summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 19:53:02 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-14 19:53:02 -0700
commit364a84a9fdd65bad17316f896eca4d5a4e8b4a31 (patch)
treee9c62ab0f87fb19ae9a781f32cea0e6ca488a3d7
initial commit of ebook 30043HEADmain
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--30043-0.txt4407
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
-rw-r--r--old/30043-8.txt4803
-rw-r--r--old/30043-8.zipbin0 -> 113085 bytes
6 files changed, 9226 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/30043-0.txt b/30043-0.txt
new file mode 100644
index 0000000..560f87c
--- /dev/null
+++ b/30043-0.txt
@@ -0,0 +1,4407 @@
+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 30043 ***
+
+LUTEZIA
+
+
+
+
+ DELLO STESSO AUTORE;
+
+
+ Racconti e Novelle--Vol. I: Capitan Dodero, Santa
+ Cecilia, Una notte bizzarra. 1 vol. in-16. L. 2 --
+ -- -- Vol. II.- in-16 l'Olmo e l'Edera, Il libro nero. » 3 --
+ I Rossi e i Neri, romanzo. 2 grossi vol. in-16. » 7 --
+ Val d'Olivi, romanzo, 1 vol. in-16 » 2 --
+ Le confessioni di Fra Gualberto, storia del secolo
+ XIV. 1 vol in-16 » 3 --
+ Semiramide. 1 vol. in-16 (2^a ediz.) » 2 50
+ Castel Gavone, romanzo. 1 vol. in-16 (2.^a ediz.) » 2 50
+ Capitan Dodero. 1 vol. in-32 » -- 50
+ Santa Cecilia. 2 vol. in-32 (2^a ediz.) » 1 --
+ L'Olmo e l'Edera. 2 vol. in-32 (2^a ediz.) » 1 --
+ Il libro nero. 2 vol. in-32 (2.^a ediz.) » 1 --
+ La legge Oppia, commedia, in-16 » 1 --
+ Come un sogno, racconto, in-16 (4.^a ediz.) » 2 --
+ La notte del commendatore. 1 vol. in-16 » 4 --
+
+
+
+ IN PREPARAZIONE:
+
+ La conquista d'Alessandro.
+
+
+
+
+ LUTEZIA
+
+ DI
+
+ ANTON GIULIO BARRILI
+
+
+
+ SECONDA EDIZIONE
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI.
+ 1879.
+
+
+
+
+
+ Proprietà letteraria.
+
+ Tip. Treves.
+
+
+
+
+ AL
+
+ BARONE GIORGIO SONNINO
+
+ DEPUTATO AL PARLAMENTO
+
+ CON AFFETTO FRATERNO
+
+ ANTON GIULIO BARRILI.
+
+
+
+
+LUTEZIA
+
+
+
+
+I.
+
+La ragione del viaggio.--Un'occhiata a Torino.--Savoia e Borgogna.--Il
+deserto--Idea luminosa.--Parigi di sera.--Sul marciapiede.--Arabi
+apocrifi e francesi autentici.--La storia del nastro.--Scaccini e
+accattoni.--Tolleranza parigina.
+
+
+ Parigi, 15 settembre 1878.
+
+Se d'ogni cosa che si è fatta, o si sta per fare fosse costume di
+cercar le ragioni, si troverebbe alla stretta dei conti che queste
+ragioni si restringono a poche, e non tutte sufficienti, come le
+voleva il Rosmini. Io, per esempio, son venuto a Parigi senza un vero
+perchè, senza un bricciolo d'interesse, o la scusa di una grande
+curiosità, solamente per fare come tutto il mondo, in questi tempi
+d'esposizione universale. Ed eccomi qui, con mezzo mondo alle costole.
+L'altra metà c'è' già stata, povera lei, con un caldo assaettato,
+mentre io ci son giunto e ci sto con un fresco che innamora.
+Appartengo alla gran metà dei soddisfatti, non c'è che dire.
+
+Il mio viaggio può essere il viaggio di tutti, perciò le descrizioni
+tornerebbero superflue; ciò nondimeno, permettetemi di buttarvi giù
+quattro righe di storia. Ho passato un giorno a Torino, col rammarico
+di non poterci rimanere più a lungo. La vecchia capitale del regno si
+è grandemente abbellita; è florida, operosa e popolata più che mai.
+Esempio ed insegnamento notevole di una città che pareva condannata
+alla decadenza, e che ha trovato in sè stessa, nel suo coraggio, nella
+sua volontà, le forze riparatrici, non sempre facili ad attingersi
+dalle ricette degli Esculapii ufficiali.
+
+Della galleria del Cenisio ho poco o nulla da dirvi. L'ho dormita tutta
+quanta, e mi è parsa poca. Mi sono risvegliato in Francia, al suono di un
+«_vos billets, messieurs_» profferito allo sportello, da un conduttore
+gallonato d'oro. Ho visto il gendarme, in luogo del mio prediletto
+carabiniere; mi han fatto scendere dalla carrozza e traversare il
+binario; mi han chiuso in una corsia, nel cui punto più stretto un
+gendarme aggradiva i nostri biglietti di visita e ne faceva raccolta, a
+mano a mano che gli sfilavamo davanti, o, per dire più esattamente, sul
+petto; mi hanno trattenuto un'ora nella stia, con una moltitudine di
+altri infelici, senza darmi neanche licenza di uscire per un minuto
+all'aperto; e tutto ciò alla gloria _de l'administration, de la
+régularité, des exigences du service_. In nome e alla gloria di queste
+cose, qui si sopporta anche di peggio. In Italia si eserciterebbe la
+pazienza con qualche dozzina di giaculatorie, non registrate nella _Via
+del Paradiso_, nè in altro libro di preghiere alla mano.
+
+Rammento, per debito di giustizia, che a Modane, come in ogni altra
+stazione ferroviaria, od anche ufficio pubblico di Francia e Navarra,
+la rigidità della consegna, l'austerità del regolamento, sono
+temperate dalla gentilezza dei modi. Toccate la molla del «_s'il vous
+plaît, monsieur_» e quella del «_veuillez avoir la bonté_» e fate
+tutto quel che volete del conduttore, del guardiano, del gendarme, del
+sergente, del brigadiere, e perfino (almeno, c'è chi lo assicura)
+perfino del maresciallo.
+
+In grazia dei «_monsieur_» serviti a tutto pasto e con ogni razza di
+gallonati, ho potuto uscir primo dalla gabbia, trovare il meno peggio
+dei posti nel treno francese, e schiacciarmi un altro sonnellino
+attraverso la Savoia. Nella stazione di Ambérieu, dove giungemmo a
+giorno chiaro, ho bevuto un latte, che meriterebbe il viaggio da solo.
+Il paese tutto intorno è bellissimo, colle sue balze che torreggiano
+impervie come rocche ariostesche, i suoi villaggi mezzo nascosti tra i
+pioppi, e il Rodano pur mo' nato che gorgoglia (quasi sarei per dire
+che balbetta) sul greto bianchiccio della vallata.
+
+Che dirvi della Borgogna, attraversata nel giorno, con uno splendido
+sole? È la campagna meglio pettinata del mondo. I prati, i vigneti, i
+campi di grano turco, i casolari, i castelli signorili, ogni cosa è
+lisciata, cincischiata, fatta a pennello; ma badate, a pennello di
+scuola antica, e non già con certe spazzole da denti che so io, e che
+voi non ignorate di certo.
+
+Questi prodigi d'agricoltura non vi occorrono mica nel più fertile dei
+terreni possibili. La campagna, dove è nuda, si mostra sassosa e
+gessosa, che è una disperazione a vederla. Ma ogni poggio, ogni falda,
+ogni piano, ha la sua coltivazione più acconcia; l'azoto vi si ficca
+in abbondanza e sotto tutte le forme più dottamente putride; i corsi
+d'acqua, numerosi e ben distribuiti, vi dànno de' pascoli così verdi,
+così ricchi, così appetitosi, da farvi qualche volta desiderare
+d'esser nato bue veramente, per contribuire, nella calma di una onesta
+ruminazione, all'incremento, alla prosperità di questo suolo
+benedetto. Quante volte e per quanti guastamestieri di cui è pieno il
+mondo, non sarebbe meglio che la _natural selection_ avesse portato un
+tal giro nella scala degli esseri?
+
+Il pensiero dei cinque miliardi e la dimostrazione sott'occhi del modo
+in cui poterono esser pagati ai Prussiani senza danno del paese, si
+alternano nella mia testa con le belle vedute di Macon e di Digione, e
+con lo spettacolo dei contadini che maneggiano la vanga qua e là,
+ritti sulla persona alla maniera toscana, quasi eleganti in vista, con
+la loro camicia bianca, la fascia di lana intorno alla vita e il
+cappello di paglia sulla testa. La via è lunga; ma, come vedete, non è
+punto noiosa.
+
+Parigi si annunzia come Roma, con un vasto deserto. Ma questo di
+Parigi non è desolato come l'agro romano. Scarseggiano i paesi; si
+vedono a tratti poche case disseminate nel verde: ma la strada ferrata
+corre in mezzo a vigne, orti, semenzai e frutteti. Ho notato per un
+cinquanta chilometri di questa coltivazione intensiva.
+
+Partito da Torino alle otto e cinquanta di sera giunsi a passar la
+Senna, sopra Parigi, dopo le cinque pomeridiane del giorno seguente.
+Alle sei, o giù di lì, per un ritardo reso necessario dalla affluenza
+dei treni, smontavo alla stazione di Bercy, o di Lione, se vi piace
+meglio. Novità inaudita; non un omnibus d'albergo ad aspettare i
+forastieri, poche carrozzelle, e tutte colla scritta «_louée_» su
+d'una banderuola piantata a cassetta, sulla sinistra del cocchiere. Ma
+non invano si è nati nella patria dei grandi scopritori. Scendo una
+scala, che mi mette sul _boulevard de Mazas_; m'imbatto in un piccolo
+Gavroche, che vuol portarmi la sacca da viaggio per venti centesimi;
+resisto e gli prometto una lira, se gli dà l'animo di trovarmi un
+_fiacre_. Il biricchino stacca un passo di corsa da disgradarne un
+bersagliere, e dieci minuti dopo, mentre vicino a me, su di un rialto
+isolato che fa cerchio intorno ad un lampione, quattordici o quindici
+viaggiatori appiedati rappresentano la scena dei superstiti della
+_Medusa_, io ci ho il mio _fiacre_, col Gavroche trionfante a
+cassetta. Non invito nessuno a tenermi compagnia; non torno indietro a
+cercare il bagaglio; infilo Parigi alla corsa.
+
+Parigi è una città.... Ma, adagio; debbo proprio descriverla?
+Smontiamo prima all'albergo, che è abbastanza lontano dalla stazione;
+intavoliamo coll'albergatore i negoziati preliminari d'ogni trattato;
+diamo ad un cameriere il biglietto e la chiave del baule, perchè possa
+andare a ritirare il bagaglio dimenticato; scendiamo, cerchiamo il
+primo _passage_, o galleria, che ci metta in comunicazione colla
+grande arteria parigina; ed eccoci finalmente sul _boulevard_, anzi
+proprio su quello famoso _des_ _Italiens_, che abbiamo intraveduto un
+po' tutti, all'età di quindici anni, nelle pagine d'un romanzo
+francese, tradotto da un Enrico Tettoni, o da un Gaetano Barbieri.
+
+Parigi, per la prima volta, vuol esser veduta sui _boulevards_ e di
+sera. Immaginate una via, non affatto rettilinea, larga una quarantina
+di metri, con due marciapiedi, ognuno dei quali occupa un quarto di
+questa misura, avendo sui margini dei grandi platani malati
+d'insonnia, frammezzati da chioschi di ferro, con pareti di carta, e
+un lume dentro, che ve li fa trasparenti, permettendovi di leggere un
+subisso di annunzi. Uno di questi chioschi non annunzia che spettacoli
+teatrali, ed è tutto chiuso, come una colonna traiana. Un altro serve
+di bottega ad un venditor di giornali; un altro ancora, circondato
+d'un chiuso di ferro, alto forse due metri, nasconde nei fianchi
+quattro o cinque settori, dove un uomo può stare benissimo in piedi,
+dando le spalle al prossimo. _Ne m'en demandez pas davantage_. Accanto
+ad alcuni di questi chioschi, è una chiave d'ottone con una secchia. I
+cocchieri aprono la chiave e riempiono la secchia, per abbeverare i
+cavalli, quando fanno sosta sui margini della strada. I casamenti
+sterminati, che corrono lungo la via, bucherellati di finestre,
+gremiti d'insegne, scintillanti di fiammelle di gasse, non formano a
+pian terreno che un solo caffè, una sola trattoria. Metà del
+marciapiede è invasa da sedie e deschetti di zinco. Le persone sedute,
+che mangiano e bevono, sono per lo meno in numero uguale a quelle che
+guardano e passano. Il gasse, come vi ho detto, è gittato a
+profusione; della luce elettrica in alcuni punti si fa spreco; per
+esempio nel crocicchio e nella piazza attigua dell'Opera, dove vi par
+d'essere nel giardino di Margherita, quando sta per finire il
+terz'atto del _Faust_. Qui, per altro, le Margherite passeggiano a
+migliaia tra la folla, riconoscibili dall'andar sole, perchè, come
+dice il libretto, «_non hanno d'uopo ancor--del braccio d'un signor_.»
+
+M'avvedo d'aver rimpicciolito, col paragone d'un giardino, l'aspetto
+di Parigi notturna. Era un sacrificio fatto alla luce elettrica e al
+suo carattere teatrale. Parigi non può essere paragonata degnamente
+che a Babilonia, alla Babilonia del convito di Baldassarre, che
+abbiamo veduta nelle incisioni del Martin, o di Gustavo Doré. Quella
+gran luce fa biancheggiare nel fondo le isole gigantesche dei
+fabbricati. Gli alberi rompono un tratto quella gran mano di bianco;
+ma sotto gli alberi, la luce dei chioschi, dei caffè, delle botteghe,
+sforacchia per mille versi la frappa. Poveri alberi, quando dormono? E
+quando cessa questo viavai di gente, e questo affollarsi di vetture,
+di omnibus e di _tramways_?
+
+La moltitudine che si pigia sui marciapiedi è in gran parte di
+forastieri. La nota dominante è spagnuola; segue l'italiana, con una
+certa sovrabbondanza d'elemento veneto. Inglesi pochi; tedeschi
+pochissimi; americani così così; qua e là qualche algerino col
+turbante, e un'aria di Beni-Mouffetard che consola. Sapete che cosa
+sono i Beni-Mouffetard? Alessandro Dumas ha raccontato in uno dei suoi
+mille volumi l'origine di questo nome, appioppato agli Arabi apocrifi,
+nati nella via Mouffetard, che è, od era, tra le più centrali, tra le
+più parigine di Parigi. Anche i francesi autentici si conoscono
+facilmente. La più parte hanno il nastro rosso all'occhiello. Si può
+credere che tutti i decorati della Legion d'Onore si siano dati la
+posta a Parigi, per fare una esposizione dell'Ordine.
+
+Dicono molti che il nastro sia necessario qui, per essere trattati con
+qualche riguardo. Parecchi italiani accettano il consiglio e mettono
+fuori il nastro verde, o bianco e vermiglio, o tutt'e due di costa. Io
+credo che non ce ne sia proprio bisogno. Ho anzi sperimentato che il
+mio scudo e il mio marengo hanno un valore uguale a quello di tanti
+cavalieri visibili, e che un «_pardon_» e un «_s'il vous plaît_»
+ottengono sempre ogni cosa da questo popolo gentile, anche quando
+questo popolo s'accorge che siete italiano e ricorda di vedervi
+volentieri come il fumo negli occhi.
+
+Intorno a questo sarebbe necessaria una parentesi; ma la farò un'altra
+volta. Vi basti sapere che il francese è pieno di amabilità con tutti
+e che non occorre di mettere il _ruban_, salvo che lo si faccia per
+cavarsi la voglia. Nel qual caso, nessuno ride, come si riderebbe in
+Italia. Il _ruban_ è la cosa più naturale del mondo e se ne fa qui un
+grande consumo, come da noi di prezzemolo. Perfino gli alabardieri
+delle chiese principali sono cavalieri della Legion d'Onore. Andate
+alla Trinità, come ci sono andato io, per veder tutto, e potrete
+ammirare un bel pezzo d'uomo, giovane ancora, con la mazza dal pomo
+d'argento, portare in processione per la chiesa la sua brava
+decorazione, mentre dietro lui, un prete sagrestano va attorno a
+raccattare i soldi dei divoti, durante l'elevazione dell'ostia.
+
+A proposito di chiese, noto il particolare abbastanza curioso, ma per
+contro non abbastanza bello, che, per farvi vedere una cripta, una
+sagrestia, od anche semplicemente il coro, i preti vi sottopongono ad
+una tassa di cinquanta centesimi. Anche in questo caso c'è il vecchio
+sergente giubilato, avanzo glorioso di Magenta e di Solferino, che si
+adatta all'ufficio di guardia del tempio, per mostrarvi le ceneri di
+santa Genovieffa, o la tomba del signor di Voltaire. Questi due santi
+sono uguali, davanti ai cinquanta centesimi; purchè ve li piglino, i
+custodi del santuario non abbadano al modo. Noi, nelle nostre chiese,
+ci abbiamo la piaga del cicerone; ma questo si può mandarlo al diavolo
+come e quando si vuole, e i signori forastieri non si fanno pregare,
+per appigliarsi a questo espediente. Qui c'è la tassa di veduta, e non
+c'è modo di salvarsi, bisogna pagarla. A _Nôtre Dame_ accade anche
+peggio; la porta laterale, unica aperta, strettita a bella posta, è
+occupata militarmente da venditori di coroncine, da mendicanti
+ufficiali colla piastra d'ottone, da monache le quali vi chiedono la
+carità _pour leurs pauvres_, da sagrestani che ve la chiedono _pour
+l'obole de saint Pierre_, e finalmente da un personaggio ambiguo, che
+intinge un pennello nella pila dell'acqua santa e ve lo mette
+gentilmente sotto il naso, perchè con una mano possiate dare al segno
+della croce la quantità d'umido che è necessaria a quest'atto, e con
+l'altra abbiate occasione di fargli aggradire un paio di soldi. Tutto
+ciò riesce molesto agli uni, offende il sentimento religioso degli
+altri. Io, per me, preferisco la beghinella romana, che vi s'accosta
+vergognosa alla svolta d'una colonna, e vi dice a bassa voce:
+«signore, la carità; sono una povera madre disgraziata.» Non mi
+parlino più con tanta sicumera dell'accattonaggio italiano; li ho
+visti alla prova, e mi tengo cari i miei cenci.
+
+Del resto e dopo tutto, un popolo curioso e grazioso. C'è qui la buona
+grazia di chi vive allo stretto, e la tolleranza di chi può svoltare
+la cantonata e trovarsi subito al largo. Pazzie ed atti ragionevoli,
+virtù e vizi, qualità e difetti, mettono qui ogni cosa in comune,
+dandosi a vicenda del gomito e dicendosi «_pardon_.» C'è del buono, vi
+dico io, c'è del buono. Impariamo.
+
+
+
+
+II.
+
+Il cervello del mondo.--Caso e necessità politica.--Una fioritura
+colossale--L'_article de Paris_--La virtù del cartellone.--La caccia
+al compratore.--Gli occhi della padrona.--La scala dei prezzi.--L'arte
+di pelare un pollo senza farlo stridere.
+
+
+Che cosa sia questa città lo sanno tutti, anche senza averla veduta.
+Della sua importanza molti si fanno un concetto più grande del vero, e
+tra costoro ce ne sono parecchi che l'hanno veduta e ci vivono. Non è
+forse Vittor Hugo che l'ha battezzata di suo capo «il cervello del
+mondo?»
+
+Essa non è altro, in verità, che il cervello della Francia e ci si
+vede il frutto di quattro secoli d'accentramento, tirannico dapprima,
+indi spontaneo, per forza di consuetudine. Oggi i re e gli imperatori
+sono spariti; ma tant'è, il popolo francese ci ha fatto il verso e
+continua a lavorare, a spogliarsi, a levarsi il pan di bocca, per la
+grandezza di Parigi, come avrebbe fatto nel Medio Evo, per pagare la
+decima a' suoi gloriosi castellani.
+
+Parigi, prendendola _ab ovo_, è la figlia del caso, maritato ad una
+necessità politica di Giulio Cesare. Il vincitore delle Gallie doveva
+convocare in un punto del territorio conquistato i capi delle varie
+genti. Le maggiori città erano cadute in sua mano e distrutte; una
+meschina borgata, costruita di paglia e di mota in un'isola della
+Senna, ebbe l'onore di accogliere quella prima forma di congresso.
+L'esempio di Cesare, come molti altri del grand'uomo, fu seguito dagli
+imperatori romani, taluno dei quali vi pose anche dimora. Costanzo vi
+fabbricò un palazzo; Giuliano vi fu proclamato imperatore; Graziano vi
+perdette la vita. Vennero i re franchi, Merovingi, Carolingi e
+Capetingi. Parigi era diventata il centro religioso e teologico della
+Francia. In un tempo come quello, che dava tanta parte delle cose
+umane alla Chiesa, il primato di Parigi fu assicurato. Dapprima col
+benefizio delle scuole, che attiravano scolari da ogni punto d'Europa,
+poi con le grandi opere di Francesco I e de' suoi successori, la sua
+fama e la sua potenza si accrebbero a dismisura. La monarchia dei
+Valois, rassodandosi in Francia alle spese dei grandi vassalli, fece
+di Parigi una nuova Atene ed una nuova Roma, alle spese delle
+provincie, ridotte in obbedienza, o delle terre straniere,
+saccheggiate quando ne capitava l'occasione. Anche adesso, Parigi si
+sostiene così, sebbene coi mutamenti portati dalla civiltà; si nutre
+di provinciali e di forastieri, senza volerlo, quasi senza saperlo,
+come noi di cavallo, o d'altro animale non destinato agli onori
+dell'ecatombe alimentaria. In tutta la Francia si lavora e si produce
+a gran furia; qui solamente si appiccica il bollo della fabbrica. I
+lavoratori di Francia, nelle settimane di riposo, vengono qua per
+vedere i musei, i giardini, i palazzi, le luminarie in continuazione,
+il loro sfoggio, insomma, quello sfoggio che non si farebbero lecito
+in casa. E ci lasciano allegramente i loro quattrini, qualche volta
+dell'altro, come a dire la salute, per andarsene via tutti orgogliosi
+di questa perla, di questo diamante, di questa meraviglia del mondo
+moderno, che è unica, laddove quelle del mondo antico erano sette.
+
+Madrid non fu così splendida, quando Carlo V poteva credersi il
+padrone dell'Europa. E si capisce. Madrid era più nuova, come
+capitale, e comandava con la forza, rinfrancata dalla superbia; mentre
+Parigi ha sempre comandato con la grazia e con le moinerie, facendosi
+perdonare perfino la sua gloria, con una cert'aria trionfale che non
+escludeva il sorriso. Così come l'hanno fatta gli anni, gli uomini e
+le donne, è una fioritura colossale, sproporzionata per ogni nazione
+che non chiamasse le altre a goderne la parte loro. Si può maledirla
+coi filosofi; bisogna riconoscerla coi diplomatici. C'è chi pretende
+di assegnarle un termine, come a Ninive, a Babilonia, a Persepoli, a
+Tebe; ma io credo che il parallelismo non corra. Parigi è il fiore
+della Francia, e la Francia avrà sempre in qualche cosa il primato. Ci
+saranno delle altre Madrid; Carlo V rinascerà in altri monarchi
+fortunati; ma Parigi trionferà ancora, perchè cospireranno a
+sostenerla altri Bajardi, altri Jean Goujon, altri Palissy ed altre
+madame d'Etampes. Sicuro, anche le donne, e che donne! Anche questa è
+stata una specialità, un _article de Paris_, composto di un terzo di
+bellezza, e di due terzi di grazia. «E la bellezza è vinta dal lavoro»
+direbbe il poeta.
+
+Parigi ha i suoi barbari, i suoi odiatori domestici, peggiori a gran
+pezza dei nemici e degli invidiosi di fuori. È da vedersi qui il punto
+nero; ma, per istudiarlo a dovere, ci vorrebbe tempo d'avanzo, ingegno
+addestrato a questa maniera d'indagini. E poi, basterebbe ciò, per
+venire con qualche fondamento ai pronostici? Si ragiona male con certe
+classi di moralisti, che gridano contro una corruzione da cui non
+sanno sottrarsi eglino stessi, non si può capire dove mirino certi
+artefici del lusso, che potrebbero contentarsi di meno, tornando
+all'aratro, e non vogliono, perchè essi pure hanno nell'anima il baco
+dei desiderii smodati, e credono di poter domandare come un loro
+diritto ciò che agli uni concede la fortuna, agli altri il lavoro
+accumulato di tre o quattro generazioni. Questa confusione di
+dottrinarii e d'ignoranti sfugge ad ogni esame, manda a male ogni
+calcolo. Ieri vi hanno sopportato un Dionigi; quest'oggi vi rovesciano
+un Washington.
+
+Torno all'_article de Paris_. Qualunque sia, a qualunque industria
+appartenga, esso è la forza di questa città; ed è qui che la cosa
+s'intende. La città è tutta un'insegna; ad ogni bottega, ad ogni
+piano, ad ogni finestra, si vede una scritta in grosse lettere d'oro.
+Il parrucchiere, il tabaccaio, il liquorista, affittano le loro
+vetrine alla pubblicità di altre industrie, bisognose di richiamo.
+Dove c'è un muro maestro che aspetta l'addentellato d'una casa nuova,
+si legge sempre qualche avviso che ha le lettere alte due palmi. Il
+_Petit Journal_, un foglio niente migliore di molti altri, vi annuncia
+così la sua tiratura di 600,000 copie al giorno. Altrove non ne
+annuncia che 500,000; in certi luoghi si mette a cavallo delle
+550,000; dappertutto fa precedere il numero delle copie da queste
+parole orgogliose: «_le plus grand succès de l'époque_». Scommetto che
+qui farebbe fortuna un giornaletto il quale sapesse spendersi
+venticinque mila lire per far scrivere su tutte le cantonate
+disponibili: «_Le plus petit succès de l'époque! Le...., _n'importe
+quoi_, journal politique quotidien: tirage de 999 exemplaires_». Si
+riderebbe dei pochi, come si ride dei molti, ma il giornale avrebbe
+uno spaccio incredibile. Tanta è qui la virtù dell'annunzio!
+
+Che dire del foglietto che si distribuisce a mano su tutti i
+marciapiedi, su tutti i crocicchi di strada? Il cappellaio che si
+serve di questo richiamo non vi annunzia mica un cappello da dieci
+lire; tutt'altro! ve lo annunzia da sedici, o da venti. Voi, che avete
+appunto bisogno d'un cappello, dite in cuor vostro:--se questo me lo
+vende a sedici lire, Dio sa quante ne vorrà il cappellaio che non
+manda attorno i foglietti!--E andate subito da quell'altro e pagate
+sedici lire, certo di aver cansato una spesa di venticinque. Nè solo
+per questo, ci andate, ma anche per un poco di gratitudine. Certi
+foglietti son meraviglie d'arte tipografica, e abbondano di utili
+indicazioni. L'altro giorno, per esempio, vi davano in questo modo il
+piano della rassegna militare a Vincennes. Molti, da quattro mesi, vi
+danno quotidianamente la pianta topografica dell'Esposizione. Un mio
+amico, presidente d'un Club Alpino dell'Alta Italia, fa raccolta di
+tutte queste offerte gratuite, con intenzione di custodirle. Ne avrà
+presto una montagna, e potrà farne l'ascensione.
+
+L'_article de Paris_ è la cosa fatta con maggior garbo, il libro nuovo
+meglio stampato, il drappo meglio tinto, la veste meglio aggiustata.
+Una certa grazia biricchina, una certa sprezzatura artistica, un certo
+modo di presentare l'oggetto, ve ne raddoppiano il valore. E questo è
+il grande vantaggio. Del resto, qui i prezzi variano secondo le
+strade. Il _boulevard_ è una ladronaia galante. Entrate in una bottega
+per comperare una cravatta, o per farvi stampare un centinaio di
+biglietti di visita; c'è dentro una donnina di garbo, che ragiona a
+lungo con voi, vi fa strabiliare col suo buon gusto, e con la scoperta
+del vostro. Non ve ne eravate accorto, ed avevate anche voi un gusto
+squisito, sopraffine, _non plus ultra_. La signora, quando vi ha
+lisciato e ridotto per benino, chiama il commesso, un artista fallito,
+elegante di aspetto e rispettoso di modi, che è incaricato di darvi il
+colpo di grazia. Vi si domandano cento lire per ciò che a casa vostra,
+od anche cinquanta passi lontano, vi costerebbe a mala pena
+venticinque. Ma come dirgli che è un indiscreto, là, sotto gli occhi
+della padrona, che vi abbozza con le labbra un sorriso? Rinunziereste
+al vostro buon gusto, di creazione così recente, vi gabellereste da
+voi per un barbaro?
+
+Altro esempio. Come ritornare in Italia, non potendo dire di aver
+pranzato da Bignon, o al caffè _Riche_? Bisogna dunque passare sotto
+le Forche caudine; andare al _Riche_, o da Bignon. Eppure, chiuso là
+in una di quelle scatole che chiamano sale, pigiato fra venti o trenta
+persone ad uno di quei deschetti che chiamano tavole, avrete pagato
+trenta lire, o giù di lì, una scarsa _julienne_, due piatti di carne,
+o di pesce, e una bottiglia di vino. Andate in quella vece al _Diner
+parisien_ o al _Diner Valois_, e pagate cinque lire un pranzetto più
+compito di quello, quantunque meno ricco di principii e di frutte che
+non sia il pranzo a cinque lire d'una trattoria italiana. Andate da
+Tissot, o da un altro del _Palais Royal_, e lo stesso pranzo vi costa
+a mala pena due lire e cinquanta centesimi. In via della Borsa c'è un
+pulitissimo ristoratore coll'insegna _Au Rosbif_, che promette di
+farvi pranzare per una lira e quaranta. Io non ci sono andato, come
+non sono andato da quell'altro che ieri faceva annunziare i suoi
+pranzi a una lira e venticinque; ma il timore di essere avvelenato non
+c'entrava per nulla, bensì quello di non trovare cinquanta centimetri
+di spazio. Infatti, non crediate che si tratti in queste trattorie
+(parlo di quelle a cinque lire, e di quelle a due e cinquanta) di
+mangiare della roba avariata. Ve la danno misurata, ecco tutto; vi
+obbligano a sceglierne due o tre piatti in una carta che ne ha tre o
+quattro di entrées, due o tre di pesce, due o tre di arrosti, e che
+manca di certe primizie, di certe ghiottonerie peccaminose. Le frutte
+sono pochine; potete scegliere tra una bella pera, una brutta pesca e
+un mezzo grappolletto d'uva. Ma infine, anche da Bignon, o al caffè
+_Riche_, se siete una persona a modo, non mangerete mica tutto quello
+che vi portano in tavola. E il vino? Qui i vini, poco più, poco meno,
+si somigliano tutti. Grossi e piccoli ristoratori, vi servono una
+_piquette corrigée_, che deriva la sua maggiore o minore bontà dal
+cartellino. Ed anche qui bisogna far l'atto di fede che si fa in
+Italia, quando si prende per vin di Chianti il Toscanello, il suo
+vicino della campagna pisana.
+
+Dunque io dico, l'_article de Paris_ varia secondo le strade e le
+insegne. Potrei parlarvi dei libri, che comperate a caro prezzo dal
+libraio, e che avete a stracciamercato sui muricciuoli, quantunque si
+tratti della medesima edizione, e spesso della medesima freschezza; ma
+il capitolo si è fatto lungo oltre misura. Ritenete questa verità
+apodittica, che dappertutto si pela, ma che soltanto a Parigi si
+conosce l'arte di _plumer un poulet sans le faire crier_. Al gran
+prezzo ed al piccolo; e nessuna borsa si salvi.
+
+
+
+
+III.
+
+Poliglottismo commerciale.--Eccezioni alla regola.--Orgoglio
+legittimo.--La fratellanza dei popoli e la razza latina.--Non e ne
+'ncaricà.--Retorica onesta.--La parabola del buon levatore.--_Laboremus_.
+
+
+ _English spoken,_
+ _Man spricht Deutsch,_
+ _Men spreeckt hollands,_
+ _Se habla español,_
+
+e chi più n'ha più ne metta; io ci rinunzio, avendo dimenticato il
+testo preciso della medesima frase in russo, in polacco e in
+ungherese, che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere su certe
+vetrine di via Lafayette.
+
+In questo poliglottismo commerciale di Parigi tutte le nazioni sono
+rappresentate, ove se ne eccettui la nostra. Non mi è occorso di
+vedere in nessun luogo il desiderato «si parla italiano», salvo in via
+Castiglione, entro l'insegna d'un fotografo...italiano. L'eccezione
+conferma la regola.
+
+Lo fanno apposta? Non credo. Quando un francese sa scrivere «come
+statte?» o farvi sapere che l'italiano «attrapare» corrisponde al
+francese _attraper_ (preziosa notizia che ho trovata sul _Pays_, in un
+articolo filologico di Granier de Cassagnac padre) si suol dire a
+Parigi che costui parla l'italiano «_comme le Dante_». È dunque da
+credere che il desiderio di parer versati nella nostra lingua,
+evidente in certuni, escluda la possibilità del dispregio. Aggiungerò
+una prova convincente. Ieri il mio parrucchiere mi domandava con aria
+di profondo interesse: «_est-ce vrai, monsieur, que l'italien
+ressemble beaucoup au latin?_»--«_A quelque chose près;_--gli
+risposi;--_et c'est vraiment dommage que ce ne soit du latin tout
+pur_.»--
+
+Il fatto è questo, che i francesi ignorano la nostra lingua e non
+sentono il bisogno d'impararla. L'italiano, quando esce fuori di casa
+sua, s'ingegna come può; bene o male, ma più spesso con mediocre
+infamia, spiccica la lingua degli altri. Ogni altro popolo d'Europa,
+quando varca i suoi naturali confini, parla volontieri la propria e
+mostra di stimar poco coloro che, interrogati, non gli rispondono in
+quella. È un nobile orgoglio, secondo certuni; ma io lo definisco
+l'orgoglio dell'ignoranza. Quando sono in un paese che non è il mio,
+amo parlare la lingua di quel paese; quando sono in casa mia,
+m'ingegno di farne gli onori, parlando al forastiero la lingua sua, se
+ho la fortuna di masticarne un pochettino. Questo era, dopo tutto,
+anche il gusto di Byron, che scriveva mirabilmente nella lingua di
+Shakespeare, ma si sarebbe vergognato di parlarla sul continente,
+avendo l'aria di imporre ai forastieri l'idioma di Wellington e di
+Hudson Lowe. Al diavolo dunque l'orgoglio della lingua patria, del non
+volerne saper altra e del pretendere che tutti parlino la nostra.
+Superbia per superbia, teniamoci quella del sapere qualche volta la
+lingua degli altri, del potere dare, col Mazzini e col Ruffini, degli
+scrittori all'Inghilterra, col Fiorentino e con altri parecchi, alla
+Francia. Qualche volta abbiam fatto di più, dando ai nostri vicini
+degli uomini di Stato, come il Mazzarino, degli imperatori, come il
+Buonaparte, dei dittatori, come il Gambetta.
+
+_C'est nôtre orgueil à nous_, anche quando di questi uomini si dicono
+corna. Bisogna leggere per esempio ciò che si scrive qui del Gambetta,
+trionfante a Romans. _Le rusé gênois, l'opportuniste italien_, sono i
+titoli più alla mano. E non sanno il piacere che ci fanno, quando
+scrivono e dicono di queste cose. A buon conto scoprono il loro mal
+talento e rendono a noi ciò che è nostro.
+
+Ritorno al mio tema. I francesi, dirà taluno, non conoscono la nostra
+lingua perchè non hanno interesse a studiarla. Per una parte è vero,
+amando noi di parlare il francese, quando siamo in casa dei nostri
+vicini. Per l'altra non lo è più tanto, dovendosi ammettere che un po'
+d'obbligo dovrebbero sentirlo anche loro, e notando inoltre questa
+sollecitudine con cui tanti bravi bottegai si affannano a notificare
+_urbi et orbi_ che essi hanno il dono delle lingue, meno la nostra. E
+perchè questa esclusione, di grazia? Non è lecito di conchiudere che
+ci amano poco?
+
+Per me, e senza mestieri di tante licenze, conchiudo addirittura così.
+L'ho accennato in uno dei capitoli precedenti e lo ripeto in questo.
+Chiacchiere di fratellanza, di razze latine, d'interessi paralleli e
+via discorrendo, ne sentirete molte anche qui; ma non c'è da crederne
+un frullo. Sono i giornalisti che svecchiano queste anticaglie, e noi,
+_qui_, dobbiamo accordare ai giornalisti quella fede che ottengono
+qui. Consentitemi la ripetizione dell'avverbio; è proprio qui che si
+sente questo difetto d'amore per noi; esso traluce, trapela, traspira
+e trasuda per ogni verso, nella sua forma più naturale e più schietta.
+Non è odio, non è malumore, è freddezza.
+
+Che cosa importa a voi della donna che non vi piace? Può passarvi a
+lato quanto vuole, ma non avrà da voi che un'occhiata distratta. Può
+esser bella come pare a lei e agli altri, ma a voi non farà nè caldo,
+nè freddo; non negherete la cosa, ma non penserete neanche ad
+ammetterla; farete come Mastro Raffae', consigliato dalla canzone a
+non _incaricarsene_ punto.
+
+Ho parlato di freddezza, intendiamoci; ho detto che l'odio e il
+malumore non c'entrano. Qui non odiano nessuno di fuori via, neanche i
+tedeschi. Quando leggete su pei giornali o nei libri, i dolorosi
+accenni alla guerra del 1870, non vi fidate di certe frasi; sono
+abbellimenti rettorici. I tedeschi, forse, odieranno questo popolo,
+che si è rialzato così presto, troppo presto, mostrando di possedere
+una vitalità straordinaria; ma questo popolo non odia loro. Potrà
+darsi che un nuovo padrone lo spinga a tentare la rivincita,
+soffiandogli in cuore uno sdegno che giovi alle proprie ambizioni; ma
+sarà uno sdegno fittizio, un semplice innesto, come quello del
+vaiuolo. Per il momento, il nuovo padrone non c'è', nè sembra vicino,
+checchè ne dicano i giornali monarchici e i bonapartisti; c'è la
+repubblica con l'esposizione universale e la pace. _Man spricht
+Deutsch!_ Chi avrebbe potuto prevederlo sette anni fa?
+
+Aspettando che altri preveda il giorno e l'ora del «_si parla
+italiano_», diciamo dunque che delle lingue ignorate a Parigi la più
+ignorata è la nostra. Per chi aspetta la fratellanza dei popoli,
+questo è un cattivo segno, sicuramente; ma restringendo la nostra
+prospettiva, e contentandoci di restar parenti in dodicesimo grado con
+tutti (che sarà sempre abbastanza e a taluni parrà anche d'avanzo) si
+può ammettere che il male non sia poi così grave. Non dimentichiamo
+che i francesi, se non istudiano ora la lingua nostra, l'hanno pure
+studiata in _illis temporibus_, e la loro letteratura se ne è tanto
+imbevuta da portarne i segni entro e fuori, nella sostanza e nella
+forma, nelle frasi e nella ossatura dei periodi. Gli scrittori
+francesi del Cinquecento riboccano d'italianismi, e i più famosi tra
+loro sono anche i meglio formati sul gusto italiano. Inoltre, l'arte
+francese non è suppergiù che una derivazione dell'arte nostra. Come
+corteggio alle nostre principesse fiorentine, abbiamo mandato a Parigi
+i nostri pittori, i nostri scultori, i nostri orafi, i nostri
+architetti, e via via gl'insegnatori di tutte le utili discipline. La
+seta, i velluti, le maioliche, industrie italiane trapiantate in
+Francia; la pittura e la scoltura anche oggi sono studiate a Roma; per
+l'architettura si è formata qui una vera scuola, italiana nel
+complesso delle forme, sopraccarica negli accessorii, a cui giovano i
+facili insulti del clima, che annerisce e confonde nelle linee
+generali quell'abuso di ornati, non imitato certamente da noi.
+Emancipati dall'Italia nell'industria e nell'arte, hanno un pochino
+dimenticato la balia, ecco tutto. Saliti su su, mentre noi cadevamo
+sempre più in basso, e non al tutto per colpa nostra, pensarono per
+lunga pezza che noi non fossimo più necessarii nel mondo. Ad onor
+loro, va notato che furono i primi ad accorgersi dell'errore e che in
+un buon quarto di luna ci hanno anche data una mano a risorgere. Se
+ricompensati ad usura, non importa cercare; il benefizio è di quelli
+che non si possono attenuare, rammentando ciò che costano. Nè vuolsi
+andare ad almanaccare come e perchè, ad ottenerci il benefizio, ci
+volesse un tiranno, dopo che i nostri vicini, costituiti in
+repubblica, avevano aiutato a ribadirci le catene. Non siamo noi che
+dobbiamo guardare in bocca al cavallo donato; alla fin fine, i torti
+della seconda repubblica francese li ha cancellati la terza.
+
+Questa è rettorica onesta; ma intanto l'amicizia non c'è, e
+l'ignoranza delle cose nostre rimane all'ordine del giorno. È un bene?
+è un male? Vediamo il bene; io non credo inutile questa indifferenza
+per noi, da parte del cervello del mondo; riconosco che c'è del buono,
+del gustoso, in questo risveglio non osservato del nostro paese. Meno
+abbaderanno a noi, e meglio faremo i fatti nostri. Le donne di cui
+tutti parlano, a cui tutti tengono dietro, non sono quelle che
+vantaggiano di più la famiglia.
+
+Vedete il buon levatore; è desto e lavora, mentre tutti gli altri
+dormono ancora della grossa. È quella l'ora più felice della casa,
+senza faccie torbide e coi sorrisi dell'aurora al balcone; ogni cosa
+si fa presto e bene, quando non ci sono fastidii, nè inciampi.
+Chiunque ama il mattino (e tutti i lavoratori lo amano), m'intenderà
+facilmente, e vedrà di primo acchito l'utilità di lasciar dormire chi
+vuole, e di lavorare inosservati al nostro risorgimento politico ed
+economico.
+
+Godiamoci dunque la nostra mezza solitudine e approfittiamone per
+rimetterci all'opera. Ci guadagneremo di sicuro qualcosa; per esempio
+di non avere a concorrer più all'Esposizione mondiale come abbiam
+fatto quest'anno, pochi, dappoco e mal serviti per giunta.
+
+Ci siamo, all'Esposizione, direte; il salmo doveva finire in gloria.
+No, lettori umanissimi; sarà per un'altra volta. Oggi s'è fatto per
+celia.
+
+
+
+
+IV.
+
+All'Esposizione mondiale.--Il Trocadero.--Le branche
+dell'astaco.--Babilonia veduta di giorno.--L'insalata dei
+popoli.--Tentazioni e ritegni.--La Via delle nazioni.--Le sezioni
+industriali--Il caos.
+
+
+Ho promesso, ed ogni promessa è debito; andiamo all'Esposizione.
+
+Ve ne hanno parlato tutti ed io non potrò dirvi nulla di nuovo. Ma,
+Dio buono, che cosa c'è egli di nuovo sotto il sole? Neanche il
+Trocadero genuino ed autentico, che, se non m'inganno, è a Cadice ed è
+stato preso anche un pochettino dal re Carlo Alberto, in penitenza de'
+suoi peccati di gioventù.
+
+Perchè abbiano dato il nome di Trocadero al palazzo delle feste,
+edificato sulla riva destra della Senna, davanti al Campo di Marte,
+che è sulla riva sinistra, non so e non mi son presa la briga di
+chiedere. Forse lo hanno chiamato così, perchè il nome suonava bene,
+come quell'altro di Alcazar, già entrato nelle grazie e nelle
+consuetudini di Parigi. Lasciamola lì e diciamo che fa un bel vedere,
+con la sua massa tondeggiante a varii piani e con le sue braccia
+allargate a semicerchio, di rincontro all'Esposizione. Lo spazio che
+corre tra i due fabbricati è immenso, circa cento cinquantamila metri
+quadrati. Il Trocadero ha un acquario nelle viscere, smisurata
+esposizione di pesci, che si vedono nella piena libertà delle loro
+occupazioni domestiche girando i meandri di una grotta; ha una cascata
+che gli esce dal grembo, una gran sala di concerti, di balli e di
+conferenze nel petto. Che cos'abbia nella testa non rammento più bene;
+so invece che ha nelle braccia una esposizione retrospettiva dell'arte
+europea, dall'età della pietra lavorata fino ai tempi moderni, e ci ho
+ammirato le incisioni fatte dai pastori di venti mil'anni fa sulle
+corna delle renne e sui denti di mammutte, gli elmi dei Galli, i
+coltelli dei Druidi, i bronzi e le terre cotte dei Romani, il giaco
+del Conte Verde, l'armatura di Cristoforo Colombo, l'elmo di Boabdil,
+ultimo re di Granata; insomma, un mondo e mezzo di curiose e preziose
+anticaglie.
+
+Quella del Trocadero è un'architettura tutta bucherellata, che mi
+piace poco, veduta ne' suoi particolari; le lunghe braccia
+dell'edifizio son molto, ma molto, lontane dalla dignità di quel
+doppio colonnato in cui il Bernini ha rinchiusa la basilica di san
+Pietro, e arieggiano piuttosto le branche sottili di un astaco. Se il
+Trocadero fosse dipinto di rosso, vi parrebbe infatti di vedere un
+_homard_. Ma collocate tutta quella massa su d'un poggio, seminate qua
+e là, per l'immenso declivio, delle cascate, delle fontane, dei
+chioschi, dei castelli algerini, la cui grandezza è un nulla a petto
+di quella mole gigantesca, ed essa finirà col piacervi, come è
+piaciuta a me. Aggiungo che il Trocadero, essendo nuovo, è bianco;
+cosa rara a Parigi, dove ogni superficie di marmo, o d'intonaco,
+annerisce nello spazio d'un inverno; donde la necessità d'imbiancare
+di tanto in tanto le case, ma non già col pennello, sibbene col
+rastiatoio.
+
+La qual cosa non è punto piacevole all'orecchio; _experto crede
+Ruperto_. Appunto ora, mentre scrivo, cinque o sei muratori, sospesi a
+certe funi spenzolanti dal tetto, rastiano la facciata d'una casa
+vicina, e cantano in coro la canzone alla moda:--_Madame Langlumé, j'
+viens demander vot' fille._ Non so quale dei due suoni sia più....
+laceratore. E la mia prosa ne risente, come vi sarà facile di
+riconoscere.
+
+Dunque, dicevamo.... Ma badate, qui si salta di palo in frasca, senza
+tanti complimenti; la vita, come il discorso, è tutta lardellata di
+parentesi. Da principio ci si confonde un pochino; questi indugi,
+questi perditempi su d'ogni marciapiede, ad ogni canto di strada, vi
+fanno bestemmiare perfino Giulio Cesare, che ha fatto di Lutezia una
+città importante, e Giuliano che aveva la debolezza di starci
+volentieri; ma poi ci fate la piega, vi accomodate all'indugio, che vi
+trattiene così poco, alla, noia incontrata, che ve ne fa cansare
+un'altra, aspettata pur troppo. In questa benedetta città potete dare
+un appuntamento e dimenticarlo, senza pericolo di passare per uno
+screanzato. _C'est la règle_; mentre l'andarci, composto di
+ricordarsene e di venirne a capo, in questo viavai di gente, in questa
+rete tessuta d'ostacoli inopinati e d'incontri fortuiti, _c'est
+l'exception_. Riuscite a mantener la parola data? Siete una
+_exception_. Non riuscite? Siete _en règle_.
+
+Esco, se Dio vuole, da questa parentesi e ritorno al Trocadero. Vi ho
+detto in una delle mie lettere precedenti che sul _boulevard_, al
+crocicchio dell'Opera, con tutta quella illuminazione elettrica, par
+di vedere Babilonia di notte. Orbene, sul ponte di Jena, guardando un
+po' al Trocadero, un po' al palazzo dell'Esposizione, avete Babilonia
+di giorno; Babilonia per le grandi linee in distanza, Babilonia per
+tutti quei ciuffi di verde, che, disseminati a varie altezze, vi dànno
+un'idea degli orti pensili, Babilonia finalmente per la gran
+confusione di gente che va e che viene, parlando, fischiando,
+cincischiando, latrando, cinguettando tutte le lingue della terra.
+
+Disegni del palazzo dell'Esposizione non cercherò di farvene; in primo
+luogo, perchè tutti i giornali illustrati li dànno, secondariamente
+perchè non credo nella efficacia delle descrizioni. Bevuta una tazza
+di cioccolata al caffè spagnuolo, o di cicoria al caffè algerino,
+m'inoltro sul ponte di Jena, allargato del doppio con possenti
+travature laterali, e ammiro il gran palazzo che non vi descriverò;
+noto che è quasi tutto di ferro e di cristallo, che quei grandi
+padiglioni del mezzo e degli angoli, con le loro ampie lunette
+invetriate, arieggiano gli archi a tutto sesto della facciata di San
+Marco; dò una guardata distratta ad una ventina di nazioni,
+allegoricamente rappresentate in colossali statue di creta; non mi
+commovo per una tozza Repubblica francese, di marmo bianco, seduta su
+d'una cattedra ateniese in capo alla gradinata che è davanti
+all'ingresso, e di là mi volgo indietro, come il naufrago dantesco, a
+guardare la sponda opposta. Quello è davvero uno spettacolo
+meraviglioso. Chioschi, fontane, praterie, castelli africani,
+padiglioni di zinco, baracche, depositi di marmi francesi, anche
+lavorati a statue, per far vedere a tutti che l'unico marmo statuario
+possibile è quel di Carrara; giù giù, sui lati, le tettoie
+dell'esposizione agricola, le stufe per le piante esotiche, e i
+fortieri delle ostriche, detti alla francese _parchi d'ostricoltura_;
+la testa dell'Indipendenza americana, principio d'una statua
+arcicolossale in bronzo, che i francesi regaleranno agli Stati Uniti
+nell'anno.... vattelapesca; poi il gran maglio della fonderia del
+Creuzot; poi un altro acquario per l'ittiologia marina, e finalmente
+una fabbrica di sidro di Normandia col suo banco di vendita al minuto,
+che io, feroce bevitore di sidro al cospetto di Dio, rammenterò sempre
+con gratitudine; eccovi la decima parte di quello che si vede, e la
+ventesima di quello che non si vede, accatastato, ammonticchiato,
+pigiato, in un disordine che non manca d'eleganza, sul vasto pendio
+del Trocadero e sulla riva sinistra della Senna, in giro
+all'Esposizione e sempre fuori del suo magno recinto.
+
+Vorrei dirvi qualche cosa delle aiuole di fiori, vere esposizioni
+orticole, di cui non si potrebbero immaginare le più splendide; ma qui
+c'è proprio da confondersi, tra i pelargonii dalle foglie tricolori,
+le araucarie imbricate, le creste di gallo sesquipedali, le jucche, le
+latanie, i bambù giganteschi, lo vigne nane sopraccariche di grappoli.
+Cesso da inutil opra, come direbbero i classici; rinunzio a questa
+fatica da cani, come si dice in volgare.
+
+Entriamo, se vi piace, nel gran palazzo di cristallo, detto del Campo
+di Marte, perchè ne occupa tutto lo spazio, cioè a dire una superficie
+di quattrocento ventimila metri quadrati. Questo palazzo ha due
+facciate, l'anteriore e la posteriore, e per conseguenza due grandi
+vestiboli, ognuno dei quali è largo ventiquattro metri e lungo
+trecento cinquanta, cioè quanto la facciata medesima, «sotto le cui
+tre cupole--ei corre e si dilata--fiume di cento popoli--che fanno....
+un'insalata».
+
+L'insalata dei popoli è un'immagine che il Preti e l'Achillini
+m'invidieranno dalla tomba. Ma per descrivere questa roba ci vuole a
+dirittura lo stile del Seicento. In mezzo al vestibolo, davanti
+all'ingresso, c'è un orologio monumentale, che fa fronte da quattro
+lati ed ha quattro statue, rappresentanti i quattro elementi degli
+antichi. Il pendolo, indipendente dall'orologio, ma pendente dalla
+cupola, ha una lunghezza di ventiquattro metri, e consta d'un
+complesso di sfere, collegate in modo da formare una specie di
+bilanciere. Scusate la rima; qui si diventa poeti senza volerlo.
+
+Amate meglio diventar milionarii? Tentate un colpo su quella vetrina
+ottagona che si vede alla sinistra dell'orologio, sormontata da un
+baldacchino rosso. Ci sono dentro i diamanti della corona; il
+Reggente, che pesa cento trentasei carati e vale cinque milioni, non
+un soldo di meno; i sette diamanti del cardinal Mazarino; un diadema
+in diamanti e perle, che valgono cinquecento mila lire l'una; poi
+turchesi e brillanti; collane di perle; diamanti e rubini; stelle in
+diamanti, ricevute da Napoleone III in regalo da parecchi sovrani; la
+Giarrettiera; l'Elefante di Siam; un'impugnatura di spada, eseguita
+per Carlo X; un orologio tempestato di diamanti, destinato in
+principio al Dey di Algeri, che fu poi tempestato (il Dey, non
+l'orologio) di palle da trentasei e di altri oggetti sferici dello
+stesso valore; finalmente un diadema in diamanti che può
+all'occorrenza trasformarsi in collana. Vi avverto, per altro, che ad
+una cert'ora di sera la preziosa vetrina discende sotto il pavimento,
+in un misterioso nascondiglio, il cui orifizio si ricopre con spesse
+lastre di ferro fuso. Uomo avvisato, mezzo salvato.
+
+Non ci perdiamo nel vestibolo d'onore, detto del ponte di Jena;
+usciamo all'aperto, nella via interna, detta la via delle Nazioni.
+Essa corre rasente alla sezione centrale, dove è l'esposizione di
+belle arti di tutti i popoli d'Europa, ed ha sull'altro fianco
+l'esposizione industriale di tutti i popoli dell'Europa, suddetta, e
+di parecchi dell'Asia, dell'Africa, dell'America e dell'Australia.
+Ognuna delle nazioni che concorrono all'esposizione ha la sua facciata
+su questa via. L'Inghilterra ci ha riprodotto lo stile della sua
+architettura ai tempi della regina Anna, o giù di lì; gli Stati Uniti
+un _quid medium_ tra il _dock_ e lo scalo di ferrovia; la Svezia e la
+Norvegia due casette di legno in stile romando del XII secolo;
+l'Italia un portico di palazzo milanese del Cinquecento; il Giappone
+una casa di campagna; la Cina una porta del palazzo imperiale di
+Pechino; la Spagna un frammento dell'Alambra; la Russia una casa di
+Mosca, quella stessa in cui è nato Pietro il Grande; la Svizzera una
+casa del cantone d'Argovia, nello stile suo del XVII secolo; il Belgio
+un palazzo magnifico, nello stile del Risorgimento, e in marmi e
+pietre delle sue cave; la Grecia una casa Policroma del tempo di
+Pericle; l'Austria un palazzo ad archi e colonne, che è suo come il
+Trentino, o come l'Istria, con una facciata a graffiti, elegantissima,
+di cui si potrebbe vedere il tipo originale a Pistoia, o in qualche
+altra città della Toscana.
+
+Ho detto che a tutte questo facciate, e ad altre che ommetto per
+brevità, corrispondono le rispettive sezioni industriali. Ho detto
+altresì che nel mezzo dello sterminato edifizio è la corsia delle
+belle arti di tutti paesi, ed aggiungo che essa s'interrompe nel
+centro, per dar luogo al padiglione speciale della città di Parigi.
+Aggiungo ancora che dall'altro lato di questa corsìa, e parallela alla
+via delle Nazioni, corre la via di Francia, con tutta l'esposizione
+delle industrie francesi, che costituisce la metà di tutto il palazzo.
+Ve ne siete formati un'idea? No. Lo capisco; ma non è colpa mia.
+
+Lo ripeto, qui c'è da confondersi. Vorrei veder voi, lettori
+umanissimi, dopo una prima gita, tutta consacrata a formarvi un'idea
+del complesso, ed anche dopo una seconda, tutta spesa a vedere di
+corsa statue e gruppi di zinco, stivalini, manipoli di grano,
+ombrelli, aratri, velluti, ostriche, porcellane, lenti telescopiche,
+pelliccie, rastrelli, molini a vento, borse, bauli, pietre dure,
+scatole, mobili, bacheche, paraventi, conserve alimentari, arnesi
+scolastici, sottane, guanti, concimi, seghe, farine, carboni,
+diamanti.... e quasi quasi sarò per aggiungere, col Burchiello,
+
+ ...... Zaffiri ed ova sode
+ Nominativi fritti e mappamondi.
+
+Io, dopo aver fatto il viaggio e perduta la bussola, sono andato a
+rifugio nella corsìa delle belle arti, e in quell'altra, che non è
+molto lungi, delle industrie italiane.
+
+Giunto là, ho sentito il bisogno, come ora, di ricogliere il fiato.
+
+
+
+
+V.
+
+Industrie italiane.--Lombardi e Genovesi.--I canditi del
+Giappone.--Libri e pianoforti.--Scoltura piccina.--Un primato in
+pericolo.--_Exemplaria graeca_.--Un pronostico al condizionale.
+
+
+C'è del buono, mi affretto a dirlo. Non sono pessimista per progetto
+ed amo render giustizia a tanti bravi industriali, che modestamente,
+ma indefessamente, lavorano a rialzare il credito delle manifatture
+italiane. Gran lode va data, per esempio, a tutti quei valenti
+setaiuoli comaschi e milanesi che hanno esposto i loro prodotti,
+mirabili per bontà di tessuto e per vivezza di colore, sotto il titolo
+comune di _Associazione della tessitura serica italiana_; allo
+Schlöpfer di Salerno pe' suoi tessuti ad uso di vestiario; al
+Piccaluga di Gavi e al Bancalari di Chiavari pei loro filati di seta,
+veramente notevoli; ai Gérard e ai Casa, genovesi, per la bellezza e
+la solidità delle loro tele; al Trapolin di Venezia e al Levera di
+Torino per la sfoggiata magnificenza dei loro damaschi. Firenze e Roma
+si sono mantenute al primo posto, per l'artistica lavorazione delle
+pietre dure. Nei mobili siamo giunti ad una bella altezza, e tutti,
+italiani e forastieri, ammirano lo stipo intarsiato del Bertolotti di
+Savona; il quale stipo, appunto perchè è la cosa artisticamente meglio
+riuscita di questo genere, che sia nella esposizione italiana, non ha
+avuto dal giuri, che una medaglia di terz'ordine.
+
+Ma passiamo oltre, che i giurì son tutti compagni. Ricordo a titolo
+d'onore le belle mostre ceramiche e vetrarie, del Ginori di Firenze,
+della Società Faentina, della Società di Murano e del Salviati di
+Venezia; non senza notare che, rispetto a queste industrie gentili,
+siamo rimasti un po' stazionarii di rimpetto ai francesi. Sèvres e il
+Baccarat informino! Non così per l'industria dell'orafo e del
+gioielliere, che corre gloriosa e trionfante, con Alessandro
+Castellani ed altri parecchi. Le filigrane son belle, ma poche, come i
+versi del Torti e come in genere gli espositori genovesi, che io cito
+qui per ragione di cittadinanza.
+
+A proposito di genovesi, e le paste? e i canditi? Ho veduto una
+piccola mostra di quelle, mandata dal Ghigliotti, ed una piccolissima
+di questi, mandata dal Ferro. La più parte dei canditi, di Genova e
+d'altre parti d'Italia, sono giunti in pessimo stato, e non sostengono
+il paragone dei giapponesi, che pure son venuti.... dal Giappone. Ma
+qui bisogna osservare una cosa. Coi saggi delle industrie giapponesi
+son venuti a Parigi anche gli autori, che si sono presi una cura
+gelosissima dei loro prodotti e vi esercitano su una vigilanza
+quotidiana. I nostri espositori (e non parlo solamente di quelli che
+mandarono conserve alimentari) hanno il torto di non esser venuti loro
+a Parigi. I francesi sono quasi sempre davanti ai loro banchi, alle
+loro vetrine; e ciò si capisce, poichè questa è casa loro. Ma anche
+gli espositori delle nazioni vicine son tutti qui, intenti a ripulire,
+a cambiare, a rinnovare. La Spagna ha fatto qualche cosa di più; ha
+mandato un paio di soldati di tutte le armi del suo esercito, vera
+esposizione ambulante della sua eleganza in materia d'uniformi, e
+lusso non indegno di un paese che si rispetta.
+
+Per ritornare all'Italia, il ministero della marina ha mandato qua un
+modello del balipedio di Muggiano, cavi, cordami, sagome di
+bastimenti, e un bel saggio d'attrezzatura di nave da guerra, che
+forma l'ammirazione di tutti i visitatori. Quello della guerra
+(almeno, credo che sia lui) ha spedito il cannone automatico
+dell'Albini e una stupenda carta fisica dell'Italia, eseguita in
+rilievo dal capitano Cherubini. Ma queste medesime citazioni mi
+obbligano a ricordare che si poteva far molto di più. Cito ancora una
+volta, come termine di confronto, la Spagna, che ha inviati parecchi
+cannoni delle sue fonderie, e molti modelli di fortificazioni, campi
+trincerati, cantieri, bacini, arsenali, eseguiti in notevoli
+dimensioni e con una accuratezza superiore ad ogni elogio, dalla sua
+_Academia de Ingenieros del Ejército_.
+
+Non prendete queste note per un esemplare di diligenza, a cui abbia
+dato rincalzo il catalogo. Tocco solamente e di volo le cose che mi
+hanno colpito di più, che mi offrono appiglio a qualche modesta
+osservazione, e non pretendo di fare un esame minuto, nè una scelta
+_ex cathedra_ di tutto ciò che l'Italia ha esposto nella sua sezione
+industriale. Dimenticavo, per esempio, la bella vetrina di libri
+esposta dal Sonzogno, e meritamente lodata da tanti; la mostra del
+Civelli, che ha ottenuto il primo premio, a cagione d'un gran
+vocabolario italiano stampato a proprie spese e cent'anni prima di
+quello della Crusca; le edizioni del Casanova, dello Zanichelli, del
+Salmin, e via discorrendo; gli strumenti musicali del Pelitti e i
+pianoforti di non so chi, ai quali non mi sono accostato, _et pour
+cause_. Figuratevi che ogni giorno, dalle dieci del mattino fino alle
+cinque di sera, eccettuate poche battute d'aspetto dedicate alla
+colazione, un professore vi suona continuamente laggiù la medesima
+arietta. Mi hanno detto che si tratta d'un valzer nuovissimo,
+l'_Exposition-Valse_, che tutti vogliono sentire e comprare. Tutti,
+meno il sottoscritto, che, perseguitato, rincorso da quel motivo per
+tutte le sale attigue, non ha voluto saperne di avvicinarsi alla
+nicchia dei pianoforti, per leggervi i nomi dei fabbricanti e
+tramandarli alla più prossima posterità.
+
+C'è del buono, lo ripeto, in questa esposizione italiana, e pare anche
+meglio quando si è data una corsa in altre sezioni industriali; che non
+tutte possono avvicinarsi per merito alla Francia, all'Inghilterra, al
+Giappone, al Belgio, all'Austria-Ungheria, alla Cina. Nuovi in tante
+arti e mestieri, o scaduti per colpa non nostra dall'antico primato, non
+possiamo far miracoli in tutto, e a questi lumi di luna. Si aggiunga,
+per molti industriali italiani, la poca voglia che avevano di mandare i
+saggi delle loro manifatture in paese lontano; si badi alla ristrettezza
+del luogo assegnato all'Italia; non si dimentichi la sonnolenza
+proverbiale di chi avrebbe dovuto e potuto dare a tanti oggetti una
+migliore collocazione, e si converrà facilmente che, date tante
+circostanze contrarie, l'esito non è stato infelicissimo. Ma io, dopo
+tutto, sostengo e dico che se, in parecchie cose, anzi in molte, si
+poteva dicevolmente restare in terza e in quarta fila, almeno in talune
+non dovevamo restar secondi a nessuno, e in una di queste _secondi a noi
+stessi_, che è peggio.
+
+Vi sembrerà un indovinello, ma non lo è. Dico che ci fa torto di esser
+rimasti secondi in pittura, poichè nessuno dei nostri grandi pittori
+ha mandato un palmo di tela; dico che ci fa torto di non aver fatto
+meglio in scoltura, e di apparire i primi, sì, ma inferiori alla
+nostra fama del 1867.
+
+Sia lodato il cielo, esclameranno gli ottimisti; in qualche cosa
+abbiamo il primato. Sicuramente, ma perchè ad altri non è ancora
+balenata l'idea di strapparcelo, battendoci colle nostre medesime
+armi. La Francia, verbigrazia, la Francia che ci ha raggiunti da
+cinquant'anni nel campo della pittura, perchè ci ha oltrepassati da
+venti? Perchè, impadronitasi dei meccanismi dell'arte, ha avuto il
+coraggio di rifarsi dallo studio del vero, aggiungendovi poi tutte le
+grazie della _modernità_, tutti i lenocinii del pennello. Ora,
+lasciate che essa intenda nella scoltura tutti i meccanismi dell'arte
+e tutti i lenocinii dello scalpello; anzi, fate che voglia andar per
+le spiccie, a pigliarsi a cottimo un centinaio dei nostri bravi
+finitori, di quei tali che fanno i capegli, i pizzi, i rasi, le sete,
+i velluti, e vedrete che non tarderà molto a raggiungerci. Non ci
+oltrepasserà, lo capisco; non ci oltrepasserà, perchè la scoltura non
+è come la pittura, che sembra contentarsi solamente del vero, ma vuole
+anche dell'altro, cioè l'idealità, la grandiosità, la magnificenza,
+compagne inseparabili di un'arte essenzialmente monumentale, e perchè,
+grazie al cielo, ci sono ancora in Italia degli scultori giovani, che,
+non disdegnando di fare la mammina, il bambino, il cagnolino
+(esemplari eccellenti per le terre cotte, che un giorno o l'altro
+vinceranno la mano a questo genere di scoltura da salotto), sentono
+ancora e mantengono il culto dell'ideale, del grandioso, del
+magnifico, a cui l'arte divina s'informa.
+
+Disgraziatamente, all'odierna esposizione di Parigi, gli artisti di
+questa fatta son pochi, o bisogna dire che quasi tutti si sono
+contentati di entrare in lizza con lavorucci di poco momento. C'è qui
+in abbondanza l'arte piccina, l'arte da salotto, la roba da vendere.
+L'arte grande, l'arte monumentale, l'arte che mira alla gloria, si è
+fatta viva con pochi e direi quasi timidi saggi. Che cosa ha esposto
+il Monteverde? Lo Jenner, bellissimo, pieno di verità, ma non certo
+rispondente all'ideale dell'arte; l'Architettura statua destinata al
+monumento Sada, opera magistrale, ma che bisognerà giudicare messa a
+posto, mentre qui non è altro che una donna seduta. Il modello in
+gesso del monumento Massari col suo angelo poggiato sulle palme al
+sarcofago, non finisce di contentarmi. Anche lasciando da parte quello
+sconcio di due linee che s'incontrano ad angolo retto (l'angelo e il
+morto), che cosa significa quell'appoggiarsi dell'angelo, a cui, per
+star ritto, dovrebbero bastare le ali? Si dirà che il vero vuol
+proprio così, ed io non son qui per negarlo. Ma allora, perchè le ali,
+che non son vere, fuorchè per gli uccelli e per le nottole? A
+concepimento ideale mezzi ideali; è la regola dell'arte greca, che ha
+sentito così intimamente ed espresso così efficacemente il vero, ma
+che, quando effigiava gl'Iddii, non li faceva mai colle estremità del
+bipede implume, da cui pure toglieva a prestanza le forme.
+
+Parlo con libera schiettezza al Monteverde, perchè lo amo e lo stimo.
+È un artista con cui si possono citare i Greci, senza essere
+sospettati di voler fargli dispiacere, nè torto. La quistione del
+resto non risguarda punto la valentia dell'artista; risguarda
+semplicemente la scuola, i confini in cui deve restringersi lo studio
+e l'imitazione del vero. Rammento qui, poichè mi viene a taglio, un
+altro grande artista italiano, di cui ho ammirato, a Genova, nella
+necropoli di Staglieno, un bellissimo genio, anch'esso colle ali e coi
+piedi da biricchino scalzo. Quei piedi erano copiati dal vero; non si
+poteva far meglio di così, volendo fare dei piedi di ragazzo
+dodicenne, che dimentichi troppo spesso le scarpe a casa. Ma, per un
+angelo, quei piedi mi stonano un poco. Imitate il vero dalla testa ai
+piedi, non dico di no; ma, nel caso di cui sopra, bisogna toglier le
+ali; anzi, meglio, non far angeli, mai, nè altre figure allegoriche. I
+Greci, a cui mi piace di ritornare, i Greci, che erano naturalisti in
+arte quanto noi, se non per avventura più di noi (me ne appello alla
+Venere di Milo), davano estremità convenienti, e per conseguenza men
+vere, agli immortali abitatori dell'Olimpo. E la ragione s'indovina:
+corpo nutrito d'ambrosia non può pesare ottanta chilogrammi, o giù di
+lì. Il dio pesante non va. Negate Dio, in vostra malora; ma in tal
+caso astenetevi anche dal modellarlo in creta, com'egli ha modellato
+voi, in un momento di soverchia bontà. Se lo fate, ammettetelo qual è,
+o quale lo ha immaginato un popolo di credenti.
+
+Aperto così l'animo mio sulla quistione di scuola vi dirò che il
+Monteverde è qui molto ammirato nelle opere sue. Io lo ammirerei anche
+di più, se per l'esposizione universale di Parigi egli avesse fatto
+del nuovo, e a bella posta per essa. Alle corte, per mandar del gesso,
+come egli ha fatto col monumento Massari, avrei voluto, ne' panni
+suoi, mandarla io, ai francesi, una Repubblichetta di gesso, ma
+veramente coi fiocchi. Se ne sarebbero innamorati senz'altro; me
+l'avrebbero subito commessa in marmo. E che male ci sarebbe stato, se
+una statua monumentale di Giulio Monteverde, italiano, avesse dovuto
+adornare una piazza di Parigi?
+
+Del Tabacchi, scultore insigne che possiede tutte le mie simpatie, si
+ammirano qui tre lavori, la Peri, l'Ipazia e Tuffolina; le due prime
+concepite con grande altezza di pensiero e tutte poi eseguite con un
+sentimento del vero, con una maestria di scalpello, da non potersi
+desiderare di più. Anche al Tabacchi dirò: artista dall'ingegno
+poderoso, mirate in alto. Fate pure dell'arte minuta, come nella
+Tuffolina, ma non dimenticate l'arte grande, l'arte magnifica, della
+Peri e dell'Ipazia.
