politico e chiarendo erronei i precedenti +invocati dall’on. Crispi, e voleva darlo l’Arcoleo, +pur ritenendo—egli professore di diritto costituzionale—che +fosse quasi incompatibile lo Stato +di assedio con la ordinaria funzione del Parlamento.</p> + +<p>E il meno che poteva fare il Presidente del Consiglio, +a propria giustificazione, si era di convocare +il Parlamento, dopo la violazione dello Statuto o di +tutte le leggi durante lo Stato d’assedio, per chiedere +il <i>bill d’indennità</i>.</p> + +<div class="sidenote">L’ON. CRISPI RESPINGE UN “BILL D’INDENNITÀ„</div> + +<p>Questo avrebbe dovuto e potuto bastare a qualunque +Ministro ed a qualunque Ministero, ma l’onorevole +Crispi, disse l’on. Imbriani, respinse per alterigia +abituale il <i>bill d’indennità</i> e chiese un voto +politico esplicito, che ne approvasse la condotta e +stabilisse che tutto era proceduto conforme a legge. +Ciò sembrava enorme e contrario a tutti i precedenti +parlamentari, anche italiani, e si ricordava +come in altri tempi si giudicò temerario l’on. Nicotera, +che <i>bill d’indennità</i> chiedesse per ciò che +aveva fatto nella stessa Sicilia; ed aveva fatto assai +di meno e di meno peggio dell’on. Crispi (<i>Zini</i> op. +cit. p. 47 e 48). Altri tempi!</p> + +<p>Ora, la Camera dette ragione al Presidente del +Consiglio, eliminò il <i>bill d’indennità</i>, e con 342 voti +favorevoli contro 45 contrarî e 22 <a name="tn445" id="tn445"></a><span class="correction">astensioni</span> approvò +quest’ordine del giorno presentato dell’on. Damiani +e accettato del governo:</p> + +<div class="blockquot"><p>«La Camera, approvando l’azione del Governo, diretta alla +tutela della pace pubblica, confida ch’esso saprà definitivamente<span class="pagenum"><a name="Page_446" id="Page_446">[446]</a></span> +assicurarla con opportuni provvedimenti legislativi, +e passa all’ordine del giorno.»</p></div> + +<p>La enorme maggioranza, che approvò la condotta +del governo non lasciava luogo a sperare—nella sua +resipiscenza nella grave quistione che le venne innanzi +il giorno 8 Marzo—per la autorizzazione a +procedere contro l’on. De Felice e per la convalidazione +del suo arresto.</p> + +<div class="sidenote">LA CAMERA</div> + +<p>Qui erano in giuoco le prerogative della Camera, +delle quali, dal 1848 in poi, essa si era mostrata +sempre gelosa. Ma a nulla valsero le osservazioni +di Cavallotti, di Barzilai, di Imbriani, di Sacchi, di +Altobelli, di Merlani, mie e dello stesso Palberti, +ch’era relatore delle Commissione nominata dagli +ufficî della Camera dei Deputati per esaminare la +domanda di autorizzazione a procedere presentata +dal Regio Procuratore presso il Tribunale di Palermo.</p> + +<div class="sidenote">NULLA VALLE PER ESSA</div> + +<p>Non valse che io dimostrassi che le accuse si +fondavano sopra documenti ridicoli come il <i>trattato +di Bisacquino</i>, o infami come il <i>firmatissimo</i>; che lo +stesso Procuratore del Re, costatando la lunga lotta +in seno del <i>Comitato dei Fasci</i> alla vigilia della proclamazione +dello Stato d’assedio, escludeva implicitamente +l’azione dello stesso Comitato e dell’on. +De Felice nei moti di Sicilia; che lo stesso pubblico +accusatore non avesse potuto dimostrare un +sol caso di azione diretta del rappresentante per +Catania nei tumulti; che aveva torto l’on. Palberti +ad ammettere la esistenza di depositi di armi vecchie +e nuove sulla semplice assicurazione del questore +Lucchese. Non valse che l’on. Sacchi collo esame +della corrispondenza tra l’on. De Felice e il<span class="pagenum"><a name="Page_447" id="Page_447">[447]</a></span> +Cipriani—il cavallo di battaglia del processo e dell’accusa +di alto tradimento—avesse luminosamente +provata la inesistenza dei <i>mezzi</i> idonei per provocare +la rivoluzione. Non valse che l’on. Barzilai avesse +esposto i casi numerosi (Luzzi, Carbonelli, +Costa, Francica, Bonajuto, Dotto ec.) nei quali la +Camera, contro il parere dell’on. Palberti e della +maggioranza della Commissione di cui era relatore, +era entrata nel <i>merito</i> della domanda di autorizzazione +a procedere. Non valse che lo stesso on. Sacchi +avesse ricordato il parere del più grande e autorevole +commentatore delle leggi inglesi, il Blackstone, +sulla prerogativa parlamentare, che la Camera +inglese non volle mai definita da leggi speciali +affinchè, di caso in caso essa ne facesse quell’uso +che nel suo sovrano apprezzamento le sembrasse +conveniente; a nulla valsero tanti sforzi: la +Camera accordò l’autorizzazione a procedere perchè +il governo la voleva.</p> + +<p>La lotta della quistione dell’autorizzazione a procedere +passò in terreno ancora più favorevole ai +difensori dell’on. De Felice quando si discusse della +convalidazione dell’arresto. Rammentò opportunamente +l’on. Imbriani, che nel 1848, quando fu eletto +deputato Didaco Pellegrini, nella Camera, appena +se ne pronunziò il nome, alcuni deputati si +alzarono per domandare se fosse già stato messo +in libertà, trovandosi in carcere il Pellegrini sotto +accusa di Stato. Il Ministro Pinelli riconobbe il diritto +della Camera ed immediatamente ordinò la +escarcerazione. Tali nobili e liberali tradizioni del +Parlamento subalpino non esercitarono influenza +sulla Camera del 1894.<span class="pagenum"><a name="Page_448" id="Page_448">[448]</a></span></p> + +<div class="sidenote">ESSA TUTTO CONCEDE AL GOVERNO</div> + +<p>Se altra volta si era ordinata la liberazione di +chi era stato eletto mentre era in prigione, ora si +violava evidentemente l’art. 45 dello Statuto arrestando +il De Felice, mentre era deputato. Vero +è che lo stesso articolo sottrae dalla prerogativa il +caso della flagranza; ma questa derogazione, osservò +l’on. Barzilai, ha la sua ragione potente: nel +caso della flagranza l’evidenza della prova distrugge +ogni sospetto di un arbitrio, di una ingerenza indebita +a danno del deputato. Ora, a danno dell’on. +De Felice, erano evidenti non la flagranza—che nessuno +seppe dimostrare e che l’on. Palberti tanto +condiscendente verso il governo ridusse alla <i>quasi</i> +flagranza e alle <i>considerazioni di convenienza politica</i>,—ma +l’arbitrio e la ingerenza indebita del governo +per odiosi e partigiani motivi politici; per quei motivi, +che appunto hanno fatto consacrare nello Statuto +la prerogativa parlamentare dell’art. 45!</p> + +<p>Se c’era un caso, adunque, in cui la escarcerazione +avrebbe dovuto ordinarsi ai sensi di quell’articolo +era proprio questo dell’on. De Felice. E indarno +l’on. Cavallotti su questa questione della prerogativa +parlamentare provò che la giurisprudenza costante +della Camera e il voto di due commissioni solenni—quella +del 1855 e l’altra del 1870—di cui facevano +parte il senatore Cadorna, Valerio, Mancini, Biancheri, +davano completa ragione all’on. De Felice e +mostravano che i nemici dello Statuto, dei plebisciti +e delle leggi, gli adulteratori della storia erano +al banco dei ministri; indarno! La Camera +che nel 1869, tenera delle proprie prerogative, non +volle ammettere la flagranza a danno dell’on. Majorana +Cucuzzella accusato di assassinio e accettò<span class="pagenum"><a name="Page_449" id="Page_449">[449]</a></span> +la divisa della sua Commissione: <i>in dubiis pro libertate</i>; +nel 1894 la riconobbe in odio all’on. De +Felice accusato di reato politico.</p> + +<div class="sidenote">SENZA CORAGGIO</div> + +<p>Concessa l’autorizzazione a procedere; riconosciuta +la flagranza, e convalidato perciò l’arresto dell’on. De +Felice, si sperava infine che la Camera non si volesse +coprire di vergogna riconoscendo la <i>retroattività</i> +dei Tribunali di guerra, sanzionando la più iniqua +ed erronea violazione delle leggi e dello Statuto. +Era lecito sperare, che la Camera a questo punto +si sarebbe arrestata sulla china vergognosa delle concessioni, +e del proprio esautoramento; perchè il relatore +onorevole Palberti in nome della Commissione—in +maggioranza composta di amici del governo—aveva +affermata manifestamente la propria ripugnanza +ad arrivare sino a quel punto. Ma l’on. Palberti affermava +il principio, la teoria, esprimeva il desiderio; +però non osava formulare recisamente la proposta +per ottenere che l’on. De Felice venisse sottratto alla +illecita giurisdizione dei Tribunali militari, e si limitò +a sperare nella equanimità del governo e sperò +eziandio, che su questa quistione il governo si sarebbe +astenuto, disinteressandosene, come aveva fatto +sempre pel passato in tutte le quistioni, che toccano +i diritti e le garenzie del Parlamento. Ma egli stesso +dovette riconoscere che le sue speranze furono una +illusione e dovette sentirsi dire dall’on. Cavallotti +non essere giusto, non essere bello dimostrare che +una cosa è iniqua e non avere il coraggio di proclamarlo.</p> + +<div class="sidenote">SCRUPOLI LOIOLESCHI</div> + +<p>D’onde la incertezza e la condotta fiacca dell’onorevole +Palberti e della Commissione? Dal timore<span class="pagenum"><a name="Page_450" id="Page_450">[450]</a></span> +e dallo scrupolo d’invadere il campo della magistratura, +di preoccuparne le decisioni e di sollevare +anche un conflitto tra la Camera dei Deputati e la +Corte di Cassazione; poichè in quei giorni si attendeva +la decisione della Suprema Corte sui ricorsi +contro la competenza dei Tribunali militari, e si trovava +sconveniente da un lato indicare alla medesima +la via da battere; e dall’altro non si sapeva trovare +una uscita corretta nel caso che il giudicato della +Cassazione riuscisse contrario al voto della Camera +dei deputati.</p> + +<p>Quanto poco valore dovessero avere quegli scrupoli +lo dimostrò lo stesso on. Palberti, che cortesemente +rimproverò al guardasigilli la pressione esercitata +sull’alta magistratura, annunziando lui la risoluzione +che esso avrebbe dato al difficile quesito che le +era stato sottoposto. Così era lecito al governo venir +meno ai riguardi dovuti alla suprema magistratura +per farle commettere una enorme iniquità; ma la +Camera, doveva usare tutti i riguardi verso la prima +e rinunziare ai propri diritti e alle proprie prerogative +in danno di una causa giusta!</p> + +<p>Che la decisione della Camera non potesse nè +invadere il campo della magistratura, nè lederne i +diritti, nè menomarne la indipendenza, nè sollevare +conflitti colla medesima ce lo apprese la sentenza della +stessa Corte di Cassazione nel ricorso De Felice e C., +nella quale si riconobbe che essa non si permetteva +di entrare in apprezzamenti di indole politica, sull’alta +ragione di Stato che aveva potuto consigliare lo +Stato d’assedio con tutte le sue conseguenze, e che +lasciava di giudicarne alla competente autorità politica,<span class="pagenum"><a name="Page_451" id="Page_451">[451]</a></span> +cioè al Parlamento, che se n’era rimesso alla Cassazione! +Da Caifas a Pilato...</p> + +<p>E così la Camera dette l’ultimo passo sulla via +dell’approvazione degli arbitri sterminati, e accettando +i comodi ed onesti scrupoli dell’on. Palberti, +lasciò che governo e Cassazione vedessero loro in +quanto alle competenze dei <i>Tribunali militari</i>; e +l’una e l’altra provvidero... nel modo conosciuto.</p> + +<div class="sidenote">UNA FARSA INDEGNA</div> + +<p>Tutto questo era fatto per rattristare profondamente +l’animo di coloro che amano la libertà e +che vorrebbero vedere l’Italia procedere per le vie +della rettitudine in politica e nel delicatissimo campo +della amministrazione della giustizia; ma la Camera +e il governo nello stesso giorno in cui si passava +sopra a tutte le illegalità e le enormezze commesse +in Sicilia, recitava una farsa che destava una +nausea invincibile: nel giorno 9 marzo infatti, dopo +avere emesso l’autorizzazione a procedere contro +l’on. De Felice, averne convalidato l’arresto e consentito +che venisse sottratto ai giudici naturali e +sottoposto ai Tribunali militari, con una ipocrisia +veramente fenomenale respinse due altre domande +di autorizzazione a procedere contro lo stesso on. De +Felice per due discorsi-reati pronunziati a Pedara +e a Casteltermini, e che formavano parte integrale +dell’accusa che lo condusse innanzi al Tribunale di +Palermo e da questo alla reclusione per diciotto +anni...</p> + +<p>Due cose in questa farsa indegna furono notevoli: +la generosità dell’on. Crispi che dichiarò disinteressarsi +di queste due altre domande di autorizzazione +a procedere e la premura delicatissima dell’on. Canegallo, +che volle si sapesse dalla Camera e dal<span class="pagenum"><a name="Page_452" id="Page_452">[452]</a></span> +paese che esso in seno alla Commissione, contro la +maggioranza, aveva votato in favore della concessione. +All’uno e all’altro la corona civica non dovrebbe +mancare.</p> + +<p>Verso la Camera dei deputati fui severo nel libro +<i>Banche e Parlamento</i>, esaminandone la condotta e la +responsabilità nelle quistioni degli scandali della +Banca Romana e in quella della legge sul riordinamento +degli istituti di emissione; non potrei essere +altrettanto severo in questa occasione dei casi +di Sicilia, quantunque non siano stati meno ingiusti +e meno esiziali alla vita pubblica italiana i voti +dati secondo le richieste e la volontà del governo.</p> + +<div class="sidenote">PERICOLI DI CIÒ CHE SI CREDETTE RIMEDIO</div> + +<p>Non mancarono i deputati servili, quei deputati +che furono in altri tempi fieramente flagellati dall’onorevole +Crispi, che votarono favorevolmente al governo +per l’abituale servilismo che li distingue per +motivi non nominabili; ma giustizia vuole che io dica +che molti altri, pur addolorati dello strazio fatto +dello statuto e delle pubbliche libertà, approvarono +l’opera del governo sotto l’incubo di preoccupazioni +di ordine politico elevatissimo. In molti infatti +era sincera la convinzione che gli eccessi commessi +dal governo dell’on. Crispi, fossero una dolorosa necessità +non solo per ristabilire l’ordine pubblico, +ma anche per conservare l’integrità della patria! +Essi che avevano un’idea iperbolica della entità +dei pericoli corsi dell’Italia, guardarono al successo +rapido e immediato del governo e ne rimasero ammirati +senza guardare ai mezzi adoperati per ottenerlo. +Invece, i mezzi sinora adoperati creano +pericoli veri, e servono soltanto alla reazione bieca, +che tanto più impunemente e sicuramente se ne<span class="pagenum"><a name="Page_453" id="Page_453">[453]</a></span> +giova in quanto che all’ombra del vecchio patriottismo +e della qualità di siciliano dell’on. Crispi molte +forze vive che avrebbero potuto opporre una diga +o sono state neutralizzate anch’esse dalla paura dell’immaginario +pericolo corso, o rimasero inerti perchè +non sanno ribellarsi a chi considerarono per +tanti anni come capo ed amico e che oggi riprovano +in fondo dell’animo loro senza avere il coraggio +di rendere palese il proprio pensiero.</p> + +<p>Conosciuto il movente del successo parlamentare +ed anche extra-parlamentare dell’on. Crispi, mi rimane +l’ultimo compito increscioso: esaminare se esso +rispondeva al vero e completare l’esame obbiettivo +coi confronti storici invocati dall’on. Crispi a giustificazione +della sua azione e ridotti alle loro giuste +proporzioni, cioè a nulla, dagli on. Cavallotti, Altobelli, +Comandini ecc.</p> + +<div class="sidenote">LE GIUSTIFICAZIONI DEL GUARDASIGILLI</div> + +<p>Che il pericolo in Sicilia per la integrità della +patria fosse grande, più volte l’on. Crispi lo dichiarò, +e fece comprendere che dell’ordine stabilito gli si +doveva tanta se non maggiore riconoscenza quanto +della spedizione liberatrice dei Mille. Il fatto, dall’on. +Guardasigilli si tentò di giustificare con quella +teoria di diritto pubblico, che ritiene legittimi lo +Stato di assedio e le misure eccezionali a difesa della +esistenza dello stato, come legittima ogni violenza +si riconosce negli individui a difesa della propria +esistenza. (Seduta della Camera dei Deputati del +28 Febbraio 1894).</p> + +<div class="sidenote">BLUNTSCHLI E HOLTZENDORFF</div> + +<p>Gli epigoni completarono l’accenno del Ministro +Calenda dei Tavani facendosi forti dell’autorità di +Bluntschli, che nei seguenti termini ha formulato +tale teoria: «In tempo di guerra o di <i>sedizione</i> la<span class="pagenum"><a name="Page_454" id="Page_454">[454]</a></span> +istituzione del Consiglio di guerra, può essere una +pubblica necessità per la salute dello Stato. Quando +si tratta di salvare lo stato e la salvezza non è +possibile senza violare i diritti dei privati od anche +di tutta una classe della popolazione, allora il +governo non può e non deve per risparmiare +quella, far perire questo, ma deve anzi far tutto +ciò ch’è necessario alla conservazione colla salvezza +dello stato. Su di ciò si fonda il cosidetto +potere eccezionale, il diritto di <i>necessità del governo</i>, +che corrisponde al diritto di <i>necessità del popolo</i>.»</p> + +<p>Nell’applicazione, questa teoria s’infrange di fronte +alla quistione della misura e della opportunità di +invocarla; poichè chi governa è sempre tentato di +ricorrervi ad ogni difficoltà che incontra e che tanto +più facilmente vi ricorrono gli uomini impari alla +situazione. Il primo venuto, diceva Cavour, può governare +collo stato di assedio!</p> + +<p>Cavour in Italia non fa più scuola, è quasi considerato +come un anarchico; i Tedeschi invece, sono +di moda—s’intende, non quelli della democrazia +sociale—e ad un Tedesco, perciò, ad un professore +e Consigliere aulico me ne appellerò per mostrare +le enormità di tale teoria e i pericoli, che si annidano +in seno della medesima. A Bluntschli contropporrò +Holtzendorff. Il quale osserva: che non c’è +illegalità, non c’è attentato contro il diritto, che non +si possa <i>dorare</i> sotto il pretesto dell’interesse dello +stato. «Questa teoria del bene pubblico, colla sua +pericolosa massima: <i>salus publica suprema lex est</i>, +non offre alcuna base per la politica pratica... In +nome di tale teoria ci fu un governo—non tedesco—che +proibì l’uso dei fiammiferi, perchè<span class="pagenum"><a name="Page_455" id="Page_455">[455]</a></span> +facevano aumentare gl’incendî e in alcune parti +della Germania non si permise ai contadini la danza +più di tre volte in un anno per impedire la demoralizzazione!»</p> + +<p>Lo stesso compianto professore dell’Università di +Monaco, elevandosi in una sfera ancora più generale +e più nobile, raccomandò quasi quell’azione cosidetta +sovversiva presa oggi di mira da coloro che +operano e legiferano in nome della salute della patria, +scrivendo: «nei codici penali si perpetua il +pensiero, che i sentimenti dei cittadini devono +essere regolati e ordinati da parte dello stato e +che <i>l’eccitamento all’odio e al disprezzo stesso delle +cose e delle istituzioni odiose e spregevoli</i> merita tutti +i rigori della legge.</p> + +<p>«Alcuni Stati, che si dicono cristiani e tedeschi, +obbliarono, sotto pretesto del bene pubblico, che +l’apostolo condanna in nome della morale il fatto +di non sapere odiare ciò ch’è male.» (<i>Principes de +la politique</i> p. 116, 117 e 119).</p> + +<p>Non si direbbe che queste parole dello scienziato +tedesco siano state scritte a difesa di coloro, che +furono accusati di <i>eccitamento all’odio</i> di ciò ch’era +odioso e spregevole, del male, cioè: della oppressione +dei lavoratori siciliani?</p> + +<div class="sidenote">ROYER-COLLARD</div> + +<p>Ma questa teoria non riesce semplicemente pericolosa +ai cittadini, i cui diritti sono esposti all’arbitrio +del governo; ma spesso riesce pericolosa al +governo stesso, che la invoca; poichè il Royer-Collard—un +altro pericoloso anarchico!—tanti anni +fa ricordava, che le leggi eccezionali sono come i +prestiti ad usura: presto o tardi chi se ne serve +si rovina completamente. Già lo stesso Bluntschli<span class="pagenum"><a name="Page_456" id="Page_456">[456]</a></span> +parlò di un <i>diritto di necessità del popolo</i>, che sta +di fronte e limita il <i>diritto di necessità del governo</i> +e che corrisponde al <i>diritto sopra costituzionale</i> +dell’Hallam. Quando il governo ricorse alle violenze +delle leggi di eccezioni, come si fece sotto Carlo X +colle ordinanze di luglio, e sotto Luigi Filippo colla +proibizione dei banchetti parlamentari, il popolo rispose +colle barricate e vinse. I casi della Francia +si sono ripetuti e si potranno ripetere altrove...</p> + +<div class="sidenote">CRISPI E LA “SALUS PATRIAE„</div> + +<p>Ciò premesso sul conto della teoria e dei suoi possibili +risultati, brevemente si dica della opportunità +della invocazione della <i>salus patriae</i>, poichè se essa +fu opportuna realmente tutto il resto cade e l’opera +dell’on. Crispi—quali che abbiano potuto essere gli +eccessi, le violenze e gli arbitri contro i cittadini e +quanto abbia potuto essere la manomissione delle +leggi e delle pubbliche libertà, rimane giustificata +e rimane come un suo titolo di gloria; e s’intende +che lo esame non va fatto dal punto di vista di +coloro che vorrebbero mutato l’ordinamento politico-sociale +attuale dello stato, ma dal punto di vista +strettamente legale della conservazione delle vigenti +istituzioni.</p> + +<p>Esisteva realmente il pericolo della integrità della +patria? Lo affermò il <i>trattato di Bisacquino</i>, e coloro +che si valsero di quel documento oggi se ne vergognano +e lo ripudiano.</p> + +<div class="sidenote">UN ESERCITO... DI NUMERI</div> + +<p>Esisteva il pericolo per le istituzioni? È strano +che lo si abbia trovato in dimostrazioni e tumulti +avvenuti al grido di: <i>Viva il Re!