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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 02:47:30 -0700
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+Project Gutenberg's La guerra del Vespro Siciliano vol. 1, by Michele Amari
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La guerra del Vespro Siciliano vol. 1
+ Un periodo delle storie Siciliane del secolo XIII
+
+Author: Michele Amari
+
+Release Date: July 14, 2009 [EBook #29409]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA GUERRA DEL VESPRO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This book was produced from scanned images of public
+domain material from the Google Print project.)
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+
+
+
+
+ LA GUERRA
+
+ DEL
+
+ VESPRO SICILIANO
+
+ o
+
+ UN PERIODO DELLE ISTORIE SICILIANE
+ DEL SECOLO XIII
+
+ PER
+ MICHELE AMARI
+
+ SECONDA EDIZIONE
+ ACCRESCIUTA E CORRETTA DALL'AUTORE
+ E CORREDATA DI NUOVI DOCUMENTI
+
+
+
+
+ PARIGI
+ BAUDRY, LIBRERIA EUROPEA
+ 3, QUAI MALAQUAIS, PRÈS LE PONT DES ARTS
+ STASSIN ET XAVIER, 9, RUE DU COQ
+
+ 1843
+
+
+
+
+
+PREFAZIONE.
+
+
+Questo libro si pubblicò in Palermo, non è ancora un anno, col titolo
+un po' lungo e indeterminato di «Un periodo delle istorie siciliane
+del secol XIII.» Non ebbe altro proemio che i due primi paragrafi del
+primo capitolo. Ma nella presente edizione, perchè avvi qualche cosa
+di nuovo, mi par bene intrattenerne il lettore per poche pagine.
+
+E per cominciare da ciò che rileva meno, avverto che ho fatto alcune
+correzioni di stile; senza presumere di essere pervenuto con ciò alla
+forma, che a me stesso sembri la migliore. Anzi io, che pur troppo ne
+debbo saper la cagione, veggo quanto niun altro, in molti squarci e in
+due o tre capitoli interi, il dettato disuguale, febbrile, spezzato
+come la parola di chi è tra i tormenti, tale da non correggersi che
+scrivendo da capo: e così avrei fatto se avessi potuto o ritardar la
+presente edizione, o posporre altri studi ai quali m'incalza un
+ardente desiderio d'illustrar le memorie della Sicilia.
+
+Ma col favor de' nuovi materiali, la più parte inediti, che ho
+rinvenuto a Parigi, e sommano a un centinaio tra diplomi e altre
+notizie, io ho potuto aggiungere o convalidare alcuni fatti di gran
+momento. Molte memorie dovean qui restare, attenenti a una dominazione
+che uscì dalla Francia; e che toccata quella fiera scossa della
+rivolta di Sicilia, ebbe ricorso nuovamente alla Francia; la trasse
+alla guerra di Spagna; e s'aiutò per venti anni della sua influenza
+politica e delle sue armi. Fattomi, con questa {ii} certezza, a
+cominciar le ricerche, le trovai facili pel favore de' molti egregi
+Francesi e Italiani che m'aprivan le braccia in questa ospitalissima
+Francia, usando meco non solamente con gentilezza, ma sì con
+benevolenza, con sollecitudine, con affetto; i nomi de' quali non
+ripeto, perchè quando si parla d'uomini sommi, anche la espressione
+della gratitudine può parer vanità. Mercè d'essi e degli ordini sì
+civili del paese, frugai gli archivi del reame di Francia, ove ognuno
+è culto e gentile; e ne ho tratto diplomi assai importanti. La fortuna
+mi portò alle mani due volumi di pregio non minore, quand'io volli
+affacciarmi nell'immensa miniera de' Mss. della Biblioteca reale.
+Altre carte ho cavato dalle opere degli spagnuoli Feliu, Capmany, e
+Quintana; poche più da altri libri.
+
+Per tal modo nel cap. II, ho potuto far menzione d'un disegno assai
+grave, ancorchè non mandato ad effetto, cioè una partizione delle
+province del reame di Puglia, proposta da Urbano IV a Carlo d'Angiò,
+prima della nota concessione feudale. La notizia d'un'atroce prigione
+di stato che Carlo tenea in Napoli, e altri particolari della sua
+tirannide, aumentano la descrizione ch'io n'abbozzava nel cap. IV. Il
+cap. V. risguardante le relazioni politiche esteriori, e l'opinion del
+popolo è rimaneggiato e accresciuto molto. Perchè alcune notizie
+pubblicate recentemente intorno al Sordello della Divina Commedia, e
+la relazione Ms. ch'io trovai d'una ambasceria della corte di Francia
+per la crociata del 1270, ritraggon sempre meglio le sembianze niente
+amabili di Carlo d'Angiò. È determinata la patria dello ammiraglio
+Ruggier Loria: è ammesso a riputazione letteraria il nome di Giovanni
+di Procida, per un'opuscolo di filosofia morale, ch'ei tradusse dal
+greco o compilò. {iii} In fine ho avuto luogo a riferire il vespro,
+non solamente alla reazione degli oppressi contro gli oppressori, ma
+anche all'antagonismo della nazion latina, che s'era sviluppato contro
+i Francesi per tutta l'Italia. Il mostra assai chiaramente una
+epistola de' Siciliani, piena di poesia e di fuoco, dalla quale ho
+tolto, per accennare l'opinione pubblica del tempo, alcune frasi, di
+quelle vere e viventi che l'immaginazione de' posteri invano si sforza
+a ritrovare.
+
+Il medesimo documento mi ha fornito un altro fatto nel cap. VII; ch'è
+accresciuto ancora dalla lettera di Carlo d'Angiò, che diè contezza
+dalla rivoluzione a Filippo l'Ardito, e gli domandò soccorso; senza
+accennare il menomo sospetto di Pietro d'Aragona o d'alcuna congiura,
+e senza punto ingannarsi su le difficoltà del racquisto della Sicilia.
+Non manca qualche notizia cavata dalle nuove carte nei cap. VIII, IX,
+X ed XI; come le negoziazioni di Filippo l'Ardito con Genova; di
+Pietro d'Aragona co' cittadini di Roma, e col re di Tunis; le
+preghiere che Carlo d'Angiò moribondo indirizzava al re di Francia,
+ec. È rimutato il principio del cap. XII per alcuni diplomi che svelan
+le pratiche della corte di Francia su la guerra d'Aragona. Un breve di
+Martino IV, tra gli altri, dà a vedere come il parlamento di Francia
+fosse l'arbitro di questa impresa; e con che audacia la contrastasse.
+
+E scorrendo i cap. XIII e XIV si potrebbero osservare qua e là, altri
+particolari su le negoziazioni che portarono i re d'Aragona ad
+abbandonar la Sicilia; onde questa innalzò al trono Federigo II. Una
+poesia provenzale di Federigo, con la risposta d'un suo cavaliere, mi
+fecero aggiugnere alcuni righi nel cap. XV; come altri versi
+provenzali mi avean suggerito qualche parola ne' cap. V, XII e XIII,
+su Carlo d'Angiò, {iv} Pietro e Giacomo d'Aragona. Nello stesso cap.
+notansi altri documenti su l'ammiraglio Loria; nel XVII confermansi i
+particolari della battaglia della Falconarìa, con una lettera di Carlo
+II di Napoli a Filippo il Bello, piena di lusinghe e di preghiere, per
+ottener novelli soccorsi dalla corte di Francia. Infine molte notizie
+su l'ultimo sforzo che fu affidato a Carlo di Valois, aumentano il
+cap. XIX; tra le quali non è da tacersi un diploma di Carlo II, che
+prevedea la necessità della pace con la Sicilia, e un altro intorno i
+dritti ch'or chiameremmo d'albinaggio, che rinnegaronsi in teoria, e
+rinunziaronsi in fatto, su i beni de' Francesi dell'esercito del
+Valois, che venissero a morte nelle terre soggette al re di Napoli.
+Nuove autorità ho aggiunto alla appendice, destinata al minuto esame
+delle memorie storiche su la supposta congiura. Per tutto il corso
+dell'opera ho fatto menzione soltanto nelle note, di quei documenti,
+che nulla mutavano ne' fatti raccontati. E seguendo lo stesso metodo
+di pubblicare i documenti inediti più importanti, ne ho aggiunto
+tredici a que' della prima edizione: e sono numerati VI, VII, XIV,
+XXIV, XXXII e dal XXXVII al XLIV.
+
+Tali son le differenze di questa sopra la prima edizione: ciò che non
+è mutato, nè mutabile io spero, è la coscienza che guidò il mio
+lavoro. L'intrapresi per fare un saggio di quelle istorie particolari,
+che sopra tutt'altre convengono a' tempi nostri. Scelsi il vespro
+siciliano come il più grande avvenimento della Sicilia del medio evo:
+il che se si chiamasse umor municipale, sarebbe mal detto; perchè la
+Sicilia parmi assai grande per una città; e l'amore del proprio paese,
+il rammarico de' suoi mali, e il desiderio della sua prosperità
+comunque possan portarla gli eventi, non si {v} dee confondere con
+l'egoismo di municipio che dilaniò un tempo l'Italia; passione
+funesta, dileguata per sempre, io lo spero, insieme con l'ambizione di
+tirannide d'ogni popolo italiano sopra l'altro. Guardando il vespro da
+vicino, lo trovai più grande; si dileguarono la congiura e il
+tradimento; l'eccidio si presentò come cominciamento e non fine d'una
+rivoluzione; trovai l'importanza nella riforma degli ordini dello
+stato; nelle forze morali e sociali che la rivoluzione creò; nei
+valenti uomini che spinse per vent'anni tra i combattimenti e i negozi
+politici: vidi estendersi in altri reami, e perpetuarsi in Sicilia, e
+fors'anche nel resto d'Italia, gli effetti del vespro. Donde potea
+bene accendersi in me il severo zelo della verità istorica; e poteva
+io difendermi dall'inganno delle mie passioni nell'esame de' fatti,
+ancorchè punto non mi sforzassi ad occultarle nelle parole.
+
+Giovanni di Procida, per amor della patria e vendetta privata, si
+propone di toglier la Sicilia a Carlo d'Angiò; l'offre a Pietro re
+d'Aragona, che vantava su quella i dritti della moglie; cospira con
+Pietro, col papa, con l'imperatore di Costantinopoli, coi baroni
+siciliani: quando è in punto ogni cosa, i congiurati danno il segno;
+uccidono i Francesi; esaltan Pietro al trono di Sicilia. Tale è stata,
+poco più, poco meno, l'istoria del vespro siciliano: e sempre si è
+arrestata al caso del vespro, o tutto al più, alla mutazione di
+dinastia che ne seguiva. Per vero alcuni storici moderni, la più parte
+oltramontani, dubitarono d'una trama sì vasta, segreta, felice; ma non
+prendendo a investigare minutamente i fatti, perchè scorreano
+vastissimi tratti di storia, prevalse sempre quella credenza, ripetuta
+a gara da tutti gli altri storici, e da' Siciliani soprattutto; e si
+continuò a fabbricare su la congiura. {vi}
+
+Io credo aver dimostrato che il vespro non nacque da alcuna congiura;
+ma fu un tumulto al quale diè occasione l'insolenza de' dominatori, e
+diè origine e forza la condizione sociale e politica d'un popolo nè
+avvezzo nè disposto a sopportare una dominazione tirannica e
+straniera. I novelli documenti che possono sparger luce su l'origine
+della rivoluzione, la lettera dello stesso Carlo, quella de'
+Siciliani, non poche altre bolle papali inedite, confermano certamente
+questa conchiusione. Al suo popolo, non ai potenti, la Sicilia dee
+quella rivoluzione che nel secol XIII la salvò dalla estrema vergogna
+e miseria, dalla corruzione servile, dall'annientamento. Al vespro di
+Sicilia dee il reame di Napoli una riforma di governo, che moderò per
+qualche tempo i suoi mali, ma non potè poi allignare. Il vespro
+risparmiò a tutta l'Italia molti fieri contrasti con la dominazione
+angioina, che potea conturbare la penisola, non mai ridarla sotto uno
+scettro: il vespro, per tristissimo compenso, aprì in Italia la strada
+alla dominazione spagnuola. Esso voltò il corso degli avvenimenti in
+Levante, disarmando l'ambizione di Carlo: esso per poco non mutò le
+sorti dell'Europa occidentale, dando occasione alla prima guerra di
+conquista tentata dalla Francia su la penisola spagnuola. Ma lasciando
+di considerare le conseguenze esteriori del movimento di questo
+popolo, che or somma a due milioni, e non n'era forse la metà nel
+secolo XIII, e restandoci agli effetti nella Sicilia stessa,
+importantissimi li vedremo; perchè la rivoluzione che mutò prima la
+forma del governo, poi la dinastia, indi la persona del principe,
+rimasta salda e vittoriosa al finir della guerra, tramandò alle età
+avvenire, in mezzo a tanti mali inevitabili, due fatti da non si
+dileguare sì tosto: una gran {vii} tradizione; e uno statuto politico
+che molto ristrinse l'autorità regia.
+
+Quella tradizione, quelle franchige, ressero a un secolo d'anarchia
+feudale; a tre di governo spagnuolo; duraron tutto il secolo
+decimottavo, e gran tratto del decimonono. Nè alcuno troverà ch'io
+porti esempi, come or diciamo, liberali, quando parlo di Carlo V e di
+Filippo II; nè ch'io cerchi autorità sospette o leggiere, quando cito
+il professor tedesco Ranke, e le sue considerazioni su gli Osmanlis e
+la monarchia spagnuola ne' secoli XVI e XVII. E pure in quest'opera si
+dimostra la pertinace resistenza della nazion siciliana contro
+l'autorità regia ai tempi di que' principi sì dispotici e duri; e con
+che difficoltà il parlamento di Sicilia consentisse loro alcuno scarso
+sussidio, mentre il reame di Napoli, la Lombardia, i Paesi Bassi, la
+medesima Castiglia, tutta la monarchia infine, dall'Aragona in fuori,
+era oppressa dalle imposte, e dalla novella austerità del governo.
+Que' nostri ordini pubblici restarono sotto Carlo III, quando i due
+reami di Napoli e di Sicilia si divisero dalla Spagna; quegli ordini
+furono cangiati nella forma e non certo nella sostanza, pe' mutamenti
+del 1812: ed è bizzarra cosa a riflettere, che nel 1815 il congresso
+di Vienna, rimescolando tutte le masse minori, tarpando e scorciando,
+come in ogni altro stato d'Italia, le franchige della Sicilia, non
+seppe annullarle del tutto. Gli statuti degli 8 e 11 dicembre 1816,
+dettati, come pur furono in quanto alla Sicilia, dal solo potere
+esecutivo senza partecipazione del legislativo, unirono, egli è vero,
+i due reami di Napoli e di Sicilia più strettamente che ai tempi di
+Carlo III, dileguarono per via di fatto le forme costituzionali o
+rappresentative, ch'erano state in Sicilia senza {viii} interruzione
+infin dal secolo XI, ma par cucirono nelle nuove fogge, pochi stracci
+dell'antico manto di porpora; perchè non si potè fare a meno di
+mantener qualche ultima franchigia nell'ordine giudiziale e
+amministrativo della Sicilia: e franchigia è per certo, la promessa
+data chiaramente nello statuto dell'11 dicembre, che il re
+convocherebbe il parlamento di Sicilia, se dovesse accrescere i pesi
+pubblici oltre la somma decretata dall'ultimo parlamento.
+
+Così veggonsi per cinque secoli e mezzo, non solamente nel dritto
+pubblico, ma fino nel fatto degli ordini pubblici di Sicilia, comechè
+sempre decrescenti, gli effetti di quel potente movimento popolare del
+secol XII. Se ne potrebbero al pari scerner le vestigie nell'indole
+del sicilian popolo d'oggi, se fosse agevole, come quella delle
+istituzioni, l'analisi delle cagioni naturali e sociali onde nascono i
+costumi d'un popolo. Ma in tale investigazione gli effetti del vespro
+andrebbero confusi con l'indole che produsse il vespro; della quale
+ognun può vedere i lineamenti nella generazione che vive. E forse
+perchè son nato in Sicilia e in Palermo, io ho potuto meglio
+comprendere la sollevazione del 1282 sì com'essa nacque, repentina,
+uniforme, irresistibile, desiderata ma non tramata, decisa e fatta al
+girar d'uno sguardo.
+
+ Parigi, aprile, 1843.
+
+
+
+
+
+ LA GUERRA
+ DEL
+ VESPRO SICILIANO.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+Intendimento dell'opera. Viver civile del secolo XII. Potenza della
+Chiesa e della corte di Roma. Condizioni d'Italia e dei reami di
+Sicilia e di Puglia infino alla metà del secolo. Federigo II
+imperatore, e papa Innocenzo IV.
+
+
+La riputazione della forza, per la quale si tengon gli stati,
+mutabilissima è; donde avvien talvolta, che la cosa pubblica, quando
+più irreparabilmente sembra perduta, d'un tratto ristorasi, per virtù
+di principe, o impeto di popolo. Splendono allora egregi fatti in
+città e in oste, cresce a tanti doppi la potenza della nazione, e
+spezzansi ingiuriosi legami stranieri, si abbatte al di dentro una
+viziosa macchina, e in riforme salutari si assoda lo stato. Questa, al
+veder de' savi, è la gloria vera delle genti. Questa è degna che si
+riduca spesso alla memoria loro, per francheggiare gli abbattuti e
+vergognosi animi. Del rimanente, che portan gli annali de' popoli, se
+non disuguaglianza di leggi, o inefficacia e avarizia, atroci guerre,
+paci bugiarde, sedizioni, tirannidi, e sempre pochi che vogliono e
+fanno, moltissimi che si lagnan solo, e immolato, il ben comune da
+contraria tendenza delle cupidigie {2} private? E sarebbero argomenti
+da ammaestrar gli uomini sì, ma di tal dottrina, che li volge a
+disdegnosa accidia, anzi che prontarli a virtude.
+
+Però mi son proposto, io Siciliano, di narrare la mutazion di
+dominio, che seguì nella mia patria al cader del secolo decimoterzo.
+E in vero, lasciati i tempi rimoti troppo, difformi per costumi,
+religione, linguaggio, e tutt'altra parte di civiltà, veggo dal
+milledugentoottantadue infino al trecentodue le glorie maggiori della
+Sicilia; e venti anni innanzi un tal eccesso di tirannide, che rade
+volte si è sopportato l'uguale: nè parmi che alcuno scrittore abbia
+tutto abbracciato questo memorevol periodo, nè dirittamente
+investigatolo, nè degnamente descritto. Ciò non presumo compier io,
+ma certo vi porrò ogni sforzo. Non asconderò nè l'amore, nè l'ira;
+perchè uomo invano promette spogliarsene ove narri i fatti degli
+uomini. Ben mi guarderò che quelle passioni non mi tirino a sfigurare
+la storia contro mia volontà; nè dico del falsarla, che sarebbe,
+secondo il fine, o fanciullaggine o malignità e colpa sempre, anche
+verso la patria, cui van ricordate con ugual candore le virtù, gli
+errori e i misfatti, i lieti e i tristi giorni delle generazioni che
+tennero un tempo questi nostri medesimi focolari. Io so, che
+scrivendo di età lontane, spesso viensi, come dice un felicissimo
+ingegno, a far l'indovino del passato. Ma mi studierò a dare alla
+immaginativa il men che si possa. E perchè i fatti, e là dov'essi
+manchino, le induzioni, abbiano saldo fondamento, non ritrarrò i
+primi altrimenti che da scrittori contemporanei o diplomi[1]. Delle
+{3} memorie repugnanti tra loro, seguirò quelle di maggior autorità,
+sia per sè medesime, sia perchè si accordino con le necessità degli
+uomini e de' tempi.
+
+E su i tempi rivolgendo indietro lo sguardo, io non dirò, per esser
+cose a tutti notissime, nè gli ordini del governamento feudale che
+ingombrava l'Europa, nè i vizi di quello, nè i passi che moveansi alla
+riforma nel secolo decimoterzo. Quali nascer possono da poter civile,
+non già diviso ma senza misura fatto a brani e fluttuante, da estrema
+disuguaglianza ne' dritti e negli averi, e poco men che universale
+ignoranza, deturpata religione, leggi impotenti, e uso alla violenza,
+e necessità della frode; e tali erano i costumi: nè la riforma, dubbia
+e tarda, li moderava per anco. Necessaria è per natura, nei costumi
+de' popoli, una mescolanza di buono e di tristo, della quale per leggi
+ed esempi mutansi alquanto le proporzioni, e non si spegne pur mai
+nessuno degli elementi; ma in quella età forse al peggio si
+traboccava, sopra il biasimo de' tempi nostri. Certo egli è, che in
+tal mezza barbarie, sciolti gli uomini dalla menzogna delle infinite
+forme, che oggidì ne inceppano a ogni passo nel viver domestico e
+civile, le grandi passioni, o buone o triste, più rigogliose sorgeano,
+e più operavano.
+
+Tra così fatti uomini, tra la divisione e debolezza degli stati, il
+sacerdozio giganteggiava; raccogliendo i frutti della mansueta pietà
+dei tempi apostolici, del fervore delle prime crociate, della
+ignoranza lunghissima dei popoli. Fu la religione di Cristo nei secoli
+di mezzo sola luce e {4} conforto ai buoni; seguita anco dai pravi,
+perchè feano a metà: calpestavanla nelle opere, la onoravano della
+fede e del culto, a quetar la cieca paura delle loro coscienze. I
+ministri perciò dello altare, crebbero di riputazione, crebbero di
+ricchezze; chè vantaggiavano inoltre i laici per lume di scienza, e
+adopravan destri ambo le chiavi, e non pochi la purità del Vangelo
+contaminavano con la superstizione, che ai barbari è più grata. A
+puntellarsi di loro autorità pasceanli i grandi; i popoli indifesi
+teneano a loro, credendo trovar sostegno, e in realtà ne davano: ma
+soprattutto fu la corte di Roma che consolidò la smisurata possanza.
+Perchè assicuratosi non disputato comando su le chiese d'Occidente, le
+medesime arti che adopravan quelle in minor campo, spiegò ardita e
+sapiente tra i reami; nel cui scompiglio tenne dritto il corso a' suoi
+disegni; trapassò dai dommi e dalla morale, ai civili negozi. Indi,
+fortificandosi a vicenda il papa e 'l clero, questo per tutta Europa
+imbaldanziva e prevaleasi, come milizia di possente dominazione;
+quegli, come capitano d'immense forze, sopra ogni altro principe si
+levò.
+
+Non è che molti umori non sorgessero contro la romana corte nel secolo
+decimoterzo. Perciocchè un desiderio novello movea gl'ingegni;
+prendeansi a ricercar tutte le parti dell'umano sapere; si arricchiano
+i savi di antiche lettere e dottrine: i quali, ancorchè pochi
+dapprima, e più radi ove lo stato più discostavasi da libertà, per
+ogni luogo pure la scintilla del sacro fuoco accendeano. Sollevaronsi
+pertanto gl'intelletti più audaci a meditare sulla mistura delle due
+potestà, a contemplare i costumi del clero; nè fu lieve incitamento la
+gelosia de' reggitori degli stati, svegliata da tanti fatti. Quindi
+mostravano già il viso alla corte di Roma que' ch'erano più avvezzi a'
+suoi colpi; il gregge provocato, si voltava con aspri insulti contro
+il pastore; gli anatemi, per troppo usarsi, perdean forza; {5}
+pensavano gli uomini e parlavano arditamente di cose tenute in pria
+sacre come la fede istessa. Nascean così le idee, che Dante tuonò di
+tal forza; e a fatica si faceano strada tra le inerti masse, dove
+allignarono infine, e amari frutti portarono alla corte di Roma.
+
+Ma queste opinioni ristrette a pochi, se urtavano talvolta la sua
+possanza, non la menomavano per anco nel tempo ond'io scrivo. Mentre
+le ambizioni de' chierici passavano ogni misura, mentre cupidigia, e
+simonia, e libidine lussureggiavano nella vigna del Signore, tremavan
+del clero i popoli, e il successor di Pietro stendea la mano su i
+reami e su i re. Che se tal fiata prevalse la brutal forza sulla
+morale, la prepotente opinione fece risorger tosto più gagliardo il
+pontefice. Sì il veggiamo oltremonti levare a sua posta il vessillo
+de' re o de' popoli, ed accender guerre, e cessarle, e trar tesori, e
+dove moderare le dominazioni, dove dare o strappar corone: quanto più
+lontano, più venerando e terribile. In Italia intanto, trasportato dai
+turbini delle contese civili, più fiero pugnava coll'oro di
+cristianità tutta; e chiamava straniere nazioni, e opponea l'una
+all'altra; t'innalzava oggi, diman ti spegnea.
+
+Avvegnachè il bel paese già si disputava acerbamente tra la Chiesa e
+l'impero. Dietro la occupazion di Carlo Magno e degli Ottoni, la più
+parte d'Italia era rimasa sotto la signoria feudale degl'imperatori
+d'Occidente. Succedettero i dappoco a quei forti; i grandi feudatari
+laceraron l'impero; tosto divenne nulla o nominale di qua dalle Alpi
+la tedesca dominazione. E in questo, crescea la Chiesa, e confortava
+gl'Italiani alla riscossa, con lo scritturale spirito di uguaglianza e
+di libertà. In questo, la industria, il commercio, le scienze, le
+lettere rinasceano in Italia a mutare le sorti del mondo. Quegli
+esercizi, quelle discipline, trasser fuora dalla cieca moltitudine di
+plebi, vassalli, e nobili minori, un'ordine nuovo: il popolo, ch'è
+solo fondamento {6} ad uguaglianza e viver libero. Donde, volgendo
+prestamente la feudalità all'anarchia feudale, e questa nel nuovo
+ordine imbattendosi, sursero nel secolo undecimo repubbliche
+mercantesche; nel seguente e nel decimoterzo, la Lombardia e la
+Toscana fioriron di città industri e guerriere, che scosso ogni giogo,
+si governarono a comune: e i feudatari si fecero cittadini o
+condottieri, alla lor volta richiedendo il sostegno delle città
+divenute più forti. E quando il reggimento di pochi o di un solo
+occupava alcuna città, d'altra fatta esso rinasceva, e meno tendente a
+barbarie; perchè non più n'era fondamento la ignava necessità del
+vassallaggio, ma la divisione o l'inganno de' cittadini; i quali, se
+metteansi il giogo sul collo, non mutavano i modi del vivere, nè
+perdeano la virtù di affranchirsi. Rinnovellandosi in tal guisa gli
+ordini civili, fortificossi la virtù guerriera; si rianimarono le
+virtù cittadine; si apersero gl'ingegni agli alti concetti della
+filosofia e della politica; una forza ignota agli oltramontani
+solidamente feroci, scorse di nuovo per le vene dell'italian popolo,
+stato dianzi signore del mondo. Il perchè gagliardamente ributtaronsi
+gl'imperatori accaniti con loro masnade a ripigliare il dominio; ma
+non tolleraronsi gli ordini, che poteano scacciarli per sempre. E 'l
+rapido accrescimento dell'ordine popolare ne fu cagione. Perocchè in
+altre nazioni, generandosi lentamente, fu adulto assai secoli
+appresso, quando la monarchia, domi i baroni, avea consolidato e reso
+uno il reame; onde il popolo, riscotendosi, fu animato da virtù
+nazionale. Ma in Italia surse mentre province e città erano più
+stranamente divise dall'anarchia feudale; laonde, non veggendo altro
+che i propri confini, quei popoli presero umori e virtù municipali.
+Operose virtù, che prodigiosamente aumentarono la possanza di ogni
+città; ma tolsero al tutto che l'universale in reggimento durevole
+s'assestasse. Così se in alcuna provincia si feano accordi a comune
+{7} difesa, nè alle altre si estendeano, nè duravano oltre l'immediato
+bisogno. Difformi i reggimenti, e mutabili, e incerti; e qual città si
+ricattava, qual ricadea sotto immane tirannide. Brulicavano in Italia
+cento e cento piccoli stati, pieni di passioni, di vita, di sospetti,
+di nimistà; pronti a servir ciecamente ad ambizioni maggiori, che nel
+parteggiare trovavan campo, e più rinfocavano a parteggiare.
+
+Ondechè la corte di Roma, conscia delle sue forze, agognò alla
+dominazione, or mettendo innanzi concessioni e diritti, or sotto
+specie di farsi scudo a libertà; e gl'imperatori tedeschi, com'e'
+poteano, al racquisto del bel giardino sforzavansi. Elettivo allora di
+Germania il re, che re de' Romani per vanità pur s'appellava, e
+imperatore, quando assentialo il papa, arrogantesi dar questo titolo e
+questa corona; ma disputata e mutila, sotto il gran nome de' Cesari,
+l'autorità. Tenean ogni possanza in Lamagna i grandi feudatari, e le
+città libere; indocili, gelosi, di lor franchige superbi. Donde nè
+gagliardi, nè continui gli sforzi degl'imperatori su l'Italia; imprese
+di venturieri, non guerre di poderosa nazione: e scorati e stanchi
+avrebbero forse i Tedeschi lasciato quest'ambizione, se l'Italia
+medesima non si fosse precipitata ad aiutarli con quella maladizion
+delle parti, i cui nomi a maggior vergogna si tolsero da due case
+tedesche. I Guelfi allo inerme pontefice, gli altri allo straniero
+lontano, davan fomite e forza; tra loro atrocemente dilaniavansi; e a
+questo eran paghi, di libertà, di servitù non curandosi. E quasi non
+bastassero a lor passioni insociali quelle divisioni, le tramutavano
+in altre di nomi e sembianze diverse; nelle repubbliche vi si
+mescolavano le usate parti di nobili e popolani: era per tutto una
+confusione, una rissa brutale. Così stoltamente sciupossi quel nerbo
+di valor politico ond'era rigogliosa l'Italia; l'Italia si preparò
+secoli, e chi sa quanti? di servitù senza quiete. {8}
+
+La Sicilia, e la penisola di qua dal Garigliano poco diverse dagli
+altri popoli italiani per gente, linguaggio, tradizioni e costumi,
+reggeansi pure con altri ordini. Mentre nel rimanente d'Europa la
+progenie settentrionale, perdute le virtù de' barbari, ne ritenea solo
+i vizi, ebbe la Sicilia, al par che la Spagna, il dominio degli Arabi,
+culti se non civili, attivi e pronti come popolo testè rigenerato. La
+regione di terraferma, or invasa dai barbari, or dagli imperatori
+greci ripigliata, divideasi in vari stati, sotto reggimenti diversi,
+alcun dei quali pigliava la forma delle nascenti repubbliche italiane,
+quando una man di venturieri normanni venuta a difendere, si fe'
+occupatrice, e istituì gli ordini feudali. Altri di questa gente
+passando in Sicilia allo scorcio del secolo undecimo, e scacciando i
+Saraceni, nimicati dagli altri abitatori per la diversa religione e lo
+straniero dominio, fondaronvi un novello principato, e primi recaronvi
+la feudalità[2]. La quale, perchè in Europa già piegava a riforma, qui
+surse più civile e giusta; temperandola ancora la virtù e riputazione
+di Ruggiero duce de' vincitori, la influenza delle grosse città, e i
+molti poderi che s'ebber le chiese nelle prime caldezze della
+cristiana vittoria, le proprietà allodiali, le ricchezze, il numero
+de' Saracini venuti a patti più che spenti, e de' cristiani stessi di
+Sicilia. Così il conte Ruggiero, principe di liberi uomini, non capo
+di turbolento baronaggio, e vestito dell'autorità di legato
+pontificio, ch'è infino ai dì nostri egregio dritto della corona di
+Sicilia, fortemente e ordinatamente il nuovo stato reggea. Titolo gli
+diè poi {9} di reame un altro Ruggiero, figliuolo del conte, posciachè
+con le arti e con le armi tolse Puglia e Calabria agli altri principi
+normanni; e dai baroni quivi più possenti, e dal papa, e dallo
+imperatore, gagliardamente difesele con le siciliane forze. Quindi fu
+gridato dai parlamenti, e in fine, per amore o per forza, riconosciuto
+dal papa, re di Sicilia, duca di Puglia e di Calabria, principe di
+Capua. Costui ritirando ver la corona l'autorità dei magistrati,
+contenendo i baroni, assestò il reame con ordini civili, ravvivò le
+industrie, e vittoriosamente adoprò fuori le armi sue.
+
+Due forze turbarono questa novella monarchia siciliana: che furono, il
+baronaggio non sì gagliardo da mettere al nulla l'autorità regia, ma
+baldanzoso abbastanza da provocarla; e la corte di Roma, la quale
+attirò i nostri principi nelle contese italiane, or chiamandoli in
+sostegno, or vantando dritti su lor province, e combattendoli
+apertamente. Pure la monarchia, per la virtù della sua prima
+fondazione, stette salda a que' colpi; si ristorò con migliori leggi
+sotto il secondo Guglielmo; e avrebbe potuto per avventura dopo lunga
+neutralità alzare un vero vessillo italiano, e messi giù lo imperatore
+e il papa, da sè occupare o proteggere tutto il paese infino alle
+Alpi: ma essa dal sangue normanno passò per nozze a casa sveva[3], che
+tenea di que' tempi lo impero. Indi la potenza di Sicilia e di Puglia
+prese le ingrate sembianze di ghibellina: e dopo il regno dello
+imperatore Arrigo, che per essere stato breve ed atroce, nulla operò,
+vidersi questi due reami avvolti nella gran lite d'Italia. Perchè dal
+cominciamento al mezzo del secolo decimoterzo regnovvi Federigo II
+imperatore, prò nelle armi, sagace e grande nei consigli, promotor
+delle lettere italiane, costante nemico di Roma. {10} Raffrenò
+Federigo i feudatari, che nella fanciullezza sua si eran prevalsi;
+chiamò nei parlamenti nostri i sindichi della città; represse
+nondimeno gli umori di repubblica; riordinò vigorosamente i
+magistrati, vietò, primo in Europa, i giudizi ch'empiamente chiamavan
+di Dio; dettò un corpo di leggi, ristorando o correggendo quelle dei
+Normanni; le entrate dello stato ingrossò, e troppo. Macchiano la sua
+gloria, severità e avarizia nel governo; e mal ne lo scolpa la
+necessità di tender fortissimo i nerbi del principato, per aiutarsene
+alla guerra di fuori.
+
+Dondechè mentre i due potentati acerbamente si travagliavano con le
+astuzie, con le armi, con gli scritti, e, incontrando varia fortuna,
+or fean sembiante di venire agli accordi, or più feroci ripigliavan le
+offese, crebbero nei reami di Sicilia e di Puglia pericolosissimi
+umori; come avviene dal troppo tender l'arco che i governanti fanno,
+sperando che pur sempre si pieghi. Innocenzo IV, pontefice di
+altissimi spiriti, se ne accorse, e principiò a gridare il nome di
+libertà, non che alle cittadi dell'Italia di sopra, ma nei reami
+stessi di Federigo. E varcato già a mezzo il secolo decimoterzo,
+aspirava sì gagliardamente alla vittoria, che, convocato un concilio
+in Lione, denunziavagli la deposizione dallo impero; e tutte contro il
+magnanimo Svevo ritorcea le folgori sacerdotali.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Sconoscerei un dovere se non facessi qui menzione degli aiuti, che
+ ho trovato a queste ricerche nella Biblioteca comunale di Palermo
+ e nel regio archivio di Napoli. La biblioteca palermitana, dotata
+ un dì largamente dal comune, arrichita di libri da molti
+ cittadini, ristorata dal sommo Scinà, ed ora fiorente per lo amore
+ e l'intendimento con cui la governano i presenti deputati, mi è
+ stata schiusa come a chiunque; ma il valore de' bibliotecari ha
+ agevolate le mie ricerche; e massime debbo renderne merito al
+ sacerdote don Gaspare Rossi, lodatissimo per non comune perizia,
+ erudizione, memoria.
+
+ Una permissione del ministero degli affari interni mi die' adito
+ al regio archivio di Napoli: ove trovai molta cortesia in quanti
+ reggono questo prezioso stabilimento, e in particolare
+ nell'erudito professore signor Michele Baffi, capo dell'uficio al
+ quale appartengono i diplomi svevi e angioini.
+
+ [2] Così scrivo non ignorando pure che alcuno abbia voluto veder
+ concessioni feudali in tempi più rimoti; fantasie, come giudica il
+ di Gregorio, non solidi ragionamenti. D'altronde è da distinguere
+ feudalità da aristocrazia. Questa, dove più, dove meno, fu a un di
+ presso in tutti gli stati. La feudalità nacque, come sa ognuno,
+ dallo stabilimento de' barbari settentrionali, e fu un particolare
+ modo di governo di ottimati misto di monarchia.
+
+ [3] Chiamerò così, secondo l'uso comune, la dinastia degli
+ Hohenstauffen, duchi di Svevia.
+
+
+
+
+CAPITOLO II.
+
+Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le
+province di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia.
+Manfredi ristora l'autorità regia; e l'usurpa. A spegner lui, la corte
+di Roma pratica con Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami
+a Carlo conte di Angiò. Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto,
+e morto a Benevento. Carlo prende il regno--Dall'anno 1251 al 1266.
+
+
+Alla morte di Federigo, pronto il pontefice assurse a schiantar
+d'Italia l'emula casa sveva. E l'invidia dell'impero tenuto lungamente
+da quella; e 'l sospetto della possanza che traea di Sicilia e Puglia,
+valser tanto in Lamagna, rincalzati delle romane arti, che Corrado
+figliuol di Federigo, ancorchè eletto re de' Romani, fu escluso
+dall'imperial seggio. A torgli i domini meridionali, papa Innocenzo
+rifaceasi a gridare ai popoli libertà; suscitava i baroni; esortava i
+vescovi e 'l clero, bandiva la remissione delle peccata a chi si
+levasse in arme per la corte di Roma; per brevi, per legati, ad ogni
+ordine d'uomini promettea pace, e godimento di tutte lor franchige
+sotto la protezion della Chiesa: istigazioni tentate indarno sul fin
+del regno di Federigo. Pur lo zelo de' Ghibellini d'Italia, e la virtù
+di Manfredi, bastardo dell'imperatore[1] e non tralignante dal paterno
+animo, fecero che Corrado, spenti i nemici del suo nome, regnasse
+alfine dal Garigliano al Lilibeo. Poc'oltre due anni regnò, che da
+morte fu colto: lasciando di sè un sol bambino per nome Corrado, cui
+disser poscia Corradino, perchè uscito appena di fanciullo, brillò e
+fu morto. Raccomandavalo il padre, com'orfanello {12} e innocente,
+alla paternale carità del pontefice; e questi più furiosamente che
+prima riassaltava i reami suoi con seduzioni ed armi[2].
+
+Prontissima tal foco trovò l'esca, per l'odio partorito agli Svevi, e
+al principato con essi, da quella lor dominazione avara e rigida,
+spesso anco crudele, e testè esacerbata nei contrasti all'avvenimento
+di Corrado. I baroni tendeano a scatenarsi, pe' vizi radicali della
+feudalità e i mali esempi di fuori. Increscea il freno alle maggiori
+città, aspiranti alle franchige di Toscana e di Lombardia, delle quali
+avean preso vaghezza per gli spessi commerci con l'Italia di sopra, e
+per sentirsi forti anch'esse di sostanze e di popolo, e ravvivate
+della virtù delle lettere e de' leggiadri esercizi, che fioriron sotto
+Federigo. Inoltre eran use al municipal reggimento, avanzo di più
+felici tempi, non dileguato dalla romana conquista, nè sotto l'impero,
+nè forse anco per la saracena dominazione; il qual reggimento
+provvedendo alla più parte de' bisogni pubblici, alla libertà politica
+non restava che un passo. E suol sempre all'autorità dello stato
+incerta o vacillante sottentrar la municipale, che più si avvicina
+alla semplicità de' naturali ordini del vivere in comunanza, e i
+popoli, come cosa {13} propria, l'odian manco. Però in tanto
+scompiglio ne crebbe la riputazione delle municipalità, e con essa la
+brama dello stato libero. La quale fors'era più viva in Sicilia che in
+terraferma, per lo numero delle città grosse, e i meglio raffrenati
+baroni[3]. {14}
+
+Spiegò Innocenzo in tal punto il vessillo della Chiesa, correndo
+l'anno milledugentocinquantaquattro; occupò Napoli con l'esercito;
+mandò oratori e frati a sollevare i {15} popoli per ogni luogo: ed era
+il re in fasce in Lamagna; il reggente straniero e dappoco; Manfredi
+senza forze, nè dritto alla corona. Andaron sossopra dunque i reami:
+chi si trovò presso al potere li die' di piglio, dove a nome del re,
+del papa, del comune, e dove di niuno. Quindi a poco a poco surse
+Manfredi, praticò col papa, e pugnò; e morto a Napoli Innocenzo, e
+rifatto pontefice Alessandro IV, gioviale, dice una cronaca[4],
+rubicondo, corpulento, non uomo da sostenere i disegni del fiero
+antecessore, lo Svevo, savio e animoso, a ripigliar lo stato si
+condusse. Ma perchè l'anarchia avea preso in Sicilia le sembianze di
+repubblica, e fu questo lo esempio agli ordini che gridavansi poi nel
+riscatto del vespro, io narrerò questo avvenimento il più largamente
+che si possa su le scarse memorie de' tempi.
+
+Sedea vicerè in Sicilia da molti anni, e governava sì le Calabrie,
+Pietro Rosso o Ruffo. L'imperator Federigo da vil famigliare l'avea
+levato a' sommi gradi, com'avviene in corte a' più temerari e
+procaccianti. Pensò Corrado che per opera di costui gli fosse rimasa
+in fede la Sicilia nei turbamenti desti alla morte di Federigo; onde
+il fe' conte di Catanzaro, gli prolungò il governo, e crebbegli la
+baldanza: chè superbamente ei reggeva, a nome del re, a comodo
+proprio; fattosi trapotente per dovizie e clientela, da osar
+disubbidire a faccia scoperta lo stesso monarca. Pertanto alla morte
+di Corrado, a' rivolgimenti che seguitarono, duravane i primi impeti
+il conte di Catanzaro, e una certa autorità mantenea, non ostante
+quell'universale pendio alla repubblica; non contrastandolo, ma
+temporeggiandosi, e procacciando in vista gl'interessi de' popoli.
+Anzi con la solita audacia, nel torbido aspirò a cose maggiori. Come
+papa Innocenzo caldamente i Siciliani istigava {16} a gridare il nome
+della Chiesa, e allettava Messina con le vecchie lusinghe di
+privilegi, il vicerè intrigossi con gl'inviati delle città di Sicilia
+a trattare col papa; proponea, rifiutava patti; e mandò al papa con
+gli ambasciadori di Messina, e col vescovo di Siracusa, un suo nipote;
+tramando sottomano farlo re di Sicilia, che dal pontefice la tenesse,
+e pagassegli il censo. Gonfio di questi pensieri, quando Manfredi
+risurto a Lucera chiamavalo all'antica obbedienza, non assentì il
+conte che ad una confederazione con reciproci patti. E fidavasi tra 'l
+principato, il pontefice, e 'l popolo traccheggiar sì maestro, che
+dell'un contro l'altro s'aiutasse a' propri disegni.
+
+Ma perchè non è felice poi sempre l'inganno, costui non valse a
+raggirare a lungo le siciliane città: e porse egli stesso l'occasione
+a prorompere; perchè volendo coprirsi con le sembianze della
+legittimità, finchè non fosse matura l'usurpazione, battè moneta a
+nome di Corrado secondo; ch'era un disdir netto la repubblica.
+Spezzata allora con esso ogni pratica, le città gridaron repubblica
+sotto la protezion della Chiesa: prima a ciò Palermo; seconda Patti,
+mossa dal vescovo; ed altre terre seguitaronle. Il vicerè spacciava
+ambasciatori a Palermo, ed eran respinti; vedea le città dell'Etna
+levarsi tutte, e con esse Caltagirone, che pose a guasto e a sacco i
+vicini poderi della corona; non restava che a tentare la forza.
+Raccolto dunque di Messinesi, e di quanti rimaneangli in fede un
+grosso di genti, il vicerè assalisce Castrogiovanni, che tentennava;
+e, dubbiamente difesa, la espugna. Ma quel dì medesimo Nicosia
+sollevasi, e poco stante molte altre terre; fino i Messinesi
+dell'esercito levavano in capo: una stessa brama avea preso i
+Siciliani tutti, nè bastava a trattenerli il veleno delle divisioni
+municipali. In tal disposizione d'animi, un picciolo intoppo die' il
+tracollo al conte di Catanzaro. Appena ributtato da uno assalto ad
+Aidone, {17} le genti sue stesse il costrinsero a tornarsi a Messina;
+e trovò a Messina una congiura, per disperder la quale invano
+affrettossi a entrare in città, invano fe' sostenere in palagio
+Leonardo Aldighieri[5] e parecchi altri cittadini de' quali più temea.
+Infellonisce il popolo; ridomanda gl'imprigionati; e ottenutili non
+s'acqueta, ma reca Leonardo in trionfo; capitan del popolo il grida;
+«Viva il comune, fuori il vicerè!» con lui fermansi i patti, che dia
+alcune castella in sicurtà, e libero sen vada con l'avere e la
+famiglia. Così fu scacciata l'ultim'ombra della regia autorità.
+Partitosi il conte, il popolo saccheggiò le sue case; ed ei, non
+osservati gli accordi, attese in Calabria ad affortificarsi. Ma quivi
+lo inseguiano le armi di Messina; imbatteasi ancora in quelle di
+Manfredi: e, com'e' meritava, cacciato dalle une e dalle altre,
+vagando senza aiuto nè consiglio, rifuggiasi in fine vergognosamente
+alla corte del papa.
+
+La Sicilia intanto senz'altri ostacoli alla bramata condizione si
+condusse. Messina affratellata nel comun brio, diessi tutta, come
+città rigogliosa, alle virtù e ai vizi delle italiane repubbliche.
+Volle un podestà straniero; al quale uficio primo chiamò Iacopo de
+Ponte, romano. Presa poi dalla sete delle conquiste, assalse e spianò
+Taormina, ricusante d'ubbidirle; in Calabria occupò molti luoghi, e
+tenne vivo il suo nome. E Palermo sospinta dagli stessi umori,
+occupava il castel di Cefalù, e certo anco alcun'altra terra di mezzo.
+Ma, quel che più rileva, intesa all'universale ordinamento, avea già
+mandato oratore al papa a Napoli un Iacopo Salla, ad annunziare il
+reggimento a comune sotto la protezion della Chiesa, assentito
+dall'isola {18} tutta. Incontanente il papa spacciò vicario Ruffin da
+Piacenza, de' frati minori: il quale era a grandissimo onore raccolto
+in Palermo, in Messina, e per ogni luogo, e onorato con feste
+popolaresche; al venir suo tripudianti gli si feano incontro
+cittadini, e sacerdoti, e vecchi, e fanciulli; di palme e di rami
+d'ulivo spargeangli il sentiero, come a liberator del paese; tutti si
+inebriavan di gioia e di speranza nel nuovo stato. Richiamaronsi
+allora un conte Guglielmo d'Amico, un Ruggiero Fimetta, ed altri
+Siciliani usciti fin da' tempi dell'imperator Federigo, per umori
+guelfi, o di libertà. Libertà gridavan tutti: le città, terre, e
+castella si strinsero con patti reciproci: e su questa confederazione
+il vicario pontificio comandava nel nome della Chiesa. Così intorno a
+due anni si visse in Sicilia, dal cinquantaquattro al cinquantasei. In
+Puglia e in Calabria, nel medesimo tempo, fu più contrastata la
+dominazione tra i principi, che bramata dai popoli la libertà; perchè
+men disposti v'erano che que' di Sicilia, e il papa, e Manfredi, ambo
+vicini, a vicenda sforzavanli a ubbidire.
+
+E ciò sol si ritrae dagli storici de' tempi. Quali fossero gli ordini
+delle novelle repubbliche di Sicilia, se popolani, se misti
+d'oligarchia, ne è ignoto. Forse nessuno ben saldo se ne statuì; forse
+come i cittadini adunati a consiglio, deliberavano per l'addietro su i
+negozi municipali, come i maestrali per l'addietro li amministravano,
+fecesi allora in tutte le altre parti del governo. I vincoli scambievoli
+delle città, i limiti dell'autorità del papa e del legato, i consigli
+pubblici che a questo fosser compagni, non ricorda la istoria; se non
+che abbiam documenti di concessioni feudali in Sicilia, fatte dal papa a
+baroni parteggianti per esso; la qual cosa dimostrerebbe piuttosto la
+confusione o l'usurpazione dei poteri pubblici, che l'esercizio di
+quelli a buon dritto stabiliti. Nè alcuno scrittore ci ha tramandato
+{19} in che stato rimanessero i feudatari; ma li veggiamo quale
+appigliarsi di gran volontà a questa novazione, e quale ubbidirla tacito
+e torvo, aspettando tempo; talchè è manifesto, che gli umori guelfi e
+ghibellini divideano già il sicilian baronaggio. Mezz'anarchia fu
+quella, e imperfetta lega di feudatari forti e parteggianti, di città
+aduggiate dalle radici dell'aristocrazia e del principato; e debolmente
+il nome della Chiesa li rannodava. Potea il tempo consolidar quello
+stato, al par delle italiane repubbliche; ma il principato repente
+risorto lo spense. E dalle novazioni i popoli voglion frutto più
+prestamente che la natura non porta; e delusi gittansi allo estremo
+opposto; l'invidia morde i privati; la parte che ama gli ordini vecchi
+rimbaldanzisce. Questo in Sicilia seguì. Risorgea Manfredi in
+terraferma; la parte pontificia mancava; trionfava in fine la sveva. A
+ciò levaronsi i feudatari, che per costume, interesse e orgoglio
+teneano, la più parte, pel re; i repubblicani si sgomenarono; e sì
+rapido fu il precipizio, che pochi anni appresso, repubblica di vanità
+l'appellava Bartolomeo di Neocastro.
+
+Ondechè mentre Federigo Lancia riducea le Calabrie con un esercito per
+parte sveva, un altro se n'accozzò di feudatari in Sicilia. Arrigo
+Abate con esso entrò in Palermo; e imprigionò il legato del papa, e
+quanti parteggiavano per lo stato libero. Corse per l'isola poi
+vittorioso; ruppe a Lentini Ruggiero Fimetta, principal sostenitore
+della repubblica, o de' feudi che per tal riputazione gli avea
+largamente dato papa Alessandro: ma a Taormina trovò Arrigo assai duro
+il riscontro; e si bilanciavan le sorti, se non era per la rotta che
+toccarono i Messinesi in Calabria. Perocchè l'esercito loro, grosso di
+cavalli e di fanti, osteggiando in quelle province i manfrediani, fu
+colto con improvvisa fazione da Lancia, quando saccheggiata Seminara
+sbadatamente movea per lo pian di Corona; e attenagliato {20} tra due
+schiere, e con grande uccisione fu sbaragliato. Federigo Lancia a
+questa vittoria insignoritosi al tutto della Calabria, minacciava
+Messina, e con sue pratiche fomentava per Sicilia tutta la parte
+regia. Prevalendo questa dunque in Messina, nè restando armi alla
+difesa, il podestà, per dappocaggine o necessità, si fuggia;
+rinnalzavasi il vessillo svevo; arrendeasi a Lancia la città. Pugnaron
+ultime per la libertà Piazza, Aidone, e Castrogiovanni, e furono
+soggiogate[6]. Così Manfredi tutti ridusse i popoli e di {21}
+terraferma, e dell'isola; e breve tratto per Corradino regnò. Poi lo
+scettro ripigliato col valor suo, render nol seppe a un fanciullo; diè
+voce che questi fosse morto in Lamagna; e creduto o non creduto,
+com'erede solo di Federigo, incoronossi in Palermo a dì undici agosto
+milledugentocinquantotto.
+
+E fortemente regnò Manfredi; e placar non potendo a niun patto la
+corte di Roma, disperatamente la combattea. Si fe' capo dei
+Ghibellini: rinnalzolli in Lombardia; fomentolli in Toscana; in Roma
+stessa ebbe seguito, la quale non sottomessa per anco ai pontefici, e
+reggendosi per un senatore, avea chiamato nuovamente a questo uficio
+Brancaleone, uomo di alto animo, che si era, per comunanza di nimistà,
+col ghibellino re collegato. Per le quali cose, non bastando ormai la
+romana corte alla tenzone, affrettossi a compiere un antico disegno.
+Già fin dalla morte del secondo Federigo, papa Innocenzo, perchè non
+sentia nel sacerdotale braccio tanto vigore da regger Sicilia e
+Puglia, nè troppo affidavasi in su quegli umori repubblicani, avea
+cercato in ponente chi conquistasse con armi proprie lo stato, e con
+nome di re dalla Chiesa tenesselo in feudo, e pagassele censo, e
+servigio militare le prestasse. Così innalzato avrebbe in Italia un
+possente capo di parte guelfa, {22} e campion della Chiesa. Donde,
+mentr'ei qui chiamava i popoli a libertà, mercatavali come gregge,
+prima con Riccardo conte di Cornovaglia, fratel del terzo Arrigo
+d'Inghilterra; poi con Carlo conte d'Angiò e di Provenza, fratel di
+Lodovico IX di Francia; e in fine col fanciullo Edmondo, figliuolo del
+medesimo Arrigo. Autentiche ne restano le bolle d'Innocenzo e dei
+successori suoi, le epistole dei re, che queste pratiche rivelan
+tutte, dalla romana corte per sedici anni condotte a cauto passo,
+quand'ira o terrore non la stimolavano. E indefessa con brevi o legati
+a sollecitare i principi, tirare a sè i cortigiani, promettere di ogni
+maniera indulgenze, sparnazzare le decime ecclesiastiche di
+cristianità tutta alla occupazione di Sicilia e Puglia, a questo
+bandir la croce, a questo commutare i voti presi da re e da popoli per
+la sacra guerra di Palestina. Spesso tra coteste pratiche, la corte di
+Roma per bisogno di moneta, e necessità di difendersi o voglia
+d'occupare alcuna provincia di Puglia, accattava danari con sicurtà su
+i beni delle chiese d'oltremonti; e que' prelati sforzava a
+soddisfarli; ai riluttanti mostrava la folgore delle censure. Alcuna
+volta prendeva a permutar la bolla d'investitura con somme assai
+grosse di danaro: poi la brama più forte di abbatter Manfredi, rimaner
+la facea da cotesti guadagni. A lungo tuttavia si differì l'impresa,
+come superiore alle forze di cui la trattava, e disperata quasi per la
+potenza e virtù di Manfredi.
+
+Di gran volontà s'era accinto a questa guerra di ventura Arrigo,
+cupido dell'altrui, ma dappoco, e alla Gran Carta spergiuro, perciò
+contrariato e travagliato da quegli indomiti propugnatori delle
+libertà inglesi. Arrigo fermò i patti col papa, e la investitura
+s'ebbe per Edmondo suo, e le armi faceasi a preparare; ma a tanti atti
+ne venne arbitrari e stolti, e tanto increbbero in Inghilterra le
+esazioni di Roma, che il parlamento pria trattenne il re dall'impresa;
+{23} poi richiamandosi di questi e di mille altri torti, lo spogliò
+del governo, lo calpestò: e in aspre guerre civili s'avvolse il reame.
+Spezzavasi la pratica con Francia per niente simil cagione: chè quivi
+obbedienti i popoli, mite e non debole il re, d'alto animo, ristorator
+delle leggi, savio moderator del governo, e di pietà sì rara, che alla
+morte sua fu canonizzato tra' santi. L'occupazione straniera menomava
+la Francia in ponente; la usurpazione de' grandi feudatari dagli altri
+lati; insanguinata riposava appena da una crociata infelicissima; pur
+quello che più forte la distolse dalla siciliana impresa, fu l'animo
+del re, abborrente dal guerreggiar con cristiani, e dar di piglio
+nell'altrui. Però pertinacemente ricusava quel giusto: a lungo la
+romana corte si dondolava tra lui e l'Inglese, da forza rattenuto, non
+da coscienza. Ma quando vide costui prostrato, e sè stessa condotta
+agli estremi dai Ghibellini e da Manfredi, la romana corte, come
+disperata, adoprò tutt'arti a sforzar Lodovico. Drizzavasi a Carlo
+d'Angiò, e alla donna sua, che, sorella a tre regine, avrebbe dato la
+vita per cingersi un istante a fianco ad esse il diadema dei re[7]: e
+mostrava a quegli ambiziosi animi spianato ogni ostacolo, fuorchè
+l'ostinazione di Lodovico. Il papa indettò con vari accorgimenti
+tutt'uomo che più valesse a corte di Francia. Strinse il re dal lato
+più fiacco. Ammonivalo con lettere sopra lettere: non indurasse il suo
+cuore; esser ormai irriverente e {24} presuntuosa la ripulsa, e ch'ei
+laico dubbiasse a entrare in un'impresa chiarita onesta e giusta dal
+successore degli apostoli, e da' cardinali suoi. Pennelleggiava la
+Chiesa schiantata d'Italia per Manfredi, mezzo saracino, dissoluto
+tiranno; l'eresia pullulante; profanati i sacri tempî; manomessi
+vescovi e sacerdoti; spregiati gli anatemi; chiusa la via di
+Terrasanta finchè la Sicilia stesse ribelle al pontefice[8]. Così
+svolsero {25} all'impresa il re di Francia. Si trattavano insieme i
+patti della concessione, tra i quali il papa pretendeva il dominio non
+solo di Benevento e Pontecorvo co' loro contadi, ma quasi di tutta la
+regione ch'oggi comprendesi ne' distretti di Napoli, Pozzuoli,
+Caserta, Nola, Sora, Gaeta, e inoltre qua {26} e là per lo reame altre
+città e terre[9]: ma infine moderandosi da Roma il prezzo, Carlo
+comprò; e fu fermato il negozio con lo stesso Urbano IV; e per la sua
+morte, decretato solennemente da Clemente IV, francese, appena ei salì
+al pontificato. Urbano e Clemente seguivano entrambi l'antico studio
+della romana corte a mutare per lo meno in signoria feudale quell'uso
+di consiglio e di protezione negli affari temporali, ch'era divenuto
+quasi comando in vari reami cristiani; la qual signoria tentò prima in
+Inghilterra, poscia in Aragona, e più assiduamente su le italiane
+province a mezzogiorno del Garigliano. Clemente promulgò a venticinque
+febbraio milledugentosessantacinque la bolla, per la quale «il reame
+di Sicilia, e la terra che si stende tra lo stretto di Messina e i
+confini degli stati della Chiesa, eccetto Benevento,» furono conceduti
+a Carlo, in feudo dalla Chiesa, per censo di ottomila once di oro
+all'anno, e servigio militare al bisogno. Cento patti sottilissimi
+dettò il papa a vietare l'ingrandimento del re: che nè allo impero
+aspirasse, nè ad altra signoria in Italia, a sicurtà della {27} romana
+corte, la quale il volea possente sì, ma non da soverchiare lei
+stessa. Con ciò mutilati i dritti del principe nelle elezioni ai
+vescovadi e agli altri beneficî ecclesiastici; toltigli i frutti delle
+sedi vacanti; tolta ogni partecipazione nelle cause ecclesiastiche, e
+riserbatene le appellazioni a Roma; fermata la franchigia de' chierici
+dalle ordinarie giurisdizioni e dai tributi; e altre condizioni men
+rilevanti. Tra quegli squisiti accorgimenti di regno, si risovenne pur
+Clemente degli uomini del paese non suo che vendea: stipulò per loro i
+privilegi goduti già sotto Guglielmo II, il re più mite e giusto, e
+temperante dallo aver dei sudditi, che nelle siciliane istorie si
+registrasse[10].
+
+A furia allor si misero in punto le armi, e gli armati per la guerra a
+Manfredi. Corsi erano ormai diciassette anni dalla sconfitta
+dell'esercito crociato: ridondava la Francia {28} di baroni, e
+cavalieri, e uomini d'arme, fastiditi del viver civile sotto le leggi,
+bramosi di operare, e di acquistar gloria e sustanze. Veniano di
+Fiandra per la cagione stessa altri guerrieri di ventura. Venian di
+Provenza, la quale appartenne negli antichi tempi al reame di Francia;
+spiccossene dietro la morte di Carlo Magno nel secol nono; fu feudo
+dello impero; poi, rompendo il debil freno, si resse {29} per suoi
+conti sovrani; ed or da Beatrice, ultima di quel sangue, era stata
+recata in dote a Carlo d'Angiò. Quell'acerba signoria, onde la Puglia
+poi pianse e la Sicilia insanguinossi, spaziavasi già in Provenza:
+fraude e forza aveano spogliato di lor franchige repubblicane
+Marsiglia, Arles, Avignone: tra cupida dell'altrui avere, e tremante
+del suo tiranno, correa Provenza alle armi per aggrandirlo. Smugneanla
+di danari Carlo e Beatrice; costei fino i suoi gioielli impegnò; altra
+moneta fornì re Lodovico; altra ne tolse in presto il conte d'Angiò da
+Arrigo di Castiglia, e da mercatanti e baroni. Così raggranellando di
+che provvedere ai preparamenti, si raccolsono i guerrieri, ai quali il
+bando della croce era pretesto, scopo l'acquisto: e venivano sotto la
+insegna di ventura dell'Angioino, chi condotto per soldo, chi
+conducendo del suo un picciol drappello, quasi messa di gioco o di
+commercio, per guadagnar poderi nell'assaltato reame. Sommavano a
+trentamila, tra cavalli e fanti: e però esercito lo appellano le
+istorie, non masnada di ladroni, congregati di là dei monti a
+riversarsi in Italia, a scannar per rubare, e comandar poi, e
+ribellione chiamar la difesa.
+
+Per arrisicato viaggio di mare, schivando l'armata fortissima di
+Manfredi, Carlo con un pugno d'uomini venne in Italia: di giugno
+milledugentosessantacinque prese l'uficio di senator di Roma,
+assentitogli temporaneamente dal papa: d'autunno le sue genti,
+valicate le Alpi, non trovarono {30} riscontro nei Ghibellini
+d'Italia; dei quali chi fu compro, e chi tremò. E così la fortuna, che
+annulla d'un soffio gli umani consigli, volgea le spalle a Manfredi.
+Le divisioni d'Italia a lui nocquero fieramente, risorgendo i Guelfi a
+quelle novità; nocquegli la possanza della Chiesa; ma il voltabile
+animo de' suoi baroni fu che disertollo; e la mala contentezza dei
+popoli, causata dalle spesse e gravi collette, dal piover degli
+anatemi, dai mali tanti che la lotta con Roma avea partorito. Sdegno e
+necessità di assicurarsi, aveano cacciato innanzi Manfredi in tutto il
+tempo del suo regno; nè avea ascoltato i richiami de' popoli, che
+lunghi anni si sprezzano, ma suona un'ora alfine che morte ne scoppia
+e sterminio.
+
+Quest'ora già rapiva Manfredi: e sentiala il grande, ma volle mostrare
+il volto alla fortuna. Tedeschi e Italiani accozzava, e quanti
+Pugliesi credea fedeli, e i Saraceni siciliani trapiantati in
+terraferma, che odiosi a tutti teneano a lui solo: e attendeva a
+ingrossare l'esercito, e temporeggiarsi col nemico, cui l'indugio era
+ruina. Correa rigidissimo il verno. Carlo d'Angiò con la regina, s'era
+incoronato già in Vaticano a dì sei gennaio del sessantasei:
+stringealo la diffalta di danari a vincer tosto, o sciogliere
+l'esercito. Ondechè difilato e precipitoso veniane, con un legato del
+papa, con aiuti de' Guelfi: e a Ceperano pria si mostrò; dove
+tradimento o codardia sgombravagli il passo del Garigliano[11], e per
+lieve avvisaglia schiudeagli {31} San Germano et Rocc'Arce; e valicar
+gli facea senza trar colpo il Volturno. Solo a Benevento si pugnò, a
+dì ventisei di febbraio, perchè v'era Manfredi, nè Carlo udir volle di
+pace. Pugnaron, dico, i Tedeschi, e i Saraceni di Sicilia; fuggiron
+gli altri; vinse con grande strage l'impeto francese. Allor Manfredi
+avventossi tra' nemici a cercar morte; e se l'ebbe. Tra mille cadaveri
+trovato il suo, gli alzarono i soldati nemici una mora di sassi; e poi
+pur quell'umile sepoltura gli negò l'odio del legato pontificio: e le
+ultime esequie dello eroe svevo, fur di gettarlo a' cani sulle sponde
+del Verde.
+
+E Napoli fe' plauso al conquistatore: la ribellione, la rotta dello
+esercito, il fato del re, fecer piegare il resto di Puglia e di
+Calabria, e la Sicilia arrendersi; sol tenendo fermo que' Saraceni
+fortissimi in Lucera. Alla grossa partironsi i tesori del vinto, tra
+Carlo, Beatrice, e lor cavalieri: s'ebbono quei soldati di ventura,
+dignità e terre. E i popoli, che per mutar di signori rado mutano al
+meglio lor sorti, ne avean pure l'usata speranza; parendo che nella
+pace s'allevierebbero i tributi, ordinati a sostenere quella
+pertinacissima guerra contro la corte di Roma.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Manfredi nacque di Federigo, e di una nobile donna della famiglia
+ de' Lancia, che poi vicina al morire fu sposata dall'imperatore,
+ divenuto già vedovo. Con questo alcuni pretendeano legittimare
+ Manfredi.
+
+ [2] Scorrendo rapidamente i preliminari, e toccando punti istorici
+ notissimi, io lascerò indietro le citazioni infino al
+ cominciamento della dominazione angioina. Le noterò solo in alcun
+ luogo più importante. Così è questo delle pratiche di papa
+ Innocenzo a fomentare gli umori repubblicani in Puglia e in
+ Sicilia. Esse ritraggonsi non solo dagli storici contemporanei, ma
+ sì da' brevi del papa, dati a 24 aprile 1246--23 gennaio e 13
+ dicembre 1251--18 ottobre e 2 novembre 1254, recati da Raynald,
+ Ann. eccl., negli anni rispettivi, §§. 11--2, 3, 4--63, 64.
+ _Quod vobis sicut gentibus coeteris aliqua provenirent solatia
+ libertatis:--universitas vestra in libertatis et quietis gaudio
+ reflorescat:--habituri perpetuam tranquillitatem et pacem, ac
+ illam iustissimam et delectabilem libertatem qua coeteri
+ speciales Ecclesiæ filii feliciter et firmiter sunt
+ muniti_--queste e somiglianti son le frasi del papa.
+
+ [3] Il numero delle città grosse era considerevole in Sicilia, molto
+ più che nel regno di Napoli, come io farò osservare in piè del
+ Docum. II.
+
+ È da avvertire che il di Gregorio (Considerazioni su la storia di
+ Sicilia, lib.2, cap. 7; lib. 3, cap. 5, e lib. 4, cap. 3) non
+ sembra molto esatto nelle sue idee su l'importanza de' comuni
+ siciliani, nei secoli duodecimo e decimoterzo. Forse i tempi
+ sospettosi in cui scrisse questo valente uomo, l'indole morbida, i
+ timori, le speranze, i riguardi di lui, ch'era istoriografo regio
+ e prelato, lo portarono a presentare in tal guisa l'elemento
+ democratico, se così può chiamarsi, dell'antica nostra
+ costituzione. Sforzato dai molti documenti, egli accetta che
+ alcune città avessero proprietà comunali, che le adunanze popolari
+ deliberassero sopra alcuni negozi municipali, ed eleggessero
+ alcuni officiali pubblici; accetta la tendenza, com'ei dice,
+ pericolosissima delle nostre città alle forme repubblicane, e il
+ sospetto che n'avea preso l'imperator Federigo, e le caute
+ concessioni alle quali si mosse; e con tutto ciò, credendo
+ commesso ad officiali regî il maneggio di faccende che piuttosto
+ poteano appartenere a' magistrati municipali, conchiude assai
+ frettolosamente, che infino a' tempi di Federigo imperatore non
+ v'ebbero in Sicilia forme municipali propriamente dette; che
+ quegli ne creò un'ombra; e che i comuni non presero stabilità e
+ forza che ai tempi aragonesi. Io credo che ben altro risulterebbe
+ da una ricerca de' documenti, da una investigazione delle
+ tradizioni storiche, da una istoria infine delle municipalità
+ siciliane, che con tempo, spesa, fatica, si potrebbe compilare. E
+ pur mancando questo lavoro, parmi poter giudicare l'importanza di
+ quelle municipalità nel secolo decimoterzo: in primo luogo dalla
+ loro tendenza repubblicana, evidente ancorchè immatura; e in
+ secondo dall'esistenza delle adunanze popolari, le quali son
+ certamente l'elemento più forte di governo municipale, e poco
+ importano del resto i nomi e gli ufici dei sindichi, giurati,
+ borgomastri o somiglianti magistrati esecutivi. S'aggiunga a
+ questo, che il di Gregorio cita i maestri de' borghesi ne' tempi
+ normanni, e poi non ne fa più caso; e che il suo argomento,
+ fondato su poche carte, potrebbe valere forse pei tempi nostri in
+ cui la legge municipale è uniforme e universale, ma non per que'
+ secoli in cui non v'erano che privilegi speciali, difformi l'un
+ dall'altro, dati in tempi e in circostanze diverse. E ricordinsi
+ infine le parole di Ugone Falcando egregio istorico del secol XII,
+ che narrando la ripugnanza de' borghesi siciliani a soffrire i
+ dritti pretesi da qualche novello barone francese, li chiama
+ _cives oppidanos_, _cives liberos_; e nota espressamente
+ ch'essi godeano libertà e franchige, _non juxta Galliæ
+ consuetudinem_. Il vocabolo _cives liberos_, usato con tal
+ significazione, ci rende certi della esistenza delle corporazioni
+ municipali.
+
+ Perciò io tengo per fermo, che le nostre municipalità, avanzo de'
+ tempi greci, romani, bizantini, e forse non distrutte da'
+ Saraceni, i quali non aveano la smania di vestir tutto il mondo
+ alla lor foggia, furono parte dell'ordine dello stato nei tempi
+ normanni: che anzi, crescendo gli umori municipali in Sicilia sì
+ come nella terraferma italiana l'imperator Federigo pensò
+ ripararvi dall'una parte con le minacce, dall'altra con le
+ concessioni: che, falliti i disegni repubblicani del 1254, le
+ municipalità sotto Manfredi e Carlo d'Angiò continuarono ad essere
+ un utile strumento di governo, massime nella riscossione delle
+ entrate pubbliche, nell'armamento delle navi, de' fanti, e simili
+ bisogni pubblici: che nella rivoluzione del vespro senza dubbio si
+ levarono a maggior potenza, senza mutare perciò i loro ordini
+ semplici e gagliardi: e che sotto gli Aragonesi la esclusione de'
+ nobili dagli ordini municipali, e la istituzione dei giurati,
+ furono senza dubbio grandi passi, ma non costituirono l'importanza
+ del governo comunale, che stava nelle adunanze popolari. I giurati
+ furono dapprima un tribunato, o un pubblico ministero, che
+ vegliava alla retta amministrazione della giustizia nel proprio
+ comune, e alla condotta degli uficiali regi; nè amministravano in
+ quella prima istituzione le cose del municipio, ch'è stato per lo
+ più un uficio insignificante, e, come dicono gl'Inglesi, «servente
+ il tempo,» e stromento docilissimo del potere assoluto.
+
+ Oltre a ciò è noto, che nelle monarchie feudali le nazioni furon
+ piuttosto aggregati di vari piccioli corpi politici, che comunanza
+ di uomini regolata dall'azione diretta del governo. Il poter
+ sovrano in molte parti dell'ordinamento civile non operava su
+ gl'individui, ma su i loro rappresentanti: volgeasi a ciascun
+ corpo di vassalli feudali per mezzo del barone, a ciascun corpo di
+ borghesi per mezzo della municipalità. Ondechè, se in tutt'altra
+ monarchia feudale de' secoli XII e XIII era ormai necessaria la
+ esistenza delle municipalità, sembrerà impossibile che mancassero
+ in Sicilia, ove la feudalità nacque sì moderata; ov'erano molte
+ proprietà allodiali, grosse e superbe città, e perciò una vasta
+ massa di popolazione su la quale il governo non avrebbe saputo
+ agire senza il mezzo de' corpi municipali, massime in ciò che
+ risguardasse la contribuzione ai bisogni, pubblici, sia con
+ servigio personale, sia con moneta.
+
+ [4] Chron. Mon. S. Bertini, presso Martene e Durand, Thes. nov. Anec.
+ tom. III, pag. 732.
+
+ [5] Questo è il medesimo cognome di Dante, che si scrivea
+ _Aldigherius_ nel secolo XIV, come veggiamo nel comento di
+ Benvenuto da Imola. Ma non v'ha alcuna memoria del comun lignaggio
+ tra Leonardo Aldighieri e 'l poeta fiorentino.
+
+ [6] La narrazione di questa repubblica in Sicilia è cavata da:
+
+ Bart. de Neocastro, Hist. sic., cap. 2, 4, 5, 47, 87.
+
+ Saba Malaspina, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, pag. 726 a 736, e
+ 753, e in Muratori, R. I. S. tom. VIII.
+
+ Nic. di Jamsilla, in Muratori, R. I. S. tom. VIII.
+
+ Cronaca di Fra Corrado, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, anni 1254 e
+ 1255.
+
+ Appendice al Malaterra, in Muratori, R. I. S. tom. V, pag. 605.
+
+ Raynald, Ann. eccl., 1254, §§. 63 e 64, e 1256, §§. 30, 31, 32.
+
+ Breve di papa Alessandro IV ai Palermitani, dato a 21 gennaio
+ 1255, tra' Mss. della Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 2;
+ pubblicato dal Pirri, Sic. sacra t. II, p. 806, dove si legge:
+ _ut per convenciones et pacciones inter civitates et castra et
+ alia loca tocius loci Siciliæ inhitas, nec non et per privilegia
+ super iis eis concessa, vobis in Ecclesiæ romanæ devocione
+ persistentibus et civitati vestræ nihilum in posterum præjudicium
+ generetur_. Un altro breve di Alessandro al podestà, consiglio,
+ e comune di Palermo, dato di Laterano l'8 gennaio an. 2º, li
+ ammonisce alla restituzione del castello, rocca, e altri beni
+ occupati da loro al vescovo di Cefalù. Ne' Mss. della Biblioteca
+ com. di Palermo Q. q. G. 12; e citato dal Pirri, Sic. sacra, tom.
+ II, pag. 806.
+
+ Breve dato di Napoli a 29 gennaio 1255, indirizzato a frate
+ Ruffino de' minori, cappellano e penitenziere del papa, vicario
+ generale in Sicilia e Calabria del cardinale Ottaviano legato.
+
+ Bolla data di Anagni a 21 agosto 1255, al medesimo frate Ruffino,
+ che comincia così: _Eximia dilecti filii nobilis viri Roglerii
+ Finectae fidelis nostri merita sic preeminent et prefulgent,
+ etc._ Il papa, non sapendo abbastanza premiar questo Ruggiero
+ Fimetta, gli concedeva in feudo Vizzini, Modica, Scicli, e
+ Palazzolo, castelli che rendeano, dice la bolla, a un di presso
+ dugento once all'anno.
+
+ Bolla del 27 agosto del medesimo anno al medesimo frate Ruffino.
+ Concedesi in feudo a Niccolò di Sanducia, fratel cognato di
+ Ruggier Fimetta e testè tornato in fede della Chiesa, il casale
+ _Scordiæ Suitan situm in territorio Lentini_.
+
+ Questi tre diplomi, cavati da' registri Vaticani, Epistole n. 574
+ e 121, leggonsi in Luca Wadding, Ann. minorum, Roma, 1732, tom.
+ III, pag. 387, 537 e 539.
+
+ Breve di Urbano IV, cavato da' diplomi della Chiesa di Girgenti, e
+ pubblicato dal Pirri, Sic. sacra, tom. I, p. 704, nel quale si fa
+ parola dell'imprigionamento del vicario frate Ruffino.
+
+ Di costui in fine dà notizia un altro breve del 13 novembre 1254,
+ recato dal Pirri nello stesso luogo; nel quale diploma è notevole,
+ che il papa concedea al vescovo di Girgenti alcuni dritti del
+ regio fisco.
+
+ Il guasto dei poderi della corona in Caltagirone, si scorge da un
+ privilegio in favore di quella città, dato da Manfredi, balio di
+ Corradino; il quale è citato dal P. Aprile, Cronologia della
+ Sicilia, cap. 27.
+
+ [7] Si narra che in una festa a corte di Francia, Beatrice, contessa
+ di Provenza, fu cacciata dal gradino ove sedeano le due sorelle
+ minori, regine, l'una di Francia, l'altra d'Inghilterra (la terza,
+ ch'era assente, fu moglie di Riccardo d'Inghilterra, re de'
+ Romani); ond'ella si tornò dispettosa e piangendo alle sue stanze;
+ e Carlo, saputa la cagione di questo femminile cordoglio,
+ baciandola in bocca, le dicea: «Contessa datti pace, che io ti
+ farò tosto maggiore reina di loro:» e ciò lo stigava oltremodo
+ all'impresa di Sicilia.
+
+ Gio. Villani, lib. 6. cap. 90. ed di Firenze 1323.
+
+ Ramondo Montaner, cap. 32.
+
+ Cron. di Morea, lib. 2, pag. 39, ed. Buchon 1840.
+
+ [8] Raynald, Ann. eccl., an. 1253 e seg.
+
+ Si vegga altresì Hume, Storia d'Inghilterra--Arrigo III, cap. 12,
+ dov'è citato Matteo Paris.
+
+ Duchesne Hist Franc. Script. tom. V, pag. 869 a 873.
+
+ I documenti delle pratiche de' papi per la concessione del reame
+ ad alcuno de' principi nominati, leggonsi presso:
+
+ Lünig, Codice diplomatico d'Italia--Napoli e Sicilia--tom. II, n.
+ 30 a 42.
+
+ Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, ed. Londra, 1739, tom. I, pag.
+ 477 e seg. ove son citati questi documenti:
+
+ 3 agosto 1252.--Innocenzo IV, a re Arrigo III, tom. I, pag. 477.
+
+ 28 gennaio 1253.--Diploma d'Arrigo III, pag. 893.
+
+ 14 maggio 1254.--Innocenzo IV all'arcivescovo di Canterbury, etc.,
+ pag. 511.
+
+ Questo è il primo documento ove si parli della concessione al
+ principe Edmondo. Il papa comanda si accatti danaro per la
+ impresa, con sicurtà su i beni delle chiese d'Inghilterra.
+
+ 14 maggio 1254.--Altri quattro brevi d'Innocenzo IV, pag. 512 e
+ 513, dall'ultimo de' quali si vede che re Arrigo era stato
+ dubbioso a muovere contro un principe congiunto suo, e che il papa
+ il confortava.
+
+ 22 maggio 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III. Che non ispenda
+ danaro in cose profane, nè sacre, e tutto serbi alla impresa di
+ Sicilia, p. 515. Allo stesso effetto ci è una epistola alla
+ regina, una a Pietro di Savoia.
+
+ 23 maggio 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III.
+
+ 31 detto.--Innocenzo IV ad Arrigo III.
+
+ 9 giugno 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III.
+
+ 14 ottobre 1254.--Arrigo III, come tutore di Eduardo re di Sicilia
+ a' prelati, conti, baroni, militi e liberi nomini di questo reame,
+ p. 530.
+
+ 17 novemb. 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III.
+
+ ...... 1255.--Alessandro IV. È uno scritto delle condizioni alle
+ quali si concede il reame di Sicilia e Puglia a Edmondo, p. 893.
+
+ 21 aprile 1255.--Alessandro IV ad Arrigo III. Perchè paghi una
+ somma di danaro, spesa dalla corte di Roma per l'occupazione di
+ Puglia, pag. 547.
+
+ 3 maggio 1255.--Alessandro IV commuta nella impresa di Sicilia il
+ voto preso da re Arrigo per Terrasanta, pag. 547.
+
+ 7 detto.--Altra bolla sullo stesso soggetto, p. 548.
+
+ 11 detto.--Alessandro IV scrive aver commutato alla impresa stessa
+ il voto del re di Norvegia e de' suoi, pag. 549.
+
+ 12 detto.--Altra bolla allo effetto stesso.
+
+ 13 detto.--Alessandro IV ad Arrigo III, p. 550.
+
+ 15 detto.--Bolla dello stesso perchè si riscuotessero da Arrigo
+ per la impresa siciliana que' denari in cui erano stati mutati i
+ voti presi da molte persone per guerreggiare in Terrasanta; e si
+ richiedessero anche dagli eredi, p. 551.
+
+ 16 detto.--Bolla dello stesso pel voto del re Arrigo III, pag. 552.
+
+ 21 detto.--Per lo giuramento di Edmondo alla corte di Roma. Pag. 553
+
+ 30 novembre 1255.--Per lo giuramento di Edmondo alla corte di Roma.
+ pag. 573
+
+ 5 febbraio 1256.--Alessandro IV al vescovo di Hereford, perchè
+ sulle decime d'Inghilterra si pagassero i debiti contratti dal
+ papa per l'impresa di Sicilia, pag. 581.
+
+ 27 marzo 1256.--Arrigo III al papa. Scrive non potere, per le
+ turbazioni del regno suo, mandar forze in Italia, nè fare al papa
+ il pagamento, ch'ei volea prima di ogni altro, per le spese
+ sostenute da Roma negli assalti del regno. Era di 135,541 marchi;
+ e dice Arrigo: _Non enim credimus quod hodie princeps aliquis
+ regnet in terris, qui ita subito tantam pecuniam possit habere ad
+ manus._
+
+ Altre lettere simili a vari cardinali leggonsi a pag. 587.
+
+ .... 1256.--Eduardo primogenito di Arrigo III, dà un giuramento
+ per questo negozio di Sicilia, pag. 586.
+
+ 11 giugno 1256.--Alessandro IV a re Arrigo III, pag. 593.
+
+ 27 settembre 1256.--Bolla che proroga il termine dato ad Arrigo
+ per l'impresa di Sicilia, pag. 608.
+
+ .... detto.--Bolla che obbliga i prelati di Scozia a pagare il
+ danaro tolto in presto dal papa per la guerra di Sicilia, pag.
+ 608.
+
+ 6 ottobre.--Alessandro ad Arrigo III, pag. 611.
+
+ 9 novembre.--..... pag. 612.
+
+ 10 maggio 1257.--Arrigo III al papa. Scrive avere con
+ l'arcivescovo di Morreale, legato del papa, ordinato l'impresa, e
+ scelto il capitano, pag. 620.
+
+ .. Maggio 1257.--Arrigo al papa. A questo effetto ha fermato pace
+ col re di Francia.
+
+ 3 giugno 1257.--Alessandro IV al suo nunzio in Inghilterra.
+ Riscuota il danaro tolto in presto sulle decime, non ostante il
+ divieto del re, che già si noiava della spesa.
+
+ E moltissime altre, che sarebbe lungo e non utile a noverare.
+
+ Leggonsi anche questi ed altri documenti negli Ann. eccl. di
+ Raynald, tom. II et III. Nè li ho citato, parendomi inutile
+ replicare le autorità per fatti sì certi.
+
+ [9] Le trattative leggonsi in una bolla d'Urbano IV, data d'Orvieto
+ il 26 giugno 1263, che contiene a un di presso le condizioni della
+ bolla di concessione di Clemente IV; se non che il papa domandava
+ o quelle ricche province col censo di due mila once d'oro, o, per
+ tutto il regno, il censo di dieci mila; riserbandosi sempre
+ Benevento. Si contentò poi di dare tutto il regno per once otto
+ mila all'anno. Questa bolla sarà in breve pubblicata dall'erudito
+ sig. Alessandro Teulet, che l'ha cavato dagli Archivi del reame di
+ Francia, e me l'ha gentilmente comunicato.
+
+ [10] Lünig, loc. cit. n. 43.
+
+ Ecco il sommario di questa bolla, data di Perugia il quarto dì
+ anzi le calende di marzo dell'anno primo di Clemente IV.
+
+ Discorso a lungo della concessione precedente a Edmondo
+ d'Inghilterra, la quale si replica esser nulla, per le non
+ adempiute condizioni, e per la mancanza di un atto in buona forma;
+ il regno di Sicilia, con tutta la terra tra lo stretto e i confini
+ dello stato della Chiesa, è dato a Carlo d'Angiò, che prima della
+ festa prossima di san Pietro, vada a Roma per l'investitura,
+ mentre il cardinale delegato a questo negozio in Francia gli
+ darebbe un sussidio sulla decima delle chiese, e predicherebbe la
+ croce contro Manfredi.
+
+ Le condizioni della concessione sono:
+
+ 1. Resti Benevento alla Chiesa.
+
+ 2. Carlo, e i suoi, e gli eredi non possano avere proprietà, nè
+ autorità in alcuna terra appartenente alla Chiesa di Roma.
+
+ 3. Diansi alcuni privilegi a Benevento.
+
+ 4. Ordine della successione, con la ricadenza alla Chiesa, in
+ difetto di eredi legittimi e del sangue.
+
+ 5. Censo di ottomila once di oro alla Chiesa, in ogni anno; e
+ scomuniche e caducità dal regno se non si paghi.
+
+ 6. Dopo l'acquisto del reame, in tutto o in parte, Carlo paghi
+ alla Chiesa 50,000 marchi per le spese sostenute da lei.
+
+ 7. Presenti al papa un palafreno bianco ogni tre anni.
+
+ 8. Ne' bisogni della Chiesa mandi 300 uomini d'arme (cioè da 900,
+ a 1,200 cavalli) per tre mesi in ciascun anno; il qual servigio si
+ possa rendere in vece con navi armate.
+
+ 9. I re di Sicilia e Puglia prestin omaggio ad ogni papa.
+
+ 10. Non dividano il territorio. Qui è la formola del giuramento
+ ligio che debban rendere a Roma.
+
+ 11. Non possano essere imperatori, nè re de' Romani, o di
+ Teutonia, nè signori in Lombardia, o Toscana.
+
+ 12. Gli eredi loro, se eletti ad alcuna di queste signorie,
+ lasciala.
+
+ 13. Le eredi del regno non si maritino a principi di quelle
+ regioni.
+
+ 14. Stabilito un giuramento per le condizioni dell'art. 12.
+
+ 15. Se il re sia eletto imperatore, emancipi il figlio, e gli
+ lasci questo reame.
+
+ 16. Simile condizione per le donne eredi del trono.
+
+ 17. La donna erede del trono non si mariti senza piacimento del
+ papa.
+
+ 18. Esclusi i bastardi dalla successione.
+
+ 19. Il regno non si unisca mai ad altro d'Italia, nè all'impero.
+
+ 20. Caducità e scomunica, se il re occupi terre della Chiesa.
+
+ 21. Restituiscansi, sotto gli occhi di commissari del papa, i beni
+ mobili e immobili tolti alle Chiese.
+
+ 22. Libertà delle elezioni ecclesiastiche, salvo il padronato
+ regio. Facciansi in Roma le cause ecclesiastiche.
+
+ 23. Rivocazione degli statuti svevi contro le immunità
+ ecclesiastiche.
+
+ 24. Immunità degli ecclesiastici da' giudizi ordinari.
+
+ 25. E dalle gravezze.
+
+ 26. Restino alla Chiesa i frutti delle sedi vacanti.
+
+ 27. I feudatari e i sudditi abbiano le immunità e i privilegi
+ goduti sotto Guglielmo II.
+
+ 28. Rientrino gli esuli a piacer della Chiesa.
+
+ 29. Divieto di ogni lega contro la Chiesa.
+
+ 30. Liberazion de' prigioni sudditi del papa. Restituzione dello
+ stato al duca di Sora. Rivocazione delle concessioni di feudi o
+ altri beni per Federigo, Corrado, e Manfredi.
+
+ 31. Carlo venga all'impresa, con esercito non minore di 1,000
+ uomini di arme (contando 4 cavalli per ogni uomo di arme), 300
+ balestrieri, ec, ec.
+
+ 32. Venga in tre mesi dopo la concessione.
+
+ 33. Le condizioni scritte di sopra valgano pei successori di lui.
+
+ 34. E compiuta che sia l'impresa, abbia il privilegio di
+ concessione con la bolla di oro.
+
+ 35. Non tenga per tutta la sua vita l'uficio di senator di Roma.
+
+ 36. Lascilo anzi nel termine di anni tre; e intanto lo eserciti a
+ favor della Chiesa, e disponga per lei i Romani.
+
+ [11] Tutti questi casi della conquista di Carlo ritraggonsi da:
+
+ Saba Malaspina, lib. 3, cap. 1.
+
+ Ricordano Malespini, cap. 179, ambo, presso Muratori R. I. S.,
+ tom. VIII, e da molti altri contemporanei.
+
+ Del resto ved. Muratori, Annali d'Italia, 1266.
+
+ E ricordisi in Dante:
+
+ A Ceperan, là dove fu bugiardo
+ Ciascun Pugliese. _Inf._, c. 28.
+
+ L'ossa del corpo mio sarieno ancora
+ In co' del ponte, presso a Benevento,
+ Sotto la guardia della grave mora:
+ Or le bagna la pioggia, e muove 'l vento
+ Di fuor dal regno, quasi lungo 'l Verde,
+ Ove le trasmutò a lume spento. _Purg._, c. 3.
+
+
+
+
+CAPITOLO III.
+
+La vittoria di Carlo innalza parte guelfa in Italia. Risorgon pure i
+Ghibellini, e chiaman Corradino all'impresa del regno. Sollevasi per
+lui la Sicilia. È sconfitto a Tagliacozzo, e dicollato a Napoli. Carlo
+spegne la rivoluzione in terraferma con rigore, in Sicilia con
+immanità. Eccidio d'Agosta. 1266-1268.
+
+
+S'eran riscossi i Guelfi alla passata di Carlo, aiutato l'aveano
+all'impresa, ed ora partecipando della vittoria, tutta Italia
+ingombravano, rafforzati dalla riputazione e dalle armi del re. E
+vacando tuttavia l'imperial seggio, papa Clemente, che alcuna autorità
+non n'avea, dette al re il titolo di vicario dell'impero in Toscana,
+per aprirgli la strada a più larga ambizione. Così mutossi per parte
+guelfa lo stato di tutte le province italiane; al nome ghibellino non
+restando che Siena e Pisa: gli altri uomini di questa parte, attoniti
+più che spenti, cedeano il campo, chi esule, chi acquattato in patria;
+e tutti covavan rancori. Ond'e' guardarono in Lamagna a Corradino,
+entrato già nell'adolescenza, e verace signore di Sicilia e di Puglia;
+i quali stati, com'or feano piegar le bilance pe' Guelfi, l'avrebber
+mandato giù, se renduti a casa sveva. Con loro s'intendeano gli usciti
+di que' reami, e i partigiani che s'eran sottomessi a Carlo; i quali
+non avean saputo difender Manfredi, ed or pensavano a rifar guerra.
+Rincoravali la mala contentezza di questi popoli, che sotto Carlo non
+sentiano scemare i tributi, crescer anzi la molestia de' ministri e
+degli officiali infiniti del re, ingordi, inquisitivi, superbi, più
+insopportabili come stranieri, e in Sicilia peggio, perchè ai non domi
+con le armi peggio puzza un'insolente dominio. Amaramente piangean
+Manfredi, da loro lasciato correre alla morte come quei che togliea
+parte {33} di lor sostanze, per trovar ora chi tutte rapiale, e per
+ammenda le persone manomettea.
+
+Entro un anno dunque dal subito conquisto, risvegliansi, congiurano e
+Ghibellini, e usciti del regno, e baroni sottomessi a Carlo, e
+stranieri principi. Adunan moneta i Ghibellini; volenteroso entra
+Corradino nell'impresa; il duca d'Austria il segue, giovanetto e
+congiunto suo; seguonlo per amor di parte o d'acquisto molti baroni e
+uomini d'arme di Lamagna. Fin d'Affrica sursero per lui due perduti
+uomini del sangue regio di Castiglia, Arrigo e Federigo; che di lor
+patria fuggiti, combatteano a' soldi del re di Tunisi; e infastiditi,
+o a lui venuti in sospetto, rituffaronsi nelle brighe de' battezzati:
+ma Arrigo ancora cocea privato rancore contro Carlo, perchè avendogli
+dato in presto, quand'ei si preparava alla impresa, una grossa somma
+di danari raccolta da lui in Affrica e serbata a Genova, Carlo, preso
+il regno, nè dette feudi o stati ad Arrigo, nè rendea la moneta, ma
+menzogne di cortesia; e stucco de' richiami dello Spagnuolo, gli parlò
+leonino[1]. Perciò Arrigo cercava vendetta. Ad annodar que' fili
+giravan di qua, di là i più vivi partigiani; Corrado Capece corse e
+ricorse tra Lamagna e Tunisi. E fur sì destri, che l'anno stesso
+sessantasette Corradino, con quattro migliaia di cavalli tedeschi e
+parecchie di soldati a piè, calava in Verona: Roma tumultuando
+chiamava senatore don Arrigo di Castiglia: si levavano da per tutto i
+Ghibellini: tumultuava la Sicilia contro re Carlo.
+
+Perchè don Federigo e Capece non prima sepper la passata di Corradino,
+che mosser d'Affrica, sì come s'era ordinato, a rizzare in quest'isola
+l'insegna sveva. Con una ventina di cavalli, e poche centinaia di
+fanti raunaticci, spagnuoli, toscani, tedeschi, saraceni, posero sulle
+spiagge meridionali {34} a Sciacca. Capece si promulga vicario del re;
+spaccia messaggi ai già disposti e consapevoli; bandisce la
+proclamazione di Corradino, esortante i popoli a sorger nella santa
+causa di lui: fanciullo, l'avevan tradito il fratel del padre suo, il
+pastor supremo della Chiesa; or adulto, e in sull'armi, e affidato
+nella lealtà dei sudditi, veniva a scacciare l'oppressor loro,
+l'usurpatore del regno. Rapida corse dell'arrisicato sbarco la fama,
+gratissima ai nostri, poco formidabile dapprima a' Francesi, che fecer
+sembiante di spregiarla; e Fulcone di Puy-Richard, reggitor dell'isola
+per Carlo, tutto sdegnoso mosse con forte oste de' suoi e di milizie
+feudali siciliane a schiacciare gli assalitori. I quali come videro il
+nimico vicino, fidati nelle lor pratiche, escon tosto al
+combattimento: e al primo scontro i feudatari siciliani s'infingon di
+fuggire; poi s'arrestano, straccian le bandiere d'Angiò, spiegan le
+sveve, e minacciosi stringonsi a schiera. Fulcone allora, lasciato il
+campo, più che di passo si rifuggì in Messina. E questa, con Palermo e
+Siracusa, restaron sole in fede; nel rimanente della Sicilia divampò
+un subito incendio, gridando tutti il nome di Corradino: nè a lui però
+ubbidirono, nè a Carlo, ma a posta sua ciascun disordinatamente si
+prevalse. Sbigottite e poche le armi provenzali; poche e disordinate
+quelle di don Federigo e di Capece; il malo studio delle parti,
+entrato già in questa terra, non crescea forza ad alcuno de'
+contenditori, ma sfogavasi in particolari vendette. Perocchè alla
+venuta di re Carlo, un talento servile, o una speranza di guadagno e
+autorità, molti precipitò a prostrarsi alla nuova dominazione, lor
+viltà onestando sotto specie di parteggiare per quella; molti più
+profondamente l'abborrirono. Ferracani i primi, Fetenti s'appellarono
+gli altri: nomi d'ignota origine, che nelle nostre istorie son oscuri,
+e mertanlo; perocchè s'udian solo in questa rivoluzione, l'uno e
+l'altro per villani misfatti. Il mal governo poi di re Carlo fu {35}
+amara ma certa medicina a dileguar queste fazioni in un
+ferocissim'odio comune. E così nel vespro appena si vide un'ombra di
+parte; ma restò solo per detto di contumelia e villania il nome di
+Ferracano; che traditor della Sicilia suonava, e partigiano de'
+tiranni stranieri.
+
+Nè a particolareggiare i casi atroci di quest'anarchia del
+sessantasette, vo' dilungarmi or io dal bello argomento propostomi.
+Dirò solo quali odî seminassersi allora, che render doveano il vespro
+più sanguinoso e più grande; perocchè spesso nasce il bene dai mali
+estremi; e convien sia colma la misura a far che gli uomini tra lor
+mense, e amori, e guadagni, e ambizionucce, ed ozi onesti, ed ozi
+vituperevoli, ricordinsi d'esser cittadini, talchè, arrischiando per
+poco questa vita sì breve e amara, nella causa pubblica risorgano. La
+quale altra è che lo sciogliersi a misfare senza modo nè grande
+intento, come allora in Sicilia avveniva. Baroni, borghesi, vassalli
+con rapine e omicidî e violenze d'ogni maniera laceravansi tra loro: i
+deboli, al solito oppressi da' nemici e dagli amici, non sapeano cui
+ubbidire: era piena la Sicilia di sangue: di fame e di pestilenza
+perivano i campati alla rabbia degli uomini. Invano qui venne per
+Corradino il conte Federigo Lancia con una armatetta di galee pisane.
+Invano per Carlo il prior Filippo d'Egly, degli Spedalieri, frati
+combattenti, i quali in queste nostre risse mescolavansi più
+volentieri che nelle sacre guerre di Palestina. Avversi ai carlisti i
+popoli; i tre capi corradiniani disputavansi l'autorità suprema; e
+loro forze dividendo, disertaron sè stessi e la causa del principe.
+Queste parti dunque, delle quali niuna potea vigorosamente ordinarsi e
+metter giù l'avversa, dilaniarono senza pro la misera Sicilia; finchè,
+spento Corradino, venner da Napoli a risanarla i carnefici[2]. {36}
+
+Non uso a questi subiti italiani movimenti, sbigottì Carlo a veder
+mezza la penisola in romore per Corradino; la Sicilia perduta; la
+Puglia piena d'umori di ribellione; e Corradino, che per diffalta di
+danari era sostato dapprima a Verona, vincer sull'Arno, accrescersi in
+Roma pe' favori d'Arrigo di Castiglia, e, non curando scomuniche,
+minaccioso venire alla volta del regno con dieci migliaia di cavalli,
+e più numero di fanti, tra tedeschi, spagnuoli, italiani, e usciti di
+Puglia. Nè tanta moltitudine avea Carlo in sull'armi; ma eran Francesi
+i più, e in migliore disciplina, e con altri capitani: ond'ei come
+animoso, fè testa ai confini. Presso a Tagliacozzo si pugnò, nel pian
+di San Valentino, a ventitrè agosto del sessantotto: ed era di
+Corradino la giornata, quando la terza schiera francese instrutta dal
+vecchio Alardo di Valery e da Guglielmo principe di Morea, diè dentro;
+e ruppe e mietè i disordinati per fidanza della vittoria. Presi i
+maggiori dell'esercito; scannata a frotte la plebe; nella quale
+trovando parecchi Romani, Carlo {37} non fu contento della lor sola
+morte, in vendetta del toltogli uficio di senatore della città.
+Comandava nel primo boglimento di rabbia, che fosser mozzi i piè a
+quei prigioni; ma per timore che portassero miserando spettacolo, da
+rinfocare contro di lui gli animi in Roma, l'ordine rivocò, e chiuder
+li fece entro una casa, e vivi brugiare. Quest'era il campion della
+Chiesa! Corradino fuggendo fu conosciuto ad Astura, e preso a
+tradimento. I partigiani ch'eran tuttavia grossi di numero, perdetter
+l'animo a quella rotta; si sbrancarono; pensò ciascuno a salvar sè
+solo; e tutti furon perduti[3]. Quel d'Angiò, come avea preso tanto
+stato, così il mantenne, per una sola battaglia. Ma per che modo sì
+assicurava e vendicava, m'è duro a narrarlo.
+
+E comincio da Corradino, comechè pria del suo sangue scorresse già
+quel de' sudditi a fiumi. Altri appone a Clemente il mal consiglio,
+altri lo scolpa; io penso che il papa e il re d'un animo volesser la
+morte del giovanetto, stimolati entrambi da rabbia d'aver tremato, e
+sospetto dell'avvenire. Nè sicari in carcere, ma rappresentanti della
+nazione in faccia alla nazione e a Dio, bruttavansi del comandato
+assassinio. Convocò re Carlo un parlamento di baroni, e sindichi, e
+buoni uomini delle città di Puglia; a scherno osservar fece tutte del
+giudizio le forme: talchè par vedere altri tempi a leggere con che
+sillogismi quella straordinaria corte dannava a morte Corradino e i
+seguaci suoi, come in tali casi è costume. Ed ebbe animo ad opporsi un
+Guidone da Suzara, famoso professor di dritto civile, che non era
+suddito di re Carlo nè si curava della sua grazia; e lor coscienze
+rimordean gli altri; e piangeano in cuore i buoni; i Francesi stessi
+esecravano il crudele atto del re: ma il re volea, e tremavano i
+giudici, onde ogni schermo fu vano. Un fanciullo di sedici anni,
+ultimo erede di tanti imperatori {38} e re, dritto signore egli stesso
+di Sicilia e di Puglia, il dì ventinove ottobre del sessantotto,
+tratto era al patibolo in piazza di mercato a Napoli; seguendolo una
+funata di vittime, perchè più largamente si vendicassero gli sturbati
+ozi della tirannide. A paro a paro con esso veniva il duca d'Austria,
+statogli compagno amantissimo dall'infanzia: biondi ambo e gentili,
+impavidi nel sembiante, a fermo passo andavano al palco. Di porpora
+era coperto il palco, quasi a regia pompa; con torvi armati
+all'intorno; foltissimo il popolo in piazza; dall'alto d'una torre
+guardava quella tigre di Carlo. Salì Corradino, mostrossi, e lettagli
+in volto la sentenza che il chiamava sacrilego traditore, ne protestò
+nobilmente al popolo e a Dio. A queste parole susurrava la moltitudine
+un istante; e poi ghiacciata di paura tacque; stupida e scolorata
+affisò Corradino. Il quale nell'abbassar lo sguardo su quell'onda di
+spaventati volti infiniti, ghignò di amaro disprezzo, poi gli occhi
+alzò al cielo, e ogni terren pensiero depose. Lo scosse un colpo: vide
+il capo del duca d'Austria già tronco sul palco; ond'avidamente il
+raccolse Corradino, se lo strinse al petto, il baciò cento volte,
+baciò gli astanti, baciò il carnefice, pose il capo sul ceppo; e la
+scure piombò. Narran che prima gittasse il guanto a significar la
+investitura de' reami a Pier d'Aragona, genero di Manfredi; narran che
+il conte di Fiandra, marito d'una figliuola di re Carlo, non reggendo
+all'empio sagrifizio, di sua mano uccidesse Roberto di Bari fabbro e
+dicitore della sentenza. Ben i bizzarri costumi dell'età
+aggiugnerebber fede a cotesti fatti; ma più certi e atroci prendo io a
+narrarne, affrettandomi a uscir di tanti orrori[4]. {39}
+
+In terraferma quanti eran rimasi fedeli a Carlo, o, dubbiosi finchè fu
+dubbia la vittoria, or voleansi purgar dal sospetto, fecersi giudici
+insieme e carnefici degli scoperti ribelli. Il parlamento avea offerto
+regie vittime al re; gli uomini delle province immolavangli i
+partigiani, e guadagnavan possessioni in premio della fedeltà o de'
+misfatti[5]. Presero i beni, rapirono, uccisero, accecarono,
+straziarono: fu tanto, che Carlo trattenne al fin lo immane zelo che
+facea del regno un deserto, perdonò al fine[6]. Ma ai Siciliani nulla
+mercè[7]. A farne macello manda i suoi baroni francesi: e Guglielmo
+l'Estendard era il primo; uom {40} di guerra e di strage, che la pietà
+avea a scherno, più crudele d'ogni crudeltà, dice Saba Malaspina, e di
+sangue ebbro, e tanto più sitibondo quanto più ne versasse. Costui
+valicò lo stretto con un drappello di Provenzali fortissimi, e di
+forti Siciliani l'accrebbe a vergogna nostra; abbattè senza ostacolo
+la parte di Corradino, cui speranza non restava alcuna. Ma in Agosta
+mille cittadini in sull'armi, con dugento cavalli toscani, fieramente
+difendeansi, aiutati dal sito inespugnabile; onde Guglielmo, postovi
+il campo, gran pezza indarno affaticossi: e a tanti doppi ne crescea
+quella sua natural ferità. Sfogolla alfine senza battaglia, perchè sei
+traditori, schiusa di notte una postierla della città, indifeso
+diergli in preda quel valente presidio: ed ei nè valore rispettò, nè
+innocenza, nè ragione d'uomini alcuna. Ivano i suoi per la città,
+contaminando ogni luogo con uccisioni, stupri, saccheggi; cercavano
+lor vittime per fin entro le cisterne e le fosse del grano. Ma dopo la
+prima strage, quando fu satollo il furor de' soldati, non si spense
+nel crudo animo del ministro del re. Chiama al macello un manigoldo
+d'estrema forza: al quale adduconsi legati gli Agostani; e quegli li
+spaccia con un largo brando; e quand'è spossato gli si porgon colmi
+nappi di vino, che tracanna insieme col sudore e sangue di che gronda
+tutto; e con fresche forze ripiglia l'opera scellerata. Alzò sulla
+marina una catasta di capi e di tronchi; dove tra le misere vittime
+loro andavano a monte i sei figliuoli di Giuda, ben premiati così da
+Guglielmo. Non rimase persona viva in Agosta. Molti fuggendo al mare,
+sì precipitosamente accalcaronsi sopra un legnetto, che diè alla banda
+e si sommerse. Gavazzavano intanto i Francesi nella insanguinata
+città, che deserta e squallida fu poi per lunghissimi anni[8]. Nè
+queste immani stragi, nè questi immani tripudi ricordavano {41} i più
+degli storici narrando con tanto studio la strage del vespro, che
+misura fu per misura! A quella carnificina tenner dietro negli altri
+luoghi i supplizi. Corrado Capece s'affortificò in Centorbi: ma visto
+balenare i suoi, uscì solo a darsi nelle mani di Guglielmo; e quegli
+il fe' accecare, e trarre a Catania, e per la gola impiccare. Marino e
+Giacomo fratelli di lui periano anco sulle forche a Napoli; per altri
+casi gli altri principali partigiani: sol campò Federigo di Castiglia,
+che si difese in Girgenti, ma Guglielmo come congiunto di re Carlo gli
+diè di partirsi con una nave. Sulle misere città di Sicilia, o state
+ribelli, o state fedeli, piombò intanto la rapace man d'Estendard, con
+imprestiti e altri mal dissimulati ladronecci[9]. Lucera di Puglia,
+ove i Saraceni siciliani fatto avean sì bella difesa, s'arrendè poco
+appresso per gli strazi d'orribilissima fame: trionfò Carlo da per
+tutto senz'alcun freno. Così crescon per doma ribellione e peggiorano
+i principi, stimolati da sdegno e sospetto, nè mansuefatti da timore
+alcuno de' sudditi; i quali per diffidar l'un dell'altro e spossamento
+comune, forz'è che lungo tempo servano, e stiansi.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Questa ragione della nimistà d'Arrigo di Castiglia è riferita da
+ Bernardo D'Esclot, Istoria di Catalogna, cap. 60, ed. Buchon, 1840.