+
+Lode al Barzaghi pel suo _Mosè salvato dalle acque_, una composizione
+elegantissima ed anche una vera trovata. Altri si ferma con maggior
+compiacenza davanti alla sua _Mosca cieca_ e alla sua _Vanerella_; io
+noto il fatto, me ne congratulo coll'artista, e dico a lui, come a
+tanti altri valenti apostoli della scoltura di genere, di cui mi passo
+per amore di brevità:--«tutte cose bellissime, e si venderanno; anzi,
+andranno a ruba senz'altro; ma badate, artefici illustri del primato
+italiano in materia di scoltura, un giorno o l'altro, se tiriamo
+avanti col piccolo, ci batteranno, ve lo assicuro io, ci
+batteranno».--
+
+
+
+
+VI.
+
+Dolenti note.--La pittura italiana.--Pittura di genere, pittura
+degenere--La quarta figura.--I veristi del Cinquecento.--_Vox audita
+est in Rama._--Finanzieri e ciabattini.--Il fazzoletto di cotone.
+
+
+Vengo alla pittura. Qui non ci batteranno, spero; ci hanno battuti,
+battuti sonoramente, battuti _à plate couture_, come si dice sulla
+faccia del luogo.
+
+Parlandovi della esposizione pittorica dell'Italia, amerei farmi
+intendere appuntino. Ora, per farmi intendere, debbo trovare un
+paragone con qualche città secondaria; per esempio, con Genova, che
+certamente non si lagnerà di essere citata dopo Parigi, per ragione
+d'importanza. E tuttavia, il paragone non reggerebbe. Genova, in
+alcune esposizioni della sua Società promotrice di Belle Arti, ha
+avuto delle tele come la _Consolatrice degli afflitti_ di Nicolò
+Barabino, come la _Morte di Alessandro de' Medici_ del Castagnola, o
+del Bellucci, come il _Bernabò Visconti_ del Giannetti, e via
+discorrendo. Ma lasciamo andare; poichè il paragone non m'è venuto
+esatto, e a trovarne uno migliore dovrei sudarci parecchio, fate conto
+che l'esposizione pittorica dell'Italia a Parigi sia una delle
+migliori di Genova, ma senza Castagnola, senza Giannetti, senza
+Bellucci, senza Barabino.
+
+E adesso che vi sarete formati un'idea approssimativa della cosa,
+intenderete ciò che sono per dirvi. A voler prendere questa per
+un'esposizione di città provinciale italiana, dove possa anche
+capitare uno straniero e derivarne qualche giudizio intorno all'arte
+nostra, si può ammettere che qui ci sia molto; ma, per una esposizione
+universale, a cui potevamo e dovevamo prepararci come ad una giornata
+campale, decisiva, in cui potevamo e dovevamo impegnare tutto
+l'esercito, la prima, la seconda linea, ed anche le riserve, c'è'
+poco, anzi meno del poco.
+
+Ora, questo pochissimo appartiene tutto alla così detta pittura di
+genere, salvo due o tre quadri che appartengono alla gran pittura....
+degenere. Parlo liberamente, perchè non ho peli sulla lingua; e cui
+non piace mi rincari il fitto. Un valente artista italiano, che ho
+incontrato l'altro dì nella sala di belle arti della Grecia (un altro
+paese, che non è tornato ancora all'altezza del nome), mi diceva
+pietosamente che nei quadri italiani si vede lo studio, l'indagine, la
+ricerca del vero, il desiderio di trovare una strada, mentre in altre
+scuole, già più avanti della nostra, si nota il periodo della
+decadenza, del mestiere ben fatto, ma sempre mestiere. Non ho voluto
+dirgli di no; mi sono contentato di rispondergli che le scuole di cui
+parlava erano almeno rappresentate al Campo di Marte da tutti i loro
+più grandi e più famosi artisti, laddove la nostra aveva il doppio
+torto di non aver messo tutti i suoi in linea di battaglia. Se ciò
+fosse stato fatto, chi sa? avremmo forse vinto, certamente sostenuto
+l'onore della bandiera. Così come ci siamo presentati, facciamo la
+quarta figura, e tutti coloro che giudicano l'arte del nostro paese
+dai quadri che sono esposti nella sezione italiana, possono dire
+queste due cose di noi: che nei meccanismi dell'arte siamo rimasti
+indietro, e che non ci salviamo neanche per la nobiltà degli intenti.
+
+Sento già un'aria di burrasca che consola. Ecco il paladino della
+grande pittura; della pittura accademica! Sì, signori, della grande
+pittura; quanto all'accademia, l'ho in un calcetto, ve la regalo, e
+tanto più volentieri, immaginando che spesso vi accadrà di averne
+bisogno, per correggere gli errori dei vostri occhi, quando travedono,
+deturpano, assassinano il vero. Mi si dirà ancora: volete dunque e
+sempre della pittura storica? Non sempre, sebbene la quantità non
+guasti; domando dell'arte che miri alto, intesa a contentar l'occhio
+fin che volete, ma anche a sollevare lo spirito. L'opera che non fa
+pensare, è un'opera inutile.
+
+Del resto, non volete fare della grande pittura? Non ne fate: anzi,
+buttatevi tutti a imitare il Meissonier, e diventate milionarii, che
+Iddio vi benedica e i mercanti di quadri vi aiutino! Sia pure arte
+piccola, ma fatela bene. Diventate maestri in quell'arte
+
+ Che alluminar è chiamata a Parisi,
+
+ma battetevi seriamente, per Dio; ma fatevi ammirare dai Filistei che
+oggi comandano, col loro buon gusto, nella Terra promessa di Raffaello
+e di Tiziano, del Correggio e di Leonardo da Vinci. Intanto, che cosa
+vuol dire che qui a Parigi, al Campo di Marte, tutti, maestri e
+dilettanti, dotti e ignoranti, _connaisseurs.... et américains_, vanno
+in folla e si pigiano nella sezione austriaca? Non già nella francese,
+signori, per intenerirsi coi Meissonier; non già nella spagnuola, per
+sdilinquirsi nei Fortuny; nell'austriaca, proprio nell'austriaca, che
+del resto ci ha poco di buono, ma che ci ha pure un quadro, un quadro
+solo, un gran quadro, origine e suggello di tutta la sua straordinaria
+fortuna.
+
+Parlo di Giovanni Makart e della sua _Entrata di Carlo V in Anversa_.
+Come composizione, il quadro è pieno di difetti; come fattura, manca
+di originalità. Ma come tutto ciò è compensato! Come tutto ciò si
+dimentica, alla vista di quella tela smisurata! L'artista ha sentito
+largamente il soggetto, e questo è già un bel merito, in questi tempi
+di gretteria applicata alle arti. Poi, sapete che il quadro non l'ha
+dipinto lui? Vi dico una cosa strana, contro cui protesterebbe
+volentieri il medesimo autore. Ma il fatto è questo, e non si muta, il
+quadro gliel'hanno dipinto in due, e tutt'e due italiani, ma del buon
+tempo antico, Paolo Veronese e Tiziano. Ci pensi l'autore, e finirà
+col darmi ragione; dirà che non si ricorda bene, che forse dormiva,
+davanti alla sua composizione abbozzata, e che quei due grandi, non
+nemici suoi, certamente, hanno approfittato del buon momento, per
+fargli quel tiro mancino. Benedetti i sonni di un nobile artista,
+consolati da cosiffatte apparizioni! Io penso con dolore che fra
+duecento e trecent'anni non si potrà dire, neanche d'un quadro
+d'artista cinese, che gliel'hanno dipinto due pittori italiani,
+espositori a Parigi, nella mostra universale del 1878!
+
+Tiziano Vecellio e Paolo Veronese! Che si fa celia? Due realisti, due
+naturalisti, due veristi del tempo loro; che facevano dell'arte larga,
+dell'arte grandiosa; che volevano lode e fama, anche accettando le
+commissioni dei potenti, e si sarebbero vergognati di fare un
+quadruccio, anche quando, non che venderlo ad un borghesuccio
+arricchito, dovevano regalarlo a qualche poeta di strapazzo, loro
+compagno di cena.
+
+L'arte è così; divina, o nulla. L'arte piccola confina col mestiere,
+ci fa le sue scorribande, ci piglia gusto (come lo si piglia, pur
+troppo, in tutte le discese!) e finisce col metterci casa. Io, per me,
+non intendo l'artista altrimenti che col cuore aperto a tutti i nobili
+sentimenti, l'anima a tutti gli alti concetti. Quando ama restringere
+il suo orizzonte, lo stimo ancora, se è bravo; ma lo rimando al
+disegno industriale, che dopo tutto ha tanto bisogno d'aiuto, per far
+fruttificare un altro ramo dell'operosità nazionale.
+
+«Una voce s'è udita in Rama; è Rachele che piange i suoi figli; e non
+vuol essere consolata, imperocchè essi non sono più». Così le
+Scritture. Ed io sono un po' come la biblica Rachele; piango la
+grand'arte italiana, e non so consolarmi di vederla assente da Parigi.
+Perchè non è venuta? È così che l'Italia ha tenuto l'invito? Mi dolgo
+del fatto co' suoi pittori più famosi; ma mi dolgo sopratutto col suo
+governo, accuso la trascuranza di coloro che erano al potere, quando
+fu annunziata l'esposizione, indetta la gara di Parigi. Ci voleva
+tanto a chiamarsi intorno una mezza dozzina dei.... non dozzinali, per
+sapere se intendevano di concorrere, e all'occorrenza per incitarli a
+concorrere? Si poteva, per esempio, dir loro in molta confidenza:
+«lavorate per la solenne occasione: smettete i quadretti di salotto,
+le pale d'altare, le medaglie a buon fresco, per una volta tanto; fate
+qualche cosa di grande, che sia degno della mostra universale,
+dell'Italia e di voi; se i vostri cinque o sei quadri, per la mole
+loro o per la natura del soggetto, non si venderanno laggiù, penseremo
+noi, penserà il paese, a cui avrete guadagnata la medaglia d'oro, e,
+che più monta, assicurata la fama».
+
+Sicuro, si poteva dir questo. Ma allora.... allora sedeva sulle cose
+della pubblica istruzione un uomo.... e su quelle della finanza sedeva
+un altr'uomo.... Non li nomino, perchè, in fin de' conti, non sono
+essi solamente i colpevoli, e perchè troppi altri, al posto loro,
+avrebbero fatto lo stesso. Che serve biasimare Tizio o Caio, quando è
+tutta la scuola dei nostri uomini politici che ha mestieri di
+rinnovare il suo _credo_? In materia di finanza, i nostri uomini
+politici hanno un poco del ciabattino; voglio dire che adoperano
+troppo la lesina, salvo a buttarla via, ed anche a rovesciare il
+bischetto, in un momento di buon umore, che è per solito nella
+domenica del pareggio, e dura qualche volta tutto il lunedì della
+sbornia. In materia di istruzione, e per conseguenza anche d'arte, che
+cosa aspettarti da loro, se non vivono d'arte e coll'arte? Questa è
+libera, si capisce, e non ha più da mendicare la sua vita da un
+Augusto, nè da un Leone X. Ma qui, con buona pace dei dottrinarii,
+abbiamo un fatto nuovo, che non si giudica coi loro vecchi criterii.
+In quella guisa che le grandi reti ferroviarie e le potenti
+associazioni di credito hanno dovuto scrollare un tantino l'autorità
+dell'antico aforismo economico dei fisiocratici «lasciate fare,
+lasciate passare», così le grandi esposizioni internazionali mutano un
+poco, per non dir molto a dirittura, le condizioni di assoluta
+libertà, e di assoluta trascuranza, in cui sono lasciate le arti. Se
+lo Stato provvede a spese ragguardevoli per concorrere ad una di
+queste esposizioni, perchè non s'intrometterebbe anche nella bisogna
+di stimolare i grandi ingegni, che in quelle mostre, in quelle gare
+d'operosità, possono recare il lustro maggiore e l'aiuto più poderoso?
+Torno a dirlo; i nostri uomini politici hanno torto; e certuni tra
+loro, a cui giova il tenere il portafoglio dell'istruzione pubblica,
+hanno torto marcio a non avere intelletto d'amore per l'arte. Capisco
+che hanno da godersela coi loro provveditori e colle quistioncelle
+burocratiche; una nuova classe di sventurati da aumentare e da
+tormentare; gli istituti tecnici da insidiare e da digerire. Ciò basta
+alla loro operosità; dopo di che, rimane appena il tempo di spiegare
+un fazzoletto di cotone e soffiarcisi il naso. Ma ciò non è bello, no,
+non è bello; nè il trascurar l'arte patria, nè il soffiarsi il naso
+con un fazzoletto di cotone; specialmente se è giallo.
+
+
+
+
+VII.
+
+Arte francese.--Cabanel, Durand, Meissonier.--Dumas figlio in
+libreria.--Povero nudo!--Effetti di colore.--Pei miopi e pei
+presbiti.--Giusto giudizio sugli Italiani.--Ai pittori dell'avvenire.
+
+
+E notate, se mai ci fu tempo di vincere, era questo di certo. I
+francesi, che, un po' con l'arte vera, un po' con l'altra
+dell'_affichage_, del _bavardage_ e del _colportage_ giornalistico,
+hanno ottenuto il primato nella pittura e possono vantarsene da per sè
+nella lingua più intesa del mondo e nel mercato per tante ragioni più
+frequentato d'Europa, i francesi, dico, sono nella pittura ciò che
+molti dei nostri sono diventati nella scoltura, dei _faiseurs
+agréables_. Vuoi per una trentina d'anni in cui la _Bohème_ artistica
+ha spadronato a sua posta, uccidendo coll'arma del ridicolo i
+classici, vuoi perchè gli Ingres, i Delacroix, i Delaroche, non
+nascono tutti i giorni, vuoi perchè si fanno volentieri i quadretti
+quando c'è' un mercante di tele che li compra per rivenderli ai
+piccoli salotti borghesi, come si fanno volentieri gli articoli
+spiritosi di giornale quando il gusto del pubblico ha sostituito
+all'opera pensata i quattro segni quotidiani in punta di penna, il
+fatto sta ed è che l'arte francese si trova al lumicino. Hanno qui un
+famoso pittore che travia tutti gli altri con l'amore e con la scienza
+del piccolo. Non c'è che dire, _c'est un grand petit peintre_. Dei
+corazzieri lunghi un dito mignolo, un filosofino, un sergentino, un
+piccolo posto di guardia, una vedetta da guardarsi col microscopio,
+ecco le tele del signor Meissonier. Son belle, non lo nego; stanno
+così bene in un salotto, sopra la spalliera del canapè! Cinquanta
+centimetri di lunghezza, cinquantamila lire di prezzo, è roba
+regalata. Dunque, tutti Meissonier; così vuole la moda. Chi non può
+avere Meissonier, si contenta d'un imitatore fortunato.
+
+Anche il ritratto è in onore e trattato per benino. Cabanel, Carolus
+Durand, lo stesso Meissonier, lo hanno elevato a dignità di quadro. Ed
+è naturale che sia così. Come ritratto, si preferisce una bella
+fotografia del Disdori, o di Numa Blanc, ambedue fotografi sul
+_boulevard des Italiens_, e degni di questo centro dell'universo.
+Dunque, il ritratto a olio deve ricattarsi sugli accessorii, per
+vivere, e Tiziano Vecellio, Paris Bordene, i grandi ritrattisti del
+volto, Antonio Vandick, il gran ritrattista del volto e delle mani,
+possono andarsi a riporre. Per ciò vediamo Alessandro Dumas figlio
+collocato là dove meno si sarebbe immaginato, in una libreria.
+Capisco, il Meissonier lo avrà posto in mezzo alle sue commedie e a'
+suoi romanzi, rilegati alla foggia dei libri vecchi, _en reliures
+d'amateur_, come si chiamano qui. Ma tuttavia, Alessandro Dumas
+figlio, rappresentato in una libreria, lui che ha sempre studiato nel
+mondo, anzi nel mezzo mondo, _allons donc!_
+
+Quanto ai ritratti di donna, la pittura ad olio si spiega anche più
+facilmente. La fotografia non rende l'impasto della carne, e un abito
+scollacciato vuole la sua mostra di carne. Sappiate impastare le
+carni, dunque. Ci sono qui molti pittori che fanno assai bene le
+carni, specie le carni che hanno ricevuta la debita impiastricciatura
+di _cold cream_. Per contro, non ce ne sono due che sappiano fare il
+nudo. La grazia confonde la bellezza e per conseguenza anche la
+verità. Per amore della grazia, qui si dipingono le Veneri e le Ninfe
+con un fianco che sporge e l'altro che rientra; Veneri sciancate, a
+cui Paride non darebbe neanche una fetta del suo pomo. Ninfe zoppe,
+che nessun Fauno s'attenterebbe d'inseguire, per tema di vederle
+cadere troppo presto.
+
+Si notano anche le grandi composizioni; e un amico della verità non
+deve passare sotto silenzio la Salomè, la Sfinge, la Vestale, il Papa
+Formoso, il Carnefice moresco, l'eccidio di Corinto, l'Entrata di
+Maometto II in Costantinopoli. Hanno tutte la loro parte di buono, ma
+il quadro che vi trattenga e vi comandi l'ammirazione non c'è. I più
+ragguardevoli non sono quasi altro che effetti di colore; piacevoli o
+no, legittimi o meno, ma effetti di colore. Questa è la malattia degli
+artisti moderni in Francia, e la si vede anche meglio nei quadri di
+paese, dove la figura è secondaria e non richiede ombra di disegno, o
+manca affatto per deliberato proposito dell'artista che rammenta la
+massima di Teofilo Gautier: «_l'homme! ça gâte le paysage_». Si dicono
+veristi, ma in questi loro paesi, in queste loro marine, il vero non
+c'è; solamente l'effetto del vero, a chi si contenti di guardare in
+distanza, se è miope. I presbiti soli possono accostarsi; anzi la cosa
+è espressamente raccomandata.
+
+Il buono c'è, lo ripeto, e mi pare di averlo anche detto in principio;
+ma poichè l'ottimo è sparito, era questo per l'Italia il tempo di
+farne lei, presentando cinque o sei quadri, largamente concepiti,
+magistralmente eseguiti, come sanno fare certuni. Che cosa, infatti,
+non avremmo potuto sperare se ci fosse stato all'esposizione di Parigi
+bravamente condotto a olio, il _Galileo davanti al Sant'Uffizio_,
+composizione del Barabino, che si ammira a Genova, condotta a fresco,
+nella palazzina Celesia? un'altra _Cacciata del duca d'Atene_, opera
+dell'Ussi, che merita da per sè sola il viaggio di Firenze? o un altro
+_Barbarigo_, come quello che il Giannetti ha dipinto a Venezia, per la
+fondazione Querini Stampalia? _J'en passe et des meilleurs_, come dico
+Don Ruy Gomez de Silva.
+
+Come va questa faccenda che nessuno, o quasi, dei nostri grandi
+pittori di storia ha esposto nulla? Le colpe del governo le ho dette,
+e senza riguardi; ma ci sono anche le colpe degli artisti sullodati, e
+mostrerei di aver due pesi e due misure, se non calcassi anche su
+queste dopo averle accennate di volo nella lettera precedente. Quando
+si ha un nome nell'arte bisogna essere presenti a tutte le gare, a
+tutte le battaglie, se non a tutte le feste dell'arte. Non ci sono
+scuse che tengano; l'Italia non incorona i suoi migliori, perchè essi
+nelle occasioni solenni se ne rimangano a casa, o si coprano coi
+pretesti del tempo, che è loro mancato. _Noblesse oblige_. Però Enrico
+IV poteva scrivere al duca di Crillon, dopo una giornata campale:
+«_pends-toi, brave Crillon: on s'est battu et tu n'y étais pas_». Ma
+allora il Bearnese aveva vinto, e il rimprovero poteva farsi per
+celia; qui siamo nel caso contrario, ed io non fo celia, appioppo un
+rimprovero.
+
+È stata indolenza? è stata paura? A buon conto, i pochi buoni che
+hanno mandato anche poco, e non del loro meglio, non isfigurano qui.
+Si guardano con piacere il _Ripudio di Giuseppina_ del Pagliano e la
+_Ragione di Stato_ del Didioni, una medesima scena colta felicemente
+da due artisti in due momenti diversi. Sempre uguale alla sua fama
+l'Induno, di cui si osserva l'_Italia_ nel 1866, bella composizione
+fra il soldatesco e il campestre, già veduta e degnamente encomiata
+fra noi. È ammirato il Pasini colle sue scene di Costantinopoli e il
+Vertunni con le sue Piramidi, la sua Sfinge nel deserto e le sue
+Paludi pontine. Non cito il Michetti, pittore che mi dicono di vaglia,
+ma di cui non vedo che un quadro, la _Primavera_, trasparentissimo di
+colore, ma troppo bizzarro nel suo concetto allegorico. Lascio il De
+Nittis che meriterebbe gran lode per le sue brume londinesi e pel suo
+_Ritorno dal bosco di Boulogne_, ma che vive da lunga pezza a Parigi e
+a Londra, e non mi pare di scuola italiana. Il _Petit Journal_, in una
+sua esecuzione sommaria di tutti i pittori italiani, non manda salvi
+che il Pasini e il De Nittis, gabellandoli quasi per artisti francesi,
+smarriti, a quanto pare, nella sezione italiana.
+
+Quanto al Pasini, mi pare che l'Aristarco francese abbia torto. Il
+Pasini sarà stato lungamente a Parigi, com'egli afferma; cionondimeno
+si è conservato un artista italiano. Quanto al De Nittis, non c'è che
+dire, l'Aristarco francese ha ragione. E ripeterò con lui, quantunque
+di mala voglia, che le tele del De Nittis rialzano un pochettino
+l'esposizione italiana, non già la scuola italiana, «_car il est trop
+visible que l'Italie, qui a compté successivement tant d'écoles
+immortelles, n'en a plus une seule aujourd'hui_». E dedico queste
+linee, che non mi dà l'animo di voltare in lingua nostra, a quei
+valenti infingardi, che non si sono fatti vivi per l'onore dell'arte
+nazionale.
+
+Grazie alla loro mancanza, l'Italia è stata sconfitta. Da chi? _Vatt'a
+pesca chi t'ha dato_, sarebbe il caso di ripetere con un sonetto del
+Belli. Per me, credo che da tutti potevamo lasciarci battere, fuorchè
+dagli austriaci. E quando si pensa che tutto ciò è avvenuto per un
+pittore, per un solo pittore di più che hanno mostrato loro, e per uno
+di meno che abbiamo mostrato noi, si corre involontariamente col
+pensiero a Lissa e a Custoza. In fondo in fondo, è sempre andata così,
+tra paese e paese. Date ad una nazione due uomini, uno che sappia
+provvedere, ordinare, preparare, un altro che abbia molta fede in sè,
+e ne ispiri ne' suoi soldati altrettanta, ed una guerra è vinta, dieci
+o vent'anni di primato si ottengono. Il mondo, che giudica ogni cosa
+dall'esito, si contenta di queste prove fortunate; donde la
+conseguenza che un paese ha mestieri di questi uomini, e guai a lui
+quando questi uomini non ci sono, o si nascondono.
+
+Si consolino intanto i veristi d'_à peu près_. Nel paese che più
+d'ogni altro deve la sua fama pittorica ai veristi, essi hanno avuto
+la lode che meritano e probabilmente la sola che ambiscono. Cito
+ancora il famoso articolo del _Petit Journal_. «_Ce ne sont pas les
+ruines majestueuses de sa grandeur artistique d'autrefois que l'Italie
+nous invite à contempler; c'est un art tout battant neuf, un art à la
+mode, qui tient beaucoup du métier et qui a l'éclat tapageur d'une
+ville de parvenu. Est-ce à dire que..._ (seguono le citazioni) _ne
+soient pas des oeuvres agréables et amusantes à regarder avec leur
+papillotement de couleur et l'allure affectée de leurs personnages?
+Assurement non. Ces imitations de Fortuny tiendraient honorablement
+leur place dans tout exposition qui ne serait pas l'exposition
+italienne; mais on s'attriste de les voir, ou plutôt de ne voir
+qu'elles, dans les envois de la patrie de Raphaël, de Titien et de
+Veronèse_».
+
+Lascio i veristi _sullodati_, per non guastarmi più il sangue, e parlo
+ai giovani dell'avvenire. Si diano all'arte grande, se hanno cuore;
+studino il vero, senza dimenticare i sommi maestri e il modo in cui
+essi hanno saputo renderci il vero. Imitare per imitare, val meglio
+andare in traccia dei fulgidi esemplari, per cui l'Italia ha un nome e
+desta ancora tanta invidia nel mondo.
+
+E quind'innanzi facciamo come fo io, povero profano, che oramai,
+quando vorrò vedere dell'arte buona, sentire la scossa elettrica del
+sublime, se sarò a Firenze andrò a Pitti, o agli Uffizii, se sarò a
+Roma pellegrinerò apostolicamente fino ai Musei Vaticani, se sarò a
+Parigi come ora, domanderò ospitalità in casa nostra.... al Louvre.
+
+
+
+
+VIII.
+
+Il Louvre e le Tuileries.--Soluzione di continuità.--Storia
+eroicomica.--Una etimologia da lupi.--L'architettura del
+Risorgimento.--L'arte nostra al Louvre.--Regine, ministri, imperatori
+italiani.--Compre e rapine.
+
+
+Un cortile immenso, tre volte più lungo che largo, in cui potrebbero
+esercitarsi comodamente cinque seimila soldati, e in cui s'entra e da
+cui si esce, per tre arcate da una banda, verso il centro di Parigi,
+per tre arcate dall'altra, verso la Senna; in mezzo al cortile, ma
+verso le estremità, due boschetti tondeggianti da un lato, rinchiusi
+entro cancelli di ferro, e un arco di trionfo dall'altro, che, con
+tutta la sua mole, sembra un giocattolo di bambino sull'orlo di una
+tavola da pranzo; intorno a quest'area, due file di fabbricati di
+vario stile, fusi oramai nella tinta grigia del tempo, in parte
+abbelliti dalla giunta di nobilissimi porticati con terrazze
+sovrapposte e grand'uomini di marmo che incoronano le balaustrate, e
+qua e là interrotti armonicamente da certi padiglioni, le cui facciate
+sporgono in fuori un pochino e i tetti si spingono in su, oltre la
+linea normale, co' loro cappelli di piombo; finalmente, a lontano
+riscontro, sui due lati minori dell'immenso parallelogrammo, due
+palazzi di gran lunga più rilevati, più ornati e più nobili; uno
+severo nella sua venerabile antichità, ma vivo ancora e sano, l'altro
+più gaio di linee, più giovine all'aspetto, ma morto, col cranio
+scoperchiato e le occhiaie vuote; eccovi il Louvre con le Tuileries,
+che gli sono.... cioè, diciamo meglio, che gli erano appiccicate da
+prima.
+
+La soluzione di continuità rappresenta qui le tradizioni interrotte
+tra il passato monarchico della Francia e il suo presente
+repubblicano. In questi ultimi anni fu ricostrutto quel po' delle due
+ali che l'incendio della Comune aveva scamozzate; ma la saldatura tra
+le ali e il corpo delle Tuileries non è stata più fatta, quantunque
+governassero i Versagliesi, nè si farà certamente ora che accennano a
+voler governare i repubblicani conservatori. Si direbbe, al vedere
+così rispettata la sentenza di Erostrato, che la Francia abbia paura
+di rifare il nido alle aquile, o il covo alle vipere. Imperocchè
+dovete sapere, che alle Tuileries c'è stato un po' delle une e delle
+altre, senza contare gli animali di minor conto. E ciò sia detto per
+amore della metafora continuata, senza la menoma intenzione di far
+torto a chicchessia.
+
+Come palazzo regio, le Tuileries erano cosa moderna. Le aveva ideate
+Caterina de' Medici, che, dopo la morte disgraziata di suo marito in
+una giostra, non voleva più saperne del palazzo delle Tournelles, e
+non amava ancora abbastanza il vecchio Louvre, in cui si era ridotta.
+Enrico IV prosegui l'opera incominciata da Caterina, ma non volle
+uscire dal Louvre. Maria de' Medici, sua moglie, andò, lui morto, ad
+abitare nel Lussemburgo, fabbricato da lei sul gusto del palazzo
+Pitti, suo nido natale. Nè Luigi XIII, nè il suo figliuol putativo
+abitarono le Tuileries; solamente, e per poco, Luigi XV, fin tanto che
+rimase sotto tutela. In quei tempi, la Corte dimorava a Versailles.
+Alle Tuileries fu impiantata l'Accademia reale di musica; poscia la
+Commedia francese, e Voltaire ci fu incoronato d'alloro. Fu la
+rivoluzione (vedete stranezza) che allogò nelle Tuileries i re di
+Francia, con un decreto dell'Assemblea costituente. È vero bensì che
+l'intenzione non era di lasciarceli a lungo. Infatti, essa li mandò
+ben presto alla prigione del Temple e di là al patibolo, con una
+doppia sentenza, in cui sì punivano nei figli le malefatte dei padri.
+
+La Convenzione, diventata sovrana, andò lei ad alloggio nel palazzo
+destinato per burla all'ultimo dei Capeti. Colà il cittadino
+Chaumette, in un momento di georgica ispirazione, domandò che il bel
+giardino di Lenôtre fosse ridotto a coltivazione utile, piantato a
+ricino, a rabarbaro, ed altri medicinali, per uso degli infermi. Il
+rabarbaro non attecchì, e Robespierre potè in quel giardino salvato
+celebrare la sua festa idilliaca dell'Ente Supremo, in cui si degnò di
+proclamare l'immortalità dell'anima. Colgo l'occasione per dirvi che
+il giardino delle Tuileries è al di fuori del palazzo omonimo e non ha
+nulla a che fare con gli altri due accennati più sopra, piccole oasi
+moderne, con cui si è voluto correggere uno sconcio di prospettiva,
+entro la corte magna che si dilunga tra i due palazzi affrontati.
+
+Soltanto con Napoleone I le Tuileries incominciarono ad essere dimora
+stabile di monarchi. Seguirono, come sapete, due Borboni, un Orléans e
+un altro Napoleone: _après quoi on a tiré l'échelle_. Almeno, così
+dicono. E la reggia, abbruciata dai Comunisti, che poco mancò non
+incendiassero anche il Louvre, è stata conservata nella sua maestà di
+rovina solitaria. Essa non mi dispiace neanche così. È, dopo tutto, un
+brano di storia affumicata, che può servire ad ogni classe
+d'ignoranti. Gli uni guardano e temono; gli altri guardano e sperano;
+il tempo passa e canzona tutti quanti. Gran filosofo il tempo; assai
+più filosofo che galantuomo.
+
+Andiamo via e voltiamoci al Louvre; casa nostra, come ebbi l'onore di
+dirvi. Era anticamente una torre, e Filippo Augusto ci teneva chiuse
+con molta gelosia le sue carte, i suoi sparagni e i suoi prigionieri
+di Stato. Come e perchè si chiamasse Louvre un luogo per solito così
+poco aperto, non so. Nel latino dei notai si disse _Lupara_, e il
+Dizionario di Trévoux pretende che il nome derivi appunto da serraglio
+di lupi. Per un dizionario stampato nel secolo XVIII, con approvazione
+e privilegio del re, non c'è male; che ne dite?
+
+La torre di Filippo Augusto si moltiplicò in processo di tempo. Quando
+Carlo V ci venne ospite di Francesco I, il Louvre contava tredici
+torri, murate in cerchio, e coronate dalle loro banderuole di ferro.
+Si narra che, per la solenne occasione, Francesco I facesse indorare a
+nuovo le banderuole in discorso. Ma siccome non parve a lui che ciò
+bastasse ad abbellire la dimora dei re di Francia, pensò bene di
+abbattere ogni cosa e di far sorgere _ex novo_ un palazzo degno di lui
+e di madonna Diana di Poitiers, favorita di due generazioni, le cui
+iniziali e le lune falcate dello stemma dovevano poscia vedersi
+scolpite sulla fronte dell'edifizio, immaginate voi con che gusto di
+due legittime mogli.
+
+Il vecchio Louvre è un vero miracolo dell'arte del Risorgimento in
+Francia. Gli architetti erano Francesi; il gusto italiano. Francesco
+II fu il primo ad abitarvi con tutta la sua corte. Enrico IV edificò
+il braccio lungo Senna, per congiungere la sua reggia alle Tuileries
+edificate da Caterina de' Medici. Luigi XIII, Maria de' Medici, Anna
+d'Austria, condussero a compimento la corte quadrata e decorarono gli
+appartamenti. Luigi XIV non fu da meno di loro, quantunque non ci
+abitasse mai. Pel re Sole era quella una reggia borghese, troppo in
+mezzo alla bordaglia dei sudditi; e il re Sole edificava Versailles.
+
+Ma di questo più tardi. Debbo strigarmi dalla storia del Louvre,
+narrando che Luigi XIV destinò una parte del palazzo all'Accademia
+francese, a quella delle scienze, e ad altre consimili, magnificamente
+istituite da lui; un'altra parte alla stamperia reale, alla zecca
+delle medaglie, agli archivii e via discorrendo. Così ebbe principio
+la nuova vita del Louvre, non più dimora di re, ma santuario delle
+scienze e delle arti. La Rivoluzione compì l'opera; il Consolato e
+l'Impero l'arricchirono in modo straordinario. E si capisce;
+Napoleone, gran cacciatore d'uomini, ma altresì di quadri e statue al
+cospetto di Dio, doveva essere pel Louvre un provveditore eccellente.
+
+Tutta la roba nostra, o almeno un due terzi della roba nostra in
+materia di pittura, è qui dentro. Mettete insieme le gallerie Vaticane
+di Roma, Pitti e gli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Napoli e
+cinque o sei pinacoteche delle corti minori della penisola; tutti i
+capolavori nostrani, raccolti in questi santuarii del bello, non
+raggiungono la metà dei quadri italiani del Louvre. Se poi si lasci in
+disparte il numero e non si badi che al pregio maggiore o minore delle
+opere, la proporzione riesce ancora più notevole a vantaggio del
+grande museo parigino. Il quale, se possedesse ancora, come gli
+avvenne in un periodo di epiche ruberie, la _Trasfigurazione_ di
+Raffaello, la _Comunione_ del Domenichino, la _Madonna di San
+Gerolamo_ del Correggio, ed altri due o tre quadri consimili, sparsi
+ora nelle gallerie d'Europa, potrebbe vantarsi senz'altro di aver
+tutto il meglio delle scuole italiane.
+
+Certo, un sottile accorgimento ha presieduto, per molte generazioni di
+re e di ministri, all'incremento della sterminata raccolta. Ministri e
+re dovevano aver di continuo i loro segugi e bracchi in giro per le
+nostre città, a fiutare la selvaggina e _levarla_, dovunque ella
+fosse. Poi, due figlie dei Medici non andarono impunemente a sedersi
+sul trono di Francia, nè un Mazzarino sullo scanno di Richelieu. Tutti
+quegli Italiani portavano la loro arte con sè, vecchia e nuova, senza
+misericordia, senza carità per la patria. E tele rapite all'Italia, e
+tele dipinte in Francia da artisti chiamati dall'Italia, andarono di
+mano in mano arricchendo le collezioni del Louvre. _Lupara_; serraglio
+di lupi! Ma che lupi raffinati, Dio buono! E come fiutavano il genio!
+
+
+
+
+IX.
+
+Cortesia da padroni di casa.--La scuola francese.--Un viaggio a
+ritroso.--Le glorie italiane.--Monna Lisa.--Cristo e la Maddalena.--Le
+nozze di Cana.--Un saluto a Raffaello.--Il Correggio, Luca Giordano e
+il Panini.--Un capriccio del Rubens.
+
+
+Che i francesi sappiano essere, col più lieve sforzo di volontà, il
+popolo più cortese del mondo, è noto per lo meno fin dal giorno 11
+maggio del 1745, giorno della battaglia di Fontenoy e del famoso:
+«_messieurs les Anglais, tirez les premiers_.» Qui, negli appartamenti
+del Louvre, la cortesia francese non si è punto sbugiardata. I padroni
+fanno gli onori di casa; l'arte paesana è tutta nelle prime sale, con
+la manifesta intenzione di dare all'arte forastiera il luogo più
+nobile.
+
+I maligni potrebbero dire che i francesi fanno così, per non essere
+ammazzati da tanti capolavori. E i maligni stavolta avrebbero torto.
+Anche l'arte francese dei secoli andati e del principio di questo può
+vantare un discreto numero di grandi pittori, che non sfigurano in
+nessun luogo e davanti a nessun paragone di scuola. Cito il David,
+autore d'intendimenti classici, fors'anche in parte accademici, come
+nel _Leonida_ e nelle _Spose Sabine_, ma pieno del sentimento della
+natura, come nel parlante _ritratto di Pio VII_. Cito il Gros, pittore
+di battaglie napoleoniche, degno illustratore di quella nuova epopea
+militare; il Girodet, di cui amo l'_Endimione_ e il _Seppellimento di
+Atala_, due scene soavi, l'una del classicismo antico, l'altra del
+romanticismo moderno, sentite con una giustezza non comune da un
+pittore poeta, che tra romantici e classici intravedeva la pace
+futura, solo che gli uni buttassero via un po' del loro contegno
+sforzato e gli altri della loro stravaganza cercata. Giunto tardi per
+le guerre di scuola, mi commovo pochino pel famoso _Radeau de la
+Méduse_ di Géricault, che in cinquantanove anni d'esistenza ha avuto
+il torto di annerire maledettamente, come certi uomini hanno quello
+d'imbiancare, anche prima di questa età rispettabile. Ma torno ad
+intenerirmi per Boucher, Watteau, Fragonard, pittori delicatissimi,
+l'ultimo dei quali è anche notevole per un magnifico impasto di
+colori; saluto con memore affetto il Poussin e Claudio di Lorena,
+eccellenti ingegni scaldati al nostro sole, e mi fermo con rispetto
+davanti ai ritratti di Filippo di Champagne. Il migliore tra questi vi
+rappresenta il cardinale di Richelieu; di Ricciliù, come dicevano gli
+storici italiani del tempo.
+
+Lo Champagne è un pittore di quel Seicento, che fu così manierato in
+arte, così amico dei panneggiamenti spezzati e svolazzanti e delle
+posture acrobatiche; ma del Seicento non ritragge nulla, e lo si
+direbbe piuttosto un pittore di dugent'anni più addietro, se le foggie
+de' suoi modelli non tradissero l'età. Lo accusano di freddezza nella
+composizione, e in generale di poco movimento nelle figure. A me non
+sembra; ci vedo piuttosto una casta durezza, che non manca di
+attrattive. Dopo tutto, c'è l'espressione dei volti; e, in un
+ritratto, che cosa volete di più? Quegli uomini son cupi; quelle dame
+fanno violenza alle labbra, perchè non ne scatti il sorriso. Malgrado
+le vesti sfoggiate e i colori smaglianti, la nota allegra non balza
+fuori dal quadro. Ma pensate che sono re ed uomini di Stato, i quali
+non hanno mai detto il loro pensiero quando erano vivi, e non debbono
+dirlo adesso, quantunque la critica storica lo abbia posto in luce di
+mezzodì; dame e regine che non vogliono lasciarsi sfuggire il segreto
+di un caro nome, quantunque le cronache ne spiattellino all'occorrenza
+due e ne lasciano caritatevolmente sospettare fin quattro.
+
+I miei complimenti a Filippo di Champagne e passo oltre, chè il tempo
+è prezioso e la «via lunga ne sospigne» attraverso queste sale
+infinite, ornate con molta magnificenza, decorate di grandi nomi e
+tutte provvedute d'una storia. Le tristi e liete avventure di cinque o
+sei regni, intorno a cui si è esercitata la vena di tanti romanzieri,
+ebbero qui la loro scena stabile. Non troverete più le porticine
+segrete per cui passavano i La Mole, o i Buckingam, nè le cateratte
+per cui scendevano sotterra i letti reali, ad aiutare le sostituzioni
+di principe; ma vi è lecito di credere che il secolo prosaico ha
+turate le fessure e ragguagliate le pareti, o che i congegni hanno
+fatto la ruggine, o che i romanzieri le hanno sballate grosse, intorno
+a questi pavimenti di legno levigato, a queste pareti, oggi tappezzate
+di quadri d'ogni forma e misura.
+
+Amate sperimentare la forza delle vostre gambe? Non occorre che
+andiate a piedi da Parigi a Versailles; fate semplicemente il giro
+degli appartamenti del Louvre, dimenticando anche le sale delle
+armature, delle miniature, dei cartoni e degli arazzi, che fanno già
+di per sè stesse la metà del palazzo, e contentandovi di quelle
+destinate ai quadri, ora andando oltre, ora trattenendovi, all'uopo
+ritornando indietro, sempre sulle ali, sempre in sospeso, per dare una
+voltata a destra, ed una a sinistra, secondo i casi e i desiderii
+improvvisi. Vedete qua e siete per contemplare un Leonardo, ma con la
+coda dell'occhio avete intravveduto un Correggio che vi domanda la
+priorità. Un Dolci vi chiama; un Sassoferrato vi attira. E poi, che
+serve? Navigate nel mare delle Sirene, sempre in mezzo ai Vinci, agli
+Allegri, ai Raffaelli, ai Tiziani, ai Veronesi, ai Tintoretti, ai
+Domenichini, ai Guercini, ai Caravaggi, ai Tiepoli, ai Giorgioni, ai
+Bordoni, ai Pordenoni, ai Caracci, ai Salvator Rosa, ai Giordani, ai
+Reni, che ve le fiaccano, le reni, e vi riducono peggio di quel
+_Cristo flagellato_ del Vecellio, che trova tanti copisti al Louvre,
+degni la più parte di buscarle loro, quelle sonore frustate.
+
+Che dirvi dei Perugini, dei Sebastiani del Piombo, degli Antonelli da
+Messina, dei Mantegna e d'altri della pleiade minore, che qui tuttavia
+ci hanno il loro meglio e fanno perciò una eccellente figura? Dio mi
+perdoni, ma qui, davanti ad una pensosa figura di Leonardo da Vinci e
+accanto a certe scene di ninfe e amorini dell'Albani, ho contemplato
+lungamente una _Annunziata_, indovinate di chi? del Vasari. Mi sono
+rappattumato qui con messer Giorgio degnissimo, il quale mi aveva
+seccato un pochino a Firenze, colle sue pitture murali nella sala dei
+Cinquecento.
+
+Valorosi artisti d'Italia, come siete ammirati! E come intendo qui
+facilmente il bene e il male che avete fatto al vostro paese! Il bene
+con coscienza, il male senza volontà. Pervenuti con voi a tanta
+eccellenza nell'arte, siamo stati pregiati solamente per questa, e noi
+medesimi per lunga pezza non abbiamo avuto altra gloria. Fu male; ma
+la gloria era grande, e ciò serva di scusa. In questo campo abbiamo
+vinto davvero e per cinque secoli alla fila, col fare largo delle
+nostre composizioni, la correttezza del nostro disegno, la sicura
+audacia dei nostri scorci, la potenza dei nostri effetti di luce, il
+vigore e la pienezza dei nostri colori immortali. Tutti si chiedono
+anche oggi come facciano a durare certi bianchi e certi incarnati di
+dugent'anni addietro, come non abbiano certe tinte a rinforzare, certe
+altre a smarrirsi, mentre i quadri di cinquant'anni fa prendono il
+nero come le pipe, il giallo del burro stantìo.
+
+E l'espressione dei volti! Ho citato Leonardo da Vinci, e torno a lui
+per quella stupenda _Monna Lisa del Giocondo_, il cui colore,
+leggermente scaduto tra il grigio e il violetto, fece dire a Teofilo
+Gautier che quella deliziosa armonia violacea, quella tonalità
+astratta, è il vero colorito dell'ideale. Bisogna vedere, anche dopo
+aver saputo che Leonardo spese quattro anni a dipingere il suo quadro,
+bisogna vedere il sorriso di quelle labbra e di quegli occhi! Bocca
+chiusa, occhi tranquilli pure, gli uni e l'altra sorridono. Quella di
+Monna Lisa è una gioia composta, matronale, profonda. Mi pare che
+dovrebbe sorridere così la mia patria, se fosse qui, persona viva, in
+mezzo a tante sue glorie.
+
+Badate, l'anima c'è, in tutte queste migliaia di tele; perchè dunque
+non avrebbero esse la coscienza di ciò che valgono e dell'onore che
+fanno? Il Cristo del Tiziano, che ho già citato una volta, dimentica
+perfino di grondar sangue e di avere una corona di spine, per
+lasciarvi capire che il suo autore era ben degno di farsi raccattare i
+pennelli da un imperatore. Ce n'è uno di Paolo Veronese, che si lascia
+rasciugare i piedi nei capegli biondi della più bella creatura di
+Venezia, e trova il momento per dare un'occhiata agli spettatori
+ammirati. Hanno un bel dire gli apostoli, che la cosa non va; il
+Nazareno sorride, pensando che la Maddalena fa bene e Paolo Veronese
+fa meglio.
+
+A proposito di Paolo Veronese, guardate quella vastissima
+composizione, che va sotto il nome delle _Nozze di Cana_. Non ignorate
+che l'artista ci ha ficcato dentro tutti i personaggi più celebri del
+tempo suo, Vittoria Colonna e suo marito il marchese di Pescara,
+Francesco I, Eleonora d'Austria, Maria d'Inghilterra, Carlo V,
+Solimano I, tutti in compagnia di Gesù Cristo al banchetto di Cana, a
+cui pare s'invitassero anche i migliori artisti di Venezia, poichè ci
+si vede lui, l'autore, insieme col Tiziano, il Tintoretto, il Bassano,
+intenti a rallegrare il pranzo con un concertino di viole, di
+violoncello e di flauto. Tutti i potenti d'Europa son là; par di
+vedere un Congresso, alla fine dei suoi lavori. Si sono firmati i
+protocolli; ora si mangia, si beve e si fa un brindisi alla grandezza
+d'Italia. Vi prego a credere che non è il Congresso di Berlino.
+
+Raffaello sublime, quali parole troverò adesso, che sieno degne di te?
+Fui ospite reverente, in ritardo di tre secoli, nella casa della tua
+donna, e sulla fede della scritta «_Raphaeli Sanctio quae claruit
+dilecta hic fertur incoluisse_» ho passato colà le mie notti più liete
+di sognatore ad occhi aperti. Nel Pantheon mi sono amaramente doluto
+di vedere la tua sepoltura e di pensare le tue ossa esposte alle
+periodiche inondazioni del fiume; imperocchè quelle ossa mi parvero
+degne di star sigillate in una custodia d'oro, collocate sugli altari,
+come ciò che avanza delle spoglie mortali d'un Dio. Sarà idolatria; ma
+senza idolatria non c'è amore. E come non idolatrarti, o divino,
+quando, correndo l'Europa, tra gente che non ci ama, vediamo da per
+tutto il tuo nome e la tua mano che ci accompagnano, come lo spirito e
+la mano di un altro Raffaello accompagnarono sulle sponde del Tigri il
+figliuol di Tobia?
+
+Il Louvre ha molti quadri del Sanzio; parecchi ritratti, un _Arcangelo
+Michele_, una _Sacra famiglia_, che è la più reputata di tutte, e
+quella _Bella Giardiniera_, che sarebbe, senza la _Trasfigurazione_,
+il superlativo dell'arte. In che consiste la grandezza di Raffaello,
+che traluce da tutti questi dipinti? Coloritori efficaci come lui, a
+Venezia; disegnatori, corretti come lui, a Roma; compositori arditi
+come lui, a Bologna. Ma egli adunò in sè tutti i pregi, che si
+ammirano sparsi negli altri; ingegno veramente complesso, cavaliero
+armato di tutto punto, artista così compiuto nei concepimenti e nelle
+grazie del pennello, come fu uomo compiuto, negli splendori della
+vita, nella nobiltà del pensiero, nella soavità dell'affetto, nella
+gloriosa precocità della morte.
+
+Ripigliamo terra, che c'è da correre. Non guardo più nulla; nè
+l'Allegri, che sostiene con due quadri, l'_Antiope_ e una _Madonna_,
+il suo gran nome delle gallerie di Dresda e di Parma; nè Luca
+Giordano, che rammenta qui in piccolo spazio di tela i pregi singolari
+del suo affresco del palazzo Riccardi a Firenze; nè il Panini, men
+noto, ma elegantissimo pittore delle moltitudini in festa, le cui
+ricche composizioni mi avevano già colpito nel Museo nazionale di
+Napoli. Debbo andar oltre, per contemplare tra gli spagnuoli
+l'_Assunta_ di Esteban Murillo, una volata nell'ideale, una volata, di
+cui l'artista non ha mai più raggiunta l'altezza. Ci sono altri quadri
+del Murillo, bellissimi, stupendi; ma, dopo aver vista l'_Assunta_, si
+capisce che sono opere d'un grande ingegno, il quale si contenta di
+volare a mezz'aria.
+
+E dove lascio il Rubens, che, in venti e più quadri di gran mole,
+racconta col pennello la vita e i miracoli di Maria de' Medici? La
+vedova di Enrico IV può esser grata al capo della scuola fiamminga. In
+quelle composizioni ardite e felici, tirate giù alla brava, l'ingegno
+è buttato a piene mani. È un'epopea, quella _Vita di Maria de'
+Medici_, epopea diplomatica, ufficiale quanto si vuole, ma sempre
+epopea.
+
+Del Rubens mi ha trattenuto lungamente un quadretto, la _Kermesse_.
+Non è che una festa di villaggio; ma non ricorda punto la maniera di
+Teniers. Anche qui è il magnifico Rubens, e in questa ridda di
+bevitori si vede il capriccio immortale d'un grande. Si penserebbe ad
+Omero, che ha fatto lo scherzo della Batracomiomachia, dopo la solenne
+fatica dell'Iliade, se non si ricordasse, pur troppo, che il paragone
+non regge più. Infatti, la critica moderna non ammette che l'autore
+d'uno di quei poemi possa essere l'autore dell'altro, ed è giunta a
+tale di erudita sfrontatezza, da negare perfino l'esistenza di Omero.
+
+Critica scellerata!
+
+
+
+
+X.
+
+Greci e Romani.--Norme dell'arte eterna.--Policleto e
+Leonardo.--Variazioni e correzioni.--_Chassez le naturel..._--Scoltura
+antica.--Restauri intelligenti.--La contessa di Tripoli e la Venere di
+Milo.--Ci siamo.
+
+
+«_Qui nous délivrera des Grecs et des Romains?_» Un bel verso, non c'è
+che dire, ed una bella scappata di malumore. Ma chi ci libererà adesso
+da tutti i mediocri della critica, che da un pezzo in qua non sanno
+dir altro? No, riveritissimi e colendissimi (i superlativi contano qui
+come nella sopraccarta delle lettere); no, osservandissimi e
+prestantissimi signori; nè greci nè romani saranno banditi da casa
+nostra, per compiacere a voi altri, che non li vedete di buon occhio,
+_et pour cause_. Sappiate che questi greci e questi romani sono
+cerusici coi fiocchi, e che in Italia, ad ogni tanto, fanno qualche
+cura maravigliosa, pigliando i poverelli sull'orlo della fossa e
+rimettendoli in gambe. Se non le raddrizzano ai cani, mettete pure che
+ciò non sia tra i possibili, avendo la natura voluto così, e pei cani
+e pei critici.
+
+Latini e Greci, babbi e nonni per noi, hanno dato al mondo l'esempio
+di un'arte viva e gagliarda, tutta umana nella sua purezza, tutta
+elegante e serena nella sua gravità. Niente di oscuro, di perplesso, o
+di vago, nei contorni di quella schietta ma non servile imitazione del
+vero; tutto ha un corpo e una bellezza ideale, in quel naturalismo
+felice che chiamava gli dei in terra e innalzava gli uomini in cielo.
+
+Queste cose ch'io dico, e le molte che taccio, si fanno meglio palesi
+in due forme dell'arte antica, nella scoltura e nella architettura. Il
+marmo non ha mollezze nè abbandoni; può concedersi alle curve,
+graziose nella loro medesima sicurezza, ma si nega recisamente alle
+cascaggini, alle titubanze, ai galleggiamenti nel vuoto. La colonna,
+imitazione dell'albero, ha da star ritta, per esser salda; vuole la
+sua misura secondo un rapporto geometrico, la sua base, il suo
+capitello, il suo abaco. La statua deriva le sue proporzioni dal vero,
+ma dal vero che ammirate, non da quello che vi ripugna e vi offende.
+Policleto e Leonardo da Vinci, questi due grandi canonisti della forma
+umana, s'accordano senza conoscersi, alla distanza di ventitrè secoli.
+Proporzione, ordine, chiarezza, armonia, natura, bellezza, ecco di che
+elementi è nata, si è nutrita, e vivaddio si sostiene, l'arte greca e
+latina. Cercate nuove forme? Non troverete altro che le varianti, e le
+corruzioni di quella. I vostri Arabi, così gentili ricamatori della
+parete, così scaltri mascheratori dell'arco, derivano dai Bizantini; i
+vostri Gotici, amici del sesto acuto, che fa risparmiare la fatica
+delle cèntine sapientemente girate in aria, ingegnosi dissimulatori
+dei contrafforti e dei puntelli che tengono ritte le loro cattedrali,
+hanno l'arte di seconda mano dai Lombardi, scaduti e poveri, ma dopo
+tutto familiari copisti dello stile latino.
+
+Riveriti signori, con tutto quel che segue, sapete a memoria un bel
+verso; per fare il paio, imparate quest'altro: «_Chassez le naturel,
+il revient au galop._» Il che significa in lingua nostra, che avrete
+un bel liberarvi dai Greci e dai Romani; li caccerete dalla porta,
+rientreranno dalla finestra, o dal tetto. Non c'è natura, nè bellezza,
+ove non sia traccia di loro; l'espressione del bello eterno, venendo a
+noi, è passata per essi; ne fa fede la storia della civiltà; chi
+sostiene il contrario ha dato il cervello a pigione.
+
+Io li ho veduti anche al Louvre, e li ho salutati con tutta
+l'effusione dell'anima, i miei Greci e i miei Romani. Parigi, anzichè
+liberarsene, aveva tentato di accrescerne il numero; tanto che, dopo
+le vittorie napoleoniche in Italia, la lista delle statue e dei
+bassorilievi segnava cento e diciassette capi di più. Nel 1815 tutta
+questa roba fu restituita ai legittimi proprietarii. Ma guardate quel
+che rimane; sono ancora migliaia di statue, centinaia di capolavori,
+quasi tutti levati da Roma, in trecent'anni di scorrerie, di tributi e
+d'acquisti. Curioso a vedere come il Mazzarino e il suo re si
+contentassero di rottami, scavati in Roma e offerti ai loro incaricati
+laggiù; ma più curioso e veramente lodevole il modo in cui furono
+restaurati quegli avanzi, spesso informi come l'Ajace, che si fa
+chiamare Pasquino su d'una piazza dell'eterna città.
+
+Leggete infatti, a' piedi d'una Giunone, _restaurée en Providenze_:
+«moderni, il naso e la bocca, il collo e le ciocche dei capegli, le
+due braccia e i due piedi.» E sotto una donna velata, restaurata in
+Giunone: «la testa antica, appiccicata, non dovette appartenere alla
+statua, essendo di un marmo diverso.» Sotto una Cerere: «sono moderni,
+la testa col velo, il braccio destro, la mano sinistra, ecc.» Sotto un
+Apollo citaredo: «testa antica, ma non appartenente alla statua, ed
+evidentemente di donna. Il naso, il mento, il collo, le braccia, le
+gambe, i piedi, la lira e il termine, sono moderni.» E via di questo
+passo coi restauri, per molte e molte altre statue, tra le quali
+l'Oratore romano, rappresentato nell'atteggiamento di Mercurio, opera
+di _Cleomene, figlio di Cleomene, Ateniese_, come dice la leggenda
+scolpita in caratteri greci dell'ultimo secolo avanti Cristo; la
+famosa Diana di Gabio; l'altra non meno famosa di Versaglia (ritrovata
+a Roma, intendiamoci); la Pallade di Velletri, colossale, e lo
+stupendo Giasone, che si allaccia i sandali, somigliantissimo al
+Gladiatore Borghese, e trovato a Roma, nel teatro di Marcello.
+Quest'ultimo, per esempio, è di marmo pentelico; la testa è di
+grechetto, ma antica.
+
+Bisogna esser grati ai francesi di questa diligenza, mercè la quale
+ogni statua fa la sua buona figura. Nè tutto è restauro, badate; ci
+sono in buon dato le statue intiere e i monumenti pressochè intatti.
+Per questo rispetto, Parigi non gareggia con Roma, nè con Napoli; ma
+può venir terza facilmente; ed è già un bel posto il suo, quando si
+pensi che quasi tutti i monumenti, statue, bassorilievi, sarcofaghi,
+candelabri ed altri cimelii preziosissimi del museo del Louvre,
+provengono d'oltr'Alpi. Quasi tutte le città gallo-romane della
+Francia hanno voluto avere i loro musei particolari, in cui esporre i
+frutti degli scavi fatti sul luogo. È questo forse l'unico caso in cui
+Parigi non si mostri usurpatrice del diritto delle provincie, o, per
+dir meglio, sostenitrice accanita di quella legge d'accentramento, da
+cui ha derivata la maggior parte della sua stessa importanza.
+
+Tra le rarità del museo, vuol esser notato il quadrante solare di
+Gabio, su cui sono scolpite in cerchio le teste dei dodici Dei
+maggiori, colla giunta di un tredicesimo, piccolino, paffutello e
+sorridente, che apparisce tra Venere e Marte, e sembra collegarli in
+un abbraccio filiale. Avete indovinato che quel birichino è Cupido,
+che fa rima con _infido_, come sanno i vecchi e gli esperti. Degno di
+molta attenzione il planisferio greco egiziano, detto del Bianchini,
+dal nome del suo primo illustratore. Curiose le tavole di marmo, su
+cui si leggono scolpiti i nomi di tutti i cittadini ateniesi morti
+presso il nemico, nella 84.^a olimpiade; e quell'altra che reca incisa
+con eleganza mirabile una legge civile di Atene, e che i discendenti
+di Costantino avevano ridotta ad abaco di capitello, come si rileva
+dalle croci greche, scolpite rozzamente sui lati. Non si può passare
+indifferenti a' piedi di una Pudicizia, statua di donna tutta chiusa
+nella sua _rica_, che somiglia grandemente alla sua omonima dello
+scalone del museo Capitolino. Bisogna fermarsi davanti ad un Marte,
+che va eziandio sotto il nome di Achille, e non si può negare un
+tributo d'ammirazione a due o tre busti d'Antinoo, forse i migliori
+che si conoscano di questo bellissimo favorito dell'imperatore
+Adriano. Spero che avrete notato, passando, quel Giove colossale,
+lavorato con molta finitezza, ma ridotto poco degnamente ad Erme,
+perchè mancante lui delle parti inferiori, e mancanti gli artisti
+moderni del coraggio bisognevole per restaurarlo sul serio. Non
+badate, ve ne prego, a tutte quelle Veneri, che arieggiano il tipo
+conosciutissimo della Venere di Gnido, ma sono lontane dal poter
+rivaleggiare colla Medicea di Firenze e colla Capitolina di Roma. In
+materia di Veneri, io non conosco ora, non vo' veder altro che quella
+di Milo. M'è parso d'intravvederla, in fondo ad un androne. Sicuro è
+lei, proprio lei; la riconosco all'atteggiamento imperioso e alla
+mancanza delle braccia. Compatite la mia debolezza, sono innamorato
+cotto di quella bella monchina. L'amavo prima di conoscerla, come
+Goffredo Rudel amava la contessa di Tripoli; l'amavo sulla fede di ciò
+che ne aveva scritto il visconte di Marcellus, che andò a farle visita
+nella sua isola, entro la stalla del villano Jorgos; l'amavo per le
+forme di gesso, che ne portavano attorno i lucchesi. Nel 1871, quando
+corse la voce che i petrolieri della Comune avessero appiccato il
+fuoco al Louvre, il mio primo pensiero fu per quella bella
+prigioniera: non ebbi pace se non quando si riseppe che il Louvre era
+illeso dalle fiamme, e che del resto la divina immagine stava in
+sicuro da un pezzo, avendola i conservatori del museo calata in un
+sotterraneo, al riparo dalle granate e dalle bombe prussiane. Debbo
+confessarvi proprio ogni cosa? Un po' per far come gli altri ero
+venuto a Parigi, ma molto (l'avevo lasciato nella penna, per non
+parervi matto alle prime) molto per veder da vicino questa contessa di
+Tripoli.... cioè, no, volevo dire questa duchessa, principessa,
+regina, meraviglia di Milo e del mondo.
+
+Studiamo il passo, se non vi rincresce, ed entriamo nel sacrario. La
+dea è là, nel mezzo della sala, su d'un piedistallo di granito;
+intorno al piedistallo è un cancellino di ferro, e intorno a questo si
+affollano, si stringono, si pigiano centinaia di Mozambicchi.
+Mozambicchi! che vuol dir ciò? Non vi scandolezzate; è il nome che
+Parigi ha superbamente appioppato ai suoi provinciali, venuti coi
+treni di piacere a vedere l'Esposizione, ed anche un pochettino ai
+forastieri che invadono i suoi caffè, i suoi marciapiedi, i suoi
+teatri, le sue trattorie, non lasciando aver pace ai Sibariti della
+Senna. Cari, quei Mozambicchi! Ci stiano pure, facciano siepe intorno
+al cancello; amano quello che io amo, e non mi posso dolere. Se
+madonna fosse viva, sarei geloso, non ho vergogna a confessarlo; ma è
+di marmo, e di marmo corallitico, che va annoverato tra i più duri
+della creazione, e, come son certo che non me la possono rubare, così
+mi sostiene il pensiero che essa non farà l'occhiolino a nessuno. Del
+resto, ad un per uno se ne andranno di lì, e, appena mi riuscirà di
+ficcarmi là dentro, di aggrapparmi alla ringhiera, vedremo.
+
+Lavoro di gomiti e giungo alle spalle di una giovine coppia. Sono di
+sicuro due sposi novelli; lo dice quel tenersi a braccetto con tanta
+mollezza confidente; lo dice la loro gioventù; la loro snellezza, e
+quel pallore di giglio che tinge la guancia della signora, da me
+veduta in isbieco. Stanno un tratto silenziosi a guardare; poi la
+signora arriccia il naso, dà una stretta al braccio dello sposo, e con
+accento strascicato dalla noia gli dice:
+
+--Non è che questo? (_n'est-ce que ça?_)
+
+Sposina delle mie viscere, come capisco ora i parigini! Sì, è vero, ci
+sono dei Mozambicchi a Parigi, ce ne son troppi, e voi siete la regina
+della tribù.
+
+Che cosa abbia risposto il _cacico_ alla sua giovine metà, non
+rammento; forse non ci ho badato. So che la giovine coppia se ne andò
+e che io mi ficcai dentro, guadagnando venti centimetri di ringhiera.
+Intorno a me si era fatto un gran vuoto ed un grande silenzio; non
+c'erano più Mozambicchi, nè Mozambicche. Non potevo muovermi, è vero;
+ma di questo non occorreva dar cagione alla folla. Anch'io ero di
+sasso, o, se vi piace meglio, di stucco.
+
+
+
+
+XI.
+
+Inno a Venere.--Un po' di storia.--L'editto di Teodosio.--Senza
+braccia--Il nome dell'autore.--Induzioni ragionevoli.--Ho detto la
+mia.--Una massima di Lisippo.--Imperatori romani.--Messalina.... col
+bambino.
+
+
+Come una statua monca, e rotta per di più in cinque o sei pezzi, abbia
+potuto infiammare la fantasia, non solamente a me, che son l'ultimo
+degli ultimi, ma a parecchie generazioni di poeti e di dotti, di
+orecchianti e di orecchiuti, è cosa veramente degna di nota, ed anche
+un pochino di studio.
+
+È giovata a questa Venere la storia del suo ritrovamento; poi la
+controversia lunghissima, e non ancora finita, intorno al vero suo
+essere; da ultimo, e più di tutto, il carattere singolare della sua
+bellezza. Come vedete, c'è qui l'embrione d'un panegirico, diviso in
+tre punti, secondo le buone regole della sacra eloquenza. Adottiamo
+quest'ordine prestabilito, che si conviene alla divinità del soggetto,
+e aiuterà in pari tempo a chetare i bollori della nostra ammirazione.
+Ecco la storia.
+
+L'isoletta di Melos, oggi di Milo, è una delle Cicladi, ossia
+dell'Arcipelago greco. Aveva, _in illo tempore_, su d'una collina
+davanti all'ingresso della rada, un colmo di case, che parve un
+villaggio a Tucidide, ma che divenne una città bella e buona, con
+tanto di teatro, come attesta Diodoro Siculo e come le sue rovine
+dimostrano. Oggi la città è tornata un villaggio, e dicesi Castro.
+
+Lassù, nel febbraio del 1820, presso alcune grotte sepolcrali sotto la
+cinta delle vecchie mura di Melos, un povero contadino, a nome Jorgos,
+stava lavorando di zappa intorno ad un vecchio ceppo d'albero, che
+voleva sradicare da un ciglione di terra. Ai colpi del contadino, il
+ceppo, scambio di balzar fuori, si affonda in una buca. Jorgos, senza
+volerlo, ha scoperto un ipogèo, una specie di grotta quadrata, larga
+da quattro a cinque metri e profonda altrettanto, rivestita
+d'intonaco, non senza indizii di quadrature policrome. Da buon greco
+moderno, che conosce il pregio di simili incontri, Jorgos discende nel
+sotterraneo, e trova, mezzo affondate nel terriccio, parecchie erme di
+Dei, come un Mercurio, un Bacco indiano, e finalmente il torso d'una
+Venere, mancante delle braccia e di tutta la parte inferiore,
+dall'anca in giù. Lavora indefessamente e trova il resto della statua,
+fino al plinto, insieme con rottami di braccia e di mani, di zoccoli,
+d'iscrizioni e via discorrendo. Da quegli avanzi non c'è modo di
+ricomporre le braccia della Dea. Ci sono, per esempio, tre mani; ma
+quali sono veramente le due che le convengono? Jorgos non sta a
+beccarsi il cervello; ha il grosso della statua, e questo gli basta
+per capire che egli tiene in poter suo un capolavoro dell'arte antica
+e che potrà cavarne un bel gruzzolo di piastre.
+
+Quella Venere, evidentemente, era stata calata entro la buca da
+qualche divoto, ai tempi in cui prevaleva la religione ufficiale di
+Costantino, e forse qualche anno dopo il famoso editto di Teodosio,
+quando i vescovi andavano attorno, armati del braccio secolare, ad
+abbattere i simulacri, a diroccare i templi della vecchia religione
+pagana. È noto che la più parte delle antiche statue furono conservate
+alla posterità con questi inganni pietosi; tra l'altre la Venere
+Capitolina e l'Ercole Mastai.
+
+Fatta la scoperta di Milo, il signor Brest, agente consolare della
+Francia in quell'isola, ne avvisò prontamente il suo ambasciatore a
+Costantinopoli, che spedì a Milo un suo segretario, il visconte di
+Marcellus. Nel frattempo, aveva toccato a Milo la _Chevrette_, su cui
+era imbarcato un giovine uffiziale, il Dumont d'Urville, che vide la
+Venere, e l'avrebbe comperata per milledugento lire, se il comandante
+della corvetta non gli avesse dimostrata l'impossibilità di prendere
+quel sopraccarico a bordo. Giunto il Marcellus colla nave dello Stato
+l'_Estafette_, trovò che appunto allora la Venere era stata venduta
+per quattromila lire ad un frate. Come, ad un frate? Sicuro, al P.
+Economos, che, accusato di malversazioni a' suoi superiori, e chiamato
+a Costantinopoli per render conti, voleva con quel donativo ottenere
+la protezione di un Nicolaki Morusi, dragomanno dell'Arsenale. Si
+oppose a quel contratto il Marcellus presso i primati dell'isola, e,
+quantunque la statua fosse già stata imbarcata su d'un brigantino
+greco sotto carica per Costantinopoli, ottenne di farla trasbordare
+sull'_Estafette_, pagandola seimila lire al contadino, in nome del suo
+ambasciatore, il marchese di Rivière. Dispiacque la cosa al Morusi,
+cui il frate era andato a lagnarsi; i primati di Milo furono presi,
+bastonati senza misericordia e condannati a pagare una multa di
+settemila piastre. Li rimborsò il generoso signor di Rivière; ottenne
+che il governo turco facesse delle scuse; ma le bastonate nessuno potè
+più levarle ai poveri anziani dell'isola.
+
+La Venere di Milo giunse a Costantinopoli il 24 di ottobre. Vederla e
+desiderare di trovare le braccia mancanti, fu un punto solo pel
+marchese di Rivière. Ma le ricerche riuscirono infruttuose, quantunque
+andasse egli in persona. Certe estremità, rinvenute nell'ipogèo, o
+poco lunge di là, non offrivano la medesima bontà di lavoro; altre,
+come ho già detto, ridotte a pochi frammenti, non si prestavano ad un
+restauro neanche approssimativo. C'era quel pezzo di mano col pomo,
+che poteva far credere ad una Venere vincitrice del giudizio di
+Paride; ma, senza contare la nessuna certezza che fra tre mani
+rinvenute nell'ipogèo, quella del pomo fosse proprio da attribuirsi
+alla statua, parve che con questa faccenda del pomo non si accordasse
+troppo il ritrovamento contemporaneo d'un pezzo di zoccolo, o plinto
+che si voglia dire, la cui frattura combaciava col plinto della
+Venere, e la prolungava in modo da far supporre la presenza di una
+seconda statua, più piccola, e non certamente di proporzioni
+corrispondenti alla prima. Sul piano di quel frammento vedevasi
+appunto una incavatura, adatta a ricevere il piede della statua
+minore; sull'orlo, poi, si leggeva una iscrizione, che, supplita di
+tre lettere in ognuno de' due capiversi, diceva così:--_Agesandro,
+figlio di Menide,--d'Antiochia sul Meandro,--fece_.
+
+Il ritrovamento di questo zoccolo, a cui non si pose troppa attenzione
+da principio, guasta le uova nel paniere a coloro che pretendono la
+Venere di Milo essere stata accompagnata ad un Marte, come si vede in
+parecchi gruppi dell'antichità. Quello zoccolo non presenta la
+larghezza necessaria a sostenere un Marte. Inoltre, esso è alquanto
+più alto del plinto su cui poggia la Venere; il qual plinto,
+precisamente sotto il piè sinistro della Dea, s'innalza un pochettino
+anch'esso, come per accompagnarsi a quell'altro. C'era proprio bisogno
+di alzare la base, per collocarvi il dio della guerra, già
+naturalmente più alto della sua pretesa compagna?
+
+Ma allora? che cosa ci poteva stare su quello zoccolo di giunta? O un
+cippo, un'erme, come si ha in un esemplare d'Afrodite, conservato nel
+Museo britannico; oppure.... oppure quell'unico tra gli Dei che, oltre
+l'avere una stretta relazione con Venere, ha la statura più piccola e
+fa intendere e rende naturalissimo quel rialzamento di base. È un'idea
+mia, nata da un pezzo, fortificata da una visita al Museo nazionale di
+Napoli, diventata certezza davanti a quel frammento di base, o, per
+dire più esattamente, al disegno che ne ha fatto nel 1821 il signor
+Debay.