</i> quando si portarono +in giro i ritratti dei Sovrani; quando affermavasi +che il governo guardava con simpatia ai +dimostranti, stanco com’era di vederli opprimere<span class="pagenum"><a name="Page_457" id="Page_457">[457]</a></span> +dalle consorterie locali e dall’egoismo dei grandi +proprietari; quando si sperava che il figlio del Re +e lo stesso on. Crispi sarebbero venuti a capitanarli—Questa +la voce, che correva a Palma Montechiaro. +E furono precisamente le sentenze dei <i>Tribunali +militari</i>, che constatarono l’assenza di ogni +carattere politico nei moti, che essi furono destinati +a punire. C’erano forze incoscienti ma organizzate, +che a momento opportuno avrebbero potuto +essere adoperate dai malintenzionati ai loro fini sovversivi, +volgendo a loro benefizio, la ingenuità stessa +dei tumultuanti? I famosi 300,000 soci dei <i>Fasci</i> +erano un esercito sulla carta; esercito immaginario +non solo, ma inerme assolutamente, privo di qualunque +mezzo per l’attacco o per la resistenza.<a name="FNanchor_79_79" id="FNanchor_79_79"></a><a href="#Footnote_79_79" class="fnanchor">[79]</a> E +furon gli stessi <i>Tribunali militari</i>, osserva l’on. Prof. +Lucchini, a ridurre a proporzioni ridicole il <i>pericolo</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_458" id="Page_458">[458]</a></span> +che li fece sorgere! E che il pericolo fosse insussistente +risulta, infine, da un dato di capitale +importanza; l’on. Comandini ripetè nella Camera +dei deputati ciò che aveva pubblicato nel <i>Corriere +della sera</i>, senza che nessuno lo smentisse e cioè: +che lo stesso generale Morra il 3 gennajo 1894 neppur +lui avesse ritenuto opportuna, necessaria la +proclamazione dello Stato di assedio e che <i>aveva +ceduto alle insistenze del potere centrale</i>; il quale, +era assediato e ipnotizzato in Roma, dai campioni +della reazione.</p> + +<p>La insussistenza del pericolo, la inopportunità +della invocazione della <i>salus patriae</i> e dei conseguenti +provvedimenti eccezionali e la mancanza +di misura nell’uso dei medesimi, risultano meglio e +con maggiore evidenza dal confronto tra i casi recenti +di Sicilia e gli altri nei quali il regno Sardo +prima e il regno d’Italia dopo, per motivi politici +e sociali, si trovarono in condizioni di invocare tale +massima.</p> + +<div class="sidenote">QUEL CHE SI FECE A GENOVA NEL ’49</div> + +<p>Nel 1849, lo Stato di assedio viene proclamato a +Genova. Le cause che lo determinarono erano assai +più gravi di quelle di Sicilia. Da un lato c’era +la guerra collo straniero, coll’Austria; dall’altro c’era +una grande città, che fatta la rivoluzione si era +proclamata repubblica e si era distaccata dal Piemonte. +Genova aveva già un governo nemico a +quello che sedeva a Torino; aveva forze organizzate, +che opposero resistenza, e la città si dovette +bombardare e prendere di assalto. La proclamazione +dello Stato di assedio era legale, perchè il Parlamento +il 29 luglio 1848 aveva dato i pieni poteri +al governo con una legge, nella quale però si diceva:<span class="pagenum"><a name="Page_459" id="Page_459">[459]</a></span> +<i>salve le guarentigie costituzionali</i>. C’era nulla +di simile in Sicilia nel 1894? Eppure il generale +Lamarmora, i cui poteri erano assai più legittimi +di quelli del generale Morra, nel suo proclama accennò +alla <i>possibilità</i> dei Tribunali militari; ma non +li istituì, e allora forse potevasi parlare di un nemico +col quale si era in guerra!</p> + +<div class="sidenote">A SASSARI NEL ’52</div> + +<p>Nel 1852, Sassari insorge e vi si proclama lo Stato +di assedio; due eserciti stanno di fronte: la guardia +nazionale da un lato e il regio esercito stanziale +dall’altro. Eppure non furono soppressi i magistrati +ordinarî, non furono istituiti i tribunali +militari! Di più: il ministro dell’interno Pernati +fece alla Camera dei deputati queste dichiarazioni—opportunamente +ricordate dall’on. Altobelli—che +suonano aspra rampogna all’on. Crispi. Il ministro +sostenne di non avere avuto bisogno di farsi autorizzare +dal Parlamento per proclamare lo Stato di +assedio perchè non aveva violato lo statuto e soggiunse:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Ma diverso sarebbe il caso della sospensione dell’articolo +71 dello Statuto, che garentisce la libertà individuale in guisa +che nessuno può esser sottratto ai suoi giudici naturali. <i>Se +dunque una dichiarazione di stato d’assedio assorbisse il potere +giudiziario, e lo concentrasse in altra autorità, egli è +certo</i> <span class="smcap">che si toccherebbe allo Statuto</span>. <i>In tal caso il Governo +dovrebbe chiedere</i> <span class="smaller">PREVENTIVAMENTE</span> <i>l’assenso del Parlamento</i>, +od almeno, qualora <i>l’urgenza</i> lo costringesse ad +agire senza indugio, <i>dovrebbe riferire, in seguito, il suo operato +al Parlamento per la convalidazione, e per avere un</i> +<span class="smaller">BILL</span> <i>d’indennità</i>.»</p></div> + +<div class="sidenote">IN SICILIA E NAPOLI NEL ’62</div> + +<p>Nel 1862, lo Stato di assedio viene proclamato in +Sicilia e nel Napoletano. Perchè? Un esercito meridionale +era risorto al di fuori dell’autorità del governo<span class="pagenum"><a name="Page_460" id="Page_460">[460]</a></span> +e contro gli ordini espressi del Capo dello Stato. +Quell’esercito era capitanato da Garibaldi e provocava +diserzioni numerose nelle fila dell’esercito; +il potente vicino impero francese esigeva che si arrestasse +la marcia su Roma. Qualche imprudente +ha detto che ogni paragone tra Garibaldi e De Felice—tra +l’esercito dei volontari che volevano la liberazione +di Roma e i tumultuanti che volevano +la liberazione dalle tirannidi locali e il miglioramento +economico—era impossibile. Sia. Eppure l’ente +governo, sempre disposto ad abusare del <i>salus patriae</i>, +trattò alla stessa stregua i nemici del <a name="tn460" id="tn460"></a><span class="correction">1862 e +quelli</span> del 1894; chiamò tutti disfacitori dell’Italia +e ribelli. E quelli la cui missione viene ora dichiarata +più nobile furono puniti più severamente e più +iniquamente: la ferita di Aspromonte e i fucilati di +Fantina ne fanno fede. Ad ogni modo la misura del +pericolo nel 1862—e lo stesso si potrebbe dire pel +1867, quando l’esercito dei volontari con Garibaldi +si rimise in marcia verso Roma e venne arrestato +a Mentana—non era identica a quella del 1894, e +l’uguaglianza del provvedimento, perciò, rimane ingiustificabile. +Ed uguale rimane la protesta in Parlamento; +sulla quale Cavallotti osservò:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Pigliate i resoconti di quella memoranda discussione su +l’interpellanza Boncompagni: al banco del Governo, al posto +di Rattazzi, mettete Crispi; poi qui all’estrema, al posto del +Nicotera d’allora, mettete Bovio; al posto di Mordini, mettete +Colajanni; al posto del perpetuo e violento interruttore di +allora, ch’era l’onorevole Crispi, mettete Imbriani, (<i>Ilarità</i>) +e voi avrete la discussione di quei giorni, completamente, +fotograficamente riprodotta.»</p></div> + +<div class="sidenote">NELLE PROVINCIE MERIDIONALI</div> + +<p>Nel 1863-64, provvedimenti eccezionali vengono +presi per le provincie meridionali.<span class="pagenum"><a name="Page_461" id="Page_461">[461]</a></span></p> + +<div class="blockquot"><p>«Allora sì, fu un momento per l’Italia ben più grave, ben +più scuro di adesso. Era il momento in cui il brigantaggio infuriava +per tutto il Mezzogiorno: non i quaranta o cinquanta +o cento matti della Lunigiana, ma bande organizzate di briganti +scorazzavano tutto il Mezzodì, assalivano e uccidevano +i nostri soldati, entravano da conquistatori nelle terre e nei +paesi. Era la guerra civile nel vero, terribile senso della parola, +che aveva qui in Roma il suo quartiere generale; da +qui il re di Napoli dirigeva le mosse, nominava i capitani; +da qui la reazione mandava i denari. Ci poteva essere un +caso più grave, nel quale il governo fosse tentato per la <i>salus +reipublicae</i> di procedere per mezzi spicci, rigorosi, terribili? +Ebbene, il Governo venne innanzi al Parlamento, e, come +l’urgenza cresceva, si stralciarono, per far presto, dal progetto +di legge per la repressione del brigantaggio pochi articoli +che il Parlamento discusse e votò, e che formarono la +legge Pica.»</p> + +<p>«Che cos’era questa terribile legge? Il suo primo articolo +diceva questo solo: «Fino al 31 dicembre nelle Provincie infestate +dal brigantaggio e che tali saranno dichiarate con +Decreto Reale, i componenti comitiva o banda armata di almeno +tre persone che vada scorrendo le pubbliche strade o +le campagne, per commettere crimini o delitti, saranno giudicati +dai tribunali militari di cui nel libro II, parte II, del +Codice penale militare».</p> + +<p>«Era il meno che si potesse chiedere in un caso di vera +guerra civile, ed era chiesto per legge. Ebbene, l’onorevole +Crispi lo trovava enorme!» (<i>Cavallotti</i>)</p></div> + +<p>Le condizioni nel 1862-63, adunque, erano più +gravi che nel 1894; eppure i provvedimenti eccezionali, +furono assai meno rigorosi di quelli del 1894: +ai briganti si consentì la difesa civile negata ai socialisti, +e quei provvedimenti infine furono consentiti +preventivamente dal Parlamento.</p> + +<div class="sidenote">A PALERMO NEL ’66</div> + +<p>Nel 1866, lo Stato d’assedio viene proclamato in +Palermo. Allora la guerra coll’Austria era appena +cessata e la pace non era stata ancora segnata:<span class="pagenum"><a name="Page_462" id="Page_462">[462]</a></span> +quella città delle grandi iniziative e delle barricate, +che nel 1894 si mantenne completamente tranquilla, +era in piena insurrezione, in potere dei ribelli armati, +che avevano costretto a rinchiudersi nel Palazzo +reale la legittima autorità; oppose fiera e sanguinosa +resistenza alle truppe e alla flotta mandate +per ristabilire l’ordine e fu necessario bombardarla +per domarla. Lo Stato d’assedio potevasi legittimamente +proclamarlo, perchè il governo aveva avuto +concessi poteri straordinarî dalla legge, di cui fu +relatore eloquente lo stesso onorevole Crispi, che +trovò allora occasione di dichiarare solennemente:</p> + +<div class="blockquot"><p>«io sempre amerò la libertà e mi opporrò ai pieni poteri. +Credo che la libertà meglio di qualunque intelligente dittatura +sia la sola feconda pel trionfo dell’unità nazionale.»</p></div> + +<p>Eppure l’on. Presidente del Consiglio di allora, il +Ricasoli, si affrettò a togliere lo Stato di assedio (lui, +che non lo aveva imposto!) prima che si riaprissero +le Camere.</p> + +<p>Accanto a questi casi nei quali furono presi provvedimenti +eccezionali e in condizioni e per ragioni +tali e in tale misura che riescono a far condannare +severamente chi li prese e quali li prese nel 1894, +alcuni altri ve ne sono, nei quali sebbene con più +ragione si sarebbe potuto invocare la giaculatoria del +<i>salus patriae</i>, pure non si ricorse a provvedimenti +eccezionali.</p> + +<p>A Genova nel 1857 si tenta una insurrezione, +s’invade il forte Diamante, si uccide un sergente, +bande armate percorrono i dintorni delle città; +ma non si proclama lo Stato di assedio. Nel 1869 +una vasta cospirazione repubblicana si scopre nelle +file dell’esercito, ch’è veramente minato e non si +ricorre a misure eccezionali. Nel 1870 ben dodici<span class="pagenum"><a name="Page_463" id="Page_463">[463]</a></span> +provincie sono in disordine, vi sono insurrezioni +nelle caserme—a Pavia ed a Piacenza—si dovette +arrestare Giuseppe Mazzini allo sbarco in Sicilia; +ma non si proclama lo Stato di assedio. La condotta +dei <i>conservatori</i> allora fu tale che l’on. Comandini +potè buttare in faccia ai <i>liberali</i> di oggi le parole +pronunziate da Marco Minghetti nel 1875 nel difendere +la legge straordinaria proposta appunto per la +Sicilia: «la mia dottrina, la mia coscienza, la tradizione +del mio partito mi consigliano di rifuggire +dal ricorrere a mezzi eccezionali; <i>tutto si deve +sempre domandare ed ottenere dal Parlamento</i>.»</p> + +<div class="sidenote">LA REAZIONE NEL ’94</div> + +<div class="sidenote">LA “SALUS PATRIAE„ È UN PRETESTO</div> + +<p>Argomento a più melanconiche riflessioni è il fatto +che la reazione non si è limitata alla Sicilia; nè è +seguita ai folli e criminosi atti di Caserio e di Lega. +Gli avvenimenti in Italia in ordine al tempo +e allo spazio dicono che i moti di Sicilia e i crimini +anarchici servirono di comodissimo pretesto +per colorire il programma della reazione, ciò che +prova luminosamente che la <i>salus patriae</i> fu invocata +in malafede.</p> + +<p>Guardate. Lega non aveva sparato il suo innocuo +colpo e il guardasigilli aveva già da un pezzo diramate +le sue circolari inculcanti una maggiore severità +contro la stampa; e la epurazione delle liste +elettorali era bene avviata;<a name="FNanchor_80_80" id="FNanchor_80_80"></a><a href="#Footnote_80_80" class="fnanchor">[80]</a> e le liste di proscrizione<span class="pagenum"><a name="Page_464" id="Page_464">[464]</a></span> +erano composte e i consigli dei giornali fedeli +al governo si ripetevano con insistenza per +porre argine a quella propaganda socialista, che<span class="pagenum"><a name="Page_465" id="Page_465">[465]</a></span> +oggi si dichiara sovversiva e ieri serviva di bandiera +nelle lotte elettorali ai ministri caduti ed a +quelli risorti ed ai loro accoliti i quali blateravano con +idillica ignoranza ed impudenza di un socialismo +monarchico, che portava tanto di bollo dell’autorità +superiore. I tumulti erano stati in Sicilia, ma le +persecuzioni contro ogni libera manifestazione e gli +scioglimenti dei sodalizî invisi e i sequestri e le minacce, +infierivano in ogni parte d’Italia.</p> + +<div class="sidenote">LO STATO D’ASSEDIO VIEN TOLTO DI NOME</div> + +<p>Lo Stato d’assedio legalmente viene tolto in Sicilia +ma le norme e i criteri di governo non libero +continuarono ad essere in vigore impunemente e +sfacciatamente: a Palermo la questura chiama in +ufficio Colnago ed altri giovani eletti e li ammonisce +a <i>moderare</i> la loro propaganda; la censura telegrafica<span class="pagenum"><a name="Page_466" id="Page_466">[466]</a></span> +continua; la soppressione dei giornali assume +forma più odiosa, perchè più ipocrita; quella del +sequestro sistematico, capriccioso, non motivato da +alcun pretesto plausibile, come si pratica contro +l’<i>Unione</i> di Catania; le armi non vengono restituite +ai loro proprietarî: si mantengono a domicilio coatto +coloro che vi furono mandati arbitrariamente.</p> + +<div class="sidenote">LE LEGGI ANTIANARCHICHE</div> + +<p>Quando il pretesto alla reazione è eccellente—e +lo danno gli anarchici—la reazione abbandona +ogni riserbo e arriva al suo parossismo colle leggi +antianarchiche pensatamente indeterminate—delle +quali un alto magistrato, l’Auriti, aveva dichiarato +non esservi bisogno per combattere i nemici della +società. In Parlamento si promise con solennità +eccezionale, che non si sarebbero applicate contro +i socialisti, ma appena votate sono già state sperimentate +colla proibizione dei congressi, coi sequestri +dei giornali, collo scioglimento delle associazioni +a danno dei socialisti, dei repubblicani, dei +democratici più tiepidi, ma sinceri, sospettati soltanto +di non essere abbastanza soddisfatti della delizie +che il regime ci procura nell’ora presente. E +non solo le leggi antianarchiche si applicano contro +coloro che si era dichiarato solennemente non ne +sarebbero stati le vittime, ma la magistratura educata +alla scuola di un qualsiasi Morra di Lavriano dà +a dette leggi, in materia di stampa, un effetto retroattivo, +sollevando proteste, forse le ultime, in +certe sfere non sospettabili di tenerezze per tutte +le gradazioni del mondo cosidetto sovversivo.<a name="FNanchor_81_81" id="FNanchor_81_81"></a><a href="#Footnote_81_81" class="fnanchor">[81]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_467" id="Page_467">[467]</a></span></p> +<div class="sidenote">LA REAZIONE HA TROVATO IL SUO UOMO</div> + +<p>E la reazione trionfante ha trovato il suo uomo, +l’on. Crispi: deciso, caparbio, senza scrupoli, facile +alle promesse, alle lusinghe o alle minacce se più +opportune soccorrono, ed anche simpatico ed affascinante +per certe sue doti eminenti e perciò più +pericoloso. E tale uomo rinunzia agli ultimi legami +colla tradizione democratica e coi suoi precedenti +democratici e per quello stesso opportunismo<span class="pagenum"><a name="Page_468" id="Page_468">[468]</a></span> +che prima lo indusse ad inneggiare alla Dea Ragione +ed a Giordano, a Napoli lo spinge a riconciliarsi +col Papa e col Dio di Torquemada e di Lojola, +e al clericalismo attonito, novello Costantino, bestemmiando +di Mazzini, dà l’insegna: <i>con Dio, col +Re per la patria!</i> e grida: <i>in hoc signo vinces</i>.</p> + +<p>Ed ora si troveranno più amici e laudatori di +Francesco Crispi, che oseranno negare ch’egli s’è +gettato completamente ed entusiasticamente nelle +braccia della reazione?...</p> + +<p>Di quest’uomo testè Giovanni Bovio ha detto: +«non ha partito e la Camera gli va incontro; si +professa democratico e il Senato gli si piega ossequioso; +non sollecitò il potere e gli scese incondizionato +dall’alto; auspicò il monumento a +Bruno e il Vaticano gli volge l’occhio salutevole. +Il paese e la stampa che fanno? L’uno sotto la +sua mano si addormenta; l’altra, in gran parte, +lo seconda.»</p> + +<div class="sidenote">IL PAESE E LA RAPPRESENTANZA</div> + +<p>Questa sintesi mirabile di contrasti risponde alla +verità? Risponde; ma questo solo deve osservarsi, +che l’uomo supera tutte le difficoltà, non perchè egli +sia grande, ma soltanto perchè il paese e la +sua rappresentanza sono piccoli. Il paese si addormentò +e la stampa secondò altri uomini che di Crispi +erano minori e che rispondevano ai nomi di +Depretis e di Giolitti e che adoperarono mezzi ora +uguali ora dissimili da quelli adoperati dall’attuale +Presidente del Consiglio. Queste diversità negli uomini +e nei mezzi e questa simiglianza nei risultati +prova, che la ragione del successo sta al di fuori +di essi.</p> + +<p>Ciò si osserva non per acre voluttà di diminuire<span class="pagenum"><a name="Page_469" id="Page_469">[469]</a></span> +un uomo; ma per quell’imperativo categorico, che +impone l’omaggio alla verità: alla verità, che deve +giovare non preparando illusioni nuove e dolorose +col fare sperare salute dalla caduta di un uomo; +che deve giovare non permettendo un errore nella +diagnosi del male, e nella scelta dei rimedî.</p> + +<p>Il male è nel paese e si rispecchia nella sua rappresentanza +legale. Lo constatai un anno fa in +<i>Banche e Parlamento</i> di fronte alla onnipotenza dell’on. +Giolitti; lo constato qui, di fronte alla onnipotenza +dell’on. Crispi; constatai l’aberrazione morale +dilagante colla tregenda bancaria; constato l’aberrazione +giuridica, politica e sociale incarnatasi +nella reazione.</p> + +<p>Lo scienziato, che vive al di fuori delle passioni +politiche, il Brusa, pensoso dello spettacolo che danno +le presenti vicende politiche, scrisse che i governanti +d’Italia hanno pareggiato i Borboni, il prete e l’Austria; +anche sorpassato. (<i>op. cit.</i> pag. 28 e 31). Un +altro scienziato, il Lucchini, soggiunse che le violazioni +dello Statuto pei casi di Sicilia e di Lunigiana +in <i>altri tempi</i> avrebbero sollevato popolo e +parlamento.</p> + +<p>Così è, nessuno si solleva per le condizioni che +riassunsi altra volta e che ora ripeto perchè non +potrei mutare di una linea: «le istituzioni si liquidano, +la corruzione dilaga, la miseria cresce, tutti +soffrono e sono malcontenti; e ancora il popolo +non sa come, quando, perchè insorgere e che cosa +sostituire a ciò che sente ed intuisce di dover +demolire!» (<i>Banche e Parlamento</i> p. 384).</p> + +<div class="sidenote">SARÀ SEMPRE COSÌ?</div> + +<p>Sarà sempre così? Non lo credo, e la speranza +in un futuro migliore tanto più mi si fa viva nell’anima<span class="pagenum"><a name="Page_470" id="Page_470">[470]</a></span> +quanto più audace si fa la reazione, quanto +più essa infierisce contro il moto sociale che non +si arresta mai.</p> + +<div class="sidenote">LA RISCOSSA NON PUÒ MANCARE</div> + +<p>Certo si passeranno momenti non lieti, ma la reazione +capitanata da un Bismark fu doma la prima +volta in Germania; rialza la testa altra volta, ma +ricadrà più precipitosamente; la reazione armata +del sentimento religioso, dell’odio di razza, dell’egoismo +economico e maneggiata alternamente dai partiti +storici dell’Inghilterra è stata costretta a capitolare +in Irlanda.</p> + +<p>In Italia la riscossa potrà essere più lenta e più +tarda perchè la reversione atavica del servilismo +ajuta efficacemente la reazione; ma la riscossa non +può mancare.</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_78_78" id="Footnote_78_78"></a><a href="#FNanchor_78_78"><span class="label">[78]</span></a> Il Generale Morra, più sincero dell’on. Crispi, non esitò +a indicare i criterî seguiti nello invio a domicilio coatto. Egli +infatti nella circolare di commiato ai prefetti mette da parte +ogni riserbo e dice: «Quello che più di tutto interessa si è +che la mala pianta dei sobillatori, dei sovvertitori dell’ordine +pubblico e delle istituzioni, che ci reggono, non abbia +a ripullulare ed estendersi. Gran parte e i più pericolosi in +questo genere sono stati allontanati, sia perchè condannati, +<i>sia perchè a domicilio coatto</i>...»