+
+ [2] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 3 e seg.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 8 e 9.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 20 al 23.
+
+ Raynald, Ann. eccl. 1267, §§. 2, 12 e seg., 1268, §§. 2 a 29.
+
+ Nic. di Jamsilla, in Murat. R. I. S. tom. VIII, pag. 614 e seg.
+
+ Veggansi anche i seguenti diplomi del r. archivio di Napoli:
+
+ Diploma di Carlo I, dato di Viterbo 11 aprile undecima Ind. (1268)
+ al segreto di Sicilia, per le spese di fra Filippo d'Egly dello
+ Spedale di S. Giov. di Gerusalemme. Reg. di Carlo I, segnato 1268,
+ O fog. 18.
+
+ Altro dato dal campo sotto Lucera il 2 giugno undecima Ind. (1268)
+ a Falcone di Puy-Richard vicario di Sicilia, perchè munisse con
+ estrema cura Messina, _tamquam portum et portam Sicilie_.
+ Ibid. fog. 18.
+
+ Altro dato di Capua a 10 dicembre duodecima Ind. (1268) pel castel
+ di Licata, che avea sostenuto assai guasti da' ribelli. Ibid. fog.
+ 22.
+
+ Conti resi da Bartolomeo di Porta giustiziere della Sicilia di là
+ dal Salso, per l'amministrazione dal 14 ottobre 1268, a tutto
+ novembre 1269. Ibid. fog. 75.
+
+ Da una partita di questo conto si scorge, che il giustiziere
+ mandava al re, Nicolò di Marchisano a chiarirgli falsa la voce
+ dello sbarco del re di Tunisi in favor de' ribelli; e che avea
+ pagato un'oncia a Lorenzo di Trapani, il quale con la sua barca
+ portò questo corriere da Palermo in Principato, ov'era il re.
+
+ [3] Gio. Villani, lib. 7, cap. 24 al 27.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 9.
+
+ Saba Malaspina, lib. 4, cap. 13.
+
+ [4] Bart. de Neocastro, cap. 9 e 10.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 28 e 29.
+
+ Saba Malaspina, lib. 4.
+
+ Frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 9.
+
+ Ricobaldo Ferrarese, Hist. imp. an. 1268, etc.
+
+ Un verso di Dante, se bene o mal interpretato non importa, diè
+ luogo ai primi comentatori poco discosti dal secol XIII a narrare
+ un aneddoto intorno la morte di Corradino. Nella loro età dicessi,
+ che Carlo I d'Angiò, per superstizione mezzo pagana venuta di
+ Grecia, avesse fatto cuocere una zuppa, e mangiatola su i cadaveri
+ di Corradino e degli altri guastati con esso; il quale rito s'avea
+ per fermo che purgasse il peccato dell'omicidio, o troncasse il
+ corso alla vendetta. Il verso è questo:
+
+ .... Ma chi n'ha colpa creda,
+ Che vendetta di Dio non teme suppe. _Purg_., c. 33.
+
+ Io non rido di tal comento come fa il Biagioli, perchè tutte le
+ memorie degli uomini portano superstizioni, empie e ridicole almen
+ quanto il mangiare una zuppa sul cadavere dell'ucciso. Nè Carlo I
+ d'Angiò fu spirito forte, come diremmo in oggi. Ma non trovando
+ questo fatto in alcuno degli scrittori contemporanei di parte
+ contraria a lui, conchiudo che, o la favola nacque dopo la loro
+ età, o ch'essi come favola manifesta la tacquero. Perciò ho
+ lasciato indietro questo, che pur sarebbe un forte tratto di
+ pennello sul carattere di Carlo, su i tempi, e sulla natura della
+ condannagione di Corradino. Su le opere di Guidone da Suzara, veg.
+ Tiraboschi, Storia letteraria d'Italia, tom. IV. Suzara è città
+ nel distretto di Mantova.
+
+ [5] Veggansi le molte concessioni di feudi e altri beni fatte da re
+ Carlo in questo tempo, che leggonsi nel r. archivio di Napoli,
+ reg. di Carlo I, segnato 1269, D, fog. 1 ed 8. Tra gli altri si
+ trova a fog. 6, a t. e duplicato al 114, a t. un diploma del 15
+ genn. tredicesima Ind. (1269) pel quale furon date all'arcivescovo
+ di Palermo le case che possedeva in Napoli Matteo de Termulis,
+ fellone.
+
+ [6] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 17.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, pag. 14. _Misericordiam_, etc.
+
+ [7] Capitoli del regno di Napoli, pag. 16. Nel preambolo si legge
+ essere stati i ribelli di Sicilia, _conculcati, et gladio ultori
+ perempti_.
+
+ [8] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 17.
+
+ [9] Conto reso da Bartolomeo de Porta giustiziere della Sicilia di là
+ dal Salso. Nel archivio r. di Napoli, reg. di Carlo I (1268), O,
+ fog. 75.
+
+ Da questo si veggono gl'imprestiti sforzati fatti per ordinamento
+ di Guglielmo Estendard, maresciallo e vicario generale in Sicilia,
+ di Guglielmo di Beaumont, ammiraglio, e di Fulcone di Puy-Richard.
+ Un altro argomento di estorsione, come si ricava da' medesimi
+ conti, fu l'assedio di Sciacca, non so bene se quel del primo
+ sbarco di Federigo di Castiglia, o un secondo quando trionfò la
+ parte angioina. Richiedeansi le città di mandar forze a
+ quest'assedio, e invece d'uomini si prendea da esse denaro. Sul
+ cumulo di queste composizioni furono assegnate all'ammiraglio per
+ ordine del re once 621.
+
+ Da' medesimi conti ricavasi, che in questo tempo il prezzo del
+ grano montò a venti tarì a salma.
+
+
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+Re Carlo continua e trapassa gli abusi della dominazione sveva.
+Immunità ecclesiastiche. Novello baronaggio. Gravezze, e modi del
+riscuoterle. Demani, e bandite. Servigi, e soprusi che nascon da
+quelli. Amministrazione della giustizia, crimenlese, matrimoni,
+violenze alle donne. Violazione dei dritti politici. Riscontro delle
+condizioni di Sicilia e di Puglia. 1266-1282.
+
+
+
+Temperavansi a vicenda nell'antica siciliana costituzione il
+principato e 'l baronaggio; nè illimitati dritti avea questo sulle
+persone, nè gravissimi sulle facoltà: i villani men servi che altrove;
+non eran servi i rustici; i borghesi e cittadini, fin delle terre
+feudali, sentivano lor libertà, lor immunità sosteneano[1]. Il poter
+giudiziale dipendendo direttamente dal principe, non serviva a tutte
+voglie della feudalità. Comportabili le gabelle; miti i servigi;
+rarissimi gli universali tributi: e i parlamenti soli accordavan
+questi; i parlamenti conoscean solennemente le leggi dal re dettate.
+In questi termini, dopo ondeggiar molto del potere tra i baroni e 'l
+principe, il buon Guglielmo ristorò gli ordini politici: la feudalità
+di nuovo turbolli: Federigo imperatore più monarchicamente li assestò,
+come nel capitolo {43} primo s'è detto. Molti statuti e savi ei dettò,
+fiaccando i baroni: bandì, or col voto dei parlamenti ed or senza, le
+universali contribuzioni, ch'erano per ordine fondamentale limitate ai
+noti quattro casi feudali[2], ed ei per violenza le rese più
+frequenti: moltiplicò le gabelle sulle derrate: di alcune merci
+riserbossi esclusivo lo spaccio; accrescendo così senza modo le
+entrate regie. Pentito in ultimo, o infigendosi, per testamento abrogò
+queste violazioni alla costituzione: disdisserle anco i suoi
+figliuoli; e le praticaron pure, sospinti dai bisogni della guerra[3].
+Esse dettero a Manfredi il crollo; esse a Carlo d'Angiò preparavanlo.
+Giurato avea Carlo tra le condizioni della pontificia investitura, di
+cessar gli abusi, di ridurre il governo ai termini del Buon Guglielmo;
+e i tempi del Malo ricondusse, e fe' peggio, non sapendo astenersi da
+tanto comando, da tanta moneta. Sottilmente anzi investigando tutti i
+mal'usi, che dritti si dicean del fisco, accrebbe peso e molestia: poi
+dalla ribellione per Corradino trasse pretesto a scioglier sè e' suoi
+ad ogni misfare. Le leggi e i registri che ne restan di lui; quelle
+che dopo il nostro vespro a moderar la pessima signoria promulgaronsi
+in Puglia dagli angioini, da que' di Aragona in Sicilia; e le
+rimostranze de' Siciliani al papa; i brevi pontificî; gli attestati
+degli storici contemporanei, fosser nostri o avversi, tutte ne
+mostrano scolpitamente le calamità della Sicilia in quei tempi.
+Fremendo io le scrivo; ma ne racconterò la vendetta[4].
+
+E prima dirò della slealtà con la Chiesa. Avea Clemente {44} conceduto
+il regno a patto che gli ecclesiastici godessero tutte lor pretese
+franchezze, dagli Svevi negate; e che si rendessero i beni occupati
+dagli Svevi a chiese o usciti. Giurollo Carlo, e da re nol dovea:
+preso il regno poi, avarizia il vinse a romper la fede; non già
+negando apertamente, {45} ma peggio, con cavillare in parole, e
+persister nei fatti. Perciò, lagnandosi invano papa Clemente, le
+comuni gravezze ei riscosse dai chierici, e da lor case; nè sazio a
+questo, ai beni ecclesiastici diè di piglio; i dritti dei porti di
+Cefalù, Patti, e Catania occupati dagli Svevi nella guerra con Roma,
+nella pace ei ritenne[5]. E non potè contendere che un legato,
+inquisitore, o esecutore (così intitolavasi) della Santa Sede nel
+reame di Sicilia sopra la restituzione de' beni ad esuli, chierici, e
+chiese, il quale fu dapprima Rodolfo vescovo d'Albania, rendesse
+ragione d'autorità del papa; non seppe nè anco ricusare i rescritti
+che dessero virtù esecutiva a quelle sentenze; ma lascionne la più
+parte senza effetto, come avvenne per lo casal di Calatabiano, che
+Vassallo d'Amelina a nome del re prese violentemente alla chiesa di
+Messina, e per un altro casale e un podere della medesima, che il
+fisco tenea, nè per decisione del legato, nè per ammonizion dei papi,
+e in particolare di Gregorio X, si disserravano a renderli le avare
+mani di Carlo[6]. Gli Spedalieri, e i Templari che nei {46} suoi reami
+veniano, taglieggiò senza rispetto; alla corte stessa di Roma non
+n'ebbe, quando giunse a vietar che i suoi sudditi con gli stati di
+quella mercatassero[7]. Così adoperava coi papi. La siciliana
+repubblica dell'ottantadue, incontanente redintegrò la chiesa di
+Messina nel possesso di quei beni[8]: e la corte di Roma fieramente
+malediva la siciliana repubblica, perchè si ristorasse la prepotenza
+di Carlo[9]!
+
+Di gran momento sembrami in cotesto nuovo principato la novazione del
+baronaggio. Perchè il picciol signore d'Angiò e di Provenza, armando
+per tanta macchina di guerra, avea tolto in presto molto danaro, molte
+schiere condotto di speranza più che di stipendio; onde gli era forza
+soddisfare a' conquistatori e sostegni del suo trono; e appena messovi
+il piè, al gran lotto diede opera[10]. E nulla erano gli ufici
+pubblici lucrativi, ancorchè a' soli suoi li serbasse; nulla i
+benefici ecclesiastici, che conferiva a quei soli; di terreni, di
+feudi facea d'uopo. Entrò Carlo dunque in una inchiesta strettissima
+dei demanî, de' baronaggi tutti, delle sostanze di Manfredi e de'
+suoi; non a cercare, ma a trovare vero o supposto vizio nel
+possedimento. A ciò {47} i veltri del fisco, affamati, sagaci,
+invidiosi, ivano in traccia, svolgean vecchie carte, su dritti e
+usanze cavillavano, vinceano in diligenza lo stesso re. A vetustà di
+possesso, a prescrizione non s'attende; richieggonsi i titoli de'
+feudi tutti; minacciano spogliamento gl'ingordi ministri, e per danaro
+acquetansi. L'hanno, e all'inchiesta, all'espilazione dopo breve
+tratto ritornano: feudo non fu, nè baronia che due o tre volte non si
+fosse ricattato in tal guisa[11]. Con severità maggiore si ricercò de'
+regi demanî: orribili furono le confiscazioni per crimenlese, come
+innanzi dirassi. Perilchè occupando terre, e castella, e poderi
+innumerevoli, largheggiavane re Carlo co' suoi per feudale
+concessione[12]; e tanti diplomi ce ne rimangon ora, che alcuno, senza
+badare al rapace acquisto, nè alla sforzata liberalità coi maggiori
+dell'esercito, magnifico ne dice il re. I novelli baroni poi a lor
+uomini gratificavano con subalterne concessioni: così i condottieri, i
+soldati d'oltremonti prendeano stanza nelle nostre terre; sospettosi,
+odiosi, pronti a ripigliare le armi; e ritraente dalla primitiva
+occupazione de' barbari, una feudalità novella sorgeva {48} appo noi.
+Essa fu incentivo grandissimo ai turbamenti dell'ottantadue, perchè e
+l'insolenza portava della vittoria, e 'l dispetto di signoria
+forastiera, e l'uso a dritti o angherie, radicati in Francia, ignoti
+in Sicilia[13]. Però insopportabili qui rendeansi i novelli feudatari.
+Con insolite esazioni aggravavano le industrie; rapiano apertamente;
+taglieggiavano vassalli, e viandanti; tenean private carceri pei
+colpevoli e più per gl'innocenti; intrigavansi di forza ne' negozi de'
+comuni; ad ogni eccesso le violente mani stendeano[14]. Del che più
+largamente diremo, divisando i soprusi de' famigliari e degli altri
+officiali del re; ch'essi e' feudatari eran di una genía tutti, senza
+ragione nè patria, tutti accozzati di varie genti, Francesi,
+Provenzali, Fiamminghi, e trapiantati nell'inimico paese, presero come
+venturiera masnada una sembianza propria e nuova, un'indole rapace,
+crudele, pessima; nè Francesi li direi, se non fossero stati i più, e
+l'uso delle tradizioni e istorie nostre non mi sforzasse. Rimessi se
+ne stavano intanto i baroni siciliani, dal re bersagliati e dai feroci
+compagni, ed usi a vivere negli antichi termini co' vassalli. Quanto
+del baronaggio dico io dunque, s'intenda del nuovo. Nè maravigli
+alcuno a vederlo sì sfrenato sotto sì dispotico principe; avvegnachè,
+riguardo all'autorità regia, tenealo egli a segno; i dritti sovrani
+geloso {49} riserbavasi nelle concessioni[15], ed esercitavali, non
+perdonando a tributo, nè a servigio; infino a sancir la morte contro
+gli usurpatori de' demani, e a dichiarare, e per questo soltanto, che
+regnicoli e Provenzali e Francesi senza distinzione ubbidissero[16].
+Abbandonava nel resto il freno, perchè diverso dagli altri principi
+dell'età sua Carlo regnava. Quelli con la riputazione delle
+municipalità, sforzavansi a raffrenare i baroni; ei condottiero ancora
+del suo baronaggio, da quello era mantenuto sul trono[17]. Nimici {50}
+ambo de' popoli, ambo s'affaticavano insieme a tenerli sotto il giogo,
+e 'l sangue sugger loro e i midolli, come vivamente dice, e famigliar
+del papa era e guelfo, l'istorico Saba Malaspina[18].
+
+E meglio stan queste amare parole ove si risguardi alla
+amministrazione delle pubbliche entrate, levate non per bisogni
+pubblici, ma da istinto d'avarizia e disegni d'ambizione; la quale
+rapacità copriano i partigiani di Carlo con dir ch'era uopo dimagrar
+que' contumaci sudditi, affinchè contro il principe non alzasser la
+cresta[19]. Era nei tempi feudali, altrimenti che ai nostri, ordinata
+l'azienda degli stati; e più discrete apparian le gravezze a cagion
+de' minori bisogni, e degli usi sotto i quali esse ascondeansi. Perchè
+i demani[20] somministravano la più parte delle spese della corte; a
+quelle del pubblico suppliano i popoli, non pur con danaro, ma sovente
+col servigio delle persone, e delle cose loro. Così gli eserciti, le
+navi, dai feudatari forniansi e dalle città; così era debito albergar
+le corti del principe e de' maestrali; così ai lavori pubblici andavan
+tenuti gli uomini di minor taglia, ai trasporti, e a somiglianti
+disagi. Servigi s'appellavan questi; e collette le contribuzioni
+dirette e generali; gabelle poi le tasse sulle derrate, che per
+privativa nella vendita sovente si riscuoteano. Delle quali parti
+l'entrata dello stato componeasi in Sicilia ancora; ma la moderata
+costituzione tutti i pesi rattemprava. Turbaron gli Svevi quella
+bilancia, sì come io notai: Carlo le diè il tracollo, arso, dice
+dolorando il suo istorico, arso d'idropica sete di danaro[21]; e ne
+venne quasi all'aperta rapina. {51}
+
+Ne restan di Clemente quarto, a lui indirizzate nei primi principî del
+regno, due epistole, che son modello di politica prudenza e umanità; ma
+Carlo sen rise, come fanno i despoti ad ogni buon consiglio. Toccatisi
+in quelle tutti gli ordini dell'amministrazion dello stato; e sulle
+tasse illegalmente levate: «consigliamti, o figliuolo, scrivea il papa,
+che, chiamati i baroni, i prelati, e i maggiori uomini delle città, i
+tuoi bisogni lor esponga, e l'utilità del difendersi, e con
+l'assentimento di essi stabilisca il sussidio a te dovuto. Di quello
+poi, e de' tuoi dritti sia tu contento; lascia tu liberi i sudditi...
+Ordina col parlamento in quali casi richieder possa la colletta ai
+vassalli tuoi o de' baroni»[22]. E il pio re, nè parlamenti adunando, nè
+misura osservando alcuna, nè per bisogno pubblico, bandiva l'un
+sull'altro, più fiate entro un anno, quegli universali tributi; or
+aggravando e spesseggiando i consueti; ora speculandone nuovi e
+insoliti, come fu quello de' legnami e marinai: e talvolta tumido e
+frettoloso lasciava ai ministri suoi che a lor talento ordinasserli[23].
+Si promulgan {52} così gli editti; saltan fuora i riscotitori; non
+bastando i {53} sudori della industria[24] alla gravezza diretta,
+spessa, immite, fuggono i miseri dai lor focolari[25]; e se non ne han
+cuore, strappansi il pan dalla bocca, pagano una parte, e veggonsi pure
+rapir le suppellettili, e gli animali, e gli strumenti della
+agricoltura[26], e fin diroccare le case, le persone trarre in carcere.
+Ivi son incatenati con manette di ferro; lor negasi il cibo e il bere;
+popolani e nobili, {54} vecchi, fanciulli, adulti, donzelle serransi
+alla rinfusa come un sol gregge; occasione, o pretesto a violenze
+maggiori[27]. «Mille nuove arti (sclama, trasportandosi a' tempi del
+servaggio, una rimostranza de' Siciliani ammoniti dopo il vespro a
+tornarvi), mille nuove arti insegnava a costoro l'inestinguibil sete, il
+furore dell'avarizia. Sulle liste dei riscuotitori gli uomini son
+cresciuti; ma ben le liste di proscrizione li scemano. Nostri non sono i
+beni; per costoro ariamo il suolo. Oh si lasciasse ai coltivatori un
+tozzo di pane! Oh mangiassero, ma non divorassero! Ma no; le persone non
+difendono i beni; nè i beni salvano le persone. Tutto bevono, tutto
+succhiano questi vermi insaziabili. Appena ci è concesso disputare ai
+corvi i brani delle carogne[28].»
+
+Tra la moltitudine de' poveri straziata a tal modo, i ricchi non
+compravano almeno la sicurezza delle persone col sacrifizio de' beni.
+Pagavan le tasse, e non bastava; ricusandosi dagli officiali la
+scritta del ricevuto, finchè non avessero una grossa mancia[29]. Il re
+dal suo canto vuol da loro tutta la colletta del paese, immantinenti,
+in moneta; pensin essi a riscuoter dagli altri. Chi ricusa, in
+prigione, in catene, finchè non prenda l'uficio; nè esce poi per
+questo, senza pagar nuova taglia per riscatto dalla prigione. Uno
+n'esce; un altro sen trova, ch'è pelato con lo stesso argomento
+fiscale: strano ed esorbitante peso in quei tempi, in cui sì alto
+montavan le usure del danaro. Frequentissimi {55} inoltre i violenti
+comandi a giustizieri, a portulani, a segreti per anticipazioni delle
+tasse da riscuotersi; e non meno eran gli imprestiti, che da privati,
+da comuni richiedea il re, e a sua voglia faceane i patti, e pagava a
+sua voglia[30].
+
+Peggiore, e universal danno recò l'alterazion delle monete, {56} tanto
+o quanto ben governate dagli Svevi, mentre nella più parte degli stati
+d'Europa il fisco ne traea grossa entrata; che è a dir le magagnava
+grossamente[31]. E Carlo, imitatore degli Svevi nel mal solo, seguì in
+questo gli esempi di fuori, e andò oltre com'ei solea. Fa coniare in
+Napoli, in luogo degli antichi agostali, carlini e mezzi carlini
+d'oro, con vocabolo preso dal suo nome e pervenuto infino a questi
+presenti tempi, del medesimo valore degli agostali, com'affermava, e
+di metallo purissimo; e nello editto stesso smentiasi, affidando il
+corso di questo suo conio al terror de' supplizi; perchè comandava con
+la solita immanità, che dando o ricevendo carlini di oro per valor
+minore dello edittale, gli officiali suoi ne avessero pena la
+pubblicazion de' beni e 'l taglio della mano; i privati fosser
+marchiati in faccia con la propria moneta arroventata su i carboni
+ardenti[32]. Ogni anno poi, e talvolta entro un anno più volte,
+stampava a Messina ed a Brindisi la bassa moneta, d'una trista lega di
+molto rame con pochissimi grani d'argento, di quella specie chiamata
+un tempo erosa, ed or biglione; il qual conio addimandavasi danari, e
+perchè altrimenti non si potea mettere in circolazione, si dispensava
+per forza agli abitanti di ciascuna terra o città, che dovean torselo
+al disorbitante valor edittale, e pagarne tanta buona moneta d'oro o
+d'argento. Guadagnavaci il fisco l'ottanta per cento e più; perdeanci
+i privati strabocchevolmente, {57} perchè nè comando nè supplizio mai
+die' valore a ciò che non n'ha; onde a capo a quattro o cinque giorni
+cinquanta danari valean sei, passata la settimana calavano ad uno[33].
+I sinistri effetti di tali alterazioni credea menomare, ma li
+aggravava il re, con un divieto all'uscita degli schietti metalli, e
+di tutt'altra moneta che la sua[34]. Taglia questa non era, nè
+balzello, ma pretta rapina {58} di falsario; e per giunta soffocava e
+struggeva i commerci: non pur pensando l'avarizia cieca a
+quell'avvenire non lontano, in cui invan farebbe prova a smugnere i
+sudditi, condotti alle ultime stretture di povertà.
+
+E quanto al commercio, nè era questo il sol danno, nè avea per misura
+i soli errori economici della età, l'ingordigia con la quale re Carlo
+mercatava egli stesso di molte derrate, e il traffico delle altre in
+mille guise forzava. Riserbata al principe o da balzelli oppressa la
+uscita del sale, de' grani, e di tutta vivanda: infinite le esazioni
+de' porti, le visite, le investigazioni, i riti molestissimi, i
+ladronecci de' doganieri, il terror degli officiali maggiori, che co'
+beni e col capo doveano rendere ragione al re della osservanza di
+tutti quegli ordinamenti[35]. E mentre così il fisco tiene {59} i
+traffichi esterni, e li interdice agli altri, gl'interiori travaglia e
+soffoca con quei, che nuovi statuti chiamò l'imperator Federigo, e
+nuovi balzelli eran per vero su varie derrate, e privativi dritti del
+vender sale, acciaio, seta, e altre merci[36]. Nei traffichi allora
+addentrandosi re Carlo con quella guida delle angherie baronali, qui
+fabbrica mulini, e comanda non possa alcuno macinar altrove i
+frumenti; qui spianando pane, se ne fa ei solo venditore ai sudditi
+l'amorevole monarca[37]. Forni, e mulini, e antiche gabelle, balzelli
+nuovi, terratichi, multe, esazioni dell'amministrazione della
+giustizia, ei dà in fitto ove il possa; ondechè l'ingordigia dei
+pubblicani con la sua si mesce a travaglio de' popoli[38]. Ma, se
+pubblicani non trova, adocchia i più ricchi uomini; sforzali a toglier
+quegli ufici, come allor diceano, in credenza; cioè, che riscuotano
+per loro, paghino al re quel tanto ch'ei ferma a suo arbitrio,
+ragionando in tempi sì mutati e calamitosi il {60} ritratto
+sull'ultim'anno del regno di Manfredi, nel quale al doppio e al triplo
+dell'odierno sommava[39].
+
+Nè mancò infine l'arte delle spugne di Tiberio. Da molti documenti
+ritraesi che gli officiali, convinti di mal tolto nel dare i lor
+conti, componeansi per danaro col re; il quale in tal guisa non
+solamente rifaceasi del frodato a lui, ma anco partecipava de'
+ladronecci su i popoli; e spesso fingea il mal tolto contro un ricco
+uficiale per aver, come pareagli, onesta cagione a pelarlo[40].
+
+Possedea vasti demani re Carlo. E i cortigiani[41] anelanti a precorre
+il principe ne' suoi vizi, pieni di zelo con lui borbottavano:
+dilapidarsi da' coloni que' suoi poderi; niun frutto ritrarsene;
+essere i sudditi ricchi troppo; a questi addossasse il maneggio de'
+beni, con patti accorti: non era egli il signore di lor vita e
+sostanze? Società d'industria agraria delibera dunque il re: agli
+agricoltori vicini dà in soccio a forza, tenute, e armenti, e greggi,
+e scrofe, e polli, e gli sciami fin delle api. La quantità delle
+produzioni o de' parti che a lui si debba, stabilisce egli a sua
+posta: sia sterile poi l'anno o fecondo, mortifera o generativa la
+stagione, {61} riscuote quel tanto, nè a mercè piegasi mai. Di questi
+non dubbi guadagni anzi invogliato sempre più, non è nei poderi suoi
+vil cosa cui non attenda; mette a entrata fine il letame delle
+greggi[42], manda gli armenti a satollarsi nelle altrui terre, entro i
+pascoli non pure, ma nei seminati più belli: e tristo chi si lagni di
+sofferto dannaggio[43]!
+
+Volgeasi per le campagne il guardo, e da per tutto era bandita del re;
+non a sollazzo suo, a dispetto de' popoli. Occupansi a capriccio i
+côlti de' privati; tramutansi in foreste; proclamasi il fatal bando
+della caccia; ed è uom perduto chi non pure un cervo uccida o un
+camoscio, ma solamente in que' luoghi soggiorni o passi, e a'
+boscaiuoli regi non aggradi. Incessanti perquisizioni fan quelli, per
+fame e selvatichezza più intristiti: alla insolenza aggiugnendo
+l'insidia, spesso ripongon di furto ne' tuguri alcuna pelle o altro
+avanzo di cacciagione; e frugan poi; s'infingon trovarlo, e la misera
+famigliuola inabbissano. Lor parchi allargavan anco i baroni ad
+esempio del re; con pari giustizia acquistandoli, con pari umanità
+guardandoli. Infinita la molestia dunque: e ben era ragione che per
+procacciar {62} un'ora di diporto a quegli eletti, lagrimasse e
+affamasse lunghi anni la vile bordaglia[44].
+
+Il gran Federigo, aggravando le tasse, disusato avea i servigi almeno;
+ineguali maniere di contribuzione, ai sudditi molestissime,
+disdicevoli al governo, e male accordantisi con quel sì ordinato
+dispotismo, ch'avea egli in mente. Or la nuova avarizia assottigliata
+in ogni parte, i servigi richiese, senza tor le gravezze poste in
+luogo di quelli. Onde non solo volle il militare servigio, e
+l'armamento delle navi, non mai discontinuati per l'addietro, ma solo
+talvolta ricattati con la contribuzione ch'adoa appellavasi o
+adoamento; ma cento altri ne ricercò de' più riposti e strani.
+Scrivonsi a servir sulle regie navi marinai e non marinai: chi
+s'asconde o fugge, è perseguitato senza mercede: i genitori, i
+fratelli, le sorelle imprigionansi, affinchè il contumace per amor
+loro si dia volontariamente nelle rabide mani de' commissari[45].
+Intanto costretti i comuni a mandar il danaro delle collette in ogni
+luogo ove al re piaccia[46]: costretti i cittadini a portarlo tra i
+rischi e i disagi, fabbricati dal mal governo medesimo. Se attende uom
+quetamente a sua industria, il mandan corriero con lettere e spacci, o
+a custodir prigioni; e sol per danaro trar si può di briga[47]. Alle
+vetture, alle barche dan piglio gli officiali, i famigliari del re,
+de' magistrati, dell'azienda pubblica, de' castellani, dei feudatari:
+e servigio gridan del {63} re, servigio del barone; traggon giù i
+padroni; sforzanli a remigare o a far da guida; e dan percosse in
+mercede, e a lor agio s'accomodan essi[48]. Così senza prezzo la
+vivanda tolgono in mercato, ch'è mestieri, dicono, al fisco; i vini
+suggellan così, toccando al re, a' suoi tutti la scelta, agli abbietti
+proprietari il rifiuto: ma per danaro si mitigan poi[49]. In mille
+così vilissimi aggravî, per le piazze, per le osterie, nel lezzo delle
+taverne la cupidigia degli infimi famigliari si spazia, rivaleggiando
+con quella dei potenti. Grandi ed infimi, che in tante bisogne della
+uggiosa signoria svolazzavan per Sicilia tutta a stormi, s'intrudeano
+nelle case de' cittadini, abusando quel già gravoso dritto d'albergo.
+Entrano a dritto o a torto; scaccian la famiglia; sciupan letti,
+masserizie, vestimenta, quanto trovano; poi, se lor talenta, il portan
+via, se no, il buttano in faccia agli ospiti, e vanno[50]. L'ingiuria
+de' servigi personali passò ogni costumanza, ogni limite della stessa
+ingiuria sociale della feudalità, e venne all'eccesso del capriccio,
+del più strano e brutale dispetto. Vidersi nobili e onorandi uomini
+costretti vilmente a recar su le spalle vivande e vini alle mense
+degli stranieri; vidersi nobili giovanetti tenuti in lor cucine a
+girar lo spiedo come guatteri o schiavi[51]! {64}
+
+Ma se di ragione alcun parla, se d'aggravio si lagna, se di presente
+non ubbidisce, alzan lo staffile i protervi, snudano il ferro; di
+ferro cinti essi sempre, inermi i nostri per feroce divieto: e
+percuotono, uccidono; o peggio del ferire, traggono in prigione gli
+oltraggiati cittadini che osin parlare; e alla violenza privata allor
+sottentra la violenza pubblica, e se non si ripara con danaro, il
+magistrato invocando la legge e Dio condanna a morte, a prigione, ad
+esiglio[52]. Di qui dunque ci avvieremo ad esaminar l'amministrazione
+della giustizia.
+
+Illustre fu dator di leggi l'imperator Federigo: le forme d'applicarle
+ei dettò con senno e dottrina; se non che mescolovvi l'ingordigia
+fiscale. Così gli ordini giudiziali al governo angioino pervennero;
+nel quale essendo avarizia maggiore, e non altezza alcuna di
+consiglio, il buono ei contaminò di quegli ordini, il tristo ne
+accrebbe; e i tempî d'Astrea fe' bordelli. A magistrati affidolli, di
+que' che ben allignano sotto la tirannide; e più venali allor erano,
+perchè a' giudici annuali delle terre, anzichè darsi stipendio,
+richiedeasi un dritto per la loro elezione[53]. Strani decreti {65}
+Carlo dettò secondo i parziali bisogni; ogni misura passò; ogni dritto
+confuse. E già dissi come a' satelliti suoi la giustizia fosse
+strumento e non freno: onde suonano ipocrisia brutta quanti statuti ne
+restano, che fan sembiante di protegger persone e proprietà, da quelli
+manomesse a man salva[54]. Leggiamo così, nè per volger di secoli ne
+inganna re Carlo, i severi gastighi da uno statuto suo minacciati agli
+occupatori dei beni altrui per frode o forza[55]. Così ne rivelano gli
+effetti del mal reggimento, e non la cura o efficacia di quello, le
+promulgate leggi contro i rubatori di strada: che prove qualunque
+bastassero a condannarli: che le città o terre ristorassero de' furti
+avvenuti in contado: che non armandosi gli abitanti a scacciare i
+masnadieri, il comune si componesse per danaro col fisco: le ville, le
+case rustiche arderebbersi ove que' trovassero asilo, o a denunziarli
+non si corresse. Verghe, marchio, e bando pei furti infino al valor di
+uno augustale[56]; infino a un'oncia taglio della mano; oltre un'oncia
+la morte[57]. Applicavasi al fisco la terza parte de' furti
+ricuperati[58]. {66} Una grossa multa in ragion della popolazione si
+riscuotea sulle terre, ove, seguito un omicidio, il reo non si
+scoprisse: per la occultazione studiata, gastighi maggiori[59]. E
+avvenia che il magistrato (giustiziere chiamavasi, e girava per tutta
+la provincia) intendendo il misfatto, correa, minacciava, investigava;
+addottogli l'accusato, negava di rilasciarlo sotto malleveria, ch'era
+beneficio della legge[60]; ma strettosel tra le ugne e pelatolo,
+l'assolvea spesso poi per moneta; e il re godeane, riscuotendo la
+multa sul comune, come per non trovato delinquente[61]. Le prigioni di
+tal giustizia penale ognuno le immagini, e condanni d'esagerazione poi
+la rimostranza de' Siciliani che citammo di sopra! «Altri, essa dice,
+è inghiottito dall'abisso di perpetuo carcere; carcere non quale
+costruì la giustizia, o la severità stessa delle leggi, a custodia,
+non a gastigo de' malfattori. È vinta la umana immaginativa dagli
+orrori ch'io vidi. Giace a Napoli sotto il pendio d'immensa rupe una
+spelonca, fatta carcere da questi stranieri, tetra e negra oltre
+natura, flagellata sempre dal mare che la circonda, scrollata e
+minacciata dalle tempeste. Orrida è di torture, di supplizi: che
+mostrano a' prigioni qual termine s'apparecchi a lor guai: un acerbo
+dolore ti trafigge all'udirvi gemiti, stridi, sospiri, aneliti de'
+languenti in catene. Questo fu tanti anni il covile de' miseri
+abitanti del regno; il sollazzo de' tiranni. Lo costruì il furor della
+spada: or passiamo alla fame dell'oro,» dice lo scritto, e continua le
+{67} maledizioni[62], meritate dal governo in cui la trasgressione
+delle leggi s'ammendava con la crudeltà; l'avarizia del fisco, la
+corruzione de' magistrati, la rapacità de' lor famigliari
+moltiplicando senza limite que' disordini, rendean prima sorgente di
+mali l'amministrazione della giustizia, che del viver civile esser dee
+legame e comodo primo[63].
+
+E la detta fin qui parrebbe mansuetudine e clemenza, al paragone de'
+procedimenti contro i delitti di maestà. Vinto Corradino, il dicemmo,
+orribilmente vendicavasi il re; ma al superbo animo non bastava.
+Comandò che per volger di tempo non si lasciasse giammai la caccia de'
+ribelli: presi, s'impiccassero tosto per la gola: alle forche con loro
+chi pietoso li ricettasse: chi veggendoli non facesse la spia, ad
+arbitrio del re sarebbe punito[64]. Generali intanto e parziali
+inquisizioni criminali, sitibonde, infaticabili, inaccesse a pietà,
+sovr'ambo i reami si stendono[65]; fanno a gara con le inquisizioni
+dell'azienda; alle persone miran dapprima, ai beni poi de' sospetti;
+registrano sottilmente tutte le entrate; rintracciano le decorse; ai
+mobili dan di piglio[66]. Tutto confisca il re: divide la preda co'
+suoi; e {68} loro assicura il mal dato con una prescrizione brevissima
+alle ragioni dei terzi su que' beni[67]. E i signori in questo mezzo,
+trucidati cadeano, o trafugavansi in esiglio; scacciate dalle avite
+case le lor famiglie, nobili già e opulente, accattavan per Dio, o,
+dolor più acerbo, invan supplici al re per alcuno scarso sussidio[68];
+e il re il ricusava spesso; e spogliò d'ogni cosa una moglie che delle
+proprie sostanze l'esule sposo avea sovvenuto[69]. Questa rabbia
+infine confondendo ogni principio, portò Carlo a una legge: che i
+figliuoli de' rei di stato non potessero maritarsi senza espressa
+licenza del re, quasi razza d'animali feroci da non lasciarsi
+riprodurre senza pericolo[70]. Pari divieto, guidate dalla feudal
+ragione, stabiliron già le nostre leggi normanne per le eredi de'
+feudi; usollo Federigo severamente; e a suo costume abusaval re Carlo.
+Ma congiunti or quei due statuti, davano all'autorità pubblica
+l'assentir o vietare la più parte de' matrimoni. Qui perchè i feudi
+ricadano al fisco, re Carlo condanna a celibato perpetuo le eredi.
+Qui, trapassandosi da abuso ad abuso, le più ricche o leggiadre
+donzelle sono sforzate a nozze con gli odiosi stranieri, coi
+partigiani loro vilissimi, o se talvolta si concede il matrimonio con
+uomo italiano, si tolgono i beni[71]. Natura, società, {69} religione,
+i più santi legami violava quella insensata tirannide!
+
+Nè d'un solo essa era; del principe era, de' baroni, de' seguaci, dei
+partigiani suoi tutti. Supplivansi i vizi a vicenda, chè non ne
+mancasse un solo a strazio de' popoli: onde se tra que' di Carlo non
+si noverava la libidine, l'ammendavano i suoi con usura; per un
+principe non licenzioso, dissoluti manigoldi a migliaia. Di seduzione,
+di violenza ogni mezzo è in lor mano. Le ospitalità forzate,
+l'esercizio e la riputazion del comando, e 'l vietar nozze o
+assentirle, e le perquisizioni, gl'imprigionamenti per casi di stato,
+per leve marittime, per debiti delle collette, per mille torte
+cagioni, e l'esser tra gli spolpati popoli sol essi ricchi, schiudon
+loro e case disoneste e case oneste; agli ingiuriosi amoreggiamenti
+dan via. Qui alle arti di seduzione la violenza è sviluppo; rapiscon
+qui senza maschera alcuna; insultan le donne al cospetto de' mariti;
+non riguardano a candor di donzella, a castità di vedova; minacciano,
+o feriscono i parenti, o col braccio dell'autorità pubblica li
+allontanano: ridonsi de' pianti; della virtù si fan gabbo; menano al
+paro le ingannate, le dubbiose, le riluttanti vittime; a quegli
+abbominevoli amori ritegno alcuno non è[72]. {70}
+
+E il principe sì religioso e austero si fa sordo a' richiami; e
+fieramente ributta chi si lagni di villania, di rapina, di mortal
+ferita: dolenti vanno a lui i sudditi e dolentissimi sen tornano,
+quando in pena della temerità non li chiude il carcere, non li punisce
+il bastone, o non li calpestano i cavalli degli uomini d'arme, mentre
+essi si sforzano a giugnere sino ai piè del tiranno. Così la
+rimostranza già citata. Carlo sorride ai focosi suoi sgherri:
+giovanili trapassi que' loro, o giuste vendette; le querele e'
+richiami son calunnie di gente ribelle[73]. Invano Clemente parlò,
+scrisse, mandò legati a Carlo più volte[74], fin pregò re Ludovico che
+il moderasse: Gregorio X invano nel ripigliò in Toscana, e l'ira del
+cielo minacciogli, e 'l flagello d'inaspettato tiranno che piomberebbe
+su lui. «Che suoni tiranno, rispondea Carlo, io lo ignoro; ma so che
+il sommo Iddio mi ha guidato, e così ho fidanza che mi regga sempre.»
+E raddoppiò i balzelli su i Templari e gli Spedalieri; e si rise delle
+rimostranze che Marino arcivescovo di Capua fea tuonar poco appresso
+nel concilio di Lione; e dell'orrore desto tra quei prelati al suo
+dire; de' legati che il concilio deputava a correggerlo; e delle
+epistole del papa a re Filippo di Francia[75].
+
+Un dì avrebbe forse il sicilian parlamento chiesto riparazione a tanti
+torti; e '1 voto solenne de' rappresentanti della nazione, avria fatto
+impallidire quel Carlo[76]; ma il {71} parlamento più non era, ch'ei non
+l'adunò in Sicilia mai, come sopra si è detto. E più: se i re normanni
+furon tutti coronati ed unti in Palermo; se qui soggiornarono, coi
+grandi uficiali della corona, con la maestà tutta del regno; e se gli
+Svevi non mutavan punto di quegli augusti ordini, ancorchè secondo i
+casi delle guerre lungi dalla metropoli vagassero; or Carlo presa la
+corona dell'usurpazione oltre il Garigliano, continuò bene a chiamar
+Palermo capo e sede del regno, a far protestazioni menzognere del grande
+amor che le portasse[77], ma insieme trapiantava primo la regia sede in
+Napoli, non per legge, di fatto; perchè a Francia, a Provenza, alla
+corte del papa, alla agognata Italia di sopra, più vicin fosse, nè
+chiuso dai mari. Perciò non solamente offendea la dignità e 'l dritto
+della Sicilia, ma anco i materiali interessi. Spegnea le industrie,
+fondate in sul lusso della corte e de' baroni; quanti per gli ordini
+antichi viveano d'un modo o d'un altro, dannava a squallida povertà; le
+ricchezze traea fuori senza scambio; il danaro delle tasse sperdea, da
+non lasciarne ricader nè una gocciola sola a refrigerio de'
+contribuenti. E con ciò la pestilenza de' reggitori subalterni; la
+disuguale amministrazione della giustizia; l'izza del governo, che
+odiato odiava, tra i sospetti ognor travagliandosi. Pertanto più acerbi
+assai della Sicilia i mali, che delle province di terraferma, ancorchè
+le stesse mani governasserle, straniere e crudeli. Ma in terraferma il
+novello acquisto della sede {72} del governo rattemperava que' danni; e
+quanto la Sicilia perdea, la Puglia acquistava. Fioria Napoli per lo
+soggiorno della corte, per l'affluenza di tante faccende: ristorò Carlo
+la sua università degli studi, la ornò di splendidi edifizi, di feste e
+di spettacoli la fe' lieta. Lagrime, e terrore nell'isola intanto.
+Manomessa la nazione, manomessi i privati; non magistrato che rendesse
+ragione; non principe che riparasse i torti; nè un domestico asilo
+rimanea dove l'abbominato accento straniero non penetrasse a ricordare
+più scolpitamente la servitù. Delle facoltà loro non eran padroni;
+vilipesi nelle persone; ingiuriati nelle donne; della vita in sospetto
+sempre e in periglio. A tanto la Sicilia venne per le violate leggi, e
+'l dominio straniero! Tal era nel secolo decimoterzo una tirannide!
+
+
+NOTE
+
+ [1] Non proverò con citazioni questi ordini notissimi del nostro
+ dritto pubblico. Quanto a' doveri de' vassalli verso i feudatari,
+ è bene ricordare ciò che scrive Ugone Falcando al proposito delle
+ pretensioni d'alcuni novelli baroni francesi in tempo de'
+ Guglielmi, cioè nel secol XII, e delle risposte de'
+ vassalli siciliani. _At illi libertatem civium oppidanorum
+ Siciliæ prætendentes, nullos se reditus aiebant, nullas exactiones
+ debere, sed aliquoties dominis suis, urgente qualibet necessitate,
+ quantum vellent sponte et libera voluntate servire: e appresso:
+ multorum civium et oppidanorum odia suscitarent, dicentes: id eum
+ proponere ut universi populi Siciliæ reditus annuos et exactiones
+ solvere cogerentur juxta Galliæ consuetudinem, quæ cives liberos
+ non haberet._ In Caruso, Bibl. sic. tom. I, pag. 475. Gli abusi
+ feudali per altro furon seguiti in Francia dalla famosa
+ rivoluzione comunale del secolo XII.
+
+ [2] Erano, come ognun sa: 1º. invasione o grave ribellione nel
+ regno: 2º. prigionia del re: 3º. armamento a cavaliere di lui, o
+ del figliuolo: 4º. nozze della figliuola, o sorella del re.
+
+ [3] Capitoli di re Corrado I, dati in Foggia di febbraio 1251.
+
+ [4] Non credo che in questo quadro generale si debba far parola delle
+ leggi suntuarie della città di Messina, confermate da Carlo per
+ diploma del 16 giugno 1272, sulla domanda che ne fe' il comune per
+ ambasciadori apposta: Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 102;
+ e Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 2.
+
+ Tralascio ancora, come di niuna importanza, un frivolo privilegio
+ di re Carlo I al comune di Palermo, al quale, per la sua dignità,
+ e lealtà nelle recenti turbazioni di Corradino, lasciò la elezione
+ dei maestri di piazza, catapani, e altri uficiali minori. Diploma
+ dato di Napoli a 24 ottobre 1270, tra' Mss. della Bibl. com. di
+ Palermo Q. q. G. 2. Nello stesso volume si trova un altro diploma
+ dei 28 settembre 1275 dato di Venosa, in cui re Carlo mezzo
+ confermava e mezzo no un privilegio dell'imperator Federigo ai
+ Palermitani, per le inquisizioni dei giustizieri nei delitti
+ pubblici e privati.
+
+ Nè si farà menzione de' nomi dei vicari che ressero la Sicilia per
+ Carlo, oscuri ministri di un pessimo principe, non segnalatisi nè
+ anco per iniquità che passasse la volgare. Furono, se alcuno pur
+ ama saperli, Fulcone di Puy-Richard, Guglielmo di Beaumont, Adamo
+ Morhier, Erberto d'Orléans. Caruso, Storia di Sicilia, parte 1ª,
+ tom. II.
+
+ Il Sismondi nella Istoria delle repubbliche italiane, tom. II,
+ cap. 7, afferma, che sotto la dominazione di Carlo I, i baroni
+ siciliani malcontenti furono spogliati e oppressi, ma nè tutti
+ presi, nè tutti cacciati dall'isola; e che i Francesi facean
+ soggiorno nelle città e su le costiere, ma osavan di raro
+ addentrarsi nelle montagne interiori, ove i signori al par de'
+ contadini serbavan tutta la loro indipendenza. A provar questi due
+ fatti sì gravi non allega alcun documento; nè per vero ne potea;
+ nè percorrendo le memorie del tempo sapremmo apporci quale abbia
+ potuto dar luogo al Sismondi a credere limitata e contrastata la
+ dominazione dei Francesi in Sicilia. Per lo contrario tutti gli
+ avvenimenti, le leggi, gli atti di questo governo mostrano, che
+ dal 1268 al 1281 senza la menoma eccezione o resistenza, levò per
+ tutta la Sicilia quanti danari volle, fè concessioni feudali ai
+ baroni francesi nei luoghi più riposti dell'isola, e per ogni
+ luogo comandò, vessò, ingiuriò. Se dunque il Sismondi non parla
+ de' baroni che malediceano e obbedivano, come tutti gli altri
+ Siciliani, senza dubbio la inesatta narrazione del Villani intorno
+ la congiura di Giovanni di Procida, e la ignoranza di molti
+ particolari di Alaimo di Lentini, furon quelli che il portarono a
+ conchiudere frettolosamente, che restassero nell'isola, dopo i
+ tempi di Corradino, baroni in istato d'aperta ribellione. L'altro
+ supposto, ch'è di molto più fallace, forse fu suggerito dalle
+ parole di Saba Malaspina su gli abitatori «de' monti de' Lombardi»
+ e la prontezza della colonia lombarda di Corleone a seguir il
+ tumulto palermitano. Ma Saba Malaspina in quel luogo narra
+ largamente gli aggravi sofferti da' Corleonesi al par d'ogni altro
+ Siciliano, o peggio. E ciò mostra piuttosto quanto poco si godesse
+ in quelle contrade la indipendenza che ci vede il Sismondi.
+
+ [5] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 2.
+
+ Per la chiesa di Cefalù Carlo ritenne i dritti del porto, a quella
+ tolti dagli Svevi, come si legge in un diploma del 14 luglio 1266,
+ tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 12, pubblicato dal
+ Pirro, Sic. sacra, tom. II, pag. 806. Lo stesso ritraesi per
+ Catania, da un diploma del 10 settembre 1266. Pirro, Sic. sacra,
+ tom. I, pag. 535.
+
+ [6] Diplomi de' 24 marzo e 24 settembre 1267. Breve del 13 dicembre
+ 1274. Nei Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. H. 4, fog. 83,
+ 85, 91.
+
+ Il diploma in cui fu resa esecutiva e trascritta la sentenza del
+ legato sopra la restituzione di vari beni alle chiese di Messina,
+ Catania, ec. si trova nel r. archivio di Napoli, registro di Carlo
+ I, segnato 1268, O fog. 19, a t. e fog. 6, che per mal accurata
+ legatura del volume è la continuazione del detto foglio 19. La
+ data del diploma è del 9 agosto undecima Ind. (1268).
+
+ [7] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 3.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1. cap. 11.
+
+ [8] Diploma del .... 1282 ne' citati Mss. della Bibl. com. di Palermo
+ Q. q. H. 4, fog. 117.
+
+ [9] La rimostranza de' Siciliani, ch'io pubblico al doc. VII
+ s'intrattiene lungamente su i torti fatti dal governo angioino
+ agli ecclesiastici.
+
+ [10] Parecchi diplomi spargon luce su questo punto. Uno dato di Napoli
+ a 20 febbraio tredicesima Ind. (1299), accetta che Elia di
+ Gesualdo milite si fosse esposto a gravi pericoli per Carlo I
+ nella guerra con Manfredi, e gli avesse fornito in prestito una
+ grossa somma di danaro, senza la quale Carlo non avrebbe potuto
+ compiere la impresa; ond'ei gli diè in merito la baronia di
+ Gesualdo, confermata poi da Carlo II col presente diploma. Nel r.
+ archivio di Napoli, reg. di Carlo II, segnato 1299-1300, C. fog.
+ 54, a t.
+
+ Si vegga ancora ciò che dicemmo a pag. 33 per lo imprestito di
+ Arrigo di Castiglia, riferito dal d'Esclot.
+
+ [11] Saba Malaspina, lib. 6.
+
+ Capitoli del regno di Sicilia, cap. 23 di re Giacomo.
+
+ Epistole di Clemente IV a Carlo, in Raynald, Ann. ecc. 1267 §. 4 e
+ 1268 §. 36.
+
+ Diploma del 14 luglio 1266, dall'archivio della chiesa di Cefalù,
+ tra i Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 12.
+
+ Diploma di Carlo I dato il 13 giugno 1270, nel quale si comanda
+ una inquisizione per le concessioni di Federigo dopo la sua
+ deposizione, di Corrado, e di Manfredi. Dal r. archivio di Napoli,
+ Papon, Hist. gen. de Provence, tom. III, Docum. 8.
+
+ [12] Gio. Villani, lib. 7, cap. 30.
+
+ Veggansi ancora i vari diplomi ricordati da monsignor Scotto nel
+ catalogo delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag.
+ 50 e 179, e que' che abbiamo tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo
+ Q. q. G. 2, tutti cavati da' registri del r. archivio di Napoli, e
+ dati di Taormina 12 gennaio 1271, di Messina 23 gennaio 1271, di
+ Monforte 23 settembre 1272. Moltissimi altri se ne trovano ne'
+ registri del detto archivio di Napoli.
+
+ [13] Veggasi la nota in principio del presente capitolo sulla
+ esorbitanza de' dritti feudali di Francia al paragon de' nostri in
+ que' tempi; e Vivenzio, Storia del regno di Napoli, tom. II, pag.
+ 12 e 13.
+
+ È da notare che que' medesimi atti dei quali si lagnano
+ gl'istorici nostri e del continente d'Italia, come d'oppressioni
+ insopportabili de' Francesi in Sicilia, riferisconsi dagli
+ istorici del dritto pubblico francese, come leggi, dure sì ed
+ ingiuste, ma ricevute universalmente in Francia ne' secoli di
+ mezzo. E questa è un'altra prova del divario grandissimo tra la
+ feudalità francese e la siciliana, di gran lunga men barbara, del
+ secolo XIII.
+
+ [14] Capitoli del regno di Napoli, pag. 39 e 40, capitoli dati il 10
+ giugno 1282.
+
+ [15] Vo' notare, perchè mostri le condizioni di tutte le altre, una
+ concessione fatta da Carlo I, a dì 8 luglio 1278 (o 1266), che
+ leggiamo tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 4.
+
+ Il re dà in feudo nobile a Ponzio di Blancfort, milite e
+ famigliare suo, il castel di san Pietro sopra Patti, che si
+ tenesse _in capite_ dalla corona, per lo servizio di due
+ militi e mezzo, ragionati a 20 once d'oro annuali per ciascuno,
+ secondo gli usi del regno di Sicilia. Eccettuansi dalla signoria
+ coloro che tenessero direttamente dal re feudi o altro in que'
+ luoghi; e le saline, gli armenti regi, i demani, le spiagge fino
+ al gitto della balista: riserbasi ancora il re il dritto al
+ giuramento ligio; i giudizi criminali di morte, taglione, o
+ esilio; e la imposizione delle collette o monete generali.
+
+ [16] Capitoli del regno di Napoli, an. 1272, pag. 8. Questa differenza
+ che Carlo mettea tra sudditi francesi e italiani, senza saviezza
+ politica, e certo senza giustizia, si scorge sempre, anche in
+ fatti di minore importanza. Così nel chiamare i baroni al servigio
+ feudale, distinguea gli uni dagli altri; e abbiamo da vari diplomi
+ che una volta ai Latini ingiunse di recarsi a quest'effetto a san
+ Germano il 26 dicembre 1275, a' Francesi il 14 gennaio 1276. Da'
+ registri del r. archivio di Napoli, reg. segnato 1260 O fog. 68 a
+ t. e 69.
+
+ [17] Carlo non solamente volle una feudalità di gente francese nel
+ reame di Puglia, che mirò ancora a stabilirvi intere popolazioni.
+ Così a ripopolar Lucera, dopo aver domato que' fieri Saraceni,
+ invitò con promessa di proprietà e immunità larghissime gli
+ abitanti della Provenza, raccomandando portasser seco loro le
+ armi. Diploma del 20 ottobre 1273 dal r. archivio di Napoli, in
+ Papon, Hist. gén. de Provence, tom. III, Doc. 12. Veggasi ancora
+ quant'altro scrive il Papon nello stesso tom. III, pag. 58.
+
+ Questo fatto è provato inoltre da' privilegi di colonia
+ provenzale, che Carlo II nel 1300 concedette ai Catalani
+ dell'armata. Diplomi del 3 gennaio tredicesima Ind. nel reg. del
+ r. archivio di Napoli, segnato 1299-1300, C fog. 50 a t.
+
+ [18] Presso il Caruso, Bibl. sic., tom. II, pag. 780.
+
+ [19] Saba Malaspina, continuazione presso di Gregorio, Bibl. arag.
+ tom. II, pag. 332.
+
+ [20] Così furon chiamati ne' mezzi tempi, per corruzione della voce
+ _dominio_, le terre appartenenti propriamente alla corona.
+
+ [21] Saba Malaspina, lib. 6.
+
+ [22] Raynald, Ann. ecc. 1267, §. 4. La prima è senza data; l'altra di
+ Viterbo, il 6 febbraio 1267.
+
+ [23] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 1 di re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, pag. 26.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ I diplomi del r. archivio di Napoli ci forniscono più minuti
+ ragguagli, dei quali accennerò qui alcuno.
+
+ 1º. Le collette o sovvenzioni eran bandite per varie cagioni, e
+ spesso se ne richiedean molte in un medesimo anno; come
+ sovvenzioni generali: per gli stipendi de' soldati mercenari: per
+ l'armamento delle galee: pei legnami e marinai, diversa dalla
+ precedente: per la festa d'armar cavaliere il figliuolo del re; e
+ simili bisogni reali o immaginari. Notisi che in un reame in cui
+ il servigio militare era a carico dei feudatari, si levava
+ un'altra imposta per le truppe mercenarie.
+
+ 2º. La somma era esorbitante. Per esempio, nel 1276 la
+ sovvenzione generale per gli stanziali montò ad once 60,170. 11.
+ 11.
+
+ Questa somma scompartissi per le province nel seguente modo:
+
+ Abbruzzo 6573 13 16
+ Terra di Lavoro e Contado di Molise 8080 » »
+ Principato e terra Beneventana 5566 12 17
+ Capitanata 3300 24 1
+ Basilicata 4286 29 1
+ Terra di Bari 5446 21 »
+ Terra d'Otranto 3547 14 8
+ Val di Crati e terra Giordana 5725 27 16
+ Calabria 2631 28 12
+ Sicilia di qua dal Salso (Sicilia orientale) 7600 » »
+ Sicilia di là del Salso (Sicilia occidentale) 7500 » »
+
+ _Totale_ 60,170 11 11
+
+ come si legge in un diploma del 13 febbraio quarta Ind. (1276) nel
+ registro di Carlo II segnato A, 1201, fog. 90. Lo stesso dì fu
+ bandita in alcune province di terraferma un'altra imposta per le
+ galee, come si vede da un altro diploma del 20 febbraio quarta
+ Ind. (1276), ibidem. Altre once 1,674 per soldi della gente delle
+ galee di guardia intorno la Sicilia, si veggon pagate, la più
+ parte dalla città di Palermo, in tre diplomi del 24 e 25 gennaio e
+ 2 febbraio quinta Ind. (1277) reg. 1268 O fog. 47.
+
+ Abbiamo oltre a ciò le scritte del danaro che appare ricevuto dai
+ due giustizieri di Sicilia nei mesi di maggio e giugno 1277 per
+ sovvenzioni generali, nella somma di once 10,801, che certo non
+ appartiene all'imposta de' soldati; e perciò il danaro pagato
+ dalla Sicilia in quell'anno passò di molto le 30,000 once. Non è
+ dubbio che quelle partite appartengano a un medesimo anno, cioè
+ alla quinta Ind. 1276-77, perchè gli editti si mandavan fuori
+ prima del cominciamento della indizione, e il danaro s'incassava
+ nel corso della medesima. Queste scritte trovansi nel registro
+ 1268 A fog. 40, 41, 42, 43. Da quella data il 29 maggio, fog. 41 a
+ t., si scorge che la sovvenzione pei soldi della gente delle galee
+ nel giustizierato di qua dal Salso era da 800 a 900 once all'anno.
+
+ 3º. La proporzione della colletta tra il reame dell'isola e quel
+ di terraferma, era come di uno a quattro; il che fa argomentare
+ che a un di presso la popolazione stava nella stessa ragione, che
+ è anche quella d'oggidì.
+
+ 4º. I magistrati preposti a riscuoter le collette o sovvenzioni
+ erano i giustizieri.
+
+ Su quali elementi l'amministrazione angioina prendesse a
+ scompartir la somma tra le varie terre, s'ignora. Forse avea
+ qualche abbozzo di censimento, non sappiam se di beni o di
+ popolazione; ma è certo che dalla corte veniva la distribuzione; e
+ ciò veggiamo per la distribuzione della moneta nuova nel diploma
+ del 12 agosto 1279, che si pubblica Docum. III. La somma poi
+ gravata sopra ogni terra, si contribuiva dagli abitanti su i ruoli
+ che stendeano gli oficiali, chiamati giudici nelle terre
+ demaniali, e maestri giurati nelle feudali, che erano eletti a
+ questo scopo di comun voto degli abitanti. Tra molti altri
+ documenti, il prova il diploma del 13 agosto 1278, pubblicato
+ Docum. II, e l'altro del 12 settembre 1277, registro citato, 1268
+ O fog. 1, nel quale si legge.... _precipias ex parte nostra
+ universitatibus terrarum et locorum tam demanii quam ecclesiarum
+ comitum et baronum jurisdictionis tue, sub pena unciarum auri
+ decem per te a contumacibus exigendis, ut universitates terrarum
+ demanii judices sufficientes, ydoneos et juris peritos si poterint
+ inveniri in numero consueto, et universitates ecclesiarum comitum
+ et baronum magistros juratos bonos, sufficientes, ydoneos et
+ fideles, quilibet in dicta universitate..... unum in magistros
+ juratos de comuni voto omnium eligant_..... Questa era una
+ lettera circolare a tutti i giustizieri delle province di
+ terraferma e al vicario in Sicilia ne' due giustizierati
+ dell'isola. Onde si scorge ancora che la cancelleria di Carlo I,
+ ora scrivea direttamente ai due giustizieri di Sicilia, come a
+ quei di terraferma, ed or facealo per mezzo del vicario, sedente
+ allora a Messina. Il diploma del 13 febbraio 1276, citato di
+ sopra, accenna la medesima forma di distribuzione della tassa, per
+ sindichi eletti dalle università, ossiano comuni.
+
+ Da un diploma che leggesi in Vivenzio, Storia del regno di Napoli,
+ tom. II, pag. 351, si ricava, che in Principato la proporzione
+ ordinaria della sovvenzione generale era di un agostale a
+ focolare, ossia famiglia.
+
+ [24] Nic. Speciale, lib. 1 cap. 2.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12 e 13.
+
+ [25] Diploma dato di Melfi a 16 settembre 1269, dove si confessa, che
+ gli abitanti di alcuni casali di Calabria appartenenti al
+ monastero del Salvadore di Messina: _de necessitate coguntur
+ proprium deserere incolatum, dum nullatenus possint tam gravia
+ onera sustinere_. Dal r. archivio di Napoli, si legge nei Mss.
+ della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 2.
+
+ [26] Capitoli del regno di Napoli, anno 1272, pag. 4.
+
+ [27] Lettera de' Siciliani al papa Martino IV, nello Anonymi chronicon
+ siculum, cap. 40, presso di Gregorio, Bibl. arag. tom. II, pag.
+ 154.
+
+ D'Esclot, cap. 88. Questi assicura che si levavano infino a
+ quattro collette in un anno, ed aggiugne un'altra crudeltà, non
+ rapportata dai nostri, e perciò men da credersi; cioè che
+ marchiavano in fronte cui non pagasse le collette, e che i
+ riscuotitori portavano due collari colle catene appesi all'arcion
+ della sella, e vi attaccavano pel collo i debitori.
+
+ [28] Docum. VII.
+
+ [29] Capitoli del regno di Napoli, pag. 26.
+
+ [30] Saba Malaspina, cont. loc. cit., pag. 333.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ Capitoli del regno di Sicilia, cap. 8 di re Giacomo.
+
+ Diploma del 27 gennaio 1281, nel citato catalogo delle pergamene
+ del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 227.
+
+ Diploma del 29 novembre tredicesima Ind. (1269) nel r. archivio di
+ Napoli, registro di Carlo I, segnato 1269, D, fog. 203 a t.
+
+ I nomi de' cittadini palermitani da' quali si tolse in presto il
+ danaro di cui tratta questo diploma, sono: Failla, de Pulcaro,
+ Riccio, Tagliavia, ed Afflitto.
+
+ Diploma del 15 marzo 1278 per compensarsi col danaro dato in
+ prestito dal comune di Caltagirone, il debito ch'esso avea per la
+ imposta de' legnami e marinai, nella somma di once 727. R.
+ archivio di Napoli, reg. 1268, A, fog.143.
+
+ Da molti diplomi si vede che re Carlo richiedea tali imprestiti a
+ tutti i magistrati preposti all'amministrazione delle entrate
+ pubbliche, cioè i giustizieri, i segreti, i portulani, e i maestri
+ di zecca. Diploma dato di Viterbo il 15 novembre quinta Ind.
+ (1276), nel quale si comanda ai giustizieri di terraferma di dare
+ in prestito al re once 500 per ciascuno, e a que' di Sicilia 1,000
+ once per ciascuno; nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268,
+ A, fog. 1. Altro simile, ibid., fog. 2, dato di Brindisi, il 16
+ aprile (forse 1277). Altro, ibid., fog. 3, dato di Venosa il 1
+ giugno quinta Ind. (1277), pel quale si domandarono ai giustizieri
+ di Sicilia once 2,000 per ciascuno. Altro, ibid., fog. 22, a t.,
+ ai segreti, portulani, e maestri di zecca. In Sicilia ci avea un
+ segreto solo, un sol portolano, e il _Siclarius_ di Messina.
+ Il pretesto dell'accatto era l'urgenza di pagare i soldati
+ mercenari, e il censo alla corte di Roma. E in molti luoghi fu
+ mandato, come era solito, a sollecitare il pagamento un Droetto da
+ Genlis. Altri del 23 febbraio, 5 e 30 marzo (1276) per simili
+ imprestiti. Richiedeansi ai giustizieri once 2,000 per ciascuno;
+ nel r. archivio di Napoli, reg. segn. 1291, A, fog. 93, 94, a t.
+ 95 e 102.
+
+ Diploma del 5 settembre, sesta Ind. (1277) a' giustizieri, che
+ mandino incontanente danaro, _tam de pecunia ipsa mutuanda per
+ te, quam de recipienda mutuo a divitioribus et melioribus dicte
+ jurisdictionis tue a quibus statim et brevi manu haberi possint,
+ ita quod mutuum ipsum generale non sit nec in eo pauperes,
+ etc._ R. archivio di Napoli, reg. 1268 O, fog. 3.
+
+ Conto dei giustizieri di Sicilia, ibid., fog. 75, ove si parla
+ d'altri imprestiti somiglianti.
+
+ Altri diplomi su imprestiti non restituiti da Carlo I, son citati
+ dal Vivenzio, Storia di Napoli, tom. II, pag. 12.
+
+ [31] Memorie storiche ed economiche sopra la moneta bassa di Sicilia,
+ di Antonino della Rovere, Palermo, 1814, cap. 3.
+
+ [32] Documento II.
+
+ Molti particolari per la monetazione d'oro in Napoli si trovano in
+ un diploma del r. archivio di Napoli, reg. 1268, O, fog. 91.
+
+ [33] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 10 di re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282, pag. 25.
+
+ Saba Malaspina, cont. loc. cit., p. 332.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ D'Esclot, cap. 88.
+
+ Diplomi del 18 e 25 maggio 1275, ai maestri della zecca di
+ Messina, allegati dal sig. della Rovere nell'opera citata, cap. 4;
+ ove si legge che nella nuova moneta di denari entravano 7 tarì e
+ mezzo di argento in ogni libbra di lega; e sopra ciò si ragiona il
+ guadagno dell'80 per 100, che risponde a' detti del Neocastro e
+ del D'Esclot; il primo de' quali afferma che il valor edittale
+ della nuova moneta montò a trenta volte sopra l'antico, non che
+ sopra l'intrinseco; e il secondo attesta il rapidissimo calar di
+ questa moneta dopo la distribuzione.
+
+ Moltissimi diplomi ci ha poi, su le sforzate distribuzioni della
+ bassa moneta, nel r. archivio di Napoli; un de' quali dato il 13
+ agosto sesta Ind. (1278) si trova nel registro segnato 1268, A,
+ fog. 127. Un altro del 5 settembre sesta Ind. (1277) per la
+ distribuzione di libbre 8,830 di moneta nuova, alla solita ragione
+ di 3 libbre ad oncia di valore, talchè se ne doveano ricavare,
+ continua il diploma, once 2,943. 11. 10, reg. 1268, O, fog. 3; e
+ parecchi altri veggonsi notati nell'Elenco delle pergamene del r.
+ archivio di Napoli per monsig. Scotto, tom. I, Napoli, 1824.
+
+ Una di queste pergamene contien la distribuzione alle città e
+ terre della Sicilia di là del Salso (regione occidentale); e
+ questa, perchè mostra particolari importanti, l'ho io trascritto
+ dall'originale, e la pubblico qui, Docum. III.
+
+ Che Carlo I d'Angiò avesse la monetazione come un capo di entrata
+ pubblica, si ricava da molti altri diplomi del r. archivio di
+ Napoli; un dei quali indirizzato al vicario in Sicilia Adamo
+ Morhier per la zecca di Messina il 13 marzo 1278, si trova nel
+ registro segnato 1268, A, fog. 142.
+
+ [34] Elenco citato delle pergamene, ec., tom. I, p. 181 e 184, diplomi
+ del 4 e 31 agosto 1279.
+
+ [35] Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 26 gennaio e 20 febbraio 1274, pag.
+ 1.
+
+ Alla tratta dei grani, e alle altre esazioni dei porti eran
+ preposti i maestri portolani; e in Sicilia n'era di que' tempi un
+ solo, come si scorge dai diplomi del r. archivio di Napoli, 10
+ giugno, quinta Ind. (1277), reg. 1268, A, fog. 22 a t.--10 e 15
+ aprile, sesta Ind. 1278, indirizzati a Giovanni di Lentini milite,
+ e Matteo Rufulo di Ravella, portolani e procuratori in Sicilia (ma
+ erano due individui che esercitavano, o per dir meglio avean preso
+ in affitto, un solo uficio), ibid., fog. 96, 97.
+
+ De' dritti di tratta del grano si trova notizia in molti altri
+ diplomi, e, per non citarne un eccessivo numero, veggasi quello
+ del 15 marzo 1278, reg. 1268, A, fog. 142, e un altro del 26
+ novembre 1279, indirizzato al portolano di Eraclea in Sicilia. In
+ questo si leggono tutte le estrazioni di grani da Eraclea, ossia
+ Terranova, in quattordici mesi dal 10 luglio 1278 al 24 settembre
+ 1279. Il dritto di estrazione era venticinque once ogni mille
+ salme di frumento per fuori regno, e la metà pei luoghi del regno.
+ Nel detto periodo si trassero da Terranova salme 11,709 di
+ frumento e 3,690 d'orzo, delle quali 150 sole per Genova, 560
+ senza dichiarar luogo, e le une e le altre furono imbarcate con
+ legni genovesi e oltramontani. Il rimanente con bastimenti
+ siciliani o del regno di Napoli fu portato ad Amalfi, Gaeta,
+ Napoli, e la più parte a Messina. I carichi per Napoli furono del
+ frumento e orzo del re. Dal r. archivio di Napoli, reg. 1270, B,
+ fog. 36 a t. Io ne ho depositato una copia nella Bibl. com. di
+ Palermo.
+
+ [36] Veggasi di Gregorio, Considerazioni sulla storia di Sicilia, lib.
+ 3, cap. 6 e 7.
+
+ Il segreto amministrava queste gabelle, ed era in Sicilia un solo,
+ se non che talvolta più persone prendeano in fitto questo uficio,
+ come il mostra un diploma del 29 ottobre ottava Ind. (1279) per
+ alcune decime e prestazioni alla chiesa di Messina, nel cui
+ margine leggesi _Alaymo de Lentini et sociis secretis
+ Sicilie_, r. archivio di Napoli, reg. segnato 1270, B, fog. 9;
+ e un altro diploma del 23 settembre dello stesso anno, ibid., fog.
+ 8, per la elezione d'Arrigo de Riso e Arrigo Rosso da Messina a
+ segreti di Calabria. Da un altro diploma del 27 marzo ottava Ind.
+ (1270), ibid., fog. 3, si rileva, che le entrate della segrezia di
+ Sicilia per la ottava Ind. montassero ad once 19, 310, 26, 10.
+ Veg. anche diploma del 15 marzo 1278, ibid., reg. segnato 1268, A,
+ fog. 142, indirizzato al segreto di Sicilia; e un altro al
+ medesimo, ibid., reg. 1270, B, fog. 11, dato il 27 febbraio,
+ ottava Ind. 1280, per dritti di _riva e bucceria_ di Palermo.
+
+ [37] Diploma del 6 agosto 1281 nell'Elenco dalle pergamene del r.
+ archivio di Napoli, tom. I, p. 228.
+
+ [38] Ibidem. Ad ogni pagina si leggono diplomi riguardanti questi
+ affitti.
+
+ [39] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 11 di re Giacomo.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 40.
+
+ [40] Leggonsi moltissime di queste transazioni coi veri o supposti
+ frodatori, nel registro del r. archivio di Napoli segnato 1283, A,
+ fog. 96, 98, 103, 108 a t. 112, 113, a t. Si scorge ancora il mal
+ uso dal diploma del 26 marzo 1284, ibid., fog. 125 a t., in cui fu
+ mascherato sotto tal pretesto il riscatto di Arrigo Rosso da
+ Messina, fatto prigione nel combattimento di Milazzo l'anno 1282.
+
+ [41] A proposito de' mali consiglieri di re Carlo, è da ricordare un
+ diploma del principe di Salerno, dato di Nicotra il 22 giugno
+ 1283. Dietro lo scoppio del vespro, la casa di Angiò volle gittar
+ sui ministri tutto il carico del mal governo. Il principe dunque
+ di Salerno, erede presuntivo della corona, denunziò a' popoli del
+ regno di terraferma quattro Marra fratelli, e due Rufulo padre e
+ figliuolo «inventori di tutti i modi di spogliare i popoli, pei
+ quali la Sicilia s'era ribellata. Or io, conchiudea, li punisco.»
+ Da' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 1, pubblicato dal
+ sac. Niccolò Buscemi nella vita di Giovanni di Procida, Docum. 5.
+
+ [42] Saba Malaspina, cont. pag. 331, 332.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11.
+
+ Anon. chron. sic. loc. cit.
+
+ D'Esclot, cap. 88.
+
+ Al proposito della estrema cura di Carlo pe' suoi orti si legge un
+ curioso diploma dell'8 febb. 1278 a Adamo Morhier vicario in
+ Sicilia, cui il re raccomandava il palagio e il giardin di
+ Palermo, e que' della Cuba, dell'Assisa, della Favara, e del
+ Parco; nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, A, fog. 37 a
+ t. Ivi a fog. 37 è un altro diploma del 5 febb. a un Giordano
+ detto Marzono per la custodia de' palagi e giardini medesimi.
+
+ [43] Capitoli del regno di Napoli del 10 giugno 1282.
+
+ Il dritto di pascer gli armenti regi era certamente antico sui i
+ feudi; ma Carlo l'abusò, come fece di ogni altra prerogativa della
+ corona.
+
+ Saba Malaspina, cont. p. 357.
+
+ [44] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 28 e 64 di re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ Saba Malaspina, cont. pag. 331.
+
+ [45] Bart. de Neocastro, cap. 12.
+
+ Capitoli del regno di Sicilia, cap. 44 di re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, pag. 26 e seg.
+
+ [46] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 13 di re Giacomo.
+
+ [47] Saba Malaspina, cont. pag. 333.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282.
+
+ [48] Saba Malaspina, cont. pag. 334.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282.
+
+ Epistola di Clemente IV, in Raynald, Ann. ecc. 1267, §. 4.
+
+ [49] Saba Malaspina, cont. pag. 334.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282.
+
+ [50] Saba Malaspina, cont. pag. 333.
+
+ D'Esclot, cap. 88.
+
+ Anon. chron. sic. cap. 40, loc. cit. pag. 155.
+
+ Capitoli del regno di Sicilia, cap. 19 e 20 di re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, pag. 20.
+
+ Veggasi ancora il diploma di re Carlo I, a 31 luglio 1276, per le
+ materasse che gli officiali prendeano ai giudici del comune di
+ Messina, in Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 105.
+
+ [51] Nic. Speciale, lib. 1 cap. 11.
+
+ [52] Anon. chron. sic. pag. 154.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 14.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1 cap. 2.
+
+ Saba Malaspina, cont, pag. 333 e 353.
+
+ Rade volte, com'avvien pure, il re prendea a riparare qualche caso
+ particolare. Un diploma del 24 febbraio, non si vede di qual anno,
+ fa scritto al vicario in Sicilia, per le violenze fatte al
+ canonico Stefano d'Ala, e la sua prigionia arbitraria. Nel r.
+ archivio di Napoli, reg. segnato 1268, O fog. 88 a t.
+
+ Un altro diploma del 7 maggio quarta Ind. (1276) riguarda un simil
+ caso di Deponto da Nicastro, cui un Raoul de Teretis milite, con
+ una sua masnada, avea cattivato, portato alla Catona, e indi nel
+ castel di Scilla.
+
+ [53] Si sa che sotto Federigo imperatore i baiuli erano insieme
+ giudici civili di prima istanza, officiali dell'azienda regia, e
+ magistrati municipali. Par che siano stati sostituiti, forse da
+ Carlo, a questi baiuli i giudici nelle terre demaniali, e i
+ maestri giurati nelle feudali o ecclesiastiche. Questi pel
+ rescritto della conferma della loro elezione pagavano, oltre le
+ mance ai notai, un dritto di tarì d'oro diciotto e mezzo al fisco.
+ Veg. diploma del 13 agosto 1278, docum. II. e conto del
+ giustiziere della Sicilia oltre il Salso, nel reg. del r. archivio
+ di Napoli segnato 1268, O fog. 75, ove è messo a entrata questo
+ dritto.
+
+ [54] Che questa non sia una supposizione mia lo attestano tutti gli
+ storici di sopra citati, e gli statuti stessi che promulgò Carlo
+ appresso il vespro. Ricordisi la legge sulla occupazione de'
+ demani citata di sopra, ch'è la sola obbligatoria anche pei
+ Francesi e Provenzali.
+
+ In un diploma del 16 aprile 1274, re Carlo commette al vicario di
+ Sicilia, che gli abitanti di Eraclea non sian molestati nè
+ spogliati dai vicini, _che non sono nè Francesi nè
+ Provenzali_; che è una diretta confessione, o almen prova quali
+ suonassero i richiami del pubblico. Tra i Mss. della Bibl. com. di
+ Palermo Q. q. G. 1.
+
+ [55] Capitoli del regno di Napoli, pag. 4, 15 marzo 1272.
+
+ [56] Questa moneta valea la quarta parte di un'oncia.
+
+ [57] Capitoli del regno di Napoli, pag. 10, anno 1269.
+
+ [58] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 42 del re Giacomo.
+
+ [59] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 45 del re Giacomo.
+
+ Capitoli del regno di Napoli, pag. 21 e 22. Ved. anche un diploma
+ nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, O fog. 75, nel quale
+ si leggono i conti di un giustiziere della Sicilia oltre il Salso,
+ e tra le altre partite d'entrata se ne trova una di multa per gli
+ omicidi clandestini.
+
+ [60] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 15 di re Giacomo.
+
+ Epistola di Clemente IV, in Raynald, Ann. ecc. 1267 §. 4.
+
+ [61] Saba Malaspina, cont. pag. 333.
+
+ [62] Docum. VII. Par fuori d'ogni dubbio che si parli d'una prigione
+ nel Castel dell'Uovo, che per altro era il carcere de' rei di
+ stato, ove si ritenea Beatrice figliuola di Manfredi, Arrigo Rosso
+ messinese preso il 1282, nel combattimento di Milazzo, ecc.
+
+ [63] È confessato ne' capitoli di re Carlo del 10 giugno 1282.
+
+ [64] Capitoli del regno di Napoli, pag. 15, 15 dicembre 1268.
+
+ [65] Epistola di Clemente IV, del 1267, loc. cit.
+
+ Scorgesi ancora da tutti gli storici da noi citati, e cento
+ diplomi il confermano; de' quali per brevità noterò due soli del
+ 1269 e del 1270. Il primo, tratto da' reg. del r. archivio di
+ Napoli, si legge tra' Mss. della Biblioteca com. di Palermo Q. q.
+ G. 1 fog. 102; l'altro nell'elenco delle pergamene dell'archivio
+ stesso di Napoli, tom. I, pag. 34.
+
+ [66] Diploma del 29 gennaio 1269, da' reg. del r. archivio di Napoli,
+ tra i Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 1.
+
+ Diploma del 10 novembre 1270, nell'elenco citato delle pergamene
+ del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 41.
+
+ Altro del 7 maggio 1271, ibid. pag. 58, e altri dieci del 1275,
+ ibid. pag. 100 a 112. Nel conto del giustiziere della Sicilia
+ oltre il Salso, reg. del r. archivio di Napoli segnato 1268, O
+ fog. 75, si veggono messe a entrata le terze parti de' mobili de'
+ contumaci.
+
+ [67] Capitoli del regno di Napoli, pag. 16, 26 gennaio 1278.
+
+ [68] Diploma del 3 febbraio 1270, tra' Mss. della Bibl. com. di
+ Palermo, Q. q. F. 70, pubblicato dal sac. Niccolò Buscemi nella
+ vita di Giov. di Procida; e altri--del 20 febbraio 1271, nel
+ catalogo citato delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I,
+ pag. 49--del 2 giugno 1271, ibid. pag. 63--del 1 novembre 1271,
+ ibid. pag. 79.
+
+ [69] Ibid. diploma del 21 dicembre 1271, pag. 82.
+
+ [70] Capitoli del regno di Napoli, pag. 23, 22 novembre 1271.
+
+ [71] Epistola di Clemente IV, del 1267, loc. cit.
+
+ Nic. Speciale, lib. I, cap. 2 ed 11.
+
+ Capitoli del regno di Sicilia, cap. 22 di re Giacomo.
+
+ Rimostranza de' Siciliani, Docum. VII.
+
+ In un diploma del 14 luglio 1266, che cavato dagli archivi delle
+ chiese di Cefalù abbiamo nella Bibl. com. di Palermo tra i Mss. Q.
+ q. G. 12, si fa cenno di un censimento di tutte le contee,
+ baronie, «e delle pulzelle _in capillo_ che vivessero nelle
+ terre scritte in pie'.» Mi è corso alla mente che quella lista di
+ fanciulle si stendesse anche per vegliare su i loro matrimoni.
+
+ I permessi di matrimonio, anche senza beni feudali, sono
+ frequentissimi ne' reg. angioini del r. archivio di Napoli. Molti
+ se ne trovano, per lasciar gli altri, nel reg. seg. 1268, O fog.
+ 23 e 24, dati da aprile a giugno 1274.
+
+ [72] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 22.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2. ed 11.
+
+ Anon. Chron. sic. loc. cit. pag. 154.
+
+ Lettera di Clemente IV, a re Carlo, in Raynald, Ann. ecc. 1268, §.
+ 36. Francesco Pipino, in Muratori R. I. S., tom. VIII, lib. 3,
+ cap. 10.
+
+ D'Esclot, cap. 88.
+
+ Rimostranza de' Siciliani, citata di sopra.
+
+ [73] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 332 e 353.
+
+ Rimostranza de' Siciliani, citata di sopra.
+
+ [74] Raynald, Ann. ecc. 1267. §. 4, e 1268, §§. 36, 37.
+
+ [75] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 3, 4 e seg.
+
+ [76] Scrivendo queste parole non si è dimenticato la imperfezione di
+ quegli antichi parlamenti, i quali non eran sempre generali, nè
+ aveano il potere legislativo sì netto come in oggi, nè
+ rappresentavano la nazione in quel significato ch'or suona appo
+ noi. Ma secondo gli umori dei tempi (e son più costanti i
+ parlamenti d'oggi?) raffrenavano anch'essi gli abusi; come nel
+ progresso di queste istorie si vedrà de' parlamenti di Santo
+ Martino e di Foggia nel reame di Napoli, e di quelli adunati in
+ Sicilia sotto Giacomo e Federigo d'Aragona.
+
+ [77] _Nos autem qui civitatem eamdem speciali prerogativa diligimus
+ et fovemus, eo quod Caput et Sedes Regni nostri exsistit, etc._
+ leggesi in un diploma di Carlo I, dato di Napoli a 29 ottobre 1270
+ in favore del clero palermitano, presso Inveges, Ann. di Palermo,
+ tom. III, pag. 741.
+
+
+
+
+CAPITOLO V.
+
+Relazioni straniere di Carlo I d'Angiò. Crociata e trattato di Tunisi.
+Carlo aspira all'impero greco. S'ingrandisce in Italia. È raffrenato
+da Gregorio X. Disegni di Niccolò III e nimistà di lui con Carlo.
+Pretensione di Pier d'Aragona al reame di Sicilia: supposte pratiche
+di lui per mezzo di Giovanni di Procida. Preparamenti di guerra in
+Aragona. Esaltazione di Martino IV. Armamenti di Carlo per l'Oriente.
+Sentimento nazionale manifestato in Italia contro i Francesi. Novelli
+aggravi che soffrono i Siciliani: richiami, umori, disposizioni loro.
+1266-1282.
+
+
+Dal governamento interiore or trapasseremo alle brighe di fuori, senza
+le quali non sarebbero tutte spiegate le cagioni del vespro; perchè
+l'infrenabile ambizione di re Carlo fu quella che gli suscitò contro i
+potenti offesi o minacciati, e insieme condusse a disperazione i
+sudditi, torturati per supplire a sforzi che di gran lunga passavano
+il poter loro. Ebbe Carlo dalla liberalità di san Luigi la contea
+d'Angiò; quelle di Provenza e di Forcalquier, dal matrimonio con
+Beatrice; i domini italiani, dal papa e dal proprio valore: e tal
+prosperità invasò tutto d'ambizione l'animo suo, nato a questo;
+foltissimo e costante anzi caparbio nel volere; audacissimo
+all'eseguire; non risguardante a giustizia nelle cose politiche, e
+manco nelle civili e private; non mitigato dal più fugace sentimento
+d'umanità; per temperanza religiosa, o abitudine e disposizione del
+corpo, non isvagato da amori; brusco nel tratto; spiacente e ingrato
+fino ne' cattivi versi che dettò; avaro, rapace, durissimo al rendere;
+non severo però nè scarso co' satelliti della sua ambizione. Crebbe da
+fanciullo nelle armi; seguì il fratello alla prima impresa d'Affrica;
+acquistò chiaro nome in guerra per valore, e anco per le qualità della
+persona da spirar nella moltitudine fidanza o terrore: un robusto,
+{74} grande, dal volto nasuto, olivastro, spirante fierezza, non
+composto mai a sorriso, sobrio, vigilante; e solea dir che i
+dormigliosi ne perdon tanto di vita. La quale austerità e attitudine
+alla guerra sembran le sue sole virtù: e più sarebbe stata la
+religione, se non l'avesse inteso a suo modo: riverire il sacerdozio
+quando non gli contrastasse ambizione; donare a monisteri; erger
+chiese; e credere che si serve a Dio con ciò solo, calpestando il
+vangelo nei sublimi precetti della carità. Per tali vizi e virtudi e
+fortuna era costui molto ridottato in cristianità, come potente,
+bellicoso, irresistibile [1]. Per le stesse cagioni, sospinto da sua
+natura e fatto cieco dalle prosperità, ei montò agevolmente, e
+inaspettatamente cadde. Non prima occupò il trono di Manfredi, che
+prese a guardar di là dal mare l'impero greco, di là dal Garigliano
+l'Italia superiore; lacerati, l'un da eresia, tirannide, e pretensione
+di due schiatte di principi, l'altra dalle parti politiche; e la {75}
+potenza di Roma vedea presta ad aiutarlo, là col pastorale, qua con la
+spada guelfa. Pertanto si die' Carlo, dall'anno sessantasei
+all'ottantadue, a novelle ambizioni, che senza tenerci strettamente
+all'ordine dei tempi, ma più al legame de' fatti, discorreremo a parte
+a parte.
+
+E pria direm come da que' disegni re Lodovico il chiamò a sterile
+impresa. Ardente di pio zelo faceasi Lodovico a ritentar l'affricana
+terra, fatale a Francia; per tutta cristianità bandiva la crociata,
+sforzandosi a ricondurvi il secolo già inchinato ad altre brame, e il
+fratello che amava meglio a spiegar la croce contro i ricchi
+cristiani. Gli ambasciatori di Francia mandati a sollecitar Carlo alla
+crociata, richiedeanlo inoltre della restituzione del danaro
+sovvenutogli quand'egli era povero principe del sangue reale, e non
+reso or che il re di Francia si trovava in bisogni assai maggiori de'
+suoi [2]. Nè Carlo ebbe fronte di ricusar l'invito alla guerra; ma
+temporeggiò, consigliando sotto specie del ben della impresa l'util
+proprio: che si facesse il primo impeto sopra il reame di Tunisi,
+tributario a Sicilia infin da' tempi normanni, e allora ricalcitrante
+a quel peso. Infine ragunata in Sicilia l'armata, passò in Affrica re
+{76} Carlo, ad avvantaggiarsi ei solo nella perdita de' suoi. Trovò
+l'oste di Francia a campo a Tunisi, diradata da fame, pestilenza,
+ferro nimico: il fratel suo non trovò, il santo e forte Lodovico, il
+quale colto dalla contagione, rendè l'ultimo fiato, pur mentre Carlo
+sbarcava, il venticinque luglio milledugentosettanta. Delle cui brame
+non curossi Carlo, nè del sepolcro di Cristo; e come nell'altra
+crociata, appena ricattatosi di prigione, avea abbandonato il fratello
+per andare a molestar i novelli suoi sudditi di Provenza, così or
+patteggiò col re di Tunisi: sgombrasse l'esercito battezzato, con
+restar libero in quelle province il cristian culto; stipulò per sè
+stesso una grossa somma di danaro, e l'aumento del tributo[3]. Allor
+dissero vendetta celeste dell'abbandonata guerra, una tempesta che
+fracassò nel porto di Trapani l'armata ritrattasi d'Affrica, sì che
+l'acquistato danaro rimase preda delle onde[4]. Peggio ne andò in
+pezzi per cristianità tutta il nome di Carlo, per aver dato di piglio
+nelli avanzi di quel miserando naufragio; spogliato i guerrieri della
+croce, i fratelli suoi d'arme, sotto specie di uno statuto di
+Guglielmo il Malo, che appropriava al fisco le robe dei naufraghi[5].
+Ma a Carlo eran ciance: vedea solo i tesori via alla possanza; la
+possanza via ai tesori.
+
+Per isfrenata signoria di una corrotta corte e d'un clero {77}
+accanito in teologici assottigliamenti, l'imperio di Costantinopoli
+cadeva in quel tempo: senza buone armi; nemico per fiero scisma ai
+cristiani di ponente; da' barbari scemo di vastissimo paese. Un'oste
+crociata di Veneziani e di Francesi s'era già impadronita della
+capitale stessa; avea locato un conte di Fiandra sul solio di
+Costantino. Ma, a danno maggiore, non pure allignando quella nuova
+dominazione, i principi greci fuggenti ripigliavan animo a
+combatterla: Michele Paleologo infine, usurpato per misfatti il
+rinascente imperio di gente greca, rinnalzaval con animo e senno,
+occupando Costantinopoli nel milledugentosessantasette, e scacciando
+al tutto gli stranieri; ma la forza e dignità dello imperio non potè
+ristorare. Prendendo allor a peregrinare in ponente, Baldovino, il
+latino imperatore, dopo vano accattar aiuti dagli altri principi
+ortodossi, gittavasi infine in braccio a re Carlo[6]. Innanzi la
+passata a Tunisi, innanzi la guerra di Corradino, appena messo il pie'
+in Italia, macchinò Carlo l'occupazion dell'impero greco: chè ciò eran
+manifestamente i patti, che a corte e nelle stanze medesime di papa
+Clemente, ei fermò con Baldovino; vero accordo tra potente e mendico.
+Perchè riguardando, scrivea l'Angioino, alle calamità di Terrasanta,
+a' travagli della Chiesa, alla desolazione di Grecia, e commiserando
+l'abbietta fortuna dell'imperatore, promettea portare entro sei anni
+un esercito al racquisto dell'impero; ma da questo andavano scorporati
+a favor suo il principato di Acaia e Morea, e 'l reame di Tessalonica;
+e tornavagli dippiù la terza parte de' conquisti, e l'aspettativa del
+solio stesso di Costantinopoli, mancando il sangue de' Courtenay;
+oltrechè la bambina Beatrice di Carlo fidanzavasi a Filippo unico
+erede di {78} Baldovino[7]. Mirò pochi anni appresso al dominio utile
+del principato di Morea, di cui per tal trattato avea acquistato il
+diretto dominio; ond'avvenne che i Francesi quivi trapiantati, i quali
+molto s'eran allegrati della vittoria di Carlo sopra Manfredi, allor
+tutto sentirono il peso dell'amistà con un vicino forte e ambizioso,
+che non abborrì dall'arricchirsi delle spoglie della dinastia francese
+de' Ville-Hardoin. Perchè Guglielmo di questa gente, principe di Acaia
+e Morea, incalzato dal Paleologo, dandosi anch'egli in balía di Carlo,
+disposò a Filippo figliuol dell'Angioino, Isabella sua figlia ed
+erede: e venuto esso a morte, e anco Filippo, i sovrani di Napoli
+presero il titolo di quel combattuto principato; ritennero la Isabella
+come prigione in Napoli; e usurpavano il paese del tutto, tra
+protezione e alta signoria, se non era per la guerra di Sicilia[8].
+Nel medesimo tempo si apriva la strada Carlo I {79} alla selvatica
+Albania con le solite arti: si facea da quei turbolenti chiamare al
+trono: e legavasi ad essi col vecchio ludibrio de' giuramenti; con sì
+bella scambievole fidanza, che a sicurare i suoi uficiali e guerrieri
+mandati in quelle regioni, richiedea statichi albanesi, e in Aversa li
+custodia strettamente[9]. Per tal modo approcciavasi alla sede
+dell'impero greco, circondavala, insidiavala d'ogni dove[10].
+
+E in Italia, spento Corradino, e con lui l'ardir novello de'
+Ghibellini, l'usato gioco fe' montar parte guelfa: per la cui
+riputazione, e del papa, e della vittoria, s'aggrandiva re Carlo;
+ridendosi ormai de' limiti che la gelosia della romana corte aveagli
+assegnato nella investitura del reame. Ripigliò in Roma l'uficio di
+senatore: tornò a comandare in Toscana da vicario imperiale, e a
+perseguitare senza freno i Ghibellini[11]: saltò in Piacenza: in
+Piemonte molte cittadi occupò; molte in Lombardia, {80} talchè quivi
+poco mancò nol creassero principe. Genova dapprima insidiò con gli
+usciti; poscia assaltò scopertamente con le armi; e innanti che
+denunciasse la guerra, spogliò i Genovesi che ne' suoi reami
+mercatavan sicuri: onde se la forte repubblica il fiaccava nelle
+battaglie di mare, non gli mancò pasto all'avarizia. I suoi intanto,
+non era violenza o ingiuria che non osassero. Guidone da Monteforte, a
+Viterbo, nel tempio, tra i riti del sacrifizio di Cristo, levava
+l'empie mani a trucidare e trascinare Arrigo, principe reale inglese;
+e, sgridato più che punito, il sacrilego assassino campò. Altri ad
+altri misfatti si sciolsero, men ricordati dalle istorie perchè
+versavasi men illustre sangue[12]. Ma la rabbia delle parti accecava
+gli uomini a questi evidenti mali della signoria straniera; e in que'
+primi tempi della passata di re Cario, la fece {81} anzi richiedere in
+varie città. Ed egli alternando forza e frode, qui mettea piè da
+signore, là da protettore; spogliata una provincia, con quell'oro
+assoldava masnade che ne occupassero un'altra; ai pochi e forti,
+perchè gli fosser sostegni, prostituiva le sostanze e i dritti più
+santi dei cittadini: e s'avanzava a gran passi al dominio di tutta la
+penisola.
+
+Tuttavia quella che l'avea suscitato cominciò a reprimerlo: la romana
+corte, che di sgherro già sentival padrone. Clemente non fe' che
+ammonirlo, perchè poco visse oltre la vittoria. Vacò il pontificato
+poi tre anni; ne' quali cresciuta la possanza di Carlo, i fratelli del
+sacro concistoro, non bastando a frenarla, ne colser odio e terrore.
+Indi esaltato Gregorio X nell'anno milledugentosettantuno, come vivuto
+fuori d'Italia e delle parti, ed entrato ne' nuovi sospetti della
+romana corte, nuovi consigli tentò. Aveano i predecessori fomentato le
+divisioni d'Italia, ed ei fe' ogni opera a risanarle; aveano
+difficultato la elezione dell'imperatore, ed ei la procacciò; sì che
+fu data quella corona a Ridolfo d'Hapsburgo, picciol signore, ma uomo
+di grandissimo animo, fondator della grandezza della casa d'Austria.
+Il Paleologo intanto a schivare i colpi dell'avara pietà di ponente,
+sforzava i suoi che assentissero la processione dello Spirito Santo
+dal Padre e sì dal Figliuolo, ch'era l'importanza dello scisma; e per
+maneggi e supplizi non persuase il clero greco, ma n'ebbe una
+sembianza di rassegnazione. Allor Gregorio potendo con onor del
+pontificato fermar la pace col Greco, onde si toglieva il pretesto
+all'ambizione di Carlo, correndo il settantaquattro ribenedì il
+Paleologo nel concilio di Lione, e nel grembo della Chiesa l'imperio
+orientale raccolse. Mal potremmo apporci or noi qual deliro miscuglio
+di pensieri fervesse nel tempo di questo concilio nella mente di
+Carlo; religioso a un tempo, e ardente di tutte {82} tirannesche
+voglie[13]. Gravi autorità portano[14] ch'un suo medico propinasse
+veleno a san Tommaso d'Aquino, morto nell'andata al concilio; perchè
+il re temea non si spiegasse a suo danno quel possentissimo ingegno,
+che il nimicava per odio di famiglia o abborrimento della pessima
+signoria, e nel suo libro del governo de' principi, quantunque
+partigiano della monarchia, avea sfolgorato con le più fiere invettive
+la tirannide d'un solo, e fattone uno specchio, nel quale Carlo potea
+guardarsi e riconoscere le sue sembianze[15]. Reo o no Carlo,
+quest'accusa almen prova di che fosse tenuto capace. Più certa la
+rabbia con che posava, sforzato da' decreti di Lione, le armi
+apprestate contro il Greco. Al tempo stesso vedeasi tagliati i passi
+{83} anco in Italia dalla riputazione di Ridolfo, per avviluppato che
+costui si trovasse nelle guerre tedesche. E fu tanto, che nel
+settantaquattro, riscotendosi primi gli Astigiani dall'insopportabile
+giogo, Carlo avea perduto il Piemonte e Piacenza; e negli altri dominî
+dell'Italia di sopra ormai vacillava. Il prudente pontefice
+l'abbassava, senza venir con esso a manifesta discordia[16].
+
+Morto Gregorio nel corso di sì alto disegno l'anno milledugensettantasei,
+si rinfrancò l'Angioino; e pensando di qual momento gli fosse un papa
+a sua posta, ogni pessim'arte adoprò nelle elezioni de' tre pontefici,
+ch'entro un anno fur visti regnare e morire. Ripigliò i preparamenti
+allora della guerra col Paleologo: ravvivò le pratiche in Acaia, ove
+mandò innanzi picciole forze, dai Greci agevolmente oppresse[17]:
+infine il titolo di re di Gerusalemme a' tanti suoi aggiunse. Vano
+nome quest'era ormai, disputato da parecchi principi cristiani.
+Federigo II imperatore aveal preso in dote; passato era poi col dritto
+al reame di Sicilia ne' figli di Manfredi; e altri pretendeanvi, e tra
+essi una Maria d'Antiochia, principessa tapina e raminga; dalla quale
+Carlo il comprò per vitalizio di quattromila lire tornesi sul contado
+d'Angiò, parendogli scala a nuove grandezze, e nuovo pretesto
+all'impresa di Grecia, perchè teneasi che quell'impero, nido
+d'eresiarchi e sleali, tagliasse la via ai luoghi santi, e che indi il
+re di Gerusalemme onestamente potesse assaltarlo[18]. Per tal {84}
+modo ripigliava con maggior vigore tutte le antiche ambizioni; e
+circuiva a ciò ogni conclave con violenza ed inganno, quando l'anno
+settantasette, abbassata tra' cardinali la parte francese, valse più
+della malizia di lui l'italian consiglio, che condusse al pontificato
+Niccolò III[19].
+
+Di grande animo, di smisurati pensieri fu Niccolò[20]; superbo,
+sagace, chiuso nei disegni, veemente all'oprare, non curante della
+giustizia ne' mezzi purchè il fine conseguisse, ch'era ingrandir la
+Chiesa per ingrandire gli Orsini; e a nobile effetto il menava:
+sgombrare l'Italia d'ogni dominazione straniera. In Italia disegnava
+fondar novelli reami, e darli ad uomini di sua schiatta: vedeva
+ostacoli a questo l'imperatore e il re; battea dunque Carlo con
+Ridolfo; Ridolfo con Carlo; ambo con l'autorità della Chiesa. Al
+Tedesco strappò la concessione della Romagna, tenuta infino allora
+feudo imperiale: tolse al Francese l'uficio di senator di Roma, il
+vicariato di Toscana; e con forte mano il trattenne dall'impresa di
+Grecia, ch'egli sempre più affrettava; fomentando da un canto gli
+scandali tra i Greci intolleranti del domma nuovo, mal insinuato con
+le prigioni, gli accecamenti, e i patiboli; e dall'altro canto {85}
+accagionando il Paleologo di questi turbamenti medesimi, e sleale
+chiamandolo, e falso nella ritrattazione dall'eresia. Contuttociò il
+pontefice gli negò sempre favore alla impresa[21]: ond'ei si volse a
+sfogar contro gli occupatori di Soria la rabbia e il natural talento
+di rapacità: mandovvi Ruggier Sanseverino conte di Marsico, con titol
+di vicario del reame di Gerusalemme, e genti e navi, che dalla presa
+di Acri in fuori, tornarono senza alcun frutto[22]. Tra Niccolò e
+Carlo privato sdegno rinvelenì l'odio di stato, quando chiesta dal
+papa per un suo nipote una donzella di casa d'Angiò, ricusavala Carlo.
+«Perch'ei s'abbia rosso il calzamento, rispose stracciando le lettere
+di Niccolò, suo principato non è retaggio; non può il suo mescolarsi
+col sangue de' reali di Francia.» Que' detti, riportati, furon punta
+di coltello al cuor del pontefice, che tenea la gente Orsina niente
+inferiore a casa d'Angiò, e sè molto di sopra: onde serbolli a
+rugumarne e alimentare lo sdegno; ancorchè durassero tra lui e 'l re
+le sembianze di pace[23], per mutua simulazione, e perchè quegli in
+ogni altra cosa usò riverente col pontefice, ondeggiando sempre tra
+ambizione e paura del Cielo. Ma non era uom per {86} l'Orsino, il
+quale sciolto d'ogni riguardo, maturava i colpi, e aspettava il destro
+a vibrarli[24]. Profonda intanto sembrava in tutta Europa la pace[25].
+
+D'altra parte altri elementi sorgeano a conturbarla. Costanza
+figliuola di Manfredi, sposa di Pietro re d'Aragona, pretendea,
+com'erede ultima degli Svevi, la corona di Sicilia e Puglia[26]; e
+Pietro salito sul trono lo stesso {87} anno della esaltazione di
+Niccolò III, ancorchè in picciol reame più magistrato che principe,
+uom di mente e d'animo grandissimo era. Divisa la Spagna in quel tempo
+in parecchi stati: alcuno ne teneano i Mori; gli altri, riconquistati
+da' cristiani, con larghi ordini reggeansi, misti di monarchia,
+d'ottimati e di popolani, convenienti a liberi uomini, che per la
+nazionale indipendenza e la religione, mille pericoli avean durato
+insieme e duravano. Riconoscean lo stesso principe i reami di Aragona
+e Valenza, e la Catalogna o contea di Barcellona, ma la sovranità
+pressochè tutta dalle corti di ciascuno di quegli stati esercitavasi;
+composte di prelati, baroni, cavalieri, e rappresentanti di città;
+altere di lor franchezze; scienti della propria possanza. Somigliante
+agli efori di Sparta stava in Aragona a petto a petto col re
+l'inviolabile _Justiza_; il quale a nome dei baroni giuravagli il dì
+del coronamento: «Essi che valeano ciascun quanto il re, tutti insieme
+assai più di lui, ubbidirebbergli se lor franchezze mantenesse; e, se
+no, no[27].» Indi alti spiriti nei soggetti, miti costumi eran quivi
+nei re; sopra tutt'altri di que' tempi, facili alle udienze,
+dimestichi, senza riti di sussiego o sospetto, compagnevoli, e
+umani[28]. Con questi {88} ordini, con questi sudditi, poveri
+d'altronde e parteggianti, non potea Pietro divisare conquisti; e pur
+le qualità dell'uomo vinsero gli ostacoli della società in cui vivea.
