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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 02:47:30 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La guerra del Vespro Siciliano vol. 1 + Un periodo delle storie Siciliane del secolo XIII + +Author: Michele Amari + +Release Date: July 14, 2009 [EBook #29409] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA GUERRA DEL VESPRO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This book was produced from scanned images of public +domain material from the Google Print project.) + + + + + + + + + + + LA GUERRA + + DEL + + VESPRO SICILIANO + + o + + UN PERIODO DELLE ISTORIE SICILIANE + DEL SECOLO XIII + + PER + MICHELE AMARI + + SECONDA EDIZIONE + ACCRESCIUTA E CORRETTA DALL'AUTORE + E CORREDATA DI NUOVI DOCUMENTI + + + + + PARIGI + BAUDRY, LIBRERIA EUROPEA + 3, QUAI MALAQUAIS, PRÈS LE PONT DES ARTS + STASSIN ET XAVIER, 9, RUE DU COQ + + 1843 + + + + + +PREFAZIONE. + + +Questo libro si pubblicò in Palermo, non è ancora un anno, col titolo +un po' lungo e indeterminato di «Un periodo delle istorie siciliane +del secol XIII.» Non ebbe altro proemio che i due primi paragrafi del +primo capitolo. Ma nella presente edizione, perchè avvi qualche cosa +di nuovo, mi par bene intrattenerne il lettore per poche pagine. + +E per cominciare da ciò che rileva meno, avverto che ho fatto alcune +correzioni di stile; senza presumere di essere pervenuto con ciò alla +forma, che a me stesso sembri la migliore. Anzi io, che pur troppo ne +debbo saper la cagione, veggo quanto niun altro, in molti squarci e in +due o tre capitoli interi, il dettato disuguale, febbrile, spezzato +come la parola di chi è tra i tormenti, tale da non correggersi che +scrivendo da capo: e così avrei fatto se avessi potuto o ritardar la +presente edizione, o posporre altri studi ai quali m'incalza un +ardente desiderio d'illustrar le memorie della Sicilia. + +Ma col favor de' nuovi materiali, la più parte inediti, che ho +rinvenuto a Parigi, e sommano a un centinaio tra diplomi e altre +notizie, io ho potuto aggiungere o convalidare alcuni fatti di gran +momento. Molte memorie dovean qui restare, attenenti a una dominazione +che uscì dalla Francia; e che toccata quella fiera scossa della +rivolta di Sicilia, ebbe ricorso nuovamente alla Francia; la trasse +alla guerra di Spagna; e s'aiutò per venti anni della sua influenza +politica e delle sue armi. Fattomi, con questa {ii} certezza, a +cominciar le ricerche, le trovai facili pel favore de' molti egregi +Francesi e Italiani che m'aprivan le braccia in questa ospitalissima +Francia, usando meco non solamente con gentilezza, ma sì con +benevolenza, con sollecitudine, con affetto; i nomi de' quali non +ripeto, perchè quando si parla d'uomini sommi, anche la espressione +della gratitudine può parer vanità. Mercè d'essi e degli ordini sì +civili del paese, frugai gli archivi del reame di Francia, ove ognuno +è culto e gentile; e ne ho tratto diplomi assai importanti. La fortuna +mi portò alle mani due volumi di pregio non minore, quand'io volli +affacciarmi nell'immensa miniera de' Mss. della Biblioteca reale. +Altre carte ho cavato dalle opere degli spagnuoli Feliu, Capmany, e +Quintana; poche più da altri libri. + +Per tal modo nel cap. II, ho potuto far menzione d'un disegno assai +grave, ancorchè non mandato ad effetto, cioè una partizione delle +province del reame di Puglia, proposta da Urbano IV a Carlo d'Angiò, +prima della nota concessione feudale. La notizia d'un'atroce prigione +di stato che Carlo tenea in Napoli, e altri particolari della sua +tirannide, aumentano la descrizione ch'io n'abbozzava nel cap. IV. Il +cap. V. risguardante le relazioni politiche esteriori, e l'opinion del +popolo è rimaneggiato e accresciuto molto. Perchè alcune notizie +pubblicate recentemente intorno al Sordello della Divina Commedia, e +la relazione Ms. ch'io trovai d'una ambasceria della corte di Francia +per la crociata del 1270, ritraggon sempre meglio le sembianze niente +amabili di Carlo d'Angiò. È determinata la patria dello ammiraglio +Ruggier Loria: è ammesso a riputazione letteraria il nome di Giovanni +di Procida, per un'opuscolo di filosofia morale, ch'ei tradusse dal +greco o compilò. {iii} In fine ho avuto luogo a riferire il vespro, +non solamente alla reazione degli oppressi contro gli oppressori, ma +anche all'antagonismo della nazion latina, che s'era sviluppato contro +i Francesi per tutta l'Italia. Il mostra assai chiaramente una +epistola de' Siciliani, piena di poesia e di fuoco, dalla quale ho +tolto, per accennare l'opinione pubblica del tempo, alcune frasi, di +quelle vere e viventi che l'immaginazione de' posteri invano si sforza +a ritrovare. + +Il medesimo documento mi ha fornito un altro fatto nel cap. VII; ch'è +accresciuto ancora dalla lettera di Carlo d'Angiò, che diè contezza +dalla rivoluzione a Filippo l'Ardito, e gli domandò soccorso; senza +accennare il menomo sospetto di Pietro d'Aragona o d'alcuna congiura, +e senza punto ingannarsi su le difficoltà del racquisto della Sicilia. +Non manca qualche notizia cavata dalle nuove carte nei cap. VIII, IX, +X ed XI; come le negoziazioni di Filippo l'Ardito con Genova; di +Pietro d'Aragona co' cittadini di Roma, e col re di Tunis; le +preghiere che Carlo d'Angiò moribondo indirizzava al re di Francia, +ec. È rimutato il principio del cap. XII per alcuni diplomi che svelan +le pratiche della corte di Francia su la guerra d'Aragona. Un breve di +Martino IV, tra gli altri, dà a vedere come il parlamento di Francia +fosse l'arbitro di questa impresa; e con che audacia la contrastasse. + +E scorrendo i cap. XIII e XIV si potrebbero osservare qua e là, altri +particolari su le negoziazioni che portarono i re d'Aragona ad +abbandonar la Sicilia; onde questa innalzò al trono Federigo II. Una +poesia provenzale di Federigo, con la risposta d'un suo cavaliere, mi +fecero aggiugnere alcuni righi nel cap. XV; come altri versi +provenzali mi avean suggerito qualche parola ne' cap. V, XII e XIII, +su Carlo d'Angiò, {iv} Pietro e Giacomo d'Aragona. Nello stesso cap. +notansi altri documenti su l'ammiraglio Loria; nel XVII confermansi i +particolari della battaglia della Falconarìa, con una lettera di Carlo +II di Napoli a Filippo il Bello, piena di lusinghe e di preghiere, per +ottener novelli soccorsi dalla corte di Francia. Infine molte notizie +su l'ultimo sforzo che fu affidato a Carlo di Valois, aumentano il +cap. XIX; tra le quali non è da tacersi un diploma di Carlo II, che +prevedea la necessità della pace con la Sicilia, e un altro intorno i +dritti ch'or chiameremmo d'albinaggio, che rinnegaronsi in teoria, e +rinunziaronsi in fatto, su i beni de' Francesi dell'esercito del +Valois, che venissero a morte nelle terre soggette al re di Napoli. +Nuove autorità ho aggiunto alla appendice, destinata al minuto esame +delle memorie storiche su la supposta congiura. Per tutto il corso +dell'opera ho fatto menzione soltanto nelle note, di quei documenti, +che nulla mutavano ne' fatti raccontati. E seguendo lo stesso metodo +di pubblicare i documenti inediti più importanti, ne ho aggiunto +tredici a que' della prima edizione: e sono numerati VI, VII, XIV, +XXIV, XXXII e dal XXXVII al XLIV. + +Tali son le differenze di questa sopra la prima edizione: ciò che non +è mutato, nè mutabile io spero, è la coscienza che guidò il mio +lavoro. L'intrapresi per fare un saggio di quelle istorie particolari, +che sopra tutt'altre convengono a' tempi nostri. Scelsi il vespro +siciliano come il più grande avvenimento della Sicilia del medio evo: +il che se si chiamasse umor municipale, sarebbe mal detto; perchè la +Sicilia parmi assai grande per una città; e l'amore del proprio paese, +il rammarico de' suoi mali, e il desiderio della sua prosperità +comunque possan portarla gli eventi, non si {v} dee confondere con +l'egoismo di municipio che dilaniò un tempo l'Italia; passione +funesta, dileguata per sempre, io lo spero, insieme con l'ambizione di +tirannide d'ogni popolo italiano sopra l'altro. Guardando il vespro da +vicino, lo trovai più grande; si dileguarono la congiura e il +tradimento; l'eccidio si presentò come cominciamento e non fine d'una +rivoluzione; trovai l'importanza nella riforma degli ordini dello +stato; nelle forze morali e sociali che la rivoluzione creò; nei +valenti uomini che spinse per vent'anni tra i combattimenti e i negozi +politici: vidi estendersi in altri reami, e perpetuarsi in Sicilia, e +fors'anche nel resto d'Italia, gli effetti del vespro. Donde potea +bene accendersi in me il severo zelo della verità istorica; e poteva +io difendermi dall'inganno delle mie passioni nell'esame de' fatti, +ancorchè punto non mi sforzassi ad occultarle nelle parole. + +Giovanni di Procida, per amor della patria e vendetta privata, si +propone di toglier la Sicilia a Carlo d'Angiò; l'offre a Pietro re +d'Aragona, che vantava su quella i dritti della moglie; cospira con +Pietro, col papa, con l'imperatore di Costantinopoli, coi baroni +siciliani: quando è in punto ogni cosa, i congiurati danno il segno; +uccidono i Francesi; esaltan Pietro al trono di Sicilia. Tale è stata, +poco più, poco meno, l'istoria del vespro siciliano: e sempre si è +arrestata al caso del vespro, o tutto al più, alla mutazione di +dinastia che ne seguiva. Per vero alcuni storici moderni, la più parte +oltramontani, dubitarono d'una trama sì vasta, segreta, felice; ma non +prendendo a investigare minutamente i fatti, perchè scorreano +vastissimi tratti di storia, prevalse sempre quella credenza, ripetuta +a gara da tutti gli altri storici, e da' Siciliani soprattutto; e si +continuò a fabbricare su la congiura. {vi} + +Io credo aver dimostrato che il vespro non nacque da alcuna congiura; +ma fu un tumulto al quale diè occasione l'insolenza de' dominatori, e +diè origine e forza la condizione sociale e politica d'un popolo nè +avvezzo nè disposto a sopportare una dominazione tirannica e +straniera. I novelli documenti che possono sparger luce su l'origine +della rivoluzione, la lettera dello stesso Carlo, quella de' +Siciliani, non poche altre bolle papali inedite, confermano certamente +questa conchiusione. Al suo popolo, non ai potenti, la Sicilia dee +quella rivoluzione che nel secol XIII la salvò dalla estrema vergogna +e miseria, dalla corruzione servile, dall'annientamento. Al vespro di +Sicilia dee il reame di Napoli una riforma di governo, che moderò per +qualche tempo i suoi mali, ma non potè poi allignare. Il vespro +risparmiò a tutta l'Italia molti fieri contrasti con la dominazione +angioina, che potea conturbare la penisola, non mai ridarla sotto uno +scettro: il vespro, per tristissimo compenso, aprì in Italia la strada +alla dominazione spagnuola. Esso voltò il corso degli avvenimenti in +Levante, disarmando l'ambizione di Carlo: esso per poco non mutò le +sorti dell'Europa occidentale, dando occasione alla prima guerra di +conquista tentata dalla Francia su la penisola spagnuola. Ma lasciando +di considerare le conseguenze esteriori del movimento di questo +popolo, che or somma a due milioni, e non n'era forse la metà nel +secolo XIII, e restandoci agli effetti nella Sicilia stessa, +importantissimi li vedremo; perchè la rivoluzione che mutò prima la +forma del governo, poi la dinastia, indi la persona del principe, +rimasta salda e vittoriosa al finir della guerra, tramandò alle età +avvenire, in mezzo a tanti mali inevitabili, due fatti da non si +dileguare sì tosto: una gran {vii} tradizione; e uno statuto politico +che molto ristrinse l'autorità regia. + +Quella tradizione, quelle franchige, ressero a un secolo d'anarchia +feudale; a tre di governo spagnuolo; duraron tutto il secolo +decimottavo, e gran tratto del decimonono. Nè alcuno troverà ch'io +porti esempi, come or diciamo, liberali, quando parlo di Carlo V e di +Filippo II; nè ch'io cerchi autorità sospette o leggiere, quando cito +il professor tedesco Ranke, e le sue considerazioni su gli Osmanlis e +la monarchia spagnuola ne' secoli XVI e XVII. E pure in quest'opera si +dimostra la pertinace resistenza della nazion siciliana contro +l'autorità regia ai tempi di que' principi sì dispotici e duri; e con +che difficoltà il parlamento di Sicilia consentisse loro alcuno scarso +sussidio, mentre il reame di Napoli, la Lombardia, i Paesi Bassi, la +medesima Castiglia, tutta la monarchia infine, dall'Aragona in fuori, +era oppressa dalle imposte, e dalla novella austerità del governo. +Que' nostri ordini pubblici restarono sotto Carlo III, quando i due +reami di Napoli e di Sicilia si divisero dalla Spagna; quegli ordini +furono cangiati nella forma e non certo nella sostanza, pe' mutamenti +del 1812: ed è bizzarra cosa a riflettere, che nel 1815 il congresso +di Vienna, rimescolando tutte le masse minori, tarpando e scorciando, +come in ogni altro stato d'Italia, le franchige della Sicilia, non +seppe annullarle del tutto. Gli statuti degli 8 e 11 dicembre 1816, +dettati, come pur furono in quanto alla Sicilia, dal solo potere +esecutivo senza partecipazione del legislativo, unirono, egli è vero, +i due reami di Napoli e di Sicilia più strettamente che ai tempi di +Carlo III, dileguarono per via di fatto le forme costituzionali o +rappresentative, ch'erano state in Sicilia senza {viii} interruzione +infin dal secolo XI, ma par cucirono nelle nuove fogge, pochi stracci +dell'antico manto di porpora; perchè non si potè fare a meno di +mantener qualche ultima franchigia nell'ordine giudiziale e +amministrativo della Sicilia: e franchigia è per certo, la promessa +data chiaramente nello statuto dell'11 dicembre, che il re +convocherebbe il parlamento di Sicilia, se dovesse accrescere i pesi +pubblici oltre la somma decretata dall'ultimo parlamento. + +Così veggonsi per cinque secoli e mezzo, non solamente nel dritto +pubblico, ma fino nel fatto degli ordini pubblici di Sicilia, comechè +sempre decrescenti, gli effetti di quel potente movimento popolare del +secol XII. Se ne potrebbero al pari scerner le vestigie nell'indole +del sicilian popolo d'oggi, se fosse agevole, come quella delle +istituzioni, l'analisi delle cagioni naturali e sociali onde nascono i +costumi d'un popolo. Ma in tale investigazione gli effetti del vespro +andrebbero confusi con l'indole che produsse il vespro; della quale +ognun può vedere i lineamenti nella generazione che vive. E forse +perchè son nato in Sicilia e in Palermo, io ho potuto meglio +comprendere la sollevazione del 1282 sì com'essa nacque, repentina, +uniforme, irresistibile, desiderata ma non tramata, decisa e fatta al +girar d'uno sguardo. + + Parigi, aprile, 1843. + + + + + + LA GUERRA + DEL + VESPRO SICILIANO. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + +Intendimento dell'opera. Viver civile del secolo XII. Potenza della +Chiesa e della corte di Roma. Condizioni d'Italia e dei reami di +Sicilia e di Puglia infino alla metà del secolo. Federigo II +imperatore, e papa Innocenzo IV. + + +La riputazione della forza, per la quale si tengon gli stati, +mutabilissima è; donde avvien talvolta, che la cosa pubblica, quando +più irreparabilmente sembra perduta, d'un tratto ristorasi, per virtù +di principe, o impeto di popolo. Splendono allora egregi fatti in +città e in oste, cresce a tanti doppi la potenza della nazione, e +spezzansi ingiuriosi legami stranieri, si abbatte al di dentro una +viziosa macchina, e in riforme salutari si assoda lo stato. Questa, al +veder de' savi, è la gloria vera delle genti. Questa è degna che si +riduca spesso alla memoria loro, per francheggiare gli abbattuti e +vergognosi animi. Del rimanente, che portan gli annali de' popoli, se +non disuguaglianza di leggi, o inefficacia e avarizia, atroci guerre, +paci bugiarde, sedizioni, tirannidi, e sempre pochi che vogliono e +fanno, moltissimi che si lagnan solo, e immolato, il ben comune da +contraria tendenza delle cupidigie {2} private? E sarebbero argomenti +da ammaestrar gli uomini sì, ma di tal dottrina, che li volge a +disdegnosa accidia, anzi che prontarli a virtude. + +Però mi son proposto, io Siciliano, di narrare la mutazion di +dominio, che seguì nella mia patria al cader del secolo decimoterzo. +E in vero, lasciati i tempi rimoti troppo, difformi per costumi, +religione, linguaggio, e tutt'altra parte di civiltà, veggo dal +milledugentoottantadue infino al trecentodue le glorie maggiori della +Sicilia; e venti anni innanzi un tal eccesso di tirannide, che rade +volte si è sopportato l'uguale: nè parmi che alcuno scrittore abbia +tutto abbracciato questo memorevol periodo, nè dirittamente +investigatolo, nè degnamente descritto. Ciò non presumo compier io, +ma certo vi porrò ogni sforzo. Non asconderò nè l'amore, nè l'ira; +perchè uomo invano promette spogliarsene ove narri i fatti degli +uomini. Ben mi guarderò che quelle passioni non mi tirino a sfigurare +la storia contro mia volontà; nè dico del falsarla, che sarebbe, +secondo il fine, o fanciullaggine o malignità e colpa sempre, anche +verso la patria, cui van ricordate con ugual candore le virtù, gli +errori e i misfatti, i lieti e i tristi giorni delle generazioni che +tennero un tempo questi nostri medesimi focolari. Io so, che +scrivendo di età lontane, spesso viensi, come dice un felicissimo +ingegno, a far l'indovino del passato. Ma mi studierò a dare alla +immaginativa il men che si possa. E perchè i fatti, e là dov'essi +manchino, le induzioni, abbiano saldo fondamento, non ritrarrò i +primi altrimenti che da scrittori contemporanei o diplomi[1]. Delle +{3} memorie repugnanti tra loro, seguirò quelle di maggior autorità, +sia per sè medesime, sia perchè si accordino con le necessità degli +uomini e de' tempi. + +E su i tempi rivolgendo indietro lo sguardo, io non dirò, per esser +cose a tutti notissime, nè gli ordini del governamento feudale che +ingombrava l'Europa, nè i vizi di quello, nè i passi che moveansi alla +riforma nel secolo decimoterzo. Quali nascer possono da poter civile, +non già diviso ma senza misura fatto a brani e fluttuante, da estrema +disuguaglianza ne' dritti e negli averi, e poco men che universale +ignoranza, deturpata religione, leggi impotenti, e uso alla violenza, +e necessità della frode; e tali erano i costumi: nè la riforma, dubbia +e tarda, li moderava per anco. Necessaria è per natura, nei costumi +de' popoli, una mescolanza di buono e di tristo, della quale per leggi +ed esempi mutansi alquanto le proporzioni, e non si spegne pur mai +nessuno degli elementi; ma in quella età forse al peggio si +traboccava, sopra il biasimo de' tempi nostri. Certo egli è, che in +tal mezza barbarie, sciolti gli uomini dalla menzogna delle infinite +forme, che oggidì ne inceppano a ogni passo nel viver domestico e +civile, le grandi passioni, o buone o triste, più rigogliose sorgeano, +e più operavano. + +Tra così fatti uomini, tra la divisione e debolezza degli stati, il +sacerdozio giganteggiava; raccogliendo i frutti della mansueta pietà +dei tempi apostolici, del fervore delle prime crociate, della +ignoranza lunghissima dei popoli. Fu la religione di Cristo nei secoli +di mezzo sola luce e {4} conforto ai buoni; seguita anco dai pravi, +perchè feano a metà: calpestavanla nelle opere, la onoravano della +fede e del culto, a quetar la cieca paura delle loro coscienze. I +ministri perciò dello altare, crebbero di riputazione, crebbero di +ricchezze; chè vantaggiavano inoltre i laici per lume di scienza, e +adopravan destri ambo le chiavi, e non pochi la purità del Vangelo +contaminavano con la superstizione, che ai barbari è più grata. A +puntellarsi di loro autorità pasceanli i grandi; i popoli indifesi +teneano a loro, credendo trovar sostegno, e in realtà ne davano: ma +soprattutto fu la corte di Roma che consolidò la smisurata possanza. +Perchè assicuratosi non disputato comando su le chiese d'Occidente, le +medesime arti che adopravan quelle in minor campo, spiegò ardita e +sapiente tra i reami; nel cui scompiglio tenne dritto il corso a' suoi +disegni; trapassò dai dommi e dalla morale, ai civili negozi. Indi, +fortificandosi a vicenda il papa e 'l clero, questo per tutta Europa +imbaldanziva e prevaleasi, come milizia di possente dominazione; +quegli, come capitano d'immense forze, sopra ogni altro principe si +levò. + +Non è che molti umori non sorgessero contro la romana corte nel secolo +decimoterzo. Perciocchè un desiderio novello movea gl'ingegni; +prendeansi a ricercar tutte le parti dell'umano sapere; si arricchiano +i savi di antiche lettere e dottrine: i quali, ancorchè pochi +dapprima, e più radi ove lo stato più discostavasi da libertà, per +ogni luogo pure la scintilla del sacro fuoco accendeano. Sollevaronsi +pertanto gl'intelletti più audaci a meditare sulla mistura delle due +potestà, a contemplare i costumi del clero; nè fu lieve incitamento la +gelosia de' reggitori degli stati, svegliata da tanti fatti. Quindi +mostravano già il viso alla corte di Roma que' ch'erano più avvezzi a' +suoi colpi; il gregge provocato, si voltava con aspri insulti contro +il pastore; gli anatemi, per troppo usarsi, perdean forza; {5} +pensavano gli uomini e parlavano arditamente di cose tenute in pria +sacre come la fede istessa. Nascean così le idee, che Dante tuonò di +tal forza; e a fatica si faceano strada tra le inerti masse, dove +allignarono infine, e amari frutti portarono alla corte di Roma. + +Ma queste opinioni ristrette a pochi, se urtavano talvolta la sua +possanza, non la menomavano per anco nel tempo ond'io scrivo. Mentre +le ambizioni de' chierici passavano ogni misura, mentre cupidigia, e +simonia, e libidine lussureggiavano nella vigna del Signore, tremavan +del clero i popoli, e il successor di Pietro stendea la mano su i +reami e su i re. Che se tal fiata prevalse la brutal forza sulla +morale, la prepotente opinione fece risorger tosto più gagliardo il +pontefice. Sì il veggiamo oltremonti levare a sua posta il vessillo +de' re o de' popoli, ed accender guerre, e cessarle, e trar tesori, e +dove moderare le dominazioni, dove dare o strappar corone: quanto più +lontano, più venerando e terribile. In Italia intanto, trasportato dai +turbini delle contese civili, più fiero pugnava coll'oro di +cristianità tutta; e chiamava straniere nazioni, e opponea l'una +all'altra; t'innalzava oggi, diman ti spegnea. + +Avvegnachè il bel paese già si disputava acerbamente tra la Chiesa e +l'impero. Dietro la occupazion di Carlo Magno e degli Ottoni, la più +parte d'Italia era rimasa sotto la signoria feudale degl'imperatori +d'Occidente. Succedettero i dappoco a quei forti; i grandi feudatari +laceraron l'impero; tosto divenne nulla o nominale di qua dalle Alpi +la tedesca dominazione. E in questo, crescea la Chiesa, e confortava +gl'Italiani alla riscossa, con lo scritturale spirito di uguaglianza e +di libertà. In questo, la industria, il commercio, le scienze, le +lettere rinasceano in Italia a mutare le sorti del mondo. Quegli +esercizi, quelle discipline, trasser fuora dalla cieca moltitudine di +plebi, vassalli, e nobili minori, un'ordine nuovo: il popolo, ch'è +solo fondamento {6} ad uguaglianza e viver libero. Donde, volgendo +prestamente la feudalità all'anarchia feudale, e questa nel nuovo +ordine imbattendosi, sursero nel secolo undecimo repubbliche +mercantesche; nel seguente e nel decimoterzo, la Lombardia e la +Toscana fioriron di città industri e guerriere, che scosso ogni giogo, +si governarono a comune: e i feudatari si fecero cittadini o +condottieri, alla lor volta richiedendo il sostegno delle città +divenute più forti. E quando il reggimento di pochi o di un solo +occupava alcuna città, d'altra fatta esso rinasceva, e meno tendente a +barbarie; perchè non più n'era fondamento la ignava necessità del +vassallaggio, ma la divisione o l'inganno de' cittadini; i quali, se +metteansi il giogo sul collo, non mutavano i modi del vivere, nè +perdeano la virtù di affranchirsi. Rinnovellandosi in tal guisa gli +ordini civili, fortificossi la virtù guerriera; si rianimarono le +virtù cittadine; si apersero gl'ingegni agli alti concetti della +filosofia e della politica; una forza ignota agli oltramontani +solidamente feroci, scorse di nuovo per le vene dell'italian popolo, +stato dianzi signore del mondo. Il perchè gagliardamente ributtaronsi +gl'imperatori accaniti con loro masnade a ripigliare il dominio; ma +non tolleraronsi gli ordini, che poteano scacciarli per sempre. E 'l +rapido accrescimento dell'ordine popolare ne fu cagione. Perocchè in +altre nazioni, generandosi lentamente, fu adulto assai secoli +appresso, quando la monarchia, domi i baroni, avea consolidato e reso +uno il reame; onde il popolo, riscotendosi, fu animato da virtù +nazionale. Ma in Italia surse mentre province e città erano più +stranamente divise dall'anarchia feudale; laonde, non veggendo altro +che i propri confini, quei popoli presero umori e virtù municipali. +Operose virtù, che prodigiosamente aumentarono la possanza di ogni +città; ma tolsero al tutto che l'universale in reggimento durevole +s'assestasse. Così se in alcuna provincia si feano accordi a comune +{7} difesa, nè alle altre si estendeano, nè duravano oltre l'immediato +bisogno. Difformi i reggimenti, e mutabili, e incerti; e qual città si +ricattava, qual ricadea sotto immane tirannide. Brulicavano in Italia +cento e cento piccoli stati, pieni di passioni, di vita, di sospetti, +di nimistà; pronti a servir ciecamente ad ambizioni maggiori, che nel +parteggiare trovavan campo, e più rinfocavano a parteggiare. + +Ondechè la corte di Roma, conscia delle sue forze, agognò alla +dominazione, or mettendo innanzi concessioni e diritti, or sotto +specie di farsi scudo a libertà; e gl'imperatori tedeschi, com'e' +poteano, al racquisto del bel giardino sforzavansi. Elettivo allora di +Germania il re, che re de' Romani per vanità pur s'appellava, e +imperatore, quando assentialo il papa, arrogantesi dar questo titolo e +questa corona; ma disputata e mutila, sotto il gran nome de' Cesari, +l'autorità. Tenean ogni possanza in Lamagna i grandi feudatari, e le +città libere; indocili, gelosi, di lor franchige superbi. Donde nè +gagliardi, nè continui gli sforzi degl'imperatori su l'Italia; imprese +di venturieri, non guerre di poderosa nazione: e scorati e stanchi +avrebbero forse i Tedeschi lasciato quest'ambizione, se l'Italia +medesima non si fosse precipitata ad aiutarli con quella maladizion +delle parti, i cui nomi a maggior vergogna si tolsero da due case +tedesche. I Guelfi allo inerme pontefice, gli altri allo straniero +lontano, davan fomite e forza; tra loro atrocemente dilaniavansi; e a +questo eran paghi, di libertà, di servitù non curandosi. E quasi non +bastassero a lor passioni insociali quelle divisioni, le tramutavano +in altre di nomi e sembianze diverse; nelle repubbliche vi si +mescolavano le usate parti di nobili e popolani: era per tutto una +confusione, una rissa brutale. Così stoltamente sciupossi quel nerbo +di valor politico ond'era rigogliosa l'Italia; l'Italia si preparò +secoli, e chi sa quanti? di servitù senza quiete. {8} + +La Sicilia, e la penisola di qua dal Garigliano poco diverse dagli +altri popoli italiani per gente, linguaggio, tradizioni e costumi, +reggeansi pure con altri ordini. Mentre nel rimanente d'Europa la +progenie settentrionale, perdute le virtù de' barbari, ne ritenea solo +i vizi, ebbe la Sicilia, al par che la Spagna, il dominio degli Arabi, +culti se non civili, attivi e pronti come popolo testè rigenerato. La +regione di terraferma, or invasa dai barbari, or dagli imperatori +greci ripigliata, divideasi in vari stati, sotto reggimenti diversi, +alcun dei quali pigliava la forma delle nascenti repubbliche italiane, +quando una man di venturieri normanni venuta a difendere, si fe' +occupatrice, e istituì gli ordini feudali. Altri di questa gente +passando in Sicilia allo scorcio del secolo undecimo, e scacciando i +Saraceni, nimicati dagli altri abitatori per la diversa religione e lo +straniero dominio, fondaronvi un novello principato, e primi recaronvi +la feudalità[2]. La quale, perchè in Europa già piegava a riforma, qui +surse più civile e giusta; temperandola ancora la virtù e riputazione +di Ruggiero duce de' vincitori, la influenza delle grosse città, e i +molti poderi che s'ebber le chiese nelle prime caldezze della +cristiana vittoria, le proprietà allodiali, le ricchezze, il numero +de' Saracini venuti a patti più che spenti, e de' cristiani stessi di +Sicilia. Così il conte Ruggiero, principe di liberi uomini, non capo +di turbolento baronaggio, e vestito dell'autorità di legato +pontificio, ch'è infino ai dì nostri egregio dritto della corona di +Sicilia, fortemente e ordinatamente il nuovo stato reggea. Titolo gli +diè poi {9} di reame un altro Ruggiero, figliuolo del conte, posciachè +con le arti e con le armi tolse Puglia e Calabria agli altri principi +normanni; e dai baroni quivi più possenti, e dal papa, e dallo +imperatore, gagliardamente difesele con le siciliane forze. Quindi fu +gridato dai parlamenti, e in fine, per amore o per forza, riconosciuto +dal papa, re di Sicilia, duca di Puglia e di Calabria, principe di +Capua. Costui ritirando ver la corona l'autorità dei magistrati, +contenendo i baroni, assestò il reame con ordini civili, ravvivò le +industrie, e vittoriosamente adoprò fuori le armi sue. + +Due forze turbarono questa novella monarchia siciliana: che furono, il +baronaggio non sì gagliardo da mettere al nulla l'autorità regia, ma +baldanzoso abbastanza da provocarla; e la corte di Roma, la quale +attirò i nostri principi nelle contese italiane, or chiamandoli in +sostegno, or vantando dritti su lor province, e combattendoli +apertamente. Pure la monarchia, per la virtù della sua prima +fondazione, stette salda a que' colpi; si ristorò con migliori leggi +sotto il secondo Guglielmo; e avrebbe potuto per avventura dopo lunga +neutralità alzare un vero vessillo italiano, e messi giù lo imperatore +e il papa, da sè occupare o proteggere tutto il paese infino alle +Alpi: ma essa dal sangue normanno passò per nozze a casa sveva[3], che +tenea di que' tempi lo impero. Indi la potenza di Sicilia e di Puglia +prese le ingrate sembianze di ghibellina: e dopo il regno dello +imperatore Arrigo, che per essere stato breve ed atroce, nulla operò, +vidersi questi due reami avvolti nella gran lite d'Italia. Perchè dal +cominciamento al mezzo del secolo decimoterzo regnovvi Federigo II +imperatore, prò nelle armi, sagace e grande nei consigli, promotor +delle lettere italiane, costante nemico di Roma. {10} Raffrenò +Federigo i feudatari, che nella fanciullezza sua si eran prevalsi; +chiamò nei parlamenti nostri i sindichi della città; represse +nondimeno gli umori di repubblica; riordinò vigorosamente i +magistrati, vietò, primo in Europa, i giudizi ch'empiamente chiamavan +di Dio; dettò un corpo di leggi, ristorando o correggendo quelle dei +Normanni; le entrate dello stato ingrossò, e troppo. Macchiano la sua +gloria, severità e avarizia nel governo; e mal ne lo scolpa la +necessità di tender fortissimo i nerbi del principato, per aiutarsene +alla guerra di fuori. + +Dondechè mentre i due potentati acerbamente si travagliavano con le +astuzie, con le armi, con gli scritti, e, incontrando varia fortuna, +or fean sembiante di venire agli accordi, or più feroci ripigliavan le +offese, crebbero nei reami di Sicilia e di Puglia pericolosissimi +umori; come avviene dal troppo tender l'arco che i governanti fanno, +sperando che pur sempre si pieghi. Innocenzo IV, pontefice di +altissimi spiriti, se ne accorse, e principiò a gridare il nome di +libertà, non che alle cittadi dell'Italia di sopra, ma nei reami +stessi di Federigo. E varcato già a mezzo il secolo decimoterzo, +aspirava sì gagliardamente alla vittoria, che, convocato un concilio +in Lione, denunziavagli la deposizione dallo impero; e tutte contro il +magnanimo Svevo ritorcea le folgori sacerdotali. + + +NOTE + + [1] Sconoscerei un dovere se non facessi qui menzione degli aiuti, che + ho trovato a queste ricerche nella Biblioteca comunale di Palermo + e nel regio archivio di Napoli. La biblioteca palermitana, dotata + un dì largamente dal comune, arrichita di libri da molti + cittadini, ristorata dal sommo Scinà, ed ora fiorente per lo amore + e l'intendimento con cui la governano i presenti deputati, mi è + stata schiusa come a chiunque; ma il valore de' bibliotecari ha + agevolate le mie ricerche; e massime debbo renderne merito al + sacerdote don Gaspare Rossi, lodatissimo per non comune perizia, + erudizione, memoria. + + Una permissione del ministero degli affari interni mi die' adito + al regio archivio di Napoli: ove trovai molta cortesia in quanti + reggono questo prezioso stabilimento, e in particolare + nell'erudito professore signor Michele Baffi, capo dell'uficio al + quale appartengono i diplomi svevi e angioini. + + [2] Così scrivo non ignorando pure che alcuno abbia voluto veder + concessioni feudali in tempi più rimoti; fantasie, come giudica il + di Gregorio, non solidi ragionamenti. D'altronde è da distinguere + feudalità da aristocrazia. Questa, dove più, dove meno, fu a un di + presso in tutti gli stati. La feudalità nacque, come sa ognuno, + dallo stabilimento de' barbari settentrionali, e fu un particolare + modo di governo di ottimati misto di monarchia. + + [3] Chiamerò così, secondo l'uso comune, la dinastia degli + Hohenstauffen, duchi di Svevia. + + + + +CAPITOLO II. + +Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le +province di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia. +Manfredi ristora l'autorità regia; e l'usurpa. A spegner lui, la corte +di Roma pratica con Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami +a Carlo conte di Angiò. Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto, +e morto a Benevento. Carlo prende il regno--Dall'anno 1251 al 1266. + + +Alla morte di Federigo, pronto il pontefice assurse a schiantar +d'Italia l'emula casa sveva. E l'invidia dell'impero tenuto lungamente +da quella; e 'l sospetto della possanza che traea di Sicilia e Puglia, +valser tanto in Lamagna, rincalzati delle romane arti, che Corrado +figliuol di Federigo, ancorchè eletto re de' Romani, fu escluso +dall'imperial seggio. A torgli i domini meridionali, papa Innocenzo +rifaceasi a gridare ai popoli libertà; suscitava i baroni; esortava i +vescovi e 'l clero, bandiva la remissione delle peccata a chi si +levasse in arme per la corte di Roma; per brevi, per legati, ad ogni +ordine d'uomini promettea pace, e godimento di tutte lor franchige +sotto la protezion della Chiesa: istigazioni tentate indarno sul fin +del regno di Federigo. Pur lo zelo de' Ghibellini d'Italia, e la virtù +di Manfredi, bastardo dell'imperatore[1] e non tralignante dal paterno +animo, fecero che Corrado, spenti i nemici del suo nome, regnasse +alfine dal Garigliano al Lilibeo. Poc'oltre due anni regnò, che da +morte fu colto: lasciando di sè un sol bambino per nome Corrado, cui +disser poscia Corradino, perchè uscito appena di fanciullo, brillò e +fu morto. Raccomandavalo il padre, com'orfanello {12} e innocente, +alla paternale carità del pontefice; e questi più furiosamente che +prima riassaltava i reami suoi con seduzioni ed armi[2]. + +Prontissima tal foco trovò l'esca, per l'odio partorito agli Svevi, e +al principato con essi, da quella lor dominazione avara e rigida, +spesso anco crudele, e testè esacerbata nei contrasti all'avvenimento +di Corrado. I baroni tendeano a scatenarsi, pe' vizi radicali della +feudalità e i mali esempi di fuori. Increscea il freno alle maggiori +città, aspiranti alle franchige di Toscana e di Lombardia, delle quali +avean preso vaghezza per gli spessi commerci con l'Italia di sopra, e +per sentirsi forti anch'esse di sostanze e di popolo, e ravvivate +della virtù delle lettere e de' leggiadri esercizi, che fioriron sotto +Federigo. Inoltre eran use al municipal reggimento, avanzo di più +felici tempi, non dileguato dalla romana conquista, nè sotto l'impero, +nè forse anco per la saracena dominazione; il qual reggimento +provvedendo alla più parte de' bisogni pubblici, alla libertà politica +non restava che un passo. E suol sempre all'autorità dello stato +incerta o vacillante sottentrar la municipale, che più si avvicina +alla semplicità de' naturali ordini del vivere in comunanza, e i +popoli, come cosa {13} propria, l'odian manco. Però in tanto +scompiglio ne crebbe la riputazione delle municipalità, e con essa la +brama dello stato libero. La quale fors'era più viva in Sicilia che in +terraferma, per lo numero delle città grosse, e i meglio raffrenati +baroni[3]. {14} + +Spiegò Innocenzo in tal punto il vessillo della Chiesa, correndo +l'anno milledugentocinquantaquattro; occupò Napoli con l'esercito; +mandò oratori e frati a sollevare i {15} popoli per ogni luogo: ed era +il re in fasce in Lamagna; il reggente straniero e dappoco; Manfredi +senza forze, nè dritto alla corona. Andaron sossopra dunque i reami: +chi si trovò presso al potere li die' di piglio, dove a nome del re, +del papa, del comune, e dove di niuno. Quindi a poco a poco surse +Manfredi, praticò col papa, e pugnò; e morto a Napoli Innocenzo, e +rifatto pontefice Alessandro IV, gioviale, dice una cronaca[4], +rubicondo, corpulento, non uomo da sostenere i disegni del fiero +antecessore, lo Svevo, savio e animoso, a ripigliar lo stato si +condusse. Ma perchè l'anarchia avea preso in Sicilia le sembianze di +repubblica, e fu questo lo esempio agli ordini che gridavansi poi nel +riscatto del vespro, io narrerò questo avvenimento il più largamente +che si possa su le scarse memorie de' tempi. + +Sedea vicerè in Sicilia da molti anni, e governava sì le Calabrie, +Pietro Rosso o Ruffo. L'imperator Federigo da vil famigliare l'avea +levato a' sommi gradi, com'avviene in corte a' più temerari e +procaccianti. Pensò Corrado che per opera di costui gli fosse rimasa +in fede la Sicilia nei turbamenti desti alla morte di Federigo; onde +il fe' conte di Catanzaro, gli prolungò il governo, e crebbegli la +baldanza: chè superbamente ei reggeva, a nome del re, a comodo +proprio; fattosi trapotente per dovizie e clientela, da osar +disubbidire a faccia scoperta lo stesso monarca. Pertanto alla morte +di Corrado, a' rivolgimenti che seguitarono, duravane i primi impeti +il conte di Catanzaro, e una certa autorità mantenea, non ostante +quell'universale pendio alla repubblica; non contrastandolo, ma +temporeggiandosi, e procacciando in vista gl'interessi de' popoli. +Anzi con la solita audacia, nel torbido aspirò a cose maggiori. Come +papa Innocenzo caldamente i Siciliani istigava {16} a gridare il nome +della Chiesa, e allettava Messina con le vecchie lusinghe di +privilegi, il vicerè intrigossi con gl'inviati delle città di Sicilia +a trattare col papa; proponea, rifiutava patti; e mandò al papa con +gli ambasciadori di Messina, e col vescovo di Siracusa, un suo nipote; +tramando sottomano farlo re di Sicilia, che dal pontefice la tenesse, +e pagassegli il censo. Gonfio di questi pensieri, quando Manfredi +risurto a Lucera chiamavalo all'antica obbedienza, non assentì il +conte che ad una confederazione con reciproci patti. E fidavasi tra 'l +principato, il pontefice, e 'l popolo traccheggiar sì maestro, che +dell'un contro l'altro s'aiutasse a' propri disegni. + +Ma perchè non è felice poi sempre l'inganno, costui non valse a +raggirare a lungo le siciliane città: e porse egli stesso l'occasione +a prorompere; perchè volendo coprirsi con le sembianze della +legittimità, finchè non fosse matura l'usurpazione, battè moneta a +nome di Corrado secondo; ch'era un disdir netto la repubblica. +Spezzata allora con esso ogni pratica, le città gridaron repubblica +sotto la protezion della Chiesa: prima a ciò Palermo; seconda Patti, +mossa dal vescovo; ed altre terre seguitaronle. Il vicerè spacciava +ambasciatori a Palermo, ed eran respinti; vedea le città dell'Etna +levarsi tutte, e con esse Caltagirone, che pose a guasto e a sacco i +vicini poderi della corona; non restava che a tentare la forza. +Raccolto dunque di Messinesi, e di quanti rimaneangli in fede un +grosso di genti, il vicerè assalisce Castrogiovanni, che tentennava; +e, dubbiamente difesa, la espugna. Ma quel dì medesimo Nicosia +sollevasi, e poco stante molte altre terre; fino i Messinesi +dell'esercito levavano in capo: una stessa brama avea preso i +Siciliani tutti, nè bastava a trattenerli il veleno delle divisioni +municipali. In tal disposizione d'animi, un picciolo intoppo die' il +tracollo al conte di Catanzaro. Appena ributtato da uno assalto ad +Aidone, {17} le genti sue stesse il costrinsero a tornarsi a Messina; +e trovò a Messina una congiura, per disperder la quale invano +affrettossi a entrare in città, invano fe' sostenere in palagio +Leonardo Aldighieri[5] e parecchi altri cittadini de' quali più temea. +Infellonisce il popolo; ridomanda gl'imprigionati; e ottenutili non +s'acqueta, ma reca Leonardo in trionfo; capitan del popolo il grida; +«Viva il comune, fuori il vicerè!» con lui fermansi i patti, che dia +alcune castella in sicurtà, e libero sen vada con l'avere e la +famiglia. Così fu scacciata l'ultim'ombra della regia autorità. +Partitosi il conte, il popolo saccheggiò le sue case; ed ei, non +osservati gli accordi, attese in Calabria ad affortificarsi. Ma quivi +lo inseguiano le armi di Messina; imbatteasi ancora in quelle di +Manfredi: e, com'e' meritava, cacciato dalle une e dalle altre, +vagando senza aiuto nè consiglio, rifuggiasi in fine vergognosamente +alla corte del papa. + +La Sicilia intanto senz'altri ostacoli alla bramata condizione si +condusse. Messina affratellata nel comun brio, diessi tutta, come +città rigogliosa, alle virtù e ai vizi delle italiane repubbliche. +Volle un podestà straniero; al quale uficio primo chiamò Iacopo de +Ponte, romano. Presa poi dalla sete delle conquiste, assalse e spianò +Taormina, ricusante d'ubbidirle; in Calabria occupò molti luoghi, e +tenne vivo il suo nome. E Palermo sospinta dagli stessi umori, +occupava il castel di Cefalù, e certo anco alcun'altra terra di mezzo. +Ma, quel che più rileva, intesa all'universale ordinamento, avea già +mandato oratore al papa a Napoli un Iacopo Salla, ad annunziare il +reggimento a comune sotto la protezion della Chiesa, assentito +dall'isola {18} tutta. Incontanente il papa spacciò vicario Ruffin da +Piacenza, de' frati minori: il quale era a grandissimo onore raccolto +in Palermo, in Messina, e per ogni luogo, e onorato con feste +popolaresche; al venir suo tripudianti gli si feano incontro +cittadini, e sacerdoti, e vecchi, e fanciulli; di palme e di rami +d'ulivo spargeangli il sentiero, come a liberator del paese; tutti si +inebriavan di gioia e di speranza nel nuovo stato. Richiamaronsi +allora un conte Guglielmo d'Amico, un Ruggiero Fimetta, ed altri +Siciliani usciti fin da' tempi dell'imperator Federigo, per umori +guelfi, o di libertà. Libertà gridavan tutti: le città, terre, e +castella si strinsero con patti reciproci: e su questa confederazione +il vicario pontificio comandava nel nome della Chiesa. Così intorno a +due anni si visse in Sicilia, dal cinquantaquattro al cinquantasei. In +Puglia e in Calabria, nel medesimo tempo, fu più contrastata la +dominazione tra i principi, che bramata dai popoli la libertà; perchè +men disposti v'erano che que' di Sicilia, e il papa, e Manfredi, ambo +vicini, a vicenda sforzavanli a ubbidire. + +E ciò sol si ritrae dagli storici de' tempi. Quali fossero gli ordini +delle novelle repubbliche di Sicilia, se popolani, se misti +d'oligarchia, ne è ignoto. Forse nessuno ben saldo se ne statuì; forse +come i cittadini adunati a consiglio, deliberavano per l'addietro su i +negozi municipali, come i maestrali per l'addietro li amministravano, +fecesi allora in tutte le altre parti del governo. I vincoli scambievoli +delle città, i limiti dell'autorità del papa e del legato, i consigli +pubblici che a questo fosser compagni, non ricorda la istoria; se non +che abbiam documenti di concessioni feudali in Sicilia, fatte dal papa a +baroni parteggianti per esso; la qual cosa dimostrerebbe piuttosto la +confusione o l'usurpazione dei poteri pubblici, che l'esercizio di +quelli a buon dritto stabiliti. Nè alcuno scrittore ci ha tramandato +{19} in che stato rimanessero i feudatari; ma li veggiamo quale +appigliarsi di gran volontà a questa novazione, e quale ubbidirla tacito +e torvo, aspettando tempo; talchè è manifesto, che gli umori guelfi e +ghibellini divideano già il sicilian baronaggio. Mezz'anarchia fu +quella, e imperfetta lega di feudatari forti e parteggianti, di città +aduggiate dalle radici dell'aristocrazia e del principato; e debolmente +il nome della Chiesa li rannodava. Potea il tempo consolidar quello +stato, al par delle italiane repubbliche; ma il principato repente +risorto lo spense. E dalle novazioni i popoli voglion frutto più +prestamente che la natura non porta; e delusi gittansi allo estremo +opposto; l'invidia morde i privati; la parte che ama gli ordini vecchi +rimbaldanzisce. Questo in Sicilia seguì. Risorgea Manfredi in +terraferma; la parte pontificia mancava; trionfava in fine la sveva. A +ciò levaronsi i feudatari, che per costume, interesse e orgoglio +teneano, la più parte, pel re; i repubblicani si sgomenarono; e sì +rapido fu il precipizio, che pochi anni appresso, repubblica di vanità +l'appellava Bartolomeo di Neocastro. + +Ondechè mentre Federigo Lancia riducea le Calabrie con un esercito per +parte sveva, un altro se n'accozzò di feudatari in Sicilia. Arrigo +Abate con esso entrò in Palermo; e imprigionò il legato del papa, e +quanti parteggiavano per lo stato libero. Corse per l'isola poi +vittorioso; ruppe a Lentini Ruggiero Fimetta, principal sostenitore +della repubblica, o de' feudi che per tal riputazione gli avea +largamente dato papa Alessandro: ma a Taormina trovò Arrigo assai duro +il riscontro; e si bilanciavan le sorti, se non era per la rotta che +toccarono i Messinesi in Calabria. Perocchè l'esercito loro, grosso di +cavalli e di fanti, osteggiando in quelle province i manfrediani, fu +colto con improvvisa fazione da Lancia, quando saccheggiata Seminara +sbadatamente movea per lo pian di Corona; e attenagliato {20} tra due +schiere, e con grande uccisione fu sbaragliato. Federigo Lancia a +questa vittoria insignoritosi al tutto della Calabria, minacciava +Messina, e con sue pratiche fomentava per Sicilia tutta la parte +regia. Prevalendo questa dunque in Messina, nè restando armi alla +difesa, il podestà, per dappocaggine o necessità, si fuggia; +rinnalzavasi il vessillo svevo; arrendeasi a Lancia la città. Pugnaron +ultime per la libertà Piazza, Aidone, e Castrogiovanni, e furono +soggiogate[6]. Così Manfredi tutti ridusse i popoli e di {21} +terraferma, e dell'isola; e breve tratto per Corradino regnò. Poi lo +scettro ripigliato col valor suo, render nol seppe a un fanciullo; diè +voce che questi fosse morto in Lamagna; e creduto o non creduto, +com'erede solo di Federigo, incoronossi in Palermo a dì undici agosto +milledugentocinquantotto. + +E fortemente regnò Manfredi; e placar non potendo a niun patto la +corte di Roma, disperatamente la combattea. Si fe' capo dei +Ghibellini: rinnalzolli in Lombardia; fomentolli in Toscana; in Roma +stessa ebbe seguito, la quale non sottomessa per anco ai pontefici, e +reggendosi per un senatore, avea chiamato nuovamente a questo uficio +Brancaleone, uomo di alto animo, che si era, per comunanza di nimistà, +col ghibellino re collegato. Per le quali cose, non bastando ormai la +romana corte alla tenzone, affrettossi a compiere un antico disegno. +Già fin dalla morte del secondo Federigo, papa Innocenzo, perchè non +sentia nel sacerdotale braccio tanto vigore da regger Sicilia e +Puglia, nè troppo affidavasi in su quegli umori repubblicani, avea +cercato in ponente chi conquistasse con armi proprie lo stato, e con +nome di re dalla Chiesa tenesselo in feudo, e pagassele censo, e +servigio militare le prestasse. Così innalzato avrebbe in Italia un +possente capo di parte guelfa, {22} e campion della Chiesa. Donde, +mentr'ei qui chiamava i popoli a libertà, mercatavali come gregge, +prima con Riccardo conte di Cornovaglia, fratel del terzo Arrigo +d'Inghilterra; poi con Carlo conte d'Angiò e di Provenza, fratel di +Lodovico IX di Francia; e in fine col fanciullo Edmondo, figliuolo del +medesimo Arrigo. Autentiche ne restano le bolle d'Innocenzo e dei +successori suoi, le epistole dei re, che queste pratiche rivelan +tutte, dalla romana corte per sedici anni condotte a cauto passo, +quand'ira o terrore non la stimolavano. E indefessa con brevi o legati +a sollecitare i principi, tirare a sè i cortigiani, promettere di ogni +maniera indulgenze, sparnazzare le decime ecclesiastiche di +cristianità tutta alla occupazione di Sicilia e Puglia, a questo +bandir la croce, a questo commutare i voti presi da re e da popoli per +la sacra guerra di Palestina. Spesso tra coteste pratiche, la corte di +Roma per bisogno di moneta, e necessità di difendersi o voglia +d'occupare alcuna provincia di Puglia, accattava danari con sicurtà su +i beni delle chiese d'oltremonti; e que' prelati sforzava a +soddisfarli; ai riluttanti mostrava la folgore delle censure. Alcuna +volta prendeva a permutar la bolla d'investitura con somme assai +grosse di danaro: poi la brama più forte di abbatter Manfredi, rimaner +la facea da cotesti guadagni. A lungo tuttavia si differì l'impresa, +come superiore alle forze di cui la trattava, e disperata quasi per la +potenza e virtù di Manfredi. + +Di gran volontà s'era accinto a questa guerra di ventura Arrigo, +cupido dell'altrui, ma dappoco, e alla Gran Carta spergiuro, perciò +contrariato e travagliato da quegli indomiti propugnatori delle +libertà inglesi. Arrigo fermò i patti col papa, e la investitura +s'ebbe per Edmondo suo, e le armi faceasi a preparare; ma a tanti atti +ne venne arbitrari e stolti, e tanto increbbero in Inghilterra le +esazioni di Roma, che il parlamento pria trattenne il re dall'impresa; +{23} poi richiamandosi di questi e di mille altri torti, lo spogliò +del governo, lo calpestò: e in aspre guerre civili s'avvolse il reame. +Spezzavasi la pratica con Francia per niente simil cagione: chè quivi +obbedienti i popoli, mite e non debole il re, d'alto animo, ristorator +delle leggi, savio moderator del governo, e di pietà sì rara, che alla +morte sua fu canonizzato tra' santi. L'occupazione straniera menomava +la Francia in ponente; la usurpazione de' grandi feudatari dagli altri +lati; insanguinata riposava appena da una crociata infelicissima; pur +quello che più forte la distolse dalla siciliana impresa, fu l'animo +del re, abborrente dal guerreggiar con cristiani, e dar di piglio +nell'altrui. Però pertinacemente ricusava quel giusto: a lungo la +romana corte si dondolava tra lui e l'Inglese, da forza rattenuto, non +da coscienza. Ma quando vide costui prostrato, e sè stessa condotta +agli estremi dai Ghibellini e da Manfredi, la romana corte, come +disperata, adoprò tutt'arti a sforzar Lodovico. Drizzavasi a Carlo +d'Angiò, e alla donna sua, che, sorella a tre regine, avrebbe dato la +vita per cingersi un istante a fianco ad esse il diadema dei re[7]: e +mostrava a quegli ambiziosi animi spianato ogni ostacolo, fuorchè +l'ostinazione di Lodovico. Il papa indettò con vari accorgimenti +tutt'uomo che più valesse a corte di Francia. Strinse il re dal lato +più fiacco. Ammonivalo con lettere sopra lettere: non indurasse il suo +cuore; esser ormai irriverente e {24} presuntuosa la ripulsa, e ch'ei +laico dubbiasse a entrare in un'impresa chiarita onesta e giusta dal +successore degli apostoli, e da' cardinali suoi. Pennelleggiava la +Chiesa schiantata d'Italia per Manfredi, mezzo saracino, dissoluto +tiranno; l'eresia pullulante; profanati i sacri tempî; manomessi +vescovi e sacerdoti; spregiati gli anatemi; chiusa la via di +Terrasanta finchè la Sicilia stesse ribelle al pontefice[8]. Così +svolsero {25} all'impresa il re di Francia. Si trattavano insieme i +patti della concessione, tra i quali il papa pretendeva il dominio non +solo di Benevento e Pontecorvo co' loro contadi, ma quasi di tutta la +regione ch'oggi comprendesi ne' distretti di Napoli, Pozzuoli, +Caserta, Nola, Sora, Gaeta, e inoltre qua {26} e là per lo reame altre +città e terre[9]: ma infine moderandosi da Roma il prezzo, Carlo +comprò; e fu fermato il negozio con lo stesso Urbano IV; e per la sua +morte, decretato solennemente da Clemente IV, francese, appena ei salì +al pontificato. Urbano e Clemente seguivano entrambi l'antico studio +della romana corte a mutare per lo meno in signoria feudale quell'uso +di consiglio e di protezione negli affari temporali, ch'era divenuto +quasi comando in vari reami cristiani; la qual signoria tentò prima in +Inghilterra, poscia in Aragona, e più assiduamente su le italiane +province a mezzogiorno del Garigliano. Clemente promulgò a venticinque +febbraio milledugentosessantacinque la bolla, per la quale «il reame +di Sicilia, e la terra che si stende tra lo stretto di Messina e i +confini degli stati della Chiesa, eccetto Benevento,» furono conceduti +a Carlo, in feudo dalla Chiesa, per censo di ottomila once di oro +all'anno, e servigio militare al bisogno. Cento patti sottilissimi +dettò il papa a vietare l'ingrandimento del re: che nè allo impero +aspirasse, nè ad altra signoria in Italia, a sicurtà della {27} romana +corte, la quale il volea possente sì, ma non da soverchiare lei +stessa. Con ciò mutilati i dritti del principe nelle elezioni ai +vescovadi e agli altri beneficî ecclesiastici; toltigli i frutti delle +sedi vacanti; tolta ogni partecipazione nelle cause ecclesiastiche, e +riserbatene le appellazioni a Roma; fermata la franchigia de' chierici +dalle ordinarie giurisdizioni e dai tributi; e altre condizioni men +rilevanti. Tra quegli squisiti accorgimenti di regno, si risovenne pur +Clemente degli uomini del paese non suo che vendea: stipulò per loro i +privilegi goduti già sotto Guglielmo II, il re più mite e giusto, e +temperante dallo aver dei sudditi, che nelle siciliane istorie si +registrasse[10]. + +A furia allor si misero in punto le armi, e gli armati per la guerra a +Manfredi. Corsi erano ormai diciassette anni dalla sconfitta +dell'esercito crociato: ridondava la Francia {28} di baroni, e +cavalieri, e uomini d'arme, fastiditi del viver civile sotto le leggi, +bramosi di operare, e di acquistar gloria e sustanze. Veniano di +Fiandra per la cagione stessa altri guerrieri di ventura. Venian di +Provenza, la quale appartenne negli antichi tempi al reame di Francia; +spiccossene dietro la morte di Carlo Magno nel secol nono; fu feudo +dello impero; poi, rompendo il debil freno, si resse {29} per suoi +conti sovrani; ed or da Beatrice, ultima di quel sangue, era stata +recata in dote a Carlo d'Angiò. Quell'acerba signoria, onde la Puglia +poi pianse e la Sicilia insanguinossi, spaziavasi già in Provenza: +fraude e forza aveano spogliato di lor franchige repubblicane +Marsiglia, Arles, Avignone: tra cupida dell'altrui avere, e tremante +del suo tiranno, correa Provenza alle armi per aggrandirlo. Smugneanla +di danari Carlo e Beatrice; costei fino i suoi gioielli impegnò; altra +moneta fornì re Lodovico; altra ne tolse in presto il conte d'Angiò da +Arrigo di Castiglia, e da mercatanti e baroni. Così raggranellando di +che provvedere ai preparamenti, si raccolsono i guerrieri, ai quali il +bando della croce era pretesto, scopo l'acquisto: e venivano sotto la +insegna di ventura dell'Angioino, chi condotto per soldo, chi +conducendo del suo un picciol drappello, quasi messa di gioco o di +commercio, per guadagnar poderi nell'assaltato reame. Sommavano a +trentamila, tra cavalli e fanti: e però esercito lo appellano le +istorie, non masnada di ladroni, congregati di là dei monti a +riversarsi in Italia, a scannar per rubare, e comandar poi, e +ribellione chiamar la difesa. + +Per arrisicato viaggio di mare, schivando l'armata fortissima di +Manfredi, Carlo con un pugno d'uomini venne in Italia: di giugno +milledugentosessantacinque prese l'uficio di senator di Roma, +assentitogli temporaneamente dal papa: d'autunno le sue genti, +valicate le Alpi, non trovarono {30} riscontro nei Ghibellini +d'Italia; dei quali chi fu compro, e chi tremò. E così la fortuna, che +annulla d'un soffio gli umani consigli, volgea le spalle a Manfredi. +Le divisioni d'Italia a lui nocquero fieramente, risorgendo i Guelfi a +quelle novità; nocquegli la possanza della Chiesa; ma il voltabile +animo de' suoi baroni fu che disertollo; e la mala contentezza dei +popoli, causata dalle spesse e gravi collette, dal piover degli +anatemi, dai mali tanti che la lotta con Roma avea partorito. Sdegno e +necessità di assicurarsi, aveano cacciato innanzi Manfredi in tutto il +tempo del suo regno; nè avea ascoltato i richiami de' popoli, che +lunghi anni si sprezzano, ma suona un'ora alfine che morte ne scoppia +e sterminio. + +Quest'ora già rapiva Manfredi: e sentiala il grande, ma volle mostrare +il volto alla fortuna. Tedeschi e Italiani accozzava, e quanti +Pugliesi credea fedeli, e i Saraceni siciliani trapiantati in +terraferma, che odiosi a tutti teneano a lui solo: e attendeva a +ingrossare l'esercito, e temporeggiarsi col nemico, cui l'indugio era +ruina. Correa rigidissimo il verno. Carlo d'Angiò con la regina, s'era +incoronato già in Vaticano a dì sei gennaio del sessantasei: +stringealo la diffalta di danari a vincer tosto, o sciogliere +l'esercito. Ondechè difilato e precipitoso veniane, con un legato del +papa, con aiuti de' Guelfi: e a Ceperano pria si mostrò; dove +tradimento o codardia sgombravagli il passo del Garigliano[11], e per +lieve avvisaglia schiudeagli {31} San Germano et Rocc'Arce; e valicar +gli facea senza trar colpo il Volturno. Solo a Benevento si pugnò, a +dì ventisei di febbraio, perchè v'era Manfredi, nè Carlo udir volle di +pace. Pugnaron, dico, i Tedeschi, e i Saraceni di Sicilia; fuggiron +gli altri; vinse con grande strage l'impeto francese. Allor Manfredi +avventossi tra' nemici a cercar morte; e se l'ebbe. Tra mille cadaveri +trovato il suo, gli alzarono i soldati nemici una mora di sassi; e poi +pur quell'umile sepoltura gli negò l'odio del legato pontificio: e le +ultime esequie dello eroe svevo, fur di gettarlo a' cani sulle sponde +del Verde. + +E Napoli fe' plauso al conquistatore: la ribellione, la rotta dello +esercito, il fato del re, fecer piegare il resto di Puglia e di +Calabria, e la Sicilia arrendersi; sol tenendo fermo que' Saraceni +fortissimi in Lucera. Alla grossa partironsi i tesori del vinto, tra +Carlo, Beatrice, e lor cavalieri: s'ebbono quei soldati di ventura, +dignità e terre. E i popoli, che per mutar di signori rado mutano al +meglio lor sorti, ne avean pure l'usata speranza; parendo che nella +pace s'allevierebbero i tributi, ordinati a sostenere quella +pertinacissima guerra contro la corte di Roma. + + +NOTE + + [1] Manfredi nacque di Federigo, e di una nobile donna della famiglia + de' Lancia, che poi vicina al morire fu sposata dall'imperatore, + divenuto già vedovo. Con questo alcuni pretendeano legittimare + Manfredi. + + [2] Scorrendo rapidamente i preliminari, e toccando punti istorici + notissimi, io lascerò indietro le citazioni infino al + cominciamento della dominazione angioina. Le noterò solo in alcun + luogo più importante. Così è questo delle pratiche di papa + Innocenzo a fomentare gli umori repubblicani in Puglia e in + Sicilia. Esse ritraggonsi non solo dagli storici contemporanei, ma + sì da' brevi del papa, dati a 24 aprile 1246--23 gennaio e 13 + dicembre 1251--18 ottobre e 2 novembre 1254, recati da Raynald, + Ann. eccl., negli anni rispettivi, §§. 11--2, 3, 4--63, 64. + _Quod vobis sicut gentibus coeteris aliqua provenirent solatia + libertatis:--universitas vestra in libertatis et quietis gaudio + reflorescat:--habituri perpetuam tranquillitatem et pacem, ac + illam iustissimam et delectabilem libertatem qua coeteri + speciales Ecclesiæ filii feliciter et firmiter sunt + muniti_--queste e somiglianti son le frasi del papa. + + [3] Il numero delle città grosse era considerevole in Sicilia, molto + più che nel regno di Napoli, come io farò osservare in piè del + Docum. II. + + È da avvertire che il di Gregorio (Considerazioni su la storia di + Sicilia, lib.2, cap. 7; lib. 3, cap. 5, e lib. 4, cap. 3) non + sembra molto esatto nelle sue idee su l'importanza de' comuni + siciliani, nei secoli duodecimo e decimoterzo. Forse i tempi + sospettosi in cui scrisse questo valente uomo, l'indole morbida, i + timori, le speranze, i riguardi di lui, ch'era istoriografo regio + e prelato, lo portarono a presentare in tal guisa l'elemento + democratico, se così può chiamarsi, dell'antica nostra + costituzione. Sforzato dai molti documenti, egli accetta che + alcune città avessero proprietà comunali, che le adunanze popolari + deliberassero sopra alcuni negozi municipali, ed eleggessero + alcuni officiali pubblici; accetta la tendenza, com'ei dice, + pericolosissima delle nostre città alle forme repubblicane, e il + sospetto che n'avea preso l'imperator Federigo, e le caute + concessioni alle quali si mosse; e con tutto ciò, credendo + commesso ad officiali regî il maneggio di faccende che piuttosto + poteano appartenere a' magistrati municipali, conchiude assai + frettolosamente, che infino a' tempi di Federigo imperatore non + v'ebbero in Sicilia forme municipali propriamente dette; che + quegli ne creò un'ombra; e che i comuni non presero stabilità e + forza che ai tempi aragonesi. Io credo che ben altro risulterebbe + da una ricerca de' documenti, da una investigazione delle + tradizioni storiche, da una istoria infine delle municipalità + siciliane, che con tempo, spesa, fatica, si potrebbe compilare. E + pur mancando questo lavoro, parmi poter giudicare l'importanza di + quelle municipalità nel secolo decimoterzo: in primo luogo dalla + loro tendenza repubblicana, evidente ancorchè immatura; e in + secondo dall'esistenza delle adunanze popolari, le quali son + certamente l'elemento più forte di governo municipale, e poco + importano del resto i nomi e gli ufici dei sindichi, giurati, + borgomastri o somiglianti magistrati esecutivi. S'aggiunga a + questo, che il di Gregorio cita i maestri de' borghesi ne' tempi + normanni, e poi non ne fa più caso; e che il suo argomento, + fondato su poche carte, potrebbe valere forse pei tempi nostri in + cui la legge municipale è uniforme e universale, ma non per que' + secoli in cui non v'erano che privilegi speciali, difformi l'un + dall'altro, dati in tempi e in circostanze diverse. E ricordinsi + infine le parole di Ugone Falcando egregio istorico del secol XII, + che narrando la ripugnanza de' borghesi siciliani a soffrire i + dritti pretesi da qualche novello barone francese, li chiama + _cives oppidanos_, _cives liberos_; e nota espressamente + ch'essi godeano libertà e franchige, _non juxta Galliæ + consuetudinem_. Il vocabolo _cives liberos_, usato con tal + significazione, ci rende certi della esistenza delle corporazioni + municipali. + + Perciò io tengo per fermo, che le nostre municipalità, avanzo de' + tempi greci, romani, bizantini, e forse non distrutte da' + Saraceni, i quali non aveano la smania di vestir tutto il mondo + alla lor foggia, furono parte dell'ordine dello stato nei tempi + normanni: che anzi, crescendo gli umori municipali in Sicilia sì + come nella terraferma italiana l'imperator Federigo pensò + ripararvi dall'una parte con le minacce, dall'altra con le + concessioni: che, falliti i disegni repubblicani del 1254, le + municipalità sotto Manfredi e Carlo d'Angiò continuarono ad essere + un utile strumento di governo, massime nella riscossione delle + entrate pubbliche, nell'armamento delle navi, de' fanti, e simili + bisogni pubblici: che nella rivoluzione del vespro senza dubbio si + levarono a maggior potenza, senza mutare perciò i loro ordini + semplici e gagliardi: e che sotto gli Aragonesi la esclusione de' + nobili dagli ordini municipali, e la istituzione dei giurati, + furono senza dubbio grandi passi, ma non costituirono l'importanza + del governo comunale, che stava nelle adunanze popolari. I giurati + furono dapprima un tribunato, o un pubblico ministero, che + vegliava alla retta amministrazione della giustizia nel proprio + comune, e alla condotta degli uficiali regi; nè amministravano in + quella prima istituzione le cose del municipio, ch'è stato per lo + più un uficio insignificante, e, come dicono gl'Inglesi, «servente + il tempo,» e stromento docilissimo del potere assoluto. + + Oltre a ciò è noto, che nelle monarchie feudali le nazioni furon + piuttosto aggregati di vari piccioli corpi politici, che comunanza + di uomini regolata dall'azione diretta del governo. Il poter + sovrano in molte parti dell'ordinamento civile non operava su + gl'individui, ma su i loro rappresentanti: volgeasi a ciascun + corpo di vassalli feudali per mezzo del barone, a ciascun corpo di + borghesi per mezzo della municipalità. Ondechè, se in tutt'altra + monarchia feudale de' secoli XII e XIII era ormai necessaria la + esistenza delle municipalità, sembrerà impossibile che mancassero + in Sicilia, ove la feudalità nacque sì moderata; ov'erano molte + proprietà allodiali, grosse e superbe città, e perciò una vasta + massa di popolazione su la quale il governo non avrebbe saputo + agire senza il mezzo de' corpi municipali, massime in ciò che + risguardasse la contribuzione ai bisogni, pubblici, sia con + servigio personale, sia con moneta. + + [4] Chron. Mon. S. Bertini, presso Martene e Durand, Thes. nov. Anec. + tom. III, pag. 732. + + [5] Questo è il medesimo cognome di Dante, che si scrivea + _Aldigherius_ nel secolo XIV, come veggiamo nel comento di + Benvenuto da Imola. Ma non v'ha alcuna memoria del comun lignaggio + tra Leonardo Aldighieri e 'l poeta fiorentino. + + [6] La narrazione di questa repubblica in Sicilia è cavata da: + + Bart. de Neocastro, Hist. sic., cap. 2, 4, 5, 47, 87. + + Saba Malaspina, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, pag. 726 a 736, e + 753, e in Muratori, R. I. S. tom. VIII. + + Nic. di Jamsilla, in Muratori, R. I. S. tom. VIII. + + Cronaca di Fra Corrado, in Caruso, Bibl. sic., v. 1, anni 1254 e + 1255. + + Appendice al Malaterra, in Muratori, R. I. S. tom. V, pag. 605. + + Raynald, Ann. eccl., 1254, §§. 63 e 64, e 1256, §§. 30, 31, 32. + + Breve di papa Alessandro IV ai Palermitani, dato a 21 gennaio + 1255, tra' Mss. della Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 2; + pubblicato dal Pirri, Sic. sacra t. II, p. 806, dove si legge: + _ut per convenciones et pacciones inter civitates et castra et + alia loca tocius loci Siciliæ inhitas, nec non et per privilegia + super iis eis concessa, vobis in Ecclesiæ romanæ devocione + persistentibus et civitati vestræ nihilum in posterum præjudicium + generetur_. Un altro breve di Alessandro al podestà, consiglio, + e comune di Palermo, dato di Laterano l'8 gennaio an. 2º, li + ammonisce alla restituzione del castello, rocca, e altri beni + occupati da loro al vescovo di Cefalù. Ne' Mss. della Biblioteca + com. di Palermo Q. q. G. 12; e citato dal Pirri, Sic. sacra, tom. + II, pag. 806. + + Breve dato di Napoli a 29 gennaio 1255, indirizzato a frate + Ruffino de' minori, cappellano e penitenziere del papa, vicario + generale in Sicilia e Calabria del cardinale Ottaviano legato. + + Bolla data di Anagni a 21 agosto 1255, al medesimo frate Ruffino, + che comincia così: _Eximia dilecti filii nobilis viri Roglerii + Finectae fidelis nostri merita sic preeminent et prefulgent, + etc._ Il papa, non sapendo abbastanza premiar questo Ruggiero + Fimetta, gli concedeva in feudo Vizzini, Modica, Scicli, e + Palazzolo, castelli che rendeano, dice la bolla, a un di presso + dugento once all'anno. + + Bolla del 27 agosto del medesimo anno al medesimo frate Ruffino. + Concedesi in feudo a Niccolò di Sanducia, fratel cognato di + Ruggier Fimetta e testè tornato in fede della Chiesa, il casale + _Scordiæ Suitan situm in territorio Lentini_. + + Questi tre diplomi, cavati da' registri Vaticani, Epistole n. 574 + e 121, leggonsi in Luca Wadding, Ann. minorum, Roma, 1732, tom. + III, pag. 387, 537 e 539. + + Breve di Urbano IV, cavato da' diplomi della Chiesa di Girgenti, e + pubblicato dal Pirri, Sic. sacra, tom. I, p. 704, nel quale si fa + parola dell'imprigionamento del vicario frate Ruffino. + + Di costui in fine dà notizia un altro breve del 13 novembre 1254, + recato dal Pirri nello stesso luogo; nel quale diploma è notevole, + che il papa concedea al vescovo di Girgenti alcuni dritti del + regio fisco. + + Il guasto dei poderi della corona in Caltagirone, si scorge da un + privilegio in favore di quella città, dato da Manfredi, balio di + Corradino; il quale è citato dal P. Aprile, Cronologia della + Sicilia, cap. 27. + + [7] Si narra che in una festa a corte di Francia, Beatrice, contessa + di Provenza, fu cacciata dal gradino ove sedeano le due sorelle + minori, regine, l'una di Francia, l'altra d'Inghilterra (la terza, + ch'era assente, fu moglie di Riccardo d'Inghilterra, re de' + Romani); ond'ella si tornò dispettosa e piangendo alle sue stanze; + e Carlo, saputa la cagione di questo femminile cordoglio, + baciandola in bocca, le dicea: «Contessa datti pace, che io ti + farò tosto maggiore reina di loro:» e ciò lo stigava oltremodo + all'impresa di Sicilia. + + Gio. Villani, lib. 6. cap. 90. ed di Firenze 1323. + + Ramondo Montaner, cap. 32. + + Cron. di Morea, lib. 2, pag. 39, ed. Buchon 1840. + + [8] Raynald, Ann. eccl., an. 1253 e seg. + + Si vegga altresì Hume, Storia d'Inghilterra--Arrigo III, cap. 12, + dov'è citato Matteo Paris. + + Duchesne Hist Franc. Script. tom. V, pag. 869 a 873. + + I documenti delle pratiche de' papi per la concessione del reame + ad alcuno de' principi nominati, leggonsi presso: + + Lünig, Codice diplomatico d'Italia--Napoli e Sicilia--tom. II, n. + 30 a 42. + + Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, ed. Londra, 1739, tom. I, pag. + 477 e seg. ove son citati questi documenti: + + 3 agosto 1252.--Innocenzo IV, a re Arrigo III, tom. I, pag. 477. + + 28 gennaio 1253.--Diploma d'Arrigo III, pag. 893. + + 14 maggio 1254.--Innocenzo IV all'arcivescovo di Canterbury, etc., + pag. 511. + + Questo è il primo documento ove si parli della concessione al + principe Edmondo. Il papa comanda si accatti danaro per la + impresa, con sicurtà su i beni delle chiese d'Inghilterra. + + 14 maggio 1254.--Altri quattro brevi d'Innocenzo IV, pag. 512 e + 513, dall'ultimo de' quali si vede che re Arrigo era stato + dubbioso a muovere contro un principe congiunto suo, e che il papa + il confortava. + + 22 maggio 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III. Che non ispenda + danaro in cose profane, nè sacre, e tutto serbi alla impresa di + Sicilia, p. 515. Allo stesso effetto ci è una epistola alla + regina, una a Pietro di Savoia. + + 23 maggio 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III. + + 31 detto.--Innocenzo IV ad Arrigo III. + + 9 giugno 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III. + + 14 ottobre 1254.--Arrigo III, come tutore di Eduardo re di Sicilia + a' prelati, conti, baroni, militi e liberi nomini di questo reame, + p. 530. + + 17 novemb. 1254.--Innocenzo IV ad Arrigo III. + + ...... 1255.--Alessandro IV. È uno scritto delle condizioni alle + quali si concede il reame di Sicilia e Puglia a Edmondo, p. 893. + + 21 aprile 1255.--Alessandro IV ad Arrigo III. Perchè paghi una + somma di danaro, spesa dalla corte di Roma per l'occupazione di + Puglia, pag. 547. + + 3 maggio 1255.--Alessandro IV commuta nella impresa di Sicilia il + voto preso da re Arrigo per Terrasanta, pag. 547. + + 7 detto.--Altra bolla sullo stesso soggetto, p. 548. + + 11 detto.--Alessandro IV scrive aver commutato alla impresa stessa + il voto del re di Norvegia e de' suoi, pag. 549. + + 12 detto.--Altra bolla allo effetto stesso. + + 13 detto.--Alessandro IV ad Arrigo III, p. 550. + + 15 detto.--Bolla dello stesso perchè si riscuotessero da Arrigo + per la impresa siciliana que' denari in cui erano stati mutati i + voti presi da molte persone per guerreggiare in Terrasanta; e si + richiedessero anche dagli eredi, p. 551. + + 16 detto.--Bolla dello stesso pel voto del re Arrigo III, pag. 552. + + 21 detto.--Per lo giuramento di Edmondo alla corte di Roma. Pag. 553 + + 30 novembre 1255.--Per lo giuramento di Edmondo alla corte di Roma. + pag. 573 + + 5 febbraio 1256.--Alessandro IV al vescovo di Hereford, perchè + sulle decime d'Inghilterra si pagassero i debiti contratti dal + papa per l'impresa di Sicilia, pag. 581. + + 27 marzo 1256.--Arrigo III al papa. Scrive non potere, per le + turbazioni del regno suo, mandar forze in Italia, nè fare al papa + il pagamento, ch'ei volea prima di ogni altro, per le spese + sostenute da Roma negli assalti del regno. Era di 135,541 marchi; + e dice Arrigo: _Non enim credimus quod hodie princeps aliquis + regnet in terris, qui ita subito tantam pecuniam possit habere ad + manus._ + + Altre lettere simili a vari cardinali leggonsi a pag. 587. + + .... 1256.--Eduardo primogenito di Arrigo III, dà un giuramento + per questo negozio di Sicilia, pag. 586. + + 11 giugno 1256.--Alessandro IV a re Arrigo III, pag. 593. + + 27 settembre 1256.--Bolla che proroga il termine dato ad Arrigo + per l'impresa di Sicilia, pag. 608. + + .... detto.--Bolla che obbliga i prelati di Scozia a pagare il + danaro tolto in presto dal papa per la guerra di Sicilia, pag. + 608. + + 6 ottobre.--Alessandro ad Arrigo III, pag. 611. + + 9 novembre.--..... pag. 612. + + 10 maggio 1257.--Arrigo III al papa. Scrive avere con + l'arcivescovo di Morreale, legato del papa, ordinato l'impresa, e + scelto il capitano, pag. 620. + + .. Maggio 1257.--Arrigo al papa. A questo effetto ha fermato pace + col re di Francia. + + 3 giugno 1257.--Alessandro IV al suo nunzio in Inghilterra. + Riscuota il danaro tolto in presto sulle decime, non ostante il + divieto del re, che già si noiava della spesa. + + E moltissime altre, che sarebbe lungo e non utile a noverare. + + Leggonsi anche questi ed altri documenti negli Ann. eccl. di + Raynald, tom. II et III. Nè li ho citato, parendomi inutile + replicare le autorità per fatti sì certi. + + [9] Le trattative leggonsi in una bolla d'Urbano IV, data d'Orvieto + il 26 giugno 1263, che contiene a un di presso le condizioni della + bolla di concessione di Clemente IV; se non che il papa domandava + o quelle ricche province col censo di due mila once d'oro, o, per + tutto il regno, il censo di dieci mila; riserbandosi sempre + Benevento. Si contentò poi di dare tutto il regno per once otto + mila all'anno. Questa bolla sarà in breve pubblicata dall'erudito + sig. Alessandro Teulet, che l'ha cavato dagli Archivi del reame di + Francia, e me l'ha gentilmente comunicato. + + [10] Lünig, loc. cit. n. 43. + + Ecco il sommario di questa bolla, data di Perugia il quarto dì + anzi le calende di marzo dell'anno primo di Clemente IV. + + Discorso a lungo della concessione precedente a Edmondo + d'Inghilterra, la quale si replica esser nulla, per le non + adempiute condizioni, e per la mancanza di un atto in buona forma; + il regno di Sicilia, con tutta la terra tra lo stretto e i confini + dello stato della Chiesa, è dato a Carlo d'Angiò, che prima della + festa prossima di san Pietro, vada a Roma per l'investitura, + mentre il cardinale delegato a questo negozio in Francia gli + darebbe un sussidio sulla decima delle chiese, e predicherebbe la + croce contro Manfredi. + + Le condizioni della concessione sono: + + 1. Resti Benevento alla Chiesa. + + 2. Carlo, e i suoi, e gli eredi non possano avere proprietà, nè + autorità in alcuna terra appartenente alla Chiesa di Roma. + + 3. Diansi alcuni privilegi a Benevento. + + 4. Ordine della successione, con la ricadenza alla Chiesa, in + difetto di eredi legittimi e del sangue. + + 5. Censo di ottomila once di oro alla Chiesa, in ogni anno; e + scomuniche e caducità dal regno se non si paghi. + + 6. Dopo l'acquisto del reame, in tutto o in parte, Carlo paghi + alla Chiesa 50,000 marchi per le spese sostenute da lei. + + 7. Presenti al papa un palafreno bianco ogni tre anni. + + 8. Ne' bisogni della Chiesa mandi 300 uomini d'arme (cioè da 900, + a 1,200 cavalli) per tre mesi in ciascun anno; il qual servigio si + possa rendere in vece con navi armate. + + 9. I re di Sicilia e Puglia prestin omaggio ad ogni papa. + + 10. Non dividano il territorio. Qui è la formola del giuramento + ligio che debban rendere a Roma. + + 11. Non possano essere imperatori, nè re de' Romani, o di + Teutonia, nè signori in Lombardia, o Toscana. + + 12. Gli eredi loro, se eletti ad alcuna di queste signorie, + lasciala. + + 13. Le eredi del regno non si maritino a principi di quelle + regioni. + + 14. Stabilito un giuramento per le condizioni dell'art. 12. + + 15. Se il re sia eletto imperatore, emancipi il figlio, e gli + lasci questo reame. + + 16. Simile condizione per le donne eredi del trono. + + 17. La donna erede del trono non si mariti senza piacimento del + papa. + + 18. Esclusi i bastardi dalla successione. + + 19. Il regno non si unisca mai ad altro d'Italia, nè all'impero. + + 20. Caducità e scomunica, se il re occupi terre della Chiesa. + + 21. Restituiscansi, sotto gli occhi di commissari del papa, i beni + mobili e immobili tolti alle Chiese. + + 22. Libertà delle elezioni ecclesiastiche, salvo il padronato + regio. Facciansi in Roma le cause ecclesiastiche. + + 23. Rivocazione degli statuti svevi contro le immunità + ecclesiastiche. + + 24. Immunità degli ecclesiastici da' giudizi ordinari. + + 25. E dalle gravezze. + + 26. Restino alla Chiesa i frutti delle sedi vacanti. + + 27. I feudatari e i sudditi abbiano le immunità e i privilegi + goduti sotto Guglielmo II. + + 28. Rientrino gli esuli a piacer della Chiesa. + + 29. Divieto di ogni lega contro la Chiesa. + + 30. Liberazion de' prigioni sudditi del papa. Restituzione dello + stato al duca di Sora. Rivocazione delle concessioni di feudi o + altri beni per Federigo, Corrado, e Manfredi. + + 31. Carlo venga all'impresa, con esercito non minore di 1,000 + uomini di arme (contando 4 cavalli per ogni uomo di arme), 300 + balestrieri, ec, ec. + + 32. Venga in tre mesi dopo la concessione. + + 33. Le condizioni scritte di sopra valgano pei successori di lui. + + 34. E compiuta che sia l'impresa, abbia il privilegio di + concessione con la bolla di oro. + + 35. Non tenga per tutta la sua vita l'uficio di senator di Roma. + + 36. Lascilo anzi nel termine di anni tre; e intanto lo eserciti a + favor della Chiesa, e disponga per lei i Romani. + + [11] Tutti questi casi della conquista di Carlo ritraggonsi da: + + Saba Malaspina, lib. 3, cap. 1. + + Ricordano Malespini, cap. 179, ambo, presso Muratori R. I. S., + tom. VIII, e da molti altri contemporanei. + + Del resto ved. Muratori, Annali d'Italia, 1266. + + E ricordisi in Dante: + + A Ceperan, là dove fu bugiardo + Ciascun Pugliese. _Inf._, c. 28. + + L'ossa del corpo mio sarieno ancora + In co' del ponte, presso a Benevento, + Sotto la guardia della grave mora: + Or le bagna la pioggia, e muove 'l vento + Di fuor dal regno, quasi lungo 'l Verde, + Ove le trasmutò a lume spento. _Purg._, c. 3. + + + + +CAPITOLO III. + +La vittoria di Carlo innalza parte guelfa in Italia. Risorgon pure i +Ghibellini, e chiaman Corradino all'impresa del regno. Sollevasi per +lui la Sicilia. È sconfitto a Tagliacozzo, e dicollato a Napoli. Carlo +spegne la rivoluzione in terraferma con rigore, in Sicilia con +immanità. Eccidio d'Agosta. 1266-1268. + + +S'eran riscossi i Guelfi alla passata di Carlo, aiutato l'aveano +all'impresa, ed ora partecipando della vittoria, tutta Italia +ingombravano, rafforzati dalla riputazione e dalle armi del re. E +vacando tuttavia l'imperial seggio, papa Clemente, che alcuna autorità +non n'avea, dette al re il titolo di vicario dell'impero in Toscana, +per aprirgli la strada a più larga ambizione. Così mutossi per parte +guelfa lo stato di tutte le province italiane; al nome ghibellino non +restando che Siena e Pisa: gli altri uomini di questa parte, attoniti +più che spenti, cedeano il campo, chi esule, chi acquattato in patria; +e tutti covavan rancori. Ond'e' guardarono in Lamagna a Corradino, +entrato già nell'adolescenza, e verace signore di Sicilia e di Puglia; +i quali stati, com'or feano piegar le bilance pe' Guelfi, l'avrebber +mandato giù, se renduti a casa sveva. Con loro s'intendeano gli usciti +di que' reami, e i partigiani che s'eran sottomessi a Carlo; i quali +non avean saputo difender Manfredi, ed or pensavano a rifar guerra. +Rincoravali la mala contentezza di questi popoli, che sotto Carlo non +sentiano scemare i tributi, crescer anzi la molestia de' ministri e +degli officiali infiniti del re, ingordi, inquisitivi, superbi, più +insopportabili come stranieri, e in Sicilia peggio, perchè ai non domi +con le armi peggio puzza un'insolente dominio. Amaramente piangean +Manfredi, da loro lasciato correre alla morte come quei che togliea +parte {33} di lor sostanze, per trovar ora chi tutte rapiale, e per +ammenda le persone manomettea. + +Entro un anno dunque dal subito conquisto, risvegliansi, congiurano e +Ghibellini, e usciti del regno, e baroni sottomessi a Carlo, e +stranieri principi. Adunan moneta i Ghibellini; volenteroso entra +Corradino nell'impresa; il duca d'Austria il segue, giovanetto e +congiunto suo; seguonlo per amor di parte o d'acquisto molti baroni e +uomini d'arme di Lamagna. Fin d'Affrica sursero per lui due perduti +uomini del sangue regio di Castiglia, Arrigo e Federigo; che di lor +patria fuggiti, combatteano a' soldi del re di Tunisi; e infastiditi, +o a lui venuti in sospetto, rituffaronsi nelle brighe de' battezzati: +ma Arrigo ancora cocea privato rancore contro Carlo, perchè avendogli +dato in presto, quand'ei si preparava alla impresa, una grossa somma +di danari raccolta da lui in Affrica e serbata a Genova, Carlo, preso +il regno, nè dette feudi o stati ad Arrigo, nè rendea la moneta, ma +menzogne di cortesia; e stucco de' richiami dello Spagnuolo, gli parlò +leonino[1]. Perciò Arrigo cercava vendetta. Ad annodar que' fili +giravan di qua, di là i più vivi partigiani; Corrado Capece corse e +ricorse tra Lamagna e Tunisi. E fur sì destri, che l'anno stesso +sessantasette Corradino, con quattro migliaia di cavalli tedeschi e +parecchie di soldati a piè, calava in Verona: Roma tumultuando +chiamava senatore don Arrigo di Castiglia: si levavano da per tutto i +Ghibellini: tumultuava la Sicilia contro re Carlo. + +Perchè don Federigo e Capece non prima sepper la passata di Corradino, +che mosser d'Affrica, sì come s'era ordinato, a rizzare in quest'isola +l'insegna sveva. Con una ventina di cavalli, e poche centinaia di +fanti raunaticci, spagnuoli, toscani, tedeschi, saraceni, posero sulle +spiagge meridionali {34} a Sciacca. Capece si promulga vicario del re; +spaccia messaggi ai già disposti e consapevoli; bandisce la +proclamazione di Corradino, esortante i popoli a sorger nella santa +causa di lui: fanciullo, l'avevan tradito il fratel del padre suo, il +pastor supremo della Chiesa; or adulto, e in sull'armi, e affidato +nella lealtà dei sudditi, veniva a scacciare l'oppressor loro, +l'usurpatore del regno. Rapida corse dell'arrisicato sbarco la fama, +gratissima ai nostri, poco formidabile dapprima a' Francesi, che fecer +sembiante di spregiarla; e Fulcone di Puy-Richard, reggitor dell'isola +per Carlo, tutto sdegnoso mosse con forte oste de' suoi e di milizie +feudali siciliane a schiacciare gli assalitori. I quali come videro il +nimico vicino, fidati nelle lor pratiche, escon tosto al +combattimento: e al primo scontro i feudatari siciliani s'infingon di +fuggire; poi s'arrestano, straccian le bandiere d'Angiò, spiegan le +sveve, e minacciosi stringonsi a schiera. Fulcone allora, lasciato il +campo, più che di passo si rifuggì in Messina. E questa, con Palermo e +Siracusa, restaron sole in fede; nel rimanente della Sicilia divampò +un subito incendio, gridando tutti il nome di Corradino: nè a lui però +ubbidirono, nè a Carlo, ma a posta sua ciascun disordinatamente si +prevalse. Sbigottite e poche le armi provenzali; poche e disordinate +quelle di don Federigo e di Capece; il malo studio delle parti, +entrato già in questa terra, non crescea forza ad alcuno de' +contenditori, ma sfogavasi in particolari vendette. Perocchè alla +venuta di re Carlo, un talento servile, o una speranza di guadagno e +autorità, molti precipitò a prostrarsi alla nuova dominazione, lor +viltà onestando sotto specie di parteggiare per quella; molti più +profondamente l'abborrirono. Ferracani i primi, Fetenti s'appellarono +gli altri: nomi d'ignota origine, che nelle nostre istorie son oscuri, +e mertanlo; perocchè s'udian solo in questa rivoluzione, l'uno e +l'altro per villani misfatti. Il mal governo poi di re Carlo fu {35} +amara ma certa medicina a dileguar queste fazioni in un +ferocissim'odio comune. E così nel vespro appena si vide un'ombra di +parte; ma restò solo per detto di contumelia e villania il nome di +Ferracano; che traditor della Sicilia suonava, e partigiano de' +tiranni stranieri. + +Nè a particolareggiare i casi atroci di quest'anarchia del +sessantasette, vo' dilungarmi or io dal bello argomento propostomi. +Dirò solo quali odî seminassersi allora, che render doveano il vespro +più sanguinoso e più grande; perocchè spesso nasce il bene dai mali +estremi; e convien sia colma la misura a far che gli uomini tra lor +mense, e amori, e guadagni, e ambizionucce, ed ozi onesti, ed ozi +vituperevoli, ricordinsi d'esser cittadini, talchè, arrischiando per +poco questa vita sì breve e amara, nella causa pubblica risorgano. La +quale altra è che lo sciogliersi a misfare senza modo nè grande +intento, come allora in Sicilia avveniva. Baroni, borghesi, vassalli +con rapine e omicidî e violenze d'ogni maniera laceravansi tra loro: i +deboli, al solito oppressi da' nemici e dagli amici, non sapeano cui +ubbidire: era piena la Sicilia di sangue: di fame e di pestilenza +perivano i campati alla rabbia degli uomini. Invano qui venne per +Corradino il conte Federigo Lancia con una armatetta di galee pisane. +Invano per Carlo il prior Filippo d'Egly, degli Spedalieri, frati +combattenti, i quali in queste nostre risse mescolavansi più +volentieri che nelle sacre guerre di Palestina. Avversi ai carlisti i +popoli; i tre capi corradiniani disputavansi l'autorità suprema; e +loro forze dividendo, disertaron sè stessi e la causa del principe. +Queste parti dunque, delle quali niuna potea vigorosamente ordinarsi e +metter giù l'avversa, dilaniarono senza pro la misera Sicilia; finchè, +spento Corradino, venner da Napoli a risanarla i carnefici[2]. {36} + +Non uso a questi subiti italiani movimenti, sbigottì Carlo a veder +mezza la penisola in romore per Corradino; la Sicilia perduta; la +Puglia piena d'umori di ribellione; e Corradino, che per diffalta di +danari era sostato dapprima a Verona, vincer sull'Arno, accrescersi in +Roma pe' favori d'Arrigo di Castiglia, e, non curando scomuniche, +minaccioso venire alla volta del regno con dieci migliaia di cavalli, +e più numero di fanti, tra tedeschi, spagnuoli, italiani, e usciti di +Puglia. Nè tanta moltitudine avea Carlo in sull'armi; ma eran Francesi +i più, e in migliore disciplina, e con altri capitani: ond'ei come +animoso, fè testa ai confini. Presso a Tagliacozzo si pugnò, nel pian +di San Valentino, a ventitrè agosto del sessantotto: ed era di +Corradino la giornata, quando la terza schiera francese instrutta dal +vecchio Alardo di Valery e da Guglielmo principe di Morea, diè dentro; +e ruppe e mietè i disordinati per fidanza della vittoria. Presi i +maggiori dell'esercito; scannata a frotte la plebe; nella quale +trovando parecchi Romani, Carlo {37} non fu contento della lor sola +morte, in vendetta del toltogli uficio di senatore della città. +Comandava nel primo boglimento di rabbia, che fosser mozzi i piè a +quei prigioni; ma per timore che portassero miserando spettacolo, da +rinfocare contro di lui gli animi in Roma, l'ordine rivocò, e chiuder +li fece entro una casa, e vivi brugiare. Quest'era il campion della +Chiesa! Corradino fuggendo fu conosciuto ad Astura, e preso a +tradimento. I partigiani ch'eran tuttavia grossi di numero, perdetter +l'animo a quella rotta; si sbrancarono; pensò ciascuno a salvar sè +solo; e tutti furon perduti[3]. Quel d'Angiò, come avea preso tanto +stato, così il mantenne, per una sola battaglia. Ma per che modo sì +assicurava e vendicava, m'è duro a narrarlo. + +E comincio da Corradino, comechè pria del suo sangue scorresse già +quel de' sudditi a fiumi. Altri appone a Clemente il mal consiglio, +altri lo scolpa; io penso che il papa e il re d'un animo volesser la +morte del giovanetto, stimolati entrambi da rabbia d'aver tremato, e +sospetto dell'avvenire. Nè sicari in carcere, ma rappresentanti della +nazione in faccia alla nazione e a Dio, bruttavansi del comandato +assassinio. Convocò re Carlo un parlamento di baroni, e sindichi, e +buoni uomini delle città di Puglia; a scherno osservar fece tutte del +giudizio le forme: talchè par vedere altri tempi a leggere con che +sillogismi quella straordinaria corte dannava a morte Corradino e i +seguaci suoi, come in tali casi è costume. Ed ebbe animo ad opporsi un +Guidone da Suzara, famoso professor di dritto civile, che non era +suddito di re Carlo nè si curava della sua grazia; e lor coscienze +rimordean gli altri; e piangeano in cuore i buoni; i Francesi stessi +esecravano il crudele atto del re: ma il re volea, e tremavano i +giudici, onde ogni schermo fu vano. Un fanciullo di sedici anni, +ultimo erede di tanti imperatori {38} e re, dritto signore egli stesso +di Sicilia e di Puglia, il dì ventinove ottobre del sessantotto, +tratto era al patibolo in piazza di mercato a Napoli; seguendolo una +funata di vittime, perchè più largamente si vendicassero gli sturbati +ozi della tirannide. A paro a paro con esso veniva il duca d'Austria, +statogli compagno amantissimo dall'infanzia: biondi ambo e gentili, +impavidi nel sembiante, a fermo passo andavano al palco. Di porpora +era coperto il palco, quasi a regia pompa; con torvi armati +all'intorno; foltissimo il popolo in piazza; dall'alto d'una torre +guardava quella tigre di Carlo. Salì Corradino, mostrossi, e lettagli +in volto la sentenza che il chiamava sacrilego traditore, ne protestò +nobilmente al popolo e a Dio. A queste parole susurrava la moltitudine +un istante; e poi ghiacciata di paura tacque; stupida e scolorata +affisò Corradino. Il quale nell'abbassar lo sguardo su quell'onda di +spaventati volti infiniti, ghignò di amaro disprezzo, poi gli occhi +alzò al cielo, e ogni terren pensiero depose. Lo scosse un colpo: vide +il capo del duca d'Austria già tronco sul palco; ond'avidamente il +raccolse Corradino, se lo strinse al petto, il baciò cento volte, +baciò gli astanti, baciò il carnefice, pose il capo sul ceppo; e la +scure piombò. Narran che prima gittasse il guanto a significar la +investitura de' reami a Pier d'Aragona, genero di Manfredi; narran che +il conte di Fiandra, marito d'una figliuola di re Carlo, non reggendo +all'empio sagrifizio, di sua mano uccidesse Roberto di Bari fabbro e +dicitore della sentenza. Ben i bizzarri costumi dell'età +aggiugnerebber fede a cotesti fatti; ma più certi e atroci prendo io a +narrarne, affrettandomi a uscir di tanti orrori[4]. {39} + +In terraferma quanti eran rimasi fedeli a Carlo, o, dubbiosi finchè fu +dubbia la vittoria, or voleansi purgar dal sospetto, fecersi giudici +insieme e carnefici degli scoperti ribelli. Il parlamento avea offerto +regie vittime al re; gli uomini delle province immolavangli i +partigiani, e guadagnavan possessioni in premio della fedeltà o de' +misfatti[5]. Presero i beni, rapirono, uccisero, accecarono, +straziarono: fu tanto, che Carlo trattenne al fin lo immane zelo che +facea del regno un deserto, perdonò al fine[6]. Ma ai Siciliani nulla +mercè[7]. A farne macello manda i suoi baroni francesi: e Guglielmo +l'Estendard era il primo; uom {40} di guerra e di strage, che la pietà +avea a scherno, più crudele d'ogni crudeltà, dice Saba Malaspina, e di +sangue ebbro, e tanto più sitibondo quanto più ne versasse. Costui +valicò lo stretto con un drappello di Provenzali fortissimi, e di +forti Siciliani l'accrebbe a vergogna nostra; abbattè senza ostacolo +la parte di Corradino, cui speranza non restava alcuna. Ma in Agosta +mille cittadini in sull'armi, con dugento cavalli toscani, fieramente +difendeansi, aiutati dal sito inespugnabile; onde Guglielmo, postovi +il campo, gran pezza indarno affaticossi: e a tanti doppi ne crescea +quella sua natural ferità. Sfogolla alfine senza battaglia, perchè sei +traditori, schiusa di notte una postierla della città, indifeso +diergli in preda quel valente presidio: ed ei nè valore rispettò, nè +innocenza, nè ragione d'uomini alcuna. Ivano i suoi per la città, +contaminando ogni luogo con uccisioni, stupri, saccheggi; cercavano +lor vittime per fin entro le cisterne e le fosse del grano. Ma dopo la +prima strage, quando fu satollo il furor de' soldati, non si spense +nel crudo animo del ministro del re. Chiama al macello un manigoldo +d'estrema forza: al quale adduconsi legati gli Agostani; e quegli li +spaccia con un largo brando; e quand'è spossato gli si porgon colmi +nappi di vino, che tracanna insieme col sudore e sangue di che gronda +tutto; e con fresche forze ripiglia l'opera scellerata. Alzò sulla +marina una catasta di capi e di tronchi; dove tra le misere vittime +loro andavano a monte i sei figliuoli di Giuda, ben premiati così da +Guglielmo. Non rimase persona viva in Agosta. Molti fuggendo al mare, +sì precipitosamente accalcaronsi sopra un legnetto, che diè alla banda +e si sommerse. Gavazzavano intanto i Francesi nella insanguinata +città, che deserta e squallida fu poi per lunghissimi anni[8]. Nè +queste immani stragi, nè questi immani tripudi ricordavano {41} i più +degli storici narrando con tanto studio la strage del vespro, che +misura fu per misura! A quella carnificina tenner dietro negli altri +luoghi i supplizi. Corrado Capece s'affortificò in Centorbi: ma visto +balenare i suoi, uscì solo a darsi nelle mani di Guglielmo; e quegli +il fe' accecare, e trarre a Catania, e per la gola impiccare. Marino e +Giacomo fratelli di lui periano anco sulle forche a Napoli; per altri +casi gli altri principali partigiani: sol campò Federigo di Castiglia, +che si difese in Girgenti, ma Guglielmo come congiunto di re Carlo gli +diè di partirsi con una nave. Sulle misere città di Sicilia, o state +ribelli, o state fedeli, piombò intanto la rapace man d'Estendard, con +imprestiti e altri mal dissimulati ladronecci[9]. Lucera di Puglia, +ove i Saraceni siciliani fatto avean sì bella difesa, s'arrendè poco +appresso per gli strazi d'orribilissima fame: trionfò Carlo da per +tutto senz'alcun freno. Così crescon per doma ribellione e peggiorano +i principi, stimolati da sdegno e sospetto, nè mansuefatti da timore +alcuno de' sudditi; i quali per diffidar l'un dell'altro e spossamento +comune, forz'è che lungo tempo servano, e stiansi. + + +NOTE + + [1] Questa ragione della nimistà d'Arrigo di Castiglia è riferita da + Bernardo D'Esclot, Istoria di Catalogna, cap. 60, ed. Buchon, 1840. + + [2] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 3 e seg. + + Bart. de Neocastro, cap. 8 e 9. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 20 al 23. + + Raynald, Ann. eccl. 1267, §§. 2, 12 e seg., 1268, §§. 2 a 29. + + Nic. di Jamsilla, in Murat. R. I. S. tom. VIII, pag. 614 e seg. + + Veggansi anche i seguenti diplomi del r. archivio di Napoli: + + Diploma di Carlo I, dato di Viterbo 11 aprile undecima Ind. (1268) + al segreto di Sicilia, per le spese di fra Filippo d'Egly dello + Spedale di S. Giov. di Gerusalemme. Reg. di Carlo I, segnato 1268, + O fog. 18. + + Altro dato dal campo sotto Lucera il 2 giugno undecima Ind. (1268) + a Falcone di Puy-Richard vicario di Sicilia, perchè munisse con + estrema cura Messina, _tamquam portum et portam Sicilie_. + Ibid. fog. 18. + + Altro dato di Capua a 10 dicembre duodecima Ind. (1268) pel castel + di Licata, che avea sostenuto assai guasti da' ribelli. Ibid. fog. + 22. + + Conti resi da Bartolomeo di Porta giustiziere della Sicilia di là + dal Salso, per l'amministrazione dal 14 ottobre 1268, a tutto + novembre 1269. Ibid. fog. 75. + + Da una partita di questo conto si scorge, che il giustiziere + mandava al re, Nicolò di Marchisano a chiarirgli falsa la voce + dello sbarco del re di Tunisi in favor de' ribelli; e che avea + pagato un'oncia a Lorenzo di Trapani, il quale con la sua barca + portò questo corriere da Palermo in Principato, ov'era il re. + + [3] Gio. Villani, lib. 7, cap. 24 al 27. + + Bart. de Neocastro, cap. 9. + + Saba Malaspina, lib. 4, cap. 13. + + [4] Bart. de Neocastro, cap. 9 e 10. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 28 e 29. + + Saba Malaspina, lib. 4. + + Frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 9. + + Ricobaldo Ferrarese, Hist. imp. an. 1268, etc. + + Un verso di Dante, se bene o mal interpretato non importa, diè + luogo ai primi comentatori poco discosti dal secol XIII a narrare + un aneddoto intorno la morte di Corradino. Nella loro età dicessi, + che Carlo I d'Angiò, per superstizione mezzo pagana venuta di + Grecia, avesse fatto cuocere una zuppa, e mangiatola su i cadaveri + di Corradino e degli altri guastati con esso; il quale rito s'avea + per fermo che purgasse il peccato dell'omicidio, o troncasse il + corso alla vendetta. Il verso è questo: + + .... Ma chi n'ha colpa creda, + Che vendetta di Dio non teme suppe. _Purg_., c. 33. + + Io non rido di tal comento come fa il Biagioli, perchè tutte le + memorie degli uomini portano superstizioni, empie e ridicole almen + quanto il mangiare una zuppa sul cadavere dell'ucciso. Nè Carlo I + d'Angiò fu spirito forte, come diremmo in oggi. Ma non trovando + questo fatto in alcuno degli scrittori contemporanei di parte + contraria a lui, conchiudo che, o la favola nacque dopo la loro + età, o ch'essi come favola manifesta la tacquero. Perciò ho + lasciato indietro questo, che pur sarebbe un forte tratto di + pennello sul carattere di Carlo, su i tempi, e sulla natura della + condannagione di Corradino. Su le opere di Guidone da Suzara, veg. + Tiraboschi, Storia letteraria d'Italia, tom. IV. Suzara è città + nel distretto di Mantova. + + [5] Veggansi le molte concessioni di feudi e altri beni fatte da re + Carlo in questo tempo, che leggonsi nel r. archivio di Napoli, + reg. di Carlo I, segnato 1269, D, fog. 1 ed 8. Tra gli altri si + trova a fog. 6, a t. e duplicato al 114, a t. un diploma del 15 + genn. tredicesima Ind. (1269) pel quale furon date all'arcivescovo + di Palermo le case che possedeva in Napoli Matteo de Termulis, + fellone. + + [6] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 17. + + Capitoli del regno di Napoli, pag. 14. _Misericordiam_, etc. + + [7] Capitoli del regno di Napoli, pag. 16. Nel preambolo si legge + essere stati i ribelli di Sicilia, _conculcati, et gladio ultori + perempti_. + + [8] Saba Malaspina, lib. 4, cap. 17. + + [9] Conto reso da Bartolomeo de Porta giustiziere della Sicilia di là + dal Salso. Nel archivio r. di Napoli, reg. di Carlo I (1268), O, + fog. 75. + + Da questo si veggono gl'imprestiti sforzati fatti per ordinamento + di Guglielmo Estendard, maresciallo e vicario generale in Sicilia, + di Guglielmo di Beaumont, ammiraglio, e di Fulcone di Puy-Richard. + Un altro argomento di estorsione, come si ricava da' medesimi + conti, fu l'assedio di Sciacca, non so bene se quel del primo + sbarco di Federigo di Castiglia, o un secondo quando trionfò la + parte angioina. Richiedeansi le città di mandar forze a + quest'assedio, e invece d'uomini si prendea da esse denaro. Sul + cumulo di queste composizioni furono assegnate all'ammiraglio per + ordine del re once 621. + + Da' medesimi conti ricavasi, che in questo tempo il prezzo del + grano montò a venti tarì a salma. + + + + +CAPITOLO IV. + +Re Carlo continua e trapassa gli abusi della dominazione sveva. +Immunità ecclesiastiche. Novello baronaggio. Gravezze, e modi del +riscuoterle. Demani, e bandite. Servigi, e soprusi che nascon da +quelli. Amministrazione della giustizia, crimenlese, matrimoni, +violenze alle donne. Violazione dei dritti politici. Riscontro delle +condizioni di Sicilia e di Puglia. 1266-1282. + + + +Temperavansi a vicenda nell'antica siciliana costituzione il +principato e 'l baronaggio; nè illimitati dritti avea questo sulle +persone, nè gravissimi sulle facoltà: i villani men servi che altrove; +non eran servi i rustici; i borghesi e cittadini, fin delle terre +feudali, sentivano lor libertà, lor immunità sosteneano[1]. Il poter +giudiziale dipendendo direttamente dal principe, non serviva a tutte +voglie della feudalità. Comportabili le gabelle; miti i servigi; +rarissimi gli universali tributi: e i parlamenti soli accordavan +questi; i parlamenti conoscean solennemente le leggi dal re dettate. +In questi termini, dopo ondeggiar molto del potere tra i baroni e 'l +principe, il buon Guglielmo ristorò gli ordini politici: la feudalità +di nuovo turbolli: Federigo imperatore più monarchicamente li assestò, +come nel capitolo {43} primo s'è detto. Molti statuti e savi ei dettò, +fiaccando i baroni: bandì, or col voto dei parlamenti ed or senza, le +universali contribuzioni, ch'erano per ordine fondamentale limitate ai +noti quattro casi feudali[2], ed ei per violenza le rese più +frequenti: moltiplicò le gabelle sulle derrate: di alcune merci +riserbossi esclusivo lo spaccio; accrescendo così senza modo le +entrate regie. Pentito in ultimo, o infigendosi, per testamento abrogò +queste violazioni alla costituzione: disdisserle anco i suoi +figliuoli; e le praticaron pure, sospinti dai bisogni della guerra[3]. +Esse dettero a Manfredi il crollo; esse a Carlo d'Angiò preparavanlo. +Giurato avea Carlo tra le condizioni della pontificia investitura, di +cessar gli abusi, di ridurre il governo ai termini del Buon Guglielmo; +e i tempi del Malo ricondusse, e fe' peggio, non sapendo astenersi da +tanto comando, da tanta moneta. Sottilmente anzi investigando tutti i +mal'usi, che dritti si dicean del fisco, accrebbe peso e molestia: poi +dalla ribellione per Corradino trasse pretesto a scioglier sè e' suoi +ad ogni misfare. Le leggi e i registri che ne restan di lui; quelle +che dopo il nostro vespro a moderar la pessima signoria promulgaronsi +in Puglia dagli angioini, da que' di Aragona in Sicilia; e le +rimostranze de' Siciliani al papa; i brevi pontificî; gli attestati +degli storici contemporanei, fosser nostri o avversi, tutte ne +mostrano scolpitamente le calamità della Sicilia in quei tempi. +Fremendo io le scrivo; ma ne racconterò la vendetta[4]. + +E prima dirò della slealtà con la Chiesa. Avea Clemente {44} conceduto +il regno a patto che gli ecclesiastici godessero tutte lor pretese +franchezze, dagli Svevi negate; e che si rendessero i beni occupati +dagli Svevi a chiese o usciti. Giurollo Carlo, e da re nol dovea: +preso il regno poi, avarizia il vinse a romper la fede; non già +negando apertamente, {45} ma peggio, con cavillare in parole, e +persister nei fatti. Perciò, lagnandosi invano papa Clemente, le +comuni gravezze ei riscosse dai chierici, e da lor case; nè sazio a +questo, ai beni ecclesiastici diè di piglio; i dritti dei porti di +Cefalù, Patti, e Catania occupati dagli Svevi nella guerra con Roma, +nella pace ei ritenne[5]. E non potè contendere che un legato, +inquisitore, o esecutore (così intitolavasi) della Santa Sede nel +reame di Sicilia sopra la restituzione de' beni ad esuli, chierici, e +chiese, il quale fu dapprima Rodolfo vescovo d'Albania, rendesse +ragione d'autorità del papa; non seppe nè anco ricusare i rescritti +che dessero virtù esecutiva a quelle sentenze; ma lascionne la più +parte senza effetto, come avvenne per lo casal di Calatabiano, che +Vassallo d'Amelina a nome del re prese violentemente alla chiesa di +Messina, e per un altro casale e un podere della medesima, che il +fisco tenea, nè per decisione del legato, nè per ammonizion dei papi, +e in particolare di Gregorio X, si disserravano a renderli le avare +mani di Carlo[6]. Gli Spedalieri, e i Templari che nei {46} suoi reami +veniano, taglieggiò senza rispetto; alla corte stessa di Roma non +n'ebbe, quando giunse a vietar che i suoi sudditi con gli stati di +quella mercatassero[7]. Così adoperava coi papi. La siciliana +repubblica dell'ottantadue, incontanente redintegrò la chiesa di +Messina nel possesso di quei beni[8]: e la corte di Roma fieramente +malediva la siciliana repubblica, perchè si ristorasse la prepotenza +di Carlo[9]! + +Di gran momento sembrami in cotesto nuovo principato la novazione del +baronaggio. Perchè il picciol signore d'Angiò e di Provenza, armando +per tanta macchina di guerra, avea tolto in presto molto danaro, molte +schiere condotto di speranza più che di stipendio; onde gli era forza +soddisfare a' conquistatori e sostegni del suo trono; e appena messovi +il piè, al gran lotto diede opera[10]. E nulla erano gli ufici +pubblici lucrativi, ancorchè a' soli suoi li serbasse; nulla i +benefici ecclesiastici, che conferiva a quei soli; di terreni, di +feudi facea d'uopo. Entrò Carlo dunque in una inchiesta strettissima +dei demanî, de' baronaggi tutti, delle sostanze di Manfredi e de' +suoi; non a cercare, ma a trovare vero o supposto vizio nel +possedimento. A ciò {47} i veltri del fisco, affamati, sagaci, +invidiosi, ivano in traccia, svolgean vecchie carte, su dritti e +usanze cavillavano, vinceano in diligenza lo stesso re. A vetustà di +possesso, a prescrizione non s'attende; richieggonsi i titoli de' +feudi tutti; minacciano spogliamento gl'ingordi ministri, e per danaro +acquetansi. L'hanno, e all'inchiesta, all'espilazione dopo breve +tratto ritornano: feudo non fu, nè baronia che due o tre volte non si +fosse ricattato in tal guisa[11]. Con severità maggiore si ricercò de' +regi demanî: orribili furono le confiscazioni per crimenlese, come +innanzi dirassi. Perilchè occupando terre, e castella, e poderi +innumerevoli, largheggiavane re Carlo co' suoi per feudale +concessione[12]; e tanti diplomi ce ne rimangon ora, che alcuno, senza +badare al rapace acquisto, nè alla sforzata liberalità coi maggiori +dell'esercito, magnifico ne dice il re. I novelli baroni poi a lor +uomini gratificavano con subalterne concessioni: così i condottieri, i +soldati d'oltremonti prendeano stanza nelle nostre terre; sospettosi, +odiosi, pronti a ripigliare le armi; e ritraente dalla primitiva +occupazione de' barbari, una feudalità novella sorgeva {48} appo noi. +Essa fu incentivo grandissimo ai turbamenti dell'ottantadue, perchè e +l'insolenza portava della vittoria, e 'l dispetto di signoria +forastiera, e l'uso a dritti o angherie, radicati in Francia, ignoti +in Sicilia[13]. Però insopportabili qui rendeansi i novelli feudatari. +Con insolite esazioni aggravavano le industrie; rapiano apertamente; +taglieggiavano vassalli, e viandanti; tenean private carceri pei +colpevoli e più per gl'innocenti; intrigavansi di forza ne' negozi de' +comuni; ad ogni eccesso le violente mani stendeano[14]. Del che più +largamente diremo, divisando i soprusi de' famigliari e degli altri +officiali del re; ch'essi e' feudatari eran di una genía tutti, senza +ragione nè patria, tutti accozzati di varie genti, Francesi, +Provenzali, Fiamminghi, e trapiantati nell'inimico paese, presero come +venturiera masnada una sembianza propria e nuova, un'indole rapace, +crudele, pessima; nè Francesi li direi, se non fossero stati i più, e +l'uso delle tradizioni e istorie nostre non mi sforzasse. Rimessi se +ne stavano intanto i baroni siciliani, dal re bersagliati e dai feroci +compagni, ed usi a vivere negli antichi termini co' vassalli. Quanto +del baronaggio dico io dunque, s'intenda del nuovo. Nè maravigli +alcuno a vederlo sì sfrenato sotto sì dispotico principe; avvegnachè, +riguardo all'autorità regia, tenealo egli a segno; i dritti sovrani +geloso {49} riserbavasi nelle concessioni[15], ed esercitavali, non +perdonando a tributo, nè a servigio; infino a sancir la morte contro +gli usurpatori de' demani, e a dichiarare, e per questo soltanto, che +regnicoli e Provenzali e Francesi senza distinzione ubbidissero[16]. +Abbandonava nel resto il freno, perchè diverso dagli altri principi +dell'età sua Carlo regnava. Quelli con la riputazione delle +municipalità, sforzavansi a raffrenare i baroni; ei condottiero ancora +del suo baronaggio, da quello era mantenuto sul trono[17]. Nimici {50} +ambo de' popoli, ambo s'affaticavano insieme a tenerli sotto il giogo, +e 'l sangue sugger loro e i midolli, come vivamente dice, e famigliar +del papa era e guelfo, l'istorico Saba Malaspina[18]. + +E meglio stan queste amare parole ove si risguardi alla +amministrazione delle pubbliche entrate, levate non per bisogni +pubblici, ma da istinto d'avarizia e disegni d'ambizione; la quale +rapacità copriano i partigiani di Carlo con dir ch'era uopo dimagrar +que' contumaci sudditi, affinchè contro il principe non alzasser la +cresta[19]. Era nei tempi feudali, altrimenti che ai nostri, ordinata +l'azienda degli stati; e più discrete apparian le gravezze a cagion +de' minori bisogni, e degli usi sotto i quali esse ascondeansi. Perchè +i demani[20] somministravano la più parte delle spese della corte; a +quelle del pubblico suppliano i popoli, non pur con danaro, ma sovente +col servigio delle persone, e delle cose loro. Così gli eserciti, le +navi, dai feudatari forniansi e dalle città; così era debito albergar +le corti del principe e de' maestrali; così ai lavori pubblici andavan +tenuti gli uomini di minor taglia, ai trasporti, e a somiglianti +disagi. Servigi s'appellavan questi; e collette le contribuzioni +dirette e generali; gabelle poi le tasse sulle derrate, che per +privativa nella vendita sovente si riscuoteano. Delle quali parti +l'entrata dello stato componeasi in Sicilia ancora; ma la moderata +costituzione tutti i pesi rattemprava. Turbaron gli Svevi quella +bilancia, sì come io notai: Carlo le diè il tracollo, arso, dice +dolorando il suo istorico, arso d'idropica sete di danaro[21]; e ne +venne quasi all'aperta rapina. {51} + +Ne restan di Clemente quarto, a lui indirizzate nei primi principî del +regno, due epistole, che son modello di politica prudenza e umanità; ma +Carlo sen rise, come fanno i despoti ad ogni buon consiglio. Toccatisi +in quelle tutti gli ordini dell'amministrazion dello stato; e sulle +tasse illegalmente levate: «consigliamti, o figliuolo, scrivea il papa, +che, chiamati i baroni, i prelati, e i maggiori uomini delle città, i +tuoi bisogni lor esponga, e l'utilità del difendersi, e con +l'assentimento di essi stabilisca il sussidio a te dovuto. Di quello +poi, e de' tuoi dritti sia tu contento; lascia tu liberi i sudditi... +Ordina col parlamento in quali casi richieder possa la colletta ai +vassalli tuoi o de' baroni»[22]. E il pio re, nè parlamenti adunando, nè +misura osservando alcuna, nè per bisogno pubblico, bandiva l'un +sull'altro, più fiate entro un anno, quegli universali tributi; or +aggravando e spesseggiando i consueti; ora speculandone nuovi e +insoliti, come fu quello de' legnami e marinai: e talvolta tumido e +frettoloso lasciava ai ministri suoi che a lor talento ordinasserli[23]. +Si promulgan {52} così gli editti; saltan fuora i riscotitori; non +bastando i {53} sudori della industria[24] alla gravezza diretta, +spessa, immite, fuggono i miseri dai lor focolari[25]; e se non ne han +cuore, strappansi il pan dalla bocca, pagano una parte, e veggonsi pure +rapir le suppellettili, e gli animali, e gli strumenti della +agricoltura[26], e fin diroccare le case, le persone trarre in carcere. +Ivi son incatenati con manette di ferro; lor negasi il cibo e il bere; +popolani e nobili, {54} vecchi, fanciulli, adulti, donzelle serransi +alla rinfusa come un sol gregge; occasione, o pretesto a violenze +maggiori[27]. «Mille nuove arti (sclama, trasportandosi a' tempi del +servaggio, una rimostranza de' Siciliani ammoniti dopo il vespro a +tornarvi), mille nuove arti insegnava a costoro l'inestinguibil sete, il +furore dell'avarizia. Sulle liste dei riscuotitori gli uomini son +cresciuti; ma ben le liste di proscrizione li scemano. Nostri non sono i +beni; per costoro ariamo il suolo. Oh si lasciasse ai coltivatori un +tozzo di pane! Oh mangiassero, ma non divorassero! Ma no; le persone non +difendono i beni; nè i beni salvano le persone. Tutto bevono, tutto +succhiano questi vermi insaziabili. Appena ci è concesso disputare ai +corvi i brani delle carogne[28].» + +Tra la moltitudine de' poveri straziata a tal modo, i ricchi non +compravano almeno la sicurezza delle persone col sacrifizio de' beni. +Pagavan le tasse, e non bastava; ricusandosi dagli officiali la +scritta del ricevuto, finchè non avessero una grossa mancia[29]. Il re +dal suo canto vuol da loro tutta la colletta del paese, immantinenti, +in moneta; pensin essi a riscuoter dagli altri. Chi ricusa, in +prigione, in catene, finchè non prenda l'uficio; nè esce poi per +questo, senza pagar nuova taglia per riscatto dalla prigione. Uno +n'esce; un altro sen trova, ch'è pelato con lo stesso argomento +fiscale: strano ed esorbitante peso in quei tempi, in cui sì alto +montavan le usure del danaro. Frequentissimi {55} inoltre i violenti +comandi a giustizieri, a portulani, a segreti per anticipazioni delle +tasse da riscuotersi; e non meno eran gli imprestiti, che da privati, +da comuni richiedea il re, e a sua voglia faceane i patti, e pagava a +sua voglia[30]. + +Peggiore, e universal danno recò l'alterazion delle monete, {56} tanto +o quanto ben governate dagli Svevi, mentre nella più parte degli stati +d'Europa il fisco ne traea grossa entrata; che è a dir le magagnava +grossamente[31]. E Carlo, imitatore degli Svevi nel mal solo, seguì in +questo gli esempi di fuori, e andò oltre com'ei solea. Fa coniare in +Napoli, in luogo degli antichi agostali, carlini e mezzi carlini +d'oro, con vocabolo preso dal suo nome e pervenuto infino a questi +presenti tempi, del medesimo valore degli agostali, com'affermava, e +di metallo purissimo; e nello editto stesso smentiasi, affidando il +corso di questo suo conio al terror de' supplizi; perchè comandava con +la solita immanità, che dando o ricevendo carlini di oro per valor +minore dello edittale, gli officiali suoi ne avessero pena la +pubblicazion de' beni e 'l taglio della mano; i privati fosser +marchiati in faccia con la propria moneta arroventata su i carboni +ardenti[32]. Ogni anno poi, e talvolta entro un anno più volte, +stampava a Messina ed a Brindisi la bassa moneta, d'una trista lega di +molto rame con pochissimi grani d'argento, di quella specie chiamata +un tempo erosa, ed or biglione; il qual conio addimandavasi danari, e +perchè altrimenti non si potea mettere in circolazione, si dispensava +per forza agli abitanti di ciascuna terra o città, che dovean torselo +al disorbitante valor edittale, e pagarne tanta buona moneta d'oro o +d'argento. Guadagnavaci il fisco l'ottanta per cento e più; perdeanci +i privati strabocchevolmente, {57} perchè nè comando nè supplizio mai +die' valore a ciò che non n'ha; onde a capo a quattro o cinque giorni +cinquanta danari valean sei, passata la settimana calavano ad uno[33]. +I sinistri effetti di tali alterazioni credea menomare, ma li +aggravava il re, con un divieto all'uscita degli schietti metalli, e +di tutt'altra moneta che la sua[34]. Taglia questa non era, nè +balzello, ma pretta rapina {58} di falsario; e per giunta soffocava e +struggeva i commerci: non pur pensando l'avarizia cieca a +quell'avvenire non lontano, in cui invan farebbe prova a smugnere i +sudditi, condotti alle ultime stretture di povertà. + +E quanto al commercio, nè era questo il sol danno, nè avea per misura +i soli errori economici della età, l'ingordigia con la quale re Carlo +mercatava egli stesso di molte derrate, e il traffico delle altre in +mille guise forzava. Riserbata al principe o da balzelli oppressa la +uscita del sale, de' grani, e di tutta vivanda: infinite le esazioni +de' porti, le visite, le investigazioni, i riti molestissimi, i +ladronecci de' doganieri, il terror degli officiali maggiori, che co' +beni e col capo doveano rendere ragione al re della osservanza di +tutti quegli ordinamenti[35]. E mentre così il fisco tiene {59} i +traffichi esterni, e li interdice agli altri, gl'interiori travaglia e +soffoca con quei, che nuovi statuti chiamò l'imperator Federigo, e +nuovi balzelli eran per vero su varie derrate, e privativi dritti del +vender sale, acciaio, seta, e altre merci[36]. Nei traffichi allora +addentrandosi re Carlo con quella guida delle angherie baronali, qui +fabbrica mulini, e comanda non possa alcuno macinar altrove i +frumenti; qui spianando pane, se ne fa ei solo venditore ai sudditi +l'amorevole monarca[37]. Forni, e mulini, e antiche gabelle, balzelli +nuovi, terratichi, multe, esazioni dell'amministrazione della +giustizia, ei dà in fitto ove il possa; ondechè l'ingordigia dei +pubblicani con la sua si mesce a travaglio de' popoli[38]. Ma, se +pubblicani non trova, adocchia i più ricchi uomini; sforzali a toglier +quegli ufici, come allor diceano, in credenza; cioè, che riscuotano +per loro, paghino al re quel tanto ch'ei ferma a suo arbitrio, +ragionando in tempi sì mutati e calamitosi il {60} ritratto +sull'ultim'anno del regno di Manfredi, nel quale al doppio e al triplo +dell'odierno sommava[39]. + +Nè mancò infine l'arte delle spugne di Tiberio. Da molti documenti +ritraesi che gli officiali, convinti di mal tolto nel dare i lor +conti, componeansi per danaro col re; il quale in tal guisa non +solamente rifaceasi del frodato a lui, ma anco partecipava de' +ladronecci su i popoli; e spesso fingea il mal tolto contro un ricco +uficiale per aver, come pareagli, onesta cagione a pelarlo[40]. + +Possedea vasti demani re Carlo. E i cortigiani[41] anelanti a precorre +il principe ne' suoi vizi, pieni di zelo con lui borbottavano: +dilapidarsi da' coloni que' suoi poderi; niun frutto ritrarsene; +essere i sudditi ricchi troppo; a questi addossasse il maneggio de' +beni, con patti accorti: non era egli il signore di lor vita e +sostanze? Società d'industria agraria delibera dunque il re: agli +agricoltori vicini dà in soccio a forza, tenute, e armenti, e greggi, +e scrofe, e polli, e gli sciami fin delle api. La quantità delle +produzioni o de' parti che a lui si debba, stabilisce egli a sua +posta: sia sterile poi l'anno o fecondo, mortifera o generativa la +stagione, {61} riscuote quel tanto, nè a mercè piegasi mai. Di questi +non dubbi guadagni anzi invogliato sempre più, non è nei poderi suoi +vil cosa cui non attenda; mette a entrata fine il letame delle +greggi[42], manda gli armenti a satollarsi nelle altrui terre, entro i +pascoli non pure, ma nei seminati più belli: e tristo chi si lagni di +sofferto dannaggio[43]! + +Volgeasi per le campagne il guardo, e da per tutto era bandita del re; +non a sollazzo suo, a dispetto de' popoli. Occupansi a capriccio i +côlti de' privati; tramutansi in foreste; proclamasi il fatal bando +della caccia; ed è uom perduto chi non pure un cervo uccida o un +camoscio, ma solamente in que' luoghi soggiorni o passi, e a' +boscaiuoli regi non aggradi. Incessanti perquisizioni fan quelli, per +fame e selvatichezza più intristiti: alla insolenza aggiugnendo +l'insidia, spesso ripongon di furto ne' tuguri alcuna pelle o altro +avanzo di cacciagione; e frugan poi; s'infingon trovarlo, e la misera +famigliuola inabbissano. Lor parchi allargavan anco i baroni ad +esempio del re; con pari giustizia acquistandoli, con pari umanità +guardandoli. Infinita la molestia dunque: e ben era ragione che per +procacciar {62} un'ora di diporto a quegli eletti, lagrimasse e +affamasse lunghi anni la vile bordaglia[44]. + +Il gran Federigo, aggravando le tasse, disusato avea i servigi almeno; +ineguali maniere di contribuzione, ai sudditi molestissime, +disdicevoli al governo, e male accordantisi con quel sì ordinato +dispotismo, ch'avea egli in mente. Or la nuova avarizia assottigliata +in ogni parte, i servigi richiese, senza tor le gravezze poste in +luogo di quelli. Onde non solo volle il militare servigio, e +l'armamento delle navi, non mai discontinuati per l'addietro, ma solo +talvolta ricattati con la contribuzione ch'adoa appellavasi o +adoamento; ma cento altri ne ricercò de' più riposti e strani. +Scrivonsi a servir sulle regie navi marinai e non marinai: chi +s'asconde o fugge, è perseguitato senza mercede: i genitori, i +fratelli, le sorelle imprigionansi, affinchè il contumace per amor +loro si dia volontariamente nelle rabide mani de' commissari[45]. +Intanto costretti i comuni a mandar il danaro delle collette in ogni +luogo ove al re piaccia[46]: costretti i cittadini a portarlo tra i +rischi e i disagi, fabbricati dal mal governo medesimo. Se attende uom +quetamente a sua industria, il mandan corriero con lettere e spacci, o +a custodir prigioni; e sol per danaro trar si può di briga[47]. Alle +vetture, alle barche dan piglio gli officiali, i famigliari del re, +de' magistrati, dell'azienda pubblica, de' castellani, dei feudatari: +e servigio gridan del {63} re, servigio del barone; traggon giù i +padroni; sforzanli a remigare o a far da guida; e dan percosse in +mercede, e a lor agio s'accomodan essi[48]. Così senza prezzo la +vivanda tolgono in mercato, ch'è mestieri, dicono, al fisco; i vini +suggellan così, toccando al re, a' suoi tutti la scelta, agli abbietti +proprietari il rifiuto: ma per danaro si mitigan poi[49]. In mille +così vilissimi aggravî, per le piazze, per le osterie, nel lezzo delle +taverne la cupidigia degli infimi famigliari si spazia, rivaleggiando +con quella dei potenti. Grandi ed infimi, che in tante bisogne della +uggiosa signoria svolazzavan per Sicilia tutta a stormi, s'intrudeano +nelle case de' cittadini, abusando quel già gravoso dritto d'albergo. +Entrano a dritto o a torto; scaccian la famiglia; sciupan letti, +masserizie, vestimenta, quanto trovano; poi, se lor talenta, il portan +via, se no, il buttano in faccia agli ospiti, e vanno[50]. L'ingiuria +de' servigi personali passò ogni costumanza, ogni limite della stessa +ingiuria sociale della feudalità, e venne all'eccesso del capriccio, +del più strano e brutale dispetto. Vidersi nobili e onorandi uomini +costretti vilmente a recar su le spalle vivande e vini alle mense +degli stranieri; vidersi nobili giovanetti tenuti in lor cucine a +girar lo spiedo come guatteri o schiavi[51]! {64} + +Ma se di ragione alcun parla, se d'aggravio si lagna, se di presente +non ubbidisce, alzan lo staffile i protervi, snudano il ferro; di +ferro cinti essi sempre, inermi i nostri per feroce divieto: e +percuotono, uccidono; o peggio del ferire, traggono in prigione gli +oltraggiati cittadini che osin parlare; e alla violenza privata allor +sottentra la violenza pubblica, e se non si ripara con danaro, il +magistrato invocando la legge e Dio condanna a morte, a prigione, ad +esiglio[52]. Di qui dunque ci avvieremo ad esaminar l'amministrazione +della giustizia. + +Illustre fu dator di leggi l'imperator Federigo: le forme d'applicarle +ei dettò con senno e dottrina; se non che mescolovvi l'ingordigia +fiscale. Così gli ordini giudiziali al governo angioino pervennero; +nel quale essendo avarizia maggiore, e non altezza alcuna di +consiglio, il buono ei contaminò di quegli ordini, il tristo ne +accrebbe; e i tempî d'Astrea fe' bordelli. A magistrati affidolli, di +que' che ben allignano sotto la tirannide; e più venali allor erano, +perchè a' giudici annuali delle terre, anzichè darsi stipendio, +richiedeasi un dritto per la loro elezione[53]. Strani decreti {65} +Carlo dettò secondo i parziali bisogni; ogni misura passò; ogni dritto +confuse. E già dissi come a' satelliti suoi la giustizia fosse +strumento e non freno: onde suonano ipocrisia brutta quanti statuti ne +restano, che fan sembiante di protegger persone e proprietà, da quelli +manomesse a man salva[54]. Leggiamo così, nè per volger di secoli ne +inganna re Carlo, i severi gastighi da uno statuto suo minacciati agli +occupatori dei beni altrui per frode o forza[55]. Così ne rivelano gli +effetti del mal reggimento, e non la cura o efficacia di quello, le +promulgate leggi contro i rubatori di strada: che prove qualunque +bastassero a condannarli: che le città o terre ristorassero de' furti +avvenuti in contado: che non armandosi gli abitanti a scacciare i +masnadieri, il comune si componesse per danaro col fisco: le ville, le +case rustiche arderebbersi ove que' trovassero asilo, o a denunziarli +non si corresse. Verghe, marchio, e bando pei furti infino al valor di +uno augustale[56]; infino a un'oncia taglio della mano; oltre un'oncia +la morte[57]. Applicavasi al fisco la terza parte de' furti +ricuperati[58]. {66} Una grossa multa in ragion della popolazione si +riscuotea sulle terre, ove, seguito un omicidio, il reo non si +scoprisse: per la occultazione studiata, gastighi maggiori[59]. E +avvenia che il magistrato (giustiziere chiamavasi, e girava per tutta +la provincia) intendendo il misfatto, correa, minacciava, investigava; +addottogli l'accusato, negava di rilasciarlo sotto malleveria, ch'era +beneficio della legge[60]; ma strettosel tra le ugne e pelatolo, +l'assolvea spesso poi per moneta; e il re godeane, riscuotendo la +multa sul comune, come per non trovato delinquente[61]. Le prigioni di +tal giustizia penale ognuno le immagini, e condanni d'esagerazione poi +la rimostranza de' Siciliani che citammo di sopra! «Altri, essa dice, +è inghiottito dall'abisso di perpetuo carcere; carcere non quale +costruì la giustizia, o la severità stessa delle leggi, a custodia, +non a gastigo de' malfattori. È vinta la umana immaginativa dagli +orrori ch'io vidi. Giace a Napoli sotto il pendio d'immensa rupe una +spelonca, fatta carcere da questi stranieri, tetra e negra oltre +natura, flagellata sempre dal mare che la circonda, scrollata e +minacciata dalle tempeste. Orrida è di torture, di supplizi: che +mostrano a' prigioni qual termine s'apparecchi a lor guai: un acerbo +dolore ti trafigge all'udirvi gemiti, stridi, sospiri, aneliti de' +languenti in catene. Questo fu tanti anni il covile de' miseri +abitanti del regno; il sollazzo de' tiranni. Lo costruì il furor della +spada: or passiamo alla fame dell'oro,» dice lo scritto, e continua le +{67} maledizioni[62], meritate dal governo in cui la trasgressione +delle leggi s'ammendava con la crudeltà; l'avarizia del fisco, la +corruzione de' magistrati, la rapacità de' lor famigliari +moltiplicando senza limite que' disordini, rendean prima sorgente di +mali l'amministrazione della giustizia, che del viver civile esser dee +legame e comodo primo[63]. + +E la detta fin qui parrebbe mansuetudine e clemenza, al paragone de' +procedimenti contro i delitti di maestà. Vinto Corradino, il dicemmo, +orribilmente vendicavasi il re; ma al superbo animo non bastava. +Comandò che per volger di tempo non si lasciasse giammai la caccia de' +ribelli: presi, s'impiccassero tosto per la gola: alle forche con loro +chi pietoso li ricettasse: chi veggendoli non facesse la spia, ad +arbitrio del re sarebbe punito[64]. Generali intanto e parziali +inquisizioni criminali, sitibonde, infaticabili, inaccesse a pietà, +sovr'ambo i reami si stendono[65]; fanno a gara con le inquisizioni +dell'azienda; alle persone miran dapprima, ai beni poi de' sospetti; +registrano sottilmente tutte le entrate; rintracciano le decorse; ai +mobili dan di piglio[66]. Tutto confisca il re: divide la preda co' +suoi; e {68} loro assicura il mal dato con una prescrizione brevissima +alle ragioni dei terzi su que' beni[67]. E i signori in questo mezzo, +trucidati cadeano, o trafugavansi in esiglio; scacciate dalle avite +case le lor famiglie, nobili già e opulente, accattavan per Dio, o, +dolor più acerbo, invan supplici al re per alcuno scarso sussidio[68]; +e il re il ricusava spesso; e spogliò d'ogni cosa una moglie che delle +proprie sostanze l'esule sposo avea sovvenuto[69]. Questa rabbia +infine confondendo ogni principio, portò Carlo a una legge: che i +figliuoli de' rei di stato non potessero maritarsi senza espressa +licenza del re, quasi razza d'animali feroci da non lasciarsi +riprodurre senza pericolo[70]. Pari divieto, guidate dalla feudal +ragione, stabiliron già le nostre leggi normanne per le eredi de' +feudi; usollo Federigo severamente; e a suo costume abusaval re Carlo. +Ma congiunti or quei due statuti, davano all'autorità pubblica +l'assentir o vietare la più parte de' matrimoni. Qui perchè i feudi +ricadano al fisco, re Carlo condanna a celibato perpetuo le eredi. +Qui, trapassandosi da abuso ad abuso, le più ricche o leggiadre +donzelle sono sforzate a nozze con gli odiosi stranieri, coi +partigiani loro vilissimi, o se talvolta si concede il matrimonio con +uomo italiano, si tolgono i beni[71]. Natura, società, {69} religione, +i più santi legami violava quella insensata tirannide! + +Nè d'un solo essa era; del principe era, de' baroni, de' seguaci, dei +partigiani suoi tutti. Supplivansi i vizi a vicenda, chè non ne +mancasse un solo a strazio de' popoli: onde se tra que' di Carlo non +si noverava la libidine, l'ammendavano i suoi con usura; per un +principe non licenzioso, dissoluti manigoldi a migliaia. Di seduzione, +di violenza ogni mezzo è in lor mano. Le ospitalità forzate, +l'esercizio e la riputazion del comando, e 'l vietar nozze o +assentirle, e le perquisizioni, gl'imprigionamenti per casi di stato, +per leve marittime, per debiti delle collette, per mille torte +cagioni, e l'esser tra gli spolpati popoli sol essi ricchi, schiudon +loro e case disoneste e case oneste; agli ingiuriosi amoreggiamenti +dan via. Qui alle arti di seduzione la violenza è sviluppo; rapiscon +qui senza maschera alcuna; insultan le donne al cospetto de' mariti; +non riguardano a candor di donzella, a castità di vedova; minacciano, +o feriscono i parenti, o col braccio dell'autorità pubblica li +allontanano: ridonsi de' pianti; della virtù si fan gabbo; menano al +paro le ingannate, le dubbiose, le riluttanti vittime; a quegli +abbominevoli amori ritegno alcuno non è[72]. {70} + +E il principe sì religioso e austero si fa sordo a' richiami; e +fieramente ributta chi si lagni di villania, di rapina, di mortal +ferita: dolenti vanno a lui i sudditi e dolentissimi sen tornano, +quando in pena della temerità non li chiude il carcere, non li punisce +il bastone, o non li calpestano i cavalli degli uomini d'arme, mentre +essi si sforzano a giugnere sino ai piè del tiranno. Così la +rimostranza già citata. Carlo sorride ai focosi suoi sgherri: +giovanili trapassi que' loro, o giuste vendette; le querele e' +richiami son calunnie di gente ribelle[73]. Invano Clemente parlò, +scrisse, mandò legati a Carlo più volte[74], fin pregò re Ludovico che +il moderasse: Gregorio X invano nel ripigliò in Toscana, e l'ira del +cielo minacciogli, e 'l flagello d'inaspettato tiranno che piomberebbe +su lui. «Che suoni tiranno, rispondea Carlo, io lo ignoro; ma so che +il sommo Iddio mi ha guidato, e così ho fidanza che mi regga sempre.» +E raddoppiò i balzelli su i Templari e gli Spedalieri; e si rise delle +rimostranze che Marino arcivescovo di Capua fea tuonar poco appresso +nel concilio di Lione; e dell'orrore desto tra quei prelati al suo +dire; de' legati che il concilio deputava a correggerlo; e delle +epistole del papa a re Filippo di Francia[75]. + +Un dì avrebbe forse il sicilian parlamento chiesto riparazione a tanti +torti; e '1 voto solenne de' rappresentanti della nazione, avria fatto +impallidire quel Carlo[76]; ma il {71} parlamento più non era, ch'ei non +l'adunò in Sicilia mai, come sopra si è detto. E più: se i re normanni +furon tutti coronati ed unti in Palermo; se qui soggiornarono, coi +grandi uficiali della corona, con la maestà tutta del regno; e se gli +Svevi non mutavan punto di quegli augusti ordini, ancorchè secondo i +casi delle guerre lungi dalla metropoli vagassero; or Carlo presa la +corona dell'usurpazione oltre il Garigliano, continuò bene a chiamar +Palermo capo e sede del regno, a far protestazioni menzognere del grande +amor che le portasse[77], ma insieme trapiantava primo la regia sede in +Napoli, non per legge, di fatto; perchè a Francia, a Provenza, alla +corte del papa, alla agognata Italia di sopra, più vicin fosse, nè +chiuso dai mari. Perciò non solamente offendea la dignità e 'l dritto +della Sicilia, ma anco i materiali interessi. Spegnea le industrie, +fondate in sul lusso della corte e de' baroni; quanti per gli ordini +antichi viveano d'un modo o d'un altro, dannava a squallida povertà; le +ricchezze traea fuori senza scambio; il danaro delle tasse sperdea, da +non lasciarne ricader nè una gocciola sola a refrigerio de' +contribuenti. E con ciò la pestilenza de' reggitori subalterni; la +disuguale amministrazione della giustizia; l'izza del governo, che +odiato odiava, tra i sospetti ognor travagliandosi. Pertanto più acerbi +assai della Sicilia i mali, che delle province di terraferma, ancorchè +le stesse mani governasserle, straniere e crudeli. Ma in terraferma il +novello acquisto della sede {72} del governo rattemperava que' danni; e +quanto la Sicilia perdea, la Puglia acquistava. Fioria Napoli per lo +soggiorno della corte, per l'affluenza di tante faccende: ristorò Carlo +la sua università degli studi, la ornò di splendidi edifizi, di feste e +di spettacoli la fe' lieta. Lagrime, e terrore nell'isola intanto. +Manomessa la nazione, manomessi i privati; non magistrato che rendesse +ragione; non principe che riparasse i torti; nè un domestico asilo +rimanea dove l'abbominato accento straniero non penetrasse a ricordare +più scolpitamente la servitù. Delle facoltà loro non eran padroni; +vilipesi nelle persone; ingiuriati nelle donne; della vita in sospetto +sempre e in periglio. A tanto la Sicilia venne per le violate leggi, e +'l dominio straniero! Tal era nel secolo decimoterzo una tirannide! + + +NOTE + + [1] Non proverò con citazioni questi ordini notissimi del nostro + dritto pubblico. Quanto a' doveri de' vassalli verso i feudatari, + è bene ricordare ciò che scrive Ugone Falcando al proposito delle + pretensioni d'alcuni novelli baroni francesi in tempo de' + Guglielmi, cioè nel secol XII, e delle risposte de' + vassalli siciliani. _At illi libertatem civium oppidanorum + Siciliæ prætendentes, nullos se reditus aiebant, nullas exactiones + debere, sed aliquoties dominis suis, urgente qualibet necessitate, + quantum vellent sponte et libera voluntate servire: e appresso: + multorum civium et oppidanorum odia suscitarent, dicentes: id eum + proponere ut universi populi Siciliæ reditus annuos et exactiones + solvere cogerentur juxta Galliæ consuetudinem, quæ cives liberos + non haberet._ In Caruso, Bibl. sic. tom. I, pag. 475. Gli abusi + feudali per altro furon seguiti in Francia dalla famosa + rivoluzione comunale del secolo XII. + + [2] Erano, come ognun sa: 1º. invasione o grave ribellione nel + regno: 2º. prigionia del re: 3º. armamento a cavaliere di lui, o + del figliuolo: 4º. nozze della figliuola, o sorella del re. + + [3] Capitoli di re Corrado I, dati in Foggia di febbraio 1251. + + [4] Non credo che in questo quadro generale si debba far parola delle + leggi suntuarie della città di Messina, confermate da Carlo per + diploma del 16 giugno 1272, sulla domanda che ne fe' il comune per + ambasciadori apposta: Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 102; + e Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 2. + + Tralascio ancora, come di niuna importanza, un frivolo privilegio + di re Carlo I al comune di Palermo, al quale, per la sua dignità, + e lealtà nelle recenti turbazioni di Corradino, lasciò la elezione + dei maestri di piazza, catapani, e altri uficiali minori. Diploma + dato di Napoli a 24 ottobre 1270, tra' Mss. della Bibl. com. di + Palermo Q. q. G. 2. Nello stesso volume si trova un altro diploma + dei 28 settembre 1275 dato di Venosa, in cui re Carlo mezzo + confermava e mezzo no un privilegio dell'imperator Federigo ai + Palermitani, per le inquisizioni dei giustizieri nei delitti + pubblici e privati. + + Nè si farà menzione de' nomi dei vicari che ressero la Sicilia per + Carlo, oscuri ministri di un pessimo principe, non segnalatisi nè + anco per iniquità che passasse la volgare. Furono, se alcuno pur + ama saperli, Fulcone di Puy-Richard, Guglielmo di Beaumont, Adamo + Morhier, Erberto d'Orléans. Caruso, Storia di Sicilia, parte 1ª, + tom. II. + + Il Sismondi nella Istoria delle repubbliche italiane, tom. II, + cap. 7, afferma, che sotto la dominazione di Carlo I, i baroni + siciliani malcontenti furono spogliati e oppressi, ma nè tutti + presi, nè tutti cacciati dall'isola; e che i Francesi facean + soggiorno nelle città e su le costiere, ma osavan di raro + addentrarsi nelle montagne interiori, ove i signori al par de' + contadini serbavan tutta la loro indipendenza. A provar questi due + fatti sì gravi non allega alcun documento; nè per vero ne potea; + nè percorrendo le memorie del tempo sapremmo apporci quale abbia + potuto dar luogo al Sismondi a credere limitata e contrastata la + dominazione dei Francesi in Sicilia. Per lo contrario tutti gli + avvenimenti, le leggi, gli atti di questo governo mostrano, che + dal 1268 al 1281 senza la menoma eccezione o resistenza, levò per + tutta la Sicilia quanti danari volle, fè concessioni feudali ai + baroni francesi nei luoghi più riposti dell'isola, e per ogni + luogo comandò, vessò, ingiuriò. Se dunque il Sismondi non parla + de' baroni che malediceano e obbedivano, come tutti gli altri + Siciliani, senza dubbio la inesatta narrazione del Villani intorno + la congiura di Giovanni di Procida, e la ignoranza di molti + particolari di Alaimo di Lentini, furon quelli che il portarono a + conchiudere frettolosamente, che restassero nell'isola, dopo i + tempi di Corradino, baroni in istato d'aperta ribellione. L'altro + supposto, ch'è di molto più fallace, forse fu suggerito dalle + parole di Saba Malaspina su gli abitatori «de' monti de' Lombardi» + e la prontezza della colonia lombarda di Corleone a seguir il + tumulto palermitano. Ma Saba Malaspina in quel luogo narra + largamente gli aggravi sofferti da' Corleonesi al par d'ogni altro + Siciliano, o peggio. E ciò mostra piuttosto quanto poco si godesse + in quelle contrade la indipendenza che ci vede il Sismondi. + + [5] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 2. + + Per la chiesa di Cefalù Carlo ritenne i dritti del porto, a quella + tolti dagli Svevi, come si legge in un diploma del 14 luglio 1266, + tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 12, pubblicato dal + Pirro, Sic. sacra, tom. II, pag. 806. Lo stesso ritraesi per + Catania, da un diploma del 10 settembre 1266. Pirro, Sic. sacra, + tom. I, pag. 535. + + [6] Diplomi de' 24 marzo e 24 settembre 1267. Breve del 13 dicembre + 1274. Nei Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. H. 4, fog. 83, + 85, 91. + + Il diploma in cui fu resa esecutiva e trascritta la sentenza del + legato sopra la restituzione di vari beni alle chiese di Messina, + Catania, ec. si trova nel r. archivio di Napoli, registro di Carlo + I, segnato 1268, O fog. 19, a t. e fog. 6, che per mal accurata + legatura del volume è la continuazione del detto foglio 19. La + data del diploma è del 9 agosto undecima Ind. (1268). + + [7] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 3. + + Nic. Speciale, lib. 1. cap. 11. + + [8] Diploma del .... 