+
+Andate nel Museo Nazionale di Napoli e vedrete laggiù la Venere
+Vincitrice, così detta di Capua. È nel medesimo atteggiamento della
+Venere di Milo; gli occhi a mezz'aria, il piede sinistro su d'un
+elmetto posato a terra; il braccio sinistro levato, per sostenere una
+lancia; il destro abbassato, coll'indice teso in atto di comando.
+Davanti a lei, e molto accosto è Cupido, coll'ali dimesse; nella mano
+sinistra tien l'arco, e nella destra una freccia, che offre riverente
+alla madre. Guardate al Louvre la Venere di Milo. L'elmo sotto i piedi
+non c'è; ma di queste varianti d'esecuzione son molti gli esempi.
+Abbiamo per contro l'assoluta somiglianza nei rispettivi atteggiamenti
+degli omeri, indizio certo di una identica azione delle braccia. Se a
+questo aggiungete il resto di base, la cui frattura perfettamente
+combacia col plinto, mentre il piccolo spazio del suo piano e
+l'incavatura nel mezzo paiono fatti a posta per dar luogo ad una
+figura d'adolescente, in grande dimestichezza colla Dea, non avrete
+più modo di dubitare. La Venere di Capua ha una sorella; sorella
+maggiore, mi affretto a confessarlo. Quanto alla storiella della
+Vittoria, sul fare di quella in bronzo del Museo di Brescia, non è più
+il caso di parlarne. La Venere di Milo non può essere una Vittoria,
+più di quello che lo sia la Vittoria di Brescia, che è una Venere
+anche lei, alla quale un bel giorno, probabilmente sotto Vespasiano,
+fondatore del tempio in cui essa è stata rinvenuta, furono aggiunte le
+ali e lo scudo. La posteriorità della raffazzonatura è evidente. Del
+resto, sia Vittoria, o Venere, quella di Brescia ha il peplo, e quella
+di Milo è sempre più Venere di lei, perchè ha il torso nudo. E che
+torso, e che nudo!
+
+La statua, per dirvi tutto, è di marmo corallitico; un marmo d'Asia,
+assai lodato da Plinio, che lo dice nella bianchezza e nell'apparenza
+molto vicino all'avorio. L'ipogèo, nel quale fu rinvenuta, è a
+cinquecento passi dal recinto del teatro di Milo, che forse era
+dedicato a Venere, come quello di Pompeo in Roma, e come in generi
+tutti i teatri antichi. La famosa Venere d'Arles fu appunto scoperta
+nelle rovine del teatro romano di quella città provenzale. Salviano,
+nel suo libro _De gubernatione Dei_, lasciò scritto: «_colitur Venus
+in theatris._»
+
+Quanta erudizione, buon Dio! Ma essa non è che la millesima parte di
+ciò che si è stampato intorno alla meraviglia di Milo. E anch'io, dopo
+tutto, ci avevo da dire la mia.
+
+Resterebbe da aggiungere qualche cosa intorno alla bellezza scultoria
+dell'opera, che è veramente singolare, e corrisponde per l'appunto a
+quel ritorno allo studio del vero, che tenne dietro alla scuola di
+Policleto. Una certa sprezzatura artistica nel trattare i capegli
+denota l'epoca avanzata dell'arte. Quell'impercettibile mancanza di
+simmetria tra i due lati del viso, quella lieve irregolarità nelle
+proporzioni del collo, ed altre piccole licenze, che non isfuggono
+all'occhio esercitato dell'artista, accennano alla copia d'un modello
+vivente, anzi che alla stretta osservanza dei cànoni. Il pensiero
+corre involontariamente a Lisippo, che teneva in molta stima i
+trattati di Policleto, da cui confessava di aver cavato tutto il suo
+sapere, ma che, additando i viandanti a' suoi giovani allievi, diceva
+loro: «siano questi i vostri esemplari.» Massima eccellente in bocca a
+Lisippo, il quale non perdeva di vista i principii, e ricordava con
+reverenza i maestri.
+
+Qualunque sia, Agesandro o Lisippo, l'autore, questa Venere è un
+felice impasto di grazia soave e di grandezza eroica. È monca e piena
+di rappezzi; ma la divinità di quel torso e di quella faccia,
+l'eleganza snella e giovanilmente materna delle sue proporzioni, sono
+tutto quello che si può immaginare di più bello in arte e in natura.
+Veduta lei, manca la voglia di veder altro, e ci si scalda poco per
+quella raccolta d'imperatori romani, che è veramente tra le più ricche
+d'Europa. Figuratevi che d'ogni imperatore, busto o statua, ci sono
+due, tre, quattro, fino a sei esemplari. Tra i più rari ho notato un
+Pertinace, nudo e colossale, e un Nerone, alquanto più grande del
+vero; per contro, essendo in marmo, dee ritenersi meno briccone del
+vero.
+
+Finirò con una statua di Messalina Augusta, che mi ha grandemente
+colpito; grassotta, genialotta, cogli occhi un po' grossi, alla guisa
+di certi miopi, i ricciolini sulla fronte, ravvolta in una sontuosa
+rica, e con un bambino nelle braccia: il suo generoso Britannico, di
+cui parla Giovenale, in un verso orridamente famoso.
+
+È strano l'effetto di quella statua. Se in cambio di trovarla a Roma
+dugent'anni addietro, vale a dire in terra di pagani e in un tempo
+assai più pagano del nostro, l'avessero scoperta dieci anni fa, sul
+territorio di Lourdes, si sarebbe gridato al miracolo, e la portentosa
+immagine di Nostra Signora, innalzata sugli altari, farebbe prodigi a
+bizeffe, coi ciechi, con gli storpi, e magari anche con le donne
+sterili.
+
+Debbo confessare tuttavia che un miracolo essa lo ha fatto per me,
+quantunque non trasformata da nessuna apoteòsi. Dopo averla
+considerata un bel pezzo, mi sono appressato a lei e le ho bisbigliato
+un nome; non già quello di Claudio, non già quello di Silio; il nome
+di Pietro Gossa. E quella briccona mi ha fatto il bocchino.
+
+Lo credo, io!
+
+
+
+
+XII.
+
+Le grandi cose e le piccole.--Teatri e concerti.--_Incipit
+lamentatio._--Il più costoso tra tutti i rumori.--Caffè
+cantaiuoli.--_Il faut que jeunesse se passe._--I sette castelli del
+diavolo.--Cavalli e pantomimi.--L'amore al lavoro.
+
+
+Abbiamo veduto il palazzo del campo di Marte con tutte le sue
+_dépendances_, e abbiamo veduto il palazzo del Louvre; l'esposizione
+del presente e l'esposizione del passato, la transitoria e la
+permanente; a farla breve, le due grandi cose di Parigi.
+
+Ma Parigi non vive solamente di grandi cose; vive molto e sopratutto
+di piccole. Chi non ha lette _Les petites industries_ di Edmondo
+Texier, uno studio pubblicato sulla famosa Guida di Parigi del 1867,
+dove l'arguto scrittore del _Siècle_ racconta come, vadano a finire i
+trecentomila mozziconi di sigaro buttati quotidianamente per via, come
+si faccia il pan grattato per le trattorie di quart'ordine, come si
+fabbrichino le creste di pollo e le ossa di prosciutto, e via
+discorrendo, non sa quanto ingegno ci voglia per cavare il nuovo dal
+vecchio, nè quanta fortuna arrida a questi sforzi di una civiltà
+sopraffina. Qui niente d'inutile, niente di perduto o di buttato via;
+dei rilievi d'un pranzo della _Maison dorée_ si fa un _arlequin_ dei
+Mercati; cogli avanzi dell'_Acadèmie nationale de musique_ (che così
+pomposamente si chiama il teatro dell'Opera) si possono fare le
+musichette dei _cafés chantants_. Qualcheduno pretende che ci sia uno
+scambio, come un movimento di flusso e riflusso; ma io non ardisco
+andare tant'oltre.
+
+All'Opera si spende troppo e non è dato a tutti di entrarci. Il
+_bureau de location_ si apre un'ora prima dello spettacolo; bisogna
+far coda all'ingresso, per sentirsi a dire, un'ora dopo, che primi,
+secondi e terzi posti, tutto è andato a ruba da cinque giorni, e
+magari da quindici. Volete un biglietto d'anfiteatro, d'orchestra, o
+di loggia, per la medesima sera? Lo troverete sicuramente, ma ad uno
+di quegli uffici di rivendita, che sono frequentissimi nelle vicinanze
+dei teatri, e specialmente sui _boulevards_, pagando, secondo le
+circostanze, quaranta o sessanta lire quello che è segnato per
+quindici sui prezzi correnti del _bureau de location_, il quale non ha
+mai nulla per voi.
+
+Tra parentesi, che cosa ne avviene? Quello che è avvenuto due
+settimane fa, appunto alla grande _Académie nationale de musique_. Un
+tenore si ammala, poche ore prima dello spettacolo. Come supplirlo, da
+un momento all'altro, e senza la possibilità di una prova d'orchestra?
+Cambiar lo spartito! Magari; ma, per far ciò, mancano le decorazioni,
+il vestiario, le scene. In quella gran mole, così bella, quantunque
+farragginosa, dell'architetto Garnier, non c'è posto per un magazzino,
+per una attrezzeria proporzionata al bisogno. Ci vuole almeno un
+giorno per introdurre e mettere a posto tutto ciò che occorre allo
+scenico allestimento del _Profeta_ o del _Faust_. Dunque? Bisogna
+rimandare la gente che sta per entrare in teatro e restituirle i
+danari: cioè, intendiamoci, promettere di restituirli la mattina
+vegnente, con comodo, e mediante il sistema della coda al _bureau de
+location_.
+
+L'impresario non sa darsene pace. È una brutta cosa dover restituire
+22,000 lire, chè tante ne erano entrate in cassa quel giorno. Ma il
+caso dello spettatore è anche più brutto. Il biglietto d'ingresso,
+secondo la tarifia del teatro, val quindici lire? Gli restituiscono
+puntualmente le sue quindici lire. Ma quel biglietto egli lo aveva
+pagato sessanta in un _bureau_ di fuori via, che naturalmente non
+restituisce nulla, perchè non era lui il mallevadore della
+rappresentazione. E così avviene che il sullodato spettatore abbia
+pagato quarantacinque lire per non veder nulla, e per sentire
+altrettanto. In verità, è troppo caro.
+
+Del resto non vi lagnate; se siete buongustai, non avete perduto altro
+che l'occasione d'un disinganno. L'esecuzione musicale è meschina; le
+decorazioni son tutto. Questi famosi spettacoli (e qui non parlo
+solamente per l'_Académie nationale de musique_) si reggono per la
+moltitudine degli spettatori, che si dànno la muta ogni sera; il buon
+esito è assicurato da una _claque_ intelligente: la riputazione è
+formata da una critica, anche più intelligente della _claque_.
+
+Per queste ragioni, ed anche un pochino per questi pericoli,
+rinunzieremo a certe musiche grandiose e andremo a sentire la
+musichetta dei caffè cantaiuoli. Sono veri teatri, questi caffè,
+somiglianti a certe arene d'Italia; platea all'aperto, qualche volta
+protetta da un velario; quattro alberi intorno, ma non sempre; il
+palcoscenico in fondo, elegantissimo, con grandi specchiere,
+lampadari, fiammelle di gasse; queste poi a centinaia, a migliaia,
+sotto tutte le forme conosciute dal cavaliere Ottino, ed altre ancora,
+dentro e fuori del recinto, imprigionate in bellissimi globi di
+cristallo. Bisogna trovarsi sull'imbrunire ai Campi Elisi, in questa
+amenissima passeggiata che dalla piazza della Concordia mette all'Arco
+della Stella e al Bosco di Boulogne; le fiammelle di tutti quei caffè,
+vedute attraverso le piante, riescono d'un effetto magico, fantastico,
+e.... trovate voi gli altri epiteti, perchè io ci perdo la scrima. Di
+tanto in tanto un concertino di corni da caccia vien fuori ad
+avvertirvi che quelle fiammelle dei Campi Elisi non sono le anime dei
+giusti, e che potete entrare liberamente anche voi. Entrate di fatti,
+o all'_Alcazar_, o agli _Ambassadeurs_, o all'_Horloge_; ai primi
+posti sborserete tre lire, ai secondi la metà, sotto forma di
+pagamento per un gotto di birra, o per un _mazagran_ (caffè in
+bicchiere) che avrete domandato al tavoleggiante e che egli vi avrà
+posto su d'un listello orizzontale di latta, appiccicato alla
+spalliera d'una sedia, che sarà in linea perpendicolare davanti alla
+vostra. Inutile il dirvi che per una seconda portata si paga da capo,
+ma non più così caro.
+
+Frattanto, sul palcoscenico le cantilene si succedono e si
+rassomigliano. La più parte sono sciocchezze, senz'altro sugo che
+quello di un doppio senso fatto abilmente capire, o dalla bellezza, o
+dalla grazia, di chi canta e gesticola; bene inteso, se chi canta e
+gesticola appartiene al «devoto femmineo sesso.» Le voci, per solito,
+si fanno desiderare; gli abbigliamenti sono elegantissimi e spesso
+anche limitatissimi. Intorno alla cantante, o al cantante, sedute su
+certi canapè, come in un salotto e durante un concerto di società, si
+vedono spesso dieci dodici tra baronesse e contesse di princisbecco,
+le quali non hanno altro ufficio che di muovere il ventaglio, di
+guardare a destra e a sinistra _sicut leo rugiens_, e di mostrare i
+denti, _quaerens quem devoret_. Di queste dame non è piccol numero
+neanche in platea. Guai a voi, se siete Mozambicco, cioè a dire non
+avvezzo a queste magnificenze; la testa vi gira, e, nell'uscire dal
+tempio, non vedete più i meandri della sacra selva, donde vi bisogna
+uscire, per tornarvene a casa. Fortunatamente, non è lontana la piazza
+della Concordia, coi suoi mille lampioni accesi, colle sue statue
+colossali in giro e col suo obelisco nel mezzo. Arrivate là, guidato
+da quella gran luce; vi parrà d'essere in Alessandria d'Egitto.
+L'obelisco di Cleopatra vi guarda; se non siete Marc'Antonio, ci
+scatta poco.
+
+Ho citato tre caffè cantaiuoli, ai Campi Elisi. Poco distante è il
+Mabille, un giardino dove si balla, cioè, correggo la frase, dove si
+vede ballare. Il luogo ha più fama che non meriti; i forastieri ci
+vanno in folla e ne ritornano disillusi, qualche volta stomacati.
+Bullier, una variante, o riscontro di Mabille, è sull'altra riva della
+Senna; gli studenti ci abbondano. _Il faut que jeunesse se passe._ Non
+dico di no; purchè passi all'esame!
+
+Un teatro, o caffè, o giardino, più curioso di tutti è parso a me
+quello delle _Folies Bergères_, poco discosto dal _boulevard_
+Montmartre. C'è un teatro chiuso, con gallerie, platea ed orchestra;
+c'è un giardino, colla sua brava fontana zampillante nel mezzo, ma
+tutto coperto da cristalli e anch'esso con gallerie che corrono torno
+torno; un medesimo vestibolo vi conduce al bivio, anzi al trivio del
+giardino, della platea, delle scale, che mettono su, alle gallerie
+dell'uno e alle logge dell'altra. Da per tutto i deschetti di zinco;
+da per tutto i tavoleggianti, pronti a servirvi; in alcuni punti di
+passaggio i banchi, a cui siedono le rappresentanti dell'autorità
+padronale; tra queste una giovine donna, con veste scollata, i baffi e
+le fedine lunghe un palmo, che sta a sentire, col suo sigaro ai denti,
+le giaculatorie dei _gommeux_, in adorazione davanti a lei. Lungo gli
+anditi e le gallerie è una processione continua di viscontesse e di
+duchesse Christophle, sfarzosamente vestite, che vi passano daccanto,
+distribuendo occhiate imperatorie. Potete offrir loro un rinfresco; la
+galanteria francese non lo impedisce, e Baiardo nei panni vostri
+farebbe lo stesso. Se non lo fate, niente di male; son tanto alla
+mano, quelle gran dame, che quel rinfresco, alla vostra tavola, sono
+capaci di offrirselo da sè.
+
+Qui, lo confesso, fui Mozambicco, rimasi a bocca aperta, cogli occhi
+sbarrati, davanti a tanto spreco di luce, di eleganze, ed anche di
+povera carne umana. Triste spettacolo, per un moralista dell'antica
+maniera! Uno della nuova vi asserirà che il chiudere questi ritrovi
+non muterà le condizioni fisiologiche, o patologiche, del «cervello
+del mondo.» Io credo che sarebbe già un tanto di guadagnato a togliere
+la mostra, e che tante disgraziate coscienze perderebbero l'incentivo.
+Un tempo si diceva: _le roi s'amuse_: ora Parigi ha preso il posto e
+fa le veci del re; per divertire Parigi e i suoi centomila ospiti di
+tutto l'anno, occorre molta gente in scena, qualunque sia lo
+spettacolo. L'operaia del giorno è _figurante_ di sera; il figlio di
+Parigi, chiusa la bottega, va a fare il _romain_, il _claqueur,
+n'importe quoi_, in un teatro qualunque; magari il ballerino a
+Mabille. Egli pure si diverte, e si diverte _gratis_, aiutando a
+quest'opera di corruzione intensiva, che rende così piacevole agli
+uni, così molesto agli altri, il soggiorno di Parigi. Il garzone del
+mio parrucchiere, un bravo ragazzo, dopo tutto, che legge due volte
+alla settimana il _Journal des abrutis_, e lo capisce, mi ha
+confessato di fare ogni sera il _claqueur_ al teatro dello Châtelet,
+contribuendo largamente al trionfo dei _Sept Châteaux du Diable_,
+rappresentazione fantastica, mimica, coreografica, lirica e
+melodrammatica, che abbraccia tutti i generi, e ne rasenta degli
+altri.
+
+Questa _féerie_ dello Châtelet meriterebbe una lettera da sola. Siamo
+nel prologo all'inferno, dove Belzebù si cruccia di non aver più carne
+per la sua pentola. Un diavolo agli sgoccioli, come vedete, e a
+Parigi! Che cosa fa lui, per rimediare a questa carestia? Corre in
+Bretagna, a perseguitare due contadinotte, le quali hanno fatto voto
+di andare in pellegrinaggio ad un santuario dei più reputati; le fa
+passare per sette tentazioni, corrispondenti ai sette peccati
+capitali, in sette castelli incantati, l'uno più meraviglioso
+dell'altro. Ma ohimè, povero diavolo! Le contadine arrivano al
+santuario, in barba sua; un po' sbattute, se vogliamo, un po' lacere,
+ma finalmente ci arrivano, in compagnia dei loro innamorati, cantando,
+ballando, curiosando, attraverso il serraglio di Stambul, le piazze di
+Ninive, il regno di Gargantua, ed altri luoghi consimili, che dànno
+occasione allo scenografo, al macchinista, al corpo di ballo, di farsi
+un onore immortale.
+
+Non meno portentosi di quelli dello Châtelet, sono gli spettacoli
+dell'Hippodrôme. Il teatro, tutta in ferro, capace di diecimila e più
+spettatori, ha un'arena, che è vasta, a giudicarne così ad occhio e
+croce, come quella del Colosseo. Figuratevi che tutti gli artisti,
+perfino i _clowns_, quando vengono a fare i loro giuochi, entrano
+nell'arena in carrozza a quattro cavalli, cogli staffieri dietro,
+tutti incipriati, pronti a saltar giù, per aprir lo sportello ai
+gloriosi mattaccini. I giuochi sono stupendi, qualche volta paurosi,
+come quello dell'Atlante che si porta su, colla punta dei piedi, il
+suo globo di cartone per una spirale alta cinquanta metri, e se lo
+riporta giù, collo stesso metodo, su quella lista di legno, larga
+cinquanta centimetri, senza ringhiera, e con una inclinazione del
+quaranta per cento. Bella sicurezza d'occhio e bella forza di punte!
+Ad ogni intermezzo, poi, compariscono i nani e il gigante cinese; i
+nani sono alti sessanta centimetri; il gigante due metri e
+trentacinque; dico trentacinque. Quando gira attorno, avvicinandosi
+alle gradinate, e sorride, si ha paura d'essere attratti, mandati giù
+per quella bocca, come un rosso d'uovo. Ultima è sempre una pantomima,
+in cui c'entrano tornei medievali, mostre di cento cavalli, di
+splendide armature d'acciaio, colla solita moltitudine di figuranti;
+parigini e parigine, che ingrossano la compagnia equestre, e mostrano
+(chi vorrebbe negarlo?) di prendere amore al lavoro.
+
+
+
+
+XIII.
+
+_Sequitur lamentatio._--Usanze barocche.--Il tempio dell'arte
+drammatica.--_La entième de Hernani._--Onorate l'altissimo poeta.--Il
+bello e il deforme.--I miei classici.
+
+
+Rimango nei teatri, se non vi spiace, perchè ci ho dell'altro da
+dirne.
+
+Quella forzata intromissione del rivenditore di biglietti d'ingresso
+deve sicuramente far comodo a qualcheduno; poniamo agli stessi
+impresarii teatrali, i quali s'ostinano a tener chiusi fino
+all'ultim'ora i _bureaux de location_; ma essa non fa comodo
+certamente al forastiero, che se ne lagna, nè al parigino, che la
+tollera. E questa non è la sola tra le noie a cui va incontro chi si
+reca a teatro. Ugualmente molesta, se non forse di più, è
+l'istituzione sociale delle _ouvreuses de loges_; veri sciami d'arpie
+che infestano tutti i teatri di Parigi. Se non si trattasse che della
+mancia per un ombrello, una spolverina e uno scialle, di cui
+l'_ouvreuse_ ha voluto ad ogni costo liberar voi e la vostra signora,
+meno male; e tanto meno male in una loggia che non somiglia punto alle
+nostre d'Italia, in una loggia dove siete in sei, ed anche più, non
+avendo di vostro che la sedia occupata da voi. Ma il guaio grosso è
+nel modo in cui dovete entrare e rimanere, acciuga infelicissima,
+nell'anfiteatro.... del teatro.
+
+Si chiama impropriamente anfiteatro una certa escrescenza che fanno i
+teatri di qui, all'altezza della prima fila dei palchi; specie di
+mezza luna che si avanza, come una platea sulla platea, ma senza
+coprirla tutta; che è larga e piena nel mezzo, e si assottiglia a mano
+a mano sui lati, fino a non dar luogo che per un posto solo. È fatta a
+scaglioni co' suoi sedili e i suoi cunei, fra mezzo ai quali salgono
+le gradinate di passaggio, come nei teatri e negli anfiteatri romani;
+donde il nome che ho detto. Ora, badate a me. I sedili, in questa
+mezza luna, come nelle altre spartizioni del teatro, son tutti
+numerati; ma i posti numerati non si sono venduti al _bureau de
+location_, bensì negli uffici di rivendita, e a prezzi naturalmente
+esagerati. Il posto che avete preso, con molto sforzo, al _bureau de_
+_location_, vi dà diritto anch'esso di entrare nell'anfiteatro, ma
+dipende dalla bontà dell'_ouvreuse_ e dall'argomento _ad hominem_,
+cioè, no, _ad foeminam_, che le avrete fatto luccicare sott'occhio, di
+ottenere il meno peggio dei posti, inventati lì per lì, la mercè di
+certe assicelle di legno, collocate di gradino in gradino, tra cuneo e
+cuneo, o, per parlare il linguaggio del tempo, tra settore e settore.
+L'_ouvreuse_, angelo di misericordia, può darvi anche un cuscino, da
+mettere sull'assicella di legno; ma quel cuscino vi bisogna pagarlo,
+come avete pagato il servizio di non essere spinto su, coi meno
+fortunati, nel punto più alto e più lontano della gradinata di
+passaggio.
+
+Quanto alla gente dei posti numerati, entrata che sia a fare il suo
+mestiere di acciuga, ha più poca speranza di muoversi. Perchè uno
+possa uscire, a prendere una boccata d'aria, bisogna che dieci o venti
+persone, sedute nella gradinata di passaggio più vicina, si alzino
+l'una dopo l'altra, tolgano il cuscino, sollevino la ribalta, e ad una
+ad una gli concedano il passo. Immaginate la noia che date, e i
+moccoli che ognuno attacca, nel santuario della propria coscienza,
+tutti per voi, e non già per pregarvi del bene. Conchiudo dicendo che
+questa dell'anfiteatro è un'usanza barocca; quella dell'_ouvreuse_,
+che vi presiede e ne approfitta, una invenzione diabolica; e l'una e
+l'altra non hanno poco contribuito a guastarmi coi teatri francesi.
+
+Ho detto teatri francesi, al plurale, in forma collettiva. Parlando al
+singolare, abbiamo il Teatro Francese, così detto per antonomasia, che
+vuol essere eccettuato. La verità avanti ogni cosa, e il Teatro
+Francese avanti ogni teatro di commedia, di dramma, o di tragedia, che
+sia di presente in Europa, anzi nel mondo civile. Anch'esso ha la
+mezza luna e le _ouvreuses_, forse per dimostrarvi che non c'è niente
+di perfetto nel mondo sullodato; ma questa imperfezione è largamente
+compensata dalla abolizione della musica, o, per dire più esattamente,
+di quel concertino di trombe, violini, violoncelli _et similia_, che
+tien luogo d'orchestra in tanti teatri moderni. «_Le plus cher de tous
+les bruits_», come lo ha definito in un momento di cattivo umore il
+Gautier, non vi lacera gli orecchi, sotto pretesto di riempir
+l'intermezzo; il manico del contrabbasso non si rizza indiscretamente
+fra voi e gli attori, non si curva curiosamente ad origliare, come un
+servitore della commedia antica, le conversazioni amorose de' suoi
+giovani padroni.
+
+Tacerò dello scelto uditorio che assiste alla rappresentazione del
+Teatro Francese. È un po' cosmopolita, il pubblico di questi ultimi
+mesi; ed io per conseguenza ho dovuto vederlo tale, alcune sere fa
+alla centesima rappresentazione dell'_Hernani_. Per altro, anche
+questo pubblico cosmopolita, più curioso che intelligente, più
+stupefatto che buongustaio, sentiva anche lui la maestà dell'ambiente.
+Questo è il maggior tempio dell'arte drammatica; messe piane non se ne
+dicono; tutte messe cantate. Molière, Racine, Corneille, sono i
+canonici più autorevoli del capitolo; seguono pochi altri, ultimi
+venuti, tra i quali l'Augier; Victor Hugo c'è entrato giovane, di
+straforo; ma oggi, grazie all'ingegno suo e al consenso del popolo, ha
+dignità di arcivescovo.
+
+Descrivervi questa _centième_ del dramma di Vittor Hugo, non si può;
+nè io son uomo da tentar l'impossibile. Vi schicchero alla buona le
+mie sensazioni, e non tutte, perchè in verità non mi ci raccapezzo;
+tante furono, e così vive. Anch'io ho dovuto applaudire _à tout
+rompre_, incominciando dai guanti; applaudire ripetutamente,
+furiosamente, come se fossi un _romain_, uno _chevalier du lustre_, un
+_clacqueur_ (tre sinonimi, per dire un applauditore salariato), oppure
+un romantico della vecchia scuola, un discepolo del Maestro, un
+Ugolatra, insomma. Sapete che cosa sia, o meglio, che cosa fosse,
+trent'anni fa, un Ugolatra, e che cosa l'Ugolatria. Vittor Hugo,
+autore a ventisette anni della famosa prefazione del _Cromwell_, era
+detto per eccellenza il Maestro, i fedeli alle sue dottrine, si
+chiamavano i discepoli, gli apostoli; perfino il modesto luogo in cui
+si riunivano a spezzare il pane della nuova vita e a sbocconcellare la
+costoletta dell'amicizia, si chiamava, con nome evangelico, il
+Cenacolo. Luigi Reybaud, in que' tempi, canzonò gentilmente la nuova
+religione letteraria nei primi capitoli del suo _Jerôme Paturot à la
+recherche d'une position sociale_. E certo l'esagerazione ci fu, non
+indegna di riso; ma non tutta per colpa dei discepoli di Vittor Hugo;
+molta invece nel pubblico di certi pretesi classici, ai quali
+dispiacevano maledettamente gli _enjambements_ del verso nuovo, e che
+andavano su tutte le furie perchè Donna Sol gridava, in un momento di
+febbre amorosa, ad Ernani:
+
+ Vous êtes mon lion superbe et généreux,
+
+o perchè Don Cesare di Bazan, nel quarto atto del _Ruy Blas_, diceva
+d'una vecchia governante:
+
+ affreuse compagnonne
+ Dont la barbe fleurit et dont le nez trognonne.
+
+Ma quale distanza da quei tempi al nostro! Ora quegli sdegni
+pudicamente accademici non si capiscono più; le celie non hanno più
+eco; i dardi della critica si sono spuntati; una cosa sola rimane,
+l'ammirazione del pubblico pel teatro di Vittor Hugo. Stupendo teatro!
+E come lo si rivedrebbe tutto volentieri, rappresentato da questi
+valenti artisti della Commedia francese! _Cromwel_, _Marion Delorme_,
+_Hernani_, _Angelo_, _Marie Tudor_, _Lucrèce Borgia_, _Le roi
+s'amuse_, _Ruy Blas_, _Les Burgraves_, creazioni immortali! E dire che
+qualche critico, oggi ancora, fa colpa a Vittor Hugo di aver voluto
+essere uno Shakespeare! L'ambizione, dopo tutto, era nobile. Ma uno
+Shakespeare riveduto e corretto; che orrore! Fermiamoci qui e mettiamo
+in chiaro la faccenda. Non consta da nessun documento che Vittor Hugo
+abbia mai detto o pensato una cosa simile. È da credersi solamente che
+chiunque, oggi, foss'anche un altro Shakespeare, si mettesse a
+scrivere pel teatro, non potrebbe più, nè vorrebbe, dar libero corso a
+quei getti d'eufimismo che guastano la semplicità del discorso, a
+quelle trivialità che frammezzano i luoghi sublimi, a quelle
+sregolatezze d'immaginazione e a quelle licenze di storia e di
+geografia, che sono come a dire la scoria del prezioso metallo, in cui
+Shakespeare ha gittate le sue creazioni. E neanche si lascerebbe
+ingannare da una certa lode che si vuol dare oggi al tragico inglese,
+di aver badato sopratutto a concentrare la luce del suo genio e
+l'attenzione dello spettatore su d'un solo personaggio, curandosi meno
+degli altri e niente affatto degli accessorii; perchè nessuna
+affermazione, a proposito dello Shakespeare, è più arbitraria di
+questa, che lo vorrebbe far passare per un esageratore degli antichi,
+anzi che pel caposcuola dei moderni. Quel concentrarsi dell'azione in
+un solo carattere non è punto provato, non ha quasi esempio nel teatro
+dello Shakespeare; il riscontro di due caratteri, o l'antitesi di due
+passioni, ecco invece la sua novità. La gelosia d'Otello ha il suo
+contrapposto e il suo risalto nell'amore di Desdemona; l'ambizione di
+Macbeth deriva i suoi terribili ardimenti da quella di sua moglie;
+l'amore e la fatalità si contrastano epicamente il campo nel dramma di
+Romeo e Giulietta; l'amore e il dovere, nella fosca leggenda di
+Amleto, e così via. O contrasto, o dualità; non si esce di qui, nel
+teatro dell'inglese. Che cosa ha fatto il francese? Ha allargato il
+quadro; ha fatto girare più aria, ha dato contorni più ricisi a tutti
+i suoi personaggi. Figure in luce e figure in ombra, di tutto si è
+curato con uguale amore, e non meno degli accessorii. Concorrono tutte
+le parti all'azione? Contribuiscono all'effetto? Aiutano a svolgere la
+filosofia del dramma? Sì, come è dimostrato ampiamente e luminosamente
+dall'esito. L'accusa di avere stemperata la forte unità dell'azione
+shakesperiana, non regge. Il francese, come l'inglese, ha veduto e
+sentito il dramma nel contrasto. Se egli non esce dal paragone così
+grande come lo Shakespeare (che ha il merito di essere venuto il
+primo) ne esce come Vittor Hugo; ed è già qualche cosa. Diamo tempo al
+tempo; e vedremo il resto, o per dir meglio, vedrà chi sarà vivo.
+
+Parrà strana in me questa abbondanza di lode per uno dei cosidetti
+novatori. Ma io, se Dio vuole, non sono un fossile. D'altra parte, la
+tanto decantata insurrezione di Vittor Hugo contro l'estetica antica,
+è vera come l'altra accusa che dicevo poc'anzi. Il suo teatro è
+proporzione, misura, euritmia; l'apoteosi del deforme, che altri vuol
+vedere in alcune accidentalità dei suoi drammi, io non l'ho trovata
+che nelle prefazioni, in cui qualche volta si compiace ad ingrossare
+la voce, per metter paura ai Filistei: ad ogni modo, Rigoletto e
+Quasimodo non sono niente più sciancati e contraffatti di Vulcano e di
+Tersite, due dissonanze armoniche del gran poema di Omero. E poi, dato
+e non concesso che il brutto, artisticamente reso, sia il brutto della
+natura, e che il contrapposto non sia esso medesimo, in giusta misura,
+una necessità dell'arte, chi vorrà lagnarsi di certi ritorni alla
+verità, anche quando è volgare? Amico dell'arte antica, io trovo che
+sono perfettamente compatibili con essa e che anzi le hanno dato
+qualche volta un risalto maggiore. I grandi d'ogni tempo si son presi
+le loro libertà; solo gl'imitatori non le intendono, e direi quasi che
+fanno bene a lasciarle da banda, perchè certe cose non devono essere
+permesse ai mediocri. I sommi poeti non hanno paura di attingere alle
+vecchie sorgenti. Dante può esser lui, cioè l'uomo del mondo moderno,
+chiedendo alle Muse antiche una nuova forma di poesia; classico
+nell'ordinatezza della sua mente, può scendere al Tartaro con
+Virgilio, salire in cielo con Esiodo ed Omero. Molte volte le
+differenze di scuola non sono che alla superfìcie. E perciò io,
+lasciando stare la quistione se Vittor Hugo abbia violato o no le
+regole di Laharpe e di tutti i mediocri legislatori del Parnaso, mi
+consolo di vedere in lui un classico della grande maniera, che è
+l'unica buona. Quella cura dell'accessorio, che indica l'amante della
+finitezza, quel parallelismo di caratteri, che denota il cultore
+dell'euritmia, quella elevatezza di sentimento, che mostra il fautore
+della bellezza morale, quell'onda di poesia che si svolge, varia e
+sonora, da tutte quelle scene ammirabili, ed accenna il poeta sublime,
+mi dànno l'opera compiuta in ogni sua parte, come sapevano pensarla,
+condurla e finirla, i maestri della mia scuola, i santi del mio
+calendario.
+
+Con buona pace delle coscienze timorate (perchè ce ne sono ancora, tra
+i classici di seconda mano) e non importa se con grave scandalo di
+certa gente chiassona, a cui sembra di aver inventato la polvere,
+perchè ha trovato una nuova insegna di bottega, io dò a Vittor Hugo il
+posto suo; lo metto tra i classici.
+
+
+
+
+XIV.
+
+Una scivolata nell'estetica.--L'apparato scenico.--In Aquisgrana.--Un
+pensiero a Gustavo Modena.--Istituzione che va copiata.--Sara
+Bernhardt.--Ricordi fotografici.--La trinità poetica del secolo XIX.
+
+
+Lodare o criticare l'_Hernani_ come opera d'arte, dopo quarantott'anni
+di vita e di fama universale, mi parrebbe opera vana, salvo nel caso
+di uno studio particolare espressamente fatto, o di un corso
+d'estetica drammatica. Io non me la sento di dettare il corso, nè di
+fare lo studio; inoltre, comincia ad entrarmi addosso la paura di
+tornar molesto ai lettori, con certe fermate troppo frequenti ai
+santuari dell'arte. E di queste non vorrei aver biasimo, poichè esse,
+nell'animo mio, rappresentano tutta l'utilità, poca o molta che sia,
+dell'epistolario parigino a cui vi ho condannati.
+
+Alle corte, perchè si viaggia, se non per vedere e studiare? E perchè
+si scrive di viaggi, se non per dar conto alle genti di ciò che s'è
+veduto e studiato? Qui sono troppe cose, non che da studiare
+intimamente, da vedere correndo. Ma poichè di talune ho avuto a dir
+corna, e forse mi rimarrà dell'altro da criticare, mi si lasci il
+gusto di osservare più lungamente ciò che merita lode. Parigi è un
+mondo (le Guide lo fanno dire, se non erro, a Carlo Quinto); e appunto
+come il mondo, ci ha il suo bello e il suo brutto, le sue paludi e i
+suoi poggi. Questa volta mi trovo sulla vetta d'un colle; lasciatemi
+star sulla vetta; se no, ricasco, sapete dove? nelle _Folies
+Bergères_.
+
+Dunque, torniamo a bomba, poichè bomba va. Sono stato al Teatro
+Francese, ho assistito alla _centième de Hernani_ e ne parlo come di
+uno spettacolo che mi ha fatto un gran senso. Non ho da difendere
+l'orditura del dramma, nè da palliare certe imperfezioni, nè da
+attenuare i bei difetti della gioventù dell'autore. Sento nello
+_Hernani_ il caldo della passione, ci vedo la grandezza del fare
+cavalleresco, proprio del paese e del tempo in cui è collocata
+l'azione, insieme con quella varietà di carattere che è tutta propria
+del Cinquecento, un secolo che ebbe i più ardenti innamorati, i più
+sottili politici, i più feroci odiatori del mondo. Le linee della
+composizione saranno forse un po' caricate; ma non bisogna dimenticare
+che una certa esagerazione di forme è anche necessaria alle statue, e
+in genere a tutti i monumenti che non vanno considerati da vicino. È
+onesta licenza in arte di ingrandire quelle parti che debbono colpire
+di più, dar carattere al tutto. Anche qui, è quistione di misura; ma,
+se applichiamo queste norme allo _Hernani_, troveremo che l'autore non
+ha abusato della licenza. Il suo dramma è tutto umano, anche con le
+proporzioni del colosso; i suoi personaggi hanno in sè tutta la
+varietà e l'impasto di virtù e di debolezza, che sono proprii
+dell'anima umana. Non domandate loro una troppo stretta osservanza del
+«_sibi constet_» di Orazio. Ecco tre uomini, in diverse condizioni,
+mossi da un medesimo sentimento, intorno a Donna Sol. Perchè non
+ammetterete tra loro la differenza, e dentro di loro la
+disuguaglianza, che è portata necessariamente dalle loro condizioni
+rispettive? Sono tutti uomini innamorati, ma internamente combattuti,
+Ernani dalle sue collere di bandito, Ruy Gomez de Silva dalla sua
+alterezza di castellano, Carlo V dai suoi sopraccapi di re e dalle sue
+ambizioni di imperatore _in fieri_.
+
+Mi accorgo di scivolare nell'estetica, e fo punto. Il dramma di Vittor
+Hugo è posto in scena, al Teatro Francese, con uno sfarzo, che da noi
+s'usa a mala pena nei balli. Conosco degli umori malinconici, a cui
+questo apparato scenico dispiace nei drammi, come quello che svia
+l'attenzione dell'uditorio e nuoce alla piena comprensione dell'opera.
+Costoro, senza avvedersene, vanno dietro a qualche critico, che fu da
+principio autore drammatico e non ebbe pur troppo i cosidetti
+lenocinii del palcoscenico a salvarlo da una brutta figura. Per me,
+tengo un'opinione diversa; non intendo perchè un autore si debba
+stillare il cervello a rappresentare il vero meglio che può, se non ha
+poi da farlo ammirare sulla scena, come lo ha veduto lui nella mente.
+Si aggiunga che, dove il poeta abbia immaginato un gran quadro, le
+magnificenze del suo pensiero sembreranno ampollosità e muoveranno
+alle risa, quando non siano degnamente accompagnate dai loro
+accessorii. Immaginate Carlo V nel sotterraneo della cattedrale di
+Aquisgrana, presso la tomba di Carlo Magno; fate che il cannone abbia
+tratti i due colpi che annunziano al re di Spagna il suo innalzamento
+alla dignità imperiale; e poi fate entrare, se vi dà l'animo, due re
+meschinamente vestiti, con mezza dozzina di straccioni alle costole,
+che vengano ad ossequiare il nuovo monarca. Si riderà, a quella vista;
+quanto più saranno elevati i discorsi, più omeriche saranno le risate
+del pubblico.
+
+Al Teatro Francese, nella famosa scena del sotterraneo d'Aquisgrana,
+entrano due re, vestiti da re ed accompagnati da re, coi loro
+trombettieri, araldi, vessilliferi, paggi, cavalieri e soldati; una
+comitiva degna dell'annunzio che porta e dell'uomo che lo riceve. Del
+vestiario dei principali artisti si potrebbe parlare a lungo, senza
+lodarlo abbastanza. C'è Carlo V, tra gli altri, che par lui, proprio
+lui, spiccato da un quadro del Tiziano; meglio ancora, uscito pur
+dianzi dalle mani del sarto di S. M. Cattolica.
+
+Perchè ho citato Carlo V, incomincerò dall'artista che ne sostiene la
+parte. Il Worms è un attore intelligente e coscienzioso, pieno di
+severa eleganza nel portamento e nel gesto. Notevole la impertinenza
+altezzosa del giovine re nell'appartamento di Donna Sol, la sua
+freddezza orgogliosa nell'incontro notturno con Ernani, la sua
+fierezza prepotente nella sala di ricevimento del castello dei Silva,
+il passaggio del suo carattere ad una gravità solenne, quasi ad una
+grandezza imperatoria, presso la tomba di Carlo Magno. Ho detto quasi,
+e pensatamente. Perchè Worms non ha esagerata la figura di Carlo V;
+gli ha fatta compiere una grande azione, ma come doveva compierla lui,
+con una buona dose di calcolo; e la sua esecuzione è stata il migliore
+commento di quel carattere, come l'aveva pensato, ma non potuto
+confessare, il poeta.
+
+Così intendo l'artista; e il Worms, che lo è in modo così pieno, mi è
+piaciuto da capo a fondo, perfino in quelle sue inflessioni di voce,
+così aristocraticamente beffarde, con cui egli certo ha inteso di
+compiere il suo personaggio. C'è un punto (del terz'atto, mi pare) in
+cui egli deve dire a Ruy Gomez: _adieu, duc!_ Bisogna sentire come
+glielo dice; quanto lievito di malumore in quel suo accento
+strascicato, che lo porta a pronunziare la frase come se fosse scritta
+in quest'altra forma: _adieue.... deuc!_
+
+Del Mounet-Sully, che fa la parte d'Ernani, mi dicono che sia questo
+il suo caval di battaglia; e lo credo facilmente. È giovane, di membra
+vigorose, che non escludono l'eleganza; ha larghi e bei lineamenti,
+neri gli occhi ed aperti, la chioma folta come una giubba leonina.
+Tutto impeti nel gesto e nella voce, ora gorgoglia, come un torrente
+tra i sassi (e allora non ne capite più una sillaba) ora si allarga,
+ma per poco, in un fiume sonoro. Capisco che questa di Ernani, parte
+concitata e quasi febbrile, da attaccarsi alla brava, come si
+attaccherebbe un ridotto nemico, sia fatta, meglio di qualunque altra,
+per lui, e che i suoi medesimi difetti possano dargli impronta di
+maggior verità, in quella giovanile scompostezza di nobile
+insalvatichito, che è il carattere di Don Giovanni d'Aragona.
+
+I confronti tra questo primo attore e parecchi dei nostri italiani,
+tornerebbero forse a suo danno. Lascio Gustavo Modena, quel divino
+artista, che fece tutto bene, entrando, per dir così, nella pelle de'
+suoi personaggi; contenuto a forza nel _Cittadino di Gand_, arcigno
+nel _Filippo_, crudele e bigotto nel _Luigi XI_, terribile nel
+_Sampiero_, epico nel _Saul_, e sempre e da per tutto quel che voleva
+essere, non una linea di meno, o di più. All'altezza del Modena non
+era mai giunto, e forse non giungerà più nessuno. Ma il paragone non
+sarà possibile neanche coi due grandi scolari del Modena, voglio dire
+col Rossi e col Salvini, troppo nutriti dal midollo del leone, troppo
+pieni degli esempi e dei precetti di un tanto maestro. Per altro, si
+contenti la Francia del suo primo attore, di colui che dovrà succedere
+nella fama al Lemaître e al Bocage; nel Mounet-Sully c'è stoffa di
+grande artista; ho notato in lui certi slanci e certe violenze, che
+nessuno ha più (almeno, così naturali) in Italia. Verrà giorno che la
+Francia otterrà il primato anche nell'arte di Roscio, se nessun
+giovane da noi si mostrerà degno di prendere il posto dei pochi
+valenti che abbiamo, segnatamente pel dramma. Anche per questo
+rispetto, un periodo di decadenza incomincia in Italia. I nostri
+giovani artisti, il dramma lo recitano bene ancora, ma non lo sentono
+più.
+
+Quello che piace in modo singolare al Teatro Francese è l'ottimo
+complesso di tanti attori, avvezzi a recitare insieme, quali il gran
+dramma e la tragedia, quali la commedia antica e moderna. Si nota in
+essi un accordo, un impasto, una fusione, un'arte di chiaro-scuri, che
+fa pensare alle orchestre meglio affiatate d'Italia. Peccato non avere
+anche noi, a Roma, qualche cosa che somigli alla istituzione del
+Teatro Francese! Eppure, sarà necessario pensarci, chi non voglia
+credere e far credere che la coltura d'un paese stia tutta nel freddo
+e dimenticabile insegnamento scolastico.
+
+Ho lasciato ultimi due artisti, ma non mi rimarranno tuttavia nella
+penna. Uno è il Maubant, che si fa ammirare per recitazione corretta
+nella parte di Ruy Gomez de Silva, ma forse non è intieramente a
+posto. Ha del padre nobile, anzi che del tiranno; è grasso, per
+giunta, e, quantunque improntato di nobiltà negli atti e nell'accento,
+riesce leggermente stonato, sotto le spoglie di quel bilioso
+castellano, a cui l'amore, come un vino generoso in una cattiva botte
+(passatemi il paragone volgare), si è inacetito nel cuore. Per contro,
+Sarah Bernhardt... Ma qui ci vorrebbe un inno, un peana, un carme
+secolare; ed io, quando pure mi sentissi da tanto, temerei sempre di
+parervi esagerato. Attrici più attrici di lei, cioè a dire più esperte
+nei grandi effetti della scena, nelle smorzature e nei rinforzamenti
+della voce, o del gesto ne hanno su per giù tutte le nazioni d'Europa;
+ma un'artista più intimamente vera, più schiettamente donna di lei,
+non credo che esista. Perfino i suoi silenzi sono meravigliosi. Ce n'è
+uno, assai lungo e pericolosissimo, nel primo atto dello _Hernani_;
+quando la povera Donna Sol è colta nel suo appartamento, da Ruy Gomez
+e da un nugolo di servitori, in compagnia di due sconosciuti. Tutti
+gli occhi sono rivolti su lei; frattanto Ruy Gomez sfodera tutta la
+sua alterigia castigliana, per fare un'intemerata coi fiocchi. E lei,
+frattanto? Molte attrici qui sarebbero cadute sotto il mediocre; altre
+avrebbero affrontato il pericolo e fatto di Donna Sol un'audacissima
+donna, come ce ne son tante nelle antiche tragedie, che non si trovano
+impacciate in nessun luogo e non hanno paura di nulla. Sara Bernhardt
+ha trovato il modo di vergognarsi con nobiltà; di stare alla berlina
+senza audacia, senza smarrimento di spirito, di saper quel che deve
+alla presenza di suo zio e del re, senza dimenticare Ernani e il
+pericolo che egli corre là dentro per lei: tutto ciò con una misura,
+con una naturalezza stupenda.
+
+Sarah Bernhardt è fatta per la scena; smilza della persona e tutta
+nervi; gli occhi d'una mobilità e d'una profondità non comune;
+armonica la voce, sebbene non robustissima; gli atteggiamenti, i
+gesti, i moti tutti della persona, improntati di naturale eleganza. È
+donna, lo ripeto, in tutta l'estensione artistica della parola. Dove
+le altre facilmente strafanno, e per poco non appariscono uomini per
+esuberanza di vita e d'ardore, ella conserva i suoi mirabili istinti
+femminei. Sono dolente di andarmene da Parigi, senza vederla ed udirla
+in qualche altra parte del suo repertorio; ma ho la certezza che ella
+riesca benissimo in tutte. Un nostro italiano, che la Francia ha
+adottato, il Parodi, è ancora tutto compreso d'ammirazione pel modo in
+cui l'impareggiabile attrice gli ha interpretato una parte di vecchia
+cieca (cieca lei Sarah Bernhardt, con quegli occhi!) nella sua _Rome
+Vaincue_, dramma potente, che presto avrà dei fratelli, e degni di
+lui.
+
+_Bernheim Jeune, marchand de tableaux et curiositès_ sul _boulevard_
+di Montmartre, vende ritratti fotografici di Sara Bernhardt in tutti
+gli atteggiamenti e in tutte le foggie. Sono i ritratti più costosi
+della bottega, e tuttavia gli vanno come il pepe. Non c'è forastiero a
+Parigi, che, dopo essere stato al Teatro Francese, non voglia portarsi
+via Sarah Bernhardt, almeno in fotografia. E un ritratto non basta.
+Del Thiers, del Gambetta, di Emilio Zola, di Ottavio Feuillet e via
+discorrendo, una copia, e non più; di Sarah Bernhardt quattro, cinque,
+sei, magari dieci, spendendo una ventina di lire.
+
+Su questi pezzi di cartone la gentile attrice è ritratta in veste di
+pittore, che dà l'ultima pennellata ad un quadro; o di scultore, che
+medita, appoggiato col gomito al trespolo che sostiene un busto di
+donna, a cui manca forse l'ultima mano. Sarah Bernhardt è pittrice e
+scultrice; non so di qual pregio nell'arte, perchè non ho visto nulla
+di suo. Con buona licenza della scultrice e della pittrice, preferisco
+Donna Sol, con la sua veste di broccato, che le sale fino alla radice
+del collo, disegnando le sue forme snelle, con le braccia abbandonate,
+le mani intrecciate sulle ginocchia, la testa appoggiata alla
+spalliera d'un seggiolone gotico, gli occhi mezzo velati dalle ciglia
+lunghe. Davanti a quella elegante persona si rinnovano in una tutte le
+sensazioni che la valorosa artista mi ha fatto provare, due settimane
+fa, alla _centième de Hernani_.
+
+E penso poi a quel vecchio glorioso, il cui genio ispira artisti così
+potenti; a quell'altissimo poeta che tutti debbono invidiare alla
+Francia, perchè, volere o no, è il primo poeta vivente d'Europa, e
+sarà, col Byron e col Goethe, uno dei tre primi poeti del secolo.
+
+
+
+
+XV.
+
+A Versaglia.--Splendori e miserie.--_Cherchez la femme._--Camillo
+Desmoulins e madama di Pompadour.--Gian Giacomo e Diana di
+Poitiers.--I ritratti e gli originali--Politica d'andata e
+ritorno.--Il teatro.--Ricordi storici.
+
+
+Il paziente lettore, che mi ha seguito fin qua, non può certamente
+nutrire il sospetto che io voglia condurlo attorno per tutti i luoghi
+memorabili di Parigi. Faccio per la città quel che ho fatto per
+l'Esposizione universale; tra le cose che ho vedute, noto solamente
+quelle che possono darmi appiglio a qualche considerazione, non
+affatto inutile per un lettore italiano. S'intende per un lettore
+paziente, come il mio, di cui sopra.
+
+Ciò posto, venga il sullodato lettore con me. Dal _boulevard des
+Italiens_ si svolta nella _chaussée d'Antin_, dove abita il Gambetta,
+con la sua _République_ _française_. In capo alla strada è la piazza,
+la prateria a forma di scavo e la pagoda della Trinità; ma noi non
+entreremo in chiesa; svolteremo a sinistra, per andare alla stazione
+di San Lazzaro, scalo famoso della ferrovia _de ceinture_, donde ogni
+giorno, quando c'è aperta l'Assemblea nazionale, partono i treni
+parlamentari per alla volta di Versaglia. Chi lo avesse mai detto a
+Luigi XIV!
+
+Andiamo, già lo indovinate, a Versaglia. Si può infatti, dimenticare
+un visibilio di cose, tra belle e strane, che adornano Parigi e i suoi
+pressi; ma Versaglia non può lasciarsi da banda. È stata la sede della
+monarchia, dopo il Louvre e prima delle Tuileries, per un periodo di
+tre regni, interrotto soltanto da una reggenza, che abitò in Parigi,
+al _palais Royal_, e fece le sue miserabili prove nella famosa via
+Quincampoix. Da Luigi XIV, che ha edificata la reggia di Versaglia a
+Luigi XVI, che ne è uscito, per andare, di debolezza in debolezza,
+fino alla piazza della Rivoluzione, Versaglia è stata il teatro di
+tutti i grandi ricevimenti, di tutte le feste, ed anche di parecchie
+brutture de' suoi regali padroni. Laggiù la stolta revoca dell'editto
+di Nantes, per compiacere alla signora di Maintenon e ai gesuiti;
+laggiù l'infame _Parc aux cerfs_, una specie di Capri, nascosta tra i
+faggi e gli ontani, che non ebbe poca parte nella rovina dei
+Capetingi. Luigi XVI doveva espiare i falli de' suoi antecessori e
+lasciare la testa su quella medesima piazza, dove si era festeggiato
+ventitrè anni prima il suo matrimonio con l'_Austriaca_. Era finita
+pel fasto di Versaglia, quando le donne del popolo di Parigi andarono
+in processione tumultuaria fino alla cancellata della Corte di Marmo.
+Ma, anche prima, i reali di Francia incominciavano a non trovarsi bene
+in mezzo a quel fasto. Maria Antonietta amava sopra tutto un villino,
+ascoso nel bosco, il piccolo Trianon, graziosa fabbrica italiana, ad
+un piano e mezzo, con cinque finestre di facciata, e le cucine mezzo
+affondate nel suolo. La regina e le sue dame, semplicemente vestite di
+percallo bianco, passavano le loro giornate in quel luogo, ricamando,
+giuocando, o fingendosi contadine e adempiendo allegramente gli uffici
+di quello stato, così bello nei quadri di Boucher e di Watteau.
+Immaginate che idillio, in riva a quel laghetto, in cui si specchia
+ancora la celebre casetta svizzera! Vedendo il piccolo Trianon, e
+pensando alla vita tranquilla di quella regia lattaia, il cui marito
+fabbricava toppe o scriveva trattati di fabbroferraio, ricorre alla
+mente il frusto paragone della calma che precede.... quel che sapete.
+
+Versaglia non è più una reggia; è da quarant'anni un museo. «_A toutes
+les gloires de la France_» ci scrisse su quel povero Luigi Filippo,
+che le rispettò tutte, le ospitò tutte, anche richiamandole
+dall'esilio, ma ebbe, a quanto pare, il torto gravissimo di non
+aggiungerne abbastanza di sue. La guerra d'Africa non doveva servire
+ad altro che a formare i generali per un'altra dinastia.
+
+Quelle glorie ci son tutte davvero, nel palazzo di Versaglia,
+rappresentate nel marmo, o sulla tela, da tutti i grandi uomini e da
+tutte le vittorie della Francia. I monarchi ci hanno i loro ritratti,
+in una sequela non interrotta, da Clodoveo a Napoleone III; i
+contestabili, gli ammiragli, i marescialli, i guerrieri famosi, gli
+uomini di Stato, si mescolano coi poeti, cogli artisti e con le
+donnine belle. _Cherchez la femme_. E a Versaglia non occorre nemmeno
+cercarla; si trova su tutte le pareti. Curiosa, che, frammezzo a tanti
+ricordi monarchici, facciano capolino anche i repubblicani! Camillo
+Desmoulins mostra la sua faccia arguta davanti al ritratto della
+Pompadour; Gian Giacomo Rousseau, fresco ancora di tutta la sua
+gioventù, dimentica le Charmettes, e madama di Warens e il collega
+Anet, davanti ad una Diana di Poitiers, che si è fatta ritrarre in
+abito da bagno antico, quello della sua divina omonima, quando Atteone
+portò in fronte la pena di aver troppo curiosato tra i rami.
+
+Come sapete, anche la repubblica odierna è rappresentata a Versaglia;
+ma non da ritratti, poichè ogni giorno ci vanno gli originali. La
+rivolta della Comune aveva fatto andare laggiù l'Assemblea
+costituente, al suo ritorno da Bordeaux; un meschino puntiglio ce l'ha
+fatta rimanere, con grande rammarico di Parigi e con noia anche più
+grande dei signori deputati. Salvo uno o due ministeri, non c'è ombra
+di autorità costituita; il governo parlamentare ci arriva in convoglio
+a mezzodì e ne riparte alle sei. La politica francese si fa con due
+ore di perdita al giorno, andata e ritorno compresi. Se è vero che il
+tempo è moneta, questa forma di governo è troppo cara e bisognerà
+cambiarla. I giornalisti di Parigi, costretti a fare ogni giorno come
+i rappresentanti della Francia, sperano, o temono, secondo i casi e
+gli umori, che possa aver fine col Settennato. Ma quando finirà il
+Settennato? C'è chi ne prevede la morte volontaria dopo le elezioni
+senatorie, il cui esito dovrà assicurare la repubblica conservatrice e
+rimandare gli ultimi rurali con Dio. Se ciò si avvera, non passerà
+molto che il Senato e l'Assemblea voteranno il ritorno puro e
+semplice; quello al Lussemburgo, questa al Corpo Legislativo.
+
+_Pour le quart d'heure_, si tira avanti col provvisorio. La Camera dei
+deputati è allogata in un cortile, raffazzonato alla meglio. La sala è
+fredda, ma per contro non bella. Belli, ma freddi, i corridoi che
+mettono all'aula, in mezzo a due file di statue, che sole non hanno
+bisogno di caloriferi. Neanche i quadri avrebbero bisogno di fumo,
+specie di quello del sigaro; eppure, la _buvette_ e il fumatolo sono
+stati impiantati in alcune sale elegantissime, le cui pareti si vedono
+ancora tappezzate di quadri, alcuni dei quali di gran pregio
+artistico, e tutti di molta importanza storica.
+
+Meglio alloggiati i senatori, nel grazioso teatro edificato da Luigi
+XV per la signora di Pompadour, che morì cionondimeno senza vederlo
+finito. In questo teatro, che s'inaugurò per le nozze di Luigi XVI col
+_Perseo_ di Lulli, con l'_Atalia_ di Racine, col _Tancredi_ e con la
+_Semiramide_ di Voltaire, si diede nel 1789 il malaugurato banchetto
+delle guardie del corpo al reggimento di Fiandra, donde vennero tutti
+i guai della famiglia reale.
+
+Quella festa, a cui erano stati invitati gli ufficiali della guardia
+nazionale di Versaglia, aveva un intento riposto, di rinfiammare la
+devozione degli ufficiali del reggimento di Fiandra, da pochi giorni
+arrivato colà. Una mensa di trecento posti, in forma di ferro di
+cavallo, era collocata sul palcoscenico; nell'orchestra erano le
+musiche dei due corpi; i soldati, che avevano fatto lega, stavano in
+platea; molti spettatori, senza mestieri di biglietto d'ingresso,
+erano stati ammessi nei palchi. Alle frutte, il re e la regina,
+accompagnati dal Delfino e da sua sorella, apparvero dal palco reale,
+nel punto che l'orchestra suonava l'aria: «_O Richard, o mon roi,
+l'univers t'abandonne_». Le accoglienze furono entusiastiche.
+L'orchestra allora mutò registro, suonò un'aria del _Disertore_,
+notissima allora: «_Peut-on affliger ce qu'on aime?_» Palco scenico e
+platea andarono in visibilio; parecchi militi della guardia nazionale,
+spregiando la loro assisa, rivoltarono le coccarde tricolori. La
+moltitudine, briaca della sua propria allegrezza, ricondusse la
+famiglia reale ne' suoi appartamenti. L'esaltazione era al colmo; si
+ballò sotto le finestre del re, gridando tutti gli _abbasso_ analoghi
+alla circostanza e tutti i _morte_ più furibondi ai nemici del trono.
+
+Ma pur troppo quella scenata (chiamiamola così) doveva avere il suo
+contraccolpo a Parigi. Si esagerò forse lo scopo del banchetto e la
+parte attiva che ci aveva presa la regina; le minacce contro
+l'Assemblea furono raccolte e commentate; la carestia, che in
+quell'inverno aveva ridotto troppa gente alla fame, non era certamente
+consigliera di prudenza nè di magnanimità. Il banchetto si era tenuto
+il 1.° ottobre; la mattina del 6 il popolo, aizzato da' suoi
+sobillatori, accompagnato dal Lafayette, che voleva moderarlo, prese
+la via di Versailles, si condusse a furia sotto le mura del castello e
+penetrò nella Corte di marmo.
+
+Maria Antonietta, a cui, ne' gravi momenti, non venne mai meno
+l'ardire, si presentò alla folla, da un verone del primo piano,
+accompagnata dal Delfino e da madama Reale.--_Non vogliamo
+bambini!_--gridarono mille voci sdegnate; e la regina, sfidando il
+pericolo che le era chiaramente presagito da quel grido feroce,
+rimandò i suoi due figli, inoltrandosi da sola verso il popolo, come
+una vittima consacrata alla morte. Ed era tale davvero. Lafayette,
+avvicinandosi a lei, poteva proteggerla per allora col lustro della
+sua fama. Il re, chiamato a sua volta, e accolto col grido: «venga a
+Parigi» potè rispondere che si sarebbe volentieri commesso, con la
+moglie e coi figli, alla guardia de' suoi fedelissimi sudditi. Ma
+quella pace piena di rancore, quella partenza immediata per Parigi,
+che dava alla moltitudine la misura del poter suo e della obbedienza
+paurosa del suo re, segnavano la condanna di morte per Luigi Capeto,
+per l'Austriaca e pel lupicino reale. Perchè _lupicino?_ Forse per
+dire con una sola parola e per via di contrapposto che i _delfini_,
+animali d'acqua salsa, non si ammettevano più.
+
+La carovana partì da Versaglia quel giorno medesimo, 6 ottobre 1789,
+al tocco dopo il meriggio. Si racconta che, passando per una galleria
+del palazzo, davanti ad un ritratto di Carlo I d'Inghilterra, Luigi
+dicesse, quasi divinando il futuro: «Il mio destino sarà come il suo».
+Da quel giorno il castello di Versaglia rimase disabitato. Ci andarono
+tratto tratto, in occasione di qualche festa, i sovrani che ebbe
+ancora la Francia, dopo la sua grande rivoluzione. Luigi Filippo, per
+esempio, quando ebbe fondato il museo nazionale di Versaglia, lo
+inaugurò col _Misantropo_ di Molière, due atti di _Roberto il Diavolo_
+di Meyerbeer e una commedia di Scribe, rappresentati nel teatro di
+Luigi XV. Ma il figlio di Filippo Eguaglianza non si trovò bene colà.
+Troppi ricordi lo molestavano; e tra i ricordi, qualche rimorso.... di
+famiglia. Nel 1848, scacciato anche Luigi Filippo, i membri del
+Governo provvisorio, ordinarono in quel teatro un concerto; la guardia
+nazionale, forse per purificarlo dalle memorie di poco civismo della
+sua antenata del 1789, ci ballò anche lei, ma senza regine di sangue,
+e per iscopo di beneficenza. Napoleone III ci convitò il 25 luglio del
+1855 la regina Vittoria, il principe Alberto e i loro figli, ad una
+cena sontuosa. Si cenò nel palco reale, diventato, per quella
+occasione, imperiale. Dopo di che, buio pesto, fino alla prima seduta
+del Senato, che ci stona abbastanza, forse per amor di contrasto colle
+armonie di Lulli e di Meyerbeer.
+
+Mi avvedo di essere già dentro a Versaglia, mentre il mio posto era
+accanto a voi, nella stazione di San Lazzaro. Abbiate pazienza; la
+fantasia correva innanzi con la rapidità dell'elettrico. Fate conto
+che sia andata a prepararvi gli alloggi; io torno indietro per
+ripigliare la strada.
+
+
+
+
+XVI.
+
+Dintorni di Parigi.--_Super flumina Babylonis_.--Una città di
+villeggiatura.--Il capolavoro del Mansart.--Sinfonie del
+Rossini.--Arte e natura.--Si dice male di Luigi XIV.--Le vecchie
+cronache--Adulazione bizzarra.
+
+
+Si può andare a Versaglia, anche passando dalla riva sinistra della
+Senna. Parigi ha due scali di partenza per Versaglia, e, perchè le due
+linee ferrate non si congiungano strada facendo, ne viene che
+Versaglia abbia due scali d'arrivo; _tout comme à Paris_, dicono i
+Versagliesi, non senza un miccino d'orgoglio.
+
+La strada, sia che andiate per la riva destra, sia che andiate per la
+riva sinistra, è incantevole; tutta in mezzo a villini bianchi e
+rossi, coi tetti a capanna, castelli in miniatura, ascosi come nidi di
+scriccioli tra le siepi, colmi di case che si direbbero aggruppate a
+forma di città da un fabbricante di balocchi di Norimberga; e sempre
+in vista della Senna, che si divalla lì presso, in un ristretto
+orizzonte, con le sue rive incoronate di salici. _Super flumina
+Babylonis_; è proprio il caso. Colori dominanti del paese, il bianco
+latteo delle casine, il rosso mattone dei tetti, il verde tenero della
+frappa; aggiungerete l'azzurro pallido del cielo, quando è sereno, e
+avrete una campagna, che può benissimo non apparir bella nei quadri,
+una campagna a cui mancano le tinte vigorose e i riflessi dorati
+dell'italiana, ma che riposa l'occhio e contenta lo spirito. Per
+viverci, per dimenticarcisi ed essere dimenticati, che cosa si domanda
+di più?
+
+Le stazioni sono graziosine; casette da due piani, attorniate,
+accarezzate, prese d'assalto da famiglie di piante rampicanti, aperte
+nel mezzo da una gran sala d'aspetto, che durante l'inverno si chiude
+tutta con una grande invetriata. Gente, in queste oasi ferroviarie,
+pochina; se non fosse lo _chocolat Mènier_, o un _Pas de concurrence
+possible_, che vi perseguita anche là, coi suoi cartelloni luccicanti,
+vi credereste d'essere in capo al mondo, non alle porte di Parigi.
+Ecco Saint Cloud; nessuna magnificenza vi annunzia la vicina residenza
+imperiale; il castello vi è nascosto all'occhio da un poggio, o da una
+piccola macchia. Sèvres, là in fondo alla valle, non vi lascia
+intendere dove siano le sue fabbriche di porcellane, celebrate nel
+mondo. Passando per Asnières, vorreste riconoscere il villino di
+Margherita Gauthier; ma non c'è caso, i villini si seguono e si
+rassomigliano tutti, nella piccolezza, nella grazia, direi quasi nella
+discrezione con cui vi mostrano, o vi nascondono, la felicità dei loro
+penetrali. Perfino Versaglia, la fastosa Versaglia, dove arrivate
+finalmente, scendendo da una stazione che vorrebbe parere grandiosa,
+non vi lascia indovinar nulla de' suoi regali tesori. È una città di
+provincia, o, per dir meglio, malgrado la contraddizione apparente,
+una città di campagna, di villeggiatura. È nata sotto Luigi XIV, non
+lo dimentichiamo; e quando il re Sole abitava il palazzo edificato a
+lui dal Mansart, non si poteva mica alloggiare tutta la corte entro i
+cancelli della reggia. La città è debitrice della sua esistenza ad un
+rigurgito, ad uno stravaso, di quella reggia pletorica. Strade larghe
+e vuote, viali alberati in cui non si vedono quattro persone a
+diporto, palazzi grigi che paiono caserme e che hanno l'aria di non
+conoscersi l'un l'altro, agglomerazione di solitarii, ecco la città,
+come si presenta oggi all'occhio del forastiero. Ci sono parecchie
+trattorie, il che a tutta prima vi farebbe credere che almeno la
+popolazione avventizia dei senatori, dei deputati o dei curiosi, può
+in certe ore del giorno simulare lo spettacolo d'una città viva. Ma
+non è vero niente; senatori, deputati e curiosi vengono qua dopo aver
+fatto colazione, aguzzano il loro appetito e lo riportano a Parigi.
+Solamente a Parigi si trovano il _pied à la Saint-Menéhould_ e la
+_sôle au gratin_, che levano tant'alto la cucina francese al cospetto
+delle nazioni. E i trattori di Versaglia aspettano invano la folla; i
+ragni della città cenobitica ci rimettono la spesa e la fatica della
+tela.
+
+Con me ha fatto meglio le cose sue un fiaccheraio, che, allungandomi
+di non so quanti chilometri la via dalla stazione al castello, mi
+persuase a salire nel suo trespolo, e poi, in quattro minuti di corsa,
+mi depose sulla piazza grande, davanti al famoso cancello. Diedi un
+mesto pensiero a due lire sprecate e mi guardai d'intorno. La piazza è
+fatta a pendìo; due caserme da un lato, e in mezzo ad esse il gran
+viale che mette a Parigi, chi voglia andarci in carrozza; dall'altro
+il cancello lunghissimo, che custodisce la Corte di marmo. Questa
+Corte, fiancheggiata da palazzi di vario stile, che si vanno
+restringendo a mano a mano, toglie maestà all'edifizio principale, che
+si scorge nel fondo. E questa, domandate tra voi, è questa la gran
+reggia di Luigi XIV? No,--vi potrebbe rispondere un cicerone di
+piazza, se udisse la vostra domanda interiore;--quello è il palazzo
+edificato da Luigi XIII e conservato, incastonato dall'architetto
+Mansart nel palazzo dieci volte più vasto, che sorse per volontà del
+figliuolo.
+
+Del resto, bisogna entrare in quel palazzo più antico, per vedere che
+la residenza campestre del marito d'Anna d'Austria è bella anch'essa
+di molto e meritava di sopravvivere. Bisogna poi uscir fuori,
+dall'altra banda del palazzo vecchio e del nuovo, vedere così in di
+grosso i piazzali, le terrazze, i giardini sterminati, voltarsi
+indietro a contemplare quella lunga e nobilissima facciata, tutta
+portici e colonne, per rimanere stupefatti, o, a dirla volgarmente,
+rintontiti. Questa gran fabbrica, questo capolavoro del Mansart, non
+ha rivali nel mondo. Lo spazio aiuta a dargli rilievo, e forse una
+cosa simile si poteva fare soltanto qui, dove c'era la libertà dello
+spazio. Doveva esser così la _Domus aurea_, fabbricata da un Luigi XIV
+dell'antichità (Nerone, se permettete), quella Domus aurea che dal
+Palatino giungeva all'Esquilino, attraversando la Velia. Ma la casa di
+Nerone bisogna raffigurarsela con la fantasia; qui abbiamo la realtà.