+Inoltre per indole imperiosa e severa, avea concitato contro a sè
+durante il regno del padre i baron catalani, usi all'anarchia; avea
+mal purgato il suo nome dall'infamia del fratricidio di Ferrando
+Sanchez figliuol bastardo di re Giacomo, ch'egli assediò, e pressel
+fuggente, e il fe' annegare, scusandosi che Ferrando praticasse contro
+la sua vita con Carlo d'Angiò[29]. Ma insieme s'era segnalato
+l'infante Pietro per coraggio e gran vedere nelle guerre di Valenza e
+di Murcia[30]; avea saputo adoperar la divisione degli ottimati; e
+salito in grande rinomanza militare, e dotato di quella forza che
+rapisce e costringe gl'intelletti minori, poteva egli bene adunar a
+un'impresa di ventura quei suoi avvezzi a star sempre in sulle armi,
+or contro i Mori, or contro le altre genti spagnuole, or tra sè
+stessi, ed or piratescamente assaltando questa e quell'altra città del
+Mediterraneo. Picciol'oste sarebbe a fronte di re Carlo; ma
+audacissima, spedita, fatta a posta a guerre irregolari, e subite
+fazioni.
+
+Le quali condizioni bilanciando in mente, taciturno, e come s'ad altro
+attendesse, ascoltava Piero le continue rampogne della sua donna.
+Perchè da lei non dileguandosi per volger d'anni il cordoglio
+dell'ucciso padre, dello occupato reame, del patibolo di Corradino;
+l'acceso femminil {89} pensiero incusava di viltà ogni differimento
+alla vendetta: e pregava Costanza, e sdegnavasi, e chiamava dappoco lo
+sposo, e ai figliuoli insegnava che careggiandolo, e abbracciandogli
+le ginocchia, ricordassero senza stancarsi l'invendicata morte
+dell'avolo[31]. Sorridea Pietro; e a disegni, non a querele, si
+ristringea con Ruggier Loria, Corrado Lancia, e Giovanni di
+Procida[32].
+
+Di questi il primo, nato di gran legnaggio, nella terra di Scalea in
+Calabria[33], imparentato colla siciliana famiglia de' conti d'Amico,
+e signor di feudi in Sicilia e in Calabria[34], venuto era fanciullo
+seguendo la regina Costanza, con madonna Bella madre sua, nutrice
+della reina; e a corte d'Aragona si era educato nelle armi e nelle
+astuzie. Pietro molto amore gli pose; il fe' cavaliere con Corrado
+Lancia, giovanetto congiunto della reina; e una sorella di Corrado a
+Ruggiero sposò. I due cognati prestantissimi {90} si fecero in armi: e
+avvenne che Corrado, pria dell'altro che tanto dovea vantaggiarlo di
+gloria, ebbe nome, e segnalossi capitan di navi catalane, in fatti
+audacissimi sopra Saraceni[35]. Giovanni di Procida per altra via più
+combattuta venne in grazia al re d'Aragona. Nacque costui, o fu
+allevato in Salerno; ebbe alto stato appo l'imperator Federigo e
+Manfredi, e oltre il feudo di Procida molti beni allodiali in Salerno;
+fu medico assai riputato[36]; e tradusse dal greco in latino, o
+compilò in latino, le massime di filosofia morale degli antichi
+sapienti[37]. Narrano alcuni, {91} a ringrandir Giovanni e rendere più
+patetici i suoi casi, che volontario ivane in bando, trafitto di
+mortal rancore perchè uomini francesi per violenza contaminasser la
+moglie e la figliuola di lui, uccidessero il figlio che difendeale; e
+di tanto misfatto negassegli giustizia il re[38]. Ma non sì drammatico
+appar questo esilio dai documenti, che attestan Giovanni fatto ribelle
+innanzi il milledugentosettanta, probabilmente per la guerra di
+Corradino, e se gittan qualche barlume su i suoi domestici torti, dan
+{92} luogo a tal sospetto più tosto dopo l'esilio che innanzi[39].
+Come noto nella corte di Manfredi, Giovanni cercò asilo appo la reina
+Costanza in Aragona; ov'ebbe da Pietro le signorie di Luxen,
+Benizzano, e Palma; cortigiano suo fidatissimo divenne, e
+consigliere[40]: ch'uomo fu di molta saviezza e dottrina, aguzzato
+anco la mente da un intenso odio, e dalle aspre sue vicende
+ammaestrato a maneggiare questi sì vari e sfuggevoli animi degli
+uomini. Quegli usciti, dall'amaro soggiorno in corte straniera non
+volgendo altro nell'animo che la patria loro e la vendetta contro
+quella rea mano che li cacciò, forte stigavano il re. Tritavan insieme
+con esso le condizioni delle cose; la mala contentezza de' popoli in
+Sicilia e Puglia; la tirannide stolta di Carlo; i disegni del papa; i
+timori del Paleologo: aver {93} questi oro e non armi; Aragona il
+contrario; Roma saette d'altra tempra: s'accozzerebber pure; battesse
+l'ali questo Carlo, gli aggiusterebbero il colpo. E spiavan,
+vegliavano; ad ogni nuovo eccesso di Carlo, spuntava nel cupo
+consiglio d'Aragona un sorriso[41]. Memorabil epoca in cui i quattro
+principi che tenean la più parte delle regioni europee bagnate dal
+Mediterraneo, furono ad un medesimo tempo di gran valore, e di grandi
+vizi, degni se non di lode, certo di fama. In Oriente il Paleologo,
+usurpatore, ma ristorator d'un impero, fraudolento più che forte,
+tremava di re Carlo. Questi agognando a tal vastità di dominio,
+distruggea col mal governo la propria base in Sicilia ed in Puglia. Di
+ponente il re d'Aragona più giovane, più sagace e meno potente, torvo
+e cheto pigliava lena per islanciarsi addosso al conquistatore.
+Inaccessibile a timore sulla cattedra di san Pietro, rigoglioso nella
+smisurata autorità, e non meno nel proprio ingegno, e nella non ben
+acquistata ricchezza, l'italiano pontefice guardava le passioni di
+quegli stranieri: e chi sa a quali speranze non ne saliva? Forse un
+viver più lungo di Niccolò III avrebbe spento in altra guisa la
+dominazione angioina, e mutato le sorti d'Italia. Ma volle il Cielo
+che re Carlo non fosse umiliato da' potenti, ma sì dalla plebe; e che
+la sua rovina si consumasse nel modo che men poteva uomo immaginare:
+per una rissa di volgo, in Palermo!
+
+Pietro ordinavasi a sforzo di guerra, sì come è mestieri, dice
+Montaner, con amistà, danari, segreto. Fe' tregua di cinque anni col
+re di Granata[42]: con Castiglia lega; e meglio se n'assicurò
+prendendo due giovanetti principi più vicini alla corona che non era
+Sancio loro zio, chiaritone erede, onde il re d'Aragona potea così a
+ogni piè sospinto {94} sturbare il vicin reame[43]. Provossi da un
+altro canto a serbare l'antica benivolenza con Filippo di Francia,
+marito della sorella, statogli amicissimo in gioventù, e or molesto
+coll'occupazione di Montpellier[44]. Con lo stesso re Carlo o coprì i
+disegni e mostrò l'odio, come scrive il Montaner, che sarebbe stata
+anco arte sopraffina, o dissimulò gli uni e l'altro, come Carlo stesso
+poi rinfacciavagli, venendo a dimostrazioni d'amistà, e trattato di
+matrimonio tra un figliuol suo con una figlia dell'Angioino[45]. Con
+ciò messe in punto gli arsenali di Valenza, Tortosa, Barcellona[46]; e
+maneggiò sì accortamente i suoi baroni e borghesi, che richiestili di
+sussidi per tale impresa, dicea, da tornarne grande utile al reame,
+con insolita docilità porgean essi il danaro[47]. Queste disposizioni,
+e i preparamenti d'armi e di navi che ne seguitarono, attestan
+gl'istorici più degni di fede.
+
+Taccion del rimanente le pratiche con l'imperator di Costantinopoli e
+coi baroni siciliani, da altri storici meno autorevoli composte come
+in azione drammatica. Giovanni di Procida, al dir di costoro, esule
+volontario per la supposta ingiuria atroce, n'è protagonista;
+rassomiglian ombre gli altri personaggi, che la istoria figura ben
+altrimenti: Pier d'Aragona, Michele Paleologo, Niccolò III, {95}
+Alaimo da Lentini, e più altri nobili uomini di Sicilia. Non pensan,
+non osan essi senza Procida: al sol vederlo ogni fiata rompono in
+lagrime come fanciulli; ei solo, sospinto da amor di patria e desio di
+vendetta, va, torna, muta sembianti, ignoto ha credenza da' grandi; ei
+solo disegna, comincia, e fornisce l'impresa. Ignorando che Giovanni
+fosse esule dal sessantotto o sessantanove, come il mostrano i
+diplomi, e fatto uom di re Pietro, favoleggian costoro che venutogli
+in mente il disegno di tor la Sicilia a re Carlo, da sè solo
+cominciava a trattarlo con principi di fuori, e congiurati in casa. A
+Costantinopoli si portò l'anno settantanove, com'uscito che cercasse
+in quella corte asilo e stipendio; spacciandosi medico, ed uom di
+stato, delle cose di Sicilia espertissimo. Trovò sì piana la via appo
+il greco imperadore, che quegli in segreto luogo sopra una torre venne
+ad abboccamento con esso: e quivi Procida il tentò con favellar degli
+armamenti di Carlo a' danni suoi; a lui perduto d'animo e piangente
+fe' balenare innanzi agli occhi una speranza. Onde Michele, che
+l'imperio vedea sossopra, e Carlo sì intento e minaccioso a mala pena
+trattenuto da papa Niccolò, avidamente abbracciava il partito di
+turbargli i reami; e profferia centomila once d'oro: fermata
+l'impresa, le porgerebbe. Si infinse allor Procida scacciato dalla
+bizantina corte. Vestiti i panni di frate minore, furtivo in Sicilia
+entrò, che per esser più oppressa, o più disposta per le città più
+grosse, l'indole degli uomini, e la difesa dei mari, più opportuna gli
+parve al gran colpo. Appena Procida a' noti suoi del sicilian
+baronaggio disse di congiura, deliberati vi si tuffarono. Con lui
+vengono a parlamento Gualtier da Caltagirone, Alaimo da Lentini,
+Palmiere Abbate, ed altri valenti baroni: Procida accenna la via
+d'uscire dall'insoffribil servaggio: rivela gli aiuti dell'imperatore
+greco; i disegni sullo aragonese: ordina con loro che annodate tutte
+{96} le fila, sollevin la Sicilia a ribellione: e richiedeli di
+lettere credenziali, che della congiura re Pietro certificassero.
+Avutele, sotto i panni stessi di frate, passa a corte di Roma.
+
+Correa già l'anno milledugentottanta, e papa Niccolò a castel Soriano
+soggiornava, quando un fraticello gli fe' chiedere occulta udienza; e
+raccolto, incominciò ad avvolgersi in misteriosi parlari, toccando la
+eccessiva potenza di Carlo, le ingiurie private al pontefice, le
+condizioni d'Italia. Procida nominossi alfine: all'attonito pontefice
+aperse quant'erasi ordito. Aggiungono, e par fola manifesta, ch'ei con
+l'oro bizantino comperasse l'assentimento del papa; il quale sì
+altamente ambiva, nè facea di mestieri corromperlo, perchè si volgesse
+a' danni di Carlo[48]. Dicono, e la credo dello stesso conio,
+ch'entrato nella congiura, Niccolò per segretissime lettere
+confortasse l'Aragonese; e del siciliano reame investisselo. Ma
+guadagnato il papa, sopraccorrea Giovanni in Catalogna; trovava re
+Pietro lontano, così continuano quegli storici, da ogni speranza
+dell'impresa; ed egli ne presentava il pensiero, esponea le trame
+ordinate, mostrava i trattati e le lettere. Così svolse a' suoi
+intenti il re d'Aragona. A ragguagliarne gli altri congiurati,
+ripiglia il viaggio: sbarca a Pisa; rivede il pontefice a Viterbo; i
+siciliani baroni a Trapani; quinci una galea veneziana sconosciuto il
+reca a Negroponte; di lì a Costantinopoli. E vien ultimato col
+Paleologo il trattato della guerra contro Carlo: a dar guarentigia più
+salda, un altro se n'appicca di parentado tra le {97} corti di Grecia
+e d'Aragona; il quale non si nasconde, ma serve di colore al Paleologo
+per mandar legato un suo cavaliere, messer Accardo di Lombardia; cui
+son affidate trentamila once d'oro delle promesse, che a Pietro le
+rechi. Accardo e Procida insieme entrarono in nave.
+
+In questo la morte di papa Niccolò fu per distrugger tutto l'ordito.
+Per viaggio seppela Giovanni da una nave pisana, e a messer Accardo la
+occultò. Approdarono a Malta, come s'era ordinato prima co' baroni
+siciliani: in segreto luogo i cospiratori adunaronsi. Ed eran muti,
+ansiosi, parlavan sommesso della perdita del congiurato pontefice; e
+chi temporeggiar volea, chi lasciar ogni pensiero della ribellione,
+quando Procida surse a rampognarli, a confortarli: fosse amico o
+avverso il papa novello, ormai non mancherebbero le forze: Accardo, e
+loro il mostrava, non venirne ozioso spettatore: qui il sussidio
+bizantino; pronti in Aragona guerrieri e naviglio; e che temeano?
+perchè con animi sì femminili entrare in congiure? Ma a loro, già
+intinti sì profondamente, non gioverebbe lo starsi; risaprebbesi la
+trama, e morrebber da cani. Con tai rimbrotti li rapì seco all'estrema
+conclusione. Fu in Aragona da poi; rappresentò a Pietro l'ambasciatore
+di Grecia, e l'oro; vinse i rinascenti timori del re. Gli armamenti
+affrettaronsi allora; il dì fermossi e il modo che la Sicilia
+sorgerebbe a vendetta[49].
+
+Tale il racconto della congiura, che dicon si conducesse per due o tre
+anni. I particolari nè niego, nè affermo io, perchè non ne ho
+fondamenti; ma non mi sembran verosimili {98} al tutto. Che tra Pietro
+e 'l Paleologo si maneggiasse un trattato per togliere a Carlo il
+reame di Sicilia, il tengo io certo, per quel che disse e fece poi
+contro ambidue papa Martino; e perchè Tolomeo da Lucca afferma aver
+veduto l'accordo; essere stato trattato da Giovanni di Procida e
+Benedetto Zaccaria da Genova, con altri Genovesi dimoranti in terra
+del Paleologo; e aver questi fornito danari allo Aragonese[50]. Le
+trame con alcuni baroni di Sicilia, non rafforzate di valida autorità
+istorica, il replico, probabili mi sembrano, ma non certe. Falso è che
+la pratica, si strettamente condotta, fosse a punto riuscita a produrre
+lo scoppio del vespro; perchè questi compilatori della congiura ci
+pongon fole da romanzo, e imbattonsi in cento errori manifesti; perchè
+i successi discordan dalla supposta cagione; perchè gli scrittori più
+autorevoli il tacciono, come nel capitol seguente diremo, e più
+largamente nell'appendice. Vagliate tutte le memorie de' tempi tornano
+a questo: che Piero agognava alla corona di Sicilia: che s'armava: che
+praticò per aiuti di danaro con l'imperator di Costantinopoli,
+minacciato da re Carlo; che Procida fu tra i suoi messaggi: che si
+tramò forse con alcun barone siciliano: ma che maturavano e
+preparavano tuttavia, quando il popolo in Sicilia proruppe. In questo
+intendimento al fil della istoria io torno; il quale non si smarrisce
+per la dubbiezza di quelle pratiche tenebrose, che nella rivoluzione
+punto o poco operarono[51]. {99}
+
+Riseppersi innanzi la morte di papa Niccolò gli appresti del re
+d'Aragona. Era nei porti suoi e di Majorca una fervid'opra a
+costruire, a spalmar galee e navi da trasporto; fabbricar armi; adunar
+vittuaglie: scriveansi i marinai; si prometteano stipendi per un anno
+a chi militar volesse a cavallo o a pie': talchè per quanto Piero si
+studiasse a far chetamente, il romore s'udiva da lungi. Onde i Mori di
+Spagna e d'Affrica, avvezzi a questi aragonesi assalti,
+affortificavansi alla meglio; nè stavan senza sospetto i cristiani
+principi: tra i quali Carlo assai per tempo avvisò aversi a guardare
+sì in questi domini italiani, e sì in Provenza; oppressa al paro,
+vicina alla Spagna, e dai Catalani osteggiata altre volte[52].
+Apparecchiava Carlo in questa stagione la detta impresa di Soria; ma
+non lasciò di munirsi in casa con forze navali, che guardasser le
+costiere; e in Sicilia aumentò oltre il doppio le provvedigioni delle
+regie fortezze[53]. Intanto bramoso d'investigar l'animo
+dell'Aragonese, {100} a Filippo di Francia ei scrisse: e questi per
+legati e lettere amichevolmente domandò a Pietro la cagion di tanto
+{101} armamento; se contro infedeli, proffersegli aiuti d'uomini e
+danari. S'avvolse allora in ambagi lo Spagnuolo: non accennare al re
+di Francia per certo, nè a suoi collegati: a chi, vedrebbesi ai fatti:
+ma prima, nol saprebbe persona al mondo: ch'ei s'armava senz'aiuti di
+niuno, onde a niuno dovea spiacere il silenzio. Somiglianti risposte
+ebber da lui il re di Majorca fratel suo, quel di Castiglia, quel
+d'Inghilterra[54]. Invano il ritentò più vivo Filippo, con mandargli
+anco moneta nel supposto dell'impresa contro i Mori[55]. Onde il re di
+Sicilia incerto pur dello scopo, inviò in Provenza Carlo figliuol suo
+principe di Salerno, in voce ad adunare armati per l'impresa
+d'Oriente, in realtà per vegliar da vicino, e guardare il paese[56].
+
+In questo momento la fortuna arrise a Carlo l'ultima volta. Tra que'
+sospetti ch'egli avea di Pietro, ira contro il Paleologo, dispetto
+della nimistà del papa, vide trapassare il papa d'agosto
+milledugentottanta: e respirando, e non istando un attimo a
+pensarsela, se alla morte di Gregorio avea tant'osato a governare il
+conclave, or gittavasi ai più rotti partiti. Sommosse il popol di
+Viterbo, sì che traea fuor dal conclave tre cardinali di casa Orsina.
+Serrò il rimanente; tolse loro ogni cibo fuorchè pane e acqua[57]; e
+{102} forse di furto, come in una elezione antecedente, recar fece
+altre vivande ai cardinali francesi perchè stessero più forti a negare
+il voto a quei di parte italiana[58]. Per queste arti, di febbraio
+milledugentottantuno, Martino IV di nazione francese fu papa, o
+ministro di Carlo. Congiunta dunque nel re la sua possanza, e la
+smisurata del roman pastore, a grandi eventi si dava principio.
+Divampò d'un subito in Italia la guelfa rabbia. Affidò il papa a
+Francesi i governi tutti di Romagna; rifece Carlo senator di Roma; con
+una crudele persecuzione de' Ghibellini servì a sue ambizioni[59].
+Duro viso mostrava intanto a re Pietro. Come gli oratori di lui
+veniano a complire per la esaltazione del papa, e sollecitavan la
+canonizzazione di frate Ramondo da Pegnaforte, santo uomo spagnuolo,
+gittando anco qualche parola su i dritti della Costanza al sicilian
+reame, brusco replicava Martino: non isperasse il re d'Aragona mai
+grazia alcuna dalla santa sede, se non pria soddisfattole il censo; il
+quale la romana corte pretendea, interpretando per ligio omaggio la
+pia peregrinazione d'un di quegli antichi principi a Roma[60]. Di lì a
+poco, tentando nuov'arte, parve più dolce Martino. Mandò a Piero un
+frate Jacopo dei predicatori, a richieder, tra autorevole e benigno,
+contezza di quel sì occulto disegno; inibire ogni atto ostile contro
+principi cristiani; contro infedeli profferire benedizioni e sussidi.
+Ma chiuso, e pur non mendace, ringraziavalo Piero: pregasse il Cielo
+per l'esito della guerra; lo scopo nol domandasse. «Tanto ho caro,
+conchiudea, questo segreto, che se la mia manca il sapesse, con la
+dritta la mozzerei.» All'ostinato silenzio crebber nella {103} parte
+francese i sospetti. Ma poco vi stette sopra re Carlo, che teneasi
+ormai secondo a Dio solo; onde sfogò con superbe parole: saper bene
+falso e sleale questo Pietro; ma nascondesse il segreto a sua posta,
+ei, Carlo d'Angiò, non curare sì picciol reame, nè principe sì
+mendico[61].
+
+E parendogli già sua la Grecia sospirata per dieci anni, smisurate
+forze apparecchiava: bandìa la guerra; e la croce prendea, la croce
+del ladrone, sclama Bartolomeo de Neocastro, non quella di Cristo[62].
+L'afforzò il papa di scomuniche, e di danari; le prime contro il
+Paleologo e i Greci indurati nello scisma; i danari presi dalle decime
+ecclesiastiche, pretestandosi rivolte al racquisto di terrasanta le
+pie armi del re[63]. Si collegaron con esso i Veneziani, per brama di
+popol mercatante a tornar signore in quelle regioni sì commode a'
+commerci: e forniano una flotta; e patteggiavano partizione de'
+conquisti[64]. La Sicilia e la Puglia intanto s'empian di guerrieri:
+suonavano di preparamenti di guerra. Immensi materiali raccolgonsi
+nell'arsenal di Messina, e in altri porti dell'isola e di terraferma:
+{104} sudano i valenti artigiani di Messina e Palermo a fabbricar arme
+ed arnesi: scemansi a fornir la cavalleria gli armenti di val di
+Mazzara; munizioni d'ogni sorta s'apprestano in ogni luogo[65]. Cento
+galee di corso, dugento uscieri, che navi eran da trasporto, e teride,
+e altri legni assai metteansi in punto. Capitanati da quaranta conti,
+ben diecimila cavalli e un'oste innumerevole di fanti s'istruivano al
+gran passaggio[66]. Debolmente potrebbe resistere il Paleologo;
+sarebbe occupata Costantinopoli, la Morea, tutto l'impero; darrebbesi
+corpo ai titoli regî d'Albania, di Gerusalemme. Non delirava Carlo, se
+pensava a questo; e immaginava l'Italia spartita tra lui e il papa; e
+vedea brillare nelle sue mani la spada di Belisario e lo scettro di
+Giustiniano.
+
+Ma l'Italia ch'era base a que' vasti disegni, già mancava a Carlo
+d'Angiò. Dico di tutta l'Italia dal Lilibeo alle Alpi, perchè in tutta
+veggo sparse uguali opinioni. L'amor patrio di municipio, che tanto
+giovò, e tanto nocque alla Italia, per sua natura sdegnava le
+dominazioni straniere; e tendeva a scacciarle, quando le avea messo su
+l'interesse d'una fazione. I Guelfi stessi e i Ghibellini, mentre
+nimicavano la nazione contraria a lor nome, non troppo si fidavano
+dell'amica: e similmente la corte di Roma chiamava gli oltramontani
+per signoreggiar l'Italia col mezzo loro, e non altro. Così tra il
+tumulto di tante passioni di municipio, di parte, e del pontificato
+stesso, parlava agli animi la segreta voce del sentimento nazionale
+latino. La schiatta, il clima, le usanze, la postura de' luoghi, le
+leggi di Roma, le lettere latine, le splendide tradizioni istoriche,
+tutto destava questo pensiero; che non può sconoscersi {105}
+nell'Italia del medio evo: ed era argomento ad alte speranze; perchè
+gl'Italiani si sentian cuore quanto gli altri popoli, e civiltà assai
+maggiore. I più vasti intelletti pertanto pensavano, che unite le
+forze dell'Italia, si sarebbe non solo racquistata l'indipendenza, ma
+fors'anco la gloria di Roma antica; e faceansi a sciorre il problema
+in vari modi. Niccolò III divisava quattro reami italiani; Dante, poco
+appresso, sospirava la ristorazione dell'impero romano sotto i re di
+sangue germanico; Niccolò di Rienzo, non guari dopo, intraprese la
+rigenerazione della repubblica in Campidoglio, e il Petrarca con
+maschio canto esaltava l'impresa. Nè mancò nell'universale il
+desiderio di quei grandi intelletti; che anzi s'era assai propagato a'
+tempi della lega lombarda sotto il colore guelfo contro la schiatta
+tedesca; e tutto si volse contro la francese, quando Carlo d'Angiò la
+fece stanziare in Sicilia e Puglia, e in molte altre parti d'Italia, e
+diè luogo al contrasto de' costumi, all'invidia dei privilegi, alla
+insolenza degli uni, alla intolleranza degli altri, alla superbia
+delle due genti venute a contatto. Cooperaronvi la resistenza misurata
+di Gregorio X, la passione di Niccolò III, e per contraria ragione
+l'ambizione di Carlo, la connivenza di papa Martino. S'accostava
+questo novello sentimento agli umori di parte ghibellina, tendea
+temporaneamente allo stesso scopo, ma in sè stesso era molto più
+grande, più nobile, più puro. Esso rapì Dante a parte guelfa; esso
+trovò un nome diverso dal ghibellino, come diversa era l'indole. Le
+due genti con antichi vocaboli si chiamavano i Latini e i Gallici; ed
+evocavano tutte le nimistà de' tempi di Brenno, anche quando avveniva
+che si combattesse sotto una medesima bandiera guelfa, nelle relazioni
+politiche di tanti piccioli stati.
+
+Spicca negli scritti siciliani, si vede manifestamente ne' fatti di
+quel tempo, il sentimento nazionale latino. Esso {106} fu che nel
+primo assedio di Messina, nella tempesta dello assalto universale che
+dava l'esercito angioino, misto d'oltramontani e di abitatori del
+reame di Napoli e d'altre province italiane, consigliò ai Messinesi di
+risparmiar nei tiri le schiere italiane, che certo combatteano con
+uguale riguardo. Veggiamo indi Pier d'Aragona cogliere l'util politico
+della carità latina, e liberare i prigioni di questa nazione. Veggiamo
+i popoli in Calabria e in Puglia sforzarsi per tanti anni a seguire la
+rivoluzione siciliana. Nè ricorderò le parole degli altri scrittori,
+che sono noti, e si allegheran sovente in appresso; ma, quelle della
+rimostranza de' Siciliani contro la prima bolla di papa Martino che li
+ammonì a tornare sotto il giogo, sono sì opportune e significative,
+che meritano special menzione. Perchè l'orgoglio del lignaggio
+italiano anima e infoca tutta questa epistola, che s'indirizzava al
+collegio de' cardinali quasi fosse il senato di Roma. Gl'improvera il
+favore dato ai Francesi contro gl'Italiani; mette a riscontro
+distesamente i costumi delle due nazioni; incolpa gli stranieri del
+loro clima, della barbarie delle nazioni vicine; e di libidine,
+d'avarizia, d'ebbrezza, di crapula, d'ogni torto che aveano, d'ogni
+torto che non aveano. Si compiace al contrario a ricordare la doppia
+nobiltà del lignaggio d'Italia, che allude all'etrusco e al troiano, o
+al romano e al greco; a notar la prudenza, il contegno, la prontezza
+degli intelletti, la serenità de' volti, e con aperto errore anche la
+tolleranza degli animi italiani; chiama in aiuto Lucrezia, Virginio,
+Scipione; motteggiando i Francesi perchè prendessero a imitare più
+tosto le ispide genti del settentrione, che la civile moderazione e
+libertà degl'Italiani; e mostrando che la sorte dà i regni, ma la
+virtù li mantiene, e che più si guadagna con la saviezza che con la
+forza. Questo scritto batte con una stessa sferza i governi angioini
+di Sicilia, di Napoli, di Romagna; allude al vespro col {107} vanto
+che gli stranieri non avesser dato il guasto impunemente alle campagne
+d'Italia: sclama al papa con veemenza: «Sdegna, o padre, l'Italia,
+sdegna le dominazioni straniere!» L'autore imbrattò questo nobil
+pensiero con l'arroganza tutta e la ferocia de' Quiriti; com'ei
+mescolò alla giusta difesa della rivoluzione, l'apologia di orrori che
+dovea condannare; ma non men fortemente ciò prova che il sentimento
+latino era sparso in Italia[67].
+
+E che l'antagonismo di nazione fosse reciproco, e che fosse sentito in
+tutta l'Italia, si vede, tra cento altri fatti, dalle parole di
+Guglielmo l'Estendard, vicario di re Carlo in Roma; il quale, poco
+innanzi l'ottantadue, ascoltando un nobile romano che si lagnava della
+misera condizione della patria, non ebbe rossore a risponder preciso,
+squarciando il velo della tirannide: non credesse al fine che spiaceva
+al re veder consunto e dissipato quel popolo turbolento; Roma fatta
+una bicocca[68]. In quel medesimo tempo una rissa accesa in Orvieto
+tra Latini e Francesi, divenne tumulto; e vi si gridò morte ai
+Francesi; e Ranieri capitano della città, portato dagli umori di
+nazione più che da que' dell'uficio, negossi con un pretesto dal
+racchetarla[69]. Non andò guari che in Forlì cadeano da due mila
+Francesi, o per una frode di guerra, o per una meditata vendetta, che
+non si sa bene, ma in ogni modo è manifesto l'odio più che di giusta
+guerra che portò questa strage; e le favole stesse che l'attribuirono
+a Guido Bonati astrologo e filosofo, mostrano in che bollore fosse
+l'opinione pubblica[70]. S'era insinuato l'odio di nazione già da gran
+tempo ne' penetrali della corte di Roma, tra il contegno e la senile
+prudenza de' fratelli del sacro collegio; {108} che si divisero non in
+Guelfi e Ghibellini, ma in Latini e Francesi; e lottavano nelle
+elezioni de' pontefici; ed erano a tale innanti l'esaltazione di
+Martino, che senza la scoperta forza di Carlo, qualche altro fier
+latino succedeva a Niccolò III. Nel pontificato di Niccolò, la romana
+corte s'era data già a lacerare apertamente il nome francese. Tra gli
+altri un Bertrando, arcivescovo di Cosenza, uom di lettere, pratico
+del mondo e dabbene, nel biasimar severamente i soprusi della gente di
+Carlo, si fece una volta a profetarle sterminio. «Chi avrà vita, disse
+Bertrando, chi avrà vita vedrà masnadieri abietti sorger contro questi
+superbi, e scacciarli dal regno, e abbatter loro dominazione: e tempo
+verrà che si creda offrir olocausto a Dio al trucidare un
+Francese[71].» Così la politica romana o presagiva o affrettava il
+passaggio da' pensieri alla vendetta e alle armi! I pensieri eran
+comuni a tutta l'Italia: particolari cagioni ne fecero scoppiare in
+Sicilia la rivoluzione del vespro.
+
+Con gli appresti alla guerra di Grecia, crebbero le estorsioni,
+crebbero gli aggravî; e quindi a dismisura la mala contentezza de'
+popoli. Sono sforzati i baroni a fornir non solo le milizie feudali,
+ma anco le navi; se alcun tarda, gli si occupano i beni[72]; nobili e
+vassalli, obbligati e non {109} obbligati al militare servigio,
+strascinansi all'esercito. Cominciarono indi in Sicilia a prorompere
+disperate voci; lagnandosi il popolo, che dovesse portar guerra alla
+Grecia amica, in servigio dell'oppressor francese; e mormorando lo
+scarso stipendio per tre mesi soli, al quale si darebbe fondo prima di
+giugnere in Romania, senza lasciar pure di che vivere alle famiglie in
+Sicilia. Ripugnavano alla impresa; ma tremavan al re. «Oh fuggiamo!
+gridavano; fuggiamo dalle case nostre, per asconderci in boschi e in
+caverne; e sarà viver men duro. Anzi di Sicilia si fugga, ch'è terra
+di dolore, di povertà, di vergogna. Non fu più schiavo di noi il popol
+d'Israello sotto re Faraone: e risentissi, e spezzò le catene. E ne
+narran poi le glorie degli antichi nostri! Vili bastardi siam noi;
+snervati dalle divisioni, da' vizi: noi di cristianità il popol più
+abbietto![73]»
+
+E quanti si tenean da più del volgo impetuoso, non isgannati da
+sperienza, ritentavan pure la ignobil via delle querele. A Roma si
+volsero, non ostante le ostili opinioni che la Sicilia avea contro la
+corte di Roma più che tutto altro popolo cristiano, senza perciò
+vacillare nella fede di Cristo. Sì fatte opinioni eran sì vive, che i
+Francesi per villania chiamavanci paterini[74]; e segno non men dubbio
+ne {110} danno gli scritti nostri di quel tempo, ne' quali il rozzo
+stile, al toccar della corte di Roma, rinfocasi a un tratto, sfavilla
+d'immagini scritturali, suona le aspre parole del ghibellin poeta. Il
+che nascea in parte dagli universali umori d'Italia; e dalla cultura
+delle lettere, in cui primo tra gli altri popoli italiani s'esercitò
+quel di Sicilia sotto gli Svevi[75]; in parte dall'antica indipendenza
+de' nostri principi dal papa, dagli spessi contrasti loro, dalle
+spregiate censure, dalle vicende stesse della repubblica del
+cinquantaquattro, messa su dai papi e abbandonata dai papi; e dal
+tristo dono infine di quest'angioino re. Nondimeno, perch'ei, come
+usurpatore, conoscea feudal signore il papa, e la religione a quei dì
+teneasi come pauroso fantasma, non patto di giustizia e di pace, parve
+ai nostri, che il sommo pontefice solo riparar potesse lor torti,
+pastor egli e sovrano. Perciò allo scoppiare del vespro i Siciliani
+poi gridavano il nome della Chiesa. Perciò al francese Martino
+supplici or ne venivano a nome di Sicilia tutta, due sacerdoti eletti
+tra i più venerandi e savi del regno. Bartolomeo vescovo di Patti, e
+frate Bongiovanni de' predicatori fur questi. Forniano con grande
+animo la missione consigliata da credula miseria. A corte del papa,
+presente Carlo, orarono: e «Mercè, Bartolomeo cominciava, mercè o
+figlio di David; il demonio la figliuola mia fieramente travaglia:» e
+tra pianti e rampogne sponea la grave istoria. Superfluo è a dire che
+si fe' sordo Martino. Carlo dissimulò: ma usciti i due oratori dal
+palagio, i suoi scherani li circondarono; trasserli in duro carcere.
+Macerato da quello il frate espiò a lungo la sua virtù cittadina;
+corruppe i custodi il vescovo di Patti, e fuggissi[76].
+
+E niente domato dalla violenza, tornò in Messina; e contò {111} i suoi
+casi: e la gente all'udirli, piangea di rabbia. In questo mezzo quanti
+vengan da Napoli affermano essere al colmo l'ira del re, per quella
+contumace ripugnanza alla guerra di Grecia, per quella missione al
+papa; ch'ei volgerebbe l'adunato esercito contro la Sicilia; che
+vorrebbe sterminar questa genia querula e incontentabile; dar la terra
+ad altri abitatori, e farla colonia[77]. Queste voci spargeansi per
+insensata iattanza di cortigiani, o tema di popol tiranneggiato; ed
+eran se non altro misura dell'odio. Il quale, per comunanza di mali e
+di brame, avea dileguato ogni ruggine tra le nostre città, tra le
+famiglie, tra i vassalli e i siciliani feudatari. Pochi pel re
+teneano; talchè accresceangli l'odio, non le forze. Il clero seguiva o
+precorrea l'opinione pubblica; com'è manifesto dalla missione di
+Bartolomeo e Bongiovanni, e dallo zelo con che andò in tutto il corso
+della rivoluzione, ad onta delle infinite scomuniche papali. I nobili
+siciliani, pochi e oppressi, non potendo far parte da sè medesimi,
+ingrossavan la popolare: quanti eran complici, s'anco si voglia, di re
+Pietro, ammalignavan le piaghe, suggeriano sommesso qualche speranza.
+Il malcontento mise in un fascio le persone de' governanti e i
+principî del governo, e die' alla parte popolare tal forza, tal
+numero, che avanzava d'assai le condizioni ordinarie, e che sollevava
+la Sicilia mezza feudale alle idee de' più democratici popoli
+italiani. Faceansi a ricordare i tempi del buon Guglielmo, tempi di
+pace, e dovizie, e franchezze; a deplorare la svanita repubblica del
+cinquantaquattro; e abbellito dall'immaginativa, con invidia a
+dipingere il viver lieto delle italiane cittadi, senza re, senza
+feudatari, senza Francesi. Nè solo travagliavali il martello di
+povertà, e gli aggravî nell'avere e nelle persone, e 'l timore del
+peggio; ma sopra tutto la gelosia delle donne, usurpate {112} dagli
+stranieri per forza, o prezzo, o seduzione di vanità e di fortuna. Era
+stampato in tutti gli animi inoltre quel Carlo, brusco, vecchio,
+avaro, crudele, spregiator d'ogni dritto, alla Sicilia nimicissimo. Il
+viver di violenza, in sedici anni avea potentemente operato
+sull'indole niente morbida del sicilian popolo, e n'avea tramutato le
+sembianze. Di festevole si fe' tetro: increbbero i conviti, i canti,
+le danze: «e mute pendeano (scrissero i Siciliani poscia a papa
+Martino ) pendean mute l'arpe dal caprifico e dal salice
+infruttuoso.»--«Febbrili battean tutti i polsi, dice un'altra
+rimostranza del misero popolo; dubbiosi scorreano i giorni, ansie le
+notti, e fino i sogni conturbati dalle minacciose sembianze degli
+oppressori; nè viver si potea, nè pur morire tranquillo.» Quel poetico
+brio degli animi siciliani, a cupa meditazione die' luogo, a
+tristezza, a vergogna, a nimistà profonda, a brama ardentissima di
+vendetta. Feroci passioni, che propagaronsi da chi soffriva le
+ingiurie in sè, a chi le vedea solo in altrui; dalli svegliati a'
+tardi; dagl'iracondi ai miti; dagli animosi a' dappoco; e invasarono
+ogni età, ogni sesso, ogni ordine d'uomini. La foga delle passioni
+private, l'abbaco de' privati interessi, tacquero un istante, o
+anch'essi drizzaronsi a quel fitto universal pensiero; più possente di
+ogni macchina di congiura, perchè spregia il vegliar sospettoso de'
+governanti, e li soperchia a cento doppi di forze[78]. Così entrava in
+Sicilia l'anno milledugentottantadue. Alcuni cronisti, pargoleggiando
+col volgo, notavano, che di febbraio, mentr'era papa Martino in
+Orvieto, una foca presa alle spiagge di Montalto, e portata a corte
+del {113} papa come nuova generazione di belva, mise muggiti sì
+lamentevoli e paurosi, che la gente n'agghiacciò di orrore; e dietro i
+successi di Sicilia, non restò dubbio esser venuto quel mostro a
+presagire al papa le calamità che pendeano[79].
+
+
+NOTE
+
+ [1] D'Esclot, cap. 64.
+
+ Cronica di Morea, lib. 2.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 57.
+
+ Paolino di Pietro, in Muratori R. I. S. tom. XXVI, ag.
+
+ Montaner, cap. 71.
+
+ Benvenuto da Imola, comento alla Divina Commedia, al verso:
+
+ Cantando con colui dal maschio naso. _Purgat_., c. 7.
+
+
+ Carlo d'Angiò, con quest'indole niente poetica, fece pure qualche
+ verso, perchè n'avea sempre agli orecchi nella corte di Provenza.
+ Il sig. C. Fauriel, ne' cenni biografici intorno a Sordello,
+ Bibliothèque des Chartes, tom. IV, nov. et déc. 1842, ha dato una
+ traduzione della risposta ritmica di Carlo ad alcuni versi di
+ Sordello che il tacciavano d'ingratitudine. Sordello vivea alla
+ corte del conte di Provenza; l'avea seguito all'impresa contro
+ Manfredi; ma ammalatosi in Novara di Piemonte, vi restò lungo
+ tempo dimenticato, in preda alla malattia e alla povertà. Le
+ istorie di Francia ci danno molti esempi della sfacciata avarizia
+ mostrata da Carlo in Francia, prima che la potesse spiegare in più
+ vasto campo sul trono di Sicilia e di Puglia; e ci attestano
+ insieme la giustizia di san Luigi che l'obbligava a rendere il mal
+ tolto.
+
+ [2] Diploma senza data d'anno, negli archivi del reame di Francia,
+ J. 513, 51. È il ragguaglio che davano a san Luigi l'arcidiacono
+ di Parigi, e il maresciallo di Francia, incaricati di questa
+ missione. Essi trattarono: 1º. della crociata, richiedendo Carlo
+ d'andarvi e procacciar soccorsi di navi, d'uomini e di vittuaglie:
+ 2º. del pagamento di 8,000 marchi per la dote della regina moglie
+ di san Luigi (su la contea di Provenza); di 7,000 marchi dovuti
+ per testamento del conte di Provenza (Raimondo Berengario); e di
+ 30,000 lire sovvenutegli al tempo dell'altra crociata e della sua
+ prigionia: 3º. dell'affare d'una gabella, che non si spiega
+ altrimenti.
+
+ Gli ambasciatori davan conto della missione compiuta a voce,
+ insistendo per una risposta categorica; e fin qui il diploma corre
+ in francese. Trascriveano poi la carta lasciata a re Carlo negli
+ stessi sensi, la quale è in latino, lingua diplomatica del tempo.
+ Vi si legge ch'essi avean trattato sino al martedì in _festo
+ inventionis sancte crucis_.
+
+ [3] Raynald, Ann. ecc. 1270, §. 23.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 37.
+
+ Muratori, Ann. d'Italia, 1270.
+
+ Saba Malaspina, lib. 5, cap. 1.
+
+ Gesta Philippi III, di frate Guglielmo de Nangis, in Duchesne
+ Hist. Franc. Script., tom. V, pag. 516.
+
+ [4] Gio. Villani, lib. 7, cap. 38.
+
+ Raynald, 1278, §. 24.
+
+ [5] Annali genovesi, in Muratori R. I. S., tom. VI, pag. 551.
+
+ Diploma di Carlo I, dato di Trapani a 2 settembre decimaquarta,
+ Ind. (1270), tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. G. 2,
+ fog. 60.
+
+ [6] Gibbon, Decline and fall of the Roman Empire, cap. 62, e i
+ contemporanei citati da esso.
+
+ [7] Questo trattato dato di Viterbo il 27 maggio 1267, è pubblicato
+ dal Buchon, in annotazione alla Cronica di Morea, lib. II, ed.
+ 1840, pag. 148 e seg. Il matrimonio tra la Beatrice e Filippo si
+ mandò ad effetto nel 1273. Morto Baldovino si confermò tra Carlo e
+ il genero, divenuto imperatore titolare, il trattato del 1267, per
+ un atto dato di Foggia il 4 novembre 1274, una copia del quale
+ data da Filippo il Bello nel 1306, e autenticata col suggello
+ reale di Francia, si trova negli Archivi del reame di Francia, J.
+ 509, 15, ed è pubblicata dal Du Cange, Histoire de l'Empire de
+ Constantinople, Docum., pag. 24. Questo genero poi vivea a spese
+ di re Carlo, come il mostrano i diplomi del r. archivio di Napoli,
+ reg. segnato 1268, A, fog. 3, 5, 6, 7, 10, dati a 2 maggio 1277, 4
+ settembre e 10 dicembre 1276; ultimo febbraio e 23 maggio 1277, e
+ 6 ottobre 1276; pei quali porgeasi danaro a Filippo, allora
+ titolato imperatore di Costantinopoli per la morte del padre.
+
+ [8] Cronica di Morea, citata di sopra, lib. 2.
+
+ Raynald, Ann. ecc. 1269, §. 4.
+
+ Saba Malaspina, cont., loc. cit., pag. 336.
+
+ D'Esclot, cap. 64.
+
+ E i diplomi accennati nel catalogo delle pergamene del r. archivio
+ di Napoli, tom. I, pag. 98, nota 4.
+
+ In un altro diploma del medesimo archivio segnato 1268, A, fog.
+ 152, dato il 8 maggio 1278, si legge un Eustasio capitan generale
+ di Carlo in Acaia.
+
+ [9] Diplomi indicati, e un d'essi pubblicato nel citato catalogo
+ delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 98 e 120.
+
+ In un altro diploma dato di Napoli il 25 febbraio, non si sa di
+ quale anno, nel r. archivio di Napoli reg. segnato 1268, O, fog.
+ 87 a t. si legge:
+
+ «_Karolus Dei gr., rex Sicilie et Albanie, Gazoni Chinardo
+ militi, in regno Albanie vicario generali, etc._» Ed altri due
+ diplomi della stessa data a Guglielmo Bernardi marescalco di quel
+ regno.
+
+ I diplomi risguardanti il regno d'Albania sono citati ancora dal
+ Papon, Hist. de Provence, tom. III, pag. 52 e 68.
+
+ [10] Fornisce intorno a questi preparamenti qualche particolarità un
+ diploma dato di Napoli il dì 8 aprile tredicesima Ind. 1270. Per
+ questo è condotto al servigio di re Carlo, con soldo di 8,000 lire
+ tornesi per un anno, Ferrando di Sancio del sangue reale di
+ Aragona (forse dee dire Castiglia) con 40 militi a cavallo, 40
+ scudieri e 20 balestrieri a cavallo, a condizione di militare nel
+ regno o nell'impero di Costantinopoli, e di trovarsi in punto a
+ Trapani il 1 agosto di quell'anno. Ne' Mss. della Bibl. com. di
+ Palermo Q. q. G. 2, fog. 17.
+
+ [11] Diploma di Carlo I al comune di Siena perchè facesse diroccare
+ le case dei Ghibellini che rifiutavano di sottomettersi. È dato
+ del 1272, e pubblicato dal sig. Buchon, Nouvelles recherches
+ historiques sur la Principauté française de Morée, tom. I, pag. 27
+ e 28.
+
+ [12] Muratori, Ann. d'Italia, 1268 a 1272, ossia i contemporanei
+ quivi citati da lui.
+
+ Saba Malaspina, lib. 4 e 5.
+
+ Annali genovesi, lib. 9, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 554
+ e seg.
+
+ In un diploma dato del 1277 dal r. archivio di Napoli, reg. 1268,
+ A, fog. 29, leggesi questo titolo: _Regnante domino nostro
+ Karolo, Dei gratia illustrissimo rege Sicilie, Ducatus Apulie et
+ principatus Capue, Alme Urbis Senatore, Andegavie, Provincie et
+ Forcalquerii comite, ac Romani Imperii in Tuscia per Sanctam
+ Romanam Ecclesiam Vicario generali._
+
+ Quanto all'assassinio del principe Arrigo, è indubitata la
+ colpevole indulgenza di re Carlo verso gli omicidi. Benvenuto da
+ Imola nel comento su la Divina Commedia al verso: «Mostrocci
+ un'ombra dall'un canto sola, ec.» Inf., c. 12, riferisce il
+ dilemma che si facea a biasimo di Carlo: «Se il sapea fu un
+ ribaldo; se no, perchè nol punì?»
+
+ Ma quanto men volea punire, tanto più romor ne fece, anche per
+ riguardo alla corte di Roma. Un diploma del 23 marzo (1271) nel r.
+ archivio di Napoli, reg. 1268, O, fog. 99, porta queste parole:
+ che il re volea vendicare tal misfatto come se commesso in persona
+ d'un suo figliuolo. Nondimeno il provvedimento contenuto in questo
+ diploma è di staggir le castella e i beni feudali de' fratelli
+ Simone e Guidone da Monteforte; ch'era un gastigo non molto
+ spiacevole al re, il quale per lo momento incamerava que' beni.
+
+ [13] Muratori, Ann. d'Italia 1271 a 1274, e i contemporanei ivi
+ allegati, che sarebbe superfluo citare altrimenti.
+
+ Gibbon, cap. 62.
+
+ Raynald, Ann. ecc. 1271 e 1275.
+
+ [14] Gio. Villani, lib. 9, cap. 218, di maggiore autorità in questo,
+ perch'ei fu guelfo:
+
+ Carlo venne in Italia, e per ammenda
+ Vittima fe' di Corradino, e poi
+ Ripinse al ciel Tommaso per ammenda.
+ DANTE, _Purg_., c. 20.
+
+ e il comento di Benvenuto da Imola, che accredita il sospetto
+ dell'avvelenamento. Io l'ho posto in dubbio, non trovando noverato
+ questo tra i misfatti di Carlo dagli scrittori che non
+ glien'avrebbero perdonato punto, come sono il Neocastro, lo
+ Speciale, Montaner, D'Esclot. Ma dall'altro canto la innocenza non
+ mi par dimostrata sì netta, come crede il cav. Froussard nella
+ dissertazione su Pietro Glannone, e 'l regno di questo Carlo
+ I.--Atti dell'Academia di Lucca, tom. VIII.--Il sig. Froussard si
+ lascia trasportar dalla gloria militare di Carlo, fino a
+ scagionarlo de' vizi suoi più noti. Chiama ambizioso e superbo, ma
+ non crudele, colui che facea mozzare i piè a' disertori, arder
+ vivi i presi in battaglia, e marchiar colla moneta rovente gli
+ accorti cittadini che non passassero al valor edittale i suoi
+ carlini d'oro. Nel modo stesso siamo assai lontani dell'accettare
+ l'apologia del Froussard per la iniqua condannagione di Corradino.
+
+ [15] De regimine principum ad regem Cypri, san Tommaso d'Aquino,
+ opusc. 20, nel tom. XVII della ediz. Venezia, 1593.
+
+ [16] Muratori, Gibbon, Raynald, loc. cit.
+
+ [17] Saba Malaspina, cont., p. 336 e 337.
+
+ [18] Saba Malaspina, cont., pag. 336.
+
+ Mss. della vittoria di Carlo I di Angiò, pubblicato in Duchesne,
+ Hist. Franc. Script., tom. V, pag. 850.
+
+ Joannes Iperius, Chron. monast. S. Bertini, in Martene e Durand,
+ Thes. Anecd., tom. III, p. 754.
+
+ D'Esclot, cap. 64.
+
+ Raynald, Ann. ecc. 1272, §. 19, e 1277, §. 16.
+
+ Giannone, Ist. civ., lib. 20, cap. 2.
+
+ E i diplomi citati nel catalogo delle pergamene del r. archivio di
+ Napoli, tom. I, pag. 137, con la nota di monsig. Scotto; e tom.
+ II, pag. 151 e 225.
+
+ Tra questi son da notarsi il diploma del 26 dicembre 1294, alla
+ citata pag. 151, per pagamento di once 800 all'anno a questa
+ Maria, _dicte quondam domicelle de Hierusalem_; e l'altro del
+ 21 agosto 1292, dal quale si ricava, con un certo divario
+ dall'attestato de' cronisti, che il primo accordo con Carlo
+ d'Angiò s'era fatto per 400 lire tornesi e 10,000 bizantini
+ saraceni d'oro all'anno; che la corte di Napoli tardò i pagamenti;
+ che Maria n'ebbe ricorso al papa; e che così si prese una via di
+ mezzo a pagarla, con molto suo discapito.
+
+ [19] Saba Malaspina, cont., pag. 337.
+
+ [20] Il suo nome anzi di salire al pontificato, era Giovanni Gaetani
+ di casa Orsina.
+
+ E veramente fui figliol dell'Orsa,
+ Cupido sí per avanzar gli Orsatti,
+ Che su l'avere, e qui me misi in borsa.
+ DANTE, _Inf_., c. 19.
+
+ [21] Muratori, Ann. d'Italia, 1277 a 1280.
+
+ Raynald, Ann. ecc., 1277 a 1280.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 338.
+
+ [22] D'Esclot, cap. 64.
+
+ Questa impresa d'Acri ci attestan anco moltissimi diplomi del r.
+ archivio di Napoli, dati a 3, 4, 12 e 28 febbraio 1278, e molti in
+ marzo, aprile, maggio, giugno, luglio e agosto seguenti: registro
+ segnato 1268, A, fog. 136, 138, 71 a t. 130, 141, 142, 78, 84, 144
+ a t. 135 a t. 85, 86, 87, 99, 100, 165. Ma resta in dubbio se
+ tutti quegli armamenti, dei quali non è espresso lo scopo, fosser
+ volti alla impresa di Siria, o se parte si volea serbare alla
+ custodia di Sicilia e di Puglia; su di che veggasi il seguito di
+ questo medesimo capitolo.
+
+ [23] Ricordano Malespini, cap. 204.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 54.
+
+ Cronaca sic. della cospirazione di Procida, in di Gregorio, Bibl.
+ arag. tom. I, pag. 254.
+
+ [24] Da tutti gli storici contemporanei, e meglio dai fatti si ritrae
+ ciò manifestamente.
+
+ Si ricordino ancora i versi di Dante:
+
+ Però ti sta che tu se' ben punito,
+ E guarda ben la mal tolta moneta
+ Ch'esser ti fece contro Carlo ardito.
+ _Inf_., c. 19.
+
+ [25] Saba Malaspina, cont., pag. 339.
+
+ [26] Credeasi allora che i figli maschi di Manfredi fossero morti,
+ perchè Carlo d'Angiò li tenea in carcere, forse con grandissimo
+ segreto, accreditando la voce della morte, per toglier qualunque
+ speranza ai partigiani di casa sveva. I figli di Manfredi eran
+ bambini quando Carlo prese il regno; nè egli si volle bruttare di
+ quattro assassinî di tal sorta, d'altronde non utili, e ben
+ suppliti da una prigionia segretissima e sepolcrale. Così gli
+ storici contemporanei portano spenta la discendenza maschile di
+ Manfredi, e sol di lui rimasa Costanza, e la seguente sorella
+ Beatrice, che fu liberata nel 1284 per la vittoria dell'armata
+ siciliana nel golfo di Napoli. La diplomatica, la quale sovente
+ corregge le tradizioni istoriche, ci ha mostrato che vivessero a
+ lungo dopo la morte di Manfredi i suoi figliuoli Arrigo, Federigo
+ ed Enzo. Alcuni istorici napoletani trassero dagli archivi di quel
+ reame dei diplomi per gli alimenti che forniansi in carcere a
+ quegli sventurati principi sotto il regno di Carlo II; e il
+ Buscemi nella vita di Procida ne pubblicò uno dato di Melfi il 30
+ giugno settima Ind. (1294), nel quale, forse per errore di chi
+ l'avea copiato da' registri di Napoli, l'ultimo de' giovanetti è
+ chiamato Anselmo in vece di Enzo. Io mi sono avvenuto rifrustando
+ que' registri in due documenti, che sembranmi più importanti
+ perchè attestano che i detti principi vivessero insino al 1299, e
+ che allora si ordinasse di escirli dalla prigione, e liberi
+ mandarli a Carlo II con un cavaliere. Ciò avvenne al tempo che
+ Giacomo di Aragona aiutava gli Angioini contro il fratello
+ Federigo e i Siciliani, e appunto pochi giorni anzi la sua
+ vittoria del Capo d'Orlando; talchè sarebbe da congetturarsi che
+ il re di Napoli volle far cosa grata a Giacomo, ch'ei cercava in
+ tutti i modi a tenersi amico ed ausiliare. Ma par che quest'atto
+ di generosità tosto si fosse dileguato, e che fossero tornati in
+ altra prigione i figli di Manfredi. Giacomo andò via da Napoli
+ poco men che nemico: e Carlo non avrebbe osato turbare il governo
+ di Federigo in Sicilia con questi altri pretendenti, che poteano
+ ben sollevare contro di lui lo stesso reame di Napoli.
+
+ I due citati diplomi del 1299 leggonsi, Docum. XXIX e XXX.
+
+ [27] Ved. Surita, Ann. d'Aragona.
+
+ Blanca, Comment. rer. Aragon.
+
+ Mariana, Storia di Spagna.
+
+ Robertson, Vita di Carlo V. Introd. sez. 3, note 31, 32.
+
+ [28] Montaner, cap. 20, vivamente rappresenta che i re di Aragona
+ viveano assai familiari co' loro sudditi, con giustizia ed
+ affabilità. Ma in fatto sotto questo linguaggio accenna le libertà
+ del paese, dicendo che ognuno era sicuro della proprietà e
+ persona: e perciò «i Catalani e gli Aragonesi sono più alti di
+ cuore, vedendosi così trattati a lor modo; e nessuno può esser
+ valente uomo di guerra se non è alto di cuore.» Aggiugne, che
+ ognuno a suo piacere fermava per via i re, e parlava ad essi, o li
+ invitava a nozze, o desinari, e ch'essi sovente albergavano nelle
+ case private.
+
+ [29] D'Esclot, cap. 68, 69, 70.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hispanica di
+ Baluzio, ed. 1688.
+
+ [30] Montaner, cap. 10, 13, 14.
+
+ D'Esclot, cap. 65, 67, 74.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ [31] Bart. de Neocastro, cap. 16.
+
+ Veggansi anche, Montaner, cap. 37.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 342.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.
+
+ [32] Saba Malaspina, cont., pag. 340 a 342.
+
+ Per vero egli non scrive il nome di Corrado Lancia, ma solo di
+ Loria e Procida, e, aggiugne, altri usciti italiani. Ma
+ ritraendosi dal Montaner la grande riputazione di Corrado a corte
+ d'Aragona per armi e consiglio appunto in questo tempo, non è
+ dubbio che quel nobile siciliano avesse partecipato in tutti i
+ disegni.
+
+ [33] Diploma negli archivi della corona aragonese, citato dal
+ Quintana, Vidas de Españoles celebres, Paris, 1827, tom. I, pag.
+ 93.
+
+ [34] Bart. de Neocastro, cap. 87.
+
+ Nel r. archivio di Napoli, reg. di Carlo II segnato 1291, A, fog.
+ 88, si legge un diploma dato il dì 8, forse di gennaio 1275 o
+ 1276, ch'è un attestato del servigio feudale prestato a Capua da
+ Riccardo Loria per sè, Giacomo, Roberto, Ruggiero, e due donne
+ tutti della stessa famiglia, che aveano diviso tra loro i castelli
+ di Loria, Lagonessa e Castelluccio in Basilicata.
+
+ Ruggier Loria fu nipote di Guglielmo d'Amico, primo marito di
+ Macalda Scaletta. Villabianca, Sicilia nobile, part. 2, lib. 3,
+ pag. 528 e 529.
+
+ [35] Montaner, cap. 18, 19, 30, 31.
+
+ [36] Di Gregorio, Annotaz. alla Bibl. aragon., tom. 1, pag. 249 e
+250.
+
+ Ved. altresì il Giannone, Ist. civ. e Buscemi. Vita di Giovanni di
+ Procida, e i documenti da noi citati nel cap. XV, intorno
+ i beni del Procida.
+
+ È noto il marmo della chiesa di Salerno, dato il 1260, pubblicato
+ dal Summonte, e trascritto dal Gregorio, Bibl. arag., tom. I, pag.
+ 249, dal quale si hanno i titoli di Giovanni di Procida, e ch'ei
+ facesse costruire quel porto. Un altro pregevol monumento per
+ Giovanni di Procida ha trovato il mio concittadino Francesco
+ Saverio Cavallari, egregio artista, zelante e infaticabile nel
+ ricercare, abilissimo nel delineare, e intelligente nello
+ illustrare gli antichi monumenti d'arte, non solo per tutta la
+ Sicilia, ma sì in parte della terraferma italiana. Nella cappella
+ di san Matteo della cattedrale di Salerno, sotto la effigie del
+ santo in mosaico, il nostro artista s'accorse di una picciola
+ figura in ginocchio ch'ei ritrasse diligentemente, in pie' della
+ quale si leggono questi due versi:
+
+ _Hoc studiis magnis fecit pia cura Johannis
+ De Procida, dici meruitque gemma Salerni._
+
+ A' documenti fin qui pubblicati per dimostrare l'alto stato
+ ch'ebbe Giovanni di Procida presso Manfredi, aggiugnerò la notizia
+ d'un altro che si legge nel r. archivio di Napoli, reg. 1269, D,
+ fog. 9. È un diploma di Carlo I dato il 22 giugno tredicesima Ind.
+ (1270), nel quale se ne cita un di Manfredi del 25 agosto ottava
+ Ind. (1265), dato per _Joannem de Procita_, e indirizzato a
+ Risone Marra intorno l'uficio di maestro segreto e portulano di
+ Sicilia. Questo diploma conferma che Giovanni fu cancelliere di re
+ Manfredi.
+
+ [37] Ho veduto tra' Mss. della Biblioteca reale di Francia, nel
+ volume segnato 6,069. V. un manoscritto latino del secolo
+ XIV che porta il titolo: _Incipit liber philosophorum
+ moralium antiquorum et dicta seu castigationes Sedechie, prout
+ inferius continetur, quas transtulit de greco in latinum magister
+ Johannes de Procida_. È una raccolta o compendio delle massime
+ che correano sotto i nomi di Sedecia, Hermes, Omero, Solone,
+ Pitagora, Diogene, Socrate, Platone, Aristotile, Alessandro,
+ Tolomeo, Gregorio, ec., e finisce con un capitolo, intitolato
+ _Sapientium dicta_. Io la credo piuttosto una compilazione
+ che una traduzione. Il titolo di _magister_ mi accerta della
+ identità della persona dell'autore col nostro G. di Procida, il
+ quale non par che guadagni in fama letteraria quanto ha perduto in
+ fama politica. È qui da ricordare qual fosse la corte di Federigo
+ imperatore e di Manfredi. Federigo, educato fin dalla sua
+ fanciullezza in Sicilia era perito negli idiomi tedesco, francese,
+ latino, greco, arabo; poetò in volgare; amò gli studi filosofici;
+ dettò un opuscolo di storia naturale; e promosse gli studi in
+ tutta l'Italia. A lui forse si deve il pronto sviluppo della
+ lingua illustre d'Italia. Manfredi fece alcune aggiunte al libro
+ di Federigo, scrisse versi italiani, favorì molto i letterati e
+ gli studi. Sul particolare delle lettere greche e dello studio de'
+ filosofi greci, noi sappiamo che Bartolomeo di Messina per comando
+ dell'imperatore voltò dal greco in latino l'etica d'Aristotile, e
+ un libro su la cura de' cavalli, e che Moisè da Palermo nello
+ stesso tempo scrisse una somigliante traduzione d'un libro
+ d'Ippocrate. Veg. Tiraboschi, Stor. lett. d'Italia, tom. IV; di
+ Gregorio, Discorsi. Dopo ciò si comprendrà più facilmente come
+ Giovanni di Procida fosse avviato a questi studi; e senza dubbio
+ si riferirà al ministro di Federigo, di Manfredi e di Pietro e
+ Giacomo d'Aragona la citata raccolta di sentenze degli antichi
+ filosofi.
+
+ [38] Petrarca, Itinerario Siriaco.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 57.
+
+ Boccaccio, De casibus virorum illustrorum, lib. 9, cap. 19.
+
+ Veg. altresì il cominciamento della istoria anonima della
+ cospirazione del Procida, tralasciato dal di Gregorio nella sua
+ Biblioteca aragonese, che leggesi tra' citati Mss. della Bibliot.
+ com. di Palermo, Q. q. e si trova pubblicato nell'opera di
+ Buscemi, doc. n.4.
+
+ [39] Diploma del 29 gennaio 1270 per la inquisizione de' beni
+ confiscati a una lunghissima lista di ribelli, tra i quali si
+ legge Giovanni di Procida.
+
+ Diploma dato di Capua del 3 febbr. 1270, pel quale Carlo I die' un
+ sussidio, su i confiscati beni dotali, a Landolfina moglie di
+ Giovanni di Procida da Salerno, come non partecipe della colpa del
+ marito, «il quale per alto tradimento commesso, come dicesi,
+ contro la maestà nostra, allontanossi dal regno.» Questi diplomi
+ cavati dal. r. archivio di Napoli conservatisi ne' Mss. della
+ Bibliot. com. di Palermo, Q. q. F. 70, e sono stati pubblicati dal
+ Buscemi, nella Vita di Procida, docum. 2 e 3.
+
+ Quantunque sembri favola che l'ingiuria alla moglie fosse cagione
+ della fuga del Procida, non è improbabile che durante il suo
+ esilio la moglie, per nome Landolfina di Fasanella, avesse dato
+ ascolto allo amore di alcun barone della corte di Carlo; e che da
+ ciò fosse nato quello episodio nel romanzo storico (tale io il
+ credo) di Giovanni di Procida. Traggo questo concetto da tre
+ diplomi: 1º. quello or ora citato del 3 febbraio 1270 pel
+ sussidio a Landolfina; 2º. un altro della stessa data che le
+ accordò salvocondotto e sicurezza a dimorare in Salerno, che
+ leggesi in fine della presente opera, docum. I; 3º. un altro che
+ fe' pagar dall'erario regio once cento prestate a Landolfina da un
+ Caracciolo, che è citato ne' Discorsi di don Ferrante della Marra,
+ Napoli, 1641, pag. 154, ed è tratto come i precedenti dal. r.
+ archivio di Napoli, reg. segnato 1269, C, dove quelli si leggono a
+ fog. 118 e 214, e questo a fog. 211.
+
+ [40] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 13.
+
+ [41] Saba Malaspina, cont., pag 340 a 342.
+
+ [42] Montaner, cap. 37, 44.
+
+ [43] Montaner, cap. 40.
+
+ Bernardo d'Esclot, cap. 76.
+
+ [44] D'Esclot, loc. cit.
+
+ Montaner, cap. 38, 39.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.
+
+ [45] Montaner, cap. 38, 42. L'asserzione contraria si legge in un
+ manifesto di re Carlo I recato da Muratori, Ant. Ital. Dissert.
+ 39, tom. III, pag. 650; e ve n'ha un cenno nel Memoriale dei
+ podestà di Reggio, Muratori, R. I. S., tom. VIII, p. 1155.
+
+ [46] Montaner, cap. 36.
+
+ [47] Ibid., cap. 41.
+
+ Veggansi ancora per questi particolari Bart. de Neocastro, cap.
+ 16; Cron. del mon. di S. Bertino; Surita, Ann. d'Aragona, ec.
+
+ [48] Alcuni han creduto legger questo nei versi di Dante:
+
+ E guarda ben la mal tolta moneta, ec.
+ _Inf._, c. 19.
+
+ Nell'appendice, io tento d'accostarmi ad una migliore spiegazione
+ di questo luogo della Divina Commedia.
+
+ [49] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57, 59, 60.
+
+ Ricordano Malespini, cap. 206 a 208.
+
+ Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 249 a 263.
+
+ Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 952 e 953.
+
+ Cronica di frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 11, 12, in
+ Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 686.
+
+ [50] Tolomeo da Lucca, lib. 24, cap. 4, in Muratori, R. I. S. tom.
+ XI, pag. 1186-87.
+
+ Pachymer, lib. 6, cap. 8, parla di una grande alterazione nella
+ moneta d'oro fatta in questo tempo dal Paleologo, per fornir
+ sussidi agli _Italiani_.
+
+ Che i Genovesi mischiassersi molto a favore di lui, l'attesta
+ Caffari negli Annali di Genova, Muratori, R. I. S. tom. VI, pag.
+ 576, ove è detto che i Genovesi mandarono una galea a posta al
+ Paleologo per avvertirlo degli armamenti di re Carlo.
+
+ [51] Veg. l'appendice.
+
+ [52] Saba Malaspina, cont., pag. 342 a 345.
+
+ Montaner, cap. 44, 45, 46, 47.
+
+ [53] Questi preparamenti son taciuti dagli storici contemporanei, che
+ anzi accagionan Carlo di soverchio disprezzo. Ma ne' registri
+ della sua cancelleria trovansi date nel 1278 delle provvisioni che
+ non si possono in alcun modo attribuire all'impresa di Soria.
+ Perchè, lasciando i molti armamenti navali citati in questo
+ capitolo, pag. 85, nota 2, che possono anche parer troppi,
+ considerate le poche forze che in fatto andarono in Asia, leggiamo
+ evidentemente ciò che ho detto nel testo, in due diplomi, l'un del
+ 13 marzo sesta Ind. 1278, e l'altro del 6 agosto medesimo anno, r.
+ arch. di Napoli, reg. di Carlo I segnato 1268, A, fog. 95 e 89.
+
+ Quel di marzo risguarda le galee destinate alla custodia delle
+ marine di Principato e Terra di Lavoro; l'altro è per le
+ provvedigioni di miglio nei castelli di Sicilia.
+
+ Il re comandava di aumentarle dal 1 settembre vegnente in questo
+ modo:
+
+ Fortezza di Messina da salme 112½ a 240
+ di Scaletta 20 » 48
+ di Milazzo 45 » 100
+ di San Marco 30 » 99
+ di Odogrillo 27 » 55
+ Castel di Siracusa 27 » 57
+ Palagio di Siracusa 9 » 60
+ Castel superiore di Taormina 27 » 77
+ Castello inferiore 22½ » 50
+ di Agosta 10½ » 57
+ di Cefalù 85½ » 325½
+ Palagio di Palermo 18 » 200
+ Castell'a mare di Palermo 29 » 100
+ di Licata 40 » 90
+ di Monteforte 27 » 104
+ di Vicari, che non avea provvedigione » » 50
+ di Caronia » » 27
+ di Castiglione » » 30
+ di Lentini » » 100
+ di Marineo » » 100
+ di Geraci » » 60
+ di San Filippo » » 100
+ di Caltanissetta » » 30
+ di Santo Mauro » » 30
+ di Avola » » 30
+ di Caltabellotta » » 30
+
+ Varie cose sono da notarsi in questo documento. La prima che non
+ si vittovagliavano tutte le fortezze regie di Sicilia, ma a un di
+ presso due terze parti delle medesime, tralasciandone molte sì in
+ monte e sì in maremma. La seconda che per la provvedigione si
+ preferiva il miglio al frumento; o per lo minor caro, o per lo
+ minore rischio di ribollire e guastarsi. Lo stato delle fortezze
+ regie sei anni innanzi si legge in un diploma del 3 maggio 1272
+ cavato anche dal r. archivio di Napoli e pubblicato dall'er.
+ Michele Schiavo nelle memorie per la storia letteraria di Sicilia,
+ tom. I, parte 3, pag. 49 e seg. In questo leggonsi oltre i notati
+ nel diploma del 1278 che or ora trascrissi, i castelli di Rametta,
+ San Fratello, Nicosia, Castrogiovanni, Mineo, Licodia, Modica,
+ Garsiliato, Calatabiano, Corleone, Sciacca, Girgenti, Carini,
+ Termini, Favignana, Camerata; ma vi mancano quelli di Odogrillo e
+ Castiglione, e il castel disottano di Taormina. Si scerne di più
+ dal diploma del 1272, che erano affidati alcuni a castellani col
+ soldo di due tarì al giorno, altri a castellani scudieri col soldo
+ di tarì uno e grana quattro, e vi erano _consergî_ col
+ medesimo stipendio, e servienti con grana otto al giorno. La
+ maggior forza de' servienti, o vogliam dire soldati a pie', era
+ nei 1272 nelle fortezze di Messina, Castrogiovanni, Cefalù, e
+ Nicosia. Ma nel 1278 par che si volesse adunare più gente in
+ quelle di Cefalù, Palermo, Messina, Monteforte, Milazzo, Lentini,
+ Marineo, San Filippo; nè la posizione geografica basta a spiegare
+ questa mutazione di disegni militari. Forse gli umori delle
+ popolazioni, lo stato delle fabbriche di queste fortezze, e altre
+ circostanze meno a noi note vi contribuirono, e l'essersi dato in
+ feudo (che di tutte non fu certamente) alcuna di quelle terre.
+
+ [54] Saba Malaspina, cont., pag. 342 a 345.
+
+ Montaner, cap. 44, 45, 46, 47.
+
+ [55] Ric. Malespini, cap. 208.
+
+ Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 261.
+
+ [56] Saba Malaspina, cont., pag. 345.
+
+ [57] Saba Malaspina, cont., pag. 346.
+
+ Ric. Malespini, cap. 207, e gli altri contemporanei citati dal
+ Muratori, Ann. d'Italia, 1281.
+
+ [58] Saba Malaspina, lib. 6.
+
+ [59] Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom.
+ III, pag. 762.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 349, 351.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 58.
+
+ [60] Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 13 e 16.
+
+ [61] Cron. sic. della cospirazione di Procida, l. c., pag. 262.
+
+ Ric. Malespini, cap. 208.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 60.
+
+ Montaner, cap. 42, con qualche diversità. Al capitolo 49 porta
+ come data da Pietro al conte di Pallars quella risposta del mozzar
+ la mano sinistra se sapesse il segreto.
+
+ [62] Bart. de Neocastro, cap. 13.
+
+ [63] Raynald, Ann. ecc. 1281, §. 25, e 1282, §§. 5, 8, 9, 10, e nota
+ del Mansi al §. 13.
+
+ Tolomeo da Lucca, in Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. 1186.
+
+ La scomunica del Paleologo si legge altresì nella cronaca di
+ Eberardo, pubblicata dal Canisio, antiche lezioni, tom. I, pag.
+ 309.
+
+ [64] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 350.
+
+ Il trattato di Carlo I con Venezia fu stipulato a 3 luglio 1281, e
+ si trova negli archivi di Francia, citato dal Buchon, Recherches
+ et matériaux pour servir à une histoire de la domination française
+ aux XIIIe, XIVe et XVe siècles, dans les provinces démembrées
+ de l'empire Grec. Première partie, p. 42.
+
+ [65] Saba Malaspina, cont., pag. 350.
+
+ [66] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57.
+
+ Ric. Malespini, cap. 206.
+
+ Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 251.
+
+ [67] Docum. VII.
+
+ [68] Saba Malaspina, cont., p. 352.
+
+ [69] Nangis, in Duchesne, Hist. fr. script., tom. V, pag. 357 e seg.
+
+ Muratori, Ann. d'Italia, 1282.
+
+ [70] Muratori, ibid.
+
+ [71] Saba Malaspina, cont., pag. 338, 339.
+
+ Le parole della profezia son queste: _Tempus adhuc videbit qui
+ vixerit, quod Scarabones ejicient de regno Gallicos et in
+ multitudine, etc._ Io ho creduto che _Scarabones_ suoni in
+ italiano masnadieri, saccardi, soldati irregolari; perchè questa
+ parola, che non si trova nel glossario del Du Cange, è identica a
+ _Scaranii_, _Scaramanni_, _Scamari_,
+ _Scarani_, _Scarafonus_, vocaboli che vengono dalla
+ radice _Scara_ (_acies_, _cuneus copiæ militares_),
+ o piuttosto da _Scara_, una delle angherie feudali, onde si
+ dicevano _Scaranii_, ec. i famigliari de' magistrati, i fanti
+ incaricati della riscossione di alcuni balzelli, e in generale gli
+ armigeri della più disordinata e spregevole maniera di milizia.
+ Indi l'italiano _scherani_.
+
+ [72] Diplomi dell'8 novembre 1280, 21 aprile e 27 giugno 1281 nel
+ catalogo delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag.
+ 218, 222 e 227.
+
+ [73] Saba Malaspina, cont., pag. 350, 351.
+
+ [74] Ibid. pag. 355.
+
+ Anonymi Chr. sic., loc. cit., pag. 147.
+
+ Le leggi dell'imperator Federigo II, contro le eresie portano una
+ ventina di nomi diversi d'eretici; tra i quali v'hanno i paterini.
+ In un diploma suo dato di Padova il 22 febbraio duodecima ind. si
+ spiega così l'origine di quel nome di paterini: _Horum sectæ
+ veteribus vel ne in publicum prodeant non sunt notatæ nominibus,
+ vel quod est forte nefandius, non contentu, ut vel ab Arrio
+ Arriani, vel a Nestorio Nestoriani, aut a similibus similes
+ nuncupantur; sed in exemplum martyrum qui pro fide catholica
+ martiria subierunt, Patarenos se nominant, velut expositos
+ passioni_. In Luca Wadding, Ann. Minorum, tom. III, p. 340, §.
+ 13.
+
+ [75] Dante Alighieri, De Vulgari Eloquio, lib. 1, cap. 12.
+
+ [76] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 3.
+
+ [77] Bart. de Neocastro, cap. 13.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 3.
+
+ [78] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2 e 4.
+
+ Epistola de' Siciliani a papa Martino, nell'Anonymi Chr. sic.,
+ cap. 40, l. c.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 13.
+
+ Docum. VII.
+
+ [79] Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., T. III, pag. 609.
+
+ Mss. della vittoria di Carlo d'Angiò, in Duchesne, Hist. fr.
+ script., tom. V, pag. 851.
+
+ Cron. del Mon. di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anecd.
+ tom. III, pag. 762.
+
+ Francesco Pipino, Chron. lib. 4, cap. 29, in Muratori, R. I. S.,
+ tom. IX.
+
+
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+Nuovi oltraggi de' Francesi in Palermo. Festa a Santo Spirito il dì 31
+marzo: sommossa: eccidio feroce per la città. Gridasi la repubblica.
+Sollevazione di altre terre. Adunanza in Palermo, e partiti gagliardi
+che prende. Lettere de' Palermitani ai Messinesi, i quali seguon la
+rivoluzione. Ordini pubblici con che si regge la Sicilia, e si prepara
+alla difesa. Opinione sulla causa prossima di questa rivoluzione.--Marzo
+a giugno 1282.
+
+
+I Siciliani maledissero e sopportarono infino a primavera del
+milledugentottantadue. Nè gli appresti di guerra in Ispagna si vedean
+forniti; nè in Sicilia, se alcun era che li sapesse, potea aver luogo
+a prossime speranze. Stavan sul collo al popolo gli smisurati
+armamenti di re Carlo contro Costantinopoli: l'isola imbrigliavano da
+quarantadue castelli regi, posti o in luoghi foltissimi, o nelle città
+maggiori[1], e più numero che ne teneano i feudatari francesi[2]:
+raccolti e in sull'arme gli stanziali: pronte a ragunarsi a ogni cenno
+le milizie baronali, ch'erano in parte di suffeudatari stranieri. E in
+tal condizione di cose, che i savi meditando e antiveggendo non
+avrebbero eletto giammai ad un movimento, gli officiali di Carlo
+prometteansi perpetua la pazienza, e continuavano a flagellare il
+sicilian popolo.
+
+La pasqua di resurrezione fu amarissima per nuovi oltraggi in Palermo;
+capitale antica del regno, che gli stranieri odiarono sopra ogni altra
+città, come più ingiuriata e {115} più forte. Sedeva in Messina
+Erberto d'Orléans vicario del re nell'isola: il giustiziere di val di
+Mazzara governava Palermo; ed era questi Giovanni di San Remigio,
+ministro degno di Carlo. I suoi officiali, degni del giustiziere e del
+principe, testè s'erano sciolti a nuova stretta di rapine e di
+violenze[3]. Ma il popolo sopportava. E avvenne che cittadini di
+Palermo, cercando conforto in Dio dalle mondane tribolazioni, entrati
+in un tempio a pregare, nel tempio, nei dì sacri alla passione di
+Cristo, tra i riti di penitenza e di pace, trovarono più crudeli
+oltraggi. Gli scherani del fisco adocchian tra loro i debitori delle
+tasse; strappanli a forza dal sacro luogo; ammanettati li traggono al
+carcere, ingiuriosamente gridando in faccia all'accorrente
+moltitudine: «Pagate, paterini, pagate.» E il popolo sopportava[4]. Il
+martedì appresso la pasqua, cadde esso a dì trentuno marzo[5], una
+festa si celebrò nella chiesa di Santo Spirito. Allora brutto
+oltraggio a libertà fu principio; il popolo stancossi di sopportare.
+Del memorabil evento or narreremo quanto gli storici più degni di fede
+n'han tramandato.
+
+A mezzo miglio dalle australi mura della città, sul ciglion del
+burrone d'Oreto, è sacro al Divino Spirito un tempio[6]; del quale i
+latini padri non lascerebber di notare, come il dì che sen gittava la
+prima pietra, nel secol dodicesimo, per ecclisse oscuravasi il sole.
+Dall'una banda {116} il dirupo e il fiume; dall'altra corre infino a
+città la pianura, la quale in oggi ingombrasi per gran tratto di muri
+e d'orti, e un chiuso, negro di cipressi, tutto scavato di tombe, e
+sparso d'urne e di lapidi rinserra la chiesa con giusto spazio in
+quadro; cimitero pubblico, che si costruì al cader del decimottavo
+secolo, e la dira pestilenza del milleottocentotrentasette, esiziale a
+Sicilia, in tre settimane orribilmente il colmò. Per questo allor
+lieto campo, fiorito di primavera, il martedì a vespro, per uso e
+religione, i cittadini alla chiesa traeano: ed eran frequenti le
+brigate; andavano, alzavan le mense, sedeano a crocchi, intrecciavano
+lor danze: fosse vizio o virtù di nostra natura, respiravan da' rei
+travagli un istante, allorchè i famigliari del giustiziere apparvero,
+e un ribrezzo strinse tutti gli animi. Con l'usato piglio veniano gli
+stranieri a mantenere, dicean essi, la pace. A ciò mischiavansi nelle
+brigate, entravano nelle danze, abbordavan dimesticamente le donne: e
+qui una stretta di mano; e qui trapassi altri di licenza; alle più
+lontane, parole e disdicevoli gesti. Onde chi pacatamente ammonilli se
+n'andasser con Dio senza far villania alle donne, e chi brontolò; ma i
+rissosi giovani alzaron la voce sì fieri, che i sergenti dicean tra
+loro: «Armati son questi paterini ribaldi, ch'osan rispondere»; e però
+rimbeccarono ai nostri più atroci ingiurie; vollero per dispetto
+frugarli indosso se portasser arme; altri diede con bastoni o nerbi ad
+alcun cittadino. Già d'ambo i lati battean forte i cuori. In questo
+una giovane di rara bellezza, di nobil portamento e modesto[7], con lo
+sposo, coi congiunti avviavasi al tempio. Droetto francese, per onta
+{117} o licenza, a lei si fa come a richiedere d'armi nascose; e le dà
+di piglio; le cerca il petto. Svenuta cadde in braccio allo sposo; lo
+sposo, soffocato di rabbia: «Oh muoiano, urlò, muoiano una volta
+questi Francesi!» Ed ecco dalla folla che già traea, s'avventa un
+giovane; afferra Droetto; il disarma; il trafigge; ei medesimo forse
+cade ucciso al momento, restando ignoto il suo nome, e l'essere, e se
+amor dell'ingiuriata donna, impeto di nobil animo, o altissimo
+pensiero il movessero a dar via così al riscatto. I forti esempi, più
+che ragione o parola, i popoli infiammano. Si destaron quegli schiavi
+del lungo servaggio: «Muoiano, muoiano i Francesi!» gridarono; e 'l
+grido, come voce di Dio, dicon le istorie de' tempi, eccheggiò, per
+tutta la campagna, penetrò tutti i cuori. Cadono su Droetto vittime
+dell'una e dell'altra gente: e la moltitudine si scompiglia, si
+spande, si serra; i nostri con sassi, bastoni, e coltelli
+disperatamente abbaruffavansi con gli armati da capo a piè;
+cercavanli; incalzavanli; e seguiano orribili casi tra gli apparecchi
+festivi, e le rovesciate mense macchiate di sangue. La forza del
+popolo spiegossi, e soperchiò. Breve indi la zuffa; grossa la strage
+de' nostri: ma eran dugento i Francesi, e ne cadder dugento[8].
+
+Alla quieta città corrono i sollevati, sanguinosi, ansanti, squassando
+le rapite armi, gridando l'onta e la vendetta: {118} «Morte ai
+Francesi!» e qual ne trovano va a fil di spada. La vista, la parola,
+l'arcano linguaggio delle passioni, sommossero in un istante il popol
+tutto. Nel bollor del tumulto fecero, o si fece dassè condottiero,
+Ruggier Mastrangelo, nobil uomo: e il popolo ingrossava; spartito a
+stuoli, stormeggiava per le contrade, spezzava porte, frugava ogni
+angolo, ogni latebra: «Morte ai Francesi!» e percuotonli, e
+squarcianli; e chi non arriva a ferire, schiamazza ed applaude. S'era
+il giustiziere a tal subito romore chiuso nel forte palagio: e in un
+momento, chiamandolo a morte, una rabbiosa moltitudine circonda il
+palagio; abbatte i ripari; infellonita irrompe: ma il giustiziere le
+sfuggì, che ferito in volto, tra le cadenti tenebre e 'l trambusto,
+inosservato montando a cavallo con due famigliari soli, rapidissimo
+s'involò. Intanto per ogni luogo infuriava la strage; nè posò per la
+notte soppraggiunta; e rincrudì la dimane; e l'ultrice rabbia non pure
+si spense, ma il sangue nemico fu che mancolle[9]. Duemila Francesi
+furono morti in quel primo scoppio[10]. Negossi ai lor cadaveri la
+sepoltura de' battezzati[11]; ma poi si scavò qualche carnaio ai
+miserandi avanzi[12]; e la tradizione ci addita la colonna sormontata
+di ferrea croce[13], che pose in un di quei luoghi la pietà cristiana,
+forse assai dopo il tempo della {119} vendetta. Narra la tradizione
+ancora, che il suon d'una voce fu la dura prova onde scerneansi in
+quel macello i Francesi, come lo _shibbolet_ tra le ebree tribù; e che
+se avveniasi nel popolo uom sospetto o mal noto, sforzavamo col ferro
+alla gola a profferir _ciciri_, e al sibilo dell'accento straniero
+spacciavanlo. Immemori di sè medesimi, e come percossi dal fato gli
+animosi guerrieri di Francia non fuggiano, non adunavansi, non
+combatteano; snudate le spade, porgeanle agli assalitori, ciascuno a
+gara chiedendo: «Me, me primo uccidete»; sì che d'un gregario solo si
+narra, che ascoso sotto un assito, e snidato coi brandi, deliberato a
+non morir senza vendetta, con atroce grido si scagliasse tra la turba
+de' nostri disperatamente, e tre n'uccidesse pria di cader egli
+trafitto[14]. Nei conventi dei minori e dei predicatori irruppero i
+sollevati; quanti frati conobber francesi trucidarono[15]. Gli altari
+non furono asilo: prego o pianto non valse; non a vecchi si perdonò,
+non a bambini, nè a donne. I vendicatori spietati dello spietato
+eccidio d'Agosta, gridavano che spegnerebber tutta semenza francese in
+Sicilia; e la promessa orrendamente scioglieano scannando i lattanti
+su i petti alle madri, e le madri da poi, e non risparmiando le
+incinte: ma alle siciliane gravide di Francesi, con atroce misura di
+supplizio, spararono il corpo, e scerparonne, e sfracellaron
+miseramente a' sassi il frutto di quel mescolamento di sangui
+d'oppressori e d'oppressi[16]. Questa carnificina di tutti gli uomini
+d'una {120} favella, questi esecrabili atti di crudeltà, fean
+registrare il vespro siciliano tra i più strepitosi misfatti di
+popolo: che vasto è il volume, e tutte le nazioni scrisservi
+orribilità della medesima stampa e peggiori; le nazioni or più civili,
+e nei tempi di gentilezza, e non solo vendicandosi in libertà, non
+solo contro stranieri tiranni, ma per insanir di setta religiosa o
+civile, ma ne' concittadini, ma ne' fratelli, ma in moltitudine tanta
+d'innocenti, che spegneano quasi popoli interi. Ond'io non vergogno,
+no di mia gente alla rimembranza del vespro, ma la dura necessità
+piango che avea spinto la Sicilia agli estremi; insanguinata coi
+supplizi, consunta dalla fame, calpestata e ingiuriata nelle cose più
+care; e sì piango la natura di quest'uom ragionante e plasmato a
+somiglianza di Dio, che d'ogni altrui comodo ha sete ardentissima, che
+d'ogni altrui passione è tiranno, pronto ai torti, rabido alla
+vendetta, sciolto in ciò d'ogni freno quando trova alcuna sembianza di
+virtù che lo scolpi; sì come avviene in ogni parteggiare, di famiglia,
+d'amistà, d'ordine, di nazione, d'opinion civile o religiosa.
+
+La ferocità del vespro, togliendo ai mezzani partiti ogni via, fu pur
+salute a Sicilia. Quella insanguinata notte medesima del trentuno
+marzo, tra la superbia della vendetta, e lo spavento del proprio
+audacissimo fatto, il popolo di Palermo adunato a parlamento si
+slancia di lunga più innanti: disdice il nome regio per sempre:
+statuisce di reggersi a comune, sotto la protezion della romana
+Chiesa. Alla quale deliberazione il mosse quel mortalissim'odio {121}
+contro re Carlo e suoi governi; e la rimembranza del duro fren degli
+Svevi; e per lo contrario quella sì gradita della libertà del
+cinquantaquattro; e l'esempio delle toscane e lombarde repubbliche; e
+il rigoglio di possente cittade, che infranto da sè stessa il giogo,
+nella propria virtù s'affida. Il nome della Chiesa s'aggiunse a
+disarmar l'ira papale, o piuttosto a tentar l'ambizione, o ad onestar
+la ribellione sotto specie che scacciando il pessimo signore
+immediato, non si violasse lealtà al sovrano onde quegli teneva il
+regno. Ruggier Mastrangelo, Arrigo Barresi, Niccoloso d'Ortoleva
+cavalieri, e Niccolò di Ebdemonia, furono gridati capitani del popolo,
+con cinque consiglieri[17]. Al {122} baglior delle faci, sul terreno
+insanguinato, tra una romoreggiante calca d'armati, con la sublime
+pompa del tumulto s'inaugurò il repubblican magistrato; e i suonatori
+dìer nelle trombe e nei moreschi taballi; e migliaia di voci
+gioiosamente gridarono «Buono stato e libertà!» L'antico vessillo
+della città, l'aquila d'oro in campo rosso, a nuova gloria fu
+spiegato; e ad ossequio della Chiesa v'inquartaron le chiavi[18].
+
+A mezza notte Giovanni di San Remigio si restò dalla rapida fuga a
+Vicari[19], castello a trenta miglia dalla capitale; dove a fretta e
+furia picchiando, la gente del presidio avvinazzata nelle medesime
+feste che avean partorito tanta strage in Palermo, a stento
+riconobbelo; e ammettendolo, stralunava a veder il giustiziere fuor di
+lena, insanguinato, senza stuolo, a tal'ora venirne. Tacque allor
+Giovanni: la mattina a dì appellava alle armi i Francesi tutti de'
+contorni, agguerrita gente, e vera milizia feudale; e, rotto il
+silenzio, confortavali a scansare e vendicar forse il fato dei lor
+compagni. Ed ecco l'oste di Palermo, che a cercar del fuggente s'era
+mossa co' primi albori, entrata sulla traccia, a gran passo a Vicari
+giugne. Accerchiò confusamente la terra: bruciava di slanciarsi, e non
+sapea veder modo all'assalto: perciò diessi a minacciare, e intimar la
+resa; profferendo salve le persone, e che Giovanni e sua gente, poste
+giù le armi potessero imbarcasi per Acquamorta di Provenza. Essi
+sdegnando tai patti, e spregiando l'assaltante bordaglia, fanno impeto
+in una sortita. E al primo {123} l'arte soldatesca vincea; e
+sparpagliavansi i nostri: se non che entrò nella battaglia una potenza
+maggiore dell'arte, il furor del vespro, rinfiammatosi a un tratto
+nelle sparse turbe, che arrestansi, guardansi in viso: «Morte ai
+Francesi, morte ai Francesi!» e affrontatili con urto irresistibile,
+rincacciano nella rocca laceri e sgarati i vecchi guerrieri. Vana
+prova indi fu de' Francesi a riparlar d'accordo. Sconoscendo tutta
+ragion di guerra, i giovani arcadori di Caccamo saettarono il
+giustiziere affacciatosi dalle mura; e lui caduto, avventossi la gente
+tutta all'assalto; occuparon la fortezza; trucidarono tutti i soldati;
+i cadaveri gittarono in pezzi ai cani e agli avvoltoi. Tornossi l'oste
+in Palermo[20].
+
+Intanto volando strepitosa la fama di terra in terra, fu prima in que'
+contorni Corleone a levarsi, come principale di popolazione e
+importanza, e anco per cagion de' molti lombardi nimici al nome
+angioino e guelfo[21], e degli insoffribili aggravî che le avea
+portato la vicinanza de' poderi del re. Questa città, soprannominata
+poi l'animosa, gittandosi certo con grande animo appresso alla
+capitale, mandavale oratori Guglielmo Basso, Guglielmo Corto, e
+Guigliono de Miraldo, ad offrir patti di unione, fedeltà e fratellanza
+tra le due cittadi; scambievole aiuto con arme, persone, e danaro;
+reciprocità de' privilegi di cittadinanza, e della franchigia di tutte
+gravezze poste su i non cittadini. Ignoriamo or noi se venne da'
+reggitori repubblicani di Palermo o dai patriotti di Corleone il
+pensiero della lega, ma a chiunque si debba, esso per certo dà a veder
+preponderante in que' primi principî l'elemento municipale, e
+sostituito alla connessione feudale il legame federale {124} de'
+comuni, che fu il vessillo sotto il quale la rivoluzione del vespro
+occupò tutta l'isola. Convocato il popol di Palermo, assente a una
+voce que' patti; e per suo comando, i capitani e 'l consiglio della
+città giuranti sul vangelo co' legati di Corleone a dì tre aprile, e
+stendonsi in forma d'atto pubblico[22]; promettendo anco Palermo
+aiutar l'amica città alla distruzione del fortissimo castel di
+Calatamauro[23]. Intanto un Bonifazio eletto capitan del popolo di
+Corleone, con tremila uomini uscì a battere il paese d'intorno: dove
+fur messi a ruba e a distruzione i poderi del re; domati all'uopo
+della siciliana rivoluzione gli armenti che si nudriano con tanta cura
+per l'esercito d'Oriente; espugnate le castella dei Francesi;
+saccheggiate le case; e tanto spietata corse la strage, che al dir di
+Saba Malaspina, parea ch'ogni uomo avesse a vendicar la morte d'un
+padre, d'un fratello o d'un figlio; o fermamente credesse far cosa
+grata a Dio a scannare un Francese[24]. Così {125} propagavasi in
+pochissimi dì il movimento per molte miglia all'intorno, da medesimità
+di umori, prepotenza d'esempio, e vigor de' sollevati. Ebbe pure in
+parecchi luoghi una sembianza, che inesplicabile sarebbe a chi volesse
+non ostante il detto di sopra trovar ordimento e cospirazione in
+codesti tumulti. Perchè le popolazioni di gran volontà mettevano al
+taglio della spada gli stranieri, ma dubbiavan poi a disdire il nome
+di re Carlo[25]. Per altro pochi giorni tentennarono, che le rapì
+quell'una comun passione, e la forza dei ribelli: onde a mano a mano
+chiarironsi anch'esse, scelsero i condottieri di loro forze a
+combattere i Francesi, scelsero lor capitani di popolo; e questi alla
+capitale inviarono, la cui riputazione le avea fatto sì audaci, e
+tutte in essa or affidavansi e speravano[26].
+
+Raccolto in Palermo questo nocciol primo dei rappresentanti della
+nazione, ispirolli quel valor medesimo onde in una breve notte erasi
+innalzato a grandezza di rivoluzione il tumulto palermitano.
+Rincoravanli col brio dei maschi petti la plebe, mescolata de'
+sollevati di tutte le altre terre, che discorrea la città raccontando
+impetuosamente d'uno in uno i durati oltraggi e la vendetta, e alto
+gridando: «Morte pria che servire a' Francesi.» Onde appena congregato
+il parlamento de' sindichi della più parte di val di Mazzara,
+assentiva il reggimento a repubblica sotto il nome della Chiesa,
+«Evviva, romoreggiava il popolo interno, evviva! libertà e buono
+stato;» e tutti ad osar tutto accendeansi, quando Ruggier Mastrangelo,
+a rapirseli sì innanzi che potesser dominare gli eventi, risoluto
+sorgeva ad orare in questa sentenza:
+
+«Forti parole, terribili sagramenti ascolto, o cittadini, ma
+all'operare niun pensa, come se questo sangue che si versò, compimento
+fosse di vittoria, non provocazione a {126} lotta lunga, mortale! E
+Carlo, il conoscete voi, e i manigoldi suoi mille, e vi trastullate a
+dipingere insegne! Lì in terraferma le genti, le navi pronte alla
+guerra di Grecia; lì brucian di vendetta i Francesi; entro pochi dì su
+noi piomberanno. Trovin porti schiusi allo sbarco; trovin l'aiuto de'
+nostri vizi; ed ecco che si spargono per la Sicilia; gl'incerti popoli
+sforzano con l'arme; ingannanli co' nostri odî malnati; seduconli a
+promesse; li strascinano a tutt'obbrobrio di servitù, e a impugnar
+contro noi l'armi parricide. Libertà o morte or giuraste; e schiavitù
+avrete, e non tutti avrete la morte: chè stanchi alfine i carnefici,
+serbano a lor voglie il gregge de' vivi. Siciliani! ai tempi di
+Corradino pensate. Sterminio ne sarà lo starci; l'oprare, gloria e
+salvezza. Col nerbo di nostre forze, bastiamo a levar tutto infino a
+Messina il paese; e Messina or no, non sarà dello straniero: comuni
+abbiano legnaggio, e favella, e glorie passate, e ignominia presente,
+e coscienza che la tirannide e la miseria delle divisioni son frutto.
+Insanguinata la Sicilia tutta nelle vene degli stranieri; forte nel
+cuor dei suoi figli, nell'asprezza de' monti, nella difesa de' mari,
+chi fia che vi ponga pie' e non trovi aperta la fossa? Il Cristo che
+bandìa libertà agli umani, ei che ispirovvi questo santo riscatto, ei
+vi stende il braccio onnipossente se da uomini or voi vi aiutate.
+Cittadini, capitani dei popoli, io penso che per messaggi si
+richieggan tutte le altre terre di collegarsi con esso noi nel buono
+stato comune: che con le armi, con la celerità, con l'ardire s'aiutino
+i deboli, si rapiscano i dubbiosi, combattansi i protervi. A ciò
+spartiti in tre schiere corriam l'isola tutta a una volta. Un
+parlamento generale maturi i consigli poi, unisca le volontà, e
+decreti gli ordini pubblici; chè Palermo, ne attesto Iddio, Palermo
+non sogna dominio; ma la comun libertà cerca, e per sè l'onor solo de'
+primi perigli.»
+
+«E il popolo di Corleone, ripigliò Bonifazio, seguirà {127} le sorti
+di questa generosa città, della Sicilia ornamento e presidio. Tremila
+suoi prodi Corleone qui manda, a vincere o morir con voi. Sì, ma se
+morir dovremo, cada insieme chiunque patteggi per lo straniero
+nell'ora del sicilian riscatto. Ruggiero, animoso tu nella pugna,
+savio tu nel consiglio, la parola di salvezza parlavi. Orsù tradisce
+la patria chi tarda; prendiamo l'armi, ed andiamo.[27]»
+
+«Andiamo andiamo!» risposegli tonante la voce del popolo[28]: e con
+meravigliosa prestezza cavalcarono i corrieri, s'adunarono gli armati,
+e in tre schiere spediti mossero. L'una a manca ver Cefalù, l'altra a
+dritta su Calatafimi prese la via, la terza s'addentrò nel cuor
+dell'isola per Castrogiovanni[29]: e le insegne spiegavano del comune,
+con le chiavi della Chiesa dipinte intorno intorno; e la fama
+precorreale, e il desio degli animi. Indi senza contrasto ogni terra
+disdisse il nome di re Carlo; con una concordia bella, se non era anco
+nello spargimento del sangue francese. A' Francesi dieron la caccia
+per monti e selve; li oppugnarono ne' castelli; perseguitaronli in
+cento guise, con tal rabbia che ai campati dalle mani dei nostri venne
+in odio la vita, e dalle più munite rocche, dagli asili più riposti si
+dier nelle mani del popolo che chiamavali a morte; taluno dall'alto di
+una torre si lanciò. In qualche luogo per vero furono, per virtù loro
+o fortuna, {128} scacciati soltanto, spogli sì d'ogni cosa; e
+rifuggiansi questi a Messina[30]. Ma avrà eterna fama il caso di
+Guglielmo Porcelet, feudatario o governatore di Calatafimi, stato
+giusto ed umano tra lo iniquo sfrenamento de' suoi. Nell'ora della
+vendetta e nei primi impeti, giunta a Calatafimi l'oste di Palermo,
+non che perdonar la vita a Guglielmo e ai suoi, lo confortò e onorò
+molto, e rimandollo in Provenza: il che mostri come il popolo degli
+eccessi suoi n'ha ben d'onde[31].
+
+A guadagnar Messina in questo mezzo ogni sforzo fu posto[32], non
+essendo chi non vedesse l'importanza del sito, del porto, della grossa
+e opulenta città; nella quale stava il nodo della guerra; e necessità
+stringea di trarsela amica, o piombar tutti disperatamente su lei. Di
+Messina temeasi per le ruggini antiche; ma se ne sperava per essersi
+aperti gli animi nelle afflizioni recenti, ed anco per aver molti
+Messinesi in Palermo soggiorno, e cittadinanza, e appicco di commerci
+e parentele. Si die' opera alle pratiche dunque; che delle private e
+più efficaci non è passata infino a noi la memoria; delle pubbliche ne
+resta una lettera data di Palermo il tredici aprile, che fu spacciata
+per messaggi, e incomincia: «Ai nobili cittadini dell'egregia Messina,
+sotto re Faraone schiavi nella polve e nel fango, i Palermitani
+salute, e riscossa dal servil giogo col braccio di libertà. E sorgi,
+dice l'epistola, sorgi o figliuola di Sionne, ripiglia l'antica
+fortezza.... abbian fine i lamenti che partoriscon dispregio; dà di
+piglio alle armi tue, l'arco e la faretra; sciogli i vincoli dal tuo
+collo;» e Carlo or va chiamando Nerone, lupo, lione, immane drago; e
+or volta {129} alla città di Messina sclama: «Già Iddio ti dice: togli
+in collo il tuo giaciglio e va, che sei sana,» or i cittadini esorta
+«a pugnare con l'antico serpente, e rigenerati nella purezza de'
+bambini, succhiare il latte di libertà, cercar giustizia, fuggire
+calamità e vergogna[33].» Mentre i Palermitani con tai faville
+bibliche tentavano que' cittadini, Erberto d'Orléans s'afforzava nelle
+armi straniere, e nei nobili Messinesi di parte angioina, che s'eran
+prevalsi in cento soprusi contro i lor concittadini, ond'ora
+strettamente per lo vicario teneano. E dapprima inviò ad osteggiar
+Palermo sette galee messinesi, sotto il comando di Riccardo Riso,
+colui che nel sessantotto con poche navi aveva osato affrontar tutta
+l'armata pisana, e or correa nella guerra civile a perder l'onore di
+cittadino e il nome di prode. Perchè congiuntosi con quattro galee
+d'Amalfi, che ubbidiano a Matteo del Giudice e Ruggier da Salerno, a
+bloccare il porto di Palermo si pose: e com'altro non potea,
+approcciato {130} alle mura facea gridare il nome di Carlo, e a'
+nostri minacce e villanie. Ma rispondean essi nella mansuetudine dei
+forti: «Nè le ingiurie renderebbero, nè i colpi: fratelli i Messinesi
+e i Palermitani; sol nemici i tiranni: quelle armi contro i tiranni
+volgessero.» E inalberavan su i muri a canto all'aquila palermitana,
+lo stendal della croce di Messina[34].
+
+E la città di Messina, o que' ne teneano il municipal governo, a
+dimostrazione di lealtà, il dì quindici aprile mandavano cinquecento
+lor balestrieri capitanati da un cavalier Chiriolo messinese, a munir
+Taormina, che non l'occupassero i sollevati[35]. Il popolo al
+contrario, sentendosi bollire il sicilian sangue nelle vene,
+com'incalzavan gli avvisi del tumulto di Palermo, e degli altri, e
+dello eromper de' sollevati per l'isola, delle stragi, delle fughe,
+de' mille casi accresciuti o composti dalla fama; e come i Francesi
+vedea pavidi e ignudi riparar anelando in Messina, cominciò a
+digrignar contro i soldati d'Erberto[36], ch'erano un grosso di
+secento cavalli tra francesi e calabresi, condotti da Pier di
+Catanzaro; e pareano al vicario sì duro freno che il popolo non sel
+trarrebbe giammai[37]. Onde il popolo che ciò sapea, una volta
+proruppe in ferocissime parole, che per poco si rimase da' fatti: e
+quei vedendosi mal sicuri in città, parte si ritraeano nel castel di
+Matagrifone, parte nel real palagio presso Erberto, il quale in mal
+punto volle far mostra di gagliardo; con che {131} il popol dubbio si
+doma, il risoluto s'affretta. Perchè mandati novanta cavalli con
+Micheletto Gatta ad occupare le fortezze di Taormina, quasi non
+fidandosi de' Messinesi del presidio, costoro che li vedean salire sì
+alteramente in ostile sembianza, stimolati da un cittadino per nome
+Bartolomeo, li salutarono con un grido di ingiuria e una grandine di
+saette; e appiccarono la zuffa. Caddervi quaranta Francesi: gli altri
+a briglia sciolta si rifuggiro nel castello di Scaletta: e i nostri,
+abbattute le insegne di Carlo, su Messina marciarono a sforzarnela a
+ribellione.