1282 ne' citati Mss. della Bibl. com. di Palermo + Q. q. H. 4, fog. 117. + + [9] La rimostranza de' Siciliani, ch'io pubblico al doc. VII + s'intrattiene lungamente su i torti fatti dal governo angioino + agli ecclesiastici. + + [10] Parecchi diplomi spargon luce su questo punto. Uno dato di Napoli + a 20 febbraio tredicesima Ind. (1299), accetta che Elia di + Gesualdo milite si fosse esposto a gravi pericoli per Carlo I + nella guerra con Manfredi, e gli avesse fornito in prestito una + grossa somma di danaro, senza la quale Carlo non avrebbe potuto + compiere la impresa; ond'ei gli diè in merito la baronia di + Gesualdo, confermata poi da Carlo II col presente diploma. Nel r. + archivio di Napoli, reg. di Carlo II, segnato 1299-1300, C. fog. + 54, a t. + + Si vegga ancora ciò che dicemmo a pag. 33 per lo imprestito di + Arrigo di Castiglia, riferito dal d'Esclot. + + [11] Saba Malaspina, lib. 6. + + Capitoli del regno di Sicilia, cap. 23 di re Giacomo. + + Epistole di Clemente IV a Carlo, in Raynald, Ann. ecc. 1267 §. 4 e + 1268 §. 36. + + Diploma del 14 luglio 1266, dall'archivio della chiesa di Cefalù, + tra i Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 12. + + Diploma di Carlo I dato il 13 giugno 1270, nel quale si comanda + una inquisizione per le concessioni di Federigo dopo la sua + deposizione, di Corrado, e di Manfredi. Dal r. archivio di Napoli, + Papon, Hist. gen. de Provence, tom. III, Docum. 8. + + [12] Gio. Villani, lib. 7, cap. 30. + + Veggansi ancora i vari diplomi ricordati da monsignor Scotto nel + catalogo delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. + 50 e 179, e que' che abbiamo tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo + Q. q. G. 2, tutti cavati da' registri del r. archivio di Napoli, e + dati di Taormina 12 gennaio 1271, di Messina 23 gennaio 1271, di + Monforte 23 settembre 1272. Moltissimi altri se ne trovano ne' + registri del detto archivio di Napoli. + + [13] Veggasi la nota in principio del presente capitolo sulla + esorbitanza de' dritti feudali di Francia al paragon de' nostri in + que' tempi; e Vivenzio, Storia del regno di Napoli, tom. II, pag. + 12 e 13. + + È da notare che que' medesimi atti dei quali si lagnano + gl'istorici nostri e del continente d'Italia, come d'oppressioni + insopportabili de' Francesi in Sicilia, riferisconsi dagli + istorici del dritto pubblico francese, come leggi, dure sì ed + ingiuste, ma ricevute universalmente in Francia ne' secoli di + mezzo. E questa è un'altra prova del divario grandissimo tra la + feudalità francese e la siciliana, di gran lunga men barbara, del + secolo XIII. + + [14] Capitoli del regno di Napoli, pag. 39 e 40, capitoli dati il 10 + giugno 1282. + + [15] Vo' notare, perchè mostri le condizioni di tutte le altre, una + concessione fatta da Carlo I, a dì 8 luglio 1278 (o 1266), che + leggiamo tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 4. + + Il re dà in feudo nobile a Ponzio di Blancfort, milite e + famigliare suo, il castel di san Pietro sopra Patti, che si + tenesse _in capite_ dalla corona, per lo servizio di due + militi e mezzo, ragionati a 20 once d'oro annuali per ciascuno, + secondo gli usi del regno di Sicilia. Eccettuansi dalla signoria + coloro che tenessero direttamente dal re feudi o altro in que' + luoghi; e le saline, gli armenti regi, i demani, le spiagge fino + al gitto della balista: riserbasi ancora il re il dritto al + giuramento ligio; i giudizi criminali di morte, taglione, o + esilio; e la imposizione delle collette o monete generali. + + [16] Capitoli del regno di Napoli, an. 1272, pag. 8. Questa differenza + che Carlo mettea tra sudditi francesi e italiani, senza saviezza + politica, e certo senza giustizia, si scorge sempre, anche in + fatti di minore importanza. Così nel chiamare i baroni al servigio + feudale, distinguea gli uni dagli altri; e abbiamo da vari diplomi + che una volta ai Latini ingiunse di recarsi a quest'effetto a san + Germano il 26 dicembre 1275, a' Francesi il 14 gennaio 1276. Da' + registri del r. archivio di Napoli, reg. segnato 1260 O fog. 68 a + t. e 69. + + [17] Carlo non solamente volle una feudalità di gente francese nel + reame di Puglia, che mirò ancora a stabilirvi intere popolazioni. + Così a ripopolar Lucera, dopo aver domato que' fieri Saraceni, + invitò con promessa di proprietà e immunità larghissime gli + abitanti della Provenza, raccomandando portasser seco loro le + armi. Diploma del 20 ottobre 1273 dal r. archivio di Napoli, in + Papon, Hist. gén. de Provence, tom. III, Doc. 12. Veggasi ancora + quant'altro scrive il Papon nello stesso tom. III, pag. 58. + + Questo fatto è provato inoltre da' privilegi di colonia + provenzale, che Carlo II nel 1300 concedette ai Catalani + dell'armata. Diplomi del 3 gennaio tredicesima Ind. nel reg. del + r. archivio di Napoli, segnato 1299-1300, C fog. 50 a t. + + [18] Presso il Caruso, Bibl. sic., tom. II, pag. 780. + + [19] Saba Malaspina, continuazione presso di Gregorio, Bibl. arag. + tom. II, pag. 332. + + [20] Così furon chiamati ne' mezzi tempi, per corruzione della voce + _dominio_, le terre appartenenti propriamente alla corona. + + [21] Saba Malaspina, lib. 6. + + [22] Raynald, Ann. ecc. 1267, §. 4. La prima è senza data; l'altra di + Viterbo, il 6 febbraio 1267. + + [23] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 1 di re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, pag. 26. + + Bart. de Neocastro, cap. 12. + + I diplomi del r. archivio di Napoli ci forniscono più minuti + ragguagli, dei quali accennerò qui alcuno. + + 1º. Le collette o sovvenzioni eran bandite per varie cagioni, e + spesso se ne richiedean molte in un medesimo anno; come + sovvenzioni generali: per gli stipendi de' soldati mercenari: per + l'armamento delle galee: pei legnami e marinai, diversa dalla + precedente: per la festa d'armar cavaliere il figliuolo del re; e + simili bisogni reali o immaginari. Notisi che in un reame in cui + il servigio militare era a carico dei feudatari, si levava + un'altra imposta per le truppe mercenarie. + + 2º. La somma era esorbitante. Per esempio, nel 1276 la + sovvenzione generale per gli stanziali montò ad once 60,170. 11. + 11. + + Questa somma scompartissi per le province nel seguente modo: + + Abbruzzo 6573 13 16 + Terra di Lavoro e Contado di Molise 8080 » » + Principato e terra Beneventana 5566 12 17 + Capitanata 3300 24 1 + Basilicata 4286 29 1 + Terra di Bari 5446 21 » + Terra d'Otranto 3547 14 8 + Val di Crati e terra Giordana 5725 27 16 + Calabria 2631 28 12 + Sicilia di qua dal Salso (Sicilia orientale) 7600 » » + Sicilia di là del Salso (Sicilia occidentale) 7500 » » + + _Totale_ 60,170 11 11 + + come si legge in un diploma del 13 febbraio quarta Ind. (1276) nel + registro di Carlo II segnato A, 1201, fog. 90. Lo stesso dì fu + bandita in alcune province di terraferma un'altra imposta per le + galee, come si vede da un altro diploma del 20 febbraio quarta + Ind. (1276), ibidem. Altre once 1,674 per soldi della gente delle + galee di guardia intorno la Sicilia, si veggon pagate, la più + parte dalla città di Palermo, in tre diplomi del 24 e 25 gennaio e + 2 febbraio quinta Ind. (1277) reg. 1268 O fog. 47. + + Abbiamo oltre a ciò le scritte del danaro che appare ricevuto dai + due giustizieri di Sicilia nei mesi di maggio e giugno 1277 per + sovvenzioni generali, nella somma di once 10,801, che certo non + appartiene all'imposta de' soldati; e perciò il danaro pagato + dalla Sicilia in quell'anno passò di molto le 30,000 once. Non è + dubbio che quelle partite appartengano a un medesimo anno, cioè + alla quinta Ind. 1276-77, perchè gli editti si mandavan fuori + prima del cominciamento della indizione, e il danaro s'incassava + nel corso della medesima. Queste scritte trovansi nel registro + 1268 A fog. 40, 41, 42, 43. Da quella data il 29 maggio, fog. 41 a + t., si scorge che la sovvenzione pei soldi della gente delle galee + nel giustizierato di qua dal Salso era da 800 a 900 once all'anno. + + 3º. La proporzione della colletta tra il reame dell'isola e quel + di terraferma, era come di uno a quattro; il che fa argomentare + che a un di presso la popolazione stava nella stessa ragione, che + è anche quella d'oggidì. + + 4º. I magistrati preposti a riscuoter le collette o sovvenzioni + erano i giustizieri. + + Su quali elementi l'amministrazione angioina prendesse a + scompartir la somma tra le varie terre, s'ignora. Forse avea + qualche abbozzo di censimento, non sappiam se di beni o di + popolazione; ma è certo che dalla corte veniva la distribuzione; e + ciò veggiamo per la distribuzione della moneta nuova nel diploma + del 12 agosto 1279, che si pubblica Docum. III. La somma poi + gravata sopra ogni terra, si contribuiva dagli abitanti su i ruoli + che stendeano gli oficiali, chiamati giudici nelle terre + demaniali, e maestri giurati nelle feudali, che erano eletti a + questo scopo di comun voto degli abitanti. Tra molti altri + documenti, il prova il diploma del 13 agosto 1278, pubblicato + Docum. II, e l'altro del 12 settembre 1277, registro citato, 1268 + O fog. 1, nel quale si legge.... _precipias ex parte nostra + universitatibus terrarum et locorum tam demanii quam ecclesiarum + comitum et baronum jurisdictionis tue, sub pena unciarum auri + decem per te a contumacibus exigendis, ut universitates terrarum + demanii judices sufficientes, ydoneos et juris peritos si poterint + inveniri in numero consueto, et universitates ecclesiarum comitum + et baronum magistros juratos bonos, sufficientes, ydoneos et + fideles, quilibet in dicta universitate..... unum in magistros + juratos de comuni voto omnium eligant_..... Questa era una + lettera circolare a tutti i giustizieri delle province di + terraferma e al vicario in Sicilia ne' due giustizierati + dell'isola. Onde si scorge ancora che la cancelleria di Carlo I, + ora scrivea direttamente ai due giustizieri di Sicilia, come a + quei di terraferma, ed or facealo per mezzo del vicario, sedente + allora a Messina. Il diploma del 13 febbraio 1276, citato di + sopra, accenna la medesima forma di distribuzione della tassa, per + sindichi eletti dalle università, ossiano comuni. + + Da un diploma che leggesi in Vivenzio, Storia del regno di Napoli, + tom. II, pag. 351, si ricava, che in Principato la proporzione + ordinaria della sovvenzione generale era di un agostale a + focolare, ossia famiglia. + + [24] Nic. Speciale, lib. 1 cap. 2. + + Bart. de Neocastro, cap. 12 e 13. + + [25] Diploma dato di Melfi a 16 settembre 1269, dove si confessa, che + gli abitanti di alcuni casali di Calabria appartenenti al + monastero del Salvadore di Messina: _de necessitate coguntur + proprium deserere incolatum, dum nullatenus possint tam gravia + onera sustinere_. Dal r. archivio di Napoli, si legge nei Mss. + della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 2. + + [26] Capitoli del regno di Napoli, anno 1272, pag. 4. + + [27] Lettera de' Siciliani al papa Martino IV, nello Anonymi chronicon + siculum, cap. 40, presso di Gregorio, Bibl. arag. tom. II, pag. + 154. + + D'Esclot, cap. 88. Questi assicura che si levavano infino a + quattro collette in un anno, ed aggiugne un'altra crudeltà, non + rapportata dai nostri, e perciò men da credersi; cioè che + marchiavano in fronte cui non pagasse le collette, e che i + riscuotitori portavano due collari colle catene appesi all'arcion + della sella, e vi attaccavano pel collo i debitori. + + [28] Docum. VII. + + [29] Capitoli del regno di Napoli, pag. 26. + + [30] Saba Malaspina, cont. loc. cit., pag. 333. + + Bart. de Neocastro, cap. 12. + + Capitoli del regno di Sicilia, cap. 8 di re Giacomo. + + Diploma del 27 gennaio 1281, nel citato catalogo delle pergamene + del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 227. + + Diploma del 29 novembre tredicesima Ind. (1269) nel r. archivio di + Napoli, registro di Carlo I, segnato 1269, D, fog. 203 a t. + + I nomi de' cittadini palermitani da' quali si tolse in presto il + danaro di cui tratta questo diploma, sono: Failla, de Pulcaro, + Riccio, Tagliavia, ed Afflitto. + + Diploma del 15 marzo 1278 per compensarsi col danaro dato in + prestito dal comune di Caltagirone, il debito ch'esso avea per la + imposta de' legnami e marinai, nella somma di once 727. R. + archivio di Napoli, reg. 1268, A, fog.143. + + Da molti diplomi si vede che re Carlo richiedea tali imprestiti a + tutti i magistrati preposti all'amministrazione delle entrate + pubbliche, cioè i giustizieri, i segreti, i portulani, e i maestri + di zecca. Diploma dato di Viterbo il 15 novembre quinta Ind. + (1276), nel quale si comanda ai giustizieri di terraferma di dare + in prestito al re once 500 per ciascuno, e a que' di Sicilia 1,000 + once per ciascuno; nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, + A, fog. 1. Altro simile, ibid., fog. 2, dato di Brindisi, il 16 + aprile (forse 1277). Altro, ibid., fog. 3, dato di Venosa il 1 + giugno quinta Ind. (1277), pel quale si domandarono ai giustizieri + di Sicilia once 2,000 per ciascuno. Altro, ibid., fog. 22, a t., + ai segreti, portulani, e maestri di zecca. In Sicilia ci avea un + segreto solo, un sol portolano, e il _Siclarius_ di Messina. + Il pretesto dell'accatto era l'urgenza di pagare i soldati + mercenari, e il censo alla corte di Roma. E in molti luoghi fu + mandato, come era solito, a sollecitare il pagamento un Droetto da + Genlis. Altri del 23 febbraio, 5 e 30 marzo (1276) per simili + imprestiti. Richiedeansi ai giustizieri once 2,000 per ciascuno; + nel r. archivio di Napoli, reg. segn. 1291, A, fog. 93, 94, a t. + 95 e 102. + + Diploma del 5 settembre, sesta Ind. (1277) a' giustizieri, che + mandino incontanente danaro, _tam de pecunia ipsa mutuanda per + te, quam de recipienda mutuo a divitioribus et melioribus dicte + jurisdictionis tue a quibus statim et brevi manu haberi possint, + ita quod mutuum ipsum generale non sit nec in eo pauperes, + etc._ R. archivio di Napoli, reg. 1268 O, fog. 3. + + Conto dei giustizieri di Sicilia, ibid., fog. 75, ove si parla + d'altri imprestiti somiglianti. + + Altri diplomi su imprestiti non restituiti da Carlo I, son citati + dal Vivenzio, Storia di Napoli, tom. II, pag. 12. + + [31] Memorie storiche ed economiche sopra la moneta bassa di Sicilia, + di Antonino della Rovere, Palermo, 1814, cap. 3. + + [32] Documento II. + + Molti particolari per la monetazione d'oro in Napoli si trovano in + un diploma del r. archivio di Napoli, reg. 1268, O, fog. 91. + + [33] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 10 di re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282, pag. 25. + + Saba Malaspina, cont. loc. cit., p. 332. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11. + + Bart. de Neocastro, cap. 12. + + D'Esclot, cap. 88. + + Diplomi del 18 e 25 maggio 1275, ai maestri della zecca di + Messina, allegati dal sig. della Rovere nell'opera citata, cap. 4; + ove si legge che nella nuova moneta di denari entravano 7 tarì e + mezzo di argento in ogni libbra di lega; e sopra ciò si ragiona il + guadagno dell'80 per 100, che risponde a' detti del Neocastro e + del D'Esclot; il primo de' quali afferma che il valor edittale + della nuova moneta montò a trenta volte sopra l'antico, non che + sopra l'intrinseco; e il secondo attesta il rapidissimo calar di + questa moneta dopo la distribuzione. + + Moltissimi diplomi ci ha poi, su le sforzate distribuzioni della + bassa moneta, nel r. archivio di Napoli; un de' quali dato il 13 + agosto sesta Ind. (1278) si trova nel registro segnato 1268, A, + fog. 127. Un altro del 5 settembre sesta Ind. (1277) per la + distribuzione di libbre 8,830 di moneta nuova, alla solita ragione + di 3 libbre ad oncia di valore, talchè se ne doveano ricavare, + continua il diploma, once 2,943. 11. 10, reg. 1268, O, fog. 3; e + parecchi altri veggonsi notati nell'Elenco delle pergamene del r. + archivio di Napoli per monsig. Scotto, tom. I, Napoli, 1824. + + Una di queste pergamene contien la distribuzione alle città e + terre della Sicilia di là del Salso (regione occidentale); e + questa, perchè mostra particolari importanti, l'ho io trascritto + dall'originale, e la pubblico qui, Docum. III. + + Che Carlo I d'Angiò avesse la monetazione come un capo di entrata + pubblica, si ricava da molti altri diplomi del r. archivio di + Napoli; un dei quali indirizzato al vicario in Sicilia Adamo + Morhier per la zecca di Messina il 13 marzo 1278, si trova nel + registro segnato 1268, A, fog. 142. + + [34] Elenco citato delle pergamene, ec., tom. I, p. 181 e 184, diplomi + del 4 e 31 agosto 1279. + + [35] Bart. de Neocastro, cap. 12. + + Capitoli del regno di Napoli, 26 gennaio e 20 febbraio 1274, pag. + 1. + + Alla tratta dei grani, e alle altre esazioni dei porti eran + preposti i maestri portolani; e in Sicilia n'era di que' tempi un + solo, come si scorge dai diplomi del r. archivio di Napoli, 10 + giugno, quinta Ind. (1277), reg. 1268, A, fog. 22 a t.--10 e 15 + aprile, sesta Ind. 1278, indirizzati a Giovanni di Lentini milite, + e Matteo Rufulo di Ravella, portolani e procuratori in Sicilia (ma + erano due individui che esercitavano, o per dir meglio avean preso + in affitto, un solo uficio), ibid., fog. 96, 97. + + De' dritti di tratta del grano si trova notizia in molti altri + diplomi, e, per non citarne un eccessivo numero, veggasi quello + del 15 marzo 1278, reg. 1268, A, fog. 142, e un altro del 26 + novembre 1279, indirizzato al portolano di Eraclea in Sicilia. In + questo si leggono tutte le estrazioni di grani da Eraclea, ossia + Terranova, in quattordici mesi dal 10 luglio 1278 al 24 settembre + 1279. Il dritto di estrazione era venticinque once ogni mille + salme di frumento per fuori regno, e la metà pei luoghi del regno. + Nel detto periodo si trassero da Terranova salme 11,709 di + frumento e 3,690 d'orzo, delle quali 150 sole per Genova, 560 + senza dichiarar luogo, e le une e le altre furono imbarcate con + legni genovesi e oltramontani. Il rimanente con bastimenti + siciliani o del regno di Napoli fu portato ad Amalfi, Gaeta, + Napoli, e la più parte a Messina. I carichi per Napoli furono del + frumento e orzo del re. Dal r. archivio di Napoli, reg. 1270, B, + fog. 36 a t. Io ne ho depositato una copia nella Bibl. com. di + Palermo. + + [36] Veggasi di Gregorio, Considerazioni sulla storia di Sicilia, lib. + 3, cap. 6 e 7. + + Il segreto amministrava queste gabelle, ed era in Sicilia un solo, + se non che talvolta più persone prendeano in fitto questo uficio, + come il mostra un diploma del 29 ottobre ottava Ind. (1279) per + alcune decime e prestazioni alla chiesa di Messina, nel cui + margine leggesi _Alaymo de Lentini et sociis secretis + Sicilie_, r. archivio di Napoli, reg. segnato 1270, B, fog. 9; + e un altro diploma del 23 settembre dello stesso anno, ibid., fog. + 8, per la elezione d'Arrigo de Riso e Arrigo Rosso da Messina a + segreti di Calabria. Da un altro diploma del 27 marzo ottava Ind. + (1270), ibid., fog. 3, si rileva, che le entrate della segrezia di + Sicilia per la ottava Ind. montassero ad once 19, 310, 26, 10. + Veg. anche diploma del 15 marzo 1278, ibid., reg. segnato 1268, A, + fog. 142, indirizzato al segreto di Sicilia; e un altro al + medesimo, ibid., reg. 1270, B, fog. 11, dato il 27 febbraio, + ottava Ind. 1280, per dritti di _riva e bucceria_ di Palermo. + + [37] Diploma del 6 agosto 1281 nell'Elenco dalle pergamene del r. + archivio di Napoli, tom. I, p. 228. + + [38] Ibidem. Ad ogni pagina si leggono diplomi riguardanti questi + affitti. + + [39] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 11 di re Giacomo. + + Anon. chron. sic., cap. 40. + + [40] Leggonsi moltissime di queste transazioni coi veri o supposti + frodatori, nel registro del r. archivio di Napoli segnato 1283, A, + fog. 96, 98, 103, 108 a t. 112, 113, a t. Si scorge ancora il mal + uso dal diploma del 26 marzo 1284, ibid., fog. 125 a t., in cui fu + mascherato sotto tal pretesto il riscatto di Arrigo Rosso da + Messina, fatto prigione nel combattimento di Milazzo l'anno 1282. + + [41] A proposito de' mali consiglieri di re Carlo, è da ricordare un + diploma del principe di Salerno, dato di Nicotra il 22 giugno + 1283. Dietro lo scoppio del vespro, la casa di Angiò volle gittar + sui ministri tutto il carico del mal governo. Il principe dunque + di Salerno, erede presuntivo della corona, denunziò a' popoli del + regno di terraferma quattro Marra fratelli, e due Rufulo padre e + figliuolo «inventori di tutti i modi di spogliare i popoli, pei + quali la Sicilia s'era ribellata. Or io, conchiudea, li punisco.» + Da' Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 1, pubblicato dal + sac. Niccolò Buscemi nella vita di Giovanni di Procida, Docum. 5. + + [42] Saba Malaspina, cont. pag. 331, 332. + + Bart. de Neocastro, cap. 12. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11. + + Anon. chron. sic. loc. cit. + + D'Esclot, cap. 88. + + Al proposito della estrema cura di Carlo pe' suoi orti si legge un + curioso diploma dell'8 febb. 1278 a Adamo Morhier vicario in + Sicilia, cui il re raccomandava il palagio e il giardin di + Palermo, e que' della Cuba, dell'Assisa, della Favara, e del + Parco; nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, A, fog. 37 a + t. Ivi a fog. 37 è un altro diploma del 5 febb. a un Giordano + detto Marzono per la custodia de' palagi e giardini medesimi. + + [43] Capitoli del regno di Napoli del 10 giugno 1282. + + Il dritto di pascer gli armenti regi era certamente antico sui i + feudi; ma Carlo l'abusò, come fece di ogni altra prerogativa della + corona. + + Saba Malaspina, cont. p. 357. + + [44] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 28 e 64 di re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 11. + + Bart. de Neocastro, cap. 12. + + Saba Malaspina, cont. pag. 331. + + [45] Bart. de Neocastro, cap. 12. + + Capitoli del regno di Sicilia, cap. 44 di re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, pag. 26 e seg. + + [46] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 13 di re Giacomo. + + [47] Saba Malaspina, cont. pag. 333. + + Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. + + [48] Saba Malaspina, cont. pag. 334. + + Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. + + Epistola di Clemente IV, in Raynald, Ann. ecc. 1267, §. 4. + + [49] Saba Malaspina, cont. pag. 334. + + Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. + + [50] Saba Malaspina, cont. pag. 333. + + D'Esclot, cap. 88. + + Anon. chron. sic. cap. 40, loc. cit. pag. 155. + + Capitoli del regno di Sicilia, cap. 19 e 20 di re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, pag. 20. + + Veggasi ancora il diploma di re Carlo I, a 31 luglio 1276, per le + materasse che gli officiali prendeano ai giudici del comune di + Messina, in Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 105. + + [51] Nic. Speciale, lib. 1 cap. 11. + + [52] Anon. chron. sic. pag. 154. + + Bart. de Neocastro, cap. 14. + + Nic. Speciale, lib. 1 cap. 2. + + Saba Malaspina, cont, pag. 333 e 353. + + Rade volte, com'avvien pure, il re prendea a riparare qualche caso + particolare. Un diploma del 24 febbraio, non si vede di qual anno, + fa scritto al vicario in Sicilia, per le violenze fatte al + canonico Stefano d'Ala, e la sua prigionia arbitraria. Nel r. + archivio di Napoli, reg. segnato 1268, O fog. 88 a t. + + Un altro diploma del 7 maggio quarta Ind. (1276) riguarda un simil + caso di Deponto da Nicastro, cui un Raoul de Teretis milite, con + una sua masnada, avea cattivato, portato alla Catona, e indi nel + castel di Scilla. + + [53] Si sa che sotto Federigo imperatore i baiuli erano insieme + giudici civili di prima istanza, officiali dell'azienda regia, e + magistrati municipali. Par che siano stati sostituiti, forse da + Carlo, a questi baiuli i giudici nelle terre demaniali, e i + maestri giurati nelle feudali o ecclesiastiche. Questi pel + rescritto della conferma della loro elezione pagavano, oltre le + mance ai notai, un dritto di tarì d'oro diciotto e mezzo al fisco. + Veg. diploma del 13 agosto 1278, docum. II. e conto del + giustiziere della Sicilia oltre il Salso, nel reg. del r. archivio + di Napoli segnato 1268, O fog. 75, ove è messo a entrata questo + dritto. + + [54] Che questa non sia una supposizione mia lo attestano tutti gli + storici di sopra citati, e gli statuti stessi che promulgò Carlo + appresso il vespro. Ricordisi la legge sulla occupazione de' + demani citata di sopra, ch'è la sola obbligatoria anche pei + Francesi e Provenzali. + + In un diploma del 16 aprile 1274, re Carlo commette al vicario di + Sicilia, che gli abitanti di Eraclea non sian molestati nè + spogliati dai vicini, _che non sono nè Francesi nè + Provenzali_; che è una diretta confessione, o almen prova quali + suonassero i richiami del pubblico. Tra i Mss. della Bibl. com. di + Palermo Q. q. G. 1. + + [55] Capitoli del regno di Napoli, pag. 4, 15 marzo 1272. + + [56] Questa moneta valea la quarta parte di un'oncia. + + [57] Capitoli del regno di Napoli, pag. 10, anno 1269. + + [58] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 42 del re Giacomo. + + [59] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 45 del re Giacomo. + + Capitoli del regno di Napoli, pag. 21 e 22. Ved. anche un diploma + nel r. archivio di Napoli, reg. segnato 1268, O fog. 75, nel quale + si leggono i conti di un giustiziere della Sicilia oltre il Salso, + e tra le altre partite d'entrata se ne trova una di multa per gli + omicidi clandestini. + + [60] Capitoli del regno di Sicilia, cap. 15 di re Giacomo. + + Epistola di Clemente IV, in Raynald, Ann. ecc. 1267 §. 4. + + [61] Saba Malaspina, cont. pag. 333. + + [62] Docum. VII. Par fuori d'ogni dubbio che si parli d'una prigione + nel Castel dell'Uovo, che per altro era il carcere de' rei di + stato, ove si ritenea Beatrice figliuola di Manfredi, Arrigo Rosso + messinese preso il 1282, nel combattimento di Milazzo, ecc. + + [63] È confessato ne' capitoli di re Carlo del 10 giugno 1282. + + [64] Capitoli del regno di Napoli, pag. 15, 15 dicembre 1268. + + [65] Epistola di Clemente IV, del 1267, loc. cit. + + Scorgesi ancora da tutti gli storici da noi citati, e cento + diplomi il confermano; de' quali per brevità noterò due soli del + 1269 e del 1270. Il primo, tratto da' reg. del r. archivio di + Napoli, si legge tra' Mss. della Biblioteca com. di Palermo Q. q. + G. 1 fog. 102; l'altro nell'elenco delle pergamene dell'archivio + stesso di Napoli, tom. I, pag. 34. + + [66] Diploma del 29 gennaio 1269, da' reg. del r. archivio di Napoli, + tra i Mss. della Bibl. com. di Palermo Q. q. G. 1. + + Diploma del 10 novembre 1270, nell'elenco citato delle pergamene + del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 41. + + Altro del 7 maggio 1271, ibid. pag. 58, e altri dieci del 1275, + ibid. pag. 100 a 112. Nel conto del giustiziere della Sicilia + oltre il Salso, reg. del r. archivio di Napoli segnato 1268, O + fog. 75, si veggono messe a entrata le terze parti de' mobili de' + contumaci. + + [67] Capitoli del regno di Napoli, pag. 16, 26 gennaio 1278. + + [68] Diploma del 3 febbraio 1270, tra' Mss. della Bibl. com. di + Palermo, Q. q. F. 70, pubblicato dal sac. Niccolò Buscemi nella + vita di Giov. di Procida; e altri--del 20 febbraio 1271, nel + catalogo citato delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, + pag. 49--del 2 giugno 1271, ibid. pag. 63--del 1 novembre 1271, + ibid. pag. 79. + + [69] Ibid. diploma del 21 dicembre 1271, pag. 82. + + [70] Capitoli del regno di Napoli, pag. 23, 22 novembre 1271. + + [71] Epistola di Clemente IV, del 1267, loc. cit. + + Nic. Speciale, lib. I, cap. 2 ed 11. + + Capitoli del regno di Sicilia, cap. 22 di re Giacomo. + + Rimostranza de' Siciliani, Docum. VII. + + In un diploma del 14 luglio 1266, che cavato dagli archivi delle + chiese di Cefalù abbiamo nella Bibl. com. di Palermo tra i Mss. Q. + q. G. 12, si fa cenno di un censimento di tutte le contee, + baronie, «e delle pulzelle _in capillo_ che vivessero nelle + terre scritte in pie'.» Mi è corso alla mente che quella lista di + fanciulle si stendesse anche per vegliare su i loro matrimoni. + + I permessi di matrimonio, anche senza beni feudali, sono + frequentissimi ne' reg. angioini del r. archivio di Napoli. Molti + se ne trovano, per lasciar gli altri, nel reg. seg. 1268, O fog. + 23 e 24, dati da aprile a giugno 1274. + + [72] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57. + + Bart. de Neocastro, cap. 22. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2. ed 11. + + Anon. Chron. sic. loc. cit. pag. 154. + + Lettera di Clemente IV, a re Carlo, in Raynald, Ann. ecc. 1268, §. + 36. Francesco Pipino, in Muratori R. I. S., tom. VIII, lib. 3, + cap. 10. + + D'Esclot, cap. 88. + + Rimostranza de' Siciliani, citata di sopra. + + [73] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2. + + Saba Malaspina, cont., pag. 332 e 353. + + Rimostranza de' Siciliani, citata di sopra. + + [74] Raynald, Ann. ecc. 1267. §. 4, e 1268, §§. 36, 37. + + [75] Saba Malaspina, lib. 6, cap. 3, 4 e seg. + + [76] Scrivendo queste parole non si è dimenticato la imperfezione di + quegli antichi parlamenti, i quali non eran sempre generali, nè + aveano il potere legislativo sì netto come in oggi, nè + rappresentavano la nazione in quel significato ch'or suona appo + noi. Ma secondo gli umori dei tempi (e son più costanti i + parlamenti d'oggi?) raffrenavano anch'essi gli abusi; come nel + progresso di queste istorie si vedrà de' parlamenti di Santo + Martino e di Foggia nel reame di Napoli, e di quelli adunati in + Sicilia sotto Giacomo e Federigo d'Aragona. + + [77] _Nos autem qui civitatem eamdem speciali prerogativa diligimus + et fovemus, eo quod Caput et Sedes Regni nostri exsistit, etc._ + leggesi in un diploma di Carlo I, dato di Napoli a 29 ottobre 1270 + in favore del clero palermitano, presso Inveges, Ann. di Palermo, + tom. III, pag. 741. + + + + +CAPITOLO V. + +Relazioni straniere di Carlo I d'Angiò. Crociata e trattato di Tunisi. +Carlo aspira all'impero greco. S'ingrandisce in Italia. È raffrenato +da Gregorio X. Disegni di Niccolò III e nimistà di lui con Carlo. +Pretensione di Pier d'Aragona al reame di Sicilia: supposte pratiche +di lui per mezzo di Giovanni di Procida. Preparamenti di guerra in +Aragona. Esaltazione di Martino IV. Armamenti di Carlo per l'Oriente. +Sentimento nazionale manifestato in Italia contro i Francesi. Novelli +aggravi che soffrono i Siciliani: richiami, umori, disposizioni loro. +1266-1282. + + +Dal governamento interiore or trapasseremo alle brighe di fuori, senza +le quali non sarebbero tutte spiegate le cagioni del vespro; perchè +l'infrenabile ambizione di re Carlo fu quella che gli suscitò contro i +potenti offesi o minacciati, e insieme condusse a disperazione i +sudditi, torturati per supplire a sforzi che di gran lunga passavano +il poter loro. Ebbe Carlo dalla liberalità di san Luigi la contea +d'Angiò; quelle di Provenza e di Forcalquier, dal matrimonio con +Beatrice; i domini italiani, dal papa e dal proprio valore: e tal +prosperità invasò tutto d'ambizione l'animo suo, nato a questo; +foltissimo e costante anzi caparbio nel volere; audacissimo +all'eseguire; non risguardante a giustizia nelle cose politiche, e +manco nelle civili e private; non mitigato dal più fugace sentimento +d'umanità; per temperanza religiosa, o abitudine e disposizione del +corpo, non isvagato da amori; brusco nel tratto; spiacente e ingrato +fino ne' cattivi versi che dettò; avaro, rapace, durissimo al rendere; +non severo però nè scarso co' satelliti della sua ambizione. Crebbe da +fanciullo nelle armi; seguì il fratello alla prima impresa d'Affrica; +acquistò chiaro nome in guerra per valore, e anco per le qualità della +persona da spirar nella moltitudine fidanza o terrore: un robusto, +{74} grande, dal volto nasuto, olivastro, spirante fierezza, non +composto mai a sorriso, sobrio, vigilante; e solea dir che i +dormigliosi ne perdon tanto di vita. La quale austerità e attitudine +alla guerra sembran le sue sole virtù: e più sarebbe stata la +religione, se non l'avesse inteso a suo modo: riverire il sacerdozio +quando non gli contrastasse ambizione; donare a monisteri; erger +chiese; e credere che si serve a Dio con ciò solo, calpestando il +vangelo nei sublimi precetti della carità. Per tali vizi e virtudi e +fortuna era costui molto ridottato in cristianità, come potente, +bellicoso, irresistibile [1]. Per le stesse cagioni, sospinto da sua +natura e fatto cieco dalle prosperità, ei montò agevolmente, e +inaspettatamente cadde. Non prima occupò il trono di Manfredi, che +prese a guardar di là dal mare l'impero greco, di là dal Garigliano +l'Italia superiore; lacerati, l'un da eresia, tirannide, e pretensione +di due schiatte di principi, l'altra dalle parti politiche; e la {75} +potenza di Roma vedea presta ad aiutarlo, là col pastorale, qua con la +spada guelfa. Pertanto si die' Carlo, dall'anno sessantasei +all'ottantadue, a novelle ambizioni, che senza tenerci strettamente +all'ordine dei tempi, ma più al legame de' fatti, discorreremo a parte +a parte. + +E pria direm come da que' disegni re Lodovico il chiamò a sterile +impresa. Ardente di pio zelo faceasi Lodovico a ritentar l'affricana +terra, fatale a Francia; per tutta cristianità bandiva la crociata, +sforzandosi a ricondurvi il secolo già inchinato ad altre brame, e il +fratello che amava meglio a spiegar la croce contro i ricchi +cristiani. Gli ambasciatori di Francia mandati a sollecitar Carlo alla +crociata, richiedeanlo inoltre della restituzione del danaro +sovvenutogli quand'egli era povero principe del sangue reale, e non +reso or che il re di Francia si trovava in bisogni assai maggiori de' +suoi [2]. Nè Carlo ebbe fronte di ricusar l'invito alla guerra; ma +temporeggiò, consigliando sotto specie del ben della impresa l'util +proprio: che si facesse il primo impeto sopra il reame di Tunisi, +tributario a Sicilia infin da' tempi normanni, e allora ricalcitrante +a quel peso. Infine ragunata in Sicilia l'armata, passò in Affrica re +{76} Carlo, ad avvantaggiarsi ei solo nella perdita de' suoi. Trovò +l'oste di Francia a campo a Tunisi, diradata da fame, pestilenza, +ferro nimico: il fratel suo non trovò, il santo e forte Lodovico, il +quale colto dalla contagione, rendè l'ultimo fiato, pur mentre Carlo +sbarcava, il venticinque luglio milledugentosettanta. Delle cui brame +non curossi Carlo, nè del sepolcro di Cristo; e come nell'altra +crociata, appena ricattatosi di prigione, avea abbandonato il fratello +per andare a molestar i novelli suoi sudditi di Provenza, così or +patteggiò col re di Tunisi: sgombrasse l'esercito battezzato, con +restar libero in quelle province il cristian culto; stipulò per sè +stesso una grossa somma di danaro, e l'aumento del tributo[3]. Allor +dissero vendetta celeste dell'abbandonata guerra, una tempesta che +fracassò nel porto di Trapani l'armata ritrattasi d'Affrica, sì che +l'acquistato danaro rimase preda delle onde[4]. Peggio ne andò in +pezzi per cristianità tutta il nome di Carlo, per aver dato di piglio +nelli avanzi di quel miserando naufragio; spogliato i guerrieri della +croce, i fratelli suoi d'arme, sotto specie di uno statuto di +Guglielmo il Malo, che appropriava al fisco le robe dei naufraghi[5]. +Ma a Carlo eran ciance: vedea solo i tesori via alla possanza; la +possanza via ai tesori. + +Per isfrenata signoria di una corrotta corte e d'un clero {77} +accanito in teologici assottigliamenti, l'imperio di Costantinopoli +cadeva in quel tempo: senza buone armi; nemico per fiero scisma ai +cristiani di ponente; da' barbari scemo di vastissimo paese. Un'oste +crociata di Veneziani e di Francesi s'era già impadronita della +capitale stessa; avea locato un conte di Fiandra sul solio di +Costantino. Ma, a danno maggiore, non pure allignando quella nuova +dominazione, i principi greci fuggenti ripigliavan animo a +combatterla: Michele Paleologo infine, usurpato per misfatti il +rinascente imperio di gente greca, rinnalzaval con animo e senno, +occupando Costantinopoli nel milledugentosessantasette, e scacciando +al tutto gli stranieri; ma la forza e dignità dello imperio non potè +ristorare. Prendendo allor a peregrinare in ponente, Baldovino, il +latino imperatore, dopo vano accattar aiuti dagli altri principi +ortodossi, gittavasi infine in braccio a re Carlo[6]. Innanzi la +passata a Tunisi, innanzi la guerra di Corradino, appena messo il pie' +in Italia, macchinò Carlo l'occupazion dell'impero greco: chè ciò eran +manifestamente i patti, che a corte e nelle stanze medesime di papa +Clemente, ei fermò con Baldovino; vero accordo tra potente e mendico. +Perchè riguardando, scrivea l'Angioino, alle calamità di Terrasanta, +a' travagli della Chiesa, alla desolazione di Grecia, e commiserando +l'abbietta fortuna dell'imperatore, promettea portare entro sei anni +un esercito al racquisto dell'impero; ma da questo andavano scorporati +a favor suo il principato di Acaia e Morea, e 'l reame di Tessalonica; +e tornavagli dippiù la terza parte de' conquisti, e l'aspettativa del +solio stesso di Costantinopoli, mancando il sangue de' Courtenay; +oltrechè la bambina Beatrice di Carlo fidanzavasi a Filippo unico +erede di {78} Baldovino[7]. Mirò pochi anni appresso al dominio utile +del principato di Morea, di cui per tal trattato avea acquistato il +diretto dominio; ond'avvenne che i Francesi quivi trapiantati, i quali +molto s'eran allegrati della vittoria di Carlo sopra Manfredi, allor +tutto sentirono il peso dell'amistà con un vicino forte e ambizioso, +che non abborrì dall'arricchirsi delle spoglie della dinastia francese +de' Ville-Hardoin. Perchè Guglielmo di questa gente, principe di Acaia +e Morea, incalzato dal Paleologo, dandosi anch'egli in balía di Carlo, +disposò a Filippo figliuol dell'Angioino, Isabella sua figlia ed +erede: e venuto esso a morte, e anco Filippo, i sovrani di Napoli +presero il titolo di quel combattuto principato; ritennero la Isabella +come prigione in Napoli; e usurpavano il paese del tutto, tra +protezione e alta signoria, se non era per la guerra di Sicilia[8]. +Nel medesimo tempo si apriva la strada Carlo I {79} alla selvatica +Albania con le solite arti: si facea da quei turbolenti chiamare al +trono: e legavasi ad essi col vecchio ludibrio de' giuramenti; con sì +bella scambievole fidanza, che a sicurare i suoi uficiali e guerrieri +mandati in quelle regioni, richiedea statichi albanesi, e in Aversa li +custodia strettamente[9]. Per tal modo approcciavasi alla sede +dell'impero greco, circondavala, insidiavala d'ogni dove[10]. + +E in Italia, spento Corradino, e con lui l'ardir novello de' +Ghibellini, l'usato gioco fe' montar parte guelfa: per la cui +riputazione, e del papa, e della vittoria, s'aggrandiva re Carlo; +ridendosi ormai de' limiti che la gelosia della romana corte aveagli +assegnato nella investitura del reame. Ripigliò in Roma l'uficio di +senatore: tornò a comandare in Toscana da vicario imperiale, e a +perseguitare senza freno i Ghibellini[11]: saltò in Piacenza: in +Piemonte molte cittadi occupò; molte in Lombardia, {80} talchè quivi +poco mancò nol creassero principe. Genova dapprima insidiò con gli +usciti; poscia assaltò scopertamente con le armi; e innanti che +denunciasse la guerra, spogliò i Genovesi che ne' suoi reami +mercatavan sicuri: onde se la forte repubblica il fiaccava nelle +battaglie di mare, non gli mancò pasto all'avarizia. I suoi intanto, +non era violenza o ingiuria che non osassero. Guidone da Monteforte, a +Viterbo, nel tempio, tra i riti del sacrifizio di Cristo, levava +l'empie mani a trucidare e trascinare Arrigo, principe reale inglese; +e, sgridato più che punito, il sacrilego assassino campò. Altri ad +altri misfatti si sciolsero, men ricordati dalle istorie perchè +versavasi men illustre sangue[12]. Ma la rabbia delle parti accecava +gli uomini a questi evidenti mali della signoria straniera; e in que' +primi tempi della passata di re Cario, la fece {81} anzi richiedere in +varie città. Ed egli alternando forza e frode, qui mettea piè da +signore, là da protettore; spogliata una provincia, con quell'oro +assoldava masnade che ne occupassero un'altra; ai pochi e forti, +perchè gli fosser sostegni, prostituiva le sostanze e i dritti più +santi dei cittadini: e s'avanzava a gran passi al dominio di tutta la +penisola. + +Tuttavia quella che l'avea suscitato cominciò a reprimerlo: la romana +corte, che di sgherro già sentival padrone. Clemente non fe' che +ammonirlo, perchè poco visse oltre la vittoria. Vacò il pontificato +poi tre anni; ne' quali cresciuta la possanza di Carlo, i fratelli del +sacro concistoro, non bastando a frenarla, ne colser odio e terrore. +Indi esaltato Gregorio X nell'anno milledugentosettantuno, come vivuto +fuori d'Italia e delle parti, ed entrato ne' nuovi sospetti della +romana corte, nuovi consigli tentò. Aveano i predecessori fomentato le +divisioni d'Italia, ed ei fe' ogni opera a risanarle; aveano +difficultato la elezione dell'imperatore, ed ei la procacciò; sì che +fu data quella corona a Ridolfo d'Hapsburgo, picciol signore, ma uomo +di grandissimo animo, fondator della grandezza della casa d'Austria. +Il Paleologo intanto a schivare i colpi dell'avara pietà di ponente, +sforzava i suoi che assentissero la processione dello Spirito Santo +dal Padre e sì dal Figliuolo, ch'era l'importanza dello scisma; e per +maneggi e supplizi non persuase il clero greco, ma n'ebbe una +sembianza di rassegnazione. Allor Gregorio potendo con onor del +pontificato fermar la pace col Greco, onde si toglieva il pretesto +all'ambizione di Carlo, correndo il settantaquattro ribenedì il +Paleologo nel concilio di Lione, e nel grembo della Chiesa l'imperio +orientale raccolse. Mal potremmo apporci or noi qual deliro miscuglio +di pensieri fervesse nel tempo di questo concilio nella mente di +Carlo; religioso a un tempo, e ardente di tutte {82} tirannesche +voglie[13]. Gravi autorità portano[14] ch'un suo medico propinasse +veleno a san Tommaso d'Aquino, morto nell'andata al concilio; perchè +il re temea non si spiegasse a suo danno quel possentissimo ingegno, +che il nimicava per odio di famiglia o abborrimento della pessima +signoria, e nel suo libro del governo de' principi, quantunque +partigiano della monarchia, avea sfolgorato con le più fiere invettive +la tirannide d'un solo, e fattone uno specchio, nel quale Carlo potea +guardarsi e riconoscere le sue sembianze[15]. Reo o no Carlo, +quest'accusa almen prova di che fosse tenuto capace. Più certa la +rabbia con che posava, sforzato da' decreti di Lione, le armi +apprestate contro il Greco. Al tempo stesso vedeasi tagliati i passi +{83} anco in Italia dalla riputazione di Ridolfo, per avviluppato che +costui si trovasse nelle guerre tedesche. E fu tanto, che nel +settantaquattro, riscotendosi primi gli Astigiani dall'insopportabile +giogo, Carlo avea perduto il Piemonte e Piacenza; e negli altri dominî +dell'Italia di sopra ormai vacillava. Il prudente pontefice +l'abbassava, senza venir con esso a manifesta discordia[16]. + +Morto Gregorio nel corso di sì alto disegno l'anno milledugensettantasei, +si rinfrancò l'Angioino; e pensando di qual momento gli fosse un papa +a sua posta, ogni pessim'arte adoprò nelle elezioni de' tre pontefici, +ch'entro un anno fur visti regnare e morire. Ripigliò i preparamenti +allora della guerra col Paleologo: ravvivò le pratiche in Acaia, ove +mandò innanzi picciole forze, dai Greci agevolmente oppresse[17]: +infine il titolo di re di Gerusalemme a' tanti suoi aggiunse. Vano +nome quest'era ormai, disputato da parecchi principi cristiani. +Federigo II imperatore aveal preso in dote; passato era poi col dritto +al reame di Sicilia ne' figli di Manfredi; e altri pretendeanvi, e tra +essi una Maria d'Antiochia, principessa tapina e raminga; dalla quale +Carlo il comprò per vitalizio di quattromila lire tornesi sul contado +d'Angiò, parendogli scala a nuove grandezze, e nuovo pretesto +all'impresa di Grecia, perchè teneasi che quell'impero, nido +d'eresiarchi e sleali, tagliasse la via ai luoghi santi, e che indi il +re di Gerusalemme onestamente potesse assaltarlo[18]. Per tal {84} +modo ripigliava con maggior vigore tutte le antiche ambizioni; e +circuiva a ciò ogni conclave con violenza ed inganno, quando l'anno +settantasette, abbassata tra' cardinali la parte francese, valse più +della malizia di lui l'italian consiglio, che condusse al pontificato +Niccolò III[19]. + +Di grande animo, di smisurati pensieri fu Niccolò[20]; superbo, +sagace, chiuso nei disegni, veemente all'oprare, non curante della +giustizia ne' mezzi purchè il fine conseguisse, ch'era ingrandir la +Chiesa per ingrandire gli Orsini; e a nobile effetto il menava: +sgombrare l'Italia d'ogni dominazione straniera. In Italia disegnava +fondar novelli reami, e darli ad uomini di sua schiatta: vedeva +ostacoli a questo l'imperatore e il re; battea dunque Carlo con +Ridolfo; Ridolfo con Carlo; ambo con l'autorità della Chiesa. Al +Tedesco strappò la concessione della Romagna, tenuta infino allora +feudo imperiale: tolse al Francese l'uficio di senator di Roma, il +vicariato di Toscana; e con forte mano il trattenne dall'impresa di +Grecia, ch'egli sempre più affrettava; fomentando da un canto gli +scandali tra i Greci intolleranti del domma nuovo, mal insinuato con +le prigioni, gli accecamenti, e i patiboli; e dall'altro canto {85} +accagionando il Paleologo di questi turbamenti medesimi, e sleale +chiamandolo, e falso nella ritrattazione dall'eresia. Contuttociò il +pontefice gli negò sempre favore alla impresa[21]: ond'ei si volse a +sfogar contro gli occupatori di Soria la rabbia e il natural talento +di rapacità: mandovvi Ruggier Sanseverino conte di Marsico, con titol +di vicario del reame di Gerusalemme, e genti e navi, che dalla presa +di Acri in fuori, tornarono senza alcun frutto[22]. Tra Niccolò e +Carlo privato sdegno rinvelenì l'odio di stato, quando chiesta dal +papa per un suo nipote una donzella di casa d'Angiò, ricusavala Carlo. +«Perch'ei s'abbia rosso il calzamento, rispose stracciando le lettere +di Niccolò, suo principato non è retaggio; non può il suo mescolarsi +col sangue de' reali di Francia.» Que' detti, riportati, furon punta +di coltello al cuor del pontefice, che tenea la gente Orsina niente +inferiore a casa d'Angiò, e sè molto di sopra: onde serbolli a +rugumarne e alimentare lo sdegno; ancorchè durassero tra lui e 'l re +le sembianze di pace[23], per mutua simulazione, e perchè quegli in +ogni altra cosa usò riverente col pontefice, ondeggiando sempre tra +ambizione e paura del Cielo. Ma non era uom per {86} l'Orsino, il +quale sciolto d'ogni riguardo, maturava i colpi, e aspettava il destro +a vibrarli[24]. Profonda intanto sembrava in tutta Europa la pace[25]. + +D'altra parte altri elementi sorgeano a conturbarla. Costanza +figliuola di Manfredi, sposa di Pietro re d'Aragona, pretendea, +com'erede ultima degli Svevi, la corona di Sicilia e Puglia[26]; e +Pietro salito sul trono lo stesso {87} anno della esaltazione di +Niccolò