</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_79_79" id="Footnote_79_79"></a><a href="#FNanchor_79_79"><span class="label">[79]</span></a> Il generale Corsi aveva già accennato alle esagerazioni +sulle forze dei <i>Fasci</i> e sui pericoli temuti. A tempo opportuno—oggi +potrebbe procurare molestie a molti—narrerò +un episodio tipico, che darà la certezza della assoluta inesistenza +della cospirazione della organizzazione delle forze dei +<i>Fasci</i> e della attribuita preveggente azione dei capi. A coloro, +che non hanno seguito con attenzione i fatti da me esposti +o li hanno dimenticati, ricorderò, che questi miei giudizi +sulle forze dei <i>Fasci</i>, sulle loro mire politiche, sugli intendimenti +separatisti e antinazionali ec. ec. non li accampo +<i>oggi</i> per comodità di difesa dei miei amici; ma li precisai +con crudezza di verismo, che dispiacque a molti, che credevano +utile alla propaganda ogni esagerazione, e nella <i>Grande +Revue</i> del gennajo 1893 e nella <i>Rivista popolare</i> di Roma e +nel <i>Secolo</i> di Milano e nel <i>Giornale di Sicilia</i> di Palermo +nello stesso anno e molti mesi prima, che si arrivasse ai tumulti—da +me preveduti e preannunziati—che provocarono +lo stato di assedio e la repressione.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_80_80" id="Footnote_80_80"></a><a href="#FNanchor_80_80"><span class="label">[80]</span></a> Ciò che avviene in fatto di liste colla nuova legge elettorale +fatta votare dall’on. Crispi nelle sedute mattutine della +Camera, fra la disattenzione e la nausea di tutti, è inaudito. +All’on. Crispi che si vantava democraticamente di aver fatto +votare l’art. 100 nella legge elettorale del 1882 oggi può assicurarsi +la benevolenza dei suoi nuovi amici, i reazionarî, +ricordando l’ultima legge del 1894, che il diritto elettorale +quasi annulla. Non calunnio, non esagero; ecco come <i>La Tribuna</i> +commenta alcune corrispondenze pervenutegli: +</p><p> +«Pubblichiamo su questa quistione delle liste elettorali la +lettera di Capua per debito d’imparzialità e quella di Albano +Labiale che prima ci è pervenuta per ordine cronologico. Ma +se volessimo potremmo aggiungere qui sotto a diecine lettere +e corrispondenze le quali ripetono press’appoco ciò che ci +scrive il corrispondente di Albano Laziale e dimostrano che +l’anarchia nella compilazione delle liste dovrà, anzi imperversare +allegramente. +</p><p> +Molte commissioni elettorali si sono ostinate a seguire +questo sistema di cancellare cioè tutti gli elettori, già inscritti, +i quali non forniscono la documentazione del loro +diritto elettorale. +</p><p> +Abbiamo già avvertito, quanto alle liste vecchie, che esse +sono permanenti: che nella revisione straordinaria che si sta +compiendo, coloro che sono già inscritti hanno per loro più +che una presunzione di diritto: che se anche si vuole documentare +il diritto elettorale, elettore per elettore, l’obbligo +di ricercare, verificare, accertare i documenti spetta intero +alle commissioni comunali: che queste non possono alla leggera +disturbare i cittadini, quando esse hanno tutti i mezzi +di verifica e di mutamento: infine che soltanto quando ogni +prova e documento manchi, e se v’è reclamo o contestazione, +allora solo le Commissioni debbono richiedere all’elettore di +provare. +</p><p> +Le Commissioni dunque che si conducono come quella di +Albano Laziale e come quella di Capua e come le altre, dalle +quali ogni giorno ci si scrive, sono fuori della legge. +</p><p> +Noi non insistiamo di più, perchè non vogliamo ripeterci: +chiediamo soltanto di nuovo e insistentemente una circolare +esplicativa del ministero dell’interno che metta a posto le +cose. +</p><p> +Altrimenti potrà avvenir questo fra l’altro: che gli arruffoni, +e ve ne sono massime nei piccoli comuni, si metteranno +in mezzo a procurare iscrizioni, a far reclami, a chiedere +cancellazioni, a far man bassa sulle liste elettorali, a prepararsi +il terreno per l’avvenire, mentre i galantuomini, seccati +o indifferenti, lasceranno fare e si lasceranno cancellare +magari. +</p><p> +E le liste elettorali non saranno purgate, ma mutilate, se +non corrotte. +</p><p> +Fra i moltissimi che ci hanno scritto protestando contro i +metodi inquisitorii delle Commissioni comunali, parecchi concludono +dicendo:—<i>Noi non produrremo i documenti che ci +si chiedono e subiremo piuttosto con indifferenza l’onta di +non più appartenere alla classe degli elettori.</i>» +</p><p> +Ed oramai ne siamo a questo: ci sono paesi, come Lovere +in Lombardia, che sono rimasti senza elettori, perchè i cittadini +nauseati non hanno voluto far valere i proprî diritti +contro lo sconfinato arbitrio e la crassa ignoranza delle Commissioni!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_81_81" id="Footnote_81_81"></a><a href="#FNanchor_81_81"><span class="label">[81]</span></a> Come indizio eloquentissimo della situazione noto quanto +segue: +</p><p> +Non appena i magistrati vollero dare effetto retroattivo alle +leggi antianarchiche a Roma, ad Ancona, a Siena nei processi +contro <i>Il futuro sociale</i>, <i>Il Lucifero</i> e la <i>Martinella</i>—giornali +esclusivamente socialisti e repubblicani e antianarchici +per eccellenza—le proteste fioccarono sulle colonne della <i>Tribuna</i> +e il giornale le fece sue. Ora viene la proibizione del +Congresso socialista d’Imola e la stessa <i>Tribuna</i> (n. 242 anno +1894) approva il Prefetto di Bologna. Il fatto, data la attitudine +del giornale verso il governo, è importante perchè prova +la malafede più impudente delle sfere ministeriali. Quando +il governo per bocca di Crispi nella Camera prometteva ai +deputati socialisti, che a loro non potevansi applicare le leggi +antianarchiche, conosceva certamente il loro programma, che +s’impernia nella <i>lotta di classe</i>, che tante polemiche ha suscitato +e tanti malumori ha destato nello stesso campo socialista. +La sua slealtà, adunque, è innegabile ed è enorme oggi, +che si attacca a quel programma per farlo oggetto di persecuzione. +Figuriamoci ciò che avverrà quando si sarà trovata +l’isola adatta per mandarvi i coatti! E allora tu, o buon amico +Lucchini, vedrai quanto avrai guadagnato a fare accettare +una dicitura invece di un’altra appellandotene a Fanfani +e a Tommaseo! I magistrati, i prefetti e i questori d’Italia +che si occupano di sinonimia! e che nelle distinzioni di +Tommaseo dovrebbero trovare la guida per agire correttamente +e interpretare onestamente le leggi antianarchiche....! +Questi preludî possono servire di opportuno commento alla +<i>liberale</i> circolare dell’on. Crispi sulla applicazione di dette +leggi.</p></div> +</div> + +<p><span class="pagenum"><a name="Page_471" id="Page_471">[471]</a></span></p> +<hr class="major" /> +<p class="link"><a href="#INDICE">Indice</a></p> +<h2><a name="CONCLUSIONE" id="CONCLUSIONE"></a>CONCLUSIONE</h2> + + +<p>In tutti i capitoli di questo libro traspare un pessimismo, +che non è ordinariamente nel mio carattere +e nelle mie convinzioni, ma che fatalmente s’impone +a chi esamina gli avvenimenti recenti, sia nella +parte che riguarda il governo, sia in quella che +concerne le classi dirigenti.</p> + +<p>Ma non c’è un raggio di luce, che possa rischiarare +le tenebre che circondano la sconsolante prospettiva +dell’avvenire?</p> + +<p>Non si può e non si deve <i>a priori</i> negare la possibilità +nelle cose siciliane di un esito diverso da +quello enunziato e temuto; si può anzi ammetterla, +purchè governo e classi dirigenti agiscano di conserva +e rapidamente per iscongiurare i pericoli che +risorgeranno spontanei dalla situazione, presto o +tardi, senza o con l’opera dei sobillatori, col concorso +indiretto dei <i>Fasci</i> come nel 1893, o senza +che fossero conosciute le teorie socialiste, e senza +che <i>Fasci</i> esistessero come nel 1860 e in altre epoche.</p> + +<div class="sidenote">L’ATTITUDINE DELLE CLASSI DIRIGENTI</div> + +<p>Storia e scienza politica si accordano nel riconoscere<span class="pagenum"><a name="Page_472" id="Page_472">[472]</a></span> +che non c’è che un mezzo per evitare le rivoluzioni +<a name="tn472" id="tn472"></a><span class="correction">violente</span>: le riforme date a tempo. E riforme +ne sono state proposte di ogni sorta per la +Sicilia: riforme economiche, politiche amministrative +e sociali; riforme, che in parte riuscirebbero +utilissime al resto d’Italia.<a name="FNanchor_82_82" id="FNanchor_82_82"></a><a href="#Footnote_82_82" class="fnanchor">[82]</a> Ma perchè riuscirebbero +utilissime al resto d’Italia c’è da temere che non +ne saranno votate in tempo per la Sicilia dal Parlamento; +e per lo stesso motivo i deputati siciliani +più interessati al mantenimento dello <i>Statu quo</i> e +che rispecchiano fedelmente le aspirazioni e gl’interessi +delle classi dirigenti, levano alta la voce +contro ogni legge speciale per la Sicilia, che scioccamente +designano come <i>legge eccezionale</i>—di <i>leggi +eccezionali</i> essi non invocano e non approvano che +lo Stato d’assedio con tutti i suoi amminicoli, dalla +censura preventiva ai Tribunali militari!—poichè +essi sono giustamente convinti che allontanerebbero +per più lungo tempo l’amaro calice delle riforme +economico-sociali, quando tutti i deputati d’Italia +fossero costretti ad avvicinarvi le labbra.</p> + +<div class="sidenote">CIÒ CHE SI DOVREBBE FARE E CIÒ CHE SI È FATTO</div> + +<p>Di ciò che si dovrebbe e potrebbe fare, di ciò +che si è fatto già o si è mostrato l’intenzione di +praticare, bisogna fare rapidissima menzione.</p> + +<p>Nell’<i>ordine amministrativo</i> si reclamano pronti +provvedimenti che spengano ed impediscano il risorgere +dell’attuale prepotenza delle consorterie locali,<span class="pagenum"><a name="Page_473" id="Page_473">[473]</a></span> +che opprimono i deboli e gli avversarî; non +rendono fruttuosa l’opposizione nelle vie legali; e +coll’intrigo, colla corruzione o colla protezione dei +deputati, del governo centrale e dei suoi rappresentanti +scambiano le parti e riducono alla condizione +legale di minoranze, quelle che realmente sono +maggioranze. E prontamente si farebbe opera di +pacificazione, (più sincera e più duratura di quella +più che consigliata, imposta dai Prefetti e dagli +ufficiali dell’esercito tra i partiti opposti all’indomani +dei disordini e delle repressioni), collo scioglimento +di molti Consigli comunali e colle elezioni +senza ingerenza indebita di chicchessia.</p> + +<p>Ciò che si è fatto non ispira fiducia, poichè dalla +narrazione precedente, e specialmente dai capitoli +sui <i>Tribunali militari</i> e sull’<i>Opera civile del generale +Morra</i> si apprese che furono abbandonate le primitive +buone intenzioni in ordine alla ricostituzione +delle amministrazioni comunali sulle basi della giustizia, +della legalità e della preponderanza delle +maggioranze reali; lasciando perdurare, anzi consolidando +il prepotere di quelle consorterie—in +fondo apolitiche—che si mostrano più ligie al governo +ed ai suoi rappresentanti locali.</p> + +<p>In un ordine più generale bisognerebbe provvedere +affinchè venisse assicurata la onesta compilazione +delle liste elettorali: come sarebbe savio provvedimento +determinare la misura delle spese obbligatorie—eliminandone +alcune; impedire la partigianeria +nella distribuzione delle imposte; riformare +il sistema dei <i>tributi locali</i>, modificare la tassa di +minuta vendita, alla quale nei comuni aperti sfuggono +gli agiati colle compere all’ingrosso, abolire<span class="pagenum"><a name="Page_474" id="Page_474">[474]</a></span> +il dazio sulle farine, la tassa sulle bestie da trasporto +e da lavoro, mantenendo quella sui bovini, +abolire le quote minime del <i>focatico</i> e stabilire un +maggior numero di categorie che rendano possibile +la più equa graduazione dell’imposta stessa, che in sè +è delle più democratiche, ordinare che non si possano +sorpassare certi limiti nei dazî di consumo se non +quando siano raggiunti gli estremi limiti nelle imposte +dirette, invertendo il sistema vigente; distruggere, +infine, come dice l’anonimo del <i>Giornale degli +economisti</i>, «il vizio fondamentale del sistema finanziario +locale che si riassume nel fare pagare prevalentemente +le imposte ai meno abbienti e nel +farle usufruire per servizi pubblici prevalentemente +ai maggiori abbienti.» (<i>Febbrajo 1894</i>)<a name="FNanchor_83_83" id="FNanchor_83_83"></a><a href="#Footnote_83_83" class="fnanchor">[83]</a>.</p> + +<p>Nel precedente capitolo si disse a che cosa è servita +sinora e serve la nuova legge elettorale: è sicuro, +che si avrà un enorme peggioramento nella +compilazione delle liste elettorali, nelle quali finiranno +col trovar posto solamente coloro, che preventivamente +avranno ipotecato il loro voto.</p> + +<div class="sidenote">IL REFERENDUM</div> + +<p>L’organismo amministrativo si dovrebbe completare +col <i>referendum</i>—accessibilissimo alle intelligenze +meno sviluppate, perchè si esercita sopra +quistioni chiare e concrete—parziale o totale;—e +colla elezione diretta del sindaco e degli assessori—sistema +dei <i>selectmens</i>,—tenendo conto sempre +delle diversità di cultura, di educazione e di +tradizioni, che rendono dannosa qualunque legge<span class="pagenum"><a name="Page_475" id="Page_475">[475]</a></span> +unitaria che debba aver vigore in Lombardia e in +Sicilia, in Piemonte e in Basilicata<a name="FNanchor_84_84" id="FNanchor_84_84"></a><a href="#Footnote_84_84" class="fnanchor">[84]</a>.</p> + +<div class="sidenote">PUNTE LEGGI UNITARIE</div> + +<p>E di questa varietà di ordinamenti (perfettamente +consona a quella <i>politica sperimentale</i>, di cui ci ha +dato tanti esempi convincenti il Donnat, nel libro +che porta detto titolo, e a quella analoga politica +quantitativa descritta da uno dei più sapienti positivisti +che seguirono il Littrè—il Wirouboff) non +c’è da allarmarsi come di uno sbocconcellamento +della patria italiana, se lo stesso on. Crispi, il più +fanatico unitario d’Italia, sin dal 1878 riconobbe +«che le isole hanno diritto a norme speciali di +governo, ad una speciale <a name="tn475" id="tn475"></a><span class="correction">amministrazione</span>» come ricordò +di recente l’on. Comandini (<i>Corriere della sera</i> +n. 50, 1894).<a name="FNanchor_85_85" id="FNanchor_85_85"></a><a href="#Footnote_85_85" class="fnanchor">[85]</a></p> + +<p>È corsa con insistenza la voce, che l’on. Crispi +voglia realmente venire ad un ordinamento speciale +per la Sicilia; ma tutto quanto sinora si è fatto non +autorizza a sperare che la riforma sia inspirata a +sensi democratici; se a qualche cosa che somigliasse<span class="pagenum"><a name="Page_476" id="Page_476">[476]</a></span> +alla <i>regione</i> egli verrà, di sicuro tutto si ridurrà ad +una diminuizione nel numero delle provincie e delle +intendenze e ad un concentramento di poteri nel +Prefetto di Palermo; avremmo al più un decentramento +<i>more</i> imperiale, di cui la parte popolare non +avrebbe da rallegrarsi.</p> + +<div class="sidenote">NEL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE</div> + +<p>Più difficili, ma di maggiore importanza rispetto +ai lavoratori delle campagne e delle miniere, sono +le riforme di ordine <i>economico-sociale</i>.</p> + +<p>Alcune si può essere sicuri che verranno adottate +tra breve—e fu già presentato qualche disegno +di legge per tutta Italia, ma che ha particolare +importanza per la Sicilia, dal passato ministero—; così +quella sul <i>truck-sistem</i> nelle miniere di zolfo, +che bisognerebbe completare con una legge contro +l’usura, che rovina i contadini; quella sull’obbligo +dei frequenti pagamenti agli operai e sulla insequestrabilità +degli stipendi; sulla così detta <i>cassa +piccola</i> da doversi imporre in tutte le miniere di +zolfo; sui <i>probi-viri</i> nell’agricoltura; sulle <i>cooperative +di consumo e di lavoro</i>, alle quali si dovrebbero concedere +diritti reali e mezzi adatti per farli riconoscere +dalle amministrazioni locali e dal governo, +ecc. ecc.</p> + +<p>Maggiori ostacoli si incontrerebbero per diffondere +e regolare equamente il <i>credito</i>, sottraendolo +agli usurai e alle influenze politiche, e per organizzare +efficacemente il <i>credito fondiario ed agrario</i>, dopo +che fu votata e sanzionata la infausta legge bancaria +del 10 agosto 1893; ma è materia di cui c’è +da occuparsi, perchè molte altre riforme economiche +sono intimamente connesse alle facilitazioni che +possono venire dal <i>credito</i> equamente distribuito e<span class="pagenum"><a name="Page_477" id="Page_477">[477]</a></span> +ad interessi miti, che possano essere sopportati dall’agricoltura.</p> + +<div class="sidenote">I RAPPORTI TRA CONTADINI E PROPRIETARII</div> + +<p>Le difficoltà divengono veramente gravi, quando +si arriva alle proposte per migliorare i rapporti +tra contadini e proprietari mercè la riforma in via +legislativa dei <i>contratti agrari</i> e promovendo lo spezzamento +del latifondo. Qui non c’è solamente l’aspro +conflitto tra due scuole economiche diverse, che +battagliano nel campo teorico; ma c’è il conflitto +tra gl’interessi contrarî colla prevalenza di quelli +dei proprietari e del capitalismo, che soli sinora +comandano nei comuni, nelle Provincie, nei Comizî +agrarî, nelle camere di Commercio, nel Parlamento.</p> + +<p>Qualche provvedimento che riesca indirettamente +a tale miglioramento nei contratti agrarî non è difficile +che prevalga, perchè contemporaneamente +se ne avvantaggerebbero le classi dirigenti, che +nell’attuale conflitto tengono, come suol dirsi, il +coltello per il manico: tale sarebbe ad esempio la +proposta <i>sesta</i> del <i>Comitato promotore</i> dei grandi +proprietarî di Sicilia:—esenzione per legge dalle +tasse di focatico, sul bestiame, bestie da tiro e da +soma e ricchezza mobile per quei contadini che +prendano stabile dimora nelle campagne—mentre +mi sembra più difficile che possa passare la proposta +<i>settima</i> colla quale si dimanda la riduzione +del 50 % della imposta fondiaria sui latifondi nei +quali verrebbero costruite case coloniche e adottati +quei metodi di coltura razionale che sarebbero, +caso per caso, stabiliti da apposite commissioni tecniche, +nominate dal ministro di Agricoltura e Commercio.<span class="pagenum"><a name="Page_478" id="Page_478">[478]</a></span></p> + +<p>E nello interesse dei grandi proprietari,—ma +che indirettamente potrebbe giovare ai contadini, +perchè indurrebbe più facilmente i primi alle enfiteusi—i +senatori siciliani, con alla testa il principe +di Camporeale, fecero votare dal Senato la istituzione +di una Banca che si occupasse del riscatto +dei censi a richiesta del proprietario, a somiglianza +di ciò che già si pratica altrove.</p> + +<p>Cessata la cieca venerazione per la proprietà +privata col suo quiritario <i>jus utendi abutendique</i>, per +il legislatore in Sicilia non riuscirebbe difficile il +compito di creare una numerosa falange di piccoli +proprietarî e poco più disagevole riuscirebbe l’altro +della riforma dei contratti agrari.</p> + +<div class="sidenote">ESEMPII DI LEGISLAZIONI STRANIERE</div> + +<p>Gli esempi che ci somministra la legislazione +straniera sono incoraggianti, come osserva il Cavalieri: +Le <i>Homestead Laws</i> negli Stati Uniti, le +leggi per l’Irlanda del 1881, altre leggi per la stessa +Irlanda, per la Scozia e per l’Inghilterra—<i>Small +holdings Act</i>, <i>Allotments Act</i>, ecc., ecc.—le colonizzazioni +interne, le modificazioni alle leggi sull’enfiteusi +in Germania, la quotizzazione dei terreni sabbiosi +resistenti alla filossera in Ungheria e le più +recenti proposte di leggi dell’Austria sulla cooperazione +agraria e sulla redenzione dei debiti ipotecarî +cogli opportuni temperamenti suggeriti dalle +condizioni e dalle tradizioni locali, potrebbero riuscire +di grande efficacia in Sicilia per migliorare +la condizione dei contadini e i rapporti tra proprietari +e lavoratori.</p> + +<p>Da tempo, e prima che gli ultimi avvenimenti +richiamassero sull’isola l’attenzione generale, proposte +inspirate ai criteri informanti la legislazione<span class="pagenum"><a name="Page_479" id="Page_479">[479]</a></span> +straniera succennata, nel 1883—più di un decennio +fa!—erano state avanzate dal Baer: il quale, sebbene +schietto conservatore, arrivava sino alla espropriazione +dei latifondi privati per distribuirli a piccoli +lotti ai contadini.</p> + +<div class="sidenote">VARRANNO A QUALCHE COSA?</div> + +<p>Gli esempî stranieri e i consigli non sospetti +condurranno a risultati pratici?</p> + +<p>Non mi abbandono ad un alcun preconcetto pessimista +nella previsione dei medesimi, ed espongo +puramente e semplicemente i dati di fatto, che possano +aiutare il lettore a formarsi da sè stesso un +esatto concetto.</p> + +<p>In quanto alla riforma dei <i>contratti agrarî</i> c’è +poco da sperare dal Parlamento. Figuriamoci che +si considerò come troppo ardito, quasi rivoluzionario, +il progetto sulla <i>mezzadria</i> dell’on. Sonnino! E la +sorte che correrebbe qualunque altro disegno meno +anodino si può indovinarla dalle discussioni e dalle +risoluzioni della Commissione nominata dal ministro +di Agricoltura e Commercio e da quello di +Grazia e Giustizia per istudiare precisamente la riforma +di detti <i>contratti agrarî</i>.</p> + +<p>La maggior parte dei deputati e dei senatori, +che ne facevano parte—tra i quali l’on. Fortis, +che a tempo perso si proclama <i>socialista di Stato</i>—si +mostrarono decisamente avversi ad accettare +quella corrente nuova (che fa capo a Menger in +Austria, che in Italia è rappresentata degnamente +da Gianturco, Nitti, Salvioli, Cogliolo, ecc.) la quale +mira ad innestare il contenuto socialista nel Codice +Civile, modificando il concetto quiritario della +proprietà e facendo posto adeguato alle ragioni del +lavoro.