+
+Dove tra' mille che voleano e non osavano, Bartolomeo Maniscalco
+popolano, con altri molti congiurò a dar principio ai fatti. Intanto
+preparandosi le armi a respingere i sollevati di Taormina, deploravano
+i cittadini più posati la imminente effusione del civil sangue; il
+popolo stava a guinzaglio[38]; nè erano neghittosi i cospiratori.
+Forse allor fu, ch'entrata in porto una galea palermitana, dandosi a
+trucidar alcuni Francesi, affrettava l'evento[39]: ma raro avviene in
+così fatti incendi scerner netto qual fosse la prima scintilla. Era il
+ventotto aprile. Scoppian tra la commossa plebe le grida «Morte ai
+Francesi, morte a chi li vuole!» e incominciano gli ammazzamenti:
+pochi allora, perchè il minacciar sì lungo avea sgombrato dalla città
+la più parte de' Francesi. Maniscalco in questo coi suoi fidati,
+innalza in luogo dell'abborrita insegna d'Angiò la croce messinese:
+per poco ei capo del popolo; ma fosse modestia sua, o forza de'
+cittadini maggiori che prevalson sempre nell'industre Messina, per
+loro consiglio la notte stessa risegna il reggimento al nobil uomo
+Baldovin Mussone, poche ore innanzi tornato con Matteo e Baldovin de
+Riso dalla {132} corte di Carlo. La dimane poi ragunato in buona forma
+il consiglio della città, Mussone fa salutato a pien popolo capitano:
+e invocando il nome santo di Cristo, si bandì la repubblica sotto la
+protezion della Chiesa: con grandissima pompa fu spiegato il gonfalone
+della città. Eletti insieme a consiglieri del nuovo reggimento, i
+giudici Rinaldo de' Limogi, Niccoloso Saporito, l'istorico Bartolomeo
+de Neocastro, e Pietro Ansalone; e gli officiali tutti, financo i
+carnefici, quasi a mostrare che la spada della giustizia sottentrasse
+a disordinata violenza; ma troppo presto era ciò per tanto
+rivolgimento. Richiamaronsi il dì trenta aprile le galee da Palermo;
+inviaronsi in vece messaggi di amistà e federazione[40].
+
+Erberto, non più sicuro nella sua rocca, all'intendere que' casi
+ripigliò il vecchio ordegno delle divisioni, senza migliore fortuna.
+Della famiglia Riso[41], che s'era con lui {133} serrata per coscienza
+di colpe, spacciò Matteo a tentare il Mussone. Al quale venuto Matteo,
+dinanzi gli altri consiglieri {134} ammonivalo con le parole d'una
+torta politica: ripensasse alla smisurata possanza del re: questo
+pazzo tumulto rapire a Messina il premio che già se le apparecchiava
+per la ribellione palermitana: che gli erano i Palermitani ch'avesse a
+insanir con loro? in che re Carlo avea offeso lui o la città? «Tu,
+diceagli, poc'anzi leale al re, a noi amico, e nel viaggio compagno,
+tu quest'odio covavi nel cuore! E or, non che trattenere il popol da
+tanta ruina, furibondo lo sproni! Per te, per la patria ormai fa
+senno; tempo ancor n'è[42].» Ma sdegnoso gli die' in sulla voce
+Baldovino, meglio intendendo l'onore e gl'interessi della città, che
+quei medesimi della Sicilia erano; nè i consiglieri e' cittadini
+dubbiarono tra il far Messina meretrice dello straniero, o libera
+sorella delle altre siciliane città. Rigettati però que' volgari
+inganni, Baldovino solennemente innanzi al Riso rinnovava il
+giuramento di mantenere la siciliana libertà o morire; ed esortollo a
+seguir egli stesso la santa causa: conchiuse, tornasse ad Erberto a
+offrir salva la vita a lui e ai soldati, se lasciato armi e cavalli e
+tutt'arnese, dritto ad Acquamorta navigassero, promettendo non toccar
+terra di Sicilia, nè altra vicina. I quali patti assentì il vicario; e
+li infranse appena con due navi ebbe valicato mezzo lo stretto; che in
+Calabria tutto pien d'ostili disegni approdò, a congiungersi[43] con
+{135} Pier di Catanzaro; il quale avvisato di quanto s'ordiva, s'era
+già prima imbarcato co' suoi Calabresi, abbandonando sì cavalli e
+bagaglio all'ira del popolo[44].
+
+Alle condizioni medesime del vicario s'arreser poi con tutte lor genti
+Teobaldo de Messi, castellan della rocca di Matagrifone, e Micheletto
+co' rifuggiti a Scaletta: de' quali il castellano, imbarcato sur una
+terida, più volte dal porto fe' vela, e i venti o il suo fato vel
+risospinsero; l'altro nel castello fu rinchiuso, e i soldati suoi nel
+palagio della città, a sottrarli al furor della moltitudine. Nè
+campavan essi perciò. Ritornavano il dì sette maggio le galee da
+Palermo, portando prigioni due di quelle d'Amalfi state lor compagne,
+e gli animi o dallo esempio accesi, o esacerbati dal dispetto della
+snaturata e inutil fazione contro Siciliani: onde a sfogarli chiedeano
+sangue francese. I cittadini rinnaspriva intanto la rotta fede
+d'Erberto. Perilchè, come la galea di Natale Pancia, entrando in
+porto, rasentò la terida del castellano, fattole cenno di terra, salta
+la ciurma su quella nave, afferra e lega i prigioni, e li scaglia a
+perir miseramente in mare. A tal esempio ridesto subitamente il furore
+in città, corresi al palagio; i soldati presi a Scaletta popolarmente
+son trucidati. A stormo suonavano le campane; i radi partigiani de'
+Francesi tremando rannicchiavansi; armato e insanguinato il popol
+calava a torrenti. Al suo furore non fecero argine i maggiori della
+città: chè anzi, scrive il Neocastro partecipe al certo de' consigli,
+presero a camminare più franchi nelle vie della rivoluzione, vedendovi
+sì intinta e ingaggiata la moltitudine[45]. {136}
+
+Per tal modo entro il mese di aprile[46], cominciata in Palermo con
+disperato coraggio, comunicata a tutta l'isola con attività e
+consiglio, si fornì in Messina questa memoranda rivoluzione, che
+dall'ora del primo scoppio s'addimandò il vespro siciliano. Vi fur
+morti, dice il Villani[47], da quattro mila Francesi; e, qualunque sia
+stato il numero, che non abbiamo da più sicure fonti, certo vasta
+corse e miseranda la strage, ma necessaria in quel tempo; onde a
+ragione il popol nostro orgogliosamente serba infino ad oggi le
+memorie di quell'antica feroce virtù. E ben gli scrittori d'Italia
+contemporanei, disserla, chi maravigliosa e incredibile, chi opera
+diabolica ovvero divina; quando non solamente franse il potere di re
+Carlo, tenuto fino allora invincibile; ma nella stessa prima
+conflagrazione, invano tentarono i governanti di ridur Palermo con le
+undici galee, invano di fortificare o tener in fede {137} gli altri
+luoghi più vicini a Messina: e non vi fu inespugnabil fortezza che non
+cadesse sotto le mani de' liberatori, non città o terra che non li
+seguisse. Ricorda pur la tradizione, e d'oggi in poi il proverà anche
+un documento, come il castel di Sperlinga, capitanato da Pietro
+Lamanno, solo in tutta l'isola facesse lunga difesa, per virtù del
+presidio, e fede de' terrazzani; che passò poi in proverbio: «Ciò che
+ai Siciliani piacque, Sperlinga sola negò;» e il popolo tuttavia punge
+con tal motto chi discordi da un voler comune. Onde i soldati del
+presidio e i terrazzani n'ebbero sorte diversa; e ciascun secondo suo
+merto: i primi lodati e guiderdonati dal governo angioino[48]; i
+secondi passati appo la nazione con ingrata memoria, per tal
+pertinacia in un reo partito, che non merta dirsi costanza. Ma da
+queste poche centinaia in fuori, è maravigliosa la unanimità di quegli
+antichi nostri; tanto più, quanto eran prima, e furon appresso del
+ricordato periodo, straziati da divisioni municipali, e tutte nel
+vespro si tacquero; anzi Messina generosamente si die' al movimento
+comune, non ostante che allora il vicario di re Carlo sedesse in
+Messina, e che dopo il vespro Palermo ripigliasse l'influenza antica
+nel governo dell'isola. Ma la unanimità nelle grandi masse agevol è
+per uguaglianza di brame e forza di esempio. E per tal cagione i fatti
+di Palermo con le medesime sembianze nacquero successivamente in ogni
+luogo, e si ebbero i medesimi ordini, de' quali or faremo parola.
+{138}
+
+Il reggimento a comune sotto il nome della romana Chiesa, prendean,
+come s'è narrato, tutte le città e terre[49], fors'anco le baronali,
+di cui molte avean cacciato i feudatari francesi, tutte godeano il
+privilegio di municipalità, secondo gli ordini pubblici de' tempi
+normanni e svevi. Fatte dunque repubbliche, il popolo elesse, dove
+uno, dove parecchi capitani, e vario numero di consiglieri; i quali
+dapprima furono popolani, o nobili senza grandi vassallaggi, militi,
+che è a dir cavalieri, scelti come ogni altro cittadino per propria
+riputazione; e se alcun d'essi nascea d'illustre sangue, il poco avere
+e l'ambizione il rendea popolano[50]. E ciò intervenne in un reame
+stato due secoli feudale, perchè i baroni stranieri e nuovi, abborriti
+per quegli aggravî ch'erano inusitati in Sicilia, caddero involti
+nella medesima ruina del governo regio; i baroni antichi, pochi di
+numero, battuti delle proscrizioni e dalla povertà, non eran forti
+abbastanza. Per tali cagioni, e per l'impeto del movimento che nacque
+dal popolo, par siano stati democratici al tutto quegli ordinamenti
+repubblicani d'aprile milledugentottantadue. E in vero le
+deliberazioni più importanti si presero dal popol convocato in
+piazza[51]. Come le città libere d'Italia, le nostre si tenner l'una
+dall'altra indipendenti; ma ammonite dal pericolo che ognun vedea
+sovrastare, si strinsero in lega a mutua difesa e guarentigia[52]; se
+per marche o province {139} o unitamente nell'isola tutta, non ben si
+ritrae da' pochi diplomi avanzati infino a' nostri tempi, nè da'
+cronisti, che dir delle leggi o non sapeano, o sdegnavano. Dubbio indi
+è se per deliberazione della lega venissero sostituiti agli antichi
+giustizieri, o se fossero stati eletti capitani di popolo da tutti i
+comuni d'una o più province, que' che Saba Malaspina registra:
+Alamanno[53], capitano in val di Noto e poi in tutta l'isola; Santoro
+da Lentini, in val Demone e nel pian di Milazzo; Giovanni Foresta, in
+quel di Lentini; Simone da Calafatimi nei monti {140} de' Lombardi; e
+altri in altre regioni e città[54]: uomini ed ordini oggi oscuri,
+perchè nulla operarono, o perchè poco durarono; sendo sopraggiunto a
+capo di cinque mesi re Pietro, e prima prevalsa la fazione che, messa
+giù la repubblica, chiamollo al trono. Nè sembra che questi, o altri
+siano stati rivestiti della potestà che or chiameremmo esecutiva;
+perchè niun vestigio di loro autorità abbiamo nelle carte pubbliche
+nostre[55], o nelle fiere invettive della corte di Roma; ma in tutti i
+ricordi del tempo si scorge che le città, soprattutto Palermo e
+Messina, che vantaggiavano ogni altra di riputazione e di forza,
+operassero come corpi politici, collegati con le altre e non
+contaminati da discordia, ma independenti. I Palermitani infatti
+mandavano oratori al papa a ragguagliarlo de' successi, e impetrare la
+protezione della Chiesa[56]. I Messinesi più gradito messaggio
+spacciarono all'imperador Paleologo, un Alafranco Cassano da Genova,
+che per amor del popolo di Messina navigò tra gravi pericoli infino a
+Costantinopoli[57]. Nelle altre parti del governo dello stato, da
+sovrani operarono i magistrati del comune. Molti accordaron franchige:
+e quel di Messina rendeva all'arcivescovo il castel di Calatabiano, e
+{141} altri beni tenacemente negati dal fisco sotto la signoria di re
+Carlo[58].
+
+Del rimanente certissimo appare che gl'interessi comuni dell'isola si
+maneggiassero per un'adunanza federale; la quale per l'antico uso si
+chiamò parlamento, ma in altro modo che i soliti parlamenti si
+compose; mancandovi il principe, e fors'anco i baroni: poichè nel
+primo principio di questa repubblica, sol veggonsi legami tra
+municipio e municipio, sol dicono gli storici di congregati sindichi
+delle città, d'invito a tutte le terre ad entrare per sindichi nel
+buono stato comune, e simili parole che suonano rappresentanza
+cittadinesca e non baronale. E come i parlamenti regi, senza tempo nè
+luogo certo, in quella età a comodo del re si adunavano; così questi,
+secondo i bisogni della nazione, in Palermo o in Messina[59].
+Sovrastando le armi di re Carlo, i parlamenti prendean opportune
+deliberazioni: si fornisse di vittuaglia per due anni Messina: i
+valenti arcieri e balestrieri de' monti rafforzasser quella città: con
+uomini e navi si custodissero Catania, Agosta, Siracusa, importanti
+città sulla costiera di levante; e su quella di settentrione, Milazzo,
+Patti, Cefalù. Nascean tali appresti dall'uno irremovibil proposito di
+non tollerar mai più il giogo francese, nel quale tutti accordavansi,
+ancorchè nei mezzi si dissentisse; {142} quando chi pensava accostarsi
+alla Chiesa più strettamente e ribadir gli ordini di repubblica, e chi
+chiamare alcun principe straniero con giusti patti[60]. Ma senza
+sangue, senza accanite fazioni ciò si trattava. Bello indi
+l'immaginare questa siciliana famiglia, rinata a vita novella, che
+senza gelosia, senza veleni d'interiore nimistà, fervea nell'opera
+della comune difesa, strigneasi ne' consigli, adunava le forze, e
+pacata deliberava ad ordinare più stabile reggimento. Sperandosi
+durevole il presente, si pensò contar nuov'era dal gran fatto della
+rivoluzione; talchè in parecchi diplomi leggiamo l'intitolazione: «Al
+tempo del dominio della sacrosanta romana Chiesa e della felice
+repubblica, l'anno primo[61].»
+
+A Procida, alla congiura, come nel capitol dinanzi accennammo, davano
+alcune cronache l'onore di questa nobil riscossa; e l'han seguito i
+più, talchè istorie e tragedie e romanzi e ragionari d'altro non
+suonano ormai. Io sì il credea, finchè addentrandomi nelle ricerche di
+queste istorie, mi accorsi dell'errore. Degli autori primi d'esso,
+pochi sono contemporanei, gli altri qual più qual meno posteriori,
+tutti sospetti da studio di parte, e vizio manifesto in alcuni fatti.
+Ma i contemporanei di testimonianza più grave, e italiani e stranieri,
+alcuno de' quali candidissimo, segnalato tra tutti Saba Malaspina, che
+fu pur marcio guelfo, e segretario di papa Martino, e informato meglio
+che niun altro de' casi di Sicilia, dicono al più di vaghi {143}
+disegni di Pietro; della cospirazione con Siciliani non fan motto;
+molto manco de' congiurati raccolti in Palermo: e portan come
+gl'insulti de' Francesi in quel dì, e più la «mala signoria che sempre
+accora i popoli soggetti, mosser Palermo»; che è la sentenza del
+sovrumano intelletto d'Italia[62], contemporaneo, veggente più che
+altr'uomo, e rigorosamente verace. Nè le scomuniche e i processi dei
+papi, nè gli atti diplomatici susseguenti contengon l'accusa della
+congiura motrice immediata del vespro; ma biasman Pietro d'aver preso
+il regno dalle mani de' ribelli, e averli sollecitato per messaggi
+dopo la rivoluzione. Concorre con l'autorità istorica la evidenza
+delle cagioni necessarie d'altri fatti che son certi: Pietro non
+essere uscito di Spagna, nè pronto, allo scoppio della rivoluzione: in
+questa nessuno scrittore far menzione del Procida: niuno de' maggiori
+feudatari primeggiar ne' tumulti, o nei governi che ne nacquero: la
+repubblica, non il regno di Pietro, gridarsi, e per cinque mesi
+mantenersi: popolani tutti gli umori: Pietro passar dopo tre mesi, e
+non in Sicilia, ma in Affrica: allora, stringendo i perigli, i baroni
+impadronitisi dell'autorità chiamarlo alfine al regno. Da questi e da
+tutti gli altri particolari, si scorge essere stata la rivoluzione del
+vespro un movimento non preparato, e d'indole popolana, singolare
+nelle monarchie dei secoli di mezzo. Se no; baroni che congiurano con
+un re, e gridan repubblica; cospiratori che senza essere sforzati da
+pericolo, danno il segno quando non hanno in punto le forze; fazione
+che vince, e abbandona lo stato ad uomini d'un ordine inferiore,
+sarebbero anomalie inesplicabili, contrarie alla natura umana, non
+viste al mondo giammai. Le varie narrazioni degli istorici, e i
+ricordi diplomatici leggonsi nell'appendice. A me par se ne raccolga:
+che Pietro {144} macchinava: che i baroni indettati con esso aizzavano
+forse il popolo, ma non si sentivano per anco forti abbastanza, e
+bilanciando e maturando forse non avrian mai fatto ciò che la
+moltitudine compì senza rifletterci. Il popol era mosso senza saperlo
+dall'antagonismo nazionale; ma ben sapea i suoi mali, e che rimedio ce
+n'era un solo. Gli aggravî per l'impresa di Grecia, gli oltraggi della
+settimana innanzi pasqua in Palermo, l'intollerabile insulto di
+Droetto colmaron, colmaron la misura: si trovò tra le tante migliaia
+una mente o leggiera o profonda, con una mano risoluta, che cominciò.
+Prontissimo il popol di Palermo di mano e d'ingegno, si lanciò in un
+attimo a quell'esempio, perchè tutti voleano a un modo, da parer
+congiura a mediocre conoscitore, che non pensi come sendo disposti gli
+animi, ogni fortuito caso accende sì eguale, che trama od arte nol
+può. Que' che si fecer capi del popolo allora preser lo stato;
+ordinaronlo a comune, come portavano gli umor loro; per la riputazione
+del successo il tennero, finchè la influenza de' baroni lentamente
+spiegossi, e il pericolo si fe' maggiore. Allora la monarchia
+ristoravasi; allora esaltavan re Pietro; allora, io dico, operava la
+congiura, se v'ebbe congiura; nel vespro non mai. Al meraviglioso
+avvenimento poi tutto il mondo cercò una cagione meravigliosa del
+pari: dopo breve tempo, il fatto del vespro e quel della venuta di
+Pietro si ravvicinarono e si confusero: scorsi alquanti più anni,
+trapelava qualche pratica anteriore: alcuno forse l'accrebbe,
+vantandosi. E nel reame di Napoli, e nell'Italia guelfa, e in Francia
+con maggiore studio si propalò quella voce della congiura; parendo
+gittar biasimo su i Siciliani, e scemarne al reggimento angioino. Così
+via corrompendosi il fatto, si passò dalla congiura di Procida con tre
+potentati, a quelle strane favole della uccisione di tutti i Francesi
+in Sicilia in un dì, anzi in un'ora, della cospirazione di una intera
+nazione per {145} molti anni; non che non vere, impossibili cose.
+L'ignoranza, le difficili comunicazioni, la rarità delle cronache, gli
+animi inchinati sempre più al meraviglioso che al vero, diffusero anco
+l'errore; come nei tempi nostri, in condizioni materiali che son tutto
+il contrario, avviene ancora. Gl'istorici successivi copiaronsi l'un
+altro; molti riferirono, senza dar giudizio, le due opinioni della
+congiura, e della sommossa spontanea. Tacendo qui gli altri, noterò
+come Gibbon dubitò, e solo perchè fu ingannato da uno anacronismo;
+Voltaire della congiura si rise. Non è baldanza dunque se affidato in
+tutte queste ragioni e autorità, la espressata opinione io
+sostengo[63].
+
+
+NOTE
+
+ [1] Veggansi le liste de' castelli regi a p. 99 e seg.
+
+ [2] Parlandosi di tempi feudali questo non ha bisogno di prova.
+ Nondimeno ricorderò il castel di Calatamauro, alla cui distruzione
+ collegaronsi i Corleonesi e i Palermitani; e quel di Sperlinga,
+ ove i Francesi fecer testa: i quali erano fortissimi senza dubbio,
+ e pur non leggonsi nella lista dei castelli del re.
+
+ [3] Bart. de Neocastro, cap. 14.
+
+ [4] Anon. Chron. sic., cap. 38.
+
+ [5] È certo che in quell'anno la pasqua si celebrò a dì 29 marzo.
+ Giovanni Villani porta il fatto di Palermo il lunedì 30 marzo,
+ lib. 7, cap. 61; Bartolomeo de Neocastro similmente il 30 marzo,
+ capit. 14. Ma Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 4, dice il 31; la
+ storia anonima della cospirazione di Procida, e Bernardo D'Esclot,
+ cap. 81, il martedì appresso la pasqua; e l'Anon. Chron. sic., l.
+ cit., p. 145, e gli Annali di Genova, Muratori R. I. S., tom. VI,
+ portano espressamente il 31 marzo, martedì appresso la pasqua. Ho
+ seguito dunque questa autorità.
+
+ [6] Allora apparteneva a un monastero di Cisterciensi.
+
+ [7] I contemporanei tacciono il nome di costei, e della famiglia.
+ Mugnos, scrittor del secento e favoloso, la disse figliuola di
+ Ruggier Mastrangelo. Perchè ei non cita autore alcuno de' tempi,
+ nè d'altronde si raccomanda per alcun lume di critica, nol citerò
+ nè in questo, nè in altro luogo della narrazione.
+
+ [8] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 14.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 354.
+
+ Montaner, cap. 43.
+
+ D'Esclot, cap. 81.
+
+ Annali Genovesi, in Muratori, R. I. S. Tom. VI, pag. 576.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 209.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 61.
+
+ Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit, pag. 264.
+
+ Nello Speciale si legge l'insulto del Francese altrimenti, e con
+ troppa chiarezza: _temerarius illam in.... titillavit_.
+
+ Veggansi ancora gli altri contemporanei citati nell'appendice.
+
+ [9] Bart. de Neocastro, cap. 14 e 15.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 355.
+
+ Veggansi ancora Montaner e d'Esclot ne' luoghi citati.
+
+ Il palagio di Palermo era una importante fortezza, come si scorge
+ dal diploma del 6 agosto 1278, citato sopra a pag. 99, nota 2.
+
+ [10] Bart. de Neocastro, cap. 22.
+
+ La Cron. anonima della cospirazione dice tremila, a pag. 265.
+
+ [11] Bart. de Neocastro, cap. 15.
+
+ [12] Fazello, Istoria di Sicilia, deca 2, lib. 8, cap. 4.
+
+ Ai tempi del Fazello si mostravan di queste sepolture presso la
+ chiesa di San Cosmo e Damiano.
+
+ [13] Questa colonna restò lungo tempo in piazza Valguarnera; e oggi,
+ rimossa dal centro, si vede nell'angolo orientale dell'isolato del
+ convento di Sant'Anna la Misericordia. È assai rozza, nè gli
+ artisti la credono del secolo XIII. Ma ciò non dee
+ toglier fede alla tradizione; perchè la colonna potè essere
+ alzata, o rinnovata molto tempo appresso.
+
+ [14] Saba Malaspina, cont., pag. 355.
+
+ [15] Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit., pag.
+ 264, ove leggesi: «_Andaru, a li lochi di frati minuri, e frati
+ predicaturi, e quanti ci ndi truvaru chi parlassiru cu la lingua
+ francisca li aucisiru 'ntra li clesii._» Ciò si riscontra con
+ la tradizione dell'uccider cui parlava con l'accento straniero.
+
+ [16] Saba Malaspina, cont., pag. 355 e 356.
+
+ Cron. anon., loc. cit., pag. 265.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 14.
+
+ Chron. S. Bert. in Martene e Durand, Anec., tom. III, pag. 762.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 61.
+
+ Ricobaldo Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142.
+
+ Franc. Pipino, ibid., pag. 686.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 209.
+
+ E gli altri citati nell'appendice.
+
+ [17] Bart. de Neocastro dice Mastrangelo capitano con parecchi
+ consiglieri. Questi furono, Pierotto da Caltagirone, Bartolotto de
+ Milite, notaio Luca di Guidalfo, Riccardo Fimetta milite, e
+ Giovanni di Lampo. I quali nomi e quei degli altri tre capitani di
+ popolo, si leggono nel diploma riportato, Docum. IV.
+
+ Questo diploma, inedito e poco o niente conosciuto, ci mostra
+ anche il principio della federazione tra le nascenti repubbliche
+ siciliane, e la forma del novello governo municipale di Palermo.
+
+ Il bajulo, negli ordini normanni e svevi, era il magistrato d'ogni
+ comune, con giurisdizion civile, e carico della riscossione delle
+ entrate regie, e di quella che in oggi si dice amministrazione
+ civile. Nell'esercizio della giurisdizione l'assisteano uno o più
+ giudici. Su le faccende più rilevanti, deliberavano talvolta i
+ cittadini adunati a consiglio. Nella rivoluzione, preso dal popolo
+ il poter politico, la parte esecutiva s'affidò a quegli stessi
+ capitani di popolo che l'imperator Federigo avea vietato tanto
+ severamente, e ad alcuni consiglieri. In fatti la proposta della
+ lega con Corleone è fatta a questi nuovi magistrati, stando
+ presenti soltanto il bajulo e i giudici; ma questi ultimi poi
+ nella stipolazione dell'atto federativo che contenea anche
+ reciprocità di franchige dalle tasse municipali, non restarono
+ spettatori oziosi, nè intervennero per la sola forma come il
+ notaio e i testimoni, ma insieme col capitano e i consiglieri, e
+ tutti a nome e per mandato del popolo, fermarono i patti, e
+ giuraronli. Anzi i loro nomi sono scritti immediatamente dopo que'
+ de' capitani e prima de' consiglieri. Donde è chiaro che
+ nell'affidarsi il novello potere a' nuovi magistrati, si lasciò
+ agli antichi il maneggio della parte amministrativa, perchè era
+ tempo da pensare ad altro che a riforme di questa natura.
+
+ Del capitan del popolo di Palermo dopo il vespro, d'Esclot non
+ dice il nome, ma che fu un cavaliere savio e valente. Saba
+ Malaspina nomina il Mastrangelo, che forse fu il principale, ed
+ ebbe tutta la riputazione. Montaner lo confonde con Alaimo da
+ Lentini.
+
+ [18] Bart. de Neocastro, cap. 14.
+
+ Anon. Chron. sic., pag. 147.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.
+
+ [19] Il castel di Vicari in fatto si legge tra le fortezze regie di
+ Sicilia nel citato diploma del 6 agosto 1278.
+
+ [20] Bart. de Neocastro, cap. 15; e con errori la Cron. anon. sic., a
+ pag. 264.
+
+ [21] Veggasi il diploma del 20 febbraio 1248, citato qui appresso,
+ cap. 13.
+
+ [22] Veggasi il documento IV. Corleone era città di molta importanza.
+ Oltre le tante memorie che ne dà l'istoria, non è superfluo notare
+ che addimandavasi di Corleone un antico ponte su l'Oreto, del
+ quale gli avanzi ritengono l'antico nome, e si veggono a mezzo
+ cammino a un di presso tra i novelli due ponti della Grazia e
+ delle Teste. Si ricordi che nella distribuzione di moneta del 1279
+ (Docum. III), Corleone fu tassata poco men che il terzo di
+ Palermo, e quasi al paro di Trapani. Questo rincalza la
+ testimonianza del Malaspina pe' 3,000 nomini che Corleone mandò in
+ oste pochi giorni dopo il vespro.
+
+ [23] Castello a dieci o dodici miglia da Corleone, tra i comuni di
+ Contessa e Santa Margherita; e or i contadini il chiamano
+ Calatamaviri. Se ne veggono le rovine sulla sommità di un poggio
+ di base triangolare, inaccessibile da due lati, aspro ed erto del
+ terzo, che sta a cavaliere alla strada tra quei due comuni, a
+ manca di chi dal primo vada al secondo. Due ordini di grosse mura
+ cingeano per tutta la larghezza quella sola costa accessibile del
+ monte; sorgea sulla cima una torre, della quale restan le
+ vestigia, e sì delle case sparse ne' due ricinti. Entro il secondo
+ v'ha una cisterna capace, ben costruita, e ben conservata. Da tai
+ ruderi si può anche argomentare la importanza di questa fortezza,
+ che tenea in molto sospetto i vicini.
+
+ [24] Saba Malaspina, cont., pag. 356.
+
+ [25] Bart. de Neocastro, cap. 18.
+
+ [26] Saba Malaspina, loc. cit.
+
+ [27] Questi discorsi di Ruggiero e Bonifazio son portati da Saba
+ Malaspina, cont., pag. 356 a 358, non sappiamo se per uso
+ istorico, o perchè ei li seppe veri. In ogni modo mi è parso
+ conservarli; e molte inutili frasi n'ho tolto, poco o nulla
+ aggiuntovi del mio.
+
+ [28] Saba Malaspina, cont., pag. 358.
+
+ Di questa mossa parla anche d'Esclot, cap. 81, con minore
+ esattezza nei particolari, ma sano giudizio dell'intento;
+ scrivendo come que' di Palermo rifletteano che non uscirebber
+ salvi da questa rivoluzione, se non procacciando il medesimo
+ effetto per tutta l'isola.
+
+ Anche Montaner, cap. 43, accenna questo progresso della
+ rivoluzione; ma al solito suo con molti errori.
+
+ [29] Anon. chron. sic., pag. 147.
+
+ [30] Saba Malasplna, cont., pag. 358.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.
+
+ La uccisione progressiva de' Francesi è anche riferita dal
+ Montaner, cap. 43.
+
+ [31] Bart. de Neocastro, cap. 15.
+
+ [32] Gio. Villani, lib. 7, cap. 61.
+
+ [33] È pubblicata questa epistola dall'Anon. chron. sic., pag. 147 a
+ 149, nella Bibl. arag. del Gregorio, tom. II; dal Lünig, Codex
+ Italiæ diplomaticus, tom. II, n. 49, ma con errore di data; e in
+ altri libri.
+
+ Mi è parso pregio dell'opera trascrivere nel docum. V questa
+ epistola, importantissima per l'argomento e per lo stile.
+
+ Essa fu tenuta in molto pregio in que' tempi, e si trova in molte
+ collezioni epistolari. Avvene una copia nella Bibl. reale di
+ Francia, MS. 4042, ch'è un volume di epistole di Pietro delle
+ Vigne, del card. Tommaso da Capua e d'altri. È seguita
+ immediatamente dalla prima bolla di scomunica di Martino IV, e da
+ una risposta a quest'atto del papa, indirizzata a' cardinali, che
+ io pubblico al docum. VII.
+
+ L'autenticità di questo documento per altro è convalidata dal
+ d'Esclot, cap. 81, il quale ne porta una parafrasi, sovente con le
+ medesime parole del nostro originale; se non che la data, certo
+ erronea, è del 14 maggio.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 61, dice ancora di tali pratiche «di
+ quegli di Palermo contando le loro miserie per una bella pistola,
+ e ch'elli doveano amare libertà, e franchigia, e fraternità con
+ loro.»
+
+ Bart. de Neocastro a cap. 19 e 20 foggia a suo modo, lontanissimo
+ da ogni verosimiglianza, e l'epistola e la risposta, con quella
+ che gli pareva arte oratoria, e quel che gli pareva amor della sua
+ patria.
+
+ [34] Bart. de Neocastro, cap. 15.
+
+ Anon. chron. sic. pag. 147.
+
+ Fazzello, deca 2, lib. 1, cap. 2, racconta una battaglia tra
+ queste navi messinesi e le palermitane, capitanate da Orlando de
+ Milio esule di Palermo. Seguendo il mio proposito di non prestar
+ fede che ai contemporanei, ho taciuto questo fatto, niente certo e
+ brutissimo.
+
+ [35] Bart. de Neocastro, cap. 24.
+
+ [36] Bart. de Neocastro, ibid.
+
+ [37] Saba Malaspina, cont. pag., 358.
+
+ [38] Bart. de Neocastro, cap. 24.
+
+ [39] Anon. chron. sic., pag. 147.
+
+ D'Esclot, cap. 81, porta troppo brevemente la rivoluzione di
+ Messina, e non senza inesattezze.
+
+ [40] Bart. de Neocastro, cap. 24, 25, 30.
+
+ I nomi di quei giudici si ritraggono da un diploma del 10 maggio
+ 1282, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. H. 4, fog. 116,
+ trascritto dal tabulario della chiesa di Messina. Ivi si legge
+ l'intitolazione:
+
+ _Tempore dominii Sacrosanctæ Romanæ Ecclesiæ et felicis
+ communitatis Messanæ anno I. Residente Capitaneo in
+ Civitate Messanæ nobili viro domino Baldoyno Mussono una cum
+ suscriptis judicibus civitatis ejusdem, etc._ Or questo _una
+ cum_, fa comprendere che i detti giudici, nome che allor davasi
+ a tutti i legisti, fossero compagni nel governo al capitano, cioè
+ i consiglieri de' quali parla il Neocastro, ch'era un d'essi
+ appunto.
+
+ [41] Da tutte le memorie del tempo appare, che questa famiglia de
+ Riso da Messina fu nobile, e potente, e piena d'uomini valorosi,
+ ancorchè sventuratamente si fossero gittati al tristo cammino di
+ parteggiare contro la patria. Di ciò fu punita severamente questa
+ schiatta: spentane la più parte; gli altri condotti a mendicare un
+ pane da' nemici del lor paese. De' tre fratelli di cui fa menzione
+ il Neocastro, per nome Riccardo, Matteo, e Baldovino, questi
+ ultimi furono morti a furia di popolo in Messina di giugno 1282;
+ il primo dicollato sopra una galea alle bocche del golfo di Napoli
+ dopo la battaglia del 6 giugno 1284, nella quale avea portato le
+ armi contro i suoi concittadini. Giacomo e Parmenio loro nipoti,
+ de' quali anche parla il Neocastro, e Arrigo, Niccoloso, un altro
+ Matteo, Squarcia, Scurione, e Francesco, di cui veggonsi i nomi in
+ parecchi diplomi, si rifuggirono in terra di nimici, e da loro
+ ebbero sussidi, ufici lucrativi, e aspettativa di feudi. Mi par
+ bene porre qui una lista di documenti risguardanti questa
+ famiglia.
+
+ 1274.--Niccoloso de Riso era giustiziere in Bari. Diploma del 27
+ maggio quinta Ind. (1277), r. archivio di Napoli, reg. segnato
+ 1268, A, fog. 29, a t.
+
+ 1286, 9 luglio.--Diploma di re Giacomo di Sicilia. Concede a
+ Guglielmo Conto, e a Venuta da Messina alcuni beni di maestro
+ Palmiero (forse Parmenio) de Riso, fellone, e di Niccoloso de Riso
+ figliuolo del fu Corrado; il qual Niccoloso era stato preso nella
+ battaglia del porto di Malta, ed era prigione tuttavia. Pubblicato
+ dal di Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500.
+
+ 1287, 15 gennaio.--Sussidio di once dodici all'anno, dato da'
+ governanti di Napoli alla famiglia di Parmerio de Riso uscito di
+ Sicilia. Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom.
+ II, pag. 21.
+
+ 1292, 8 luglio.--Sussidio di once due al mese ad Arrigo de Riso,
+ che per fedeltà al re avea perduto ogni cosa. Ibid., pag. 94.
+
+ 1298, 29 settembre e 10 ottobre.--A Squarcia de Riso, giustiziere
+ d'Apruzzo oltre il fiume di Pescara. Ibid., pag. 207.
+
+ 1299, 19 marzo.--Diploma di Carlo II, pel quale è conceduto
+ _Squarcie de Riso Messane militi dilecto familiari et fideli
+ suo_ il castello e terra _Sancti Filadelli situm in valle
+ Demonis_ (San Fratello) in luogo di quel di Sortino datogli
+ _olim serviciorum tuorum intuito_, ma non occupato dalle armi
+ regie. Reg. del r. archivio di Napoli. 1299, A, fog. 48, a t.
+ 1299, 9 aprile.--Per consegnarsi della moneta dalla zecca di
+ Napoli ad Arrigo de Riso da Messina fedele del re, ec. Ibid., fog.
+ 31, a t.
+
+ Detto, ultimo aprile.--_Mattheo de Riso militi statuto super
+ recollectionem presentis donj in Aversa._ Ibid., fog. 66.
+
+ Detto, 2 maggio.--_Henrico de Riso de Messana militi_, per
+ altre faccende di re Carlo. Ibid., fog. 66.
+
+ Detto, 5 maggio.--Assegnata una rendita di 30 once all'anno in
+ dote a Cecilia de Riso, figliuola di Squarcia, in merito della
+ fedeltà di costui, e dei gravi danni sostenuti ne' suoi beni.
+ Ibid., fog. 55, a t.
+
+ Detto, 9 giugno.--Accordate cent'once in dote alla figliuola di
+ Scurione de Riso milite, ch'era esule e soffrente per
+ lealtà.---Ibid., fog 90, a t.
+
+ Detto, 23 giugno.--Conceduta a Squarcia de Riso la terra di Melise
+ in val di Crati. Ibid., fog. 96.
+
+ Detto, 14 luglio.--Conceduta a Matteo ed Arrigo de Riso militi, e
+ a Francesco de Riso da Messina la terra di Geremia in Calabria.
+ Ibid.
+
+ [42] Son le parole stesse del Neocastro voltate in italiano, e in
+ qualche luogo abbreviate.
+
+ [43] Bart. de Neocastro, cap. 25, 26.
+
+ Alcuni istorici de' secoli appresso affermarono che Erberto fosse
+ stato ucciso a Messina. La verità della testimonianza di
+ Bartolomeo de Neocastro è confermata da vari diplomi, che mostrano
+ Erberto vivente e al servigio di Carlo, dopo la rivoluzione di
+ Messina. Leggonsi nel r. archivio di Napoli, il primo nel reg.
+ 1283, A, fog. 81, ch'è dato di Napoli il 21 giugno duodecima Ind.
+ (1284); l'altro a fog. 50 dato di Cotrone il 19 agosto dello
+ stesso anno; e tra il fog. 15 e il 18 parecchi altri indirizzati a
+ questo Erberto giustiziere di Principato, o riguardanti lui
+ stesso.
+
+ [44] Saba Malaspina, cont., pag. 358.
+
+ [45] Bart. de Neocastro, cap. 27, 28, 29, 30.
+
+ Conferma che Teobaldo de Messi sia stato castellano del castello
+ di Messina, appunto come dice il Neocastro, un diploma del 21
+ marzo 1278; dal quale anco si vede che al presidio di quella rocca
+ eran posti cavalieri e fanti oltramontani, pagati i primi alla
+ ragione di un tarì d'oro, gli altri di grana otto al giorno. R.
+ archivio di Napoli, reg. segnato 1268, A, fog. 143.
+
+ Sembra che vi fossero stati, ancorchè pochissimi, oltre la
+ famiglia Riso altri partigiani de' Francesi.
+
+ In un diploma di Carlo I dato il 20 settembre duodecima Ind.
+ (1283) è ordinato al capitano di Geraci di fornir sei once d'oro a
+ Francesco de Tore da Milazzo, che per seguire il re avea perduto
+ tutti i suoi beni in Sicilia; il qual danaro si dovea togliere da'
+ beni de' traditori in Geraci. Dal r. archivio di Napoli, reg.
+ 1283, A fog. 56, a t.
+
+ Un altro diploma del 24 settembre 1299 accordava l'uficio di
+ giudice in Girgenti, al momento che quella città si ripigliasse
+ pel re, ad Arrigo d'Agrigento, esule e spogliato d'ogni cosa per
+ amor del re. Reg. 1299-1300, C. fog. 70, a t. Ma resta in dubbio
+ se costui fosse uscito fin dall'82, o ribellato nel 99.
+
+ Per un altro del 19 maggio tredicesima Ind. (1300) Carlo II
+ raccomandava a Roberto guerreggiante in Sicilia, di rendere
+ ragione a Benincasa da Paternò, spogliato de' suoi beni per
+ fedeltà al re. Il padre di costui anche fedele, e perciò preso da
+ Corrado Capece, avea venduto, per riscattarsi, alcuni beni dotali
+ senza assentimento della moglie e de' figli, che or li voleano
+ rivendicare. Ibid., fog. 368.
+
+ [46] Anon. chron. sic., pag. 147.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.
+
+ [47] Lib. 7, cap. 61.
+
+ [48] _Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit_, ho inteso
+ dire cento volte da quei che amano i motti latini. Il popolo con
+ maggior vivezza suol dire solamente: «Sperlinga negò.» E questo
+ proverbio parmi testimonianza istorica sì valevole da correggere
+ gli scrittori contemporanei che tacquero il caso di Sperlinga; i
+ nazionali per non perpetuare una memoria spiacevole, gli stranieri
+ per non saperla. Il docum. XIII. mostra che alcuni soldati di
+ Carlo si eran lungamente difesi nel castel di Sperlinga, il che
+ sarebbe stato difficilissimo senza la volontà degli abitanti.
+
+ [49] Anon. chron. sic., pag. 147.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 358 e 359.
+
+ [50] _Eriguntur in terris populares rectores, et capitanei fiunt in
+ plebibus ad Gallicos persequendos, etc._ Malaspina, cont., pag.
+ 336.
+
+ [51] Diploma del 3 aprile 1282, docum. IV.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 27, 37, 41.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 356, ec.
+
+ [52] Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576. Ivi
+ si legge: _Et missis sibi invicem nuntiis, conjuraverunt se ad
+ invicem._
+
+ Saba Malaspina, cont, pag. 358.
+
+ Bolla di Martino IV, in Raynald, Ann. ecc., 1282, §§. 13 a 18. Per
+ questa son disciolte le confederazioni per avventura fatte tra i
+ comuni di Sicilia ribelli. È notevole che si parla sol di comuni
+ di Sicilia, anche nelle ammonizioni a tornare all'ubbidienza, e
+ nelle minacce di gastighi; quando il divieto d'aiutar questi
+ ribelli è fatto largamente a principi, conti, baroni, e comuni
+ esteri. Novella prova dell'indole tutta popolare della rivoluzione
+ del vespro, e della condizione de' ribelli, che già si sapea a
+ corte di Roma il 9 maggio, data della bolla.
+
+ D'Esclot, cap. 81, e Saba Malaspina, loc. cit., suppongono che le
+ altre città di Sicilia avessero giurato ubbidienza al comune di
+ Palermo. Tra quelle non fu per certo Messina: e i diplomi citati
+ nel corso di questo capitolo, e tutte le altre autorità portano
+ piuttosto a confederazione, che a dominio di Palermo. Forse l'avea
+ di fatto, non di dritto, come prima nella rivoluzione, come antica
+ capitale, e più forte di popolo.
+
+ [53] Troviam del nome di Lamanno o Alamanno molti uomini e di parte
+ nostra e di parte angioina nelle memorie di questi tempi. Il
+ docum. XIII mostra che un Alamanno era il castellano di Sperlinga
+ assediata da' nostri, e un altro dello stesso nome tra i guerrieri
+ del presidio. Un diploma del 9 febbraio 1278 dal r. archivio di
+ Napoli, reg. 1268, A, fog. 63, a t., è indirizzato a Guidone di
+ Alemania giustiziere di Capitanata. Un Bertoldo Alemanno si legge
+ tra i guerrieri di Messina fatti prigioni nel combattimento di
+ Milazzo a 12 giugno 1282, veg. il capitolo seguente. Raimondo
+ Alemanno nel 1287 fu con Giacomo all'assedio di Agosta, veg. il
+ cap. 13.
+
+ Per altro è probabile ch'esistessero diverse famiglie di tal
+ cognome, preso, com'era solito in que' tempi, dalla patria di
+ questo o quell'altro Alemanno che veniva ad abitare in Italia.
+
+ [54] Saba Malaspina, cont., pag. 358.
+
+ [55] Dal Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 18, sappiamo che
+ Bartolomeo de Neocastro, in una sua storia in versi, riferiva
+ essere stati dal parlamento generale che si tenne in Messina,
+ eletti sei uomini al governo provvisionale dell'isola in questo
+ tempo. Gli altri storici non ne fanno motto; nè lo stesso
+ Bartolomeo nella sua cronaca in prosa. Indi non mi è parso per
+ questo sol barlume allontanarmi dalle altre memorie tutte. Forse
+ Neocastro mal espresse l'uficio de' capitani delle province; forse
+ Surita mal comprese quel gergo latino, che se è oscuro in prosa,
+ peggio dovea invilupparsi in poesia. Chi ami più minuti ragguagli
+ di questo perduto poema o racconto, vegga il di Gregorio, Bibl.
+ aragon., tom. I, pag. 11 e 12.
+
+ [56] Bart. de Neocastro, cap. 18.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 63.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 210.
+
+ [57] Bart. de Neocastro, cap. 50.
+
+ [58] Diploma del ..... 1282 dal tabularlo della chiesa di Messina ne'
+ Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. II. 4, fog. 117. Questo è
+ dato certo di luglio o agosto, perchè vi si legge il nome di
+ Alaimo capitano della città, e la decima Ind. Vi son
+ contrassegnati come testimoni Gualtiero da Caltagirone, Bonamico,
+ Natale Ansalone, e altri nomi noti in queste istorie.
+
+ [59] I parlamenti tenuti in Palermo si son citati sopra, e un altro
+ se ne leggerà nei capitoli seguenti. Quel che deliberò gli
+ appresti alla difesa fu tenuto in Messina, come si può
+ congetturare da un luogo di Saba Malaspina citato qui appresso; e
+ da un altro della perduta istoria in versi di Bartolomeo de
+ Neocastro, del quale fa menzione Surita, negli Annali d'Aragona,
+ lib. 4, cap. 18.
+
+ [60] Saba Malaspina, cont., pag. 359 e 360.
+
+ [61] Diploma del 15 agosto 1282, recato dal Gallo, Annali di Messina,
+ tom. II, pag. 131.
+
+ Atto del 10 maggio 1282, cavato dal tabulario della chiesa di
+ Messina, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. H. 4, fog.
+ 116.
+
+ Diploma del..... 1282, ibid., fog. 117.
+
+ Fors'anco si scrisse negli atti l'anno primo della repubblica,
+ seguendo l'uso della corte di Roma e di tutti gli altri principati
+ del tempo, ove si notava la indizione e l'anno del principe, e
+ anche talvolta del feudatario, piuttosto che l'anno dell'era
+ volgare.
+
+ [62] Paradiso, canto 6.
+
+ [63] Veggasi l'appendice.
+
+
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+Dolore e rabbia di Carlo all'annunzio della rivoluzione. Ordina la
+passata in Sicilia, con l'esercito disposto alla guerra di Grecia.
+Bolla del papa contro i ribelli; risposta loro, e legazione del
+cardinal Gherardo da Parma. Preparamenti di Carlo, e de' Messinesi.
+Rotta dei nostri a Milazzo. Sbarco di re Carlo. Principî dell'assedio.
+Pratiche del cardinale entrato in Messina. Assalti minori. Stormo
+generale contro la città. Respinti i Francesi. Tentata la fede
+d'Alaimo capitano del popolo di Messina. Aprile a settembre 1282.
+
+
+A corte del papa, ebbe Carlo dall'arcivescovo di Morreale l'annunzio
+della siciliana strage; che il colpì di presentimento di ruina, e fè
+nascere in quel superbissimo animo, prima dell'ira stessa, una
+disperata rassegnazione; ond'ei si volse tutto umile al cielo, e fù
+udito pregare: «Sire Iddio! dappoi t'è piaciuto farmi avversa la mia
+fortuna, piacciati che il mio calare sia a petitti passi[1].»
+Sopraccorse ansando a Napoli; e trovate le nuove del progredimento
+della ribellione, diessi a furor bestiale, senza serbar contegno
+alcuno di re. A gran passo misurava le stanze; forsennato, muto, torvo
+agli sguardi, rodendo un bastone come cane in rabbia; finchè prese a
+sfogarsi in parole: andrebbe, sì, gli parea mill'anni, andrebbe in
+Sicilia a schiantar città, a bruciar contadi, a sterminare con orrendi
+supplizi tutta la ribalda generazione; lascerebbe quello scoglio
+spopolato, ignudo, esempio della giustizia d'un re, terrore alle età
+più lontane. E i Siciliani, certo innocenti, ch'erano in Napoli per
+cagion di commerci, furon costretti a nascondersi o fuggire. Intanto
+{147} egli mettea insieme i soldati scritti per l'impresa di Grecia;
+facea rassegne, esortava, preparava, e attendea impazientissimo gli
+altri avvisi; che tutti furon sinistri, finchè venne quell'ultimo
+della rivoluzione di Messina, che il fece prorompere a nuovi eccessi
+di rabbia[2]; ma nel fondo del cuore, l'agghiacciò. Spacciò
+incontanente al re di Francia, dettata certo da lui stesso, una
+lettera che mal cela l'animo sconfortato e abbattuto: essere rivoltata
+la Sicilia; sovrastar grandi mali se non vi si correa con grosso
+esercito; piacesse al re di Francia mandar subito cinquecento uomini
+d'arme col conte d'Artois, o altro valente capitano, e fornir le
+spese, delle quali sarebbe ristorato senza ritardo[3].
+
+Mentr'egli, in tal subito rovescio di fortuna, implorava soccorso di
+gente dalla madre patria, la corte di Roma aiutavalo di consigli, di
+danari forse, di preghiere al cielo, e di maledizioni su i ribelli
+senza misura[4]. Il dì dell'Ascenzione, Martino IV bandiva da Orvieto
+a tutta la cristianità: che niuno s'attentasse a favorir questa
+rivoluzione; i disubbidienti, se vescovi o prelati, sarebber deposti,
+se principi o signori, spogliati de' feudi e sciolti lor vassalli dal
+giuramento; cassate e annullate quante confederazioni si fossero fatte
+tra le città di Sicilia; aspramente ammoniti i Palermitani e gli altri
+capi del movimento, che tornassero sotto re Carlo; minacciati, a chi
+s'indurasse {148} nella fellonia, mille gastighi nell'avere, nella
+persona, e nell'anima[5].
+
+Ma gli fu risposto con parole riverenti, e fermo proposito; sì che
+Martino, uditi gli oratori di Sicilia, replicò ch'e' facean come i
+manigoldi intorno a Cristo: «salutavanlo re dei Giudei, e davangli uno
+schiaffo[6].» E tal era alla corte di Roma, se non la prima
+ambasciata, certo una rimostranza indirizzatale dopo la sua
+ammonizione o dopo la prima scomunica, la quale rivolgesi ai padri
+coscritti, così chiama i cardinali, partecipi della piena potestà del
+pontefice, sedenti nel sacro collegio per tener le bilance della
+giustizia, e intendere all'util pubblico, spogliandosi d'ogni privato
+riguardo; e, con stile spesso ridondante, talvolta confuso, e più
+spesso vivo e poetico, duolsi che la romana corte favorisse gl'iniqui
+governi di Carlo d'Angiò, venuto dall'estremo Occidente fino alle
+spiagge della Sicilia, e comandasse ai Siciliani di tornar sotto la
+servitù d'Egitto e il giogo che aveano scosso per ispirazione e aiuto
+divino; barbarico giogo, che il papa non conoscea, e volea rimetterlo
+sul collo gonfio e insanguinato dall'averlo portato tanti anni. Con
+pari intemperanza di rettorica, mette a confronto le due genti
+francese e latina, esagera il biasimo dell'una, la lode dell'altra.
+«Costoro, dice, ci dovean reggere, costoro amministrar la giustizia!
+Chi sosterrebbe le loro mani pronte alle ingiurie e al sangue, i truci
+volti, i minacciosi aspetti, l'arrogante parlare, l'alito stesso? O
+morte, speranza de' tribolati, riposo ancora ai felici, ti sospiravano
+le anime nostre, impazienti d'esser tratte al cielo o all'inferno,
+finchè questi condannati nostri corpi nulla servirono al ben della
+patria! Non è ribellione, o padri coscritti, quella che voi mirate;
+non ingrata {149} fuga dal grembo d'una madre; ma resistenza
+legittima, secondo ragion canonica e civile; ma casto amore, zelo
+della pudicizia, santa difesa di libertà. Rivanghiamo la voragine de'
+nostri mali; traggiamo a riva l'alga corrotta nel profondo del mare.
+Ecco le donne sforzate al cospetto de' mariti; viziate le donzelle;
+accumulate le ingiurie, sì che par non resti luogo ad altre nuove:
+ecco le battiture su le spalle; le mani che s'alzano a percotere una
+faccia ritraente l'immagine del Creatore; gli omicidî; le prigionie;
+le rapine; il disprezzo; l'occupazion de' beni delle chiese; la brutal
+forza che comanda; il principe fatto solo arbitro de' matrimoni. Nè la
+corte di Roma ignorava, nè potea ignorar questi mali, notissimi alle
+genti più lontane. Avvi, o padri coscritti, un estremo furore della
+sventura, una forza di necessità, una reazione dell'umana libertà: e
+allora nessun eccesso di crudeltà è tanto immane, che non giovi con
+l'esempio, reprimendo i malvagi. Fu squarciato il corpo alle donne;
+furono uccisi i bambini anzi che nati: la storia il narrerà ai secoli
+più lontani; e così periscano i vizi prima di venire alla luce; si
+dissipi il veleno con la prole de' serpenti.» A queste empie parole
+non manca la sublimità della disperazione e della ferocia. «A voi,
+ripiglia l'ignoto autore, lasciando i cardinali e addentando il papa,
+a voi si volge ora il sermone; su voi voterò il calice. Fremono d'ogni
+intorno le guerre; minacciano i nemici; tremano le nazioni, lacerate
+dalle guerre civili e dalle straniere: son questi, o padre, i frutti
+delle opere vostre!» E qui tocca la connivenza alla sommossa di
+Viterbo, e tutti gli abusi di re Carlo in Roma; e ritrova non pochi
+torti a Martino; e gli ricorda che, seguendo un interesse di parte,
+menomasse l'autorità del pontificato; che i misfatti permessi perchè
+piacciono, portan poi i misfatti che spiacciono; ch'ei non dovea
+promuovere i suoi partigiani, e trascurar le altre faccende {150}
+della Chiesa; che i disordini consuman sè stessi: «la scure è alzata;
+accenna di percuotere; fate d'impugnarla voi stesso pria che tronchi
+l'albero alla radice.» Con queste, e molte altre parole è esortato
+papa Martino a mutar via, se gli preme la sua salvazione. Alle idee,
+allo stile, agli eccessi della passione, l'autore sembra chierico, non
+ignorante, e patriotta audacissimo. Niuno potrebbe o affermare o
+negare che tal rimostranza si mandasse a corte di Roma, quando si
+conobbe chiusa la via del perdono, e altro non restava che protestare
+fortemente. Ma se i governanti della Sicilia non scrissero in quelle
+parole, scrissero per certo in que' sensi: e in ogni modo il documento
+che ci resta è irrefragabilmente del paese e del tempo; ha la rovente
+impronta della rivoluzione; estinto quel fuoco, non si potea
+contraffare[7].
+
+La corte di Roma, vedendo che i Siciliani nulla non rimoveansi da'
+loro proponimenti, tentò nuovi consigli. Deputò con autorità
+straordinaria il cardinal Gherardo da Parma pontificio legato nel
+regno[8]. «Mossi, dicea la bolla, da sviscerato amore alla Sicilia, e
+dolentissimi degli scandali con che il nemico dell'uman genere la vien
+turbando, te mandiamvi, o fratello, angiol di pace; e svelti tu,
+struggi, dissipa, sperdi, edifica, pianta; tutta usa l'autorità nostra
+ad onor di Dio e riformazion del reame[9].» L'accorgimento de'
+consigli sacerdotali trasparisce ancora da uno statuto promulgato di
+quel tempo da Carlo, dove accagionando del mal governo gli officiali
+inferiori, moderava i più grossi aggravî del fisco, dei magistrati, e
+di lor famigliari; e sì la crudeltà di alcuna legge, le usurpazioni
+{151} de' castellani nelle faccende municipali, e lor violenze nei
+contadi[10]. Lusinghe a' Siciliani eran queste; blandimenti ai popoli
+di Puglia e Calabria, che, dalla medesima signoria travagliati, non si
+muovessero all'esempio, ma grati e soddisfatti aiutassero il re. E per
+vero assai difficoltà nel raccorre quelle feudali milizie ebbe egli a
+vincere con la sua passione e potenza[11]. Aggiunsevi mille Saracini
+di Lucera, co' fanti e' cavalli di Firenze e d'altre città guelfe di
+Lombardia e Toscana; i Francesi, tra vassalli e stipendiati, furono il
+nerbo dell'esercito. Genova e Pisa mandaron galee; quelle del regno
+s'accozzaron tutte; altre ventiquattro chiamonne di Provenza il re,
+poichè la più parte delle preparate alla impresa d'Oriente era chiusa
+nel porto di Messina. Forniti inoltre uscieri, teride, trite quanti
+abbisognassero a traghettar le genti. Ordinò Carlo che si ritrovasser
+le genti a Catona, picciola terra di Calabria, posta sullo stretto di
+contra a Messina, ch'egli volea prima assaltare; e mandò innanzi
+quaranta galee, e gran copia di grani e altra vivanda, e ogni cosa
+bisognevole all'esercito. Quivi poi rassegnò pronti a servir sua
+vendetta da quindicimila cavalli e sessantamila pedoni, con
+cencinquanta o dugento legni, tra di trasporto e di corso[12]:
+macchina {152} enorme di guerra, che non parrà esagerata riflettendo
+esser Carlo apparecchiato di già a grande impresa, e aiutato da mezza
+Italia, dalla Francia e dalla corte di Roma; e che pria della lotta
+tra principato e baronaggio, e dell'uso delle bande stanziali che ne
+seguì, gli eserciti d'Europa si poteano adunar numerosi poco meno
+ch'ai nostri tempi, con un sol bando a' baroni per la cavalleria, e
+poca moneta per lo scarso stipendio de' pedoni. Un cardinale armato di
+censure e di piena balìa; un re uso a vittoria, indurato nelle
+battaglie; un esercito grossissimo, ansioso di vendetta, assetato di
+preda; un bollor francese, un'astuzia di Roma, un furor d'offeso
+tiranno, tutte l'arti di guerra, tutte l'arti di regno a conquider
+l'isola ribelle, minacciando si raggrupparono sulla estrema punta
+d'Italia.
+
+Reina del Faro, siede tra due mari in faccia ad oriente, maestosa e
+lieta Messina; che a manca, il Peloritan promontorio sta contro il
+Tirreno; a destra, il braccio di san Ranieri sì ardito mette nel mare
+Ionio, rientrando come punta in falce contro la curva del lido, che un
+vasto cinge, e profondo, e da tutti venti sicurissimo porto. In mar
+bagnansi le falde de' colli, talchè parte non poca della città {153}
+s'appoggia su la pendice; donde il seno, lo stretto, l'opposta
+Calabria magnifico teatro spiegano alla vista. Largheggia un po' di
+pianura a settentrione; e più vasta ad ostro, amena per vigneti e
+ville: boscosi i poggi, e più di que' tempi ch'ai nostri. Non è mutata
+del resto la sembianza del paese, nè il sito della città, quantunque
+più d'una catastrofe l'abbia percosso; e poco men che spiantata da'
+tremuoti del millesettecentottantatrè, si sia murata nuova dalle
+fondamenta.
+
+Questa nobil città gli animi e le braccia apprestava a difesa; più
+intenta a munirsi nel porto che altrove, perchè non s'aspettava sì
+pronto un esercito ad assaltarla di terra. Rispianano a settentrione
+la campagna, svelte le viti, e abbattuti gli sparsi casolari; del
+legname di questi risarciscono le mura; fabbrican macchine ed armi:
+oper non sì compiute, da non dovercisi affaticare e sudar poi nel
+maggior uopo. Ma salde catene di ferro, legate a travi galleggianti,
+gittavan a traverso l'imboccatura del porto, a chiuderlo contr'ostili
+navigli: il braccio di san Ranieri afforzavano d'eletta gioventù,
+sotto il comando di Niccolò Bivacqua, e Giacomo de Brugnali, stanziata
+nella chiesa del Salvadore, sulla estrema punta, ov'oggi è una
+fortezza del medesimo nome. E un buon augurio fu principio alla
+guerra, quando il due giugno, viste far vela da Catona quaranta
+nimiche galee, i Messinesi ne mandavano trenta allo scontro. I nemici
+non aspettandole, in fretta rifuggironsi a Scilla; e sbarcarono le
+ciurme, spiegandosi a lor protezione in battaglia i cavalli d'Erberto
+d'Orléans, e del conte di Catanzaro: ma la traversia che levossi, non
+la mostra del nemico, fu quella che rattenne i nostri, anelanti a dar
+dentro, e abbruciare le navi[13].
+
+L'animo d'un frate siciliano ammiraron gli stessi nemici in quel
+tempo. Veniva re Carlo il dieci giugno alla Catona {154} con un grosso
+di genti; arrivavan da Brindisi ogni dì le allestite navi; e a tanto
+romor del nemico, i Messinesi struggeansi di saperne a punto le forze
+e i disegni. Allora a' preghi del consiglio della città, Bartolomeo da
+Piana de' frati minori, uom litterato, di specchiati costumi, e di
+gran nome, prese a esplorarli; non vile spiatore d'eserciti, ma
+cittadino, ch'all'uopo della patria affronti la mannaia, com'altri la
+spada. Nè furtivo, nè dimesso va dunque in Calabria il frate; dove
+addotto a Carlo: «A che da' miei traditori ne vieni?» brusco
+domandavalo il re. Ed ei più fermo: «Non io traditor, disse, nè terra
+di tradimento lasciai. Mosso da religione e coscienza vengo ad ammonir
+qui i frati minori, che non seguano queste tue ingiustissime armi. La
+Provvidenza ti commise un'innocente popolo, e tu lo lasciavi a
+dilaniare a lupi e mastini: tu indurasti il cuore alle querele, a'
+pianti: e allor noi ci volgemmo al Cielo; e il Cielo ne ascoltò, e ci
+fe' vendicare santissimi dritti. Ma se speri oggi vincendo chiamar ciò
+fellonia, sappi, o re, che indarno tant'armi a' danni de' Messinesi
+aduni. Torri hanno e mura, e forti petti rinfocati dal divin raggio di
+libertà; onde maggiori che uomini, ti aspettan pronti a morire. A
+Faraone tu pensa!» Per terror di lassù, o istinto d'accarezzar
+Messina, il re si ritenne dall'offendere il frate. Die' sfogo all'ira
+con ordinare una prima fazione: e Bartolomeo tornandosi a' suoi,
+narrava la potenza dell'oste, e le truci voglie di Carlo[14].
+
+Contro Milazzo quell'assalto si drizzò, perchè traeane Messina le
+vittuaglie, che il parlamento avea deliberato di provvedersi; e mal
+s'era fatto tra l'universale sospezione e penuria. I conti di Brienne
+e di Catanzaro, Erberto d'Orléans, e Bertrando d'Accursio, capitani di
+questa fazione, aveano a bruciar le messi, dar guasto al paese, rapire
+gli armenti per uso dell'esercito, e occupar indi Milazzo: {155} i
+quali a dì ventiquattro giugno, con cinquecento cavalli e mille
+pedoni, sur una sessantina di barche salpavano dalla Catona. Contro
+tal forza, e cento altri legni che si vedean surti alla spiaggia, il
+capitan della città non volle mettere a rischio la sua poca armata, ma
+piuttosto sull'asciutto far testa. Frettoloso armò dunque cinque cento
+cavalli, e grosse bande di fanti; co' quali, poichè la flotta francese
+girava il capo, ei valicò i colli della Peloriade, e lunghesso la
+settentrionale riva, a Milazzo conducea le genti, come i nemici a
+quella volta pur via navigavano. Molte miglia da Messina si dilungan
+così i nostri; non usi all'andar in ischiera; trafelanti dal caldo,
+dalla via, dal peso dell'armi, ciascun dassè, sparsi chi a cercar
+ombre o acqua, chi a chiamare ad oste i contadini: quando presso il
+canneto di San Gregorio, alla fonte d'Aleta, il nimico vedendoli sì
+mal presi tra quelli scogli, d'un subito approda. Baldovino pensava
+sostare, e, raccolti gli sbrancati, mandare per rinforzo a città; ma
+dandogli sulla voce Arrigo d'Amelina per nimistade privata, tutti
+appigliaronsi al partito che parea più generoso. Audaci sì, ma radi e
+stanchi, investono il nimico: il quale ordinato e fresco, li sbaragliò
+al primo scontro. Quell'Arrigo stesso d'Amelina, Anfuso de Camulio,
+Bertoldo Alamanno, Pietro Cafici, cavalieri; Bartolomeo Mussone,
+Martin di Benincasa, Abramo d'Ambrosio, Niccolò Rosso, e di minor nome
+mille a un di presso, nella zuffa o nella fuga fur morti. Assai
+n'andar anco prigioni; tra' quali notan le istorie i nomi di Roberto
+de Mileto cavaliere, che perì ne' ceppi francesi, e d'Arrigo Rosso
+mercatante, ricattatosi per mille once d'oro dopo la fine
+dell'assedio[15]. {156}
+
+Come la sconfitta si riseppe in città, il popolo infellonito da
+rammarico, e più stigandolo Baldovin Mussone, l'inesperto capitano che
+a discolparsi gridava tradimento, levasi a romore in cerca di
+traditori. Chiama al supplizio i partigiani de' Francesi, gli odiati
+de Riso: tratti Baldovino e Matteo dalla rocca di Matagrifone, ove li
+avea chiuso da pria, li mette in pezzi; Giacomo decollato per man del
+carnefice; strascinati i cadaveri per la città; senza tomba gittati;
+con tanto eccesso d'ira, che gli amici non osavano pur piagnerli, e i
+congiunti a mala pena si sottrassero. La moltitudine intanto, come se
+quelle morti fosser vittoria, {157} scordata già l'infelice fazione,
+girava tripudiando intorno le mura della città, e per le strade
+gavazzava. Ma in brev'ora il popolo stesso a una voce, persuadendol
+forse i più savi, deposto d'uficio il Mussone, gridò capitano Alaimo
+da Lentini, nobil di sangue, nobil di fama, vecchio robusto e animoso,
+espertissimo in guerra. Fu somma ventura di Messina e di tutta
+l'isola. Ei, preso appena il comando, con più alto militare argomento
+ordinò le difese della città, riparò, sopravvide, indefesso addestrò
+il popolo all'armi[16]. Catania e i comuni tutti del vasto tratto di
+paese da Tusa ad Agosta, il crearon anco, ignorasi se prima di Messina
+o appresso, lor capitano di popolo[17].
+
+Nei preparamenti d'ambo i lati un altro mese volgeasi: poscia con
+tutto il pondo dell'oste il re mosse a dì venticinque {158}
+luglio[18]. Le salmerie, le vittuaglie, i cavalli, indi le genti
+imbarcò; ultimo egli ascese la sua nave superbamente parata di
+porpora, che parea tenere in pugno le sorti del mondo; e con tutto
+ciò, schivato quel formidabil porto di Messina, fe' porre a quattro
+miglia ver mezzodì, alla badia di Santa Maria Roccamadore; nuovamente
+sperando trar lungi i cittadini alla pugna. Ma Alaimo affrenò
+l'intempestivo ardore, che s'era pur desto. Deluso dunque, attendavasi
+Carlo; e trucidar fea, dice Neocastro, i monaci della badia, che io
+nol credo, perchè taciuto dagli altri istorici, e dissonante dai
+consigli del re, che cominciarono con simular clemenza. Ben lasciò a
+marinai e soldati metter a guasto il paese, sperando che i Messinesi
+per salvar le facultà chiedessero accordo; ma fe' il contrario
+effetto. Come da Roccamadore infino al torrente di Cammàri sparve il
+ridente giardino, tagliati gli alberi, stralciate le vigne,
+saccheggiate masserie e canove, diroccate le case, quanto rubar non
+poteasi distrutto; e come il dì appresso, mutati gli alloggiamenti, lo
+sterminio s'avvicinò, i Messinesi che a niente guardavano fuorchè
+all'onore e alla libertà, con tanto maggior dispetto si fecero a
+provocar l'Angioino. Appiccan fuoco a settanta galee delle costruite
+contro i Greci; fabbrican armi delle ferrerie tratte dalle ceneri;
+{159} disfatte altre navi, ne riattano mura e steccati; il borgo di
+Santa Croce, posto a mezzodì ove in oggi è quel di Zaera, non potendol
+fortificare, abbandonano. Occupollo al terzo giorno re Carlo; da
+quella banda ponendo il campo, sì stretto alla città, ch'appena nel
+partiva il picciol torrente di porta de' Legni. Egli alberga nel
+munistero de' frati predicatori che sorgea sul poggio, da ciò chiamato
+vigna del re; e fa alzar su i comignoli una torricella di legno, per
+ispecolare dentro la città, e anco offenderla con macchine. Ma i
+Messinesi se n'avvidero appena, che dato di piglio a' mangani, a furia
+di pietre sconficcaron la torre[19]: e furon questi i primi saluti
+all'antico lor principe.
+
+Or se la città debbasi assaltare impetuosamente pria che s'avvezzi al
+pericolo, o travagliar tanto d'assedio che stanca ed affamata
+s'arrenda, agitano tra loro i capitani, ristretti a consiglio. I più
+focosi diceano andarne, l'onor di tant'oste contro una plebe assiepata
+con legni e macerie, non muta: l'impeto vincer le guerre: a che
+tardare sì giusta vendetta? Dubbio altri opponea il successo
+dell'arme: grossa la città: presa d'assalto, metterebberla a sacco i
+ribaldi[20] del campo; e qual pro al monarca? Senza sangue
+certissimamente s'avrà per tedio o paura. A questo appigliossi Carlo,
+contro la sua natura feroce; perchè il vinse avarizia, e lusinga che
+Messina si lascerebbe prender sempre a lusinghe[21]. {160}
+
+Perciò rimanendosi alla espugnazione dei posti più avvantaggiosi di
+fuori, il dì sei agosto movea possente stormo contro il monistero del
+Salvatore, chiave di quell'assedio, per tener la bocca del porto.
+Cento Messinesi il difendeano: i quali nè sbigottiti dal numero degli
+assalitori, nè scossi dal battito della prima affrontata, fieramente
+combattendo dalle soglie e da' muri, li ributtarono; tantochè Alaimo
+venia con freschi combattenti dalla città: e allora più aspra
+mescolandosi la battaglia, con morti ed onta si ritrasse alfine il
+Francese. A questa prima vittoria l'animo de' cittadini oltremodo si
+rinfrancò. Indi il dì otto, con pari fortuna fu combattuta maggior
+fazione al monte della Capperrina; il quale signoreggiando la città da
+libeccio, l'avea fortificato Alaimo di steccato e fosso e giusta
+guardia d'arcieri. Or avvenne ch'essi, come nuova milizia, quel dì a
+un rovescio di gragnuola e di pioggia spulezzaron da' posti; onde i
+Francesi e i Fiorentini, colto il tempo, pronti saliano per gli
+uliveti, e guadagnavan già l'erta. Seppelo Alaimo; comprese ch'a un
+altro istante era perduta Messina; e di tutto fiato si lanciò alla
+riscossa, traendo con sè il popolo: e urtò; e ripigliò il ridotto; e
+in faccia a' nemici affranti per molta strage, caduta già la notte, a
+lume di fiaccole risarcir fe' le barrate. La notte del Campidoglio fu
+questa a Messina. S'eran gli ufici ordinati per tal modo nella città,
+che scritti in drappelli, dì e notte s'avvicendasser gli uomini a
+vegliare in scolte e poste; girassero in pattuglie le donne.
+Ritentando i Francesi a notte scura l'assalto della Capperrina,
+superati chetamente i ripari, abbattonsi in una delle donnesche
+guardie. {161} Dina e Chiarenza, donnicciuole di cui l'istoria
+ingiusta ne tramanda appena il nome, salvaron allora la patria: e fu
+prima la Dina a gridare all'arme, scagliando insieme un masso che
+atterrò parecchi soldati; l'altra a martellare a stormo le campane:
+onde il romore si leva, si spande: «Alla Capperrina il nemico» altro
+il popol non sa, e nel buio, nel rovinio, non misura il periglio, sì
+il cerca. Sugli attoniti e delusi nemici piombò col suo
+fortissim'Alaimo; nè solamente rincacciolli, ma saltando fuor dal
+ridotto, borghesi i nostri e a piè, incalzavano fin sotto il
+padiglione di Carlo quei fanti vecchi spalleggiati da cavalli[22].
+
+L'insperata virtù di codesti scontri miracol parve a' nemici, e a'
+nostri stessi: il che accrescea i miracoli veri e naturali. Donna in
+bianco paludamento sorvolar lunghesso le mura; stender soave un velo
+contro a' colpi, e ribatterli; innanti sue divine sembianze cascar
+l'animo agli assalitori; presi d'un ghiaccio volgersi in fuga; e
+saette inchiodarli, che il feritor non vedeasi; tribolato anco il
+campo di mortifera epidemia: tanto narravano i nemici soldati a'
+nostri, facendosi sotto le mura a parlamentare. L'attestavano con
+sacramento per lo Iddio adorato da tutti gli umani, i Saracini stessi
+di Lucera; e chiedeano una volta qual fosse la diva, e più diceano, se
+non che surto un subito allarme dileguaronsi. Pertanto tenacissima
+surse in Messina, sprone a fatti più egregi, la fede di quest'aita
+soprannaturale della Vergin Madre, nella quale teneansi inespugnabili.
+Sgombro poi che fu l'assedio, alla celestiale proteggitrice alzavano
+un tempio nel lieto nome della Vittoria: il miracol tramandossi di
+generazione a generazione, e la facile istoria il registrò[23]. {162}
+
+Or narrinsi i miracoli umani: fornite le fortificazioni nel tempestar
+dell'assedio: fatto un popol di soldati: nè età, nè sesso provarsi
+imbelle: null'opra dura a niuno: vigilie, interminabil disagio,
+penuria sostenuti senza fiatare: uno scherzo la morte: e più, invidia
+e discordia incatenate: pensiero in tanta moltitudine un solo, far
+salva Messina. In pochi dì, là dov'era accostevole a scale, arduo
+drizzasi il muro; ove fiacco, si rassoda; ove il luogo nol comporta,
+steccati, argini di botti, fascine: a giusta distanza dalle cortine
+esteriori fabbricano un contramuro. E cavan fondamenta, e murano, e
+assestan travi, e insieme combattono, quanti son umani nella città;
+vincendo lor passione gl'infermi corpi, le schive usanze, le vanità
+degli ordini. Nobili, giuristi, mercatanti, artigiani, infima plebe,
+sacerdoti, e frati, e vecchi, e fanciulli all'opra tutti secondo lor
+posse; intenti ed ansiosi, dice Saba Malaspina, quale sciame
+ch'affatichi intorno a suoi favi. Donne cresciute in dilicatissimo
+vivere, d'ogni età, d'ogni taglia fur viste a gara sudar sotto il peso
+di pietre e calcina; e lì, tra il fioccar de' colpi, recarne a'
+lavoranti; girare per le mura dispensando pane e polenta, dissetandoli
+d'acqua, mescendo vini; e più di belle parole confortavanli: «Animo,
+cittadini! Nel nome della Beata Vergine, durate alle fatiche. Vi serbi
+alla patria Iddio. Egli il vede e difenderà Messina.» In questo gli
+altri Siciliani, eludendo l'oste pe' tragetti de' monti, aiutavano la
+città di gente, d'armi, e di vittuaglie. Crebbe la virtù de' Messinesi
+con l'uopo e coi rischi, durò tutto l'assedio, e più valida ogni
+giorno rendea la difesa[24]. {163}
+
+Perseverando siffattamente i cittadini, e stando fermo Carlo nel
+disegno di ridurli senza battaglia, s'aprì una pratica per mezzo del
+cardinal Ghepardo, ch'entrovvi, richiedente o richiesto (varian su di
+ciò le istorie),[25] e carico certamente di clemenze del papa e del
+re; ma uom non era da maneggiarle con inganno. Il preso reggimento
+portò che i cittadini l'accogliessero con onori di principe, come
+legato del pontefice; onde fu condotto tra' plausi alla cattedrale;
+appresentategli le chiavi della città, e da Alaimo il baston del
+comando. Pregavanlo prendesse lo stato nel nome della santa romana
+Chiesa; desse un reggitore alla città; a questi pagherebbero i tributi
+debiti al sovrano; ma lungi, lungi i Francesi; dalla terra della
+Chiesa li scacciasse per Dio. A che Gherardo, secondo suoi mandati,
+rispondea: gravissime lor peccata; pure la Chiesa richiamarli con
+affetto di madre; a lui commesso di riconciliar {164} Messina col suo
+re, e lietamente il farebbe; ma non parlasser di patti, che non n'è
+luogo tra sudditi e monarca; sperassero in Carlo, magnanimo, clemente,
+il quale perdonar saprebbe alla città, serbare i gastighi a' soli
+efferati omicidi; vano architettar altre pratiche; ubbidissero, e ne
+rimarrebber contenti. «Messina, conchiudea, s'affida nel grembo della
+Chiesa; in suo nome la risegno io a re Carlo.» E Alaimo: «A Carlo no,»
+con voce di tuono proruppe, e gli strappava il baston del comando:
+«No, padre, vaneggi: i Francesi mai più, finchè sangue e spade avrem
+noi!» Somiglianti parole in suon di varie voci scoppiarono dalla
+moltitudine; alla quale invan replicava Gherardo, invan essa a lui:
+perilchè cessando il negoziato a pien popolo, deputaronsi trenta de'
+più notevoli cittadini, a cercare in ragionar più queto, qualche
+strada agli accordi.
+
+Venian proponendo patti al re disdicevoli, a Messina pericolosissimi,
+e peggio al rimanente della Sicilia: perdonasse Carlo alla città; gli
+bastasser l'entrate de' tempi del Buon Guglielmo; nè soldato nè
+ministro francese in Messina mettesse pie'; la si reggesse per uom
+latino a scelta dal re: dai quali termini il legato non valse a
+rimuoverli un passo. Onde, o ch'ei se ne riferisse al re, e questi
+ricusasse tutt'altri patti che di resa a discrezione, com'alcuno
+scrive; o che il cardinale conoscesse la mente di Carlo sì addentro da
+non averla a ricercar nuovamente, risoluto ei disdisse l'accordo; con
+isdegno grandissimo de' cittadini. E tra i popolani più ardenti, che
+fremeano e schiamazzavano a tal niego, alcuno drizzandosi a Gherardo
+il rimbrottò[26]: «Vedi candor di pastori che consiglianti ignudo
+{165} porgere il collo al manigoldo perch'abbia clemenza! Quante ore
+dura la clemenza di Carlo? Lungi da noi cuor di selce, torti ingegni,
+insidiose lingue: voi ne vendeste al Francese; ci riscattammo con
+l'arme noi; ed or che vi offriamo temperata signoria della bella
+Sicilia, la schifa Martino, e si fa mezzano al Francese, non vicario
+del Cristo di mansuetudine e amore. Oh temete, temete la giustizia del
+Cristo! E tu riedi al tiranno angioino, per dirgli che nè lioni nè
+volpi mai più entreranno in Messina!» Allibito al minaccevole aspetto
+del popolo, frettoloso uscia Gherardo; scomunicata pria la città; e
+ingiunto a tutti chierici che in tre dì ne sgomberassero; ai rettori
+del comune, che in quaranta dì comparissero a corte del papa[27].
+
+Tacqui d'una epistola di Martino, che Giachetto, il Villani, e la
+Storia della cospirazione portan come letta da Gherardo a' Messinesi,
+non riferita punto dagli scrittori degni di maggior fede, e zeppa
+d'ingiurie, fuor dal sonante stile della romana curia, da' concetti
+della bolla che deputava Gherardo, e dall'oprar tutto del papa e di
+Carlo in que' primi tempi. Fabbricata la giudico perciò da' detti
+autori, che mal intrecciano, com'altrove notai, queste istorie del
+vespro. Nè meglio regge l'altro supposto[28], che Gherardo suggerisse
+a Carlo d'assentir l'accordo con Messina, {166} e violarlo,
+insignorito che fosse della città; perocchè s'ai Messinesi spiacque
+nel caldo di loro speranze la ripulsa del legato, ammirava tutta la
+Sicilia poi, com'afferma Speciale, quel suo onesto e franco negoziare;
+talchè se l'ebbe in rinomanza di santo[29].
+
+Com'ei scornato e mesto fe' ritorno al campo, tanto furor prese i
+soldati, assetati della vasta preda della città, che, non aspettato
+comando, tumultuosi diero a stormeggiar le mura: e venner indi con più
+agevolezza respinti[30]. Bella prova anco feano i nostri ne' minori ma
+ordinati assalti rinnovellati poscia ogni dì; perchè Carlo, vedendo
+che per sole minacce non si piegava la città agli accordi, volle farle
+sentir più viva la punta del coltello alla gola. Ma ne seguì l'effetto
+contrario; perchè la vigilanza de' nostri deludea tutt'ingegni
+dell'inimico; il loro saettame l'affliggea di morti e ferite; la
+fortuna favorevole in ogni fazione a' cittadini dava a' loro animi la
+sicurezza della vittoria; ne togliea la speranza ai soldati di Carlo.
+E invano il re, fatte venir le genti da Milazzo, poneale a campo nel
+borgo di San Giovanni, ov'oggi, estesa la città oltre l'antico
+cerchio, è il Priorato e indi il borgo di San Leo, e così
+l'accerchiava da settentrione e da mezzogiorno, ove il terreno parea
+più comodo alle offese; lasciando libero solo l'aspro colle guardato
+dal castel di Matagrifone. Questo a' Messinesi fu nulla; se non che
+temendo pei difficoltati sussidi qualche stremo di penuria, mandaron
+via, duro ma inevitabil partito, la minutaglia più inetta all'arme; la
+quale tapinando per le campagne, cadde, inutil preda, in man dei
+nemici. Con molto lor sangue ritentavan essi poi con forti impeti, il
+dì quindici agosto la Capperrina, il due settembre le mura a
+settentrione. Ributtati sempre, sfogarono risarchiando con nuove
+scorrerie il contado; {167} steser fino alle chiese le mani ladre;
+manomisero i sacerdoti; trascinarono al campo il sacro arredo, la
+croce, la effigie della divina madre, e li barattarono vilmente[31]:
+atti d'impotente furore, che dovean mostrare a' più veggenti come
+Carlo disperasse già dell'impresa.
+
+Acerbe novelle conturbavano l'animo di Carlo: venuto d'Affrica con
+forte stuolo di navi Pier d'Aragona; cintagli in Palermo la corona del
+reame; gli animi de' Siciliani avvalorarsi; adunarsi le forze;
+riguardare all'assediata città, che non fiaccavasi nè per insulto di
+guerra, nè per fame. A un assalto pertanto si deliberò, universale ed
+estremo[32]. Era il quattordici di settembre. Allo schiarire del dì,
+appresentossi l'oste a cerchio, dal piano, dal monte in ordinanza, con
+macchine e infiniti ordegni; splendenti in lor armature cavalcano per
+le schiere i baroni; Carlo esorta i suoi a combatter no, sclamava, ma
+a far macello de' vili borghesi. A un tempo l'armata con una
+tramontana gagliarda, a golfo lanciato investia la bocca del porto; ed
+era primo in fila uno smisurato naviglio, pien d'uomini e di macchine,
+guernito di cuoia contro i fuochi, il quale col possente urto
+spezzasse {168} la catena. Ma questa Alaimo avea con maravigliosa cura
+affortificato. Schieravansi dentro dalla catena quattordici galee
+armate di strenua gioventù, e tramezze sei navi cariche di mangani e
+altri ingegni; fuori, s'ascondean tese sott'acqua, grosse reti che
+rompessero il momento degli ostili navigli: sorgea sulla riva un
+ridotto di forte legname; e in quello munitissimi d'arme i combattenti
+più feroci.
+
+Quivi la prima zuffa appiccossi. Difilandosi la maggior nave sopra il
+ridotto d'Alaimo, impigliasi nelle reti, con sassi e dardi tempestanla
+i nostri, le gittano i fuochi, le squarcian le vele; e mentre pur
+tenea la battaglia, saltato il vento a ostro, tutta sdrucita e
+sgomenata fu forza che si ritraesse, e la flotta con lei. Il perchè
+tutta la virtù de' difenditori alla parte di terra fu volta; ove
+terribile e diverso tante turbe portavan l'assalto. Qui a far breccia
+drizzano i gatti[33] contro la muraglia, o sottentrano a zapparla da
+pie'; qui ov'è più bassa, appoggian le scale, approcciano le
+cicogne[34]; gli altri stuoli co' tiri delle saette fan prova a
+cacciar dallo spaldo i Messinesi. Ed essi rispondeano virilmente con
+un grandinar di ciottoli e frecce; versavan olio e pece bollente su i
+più innoltrati: gittavan massi e fuoco greco alle scale.
+Nell'ondeggiar della sorte in sì accanita {169} lotta, ascesero
+alquanti sul muro; ma non n'ebber che diversa la via della morte, non
+bersagliati da lungi, spacciati da petto a petto co' brandi. Alaimo
+sfavillante in volto, corre per ogni luogo, agli steccati, agli
+spaldi, ov'è maggior l'uopo, ove più aspro il pericolo; sopravvede i
+movimenti del nimico, regge tutta la difesa, rifornisce gli stanchi
+co' freschi guerrieri, supplisce l'arme, esorta, e combatte. Con esso
+i condottieri, i cittadini di maggior nome adopran tutti secondo la
+prova estrema e disperata: in tutto il popolo è una virtù. «Viva
+Messina e libertà;» e torna la lena a' petti, e s'addoppia il vigore
+alle braccia, e non è chi curi di colpi e di morte. Nel fitto nembo
+de' tiri vedeansi le donne sopraccorrer franche, piene i grembiali di
+sassi, cariche di saette a fasci, di fiaschi e cibi a ristorare i
+forti fratelli. E quali mostrando lor bambini in braccio, ricordavano
+che li sgozzerebbe quello spietato straniero; e che vedrebbero rapite
+le sacre vergini, contaminati i casti letti, strage e vergogna, e
+spianata Messina, se fino al l'ultimo fiato non si pugnasse. Così
+infiammati i nostri da' più santi affetti dell'animo, i nimici da
+avarizia e paura de' duci, travagliavansi da mattino a vespro; ma la
+furia dello assalto indarno contro la nobil cittade si consumò.
+Stendeasi a pie' delle mura spaventosa ghirlanda di fracassate
+macchine, spezzate armi, cadaveri mutili e abbronzati atteggiati in
+ogni più strana convulsione di morte; e fu maggiore assai il macello
+de' Francesi che degli Italiani dell'oste, perchè, noti alle insegne,
+men li bersagliavano i nostri. Il re sul limitare della chiesa di
+Santa Maria, rodeasi di rabbia agli impotenti assalti, quando un
+dottor Bonaccorso[35] l'imberciò dalle mura con bel tiro di {170}
+mangano. Cadderne due cavalieri francesi, fattisi innanti in
+quell'attimo per caso, o eroic'atto; e il re lasciava precipitosamente
+il luogo, perdendo nell'avversa fortuna quell'indomito suo coraggio.
+Alfine visto ch'anelanti e sanguinosi d'ogni dove piegavano i suoi e
+il tristo dì volgeva a sera, fece suonare a raccolta. Un grido
+rintronò a questo per tutta la corona de' muri; e impetuosamente i
+cittadini saltando fuora, inseguiano i ritraentisi come in rotta,
+motteggiavanli e ammazzavanli; che infin sotto gli occhi del re
+spogliarono i cadaveri. E seguiva in città un abbracciarsi a vicenda,
+un lagrimar di gioia, un tripudio cui null'altro al mondo agguaglia.
+Alaimo, l'eroe di Messina, ricordava le geste, rendea merto a' più
+valorosi a nome della patria, e tra i più valorosi alle donne, delle
+quali alcuna riportò onor di ferite in quella tenzone. Poco lutto a
+queste gioie si mescolò, per aver pugnato i nostri da' ripari. La
+notte uno stuolo condotto da Leucio arrisicatissimo combattitore, con
+nuova strage si saziò dei nemici, sorprese gli assonnati, i desti
+contenne con la paura, e tornossi carico di bottino.
+
+Indi quanta esultanza nella città, rammarico e spavento lasciava quel
+sanguinoso giorno nel campo. Qual toro sgarato, dice il Neocastro,
+gittossi Carlo a giacere, men da fatica che dal cruccio dell'animo: e
+girava intorno lo sguardo, e vedea scoramento; ripensava a Messina,
+alla Sicilia, a Piero, e maggiori dispetti il dilaniavano. L'assalto
+non rinnovò più mai; ma con forti posti occupò le uscite; pose i
+mangani a scagliar contro le porte una tempesta di sassi[36]. Scese
+anco il superbo a tentar la fede {171} d'Alaimo, senza comprendere che
+da tanta altezza di virtù non si precipita al più schifo ed esecrando
+vitupero della tradigione. Offrivagli occultamente: perdonata ogni
+colpa a Messina, fuorchè a sei de' più facinorosi; a lui diecimila
+once d'oro, rendita di annue once dugento, onori e dignità a suo
+grado: mandavagli pergamena bianca col suggello reale: Alaimo
+scrivesse. E Alaimo, fattagli fiera risposta, tornava ad esortare i
+cittadini; tornava a provveder le difese: e a rallegrar la plebe
+afflitta dallo stretto blocco, apriva i granai occultati da
+antiveggenza nei primi tempi. Del resto non si patì penuria;
+sovvenendo anco la pescagione, sì abbondante che Bartolomeo de
+Neocastro l'appone a miracolo[37]. Messina vincitrice rideasi ormai
+dell'assedio, quando l'avvenimento di Pier d'Aragona l'accelerò a
+lietissima fine.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Gio. Villani, lib. 7, cap. 61, 62. Queste son le parole, ch'egli
+ mette in bocca a re Carlo.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit. pag. 265.
+
+ Giach. Malespini, cap. 210.
+
+ [2] Bart. de Neocastro, cap. 31.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5.
+
+ [3] Docum. VI. La rivelazione di Messina era accaduta il 28 aprile;
+ il 9 maggio Carlo scrisse questa lettera a Filippo l'Ardito.
+ Abbiamo nella citata raccolta di Rymer, tom. I, part. 2, pag. 204,
+ l'avviso che Ferrante di Castiglia dava a re Eduardo d'Inghilterra
+ il 26 maggio della rivoluzione di Sicilia, ma senza
+ particolareggiare i fatti.
+
+ [4] Saba Malaspina, cont., pag. 361.
+
+ Gio. Villani, Giachetto Malespini, e Cron. della cospirazione di
+ Procida, ne' luoghi citati di sopra.
+
+ [5] Bolla in Raynald, Ann. ecc. 1282, §§. dal 13 al 18.
+
+ [6] _Ave rex Judeorum, et dabant ei alapam; ave rex Judeorum, et
+ dabant ei alapam._ Gio. Villani, lib. 7, cap. 63.
+
+ [7] Docum. VII.
+
+ [8] Saba Malaspina, cont., pag. 361, Villani, Giachetto Malespini, e
+ la Cron. della cospirazione nei luoghi citati.
+
+ [9] Raynald, Ann. ecc. 1282, §. 20.
+
+ La bolla è data d'Orvieto a 4 giugno 1282.
+
+ [10] Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. _Post
+ corruptionis amara discrimina_, pag. 26 e seg.
+
+ [11] Saba Malaspina, cont., pag. 367.
+
+ [12] Gio. Villani, lib. 7, cap. 64, 65.
+
+ Paolino di Pietro, in Muratori, R. I. S., tom. XXVI, pag. 88.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 39.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 367, 368, 381.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 270.
+
+ Montaner, cap. 43.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 32.
+
+ D'Esclot, cap. 82.
+
+ Annali di Genova, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576.
+
+ Diversamente essi riferiscono il numero dell'oste. Barlolomeo de
+ Neocastro, magnificator delle lodi messinesi, porta 24 mila
+ cavalli e 90 mila fanti. Speciale novera soltanto le navi a 300.
+ L'Anonymi chron. sic. dice solo: _cum magno, immo cum maximo
+ exercitu_. Il Villani dà a Carlo «più di 5 mila cavalli e
+ popolo senza numero», e 130 legni grossi, senza contar gli altri
+ di servigio. Saba Malaspina, cont., pag. 381, 60 mila fanti dopo
+ le stragi dell'assedio. Montaner 15 mila cavalli, e 100 navi, e
+ fanti senza numero. D'Esclot 15 mila cavalli, 150 mila fanti, e 80
+ tra teride e galee, senza i legni minori, nè le grosse navi. Il
+ frate autore delle Geste de' conti di Barcellona, a cap. 28, nella
+ Marca Hispanica del Baluzio, dice 14 mila i cavalli di re Carlo.
+ Scrivean 60 mila fanti e 22 mila cavalli gli Annali di Genova,
+ aggiugnendo _ut comuniter fertur ab omnibus_. In questo luogo
+ degli Annali di Genova è da notare che, certo per error di copia o
+ di stampa, si dice portato quest'esercito dal _Dictus vero rex
+ Petrus_, quando il capitolo parla dell'Angioino, e dello sbarco
+ a Santa Maria di Roccamadore; e di re Pietro avea già narrato
+ l'arrivo a Trapani, e tante altre particolarità da non lasciar
+ luogo a dubbio. La Cron. an. sic. porta 15 mila cavalli.
+
+ [13] Bart. de Neocastro, cap. 31.
+
+ [14] Bart. de Neocastro, cap. 32 e 34.
+
+ [15] Bart. de Neocastro, cap. 33, 35, 36.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 66.
+
+ Dei quali il primo porta 500 cavalli e 5,000 fanti su 35 tra
+ teride e galee; il secondo con maggiore verosimiglianza, 1,000
+ uomini su 60 navi; e l'altro 800 cavalieri e più pedoni.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 373, porta 500 cavalli e 1,000 pedoni,
+ ma riferisce questa fazione come avvenuta dopo il cominciamento
+ dell'assedio di Messina. In questo s'accordan con esso Gio.
+ Villani, e la Cron. della cospirazione, loc. cit., pag. 266.
+
+ A me è parso, quanto al tempo, seguir Neocastro e Speciale, sì per
+ esser nazionali, e sì perchè non è probabile che i Messinesi
+ quando furono assediati da tanto esercito, volessero o potessero
+ mandar gente alla difesa di Milazzo.
+
+ I documenti che è venuto fatto di trovare ai tempi presenti,
+ aggiungono molta fede all'autorità del Neocastro e dello Speciale,
+ attestando irrefragabilmente molti particolari riferiti da loro.
+ Tale il riscatto di Arrigo Rosso, di cui il Neocastro. Si ritrae
+ dal diploma ch'io pubblico nel docum. XII, e da un altro dato di
+ Avellino il 26 marzo 1284, che al par di moltissimi altri citerò
+ senza pubblicarlo, per non raddoppiar la mole di questo libro, che
+ non è codice diplomatico. La somma di tal diploma del 26 marzo,
+ tratto come il primo dal r. archivio di Napoli, reg. 1283, A. fog.
+ 125, a t. è questa: «per misericordia» abbiam liberato Arrigo
+ Rosso da Messina, preso nel conflitto di Milazzo: egli ha
+ domandato quetanza dall'amministrazione della Segrezia di Calabria
+ che un tempo maneggiò, ed ha offerto a ciò mille once: accettiamo
+ il danaro, e accordiam la quetanza.
+
+ Ma notisi che l'ordine della liberazione è dato il 29 marzo, e la
+ quetanza per le mille once il 26, nella quale si dice, per salvar
+ le apparenze, essersi già messo in libertà il prigioniero. Il
+ ripiego fu trovato naturalmente perchè non volea confessarsi
+ riscatto per un cittadino non preso, come credeano gli angioini,
+ in giusta guerra, ma ribelle colto con le armi alla mano.
+
+ [16] Bart. de Neocastro, cap. 36 e 37.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5.
+
+ [17] Diploma del 15 agosto 1282, in Gallo, Annali di Messina, tom.
+ II, pag. 131.
+
+ Diploma del ..... 1282, nei Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q.
+ H. 4, fog. 117.
+
+ Si ritrae che questo nobil uomo era stato nel 1274 giustiziere in
+ Principato e terra Beneventana, da un diploma di agosto 1274,
+ pubblicato dal sacerdote Buscemi nella vita di Giovanni di
+ Procida, docum. 4, sopra una copia ms. della Bibl. com. di
+ Palermo, cavata dal r. archivio di Napoli; nella quale è l'errore:
+ _Alaymo de Lentini militi Justitiario Principatus et Terræ
+ Laboris_ in vece di _Terre Beneventane_, come dice
+ l'originale, ch'io ho riscontrato nel registro segnato 1273, A,
+ fog. 267 a t.
+
+ In un altro diploma del r. archivio di Napoli, reg. segnato 1270,
+ B, fog. 9, a t. in data del 29 ottobre 1279, per alcune
+ prestazioni alla chiesa di Messina, si legge al margine: _Alaymo
+ de Lentini et sociis secretis Sicilie_. Donde si conferma che
+ Alaimo era nobile uomo, adoperato ne' maggiori ufici dello stato,
+ e ricco da prender in affitto quel della Segrezia. Un altro
+ diploma del penultimo febbraio 1278, r. archivio di Napoli, reg.
+ 1268, A, fog. 141, è indirizzato a Giovanni di Lentini milite,
+ consigliere e famigliare del re: e questo Giovanni si vede
+ portulano e procuratore di Sicilia in molti altri diplomi dello
+ stesso anno 1278, reg. citato, fog. 96, 137, 138, ec.
+
+ [18] Bart. de Neocastro, cap. 38.
+
+ Gli Annali di Genova, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576,
+ portan lo sbarco a 3 agosto, forse confondendolo col cominciamento
+ degli assalti.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 65, seguendo Giachetto Malespini, cap.
+ 211, dice a 6 luglio.
+
+ Saba Malaspina, cont., nota come le ciurme si dessero a mangiar le
+ uve già mezzo mature per la bella esposizione del luogo; il che
+ ne' primi di luglio non potea certo avvenire.
+
+ E ciò sempre più mi conferma della poca fede che meritino il
+ Villani e i suoi guidatori, o seguaci in queste istorie del
+ vespro.
+
+ D'Esclot, cap. 82, dice senza data lo sbarco a _Santa Maria de
+ Rocha-Mador_.
+
+ [19] Bart. de Neocastro, cap. 38.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5 e 7.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 368 e 369.
+
+ D'Esclot, cap. 82.
+
+ Il Neocastro dice, che in questa torricella si ascondeva un
+ _pantaleone_. Forse era nome proprio di quelli che si davano
+ alle macchine, come oggidì alle navi e alle campane. D'Esclot,
+ cap. 42, e Buchon, nota, pag. 597, ed. 1840.
+
+ [20] Ribaldi si diceano i saccomanni, o i soldati più vili. Questa
+ voce appunto in sua latinità adopra lo Speciale.
+
+ [21] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 6.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 369-70.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 211.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 68.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 268.
+
+ Fra Tolomeo da Lucca, Hist. Ecc., lib. 21, cap. 6, in Muratori, R.
+ I. S., tom. XI.
+
+ [22] Bart. de Neocastro, cap. 39. Si noti che qui e in altri luoghi
+ io talvolta riporto le parole medesime dello storico
+ contemporaneo, là dove mi sembrano più vivaci.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 68.
+
+ [23] Bart. de Neocastro, cap. 40.
+
+ Rocco Pirri, Sicilia Sacra, tom. I, pag. 407.
+
+ [24] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 7.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 372.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 6º.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 211; i quali due trascrivono il
+ principio della canzone:
+
+ Deh com'egli è gran pietate
+ Delle donne di Messina,
+ Veggendole scapigliate
+ Portando pietre e calcina.
+ Iddio gli dea briga e travaglia
+ A chi Messina vuol guastare, ec.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 42, narrando un assalto dato alla città,
+ fa menzione degli stessi particolari.
+
+ Gli aiuti delle altre città confermansi da un diploma del 15
+ agosto 1282, in Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 131, nel
+ quale si legge il titolo: _Tempore dominii sacrosanctae Romanae
+ Ecclesiae, et felicis Communitatis Messanae anno primo. Nos
+ Alaimus de Leontino, Miles, Capitaneus civitatum Messanae,
+ Cataniae, et a Tusa usque ad Aguliam Augustae; consilium et comune
+ praedictae civitates Messanae, etc._
+
+ Per questo fu accordata ai cittadini di Siracusa nel comune e
+ distretto di Messina, la franchigia delle dogane, dritti di pesi e
+ misure, e altre gravezze, in merito d'aver mandato giusta forza di
+ cavalli e di fanti, nel presente assedio _dell'ingente
+ esercito_ di re Carlo, e d'aver tenuto fede a Messina.
+
+ [25] Bart. de Neocastro tien la prima di queste opinioni; Giachetto
+ Malespini, seguito dal Villani e dalla Cron. an. sic., la seconda;
+ Saba Malaspina, senza dir nè l'uno nè l'altro, porta il fatto
+ della venuta del cardinale a Messina.
+
+ [26] Saba Malaspina, cont., pag. 371, scrive _quidam Antropi cives
+ archipopulares_. Alla interpretazione dell'_Antropi_
+ indarno mi sono affaticato. L'egregio mio amico G. Daita,
+ professor di eloquenza in Palermo, giovane d'alto ingegno e molta
+ perizia nelle lettere latine, pensa che con quella voce, che in
+ greco suona _uomo_, Malaspina volesse significar filantropi,
+ o veramente scaltri, bravi, uomini di tutta botta. Io aggiognerei
+ che forse l'_Antropi_ (che si vede così con la prima lettera
+ maiuscola nel testo pubblicato dal di Gregorio) potrebbe essere
+ nome proprio di qualche famiglia.
+
+ [27] Bart. de Neocastro, cap. 41.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag 370-71.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 66 e 67.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 211.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 267.
+
+ Nic. Speciale, lib. 5, cap. 9.
+
+ La risposta d'Alaimo, e le rampogne de' Messinesi al legato quando
+ si ruppe il trattato, l'ho cavato in gran parte da Neocastro e da
+ Malaspina.
+
+ [28] Gio. Villani, lib. 7, cap. 66.
+
+ [29] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 9.
+
+ [30] Saba Malaspina, cont., pag. 371.
+
+ [31] Bart. de Neocastro, cap. 41.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 371-72-73.
+
+ Di questo tempo v'hanno nel r. archivio di Napoli pochi diplomi,
+ com'è ben naturale. Ne noterem tre, i quali se non ispargon molta
+ luce su i fatti che narriamo, servono ad attestare la permanenza
+ di re Carlo nel campo. L'uno è dato _in castris in obsidione
+ Messane_, a 3 settembre undecima Ind. (1282) per armenti in
+ terraferma; l'altro nello stesso luogo il 10 settembre per alcuni
+ cavalieri mercenari, reg. segnato 1283, E, fog. 1 e 14. Ibid., a
+ fog. 14 si legge un diploma più importante, con la stessa data del
+ campo sotto Messina a 7 settembre. Carlo rifiutava tre galee di
+ Marsiglia che voleano entrare ai suoi soldi, e diceva egli averne
+ pur troppe. Su queste galee la principessa di Salerno sua nuora,
+ era andata da Marsiglia fino alla riviera di Genova, ove sbarcò
+ per venire a Napoli per terra col marito. Le galee erano andate
+ anco a Napoli, e s'offrivano ai servigi del re.
+
+ [32] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14.
+
+ [33] Stromento da batter le mura, che terminavasi in un capo di
+ gatto, come appo gli antichi l'ariete.
+
+ Chiamavasi anche gatto una fortissima tettoia mobile su ruote o
+ altrimenti, di che coprivansi gli assalitori mentre percotean le
+ mura. Era la tettoia di grosse travi a graticcio, coperta di assi,
+ e foderata di cuoio, e talvolta anche sormontata di uno strato di
+ terra, da scemare e sostener l'urto di ciò che gettasser d'in su i
+ muri gli assediati. Vedi d'Esclot, cap. 161 e seg., e Bartolomeo
+ de Neocastro, cap. 110, che ne fanno menzione, l'uno nell'assedio
+ di Girona, l'altro in quel d'Agosta.
+
+ [34] Torricciuole di legno mobili su ruote interiori. In cima v'era
+ congegnata una lunga trave, che serviva di ponte agli assalitori,
+ calandosi sul muro quand'era approcciata la torricella. Questa
+ così somigliava a una cicogna che stenda il lungo collo; e
+ propriamente si chiamava cicogna o telone la trave. Veg. Niccolò
+ Speciale, lib. 3, cap. 22, nell'assedio del Castel d'Aci.
+
+ [35] Bartolomeo de Neocastro dice _maestro_. Questo vocabolo
+ aggiunto a titoli d'uficio era dignità: maestro giustiziere,
+ maestro de' conti; aggiunto ad arte avea il significato che oggi
+ conserva in Italia. Ma par che ai soli dottori in medicina o altra
+ scienza si dicesse assolutamente maestro, in titolo d'onore: di
+ che, per lasciar le tante memorie pubblicate e notissime de'
+ secoli XIII e XIV, citerò solo le numerose
+ cedole reali ad avvocati, medici, e cerusici, chiamati tutti
+ assolutamente _magister_, ch'è appunto _il dottore o
+ professore_ d'oggidì.
+
+ [36] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 42.