+Quelle linee eleganti e maestose ad un tempo, quella prospettiva di
+viali e di statue, di vasche e di laghi, vi comprendono di meraviglia
+e di piacere, come è naturale che avvenga, quando il concetto della
+grandiosità non si scompagna da quello dell'armonia. Ho pensato qui,
+senza il menomo desiderio di trovare un paragone, ho pensato alle
+sinfonie del Rossini, a quelle musiche così fitte e così chiare, così
+severamente architettate, eppure così piene di fioriture, così strette
+alla misura, così ricche di varietà.
+
+In questa fusione (non confusione) di generi, consiste per l'appunto
+il sommo dell'arte. A Versaglia l'eleganza e la magnificenza si
+sposano; cioè, si sono sposate e vivono da dugent'anni in fortunata
+armonia. Oltrepassate quel terrazzo e quella spianata; quindi,
+voltatevi indietro. Il palazzo non è più un palazzo; ha l'aspetto d'un
+tempio greco, ingrandito una ventina di volte, che biancheggia tra due
+timide masse di verde e sotto un padiglione d'azzurro. Per una volta
+tanto, l'architettura francese ha abbandonato que' suoi tetti rilevati
+a cono; abbiamo dei tetti all'italiana, mascherati per giunta da un
+attico che corre per tutta la lunghezza della cornice. Voltatevi
+ancora e guardate quel viale, anzi meglio, quei viali interminabili,
+accompagnati da quelle statue e da que' vasi monumentali di marmo,
+interrotti da quei laghi, da quelle fontane, orlati da quelle siepi
+gigantesche; che cosa immaginare di più grandioso e tuttavia di meno
+fastoso, di meno opprimente! L'arte ha soggiogato la natura, ma con
+garbo e quasi per fargli piacere; la verdura, stagliata in larghe
+messe simmetriche, ma senz'ombra di tirannia, si armonizza coi
+monumenti disseminati a profusione da per tutto; lo stesso orizzonte,
+imprigionato tra quelle digradazioni sapienti, o sia perchè non offre
+linee spezzate alla vista, o sia perchè la grandezza dell'opera
+artistica è stata condotta a non parer da meno di quella della natura,
+si acconcia volentieri alla servitù, obbedisce senza sforzo, par
+libero.
+
+Era questo che voleva Luigi XIV? Non so, credo anzi che egli in tutti
+questi accorgimenti non ci abbia nulla a vedere. Se un architetto gli
+avesse detto che l'orizzonte, in materia di prospettiva, ha i suoi
+diritti, avrebbe forse risposto a quell'architetto: «_l'horizon c'est
+moi._» Diciamo dunque: fu un uomo potente, che seppe volere una bella
+cosa per appagare il suo fasto, la sua boria di nuovo Sesostri, e
+ottenne, grazie all'ingegno del Mansart, un'ottava meraviglia, su cui
+era giusto che stampasse il suo nome, perchè era lui che snocciolava i
+quattrini. Mi domanderete da che casse li pigliava, se non forse da
+quelle dello Stato. Ma il gran Luigi vi risponde per me, come ha
+risposto al Parlamento: «_l'Etat c'est moi._» Vedetelo dipinto almeno
+un centinaio di volte, in tutti i quadri che illustrano i grandi fatti
+del suo regno. In quelle fredde e vuote composizioni, non è in luce,
+non è in vista che lui. Volete l'assedio d'una città nemica? Eccolo;
+il re Sole a cavallo, che visita una trincea. Il famoso passaggio del
+Reno, per cui s'innalzarono archi di trionfo a Parigi? C'è anche
+quello, rappresentato da una campagna grigia, nel cui fondo non si
+vede più nulla, ma sul cui primo piano spicca un cavaliere, circondato
+da due o tre generali che paion valletti. È il re Sole, che vi guarda
+colla coda dell'occhio grifagno e sembra che voglia dirvi: «_le
+passage du Rhin... c'est moi._» È lui, sempre, è lui ogni cosa;
+fulmine di guerra, redivivo Pelide, tutti i guerrieri dell'antichità
+possono andarsi a riporre;
+
+ Non illi quisquam bello se conferet heros.
+
+Ma di Luigi XIV e della sua boria mi occorrerà di parlare più oltre.
+Sbrighiamoci da quattro cenni di storia. C'è anzi tutto il nome di
+Versaglia, che domanda uno schiarimento. Or dunque, dovete sapere che
+nelle vecchie cronache si parla di un Ugo de Versaliis, contemporaneo
+dei primi re Capetingi, il quale possedeva in questo luogo la sua
+bicocca feudale, non avendo altro vicinato che la prioria di San
+Giuliano, la cui campanella era la sola che rompesse di tanto in tanto
+i silenzi della vallata e probabilmente anche i timpani del sullodato
+cavaliere. Nel secolo XVI, l'ultimo feudatario di Versaglia, un
+Marziale di Léomenie, per cansare la strage di San Bartolomeo, si
+raccomandò al signor di Gondy, maresciallo di Retz, facendogli dono di
+tutti i suoi beni; il che non tolse che il bravo maresciallo lo
+facesse scannare, e un 28 d'agosto, ricorrendo la festa di San
+Giuliano, si facesse riconoscere _seigneur de Versailles_, prendendo
+sotto il baldacchino della prioria il posto dello sventurato Marziale.
+
+Ignoro come fruttasse al Gondy quella roba di mal acquisto. So invece
+che Luigi XIII, il quale andava spesso a caccia da quelle parti, e
+trovava riparo in un mulino, diventato il suo quartier generale,
+commise all'architetto Lemercier di fabbricargli colà un palazzo di
+campagna. Fu quel medesimo palazzo che il Mansart incastonò più tardi
+nella sua costruzione, quando a Luigi XIV piacque di avere un alloggio
+suo, proprio suo, sbalorditoio, come la fama, la grandezza, la
+magnificenza, che egli si figurava di avere.
+
+Ingannato, dopo tutto, guastato dalle lodi d'un secolo cortigiano,
+come dalla fortuna che un italiano, il Mazzarino, aveva preparata al
+suo regno! Non era forse per lui che un uomo come il Boileau scriveva
+il verso curioso:
+
+ Grand roi, cesse de vaincre, ou je cesse d'écrire?
+
+
+
+
+XVII.
+
+Scorribanda capricciosa.--La chiesetta.--Una celia di soldato.--_Les
+dames de beauté._--Dinastie a olio.--Marescialli di Francia.--Filosofi
+e belle donne.--Ricordi storici.--Grandi uomini a migliaia.
+
+
+Ci vorrebbe un volume, non che una o due lettere, a prender nota di
+tutte le cose memorabili di Versaglia, e dei ricordi che destano. Se
+avessi il tempo e la voglia di fare il volume, mi riuscirebbe un
+catalogo, che nessuno di voi si sentirebbe la voglia, o avrebbe il
+tempo di leggere. Un'occhiata al complesso, dunque! Ma come si fa? Son
+centinaia e centinaia di sale, migliaia e migliaia di quadri; memorie
+di tutti i regni, di tutte le dinastie, di tutte le grandezze e di
+tutte le miserie. Altro che occhiate al complesso! L'unica cosa che si
+possa fare è una scorribanda capricciosa, con tre quattro fermate, per
+ricogliere il fiato.
+
+Incomincio da una fermata. La merita davvero, quantunque il fumo delle
+candele mi dia al naso, la merita davvero quella graziosa chiesetta
+del Mansart, costrutta sotto il regno della Maintenon, sulle rovine di
+una elegantissima grotta di Teti, che era stata decorata dal Girardon
+e cantata dal Lafontaine. Non vi parlo dei matrimonii principeschi e
+regali che vi furono celebrati; penso alla burletta del Brissac e non
+resisto alla tentazione di raccontarvela.
+
+Luigi XIV, diventando vecchio, s'era fatto eremita; ogni giovedì ed
+ogni domenica andava in cappella, anche di sera, e voleva che tutti ci
+andassero. Le dame della Corte non se lo fecero dire due volte;
+dov'era il re si trovavano loro, e, per farsi meglio scorgere dal re,
+tenevano tanti torchietti accesi sui davanzali delle tribune, col
+pretesto di vederci chiaro nella stampa dei loro uffiziuoli. Il re,
+indisposto, faceva sapere che non andava in cappella? La divozione
+delle dame sbolliva issoffatto; non c'era caso di vederne più una al
+suo posto. Ora sentite che cosa facesse il Brissac, maggiore delle
+guardie del corpo, uno schietto soldato, a cui tutte quelle beghinerie
+urtavano i nervi. Una sera, sull'ora della benedizione, tutti i
+torchietti erano accesi nelle tribune; le dame, inginocchiate,
+aspettavano il re. Brissac si affaccia alla tribuna reale, alza il suo
+bastone di comando e grida: «Guardie del re, ritiratevi; il re questa
+sera non viene.» Indovinate il resto; le guardie se ne vanno, i
+torchietti si spengono, le dame spulezzano.
+
+Partite loro, il Brissac fa ritornare le guardie al posto.
+Sopraggiunge il re, si guarda intorno, e non tace la sua meraviglia,
+non vedendo nessuna delle dame di corte. Ma, finita la benedizione, il
+maggiore Brissac racconta arditamente al re la prova diabolica a cui
+aveva sottoposta la devozione delle signore. Luigi XIV, che ama il
+Brissac, finisce col ridere; ridono i signori del seguito, e ride, a
+farla breve, tutta la corte. Non le dame, intendiamoci. Il Brissac,
+con tutta la sua prodezza, non ardì più, dopo quella burletta, passar
+troppo vicino alle dame di corte. Sfidava le palle, il bravo maggiore;
+ma non si fidava delle unghie.
+
+Andiamo avanti per una galleria di scoltura. Ci sono cento e più, tra
+statue, busti e monumenti funebri, con figure marmoree, in mezzo alle
+quali si vedono quasi tutte le più celebri _dames de beauté_ della
+Francia. Nelle sale delle crociate, che vengono dopo, si hanno i
+Goffredi Buglioni, i Filippi Augusti e i San Luigi a tutte le salse.
+Notevoli in queste camere alcune reliquie storiche dei cavalieri di
+Rodi, mandate in regalo a Luigi Filippo dal sultano Mahmud; tra esse
+il mortaio di bronzo, che serviva di campana ai valorosi ospedalieri.
+Avanti ancora, e troveremo la sala dei sovrani di Francia, tutti
+effigiati sulla tela, dal solito Clodoveo fino a Napoleone III. C'è
+poco da ammirare, come arte; non c'è che l'interesse storico, e non
+per tutti, trattandosi di figure dipinte la più parte secoli e secoli
+dopo la sparizione degli originali dalla faccia della terra. Io ho
+cercato tra gli altri Filippo il Bello, e l'ho trovato.... brutto.
+
+Vi ho già detto delle sale degli ammiragli, dei contestabili e dei
+marescialli di Francia, tutte piene zeppe di ritratti. Di marescialli
+antichi mi ha colpito il conte Rantzau, bel giovinotto, a cavallo, con
+un occhio di meno e una gamba di legno. È quel Rantzau, sulla cui
+tomba fu scolpito questo grazioso epitaffio:
+
+ Du corps du grand Rantzau tu n'as qu'une des parts,
+ L'autre moitié resta dans les plaines de Mars;
+ Il dispersa partout ses membres et sa gloire,
+ Tout abattu qu'il fut, il demeura vainqueur;
+ Son sang fut en tous lieux le prix de sa victoire,
+ Et Mars ne lui laissa rien d'entier que le coeur.
+
+L'ultimo dei marescialli effigiati è il Niel, una nostra simpatica
+conoscenza di Solferino. Cito lui che chiude la serie, per ora; ma non
+mi fermo a nominarvi i più notevoli, perchè sarebbero troppi. In
+quattordici sale, che hanno tutte una storia, poichè servirono
+d'abitazione a principi e principesse della _maison de France_, ci
+sono tutti i generali che giunsero ad afferrare quel tal bastone,
+portato nel proprio zaino (secondo la notissima frase) da ogni
+semplice soldato. In altre sale attigue ci sono i guerrieri celebri,
+che morirono senza avere il bastone: Jean Bart, Duguay Trouin, il balì
+di Suffren, Hoche, Kléber, Desaix, Lafayette. Quanti nomi, quante
+glorie purissime! Che cosa ne avrebbe pensato, di questi ospiti nuovi,
+la signora di Pompadour, che proprio in questo sale ebbe il suo
+appartamento?
+
+Salite al primo piano; si passa in mezzo a due file di busti, tra i
+quali noto un Rabelais e un Descartes, due grandi filosofi, ma di
+scuola diversa. Avanti ancora, e c'è un visibilio di ritratti, dei
+quali uno mi ruba un quarto d'ora. Confesso la mia debolezza, ma ho
+dedicato un quarto d'ora a Madama Récamier, l'Egeria della
+Restaurazione, la più bella donna di Francia e Navarra, l'amica di
+Chateaubriand e del filosofo Ballanche. Questa perdita di tempo mi ha
+fatto stringere il passo nella grande, immensa galleria delle
+battaglie, dove di battaglie ne avete a bizzeffe, da quella di
+Tolbiac, vinta da Clodoveo, a quella di Wagram, vinta da Napoleone.
+Più lunge, ho veduto la camera da letto della signora di Maintenon, ma
+non ho più trovata la nicchia di damasco rosso e la poltrona di Luigi
+XIV, il quale assisteva ogni sera alla cena della marchesa, e alla sua
+andata a letto, per andarsene poi a cena e a letto anche lui, cinque o
+sei camere più in là.
+
+Uscite dall'anticamera della Maintenon, ed eccovi la sala _du Sacre_,
+così detta pel celeberrimo quadro di David, vastissima composizione
+che rappresenta l'incoronazione di Napoleone I e di Giuseppina. C'è
+anche la battaglia d'Abukir e il Giuramento dell'esercito nel Campo di
+Marte, quel giuramento, con distribuzione d'aquile imperiali, che
+seguì di tre giorni l'incoronazione suddetta. Nel mezzo della sala è
+il _Napoleone morente_ del Vela; un marmo che parla, e non occorre dir
+altro. Ancora due sale e i ricordi cangiano.... di dinastia. Siamo
+nella sala del biliardo di Luigi XVI; ma non c'è più il biliardo su
+cui Luigi metteva la sua posta di cinque lire, rispondendo ad un certo
+duca che si meravigliava della parsimonia del re:
+
+--Signor duca, scusatemi; voi giuocate il vostro denaro, io quello di
+tutti.--
+
+Andiamo avanti, e si torna indietro... due regni. Ecco gli
+appartamenti della signora di Montespan. Nessun ricordo piacevole; la
+signora di Montespan fu una bella antipatica. Amerei meglio trovare
+l'appartamento della povera madamigella De la Vallière; ma il cicerone
+non sa dirmi dove sia. Forse non c'è mai stato; forse la gelosa
+Montespan ne ha cancellate le tracce. Passo di corsa nella camera da
+letto dove morì Luigi XV, il Tiberio della Francia, che compendiò il
+suo regno nella cinica frase: «_après moi le déluge_» e giungo nel
+gabinetto del Consiglio, celebre per uno dei pochi tratti di nobiltà
+vera del re Sole. Qui infatti egli invitò il Molière, suo _valet de
+chambre_, a sedersi a tavola con lui, e gli servì di sua mano un'ala
+di pollo, per dare una lezione a tanti gentiluomini, che erano
+valletti di camera come il Molière, e tuttavia sdegnavano di sedere a
+mensa con lui, presso il _contrôleur de la bouche_.
+
+--Voi mi vedete occupato--disse Luigi XIV ai gentiluomini che erano
+venuti ad assistere alla sua colazione,--voi mi vedete occupato a far
+mangiare il nostro Molière, che ai miei valletti di camera non sembra
+una compagnia abbastanza buona per loro.--
+
+Segue la camera da letto del re, conservata tal quale, come era nel
+tempo suo, col letto parato di velluto cremisi trapunto d'oro, e tutto
+il rimanente degli arredi, costati dodici anni di fatica al
+tappezziere Simone Delobel, anche lui, come l'autore del _Tartuffo_,
+decorato del nome di valletto di camera. Accanto alla camera da letto
+è la sala dall'_Oeil de boeuf_, così detta da una finestra ovale nella
+parete, aperta per ottenerle più luce da una camera attigua. Ivi
+aspettavano i principi e i gran signori, ammessi alla felicità della
+levata e dell'andata a letto del re Sole. Si parlava a bassa voce, non
+si bussava agli usci, ma si grattavano gentilmente col sommo del dito;
+solamente agli uscieri era permesso di aprirli.
+
+Non lungi dall'_Oeil de boeuf_, da questa scuola di maldicenza
+raffinata della corte di Francia, sono gli appartamenti della regina.
+L'ultima che ci abitò fu Maria Antonietta. Il cicerone vi mostra la
+sala delle guardie, ove, nella giornata del 6 ottobre 1789, morirono
+tre soldati, tre eroi, Varicour, Durepaire, Miomandre de Sainte Marie,
+ottenendo, col sacrifizio delle loro vite, il tempo necessario alla
+fuga della regina negli appartamenti del marito e alle valide difese
+della guardia nazionale, che cacciò poi la moltitudine furibonda fuori
+del palazzo. Valore inutile, del resto, poichè i due scampati cadevano
+di Scilla in Cariddi!
+
+Andiamo via, non ci lasciamo impietosire. Dicono che bisogna punire le
+colpe degli uni fino alla quarta generazione, e trovar commendevoli i
+furori, sublime la libidine di sangue degli altri. Io dico invece con
+madama Roland: «_Liberté, que de crimes en ton nom!_» E passo oltre;
+anzi, salgo a respirare un'aria più pura nell'attico. L'attico, se nol
+sapete, è il piano sotto i tetti. È grande quanto gli appartamenti
+inferiori, contiene un centinaio di quadri rappresentanti battaglie
+navali, i ritratti di quasi tutti i regnanti europei del secolo XIX e
+di quasi tutti gli uomini politici più notevoli di Francia e
+d'Inghilterra; inoltre, più di duemila ritratti di personaggi
+meritamente illustri, e immeritamente noti, dal 1400 fino al tempo
+presente.
+
+Quanta storia, Dio buono! E dire che non c'impariamo mai nulla!
+
+
+
+
+XVIII.
+
+Una selva di spruzzoli.--Recessi ombrosi.--La casa di un
+egoista.--Irritazione di nervi.--Correzioni storiche a un cattivo
+dipinto.--Anna d'Austria.--Un bel madrigale.--Ricordo d'amore, raggio
+di sole.
+
+
+Me ne andrò da Versaglia senza aver visti i celebri zampilli e getti
+d'acqua, a cui si dà moto soltanto in certe occasioni solenni, e che
+vi trasformano i laghi di questa villa in una selva di spruzzoli. Ma
+anche senza questi giuochetti, i laghi di Versaglia sono belli a
+vedersi, coi loro cavalli marini e le loro divinità mitologiche
+folleggianti a fior d'acqua. Abbondano i recessi solitarii dottamente
+architettati e rivestiti di borracina, che invitano a sedere, anzi
+meglio, a sdraiarsi. Raccomando il bosco d'Apollo, una specie di
+Elicona, col suo fonte Castalio, presso una grotta, ove Febo sta a
+chiacchiera con le Muse, all'ombra di cento famiglie di erbe e
+d'arbusti, i cui rami spenzolanti vi dànno un senso di grata frescura.
+Io ho sentito una voglia matta di avere una palazzina in quel bosco e
+davanti a quella grotta; la qual cosa dimostrerà una volta per tutte
+ai malevoli che io non sono un uomo di pessimo gusto. Soggiungo per
+altro che, se non mi permettessero di fabbricare la palazzina nel
+bosco d'Apollo, mi contenterei di abitare mille passi più in là, nel
+piccolo Trianon, e alla più trista nel grande. Perchè son due, i
+Trianon, non troppo distanti l'uno dall'altro; e sono due, perchè non
+sono tre. Infatti, il loro nome ve lo dice: _tria non_.
+
+Quanto al palazzo, vedete la mia modestia, non mi sentirei di
+abitarci. Eppure, se c'è palazzo fatto a posta, direi quasi tagliato
+alla misura d'un uomo solo, è proprio questo. Nella sua sterminata
+grandezza si sente e si vede il carattere personale, la boria
+egoistica del suo fondatore, e questo sentimento, questa apparenza,
+non sono punto cancellati dalla trasformazione superficiale del
+palazzo in Museo e dalla ospitalità accordata «a tutte le glorie della
+Francia.»
+
+Vi ho parlato di quelle grandi tele che decorano, deturpano, secondo i
+gusti, le pareti di troppe sale, ripetendo a sazietà, anzi fino alla
+nausea, le dure fattezze e gli atteggiamenti da ballerino del gran re
+Luigi XIV. Ce n'è uno, tra questi, che m'ha urtato maledettamente i
+nervi. Immaginate per fondo del quadro una sala, che riconoscete
+subito, per averla veduta lì presso e averla sentita chiamare _la
+grande galerie_; da un lato è Luigi sul trono, seduto, col cappello in
+testa, la mazzetta tra le dita e le braccia comodamente appoggiate.
+Principi e grandi signori stanno in piedi ai due lati del trono. Nel
+mezzo del quadro è un vecchio, vestito d'un'ampia toga, che, già
+saliti i tre gradini del palco, s'inchina profondamente, col berretto
+nella mano sinistra e accostandosi la destra al petto, quasi in atto
+di picchiare e di dire _mea culpa_. Dietro a lui, ma ancora sul
+pavimento della sala, quattro personaggi in toga, e nello stesso
+atteggiamento del primo, su cui sembrano modellarsi intieramente.
+Dietro a loro un mastro di cerimonie; nel fondo cinque o sei figure di
+cortigiani, che ci sono probabilmente come saggio d'un numero
+maggiore, affollato nella gran sala dei ricevimenti reali.
+
+A tutta prima non mi ero commosso. Ne avevo veduti già tanti, di quei
+quadri, neppure commendevoli come opere d'arte, che, guardatolo appena
+alla sfuggita, muovevo già il passo per seguitar la mia strada. Ma il
+cicerone proprio allora mi disse:--_Le doge de Gênes venant faire ses
+excuses...._--
+
+Rizzai la testa, trattenni nelle dita la voglia d'uno scappellotto,
+che avrebbe messo a soqquadro il palazzo e forse m'avrebbe fatto
+accoppare da tutte le glorie della Francia, mi volsi di nuovo al
+quadro e guardai la scena che vi ho brevemente descritta. Molte cose
+mi dispiacevano nel dipinto; ma erano storiche e ci voleva pazienza.
+Per altro, una non era storica, e mi parve sconveniente che il gran re
+l'avesse lasciata dipingere da' suoi impiastratori di tela. Che cosa
+significava quel re seduto e col cappello in testa, davanti al doge di
+Genova, che aveva salito in quel punto i tre gradini del trono? Apro
+le memorie del tempo, scritte in Francia, da francesi, e trovo che,
+alla vista del doge, il re si coperse e invitò il doge a coprirsi;
+solo i quattro senatori stettero a capo scoperto. Le memorie
+aggiungono che il doge fece un discorso giusta i termini del trattato;
+che il discorso fu umile, ma colui che lo pronunziava fu costantemente
+dignitoso e fiero; che solo quando ebbe finito di parlare si scoperse
+il capo, salutando, e gli fu risposto con pari cortesia.
+
+Apro le storie genovesi e trovo quest'altro racconto, che ben
+s'accorda col primo. Passati il doge e i senatori da Parigi a
+Versaglia, furono sul principio introdotti nell'appartamento degli
+ambasciatori; quindi, vestiti delle toghe che solevano portare nelle
+occasioni solenni, salirono, con cento cavalieri del loro seguito, per
+la gran sala, ove facevano spalliera i cento svizzeri della guardia
+del corpo, armati d'alabarde. In cima della scala, quattro gradini a
+basso (notate esattezza minuziosa del cronista!), si trovò il
+maresciallo duca di Duras, capitano della guardia del corpo, vestito
+«in abito nero di complimento, all'italiana,» il quale, avendo
+inchinato il doge, si avanzò a facilitargli il passo in mezzo alla
+moltitudine dei cortigiani, che ingombrava le scale, gli atrii e
+l'appartamento regio. Entrato il doge nella sala, ov'erano sotto le
+armi i moschettieri, proseguì per diverse stanze fino alla grande
+galleria, a capo della quale stava il re, con monsignore il Delfino a
+destra e il duca d'Orléans a sinistra.
+
+«Era la galleria, per quanto capace e vasta, così piena di personaggi
+e di nobiltà dell'uno e dell'altro sesso, che non fu possibile al doge
+e ai senatori di arrivare così presto alla presenza del re; onde più
+volte il re stesso, levatosi in piedi, con la mano e con la voce fece
+segno che s'aprisse la strada, nè bastando questo, calò i due gradini
+del trono e fece mostra di battere con la picciola canna che aveva in
+mano. Ma essendo finalmente il doge arrivato _in vicinanza_ del trono,
+dopo di aver salutato il re, _che lo attendeva in piedi_, si coprì.
+Indi il medesimo doge, voltatosi dall'una e dall'altra banda per
+vedere se i quattro senatori erano a' suoi fianchi, si levò di nuovo
+la berretta, _come fece il re il cappello_; ed essendosi _l'uno e
+l'altro_ ricoperti, il doge con pari energia e franchezza proferì il
+seguente discorso.»
+
+Ommetto il discorso e la risposta del re, ommetto i complimenti fatti
+separatamente da questo ai quattro senatori; ommetto le nobili
+accoglienze avute dai poveri, ma non umili, inviati di Genova, presso
+i principi e le principesse _del sangue_. Riferirò soltanto che Luigi
+XIV «rimase così preso dalle maniere del doge (Francesco Maria
+Imperiale Lercaro) e insieme così soddisfatto dell'abbondante miniera
+di scienze varie, speculative e pratiche, che trovò in lui, che fu
+udito più volte commendarlo tra' suoi; e dire, in riguardo della
+straordinaria franchezza mostrata nella prima udienza dal medesimo
+dogo nel profferire l'orazione, che «egli aveva parlato con riverenti
+espressioni, ma con aria e portamento da principe.»
+
+Così Filippo Casoni, che attinse alle fonti vive. Un altro manoscritto
+di quel tempo narra che il trono era «alzato solamente di due gradini»
+e aggiunge che essendo ito il doge a deporre l'abito cerimoniale, e
+avendo indossato un abito color violetto, sedette a mensa «su d'un
+_fonteglio_.» Altri, nello stile d'allora, avrebbe voltato il francese
+_fauteuil_ in «sedia d'appoggio.» Ma non badiamo a queste minuzie e
+seguitiamo col manoscritto. «Molte dame, delle principali della Corte
+e delle più qualificate, erano accorse a veder pranzare il Duce e gli
+facevano corona all'intorno, quando, essendogli presentato il
+_dessert_, le regalò dei più bei frutti della tavola. Fece in appresso
+il Duce una visita privata al re; stette coperto con esso in discorso,
+con dimostrazione di particolar gradimento.»
+
+In Parigi e in Versaglia il doge Lercaro e i senatori, che furono
+Giannettino Garibaldo, Agostino Lomellino, Paride Salvago e Marcello
+Durazzo, godettero di quei divertimenti «che sogliono dare ai
+forestieri sì gran città e sì gran corte» e con speciale invito del re
+furono spettatori «dei giuochi meravigliosi delle acque ne' giardini
+reali.»
+
+Il re Luigi (sono gli storici di Francia che lo dicono) trattò il doge
+Lercaro con la squisita cortesia di cui si faceva una legge. I
+ministri Louvois, Croissy e Seignelay gli si mostrarono più arcigni;
+la qual cosa fece uscire il Lercaro in questa bella sentenza:
+
+--Il re, con le sue oneste accoglienze, ruba ai nostri cuori la
+libertà; i suoi ministri ce la rendono.--
+
+E qui viene a taglio di ricordare che il marchese dei Seignelay,
+avendo chiesto a Francesco Maria Imperiale Lercaro che cosa trovasse
+di più curioso a Versaglia, ne ebbe la memoranda risposta:
+
+--_C'est de m'y voir!_
+
+Raccontano a Genova che la frase fosse detta dal Lercaro ad un
+senatore della sua comitiva; e ciò forse per potersi servire del
+vernacolo genovese, che la rende in due monosillabi: _mi chi_. Ma gli
+scrittori francesi, a cui pare abbia fatto senso, la vogliono detta
+nella loro lingua, e il citare che fanno il Seignelay ad interlocutore
+del doge, m'induce a credere che abbiano ragione loro. Il marchese di
+Seignelay era stato col Duchesne al bombardamento di Genova, ed era il
+figlio di quel Colbert, che l'aveva a morte coi genovesi, per ragioni
+di rivalità commerciale. Con lui, nemico garbato, ma nemico
+riconosciuto, la malinconica ed altera risposta del genovese era
+proprio a suo luogo.
+
+È piuttosto fuori di luogo la lunga narrazione del fatto. Ma il
+lettore mi renderà giustizia in questo: che io, per amore di brevità,
+mi sono astenuto dal raccontare le cause, o per dire più esattamente i
+pretesti della guerra. Mi premeva soltanto di mettere in chiaro che
+quel dipinto orgoglioso è in qualche sua parte bugiardo. Ciò non muta
+il fatto delle scuse, non tempera il dolore del sopruso patito, lo so;
+ma infine, se è permesso ai popoli di essere gli artefici delle
+proprie disgrazie (e Genova, come tante altre città italiane, non è
+stata per questo riguardo con le mani alla cintola), è bello di
+conservare una certa maestà nella sventura e di meritare l'ammirazione
+degli stessi nemici. Specchiamoci in questo esempio, ma sopratutto
+adoperiamoci in guisa da non dover neanche lasciare di queste mezze
+consolazioni ai nepoti.
+
+Muto registro; se no, la politica invade. Prima di uscire da
+Versaglia, sono andato a salutare un'immagine cara alla mia
+adolescenza, e probabilmente anche alla vostra. Anche voi, da
+giovinetti, avrete letti (io li ho divorati senz'altro) i _Tre
+Moschettieri_, i _Vent'anni dopo_, il _Visconte di Bragelonne_; anche
+voi avrete fatto raccolta (io ne ho fatto a dirittura una razzìa) di
+tutti i libri che si riferivano ad Anna d'Austria. Intorno a quella
+figura di regina, senz'anima, forse, ma non già senza cuore, c'è tutto
+un ciclo di romanzi, come intorno al buon re Arturo della Tavola
+Rotonda. Li ho letti tutti quanti e riletti; tornerei forse a leggerne
+ancora, e a cercarne di nuovi, se non fossi stato a Versaglia e non
+avessi veduta l'eroina. Dio buono, che amaro disinganno! Dov'era
+andata l'Anna d'Austria delle cronache contemporanee, bella per donna
+e per regina, fatta per ispirare amore e rispetto, alta della persona,
+elegante di forme, cogli occhi verdi e trasparenti, la bocca piccina e
+vermiglia come un bottoncino di rosa, e i capegli lunghi, morbidi, di
+quel biondo muto, che dà tanto risalto alla bianchezza delle carni?
+Ahimè, sarà forse stato perchè avevo veduto poco prima la signora
+Récamier; ma il fatto sta che Anna d'Austria m'è scaduta un pochino. È
+bianca, sì; ha bianche e ben tornite le braccia e le mani, di cui era
+tanto orgogliosa; ma fermi lì, non c'è altro da ammirare. Povera la
+capigliatura; cortino il collo e le spalle ineleganti d'una bofficiona
+come se ne vedono tante; le labbra tumide senza grazia, gli occhi
+verdognoli senza trasparenza, il naso tirato e depresso alla radice,
+la fronte stretta e allungata, traente alla forma cucurbitacea, che
+era il carattere distintivo della famiglia; eccovi Anna d'Austria,
+quella donna che fu argomento di tanti fervidi amori e di tante
+gelosie feroci. Vedendola, ho sentito il desiderio di dirle: signora,
+perdonate, ma io non capisco più il duca di Buckingam.
+
+Eppure, no, non può essere che sia lei. Anna d'Austria, abbastanza
+disgraziata in quella sua vita, che ha da un capo Luigi XIII, il
+cardinal Mazzarino dall'altro, e l'ombra del cardinale di Richelieu
+nel mezzo, doveva aver poca fortuna anche col pittore, destinato a
+tramandarne le sembianze ai posteri. Dev'essere così; è certamente
+così. Arrotondo quella fronte con uno sforzo di fantasia, metto un po'
+di fosforo in quegli occhi, dò una toccatina a quel naso, alleggerisco
+quel collo; ed ecco l'Anna d'Austria della mia adolescenza, l'Anna
+d'Austria amata da Giorgio Villiers, duca di Buckingam, che fece tante
+sublimi sciocchezze per lei e a cui la vita fu interrotta da un colpo
+di pugnale, forse perchè non avesse a farne delle altre.
+
+Anna d'Austria amò Giorgio Villiers? Quanto e fin dove? L'hanno voluto
+sapere un po' tutti; ma Chamfort chiude la bocca a tutti, con una
+sentenza che vale tant'oro: «Intorno a questo negozio (egli scrive) la
+metà di ciò che si dice non è vero, e la metà di ciò che è vero non si
+sa.» Certo, la passioncella ci fu; non se ne fece mistero; divenne
+quasi uno scherzo familiare il rammentarla. Quando il cardinale di
+Richelieu presentò il suo segretario, Giulio Mazzarino, alla bella e
+vigilata regina, le disse sorridendo: «Voi lo amerete, signora; egli
+somiglia un pochino a Buckingam.»
+
+Sedici anni dopo la morte di Giorgio, e spariti anche dalla faccia
+della terra i due uomini che più fieramente l'avessero odiato, Anna
+d'Austria, allora ritirata a Rueil, incontrò in un viale il Voiture,
+suo poeta favorito. Costui veniva innanzi cogitabondo, o fingeva.--A
+che pensate?--gli domandò la regina.--Pensavo,--rispose il Voiture,
+rizzando la testa come un uomo che si sveglia,--pensavo....
+
+ Je pensais que la destinée
+ Après tant d'injustes malheurs
+ Vous a justement couronnée
+ De gloire, d'éclat et d'honneurs,
+ Mais que vous étiez plus heureuse
+ Lorsque vous étiez autrefois
+ Je ne veux pas dire amoureuse....
+ La rime le veut toutefois.
+ Je pensais (car nous autres poètes
+ Nous pensons extravagamment)
+ Ce que, dans l'humeur ou vous êtes,
+ Vous feriez, si, dans ce moment,
+ Vous avizies en cette place
+ Venir le due de Buckingam,
+ Et lequel serait en disgrace,
+ De lui, ou du père Vincent.
+
+Il P. Vincenzo era il confessore della regina. Anna d'Austria
+(racconta la signora di Motteville) non si offese dei versi; anzi, li
+trovò così belli, da volerne una copia, che custodì lungamente nel suo
+pensatoio.
+
+Ricordo d'amore in una triste esistenza; raggio di sole in un cielo
+tempestoso!
+
+
+
+
+XIX.
+
+Rassegna alla corsa.--Passeggiate e giardini.--Armi ed armature.--La
+casa degl'Invalidi.--Il soldato con la testa di legno.--Un rogo di
+trofei.--Napoleone I e la storia.--Dove andiamo?--Al _Père Lachaise_.
+
+
+L'Istituto, l'Accademia, l'Osservatorio, l'Università, la Sorbona, gli
+Archivii, la Scuola paleografica; ecco un bel numero di cose che
+vorrebbero essere attentamente studiate. Queste ed altre, che per
+amore di brevità non accenno neanche, son glorie vere e durevoli della
+Francia; parecchie di queste non hanno riscontro presso le altre
+nazioni: tutte concorrono a darlo il primato in quella che si potrebbe
+chiamare la distribuzione del pensiero moderno, agevolata dall'uso di
+una lingua che tutte le persone un po' colte, o parlano, o
+cincischiano, o almeno intendono, nelle cinque parti del mondo. Ed è
+naturale che sia così, poichè la lingua dei gallo-franchi, impastata
+di tanta romanità, favorita da tanti secoli di fortuna politica, è
+come l'anello di congiunzione tra le lingue nordiche e le meridionali
+d'Europa. Ma, tornando alle cose di cui sopra, io sono pur costretto a
+passarmene, perchè queste lettere non eccedano la misura della
+discrezione. Immaginando che siate stanchi di palazzi e di musei,
+lascio da banda il Lussemburgo, un Pitti parigino, col suo giardino
+maraviglioso, che fu tracciato pensando a quello di Boboli. Non vi
+trattengo neppure coi pochi avanzi romani di Parigi, nè coi molti
+medievali, tra cui l'elegantissima torre di San Giacomo e la severa
+cattedrale di Nostra Donna, che mi condurrebbero Dio sa dove,
+fors'anco a parlarvi dell'arte gotica; un'arte che io, mezzo pagano,
+ammiro grandemente, ma senza capirla poi troppo.
+
+Ci sarebbe da descrivere i giardini, i parchi, le passeggiate
+campestri, per cui Parigi è famosa. Infatti, le delizie di questo
+genere non si restringono tutte nel bosco di Boulogne e nei Campi
+Elisi. Per esempio, una lettera la vorrebbero per sè quelle amenissime
+_Buttes Chaumont_, gruppetto di colline, tra cui, da un avvallamento
+di verdura, si rizza una balza acuta, sormontata da una specie di
+Tempio della Sibilla, come nelle vicinanze di Tivoli. Ma la lettera
+non sarebbe che un esercizio di stile, da farsi ammirare, o accoppare,
+secondo i casi, e nell'uno o nell'altro, da non farsi capire. Io, già
+lo indovinate, non riuscirei che a farmi accoppare; _ergo_, acqua in
+bocca. E taccio, per la stessa ragione, del _Jardin d'acclimatation_,
+vastissimo ritrovo, di piante esotiche e d'animali domestici delle
+varietà più rare; taccio del _Jardin des Plantes_, ancora assai ricco
+per la sua flora, ma non più tanto per la fauna, ond'era in altri
+tempi così celebre. I leoni, le tigri, le pantere, i leopardi, ed
+altri nobili rappresentanti della famiglia felina, debbono aver
+lasciate le polpe nell'assedio del 1870. Per contro, è rimasta
+incolume la bellissima collezione di rettili, tra cui molti
+coccodrilli, boa, serpenti a sonagli, pitoni, naje, aspidi di
+Cleopatra, vipere, ceraste, e via discorrendo; nè occorre il dirne la
+ragione ai lettori.
+
+Sarebbe piuttosto il caso di una lunga fermata all'_Hôtel des
+Invalides_, monumento ed istituzione ugualmente ammirabili, e per sè
+stessi, e pel museo d'armi e d'armature, che v'è annesso, dalle
+accette di selce fino alla mitragliatrice, dagli arnesi del guerriero
+gallo fino ai calzoni corti del soldato di Sambre-et-Meuse, con una
+giunta ricchissima di tutte le foggie antiche e moderne dei
+combattenti d'ogni parte del mondo. Ma anche questa sarebbe
+archeologia, e voi vorrete ormai tornare allo studio del vivo, magari
+anche uscir fuori da questo commercio epistolare. Prendiamo una via di
+mezzo; vi parlerò degli Invalidi, che abitano ancora là dentro,
+aspettando l'appello dell'ultima sera e i tre rulli del silenzio
+finale. Son gente malinconica e poco socievole, quantunque vivano
+insieme. Già, a quell'età, e venendo da corpi diversi, non è più il
+caso di stringer vincoli di famiglia posticcia. Mangiano e dormono
+sotto il medesimo tetto, ma si sparpagliano volentieri per le vie
+circostanti; quali a piedi, e sorreggendosi sulle grucce, quali in una
+carrozzella, di cui muovono i congegni da sè. I pochi che restano a
+soleggiarsi nel cortile, presso la batteria trionfale, composta di
+cannoni d'ogni forma e d'ogni provenienza, parlano poco e mal
+volentieri tra loro.
+
+Io ne ho trovato uno molto cortese; ma la stessa sua cortesia mi è
+stata cagione d'un disinganno. Vedendogli qualche medaglia sul petto,
+gli avevo domandato quali campagne avesse fatto.--_Des campagnes? Je
+n'en ai pas;_--mi rispose--_J'étais aux cuirassiers; je n'ai donné que
+dans les émeutes._--
+
+Un soldato decrepito scaldava al sole il suo magro corpicciuolo e
+parecchie medaglie, tra le quali spiccava la stella della Legion
+d'onore. Chiesi al mio cicerone se quello fosse un soldato del primo
+Napoleone.--Sì,--mi rispose,--delle ultime campagne del grande
+Impero.--E quella decorazione?--Sì, è decorato; gli hanno reso
+giustizia.--Per qual fatto d'armi?--Per nessuno; l'ha avuta tre mesi
+fa;--mi rispose il cicerone corazziere. Capii così in digrosso, che,
+dopo un certo numero d'anni d'invalidato, si acquista il diritto alla
+stella. È una decorazione d'anzianità; quando uno l'ottiene, si può
+dire benissimo che gli hanno reso giustizia.
+
+Gl'invalidi furono raccolti per la prima volta in questo ospizio da
+Luigi XIV. Anticamente, anzi fino dai tempi di Carlomagno, e in forza
+d'un suo decreto, erano posti a carico dei monasteri e delle abbazie,
+sotto il nome di _oblati_; cosa che non doveva piacer molto ai priori
+d'allora, nè dovrebbe piacere agli abati d'oggidì, comunque
+_laudatores temporis acti_. Luigi XIII fu il primo ad istituire una
+comunità _ad hoc_, sotto il nome di _Commanderie de Saint Louis_, ove
+gli storpi e i mutilati dell'esercito fossero alloggiati e nutriti. Il
+figlio compì l'opera del padre, allargandola alle proporzioni d'un
+grande ospizio, capace di duemila ricoverati.
+
+Un po' di buona vita aveva fatto dei primi Invalidi la gente più
+allegra e burlona del mondo. Nacque allora la leggenda dell'invalido
+con la testa di legno, che i visitatori più semplici dell'ospizio
+andavano cercando di piano in piano, di camera in camera, senza
+trovarlo mai, quantunque ognuno degli invalidi, a cui si rivolgevano
+per informazioni, giurasse di averlo lasciato poc'anzi, in questo
+luogo, o in quell'altro, aggiungendo qualche volta che doveva essere
+andato dal barbiere, ma che non poteva star molto a ritornare. Per
+fortuna dei Calandrini, uscì fuori una _Guide de l'Étranger_ _à
+Paris_, che, accennando a questo invalido con la testa di legno,
+soggiunse pietosamente: «_qui jamais n'a existé_.»
+
+Ora, ve l'ho detto, gl'Invalidi sono diventati malinconici. Inoltre,
+vanno diminuendo; le pensioni, fatte più grasse, danno agio ad
+ufficiali e sott'ufficiali di andarsene a vivere in provincia, presso
+gli avanzi delle loro famiglie; meno bene, forse, ma con la loro bella
+indipendenza. Tuttavia, l'ospizio rimane una bella istituzione e un
+monumento degno di essere visitato. La chiesa è piena di bandiere
+prese al nemico, ma tutte posteriori al 1815. I vecchi trofei di
+quattro secoli, in numero di millecinquecento, furono coraggiosamente,
+ma non lietamente, bruciati in mezzo al cortile, quando Napoleone I fu
+domato dalla fortuna e gli eserciti alleati stavano per entrare in
+Parigi. Tra que' trofei erano le insegne e la spada di Federico II.
+
+Alle spalle della chiesa degli Invalidi, e congiunta con essa, è
+quell'altra in cui sono sepolte le ceneri di Napoleone. Egli è là, il
+grand'uomo, nel suo masso di granito rosso finlandese, sorretto da un
+basamento di marmo verde; egli è là, chiuso nelle sue cinque casse, di
+latta, di magògano, di piombo, d'ebano e di quercia, l'eroe che ha
+sbalordita l'Europa con le sue vittorie e con la sua immane caduta;
+amato e venerato ancora, con tutto il male, odiato e maledetto ancora,
+con tutto il bene che ha fatto, e, dopo tutto, non giudicato più
+severamente da nessuno, che non lo fosse da sè medesimo in un momento
+di epico malumore.
+
+La cosa è narrata da Lord Holland, nelle sue preziose memorie.
+Napoleone non amava il Rousseau, e al conte di Girardin, che gli
+lodava il filosofo ginevrino come un uomo di rette intenzioni,
+rispose:--«no, egli era un uomo cattivo; se non fosse stato per lui,
+la Francia non avrebbe avuta la rivoluzione». E siccome il Girardin
+non potè trattenere un sorriso,--«volete dire, soggiunse Napoleone,
+che, senza la rivoluzione, la Francia non avrebbe avuto neanche me? È
+possibile; ma essa, dopo tutto, non ne sarebbe stata che meglio.»--
+
+Siamo giusti, anche con quest'uomo che si condanna da sè; la Francia
+non ne sarebbe stata peggio, di certo. Ma la rivoluzione, anche a non
+volerci vedere tutte le fiere bellezze che innamorarono un mondo
+d'inconsapevoli copisti, era un fatto necessario nell'ordine delle
+cose. Si può disputare del più e del meno, abbominare le esorbitanze,
+credere perfino che i «diritti dell'uomo» fossero già vivi ed operanti
+nelle coscienze, prima d'essere incisi nelle tavole della legge; ma
+bisogna riconoscere che quello scoppio d'ira fu un effetto logico di
+cause non dimenticabili, come tanti altri fatti grandi e piccini,
+utili e dannosi, sovrabbondanti nel bene e soverchianti nel male. I
+fatti hanno le loro ragioni efficienti, che li concatenano, e le
+tradizioni d'un popolo, che li sviano qualche volta, ne signoreggiano
+il corso; questa doppia azione, diretta e riflessa, costituisce la
+storia. E Napoleone, figlio e ministro della fortuna, sorto dalle
+rovine di una grande vendetta che aveva oltrepassato l'intento,
+artefice d'una nuova tirannide per naturale ambizione, ma altresì d'un
+nuovo ordine di cose, che altri, in condizioni normali, non avrebbe
+potuto instaurare, doveva essere un flagello e una benedizione pel
+mondo. Incantesimi rotti, ostacoli vinti, abissi colmati, ecco l'opera
+di un uomo. E quando si pensa che fu un uomo per davvero, non un
+fantoccio in balìa dei partiti o del caso, si può guardare con
+rispetto quel masso di granito e pensare che esso è ancora meno saldo,
+ancora meno durevole, della gloria immensa a cui si accompagna.
+
+Giovenale ha chiesto una volta: «_quot libras in duce summo?_» Ma
+questo signor Giovenale non è tutto oro di coppella. Le grandi larve
+siedono ancora sui pugni d'ossa e di polvere, che furono le loro
+spoglie mortali. Si pensa, davanti a quelle reliquie, e lo spirito si
+eleva. Tutto ciò che eleva lo spirito aiuta il progresso dell'umanità
+e ne ingentilisce il costume, rendendo a mano a mano più agevole il
+gran punto, che pure è tanto difficile ancora, della convivenza
+sociale. Convivenza! esclama il pessimista; per che fare? In verità,
+io non ne so nulla, e non credo che gli altri ne sappiano di più. La
+stessa domanda si potrebbe fare pel nostro sistema planetario, che è
+pure così ben conosciuto in tutta la sua distribuzione meccanica.
+Dicono gli astronomi che andiamo di questo passo verso il _lambda_
+della costellazione d'Ercole; ma non è anche accertato, pur troppo,
+che ci fermeremo laggiù.
+
+Per intanto, questi frettolosi viventi di Parigi vanno al _Père
+Lachaise_, e non tutti hanno la fortuna di allogarsi in un masso di
+granito. Ci sono stato anch'io, ma non già per restarci, come vedete.
+Il luogo mi piace poco. È una collina, c'è alberi e sole; ma i cippi
+sono troppo ammucchiati, serrati in fila, sui margini di certe strade
+selciate, come quelle che danno già tanta molestia ai viventi. I
+monumenti solitarii son pochi; abbondano i tabernacoli, e vi ricordano
+quelli dei crocicchi campestri.
+
+Trovai molta gente che si affollava ad una di quelle nicchie, per
+scrivere il nome in un libro, come si fa nelle anticamere dei
+grand'uomini ammalati. Curiosa maniera di rendere omaggio al Thiers,
+che è sepolto là dentro; ma, dopo tutto, è una maniera che vale quanto
+un'altra. Lì presso è il monumento di Raspail, coperto affatto, come
+sepolto, sotto un monte di corone. Per contro, il povero Gall,
+l'inventore della frenologia, è lì, a due passi dal Raspail, senza il
+tributo d'un fiore; non avrebbe neanche l'occhiata del viandante, se
+non fosse pel suo sistema delle protuberanze del cranio, rappresentato
+a contorni, che si vedono incisi su tre facce del cippo.
+
+Un bel monumento, sormontato da una statua di bronzo, ricorda Casimiro
+Périer; una tribuna oratoria, in marmo, onora la memoria di Garnier
+Pagés. Béranger ha voluto onorare l'amicizia, facendosi seppellire
+nella tomba del suo diletto Manuel, il grande oratore, morto tanti e
+tanti anni prima di lui. Grandi ricordi non cercati s'incontrano ad
+ogni piè sospinto. Io ho cercato Rossini e Bellini, di cui resta il
+cenotafio, poichè le ceneri sono tornate alla patria, e Alfredo de
+Musset, il cui salice disseccato non dà più ombra alla terra ove dorme
+il poeta.
+
+Salendo per una viottola a destra, mi sono imbattuto in un monumento
+gotico, che non avevo cercato, ma che sarei oggi dolentissimo di non
+aver visto. Colà, sotto un padiglione sorretto da svelte colonne, come
+in un letto antico, stanno composti nel sonno eterno, l'uno a fianco
+dell'altro, due celebri amanti, Abelardo ed Eloisa. Chi rammenta la
+badia del Paracleto? Chi rammenta il _concettualismo_ e le dispute con
+Bernardo di Chiaravalle? Una mezza dozzina di eruditi. Ma i due amanti
+sono rimasti nella memoria di tutti; un grande amore, sopravvissuto
+alla tomba,
+
+ Vince di mille secoli il silenzio.
+
+
+
+
+XX.
+
+Confessioni dell'autore.--La rete di Vulcano.--Amicizia
+francese.--Parigi adulata.--Giustizia resa alla Francia.--Zii da
+commedia.--I mali dell'accentramento.--Parigi e Roma.--Una scena
+pastorale.--L'uscio di casa.
+
+
+Non ho la sciocca pretensione d'aver fatto conoscere Parigi a
+qualcheduno, con queste lettere sconnesse, tirate giù alla buona,
+secondo l'umore della bestia e la varietà delle sensazioni quotidiane.
+Nutro cionondimeno la speranza di avere invogliato qualche fannullone
+emerito a muoversi, per vedere anche lui, e meglio di me, quella
+immane fioritura della Francia, che si chiama Parigi, e che non fa
+sempre dimenticare il suo vecchio nome di Lutezia. Andarci, potendo,
+non è solamente un piacere; è anche, e sopra tutto, un dovere.
+
+I viaggi fanno un gran bene, oltre quello non lieve di un legittimo
+svago. La mente si rimpiccolisce, nel far la vita dell'ostrica; e non
+si merita neanco la riputazione dell'ostrica, la quale, poverina, se
+non adopera per sè quelle parti di fosforo, ond'è ricca per bontà di
+natura, le cede liberalmente all'uomo, quando è servita nel piatto. Se
+è giusto che noi dobbiamo arricchire lo spirito di utili cognizioni,
+per onorare, qualche volta, e sempre per servire la patria, è naturale
+che andiamo attorno quando possiamo, per riconoscere ciò che è buono e
+ciò che è cattivo in casa di vicini e lontani, per notare i segni di
+progresso e quelli di decadenza, per discernere quali siano le cose
+imitabili e quali le detestabili. Oramai le strade ferrate cingono il
+mondo in una rete, che è in gran parte più fitta di quella del Dio
+Vulcano, e non debbono, al pari di quella, servire soltanto per
+trastullo di Dei, di Semidei, abitatori felici delle altissime sedi.
+Vedere, sapere, giudicare con rettitudine, è un obbligo per tutti.
+Accanto all'amore esagerato di quella che Dante chiamò «l'aiuola che
+ci fa tanto feroci» vi è qualche cosa di peggio, l'ammirazione
+esclusiva dell'ortino domestico. Adoperando in tal guisa, anche con le
+migliori intenzioni del mondo, si guasta il senso della vista, che è
+tutto di paragone, e si finisce a vivere contenti delle piccole cose,
+a coccolarsi nelle quistioncelle domestiche, ad amar poco e male la
+patria, che vuole un amore intelligente e ragionevole e il concorso di
+sane ambizioni, continuamente stimolate dal pensiero di ciò che altri
+fa, trovandosi in condizioni, qualche volta migliori, e qualche volta
+peggiori di noi.
+
+Un viaggio a ritroso nei campi della storia c'insegna ad aver misura e
+ad usare prudenza, per conservare alla terra nostra i frutti di una
+fortuna che non possiamo vantarci di aver sempre meritata. Un viaggio,
+dirò così, laterale tra i vivi, ci reca il medesimo insegnamento, e
+può riuscire una doccia salutare a molte follie, un correttivo a molti
+storti giudizi, a molte fallaci speranze. Tra le lustre di cui oggi si
+pasce il mondo, o che la moda gli fa parer belle, c'è anche la famosa
+e non mai abbastanza esaltata «fratellanza dei popoli». Gli ideologi
+della politica si trovano da per tutto, e non è meraviglia che voci
+amiche ci chiamino al «banchetto delle nazioni» anche di là, dove i
+padroni di casa avrebbero in mente di assegnarci l'ultimo posto, e di
+farci all'occorrenza star su, per dare una mano alla gente di
+servizio. Per me, non nego la fratellanza; vedo anzi i fratelli, che
+piatiscono spesso davanti ai tribunali per la successione paterna, e
+penso che se noi, almeno noi, potessimo esser giusti e imparziali con
+tutti i figli di nostro padre, e dare avviamento a transazioni
+onorevoli, avremmo già fatto molto per l'ideologia, e quello, per
+l'appunto, che gli altri, anche ideologi, non hanno incominciato a
+fare con noi.
+
+Vi ho già detto (più d'una volta, mi sembra), che a Parigi, in questo
+cuore della Francia, ci amano poco e ci conoscono meno. Non so se,
+conoscendoci di più, ci amerebbero anche di più; ma certamente ci
+renderebbero giustizia, e l'amore verrebbe dopo. Comunque sia, vediamo
+di non essere ingiusti noi altri e sappiamo distinguere. Parigi è una
+città che ha del buono e del cattivo, ma l'uno e l'altro in misura
+straordinaria. Non vorrei meritarmi le folgori che Vittor Hugo ha
+minacciate ai calunniatori di Lutezia; mi affretto a dire che l'ho
+trovata bella, stupenda.... abitabile. È la città del forastiero;
+anzi, aggiungo che è una città di forastieri, e in questo dee forse
+vedersi la causa di tanta corruzione elegante, di tanta frivolezza
+ordinata. Tutti gli scettici gaudenti delle cinque parti del mondo
+calano a questa insegna; corrotti e corruttori inconsapevoli, non
+domandano altro che un giorno senza dimani, un passatempo senza noie,
+un pensiero senza fatica di spirito. Parigi vi dà ogni cosa in punto,
+senza farvi aspettare, quasi senza lasciarvi il tempo di desiderare;
+nessuno tra i felici della terra, neanche Luigi XIV redivivo, potrebbe
+dir qui: «_j'ai failli attendre_». Perciò è lodata, accarezzata,
+adulata; perciò si fa in quattro, lieta di poter corrispondere a tante
+adulazioni; lavora, ma per abbellirsi; studia, ma per riuscirvi più
+cara; e, in questa cura assidua di sè, la bella lusinghiera spende il
+danaro della Francia. Si contentasse di quello dei forastieri! Ma no,
+ci ha da correre anche quello della famiglia. È bella, e tutto le è
+dovuto; è nervosa, bizzarra, fantastica, e non si può contraddirla.
+Non la confondete con la Francia, sana, potente e magnanima donna; è
+sua figlia, sangue suo, un po' mescolato se vogliamo, e comanda alla
+mamma. Ora, questo è un male, non bisogna tacerlo. Voi mi direte che
+la Francia ha qui tutti i suoi rappresentanti, i quali potrebbero
+vigilare, metter rimedio, impedire.... Ma che? il potere di questi
+valentuomini non è che apparente; la signorina comanda a bacchetta e
+lo ha dimostrato in molte occasioni. Mettete questi rappresentanti nel
+novero degli zii da commedia, che vengono con le intenzioni più ferme,
+si lasciano ammaliare dai vezzi della nepote e finiscono col fare essi
+medesimi più sciocchezze degli altri.
+
+Benedetta figliuola! Chi potesse sapere tutto quello che hanno
+inghiottito queste raccolte preziose, queste istituzioni magnifiche,
+queste novità sfolgoranti, perfino queste inutilità che la fanno così
+bella, e dire quante esistenze ha distrutte, quante intelligenze ha
+sfibrate costei, per cavarne quello stillato di eleganze, quella
+quintessenza di delizie della forma e del pensiero, con cui essa
+inebria il mondo e lo governa, troverebbe forse che la Francia, la
+madre generosa e condiscendente, ci ha rimesso un tanto di forza vera
+e veramente preziosa. Troppo logoro di carboni, per una luce che
+abbarbaglia, ma che non si può derivare in tubi, per uso comune di un
+popolo! Veduta Parigi, chi si occupa di vedere più altro? La Francia
+non si visita più, o poco e alla sfuggita; tutto l'opposto di ciò che
+avviene in Italia, ove ogni città possiede la sua fisonomia
+particolare, la sua ricchezza, la sua importanza, e la possederà
+ancora, se Dio vuole, quando avremo cinquecento anni di accentramento
+politico.
+
+L'accentramento soverchio, ecco il male della Francia; e in questo le
+nocquero ad un modo i suoi re, i suoi ministri, i suoi imperatori, le
+sue stesse fortune militari. Speriamo che il reggimento repubblicano
+le porti un rimedio efficace. Per questa speranza, si può perdonare
+alla repubblica odierna il suo primo errore, come certuni chiamano
+l'esposizione mondiale, che costò sessanta milioni e non ne diede che
+trenta, a rifare la spesa. I forastieri, ed anche per una gran parte i
+provinciali, hanno portato per cinque o sei mesi il loro danaro a
+Parigi, che ne ha avuto per sè tutto il vantaggio, lasciando alla
+Francia trenta milioni di debito. Parigi si è arricchita di cento
+milioni; la Francia si è impoverita di trenta. È poco, si dirà; ma è
+di quel poco che dura da secoli, e voi potete metterlo insieme con
+tutto quello che costano alla Francia i gentili capricci di Parigi, di
+questo ragazzo viziato, che tutti esaltano pel suo sennino precoce,
+per le sue scappate graziose, per le sue moinerie adorabili, ma che
+finisce con essere la disperazione della casa.
+
+Che cosa impareremo noi da questo raffronto? A non desiderare, come
+qualche volta ho inteso, che Roma diventi Parigi. Badate, io non credo
+che la cosa sia neanche possibile per via approssimativa. Fa ostacolo
+il carattere diverso delle due popolazioni, l'una socievole, amena,
+volubile, l'altra severa, contegnosa, e diciamo pure quasi rustica,
+chè tanto non gliene importa nulla di parer tale, e sarebbe perfino
+capace di gloriarsene. Sacra Roma, è così che ti amo. Cionondimeno,
+poichè forastieri ne vanno dappertutto, e a Roma per millanta ragioni
+ci abbondano, è da vedersi se Roma potrà mai sacrificar loro qualche
+poco di sè stessa, come ha fatto Parigi. Anche qui, sostengo e dico
+che la cosa non è possibile. Centro ed emporio, cervello, cuore e
+tutto quel che vorrete del mondo, lo è stata due volte anche lei, ma
+conservando le sue usanze casalinghe, la sua fierezza laziale. Non ci
+stilliamo il cervello a foggiarla diversa. Rovina, o museo, conservi
+il suo carattere; non le si tocchi nulla, nè una pietra, nè un'anima.
+Lavoriamo invece a romanizzare noi stessi; la cosa non dev'esser
+difficile, poichè Roma aveva già fatto il miracolo venti secoli
+addietro. Scaviamo il Tevere e facciamogli la via più spedita, poichè
+gli straripamenti davano noia ai Quiriti fin dai tempi di Mecenate e
+d'Orazio; ma scorra il fiume attraverso la città, nell'alveo sacro
+delle tradizioni italiane. Un _boulevard_, foss'anche _des Italiens_,
+credete a me, guasterebbe là in mezzo. Il Corso si può a mano a mano
+slargare; ma non c'è fretta; le bellezze della _avenue du Nouvel
+Opéra_ non debbono farci dimenticare che la via Flaminia era stretta
+come ora, al tempo in cui ci passeggiavano i padroni del mondo. Non vi
+parlo della via Sacra, che era un vicolo a dirittura, e giungeva al
+Campidoglio ugualmente. Restauriamo, insomma; non invidiamo gli allori
+altrui, non ci lagniamo se la natura e la storia ci hanno fatti
+diversi dagli altri. In questa diversità di aspetti e di indole è la
+nostra forza; a buon conto, c'è stata la nostra custodia fin qui.
+
+Capisco, ci sono certe delicatezze che non guastano, in nessuna parte
+del mondo. Ma facciamo un pochino come i nostri gioiellieri, che
+svecchiano con tanto amore le antiche forme paesane. C'era buon gusto
+anche in Etruria; non ne pativano difetto Ercolano e Pompei. E quando,
+a fianco delle nostre grandezze, vediamo i segni di un modesto costume
+che ha trionfato dei secoli, non ci lagniamo di quel modesto costume;
+è grandezza anche quella, e si chiama costanza.
+
+Una notte dell'anno scorso, avevo fatto tardi per le strade di Roma.
+Tornavo a passi lenti verso casa, in compagnia d'un amico, che doveva
+fare il medesimo tratto di strada, ma per andare più oltre. Poche ore
+prima, si era applaudito al teatro Valle un suo lavoro, ricco di
+bellezze romane e di eleganze niliache; quindi si era offerto
+all'amico il litro d'onore, più caro a lui d'una corona d'alloro; ed
+egli, ancora un po' scombussolato dalle commozioni della sua serata
+campale, se ne tornava al suo Trastevere, dove lo aspettava una madre
+giustamente orgogliosa, una madre che certamente quella notte doveva
+dormire assai meno di lui.
+
+Roma taceva, già immersa nel primo sonno. Ad un tratto si udì un
+rumore confuso, che divenne a mano a mano un gridìo di voci
+lamentevoli e finalmente un fragore di marosi in tempesta.
+
+--Che diavol è?--domandai.
+
+--Fàtti in qua;--mi disse l'amico, coll'aria d'un personaggio da
+tragedia, che faccia una variante al famoso: «ritiriamci in disparte
+ed osserviamo».
+
+Poco stante, due o tre cavalli, montati da contadini, apparivano allo
+sbocco della via, scalpitando sul selciato, che dispiace tanto ai
+buzzurri, e non è niente più noioso di quello di mille cinquecento vie
+di Parigi. Dietro a quei cavalli, uno sciame, un esercito, un nembo di
+pecore, che correvano belando e s'incalzavano a migliaia, le une sulle
+altre, incalzate a lor volta, stimolate ai fianchi e alle spalle, da
+una mezza dozzina di cani, tutti compresi della importanza
+dell'ufficio. La processione durò forse mezz'ora, in una via che non
+era sicuramente delle più strette di Roma.
+
+--Si può sapere il perchè di questo esodo?--chiesi all'amico, mentre
+la turba belante ci passava davanti.
+
+--Son pecore che mutano di pascolo;--mi rispose.
+
+--E proprio hanno a passare di qua?
+
+--To', sono anche passate pel Corso. Entrate da porta Pia, escono da
+porta Cavalleggeri. I pascoli del monte Sacro sono finiti; ora vanno
+ad attaccare quelli del Gianicolo.
+
+--Usanza strana!--mormorai.
+
+--Strana, ma antica; non dovrebbe dispiacerti.
+
+--Hai ragione, e resti pure così, come al tempo di Catone il Censore,
+quando le greche eleganze trionfavano della prisca severità. Povera o
+ricca, virile o effeminata nel suo patriziato, crudele o generosa
+nella sua plebe, Roma ha serbate le sue costumanze. Solo nel culto
+delle tradizioni, solo nella costanza dell'indole patria.--
+
+Il discorso, avviato su quella china; poteva andar molto in là; ma
+l'angolo di San Tommaso in Parione era il punto e basta fra i due
+interlocutori. L'amico doveva proseguire per Campo di Fiori, e forse
+m'avrebbe lasciato sfogare; ma io, lettori pazienti, e degni di
+miglior sorte, io ero fortunatamente davanti all'uscio di casa.
+
+ Parigi, 15 ottobre 1878.
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+ INDICE
+
+ I.--La ragione del viaggio.--Un'occhiata a Torino.--Savoia
+ e Borgogna.--Il deserto.--Idea luminosa.--Parigi di sera.--Sul
+ marciapiede.--Arabi apocrifi e francesi autentici.--La storia
+ del nastro.--Scaccini e accattoni.--Tolleranza parigina Pag. 1
+
+ II.--Il cervello del mondo.--Caso e necessità politica.--Una
+ fioritura colossale.--L'_article de Paris_.--La virtù
+ del cartellone.--La caccia al compratore.--Gli occhi
+ della padrona.--La scala dei prezzi.--L'arte di pelare
+ un pollo senza farlo stridere. » 13
+
+ III.--Poliglottismo commerciale.--Eccezioni alla regola.--Orgoglio
+ legittimo.--La fratellanza dei popoli e la razza
+ latina.--_Non te ne 'ncaricà._--Retorica onesta.--La
+ parabola del buon levatore.--_Laboremus_. » 23
+
+ IV.--All'Esposizione mondiale.--Il Trocadero.--Le branche
+ dell'astaco.--Babilonia veduta di giorno.--L'insalata
+ dei popoli.--Tentazioni e ritegni.--La Via delle
+ nazioni.--Le sezioni industriali.--Il caos. » 31
+
+ V.--Industrie italiane.--Lombardi e Genovesi.--I canditi
+ del Giappone.--Libri e pianoforti.--Scoltura piccina.--Un
+ primato in pericolo.--_Exemplaria graeca_.--Un pronostico al
+ condizionale. » 42
+
+ VI.--Dolenti note.--La pittura italiana.--Pittura di genere,
+ pittura-degenere.--La quarta figura.--I veristi
+ del Cinquecento.--_Vox audita est in Rama_.--Finanzieri
+ e ciabattini.--Il fazzoletto di cotone. » 53
+
+ VII.--Arte francese.--Cabanel, Durand, Meissonier.--Dumas
+ figlio in libreria.--Povero nudo!--Effetti di colore.--Pei
+ miopi e pei presbiti.--Giusto giudizio sugli
+ Italiani.--Ai pittori dell'avvenire. » 62
+
+ VIII.--Il Louvre e le Tuileries.--Soluzione di continuità.--Storia
+ eroicomica.--Una etimologia da lupi.--L'architettura
+ del Risorgimento.--L'arte nostra al Louvre.--Regine,
+ ministri, imperatori italiani.--compre e rapine. » 71
+
+ IX.--Cortesia da padroni di casa.--La scuola francese.--Un
+ viaggio a ritroso.--Le glorie italiane.--Monna Lisa.--Cristo
+ e la Maddalena.--Le nozze di Cana.--Un saluto
+ a Raffaello.--Il Correggio, Luca Giordano e il Panini.--Un
+ capriccio del Rubens. » 79
+
+ X.--Greci e Romani.--Norme dell'arte eterna.--Policleto
+ e Leonardo.--Variazioni e correzioni.--_Chassez le
+ naturel_...--Scoltura antica.--Restauri intelligenti.--La contessa
+ di Tripoli e la Venere di Milo.--Ci siamo. » 90
+
+ XI.--Inno a Venere.--Un po' di storia.--L'editto di Teodosio.--Senza
+ braccia.--Il nome dell'autore.--Induzioni ragionevoli.--Ho
+ detto la mia.--Una massima di Lisippo.--Imperatori
+ romani.--Messalina.... col bambino. » 100
+
+ XII.--Le grandi cose e le piccole.--Teatri e concerti.--_Incipit
+ lamentatio_.--Il più costoso tra tutti i rumori.--Caffè
+ cantaiuoli.--_Il faut que jeunesse se passe_.--I sette castelli
+ del diavolo.--Cavalli e pantomimi.--L'amore al lavoro. » 111
+
+ XIII.--_Sequitur lamentatio_.--Usanze barocche.--Il tempio
+ dell'arte drammatica.--_La centième de Hernani_.--Onorate
+ l'altissimo poeta.--Il bello e il deforme.--I miei classici. » 121
+
+ XIV.--Una scivolata nell'estetica.--L'apparato scenico.--In
+ Aquisgrana.--Un pensiero a Gustavo Modena.--Istituzione
+ che va copiata.--Sara Bernhardt.--Ricordi fotografici.--La
+ trinità poetica del secolo XIX. » 132
+
+ XV.--A Versaglia.--Splendori e miserie.--_Cherchez la
+ femme_.--Camillo Desmoulins e madama di Pompadour.--Gian
+ Giacomo e Diana di Poitiers.--I ritratti e gli originali.--Politica
+ d'andata e ritorno.--Il teatro.--Ricordi storici. » 144
+
+ XVI.--Dintorni di Parigi.--_Super flumina Babylonis_.--Una
+ città di villeggiatura.--Il capolavoro del Mansart.--Sinfonie
+ del Rossini.--Arte e natura.--Si dice male di Luigi XIV.--Le
+ vecchie cronache.--Adulazione bizzarra. » 154
+
+ XVII.--Scorribanda capricciosa.--La chiesetta.--Una cella
+ di soldato.--_Les dames de beauté_.--Dinastie a olio.--Marescialli
+ di Francia.--Filosofi e belle donne.--Ricordi
+ storici.--Grandi uomini a migliaia. » 163
+
+ XVIII.--Una selva di spruzzoli.--Recessi ombrosi.--La
+ casa di un egoista.--Irritazione di nervi.--Correzioni
+ storiche a un cattivo dipinto.--Anna d'Austria.--Un bel
+ madrigale.--Ricordo d'amore, raggio di sole. » 172
+
+ XIX.--Rassegna alla corsa.--Passeggiate e giardini.--Armi
+ ed armature.--La casa degl'Invalidi.--Il soldato con la
+ testa di legno.--Un rogo di trofei.--Napoleone I e la
+ storia.--Dove andiamo?--Al _Père Lachaise_. » 184
+
+ XX.--Confessioni dell'autore.--La rete di Vulcano.--Amicizia
+ francese.--Parigi adulata.--Giustizia resa alla
+ Francia.--Zii da commedia.--I mali dell'accentramento.--Parigi
+ e Roma.--Una scena pastorale.--L'uscio di casa. » 195
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Lutezia, by Anton Giulio Barrili
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 30043 ***
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..02000ee
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #30043 (https://www.gutenberg.org/ebooks/30043)
diff --git a/old/30043-8.txt b/old/30043-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..1f9be25
--- /dev/null
+++ b/old/30043-8.txt
@@ -0,0 +1,4803 @@
+The Project Gutenberg EBook of Lutezia, by Anton Giulio Barrili
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Lutezia
+
+Author: Anton Giulio Barrili
+
+Release Date: September 20, 2009 [EBook #30043]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LUTEZIA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+LUTEZIA
+
+
+
+
+ DELLO STESSO AUTORE;
+
+
+ Racconti e Novelle--Vol. I: Capitan Dodero, Santa
+ Cecilia, Una notte bizzarra. 1 vol. in-16. L. 2 --
+ -- -- Vol. II.- in-16 l'Olmo e l'Edera, Il libro nero. » 3 --
+ I Rossi e i Neri, romanzo. 2 grossi vol. in-16. » 7 --
+ Val d'Olivi, romanzo, 1 vol. in-16 » 2 --
+ Le confessioni di Fra Gualberto, storia del secolo
+ XIV. 1 vol in-16 » 3 --
+ Semiramide. 1 vol. in-16 (2^a ediz.) » 2 50
+ Castel Gavone, romanzo. 1 vol. in-16 (2.^a ediz.) » 2 50
+ Capitan Dodero. 1 vol. in-32 » -- 50
+ Santa Cecilia. 2 vol. in-32 (2^a ediz.) » 1 --
+ L'Olmo e l'Edera. 2 vol. in-32 (2^a ediz.) » 1 --
+ Il libro nero. 2 vol. in-32 (2.^a ediz.) » 1 --
+ La legge Oppia, commedia, in-16 » 1 --
+ Come un sogno, racconto, in-16 (4.^a ediz.) » 2 --
+ La notte del commendatore. 1 vol. in-16 » 4 --
+
+
+
+ IN PREPARAZIONE:
+
+ La conquista d'Alessandro.