<span class="pagenum"><a name="Page_480" id="Page_480">[480]</a></span></p> + +<div class="sidenote">PAROLE E FATTI</div> + +<p>L’opposizione alle chieste modifiche dei contratti +agrarî da parte degli elementi conservatori di detta +Commissione, sebbene truccati alcuni da democratici +in aperto conflitto coll’elemento universitario (Nitti, +Cogliolo, Salvioli) quantunque disinteressata nella +apparenza, perchè mossa da elementi non siciliani, +pure tale non era: essi avvedutamente han dovuto +pensare che ciò che adesso si concederebbe alla Sicilia, +sotto la pressione della rivolta, più tardi si +dovrebbe accordare al resto d’Italia dove sussistono +condizioni analoghe. L’esempio di ciò che è avvenuto +nella Gran Brettagna li ammaestrava: le concessioni +e le riforme agrarie della Irlanda non tardarono +a varcare il canale di San Giorgio, per essere +proposte a vantaggio dei lavoratori d’Inghilterra +e di Scozia.</p> + +<p>In quanto allo spezzamento del latifondo, e alla +creazione dei piccoli proprietari, memore più che +degli esempi stranieri dei consigli dei conservatori +illuminati e preveggenti, (Baer, Cavalieri, Monsignor +Carini ecc., ecc.) in seno della Commissione eletta dai +deputati siciliani per istudiare le opportune proposte +per la loro regione, osai proporre il censimento +obbligatorio dei latifondi di una certa estensione; ma +rimasi solo: gli on. Di Rudinì, Di San Giuliano, +Sciacca della Scala, Reale e Filì-Astolfone si dichiararono +avversi alla proposta mia. L’on. Damiani +l’accolse con simpatia; ma funzionando da presidente +non credette pronunziarsi in proposito<a name="FNanchor_86_86" id="FNanchor_86_86"></a><a href="#Footnote_86_86" class="fnanchor">[86]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_481" id="Page_481">[481]</a></span></p> +<div class="sidenote">IL DISEGNO DI LEGGE SU’ LATIFONDI</div> + +<p>Il 1º Luglio 1894 l’on. Crispi presentò alla Camera +dei Deputati il disegno di legge intorno alla +<i>enfiteusi dei beni degli enti morali e ai miglioramenti +dei latifondi dei privati nelle provincie Siciliane</i>, e il +cuore dei partigiani delle sane riforme si riaprì alla +speranza e le previsioni dei pessimisti e degli increduli +parve che ricevessero una solenne smentita.</p> + +<p>Con quel disegno di legge non solo s’imponeva +la enfiteusi dei beni degli enti morali, ma si costringevano +ai miglioramenti agrarî colla mezzadria +i latifondisti che non ottemperando a tali disposizioni +dovevano vedere sottoposti all’enfiteusi obbligatoria +i loro fondi.</p> + +<p>Non occorre scendere a dettagliata disamina delle +proposte del Presidente del Consiglio dei ministri, +perchè esse colla chiusura <a name="tn481" id="tn481"></a><span class="correction">della</span> Sessione parlamentare, +legislativamente sono già morte e sepolte, sebbene +suscettibili di resurrezione; basta qui e adesso +giudicarne il principio, che lo informa.</p> + +<div class="sidenote">IN SOSTANZA È CONSERVATORE</div> + +<p>Negli uffici il disegno di legge agraria venne +combattuto fieramente alla quasi unanimità dai +deputati siciliani,—e si vede da ciò ch’erano fedelmente +rappresentati in quella Commissione privata +di cui mi occupai precedentemente—e venne combattuto +perchè ritenuto violento e rivoluzionario<a name="FNanchor_87_87" id="FNanchor_87_87"></a><a href="#Footnote_87_87" class="fnanchor">[87]</a>.<span class="pagenum"><a name="Page_482" id="Page_482">[482]</a></span> +I socialisti invece—e in nome loro autorevolmente +ha scritto il professore Salvioli nella <i>Riforma Sociale</i> +(N. del 10 agosto 1884)—non lo trovarono di +loro gradimento, «perchè in sostanza è conservatore, +tendendo a diffondere quella proprietà fondiaria +coltivatrice, pegli stessi lavoratori del suolo, la +quale secondo la relazione che la procede <i>è per +lo Stato e per le civili istituzioni una più sicura +garenzia di ordine e di stabilità</i>.»</p> + +<p>Io non esito a dichiarare che il principio del disegno +di legge agraria Crispi era equo ed opportuno, era +rispondente alle condizioni del momento, e sebbene +combattuto ad un tempo dai socialisti e dai latifondisti—senza +distinzione di colore politico—sarebbe +riuscito bene accetto e giovevole ai contadini +ed ai proletari. Nè ciò dicendo credo derogare alle +teorie socialiste, che da anni sostengo, come in altro +luogo e in altra occasione cercherò di dimostrare<a name="FNanchor_88_88" id="FNanchor_88_88"></a><a href="#Footnote_88_88" class="fnanchor">[88]</a>.</p> + +<p>Se della legge agraria cennata accetto il principio +informatore, non approvo però i particolari, +molto meno posso dichiararmi soddisfatto dei mezzi +proposti per creare la piccola proprietà rurale e +promovere i miglioramenti agrarî.</p> + +<div class="sidenote">INTORNO ALLA PROPRIETÀ COLLETTIVA</div> + +<p>Inoltre non sono favorevole alla quotizzazione +dei demanî comunali, e credo che sarebbe più utile +e conveniente costituirli in proprietà collettiva o<span class="pagenum"><a name="Page_483" id="Page_483">[483]</a></span> +almeno farli servire ad esperimenti di cooperazione +agraria.</p> + +<p>Il nome e la cosa in fatto di proprietà collettiva +oggi non dovrebbero più spaventare, dopo che un +progetto di legge che mira a conseguire tale risultato +venne presentato da deputati conservatori e timidamente +liberali per i dominî dell’ex stato pontificio; +progetto al quale promise il suo appoggio +il ministro Boselli.<a name="FNanchor_89_89" id="FNanchor_89_89"></a><a href="#Footnote_89_89" class="fnanchor">[89]</a> E queste proprietà collettive<span class="pagenum"><a name="Page_484" id="Page_484">[484]</a></span> +potrebbero e dovrebbero allargarsi, costituendo un +vero campo di sperimentazione economico-sociale +coll’adottare le misure proposte poco tempo fa dall’egregio +avv. P. Di Fratta, segretario al Ministero +di Grazia e Giustizia—nell’opuscolo sulla <i>Socializzazione +della terra</i>.</p> + +<div class="sidenote">IL PROGETTO CRISPI È SENZA SPERANZA</div> + +<p>La cennata discussione della Regia Commissione +sui contratti agrari e l’accoglienza fatta negli Uffici +al disegno di legge Crispi lasciano poche illusioni +sulla sorte dello stesso progetto qualora venisse +ripresentato nella futura sessione: per farlo +accettare dal Parlamento occorrerebbe una forte, +direi quasi, minacciosa pressione della pubblica +opinione e un ministero energico che sapesse rendersene +interprete. E in tanto abuso di <i>decreti reali</i>, +chi potrebbe protestare se ancora una violazione +delle buone norme costituzionali si avesse a fin di +bene per attuare qualche importante riforma economico-sociale? +A cosa fatta—l’esperimento è stato +ripetuto,—la Camera non ardirebbe negare la sua +approvazione: tanta energia nessuno gliela suppone +e potrebbe attingerla soltanto nel più sfrenato egoismo.</p> + +<div class="sidenote">E POI SI SAPREBBE CONSERVARE?</div> + +<p>Ma dato che si arrivi comunque allo spezzamento +del latifondo e alla costituzione di numerosi +piccoli proprietarî rurali, cura somma dello statista +dovrebbe essere quella di saper conservare; poichè +si sa che i piccoli proprietarî sorti dal censimento +dei beni dell’asse ecclesiastico e dalla quotizzazione<span class="pagenum"><a name="Page_485" id="Page_485">[485]</a></span> +di alcuni demanî comunali sono nella massima +parte scomparsi: i loro campicelli furono inghiottiti +dall’antico latifondo limitrofo o servirono a costituire +qualcuno nuovo.</p> + +<p>Nelle legislazioni straniere c’è la preoccupazione +di conseguire tale supremo intento ed oltre le <i>Homestead +laws</i> degli Stati Uniti è noto «che lo +Schäffle, che voleva davvero le piccole proprietà, +non si è peritato di suggerire la proibizione di accendere +ipoteche per la legittima ogni volta che +dovevano colpire un già modesto fondo; in Prussia +e in Austria si è giunti a costituire degli Höferolle, +che rappresentano una specie di catasto speciale +della piccola proprietà ai fini della sua conservazione; +e nel Mecklemburgo si è provveduto non +solo alla irredimibilità dei beni enfiteutici, ma anche +alla loro trasmissione indivisibile». (<i>Cavalieri</i>, +p. 60).</p> + +<div class="sidenote">CIFRE ELOQUENTI</div> + +<p>Questo bisogno di provvedimenti urgenti ed efficaci +per la conservazione della piccola e media proprietà +è più impellente per le provincie del mezzogiorno, +e specialmente per la <i>Sicilia</i> e per la <i>Sardegna</i> +come risulta con straziante eloquenza dalle +cifre.</p> + +<p>Su 100,000 abitanti nelle vendite giudiziarie nell’anno +1885 l’Italia settentrionale è rappresentata +con 7,16, l’Italia centrale con 16,43, il Napoletano +con 49,34, la Sicilia con 61,57, la Sardegna +con 742,89.</p> + +<p>Nel 1886, nel 1887, nel 1888, troviamo gli stessi +rapporti e nel 1889 c’incontriamo con questi dati: +l’Italia Settentrionale 8,21, l’Italia centrale 17,46,<span class="pagenum"><a name="Page_486" id="Page_486">[486]</a></span> +il Napoletano 77, la <i>Sicilia</i> 170,77, la <i>Sardegna</i> +1380,41!</p> + +<p>E non siamo ancora negli anni ultimi, nei quali +la crisi economica è terribilmente aumentata......</p> + +<p>Ancora delle cifre! Per ogni cento vendite di +mobili e di frutti pendenti, in quelle di valore non +superiore a <i>trenta lire</i> l’Italia settentrionale è rappresentata +da 7,69% l’Italia centrale da 6,57 il +Napoletano da 33,53, la Sicilia da 26,41, la Sardegna +da 29,28: in quelle non superiori a <i>cinquanta +lire</i>, l’Italia settentrionale è rappresentata da 8,12% +la Centrale da 8,60, il Napoletano da 12,76, la +<i>Sicilia</i> da 17 e la <i>Sardegna</i> da 26,69. Nelle vendite +per espropriazione forzata in quelle non superiori +a 500 lire l’Italia settentrionale da 5,80, la centrale +7,27, il Napoletano 7,19, la <i>Sicilia</i> 9,45, la +<i>Sardegna</i> 14,62; in quelle superiori a tale somma +e non oltre mille lire l’Italia settentrionale dà 8,31 +l’Italia centrale 7,80, il Napoletano 11,23, la <i>Sicilia</i> +16,60, la <i>Sardegna</i> 16,04.</p> + +<p>Non avevo dunque ragione nell’affermare che da +tali cifre risulta colla massima evidenza l’impellente +dovere di provvedere alla difesa della piccola e +media proprietà in Sicilia e in Sardegna; ed esse +stesse non provano ancora una volta luminosamente +che le condizioni economiche dell’isola sono generalmente +più tristi di quelle del resto d’Italia, eccettuata +la povera Sardegna?<a name="FNanchor_90_90" id="FNanchor_90_90"></a><a href="#Footnote_90_90" class="fnanchor">[90]</a></p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_487" id="Page_487">[487]</a></span></p> +<div class="sidenote">IL FISCO E GLI SFORZI LEGISLATIVI</div> + +<div class="sidenote">PERFETTAMENTE INUTILE</div> + +<p>Quando poi si considera che l’avidità del fisco +italiano è la grande e generale causa della espropriazione +e della graduale scomparsa della piccola +e media proprietà si deve riconoscere che gli sforzi +legislativi per creare l’una e l’altra sono un perditempo,<span class="pagenum"><a name="Page_488" id="Page_488">[488]</a></span> +anzi una crudele ironia e che è perfettamente +inutile pensare a fare colla mano destra +ciò che la sinistra deve affrettarsi a distrurre. E +chiunque ha fior di senno e non si lascia mistificare +dalle apparenze e dalle parole, dopo avere +esaminato i provvedimenti ch’erano contenuti nella +legge agraria dell’onorevole Crispi, meschinamente +inspirati al concetto dell’<i>Homestead</i>, per ovviare al +riassorbimento nel latifondo della piccola proprietà, +dovrà coscienziosamente riconoscere che essi non +corrispondono affatto allo scopo. Meglio si riuscirebbe +con una politica generale casalinga ed economica.</p> + +<div class="sidenote">PER L’INDUSTRIA ZOLFIFERA</div> + +<p>Accanto alla questione agraria in Sicilia ce n’è +una mineraria ancora più acuta. Nulla per essa, +proprio nulla, ha fatto mai il governo italiano, che +in questo di tanto si mostra inferiore al governo +borbonico. E quanto ci sarebbe da fare risulta dai +due progetti d’iniziativa parlamentare presentati +l’uno dall’on. Ippolito De Luca e l’altro da me, +nonchè dalle proposte della Sotto commissione dei +Deputati Siciliani (Di Rudinì, Di San Giuliano, Colajanni). +È da notarsi, per aggravare la enorme +responsabilità del governo nella quistione mineraria, +che la Sicilia non chiede alcun sacrifizio pecuniario +al resto dell’Italia, a tutti i contribuenti; +essa non chiede se non ciò che le spetta di pieno +diritto; essa chiede che venga consacrato all’industria<span class="pagenum"><a name="Page_489" id="Page_489">[489]</a></span> +zolfifera ciò che questa dà allo Stato e che +lo Stato indebitamente prende, cioè il prodotto del +dazio di esportazione sugli zolfi. Dico che lo Stato +lo prende indebitamente perchè dopo l’abolizione +del dazio di esportazione sulla seta, <i>chiesto ed ottenuto +dai lombardi</i>, quello sugli zolfi è il solo dazio +di esportazione che resta in Italia e che pesa esclusivamente +sulla Sicilia anzi su tre provincie soltanto +dell’Isola. La parità di trattamento s’imponeva +tanto, che l’abolizione di detto dazio chiesta dall’on. +Pantano e da me nella Camera dei Deputati nel +1891, venne promessa dal ministro delle Finanze +on. Luzzatti e la promessa fu riconfermata dall’on. +Di Rudinì nel discorso di Milano. Le promesse!</p> + +<p>Ora l’industria non chiede l’abolizione di quel +dazio di uscita; ma domanda, ed ha diritto di ottenere, +che se ne impieghi il prodotto a proprio +vantaggio, lasciando anche un largo margine di +profitto all’erario dello Stato ed altro maggiore creandogliene +col risollevamento economico di una +numerosissima classe di lavoratori, di speculatori, +o di proprietari. Sarà ascoltata?....</p> + +<p>Una circolare riservata dell’on. Boselli altra volta +lasciava sperare che ad un lato della questione +mineraria—quello della proprietà del sotto suolo +e del sistema degli affitti angarici ed a breve +durata—si cominciava a pensare nelle sfere +ministeriali. Ma l’on. Boselli è passato alle finanze +e il suo successore, on. Barazzuoli, propugnatore +dell’anacronistico liberismo economico non dà alcun +affidamento, che qualche cosa di bene si voglia +fare. Egli anzi ha cominciato dal ritirare il disegno +di legge sui consorzî obbligatorî, sulla brucia ecc.<span class="pagenum"><a name="Page_490" id="Page_490">[490]</a></span> +presentato prima dall’on. Lacava, e mantenuto dal +Boselli e che pur riuscirebbe tanto utile all’industria!</p> + +<p>E mentre il governo si mostra così incurante o +così ligio a vieti principî economici—a meno che +non si tratti di violarli nello interesse delle finanze—l’ingiustificabile +rinvilimento nel prezzo degli +zolfi continua vertiginosamente, gli scioperi forzati +si succedono con allarmante frequenza, la miseria +dei zolfatarî ha raggiunto proporzioni spaventevoli +e non ostante lo Stato di assedio avvengono +terribili attentati e delitti minerari che fanno ricordare +i delitti agrari dell’Irlanda e della stessa Sicilia<a name="FNanchor_91_91" id="FNanchor_91_91"></a><a href="#Footnote_91_91" class="fnanchor">[91]</a>.</p> + +<p>Le misure economiche-sociali dianzi cennate risolverebbero +in parte la quistione Siciliana; ma +la soluzione dovrebbe essere completata da provvedimenti +di altra indole.</p> + +<div class="sidenote">L’ANALFABETISMO</div> + +<p>L’analfabetismo è una delle piaghe dell’isola, che +va amorevolmente studiata e curata.</p> + +<p>I vantaggi generali che si avrebbero da una buona +istruzione impartita alle classi lavoratrici sono evidenti. +Vero è che l’istruzione è un prezioso coefficiente +per la propaganda socialista, anche quando +riesca a creare un grande numero di spostati, come<span class="pagenum"><a name="Page_491" id="Page_491">[491]</a></span> +ha dimostrato il Bebel; ma non si dovrebbe ignorare +che anche colla più crassa ignoranza non si sono +evitate le ribellioni e i tentativi di rivendicazioni +sociali; <i>dalle guerre servili alle Jacqueries</i>; dai moti +di Ben Tillet in Inghilterra e dell’anabattismo in +Germania e in Isvizzera, ai tumulti dei contadini +del Napoletano nel secolo scorso e della Sicilia +dal 1860 al 1894. Si rileva che l’analfabetismo non +è rimedio efficace per impedire le esplosioni determinate +dalle sofferenze dei lavoratori. Dalla storia +invece si apprende che <a name="tn491" id="tn491"></a><span class="correction">dovunque</span> gli operai e i contadini +hanno acquistato una certa coltura, ivi la +lotta si è fatta pacifica, evolutiva, con manifesto +vantaggio delle classi dirigenti.</p> + +<p>Vero è che l’istruzione obbligatoria com’è attualmente +organizzata, non dà risultati corrispondenti +alla spesa che costa ai comuni; ma questo non +autorizza a prendere occasione dall’insuccesso delle +leggi attuali per domandarne l’abolizione o indicarla +come <i>spesa facoltativa</i> ai comuni, come con mia sorpresa +ha proposto un egregio scrittore.</p> + +<p>Meglio sarebbe invocarne la riforma e comprenderla +tra gli obblighi dello Stato assai più utilmente +e più equamente che non si faccia col lasciargli +l’insegnamento secondario ed universitario, ch’è un +bisogno meno universale della istruzione elementare.</p> + +<div class="sidenote">SI DICHIARA LA GUERRA ALL’ISTRUZIONE</div> + +<p>Ma purtroppo le classi dirigenti o il governo non +apprezzano in Sicilia i vantaggi della istruzione, +non ne vedono che i pericoli. Ivi appena si affacciò +sull’orizzonte la <i>reazione</i> trionfante fu dichiarata +guerra a morte all’istruzione. L’odio che alcuni +<i>lords</i> in Inghilterra manifestarono contro la istruzione +e di cui parla Marx, si è ripresentato nell’isola,<span class="pagenum"><a name="Page_492" id="Page_492">[492]</a></span> +dove dapertutto quasi venne invocata la chiusura +delle scuole serali istituite saviamente dai +<i>Fasci</i>. Nella <i>Sala Ragona</i> non solo si protestò contro +l’insegnamento universitario, che ha tendenze +socialiste; non solo s’invocò che nelle scuole s’imponesse +il catechismo ma quando un oratore parlò +degli aggravi che l’istruzione obbligatoria impone +ai Comuni si gridò con entusiasmo! <i>abolitela! abolitela!</i> +E quel ch’è peggio i rappresentanti del governo +si mostrano dello stesso avviso dei reazionarî +<i>grandi proprietarii</i> della Sala Ragona.</p> + +<div class="sidenote">NECESSITÀ DELLA RICOSTITUZIONE DEI “FASCI„</div> + +<p>Tali riforme e tali provvedimenti dovrebbero +essere coronati da un ultimo d’indole politica, che +pur troppo incontra la più viva opposizione e nel +governo e nelle classi dirigenti che spadroneggiano +in parlamento e fuori: la ricostituzione dei <i>Fasci +dei lavoratori</i>.</p> + +<p>Se si tenesse conto delle savie considerazioni +svolte dall’on. Di San Giuliano nel suo libro sulla +opportunità di conservare i Fasci (p. 23 e 120) si +converrebbe anche adesso da conservatori intelligenti +che alla causa dell’ordine vero gioverebbe la +ricostituzione di quei sodalizî, che rappresenterebbero +tante valvole di sicurezza, tanti organi per la esplicazione +legale dei bisogni e delle tendenze delle +classi lavoratrici. Il Brentano ritenne che le <i>Trade +Unions</i>—delle cui vicende si fece menzione—in +Inghilterra furono un vero elemento di ordine e di +conservazione sociale, e l’Howel ha dimostrato (<i>Le +<a name="tn492" id="tn492"></a><span class="correction">passé</span> et l’avenir des Trade Unions</i>) che le grandi associazioni +inglesi cessarono di essere causa di perturbamento +dopo che vennero lasciate libere di svolgersi +ed intraprendere le loro lotte contro il capitalismo<span class="pagenum"><a name="Page_493" id="Page_493">[493]</a></span> +pel miglioramento del salario dei loro socî.</p> + +<div class="sidenote">IL MERITO DEI “FASCI„</div> + +<p>Le dichiarazioni dell’on. Sonnino—ministro e non +più semplice <i>touriste</i>—sulla iniquità del dazio di +consumo e sulla ripartizione dei tributi locali avevano +a sufficienza giustificata l’azione, anche tumultuaria, +dei <i>Fasci dei lavoratori</i>; chi poi l’ha addirittura +glorificata è stato l’on. Crispi colla presentazione +del suo disegno di legge agraria. Se lo ha +presentato, è segno che lo ritiene giusto e necessario, +e se così è tutto il merito della sua iniziativa dev’essere +restituito esclusivamente ai <i>Fasci</i>, che la +propugnarono, che minacciosamente la chiesero e +senza la cui azione non sarebbe venuta come non +era venuta per <i>trentaquattro!</i> anni. Se quel disegno +verrà ripresentato e trionferà, potrà il governo iniquamente +continuare a mantenere in galera i capi +e gli organizzatori dei <i>Fasci dei lavoratori</i>, ma esso +stesso avrà loro innalzato un altare nel cuore dei +contadini che alla loro agitazione e ai loro sacrifizî +dovranno la terra tanto desiderata e invano per +tanti secoli.</p> + +<p>E qui è opportuno ribattere qualche sofisma che +le reminiscenze liberiste fanno spuntare anche in +bocca di chi dal liberismo si mostra lontano, a dimostrare +ancora che ciò che è avvenuto testè in +Sicilia non è che un caso di una regola generale.</p> + +<div class="sidenote">UNA STRANA AFFERMAZIONE</div> + +<p>Il Cavalieri, che ripetutamente ha invocato il savio +intervento dello Stato, a certo punto si ricorda di +essere conservatore in politica e torna liberista in +economia per dare ingiustamente addosso ai <i>Fasci</i>. +Egli dopo avere osservato, che da Giorgio III in +poi senza bisogno dei socialisti la legislazione inglese +promosse molte radicali riforme agrarie esclama:<span class="pagenum"><a name="Page_494" id="Page_494">[494]</a></span> +«non c’è bisogno di stringersi in una setta (?), +di ordire costanti macchinazioni (?), di ricorrere +alla violenza per fare trionfare nuovi canoni di +distribuzione della ricchezza, che se son giusti, +faranno certo la loro strada da sè.» (p. 64)</p> + +<p>Non avrei rilevata questa strana affermazione—che +suona aperta contraddizione in bocca del Cavalieri—se +essa non venisse ripetuta—in buona +o in mala fede—da molti uomini politici, che vanno +per la maggiore e dai loro giornali.