+
+ [37] Bart. de Neocastro, cap. 43.
+
+
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+Cagione della debolezza del governo preso nella rivoluzione. Si pensa
+a Pier d'Aragona. Sua partenza di Catalogna per Affrica; fatti
+militari; ambasceria a Roma. Parlamento in Palermo, che sceglie Pietro
+a re. Com'ei guadagna gli animi de' suoi, e accetta la corona. Viene a
+Trapani. È gridato re in Palermo. Disposizioni per soccorrer Messina;
+oratori di Pietro a Carlo; ultimi fatti d'arme nell'assedio. Carlo sen
+ritrae con perdita e onta. Giugno a settembre 1282.
+
+
+
+Degno argomento è di considerazione come venendo re Carlo sopra la
+Sicilia, debolmente qui si reggesse lo stato, poco appresso
+rivoluzione sì violenta, e mentre le municipalità vigorosamente
+operavano. Perciocchè in queste gli uomini, vedendosi in viso,
+s'intendean tra loro molto vivamente ne' bisogni comuni; e i capitani
+e i consigli di popolo lor forze drizzavano a pronti fatti. Ma nella
+nazione, i parlamenti gridando il nome della Chiesa s'eran rimasti dal
+creare una signoria, o, come oggidì suona, potere esecutivo; e indi
+mancava nel maggior uopo la virtù del comando. Non ebbela il
+parlamento, perchè non si fe' permanente; e perchè d'altronde la
+riputazion dello stato, passando in questo tempo dai popolani ne'
+nobili, nell'atto del mutamento non era forte in alcuno. Dapprima, il
+dicemmo, tutto fu brio di repubblica, e ordini democratici. Poi,
+dileguandosi quella spinta, la parte baronale preponderò, per
+l'avvantaggio delle sostanze, e le consuetudini degli uomini; e perchè
+all'ostil contegno di Roma, agli armamenti di re Carlo, il popolo non
+pensò più a tenere il governo dello stato, ma soltanto a fuggir
+l'empio giogo; onde affidossi a coloro che sopra ogni altro parean
+savi e possenti. Perciò al primo capitan di Messina succedea Alaimo, e
+chiamavanlo allo stesso uficio tutte le terre per gran tratto delle
+costiere di settentrione {173} e levante; perciò Macalda, moglie
+d'Alaimo, ne tenea le veci in Catania[1]; perciò se nei primi
+parlamenti leggiam solo di sindichi e capitani di popolo, vanta
+Speciale in cotesti successivi la frequenza degli adunati nobili e
+savi personaggi[2]. La quale mutazione condusse a un'altra maggiore.
+Degli ottimati, alcuni per le pratiche anteriori tenean forse a
+Pietro: riconosceano i più il dritto della Costanza: tutti la
+monarchia più che la repubblica amavano; nè vedeano in tanto pericolo
+altro migliore partito che ubbidire ad un solo. A chiamarlo intesero
+dunque; e in ciò affidati si rimaser da tutt'altro generoso
+imprendimento, mentre Messina fortuneggiava, e con lei la comun
+libertà. Solo con le forze che vi s'eran chiuse, e con quegli spessi
+ardimenti di trafugarvi armati e vivanda[3], soccorreanla, chè tenesse
+contro l'esercito nemico infino all'avvenimento del re d'Aragona.
+
+Questi diversi umori de' popolani e de' nobili, questo mutamento dello
+stato da' primi ne' secondi, richiedendo e tempo e opportune
+circostanze al pien loro effetto, ne seguì che irresoluti e divisi
+ondeggiarono i Siciliani a lungo sul partito di chiamar l'Aragonese.
+Le pratiche s'incominciaron private ed occulte da' partigiani, non in
+modo pubblico dalle città. Indi vaghe notizie abbiamo del primo
+appicco di quelle; che i diversi scrittori diversamente narrano,
+perchè pochi potean saperne, o amavano a dirne il vero[4]. Ma certo e'
+pare che Pietro dopo la rivoluzione caldamente {174} si fece a brigar
+qui coi suoi partigiani per usarla a suo pro; e ch'ei della Sicilia
+avea brama assai più ardente, che non la Sicilia di lui.
+
+S'armava e tacea tuttavolta il re d'Aragona, quando l'isola si
+sollevò; restando sepolti per sempre in quel cupo animo i primitivi
+disegni; che tal non sembra la finta guerra d'Affrica, perch'ei non
+avrebbe operato da savio a tacerla sì pertinace al papa e a re
+Filippo, con certezza di fomentare i sospetti. Ritraesi inoltre, che
+segretissime pratiche avesse ei tenuto col principe di Costantina; il
+quale minacciato dal re di Tunisi, gittavasi a implorar cristiani
+aiuti, e a Pietro[5], profferia riconoscerlo per signore, e aprirgli
+la via a larghi acquisti in Affrica, dove alle armi d'Aragona si
+sarebber voltati i moltissimi cristiani che a' soldi di Tunisi
+militavano[6]. Sia dunque che Pietro tentasse doppio gioco, d'Affrica
+e di Sicilia, o che macchinasse quella impresa come scala a
+quest'altra, cominciò a scoprirsi alquanto con mandare un oratore a
+chieder al papa aiuti per guerra contro Saraceni: a che non
+rispondendo Martino[7], l'Aragonese in fin di primavera, {175} quando
+gli erano pervenuti senza dubbio gli avvisi de' fatti di Sicilia,
+affrettò ogni suo apparecchiamento alla guerra. L'opra d'un mese, dice
+Montaner, in otto dì fornivasi sotto gli occhi del re. Adunossi
+picciola forza di cavalli, e molta di eletti fanti leggieri[8]: la più
+parte dell'oste si trovò a porto Fangos presso Tortosa il dì venti
+maggio[9]: e allor Pietro con estrema cura ogni cosa ordinò
+all'assetto della regia casa e del regno. Accelera il matrimonio
+d'Alfonso suo con Eleonora figliuola d'Eduardo I d'Inghilterra;
+deputando i vescovi di Tarragona e di Valenza a dare per lui il
+paterno assentimento[10]. Destina a reggenti dello stato il medesimo
+Alfonso e la regina Costanza. Fa testamento, con istituire Alfonso
+erede de' reami d'Aragona e Valenza e del contado di Barcellona: e
+leggiamo ancora che di presente ne cedea la sovranità al figliuolo,
+chiamando in gran segreto testimoni alla rinunzia, Pietro Queralto,
+Gilaberto de Cruyllas, Giovanni di Procida, Blasco Perez de Azlor, e
+Bernardo de Mopahon; atto consigliato da antiveggenza dì ciò che
+avrebbe fatto contro di lui la corte di Roma, o piuttosto finto dopo
+la deposizione, per eluderla nelle forme, e mostrar ceduta la corona
+al figliuolo, innanzi che il papa si avvisasse strapparla al
+padre[11]. Il tre giugno {176} infine[12], accomiatatosi dalla reina,
+e benedetti con molta tenerezza i figliuoli, salpa con l'armata: ed
+era tuttavia {177} segreta l'impresa. Discosto che fu venti miglia,
+l'ammiraglio percorrendo sur un battello tutte le navi, fè volgere a
+porto Maone; diè ad ogni capitano un plico suggellato da aprirsi poi
+all'uscir da quel porto. Stettervi pochi dì finché, avuti avvisi da
+Costantina, Pietro comandò di far vela: e allora l'almossariffo di
+Minorca, saracino e minacciato sempre dalle armi d'Aragona, appostosi
+al vero disegno dal corso delle navi e altri indizi, ne mandò avviso
+in Affrica per una saettia, che passò inosservata oltre la flotta
+catalana[13]. Arrivò questa il ventotto di giugno[14], con dieci o
+dodici migliaia tra fanti e cavalli[15], al porto di Collo[16] nella
+provincia di Costantina. {178}
+
+Trovò Pietro mutata quivi ogni cosa per l'annunzio precorso, o
+loquacità del Saraceno alleato, o tradimento altrui. Abbandonato era
+in Collo il porto, e la città: e da mercatanti pisani seppe indi a
+poco, ucciso il signore, e Costantina in man dei nemici: ma quanto più
+perduta parea l'impresa, tanto più per grand'osare e gran vedere ei
+rifulse innanti i Catalani, e con la gloria si cattivò quegli
+indipendenti animi. Al veder solinga e muta la spiaggia, il soldato
+temea frode de' barbari; esitava fino al predare; e negava entrar
+nella terra, se non era pel re. Tutto solo con un compagno si fa egli
+alle porte; smonta di cavallo, mette l'orecchio a fior di terreno per
+coglier qualche leggiero rimbombo: e fatto certo che persona viva non
+v'ha, rassicurando i suoi, entra egli primo. Solo indi, o con pochi,
+cavalcava a riconoscere il paese; con pronte arti rafforzava il campo;
+guardava i passi; spiava ogni movimento dei nemici: e venendosi alle
+mani, tra i più feroci quasi temerario pugnava. Le geste non ci faremo
+a narrare, scorgendone le memorie maravigliose tutte, e diverse tra
+loro; perchè gli ambasciadori mandati al papa, o i soldati che
+raccontaronle o scrisserle, ingrandian favoleggiando le migliaia di
+migliaia di barbari; gli spaventevoli scontri; il macello; la virtù
+dei fedeli; i memorabili fatti de' baroni dell'oste. La somma è, che
+da religione e abborrimento di violenza straniera, le torme de'
+cavalli arabi piombaron su i Catalani, che li avanzavano d'arte e
+d'animo e li respinser indi con molta uccisione. Ma non bastavan essi
+nè ad espugnar Costantina, nè ad innoltrarsi altrimenti nel nimico
+paese[17]. {179}
+
+Dopo questi fatti d'arme, nuov'arte, suggerita da Loria e dagli altri
+usciti italiani, divisava il re ad aggirar le genti sue; e insieme
+tener a bada il papa, che non vibrasse anzi tempo i suoi colpi;
+onestare appo gli altri potentati la meditata impresa; vincer le
+ultime dubbiezze in Sicilia. Chiamati i principali dello esercito, di
+loro assentimento inviò al papa con due galee Guglielmo di Castelnuovo
+e Pietro Queralto, che sponessero la sconfitta degli infedeli, e
+chiedessero i favori soliti in tali guerre: legato apostolico; bando
+della croce; protezion della Chiesa sulle terre del re e de' suoi in
+Ispagna; e le decime ecclesiastiche, raccolte già e serbate. Queste
+grazie, ei pensava, consentite renderebbel sì forte da potersi scoprir
+senza pericolo, negate darebber pretesto a volgersi ad altra
+impresa[18]. Ma gli oratori navigando d'Affrica a Montefiascone, ove
+papa Martino fuggiva il caldo della state, o i romori già surti in
+Italia contro parte guelfa[19], approdarono, come se sforzati da'
+venti, in Palermo; mentre i baroni e i sindichi delle città ragunati a
+parlamento, in gravissima cura si travagliavano[20].
+
+Nella chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, bel monumento de' tempi
+normanni, ch'or addimandasi della Martorana, sedeva il parlamento
+costernato e ansioso per {180} l'assedio di Messina, trovando scarsi
+tutti i partiti, e dall'uno correndo all'altro, com'avviene negli
+estremi pericoli. E parlava alcun già da disperato di fuggir dalla
+misera patria, quando il Queralto, testè arrivato, appresentossi in
+parlamento a mostrare una via di salvezza: chiamassero al regno Pier
+d'Aragona, principe di gran mente, di gran valore, vicino con gente
+agguerrita, spalleggiato da indisputabili dritti alla corona. Messo
+questo partito dunque tra i consapevoli e gli sbigottiti, d'un subito
+fu vinto; deliberandosi d'offrire a Pietro la corona, a patto
+ch'osservasse tutte leggi, franchige, e costumi del tempo di Guglielmo
+il Buono, e soccorresse la Sicilia con le sue forze fino a scacciarne
+i nimici[21]: del quale messaggio mandavansi apportatori in Affrica
+con lettere e pien mandato di tutte le siciliane città, Niccolò
+Coppola da Palermo e Pain Porcella catalano[22]. Bartolomeo de
+Neocastro aggiugne {181} fede alle sollecitazioni del re d'Aragona e
+alle disposizioni degli animi nel parlamento, col narrar
+semplicemente[23], che Giovanni Guercio cavaliere, il giudice
+Francesco Longobardo professor di dritto, e il giudice Rinaldo de'
+Limogi, inviati già prima da Messina a Palermo per trattar la chiamata
+di Pietro, avvenutisi in Palermo con gli oratori del re, speditamente
+il negozio ultimavano. Mentr'ei così scrive, il semplice Anonimo porta
+il Queralto approdato per caso in Palermo; e il cortigiano Speciale o
+favoleggia o simboleggia d'un vecchio ispirato, fattosi di repente nel
+costernato parlamento ad arringare. Ma niuno non vede che nè fortuito
+caso fu, nè miracolo questo meditato colpo di scena, sviluppo delle
+pratiche de' nostri ottimati con re Pietro. Se tramaron essi fin dai
+tempi di Niccolò III, se v'ha parte di vero ne' maneggi del Procida in
+Sicilia, trionfava in questo parlamento, non già nel vespro, l'antica
+congiura.
+
+Giunti Castelnuovo e Queralto a Montefiascone, lietamente li udì il
+papa; per vero credendo rivolto addosso a' Mori quel sospettato
+armamento del re; ma non assentia di leggieri le inchieste,
+avvolgendosi negli indugi della romana curia; e dicea le decime
+ecclesiastiche servire a' soli luoghi santi, non a tutta guerra contro
+Saracini: tanto che gli ambasciadori, sdegnati o infingendosi, tolto
+commiato appena, tornavansi in Affrica[24], ammoniti forse da
+cardinali nimici a parte francese, che Pietro nulla sperasse da papa
+Martino, ma pensasse egli a' suoi fatti[25]. E in Affrica già aveano
+gli oratori siciliani con accomodate parole {182} offerto a Pietro il
+trono[26]; ed ei sceneggiando avea replicato: gradire questa lealtà al
+sangue svevo: stargli a cuore la Sicilia: pure gli desser tempo a
+risolversi su partito sì grave. Rappresental tosto, dissimulando quel
+suo ardentissimo desiderio, agli adunati baroni e notabili dello
+esercito; tra' quali chi consigliava l'andata al bello e facile
+acquisto, e chi dissuadeala, mostrando: provocherebbe sul reame
+d'Aragona l'ira del papa, le armi di Francia; per ambizione di novella
+corona metterebbesi a repentaglio l'antica; essere Carlo potente
+troppo; e le genti di Aragona use a battagliar co' Mori, non contro
+cavalleria sì forte; rifinite chieder la patria e il riposo; ripugnare
+a una aggression sopra cristiani: e d'altronde come prenderebbesi
+guerra sì grande senza la sovrana autorità delle corti di Catalogna e
+Aragona? A quegli ostacoli tacque parecchi dì Pietro, nè fiatò perchè
+molti, senza tor pure commiato, facean ritorno in patria[27]: ma
+lavorando occulto, prese a poco a poco gli animi de' principali
+dell'oste. Quando ne fu sicurato, rispondeva agli oratori di Sicilia:
+accettar la corona secondo gli ordini del buon Guglielmo, e promettere
+la difesa[28]; scrivea al re d'Inghilterra, e forse {183} anco ad
+altri potentati, lasciare pe' nieghi del papa la guerra sopra
+infedeli, e chiamato in questo dalle città di Sicilia, andarvi a
+rivendicare i dritti della Costanza e dei suoi figli[29].
+Risolutamente poi comanda la partenza, con ciò che libero sia ciascuno
+a rimanersi; che se i compagni d'arme l'abbandonino, ei solo andrà.
+Per queste arti, seguito da' più, con ventidue galee, una nave, e
+altri legni minori, e poche forze di terra diè ai venti le vele[30].
+
+Il dì penultimo d'agosto, dopo cinque di viaggio, prese terra a
+Trapani, con giubilo grande del popolo, e maggiore de' nobili,
+affaccendati a gara nelle cerimonie della corte che quel dì risorgeano
+in Sicilia: e baroni montarono sulla nave del re, lo addussero a
+città, resser su quattro lance il pallio di seta e d'oro sotto il
+quale egli incedeva; e fu più lieto chi tenne le redini del destriero;
+gli altri a piè seguianlo, e con essi giovanetti e donzelle, danzando
+e cantando al suon di stromenti; il popolo a gran voce: «Benvenuto,
+gridava, il suo re, mandato dal Cielo a liberarlo dall'atroce nemico.»
+In queste prime allegrezze Palmiero Abate il presenta di ricchi doni,
+e largamente dispensa grano alle soldatesche. Pietro cavalcò il
+quattro settembre alla volta della capitale: mandovvi con l'armata e
+le bagaglie Ramondo Marquet. E quivi a maggiori dimostrazioni
+s'abbandonò il popolo, più frequente, e stato primo nella rivoluzione,
+onde peggiore aspettavasi la vendetta angioina. Per ben sei miglia si
+fece incontro al principe, il menò a trionfo, e all'entrare in città
+sì forte surse {184} il plauso della moltitudine, il grido de'
+soldati, e lo squillo delle trombe, che rintronò, scrive Saba
+Malaspina, fin a Morreale, città a quattro miglia in sul poggio a
+libeccio di Palermo. Con tal gioia andò Pietro in palagio; ebber le
+sue genti larga ospitalità per le case de' cittadini[31].
+
+Ma da' festeggiamenti, le luminarie, le ferie de' lavorieri, e i
+presenti di danaro, che Montaner dice ricusati dal re, si venne a
+solennità più augusta. Al terzo dì, scrive d'Esclot, adunavasi in
+Palermo il parlamento de' baroni, cavalieri, e rappresentanti delle
+città e ville. Ai quali Pietro domandava, se per vero deliberato
+avessero la profferta della corona fattagli in Affrica dagli
+ambasciadori: e un cavaliero rispondea di sì; e poichè tutto il
+parlamento a una voce l'assentì: «Degnisi ora il re, ripigliava quel
+cavaliero, accordar le franchige de' tempi del buon re Guglielmo, e
+lascerà memoria di sè gratissima, eterna, e cattiverà i Siciliani a
+ogni voler suo.» Pietro accordolle; e ne promesse i diplomi. Allora
+tutti i parlamentari levandosi in piè, gli giuravano fedeltà; un gran
+banchetto imbandivasi al re e a' cavalieri[32]. Ma non credo vero,
+com'altri scrive, che indi si cingesse a Pietro la corona {185} dei re
+di Sicilia, e che tal cerimonia fornisse il vescovo di Cefalù[33].
+Allora a nome della Sicilia indirizzossi al papa un {186} altro nobile
+scritto, più misurato della prima rimostranza; come portava il novello
+governo regio e baronale. In esso, replicate a lungo le enormezze
+della tirannide straniera, toccossi della signoria profferta dopo il
+vespro al sommo pontefice, e ricusata; onde la nazione s'era volta ad
+altro principe; e il sommo Iddio, in luogo del vicario di san Pietro,
+un altro Pietro, scherza così lo scritto, aveale mandato. Con ciò
+ricordarono a Martino severamente, ch'ei francese, sulla cattedra
+dell'apostolo dovea ascoltare la verità, non le passioni di parte; nè
+a dritta piegar nè a manca; nè proceder contro i Siciliani sì
+tempestosamente[34]. {187}
+
+Ristretti in questo mezzo col re i più intinti nella rivoluzione, e
+tutti gli esuli del regno di Puglia, affollantisi pieni di speranza
+alla nuova corte, deliberavan sulle fazioni da imprendere contro il
+nemico[35]. Del che eran tanto più solleciti, quanto ne' privati
+ragionari si mormorava già la trista sembianza della gente catalana;
+male in arnese; lacera e abbronzata ne' travagli d'Affrica; ondechè i
+nostri poc'aiuto la estimaron dapprima contro i cavalier francesi, nè
+se ne sgannarono che ai fatti[36]. E però avvisatisi di far
+assegnamento sulle lor sole braccia, e su' militari consigli del re,
+ansiosamente chiedeano i Siciliani d'esser condotti a Messina; che a
+tutti tardava liberar la generosa città[37]. Pietro usando questo
+ardore, allor mandò intorno la grida: che tutt'uomo da' quindici anni
+a' sessanta si trovasse in Palermo entro un mese, armato, e con
+vivanda per trenta dì[38]. Ed ei con molta prestezza con le milizie
+più spedite mosse per la strada di Nicosia e Randazzo; seguendolo,
+ciascuna come potea, le altre schiere che s'ivano adunando: e fece
+veleggiare il navilio alla volta del Faro. Manifesto disegno era
+dunque affamar Carlo nel campo, tagliandogli per mare le comunicazioni
+con la Calabria, e su pei monti ogni via a foraggiare nell'isola; il
+qual consiglio appone a Giovanni di Procida chi il fa protagonista
+della tragedia del vespro. Con certezza istorica si sa che Pietro,
+disposte così le forze, bandiva solennemente la guerra; e a Carlo a
+quest'effetto spacciava Pietro Queralto, Ruy Ximenes de {188} Luna, e
+Guglielmo Aymerich, giudice di Barcellona, con giusta scorta
+d'armati[39].
+
+Per due frati carmelitani domandaron costoro salvocondotto a re
+Carlo[40]; il quale sognando potere in brev'ora parlar da vincitore,
+ai frati rispondea darebbelo a capo a due dì; e comandava quel
+generale assalto del quattordici settembre, che gli tornò sì funesto.
+Al secondo dì dalla battaglia, ancorchè giacesse in letto, tutto
+rappigliato, spossato, affranto, arso d'infermità e peggio di
+rabbia[41], assentì a veder gli ambasciatori, che già venuti al campo,
+e cortesemente raccolti con grossiera ospitalità, sotto guardia
+strettissima aspettavano[42]. Ammesso Queralto dinanzi al re sedente
+in letto su ricchissimi drappi di seta, presentò le credenziali; e
+Carlo a lui, troncando le cerimonie: «Alla buon ora di' su;» e datagli
+un'altra lettera di Pietro, senza guardarla, gittavala sulle coltri;
+ardea tutto d'impazienza {189} aspettando il dir del Catalano. Perciò
+questi brevemente si fe' ad esporre l'ambasciata del suo signore,
+richiedente il conte d'Angiò e di Provenza che lasciasse la terra di
+Sicilia, a torto occupata, atrocemente manomessa, in cui aiuto il re
+d'Aragona s'era mosso come signor naturale, pel diritto dei suoi
+figliuoli. A queste parole, i brividi della febbre preser l'antico
+monarca; convulso ammutolì. Poi rosicando il bastone, com'ei solea per
+soperchio furore, interrotto e minaccioso rispondea: non esser la
+Sicilia nè sua, nè di Pietro d'Aragona, ma della santa romana Chiesa;
+ei difendeala, e saprebbe far pentire il temerario occupatore. Queste
+ed altre superbissime parole, secondo altri cronisti, scrisse a
+Pietro[43]. E intanto per far sembiante di non curare, o per ingannar
+loro e i Messinesi, lasciò {190} andar alla città gli ambasciadori
+stessi a profferir tregua d'otto dì. Fu vano, perch'Alaimo non
+conoscendo i legati, {191} li ributtava; ond'eglino tornavano al campo
+francese, ed eranvi senza risposta intrattenuti finchè il campo si
+levò. {192} I Messinesi poi, che non avean creduto a Queralto
+l'avvenimento del re d'Aragona[44], n'ebber certezza entro pochi dì
+per Niccolò de' Palizzi messinese e Andrea di Procida, entrambi nobili
+usciti, mandati dal re in lor soccorso con cinquecento balestrieri
+delle isole Baleari. Costoro, valicati {193} per tragetti e alpestri
+sentieri i monti a ridosso alla città, da quella banda non istretta
+per anco da' nemici, di notte appresentaronsi alla Capperrina; e
+riconosciuti i condottieri, e con grande allegrezza raccolti,
+spiegavan su i muri lo stendardo reale d'Aragona[45].
+
+Già fin dal primo arrivo degli ambasciadori, teneano i nemici novello
+consiglio, a disputare non più dell'assalto o blocco della città, ma
+della lor propria salvezza. Perciocchè sapendo per sicura spia uscite
+dal porto di Palermo molte galee sottili armate di Catalani e
+Siciliani, Arrighin de' Mari, ammiraglio di Carlo, rimostravagli
+vivamente non potersi difendere; in tre dì sarebbegli addosso il
+nemico ad affondare e bruciare i trasporti[46]. Quant'aspro il caso,
+apparvero diverse allora le menti. Affrontar la flotta ad un tempo, e
+correr sopra il re d'Aragona: accamparsi in alcun forte sito presso la
+città co' balestrieri mercenari, accomiatando le milizie feudali:
+prender pria de' nemici i passi de' monti: star all'assedio tuttavia
+con l'esercito intero, finchè consumasser la vivanda, che n'avean anco
+per due mesi; tra disegni sì fatti vagavano i parlatori più feroci.
+Pandolfo conte d'Acerra, e molti con lui, mostran all'incontro
+dileguata ogni speranza di ridur la città con quell'esercito
+scoraggiato, stracco, assottigliato per morbi {194} e partenza di gran
+gente ch'avea fornito il servigio feudale: ma le genti nemiche
+inanimirsi, ingrossare per la riputazion del re d'Aragona: ben costui
+saprebbe adoprare i Siciliani su le montagne: e il mare, il mare tra
+le autunnali tempeste il terrebbero i nimici, padroni di sicurissimo
+porto: romperebbero i legni napoletani su quelle aperte spiagge: e
+intanto chi raffrenerebbe Reggio, invasa già dagli umori della
+ribellione? E come ritrarsi poi se la estrema Calabria tumultuasse?
+Esausta aggiugnean la Calabria di viveri: il paese intorno Messina,
+fatto da loro stessi un deserto: per fame e avvisaglie perirebbe
+l'esercito, assediato alla sua volta tra 'l mare, i monti, e quella
+indomabile Messina. Per tali ragioni, dietro dibatter lungo,
+deliberossi il ritorno[47]; ma per allora si tacque.
+
+E Carlo sfogò il dispetto con atti disperati ed assurdi. Sguinzaglia i
+suoi a un ultimo sterminio delle campagne; che cadde su i luoghi
+sacri, poich'altro non rimaneva men guasto; e andò sì oltre, che fin
+le colonne e le travi strascinarono al campo; e nel monistero di
+nostra Donna delle Scale spogliarono gli altari, e ruppero e
+contaminarono ogni cosa. Poi il re saltando all'estremo opposto, offre
+ai Messinesi di rimetter tutte lor colpe, consentir tutte inchieste,
+sol che tornino sotto il suo nome: ed essi con onta e scherno
+rifiutano[48]. I tradimenti anco tentò, praticando col giudice Arrigo
+de Parisio, il notaio Simone del {195} Tempio, Giovanni
+Schaldapidochu, e un Romano, che di furto mettesser in città le sue
+genti; i quali furono scoperti e puniti nel capo. L'insospettito
+popolo di Messina allora, tumultuando chiamava al supplizio Federigo
+di Falcone, che forse avea consigliato la resa, brontolando «il mal
+fatto ne basti;» e minacciava anco Baldovin Mussone, il deposto
+capitano, che intendendo la venuta di Pietro, occultamente era uscito
+dalla città per andarne al re; ma i contadini di Monforte, credendol
+indettato coi nemici, l'avean preso e condotto a Messina. Alaimo salvò
+entrambi, imprigionandoli nel castel di Matagrifone[49].
+
+Soprastato in questi vani pensieri alcun dì, intese Carlo con maggiore
+rammarico l'esser della città da un Morello, ch'uscito in sembianza di
+paltoniere, e preso da' soldati, affermava il tenacissimo proponimento
+alla difesa; e aggiugnea sue favole di sterminate provvedigioni di
+vittuaglie; bande novellamente scritte; disegni contro la vita del re,
+imminenti, atroci, ordinati con cinquecento cavalieri spagnuoli e
+duemila pedoni messinesi, che giurato avvessero al comune d'irrompere
+disperatamente nelle regie tende in una improvvisa sortita de'
+cittadini, nella quale il grido di guerra sarebbe «al campo, al
+campo[50].» Fosse arte o caso, questo dir del prigione che parve
+cominciato ad avverarsi in pochi giorni, diede la pinta al re; il
+quale ripugnando a partirsi, aspettava e differiva.
+
+A toglier ch'altri stuoli entrassero in città sull'orme di Palizzi e
+d'Andrea Procida, il dì ventiquattro settembre re Carlo avea fatto
+occupare il palagio dell'arcivescovo, poco lungi dalle mura. Un de'
+suoi più fidati mandovvi con dugento soldati, che muniti di steccato e
+fosso nello edifizio per sè fortissimo, teneano il passo della via di
+Sant'Agostino a ponente della città. Ma Alaimo incontanente divisa
+{196} un bel colpo. Di suo comando, Leucio e altri condottieri
+arrisicatissimi, in gran segreto con iscelte bande di giovani, usciti
+a notte da Messina, per vie diverse giungono intorno al palagio; e tre
+da tre lati si appressarono; Leucio dall'altra banda, tenutosi
+indietro, in un uliveto imboscossi. Come il disco della luna spuntò
+dai monti di Calabria, ch'era il segno prefisso da Alaimo, i primi
+mettendo altissimo un grido «Cristo già vince,» dan dentro ferocemente
+ne' ripari; tagliano a pezzi il presidio; il capitano colto nel suo
+letto stesso, vergheggiano a morte. Quanti di lor mani fuggono
+all'uliveto, son dalle genti di Leucio ammazzati. E repente da'
+silenzi della città uno scoppio di voci «Al campo, al campo,» uno
+stormeggiar di campane, un dar nelle conche e nelle trombe, un
+percuotere caldaie e panche, rintronano orrendamente: schiuse le
+porte, accanite turbe prorompono. Sorse atroce scompiglio nell'oste.
+Senz'ascoltar comando o rampogna, mezz'ignudi fuggian qua e là per gli
+alloggiamenti; e chi ai poggi, e alla marina i più, sentendosi già sul
+collo il formidato re d'Aragona. Saltando dal sonno, Carlo corse gran
+tratto con gli altri al mare, percosso dal presagito grido: «Al campo,
+al campo;» finchè tornato a sè stesso, vergognando sostò, e si fece a
+racchetare il tumulto. Carichi di preda rientrano i Messinesi in
+città: e raggiornando, ostentano su per le mura il tronco braccio del
+capitano del ridotto, con villanie appellando Carlo coi suoi tutti che
+vengano a rimirarlo[51]. {197}
+
+Allor Carlo non più soprattenne la levata dell'assedio, che divulgata
+non ostante il segreto, finì di rovinare i soldati; al segno che nè
+onta de' nimici li raccendea, nè per militare orgoglio almeno serbavan
+contegno. Al primo dì valicò la regina, venuta a questo campo come a
+teatro: e le macchine da guerra e' lavorieri fur traghettati, tanto o
+quanto posatamente. Ma imbarcatosi il re[52], nei due giorni appresso
+le altre genti si precipitarono al passaggio con tal pressa, e confusi
+ordini, e obblio di lor cose e di sè stessi, che rassembrava
+sconfitta. Un andare e tornar di vele per lo stretto, un abbaruffarsi
+intorno le barche, un bestemmiar gli avari marinai, e lor noli
+eccedenti il pregio delle cose; e abbandonati come portava il caso,
+per gli alloggiamenti, per la marina, cavalli disciolti o uccisi dai
+propri padroni, e arnesi, e robe, e botti di vini, legnami da
+macchine, grani, vittuaglie accatastati o mezzo arsi per pressa,
+attestavan la condizione di quel dianzi fioritissimo esercito. I
+nostri martellaronlo nella ritirata con impetuose sortite; talchè a
+protegger l'imbarco si costruì alla meglio un riparo, e ordinovvisi
+forte banda di cavalli sotto il conte di Borgogna. Con tutto ciò da
+cinquecento uomini furon trucidati, e salmeria grandissima di preda
+riportata in città[53]. Recarono tra le altre spoglie il padiglion
+grande {198} del comune di Firenze, nella cieca fuga mal difeso o
+gittato; e l'appendeano in voto nel maggior tempio[54].
+
+Ebbe questo memorabil esito l'assedio di Messina. Tra le gare,
+fanciullesche sì ma parricide, onde la patria nostra cadde lacera e
+schiava, splende indivisa la gloria delle due maggiori città nella
+rivoluzione del vespro. Ne levò l'insegna Palermo; rapì seco la
+Sicilia intera al gran fatto: non assestato il reame per anco, e
+minacciato da tant'oste, Messina il salvò con quella eroica difesa.
+Indi la fama a celebrar di Messina il capitano, i cittadini, le donne;
+e di codeste animose e gentili cantava la rinascente musa d'Italia; e
+le altre siciliane spose e donzelle, come da ammirazione si fa,
+prendeano ad imitare il lusso di lor fogge e ornamenti; che dileguato
+il pericolo, ripigliossi ogni dilicato vivere tra i commerci, le
+industrie, le ricchezze della valente città[55]. Di stranieri non
+pugnavano per lei nello assedio che sessanta Spagnuoli: v'eran da
+cento Genovesi, Viniziani, Anconitani, Pisani[56]. Del resto nè
+cittadini esercitati all'arme pria dell'assedio, nè avea
+fortificazioni, se non che rovinose, e slegate tra loro[57]: onde in
+molte parti fu mestieri supplirvi con le barrate; e pressochè
+senz'avvantaggio di luogo molti affronti si combatterono. Diversa in
+vero da quella dei nostri dì, e men {199} dura agli oppugnati, l'arte
+degli assedi allor era; men destre e compatte che i nostri stanziali
+quelle antiche milizie; ma quant'arte di guerra fiorì in quei
+guerrieri tempi, l'avea esercitato, può dirsi fin da fanciullo, tra il
+sangue delle battaglie, il vincitor di Manfredi; sperimentati i suoi
+capitani; ferocissimi quegli oltramontani avventurieri; i soldati
+d'Italia nè inesperti in quella età nè inviliti. Provveduti di tutte
+macchine, obbedienti, ordinati, sommavano a un di presso a
+settantamila al cominciar dell'assedio: nè a tanto numero forse
+giugneano, presi tutti insieme d'ogni sesso coi poppanti e i
+decrepiti, quanti umani rinserrava la città. Per sessantaquattro
+giorni la campeggiò tanto esercito, venuto in sua baldanza, che
+copriva il mare; e tornossi sgomenato, mutilo, a fronte bassa,
+ingozzando oltraggi, poco men ch'a dirotta fuggendo. Altri dirà che
+nell'assedio della città, che ne' disegni della guerra contro l'isola,
+fallava in molte parti re Carlo; ma posto pur ciò, non son da supporre
+sì grossolani gli errori, nè che ei non sapesse ripararli: e certo è
+che molti assalti diede con tutte le forze di mare e di terra, ne'
+quali la virtù de' cittadini fu che il rispinse. A questa dunque si
+dia la vittoria dell'assedio. Alla vittoria di Messina, alle
+difficoltà de' monti e del mare, al cuor degli altri Siciliani, e alle
+forze ormai concentrate per la riputazione di Pietro si dia, che
+null'altro danno tornasse al rimanente dell'isola da tanta mole di
+guerra, e primo furor di vendetta[58].
+
+
+NOTE
+
+ [1] Bart. de Neocastro, cap. 43.
+
+ [2] Lib. 1, cap. 8 e 9.
+
+ [3] Questi aiuti, che il Neocastro dissimula un poco, sono accennati
+ da Speciale, lib. 1, cap. 7 e 16.
+
+ [4] Non merita piena fede Bartolomeo de Neocastro, che le
+ attribuisce (cap. 21) ai Palermitani, narrando come sbigottiti a
+ veder nimico il papa, e Messina leale ancora a casa d'Angiò,
+ deliberassero, persuasi da un Ugone Talach, di gittarsi in braccio
+ all'Aragonese, con tanta prestezza, che Niccolò Coppola orator
+ loro, sciogliea per Catalogna il dì 27 aprile. Il Neocastro
+ incespa nel computo del tempo, con dir che giunto Niccolò in otto
+ giorni alle Baleari, una fortuna di mare spingealo sulle spiagge
+ d'Affrica; dove s'avvenne in re Pietro, che egli medesimo afferma
+ partito di Spagna il 17 maggio, e per più autorevole testimonianza
+ si sa approdato in Affrica il 28 giugno. Segue a intessere il suo
+ racconto: che non volendo il re entrare in quella impresa senza
+ intender l'animo dei Messinesi, rispondea manderebbe a ciò suoi
+ fidati, ma nulla prometteva intanto. Così dà tempo e sembianze a
+ questa pratica, a maggior vanto di Messina sua; senza pure
+ accorgersi che Messina splendea di tanta gloria verace, da doversi
+ sdegnar l'accattata.
+
+ Lo Speciale, il d'Esclot, il Montaner, e Saba Malaspina non parlan
+ d'altro, che dell'ambasceria pubblica, della quale ora diremo.
+
+ I racconti del Villani, lib. 7, cap. 69, e della Cronaca anonima
+ della cospirazione son sì lontani da tutte queste testimonianze
+ istoriche, da nemmeno farsene parola. Essi non mancano di mandare
+ orator dei Siciliani a Pietro il loro protagonista Giovanni di
+ Procida.
+
+ [5] Saba Malaspina, cont., pag. 361.
+
+ Cron. S. Bert., in Martene e Durand, Thes. Nov. An., t. III, p.
+ 762.
+
+ [6] Montaner, cap. 44.
+
+ D'Esclot cap. 77 e 78.
+
+ [7] Diploma di Pier d'Aragona del 19 (agosto?) 1282; Docum. VIII.
+
+ [8] D'Esclot, cap. 77 e 78.
+
+ Montaner, cap. 46, 4º.
+
+ [9] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 13.
+
+ Veg. anche Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca
+ Hispanica del Baluzio.
+
+ [10] Diploma dato di Port Sangos o Fangos il 1 giugno 1282, in Rymer,
+ atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 210.
+
+ [11] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20.
+
+ Parecchi documenti confermano l'esistenza di questa donazione
+ segreta; lasciandoci sempre nel dubbio, se il re l'avesse fatto
+ veramente in giugno 1282, o finto nel 1283. Sono essi:
+
+ 1º. Un breve di Martino IV a Filippo l'Ardito, d'Orvieto 10
+ settembre 1283, negli archivi del reame di Francia, J. 714, 5. Il
+ re avea mandato due ambasciatori per sapere se la concessione del
+ regno d'Aragona ad uno de' suoi figliuoli, che allor si trattava,
+ potesse incontrare ostacolo nella rinunzia di Pietro in favor
+ d'Alfonso. Il papa rispondea che non s'era allegata questa
+ eccezione, ma che in ogni modo egli e 'l collegio de' cardinali,
+ la teneano come futilissima e di niun valore.
+
+ 2º. Una rimostranza degli arcivescovi, vescovi e altri prelati,
+ de' maestri de' Templari, Ospedalieri e altri ordini religiosi
+ militari, de' conti, visconti, baroni, delle università di città e
+ ville e di tutti i popoli infine de' reami d'Aragona e Valenza e
+ della contea di Barcellona, indirizzata a papa Onorio IV, e a
+ tutto il collegio de' cardinali, scritta in carta bombicina, con
+ la nota d'essersi copiata in _quatuor foliis papiri_, e mandata
+ alla corte romana; negli archivi del reame di Francia J. 588. 27.
+ La nazione Aragonese e Catalana chiedea la rivocazione della
+ concessione, che Martino ingannato avea fatto a favore di Carlo di
+ Valois; e pregava il papa che non la sottomettesse alla
+ dominazione francese, ma lasciasse pacificamente regnare Alfonso.
+ Tolta la rettorica, le ragioni erano: che Giacomo il
+ Conquistatore, con assentimento di Pietro suo figliuolo allora
+ infermo, avea fatto donazione de' regni al nipote Alfonso: che il
+ dì della coronazione di Pietro in Saragozza, tutti i baroni aveano
+ giurato di ubbidire dopo la sua morte ad Alfonso: che Pietro,
+ secondo gli usi di Spagna, donò _inter vivos_ i suoi stati al
+ figliuolo, e dichiarò che li terrebbe da lui in usufrutto durante
+ la propria vita: che infine li avea lasciato per testamento al
+ medesimo Alfonso: e che tutti questi atti erano antecedenti
+ all'impresa di Sicilia, e a qualsiasi altra offesa che Pietro
+ avesse recato alla santa sede. Sostenuto così il dritto perfetto
+ d'Alfonso, si allega ch'egli non n'era punto decaduto, perchè non
+ avea avuto alcuna parte all'impresa di Sicilia. S'aggiugne che la
+ nazione anche ignorava questa impresa, e di buona fede credea
+ preparato l'armamento contro i nemici del nome cristiano; _maxime
+ cum hoc idem Dominus P. (Petrus) aperte diceret se facturus, ac se
+ hoc velle facere ipso facto probaret, dum ad partes Sarracenorum,
+ cum decenti bellatorum societate se contulit, et pro debellandis
+ inimicis fidei, romane Ecclesie auxilium postulavit._
+
+ 3º. Finalmente si fa parola della donazione ad Alfonso nella bolla
+ di Bonifazio VIII, data il 21 giugno 1295, per la quale furon resi
+ a Giacomo i regni, come li tenea Pietro, _antequam Ecclesiam
+ offendisset in aliquo, et de predictis regnis et comitatus in
+ quondam Alphonsum primogenitum ejus, donationem, ut dicitur,
+ contulisset._ Raynald, Ann. ecc., 1295.
+
+ [12] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20.
+
+ Per le date ho seguito, ancorchè non contemporaneo, questo autore,
+ che potè correggerle compilando gli annali su i contemporanei e i
+ diplomi.
+
+ [13] Montaner, cap. 49, 50.
+
+ D'Esclot, cap. 79, 80.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20. Almossariffo era il
+ titolo del feudatario, o principe saraceno di Minorca; forse da un
+ vocabolo arabo che suonerebbe in italiano: nobile, esaltato,
+ salito a dignità.
+
+ [14] Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576, e
+ Geste dei conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit., i quali ho
+ creduto seguire piuttosto che Neocastro, che porta la partenza di
+ Spagna il 17 maggio, e Villani, lib. 7, cap. 69, il quale seguendo
+ Giachetto Malespini, la differisce infino a luglio.
+
+ All'autorità degli Annali genovesi e del contemporaneo catalano
+ per queste date, aggiungon fede il testè citato diploma del 1
+ giugno 1282, e il testamento di re Pietro, del quale è una copia
+ tra i Mss. della Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 1, fog.
+ 119, dato di porto Fangos il 2 giugno.
+
+ [15] Gli Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576,
+ dicono 10,000 fanti, 350 cavalli, 19 galee, 4 navi, ed 8 teride.
+ Saba Malaspina, cont., pag. 364. allegando per questa impresa
+ d'Affrica una relazione presentata al papa, porta 1,400 cavalli, e
+ 8,000 fanti con le picche, oltre i balestrieri. Giovanni Villani,
+ lib. 7, cap. 69, dà a Pietro 50 galee, molti legni di carico, e
+ 800 cavalli. Bartolomeo de Neocastro, ch'è sempre in
+ sull'ingrandire, dice 900 cavalli, 30,000 fanti, 24 galee, 10
+ navi, e 10 vascelli a remi. D'Esclot 800 cavalli, 15,000 fanti, e
+ 140 vele. Montaner 20,000 fanti, 8,000 balestrieri, oltre i
+ cavalli, e 150 vele. A me è parso tenermi piuttosto agli Annali di
+ Genova, ch'han maggiore autorità, s'accostano a d'Esclot, e
+ portano il numero più credibile.
+
+ [16] Il nome di questa terra è storpiato diversamente ne' diversi
+ ricordi de' tempi; de' quali un la dice Ancalle, uno Antola, altri
+ Altoy; i più esatti Alcoyl o Alcolla, che è il giusto nome
+ preceduto dall'articolo arabico _al_.
+
+ [17] Saba Malaspina, cont., pag. 361 e 367.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 17.
+
+ D'Esclot, cap. 80, 83, 89.
+
+ Montaner, cap. 51, 53, 55, 85.
+
+ [18] Saba Malaspina, cont., pag. 375.
+
+ Montaner, cap. 52.
+
+ D'Esclot, cap. 84, 85.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.
+
+ Diploma di Pier d'Aragona, in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra,
+ tom. II, pag. 208.
+
+ Surita, lib. 4, cap. 21.
+
+ Il Montaner e il d'Esclot portan come sincera e schietta questa
+ missione al papa.
+
+ [19] Saba Malaspina, cont., pag. 376.
+
+ [20] Anon. chron. sic., cap. 40.
+
+ Queste sollecitazioni a' Siciliani sono apposte a Pietro dal
+ Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 539; e sì
+ da papa Martino nel processo, che leggesi appo Raynald, Ann. ecc.,
+ 1283, §. 21.
+
+ [21] Queste condizioni, taciute dagli altri, e pur necessarie, son
+ riferite dal d'Esclot, cap. 90, 91.
+
+ [22] Anon. chron. sic., cap. 40.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 8 e 9.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 373, 374.
+
+ Ann. genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576.
+
+ Pao. di Pietro, in Muratori, R. I. S., tom. XXVI, agg. pag. 37.
+
+ D'Esclot, cap. 87.
+
+ Montaner, cap. 54.
+
+ Giach. Malespini, cap. 212.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 69.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 269. Questi
+ tre ultimi, in loro errore, portano Giovanni di Procida ito
+ ambasciador de' Siciliani a re Pietro.
+
+ Lasciando da parte il Montaner, che nulla dice della deliberazione
+ del parlamento siciliano, e racconta l'ambasciata in modo assai
+ strano, è notevole che il d'Esclot porta espressamente questo
+ parlamento in Palermo nel tempo dell'assedio di Messina, e lo
+ accordo generale nella esaltazione di Pietro, a proposta del
+ capitano del popolo. Non dice la persona, nè indica l'uficio di
+ costui in modo più particolare. Potrebbe indi supporsi che
+ presedesse in quell'incontro al parlamento, il primo de' capitani
+ del popolo di Palermo, Ruggiero Mastrangelo, che alla esaltazione
+ di re Pietro ebbe, forse in merito di tal servigio, la carica di
+ giustiziere ne' territori di Geraci, Cefalù, e Termini. Diploma
+ dell'8 febbraio 1283, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q.
+ G. 12.
+
+ [23] Cap. 44.
+
+ [24] Saba Malaspina, cont., pag. 378, 379.
+
+ Montaner, cap. 56.
+
+ D'Esclot, cap. 86.
+
+ [25] D'Esclot, loc. cit.
+
+ [26] Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.
+
+ Montaner, cap. 54 e 57, narra assai goffamente questa ambasceria
+ de' Siciliani, che fa venir con vele negre alle navi, in vesti
+ negre, e dirottamente piangendo ai piè dello Aragonese, implorarlo
+ con parole di paura e servitù. Non s'addicean certo queste
+ abbiette dimostrazioni ai Siciliani del vespro, venuti ad offrire
+ a Pietro una sovranità assai limitata. In fatti D'Esclot, cap. 88,
+ presenta in ben altre sembianze gli ambasciadori, e riferisce i
+ patti della esaltazione. Le testimonianze degli altri istorici
+ portano anche a questo.
+
+ [27] Bart. de Neocastro, cap. 23.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 12 e 13.
+
+ Surita lib. 4, cap. 22.
+
+ Montaner, cap. 57, e d'Esclot, cap. 88, da partigiani del re,
+ tacendo i dispareri, dicon presa la guerra di Sicilia con grande
+ accordo e gioia di tutta l'oste, che fu a un di presso l'esito
+ della faccenda.
+
+ [28] D'Esclot, cap. 90.
+
+ [29] Docum. VI.
+
+ [30] Bart. de Neocastro, cap. 23 e 46.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 379.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 40.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 13.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 212.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 69.
+
+ Veggansi anche Montaner, cap. 58, e d'Esclot, cap. 90.
+
+ [31] Bart. de Neocastro, cap. 45.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 13.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 379.
+
+ D'Esclot, cap. 90 e 91.
+
+ Montaner, cap. 60.
+
+ Gio. Villani, e Giachetto Malespini, loc. cit., Cron. della
+ cospirazione di Procida, pag. 270.
+
+ I particolari non leggonsi tutti a un modo, in ciascuna di queste
+ cronache.
+
+ [32] D'Esclot, cap. 91.
+
+ Del parlamento fa cenno il Montaner, cap. 60.
+
+ E più distintamente lo scrittore delle Geste dei conti di
+ Barcellona, le cui parole, cap. 28, loc. cit., son queste: _Apud
+ Palermum cum regnicolis omnibus in genere celebre curiam
+ celebravit, in qua omnibus pristinis libertatibus siculis
+ restitutis, ac de thesauro regio muneribus elargitis, etc._
+
+ [33] Afferman la coronazione Giachetto Malespini, cap. 212, e
+ Giovanni Villani, lib. 7, cap. 69, che copia il Malespini.
+
+ Montaner, cap. 63, la scrive anche, senza espressare qual vescovo
+ l'avesse fatto.
+
+ Finalmente ne darebbe testimonianza una dipintura a fresco, che
+ sbiadata e guasta si vede tuttavia nel muro a rimpetto il lato
+ occidentale della cattedral di Palermo, in quell'antico edifizio
+ ov'era la cappella di Santa Maria Incoronata, detta così perchè vi
+ s'incoronavano i nostri antichi re. Di questa dipintura e de'
+ versi che vi sono scritti, fece una descrizione sul cominciamento
+ del secol passato il chiarissimo canonico Mongitore; la quale si
+ legge tra i suoi Mss. nella Biblioteca di Palermo, e io la
+ pubblico al docum. XLV.
+
+ Con tutto ciò ho dubbi validissimi intorno la coronazione di
+ Pietro d'Aragona. E il primo è il silenzio di Niccolò Speciale,
+ Saba Malaspina e Bernardo d'Esclot, che trattan tutti i
+ particolari dell'avvenimento di re Pietro in Palermo; e il
+ d'Esclot, cap. 91, dice del parlamento, e dell'omaggio fatto al
+ re, e del banchetto che seguì; ma non fa parola nè punto nè poco
+ del coronamento, che in que' tempi, come sa ognuno, era tenuto
+ essenziale e impreteribile.
+
+ Aumentano il sospetto l'Anon. chron. sic., cap. 40, parlando del
+ titolo di re di Sicilia preso da Pietro il 30 agosto 1282, e non
+ già del coronamento; e Bartolomeo de Neocastro, cap. 45, scrivendo
+ che Pietro in Palermo, _novi diadematis titulo coronatur_; la
+ quale circollocuzione sarebbe assurda per riferire il coronamento,
+ ma è un'ambage non straniera al Neocastro, nel supposto che ci
+ volesse significare come, senza la material cerimonia
+ dell'imposizione del diadema, il re fu abbastanza esaltato con
+ quel titolo che gli dava il voler della nazione.
+
+ La Cronaca siciliana, in Gregorio, Bibl. aragon., tom. I, pag.
+ 270, dice espressamente che, per l'assenza degli arcivescovi di
+ Palermo e Morreale, Pietro _non fu coronatu si non chiamatu di
+ lu populu_.
+
+ E quanto alla dipintura della cappella di Santa Maria
+ l'Incoronata, oltre che lo stile, per quanto io ne sappia vedere,
+ non è del secolo XIII, e molto meno appartiene a quel
+ tempo la forma de' caratteri, mi par manifesto che essa sia
+ piuttosto rappresentazione simbolica, che di un fatto vero e
+ reale. Perchè son dipinti nell'alto dell'incoronazione Pietro e
+ Costanza; quando si sa dalla Istoria, che Costanza venne in
+ Sicilia nel 1283, mentre Pietro era in Calabria; e che queste due
+ persone reali non si trovaron giammai insieme in Palermo. Di più,
+ in cima del dipinto si vede l'addogato giallo e rosso di casa
+ d'Aragona inquartato colle aquile sveve, che fu la divisa di
+ Federigo II, re di Sicilia, ma non mai di Pietro suo genitore. Per
+ queste ragioni io credo l'affresco fattura degli ultimi del secol
+ XIV; e che forse si volle con esso figurare il
+ coronamento di Pietro e di Costanza, perchè realmente non era
+ stato giammai, e parea bene riparare questa interruzione e
+ mancanza nella serie dei re legittimi coronati in quella cappella.
+ Certo egli è che questo dipinto, non contemporaneo e con due
+ anacronismi, non è tal monumento da aggiugner fede al fatto
+ taciuto o negato dai cronisti nazionali e dal d'Esclot.
+
+ D'altronde è naturale che Pietro cominciando a camminare con molto
+ riguardo verso la corte di Roma, si rimanesse dall'aizzarla con
+ questa altra cerimonia, che si potea volgere a carico di lui in
+ sacrilegio. E per vero il papa ne' suoi processi contro Pietro,
+ ricordando di avergli vietato di nominarsi re di Sicilia e di
+ servirsi del suggello reale con tal nome, e accagionandolo fin
+ delle più minute colpe, non toccò mai del coronamento; nè abbiamo
+ memorie di scomunica al vescovo che il coronò, quando ci restano
+ quelle fulminate contro i prelati che fornirono tal cerimonia con
+ Giacomo e Federigo.
+
+ Ognun vede che dopo questa disamina su i contemporanei e i
+ monumenti, non mi trattengo a parlare di ciò che scrivono del
+ coronamento di re Pietro il Surita, il Pirri, il Fazzello, il
+ Maurolico, e gli altri moderni.
+
+ [34] Si legge questo documento nell'Anon. chron. sic., cap. 40, e
+ altrove; ed è accennato in Raynald, Ann. ecc. 1282, §. 19.
+
+ Il Pirri, tom. I, pag. 150, non saprei su quale autorità, dice
+ mandata la lettera con Pietro Santafede arcivescovo di Palermo.
+ Per lo contrario io crederei piuttosto che quell'arcivescovo fosse
+ stato tutto di parte angioina. È valido argomento a supporlo
+ dimorante in Napoli in questo tempo, un diploma dato di Napoli a 2
+ maggio duodecima Ind. (1284), in quel r. archivio, reg. seg. 1288,
+ A, fog. 117, dal quale si vede che tra gli altri danari tolti in
+ prestito dalla corte angioina, v'ebbero once 200 dagli esecutori
+ del testamento _venerabilis patris quondam Petri Panormitani
+ archiepiscopi_.
+
+ [35] Saba Malaspina, cont., pag. 379.
+
+ [36] D'Esclot, cap. 91.
+
+ Montaner, cap. 64, dicon ciò; il primo de' Palermitani, il secondo
+ de' Messinesi.
+
+ [37] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 16.
+
+ [38] Montaner, cap. 62.
+
+ D'Esclot, cap. 92, dice data la posta a Randazzo.
+
+ [39] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 16 e 17.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 45.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 41.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 379.
+
+ D'Esclot, cap. 92.
+
+ Montaner, cap. 61 e 63.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 212.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 70.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 271.
+
+ Ho scritto secondo il d'Esclot i nomi degli ambasciadori, de'
+ quali alcuno è diverso in altri autori de' citati di sopra.
+
+ Il consiglio di affamar Carlo mandando la flotta aragonese, è dato
+ a Giovanni di Procida dal Malespini, dal Villani, e dalla Cronaca
+ della cospirazione.
+
+ [40] D'Esclot, cap. 92.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 45.
+
+ [41] Bart. de Neocastro, ibid.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 380.
+
+ [42] D'Esclot, loc. cit., descrive l'albergo dato in una chiesa,
+ senza letti, nè coltri, se non che trovaron fieno a ufo; e la
+ imbandigione di sei pani bruni, due fiaschi di vino, due maiali
+ arrosto, e un caldaio di minestra.
+
+ [43] Questa prima ambasceria è rapportata dagli scrittori
+ contemporanei in vario modo, ma tutti tornano a questo: che stando
+ Carlo d'Angiò all'assedio di Messina, Pier d'Aragona, già salutato
+ in Palermo re di Sicilia, mandava a ingiungerli che subito si
+ partisse dall'isola; e Carlo fremente per dispetto, ritorcea su
+ lui questa intimazione con molte minacce.
+
+ Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 17, Bartolomeo de Neocastro, cap.
+ 45 e 49, Montaner, cap. 61, Bernardo d'Esclot, cap. 92 e 93, dicon
+ di sola ambasciata, senza riferire le lettere. Secondo essi la
+ somma delle ragioni di Pietro era: il dritto della moglie e de'
+ figli, e la elezione de' Siciliani; onde a lui appartenendo il
+ reame, facea avvertito Carlo a sgombrarlo, e levarsi dalle offese
+ di Messina. Poco scrivon della risposta di Carlo; forse non amando
+ a ripetere ingiurie contro il re di Aragona.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 379 a 381, porta una epistola, ch'ei
+ dice breve e non è. Al magnifico uomo Carlo re di Gerusalemme e
+ conte di Provenza, Pietro d'Aragona e di Sicilia re. Trovandone in
+ Barbaria a guerreggiar contro infedeli, vennero oratori di Sicilia
+ ad esporre la tirannide che li opprimea. Perchè questo reame
+ appartiene alla consorte e a' figli nostri, non potemmo ricusare
+ il nostro aiuto alla Sicilia. Qui saputo l'assedio di Messina,
+ mandiamo a richiedervi che lo sciogliate; e, indugiando, muoveremo
+ con le nostre forze. Questo è il compendio dell'epistola.
+ Somiglianti parole mettonsi in bocca agli ambasciadori. Carlo
+ risponde loro a voce: maravigliarsi della non provocata offesa del
+ re d'Aragona; a sè appartenere il reame per concession della
+ Chiesa; Pietro usurpane il titolo per false ragioni; ma troppo ei
+ si affida in sè e in sua gente, se viene in arme contro a noi.
+ Mostreremgli adesso com'ei s'è gittato a impresa da stolto.
+
+ Nella cronaca del monastero di San Bertino, Martene e Durand,
+ Thes. Nov. Anec., tom. III, pag. 763, a un di presso è riportata
+ nell'istessa guisa la lettera di Pietro; se non che s'aggiugne la
+ circostanza, che a lui guerreggiante in Barberia, la corte romana
+ negò ogni aiuto; sulla qual ragione, come si ritrae da diverse
+ memorie, egli facea molto assegnamento. La risposta di re Carlo fu
+ aspra e villana; e conchiudea, che se Pietro avesse voluto
+ conservare ombra di riputazione, non avrebbe dovuto cacciar fuori
+ il capo dalla sua spelonca. Vedrebbesi al fatto, se questo giovane
+ sarebbe tanto audace da sostener i prodi Francesi pronti a
+ combatterlo.
+
+ In sensi non molto diversi, ma in tenore più breve, si leggono le
+ due epistole nella Cronica di Rouen, presso Labbe, Bibl.
+ manuscripta, tom. I, p. 380.
+
+ Nell'Anon. chron. sic., cap. 40, si legge al contrario una
+ epistola di Carlo a Piero, e la risposta: lunghe oltremodo,
+ intessute di frasi bibliche, e di ingiurie, tra le quali nuotano
+ le reciproche ragioni, che sono a un di presso quelle accennate
+ dianzi. Le stesse due epistole son trascritte da Francesco Pipino
+ nella sua Cronaca, lib. 3, cap. 15 e 16, in Muratori, R. I. S.,
+ tom. IX.
+
+ Ma in Giachetto Malespini, cap. 212, Giovanni Villani, lib.7, cap.
+ 71 e 73, e nella Cronica della cospirazione di Procida, pag. 271 e
+ 272, trovansi in forma assai diversa le due lettere: intorno le
+ quali poco io m'affaticherei, per la poca fede che do a quegli
+ scrittori, se non fosse che leggonsi con alcune varianti nella
+ raccolta degli atti pubblici d'Inghilterra per Rymer, tom. II,
+ pag. 225, senza data.
+
+ La lezione del Rymer è questa; nella quale noterò le varianti del
+ Malespini e del Villani, e quelle della Cronica siciliana che non
+ si limitino alla diversità del dialetto:
+
+ «Piero d'Araona e di Cicilia re (Piero di Raona re di
+ Cicilia--_Malespini_), a te Carlo re di Jerusalem et di
+ Proenza conte.
+
+ «Significando (Significhiamo--_Malesp. Villani_) a te
+ il nostro advenimento nell'isola de Cicilia sì come nostro
+ giudicato a me per autorità di Santa Chiesa e di messer lo papa
+ (papa Niccolaio e dei suoi frati cardinali--_Malesp._ e di lu
+ santu apostolicu papa Nicola terzu--_Cron. sic. della
+ cospirazione_) et de' venerabili Cardinali;
+
+ «Et poi (però--_Malesp. Villani_) comandiamo a te che
+ veduta questa lettera ti debbi levare dall'isola con tutto tuo
+ podere et gente:
+
+ «Sappiendo che se nol facesti (altramente--_Malesp._) i
+ nostri cavalieri et fideli vedresti di presente in tuo dannaggio
+ offendendo la tua persona e la tua gente.»
+
+ «Carolo per la Dio gratia di Jerusalem et di Cicilia re prence di
+ Capoa, d'Angiò et di Folcachier et di Proenza conte, a te Piero
+ d'Araona re et (conti di Barcellona--_Cron. sic._) di Valenza
+ conte.
+
+ «Maravigliamoci molto come fosti ardito di venire in sul reame di
+ Cicilia giudicato nostro per autorità di Santa Chiesa Romana;
+
+ «Et però ti comandiamo (e perzò ti cummannamu per l'autorità di
+ nostru cummannamentu chi immantinenti viduti, _Cron. sic._)
+ che veduta nostra lettera ti debbi partire dal reame nostro di
+ Cicilia sì come malvagio traditore (tradituri o di presenti
+ vidirriti lu meu adventu e di li nostri cavaleri li quali disianu
+ trovarsi cu la tua genti--_Cron. sic._) di Dio et Santa
+ Chiesa Romana:
+
+ «Et se nol facessi (E se ciò non farai ti disfidiamo, e di
+ presente ci vedrete in vostro dannagio--_Malesp._)
+ diffidiamti come nostro inimico et traditore; et di presente ci
+ vedrete venire in vostro dannaggio però che molto desideriamo di
+ vedere (voi e la vostra gente--_Villani_) noi et la nostra
+ gente con le forze nostre.»
+
+ Or sulla prima di queste epistole è da notare che Pietro allega la
+ sola fallace e ignota ragione della concessione di papa Niccolò
+ terzo, non accennata da lui nel manifesto scritto d'Affrica a
+ Eduardo, docum. VIII, nè ricordata da alcun documento, o memoria
+ degna di fede; e che per lo contrario tace le buone e solide
+ ragioni del dritto della regina Costanza, e della elezione dei
+ Siciliani, e l'altra, ch'ei tanto metteva innanzi, dei denegati
+ aiuti del papa contro gl'infedeli; le quali ragioni leggonsi nel
+ detto manifesto, in Saba Malaspina, nella Cron. di S. Bert., e
+ negli istorici siciliani e catalani più informati del linguaggio
+ della corte aragonese in quest'incontro. Questa circostanza sola
+ basta a mostrare apocrifa la lettera. È impossibile che Pietro
+ passando sotto silenzio i veri suoi dritti si fondasse tutto in su
+ quella vaga asserzione; e ciò contro il detto ai potentati
+ d'Europa; e ciò nel primo atto in buona forma ch'ei mandava allo
+ usurpatore; e ciò mentre papa Martino solennemente favoreggiava e
+ sostenea costui, onde sarebbe tornata vana qualunque anteriore
+ concessione di Niccolò III. Aggiungasi che se fosse stata vera
+ questa lettera di Pietro, la corte di Roma non avrebbe lasciato di
+ smentirlo; e che egli all'incontro, quando fu deposto dal reame
+ d'Aragona appunto pel fatto di Sicilia, avrebbe protestato di
+ certo, pubblicando la concessione di Niccolò III.
+
+ Tradiscon di più la risposta di re Carlo, quelle parole «malvagio
+ traditore di Dio,» nostro inimico e traditore. Si ponga mente in
+ prima, che nei diplomi autentici del duello dei due re, questi
+ gravi sfregi non si leggono, ma che Piero fosse entrato nel regno
+ di Sicilia contro ragione e in mal modo. E quando, fallito il
+ duello, Carlo rinfacciava al nimico le ingozzate offese (diploma
+ in Muratori, Ant. ital., tom. III, Dissertazione 39), faceasi con
+ molta cura a spiegare, che per quelle parole «contro ragione e in
+ mal modo» avesse voluto significare, il più cortesemente che si
+ poteva in carteggio di re, l'accusa di traditore; che Pietro
+ d'altronde avea compreso benissimo, e dettolo agli araldi che gli
+ portaron la sfida. Egli è evidente che re Carlo, se avea già
+ scritto letteralmente «malvagio traditore» in quella prima
+ epistola, ricordava adesso queste parole, e non silloggizzava di
+ averle adombrato in quel composto e misurato linguaggio.
+
+ A ciò s'aggiunga, che le due epistole son rese d'altronde sospette
+ dalle varianti tra i testi di Rymer, Malespini, Villani, e della
+ Cronica della cospirazione; e che a stento crederebbesi che due
+ principi, l'uno francese, l'altro catalano, le scrivessero in
+ volgare d'Italia; quando il carteggio tra' grandi, e gli atti
+ pubblici dettavansi di quel tempo in latino, e si sa essere stati
+ scritti in latino appunto e in francese i diplomi ne' quali
+ fermossi poscia il duello. Per queste ragioni le tengo apocrife,
+ come giudicarono il Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 5, e il Muratori,
+ Ann. d'Italia, 1282, che le disse fatture de' novellisti d'allora;
+ l'uno e l'altro anche senza avere per le mani il manifesto di
+ Pietro, nè la continuazione dell'istoria di Saba Malaspina. Nè
+ importa che trovinsi nella collezione degli atti pubblici
+ d'Inghilterra, quando nè erano scritte da quella corte, nè ad essa
+ drizzate; onde ben potè avvenire, che per via degli ambasciadori
+ mandati poi da Eduardo ai due re, o altrimenti, fosser capitate a
+ corte d'Inghilterra le copie che giravano per l'Italia di que'
+ supposti diplomi, ne' quali chiara si scorge l'impronta di mano
+ guelfa.
+
+ Io penso che, se lettere si scrissero in quell'incontro, fossero
+ ne' sensi riferiti da Saba Malaspina e dalla Cron. di S. Bert.,
+ che più si avvicinino a que' degli altri contemporanei, e ben
+ ritraggono del manifesto di re Pietro ad Eduardo d'Inghilterra più
+ volte ricordato di sopra.
+
+ Nei particolari dell'ambasceria di Pietro a Carlo ho seguito a
+ preferenza il d'Esclot, che vien raccontandoli assai minutamente,
+ in guisa da mostrarsene informato da vicino.
+
+ [44] D'Esclot, cap. 93.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 45 e 50.
+
+ [45] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 17.
+
+ Montaner, cap. 62, il quale dice mandati in Messina dal re 2,000
+ almugaveri. Di questa milizia farem parola nel cap. IX.
+
+ [46] Gio. Villani, lib. 7, cap. 74, seguendo Giachetto Malespini,
+ cap. 212, e portando com'esso il numero delle galee siciliane e
+ aragonesi a sessanta. Questo è manifestamente esagerato secondo
+ gli umori guelfi di que' cronisti; perchè si vedrà nel capitolo
+ seguente come Pietro, dopo ch'ebbe armato le galee di Messina, non
+ potè mettere in mare che cinquantadue galee.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 272, 273, con l'errore,
+ che Loria fosse l'ammiraglio aragonese, e che Arrighino mostrasse
+ non aver tanti legni da fronteggiare il nemico. Egli avrebbe detto
+ una evidente bugia, essendo di gran lunga più forte l'armata di re
+ Carlo, come si ritrae bene dal capitolo seguente.
+
+ [47] Saba Malaspina. cont., pag. 381 a 383.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 46.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 75.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 273.
+
+ Fra Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 6, in Muratori, R.
+ I. S, tom. XI, pag. 1188.
+
+ Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, parte 1, pag.
+ 608.
+
+ Il d'Esclot, cap. 93 e 94, accenna solo questo consiglio. Il
+ Montaner, cap. 65 e 66, dice anco del timore di movimenti in
+ Calabria, e forse nello stesso esercito angioino.
+
+ [48] Bart. de Neocastro, cap. 49.
+
+ [49] Bart. de Neocastro, cap. 47, 48.
+
+ [50] Bart. de Neocastro, cap. 49.
+
+ [51] Bart. de Neocastro, cap. 50.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14.
+
+ Questi porta la fazione dell'arcivescovado pria dell'assalto
+ generale; ma m'è paruto seguir piuttosto il Neocastro, che in ciò
+ non avrebbe ragione ad alterare il vero.
+
+ Il Montaner, cap. 64, dice d'una sortita gloriosa degli almugaveri
+ mandati dal re. Forse fu questa; ed ei tace la virtù de'
+ Messinesi, come il Neocastro quella degli ausiliari.
+
+ [52] Le date del Neocastro si riscontran perfettamente con quella che
+ si scorge da un diploma del 29 settembre 1282 (Docum. IX), dove
+ Carlo attesta essersi ritirato da Messina il 26 settembre.
+
+ [53] Bart. de Neocastro, cap. 50.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 17.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 41.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 383, 384.
+
+ D'Esclot, cap. 94.
+
+ Montaner, cap. 65, 66.
+
+ Pao. di Pietro, in Muratori, R. I. S. Agg., tom. XXVI, pag. 8.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 212.
+
+ Gio. Villani. lib. 7, cap. 75.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 273.
+
+ Questi due ultimi dicon lasciato da Carlo un grosso di genti in
+ agguato per ferir ne' Messinesi che uscisser sicuri; di che essi
+ accorgendosi, bandian pena del capo a chi andasse fuori della
+ città. Il tacciono gli altri; anzi Malaspina, d'Esclot e Montaner
+ dicono degli assalti dati alla coda dell'esercito che ripassava il
+ mare; e 'l Neocastro aggiugne, che facean battere i contorni
+ temendo appunto quell'insidia, ma non trovavano alcuno.
+
+ I particolari della ritirata non son tutti rapportati da tutti
+ questi scrittori.
+
+ [54] Gio. Villani, lib. 7, cap. 64.
+
+ [55] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 15.
+
+ [56] Bart. de Neocastro, cap 50.
+
+ [57] Montaner, cap. 43, dice che Messina non era allor murata; e si
+ vede anche dagli altri fatti riferiti da noi al principio del cap.
+ VII.
+
+ [58] Veggasi il giudizio delle operazioni militari di re Carlo, che
+ fa Montaner a cap. 66 e 71, che io non ho seguito del tutto,
+ perchè ridonda di preoccupazioni nazionali. Nondimeno è da
+ attendere alla conchiusione del Montaner, che Carlo si portò con
+ molta saviezza, nè potea fare altrimenti. Montaner era condottiero
+ sperimentato; e la sua cronaca è piena di precetti militari,
+ com'io credo, non ispregevoli.
+
+
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+Andata di re Pietro a Messina. Macalda moglie d'Alaimo. Fazioni
+navali. Pietro libera i prigioni di guerra. Parlamento in Catania.
+Trattato del duello tra i due re. Primi affronti delle soldatesche in
+Calabria. Carlo parte lasciando le sue veci al principe di Salerno.
+Almogaveri. Vittorie di Pietro in Calabria. Vien la reina Costanza co'
+figli in Sicilia. Principi di scontento tra i baroni siciliani e il
+re. Parlamento in Messina; ove Giacomo è chiamato alla successione, e
+ordinato il governo. Movimenti repressi da Alaimo. Gualtier da
+Caltagirone. Partenza di Pietro per Catalogna. Ottobre 1282 a maggio
+1283.
+
+
+Levato l'assedio, prima cura de' Messinesi fu di riconoscere le
+campagne, se vi si coprisse agguato di cavalleria nemica; ma fatti
+certi che l'oste s'era pienamente dileguata, non soggiornarono a
+mandare oratori a Pietro a Randazzo, invitandolo a città; com'eran
+essi impazienti di salutare il re nuovo, obbligato loro della invitta
+difesa, ed essi a lui del soccorso. E Pietro, fatta acconcia risposta,
+ove si rammaricava pur della fortuna, che gli avesse tolto di provarsi
+con l'arme in mano contro il Francese, mosse immantinenti alla volta
+di Messina con tutta l'oste siciliana e spagnuola; battendo la via
+delle marine settentrionali, perchè volea prima scacciar da Milazzo
+una punta di mille Francesi, lasciata in quel castello per fretta
+della ritirata, o appicco a nuovi disegni. Posato a Furnari perciò con
+le genti, mandava il dimane Giovanni de Oddone da Patti a intimare a
+quel presidio la resa: il quale non isperando veruno aiuto, rassegnati
+col castello le armi e i cavalli, passava sotto sicurtà in Messina e
+in Calabria. Nella terra di Santa Lucia l'Aragonese albergò[1]. {201}
+
+E qui prendiamo a narrare un fatto di femminil vanità o peggior
+debolezza, perch'ebbe seguito ne' casi dello stato, e dipinge al vivo
+re Pietro. Seconda moglie d'Alaimo fa Macalda Scaletta, disposata
+prima a un conte Guglielmo d'Amico, esule al tempo degli Svevi. Vedova
+di costui, dopo lungo vagare in abito da frate minore, e soggiorno men
+che onesto a Napoli ed a Messina, riavuti i suoi beni sotto il dominio
+di Carlo, maritossi Macalda ad Alaimo: si gittò gagliardamente poi
+nella rivoluzione dell'ottantadue, sconoscendo i beneficî
+dell'Angioino, o pensando che ogni rispetto privato dileguar si
+dovesse nella causa della patria; ma certo è da condannarsi per la
+tradigione de' Francesi di Catania, cui finse ricettare negli strepiti
+dopo il vespro, e poi li spogliò, e dielli in balìa al popolo. Governò
+indi Macalda quella città durante l'assedio di Messina[2]: ed or
+intesa la venuta di Pietro a Randazzo, affrettavasi a complire con
+esso. Superba nella baronale riputazione e nel gran nome del Leontino,
+appresentavasi al re con molta pompa, coperta a piastra e a maglia,
+trattando una mazza d'argento; e non ostante il suo quarantesim'anno,
+pur altrimenti pensava conquidere il re. Il quale, non badando ad
+amori in quel tempo, finse non la intendere; e di rimando davale
+cortesie; l'onorava assai nobilmente; con un corteo di cavalieri ei
+medesimo riconduceala all'albergo. Ma a ciò non fatta accorta Macalda,
+prese a seguirlo nel viaggio; e parvele il caso la fermata a Santa
+Lucia, onde con aria incerta e confusa veniane al re chiedendo
+ricetto, ch'erano occupati gli alberghi nè {202} altro luogo trovavasi
+nella picciola terra. Pietro, rassegnate a lei le sue stanze, passa ad
+altro albergo; e lì trova ancora, come a visitarlo, Macalda. Perciò
+schermendosi alla meglio, chiama nella stanza i suoi cavalieri,
+incomincia vacui ragionamenti: tra' quali pur domandava a Macalda qual
+cosa più temesse al mondo, e «La caduta d'Alaimo» ella rispondeagli; e
+richiesta qual fosse il suo maggior desiderio, «Mio non è, replicava,
+ciò che più bramo.» Ma il re sordo, pur moralizzava e novellava; e
+alfine gli si aggravaron gli occhi di sonno. A questa sconfitta la
+donna s'accomiatò, struggendosi tutta. E venuta in Sicilia la reina
+Costanza, Macalda mai perdonar non le seppe questa fedeltà dello
+sposo; e tanto crebbe nell'odio e nell'arroganza, che sè stessa e il
+canuto Alaimo precipitò[3].
+
+Ripigliato la notte stessa il viaggio, al nuovo dì, che fu il due
+ottobre, su pei luoghi arsi e guasti dalla nimica rabbia, che nè
+contadino vi si scernea, nè armento, nè vestigia di côlti venivano a
+stuoli i Messinesi a incontrare il re. Il quale festevolmente
+raccoglieli, e ringraziali, e Alaimo sopra ogni altro: che ponselo al
+fianco, e in pegno d'amistà gli viene svelando i sospetti, che sulla
+fede sua e de' Sicilian tutti avea cercato stillargli un tristo
+vegliardo, Vitale del Giudice, presentatogli a Furnari, com'esule,
+spoglio al mondo d'ogni cosa, per amor, dicea, della schiatta sveva,
+cui furo nimicissimi un tempo quest'Alaimo, questi or sì caldi
+parteggiatori. Tra cotali parole {203} pervenuti alla città, col folto
+popolo si feano innanzi al re i sacerdoti, i cittadini più autorevoli,
+e la sinagoga de' reietti Giudei, per loro ricchezze or carezzati, or
+manomessi in quei secoli. Solo cavalcava Piero con tutti onori di
+monarca: le strade al suo passaggio trovava parate a drappi di seta e
+d'oro; il suolo sparso di verdi ramoscelli ed erbe odorose. Smontato
+subito al duomo, rende grazie a Dio, entra in piacevoli parlari coi
+cittadini, affabile e grato in ogni atto; e loda i monumenti della
+città, e richiede d'ogni minuta sua cosa. Passò indi alla reggia,
+raccolto dalle più nobili donne, tra le quali non mancò la Macalda: ed
+ella ed Alaimo sedean anco a mensa col re. A ciò seguiron le pubbliche
+feste, splendidissime per la ricchezza, liete per l'affratellarsi dei
+cittadini coi seguaci di Pietro. Sciolsersi i voti fatti al Cielo nel
+tempo dell'assedio; nè altro spirava il paese, dice Bartolomeo de
+Neocastro, che ilarità, pace, e sollazzo[4].
+
+Ma ripigliaronsi in pochi dì le fatiche dell'arme, come vedeansi per
+lo stretto le nemiche navi a stuoli ritornar da Catona ai vari porti
+del regno. Era entrato il nove ottobre in Messina con ventidue galee
+catalane Giacomo Perez, natural figliuolo del re; e altre quindici
+delle disarmate in quel porto n'avea fatto allestir Piero tra gli
+stessi primi {204} festeggiamenti. Accozzate in tutto cinquantadue
+navi da battaglia, diè dunque principio a travagliare il nimico, non
+ostante la disuguaglianza delle forze; ma pensava esser quello
+scoraggiato e discorde, i suoi in su la vittoria. Nè ascoltò chi
+sconsigliava quest'impresa; montò ei medesimo sulle navi catalane;
+arringò alle ciurme; nel nome di Dio le benedisse promettendo
+vittoria, e sbarcò. Il dì undici ottobre, tornando i Catalani
+dall'inseguire invano un primo stuolo angioino pe' mari di Scilla,
+avvistatone un altro più grosso verso Reggio, mettono insieme coi
+Messinesi l'armata; contro vento e corrente vogan robusti sopra gli
+avversari. A ciò salito in furore re Carlo, facea tutte escir le sue
+navi al numero di settantadue, ma nè bene in attrezzi, nè in uomini;
+donde sbigottite a quel difilarsi de' nostri sì destri e bramosi della
+zuffa, rifuggironsi a terra. Spintesi allor le catalane e siciliane
+navi fin sotto le fortezze, chiamano a battaglia i nimici; li aizzano
+con le ingiurie; sfidanli coi tiri delle saette; nè traendoli fuori
+con ciò, tornansi bravando a Messina. Tre dì appresso, salpati da
+Reggio quarantotto legni, perchè speravan che il vento ripingesse in
+porto l'armata di Sicilia, essa li investì con tanta virtù sua e
+scoraggimento degli avversari, che una schiera di quindici galee
+nostre, trovandosi innanti nella caccia, pur sola diè dentro, e
+ventidue ne prese tra di Principato, marsigliesi e pisane. Quando di
+Calabria videro ingaggiare l'inegual conflitto, ch'era presso il
+tramonto del dì, non tenendo dubbia la vittoria, con luminarie la
+festeggiarono; onde molta ansietà ne surse in Messina; e s'accrebbe la
+dimane, scorgendo un grosso stormo di vele che drizzavansi al porto.
+Si distinser poi le insegne; sventolanti in alto le aragonesi e
+siciliane, strascinate in mare quelle d'Angiò; e tra l'universale
+giubbilo preser porto le navi, recando, narra il d'Esclot, quattromila
+cinquanta {205} prigioni. Caduto il dì, con fuochi e lumi sfolgoranti
+per tutta Messina, rendeasi cenno delle fallaci dimostrazioni della
+notte innanti in Calabria[5].
+
+Più nobil tratto e di più atto argomento Pietro adoperò co' prigioni.
+Due dì appresso, ritenendo soltanto i Provenzali, fatto adunar gli
+altri sul prato a porta San Giovanni[6], benigno parlava: conoscessero
+or lui e Carlo di Angiò; questi avrebbe messo a morte ogni prigione;
+ei liberi a lor case rimandavali senza riscatto, sol che promettessero
+non portare le armi contro Sicilia, e recasser lettere per Puglia e
+Principato, invitando que' popoli a mercatare nell'isola, che
+sarebbervi sicuri e graditi, venendo con intendimenti di pace. Offrì i
+suoi stipendi a chi volesse; agli altri fornì barche e vivanda; e fe'
+dispensare un tornese d'argento per capo. Talchè essi lietamente si
+tornavano, a spargere nel reame di terraferma le lodi del nuovo re di
+Sicilia; confortandoli {206} a gara i Messinesi con savie parole:
+nulla da' Siciliani temessero, nimici solo agli stranieri oppressori;
+alla gente italiana non già, che tratta a forza a questa guerra,
+benediva in suo cuore[7] la rivoluzione siciliana.
+
+Così entro due settimane, rincorati i Messinesi con tali ardimenti di
+naval guerra, cavata a' nemici ogni fantasia di ripassare in Sicilia,
+e gettata anco l'esca a' popoli di terraferma, Pietro cavalcò il
+sedici ottobre per Catania, a mostrare in val di Noto il viso e la
+benignità del principe nuovo. Onde in un parlamento di quanti sindichi
+di comuni si poteano in fretta adunare, ei stesso orò nella cattedrale
+di Catania: dalle unite forze avrebbero ormai sicurezza; godrebbersi
+lor franchigie, e giustizia nel governo, e riparazione di tutti gli
+abusi angioini; che il ben de' sudditi, dicea, è ben del monarca; la
+tirannide li avea spolpato, la libertà porterebbe rigoglio e dovizie.
+Cassò di presente le collette; abolì i dritti odiosissimi
+dell'armamento delle navi; bandì non tornerebber quelli mai più sotto
+il governamento suo, nè dei successori; mai la corona non leverebbe
+d'autorità propria generali nè parziali sovvenzioni. Il parlamento gli
+accordò allora i sussidi per sostenere la guerra: e a questo effetto
+ei torna senza dimora a Messina il ventiquattro di ottobre[8]. {207}
+
+Permutate lor sorti, la Sicilia si faceva ad assaltare, a portar
+fomite e aiuto ai popoli scontenti, a turbar di là dallo stretto ogni
+cosa: e Carlo alla meglio recavasi in atto di difesa nel discredito
+della sua diffalta. La vien palliando perciò con iscrivere ai
+magistrati di terraferma, affinchè non restin presi alle ciance del
+volgo, com'ei, dato spaventevole guasto alle campagne di Messina,
+percossa e condotta agli estremi la città, da non poterle ormai giovar
+nulla il sospeso assedio, sopravvenendo il verno, s'era consigliato,
+per la comodità delle vittuaglie e la sicurezza delle navi, a ritirar
+gli alloggiamenti un pocolin[9] di qua dallo stretto; per tornar poi a
+migliore stagione, con più formidabile apparecchiamento, da schiacciar
+sotto i suoi piè le corna dei protervi ribelli[10]. Cotesti vanti
+tradiva con una sollecitudine estrema di custodir le spiagge da tutta
+incursione di que' che pur chiamava pirati; e ponea velette e
+pattuglie; ordinava segnali, di fuoco la notte, di fumo il dì, che
+desser l'allarme scoprendo la nostra bandiera[11]: perchè in vero
+l'aragonese e siciliana flotta correa vincitrice il Tirreno; armandosi
+di più parecchi galeoni a corseggiare[12]; onde grave il danno, e
+maggior lo spavento, stendeasi per le marine di tutto il reame di
+Puglia. A mettervi riparo ordinò Carlo ancora di racconciar
+prestamente tutte le galee, e cento teride[13]. Rimandate le milizie
+feudali del regno e gl'italiani aiuti, tenne insieme i soli Francesi e
+{208} stanziali, che sommavano a sette migliaia di cavalli e dieci di
+fanti. Alla Catona e in altri luoghi marittimi di Calabria li spartì
+in grosse schiere: a Reggio ei rimase con la più forte[14]. E, per non
+sembrare inoperoso, un messaggio di rimbrotti mandò a re Pietro, già
+tornato a Messina.
+
+Per Simon da Lentini, frate de' predicatori, il mandò, che affidato
+nella chierca, rinfacciava al re d'Aragona: l'ingannevole risposta su i
+primi armamenti suoi; la guerra non denunziata, portata mentre fingeva
+amistà e trattava parentado; l'occupazione ingiusta del reame: con
+l'arme gliel proverebbe re Carlo. A que' detti che suonavano slealtà e
+tradimento, balzò Pietro dal seggio, concitato nei passi, alterato il
+sembiante; ma in un attimo tornando padrone di sè, gli fea bilanciata
+risposta: tra lui e 'l conte d'Angiò gli omicidî di Manfredi e Corradino
+aver già da lungo tempo rotto la guerra: a ragione tener questo reame,
+per eredità ed elezione de' popoli: mentir però chi gli apponea
+tradigione: e sì che il sosterrebbe in duello[15]. Onde due messaggi
+inviò a re Carlo, coi quali delle condizioni {209} del duello si disputò
+lunga pezza; perciocchè re Carlo non amando a misurar le declinanti sue
+forze con la robusta età dell'Aragonese, volea compagni molti al
+combattere, chè tanti sì prodi, avvisava, non potrebbe trovar
+l'avversario: e questi, tenendosi al singolare combattimento, offria
+venirne senz'arnese contro Carlo coperto di tutt'arme; e sì ricusava il
+duello in Calabria, a meno che non gli si desse in istatico il principe
+stesso di Salerno. Accordaronsi al fine che i due re con cento cavalieri
+per ciascuno s'affrontassero a provare: «Carlo, come provocatore, esser
+Piero entrato nel reame di Sicilia contra ragione e in mal modo, senza
+sfidarlo dapprima: e il re di Aragona, come difensore, che l'occupazione
+e tutt'altro fatto contro Carlo, non fossero macchia all'onor suo, nè
+opera da vergognarne dinanzi a dignità di tribunale o cospetto d'uom
+giusto.» Ad ultimar la scelta del luogo e del tempo, si deputavan sei
+cavalieri dell'uno e sei dell'altro, per lettere patenti date il
+ventisei dicembre. I quali, convenuti nel real palagio di Messina,
+ferman, che si combatta in campo chiuso nel contado di Bordeaux in
+Guascogna, come vicino a Francia e ad Aragona, e tenuto dal giusto
+Eduardo re d'Inghilterra: il primo giugno milledugentottantatrè si
+presentin quivi i {210} due principi a Edoardo, o a chi egli manderà, o,
+in difetto, a chi per lui regga la terra; ma, salvo nuovo accordo, non
+si venga allo scontro, se non presente Eduardo; aspettandolo infino a
+trenta dì, sotto fede di non si offendere reciprocamente in Guascogna
+infino al duello e otto dì appresso. Stipulano in ultimo che qual manchi
+ad appresentarsi co' suoi campioni, tengasi d'indi in poi «vinto,
+spergiuro, falso, fallito, infedele e traditore, spoglio del nome e
+onore di re». Ratificaron ambo i principi questi capitoli con sacramento
+sugli evangeli. E com'era costume, chiamandosi a guarentigia dei re i
+veri arbitri dello stato, quaranta per ciascuna parte de' primari baroni
+e capitani giuravano sul sacro libro, che legalmente e di buona fede
+secondo lor potere procaccerebbero l'osservanza di que' patti: che se il
+lor principe fallasse, mai più non vedrebbero la persona di esso, nè
+aiuto di braccio gli presterebbero, nè di consiglio. Da loro soscritti e
+dai re in buona forma, si stendean di tutto ciò due atti, dati, quel di
+parte aragonese di Messina, l'altro di Reggio; ambo il trenta dicembre:
+e in questo leggesi, tra molti nobili nomi francesi, un Giovanni
+Villani, congiunto forse del fiorentino istorico[16]; nel primo notansi
+Alaimo di Lentini, il conte Ventimiglia, Ruggier Loria, Gualtiero di
+Caltagirone, e Pietro fratello, Giacomo Perez, natural figliuolo del
+re[17]. Gli scrittori parteggianti {211} per l'uno o per l'altro dei
+principi li accusavan poscia vicendevolmente d'inganno. Dissero i
+nostri, che Carlo pretestando il duello volesse trar di Sicilia il
+rivale, per riassaltar l'isola più francamente, e spegner il fomite di
+ribellione in terraferma[18]. Di pari astuzia i Guelfi accagionavan
+l'Aragonese, supponendolo erroneamente provocatore al duello, come se
+per tema delle forze superiori di Carlo divisasse differir tanto la
+guerra, che inoperosi morissero nel meridional clima i Francesi[19].
+Pensasserlo o no, Carlo e Pietro uomini eran ambo da meritare l'accusa.
+Ma forse la sfida non fu che un appello alla opinione pubblica alla
+guisa dei tempi; come un Pietro e un Carlo d'oggidì {212} farebbero con
+promulgar dicerie d'umanità, legittimità, bilancia di potere, comodi de'
+commerci, bene de' popoli.
+
+E Pietro ebbe il destro d'esplorar pei messaggi affaticantisi in que'
+riti cavallereschi, la condizione e postura de' nimici, su i quali
+s'apprestava a portar la vera guerra[20]: e volle incominciarla con
+infestagion di truppe leggiere, che riconoscesser meglio il paese, e
+gli coprisser lo sbarco. Ondechè sapendo da Bertrando de Cannellis,
+reduce dal campo francese, come duemila cavalli e altrettanti pedoni a
+mala guardia se ne stessero alla Catona; mosso ancora dal pregar degli
+almogaveri, ch'anelavan battaglia e bottino, il sei novembre appresso
+il tramonto, fea partir chetamente da Messina quindici galee con un
+grosso di fanti sotto il comando del suo natural figliuolo; cui pur
+non affidò altrimenti il disegno, che in un plico da schiudersi in
+mare. Colto all'improvvista così a profonda notte il presidio della
+Catona; fatto assai strage e prigioni; volti in fuga i più; e
+incalzati infino a Reggio: che fu trapasso degli ordini,
+pericolosissimo perchè raggiornava. Spiacque al re sì forte la
+temerità di Giacomo, che per amor che gli portasse, nè per merito
+della vittoria e preda, non si trattenne dal torgli il comando: e a
+stento ad intercession de' baroni gli perdonò gastigo più grave;
+pensando che solo uno estremo rigor di ordini potesse render
+sicuri[21] quegli audacissimi {213} colpi tra tante grosse poste
+nimiche. Per pratiche ebbe intanto la terra di Scalea in Principato;
+al cui reggimento il dì undici novembre mandò Federigo Mosca conte di
+Modica[22]. Cinquecento uomini pose sulla estrema punta di Calabria: i
+quali annidatisi negli antichi boschi di Solano, costernavano il
+presidio di Reggio, con iscorrere in masnade pei contorni, rapir
+vittuaglie, infestare le strade, tutte comunicazioni troncargli[23].
+
+Tra queste scaramucce e 'l trattato del duello, il sanguinoso anno
+ottantadue chiudeasi chetamente, lasciando i semi sì di lunghissime
+guerre; alle quali non erano per mancare nè motivi, nè danari, nè
+uomini. Perchè oltre la propria potenza di Carlo, la corte di Roma
+vedendo tornar vane le prime prove, cominciò a rinforzare i comandi
+spirituali e le pratiche, co' sussidi di moneta; le città guelfe
+d'Italia, necessitate da lor maligna stella a sostener la casa
+d'Angiò, mandaron tuttavia molte genti, e talvolta anco danaro; ed
+oltre le Alpi la guerriera schiatta francese era pronta sempre a dare
+il suo sangue. Infin dal primo annunzio della strage in Sicilia, il
+principe di Salerno corse di Provenza a Parigi, a rincalzar le
+inchieste del padre, a comporre le liti che questi avea con la regina
+Margherita di Francia per cagion delle contee di Provenza e di
+Forcalquier[24]. {214} Ottenne da Filippo l'Ardito un sussidio di
+quindici mila lire tornesi[25], e favore a levar a un di presso mille
+uomini d'arme. Questi condotti dal principe e da' conti d'Alençon,
+Artois e Borgogna del sangue reale di Francia, e spesati in parte dal
+papa[26], con assai altri cavalieri passavano in Italia in due
+schiere, tra la state e l'autunno ed[27] alle Calabrie avviavansi,
+dove sempre furono combattute le guerre dei due reami di Sicilia e di
+Puglia, e gli uomini per somiglianza d'indole e paese, più tennero a'
+vicini d'oltre lo stretto, che a que' di terraferma. Al tempo
+medesimo, il papa consentiva a Carlo, che ne' presenti pericoli dello
+stato mettesse presidio nelle fortezze di Monte Casino, e in
+tutt'altre possedute da corpi ecclesiastici nel regno suo, sotto fede
+di restituirle a ogni cenno della Chiesa[28]. Ed egli, sentendosi per
+tali aiuti più sicuro in quelle province, partì come per andarsi al
+duello, che ancor gliene avanzavano cinque mesi; ma fu che volle
+ultimar da sè stesso le pratiche con Francia e col papa[29]; o {215}
+sforzato da' tempi a moderare in Puglia la dura dominazione, gli
+rifuggì l'animo superbo dal farlo con le mani sue proprie. Pertanto,
+creato vicario generale del regno il principe di Salerno, unico
+figliuol suo, per nome anche Carlo, e da vizio della persona detto lo
+zoppo, comandò da Reggio il dodici gennaio milledugento ottantatrè ai
+magistrati e officiali, che a costui ubbidissero come alla persona sua
+stessa[30]. Altresì gli commetteva lo esercito[31]. Ma pria per
+consiglio de' conti di Alençon, Artois, Borgogna, Squillace, Acerra,
+Catanzaro, mutò la linea di difesa dalla riva del Tirreno al corso del
+Metauro; o perchè i nostri tenendo il mare e i boschi di Solano
+affamavan tutta la estrema punta delle Calabrie[32], o perchè ei pensò
+adescarli tant'oltre, che in mezzo ai suoi formidabili cavalli
+s'avviluppassero[33]. Perciò, abbandonata Reggio e i contorni, accampò
+il grosso delle genti nelle pianure di Santo Martino e di Terranova; e
+posò forti schiere in alcuna terra all'intorno. E pria che sgombrasse
+Reggio, i cittadini tanta finser nimistà coi Messinesi, e paura e
+incapacità a difender la terra senza presidio francese, che il re
+assentia si desser pure al nemico, se così portasse la fortuna, e non
+ne avrebber nota di fellonia. Com'ei volge le spalle, i Reggiani,
+{216} per oratori raccomandati ai Messinesi, offron sè stessi e la
+città a re Pietro[34].
+
+Avea già questi messo in punto ogni cosa al passaggio; affidato al pro
+Ruggier Loria il comando della flotta[35]; accozzato in Messina tra
+Catalani e Siciliani gran podere di gente[36]; chiamando al militare
+servigio i baroni dell'isola, ch'alacremente il seguiano[37].
+Quell'oste il re ordinava con poca man di cavalli, ed elette bande
+d'arcieri, balestrieri, e sopra tutto almugaveri: fanteria spedita,
+chiamata così dagli Spagnuoli con moresco vocabolo. Breve saio a
+costoro, un berretto di cuoio, una cintura, non camicia, non targa,
+calzati d'uose e scarponi, lo zaino sulle spalle col cibo, al fianco
+una spada corta e acuta, alle mani un'asta con largo ferro, e due
+giavellotti appuntati, che usavan vibrare con la sola destra, e poi
+nell'asta tutti affidavansi per dare e schermirsi. I lor condottieri,
+guide piuttosto che capitani, chiamavansi, anche con voce arabica,
+adelilli. Non disciplina soffrian questi feroci, non aveano stipendi,
+ma quanto bottino sapessero strappare al nimico, toltone un quinto pel
+re; nè questo medesimo contribuivano, quand'era cavalcata reale, ossia
+giusta fazione. Indurati a fame, a crudezza di stagioni, ad asprezza
+di luoghi; diversi, al dir degli storici contemporanei, dalla comune
+degli uomini, toglieano indosso tanti pani quanti dì proponeansi di
+scorrerie, del resto mangiavan erbe silvestri ove altro non
+trovassero: e senza bagaglie, senza impedimenti, avventuravansi {217}
+due o tre giornate entro terra di nimici; piombavano di repente, e
+lesti ritraeansi; destri e temerari più la notte che il dì; tra balze
+e boschi più che in pianura; fortissimi ovunque i cavalli non potesser
+combattere. Ben seppe farne suo nerbo alla guerra delle montuose
+Calabrie re Pietro; e agevolmente li ordinò, perchè gli alpigiani
+Spagnuoli solean darsi a quest'aspra milizia, ed or parea fatta pei
+Siciliani, nati tra montagne, svelti, audaci, di mano e d'ingegno
+prontissimi[38].
+
+Con sì fatta gente a valicare lo stretto si apprestava re Pietro,
+saputo l'indietreggiar de' nemici, quando l'ambasceria di Reggio sì
+l'affrettò, che il dì appresso che fu il quattordici di febbraio,
+navigava a quella città; recando seco nella sua galea medesima tra i
+più fidati baroni Alaimo di Lentini. Accolsero tanto più lieti i
+Reggiani, quanto, aperto il mare, dopo lunga penuria, ogni vivanda
+appo loro abbondò. L'oste parte albergava per le case; parte, non
+bastando quelle, attendavasi alla campagna. Tutta la Calabria allora
+piena della riputazione del re, cominciò {218} occultamente a
+inviargli messaggi: e prima Geraci scoprissi, ov'ei mandò Ruggier
+Loria, e Naricio Ruggieri conte di Pagliarico, l'uno a prender,
+l'altro a regger la terra[39]. Egli intanto disegnando accostarsi al
+nemico esercito, il dì ventitrè febbraio, con un sol compagno a
+cavallo, trenta almugaveri e una guida, per cupi sentieri di valli e
+boschi infino agli alloggiamenti si spinse a riconoscere. Tornatosi a
+Reggio, conduce i suoi pei boschi di Solano; e ad otto miglia dal
+grosso delle genti francesi, e non guari lontano dalle altre lor
+poste, li accampa in un rispianato che ha nome la Corona, sopra
+alpestri e salvatichi monti, sicuro da assalti, comodo portarne su i
+luoghi bassi d'intorno. Quivi i Greci del paese, usi a praticar senza
+sospetto tra i nimici, d'ogni fiatare di quelli il ragguagliavano.
+Cheto aspettando ei posava, come se quelle foreste lo avessero
+inghiottito; tantochè in Calabria il bucinavano già uom dappoco e
+acquattatosi per paura[40].
+
+Quand'ecco stando agli alloggiamenti a Lagrussana presso Sinopoli
+cinquecento cavalli capitanati da Ramondo de Baux, mentre stanchi di
+gozzoviglia senza scolte straccurati giaceansi una notte, repente un
+fracasso li riscuote; gli almugaveri come torma di lupi saltano tra
+gli alloggiamenti; scannano, rapiscono; sconosciuto tra i gregari
+ammazzan Ramondo; e prestissimi dileguansi col bottino[41]. Non andò
+guari che un Arrigo Barrotta tesoriere di Carlo, recando sei mila once
+per gli stipendi dello esercito, nella terra di Seminara albergò;
+stanza in quel tempo di ottocento cavalli francesi. Avutane spia re
+Pietro, l'adescò lor mala guardia, e più la moneta. Onde il tredici
+marzo a sera, {219} ei stesso con trecento cavalli e cinquemila
+almugaveri calavasi chetamente da Corona: e giunto a tre miglia da
+Seminara, fatte posar le genti svelò il meditato colpo. Quel generoso
+Alaimo il contrastava. Qual lode a re, dicea, da notturna rapina, e
+disutile strage? Vano il pensier sarebbe di tener Seminara sì presso
+al campo nimico. Lasciata dunque la misera terra, al campo si vada: lì
+il principe di Salerno, il fior della corte di Francia, sbadati,
+sicuri; investisserli risolutamente; che l'audacia partorirebbe
+fortuna, o gloria certo. Taccion le istorie il contegno del re, le
+parole, che furon certo pacate, i proponimenti, forse fieri e
+sinistri, che gli si ribadirono in mente contro l'eroe di Messina.
+Ostinato a Seminara ei marciò. Dove mentr'una schiera accostavasi al
+muro debolmente combattuta delle guardie, gli altri occupate
+velocissimi le porte, troncano ogni difesa. Il re, come se
+pratichissimo della terra, dritto sprona all'albergo del tesoriero: nè
+la moneta pur trova, mandata al principe il dì innanzi. Allora,
+postosi fuor dalle mura, alle riscosse contro gli aiuti che potesser
+venire dal campo, inondan Seminara gli almugaveri. Il Barrotta,
+d'ordine chierico, soldato a' costumi, desto dal fracasso, lasciando
+una donna che seco avea, sorge, dà di piglio all'armi, e fieramente
+difendendosi è morto. Cadon altri resistendo; e fuggono i più, qual
+senza panni, quale a piè, qual balzando sull'ignudo cavallo; ma era
+gente sì ordinata, che, non ostante il subito scompiglio, da
+cinquecento rannodaronsi di lì a una mezza lega aspettando il dì, e
+partendosi poi i nostri, rientrarono in Seminara. Messa questa intanto
+a ruba e a guasto: per severo divieto del re furon salve tuttavia le
+vite degli abitanti, che fuggendo si dileguaro. Al nuovo albore
+straccarichi di preda rinselvansi i Catalani e i Siciliani alla
+Corona; non molestati dal nemico, il quale agli avvisi dei fuggenti
+s'era desto a tumulto, ma sorpreso e scoraggiato sì fattamente, che
+volendo {220} il principe di Salerno muover pure a un assalto, niuno
+nol seguì. La dimane ei manda un drappel di cavalieri a Seminara; da'
+quali intendendo non potersi munir contro nuova fazione, perchè non
+n'abbia comodità il nimico, la fa sgombrar anche da terrazzani,
+spartiti per le altre terre di Calabria ad accattare il pan
+dell'esilio[42].
+
+Con questo notturno guerreggiare e occulto adoprare, il re d'Aragona
+occupò parecchie terre intorno il campo stesso nemico; menomandosi ad
+ogni dì le speranze nei Francesi, che senza ferir colpo consumavansi.
+Per lo contrario crescea Pietro di riputazione e di forze; e la
+catalana e siciliana gente imbaldanziva per la fortuna dell'arme e per
+lo ricco bottino: che per lo bottino, scrive un guelfo, assalivan le
+terre; per la moneta del riscatto facean prigioni, e per le cuoia
+rapivan gli armenti[43]: e anco dal catalano Montaner s'intende come
+quelle masnade a gara chiedesser le più rischiose fazioni per
+arricchirsi, e cupide e animose nè a numero nè a forza de' nemici
+badassero[44]. E {221} già, come signor de' mari, stendendosi Pietro
+più a dilungo, prende sull'Adriatico Geraci, chiamato da' terrazzani.
+Quivi, serratosi nella rocca a' movimenti primi de' cittadini il
+presidio francese capitanato da un Guidone Alamanno, il re d'Aragona
+gli dava assalti ogni dì; e per fame e sete già riducealo, quando un
+sospetto d'umori nuovi in Sicilia, il fe' precipitare al ritorno[45].