+
+
+
+
+ LUTEZIA
+
+ DI
+
+ ANTON GIULIO BARRILI
+
+
+
+ SECONDA EDIZIONE
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI.
+ 1879.
+
+
+
+
+
+ Proprietà letteraria.
+
+ Tip. Treves.
+
+
+
+
+ AL
+
+ BARONE GIORGIO SONNINO
+
+ DEPUTATO AL PARLAMENTO
+
+ CON AFFETTO FRATERNO
+
+ ANTON GIULIO BARRILI.
+
+
+
+
+LUTEZIA
+
+
+
+
+I.
+
+La ragione del viaggio.--Un'occhiata a Torino.--Savoia e Borgogna.--Il
+deserto--Idea luminosa.--Parigi di sera.--Sul marciapiede.--Arabi
+apocrifi e francesi autentici.--La storia del nastro.--Scaccini e
+accattoni.--Tolleranza parigina.
+
+
+ Parigi, 15 settembre 1878.
+
+Se d'ogni cosa che si è fatta, o si sta per fare fosse costume di
+cercar le ragioni, si troverebbe alla stretta dei conti che queste
+ragioni si restringono a poche, e non tutte sufficienti, come le
+voleva il Rosmini. Io, per esempio, son venuto a Parigi senza un vero
+perchè, senza un bricciolo d'interesse, o la scusa di una grande
+curiosità, solamente per fare come tutto il mondo, in questi tempi
+d'esposizione universale. Ed eccomi qui, con mezzo mondo alle costole.
+L'altra metà c'è' già stata, povera lei, con un caldo assaettato,
+mentre io ci son giunto e ci sto con un fresco che innamora.
+Appartengo alla gran metà dei soddisfatti, non c'è che dire.
+
+Il mio viaggio può essere il viaggio di tutti, perciò le descrizioni
+tornerebbero superflue; ciò nondimeno, permettetemi di buttarvi giù
+quattro righe di storia. Ho passato un giorno a Torino, col rammarico
+di non poterci rimanere più a lungo. La vecchia capitale del regno si
+è grandemente abbellita; è florida, operosa e popolata più che mai.
+Esempio ed insegnamento notevole di una città che pareva condannata
+alla decadenza, e che ha trovato in sè stessa, nel suo coraggio, nella
+sua volontà, le forze riparatrici, non sempre facili ad attingersi
+dalle ricette degli Esculapii ufficiali.
+
+Della galleria del Cenisio ho poco o nulla da dirvi. L'ho dormita tutta
+quanta, e mi è parsa poca. Mi sono risvegliato in Francia, al suono di un
+«_vos billets, messieurs_» profferito allo sportello, da un conduttore
+gallonato d'oro. Ho visto il gendarme, in luogo del mio prediletto
+carabiniere; mi han fatto scendere dalla carrozza e traversare il
+binario; mi han chiuso in una corsia, nel cui punto più stretto un
+gendarme aggradiva i nostri biglietti di visita e ne faceva raccolta, a
+mano a mano che gli sfilavamo davanti, o, per dire più esattamente, sul
+petto; mi hanno trattenuto un'ora nella stia, con una moltitudine di
+altri infelici, senza darmi neanche licenza di uscire per un minuto
+all'aperto; e tutto ciò alla gloria _de l'administration, de la
+régularité, des exigences du service_. In nome e alla gloria di queste
+cose, qui si sopporta anche di peggio. In Italia si eserciterebbe la
+pazienza con qualche dozzina di giaculatorie, non registrate nella _Via
+del Paradiso_, nè in altro libro di preghiere alla mano.
+
+Rammento, per debito di giustizia, che a Modane, come in ogni altra
+stazione ferroviaria, od anche ufficio pubblico di Francia e Navarra,
+la rigidità della consegna, l'austerità del regolamento, sono
+temperate dalla gentilezza dei modi. Toccate la molla del «_s'il vous
+plaît, monsieur_» e quella del «_veuillez avoir la bonté_» e fate
+tutto quel che volete del conduttore, del guardiano, del gendarme, del
+sergente, del brigadiere, e perfino (almeno, c'è chi lo assicura)
+perfino del maresciallo.
+
+In grazia dei «_monsieur_» serviti a tutto pasto e con ogni razza di
+gallonati, ho potuto uscir primo dalla gabbia, trovare il meno peggio
+dei posti nel treno francese, e schiacciarmi un altro sonnellino
+attraverso la Savoia. Nella stazione di Ambérieu, dove giungemmo a
+giorno chiaro, ho bevuto un latte, che meriterebbe il viaggio da solo.
+Il paese tutto intorno è bellissimo, colle sue balze che torreggiano
+impervie come rocche ariostesche, i suoi villaggi mezzo nascosti tra i
+pioppi, e il Rodano pur mo' nato che gorgoglia (quasi sarei per dire
+che balbetta) sul greto bianchiccio della vallata.
+
+Che dirvi della Borgogna, attraversata nel giorno, con uno splendido
+sole? È la campagna meglio pettinata del mondo. I prati, i vigneti, i
+campi di grano turco, i casolari, i castelli signorili, ogni cosa è
+lisciata, cincischiata, fatta a pennello; ma badate, a pennello di
+scuola antica, e non già con certe spazzole da denti che so io, e che
+voi non ignorate di certo.
+
+Questi prodigi d'agricoltura non vi occorrono mica nel più fertile dei
+terreni possibili. La campagna, dove è nuda, si mostra sassosa e
+gessosa, che è una disperazione a vederla. Ma ogni poggio, ogni falda,
+ogni piano, ha la sua coltivazione più acconcia; l'azoto vi si ficca
+in abbondanza e sotto tutte le forme più dottamente putride; i corsi
+d'acqua, numerosi e ben distribuiti, vi dànno de' pascoli così verdi,
+così ricchi, così appetitosi, da farvi qualche volta desiderare
+d'esser nato bue veramente, per contribuire, nella calma di una onesta
+ruminazione, all'incremento, alla prosperità di questo suolo
+benedetto. Quante volte e per quanti guastamestieri di cui è pieno il
+mondo, non sarebbe meglio che la _natural selection_ avesse portato un
+tal giro nella scala degli esseri?
+
+Il pensiero dei cinque miliardi e la dimostrazione sott'occhi del modo
+in cui poterono esser pagati ai Prussiani senza danno del paese, si
+alternano nella mia testa con le belle vedute di Macon e di Digione, e
+con lo spettacolo dei contadini che maneggiano la vanga qua e là,
+ritti sulla persona alla maniera toscana, quasi eleganti in vista, con
+la loro camicia bianca, la fascia di lana intorno alla vita e il
+cappello di paglia sulla testa. La via è lunga; ma, come vedete, non è
+punto noiosa.
+
+Parigi si annunzia come Roma, con un vasto deserto. Ma questo di
+Parigi non è desolato come l'agro romano. Scarseggiano i paesi; si
+vedono a tratti poche case disseminate nel verde: ma la strada ferrata
+corre in mezzo a vigne, orti, semenzai e frutteti. Ho notato per un
+cinquanta chilometri di questa coltivazione intensiva.
+
+Partito da Torino alle otto e cinquanta di sera giunsi a passar la
+Senna, sopra Parigi, dopo le cinque pomeridiane del giorno seguente.
+Alle sei, o giù di lì, per un ritardo reso necessario dalla affluenza
+dei treni, smontavo alla stazione di Bercy, o di Lione, se vi piace
+meglio. Novità inaudita; non un omnibus d'albergo ad aspettare i
+forastieri, poche carrozzelle, e tutte colla scritta «_louée_» su
+d'una banderuola piantata a cassetta, sulla sinistra del cocchiere. Ma
+non invano si è nati nella patria dei grandi scopritori. Scendo una
+scala, che mi mette sul _boulevard de Mazas_; m'imbatto in un piccolo
+Gavroche, che vuol portarmi la sacca da viaggio per venti centesimi;
+resisto e gli prometto una lira, se gli dà l'animo di trovarmi un
+_fiacre_. Il biricchino stacca un passo di corsa da disgradarne un
+bersagliere, e dieci minuti dopo, mentre vicino a me, su di un rialto
+isolato che fa cerchio intorno ad un lampione, quattordici o quindici
+viaggiatori appiedati rappresentano la scena dei superstiti della
+_Medusa_, io ci ho il mio _fiacre_, col Gavroche trionfante a
+cassetta. Non invito nessuno a tenermi compagnia; non torno indietro a
+cercare il bagaglio; infilo Parigi alla corsa.
+
+Parigi è una città.... Ma, adagio; debbo proprio descriverla?
+Smontiamo prima all'albergo, che è abbastanza lontano dalla stazione;
+intavoliamo coll'albergatore i negoziati preliminari d'ogni trattato;
+diamo ad un cameriere il biglietto e la chiave del baule, perchè possa
+andare a ritirare il bagaglio dimenticato; scendiamo, cerchiamo il
+primo _passage_, o galleria, che ci metta in comunicazione colla
+grande arteria parigina; ed eccoci finalmente sul _boulevard_, anzi
+proprio su quello famoso _des_ _Italiens_, che abbiamo intraveduto un
+po' tutti, all'età di quindici anni, nelle pagine d'un romanzo
+francese, tradotto da un Enrico Tettoni, o da un Gaetano Barbieri.
+
+Parigi, per la prima volta, vuol esser veduta sui _boulevards_ e di
+sera. Immaginate una via, non affatto rettilinea, larga una quarantina
+di metri, con due marciapiedi, ognuno dei quali occupa un quarto di
+questa misura, avendo sui margini dei grandi platani malati
+d'insonnia, frammezzati da chioschi di ferro, con pareti di carta, e
+un lume dentro, che ve li fa trasparenti, permettendovi di leggere un
+subisso di annunzi. Uno di questi chioschi non annunzia che spettacoli
+teatrali, ed è tutto chiuso, come una colonna traiana. Un altro serve
+di bottega ad un venditor di giornali; un altro ancora, circondato
+d'un chiuso di ferro, alto forse due metri, nasconde nei fianchi
+quattro o cinque settori, dove un uomo può stare benissimo in piedi,
+dando le spalle al prossimo. _Ne m'en demandez pas davantage_. Accanto
+ad alcuni di questi chioschi, è una chiave d'ottone con una secchia. I
+cocchieri aprono la chiave e riempiono la secchia, per abbeverare i
+cavalli, quando fanno sosta sui margini della strada. I casamenti
+sterminati, che corrono lungo la via, bucherellati di finestre,
+gremiti d'insegne, scintillanti di fiammelle di gasse, non formano a
+pian terreno che un solo caffè, una sola trattoria. Metà del
+marciapiede è invasa da sedie e deschetti di zinco. Le persone sedute,
+che mangiano e bevono, sono per lo meno in numero uguale a quelle che
+guardano e passano. Il gasse, come vi ho detto, è gittato a
+profusione; della luce elettrica in alcuni punti si fa spreco; per
+esempio nel crocicchio e nella piazza attigua dell'Opera, dove vi par
+d'essere nel giardino di Margherita, quando sta per finire il
+terz'atto del _Faust_. Qui, per altro, le Margherite passeggiano a
+migliaia tra la folla, riconoscibili dall'andar sole, perchè, come
+dice il libretto, «_non hanno d'uopo ancor--del braccio d'un signor_.»
+
+M'avvedo d'aver rimpicciolito, col paragone d'un giardino, l'aspetto
+di Parigi notturna. Era un sacrificio fatto alla luce elettrica e al
+suo carattere teatrale. Parigi non può essere paragonata degnamente
+che a Babilonia, alla Babilonia del convito di Baldassarre, che
+abbiamo veduta nelle incisioni del Martin, o di Gustavo Doré. Quella
+gran luce fa biancheggiare nel fondo le isole gigantesche dei
+fabbricati. Gli alberi rompono un tratto quella gran mano di bianco;
+ma sotto gli alberi, la luce dei chioschi, dei caffè, delle botteghe,
+sforacchia per mille versi la frappa. Poveri alberi, quando dormono? E
+quando cessa questo viavai di gente, e questo affollarsi di vetture,
+di omnibus e di _tramways_?
+
+La moltitudine che si pigia sui marciapiedi è in gran parte di
+forastieri. La nota dominante è spagnuola; segue l'italiana, con una
+certa sovrabbondanza d'elemento veneto. Inglesi pochi; tedeschi
+pochissimi; americani così così; qua e là qualche algerino col
+turbante, e un'aria di Beni-Mouffetard che consola. Sapete che cosa
+sono i Beni-Mouffetard? Alessandro Dumas ha raccontato in uno dei suoi
+mille volumi l'origine di questo nome, appioppato agli Arabi apocrifi,
+nati nella via Mouffetard, che è, od era, tra le più centrali, tra le
+più parigine di Parigi. Anche i francesi autentici si conoscono
+facilmente. La più parte hanno il nastro rosso all'occhiello. Si può
+credere che tutti i decorati della Legion d'Onore si siano dati la
+posta a Parigi, per fare una esposizione dell'Ordine.
+
+Dicono molti che il nastro sia necessario qui, per essere trattati con
+qualche riguardo. Parecchi italiani accettano il consiglio e mettono
+fuori il nastro verde, o bianco e vermiglio, o tutt'e due di costa. Io
+credo che non ce ne sia proprio bisogno. Ho anzi sperimentato che il
+mio scudo e il mio marengo hanno un valore uguale a quello di tanti
+cavalieri visibili, e che un «_pardon_» e un «_s'il vous plaît_»
+ottengono sempre ogni cosa da questo popolo gentile, anche quando
+questo popolo s'accorge che siete italiano e ricorda di vedervi
+volentieri come il fumo negli occhi.
+
+Intorno a questo sarebbe necessaria una parentesi; ma la farò un'altra
+volta. Vi basti sapere che il francese è pieno di amabilità con tutti
+e che non occorre di mettere il _ruban_, salvo che lo si faccia per
+cavarsi la voglia. Nel qual caso, nessuno ride, come si riderebbe in
+Italia. Il _ruban_ è la cosa più naturale del mondo e se ne fa qui un
+grande consumo, come da noi di prezzemolo. Perfino gli alabardieri
+delle chiese principali sono cavalieri della Legion d'Onore. Andate
+alla Trinità, come ci sono andato io, per veder tutto, e potrete
+ammirare un bel pezzo d'uomo, giovane ancora, con la mazza dal pomo
+d'argento, portare in processione per la chiesa la sua brava
+decorazione, mentre dietro lui, un prete sagrestano va attorno a
+raccattare i soldi dei divoti, durante l'elevazione dell'ostia.
+
+A proposito di chiese, noto il particolare abbastanza curioso, ma per
+contro non abbastanza bello, che, per farvi vedere una cripta, una
+sagrestia, od anche semplicemente il coro, i preti vi sottopongono ad
+una tassa di cinquanta centesimi. Anche in questo caso c'è il vecchio
+sergente giubilato, avanzo glorioso di Magenta e di Solferino, che si
+adatta all'ufficio di guardia del tempio, per mostrarvi le ceneri di
+santa Genovieffa, o la tomba del signor di Voltaire. Questi due santi
+sono uguali, davanti ai cinquanta centesimi; purchè ve li piglino, i
+custodi del santuario non abbadano al modo. Noi, nelle nostre chiese,
+ci abbiamo la piaga del cicerone; ma questo si può mandarlo al diavolo
+come e quando si vuole, e i signori forastieri non si fanno pregare,
+per appigliarsi a questo espediente. Qui c'è la tassa di veduta, e non
+c'è modo di salvarsi, bisogna pagarla. A _Nôtre Dame_ accade anche
+peggio; la porta laterale, unica aperta, strettita a bella posta, è
+occupata militarmente da venditori di coroncine, da mendicanti
+ufficiali colla piastra d'ottone, da monache le quali vi chiedono la
+carità _pour leurs pauvres_, da sagrestani che ve la chiedono _pour
+l'obole de saint Pierre_, e finalmente da un personaggio ambiguo, che
+intinge un pennello nella pila dell'acqua santa e ve lo mette
+gentilmente sotto il naso, perchè con una mano possiate dare al segno
+della croce la quantità d'umido che è necessaria a quest'atto, e con
+l'altra abbiate occasione di fargli aggradire un paio di soldi. Tutto
+ciò riesce molesto agli uni, offende il sentimento religioso degli
+altri. Io, per me, preferisco la beghinella romana, che vi s'accosta
+vergognosa alla svolta d'una colonna, e vi dice a bassa voce:
+«signore, la carità; sono una povera madre disgraziata.» Non mi
+parlino più con tanta sicumera dell'accattonaggio italiano; li ho
+visti alla prova, e mi tengo cari i miei cenci.
+
+Del resto e dopo tutto, un popolo curioso e grazioso. C'è qui la buona
+grazia di chi vive allo stretto, e la tolleranza di chi può svoltare
+la cantonata e trovarsi subito al largo. Pazzie ed atti ragionevoli,
+virtù e vizi, qualità e difetti, mettono qui ogni cosa in comune,
+dandosi a vicenda del gomito e dicendosi «_pardon_.» C'è del buono, vi
+dico io, c'è del buono. Impariamo.
+
+
+
+
+II.
+
+Il cervello del mondo.--Caso e necessità politica.--Una fioritura
+colossale--L'_article de Paris_--La virtù del cartellone.--La caccia
+al compratore.--Gli occhi della padrona.--La scala dei prezzi.--L'arte
+di pelare un pollo senza farlo stridere.
+
+
+Che cosa sia questa città lo sanno tutti, anche senza averla veduta.
+Della sua importanza molti si fanno un concetto più grande del vero, e
+tra costoro ce ne sono parecchi che l'hanno veduta e ci vivono. Non è
+forse Vittor Hugo che l'ha battezzata di suo capo «il cervello del
+mondo?»
+
+Essa non è altro, in verità, che il cervello della Francia e ci si
+vede il frutto di quattro secoli d'accentramento, tirannico dapprima,
+indi spontaneo, per forza di consuetudine. Oggi i re e gli imperatori
+sono spariti; ma tant'è, il popolo francese ci ha fatto il verso e
+continua a lavorare, a spogliarsi, a levarsi il pan di bocca, per la
+grandezza di Parigi, come avrebbe fatto nel Medio Evo, per pagare la
+decima a' suoi gloriosi castellani.
+
+Parigi, prendendola _ab ovo_, è la figlia del caso, maritato ad una
+necessità politica di Giulio Cesare. Il vincitore delle Gallie doveva
+convocare in un punto del territorio conquistato i capi delle varie
+genti. Le maggiori città erano cadute in sua mano e distrutte; una
+meschina borgata, costruita di paglia e di mota in un'isola della
+Senna, ebbe l'onore di accogliere quella prima forma di congresso.
+L'esempio di Cesare, come molti altri del grand'uomo, fu seguito dagli
+imperatori romani, taluno dei quali vi pose anche dimora. Costanzo vi
+fabbricò un palazzo; Giuliano vi fu proclamato imperatore; Graziano vi
+perdette la vita. Vennero i re franchi, Merovingi, Carolingi e
+Capetingi. Parigi era diventata il centro religioso e teologico della
+Francia. In un tempo come quello, che dava tanta parte delle cose
+umane alla Chiesa, il primato di Parigi fu assicurato. Dapprima col
+benefizio delle scuole, che attiravano scolari da ogni punto d'Europa,
+poi con le grandi opere di Francesco I e de' suoi successori, la sua
+fama e la sua potenza si accrebbero a dismisura. La monarchia dei
+Valois, rassodandosi in Francia alle spese dei grandi vassalli, fece
+di Parigi una nuova Atene ed una nuova Roma, alle spese delle
+provincie, ridotte in obbedienza, o delle terre straniere,
+saccheggiate quando ne capitava l'occasione. Anche adesso, Parigi si
+sostiene così, sebbene coi mutamenti portati dalla civiltà; si nutre
+di provinciali e di forastieri, senza volerlo, quasi senza saperlo,
+come noi di cavallo, o d'altro animale non destinato agli onori
+dell'ecatombe alimentaria. In tutta la Francia si lavora e si produce
+a gran furia; qui solamente si appiccica il bollo della fabbrica. I
+lavoratori di Francia, nelle settimane di riposo, vengono qua per
+vedere i musei, i giardini, i palazzi, le luminarie in continuazione,
+il loro sfoggio, insomma, quello sfoggio che non si farebbero lecito
+in casa. E ci lasciano allegramente i loro quattrini, qualche volta
+dell'altro, come a dire la salute, per andarsene via tutti orgogliosi
+di questa perla, di questo diamante, di questa meraviglia del mondo
+moderno, che è unica, laddove quelle del mondo antico erano sette.
+
+Madrid non fu così splendida, quando Carlo V poteva credersi il
+padrone dell'Europa. E si capisce. Madrid era più nuova, come
+capitale, e comandava con la forza, rinfrancata dalla superbia; mentre
+Parigi ha sempre comandato con la grazia e con le moinerie, facendosi
+perdonare perfino la sua gloria, con una cert'aria trionfale che non
+escludeva il sorriso. Così come l'hanno fatta gli anni, gli uomini e
+le donne, è una fioritura colossale, sproporzionata per ogni nazione
+che non chiamasse le altre a goderne la parte loro. Si può maledirla
+coi filosofi; bisogna riconoscerla coi diplomatici. C'è chi pretende
+di assegnarle un termine, come a Ninive, a Babilonia, a Persepoli, a
+Tebe; ma io credo che il parallelismo non corra. Parigi è il fiore
+della Francia, e la Francia avrà sempre in qualche cosa il primato. Ci
+saranno delle altre Madrid; Carlo V rinascerà in altri monarchi
+fortunati; ma Parigi trionferà ancora, perchè cospireranno a
+sostenerla altri Bajardi, altri Jean Goujon, altri Palissy ed altre
+madame d'Etampes. Sicuro, anche le donne, e che donne! Anche questa è
+stata una specialità, un _article de Paris_, composto di un terzo di
+bellezza, e di due terzi di grazia. «E la bellezza è vinta dal lavoro»
+direbbe il poeta.
+
+Parigi ha i suoi barbari, i suoi odiatori domestici, peggiori a gran
+pezza dei nemici e degli invidiosi di fuori. È da vedersi qui il punto
+nero; ma, per istudiarlo a dovere, ci vorrebbe tempo d'avanzo, ingegno
+addestrato a questa maniera d'indagini. E poi, basterebbe ciò, per
+venire con qualche fondamento ai pronostici? Si ragiona male con certe
+classi di moralisti, che gridano contro una corruzione da cui non
+sanno sottrarsi eglino stessi, non si può capire dove mirino certi
+artefici del lusso, che potrebbero contentarsi di meno, tornando
+all'aratro, e non vogliono, perchè essi pure hanno nell'anima il baco
+dei desiderii smodati, e credono di poter domandare come un loro
+diritto ciò che agli uni concede la fortuna, agli altri il lavoro
+accumulato di tre o quattro generazioni. Questa confusione di
+dottrinarii e d'ignoranti sfugge ad ogni esame, manda a male ogni
+calcolo. Ieri vi hanno sopportato un Dionigi; quest'oggi vi rovesciano
+un Washington.
+
+Torno all'_article de Paris_. Qualunque sia, a qualunque industria
+appartenga, esso è la forza di questa città; ed è qui che la cosa
+s'intende. La città è tutta un'insegna; ad ogni bottega, ad ogni
+piano, ad ogni finestra, si vede una scritta in grosse lettere d'oro.
+Il parrucchiere, il tabaccaio, il liquorista, affittano le loro
+vetrine alla pubblicità di altre industrie, bisognose di richiamo.
+Dove c'è un muro maestro che aspetta l'addentellato d'una casa nuova,
+si legge sempre qualche avviso che ha le lettere alte due palmi. Il
+_Petit Journal_, un foglio niente migliore di molti altri, vi annuncia
+così la sua tiratura di 600,000 copie al giorno. Altrove non ne
+annuncia che 500,000; in certi luoghi si mette a cavallo delle
+550,000; dappertutto fa precedere il numero delle copie da queste
+parole orgogliose: «_le plus grand succès de l'époque_». Scommetto che
+qui farebbe fortuna un giornaletto il quale sapesse spendersi
+venticinque mila lire per far scrivere su tutte le cantonate
+disponibili: «_Le plus petit succès de l'époque! Le...., _n'importe
+quoi_, journal politique quotidien: tirage de 999 exemplaires_». Si
+riderebbe dei pochi, come si ride dei molti, ma il giornale avrebbe
+uno spaccio incredibile. Tanta è qui la virtù dell'annunzio!
+
+Che dire del foglietto che si distribuisce a mano su tutti i
+marciapiedi, su tutti i crocicchi di strada? Il cappellaio che si
+serve di questo richiamo non vi annunzia mica un cappello da dieci
+lire; tutt'altro! ve lo annunzia da sedici, o da venti. Voi, che avete
+appunto bisogno d'un cappello, dite in cuor vostro:--se questo me lo
+vende a sedici lire, Dio sa quante ne vorrà il cappellaio che non
+manda attorno i foglietti!--E andate subito da quell'altro e pagate
+sedici lire, certo di aver cansato una spesa di venticinque. Nè solo
+per questo, ci andate, ma anche per un poco di gratitudine. Certi
+foglietti son meraviglie d'arte tipografica, e abbondano di utili
+indicazioni. L'altro giorno, per esempio, vi davano in questo modo il
+piano della rassegna militare a Vincennes. Molti, da quattro mesi, vi
+danno quotidianamente la pianta topografica dell'Esposizione. Un mio
+amico, presidente d'un Club Alpino dell'Alta Italia, fa raccolta di
+tutte queste offerte gratuite, con intenzione di custodirle. Ne avrà
+presto una montagna, e potrà farne l'ascensione.
+
+L'_article de Paris_ è la cosa fatta con maggior garbo, il libro nuovo
+meglio stampato, il drappo meglio tinto, la veste meglio aggiustata.
+Una certa grazia biricchina, una certa sprezzatura artistica, un certo
+modo di presentare l'oggetto, ve ne raddoppiano il valore. E questo è
+il grande vantaggio. Del resto, qui i prezzi variano secondo le
+strade. Il _boulevard_ è una ladronaia galante. Entrate in una bottega
+per comperare una cravatta, o per farvi stampare un centinaio di
+biglietti di visita; c'è dentro una donnina di garbo, che ragiona a
+lungo con voi, vi fa strabiliare col suo buon gusto, e con la scoperta
+del vostro. Non ve ne eravate accorto, ed avevate anche voi un gusto
+squisito, sopraffine, _non plus ultra_. La signora, quando vi ha
+lisciato e ridotto per benino, chiama il commesso, un artista fallito,
+elegante di aspetto e rispettoso di modi, che è incaricato di darvi il
+colpo di grazia. Vi si domandano cento lire per ciò che a casa vostra,
+od anche cinquanta passi lontano, vi costerebbe a mala pena
+venticinque. Ma come dirgli che è un indiscreto, là, sotto gli occhi
+della padrona, che vi abbozza con le labbra un sorriso? Rinunziereste
+al vostro buon gusto, di creazione così recente, vi gabellereste da
+voi per un barbaro?
+
+Altro esempio. Come ritornare in Italia, non potendo dire di aver
+pranzato da Bignon, o al caffè _Riche_? Bisogna dunque passare sotto
+le Forche caudine; andare al _Riche_, o da Bignon. Eppure, chiuso là
+in una di quelle scatole che chiamano sale, pigiato fra venti o trenta
+persone ad uno di quei deschetti che chiamano tavole, avrete pagato
+trenta lire, o giù di lì, una scarsa _julienne_, due piatti di carne,
+o di pesce, e una bottiglia di vino. Andate in quella vece al _Diner
+parisien_ o al _Diner Valois_, e pagate cinque lire un pranzetto più
+compito di quello, quantunque meno ricco di principii e di frutte che
+non sia il pranzo a cinque lire d'una trattoria italiana. Andate da
+Tissot, o da un altro del _Palais Royal_, e lo stesso pranzo vi costa
+a mala pena due lire e cinquanta centesimi. In via della Borsa c'è un
+pulitissimo ristoratore coll'insegna _Au Rosbif_, che promette di
+farvi pranzare per una lira e quaranta. Io non ci sono andato, come
+non sono andato da quell'altro che ieri faceva annunziare i suoi
+pranzi a una lira e venticinque; ma il timore di essere avvelenato non
+c'entrava per nulla, bensì quello di non trovare cinquanta centimetri
+di spazio. Infatti, non crediate che si tratti in queste trattorie
+(parlo di quelle a cinque lire, e di quelle a due e cinquanta) di
+mangiare della roba avariata. Ve la danno misurata, ecco tutto; vi
+obbligano a sceglierne due o tre piatti in una carta che ne ha tre o
+quattro di entrées, due o tre di pesce, due o tre di arrosti, e che
+manca di certe primizie, di certe ghiottonerie peccaminose. Le frutte
+sono pochine; potete scegliere tra una bella pera, una brutta pesca e
+un mezzo grappolletto d'uva. Ma infine, anche da Bignon, o al caffè
+_Riche_, se siete una persona a modo, non mangerete mica tutto quello
+che vi portano in tavola. E il vino? Qui i vini, poco più, poco meno,
+si somigliano tutti. Grossi e piccoli ristoratori, vi servono una
+_piquette corrigée_, che deriva la sua maggiore o minore bontà dal
+cartellino. Ed anche qui bisogna far l'atto di fede che si fa in
+Italia, quando si prende per vin di Chianti il Toscanello, il suo
+vicino della campagna pisana.
+
+Dunque io dico, l'_article de Paris_ varia secondo le strade e le
+insegne. Potrei parlarvi dei libri, che comperate a caro prezzo dal
+libraio, e che avete a stracciamercato sui muricciuoli, quantunque si
+tratti della medesima edizione, e spesso della medesima freschezza; ma
+il capitolo si è fatto lungo oltre misura. Ritenete questa verità
+apodittica, che dappertutto si pela, ma che soltanto a Parigi si
+conosce l'arte di _plumer un poulet sans le faire crier_. Al gran
+prezzo ed al piccolo; e nessuna borsa si salvi.
+
+
+
+
+III.
+
+Poliglottismo commerciale.--Eccezioni alla regola.--Orgoglio
+legittimo.--La fratellanza dei popoli e la razza latina.--Non e ne
+'ncaricà.--Retorica onesta.--La parabola del buon levatore.--_Laboremus_.
+
+
+ _English spoken,_
+ _Man spricht Deutsch,_
+ _Men spreeckt hollands,_
+ _Se habla español,_
+
+e chi più n'ha più ne metta; io ci rinunzio, avendo dimenticato il
+testo preciso della medesima frase in russo, in polacco e in
+ungherese, che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere su certe
+vetrine di via Lafayette.
+
+In questo poliglottismo commerciale di Parigi tutte le nazioni sono
+rappresentate, ove se ne eccettui la nostra. Non mi è occorso di
+vedere in nessun luogo il desiderato «si parla italiano», salvo in via
+Castiglione, entro l'insegna d'un fotografo...italiano. L'eccezione
+conferma la regola.
+
+Lo fanno apposta? Non credo. Quando un francese sa scrivere «come
+statte?» o farvi sapere che l'italiano «attrapare» corrisponde al
+francese _attraper_ (preziosa notizia che ho trovata sul _Pays_, in un
+articolo filologico di Granier de Cassagnac padre) si suol dire a
+Parigi che costui parla l'italiano «_comme le Dante_». È dunque da
+credere che il desiderio di parer versati nella nostra lingua,
+evidente in certuni, escluda la possibilità del dispregio. Aggiungerò
+una prova convincente. Ieri il mio parrucchiere mi domandava con aria
+di profondo interesse: «_est-ce vrai, monsieur, que l'italien
+ressemble beaucoup au latin?_»--«_A quelque chose près;_--gli
+risposi;--_et c'est vraiment dommage que ce ne soit du latin tout
+pur_.»--
+
+Il fatto è questo, che i francesi ignorano la nostra lingua e non
+sentono il bisogno d'impararla. L'italiano, quando esce fuori di casa
+sua, s'ingegna come può; bene o male, ma più spesso con mediocre
+infamia, spiccica la lingua degli altri. Ogni altro popolo d'Europa,
+quando varca i suoi naturali confini, parla volontieri la propria e
+mostra di stimar poco coloro che, interrogati, non gli rispondono in
+quella. È un nobile orgoglio, secondo certuni; ma io lo definisco
+l'orgoglio dell'ignoranza. Quando sono in un paese che non è il mio,
+amo parlare la lingua di quel paese; quando sono in casa mia,
+m'ingegno di farne gli onori, parlando al forastiero la lingua sua, se
+ho la fortuna di masticarne un pochettino. Questo era, dopo tutto,
+anche il gusto di Byron, che scriveva mirabilmente nella lingua di
+Shakespeare, ma si sarebbe vergognato di parlarla sul continente,
+avendo l'aria di imporre ai forastieri l'idioma di Wellington e di
+Hudson Lowe. Al diavolo dunque l'orgoglio della lingua patria, del non
+volerne saper altra e del pretendere che tutti parlino la nostra.
+Superbia per superbia, teniamoci quella del sapere qualche volta la
+lingua degli altri, del potere dare, col Mazzini e col Ruffini, degli
+scrittori all'Inghilterra, col Fiorentino e con altri parecchi, alla
+Francia. Qualche volta abbiam fatto di più, dando ai nostri vicini
+degli uomini di Stato, come il Mazzarino, degli imperatori, come il
+Buonaparte, dei dittatori, come il Gambetta.
+
+_C'est nôtre orgueil à nous_, anche quando di questi uomini si dicono
+corna. Bisogna leggere per esempio ciò che si scrive qui del Gambetta,
+trionfante a Romans. _Le rusé gênois, l'opportuniste italien_, sono i
+titoli più alla mano. E non sanno il piacere che ci fanno, quando
+scrivono e dicono di queste cose. A buon conto scoprono il loro mal
+talento e rendono a noi ciò che è nostro.
+
+Ritorno al mio tema. I francesi, dirà taluno, non conoscono la nostra
+lingua perchè non hanno interesse a studiarla. Per una parte è vero,
+amando noi di parlare il francese, quando siamo in casa dei nostri
+vicini. Per l'altra non lo è più tanto, dovendosi ammettere che un po'
+d'obbligo dovrebbero sentirlo anche loro, e notando inoltre questa
+sollecitudine con cui tanti bravi bottegai si affannano a notificare
+_urbi et orbi_ che essi hanno il dono delle lingue, meno la nostra. E
+perchè questa esclusione, di grazia? Non è lecito di conchiudere che
+ci amano poco?
+
+Per me, e senza mestieri di tante licenze, conchiudo addirittura così.
+L'ho accennato in uno dei capitoli precedenti e lo ripeto in questo.
+Chiacchiere di fratellanza, di razze latine, d'interessi paralleli e
+via discorrendo, ne sentirete molte anche qui; ma non c'è da crederne
+un frullo. Sono i giornalisti che svecchiano queste anticaglie, e noi,
+_qui_, dobbiamo accordare ai giornalisti quella fede che ottengono
+qui. Consentitemi la ripetizione dell'avverbio; è proprio qui che si
+sente questo difetto d'amore per noi; esso traluce, trapela, traspira
+e trasuda per ogni verso, nella sua forma più naturale e più schietta.
+Non è odio, non è malumore, è freddezza.
+
+Che cosa importa a voi della donna che non vi piace? Può passarvi a
+lato quanto vuole, ma non avrà da voi che un'occhiata distratta. Può
+esser bella come pare a lei e agli altri, ma a voi non farà nè caldo,
+nè freddo; non negherete la cosa, ma non penserete neanche ad
+ammetterla; farete come Mastro Raffae', consigliato dalla canzone a
+non _incaricarsene_ punto.
+
+Ho parlato di freddezza, intendiamoci; ho detto che l'odio e il
+malumore non c'entrano. Qui non odiano nessuno di fuori via, neanche i
+tedeschi. Quando leggete su pei giornali o nei libri, i dolorosi
+accenni alla guerra del 1870, non vi fidate di certe frasi; sono
+abbellimenti rettorici. I tedeschi, forse, odieranno questo popolo,
+che si è rialzato così presto, troppo presto, mostrando di possedere
+una vitalità straordinaria; ma questo popolo non odia loro. Potrà
+darsi che un nuovo padrone lo spinga a tentare la rivincita,
+soffiandogli in cuore uno sdegno che giovi alle proprie ambizioni; ma
+sarà uno sdegno fittizio, un semplice innesto, come quello del
+vaiuolo. Per il momento, il nuovo padrone non c'è', nè sembra vicino,
+checchè ne dicano i giornali monarchici e i bonapartisti; c'è la
+repubblica con l'esposizione universale e la pace. _Man spricht
+Deutsch!_ Chi avrebbe potuto prevederlo sette anni fa?
+
+Aspettando che altri preveda il giorno e l'ora del «_si parla
+italiano_», diciamo dunque che delle lingue ignorate a Parigi la più
+ignorata è la nostra. Per chi aspetta la fratellanza dei popoli,
+questo è un cattivo segno, sicuramente; ma restringendo la nostra
+prospettiva, e contentandoci di restar parenti in dodicesimo grado con
+tutti (che sarà sempre abbastanza e a taluni parrà anche d'avanzo) si
+può ammettere che il male non sia poi così grave. Non dimentichiamo
+che i francesi, se non istudiano ora la lingua nostra, l'hanno pure
+studiata in _illis temporibus_, e la loro letteratura se ne è tanto
+imbevuta da portarne i segni entro e fuori, nella sostanza e nella
+forma, nelle frasi e nella ossatura dei periodi. Gli scrittori
+francesi del Cinquecento riboccano d'italianismi, e i più famosi tra
+loro sono anche i meglio formati sul gusto italiano. Inoltre, l'arte
+francese non è suppergiù che una derivazione dell'arte nostra. Come
+corteggio alle nostre principesse fiorentine, abbiamo mandato a Parigi
+i nostri pittori, i nostri scultori, i nostri orafi, i nostri
+architetti, e via via gl'insegnatori di tutte le utili discipline. La
+seta, i velluti, le maioliche, industrie italiane trapiantate in
+Francia; la pittura e la scoltura anche oggi sono studiate a Roma; per
+l'architettura si è formata qui una vera scuola, italiana nel
+complesso delle forme, sopraccarica negli accessorii, a cui giovano i
+facili insulti del clima, che annerisce e confonde nelle linee
+generali quell'abuso di ornati, non imitato certamente da noi.
+Emancipati dall'Italia nell'industria e nell'arte, hanno un pochino
+dimenticato la balia, ecco tutto. Saliti su su, mentre noi cadevamo
+sempre più in basso, e non al tutto per colpa nostra, pensarono per
+lunga pezza che noi non fossimo più necessarii nel mondo. Ad onor
+loro, va notato che furono i primi ad accorgersi dell'errore e che in
+un buon quarto di luna ci hanno anche data una mano a risorgere. Se
+ricompensati ad usura, non importa cercare; il benefizio è di quelli
+che non si possono attenuare, rammentando ciò che costano. Nè vuolsi
+andare ad almanaccare come e perchè, ad ottenerci il benefizio, ci
+volesse un tiranno, dopo che i nostri vicini, costituiti in
+repubblica, avevano aiutato a ribadirci le catene. Non siamo noi che
+dobbiamo guardare in bocca al cavallo donato; alla fin fine, i torti
+della seconda repubblica francese li ha cancellati la terza.
+
+Questa è rettorica onesta; ma intanto l'amicizia non c'è, e
+l'ignoranza delle cose nostre rimane all'ordine del giorno. È un bene?
+è un male? Vediamo il bene; io non credo inutile questa indifferenza
+per noi, da parte del cervello del mondo; riconosco che c'è del buono,
+del gustoso, in questo risveglio non osservato del nostro paese. Meno
+abbaderanno a noi, e meglio faremo i fatti nostri. Le donne di cui
+tutti parlano, a cui tutti tengono dietro, non sono quelle che
+vantaggiano di più la famiglia.
+
+Vedete il buon levatore; è desto e lavora, mentre tutti gli altri
+dormono ancora della grossa. È quella l'ora più felice della casa,
+senza faccie torbide e coi sorrisi dell'aurora al balcone; ogni cosa
+si fa presto e bene, quando non ci sono fastidii, nè inciampi.
+Chiunque ama il mattino (e tutti i lavoratori lo amano), m'intenderà
+facilmente, e vedrà di primo acchito l'utilità di lasciar dormire chi
+vuole, e di lavorare inosservati al nostro risorgimento politico ed
+economico.
+
+Godiamoci dunque la nostra mezza solitudine e approfittiamone per
+rimetterci all'opera. Ci guadagneremo di sicuro qualcosa; per esempio
+di non avere a concorrer più all'Esposizione mondiale come abbiam
+fatto quest'anno, pochi, dappoco e mal serviti per giunta.
+
+Ci siamo, all'Esposizione, direte; il salmo doveva finire in gloria.
+No, lettori umanissimi; sarà per un'altra volta. Oggi s'è fatto per
+celia.
+
+
+
+
+IV.
+
+All'Esposizione mondiale.--Il Trocadero.--Le branche
+dell'astaco.--Babilonia veduta di giorno.--L'insalata dei
+popoli.--Tentazioni e ritegni.--La Via delle nazioni.--Le sezioni
+industriali--Il caos.
+
+
+Ho promesso, ed ogni promessa è debito; andiamo all'Esposizione.
+
+Ve ne hanno parlato tutti ed io non potrò dirvi nulla di nuovo. Ma,
+Dio buono, che cosa c'è egli di nuovo sotto il sole? Neanche il
+Trocadero genuino ed autentico, che, se non m'inganno, è a Cadice ed è
+stato preso anche un pochettino dal re Carlo Alberto, in penitenza de'
+suoi peccati di gioventù.
+
+Perchè abbiano dato il nome di Trocadero al palazzo delle feste,
+edificato sulla riva destra della Senna, davanti al Campo di Marte,
+che è sulla riva sinistra, non so e non mi son presa la briga di
+chiedere. Forse lo hanno chiamato così, perchè il nome suonava bene,
+come quell'altro di Alcazar, già entrato nelle grazie e nelle
+consuetudini di Parigi. Lasciamola lì e diciamo che fa un bel vedere,
+con la sua massa tondeggiante a varii piani e con le sue braccia
+allargate a semicerchio, di rincontro all'Esposizione. Lo spazio che
+corre tra i due fabbricati è immenso, circa cento cinquantamila metri
+quadrati. Il Trocadero ha un acquario nelle viscere, smisurata
+esposizione di pesci, che si vedono nella piena libertà delle loro
+occupazioni domestiche girando i meandri di una grotta; ha una cascata
+che gli esce dal grembo, una gran sala di concerti, di balli e di
+conferenze nel petto. Che cos'abbia nella testa non rammento più bene;
+so invece che ha nelle braccia una esposizione retrospettiva dell'arte
+europea, dall'età della pietra lavorata fino ai tempi moderni, e ci ho
+ammirato le incisioni fatte dai pastori di venti mil'anni fa sulle
+corna delle renne e sui denti di mammutte, gli elmi dei Galli, i
+coltelli dei Druidi, i bronzi e le terre cotte dei Romani, il giaco
+del Conte Verde, l'armatura di Cristoforo Colombo, l'elmo di Boabdil,
+ultimo re di Granata; insomma, un mondo e mezzo di curiose e preziose
+anticaglie.
+
+Quella del Trocadero è un'architettura tutta bucherellata, che mi
+piace poco, veduta ne' suoi particolari; le lunghe braccia
+dell'edifizio son molto, ma molto, lontane dalla dignità di quel
+doppio colonnato in cui il Bernini ha rinchiusa la basilica di san
+Pietro, e arieggiano piuttosto le branche sottili di un astaco. Se il
+Trocadero fosse dipinto di rosso, vi parrebbe infatti di vedere un
+_homard_. Ma collocate tutta quella massa su d'un poggio, seminate qua
+e là, per l'immenso declivio, delle cascate, delle fontane, dei
+chioschi, dei castelli algerini, la cui grandezza è un nulla a petto
+di quella mole gigantesca, ed essa finirà col piacervi, come è
+piaciuta a me. Aggiungo che il Trocadero, essendo nuovo, è bianco;
+cosa rara a Parigi, dove ogni superficie di marmo, o d'intonaco,
+annerisce nello spazio d'un inverno; donde la necessità d'imbiancare
+di tanto in tanto le case, ma non già col pennello, sibbene col
+rastiatoio.
+
+La qual cosa non è punto piacevole all'orecchio; _experto crede
+Ruperto_. Appunto ora, mentre scrivo, cinque o sei muratori, sospesi a
+certe funi spenzolanti dal tetto, rastiano la facciata d'una casa
+vicina, e cantano in coro la canzone alla moda:--_Madame Langlumé, j'
+viens demander vot' fille._ Non so quale dei due suoni sia più....
+laceratore. E la mia prosa ne risente, come vi sarà facile di
+riconoscere.
+
+Dunque, dicevamo.... Ma badate, qui si salta di palo in frasca, senza
+tanti complimenti; la vita, come il discorso, è tutta lardellata di
+parentesi. Da principio ci si confonde un pochino; questi indugi,
+questi perditempi su d'ogni marciapiede, ad ogni canto di strada, vi
+fanno bestemmiare perfino Giulio Cesare, che ha fatto di Lutezia una
+città importante, e Giuliano che aveva la debolezza di starci
+volentieri; ma poi ci fate la piega, vi accomodate all'indugio, che vi
+trattiene così poco, alla, noia incontrata, che ve ne fa cansare
+un'altra, aspettata pur troppo. In questa benedetta città potete dare
+un appuntamento e dimenticarlo, senza pericolo di passare per uno
+screanzato. _C'est la règle_; mentre l'andarci, composto di
+ricordarsene e di venirne a capo, in questo viavai di gente, in questa
+rete tessuta d'ostacoli inopinati e d'incontri fortuiti, _c'est
+l'exception_. Riuscite a mantener la parola data? Siete una
+_exception_. Non riuscite? Siete _en règle_.
+
+Esco, se Dio vuole, da questa parentesi e ritorno al Trocadero. Vi ho
+detto in una delle mie lettere precedenti che sul _boulevard_, al
+crocicchio dell'Opera, con tutta quella illuminazione elettrica, par
+di vedere Babilonia di notte. Orbene, sul ponte di Jena, guardando un
+po' al Trocadero, un po' al palazzo dell'Esposizione, avete Babilonia
+di giorno; Babilonia per le grandi linee in distanza, Babilonia per
+tutti quei ciuffi di verde, che, disseminati a varie altezze, vi dànno
+un'idea degli orti pensili, Babilonia finalmente per la gran
+confusione di gente che va e che viene, parlando, fischiando,
+cincischiando, latrando, cinguettando tutte le lingue della terra.
+
+Disegni del palazzo dell'Esposizione non cercherò di farvene; in primo
+luogo, perchè tutti i giornali illustrati li dànno, secondariamente
+perchè non credo nella efficacia delle descrizioni. Bevuta una tazza
+di cioccolata al caffè spagnuolo, o di cicoria al caffè algerino,
+m'inoltro sul ponte di Jena, allargato del doppio con possenti
+travature laterali, e ammiro il gran palazzo che non vi descriverò;
+noto che è quasi tutto di ferro e di cristallo, che quei grandi
+padiglioni del mezzo e degli angoli, con le loro ampie lunette
+invetriate, arieggiano gli archi a tutto sesto della facciata di San
+Marco; dò una guardata distratta ad una ventina di nazioni,
+allegoricamente rappresentate in colossali statue di creta; non mi
+commovo per una tozza Repubblica francese, di marmo bianco, seduta su
+d'una cattedra ateniese in capo alla gradinata che è davanti
+all'ingresso, e di là mi volgo indietro, come il naufrago dantesco, a
+guardare la sponda opposta. Quello è davvero uno spettacolo
+meraviglioso. Chioschi, fontane, praterie, castelli africani,
+padiglioni di zinco, baracche, depositi di marmi francesi, anche
+lavorati a statue, per far vedere a tutti che l'unico marmo statuario
+possibile è quel di Carrara; giù giù, sui lati, le tettoie
+dell'esposizione agricola, le stufe per le piante esotiche, e i
+fortieri delle ostriche, detti alla francese _parchi d'ostricoltura_;
+la testa dell'Indipendenza americana, principio d'una statua
+arcicolossale in bronzo, che i francesi regaleranno agli Stati Uniti
+nell'anno.... vattelapesca; poi il gran maglio della fonderia del
+Creuzot; poi un altro acquario per l'ittiologia marina, e finalmente
+una fabbrica di sidro di Normandia col suo banco di vendita al minuto,
+che io, feroce bevitore di sidro al cospetto di Dio, rammenterò sempre
+con gratitudine; eccovi la decima parte di quello che si vede, e la
+ventesima di quello che non si vede, accatastato, ammonticchiato,
+pigiato, in un disordine che non manca d'eleganza, sul vasto pendio
+del Trocadero e sulla riva sinistra della Senna, in giro
+all'Esposizione e sempre fuori del suo magno recinto.
+
+Vorrei dirvi qualche cosa delle aiuole di fiori, vere esposizioni
+orticole, di cui non si potrebbero immaginare le più splendide; ma qui
+c'è proprio da confondersi, tra i pelargonii dalle foglie tricolori,
+le araucarie imbricate, le creste di gallo sesquipedali, le jucche, le
+latanie, i bambù giganteschi, lo vigne nane sopraccariche di grappoli.
+Cesso da inutil opra, come direbbero i classici; rinunzio a questa
+fatica da cani, come si dice in volgare.
+
+Entriamo, se vi piace, nel gran palazzo di cristallo, detto del Campo
+di Marte, perchè ne occupa tutto lo spazio, cioè a dire una superficie
+di quattrocento ventimila metri quadrati. Questo palazzo ha due
+facciate, l'anteriore e la posteriore, e per conseguenza due grandi
+vestiboli, ognuno dei quali è largo ventiquattro metri e lungo
+trecento cinquanta, cioè quanto la facciata medesima, «sotto le cui
+tre cupole--ei corre e si dilata--fiume di cento popoli--che fanno....
+un'insalata».
+
+L'insalata dei popoli è un'immagine che il Preti e l'Achillini
+m'invidieranno dalla tomba. Ma per descrivere questa roba ci vuole a
+dirittura lo stile del Seicento. In mezzo al vestibolo, davanti
+all'ingresso, c'è un orologio monumentale, che fa fronte da quattro
+lati ed ha quattro statue, rappresentanti i quattro elementi degli
+antichi. Il pendolo, indipendente dall'orologio, ma pendente dalla
+cupola, ha una lunghezza di ventiquattro metri, e consta d'un
+complesso di sfere, collegate in modo da formare una specie di
+bilanciere. Scusate la rima; qui si diventa poeti senza volerlo.
+
+Amate meglio diventar milionarii? Tentate un colpo su quella vetrina
+ottagona che si vede alla sinistra dell'orologio, sormontata da un
+baldacchino rosso. Ci sono dentro i diamanti della corona; il
+Reggente, che pesa cento trentasei carati e vale cinque milioni, non
+un soldo di meno; i sette diamanti del cardinal Mazarino; un diadema
+in diamanti e perle, che valgono cinquecento mila lire l'una; poi
+turchesi e brillanti; collane di perle; diamanti e rubini; stelle in
+diamanti, ricevute da Napoleone III in regalo da parecchi sovrani; la
+Giarrettiera; l'Elefante di Siam; un'impugnatura di spada, eseguita
+per Carlo X; un orologio tempestato di diamanti, destinato in
+principio al Dey di Algeri, che fu poi tempestato (il Dey, non
+l'orologio) di palle da trentasei e di altri oggetti sferici dello
+stesso valore; finalmente un diadema in diamanti che può
+all'occorrenza trasformarsi in collana. Vi avverto, per altro, che ad
+una cert'ora di sera la preziosa vetrina discende sotto il pavimento,
+in un misterioso nascondiglio, il cui orifizio si ricopre con spesse
+lastre di ferro fuso. Uomo avvisato, mezzo salvato.
+
+Non ci perdiamo nel vestibolo d'onore, detto del ponte di Jena;
+usciamo all'aperto, nella via interna, detta la via delle Nazioni.
+Essa corre rasente alla sezione centrale, dove è l'esposizione di
+belle arti di tutti i popoli d'Europa, ed ha sull'altro fianco
+l'esposizione industriale di tutti i popoli dell'Europa, suddetta, e
+di parecchi dell'Asia, dell'Africa, dell'America e dell'Australia.
+Ognuna delle nazioni che concorrono all'esposizione ha la sua facciata
+su questa via. L'Inghilterra ci ha riprodotto lo stile della sua
+architettura ai tempi della regina Anna, o giù di lì; gli Stati Uniti
+un _quid medium_ tra il _dock_ e lo scalo di ferrovia; la Svezia e la
+Norvegia due casette di legno in stile romando del XII secolo;
+l'Italia un portico di palazzo milanese del Cinquecento; il Giappone
+una casa di campagna; la Cina una porta del palazzo imperiale di
+Pechino; la Spagna un frammento dell'Alambra; la Russia una casa di
+Mosca, quella stessa in cui è nato Pietro il Grande; la Svizzera una
+casa del cantone d'Argovia, nello stile suo del XVII secolo; il Belgio
+un palazzo magnifico, nello stile del Risorgimento, e in marmi e
+pietre delle sue cave; la Grecia una casa Policroma del tempo di
+Pericle; l'Austria un palazzo ad archi e colonne, che è suo come il
+Trentino, o come l'Istria, con una facciata a graffiti, elegantissima,
+di cui si potrebbe vedere il tipo originale a Pistoia, o in qualche
+altra città della Toscana.
+
+Ho detto che a tutte questo facciate, e ad altre che ommetto per
+brevità, corrispondono le rispettive sezioni industriali. Ho detto
+altresì che nel mezzo dello sterminato edifizio è la corsia delle
+belle arti di tutti paesi, ed aggiungo che essa s'interrompe nel
+centro, per dar luogo al padiglione speciale della città di Parigi.
+Aggiungo ancora che dall'altro lato di questa corsìa, e parallela alla
+via delle Nazioni, corre la via di Francia, con tutta l'esposizione
+delle industrie francesi, che costituisce la metà di tutto il palazzo.
+Ve ne siete formati un'idea? No. Lo capisco; ma non è colpa mia.
+
+Lo ripeto, qui c'è da confondersi. Vorrei veder voi, lettori
+umanissimi, dopo una prima gita, tutta consacrata a formarvi un'idea
+del complesso, ed anche dopo una seconda, tutta spesa a vedere di
+corsa statue e gruppi di zinco, stivalini, manipoli di grano,
+ombrelli, aratri, velluti, ostriche, porcellane, lenti telescopiche,
+pelliccie, rastrelli, molini a vento, borse, bauli, pietre dure,
+scatole, mobili, bacheche, paraventi, conserve alimentari, arnesi
+scolastici, sottane, guanti, concimi, seghe, farine, carboni,
+diamanti.... e quasi quasi sarò per aggiungere, col Burchiello,
+
+ ...... Zaffiri ed ova sode
+ Nominativi fritti e mappamondi.
+
+Io, dopo aver fatto il viaggio e perduta la bussola, sono andato a
+rifugio nella corsìa delle belle arti, e in quell'altra, che non è
+molto lungi, delle industrie italiane.
+
+Giunto là, ho sentito il bisogno, come ora, di ricogliere il fiato.
+
+
+
+
+V.
+
+Industrie italiane.--Lombardi e Genovesi.--I canditi del
+Giappone.--Libri e pianoforti.--Scoltura piccina.--Un primato in
+pericolo.--_Exemplaria graeca_.--Un pronostico al condizionale.
+
+
+C'è del buono, mi affretto a dirlo. Non sono pessimista per progetto
+ed amo render giustizia a tanti bravi industriali, che modestamente,
+ma indefessamente, lavorano a rialzare il credito delle manifatture
+italiane. Gran lode va data, per esempio, a tutti quei valenti
+setaiuoli comaschi e milanesi che hanno esposto i loro prodotti,
+mirabili per bontà di tessuto e per vivezza di colore, sotto il titolo
+comune di _Associazione della tessitura serica italiana_; allo
+Schlöpfer di Salerno pe' suoi tessuti ad uso di vestiario; al
+Piccaluga di Gavi e al Bancalari di Chiavari pei loro filati di seta,
+veramente notevoli; ai Gérard e ai Casa, genovesi, per la bellezza e
+la solidità delle loro tele; al Trapolin di Venezia e al Levera di
+Torino per la sfoggiata magnificenza dei loro damaschi. Firenze e Roma
+si sono mantenute al primo posto, per l'artistica lavorazione delle
+pietre dure. Nei mobili siamo giunti ad una bella altezza, e tutti,
+italiani e forastieri, ammirano lo stipo intarsiato del Bertolotti di
+Savona; il quale stipo, appunto perchè è la cosa artisticamente meglio
+riuscita di questo genere, che sia nella esposizione italiana, non ha
+avuto dal giuri, che una medaglia di terz'ordine.
+
+Ma passiamo oltre, che i giurì son tutti compagni. Ricordo a titolo
+d'onore le belle mostre ceramiche e vetrarie, del Ginori di Firenze,
+della Società Faentina, della Società di Murano e del Salviati di
+Venezia; non senza notare che, rispetto a queste industrie gentili,
+siamo rimasti un po' stazionarii di rimpetto ai francesi. Sèvres e il
+Baccarat informino! Non così per l'industria dell'orafo e del
+gioielliere, che corre gloriosa e trionfante, con Alessandro
+Castellani ed altri parecchi. Le filigrane son belle, ma poche, come i
+versi del Torti e come in genere gli espositori genovesi, che io cito
+qui per ragione di cittadinanza.
+
+A proposito di genovesi, e le paste? e i canditi? Ho veduto una
+piccola mostra di quelle, mandata dal Ghigliotti, ed una piccolissima
+di questi, mandata dal Ferro. La più parte dei canditi, di Genova e
+d'altre parti d'Italia, sono giunti in pessimo stato, e non sostengono
+il paragone dei giapponesi, che pure son venuti.... dal Giappone. Ma
+qui bisogna osservare una cosa. Coi saggi delle industrie giapponesi
+son venuti a Parigi anche gli autori, che si sono presi una cura
+gelosissima dei loro prodotti e vi esercitano su una vigilanza
+quotidiana. I nostri espositori (e non parlo solamente di quelli che
+mandarono conserve alimentari) hanno il torto di non esser venuti loro
+a Parigi. I francesi sono quasi sempre davanti ai loro banchi, alle
+loro vetrine; e ciò si capisce, poichè questa è casa loro. Ma anche
+gli espositori delle nazioni vicine son tutti qui, intenti a ripulire,
+a cambiare, a rinnovare. La Spagna ha fatto qualche cosa di più; ha
+mandato un paio di soldati di tutte le armi del suo esercito, vera
+esposizione ambulante della sua eleganza in materia d'uniformi, e
+lusso non indegno di un paese che si rispetta.
+
+Per ritornare all'Italia, il ministero della marina ha mandato qua un
+modello del balipedio di Muggiano, cavi, cordami, sagome di
+bastimenti, e un bel saggio d'attrezzatura di nave da guerra, che
+forma l'ammirazione di tutti i visitatori. Quello della guerra
+(almeno, credo che sia lui) ha spedito il cannone automatico
+dell'Albini e una stupenda carta fisica dell'Italia, eseguita in
+rilievo dal capitano Cherubini. Ma queste medesime citazioni mi
+obbligano a ricordare che si poteva far molto di più. Cito ancora una
+volta, come termine di confronto, la Spagna, che ha inviati parecchi
+cannoni delle sue fonderie, e molti modelli di fortificazioni, campi
+trincerati, cantieri, bacini, arsenali, eseguiti in notevoli
+dimensioni e con una accuratezza superiore ad ogni elogio, dalla sua
+_Academia de Ingenieros del Ejército_.
+
+Non prendete queste note per un esemplare di diligenza, a cui abbia
+dato rincalzo il catalogo. Tocco solamente e di volo le cose che mi
+hanno colpito di più, che mi offrono appiglio a qualche modesta
+osservazione, e non pretendo di fare un esame minuto, nè una scelta
+_ex cathedra_ di tutto ciò che l'Italia ha esposto nella sua sezione
+industriale. Dimenticavo, per esempio, la bella vetrina di libri
+esposta dal Sonzogno, e meritamente lodata da tanti; la mostra del
+Civelli, che ha ottenuto il primo premio, a cagione d'un gran
+vocabolario italiano stampato a proprie spese e cent'anni prima di
+quello della Crusca; le edizioni del Casanova, dello Zanichelli, del
+Salmin, e via discorrendo; gli strumenti musicali del Pelitti e i
+pianoforti di non so chi, ai quali non mi sono accostato, _et pour
+cause_. Figuratevi che ogni giorno, dalle dieci del mattino fino alle
+cinque di sera, eccettuate poche battute d'aspetto dedicate alla
+colazione, un professore vi suona continuamente laggiù la medesima
+arietta. Mi hanno detto che si tratta d'un valzer nuovissimo,
+l'_Exposition-Valse_, che tutti vogliono sentire e comprare. Tutti,
+meno il sottoscritto, che, perseguitato, rincorso da quel motivo per
+tutte le sale attigue, non ha voluto saperne di avvicinarsi alla
+nicchia dei pianoforti, per leggervi i nomi dei fabbricanti e
+tramandarli alla più prossima posterità.
+
+C'è del buono, lo ripeto, in questa esposizione italiana, e pare anche
+meglio quando si è data una corsa in altre sezioni industriali; che non
+tutte possono avvicinarsi per merito alla Francia, all'Inghilterra, al
+Giappone, al Belgio, all'Austria-Ungheria, alla Cina. Nuovi in tante
+arti e mestieri, o scaduti per colpa non nostra dall'antico primato, non
+possiamo far miracoli in tutto, e a questi lumi di luna. Si aggiunga,
+per molti industriali italiani, la poca voglia che avevano di mandare i
+saggi delle loro manifatture in paese lontano; si badi alla ristrettezza
+del luogo assegnato all'Italia; non si dimentichi la sonnolenza
+proverbiale di chi avrebbe dovuto e potuto dare a tanti oggetti una
+migliore collocazione, e si converrà facilmente che, date tante
+circostanze contrarie, l'esito non è stato infelicissimo. Ma io, dopo
+tutto, sostengo e dico che se, in parecchie cose, anzi in molte, si
+poteva dicevolmente restare in terza e in quarta fila, almeno in talune
+non dovevamo restar secondi a nessuno, e in una di queste _secondi a noi
+stessi_, che è peggio.
+
+Vi sembrerà un indovinello, ma non lo è. Dico che ci fa torto di esser
+rimasti secondi in pittura, poichè nessuno dei nostri grandi pittori
+ha mandato un palmo di tela; dico che ci fa torto di non aver fatto
+meglio in scoltura, e di apparire i primi, sì, ma inferiori alla
+nostra fama del 1867.
+
+Sia lodato il cielo, esclameranno gli ottimisti; in qualche cosa
+abbiamo il primato. Sicuramente, ma perchè ad altri non è ancora
+balenata l'idea di strapparcelo, battendoci colle nostre medesime
+armi. La Francia, verbigrazia, la Francia che ci ha raggiunti da
+cinquant'anni nel campo della pittura, perchè ci ha oltrepassati da
+venti? Perchè, impadronitasi dei meccanismi dell'arte, ha avuto il
+coraggio di rifarsi dallo studio del vero, aggiungendovi poi tutte le
+grazie della _modernità_, tutti i lenocinii del pennello. Ora,
+lasciate che essa intenda nella scoltura tutti i meccanismi dell'arte
+e tutti i lenocinii dello scalpello; anzi, fate che voglia andar per
+le spiccie, a pigliarsi a cottimo un centinaio dei nostri bravi
+finitori, di quei tali che fanno i capegli, i pizzi, i rasi, le sete,
+i velluti, e vedrete che non tarderà molto a raggiungerci. Non ci
+oltrepasserà, lo capisco; non ci oltrepasserà, perchè la scoltura non
+è come la pittura, che sembra contentarsi solamente del vero, ma vuole
+anche dell'altro, cioè l'idealità, la grandiosità, la magnificenza,
+compagne inseparabili di un'arte essenzialmente monumentale, e perchè,
+grazie al cielo, ci sono ancora in Italia degli scultori giovani, che,
+non disdegnando di fare la mammina, il bambino, il cagnolino
+(esemplari eccellenti per le terre cotte, che un giorno o l'altro
+vinceranno la mano a questo genere di scoltura da salotto), sentono
+ancora e mantengono il culto dell'ideale, del grandioso, del
+magnifico, a cui l'arte divina s'informa.
+
+Disgraziatamente, all'odierna esposizione di Parigi, gli artisti di
+questa fatta son pochi, o bisogna dire che quasi tutti si sono
+contentati di entrare in lizza con lavorucci di poco momento. C'è qui
+in abbondanza l'arte piccina, l'arte da salotto, la roba da vendere.
+L'arte grande, l'arte monumentale, l'arte che mira alla gloria, si è
+fatta viva con pochi e direi quasi timidi saggi. Che cosa ha esposto
+il Monteverde? Lo Jenner, bellissimo, pieno di verità, ma non certo
+rispondente all'ideale dell'arte; l'Architettura statua destinata al
+monumento Sada, opera magistrale, ma che bisognerà giudicare messa a
+posto, mentre qui non è altro che una donna seduta. Il modello in
+gesso del monumento Massari col suo angelo poggiato sulle palme al
+sarcofago, non finisce di contentarmi. Anche lasciando da parte quello
+sconcio di due linee che s'incontrano ad angolo retto (l'angelo e il
+morto), che cosa significa quell'appoggiarsi dell'angelo, a cui, per
+star ritto, dovrebbero bastare le ali? Si dirà che il vero vuol
+proprio così, ed io non son qui per negarlo. Ma allora, perchè le ali,
+che non son vere, fuorchè per gli uccelli e per le nottole? A
+concepimento ideale mezzi ideali; è la regola dell'arte greca, che ha
+sentito così intimamente ed espresso così efficacemente il vero, ma
+che, quando effigiava gl'Iddii, non li faceva mai colle estremità del
+bipede implume, da cui pure toglieva a prestanza le forme.
+
+Parlo con libera schiettezza al Monteverde, perchè lo amo e lo stimo.
+È un artista con cui si possono citare i Greci, senza essere
+sospettati di voler fargli dispiacere, nè torto. La quistione del
+resto non risguarda punto la valentia dell'artista; risguarda
+semplicemente la scuola, i confini in cui deve restringersi lo studio
+e l'imitazione del vero. Rammento qui, poichè mi viene a taglio, un
+altro grande artista italiano, di cui ho ammirato, a Genova, nella
+necropoli di Staglieno, un bellissimo genio, anch'esso colle ali e coi
+piedi da biricchino scalzo. Quei piedi erano copiati dal vero; non si
+poteva far meglio di così, volendo fare dei piedi di ragazzo
+dodicenne, che dimentichi troppo spesso le scarpe a casa. Ma, per un
+angelo, quei piedi mi stonano un poco. Imitate il vero dalla testa ai
+piedi, non dico di no; ma, nel caso di cui sopra, bisogna toglier le
+ali; anzi, meglio, non far angeli, mai, nè altre figure allegoriche. I
+Greci, a cui mi piace di ritornare, i Greci, che erano naturalisti in
+arte quanto noi, se non per avventura più di noi (me ne appello alla
+Venere di Milo), davano estremità convenienti, e per conseguenza men
+vere, agli immortali abitatori dell'Olimpo. E la ragione s'indovina:
+corpo nutrito d'ambrosia non può pesare ottanta chilogrammi, o giù di
+lì. Il dio pesante non va. Negate Dio, in vostra malora; ma in tal
+caso astenetevi anche dal modellarlo in creta, com'egli ha modellato
+voi, in un momento di soverchia bontà. Se lo fate, ammettetelo qual è,
+o quale lo ha immaginato un popolo di credenti.
+
+Aperto così l'animo mio sulla quistione di scuola vi dirò che il
+Monteverde è qui molto ammirato nelle opere sue. Io lo ammirerei anche
+di più, se per l'esposizione universale di Parigi egli avesse fatto
+del nuovo, e a bella posta per essa. Alle corte, per mandar del gesso,
+come egli ha fatto col monumento Massari, avrei voluto, ne' panni
+suoi, mandarla io, ai francesi, una Repubblichetta di gesso, ma
+veramente coi fiocchi. Se ne sarebbero innamorati senz'altro; me
+l'avrebbero subito commessa in marmo. E che male ci sarebbe stato, se
+una statua monumentale di Giulio Monteverde, italiano, avesse dovuto
+adornare una piazza di Parigi?
+
+Del Tabacchi, scultore insigne che possiede tutte le mie simpatie, si
+ammirano qui tre lavori, la Peri, l'Ipazia e Tuffolina; le due prime
+concepite con grande altezza di pensiero e tutte poi eseguite con un
+sentimento del vero, con una maestria di scalpello, da non potersi
+desiderare di più. Anche al Tabacchi dirò: artista dall'ingegno
+poderoso, mirate in alto. Fate pure dell'arte minuta, come nella
+Tuffolina, ma non dimenticate l'arte grande, l'arte magnifica, della
+Peri e dell'Ipazia.