</p> + +<p>No! non è vero che i nuovi canoni di distribuzione +della ricchezza, se giusti, <i>faranno la loro strada +da sè</i>, nè importa se la parola <i>socialisti</i> e socialismo +ai tempi di Giorgio III non esistevano: altri ne +rappresentarono l’azione equivalente e le riforme +furono la conseguenza delle agitazioni popolari e di +una maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita +politica, come risulta dalla citata polemica tra il +Prof. Luzzatti e l’avv. Bissolati, nonchè dal libro +del Thorold Rogers sulla <i>interpretazione economica +della storia d’Inghilterra</i>.</p> + +<p>E le grandi riforme agrarie dell’Irlanda, che tra +non guari saranno completate dall’<i>Home rule</i>, non +si devono esclusivamente ad un secolo di lotte ed +anche di violenze? Che cosa avrebbe ottenuto l’Isola +senza gli agitatori, senza i Feniani, senza la +<i>Land League</i> e forse anche senza il tremendo <a name="tn494a" id="tn494a"></a><span class="correction">delitto</span> +di Phoenix <a name="tn494b" id="tn494b"></a><span class="correction">Park</span>?</p> + +<p>Nulla! La giustizia non avrebbe trovato la +strada da sè; e se la violenza gliel’aprì spesso, +la responsabilità dei suoi possibili danni ricade intera +sui governanti e sulle classi dirigenti, che vogliono<span class="pagenum"><a name="Page_495" id="Page_495">[495]</a></span> +tenerla sbarrata ad ogni costo e in tutti i +modi.</p> + +<p>Da tanti anni, per non dire secoli, si conoscono +i mali della Sicilia; ma quali i rimedi efficaci sinceramente +apportati? Nessuno! Ebbene i contadini +di Piana, di Corleone e di cento altri siti unendosi +<i>in setta</i>, ricorrendo alla violenza se si vuole, migliorarono +salari e patti agrari, mentre l’inchiesta +sulla Sicilia del 1875, l’inchiesta agraria, i libri di +Caruso, di Sonnino, di Franchetti, di Basile, di Villari, +ecc., gli articoli di Baer e di tanti altri non +cavarono, da sè pur troppo! un ragno da un buco.</p> + +<div class="sidenote">COSA AVVENNE SOPPRESSI I “FASCI„</div> + +<p>E che cosa è avvenuto non appena soppressi i +<i>Fasci</i> e impedita la loro e proficua agitazione? I +miglioramenti ottenuti scompaiono e si torna all’antico +colla antica miseria eccessiva dei lavoratori. E +ciò che previdi sin dallo scorso gennaio in alcuni +articoli e nella prima edizione di questo libro oggi +viene riconfermato dall’agitazione che rinacque in +Corleone, e altrove, appena tolto lo Stato d’assedio, +e ch’è tanto giusta che provoca scoppi di sdegno +anche nella più autorevole stampa ufficiosa, che se +la prende colla improntitudine, colla slealtà e colla +ingordigia dei grandi proprietari e che invece si +dovrebbe scagliare contro il governo e contro il suo +proconsole cicisbeo, che ai grandi proprietari hanno +prestato mano forte e della cui iniquità si sono +fatti strumento.</p> + +<p>E questa solidarietà di fatto tra governo, proconsole +e grandi proprietari è tanto più mostruosa +in quanto che tra gli ultimi non si è levata sin ora +una voce coscienziosa, autorevole, efficace contro +la propria classe e in favore dei contadini, mentre<span class="pagenum"><a name="Page_496" id="Page_496">[496]</a></span> +in Irlanda non mancarono <i>landlords</i>, che dettero l’esempio +della equità e del disinteresse, come risulta +dalla relazione della Commissione presieduta dal +duca di Richmond e che preparò la legge agraria +del 1881 di cui fu segretario un grande proprietario +irlandese, il colonnello King-Harman, che si mostrò +tra i più energici e convinti nel propugnare la causa +dei lavoratori della terra.</p> + +<p>Il vicino passato e gli avvenimenti contemporanei +adunque, se c’è sincerità nell’on. Crispi nel +promettere il miglioramento dei contadini, dovrebbero +indurlo a consentire la ricostituzione dei <i>Fasci</i>, che +prima delle sue leggi varrebbero ad infrenare il +mal volere dei grandi proprietari.</p> + +<div class="sidenote">SINISTRI INDIZII</div> + +<p>Ma per quanto ciò non sarebbe altro che il rispetto +puro e semplice dei diritti riconosciuti dallo +Statuto, nulla fa sperare che verranno rispettate +queste leggi nostre, in sè stesse tanto inferiori in +liberalismo alle straniere—come osservò l’Impallomeni—e +c’è tutto da temere che si perdurerà nella +reazione ignominiosa e pericolosa. Certe abbominevoli +liste di proscrizione a me note, le leggi antianarchiche, +la loro interpretazione—di cui si ebbe +già un saggio nell’applicazione <i>retroattiva</i> pei reati +di stampa—le decimazioni tra gli elettori popolari, +i numerosi arresti arbitrarî, l’avviso dato dalla questura +di Palermo al barone Colnago e ad altri socialisti +di astenersi da qualunque agitazione e propaganda, +la proibizione dei congressi socialisti di +Carpi, di Bozzolo e d’Imola e cento altri sinistri +indizî confermano un tale timore.</p> + +<p>Ben so che c’è una circolare dell’on. Crispi, che +invita le autorità ad interpretare nel senso più largo<span class="pagenum"><a name="Page_497" id="Page_497">[497]</a></span> +e meno illiberale le così dette leggi anti-anarchiche; +ma ammesso pure che egli l’abbia dettata colle migliori +intenzioni del mondo, se conosce uomini e cose +del suo paese deve immaginare che le sue raccomandazioni, +data la qualità delle nostre autorità di +pubblica sicurezza, rimarranno lettera morta.</p> + +<p>Nè questo è giudizio avventato suggerito dalla +partigianeria politica: venne formulato in termini +più severi da un amico del governo, da un alto +funzionario dello Stato, da un conservatore infine, +qual’è il Senatore Costa nella relazione sulle stesse +leggi.</p> + +<p>Ed ora prendiamo quanto di ottimismo ci rimane +in fondo dell’animo e concediamo che governo e +Parlamento concordemente si mettano all’opera per +dare alla Sicilia una legislazione riformatrice economico +sociale, quale le occorre—e quale, del resto, +su per giù occorre al resto d’Italia.—Di fronte +ad una siffatta manifestazione di buona intenzione +potremo dire che si sono superate le più gravi difficoltà +e che si è risoluto il problema? Sarebbe +strana illusione il pensarlo.</p> + +<div class="sidenote">I BILANCI DELLO STATO E DEI COMUNI</div> + +<p>Le riforme tributarie, intese ad alleviare la sorte +dei contribuenti—e che sono le più urgenti—e +quelle economico-sociali sopraccennate, presuppongono +bilanci dello Stato e dei Comuni in condizioni +tali da potere sopportare le prime; capitali +a disposizione dello Stato e dei Comuni e dei privati +per eseguire le seconde.</p> + +<p>È quasi impossibile, dato l’attuale sistema tributario, +pensare alla soppressione dei dazi di consumo, +che maggiormente pesano sui lavoratori di<span class="pagenum"><a name="Page_498" id="Page_498">[498]</a></span> +fronte alla condizione dei bilanci dei Comuni (che +nei medesimi spesso trovano la maggiore risorsa) e +del bilancio dello Stato che attinge nella stessa sorgente +di entrate.</p> + +<div class="sidenote">I PROVVEDIMENTI FINANZIARII DELL’ON. SONNINO</div> + +<p>Crescono la difficoltà dopo la votazione dei provvedimenti +finanziarî dell’on. Sonnino, che hanno +peggiorato le condizioni finanziarie dei Comuni, di +già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto +del dazio di consumo a causa delle peggiorate +condizioni economiche del paese; e i provvedimenti +dell’on. Sonnino riescono esiziali ai Comuni anche +per l’insufficiente abbuono ch’essi ricevono dal governo +per l’abolizione del dazio governativo sulle +farine, per l’avocazione allo Stato dei decimi sulla +ricchezza mobile e per avere imposto ai comuni alcune +spese, che per lo passato venivano sopportate +dallo Stato<a name="FNanchor_92_92" id="FNanchor_92_92"></a><a href="#Footnote_92_92" class="fnanchor">[92]</a>.</p> + +<p>Ho sottocchio un prospetto redatto dal Comitato +permanente dal Congresso dei sindaci nel quale si +notano i danni recati dai nuovi provvedimenti a +centocinquanta comuni del regno; ma lasciando da +parte ciò che riguarda il continente, correggendo +e completando i dati del Comitato dei sindaci si +avrà un’idea del danno che subiranno i Municipî +dell’isola da queste sole cifre: Palermo perderà +circa 600 mila lire, 200 mila Catania, 200 mila Messina, +50 mila Caltanissetta.... E il danno è tanto +sicuro e grave che il presidente del Consiglio promise<span class="pagenum"><a name="Page_499" id="Page_499">[499]</a></span> +di occuparsene. La promessa sarà sincera, ma +di dubbia realizzazione; certo è invece il danno che +arreca questo ministero restauratore che continua +nell’antica e cattiva politica che mira a peggiorare +le condizioni dei municipî sottraendo ad essi i cespiti +di entrata e addossando loro spese che prima +erano dello Stato.</p> + +<p>Andiamo avanti.</p> + +<div class="sidenote">DOVE SI TROVERÀ IL DENARO</div> + +<p>Per la istruzione, per la sicurezza pubblica, per +le strade di campagna, per le case coloniche, per +le acque potabili, per gli attrezzi agricoli, per le +sementi, per gli animali da lavoro, per le scorte +ecc. ecc. occorre denaro, denaro, denaro. Chi lo appronterà? +I Comuni, lo Stato, gl’Istituti di credito, +i grandi proprietari? Nessuno credo che attualmente +sia in condizione di soddisfare tale primario e prepotente +bisogno; meno che tutti lo Stato, il cui bilancio +è in <i>deficit</i> minaccioso; lo Stato, cui l’on. di +San Giuliano formalmente attribuisce tale obbligo; +lo Stato, che non si stanca di chiedere sacrifizi ai +contribuenti per riempire la botte delle Danaidi, +che si chiama bilancio del ministero della guerra; +lo Stato che il denaro ha saputo trovare per profonderlo +sulle aride sabbie dell’Africa maledetta, lo +Stato a cui non mancò il denaro per la pronta repressione +dei moti di Sicilia e che forse meno ne +avrebbe speso se avesse pensato alla savia e benefica +prevenzione sociale!</p> + +<p>E quale risultato potrebbe avere qualunque buona +legge economico-sociale, di fronte ai mezzi finanziari +che mancano per eseguirla, ci lascia indovinare il +disegno di legge agraria dell’on. Crispi.</p> + +<p>I mezzi assegnati per la sua esecuzione erano<span class="pagenum"><a name="Page_500" id="Page_500">[500]</a></span> +deficienti e facevano presentire che la legge agraria, +come le precedenti leggi sanitaria e di pubblica +sicurezza, nella parte buona e sociale che esse contenevano, +sarebbe rimasta una platonica affermazione +con niuna o ridicola efficienza reale.</p> + +<p>Ma per quanto deficienti i mezzi per l’attuazione +della legge agraria dove essa li attingeva? Alla +cassa di soccorso per le opere pubbliche in Sicilia, +alle opere pie, al quarto dei beni dell’asse ecclesiastico +assegnato ai comuni dell’isola.... cioè a tutti +quegli enti, che sono stati dissestati dal governo +e che avrebbero bisogno di essere rafforzati e che +rispondono a bisogni presenti e impellenti, come la +cassa di soccorso per le opere pubbliche!</p> + +<div class="sidenote">NON BISOGNA ILLUDERSI</div> + +<p>Nelle condizioni del bilancio dello Stato e nelle +generali condizioni economiche del resto d’Italia sta +la maggiore difficoltà a provvedere efficacemente +ai mali della Sicilia. Non bisogna illudersi: se nella +maggiore isola del regno si soffre, non si sta molto +meglio nelle altre e nel continente; e si può tanto +meno riparare alla crisi locale in quanto che realmente +la crisi è generale. E nel grido partito dalla +Sicilia, che si ripercosse, sebbene debolmente, in +Calabria e nelle Puglie, potrebbe ravvisarsi un salutare +avvertimento: il segnale dello incendio, scoppiato +in un punto ieri, ma che domani potrà divampare +in tutto il regno!</p> + +<p>Questa considerazione sulla vastità del pericolo +affacciatosi da principio al di là dello stretto, dovrebbe +altresì far apprezzare più esattamente la +natura dei movimenti siciliani, nei quali si errerebbe +di gran lunga se non si vedesse che la risultanza +delle condizioni locali. Queste sono innegabili,<span class="pagenum"><a name="Page_501" id="Page_501">[501]</a></span> +ed hanno accelerato la esplosione e le hanno +dato una impronta speciale, ma non si dimentichi +ciò che i <i>grandi proprietari</i> della Sala Ragona avvertirono +sul malessere generale; ma non si dimentichi +che se in Sicilia da principio la lotta ha +assunto carattere municipale, ciò si deve in gran +parte alle condizioni intellettuali del popolo che la +abita: i contadini e gli operai dei piccoli centri +essendo quasi tutti analfabeti, non leggendo giornali +e non sapendo scorgere le cause lontane e indirette +delle loro sofferenze, tutte quante le attribuiscono +alle amministrazioni locali e contro di +esse hanno accumulati i loro risentimenti e contro di +esse sfogano la loro ira. Le ingiustizie, talvolta enormi, +del sindaco, degli assessori, dei consiglieri, +rappresentano le ultime goccie che fanno traboccare +il liquido del vaso.</p> + +<p>Le vittime di tante ingiustizie si ribellano contro +le autorità amministrative, perchè non sanno risalire +più in alto per ricercare e trovare gli oppressori.</p> + +<p>La forza delle cose adesso, o una maggiore coltura +in appresso, li spingerà alla ricerca.</p> + +<div class="sidenote">IL MALESSERE È GENERALE</div> + +<p>E la ricerca farà loro apprendere che i municipî +ricorrono a tasse odiose, angariche, perchè il governo +centrale non ne lascia altre a loro disposizione +per i bisogni della vita locale, e per soddisfare +le numerose esigenze che lo Stato ha loro +imposto in nome della civiltà; che il governo centrale +assorbe tutte le risorse economiche della nazione, +perchè spende e spande pazzamente, e talvolta +disonestamente; che della denegata giustizia, +degli abusi perpetrati, delle violenze subite è responsabile<span class="pagenum"><a name="Page_502" id="Page_502">[502]</a></span> +interamente il governo centrale, che ha +lasciato impuniti i colpevoli, conoscendoli tali e +che dei colpevoli spesse volte si è fatto complice.</p> + +<div class="sidenote">SI DEVE PENSARE AL RESTO DELL’ITALIA</div> + +<p>Si prendano pure e subito tutti quei provvedimenti +che si credono indispensabili e particolari +per la Sicilia; ma non si dimentichi che bisogna +anche pensare al resto d’Italia, che soffre assai e +che presto o tardi avrà anche esso le sue manifestazioni +sanguinose.</p> + +<p>Si deve mutare l’indirizzo della politica generale; +si deve sopratutto pensare alla questione economica. +I casi di Sicilia devono servire di monito severo: +essi devono far riflettere che oggi la semplice +proposta di nuove imposte è una grave provocazione.</p> + +<p>Che sia grave il generale malessere economico +che genera alla sua volta quello politico e morale, +si rileva da indizi numerosi, molti dei quali sono +stati raccolti e sobriamente commentati dall’illustre +Comm. Bodio nella sua monografia presentata all’Accademia +dei Lincei. (<i>Di alcuni misuratori del movimento +economico in Italia.</i> 2. Ed. 1891)<a name="FNanchor_93_93" id="FNanchor_93_93"></a><a href="#Footnote_93_93" class="fnanchor">[93]</a> Infatti +da alcuni anni diminuiscono i consumi e aumenta +la emigrazione, aumentano o rimangono stazionarie +le alte cifre dei reati e rimangano parallele quelle +dell’analfabetismo, si chiudono le officine, si moltiplicano +i fallimenti, si consumano i risparmi, o rimangono +inoperosi nelle casse pubbliche, paurosi<span class="pagenum"><a name="Page_503" id="Page_503">[503]</a></span> +di avventurarsi in qualsiasi intrapresa di cui si +vede quasi sicuro l’insuccesso, diminuisce a miliardi +la ricchezza nazionale, e mentre si pensa ad aumentare +pazzamente le imposte, lo stesso ministro +del tesoro è costretto a confessare che quelle esistenti +renderanno nel corrente anno finanziario circa +30 milioni meno del previsto. Si potrebbero avere +più evidenti i segni dello esaurimento della economia +pubblica?</p> + +<div class="sidenote">CAUSE DI ESAURIMENTO ECONOMICO</div> + +<p>Se si vogliono rintracciare le cause di questo esaurimento +l’impresa riesce agevole: si sono spesi molti +miliardi in armamenti senza riuscire a dare all’Italia +un esercito ed una flotta corrispondente ai sacrifizî +fatti, come dichiarò l’on. Crispi in uno dei +suoi scatti di sincerità; si sono sperperati tanti altri +miliardi, in soverchi lavori pubblici ed autorizzando +i più gravi sospetti di corruzione, per non dire di +furti ingenti, come risulta dai discorsi e dalla relazione +sui lavori pubblici pel bilancio 1894-95 dell’onorevole +Brunicardi, da una relazione dell’on. Carmine, +da una interrogazione dell’on. De Bernardis +e dagli stessi discorsi dell’on. Saracco ministro dei +lavori pubblici; si può infine garentire in generale +che il tenore di vita dello Stato, delle Province, dei +Comuni, dei privati adottato e sviluppato dal 1860 +in qua non è stato e non è menomamente proporzionato +allo incremento della ricchezza; d’onde un +disquilibrio nel bilancio della nazione e dello stato +tra le entrate e le spese; e gli sforzi persistenti, +direi quasi feroci del secondo per provvedere a sè +premendo con tutta la sua forza sulla seconda ed +assorbendone rapacemente tutte le risorse sino alla +usurpazione del necessario.<span class="pagenum"><a name="Page_504" id="Page_504">[504]</a></span></p> + +<div class="sidenote">CHE COSA DICONO I CONFRONTI STATISTICI</div> + +<p>I confronti statistici tra le nostre condizioni economiche +e quelle degli altri Stati ci dicono perchè +da noi il risentimento e il malumore sono più vivi +che altrove e più vicino, anzi imminente, sembri +uno scoppio, e i confronti statistici tra i bilanci europei +ci somministrano del pari la ragione per cui +risentimento e malumore in Italia a preferenza si +acuiscono contro il governo, anzichè indurre come +in altri paesi alla rassegnazione, considerando le +sofferenze come circostanze fatali di cui non si potrebbe +facilmente assegnare la responsabilità a chicchessia<a name="FNanchor_94_94" id="FNanchor_94_94"></a><a href="#Footnote_94_94" class="fnanchor">[94]</a>.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_505" id="Page_505">[505]</a></span></p> +<div class="sidenote">CONSEGUENZE INESORABILI</div> + +<p>Le conseguenze di siffatte premesse sono chiare, +inesorabili: bisogna mutare l’indirizzo nella cosa +pubblica non solo rispetto alla Sicilia, ma relativamente +all’Italia tutta, bisogna mutare la politica +doganale, la politica tributaria, la politica africana, +la politica militare, e la politica estera, che su tutte +le altre preme e sopratutto si percote sulla politica +interna. La necessità di mutare s’impone, perchè +come dice l’on. E. Giampetro: «oramai il dilemma +sembra messo nettamente: o un governo +avrà il coraggio di trasformare radicalmente tutto +ciò che sinora si è fatto, o il paese farà da sè +una completa demolizione di tutto ciò che in politica +esiste.» (<i>L’Italia al bivio</i>, Roma <i>1894</i>)</p> + +<div class="sidenote">ANALOGIE CO’ CASI DI FRANCIA</div> + +<p>I segni precursori di questa demolizione che +principia non mancano e presentano una grande +analogia con quelli che nel secolo scorso precedettero +lo scoppio tremendo della rivoluzione francese.</p> + +<p>Si legga l’<i>Ancièn règime</i> di Tocqueville e di Taine +e si vedrà che in Francia prima del 1789 come in +Napoli, nelle Puglie, in Sicilia nel 1893 e nel 1894 +si sente che c’è un popolo in rivoluzione latente, +che aspetta l’occasione per irrompere; che questo +popolo manca ancora di organizzazione e di capi, +non avendo più fiducia in quelli che hanno l’autorità<span class="pagenum"><a name="Page_506" id="Page_506">[506]</a></span> +legale. Anche allora si gridava: «Pane, non tasse +non cannoni!» ch’è il grido del bisogno, dice Taine, +e il bisogno esasperato irrompe e va avanti come +un animale inferocito. E i magazzini scassinati, i +convogli di cereali arrestati, i mercati saccheggiati.—E +si grida: <i>abbasso l’ufficio del dazio!</i> E le barriere +sono infrante, gl’impiegati vinti e scacciati.... +E si danno al fuoco i registri delle imposte, i libri +dei conti, gli archivi dei comuni... e si fa tutto al +grido di <i>Viva il Re!</i>»<a name="FNanchor_95_95" id="FNanchor_95_95"></a><a href="#Footnote_95_95" class="fnanchor">[95]</a></p> + +<p>La scena descritta dal Taine per Bignolles e per +altri siti non sembra la fotografia di ciò che è avvenuto +a Valguarnera, a Partinico, a Monreale, a +Castelvetrano, a Ruvo, a Corato? Eppure i contadini +di Sicilia e di Puglia non sanno e non conoscono +cosa sia la rivoluzione francese, i cui preludi +imitano e ripetono.</p> + +<p>Non basta ancora; l’analogia continua più grande +che mai sulle cause che accelerano la catastrofe +in Francia e che potranno accelerarla adesso in +Italia. Si disse dei gravissimi imbarazzi in cui si +dibatte il nostro paese e Gomel ha messo stupendamente +in evidenza le cause finanziarie della rivoluzione +Francese.</p> + +<p>Qualche piccola inversione nell’ordine degli avvenimenti +vi potrebbe essere; quando Joly de Fleury +si decise all’aumento delle imposte i Parlamenti di +Francia protestarono e invocarono la riunione degli +Stati Generali. Noi non abbiamo assemblee che per<span class="pagenum"><a name="Page_507" id="Page_507">[507]</a></span> +la storia si rassomiglino ai Parlamenti francesi, ma +abbiamo una Camera dei Deputati, che dovrebbe +equivalere agli Stati Generali, che sotto l’incubo +dello scioglimento ha approvato le imposte proposte +dall’on. Sonnino, e che potrà essere disciolta se non +farà quell’<i>ultimo sforzo</i> che si chiama <i>ultimo</i> per ischerzo, +ma ch’è sempre seguito dalla domanda di +un <i>altro</i>.