+
+In questo tempo la regina Costanza, chiamata da Pietro, fin quando
+pattuivasi il duello perchè restasse al governo in Sicilia, era venuta
+di Catalogna in Palermo co' minori figliuoli suoi, Giacomo, Federigo,
+e Iolanda[46]; seco recando cortigiano o consigliero quel Giovanni di
+Procida, che sulle memorie degne di maggior fede or la prima volta
+appar venuto in Sicilia, nè più se ne facea menzione dopo quegli
+antichi disegni tra esso, Loria, ed il re[47]. Vedendo dunque la
+figlia di Manfredi, e i giovanetti principi di vago e nobil {222}
+sembiante, la moltitudine esultava e plaudiva; soddisfatta alsì dalle
+novità, e dalle vittorie di terraferma. Ma tra i baroni e' l re
+nasceano molti sospetti. Perch'avendogli dato quei la corona, superbia
+in loro, e nel re dispetto del troppo beneficio, lavoravan tanto, che
+a' baroni non bastava guiderdone o favore, al re parea fellonia ogni
+picciolo scontento; e cominciava egli a giocare con suoi scaltrimenti
+per abbattere i più audaci. È probabile inoltre che cagionasse
+dispiacere la pattuita e mal osservata ristorazione agli ordini
+pubblici de' tempi di Guglielmo il Buono[48], di cui s'avean idee
+indefinite e pressochè favolose: onde tanto più ardentemente li
+vagheggiavano i popoli, tanto più diveniano difficili a soddisfarsi;
+nè Pietro era principe arrendevole, nè mantenitor di franchige che
+menomassero l'autorità regia. Pungea fors'anco i nostri invidia de'
+Catalani, e del non aver parte abbastanza ne' pubblici affari; onde
+alcun pensava non aver mutato la tirannide in libertà, ma la persona
+del principe e la nazione de' signori: i quali umori è naturale che
+da' baroni passassero anco ne' popolani più veggenti, nè ignoti
+restassero al re. Stando Pietro così sotto il castel di Geraci,
+avvenne che il dì otto aprile, preso uno spion de' nemici, rivelava
+pratiche del principe di Salerno in Sicilia. Confessò, dice il
+Neocastro, essersi indettato Gualtier da Caltagirone a dargli in balìa
+tutta l'isola, se alla partenza di Pietro per Bordeaux, mandasse {223}
+in alcun porto di val di Noto cinquanta galee con un grosso di cavalli
+francesi. Il quale Gualtiero, signor di Butera e d'altri feudi,
+possente sopra ogni altro in val di Noto, e famoso appo i narratori
+della congiura di Procida, al primo avvenimento del re avea chiesto
+d'andar tra i cento campioni al duello; ma poi deluso nelle sue
+ambizioni, o sospicando de' governanti, venne a tanta contumacia, che
+solo tra' siciliani baroni, per inviti che replicassegli il re, niegò
+di seguirlo in arme in Calabria. Ciò dunque a' detti della spia
+aggiugnea fede[49]. Saba Malaspina sol narra, che mandata la spia
+prima della forca a' tormenti, svelato avesse vaghe macchinazioni in
+Sicilia; e che questo indizio, riscontrato co' sospetti anteriori,
+conducesse a supporre una cospirazione contro la reina e i figliuoli,
+trattata con parecchi baroni da Palmiero Abbate, oriundo di Trapani,
+cittadin palermitano, ricchissimo in val di Mazara per terreni ed
+armenti, prode in arme, picciol di persona, grande di fama[50]. Del
+resto poco montano i nomi, e certo ritraesi nata nel baronaggio una
+trama, o supposta e spacciata da Pietro perchè la temea. In quel tempo
+stesso gli giunse la nuova dello arrivo della reina in Palermo; e andò
+in Calabria a trovarlo Piero fratel suo, ansioso tornandogli alla
+mente il solenne patto del duello; che il dì sovrastava; che {224} mai
+spergiuro non infamò il sangue regio d'Aragona; non si mostrasse egli
+primo a tutta cristianità mancatore e codardo. Stretto dunque a tornar
+di presente in Sicilia e affrettarsi al duello, fremendo Pietro si
+restò dalla impresa di Calabria; le terre occupate abbandonò; sciolse
+l'esercito: e lo stesso dì Gualtier da Caltagirone alfin veniva al
+campo di Solano: tardo consiglio in vero a purgar sì gravi
+sospetti[51].
+
+A dì quattordici aprile, con le genti e il vasto bottino, Pietro
+valicava lo stretto. Il ventidue la reina co' figli, chiamata da
+Palermo, con lui si trovò a Messina[52]. Dove adunati a parlamento il
+dì venticinque i sindichi delle città, per ordinare lo stato prima
+ch'ei si partisse dall'isola, con assai dimostrazione di affetto, il
+re lor presentava que' suoi carissimi pegni, e: «Partir, dicea, m'è
+forza da questa terra, che amo quanto la stessa mia patria. Io vado
+innanti a tutta cristianità a confondere il superbo nostro nimico; a
+vendicare il mio nome nel giudizio di Dio. Perchè tutto io ho commesso
+alla fortuna per amor vostro, o Siciliani; e nome, e persona, e regno,
+e l'anima stessa. Nè men'incresce già, vedendo coronata l'impresa
+dall'onnipossente man del Signore; il nimico lungi di Sicilia;
+inseguito e prostrato in terraferma; ristorate le vostre leggi e
+franchige; voi crescenti a ricchezza, a gloria, e prosperità. Lasciovi
+una flotta vincitrice, capitani provati, fedeli ministri, la reina
+vostra e i nipoti di Manfredi. Questi giovanetti, la più cara parte
+delle mie viscere, io v'affido, o Siciliani, nè tremo per essi. Anzi,
+com'aspri e dubbi sono i casi della guerra, ecco novissima guarentigia
+a' vostri dritti: Alfonso avrassi alla mia morte Aragona, Catalogna e
+Valenza; Giacomo, secondo figliuol mio, mi succederà sul {225} trono
+di Sicilia. La reina e Giacomo terranno finch'io sia lungi le veci di
+re. E voi docili serbatevi al paternale impero; forti contro i nimici,
+e sordi alle insidie di chi cerca novità per vendervi ad essi.» Poi
+volto ad Alaimo: «Sian tuoi figli, disse, la mia consorte, i miei
+figli! e voi qual padre onoratelo[53].» Assentiva il parlamento la
+successione di Giacomo, proposta forse dal re, perchè il parlamento e
+la nazione voleanla; non soffrendo che l'antico reame ridivenisse
+provincia d'altro più lontano, e ubbidisse a gente straniera. Così
+riparato alla principal cagione di scontento, volle anche rafforzarsi
+della virtù e gloria di Alaimo. Il creò gran giustiziere[54]; ma gli
+altri maggiori ufici die' a suoi fidati: fatti Ruggier Loria grande
+ammiraglio[55]; Giovanni di Procida gran cancelliere, e il catalano
+Guglielmo Calcerando vicario, forse nel comando dell'esercito; e anco
+l'armò cavaliere. Gli ufici minori accomunò ancora tra Catalani e
+Siciliani: volle che in tutto il maneggio dello stato nulla senza
+saputa della regina non si comandasse. Ciò ordinato, cavalcò via da
+Messina il ventisei aprile; e prima investì Alaimo delle signorie di
+Buccheri, Palazzolo e Odogrillo; e baciatolo affettuosamente, gli donò
+il suo {226} proprio destrier da battaglia, la spada, l'elmo, e lo
+scudo[56].
+
+Con questi ordinamenti Pietro a tempo racchetò la nazione, e potè
+senza pericolo, pria ch'ei lasciasse l'isola, assicurarsi con pronti
+fatti de' pochi tuttavia discredenti e {227} immansueti. Volle mostrar
+da vicino la regia autorità per le terre più affette a Gualtier da
+Caltagirone. Però comanda che l'infante ed Alaimo il seguan tosto; ed
+ei va a Mineo il ventotto aprile: dove intendendo essersi gridata già
+a Noto la ribellione, a stigazion di Gualtiero, da Bongiovanni di
+Noto, Tano Tusco, Baiamonte d'Eraclea, Giovanni da Mazzarino, Adenolfo
+da Mineo e altri molti, aspetta Alaimo e il figliuolo; consultane con
+essi di sopraccorrere su i sollevati senza dar loro tempo a ordinarsi;
+e avvia que' due a Noto; ei cavalca per Caltagirone a trovar dritto
+Gualtiero. L'irresoluto non l'aspettò; ma borbottando co' suoi che non
+sosterrebbe il sembiante di questo principe, cortese a lui sì, ma
+soperchiatore e pessimo nella signoria, si ridusse nella forte terra
+di Butera. Il re vedendolo dileguare e spregiandolo, senz'altro
+indugio fu a Trapani ad affrettare il viaggio[57].
+
+Alaimo intanto spegnea senza sangue i ribelli. All'entrar di maggio
+appresentatosi a Noto con Giacomo, lascia il giovanotto poco lungi
+dalla città; egli fattosi con quattro uomini soli alla serrata e non
+difesa porta, e abbattutala, al popol grida a gran voce, che corra
+all'incontro del re. E il popolo, aggreggatoglisi intorno a que'
+detti, docilmente correva a salutare l'infante; perchè se il nome di
+Gualtiero e' l romor de' suoi seguaci il sommossero un istante, non
+potea per anco bramar gagliardamente nuove mutazioni di stato; nè
+senza forte volere il popol resiste a grandi nomi ed opere risolute.
+Indi ognuno abbandonò Bongiovanni, che minacciando era accorso; ma
+forza gli fu arrendersi ad Alaimo, e gittargli ai pie' le sue armi.
+Tano Tusco fuggendo è preso, e alla tortura svela ogni cosa[58].
+
+Ignorando questi eventi, Gualtiero se ne stava in Butera, armato come
+in ribellione, e spreparato d'animo e di guardie {228} come in piena
+pace; quando il tre maggio con grossa scorta l'infante ed Alaimo vi
+cavalcarono: e fermatosi a riva il fiume Giacomo con le genti, Alaimo
+ascese il poggio; sforzò le porte senza contrasto, come a Noto; ed
+entrando esortò anco la moltitudine a farsi innanti a Giacomo con
+dimostrazioni di lealtà e di gioia. Onde i terrazzani, i quali a
+Gualtiero non eran sì devoti, ma li tenea sospesi spargendo partito il
+re, ita sossopra in Sicilia la dominazione d'Aragona, ora al nome di
+Alaimo, al saper sì presso l'infante, non pensarono ad altro che a
+fargli onore; e maledicendo Gualtiero e sue fole, chi affollavasi alle
+porte, e chi si calava da' muri, e tutta la moltitudine scendendo al
+fiume per quella pendice si sparse. Alaimo non s'arrestò che non
+trovasse prima Gualtiero. Smonta al palagio; entra: e da sessanta
+masnadieri toscani tutti armati a mensa sedeano con Gualtiero,
+banchettando e bravando, allorchè il fier vecchio fattosi innanti,
+franco salutò la brigata. Ammutolirono per maraviglia e dubbiezza:
+pendean tutti dal lor signore, che nulla si mosse; appoggiò la guancia
+sulla mano, il gomito sul desco; e affisava il volto d'Alaimo senza
+fiatare, se sbigottito o minaccioso non sel sapeva egli stesso. Alaimo
+si pentì quasi del troppo osare. Tacque un attimo; e risoluto: «Che
+vaneggi, o Gualtiero? gli disse. E tu al più vil de' tuoi mercenari
+stenderesti la mano, renderesti il saluto; ed Alaimo cavaliero, Alaimo
+amico, nelle tue stanze così raccogli! Or più che non pensi amico io
+vengo. Vedi in chi ti affidavi! Vedi i tuoi vassalli precipitarsi
+incontro all'infante Giacomo, e menarlo a trionfo! Su, vien meco a
+fargli omaggio ancor tu, mentre ti avanza un altro istante a campar da
+ruina certissima[59].» Tentennò Gualtiero: chiedea sicurtà che nol
+menerebbero oltre i mari al conflitto de' cento; al che rinfacciavagli
+{229} Alaimo: averlo ambito egli stesso a malgrado del re, che non
+chiedeva da lui nè braccio nè consiglio: e infine l'irresoluto si
+piegò a simulate dimostrazioni d'onore. L'infante, senza credergli,
+l'accolse benigno; parendogli abbastanza avere spento le prime
+scintille di aperta ribellione, ed evitato o differito quella di
+barone sì possente. Mostratosi indi a Palermo, sopraccorre a Trapani,
+ove ansioso aspettavalo il re. Lieto ei fu del successo. Ordinò
+punirsi di morte i capi della congiura di Noto; strettamente vegliarsi
+Gualtiero[60]: e il dì undici maggio, raccomandati novellamente ad
+Alaimo i suoi e 'l reame, sciolse da Trapani con una nave e quattro
+galee. Seco addusse, campione, al combattimento di Bordeaux, Palmiero
+Abbate, per gratificare, scrive lo Speciale, al suo zelo e guerriera
+indole; e Malaspina dice, per catturarlo in bel modo, a cagione de'
+raccontati sospetti di stato[61].
+
+
+NOTE
+
+ [1] Bart. de Neocastro, cap. 50.
+
+ Montaner, cap. 65, parla del rammarico dimostrato dal re per non
+ aver potuto combattere coi Francesi.
+
+ D'Esclot, cap. 95, attesta il medesimo, e che marciò con Pietro
+ alla volta di Messina tutta la gente sua e quella del regno di
+ Sicilia.
+
+ [2] Bart. de Neocastro, cap. 43 e 87, e dal cap. 91 si scorge la età
+ di Macalda. Il d'Esclot, che le è favorevole quanto nemico il
+ concittadino di lei Neocastro, la dice, cap. 96, _molt bella e
+ gentil e molt prous et valent de cor e de cos e llarga de
+ donar_; e aggiugne che valesse quanto un uom d'arme, e con
+ trenta cavalieri andasse battendo la città. Ho seguito il
+ Neocastro che dovea saper meglio de' fatti di costei, e la dice in
+ Catania nel tempo dell'assedio di Messina.
+
+ [3] Bart. de Neocastro, cap. 50, 51, 52, narra il proposito di
+ Macalda con una strana chiarezza: _illa enim flammam urentem
+ gerebat inclusam, quam sub quodam taciturnitatis velamine quærebat
+ si posset...... comprimere, credens inde suis circonvencionibus
+ juvenem excitare, etc._
+
+ Tutto al contrario il d'Esclot, cap. 96, afferma che com'ella vide
+ il re in Messina, _que null temps nol havia vist, fon molt
+ enamorada axi com de senyor valent e agradable, no gens per mal
+ enteniment_. Ma s'accorda meglio co' fatti la malignità del
+ Neocastro.
+
+ [4] Bart. de Neocastro, cap. 53.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 18.
+
+ D'Esclot, cap. 96.
+
+ Montaner, cap. 65.
+
+ Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 274.
+
+ Quanto a' Giudei non è dubbio che in Messina e in molte altre
+ città della Sicilia, fossero in gran numero e considerazione per
+ le industrie e i commerci. Le nostre leggi del tempo, per non dir
+ di tante altre memorie, ne fanno spesso menzione. E si ritrae che
+ in Messina i Giudei, al par che i cristiani, fossero molto addetti
+ all'industria delle tintorie, da un diploma del 24 gennaio 1292,
+ che leggiamo presso il Testa, Vita di Federigo l'Aragonese, docum.
+ XV.
+
+ [5] Bart. de Neocastro, cap. 53.
+
+ D'Esclot, cap. 98.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 384.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 18.
+
+ Montaner, cap. 65, 66, 67, 68, 69.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 41.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 212.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 75.
+
+ Cron. sic. della cospirazione, pag. 274.
+
+ Ho seguito a preferenza il Neocastro e gli altri due primi, che
+ narrano con poco divario questi fatti.
+
+ Non attesi al Villani e al Malespini che portano bruciati da'
+ nostri da 80 legni nimici, perchè Saba Malaspina e gli scrittori
+ di parte nostra non l'avrebbero pretermesso; e Montaner accenna
+ questo incendio (cap. 65) ma come avvenuto sulla spiaggia di
+ Messina, che è forse quello de' principî dell'assedio (Veg. cap.
+ VII del presente lavoro). Il Montaner in questa impiastra tre
+ fazioni: la caccia data alle 70 navi, la presura delle 22, e il
+ saccheggio di Nicotra, seguito nel 1284; che è nuovo argomento
+ della poca esattezza di questo autore, il quale scrivendo vecchio
+ e molti anni appresso, confondea nella sua memoria l'ordine e le
+ particolarità de' fatti.
+
+ [6] Questa porta più non esiste, sendosi da quel canto ampliata la
+ città.
+
+ [7] Bart. de Neocastro, cap. 53.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 385.
+
+ D'Esclot, cap. 98.
+
+ Montaner, cap. 74, il quale porta questa liberazione in altro
+ tempo, e la abbellisce con una munificenza incredibile; facendo
+ dispensare camicia, farsetto, brache, cappello, cintura, coltello
+ catalanesco, e un fiorin d'oro per ciascuno, a 12,000 prigioni.
+
+ [8] Bart. de Neocastro, cap. 54.
+
+ Diplomi dell'8 e 15 febbraio 1282 (cioè 1283, contandosi l'uno
+ appo noi dal 25 marzo), docum. X ed XI; il secondo de' quali è
+ citato ancora dal Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 135, con
+ un altro privilegio del 20 aprile, che abolì tutti gli statuti e
+ le leggi di re Carlo.
+
+ Forse a questo o altro simil diploma allude il Fazello (Deca 2,
+ lib. 9), che il dice conservato infino a' suoi tempi; e il Pirri,
+ Sicilia sacra, Not. ecc. catan. ann. 1283 che cita il parlamento e
+ il diploma.
+
+ Che Pietro avesse abolito i dritti de' marinai è detto anco
+ chiaramente nel capitolo 44 di re Giacomo, Cap. del regno di
+ Sicilia.
+
+ [9] _Aliquantulum._
+
+ [10] Diploma del 29 settembre 1282, docum. IX.
+
+ [11] Diploma del 2 ottobre 1282, citato nell'Elenco delle pergamene
+ del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 244, e anche in parte
+ trascrittovi nella nota che continua infine a pag. 246.
+
+ [12] Saba Malaspina, cont., pag. 395.
+
+ [13] Elenco delle pergamene sud., tom. I, pag. 247.
+
+ [14] Saba Malaspina, cont., pag. 384.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 54.
+
+ D'Esclot, cap. 97.
+
+ Cron. della cospirazione di Procida, pag. 274.
+
+ Veggasi anche Montaner, cap. 67 e seg. Il soggiorno di re Carlo a
+ Reggio per tutto questo tempo, è confermato dalla data de' citati
+ diplomi e dei seguenti altri: Reggio penultimo ottobre, undecima
+ Ind. Ibid. 26 novembre, undecima Ind. Ibid. 1, 5 e 6 dicembre,
+ undecima Ind. Nel r. archivio di Napoli, registro segn. 1283, E,
+ fog. 1, 1 a t. e 4.
+
+ [15] Bart. de Neocastro, cap. 54.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 23, 24.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 385, 386, 387.
+
+ D'Esclot, cap. 99.
+
+ Montaner, cap. 72.
+
+ Raynald, Ann. ecc. 1283, §. 5.
+
+ Diploma di re Carlo, in Muratori, Ant. Ital. Med. Ævi, tom. III,
+ pag. 651. Sul quale e su i due diplomi citati qui appresso, ho
+ corretto lo errore di alcuni storici, che dicon fatta la sfida da
+ re Pietro. Del rimanente la più parte di quegli scrittori si
+ riscontra appunto co' diplomi.
+
+ I nomi degli ambasciadori di Pietro son portati variamente. Certo
+ che vi fosse il giudice Rinaldo dei Limogi messinese, perchè,
+ oltre l'attestato d'alcuno istorico nostro, leggiamo il suo nome
+ ne' diplomi. Notisi che il d'Esclot diversifica in qualche
+ circostanza. Secondo lui, due famigliari di Carlo vestiti da frati
+ portavano a Pietro parole d'ingiurie: egli si pose a ridere, e
+ mandò con loro per ambasciatori, suoi cavalieri onorati e d'alto
+ affare, per intender da Carlo se i due finti frati ne avessero
+ avuto mandato; e saputo di sì, questi legati fermarono il duello,
+ e tornarono in Messina con gli inviati di Carlo per ordinarne le
+ condizioni. Montaner al contrario dice il grande sdegno di Pietro
+ al sentirsi dar quelle accuse. Io ho seguito ne' particolari
+ piuttosto Speciale, Malaspina, e 'l Neocastro; nè è mestieri notar
+ tutte le minute differenze degli altri cronisti.
+
+ [16] Da una scritta che ti trova nel r. archivio di Napoli, reg.
+ segnalo 1268, A, fog. 35, si vede che fosse tra' cortigiani di re
+ Carlo, Rinaldo Villani da Siena milite.
+
+ Un altro diploma del 28 aprile (forse 1268) che si legge nel
+ medesimo archivio, reg. segn. 1268, O, fog. 30 a t., comanda a'
+ regi inquisitori d'investigare i carichi dati pe' fatti di
+ Corradino a Giovanni Villano da Aversa milite.
+
+ Non mi preme il ricercare se costoro fosser della medesima
+ famiglia, e se tra i mallevadori di Carlo fosse stato un Pugliese
+ o un Toscano. Perciò me ne rimango a queste semplici notizie.
+
+ [17] I diplomi leggonsi presso:
+
+ Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 226 a 234.
+
+ Muratori, Ant. Ital. Med. Ævi, tom. III, pag. 655.
+
+ Martene e Durand, op. cit., tom. III, pag. 101.
+
+ Lünig, Codex Ital. Dipl., tom. II, pag. 986 e 1015.
+
+ Registro di Carlo I, segn. 1280, B, fog. 151 a t., citato dal
+ Vivenzio, Ist. del regno di Napoli, tom. II, pag. 353.
+
+ E infine li cita Michele Carbonell, Chroniques de Espanya, ed.
+ 1567, affermando trovarsi gli originali negli archivi di
+ Barcellona, de' quali egli era il conservatore; e similmente
+ Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11, cap. 17. Negli archivi del
+ reame di Francia ho veduto io ancora in buona forma un di questi
+ diplomi: e dal gran numero di copie che se ne trova, si può ben
+ conchiudere che si volle dare a quest'atto la maggiore pubblicità
+ che fosse possibile.
+
+ Perfettamente rispondono a questi diplomi:
+
+ D'Esclot, cap. 100, che porta anco esattamente i nomi de'
+ cavalieri mallevadori.
+
+ Montaner, cap. 72, 73.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 388, 389.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 54.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hisp. del
+ Baluzio.
+
+ Chron. S. Bert. in Martene e Durand, op. cit., tom. III, pag. 763;
+ ed altri che lungo sarebbe a noverare, or più or meno esatti.
+
+ [18] D'Esclot, Montaner, Neocastro, Speciale nei luoghi citati.
+
+ [19] Nangis, vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, H. Fr. S., tom.
+ V, pag. 541.
+
+ Breve di papa Martino, in Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 8.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 86.
+
+ [20] Saba Malaspina, cont., pag. 386.
+
+ [21] Ibidem, pag. 389, 390.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 55, 56.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 19.
+
+ Bernardo d'Esclot, cap. 102, il quale aggiugne la valente ritirata
+ di 30 almogaveri restati in terra, e le straordinarie prove d'un
+ condottiere di questa gente.
+
+ Ramondo Montaner, cap. 20, narra diversa e strana questa fazione,
+ e vi fa uccidere il conte di Alençon, da lui detto di Lauço, il
+ quale morì alcuni mesi appresso nel campo di Santo Martino, e non
+ in questa fazione. E veramente ei fu uno dei capitani che
+ consigliarono nel cominciar del seguente anno 1283 il tramutamento
+ del campo da Reggio al piano di Santo Martino, come si scorge da
+ un diploma del principe di Salerno, cavato dal r. archivio di
+ Napoli, e citato da D. Ferrante della Marra. Discorsi, Napoli,
+ 1641, pag. 46, a t.
+
+ Veggasi anche l'altro diploma del 20 aprile 1283, citato al cap. X
+ di questo lavoro.
+
+ Nelle Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, si dice ferito nelle
+ fazioni di Calabria il conte Pietro d'Alençon, e mortone qualche
+ tempo appresso.
+
+ [22] Che il conte Federigo Mosca nominato dal Neocastro fosse conte
+ di Modica, si ritrae da Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 27,
+ e da' nostri noiosi scrittori delle genealogie nobili.
+
+ [23] Saba Malaspina, cont., pag. 390.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 56.
+
+ [24] Diploma dato di Parigi a 20 giugno 1282, col quale Carlo
+ principe di Salerno promettea di comporre amichevolmente questa
+ faccenda. Negli archivi del reame di Francia, J. 511. 2.
+
+ [25] Diploma del 1303, ibid. J. 512. 24, nel quale sono noverati vari
+ debiti di Carlo II con la corte di Francia, e in primo luogo
+ queste 15,000 lire tornesi pagate a 18 giugno decima Ind. 1282.
+
+ [26] D'Esclot, cap. 101.
+
+ [27] Nangis, loc. cit., pag. 541.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 217.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 62, 85.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 385, 392.
+
+ Cron. an. sic. della cospirazione, pag. 266.
+
+ Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 580.
+
+ Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, parte 1, pag.
+ 610.
+
+ Chron. s. Bert. in Martene e Durand, Thes. Nov. Anec. tom. III,
+ pag. 764.
+
+ Montaner, cap. 70, toltone l'errore della uccisione del conte
+ d'Alençon.
+
+ [28] Breve dato di Montefiascone, 9 dicembre 1282, in Raynald, Ann.
+ ecc., 1282, §. 27.
+
+ [29] D'Esclot, cap. 100.
+
+ Montaner, cap. 73, 77, 78.
+
+ [30] Questo diploma leggesi nel citato Elenco delle pergamene del r.
+ archivio di Napoli, tom. I, pag. 248.
+
+ Montaner, cap. 73.
+
+ D'Esclot, cap. 100.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 395.
+
+ [31] Bart. de Neocastro, cap. 54. Questi porta la partenza di re
+ Carlo a 2 novembre, ch'è manifesto errore secondo gli allegati
+ diplomi. Pur non è da toglier fede nelle altre cose al Neocastro,
+ il quale, come in paese nemico, potea ben errare in qualche
+ particolare, e conoscere appieno gli altri fatti.
+
+ [32] Bart. de Neocastro, cap. 57.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 391. Il consiglio dei principi e
+ capitani nominati di sopra, si scorge dal diploma citato qui
+ innanzi a pag. 213, al proposito del conte d'Alençon.
+
+ [33] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21.
+
+ [34] Neocastro, Speciale, Malaspina ne' luoghi citati. Il primo porta
+ questo permesso come dato dal principe di Salerno.
+
+ La ritirata del principe di Salerno al pian di Santo Martino
+ leggesi anco in d'Esclot, cap. 102.
+
+ [35] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 20.
+
+ [36] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 391.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 59.
+
+ Montaner, cap. 75.
+
+ [37] Bart. de Neocastro, cap. 61.
+
+ [38] Saba Malaspina, cont., pag. 390, 391, 396.
+
+ D'Esclot, cap. 67, 79, 103.
+
+ Montaner, cap. 62, 64.
+
+ Da questi autori si vede che almugaveri non era nome di nazione,
+ ma sì di milizia, come oggidì si direbbe: granatieri, cacciatori,
+ ec.
+
+ I particolari della sussistenza e ordinamento irregolare di questi
+ almugaveri si scorgono da Montaner, cap. 70, e da due diplomi del
+ 7 marzo e 4 aprile 1299, docum. XXVI e XXVII, nel primo dei quali
+ si vede la distinzione tra _stipendiarii_, _almugaveri_,
+ et _malandrini_; nel secondo leggesi la divisione della preda
+ _inter se, juxta eorum consuetudinem atque usum_. Nell'uno e
+ nell'altro i cognomi ben mostrano che queste masnade fossero
+ mischiate di Spagnuoli e Siciliani.
+
+ L'altro diploma del 27 dicembre, quarta Ind. (1290), docum. XXV,
+ mostra la niuna disciplina degli almugaveri; per la quale il re di
+ Sicilia espressamente li avea eccettuato dalla tregua fermata col
+ nemico, non promettendosi che ubbidissero.
+
+ In somma il modo lor di combattere era il medesimo delle bande o
+ _guerrillas_, segnalatesi nelle moderne guerre di Spagna, e
+ la disciplina assai peggiore.
+
+ [39] Bart. de Neocastro, cap. 59.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 391.
+
+ [40] Bart. de Neocastro, cap. 60.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 395.
+
+ [41] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21.
+
+ [42] Saba Malaspina, cont., pag. 395, 396.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 22.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 61.
+
+ E con meno particolarità, d'Esclot, cap. 102.
+
+ [43] Saba Malaspina, cont., pag 395, 397.
+
+ [44] Montaner, cap. 70, 75.
+
+ Il quale scrittore porta con molta confusione e inesattezza questa
+ prima guerra di Calabria, talchè inutile opera sarebbe a notar
+ d'uno in uno i suoi errori.
+
+ Il d'Esclot, più accurato sempre, non dice che la fazion di
+ Seminara. Ei passa sotto silenzio la cagione del sollecito ritorno
+ di Pietro in Sicilia.
+
+ È da notare che, raccontando come gli almugaveri nell'infestar le
+ Calabrie spingeansi fino agli alloggiamenti nemici, d'Esclot, a
+ cap. 103, porta il seguente fatto. Preso da' nimici un almugavero,
+ e portato al principe di Salerno, questi vedendol piccino, male in
+ arnese, e orrido d'aspetto, sclamò che gente sì cattiva e
+ selvatica non potea aver cuore. E l'almugavero replicava: ch'egli
+ era l'ultimo di sua gente, ma pur si proverebbe col miglior
+ cavaliere francese, a patto che vinto rimanesse a discrezione,
+ vincitore avesse la libertà. Nella bizzarria dei tempi il principe
+ assentiva. Talchè rese all'almugavero le sue armi, e fatto venire
+ un valente cavalier francese, fuor le trincee si die' luogo al
+ duello. Il cavaliero preso del campo si serra sull'almugavero; il
+ quale schivando d'un salto la lancia, trasse al cavallo un fermo
+ colpo di giavellotto alla spalla; e, abbattutolo, vien addosso al
+ cavaliero, tagliali i lacci dell'elmo, e con la coltella già
+ l'uccidea. Allora il principe donatagli una veste, libero il
+ rimandò a Messina. E Pietro gareggiando in cortesia, rendea al
+ Francese dieci prigioni anco vestiti, dicendo che così sempre
+ darebbe dieci per un de' suoi.
+
+ [45] Saba Malaspina, cont., pag. 397.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 55 e 61.
+
+ [46] Bart. de Neocastro, cap. 62.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 42.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.
+
+ D'Esclot, cap. 103, dice anche venuta la regina Costanza in
+ aprile.
+
+ [47] Saba Malaspina, cont., pag. 397.
+
+ Montaner, cap. 59 e 99, il quale portando questo fatto dopo il
+ giorno del duello, scordò certo il tempo del viaggio della regina
+ per Sicilia, ma rammentava bene tutte le minuzie personali, e dice
+ venuti con essa Giovanni di Procida e Corrado Lanza. Il Montaner
+ fa menzione al cap. 97 e al 99, al proposito di questa venuta
+ della regina Costanza in Palermo, di due nostri notissimi
+ monumenti nazionali; la cappella del real palagio di Palermo, che
+ esiste ancora in tutta la sua bellezza, ed era, dice il Montaner,
+ una delle più ricche cappelle del mondo; e la sala verde dello
+ stesso palagio ove teneansi i parlamenti.
+
+ Quivi, continua il Montaner, s'adunò un parlamento per la venuta
+ della regina, ove Giovanni di Procida parlò per lei, e Matteo da
+ Termini rispose a nome del parlamento: ma agli altri particolari
+ non è da attendersi, scrivendo Montaner nel falsissimo supposto
+ che ciò fosse stato dopo la partenza di Pietro, e dopo il duello.
+
+ [48] Si vedrà nel progresso di questo lavoro come la costituzione di
+ Guglielmo il Buono fu la stella polare de' popoli di Sicilia e di
+ que' di Puglia in quel tempo; e come i Napoletani l'ottennero nei
+ capitoli di papa Onorio; i Siciliani in que' di re Giacomo.
+
+ [49] Bart. de Neocastro, cap. 61.
+
+ [50] Saba Malaspina, cont., pag. 397.
+
+ Palmiero Abbate nel 1272 fu castellano del castel di Favignana per
+ Carlo I, come si vede in un diploma pubblicato dall'er. Michele
+ Schiavo, Memorie per la istoria letteraria di Sicilia, tom. I,
+ par. 3, pag. 49 e seg.
+
+ Tutti gli scrittori Trapanesi voglion Palmiero lor concittadino, i
+ Palermitani lo contendon loro; gli uni e gli altri senza provarlo
+ abbastanza. Nel testo io ho trascritto le parole di Saba
+ Malaspina, senza tener punto nè poco alla cittadinanza palermitana
+ di Palmiero Abbate; perchè la Sicilia è la mia patria, non questo
+ o quell'altro muro, in cui infelicemente i Siciliani per
+ l'addietro chiudeano i loro affetti nazionali.
+
+ [51] Bart. de Neocastro, cap. 62.
+
+ [52] Bart. de Neocastro, cap. 62.
+
+ D'Esclot, cap. 103 e 104, si riscontra appunto con queste date.
+
+ [53] Bart. de Neocastro, cap. 63, riferisce in questi sensi
+ l'orazione di re Pietro al parlamento.
+
+ [54] Così il Neocastro e lo Speciale.
+
+ Ma forse Alaimo era stato eletto prima Maestro Giustiziere, perchè
+ con questo titolo è sottoscritto nel diploma del 30 dicembre 1282,
+ citato da noi a pag. 211.
+
+ [55] Diploma di re Pietro dato di Messina a 20 aprile 1283, pel quale
+ Ruggier Loria è eletto ammiraglio di Catalogna e di Sicilia,
+ pubblicato dal Quintana, Vidas de Españoles celebres, tom. II,
+ pag. 176.
+
+ La data di questo diploma corrisponde bene a quelle portate dal
+ Neocastro e dal d'Esclot, diligenti cronisti, i cui detti
+ riscontrati co' documenti acquistano sempre maggior fede. Sembra
+ per altro che il re prima di partire, abbia accordato solennemente
+ e permanentemente i primi ufici dello stato a coloro cui li avea
+ già affidato. Loria era stato già incaricato del comando della
+ flotta, veg. p. 216, e forse Alaimo esercitava nello stesso modo
+ l'autorità di gran giustiziere.
+
+ [56] Bart. de Neocastro, cap. 62, 63.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.
+
+ Montaner, cap. 75, 76, 99, 100.
+
+ D'Esclot, cap. 104, il quale dice che Pietro pria di partire
+ nominò i suoi ministri e vicari per tutta l'isola, che ubbidissero
+ alla reina e a Giacomo; e che raccomandò la moglie e i figli a'
+ Siciliani, e in particolare a' Messinesi. Perchè questi
+ ordinamenti di Pietro non son riferiti da tutti gli storici nella
+ stessa guisa, io mi son tenuto al Neocastro, che forse si trovò
+ presente e tra gli affari pubblici, e narra la cosa in quel modo
+ ch'era necessario tenersi da re Pietro. Altri particolari ho
+ cavato da Speciale e Montaner, l'ultimo de' quali porta le
+ circostanze essenziali, sbagliando nel tempo e nel modo. Questi
+ due scrittori dicon poi lasciato il regno di Sicilia a Giacomo per
+ testamento del padre. Ma come nel testamento che noi abbiamo, e
+ che d'Esclot anche riferisce con estrema diligenza, non si fa
+ menzione del regno di Sicilia, così è mestieri che Pietro avesse
+ fatto riconoscere Giacomo dal parlamento, nel modo che appunto
+ riferisce il Neocastro, e accenna lo stesso Montaner.
+
+ Certo egli è che infino alla morte di Pietro l'autorità regia in
+ Sicilia fu esercitata dalla regina Costanza, aiutandosi costei
+ dell'opera di Giacomo, riconosciuto successore al trono. In fatti
+ nel capitolo 2 delle leggi di Federigo II di Sicilia, è fatta
+ menzione di concessioni della regina Costanza; e vari diplomi ci
+ restan di lei, l'un de' quali dato di Palermo a 25 febbraio
+ duodecima Ind. 1283 (1284 secondo il computo comune), si legge a
+ pag. 87 nel Tabulario della cappella del reale palagio di Palermo,
+ Palermo 1835. Il titolo è: «_Constantia D. G. Aragonum et
+ Siciliæ Regina._»
+
+ Questa forma di governo finalmente si prova con un atto politico
+ del tempo. Nel trattato fermato in giugno 1286, tra Pietro di
+ Aragona e il re di Tunis, che è pubblicato dal Capmany, Memorias
+ historicas del comercio de Barcelona, tom. IV, docum. 6, allo art.
+ 40, si legge: «La qual pace noi Pietro per la grazia di Dio re
+ d'Aragona e di Sicilia sopraddetto, accordiamo pel regno di
+ Sicilia, per noi e per la nobile regina nostra moglie e per
+ l'infante Giacomo nostro figlio, che dev'_essere erede dopo di
+ noi nel detto regno_, dai quali la faremo fermare e accordare;
+ e pe' regni nostri d'Aragona, di Valenza e di Catalogna, per noi e
+ per l'infante don Alonzo nostro primogenito, erede dopo di noi ne'
+ detti regni, ec.»
+
+ [57] Bart. de Neocastro, cap. 64.
+
+ [58] Bart. de Neocastro, cap. 65.
+
+ [59] Son riferite a un di presso queste parole da Bartolomeo de
+Neocastro.
+
+ [60] Bart. de Neocastro, cap. 66.
+
+ [61] Bart. de Neocastro, cap. 67.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 398.
+
+ Della partenza di Pietro da Trapani fanno seccamente menzione il
+ d'Esclot, cap. 104, e il Montaner, cap. 76.
+
+
+
+
+CAPITOLO X.
+
+Nuovi preparamenti degli Angioini contro la Sicilia. Capitoli del
+parlamento di Santo Martino nel regno di Napoli. Nuove intimazioni del
+papa a re Pietro e a' Siciliani: bando della croce: sentenza di
+deposizione di Pietro dal reame d'Aragona, e altre pratiche. Aperta
+ribellione di Gualtiero da Caltagirone. Vittoria dell'armata siciliana
+su la provenzale, nel porto di Malta, il dì 8 giugno 1283, e
+conseguenze di essa. Pratiche del papa a sturbare il duello. Andata di
+re Pietro in Catalogna e a Bordeaux: esito della scena del duello.
+Umori dei popoli del regno di Napoli. I nostri occupano alcune terre
+in val di Crati. Preparamenti di una nuova impresa sopra la Sicilia.
+Loria assalta con l'armata il regno di Napoli. Battaglia del golfo di
+Napoli il 5 giugno 1284, e presura di Carlo lo Zoppo. Sollevazione
+della plebe in Napoli. Maggio 1283 a giugno 1284.
+
+
+In questo tempo il nimico apprestossi a una seconda prova contro la
+Sicilia; di che s'eran maturati i disegni a corte di Roma, quando
+Carlo, tornato di Calabria, appresentossi al papa e a tutto il sacro
+collegio a chiedere aiuti[1]. Tentar doveasi il colpo nella state
+dell'ottantatrè, per cogliere il destro dell'assenza di Pietro. A ciò
+preparavansi navi e armi, men poderose che l'anno innanzi, per
+diffalta di moneta, e perchè faceano assegnamento maggiore sugli animi
+de' popoli, simulando mansuetudine quand'era tornata vana la forza.
+Par che in Sicilia tenessero a questo disegno, secondo l'indizio della
+spia presa a Geraci, i principi di controrivoluzione testè detti. Al
+medesimo effetto or trattavasi più solenne e larga la riforma del mal
+governo in terraferma. E 'l papa suscitava i nemici di Piero;
+spaventava gli amici; e a sviar le forze di lui, principiava a
+minacciare il reame d'Aragona.
+
+Re Carlo dunque nell'andar di Roma a Parigi, era soprastato {231}
+alquanti dì in Marsiglia; ove al suo vicario di Provenza avea commesso
+che, allestite in fretta venti galee, e armatele della miglior gente
+di mare di tutta Provenza, mandassele in Puglia, d'aprile o di maggio
+al più lungo[2]: ed ei medesimo poco appresso, tornato a Marsiglia, e
+trovate le galee munitissime di attrezzi e armi e ciurma al doppio
+dell'ordinaria, aveale affidato a Guglielmo Cornut e Bartolomeo
+Bonvin, marsigliesi; giurando Guglielmo che darebbegli morto o
+prigione l'ammiraglio nimico[3]. Il principe di Salerno al tempo
+stesso armava nel reame di Puglia novanta tra teride e galee, che a
+mezzo giugno si trovassero a Reggio[4]. Abbandonato egli avea nel
+corso d'aprile gl'infelici alloggiamenti di Santo Martino, ove per
+disagio e febbri consumavasi come in atroce pestilenza la gente
+francese; ch'eravi anco morto con grande compianto Piero conte di
+Alençon, e sì scarseggiavan le vittuaglie e lo strame. Presso Nicotra
+sulla marina il principe s'attendò, per esser più pronto all'imbarco:
+otto galee fe' racconciare in quel porto; tutto intendendo al
+passaggio sopra la Sicilia[5]. {232} Ma prima di mutare il campo avea
+tenuto nelle pianure stesse di Santo Martino un solenne parlamento,
+del quale è mestieri qui far parola.
+
+Perchè ai «prelati, conti, baroni, cittadini e probi uomini,» in
+grande numero adunati (novella temperanza de' governanti angioini),
+chiedeva il principe i sussidj; e gli erano assentiti in merito della
+riforma, mal abbozzata già nei capitoli del dieci giugno
+dell'ottantadue, e peggio osservata; {233} della quale or trattandosi
+con quei grandi e rappresentanti della nazione, nuovi capitoli
+sancironsi e pubblicaronsi in questo parlamento medesimo, il dì trenta
+marzo milledugentottantatrè. Cominciavano con accettare apertamente in
+che orrendo servaggio e povertà fosse venuto il reame, per vecchia
+colpa, diceasi, dei tiranni Svevi, e fresca malizia de' ministri e
+officiali del re, tradenti il suo paternale buon volere. Larghissimi
+indi i favori conceduti e raffermi agli ecclesiastici, per lor averi,
+persone, case ed autorità; chè si corse fino ad accordare la
+franchigia delle tasse su lor beni ereditarj, e, strano capitolo in
+una riforma di abusi, si ordinò la punizion civile degli scomunicati.
+Gli aggravj che più ai baroni incresceano furon rivocati; moderato il
+servigio militare; disdetto ogni impedimento a' matrimonj delle
+figliuole, e alla scossione dei giusti aiutorj (quest'era il vocabolo)
+su i vassalli; ristorato il privilegio del giudizio de' pari; cessata
+la molestia dei servigi al fisco. A beneficio di tutta la nazione, il
+principe francò di dogane il trasporto delle vittuaglie da luogo a
+luogo nel regno; promesse coniar buona moneta; vietò le inquisizioni
+spontanee de' magistrati; menomò la taglia per gli omicidj non
+provati; consentì i matrimonj delle figliuole de' rei di fellonia;
+corresse gli abusi de' servigi, e le baratterie degli officiali,
+simul, il fisco non rivendicasse beni, altrimenti che per decisione di
+magistrato; non incorporasse le doti alle mogli degli usciti; nè gli
+artieri si sforzassero a racconciar le navi regie, nè la città a murar
+nuove fortezze; i giustizieri e altri ufficiali, usciti dalla carica,
+restasser nel paese quaranta dì a rispondere di mal tolto. Quanto alle
+collette e altre imposte generali o parziali, il principe bandì:
+godessero i cittadini del reame di terraferma tutte le franchigie e
+gli usi de' tempi di Guglielmo il Buono. Ma sendone oscure ormai le
+memorie, rimetteva in papa Martino descriver quelle consuetudini entro
+due mesi; comandava che due legati d'ogni giustizierato, a tale
+effetto si trovassero prestamente innanzi il papa: intanto nulla
+fornirebbero le città o provincie, nè anco in presto, fuorchè nei casi
+stabiliti dalle costituzioni. In ultimo, richiamò in vigore i recenti
+capitoli di re Carlo; {234} a vegliar la osservanza dei presenti,
+deputò inquisitori a posta in ogni città e terra. Questi nuovi frutti
+raccoglieano i popoli di terraferma dalla siciliana rivoluzione[6]!
+
+Intanto papa Martino senza studiarsi ad occultar la fiera passione
+dell'animo suo, vibrava anatemi sopra anatemi contro Piero, e'
+ministri, e' guerrieri, e' Siciliani tutti. Da Montefiascone a
+diciotto novembre dell'ottantadue, dichiarolli involti nelle
+scomuniche comminate già prima; e a Pietro ricantò: sgombrasse di
+presente la Sicilia; non usurpasse il titolo, non esercitasse atto
+alcuno di re. Al Paleologo, scomunicato d'altronde, comandò per nuovi
+scongiuri di spezzar ogni legame con l'Aragonese. E, altro che
+minacciar non potendo, diè nuovi termini a obbedire; a Piero ed a'
+dimoranti in Italia, infino al due febbraio; al Greco e agli altri,
+infino ad aprile e a maggio: fornito il qual tempo, i trasgressori si
+rimarrebbero spogliati d'ogni feudo, possessione o diritto; sciolti
+lor vassalli dal giuramento; date le facultà e le persone in balìa de'
+fedeli che volessero occuparle, quest'era la formula, tolto il
+pericolo di mutilazione e di morte[7]. {235}
+
+Ma poco appresso proruppe a comandar guerra e morte, non aspettato
+pure il decorso de' termini, «Sorga il Signore, esordiva da Orvieto a
+tredici gennaio milledugentottantatrè, sorga il Signore, giudichi la
+sua causa, per le offese che gli stolti vengongli recando ogni dì:» e
+sermonando del racquisto di Terrasanta, attraversato da Piero e da'
+Siciliani con molestar la Chiesa, «Iddio però, ripigliava, muova
+contr'essi a battaglia; e noi, per divina misericordia forti
+dell'autorità degli apostoli, esortiamo i cristiani tutti a levarsi
+per noi, per Carlo nostro figlio diletto; qual muoia nella impresa
+sciogliam dalle peccata, come se in guerra di luoghi santi[8].»
+
+In fine, a diciannove marzo, fulminò da Orvieto l'altra sentenza.
+Rinfacciò a Piero i primi suoi armamenti in Catalogna; il passaggio
+sopra l'Affrica, con forze non pari a tanta impresa; i messaggi a'
+Palermitani per indurarli nella ribellione; le perfide ambascerie alla
+corte di Roma; la fraudolenta occupazione del reame di Sicilia. Ma la
+Sicilia, dicea, terra è della Chiesa; e anco feudo nostro l'Aragona,
+per l'omaggio prestato a papa Innocenzo terzo dall'avol di Pietro.
+Questo dunque sleale vassallo per tradigione deponghiam noi dal regno
+d'Aragona; altri ne investiremo a piacer nostro. Con ciò scomunicollo
+una terza volta: scagliò interdetto su quantunque città tenessero per
+lui[9]. Nella quale sentenza allegò Martino l'avviso dei cardinali;
+onde, se non mentì netto, cavillò; leggendosi nelle istorie del suo
+medesimo segretario, come parecchi fratelli del sacro collegio forte
+la dissentissero. Di ciò, segue il Malaspina, arduo sarebbe, e più da
+indovino che da fedel narratore, a scrutar la cagione: e anco toccando
+l'autenticità dei titoli del papa sopra Aragona, e {236} il suo
+diritto alla deposizione di Piero, si dilegua in ambagi, con meschin
+temperamento tra istorico e cortigiano[10].
+
+Instava il papa inoltre a dissuadere Eduardo d'Inghilterra dal
+matrimonio della figliuola col primogenito di Pietro; costui dicendo
+persecutor di santa Chiesa; incesto il nodo per un quarto grado di
+consanguineità[11]. Sturbava per un vescovo suo fidato gli accordi tra
+l'Aragonese e la repubblica di Venezia, vogliosa dell'equilibrio del
+potere in Italia; onde parecchi suoi cittadini avean ricevuto messaggi
+di Pietro, e a lui mandatone[12]. Consentiva a Carlo differisse pure
+il pagamento del censo alla Chiesa[13]. Esortava nel reame di
+Castiglia i prelati, i Templari, i Gerosolimitani, e altre fraterie
+armeggianti a muover contro Sancio, presuntivo erede della corona,
+ribellatosi al padre, e collegato con re Pietro[14]. Liberava e
+preponeva al comando degli eserciti della Chiesa in Romagna il conte
+di Monteforte, quel sacrilego uccisore del principe Arrigo
+d'Inghilterra[15]. E come or tutte ritrar le brighe d'un tal
+potentato, stigato da ira di parte e vicin pericolo? Aspramente in
+vero travagliossi la pontificia corte in Italia a quel fortuneggiare
+di Carlo: smugneasi di danari per sovvenirlo[16]: vedea la Romagna
+corsa dal conte Guido da Montefeltro e sollevata; Roma più che mai
+immansueta[17]; {237} e, vero o non vero, si disse di pratiche di que'
+cittadini con lo stesso re di Aragona[18].
+
+La tempesta preparata per cotal modo, cominciò a scaricarsi appena
+allontanato di Sicilia re Pietro, quando Gualtiero da Caltagirone
+ripigliando animo, levossi alfine scopertamente; assalì in Caltagirone
+i leali stretti a schiera sotto lo stesso stendardo del re; e sparso
+assai sangue, occupò la terra, destò per tutto val di Noto uno
+spavento di novità. Ma l'infante Giacomo, che percorrendo la region
+settentrionale dell'isola, giovanetto vivo e benigno, era stato per
+ogni luogo onorato come re, e con grande amore accolto, e giuratagli
+fedeltà, sapute in Palermo le rie novelle di Gualtiero, insieme co'
+suoi consiglieri sen turbò forte, ma forte provvide. A Guglielmo
+Calcerando vicario, e a Natale Ansalone da Messina giustiziere in
+quella provincia, fu scritto: andassero mansueti a Caltagirone;
+cautamente facesser gente e armi; poi d'un colpo di mano, per forza o
+per frode, prendesser Gualtiero. Fecerlo; chè pari allo stato non era
+animo nè senno in costui, nè la ribellione avea altre radici: e furono
+catturati con esso Francesco de' Todi e Manfredi de' Monti; sì
+prestamente, che l'infante cavalcando appresso i suoi spacci, non era
+giunto a Piazza che 'l seppe. Andò il ventuno maggio a Caltagirone: il
+dì appresso Gualtiero e i consorti, convinti dall'aperto sollevamento,
+e sì dalle confessioni {238} di Bongiovanni e Tano Tusco, furono dal
+gran giustiziere Alaimo condannati, e immantinenti nel pian di Santo
+Giuliano dicollati; gridando il popolo: ammazza, ammazza. Bongiovanni
+e l'altro morian sulle forche a Mineo. A dì venzette maggio,
+racchetata ogni cosa, entrava l'infante, applaudito e festeggiato, in
+Messina[19].
+
+Dove fu mestieri allestir subito l'armata contro una prima fazione del
+nimico; il quale ignorando che la controrivoluzione fosse stata spenta
+sì tosto con arte e fortuna, si mostrava ne' mari di Sicilia in questa
+stagione. Perchè venute a Napoli di maggio le venti galee provenzali,
+e tolti secoloro assai cavalieri del regno e Francesi, e sette legni
+da ottanta remi, a Nicotra s'erano avviate a trovare il principe. Il
+quale vedendo così rassicurati i mari da' corsali siciliani, e
+mercatanti di Terra di Lavoro e Principato ricominciare a navigarvi, e
+recar vittuaglie alle sue stanze; e sentendosi già forte alle offese,
+per prima dimostrazione, mandò l'armata provenzale a girar intorno la
+Sicilia dal mar Tirreno e dall'Affricano, e, s'altra occasione non si
+presentasse, vettovagliare il castel di Malta, che i nostri sotto
+Manfredi Lancia, occupata l'isola, stringean d'assedio, e con macchine
+percoteano[20]. {239}
+
+Ruggier Loria stavasi pronto nel porto di Messina con ventidue galee
+catalane e siciliane, quando ebbe avviso della nemica flotta da' suoi
+legni sottili, o da barche di Principato, che navigavano con frutta e
+vini furtivamente alla volta di Sicilia; le quali imbattutesi nella
+flotta provenzale presso Ustica, se ne liberavano fingendo esser
+indirizzate per Tunisi, e poi, volto il corso, approdavano a Palermo,
+a Messina e a Trapani[21]. Presupposta a quell'avviso la fazion de'
+nemici, la regina incontanente spacciò a Malta un legno da quaranta
+remi a comandar che lasciato l'assedio della rocca, s'afforzassero i
+nostri in città: e Loria, cercando la flotta di Provenza, die' ai
+venti le vele. D'Ustica la seguitò a Trapani e a Terranova, restando
+indietro sempre due giorni; onde com'ei toccò Gozzo, a Malta la seppe,
+che già avea sbarcato le genti, e investito, ancorchè invano, gli
+assedianti in città. Indi a mezza notte innanzi l'otto giugno
+milledugentottantatrè, salpando dal Gozzo, fu surto a traverso la
+bocca del porto di Malta, con le ventidue galee ordinate a scaglioni.
+Questa era la prima impresa che Ruggiero governava da ammiraglio: tra
+la sua gente e la provenzale s'aveva a contendere il primato ne' fatti
+di mare. Perciò, sdegnando assaltare il nemico sprovveduto, fa suonare
+a {240} battaglia tutti gli stromenti; manda un legno a sfidare
+Cornut; e accorgendosi come cento uomini francesi dal castello
+correano ad imbarcarsi, da non curante li aspetta. Fe' il nimico
+ammiraglio riconoscer le nostre galee; e più baldanzoso per falso
+avviso che fossero sol dodici, co' suoi ventisette[22] legni
+impaziente die' dentro, che appena facea l'alba.
+
+Uguagliavansi i combattenti di cuore, d'orgoglio, e a un di presso di
+forze; perchè il nimico ci vantaggiava nel numero degli uomini e de'
+legni; cedea negli ordini del combattere, per cagion di que' suoi
+terzi vogatori[23], nè pratichi nè aitanti al saettare, da meno assai
+de' balestrieri stanziali, freschi e spediti, ch'avea l'ammiraglio
+nostro, contento di due uomini soli a ciascun remo. Dapprima
+s'affrontano con ugual furore, con saette e sassi e calce e fuochi; ma
+Loria comanda a' suoi, che copransi alla meglio, e sostengan lo
+scontro, lasciando i soli balestrieri a ferire: e così infino a
+mezzogiorno si battagliò, e si sparse assai sangue; incalzando gli
+uni, difendendosi gli altri soltanto. Ma come Loria s'accorse che già
+mancavano i tiri a' Provenzali, i quali invano li aveano sparnazzato;
+e che prendean essi a lanciare fino gli utensili delle {241} galee,
+passò a ripigliar vivamente l'assalto. Leva il gridò: «Aragona
+sovr'essi!» e robusti arrancando i nostri, feriscon di sassi e dardi,
+e tutte lor armi i Provenzali, sprovveduti e stracchi; urtan di costa
+le navi; spezzan remi, fianchi, prore; saltan all'abbordo con le spade
+alla mano. Quest'impeto trionfò. Nol sostenne Bonvin, che con otto
+galee sdrucite e insanguinate, a randa a randa la punta del porto,
+prese largo alla fuga. Facil preda caddero i rimagnenti. Ma Guglielmo
+Cornut disperatamente strignesi a combattere con Loria; spicca un
+salto sulla galea catalana, o quei sulla provenzale, che in ciò
+variano i racconti; e il Marsigliese cercando l'emulo suo, tanto menò
+a cerchio d'un'azza, che sgombrò la ciurma, con lui scontrossi sotto
+l'albero della nave. Ferillo alla coscia d'un lanciotto; e 'l finiva
+con l'azza, se un colpo di pietra non gliela traea di mano: onde
+Ruggiero, colto il tempo, strappandosi l'asta dalla ferita,
+ritorcegliela in petto, e 'l passa fuor fuora. Così fornissi la zuffa.
+Cinquecento rimaser de' nostri tra feriti ed uccisi; ottocento
+sessanta i nimici prigioni; morti poco più. Bonvin, sostato a cinque
+miglia da Malta, fea gittare i cadaveri, affondar tre galee incapaci a
+mareggiare; e con le altre cinque, sol avanzo dell'armata, tornò
+portatore di lutto alle costiere di Provenza, ove pochi erano che non
+avessero congiunto o amico da piangere. S'arrese poi a Manfredi Lancia
+il castello: Malta e il Gozzo presentaron Ruggiero di munizioni,
+gioielli, moneta. Egli, approdato a Siracusa, fa cavalcar corrieri per
+tutta l'isola col nunzio della vittoria; spaccialo con un legno al re
+in Aragona. Tornasi indi a Messina, strascinando a ritroso le navi
+cattivate, e le nimiche bandiere, e tanto stuol di prigioni; de' quali
+la reina mandava a Piero in Ispagna dodici cavalieri; i gregari fea
+lavorar nell'arsenale di Messina e al risarcimento delle mura; fu
+chiuso in carcere Nicoloso de Riso, perdonandogli la pia regina {242}
+quella morte ch'ei ben meritava per le portate armi contro la
+patria[24]. Ma l'ammiraglio non posando a pascersi di lodi in corte,
+di plausi e festeggiamenti in città; e volendo trarre del tutto a'
+nemici la voglia di venir sopra l'isola, rifornita in pochi giorni la
+flotta, spingeasi lungo le costiere di Calabria e Principato;
+presentandosi minaccioso infino allo stesso porto di Napoli. Il
+presidio fe' prova a rispingerlo saettando; ed ei, messi all'opra i
+suoi balestrieri, spazzò la riva. Allora fa appiccar fuoco a navi,
+attrezzi e munizioni navali, accatastati nel porto: passa indi a Capri
+e ad Ischia; prende d'assalto quelle deboli castella; e pieno di
+preda, torna in Sicilia a svernare[25].
+
+Intanto i due re in ponente menavano gran rumore per lo duello, del
+quale è bene i particolari tutti narrare. Ad ovviarlo s'era adoprato
+papa Martino, solo in questo moderato e pio tra tanta intemperanza
+d'ira: di che ci restano irrefragabili documenti, e distruggono una
+fola di Giachetto e del Villani, che favoleggiaron pattuito innanzi
+Martino il combattimento; posta premio al vincitore la corona di
+Sicilia; Pietro, per la diffalta a quella tenzone, scomunicato e
+spoglio del regno[26]. Tutto al contrario, il papa indirizzò a Carlo
+una grave epistola il dì cinque febbraio {243} dell'ottantatrè. Severo
+assai perchè assai l'amava (così scriveagli), il riprenderebbe di
+quegli stolti patti, di quelle disoneste imprecazioni stipulate nei
+diplomi, di quella, non prova di ragione, ma di vanità e ferocia. E
+non s'accorgea della magagna dell'Aragonese, che, minore assai di
+esercito, l'adescava a misurarsi da uguale? Vietati, dicea, dalla
+religion del vangelo questi certami alle private persone, non che ai
+reggitori de' popoli. Pertanto non s'attentasse a combattere: ei,
+vicario di Cristo, lo sciogliea da' giuramenti presi; persistendo,
+minacciavalo di censure, e di quanti i altri gastighi sapesse trovar
+contro di lui la romana corte[27]. Rincalzò lo scritto con la viva
+voce del cardinale di san Niccolò in carcere Tulliano, e di quel di
+santa Cecilia, mandato in Francia con lo stesso Angioino[28]. A re
+Eduardo, per un'altra epistola del cinque aprile, sotto l'usata
+minaccia, inibì di star guardiano del campo, di far entrare in
+Guascogna i combattenti[29]: al medesimo effetto, scrisse non guari
+dopo a Filippo l'Ardito[30]. Ma alfine lasciò fare, o perchè vide non
+poter vincere la pertinacia di Carlo, o perchè entrò nei disegni di
+Carlo e della corte di Francia, che sembrano men lievi e men innocenti
+d'uno sfogo cavalleresco[31].
+
+E l'Inglese, richiesto da Carlo, dopo alquanto differimento,
+rispondea, gli manderebbe messaggi; e Goffredo {244} di Grenville e
+Antonio Bek inviò, portatori d'una lettera, ove conchiudea: non se a
+lui ne tornassero ambo i reami di Sicilia e Aragona, lascerebbe
+compier tanta crudeltà al suo cospetto, nè in sua terra, nè in altro
+luogo ove potess'egli attraversarla[32]. Significò al principe di
+Salerno avere risposto a Carlo un no assoluto[33]: gli stessi legati
+mandò a re Pietro[34]. Alfine, a trarsi d'impaccio del tutto togliendo
+ogni luogo all'assicurazione del campo, comandava al siniscalco di
+Bordeaux, che tenesse la città a disposizione di Carlo e del re di
+Francia[35].
+
+Ma i due nemici re tuttavia sceneggiavano. Pietro, di Sicilia commise
+ad Alfonso in Aragona, che scegliesse i campioni; che ne scrisse poi
+cencinquanta, perchè in ogni caso non mancassero i cento; ed eran
+Catalani, Aragonesi, Italiani, Siciliani, Alamanni, e anco un figliuol
+del re di Marocco, disposto a convertirsi alle fede di Cristo se
+n'uscisse con vittoria. Carlo dal suo canto fabbricar facea a Parigi
+cento armadure finissime; e, partitosi da corte di Francia, tutto
+ordinava al duello, o a farne mostra; e raccolse infino a trecento
+campioni, per la ragion medesima dell'avversario; che de' cento primi,
+sessanta eran Francesi, Provenzali il resto. Vi si pose in lista
+ancora {245} Filippo; e a tutti i suoi baroni comandò si trovassero al
+duello[36]: onde tal romore ne corse per lo reame, che in ogni luogo
+la nobiltà fremeva arme, cavalcava, sperando entrar nella battaglia,
+o, se non altro, vederla: e traeano a torme a Bordeaux, come se già si
+rompesse la guerra. Indi in que' piani re Carlo fe' costruire assai
+capace la lizza, bislunga, girata di gradi a guisa d'anfiteatro,
+saldissima di legname e di ferro, con due alloggiamenti per le due
+bande nimiche, affortificati di steccato e fosso; l'uno all'un capo,
+l'altro all'opposto presso la porta, ch'unica se n'aprì per l'entrata
+e l'uscita. Ma queste vicine stanze ai Francesi, le prime assegnavansi
+a que' d'Aragona; onde si bucinò, che divisassero i Francesi, restando
+vincitore il nimico, occupar con gente di fuori la porta, e, chiuso
+nello steccato, farne macello. Maggiori sospetti destava il raccontato
+armamento universale di Francia, e 'l sapersi tutti i passi d'intorno
+Bordeaux occupati da gente francese.
+
+Navigò Pietro di Trapani ver ponente a golfo lanciato; ch'entrato in
+mare il dì undici maggio, forte il travagliava un timore di non
+giugnere a tempo. A ostro da Sardegna, l'investe un tempo fortunale;
+ed egli accorgendosi che a vele non si facea, rinforzate di remiganti
+due delle galee, passavi dalla sua nave con tre soli cavalieri:
+comanda di guadagnar l'isola a ogni costo, mare e venti spregiando, e
+i pirati frequentissimi; e a Ramondo Marquet, l'ammiraglio, che lo
+scongiurava non si gettasse tra tanti rischi: «No, rispose, perch'io
+mi trovi alla battaglia, quanto mortale far possa, io il farò. Il mio
+fato, qual che siasi, è scritto, è immutabile; e meglio conviene a'
+mortali darsi impavidi alla fortuna, che far vani sforzi a fuggirla.»
+Con tale animo, rifocillatosi a terra un istante, si commette di nuovo
+sul legno, contro un ponente che il traportò fino a vista d'Affrica.
+Maledisse allora i fati che 'l traeano a parer {246} mancatore e
+spergiuro: per ansia e travaglio tre dì non prese alimento. Ma fur sì
+destri i suoi, che al terzo giorno toccavan Minorca. Quivi il re
+cibossi; valicò il mar fino a Cullera; e co' tre soli cavalieri, si
+trovò il diciannove maggio a Valenza.
+
+Trafelato ancor dal viaggio, ivi intende que' sospetti e quel
+romoreggiar de' Francesi, fatto, se non altro, a spaventarlo sì che
+non vada a Bordeaux. Pensava non poter con sè condurre tant'oste da
+fronteggiarli; nè fallar volea la promessa, nè sprovveduto gittarsi in
+gola ai nimici: ma poco penò a trovare un partito. Ai suoi campioni,
+già pronti e venuti presso i confini, comanda che ciascun resti là
+dove abbia saputo prima il sopruso degli avversari. Spaccia Gilberto
+Cruyllas al siniscalco del re d'Inghilterra, a domandarlo di sicurare
+il campo; e gli fa cavalcar appresso un nuovo messaggio ogni dì, per
+aver frequenti avvisi, e render solita per quelle strade la vista
+d'uomini del re d'Aragona. Ei co' tre fidatissimi cavalieri, Blasco
+Alagona, Berengario Pietratallada e Corrado Lancia, cavalcò senz'altra
+brigata con Domenico Figuera da Saragozza, mercatante di cavalli,
+usato a trafficare in Guascogna, pratichissimo de' luoghi; dal quale
+volle sagramenti terribili del segreto; nè altri in corte seppe questo
+viaggio, non lo stesso infante Alfonso. Armossi il re d'un giaco di
+maglia sotto i panni, d'una celata sotto il berretto, s'avvolse in un
+vecchio mantello azzurro, prese in mano una zagaglia, la valigia sul
+caval suo per parer famigliare del mercatante; e gli altri più
+poveramente si vestian da mozzi; il Figuera in onorevole arredo e
+sembianza; li maltrattava, albergava solo; servialo a mensa il re, e
+gli dava acqua alle mani. Così prendeano la via di Tarragona, montati
+su veloci palafreni, mutandoli di posta in posta; così richiesti ai
+passi, rispose il mercatante che con que' famigliari andasse per sue
+faccende; e, deluse le insidie, il dì trentuno maggio a nona si
+trovarono sotto Bordeaux. {247}
+
+Incontanente il re manda a città Berengario, figliuolo del Cruyllas,
+chè trovato segretamente costui, venir facesse fuor le mura il
+siniscalco inglese Giovanni di Greilly, con dir che un cavaliere amico
+suo il dovea richiedere d'alto affare, e sì menasse un notaio.
+Giovanni a sera andò: al quale Piero, infingendosi ambasciador
+novello, ridomandava se venir potesse il re d'Aragona; e quei risoluto
+rispondea che no: saper vicine grosse torme di cavalli francesi: re
+Eduardo non aver assicurato mai il campo: nè or, volendo, il potrebbe,
+congiunte ancor le sue forze a quelle del re d'Aragona: ciò aver ei
+poco innanzi protestato a Gilberto. E Piero il pregava che gli
+mostrasse la lizza: alla quale condotto, gittatosi alle spalle il
+cappuccio, al siniscalco si appalesò. Que' premurosamente lo
+scongiura, s'involi per Dio ai nemici. Il re montato il suo destrier
+di battaglia, tre volte accerchia l'arena; surto nel mezzo, dice
+solennemente al siniscalco e al notaio, esser venuto a mantener la sua
+fede; non restar per lui che non si combatta, ma per la perfidia de'
+nemici. Una protestazione fe' stenderne in buona forma; attestandovi
+il Greilly la venuta del re d'Aragona, e l'ordine d'Eduardo di
+rassegnar la città a Filippo ed a Carlo. Lasciò all'Inglese il re
+d'Aragona le armi sue; pregollo che soprastasse alquanto a divulgare
+il fatto; e speditamente galoppò, tornandosi per la via di Baiona.
+Giunto a questa città tutto spunto e rabuffato, che da tre dì non
+chiudea ciglio, promulga una protestazione; manda lettere e nunzi a'
+principi di cristianità; e aspettandosi la guerra, richiama in patria
+i sudditi suoi che si trovassero in Francia.
+
+Carlo dall'altro canto, trovatosi infin dal venticinque maggio a
+Bordeaux, come il dì stesso del duello seppe dal siniscalco la venuta
+dell'avversario, indragato mandava cavalli a inseguirlo, che per
+l'avvantaggio delle mosse invano s'affaticarono; e col Greilly n'ebbe
+acerbissime parole, {248} e trapassò infino a farlo sostenere in
+palagio, ma tosto liberollo vedendo ammutinarsi i cittadini a tal
+violenza. Poi quel dì stesso, armato di tutto punto coi suoi campioni,
+stette Carlo infino a meriggio nel campo: e una oste francese, chi
+dice di tremila cavalli, chi di cinquemila, e chi assai più,
+baldanzosa ingombrava i dintorni della città. Carlo protestò
+superbamente, gridando in palese falso e codardo re Pietro; ma entro
+di sè mordendosi, dice lo stesso Saba Malaspina, d'aver ordito tela di
+ragni: e narra d'Esclot, ch'ei chiamava questo fier nimico: non uomo,
+sì demonio d'inferno, e peggiore, perchè al segno della croce il
+diavol dileguasi, ma contro costui non avvi argomento; tel credi lungi
+le mille miglia, e tel senti sul collo. L'undici giugno infine
+lasciata Bordeaux, non tardava il Francese a promulgar in Italia una
+interminabile diceria de' torti di Pietro, e delle ingiurie ch'avea
+ingozzato costui. Così la commedia terminossi. Nei raccontati fatti a
+un di presso accordansi tutti gli storici contemporanei, ancorchè
+diversi in qualche particolare, e secondo lor parte sforzantisi ad
+accusar chi Pietro e chi Carlo. Noioso e inutilissimo parmi entrare in
+questo giudizio. Ma è indubitato che il Francese con tanto stuolo,
+Pietro nascosamente, ambo pur s'appresentarono: ch'Eduardo non v'era,
+nè assicurava il campo. Il giurato patto portava di trovarsi a
+Bordeaux il primo giugno, non di combattere, se non dinanzi il re
+d'Inghilterra, o secondo nuovo trattato. Amendue perciò in realtà
+elusero il bizzarro lor patto, osservarono in apparenza; e da ciò
+trassero argomento a gittar l'uno su l'altro la vergogna; il che in
+fondo era il solo intento di entrambi[37]. {249}
+
+Le trame di Gualtiero distratte, la sconfitta di Malta, l'audace
+correria del nostro ammiraglio, sforzarono il principe di Salerno a
+rimetter pure l'impresa all'anno appresso; mentr'egli, allestite in
+Brindisi altre galee e teride, già col conte d'Artois da un dì
+all'altro pensava imbarcarsi[38]. Indi con quell'adoprar attivo e
+solerte, ch'è pur dote de' mediocri, ma gli effetti il distinguono dal
+valor vero, questo Carlo che, degenere dal padre, in sua vita molto si
+arrabbattò e nulla mai fece, preparò grandi macchine e videle ruinare
+a un soffio, or tutto inteso al passaggio di Sicilia dell'anno
+vegnente, la prima cosa perdè l'intento ch'avea sudato a procacciare
+testè con le riforme e promesse a' sudditi. Perchè non dismettea le
+antiche gravezze, le esacerbava anzi con francarne i Provenzali[39]
+{250} e altri stranieri; ridomandava imprestiti ai comuni di
+terraferma; nè facea senno all'aperto niego di quelli[40]. Errò ancora
+a credere i popoli bambini troppo, quando appresentatisi al papa i
+deputati delle province per la promessa riforma dei tributi, Martino,
+che giocava d'accordo con Carlo, diessi a pretestare memorie incerte,
+necessità di una sottile esamina, e questa commise al cardinal
+Gherardo, legato a Napoli[41]; tanto più affrettandolo per lettere
+quanto più bramava mandar la cosa a dilungo. Perciò nel reame di
+Napoli gli umori desti dalla siciliana rivoluzione e da' travagli che
+durava casa d'Angiò, e anco dalle benevole dimostrazioni di casa
+d'Aragona, tornavano ad agitarsi. In Sicilia al contrario, allontanato
+quel valor molesto di Pietro, quetavano i popoli nel mite reggimento
+della regina Costanza: e sì tranquillo corse quell'anno, che sol de'
+casi di fuori scrivono i nostri storici; e Montaner afferma,
+irrefragabil prova del buon governo, che dopo la comun gloria della
+battaglia di Malta, Siciliani e Catalani più che mai s'affratellavano
+e strigneansi d'amistà e di parentadi[42]. Per questi cagioni la
+regina di Sicilia potè allor tentare, e 'l vicario di Napoli non seppe
+rintuzzare nello stesso cuor del suo regno, un'assai temeraria
+fazione.
+
+Ebbe in quel verno gran caro di vittuaglie in Italia. Donde Scalea,
+Santo Lucido, Cetraro, Amantea, mosse dalla penuria o dalla mala
+contentezza (chè Scalea l'anno innanzi era stata la prima in
+terraferma a darsi a re Pietro), si proffersero alla regina Costanza,
+s'ella provvedessele di viveri e difendesse; la qual pratica
+condussero alcuni {251} Scaleotti usciti per omicidî e riparati in
+Sicilia; e volentieri l'assentì la regina. Mandovvi pertanto con otto
+galee un forte di almugaveri, e alcune teride cariche di grano; onde
+il pregio di esso d'un subito si ammezzò[43], a grande sollievo dei
+terrazzani. Ma gli almugaveri, messo piè a terra, diersi a infestare
+tutto val di Crati e Basilicata: contro i quali movendo il giustiziere
+di val di Crati con grosse torme di cavalli, aspettatolo a lor uso in
+una stretta gola, rupperlo con strage, e l'inseguirono infino a un
+castello del vescovo di Cassano, ove poser l'assedio. Sopraggiunto di
+Sicilia il conte di Modica, e con esso pochi cavalli e più feroci
+frotte d'amulgaveri, peggior travaglio diè a Basilicata. Prese alcune
+castella e la terra di San Marco; quivi della chiesa de' frati minori
+fe' un ridotto assai forte; mal conci ne rimandò Rizzardo Chiaramonte
+e altri baroni venuti con maschio valore contr'esso; i quali non furon
+punto imitati dagli altri feudatari del regno, scontentissimi del
+governo angioino. Invano di maggio dell'anno seguente si fece un altro
+appello alle milizie feudali del reame di Puglia per venire a oste a
+Scalea, e anco mandovvisi, sotto il comando di Ruggier Sangineto,
+gente assoldata in Toscana; perchè sempre tennero il fermo i nostri: e
+patiron quelle province correrie, ladronecci, notturni assalti[44];
+che appena si crederebbe, standovi {252} a manca il campo di Nicotra,
+a destra la capitale, e per tutto il regno guerriere voci e
+apparecchi.
+
+Il papa, non vinto pe' falliti disegni dell'anno innanzi, ma
+rifacendosi ad ogni ostacolo sempre più pertinace e voglioso,
+sforzavasi a ritentar ora la prova, fin trascurando i propri pericoli
+e bisogni: Roma per carestia tumultuante; accanita ad assediare in
+Campidoglio il vicario di re Carlo[45]; esausto l'erario pontificio;
+necessitato a incettar grani in Puglia, perchè i Romani non facesser
+peggio[46]. E pria rinnovò le scomuniche il dì della cena del Signore,
+quel dell'Ascensione, quel della dedicazione della Basilica di san
+Pietro, con molto studio a promulgarle per tutta l'Italia, e massime a
+Genova[47]; ove molti cittadini per interesse di parte ghibellina eran
+disposti ad aiutare il nuovo principato in Sicilia, e pendeano anco a
+questo i magistrati della città, tentati invano da Filippo l'Ardito a
+collegarsi con la Chiesa e Carlo contro il re d'Aragona e a stento
+tirati a promettere una stretta neutralità[48]. Le decime, {253} non
+per anco scadute, delle chiese di Provenza, d'Arles e degli altri
+domini di Carlo a lui assegnò per la siciliana guerra; dando autorità
+ai legati pontificî di sforzare i vescovi al pagamento[49]. A Venezia
+s'adoprò, sollecitato dal principe di Salerno dopo la sconfitta di
+Malta, ad armargli una ventina di galee, offrendo porger da' tesori
+apostolici cinquemila once d'oro: ma l'accorta repubblica rispose: «Nè
+al re d'Aragona, nè ad altri cristiani moverebbe mai guerra senza
+cagione[50];» e richiamò in osservanza un'antica legge per la quale
+vietavasi ai privati di prender l'armi per alcuno stato straniero,
+senza permesso del doge e d'ambo i consigli; bello statuto secondo
+ragion pubblica e delle genti, del quale sdegnossi pure la corte di
+Roma come d'offesa, e pel cardinale di Porto, legato, scomunicò
+Venezia, ribenedetta poi nell'ottantacinque da papa Onorio per maggior
+prudenza di stato[51]. Tre legati del principe venivano inoltre a
+Martino, a ridomandar moneta pel passaggio di Sicilia; ed ei dando di
+piglio nei tesori delle decime di tutta la cristianità, levate già per
+la impresa di Terrasanta da papa Gregorio e dal concilio di Lione, or
+ne forniva per la guerra siciliana ventottomila trecentonovantatrè
+once d'oro, non picciola somma, secondo que' tempi: ordinando bensì
+che la più parte si maneggiasse dal cardinal Gherardo, in cui più
+fidava[52]. {254} Altri danari da altre epistole di Martino appaion
+sovvenuti al principe di Salerno. Il quale spintosi infino a chieder
+le genti pontificie che in Romagna militavano condotte dal prò conte
+Giovanni d'Eppe, le assentia Martino, senza curarsi della sua stessa
+vacillante dominazione in que' luoghi[53]. Alfine il due giugno, tre
+dì innanzi il precipizio dell'impresa, papa Martino da Orvieto la
+rincalzava con bandire la crociata contro cristiani. A sue accuse
+vecchie e stracche aggiunse: ricettarsi eretici in Sicilia; vietarsi
+agl'inquisitori di perseguitarli; torsi a Terrasanta le vittuaglie.
+Donde commise al cardinal Gherardo, che predicasse contro re Pietro e'
+Siciliani scomunicati; e, attendendo solo a far numero, desse a
+tutt'uomo la croce, senza guardare a sua origine o nazione[54].
+
+Nel medesimo tempo re Carlo attendeva in Provenza ad accattar danari e
+allestir navi a questo nuovo assalto di Sicilia[55]; e al medesimo
+effetto il figliuolo, fatta dimora a Nicotra infino all'autunno del
+mille dugentottantatrè, e lasciato quivi con l'esercito il conte
+d'Artois, tornossi a Napoli, donde secondo i casi sopraccorreva qua e
+là per tutta Puglia[56]. A raccor danaro studiossi sopra ogni altra
+cosa, perchè senza fine ne ingoiava la guerra. Ondechè, usando
+l'autorità datagli dal padre a torre in presto infino a centomila once
+d'oro con sicurtà su tutti i suoi beni e reami, non contento ai
+sussidi del papa, nè ai tributi generali {255} del reame di
+Puglia[57], accattava grosse somme da mercatanti toscani con
+guarentigia dello stesso Martino e delle decime ecclesiastiche[58]: e
+quando il bisogno più strinse, {256} impegnò per poca moneta vasellame
+e arnesi d'argento[59]; smunse la borsa del cardinal Gherardo e
+d'altri privati[60]; richiese altre sovvenzioni alle città più
+docili[61]; vendè il perdono di misfatti[62]; sforzò nuovamente il
+valor della bassa {257} moneta[63]; e con la riputazione del
+cardinale, in un concilio di tutti i prelati convocato a Melfi,
+strappò loro la promessa di due anni più di decime ecclesiastiche, e a
+riscuoterle deputò immantinenti suoi commissari; dagli ordini dei
+frati cavalieri ottenne aiuto di gente o compenso di danari[64]. E
+{258} gente richiedea per tutta Italia, in Toscana, in Romagna, in
+Lombardia, da comuni, da privati condottieri, cui assicurava del
+pagamento con sì efficaci parole, che mostrano quanto si dubitasse de'
+fatti[65]. Chiamò al servigio feudale tutti i baroni; che, fatta a
+Napoli la mostra, n'andassero in Calabria all'oste di Artois[66];
+molti allettò con sue concessioni novelle[67]. A' capitani di parte
+guelfa in Firenze {259} raccommandò sollecitasser le galee promesse da
+Pisa[68]; n'assoldò Genovesi[69], oltre le pisane che veniano con
+l'armata del padre. Il comando della sua flotta affidò a Iacopo de
+Brusson, vice ammiraglio; provvide con estrema diligenza ad allestir
+navi, raccor vittuaglie, fornire smisurate macchine da guerra,
+maneggiate da' Saraceni della colonia siciliana di Lucera, de' quali
+molti anco assoldò arcadori a cavallo, uomini d'arme, e fanti: nè
+altro si legge in quella stagione nei registri della cancelleria di
+Napoli, che di soldati, munizioni, quadrella per l'armata. Fino una
+nuova armatura per sè fece fabbricare in Napoli questo principe,
+correndo con gran furore nella militar carriera, nella quale a capo di
+pochi mesi trovò tal duro contrattempo, che non osò ripigliarla più
+mai[70]. Questo spaventevole strepito d'arme empieva il reame di
+Napoli di primavera d'ottantaquattro, perchè i governanti angioini,
+dopo l'esito infelice dell'anno innanzi, fidando or meno nella via
+delle opinioni, vollero ritentare {260} una prepotente forza d'armi,
+come nell'ottantadue; se non che Carlo tenne tuttavia qualche pratica
+con baroni di Sicilia, sì infruttuosa quant'eran deboli qui gli {261}
+umori di controrivoluzione. Nondimeno temendo qualche assalto
+dell'audace flotta nostra mentre esso armavasi, pose il nemico in
+questo tempo una straordinaria cura a guardar le costiere di
+terraferma[71]. Suo intendimento era insignorirsi al tutto del mare,
+schiacciando la nostra armata {262} se s'attentasse uscire, e se no,
+inchiodandola ne' porti; e poi, sbarcato l'esercito nell'isola, non
+più campeggiar luoghi forti, ma dare il guasto al paese, bruciar le
+messi, divider le città, e desolate sforzarle a sottomettersi. Vietava
+Carlo al figliuolo qualunque fazione pria ch'egli venisse di Provenza
+con la flotta[72]. Trenta galee tenea pronte il principe a Napoli,
+quaranta a Brindisi. Entro pochi dì, operata la congiunzione di tutta
+l'armata ad Ustica[73], cento navi da battaglia e più assai da
+trasporto, verrebbero a por la Sicilia a soqquadro.
+
+A tempo il seppe Giovanni di Procida, gran cancelliere, pei suoi molti
+rapportatori che in terraferma vegliavano assidui il nimico. Onde nel
+consiglio della regina, considerato il grave frangente; lungi il re;
+non esercito pronto; poca l'armata, l'audace partito si deliberò in
+cui solo era salvezza: assaltare gli Angioini risolutamente pria che
+tutte adunasser le forze. A ciò trentaquattro galee e più legni minori
+s'armano in fretta nel porto di Messina, di scelta gente catalana e
+siciliana, di finissime armi, di nobili arredi. Come la flotta fu in
+punto, Costanza fatto a sè venire, coi capitani minori e i piloti,
+l'ammiraglio, nudrito seco del medesimo latte, educato in sua corte,
+con vive parole rimembragli l'affetto della casa reale d'Aragona:
+tutto per lei andarne su quest'armata; l'onor del re, la corona, sè
+stessa e i figliuoli a due soli commetteva, a Dio e a Ruggier Loria. A
+questo dire le s'inginocchiava ai {263} pie' l'ammiraglio, e co' riti
+dell'omaggio feudale, poste le sue nelle mani della regina: «Non fu
+unque vinto, le rispose, lo stendardo reale d'Aragona; nè oggi il
+sarà. Fidane, o regina, nel sommo Iddio.» Non senza lagrime allora gli
+altri guerrieri giurarono; li accomiatò Costanza; li salutò il popolo
+allo scioglier dal porto; e a Dio, alla Vergin Madre ne pregavan
+vittoria. Fece porre l'ammiraglio a una vicina spiaggia; in terra fe'
+la mostra di tutte le genti; con brevità da soldato arringò: avrebbero
+entro due settimane una grandissima battaglia: andrebbero incontro a
+due flotte, l'una surta nel porto di Napoli, l'altra che venia di
+ponente. «Son settanta galee; ma come noi ci troviamo armati, o
+guerrieri, non paventiamo le cento.» E le soldatesche risposer d'un
+grido: «Andiamo andiamo, nostra è la vittoria.» Costeggiate le
+Calabrie, tennero il golfo di Salerno. Da ciò in Napoli nacque una
+voce, che Piero, tornato d'Aragona subitamente con tutta l'armata,
+navigasse pe' mari di Principato. Mandovvisi a far la scoperta un
+genovese Navarro con legno da sessanta remi[74]: e costui un altro
+falso avviso riportò, frettolosamente riconosciuta la flotta da lungi
+per sole venti galee e poche fuste. Vantò dunque, tornato, che
+sarebbero anco troppe le ventotto galee del principe e la sua nave.
+Talchè salito in superbia il giovane Carlo, ordinava d'uscir contro al
+nimico; ma i Napoletani, che punto l'amavano, non vollero armarsi per
+lui.
+
+Ruggiero in questo volteggiava cautamente fuori il golfo di Napoli,
+ignorando ove fosse re Carlo con la flotta provenzale; e volea
+cogliere il tempo a slanciarsi o su lui o sul principe. A Capri dunque
+ancorò dapprima, divisando {264} fare una dimostrazione sopra Baia, e
+indi appressarsi se potesse trar fuori il principe con avvantaggio; e,
+se no, far prora verso la Sicilia, e poi la notte volgere a Ponza, e
+in quel canale aspettare l'armata del re. Ma non uscito alcuno da
+Napoli come ei si pose a scorrere per isolette e lidi, guastando i
+colti e mettendo a taglia e a sacco le terre; e venutagli presa in
+questo una saettia di re Carlo, onde seppe che con trenta galee
+provenzali e dieci pisane venisse ad una o due giornate d'ordinario
+viaggio, Loria, vedendo sovrastar la temuta unione delle due flotte
+nimiche, consultane di nuovo coi suoi più pratichi; e si deliberò di
+combattere quella del principe, immantinenti, a ogni costo. Ondechè
+venuto a Nisita la notte, e prese in quel mare due galee di Gaeta,
+Ruggiero armolle per sè, spartiti i prigioni in tutta l'armata, la
+quale sommò a trentasei galee, oltre i legni sottili. Inviò il
+catalano Giovanni Alberto con una fusta a riconoscer la flotta di
+Napoli; e seppene il vero numero, e che tutta la spiaggia luccicava di
+fuochi e d'armi. Indi all'alba minacciando con gran mostra, apparve
+fuori il capo di Posilipo, alla Gaiola.
+
+Era il cinque giugno milledugentottantaquattro. Le depredazioni e gli
+oltraggi de' nostri nei dì innanzi; i conforti de' nobili che tenean
+per la corte; questa recente ostile baldanza, commossero sì gli animi,
+che avuto avviso la notte stessa dell'armata siciliana surta a Nisita,
+il popolo preso di novello ardire, chiede battaglia; suona le campane
+a martello; Francesi, regnicoli, cavalieri, plebei alla impazzata
+rapiscon le armi, corrono a' legni, in tanta pressa che per poco non
+li fecero andare alla banda. E gli ottimati, per parere, dice Saba
+Malaspina, chi fedele e chi gagliardo, consigliavano sì il combattere:
+sopra ogni altro il conte d'Acerra, favorito del principe Carlo,
+stigollo a montar in nave egli stesso, per dar animo ai combattenti.
+Indi nè ragione, nè autorità il trattenne del cardinal Gherardo, {265}
+il quale, non perduta la memoria di quelle aspre battaglie di Messina,
+ammonialo ad esser cauto contro i Siciliani, ubbidire i comandi del
+padre, aspettare l'armata e con essa la vittoria; non si gittasse al
+laccio tesogli da Ruggier Loria. Ma da queste parole anzi aizzato, più
+ratto il principe s'imbarcò: e prima ordinò d'imbandire a corte uno
+splendido convito per festeggiar la vittoria. Con lui furono Iacopo de
+Brusson vice ammiraglio, Guglielmo l'Estendard, Rinaldo Galard, i
+conti di Brienne, Montpellier e Acerra, frate Iacopo da Lagonessa, e
+più altri baroni. A ventotto o trenta sommarono le lor galee, tutte
+del regno; armate le più di regnicoli, poche di Provenzali e Francesi.
+
+Loria allora quasi fuggendo si difilò a Castellamare, per guadagnar
+l'avvantaggio del sole alle spalle, o per trarre in alto mare i
+nemici, e lasciarli disordinar nella caccia. Schiamazzando e urlando
+l'inseguon essi: volano innanzi a tutte le altre, due galee capitanate
+da Riccardo Riso e Arrigo Nizza, Siciliani rinneganti la patria, che
+chiamano Loria a gran voce, ed «Ove fuggi eroe? gridangli; ma invano
+t'involi, invano; vedi, i tuoi ceppi son qui!»; e mostrangli le
+catene. E muti i nostri a vogare. A quattro leghe restano; rivoltan le
+prore; l'ammiraglio in un battello scorreva a rincorarli: «Mirateli,
+scompigliati da sè stessi; gente che non vide armi, o non vide mare
+giammai: gridan essi, e noi feriremo.» A linea di battaglia ordinò
+venti galee, serrate tra loro; fe' rassettare i remi, sgombrar le
+coverte; schierovvi i balestrieri; il rimanente delle navi pose a
+retroguardo, che non entrasser nella mischia senza un estremo bisogno.
+Allor si die' nelle trombe; levossi il grido «Aragona e Sicilia:» e
+piombò la nostra armata su i nemici, già a tal variar di consiglio
+attoniti e palpitanti.
+
+E ruppeli in un attimo; chè, non aspettato lo scontro, diciotto galee
+di Napoli, Sorrento, e Principato diersi a fuggire; {266} lasciando
+solo il principe con la sua galea, e quattro di Napoli, due di Gaeta,
+una di Salerno, una di Vico, una di Scio, a disputar l'onore, non più
+la vittoria. I Francesi, ancorchè non avvezzi nè fermi in nave,
+combatteano con maschio valore. Più numerosi e franchi al maneggiar le
+navi, Catalani e Siciliani urtavan di prua, spezzavano i remi al
+nimico, gittavan fuochi alle tolde, sapone e sego sui banchi, polvere
+di calce alle viste, scagliavan sassi e saette: e pure gran pezza non
+li spuntarono dalla difesa. La strage indi si mescolò; spenta gran
+parte di quei prodi cavalieri di Francia, il numero vinse. Sola
+restava la galea del principe: accerchiata, squarciata, invasa da'
+nostri la prua, e mezza la nave; ma un fior di gagliardi stretti a
+schiera intorno al principe, che piccino e zoppo mal s'aiutava, fecero
+incredibili prove; e sopra tutti Galard, uomo d'erculee forze, quanti
+colpi tirava tanti feriva o uccidea, o di peso scaraventava gli uomini
+in mare. A tal pertinacia, Loria comanda che si sfondi la nave; e i
+nostri già saliti le dan d'entro coi pali; un Pagano, trombetto e
+marangone fortissimo, attuffò per bucarla con un ferro: rotta in sei
+luoghi calava la galea, gridavano i marinai, ma non udianli i
+combattenti. Addandosene alfine Galard: «Salvatene, sclamò, vostra è
+la fortuna; qui il principe, qui a voi s'arrendono le migliori spade
+di Francia!» Gridava l'Estendard, sacra fosse la persona del principe.
+E questi togliendosi la spada, tra i nostri domandò: «Qual v'ha
+cavaliero?» e rispostogli dallo ammiraglio, a lui la rendè; e accettò
+la mano stesagli da Ruggiero perchè lesto sulla sua nave salisse, che
+l'altra già sommergeasi. Nove galee fur prese: una delle quali
+velocissima involandosi, Ruggiero le spiccò alla caccia la galea
+catanese di Natale Pancia; e parendogli perder lena i remiganti,
+minacciò di farli tutti accecare se non tornassero colla nimica nave:
+talchè per mortali sforzi la sopraggiunsero; sapendo Ruggiero uom
+{267} da tener la cruda parola, grande nelle virtù, grande nei vizi,
+di smisurato valore e brutale ferocia[75]. {268}
+
+Alla battaglia seguì un ridevol caso. Avea fatto Ruggiero assai onore
+al principe: e questi riccamente armato, in mezzo a molti cavalieri
+sedea nella capitana, quando una barca di Sorrento si appressò con
+messaggi del comune; i quali, credendolo l'ammiraglio, offriangli
+quattro cofani di fichi fiori e dugento agostali d'oro «per un taglio
+di calze; e piacesse a Dio, seguiano, che com'hai preso il figlio,
+avessi anco il padre; e sappi che noi fummo i primi a voltare.»
+Sorrise il principe, e a Loria disse: «Per Dio, ch'ei son fedeli al
+re[76]:» ma lamentando la slealtà dei soggetti, scordava il giovin
+Carlo chi fosse stato il primo a infrangere il social patto, e la
+crudeltà scordava del suo governo, l'avarizia, la superbia, la
+tirannide sconcia e brutale.
+
+E al castel dell'Uovo[77] suonavano di pianti femminili le stanze
+della principessa, ch'era salita sul più rilevato scoglio {269} fin
+quando Carlo salpò; e fitti gli occhi sulle navi, avea visto
+l'affrontata, e la fuga, e sparir la galea capitana; nè sapea
+spiccarsi dal guardare, dileguata anco la flotta napoletana, e caduto
+il dì. Pallido e ansioso a lei venne il cardinale, spaventato dal
+minaccevole aspetto della plebe: e pensando insieme a que' prodi, or
+li temeano uccisi, or li speravan prigioni; quando due galee siciliane
+approdarono con una lettera del principe. A lui, trepido di sua sorte
+in guerra spietata, l'ammiraglio avea richiesto sciolta di presente la
+Beatrice, giovanetta e bella figlia di Manfredi, ch'orfanella passò
+dalla cuna al carcere di Carlo, e ivi stette come sepolta. Scrivea il
+principe dunque, si rendesse immantinenti la donzella: e i Siciliani
+aggiugneano che se no, lì, sulla galea, in faccia a Napoli a lui
+mozzerebbero il capo. Indi la principessa a cercar Beatrice, a donarle
+gioielli e femminili arredi, e gittarsele ai pie' che salvasse per Dio
+la vita a Carlo suo. Recarono alla flotta con molto onore Beatrice; e
+si sciolser le vele. Alle bocche di Capri, Riso e Nizza, come traditor
+maledetti, furon sulla galea di Loria dicollati. Entrò l'armata nel
+porto di Messina[78].
+
+Dove al primo scoprir quelle vele, con susurro e ansietà precipitava
+il popolo alla marina, d'ogni età, d'ogni sesso; ma visti i segni
+della vittoria, e le galee prese, e saputo prigione il principe di
+Salerno con tanti baroni, inenarrabile allegrezza si destò. Sbarcate
+le turbe de' prigioni, proruppe il volgo, com'e' suole in ogni luogo,
+a insultarli; {270} ricordando a gara la tirannide, l'assedio, le
+scambievoli offese, e molti le abborrite sembianze de' baroni stati
+loro oppressori: onde aprian la calca i più avventati, e feansi a
+guardarli faccia a faccia, e dir dileggiando: «Chi fuvvi maestro a
+battaglie di mare? Oh sventura! dar le spade voi a Catalani ignudi, a
+Sicilian galeotti! Eccovi la seconda fiata trionfanti in Messina!» A
+schivar peggio, il principe sbarcò travestito da soldato catalano. Ma
+la regina, i figli, i cittadini autorevoli raffrenarono la cieca ira,
+che già correva a suonar le campane a stormo, coll'antico grido «Morte
+ai Francesi.» Nel palagio reale dapprima fu sostenuto il principe;
+indi nel castel di Matagrifone con Estendard; non incatenati, nota un
+istorico, ma sotto gelosa guardia di cittadini e soldati: e vietò la
+generosa Costanza ai figliuoli, che vedessero in quella misera
+condizione il figlio di Carlo d'Angiò. Furono assegnati i cavalieri in
+custodia per le case de' maggiori della città. La reina con molte
+lagrime abbracciava la sorella, campata come per miracolo dalle mani
+de' nemici[79].
+
+Ebbe tempesta in Napoli la dominazione angioina a quella sconfitta.
+Levato il popolazzo a romore, gridava per le strade «Muoia re Carlo e
+viva Ruggier Loria:» sfrenavasi per due dì a saccheggiar case
+francesi; e pochi cadutigli in mano ammazzò; la più parte usciti dalla
+città con cinquecento di lor cavalli scamparono. I quali pensavan
+ritrarsi in Calabria appo il conte d'Artois, se non {271} che il
+cardinale e i baroni mandavano a confortarli: si riducessero intorno
+il castel Capuano, e non temesser pure la minuta plebe e quel foco di
+paglia, chè la nobiltà napoletana sarebbe tutta con essi. E in vero, o
+vinti dall'autorità e arte del cardinale, o mansuefatti all'alito
+della corte, i nobili di Napoli si fecero sostegno all'usurpatore in
+quel fortunoso momento. Perciò la plebe volle scacciare i Francesi, e
+non potè; contrariata dai suoi stessi, e repressa e castigata due dì
+poi dal medesimo re Carlo[80]. Si propagò il movimento a Gaeta e molte
+altre terre, che strepitarono un poco, scrivea re Carlo con l'usato
+disprezzo, e per le medesime cagioni si tacquero[81].
+
+
+NOTE
+
+ [1] Montaner, cap. 77, 78, narra queste pratiche di Carlo a corte di
+ Roma.
+
+ [2] Bart. de Neocastro, cap. 74.
+
+ [3] Montaner, cap. 81.
+
+ D'Esclot, cap. 110.
+
+ [4] Diploma dato di Nicotra il 13 maggio 1283, nel citato Elenco
+ delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 250, nota
+ 3.
+
+ Altri due diplomi si trovano nel r. archivio di Napoli, reg.
+ segnato 1283, E, fog. 10 a t. e 11 a t., l'uno per fornirsi in
+ Nicotra sei teride oltre sei più che n'eran pronte, il quale è
+ dato di Nicotra il 20 aprile undecima Ind. (1283), e la cura n'è
+ commessa a Riccardo de Riso, lo sciagurato uscito siciliano, e a
+ Gerardo di Nicotra. L'altro è diverso dal notato nell'Elenco delle
+ pergamene, ma dato ancora di Nicotra il 13 maggio, pel biscotto
+ delle 20 teride di Principato e Terra di Lavoro, da armarsi a mo'
+ di galee.
+
+ [5] Saba Malaspina, cont., pag. 398.
+
+ La testimonianza di questo diligentissimo storico è rinforzata nel
+ presente luogo dai diplomi.
+
+ E prima, il mutamento del campo da Santo Martino a Nicotra si vede
+ dal registro del regio archivio di Napoli segnato 1288 E, dove a
+ foglio 10 è un diploma dato _in castris in planicie sancti
+ Martini_, il dì 7 aprile, undecima indizione (1283); un altro
+ dato di Nicotra il 14 dello stesso mese; e un terzo di Nicotra il
+ 21 aprile per lo trasporto delle tende; e a foglio 10 a t. un
+ altro del 20 aprile per trasporto di vini a Nicotra sotto scorta
+ di legni armati; il che mostra ancora come que' mari erano
+ infestati da' Siciliani.
+
+ V'ha allo stesso foglio 10, un altro diploma risguardante il conte
+ Piero d'Alençon, _carissimi consanguinei nostri_, scrivea
+ Carlo lo Zoppo. Questo è dato di Nicotra a 20 aprile, undecima
+ Indizione (1283), e provvede che si supplisse del denaro regio il
+ bisognevole a soddisfar tutti i lasciti del testamento dì Alençon.
+ Questi era dunque gravemente infermo. E morì in Puglia il giovedì
+ dopo la festa degli Apostoli Pietro e Paolo, come si legge in un
+ diploma di Filippo l'Ardito dal 24 giugno 1283. _Collection des
+ Documents inédits sur l'histoire de France_, tom. I, Paris
+ 1839, pag. 318, Documento 244.
+
+ Malaspina dice ch'ei fosse mancato di malattia; l'autore delle
+ _Gesta Comitum Barcinon._, cap. 28, che morisse lentamente
+ delle ferite riportate nella guerra. Sbaglia pertanto Montaner che
+ lo fa cadere all'assedio della Catona, cioè di novembre 1282.
+
+ I luoghi ove dimorò Carlo lo Zoppo vicario generale si veggon
+ ancora dai diplomi del regio archivio di Napoli. Nel registro
+ segnato 1283 E, n'abbiamo uno dato di Terranova (presso Santo
+ Martino) il 20 febbraio undecima Indizione (1283), a foglio 11;
+ poi vi hanno quegli altri del mese di aprile citati di sopra: e
+ moltissimi dati di aprile, maggio, luglio ed agosto, tutti di
+ Nicotra, se ne trovano foglio 9, 3, 3 a t., ed 8; e uno dato di
+ Matera il 7 luglio, foglio 3 a t.
+
+ È notevole tra questi diplomi, che la Corte angioina, tra tanti
+ suoi travagli, dovea pur mandare qualche sussidio alle sue genti
+ in Acri e Durazzo. Ciò si scorge da due diplomi dell'8 e 9 maggio,
+ foglio 9, per 20 cavalli saraceni e pochi viveri imbarcati per
+ Durazzo e da un diploma del 27 aprile, foglio 11, per 400 salme di
+ grano inviata ad Acri _pro usu gentis nostre_, da consegnare
+ a Odone Polliceno, _Vicario regio in regna Jerhusalem_.
+
+ [6] Pe' sussidi accordati in questo parlamento, veggasi il diploma
+ del 29 aprile 1283, nel citato Elenco delle pergamene del r.
+ archivio di Napoli, tom. I, pag. 250, e la nota 2, alla pag. 254.
+
+ Quanto al resto, Capitoli del regno di Napoli, tom. II, capitoli
+ di Carlo principe di Salerno promulgati a 30 marzo 1283.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 402, 403, riferisce questo parlamento;
+ ma sbaglia il tempo e il luogo, confondendolo col sinodo diocesano
+ che s'ebbe in Melfi.
+
+ Intorno il detto uficio di censura a favor de' governati, oltre lo
+ statuto de' capitoli, abbiam due diplomi di Carlo lo Zoppo, dati
+ di Nicotra a 26 settembre duodecima Ind. (1283), nel r. archivio
+ di Napoli, reg. segn. 1283, A, fog. 60. Sono eletti Rostano de
+ Ageto milite, il vescovo di Troia, e il giudice Gualtiero di
+ Catanzaro avvocato del fisco, per investigare e punire in tutto il
+ reame dal Faro ai confini degli stati ecclesiastici, le
+ trasgressioni alle costituzioni di Carlo I, ed ai capitoli per
+ _nos in plano sancti Martini olim editorum._
+
+ [7] Raynald, Ann. ecc., 1282, §. 23, 24, 25.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 392.
+
+ [8] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 2, 3, 4.
+
+ [9] Raynald, Ann. ecc., 1283, §, 15 a 23.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 392, 393.
+
+ [10] Saba Malaspina, cont., pag. 392, 393, 394.
+
+ [11] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 36, 38, breve del 6 luglio.
+
+ [12] Ibid., §. 39, breve del 7 giugno.
+
+ [13] Ibid., §. 47, breve del papa a 26 giugno, ed epistola di re
+ Carlo a 23 novembre.
+
+ [14] Ibid., §. 54 a 57.
+
+ [15] Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 542.
+
+ Bolla di Martino, da Orvieto, a 9 maggio 1283. Ibid., pag. 886.
+
+ [16] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 51.
+
+ [17] Ibid., §. 28 e seg.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 215.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 80 e seg.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., in Muratori, R. I. S., tom. XI, pag.
+ 1188.
+
+ [18] Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 610.
+
+ Lo stesso carico si dà a Pier d'Aragona nella bolla del 10 maggio
+ 1284, con cui il papa comandava contro di lui la predicazione
+ della croce: _Et ut nihil omitteret ad persecutionem nostram et
+ ipsius ecclesie intemptatum, ad pacificum statum urbis, Patrimonii
+ beati Petri, aliarumque terrarum ipsius ecclesie, necnon et
+ aliarum partium Italie subvertendum, et urbem, terras, ac partes
+ easdem a nostre obedientie debito avertendas, sicut ex multorum
+ fida relatione percepimus, nunc per nuncios, nunc per litteras,
+ variis machinationibus nitebatur et nititur, ac nisibus
+ fraudulentis institit et insistit, etc._ Negli archivi del
+ reame di Francia, J. 714, 6.
+
+ [19] Bart. de Neocastro, cap. 75.
+
+ [20] Saba Malaspina, cont., pag. 398.
+
+ D'Esclot, cap. 110.
+
+ Nic. Speciale, lib. I, cap. 26.
+
+ Montaner, cap. 81.
+
+ Quanto al numero delle navi provenzali, il Malaspina dice 27
+ galee, ch'è esattamente il numero de' legni che combatterono a
+ Malta tra galee e d'altro nome; d'Esclot porta venute di Provenza
+ 20 galee; e gli altri qual più qual meno, ma con pochissimo
+ divario: talchè riscontransi col diploma dato di Nicotra il 2
+ giugno (1283), nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, E, fog.
+ 12, col quale si comandava di fornir viveri per due mesi a'
+ vascelli venuti di Provenza, cioè 18 galee, un _Panfilio_, ed
+ 8 _vaccettas_.
+
+ Ibid. a fog. 13, diploma dato di Nicotra il 3 giugno per lo stesso
+ affare, nel quale si parla di Bartolomeo Bonvin, e si dice che le
+ galee eran già venute a Napoli.
+
+ [21] Il d'Esclot, cap. 110, dice espressamente questo caso delle
+ barche di Principato cariche di frutta e vini per Sicilia. Io
+ dapprima non sapea piegarmi a credere che dal reame di Napoli si
+ portassero di tali derrate in Sicilia, massime i vini. Ma bisogna
+ accettar questo fatto economico, alla irrefragabile testimonianza
+ di due diplomi dati di Napoli il 2 maggio duodecima Ind. (1284),
+ pei quali si fece severo divieto alla furtiva estrazione di vini
+ per Sicilia, che si commettea in Sorrento e in Castellamare di
+ Stabia, infingendosi imbarcarli per terre fedeli al re. Dal r.
+ archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 85, a t. 88, a t. E
+ sempre più si vede la grandissima informazione e diligenza del
+ d'Esclot.
+
+ [22] E in vero 27 erano tutti i legni, secondo il diploma del 2
+ giugno 1283, citato di sopra. La differenza con d'Esclot non
+ sarebbe nel numero totale, ma solo in quello delle galee.
+
+ [23] Montaner, cap. 83 e 131, dà lunghe lezioni militari intorno il
+ vantaggio de' balestrieri scritti, o vogliam dire stanziali, e
+ l'impaccio de' terzi remiganti, che nel combattimento facessero da
+ balestrieri. Ei li chiama _tersols_; ed è una voce ch'io non
+ seppi comprendere nell'originale catalano, ma la veggo benissimo
+ spiegata dal Buchon nella sua versione francese, ed. Paris, 1840,
+ pag. 288, _rameurs surnuméraires, attachés en tiers au service
+ d'une rame_. I balestrieri stanziali son detti da Montaner
+ _en taula_, perchè l'uficio dell'arruolamento si chiama taula
+ in catalano. A quest'ordine di balestrieri, non gravati d'altra
+ fatica sulle galee, Montaner dà le continue vittorie de' Catalani
+ in giusta battaglia navale; ma pur confessa che in un'armata era
+ necessario un certo numero di galee co' terzi vogatori, per potere
+ al bisogno dar più vigorosamente una caccia.