+
+Lode al Barzaghi pel suo _Mosè salvato dalle acque_, una composizione
+elegantissima ed anche una vera trovata. Altri si ferma con maggior
+compiacenza davanti alla sua _Mosca cieca_ e alla sua _Vanerella_; io
+noto il fatto, me ne congratulo coll'artista, e dico a lui, come a
+tanti altri valenti apostoli della scoltura di genere, di cui mi passo
+per amore di brevità:--«tutte cose bellissime, e si venderanno; anzi,
+andranno a ruba senz'altro; ma badate, artefici illustri del primato
+italiano in materia di scoltura, un giorno o l'altro, se tiriamo
+avanti col piccolo, ci batteranno, ve lo assicuro io, ci
+batteranno».--
+
+
+
+
+VI.
+
+Dolenti note.--La pittura italiana.--Pittura di genere, pittura
+degenere--La quarta figura.--I veristi del Cinquecento.--_Vox audita
+est in Rama._--Finanzieri e ciabattini.--Il fazzoletto di cotone.
+
+
+Vengo alla pittura. Qui non ci batteranno, spero; ci hanno battuti,
+battuti sonoramente, battuti _à plate couture_, come si dice sulla
+faccia del luogo.
+
+Parlandovi della esposizione pittorica dell'Italia, amerei farmi
+intendere appuntino. Ora, per farmi intendere, debbo trovare un
+paragone con qualche città secondaria; per esempio, con Genova, che
+certamente non si lagnerà di essere citata dopo Parigi, per ragione
+d'importanza. E tuttavia, il paragone non reggerebbe. Genova, in
+alcune esposizioni della sua Società promotrice di Belle Arti, ha
+avuto delle tele come la _Consolatrice degli afflitti_ di Nicolò
+Barabino, come la _Morte di Alessandro de' Medici_ del Castagnola, o
+del Bellucci, come il _Bernabò Visconti_ del Giannetti, e via
+discorrendo. Ma lasciamo andare; poichè il paragone non m'è venuto
+esatto, e a trovarne uno migliore dovrei sudarci parecchio, fate conto
+che l'esposizione pittorica dell'Italia a Parigi sia una delle
+migliori di Genova, ma senza Castagnola, senza Giannetti, senza
+Bellucci, senza Barabino.
+
+E adesso che vi sarete formati un'idea approssimativa della cosa,
+intenderete ciò che sono per dirvi. A voler prendere questa per
+un'esposizione di città provinciale italiana, dove possa anche
+capitare uno straniero e derivarne qualche giudizio intorno all'arte
+nostra, si può ammettere che qui ci sia molto; ma, per una esposizione
+universale, a cui potevamo e dovevamo prepararci come ad una giornata
+campale, decisiva, in cui potevamo e dovevamo impegnare tutto
+l'esercito, la prima, la seconda linea, ed anche le riserve, c'è'
+poco, anzi meno del poco.
+
+Ora, questo pochissimo appartiene tutto alla così detta pittura di
+genere, salvo due o tre quadri che appartengono alla gran pittura....
+degenere. Parlo liberamente, perchè non ho peli sulla lingua; e cui
+non piace mi rincari il fitto. Un valente artista italiano, che ho
+incontrato l'altro dì nella sala di belle arti della Grecia (un altro
+paese, che non è tornato ancora all'altezza del nome), mi diceva
+pietosamente che nei quadri italiani si vede lo studio, l'indagine, la
+ricerca del vero, il desiderio di trovare una strada, mentre in altre
+scuole, già più avanti della nostra, si nota il periodo della
+decadenza, del mestiere ben fatto, ma sempre mestiere. Non ho voluto
+dirgli di no; mi sono contentato di rispondergli che le scuole di cui
+parlava erano almeno rappresentate al Campo di Marte da tutti i loro
+più grandi e più famosi artisti, laddove la nostra aveva il doppio
+torto di non aver messo tutti i suoi in linea di battaglia. Se ciò
+fosse stato fatto, chi sa? avremmo forse vinto, certamente sostenuto
+l'onore della bandiera. Così come ci siamo presentati, facciamo la
+quarta figura, e tutti coloro che giudicano l'arte del nostro paese
+dai quadri che sono esposti nella sezione italiana, possono dire
+queste due cose di noi: che nei meccanismi dell'arte siamo rimasti
+indietro, e che non ci salviamo neanche per la nobiltà degli intenti.
+
+Sento già un'aria di burrasca che consola. Ecco il paladino della
+grande pittura; della pittura accademica! Sì, signori, della grande
+pittura; quanto all'accademia, l'ho in un calcetto, ve la regalo, e
+tanto più volentieri, immaginando che spesso vi accadrà di averne
+bisogno, per correggere gli errori dei vostri occhi, quando travedono,
+deturpano, assassinano il vero. Mi si dirà ancora: volete dunque e
+sempre della pittura storica? Non sempre, sebbene la quantità non
+guasti; domando dell'arte che miri alto, intesa a contentar l'occhio
+fin che volete, ma anche a sollevare lo spirito. L'opera che non fa
+pensare, è un'opera inutile.
+
+Del resto, non volete fare della grande pittura? Non ne fate: anzi,
+buttatevi tutti a imitare il Meissonier, e diventate milionarii, che
+Iddio vi benedica e i mercanti di quadri vi aiutino! Sia pure arte
+piccola, ma fatela bene. Diventate maestri in quell'arte
+
+ Che alluminar è chiamata a Parisi,
+
+ma battetevi seriamente, per Dio; ma fatevi ammirare dai Filistei che
+oggi comandano, col loro buon gusto, nella Terra promessa di Raffaello
+e di Tiziano, del Correggio e di Leonardo da Vinci. Intanto, che cosa
+vuol dire che qui a Parigi, al Campo di Marte, tutti, maestri e
+dilettanti, dotti e ignoranti, _connaisseurs.... et américains_, vanno
+in folla e si pigiano nella sezione austriaca? Non già nella francese,
+signori, per intenerirsi coi Meissonier; non già nella spagnuola, per
+sdilinquirsi nei Fortuny; nell'austriaca, proprio nell'austriaca, che
+del resto ci ha poco di buono, ma che ci ha pure un quadro, un quadro
+solo, un gran quadro, origine e suggello di tutta la sua straordinaria
+fortuna.
+
+Parlo di Giovanni Makart e della sua _Entrata di Carlo V in Anversa_.
+Come composizione, il quadro è pieno di difetti; come fattura, manca
+di originalità. Ma come tutto ciò è compensato! Come tutto ciò si
+dimentica, alla vista di quella tela smisurata! L'artista ha sentito
+largamente il soggetto, e questo è già un bel merito, in questi tempi
+di gretteria applicata alle arti. Poi, sapete che il quadro non l'ha
+dipinto lui? Vi dico una cosa strana, contro cui protesterebbe
+volentieri il medesimo autore. Ma il fatto è questo, e non si muta, il
+quadro gliel'hanno dipinto in due, e tutt'e due italiani, ma del buon
+tempo antico, Paolo Veronese e Tiziano. Ci pensi l'autore, e finirà
+col darmi ragione; dirà che non si ricorda bene, che forse dormiva,
+davanti alla sua composizione abbozzata, e che quei due grandi, non
+nemici suoi, certamente, hanno approfittato del buon momento, per
+fargli quel tiro mancino. Benedetti i sonni di un nobile artista,
+consolati da cosiffatte apparizioni! Io penso con dolore che fra
+duecento e trecent'anni non si potrà dire, neanche d'un quadro
+d'artista cinese, che gliel'hanno dipinto due pittori italiani,
+espositori a Parigi, nella mostra universale del 1878!
+
+Tiziano Vecellio e Paolo Veronese! Che si fa celia? Due realisti, due
+naturalisti, due veristi del tempo loro; che facevano dell'arte larga,
+dell'arte grandiosa; che volevano lode e fama, anche accettando le
+commissioni dei potenti, e si sarebbero vergognati di fare un
+quadruccio, anche quando, non che venderlo ad un borghesuccio
+arricchito, dovevano regalarlo a qualche poeta di strapazzo, loro
+compagno di cena.
+
+L'arte è così; divina, o nulla. L'arte piccola confina col mestiere,
+ci fa le sue scorribande, ci piglia gusto (come lo si piglia, pur
+troppo, in tutte le discese!) e finisce col metterci casa. Io, per me,
+non intendo l'artista altrimenti che col cuore aperto a tutti i nobili
+sentimenti, l'anima a tutti gli alti concetti. Quando ama restringere
+il suo orizzonte, lo stimo ancora, se è bravo; ma lo rimando al
+disegno industriale, che dopo tutto ha tanto bisogno d'aiuto, per far
+fruttificare un altro ramo dell'operosità nazionale.
+
+«Una voce s'è udita in Rama; è Rachele che piange i suoi figli; e non
+vuol essere consolata, imperocchè essi non sono più». Così le
+Scritture. Ed io sono un po' come la biblica Rachele; piango la
+grand'arte italiana, e non so consolarmi di vederla assente da Parigi.
+Perchè non è venuta? È così che l'Italia ha tenuto l'invito? Mi dolgo
+del fatto co' suoi pittori più famosi; ma mi dolgo sopratutto col suo
+governo, accuso la trascuranza di coloro che erano al potere, quando
+fu annunziata l'esposizione, indetta la gara di Parigi. Ci voleva
+tanto a chiamarsi intorno una mezza dozzina dei.... non dozzinali, per
+sapere se intendevano di concorrere, e all'occorrenza per incitarli a
+concorrere? Si poteva, per esempio, dir loro in molta confidenza:
+«lavorate per la solenne occasione: smettete i quadretti di salotto,
+le pale d'altare, le medaglie a buon fresco, per una volta tanto; fate
+qualche cosa di grande, che sia degno della mostra universale,
+dell'Italia e di voi; se i vostri cinque o sei quadri, per la mole
+loro o per la natura del soggetto, non si venderanno laggiù, penseremo
+noi, penserà il paese, a cui avrete guadagnata la medaglia d'oro, e,
+che più monta, assicurata la fama».
+
+Sicuro, si poteva dir questo. Ma allora.... allora sedeva sulle cose
+della pubblica istruzione un uomo.... e su quelle della finanza sedeva
+un altr'uomo.... Non li nomino, perchè, in fin de' conti, non sono
+essi solamente i colpevoli, e perchè troppi altri, al posto loro,
+avrebbero fatto lo stesso. Che serve biasimare Tizio o Caio, quando è
+tutta la scuola dei nostri uomini politici che ha mestieri di
+rinnovare il suo _credo_? In materia di finanza, i nostri uomini
+politici hanno un poco del ciabattino; voglio dire che adoperano
+troppo la lesina, salvo a buttarla via, ed anche a rovesciare il
+bischetto, in un momento di buon umore, che è per solito nella
+domenica del pareggio, e dura qualche volta tutto il lunedì della
+sbornia. In materia di istruzione, e per conseguenza anche d'arte, che
+cosa aspettarti da loro, se non vivono d'arte e coll'arte? Questa è
+libera, si capisce, e non ha più da mendicare la sua vita da un
+Augusto, nè da un Leone X. Ma qui, con buona pace dei dottrinarii,
+abbiamo un fatto nuovo, che non si giudica coi loro vecchi criterii.
+In quella guisa che le grandi reti ferroviarie e le potenti
+associazioni di credito hanno dovuto scrollare un tantino l'autorità
+dell'antico aforismo economico dei fisiocratici «lasciate fare,
+lasciate passare», così le grandi esposizioni internazionali mutano un
+poco, per non dir molto a dirittura, le condizioni di assoluta
+libertà, e di assoluta trascuranza, in cui sono lasciate le arti. Se
+lo Stato provvede a spese ragguardevoli per concorrere ad una di
+queste esposizioni, perchè non s'intrometterebbe anche nella bisogna
+di stimolare i grandi ingegni, che in quelle mostre, in quelle gare
+d'operosità, possono recare il lustro maggiore e l'aiuto più poderoso?
+Torno a dirlo; i nostri uomini politici hanno torto; e certuni tra
+loro, a cui giova il tenere il portafoglio dell'istruzione pubblica,
+hanno torto marcio a non avere intelletto d'amore per l'arte. Capisco
+che hanno da godersela coi loro provveditori e colle quistioncelle
+burocratiche; una nuova classe di sventurati da aumentare e da
+tormentare; gli istituti tecnici da insidiare e da digerire. Ciò basta
+alla loro operosità; dopo di che, rimane appena il tempo di spiegare
+un fazzoletto di cotone e soffiarcisi il naso. Ma ciò non è bello, no,
+non è bello; nè il trascurar l'arte patria, nè il soffiarsi il naso
+con un fazzoletto di cotone; specialmente se è giallo.
+
+
+
+
+VII.
+
+Arte francese.--Cabanel, Durand, Meissonier.--Dumas figlio in
+libreria.--Povero nudo!--Effetti di colore.--Pei miopi e pei
+presbiti.--Giusto giudizio sugli Italiani.--Ai pittori dell'avvenire.
+
+
+E notate, se mai ci fu tempo di vincere, era questo di certo. I
+francesi, che, un po' con l'arte vera, un po' con l'altra
+dell'_affichage_, del _bavardage_ e del _colportage_ giornalistico,
+hanno ottenuto il primato nella pittura e possono vantarsene da per sè
+nella lingua più intesa del mondo e nel mercato per tante ragioni più
+frequentato d'Europa, i francesi, dico, sono nella pittura ciò che
+molti dei nostri sono diventati nella scoltura, dei _faiseurs
+agréables_. Vuoi per una trentina d'anni in cui la _Bohème_ artistica
+ha spadronato a sua posta, uccidendo coll'arma del ridicolo i
+classici, vuoi perchè gli Ingres, i Delacroix, i Delaroche, non
+nascono tutti i giorni, vuoi perchè si fanno volentieri i quadretti
+quando c'è' un mercante di tele che li compra per rivenderli ai
+piccoli salotti borghesi, come si fanno volentieri gli articoli
+spiritosi di giornale quando il gusto del pubblico ha sostituito
+all'opera pensata i quattro segni quotidiani in punta di penna, il
+fatto sta ed è che l'arte francese si trova al lumicino. Hanno qui un
+famoso pittore che travia tutti gli altri con l'amore e con la scienza
+del piccolo. Non c'è che dire, _c'est un grand petit peintre_. Dei
+corazzieri lunghi un dito mignolo, un filosofino, un sergentino, un
+piccolo posto di guardia, una vedetta da guardarsi col microscopio,
+ecco le tele del signor Meissonier. Son belle, non lo nego; stanno
+così bene in un salotto, sopra la spalliera del canapè! Cinquanta
+centimetri di lunghezza, cinquantamila lire di prezzo, è roba
+regalata. Dunque, tutti Meissonier; così vuole la moda. Chi non può
+avere Meissonier, si contenta d'un imitatore fortunato.
+
+Anche il ritratto è in onore e trattato per benino. Cabanel, Carolus
+Durand, lo stesso Meissonier, lo hanno elevato a dignità di quadro. Ed
+è naturale che sia così. Come ritratto, si preferisce una bella
+fotografia del Disdori, o di Numa Blanc, ambedue fotografi sul
+_boulevard des Italiens_, e degni di questo centro dell'universo.
+Dunque, il ritratto a olio deve ricattarsi sugli accessorii, per
+vivere, e Tiziano Vecellio, Paris Bordene, i grandi ritrattisti del
+volto, Antonio Vandick, il gran ritrattista del volto e delle mani,
+possono andarsi a riporre. Per ciò vediamo Alessandro Dumas figlio
+collocato là dove meno si sarebbe immaginato, in una libreria.
+Capisco, il Meissonier lo avrà posto in mezzo alle sue commedie e a'
+suoi romanzi, rilegati alla foggia dei libri vecchi, _en reliures
+d'amateur_, come si chiamano qui. Ma tuttavia, Alessandro Dumas
+figlio, rappresentato in una libreria, lui che ha sempre studiato nel
+mondo, anzi nel mezzo mondo, _allons donc!_
+
+Quanto ai ritratti di donna, la pittura ad olio si spiega anche più
+facilmente. La fotografia non rende l'impasto della carne, e un abito
+scollacciato vuole la sua mostra di carne. Sappiate impastare le
+carni, dunque. Ci sono qui molti pittori che fanno assai bene le
+carni, specie le carni che hanno ricevuta la debita impiastricciatura
+di _cold cream_. Per contro, non ce ne sono due che sappiano fare il
+nudo. La grazia confonde la bellezza e per conseguenza anche la
+verità. Per amore della grazia, qui si dipingono le Veneri e le Ninfe
+con un fianco che sporge e l'altro che rientra; Veneri sciancate, a
+cui Paride non darebbe neanche una fetta del suo pomo. Ninfe zoppe,
+che nessun Fauno s'attenterebbe d'inseguire, per tema di vederle
+cadere troppo presto.
+
+Si notano anche le grandi composizioni; e un amico della verità non
+deve passare sotto silenzio la Salomè, la Sfinge, la Vestale, il Papa
+Formoso, il Carnefice moresco, l'eccidio di Corinto, l'Entrata di
+Maometto II in Costantinopoli. Hanno tutte la loro parte di buono, ma
+il quadro che vi trattenga e vi comandi l'ammirazione non c'è. I più
+ragguardevoli non sono quasi altro che effetti di colore; piacevoli o
+no, legittimi o meno, ma effetti di colore. Questa è la malattia degli
+artisti moderni in Francia, e la si vede anche meglio nei quadri di
+paese, dove la figura è secondaria e non richiede ombra di disegno, o
+manca affatto per deliberato proposito dell'artista che rammenta la
+massima di Teofilo Gautier: «_l'homme! ça gâte le paysage_». Si dicono
+veristi, ma in questi loro paesi, in queste loro marine, il vero non
+c'è; solamente l'effetto del vero, a chi si contenti di guardare in
+distanza, se è miope. I presbiti soli possono accostarsi; anzi la cosa
+è espressamente raccomandata.
+
+Il buono c'è, lo ripeto, e mi pare di averlo anche detto in principio;
+ma poichè l'ottimo è sparito, era questo per l'Italia il tempo di
+farne lei, presentando cinque o sei quadri, largamente concepiti,
+magistralmente eseguiti, come sanno fare certuni. Che cosa, infatti,
+non avremmo potuto sperare se ci fosse stato all'esposizione di Parigi
+bravamente condotto a olio, il _Galileo davanti al Sant'Uffizio_,
+composizione del Barabino, che si ammira a Genova, condotta a fresco,
+nella palazzina Celesia? un'altra _Cacciata del duca d'Atene_, opera
+dell'Ussi, che merita da per sè sola il viaggio di Firenze? o un altro
+_Barbarigo_, come quello che il Giannetti ha dipinto a Venezia, per la
+fondazione Querini Stampalia? _J'en passe et des meilleurs_, come dico
+Don Ruy Gomez de Silva.
+
+Come va questa faccenda che nessuno, o quasi, dei nostri grandi
+pittori di storia ha esposto nulla? Le colpe del governo le ho dette,
+e senza riguardi; ma ci sono anche le colpe degli artisti sullodati, e
+mostrerei di aver due pesi e due misure, se non calcassi anche su
+queste dopo averle accennate di volo nella lettera precedente. Quando
+si ha un nome nell'arte bisogna essere presenti a tutte le gare, a
+tutte le battaglie, se non a tutte le feste dell'arte. Non ci sono
+scuse che tengano; l'Italia non incorona i suoi migliori, perchè essi
+nelle occasioni solenni se ne rimangano a casa, o si coprano coi
+pretesti del tempo, che è loro mancato. _Noblesse oblige_. Però Enrico
+IV poteva scrivere al duca di Crillon, dopo una giornata campale:
+«_pends-toi, brave Crillon: on s'est battu et tu n'y étais pas_». Ma
+allora il Bearnese aveva vinto, e il rimprovero poteva farsi per
+celia; qui siamo nel caso contrario, ed io non fo celia, appioppo un
+rimprovero.
+
+È stata indolenza? è stata paura? A buon conto, i pochi buoni che
+hanno mandato anche poco, e non del loro meglio, non isfigurano qui.
+Si guardano con piacere il _Ripudio di Giuseppina_ del Pagliano e la
+_Ragione di Stato_ del Didioni, una medesima scena colta felicemente
+da due artisti in due momenti diversi. Sempre uguale alla sua fama
+l'Induno, di cui si osserva l'_Italia_ nel 1866, bella composizione
+fra il soldatesco e il campestre, già veduta e degnamente encomiata
+fra noi. È ammirato il Pasini colle sue scene di Costantinopoli e il
+Vertunni con le sue Piramidi, la sua Sfinge nel deserto e le sue
+Paludi pontine. Non cito il Michetti, pittore che mi dicono di vaglia,
+ma di cui non vedo che un quadro, la _Primavera_, trasparentissimo di
+colore, ma troppo bizzarro nel suo concetto allegorico. Lascio il De
+Nittis che meriterebbe gran lode per le sue brume londinesi e pel suo
+_Ritorno dal bosco di Boulogne_, ma che vive da lunga pezza a Parigi e
+a Londra, e non mi pare di scuola italiana. Il _Petit Journal_, in una
+sua esecuzione sommaria di tutti i pittori italiani, non manda salvi
+che il Pasini e il De Nittis, gabellandoli quasi per artisti francesi,
+smarriti, a quanto pare, nella sezione italiana.
+
+Quanto al Pasini, mi pare che l'Aristarco francese abbia torto. Il
+Pasini sarà stato lungamente a Parigi, com'egli afferma; cionondimeno
+si è conservato un artista italiano. Quanto al De Nittis, non c'è che
+dire, l'Aristarco francese ha ragione. E ripeterò con lui, quantunque
+di mala voglia, che le tele del De Nittis rialzano un pochettino
+l'esposizione italiana, non già la scuola italiana, «_car il est trop
+visible que l'Italie, qui a compté successivement tant d'écoles
+immortelles, n'en a plus une seule aujourd'hui_». E dedico queste
+linee, che non mi dà l'animo di voltare in lingua nostra, a quei
+valenti infingardi, che non si sono fatti vivi per l'onore dell'arte
+nazionale.
+
+Grazie alla loro mancanza, l'Italia è stata sconfitta. Da chi? _Vatt'a
+pesca chi t'ha dato_, sarebbe il caso di ripetere con un sonetto del
+Belli. Per me, credo che da tutti potevamo lasciarci battere, fuorchè
+dagli austriaci. E quando si pensa che tutto ciò è avvenuto per un
+pittore, per un solo pittore di più che hanno mostrato loro, e per uno
+di meno che abbiamo mostrato noi, si corre involontariamente col
+pensiero a Lissa e a Custoza. In fondo in fondo, è sempre andata così,
+tra paese e paese. Date ad una nazione due uomini, uno che sappia
+provvedere, ordinare, preparare, un altro che abbia molta fede in sè,
+e ne ispiri ne' suoi soldati altrettanta, ed una guerra è vinta, dieci
+o vent'anni di primato si ottengono. Il mondo, che giudica ogni cosa
+dall'esito, si contenta di queste prove fortunate; donde la
+conseguenza che un paese ha mestieri di questi uomini, e guai a lui
+quando questi uomini non ci sono, o si nascondono.
+
+Si consolino intanto i veristi d'_à peu près_. Nel paese che più
+d'ogni altro deve la sua fama pittorica ai veristi, essi hanno avuto
+la lode che meritano e probabilmente la sola che ambiscono. Cito
+ancora il famoso articolo del _Petit Journal_. «_Ce ne sont pas les
+ruines majestueuses de sa grandeur artistique d'autrefois que l'Italie
+nous invite à contempler; c'est un art tout battant neuf, un art à la
+mode, qui tient beaucoup du métier et qui a l'éclat tapageur d'une
+ville de parvenu. Est-ce à dire que..._ (seguono le citazioni) _ne
+soient pas des oeuvres agréables et amusantes à regarder avec leur
+papillotement de couleur et l'allure affectée de leurs personnages?
+Assurement non. Ces imitations de Fortuny tiendraient honorablement
+leur place dans tout exposition qui ne serait pas l'exposition
+italienne; mais on s'attriste de les voir, ou plutôt de ne voir
+qu'elles, dans les envois de la patrie de Raphaël, de Titien et de
+Veronèse_».
+
+Lascio i veristi _sullodati_, per non guastarmi più il sangue, e parlo
+ai giovani dell'avvenire. Si diano all'arte grande, se hanno cuore;
+studino il vero, senza dimenticare i sommi maestri e il modo in cui
+essi hanno saputo renderci il vero. Imitare per imitare, val meglio
+andare in traccia dei fulgidi esemplari, per cui l'Italia ha un nome e
+desta ancora tanta invidia nel mondo.
+
+E quind'innanzi facciamo come fo io, povero profano, che oramai,
+quando vorrò vedere dell'arte buona, sentire la scossa elettrica del
+sublime, se sarò a Firenze andrò a Pitti, o agli Uffizii, se sarò a
+Roma pellegrinerò apostolicamente fino ai Musei Vaticani, se sarò a
+Parigi come ora, domanderò ospitalità in casa nostra.... al Louvre.
+
+
+
+
+VIII.
+
+Il Louvre e le Tuileries.--Soluzione di continuità.--Storia
+eroicomica.--Una etimologia da lupi.--L'architettura del
+Risorgimento.--L'arte nostra al Louvre.--Regine, ministri, imperatori
+italiani.--Compre e rapine.
+
+
+Un cortile immenso, tre volte più lungo che largo, in cui potrebbero
+esercitarsi comodamente cinque seimila soldati, e in cui s'entra e da
+cui si esce, per tre arcate da una banda, verso il centro di Parigi,
+per tre arcate dall'altra, verso la Senna; in mezzo al cortile, ma
+verso le estremità, due boschetti tondeggianti da un lato, rinchiusi
+entro cancelli di ferro, e un arco di trionfo dall'altro, che, con
+tutta la sua mole, sembra un giocattolo di bambino sull'orlo di una
+tavola da pranzo; intorno a quest'area, due file di fabbricati di
+vario stile, fusi oramai nella tinta grigia del tempo, in parte
+abbelliti dalla giunta di nobilissimi porticati con terrazze
+sovrapposte e grand'uomini di marmo che incoronano le balaustrate, e
+qua e là interrotti armonicamente da certi padiglioni, le cui facciate
+sporgono in fuori un pochino e i tetti si spingono in su, oltre la
+linea normale, co' loro cappelli di piombo; finalmente, a lontano
+riscontro, sui due lati minori dell'immenso parallelogrammo, due
+palazzi di gran lunga più rilevati, più ornati e più nobili; uno
+severo nella sua venerabile antichità, ma vivo ancora e sano, l'altro
+più gaio di linee, più giovine all'aspetto, ma morto, col cranio
+scoperchiato e le occhiaie vuote; eccovi il Louvre con le Tuileries,
+che gli sono.... cioè, diciamo meglio, che gli erano appiccicate da
+prima.
+
+La soluzione di continuità rappresenta qui le tradizioni interrotte
+tra il passato monarchico della Francia e il suo presente
+repubblicano. In questi ultimi anni fu ricostrutto quel po' delle due
+ali che l'incendio della Comune aveva scamozzate; ma la saldatura tra
+le ali e il corpo delle Tuileries non è stata più fatta, quantunque
+governassero i Versagliesi, nè si farà certamente ora che accennano a
+voler governare i repubblicani conservatori. Si direbbe, al vedere
+così rispettata la sentenza di Erostrato, che la Francia abbia paura
+di rifare il nido alle aquile, o il covo alle vipere. Imperocchè
+dovete sapere, che alle Tuileries c'è stato un po' delle une e delle
+altre, senza contare gli animali di minor conto. E ciò sia detto per
+amore della metafora continuata, senza la menoma intenzione di far
+torto a chicchessia.
+
+Come palazzo regio, le Tuileries erano cosa moderna. Le aveva ideate
+Caterina de' Medici, che, dopo la morte disgraziata di suo marito in
+una giostra, non voleva più saperne del palazzo delle Tournelles, e
+non amava ancora abbastanza il vecchio Louvre, in cui si era ridotta.
+Enrico IV prosegui l'opera incominciata da Caterina, ma non volle
+uscire dal Louvre. Maria de' Medici, sua moglie, andò, lui morto, ad
+abitare nel Lussemburgo, fabbricato da lei sul gusto del palazzo
+Pitti, suo nido natale. Nè Luigi XIII, nè il suo figliuol putativo
+abitarono le Tuileries; solamente, e per poco, Luigi XV, fin tanto che
+rimase sotto tutela. In quei tempi, la Corte dimorava a Versailles.
+Alle Tuileries fu impiantata l'Accademia reale di musica; poscia la
+Commedia francese, e Voltaire ci fu incoronato d'alloro. Fu la
+rivoluzione (vedete stranezza) che allogò nelle Tuileries i re di
+Francia, con un decreto dell'Assemblea costituente. È vero bensì che
+l'intenzione non era di lasciarceli a lungo. Infatti, essa li mandò
+ben presto alla prigione del Temple e di là al patibolo, con una
+doppia sentenza, in cui sì punivano nei figli le malefatte dei padri.
+
+La Convenzione, diventata sovrana, andò lei ad alloggio nel palazzo
+destinato per burla all'ultimo dei Capeti. Colà il cittadino
+Chaumette, in un momento di georgica ispirazione, domandò che il bel
+giardino di Lenôtre fosse ridotto a coltivazione utile, piantato a
+ricino, a rabarbaro, ed altri medicinali, per uso degli infermi. Il
+rabarbaro non attecchì, e Robespierre potè in quel giardino salvato
+celebrare la sua festa idilliaca dell'Ente Supremo, in cui si degnò di
+proclamare l'immortalità dell'anima. Colgo l'occasione per dirvi che
+il giardino delle Tuileries è al di fuori del palazzo omonimo e non ha
+nulla a che fare con gli altri due accennati più sopra, piccole oasi
+moderne, con cui si è voluto correggere uno sconcio di prospettiva,
+entro la corte magna che si dilunga tra i due palazzi affrontati.
+
+Soltanto con Napoleone I le Tuileries incominciarono ad essere dimora
+stabile di monarchi. Seguirono, come sapete, due Borboni, un Orléans e
+un altro Napoleone: _après quoi on a tiré l'échelle_. Almeno, così
+dicono. E la reggia, abbruciata dai Comunisti, che poco mancò non
+incendiassero anche il Louvre, è stata conservata nella sua maestà di
+rovina solitaria. Essa non mi dispiace neanche così. È, dopo tutto, un
+brano di storia affumicata, che può servire ad ogni classe
+d'ignoranti. Gli uni guardano e temono; gli altri guardano e sperano;
+il tempo passa e canzona tutti quanti. Gran filosofo il tempo; assai
+più filosofo che galantuomo.
+
+Andiamo via e voltiamoci al Louvre; casa nostra, come ebbi l'onore di
+dirvi. Era anticamente una torre, e Filippo Augusto ci teneva chiuse
+con molta gelosia le sue carte, i suoi sparagni e i suoi prigionieri
+di Stato. Come e perchè si chiamasse Louvre un luogo per solito così
+poco aperto, non so. Nel latino dei notai si disse _Lupara_, e il
+Dizionario di Trévoux pretende che il nome derivi appunto da serraglio
+di lupi. Per un dizionario stampato nel secolo XVIII, con approvazione
+e privilegio del re, non c'è male; che ne dite?
+
+La torre di Filippo Augusto si moltiplicò in processo di tempo. Quando
+Carlo V ci venne ospite di Francesco I, il Louvre contava tredici
+torri, murate in cerchio, e coronate dalle loro banderuole di ferro.
+Si narra che, per la solenne occasione, Francesco I facesse indorare a
+nuovo le banderuole in discorso. Ma siccome non parve a lui che ciò
+bastasse ad abbellire la dimora dei re di Francia, pensò bene di
+abbattere ogni cosa e di far sorgere _ex novo_ un palazzo degno di lui
+e di madonna Diana di Poitiers, favorita di due generazioni, le cui
+iniziali e le lune falcate dello stemma dovevano poscia vedersi
+scolpite sulla fronte dell'edifizio, immaginate voi con che gusto di
+due legittime mogli.
+
+Il vecchio Louvre è un vero miracolo dell'arte del Risorgimento in
+Francia. Gli architetti erano Francesi; il gusto italiano. Francesco
+II fu il primo ad abitarvi con tutta la sua corte. Enrico IV edificò
+il braccio lungo Senna, per congiungere la sua reggia alle Tuileries
+edificate da Caterina de' Medici. Luigi XIII, Maria de' Medici, Anna
+d'Austria, condussero a compimento la corte quadrata e decorarono gli
+appartamenti. Luigi XIV non fu da meno di loro, quantunque non ci
+abitasse mai. Pel re Sole era quella una reggia borghese, troppo in
+mezzo alla bordaglia dei sudditi; e il re Sole edificava Versailles.
+
+Ma di questo più tardi. Debbo strigarmi dalla storia del Louvre,
+narrando che Luigi XIV destinò una parte del palazzo all'Accademia
+francese, a quella delle scienze, e ad altre consimili, magnificamente
+istituite da lui; un'altra parte alla stamperia reale, alla zecca
+delle medaglie, agli archivii e via discorrendo. Così ebbe principio
+la nuova vita del Louvre, non più dimora di re, ma santuario delle
+scienze e delle arti. La Rivoluzione compì l'opera; il Consolato e
+l'Impero l'arricchirono in modo straordinario. E si capisce;
+Napoleone, gran cacciatore d'uomini, ma altresì di quadri e statue al
+cospetto di Dio, doveva essere pel Louvre un provveditore eccellente.
+
+Tutta la roba nostra, o almeno un due terzi della roba nostra in
+materia di pittura, è qui dentro. Mettete insieme le gallerie Vaticane
+di Roma, Pitti e gli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Napoli e
+cinque o sei pinacoteche delle corti minori della penisola; tutti i
+capolavori nostrani, raccolti in questi santuarii del bello, non
+raggiungono la metà dei quadri italiani del Louvre. Se poi si lasci in
+disparte il numero e non si badi che al pregio maggiore o minore delle
+opere, la proporzione riesce ancora più notevole a vantaggio del
+grande museo parigino. Il quale, se possedesse ancora, come gli
+avvenne in un periodo di epiche ruberie, la _Trasfigurazione_ di
+Raffaello, la _Comunione_ del Domenichino, la _Madonna di San
+Gerolamo_ del Correggio, ed altri due o tre quadri consimili, sparsi
+ora nelle gallerie d'Europa, potrebbe vantarsi senz'altro di aver
+tutto il meglio delle scuole italiane.
+
+Certo, un sottile accorgimento ha presieduto, per molte generazioni di
+re e di ministri, all'incremento della sterminata raccolta. Ministri e
+re dovevano aver di continuo i loro segugi e bracchi in giro per le
+nostre città, a fiutare la selvaggina e _levarla_, dovunque ella
+fosse. Poi, due figlie dei Medici non andarono impunemente a sedersi
+sul trono di Francia, nè un Mazzarino sullo scanno di Richelieu. Tutti
+quegli Italiani portavano la loro arte con sè, vecchia e nuova, senza
+misericordia, senza carità per la patria. E tele rapite all'Italia, e
+tele dipinte in Francia da artisti chiamati dall'Italia, andarono di
+mano in mano arricchendo le collezioni del Louvre. _Lupara_; serraglio
+di lupi! Ma che lupi raffinati, Dio buono! E come fiutavano il genio!
+
+
+
+
+IX.
+
+Cortesia da padroni di casa.--La scuola francese.--Un viaggio a
+ritroso.--Le glorie italiane.--Monna Lisa.--Cristo e la Maddalena.--Le
+nozze di Cana.--Un saluto a Raffaello.--Il Correggio, Luca Giordano e
+il Panini.--Un capriccio del Rubens.
+
+
+Che i francesi sappiano essere, col più lieve sforzo di volontà, il
+popolo più cortese del mondo, è noto per lo meno fin dal giorno 11
+maggio del 1745, giorno della battaglia di Fontenoy e del famoso:
+«_messieurs les Anglais, tirez les premiers_.» Qui, negli appartamenti
+del Louvre, la cortesia francese non si è punto sbugiardata. I padroni
+fanno gli onori di casa; l'arte paesana è tutta nelle prime sale, con
+la manifesta intenzione di dare all'arte forastiera il luogo più
+nobile.
+
+I maligni potrebbero dire che i francesi fanno così, per non essere
+ammazzati da tanti capolavori. E i maligni stavolta avrebbero torto.
+Anche l'arte francese dei secoli andati e del principio di questo può
+vantare un discreto numero di grandi pittori, che non sfigurano in
+nessun luogo e davanti a nessun paragone di scuola. Cito il David,
+autore d'intendimenti classici, fors'anche in parte accademici, come
+nel _Leonida_ e nelle _Spose Sabine_, ma pieno del sentimento della
+natura, come nel parlante _ritratto di Pio VII_. Cito il Gros, pittore
+di battaglie napoleoniche, degno illustratore di quella nuova epopea
+militare; il Girodet, di cui amo l'_Endimione_ e il _Seppellimento di
+Atala_, due scene soavi, l'una del classicismo antico, l'altra del
+romanticismo moderno, sentite con una giustezza non comune da un
+pittore poeta, che tra romantici e classici intravedeva la pace
+futura, solo che gli uni buttassero via un po' del loro contegno
+sforzato e gli altri della loro stravaganza cercata. Giunto tardi per
+le guerre di scuola, mi commovo pochino pel famoso _Radeau de la
+Méduse_ di Géricault, che in cinquantanove anni d'esistenza ha avuto
+il torto di annerire maledettamente, come certi uomini hanno quello
+d'imbiancare, anche prima di questa età rispettabile. Ma torno ad
+intenerirmi per Boucher, Watteau, Fragonard, pittori delicatissimi,
+l'ultimo dei quali è anche notevole per un magnifico impasto di
+colori; saluto con memore affetto il Poussin e Claudio di Lorena,
+eccellenti ingegni scaldati al nostro sole, e mi fermo con rispetto
+davanti ai ritratti di Filippo di Champagne. Il migliore tra questi vi
+rappresenta il cardinale di Richelieu; di Ricciliù, come dicevano gli
+storici italiani del tempo.
+
+Lo Champagne è un pittore di quel Seicento, che fu così manierato in
+arte, così amico dei panneggiamenti spezzati e svolazzanti e delle
+posture acrobatiche; ma del Seicento non ritragge nulla, e lo si
+direbbe piuttosto un pittore di dugent'anni più addietro, se le foggie
+de' suoi modelli non tradissero l'età. Lo accusano di freddezza nella
+composizione, e in generale di poco movimento nelle figure. A me non
+sembra; ci vedo piuttosto una casta durezza, che non manca di
+attrattive. Dopo tutto, c'è l'espressione dei volti; e, in un
+ritratto, che cosa volete di più? Quegli uomini son cupi; quelle dame
+fanno violenza alle labbra, perchè non ne scatti il sorriso. Malgrado
+le vesti sfoggiate e i colori smaglianti, la nota allegra non balza
+fuori dal quadro. Ma pensate che sono re ed uomini di Stato, i quali
+non hanno mai detto il loro pensiero quando erano vivi, e non debbono
+dirlo adesso, quantunque la critica storica lo abbia posto in luce di
+mezzodì; dame e regine che non vogliono lasciarsi sfuggire il segreto
+di un caro nome, quantunque le cronache ne spiattellino all'occorrenza
+due e ne lasciano caritatevolmente sospettare fin quattro.
+
+I miei complimenti a Filippo di Champagne e passo oltre, chè il tempo
+è prezioso e la «via lunga ne sospigne» attraverso queste sale
+infinite, ornate con molta magnificenza, decorate di grandi nomi e
+tutte provvedute d'una storia. Le tristi e liete avventure di cinque o
+sei regni, intorno a cui si è esercitata la vena di tanti romanzieri,
+ebbero qui la loro scena stabile. Non troverete più le porticine
+segrete per cui passavano i La Mole, o i Buckingam, nè le cateratte
+per cui scendevano sotterra i letti reali, ad aiutare le sostituzioni
+di principe; ma vi è lecito di credere che il secolo prosaico ha
+turate le fessure e ragguagliate le pareti, o che i congegni hanno
+fatto la ruggine, o che i romanzieri le hanno sballate grosse, intorno
+a questi pavimenti di legno levigato, a queste pareti, oggi tappezzate
+di quadri d'ogni forma e misura.
+
+Amate sperimentare la forza delle vostre gambe? Non occorre che
+andiate a piedi da Parigi a Versailles; fate semplicemente il giro
+degli appartamenti del Louvre, dimenticando anche le sale delle
+armature, delle miniature, dei cartoni e degli arazzi, che fanno già
+di per sè stesse la metà del palazzo, e contentandovi di quelle
+destinate ai quadri, ora andando oltre, ora trattenendovi, all'uopo
+ritornando indietro, sempre sulle ali, sempre in sospeso, per dare una
+voltata a destra, ed una a sinistra, secondo i casi e i desiderii
+improvvisi. Vedete qua e siete per contemplare un Leonardo, ma con la
+coda dell'occhio avete intravveduto un Correggio che vi domanda la
+priorità. Un Dolci vi chiama; un Sassoferrato vi attira. E poi, che
+serve? Navigate nel mare delle Sirene, sempre in mezzo ai Vinci, agli
+Allegri, ai Raffaelli, ai Tiziani, ai Veronesi, ai Tintoretti, ai
+Domenichini, ai Guercini, ai Caravaggi, ai Tiepoli, ai Giorgioni, ai
+Bordoni, ai Pordenoni, ai Caracci, ai Salvator Rosa, ai Giordani, ai
+Reni, che ve le fiaccano, le reni, e vi riducono peggio di quel
+_Cristo flagellato_ del Vecellio, che trova tanti copisti al Louvre,
+degni la più parte di buscarle loro, quelle sonore frustate.
+
+Che dirvi dei Perugini, dei Sebastiani del Piombo, degli Antonelli da
+Messina, dei Mantegna e d'altri della pleiade minore, che qui tuttavia
+ci hanno il loro meglio e fanno perciò una eccellente figura? Dio mi
+perdoni, ma qui, davanti ad una pensosa figura di Leonardo da Vinci e
+accanto a certe scene di ninfe e amorini dell'Albani, ho contemplato
+lungamente una _Annunziata_, indovinate di chi? del Vasari. Mi sono
+rappattumato qui con messer Giorgio degnissimo, il quale mi aveva
+seccato un pochino a Firenze, colle sue pitture murali nella sala dei
+Cinquecento.
+
+Valorosi artisti d'Italia, come siete ammirati! E come intendo qui
+facilmente il bene e il male che avete fatto al vostro paese! Il bene
+con coscienza, il male senza volontà. Pervenuti con voi a tanta
+eccellenza nell'arte, siamo stati pregiati solamente per questa, e noi
+medesimi per lunga pezza non abbiamo avuto altra gloria. Fu male; ma
+la gloria era grande, e ciò serva di scusa. In questo campo abbiamo
+vinto davvero e per cinque secoli alla fila, col fare largo delle
+nostre composizioni, la correttezza del nostro disegno, la sicura
+audacia dei nostri scorci, la potenza dei nostri effetti di luce, il
+vigore e la pienezza dei nostri colori immortali. Tutti si chiedono
+anche oggi come facciano a durare certi bianchi e certi incarnati di
+dugent'anni addietro, come non abbiano certe tinte a rinforzare, certe
+altre a smarrirsi, mentre i quadri di cinquant'anni fa prendono il
+nero come le pipe, il giallo del burro stantìo.
+
+E l'espressione dei volti! Ho citato Leonardo da Vinci, e torno a lui
+per quella stupenda _Monna Lisa del Giocondo_, il cui colore,
+leggermente scaduto tra il grigio e il violetto, fece dire a Teofilo
+Gautier che quella deliziosa armonia violacea, quella tonalità
+astratta, è il vero colorito dell'ideale. Bisogna vedere, anche dopo
+aver saputo che Leonardo spese quattro anni a dipingere il suo quadro,
+bisogna vedere il sorriso di quelle labbra e di quegli occhi! Bocca
+chiusa, occhi tranquilli pure, gli uni e l'altra sorridono. Quella di
+Monna Lisa è una gioia composta, matronale, profonda. Mi pare che
+dovrebbe sorridere così la mia patria, se fosse qui, persona viva, in
+mezzo a tante sue glorie.
+
+Badate, l'anima c'è, in tutte queste migliaia di tele; perchè dunque
+non avrebbero esse la coscienza di ciò che valgono e dell'onore che
+fanno? Il Cristo del Tiziano, che ho già citato una volta, dimentica
+perfino di grondar sangue e di avere una corona di spine, per
+lasciarvi capire che il suo autore era ben degno di farsi raccattare i
+pennelli da un imperatore. Ce n'è uno di Paolo Veronese, che si lascia
+rasciugare i piedi nei capegli biondi della più bella creatura di
+Venezia, e trova il momento per dare un'occhiata agli spettatori
+ammirati. Hanno un bel dire gli apostoli, che la cosa non va; il
+Nazareno sorride, pensando che la Maddalena fa bene e Paolo Veronese
+fa meglio.
+
+A proposito di Paolo Veronese, guardate quella vastissima
+composizione, che va sotto il nome delle _Nozze di Cana_. Non ignorate
+che l'artista ci ha ficcato dentro tutti i personaggi più celebri del
+tempo suo, Vittoria Colonna e suo marito il marchese di Pescara,
+Francesco I, Eleonora d'Austria, Maria d'Inghilterra, Carlo V,
+Solimano I, tutti in compagnia di Gesù Cristo al banchetto di Cana, a
+cui pare s'invitassero anche i migliori artisti di Venezia, poichè ci
+si vede lui, l'autore, insieme col Tiziano, il Tintoretto, il Bassano,
+intenti a rallegrare il pranzo con un concertino di viole, di
+violoncello e di flauto. Tutti i potenti d'Europa son là; par di
+vedere un Congresso, alla fine dei suoi lavori. Si sono firmati i
+protocolli; ora si mangia, si beve e si fa un brindisi alla grandezza
+d'Italia. Vi prego a credere che non è il Congresso di Berlino.
+
+Raffaello sublime, quali parole troverò adesso, che sieno degne di te?
+Fui ospite reverente, in ritardo di tre secoli, nella casa della tua
+donna, e sulla fede della scritta «_Raphaeli Sanctio quae claruit
+dilecta hic fertur incoluisse_» ho passato colà le mie notti più liete
+di sognatore ad occhi aperti. Nel Pantheon mi sono amaramente doluto
+di vedere la tua sepoltura e di pensare le tue ossa esposte alle
+periodiche inondazioni del fiume; imperocchè quelle ossa mi parvero
+degne di star sigillate in una custodia d'oro, collocate sugli altari,
+come ciò che avanza delle spoglie mortali d'un Dio. Sarà idolatria; ma
+senza idolatria non c'è amore. E come non idolatrarti, o divino,
+quando, correndo l'Europa, tra gente che non ci ama, vediamo da per
+tutto il tuo nome e la tua mano che ci accompagnano, come lo spirito e
+la mano di un altro Raffaello accompagnarono sulle sponde del Tigri il
+figliuol di Tobia?
+
+Il Louvre ha molti quadri del Sanzio; parecchi ritratti, un _Arcangelo
+Michele_, una _Sacra famiglia_, che è la più reputata di tutte, e
+quella _Bella Giardiniera_, che sarebbe, senza la _Trasfigurazione_,
+il superlativo dell'arte. In che consiste la grandezza di Raffaello,
+che traluce da tutti questi dipinti? Coloritori efficaci come lui, a
+Venezia; disegnatori, corretti come lui, a Roma; compositori arditi
+come lui, a Bologna. Ma egli adunò in sè tutti i pregi, che si
+ammirano sparsi negli altri; ingegno veramente complesso, cavaliero
+armato di tutto punto, artista così compiuto nei concepimenti e nelle
+grazie del pennello, come fu uomo compiuto, negli splendori della
+vita, nella nobiltà del pensiero, nella soavità dell'affetto, nella
+gloriosa precocità della morte.
+
+Ripigliamo terra, che c'è da correre. Non guardo più nulla; nè
+l'Allegri, che sostiene con due quadri, l'_Antiope_ e una _Madonna_,
+il suo gran nome delle gallerie di Dresda e di Parma; nè Luca
+Giordano, che rammenta qui in piccolo spazio di tela i pregi singolari
+del suo affresco del palazzo Riccardi a Firenze; nè il Panini, men
+noto, ma elegantissimo pittore delle moltitudini in festa, le cui
+ricche composizioni mi avevano già colpito nel Museo nazionale di
+Napoli. Debbo andar oltre, per contemplare tra gli spagnuoli
+l'_Assunta_ di Esteban Murillo, una volata nell'ideale, una volata, di
+cui l'artista non ha mai più raggiunta l'altezza. Ci sono altri quadri
+del Murillo, bellissimi, stupendi; ma, dopo aver vista l'_Assunta_, si
+capisce che sono opere d'un grande ingegno, il quale si contenta di
+volare a mezz'aria.
+
+E dove lascio il Rubens, che, in venti e più quadri di gran mole,
+racconta col pennello la vita e i miracoli di Maria de' Medici? La
+vedova di Enrico IV può esser grata al capo della scuola fiamminga. In
+quelle composizioni ardite e felici, tirate giù alla brava, l'ingegno
+è buttato a piene mani. È un'epopea, quella _Vita di Maria de'
+Medici_, epopea diplomatica, ufficiale quanto si vuole, ma sempre
+epopea.
+
+Del Rubens mi ha trattenuto lungamente un quadretto, la _Kermesse_.
+Non è che una festa di villaggio; ma non ricorda punto la maniera di
+Teniers. Anche qui è il magnifico Rubens, e in questa ridda di
+bevitori si vede il capriccio immortale d'un grande. Si penserebbe ad
+Omero, che ha fatto lo scherzo della Batracomiomachia, dopo la solenne
+fatica dell'Iliade, se non si ricordasse, pur troppo, che il paragone
+non regge più. Infatti, la critica moderna non ammette che l'autore
+d'uno di quei poemi possa essere l'autore dell'altro, ed è giunta a
+tale di erudita sfrontatezza, da negare perfino l'esistenza di Omero.
+
+Critica scellerata!
+
+
+
+
+X.
+
+Greci e Romani.--Norme dell'arte eterna.--Policleto e
+Leonardo.--Variazioni e correzioni.--_Chassez le naturel..._--Scoltura
+antica.--Restauri intelligenti.--La contessa di Tripoli e la Venere di
+Milo.--Ci siamo.
+
+
+«_Qui nous délivrera des Grecs et des Romains?_» Un bel verso, non c'è
+che dire, ed una bella scappata di malumore. Ma chi ci libererà adesso
+da tutti i mediocri della critica, che da un pezzo in qua non sanno
+dir altro? No, riveritissimi e colendissimi (i superlativi contano qui
+come nella sopraccarta delle lettere); no, osservandissimi e
+prestantissimi signori; nè greci nè romani saranno banditi da casa
+nostra, per compiacere a voi altri, che non li vedete di buon occhio,
+_et pour cause_. Sappiate che questi greci e questi romani sono
+cerusici coi fiocchi, e che in Italia, ad ogni tanto, fanno qualche
+cura maravigliosa, pigliando i poverelli sull'orlo della fossa e
+rimettendoli in gambe. Se non le raddrizzano ai cani, mettete pure che
+ciò non sia tra i possibili, avendo la natura voluto così, e pei cani
+e pei critici.
+
+Latini e Greci, babbi e nonni per noi, hanno dato al mondo l'esempio
+di un'arte viva e gagliarda, tutta umana nella sua purezza, tutta
+elegante e serena nella sua gravità. Niente di oscuro, di perplesso, o
+di vago, nei contorni di quella schietta ma non servile imitazione del
+vero; tutto ha un corpo e una bellezza ideale, in quel naturalismo
+felice che chiamava gli dei in terra e innalzava gli uomini in cielo.
+
+Queste cose ch'io dico, e le molte che taccio, si fanno meglio palesi
+in due forme dell'arte antica, nella scoltura e nella architettura. Il
+marmo non ha mollezze nè abbandoni; può concedersi alle curve,
+graziose nella loro medesima sicurezza, ma si nega recisamente alle
+cascaggini, alle titubanze, ai galleggiamenti nel vuoto. La colonna,
+imitazione dell'albero, ha da star ritta, per esser salda; vuole la
+sua misura secondo un rapporto geometrico, la sua base, il suo
+capitello, il suo abaco. La statua deriva le sue proporzioni dal vero,
+ma dal vero che ammirate, non da quello che vi ripugna e vi offende.
+Policleto e Leonardo da Vinci, questi due grandi canonisti della forma
+umana, s'accordano senza conoscersi, alla distanza di ventitrè secoli.
+Proporzione, ordine, chiarezza, armonia, natura, bellezza, ecco di che
+elementi è nata, si è nutrita, e vivaddio si sostiene, l'arte greca e
+latina. Cercate nuove forme? Non troverete altro che le varianti, e le
+corruzioni di quella. I vostri Arabi, così gentili ricamatori della
+parete, così scaltri mascheratori dell'arco, derivano dai Bizantini; i
+vostri Gotici, amici del sesto acuto, che fa risparmiare la fatica
+delle cèntine sapientemente girate in aria, ingegnosi dissimulatori
+dei contrafforti e dei puntelli che tengono ritte le loro cattedrali,
+hanno l'arte di seconda mano dai Lombardi, scaduti e poveri, ma dopo
+tutto familiari copisti dello stile latino.
+
+Riveriti signori, con tutto quel che segue, sapete a memoria un bel
+verso; per fare il paio, imparate quest'altro: «_Chassez le naturel,
+il revient au galop._» Il che significa in lingua nostra, che avrete
+un bel liberarvi dai Greci e dai Romani; li caccerete dalla porta,
+rientreranno dalla finestra, o dal tetto. Non c'è natura, nè bellezza,
+ove non sia traccia di loro; l'espressione del bello eterno, venendo a
+noi, è passata per essi; ne fa fede la storia della civiltà; chi
+sostiene il contrario ha dato il cervello a pigione.
+
+Io li ho veduti anche al Louvre, e li ho salutati con tutta
+l'effusione dell'anima, i miei Greci e i miei Romani. Parigi, anzichè
+liberarsene, aveva tentato di accrescerne il numero; tanto che, dopo
+le vittorie napoleoniche in Italia, la lista delle statue e dei
+bassorilievi segnava cento e diciassette capi di più. Nel 1815 tutta
+questa roba fu restituita ai legittimi proprietarii. Ma guardate quel
+che rimane; sono ancora migliaia di statue, centinaia di capolavori,
+quasi tutti levati da Roma, in trecent'anni di scorrerie, di tributi e
+d'acquisti. Curioso a vedere come il Mazzarino e il suo re si
+contentassero di rottami, scavati in Roma e offerti ai loro incaricati
+laggiù; ma più curioso e veramente lodevole il modo in cui furono
+restaurati quegli avanzi, spesso informi come l'Ajace, che si fa
+chiamare Pasquino su d'una piazza dell'eterna città.
+
+Leggete infatti, a' piedi d'una Giunone, _restaurée en Providenze_:
+«moderni, il naso e la bocca, il collo e le ciocche dei capegli, le
+due braccia e i due piedi.» E sotto una donna velata, restaurata in
+Giunone: «la testa antica, appiccicata, non dovette appartenere alla
+statua, essendo di un marmo diverso.» Sotto una Cerere: «sono moderni,
+la testa col velo, il braccio destro, la mano sinistra, ecc.» Sotto un
+Apollo citaredo: «testa antica, ma non appartenente alla statua, ed
+evidentemente di donna. Il naso, il mento, il collo, le braccia, le
+gambe, i piedi, la lira e il termine, sono moderni.» E via di questo
+passo coi restauri, per molte e molte altre statue, tra le quali
+l'Oratore romano, rappresentato nell'atteggiamento di Mercurio, opera
+di _Cleomene, figlio di Cleomene, Ateniese_, come dice la leggenda
+scolpita in caratteri greci dell'ultimo secolo avanti Cristo; la
+famosa Diana di Gabio; l'altra non meno famosa di Versaglia (ritrovata
+a Roma, intendiamoci); la Pallade di Velletri, colossale, e lo
+stupendo Giasone, che si allaccia i sandali, somigliantissimo al
+Gladiatore Borghese, e trovato a Roma, nel teatro di Marcello.
+Quest'ultimo, per esempio, è di marmo pentelico; la testa è di
+grechetto, ma antica.
+
+Bisogna esser grati ai francesi di questa diligenza, mercè la quale
+ogni statua fa la sua buona figura. Nè tutto è restauro, badate; ci
+sono in buon dato le statue intiere e i monumenti pressochè intatti.
+Per questo rispetto, Parigi non gareggia con Roma, nè con Napoli; ma
+può venir terza facilmente; ed è già un bel posto il suo, quando si
+pensi che quasi tutti i monumenti, statue, bassorilievi, sarcofaghi,
+candelabri ed altri cimelii preziosissimi del museo del Louvre,
+provengono d'oltr'Alpi. Quasi tutte le città gallo-romane della
+Francia hanno voluto avere i loro musei particolari, in cui esporre i
+frutti degli scavi fatti sul luogo. È questo forse l'unico caso in cui
+Parigi non si mostri usurpatrice del diritto delle provincie, o, per
+dir meglio, sostenitrice accanita di quella legge d'accentramento, da
+cui ha derivata la maggior parte della sua stessa importanza.
+
+Tra le rarità del museo, vuol esser notato il quadrante solare di
+Gabio, su cui sono scolpite in cerchio le teste dei dodici Dei
+maggiori, colla giunta di un tredicesimo, piccolino, paffutello e
+sorridente, che apparisce tra Venere e Marte, e sembra collegarli in
+un abbraccio filiale. Avete indovinato che quel birichino è Cupido,
+che fa rima con _infido_, come sanno i vecchi e gli esperti. Degno di
+molta attenzione il planisferio greco egiziano, detto del Bianchini,
+dal nome del suo primo illustratore. Curiose le tavole di marmo, su
+cui si leggono scolpiti i nomi di tutti i cittadini ateniesi morti
+presso il nemico, nella 84.^a olimpiade; e quell'altra che reca incisa
+con eleganza mirabile una legge civile di Atene, e che i discendenti
+di Costantino avevano ridotta ad abaco di capitello, come si rileva
+dalle croci greche, scolpite rozzamente sui lati. Non si può passare
+indifferenti a' piedi di una Pudicizia, statua di donna tutta chiusa
+nella sua _rica_, che somiglia grandemente alla sua omonima dello
+scalone del museo Capitolino. Bisogna fermarsi davanti ad un Marte,
+che va eziandio sotto il nome di Achille, e non si può negare un
+tributo d'ammirazione a due o tre busti d'Antinoo, forse i migliori
+che si conoscano di questo bellissimo favorito dell'imperatore
+Adriano. Spero che avrete notato, passando, quel Giove colossale,
+lavorato con molta finitezza, ma ridotto poco degnamente ad Erme,
+perchè mancante lui delle parti inferiori, e mancanti gli artisti
+moderni del coraggio bisognevole per restaurarlo sul serio. Non
+badate, ve ne prego, a tutte quelle Veneri, che arieggiano il tipo
+conosciutissimo della Venere di Gnido, ma sono lontane dal poter
+rivaleggiare colla Medicea di Firenze e colla Capitolina di Roma. In
+materia di Veneri, io non conosco ora, non vo' veder altro che quella
+di Milo. M'è parso d'intravvederla, in fondo ad un androne. Sicuro è
+lei, proprio lei; la riconosco all'atteggiamento imperioso e alla
+mancanza delle braccia. Compatite la mia debolezza, sono innamorato
+cotto di quella bella monchina. L'amavo prima di conoscerla, come
+Goffredo Rudel amava la contessa di Tripoli; l'amavo sulla fede di ciò
+che ne aveva scritto il visconte di Marcellus, che andò a farle visita
+nella sua isola, entro la stalla del villano Jorgos; l'amavo per le
+forme di gesso, che ne portavano attorno i lucchesi. Nel 1871, quando
+corse la voce che i petrolieri della Comune avessero appiccato il
+fuoco al Louvre, il mio primo pensiero fu per quella bella
+prigioniera: non ebbi pace se non quando si riseppe che il Louvre era
+illeso dalle fiamme, e che del resto la divina immagine stava in
+sicuro da un pezzo, avendola i conservatori del museo calata in un
+sotterraneo, al riparo dalle granate e dalle bombe prussiane. Debbo
+confessarvi proprio ogni cosa? Un po' per far come gli altri ero
+venuto a Parigi, ma molto (l'avevo lasciato nella penna, per non
+parervi matto alle prime) molto per veder da vicino questa contessa di
+Tripoli.... cioè, no, volevo dire questa duchessa, principessa,
+regina, meraviglia di Milo e del mondo.
+
+Studiamo il passo, se non vi rincresce, ed entriamo nel sacrario. La
+dea è là, nel mezzo della sala, su d'un piedistallo di granito;
+intorno al piedistallo è un cancellino di ferro, e intorno a questo si
+affollano, si stringono, si pigiano centinaia di Mozambicchi.
+Mozambicchi! che vuol dir ciò? Non vi scandolezzate; è il nome che
+Parigi ha superbamente appioppato ai suoi provinciali, venuti coi
+treni di piacere a vedere l'Esposizione, ed anche un pochettino ai
+forastieri che invadono i suoi caffè, i suoi marciapiedi, i suoi
+teatri, le sue trattorie, non lasciando aver pace ai Sibariti della
+Senna. Cari, quei Mozambicchi! Ci stiano pure, facciano siepe intorno
+al cancello; amano quello che io amo, e non mi posso dolere. Se
+madonna fosse viva, sarei geloso, non ho vergogna a confessarlo; ma è
+di marmo, e di marmo corallitico, che va annoverato tra i più duri
+della creazione, e, come son certo che non me la possono rubare, così
+mi sostiene il pensiero che essa non farà l'occhiolino a nessuno. Del
+resto, ad un per uno se ne andranno di lì, e, appena mi riuscirà di
+ficcarmi là dentro, di aggrapparmi alla ringhiera, vedremo.
+
+Lavoro di gomiti e giungo alle spalle di una giovine coppia. Sono di
+sicuro due sposi novelli; lo dice quel tenersi a braccetto con tanta
+mollezza confidente; lo dice la loro gioventù; la loro snellezza, e
+quel pallore di giglio che tinge la guancia della signora, da me
+veduta in isbieco. Stanno un tratto silenziosi a guardare; poi la
+signora arriccia il naso, dà una stretta al braccio dello sposo, e con
+accento strascicato dalla noia gli dice:
+
+--Non è che questo? (_n'est-ce que ça?_)
+
+Sposina delle mie viscere, come capisco ora i parigini! Sì, è vero, ci
+sono dei Mozambicchi a Parigi, ce ne son troppi, e voi siete la regina
+della tribù.
+
+Che cosa abbia risposto il _cacico_ alla sua giovine metà, non
+rammento; forse non ci ho badato. So che la giovine coppia se ne andò
+e che io mi ficcai dentro, guadagnando venti centimetri di ringhiera.
+Intorno a me si era fatto un gran vuoto ed un grande silenzio; non
+c'erano più Mozambicchi, nè Mozambicche. Non potevo muovermi, è vero;
+ma di questo non occorreva dar cagione alla folla. Anch'io ero di
+sasso, o, se vi piace meglio, di stucco.
+
+
+
+
+XI.
+
+Inno a Venere.--Un po' di storia.--L'editto di Teodosio.--Senza
+braccia--Il nome dell'autore.--Induzioni ragionevoli.--Ho detto la
+mia.--Una massima di Lisippo.--Imperatori romani.--Messalina.... col
+bambino.
+
+
+Come una statua monca, e rotta per di più in cinque o sei pezzi, abbia
+potuto infiammare la fantasia, non solamente a me, che son l'ultimo
+degli ultimi, ma a parecchie generazioni di poeti e di dotti, di
+orecchianti e di orecchiuti, è cosa veramente degna di nota, ed anche
+un pochino di studio.
+
+È giovata a questa Venere la storia del suo ritrovamento; poi la
+controversia lunghissima, e non ancora finita, intorno al vero suo
+essere; da ultimo, e più di tutto, il carattere singolare della sua
+bellezza. Come vedete, c'è qui l'embrione d'un panegirico, diviso in
+tre punti, secondo le buone regole della sacra eloquenza. Adottiamo
+quest'ordine prestabilito, che si conviene alla divinità del soggetto,
+e aiuterà in pari tempo a chetare i bollori della nostra ammirazione.
+Ecco la storia.
+
+L'isoletta di Melos, oggi di Milo, è una delle Cicladi, ossia
+dell'Arcipelago greco. Aveva, _in illo tempore_, su d'una collina
+davanti all'ingresso della rada, un colmo di case, che parve un
+villaggio a Tucidide, ma che divenne una città bella e buona, con
+tanto di teatro, come attesta Diodoro Siculo e come le sue rovine
+dimostrano. Oggi la città è tornata un villaggio, e dicesi Castro.
+
+Lassù, nel febbraio del 1820, presso alcune grotte sepolcrali sotto la
+cinta delle vecchie mura di Melos, un povero contadino, a nome Jorgos,
+stava lavorando di zappa intorno ad un vecchio ceppo d'albero, che
+voleva sradicare da un ciglione di terra. Ai colpi del contadino, il
+ceppo, scambio di balzar fuori, si affonda in una buca. Jorgos, senza
+volerlo, ha scoperto un ipogèo, una specie di grotta quadrata, larga
+da quattro a cinque metri e profonda altrettanto, rivestita
+d'intonaco, non senza indizii di quadrature policrome. Da buon greco
+moderno, che conosce il pregio di simili incontri, Jorgos discende nel
+sotterraneo, e trova, mezzo affondate nel terriccio, parecchie erme di
+Dei, come un Mercurio, un Bacco indiano, e finalmente il torso d'una
+Venere, mancante delle braccia e di tutta la parte inferiore,
+dall'anca in giù. Lavora indefessamente e trova il resto della statua,
+fino al plinto, insieme con rottami di braccia e di mani, di zoccoli,
+d'iscrizioni e via discorrendo. Da quegli avanzi non c'è modo di
+ricomporre le braccia della Dea. Ci sono, per esempio, tre mani; ma
+quali sono veramente le due che le convengono? Jorgos non sta a
+beccarsi il cervello; ha il grosso della statua, e questo gli basta
+per capire che egli tiene in poter suo un capolavoro dell'arte antica
+e che potrà cavarne un bel gruzzolo di piastre.
+
+Quella Venere, evidentemente, era stata calata entro la buca da
+qualche divoto, ai tempi in cui prevaleva la religione ufficiale di
+Costantino, e forse qualche anno dopo il famoso editto di Teodosio,
+quando i vescovi andavano attorno, armati del braccio secolare, ad
+abbattere i simulacri, a diroccare i templi della vecchia religione
+pagana. È noto che la più parte delle antiche statue furono conservate
+alla posterità con questi inganni pietosi; tra l'altre la Venere
+Capitolina e l'Ercole Mastai.
+
+Fatta la scoperta di Milo, il signor Brest, agente consolare della
+Francia in quell'isola, ne avvisò prontamente il suo ambasciatore a
+Costantinopoli, che spedì a Milo un suo segretario, il visconte di
+Marcellus. Nel frattempo, aveva toccato a Milo la _Chevrette_, su cui
+era imbarcato un giovine uffiziale, il Dumont d'Urville, che vide la
+Venere, e l'avrebbe comperata per milledugento lire, se il comandante
+della corvetta non gli avesse dimostrata l'impossibilità di prendere
+quel sopraccarico a bordo. Giunto il Marcellus colla nave dello Stato
+l'_Estafette_, trovò che appunto allora la Venere era stata venduta
+per quattromila lire ad un frate. Come, ad un frate? Sicuro, al P.
+Economos, che, accusato di malversazioni a' suoi superiori, e chiamato
+a Costantinopoli per render conti, voleva con quel donativo ottenere
+la protezione di un Nicolaki Morusi, dragomanno dell'Arsenale. Si
+oppose a quel contratto il Marcellus presso i primati dell'isola, e,
+quantunque la statua fosse già stata imbarcata su d'un brigantino
+greco sotto carica per Costantinopoli, ottenne di farla trasbordare
+sull'_Estafette_, pagandola seimila lire al contadino, in nome del suo
+ambasciatore, il marchese di Rivière. Dispiacque la cosa al Morusi,
+cui il frate era andato a lagnarsi; i primati di Milo furono presi,
+bastonati senza misericordia e condannati a pagare una multa di
+settemila piastre. Li rimborsò il generoso signor di Rivière; ottenne
+che il governo turco facesse delle scuse; ma le bastonate nessuno potè
+più levarle ai poveri anziani dell'isola.
+
+La Venere di Milo giunse a Costantinopoli il 24 di ottobre. Vederla e
+desiderare di trovare le braccia mancanti, fu un punto solo pel
+marchese di Rivière. Ma le ricerche riuscirono infruttuose, quantunque
+andasse egli in persona. Certe estremità, rinvenute nell'ipogèo, o
+poco lunge di là, non offrivano la medesima bontà di lavoro; altre,
+come ho già detto, ridotte a pochi frammenti, non si prestavano ad un
+restauro neanche approssimativo. C'era quel pezzo di mano col pomo,
+che poteva far credere ad una Venere vincitrice del giudizio di
+Paride; ma, senza contare la nessuna certezza che fra tre mani
+rinvenute nell'ipogèo, quella del pomo fosse proprio da attribuirsi
+alla statua, parve che con questa faccenda del pomo non si accordasse
+troppo il ritrovamento contemporaneo d'un pezzo di zoccolo, o plinto
+che si voglia dire, la cui frattura combaciava col plinto della
+Venere, e la prolungava in modo da far supporre la presenza di una
+seconda statua, più piccola, e non certamente di proporzioni
+corrispondenti alla prima. Sul piano di quel frammento vedevasi
+appunto una incavatura, adatta a ricevere il piede della statua
+minore; sull'orlo, poi, si leggeva una iscrizione, che, supplita di
+tre lettere in ognuno de' due capiversi, diceva così:--_Agesandro,
+figlio di Menide,--d'Antiochia sul Meandro,--fece_.
+
+Il ritrovamento di questo zoccolo, a cui non si pose troppa attenzione
+da principio, guasta le uova nel paniere a coloro che pretendono la
+Venere di Milo essere stata accompagnata ad un Marte, come si vede in
+parecchi gruppi dell'antichità. Quello zoccolo non presenta la
+larghezza necessaria a sostenere un Marte. Inoltre, esso è alquanto
+più alto del plinto su cui poggia la Venere; il qual plinto,
+precisamente sotto il piè sinistro della Dea, s'innalza un pochettino
+anch'esso, come per accompagnarsi a quell'altro. C'era proprio bisogno
+di alzare la base, per collocarvi il dio della guerra, già
+naturalmente più alto della sua pretesa compagna?
+
+Ma allora? che cosa ci poteva stare su quello zoccolo di giunta? O un
+cippo, un'erme, come si ha in un esemplare d'Afrodite, conservato nel
+Museo britannico; oppure.... oppure quell'unico tra gli Dei che, oltre
+l'avere una stretta relazione con Venere, ha la statura più piccola e
+fa intendere e rende naturalissimo quel rialzamento di base. È un'idea
+mia, nata da un pezzo, fortificata da una visita al Museo nazionale di
+Napoli, diventata certezza davanti a quel frammento di base, o, per
+dire più esattamente, al disegno che ne ha fatto nel 1821 il signor
+Debay.