</p> + +<div class="sidenote">SI ASCOLTEREBBE IN ITALIA UN TURGOT?</div> + +<p>Chi può garentire che in Italia non si cominci +da uno scioglimento mentre in Francia si cominciò +da una convocazione? E qualche altra differenza +ci sarebbe ancora nei protagonisti del prologo. +L’Italia da alcuni anni ha visti i Maurepas, i Vergennes, +i Calonne, i Brienne, i <a name="tn507" id="tn507"></a><span class="correction">Joly</span> de Fleury ed +anche i D’Ormesson; l’Italia potrà anche trovare +il suo Necker; ma in tanta decadenza indarno +cerca un Turgot! Dov’è il ministro che dica coraggiosamente +al Re ch’è impossibile ogni ulteriore +accrescimento delle imposte; che prestiti non se ne +possono fare più; che la salvezza è nelle economie +e nelle riforme?</p> + +<p>E tutto ciò disse Turgot al buon Luigi XVI; ma +non fu ascoltato!</p> + +<p>Lo sarebbe adesso in Italia?</p> + +<p>Nessuno può dirlo; ma tutti devono riconoscere +che gli avvenimenti incalzano e che la scintilla +partita dalla Sicilia, che nell’arte, nella coltura, nella +organizzazione sociale, in tutto, si trova—come direbbe +Giuseppe Ferrari—in ritardo di fronte alle fasi +di sviluppo percorse dalla Francia e da altre regioni +dell’alta Italia, che sentirono l’alito della rivoluzione +francese; quella scintilla, ove non si provveda<span class="pagenum"><a name="Page_508" id="Page_508">[508]</a></span> +in tempo, potrà, varcando lo stretto, far divampare +l’incendio nel resto d’Italia.</p> + +<div class="sidenote">UN VOTO ARDENTE</div> + +<p>Comunque, se insipienza di uomini di governo +o fatalità di cose vorranno che gli avvenimenti +non abbiano quel corso pacifico ed evolutivo, che +dev’essere vagheggiato da quanti conoscono i danni +e gli orrori delle cruente rivoluzioni, io faccio voti +ardenti pel bene del mio paese che il grido: «<i>morti +a li cappedda</i>» non possa acquistare quella triste celebrità +che al di là delle Alpi acquistò il grido: «<i>les +aristocrates à la lanterne!</i>»</p> + + +<p class="center bigger">FINE</p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_82_82" id="Footnote_82_82"></a><a href="#FNanchor_82_82"><span class="label">[82]</span></a> Una lunga serie di riforme di ogni specie enumerò l’onorevole +Marchese di San Giuliano e quasi tutte sono accettabili +da chi pur essendo socialista convinto, non crede di +potere arrivar in un <i>fiat</i> alla trasformazione totale dell’attuale +ordinamento politico ed economico. Vedremo più innanzi +se le proposte furono fatte sul serio.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_83_83" id="Footnote_83_83"></a><a href="#FNanchor_83_83"><span class="label">[83]</span></a> Qualche cosa è giusto si dica è stata fatta colla legge +del 23 luglio 1894.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_84_84" id="Footnote_84_84"></a><a href="#FNanchor_84_84"><span class="label">[84]</span></a> Delle riforme amministrative più opportune e più urgenti +mi occupai dal 1882 nel libro: <i>Le istituzioni municipali</i>—presso +<span class="smcap">Remo Sandron</span>, Palermo L. 3.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_85_85" id="Footnote_85_85"></a><a href="#FNanchor_85_85"><span class="label">[85]</span></a> L’anonimo citato del <i>Giornale degli economisti</i>, ch’è +piuttosto conservatore anzichè radicale non solo afferma vigorosamente +la necessità di ordinamenti diversi nelle diverse +regioni d’Italia, ma arriva a formulare la proposta della +libertà doganale da sperimentarsi limitatamente alla Sicilia, +e alla Sardegna, perchè crede che la forma insulare di quelle +due regioni si presti alla prova. E ciò tanto più in quanto +che la Sicilia e la Sardegna sono state tra le più danneggiate +regioni del regno colle tariffe doganali generali del 1887—contro +le quali mi onoro aver fatto il mio primo discorso alla Camera +dei deputati, nel Gennaio 1891.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_86_86" id="Footnote_86_86"></a><a href="#FNanchor_86_86"><span class="label">[86]</span></a> Ho fatto i nomi dei membri della Commissione perchè +si vegga come e quanto in Italia, tra i deputati, fatti +e parole concordino. Invero per quanto lo avessi temuto e +preveduto rimasi oltremodo addolorato dal contegno dell’onorevole +Di San Giuliano, che dimenticando tutte le belle +cose scritte nel citato libro sulle <i>Condizioni della Sicilia</i>, si +schierò della parte dei latifondisti, che volevano la conservazione +dello <i>Statu quo</i> e che confidavano ancora nella libera +iniziativa dei medesimi latifondisti!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_87_87" id="Footnote_87_87"></a><a href="#FNanchor_87_87"><span class="label">[87]</span></a> Tra i pochi che si mostrarono favorevoli al principio +del disegno di legge dell’on. Crispi sento il dovere di ricordare +l’on. Nasi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_88_88" id="Footnote_88_88"></a><a href="#FNanchor_88_88"><span class="label">[88]</span></a> La somiglianza tra le idee sostenute da me in seno alle +Commissioni dei Deputati Siciliani col principio cardinale +della legge Crispi fece credere ad alcuni, che io fossi stato +l’autore principale di quest’ultima, come venne telegrafato +a qualche giornale di Sicilia. Ciò che non è affatto vero.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_89_89" id="Footnote_89_89"></a><a href="#FNanchor_89_89"><span class="label">[89]</span></a> Il progetto <i>sull’ordinamento dei dominî collettivi nelle +provincie dell’ex-Stato pontificio</i> venne presentato nella seduta +del 20 febbraio 1893 e porta le firme degli on. Tittoni, Zucconi, +Garibaldi, Pugliese, Fani, Zappi, Colajanni Napoleone, +Suardi Gianforte, Gamba, Comandini, Rava, Tasca Lanza, Torlonia +e Sacchetti. Fu svolto e preso in considerazione nella +seduta del 7 febbraio 1894. L’on Tittoni fu eletto relatore +della Commissione ed ha presentato testè alla Camera dei deputati +una pregevolissima <i>Relazione</i> sul disegno di legge, inteso +a disciplinare l’esercizio dei dominii collettivi nelle provincie +ex pontificie e nell’Emilia. Se nel lungo dibattito ch’ebbe +luogo alla Camera, nel 1888, circa l’abolizione delle servitù +prediali in quelle provincie, Governo e Commissione avessero +accettato l’emendamento all’art. 9 proposto e vivamente sostenuto +dall’on. Pantano—con cui nella maggioranza dei casi +si conferiva agli utenti la preferenza dello svincolo, e si chiedeva +per lo meno venisse loro riconosciuto, come si riconosceva +in senso inverso ai proprietarii, il diritto di pagare un +canone e godersi il fondo in natura tutte volte che l’interesse +e i diritti degli utenti fossero in prevalenza su quelli dei +proprietarii—; noi avremmo avuto oggi in quelle provincie +una congerie di dominii collettivi ben più vasta e ricca di +quella, già per <a name="tn483" id="tn483"></a><span class="correction">sè</span> importante, illustrata dall’on. Tittoni. Anche +l’on. Andrea Costa appoggiò quell’emendamento e prese +parte a tutta la discussione, come vi presero parte, con decisa +simpatia pei diritti degli utenti e per l’utilità dei dominii +collettivi, parecchi altri egregi oratori politicamente più che +temperati. +</p><p> +La commissione dei deputati siciliani si <a name="tn484" id="tn484"></a><span class="correction">chiarì</span> favorevole +agli sperimenti di proprietà collettiva e di cooperazione nei +demanî comunali.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_90_90" id="Footnote_90_90"></a><a href="#FNanchor_90_90"><span class="label">[90]</span></a> Tolgo queste cifre dall’opera citata dell’Alimena (<i>I limiti +e i modificatori dell’imputabilità</i> p. 321 e 322); il quale, +a rincalzare sempre più l’influenza del fattore economico +sulla delinquenza, ha messo pure in rapporto le liti coi delitti. +Procedono parallelamente le une e gli altri in Sicilia +e in Sardegna: perciò il chiarissimo scrittore cosentino al +Ferri, che aveva affermato non esservi notevoli differenze +tra le singole regioni d’Italia chiede: «dinanzi a questi fatti, +potrebbe ripetere che le condizioni sociali dell’Italia settentrionale +non differiscono molto da quelle dell’Italia meridionale?» +</p><p> +Si hanno poi i dati numerici del malessere maggiore in +Sicilia di fronte alle altre regioni d’Italia in queste altre +cifre: +</p> +<table summary="Sicilia"> +<tr> +<td class="center" colspan="4"><b>Quota per abitante di</b></td> +</tr> +<tr> +<td> </td> +<td class="center">Ricchezza</td> +<td class="center">Dazio di consumo</td> +<td class="center">Sovrimposta sui terreni</td> +</tr> +<tr> +<td>Sicilia</td><td class="right">L. 1,471</td><td class="right">L. 6,76</td><td class="right">L. 1,63</td> +</tr> +<tr> +<td>Piemonte</td><td class="right">2,746</td><td class="right">3,71</td><td class="right">4,03</td> +</tr> +<tr> +<td>Lombardia</td><td class="right">2,400</td><td class="right">3,27</td><td class="right">5,35</td> +</tr> +<tr> +<td>Veneto</td><td class="right">1,935</td><td class="right">2,42</td><td class="right">5,45</td> +</tr> +</table> +<p> +«E anche va notato che i dati della ricchezza per abitante +e per regione si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) +di eccezionale prosperità sopratutto in Sicilia. La crisi sopravvenuta +dopo, ha certamente arrestato e retrocesso lo +sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente più che sulle +regioni del Nord, per effetto della politica economica, più +specialmente lesiva del mezzogiorno. Ma pure restando per +larghezza di concessione, ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo, +che in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte, mentre +la ricchezza ne è la metà, esercita nell’isola una pressione +tributaria almeno <i>quattro volte</i> maggiore. Invece la sovrimposta +sta ad un limite di poco inferiore a quello, che +potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; +mentre le altre imposte (valor locativo, tassa famiglia +bestiame, vetture e domestici) sono già in <i>cifra assoluta</i> per +abitante più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati +permettono due considerazioni: 1º che il sistema delle imposte +comunali in Sicilia esercita una pressione maggiore che +nel continente; 2º che la ripartizione del carico tributario +locale è fatta tutta a danno dei contribuenti, che pagano imposte +indirette». (<i>L’Insurrezione siciliana nel Giornale degli +Economisti.</i> Febbraio 1894).</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_91_91" id="Footnote_91_91"></a><a href="#FNanchor_91_91"><span class="label">[91]</span></a> In Giugno dopo i fatti dolosi del Dicembre ’93 e Gennaio +’94—quando i zolfatari di Grotte fecero una dimostrazione +furono suonati due squilli di tromba ed intimato lo +scioglimento dell’assembramento; ma quei disgraziati rimasero +immobili gridando: «<i>Sì, ammazzateci! vogliamo morire, +giacchè i nostri figli provano la fame!</i>» Si evitò una catastrofe +per la prudenza del delegato. Sulla crisi zolfifera ho +pubblicato due lunghi articoli nella <i>Riforma Sociale</i> del Nitti. +In un terzo ed ultimo mi occuperò dei possibili rimedi.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_92_92" id="Footnote_92_92"></a><a href="#FNanchor_92_92"><span class="label">[92]</span></a> Pare impossibile, ma pure è vero, che alcuni grossi +comuni dell’isola hanno cominciato a violare le prescrizioni +relative alla misura del dazio sulle farine; e la legge non è +votata che da pochi mesi!</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_93_93" id="Footnote_93_93"></a><a href="#FNanchor_93_93"><span class="label">[93]</span></a> Questi dati vennero completati e aggravati nei <a name="tn502" id="tn502"></a><span class="correction">discorsi</span> +pronunziati sul bilancio della guerra e sui provvedimenti finanziari +dagli on. Carmine, Colombo e da me alla Camera dei +deputati in maggio e giugno 1894.</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_94_94" id="Footnote_94_94"></a><a href="#FNanchor_94_94"><span class="label">[94]</span></a> Il bilancio della Francia, dice il Vivante, è il prodotto +dei fasti e delle avventure dell’impero, delle catastrofi del +1870, dello sperpero demagogico della repubblica, di costose +recenti imprese coloniali, delle imperiose esigenze di una +triplice difesa—i Vosgi, le Alpi ed il Mediterraneo—e malgrado +questo sciagurato concorso di fattori disastrosi, esso è +intrinsecamente migliore del nostro. +</p><p> +Il bilancio della Francia è il doppio del nostro: ma la +ricchezza pubblica della prima essendo quattro volte maggiore +della nostra si comprende che la pressione tributaria +in Italia sia assai più grave che nella vicina repubblica. +</p><p> +La cifra complessiva delle spese intangibili e militari nel +nostro bilancio rappresenta una percentuale superiore a quella +che si riscontra nel bilancio di tutti gli altri Stati; supera +del 6 e 1/2 % quella del bilancio francese. Lo stesso può +dirsi facendo il paragone tra il bilancio nostro, il nostro reddito +patrimoniale e il nostro reddito nazionale. Il bilancio nostro +in rapporto al reddito patrimoniale supera 23 % quello +francese e del 7 1/2 % pel reddito nazionale. Di più: «in +tutti gli altri Stati di Europa, ad eccezione della Spagna (e +dell’Austria in minime proporzioni) hanno la totalità del loro +debito pubblico all’interno. Il Tesoro riversa dunque nel paese +tutto il prodotto delle imposte; da noi ciò non è il caso. I +200 milioni circa che rimettiamo all’estero è denaro definitivamente +perduto e sottratto dal reddito nazionale con doppio +danno economico e monetario. Inoltre, in Austria, in Francia, +in Inghilterra e più ancora in Germania lo sviluppo dei +bilanci militari fu connesso ad uno sviluppo corrispondente +delle industrie relative, che non solo forniscono allo Stato +tutto ciò che gli abbisogna, ma esportano l’eccedenza dei +loro prodotti all’estero. L’Italia non basta a sè stessa!» (Felice +Vivante. <i>Il nostro bilancio.</i> Roma 1894.)</p></div> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_95_95" id="Footnote_95_95"></a><a href="#FNanchor_95_95"><span class="label">[95]</span></a> Filippo Cordova—nel più volte citato discorso—sin +dal 1863 trovò delle analogie tra i casi di Sicilia e i casi di +Francia.</p></div> +</div> + + +<hr class="major" /> + + +<h2>CATALOGO<br /><br /> + +<span class="xsmaller">DI</span><br /><br /> + +<span class="bigger">SCIENZE SOCIALI E POLITICHE</span><br /><br /> + +<span class="xsmaller">DELLA</span><br /><br /> + +<span class="smaller"><b>Libreria Editrice REMO SANDRON</b></span><br /><br /> + +<span class="smaller g">PALERMO</span> +</h2> + +<h3 class="ss"><big>Opere di Scienze Politiche e Sociali</big></h3> + +<table summary="catalogo"> +<tr> +<td><span class="smcap">Albertin L.</span> <i>La questione delle otto ore di lavoro.</i> Un +vol. in-8, pag. 116, Torino 1894</td><td class="num">L. 2 50</td> +</tr> +<tr> +<td><span class="smcap">Alongi G.</span> <i>La camorra.</i> Studio di sociologia criminale. +Un vol. in-8, pag. 237, Torino 1890</td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Aspres (Des) G.</span> <i>Un peuple exproprié.</i> (Études sociales). +Un volume in-18 jesus, Parigi 1892</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Avogadro A.</span> <i>Per la pace fra capitale e lavoro.</i> (Esperimenti +e risultati). In-16, p. 264, Como 1893</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Backhaus.</span> <i>Allen die Erde!</i> Kritisch-geschichtliche Darlegungen +zur sozialen Bewegung. Un volume in carta tela in-16, Lipsia 1894</td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bastiat F.</span> <i>Sofismi economici</i>, voltati in italiano da F. +Perez. Un vol. in-16, pag. 256, Firenze 1871</td><td class="num">1 70</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Sofismi economici</i>, versione italiana di Enrico Zezon. +Un vol. in-16, pag. 200, Napoli 1848</td><td class="num">1 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Baudrillart H.</span> <i>La libertè du travail, l’association et la +démocratie.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bebel A.</span> <i>La Donna ed il Socialismo. La Donna nel +passato, nel presente e nell’avvenire.</i> Un vol. in-16 gr., pag. 476, Milano</td><td class="num">3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bellamy E.</span> <i>Nell’anno 2000-Looking Backward.</i> Racconto +americano. Versione di. G. Oberosler, con un +<i>Post-scriptum</i> ed un <i>Dizionario economico-sociale</i>. Un +vol. in-16, Milano 1892</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bérnard Th. N.</span> <i>Le socialisme d’hier et celui d’aujourd’hui.</i> +Un vol. in-18</td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Benoist. Ch.</span> <i>La Politique.</i> Un vol. in-8, rileg. in tela +inglese</td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Berardi D.</span> <i>Le funzioni del governo nell’Economia sociale.</i> +Un vol. Firenze</td><td class="num">5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bissolati L.</span> <i>La lotta di classe e le “alte idealità„ della +borghesia.</i> (Polemica col Prof. Luzzatti)</td><td class="num">— 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Bleibtreu.</span> <i>Massenmord</i> (Eine Zukunftsschlacht). Un vol. +in-32, con copertina illustrata, Lipsia 1894</td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Block Maurice.</span> <i>Le quintessence du socialisme de la chaire.</i> +Brochure in-8</td><td class="num">1 15</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Böhmert V.</span> <i>La partecipazione al profitto.</i> Ricerche sui +salari e profitti con prefazione del Deputato Luigi Luzzatti. +Un volume in-8, pag. 470</td><td class="num">7 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Borin-Fournet.</span> <i>La societé moderne et la Question sociale.</i> +Un vol. in-8, Parigi 1894</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Casaretto P. P.</span> <i>Influenze reciproche tra Movimento operaio. +Produzione e ricchezza.</i> Un volume in-8, Torino +1893</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Cencelli Berti A.</span> <i>La proprietà collettiva in Italia. +Le origini. Gli avanzi. L’avvenire.</i> Un volume in-8, +Roma</td><td class="num">1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Chialvo A.</span> <i>Il libretto colonico o il connubio fra capitale +e lavoro nella colonia toscana.</i> 2ª ediz., in-8, Torino</td><td class="num">1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ciccotti E.</span> <i>Socialismo di Stato e socialismo democratico.</i></td><td class="num">— 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Cimbali G.</span> <i>Il diritto del più forte.</i> Saggio di scienza sociale +e giuridica. Torino</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Colajanni</span> D.r <span class="smcap">Napol.</span> (Deputato al Parlamento). <i>Gli +avvenimenti di Sicilia e le loro cause.</i> Eleg. volume +in-18, di circa pag. 500, Palermo 1894</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Istituzioni municipali.</i> Cenni ed osservazioni. 1 vol., +di pag. 340, Piazza Armerina</td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Conferenza di Berlino.</i> (Atti della) Regolamentazione internazionale +del lavoro, tradotti ed annotati da <b>Michele +Ricciardi</b> con prefazione di <b>Francesco S. Nitti</b>. Un vol., +in-16, pag. 500. Napoli 1890</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Contento Aldo.</span> <i>La teoria del Salario nel concetto dei +principali economisti.</i> Un volume in-16. pag. 374. Milano +1894</td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Courcelle Seneuil N.</span> <i>La liberté et le socialisme.</i> Un +vol. in-8</td><td class="num">9 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Courtois Alph. fils.</span> <i>L’anarchisme thèorique et le collèctivisme +pratique.</i> Un vol. in-32</td><td class="num">2 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Criconia D. G.</span> <i>Lo Stato, la Chiesa e la Scienza, relativamente +alla Questione sociale</i></td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td colspan="2"> +<i>Critica Sociale (La).</i> Rivista quindicinale del socialismo +scientifico, diretta da Filippo Turati.—Abbonamento +annuo per l’Italia L. 8 — Semestre L. 4 — Trimestre 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Cusumano V.</span> <i>Saggi di Economia politica.</i> Un volume +in-16, pagine 150</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Le scuole economiche della Germania in rapporto alla +Questione sociale.</i> Un vol., in-8, Napoli</td><td class="num">5 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">D’Abzac.</span> <i>La quèstion sociale.</i> Un proget de rèforme. Un +vol. in-8</td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Dameth M. H.</span> <i>Les bases naturelles de l’économie sociale.</i> +Un vol. in-18</td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Le mouvement socialiste et l’economie politique.</i> Resumè +du cours public fait a Lion sous les auspices de la +Chambre de Commerce et de la Societé d’Economie +politique. Un vol. in-16</td><td class="num">1 15</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La quèstion sociale.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">1 40</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Danesi A. G.</span> <i>Socialismo e migliore avvenire dell’operaio.</i> +Opuscolo in-16º, pag. 19, Mistretta 1894</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Dauby.