+
+ [24] La presura di costui nella battaglia di Malta si ritrae da un
+ diploma di re Giacomo, dato di Messina il 19 luglio 1286, in di
+ Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500.
+
+ [25] D'Esclot, cap. 110, 114 e 116.
+
+ Montaner, cap. 82, 83, 84, 93.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 76.
+
+ Nic. Speciale, lib. I, cap. 26.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 398, 399.
+
+ Il solo d'Esclot, degnissimo di fede, narra quest'ultima correria
+ a Napoli. Montaner, sovente poco esatto, la scrive con qualche
+ divario, e pria della vittoria di Malta.
+
+ [26] Giachetto Malespini, cap. 217, 218.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 86, 87.
+
+ Nello error loro cadde ancora l'autore del Memoriale de' podestà
+ di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, pag. 1156.
+
+ [27] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 8 a 12, breve dato d'Orvieto a 3
+ aprile.
+
+ Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 541.
+
+ [28] Raynald, ibid., §. 13; e Nangis, ibid., pag. 542.
+
+ [29] Raynald, ibid., §. 7.
+
+ Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 242 a 244.
+
+ Questo divieto del papa è affermato ancora nella Cronaca del
+ Monastero di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom.
+ III, pag. 763.
+
+ [30] Breve del 20 aprile 1283. Negli archivi del reame di Francia, J.
+ 714, 3.
+
+ [31] Nangis, loc. cit.
+
+ [32] Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, diplomi del 25 marzo e 5
+ aprile 1283, tom. II, pag. 239, 240.
+
+ Ivi nell'epistola a re Carlo si legge: _Kar sachez de verité qe
+ pur gainer teus deus Reaumes come celui de Cezile e de Aragon nous
+ n'en serrions gardeins du chaump où la susdite bataille se fest;
+ mes mettroms peine et travail en totes les maneres qe nous
+ saverons qe pes e acord fust mist entre vous, come celui qe mout
+ le vodroit_.
+
+ [33] Ibid. La frase è, avere rifiutato _tut outre_.
+
+ [34] Ibid., pag. 241.
+
+ [35] D'Esclot, cap. 104.
+
+ Questo attestato, che non si legge in alcun altro contemporaneo,
+ toglie tutte le contraddizioni che si troverebbero nell'operare di
+ Eduardo, il quale negava prima il campo, e lasciava poi costruir
+ la lizza, e venire i combattenti. Consegnata per que' giorni la
+ città a' Francesi, s'impediva il duello senz'altra briga.
+
+ [36] Questo è accettato dal Nangis, e da altri scrittori di parte
+francese.
+
+ [37] Tutto questo racconto, nel quale non mi è paruto possibile
+ scriver le citazioni a ogni parola, è tratto da:
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 399 a 402.
+
+ D'Esclot, cap. 104, 105.
+
+ Montaner, cap. 80, 85 e seg.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 67, 68, 69.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25.
+
+ Anon. Chron. sic., cap. 44.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 7, ed 8, in Muratori,
+ R. I. S., tom. XI, pag. 1188.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, op. cit.
+
+ Frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 17, in Muratori, R. I. S.,
+ tom. IX.
+
+ Ferreto Vicentino, ibid., pag. 954.
+
+ Vite di Martino IV, ibid., tom. III, pag. 609, 610.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 31, 32.
+
+ Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script, tom. V, pag. 542.
+
+ Paolino di Pietro, in Muratori, R. I. S., agg. tom. XXVI, pag. 39.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 218.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 87.
+
+ Memoriale dei podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII,
+ pag. 1155, 1156.
+
+ Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom.
+ III, pag. 764.
+
+ Il manifesto di re Carlo al comune di Modena contro Pier
+ d'Aragona, si legge in Muratori, Antiquitates Italicae Medii Ævi,
+ tom. III, Diss. 39, pag. 650.
+
+ [38] D'Esclot, cap. 115.
+
+ [39] Diploma del 24 gennaio 1284, citato nel seguito di questo
+ capitolo in nota.
+
+ [40] Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I,
+ diplomi a pag. 254, 255, 259 e le annotazioni, pag. 254.
+
+ [41] Raynald, Ann. ecc., 1283, breve del 25 novembre, a §. 46.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 403.
+
+ [42] Montaner, cap. 84.
+
+ [43] Da quaranta a venti tarì la salma, dice il Malaspina.
+
+ [44] D'Esclot, cap. 119.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 403, 404.
+
+ Il primo dice dell'occupazione di quelle quattro terre; il
+ Malaspina della sola Scalea.
+
+ I due appelli al servigio feudale nel reame di Puglia si leggono
+ nel diploma del 30 ottobre 1283, nel citato Elenco delle pergamene
+ del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 257; e nei diplomi del 21
+ e 31 maggio 1284, ibid., pag. 266, 298. Nel r. archivio di Napoli,
+ reg. seg. 1283, A. fog. 81 a. t., leggesi un diploma dato di
+ Napoli a 28 aprile duodecima Ind. (1284) per 100 balestrieri e 200
+ lancieri a piè, venuti poco prima da Firenze, che si mandavano a
+ Ruggiero Sangineto per ingrossar l'oste all'assedio di Scalea.
+
+ Montaner, cap. 113, nomina alcuna delle terre occupate, e dice del
+ mal contento nel reame di Puglia; ma confonde questa fazione con
+ quella dell'armata che combattè poi nel golfo di Napoli.
+
+ [45] Saba Malaspina, cont., pag. 404.
+
+ [46] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 52.
+
+ [47] Ibid., 1284, §. 1.
+
+ [48] Risposta del podestà, capitani, consiglio e comune di Genova al
+ re di Francia negli archivi del reame di Francia, J. 499, 42.
+
+ Il re avea inviato due ambasciadori a richieder Genova che desse
+ _favore, aiuto e giovamento_ al papa e al re di Sicilia, zio
+ del re di Francia, contro il re d'Aragona, _che avea operato
+ contro la Chiesa, contro le inibizioni del papa, e contro il re di
+ Sicilia_, la qual cosa ognun sapea _quanto interessasse la
+ corona di Francia_. Genova risponde essere in pace col re
+ d'Aragona da 170 anni, e non aver cagione di rompere; ma promette
+ che non darà aiuto di navi nè d'armi al re d'Aragona. Non vi ha
+ data in questo diploma, nè nomi sia dei magistrati di Genova, sia
+ dei re; ma le narrate particolarità, infallibilmente il pongono
+ tra gli anni 1282 e 1284. È uno lungo ruolo di pergamena scritto
+ in caratteri del secol XIII, con suggello in cera verde, pendente
+ da una stretta striscia di pergamena e impresso da un lato
+ solamente. V'ha un grifone alato, chiuso in un poligono ad angoli
+ salienti e rientranti a forma di stella, e fuori il poligono la
+ leggenda: _Sigillum Comunis et populi Janue_.
+
+ [49] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 10.
+
+ [50] Ibid., 1283, §. 40. Il breve al principe Carlo, posteriore al
+ fatto, è dato il 22 aprile 1284.
+
+ D'Esclot, cap. 115, riferisce la risposta dei Veneziani.
+
+ [51] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 63 e 64.
+
+ Quivi si legge la bolla di Onorio, data di Tivoli il 4 agosto,
+ anno 1.
+
+ [52] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 40, nel detto breve del 22 aprile
+1284.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 418. Veggansi anche i diplomi citati
+ qui appresso per vari imprestiti del papa.
+
+ [53] Raynald, Ann. ecc. 1284, §. 13 e 48.
+
+ [54] Raynald, ibid., §. 2 e 3.
+
+ [55] Saba Malaspina, cont., pag. 402.
+
+ [56] Saba Malaspina, ibid.
+
+ I viaggi del principe di Salerno si veggono dai vari suoi diplomi,
+ dati di Nicotra, Napoli, Foggia, Brindisi, Bari, nel citato Elenco
+ delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 260, 261 e
+ 263; da que' citati nelle annotazioni seguenti, cavati dai
+ registri del medesimo archivio; e da altri dati di Napoli 1
+ gennaio, Foggia 24 e 29 gennaio, Barletta 1 febbraio, Brindisi 23
+ a 26 febbraio, Spinacchiola 6 marzo, Melfi 10 a 16 detto, nel
+ registro 1283, A, fog. 15, 16, 16 a. t. 28, 28 a. t.
+
+ [57] Diploma dato di Nicotra il 25 novembre duodecima Ind. (1283),
+ indirizzato a tutti gli uomini di tutti i giustizierati del reame
+ di Puglia. Proponendosi il principe di Salerno di andar nella
+ vegnente primavera sopra la Sicilia, con grandissima flotta ed
+ esercito, al totale sterminamento dell'isola, chiedea per tutte le
+ province di terraferma il sussidio «che non pativa differimento,
+ ed era appunto conforme alle recenti costituzioni del re suo
+ genitore.» Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 71.
+
+ Altro diploma, ibid., fog. 80 a t., dato di Napoli il 26 aprile
+ duodecima Ind. (1284). È una sollecitazione del sussidio per la
+ impresa contro i ribelli.
+
+ Diploma dato di Foggia il 24 gennaio duodecima Ind. (1284) sulle
+ querele _universorum gallicorum et aliorum ultramontanorum in
+ civitate Neapolis commorantium_, lagnantisi che da lor si
+ volesse riscuotere la presente sovvenzione generale. Il principe
+ di Salerno comandava non fossero molestati; perocchè per
+ privilegio di re Carlo erano stati francati da tutte le collette e
+ sovvenzioni, pel passaggio contro la ribelle isola di Sicilia.
+ Ibid., fog., 19, a t.
+
+ Diploma dato di Melfi a dì 8 marzo duodecima Ind. (1284), pel
+ quale furon cedute a un condottiere, pei suoi stipendi, once 400
+ su le sovvenzioni generali dovute da alcune terre. Si legge
+ bandita la sovvenzione _in subsidium expensarum futuri nostri
+ passagii in proximo futuro vere contra rebellem insulam Sicilie_.
+ Ibid., fog. 2, a t.
+
+ Un altro diploma, ibid., dato di Napoli 12 aprile duodecima Ind.
+ mostrava queste sovvenzioni non eccedere i limiti, che s'eran
+ posti nei capitoli del parlamento di San Martino.
+
+ [58] Diploma del 2 dicembre duodecima Ind. (1283). È la scritta del
+ ricevuto per once 15,000, che la compagnia de' Bonaccorsi di
+ Firenze avea pagato per conto del principe di Salerno in Roma, nel
+ corso dell'anno 1283, in carlini e fiorin d'oro, i primi ragionati
+ a 4, i secondi a 5 per oncia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg.
+ 1283, A fog. 75.
+
+ Altro del 13 febbraio duodecima Ind. (1284), ibid., fog. 99, dato
+ di Bari, dove il principe di Salerno confessa avere ricevuto once
+ 10,000, da papa Martino, tolte in prestito per virtù del permesso
+ di accattare infino a 100,000 once con sicurtà su i beni qualunque
+ della corona; permesso datogli dal padre, con un altro diploma che
+ si trascrive, dato _Salorum in Andegavia_, 1283, 14 luglio
+ undecima Ind., anno 7 del regno di Gerusalemme e 19 di Sicilia.
+
+ Conti di Adamo de Dussiaco tesoriere, dal 1 settembre a tutto
+ febbraio duodecima Ind. In que' sei mesi si eran maneggiate meglio
+ che 36 mille once, ritratte da varie partite, tra le quali sono
+ notevoli: once 10,175 di tasse straordinarie, once 16,319 per
+ decime pagate dal papa e da mercatanti lucchesi, once 500 prestate
+ del suo dal cardinal Gherardo, once 695 da mercatanti romani a
+ usura, che sono per l'argento impegnato come nel docum. XII. Le
+ spese sono per arredi, soldi alla famiglia del re, e a cavalli e
+ fanti dell'esercito di Calabria con Artois: e 5,000 once per
+ acconciamento di galee, delle quali once 4,000 mandate in
+ Provenza. Vi si leggono i nomi di vari condottieri: Goffredo di
+ Joinville, il visconte di Tereblaye, Ugone de Grenat, Giovanni de
+ Alnect, Pietro de Bremur, Giovanni de Montfort conte di Squillaci,
+ ec. Nel citato reg. 1283, A, fog. 132, 134.
+
+ Diploma dato di Melfi a 16 marzo duodecima Ind. (1284) per
+ l'imprestito di once 1,918 da mercatanti senesi. Ibid., fog. 29.
+
+ Diploma dato di Napoli a 26 aprile duodecima Ind. (1284). Carlo
+ principe di Salerno a papa Martino. Per l'autorità datagli dal
+ padre di accattare infino a 100,000 once d'oro, avea tolto altre
+ somme di danari. Confessa qui avere ricevuto da Bullono e
+ Vermiglietto, mercatanti lucchesi, once 15,608 di oro sul danaro
+ delle decime ecclesiastiche accordate per la guerra, con
+ guarentigia della santa sede. Richiede il papa che ne dia credito
+ a que' mercatanti. Ibid., fog. 131.
+
+ [59] Diploma del 24 settembre duodecima Ind. (1283), Docum. XII. Ivi
+ si leggono i nomi delle varie maniere di vasellame impegnato, e il
+ peso, e quel de' rottami d'argento, e fin di alcuni baltei con
+ borchie d'argento. Vi si trova ancora il riscontro co' pesi di
+ Cologna; talchè pare documento assai importante per cui si
+ travagli delle antichità di que' tempi.
+
+ [60] Veg. i conti di Adamo de Dussiaco, citati nella pagina
+ precedente, e un altro diploma del 2 maggio duodecima Ind. (1284)
+ pei danari che lo stesso tesoriero avea tolto in prestito a nome
+ del fisco. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 117.
+ Ibid., a fog. 75 a t., leggesi un altro diploma per altro
+ imprestito da uomini di Solmone.
+
+ [61] Diploma dato di Napoli il 29 novembre duodecima Ind. (1283), pel
+ quale si voltavano alle spese della flotta le seguenti somme
+ promesse da città in sovvenzione della presente guerra: da Napoli
+ once 1,000, da Salerno 500, e 100 delle once 200 che avea promesso
+ Nocera. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 74.
+
+ [62] Diploma del 27 maggio duodecima Ind. (1284), pel quale si rendea
+ la grazia regia e, mercè once 1,000, anco i beni ai figliuoli di
+ Galgano di Marra giustiziato. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg.
+ 1283, A, fog. 149. Ibid., a fog. 119 a t., leggesi un altro
+ diploma del 6 maggio duodecima Ind. a favor di Giovanni di Marra
+ figliuolo di Angelo, ch'era stato appiccato, _suis culpis
+ exigentibus_; cioè i mali consigli dati al governo per
+ iscorticare i sudditi.
+
+ [63] Diploma dato di Napoli a 25 maggio duodecima Ind. (1284), reg.
+ 1283, A, nel r. archivio di Napoli, fog. 136. Divieto all'entrata
+ de' carlini d'argento stranieri, perchè non si ravvilissero que'
+ del governo, ai quali s'era fissato il valore di grana 12 per
+ ciascuno.
+
+ [64] Diploma dato di Napoli il 1 giugno duodecima Ind. (1284). Son
+ lettere circolari per tutte le province, per le quali si destinano
+ commissari regî sopra la esazione delle decime dei beni
+ ecclesiastici. _Sane Reverendus in Cristo pater Dominus G.
+ Sabinensis Episcopus Apostolice Sedis legatus, provida nuper
+ ordinacione decrevit quod super exactionem decimarum omnium
+ fructuum reddituum et provetuum Ecclesiarum quarumlibet
+ existencium in decreta vobis provincia, duorum annorum videlicet,
+ per universos prelatos et Clericos Regni Sicilie citra farum
+ domino patri nostro et nobis gratanter in ipsius legati presencia
+ commissarum_, ec.
+
+ Perciò il vicario del re provvedea che N. N. _dilectus et
+ devotus noster in quo nos plene confidimus debeat personaliter
+ interesse_, ec., nella esazione di queste decime. Nel r.
+ archivio di Napoli, registro 1283, A, fog. 147 a t. Ibid. fog.
+ 148, leggesi la circolare indirizzata al medesimo effetto a'
+ prelati, nella quale son da notarsi le seguenti parole: _Quum
+ pridem Reverendo in Cristo Domino G. dei gratia venerabili
+ episcopo Sabinensi apostolice sedis legato apud Melfiam residente,
+ prudentia vestra diligenter attendens quod dominus pater noster et
+ nos sumus sacrosancte romane Ecclesie Speciales filii et athlete,
+ quodque in prosecucione finalis exterminii Sicule factionis.....
+ decimas omnium fructuum_, ec....._in ipsius legati presencia,
+ pro ut veridico relatu didicimus, per biennium liberaliter obtulit
+ et gratiose promisit_, ec. Ibid. a fog. 154, altro diploma dato
+ di Napoli il 2 giugno al medesimo effetto.
+
+ Mi par che resti dubbio se questi due anni di decime
+ _promesse_ nel concilio di Melfi per influenza del legato
+ Gherardo da Parma, cardinale vescovo di Sabina, siano state oltre
+ quelle accordate già dal papa; ovvero se il legato abbia voluto
+ richiedere di faccia a faccia tal promessa a' prelati per
+ incontrar minori ostacoli a quel pagamento, che d'altronde dovean
+ fare per lo comandamento del papa. Io penderei al primo di tali
+ supposti.
+
+ In questo o in altro concilio di Melfi, gli ordini religiosi
+ militari furon tassati di gente, ma forse poi detter danaro in
+ compenso. Ciò si vede da un diploma dato di Napoli il 26 aprile
+ duodecima Ind. (1284): _Fratri Falconi de ordine militie Templi
+ Vice Preceptori in Apulia. Cum pridem in Concilio per Venerabilem
+ in Christo patrem Dominum G. Sabinensem Episcopum apostolice sedis
+ legatum apud Melfiam sollempniter celebrato, quatuor milites et
+ sexdecim scutiferos armigeros equis et armis decenter munitis,_
+ ec., furono promessi da voi; mandateli senza dimora, o, in vece di
+ essi, once 50. Reg. med. 1283, A, fog. 83. Al fog. 123 a t. si
+ leggon altri simili diplomi dati il 29 aprile, indirizzati agli
+ Spedalieri di S. Giovanni in Barletta e Capua.
+
+ [65] Diploma dato di Napoli 5 maggio duodecima Ind. Il vicario chiama
+ alcuni armigeri pisani in suo aiuto, a' suoi soldi. Nel r.
+ archivio di Napoli reg. cit. 1283, A, fog. 131 a t.
+
+ Ibid. diploma di Napoli 7 maggio duodecima Ind. A tutti i soldati
+ che dovean venire a' suoi stipendi sotto Giovanni de Apia
+ (d'Eppe). Promette loro che appena messo piè in Napoli, avran la
+ moneta del soldo par tre mesi; e che non vedendosi pagati, vadano
+ pur via.
+
+ Ibid. diploma del dì 8 maggio a Giovanni d'Eppe, negli stessi
+ sensi, aggiungendo che a S. Germano toccherà i primi tre mesi di
+ stipendio, e poi sarà pagato di trimestre in trimestre.
+
+ Ibid. diploma del 19 maggio, docum. XVII.
+
+ Ibid. diploma del 20 maggio. Mandato fatto ad Adamo Forrer
+ capitano del patrimonio di San Pietro, a richiedere con qualche
+ condizione quegli aiuti ch'avean profferto i comuni di Perugia,
+ Viterbo, Orvieto e altri degli stati pontificî.
+
+ [66] Diplomi del 28 gennaio, 24 febbraio, 3, 7, e 17 aprile, 3, 4, 5,
+ e 21 maggio 1284, dalle pergamene del r. archivio di Napoli, nel
+ citato elenco, tom. I, pag. 260 a 266.
+
+ [67] Concessioni di beni allodiali e feudali se ne trovan molte fatte
+ in questo tempo, reg. cit. 1283, A, fog. 117 a t. 126, ec.
+
+ [68] Docum. XVI.
+
+ [69] Diploma dato di Napoli a 15 maggio duodecima Ind. (1284) per
+ pagarsi once 100 per nolo della nave genovese di Simone Malleno.
+ Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 104 a t. E un
+ altro del 20 giugno 1284, per la nave di un genovese Navarro,
+ citato nel seguito del presente capitolo.
+
+ [70] Dapprima il principe di Salerno avea affidato l'armata a
+ Guglielmo Alamanno, e Arrigo Girardi. Diploma dato di Nicotra il
+ 27 settembre duodecima Ind. (1283), nel citato registro 1283, A,
+ fog. 59 a t.
+
+ Nel mese di novembre cominciò a incalzare nei provvedimenti per la
+ flotta; e preposevi un uomo di maggior nome, Iacopo de Brusson,
+ come si vede da' seguenti diplomi del medesimo registro.
+
+ Napoli 24 novembre per l'armamento delle navi in Napoli, fog. 71,
+ a t.
+
+ Napoli 26 novembre, parecchi diplomi per le navi in Salerno, ibid.
+
+ Napoli 26 novembre a Iacopo de Brusson vice ammiraglio. Lunghi
+ ordinamenti a racconciar la flotta; e si dice data ad
+ _extaleum_ in Napoli la costruzione di dodici galee per la
+ somma di once 120 per ciascuna, fornite di tutto, fog. 73.
+
+ Napoli 27 novembre, altri provvedimenti; e si fa nota la elezione
+ di Brusson a vice ammiraglio, fog. 72.
+
+ Napoli 4 gennaio, duodecima Ind. (1284), per farsi biscotto da
+ servire alla flotta nel passaggio di Sicilia, nella primavera
+ vegnente. Ibid. fog. 15.
+
+ Altro ibid. fog. 16, dato di Foggia il 29 gennaio al medesimo
+ effetto.
+
+ Altri ibid. fog. 42, dati di Brindisi, 20 e 24 febbraio allo
+ stesso fine.
+
+ Nella primavera del 1284, come strignea il tempo all'impresa, il
+ governo angioino raddoppiava le sue cure per la flotta.
+
+ Diploma dato di Napoli a 15 aprile duodecima Ind. vietando che
+ niuna nave uscisse da' porti di Puglia, poichè tutte servivano
+ alla imminente impresa siciliana. Reg. cit. 1283, A, fog. 30, a t.
+
+ Diplomi dati di Napoli l'ultimo aprile duodecima Ind. perchè
+ fosser subito varate le galee in Gaeta, e fornite di tutto per
+ l'immediato passaggio in Sicilia. Reg. citato, fog. 84 a t. e 89 a
+ t.
+
+ Altri diplomi della stessa data e del 3 aprile, ibid. fog. 88,
+ 100, a t. e 30, dai quali si vede raccolta su i porti
+ dell'Adriatico, grande copia di grasce e altre vittuaglie per
+ l'impresa di Sicilia.
+
+ Diploma dato di Melfi a 13 marzo, per dar favore ad alcuni
+ mercatanti de' Bonaccorsi, incaricati dal re ad incettar frumento.
+ Se i proprietari facessero mal viso, fossero sforzati a dar il
+ grano a giusto prezzo. Reg. citato, fog. 43.
+
+ Altro diploma del 26 aprile, perchè dalle regie armerie si
+ fornissero all'ammiraglio 400 giachi, e due casse di quadrella, da
+ armarne nove galee in Salerno. Ibid., fog. 121.
+
+ Altro del 1 maggio, dato anche di Napoli, perchè si consegnassero
+ 20 migliaia di quadrella di due piedi e 40 migliaia d'un piede,
+ per uso della flotta. Ibid. fog. 113 a t. E al medesimo effetto
+ parecchi altri diplomi che tralascio per brevità; ma è da notarne
+ uno del 12 maggio indirizzato al castellano di castel Capuano di
+ Napoli, ov'eran le armerie, la zecca, ec. Da questo si veggono i
+ nomi delle varie maniere d'armi da consegnarsi al vice ammiraglio:
+ _balistas, quarrellos ad unum et duos pedes, conuculos pro.....
+ igne, lanceas, Jaccarolos, rampicullos, prodas cum catenis earum,
+ scuta, squarzavella, pavensia, et queque alia arma_, fog. 113.
+ a t.
+
+ Nello stesso tempo Carlo lo Zoppo, che fu questa sola volta
+ guerriero in tutta la sua vita, si facea fabbricare armature per
+ sè. Un diploma del 27 febbraio, ibid. fog. 114, accenna il
+ pagamento di cent'once fatto a questo fine; e un altro del 12
+ maggio provvede al soddisfacimento del compiuto prezzo. Ibid. fog.
+ 108.
+
+ Si prepararono ancora molte macchine da guerra, delle quali par
+ che fossero espertissimi i Saraceni della colonia siciliana
+ trapiantata in Lucera dall'imperator Federigo, una o due
+ generazioni innanzi quest'epoca. Due diplomi del 23 aprile, reg.
+ citato, fog. 91 a t. e 104 provvedono di mandarsi a Manfredonia
+ per l'impresa di Sicilia, quattro _de ingeniis curie_ della
+ fortezza di Lucera de' Saraceni.
+
+ Un altro del 6 maggio, ibid. fog. 91 a t., per assoldar cento
+ Saraceni al servigio di queste macchine, le quali indi si vede che
+ dovean essere molto grandi e importanti. Per un altro diploma del
+ 13 maggio, ibid. fog. 103, si veggono assoldati nell'oste di que'
+ Saraceni 9 militi, 90 cavalli e 500 fanti. Altri diplomi dati di
+ Melfi il 12 marzo duodecima Ind. (1284) provvedeano 300 archi
+ d'osso pei Saraceni militanti nell'esercito, 290 cavalli per gli
+ arcieri saraceni, 200 _spalleria, suprapunta, cocceros, et
+ faretras_ pei medesimi; reg. 1283, A, fog. 43 e 44: ed ivi a
+ fog. 44 a t. altri diplomi del 20, 21 e 23 marzo per armi e
+ cavalli di altri 170 arcieri saraceni di Lucera. Altri diplomi
+ leggonsi nel medesimo reg. fog. 103, uno dato il 23 aprile per
+ cuoia di buoi e bufali, un altro il 6 maggio per altri materiali e
+ stromenti, tutti per l'impresa di Sicilia. In quest'ultimo si
+ legge di fornirsi 200 _lapidum finarratorum pro ingeniis_.
+
+ [71] È notevole la cura che il governo angioino di Napoli si prendea
+ per custodir le sue spiagge, pur mentre preparava un'armata e
+ un'oste d'invasione contro la Sicilia. Ciò prova in quale
+ riputazione già fosse appo i nemici la flotta catalana e
+ siciliana. Cel mostrano i diplomi del r. archivio di Napoli, nel
+ citato reg. 1283, A, de' quali, lasciando indietro perchè non
+ mostra cura straordinaria, un diploma del 21 aprile (1284)
+ risguardante il pagamento degli stipendi al presidio del castel di
+ Capri, ricorderemo i seguenti:
+
+ Diploma del 30 novembre (1283) fog. 72, perchè si munissero, con
+ molta cura le castella di Calabria, massimamente quelle di contra
+ a Messina.
+
+ Diploma dato di Napoli il 2 maggio, fog. 85 a t. È commesso a
+ Iacopo de Brusson vice ammiraglio di far osservare gli ordini già
+ dati nei segnali allo scoprir legni nemici: cioè fumo il dì,
+ fiamme la notte, che volgarmente si dicean _fani_, e se ne
+ dovea levar uno per ciascun legno avvistato. Inoltre erano
+ stabilite _excubias seu custodes_ in tutte le terre e luoghi
+ opportuni, che vegliassero dì e notte. La spesa si fornisse da'
+ comuni, e, in mancanza, da qualunque danaro regio. Somiglianti
+ disposizioni son date, ibid. fog. 127 a t., per aversi particolar
+ cura delle costiere da Policastro a Castellamare di Stabia.
+
+ Diploma del 2 maggio, ibid. fog. 86 a t., per 75 fanti toscani
+ mandati di presidio in _Montane Amalfie_, ov'era capitano un
+ Rambaldo de Alemanni.
+
+ Altro della stessa data, Ibid. 88 a t., al capitano di Gaeta si
+ raccomandano i fani.
+
+ Par che in vero dopo la battaglia di Malta i nostri corsali
+ avessero ripreso le infestagioni ne' mari del regno di Napoli. Un
+ diploma dato di Nicotra a 28 ottobre duodecima Ind. (1284) parla
+ di un galeone siciliano di un tal Galfono che corseggiasse.
+
+ [72] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 27.
+
+ [73] Bart. de Neocastro, cap. 76.
+
+ [74] Questo particolare è scritto dal d'Esclot. A mostrar la somma
+ sua diligenza noteremo che per vero da un diploma del 20 giugno
+ 1284 si vede che fosse a' soldi del governo di Napoli la nave di
+ questo genovese Navarro. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg.
+ 1291, A, fog. 4, a t.
+
+ [75] Questa narrazione è ritratta da' seguenti contemporanei, che
+ portanla con poco divario tra loro:
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 76, 77.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1. cap. 27.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 404 a 408.
+
+ D'Esclot, cap. 119 a 127.
+
+ Diario anonimo, nella Raccolta di cronache del regno di Napoli,
+ da' tipi del Perger, tom. I, pag. 109.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 93.
+
+ Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII,
+ pag. 1157, 1158.
+
+ Cron. del Mon. di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anec.,
+ tom. III, pag. 764.
+
+ Nangis, Gesta Philippi III, in Duchesne, Hist. franc. script.,
+ tom. V, pag. 543.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hispanica del
+ Baluzio.
+
+ Montaner. cap. 118.
+
+ Cronaca di Parma, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 812.
+
+ E la più parte degli altri contemporanei, che dicono il fatto
+ senza i particolari.
+
+ Il giorno della battaglia è confermato da molti documenti, tra'
+ quali citeremo una lettera di Carlo I al papa, data il 9 giugno
+ 1284, pubblicata dal Testa, nella vita di Federigo II re di
+ Sicilia, docum. 2.
+
+ I suddetti scrittori portan variamente il numero delle navi; e i
+ più pongon l'avvantaggio del numero dalla parte de' Napoletani.
+ Scrivendo solo per narrare quel che mi sembra più vero, mi son
+ tenuto a d'Esclot catalano, perchè meno esagerato, e minutissimo
+ ne' particolari. Saba Malaspina disse 11 le nostre navi e 30 le
+ nemiche. Speciale 41 le nostre e 70 le nemiche. Il Neocastro 28 le
+ prime e 30 le seconde. Il Villani 35 le napoletane e 45 le nostre.
+ Il Montaner 40 le galee di Sicilia e 38 con molti altri legni le
+ napoletane. La Cronica di Parma, morti d'ambo le parti 6,000,
+ presi da' nostri 8,000, tra' quali il figlio dei conte di Fiandra,
+ il conte di Monforte, Rinaldo d'Avella, Oddone Polliceno e altri
+ baroni, in tutto 32, prese 42 galee armate, sommerse cinque e
+ fuggite quattro.
+
+ Vi hanno nel r. archivio di Napoli parecchi diplomi di Carlo I,
+ per l'amministrazione de' beni feudali _comitum et baronum qui
+ dudum in marino prelio cum Karulo primogenito nostro per
+ proditores Messanenses et inimicos nostros Aragonenses mortui sunt
+ vel capti_. Queste parole appunto leggonsi in un diploma dato
+ di Brindisi il 13 settembre tredicesima Ind. (1284), reg. 1283, A,
+ fog. 176; e uno somigliante, dato il dì 11 giugno duodecima Ind.
+ (1284) se ne legge indi a fog. 188; un altro a fog. 12 a t. dato
+ di Brindisi il 3 ottobre tredicesima Ind. (1284).
+
+ Un altro del 17 giugno 1284, dato anco di Napoli, provvide in
+ particolare all'amministrazione dei beni di _Raynaldo Gaulardo
+ miles_ preso col principe di Salerno, reg. segn. 1291, A, fog.
+ 4.
+
+ Un altro del 21 giugno dello stesso anno 1284, nel medesimo
+ registro 1291, A, fog. 21, accordò dei sussidi alle mogli de'
+ prigioni, Rinaldo Galard, Iacopo de Brusson e Guglielmo Estendard.
+
+ E tre altri dati il 14 giugno per l'amministrazione de' beni di
+ Galard, de Brusson ed Estendard, leggonsi nel ridetto registro
+ 1291, A, fog. 4, e 4 a t.
+
+ [76] Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 93.
+
+ [77] Saba Malaspina dice _Castrum ad mare_, e che la principessa
+ salì _scopulum castri_. D'Esclot anche parla di castello di
+ san Salvatore al mare, e fa supporre che nello stesso trovavasi
+ prigione la Beatrice; Montaner porta costei serrata nel castel
+ dell'Uovo.
+
+ Queste circostanze riunite non lascian dubbio, che anche il primo
+ parlasse del castel dell'Uovo, che sorge su rilevato sasso in
+ mezzo al mare, come penisola.
+
+ [78] Bart. de Neocastro, cap. 77.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 408, 409.
+
+ D'Esclot, cap. 128.
+
+ Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII,
+ pag. 1158.
+
+ Montaner, cap. 113.
+
+ La condanna di Riso e Nizza è riferita dal Neocastro, che solo tra
+ gli scrittori della battaglia fa menzione di quei due sciagurati.
+
+ [79] Saba Malaspina, cont., pag. 410.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 77.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, 27.
+
+ D'Esclot, cap. 129.
+
+ Montaner, cap. 113.
+
+ Queste autorità, e massime il Malaspina, provano ch'è bugia la
+ uccisione di 200 e più prigioni all'arrivo loro in Messina,
+ favoleggiata o portata con anacronismo da Ricobaldo Ferrarese e
+ Francesco Pipino, in Muratori, tom. IX, pag. 142 e 694.
+
+ [80] Saba Malaspina, cont., pag. 410, 411.
+
+ Cron. di San Bert., loc. cit., tom. III, p. 765.
+
+ Epistola di re Carlo a papa Martino, data di Napoli il 9 giugno
+ 1284, in Testa, Vita di Federigo II di Sicilia, docum. 2, ove
+ leggesi: _Nonnulli leves et viles contumaci crassantia
+ excessissent, etc._
+
+ Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII,
+ pag. 1158.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 94.
+
+ Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 610.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Le parole di Saba Malaspina intorno il messaggio a' Francesi
+ usciti dalla città, che mostran gli umori di parte tra i nobili e
+ la minutaglia di Napoli, son queste: _Significant enim dictis
+ Gallicis legatus et nobiles memorati, quod etiam in iis
+ concitationibus populi non oporteret eos timentium assumere animos
+ vel pavere, quia contra hujusmodi populum stolidum concitatum,
+ praedicti nobiles cum ipsis Gallicis volunt esse._
+
+ [81] Saba Malaspina, cont., pag. 411.
+
+ Epistola citata di re Carlo a papa Martino.
+
+ Diploma di re Carlo, docum. XVIII.
+
+
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+Carlo, fatta cruda vendetta in Napoli, s'appresta a un ultimo sforzo
+contro la Sicilia. Vano assedio di Reggio. Seconda ritirata di Carlo,
+e audaci fazioni de' nostri, che occupano molte terre in Calabria, val
+di Crati e Basilicata. Impresa dell'isola delle Gerbe. Sospetti del
+governo aragonese, e ruina d'Alaimo. Casi dei prigioni in Messina.
+Morte di re Carlo e di papa Martino. Provvedimenti della corte di
+Roma. Capitoli di Onorio. Insidia di due frati messaggi suoi in
+Sicilia.--Giugno 1284-1285.
+
+
+Il dì medesimo della battaglia, re Carlo trapassava dai mari di
+Toscana a quei del regno, avendo seco da quaranta galee, portato da
+prosperi venti, da novelle speranze, finchè a Gaeta il nunzio
+incontrò, scrivealo al papa egli stesso, di sollecitudine e angoscia.
+Più che la perduta flotta, il trafisse la morte e prigionia de' suoi
+gagliardi; del figliuolo sol rammaricossi perch'era un pegno in man
+dei nemici; talchè nel solito abbandono di rabbia, o infingendosi,
+imprecavagli: «Foss'ei morto com'è prigione! Che m'è a perdere un
+prete imbelle, uno stolto che si da sempre a' consigli peggiori[1]?» I
+terrazzani di Gaeta, che già a stigazion de' loro usciti erano per
+ribellarsi agli avvisi di Napoli, cagliarono vedendo inaspettato con
+una flotta il re: il quale non curolli, tirato da vendette maggiori;
+che tra due pendeva, o inseguir Loria di {273} presente, o sfogare su
+Napoli[2]. A questa come più vicina si volse. Approdatovi il dì otto
+giugno, ricusava smontare nel porto; soprattenutosi al Carmine,
+minacciava arder Napoli; talchè a mala pena il dissuasero Gherardo e i
+nobili, i quali scusando il popolazzo con dirgli: «Sire, e' furono
+folli.--E io, rispondea, punirò i savi che ciò soffersero ai
+folli[3].» Lasciò dunque torturare i rei, o creduti[4]; investigò,
+borbottò; commosso infine a clemenza, contentossi di cencinquanta, o
+poco più, impiccati per la gola: ma sperava rifarsene con più largo
+sagrifizio nell'isola[5]. Le popolazioni di Puglia, che fortuneggiando
+il governo avean levato in capo, or s'umiliavano di tanto più basso;
+profferiano al re averi e persone: ed egli a tal apparenza dell'antico
+vigor di comando, col gran cuore che allora il portò sì alto, si
+fidava pure vincer la prova. Mette in punto a Napoli e l'armata sua e
+le reliquie della disfatta del principe; comanda si fornisca l'altra
+di Brindisi; scambia nell'armata del regno i capitani, nel civil
+governo gli officiali; non curante scrive per l'Italia: essersi
+involata innanzi a lui la flotta de' ribelli Siciliani, dissipata la
+codarda e mobil canaglia che gridava in terraferma; avanzargli
+soldati, marinai, ottantasei galee, teride altrettante, numerosa prole
+del figliuol suo per la successione {274} al trono; già movea a
+compiere il meritato sterminio dell'isola[6]. Al papa aggiugne: sol
+ch'abbia moneta, trionferà questa volta; il papa col solito amore
+provegga all'ultimo sforzo. Temendo pure esausto quel cieco zelo o il
+tesoro, il dì stesso commette al vescovo di Troia e a Oddone
+Polliceno, consiglieri suoi, che procaccino uno imprestito con
+l'intesa di fidati officiali del papa; vadano a corte di Roma, in
+Toscana, in Lombardia; richieggan città, compagnie, mercatanti, tutto
+purchè abbian cinquanta mila once d'oro. Pochi dì appresso
+raccomandavasi a maestro Berardo da Napoli notaio del papa, dicendo
+accatto non più, ma sussidio[7]. Nè invano il chiese a Martino, che
+fatto per lui tanto sperpero delle decime dell'orbe {275}
+cattolico[8], or entro un mese gli fornì novellamente quindicimila e
+seicento once di oro; spigolandole dalle lontane chiese di Scozia,
+Dacia, Svevia, Ungheria, Schiavonia, Polonia; e allegando sempre
+l'onore e 'l pro della navicella di Pietro[9].
+
+Il quarto poderoso armamento adunava dunque Carlo, con le forze
+ausiliari della più parte delle città italiane; e die' superbamente il
+ritrovo a Reggio, occupata allora dai nostri[10]. A Brindisi ei
+cavalcò il ventiquattro giugno; di Napoli fe' salpar la flotta sotto
+due ammiragli, l'un provenzale, italiano l'altro, che, girato intorno
+alla Sicilia, per accrescer terrore a' nemici, e schivar essi il
+passaggio dello stretto, niente sicuro con Loria e i Messinesi al
+fianco, alla flotta dell'Adriatico si congiungessero. Navigando
+costoro s'avvennero in una nave mercatantesca catalana; e presala, gli
+uomini tutti, da pochi Romani e Pisani in fuori, gittarono in mare,
+come se ciò riparasse l'onta della sconfitta di Napoli. Insultate poi
+qua e là le costiere dell'isola, appresentansi un momento provocando
+alla catena del porto di Messina; vanno a trovare l'altra armata a
+Cotrone; e riforniti di vivanda, a mezzo luglio, pongonsi all'assedio
+di Reggio. Quivi per terra andò il re con l'esercito di diecimila
+cavalli e quaranta migliaia di pedoni, se da creder è a Bartolomeo de
+Neocastro. Sommarono a cencinquanta o dugento i legni grossi. Carlo si
+pose alla Catona con parte dell'oste; il grosso lasciò a campo a
+Reggio: presala, e come no? si passerebbe in Sicilia[11].
+
+E Reggio, debol di sito e di mura, tenne inopinatamente, {276} per la
+virtù di Guglielmo de Ponti catalano, e d'un picciol presidio di
+Catalani e Siciliani, nel quale si noveravan Messinesi trecento.
+Sostennero i nostri ogni più duro assalto; e la vigilanza alle guardie
+faticosissima ai pochi: e con fino saettar dalle mura scemavano gli
+assedianti, gente vendereccia o venuta a forza, odiante forse il
+vecchio re cui la fortuna volgeva le spalle, e mormorante per la
+penuria delle vittuaglie, non provvedute abbastanza dal principe di
+Salerno, e scarsissime d'altronde quell'anno {277} per tutta
+Calabria[12]. Indi a rinfrancarsi i Messinesi dopo il primo
+terrore[13]. Indi a sgomenarsi in un attimo, nelle maestre mani di
+Carlo, la mal costrutta macchina di questa guerra. Tra il sì e il no
+di valicare lo stretto[14], Carlo aspettò alla Catona infino allo
+scorcio di luglio[15]; e vedendo che l'assedio di Reggio era niente,
+corse a incalzarlo egli stesso; e il quattro agosto passò oltre ad
+Amendolia; il cinque alle spiagge di Bruzzano: e facea venir
+vittuaglie e stromenti da guerra, e par che quivi aspettasse l'esito
+di qualche tradimento in Sicilia[16], e disegnasse qualche altro
+assalto su la costa orientale dell'isola[17]. Perchè tentando {278}
+anco l'esca delle concessioni, forse per chiesta de' Siciliani con cui
+praticava, creò vicario generale in Sicilia con pien potere il conte
+Roberto d'Artois, fidando in esso, dice il diploma, come nella sua
+persona medesima, e dandogli di poter dispensare perdoni e
+guarentigie, che il re ad occhi chiusi confermerebbe: e pensava
+mandarlo in Sicilia con un grosso di genti[18]. Questo disegno non fu
+recato ad effetto. Rivien Carlo sopra Reggio; tentata senza pro una
+scaramuccia, sciogliene l'assedio il tredici agosto[19]; e tornasi
+alla Catona con quanto avea d'oste e di navi.
+
+E incontanente in Messina Ruggier Loria, non potendo per tale
+smisurato divario di forze uscir con l'armata, ordinò schiere di
+cavalli su le spiagge: il popol tutto intrepido e lieto ripigliava le
+armi; l'infante Giacomo confortavalo con la sua presenza; nè andò
+guari che i Messinesi con sottili barche a remeggio dier principio a
+molestar le galee nimiche, motteggiando e saettando se potessero
+trarle presso al porto di Messina[20]. Provocarono invano, perchè il
+nemico non pensava ormai che a ritrarsi. {279}
+
+Incredibil fine di tanto sforzo: onde degli scrittori del tempo, altri
+disse che re Carlo mandasse due cardinali a trattare in Messina del
+riscatto del figliuolo, e che Pier d'Aragona li intrattenesse finchè
+fu passata la stagione acconcia alla guerra[21]; altri die' a vedere
+l'Angioino arrestatosi a un tratto dal passaggio, perchè i nostri
+minacciasser di mettere a morte il principe di Salerno[22]. Tal
+minaccia che, mandata ad effetto, pur sarebbe stata alto e salutare
+consiglio rinforzando i Siciliani con la virtù della disperazione, io
+non la credo da tanto da trattener Carlo fidante nella vittoria. Errar
+più manifesto è quel de' primi, perchè Pietro non tornò giammai di
+Spagna in Sicilia, nè di mezzo agosto si potea creder finita la
+stagion di combattere. Ma ben altre invincibili necessità volsero
+questa seconda fiata negli amari passi di fuga il guerriero angioino.
+Malaspina allega la sola mancanza delle vittuaglie, come poi scrisse
+il medesimo re Carlo[23]. Più forti cagioni ne mostrano altri diplomi
+del re. L'esercito mormorava, fremea, faceasi di giorno in giorno più
+immansueto; questa contumacia apprendeasi agli abitanti delle
+Calabrie[24]. Cominciò l'armata {280} ad assottigliarsi per molti
+disertori; passò tal contagio nell'oste; non menomavasi per guardie
+che il re facesse mettere ai passi; non per le ordinate inquisizioni
+strettissime de' disertori; nè per un atroce comando, che mostra in
+Carlo le smanie della tirannide al guardare qual precipizio già il
+trascinava. Perch'ei, quasi non sapendo ritener altrimenti i regnicoli
+che non lo abbandonassero, assomigliando a fellonia la fuga che
+snervava l'esercito regio, ordinò prima il sette agosto da Bruzzano, e
+più volte appresso, si mozzasse il pie' a tutti i disertori; ma disse
+il pie' indistintamente pei Saraceni; pe' cristiani, da carità
+maggiore, designò che si troncasse il sinistro. Gran pezza
+continuarono per tutta la ritirata e queste fughe e questi orrendi
+gastighi[25]: nulla giovarono al re. Avea alle spalle Reggio intera e
+minacciosa; in Sicilia s'incalzavano gli armamenti; il proprio
+esercito si assottigliava, si disfacea, {281} dileguavasi. A che
+cercar altre cagioni alla ritirata di Carlo?
+
+Il caso l'affrettò con una crudele tempesta, che percosse di notte le
+navi ancorate alla Catona senza schermo: le quali per manco male si
+lanciavano in alto mare; e tornate a dì, dopo aver corso gravi
+pericoli, trovaron l'esercito in terra poco men di loro travagliato
+dalle folate del vento e dell'acqua. A mezzodì, splendendo in Messina
+un bel sereno, di nuovo si scaricarono le procelle su' lidi opposti;
+che parea, dice il Neocastro, ch'anco il cielo e 'l mare scacciassero
+gli stranieri[26]. Ma più degna è di nota la virtù di Ramondo Marquet
+catalano, vice ammiraglio d'Aragona. Costui, mandato dal re con
+quattordici galee, quando si seppero in Catalogna i novelli
+apparecchiamenti {282} del nemico, navigava nel mar di Milazzo. Vistol
+da terra, un Villaraut cavalier catalano comandante di quella città,
+spiccasi ansioso sur una barchetta a dirgli dell'enorme flotta nimica
+ingombrante lo stretto; e Ramondo a lui: «Comandommi il re di condur
+queste navi a Messina; innanzi ad umana forza non volterò:» e
+seguitava il suo corso. Villaraut ne spacciò tosto avviso all'infante.
+E lo stuol delle navi nostre, gareggiando coi pro' Catalani, escì di
+Messina a incontrarli infino a torre di Faro. Entrambi in faccia al
+nimico, non molestati, si ridussero in porto[27].
+
+Dopo questi fatti non tardò Carlo a sgombrare; e scorgendo ciò i
+nostri, davansi a molestarlo, come già nell'ottantadue, mettendo in
+mare, tra catalane e di Sicilia, cinquantaquattro galee. Le quali come
+fur pronte, Ruggier Loria, convocati in piazza di San Giovanni
+Gerosolimitano comiti e ciurme e le altre genti, fatto grande silenzio
+per la riverenza dell'uomo, così parlò: «Ecco la seconda fuga
+dell'usurpatore di Napoli! Vedete confusi in quel navilio, Provenzali
+da noi in mare sconfitti due volte; Francesi inesperti; e, diversi ben
+di costumi e di voglie, Toscani e Lombardi stipendiati, regnicoli
+disaffetti: italica gente tutta, che di noi ricorda i renduti
+prigioni, il mite adoprare in guerra, e, perchè no? la cacciata stessa
+di quegli stranieri insolenti. Ma voi, Catalani e Siciliani, diversi
+di lingua solo, una gente siete d'affetto e di gloria; provati insieme
+in battaglia: e che è a voi la mal ragunata moltitudine di là?
+Assalitela dunque, sperdetela, mentre nostra è la fortuna[28]!» E il
+popolo a una voce: «Alla battaglia, gridava, alle navi;» e tumultuoso
+correavi; nè aspettato comando, salpò. Portavanli vento e corrente
+gagliardissimi {283} a Reggio, forse a ineluttabile perdita, quando un
+comito di galea: «Restate, sclama, restate! si raccolgan le vele;» e
+ubbidito senza intender perchè, come in moltitudine avviene: «Non
+v'accorgete, seguiva, che in secco andiamo, a darne senza combattere
+a' Francesi!» Costui salvò la flotta. Rivolte le prore, ancorossi al
+Peloro, a dodici miglia dalla nemica.
+
+Ivi chieser le genti, o l'ammiraglio disegnò un assalto sopra Nicotra,
+tenuta dal conte Pietro di Catanzaro, con cinquecento cavalli e
+duemila soldati da pie' e altrettanti terrazzani; spensierati per
+fidar nelle vicine forze del re. Loria, trascelte dieci galee,
+piombavi a mezza notte; non sì improvviso pure, che il conte non
+facesse pria sfondar otto galee ch'avea in arsenale, e con tutti que'
+della terra fuggisse. Poco sangue perciò fu sparso; ma fatto grande e
+ricco bottino. Appiccan fuoco dispettosi i nostri alle galee e alla
+città, per toglier comodo al nimico, che fatto aveane sua stanza
+principale in quella guerra: e ne tornò ai Nicotrini che senza patria
+miseri paltoneggiando, riparar dovettero qua e là per Calabria, e i
+più a Monteleone e a Mileto. Preso fu quella notte un Geraci da
+Nicotra cavaliere, e dicollato a Messina per fellonia; sendosi una
+volta recato in parte per lo re di Aragona, e po' fallitogli. Pietro
+Pelliccia, cavaliere alsì e da Nicotra, incontrò più crudo supplizio.
+Costui, governando Reggio per noi, da invidia e malvagio animo, avea
+fatto a furia di popolo ammazzare sette de' maggiori uomini della
+città: indi catturato per comando di Pietro; e dal carcere si fuggì.
+Coltolo a Nicotra, l'ammiraglio il da in balìa a' figliuoli di quegli
+uccisi; che fecerlo in pezzi.
+
+Tornatosi alla sua flotta allo schiarire del dì, l'ammiraglio vide
+quella di re Carlo far vela per lo mare Ionio, rimontando a Cotrone;
+onde messosi a inseguirla, trovaronsi a sera, distanti quattro miglia
+tra loro, alla marina di Castelvetere. Ciò allettò Ruggiero ad
+esplorar da sè {284} stesso i nimici. Perchè montata una barchetta
+peschereccia, cheto sguizzando tra le lor navi, ebbe a udire il
+cicaleccio delle genti; ch'altri lodava lui stesso ancorchè nimico;
+altri lacerava re Carlo, malurioso e fatto dappoco; e i più anelavano
+tornarsi a lor case. Corse allor l'ammiraglio un gran rischio, e, come
+mille altre volte, l'aiutò la fortuna. «Chi è dalla barca?» gli gridò
+una scolta; e l'ammiraglio pronto: «Povero pescatore; e m'affatico per
+servigio del re.» Ma tornato di presente al suo navilio, prendevi una
+man di trecento tra Catalani e Siciliani, per assalire Castelvetere,
+terra a quattro miglia dalla spiaggia. Taciti giungono sotto le mura;
+non hanno scale, e fansele con le aste delle armi legate insieme;
+sulle quali un Fasano messinese montò primo tra tutti. Abbattutosi con
+le guardie ch'eran deste, ne uccide quattro costui, ucciso è dalle
+rimagnenti; ma pochi altri Messinesi seguendolo schiudean le porte;
+ondechè fu messa la terra a sacco, con assai più sangue che a Nicotra.
+La notte appresso, spintosi infino a Castrovillari, quindici miglia
+entro terra, se n'insignorisce l'ammiraglio; e nel tornarsi alle navi,
+anco di Cerchiaro e Cassano; e rientrato in nave, assaltò Cotrone. Fe'
+vela indi per Sicilia; lasciando il re che in fretta riconducea in
+Puglia navilio ed esercito.
+
+Dal canto del Tirreno peggio precipitaron gli eventi. Matteo Fortuna,
+condottier di due mila almugaveri, impavido era rimaso tutta la state
+nelle occupate terre di Basilicata; che non si crederebbe, ma forse
+Carlo, per troppa fretta del passaggio in Sicilia, lo sprezzò. Costui
+inanimito agli esempi dell'ammiraglio, una piovosa notte, d'un sol
+colpo guadagnava Morano, terra e castello; e poscia Montalto, Regina,
+Rende, Laino, Rotonda, Castelluccio, Lauria, Lagonegro, e altre terre
+in val di Crati e Basilicata. Eran le armi del re fuggitive e lontane;
+per contrario, presente nei popoli l'esempio di Nicotra, vivi gli
+umori di ribellione; ed ivano attorno con molti altri eccitando gli
+{285} uomini di maggior seguito, due frati calabresi della famiglia
+dei Lattari: talchè tutti alla nuova dominazione si volser gli animi;
+fecersi occultamente le bandiere con le insegne di Sicilia; e un
+soffio a' Calabresi bastava a chiarirsi. Il fe' Tropea, mossa da due
+frati; e Strongoli, Martorano, Nicastro, Mesiano, Squillaci. E sì
+certo pareva il tracollo della signoria di Carlo, che principiando a
+fallirgli i suoi stessi, Giovanni de Ailli, o Alliata, francese,
+signore di Fiumefreddo in val di Crati, venne a Messina a fare omaggio
+all'infante Giacomo; il quale confermavagli quel feudo, e un altro ne
+concedeva. Mileto, Monteleone e altre terre tentennarono ancora: tutte
+le Calabrie perdeansi, se non era pel conte d'Artois. Questi, seguito
+alquanto il re, com'ebbe quegli avvisi, pronto voltò coi suoi cavalli;
+ponendosi a Monteleone a raffrenare i vogliosi di novità, e troncare i
+passi a una picciola banda di almugaveri, che da Tropea tentava le
+usate scorrerie ne' casali d'intorno. I quali, or battuti dagli
+almugaveri ed ora dal conte, più maledivano lui che i nemici; perchè a
+nudrir le sue genti iva dissotterrando i grani occultati nella
+durissima carestia di quell'anno. Arrigo Pier di Vacca, aragonese,
+uomo di nome e valente in arme, mandato dall'infante Giacomo, forse in
+Tropea, a maturare con l'autorità di vicario del re quegli importanti
+moti delle Calabrie, poco operò per aver poche forze[29]. {286}
+
+Colpa dell'ammiraglio che potendo col temuto navilio osar la fortuna
+di quelle prime fazioni, e distrugger la flotta nemica, e compier se
+non altro la sollevazione delle Calabrie e di Basilicata, non
+curandosi di ciò che avveniva dalla parte del Tirreno, per invidia o
+avarizia, disegnò una impresa da pirata, come se non ci fosser nemici
+più da combattere. In alto mare, mette il partito di assalire la
+fertil isola delle Gerbe, poche miglia discosta dal continente {287}
+d'Affrica, tra Tunisi e Tripoli; impresa, dicea, al nome cristiano
+gratissima, a loro utilissima, perchè quei can maumettisti securi e
+imbelli nelle ricchezze nuotavano. Gli fan plauso le ciurme: invocan
+Dio e la Vergine; e arsi di cupidigia navigano alle Gerbe. Giunservi
+il dodici settembre. La notte posta una galea nel canale tra l'isola e
+la terraferma, breve e guadoso a basso fiotto, e tolto così lo scampo,
+agl'indifesi abitatori dan di mano. Qual rimorso con infedeli?
+Ammazzato al par chi resiste e chi fugge; quanti ascondeansi in cave
+sotterra, sbucati come volpi col fumo; i più menati schiavi; e d'oro,
+argento, masserizie fu grandissima la preda. Due mila i prigioni,
+secondo il Montaner, sei mila secondo il Neocastro; e gli uccisi
+sommarono quattro mila, ch'è orribile a dirsi, ma forse vero, perchè
+non credo uno scrittore sì insensato da cercar vanto qui
+nell'esagerare. Ciò temo del Montaner quando leggo il bottino di
+questa e somiglianti imprese; onde parmi, che da soldato avventuriere
+ch'egli era, contava sogni d'invidia, scrivendo come tolte tutte le
+spese, tanta preda si spartisse tra le genti di Loria, che sdegnavan
+poi a gioco tutt'altro conio che d'oro, e appena avrian sofferto nella
+bisca chi ponesse mille marchi d'argento. Si riscattarono gl'isolani
+avanzati alla schiavitù o alla spada; giurarono omaggio alla corona di
+Sicilia[30]; e l'ammiraglio {288} fabbricovvi una fortezza, e s'ebbe
+poi l'isola in feudo[31]. In questo tempo un Margano principe d'Arabi,
+cavalcando con grande stuolo alla volta di Tunisi lunghesso la riva,
+fu appostato, e preso dalla gente d'un galeon catalano, e recato allo
+infante, che il tenea, scrive Neocastro, come preda, non come prigion
+di guerra, nel castello di Messina[32], per istrana avventura compagno
+di carcere al principe di Salerno. Ma la cattività dell'Affricano, nè
+nocente a noi nè nemico, fu trapasso di ladroneccio e avarizia da
+pirati, non gloria alle nostre armi. Nol fu tutto questo fatto
+dell'isola delle Gerbe, se non che il malo acquisto si mantenne poi
+con onor della nazione. Restò alla corona di Sicilia, non ostante la
+ribellion dell'ammiraglio che aspirava alla sovranità di quell'isola,
+e non ostanti le guerre e calamità in cui fummo avvolti; nè si perdè
+che negli ultimi anni di Federigo II, quando l'aristocrazia sfrenata e
+patteggiante, consumò tutte le forze nella esecranda guerra civile.
+Ruggier Loria riducendo l'armata in Messina a svernare, empiè la
+Sicilia di schiavi gerbini, e ripassò in Calabria con un grosso di
+cavalli. Quivi s'insignorisce di Agrataria e Roccella; combatte un
+Iacopo d'Oppido, feudatario; il rompe; mette a sacco e a fuoco il
+paese. Voltosi a Nicotra con altro animo, rifà le mura, afforza le
+castella, richiama gli sparsi abitatori: e incontanente, come per
+ammenda di quest'opra di umanità, torna in Sicilia a sfogare con altre
+enormezze quell'animo irrequieto, sanguinario, {289} ambiziosissimo e
+superbissimo oltre ogni dire[33].
+
+Perchè la gelosia dell'impero, crescendo per lontananza di luogo
+nell'animo di Pietro e per invidia in Ruggiero e negli altri ministri
+dell'infante Giacomo, si portava già in Sicilia a crudeli consigli;
+come è nelle cose di stato assai incerto il confine tra il guardarsi e
+l'offendere. E sembra in vero che, tenendo una parte de' nostri baroni
+a ristrigner la balìa della corte aragonese, e tirandosi sempre
+all'opposizione, alcun di loro si mostrò benigno ai prigioni francesi,
+e massime al principe di Salerno; altri tenne forse pratiche con re
+Carlo: e che la fazion della corte aragonese, ingrossata dagli usciti
+calabresi e pugliesi, esagerò quelle pratiche, le appose ugualmente a
+chi le avea maneggiato e a chi sol volea mantener le franchige della
+nazione; e tutti accagionò di tradimento, per aver pretesto a spegner
+chi le paresse, e trovare riscontro nel popolo, abborrente sempre da'
+suoi antichi tiranni. Però dopo il ritorno della flotta dall'isola
+delle Gerbe, e la ritirata e scompiglio dell'esercito di re Carlo, la
+fazione aragonese, ormai secura dalle armi di fuori, diessi a riurtar
+contro gl'interni oppositori; e fece spegnendo pochi dei più grandi o
+più audaci, e nel medesimo tempo menando grande strepito di
+condannagione del principe di Salerno[34]. E prima due nobili uomini,
+Simone da Calatafimi e Pieraccio {290} d'Agosta, eran puniti nel capo;
+questi, confessa il Neocastro, a stigazion degli emuli suoi, come
+fautor di parte francese; l'altro perchè, noto già come avverso alla
+rivoluzione e al nuovo principato, s'era partito di Sicilia sotto
+colore d'andarsene colla moglie e' figliuoli in Inghilterra al
+servigio di quel re, ma poi fu preso che riparavasi in Napoli contro
+il dato giuramento[35]. Poi il grande Alaimo soggiacque ancora alla
+giovanile perfidia di Giacomo; del quale Montaner fa lode col
+proverbio catalano: «Spina non punge se non nasce acuta[36]:» e tal fu
+l'infante; ma acuto e precoce al male; a vent'anni maturo già ai
+tradimenti.
+
+Affrettossi la ruina d'Alaimo per la moglie tracotante, che sfatava,
+non ch'altri, Costanza stessa; negando chiamarla reina, ma sol madre
+di don Giacomo; schifava le sue carezze; infrequente a corte, se non
+era a lussureggiar di nuovo spendio di ornamenti; e una volta andovvi
+a tastar gli animi quando il principe di Salerno venne prigione.
+Costei sendo incinta, volle come maggior d'ogni legge, pretestando
+malattia, far soggiorno nella casa dei frati minori a Messina, per
+l'amenità e solitudine del luogo; dove ita Costanza a visitarla, il
+nimichevole animo non placò. Partorita Macalda, mandava per Alaimo la
+regina, offrendo con Giacomo e Federigo tener al fonte il bambino; e
+la donna se ne scusò con dir che temea pel nato dal freddo dell'acqua;
+ma tre dì poi fecelo da popolani battezzare in chiesa. Notavasi ancora
+come un'altra stagione in Palermo, sapendo che la regina inferma fosse
+andata in barella al santuario della Vergine a Morreale, il dì
+appresso Macalda, {291} nè per cagionevole salute nè per voglia di
+visitar santuari, si fece portare in una barella coperta di scarlatto
+per le strade della città; e fu vista poi viaggiare di Palermo a
+Nicosia nella stessa guisa, che parve strana in quei tempi; e di crudo
+verno a capriccio affaticar soldati e vassalli sotto il peso della
+bara. Questi femminili dispetti o vanaglorie, a corte eran misfatti.
+In tal colore li scrive il Neocastro, aggiugnendo più nero, che
+Macalda dall'infeminito Alaimo si facesse dar sacramento di fuggir la
+corte, non mischiarsi in consigli contro i Francesi, e fin procacciare
+che riavessero il reame. Di fatti palesi, narra come girando l'infante
+in quel tempo d'una in una le terre della isola, e intrudendosi ad
+accompagnarlo Macalda come avea costume, questa fiata non solo
+agguagliavalo in lusso e corteggio, ma con arroganza novella, essa
+facea da giustiziere quanto il marito: e peggio temeasi, vedendola,
+col principe scortato da soli trenta cavalli, trar dietro a sè
+trecento sessanta uomini d'arme, di dubbia fede o sospetti, spigolati
+apposta da varie terre.
+
+Allora nei consigli di Giacomo si tramò un colpo di stato. Portatosi
+in Palermo, ei dà segretissimo avviso ai Catalani de' vicini luoghi,
+fosser cavalieri, officiali del fisco, o fanti di presidio in
+castella, che tutti trovinsi a Trapani a tal dì; mandavi nove galee
+catalane delle quattordici di Marquet; vi sopraccorre egli stesso con
+buono stuol di cavalli; nè il fa intender che alcuni dì appresso ad
+Alaimo, il quale ripudiato dalla corte, per altra via andò a Trapani
+con Macalda. Ma un dì, quasi tornandolo in grazia, adunato il
+consiglio, Giacomo chiama inaspettatamente Alaimo[37]: e rivolto a
+lui, toccava i pericoli che si vedean sovrastare non ostanti le
+fresche vittorie; il padre non muoversi per lettera o messaggio a
+mandar grossi aiuti; non veder, {292} dicea, chi potesse svolgerlo, se
+non che Alaimo; salvasse egli la patria e la corona; andasse al re,
+sulle galee lì pronte a tornare in Catalogna: e finito il dir
+dell'infante, più efficaci di lui i consiglieri facean ressa ad
+Alaimo. Li comprese; non vide scampo il grande; li guardò in volto; e
+rispose che andrebbe. Lo stesso giorno dunque, che fu il diciannove
+novembre dell'ottantaquattro, entrò in nave; ebbe cruda tempesta a
+Favignana, sì che una galea ruppe a Levanzo; con le rimagnenti a
+Barcellona arrivò. Quivi tutto lieto in volto l'accoglie re Pietro;
+ascolta, loda, promette che faranno insieme ritorno in Sicilia: vezzi
+leonini, che nè Alaimo nè altri ingannarono[38].
+
+Comandato avea senza dubbio Pietro medesimo questo rapimento d'Alaimo,
+in un con la dimostrazione di condannare il principe di Salerno,
+strettamente connessavi, com'anzi dicemmo, e dagli storici, per amor
+di parte o dubbiose notizie, narrata variamente sì, ma in modo da non
+dilungarsi gran tratto dal vero, e lasciarci vedere in fondo che fu
+artifizio per ritrovare i ligi della corte e i resistenti; per troncar
+tutte pratiche, spaventando e i nostri e i prigioni; per ridestar le
+antiche passioni del popolo a tanto strepito; e prepararsi lodi di
+longanimità con trattener la scure che sospendeasi sul capo al
+figliuol di re Carlo. E avea Alaimo, o in adunanza pubblica o in
+maneggi privati, contrastato questa condannagione del principe; il che
+forse fu cagion principale del suo precipizio[39]. Ma divulgato {293}
+questo in un baleno per tutta l'isola, con maraviglia e dolore
+dell'universale, caddene l'animo ai partigiani d'Alaimo, crebbe a que'
+della corte. Ond'ecco l'ammiraglio con la fama delle recenti imprese,
+seguito da una mano d'usciti del reame di Napoli, gittasi a sollevar
+la plebaglia di Messina, gridando tradimento contro i migliori che
+teneano per Alaimo. Rabbiosa e diversa, chiamando a morte i prigioni
+francesi, corre la canaglia alle case d'Alaimo, ove assai n'erano, e
+al palagio del re, che serravane cencinquanta sotto la guardia di
+venti soldati catalani: e qui seguia grand'esempio di virtù da una
+parte, di atrocità dall'altra, a mostrare a che estremi opposti
+portinsi gli uomini. Perchè i Catalani alla prima fecer testa; ma
+vedendosi sforzati, sciolgono i prigioni, e armatili alla meglio, lor
+dicono: «Insieme, per le vostre vite combatteremo,» e da finestre, da
+tetti, coi tegoli, con le armi ributtano gli assalitori, ancorchè
+ingrossati al romore. Allora gli usciti gridarono al fuoco; e mettean
+cataste intorno il palagio. {294} Soffocati dal fumo, quei miseri
+saltan dalle finestre, chieggon mercè; ma son trafitti, ripinti
+semivivi nelle fiamme; e narra Malaspina degli usciti tal altro
+orrore, che nè il credo io, nè il dirò[40]. Prigioni e guardie, ei
+ripiglia, tutti periano. Il Neocastro tace quelle crudeltà, scema anco
+i prigioni a sessanta; altri li porta a dugento, e ricorda le
+fiamme[41]. L'umanità della regina, e la fortezza di Matagrifone,
+salvarono con molti altri il principe.
+
+Poi si tenne un parlamento in Palermo a deliberare di lui; dove, dice
+il Neocastro, tutti accordavansi a mandarlo a morte in vendetta di
+Corradino, se non che dissentirono i Messinesi con Giacomo e la reina.
+A questo aggiungon fede, non ostante il divario delle circostanze, il
+Montaner, Giachetto Malespini, il Villani, e sì una lettera di re
+Alfonso di Aragona a Eduardo d'Inghilterra, nella quale trattando di
+pace con Carlo II si afferma condannato lui dai Siciliani, e scampato
+dal re. Favoleggiò un altro contemporaneo, che la regina un venerdì
+facesse intendere a Carlo d'apparecchiarsi alla morte; e che poi gli
+perdonasse per la sua fortezza a tal nunzio, e la rassegnazione a
+morire lo stesso dì che si ricorda la passione di Cristo; ma tal
+novella nacque manifestamente dal vero fatto narrato dianzi. Certo è
+che il principe in questo tempo, per tor luogo ad attentati in favor
+di lui, o contro, fu tramutato nel castel di Cefalù. Liberati gli
+altri prigioni, tutti sotto fede di {295} non militar contro noi; ma
+non altri che Galard poi la osservò[42].
+
+Macalda intanto, sol essa non isbigottita tra tanti suoi partigiani,
+sperando tuttavia volger sossopra ogni cosa, andata era in Messina: ma
+con tal audacia fe' rincrudire i governanti, i quali incontanente
+promulgan reo d'alto tradimento Alaimo; spoglianlo dei beni, e
+dispensanli a lor favoriti o partigiani; fan perir di mannaia a
+Girgenti il tredici gennaio Matteo Scaletta, fratel di Macalda,
+confessante, diceasi, congiura col cognato. Indi a diciannove febbraio
+incarcerarono nel castel di Messina la stessa Macalda co' figli; alla
+quale era nulla tal rea fortuna, sì che ilare e contegnosa passava il
+tempo a giocare col principe arabo e co' famigliari; e una volta,
+quando portossi l'ammiraglio a strapparle i titoli del feudo di
+Ficarra, essa, come nell'alto della possanza, il garrì: «Bel merto ne
+rende il padron tuo! Compagno, non re, il chiamammo; ed egli usurpa lo
+stato, e di soci fatti n'ha servi[43]. Bene a noi sta; ma digli che
+non muterei questi miei ceppi nè il palco, col suo trono pien di
+misfatti!» Sembra tuttavia che la sventura consumasse quest'animo che
+non potea domare; e che Macalda tosto morisse in prigione, perchè la
+storia null'altro ne dice di lei. Non andò guari che Alaimo co' nipoti
+Adenolfo di Mineo e Giovanni di Mazzarino, nel campo di Pietro in
+Catalogna fur sostenuti. Un corriero diceasi preso con lettere di
+Alaimo al re di Francia, piene di tradimenti: ch'ei domandava sicurtà
+per sè e' nipoti, e l'andrebbe a trovare, e fiderebbesi con dieci
+galee rivoltar {296} la Sicilia a casa d'Angiò. Mostrolle Piero ad
+Alaimo, il quale negò; onde fu lasciato, e vegliato: ma i nipoti indi
+a poco uccisero un segretario che le avea scritto. Scoperto
+l'omicidio, un famigliare e Adenolfo alla tortura il confessano, e
+Adenolfo anche la tentata tradigione con Francia; e però con Alaimo e
+Giovanni è chiuso nel castel d'Ilerda. Re Pietro fin qui. Più crudo il
+figlio, salito al trono di Sicilia procacciava lor morte[44]. Poco del
+resto è da credere a questi misfatti, come li spacciò da lontano la
+corte aragonese. Que' che s'apposero ad Alaimo in Sicilia non son meno
+incerti. Ne tacciono i due scrittori catalani, come per coscienza di
+colpa de' lor signori. Malaspina scrive, che Giacomo nimicava il
+leontino per aver contrariato la condannagione del principe. Il
+Neocastro nol fa nè reo nè innocente, ma portato dalla superbia della
+moglie; e parla incerto, come ammirator dell'eroe di Messina, e
+ministro insieme di re Giacomo. Di documenti non avvi altro che il
+mandato del supplizio d'Alaimo nell'ottantasette, sì scuro[45], che,
+se delitto prova, è di Giacomo, il quale senza forme di giudizio
+assassinò il glorioso vecchio. Portò costui la pena d'aver puntellato
+di tutta la sua riputazione re Pietro contro Gualtiero di Caltagirone
+e' sollevati dell'ottantatrè. E del rimanente furon sole sue colpe,
+gli obblighi di casa d'Aragona, la gloria della difesa Messina, del
+dato reame, la riverenza e amor di tutta Sicilia, la grandezza con
+poca modestia, e sopra tutto l'invidia di Procida e Loria, non
+cittadini ma venturieri, pronti a sagrificare ogni cosa a chi lor
+dispensava beni e comando.
+
+Mentre que' primi casi d'Alaimo travagliavano la Sicilia, re Carlo
+consumava le forze del regno e sè stesso, nel delirio di tornar sopra
+l'isola. Ritirandosi, inseguito dall'armata nostra, sostò pochi giorni
+a Cotrone; ove crebbe a {297} cento doppi lo scompiglio de' moltissimi
+disertori: e indi tutto dispettoso e truce passò il re a Brindisi[46];
+e trovò per conforto gli avvisi d'un altro insulto di quel Corrado di
+Antiochia, che adoprò sì caldo nell'impresa di Corradino. Costui,
+adunati esuli del regno e altra gente presso i confini, ove imperava
+in nome la Chiesa, in effetto ogni sfrenato feudatario o ladrone,
+entrò a mano armata in Abruzzo al racquisto della contea di Alba. Il
+conte di Campania li fronteggiò e ruppe[47]: ei rife' testa, aiutato
+di danari dalla reina Costanza[48]. Un Adinolfo surto in quel tempo
+stesso a turbar la Campania, disfatto fu da Giovanni d'Eppe con le
+genti pontificie. Perugia ancora, Urbino, Orvieto e altre città
+d'Italia levarono in capo contro la Chiesa e parte guelfa, tuttavia
+poderosa, ma duramente percossa in re Carlo[49].
+
+E questi vinto dal disagio, convalescente di quartana, rodeasi tra
+mille cure: in man dei nemici il figlio: saltati essi in terraferma:
+perduto armamenti, uomini, spesa: affogar nei debiti del danaro
+accattato in Francia, e per ogni luogo d'Italia: e come sopperire agli
+smisurati bisogni della guerra, se i popoli di Napoli sbuffano, e
+negan quasi apertamente e gabelle e collette[50]? Nondimeno
+dissimulando alla meglio, e facendo sempre gran dire della guerra che
+porterebbe la vegnente primavera ei stesso in Sicilia {298} e il re di
+Francia in Aragona[51], provvede a racconciar le navi; scrivere por
+forza i marinai; vittovagliar tutte le castella; adunar grani;
+preparar biscotto; fabbricar immenso numero di saette e altre arme e
+arnesi fabbrili: alletta i feudatari al militare servigio, permettendo
+che levassero nuove sovvenzioni da' vassalli[52]. E anelando sempre
+{299} danari, poich'ebbe esauste le altre fonti[53], portato
+dall'antico vizio, bandì una colletta generale, calandosi pure a
+persuadere e pregar quasi i popoli. Bandiva ad essi, che se Dio fosse
+ancor Dio, egli ch'avea domi i re e' regni a un girar di ciglio,
+espugnerebbe sì quest'isoletta di Sicilia; e avrebbel fatto
+incontanente, aggiugnea, se non che sursegli improvviso nimico il
+ribaldo Pier d'Aragona; onde fu mestieri altrimenti ordinar la guerra,
+ingaggiarsi al duello, muover Francia contro il reame d'Aragona; e
+tornato in Italia, la sola carestia gli avea tolto di mettere sotto il
+giogo i Siciliani. «La mia causa, sclamava, è vostra; domi i ribelli,
+avran fine i travagli; pace e giustizia faran fiorire il reame.» Ma
+perchè a quello sforzo bisognava moneta, chiedea quest'anno a tutti i
+comuni la colletta usata, e undici per cento di più a chiunque non
+tenesse a molestia di sovvenire alquanto più largamente il suo re[54].
+Così, tentennando tra bisogno di danaro e necessaria temperanza,
+comandava si riscuotesse la colletta anzi tempo; e insieme {300}
+chiamava parlamento in Foggia per lo dì primo dicembre. A Melfi indi
+il tramutò per lo minor caro del vitto. Ebbe sospetto in quel tempo, e
+forse da calunnie, che tre giudici suoi, tra quali un Quintavalle, e
+Tommaso di Brindisi, barese, praticassero tradimento di bruciargli la
+flotta; onde chiamatili a sè, mandolli alle forche come ladroni, non
+risguardando all'onore e privilegio dell'uficio. Dopo questi esempi
+non grati a' sudditi, conturbato e febbricitante va a Melfi, sperando
+nel parlamento gran cose.
+
+Perciò impaziente il fa adunare, rimanendosi egli in palagio, infermo,
+o per dispetto delle note disposizioni degli animi: e negatigli
+novelli tributi, a precipizio lo scioglie. Indi al solito rifugio
+tornò di papa Martino; che prodigalissimo del non suo, gli avea dato
+poc'anzi un'altra decima per tre anni su tutte chiese d'Italia, e
+ribandito avea la croce contro l'isola dei ribelli. Corrieri sopra
+corrieri mandavagli il re; sognando già danari, indi uomini ed armi, e
+nuova guerra: e dissimulava ad altrui ed a sè medesimo il morbo che lo
+tirava alla tomba[55].
+
+In grave età, colpito al petto, distrutto di rammarico e rabbia, cadde
+in una febbre continua; talchè a fatica di Melfi si trasse a Foggia, a
+incontrar la regina Margherita, che tornava di Provenza; con la quale
+assai dolorosa la vista fu, e Carlo appena ebbe forza di stender a lei
+le tremule braccia[56]. Allor fu la prima volta che senza inganno {301}
+sollecitò il papa alla riforma del governo[57]. Raccomandò al papa lo
+straziato e pericolante reame, che per la prigionia del figliuolo non
+potea lasciare a certo successore; se non che sostituirvi, e non
+sappiamo con quali condizioni, Carlo Martello, primogenito del principe
+di Salerno, giovanotto di dodici anni, col conte d'Artois per tutore o
+baiulo, come si disse, e per capitan generale Giovanni di Monforte,
+conte di Squillaci; salvo sempre il piacimento del sommo pontefice.
+Istituì Filippo l'Ardito tutore delle contee, non della persona del
+novello conte, di Provenza e d'Angiò, finchè Carlo lo Zoppo non fosse
+liberato della prigione, o, morendovi, non uscisse di minorità Carlo
+Martello, o il seguente fratel di costui; al quale effetto scrisse a
+Filippo un dì pria di morire, chiamandolo sola speranza e rifugio della
+schiatta d'Angiò, e scongiurandolo pei vincoli del comun sangue che non
+ricusasse la tutela. Indi con molta pietà confesso delle peccata e
+comunicatosi, infino all'ultimo fiato ingannò il mondo o sè stesso,
+dicendo che sperava perdono da Dio per aver fatto l'impresa di Sicilia e
+di Puglia più a onor di santa Chiesa e ben dell'anima sua, che da
+cupidigia di regno. Così a Foggia spirava il dì sette gennaio
+milledugentottantacinque, nel sessantesimoquinto anno dell'età sua,
+diciannovesimo del regno[58]. {302} Villani guelfo, favoleggia che lo
+stesso dì predicossi la sua morte a Parigi per frate Arlotto de' minori
+e Giardin da Carmignola maestro dello studio, ambo lodati
+astrologhi[59]. Il siciliano Speciale notò, come in quel tempo
+spaventevol tremuoto scosse l'Etna; e poi squarciandosi il fianco
+orientale del monte, ne sgorgò fiume di lava che correa sulla chiesa del
+romitaggio di santo Stefano, ma giuntavi, si spartì in due rami senza
+pure lambirla[60]. Un frate spagnuolo in vece di prodigi sul fato di
+Carlo, scrisse il nobil contegno del re d'Aragona, che risapendolo
+all'assedio d'Albarazzin, senz'allegrezza sclamò, esser morto un dei più
+prodi cavalieri che fossero stati unque al mondo[61]. {303}
+
+Mancato un tanto re, papa Martino faceasi a riparare la ruina del
+regno, e avvantaggiarne la romana corte. Incontanente, col voto del
+sacro collegio, die' compagno ad Artois il cardinal Gherardo legato;
+ambo dicendo deputati dalla romana Chiesa a baiuli del regno, finchè
+il principe di Salerno non esca di prigione, o il papa altrimenti non
+voglia[62]: sottile accorgimento, che ammoniva la casa d'Aragona a non
+fidar troppo sul valore del pegno ch'avea in mano; e ricordava al
+mondo la pretensione del dominio del papa sul reame di Sicilia, di cui
+teneasi vacante il trono, o dubbia la persona del re. Indi i diplomi
+del tempo variamente s'hanno intitolati e senza legge, or col nome di
+Carlo primogenito del principe di Salerno, or con quello più vago di
+eredi e successori di Carlo I, e talvolta vi si aggiungono i nomi de'
+due baiuli, o leggonsi questi soli[63]. Più salutare consiglio fu
+quello di mandare ad effetto la riforma, non compiuta nei capitoli di
+Santo Martino, ove la principalissima parte, rimessa al papa, restava
+incerta come per l'addietro. Or Martino da senno volle i nuovi
+ordinamenti; come alla giustizia si ha ricorso ove adoprar non puossi
+violenza. Scrivea essere stato richiesto di quella riforma da re Carlo
+al tempo dell'andata a Bordeaux, e or novellamente; averla maturato a
+lungo; di presente promulgherebbela[64]. Aggiunse un sussidio di
+centomila lire tornesi perchè Artois s'armasse alla difesa[65]. {304}
+Le quali provvisioni e la saviezza e robusta man dei reggenti, massime
+d'Artois, sostennero il trono, o vacante, o dubbio tra un prigione e
+un fanciullo, con sudditi vogliosi di novità[66], e nimico vicino,
+quantunque indebolito per sospetti in Sicilia, e in Aragona turbolenze
+civili e guerra straniera. Pertanto Corrado di Antiochia riassaltando
+gli Abruzzi, fu rincacciato[67]: nelle altre province non si voltarono
+a re Pietro che tre ville marittime Gallipoli, Cerchiaro, e San
+Lucido[68].
+
+Ma riparata appena la perdita di re Carlo, un'altra ne piombò sul
+governo di Napoli, non apposta come quella prima a cordoglio
+d'ambizione o fatiche di guerra. Allo scorcio di marzo, in Perugia,
+papa Martino, nimico fierissimo di Sicilia, morì, dicono alcuni, d'una
+scorpacciata d'anguille, che solea nudrir di latte e in vernaccia
+affogare: di che leggiadramente l'avea morso una satira del tempo[69],
+intitolata Primo principio de' mali, effigiando lui in manto e
+triregno, con una bandiera alla man destra, in segno delle attizzate
+guerre, e a sinistra un'anguilla ergentesi verso un augellino, che
+posato sulla mitra, reggendosi con le sparse ali s'inchinava a
+beccarla[70]. Altri scrive, ben altramente di Martino[71]. Ma i
+cardinali senza indugio, {305} chè punto non ne pativano i tempi,
+rifean pontefice Giacomo de' Savelli, romano, non per anco sacerdote,
+attratto e invalido della persona, destro d'ingegno, procacciante
+l'util de' suoi più che l'altrui danno; il quale si nomò Onorio
+IV[72]. Costui senza la prontezza ligia di Martino, tenne lo stesso
+metro, per l'antico disegno della romana corte. Avrebbe forse Onorio
+raffrenato il re di Napoli potente e ambizioso; dovea sostener adesso
+quel trono vacillante, che metteva in pericolo tutta la parte guelfa
+in Italia. Porse moneta dunque ad Artois[73]; confermò ai bisogni
+della guerra di Sicilia le decime delle chiese italiane[74];
+raccomandò agli stranieri principi gli eredi di Carlo d'Angiò: e ne
+resta di lui una lettera a Ridolfo imperadore, perchè non contendesse
+il pagamento delle decime ecclesiastiche dei suoi dominî al re di
+Francia, già involto in assai spese per la guerra sopra Aragona[75].
+
+E noti sono nelle istorie del reame di Napoli i due statuti, ch'Onorio
+sanciva a sedici settembre di quest'anno ottantacinque, preparati già
+da Martino. Nel primo dei quali raffermavansi con l'apostolica
+autorità tutti i privilegi ecclesiastici decretati nel parlamento di
+Santo Martino, come dianzi ricordammo[76]. L'altro risguarda il
+governo civile; dove dopo lungo preambolo, che apponea al tutto la
+ribellione di Sicilia alle avanie e ingiustizie del governo,
+trascrissersi e ampliaronsi le leggi del medesimo parlamento di Santo
+Martino, e molte più se ne dettero a guarentigia delle persone e
+dell'avere di ogni classe di sudditi. {306} Si disdisse l'iniquo
+spogliamento dei naufraghi: a favor delle famiglie de' baroni si
+estese ai fratelli e lor discendenti il dritto di redare i feudi: il
+militare servigio o l'adoamento si limitò alle guerre entro i confini
+del regno: e soprattutto si vietaron le collette, fuorchè nei quattro
+casi feudali; e si assegnò la somma da potersi levare in ciascuno di
+quelli. Io non so se debbasi lodar come guarentigia più forte dei
+sudditi, o biasimar di usurpazione sulla autorità regia, il richiamo
+de' comuni alla santa sede, decretato nelle costituzioni medesime; e
+lo interdetto sulla privata cappella del re alle prime violazioni di
+queste franchige, la scomunica persistendovi[77]: ma certo non potea
+la corte di Roma adoprare a miglior intento civile le spirituali armi.
+Questi capitoli Onorio fe' con molta sollecitudine promulgare da
+Gherardo per tutto il reame di Napoli, e massime nei luoghi più vicini
+a Sicilia[78]; e osservaronsi per poco. Poi increbbero ai governanti,
+come imposti da Roma, o larghi troppo; nè ebber luogo nel corpo delle
+leggi di quel reame[79].
+
+Insieme con queste buone leggi Onorio adoprava non buone arti,
+suscitando in Sicilia congiure. A ciò mandovvi furtivamente due frati
+predicatori, Perron d'Aidone, siciliano, e Antonio del Monte,
+pugliese; i quali iti a Randazzo, recavano a Guglielmo abate di
+Maniace lettere pontificie con autorità di largheggiar indulgenze a
+chiunque per la Chiesa si ribellasse. Sospesi eran gli animi per la
+strepitosa guerra del re di Francia contro Aragona; freschi i torti
+d'Alaimo, e gli umori che ne dieron pretesto; le costituzioni di papa
+Onorio, più larghe de' presenti ordini pubblici in Sicilia. Indi
+l'abate con gravi parole di religione, trovò tosto seguaci due nipoti
+suoi, per nome {307} Niccolò e Francesco, messinesi, Bonamico de Randi
+milite, Giovanni Celamida da Traina, e più altri di Randazzo;
+indettatisi con giuramento a tradire, non so qual credeano, la patria
+o il re. E sì l'autorità del papa accecava le menti, che i due frati,
+passati a Messina, avean ricetto nel chiostro delle suore di santa
+Maria delle Scale; dal qual sicuro nido misteriosi usciano ad annodare
+lor fili. Ma la cospirazione allargandosi trapelò. Un Matteo da
+Termini, messovi sulle tracce dall'infante Giacomo, appostò alfine i
+due frati predicatori, aiutato da due frati minori, Simone da Ragusa e
+Raimondo, catalano; i quali il fecer cogliere a casa una femminuccia
+mendica. Addotti allo infante, senza pur minaccia, svelavan per ordine
+il trattato; e rimandati erano a Napoli con vestimenta, danaro, e
+barca apposta; per clemenza non già, ma contemplazione e paura del
+papa. L'abate fuggì: preso a Palermo, il mandavan prigione a Malta;
+indi a Messina; e infine libero a corte di Roma. I men rei, al
+contrario, gastigati severamente: dicollati a Messina i nipoti
+dell'abate; Celamida alle forche; Bonamico, gittatosi nei boschi
+dell'Etna a levar mano di disperati, fu accarezzato e svolto a parte
+regia dalle arti di Matteo da Termini[80]. Così la congiura si dissipò
+in Sicilia; mentre in Aragona terminava, senz'altro frutto che d'atti
+crudeli e mortalità infinita, la guerra che, tornando alquanto
+indietro nei tempi, ci faremo a narrare.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Saba Malaspina, cont., pag. 411.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 94.
+
+ Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. XI,
+ pag. 1158.
+
+ Tolomeo da Lucca, ibid., lib. 24, cap. 11, pag. 1190 e 1294.
+
+ Ferreto Vicentino, Ibid., tom. IX, pag. 955.
+
+ Cron. di San Bertino, op. cit., tom. III, pag. 765. Epistola di
+ Carlo a papa Martino, data il 9 giugno 1284, nel Testa, Vita di
+ Federigo II di Sicilia, docum. 2.
+
+ Il numero delle galee di re Carlo è cavato dai diplomi, che
+ s'accordano con d'Esclot, cap. 119. Ho scritto numero tondo,
+ perchè ci sarebbe il divario di due o tre, che nascea dal
+ computare or le sole galee, or anco i galeoni e qualche altro
+ legno grosso.
+
+ [2] Saba Malaspina, cont., pag. 411.
+
+ [3] Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 94.
+
+ [4] Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 543.
+
+ Francesco Pipino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 693.
+
+ [5] Giachetto e Villani come sopra. Con minori particolarità ne
+ scrivon anco Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 28; e l'autor della
+ vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 611.
+
+ [6] Docum. XVIII.
+
+ [7] Lettere di Carlo, date il 9 e il 14 giugno, nel Testa, Vite di
+ Federigo II di Sicilia, docum. 1 e 2.
+
+ In un'altra del 10 giugno, che si legge, come le precedenti, nel
+ r. archivio di Napoli, registro segnato 1283, A, fog. 150, Carlo
+ chiedeva al papa le bande di Giovanni d'Eppe, scrivendo tra le
+ altre efficaci parole che: _Sicut capitis sanitas vel languor in
+ membris, sic in meis negotiis eiusdem Ecclesie status et
+ dispositio sentiatur._ E con ciò forse voleva far intendere al
+ papa la posizione inversa, del bisogno che la Chiesa avea di lui.
+ Veggansi inoltre:
+
+ Diploma dato di Napoli il 10 giugno 1284, per armarsi e fornirsi
+ di vivanda le 19 galee e 2 teride, ch'erano nel porto di Napoli
+ (le fuggitive della battaglia del dì 5), r. archivio di Napoli,
+ reg. seg. 1283, A, fog. 188, a t.
+
+ Diploma dato di Napoli il 20 giugno, duodecima Ind. (1284) per
+ consegnarsi ad Arrigo Macedonio 2,000 _lanzones ferratos_,
+ per l'armata che dovea andare in Sicilia, reg. medesimo, fog. 157.
+
+ Diploma dato di Napoli a 20 giugno duodecima Ind. (1284), pei
+ viveri a due galeoni di 72 remi, capitanati da Giovanni di
+ Coronato, e Navarro, genovesi, r. archivio di Napoli, reg. di
+ Carlo II, seg. 1291, A, fog. 4, a t.
+
+ Diploma dato di Napoli a 21 giugno duodecima Ind. (1284), Giovanni
+ de Burlasio giovane, e Rinaldo d'Avella sono eletti capitani
+ dell'armata di Principato e Terra di Lavoro, r. archivio di
+ Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 155.
+
+ Molti altri scambi di officiali pubblici veggonsi in tutto questo
+ registro dalla venuta di Carlo I, in giugno 1284, fino alla
+ ritirata a Brindisi.
+
+ [8] Saba Malaspina, cont., pag. 418.
+
+ [9] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 41, ove è una epistola del 24
+ luglio 1284.
+
+ [10] Saba Malaspina, cont., pag. 412: _Gentes per totam fere
+ Italiam auxiliatrici conventione collectae, etc._
+
+ [11] Saba Malaspina, cont., pag. 412, 413.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 78.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap, 28.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 94.
+
+ Da questi scrittori non si vede che Carlo durante l'assedio di
+ Reggio stesse per lo più alla Catona; ma il mostrano senza alcun
+ dubbio i diplomi del r. archivio di Napoli, su i quali ho
+ compilato il seguente itinerario: e valga a raffermare, e in
+ qualche luogo a correggere, le tradizioni istoriche intorno a
+ quest'ultima impresa di Carlo I.
+
+ 1284--9 a 21 giugno--Napoli--reg. 1283, A, fog. 18 a t. 150, 155,
+ 157, 188 a t.; e 1291, A, fog. 4, a t.
+
+ 19 luglio--Catona--reg. 1283, A, fog. 5, a t.
+
+ 20 a 29 luglio--Fossa di Catona--reg. 1283, A, fog. 5, 34 e 54.
+
+ 31 luglio a 2 agosto--Campo allo assedio di Reggio--reg. 1283, A,
+ fog. 5 a t. 34, 166, 166 a t. e 167.
+
+ 4 agosto--Campo presso Amendolia--reg. 1283, A, fog. 167.
+
+ 5 a 10 agosto--Campo alla spiaggia di Bruzzano--reg. 1283, A, fog.
+ 5 a t. 24, 34, 34 a t. 45, 50, 158, 167; e reg. 1283, E, fog. 2.
+
+ 17 agosto--Cotrone--reg. 1283, A, fog. 159.
+
+ 18 a 20 agosto--Cotrone e Brindisi--reg. 1283, A, fog. 9, 174 a t.
+ 158, 158 a t. 34 a t. 35; e 1283, E, fog. 2.
+
+ 22 agosto--Cotrone--reg. 1283, A, fog. 160 e 170.
+
+ 23 agosto a 7 ottobre--Brindisi--reg. 1283, A, fog. 6, 8 a t. 12 a
+ t. 24, 25, 35 a t. 36, 174 a t. 175.
+
+ 8 ottobre--Melfi--reg. 1283, A, fog. 179, a t.
+
+ 10 ottobre a 15 novembre--Brindisi--reg. 1283, A, fog. 6 a t. 7, 7
+ a t. 8, 26, 27, 27 a t. e 47, a t.
+
+ 26 novembre--Barletta--reg. 1283, A, fog. 12, a t.
+
+ 1 a 21 dicembre--Melfi--reg. 1283, A, fog. 8 a t. 13 a t. 50, 179
+ a t.; e reg. 1283, E, fog. 2.
+
+ 1285--7 gennaio--Foggia--reg. 1285, A, fog. 14 a t. Quest'ultimo
+ fu dato il medesimo giorno della morte di Carlo I. Contiene una
+ concessione a Guglielmo de Griffis, milite e famigliare suo. È
+ scritto con altro inchiostro, e carattere frettoloso; e può al par
+ indicare o una beneficenza di lui negli ultimi istanti della sua
+ vita, o forse una frode.
+
+ [12] Bart. de Neocastro, cap. 78.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 413, 414.
+
+ [13] Saba Malaspina, ibid.
+
+ [14] Si scorge tal dubbio da' seguenti diplomi:
+
+ Diploma dato in _Fovea Cathone_ a 29 luglio duodecima Ind. Ai
+ mercatanti e preposti alle vittuaglie per l'esercito in Cotrone.
+ Subito navighino pel capo di Bruzzano, e riceveranno gli ordini
+ suoi, reg. 1283, A, fog. 166 a t.
+
+ Diploma dato al Campo sotto Reggio il 31 luglio duodecima Ind. a
+ tutti i vegnenti allo esercito reale. Non piglin la via di
+ Monteleone e del piano di S. Martino, ma di Cotrone e Gerace. A
+ Gerace avranno nuove del re e dell'esercito, per sapere ove
+ trovarli. Ibid., fog. 166.
+
+ Della stessa data del 31 luglio v'ha un diploma pel quale il re
+ confermava agli uomini di Seminara le immunità, libertà e
+ privilegi conceduti dal principe di Salerno in contemplazione
+ della loro fedeltà e de' danni ch'avean sostenuto dal nemico.
+ Ibid., fog. 166 a t.
+
+ [15] Veg. sempre l'itinerario posto in nota alla pagina precedente.
+
+ [16] Argomento le pratiche in Sicilia:
+
+ 1º. Dalle parole del d'Esclot, cap. 119, che dice come in
+ primavera dell'84 il principe di Salerno si apprestava a passare
+ in Sicilia, _con volentat de alguns homens traydors qui eren en
+ Cecilia_. Costoro dovean certo continuare col padre le pratiche
+ tenute col figlio pochi mesi innanzi.
+
+ 2º. Dalla reazione che avvenne in Sicilia dopo la ritirata di re
+ Carlo, per opera dei più accaniti partigiani della casa d'Aragona
+ e della rivoluzione del vespro.
+
+ 3º. Dalla elezione del conte Roberto d'Artois a vicario generale
+ in Sicilia, con pien potere di perdonare e dar guarentigie, docum.
+ XX e XXI.
+
+ [17] Diploma _dato in Castris in licore Brutzani_ a 5 agosto
+ duodecima Ind. (1284). Si mandin subito al re per mare alcune
+ macchine e stromenti da guerra. Nel r. archivio di Napoli, reg.
+ 1283, A, fog. 167.
+
+ Diploma dato dello stesso campo di Bruzzano il 6 agosto perchè da
+ Mantea si portassero subito all'esercito le macchine e i picconi
+ già preparati per ordine del principe di Salerno, ibid., fog. 167.
+
+ Vari diplomi dati _in Fovea Cathone_ a 29 luglio e _in
+ Castris in lictore Brutzani_ a 5 e 6 agosto, perchè si
+ mandassero a Brindisi e Cotrone quantunque grani, legumi, carni
+ salate e macchine da guerra, ibid., fog. 189.
+
+ Diploma _in Castris in lictore Brutzani_ a 7 agosto.
+ All'abate di S. Stefano del Bosco perchè incontanente faccia
+ costruire per uso dello esercito 500 assi e piuoli per scale, e
+ gliene mandi con istromenti da falegname, ibid., fog. 168 e 169.
+
+ Diploma dato ivi l'8 agosto, per gran copia di frumenti e
+ vittuaglie, Ibid., fog. 169.
+
+ [18] Docum. XX e XXI.
+
+ [19] Questa data si ritrae dal Neocastro; e compie appunto
+ l'intervallo dal 10 al 17 agosto che rimarrebbe nello itinerario
+ compilato su i diplomi.
+
+ [20] Bart. de Neocastro, cap. 78 e 80. Da quest'ultimo si scorge che
+ Giacomo era in Messina.
+
+ [21] Giachetto Malespini, cap. 222.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 94, che dice ancora della mancanza
+ delle vittuaglie.
+
+ [22] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 28.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 48.
+
+ [23] Saba Malaspina, cont., pag. 413, 414.
+
+ Docum. XXIII.
+
+ [24] Provano lo scompiglio dell'esercito e dell'armata di Carlo, i
+ diplomi citati nella nota seguente.
+
+ Gli umori de' popoli in Calabria e nelle province di sopra, si
+ argomentano da' provvedimenti di Carlo che, mentre era lì con un
+ esercito per occupar la Sicilia, creava capitani generali _ad
+ guerram_ in quei luoghi, come si vede da' seguenti diplomi.
+
+ Diploma dato in _Fovea Catune_ a 20 luglio duodecima Ind.
+ (1284) per mettersi danaro e vittuaglie a disposizione di Pietro
+ Ruffo conte di Catanzaro, capitan generale in Calabria, r.
+ archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 5.
+
+ Diploma dato in _Fovea Cathone_ a 27 luglio duodecima Ind. al
+ medesimo conte di Catanzaro con lo stesso uficio di capitan
+ generale in Calabria, ibid., fog. 166 e 172.
+
+ Tre diplomi dati al campo sotto Reggio il 1 e il 2 agosto
+ duodecima Ind. Ruggier Sanseverino conte di Marsico è eletto
+ capitan generale in val di Crati. Gli è commesso di difender
+ quella provincia dai nemici e ribelli che la travagliavano, ibid.,
+ fog. 166 a t. e 167.
+
+ Diploma dato di Cotrone a 22 agosto duodecima Ind. (1284). Per
+ informazioni pervenute al re si diede lo scambio al conte di
+ Catanzaro nel detto uficio di capitan generale in Calabria; e gli
+ fu sostituito Tommaso di Sanseverino figliuolo del conte di
+ Marsico, ibid., fog. 160.
+
+ [25] Docum. XIX e XXII.
+
+ Diplomi dati _in campisin obsidione Regii_ a 2 agosto
+ duodecima Ind. (1284). Agli uomini di Martorano e d'altre città.
+ Mandino subito catturati i marinai e _subsalientes_ (erano
+ quelli destinati al maneggio delle vele) che senza commiato
+ lasciavano l'armata regia, e si spacciavano campati dalle mani de'
+ Siciliani, r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 166.
+
+ Diplomi dati del campo a Bruzzano il 6 agosto duodecima Ind.
+ perchè a Squillaci e in altri luoghi si ricercassero i disertori
+ della flotta, e a prevenir quelli dell'esercito si ponessero
+ guardie de' terrazzani a tutti i passi vicini al campo, cioè:
+ Nicastro, S. Biaggio, e altri. Si guardi che non passino
+ travestiti da mercatanti, ibid., fog. 167, a t.
+
+ Diploma dato del campo a Bruzzano il 7 agosto, per custodirsi come
+ sopra, per cagion de' disertori, i passi di Cotrone, Sanseverino,
+ Tatina, Rocca Bernarda e vicinanze, ibid.
+
+ Diploma dato del campo di Bruzzano il 9 agosto duodecima Ind.
+ (1284). Ordinovvisi di fare per tutte le terre marittime, una
+ rigorosa inquisizione di coloro che avessero ricevuto stipendi per
+ l'armata, e l'avesser lasciato; e di prenderli e mozzar loro il
+ piè sinistro, ibid., fog. 54.
+
+ Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castrovillari,
+ che facciano stretta guardia per catturare questi disertori
+ dell'armata, ibid., fog. 159.
+
+ Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castellamare,
+ per mandargli prigioni i marinai disertori, ibid., fog. 169, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 7 settembre tredicesima Ind. perchè da
+ Taranto gli si mandassero alcune galee delle isole e costiere del
+ golfo di Napoli, abbandonate senza permesso da' nocchieri,
+ vogadori e sussalienti, ibid., fog. 161.
+
+ Diploma dato di Brindisi a 9 settembre tredicesima Ind. (1284) per
+ farsi catturare i marinai delle navi provenzali che, disarmata la
+ flotta, fuggissero, ibid., fog. 6.
+
+ Due diplomi, dati di Brindisi il 9 settembre, perchè si ritenesse,
+ anche con la forza, Giovanni de Coronato genovese, che da Taranto
+ si volea partire per Genova col suo galeone, ibid., fog. 162.
+
+ Diploma dato di Brindisi a 12 ottobre tredicesima Ind. È un'altra
+ lettera circolare per catturarsi i disertori della flotta, ibid.,
+ fog. 6, a t.
+
+ [26] Bart. de Neocastro, cap. 79.
+
+ [27] Bart. de Neocastro, cap. 80.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 414.
+
+ [28] Saba Malaspina, cont., pag. 414, 415.
+
+ [29] Tutte queste fazioni con poco divario leggonsi in Bartolomeo de
+ Neocastro, cap. 82.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 415 a 417.
+
+ Le confermano ancora i documenti qui notati:
+
+ Diploma dato del campo sotto Reggio il 2 agosto duodecima Ind.
+ (1284) a Riccardo Claremont, riguardanti sei terrazzani di
+ Chiaramonte presi da costui per lor mali portamenti, _adherendo
+ et favendo Frederico Musca proditori et mugaveris inimicis
+ nostris_. Nel r. archivio di Napoli, reg. segn. 1283, A, fog.
+ 166, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 3 settembre tredicesima Ind. (1284) a
+ Riccardo di Lauria e ai cittadini di Maratea. Sapendo i danni e le
+ molestie che tuttodì soffrivano dai nemici, il re esortavali a
+ tener fermo, promettea aiuto e compensi larghissimi; fidassero
+ nella sua possanza e virtù, ibid., fog. 163, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 5 settembre tredicesima Ind. Avendo
+ testè inteso l'eccellenza del re che gl'infedeli almugaveri
+ fossero corsi in masnade infino alle terre di Riccardo di
+ Chiaramonte nei confini delle province di Basilicata e Principato,
+ comandava a quei due giustizieri di adunar le loro forze di
+ cavalli e fanti, e combattere questi nemici, ibid., fog. 60, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 6 settembre tredicesima Ind.
+ indirizzato a Riccardo di Claremont, permettendogli di richiedere
+ ostaggi da alcuni suoi vassalli, sospetti nelle presenti
+ turbazioni; e di ridurre sotto le fortezze gli abitanti de' casali
+ in pianura, ibid., fog. 161.
+
+ Diploma dato di Melfi a 8 ottobre tredicesima Ind. per fornirsi
+ danaro a Roberto conte d'Artois, vicario generale In Calabria, al
+ quale n'era mestieri per vari negozi, ibid., fog. 179, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 26 ottobre tredicesima Ind. Giovanni
+ di Salerno è eletto capitan generale _ad guerram_ contro i
+ ribelli e nemici di Scalea. Comandasi di aiutarlo a' giustizieri
+ di Basilicata, Principato e val di Crati, agli uomini di quelle
+ province, ed a Riccardo di Chiaramonte, ibid., fog. 51, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 26 ottobre per destinarsi un capitano
+ in Maratea, avendo i nemici occupato Scalea e i luoghi vicini,
+ ibid., fog. 51, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi a 8 novembre tredicesima Ind. Il
+ giustiziere di Basilicata per mezzo di Bellono Bello da Messina,
+ notaio e familiare del re, gli avea domandato quale eseguir prima
+ tra tanti suoi ordini; cioè di raccorre la moneta della
+ sovvenzione, d'aiutare Riccardo Chiaramonte, ec. Carlo scrivea che
+ pensasse alla moneta, e differisse il resto, ibid., fog. 52.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 14 novembre per mandarsi 100 salme di
+ frumento a Maratea, che soffriva la penuria, oltre le scorrerie e
+ gl'insulti de' nemici, ibid., fog. 52, a t.