III, ancorchè in picciol reame più magistrato che principe, +uom di mente e d'animo grandissimo era. Divisa la Spagna in quel tempo +in parecchi stati: alcuno ne teneano i Mori; gli altri, riconquistati +da' cristiani, con larghi ordini reggeansi, misti di monarchia, +d'ottimati e di popolani, convenienti a liberi uomini, che per la +nazionale indipendenza e la religione, mille pericoli avean durato +insieme e duravano. Riconoscean lo stesso principe i reami di Aragona +e Valenza, e la Catalogna o contea di Barcellona, ma la sovranità +pressochè tutta dalle corti di ciascuno di quegli stati esercitavasi; +composte di prelati, baroni, cavalieri, e rappresentanti di città; +altere di lor franchezze; scienti della propria possanza. Somigliante +agli efori di Sparta stava in Aragona a petto a petto col re +l'inviolabile _Justiza_; il quale a nome dei baroni giuravagli il dì +del coronamento: «Essi che valeano ciascun quanto il re, tutti insieme +assai più di lui, ubbidirebbergli se lor franchezze mantenesse; e, se +no, no[27].» Indi alti spiriti nei soggetti, miti costumi eran quivi +nei re; sopra tutt'altri di que' tempi, facili alle udienze, +dimestichi, senza riti di sussiego o sospetto, compagnevoli, e +umani[28]. Con questi {88} ordini, con questi sudditi, poveri +d'altronde e parteggianti, non potea Pietro divisare conquisti; e pur +le qualità dell'uomo vinsero gli ostacoli della società in cui vivea. +Inoltre per indole imperiosa e severa, avea concitato contro a sè +durante il regno del padre i baron catalani, usi all'anarchia; avea +mal purgato il suo nome dall'infamia del fratricidio di Ferrando +Sanchez figliuol bastardo di re Giacomo, ch'egli assediò, e pressel +fuggente, e il fe' annegare, scusandosi che Ferrando praticasse contro +la sua vita con Carlo d'Angiò[29]. Ma insieme s'era segnalato +l'infante Pietro per coraggio e gran vedere nelle guerre di Valenza e +di Murcia[30]; avea saputo adoperar la divisione degli ottimati; e +salito in grande rinomanza militare, e dotato di quella forza che +rapisce e costringe gl'intelletti minori, poteva egli bene adunar a +un'impresa di ventura quei suoi avvezzi a star sempre in sulle armi, +or contro i Mori, or contro le altre genti spagnuole, or tra sè +stessi, ed or piratescamente assaltando questa e quell'altra città del +Mediterraneo. Picciol'oste sarebbe a fronte di re Carlo; ma +audacissima, spedita, fatta a posta a guerre irregolari, e subite +fazioni. + +Le quali condizioni bilanciando in mente, taciturno, e come s'ad altro +attendesse, ascoltava Piero le continue rampogne della sua donna. +Perchè da lei non dileguandosi per volger d'anni il cordoglio +dell'ucciso padre, dello occupato reame, del patibolo di Corradino; +l'acceso femminil {89} pensiero incusava di viltà ogni differimento +alla vendetta: e pregava Costanza, e sdegnavasi, e chiamava dappoco lo +sposo, e ai figliuoli insegnava che careggiandolo, e abbracciandogli +le ginocchia, ricordassero senza stancarsi l'invendicata morte +dell'avolo[31]. Sorridea Pietro; e a disegni, non a querele, si +ristringea con Ruggier Loria, Corrado Lancia, e Giovanni di +Procida[32]. + +Di questi il primo, nato di gran legnaggio, nella terra di Scalea in +Calabria[33], imparentato colla siciliana famiglia de' conti d'Amico, +e signor di feudi in Sicilia e in Calabria[34], venuto era fanciullo +seguendo la regina Costanza, con madonna Bella madre sua, nutrice +della reina; e a corte d'Aragona si era educato nelle armi e nelle +astuzie. Pietro molto amore gli pose; il fe' cavaliere con Corrado +Lancia, giovanetto congiunto della reina; e una sorella di Corrado a +Ruggiero sposò. I due cognati prestantissimi {90} si fecero in armi: e +avvenne che Corrado, pria dell'altro che tanto dovea vantaggiarlo di +gloria, ebbe nome, e segnalossi capitan di navi catalane, in fatti +audacissimi sopra Saraceni[35]. Giovanni di Procida per altra via più +combattuta venne in grazia al re d'Aragona. Nacque costui, o fu +allevato in Salerno; ebbe alto stato appo l'imperator Federigo e +Manfredi, e oltre il feudo di Procida molti beni allodiali in Salerno; +fu medico assai riputato[36]; e tradusse dal greco in latino, o +compilò in latino, le massime di filosofia morale degli antichi +sapienti[37]. Narrano alcuni, {91} a ringrandir Giovanni e rendere più +patetici i suoi casi, che volontario ivane in bando, trafitto di +mortal rancore perchè uomini francesi per violenza contaminasser la +moglie e la figliuola di lui, uccidessero il figlio che difendeale; e +di tanto misfatto negassegli giustizia il re[38]. Ma non sì drammatico +appar questo esilio dai documenti, che attestan Giovanni fatto ribelle +innanzi il milledugentosettanta, probabilmente per la guerra di +Corradino, e se gittan qualche barlume su i suoi domestici torti, dan +{92} luogo a tal sospetto più tosto dopo l'esilio che innanzi[39]. +Come noto nella corte di Manfredi, Giovanni cercò asilo appo la reina +Costanza in Aragona; ov'ebbe da Pietro le signorie di Luxen, +Benizzano, e Palma; cortigiano suo fidatissimo divenne, e +consigliere[40]: ch'uomo fu di molta saviezza e dottrina, aguzzato +anco la mente da un intenso odio, e dalle aspre sue vicende +ammaestrato a maneggiare questi sì vari e sfuggevoli animi degli +uomini. Quegli usciti, dall'amaro soggiorno in corte straniera non +volgendo altro nell'animo che la patria loro e la vendetta contro +quella rea mano che li cacciò, forte stigavano il re. Tritavan insieme +con esso le condizioni delle cose; la mala contentezza de' popoli in +Sicilia e Puglia; la tirannide stolta di Carlo; i disegni del papa; i +timori del Paleologo: aver {93} questi oro e non armi; Aragona il +contrario; Roma saette d'altra tempra: s'accozzerebber pure; battesse +l'ali questo Carlo, gli aggiusterebbero il colpo. E spiavan, +vegliavano; ad ogni nuovo eccesso di Carlo, spuntava nel cupo +consiglio d'Aragona un sorriso[41]. Memorabil epoca in cui i quattro +principi che tenean la più parte delle regioni europee bagnate dal +Mediterraneo, furono ad un medesimo tempo di gran valore, e di grandi +vizi, degni se non di lode, certo di fama. In Oriente il Paleologo, +usurpatore, ma ristorator d'un impero, fraudolento più che forte, +tremava di re Carlo. Questi agognando a tal vastità di dominio, +distruggea col mal governo la propria base in Sicilia ed in Puglia. Di +ponente il re d'Aragona più giovane, più sagace e meno potente, torvo +e cheto pigliava lena per islanciarsi addosso al conquistatore. +Inaccessibile a timore sulla cattedra di san Pietro, rigoglioso nella +smisurata autorità, e non meno nel proprio ingegno, e nella non ben +acquistata ricchezza, l'italiano pontefice guardava le passioni di +quegli stranieri: e chi sa a quali speranze non ne saliva? Forse un +viver più lungo di Niccolò III avrebbe spento in altra guisa la +dominazione angioina, e mutato le sorti d'Italia. Ma volle il Cielo +che re Carlo non fosse umiliato da' potenti, ma sì dalla plebe; e che +la sua rovina si consumasse nel modo che men poteva uomo immaginare: +per una rissa di volgo, in Palermo! + +Pietro ordinavasi a sforzo di guerra, sì come è mestieri, dice +Montaner, con amistà, danari, segreto. Fe' tregua di cinque anni col +re di Granata[42]: con Castiglia lega; e meglio se n'assicurò +prendendo due giovanetti principi più vicini alla corona che non era +Sancio loro zio, chiaritone erede, onde il re d'Aragona potea così a +ogni piè sospinto {94} sturbare il vicin reame[43]. Provossi da un +altro canto a serbare l'antica benivolenza con Filippo di Francia, +marito della sorella, statogli amicissimo in gioventù, e or molesto +coll'occupazione di Montpellier[44]. Con lo stesso re Carlo o coprì i +disegni e mostrò l'odio, come scrive il Montaner, che sarebbe stata +anco arte sopraffina, o dissimulò gli uni e l'altro, come Carlo stesso +poi rinfacciavagli, venendo a dimostrazioni d'amistà, e trattato di +matrimonio tra un figliuol suo con una figlia dell'Angioino[45]. Con +ciò messe in punto gli arsenali di Valenza, Tortosa, Barcellona[46]; e +maneggiò sì accortamente i suoi baroni e borghesi, che richiestili di +sussidi per tale impresa, dicea, da tornarne grande utile al reame, +con insolita docilità porgean essi il danaro[47]. Queste disposizioni, +e i preparamenti d'armi e di navi che ne seguitarono, attestan +gl'istorici più degni di fede. + +Taccion del rimanente le pratiche con l'imperator di Costantinopoli e +coi baroni siciliani, da altri storici meno autorevoli composte come +in azione drammatica. Giovanni di Procida, al dir di costoro, esule +volontario per la supposta ingiuria atroce, n'è protagonista; +rassomiglian ombre gli altri personaggi, che la istoria figura ben +altrimenti: Pier d'Aragona, Michele Paleologo, Niccolò III, {95} +Alaimo da Lentini, e più altri nobili uomini di Sicilia. Non pensan, +non osan essi senza Procida: al sol vederlo ogni fiata rompono in +lagrime come fanciulli; ei solo, sospinto da amor di patria e desio di +vendetta, va, torna, muta sembianti, ignoto ha credenza da' grandi; ei +solo disegna, comincia, e fornisce l'impresa. Ignorando che Giovanni +fosse esule dal sessantotto o sessantanove, come il mostrano i +diplomi, e fatto uom di re Pietro, favoleggian costoro che venutogli +in mente il disegno di tor la Sicilia a re Carlo, da sè solo +cominciava a trattarlo con principi di fuori, e congiurati in casa. A +Costantinopoli si portò l'anno settantanove, com'uscito che cercasse +in quella corte asilo e stipendio; spacciandosi medico, ed uom di +stato, delle cose di Sicilia espertissimo. Trovò sì piana la via appo +il greco imperadore, che quegli in segreto luogo sopra una torre venne +ad abboccamento con esso: e quivi Procida il tentò con favellar degli +armamenti di Carlo a' danni suoi; a lui perduto d'animo e piangente +fe' balenare innanzi agli occhi una speranza. Onde Michele, che +l'imperio vedea sossopra, e Carlo sì intento e minaccioso a mala pena +trattenuto da papa Niccolò, avidamente abbracciava il partito di +turbargli i reami; e profferia centomila once d'oro: fermata +l'impresa, le porgerebbe. Si infinse allor Procida scacciato dalla +bizantina corte. Vestiti i panni di frate minore, furtivo in Sicilia +entrò, che per esser più oppressa, o più disposta per le città più +grosse, l'indole degli uomini, e la difesa dei mari, più opportuna gli +parve al gran colpo. Appena Procida a' noti suoi del sicilian +baronaggio disse di congiura, deliberati vi si tuffarono. Con lui +vengono a parlamento Gualtier da Caltagirone, Alaimo da Lentini, +Palmiere Abbate, ed altri valenti baroni: Procida accenna la via +d'uscire dall'insoffribil servaggio: rivela gli aiuti dell'imperatore +greco; i disegni sullo aragonese: ordina con loro che annodate tutte +{96} le fila, sollevin la Sicilia a ribellione: e richiedeli di +lettere credenziali, che della congiura re Pietro certificassero. +Avutele, sotto i panni stessi di frate, passa a corte di Roma. + +Correa già l'anno milledugentottanta, e papa Niccolò a castel Soriano +soggiornava, quando un fraticello gli fe' chiedere occulta udienza; e +raccolto, incominciò ad avvolgersi in misteriosi parlari, toccando la +eccessiva potenza di Carlo, le ingiurie private al pontefice, le +condizioni d'Italia. Procida nominossi alfine: all'attonito pontefice +aperse quant'erasi ordito. Aggiungono, e par fola manifesta, ch'ei con +l'oro bizantino comperasse l'assentimento del papa; il quale sì +altamente ambiva, nè facea di mestieri corromperlo, perchè si volgesse +a' danni di Carlo[48]. Dicono, e la credo dello stesso conio, +ch'entrato nella congiura, Niccolò per segretissime lettere +confortasse l'Aragonese; e del siciliano reame investisselo. Ma +guadagnato il papa, sopraccorrea Giovanni in Catalogna; trovava re +Pietro lontano, così continuano quegli storici, da ogni speranza +dell'impresa; ed egli ne presentava il pensiero, esponea le trame +ordinate, mostrava i trattati e le lettere. Così svolse a' suoi +intenti il re d'Aragona. A ragguagliarne gli altri congiurati, +ripiglia il viaggio: sbarca a Pisa; rivede il pontefice a Viterbo; i +siciliani baroni a Trapani; quinci una galea veneziana sconosciuto il +reca a Negroponte; di lì a Costantinopoli. E vien ultimato col +Paleologo il trattato della guerra contro Carlo: a dar guarentigia più +salda, un altro se n'appicca di parentado tra le {97} corti di Grecia +e d'Aragona; il quale non si nasconde, ma serve di colore al Paleologo +per mandar legato un suo cavaliere, messer Accardo di Lombardia; cui +son affidate trentamila once d'oro delle promesse, che a Pietro le +rechi. Accardo e Procida insieme entrarono in nave. + +In questo la morte di papa Niccolò fu per distrugger tutto l'ordito. +Per viaggio seppela Giovanni da una nave pisana, e a messer Accardo la +occultò. Approdarono a Malta, come s'era ordinato prima co' baroni +siciliani: in segreto luogo i cospiratori adunaronsi. Ed eran muti, +ansiosi, parlavan sommesso della perdita del congiurato pontefice; e +chi temporeggiar volea, chi lasciar ogni pensiero della ribellione, +quando Procida surse a rampognarli, a confortarli: fosse amico o +avverso il papa novello, ormai non mancherebbero le forze: Accardo, e +loro il mostrava, non venirne ozioso spettatore: qui il sussidio +bizantino; pronti in Aragona guerrieri e naviglio; e che temeano? +perchè con animi sì femminili entrare in congiure? Ma a loro, già +intinti sì profondamente, non gioverebbe lo starsi; risaprebbesi la +trama, e morrebber da cani. Con tai rimbrotti li rapì seco all'estrema +conclusione. Fu in Aragona da poi; rappresentò a Pietro l'ambasciatore +di Grecia, e l'oro; vinse i rinascenti timori del re. Gli armamenti +affrettaronsi allora; il dì fermossi e il modo che la Sicilia +sorgerebbe a vendetta[49]. + +Tale il racconto della congiura, che dicon si conducesse per due o tre +anni. I particolari nè niego, nè affermo io, perchè non ne ho +fondamenti; ma non mi sembran verosimili {98} al tutto. Che tra Pietro +e 'l Paleologo si maneggiasse un trattato per togliere a Carlo il +reame di Sicilia, il tengo io certo, per quel che disse e fece poi +contro ambidue papa Martino; e perchè Tolomeo da Lucca afferma aver +veduto l'accordo; essere stato trattato da Giovanni di Procida e +Benedetto Zaccaria da Genova, con altri Genovesi dimoranti in terra +del Paleologo; e aver questi fornito danari allo Aragonese[50]. Le +trame con alcuni baroni di Sicilia, non rafforzate di valida autorità +istorica, il replico, probabili mi sembrano, ma non certe. Falso è che +la pratica, si strettamente condotta, fosse a punto riuscita a produrre +lo scoppio del vespro; perchè questi compilatori della congiura ci +pongon fole da romanzo, e imbattonsi in cento errori manifesti; perchè +i successi discordan dalla supposta cagione; perchè gli scrittori più +autorevoli il tacciono, come nel capitol seguente diremo, e più +largamente nell'appendice. Vagliate tutte le memorie de' tempi tornano +a questo: che Piero agognava alla corona di Sicilia: che s'armava: che +praticò per aiuti di danaro con l'imperator di Costantinopoli, +minacciato da re Carlo; che Procida fu tra i suoi messaggi: che si +tramò forse con alcun barone siciliano: ma che maturavano e +preparavano tuttavia, quando il popolo in Sicilia proruppe. In questo +intendimento al fil della istoria io torno; il quale non si smarrisce +per la dubbiezza di quelle pratiche tenebrose, che nella rivoluzione +punto o poco operarono[51]. {99} + +Riseppersi innanzi la morte di papa Niccolò gli appresti del re +d'Aragona. Era nei porti suoi e di Majorca una fervid'opra a +costruire, a spalmar galee e navi da trasporto; fabbricar armi; adunar +vittuaglie: scriveansi i marinai; si prometteano stipendi per un anno +a chi militar volesse a cavallo o a pie': talchè per quanto Piero si +studiasse a far chetamente, il romore s'udiva da lungi. Onde i Mori di +Spagna e d'Affrica, avvezzi a questi aragonesi assalti, +affortificavansi alla meglio; nè stavan senza sospetto i cristiani +principi: tra i quali Carlo assai per tempo avvisò aversi a guardare +sì in questi domini italiani, e sì in Provenza; oppressa al paro, +vicina alla Spagna, e dai Catalani osteggiata altre volte[52]. +Apparecchiava Carlo in questa stagione la detta impresa di Soria; ma +non lasciò di munirsi in casa con forze navali, che guardasser le +costiere; e in Sicilia aumentò oltre il doppio le provvedigioni delle +regie fortezze[53]. Intanto bramoso d'investigar l'animo +dell'Aragonese, {100} a Filippo di Francia ei scrisse: e questi per +legati e lettere amichevolmente domandò a Pietro la cagion di tanto +{101} armamento; se contro infedeli, proffersegli aiuti d'uomini e +danari. S'avvolse allora in ambagi lo Spagnuolo: non accennare al re +di Francia per certo, nè a suoi collegati: a chi, vedrebbesi ai fatti: +ma prima, nol saprebbe persona al mondo: ch'ei s'armava senz'aiuti di +niuno, onde a niuno dovea spiacere il silenzio. Somiglianti risposte +ebber da lui il re di Majorca fratel suo, quel di Castiglia, quel +d'Inghilterra[54]. Invano il ritentò più vivo Filippo, con mandargli +anco moneta nel supposto dell'impresa contro i Mori[55]. Onde il re di +Sicilia incerto pur dello scopo, inviò in Provenza Carlo figliuol suo +principe di Salerno, in voce ad adunare armati per l'impresa +d'Oriente, in realtà per vegliar da vicino, e guardare il paese[56]. + +In questo momento la fortuna arrise a Carlo l'ultima volta. Tra que' +sospetti ch'egli avea di Pietro, ira contro il Paleologo, dispetto +della nimistà del papa, vide trapassare il papa d'agosto +milledugentottanta: e respirando, e non istando un attimo a +pensarsela, se alla morte di Gregorio avea tant'osato a governare il +conclave, or gittavasi ai più rotti partiti. Sommosse il popol di +Viterbo, sì che traea fuor dal conclave tre cardinali di casa Orsina. +Serrò il rimanente; tolse loro ogni cibo fuorchè pane e acqua[57]; e +{102} forse di furto, come in una elezione antecedente, recar fece +altre vivande ai cardinali francesi perchè stessero più forti a negare +il voto a quei di parte italiana[58]. Per queste arti, di febbraio +milledugentottantuno, Martino IV di nazione francese fu papa, o +ministro di Carlo. Congiunta dunque nel re la sua possanza, e la +smisurata del roman pastore, a grandi eventi si dava principio. +Divampò d'un subito in Italia la guelfa rabbia. Affidò il papa a +Francesi i governi tutti di Romagna; rifece Carlo senator di Roma; con +una crudele persecuzione de' Ghibellini servì a sue ambizioni[59]. +Duro viso mostrava intanto a re Pietro. Come gli oratori di lui +veniano a complire per la esaltazione del papa, e sollecitavan la +canonizzazione di frate Ramondo da Pegnaforte, santo uomo spagnuolo, +gittando anco qualche parola su i dritti della Costanza al sicilian +reame, brusco replicava Martino: non isperasse il re d'Aragona mai +grazia alcuna dalla santa sede, se non pria soddisfattole il censo; il +quale la romana corte pretendea, interpretando per ligio omaggio la +pia peregrinazione d'un di quegli antichi principi a Roma[60]. Di lì a +poco, tentando nuov'arte, parve più dolce Martino. Mandò a Piero un +frate Jacopo dei predicatori, a richieder, tra autorevole e benigno, +contezza di quel sì occulto disegno; inibire ogni atto ostile contro +principi cristiani; contro infedeli profferire benedizioni e sussidi. +Ma chiuso, e pur non mendace, ringraziavalo Piero: pregasse il Cielo +per l'esito della guerra; lo scopo nol domandasse. «Tanto ho caro, +conchiudea, questo segreto, che se la mia manca il sapesse, con la +dritta la mozzerei.» All'ostinato silenzio crebber nella {103} parte +francese i sospetti. Ma poco vi stette sopra re Carlo, che teneasi +ormai secondo a Dio solo; onde sfogò con superbe parole: saper bene +falso e sleale questo Pietro; ma nascondesse il segreto a sua posta, +ei, Carlo d'Angiò, non curare sì picciol reame, nè principe sì +mendico[61]. + +E parendogli già sua la Grecia sospirata per dieci anni, smisurate +forze apparecchiava: bandìa la guerra; e la croce prendea, la croce +del ladrone, sclama Bartolomeo de Neocastro, non quella di Cristo[62]. +L'afforzò il papa di scomuniche, e di danari; le prime contro il +Paleologo e i Greci indurati nello scisma; i danari presi dalle decime +ecclesiastiche, pretestandosi rivolte al racquisto di terrasanta le +pie armi del re[63]. Si collegaron con esso i Veneziani, per brama di +popol mercatante a tornar signore in quelle regioni sì commode a' +commerci: e forniano una flotta; e patteggiavano partizione de' +conquisti[64]. La Sicilia e la Puglia intanto s'empian di guerrieri: +suonavano di preparamenti di guerra. Immensi materiali raccolgonsi +nell'arsenal di Messina, e in altri porti dell'isola e di terraferma: +{104} sudano i valenti artigiani di Messina e Palermo a fabbricar arme +ed arnesi: scemansi a fornir la cavalleria gli armenti di val di +Mazzara; munizioni d'ogni sorta s'apprestano in ogni luogo[65]. Cento +galee di corso, dugento uscieri, che navi eran da trasporto, e teride, +e altri legni assai metteansi in punto. Capitanati da quaranta conti, +ben diecimila cavalli e un'oste innumerevole di fanti s'istruivano al +gran passaggio[66]. Debolmente potrebbe resistere il Paleologo; +sarebbe occupata Costantinopoli, la Morea, tutto l'impero; darrebbesi +corpo ai titoli regî d'Albania, di Gerusalemme. Non delirava Carlo, se +pensava a questo; e immaginava l'Italia spartita tra lui e il papa; e +vedea brillare nelle sue mani la spada di Belisario e lo scettro di +Giustiniano. + +Ma l'Italia ch'era base a que' vasti disegni, già mancava a Carlo +d'Angiò. Dico di tutta l'Italia dal Lilibeo alle Alpi, perchè in tutta +veggo sparse uguali opinioni. L'amor patrio di municipio, che tanto +giovò, e tanto nocque alla Italia, per sua natura sdegnava le +dominazioni straniere; e tendeva a scacciarle, quando le avea messo su +l'interesse d'una fazione. I Guelfi stessi e i Ghibellini, mentre +nimicavano la nazione contraria a lor nome, non troppo si fidavano +dell'amica: e similmente la corte di Roma chiamava gli oltramontani +per signoreggiar l'Italia col mezzo loro, e non altro. Così tra il +tumulto di tante passioni di municipio, di parte, e del pontificato +stesso, parlava agli animi la segreta voce del sentimento nazionale +latino. La schiatta, il clima, le usanze, la postura de' luoghi, le +leggi di Roma, le lettere latine, le splendide tradizioni istoriche, +tutto destava questo pensiero; che non può sconoscersi {105} +nell'Italia del medio evo: ed era argomento ad alte speranze; perchè +gl'Italiani si sentian cuore quanto gli altri popoli, e civiltà assai +maggiore. I più vasti intelletti pertanto pensavano, che unite le +forze dell'Italia, si sarebbe non solo racquistata l'indipendenza, ma +fors'anco la gloria di Roma antica; e faceansi a sciorre il problema +in vari modi. Niccolò III divisava quattro reami italiani; Dante, poco +appresso, sospirava la ristorazione dell'impero romano sotto i re di +sangue germanico; Niccolò di Rienzo, non guari dopo, intraprese la +rigenerazione della repubblica in Campidoglio, e il Petrarca con +maschio canto esaltava l'impresa. Nè mancò nell'universale il +desiderio di quei grandi intelletti; che anzi s'era assai propagato a' +tempi della lega lombarda sotto il colore guelfo contro la schiatta +tedesca; e tutto si volse contro la francese, quando Carlo d'Angiò la +fece stanziare in Sicilia e Puglia, e in molte altre parti d'Italia, e +diè luogo al contrasto de' costumi, all'invidia dei privilegi, alla +insolenza degli uni, alla intolleranza degli altri, alla superbia +delle due genti venute a contatto. Cooperaronvi la resistenza misurata +di Gregorio X, la passione di Niccolò III, e per contraria ragione +l'ambizione di Carlo, la connivenza di papa Martino. S'accostava +questo novello sentimento agli umori di parte ghibellina, tendea +temporaneamente allo stesso scopo, ma in sè stesso era molto più +grande, più nobile, più puro. Esso rapì Dante a parte guelfa; esso +trovò un nome diverso dal ghibellino, come diversa era l'indole. Le +due genti con antichi vocaboli si chiamavano i Latini e i Gallici; ed +evocavano tutte le nimistà de' tempi di Brenno, anche quando avveniva +che si combattesse sotto una medesima bandiera guelfa, nelle relazioni +politiche di tanti piccioli stati. + +Spicca negli scritti siciliani, si vede manifestamente ne' fatti di +quel tempo, il sentimento nazionale latino. Esso {106} fu che nel +primo assedio di Messina, nella tempesta dello assalto universale che +dava l'esercito angioino, misto d'oltramontani e di abitatori del +reame di Napoli e d'altre province italiane, consigliò ai Messinesi di +risparmiar nei tiri le schiere italiane, che certo combatteano con +uguale riguardo. Veggiamo indi Pier d'Aragona cogliere l'util politico +della carità latina, e liberare i prigioni di questa nazione. Veggiamo +i popoli in Calabria e in Puglia sforzarsi per tanti anni a seguire la +rivoluzione siciliana. Nè ricorderò le parole degli altri scrittori, +che sono noti, e si allegheran sovente in appresso; ma, quelle della +rimostranza de' Siciliani contro la prima bolla di papa Martino che li +ammonì a tornare sotto il giogo, sono sì opportune e significative, +che meritano special menzione. Perchè l'orgoglio del lignaggio +italiano anima e infoca tutta questa epistola, che s'indirizzava al +collegio de' cardinali quasi fosse il senato di Roma. Gl'improvera il +favore dato ai Francesi contro gl'Italiani; mette a riscontro +distesamente i costumi delle due nazioni; incolpa gli stranieri del +loro clima, della barbarie delle nazioni vicine; e di libidine, +d'avarizia, d'ebbrezza, di crapula, d'ogni torto che aveano, d'ogni +torto che non aveano. Si compiace al contrario a ricordare la doppia +nobiltà del lignaggio d'Italia, che allude all'etrusco e al troiano, o +al romano e al greco; a notar la prudenza, il contegno, la prontezza +degli intelletti, la serenità de' volti, e con aperto errore anche la +tolleranza degli animi italiani; chiama in aiuto Lucrezia, Virginio, +Scipione; motteggiando i Francesi perchè prendessero a imitare più +tosto le ispide genti del settentrione, che la civile moderazione e +libertà degl'Italiani; e mostrando che la sorte dà i regni, ma la +virtù li mantiene, e che più si guadagna con la saviezza che con la +forza. Questo scritto batte con una stessa sferza i governi angioini +di Sicilia, di Napoli, di Romagna; allude al vespro col {107} vanto +che gli stranieri non avesser dato il guasto impunemente alle campagne +d'Italia: sclama al papa con veemenza: «Sdegna, o padre, l'Italia, +sdegna le dominazioni straniere!» L'autore imbrattò questo nobil +pensiero con l'arroganza tutta e la ferocia de' Quiriti; com'ei +mescolò alla giusta difesa della rivoluzione, l'apologia di orrori che +dovea condannare; ma non men fortemente ciò prova che il sentimento +latino era sparso in Italia[67]. + +E che l'antagonismo di nazione fosse reciproco, e che fosse sentito in +tutta l'Italia, si vede, tra cento altri fatti, dalle parole di +Guglielmo l'Estendard, vicario di re Carlo in Roma; il quale, poco +innanzi l'ottantadue, ascoltando un nobile romano che si lagnava della +misera condizione della patria, non ebbe rossore a risponder preciso, +squarciando il velo della tirannide: non credesse al fine che spiaceva +al re veder consunto e dissipato quel popolo turbolento; Roma fatta +una bicocca[68]. In quel medesimo tempo una rissa accesa in Orvieto +tra Latini e Francesi, divenne tumulto; e vi si gridò morte ai +Francesi; e Ranieri capitano della città, portato dagli umori di +nazione più che da que' dell'uficio, negossi con un pretesto dal +racchetarla[69]. Non andò guari che in Forlì cadeano da due mila +Francesi, o per una frode di guerra, o per una meditata vendetta, che +non si sa bene, ma in ogni modo è manifesto l'odio più che di giusta +guerra che portò questa strage; e le favole stesse che l'attribuirono +a Guido Bonati astrologo e filosofo, mostrano in che bollore fosse +l'opinione pubblica[70]. S'era insinuato l'odio di nazione già da gran +tempo ne' penetrali della corte di Roma, tra il contegno e la senile +prudenza de' fratelli del sacro collegio; {108} che si divisero non in +Guelfi e Ghibellini, ma in Latini e Francesi; e lottavano nelle +elezioni de' pontefici; ed erano a tale innanti l'esaltazione di +Martino, che senza la scoperta forza di Carlo, qualche altro fier +latino succedeva a Niccolò III. Nel pontificato di Niccolò, la romana +corte s'era data già a lacerare apertamente il nome francese. Tra gli +altri un Bertrando, arcivescovo di Cosenza, uom di lettere, pratico +del mondo e dabbene, nel biasimar severamente i soprusi della gente di +Carlo, si fece una volta a profetarle sterminio. «Chi avrà vita, disse +Bertrando, chi avrà vita vedrà masnadieri abietti sorger contro questi +superbi, e scacciarli dal regno, e abbatter loro dominazione: e tempo +verrà che si creda offrir olocausto a Dio al trucidare un +Francese[71].» Così la politica romana o presagiva o affrettava il +passaggio da' pensieri alla vendetta e alle armi! I pensieri eran +comuni a tutta l'Italia: particolari cagioni ne fecero scoppiare in +Sicilia la rivoluzione del vespro. + +Con gli appresti alla guerra di Grecia, crebbero le estorsioni, +crebbero gli aggravî; e quindi a dismisura la mala contentezza de' +popoli. Sono sforzati i baroni a fornir non solo le milizie feudali, +ma anco le navi; se alcun tarda, gli si occupano i beni[72]; nobili e +vassalli, obbligati e non {109} obbligati al militare servigio, +strascinansi all'esercito. Cominciarono indi in Sicilia a prorompere +disperate voci; lagnandosi il popolo, che dovesse portar guerra alla +Grecia amica, in servigio dell'oppressor francese; e mormorando lo +scarso stipendio per tre mesi soli, al quale si darebbe fondo prima di +giugnere in Romania, senza lasciar pure di che vivere alle famiglie in +Sicilia. Ripugnavano alla impresa; ma tremavan al re. «Oh fuggiamo! +gridavano; fuggiamo dalle case nostre, per asconderci in boschi e in +caverne; e sarà viver men duro. Anzi di Sicilia si fugga, ch'è terra +di dolore, di povertà, di vergogna. Non fu più schiavo di noi il popol +d'Israello sotto re Faraone: e risentissi, e spezzò le catene. E ne +narran poi le glorie degli antichi nostri! Vili bastardi siam noi; +snervati dalle divisioni, da' vizi: noi di cristianità il popol più +abbietto![73]» + +E quanti si tenean da più del volgo impetuoso, non isgannati da +sperienza, ritentavan pure la ignobil via delle querele. A Roma si +volsero, non ostante le ostili opinioni che la Sicilia avea contro la +corte di Roma più che tutto altro popolo cristiano, senza perciò +vacillare nella fede di Cristo. Sì fatte opinioni eran sì vive, che i +Francesi per villania chiamavanci paterini[74]; e segno non men dubbio +ne {110} danno gli scritti nostri di quel tempo, ne' quali il rozzo +stile, al toccar della corte di Roma, rinfocasi a un tratto, sfavilla +d'immagini scritturali, suona le aspre parole del ghibellin poeta. Il +che nascea in parte dagli universali umori d'Italia; e dalla cultura +delle lettere, in cui primo tra gli altri popoli italiani s'esercitò +quel di Sicilia sotto gli Svevi[75]; in parte dall'antica indipendenza +de' nostri principi dal papa, dagli spessi contrasti loro, dalle +spregiate censure, dalle vicende stesse della repubblica del +cinquantaquattro, messa su dai papi e abbandonata dai papi; e dal +tristo dono infine di quest'angioino re. Nondimeno, perch'ei, come +usurpatore, conoscea feudal signore il papa, e la religione a quei dì +teneasi come pauroso fantasma, non patto di giustizia e di pace, parve +ai nostri, che il sommo pontefice solo riparar potesse lor torti, +pastor egli e sovrano. Perciò allo scoppiare del vespro i Siciliani +poi gridavano il nome della Chiesa. Perciò al francese Martino +supplici or ne venivano a nome di Sicilia tutta, due sacerdoti eletti +tra i più venerandi e savi del regno. Bartolomeo vescovo di Patti, e +frate Bongiovanni de' predicatori fur questi. Forniano con grande +animo la missione consigliata da credula miseria. A corte del papa, +presente Carlo, orarono: e «Mercè, Bartolomeo cominciava, mercè o +figlio di David; il demonio la figliuola mia fieramente travaglia:» e +tra pianti e rampogne sponea la grave istoria. Superfluo è a dire che +si fe' sordo Martino. Carlo dissimulò: ma usciti i due oratori dal +palagio, i suoi scherani li circondarono; trasserli in duro carcere. +Macerato da quello il frate espiò a lungo la sua virtù cittadina; +corruppe i custodi il vescovo di Patti, e fuggissi[76]. + +E niente domato dalla violenza, tornò in Messina; e contò {111} i suoi +casi: e la gente all'udirli, piangea di rabbia. In questo mezzo quanti +vengan da Napoli affermano essere al colmo l'ira del re, per quella +contumace ripugnanza alla guerra di Grecia, per quella missione al +papa; ch'ei volgerebbe l'adunato esercito contro la Sicilia; che +vorrebbe sterminar questa genia querula e incontentabile; dar la terra +ad altri abitatori, e farla colonia[77]. Queste voci spargeansi per +insensata iattanza di cortigiani, o tema di popol tiranneggiato; ed +eran se non altro misura dell'odio. Il quale, per comunanza di mali e +di brame, avea dileguato ogni ruggine tra le nostre città, tra le +famiglie, tra i vassalli e i siciliani feudatari. Pochi pel re +teneano; talchè accresceangli l'odio, non le forze. Il clero seguiva o +precorrea l'opinione pubblica; com'è manifesto dalla missione di +Bartolomeo e Bongiovanni, e dallo zelo con che andò in tutto il corso +della rivoluzione, ad onta delle infinite scomuniche papali. I nobili +siciliani, pochi e oppressi, non potendo far parte da sè medesimi, +ingrossavan la popolare: quanti eran complici, s'anco si voglia, di re +Pietro, ammalignavan le piaghe, suggeriano sommesso qualche speranza. +Il malcontento mise in un fascio le persone de' governanti e i +principî del governo, e die' alla parte popolare tal forza, tal +numero, che avanzava d'assai le condizioni ordinarie, e che sollevava +la Sicilia mezza feudale alle idee de' più democratici popoli +italiani. Faceansi a ricordare i tempi del buon Guglielmo, tempi di +pace, e dovizie, e franchezze; a deplorare la svanita repubblica del +cinquantaquattro; e abbellito dall'immaginativa, con invidia a +dipingere il viver lieto delle italiane cittadi, senza re, senza +feudatari, senza Francesi. Nè solo travagliavali il martello di +povertà, e gli aggravî nell'avere e nelle persone, e 'l timore del +peggio; ma sopra tutto la gelosia delle donne, usurpate {112} dagli +stranieri per forza, o prezzo, o seduzione di vanità e di fortuna. Era +stampato in tutti gli animi inoltre quel Carlo, brusco, vecchio, +avaro, crudele, spregiator d'ogni dritto, alla Sicilia nimicissimo. Il +viver di violenza, in sedici anni avea potentemente operato +sull'indole niente morbida del sicilian popolo, e n'avea tramutato le +sembianze. Di festevole si fe' tetro: increbbero i conviti, i canti, +le danze: «e mute pendeano (scrissero i Siciliani poscia a papa +Martino ) pendean mute l'arpe dal caprifico e dal salice +infruttuoso.»--«Febbrili battean tutti i polsi, dice un'altra +rimostranza del misero popolo; dubbiosi scorreano i giorni, ansie le +notti, e fino i sogni conturbati dalle minacciose sembianze degli +oppressori; nè viver si potea, nè pur morire tranquillo.» Quel poetico +brio degli animi siciliani, a cupa meditazione die' luogo, a +tristezza, a vergogna, a nimistà profonda, a brama ardentissima di +vendetta. Feroci passioni, che propagaronsi da chi soffriva le +ingiurie in sè, a chi le vedea solo in altrui; dalli svegliati a' +tardi; dagl'iracondi ai miti; dagli animosi a' dappoco; e invasarono +ogni età, ogni sesso, ogni ordine d'uomini. La foga delle passioni +private, l'abbaco de' privati interessi, tacquero un istante, o +anch'essi drizzaronsi a quel fitto universal pensiero; più possente di +ogni macchina di congiura, perchè spregia il vegliar sospettoso de' +governanti, e li soperchia a cento doppi di forze[78]. Così entrava in +Sicilia l'anno milledugentottantadue. Alcuni cronisti, pargoleggiando +col volgo, notavano, che di febbraio, mentr'era papa Martino in +Orvieto, una foca presa alle spiagge di Montalto, e portata a corte +del {113} papa come nuova generazione di belva, mise muggiti sì +lamentevoli e paurosi, che la gente n'agghiacciò di orrore; e dietro i +successi di Sicilia, non restò dubbio esser venuto quel mostro a +presagire al papa le calamità che pendeano[79]. + + +NOTE + + [1] D'Esclot, cap. 64. + + Cronica di Morea, lib. 2. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 57. + + Paolino di Pietro, in Muratori R. I. S. tom. XXVI, ag. + + Montaner, cap. 71. + + Benvenuto da Imola, comento alla Divina Commedia, al verso: + + Cantando con colui dal maschio naso. _Purgat_., c. 7. + + + Carlo d'Angiò, con quest'indole niente poetica, fece pure qualche + verso, perchè n'avea sempre agli orecchi nella corte di Provenza. + Il sig. C. Fauriel, ne' cenni biografici intorno a Sordello, + Bibliothèque des Chartes, tom. IV, nov. et déc. 1842, ha dato una + traduzione della risposta ritmica di Carlo ad alcuni versi di + Sordello che il tacciavano d'ingratitudine. Sordello vivea alla + corte del conte di Provenza; l'avea seguito all'impresa contro + Manfredi; ma ammalatosi in Novara di Piemonte, vi restò lungo + tempo dimenticato, in preda alla malattia e alla povertà. Le + istorie di Francia ci danno molti esempi della sfacciata avarizia + mostrata da Carlo in Francia, prima che la potesse spiegare in più + vasto campo sul trono di Sicilia e di Puglia; e ci attestano + insieme la giustizia di san Luigi che l'obbligava a rendere il mal + tolto. + + [2] Diploma senza data d'anno, negli archivi del reame di Francia, + J. 513, 51. È il ragguaglio che davano a san Luigi l'arcidiacono + di Parigi, e il maresciallo di Francia, incaricati di questa + missione. Essi trattarono: 1º. della crociata, richiedendo Carlo + d'andarvi e procacciar soccorsi di navi, d'uomini e di vittuaglie: + 2º. del pagamento di 8,000 marchi per la dote della regina moglie + di san Luigi (su la contea di Provenza); di 7,000 marchi dovuti + per testamento del conte di Provenza (Raimondo Berengario); e di + 30,000 lire sovvenutegli al tempo dell'altra crociata e della sua + prigionia: 3º. dell'affare d'una gabella, che non si spiega + altrimenti. + + Gli ambasciatori davan conto della missione compiuta a voce, + insistendo per una risposta categorica; e fin qui il diploma corre + in francese. Trascriveano poi la carta lasciata a re Carlo negli + stessi sensi, la quale è in latino, lingua diplomatica del tempo. + Vi si legge ch'essi avean trattato sino al martedì in _festo + inventionis sancte crucis_. + + [3] Raynald, Ann. ecc. 1270, §. 23. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 37. + + Muratori, Ann. d'Italia, 1270. + + Saba Malaspina, lib. 5, cap. 1. + + Gesta Philippi III, di frate Guglielmo de Nangis, in Duchesne + Hist. Franc. Script., tom. V, pag. 516. + + [4] Gio. Villani, lib. 7, cap. 38. + + Raynald, 1278, §. 24. + + [5] Annali genovesi, in Muratori R. I. S., tom. VI, pag. 551. + + Diploma di Carlo I, dato di Trapani a 2 settembre decimaquarta, + Ind. (1270), tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. G. 2, + fog. 60. + + [6] Gibbon, Decline and fall of the Roman Empire, cap. 62, e i + contemporanei citati da esso. + + [7] Questo trattato dato di Viterbo il 27 maggio 1267, è pubblicato + dal Buchon, in annotazione alla Cronica di Morea, lib. II, ed. + 1840, pag. 148 e seg. Il matrimonio tra la Beatrice e Filippo si + mandò ad effetto nel 1273. Morto Baldovino si confermò tra Carlo e + il genero, divenuto imperatore titolare, il trattato del 1267, per + un atto dato di Foggia il 4 novembre 1274, una copia del quale + data da Filippo il Bello nel 1306, e autenticata col suggello + reale di Francia, si trova negli Archivi del reame di Francia, J. + 509, 15, ed è pubblicata dal Du Cange, Histoire de l'Empire de + Constantinople, Docum., pag. 24. Questo genero poi vivea a spese + di re Carlo, come il mostrano i diplomi del r. archivio di Napoli, + reg. segnato 1268, A, fog. 3, 5, 6, 7, 10, dati a 2 maggio 1277, 4 + settembre e 10 dicembre 1276; ultimo febbraio e 23 maggio 1277, e + 6 ottobre 1276; pei quali porgeasi danaro a Filippo, allora + titolato imperatore di Costantinopoli per la morte del padre. + + [8] Cronica di Morea, citata di sopra, lib. 2. + + Raynald, Ann. ecc. 1269, §. 4. + + Saba Malaspina, cont., loc. cit., pag. 336. + + D'Esclot, cap. 64. + + E i diplomi accennati nel catalogo delle pergamene del r. archivio + di Napoli, tom. I, pag. 98, nota 4. + + In un altro diploma del medesimo archivio segnato 1268, A, fog. + 152, dato il 8 maggio 1278, si legge un Eustasio capitan generale + di Carlo in Acaia. + + [9] Diplomi indicati, e un d'essi pubblicato nel citato catalogo + delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 98 e 120. + + In un altro diploma dato di Napoli il 25 febbraio, non si sa di + quale anno, nel r. archivio di Napoli reg. segnato 1268, O, fog. + 87 a t. si legge: + + «_Karolus Dei gr., rex Sicilie et Albanie, Gazoni Chinardo + militi, in regno Albanie vicario generali, etc._» Ed altri due + diplomi della stessa data a Guglielmo Bernardi marescalco di quel + regno. + + I diplomi risguardanti il regno d'Albania sono citati ancora dal + Papon, Hist. de Provence, tom. III, pag. 52 e 68. + + [10] Fornisce intorno a questi preparamenti qualche particolarità un + diploma dato di Napoli il dì 8 aprile tredicesima Ind. 1270. Per + questo è condotto al servigio di re Carlo, con soldo di 8,000 lire + tornesi per un anno, Ferrando di Sancio del sangue reale di + Aragona (forse dee dire Castiglia) con 40 militi a cavallo, 40 + scudieri e 20 balestrieri a cavallo, a condizione di militare nel + regno o nell'impero di Costantinopoli, e di trovarsi in punto a + Trapani il 1 agosto di quell'anno. Ne' Mss. della Bibl. com. di + Palermo Q. q. G. 2, fog. 17. + + [11] Diploma di Carlo I al comune di Siena perchè facesse diroccare + le case dei Ghibellini che rifiutavano di sottomettersi. È dato + del 1272, e pubblicato dal sig. Buchon, Nouvelles recherches + historiques sur la Principauté française de Morée, tom. I, pag. 27 + e 28. + + [12] Muratori, Ann. d'Italia, 1268 a 1272, ossia i contemporanei + quivi citati da lui. + + Saba Malaspina, lib. 4 e 5. + + Annali genovesi, lib. 9, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 554 + e seg. + + In un diploma dato del 1277 dal r. archivio di Napoli, reg. 1268, + A, fog. 29, leggesi questo titolo: _Regnante domino nostro + Karolo, Dei gratia illustrissimo rege Sicilie, Ducatus Apulie et + principatus Capue, Alme Urbis Senatore, Andegavie, Provincie et + Forcalquerii comite, ac Romani Imperii in Tuscia per Sanctam + Romanam Ecclesiam Vicario generali._ + + Quanto all'assassinio del principe Arrigo, è indubitata la + colpevole indulgenza di re Carlo verso gli omicidi. Benvenuto da + Imola nel comento su la Divina Commedia al verso: «Mostrocci + un'ombra dall'un canto sola, ec.» Inf., c. 12, riferisce il + dilemma che si facea a biasimo di Carlo: «Se il sapea fu un + ribaldo; se no, perchè nol punì?» + + Ma quanto men volea punire, tanto più romor ne fece, anche per + riguardo alla corte di Roma. Un diploma del 23 marzo (1271) nel r. + archivio di Napoli, reg. 1268, O, fog. 99, porta queste parole: + che il re volea vendicare tal misfatto come se commesso in persona + d'un suo figliuolo. Nondimeno il provvedimento contenuto in questo + diploma è di staggir le castella e i beni feudali de' fratelli + Simone e Guidone da Monteforte; ch'era un gastigo non molto + spiacevole al re, il quale per lo momento incamerava que' beni. + + [13] Muratori, Ann. d'Italia 1271 a 1274, e i contemporanei ivi + allegati, che sarebbe superfluo citare altrimenti. + + Gibbon, cap. 62. + + Raynald, Ann. ecc. 1271 e 1275. + + [14] Gio. Villani, lib. 9, cap. 218, di maggiore autorità in questo, + perch'ei fu guelfo: + + Carlo venne in Italia, e per ammenda + Vittima fe' di Corradino, e poi + Ripinse al ciel Tommaso per ammenda. + DANTE, _Purg_., c. 20. + + e il comento di Benvenuto da Imola, che accredita il sospetto + dell'avvelenamento. Io l'ho posto in dubbio, non trovando noverato + questo tra i misfatti di Carlo dagli scrittori che non + glien'avrebbero perdonato punto, come sono il Neocastro, lo + Speciale, Montaner, D'Esclot. Ma dall'altro canto la innocenza non + mi par dimostrata sì netta, come crede il cav. Froussard nella + dissertazione su Pietro Glannone, e 'l regno di questo Carlo + I.--Atti dell'Academia di Lucca, tom. VIII.--Il sig. Froussard si + lascia trasportar dalla gloria militare di Carlo, fino a + scagionarlo de' vizi suoi più noti. Chiama ambizioso e superbo, ma + non crudele, colui che facea mozzare i piè a' disertori, arder + vivi i presi in battaglia, e marchiar colla moneta rovente gli + accorti cittadini che non passassero al valor edittale i suoi + carlini d'oro. Nel modo stesso siamo assai lontani dell'accettare + l'apologia del Froussard per la iniqua condannagione di Corradino. + + [15] De regimine principum ad regem Cypri, san Tommaso d'Aquino, + opusc. 20, nel tom. XVII della ediz. Venezia, 1593. + + [16] Muratori, Gibbon, Raynald, loc. cit. + + [17] Saba Malaspina, cont., p. 336 e 337. + + [18] Saba Malaspina, cont., pag. 336. + + Mss. della vittoria di Carlo I di Angiò, pubblicato in Duchesne, + Hist. Franc. Script., tom. V, pag. 850. + + Joannes Iperius, Chron. monast. S. Bertini, in Martene e Durand, + Thes. Anecd., tom. III, p. 754. + + D'Esclot, cap. 64. + + Raynald, Ann. ecc. 1272, §. 19, e 1277, §. 16. + + Giannone, Ist. civ., lib. 20, cap. 2. + + E i diplomi citati nel catalogo delle pergamene del r. archivio di + Napoli, tom. I, pag. 137, con la nota di monsig. Scotto; e tom. + II, pag. 151 e 225. + + Tra questi son da notarsi il diploma del 26 dicembre 1294, alla + citata pag. 151, per pagamento di once 800 all'anno a questa + Maria, _dicte quondam domicelle de Hierusalem_; e l'altro del + 21 agosto 1292, dal quale si ricava, con un certo divario + dall'attestato de' cronisti, che il primo accordo con Carlo + d'Angiò s'era fatto per 400 lire tornesi e 10,000 bizantini + saraceni d'oro all'anno; che la corte di Napoli tardò i pagamenti; + che Maria n'ebbe ricorso al papa; e che così si prese una via di + mezzo a pagarla, con molto suo discapito. + + [19] Saba Malaspina, cont., pag. 337. + + [20] Il suo nome anzi di salire al pontificato, era Giovanni Gaetani + di casa Orsina. + + E veramente fui figliol dell'Orsa, + Cupido sí per avanzar gli Orsatti, + Che su l'avere, e qui me misi in borsa. + DANTE, _Inf_., c. 19. + + [21] Muratori, Ann. d'Italia, 1277 a 1280. + + Raynald, Ann. ecc., 1277 a 1280. + + Saba Malaspina, cont., pag. 338. + + [22] D'Esclot, cap. 64. + + Questa impresa d'Acri ci attestan anco moltissimi diplomi del r. + archivio di Napoli, dati a 3, 4, 12 e 28 febbraio 1278, e molti in + marzo, aprile, maggio, giugno, luglio e agosto seguenti: registro + segnato 1268, A, fog. 136, 138, 71 a t. 130, 141, 142, 78, 84, 144 + a t. 135 a t. 85, 86, 87, 99, 100, 165. Ma resta in dubbio se + tutti quegli armamenti, dei quali non è espresso lo scopo, fosser + volti alla impresa di Siria, o se parte si volea serbare alla + custodia di Sicilia e di Puglia; su di che veggasi il seguito di + questo medesimo capitolo. + + [23] Ricordano Malespini, cap. 204. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 54. + + Cronaca sic. della cospirazione di Procida, in di Gregorio, Bibl. + arag. tom. I, pag. 254. + + [24] Da tutti gli storici contemporanei, e meglio dai fatti si ritrae + ciò manifestamente. + + Si ricordino ancora i versi di Dante: + + Però ti sta che tu se' ben punito, + E guarda ben la mal tolta moneta + Ch'esser ti fece contro Carlo ardito. + _Inf_., c. 19. + + [25] Saba Malaspina, cont., pag. 339. + + [26] Credeasi allora che i figli maschi di Manfredi fossero morti, + perchè Carlo d'Angiò li tenea in carcere, forse con grandissimo + segreto, accreditando la voce della morte, per toglier qualunque + speranza ai partigiani di casa sveva. I figli di Manfredi eran + bambini quando Carlo prese il regno; nè egli si volle bruttare di + quattro assassinî di tal sorta, d'altronde non utili, e ben + suppliti da una prigionia segretissima e sepolcrale. Così gli + storici contemporanei portano spenta la discendenza maschile di + Manfredi, e sol di lui rimasa Costanza, e la seguente sorella + Beatrice, che fu liberata nel 1284 per la vittoria dell'armata + siciliana nel golfo di Napoli. La diplomatica, la quale sovente + corregge le tradizioni istoriche, ci ha mostrato che vivessero a + lungo dopo la morte di Manfredi i suoi figliuoli Arrigo, Federigo + ed Enzo. Alcuni istorici napoletani trassero dagli archivi di quel + reame dei diplomi per gli alimenti che forniansi in carcere a + quegli sventurati principi sotto il regno di Carlo II; e il + Buscemi nella vita di Procida ne pubblicò uno dato di Melfi il 30 + giugno settima Ind. (1294), nel quale, forse per errore di chi + l'avea copiato da' registri di Napoli, l'ultimo de' giovanetti è + chiamato Anselmo in vece di Enzo. Io mi sono avvenuto rifrustando + que' registri in due documenti, che sembranmi più importanti + perchè attestano che i detti principi vivessero insino al 1299, e + che allora si ordinasse di escirli dalla prigione, e liberi + mandarli a Carlo II con un cavaliere. Ciò avvenne al tempo che + Giacomo di Aragona aiutava gli Angioini contro il fratello + Federigo e i Siciliani, e appunto pochi giorni anzi la sua + vittoria del Capo d'Orlando; talchè sarebbe da congetturarsi che + il re di Napoli volle far cosa grata a Giacomo, ch'ei cercava in + tutti i modi a tenersi amico ed ausiliare. Ma par che quest'atto + di generosità tosto si fosse dileguato, e che fossero tornati in + altra prigione i figli di Manfredi. Giacomo andò via da Napoli + poco men che nemico: e Carlo non avrebbe osato turbare il governo + di Federigo in Sicilia con questi altri pretendenti, che poteano + ben sollevare contro di lui lo stesso reame di Napoli. + + I due citati diplomi del 1299 leggonsi, Docum. XXIX e XXX. + + [27] Ved. Surita, Ann. d'Aragona. + + Blanca, Comment. rer. Aragon. + + Mariana, Storia di Spagna. + + Robertson, Vita di Carlo V. Introd. sez. 3, note 31, 32. + + [28] Montaner, cap. 20, vivamente rappresenta che i re di Aragona + viveano assai familiari co' loro sudditi, con giustizia ed + affabilità. Ma in fatto sotto questo linguaggio accenna le libertà + del paese, dicendo che ognuno era sicuro della proprietà e + persona: e perciò «i Catalani e gli Aragonesi sono più alti di + cuore, vedendosi così trattati a lor modo; e nessuno può esser + valente uomo di guerra se non è alto di cuore.» Aggiugne, che + ognuno a suo piacere fermava per via i re, e parlava ad essi, o li + invitava a nozze, o desinari, e ch'essi sovente albergavano nelle + case private. + + [29] D'Esclot, cap. 68, 69, 70. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hispanica di + Baluzio, ed. 1688. + + [30] Montaner, cap. 10, 13, 14. + + D'Esclot, cap. 65, 67, 74. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + [31] Bart. de Neocastro, cap. 16. + + Veggansi anche, Montaner, cap. 37. + + Saba Malaspina, cont., pag. 342. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit. + + [32] Saba Malaspina, cont., pag. 340 a 342. + + Per vero egli non scrive il nome di Corrado Lancia, ma solo di + Loria e Procida, e, aggiugne, altri usciti italiani. Ma + ritraendosi dal Montaner la grande riputazione di Corrado a corte + d'Aragona per armi e consiglio appunto in questo tempo, non è + dubbio che quel nobile siciliano avesse partecipato in tutti i + disegni. + + [33] Diploma negli archivi della corona aragonese, citato dal + Quintana, Vidas de Españoles celebres, Paris, 1827, tom. I, pag. + 93. + + [34] Bart. de Neocastro, cap. 87. + + Nel r. archivio di Napoli, reg. di Carlo II segnato 1291, A, fog. + 88, si legge un diploma dato il dì 8, forse di gennaio 1275 o + 1276, ch'è un attestato del servigio feudale prestato a Capua da + Riccardo Loria per sè, Giacomo, Roberto, Ruggiero, e due donne + tutti della stessa famiglia, che aveano diviso tra loro i castelli + di Loria, Lagonessa e Castelluccio in Basilicata. + + Ruggier Loria fu nipote di Guglielmo d'Amico, primo marito di + Macalda Scaletta. Villabianca, Sicilia nobile, part. 2, lib. 3, + pag. 528 e 529. + + [35] Montaner, cap. 18, 19, 30, 31. + + [36] Di Gregorio, Annotaz. alla Bibl. aragon., tom. 1, pag. 249 e +250. + + Ved. altresì il Giannone, Ist. civ. e Buscemi. Vita di Giovanni di + Procida, e i documenti da noi citati nel cap. XV, intorno + i beni del Procida. + + È noto il marmo della chiesa di Salerno, dato il 1260, pubblicato + dal Summonte, e trascritto dal Gregorio, Bibl. arag., tom. I, pag. + 249, dal quale si hanno i titoli di Giovanni di Procida, e ch'ei + facesse costruire quel porto. Un altro pregevol monumento per + Giovanni di Procida ha trovato il mio concittadino Francesco + Saverio Cavallari, egregio artista, zelante e infaticabile nel + ricercare, abilissimo nel delineare, e intelligente nello + illustrare gli antichi monumenti d'arte, non solo per tutta la + Sicilia, ma sì in parte della terraferma italiana. Nella cappella + di san Matteo della cattedrale di Salerno, sotto la effigie del + santo in mosaico, il nostro artista s'accorse di una picciola + figura in ginocchio ch'ei ritrasse diligentemente, in pie' della + quale si leggono questi due versi: + + _Hoc studiis magnis fecit pia cura Johannis + De Procida, dici meruitque gemma Salerni._ + + A' documenti fin qui pubblicati per dimostrare l'alto stato + ch'ebbe Giovanni di Procida presso Manfredi, aggiugnerò la notizia + d'un altro che si legge nel r. archivio di Napoli, reg. 1269, D, + fog. 9. È un diploma di Carlo I dato il 22 giugno tredicesima Ind. + (1270), nel quale se ne cita un di Manfredi del 25 agosto ottava + Ind. (1265), dato per _Joannem de Procita_, e indirizzato a + Risone Marra intorno l'uficio di maestro segreto e portulano di + Sicilia. Questo diploma conferma che Giovanni fu cancelliere di re + Manfredi. + + [37] Ho veduto tra' Mss. della Biblioteca reale di Francia, nel + volume segnato 6,069. V. un manoscritto latino del secolo + XIV che porta il titolo: _Incipit liber philosophorum + moralium antiquorum et dicta seu castigationes Sedechie, prout + inferius continetur, quas transtulit de greco in latinum magister + Johannes de Procida_. È una raccolta o compendio delle massime + che correano sotto i nomi di Sedecia, Hermes, Omero, Solone, + Pitagora, Diogene, Socrate, Platone, Aristotile, Alessandro, + Tolomeo, Gregorio, ec., e finisce con un capitolo, intitolato + _Sapientium dicta_. Io la credo piuttosto una compilazione + che una traduzione. Il titolo di _magister_ mi accerta della + identità della persona dell'autore col nostro G. di Procida, il + quale non par che guadagni in fama letteraria quanto ha perduto in + fama politica. È qui da ricordare qual fosse la corte di Federigo + imperatore e di Manfredi. Federigo, educato fin dalla sua + fanciullezza in Sicilia era perito negli idiomi tedesco, francese, + latino, greco, arabo; poetò in volgare; amò gli studi filosofici; + dettò un opuscolo di storia naturale; e promosse gli studi in + tutta l'Italia. A lui forse si deve il pronto sviluppo della + lingua illustre d'Italia. Manfredi fece alcune aggiunte al libro + di Federigo, scrisse versi italiani, favorì molto i letterati e + gli studi. Sul particolare delle lettere greche e dello studio de' + filosofi greci, noi sappiamo che Bartolomeo di Messina per comando + dell'imperatore voltò dal greco in latino l'etica d'Aristotile, e + un libro su la cura de' cavalli, e che Moisè da Palermo nello + stesso tempo scrisse una somigliante traduzione d'un libro + d'Ippocrate. Veg. Tiraboschi, Stor. lett. d'Italia, tom. IV; di + Gregorio, Discorsi. Dopo ciò si comprendrà più facilmente come + Giovanni di Procida fosse avviato a questi studi; e senza dubbio + si riferirà al ministro di Federigo, di Manfredi e di Pietro e + Giacomo d'Aragona la citata raccolta di sentenze degli antichi + filosofi. + + [38] Petrarca, Itinerario Siriaco. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 57. + + Boccaccio, De casibus virorum illustrorum, lib. 9, cap. 19. + + Veg. altresì il cominciamento della istoria anonima della + cospirazione del Procida, tralasciato dal di Gregorio nella sua + Biblioteca aragonese, che leggesi tra' citati Mss. della Bibliot. + com. di Palermo, Q. q. e si trova pubblicato nell'opera di + Buscemi, doc. n.4. + + [39] Diploma del 29 gennaio 1270 per la inquisizione de' beni + confiscati a una lunghissima lista di ribelli, tra i quali si + legge Giovanni di Procida. + + Diploma dato di Capua del 3 febbr. 1270, pel quale Carlo I die' un + sussidio, su i confiscati beni dotali, a Landolfina moglie di + Giovanni di Procida da Salerno, come non partecipe della colpa del + marito, «il quale per alto tradimento commesso, come dicesi, + contro la maestà nostra, allontanossi dal regno.» Questi diplomi + cavati dal. r. archivio di Napoli conservatisi ne' Mss. della + Bibliot. com. di Palermo, Q. q. F. 70, e sono stati pubblicati dal + Buscemi, nella Vita di Procida, docum. 2 e 3. + + Quantunque sembri favola che l'ingiuria alla moglie fosse cagione + della fuga del Procida, non è improbabile che durante il suo + esilio la moglie, per nome Landolfina di Fasanella, avesse dato + ascolto allo amore di alcun barone della corte di Carlo; e che da + ciò fosse nato quello episodio nel romanzo storico (tale io il + credo) di Giovanni di Procida. Traggo questo concetto da tre + diplomi: 1º. quello or ora citato del 3 febbraio 1270 pel + sussidio a Landolfina; 2º. un altro della stessa data che le + accordò salvocondotto e sicurezza a dimorare in Salerno, che + leggesi in fine della presente opera, docum. I; 3º. un altro che + fe' pagar dall'erario regio once cento prestate a Landolfina da un + Caracciolo, che è citato ne' Discorsi di don Ferrante della Marra, + Napoli, 1641, pag. 154, ed è tratto come i precedenti dal. r. + archivio di Napoli, reg. segnato 1269, C, dove quelli si leggono a + fog. 118 e 214, e questo a fog. 211. + + [40] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 13. + + [41] Saba Malaspina, cont., pag 340 a 342. + + [42] Montaner, cap. 37, 44. + + [43] Montaner, cap. 40. + + Bernardo d'Esclot, cap. 76. + + [44] D'Esclot, loc. cit. + + Montaner, cap. 38, 39. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit. + + [45] Montaner, cap. 38, 42. L'asserzione contraria si legge in un + manifesto di re Carlo I recato da Muratori, Ant. Ital. Dissert. + 39, tom. III, pag. 650; e ve n'ha un cenno nel Memoriale dei + podestà di Reggio, Muratori, R. I. S., tom. VIII, p. 1155. + + [46] Montaner, cap. 36. + + [47] Ibid., cap. 41. + + Veggansi ancora per questi particolari Bart. de Neocastro, cap. + 16; Cron. del mon. di S. Bertino; Surita, Ann. d'Aragona, ec. + + [48] Alcuni han creduto legger questo nei versi di Dante: + + E guarda ben la mal tolta moneta, ec. + _Inf._, c. 19. + + Nell'appendice, io tento d'accostarmi ad una migliore spiegazione + di questo luogo della Divina Commedia. + + [49] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57, 59, 60. + + Ricordano Malespini, cap. 206 a 208. + + Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 249 a 263. + + Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 952 e 953. + + Cronica di frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 11, 12, in + Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 686. + + [50] Tolomeo da Lucca, lib. 24, cap. 4, in Muratori, R. I. S. tom. + XI, pag. 1186-87. + + Pachymer, lib. 6, cap. 8, parla di una grande alterazione nella + moneta d'oro fatta in questo tempo dal Paleologo, per fornir + sussidi agli _Italiani_. + + Che i Genovesi mischiassersi molto a favore di lui, l'attesta + Caffari negli Annali di Genova, Muratori, R. I. S. tom. VI, pag. + 576, ove è detto che i Genovesi mandarono una galea a posta al + Paleologo per avvertirlo degli armamenti di re Carlo. + + [51] Veg. l'appendice. + + [52] Saba Malaspina, cont., pag. 342 a 345. + + Montaner, cap. 44, 45, 46, 47. + + [53] Questi preparamenti son taciuti dagli storici contemporanei, che + anzi accagionan Carlo di soverchio disprezzo. Ma ne' registri + della sua cancelleria trovansi date nel 1278 delle provvisioni che + non si possono in alcun modo attribuire all'impresa di Soria. + Perchè, lasciando i molti armamenti navali citati in questo + capitolo, pag. 85, nota 2, che possono anche parer troppi, + considerate le poche forze che in fatto andarono in Asia, leggiamo + evidentemente ciò che ho detto nel testo, in due diplomi, l'un del + 13 marzo sesta Ind. 1278, e l'altro del 6 agosto medesimo anno, r. + arch. di Napoli, reg. di Carlo I segnato 1268, A, fog. 95 e 89. + + Quel di marzo risguarda le galee destinate alla custodia delle + marine di Principato e Terra di Lavoro; l'altro è per le + provvedigioni di miglio nei castelli di Sicilia. + + Il re comandava di aumentarle dal 1 settembre vegnente in questo + modo: + + Fortezza di Messina da salme 112½ a 240 + di Scaletta 20 » 48 + di Milazzo 45 » 100 + di San Marco 30 » 99 + di Odogrillo 27 » 55 + Castel di Siracusa 27 » 57 + Palagio di Siracusa 9 » 60 + Castel superiore di Taormina 27 » 77 + Castello inferiore 22½ » 50 + di Agosta 10½ » 57 + di Cefalù 85½ » 325½ + Palagio di Palermo 18 » 200 + Castell'a mare di Palermo 29 » 100 + di Licata 40 » 90 + di Monteforte 27 » 104 + di Vicari, che non avea provvedigione » » 50 + di Caronia » » 27 + di Castiglione » » 30 + di Lentini » » 100 + di Marineo » » 100 + di Geraci » » 60 + di San Filippo » » 100 + di Caltanissetta » » 30 + di Santo Mauro » » 30 + di Avola » » 30 + di Caltabellotta » » 30 + + Varie cose sono da notarsi in questo documento. La prima che non + si vittovagliavano tutte le fortezze regie di Sicilia, ma a un di + presso due terze parti delle medesime, tralasciandone molte sì in + monte e sì in maremma. La seconda che per la provvedigione si + preferiva il miglio al frumento; o per lo minor caro, o per lo + minore rischio di ribollire e guastarsi. Lo stato delle fortezze + regie sei anni innanzi si legge in un diploma del 3 maggio 1272 + cavato anche dal r. archivio di Napoli e pubblicato dall'er. + Michele Schiavo nelle memorie per la storia letteraria di Sicilia, + tom. I, parte 3, pag. 49 e seg. In questo leggonsi oltre i notati + nel diploma del 1278 che or ora trascrissi, i castelli di Rametta, + San Fratello, Nicosia, Castrogiovanni, Mineo, Licodia, Modica, + Garsiliato, Calatabiano, Corleone, Sciacca, Girgenti, Carini, + Termini, Favignana, Camerata; ma vi mancano quelli di Odogrillo e + Castiglione, e il castel disottano di Taormina. Si scerne di più + dal diploma del 1272, che erano affidati alcuni a castellani col + soldo di due tarì al giorno, altri a castellani scudieri col soldo + di tarì uno e grana quattro, e vi erano _consergî_ col + medesimo stipendio, e servienti con grana otto al giorno. La + maggior forza de' servienti, o vogliam dire soldati a pie', era + nei 1272 nelle fortezze di Messina, Castrogiovanni, Cefalù, e + Nicosia. Ma nel 1278 par che si volesse adunare più gente in + quelle di Cefalù, Palermo, Messina, Monteforte, Milazzo, Lentini, + Marineo, San Filippo; nè la posizione geografica basta a spiegare + questa mutazione di disegni militari. Forse gli umori delle + popolazioni, lo stato delle fabbriche di queste fortezze, e altre + circostanze meno a noi note vi contribuirono, e l'essersi dato in + feudo (che di tutte non fu certamente) alcuna di quelle terre. + + [54] Saba Malaspina, cont., pag. 342 a 345. + + Montaner, cap. 44, 45, 46, 47. + + [55] Ric. Malespini, cap. 208. + + Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 261. + + [56] Saba Malaspina, cont., pag. 345. + + [57] Saba Malaspina, cont., pag. 346. + + Ric. Malespini, cap. 207, e gli altri contemporanei citati dal + Muratori, Ann. d'Italia, 1281. + + [58] Saba Malaspina, lib. 6. + + [59] Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. + III, pag. 762. + + Saba Malaspina, cont., pag. 349, 351. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 58. + + [60] Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 13 e 16. + + [61] Cron. sic. della cospirazione di Procida, l. c., pag. 262. + + Ric. Malespini, cap. 208. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 60. + + Montaner, cap. 42, con qualche diversità. Al capitolo 49 porta + come data da Pietro al conte di Pallars quella risposta del mozzar + la mano sinistra se sapesse il segreto. + + [62] Bart. de Neocastro, cap. 13. + + [63] Raynald, Ann. ecc. 1281, §. 25, e 1282, §§. 5, 8, 9, 10, e nota + del Mansi al §. 13. + + Tolomeo da Lucca, in Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. 1186. + + La scomunica del Paleologo si legge altresì nella cronaca di + Eberardo, pubblicata dal Canisio, antiche lezioni, tom. I, pag. + 309. + + [64] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57. + + Saba Malaspina, cont., pag. 350. + + Il trattato di Carlo I con Venezia fu stipulato a 3 luglio 1281, e + si trova negli archivi di Francia, citato dal Buchon, Recherches + et matériaux pour servir à une histoire de la domination française + aux XIIIe, XIVe et XVe siècles, dans les provinces démembrées + de l'empire Grec. Première partie, p. 42. + + [65] Saba Malaspina, cont., pag. 350. + + [66] Gio. Villani, lib. 7, cap. 57. + + Ric. Malespini, cap. 206. + + Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 251. + + [67] Docum. VII. + + [68] Saba Malaspina, cont., p. 352. + + [69] Nangis, in Duchesne, Hist. fr. script., tom. V, pag. 357 e seg. + + Muratori, Ann. d'Italia, 1282. + + [70] Muratori, ibid. + + [71] Saba Malaspina, cont., pag. 338, 339. + + Le parole della profezia son queste: _Tempus adhuc videbit qui + vixerit, quod Scarabones ejicient de regno Gallicos et in + multitudine, etc._ Io ho creduto che _Scarabones_ suoni in + italiano masnadieri, saccardi, soldati irregolari; perchè questa + parola, che non si trova nel glossario del Du Cange, è identica a + _Scaranii_, _Scaramanni_, _Scamari_, + _Scarani_, _Scarafonus_, vocaboli che vengono dalla + radice _Scara_ (_acies_, _cuneus copiæ militares_), + o piuttosto da _Scara_, una delle angherie feudali, onde si + dicevano _Scaranii_, ec. i famigliari de' magistrati, i fanti + incaricati della riscossione di alcuni balzelli, e in generale gli + armigeri della più disordinata e spregevole maniera di milizia. + Indi l'italiano _scherani_. + + [72] Diplomi dell'8 novembre 1280, 21 aprile e 27 giugno 1281 nel + catalogo delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. + 218, 222 e 227. + + [73] Saba Malaspina, cont., pag. 350, 351. + + [74] Ibid. pag. 355. + + Anonymi Chr. sic., loc. cit., pag. 147. + + Le leggi dell'imperator Federigo II, contro le eresie portano una + ventina di nomi diversi d'eretici; tra i quali v'hanno i paterini. + In un diploma suo dato di Padova il 22 febbraio duodecima ind. si + spiega così l'origine di quel nome di paterini: _Horum sectæ + veteribus vel ne in publicum prodeant non sunt notatæ nominibus, + vel quod est forte nefandius, non contentu, ut vel ab Arrio + Arriani, vel a Nestorio Nestoriani, aut a similibus similes + nuncupantur; sed in exemplum martyrum qui pro fide catholica + martiria subierunt, Patarenos se nominant, velut expositos + passioni_. In Luca Wadding, Ann. Minorum, tom. III, p. 340, §. + 13. + + [75] Dante Alighieri, De Vulgari Eloquio, lib. 1, cap. 12. + + [76] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 3. + + [77] Bart. de Neocastro, cap. 13. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 3. + + [78] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 2 e 4. + + Epistola de' Siciliani a papa Martino, nell'Anonymi Chr. sic., + cap. 40, l. c. + + Bart. de Neocastro, cap. 13. + + Docum. VII. + + [79] Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., T. III, pag. 609. + + Mss. della vittoria di Carlo d'Angiò, in Duchesne, Hist. fr. + script., tom. V, pag. 851. + + Cron. del Mon. di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anecd. + tom. III, pag. 762. + + Francesco Pipino, Chron. lib. 4, cap. 29, in Muratori, R. I. S., + tom. IX. + + + + +CAPITOLO VI. + +Nuovi oltraggi de' Francesi in Palermo. Festa a Santo Spirito il dì 31 +marzo: sommossa: eccidio feroce per la città. Gridasi la repubblica. +Sollevazione di altre terre. Adunanza in Palermo, e partiti gagliardi +che prende. Lettere de' Palermitani ai Messinesi, i quali seguon la +rivoluzione. Ordini pubblici con che si regge la Sicilia, e si prepara +alla difesa. Opinione sulla causa prossima di questa rivoluzione.--Marzo +a giugno 1282. + + +I Siciliani maledissero e sopportarono infino a primavera del +milledugentottantadue. Nè gli appresti di guerra in Ispagna si vedean +forniti; nè in Sicilia, se alcun era che li sapesse, potea aver luogo +a prossime speranze. Stavan sul collo al popolo gli smisurati +armamenti di re Carlo contro Costantinopoli: l'isola imbrigliavano da +quarantadue castelli regi, posti o in luoghi foltissimi, o nelle città +maggiori[1], e più numero che ne teneano i feudatari francesi[2]: +raccolti e in sull'arme gli stanziali: pronte a ragunarsi a ogni cenno +le milizie baronali, ch'erano in parte di suffeudatari stranieri. E in +tal condizione di cose, che i savi meditando e antiveggendo non +avrebbero eletto giammai ad un movimento, gli officiali di Carlo +prometteansi perpetua la pazienza, e continuavano a flagellare il +sicilian popolo. + +La pasqua di resurrezione fu amarissima per nuovi oltraggi in Palermo; +capitale antica del regno, che gli stranieri odiarono sopra ogni altra +città, come più ingiuriata e {115} più forte. Sedeva in Messina +Erberto d'Orléans vicario del re nell'isola: il giustiziere di val di +Mazzara governava Palermo; ed era questi Giovanni di San Remigio, +ministro degno di Carlo. I suoi officiali, degni del giustiziere e del +principe, testè s'erano sciolti a nuova stretta di rapine e di +violenze[3]. Ma il popolo sopportava. E avvenne che cittadini di +Palermo, cercando conforto in Dio dalle mondane tribolazioni, entrati +in un tempio a pregare, nel tempio, nei dì sacri alla passione di +Cristo, tra i riti di penitenza e di pace, trovarono più crudeli +oltraggi. Gli scherani del fisco adocchian tra loro i debitori delle +tasse; strappanli a forza dal sacro luogo; ammanettati li traggono al +carcere, ingiuriosamente gridando in faccia all'accorrente +moltitudine: «Pagate, paterini, pagate.» E il popolo sopportava[4]. Il +martedì appresso la pasqua, cadde esso a dì trentuno marzo[5], una +festa si celebrò nella chiesa di Santo Spirito. Allora brutto +oltraggio a libertà fu principio; il popolo stancossi di sopportare. +Del memorabil evento or narreremo quanto gli storici più degni di fede +n'han tramandato. + +A mezzo miglio dalle australi mura della città, sul ciglion del +burrone d'Oreto, è sacro al Divino Spirito un tempio[6]; del quale i +latini padri non lascerebber di notare, come il dì che sen gittava la +prima pietra, nel secol dodicesimo, per ecclisse oscuravasi il sole. +Dall'una banda {116} il dirupo e il fiume; dall'altra corre infino a +città la pianura, la quale in oggi ingombrasi per gran tratto di muri +e d'orti, e un chiuso, negro di cipressi, tutto scavato di tombe, e +sparso d'urne e di lapidi rinserra la chiesa con giusto spazio in +quadro; cimitero pubblico, che si costruì al cader del decimottavo +secolo, e la dira pestilenza del milleottocentotrentasette, esiziale a +Sicilia, in tre settimane orribilmente il colmò. Per questo allor +lieto campo, fiorito di primavera, il martedì a vespro, per uso e +religione, i cittadini alla chiesa traeano: ed eran frequenti le +brigate; andavano, alzavan le mense, sedeano a crocchi, intrecciavano +lor danze: fosse vizio o virtù di nostra natura, respiravan da' rei +travagli un istante, allorchè i famigliari del giustiziere apparvero, +e un ribrezzo strinse tutti gli animi. Con l'usato piglio veniano gli +stranieri a mantenere, dicean essi, la pace. A ciò mischiavansi nelle +brigate, entravano nelle danze, abbordavan dimesticamente le donne: e +qui una stretta di mano; e qui trapassi altri di licenza; alle più +lontane, parole e disdicevoli gesti. Onde chi pacatamente ammonilli se +n'andasser con Dio senza far villania alle donne, e chi brontolò; ma i +rissosi giovani alzaron la voce sì fieri, che i sergenti dicean tra +loro: «Armati son questi paterini ribaldi, ch'osan rispondere»; e però +rimbeccarono ai nostri più atroci ingiurie; vollero per dispetto +frugarli indosso se portasser arme; altri diede con bastoni o nerbi ad +alcun cittadino. Già d'ambo i lati battean forte i cuori. In questo +una giovane di rara bellezza, di nobil portamento e modesto[7], con lo +sposo, coi congiunti avviavasi al tempio. Droetto francese, per onta +{117} o licenza, a lei si fa come a richiedere d'armi nascose; e le dà +di piglio; le cerca il petto. Svenuta cadde in braccio allo sposo; lo +sposo, soffocato di rabbia: «Oh muoiano, urlò, muoiano una volta +questi Francesi!» Ed ecco dalla folla che già traea, s'avventa un +giovane; afferra Droetto; il disarma; il trafigge; ei medesimo forse +cade ucciso al momento, restando ignoto il suo nome, e l'essere, e se +amor dell'ingiuriata donna, impeto di nobil animo, o altissimo +pensiero il movessero a dar via così al riscatto. I forti esempi, più +che ragione o parola, i popoli infiammano. Si destaron quegli schiavi +del lungo servaggio: «Muoiano, muoiano i Francesi!» gridarono; e 'l +grido, come voce di Dio, dicon le istorie de' tempi, eccheggiò, per +tutta la campagna, penetrò tutti i cuori. Cadono su Droetto vittime +dell'una e dell'altra gente: e la moltitudine si scompiglia, si +spande, si serra; i nostri con sassi, bastoni, e coltelli +disperatamente abbaruffavansi con gli armati da capo a piè; +cercavanli; incalzavanli; e seguiano orribili casi tra gli apparecchi +festivi, e le rovesciate mense macchiate di sangue. La forza del +popolo spiegossi, e soperchiò. Breve indi la zuffa; grossa la strage +de' nostri: ma eran dugento i Francesi, e ne cadder dugento[8]. + +Alla quieta città corrono i sollevati, sanguinosi, ansanti, squassando +le rapite armi, gridando l'onta e la vendetta: {118} «Morte ai +Francesi!» e qual ne trovano va a fil di spada. La vista, la parola, +l'arcano linguaggio delle passioni, sommossero in un istante il popol +tutto. Nel bollor del tumulto fecero, o si fece dassè condottiero, +Ruggier Mastrangelo, nobil uomo: e il popolo ingrossava; spartito a +stuoli, stormeggiava per le contrade, spezzava porte, frugava ogni +angolo, ogni latebra: «Morte ai Francesi!» e percuotonli, e +squarcianli; e chi non arriva a ferire, schiamazza ed applaude. S'era +il giustiziere a tal subito romore chiuso nel forte palagio: e in un +momento, chiamandolo a morte, una rabbiosa moltitudine circonda il +palagio; abbatte i ripari; infellonita irrompe: ma il giustiziere le +sfuggì, che ferito in volto, tra le cadenti tenebre e 'l trambusto, +inosservato montando a cavallo con due famigliari soli, rapidissimo +s'involò. Intanto per ogni luogo infuriava la strage; nè posò per la +notte soppraggiunta; e rincrudì la dimane; e l'ultrice rabbia non pure +si spense, ma il sangue nemico fu che mancolle[9]. Duemila Francesi +furono morti in quel primo scoppio[10]. Negossi ai lor cadaveri la +sepoltura de' battezzati[11]; ma poi si scavò qualche carnaio ai +miserandi avanzi[12]; e la tradizione ci addita la colonna sormontata +di ferrea croce[13], che pose in un di quei luoghi la pietà cristiana, +forse assai dopo il tempo della {119} vendetta. Narra la tradizione +ancora, che il suon d'una voce fu la dura prova onde scerneansi in +quel macello i Francesi, come lo _shibbolet_ tra le ebree tribù; e che +se avveniasi nel popolo uom sospetto o mal noto, sforzavamo col ferro +alla gola a profferir _ciciri_, e al sibilo dell'accento straniero +spacciavanlo. Immemori di sè medesimi, e come percossi dal fato gli +animosi guerrieri di Francia non fuggiano, non adunavansi, non +combatteano; snudate le spade, porgeanle agli assalitori, ciascuno a +gara chiedendo: «Me, me primo uccidete»; sì che d'un gregario solo si +narra, che ascoso sotto un assito, e snidato coi brandi, deliberato a +non morir senza vendetta, con atroce grido si scagliasse tra la turba +de' nostri disperatamente, e tre n'uccidesse pria di cader egli +trafitto[14]. Nei conventi dei minori e dei predicatori irruppero i +sollevati; quanti frati conobber francesi trucidarono[15]. Gli altari +non furono asilo: prego o pianto non valse; non a vecchi si perdonò, +non a bambini, nè a donne. I vendicatori spietati dello spietato +eccidio d'Agosta, gridavano che spegnerebber tutta semenza francese in +Sicilia; e la promessa orrendamente scioglieano scannando i lattanti +su i petti alle madri, e le madri da poi, e non risparmiando le +incinte: ma alle siciliane gravide di Francesi, con atroce misura di +supplizio, spararono il corpo, e scerparonne, e sfracellaron +miseramente a' sassi il frutto di quel mescolamento di sangui +d'oppressori e d'oppressi[16]. Questa carnificina di tutti gli uomini +d'una {120} favella, questi esecrabili atti di crudeltà, fean +registrare il vespro siciliano tra i più strepitosi misfatti di +popolo: che vasto è il volume, e tutte le nazioni scrisservi +orribilità della medesima stampa e peggiori; le nazioni or più civili, +e nei tempi di gentilezza, e non solo vendicandosi in libertà, non +solo contro stranieri tiranni, ma per insanir di setta religiosa o +civile, ma ne' concittadini, ma ne' fratelli, ma in moltitudine tanta +d'innocenti, che spegneano quasi popoli interi. Ond'io non vergogno, +no di mia gente alla rimembranza del vespro, ma la dura necessità +piango che avea spinto la Sicilia agli estremi; insanguinata coi +supplizi, consunta dalla fame, calpestata e ingiuriata nelle cose più +care; e sì piango la natura di quest'uom ragionante e plasmato a +somiglianza di Dio, che d'ogni altrui comodo ha sete ardentissima, che +d'ogni altrui passione è tiranno, pronto ai torti, rabido alla +vendetta, sciolto in ciò d'ogni freno quando trova alcuna sembianza di +virtù che lo scolpi; sì come avviene in ogni parteggiare, di famiglia, +d'amistà, d'ordine, di nazione, d'opinion civile o religiosa. + +La ferocità del vespro, togliendo ai mezzani partiti ogni via, fu pur +salute a Sicilia. Quella insanguinata notte medesima del trentuno +marzo, tra la superbia della vendetta, e lo spavento del proprio +audacissimo fatto, il popolo di Palermo adunato a parlamento si +slancia di lunga più innanti: disdice il nome regio per sempre: +statuisce di reggersi a comune, sotto la protezion della romana +Chiesa. Alla quale deliberazione il mosse quel mortalissim'odio {121} +contro re Carlo e suoi governi; e la rimembranza del duro fren degli +Svevi; e per lo contrario quella sì gradita della libertà del +cinquantaquattro; e l'esempio delle toscane e lombarde repubbliche; e +il rigoglio di possente cittade, che infranto da sè stessa il giogo, +nella propria virtù s'affida. Il nome della Chiesa s'aggiunse a +disarmar l'ira papale, o piuttosto a tentar l'ambizione, o ad onestar +la ribellione sotto specie che scacciando il pessimo signore +immediato, non si violasse lealtà al sovrano onde quegli teneva il +regno. Ruggier Mastrangelo, Arrigo Barresi, Niccoloso d'Ortoleva +cavalieri, e Niccolò di Ebdemonia, furono gridati capitani del popolo, +con cinque consiglieri[17]. Al {122} baglior delle faci, sul terreno +insanguinato, tra una romoreggiante calca d'armati, con la sublime +pompa del tumulto s'inaugurò il repubblican magistrato; e i suonatori +dìer nelle trombe e nei moreschi taballi; e migliaia di voci +gioiosamente gridarono «Buono stato e libertà!» L'antico vessillo +della città, l'aquila d'oro in campo rosso, a nuova gloria fu +spiegato; e ad ossequio della Chiesa v'inquartaron le chiavi[18]. + +A mezza notte Giovanni di San Remigio si restò dalla rapida fuga a +Vicari[19], castello a trenta miglia dalla capitale; dove a fretta e +furia picchiando, la gente del presidio avvinazzata nelle medesime +feste che avean partorito tanta strage in Palermo, a stento +riconobbelo; e ammettendolo, stralunava a veder il giustiziere fuor di +lena, insanguinato, senza stuolo, a tal'ora venirne. Tacque allor +Giovanni: la mattina a dì appellava alle armi i Francesi tutti de' +contorni, agguerrita gente, e vera milizia feudale; e, rotto il +silenzio, confortavali a scansare e vendicar forse il fato dei lor +compagni. Ed ecco l'oste di Palermo, che a cercar del fuggente s'era +mossa co' primi albori, entrata sulla traccia, a gran passo a Vicari +giugne. Accerchiò confusamente la terra: bruciava di slanciarsi, e non +sapea veder modo all'assalto: perciò diessi a minacciare, e intimar la +resa; profferendo salve le persone, e che Giovanni e sua gente, poste +giù le armi potessero imbarcasi per Acquamorta di Provenza. Essi +sdegnando tai patti, e spregiando l'assaltante bordaglia, fanno impeto +in una sortita. E al primo {123} l'arte soldatesca vincea; e +sparpagliavansi i nostri: se non che entrò nella battaglia una potenza +maggiore dell'arte, il furor del vespro, rinfiammatosi a un tratto +nelle sparse turbe, che arrestansi, guardansi in viso: «Morte ai +Francesi, morte ai Francesi!» e affrontatili con urto irresistibile, +rincacciano nella rocca laceri e sgarati i vecchi guerrieri. Vana +prova indi fu de' Francesi a riparlar d'accordo. Sconoscendo tutta +ragion di guerra, i giovani arcadori di Caccamo saettarono il +giustiziere affacciatosi dalle mura; e lui caduto, avventossi la gente +tutta all'assalto; occuparon la fortezza; trucidarono tutti i soldati; +i cadaveri gittarono in pezzi ai cani e agli avvoltoi. Tornossi l'oste +in Palermo[20]. + +Intanto volando strepitosa la fama di terra in terra, fu prima in que' +contorni Corleone a levarsi, come principale di popolazione e +importanza, e anco per cagion de' molti lombardi nimici al nome +angioino e guelfo[21], e degli insoffribili aggravî che le avea +portato la vicinanza de' poderi del re. Questa città, soprannominata +poi l'animosa, gittandosi certo con grande animo appresso alla +capitale, mandavale oratori Guglielmo Basso, Guglielmo Corto, e +Guigliono de Miraldo, ad offrir patti di unione, fedeltà e fratellanza +tra le due cittadi; scambievole aiuto con arme, persone, e danaro; +reciprocità de' privilegi di cittadinanza, e della franchigia di tutte +gravezze poste su i non cittadini. Ignoriamo or noi se venne da' +reggitori repubblicani di Palermo o dai patriotti di Corleone il +pensiero della lega, ma a chiunque si debba, esso per certo dà a veder +preponderante in que' primi principî l'elemento municipale, e +sostituito alla connessione feudale il legame federale {124} de' +comuni, che fu il vessillo sotto il quale la rivoluzione del vespro +occupò tutta l'isola. Convocato il popol di Palermo, assente a una +voce que' patti; e per suo comando, i capitani e 'l consiglio della +città giuranti sul vangelo co' legati di Corleone a dì tre aprile, e +stendonsi in forma d'atto pubblico[22]; promettendo anco Palermo +aiutar l'amica città alla distruzione del fortissimo castel di +Calatamauro[23]. Intanto un Bonifazio eletto capitan del popolo di +Corleone, con tremila uomini uscì a battere il paese d'intorno: dove +fur messi a ruba e a distruzione i poderi del re; domati all'uopo +della siciliana rivoluzione gli armenti che si nudriano con tanta cura +per l'esercito d'Oriente; espugnate le castella dei Francesi; +saccheggiate le case; e tanto spietata corse la strage, che al dir di +Saba Malaspina, parea ch'ogni uomo avesse a vendicar la morte d'un +padre, d'un fratello o d'un figlio; o fermamente credesse far cosa +grata a Dio a scannare un Francese[24]. Così {125} propagavasi in +pochissimi dì il movimento per molte miglia all'intorno, da medesimità +di umori, prepotenza d'esempio, e vigor de' sollevati. Ebbe pure in +parecchi luoghi una sembianza, che inesplicabile sarebbe a chi volesse +non ostante il detto di sopra trovar ordimento e cospirazione in +codesti tumulti. Perchè le popolazioni di gran volontà mettevano al +taglio della spada gli stranieri, ma dubbiavan poi a disdire il nome +di re Carlo[25]. Per altro pochi giorni tentennarono, che le rapì +quell'una comun passione, e la forza dei ribelli: onde a mano a mano +chiarironsi anch'esse, scelsero i condottieri di loro forze a +combattere i Francesi, scelsero lor capitani di popolo; e questi alla +capitale inviarono, la cui riputazione le avea fatto sì audaci, e +tutte in essa or affidavansi e speravano[26]. + +Raccolto in Palermo questo nocciol primo dei rappresentanti della +nazione, ispirolli quel valor medesimo onde in una breve notte erasi +innalzato a grandezza di rivoluzione il tumulto palermitano. +Rincoravanli col brio dei maschi petti la plebe, mescolata de' +sollevati di tutte le altre terre, che discorrea la città raccontando +impetuosamente d'uno in uno i durati oltraggi e la vendetta, e alto +gridando: «Morte pria che servire a' Francesi.» Onde appena congregato +il parlamento de' sindichi della più parte di val di Mazzara, +assentiva il reggimento a repubblica sotto il nome della Chiesa, +«Evviva, romoreggiava il popolo interno, evviva! libertà e buono +stato;» e tutti ad osar tutto accendeansi, quando Ruggier Mastrangelo, +a rapirseli sì innanzi che potesser dominare gli eventi, risoluto +sorgeva ad orare in questa sentenza: + +«Forti parole, terribili sagramenti ascolto, o cittadini, ma +all'operare niun pensa, come se questo sangue che si versò, compimento +fosse di vittoria, non provocazione a {126} lotta lunga, mortale! E +Carlo, il conoscete voi, e i manigoldi suoi mille, e vi trastullate a +dipingere insegne! Lì in terraferma le genti, le navi pronte alla +guerra di Grecia; lì brucian di vendetta i Francesi; entro pochi dì su +noi piomberanno. Trovin porti schiusi allo sbarco; trovin l'aiuto de' +nostri vizi; ed ecco che si spargono per la Sicilia; gl'incerti popoli +sforzano con l'arme; ingannanli co' nostri odî malnati; seduconli a +promesse; li strascinano a tutt'obbrobrio di servitù, e a impugnar +contro noi l'armi parricide. Libertà o morte or giuraste; e schiavitù +avrete, e non tutti avrete la morte: chè stanchi alfine i carnefici, +serbano a lor voglie il gregge de' vivi. Siciliani! ai tempi di +Corradino pensate. Sterminio ne sarà lo starci; l'oprare, gloria e +salvezza. Col nerbo di nostre forze, bastiamo a levar tutto infino a +Messina il paese; e Messina or no, non sarà dello straniero: comuni +abbiano legnaggio, e favella, e glorie passate, e ignominia presente, +e coscienza che la tirannide e la miseria delle divisioni son frutto. +Insanguinata la Sicilia tutta nelle vene degli stranieri; forte nel +cuor dei suoi figli, nell'asprezza de' monti, nella difesa de' mari, +chi fia che vi ponga pie' e non trovi aperta la fossa? Il Cristo che +bandìa libertà agli umani, ei che ispirovvi questo santo riscatto, ei +vi stende il braccio onnipossente se da uomini or voi vi aiutate. +Cittadini, capitani dei popoli, io penso che per messaggi si +richieggan tutte le altre terre di collegarsi con esso noi nel buono +stato comune: che con le armi, con la celerità, con l'ardire s'aiutino +i deboli, si rapiscano i dubbiosi, combattansi i protervi. A ciò +spartiti in tre schiere corriam l'isola tutta a una volta. Un +parlamento generale maturi i consigli poi, unisca le volontà, e +decreti gli ordini pubblici; chè Palermo, ne attesto Iddio, Palermo +non sogna dominio; ma la comun libertà cerca, e per sè l'onor solo de' +primi perigli.» + +«E il popolo di Corleone, ripigliò Bonifazio, seguirà {127} le sorti +di questa generosa città, della Sicilia ornamento e presidio. Tremila +suoi prodi Corleone qui manda, a vincere o morir con voi. Sì, ma se +morir dovremo, cada insieme chiunque patteggi per lo straniero +nell'ora del sicilian riscatto. Ruggiero, animoso tu nella pugna, +savio tu nel consiglio, la parola di salvezza parlavi. Orsù tradisce +la patria chi tarda; prendiamo l'armi, ed andiamo.