+
+Andate nel Museo Nazionale di Napoli e vedrete laggiù la Venere
+Vincitrice, così detta di Capua. È nel medesimo atteggiamento della
+Venere di Milo; gli occhi a mezz'aria, il piede sinistro su d'un
+elmetto posato a terra; il braccio sinistro levato, per sostenere una
+lancia; il destro abbassato, coll'indice teso in atto di comando.
+Davanti a lei, e molto accosto è Cupido, coll'ali dimesse; nella mano
+sinistra tien l'arco, e nella destra una freccia, che offre riverente
+alla madre. Guardate al Louvre la Venere di Milo. L'elmo sotto i piedi
+non c'è; ma di queste varianti d'esecuzione son molti gli esempi.
+Abbiamo per contro l'assoluta somiglianza nei rispettivi atteggiamenti
+degli omeri, indizio certo di una identica azione delle braccia. Se a
+questo aggiungete il resto di base, la cui frattura perfettamente
+combacia col plinto, mentre il piccolo spazio del suo piano e
+l'incavatura nel mezzo paiono fatti a posta per dar luogo ad una
+figura d'adolescente, in grande dimestichezza colla Dea, non avrete
+più modo di dubitare. La Venere di Capua ha una sorella; sorella
+maggiore, mi affretto a confessarlo. Quanto alla storiella della
+Vittoria, sul fare di quella in bronzo del Museo di Brescia, non è più
+il caso di parlarne. La Venere di Milo non può essere una Vittoria,
+più di quello che lo sia la Vittoria di Brescia, che è una Venere
+anche lei, alla quale un bel giorno, probabilmente sotto Vespasiano,
+fondatore del tempio in cui essa è stata rinvenuta, furono aggiunte le
+ali e lo scudo. La posteriorità della raffazzonatura è evidente. Del
+resto, sia Vittoria, o Venere, quella di Brescia ha il peplo, e quella
+di Milo è sempre più Venere di lei, perchè ha il torso nudo. E che
+torso, e che nudo!
+
+La statua, per dirvi tutto, è di marmo corallitico; un marmo d'Asia,
+assai lodato da Plinio, che lo dice nella bianchezza e nell'apparenza
+molto vicino all'avorio. L'ipogèo, nel quale fu rinvenuta, è a
+cinquecento passi dal recinto del teatro di Milo, che forse era
+dedicato a Venere, come quello di Pompeo in Roma, e come in generi
+tutti i teatri antichi. La famosa Venere d'Arles fu appunto scoperta
+nelle rovine del teatro romano di quella città provenzale. Salviano,
+nel suo libro _De gubernatione Dei_, lasciò scritto: «_colitur Venus
+in theatris._»
+
+Quanta erudizione, buon Dio! Ma essa non è che la millesima parte di
+ciò che si è stampato intorno alla meraviglia di Milo. E anch'io, dopo
+tutto, ci avevo da dire la mia.
+
+Resterebbe da aggiungere qualche cosa intorno alla bellezza scultoria
+dell'opera, che è veramente singolare, e corrisponde per l'appunto a
+quel ritorno allo studio del vero, che tenne dietro alla scuola di
+Policleto. Una certa sprezzatura artistica nel trattare i capegli
+denota l'epoca avanzata dell'arte. Quell'impercettibile mancanza di
+simmetria tra i due lati del viso, quella lieve irregolarità nelle
+proporzioni del collo, ed altre piccole licenze, che non isfuggono
+all'occhio esercitato dell'artista, accennano alla copia d'un modello
+vivente, anzi che alla stretta osservanza dei cànoni. Il pensiero
+corre involontariamente a Lisippo, che teneva in molta stima i
+trattati di Policleto, da cui confessava di aver cavato tutto il suo
+sapere, ma che, additando i viandanti a' suoi giovani allievi, diceva
+loro: «siano questi i vostri esemplari.» Massima eccellente in bocca a
+Lisippo, il quale non perdeva di vista i principii, e ricordava con
+reverenza i maestri.
+
+Qualunque sia, Agesandro o Lisippo, l'autore, questa Venere è un
+felice impasto di grazia soave e di grandezza eroica. È monca e piena
+di rappezzi; ma la divinità di quel torso e di quella faccia,
+l'eleganza snella e giovanilmente materna delle sue proporzioni, sono
+tutto quello che si può immaginare di più bello in arte e in natura.
+Veduta lei, manca la voglia di veder altro, e ci si scalda poco per
+quella raccolta d'imperatori romani, che è veramente tra le più ricche
+d'Europa. Figuratevi che d'ogni imperatore, busto o statua, ci sono
+due, tre, quattro, fino a sei esemplari. Tra i più rari ho notato un
+Pertinace, nudo e colossale, e un Nerone, alquanto più grande del
+vero; per contro, essendo in marmo, dee ritenersi meno briccone del
+vero.
+
+Finirò con una statua di Messalina Augusta, che mi ha grandemente
+colpito; grassotta, genialotta, cogli occhi un po' grossi, alla guisa
+di certi miopi, i ricciolini sulla fronte, ravvolta in una sontuosa
+rica, e con un bambino nelle braccia: il suo generoso Britannico, di
+cui parla Giovenale, in un verso orridamente famoso.
+
+È strano l'effetto di quella statua. Se in cambio di trovarla a Roma
+dugent'anni addietro, vale a dire in terra di pagani e in un tempo
+assai più pagano del nostro, l'avessero scoperta dieci anni fa, sul
+territorio di Lourdes, si sarebbe gridato al miracolo, e la portentosa
+immagine di Nostra Signora, innalzata sugli altari, farebbe prodigi a
+bizeffe, coi ciechi, con gli storpi, e magari anche con le donne
+sterili.
+
+Debbo confessare tuttavia che un miracolo essa lo ha fatto per me,
+quantunque non trasformata da nessuna apoteòsi. Dopo averla
+considerata un bel pezzo, mi sono appressato a lei e le ho bisbigliato
+un nome; non già quello di Claudio, non già quello di Silio; il nome
+di Pietro Gossa. E quella briccona mi ha fatto il bocchino.
+
+Lo credo, io!
+
+
+
+
+XII.
+
+Le grandi cose e le piccole.--Teatri e concerti.--_Incipit
+lamentatio._--Il più costoso tra tutti i rumori.--Caffè
+cantaiuoli.--_Il faut que jeunesse se passe._--I sette castelli del
+diavolo.--Cavalli e pantomimi.--L'amore al lavoro.
+
+
+Abbiamo veduto il palazzo del campo di Marte con tutte le sue
+_dépendances_, e abbiamo veduto il palazzo del Louvre; l'esposizione
+del presente e l'esposizione del passato, la transitoria e la
+permanente; a farla breve, le due grandi cose di Parigi.
+
+Ma Parigi non vive solamente di grandi cose; vive molto e sopratutto
+di piccole. Chi non ha lette _Les petites industries_ di Edmondo
+Texier, uno studio pubblicato sulla famosa Guida di Parigi del 1867,
+dove l'arguto scrittore del _Siècle_ racconta come, vadano a finire i
+trecentomila mozziconi di sigaro buttati quotidianamente per via, come
+si faccia il pan grattato per le trattorie di quart'ordine, come si
+fabbrichino le creste di pollo e le ossa di prosciutto, e via
+discorrendo, non sa quanto ingegno ci voglia per cavare il nuovo dal
+vecchio, nè quanta fortuna arrida a questi sforzi di una civiltà
+sopraffina. Qui niente d'inutile, niente di perduto o di buttato via;
+dei rilievi d'un pranzo della _Maison dorée_ si fa un _arlequin_ dei
+Mercati; cogli avanzi dell'_Acadèmie nationale de musique_ (che così
+pomposamente si chiama il teatro dell'Opera) si possono fare le
+musichette dei _cafés chantants_. Qualcheduno pretende che ci sia uno
+scambio, come un movimento di flusso e riflusso; ma io non ardisco
+andare tant'oltre.
+
+All'Opera si spende troppo e non è dato a tutti di entrarci. Il
+_bureau de location_ si apre un'ora prima dello spettacolo; bisogna
+far coda all'ingresso, per sentirsi a dire, un'ora dopo, che primi,
+secondi e terzi posti, tutto è andato a ruba da cinque giorni, e
+magari da quindici. Volete un biglietto d'anfiteatro, d'orchestra, o
+di loggia, per la medesima sera? Lo troverete sicuramente, ma ad uno
+di quegli uffici di rivendita, che sono frequentissimi nelle vicinanze
+dei teatri, e specialmente sui _boulevards_, pagando, secondo le
+circostanze, quaranta o sessanta lire quello che è segnato per
+quindici sui prezzi correnti del _bureau de location_, il quale non ha
+mai nulla per voi.
+
+Tra parentesi, che cosa ne avviene? Quello che è avvenuto due
+settimane fa, appunto alla grande _Académie nationale de musique_. Un
+tenore si ammala, poche ore prima dello spettacolo. Come supplirlo, da
+un momento all'altro, e senza la possibilità di una prova d'orchestra?
+Cambiar lo spartito! Magari; ma, per far ciò, mancano le decorazioni,
+il vestiario, le scene. In quella gran mole, così bella, quantunque
+farragginosa, dell'architetto Garnier, non c'è posto per un magazzino,
+per una attrezzeria proporzionata al bisogno. Ci vuole almeno un
+giorno per introdurre e mettere a posto tutto ciò che occorre allo
+scenico allestimento del _Profeta_ o del _Faust_. Dunque? Bisogna
+rimandare la gente che sta per entrare in teatro e restituirle i
+danari: cioè, intendiamoci, promettere di restituirli la mattina
+vegnente, con comodo, e mediante il sistema della coda al _bureau de
+location_.
+
+L'impresario non sa darsene pace. È una brutta cosa dover restituire
+22,000 lire, chè tante ne erano entrate in cassa quel giorno. Ma il
+caso dello spettatore è anche più brutto. Il biglietto d'ingresso,
+secondo la tarifia del teatro, val quindici lire? Gli restituiscono
+puntualmente le sue quindici lire. Ma quel biglietto egli lo aveva
+pagato sessanta in un _bureau_ di fuori via, che naturalmente non
+restituisce nulla, perchè non era lui il mallevadore della
+rappresentazione. E così avviene che il sullodato spettatore abbia
+pagato quarantacinque lire per non veder nulla, e per sentire
+altrettanto. In verità, è troppo caro.
+
+Del resto non vi lagnate; se siete buongustai, non avete perduto altro
+che l'occasione d'un disinganno. L'esecuzione musicale è meschina; le
+decorazioni son tutto. Questi famosi spettacoli (e qui non parlo
+solamente per l'_Académie nationale de musique_) si reggono per la
+moltitudine degli spettatori, che si dànno la muta ogni sera; il buon
+esito è assicurato da una _claque_ intelligente: la riputazione è
+formata da una critica, anche più intelligente della _claque_.
+
+Per queste ragioni, ed anche un pochino per questi pericoli,
+rinunzieremo a certe musiche grandiose e andremo a sentire la
+musichetta dei caffè cantaiuoli. Sono veri teatri, questi caffè,
+somiglianti a certe arene d'Italia; platea all'aperto, qualche volta
+protetta da un velario; quattro alberi intorno, ma non sempre; il
+palcoscenico in fondo, elegantissimo, con grandi specchiere,
+lampadari, fiammelle di gasse; queste poi a centinaia, a migliaia,
+sotto tutte le forme conosciute dal cavaliere Ottino, ed altre ancora,
+dentro e fuori del recinto, imprigionate in bellissimi globi di
+cristallo. Bisogna trovarsi sull'imbrunire ai Campi Elisi, in questa
+amenissima passeggiata che dalla piazza della Concordia mette all'Arco
+della Stella e al Bosco di Boulogne; le fiammelle di tutti quei caffè,
+vedute attraverso le piante, riescono d'un effetto magico, fantastico,
+e.... trovate voi gli altri epiteti, perchè io ci perdo la scrima. Di
+tanto in tanto un concertino di corni da caccia vien fuori ad
+avvertirvi che quelle fiammelle dei Campi Elisi non sono le anime dei
+giusti, e che potete entrare liberamente anche voi. Entrate di fatti,
+o all'_Alcazar_, o agli _Ambassadeurs_, o all'_Horloge_; ai primi
+posti sborserete tre lire, ai secondi la metà, sotto forma di
+pagamento per un gotto di birra, o per un _mazagran_ (caffè in
+bicchiere) che avrete domandato al tavoleggiante e che egli vi avrà
+posto su d'un listello orizzontale di latta, appiccicato alla
+spalliera d'una sedia, che sarà in linea perpendicolare davanti alla
+vostra. Inutile il dirvi che per una seconda portata si paga da capo,
+ma non più così caro.
+
+Frattanto, sul palcoscenico le cantilene si succedono e si
+rassomigliano. La più parte sono sciocchezze, senz'altro sugo che
+quello di un doppio senso fatto abilmente capire, o dalla bellezza, o
+dalla grazia, di chi canta e gesticola; bene inteso, se chi canta e
+gesticola appartiene al «devoto femmineo sesso.» Le voci, per solito,
+si fanno desiderare; gli abbigliamenti sono elegantissimi e spesso
+anche limitatissimi. Intorno alla cantante, o al cantante, sedute su
+certi canapè, come in un salotto e durante un concerto di società, si
+vedono spesso dieci dodici tra baronesse e contesse di princisbecco,
+le quali non hanno altro ufficio che di muovere il ventaglio, di
+guardare a destra e a sinistra _sicut leo rugiens_, e di mostrare i
+denti, _quaerens quem devoret_. Di queste dame non è piccol numero
+neanche in platea. Guai a voi, se siete Mozambicco, cioè a dire non
+avvezzo a queste magnificenze; la testa vi gira, e, nell'uscire dal
+tempio, non vedete più i meandri della sacra selva, donde vi bisogna
+uscire, per tornarvene a casa. Fortunatamente, non è lontana la piazza
+della Concordia, coi suoi mille lampioni accesi, colle sue statue
+colossali in giro e col suo obelisco nel mezzo. Arrivate là, guidato
+da quella gran luce; vi parrà d'essere in Alessandria d'Egitto.
+L'obelisco di Cleopatra vi guarda; se non siete Marc'Antonio, ci
+scatta poco.
+
+Ho citato tre caffè cantaiuoli, ai Campi Elisi. Poco distante è il
+Mabille, un giardino dove si balla, cioè, correggo la frase, dove si
+vede ballare. Il luogo ha più fama che non meriti; i forastieri ci
+vanno in folla e ne ritornano disillusi, qualche volta stomacati.
+Bullier, una variante, o riscontro di Mabille, è sull'altra riva della
+Senna; gli studenti ci abbondano. _Il faut que jeunesse se passe._ Non
+dico di no; purchè passi all'esame!
+
+Un teatro, o caffè, o giardino, più curioso di tutti è parso a me
+quello delle _Folies Bergères_, poco discosto dal _boulevard_
+Montmartre. C'è un teatro chiuso, con gallerie, platea ed orchestra;
+c'è un giardino, colla sua brava fontana zampillante nel mezzo, ma
+tutto coperto da cristalli e anch'esso con gallerie che corrono torno
+torno; un medesimo vestibolo vi conduce al bivio, anzi al trivio del
+giardino, della platea, delle scale, che mettono su, alle gallerie
+dell'uno e alle logge dell'altra. Da per tutto i deschetti di zinco;
+da per tutto i tavoleggianti, pronti a servirvi; in alcuni punti di
+passaggio i banchi, a cui siedono le rappresentanti dell'autorità
+padronale; tra queste una giovine donna, con veste scollata, i baffi e
+le fedine lunghe un palmo, che sta a sentire, col suo sigaro ai denti,
+le giaculatorie dei _gommeux_, in adorazione davanti a lei. Lungo gli
+anditi e le gallerie è una processione continua di viscontesse e di
+duchesse Christophle, sfarzosamente vestite, che vi passano daccanto,
+distribuendo occhiate imperatorie. Potete offrir loro un rinfresco; la
+galanteria francese non lo impedisce, e Baiardo nei panni vostri
+farebbe lo stesso. Se non lo fate, niente di male; son tanto alla
+mano, quelle gran dame, che quel rinfresco, alla vostra tavola, sono
+capaci di offrirselo da sè.
+
+Qui, lo confesso, fui Mozambicco, rimasi a bocca aperta, cogli occhi
+sbarrati, davanti a tanto spreco di luce, di eleganze, ed anche di
+povera carne umana. Triste spettacolo, per un moralista dell'antica
+maniera! Uno della nuova vi asserirà che il chiudere questi ritrovi
+non muterà le condizioni fisiologiche, o patologiche, del «cervello
+del mondo.» Io credo che sarebbe già un tanto di guadagnato a togliere
+la mostra, e che tante disgraziate coscienze perderebbero l'incentivo.
+Un tempo si diceva: _le roi s'amuse_: ora Parigi ha preso il posto e
+fa le veci del re; per divertire Parigi e i suoi centomila ospiti di
+tutto l'anno, occorre molta gente in scena, qualunque sia lo
+spettacolo. L'operaia del giorno è _figurante_ di sera; il figlio di
+Parigi, chiusa la bottega, va a fare il _romain_, il _claqueur,
+n'importe quoi_, in un teatro qualunque; magari il ballerino a
+Mabille. Egli pure si diverte, e si diverte _gratis_, aiutando a
+quest'opera di corruzione intensiva, che rende così piacevole agli
+uni, così molesto agli altri, il soggiorno di Parigi. Il garzone del
+mio parrucchiere, un bravo ragazzo, dopo tutto, che legge due volte
+alla settimana il _Journal des abrutis_, e lo capisce, mi ha
+confessato di fare ogni sera il _claqueur_ al teatro dello Châtelet,
+contribuendo largamente al trionfo dei _Sept Châteaux du Diable_,
+rappresentazione fantastica, mimica, coreografica, lirica e
+melodrammatica, che abbraccia tutti i generi, e ne rasenta degli
+altri.
+
+Questa _féerie_ dello Châtelet meriterebbe una lettera da sola. Siamo
+nel prologo all'inferno, dove Belzebù si cruccia di non aver più carne
+per la sua pentola. Un diavolo agli sgoccioli, come vedete, e a
+Parigi! Che cosa fa lui, per rimediare a questa carestia? Corre in
+Bretagna, a perseguitare due contadinotte, le quali hanno fatto voto
+di andare in pellegrinaggio ad un santuario dei più reputati; le fa
+passare per sette tentazioni, corrispondenti ai sette peccati
+capitali, in sette castelli incantati, l'uno più meraviglioso
+dell'altro. Ma ohimè, povero diavolo! Le contadine arrivano al
+santuario, in barba sua; un po' sbattute, se vogliamo, un po' lacere,
+ma finalmente ci arrivano, in compagnia dei loro innamorati, cantando,
+ballando, curiosando, attraverso il serraglio di Stambul, le piazze di
+Ninive, il regno di Gargantua, ed altri luoghi consimili, che dànno
+occasione allo scenografo, al macchinista, al corpo di ballo, di farsi
+un onore immortale.
+
+Non meno portentosi di quelli dello Châtelet, sono gli spettacoli
+dell'Hippodrôme. Il teatro, tutta in ferro, capace di diecimila e più
+spettatori, ha un'arena, che è vasta, a giudicarne così ad occhio e
+croce, come quella del Colosseo. Figuratevi che tutti gli artisti,
+perfino i _clowns_, quando vengono a fare i loro giuochi, entrano
+nell'arena in carrozza a quattro cavalli, cogli staffieri dietro,
+tutti incipriati, pronti a saltar giù, per aprir lo sportello ai
+gloriosi mattaccini. I giuochi sono stupendi, qualche volta paurosi,
+come quello dell'Atlante che si porta su, colla punta dei piedi, il
+suo globo di cartone per una spirale alta cinquanta metri, e se lo
+riporta giù, collo stesso metodo, su quella lista di legno, larga
+cinquanta centimetri, senza ringhiera, e con una inclinazione del
+quaranta per cento. Bella sicurezza d'occhio e bella forza di punte!
+Ad ogni intermezzo, poi, compariscono i nani e il gigante cinese; i
+nani sono alti sessanta centimetri; il gigante due metri e
+trentacinque; dico trentacinque. Quando gira attorno, avvicinandosi
+alle gradinate, e sorride, si ha paura d'essere attratti, mandati giù
+per quella bocca, come un rosso d'uovo. Ultima è sempre una pantomima,
+in cui c'entrano tornei medievali, mostre di cento cavalli, di
+splendide armature d'acciaio, colla solita moltitudine di figuranti;
+parigini e parigine, che ingrossano la compagnia equestre, e mostrano
+(chi vorrebbe negarlo?) di prendere amore al lavoro.
+
+
+
+
+XIII.
+
+_Sequitur lamentatio._--Usanze barocche.--Il tempio dell'arte
+drammatica.--_La entième de Hernani._--Onorate l'altissimo poeta.--Il
+bello e il deforme.--I miei classici.
+
+
+Rimango nei teatri, se non vi spiace, perchè ci ho dell'altro da
+dirne.
+
+Quella forzata intromissione del rivenditore di biglietti d'ingresso
+deve sicuramente far comodo a qualcheduno; poniamo agli stessi
+impresarii teatrali, i quali s'ostinano a tener chiusi fino
+all'ultim'ora i _bureaux de location_; ma essa non fa comodo
+certamente al forastiero, che se ne lagna, nè al parigino, che la
+tollera. E questa non è la sola tra le noie a cui va incontro chi si
+reca a teatro. Ugualmente molesta, se non forse di più, è
+l'istituzione sociale delle _ouvreuses de loges_; veri sciami d'arpie
+che infestano tutti i teatri di Parigi. Se non si trattasse che della
+mancia per un ombrello, una spolverina e uno scialle, di cui
+l'_ouvreuse_ ha voluto ad ogni costo liberar voi e la vostra signora,
+meno male; e tanto meno male in una loggia che non somiglia punto alle
+nostre d'Italia, in una loggia dove siete in sei, ed anche più, non
+avendo di vostro che la sedia occupata da voi. Ma il guaio grosso è
+nel modo in cui dovete entrare e rimanere, acciuga infelicissima,
+nell'anfiteatro.... del teatro.
+
+Si chiama impropriamente anfiteatro una certa escrescenza che fanno i
+teatri di qui, all'altezza della prima fila dei palchi; specie di
+mezza luna che si avanza, come una platea sulla platea, ma senza
+coprirla tutta; che è larga e piena nel mezzo, e si assottiglia a mano
+a mano sui lati, fino a non dar luogo che per un posto solo. È fatta a
+scaglioni co' suoi sedili e i suoi cunei, fra mezzo ai quali salgono
+le gradinate di passaggio, come nei teatri e negli anfiteatri romani;
+donde il nome che ho detto. Ora, badate a me. I sedili, in questa
+mezza luna, come nelle altre spartizioni del teatro, son tutti
+numerati; ma i posti numerati non si sono venduti al _bureau de
+location_, bensì negli uffici di rivendita, e a prezzi naturalmente
+esagerati. Il posto che avete preso, con molto sforzo, al _bureau de_
+_location_, vi dà diritto anch'esso di entrare nell'anfiteatro, ma
+dipende dalla bontà dell'_ouvreuse_ e dall'argomento _ad hominem_,
+cioè, no, _ad foeminam_, che le avrete fatto luccicare sott'occhio, di
+ottenere il meno peggio dei posti, inventati lì per lì, la mercè di
+certe assicelle di legno, collocate di gradino in gradino, tra cuneo e
+cuneo, o, per parlare il linguaggio del tempo, tra settore e settore.
+L'_ouvreuse_, angelo di misericordia, può darvi anche un cuscino, da
+mettere sull'assicella di legno; ma quel cuscino vi bisogna pagarlo,
+come avete pagato il servizio di non essere spinto su, coi meno
+fortunati, nel punto più alto e più lontano della gradinata di
+passaggio.
+
+Quanto alla gente dei posti numerati, entrata che sia a fare il suo
+mestiere di acciuga, ha più poca speranza di muoversi. Perchè uno
+possa uscire, a prendere una boccata d'aria, bisogna che dieci o venti
+persone, sedute nella gradinata di passaggio più vicina, si alzino
+l'una dopo l'altra, tolgano il cuscino, sollevino la ribalta, e ad una
+ad una gli concedano il passo. Immaginate la noia che date, e i
+moccoli che ognuno attacca, nel santuario della propria coscienza,
+tutti per voi, e non già per pregarvi del bene. Conchiudo dicendo che
+questa dell'anfiteatro è un'usanza barocca; quella dell'_ouvreuse_,
+che vi presiede e ne approfitta, una invenzione diabolica; e l'una e
+l'altra non hanno poco contribuito a guastarmi coi teatri francesi.
+
+Ho detto teatri francesi, al plurale, in forma collettiva. Parlando al
+singolare, abbiamo il Teatro Francese, così detto per antonomasia, che
+vuol essere eccettuato. La verità avanti ogni cosa, e il Teatro
+Francese avanti ogni teatro di commedia, di dramma, o di tragedia, che
+sia di presente in Europa, anzi nel mondo civile. Anch'esso ha la
+mezza luna e le _ouvreuses_, forse per dimostrarvi che non c'è niente
+di perfetto nel mondo sullodato; ma questa imperfezione è largamente
+compensata dalla abolizione della musica, o, per dire più esattamente,
+di quel concertino di trombe, violini, violoncelli _et similia_, che
+tien luogo d'orchestra in tanti teatri moderni. «_Le plus cher de tous
+les bruits_», come lo ha definito in un momento di cattivo umore il
+Gautier, non vi lacera gli orecchi, sotto pretesto di riempir
+l'intermezzo; il manico del contrabbasso non si rizza indiscretamente
+fra voi e gli attori, non si curva curiosamente ad origliare, come un
+servitore della commedia antica, le conversazioni amorose de' suoi
+giovani padroni.
+
+Tacerò dello scelto uditorio che assiste alla rappresentazione del
+Teatro Francese. È un po' cosmopolita, il pubblico di questi ultimi
+mesi; ed io per conseguenza ho dovuto vederlo tale, alcune sere fa
+alla centesima rappresentazione dell'_Hernani_. Per altro, anche
+questo pubblico cosmopolita, più curioso che intelligente, più
+stupefatto che buongustaio, sentiva anche lui la maestà dell'ambiente.
+Questo è il maggior tempio dell'arte drammatica; messe piane non se ne
+dicono; tutte messe cantate. Molière, Racine, Corneille, sono i
+canonici più autorevoli del capitolo; seguono pochi altri, ultimi
+venuti, tra i quali l'Augier; Victor Hugo c'è entrato giovane, di
+straforo; ma oggi, grazie all'ingegno suo e al consenso del popolo, ha
+dignità di arcivescovo.
+
+Descrivervi questa _centième_ del dramma di Vittor Hugo, non si può;
+nè io son uomo da tentar l'impossibile. Vi schicchero alla buona le
+mie sensazioni, e non tutte, perchè in verità non mi ci raccapezzo;
+tante furono, e così vive. Anch'io ho dovuto applaudire _à tout
+rompre_, incominciando dai guanti; applaudire ripetutamente,
+furiosamente, come se fossi un _romain_, uno _chevalier du lustre_, un
+_clacqueur_ (tre sinonimi, per dire un applauditore salariato), oppure
+un romantico della vecchia scuola, un discepolo del Maestro, un
+Ugolatra, insomma. Sapete che cosa sia, o meglio, che cosa fosse,
+trent'anni fa, un Ugolatra, e che cosa l'Ugolatria. Vittor Hugo,
+autore a ventisette anni della famosa prefazione del _Cromwell_, era
+detto per eccellenza il Maestro, i fedeli alle sue dottrine, si
+chiamavano i discepoli, gli apostoli; perfino il modesto luogo in cui
+si riunivano a spezzare il pane della nuova vita e a sbocconcellare la
+costoletta dell'amicizia, si chiamava, con nome evangelico, il
+Cenacolo. Luigi Reybaud, in que' tempi, canzonò gentilmente la nuova
+religione letteraria nei primi capitoli del suo _Jerôme Paturot à la
+recherche d'une position sociale_. E certo l'esagerazione ci fu, non
+indegna di riso; ma non tutta per colpa dei discepoli di Vittor Hugo;
+molta invece nel pubblico di certi pretesi classici, ai quali
+dispiacevano maledettamente gli _enjambements_ del verso nuovo, e che
+andavano su tutte le furie perchè Donna Sol gridava, in un momento di
+febbre amorosa, ad Ernani:
+
+ Vous êtes mon lion superbe et généreux,
+
+o perchè Don Cesare di Bazan, nel quarto atto del _Ruy Blas_, diceva
+d'una vecchia governante:
+
+ affreuse compagnonne
+ Dont la barbe fleurit et dont le nez trognonne.
+
+Ma quale distanza da quei tempi al nostro! Ora quegli sdegni
+pudicamente accademici non si capiscono più; le celie non hanno più
+eco; i dardi della critica si sono spuntati; una cosa sola rimane,
+l'ammirazione del pubblico pel teatro di Vittor Hugo. Stupendo teatro!
+E come lo si rivedrebbe tutto volentieri, rappresentato da questi
+valenti artisti della Commedia francese! _Cromwel_, _Marion Delorme_,
+_Hernani_, _Angelo_, _Marie Tudor_, _Lucrèce Borgia_, _Le roi
+s'amuse_, _Ruy Blas_, _Les Burgraves_, creazioni immortali! E dire che
+qualche critico, oggi ancora, fa colpa a Vittor Hugo di aver voluto
+essere uno Shakespeare! L'ambizione, dopo tutto, era nobile. Ma uno
+Shakespeare riveduto e corretto; che orrore! Fermiamoci qui e mettiamo
+in chiaro la faccenda. Non consta da nessun documento che Vittor Hugo
+abbia mai detto o pensato una cosa simile. È da credersi solamente che
+chiunque, oggi, foss'anche un altro Shakespeare, si mettesse a
+scrivere pel teatro, non potrebbe più, nè vorrebbe, dar libero corso a
+quei getti d'eufimismo che guastano la semplicità del discorso, a
+quelle trivialità che frammezzano i luoghi sublimi, a quelle
+sregolatezze d'immaginazione e a quelle licenze di storia e di
+geografia, che sono come a dire la scoria del prezioso metallo, in cui
+Shakespeare ha gittate le sue creazioni. E neanche si lascerebbe
+ingannare da una certa lode che si vuol dare oggi al tragico inglese,
+di aver badato sopratutto a concentrare la luce del suo genio e
+l'attenzione dello spettatore su d'un solo personaggio, curandosi meno
+degli altri e niente affatto degli accessorii; perchè nessuna
+affermazione, a proposito dello Shakespeare, è più arbitraria di
+questa, che lo vorrebbe far passare per un esageratore degli antichi,
+anzi che pel caposcuola dei moderni. Quel concentrarsi dell'azione in
+un solo carattere non è punto provato, non ha quasi esempio nel teatro
+dello Shakespeare; il riscontro di due caratteri, o l'antitesi di due
+passioni, ecco invece la sua novità. La gelosia d'Otello ha il suo
+contrapposto e il suo risalto nell'amore di Desdemona; l'ambizione di
+Macbeth deriva i suoi terribili ardimenti da quella di sua moglie;
+l'amore e la fatalità si contrastano epicamente il campo nel dramma di
+Romeo e Giulietta; l'amore e il dovere, nella fosca leggenda di
+Amleto, e così via. O contrasto, o dualità; non si esce di qui, nel
+teatro dell'inglese. Che cosa ha fatto il francese? Ha allargato il
+quadro; ha fatto girare più aria, ha dato contorni più ricisi a tutti
+i suoi personaggi. Figure in luce e figure in ombra, di tutto si è
+curato con uguale amore, e non meno degli accessorii. Concorrono tutte
+le parti all'azione? Contribuiscono all'effetto? Aiutano a svolgere la
+filosofia del dramma? Sì, come è dimostrato ampiamente e luminosamente
+dall'esito. L'accusa di avere stemperata la forte unità dell'azione
+shakesperiana, non regge. Il francese, come l'inglese, ha veduto e
+sentito il dramma nel contrasto. Se egli non esce dal paragone così
+grande come lo Shakespeare (che ha il merito di essere venuto il
+primo) ne esce come Vittor Hugo; ed è già qualche cosa. Diamo tempo al
+tempo; e vedremo il resto, o per dir meglio, vedrà chi sarà vivo.
+
+Parrà strana in me questa abbondanza di lode per uno dei cosidetti
+novatori. Ma io, se Dio vuole, non sono un fossile. D'altra parte, la
+tanto decantata insurrezione di Vittor Hugo contro l'estetica antica,
+è vera come l'altra accusa che dicevo poc'anzi. Il suo teatro è
+proporzione, misura, euritmia; l'apoteosi del deforme, che altri vuol
+vedere in alcune accidentalità dei suoi drammi, io non l'ho trovata
+che nelle prefazioni, in cui qualche volta si compiace ad ingrossare
+la voce, per metter paura ai Filistei: ad ogni modo, Rigoletto e
+Quasimodo non sono niente più sciancati e contraffatti di Vulcano e di
+Tersite, due dissonanze armoniche del gran poema di Omero. E poi, dato
+e non concesso che il brutto, artisticamente reso, sia il brutto della
+natura, e che il contrapposto non sia esso medesimo, in giusta misura,
+una necessità dell'arte, chi vorrà lagnarsi di certi ritorni alla
+verità, anche quando è volgare? Amico dell'arte antica, io trovo che
+sono perfettamente compatibili con essa e che anzi le hanno dato
+qualche volta un risalto maggiore. I grandi d'ogni tempo si son presi
+le loro libertà; solo gl'imitatori non le intendono, e direi quasi che
+fanno bene a lasciarle da banda, perchè certe cose non devono essere
+permesse ai mediocri. I sommi poeti non hanno paura di attingere alle
+vecchie sorgenti. Dante può esser lui, cioè l'uomo del mondo moderno,
+chiedendo alle Muse antiche una nuova forma di poesia; classico
+nell'ordinatezza della sua mente, può scendere al Tartaro con
+Virgilio, salire in cielo con Esiodo ed Omero. Molte volte le
+differenze di scuola non sono che alla superfìcie. E perciò io,
+lasciando stare la quistione se Vittor Hugo abbia violato o no le
+regole di Laharpe e di tutti i mediocri legislatori del Parnaso, mi
+consolo di vedere in lui un classico della grande maniera, che è
+l'unica buona. Quella cura dell'accessorio, che indica l'amante della
+finitezza, quel parallelismo di caratteri, che denota il cultore
+dell'euritmia, quella elevatezza di sentimento, che mostra il fautore
+della bellezza morale, quell'onda di poesia che si svolge, varia e
+sonora, da tutte quelle scene ammirabili, ed accenna il poeta sublime,
+mi dànno l'opera compiuta in ogni sua parte, come sapevano pensarla,
+condurla e finirla, i maestri della mia scuola, i santi del mio
+calendario.
+
+Con buona pace delle coscienze timorate (perchè ce ne sono ancora, tra
+i classici di seconda mano) e non importa se con grave scandalo di
+certa gente chiassona, a cui sembra di aver inventato la polvere,
+perchè ha trovato una nuova insegna di bottega, io dò a Vittor Hugo il
+posto suo; lo metto tra i classici.
+
+
+
+
+XIV.
+
+Una scivolata nell'estetica.--L'apparato scenico.--In Aquisgrana.--Un
+pensiero a Gustavo Modena.--Istituzione che va copiata.--Sara
+Bernhardt.--Ricordi fotografici.--La trinità poetica del secolo XIX.
+
+
+Lodare o criticare l'_Hernani_ come opera d'arte, dopo quarantott'anni
+di vita e di fama universale, mi parrebbe opera vana, salvo nel caso
+di uno studio particolare espressamente fatto, o di un corso
+d'estetica drammatica. Io non me la sento di dettare il corso, nè di
+fare lo studio; inoltre, comincia ad entrarmi addosso la paura di
+tornar molesto ai lettori, con certe fermate troppo frequenti ai
+santuari dell'arte. E di queste non vorrei aver biasimo, poichè esse,
+nell'animo mio, rappresentano tutta l'utilità, poca o molta che sia,
+dell'epistolario parigino a cui vi ho condannati.
+
+Alle corte, perchè si viaggia, se non per vedere e studiare? E perchè
+si scrive di viaggi, se non per dar conto alle genti di ciò che s'è
+veduto e studiato? Qui sono troppe cose, non che da studiare
+intimamente, da vedere correndo. Ma poichè di talune ho avuto a dir
+corna, e forse mi rimarrà dell'altro da criticare, mi si lasci il
+gusto di osservare più lungamente ciò che merita lode. Parigi è un
+mondo (le Guide lo fanno dire, se non erro, a Carlo Quinto); e appunto
+come il mondo, ci ha il suo bello e il suo brutto, le sue paludi e i
+suoi poggi. Questa volta mi trovo sulla vetta d'un colle; lasciatemi
+star sulla vetta; se no, ricasco, sapete dove? nelle _Folies
+Bergères_.
+
+Dunque, torniamo a bomba, poichè bomba va. Sono stato al Teatro
+Francese, ho assistito alla _centième de Hernani_ e ne parlo come di
+uno spettacolo che mi ha fatto un gran senso. Non ho da difendere
+l'orditura del dramma, nè da palliare certe imperfezioni, nè da
+attenuare i bei difetti della gioventù dell'autore. Sento nello
+_Hernani_ il caldo della passione, ci vedo la grandezza del fare
+cavalleresco, proprio del paese e del tempo in cui è collocata
+l'azione, insieme con quella varietà di carattere che è tutta propria
+del Cinquecento, un secolo che ebbe i più ardenti innamorati, i più
+sottili politici, i più feroci odiatori del mondo. Le linee della
+composizione saranno forse un po' caricate; ma non bisogna dimenticare
+che una certa esagerazione di forme è anche necessaria alle statue, e
+in genere a tutti i monumenti che non vanno considerati da vicino. È
+onesta licenza in arte di ingrandire quelle parti che debbono colpire
+di più, dar carattere al tutto. Anche qui, è quistione di misura; ma,
+se applichiamo queste norme allo _Hernani_, troveremo che l'autore non
+ha abusato della licenza. Il suo dramma è tutto umano, anche con le
+proporzioni del colosso; i suoi personaggi hanno in sè tutta la
+varietà e l'impasto di virtù e di debolezza, che sono proprii
+dell'anima umana. Non domandate loro una troppo stretta osservanza del
+«_sibi constet_» di Orazio. Ecco tre uomini, in diverse condizioni,
+mossi da un medesimo sentimento, intorno a Donna Sol. Perchè non
+ammetterete tra loro la differenza, e dentro di loro la
+disuguaglianza, che è portata necessariamente dalle loro condizioni
+rispettive? Sono tutti uomini innamorati, ma internamente combattuti,
+Ernani dalle sue collere di bandito, Ruy Gomez de Silva dalla sua
+alterezza di castellano, Carlo V dai suoi sopraccapi di re e dalle sue
+ambizioni di imperatore _in fieri_.
+
+Mi accorgo di scivolare nell'estetica, e fo punto. Il dramma di Vittor
+Hugo è posto in scena, al Teatro Francese, con uno sfarzo, che da noi
+s'usa a mala pena nei balli. Conosco degli umori malinconici, a cui
+questo apparato scenico dispiace nei drammi, come quello che svia
+l'attenzione dell'uditorio e nuoce alla piena comprensione dell'opera.
+Costoro, senza avvedersene, vanno dietro a qualche critico, che fu da
+principio autore drammatico e non ebbe pur troppo i cosidetti
+lenocinii del palcoscenico a salvarlo da una brutta figura. Per me,
+tengo un'opinione diversa; non intendo perchè un autore si debba
+stillare il cervello a rappresentare il vero meglio che può, se non ha
+poi da farlo ammirare sulla scena, come lo ha veduto lui nella mente.
+Si aggiunga che, dove il poeta abbia immaginato un gran quadro, le
+magnificenze del suo pensiero sembreranno ampollosità e muoveranno
+alle risa, quando non siano degnamente accompagnate dai loro
+accessorii. Immaginate Carlo V nel sotterraneo della cattedrale di
+Aquisgrana, presso la tomba di Carlo Magno; fate che il cannone abbia
+tratti i due colpi che annunziano al re di Spagna il suo innalzamento
+alla dignità imperiale; e poi fate entrare, se vi dà l'animo, due re
+meschinamente vestiti, con mezza dozzina di straccioni alle costole,
+che vengano ad ossequiare il nuovo monarca. Si riderà, a quella vista;
+quanto più saranno elevati i discorsi, più omeriche saranno le risate
+del pubblico.
+
+Al Teatro Francese, nella famosa scena del sotterraneo d'Aquisgrana,
+entrano due re, vestiti da re ed accompagnati da re, coi loro
+trombettieri, araldi, vessilliferi, paggi, cavalieri e soldati; una
+comitiva degna dell'annunzio che porta e dell'uomo che lo riceve. Del
+vestiario dei principali artisti si potrebbe parlare a lungo, senza
+lodarlo abbastanza. C'è Carlo V, tra gli altri, che par lui, proprio
+lui, spiccato da un quadro del Tiziano; meglio ancora, uscito pur
+dianzi dalle mani del sarto di S. M. Cattolica.
+
+Perchè ho citato Carlo V, incomincerò dall'artista che ne sostiene la
+parte. Il Worms è un attore intelligente e coscienzioso, pieno di
+severa eleganza nel portamento e nel gesto. Notevole la impertinenza
+altezzosa del giovine re nell'appartamento di Donna Sol, la sua
+freddezza orgogliosa nell'incontro notturno con Ernani, la sua
+fierezza prepotente nella sala di ricevimento del castello dei Silva,
+il passaggio del suo carattere ad una gravità solenne, quasi ad una
+grandezza imperatoria, presso la tomba di Carlo Magno. Ho detto quasi,
+e pensatamente. Perchè Worms non ha esagerata la figura di Carlo V;
+gli ha fatta compiere una grande azione, ma come doveva compierla lui,
+con una buona dose di calcolo; e la sua esecuzione è stata il migliore
+commento di quel carattere, come l'aveva pensato, ma non potuto
+confessare, il poeta.
+
+Così intendo l'artista; e il Worms, che lo è in modo così pieno, mi è
+piaciuto da capo a fondo, perfino in quelle sue inflessioni di voce,
+così aristocraticamente beffarde, con cui egli certo ha inteso di
+compiere il suo personaggio. C'è un punto (del terz'atto, mi pare) in
+cui egli deve dire a Ruy Gomez: _adieu, duc!_ Bisogna sentire come
+glielo dice; quanto lievito di malumore in quel suo accento
+strascicato, che lo porta a pronunziare la frase come se fosse scritta
+in quest'altra forma: _adieue.... deuc!_
+
+Del Mounet-Sully, che fa la parte d'Ernani, mi dicono che sia questo
+il suo caval di battaglia; e lo credo facilmente. È giovane, di membra
+vigorose, che non escludono l'eleganza; ha larghi e bei lineamenti,
+neri gli occhi ed aperti, la chioma folta come una giubba leonina.
+Tutto impeti nel gesto e nella voce, ora gorgoglia, come un torrente
+tra i sassi (e allora non ne capite più una sillaba) ora si allarga,
+ma per poco, in un fiume sonoro. Capisco che questa di Ernani, parte
+concitata e quasi febbrile, da attaccarsi alla brava, come si
+attaccherebbe un ridotto nemico, sia fatta, meglio di qualunque altra,
+per lui, e che i suoi medesimi difetti possano dargli impronta di
+maggior verità, in quella giovanile scompostezza di nobile
+insalvatichito, che è il carattere di Don Giovanni d'Aragona.
+
+I confronti tra questo primo attore e parecchi dei nostri italiani,
+tornerebbero forse a suo danno. Lascio Gustavo Modena, quel divino
+artista, che fece tutto bene, entrando, per dir così, nella pelle de'
+suoi personaggi; contenuto a forza nel _Cittadino di Gand_, arcigno
+nel _Filippo_, crudele e bigotto nel _Luigi XI_, terribile nel
+_Sampiero_, epico nel _Saul_, e sempre e da per tutto quel che voleva
+essere, non una linea di meno, o di più. All'altezza del Modena non
+era mai giunto, e forse non giungerà più nessuno. Ma il paragone non
+sarà possibile neanche coi due grandi scolari del Modena, voglio dire
+col Rossi e col Salvini, troppo nutriti dal midollo del leone, troppo
+pieni degli esempi e dei precetti di un tanto maestro. Per altro, si
+contenti la Francia del suo primo attore, di colui che dovrà succedere
+nella fama al Lemaître e al Bocage; nel Mounet-Sully c'è stoffa di
+grande artista; ho notato in lui certi slanci e certe violenze, che
+nessuno ha più (almeno, così naturali) in Italia. Verrà giorno che la
+Francia otterrà il primato anche nell'arte di Roscio, se nessun
+giovane da noi si mostrerà degno di prendere il posto dei pochi
+valenti che abbiamo, segnatamente pel dramma. Anche per questo
+rispetto, un periodo di decadenza incomincia in Italia. I nostri
+giovani artisti, il dramma lo recitano bene ancora, ma non lo sentono
+più.
+
+Quello che piace in modo singolare al Teatro Francese è l'ottimo
+complesso di tanti attori, avvezzi a recitare insieme, quali il gran
+dramma e la tragedia, quali la commedia antica e moderna. Si nota in
+essi un accordo, un impasto, una fusione, un'arte di chiaro-scuri, che
+fa pensare alle orchestre meglio affiatate d'Italia. Peccato non avere
+anche noi, a Roma, qualche cosa che somigli alla istituzione del
+Teatro Francese! Eppure, sarà necessario pensarci, chi non voglia
+credere e far credere che la coltura d'un paese stia tutta nel freddo
+e dimenticabile insegnamento scolastico.
+
+Ho lasciato ultimi due artisti, ma non mi rimarranno tuttavia nella
+penna. Uno è il Maubant, che si fa ammirare per recitazione corretta
+nella parte di Ruy Gomez de Silva, ma forse non è intieramente a
+posto. Ha del padre nobile, anzi che del tiranno; è grasso, per
+giunta, e, quantunque improntato di nobiltà negli atti e nell'accento,
+riesce leggermente stonato, sotto le spoglie di quel bilioso
+castellano, a cui l'amore, come un vino generoso in una cattiva botte
+(passatemi il paragone volgare), si è inacetito nel cuore. Per contro,
+Sarah Bernhardt... Ma qui ci vorrebbe un inno, un peana, un carme
+secolare; ed io, quando pure mi sentissi da tanto, temerei sempre di
+parervi esagerato. Attrici più attrici di lei, cioè a dire più esperte
+nei grandi effetti della scena, nelle smorzature e nei rinforzamenti
+della voce, o del gesto ne hanno su per giù tutte le nazioni d'Europa;
+ma un'artista più intimamente vera, più schiettamente donna di lei,
+non credo che esista. Perfino i suoi silenzi sono meravigliosi. Ce n'è
+uno, assai lungo e pericolosissimo, nel primo atto dello _Hernani_;
+quando la povera Donna Sol è colta nel suo appartamento, da Ruy Gomez
+e da un nugolo di servitori, in compagnia di due sconosciuti. Tutti
+gli occhi sono rivolti su lei; frattanto Ruy Gomez sfodera tutta la
+sua alterigia castigliana, per fare un'intemerata coi fiocchi. E lei,
+frattanto? Molte attrici qui sarebbero cadute sotto il mediocre; altre
+avrebbero affrontato il pericolo e fatto di Donna Sol un'audacissima
+donna, come ce ne son tante nelle antiche tragedie, che non si trovano
+impacciate in nessun luogo e non hanno paura di nulla. Sara Bernhardt
+ha trovato il modo di vergognarsi con nobiltà; di stare alla berlina
+senza audacia, senza smarrimento di spirito, di saper quel che deve
+alla presenza di suo zio e del re, senza dimenticare Ernani e il
+pericolo che egli corre là dentro per lei: tutto ciò con una misura,
+con una naturalezza stupenda.
+
+Sarah Bernhardt è fatta per la scena; smilza della persona e tutta
+nervi; gli occhi d'una mobilità e d'una profondità non comune;
+armonica la voce, sebbene non robustissima; gli atteggiamenti, i
+gesti, i moti tutti della persona, improntati di naturale eleganza. È
+donna, lo ripeto, in tutta l'estensione artistica della parola. Dove
+le altre facilmente strafanno, e per poco non appariscono uomini per
+esuberanza di vita e d'ardore, ella conserva i suoi mirabili istinti
+femminei. Sono dolente di andarmene da Parigi, senza vederla ed udirla
+in qualche altra parte del suo repertorio; ma ho la certezza che ella
+riesca benissimo in tutte. Un nostro italiano, che la Francia ha
+adottato, il Parodi, è ancora tutto compreso d'ammirazione pel modo in
+cui l'impareggiabile attrice gli ha interpretato una parte di vecchia
+cieca (cieca lei Sarah Bernhardt, con quegli occhi!) nella sua _Rome
+Vaincue_, dramma potente, che presto avrà dei fratelli, e degni di
+lui.
+
+_Bernheim Jeune, marchand de tableaux et curiositès_ sul _boulevard_
+di Montmartre, vende ritratti fotografici di Sara Bernhardt in tutti
+gli atteggiamenti e in tutte le foggie. Sono i ritratti più costosi
+della bottega, e tuttavia gli vanno come il pepe. Non c'è forastiero a
+Parigi, che, dopo essere stato al Teatro Francese, non voglia portarsi
+via Sarah Bernhardt, almeno in fotografia. E un ritratto non basta.
+Del Thiers, del Gambetta, di Emilio Zola, di Ottavio Feuillet e via
+discorrendo, una copia, e non più; di Sarah Bernhardt quattro, cinque,
+sei, magari dieci, spendendo una ventina di lire.
+
+Su questi pezzi di cartone la gentile attrice è ritratta in veste di
+pittore, che dà l'ultima pennellata ad un quadro; o di scultore, che
+medita, appoggiato col gomito al trespolo che sostiene un busto di
+donna, a cui manca forse l'ultima mano. Sarah Bernhardt è pittrice e
+scultrice; non so di qual pregio nell'arte, perchè non ho visto nulla
+di suo. Con buona licenza della scultrice e della pittrice, preferisco
+Donna Sol, con la sua veste di broccato, che le sale fino alla radice
+del collo, disegnando le sue forme snelle, con le braccia abbandonate,
+le mani intrecciate sulle ginocchia, la testa appoggiata alla
+spalliera d'un seggiolone gotico, gli occhi mezzo velati dalle ciglia
+lunghe. Davanti a quella elegante persona si rinnovano in una tutte le
+sensazioni che la valorosa artista mi ha fatto provare, due settimane
+fa, alla _centième de Hernani_.
+
+E penso poi a quel vecchio glorioso, il cui genio ispira artisti così
+potenti; a quell'altissimo poeta che tutti debbono invidiare alla
+Francia, perchè, volere o no, è il primo poeta vivente d'Europa, e
+sarà, col Byron e col Goethe, uno dei tre primi poeti del secolo.
+
+
+
+
+XV.
+
+A Versaglia.--Splendori e miserie.--_Cherchez la femme._--Camillo
+Desmoulins e madama di Pompadour.--Gian Giacomo e Diana di
+Poitiers.--I ritratti e gli originali--Politica d'andata e
+ritorno.--Il teatro.--Ricordi storici.
+
+
+Il paziente lettore, che mi ha seguito fin qua, non può certamente
+nutrire il sospetto che io voglia condurlo attorno per tutti i luoghi
+memorabili di Parigi. Faccio per la città quel che ho fatto per
+l'Esposizione universale; tra le cose che ho vedute, noto solamente
+quelle che possono darmi appiglio a qualche considerazione, non
+affatto inutile per un lettore italiano. S'intende per un lettore
+paziente, come il mio, di cui sopra.
+
+Ciò posto, venga il sullodato lettore con me. Dal _boulevard des
+Italiens_ si svolta nella _chaussée d'Antin_, dove abita il Gambetta,
+con la sua _République_ _française_. In capo alla strada è la piazza,
+la prateria a forma di scavo e la pagoda della Trinità; ma noi non
+entreremo in chiesa; svolteremo a sinistra, per andare alla stazione
+di San Lazzaro, scalo famoso della ferrovia _de ceinture_, donde ogni
+giorno, quando c'è aperta l'Assemblea nazionale, partono i treni
+parlamentari per alla volta di Versaglia. Chi lo avesse mai detto a
+Luigi XIV!
+
+Andiamo, già lo indovinate, a Versaglia. Si può infatti, dimenticare
+un visibilio di cose, tra belle e strane, che adornano Parigi e i suoi
+pressi; ma Versaglia non può lasciarsi da banda. È stata la sede della
+monarchia, dopo il Louvre e prima delle Tuileries, per un periodo di
+tre regni, interrotto soltanto da una reggenza, che abitò in Parigi,
+al _palais Royal_, e fece le sue miserabili prove nella famosa via
+Quincampoix. Da Luigi XIV, che ha edificata la reggia di Versaglia a
+Luigi XVI, che ne è uscito, per andare, di debolezza in debolezza,
+fino alla piazza della Rivoluzione, Versaglia è stata il teatro di
+tutti i grandi ricevimenti, di tutte le feste, ed anche di parecchie
+brutture de' suoi regali padroni. Laggiù la stolta revoca dell'editto
+di Nantes, per compiacere alla signora di Maintenon e ai gesuiti;
+laggiù l'infame _Parc aux cerfs_, una specie di Capri, nascosta tra i
+faggi e gli ontani, che non ebbe poca parte nella rovina dei
+Capetingi. Luigi XVI doveva espiare i falli de' suoi antecessori e
+lasciare la testa su quella medesima piazza, dove si era festeggiato
+ventitrè anni prima il suo matrimonio con l'_Austriaca_. Era finita
+pel fasto di Versaglia, quando le donne del popolo di Parigi andarono
+in processione tumultuaria fino alla cancellata della Corte di Marmo.
+Ma, anche prima, i reali di Francia incominciavano a non trovarsi bene
+in mezzo a quel fasto. Maria Antonietta amava sopra tutto un villino,
+ascoso nel bosco, il piccolo Trianon, graziosa fabbrica italiana, ad
+un piano e mezzo, con cinque finestre di facciata, e le cucine mezzo
+affondate nel suolo. La regina e le sue dame, semplicemente vestite di
+percallo bianco, passavano le loro giornate in quel luogo, ricamando,
+giuocando, o fingendosi contadine e adempiendo allegramente gli uffici
+di quello stato, così bello nei quadri di Boucher e di Watteau.
+Immaginate che idillio, in riva a quel laghetto, in cui si specchia
+ancora la celebre casetta svizzera! Vedendo il piccolo Trianon, e
+pensando alla vita tranquilla di quella regia lattaia, il cui marito
+fabbricava toppe o scriveva trattati di fabbroferraio, ricorre alla
+mente il frusto paragone della calma che precede.... quel che sapete.
+
+Versaglia non è più una reggia; è da quarant'anni un museo. «_A toutes
+les gloires de la France_» ci scrisse su quel povero Luigi Filippo,
+che le rispettò tutte, le ospitò tutte, anche richiamandole
+dall'esilio, ma ebbe, a quanto pare, il torto gravissimo di non
+aggiungerne abbastanza di sue. La guerra d'Africa non doveva servire
+ad altro che a formare i generali per un'altra dinastia.
+
+Quelle glorie ci son tutte davvero, nel palazzo di Versaglia,
+rappresentate nel marmo, o sulla tela, da tutti i grandi uomini e da
+tutte le vittorie della Francia. I monarchi ci hanno i loro ritratti,
+in una sequela non interrotta, da Clodoveo a Napoleone III; i
+contestabili, gli ammiragli, i marescialli, i guerrieri famosi, gli
+uomini di Stato, si mescolano coi poeti, cogli artisti e con le
+donnine belle. _Cherchez la femme_. E a Versaglia non occorre nemmeno
+cercarla; si trova su tutte le pareti. Curiosa, che, frammezzo a tanti
+ricordi monarchici, facciano capolino anche i repubblicani! Camillo
+Desmoulins mostra la sua faccia arguta davanti al ritratto della
+Pompadour; Gian Giacomo Rousseau, fresco ancora di tutta la sua
+gioventù, dimentica le Charmettes, e madama di Warens e il collega
+Anet, davanti ad una Diana di Poitiers, che si è fatta ritrarre in
+abito da bagno antico, quello della sua divina omonima, quando Atteone
+portò in fronte la pena di aver troppo curiosato tra i rami.
+
+Come sapete, anche la repubblica odierna è rappresentata a Versaglia;
+ma non da ritratti, poichè ogni giorno ci vanno gli originali. La
+rivolta della Comune aveva fatto andare laggiù l'Assemblea
+costituente, al suo ritorno da Bordeaux; un meschino puntiglio ce l'ha
+fatta rimanere, con grande rammarico di Parigi e con noia anche più
+grande dei signori deputati. Salvo uno o due ministeri, non c'è ombra
+di autorità costituita; il governo parlamentare ci arriva in convoglio
+a mezzodì e ne riparte alle sei. La politica francese si fa con due
+ore di perdita al giorno, andata e ritorno compresi. Se è vero che il
+tempo è moneta, questa forma di governo è troppo cara e bisognerà
+cambiarla. I giornalisti di Parigi, costretti a fare ogni giorno come
+i rappresentanti della Francia, sperano, o temono, secondo i casi e
+gli umori, che possa aver fine col Settennato. Ma quando finirà il
+Settennato? C'è chi ne prevede la morte volontaria dopo le elezioni
+senatorie, il cui esito dovrà assicurare la repubblica conservatrice e
+rimandare gli ultimi rurali con Dio. Se ciò si avvera, non passerà
+molto che il Senato e l'Assemblea voteranno il ritorno puro e
+semplice; quello al Lussemburgo, questa al Corpo Legislativo.
+
+_Pour le quart d'heure_, si tira avanti col provvisorio. La Camera dei
+deputati è allogata in un cortile, raffazzonato alla meglio. La sala è
+fredda, ma per contro non bella. Belli, ma freddi, i corridoi che
+mettono all'aula, in mezzo a due file di statue, che sole non hanno
+bisogno di caloriferi. Neanche i quadri avrebbero bisogno di fumo,
+specie di quello del sigaro; eppure, la _buvette_ e il fumatolo sono
+stati impiantati in alcune sale elegantissime, le cui pareti si vedono
+ancora tappezzate di quadri, alcuni dei quali di gran pregio
+artistico, e tutti di molta importanza storica.
+
+Meglio alloggiati i senatori, nel grazioso teatro edificato da Luigi
+XV per la signora di Pompadour, che morì cionondimeno senza vederlo
+finito. In questo teatro, che s'inaugurò per le nozze di Luigi XVI col
+_Perseo_ di Lulli, con l'_Atalia_ di Racine, col _Tancredi_ e con la
+_Semiramide_ di Voltaire, si diede nel 1789 il malaugurato banchetto
+delle guardie del corpo al reggimento di Fiandra, donde vennero tutti
+i guai della famiglia reale.
+
+Quella festa, a cui erano stati invitati gli ufficiali della guardia
+nazionale di Versaglia, aveva un intento riposto, di rinfiammare la
+devozione degli ufficiali del reggimento di Fiandra, da pochi giorni
+arrivato colà. Una mensa di trecento posti, in forma di ferro di
+cavallo, era collocata sul palcoscenico; nell'orchestra erano le
+musiche dei due corpi; i soldati, che avevano fatto lega, stavano in
+platea; molti spettatori, senza mestieri di biglietto d'ingresso,
+erano stati ammessi nei palchi. Alle frutte, il re e la regina,
+accompagnati dal Delfino e da sua sorella, apparvero dal palco reale,
+nel punto che l'orchestra suonava l'aria: «_O Richard, o mon roi,
+l'univers t'abandonne_». Le accoglienze furono entusiastiche.
+L'orchestra allora mutò registro, suonò un'aria del _Disertore_,
+notissima allora: «_Peut-on affliger ce qu'on aime?_» Palco scenico e
+platea andarono in visibilio; parecchi militi della guardia nazionale,
+spregiando la loro assisa, rivoltarono le coccarde tricolori. La
+moltitudine, briaca della sua propria allegrezza, ricondusse la
+famiglia reale ne' suoi appartamenti. L'esaltazione era al colmo; si
+ballò sotto le finestre del re, gridando tutti gli _abbasso_ analoghi
+alla circostanza e tutti i _morte_ più furibondi ai nemici del trono.
+
+Ma pur troppo quella scenata (chiamiamola così) doveva avere il suo
+contraccolpo a Parigi. Si esagerò forse lo scopo del banchetto e la
+parte attiva che ci aveva presa la regina; le minacce contro
+l'Assemblea furono raccolte e commentate; la carestia, che in
+quell'inverno aveva ridotto troppa gente alla fame, non era certamente
+consigliera di prudenza nè di magnanimità. Il banchetto si era tenuto
+il 1.° ottobre; la mattina del 6 il popolo, aizzato da' suoi
+sobillatori, accompagnato dal Lafayette, che voleva moderarlo, prese
+la via di Versailles, si condusse a furia sotto le mura del castello e
+penetrò nella Corte di marmo.
+
+Maria Antonietta, a cui, ne' gravi momenti, non venne mai meno
+l'ardire, si presentò alla folla, da un verone del primo piano,
+accompagnata dal Delfino e da madama Reale.--_Non vogliamo
+bambini!_--gridarono mille voci sdegnate; e la regina, sfidando il
+pericolo che le era chiaramente presagito da quel grido feroce,
+rimandò i suoi due figli, inoltrandosi da sola verso il popolo, come
+una vittima consacrata alla morte. Ed era tale davvero. Lafayette,
+avvicinandosi a lei, poteva proteggerla per allora col lustro della
+sua fama. Il re, chiamato a sua volta, e accolto col grido: «venga a
+Parigi» potè rispondere che si sarebbe volentieri commesso, con la
+moglie e coi figli, alla guardia de' suoi fedelissimi sudditi. Ma
+quella pace piena di rancore, quella partenza immediata per Parigi,
+che dava alla moltitudine la misura del poter suo e della obbedienza
+paurosa del suo re, segnavano la condanna di morte per Luigi Capeto,
+per l'Austriaca e pel lupicino reale. Perchè _lupicino?_ Forse per
+dire con una sola parola e per via di contrapposto che i _delfini_,
+animali d'acqua salsa, non si ammettevano più.
+
+La carovana partì da Versaglia quel giorno medesimo, 6 ottobre 1789,
+al tocco dopo il meriggio. Si racconta che, passando per una galleria
+del palazzo, davanti ad un ritratto di Carlo I d'Inghilterra, Luigi
+dicesse, quasi divinando il futuro: «Il mio destino sarà come il suo».
+Da quel giorno il castello di Versaglia rimase disabitato. Ci andarono
+tratto tratto, in occasione di qualche festa, i sovrani che ebbe
+ancora la Francia, dopo la sua grande rivoluzione. Luigi Filippo, per
+esempio, quando ebbe fondato il museo nazionale di Versaglia, lo
+inaugurò col _Misantropo_ di Molière, due atti di _Roberto il Diavolo_
+di Meyerbeer e una commedia di Scribe, rappresentati nel teatro di
+Luigi XV. Ma il figlio di Filippo Eguaglianza non si trovò bene colà.
+Troppi ricordi lo molestavano; e tra i ricordi, qualche rimorso.... di
+famiglia. Nel 1848, scacciato anche Luigi Filippo, i membri del
+Governo provvisorio, ordinarono in quel teatro un concerto; la guardia
+nazionale, forse per purificarlo dalle memorie di poco civismo della
+sua antenata del 1789, ci ballò anche lei, ma senza regine di sangue,
+e per iscopo di beneficenza. Napoleone III ci convitò il 25 luglio del
+1855 la regina Vittoria, il principe Alberto e i loro figli, ad una
+cena sontuosa. Si cenò nel palco reale, diventato, per quella
+occasione, imperiale. Dopo di che, buio pesto, fino alla prima seduta
+del Senato, che ci stona abbastanza, forse per amor di contrasto colle
+armonie di Lulli e di Meyerbeer.
+
+Mi avvedo di essere già dentro a Versaglia, mentre il mio posto era
+accanto a voi, nella stazione di San Lazzaro. Abbiate pazienza; la
+fantasia correva innanzi con la rapidità dell'elettrico. Fate conto
+che sia andata a prepararvi gli alloggi; io torno indietro per
+ripigliare la strada.
+
+
+
+
+XVI.
+
+Dintorni di Parigi.--_Super flumina Babylonis_.--Una città di
+villeggiatura.--Il capolavoro del Mansart.--Sinfonie del
+Rossini.--Arte e natura.--Si dice male di Luigi XIV.--Le vecchie
+cronache--Adulazione bizzarra.
+
+
+Si può andare a Versaglia, anche passando dalla riva sinistra della
+Senna. Parigi ha due scali di partenza per Versaglia, e, perchè le due
+linee ferrate non si congiungano strada facendo, ne viene che
+Versaglia abbia due scali d'arrivo; _tout comme à Paris_, dicono i
+Versagliesi, non senza un miccino d'orgoglio.
+
+La strada, sia che andiate per la riva destra, sia che andiate per la
+riva sinistra, è incantevole; tutta in mezzo a villini bianchi e
+rossi, coi tetti a capanna, castelli in miniatura, ascosi come nidi di
+scriccioli tra le siepi, colmi di case che si direbbero aggruppate a
+forma di città da un fabbricante di balocchi di Norimberga; e sempre
+in vista della Senna, che si divalla lì presso, in un ristretto
+orizzonte, con le sue rive incoronate di salici. _Super flumina
+Babylonis_; è proprio il caso. Colori dominanti del paese, il bianco
+latteo delle casine, il rosso mattone dei tetti, il verde tenero della
+frappa; aggiungerete l'azzurro pallido del cielo, quando è sereno, e
+avrete una campagna, che può benissimo non apparir bella nei quadri,
+una campagna a cui mancano le tinte vigorose e i riflessi dorati
+dell'italiana, ma che riposa l'occhio e contenta lo spirito. Per
+viverci, per dimenticarcisi ed essere dimenticati, che cosa si domanda
+di più?
+
+Le stazioni sono graziosine; casette da due piani, attorniate,
+accarezzate, prese d'assalto da famiglie di piante rampicanti, aperte
+nel mezzo da una gran sala d'aspetto, che durante l'inverno si chiude
+tutta con una grande invetriata. Gente, in queste oasi ferroviarie,
+pochina; se non fosse lo _chocolat Mènier_, o un _Pas de concurrence
+possible_, che vi perseguita anche là, coi suoi cartelloni luccicanti,
+vi credereste d'essere in capo al mondo, non alle porte di Parigi.
+Ecco Saint Cloud; nessuna magnificenza vi annunzia la vicina residenza
+imperiale; il castello vi è nascosto all'occhio da un poggio, o da una
+piccola macchia. Sèvres, là in fondo alla valle, non vi lascia
+intendere dove siano le sue fabbriche di porcellane, celebrate nel
+mondo. Passando per Asnières, vorreste riconoscere il villino di
+Margherita Gauthier; ma non c'è caso, i villini si seguono e si
+rassomigliano tutti, nella piccolezza, nella grazia, direi quasi nella
+discrezione con cui vi mostrano, o vi nascondono, la felicità dei loro
+penetrali. Perfino Versaglia, la fastosa Versaglia, dove arrivate
+finalmente, scendendo da una stazione che vorrebbe parere grandiosa,
+non vi lascia indovinar nulla de' suoi regali tesori. È una città di
+provincia, o, per dir meglio, malgrado la contraddizione apparente,
+una città di campagna, di villeggiatura. È nata sotto Luigi XIV, non
+lo dimentichiamo; e quando il re Sole abitava il palazzo edificato a
+lui dal Mansart, non si poteva mica alloggiare tutta la corte entro i
+cancelli della reggia. La città è debitrice della sua esistenza ad un
+rigurgito, ad uno stravaso, di quella reggia pletorica. Strade larghe
+e vuote, viali alberati in cui non si vedono quattro persone a
+diporto, palazzi grigi che paiono caserme e che hanno l'aria di non
+conoscersi l'un l'altro, agglomerazione di solitarii, ecco la città,
+come si presenta oggi all'occhio del forastiero. Ci sono parecchie
+trattorie, il che a tutta prima vi farebbe credere che almeno la
+popolazione avventizia dei senatori, dei deputati o dei curiosi, può
+in certe ore del giorno simulare lo spettacolo d'una città viva. Ma
+non è vero niente; senatori, deputati e curiosi vengono qua dopo aver
+fatto colazione, aguzzano il loro appetito e lo riportano a Parigi.
+Solamente a Parigi si trovano il _pied à la Saint-Menéhould_ e la
+_sôle au gratin_, che levano tant'alto la cucina francese al cospetto
+delle nazioni. E i trattori di Versaglia aspettano invano la folla; i
+ragni della città cenobitica ci rimettono la spesa e la fatica della
+tela.
+
+Con me ha fatto meglio le cose sue un fiaccheraio, che, allungandomi
+di non so quanti chilometri la via dalla stazione al castello, mi
+persuase a salire nel suo trespolo, e poi, in quattro minuti di corsa,
+mi depose sulla piazza grande, davanti al famoso cancello. Diedi un
+mesto pensiero a due lire sprecate e mi guardai d'intorno. La piazza è
+fatta a pendìo; due caserme da un lato, e in mezzo ad esse il gran
+viale che mette a Parigi, chi voglia andarci in carrozza; dall'altro
+il cancello lunghissimo, che custodisce la Corte di marmo. Questa
+Corte, fiancheggiata da palazzi di vario stile, che si vanno
+restringendo a mano a mano, toglie maestà all'edifizio principale, che
+si scorge nel fondo. E questa, domandate tra voi, è questa la gran
+reggia di Luigi XIV? No,--vi potrebbe rispondere un cicerone di
+piazza, se udisse la vostra domanda interiore;--quello è il palazzo
+edificato da Luigi XIII e conservato, incastonato dall'architetto
+Mansart nel palazzo dieci volte più vasto, che sorse per volontà del
+figliuolo.
+
+Del resto, bisogna entrare in quel palazzo più antico, per vedere che
+la residenza campestre del marito d'Anna d'Austria è bella anch'essa
+di molto e meritava di sopravvivere. Bisogna poi uscir fuori,
+dall'altra banda del palazzo vecchio e del nuovo, vedere così in di
+grosso i piazzali, le terrazze, i giardini sterminati, voltarsi
+indietro a contemplare quella lunga e nobilissima facciata, tutta
+portici e colonne, per rimanere stupefatti, o, a dirla volgarmente,
+rintontiti. Questa gran fabbrica, questo capolavoro del Mansart, non
+ha rivali nel mondo. Lo spazio aiuta a dargli rilievo, e forse una
+cosa simile si poteva fare soltanto qui, dove c'era la libertà dello
+spazio. Doveva esser così la _Domus aurea_, fabbricata da un Luigi XIV
+dell'antichità (Nerone, se permettete), quella Domus aurea che dal
+Palatino giungeva all'Esquilino, attraversando la Velia. Ma la casa di
+Nerone bisogna raffigurarsela con la fantasia; qui abbiamo la realtà.