</span> <i>Des grèves ouvrieres.</i> Un vol. in-18</td><td class="num">3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">De Amicis Edm.</span> <i>Lavoratori alle urne!</i> Un opusc. in-16º</td><td class="num"> — 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Sulla Questione sociale.</i> Conferenza. Una brochure, in-8</td><td class="num">— 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">De Luca F.</span> <i>I “Fasci„ e la questione siciliana</i></td><td class="num">— 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Denayrouze G.</span> <i>Le socialisme de la Science</i>, essai d’économie +positive. Un vol. in-8</td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Depasse H.</span> <i>Transformations sociales.</i> Un volume in-12, +Parigi 1894</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Desjardins A.</span> <i>La liberté politique dans l’Ètat moderne.</i> +Un vol., in-8, Parigi 1894</td><td class="num">8 75</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Il dovere presente.</i> Un vol. in-8, Roma 1894</td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Didon.</span> <i>Indissolubilitè et divorce.</i> Un volume in-16, p. 236, +Parigi</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Di Fratta P.</span> <i>La socializzazione della terra</i> (Studio sui +demani)</td><td class="num">— 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Diritto (Pel) del più forte: polemica con la Critica Sociale</i>, +in-8, pagine 60</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Donnat L.</span> <i>La politique expèrimentale.</i> Un volume di 504 +pagine, in tela inglese</td><td class="num">6 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Dubois. F.</span> <i>Le peril Anarchiste.</i> Un volume in-18. di +pagine 300 con 70 illustrazioni e documenti, Parigi +1894</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Dunoyer Anatole.</span> <i>Organization de l’Association internationale +des Travailleurs.</i> Brochure in-8</td><td class="num">1 15</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Durkheim.</span> <i>Les règles de la metode sociologique.</i> Un vol. +in-12, Parigi 1895</td><td class="num">2 80</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Dynamite et Dynamiteurs.</i> Descriptions des engins anarchistes. +Un opuscolo in-8, con 15 figure, Parigi +1894 </td><td class="num">1 15</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ellero P.</span> <i>La Sovranità popolare.</i> Un volume in 8, +pag. 440, Bologna 1886</td><td class="num"> 9 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La questione sociale.</i> Un volume in-8, pag. 440, Bologna +1889</td><td class="num">9 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La tirannide borghese.</i> Un vol. in-8, pag. 672</td><td class="num"> 10 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La riforma civile.</i> Un vol. in-8 gr. Torino</td><td class="num">7 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Scritti politici.</i> Un vol. in-8º gr. Bologna</td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Engels F.</span> <i>Socialismo utopistico e socialismo scientifico</i></td><td class="num">— 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ferri E.</span> <i>Socialismo e Scienza positiva (Darwin-Spencer-Marx).</i> +Un vol. in-8, pag. 170, Roma 1894</td><td class="num">1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Filadelfio.</span> <i>Socialismo.</i> Un opusc. in-8, Milano 1894</td><td class="num"> 0 70</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fiorese S.</span> <i>Il Socialismo di Stato nella ragione e nella +vita odierna.</i> Un volume, in-8, pagine 244, Bologna +1888</td><td class="num"> 5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fisichella S. F.</span> <i>Il divorzio</i>, osservazioni critiche. In-8, +pagine 104, Messina </td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fontanelli C.</span> <i>Manuale popolare di economia sociale.</i> +Un vol. in-16, Firenze</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fornasari di Verce E.</span> <i>La criminalità e le vicende economiche +d’Italia dal 1873 al 1890.</i> Con prefazione di +Cesare Lombroso. Un vol. in-8 grande, di pag. 260, Torino +1894</td><td class="num">6 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fourier C.</span> <i>Opere scelte.</i> Prima traduzione italiana di G. +Pozzi. Un vol. in-16, pag. 265, Roma 1894</td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Fragapane S.</span> <i>Contrattualismo e Sociologia contemporanea.</i> +Un vol. in-8 gr. Bologna</td><td class="num">5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Frigieri Prof. Cav. A.</span> <i>Il Socialismo.</i> Dialoghi. Un vol. +in-16, di pag. 105, Palermo 1894</td><td class="num">1 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gabelli A.</span> <i>Il Mio ed il Tuo</i>, conferenze popolari. Un +vol. in-16, pag. 80, Milano</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Galletti B.</span> <i>Il socialismo innanzi al libero esame.</i> Un +vol. in-8, Palermo</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Monitorio d’occasione per il 1. Maggio 1893</i></td><td class="num"> 0 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Garin.</span> <i>L’anarchie et les l’anarchistes.</i> Un vol. in-18</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Garnier J.</span> <i>Du principe de population.</i> Un volume in-16, +pag. 380, Parigi</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">George H.</span> <i>Fortschritt und Armut</i></td><td class="num">1 60</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La condizione dei lavoratori</i> (a proposito dell’Enciclica +di Leone XIII). Un vol. in-8, Torino</td><td class="num">2 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Giampietro E.</span> <i>L’Italia al bivio.</i> Un opusc. in-8, p. 135, +Roma 1894 </td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gimenez A. E.</span> <i>I fanciulli operai.</i> Studio sulla quistione +sociale. Un vol. in-16, pag. 160, Torino 1879 </td><td class="num">3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gnocchi-Viani O.</span> e A. C. <i>Delle Camere del Lavoro in +Italia</i></td><td class="num"> — 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gobbi U.</span> <i>Il lavoro e la sua retribuzione.</i> Studio sulla +questione sociale. Un vol. in-16, Milano</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Godin M.</span> <i>Solutions sociales.</i> Le même. Un vol. in-18</td><td class="num"> 6 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Le gouvernement, ce qu’il a été et ce qu’il doit être et +le vrai socialisme en action.</i> Un vol. in-8</td><td class="num">9 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gonetta G.</span> <i>La donna e l’emancipazione.</i> Studio intimo-sociale. +Quinta edizione riveduta e notevolmente ampliata. Un vol. in-16, pag. 160, Milano 1894</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gramantieri P.</span> <i>La Guerra e il Socialismo nel Futuro.</i> +Un vol. in-16, pag. 180, Messina 1894</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Granata L.</span> <i>Il giudizio dei probiviri, osservazioni e studi +sulla legge 15 giugno 1893.</i> Un volume in-8 grande, Messina</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Graziani A.</span> <i>Le idee economiche degli scrittori Emiliani e +Romagnoli sino al 1848.</i> In-4</td><td class="num">5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Di alcune questioni relative alla dottrina del salario</i></td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Guarnieri L.</span> <i>Radicali e socialisti dell’avvenire in Italia.</i> +Un opusc. in-8, pag. 56</td><td class="num">0 30</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Guccia Giuseppe.</span> <i>Confutazione del Socialismo di Marx +Nordau nell’interesse delle Classi lavoratrici.</i> Un volume +in-8, pag. 112, Palermo 1894 </td><td class="num">1 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Guerra (La) e lo Stato sociale.</i> 2 ediz. In-32., pag. 180, +Roma 1894</td><td class="num"> — 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Gumplowicz</span> <i>La lutte des races.</i> Recherches sociologiques. +Tradution de M. Charles Baye. Un vol. in-8 cartonato, +Parigi 1894 </td><td class="num">10 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Guyot Ives.</span> <i>La Tirannide socialista.</i> Traduz., pref., e +note di F. Ciotti. Un elegante volume in-18. pagine 320. +Palermo 1894. </td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Guyot Y.</span> <i>I principî dell’89 e il Socialismo.</i> Traduzione +con note e appunti di Biagio La Manna. Un vol. in-18, +di 350 pagine, Palermo 1894</td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La Science économique.</i> Un vol. di 474 pagine con +56 figure grafiche, legato in piena tela inglese.</td><td class="num"> 6 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Ètudes sur les doctrines sociales du Christianisme</i>: +avec une preface et un appendice. Un vol. in-12, pagine +405, Parigi</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Hertzka.</span> <i>Un voyage à Terre-libre.</i> Coup d’œil sur la +societé de l’avenir, avec une introduction de T. De +Wyzewa. Un vol. in-18 jesus, Parigi 1894</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Howell G.</span> <i>Le passé et l’avenir des Trade-Unions.</i> (Trade-Unionism +new and old) traduct. et pref. par Le Cour +Grandmaison. Un volume rilegato in tela inglese. Parigi +1894</td><td class="num"> 10 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Hubbard G.</span> <i>Saint Simon, sa vie et ses travaux</i>, suivis +des fragments des plus célèbres écrits de Saint Simon. +Un vol. in-18</td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Jewons W. S.</span> <i>La moneta ed il meccanismo dello scambio.</i> +Un vol. in-8, pag. 349</td><td class="num"> 6 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Jona G.</span> <i>La rappresentanza politica.</i> Un volume in-8 gr., +pag. 340, Modena 1893</td><td class="num">6 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Kautzky C.</span> <i>Socialismo e malthusianismo</i></td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Kennan G.</span> <i>Rivelazioni sulla Siberia.</i> Traduz. dall’inglese +di S. Fortini-Santarelli. Due volumi, in-16. Città di Castello</td><td class="num"> +5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Kuliscioff Dott. Anna.</span> <i>Il monopolio dell’uomo.</i> (Studio +sulla questione femminile), 2ª ediz</td><td class="num">— 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>La borghesia fuori della legge.</i> (Discorsi dei deputati socialisti +alla Camera, 23 febbraio, 1 e 2 marzo 1894) </td><td class="num">— 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Lafargue P.</span> <i>Il materialismo economico di Marx.</i></td><td class="num"> — 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>L’evoluzione della proprietà dalla barbarie alla civiltà.</i> (In corso di stampa)</td> +</tr> +<tr> +<td colspan="2"> +—— <i>Il Capitale—Estratti</i>—(Vedi Marx C.)</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">La Loggia Enr.</span> <i>Teoria della popolazione</i>. Un vol. in-8, +pag. 64, Bologna 1893</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Lazare B.</span> <i>L’antisemitisme, son istorie, et ses causes.</i> +Un vol. in-18 jésus. Parigi 1894</td><td class="num"> 4</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Lepetit I.</span> <i>Il Socialismo.</i> Saggi. Un vol. in-8. Milano</td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Leroy-Beaulieu.</span> <i>Le collectivisme.</i> Examen critique du +nouveau socialisme. 2<sup>e</sup> Edition, revue et augmentée d’une +préface. Un vol. in-8</td><td class="num">9 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Letourneau Ch.</span> <i>La Sociologie d’après l’Ethnographie.</i> +Un vol. di 598 pagine, legato in piena tela inglese </td><td class="num">6 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Levi avv. Giulio G.</span> <i>Lavoro e Libertà.</i> Trattato popolare +di scienza economica, politico-sociale. Due vol. in-16 gr. +di pag. 670 circa, Torino</td><td class="num">7 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Catechismo sociale-politico.</i> (Estratto del vol. II dell’opera +“Lavoro e Libertà„ Un opuscolo in-16 gr., pag. +32, Torino 1894</td><td class="num">— 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Lombroso C.</span> <i>L’antisemitismo e le scienze moderne.</i> Un +vol. in-16, pagine 150, Torino 1894</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Gli anarchici.</i> Un vol. in-8, Torino 1894</td><td class="num">1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Lustrac (De).</span> <i>Christianisme et socialisme.</i> Un vol. in-18 </td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Luzzi U.</span> <i>La donna e la lotta per l’esistenza.</i> Studio sulla +Questione sociale. Milano, in-16</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Malon B.</span> <i>Il socialismo.</i> Compendio storico, teorico pratico. +Un vol., in-16, pag. 325 con ritratto, Milano 1894</td><td class="num"> 2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La terza disfatta del proletariato francese.</i> 2 vol. in-16, +pag. 241. Milano 1894</td><td class="num"> 0 80</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Marescotti Ang.</span> <i>Il Socialismo</i>, temperamento, forza, +assiomi e temperamenti suoi, note con una lettera di +Olindo Guerrini. Un vol. in-16, Bologna </td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Margani Ortisi A.</span> <i>La giustizia sociale.</i> Esame critico +del malessere economico e morale del popolo italiano e +della questione sociale. Un vol. in-8, p. 238, Catania +1894</td><td class="num">2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Mariano.</span> <i>L’individuo e lo Stato nel rapporto economico +e sociale</i></td><td class="num">3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Mario Withe J.</span> <i>Le Miniere di zolfo in Sicilia.</i> Un opuscolo +in-8, Roma </td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Martuscelli E.</span> <i>Le società di mutuo soccorso e cooperative.</i> +Un vol., Firenze</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Marx C.</span> <i>Il Capitale</i>, Estratti di Paolo Lafargue, con introduzione +critica di Vilfredo Pareto, ed una <i>Contro-Introduzione</i> +di Paolo Lafargue. 2.ª ediz. Splendido vol. +in-24. pag. LXXXV-240, Palermo 1895</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Marx C.</span> <i>Capitale e salario</i></td><td class="num">— 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Discorso sul libero scambio</i> con proemio di F. Engels</td><td class="num">— 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— e <span class="smcap">Engels F.</span> <i>Manifesto del partito comunista</i></td><td class="num">— 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Masè Dari E.</span> <i>Il socialismo</i> (Bibl. del Cittadino) </td><td class="num"> 0 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Lo sciopero nell’economia e nelle leggi</i> (Bibl. del Cittadino)</td><td class="num"> 0 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Massarani T.</span> <i>Come la pensava il D.r Lorenzi.</i> Confidenze +postume di un onesto borghese. Un volume in-8, di +pag. 360, Roma 1894 </td><td class="num">3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Menger.</span> <i>Il diritto civile e il proletariato.</i> Un vol. in-8º. +Torino 1894</td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Michaelis.</span> <i>Ein Blik in die Zukunft. Eine Antwort auf: +Ein Ruckblick von Bellamy.</i> Un volume in-16, (Collez. +Reclam)</td><td class="num"> — 40</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Minghetti M.</span> <i>Della economia pubblica e delle sue attinenze +colla morale e col diritto.</i> Libri cinque. 2ª edizione. +Un volume, Firenze</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Molinari (de) G.</span> <i>Les bourses du travail.</i> Un volume in-8. +Parigi 1894 </td><td class="num">4 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Montanari A.</span> <i>Elementi di economia politica</i>, 4ª edizione +nuovamente riveduta ad uso delle scuole. Un vol. in-8. +pag. 548, Padova </td><td class="num"> 5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Montry (De) Albert.</span> <i>Quéstions sociales.</i> Conferences. Un +vol. in-8 </td><td class="num"> 3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Morpurgo C.</span> <i>La Statistica e le Scienze sociali.</i> Un vol. +con quattro tavole, Firenze 1894</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Naudier. F.</span> <i>Le socialisme et la Revolution sociale. Etude +historique e philosophique.</i> Un vol. in-18, Paris 1894</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Nitti F. S.</span> <i>L’ora presente.</i> Un volume in-16. pag. 76, +Torino 1893</td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La popolazione ed il sistema sociale.</i> Un volume in-8, +pag. 212, Torino 1894</td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Studi sul Socialismo contemporaneo. Il socialismo +cattolico</i>, 2ª ediz. Un vol. in-8 gr., Torino 1893. </td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Nordau Max.</span> <i>Le menzogne convenzionali della nostra civiltà.</i> +Un vol. in-16 gr., pag. 434, Milano 1885</td><td class="num"> 5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Novicow.</span> <i>Les gaspillages des sociétés moderne et la question +sociale.</i> Un vol. in-8, Parigi 1895</td><td class="num"> 5 75</td> +</tr> +<tr> +<td> +O.... <i>Le contrat démocratique.</i> Un volume in-16 jésus, +Parigi 1894, </td><td class="num"> 1 75</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Oberti E.</span> <i>Riforme tributarie. Imposta progressiva. Riduzione +di quote minime.</i> Un vol. in-8, Torino 1894,</td><td class="num"> 2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ollivier E.</span> <i>Solutions politiques et sociales.</i> Un volume +in-18, Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Petrone J.</span> <i>La terra nella odierna economia capitalistica.</i> +Studi di sociologia economica. Un fascicolo in-8 di +pag. 130, Roma 1893, </td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Petrucci G.</span> <i>La questione sociale in Sicilia: diagnosi e +cura.</i> Un opuscolo in-16, pag. 48, Roma 1894, </td><td class="num">1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Pinchia.</span> <i>Opuscoli politici ed economici</i>,</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Pioger.</span> <i>La vie sociale, la morale et le progres.</i> Un vol. +in-8, Parigi 1893,</td><td class="num"> 5 75</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Pisacane C.</span> <i>Saggio sulla rivoluzione, con prefazione di +Napoleone Colajanni</i>. Un vol. in-16, di pag. VIII-271, +Bologna 1894,</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Polacco V.</i> <i>La questione del divorzio e gli Israeliti in +Italia.</i> Un vol., in-16, Verona 1894, </td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Pompery (De) V.</span> <i>Le dernier mot du Socialisme rationnel.</i> +Un volume in-18 jésus, Parigi 1894,</td><td class="num"> 2 35</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ponzoni.</span> <i>Imposte e questione sociale.</i> Un fascicolo in-8, +Milano, </td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Provenzano Palazzo N.</span> <i>Le presenti condizioni sociali +in Sicilia.</i> Un opuscolo in-8, Palermo 1894, </td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Quetelet D.</span> <i>Du système social et des lois qui le regissent.</i> +Un vol. in-8,</td><td class="num"> 7 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Rabbeno A.</span> <i>Il contratto di mezzadria.</i> Un vol. in-16, +pag. 206, Torino 1881, </td><td class="num"> 2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Rae O.</span> <i>Il socialismo contemporaneo, trad.</i> di A. Bertolini, +con un cenno sul Socialismo in Italia. Un volume in-8, +pagina XCVI-495, Firenze 1889,</td><td class="num"> 5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Reforme (La) religieuse et sociale et l’esprit nouveau par +un Catholique.</i> Un vol., pag. 376, Paris 1891,</td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Reich E.</span> <i>Die bürgerliche Kunst und die besitzlosen Volksklassen.</i> +Un volume in-16, Lipsia 1894,</td><td class="num"> 3 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Resoconto del primo Congresso delle Camere del Lavoro: +Parma 1893</i>, </td><td class="num"> — 30</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Reybaud L.</span> <i>Etudes sur les réformateurs ou socialistes +modernes.</i> 7<sup>e</sup> Édition revue, corrigée staugmentée d’une +Etude sur Anguste Comte et d’une autre Etude sur les +Mormons. Due vol. in-18 </td><td class="num"> 8 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Ricca Salerno G.</span> <i>Sulla teoria del Capitale.</i> Un volume +in-16, pag. 150, Milano</td><td class="num"> 2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>L’imposta e le forme tributarie di alcuni stati Europei.</i> +Una brochure in-8, pag. 27, Palermo</td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Richter E.</span> <i>Dopo la vittoria del socialismo.</i> 7ª edizione. +Un vol. in-16, pag. 212, Milano 1894</td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Riforma Sociale (La).