[27]» + +«Andiamo andiamo!» risposegli tonante la voce del popolo[28]: e con +meravigliosa prestezza cavalcarono i corrieri, s'adunarono gli armati, +e in tre schiere spediti mossero. L'una a manca ver Cefalù, l'altra a +dritta su Calatafimi prese la via, la terza s'addentrò nel cuor +dell'isola per Castrogiovanni[29]: e le insegne spiegavano del comune, +con le chiavi della Chiesa dipinte intorno intorno; e la fama +precorreale, e il desio degli animi. Indi senza contrasto ogni terra +disdisse il nome di re Carlo; con una concordia bella, se non era anco +nello spargimento del sangue francese. A' Francesi dieron la caccia +per monti e selve; li oppugnarono ne' castelli; perseguitaronli in +cento guise, con tal rabbia che ai campati dalle mani dei nostri venne +in odio la vita, e dalle più munite rocche, dagli asili più riposti si +dier nelle mani del popolo che chiamavali a morte; taluno dall'alto di +una torre si lanciò. In qualche luogo per vero furono, per virtù loro +o fortuna, {128} scacciati soltanto, spogli sì d'ogni cosa; e +rifuggiansi questi a Messina[30]. Ma avrà eterna fama il caso di +Guglielmo Porcelet, feudatario o governatore di Calatafimi, stato +giusto ed umano tra lo iniquo sfrenamento de' suoi. Nell'ora della +vendetta e nei primi impeti, giunta a Calatafimi l'oste di Palermo, +non che perdonar la vita a Guglielmo e ai suoi, lo confortò e onorò +molto, e rimandollo in Provenza: il che mostri come il popolo degli +eccessi suoi n'ha ben d'onde[31]. + +A guadagnar Messina in questo mezzo ogni sforzo fu posto[32], non +essendo chi non vedesse l'importanza del sito, del porto, della grossa +e opulenta città; nella quale stava il nodo della guerra; e necessità +stringea di trarsela amica, o piombar tutti disperatamente su lei. Di +Messina temeasi per le ruggini antiche; ma se ne sperava per essersi +aperti gli animi nelle afflizioni recenti, ed anco per aver molti +Messinesi in Palermo soggiorno, e cittadinanza, e appicco di commerci +e parentele. Si die' opera alle pratiche dunque; che delle private e +più efficaci non è passata infino a noi la memoria; delle pubbliche ne +resta una lettera data di Palermo il tredici aprile, che fu spacciata +per messaggi, e incomincia: «Ai nobili cittadini dell'egregia Messina, +sotto re Faraone schiavi nella polve e nel fango, i Palermitani +salute, e riscossa dal servil giogo col braccio di libertà. E sorgi, +dice l'epistola, sorgi o figliuola di Sionne, ripiglia l'antica +fortezza.... abbian fine i lamenti che partoriscon dispregio; dà di +piglio alle armi tue, l'arco e la faretra; sciogli i vincoli dal tuo +collo;» e Carlo or va chiamando Nerone, lupo, lione, immane drago; e +or volta {129} alla città di Messina sclama: «Già Iddio ti dice: togli +in collo il tuo giaciglio e va, che sei sana,» or i cittadini esorta +«a pugnare con l'antico serpente, e rigenerati nella purezza de' +bambini, succhiare il latte di libertà, cercar giustizia, fuggire +calamità e vergogna[33].» Mentre i Palermitani con tai faville +bibliche tentavano que' cittadini, Erberto d'Orléans s'afforzava nelle +armi straniere, e nei nobili Messinesi di parte angioina, che s'eran +prevalsi in cento soprusi contro i lor concittadini, ond'ora +strettamente per lo vicario teneano. E dapprima inviò ad osteggiar +Palermo sette galee messinesi, sotto il comando di Riccardo Riso, +colui che nel sessantotto con poche navi aveva osato affrontar tutta +l'armata pisana, e or correa nella guerra civile a perder l'onore di +cittadino e il nome di prode. Perchè congiuntosi con quattro galee +d'Amalfi, che ubbidiano a Matteo del Giudice e Ruggier da Salerno, a +bloccare il porto di Palermo si pose: e com'altro non potea, +approcciato {130} alle mura facea gridare il nome di Carlo, e a' +nostri minacce e villanie. Ma rispondean essi nella mansuetudine dei +forti: «Nè le ingiurie renderebbero, nè i colpi: fratelli i Messinesi +e i Palermitani; sol nemici i tiranni: quelle armi contro i tiranni +volgessero.» E inalberavan su i muri a canto all'aquila palermitana, +lo stendal della croce di Messina[34]. + +E la città di Messina, o que' ne teneano il municipal governo, a +dimostrazione di lealtà, il dì quindici aprile mandavano cinquecento +lor balestrieri capitanati da un cavalier Chiriolo messinese, a munir +Taormina, che non l'occupassero i sollevati[35]. Il popolo al +contrario, sentendosi bollire il sicilian sangue nelle vene, +com'incalzavan gli avvisi del tumulto di Palermo, e degli altri, e +dello eromper de' sollevati per l'isola, delle stragi, delle fughe, +de' mille casi accresciuti o composti dalla fama; e come i Francesi +vedea pavidi e ignudi riparar anelando in Messina, cominciò a +digrignar contro i soldati d'Erberto[36], ch'erano un grosso di +secento cavalli tra francesi e calabresi, condotti da Pier di +Catanzaro; e pareano al vicario sì duro freno che il popolo non sel +trarrebbe giammai[37]. Onde il popolo che ciò sapea, una volta +proruppe in ferocissime parole, che per poco si rimase da' fatti: e +quei vedendosi mal sicuri in città, parte si ritraeano nel castel di +Matagrifone, parte nel real palagio presso Erberto, il quale in mal +punto volle far mostra di gagliardo; con che {131} il popol dubbio si +doma, il risoluto s'affretta. Perchè mandati novanta cavalli con +Micheletto Gatta ad occupare le fortezze di Taormina, quasi non +fidandosi de' Messinesi del presidio, costoro che li vedean salire sì +alteramente in ostile sembianza, stimolati da un cittadino per nome +Bartolomeo, li salutarono con un grido di ingiuria e una grandine di +saette; e appiccarono la zuffa. Caddervi quaranta Francesi: gli altri +a briglia sciolta si rifuggiro nel castello di Scaletta: e i nostri, +abbattute le insegne di Carlo, su Messina marciarono a sforzarnela a +ribellione. + +Dove tra' mille che voleano e non osavano, Bartolomeo Maniscalco +popolano, con altri molti congiurò a dar principio ai fatti. Intanto +preparandosi le armi a respingere i sollevati di Taormina, deploravano +i cittadini più posati la imminente effusione del civil sangue; il +popolo stava a guinzaglio[38]; nè erano neghittosi i cospiratori. +Forse allor fu, ch'entrata in porto una galea palermitana, dandosi a +trucidar alcuni Francesi, affrettava l'evento[39]: ma raro avviene in +così fatti incendi scerner netto qual fosse la prima scintilla. Era il +ventotto aprile. Scoppian tra la commossa plebe le grida «Morte ai +Francesi, morte a chi li vuole!» e incominciano gli ammazzamenti: +pochi allora, perchè il minacciar sì lungo avea sgombrato dalla città +la più parte de' Francesi. Maniscalco in questo coi suoi fidati, +innalza in luogo dell'abborrita insegna d'Angiò la croce messinese: +per poco ei capo del popolo; ma fosse modestia sua, o forza de' +cittadini maggiori che prevalson sempre nell'industre Messina, per +loro consiglio la notte stessa risegna il reggimento al nobil uomo +Baldovin Mussone, poche ore innanzi tornato con Matteo e Baldovin de +Riso dalla {132} corte di Carlo. La dimane poi ragunato in buona forma +il consiglio della città, Mussone fa salutato a pien popolo capitano: +e invocando il nome santo di Cristo, si bandì la repubblica sotto la +protezion della Chiesa: con grandissima pompa fu spiegato il gonfalone +della città. Eletti insieme a consiglieri del nuovo reggimento, i +giudici Rinaldo de' Limogi, Niccoloso Saporito, l'istorico Bartolomeo +de Neocastro, e Pietro Ansalone; e gli officiali tutti, financo i +carnefici, quasi a mostrare che la spada della giustizia sottentrasse +a disordinata violenza; ma troppo presto era ciò per tanto +rivolgimento. Richiamaronsi il dì trenta aprile le galee da Palermo; +inviaronsi in vece messaggi di amistà e federazione[40]. + +Erberto, non più sicuro nella sua rocca, all'intendere que' casi +ripigliò il vecchio ordegno delle divisioni, senza migliore fortuna. +Della famiglia Riso[41], che s'era con lui {133} serrata per coscienza +di colpe, spacciò Matteo a tentare il Mussone. Al quale venuto Matteo, +dinanzi gli altri consiglieri {134} ammonivalo con le parole d'una +torta politica: ripensasse alla smisurata possanza del re: questo +pazzo tumulto rapire a Messina il premio che già se le apparecchiava +per la ribellione palermitana: che gli erano i Palermitani ch'avesse a +insanir con loro? in che re Carlo avea offeso lui o la città? «Tu, +diceagli, poc'anzi leale al re, a noi amico, e nel viaggio compagno, +tu quest'odio covavi nel cuore! E or, non che trattenere il popol da +tanta ruina, furibondo lo sproni! Per te, per la patria ormai fa +senno; tempo ancor n'è[42].» Ma sdegnoso gli die' in sulla voce +Baldovino, meglio intendendo l'onore e gl'interessi della città, che +quei medesimi della Sicilia erano; nè i consiglieri e' cittadini +dubbiarono tra il far Messina meretrice dello straniero, o libera +sorella delle altre siciliane città. Rigettati però que' volgari +inganni, Baldovino solennemente innanzi al Riso rinnovava il +giuramento di mantenere la siciliana libertà o morire; ed esortollo a +seguir egli stesso la santa causa: conchiuse, tornasse ad Erberto a +offrir salva la vita a lui e ai soldati, se lasciato armi e cavalli e +tutt'arnese, dritto ad Acquamorta navigassero, promettendo non toccar +terra di Sicilia, nè altra vicina. I quali patti assentì il vicario; e +li infranse appena con due navi ebbe valicato mezzo lo stretto; che in +Calabria tutto pien d'ostili disegni approdò, a congiungersi[43] con +{135} Pier di Catanzaro; il quale avvisato di quanto s'ordiva, s'era +già prima imbarcato co' suoi Calabresi, abbandonando sì cavalli e +bagaglio all'ira del popolo[44]. + +Alle condizioni medesime del vicario s'arreser poi con tutte lor genti +Teobaldo de Messi, castellan della rocca di Matagrifone, e Micheletto +co' rifuggiti a Scaletta: de' quali il castellano, imbarcato sur una +terida, più volte dal porto fe' vela, e i venti o il suo fato vel +risospinsero; l'altro nel castello fu rinchiuso, e i soldati suoi nel +palagio della città, a sottrarli al furor della moltitudine. Nè +campavan essi perciò. Ritornavano il dì sette maggio le galee da +Palermo, portando prigioni due di quelle d'Amalfi state lor compagne, +e gli animi o dallo esempio accesi, o esacerbati dal dispetto della +snaturata e inutil fazione contro Siciliani: onde a sfogarli chiedeano +sangue francese. I cittadini rinnaspriva intanto la rotta fede +d'Erberto. Perilchè, come la galea di Natale Pancia, entrando in +porto, rasentò la terida del castellano, fattole cenno di terra, salta +la ciurma su quella nave, afferra e lega i prigioni, e li scaglia a +perir miseramente in mare. A tal esempio ridesto subitamente il furore +in città, corresi al palagio; i soldati presi a Scaletta popolarmente +son trucidati. A stormo suonavano le campane; i radi partigiani de' +Francesi tremando rannicchiavansi; armato e insanguinato il popol +calava a torrenti. Al suo furore non fecero argine i maggiori della +città: chè anzi, scrive il Neocastro partecipe al certo de' consigli, +presero a camminare più franchi nelle vie della rivoluzione, vedendovi +sì intinta e ingaggiata la moltitudine[45]. {136} + +Per tal modo entro il mese di aprile[46], cominciata in Palermo con +disperato coraggio, comunicata a tutta l'isola con attività e +consiglio, si fornì in Messina questa memoranda rivoluzione, che +dall'ora del primo scoppio s'addimandò il vespro siciliano. Vi fur +morti, dice il Villani[47], da quattro mila Francesi; e, qualunque sia +stato il numero, che non abbiamo da più sicure fonti, certo vasta +corse e miseranda la strage, ma necessaria in quel tempo; onde a +ragione il popol nostro orgogliosamente serba infino ad oggi le +memorie di quell'antica feroce virtù. E ben gli scrittori d'Italia +contemporanei, disserla, chi maravigliosa e incredibile, chi opera +diabolica ovvero divina; quando non solamente franse il potere di re +Carlo, tenuto fino allora invincibile; ma nella stessa prima +conflagrazione, invano tentarono i governanti di ridur Palermo con le +undici galee, invano di fortificare o tener in fede {137} gli altri +luoghi più vicini a Messina: e non vi fu inespugnabil fortezza che non +cadesse sotto le mani de' liberatori, non città o terra che non li +seguisse. Ricorda pur la tradizione, e d'oggi in poi il proverà anche +un documento, come il castel di Sperlinga, capitanato da Pietro +Lamanno, solo in tutta l'isola facesse lunga difesa, per virtù del +presidio, e fede de' terrazzani; che passò poi in proverbio: «Ciò che +ai Siciliani piacque, Sperlinga sola negò;» e il popolo tuttavia punge +con tal motto chi discordi da un voler comune. Onde i soldati del +presidio e i terrazzani n'ebbero sorte diversa; e ciascun secondo suo +merto: i primi lodati e guiderdonati dal governo angioino[48]; i +secondi passati appo la nazione con ingrata memoria, per tal +pertinacia in un reo partito, che non merta dirsi costanza. Ma da +queste poche centinaia in fuori, è maravigliosa la unanimità di quegli +antichi nostri; tanto più, quanto eran prima, e furon appresso del +ricordato periodo, straziati da divisioni municipali, e tutte nel +vespro si tacquero; anzi Messina generosamente si die' al movimento +comune, non ostante che allora il vicario di re Carlo sedesse in +Messina, e che dopo il vespro Palermo ripigliasse l'influenza antica +nel governo dell'isola. Ma la unanimità nelle grandi masse agevol è +per uguaglianza di brame e forza di esempio. E per tal cagione i fatti +di Palermo con le medesime sembianze nacquero successivamente in ogni +luogo, e si ebbero i medesimi ordini, de' quali or faremo parola. +{138} + +Il reggimento a comune sotto il nome della romana Chiesa, prendean, +come s'è narrato, tutte le città e terre[49], fors'anco le baronali, +di cui molte avean cacciato i feudatari francesi, tutte godeano il +privilegio di municipalità, secondo gli ordini pubblici de' tempi +normanni e svevi. Fatte dunque repubbliche, il popolo elesse, dove +uno, dove parecchi capitani, e vario numero di consiglieri; i quali +dapprima furono popolani, o nobili senza grandi vassallaggi, militi, +che è a dir cavalieri, scelti come ogni altro cittadino per propria +riputazione; e se alcun d'essi nascea d'illustre sangue, il poco avere +e l'ambizione il rendea popolano[50]. E ciò intervenne in un reame +stato due secoli feudale, perchè i baroni stranieri e nuovi, abborriti +per quegli aggravî ch'erano inusitati in Sicilia, caddero involti +nella medesima ruina del governo regio; i baroni antichi, pochi di +numero, battuti delle proscrizioni e dalla povertà, non eran forti +abbastanza. Per tali cagioni, e per l'impeto del movimento che nacque +dal popolo, par siano stati democratici al tutto quegli ordinamenti +repubblicani d'aprile milledugentottantadue. E in vero le +deliberazioni più importanti si presero dal popol convocato in +piazza[51]. Come le città libere d'Italia, le nostre si tenner l'una +dall'altra indipendenti; ma ammonite dal pericolo che ognun vedea +sovrastare, si strinsero in lega a mutua difesa e guarentigia[52]; se +per marche o province {139} o unitamente nell'isola tutta, non ben si +ritrae da' pochi diplomi avanzati infino a' nostri tempi, nè da' +cronisti, che dir delle leggi o non sapeano, o sdegnavano. Dubbio indi +è se per deliberazione della lega venissero sostituiti agli antichi +giustizieri, o se fossero stati eletti capitani di popolo da tutti i +comuni d'una o più province, que' che Saba Malaspina registra: +Alamanno[53], capitano in val di Noto e poi in tutta l'isola; Santoro +da Lentini, in val Demone e nel pian di Milazzo; Giovanni Foresta, in +quel di Lentini; Simone da Calafatimi nei monti {140} de' Lombardi; e +altri in altre regioni e città[54]: uomini ed ordini oggi oscuri, +perchè nulla operarono, o perchè poco durarono; sendo sopraggiunto a +capo di cinque mesi re Pietro, e prima prevalsa la fazione che, messa +giù la repubblica, chiamollo al trono. Nè sembra che questi, o altri +siano stati rivestiti della potestà che or chiameremmo esecutiva; +perchè niun vestigio di loro autorità abbiamo nelle carte pubbliche +nostre[55], o nelle fiere invettive della corte di Roma; ma in tutti i +ricordi del tempo si scorge che le città, soprattutto Palermo e +Messina, che vantaggiavano ogni altra di riputazione e di forza, +operassero come corpi politici, collegati con le altre e non +contaminati da discordia, ma independenti. I Palermitani infatti +mandavano oratori al papa a ragguagliarlo de' successi, e impetrare la +protezione della Chiesa[56]. I Messinesi più gradito messaggio +spacciarono all'imperador Paleologo, un Alafranco Cassano da Genova, +che per amor del popolo di Messina navigò tra gravi pericoli infino a +Costantinopoli[57]. Nelle altre parti del governo dello stato, da +sovrani operarono i magistrati del comune. Molti accordaron franchige: +e quel di Messina rendeva all'arcivescovo il castel di Calatabiano, e +{141} altri beni tenacemente negati dal fisco sotto la signoria di re +Carlo[58]. + +Del rimanente certissimo appare che gl'interessi comuni dell'isola si +maneggiassero per un'adunanza federale; la quale per l'antico uso si +chiamò parlamento, ma in altro modo che i soliti parlamenti si +compose; mancandovi il principe, e fors'anco i baroni: poichè nel +primo principio di questa repubblica, sol veggonsi legami tra +municipio e municipio, sol dicono gli storici di congregati sindichi +delle città, d'invito a tutte le terre ad entrare per sindichi nel +buono stato comune, e simili parole che suonano rappresentanza +cittadinesca e non baronale. E come i parlamenti regi, senza tempo nè +luogo certo, in quella età a comodo del re si adunavano; così questi, +secondo i bisogni della nazione, in Palermo o in Messina[59]. +Sovrastando le armi di re Carlo, i parlamenti prendean opportune +deliberazioni: si fornisse di vittuaglia per due anni Messina: i +valenti arcieri e balestrieri de' monti rafforzasser quella città: con +uomini e navi si custodissero Catania, Agosta, Siracusa, importanti +città sulla costiera di levante; e su quella di settentrione, Milazzo, +Patti, Cefalù. Nascean tali appresti dall'uno irremovibil proposito di +non tollerar mai più il giogo francese, nel quale tutti accordavansi, +ancorchè nei mezzi si dissentisse; {142} quando chi pensava accostarsi +alla Chiesa più strettamente e ribadir gli ordini di repubblica, e chi +chiamare alcun principe straniero con giusti patti[60]. Ma senza +sangue, senza accanite fazioni ciò si trattava. Bello indi +l'immaginare questa siciliana famiglia, rinata a vita novella, che +senza gelosia, senza veleni d'interiore nimistà, fervea nell'opera +della comune difesa, strigneasi ne' consigli, adunava le forze, e +pacata deliberava ad ordinare più stabile reggimento. Sperandosi +durevole il presente, si pensò contar nuov'era dal gran fatto della +rivoluzione; talchè in parecchi diplomi leggiamo l'intitolazione: «Al +tempo del dominio della sacrosanta romana Chiesa e della felice +repubblica, l'anno primo[61].» + +A Procida, alla congiura, come nel capitol dinanzi accennammo, davano +alcune cronache l'onore di questa nobil riscossa; e l'han seguito i +più, talchè istorie e tragedie e romanzi e ragionari d'altro non +suonano ormai. Io sì il credea, finchè addentrandomi nelle ricerche di +queste istorie, mi accorsi dell'errore. Degli autori primi d'esso, +pochi sono contemporanei, gli altri qual più qual meno posteriori, +tutti sospetti da studio di parte, e vizio manifesto in alcuni fatti. +Ma i contemporanei di testimonianza più grave, e italiani e stranieri, +alcuno de' quali candidissimo, segnalato tra tutti Saba Malaspina, che +fu pur marcio guelfo, e segretario di papa Martino, e informato meglio +che niun altro de' casi di Sicilia, dicono al più di vaghi {143} +disegni di Pietro; della cospirazione con Siciliani non fan motto; +molto manco de' congiurati raccolti in Palermo: e portan come +gl'insulti de' Francesi in quel dì, e più la «mala signoria che sempre +accora i popoli soggetti, mosser Palermo»; che è la sentenza del +sovrumano intelletto d'Italia[62], contemporaneo, veggente più che +altr'uomo, e rigorosamente verace. Nè le scomuniche e i processi dei +papi, nè gli atti diplomatici susseguenti contengon l'accusa della +congiura motrice immediata del vespro; ma biasman Pietro d'aver preso +il regno dalle mani de' ribelli, e averli sollecitato per messaggi +dopo la rivoluzione. Concorre con l'autorità istorica la evidenza +delle cagioni necessarie d'altri fatti che son certi: Pietro non +essere uscito di Spagna, nè pronto, allo scoppio della rivoluzione: in +questa nessuno scrittore far menzione del Procida: niuno de' maggiori +feudatari primeggiar ne' tumulti, o nei governi che ne nacquero: la +repubblica, non il regno di Pietro, gridarsi, e per cinque mesi +mantenersi: popolani tutti gli umori: Pietro passar dopo tre mesi, e +non in Sicilia, ma in Affrica: allora, stringendo i perigli, i baroni +impadronitisi dell'autorità chiamarlo alfine al regno. Da questi e da +tutti gli altri particolari, si scorge essere stata la rivoluzione del +vespro un movimento non preparato, e d'indole popolana, singolare +nelle monarchie dei secoli di mezzo. Se no; baroni che congiurano con +un re, e gridan repubblica; cospiratori che senza essere sforzati da +pericolo, danno il segno quando non hanno in punto le forze; fazione +che vince, e abbandona lo stato ad uomini d'un ordine inferiore, +sarebbero anomalie inesplicabili, contrarie alla natura umana, non +viste al mondo giammai. Le varie narrazioni degli istorici, e i +ricordi diplomatici leggonsi nell'appendice. A me par se ne raccolga: +che Pietro {144} macchinava: che i baroni indettati con esso aizzavano +forse il popolo, ma non si sentivano per anco forti abbastanza, e +bilanciando e maturando forse non avrian mai fatto ciò che la +moltitudine compì senza rifletterci. Il popol era mosso senza saperlo +dall'antagonismo nazionale; ma ben sapea i suoi mali, e che rimedio ce +n'era un solo. Gli aggravî per l'impresa di Grecia, gli oltraggi della +settimana innanzi pasqua in Palermo, l'intollerabile insulto di +Droetto colmaron, colmaron la misura: si trovò tra le tante migliaia +una mente o leggiera o profonda, con una mano risoluta, che cominciò. +Prontissimo il popol di Palermo di mano e d'ingegno, si lanciò in un +attimo a quell'esempio, perchè tutti voleano a un modo, da parer +congiura a mediocre conoscitore, che non pensi come sendo disposti gli +animi, ogni fortuito caso accende sì eguale, che trama od arte nol +può. Que' che si fecer capi del popolo allora preser lo stato; +ordinaronlo a comune, come portavano gli umor loro; per la riputazione +del successo il tennero, finchè la influenza de' baroni lentamente +spiegossi, e il pericolo si fe' maggiore. Allora la monarchia +ristoravasi; allora esaltavan re Pietro; allora, io dico, operava la +congiura, se v'ebbe congiura; nel vespro non mai. Al meraviglioso +avvenimento poi tutto il mondo cercò una cagione meravigliosa del +pari: dopo breve tempo, il fatto del vespro e quel della venuta di +Pietro si ravvicinarono e si confusero: scorsi alquanti più anni, +trapelava qualche pratica anteriore: alcuno forse l'accrebbe, +vantandosi. E nel reame di Napoli, e nell'Italia guelfa, e in Francia +con maggiore studio si propalò quella voce della congiura; parendo +gittar biasimo su i Siciliani, e scemarne al reggimento angioino. Così +via corrompendosi il fatto, si passò dalla congiura di Procida con tre +potentati, a quelle strane favole della uccisione di tutti i Francesi +in Sicilia in un dì, anzi in un'ora, della cospirazione di una intera +nazione per {145} molti anni; non che non vere, impossibili cose. +L'ignoranza, le difficili comunicazioni, la rarità delle cronache, gli +animi inchinati sempre più al meraviglioso che al vero, diffusero anco +l'errore; come nei tempi nostri, in condizioni materiali che son tutto +il contrario, avviene ancora. Gl'istorici successivi copiaronsi l'un +altro; molti riferirono, senza dar giudizio, le due opinioni della +congiura, e della sommossa spontanea. Tacendo qui gli altri, noterò +come Gibbon dubitò, e solo perchè fu ingannato da uno anacronismo; +Voltaire della congiura si rise. Non è baldanza dunque se affidato in +tutte queste ragioni e autorità, la espressata opinione io +sostengo[63]. + + +NOTE + + [1] Veggansi le liste de' castelli regi a p. 99 e seg. + + [2] Parlandosi di tempi feudali questo non ha bisogno di prova. + Nondimeno ricorderò il castel di Calatamauro, alla cui distruzione + collegaronsi i Corleonesi e i Palermitani; e quel di Sperlinga, + ove i Francesi fecer testa: i quali erano fortissimi senza dubbio, + e pur non leggonsi nella lista dei castelli del re. + + [3] Bart. de Neocastro, cap. 14. + + [4] Anon. Chron. sic., cap. 38. + + [5] È certo che in quell'anno la pasqua si celebrò a dì 29 marzo. + Giovanni Villani porta il fatto di Palermo il lunedì 30 marzo, + lib. 7, cap. 61; Bartolomeo de Neocastro similmente il 30 marzo, + capit. 14. Ma Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 4, dice il 31; la + storia anonima della cospirazione di Procida, e Bernardo D'Esclot, + cap. 81, il martedì appresso la pasqua; e l'Anon. Chron. sic., l. + cit., p. 145, e gli Annali di Genova, Muratori R. I. S., tom. VI, + portano espressamente il 31 marzo, martedì appresso la pasqua. Ho + seguito dunque questa autorità. + + [6] Allora apparteneva a un monastero di Cisterciensi. + + [7] I contemporanei tacciono il nome di costei, e della famiglia. + Mugnos, scrittor del secento e favoloso, la disse figliuola di + Ruggier Mastrangelo. Perchè ei non cita autore alcuno de' tempi, + nè d'altronde si raccomanda per alcun lume di critica, nol citerò + nè in questo, nè in altro luogo della narrazione. + + [8] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4. + + Bart. de Neocastro, cap. 14. + + Saba Malaspina, cont., pag. 354. + + Montaner, cap. 43. + + D'Esclot, cap. 81. + + Annali Genovesi, in Muratori, R. I. S. Tom. VI, pag. 576. + + Giachetto Malespini, cap. 209. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 61. + + Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit, pag. 264. + + Nello Speciale si legge l'insulto del Francese altrimenti, e con + troppa chiarezza: _temerarius illam in.... titillavit_. + + Veggansi ancora gli altri contemporanei citati nell'appendice. + + [9] Bart. de Neocastro, cap. 14 e 15. + + Saba Malaspina, cont., pag. 355. + + Veggansi ancora Montaner e d'Esclot ne' luoghi citati. + + Il palagio di Palermo era una importante fortezza, come si scorge + dal diploma del 6 agosto 1278, citato sopra a pag. 99, nota 2. + + [10] Bart. de Neocastro, cap. 22. + + La Cron. anonima della cospirazione dice tremila, a pag. 265. + + [11] Bart. de Neocastro, cap. 15. + + [12] Fazello, Istoria di Sicilia, deca 2, lib. 8, cap. 4. + + Ai tempi del Fazello si mostravan di queste sepolture presso la + chiesa di San Cosmo e Damiano. + + [13] Questa colonna restò lungo tempo in piazza Valguarnera; e oggi, + rimossa dal centro, si vede nell'angolo orientale dell'isolato del + convento di Sant'Anna la Misericordia. È assai rozza, nè gli + artisti la credono del secolo XIII. Ma ciò non dee + toglier fede alla tradizione; perchè la colonna potè essere + alzata, o rinnovata molto tempo appresso. + + [14] Saba Malaspina, cont., pag. 355. + + [15] Cron. anonima della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. + 264, ove leggesi: «_Andaru, a li lochi di frati minuri, e frati + predicaturi, e quanti ci ndi truvaru chi parlassiru cu la lingua + francisca li aucisiru 'ntra li clesii._» Ciò si riscontra con + la tradizione dell'uccider cui parlava con l'accento straniero. + + [16] Saba Malaspina, cont., pag. 355 e 356. + + Cron. anon., loc. cit., pag. 265. + + Bart. de Neocastro, cap. 14. + + Chron. S. Bert. in Martene e Durand, Anec., tom. III, pag. 762. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 61. + + Ricobaldo Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142. + + Franc. Pipino, ibid., pag. 686. + + Giachetto Malespini, cap. 209. + + E gli altri citati nell'appendice. + + [17] Bart. de Neocastro dice Mastrangelo capitano con parecchi + consiglieri. Questi furono, Pierotto da Caltagirone, Bartolotto de + Milite, notaio Luca di Guidalfo, Riccardo Fimetta milite, e + Giovanni di Lampo. I quali nomi e quei degli altri tre capitani di + popolo, si leggono nel diploma riportato, Docum. IV. + + Questo diploma, inedito e poco o niente conosciuto, ci mostra + anche il principio della federazione tra le nascenti repubbliche + siciliane, e la forma del novello governo municipale di Palermo. + + Il bajulo, negli ordini normanni e svevi, era il magistrato d'ogni + comune, con giurisdizion civile, e carico della riscossione delle + entrate regie, e di quella che in oggi si dice amministrazione + civile. Nell'esercizio della giurisdizione l'assisteano uno o più + giudici. Su le faccende più rilevanti, deliberavano talvolta i + cittadini adunati a consiglio. Nella rivoluzione, preso dal popolo + il poter politico, la parte esecutiva s'affidò a quegli stessi + capitani di popolo che l'imperator Federigo avea vietato tanto + severamente, e ad alcuni consiglieri. In fatti la proposta della + lega con Corleone è fatta a questi nuovi magistrati, stando + presenti soltanto il bajulo e i giudici; ma questi ultimi poi + nella stipolazione dell'atto federativo che contenea anche + reciprocità di franchige dalle tasse municipali, non restarono + spettatori oziosi, nè intervennero per la sola forma come il + notaio e i testimoni, ma insieme col capitano e i consiglieri, e + tutti a nome e per mandato del popolo, fermarono i patti, e + giuraronli. Anzi i loro nomi sono scritti immediatamente dopo que' + de' capitani e prima de' consiglieri. Donde è chiaro che + nell'affidarsi il novello potere a' nuovi magistrati, si lasciò + agli antichi il maneggio della parte amministrativa, perchè era + tempo da pensare ad altro che a riforme di questa natura. + + Del capitan del popolo di Palermo dopo il vespro, d'Esclot non + dice il nome, ma che fu un cavaliere savio e valente. Saba + Malaspina nomina il Mastrangelo, che forse fu il principale, ed + ebbe tutta la riputazione. Montaner lo confonde con Alaimo da + Lentini. + + [18] Bart. de Neocastro, cap. 14. + + Anon. Chron. sic., pag. 147. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4. + + [19] Il castel di Vicari in fatto si legge tra le fortezze regie di + Sicilia nel citato diploma del 6 agosto 1278. + + [20] Bart. de Neocastro, cap. 15; e con errori la Cron. anon. sic., a + pag. 264. + + [21] Veggasi il diploma del 20 febbraio 1248, citato qui appresso, + cap. 13. + + [22] Veggasi il documento IV. Corleone era città di molta importanza. + Oltre le tante memorie che ne dà l'istoria, non è superfluo notare + che addimandavasi di Corleone un antico ponte su l'Oreto, del + quale gli avanzi ritengono l'antico nome, e si veggono a mezzo + cammino a un di presso tra i novelli due ponti della Grazia e + delle Teste. Si ricordi che nella distribuzione di moneta del 1279 + (Docum. III), Corleone fu tassata poco men che il terzo di + Palermo, e quasi al paro di Trapani. Questo rincalza la + testimonianza del Malaspina pe' 3,000 nomini che Corleone mandò in + oste pochi giorni dopo il vespro. + + [23] Castello a dieci o dodici miglia da Corleone, tra i comuni di + Contessa e Santa Margherita; e or i contadini il chiamano + Calatamaviri. Se ne veggono le rovine sulla sommità di un poggio + di base triangolare, inaccessibile da due lati, aspro ed erto del + terzo, che sta a cavaliere alla strada tra quei due comuni, a + manca di chi dal primo vada al secondo. Due ordini di grosse mura + cingeano per tutta la larghezza quella sola costa accessibile del + monte; sorgea sulla cima una torre, della quale restan le + vestigia, e sì delle case sparse ne' due ricinti. Entro il secondo + v'ha una cisterna capace, ben costruita, e ben conservata. Da tai + ruderi si può anche argomentare la importanza di questa fortezza, + che tenea in molto sospetto i vicini. + + [24] Saba Malaspina, cont., pag. 356. + + [25] Bart. de Neocastro, cap. 18. + + [26] Saba Malaspina, loc. cit. + + [27] Questi discorsi di Ruggiero e Bonifazio son portati da Saba + Malaspina, cont., pag. 356 a 358, non sappiamo se per uso + istorico, o perchè ei li seppe veri. In ogni modo mi è parso + conservarli; e molte inutili frasi n'ho tolto, poco o nulla + aggiuntovi del mio. + + [28] Saba Malaspina, cont., pag. 358. + + Di questa mossa parla anche d'Esclot, cap. 81, con minore + esattezza nei particolari, ma sano giudizio dell'intento; + scrivendo come que' di Palermo rifletteano che non uscirebber + salvi da questa rivoluzione, se non procacciando il medesimo + effetto per tutta l'isola. + + Anche Montaner, cap. 43, accenna questo progresso della + rivoluzione; ma al solito suo con molti errori. + + [29] Anon. chron. sic., pag. 147. + + [30] Saba Malasplna, cont., pag. 358. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4. + + La uccisione progressiva de' Francesi è anche riferita dal + Montaner, cap. 43. + + [31] Bart. de Neocastro, cap. 15. + + [32] Gio. Villani, lib. 7, cap. 61. + + [33] È pubblicata questa epistola dall'Anon. chron. sic., pag. 147 a + 149, nella Bibl. arag. del Gregorio, tom. II; dal Lünig, Codex + Italiæ diplomaticus, tom. II, n. 49, ma con errore di data; e in + altri libri. + + Mi è parso pregio dell'opera trascrivere nel docum. V questa + epistola, importantissima per l'argomento e per lo stile. + + Essa fu tenuta in molto pregio in que' tempi, e si trova in molte + collezioni epistolari. Avvene una copia nella Bibl. reale di + Francia, MS. 4042, ch'è un volume di epistole di Pietro delle + Vigne, del card. Tommaso da Capua e d'altri. È seguita + immediatamente dalla prima bolla di scomunica di Martino IV, e da + una risposta a quest'atto del papa, indirizzata a' cardinali, che + io pubblico al docum. VII. + + L'autenticità di questo documento per altro è convalidata dal + d'Esclot, cap. 81, il quale ne porta una parafrasi, sovente con le + medesime parole del nostro originale; se non che la data, certo + erronea, è del 14 maggio. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 61, dice ancora di tali pratiche «di + quegli di Palermo contando le loro miserie per una bella pistola, + e ch'elli doveano amare libertà, e franchigia, e fraternità con + loro.» + + Bart. de Neocastro a cap. 19 e 20 foggia a suo modo, lontanissimo + da ogni verosimiglianza, e l'epistola e la risposta, con quella + che gli pareva arte oratoria, e quel che gli pareva amor della sua + patria. + + [34] Bart. de Neocastro, cap. 15. + + Anon. chron. sic. pag. 147. + + Fazzello, deca 2, lib. 1, cap. 2, racconta una battaglia tra + queste navi messinesi e le palermitane, capitanate da Orlando de + Milio esule di Palermo. Seguendo il mio proposito di non prestar + fede che ai contemporanei, ho taciuto questo fatto, niente certo e + brutissimo. + + [35] Bart. de Neocastro, cap. 24. + + [36] Bart. de Neocastro, ibid. + + [37] Saba Malaspina, cont. pag., 358. + + [38] Bart. de Neocastro, cap. 24. + + [39] Anon. chron. sic., pag. 147. + + D'Esclot, cap. 81, porta troppo brevemente la rivoluzione di + Messina, e non senza inesattezze. + + [40] Bart. de Neocastro, cap. 24, 25, 30. + + I nomi di quei giudici si ritraggono da un diploma del 10 maggio + 1282, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. H. 4, fog. 116, + trascritto dal tabulario della chiesa di Messina. Ivi si legge + l'intitolazione: + + _Tempore dominii Sacrosanctæ Romanæ Ecclesiæ et felicis + communitatis Messanæ anno I. Residente Capitaneo in + Civitate Messanæ nobili viro domino Baldoyno Mussono una cum + suscriptis judicibus civitatis ejusdem, etc._ Or questo _una + cum_, fa comprendere che i detti giudici, nome che allor davasi + a tutti i legisti, fossero compagni nel governo al capitano, cioè + i consiglieri de' quali parla il Neocastro, ch'era un d'essi + appunto. + + [41] Da tutte le memorie del tempo appare, che questa famiglia de + Riso da Messina fu nobile, e potente, e piena d'uomini valorosi, + ancorchè sventuratamente si fossero gittati al tristo cammino di + parteggiare contro la patria. Di ciò fu punita severamente questa + schiatta: spentane la più parte; gli altri condotti a mendicare un + pane da' nemici del lor paese. De' tre fratelli di cui fa menzione + il Neocastro, per nome Riccardo, Matteo, e Baldovino, questi + ultimi furono morti a furia di popolo in Messina di giugno 1282; + il primo dicollato sopra una galea alle bocche del golfo di Napoli + dopo la battaglia del 6 giugno 1284, nella quale avea portato le + armi contro i suoi concittadini. Giacomo e Parmenio loro nipoti, + de' quali anche parla il Neocastro, e Arrigo, Niccoloso, un altro + Matteo, Squarcia, Scurione, e Francesco, di cui veggonsi i nomi in + parecchi diplomi, si rifuggirono in terra di nimici, e da loro + ebbero sussidi, ufici lucrativi, e aspettativa di feudi. Mi par + bene porre qui una lista di documenti risguardanti questa + famiglia. + + 1274.--Niccoloso de Riso era giustiziere in Bari. Diploma del 27 + maggio quinta Ind. (1277), r. archivio di Napoli, reg. segnato + 1268, A, fog. 29, a t. + + 1286, 9 luglio.--Diploma di re Giacomo di Sicilia. Concede a + Guglielmo Conto, e a Venuta da Messina alcuni beni di maestro + Palmiero (forse Parmenio) de Riso, fellone, e di Niccoloso de Riso + figliuolo del fu Corrado; il qual Niccoloso era stato preso nella + battaglia del porto di Malta, ed era prigione tuttavia. Pubblicato + dal di Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500. + + 1287, 15 gennaio.--Sussidio di once dodici all'anno, dato da' + governanti di Napoli alla famiglia di Parmerio de Riso uscito di + Sicilia. Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. + II, pag. 21. + + 1292, 8 luglio.--Sussidio di once due al mese ad Arrigo de Riso, + che per fedeltà al re avea perduto ogni cosa. Ibid., pag. 94. + + 1298, 29 settembre e 10 ottobre.--A Squarcia de Riso, giustiziere + d'Apruzzo oltre il fiume di Pescara. Ibid., pag. 207. + + 1299, 19 marzo.--Diploma di Carlo II, pel quale è conceduto + _Squarcie de Riso Messane militi dilecto familiari et fideli + suo_ il castello e terra _Sancti Filadelli situm in valle + Demonis_ (San Fratello) in luogo di quel di Sortino datogli + _olim serviciorum tuorum intuito_, ma non occupato dalle armi + regie. Reg. del r. archivio di Napoli. 1299, A, fog. 48, a t. + 1299, 9 aprile.--Per consegnarsi della moneta dalla zecca di + Napoli ad Arrigo de Riso da Messina fedele del re, ec. Ibid., fog. + 31, a t. + + Detto, ultimo aprile.--_Mattheo de Riso militi statuto super + recollectionem presentis donj in Aversa._ Ibid., fog. 66. + + Detto, 2 maggio.--_Henrico de Riso de Messana militi_, per + altre faccende di re Carlo. Ibid., fog. 66. + + Detto, 5 maggio.--Assegnata una rendita di 30 once all'anno in + dote a Cecilia de Riso, figliuola di Squarcia, in merito della + fedeltà di costui, e dei gravi danni sostenuti ne' suoi beni. + Ibid., fog. 55, a t. + + Detto, 9 giugno.--Accordate cent'once in dote alla figliuola di + Scurione de Riso milite, ch'era esule e soffrente per + lealtà.---Ibid., fog 90, a t. + + Detto, 23 giugno.--Conceduta a Squarcia de Riso la terra di Melise + in val di Crati. Ibid., fog. 96. + + Detto, 14 luglio.--Conceduta a Matteo ed Arrigo de Riso militi, e + a Francesco de Riso da Messina la terra di Geremia in Calabria. + Ibid. + + [42] Son le parole stesse del Neocastro voltate in italiano, e in + qualche luogo abbreviate. + + [43] Bart. de Neocastro, cap. 25, 26. + + Alcuni istorici de' secoli appresso affermarono che Erberto fosse + stato ucciso a Messina. La verità della testimonianza di + Bartolomeo de Neocastro è confermata da vari diplomi, che mostrano + Erberto vivente e al servigio di Carlo, dopo la rivoluzione di + Messina. Leggonsi nel r. archivio di Napoli, il primo nel reg. + 1283, A, fog. 81, ch'è dato di Napoli il 21 giugno duodecima Ind. + (1284); l'altro a fog. 50 dato di Cotrone il 19 agosto dello + stesso anno; e tra il fog. 15 e il 18 parecchi altri indirizzati a + questo Erberto giustiziere di Principato, o riguardanti lui + stesso. + + [44] Saba Malaspina, cont., pag. 358. + + [45] Bart. de Neocastro, cap. 27, 28, 29, 30. + + Conferma che Teobaldo de Messi sia stato castellano del castello + di Messina, appunto come dice il Neocastro, un diploma del 21 + marzo 1278; dal quale anco si vede che al presidio di quella rocca + eran posti cavalieri e fanti oltramontani, pagati i primi alla + ragione di un tarì d'oro, gli altri di grana otto al giorno. R. + archivio di Napoli, reg. segnato 1268, A, fog. 143. + + Sembra che vi fossero stati, ancorchè pochissimi, oltre la + famiglia Riso altri partigiani de' Francesi. + + In un diploma di Carlo I dato il 20 settembre duodecima Ind. + (1283) è ordinato al capitano di Geraci di fornir sei once d'oro a + Francesco de Tore da Milazzo, che per seguire il re avea perduto + tutti i suoi beni in Sicilia; il qual danaro si dovea togliere da' + beni de' traditori in Geraci. Dal r. archivio di Napoli, reg. + 1283, A fog. 56, a t. + + Un altro diploma del 24 settembre 1299 accordava l'uficio di + giudice in Girgenti, al momento che quella città si ripigliasse + pel re, ad Arrigo d'Agrigento, esule e spogliato d'ogni cosa per + amor del re. Reg. 1299-1300, C. fog. 70, a t. Ma resta in dubbio + se costui fosse uscito fin dall'82, o ribellato nel 99. + + Per un altro del 19 maggio tredicesima Ind. (1300) Carlo II + raccomandava a Roberto guerreggiante in Sicilia, di rendere + ragione a Benincasa da Paternò, spogliato de' suoi beni per + fedeltà al re. Il padre di costui anche fedele, e perciò preso da + Corrado Capece, avea venduto, per riscattarsi, alcuni beni dotali + senza assentimento della moglie e de' figli, che or li voleano + rivendicare. Ibid., fog. 368. + + [46] Anon. chron. sic., pag. 147. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4. + + [47] Lib. 7, cap. 61. + + [48] _Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit_, ho inteso + dire cento volte da quei che amano i motti latini. Il popolo con + maggior vivezza suol dire solamente: «Sperlinga negò.» E questo + proverbio parmi testimonianza istorica sì valevole da correggere + gli scrittori contemporanei che tacquero il caso di Sperlinga; i + nazionali per non perpetuare una memoria spiacevole, gli stranieri + per non saperla. Il docum. XIII. mostra che alcuni soldati di + Carlo si eran lungamente difesi nel castel di Sperlinga, il che + sarebbe stato difficilissimo senza la volontà degli abitanti. + + [49] Anon. chron. sic., pag. 147. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4. + + Saba Malaspina, cont., pag. 358 e 359. + + [50] _Eriguntur in terris populares rectores, et capitanei fiunt in + plebibus ad Gallicos persequendos, etc._ Malaspina, cont., pag. + 336. + + [51] Diploma del 3 aprile 1282, docum. IV. + + Bart. de Neocastro, cap. 27, 37, 41. + + Saba Malaspina, cont., pag. 356, ec. + + [52] Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576. Ivi + si legge: _Et missis sibi invicem nuntiis, conjuraverunt se ad + invicem._ + + Saba Malaspina, cont, pag. 358. + + Bolla di Martino IV, in Raynald, Ann. ecc., 1282, §§. 13 a 18. Per + questa son disciolte le confederazioni per avventura fatte tra i + comuni di Sicilia ribelli. È notevole che si parla sol di comuni + di Sicilia, anche nelle ammonizioni a tornare all'ubbidienza, e + nelle minacce di gastighi; quando il divieto d'aiutar questi + ribelli è fatto largamente a principi, conti, baroni, e comuni + esteri. Novella prova dell'indole tutta popolare della rivoluzione + del vespro, e della condizione de' ribelli, che già si sapea a + corte di Roma il 9 maggio, data della bolla. + + D'Esclot, cap. 81, e Saba Malaspina, loc. cit., suppongono che le + altre città di Sicilia avessero giurato ubbidienza al comune di + Palermo. Tra quelle non fu per certo Messina: e i diplomi citati + nel corso di questo capitolo, e tutte le altre autorità portano + piuttosto a confederazione, che a dominio di Palermo. Forse l'avea + di fatto, non di dritto, come prima nella rivoluzione, come antica + capitale, e più forte di popolo. + + [53] Troviam del nome di Lamanno o Alamanno molti uomini e di parte + nostra e di parte angioina nelle memorie di questi tempi. Il + docum. XIII mostra che un Alamanno era il castellano di Sperlinga + assediata da' nostri, e un altro dello stesso nome tra i guerrieri + del presidio. Un diploma del 9 febbraio 1278 dal r. archivio di + Napoli, reg. 1268, A, fog. 63, a t., è indirizzato a Guidone di + Alemania giustiziere di Capitanata. Un Bertoldo Alemanno si legge + tra i guerrieri di Messina fatti prigioni nel combattimento di + Milazzo a 12 giugno 1282, veg. il capitolo seguente. Raimondo + Alemanno nel 1287 fu con Giacomo all'assedio di Agosta, veg. il + cap. 13. + + Per altro è probabile ch'esistessero diverse famiglie di tal + cognome, preso, com'era solito in que' tempi, dalla patria di + questo o quell'altro Alemanno che veniva ad abitare in Italia. + + [54] Saba Malaspina, cont., pag. 358. + + [55] Dal Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 18, sappiamo che + Bartolomeo de Neocastro, in una sua storia in versi, riferiva + essere stati dal parlamento generale che si tenne in Messina, + eletti sei uomini al governo provvisionale dell'isola in questo + tempo. Gli altri storici non ne fanno motto; nè lo stesso + Bartolomeo nella sua cronaca in prosa. Indi non mi è parso per + questo sol barlume allontanarmi dalle altre memorie tutte. Forse + Neocastro mal espresse l'uficio de' capitani delle province; forse + Surita mal comprese quel gergo latino, che se è oscuro in prosa, + peggio dovea invilupparsi in poesia. Chi ami più minuti ragguagli + di questo perduto poema o racconto, vegga il di Gregorio, Bibl. + aragon., tom. I, pag. 11 e 12. + + [56] Bart. de Neocastro, cap. 18. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 63. + + Giachetto Malespini, cap. 210. + + [57] Bart. de Neocastro, cap. 50. + + [58] Diploma del ..... 