+
+ [30] Bart. de Neocastro, cap. 83 e 84.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 30.
+
+ Montaner, cap. 117, il quale porta con anacronismo questa correria
+ dopo il passaggio di Giacomo in Calabria, e la confonde con le
+ altre che Loria fece di quel tempo in Levante.
+
+ Del resto la descrizione geografica di questi istorici, si
+ riscontra con quante oggidì n'abbiamo più accurate. Quest'isola è
+ detta anche Zebiba, e tolse il nome o il diè, a quella qualità
+ d'uva che chiamiam così in Sicilia. Giace a 34° 10' di latitudine
+ sett. e 9° di longitudine orientale dal meridiano di Parigi. La
+ cinge una sirte di qualche dieci miglia di raggio, e da 3 a 7
+ braccia di profondità, che si stende a guisa d'istmo infino al
+ continente, e potea una volta passarsi a guazzo. Plinio scrive che
+ i barbari ruppero un ponte che la congiungea alla terraferma.
+ Produce quest'isola ulive, fichi, uva, e il famoso loto de' Greci
+ antichi.
+
+ [31] Ciò non fu immediatamente dopo la conquista, perchè fino al
+ gennaio 1285, i suoi titoli erano: ammiraglio di Aragona e di
+ Sicilia, signor di Castiglione, Francavilla, Novara, Linguaglossa
+ e Tremestieri. Da un diploma del 25 gennaio 1285, nei Mss. della
+ Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 1, pag. 147.
+
+ [32] Bart. de Neocastro, cap. 85.
+
+ [33] Bart. de Neocastro, cap. 86.
+
+ [34] Queste riflessioni nascono dalla esamina di tutti i fatti sparsi
+ nel presente capitolo, e in particolare da que' d'Alaimo, e
+ dell'eccidio de' prigioni in Messina, e del giudizio contro il
+ principe di Salerno. Pei sospetti di pratiche angioine in Sicilia,
+ veggasi ciò ch'è detto di sopra a pag. 277, nota 5. Confermali il
+ Nangis nella vita di Filippo l'Ardito, Duchesne, Hist. franc.
+ script., tom. V, pag. 544, ove si legge: _Sed quia Siculi
+ principem Salernae Carolum quem captum tenebant, de urbe Messanae
+ ad quoddam castellum Siciliae transtulerant, volentes cum ipso,
+ sicut sibi dictum fuerat, reconciliari, timens Siculorum
+ infidelitatem, etc._ I quali umori poteano esser veri, ancorchè
+ il Nangis apertamente errasse nella cagione del tramutamento del
+ principe di Salerno da Messina a Cefalù, che fu appunto la
+ contraria.
+
+ Veggasi anche Saba Malaspina, cont., pag. 420 e 421; e il
+ Neocastro, cap. 86, 88, 89.
+
+ [35] Bart. de Neocastro, cap. 86.
+
+ [36] Montaner cap. 95.
+
+ [37] Bart. de Neocastro, cap. 87.
+
+ [38] Bart. de Neocastro, cap. 88.
+
+ [39] Secondo il catalano Montaner, cap. 113, 114, i governanti di
+ Sicilia, liberata la minutaglia dei prigioni della battaglia di
+ Napoli, domandavano al re a Barcellona: che far de' nobili, che
+ del principe? e convocavano di lì a due mesi, per dar tempo alla
+ risposta, un parlamento a Messina. S'ebbero incontanente lettere
+ del re, segretissime, fuorchè alla regina, a' figli e
+ all'ammiraglio; ma tutto che s'oprò fu dettato da quelle. Indi
+ adunato il parlamento de' nobili, sindichi delle città, e
+ Messinesi a pien popolo, Giacomo tornava a mente i fatti di
+ Manfredi e Corradino, quasi chiedendone vendetta nel sangue
+ dell'unico figliuolo di re Carlo: onde tutti il chiamarono a
+ morte, e la sentenza fu distesa; ma Giacomo inaspettatamente, per
+ campare il principe di Salerno, lo fè imbarcare alla volta di
+ Catalogna: il che prova quanto mal ricordavasi il fatto Montaner,
+ e quanto volea inorpellarlo a lode di Giacomo. Saba Malaspina,
+ cont., pag. 420, 421, scrive ancora del parlamento in Messina,
+ supponendo che gli usciti napoletani persuadessero la regina a
+ quella vendetta; perilchè chiamati dall'isola tutta i nemici più
+ fieri del nome francese, fu posto il partito; ma contrastandolo i
+ Messinesi, il parlamento scioglieasi a tumulto; e gli esuli
+ sfogavano con ammazzare quanti colsero de' prigioni. Questo
+ scrittore aggiugne, che Giacomo fieramente nimicava parecchi
+ nobili per aver negato di andare al parlamento, o di condannare il
+ principe; tra i quali Alaimo di Lentini, famoso e caro per tutta
+ Sicilia, onde per torlo dal centro delle sue forze, a tradimento
+ l'addusse in Palermo, e poi in Aragona il tramandò. Il Neocastro,
+ cap. 87, 88, non dice di parlamento in Messina, ma in Palermo,
+ adunato dopo il tumulto contro i prigioni in Messina. Dalle quali
+ testimonianze si vede dubbio se prima dell'ammazzamento de'
+ prigioni ci fosse stato un parlamento in Messina; ma risaltan
+ sempre scolpitamente gli umori e le cagioni che io scrivo nel
+ testo.
+
+ [40] _Multorum quoque viscera, quae crudeli gladio nonnulli
+ delectabantur exules aperire, ignis subiecti torrent in pruina, et
+ iam assata in naturali cupiditate famelica lambunt, et immittunt
+ etiam in crudelem stomacum velut cibum, etc._
+
+ [41] Bart. de Neocastro, cap. 88.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 420, 421.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 224.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 96.
+
+ Ricobaldo Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142.
+
+ Francesco Pipino, ibid., cap. 18.
+
+ [42] Bart. de Neocastro, cap. 88, 89.
+
+ Francesco Pipino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, cap. 18.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 224.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 96.
+
+ Epistola di Alfonso a Eduardo, data il 4 gennaio 1289-90, in
+ Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II.
+
+ [43] Bart. de Neocastro, cap. 88, 89, 91.
+
+ [44] Bart. de Neocastro, cap. 96.
+
+ [45] Leggasi in Bartolomeo de Neocastro, cap. 109.
+
+ [46] Veggasi l'itinerario posto di sopra, e a pag. 280, i diplomi
+ dati di Cotrone e di Brindisi pe' disertori.
+
+ [47] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 15.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 419.
+
+ Diploma dato di Brindisi a dì 8 novembre tredicesima Ind. (1284),
+ dal quale si vede che Stefano Angelone avea dato un castello su i
+ confini del contado di Molise ai traditori, tra i quali era
+ Corrado d'Antiochia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A,
+ fog. 8.
+
+ [48] Saba Malaspina, ibid.
+
+ [49] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 16.
+
+ [50] Saba Malaspina, cont., pag. 417.
+
+ [51] Veggasi il docum. XXIII.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 6 settembre tredicesima Ind. (1284) a
+ Riccardo Milite e a' Saraceni di Lucera. «Per appagare il vostro
+ desiderio vi diciamo esser giunti salvi in Brindisi, e
+ soggiornarvi sani ed ilari; intendendo virilmente e potentemente
+ alla confusione de' nemici e ribelli siciliani. Si custodiscan
+ bene le corazze e gli archi d'osso dei Saraceni che sono stati al
+ nostro esercito, e si aspetti la nuova impresa.» Nel r. archivio
+ di Napoli, reg. 1283, A, fog. 161, a t.
+
+ [52] Malaspina, loc. cit., e i seguenti documenti:
+
+ Diplomi dati di Cotrone dal 21 al 24 agosto duodecima Ind. (1284)
+ e di Brindisi dal 2 al 27 settembre tredicesima Ind. (1284), che i
+ feudatari chiamati al servigio militare potessero riscuotere
+ sovvenzioni, ossia _aiutori_ da' lor vassalli. Nel r.
+ archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 9.
+
+ Altro dato di Brindisi il 2 ottobre, col quale si comanda di
+ portar legname per la riparazione dell'armata. Ibid., fog. 46, a
+ t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 2 ottobre tredicesima Ind.
+ Proponendosi nella vegnente primavera tornare in Sicilia con
+ armata ed esercito, ordina che nessun uomo di mare esca dai porti
+ del regno, ma che tutti aspettino per servire nell'armata. Ibid.,
+ fog. 177, a t.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 7 ottobre tredicesima Ind. È una
+ lettera circolare perchè si fabbrichi gran quantità di quadrella
+ di uno e due piè. Ibid., fog. 6, a t.
+
+ Altro diploma dato di Brindisi il 9 ottobre tredicesima Ind., per
+ farsi subito 50 mila saette per archi, ben astate, ferrate, e
+ impennate di penne d'avoltoio. Ibid., fog. 46.
+
+ Altra circolare data anche di Brindisi il 10 ottobre, perchè
+ s'adunasse copia di frumento e d'orzo pe' bisogni dell'esercito.
+ Ibid., fog. 7.
+
+ Altra circolare data di Brindisi il 20 ottobre, per munirsi con
+ estrema cura le fortezze di viveri per un anno. Ibid., fog. 7, a
+ t.
+
+ Altra data di Brindisi il 21 ottobre, per farsi biscotto. Ibid.,
+ fog. 38, a t.
+
+ Altra del 15 novembre, per biscotto, Ibid., fog. 47, a t., e altre
+ disposizioni al medesimo effetto, fog. 46 a 58.
+
+ Diploma dato di Barletta il 25 novembre tredicesima Ind., per vari
+ arnesi fabbrili necessari all'esercito. Sarebbe importante a chi
+ volesse illustrare l'arte militare di quel tempo. Ibid., fog. 48.
+
+ Altra circolare data di Melfi il 1 dicembre, per vittovagliarsi le
+ fortezze. Ibid., fog. 8, a t.
+
+ [53] Diploma dato di Brindisi a 5 settembre tredicesima Ind. (1284).
+ È una circolare ai giustizieri perchè prendan moneta per ogni
+ verso, e subito la mandino al re, pei suoi _ardua et immensa
+ negotia_. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 6.
+
+ Diploma dato di Brindisi il 15 settembre tredicesima Ind. È la
+ scritta del ricevuto di once 1,400 da mercatanti di Pistoia, la
+ più parte in fiorin d'oro alla ragione di 5 per oncia, per conto
+ dell'imprestito di once 28,890, fatto a Carlo principe di Salerno
+ dalla santa sede, sulle decime ecclesiastiche destinate
+ all'impresa di Terrasanta. Ibid., fog. 162.
+
+ Veggasi anche un altro diploma dato di Brindisi a 10 novembre
+ tredicesima Ind. È una lettera circolare con disperata chiesta di
+ danari, pe' tanti bisogni, e massime per la riparazione della
+ flotta che nella vegnente primavera, con l'aiuto di Dio,
+ passerebbe sopra i ribelli di Sicilia. Ibid., fog, 8.
+
+ [54] Docum. XXIII.
+
+ [55] Saba Malaspina, cont., pag. 417, 418, 419. Anche Ricobaldo
+ Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142 e 252. Nic.
+ Speciale, lib. 1, cap. 29, e lib. 6, cip. 10; Francesco Pipino, in
+ Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 695, e parecchi altri
+ attribuiscon la morte di re Carlo al dolore e dispetto di que'
+ casi della guerra di Sicilia.
+
+ [56] Saba Malaspina, cont., pag. 421.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 11; in Muratori, R. I.
+ S., tom. XI.
+
+ Un diploma di Carlo I dato di Melfi il 14 dicembre tredicesima
+ Ind., provvide alle spese per lo viaggio della regina. Nel r.
+ archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 8, a t.
+
+ [57] Bolla di Martino, in Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 3.
+
+ [58] Saba Malaspina, cont., pag. 422.
+
+ Giachetto Malespini, cap. 223.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 90.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 95.
+
+ Montaner, cap. 118.
+
+ Cronache del Regno di Napoli, editore Perger, tom. I, pag. 31 e
+ 58. Quivi si dice la morte di Carlo nel 1284, contando gli anni
+ dal 25 marzo.
+
+ Nic. Speciale, lib. 1, cap. 29.
+
+ Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 955; e la
+ più parte degli altri contemporanei.
+
+ L'istituzione di Filippo l'Ardito a tutore delle contee di
+ Provenza e d'Angiò si legge nel docum. XXIV. Dopo ciò ho creduto
+ mettere in dubbio la tradizione de' citati scrittori che portano
+ lasciato a dirittura il regno a Carlo Martello. Carlo I non volle
+ certamente dividere il regno dalle contee, perchè lasciò anche
+ queste a Carlo Martello nel caso della morte di Carlo lo Zoppo.
+ Non sembra dunque probabile ch'egli avesse stabilito due ordini
+ diversi di successione, chiamando Carlo Martello al regno appena
+ uscisse di minorità, e alle contee solamente dopo la morte del
+ padre in prigione. Dall'altro canto può darsi che Carlo I credesse
+ provvedere abbastanza al governo della Provenza e dell'Angiò
+ durante la prigionia del signor naturale, con quello espediente di
+ fare un tutore delle contee piuttosto che del conte; ma non
+ giudicasse nè legittimo nè sicuro partito di lasciar la corona
+ reale a un prigione, o vôto il trono fino alla sua liberazione. La
+ riconosciuta sovranità suprema della corte di Roma, e il non
+ trovarsi preveduto il caso nella legge dell'investitura
+ accresceano forse la difficoltà: nè è impossibile che Carlo non
+ potendole scegliere, le abbia saltate rimettendosene al papa. Io
+ non ho voluto supplire con l'analogia alla mancanza del fatto; ed
+ ho lasciato in dubbio i termini della sostituzione di Carlo
+ Martello, come restarono negli atti de' governanti di Napoli fino
+ alla liberazione di Carlo II.
+
+ La età di Carlo I erroneamente rapportata dalla Cronaca d'Asti, in
+ Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. 164, si ricava dal P. Anselme,
+ Hist. généalogique et chronologique de la Maison royale de France,
+ tom. I, cap. 14, pag. 191.
+
+ La elezione del conte di Squillaci si conferma dal diploma 1º del
+ tom. II dell'Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli,
+ notato qui appresso; la condizione della scelta d'Artois leggesi
+ in Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 5.
+
+ [59] Gio. Villani, lib. 7, cap, 95.
+
+ [60] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 29.
+
+ [61] Geste de' conti di Barcellona, cap. 26, nella Marca Hispanica
+ del Baluzio.
+
+ [62] Raynald, Ann. ecc., 1285, §§. 5, 6, 7, 8, bolla del 14 febbraio.
+
+ [63] Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. II,
+ diplomi dalla pag. 1 a 43, e annotazione 1 alla pag. 2.
+
+ [64] Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 3, bolla del 9 febbraio.
+
+ [65] Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Nov. Anecd.,
+ tom. III, pag. 765.
+
+ Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc.
+ script., tom. V, pag. 543.
+
+ Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 611.
+
+ Francesco Pipino, lib. 4, cap. 21, in Muratori, R. I. S., tom, IX,
+ pag. 726.
+
+ [66] Nangis, loc. cit.; Francesco Pipino, loc. cit.
+
+ [67] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 9.
+
+ [68] Bart. de Neocastro, cap. 90.
+
+ [69] È attribuita a un abate Gioacchino. Francesco Pipino, loc. cit.,
+ lib. 4, cap. 20.
+
+ [70] Dal Torso fu, e purga per digiuno
+ Le anguille di Bolsena e la vernaccia.
+ DANTE, _Purgat._, c. 24.
+
+ e ciò che nota in questo luogo Benvenuto da Imola.
+
+ Francesco Pipino, lib. 4, cap. 21, in Muratori, R. I. S., tom. IX,
+ pag. 726, il quale rapporta i due versacci:
+
+ _Gaudeant anguille quod mortuus est homo ille.
+ Qui quasi morte reas excoriabat eas._
+
+ Della morte di questo pontefice e non della cagione, dicono ancora
+ Giovanni Villani, lib. 7, cap. 106. Ricobaldo, loc. cit., ec.
+
+ [71] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 12.
+
+ [72] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 14.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. Ecc., lib. 24, cap. 13, in Muratori, R. I.
+ S., tom. XI.
+
+ [73] Nangis, loc. cit., pag. 544.
+
+ Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 16.
+
+ [74] Raynald, ibid.
+
+ [75] Raynald, ibid., §. 23, breve del 1º agosto 1285.
+
+ [76] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 43, e seg.
+
+ [77] Raynald, Ann. ecc., 1285, §§. 29 a 51.
+
+ [78] Ibid., §. 53.
+
+ [79] Giannone, Istoria civile del regno di Napoli, lib. XI, cap. 1.
+
+ [80] Bart. de Neocastro, cap. 98.
+
+
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+Opere della corte di Roma contro Pietro d'Aragona. Concessione di quel
+reame a Carlo di Valois. Protestazioni e pratiche di Pietro. Contese
+di lui con le Corti di Aragona. Lega di que' baroni; grande esercito e
+armata che apparecchiansi in Francia. Invasione del Rossiglione, poi
+della Catalogna. Straordinaria fortezza e perseveranza di re Pietro;
+assedio di Girona. Morìa nel campo francese. Pietro ripiglia le
+offese. Fazioni di mare. Loria con l'armata siciliana riporta
+segnalata vittoria su i Francesi. Ritirata di re Filippo, e sua morte.
+Carlo lo Zoppo mandato prigione in Catalogna. Morte di Pietro.
+1282-1285.
+
+
+La guerra sopra Aragona, pensata al primo fallir dell'impresa di
+Sicilia, per avviluppar Pietro in tal briga nel suo antico reame, che
+lasciasse la difesa del nuovo, si macchinò poco men che tre anni, tra
+Carlo, papa Martino e Filippo l'Ardito. Di leggieri crederò a Martino,
+che parecchi baroni francesi stigavano a quella il re, dicendo
+insopportabili ormai le offese di Pier d'Aragona, e vergogna al sangue
+reale e a tutta la nazion francese, se non ne pigliasse vendetta[1];
+perchè par che il risentimento della strage del vespro tutto si fosse
+volto contro il re d'Aragona, quando si vide ch'ei ne raccoglieva i
+frutti, e incalzava e sfregiava sempre più la casa d'Angiò, e facea
+scorrer nuovo sangue francese ne' combattimenti di Calabria. Le arti
+de' grandi infiammaron certo il sentimento pubblico; menando tanto
+romore del duello; gridando Pietro codardo perchè lo schivava, e
+traditore perchè avea assalito Carlo in Sicilia senza disfida.
+D'altronde la corte di Francia, sollecitata e piaggiata assiduamente
+da casa d'Angiò[2], e allettata dall'onore di ristorarla in Italia,
+ben potea desiderare una impresa, che insieme promettea larghi {309}
+acquisti oltre i Pirenei. La nazione, pronta per indole alla guerra,
+v'era anco sospinta dalle condizioni sociali, e dall'uso alle
+crociate: chè perfetta crociata fu questa, sì alle bandiere, e sì
+all'intento de' crocesegnati, divenuto sì basso e profano nel secolo
+decimoterzo. È notevole che nel trattare tal impresa detta sacra e
+suscitata dalla corte di Roma, si manifestò ne' consigli di Filippo
+una insolita gelosia e diffidenza contro lei, un desiderio a spillare
+i danari ecclesiastici, un accorgimento e contegno di cui Martino si
+maravigliò, si adontò, ma gli fu forza sopportarlo. I principî
+d'ordine monarchico, prevalsi nel regno di san Luigi e messi già in
+opera contro la feudalità, si sollevavan contro la potenza papale; e
+preparavano la lotta di Bonifazio con Filippo il Bello.
+
+Il primo divisamento in Francia fu di muover la guerra senza frasi:
+volean le decime delle rendite ecclesiastiche, ed eran pronti a
+pigliare le armi: il vescovo di Dol e Raoul d'Estrées, maresciallo di
+Francia, portarono al papa questa ambasceria di Filippo sul fin
+dell'anno ottantadue. Ma quegli rispose che volea meglio colorire la
+cosa; aspettar che Pietro persistesse nella occupazione della Sicilia
+fino a un termine dato; e poi con forme di giustizia e gravi sentenze
+compilar l'atto della disposizione del regno d'Aragona: e così fece,
+scrive egli, con molta prestezza, fidando in Dio e nella Francia, che
+fosse pronta sempre ad eseguir con le armi il giudizio della corte di
+Roma[3]. Ad accrescere il premio, mise fuori un'altra bolla che
+spogliava Pietro del reame di Valenza[4]. Volle impedire
+l'ingrandimento della Francia nella guerra che si dovea sostener col
+suo sangue, dichiarando contro il voto di parecchi {310} cardinali[5]
+che concederebbe que' reami a un de' figliuoli di Filippo l'Ardito, a
+scelta del re o della santa sede s'ei tardasse, eccetto il primogenito
+sempre. Nè lasciò occasione d'allungar la mano nei patti fondamentali
+della nuova dinastia; pretendendo immunità ecclesiastiche larghissime,
+omaggio e censo a Roma[6]. A trattar queste e le altre condizioni
+dell'impresa, avea già inviato legato pontificio Giovanni Chollet,
+cardinal di Santa Cecilia; che venne a corte di Francia con Carlo
+d'Angiò innanti il dì del duello[7]; e con quell'autorità, scrive
+Montaner[8] che dalla terra annoda e scioglie ne' cieli, annullò i
+giuramenti della lega di Filippo con Pier d'Aragona. Durò assai più
+fatica a vincer le opinioni de' consiglieri del re, dette di sopra e
+accettate da' prelati e baroni, che componeano il parlamento, non
+scaduto per anco a mera corte di giustizia, e rappresentante, com'or
+direbbesi, gl'interessi della nazione, o delle classi privilegiate che
+se ne arrogavano il nome.
+
+Nè credo confondere i nomi e le idee d'oggidì con quei del secol
+decimoterzo, se dico che non solo la corte di Francia volle far patti
+accorti con Roma, ma che anco il parlamento non amava gittar su la
+nazione tutto il peso d'una guerra che a lei nulla giovava, ma a Carlo
+d'Angiò, alla {311} corte di Roma e ad alcun de' figli di Filippo
+l'Ardito. Perchè nel primo disegno detto dinanzi si chieser le sole
+decime per tre anni in quel ch'era allora il reame di Francia; ma
+trattandosi l'investitura come voleala il papa, si domandarono le decime
+per tutta cristianità, o almeno per quattro anni nella più parte del
+territorio francese d'oggidì; e le prime annate dei beneficî
+ecclesiastici nuovamente provveduti; i legati pii, e altri sussidi;
+oltre le indulgenze, l'autorità della commutazione de' voti; e alcune
+condizioni che mantenessero la dignità del re verso la corte di Roma; e
+si sostennero le libertà ecclesiastiche de' popoli d'Aragona: ma
+soprattutto si pretesero tai favori del papa sia che il parlamento
+consigliasse il re, sia che lo sconsigliasse, che è a dire se la nazione
+concorresse o no alla impresa in favor del figliuolo del re. Adirossene
+il papa; rispose a Filippo il nove gennaio dell'ottantaquattro,
+chiamando scandalosa l'inchiesta delle annate dei beneficî; orribile a
+udirsi quella delle concessioni nel caso che il parlamento
+sconsigliasse; assurda l'altra delle decime in tutta cristianità; e in
+bel modo rimproverò Filippo e il parlamento di mala fede, d'incostanza,
+d'ignavia, d'abbandonar la santa sede e la casa d'Angiò, di macchiare il
+nome francese e dar argomento alle lingue de' suoi nemici. Ma, come fa
+chi ha maggior voglia, cominciò a piegarsi alle stesse inchieste di cui
+lagnavasi[9]; mandò al legato, in tante lettere diverse, l'assentimento
+alle varie condizioni; e gli commise che persistendo il re, gli
+cedesse[10]. Queste concessioni e le arti del legato conseguiron
+l'intento.
+
+Chiamati in Parigi i prelati e i baroni, il venti febbraio
+milledugentottantaquattro, il re lor significava le ultime
+negoziazioni; e metteva il partito della guerra. Presero tempo d'un
+giorno a deliberare, di tre a rispondere; e il dì {312} ventuno assai
+per tempo adunavansi nel palagio reale; divisi in due sale i prelati
+da' baroni, e assente il re. Il legato che non era lontano nè si
+rimase a man giunte, fingea poi gran maraviglia della ispirazione per
+cui virtù le due camere, lontane e ignare de' procedimenti l'una
+dell'altra, deliberassero la guerra in un medesimo istante. La camera
+de' baroni mandò prima il messaggio a' prelati; il legato non tardò a
+far venire il re co' suoi cortigiani; e il medesimo giorno in pien
+parlamento, innanzi a gran moltitudine l'arcivescovo di Bourges e
+Simone de Nigel annunziavano a Filippo la deliberazione; Filippo
+ringraziava, e assentiva l'impresa: il giorno appresso, convocato di
+nuovo il parlamento, fe' intender la scelta fermata in persona di
+Carlo di Valois, suo secondo figliuolo[11]. Giurò per costui il padre;
+il cardinale conferì al fanciullo l'investitura de' regni d'Aragona e
+Valenza e del contado di Barcellona[12] con istrano rito di porgli in
+capo un cappello; onde, perchè la terra poi non ebbe, re del cappello
+il motteggiavano[13]. Ratificò il papa a dì primo marzo; die' la bolla
+di concessione in buona forma il tre maggio[14]. Lo stesso giorno
+trasferisce al cardinal di Santa Cecilia piena autorità in Francia,
+Navarra, Aragona, Valenza, Maiorca, e tutt'altre province ov'era
+intendimento di levar genti, o {313} portar la guerra; concede per
+quattro anni le decime dei beni ecclesiastici nel reame di Francia, e
+nelle province del Viennese, Lione, Liege, Metz, Verdun, Toul,
+Besançon, Tarantaise, Embrun; e fino in città appartenenti allo impero
+e altre lontane contrade[15]. Indi commette al legato di predicar la
+croce; accorda le indulgenze come in guerra di luoghi santi[16]; e
+oltre le decime, anco i legati pii[17], e un prestito su le somme già
+raccolte per l'impresa di Gerusalemme, e altri favori che il re
+domandava, uno dei quali era richiesto da' baroni, dichiarando tenuti
+i crociati a pagar loro le taglie e prestazioni solite[18]. Ebbe anche
+le decime ecclesiastiche ne' suoi dominî Giacomo re di Maiorca e conte
+del Rossiglione, fratello di re Pietro. Ei volendosi scioglier
+dall'omaggio feudale alla corona aragonese, avea colto il destro di
+voltarsi contro il fratello, mostrando d'ubbidire alla Chiesa[19]. Fu
+di tanto più vile, che dissimulò a lungo lo accordo co' nemici della
+sua {314} schiatta, fermato nell'ottantatrè, riconoscendo anco tener
+dal re di Francia Montpellier e Lans; e che promise per solenne
+scritto di dargli i passi della Catalogna, vittuaglie, fortezze, e di
+combatter contro il fratello: patti d'empietà che giurò sul
+vangelo[20], e che attiraron su la sua patria le più atroci calamità.
+
+Ma Pietro saputa la prima sentenza del papa, e preparandosi a renderla
+vana coi fatti, volle combatterla anco nelle forme. Richiamossene
+prima per ambasciadori; dei quali altri dal nimico fu preso, alla
+romana corte pervennero Arnaldo di Rexach e Bernardo de Orlè[21]; che
+esposte le ragioni del re, per lui chiedean sicurtà a difendersi in
+persona innanti il sacro collegio; e proponean compromesso in cinque
+principi di cristianità; ma rispinti dal papa assai duramente,
+protestarono, e della sentenza appellaronsi, scrive il Montaner, a Dio
+e a san Pietro, con uno scritto in buona forma per man di notaio[22].
+Fantasia che bene sta ai tempi; e nascea da un giusto argomento di re
+Pietro, comune a' più alti ingegni di quell'età, e fortemente scolpito
+in tutte le memorie nostre d'allora, ch'era, distinguer sempre la
+religione dalla Chiesa; lagnarsi ove occorresse del papa, ma esaltar
+sempre la fede cristiana. Nè da altro forse fu dettato il motto degli
+agostali d'oro battuti in Sicilia con l'aquila siciliana nel dritto, e
+il nome della regina Costanza e sopra quello il motto «Cristo vince,
+Cristo regna, Cristo comanda;» e nel rovescio l'armi d'Aragona, il
+nome di Pietro, e su quello «La somma possanza in Dio è[23].»
+Apparecchiavasi come ultimo {315} capo di difesa, per ischivar anco la
+quistione del dritto della corte di Roma, quella donazione de' reami
+ad Alfonso, di cui parlammo di sopra[24]; ma Pietro non l'usò perchè
+la lite si trattò poi con la spada. Anzi sentendo la propria sua forza
+nel navilio, e negli ordini d'entrambi i reami d'Aragona e Sicilia,
+scherzava su la sentenza del papa, chiamandosi non più re, ma Pier
+d'Aragona, cavaliere, padre di due re, e signor dei mari[25]. Con la
+stessa non curanza e col brio d'un cavalier trovadore, ei poetò in
+provenzale: turbarlo sì questa mostra de' gigli; ma si vedrebbe alle
+prove se gli torrebbero il baston giallo e vermiglio, o se troverebbe
+la perdizione in Ispagna chi verrebbe a cercarvi la perdonanza: per sè
+ei non chiedeva armadura in questa guerra, sol che la sua donna lo
+confortasse con un sorriso[26].
+
+Un'altra ambasceria inviò in Francia a dolersi della rotta fede; ove
+ai suoi legati non pur fu dato di vedere il {316} re[27]: e lo stesso
+avvenne alla reina Margherita, madre di Filippo, che parlar volle di
+pace[28]. Indarno ancora ne mosse pratiche Eduardo, re d'Inghilterra,
+prima per suoi ambasciadori in Guascogna, poscia per lettere all'abate
+di San Dionigi; perchè il legato, ben trascelto da papa Martino,
+sturbò ogni mite consiglio[29]. Nondimeno non potè Pietro portar
+l'Inglese alla guerra contro Francia, che pur non ne mancavano altre
+cagioni. Non altrimenti gli tornò il chieder soccorsi all'imperatore
+Ridolfo, profferendo cedergli suoi dritti sulla contea di Savoia, e
+aiutarlo in Italia contro parte guelfa[30]. Più assegnamento facea
+sopra Sancio di Castiglia, da lui favoreggiato nella ribellion contro
+il padre; il quale or morto, e usurpato il reame da Sancio, venne
+Pietro con esso lui a spessi abboccamenti, e fermarono aiuto
+scambievole, e larghe promesse n'ebbe, ma all'uopo non sel trovò[31].
+Nei quali maneggi affaticatosi indarno il re d'Aragona da giugno
+dell'ottantatrè infino allo entrar dell'ottantacinque, vedea già le
+armi di Francia alle porte, nè era un sol potentato straniero che si
+levasse per lui.
+
+Nè meglio avea da sperare in casa, ove a que' liberi spiriti spagnuoli
+forte increbbe l'impresa di Sicilia, cominciata {317} senza voler
+delle corti, compiuta senza pro del reame: che anzi per aver Pietro
+occupato gli altrui, vedeano in tanto rischio i propri lor focolari; e
+frugavali anco la paura del cielo[32], perchè papa Martino, sapendo
+non osservato l'interdetto, ribadillo per aspri comandi
+all'arcivescovo di Narbona[33]; ond'or vedeansi serrate le chiese,
+furtiva e tetra celebrar una sola messa ogni settimana, null'altro
+sagramento che il battesimo ai nati, la penitenza ai moribondi,
+maledetta miseramente la terra che i lor maggiori aveano bagnato di
+tanto sangue per la cristiana fede. Perciò in lor dispetto, chiamavan
+Sicilia l'isola del dolore[34]. Adontavali inoltre quel cupo governar
+di Pietro, senza consiglio delle corti nè di uomini del reame, ma
+d'usciti italiani o sudditi di Sicilia. Ma sopra tutto doleansi delle
+non osservate franchige, o, come suonano in lor idioma, _fueros_ del
+paese; della negata restituzione dei beni occupati una volta a torto
+da re Giacomo; della _quinta_ ossia balzello sugli armenti, che
+assentito per la guerra di Valenza, ma riprovato dalle corti d'Exea,
+tuttavia si levava; dell'autorità del _Justiza_ tenuta in non cale;
+delle turbate giurisdizioni de' magistrati, e somiglianti abusi.
+Rinnaspriali il timore di molto scempio in questa guerra; perchè da re
+Filippo s'aspettavano audacissimi fatti, e spaventava l'oro e la
+riputazione di Roma[35].
+
+Poco appresso l'avventura di Bordeaux questi umori parver fuori, a una
+prima scorrerìa che re Filippo movea in segno d'animo ostile dal
+finitimo regno di Navarra, già {318} da lui occupato[36]. Molte
+migliaia di cavalli e pedoni francesi entraron per quattro leghe a
+dare il guasto in terra d'Aragona; nè pur ciò bastava a spuntare gli
+Aragonesi che al re ubbidissero, sopraccorso in Tarragona, e
+chiamanteli alle armi. Indi ei convocò le corti a Tarragona. Dove
+baroni e cavalieri e popolani, con meraviglioso accordo, prepostisi di
+troncare i passi alla usurpazion del potere, faceano il dì primo
+settembre milledugentottantatrè gravissimi richiami; conchiudendo,
+consultasse il re con loro intorno l'imminente guerra. Altero rispose,
+non reggersi a consigli altrui; richiederebbe le corti al bisogno.
+Ripigliaron dunque, riparasse gli aggravî; ed ei, che tempo era non a
+disputare, ma a combattere. A ciò le corti, addandosi che le parole
+erano niente, secondo lor esempi antichi, strinsersi in una lega, o
+_giura_, come si chiamava dal giurar tutti, che le libertà della
+nazione manterrebbero con avere e persone; chi fallasse tal giuramento
+sarebbe sfidato a duello da tutti gli altri, come fedifrago e vile;
+tutti difenderebbero i perseguitati dal re senza condanna del
+_Justiza_ e de' pari; se Pietro s'ostini, chiamisi al regno il
+figliuolo; si sforzi con l'arme chiunque ripugni alla lega. Allor
+Piero con vaghe promesse differì le corti al tre ottobre, in
+Saragozza: e quivi, trovandole anzi più salde e disposte a qualunque
+sbaraglio, piegossi a confermar le franchige, sperando pur farsene
+gioco ne' fatti; e pronto alle frontiere di Navarra volò. Ma que'
+della lega che il conosceano, pria di tornarsi a lor case, adunati nel
+tempio del Salvadore a Saragozza, rinnovano il giuramento; rafforzanlo
+con istaggir ville o castella a guarentigia comune; {319} e
+trascelgono lor deputati col nome di conservatori, che veglino al ben
+del paese, e richieggano gli altri di entrar nella lega[37].
+
+Queste civili dissensioni d'Aragona non ritrarrò più largamente,
+perchè fuor del mio disegno sarebbe. Giova sol ricordare, che il
+medesimo confermamento di franchige assentì Pietro al reame di
+Valenza; e più volentieri a' Catalani, quando nel richiesero
+all'entrar dell'ottantaquattro, assembrate lor corti a Barcellona;
+perchè lì vedea pronti a seguirlo in tutte imprese, e a' fatti di
+Sicilia pensava. {320} Ma sforzato da' bisogni o dalla sua propria
+natura, indi a poco raccese gli sdegni con la lega d'Aragona,
+richiedendo anzi tempo la moneta delle tasse: onde i collegati,
+spagnuoli quant'esso, adunavansi in arme, spregiavano i comandi del
+re, da sè trattavano col governador di Navarra e col papa. Più volte
+poscia, costretto dalla lega, ei con Alfonso erede del trono,
+ripromesse por fine agli abusi; più volte le promesse eluse. Tardi e
+male perciò l'aiutarono gli Aragonesi, nella guerra che fuor di loro
+confini in Catalogna si combattè[38]. E intanto alle discordie
+senz'armi si mescolavan turbamenti d'altra indole. Stigato da Francia,
+ribellossi don Giovanni Nuñez di Lara signore di Albarazzin, ma non
+ebbe seguito; tantochè quella città dopo lungo assedio s'arrese[39].
+Entratovi il re, aduna quante forze ei può; passa l'Ebro; cavalca a
+sua volta terra di nimici; e tornane con molto bottino. Indi
+accomiatatosi con mal piglio dai collegati in Saragozza, sopraccorre a
+Barcellona, poco men che repubblica, ove macchinava pericolosi
+movimenti contro i nobili un Berengario Oller, popolano: e i seguaci
+di costui sperde Pietro con la riputazione del venir suo; dissimula
+con Berengario; il cattura egli stesso; e lo fa con altri sette
+impiccare per la gola il dì di Pasqua dell'ottantacinque[40]. Repente
+poi tolta con se picciola mano d'uomini d'arme, che non sapeano dove
+si andassero nè a che, valica i Pirenei; piomba su Perpignano, ov'era
+il re di Maiorca, già pronto a scoprirsi {321} per Francia, e darle
+passaggio per lo Rossiglione, terreno di gran momento nella guerra che
+sovrastava. Occupata da Pietro la città; guardato per lui il castello;
+Giacomo fuggì da una fogna, lasciando prigioni moglie e figliuoli; e
+senz'altro aspettare passò a' nimici[41].
+
+I quali, deliberata che fu in Francia la impresa, adunarono da
+mezz'Europa forze smisurate. Correano al bando della croce e del
+soldo, Francesi, Piccardi, Provenzali, Guasconi, Borgognoni, Tolosani,
+Brettoni, Inglesi, Fiamminghi, Alemanni, Lombardi; e più fu l'italica
+gente nell'armata, di navi pisane e genovesi, oltre quelle di Provenza
+e Guascogna. Cencinquanta galee, navi di trasporto assai più, e
+nell'esercito noveraronsi diciassettemila uomini d'arme, diciottomila
+balestrieri armati da capo a pie', sopra centomila fanti, e più numero
+di guastatori, saccomanni, e bagaglioni, e ottantamila vetture; nel
+che accordansi a un di presso gl'istorici tutti dei tempi, e il grave
+d'Esclot aggiugne non potersi credere da chi non l'avesse visto con
+gli occhi. Tardamente questa gravosa moltitudine si adunò alfine a
+Tolosa, nelle feste di pasqua del l'ottantacinque. Ivi la mostra si
+fece[42]; si spiegò l'orifiamma: e la seguiano con molta baronia lo
+stesso re Filippo e' figliuoli {322} Filippo il Bello e Carlo, col re
+di Maiorca, e il legato. Primo stigatore di crudeltà fu costui in
+tutto l'esercito, quasi ereditando le passioni di papa Martino; e
+innestavale a natura inflessibile ed efferata. Filippo il Bello, al
+contrario, da ammirazion di re Pietro fratel della madre, o invidia di
+Carlo novello re d'Aragona, veniva di mala voglia, guardando bieco il
+legato. Cominciò l'astio a scoppiare un dì a corte; ove lacerandosi il
+nome di Pietro, come autor di scandali e più ladrone che re, il
+giovane aspramente dava sulla voce al legato; e ne bisticciò col padre
+e col fratello, costui nel calor della disputa chiamando re del
+cappello, e che sol questo guadagnerebbe dalla concessione del papa.
+All'entrar di maggio irruppe la formidabil oste in Rossiglione[43].
+
+Spartita mosse in sei schiere o piuttosto eserciti; un dei quali col
+gonfalon della Chiesa ubbidiva al legato. E prima inviperito costui,
+perchè la sola Elna resistesse nell'occupazion di Perpignano e di
+tutto il contado, raccende i soldati a metter tutti gli abitatori al
+taglio della spada; chè contro nimici della Chiesa o non era peccato,
+o ei l'assolvea. Quindi nè ad età, nè a sesso, nè a religione
+perdonaron entro la misera villa le genti crociate: e violaron le
+suore ne' monisteri, e trucidarono i sacerdoti, e le donne dopo averle
+sforzate, e infransero a' muri i tenerelli bambini[44], perchè Pier
+d'Aragona non potesse aiutar la Sicilia, e restasser soddisfatte le
+voglie di casa d'Angiò, di parte guelfa, della romana corte in Italia.
+Ma dopo il facil conquisto {323} del Rossiglione, l'esercito forza fu
+che s'arrestasse alle chiuse de' Pirenei, sotto il colle di Paniças,
+donde valicar disegnava, per non discostarsi gran tratto dall'armata e
+dal mare. A tal intoppo la immensa moltitudine si disordinò: tutti
+doleansi; molti partiansi dall'oste; i quali a dileggio andavan prima
+a pie' del colle con tre sassi, e scagliandoli, «Questo, diceano, per
+l'anima di mio padre, questo di mia madre, questo alla mia:» e preso
+un pugno di terra spagnuola, riponendoselo in tasca, «Questo,
+aggiugneano, guadagnerammi la perdonanza.» Donde il legato, impaziente
+e inesperto di guerra, tanto peggio sbuffava. Garrì una volta di poco
+animo i capitani francesi; al che re Filippo non potè starsi, che non
+rispondesse brusco: gran parlar militare ei facea; prendesse le sue
+schiere e salisse ei primo le chiuse. Un'altra ne toccò il legato da
+re Pietro, quando ingiuntogli per messaggio superbamente di sgombrare
+dalla terra della Chiesa e di Carlo re d'Aragona: «Poco, Pietro lor
+disse, poco questa terra costa e a chi donolla e a chi l'accettò: i
+miei maggiori la guadagnavano col sangue; chi la vuole, comprila
+adesso a tal prezzo[45].»
+
+Nè millantavasi il grande, il quale con maravigliosa costanza,
+audacia, e intendimento di guerra si resse tra cotanta rovina,
+ancorchè da tutti abbandonato, in pena della sua violenza troppa al
+comando; chè nè esercito avea per sè, nè flotta, nè danaro, nè zelo
+de' popoli. Com'adunata seppe l'oste di Francia a Tolosa, ma non qual
+via terrebbe, fidando pur nell'indole de' suoi, che a niun patto non
+avrebbero sofferto dominazione straniera, chiama all'armi {324} i
+nobili e le città d'Aragona, che guardino lor confini; ingiunge lo
+stesso in Catalogna alle città e a' cavalieri del Tempio e di san
+Giovanni; a Barcellona con la campana a martello, com'era usanza, leva
+il popol all'arme. Indi, agli avvisi dell'occupato Rossiglione, corre
+a quelle frontiere; quivi dà ritrovo a ragunarsi le genti; ed egli,
+soprastato alquanto a Junquera per esser senza forze, penetrando che
+il nemico presenterebbesi la dimane, gittasi il dieci maggio a
+prevenirlo alle chiuse, o almeno morirvi re: con ventotto cavalli soli
+e settanta pedoni, monta sul colle di Paniças, che risguarda da un
+canto il golfo di Roses, dall'altro sovrasta a una stretta gola di
+monti, aspra sì, ma la meno in quelle giogaie. Quivi la notte fe'
+porre sparsi e molti fuochi per finger grand'oste; e guadagnati con
+tale stratagemma uno o due dì, attendovvi poi le genti di Catalogna
+che s'andavano ragunando; la gola afforzò di ridotti, e munizion di
+botti piene di sabbia, e massi da rotolare dall'alto. Gli altri passi
+guardò con le poche forze che tor si potea d'allato; più tosto velette
+che schiere. Al campo di Paniças veniano a Pietro gli ambasciatori di
+Bohap, re di Tunis; e quivi stipulossi il due giugno un trattato di
+tregua e commercio per quindici anni, che dava reciprocamente
+sicurezza e favore alla navigazione e al commercio de' sudditi dei due
+re, compresi espressamente in que' di Pietro i Siciliani; e fruttava a
+Pietro il pagamento dell'antico tributo di Tunis alla corona di
+Sicilia, co' decorsi di esso non pagati a Carlo d'Angiò. Con tal
+sicuro animo il re d'Aragona affrontò l'immensa ruina che gli
+sovrastava! Tenne ben tre settimane a pie' de' Pirenei l'esercito di
+Francia, che una volta fe' prova a sforzar le chiuse, e funne
+respinto[46].
+
+Ma, come avviene, non mancò (e fu questa volta dei {325} monaci d'una
+badia tra que' monti) un traditore che mostrasse altro passo al
+nemico[47] per burroni asprissimi, e però men guardati; pei quali
+alfine traghettava di mezzo giugno l'oste francese. Allor Pietro,
+lasciata l'inutil postura di Paniças, muta secondo necessità i modi e
+gli ordini della guerra; licenzia le genti; vieta consumar le forze a
+difesa di picciole terre; egli stesso abbandona dietro breve
+avvisaglia Peralada, che i suoi bruciarono; mal si ritrae se per
+antivenir nel saccheggio i nemici, o da eroico pensiero del visconte
+di Rocaberti, signor della terra, ch'altro modo non vedea d'arrestare
+per poco il Francese. Indietreggiò dunque Pietro per Castellon e
+Girona; chiamò frettoloso i rappresentanti delle città. I quali
+vedendo presi dallo spavento ch'erasi sparso per Catalogna, sì che
+molti si rifuggiano in Valenza, li riconforta con franco volto; spiega
+ad essi il disegno di spossare il nemico con guerra guerriata; chiede
+poca moneta per tener insieme poche forze. Avutala, munisce Girona
+alla meglio di viveri; comanda che sgombrila in tre dì la gente da non
+portar arme; l'afforza di bastioni e spianate, e d'un picciol presidio
+di cento cavalli e due mila cinquecento tra almugaveri e balestrieri,
+sotto il comando di Ramondo Folch, visconte di Cardona. E re Filippo
+con tutto l'esercito, innondata la Catalogna settentrionale che i
+popoli abbandonavan dassè, pose il campo a Girona; e, come se fosse
+compiuto il conquisto, il legato coronò Carlo re d'Aragona; a'
+cavalier di lui fu spartito in feudi il paese. Al medesimo tempo tutte
+le {326} costiere infino a poche miglia sopra Barcellona furono
+ingombre dallo immenso navilio collegato[48], segnalatosi solo per
+enormezze al capo di San Filippo; ove l'ammiraglio richiamò i miseri
+abitanti fuggiti al venir suo, e li fece arder vivi ne' lor
+casolari[49].
+
+Pietro in questo tempo affortificò Barcellona con molta cura; armovvi
+undici galee; e dava principio a colorire i suoi disegni, richiedendo
+il militare servigio del reame d'Aragona. Ma dinegatogli per le stesse
+cagioni dette dianzi; ei fa sembiante di non curar nè ciò, nè i
+Francesi, nè la corona o la vita: dà a sollazzarsi spensierato in
+desinari e cacce; sdegnando venirne a più umil patto coi sudditi, e
+aspettando che l'insulto nimico facesse ciò che il comando suo non
+potea. E per vero i cavalier catalani, maneggevoli d'altronde, e or
+più per sentire il fuoco in casa, tra non guari vennero disperati a
+pregarlo un dì a Barcellona che li conducesse pur contro il nimico; ai
+quali Pietro fermo rispondea: stare in questa guerra ei solo da una
+parte, tutto il mondo dall'altra; e con tutto ciò potrebbe da'
+presenti danni lampeggiar fuori più viva gloria, se gli {327} uomini
+non poltrissero. Non era, no, aggiugnea, vergogna di Pier d'Aragona
+tal nemico guasto di tutta la Catalogna. Ei, sol che avesse un
+destriero e una spada, saprebbe viver lieto quanto niun cavaliere; e
+nulla era il regno a lui, ma molto a' Catalani lo giogo straniero:
+però non comandava, non isforzava; se voleano, s'armasser pure, ed ei
+mostrerebbe come farsi la guerra. Ubbidito, ordinolli in due grosse
+poste a Besalu e ad Hostalric, a fianco del nemico. Talchè punti dagli
+atroci oltraggi del Francese, adescati dal bottino, i Catalani diersi
+a infestar tutto il paese intorno intorno all'esercito. La lega
+d'Aragona pur si mosse a mandar qualche picciolo aiuto. E Pietro a
+poco a poco levandosi, e pensando anco al mare, inanimito dagli
+audacissimi fatti de' suoi corsari, lasciò salpar di Barcellona
+l'armatetta regia, capitanata da Ramondo Marquet e Berengario
+Mallol[50].
+
+Ma ne' vasti comprendimenti di Pietro, le fazioni navali, non che
+restarsi a tal corseggiare, eran parte principalissima di questa
+guerra; perchè sul mare avrebbe meglio bilanciato le forze l'armata
+siciliana, sulla quale ei facea molto assegnamento, per le fresche
+vittorie di Malta e di Napoli, e le genti audacissime, pratiche,
+leste, la straordinaria virtù dell'ammiraglio. Sapea inoltre il re,
+spezzata la flotta francese in varie squadre, a guardia di porti o
+convoglio delle navi, che di Provenza recavan vittuaglie all'esercito:
+talchè le galee di Sicilia potrebber ferire alla sprovveduta qualche
+gran colpo; e, intercetti i sussidi del mare, l'esercito affamerebbe
+nella Catalogna, diserta e infestata {328} per ogni luogo dalle
+masnade paesane. Perciò Pietro con lettere e messaggi incalzava
+l'infante Giacomo, incalzava l'ammiraglio, perchè venisse incontanente
+la flotta; e ad una volta mandò tre spacci, per una galea e due legni
+sottili, divisi, affinchè se l'uno mal capitasse, non mancasse un
+altro: sendo in tutte le imprese di Piero, e massime in quest'ultima
+guerra, maravigliosa la cura ch'ei ponea nell'ordinare e grandi e
+picciole cose dassè. Comandava ancora al figliuolo d'inviargli il
+prigione principe di Salerno, come pegno di salvezza nelle sue estreme
+fortune. Ma Giacomo, ormai tenendosi in Sicilia come re, e non amando
+privar sè stesso della flotta nè del principe per accomodarne il padre
+in Aragona, indugiava; nè fu senza comandi più gravi del re, o forse
+voler dello stesso ammiraglio, che al fine la flotta partì. Eran da
+quaranta galee, siciliane la più parte, che osteggiando
+sull'Adriatico, avean preso Taranto e altre città, e speravano
+acquisti maggiori, quando fu forza voltare per Catalogna. Di questo
+viaggio narra Speciale, che la vigilia dell'Assunzione della Vergine,
+navigando presso la Goletta di Tunisi, festeggiavano i nostri con
+luminarie, com'era costume in Sicilia, ed è anch'oggi. In quel brio
+avvennesi nel navilio un altro messaggio del re: e, facendo da ciò
+buon augurio, confortate dall'ammiraglio, più alacri volaron le ciurme
+a quelle estranie guerre[51].
+
+Tutta la state tenne fermo in Girona il visconte. Re Filippo moveagli
+assalto ogni dì; percotea le mura coi gatti, la città coi tiri delle
+briccole, dava scalate, fea scavar le cortine; ma il presidio punto
+non se ne mosse, opponendo ingegni agl'ingegni, armi alle armi; e in
+sortite bruciò le {329} macchine, e i balestrier saraceni con mirabili
+colpi imberciavano, non pure gli scoperti, ma i riparati dietro
+macchine o case, e gli infermi per li spiragli delle finestre, e chi
+che fosse a gittata d'arco con due dita di luce da ficcarvi un
+quadrello[52]. E l'oste francese era già scompigliata e consunta.
+Arsevi, da disagi o aer malsano, una cruda morìa; infierita per la
+corruzion delle carogne dei cavalli, che a migliaia morivano da
+punture di tafani velenosi, ingombranti a nugoli la campagna, usciti
+la prima volta, così il volgo favoleggiò e qualche isterico con esso,
+dal sepolcro del beato Narciso, profanato dalla nimica rabbia[53].
+Appigliossi la pestilenza al naviglio sì fieramente, ch'entro poche
+settimane le ciurme s'ammezzarono, e poi scesero al terzo, e più
+basso[54]. I Catalani intanto dalle poste di Besalu ed Hostalric
+scorrazzavano per tutto il paese; rapiano i traini delle vittuaglie,
+in quella carestia portate per mare a Roses, indi su vetture a Girona;
+sorprendeano le picciole schiere francesi; tagliavano a pezzi gli
+sbandati; s'arricchivano delle spoglie; vendeano i prigioni;
+saziavansi del sangue: infaticabili, pratichi, arrisicatissimi, e
+crudeli. Il mare stesso non era più sicuro ai nemici, poichè le undici
+galee di Barcellona, disperatamente investite venticinque delle
+francesi, rotto aveanle e preso; e indi i privati corsali, inanimiti,
+uscivan in maggior numero a tentar la fortuna[55]. {330}
+
+Allor Pietro manda intorno la grida della misera condizione dell'oste,
+e ch'uno sforzo la metterebbe al nulla: fa bandir da Alfonso la levata
+in arme in Aragona: ei stesso chiamavi i Catalani; da tutti con
+maggiore alacrità ubbidito, come portava la rivoltata fortuna. Cavalca
+indi al santuario di santa Maria di Monserrato, famosissimo per tutta
+Spagna: passavi una intera notte a pregare all'altar della Vergine: e
+la dimane uscendo la prima volta in campo, come se avvalorato dal
+Cielo, conduce cinquecento cavalli e cinquemila fanti dritto a Girona;
+e con quel pugno di gente, in faccia al nimico volteggiò, senz'altro
+schermo che le acque del Tar. Poggia indi al vicin monte di Tudela; e,
+abbandonatolo per non parergli opportuno, movea alla volta di Besalu,
+quando con poche forze trovossi in una terribile zuffa[56].
+
+Solo con dodici cavalli, uscito di schiera e di via, la notte innanzi
+il quindici agosto, andava a dar dritto in una torma di cinquecento
+cavalli francesi; se non che una parte de' suoi uomini d'arme e poche
+centinaia d'almugaveri, che lui smarrito cercavano, s'accorsero de'
+nimici. Senz'arnese il re cavalcava. Ma come di qua, di là correr vede
+e venirsi alle mani, sprona nel mezzo, e grandissime prove fe' della
+sua persona. Leggiamo che recisegli le redini del cavallo, accerchiato
+da molti cavalieri, si sviluppò fieramente, uccidendone molti con la
+mazza; e che un lanciotto vibratogli da presso, si piantò nell'arcion
+della sella: che d'Esclot vide con gli occhi suoi l'arcione e la
+spezzata punta. Aspro l'affronto delle altre genti anco si {331}
+travagliava: almugaveri leggieri contro gli uomini d'arme, cavalli
+contro cavalli; dove sopra tutti i bravi lodati di parte catalana
+veggiamo quel siciliano Palmier Abate, giovane che non avea visto
+unquemai battaglia, rapito fuor della diletta patria per astuzia del
+re, e segnalatosi or tanto in sua difesa, che il catalano Montaner
+lasciandosi portare all'estro della cavalleria, gli altri prodi
+agguaglia a' Lancilotti e a' Tristani, e lui ad Orlando. Straziatisi
+con tal disperato coraggio Francesi e Spagnuoli, stracchi alfine
+lasciarono il campo; ed entrambi poi vantaron vittoria. Errore è
+d'alcuni istorici, che ivi fosse ferito re Pietro. Venne anzi battendo
+a Besalu, e alle altre poste; continuò a dar gangheri, porre agguati,
+saltar qua e là intorno allo estenuato esercito di Francia: e pensava
+anco qualche stratagemma per vittovagliare Girona; quando il
+ventiquattro agosto, lasciato ogni altro pensiero, a spron battuto
+volò a Barcellona per lietissimo annunzio[57].
+
+E fu questo l'arrivo della siciliana flotta: onde sfavillò Pietro in
+volto, a vedere nel porto di Barcellona trenta galee, schierate in
+bell'ordine, dipinte intorno intorno con le armi d'Aragona e Sicilia,
+luccicanti di scudi e balestre, {332} parate di bandiere, pennoncelli,
+tende di seta vermiglia su i castelli di poppa; che non s'era più
+vista, continua il d'Esclot, armata in migliore arredo. Un lietissimo
+grido misero le ciurme siciliane al vedere il re; che montò su le
+galee, soppravvide ogni cosa, e si strinse a consiglio con Ruggier
+Loria. Questi, posato tre dì, sciolse pel golfo di Roses[58]: e
+mandonne avviso all'armatetta catalana, che era uscita assai prima a
+ritrovar briga in quei mari, e le dava caccia la flotta francese.
+
+Menomata dalla mortalità delle genti, e ignara del tutto della
+sorvenuta armata di Sicilia, la francese avvennesi in lei agli scogli
+delle Formiche, sotto il capo di San Sebastiano; e Loria la scoperse
+senza essere riconosciuto da quella: nè altro aspettò, ma spiccata una
+punta delle sue galee a tramettersi in mezzo la terra e 'l nimico, ei
+l'investe di fuori col grosso del navilio; ordinate molte fiaccole per
+ogni galea, perchè non si desser d'urto tra loro, e spaventassero il
+nimico con la paruta di maggior numero. Ed ecco entrati a gitto di
+balestra, d'un subito accendon le fiaccole i nostri, levano il grido
+«Sicilia, Aragona, Maria delle Scale di Messina;» e l'ammiraglio con
+la prora urta di costa sì fieramente una galea provenzale, che
+ribaltandola, da cinque o sei uomini in fuori, tutta la gente sbalzò
+in mare. Poco ressero gli sprovveduti a tal furia d'assalto. Dodici
+galee scamparono, contraffacendo i segnali de' fuochi e il motto
+Aragona e Sicilia; delle altre, qual fu presa, qual diè in secco;
+restando compiuta la vittoria a' nostri. In questi fatti a un di
+presso accordansi tutti gli istorici del tempo, con qualche divario
+nel numero delle navi e negli ordini della battaglia. Ma le espresse
+parole degli uni, lo stesso silenzio degli altri, e i fatti seguenti
+dan fuori ogni dubbio che l'armata siciliana distruggesse {333} quella
+notte il nerbo delle forze marittime di Francia. Meglio che cinquemila
+tra Provenzali e Francesi caddero in questo abbattimento delli scogli
+delle Formiche; e furono pur più felici de' prigioni, per la spietata
+rabbia che portavano i tempi, e l'accanimento tra Spagnuoli e
+Francesi. Prendendo a scernere i cattivi, Ruggier Loria ne tolse
+cinquanta cavalieri di paraggio, che potean pagare grosso riscatto;
+gli altri mandò in Barcellona a Pietro: e questi fa legare a una
+gomena trecento feriti, accomandare il capo della gomena a una galea;
+e la galea vogò allora, trasse dietro a sè la funata de' prigioni, e
+consumò l'orrendo supplizio, a veggente di chi veder volesse, scrive
+freddo il d'Esclot. Dugentosessanta non feriti fur tutti accecati,
+d'uno all'infuori al quale re Pietro fe' cavare un sol occhio perchè
+guidasse la brigata a Filippo; infermo dell'epidemia, straziato dallo
+sterminio che la morte in tante orrende guise facea del suo
+popolo[59]. {334}
+
+Ruggier Loria entro pochi giorni spazzò il rimagnente della flotta
+nemica, mandate le galee catalane a raccorre {335} quante reliquie se
+ne ritrovavano a Palamos e a San Filippo; ed ei difilandosi al golfo
+di Roses, bruciò e prese venticinque più navi; e ponendo a terra,
+stormeggiò il castello per impadronirsi delle molte vittuaglie
+serbatevi[60]. Raro esempio in quell'età di sostenersi da fanti ignudi
+lo scontro di grave cavalleria, intervenne allo sbarco di Roses.
+Perchè movendo da vicina terra contro le ciurme di Loria il conte di
+Saint-Pol con un grosso di cavalli, si circondano i nostri di fossi
+mascherati, e intorno intorno di gomene tese su' piuoli, e con l'arme
+da gitto li aspettano. Piombarono a briglia sciolta i Francesi; e
+parte ne' fossi precipitarono, parte respinti da' ripari si
+scompigliaro: saltaron fuori i nostri e finirono lo sbaraglio. Il
+conte, abbattutoglisi il cavallo, fu ucciso; e troncagli una mano, che
+i nemici poi ricomperavano per settemila marchi d'argento.
+Rimbarcatosi l'ammiraglio, fece altre ricche prede su i mari; tagliò
+tutti sussidi di vittuaglie allo esercito[61]. E allor fu che andato a
+lui il conte di Foix, chiedendo tregua a nome di re Filippo, negolla
+Ruggiero superbamente. Disse che, pur accordata dal re d'Aragona, a
+Provenzali e Francesi ei non osserverebbe tregua giammai; e
+ripigliando il conte, non salisse in tanta superbia, perchè la Francia
+potrebbe metter in mare trecento galee: «Vengano, ei riprese, e
+trecento e duemila; con cento delle mie fidereimi tener tutti i mari;
+nè legno solcherebbeli senza salvocondotto di re Pietro, nè pesce
+v'alzerebbe la testa senza lo scudo delle armi regie d'Aragona[62].»
+{336}
+
+In questo mentre Ramondo Folch, ch'avea fatto tai prodigi alla difesa
+di Girona, e a gran pezza non s'era curato della fame, non che delle
+minacce e promesse del nimico, venuto a stremo di penuria, cominciò ad
+ascoltar parole d'accordo; di voler anco di re Pietro, il quale nè
+potea far levare l'assedio per battaglia, nè vedea cagione di gettarsi
+a tal rischio[63]. In questa pratica narra una cronaca francese,
+ch'ito al campo degli assedianti l'arcivescovo di Saragozza, il legato
+troncavagli ogni parola, fremendo: «Non misericordia, non patti,»
+quando Filippo il Bello, bruscamente il domandò, che farebbe de'
+bambini e delle donzelle prendendo Girona d'assalto? «Muoian tutti,»
+il cardinale riprese; e il giovin principe a lui: «Niuno muoia, che
+non può difendersi colla spada.» Indi all'arcivescovo segretamente
+palesò travagliar peggio gli assedianti che gli assediati; perciò
+tenesse fermo nel chiedere i patti[64]: e chi sa quanto operarono sul
+giovanil animo queste prime ire contro la romana corte, per disporlo
+all'offesa di Anagni? Il visconte pattuì venti giorni per arrendersi,
+se non gli giugnesse soccorso; e non avendone, il dì sette settembre
+uscì con armi e bagaglio e tutti onori di guerra, e ammirazione
+grandissima de' nemici[65].
+
+Ma nè gioia nè comodo ne tornò a' Francesi in tal tempo, perchè
+perduto il mare, la fame finiva già l'esercito, straziato dalla
+pestilenza e dalla spada nemica; e l'ansietà crescea per trovarsi in
+pericolo lo stesso re Filippo, che preso dalla morìa nel campo di
+Girona, per mutar sito non rinfrancossi, e sopraggiunto il disastro
+della flotta, il sangue {337} gli si rivelenì per tutte le vene. Tra
+questi travagli comandava Filippo la ritirata, lasciando presidio a
+Girona. Intanto di Catalogna, d'Aragona, di tutto il reame traeano a
+gara armati alle bandiere di Pietro; il quale rinfiammò tal zelo con
+far dassè ciò che per altezza d'animo ostinatamente avea negato nelle
+più dure strette; ed ora nel montar della fortuna gli era tanto
+maggior lode. Assembrati i baroni in concione pubblica, egli accetta:
+queste calamità pubbliche esser fattura sua, e della maligna sorte che
+gli fe' chiuder gli orecchi a' leali consigli de' baroni: Iddio aver
+punito il superbo, e trattener ora il flagello levato sul suo capo:
+ond'ei ripentito, vedendo la man del Signore, chiedea perdono a' suoi
+sudditi; consigliava loro di temperarsi nella vendetta sopra i nemici
+sbaragliati e fuggenti, a' quali gli Spagnuoli avessero misericordia
+poichè Dio l'avea avuto di loro: così ei pensava, dicessero lor
+sentenza i baroni. Col medesimo accorgimento accarezzò gli Aragonesi
+sopra tutti; e fe' piangere, dice d'Esclot, di tenerezza quegli animi
+sì indocili, a tal umile e benigno parlare.
+
+Adunato un giusto esercito, marciando di costa alle reliquie del
+nemico, giunse al passo di Paniças; e nol contese, dicon gli storici
+di sua parte, per pietà del re infermo a morte, e preghiere di Filippo
+il Bello; ma forse perchè metter non volle a disperazione il nemico,
+tuttavia più poderoso di lui. Ed ecco il trenta settembre[66]
+quattromila cavalieri, che sol tanti ne rimaneano montati, e inutili
+turbe di fanti, e confusione di salmerie, lasciandosi a dietro, per
+falta di vetture, tanti doppi più d'arnesi e robe e argenterie,
+anelanti e mesti ripassavan le chiuse: stretti a schiera i cavalieri
+intorno all'orifiamma e alla {338} barella del re moribondo, co'
+principi del sangue, il legato, e' principali dell'oste. Ardeano gli
+almugaveri di dar dentro, e li trattenne il re finchè fur valicati gli
+uomini d'arme; poi su fanti e bagaglie sbrigliaronsi. Di là dai monti,
+in Rossiglione, il medesimo scempio nel sangue e nella roba de'
+fuggitivi facea Loria, sbarcato con le feroci genti dell'armata;
+talchè per gran tratto di paese non fu che cadaveri e moribondi di
+ferite, di morbi, di fame, e assalti, e ladronecci; salvandosi a pena
+il forte nodo de' cavalli. Il sei ottobre morì re Filippo a
+Perpignano: non riportarono in Francia i rimagnenti che lutto,
+pestilenza, ferite, e peso gravissimo di debito pubblico[67].
+
+Ma Pietro, non tardo a usar la vittoria, strignea d'assedio Girona; e
+voltavasi anco all'isola di Maiorca, dicea, non per vendetta contro il
+fratello, ma per aver meglio di che fermar la pace con Francia e Roma.
+Con pratiche tra gli abitatori dell'isola si spianò la via;
+cinquecento cavalli apprestò con l'armata di Loria, sotto il comando
+di Alfonso. Erano in ponto a salpare, quando il re partendo da
+Barcellona per Saragozza il ventisei ottobre, colpito dal freddo del
+mattino, e preso di violenta febbre a San Clemente, dopo breve
+fermata, ostinavasi a rimontare a cavallo; ma vinto dal morbo,
+recaronlo in lettiga {339} a Villafranca di Panadès[68]. Quivi
+temendosi già di lui, venne ansioso Alfonso; e il re che non pensava
+alla propria vita, ma all'impresa di Maiorca, sgridavalo: «A che
+lasciare l'armata? Or se' tu medico da stare attorno al mio letto! Di
+me sia ciò che Dio vorrà, ma tanto più preme occupar di presente
+Maiorca[69].»
+
+Andò dunque l'infante, e se n'insignorì tra pratiche e forza d'arme,
+con picciol contrasto[70]. Risplendeva in quello incontro il valore
+de' nostri; perchè fortificatisi in una rilevata chiesa fuor la città
+i più fedeli al re di Maiorca, con Francesi e Provenzali, avean
+ributtato i replicati assalti della gente catalana e dell'isola: ma
+quando Alfonso, per pensiero dell'ammiraglio, fece sottentrar nel
+combattimento i Siciliani dell'armata, «Viva Sicilia» levan essi il
+grido; danno nelle trombe, e montando su per scale e remi, d'un solo
+stormo impetuoso fur dentro, e finirono la guerra[71].
+
+Nel medesimo tempo navigava que' mari Carlo II d'Angiò, mandato di
+Sicilia dall'infante, dice il Neocastro, pe' comandi risoluti di
+Piero, e' consigli di Procida, che ammonialo a posporre a' doveri
+verso il padre ogni utilità sua propria e dell'isola; ma piuttosto fu
+che Giacomo col re fortuneggiante avea disputato, al vincitore
+ubbidiva[72]. Perciò dopo alcune pratiche, che son da supporsi e forse
+ancora con l'intesa di Roma (ritraendosi data licenza dalla romana
+corte d'aprile milledugentottantacinque a {340} due frati inglesi
+Ugone di sant'Edmondo e Gualtiero di Seggefelt di venire in Sicilia
+per lo re Eduardo a visitare e consolare il prigione[73]),
+affrettavasi Giacomo a fare per sè, pria che il prigione gli escisse
+di mano. Va a trovarlo egli stesso a Cefalù; ottien promessa da lui
+per impazienza del carcere o saputa degli eventi d'Aragona, che
+cederebbegli ogni ragione su l'isola, darebbegli sposa Bianca sua
+figliuola, e con altri parentadi strignerebbersi le due case d'Aragona
+e d'Angiò. I quali patti, quanto men valeano per la prigionia di Carlo
+e 'l dubbio diritto di Giacomo a fermarli, tanto più Giacomo volle
+rafforzar di giuramenti sul vangelo e doppio scritto, l'un per sè
+stesso, l'altro per ispacciarlo al padre. Allor trascelti i
+fidatissimi cavalieri Ramondo Alamanno, Simone de Lauro, e Guglielmo
+de' Ponti, si fa dar sacramento, che la persona di Carlo rassegneranno
+a re Pietro; e avvenendosi nel viaggio in forze nimiche, a lor potere
+difenderansi, ma, sopraffatti, troncheranno il capo al prigione, e
+gitteranlo in mare, perchè nè anco il cadavere riavessero i nimici. Di
+Cefalù a Palermo; quindi coi tre cavalieri Carlo s'imbarcò per
+Barcellona; e giunsevi nelle ore estreme di Pietro[74].
+
+Il quale, poichè Alfonso si partì da lui, sentendo la mortal forza del
+morbo, lasciar volle solenne discolpa {341} della guerra contro il
+papa, sì come Carlo d'Angiò fatto avea in punto di morte per la guerra
+suscitata dal papa. Chiamati dunque l'arcivescovo di Tarragona, co'
+vescovi di Valenza ed Huesca e altri prelati e baroni, attestò: non ad
+offesa della santa sede, ma secondo sue ragioni aver preso il reame di
+Sicilia; le scomuniche acerbe di Martino non aver meritato, ma sì come
+cristiano osservatole; ed or presso al divin giudizio, chiedeva
+all'arcivescovo l'assoluzione, promettendo che s'ei campasse, e qui
+ripigliava le ambagi, obbedirebbe secondo giustizia al pontefice
+sommo, al quale rappresenterebbesi di persona o per legati. Il giurò;
+e l'arcivescovo ribenedillo. Consigliato a perdonare i nimici, fe'
+liberare prigioni, non però que' d'alto affare; non mutò il testamento
+dettato a Port Fangos nell'ottantadue; ad alta voce si confessò a due
+frati; e poi a grande sforzo surse di letto, mal reggentesi e
+tremolante, vestissi, s'inginocchiò lagrimando e pregando dentro da
+sè, ed ebbe l'Eucaristia. Seppe indi arresa Girona; venuto di Sicilia
+Carlo, che gli restava appena un barlume di sensi, nè potè profferire
+risposta; ma fe' croce delle braccia, levò gli occhi al cielo, e il
+dieci novembre spirò [75]. {342}
+
+Questo fine ebbe di quarantasei anni, verde di forze, nel maggior
+vigore della mente, nel colmo della fortuna; vedendo dissipata l'oste
+di Francia; confuso il re di Maiorca; mancati Carlo, Filippo l'Ardito,
+papa Martino; il novello re di Napoli nelle sue forze; scompigliato
+quel reame; la Sicilia sicura e obbediente; la sua flotta
+signoreggiante il Mediterraneo; per sè la riputazion della vittoria,
+da por freno in ogni luogo agli stessi suoi sudditi. Grande fu e ben
+fatto della persona, robusto di braccio, d'animo audacissimo,
+perseverante, ingegno da abbracciare gran disegni e non saltar le
+minuzie, scaltrito, chiuso, infaticabile; tutte le parti ebbe di
+capitano egregio. Gli furon queste nelle cose di stato or vizi or
+virtù, secondo la giustizia dell'intento, a che mai non attese. Indi
+la discordia, non da savio, con le corti d'Aragona; le dubbie vie
+contro i baroni di Sicilia; le frodi e gl'inganni che macchinò con
+arte profonda; le vendette efferate ne' suoi nemici, alle quali
+proruppe per l'atrocità de' tempi, per la fierezza dell'animo, non
+curante strazio e morte nè in sè nè in altrui, per la crudeltà della
+mente assorta negl'intenti politici, fatta cieca alla conoscenza de'
+veri beni propri ed altrui, miscredente a' dritti degli uomini,
+ghiacciata contro ogni alito di lor carità. Avventurosa la Sicilia che
+sel trovò nel pericolo, e sen disfece tosto; perchè era di tempra da
+agognar sempre o fuori o in casa. Gli uomini poi scordarono i danni di
+quella molesta fortezza, e diergli il meritato soprannome di
+Grande[76]. {343}
+
+Per questa ragione medesima gli scrittori del tempo, anco i nostri, e
+fin il sommo poeta d'Italia[77], che di tanto fu più grande di quei re
+combattenti, esaltavano a canto all'Aragonese, l'emolo Carlo d'Angiò,
+lodato per valor pari e più chiare vittorie, biasimato al paro di
+slealtà, ma senz'arte alla violenza nè alla frode, onde Pietro, che
+meglio se n'intendea, lo raggirò e vinse. Più pesante tiranno fu
+Carlo, invidioso e uggioso ne' costumi privati, e nello stato
+avarissimo, connivente ai suoi sgherri, inumano, spregiator delle
+genti italiane[78], calpestator d'ogni dritto, nimico fin dalla prima
+sua dominazione di Provenza a tutte franchige, anzi odiatore de' suoi
+stessi sudditi; e punito del maggior martiro che il Cielo serbar
+poteagli, mancando di lenta morte, nella rabbia di veder lieta e forte
+quella Sicilia che straziata lo maledisse, gli rese onte per onte,
+sangue per sangue, spezzò il suo scettro, troncò il corso alle sue
+esterne ambizioni, la sua schiatta per due secoli combattè.
+
+Invano ad aiutar questo Carlo intendea con tutto lo sforzo del
+pontificato, Martino, la cui vita e la morte non sarebber da istorie,
+se non che preoccupato da umori di nazione e di parte, e ritenendo
+sotto il gran manto gli antichi ossequi, proruppe ai narrati scandali,
+onde le due penisole bagnò di sangue, espilò tutte le chiese d'Europa,
+profanò l'armi della croce.
+
+Da costui suscitato e da volgar vanità e cupidigia, Filippo {344}
+terzo di Francia corse oltre i Pirenei a guerra disutile e ingiusta;
+lasciovvi sessantamila vite d'uomini, e la sua stessa; smentì il nome
+d'Ardito[79] con gli smisurati preparamenti e l'esito miserando, e
+fatto notevol nessuno, se non furon gli ammazzamenti d'Elna e di San
+Filippo.
+
+Sotto questi quattro principi, mezz'Europa s'agitò per la siciliana
+vendetta del vespro. Mantennela con vittoria il più debol tra loro,
+contro le unite forze dei tre potentissimi; tutti mancarono nel
+medesimo anno ottantacinque; e dalle loro ambizioni altre ambizioni,
+indi altri mali rinacquero. Ma la Sicilia, sciolta dal legame della
+comune signoria con Aragona, sola ne restò a guerreggiar contro il
+reame di Napoli e 'l papa; e s'ordinò con migliori leggi; e per
+maggiori fatti d'arme rese chiaro il suo nome.
+
+
+NOTE
+
+ [1] Veg. il docum. XIV.
+
+ [2] In questo tempo stesso Carlo I e la vedova regina di Francia,
+ fecero compromesso per le questioni insorte tra loro, intorno la
+ eredità di Ramondo Berengario conte di Provenza. Diplomi del 10
+ novembre 1283, e 23 marzo 1284, negli archivi del reame di
+ Francia, J. 511. 3.
+
+ [3] Docum. XIV.
+
+ [4] Raynald, Ann. ecc., 1283, §§. 34 e 35.
+
+ [5] Saba Malaspina, cont., pag. 394.
+
+ [6] Bolla del 27 agosto 1283, in Raynald., Ann. ecc., 1283, §§. 25 a
+ 32; e in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 252 e
+ seg.
+
+ [7] Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc.
+ script., tom. V, pag. 542.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 12, in Muratori, R. I.
+ S., tom. XI.
+
+ Veg. anche Saba Malaspina, loc. cit., e Geste de' conti di
+ Barcellona, cap. 28.
+
+ Gl'intendimenti di casa di Francia in questa guerra, e le
+ sollecitazioni di Carlo I d'Angiò son detti apertamente da costui
+ nel diploma del 5 ottobre 1284, docum. XXIII.
+
+ [8] Montaner, cap. 79.
+
+ [9] Docum. XIV.
+
+ [10] Brevi del 10 gennaio 1284, in Rymer, op. cit., tom. II, pag.
+263.
+
+ [11] Bolla di Martino IV, in Rymer, loc. cit., pag. 267.
+
+ Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc.
+ script., tom. V, pag. 542, contro i documenti allegati da noi,
+ porta questo parlamento di Natale dell'83.
+
+ [12] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 5 e seg.
+
+ Rymer, loc. cit., p. 267.
+
+ [13] D'Esclot, cap. 136, il quale trasporta questa investitura al
+ 1285, aggiugnendovi del rimanente con grande esattezza quanto
+ sopra si è ritratto dai documenti di Raynald e Rymer.
+
+ Montaner, cap. 119 e altrove, chiama Carlo di Valois «re del
+ cappello.»
+
+ Surita, Ann. d'Arag., lib. 4, cap. 41.
+
+ [14] Raynald e Rymer, nei luoghi citati.
+
+ [15] Raynald, Ann. ecc., 1284, §§. 4 e 10.
+
+ Bolla del 5 maggio 1284, negli archivi del reame di Francia, J.
+ 714. 6.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 394.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 542.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap 12, in Muratori, R. I.
+ S., tom. XI.
+
+ Le decime estese in Alemagna si ritraggono da un breve d'Onorio,
+ in Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 23.
+
+ Veggansi ancora Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 70, 71 e 91, per questi preliminari
+ dell'impresa d'Aragona.
+
+ [16] Brevi di Martino IV, dati d'Orvieto, il 10 e il 26 maggio 1284,
+ trascritti in un diploma del cardinal di Santa Cecilia, dato di
+ Vaugirard il 7 luglio seguente, negli archivi del reame di
+ Francia. J. 714, 6.
+
+ Raynald, Ann. ecc., 1283, §§. 24 e 35.--1284, §. 4.
+
+ Saba Malaspina, cont., pag. 394.
+
+ [17] Breve dato d'Orvieto, il 25 giugno 1284, negli archivi del reame
+ di Francia, J. 714, 7.
+
+ [18] Breve dato di Perugia, il 30 ottobre 1284. Ibid. J. 714, 8.
+
+ [19] Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 25. In questa bolla forse è errato
+ l'anno, o il nome del papa.
+
+ [20] Diplomi di Giacomo, re di Maiorca, dati di Palayrac, il 16, e di
+ Carcassonne, il 17 agosto 1283, negli archivi del reame di
+ Francia, J. 598, 4, 5.
+
+ [21] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 42.
+
+ [22] Montaner, cap. 104.
+
+ [23] Lello (Michele del Giudice) Descriz. del tempio di Santa Maria
+ di Morreale, parte 2, pag. 21. Maurolico, Hist. Sic., lib. 1, pag.
+ 15, ed. Messina 1716; il quale aggiugne ch'eran d'eccellente oro,
+ e n'entravan 72 in una libbra.
+
+ Paruta, Numismatica Sic. in Burmanno, Thes. Ant. Sic., tom. VI,
+ pag. 1231.
+
+ Vero egli è che nel secol XIII la leggenda «Cristo vince» fu posta
+ in varie monete siciliane, costantinopolitane, e di altri stati;
+ ma sembra che da Pietro fosse scelta apposta all'intendimento che
+ io ho detto; e la rincalzò con quell'altra più significativa «La
+ somma possanza in Dio è.»
+
+ [24] Veg. il cap. 8.
+
+ [25] Gio. Villani, lib. 7, cap. 87.
+
+ Accenno senz'altro una diceria di papa Martino su la deposizione
+ di Pietro d'Aragona, e una risposta di Pietro, scritte in versi
+ leonini, che ho trovato nei Mss. latini della Bibl. reale di
+ Parigi, 2477, fog. 83. Quattordici di questi versi son regalati al
+ papa, quattordici al re; e tutto è manifestamente la fattura d'uno
+ dei più ottusi ingegni del tempo, senza una sola frase che possa
+ meritare attenzione, sia istorica, sia letteraria.
+
+ [26] Le Parnasse Occitanien, ou Choix de Poésies originales des
+ Troubadours, Toulouse, 1819, pag. 290, 291. Ivi si leggono questi
+ versi di Pietro d'Aragona, e le risposte del trovadore Pietro
+ Selvaggio e del conte di Foix.
+
+ [27] D'Esclot, cap. 108 e 109.
+
+ Montaner, cap. 104.
+
+ [28] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52.
+
+ [29] Diploma del 12 gennaio 1284, in Rymer, Atti pubblici
+ d'Inghilterra, tom. II, pag. 264.
+
+ La politica d'Eduardo è spiegata in un'altra lettera del 12
+ gennaio 1283, presso Rymer, loc. cit. Edoardo rispondeva alla
+ regina Costanza, che governando l'Aragona in assenza di Pietro,
+ avea caldamente pregato il re d'Inghilterra a intervenire in suo
+ favore contro le minacce di Filippo l'Ardito. Eduardo promettea di
+ fare a ciò ogni sforzo con le negoziazioni; nessuno con le armi.
+
+ [30] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52.
+
+ [31] Montaner, cap. 102 e 120.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 34, 47, 51, 59.
+
+ [32] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37.
+
+ [33] Raynald, Ann. ecc., 1284, §§. 11 e 12.
+
+ [34] Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nel Baluzio, Marca
+ Hispanica. «_Quae recte doloris insula nuncupatur_,» scrive
+ della Sicilia il frate cronista, a proposito delle scomuniche e
+ guerre che per cagion di lei erano piombate addosso al suo paese.
+
+ [35] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37, 38.
+
+ [36] D'Esclot, cap. 106.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 83, 85.
+
+ Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc.
+ script. tom. V, pag. 542.
+
+ Montaner, cap. 111.
+
+ [37] D'Esclot, cap. 132.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 38 e 39,
+
+ Bart. de Neocastro, cap, 91.
+
+ Carbonell, Chron, fog. 76. Carbonell scrisse nel secolo XV, ma con
+ gli archivi d'Aragona a sua disposizione. Ei dice che i Catalani
+ furono men baldanzosi verso Pietro, «così ne ottennero maggiori
+ concessioni, o per dir meglio la restituzione di quelle franchige
+ che Pietro avea annullato per collera e naturale avversione. Il
+ Carbonell narra in quest'incontro un fatto assai bizzarro: che i
+ Catalani chiamati al servigio militare, vi si presentarono con le
+ lance senza ferri e le guaine senza spade né pugnali; e richiesti
+ di tale strana apparenza, risposero umilmente: esser così venuti
+ per non fallare il giuramento al re, che avea bruciato lor carte
+ di costituzioni, libertà, e privilegi; e che a rischio di perder
+ beni e persone il seguirebbero così inermi dovunque ei volesse.
+ Pietro, mitigato a tal sommissione, rese le franchige per un
+ diploma dato di Barcellona a dì 11 gennaio 1283 (1284 secondo il
+ nostro computo dell'anno che comincia dal 1º gennaio). Veg. anche
+ Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11. cap. 17.
+
+ L'autor delle Geste de' conti di Barcellona (nella Marca Hispanica
+ del Baluzio), che è catalano assai caldo, si lagna de' nobili e
+ comuni d'Aragona che negarono gli aiuti al re, ma non fa parola
+ delle dissensioni civili di Catalogna, che in vero furono men
+ aspre.
+
+ Del rimanente io ho ritratto più particolarmente quest'abbozzo
+ delle discordie di Pietro coi sudditi dal diligentissimo Surita,
+ il quale, ancorchè non contemporaneo, compilò gli annali su'
+ documenti e scritti de' contemporanei; perchè il Neocastro le
+ accenna appena ancorchè con candore; il d'Esclot sa di troppo
+ cortigiano.
+
+ Montaner, cap. 110, con manifesta bugia loda il grande accordo
+ delle corti di Saragozza col re, e la loro prontezza alla difesa.
+ A un di presso dice il medesimo a cap. 112, per le corti di
+ Barcellona.
+
+ [38] Surita, Ann. d'Aragona lib. 4, cap. 39, 40, 41, 45, 54, 58, 63.
+
+ [39] D'Esclot, cap. 117 e 118
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 44 e 46.
+
+ [40] D'Esclot, cap. 130, 132, 133.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 91.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 55.
+
+ Montaner, cap. 111, riferisce solamente la scorreria degli
+ Aragonesi in Navarra. In tutti gli altri fatti che gli parean
+ disonorevoli al re, o tace o mentisce.
+
+ [41] D'Esclot, cap. 134, 135, 136.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, cap. 28.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 91.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 56.
+
+ [42] D'Esclot, cap. 181 e 187.
+
+ Montaner, cap. 119.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 91.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 102.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Il cronista dice 20,000 i
+ cavalli, e infiniti i fanti.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 54.
+
+ Veggasi anche il Nangis, nella Vita di Filippo l'Ardito, in
+ Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 544.
+
+ [43] D'Esclot, cap. 136.
+
+ Montaner, cap. 103, 119 e 121.
+
+ [44] D'Esclot, cap. 137, 138, 140, 141.
+
+ Montaner, cap. 121.
+
+ Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, loc. cit., pag. 545, che narra
+ le istigazioni del legato, e scrive male il nome di questa città,
+ _Janua_: e il Villani, Janne, nel lib. 7, cap. 102.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ [45] D'Esclot, cap. 144 e 145.
+
+ L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, loc. cit., narra
+ anche delle pietre scagliate a voto contro gli Spagnuoli per
+ guadagnar l'indulgenza. Ma non lo dice fatto a dileggio, nè dai
+ soldati, ma dalle turbe inermi, anche di donne, che avean seguito
+ l'esercito a questo solo fine. Trasporta il fatto all'assedio di
+ Girona.
+
+ [46] D'Esclot, cap. 139, 140, 142, 143 il quale porta il capitolo
+ delle consuetudini di Barcellona, che prescrivea la leva in massa
+ in caso d'invasione.
+
+ Montaner, cap. 119 e 120.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 60.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 545.
+
+ Veg. il trattato col re di Tunis, in Capmany, Memorias, etc., tom.
+ IV.
+
+ [47] D'Esclot, cap. 146.
+
+ Montaner, cap. 122.
+
+ [48] D'Esclot, cap. 147 a 155.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ Montaner, cap. 123 a 127.
+
+ Forte da questo tempo Carlo di Valois cominciò ad usare il
+ suggello di re d'Aragona, che si vede in molti suoi diplomi fino
+ al tempo della rinunzia in mano di Bonifazio VIII. Da un lato v'ha
+ il re armato di tutto punto, montato sopra un destriero che
+ corvetta ed è coperto di un lungo drappo sparso a gigli: il re
+ tien la spada in alto e lo scudo al petto in atto di combattere.
+ Dall'altro lato il re siede sur una scranna, in sottana e manto
+ reale, con la corona a punte di gigli, e un giglio alla sinistra,
+ alla destra uno scettro sormontato anche del fiordaliso. La
+ leggenda è: _Karolus Dei gracia rex Aragonie et Valencie, comes
+ Barchinonie, filius regis Francie_. Archivi del reame di
+ Francia, J. 587, e in altri fascicoli.
+
+ [49] Montaner, cap. 127.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ [50] D'Esclot, cap. 157.
+
+ Montaner, cap. 128 e 129.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 546.
+
+ Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom.
+ III, pag. 766.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 61 a 63.
+
+ [51] Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 2.
+
+ Montaner, cap. 112, 129, 135.
+
+ Veggasi anche d'Esclot, cap. 158 e 165.
+
+ [52] D'Esclot, cap. 160 a 164.
+
+ [53] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 92 e 97.
+
+ D'Esclot, cap. 160.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ Montaner, cap. 128.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 102.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 546.
+
+ Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766.
+
+ [54] Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ [55] D'Esclot, cap. 157, 158.
+
+ Montaner, cap. 128 a 133.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 546.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 63, 64.
+
+ [56] D'Esclot, cap. 159.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65.
+
+ [57] D'Esclot, cap. 159 e 165.
+
+ Montaner, cap. 134.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 92.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Quivi si legge che Pietro
+ escì col peggio da questo combattimento.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65.
+
+ Di questa scaramuccia fan motto ancora Gio. Villani, lib. 7, cap.
+ 103, Nangis, loc. cit, pag. 547, la Cronaca di S. Bertino, loc.
+ cit., pag. 766, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, la Cronaca
+ di Parma, Tolomeo di Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 16, in
+ Muratori, R. I. S. tom. XI, e l'Anonymi Chron. sic. narrando
+ brevemente la guerra d'Aragona ne' luoghi citati. Secondo essi,
+ Pietro ebbe una ferita e poi ne morì. Di questa ferita non parlano
+ i contemporanei catalani e siciliani, che potean meglio sapere i
+ particolari, e non aveano ragione a occultar con manifesta
+ menzogna, che un re guerriero morisse di ferita tre mesi appresso
+ la battaglia.
+
+ [58] D'Esclot, cap. 165.
+
+ [59] Bart. de Neocastro, cap. 93, 94, 95.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 3, e lib. 4, cap. 13.
+
+ D'Esclot, cap. 166.
+
+ Montaner, cap. 131 e 135.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 104.
+
+ Anon. chron. sic., cap. 45.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 17, in Muratori, R. I.
+ S., tom. XI.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 68, che cita un diploma di
+ re Pietro, relativo al numero de' nemici morti in questa
+ battaglia.
+
+ Di questi scrittori, il Neocastro porta a 36 il numero delle galee
+ siciliane, più le 12 catalane di Marquet, che secondo lui si
+ trovarono nella battaglia. L'armata francese era di 40 galee,
+ oltre 15 lasciatene a Roses. Riferisce la particolarità delle 18
+ galee mandate da Loria a porsi tra la terra e l'armata francese, e
+ delle 30 rimagnenti, con le quali ei di fuori assalì, con le
+ fiaccole accese.
+
+ Lo Speciale dice 40 le galee di Loria, 10 le catalane, non assegna
+ il numero delle francesi, ma lo confessa un po' minore.
+
+ D'Esclot porta a 30 le galee siciliane recate da Loria, 4 che
+ vennero a raggiugnerlo di Sicilia, e 10 catalane; e oltre a
+ queste, 48, tra saettie e altri legni sottili. Le galee provenzali
+ secondo lui furono 25, ma sì ben armate d'uomini, da valer 40
+ galee ordinarie.
+
+ Montaner dice, 80 le galee tra francesi e italiane, 66 quelle di
+ Sicilia, e che l'armatetta catalana non si trovò nella battaglia.
+
+ L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, tacendo i
+ particolari, afferma pur l'importanza della cosa; cioè, che
+ Ruggier Loria presso Roses distrusse tutta la flotta nemica, e
+ prese l'ammiraglio G. de Lodeva.
+
+ Gli altri o forniscono men particolari, o son da attendersi meno.
+ Ma tra' cinque sopraddetti, e massime tra Montaner e d'Esclot, è
+ grandissima la disparità quanto al numero delle navi francesi. Io
+ terrei pel d'Esclot, che suol essere più veridico del Montaner e
+ più informato; ma mi fa molta specie: 1º. ch'ei non dice il luogo
+ della battaglia, indicato dagli altri con esattezza, ancorchè i
+ più minuti la portino alli scogli delle Formiche, e gli altri al
+ capo di San Filippo, che son luoghi presso il capo di San
+ Sebastiano: 2º. ch'ei confessa, al par che tutti gli altri senza
+ eccezione, distrutta in questa battaglia la flotta francese, da
+ lui portata di sopra a 150 galee; onde ancorchè si voglia supporre
+ disarmata la più parte, e menomate le ciurme, non è probabile che
+ perdute 13 galee delle 25, Filippo l'Ardito non avesse potuto con
+ le 12 fuggite ristorare una flotta uguale almeno a quella di
+ Loria: 3º. che il numero de' morti, e de' prigioni, ch'ei porta a
+ 5,560 e si dee riferire nella più parte alle galee prese, fa
+ sempre supporre la flotta francese assai più numerosa di 25 galee.
+ Computando a un di presso per 210 l'equipaggio d'ogni galea munita
+ al doppio del solito, com'ei dice in questo incontro, e avea già
+ riferito della battaglia di Malta del 1284, si avrebbero da 26 le
+ galee prese o affondate alle Formiche, come furon 12 senza dubbio
+ quelle guadagnate a Malta, le cui genti montavano a un di presso a
+ 2,600 uomini secondo il numero de' prigionieri e de' morti che
+ assegna d'Esclot, anche aggiugnendovi tanti altri feriti quanti
+ morti, e non contando que' delle 8 galee fuggite con Bonvin alla
+ detta battaglia di Malta: 4º. che finalmente i vanti di Ruggier
+ Loria riferiti dallo stesso d'Esclot e gli effetti della
+ battaglia, mal s'accorderebbero con la facile vittoria di 44 galee
+ e tanti altri legni contro 25 galee. Perciò io penso, che il testo
+ del d'Esclot sia stato corrotto da qualche copista, e che si debba
+ creder poco disuguale la forza delle due armate, forse di 40 galee
+ nella nemica, e di poche più nella siciliana; stando al Neocastro
+ il quale si mostra assai bene informato, e poteva esserlo. Ei
+ sbaglia solamente, se non è questo un errore del copista o
+ dell'editore della sua istoria, il giorno della battaglia, che
+ dice avvenuta il 1 ottobre 1285. Credo senza dubbio che seguì nel
+ primo o ne' primi di settembre, da' riscontri di d'Esclot,
+ Speciale, e della ritirata de' Francesi, che fu conseguenza di
+ questa battaglia, ed avvenne certamente in fin di settembre.
+
+ [60] Montaner, cap. 136.
+
+ [61] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 4.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 95.
+
+ La sconfitta de' cavalli francesi a Roses è riferita anco dal
+ Montaner, cap. 136.
+
+ [62] D'Esclot, cap. 166.
+
+ [63] D'Esclot, cap. 165.
+
+ Nangis, loc, cit., pag. 546.
+
+ [64] Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766.
+
+ [65] D'Esclot, cap. 167.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ [66] Fu questo dì nel 1285 la prima domenica appresso san Michele,
+ nella quale incominciò secondo il d'Esclot il passaggio dell'oste
+ francese.
+
+ [67] D'Esclot cap. 166 e 167.
+
+ Montaner, cap. 137, 138 e 139.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 97.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 5.
+
+ Gio. Villani, lib. 7, cap. 105.
+
+ Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 17, in Muratori,
+ R. I. S., tom. XI.
+
+ Nangis, loc. cit., pag. 548.
+
+ Cronaca di Parma, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 807.
+
+ Ricobaldo Ferrarese, ibid., pag. 142.
+
+ Francesco Pipino, ibid., pag. 693.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 69.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ [68] D'Esclot, cap. 168.
+
+ Montaner, cap. 140, 141, 142.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 97, 100.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71.
+
+ [69] Montaner, cap. 143.
+
+ [70] Montaner, cap. 144.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 97.
+
+ [71] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 6.
+
+ [72] Bart. de Neocastro, cap. 99.
+
+ [73] Diploma in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 296.
+
+ [74] Bart. de Neocastro, cap. 99; ed a cap. 112 replica questi patti
+ la bocca dello stesso Carlo, quando liberato vedea per la prima
+ volta il papa.
+
+ Montaner a cap. 115 narra con manifesto anacronismo questo
+ passaggio di Carlo lo Zoppo in Catalogna.
+
+ Il Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 72, afferma che ci fossero
+ strumenti pubblici de' preliminari di Cefalù.
+
+ In un breve d'Onorio IV, dato il 4 marzo 1287, presso Raynald,
+ Ann. ecc., detto anno, §. 6, si legge che Carlo lo Zoppo, essendo
+ prigione in Sicilia, avea trattato la cessione di quest'isola con
+ le adiacenti e la diocesi di Reggio.
+
+ Veggasi anche Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, bolla
+ di Niccolò IV, data a 15 marzo 1288.
+
+ [75] D'Esclot, cap. 168.
+
+ Montaner, cap. 145, 146.
+
+ Geste de' conti di Barcellona, loc. cit.
+
+ Nic. Speciale, lib. 2, cap. 7.
+
+ Bart. de Neocastro, cap. 100.
+
+ Cronaca di Parma, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, ne'
+ luoghi citali.
+
+ Bofarull, tom. II, pag. 245, non porta di Pietro altro testamento
+ che quello di Port Fangos.
+
+ Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71, il quale contro il detto
+ del Montaner prova che Pietro non fe' altro testamento. Così
+ dunque non die' alcuna ultima disposizione per lo reame di
+ Sicilia, evitando un passo che l'avrebbe privato della assoluzione
+ della Chiesa, e non lasciando men saldo sul trono di Sicilia
+ Giacomo, fatto riconoscere già dal parlamento di Messina. In morte
+ d'Alfonso senza figliuoli, sostituì al trono d'Aragona
+ successivamente Giacomo, Federigo, e Pietro.
+
+ [76] Queste particolarità son cavate da tutti gli storici del tempo
+ che inutile sarebbe citare. Alcune ne dobbiamo al Surita, lib. 4,
+ cap. 71.
+
+ Quel che par sì membruto, e che s'accorda
+ Cantando con colui dal maschio naso,
+ D'ogni valor portò cinta la corda.
+ . . . . . . . . . . . . . . .
+ Tant'è del seme suo minor la pianta,
+ Quanto, più che Beatrice e Margherita,
+ Costanza di marito ancor si vanta.
+ DANTE, _Purg_., c. 7.
+
+ Carbonell, op. cit., fog. 70, scrive, che Pietro fu chiamato
+ ancora il Francese: ma il vanto mi sembra troppo; e questo
+ soprannome si è dimenticato a ragione.
+
+ [77] Purgatorio, canto 7.
+
+ [78] Questa particolarità è riferita da Francesco Pipino, in
+ Muratori, R. I. S., tom. IX, cap. 19.
+
+ [79] Morì fuggendo e disfiorando 'l giglio.
+ _Purg_., c. 7.
+
+
+
+FINE DEL PRIMO VOLUME.
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+Intendimento dell'opera. Viver civile del secolo XIII. Potenza della
+Chiesa e della corte di Roma. Condizioni d'Italia e dei reami di Sicilia
+e di Puglia infino alla metà del secolo. Federigo II imperatore; e papa
+Innocenzo IV.... Pag. 1
+
+
+CAPITOLO II.
+
+Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le province
+di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia. Manfredi ristora
+l'autorità regia; e l'usurpa. A spegner lui, la corte di Roma pratica con
+Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami a Carlo conte di Angiò.
+Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto, e morto a Benevento. Carlo
+prende il regno. Dall'anno 1251 al 1266.... 11
+
+
+CAPITOLO III.
+
+La vittoria di Carlo innalza parte guelfa in Italia. Risorgon pure i
+Ghibellini, e chiaman Corradino all'impresa del regno. Sollevasi per
+lui la Sicilia. È sconfitto a Tagliacozzo, e dicollato a Napoli. Carlo
+spegne la rivoluzione in terraferma con rigore, in Sicilia con
+immanità. Eccidio d'Agosta. 1266-1268.... 32
+
+
+CAPITOLO IV.
+
+Re Carlo continua e trapassa gli abusi della dominazione sveva.
+Immunità ecclesiastiche. Novello baronaggio. Gravezze, e modi del
+riscuoterle. Demani, e bandite. Servigi, e soprusi che nascon da
+quelli. Amministrazione della giustizia, crimenlese, matrimoni,
+violenze alle donne. Violazione dei dritti politici. Riscontro delle
+condizioni di Sicilia e di Puglia. 1266-1282.... 42
+
+
+CAPITOLO V.
+
+Relazioni straniere di Carlo I d'Angiò. Crociata e trattato di Tunisi.
+Carlo aspira all'impero greco. S'ingrandisce in Italia. È raffrenato da
+Gregorio X. Disegni di Niccolò III e nimistà di lui con Carlo. Pretensione
+di Pier d'Aragona al reame di Sicilia: supposte pratiche di lui per mezzo
+di Giovanni di Procida. Preparamenti di guerra in Aragona. Esaltazione di
+Martino IV. Armamenti di Carlo per l'Oriente. Sentimento nazionale
+manifestato in Italia contro i Francesi. Novelli aggravî che soffrono i
+Siciliani: richiami, umori, disposizioni loro. 1266-1282.... 73
+
+
+CAPITOLO VI.
+
+Nuovi oltraggi de' Francesi in Palermo. Festa a Santo Spirito il dì 31
+marzo: sommossa: eccidio feroce per la città. Gridasi la repubblica.
+Sollevazione di altre terre. Adunanza in Palermo, e partiti gagliardi
+che prende. Lettere de' Palermitani ai Messinesi, i quali seguon la
+rivoluzione. Ordini pubblici con che si regge la Sicilia, e si prepara
+alla difesa. Opinione sulla causa prossima di questa rivoluzione.
+Marzo a giugno 1282.... 114
+
+
+CAPITOLO VII.
+
+Dolore e rabbia di Carlo all'annunzio della rivoluzione. Ordina la
+passata in Sicilia. con l'esercito disposto alla guerra di Grecia. Bolla
+del papa contro i ribelli; risposta loro. e legazione del cardinal
+Gherardo da Parma. Preparamenti di Carlo. e de' Messinesi. Rotta dei
+nostri a Milazzo. Sbarco di re Carlo. Principî dell'assedio. Pratiche del
+cardinale entrato in Messina. Assalti minori. Stormo generale contro la
+città. Respinti i Francesi. Tentata la fede d'Alaimo capitano del popolo
+di Messina. Aprile a settembre 1282.... 146
+
+
+CAPITOLO VIII.
+
+Cagione della debolezza del governo preso nella rivoluzione. Si pensa
+a Pier d'Aragona. Sua partenza di Catalogna per Affrica; fatti
+militari; ambasceria a Roma. Parlamento in Palermo. che sceglie Pietro
+a re. Com'ei guadagna gli animi de' suoi, e accetta la corona. Viene a
+Trapani. È gridato re in Palermo. Disposizioni per soccorrer Messina;
+oratori di Pietro a Carlo; ultimi fatti d'arme nell'assedio. Carlo sen
+ritrae con perdita e onta. Giugno a settembre 1282.... 172
+
+
+CAPITOLO IX.
+
+Andata di re Pietro a Messina. Macalda moglie d'Alaimo. Fazioni navali.
+Pietro libera i prigioni di guerra. Parlamento in Catania. Trattato del
+duello tra i due re. Primi affronti delle soldatesche in Calabria. Carlo
+parte, lasciando le sue veci al principe di Salerno. Almugaveri. Vittorie
+di Pietro in Calabria. Vien la reina Costanza co' figli in Sicilia.
+Principî di scontento tra i baroni siciliani e il re. Parlamento in
+Messina; ove Giacomo è chiamato alla successione, e ordinato il governo.
+Movimenti repressi da Alaimo. Gualtier da Caltagirone. Partenza di Pietro
+per Catalogna. Ottobre 1282 a maggio 1283.... 200
+
+
+CAPITOLO X.
+
+Nuovi preparamenti degli Angioini contro la Sicilia. Capitoli del
+parlamento di Santo Martino nel regno di Napoli. Nuove intimazioni del
+papa a re Pietro e a' Siciliani: bando della croce: sentenza di
+deposizione di Pietro dal reame d'Aragona, e altre pratiche. Aperta
+ribellione di Gualtiero da Caltagirone. Vittoria dell'armata siciliana
+su la provenzale, nel porto di Malta, il dì 8 giugno 1283, e
+conseguenze di essa. Pratiche del papa a sturbare il duello. Andata di
+re Pietro in Catalogna e a Bordeaux; esito della scena del duello.
+Umori dei popoli del regno di Napoli. I nostri occupano alcune terre
+in val di Crati. Preparamenti di una nuova impresa sopra la Sicilia.
+Loria assalta con l'armata il regno di Napoli. Battaglia del golfo di
+Napoli il 5 giugno 1284, e presura di Carlo lo Zoppo. Sollevazione
+della plebe in Napoli. Maggio 1283 a giugno 1284.... 230
+
+
+CAPITOLO XI.
+
+Carlo, fatta cruda vendetta in Napoli, s'appresta a un ultimo sforzo
+contro la Sicilia. Vano assedio di Reggio. Seconda ritirata di Carlo.
+e audaci fazioni de' nostri, che occupano molte terre in Calabria, val
+di Crati e Basilicata. Impresa dell'isola delle Gerbe. Sospetti del
+governo aragonese, e ruina d'Alaimo. Casi dei prigioni in Messina.
+Morte di re Carlo e di papa Martino. Provvedimenti della corte di
+Roma. Capitoli di Onorio. Insidia di due frati messaggi suoi in
+Sicilia. Giugno 1284-1285.... 272
+
+
+CAPITOLO XII.
+
+Opere della corte di Roma contro Pietro d'Aragona. Concessione di quel
+reame a Carlo di Valois. Protestazioni e pratiche di Pietro. Contese di
+lui con le corti di Aragona. Lega di que' baroni; grande esercito e
+armata che apparecchiansi in Francia. Invasione del Rossiglione. poi
+della Catalogna. Straordinaria fortezza e perseveranza di re Pietro;
+assedio di Girona. Morìa nel campo francese. Pietro ripiglia le offese.
+Fazioni di mare. Loria con l'armata siciliana riporta segnalata vittoria
+su i Francesi. Ritirata di re Filippo, e sua morte. Carlo lo Zoppo
+mandato prigione in Catalogna. Morte di Pietro. 1282-1285.... 308
+
+
+FINE DELL'INDICE DEL PRIMO VOLUME.
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La guerra del Vespro Siciliano vol. 1, by
+Michele Amari
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA GUERRA DEL VESPRO ***
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
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+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
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+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
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+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
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+
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+ gbnewby@pglaf.org
+
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+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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