+Quelle linee eleganti e maestose ad un tempo, quella prospettiva di
+viali e di statue, di vasche e di laghi, vi comprendono di meraviglia
+e di piacere, come è naturale che avvenga, quando il concetto della
+grandiosità non si scompagna da quello dell'armonia. Ho pensato qui,
+senza il menomo desiderio di trovare un paragone, ho pensato alle
+sinfonie del Rossini, a quelle musiche così fitte e così chiare, così
+severamente architettate, eppure così piene di fioriture, così strette
+alla misura, così ricche di varietà.
+
+In questa fusione (non confusione) di generi, consiste per l'appunto
+il sommo dell'arte. A Versaglia l'eleganza e la magnificenza si
+sposano; cioè, si sono sposate e vivono da dugent'anni in fortunata
+armonia. Oltrepassate quel terrazzo e quella spianata; quindi,
+voltatevi indietro. Il palazzo non è più un palazzo; ha l'aspetto d'un
+tempio greco, ingrandito una ventina di volte, che biancheggia tra due
+timide masse di verde e sotto un padiglione d'azzurro. Per una volta
+tanto, l'architettura francese ha abbandonato que' suoi tetti rilevati
+a cono; abbiamo dei tetti all'italiana, mascherati per giunta da un
+attico che corre per tutta la lunghezza della cornice. Voltatevi
+ancora e guardate quel viale, anzi meglio, quei viali interminabili,
+accompagnati da quelle statue e da que' vasi monumentali di marmo,
+interrotti da quei laghi, da quelle fontane, orlati da quelle siepi
+gigantesche; che cosa immaginare di più grandioso e tuttavia di meno
+fastoso, di meno opprimente! L'arte ha soggiogato la natura, ma con
+garbo e quasi per fargli piacere; la verdura, stagliata in larghe
+messe simmetriche, ma senz'ombra di tirannia, si armonizza coi
+monumenti disseminati a profusione da per tutto; lo stesso orizzonte,
+imprigionato tra quelle digradazioni sapienti, o sia perchè non offre
+linee spezzate alla vista, o sia perchè la grandezza dell'opera
+artistica è stata condotta a non parer da meno di quella della natura,
+si acconcia volentieri alla servitù, obbedisce senza sforzo, par
+libero.
+
+Era questo che voleva Luigi XIV? Non so, credo anzi che egli in tutti
+questi accorgimenti non ci abbia nulla a vedere. Se un architetto gli
+avesse detto che l'orizzonte, in materia di prospettiva, ha i suoi
+diritti, avrebbe forse risposto a quell'architetto: «_l'horizon c'est
+moi._» Diciamo dunque: fu un uomo potente, che seppe volere una bella
+cosa per appagare il suo fasto, la sua boria di nuovo Sesostri, e
+ottenne, grazie all'ingegno del Mansart, un'ottava meraviglia, su cui
+era giusto che stampasse il suo nome, perchè era lui che snocciolava i
+quattrini. Mi domanderete da che casse li pigliava, se non forse da
+quelle dello Stato. Ma il gran Luigi vi risponde per me, come ha
+risposto al Parlamento: «_l'Etat c'est moi._» Vedetelo dipinto almeno
+un centinaio di volte, in tutti i quadri che illustrano i grandi fatti
+del suo regno. In quelle fredde e vuote composizioni, non è in luce,
+non è in vista che lui. Volete l'assedio d'una città nemica? Eccolo;
+il re Sole a cavallo, che visita una trincea. Il famoso passaggio del
+Reno, per cui s'innalzarono archi di trionfo a Parigi? C'è anche
+quello, rappresentato da una campagna grigia, nel cui fondo non si
+vede più nulla, ma sul cui primo piano spicca un cavaliere, circondato
+da due o tre generali che paion valletti. È il re Sole, che vi guarda
+colla coda dell'occhio grifagno e sembra che voglia dirvi: «_le
+passage du Rhin... c'est moi._» È lui, sempre, è lui ogni cosa;
+fulmine di guerra, redivivo Pelide, tutti i guerrieri dell'antichità
+possono andarsi a riporre;
+
+ Non illi quisquam bello se conferet heros.
+
+Ma di Luigi XIV e della sua boria mi occorrerà di parlare più oltre.
+Sbrighiamoci da quattro cenni di storia. C'è anzi tutto il nome di
+Versaglia, che domanda uno schiarimento. Or dunque, dovete sapere che
+nelle vecchie cronache si parla di un Ugo de Versaliis, contemporaneo
+dei primi re Capetingi, il quale possedeva in questo luogo la sua
+bicocca feudale, non avendo altro vicinato che la prioria di San
+Giuliano, la cui campanella era la sola che rompesse di tanto in tanto
+i silenzi della vallata e probabilmente anche i timpani del sullodato
+cavaliere. Nel secolo XVI, l'ultimo feudatario di Versaglia, un
+Marziale di Léomenie, per cansare la strage di San Bartolomeo, si
+raccomandò al signor di Gondy, maresciallo di Retz, facendogli dono di
+tutti i suoi beni; il che non tolse che il bravo maresciallo lo
+facesse scannare, e un 28 d'agosto, ricorrendo la festa di San
+Giuliano, si facesse riconoscere _seigneur de Versailles_, prendendo
+sotto il baldacchino della prioria il posto dello sventurato Marziale.
+
+Ignoro come fruttasse al Gondy quella roba di mal acquisto. So invece
+che Luigi XIII, il quale andava spesso a caccia da quelle parti, e
+trovava riparo in un mulino, diventato il suo quartier generale,
+commise all'architetto Lemercier di fabbricargli colà un palazzo di
+campagna. Fu quel medesimo palazzo che il Mansart incastonò più tardi
+nella sua costruzione, quando a Luigi XIV piacque di avere un alloggio
+suo, proprio suo, sbalorditoio, come la fama, la grandezza, la
+magnificenza, che egli si figurava di avere.
+
+Ingannato, dopo tutto, guastato dalle lodi d'un secolo cortigiano,
+come dalla fortuna che un italiano, il Mazzarino, aveva preparata al
+suo regno! Non era forse per lui che un uomo come il Boileau scriveva
+il verso curioso:
+
+ Grand roi, cesse de vaincre, ou je cesse d'écrire?
+
+
+
+
+XVII.
+
+Scorribanda capricciosa.--La chiesetta.--Una celia di soldato.--_Les
+dames de beauté._--Dinastie a olio.--Marescialli di Francia.--Filosofi
+e belle donne.--Ricordi storici.--Grandi uomini a migliaia.
+
+
+Ci vorrebbe un volume, non che una o due lettere, a prender nota di
+tutte le cose memorabili di Versaglia, e dei ricordi che destano. Se
+avessi il tempo e la voglia di fare il volume, mi riuscirebbe un
+catalogo, che nessuno di voi si sentirebbe la voglia, o avrebbe il
+tempo di leggere. Un'occhiata al complesso, dunque! Ma come si fa? Son
+centinaia e centinaia di sale, migliaia e migliaia di quadri; memorie
+di tutti i regni, di tutte le dinastie, di tutte le grandezze e di
+tutte le miserie. Altro che occhiate al complesso! L'unica cosa che si
+possa fare è una scorribanda capricciosa, con tre quattro fermate, per
+ricogliere il fiato.
+
+Incomincio da una fermata. La merita davvero, quantunque il fumo delle
+candele mi dia al naso, la merita davvero quella graziosa chiesetta
+del Mansart, costrutta sotto il regno della Maintenon, sulle rovine di
+una elegantissima grotta di Teti, che era stata decorata dal Girardon
+e cantata dal Lafontaine. Non vi parlo dei matrimonii principeschi e
+regali che vi furono celebrati; penso alla burletta del Brissac e non
+resisto alla tentazione di raccontarvela.
+
+Luigi XIV, diventando vecchio, s'era fatto eremita; ogni giovedì ed
+ogni domenica andava in cappella, anche di sera, e voleva che tutti ci
+andassero. Le dame della Corte non se lo fecero dire due volte;
+dov'era il re si trovavano loro, e, per farsi meglio scorgere dal re,
+tenevano tanti torchietti accesi sui davanzali delle tribune, col
+pretesto di vederci chiaro nella stampa dei loro uffiziuoli. Il re,
+indisposto, faceva sapere che non andava in cappella? La divozione
+delle dame sbolliva issoffatto; non c'era caso di vederne più una al
+suo posto. Ora sentite che cosa facesse il Brissac, maggiore delle
+guardie del corpo, uno schietto soldato, a cui tutte quelle beghinerie
+urtavano i nervi. Una sera, sull'ora della benedizione, tutti i
+torchietti erano accesi nelle tribune; le dame, inginocchiate,
+aspettavano il re. Brissac si affaccia alla tribuna reale, alza il suo
+bastone di comando e grida: «Guardie del re, ritiratevi; il re questa
+sera non viene.» Indovinate il resto; le guardie se ne vanno, i
+torchietti si spengono, le dame spulezzano.
+
+Partite loro, il Brissac fa ritornare le guardie al posto.
+Sopraggiunge il re, si guarda intorno, e non tace la sua meraviglia,
+non vedendo nessuna delle dame di corte. Ma, finita la benedizione, il
+maggiore Brissac racconta arditamente al re la prova diabolica a cui
+aveva sottoposta la devozione delle signore. Luigi XIV, che ama il
+Brissac, finisce col ridere; ridono i signori del seguito, e ride, a
+farla breve, tutta la corte. Non le dame, intendiamoci. Il Brissac,
+con tutta la sua prodezza, non ardì più, dopo quella burletta, passar
+troppo vicino alle dame di corte. Sfidava le palle, il bravo maggiore;
+ma non si fidava delle unghie.
+
+Andiamo avanti per una galleria di scoltura. Ci sono cento e più, tra
+statue, busti e monumenti funebri, con figure marmoree, in mezzo alle
+quali si vedono quasi tutte le più celebri _dames de beauté_ della
+Francia. Nelle sale delle crociate, che vengono dopo, si hanno i
+Goffredi Buglioni, i Filippi Augusti e i San Luigi a tutte le salse.
+Notevoli in queste camere alcune reliquie storiche dei cavalieri di
+Rodi, mandate in regalo a Luigi Filippo dal sultano Mahmud; tra esse
+il mortaio di bronzo, che serviva di campana ai valorosi ospedalieri.
+Avanti ancora, e troveremo la sala dei sovrani di Francia, tutti
+effigiati sulla tela, dal solito Clodoveo fino a Napoleone III. C'è
+poco da ammirare, come arte; non c'è che l'interesse storico, e non
+per tutti, trattandosi di figure dipinte la più parte secoli e secoli
+dopo la sparizione degli originali dalla faccia della terra. Io ho
+cercato tra gli altri Filippo il Bello, e l'ho trovato.... brutto.
+
+Vi ho già detto delle sale degli ammiragli, dei contestabili e dei
+marescialli di Francia, tutte piene zeppe di ritratti. Di marescialli
+antichi mi ha colpito il conte Rantzau, bel giovinotto, a cavallo, con
+un occhio di meno e una gamba di legno. È quel Rantzau, sulla cui
+tomba fu scolpito questo grazioso epitaffio:
+
+ Du corps du grand Rantzau tu n'as qu'une des parts,
+ L'autre moitié resta dans les plaines de Mars;
+ Il dispersa partout ses membres et sa gloire,
+ Tout abattu qu'il fut, il demeura vainqueur;
+ Son sang fut en tous lieux le prix de sa victoire,
+ Et Mars ne lui laissa rien d'entier que le coeur.
+
+L'ultimo dei marescialli effigiati è il Niel, una nostra simpatica
+conoscenza di Solferino. Cito lui che chiude la serie, per ora; ma non
+mi fermo a nominarvi i più notevoli, perchè sarebbero troppi. In
+quattordici sale, che hanno tutte una storia, poichè servirono
+d'abitazione a principi e principesse della _maison de France_, ci
+sono tutti i generali che giunsero ad afferrare quel tal bastone,
+portato nel proprio zaino (secondo la notissima frase) da ogni
+semplice soldato. In altre sale attigue ci sono i guerrieri celebri,
+che morirono senza avere il bastone: Jean Bart, Duguay Trouin, il balì
+di Suffren, Hoche, Kléber, Desaix, Lafayette. Quanti nomi, quante
+glorie purissime! Che cosa ne avrebbe pensato, di questi ospiti nuovi,
+la signora di Pompadour, che proprio in questo sale ebbe il suo
+appartamento?
+
+Salite al primo piano; si passa in mezzo a due file di busti, tra i
+quali noto un Rabelais e un Descartes, due grandi filosofi, ma di
+scuola diversa. Avanti ancora, e c'è un visibilio di ritratti, dei
+quali uno mi ruba un quarto d'ora. Confesso la mia debolezza, ma ho
+dedicato un quarto d'ora a Madama Récamier, l'Egeria della
+Restaurazione, la più bella donna di Francia e Navarra, l'amica di
+Chateaubriand e del filosofo Ballanche. Questa perdita di tempo mi ha
+fatto stringere il passo nella grande, immensa galleria delle
+battaglie, dove di battaglie ne avete a bizzeffe, da quella di
+Tolbiac, vinta da Clodoveo, a quella di Wagram, vinta da Napoleone.
+Più lunge, ho veduto la camera da letto della signora di Maintenon, ma
+non ho più trovata la nicchia di damasco rosso e la poltrona di Luigi
+XIV, il quale assisteva ogni sera alla cena della marchesa, e alla sua
+andata a letto, per andarsene poi a cena e a letto anche lui, cinque o
+sei camere più in là.
+
+Uscite dall'anticamera della Maintenon, ed eccovi la sala _du Sacre_,
+così detta pel celeberrimo quadro di David, vastissima composizione
+che rappresenta l'incoronazione di Napoleone I e di Giuseppina. C'è
+anche la battaglia d'Abukir e il Giuramento dell'esercito nel Campo di
+Marte, quel giuramento, con distribuzione d'aquile imperiali, che
+seguì di tre giorni l'incoronazione suddetta. Nel mezzo della sala è
+il _Napoleone morente_ del Vela; un marmo che parla, e non occorre dir
+altro. Ancora due sale e i ricordi cangiano.... di dinastia. Siamo
+nella sala del biliardo di Luigi XVI; ma non c'è più il biliardo su
+cui Luigi metteva la sua posta di cinque lire, rispondendo ad un certo
+duca che si meravigliava della parsimonia del re:
+
+--Signor duca, scusatemi; voi giuocate il vostro denaro, io quello di
+tutti.--
+
+Andiamo avanti, e si torna indietro... due regni. Ecco gli
+appartamenti della signora di Montespan. Nessun ricordo piacevole; la
+signora di Montespan fu una bella antipatica. Amerei meglio trovare
+l'appartamento della povera madamigella De la Vallière; ma il cicerone
+non sa dirmi dove sia. Forse non c'è mai stato; forse la gelosa
+Montespan ne ha cancellate le tracce. Passo di corsa nella camera da
+letto dove morì Luigi XV, il Tiberio della Francia, che compendiò il
+suo regno nella cinica frase: «_après moi le déluge_» e giungo nel
+gabinetto del Consiglio, celebre per uno dei pochi tratti di nobiltà
+vera del re Sole. Qui infatti egli invitò il Molière, suo _valet de
+chambre_, a sedersi a tavola con lui, e gli servì di sua mano un'ala
+di pollo, per dare una lezione a tanti gentiluomini, che erano
+valletti di camera come il Molière, e tuttavia sdegnavano di sedere a
+mensa con lui, presso il _contrôleur de la bouche_.
+
+--Voi mi vedete occupato--disse Luigi XIV ai gentiluomini che erano
+venuti ad assistere alla sua colazione,--voi mi vedete occupato a far
+mangiare il nostro Molière, che ai miei valletti di camera non sembra
+una compagnia abbastanza buona per loro.--
+
+Segue la camera da letto del re, conservata tal quale, come era nel
+tempo suo, col letto parato di velluto cremisi trapunto d'oro, e tutto
+il rimanente degli arredi, costati dodici anni di fatica al
+tappezziere Simone Delobel, anche lui, come l'autore del _Tartuffo_,
+decorato del nome di valletto di camera. Accanto alla camera da letto
+è la sala dall'_Oeil de boeuf_, così detta da una finestra ovale nella
+parete, aperta per ottenerle più luce da una camera attigua. Ivi
+aspettavano i principi e i gran signori, ammessi alla felicità della
+levata e dell'andata a letto del re Sole. Si parlava a bassa voce, non
+si bussava agli usci, ma si grattavano gentilmente col sommo del dito;
+solamente agli uscieri era permesso di aprirli.
+
+Non lungi dall'_Oeil de boeuf_, da questa scuola di maldicenza
+raffinata della corte di Francia, sono gli appartamenti della regina.
+L'ultima che ci abitò fu Maria Antonietta. Il cicerone vi mostra la
+sala delle guardie, ove, nella giornata del 6 ottobre 1789, morirono
+tre soldati, tre eroi, Varicour, Durepaire, Miomandre de Sainte Marie,
+ottenendo, col sacrifizio delle loro vite, il tempo necessario alla
+fuga della regina negli appartamenti del marito e alle valide difese
+della guardia nazionale, che cacciò poi la moltitudine furibonda fuori
+del palazzo. Valore inutile, del resto, poichè i due scampati cadevano
+di Scilla in Cariddi!
+
+Andiamo via, non ci lasciamo impietosire. Dicono che bisogna punire le
+colpe degli uni fino alla quarta generazione, e trovar commendevoli i
+furori, sublime la libidine di sangue degli altri. Io dico invece con
+madama Roland: «_Liberté, que de crimes en ton nom!_» E passo oltre;
+anzi, salgo a respirare un'aria più pura nell'attico. L'attico, se nol
+sapete, è il piano sotto i tetti. È grande quanto gli appartamenti
+inferiori, contiene un centinaio di quadri rappresentanti battaglie
+navali, i ritratti di quasi tutti i regnanti europei del secolo XIX e
+di quasi tutti gli uomini politici più notevoli di Francia e
+d'Inghilterra; inoltre, più di duemila ritratti di personaggi
+meritamente illustri, e immeritamente noti, dal 1400 fino al tempo
+presente.
+
+Quanta storia, Dio buono! E dire che non c'impariamo mai nulla!
+
+
+
+
+XVIII.
+
+Una selva di spruzzoli.--Recessi ombrosi.--La casa di un
+egoista.--Irritazione di nervi.--Correzioni storiche a un cattivo
+dipinto.--Anna d'Austria.--Un bel madrigale.--Ricordo d'amore, raggio
+di sole.
+
+
+Me ne andrò da Versaglia senza aver visti i celebri zampilli e getti
+d'acqua, a cui si dà moto soltanto in certe occasioni solenni, e che
+vi trasformano i laghi di questa villa in una selva di spruzzoli. Ma
+anche senza questi giuochetti, i laghi di Versaglia sono belli a
+vedersi, coi loro cavalli marini e le loro divinità mitologiche
+folleggianti a fior d'acqua. Abbondano i recessi solitarii dottamente
+architettati e rivestiti di borracina, che invitano a sedere, anzi
+meglio, a sdraiarsi. Raccomando il bosco d'Apollo, una specie di
+Elicona, col suo fonte Castalio, presso una grotta, ove Febo sta a
+chiacchiera con le Muse, all'ombra di cento famiglie di erbe e
+d'arbusti, i cui rami spenzolanti vi dànno un senso di grata frescura.
+Io ho sentito una voglia matta di avere una palazzina in quel bosco e
+davanti a quella grotta; la qual cosa dimostrerà una volta per tutte
+ai malevoli che io non sono un uomo di pessimo gusto. Soggiungo per
+altro che, se non mi permettessero di fabbricare la palazzina nel
+bosco d'Apollo, mi contenterei di abitare mille passi più in là, nel
+piccolo Trianon, e alla più trista nel grande. Perchè son due, i
+Trianon, non troppo distanti l'uno dall'altro; e sono due, perchè non
+sono tre. Infatti, il loro nome ve lo dice: _tria non_.
+
+Quanto al palazzo, vedete la mia modestia, non mi sentirei di
+abitarci. Eppure, se c'è palazzo fatto a posta, direi quasi tagliato
+alla misura d'un uomo solo, è proprio questo. Nella sua sterminata
+grandezza si sente e si vede il carattere personale, la boria
+egoistica del suo fondatore, e questo sentimento, questa apparenza,
+non sono punto cancellati dalla trasformazione superficiale del
+palazzo in Museo e dalla ospitalità accordata «a tutte le glorie della
+Francia.»
+
+Vi ho parlato di quelle grandi tele che decorano, deturpano, secondo i
+gusti, le pareti di troppe sale, ripetendo a sazietà, anzi fino alla
+nausea, le dure fattezze e gli atteggiamenti da ballerino del gran re
+Luigi XIV. Ce n'è uno, tra questi, che m'ha urtato maledettamente i
+nervi. Immaginate per fondo del quadro una sala, che riconoscete
+subito, per averla veduta lì presso e averla sentita chiamare _la
+grande galerie_; da un lato è Luigi sul trono, seduto, col cappello in
+testa, la mazzetta tra le dita e le braccia comodamente appoggiate.
+Principi e grandi signori stanno in piedi ai due lati del trono. Nel
+mezzo del quadro è un vecchio, vestito d'un'ampia toga, che, già
+saliti i tre gradini del palco, s'inchina profondamente, col berretto
+nella mano sinistra e accostandosi la destra al petto, quasi in atto
+di picchiare e di dire _mea culpa_. Dietro a lui, ma ancora sul
+pavimento della sala, quattro personaggi in toga, e nello stesso
+atteggiamento del primo, su cui sembrano modellarsi intieramente.
+Dietro a loro un mastro di cerimonie; nel fondo cinque o sei figure di
+cortigiani, che ci sono probabilmente come saggio d'un numero
+maggiore, affollato nella gran sala dei ricevimenti reali.
+
+A tutta prima non mi ero commosso. Ne avevo veduti già tanti, di quei
+quadri, neppure commendevoli come opere d'arte, che, guardatolo appena
+alla sfuggita, muovevo già il passo per seguitar la mia strada. Ma il
+cicerone proprio allora mi disse:--_Le doge de Gênes venant faire ses
+excuses...._--
+
+Rizzai la testa, trattenni nelle dita la voglia d'uno scappellotto,
+che avrebbe messo a soqquadro il palazzo e forse m'avrebbe fatto
+accoppare da tutte le glorie della Francia, mi volsi di nuovo al
+quadro e guardai la scena che vi ho brevemente descritta. Molte cose
+mi dispiacevano nel dipinto; ma erano storiche e ci voleva pazienza.
+Per altro, una non era storica, e mi parve sconveniente che il gran re
+l'avesse lasciata dipingere da' suoi impiastratori di tela. Che cosa
+significava quel re seduto e col cappello in testa, davanti al doge di
+Genova, che aveva salito in quel punto i tre gradini del trono? Apro
+le memorie del tempo, scritte in Francia, da francesi, e trovo che,
+alla vista del doge, il re si coperse e invitò il doge a coprirsi;
+solo i quattro senatori stettero a capo scoperto. Le memorie
+aggiungono che il doge fece un discorso giusta i termini del trattato;
+che il discorso fu umile, ma colui che lo pronunziava fu costantemente
+dignitoso e fiero; che solo quando ebbe finito di parlare si scoperse
+il capo, salutando, e gli fu risposto con pari cortesia.
+
+Apro le storie genovesi e trovo quest'altro racconto, che ben
+s'accorda col primo. Passati il doge e i senatori da Parigi a
+Versaglia, furono sul principio introdotti nell'appartamento degli
+ambasciatori; quindi, vestiti delle toghe che solevano portare nelle
+occasioni solenni, salirono, con cento cavalieri del loro seguito, per
+la gran sala, ove facevano spalliera i cento svizzeri della guardia
+del corpo, armati d'alabarde. In cima della scala, quattro gradini a
+basso (notate esattezza minuziosa del cronista!), si trovò il
+maresciallo duca di Duras, capitano della guardia del corpo, vestito
+«in abito nero di complimento, all'italiana,» il quale, avendo
+inchinato il doge, si avanzò a facilitargli il passo in mezzo alla
+moltitudine dei cortigiani, che ingombrava le scale, gli atrii e
+l'appartamento regio. Entrato il doge nella sala, ov'erano sotto le
+armi i moschettieri, proseguì per diverse stanze fino alla grande
+galleria, a capo della quale stava il re, con monsignore il Delfino a
+destra e il duca d'Orléans a sinistra.
+
+«Era la galleria, per quanto capace e vasta, così piena di personaggi
+e di nobiltà dell'uno e dell'altro sesso, che non fu possibile al doge
+e ai senatori di arrivare così presto alla presenza del re; onde più
+volte il re stesso, levatosi in piedi, con la mano e con la voce fece
+segno che s'aprisse la strada, nè bastando questo, calò i due gradini
+del trono e fece mostra di battere con la picciola canna che aveva in
+mano. Ma essendo finalmente il doge arrivato _in vicinanza_ del trono,
+dopo di aver salutato il re, _che lo attendeva in piedi_, si coprì.
+Indi il medesimo doge, voltatosi dall'una e dall'altra banda per
+vedere se i quattro senatori erano a' suoi fianchi, si levò di nuovo
+la berretta, _come fece il re il cappello_; ed essendosi _l'uno e
+l'altro_ ricoperti, il doge con pari energia e franchezza proferì il
+seguente discorso.»
+
+Ommetto il discorso e la risposta del re, ommetto i complimenti fatti
+separatamente da questo ai quattro senatori; ommetto le nobili
+accoglienze avute dai poveri, ma non umili, inviati di Genova, presso
+i principi e le principesse _del sangue_. Riferirò soltanto che Luigi
+XIV «rimase così preso dalle maniere del doge (Francesco Maria
+Imperiale Lercaro) e insieme così soddisfatto dell'abbondante miniera
+di scienze varie, speculative e pratiche, che trovò in lui, che fu
+udito più volte commendarlo tra' suoi; e dire, in riguardo della
+straordinaria franchezza mostrata nella prima udienza dal medesimo
+dogo nel profferire l'orazione, che «egli aveva parlato con riverenti
+espressioni, ma con aria e portamento da principe.»
+
+Così Filippo Casoni, che attinse alle fonti vive. Un altro manoscritto
+di quel tempo narra che il trono era «alzato solamente di due gradini»
+e aggiunge che essendo ito il doge a deporre l'abito cerimoniale, e
+avendo indossato un abito color violetto, sedette a mensa «su d'un
+_fonteglio_.» Altri, nello stile d'allora, avrebbe voltato il francese
+_fauteuil_ in «sedia d'appoggio.» Ma non badiamo a queste minuzie e
+seguitiamo col manoscritto. «Molte dame, delle principali della Corte
+e delle più qualificate, erano accorse a veder pranzare il Duce e gli
+facevano corona all'intorno, quando, essendogli presentato il
+_dessert_, le regalò dei più bei frutti della tavola. Fece in appresso
+il Duce una visita privata al re; stette coperto con esso in discorso,
+con dimostrazione di particolar gradimento.»
+
+In Parigi e in Versaglia il doge Lercaro e i senatori, che furono
+Giannettino Garibaldo, Agostino Lomellino, Paride Salvago e Marcello
+Durazzo, godettero di quei divertimenti «che sogliono dare ai
+forestieri sì gran città e sì gran corte» e con speciale invito del re
+furono spettatori «dei giuochi meravigliosi delle acque ne' giardini
+reali.»
+
+Il re Luigi (sono gli storici di Francia che lo dicono) trattò il doge
+Lercaro con la squisita cortesia di cui si faceva una legge. I
+ministri Louvois, Croissy e Seignelay gli si mostrarono più arcigni;
+la qual cosa fece uscire il Lercaro in questa bella sentenza:
+
+--Il re, con le sue oneste accoglienze, ruba ai nostri cuori la
+libertà; i suoi ministri ce la rendono.--
+
+E qui viene a taglio di ricordare che il marchese dei Seignelay,
+avendo chiesto a Francesco Maria Imperiale Lercaro che cosa trovasse
+di più curioso a Versaglia, ne ebbe la memoranda risposta:
+
+--_C'est de m'y voir!_
+
+Raccontano a Genova che la frase fosse detta dal Lercaro ad un
+senatore della sua comitiva; e ciò forse per potersi servire del
+vernacolo genovese, che la rende in due monosillabi: _mi chi_. Ma gli
+scrittori francesi, a cui pare abbia fatto senso, la vogliono detta
+nella loro lingua, e il citare che fanno il Seignelay ad interlocutore
+del doge, m'induce a credere che abbiano ragione loro. Il marchese di
+Seignelay era stato col Duchesne al bombardamento di Genova, ed era il
+figlio di quel Colbert, che l'aveva a morte coi genovesi, per ragioni
+di rivalità commerciale. Con lui, nemico garbato, ma nemico
+riconosciuto, la malinconica ed altera risposta del genovese era
+proprio a suo luogo.
+
+È piuttosto fuori di luogo la lunga narrazione del fatto. Ma il
+lettore mi renderà giustizia in questo: che io, per amore di brevità,
+mi sono astenuto dal raccontare le cause, o per dire più esattamente i
+pretesti della guerra. Mi premeva soltanto di mettere in chiaro che
+quel dipinto orgoglioso è in qualche sua parte bugiardo. Ciò non muta
+il fatto delle scuse, non tempera il dolore del sopruso patito, lo so;
+ma infine, se è permesso ai popoli di essere gli artefici delle
+proprie disgrazie (e Genova, come tante altre città italiane, non è
+stata per questo riguardo con le mani alla cintola), è bello di
+conservare una certa maestà nella sventura e di meritare l'ammirazione
+degli stessi nemici. Specchiamoci in questo esempio, ma sopratutto
+adoperiamoci in guisa da non dover neanche lasciare di queste mezze
+consolazioni ai nepoti.
+
+Muto registro; se no, la politica invade. Prima di uscire da
+Versaglia, sono andato a salutare un'immagine cara alla mia
+adolescenza, e probabilmente anche alla vostra. Anche voi, da
+giovinetti, avrete letti (io li ho divorati senz'altro) i _Tre
+Moschettieri_, i _Vent'anni dopo_, il _Visconte di Bragelonne_; anche
+voi avrete fatto raccolta (io ne ho fatto a dirittura una razzìa) di
+tutti i libri che si riferivano ad Anna d'Austria. Intorno a quella
+figura di regina, senz'anima, forse, ma non già senza cuore, c'è tutto
+un ciclo di romanzi, come intorno al buon re Arturo della Tavola
+Rotonda. Li ho letti tutti quanti e riletti; tornerei forse a leggerne
+ancora, e a cercarne di nuovi, se non fossi stato a Versaglia e non
+avessi veduta l'eroina. Dio buono, che amaro disinganno! Dov'era
+andata l'Anna d'Austria delle cronache contemporanee, bella per donna
+e per regina, fatta per ispirare amore e rispetto, alta della persona,
+elegante di forme, cogli occhi verdi e trasparenti, la bocca piccina e
+vermiglia come un bottoncino di rosa, e i capegli lunghi, morbidi, di
+quel biondo muto, che dà tanto risalto alla bianchezza delle carni?
+Ahimè, sarà forse stato perchè avevo veduto poco prima la signora
+Récamier; ma il fatto sta che Anna d'Austria m'è scaduta un pochino. È
+bianca, sì; ha bianche e ben tornite le braccia e le mani, di cui era
+tanto orgogliosa; ma fermi lì, non c'è altro da ammirare. Povera la
+capigliatura; cortino il collo e le spalle ineleganti d'una bofficiona
+come se ne vedono tante; le labbra tumide senza grazia, gli occhi
+verdognoli senza trasparenza, il naso tirato e depresso alla radice,
+la fronte stretta e allungata, traente alla forma cucurbitacea, che
+era il carattere distintivo della famiglia; eccovi Anna d'Austria,
+quella donna che fu argomento di tanti fervidi amori e di tante
+gelosie feroci. Vedendola, ho sentito il desiderio di dirle: signora,
+perdonate, ma io non capisco più il duca di Buckingam.
+
+Eppure, no, non può essere che sia lei. Anna d'Austria, abbastanza
+disgraziata in quella sua vita, che ha da un capo Luigi XIII, il
+cardinal Mazzarino dall'altro, e l'ombra del cardinale di Richelieu
+nel mezzo, doveva aver poca fortuna anche col pittore, destinato a
+tramandarne le sembianze ai posteri. Dev'essere così; è certamente
+così. Arrotondo quella fronte con uno sforzo di fantasia, metto un po'
+di fosforo in quegli occhi, dò una toccatina a quel naso, alleggerisco
+quel collo; ed ecco l'Anna d'Austria della mia adolescenza, l'Anna
+d'Austria amata da Giorgio Villiers, duca di Buckingam, che fece tante
+sublimi sciocchezze per lei e a cui la vita fu interrotta da un colpo
+di pugnale, forse perchè non avesse a farne delle altre.
+
+Anna d'Austria amò Giorgio Villiers? Quanto e fin dove? L'hanno voluto
+sapere un po' tutti; ma Chamfort chiude la bocca a tutti, con una
+sentenza che vale tant'oro: «Intorno a questo negozio (egli scrive) la
+metà di ciò che si dice non è vero, e la metà di ciò che è vero non si
+sa.» Certo, la passioncella ci fu; non se ne fece mistero; divenne
+quasi uno scherzo familiare il rammentarla. Quando il cardinale di
+Richelieu presentò il suo segretario, Giulio Mazzarino, alla bella e
+vigilata regina, le disse sorridendo: «Voi lo amerete, signora; egli
+somiglia un pochino a Buckingam.»
+
+Sedici anni dopo la morte di Giorgio, e spariti anche dalla faccia
+della terra i due uomini che più fieramente l'avessero odiato, Anna
+d'Austria, allora ritirata a Rueil, incontrò in un viale il Voiture,
+suo poeta favorito. Costui veniva innanzi cogitabondo, o fingeva.--A
+che pensate?--gli domandò la regina.--Pensavo,--rispose il Voiture,
+rizzando la testa come un uomo che si sveglia,--pensavo....
+
+ Je pensais que la destinée
+ Après tant d'injustes malheurs
+ Vous a justement couronnée
+ De gloire, d'éclat et d'honneurs,
+ Mais que vous étiez plus heureuse
+ Lorsque vous étiez autrefois
+ Je ne veux pas dire amoureuse....
+ La rime le veut toutefois.
+ Je pensais (car nous autres poètes
+ Nous pensons extravagamment)
+ Ce que, dans l'humeur ou vous êtes,
+ Vous feriez, si, dans ce moment,
+ Vous avizies en cette place
+ Venir le due de Buckingam,
+ Et lequel serait en disgrace,
+ De lui, ou du père Vincent.
+
+Il P. Vincenzo era il confessore della regina. Anna d'Austria
+(racconta la signora di Motteville) non si offese dei versi; anzi, li
+trovò così belli, da volerne una copia, che custodì lungamente nel suo
+pensatoio.
+
+Ricordo d'amore in una triste esistenza; raggio di sole in un cielo
+tempestoso!
+
+
+
+
+XIX.
+
+Rassegna alla corsa.--Passeggiate e giardini.--Armi ed armature.--La
+casa degl'Invalidi.--Il soldato con la testa di legno.--Un rogo di
+trofei.--Napoleone I e la storia.--Dove andiamo?--Al _Père Lachaise_.
+
+
+L'Istituto, l'Accademia, l'Osservatorio, l'Università, la Sorbona, gli
+Archivii, la Scuola paleografica; ecco un bel numero di cose che
+vorrebbero essere attentamente studiate. Queste ed altre, che per
+amore di brevità non accenno neanche, son glorie vere e durevoli della
+Francia; parecchie di queste non hanno riscontro presso le altre
+nazioni: tutte concorrono a darlo il primato in quella che si potrebbe
+chiamare la distribuzione del pensiero moderno, agevolata dall'uso di
+una lingua che tutte le persone un po' colte, o parlano, o
+cincischiano, o almeno intendono, nelle cinque parti del mondo. Ed è
+naturale che sia così, poichè la lingua dei gallo-franchi, impastata
+di tanta romanità, favorita da tanti secoli di fortuna politica, è
+come l'anello di congiunzione tra le lingue nordiche e le meridionali
+d'Europa. Ma, tornando alle cose di cui sopra, io sono pur costretto a
+passarmene, perchè queste lettere non eccedano la misura della
+discrezione. Immaginando che siate stanchi di palazzi e di musei,
+lascio da banda il Lussemburgo, un Pitti parigino, col suo giardino
+maraviglioso, che fu tracciato pensando a quello di Boboli. Non vi
+trattengo neppure coi pochi avanzi romani di Parigi, nè coi molti
+medievali, tra cui l'elegantissima torre di San Giacomo e la severa
+cattedrale di Nostra Donna, che mi condurrebbero Dio sa dove,
+fors'anco a parlarvi dell'arte gotica; un'arte che io, mezzo pagano,
+ammiro grandemente, ma senza capirla poi troppo.
+
+Ci sarebbe da descrivere i giardini, i parchi, le passeggiate
+campestri, per cui Parigi è famosa. Infatti, le delizie di questo
+genere non si restringono tutte nel bosco di Boulogne e nei Campi
+Elisi. Per esempio, una lettera la vorrebbero per sè quelle amenissime
+_Buttes Chaumont_, gruppetto di colline, tra cui, da un avvallamento
+di verdura, si rizza una balza acuta, sormontata da una specie di
+Tempio della Sibilla, come nelle vicinanze di Tivoli. Ma la lettera
+non sarebbe che un esercizio di stile, da farsi ammirare, o accoppare,
+secondo i casi, e nell'uno o nell'altro, da non farsi capire. Io, già
+lo indovinate, non riuscirei che a farmi accoppare; _ergo_, acqua in
+bocca. E taccio, per la stessa ragione, del _Jardin d'acclimatation_,
+vastissimo ritrovo, di piante esotiche e d'animali domestici delle
+varietà più rare; taccio del _Jardin des Plantes_, ancora assai ricco
+per la sua flora, ma non più tanto per la fauna, ond'era in altri
+tempi così celebre. I leoni, le tigri, le pantere, i leopardi, ed
+altri nobili rappresentanti della famiglia felina, debbono aver
+lasciate le polpe nell'assedio del 1870. Per contro, è rimasta
+incolume la bellissima collezione di rettili, tra cui molti
+coccodrilli, boa, serpenti a sonagli, pitoni, naje, aspidi di
+Cleopatra, vipere, ceraste, e via discorrendo; nè occorre il dirne la
+ragione ai lettori.
+
+Sarebbe piuttosto il caso di una lunga fermata all'_Hôtel des
+Invalides_, monumento ed istituzione ugualmente ammirabili, e per sè
+stessi, e pel museo d'armi e d'armature, che v'è annesso, dalle
+accette di selce fino alla mitragliatrice, dagli arnesi del guerriero
+gallo fino ai calzoni corti del soldato di Sambre-et-Meuse, con una
+giunta ricchissima di tutte le foggie antiche e moderne dei
+combattenti d'ogni parte del mondo. Ma anche questa sarebbe
+archeologia, e voi vorrete ormai tornare allo studio del vivo, magari
+anche uscir fuori da questo commercio epistolare. Prendiamo una via di
+mezzo; vi parlerò degli Invalidi, che abitano ancora là dentro,
+aspettando l'appello dell'ultima sera e i tre rulli del silenzio
+finale. Son gente malinconica e poco socievole, quantunque vivano
+insieme. Già, a quell'età, e venendo da corpi diversi, non è più il
+caso di stringer vincoli di famiglia posticcia. Mangiano e dormono
+sotto il medesimo tetto, ma si sparpagliano volentieri per le vie
+circostanti; quali a piedi, e sorreggendosi sulle grucce, quali in una
+carrozzella, di cui muovono i congegni da sè. I pochi che restano a
+soleggiarsi nel cortile, presso la batteria trionfale, composta di
+cannoni d'ogni forma e d'ogni provenienza, parlano poco e mal
+volentieri tra loro.
+
+Io ne ho trovato uno molto cortese; ma la stessa sua cortesia mi è
+stata cagione d'un disinganno. Vedendogli qualche medaglia sul petto,
+gli avevo domandato quali campagne avesse fatto.--_Des campagnes? Je
+n'en ai pas;_--mi rispose--_J'étais aux cuirassiers; je n'ai donné que
+dans les émeutes._--
+
+Un soldato decrepito scaldava al sole il suo magro corpicciuolo e
+parecchie medaglie, tra le quali spiccava la stella della Legion
+d'onore. Chiesi al mio cicerone se quello fosse un soldato del primo
+Napoleone.--Sì,--mi rispose,--delle ultime campagne del grande
+Impero.--E quella decorazione?--Sì, è decorato; gli hanno reso
+giustizia.--Per qual fatto d'armi?--Per nessuno; l'ha avuta tre mesi
+fa;--mi rispose il cicerone corazziere. Capii così in digrosso, che,
+dopo un certo numero d'anni d'invalidato, si acquista il diritto alla
+stella. È una decorazione d'anzianità; quando uno l'ottiene, si può
+dire benissimo che gli hanno reso giustizia.
+
+Gl'invalidi furono raccolti per la prima volta in questo ospizio da
+Luigi XIV. Anticamente, anzi fino dai tempi di Carlomagno, e in forza
+d'un suo decreto, erano posti a carico dei monasteri e delle abbazie,
+sotto il nome di _oblati_; cosa che non doveva piacer molto ai priori
+d'allora, nè dovrebbe piacere agli abati d'oggidì, comunque
+_laudatores temporis acti_. Luigi XIII fu il primo ad istituire una
+comunità _ad hoc_, sotto il nome di _Commanderie de Saint Louis_, ove
+gli storpi e i mutilati dell'esercito fossero alloggiati e nutriti. Il
+figlio compì l'opera del padre, allargandola alle proporzioni d'un
+grande ospizio, capace di duemila ricoverati.
+
+Un po' di buona vita aveva fatto dei primi Invalidi la gente più
+allegra e burlona del mondo. Nacque allora la leggenda dell'invalido
+con la testa di legno, che i visitatori più semplici dell'ospizio
+andavano cercando di piano in piano, di camera in camera, senza
+trovarlo mai, quantunque ognuno degli invalidi, a cui si rivolgevano
+per informazioni, giurasse di averlo lasciato poc'anzi, in questo
+luogo, o in quell'altro, aggiungendo qualche volta che doveva essere
+andato dal barbiere, ma che non poteva star molto a ritornare. Per
+fortuna dei Calandrini, uscì fuori una _Guide de l'Étranger_ _à
+Paris_, che, accennando a questo invalido con la testa di legno,
+soggiunse pietosamente: «_qui jamais n'a existé_.»
+
+Ora, ve l'ho detto, gl'Invalidi sono diventati malinconici. Inoltre,
+vanno diminuendo; le pensioni, fatte più grasse, danno agio ad
+ufficiali e sott'ufficiali di andarsene a vivere in provincia, presso
+gli avanzi delle loro famiglie; meno bene, forse, ma con la loro bella
+indipendenza. Tuttavia, l'ospizio rimane una bella istituzione e un
+monumento degno di essere visitato. La chiesa è piena di bandiere
+prese al nemico, ma tutte posteriori al 1815. I vecchi trofei di
+quattro secoli, in numero di millecinquecento, furono coraggiosamente,
+ma non lietamente, bruciati in mezzo al cortile, quando Napoleone I fu
+domato dalla fortuna e gli eserciti alleati stavano per entrare in
+Parigi. Tra que' trofei erano le insegne e la spada di Federico II.
+
+Alle spalle della chiesa degli Invalidi, e congiunta con essa, è
+quell'altra in cui sono sepolte le ceneri di Napoleone. Egli è là, il
+grand'uomo, nel suo masso di granito rosso finlandese, sorretto da un
+basamento di marmo verde; egli è là, chiuso nelle sue cinque casse, di
+latta, di magògano, di piombo, d'ebano e di quercia, l'eroe che ha
+sbalordita l'Europa con le sue vittorie e con la sua immane caduta;
+amato e venerato ancora, con tutto il male, odiato e maledetto ancora,
+con tutto il bene che ha fatto, e, dopo tutto, non giudicato più
+severamente da nessuno, che non lo fosse da sè medesimo in un momento
+di epico malumore.
+
+La cosa è narrata da Lord Holland, nelle sue preziose memorie.
+Napoleone non amava il Rousseau, e al conte di Girardin, che gli
+lodava il filosofo ginevrino come un uomo di rette intenzioni,
+rispose:--«no, egli era un uomo cattivo; se non fosse stato per lui,
+la Francia non avrebbe avuta la rivoluzione». E siccome il Girardin
+non potè trattenere un sorriso,--«volete dire, soggiunse Napoleone,
+che, senza la rivoluzione, la Francia non avrebbe avuto neanche me? È
+possibile; ma essa, dopo tutto, non ne sarebbe stata che meglio.»--
+
+Siamo giusti, anche con quest'uomo che si condanna da sè; la Francia
+non ne sarebbe stata peggio, di certo. Ma la rivoluzione, anche a non
+volerci vedere tutte le fiere bellezze che innamorarono un mondo
+d'inconsapevoli copisti, era un fatto necessario nell'ordine delle
+cose. Si può disputare del più e del meno, abbominare le esorbitanze,
+credere perfino che i «diritti dell'uomo» fossero già vivi ed operanti
+nelle coscienze, prima d'essere incisi nelle tavole della legge; ma
+bisogna riconoscere che quello scoppio d'ira fu un effetto logico di
+cause non dimenticabili, come tanti altri fatti grandi e piccini,
+utili e dannosi, sovrabbondanti nel bene e soverchianti nel male. I
+fatti hanno le loro ragioni efficienti, che li concatenano, e le
+tradizioni d'un popolo, che li sviano qualche volta, ne signoreggiano
+il corso; questa doppia azione, diretta e riflessa, costituisce la
+storia. E Napoleone, figlio e ministro della fortuna, sorto dalle
+rovine di una grande vendetta che aveva oltrepassato l'intento,
+artefice d'una nuova tirannide per naturale ambizione, ma altresì d'un
+nuovo ordine di cose, che altri, in condizioni normali, non avrebbe
+potuto instaurare, doveva essere un flagello e una benedizione pel
+mondo. Incantesimi rotti, ostacoli vinti, abissi colmati, ecco l'opera
+di un uomo. E quando si pensa che fu un uomo per davvero, non un
+fantoccio in balìa dei partiti o del caso, si può guardare con
+rispetto quel masso di granito e pensare che esso è ancora meno saldo,
+ancora meno durevole, della gloria immensa a cui si accompagna.
+
+Giovenale ha chiesto una volta: «_quot libras in duce summo?_» Ma
+questo signor Giovenale non è tutto oro di coppella. Le grandi larve
+siedono ancora sui pugni d'ossa e di polvere, che furono le loro
+spoglie mortali. Si pensa, davanti a quelle reliquie, e lo spirito si
+eleva. Tutto ciò che eleva lo spirito aiuta il progresso dell'umanità
+e ne ingentilisce il costume, rendendo a mano a mano più agevole il
+gran punto, che pure è tanto difficile ancora, della convivenza
+sociale. Convivenza! esclama il pessimista; per che fare? In verità,
+io non ne so nulla, e non credo che gli altri ne sappiano di più. La
+stessa domanda si potrebbe fare pel nostro sistema planetario, che è
+pure così ben conosciuto in tutta la sua distribuzione meccanica.
+Dicono gli astronomi che andiamo di questo passo verso il _lambda_
+della costellazione d'Ercole; ma non è anche accertato, pur troppo,
+che ci fermeremo laggiù.
+
+Per intanto, questi frettolosi viventi di Parigi vanno al _Père
+Lachaise_, e non tutti hanno la fortuna di allogarsi in un masso di
+granito. Ci sono stato anch'io, ma non già per restarci, come vedete.
+Il luogo mi piace poco. È una collina, c'è alberi e sole; ma i cippi
+sono troppo ammucchiati, serrati in fila, sui margini di certe strade
+selciate, come quelle che danno già tanta molestia ai viventi. I
+monumenti solitarii son pochi; abbondano i tabernacoli, e vi ricordano
+quelli dei crocicchi campestri.
+
+Trovai molta gente che si affollava ad una di quelle nicchie, per
+scrivere il nome in un libro, come si fa nelle anticamere dei
+grand'uomini ammalati. Curiosa maniera di rendere omaggio al Thiers,
+che è sepolto là dentro; ma, dopo tutto, è una maniera che vale quanto
+un'altra. Lì presso è il monumento di Raspail, coperto affatto, come
+sepolto, sotto un monte di corone. Per contro, il povero Gall,
+l'inventore della frenologia, è lì, a due passi dal Raspail, senza il
+tributo d'un fiore; non avrebbe neanche l'occhiata del viandante, se
+non fosse pel suo sistema delle protuberanze del cranio, rappresentato
+a contorni, che si vedono incisi su tre facce del cippo.
+
+Un bel monumento, sormontato da una statua di bronzo, ricorda Casimiro
+Périer; una tribuna oratoria, in marmo, onora la memoria di Garnier
+Pagés. Béranger ha voluto onorare l'amicizia, facendosi seppellire
+nella tomba del suo diletto Manuel, il grande oratore, morto tanti e
+tanti anni prima di lui. Grandi ricordi non cercati s'incontrano ad
+ogni piè sospinto. Io ho cercato Rossini e Bellini, di cui resta il
+cenotafio, poichè le ceneri sono tornate alla patria, e Alfredo de
+Musset, il cui salice disseccato non dà più ombra alla terra ove dorme
+il poeta.
+
+Salendo per una viottola a destra, mi sono imbattuto in un monumento
+gotico, che non avevo cercato, ma che sarei oggi dolentissimo di non
+aver visto. Colà, sotto un padiglione sorretto da svelte colonne, come
+in un letto antico, stanno composti nel sonno eterno, l'uno a fianco
+dell'altro, due celebri amanti, Abelardo ed Eloisa. Chi rammenta la
+badia del Paracleto? Chi rammenta il _concettualismo_ e le dispute con
+Bernardo di Chiaravalle? Una mezza dozzina di eruditi. Ma i due amanti
+sono rimasti nella memoria di tutti; un grande amore, sopravvissuto
+alla tomba,
+
+ Vince di mille secoli il silenzio.
+
+
+
+
+XX.
+
+Confessioni dell'autore.--La rete di Vulcano.--Amicizia
+francese.--Parigi adulata.--Giustizia resa alla Francia.--Zii da
+commedia.--I mali dell'accentramento.--Parigi e Roma.--Una scena
+pastorale.--L'uscio di casa.
+
+
+Non ho la sciocca pretensione d'aver fatto conoscere Parigi a
+qualcheduno, con queste lettere sconnesse, tirate giù alla buona,
+secondo l'umore della bestia e la varietà delle sensazioni quotidiane.
+Nutro cionondimeno la speranza di avere invogliato qualche fannullone
+emerito a muoversi, per vedere anche lui, e meglio di me, quella
+immane fioritura della Francia, che si chiama Parigi, e che non fa
+sempre dimenticare il suo vecchio nome di Lutezia. Andarci, potendo,
+non è solamente un piacere; è anche, e sopra tutto, un dovere.
+
+I viaggi fanno un gran bene, oltre quello non lieve di un legittimo
+svago. La mente si rimpiccolisce, nel far la vita dell'ostrica; e non
+si merita neanco la riputazione dell'ostrica, la quale, poverina, se
+non adopera per sè quelle parti di fosforo, ond'è ricca per bontà di
+natura, le cede liberalmente all'uomo, quando è servita nel piatto. Se
+è giusto che noi dobbiamo arricchire lo spirito di utili cognizioni,
+per onorare, qualche volta, e sempre per servire la patria, è naturale
+che andiamo attorno quando possiamo, per riconoscere ciò che è buono e
+ciò che è cattivo in casa di vicini e lontani, per notare i segni di
+progresso e quelli di decadenza, per discernere quali siano le cose
+imitabili e quali le detestabili. Oramai le strade ferrate cingono il
+mondo in una rete, che è in gran parte più fitta di quella del Dio
+Vulcano, e non debbono, al pari di quella, servire soltanto per
+trastullo di Dei, di Semidei, abitatori felici delle altissime sedi.
+Vedere, sapere, giudicare con rettitudine, è un obbligo per tutti.
+Accanto all'amore esagerato di quella che Dante chiamò «l'aiuola che
+ci fa tanto feroci» vi è qualche cosa di peggio, l'ammirazione
+esclusiva dell'ortino domestico. Adoperando in tal guisa, anche con le
+migliori intenzioni del mondo, si guasta il senso della vista, che è
+tutto di paragone, e si finisce a vivere contenti delle piccole cose,
+a coccolarsi nelle quistioncelle domestiche, ad amar poco e male la
+patria, che vuole un amore intelligente e ragionevole e il concorso di
+sane ambizioni, continuamente stimolate dal pensiero di ciò che altri
+fa, trovandosi in condizioni, qualche volta migliori, e qualche volta
+peggiori di noi.
+
+Un viaggio a ritroso nei campi della storia c'insegna ad aver misura e
+ad usare prudenza, per conservare alla terra nostra i frutti di una
+fortuna che non possiamo vantarci di aver sempre meritata. Un viaggio,
+dirò così, laterale tra i vivi, ci reca il medesimo insegnamento, e
+può riuscire una doccia salutare a molte follie, un correttivo a molti
+storti giudizi, a molte fallaci speranze. Tra le lustre di cui oggi si
+pasce il mondo, o che la moda gli fa parer belle, c'è anche la famosa
+e non mai abbastanza esaltata «fratellanza dei popoli». Gli ideologi
+della politica si trovano da per tutto, e non è meraviglia che voci
+amiche ci chiamino al «banchetto delle nazioni» anche di là, dove i
+padroni di casa avrebbero in mente di assegnarci l'ultimo posto, e di
+farci all'occorrenza star su, per dare una mano alla gente di
+servizio. Per me, non nego la fratellanza; vedo anzi i fratelli, che
+piatiscono spesso davanti ai tribunali per la successione paterna, e
+penso che se noi, almeno noi, potessimo esser giusti e imparziali con
+tutti i figli di nostro padre, e dare avviamento a transazioni
+onorevoli, avremmo già fatto molto per l'ideologia, e quello, per
+l'appunto, che gli altri, anche ideologi, non hanno incominciato a
+fare con noi.
+
+Vi ho già detto (più d'una volta, mi sembra), che a Parigi, in questo
+cuore della Francia, ci amano poco e ci conoscono meno. Non so se,
+conoscendoci di più, ci amerebbero anche di più; ma certamente ci
+renderebbero giustizia, e l'amore verrebbe dopo. Comunque sia, vediamo
+di non essere ingiusti noi altri e sappiamo distinguere. Parigi è una
+città che ha del buono e del cattivo, ma l'uno e l'altro in misura
+straordinaria. Non vorrei meritarmi le folgori che Vittor Hugo ha
+minacciate ai calunniatori di Lutezia; mi affretto a dire che l'ho
+trovata bella, stupenda.... abitabile. È la città del forastiero;
+anzi, aggiungo che è una città di forastieri, e in questo dee forse
+vedersi la causa di tanta corruzione elegante, di tanta frivolezza
+ordinata. Tutti gli scettici gaudenti delle cinque parti del mondo
+calano a questa insegna; corrotti e corruttori inconsapevoli, non
+domandano altro che un giorno senza dimani, un passatempo senza noie,
+un pensiero senza fatica di spirito. Parigi vi dà ogni cosa in punto,
+senza farvi aspettare, quasi senza lasciarvi il tempo di desiderare;
+nessuno tra i felici della terra, neanche Luigi XIV redivivo, potrebbe
+dir qui: «_j'ai failli attendre_». Perciò è lodata, accarezzata,
+adulata; perciò si fa in quattro, lieta di poter corrispondere a tante
+adulazioni; lavora, ma per abbellirsi; studia, ma per riuscirvi più
+cara; e, in questa cura assidua di sè, la bella lusinghiera spende il
+danaro della Francia. Si contentasse di quello dei forastieri! Ma no,
+ci ha da correre anche quello della famiglia. È bella, e tutto le è
+dovuto; è nervosa, bizzarra, fantastica, e non si può contraddirla.
+Non la confondete con la Francia, sana, potente e magnanima donna; è
+sua figlia, sangue suo, un po' mescolato se vogliamo, e comanda alla
+mamma. Ora, questo è un male, non bisogna tacerlo. Voi mi direte che
+la Francia ha qui tutti i suoi rappresentanti, i quali potrebbero
+vigilare, metter rimedio, impedire.... Ma che? il potere di questi
+valentuomini non è che apparente; la signorina comanda a bacchetta e
+lo ha dimostrato in molte occasioni. Mettete questi rappresentanti nel
+novero degli zii da commedia, che vengono con le intenzioni più ferme,
+si lasciano ammaliare dai vezzi della nepote e finiscono col fare essi
+medesimi più sciocchezze degli altri.
+
+Benedetta figliuola! Chi potesse sapere tutto quello che hanno
+inghiottito queste raccolte preziose, queste istituzioni magnifiche,
+queste novità sfolgoranti, perfino queste inutilità che la fanno così
+bella, e dire quante esistenze ha distrutte, quante intelligenze ha
+sfibrate costei, per cavarne quello stillato di eleganze, quella
+quintessenza di delizie della forma e del pensiero, con cui essa
+inebria il mondo e lo governa, troverebbe forse che la Francia, la
+madre generosa e condiscendente, ci ha rimesso un tanto di forza vera
+e veramente preziosa. Troppo logoro di carboni, per una luce che
+abbarbaglia, ma che non si può derivare in tubi, per uso comune di un
+popolo! Veduta Parigi, chi si occupa di vedere più altro? La Francia
+non si visita più, o poco e alla sfuggita; tutto l'opposto di ciò che
+avviene in Italia, ove ogni città possiede la sua fisonomia
+particolare, la sua ricchezza, la sua importanza, e la possederà
+ancora, se Dio vuole, quando avremo cinquecento anni di accentramento
+politico.
+
+L'accentramento soverchio, ecco il male della Francia; e in questo le
+nocquero ad un modo i suoi re, i suoi ministri, i suoi imperatori, le
+sue stesse fortune militari. Speriamo che il reggimento repubblicano
+le porti un rimedio efficace. Per questa speranza, si può perdonare
+alla repubblica odierna il suo primo errore, come certuni chiamano
+l'esposizione mondiale, che costò sessanta milioni e non ne diede che
+trenta, a rifare la spesa. I forastieri, ed anche per una gran parte i
+provinciali, hanno portato per cinque o sei mesi il loro danaro a
+Parigi, che ne ha avuto per sè tutto il vantaggio, lasciando alla
+Francia trenta milioni di debito. Parigi si è arricchita di cento
+milioni; la Francia si è impoverita di trenta. È poco, si dirà; ma è
+di quel poco che dura da secoli, e voi potete metterlo insieme con
+tutto quello che costano alla Francia i gentili capricci di Parigi, di
+questo ragazzo viziato, che tutti esaltano pel suo sennino precoce,
+per le sue scappate graziose, per le sue moinerie adorabili, ma che
+finisce con essere la disperazione della casa.
+
+Che cosa impareremo noi da questo raffronto? A non desiderare, come
+qualche volta ho inteso, che Roma diventi Parigi. Badate, io non credo
+che la cosa sia neanche possibile per via approssimativa. Fa ostacolo
+il carattere diverso delle due popolazioni, l'una socievole, amena,
+volubile, l'altra severa, contegnosa, e diciamo pure quasi rustica,
+chè tanto non gliene importa nulla di parer tale, e sarebbe perfino
+capace di gloriarsene. Sacra Roma, è così che ti amo. Cionondimeno,
+poichè forastieri ne vanno dappertutto, e a Roma per millanta ragioni
+ci abbondano, è da vedersi se Roma potrà mai sacrificar loro qualche
+poco di sè stessa, come ha fatto Parigi. Anche qui, sostengo e dico
+che la cosa non è possibile. Centro ed emporio, cervello, cuore e
+tutto quel che vorrete del mondo, lo è stata due volte anche lei, ma
+conservando le sue usanze casalinghe, la sua fierezza laziale. Non ci
+stilliamo il cervello a foggiarla diversa. Rovina, o museo, conservi
+il suo carattere; non le si tocchi nulla, nè una pietra, nè un'anima.
+Lavoriamo invece a romanizzare noi stessi; la cosa non dev'esser
+difficile, poichè Roma aveva già fatto il miracolo venti secoli
+addietro. Scaviamo il Tevere e facciamogli la via più spedita, poichè
+gli straripamenti davano noia ai Quiriti fin dai tempi di Mecenate e
+d'Orazio; ma scorra il fiume attraverso la città, nell'alveo sacro
+delle tradizioni italiane. Un _boulevard_, foss'anche _des Italiens_,
+credete a me, guasterebbe là in mezzo. Il Corso si può a mano a mano
+slargare; ma non c'è fretta; le bellezze della _avenue du Nouvel
+Opéra_ non debbono farci dimenticare che la via Flaminia era stretta
+come ora, al tempo in cui ci passeggiavano i padroni del mondo. Non vi
+parlo della via Sacra, che era un vicolo a dirittura, e giungeva al
+Campidoglio ugualmente. Restauriamo, insomma; non invidiamo gli allori
+altrui, non ci lagniamo se la natura e la storia ci hanno fatti
+diversi dagli altri. In questa diversità di aspetti e di indole è la
+nostra forza; a buon conto, c'è stata la nostra custodia fin qui.
+
+Capisco, ci sono certe delicatezze che non guastano, in nessuna parte
+del mondo. Ma facciamo un pochino come i nostri gioiellieri, che
+svecchiano con tanto amore le antiche forme paesane. C'era buon gusto
+anche in Etruria; non ne pativano difetto Ercolano e Pompei. E quando,
+a fianco delle nostre grandezze, vediamo i segni di un modesto costume
+che ha trionfato dei secoli, non ci lagniamo di quel modesto costume;
+è grandezza anche quella, e si chiama costanza.
+
+Una notte dell'anno scorso, avevo fatto tardi per le strade di Roma.
+Tornavo a passi lenti verso casa, in compagnia d'un amico, che doveva
+fare il medesimo tratto di strada, ma per andare più oltre. Poche ore
+prima, si era applaudito al teatro Valle un suo lavoro, ricco di
+bellezze romane e di eleganze niliache; quindi si era offerto
+all'amico il litro d'onore, più caro a lui d'una corona d'alloro; ed
+egli, ancora un po' scombussolato dalle commozioni della sua serata
+campale, se ne tornava al suo Trastevere, dove lo aspettava una madre
+giustamente orgogliosa, una madre che certamente quella notte doveva
+dormire assai meno di lui.
+
+Roma taceva, già immersa nel primo sonno. Ad un tratto si udì un
+rumore confuso, che divenne a mano a mano un gridìo di voci
+lamentevoli e finalmente un fragore di marosi in tempesta.
+
+--Che diavol è?--domandai.
+
+--Fàtti in qua;--mi disse l'amico, coll'aria d'un personaggio da
+tragedia, che faccia una variante al famoso: «ritiriamci in disparte
+ed osserviamo».
+
+Poco stante, due o tre cavalli, montati da contadini, apparivano allo
+sbocco della via, scalpitando sul selciato, che dispiace tanto ai
+buzzurri, e non è niente più noioso di quello di mille cinquecento vie
+di Parigi. Dietro a quei cavalli, uno sciame, un esercito, un nembo di
+pecore, che correvano belando e s'incalzavano a migliaia, le une sulle
+altre, incalzate a lor volta, stimolate ai fianchi e alle spalle, da
+una mezza dozzina di cani, tutti compresi della importanza
+dell'ufficio. La processione durò forse mezz'ora, in una via che non
+era sicuramente delle più strette di Roma.
+
+--Si può sapere il perchè di questo esodo?--chiesi all'amico, mentre
+la turba belante ci passava davanti.
+
+--Son pecore che mutano di pascolo;--mi rispose.
+
+--E proprio hanno a passare di qua?
+
+--To', sono anche passate pel Corso. Entrate da porta Pia, escono da
+porta Cavalleggeri. I pascoli del monte Sacro sono finiti; ora vanno
+ad attaccare quelli del Gianicolo.
+
+--Usanza strana!--mormorai.
+
+--Strana, ma antica; non dovrebbe dispiacerti.
+
+--Hai ragione, e resti pure così, come al tempo di Catone il Censore,
+quando le greche eleganze trionfavano della prisca severità. Povera o
+ricca, virile o effeminata nel suo patriziato, crudele o generosa
+nella sua plebe, Roma ha serbate le sue costumanze. Solo nel culto
+delle tradizioni, solo nella costanza dell'indole patria.--
+
+Il discorso, avviato su quella china; poteva andar molto in là; ma
+l'angolo di San Tommaso in Parione era il punto e basta fra i due
+interlocutori. L'amico doveva proseguire per Campo di Fiori, e forse
+m'avrebbe lasciato sfogare; ma io, lettori pazienti, e degni di
+miglior sorte, io ero fortunatamente davanti all'uscio di casa.
+
+ Parigi, 15 ottobre 1878.
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+ INDICE
+
+ I.--La ragione del viaggio.--Un'occhiata a Torino.--Savoia
+ e Borgogna.--Il deserto.--Idea luminosa.--Parigi di sera.--Sul
+ marciapiede.--Arabi apocrifi e francesi autentici.--La storia
+ del nastro.--Scaccini e accattoni.--Tolleranza parigina Pag. 1
+
+ II.--Il cervello del mondo.--Caso e necessità politica.--Una
+ fioritura colossale.--L'_article de Paris_.--La virtù
+ del cartellone.--La caccia al compratore.--Gli occhi
+ della padrona.--La scala dei prezzi.--L'arte di pelare
+ un pollo senza farlo stridere. » 13
+
+ III.--Poliglottismo commerciale.--Eccezioni alla regola.--Orgoglio
+ legittimo.--La fratellanza dei popoli e la razza
+ latina.--_Non te ne 'ncaricà._--Retorica onesta.--La
+ parabola del buon levatore.--_Laboremus_. » 23
+
+ IV.--All'Esposizione mondiale.--Il Trocadero.--Le branche
+ dell'astaco.--Babilonia veduta di giorno.--L'insalata
+ dei popoli.--Tentazioni e ritegni.--La Via delle
+ nazioni.--Le sezioni industriali.--Il caos. » 31
+
+ V.--Industrie italiane.--Lombardi e Genovesi.--I canditi
+ del Giappone.--Libri e pianoforti.--Scoltura piccina.--Un
+ primato in pericolo.--_Exemplaria graeca_.--Un pronostico al
+ condizionale. » 42
+
+ VI.--Dolenti note.--La pittura italiana.--Pittura di genere,
+ pittura-degenere.--La quarta figura.--I veristi
+ del Cinquecento.--_Vox audita est in Rama_.--Finanzieri
+ e ciabattini.--Il fazzoletto di cotone. » 53
+
+ VII.--Arte francese.--Cabanel, Durand, Meissonier.--Dumas
+ figlio in libreria.--Povero nudo!--Effetti di colore.--Pei
+ miopi e pei presbiti.--Giusto giudizio sugli
+ Italiani.--Ai pittori dell'avvenire. » 62
+
+ VIII.--Il Louvre e le Tuileries.--Soluzione di continuità.--Storia
+ eroicomica.--Una etimologia da lupi.--L'architettura
+ del Risorgimento.--L'arte nostra al Louvre.--Regine,
+ ministri, imperatori italiani.--compre e rapine. » 71
+
+ IX.--Cortesia da padroni di casa.--La scuola francese.--Un
+ viaggio a ritroso.--Le glorie italiane.--Monna Lisa.--Cristo
+ e la Maddalena.--Le nozze di Cana.--Un saluto
+ a Raffaello.--Il Correggio, Luca Giordano e il Panini.--Un
+ capriccio del Rubens. » 79
+
+ X.--Greci e Romani.--Norme dell'arte eterna.--Policleto
+ e Leonardo.--Variazioni e correzioni.--_Chassez le
+ naturel_...--Scoltura antica.--Restauri intelligenti.--La contessa
+ di Tripoli e la Venere di Milo.--Ci siamo. » 90
+
+ XI.--Inno a Venere.--Un po' di storia.--L'editto di Teodosio.--Senza
+ braccia.--Il nome dell'autore.--Induzioni ragionevoli.--Ho
+ detto la mia.--Una massima di Lisippo.--Imperatori
+ romani.--Messalina.... col bambino. » 100
+
+ XII.--Le grandi cose e le piccole.--Teatri e concerti.--_Incipit
+ lamentatio_.--Il più costoso tra tutti i rumori.--Caffè
+ cantaiuoli.--_Il faut que jeunesse se passe_.--I sette castelli
+ del diavolo.--Cavalli e pantomimi.--L'amore al lavoro. » 111
+
+ XIII.--_Sequitur lamentatio_.--Usanze barocche.--Il tempio
+ dell'arte drammatica.--_La centième de Hernani_.--Onorate
+ l'altissimo poeta.--Il bello e il deforme.--I miei classici. » 121
+
+ XIV.--Una scivolata nell'estetica.--L'apparato scenico.--In
+ Aquisgrana.--Un pensiero a Gustavo Modena.--Istituzione
+ che va copiata.--Sara Bernhardt.--Ricordi fotografici.--La
+ trinità poetica del secolo XIX. » 132
+
+ XV.--A Versaglia.--Splendori e miserie.--_Cherchez la
+ femme_.--Camillo Desmoulins e madama di Pompadour.--Gian
+ Giacomo e Diana di Poitiers.--I ritratti e gli originali.--Politica
+ d'andata e ritorno.--Il teatro.--Ricordi storici. » 144
+
+ XVI.--Dintorni di Parigi.--_Super flumina Babylonis_.--Una
+ città di villeggiatura.--Il capolavoro del Mansart.--Sinfonie
+ del Rossini.--Arte e natura.--Si dice male di Luigi XIV.--Le
+ vecchie cronache.--Adulazione bizzarra. » 154
+
+ XVII.--Scorribanda capricciosa.--La chiesetta.--Una cella
+ di soldato.--_Les dames de beauté_.--Dinastie a olio.--Marescialli
+ di Francia.--Filosofi e belle donne.--Ricordi
+ storici.--Grandi uomini a migliaia. » 163
+
+ XVIII.--Una selva di spruzzoli.--Recessi ombrosi.--La
+ casa di un egoista.--Irritazione di nervi.--Correzioni
+ storiche a un cattivo dipinto.--Anna d'Austria.--Un bel
+ madrigale.--Ricordo d'amore, raggio di sole. » 172
+
+ XIX.--Rassegna alla corsa.--Passeggiate e giardini.--Armi
+ ed armature.--La casa degl'Invalidi.--Il soldato con la
+ testa di legno.--Un rogo di trofei.--Napoleone I e la
+ storia.--Dove andiamo?--Al _Père Lachaise_. » 184
+
+ XX.--Confessioni dell'autore.--La rete di Vulcano.--Amicizia
+ francese.--Parigi adulata.--Giustizia resa alla
+ Francia.--Zii da commedia.--I mali dell'accentramento.--Parigi
+ e Roma.--Una scena pastorale.--L'uscio di casa. » 195
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Lutezia, by Anton Giulio Barrili
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LUTEZIA ***
+
+***** This file should be named 30043-8.txt or 30043-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/0/0/4/30043/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
diff --git a/old/30043-8.zip b/old/30043-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..855a3dd
--- /dev/null
+++ b/old/30043-8.zip
Binary files differ