</i> Rassegna di scienze sociali e politiche. +<span class="smcap">Direttori</span>: F. S. Nitti e Luigi Roux. Esce ogni +15 giorni in fascicoli di 80 pagine in-8, cad. fasc.      1 25<br /> +Abbonam. per l’Italia, anno L. 20 — Semestre L. 10.</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>Rinnovamento politico-amministrativo (Il).</i> <span class="smcap">Direttore</span>: +D<sup>r</sup>. Edoardo Pantano. Esce una volta al mese in fascicoli +di pag. 96, in-8, cadun fascic.</td><td class="num"> 1 25</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Romano-Catania G.</span> <i>Sul comunismo.</i> Notizie storiche. Un +opuscolo in-8, pag. 80, Palermo 1892 </td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Rossi A.</span> <i>L’agitazione in Sicilia. A proposito delle ultime +condanne.</i> Un vol. in-16, pag. 130, Milano 1895. </td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Rousseau J. J.</span> <i>Contrat social ou Principes de droit politique.</i> +Un vol. in-16, pag. 512, Parigi </td><td class="num"> 3 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Salvioli Prof. G.</span> <i>Il passato e l’avvenire della lotta di +classe in Inghilterra</i></td><td class="num"> — 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Sangiuliano (Di) A.</span> <i>Le condizioni presenti della Sicilia. +Studi e proposte.</i> Un vol. di pag. 226 in-16, Milano 1894</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Schaeffle A. F.</span> <i>La Quintessenza del Socialismo.</i> Prima +traduzione italiana autorizzata del prof. Avvocato Angelo +Roncali. Un volumetto in-16, pagine 104, Genova +1892 </td><td class="num"> 1 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Schiattarella R.</span> <i>Il plebiscito sociale.</i> Un opusc. in-8, +Palermo 1893 </td><td class="num"> 0 60</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La riforma sociale.</i> Un opusc. in-8, Palermo 1893. </td><td class="num"> 0 60</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Schmidt K.</span> <i>Brot! Ein Büchlein für alle die Brot essen.</i> +Un vol. in carta tela in-16, Lipsia 1893 </td><td class="num"> 1 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Schroeder A.</span> <i>Das Rect in der geschlechtlichen Ordnung.</i> +Un volume in-8, Berlino 1893</td><td class="num">18 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Siciliani P.</span> <i>Socialismo, Darwinismo e Sociologia moderna.</i> +Terza ediz. interamente rifusa e accresciuta dalle Questioni +contemporanee. Un vol. in-8, Bologna </td><td class="num"> 5  </td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Siotto Pintor M.</span> <i>La riforma sociale in Italia, tentativo +di critica e di ricostruzione.</i> Un vol. in-8 pag. 150 </td><td class="num"> 8  </td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Smith L.</span> <i>Les coalitions et les grèves</i> d’après l’histoire et +l’économie politique avec une appendice de lors des +diverses pays. Un vol. in-8</td><td class="num">7  </td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Spencer H.</span> <i>Dalla libertà alla schiavitù</i> (a proposito di +socialismo). Traduzione di S. Vianello. Brochure in-8, +Torino 1893</td><td class="num">— 80</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Problemès de Morale et de Sociologie</i>, tradotto da +Henry de Parigny. Un vol. in-8, carton., Parigi 1894</td><td class="num">10 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Beneficenza negativa e positiva</i>, traduzione di Sofia +Fortini-Santarelli con Revisione del prof. Felice Di +Tocco. Un vol. in-16, pag. 254, Città di Castello 1894</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>Introduzione allo studio della sociologia</i>, con prefazione +di A. Sergi. Un vol. in-8, pag. 570, Milano</td><td class="num">7 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>L’individuo e lo Stato.</i> Traduz. di S. Fortini-Santarelli +con prefazione di Giacomo Barzellotti. Un volume +in-16, di pag. CVII-164, Città di Castello 1886</td><td class="num">2 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +—— <i>La Giustizia</i>, traduzione di S. Fortini-Santarelli con +uno studio sul sistema etico-giuridico di H. Spencer del +Prof. Icilio Vanni. Un vol. in-16, pag. LII-432, Città di +Castello 1893</td><td class="num">5 —</td> +</tr> +<tr> +<td colspan="2"> +<span class="smcap">Starkenburg H.</span> <i>La degenerazione sessuale dei nostri tempi.</i> +Trad. di L. F. P. con prefazione di A. G. Bianchi. (<i>In +corso di stampa</i>).</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Strafforello G.</span> <i>La quistione sociale</i> ovvero <i>Capitale e +lavoro</i>. Un vol. in-16, pag. 246, Torino 1872</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Sedre M. A.</span> <i>Histoire du Communisme ou rèfutations des +Utopies socialistes.</i> 5<sup>e</sup> Edition. Un vol. in- 18</td><td class="num">4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Tammeo G.</span> <i>La prostituzione nella storia, nella legislazione +nella società.</i> Mali e rimedi. Un volume in-8, +pag. 212, Torino 1893</td><td class="num">4  </td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Tarde G.</span> <i>La logique sociale.</i> Un vol. in-8, Parigi 1895</td><td class="num">8 50</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Tarroux F.</span> <i>Lettres sur le socialisme.</i> Un vol. in-18, Paris +1894</td><td class="num">4  </td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Tounissoux M.</span> <i>Quèstion sociale et bourgeoisie.</i> Un vol. +in-18</td><td class="num">2 30</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Valli E.</span> <i>L’Imperatore socialista.</i> Opuscolo in-8, p. 65, +Torino 1894,</td><td class="num"> — 70</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Vandervelde E.</span> <i>La decadenza del capitalismo.</i></td><td class="num"> — 20</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Vanni I.</span> <i>Linee critiche di un programma di sociologia.</i> +Un vol., in-8 gr., pag. 200, Perugia 1888,</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<i>La funzione pratica della Filosofia del Diritto</i>, considerata +in sè ed in rapporto al Socialismo Contemporaneo. +Un volume in-8 grande, Bologna 1894,</td><td class="num"> 2 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Weill. G.</span> <i>Un précurseur du socialisme.</i> <span class="smcap">Saint Simon</span> +<i>et son oeuvre.</i> Un volume in-16,</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Westermarck E.</span> <i>Storia del matrimonio umano</i>, con introduzione +di Sir Alfredo B. Wallace e prefazione del +Prof. G. F. Gabba, traduzione dall’Inglese di Giulio De +Rossi. Un vol. in-8, pag. 507. Pistoia,</td><td class="num"> 5 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Winterer (L’abbè)</span> deputè au Parlement allemand. <i>Le +socialisme contemporain.</i> 2<sup>e</sup> edit. Un volume in-12, +Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Zablet.</span> <i>Le crime socialiste.</i> Un vol. in-16, Parigi 1894,</td><td class="num"> 4 —</td> +</tr> +<tr> +<td> +<span class="smcap">Zubiani A.</span> <i>Il privilegio della salute.</i> Pavia 1894,</td><td class="num">—25</td> +</tr> +</table> + +<div class="dbbox"> +<p class="center"> +CARLO MARX<br /> +<br /> +<span class="xbigger">IL CAPITALE</span><br /> +<br /> +ESTRATTI<br /> +<br /> +<span class="smaller">DI</span> <b>PAOLO LAFARGUE</b><br /> +<br /> +CON INTRODUZIONE CRITICA<br /> +<br /> +<span class="ss"><span class="xsmaller">DI</span></span><br /> +<br /> +<span class="ss"><b>VILFREDO PARETO</b></span><br /> +<br /> +<span class="ss"><span class="xsmaller">E REPLICA DI</span></span><br /> +<br /> +<span class="ss">PAOLO LAFARGUE</span><br /> +<br /> +<i>Un elegante vol. di pag. LXXX-240</i>—<span class="ss"><b>L. 2.</b></span><br /> +</p> +</div> +<div class="dbbox"> +<p class="center"> +YVES GUYOT<br /> +<span class="xsmaller">Già Ministro dei LL PP. della Repubblica Francese</span><br /> +<br /> +<span class="xbigger">LA TIRANNIDE SOCIALISTA</span><br /> +TRADUZIONE, PREFAZIONE E NOTE<br /> +DI<br /> +<span class="g">F. CIOTTI</span><br /> +<br /> +<i>Un volume in-18 di pag. 320</i>—<b>L 1.50</b><br /> +</p> +</div> +<div class="dbbox"> +<p class="center"> +<span class="xbigger">I PRINCIPII DELL’89 ED IL SOCIALISMO</span><br /> +<span class="bigger">TRADUZIONE CON APPUNTI E NOTE</span><br /> +<br /> +<span class="xsmaller">DI</span><br /> +<br /> +<span class="g">BIAGIO LA MANNA</span><br /> +<br /> +<i>Un volume in-18 di pag. 350</i>—<b>L. 1.50</b><br /> +</p> +</div> + +<div class="tnote"> +<a name="tn" id="tn"></a><h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3> + +<p>Lista delle correzioni effettuate (la correzione è tra parentesi):</p> + +<ul> +<li><a href="#tn14">nota 4</a>: e l’errrore [errore] venne ripetuto dal Cavalieri nella <i>Nuova Antologia</i>.</li> + +<li><a href="#tn25">pag. 25</a>: affamati e nella più squallida mireria [miseria], respingevano</li> + +<li><a href="#tn28">pag. 28</a>: Carlo Cattaneo, prcedendo [precedendo] il Gumplowicz e parecchi</li> + +<li><a href="#tn30">pag. 30</a>: non deve affatto sorpendere [sorprendere]. Chi non ricorda il lavorio</li> + +<li><a href="#tn46a">pag. 46</a>: e su cui avrebbe una specie di dritto [diritto] di vita e di</li> + +<li><a href="#tn46b">pag. 46</a>: e che è stato erroneamente inpretato [interpretato] e dal Sonnino</li> + +<li><a href="#tn47">pag. 47</a>: vuole andare a lavorare con un altro piconiere [picconiere]</li> + +<li><a href="#tn49a">pag. 49</a>: antropometrici più strettamentente [strettamente] connesso alla</li> + +<li><a href="#tn49b">pag. 49</a>: compensate dalla migliore nutrizione e della [dalla] più igienica abitazione.</li> + +<li><a href="#tn58">pag. 58</a>: e sotte [sotto] le diverse forme di coltura e di contratto.</li> + +<li><a href="#tn61">pag. 61</a>: ettare [ettaro] di terra. Il <i>terratico</i> è forma di contratto preferito</li> + +<li><a href="#tn64">pag. 64</a>: acconciare alle [alla] miseria presente e invocavano</li> + +<li><a href="#tn75">pag. 75</a>: del [dal] 1852 al 1871 il numero dei proprietarî era disceso</li> + +<li><a href="#tn77">pag. 77</a>: Non deve sorpendere [sorprendere] se insorge e cerca ripetere</li> + +<li><a href="#tn88">pag. 88</a>: unificatore quatunque [quantunque] io creda pochissimo alla efficacia</li> + +<li><a href="#tn92">pag. 92</a>: si riferisce a quelle di oggidi [oggidì], che sono certamente</li> + +<li><a href="#tn101">pag. 101</a>: Regio Commissasio [Commissario] straordinario presso diversi municipî:</li> + +<li><a href="#tn108">pag. 108</a>: specialmente sui generi di prima necesssità [necessità], sulle</li> + +<li><a href="#tn113">pag. 113</a>: Qest’odio [Quest’odio] di classe che, per quanto giustificato,</li> + +<li><a href="#tn123">pag. 123</a>: perchè lo si è dimenticato con troppa falicità [facilità]: e</li> + +<li><a href="#tn138a">pag. 138</a>: che invece sono stati commessi dagli eradenti [aderenti] degli</li> + +<li><a href="#tn138b">pag. 138</a>: soffrenza [sofferenza], i rancori sordi delle masse, il disgusto</li> + +<li><a href="#tn144">pag. 144</a>: il fatto, che le <i>maggiori odiosità le racccolgono [raccolgono]</i></li> + +<li><a href="#tn150">pag. 150</a>: una specie di <i>boicotaggio</i> verso i prorietarî [proprietarî] delle</li> + +<li><a href="#tn151">pag. 151</a>: corrresse [corresse] pericolo di infrangersi, ad un estremo, in</li> + +<li><a href="#tn168a">pag. 168</a>: tentarsi; «ma le difficoltà da una parte e dell’altra [dall’altra]</li> + +<li><a href="#tn168b">pag. 168</a>: dignità di non dipartisi [dipartirsi] dallo antico costume, divenuto</li> + +<li><a href="#tn170">pag. 170</a>: provocazioni e e di [e di] reazioni, che poca colpa vera si può</li> + +<li><a href="#tn179">pag. 179</a>: molti altri! Contro i soldali [soldati] la folla non adoperò</li> + +<li><a href="#tn180">pag. 180</a>: avvessero [avessero] fatto fuoco, tra i soldati ci sarebbe stato</li> + +<li><a href="#tn187">pag. 187</a>: ma il colpo <i>fortunatamente</i> non partì; e se parti [partì],</li> + +<li><a href="#tn206a">pag. 206</a>: società è vaselggia [selvaggia] ed anti-cristiana e soltanto un</li> + +<li><a href="#tn206b">pag. 206</a>: Monsignor Iohn [John] S. Vaughan, arcivescovo di Westminster,</li> + +<li><a href="#tn206c">pag. 206</a>: Dublin Rewiew [Review] (Febbrajo 1894) non esita a dichiararsi</li> + +<li><a href="#tn216">pag. 216</a>: dalla organizazione [organizzazione] sociale e non dalla naturale</li> + +<li><a href="#tn221">pag. 221</a>: Ma chi è veramentente [veramente] responsabile di tanta ignoranza,</li> + +<li><a href="#tn225">pag. 225</a>: esplosioni violenti [violente] non era sfuggita a nessuno, e Sidney</li> + +<li><a href="#tn226a">pag. 226</a>: questa inadagine [indagine] di sperimentalismo sociale; nè riferendomi</li> + +<li><a href="#tn226b">pag. 226</a>: alle diverse fasi del brigantagio [brigantaggio] ed alle altre</li> + +<li><a href="#tn227">pag. 227</a>: napoletani di tutte [tutto] il periodo corso dal 1806 al</li> + +<li><a href="#tn228">pag. 228</a>: «Il grosso brigantagio [brigantaggio] tra il 1864 e il 1866 venne</li> + +<li><a href="#tn229">pag. 229</a>: colle repressioni violenti [violente] e colle leggi eccezionali:</li> + +<li><a href="#tn231">pag. 231</a>: si spande dappertutto perchè le minaccce [minacce] vengono</li> + +<li><a href="#tn233">pag. 233</a>: adesso: «Gli scoppi, i catalismi [cataclismi] non avvengono</li> + +<li><a href="#tn239">pag. 239</a>: Il senatore Sensales, pei suoi prececenti [precedenti] e pel</li> + +<li><a href="#tn273">pag. 273</a>: mezione [menzione] l’avv. Gaetano Rao. Altri sono stati rimessi</li> + +<li><a href="#tn278">pag. 278</a>: soppresso fu il <i>Siciliano</i>. Qnest’ultima [Quest’ultima] soppressione</li> + +<li><a href="#tn288">pag. 288</a>: poteri dittatoriali od eccezionali per ragioni didifesa [di difesa]</li> + +<li><a href="#tn291">pag. 291</a>: escluderla. E [È] facoltà <i>sconfinata</i>, che non è giustificata</li> + +<li><a href="#tn310">pag. 310</a>: del Tribunale di guerra, colonello [colonnello] Orsini, fu costretto</li> + +<li><a href="#tn316">pag. 316</a>: Friscia, fu tra i primi ad iniziare nel 1870 la propanganda [propaganda]</li> + +<li><a href="#tn319a">pag. 319</a>: Rinaldi che ci da [dà] il testo di questo eloquente</li> + +<li><a href="#tn319b">pag. 319</a>: carte di <i>nessuna importanza</i> cen’erano [ce n’erano] di quelle</li> + +<li><a href="#tn326a">nota 64</a>: Prefetto Municchi—ex magistrato—nella causa Nasi-Cavallottti [Nasi-Cavallotti].</li> + +<li><a href="#tn326b">pag. 326</a>: degli on. Cavallottti [Cavallotti], Imbriani e mie nonchè rialzare</li> + +<li><a href="#tn329">pag. 329</a>: essa stessa lo applicò, dichiararando [dichiarando], <i>non</i></li> + +<li><a href="#tn337">pag. 337</a>: Cassasione [Cassazione]: noi ce ne laviamo le mani, è affare</li> + +<li><a href="#tn348">pag. 348</a>: a documento delle [della] fenomenale leggerezza e</li> + +<li><a href="#tn352">pag. 352</a>: «mandò [mando] un caldo saluto di affetto e riconoscenza</li> + +<li><a href="#tn366">pag. 366</a>: più se ne saprà del caso della Barone [Baronessa] di Valguarnera,</li> + +<li><a href="#tn368">pag. 368</a>: militari, che nè la logica nè il diritto hanno stustudiato [studiato];</li> + +<li><a href="#tn381">pag. 381</a>: materiale e immediata: lo ha fattto [fatto] a Pedara.</li> + +<li><a href="#tn385">pag. 385</a>: esigeva o spiegava la disubbienza [disubbidienza] verso l’idolo dei</li> + +<li><a href="#tn386">pag. 386</a>: della [delle] masse, non potevano esserlo. C’erano</li> + +<li><a href="#tn387">pag. 387</a>: odio dei lavoratori contre [contro] i proprietari; e la loro</li> + +<li><a href="#tn389">nota 74</a>: elevò sulla ordinanza di un magistrato dichiararatosi [dichiaratosi]</li> + +<li><a href="#tn391">pag. 391</a>: fu vietato l’accesso al pubblico nella sala del Trinale [Tribunale],</li> + +<li><a href="#tn407">pag. 407</a>: parte più vunerabile [vulnerabile]—il credito—coi suoi famosi</li> + +<li><a href="#tn410">pag. 410</a>: si mantevano [mantenevano] al potere mercè la falsificazione</li> + +<li><a href="#tn413">pag. 413</a>: nell’isola, tra dolorosi fragenti [frangenti], mostrato pur cuore</li> + +<li><a href="#tn418">pag. 418</a>: amnistia, suggerita della [dalla] suprema Corte di Cassazione,</li> + +<li><a href="#tn424">pag. 424</a>: che causa unica sia la progaganda [propaganda] dei sovvertitori.»</li> + +<li><a href="#tn430a">pag. 430</a>: che il <i>conforto</i> di cui parlò l’ononorevole [l’onorevole] La Vaccara</li> + +<li><a href="#tn430b">pag. 430</a>: negare gli arbitri [arbitrî] e le ingiustizie commesse. Ed egli</li> + +<li><a href="#tn432">pag. 432</a>: state addossate, nemmeno quella dei cattivi funziozionarî [funzionarî]</li> + +<li><a href="#tn435">pag. 435</a>: politici se non materialmente, certo psichiamente [psichicamente]</li> + +<li><a href="#tn441">pag. 441</a>: nei comuni dell’isola; è falso che sia stata [stato] pubblicato</li> + +<li><a href="#tn445">pag. 445</a>: favorevoli contro 45 contrarî e 22 astenzioni [astensioni] approvò</li> + +<li><a href="#tn460">pag. 460</a>: stessa stregua i nemici del 1862 e e quelli [1862 e quelli] del 1894;</li> + +<li><a href="#tn472">pag. 472</a>: rivoluzioni violenti [violente]: le riforme date a tempo. E riforme</li> + +<li><a href="#tn475">pag. 475</a>: governo, ad una speciale ammistrazione [amministrazione]» come ricordò</li> + +<li><a href="#tn481">pag. 481</a>: perchè esse colla chiusura delle [della] Sessione parlamentare,</li> + +<li><a href="#tn483">nota 89</a>: quella, già per se [sè] importante, illustrata dall’on. Tittoni. Anche</li> + +<li><a href="#tn484">nota 89</a>: La commissione dei deputati siciliani si chiari [chiarì] favorevole</li> + +<li><a href="#tn491">pag. 491</a>: invece si apprende che dovuque [dovunque] gli operai e i contadini</li> + +<li><a href="#tn492">pag. 492</a>: <i>passè [passé] et l’avenir des Trade Unions</i>) che le grandi associazioni</li> + +<li><a href="#tn494a">pag. 494</a>: <i>Land League</i> e forse anche senza il tremendo delittto [delitto]</li> + +<li><a href="#tn494b">pag. 494</a>: di Phoenix Parck [Park]?</li> + +<li><a href="#tn502">nota 93</a>: Questi dati vennero completati e aggravati nei dicorsi [discorsi]</li> + +<li><a href="#tn507">pag. 507</a>: i Calonne, i Brienne, i Ioly [Joly] de Fleury ed</li> +</ul> + +<p>Sono state mantenute le seguenti grafie alternative:</p> + + +<ul><li> agrari/agrarî</li> +<li> arbitri/arbitrî</li> +<li> avversari/avversarî</li> +<li> balia/balía</li> +<li> benefici/beneficî</li> +<li> benefizi/benefizî</li> +<li> commissari/commissarî</li> +<li> criteri/criterî</li> +<li> dazi/dazî</li> +<li> demani/demanî</li> +<li> episodi/episodî</li> +<li> esempi/esempî</li> +<li> finanziari/finanziarî</li> +<li> funzionari/funzionarî</li> +<li> giudizi/giudizî</li> +<li> incendi/incendî</li> +<li> indizi/indizî</li> +<li> istruttori/istruttorî</li> +<li> medi/medî</li> +<li> monopoli/monopolî</li> +<li> municipi/municipî</li> +<li> natia/natía/natìa</li> +<li> negozi/negozî</li> +<li> obbligatori/obbligatorî</li> +<li> ordinari/ordinarî</li> +<li> preludi/preludî</li> +<li> principi/principî</li> +<li> pro/prò</li> +<li> proletari/proletarî</li> +<li> propri/proprî</li> +<li> proprietari/proprietarî</li> +<li> qua/quà</li> +<li> Regi/Regî</li> +<li> rimedi/rimedî</li> +<li> sacrifizi/sacrifizî</li> +<li> sagrificî/sagrifizî</li> +<li> salari/salarî</li> +<li> segretari/segretarî</li> +<li> servigi/servigî</li> +<li> servizi/servizî</li> +<li> soci/socî</li> +<li> sodalizi/sodalizî</li> +<li> stipendi/stipendî</li> +<li> straordinari/straordinarî</li> +<li> studi/studî</li> +<li> sussidi/sussidî</li> +<li> testimoni/testimonî</li> +<li> uffici/ufficî</li> +<li> vari/varî</li> +<li> ventitre/ventitrè</li> +<li> volontari/volontarî</li> +<li> zolfatari/zolfatarî</li> +</ul> +</div> + +<p> </p> +<hr class="full" /> +<p>***END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK GLI AVVENIMENTI DI SICILA E LE LORO CAUSE***</p> +<p>******* This file should be named 30984-h.txt or 30984-h.zip *******</p> +<p>This and all associated files of various formats will be found in:<br /> +<a href="http://www.gutenberg.org/dirs/3/0/9/8/30984">http://www.gutenberg.org/3/0/9/8/30984</a></p> +<p>Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed.</p> + +<p>Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://www.gutenberg.org/about/contact + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + +Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's +eBook number, often in several formats including plain vanilla ASCII, +compressed (zipped), HTML and others. + +Corrected EDITIONS of our eBooks replace the old file and take over +the old filename and etext number. 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For +example an eBook of filename 10234 would be found at: + +http://www.gutenberg.org/dirs/1/0/2/3/10234 + +or filename 24689 would be found at: +http://www.gutenberg.org/dirs/2/4/6/8/24689 + +An alternative method of locating eBooks: +<a href="http://www.gutenberg.org/dirs/GUTINDEX.ALL">http://www.gutenberg.org/dirs/GUTINDEX.ALL</a> + +*** END: FULL LICENSE *** +</pre> +</body> +</html> diff --git a/30984-h/images/dotleaders2.png b/30984-h/images/dotleaders2.png Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..ad3e307 --- /dev/null +++ b/30984-h/images/dotleaders2.png diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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