1282 dal tabularlo della chiesa di Messina ne' + Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. II. 4, fog. 117. Questo è + dato certo di luglio o agosto, perchè vi si legge il nome di + Alaimo capitano della città, e la decima Ind. Vi son + contrassegnati come testimoni Gualtiero da Caltagirone, Bonamico, + Natale Ansalone, e altri nomi noti in queste istorie. + + [59] I parlamenti tenuti in Palermo si son citati sopra, e un altro + se ne leggerà nei capitoli seguenti. Quel che deliberò gli + appresti alla difesa fu tenuto in Messina, come si può + congetturare da un luogo di Saba Malaspina citato qui appresso; e + da un altro della perduta istoria in versi di Bartolomeo de + Neocastro, del quale fa menzione Surita, negli Annali d'Aragona, + lib. 4, cap. 18. + + [60] Saba Malaspina, cont., pag. 359 e 360. + + [61] Diploma del 15 agosto 1282, recato dal Gallo, Annali di Messina, + tom. II, pag. 131. + + Atto del 10 maggio 1282, cavato dal tabulario della chiesa di + Messina, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. H. 4, fog. + 116. + + Diploma del..... 1282, ibid., fog. 117. + + Fors'anco si scrisse negli atti l'anno primo della repubblica, + seguendo l'uso della corte di Roma e di tutti gli altri principati + del tempo, ove si notava la indizione e l'anno del principe, e + anche talvolta del feudatario, piuttosto che l'anno dell'era + volgare. + + [62] Paradiso, canto 6. + + [63] Veggasi l'appendice. + + + + +CAPITOLO VII. + +Dolore e rabbia di Carlo all'annunzio della rivoluzione. Ordina la +passata in Sicilia, con l'esercito disposto alla guerra di Grecia. +Bolla del papa contro i ribelli; risposta loro, e legazione del +cardinal Gherardo da Parma. Preparamenti di Carlo, e de' Messinesi. +Rotta dei nostri a Milazzo. Sbarco di re Carlo. Principî dell'assedio. +Pratiche del cardinale entrato in Messina. Assalti minori. Stormo +generale contro la città. Respinti i Francesi. Tentata la fede +d'Alaimo capitano del popolo di Messina. Aprile a settembre 1282. + + +A corte del papa, ebbe Carlo dall'arcivescovo di Morreale l'annunzio +della siciliana strage; che il colpì di presentimento di ruina, e fè +nascere in quel superbissimo animo, prima dell'ira stessa, una +disperata rassegnazione; ond'ei si volse tutto umile al cielo, e fù +udito pregare: «Sire Iddio! dappoi t'è piaciuto farmi avversa la mia +fortuna, piacciati che il mio calare sia a petitti passi[1].» +Sopraccorse ansando a Napoli; e trovate le nuove del progredimento +della ribellione, diessi a furor bestiale, senza serbar contegno +alcuno di re. A gran passo misurava le stanze; forsennato, muto, torvo +agli sguardi, rodendo un bastone come cane in rabbia; finchè prese a +sfogarsi in parole: andrebbe, sì, gli parea mill'anni, andrebbe in +Sicilia a schiantar città, a bruciar contadi, a sterminare con orrendi +supplizi tutta la ribalda generazione; lascerebbe quello scoglio +spopolato, ignudo, esempio della giustizia d'un re, terrore alle età +più lontane. E i Siciliani, certo innocenti, ch'erano in Napoli per +cagion di commerci, furon costretti a nascondersi o fuggire. Intanto +{147} egli mettea insieme i soldati scritti per l'impresa di Grecia; +facea rassegne, esortava, preparava, e attendea impazientissimo gli +altri avvisi; che tutti furon sinistri, finchè venne quell'ultimo +della rivoluzione di Messina, che il fece prorompere a nuovi eccessi +di rabbia[2]; ma nel fondo del cuore, l'agghiacciò. Spacciò +incontanente al re di Francia, dettata certo da lui stesso, una +lettera che mal cela l'animo sconfortato e abbattuto: essere rivoltata +la Sicilia; sovrastar grandi mali se non vi si correa con grosso +esercito; piacesse al re di Francia mandar subito cinquecento uomini +d'arme col conte d'Artois, o altro valente capitano, e fornir le +spese, delle quali sarebbe ristorato senza ritardo[3]. + +Mentr'egli, in tal subito rovescio di fortuna, implorava soccorso di +gente dalla madre patria, la corte di Roma aiutavalo di consigli, di +danari forse, di preghiere al cielo, e di maledizioni su i ribelli +senza misura[4]. Il dì dell'Ascenzione, Martino IV bandiva da Orvieto +a tutta la cristianità: che niuno s'attentasse a favorir questa +rivoluzione; i disubbidienti, se vescovi o prelati, sarebber deposti, +se principi o signori, spogliati de' feudi e sciolti lor vassalli dal +giuramento; cassate e annullate quante confederazioni si fossero fatte +tra le città di Sicilia; aspramente ammoniti i Palermitani e gli altri +capi del movimento, che tornassero sotto re Carlo; minacciati, a chi +s'indurasse {148} nella fellonia, mille gastighi nell'avere, nella +persona, e nell'anima[5]. + +Ma gli fu risposto con parole riverenti, e fermo proposito; sì che +Martino, uditi gli oratori di Sicilia, replicò ch'e' facean come i +manigoldi intorno a Cristo: «salutavanlo re dei Giudei, e davangli uno +schiaffo[6].» E tal era alla corte di Roma, se non la prima +ambasciata, certo una rimostranza indirizzatale dopo la sua +ammonizione o dopo la prima scomunica, la quale rivolgesi ai padri +coscritti, così chiama i cardinali, partecipi della piena potestà del +pontefice, sedenti nel sacro collegio per tener le bilance della +giustizia, e intendere all'util pubblico, spogliandosi d'ogni privato +riguardo; e, con stile spesso ridondante, talvolta confuso, e più +spesso vivo e poetico, duolsi che la romana corte favorisse gl'iniqui +governi di Carlo d'Angiò, venuto dall'estremo Occidente fino alle +spiagge della Sicilia, e comandasse ai Siciliani di tornar sotto la +servitù d'Egitto e il giogo che aveano scosso per ispirazione e aiuto +divino; barbarico giogo, che il papa non conoscea, e volea rimetterlo +sul collo gonfio e insanguinato dall'averlo portato tanti anni. Con +pari intemperanza di rettorica, mette a confronto le due genti +francese e latina, esagera il biasimo dell'una, la lode dell'altra. +«Costoro, dice, ci dovean reggere, costoro amministrar la giustizia! +Chi sosterrebbe le loro mani pronte alle ingiurie e al sangue, i truci +volti, i minacciosi aspetti, l'arrogante parlare, l'alito stesso? O +morte, speranza de' tribolati, riposo ancora ai felici, ti sospiravano +le anime nostre, impazienti d'esser tratte al cielo o all'inferno, +finchè questi condannati nostri corpi nulla servirono al ben della +patria! Non è ribellione, o padri coscritti, quella che voi mirate; +non ingrata {149} fuga dal grembo d'una madre; ma resistenza +legittima, secondo ragion canonica e civile; ma casto amore, zelo +della pudicizia, santa difesa di libertà. Rivanghiamo la voragine de' +nostri mali; traggiamo a riva l'alga corrotta nel profondo del mare. +Ecco le donne sforzate al cospetto de' mariti; viziate le donzelle; +accumulate le ingiurie, sì che par non resti luogo ad altre nuove: +ecco le battiture su le spalle; le mani che s'alzano a percotere una +faccia ritraente l'immagine del Creatore; gli omicidî; le prigionie; +le rapine; il disprezzo; l'occupazion de' beni delle chiese; la brutal +forza che comanda; il principe fatto solo arbitro de' matrimoni. Nè la +corte di Roma ignorava, nè potea ignorar questi mali, notissimi alle +genti più lontane. Avvi, o padri coscritti, un estremo furore della +sventura, una forza di necessità, una reazione dell'umana libertà: e +allora nessun eccesso di crudeltà è tanto immane, che non giovi con +l'esempio, reprimendo i malvagi. Fu squarciato il corpo alle donne; +furono uccisi i bambini anzi che nati: la storia il narrerà ai secoli +più lontani; e così periscano i vizi prima di venire alla luce; si +dissipi il veleno con la prole de' serpenti.» A queste empie parole +non manca la sublimità della disperazione e della ferocia. «A voi, +ripiglia l'ignoto autore, lasciando i cardinali e addentando il papa, +a voi si volge ora il sermone; su voi voterò il calice. Fremono d'ogni +intorno le guerre; minacciano i nemici; tremano le nazioni, lacerate +dalle guerre civili e dalle straniere: son questi, o padre, i frutti +delle opere vostre!» E qui tocca la connivenza alla sommossa di +Viterbo, e tutti gli abusi di re Carlo in Roma; e ritrova non pochi +torti a Martino; e gli ricorda che, seguendo un interesse di parte, +menomasse l'autorità del pontificato; che i misfatti permessi perchè +piacciono, portan poi i misfatti che spiacciono; ch'ei non dovea +promuovere i suoi partigiani, e trascurar le altre faccende {150} +della Chiesa; che i disordini consuman sè stessi: «la scure è alzata; +accenna di percuotere; fate d'impugnarla voi stesso pria che tronchi +l'albero alla radice.» Con queste, e molte altre parole è esortato +papa Martino a mutar via, se gli preme la sua salvazione. Alle idee, +allo stile, agli eccessi della passione, l'autore sembra chierico, non +ignorante, e patriotta audacissimo. Niuno potrebbe o affermare o +negare che tal rimostranza si mandasse a corte di Roma, quando si +conobbe chiusa la via del perdono, e altro non restava che protestare +fortemente. Ma se i governanti della Sicilia non scrissero in quelle +parole, scrissero per certo in que' sensi: e in ogni modo il documento +che ci resta è irrefragabilmente del paese e del tempo; ha la rovente +impronta della rivoluzione; estinto quel fuoco, non si potea +contraffare[7]. + +La corte di Roma, vedendo che i Siciliani nulla non rimoveansi da' +loro proponimenti, tentò nuovi consigli. Deputò con autorità +straordinaria il cardinal Gherardo da Parma pontificio legato nel +regno[8]. «Mossi, dicea la bolla, da sviscerato amore alla Sicilia, e +dolentissimi degli scandali con che il nemico dell'uman genere la vien +turbando, te mandiamvi, o fratello, angiol di pace; e svelti tu, +struggi, dissipa, sperdi, edifica, pianta; tutta usa l'autorità nostra +ad onor di Dio e riformazion del reame[9].» L'accorgimento de' +consigli sacerdotali trasparisce ancora da uno statuto promulgato di +quel tempo da Carlo, dove accagionando del mal governo gli officiali +inferiori, moderava i più grossi aggravî del fisco, dei magistrati, e +di lor famigliari; e sì la crudeltà di alcuna legge, le usurpazioni +{151} de' castellani nelle faccende municipali, e lor violenze nei +contadi[10]. Lusinghe a' Siciliani eran queste; blandimenti ai popoli +di Puglia e Calabria, che, dalla medesima signoria travagliati, non si +muovessero all'esempio, ma grati e soddisfatti aiutassero il re. E per +vero assai difficoltà nel raccorre quelle feudali milizie ebbe egli a +vincere con la sua passione e potenza[11]. Aggiunsevi mille Saracini +di Lucera, co' fanti e' cavalli di Firenze e d'altre città guelfe di +Lombardia e Toscana; i Francesi, tra vassalli e stipendiati, furono il +nerbo dell'esercito. Genova e Pisa mandaron galee; quelle del regno +s'accozzaron tutte; altre ventiquattro chiamonne di Provenza il re, +poichè la più parte delle preparate alla impresa d'Oriente era chiusa +nel porto di Messina. Forniti inoltre uscieri, teride, trite quanti +abbisognassero a traghettar le genti. Ordinò Carlo che si ritrovasser +le genti a Catona, picciola terra di Calabria, posta sullo stretto di +contra a Messina, ch'egli volea prima assaltare; e mandò innanzi +quaranta galee, e gran copia di grani e altra vivanda, e ogni cosa +bisognevole all'esercito. Quivi poi rassegnò pronti a servir sua +vendetta da quindicimila cavalli e sessantamila pedoni, con +cencinquanta o dugento legni, tra di trasporto e di corso[12]: +macchina {152} enorme di guerra, che non parrà esagerata riflettendo +esser Carlo apparecchiato di già a grande impresa, e aiutato da mezza +Italia, dalla Francia e dalla corte di Roma; e che pria della lotta +tra principato e baronaggio, e dell'uso delle bande stanziali che ne +seguì, gli eserciti d'Europa si poteano adunar numerosi poco meno +ch'ai nostri tempi, con un sol bando a' baroni per la cavalleria, e +poca moneta per lo scarso stipendio de' pedoni. Un cardinale armato di +censure e di piena balìa; un re uso a vittoria, indurato nelle +battaglie; un esercito grossissimo, ansioso di vendetta, assetato di +preda; un bollor francese, un'astuzia di Roma, un furor d'offeso +tiranno, tutte l'arti di guerra, tutte l'arti di regno a conquider +l'isola ribelle, minacciando si raggrupparono sulla estrema punta +d'Italia. + +Reina del Faro, siede tra due mari in faccia ad oriente, maestosa e +lieta Messina; che a manca, il Peloritan promontorio sta contro il +Tirreno; a destra, il braccio di san Ranieri sì ardito mette nel mare +Ionio, rientrando come punta in falce contro la curva del lido, che un +vasto cinge, e profondo, e da tutti venti sicurissimo porto. In mar +bagnansi le falde de' colli, talchè parte non poca della città {153} +s'appoggia su la pendice; donde il seno, lo stretto, l'opposta +Calabria magnifico teatro spiegano alla vista. Largheggia un po' di +pianura a settentrione; e più vasta ad ostro, amena per vigneti e +ville: boscosi i poggi, e più di que' tempi ch'ai nostri. Non è mutata +del resto la sembianza del paese, nè il sito della città, quantunque +più d'una catastrofe l'abbia percosso; e poco men che spiantata da' +tremuoti del millesettecentottantatrè, si sia murata nuova dalle +fondamenta. + +Questa nobil città gli animi e le braccia apprestava a difesa; più +intenta a munirsi nel porto che altrove, perchè non s'aspettava sì +pronto un esercito ad assaltarla di terra. Rispianano a settentrione +la campagna, svelte le viti, e abbattuti gli sparsi casolari; del +legname di questi risarciscono le mura; fabbrican macchine ed armi: +oper non sì compiute, da non dovercisi affaticare e sudar poi nel +maggior uopo. Ma salde catene di ferro, legate a travi galleggianti, +gittavan a traverso l'imboccatura del porto, a chiuderlo contr'ostili +navigli: il braccio di san Ranieri afforzavano d'eletta gioventù, +sotto il comando di Niccolò Bivacqua, e Giacomo de Brugnali, stanziata +nella chiesa del Salvadore, sulla estrema punta, ov'oggi è una +fortezza del medesimo nome. E un buon augurio fu principio alla +guerra, quando il due giugno, viste far vela da Catona quaranta +nimiche galee, i Messinesi ne mandavano trenta allo scontro. I nemici +non aspettandole, in fretta rifuggironsi a Scilla; e sbarcarono le +ciurme, spiegandosi a lor protezione in battaglia i cavalli d'Erberto +d'Orléans, e del conte di Catanzaro: ma la traversia che levossi, non +la mostra del nemico, fu quella che rattenne i nostri, anelanti a dar +dentro, e abbruciare le navi[13]. + +L'animo d'un frate siciliano ammiraron gli stessi nemici in quel +tempo. Veniva re Carlo il dieci giugno alla Catona {154} con un grosso +di genti; arrivavan da Brindisi ogni dì le allestite navi; e a tanto +romor del nemico, i Messinesi struggeansi di saperne a punto le forze +e i disegni. Allora a' preghi del consiglio della città, Bartolomeo da +Piana de' frati minori, uom litterato, di specchiati costumi, e di +gran nome, prese a esplorarli; non vile spiatore d'eserciti, ma +cittadino, ch'all'uopo della patria affronti la mannaia, com'altri la +spada. Nè furtivo, nè dimesso va dunque in Calabria il frate; dove +addotto a Carlo: «A che da' miei traditori ne vieni?» brusco +domandavalo il re. Ed ei più fermo: «Non io traditor, disse, nè terra +di tradimento lasciai. Mosso da religione e coscienza vengo ad ammonir +qui i frati minori, che non seguano queste tue ingiustissime armi. La +Provvidenza ti commise un'innocente popolo, e tu lo lasciavi a +dilaniare a lupi e mastini: tu indurasti il cuore alle querele, a' +pianti: e allor noi ci volgemmo al Cielo; e il Cielo ne ascoltò, e ci +fe' vendicare santissimi dritti. Ma se speri oggi vincendo chiamar ciò +fellonia, sappi, o re, che indarno tant'armi a' danni de' Messinesi +aduni. Torri hanno e mura, e forti petti rinfocati dal divin raggio di +libertà; onde maggiori che uomini, ti aspettan pronti a morire. A +Faraone tu pensa!» Per terror di lassù, o istinto d'accarezzar +Messina, il re si ritenne dall'offendere il frate. Die' sfogo all'ira +con ordinare una prima fazione: e Bartolomeo tornandosi a' suoi, +narrava la potenza dell'oste, e le truci voglie di Carlo[14]. + +Contro Milazzo quell'assalto si drizzò, perchè traeane Messina le +vittuaglie, che il parlamento avea deliberato di provvedersi; e mal +s'era fatto tra l'universale sospezione e penuria. I conti di Brienne +e di Catanzaro, Erberto d'Orléans, e Bertrando d'Accursio, capitani di +questa fazione, aveano a bruciar le messi, dar guasto al paese, rapire +gli armenti per uso dell'esercito, e occupar indi Milazzo: {155} i +quali a dì ventiquattro giugno, con cinquecento cavalli e mille +pedoni, sur una sessantina di barche salpavano dalla Catona. Contro +tal forza, e cento altri legni che si vedean surti alla spiaggia, il +capitan della città non volle mettere a rischio la sua poca armata, ma +piuttosto sull'asciutto far testa. Frettoloso armò dunque cinque cento +cavalli, e grosse bande di fanti; co' quali, poichè la flotta francese +girava il capo, ei valicò i colli della Peloriade, e lunghesso la +settentrionale riva, a Milazzo conducea le genti, come i nemici a +quella volta pur via navigavano. Molte miglia da Messina si dilungan +così i nostri; non usi all'andar in ischiera; trafelanti dal caldo, +dalla via, dal peso dell'armi, ciascun dassè, sparsi chi a cercar +ombre o acqua, chi a chiamare ad oste i contadini: quando presso il +canneto di San Gregorio, alla fonte d'Aleta, il nimico vedendoli sì +mal presi tra quelli scogli, d'un subito approda. Baldovino pensava +sostare, e, raccolti gli sbrancati, mandare per rinforzo a città; ma +dandogli sulla voce Arrigo d'Amelina per nimistade privata, tutti +appigliaronsi al partito che parea più generoso. Audaci sì, ma radi e +stanchi, investono il nimico: il quale ordinato e fresco, li sbaragliò +al primo scontro. Quell'Arrigo stesso d'Amelina, Anfuso de Camulio, +Bertoldo Alamanno, Pietro Cafici, cavalieri; Bartolomeo Mussone, +Martin di Benincasa, Abramo d'Ambrosio, Niccolò Rosso, e di minor nome +mille a un di presso, nella zuffa o nella fuga fur morti. Assai +n'andar anco prigioni; tra' quali notan le istorie i nomi di Roberto +de Mileto cavaliere, che perì ne' ceppi francesi, e d'Arrigo Rosso +mercatante, ricattatosi per mille once d'oro dopo la fine +dell'assedio[15]. {156} + +Come la sconfitta si riseppe in città, il popolo infellonito da +rammarico, e più stigandolo Baldovin Mussone, l'inesperto capitano che +a discolparsi gridava tradimento, levasi a romore in cerca di +traditori. Chiama al supplizio i partigiani de' Francesi, gli odiati +de Riso: tratti Baldovino e Matteo dalla rocca di Matagrifone, ove li +avea chiuso da pria, li mette in pezzi; Giacomo decollato per man del +carnefice; strascinati i cadaveri per la città; senza tomba gittati; +con tanto eccesso d'ira, che gli amici non osavano pur piagnerli, e i +congiunti a mala pena si sottrassero. La moltitudine intanto, come se +quelle morti fosser vittoria, {157} scordata già l'infelice fazione, +girava tripudiando intorno le mura della città, e per le strade +gavazzava. Ma in brev'ora il popolo stesso a una voce, persuadendol +forse i più savi, deposto d'uficio il Mussone, gridò capitano Alaimo +da Lentini, nobil di sangue, nobil di fama, vecchio robusto e animoso, +espertissimo in guerra. Fu somma ventura di Messina e di tutta +l'isola. Ei, preso appena il comando, con più alto militare argomento +ordinò le difese della città, riparò, sopravvide, indefesso addestrò +il popolo all'armi[16]. Catania e i comuni tutti del vasto tratto di +paese da Tusa ad Agosta, il crearon anco, ignorasi se prima di Messina +o appresso, lor capitano di popolo[17]. + +Nei preparamenti d'ambo i lati un altro mese volgeasi: poscia con +tutto il pondo dell'oste il re mosse a dì venticinque {158} +luglio[18]. Le salmerie, le vittuaglie, i cavalli, indi le genti +imbarcò; ultimo egli ascese la sua nave superbamente parata di +porpora, che parea tenere in pugno le sorti del mondo; e con tutto +ciò, schivato quel formidabil porto di Messina, fe' porre a quattro +miglia ver mezzodì, alla badia di Santa Maria Roccamadore; nuovamente +sperando trar lungi i cittadini alla pugna. Ma Alaimo affrenò +l'intempestivo ardore, che s'era pur desto. Deluso dunque, attendavasi +Carlo; e trucidar fea, dice Neocastro, i monaci della badia, che io +nol credo, perchè taciuto dagli altri istorici, e dissonante dai +consigli del re, che cominciarono con simular clemenza. Ben lasciò a +marinai e soldati metter a guasto il paese, sperando che i Messinesi +per salvar le facultà chiedessero accordo; ma fe' il contrario +effetto. Come da Roccamadore infino al torrente di Cammàri sparve il +ridente giardino, tagliati gli alberi, stralciate le vigne, +saccheggiate masserie e canove, diroccate le case, quanto rubar non +poteasi distrutto; e come il dì appresso, mutati gli alloggiamenti, lo +sterminio s'avvicinò, i Messinesi che a niente guardavano fuorchè +all'onore e alla libertà, con tanto maggior dispetto si fecero a +provocar l'Angioino. Appiccan fuoco a settanta galee delle costruite +contro i Greci; fabbrican armi delle ferrerie tratte dalle ceneri; +{159} disfatte altre navi, ne riattano mura e steccati; il borgo di +Santa Croce, posto a mezzodì ove in oggi è quel di Zaera, non potendol +fortificare, abbandonano. Occupollo al terzo giorno re Carlo; da +quella banda ponendo il campo, sì stretto alla città, ch'appena nel +partiva il picciol torrente di porta de' Legni. Egli alberga nel +munistero de' frati predicatori che sorgea sul poggio, da ciò chiamato +vigna del re; e fa alzar su i comignoli una torricella di legno, per +ispecolare dentro la città, e anco offenderla con macchine. Ma i +Messinesi se n'avvidero appena, che dato di piglio a' mangani, a furia +di pietre sconficcaron la torre[19]: e furon questi i primi saluti +all'antico lor principe. + +Or se la città debbasi assaltare impetuosamente pria che s'avvezzi al +pericolo, o travagliar tanto d'assedio che stanca ed affamata +s'arrenda, agitano tra loro i capitani, ristretti a consiglio. I più +focosi diceano andarne, l'onor di tant'oste contro una plebe assiepata +con legni e macerie, non muta: l'impeto vincer le guerre: a che +tardare sì giusta vendetta? Dubbio altri opponea il successo +dell'arme: grossa la città: presa d'assalto, metterebberla a sacco i +ribaldi[20] del campo; e qual pro al monarca? Senza sangue +certissimamente s'avrà per tedio o paura. A questo appigliossi Carlo, +contro la sua natura feroce; perchè il vinse avarizia, e lusinga che +Messina si lascerebbe prender sempre a lusinghe[21]. {160} + +Perciò rimanendosi alla espugnazione dei posti più avvantaggiosi di +fuori, il dì sei agosto movea possente stormo contro il monistero del +Salvatore, chiave di quell'assedio, per tener la bocca del porto. +Cento Messinesi il difendeano: i quali nè sbigottiti dal numero degli +assalitori, nè scossi dal battito della prima affrontata, fieramente +combattendo dalle soglie e da' muri, li ributtarono; tantochè Alaimo +venia con freschi combattenti dalla città: e allora più aspra +mescolandosi la battaglia, con morti ed onta si ritrasse alfine il +Francese. A questa prima vittoria l'animo de' cittadini oltremodo si +rinfrancò. Indi il dì otto, con pari fortuna fu combattuta maggior +fazione al monte della Capperrina; il quale signoreggiando la città da +libeccio, l'avea fortificato Alaimo di steccato e fosso e giusta +guardia d'arcieri. Or avvenne ch'essi, come nuova milizia, quel dì a +un rovescio di gragnuola e di pioggia spulezzaron da' posti; onde i +Francesi e i Fiorentini, colto il tempo, pronti saliano per gli +uliveti, e guadagnavan già l'erta. Seppelo Alaimo; comprese ch'a un +altro istante era perduta Messina; e di tutto fiato si lanciò alla +riscossa, traendo con sè il popolo: e urtò; e ripigliò il ridotto; e +in faccia a' nemici affranti per molta strage, caduta già la notte, a +lume di fiaccole risarcir fe' le barrate. La notte del Campidoglio fu +questa a Messina. S'eran gli ufici ordinati per tal modo nella città, +che scritti in drappelli, dì e notte s'avvicendasser gli uomini a +vegliare in scolte e poste; girassero in pattuglie le donne. +Ritentando i Francesi a notte scura l'assalto della Capperrina, +superati chetamente i ripari, abbattonsi in una delle donnesche +guardie. {161} Dina e Chiarenza, donnicciuole di cui l'istoria +ingiusta ne tramanda appena il nome, salvaron allora la patria: e fu +prima la Dina a gridare all'arme, scagliando insieme un masso che +atterrò parecchi soldati; l'altra a martellare a stormo le campane: +onde il romore si leva, si spande: «Alla Capperrina il nemico» altro +il popol non sa, e nel buio, nel rovinio, non misura il periglio, sì +il cerca. Sugli attoniti e delusi nemici piombò col suo +fortissim'Alaimo; nè solamente rincacciolli, ma saltando fuor dal +ridotto, borghesi i nostri e a piè, incalzavano fin sotto il +padiglione di Carlo quei fanti vecchi spalleggiati da cavalli[22]. + +L'insperata virtù di codesti scontri miracol parve a' nemici, e a' +nostri stessi: il che accrescea i miracoli veri e naturali. Donna in +bianco paludamento sorvolar lunghesso le mura; stender soave un velo +contro a' colpi, e ribatterli; innanti sue divine sembianze cascar +l'animo agli assalitori; presi d'un ghiaccio volgersi in fuga; e +saette inchiodarli, che il feritor non vedeasi; tribolato anco il +campo di mortifera epidemia: tanto narravano i nemici soldati a' +nostri, facendosi sotto le mura a parlamentare. L'attestavano con +sacramento per lo Iddio adorato da tutti gli umani, i Saracini stessi +di Lucera; e chiedeano una volta qual fosse la diva, e più diceano, se +non che surto un subito allarme dileguaronsi. Pertanto tenacissima +surse in Messina, sprone a fatti più egregi, la fede di quest'aita +soprannaturale della Vergin Madre, nella quale teneansi inespugnabili. +Sgombro poi che fu l'assedio, alla celestiale proteggitrice alzavano +un tempio nel lieto nome della Vittoria: il miracol tramandossi di +generazione a generazione, e la facile istoria il registrò[23]. {162} + +Or narrinsi i miracoli umani: fornite le fortificazioni nel tempestar +dell'assedio: fatto un popol di soldati: nè età, nè sesso provarsi +imbelle: null'opra dura a niuno: vigilie, interminabil disagio, +penuria sostenuti senza fiatare: uno scherzo la morte: e più, invidia +e discordia incatenate: pensiero in tanta moltitudine un solo, far +salva Messina. In pochi dì, là dov'era accostevole a scale, arduo +drizzasi il muro; ove fiacco, si rassoda; ove il luogo nol comporta, +steccati, argini di botti, fascine: a giusta distanza dalle cortine +esteriori fabbricano un contramuro. E cavan fondamenta, e murano, e +assestan travi, e insieme combattono, quanti son umani nella città; +vincendo lor passione gl'infermi corpi, le schive usanze, le vanità +degli ordini. Nobili, giuristi, mercatanti, artigiani, infima plebe, +sacerdoti, e frati, e vecchi, e fanciulli all'opra tutti secondo lor +posse; intenti ed ansiosi, dice Saba Malaspina, quale sciame +ch'affatichi intorno a suoi favi. Donne cresciute in dilicatissimo +vivere, d'ogni età, d'ogni taglia fur viste a gara sudar sotto il peso +di pietre e calcina; e lì, tra il fioccar de' colpi, recarne a' +lavoranti; girare per le mura dispensando pane e polenta, dissetandoli +d'acqua, mescendo vini; e più di belle parole confortavanli: «Animo, +cittadini! Nel nome della Beata Vergine, durate alle fatiche. Vi serbi +alla patria Iddio. Egli il vede e difenderà Messina.» In questo gli +altri Siciliani, eludendo l'oste pe' tragetti de' monti, aiutavano la +città di gente, d'armi, e di vittuaglie. Crebbe la virtù de' Messinesi +con l'uopo e coi rischi, durò tutto l'assedio, e più valida ogni +giorno rendea la difesa[24]. {163} + +Perseverando siffattamente i cittadini, e stando fermo Carlo nel +disegno di ridurli senza battaglia, s'aprì una pratica per mezzo del +cardinal Ghepardo, ch'entrovvi, richiedente o richiesto (varian su di +ciò le istorie),[25] e carico certamente di clemenze del papa e del +re; ma uom non era da maneggiarle con inganno. Il preso reggimento +portò che i cittadini l'accogliessero con onori di principe, come +legato del pontefice; onde fu condotto tra' plausi alla cattedrale; +appresentategli le chiavi della città, e da Alaimo il baston del +comando. Pregavanlo prendesse lo stato nel nome della santa romana +Chiesa; desse un reggitore alla città; a questi pagherebbero i tributi +debiti al sovrano; ma lungi, lungi i Francesi; dalla terra della +Chiesa li scacciasse per Dio. A che Gherardo, secondo suoi mandati, +rispondea: gravissime lor peccata; pure la Chiesa richiamarli con +affetto di madre; a lui commesso di riconciliar {164} Messina col suo +re, e lietamente il farebbe; ma non parlasser di patti, che non n'è +luogo tra sudditi e monarca; sperassero in Carlo, magnanimo, clemente, +il quale perdonar saprebbe alla città, serbare i gastighi a' soli +efferati omicidi; vano architettar altre pratiche; ubbidissero, e ne +rimarrebber contenti. «Messina, conchiudea, s'affida nel grembo della +Chiesa; in suo nome la risegno io a re Carlo.» E Alaimo: «A Carlo no,» +con voce di tuono proruppe, e gli strappava il baston del comando: +«No, padre, vaneggi: i Francesi mai più, finchè sangue e spade avrem +noi!» Somiglianti parole in suon di varie voci scoppiarono dalla +moltitudine; alla quale invan replicava Gherardo, invan essa a lui: +perilchè cessando il negoziato a pien popolo, deputaronsi trenta de' +più notevoli cittadini, a cercare in ragionar più queto, qualche +strada agli accordi. + +Venian proponendo patti al re disdicevoli, a Messina pericolosissimi, +e peggio al rimanente della Sicilia: perdonasse Carlo alla città; gli +bastasser l'entrate de' tempi del Buon Guglielmo; nè soldato nè +ministro francese in Messina mettesse pie'; la si reggesse per uom +latino a scelta dal re: dai quali termini il legato non valse a +rimuoverli un passo. Onde, o ch'ei se ne riferisse al re, e questi +ricusasse tutt'altri patti che di resa a discrezione, com'alcuno +scrive; o che il cardinale conoscesse la mente di Carlo sì addentro da +non averla a ricercar nuovamente, risoluto ei disdisse l'accordo; con +isdegno grandissimo de' cittadini. E tra i popolani più ardenti, che +fremeano e schiamazzavano a tal niego, alcuno drizzandosi a Gherardo +il rimbrottò[26]: «Vedi candor di pastori che consiglianti ignudo +{165} porgere il collo al manigoldo perch'abbia clemenza! Quante ore +dura la clemenza di Carlo? Lungi da noi cuor di selce, torti ingegni, +insidiose lingue: voi ne vendeste al Francese; ci riscattammo con +l'arme noi; ed or che vi offriamo temperata signoria della bella +Sicilia, la schifa Martino, e si fa mezzano al Francese, non vicario +del Cristo di mansuetudine e amore. Oh temete, temete la giustizia del +Cristo! E tu riedi al tiranno angioino, per dirgli che nè lioni nè +volpi mai più entreranno in Messina!» Allibito al minaccevole aspetto +del popolo, frettoloso uscia Gherardo; scomunicata pria la città; e +ingiunto a tutti chierici che in tre dì ne sgomberassero; ai rettori +del comune, che in quaranta dì comparissero a corte del papa[27]. + +Tacqui d'una epistola di Martino, che Giachetto, il Villani, e la +Storia della cospirazione portan come letta da Gherardo a' Messinesi, +non riferita punto dagli scrittori degni di maggior fede, e zeppa +d'ingiurie, fuor dal sonante stile della romana curia, da' concetti +della bolla che deputava Gherardo, e dall'oprar tutto del papa e di +Carlo in que' primi tempi. Fabbricata la giudico perciò da' detti +autori, che mal intrecciano, com'altrove notai, queste istorie del +vespro. Nè meglio regge l'altro supposto[28], che Gherardo suggerisse +a Carlo d'assentir l'accordo con Messina, {166} e violarlo, +insignorito che fosse della città; perocchè s'ai Messinesi spiacque +nel caldo di loro speranze la ripulsa del legato, ammirava tutta la +Sicilia poi, com'afferma Speciale, quel suo onesto e franco negoziare; +talchè se l'ebbe in rinomanza di santo[29]. + +Com'ei scornato e mesto fe' ritorno al campo, tanto furor prese i +soldati, assetati della vasta preda della città, che, non aspettato +comando, tumultuosi diero a stormeggiar le mura: e venner indi con più +agevolezza respinti[30]. Bella prova anco feano i nostri ne' minori ma +ordinati assalti rinnovellati poscia ogni dì; perchè Carlo, vedendo +che per sole minacce non si piegava la città agli accordi, volle farle +sentir più viva la punta del coltello alla gola. Ma ne seguì l'effetto +contrario; perchè la vigilanza de' nostri deludea tutt'ingegni +dell'inimico; il loro saettame l'affliggea di morti e ferite; la +fortuna favorevole in ogni fazione a' cittadini dava a' loro animi la +sicurezza della vittoria; ne togliea la speranza ai soldati di Carlo. +E invano il re, fatte venir le genti da Milazzo, poneale a campo nel +borgo di San Giovanni, ov'oggi, estesa la città oltre l'antico +cerchio, è il Priorato e indi il borgo di San Leo, e così +l'accerchiava da settentrione e da mezzogiorno, ove il terreno parea +più comodo alle offese; lasciando libero solo l'aspro colle guardato +dal castel di Matagrifone. Questo a' Messinesi fu nulla; se non che +temendo pei difficoltati sussidi qualche stremo di penuria, mandaron +via, duro ma inevitabil partito, la minutaglia più inetta all'arme; la +quale tapinando per le campagne, cadde, inutil preda, in man dei +nemici. Con molto lor sangue ritentavan essi poi con forti impeti, il +dì quindici agosto la Capperrina, il due settembre le mura a +settentrione. Ributtati sempre, sfogarono risarchiando con nuove +scorrerie il contado; {167} steser fino alle chiese le mani ladre; +manomisero i sacerdoti; trascinarono al campo il sacro arredo, la +croce, la effigie della divina madre, e li barattarono vilmente[31]: +atti d'impotente furore, che dovean mostrare a' più veggenti come +Carlo disperasse già dell'impresa. + +Acerbe novelle conturbavano l'animo di Carlo: venuto d'Affrica con +forte stuolo di navi Pier d'Aragona; cintagli in Palermo la corona del +reame; gli animi de' Siciliani avvalorarsi; adunarsi le forze; +riguardare all'assediata città, che non fiaccavasi nè per insulto di +guerra, nè per fame. A un assalto pertanto si deliberò, universale ed +estremo[32]. Era il quattordici di settembre. Allo schiarire del dì, +appresentossi l'oste a cerchio, dal piano, dal monte in ordinanza, con +macchine e infiniti ordegni; splendenti in lor armature cavalcano per +le schiere i baroni; Carlo esorta i suoi a combatter no, sclamava, ma +a far macello de' vili borghesi. A un tempo l'armata con una +tramontana gagliarda, a golfo lanciato investia la bocca del porto; ed +era primo in fila uno smisurato naviglio, pien d'uomini e di macchine, +guernito di cuoia contro i fuochi, il quale col possente urto +spezzasse {168} la catena. Ma questa Alaimo avea con maravigliosa cura +affortificato. Schieravansi dentro dalla catena quattordici galee +armate di strenua gioventù, e tramezze sei navi cariche di mangani e +altri ingegni; fuori, s'ascondean tese sott'acqua, grosse reti che +rompessero il momento degli ostili navigli: sorgea sulla riva un +ridotto di forte legname; e in quello munitissimi d'arme i combattenti +più feroci. + +Quivi la prima zuffa appiccossi. Difilandosi la maggior nave sopra il +ridotto d'Alaimo, impigliasi nelle reti, con sassi e dardi tempestanla +i nostri, le gittano i fuochi, le squarcian le vele; e mentre pur +tenea la battaglia, saltato il vento a ostro, tutta sdrucita e +sgomenata fu forza che si ritraesse, e la flotta con lei. Il perchè +tutta la virtù de' difenditori alla parte di terra fu volta; ove +terribile e diverso tante turbe portavan l'assalto. Qui a far breccia +drizzano i gatti[33] contro la muraglia, o sottentrano a zapparla da +pie'; qui ov'è più bassa, appoggian le scale, approcciano le +cicogne[34]; gli altri stuoli co' tiri delle saette fan prova a +cacciar dallo spaldo i Messinesi. Ed essi rispondeano virilmente con +un grandinar di ciottoli e frecce; versavan olio e pece bollente su i +più innoltrati: gittavan massi e fuoco greco alle scale. +Nell'ondeggiar della sorte in sì accanita {169} lotta, ascesero +alquanti sul muro; ma non n'ebber che diversa la via della morte, non +bersagliati da lungi, spacciati da petto a petto co' brandi. Alaimo +sfavillante in volto, corre per ogni luogo, agli steccati, agli +spaldi, ov'è maggior l'uopo, ove più aspro il pericolo; sopravvede i +movimenti del nimico, regge tutta la difesa, rifornisce gli stanchi +co' freschi guerrieri, supplisce l'arme, esorta, e combatte. Con esso +i condottieri, i cittadini di maggior nome adopran tutti secondo la +prova estrema e disperata: in tutto il popolo è una virtù. «Viva +Messina e libertà;» e torna la lena a' petti, e s'addoppia il vigore +alle braccia, e non è chi curi di colpi e di morte. Nel fitto nembo +de' tiri vedeansi le donne sopraccorrer franche, piene i grembiali di +sassi, cariche di saette a fasci, di fiaschi e cibi a ristorare i +forti fratelli. E quali mostrando lor bambini in braccio, ricordavano +che li sgozzerebbe quello spietato straniero; e che vedrebbero rapite +le sacre vergini, contaminati i casti letti, strage e vergogna, e +spianata Messina, se fino al l'ultimo fiato non si pugnasse. Così +infiammati i nostri da' più santi affetti dell'animo, i nimici da +avarizia e paura de' duci, travagliavansi da mattino a vespro; ma la +furia dello assalto indarno contro la nobil cittade si consumò. +Stendeasi a pie' delle mura spaventosa ghirlanda di fracassate +macchine, spezzate armi, cadaveri mutili e abbronzati atteggiati in +ogni più strana convulsione di morte; e fu maggiore assai il macello +de' Francesi che degli Italiani dell'oste, perchè, noti alle insegne, +men li bersagliavano i nostri. Il re sul limitare della chiesa di +Santa Maria, rodeasi di rabbia agli impotenti assalti, quando un +dottor Bonaccorso[35] l'imberciò dalle mura con bel tiro di {170} +mangano. Cadderne due cavalieri francesi, fattisi innanti in +quell'attimo per caso, o eroic'atto; e il re lasciava precipitosamente +il luogo, perdendo nell'avversa fortuna quell'indomito suo coraggio. +Alfine visto ch'anelanti e sanguinosi d'ogni dove piegavano i suoi e +il tristo dì volgeva a sera, fece suonare a raccolta. Un grido +rintronò a questo per tutta la corona de' muri; e impetuosamente i +cittadini saltando fuora, inseguiano i ritraentisi come in rotta, +motteggiavanli e ammazzavanli; che infin sotto gli occhi del re +spogliarono i cadaveri. E seguiva in città un abbracciarsi a vicenda, +un lagrimar di gioia, un tripudio cui null'altro al mondo agguaglia. +Alaimo, l'eroe di Messina, ricordava le geste, rendea merto a' più +valorosi a nome della patria, e tra i più valorosi alle donne, delle +quali alcuna riportò onor di ferite in quella tenzone. Poco lutto a +queste gioie si mescolò, per aver pugnato i nostri da' ripari. La +notte uno stuolo condotto da Leucio arrisicatissimo combattitore, con +nuova strage si saziò dei nemici, sorprese gli assonnati, i desti +contenne con la paura, e tornossi carico di bottino. + +Indi quanta esultanza nella città, rammarico e spavento lasciava quel +sanguinoso giorno nel campo. Qual toro sgarato, dice il Neocastro, +gittossi Carlo a giacere, men da fatica che dal cruccio dell'animo: e +girava intorno lo sguardo, e vedea scoramento; ripensava a Messina, +alla Sicilia, a Piero, e maggiori dispetti il dilaniavano. L'assalto +non rinnovò più mai; ma con forti posti occupò le uscite; pose i +mangani a scagliar contro le porte una tempesta di sassi[36]. Scese +anco il superbo a tentar la fede {171} d'Alaimo, senza comprendere che +da tanta altezza di virtù non si precipita al più schifo ed esecrando +vitupero della tradigione. Offrivagli occultamente: perdonata ogni +colpa a Messina, fuorchè a sei de' più facinorosi; a lui diecimila +once d'oro, rendita di annue once dugento, onori e dignità a suo +grado: mandavagli pergamena bianca col suggello reale: Alaimo +scrivesse. E Alaimo, fattagli fiera risposta, tornava ad esortare i +cittadini; tornava a provveder le difese: e a rallegrar la plebe +afflitta dallo stretto blocco, apriva i granai occultati da +antiveggenza nei primi tempi. Del resto non si patì penuria; +sovvenendo anco la pescagione, sì abbondante che Bartolomeo de +Neocastro l'appone a miracolo[37]. Messina vincitrice rideasi ormai +dell'assedio, quando l'avvenimento di Pier d'Aragona l'accelerò a +lietissima fine. + + +NOTE + + [1] Gio. Villani, lib. 7, cap. 61, 62. Queste son le parole, ch'egli + mette in bocca a re Carlo. + + Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit. pag. 265. + + Giach. Malespini, cap. 210. + + [2] Bart. de Neocastro, cap. 31. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5. + + [3] Docum. VI. La rivelazione di Messina era accaduta il 28 aprile; + il 9 maggio Carlo scrisse questa lettera a Filippo l'Ardito. + Abbiamo nella citata raccolta di Rymer, tom. I, part. 2, pag. 204, + l'avviso che Ferrante di Castiglia dava a re Eduardo d'Inghilterra + il 26 maggio della rivoluzione di Sicilia, ma senza + particolareggiare i fatti. + + [4] Saba Malaspina, cont., pag. 361. + + Gio. Villani, Giachetto Malespini, e Cron. della cospirazione di + Procida, ne' luoghi citati di sopra. + + [5] Bolla in Raynald, Ann. ecc. 1282, §§. dal 13 al 18. + + [6] _Ave rex Judeorum, et dabant ei alapam; ave rex Judeorum, et + dabant ei alapam._ Gio. Villani, lib. 7, cap. 63. + + [7] Docum. VII. + + [8] Saba Malaspina, cont., pag. 361, Villani, Giachetto Malespini, e + la Cron. della cospirazione nei luoghi citati. + + [9] Raynald, Ann. ecc. 1282, §. 20. + + La bolla è data d'Orvieto a 4 giugno 1282. + + [10] Capitoli del regno di Napoli, 10 giugno 1282. _Post + corruptionis amara discrimina_, pag. 26 e seg. + + [11] Saba Malaspina, cont., pag. 367. + + [12] Gio. Villani, lib. 7, cap. 64, 65. + + Paolino di Pietro, in Muratori, R. I. S., tom. XXVI, pag. 88. + + Anon. chron. sic., cap. 39. + + Saba Malaspina, cont., pag. 367, 368, 381. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5. + + Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 270. + + Montaner, cap. 43. + + Bart. de Neocastro, cap. 32. + + D'Esclot, cap. 82. + + Annali di Genova, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576. + + Diversamente essi riferiscono il numero dell'oste. Barlolomeo de + Neocastro, magnificator delle lodi messinesi, porta 24 mila + cavalli e 90 mila fanti. Speciale novera soltanto le navi a 300. + L'Anonymi chron. sic. dice solo: _cum magno, immo cum maximo + exercitu_. Il Villani dà a Carlo «più di 5 mila cavalli e + popolo senza numero», e 130 legni grossi, senza contar gli altri + di servigio. Saba Malaspina, cont., pag. 381, 60 mila fanti dopo + le stragi dell'assedio. Montaner 15 mila cavalli, e 100 navi, e + fanti senza numero. D'Esclot 15 mila cavalli, 150 mila fanti, e 80 + tra teride e galee, senza i legni minori, nè le grosse navi. Il + frate autore delle Geste de' conti di Barcellona, a cap. 28, nella + Marca Hispanica del Baluzio, dice 14 mila i cavalli di re Carlo. + Scrivean 60 mila fanti e 22 mila cavalli gli Annali di Genova, + aggiugnendo _ut comuniter fertur ab omnibus_. In questo luogo + degli Annali di Genova è da notare che, certo per error di copia o + di stampa, si dice portato quest'esercito dal _Dictus vero rex + Petrus_, quando il capitolo parla dell'Angioino, e dello sbarco + a Santa Maria di Roccamadore; e di re Pietro avea già narrato + l'arrivo a Trapani, e tante altre particolarità da non lasciar + luogo a dubbio. La Cron. an. sic. porta 15 mila cavalli. + + [13] Bart. de Neocastro, cap. 31. + + [14] Bart. de Neocastro, cap. 32 e 34. + + [15] Bart. de Neocastro, cap. 33, 35, 36. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 66. + + Dei quali il primo porta 500 cavalli e 5,000 fanti su 35 tra + teride e galee; il secondo con maggiore verosimiglianza, 1,000 + uomini su 60 navi; e l'altro 800 cavalieri e più pedoni. + + Saba Malaspina, cont., pag. 373, porta 500 cavalli e 1,000 pedoni, + ma riferisce questa fazione come avvenuta dopo il cominciamento + dell'assedio di Messina. In questo s'accordan con esso Gio. + Villani, e la Cron. della cospirazione, loc. cit., pag. 266. + + A me è parso, quanto al tempo, seguir Neocastro e Speciale, sì per + esser nazionali, e sì perchè non è probabile che i Messinesi + quando furono assediati da tanto esercito, volessero o potessero + mandar gente alla difesa di Milazzo. + + I documenti che è venuto fatto di trovare ai tempi presenti, + aggiungono molta fede all'autorità del Neocastro e dello Speciale, + attestando irrefragabilmente molti particolari riferiti da loro. + Tale il riscatto di Arrigo Rosso, di cui il Neocastro. Si ritrae + dal diploma ch'io pubblico nel docum. XII, e da un altro dato di + Avellino il 26 marzo 1284, che al par di moltissimi altri citerò + senza pubblicarlo, per non raddoppiar la mole di questo libro, che + non è codice diplomatico. La somma di tal diploma del 26 marzo, + tratto come il primo dal r. archivio di Napoli, reg. 1283, A. fog. + 125, a t. è questa: «per misericordia» abbiam liberato Arrigo + Rosso da Messina, preso nel conflitto di Milazzo: egli ha + domandato quetanza dall'amministrazione della Segrezia di Calabria + che un tempo maneggiò, ed ha offerto a ciò mille once: accettiamo + il danaro, e accordiam la quetanza. + + Ma notisi che l'ordine della liberazione è dato il 29 marzo, e la + quetanza per le mille once il 26, nella quale si dice, per salvar + le apparenze, essersi già messo in libertà il prigioniero. Il + ripiego fu trovato naturalmente perchè non volea confessarsi + riscatto per un cittadino non preso, come credeano gli angioini, + in giusta guerra, ma ribelle colto con le armi alla mano. + + [16] Bart. de Neocastro, cap. 36 e 37. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5. + + [17] Diploma del 15 agosto 1282, in Gallo, Annali di Messina, tom. + II, pag. 131. + + Diploma del ..... 1282, nei Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. + H. 4, fog. 117. + + Si ritrae che questo nobil uomo era stato nel 1274 giustiziere in + Principato e terra Beneventana, da un diploma di agosto 1274, + pubblicato dal sacerdote Buscemi nella vita di Giovanni di + Procida, docum. 4, sopra una copia ms. della Bibl. com. di + Palermo, cavata dal r. archivio di Napoli; nella quale è l'errore: + _Alaymo de Lentini militi Justitiario Principatus et Terræ + Laboris_ in vece di _Terre Beneventane_, come dice + l'originale, ch'io ho riscontrato nel registro segnato 1273, A, + fog. 267 a t. + + In un altro diploma del r. archivio di Napoli, reg. segnato 1270, + B, fog. 9, a t. in data del 29 ottobre 1279, per alcune + prestazioni alla chiesa di Messina, si legge al margine: _Alaymo + de Lentini et sociis secretis Sicilie_. Donde si conferma che + Alaimo era nobile uomo, adoperato ne' maggiori ufici dello stato, + e ricco da prender in affitto quel della Segrezia. Un altro + diploma del penultimo febbraio 1278, r. archivio di Napoli, reg. + 1268, A, fog. 141, è indirizzato a Giovanni di Lentini milite, + consigliere e famigliare del re: e questo Giovanni si vede + portulano e procuratore di Sicilia in molti altri diplomi dello + stesso anno 1278, reg. citato, fog. 96, 137, 138, ec. + + [18] Bart. de Neocastro, cap. 38. + + Gli Annali di Genova, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576, + portan lo sbarco a 3 agosto, forse confondendolo col cominciamento + degli assalti. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 65, seguendo Giachetto Malespini, cap. + 211, dice a 6 luglio. + + Saba Malaspina, cont., nota come le ciurme si dessero a mangiar le + uve già mezzo mature per la bella esposizione del luogo; il che + ne' primi di luglio non potea certo avvenire. + + E ciò sempre più mi conferma della poca fede che meritino il + Villani e i suoi guidatori, o seguaci in queste istorie del + vespro. + + D'Esclot, cap. 82, dice senza data lo sbarco a _Santa Maria de + Rocha-Mador_. + + [19] Bart. de Neocastro, cap. 38. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 5 e 7. + + Saba Malaspina, cont., pag. 368 e 369. + + D'Esclot, cap. 82. + + Il Neocastro dice, che in questa torricella si ascondeva un + _pantaleone_. Forse era nome proprio di quelli che si davano + alle macchine, come oggidì alle navi e alle campane. D'Esclot, + cap. 42, e Buchon, nota, pag. 597, ed. 1840. + + [20] Ribaldi si diceano i saccomanni, o i soldati più vili. Questa + voce appunto in sua latinità adopra lo Speciale. + + [21] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 6. + + Saba Malaspina, cont., pag. 369-70. + + Giachetto Malespini, cap. 211. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 68. + + Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 268. + + Fra Tolomeo da Lucca, Hist. Ecc., lib. 21, cap. 6, in Muratori, R. + I. S., tom. XI. + + [22] Bart. de Neocastro, cap. 39. Si noti che qui e in altri luoghi + io talvolta riporto le parole medesime dello storico + contemporaneo, là dove mi sembrano più vivaci. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 68. + + [23] Bart. de Neocastro, cap. 40. + + Rocco Pirri, Sicilia Sacra, tom. I, pag. 407. + + [24] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 7. + + Saba Malaspina, cont., pag. 372. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 6º. + + Giachetto Malespini, cap. 211; i quali due trascrivono il + principio della canzone: + + Deh com'egli è gran pietate + Delle donne di Messina, + Veggendole scapigliate + Portando pietre e calcina. + Iddio gli dea briga e travaglia + A chi Messina vuol guastare, ec. + + Bart. de Neocastro, cap. 42, narrando un assalto dato alla città, + fa menzione degli stessi particolari. + + Gli aiuti delle altre città confermansi da un diploma del 15 + agosto 1282, in Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 131, nel + quale si legge il titolo: _Tempore dominii sacrosanctae Romanae + Ecclesiae, et felicis Communitatis Messanae anno primo. Nos + Alaimus de Leontino, Miles, Capitaneus civitatum Messanae, + Cataniae, et a Tusa usque ad Aguliam Augustae; consilium et comune + praedictae civitates Messanae, etc._ + + Per questo fu accordata ai cittadini di Siracusa nel comune e + distretto di Messina, la franchigia delle dogane, dritti di pesi e + misure, e altre gravezze, in merito d'aver mandato giusta forza di + cavalli e di fanti, nel presente assedio _dell'ingente + esercito_ di re Carlo, e d'aver tenuto fede a Messina. + + [25] Bart. de Neocastro tien la prima di queste opinioni; Giachetto + Malespini, seguito dal Villani e dalla Cron. an. sic., la seconda; + Saba Malaspina, senza dir nè l'uno nè l'altro, porta il fatto + della venuta del cardinale a Messina. + + [26] Saba Malaspina, cont., pag. 371, scrive _quidam Antropi cives + archipopulares_. Alla interpretazione dell'_Antropi_ + indarno mi sono affaticato. L'egregio mio amico G. Daita, + professor di eloquenza in Palermo, giovane d'alto ingegno e molta + perizia nelle lettere latine, pensa che con quella voce, che in + greco suona _uomo_, Malaspina volesse significar filantropi, + o veramente scaltri, bravi, uomini di tutta botta. Io aggiognerei + che forse l'_Antropi_ (che si vede così con la prima lettera + maiuscola nel testo pubblicato dal di Gregorio) potrebbe essere + nome proprio di qualche famiglia. + + [27] Bart. de Neocastro, cap. 41. + + Saba Malaspina, cont., pag 370-71. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 66 e 67. + + Giachetto Malespini, cap. 211. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 267. + + Nic. Speciale, lib. 5, cap. 9. + + La risposta d'Alaimo, e le rampogne de' Messinesi al legato quando + si ruppe il trattato, l'ho cavato in gran parte da Neocastro e da + Malaspina. + + [28] Gio. Villani, lib. 7, cap. 66. + + [29] Nic. Speciale, lib. 5, cap. 9. + + [30] Saba Malaspina, cont., pag. 371. + + [31] Bart. de Neocastro, cap. 41. + + Saba Malaspina, cont., pag. 371-72-73. + + Di questo tempo v'hanno nel r. archivio di Napoli pochi diplomi, + com'è ben naturale. Ne noterem tre, i quali se non ispargon molta + luce su i fatti che narriamo, servono ad attestare la permanenza + di re Carlo nel campo. L'uno è dato _in castris in obsidione + Messane_, a 3 settembre undecima Ind. (1282) per armenti in + terraferma; l'altro nello stesso luogo il 10 settembre per alcuni + cavalieri mercenari, reg. segnato 1283, E, fog. 1 e 14. Ibid., a + fog. 14 si legge un diploma più importante, con la stessa data del + campo sotto Messina a 7 settembre. Carlo rifiutava tre galee di + Marsiglia che voleano entrare ai suoi soldi, e diceva egli averne + pur troppe. Su queste galee la principessa di Salerno sua nuora, + era andata da Marsiglia fino alla riviera di Genova, ove sbarcò + per venire a Napoli per terra col marito. Le galee erano andate + anco a Napoli, e s'offrivano ai servigi del re. + + [32] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14. + + [33] Stromento da batter le mura, che terminavasi in un capo di + gatto, come appo gli antichi l'ariete. + + Chiamavasi anche gatto una fortissima tettoia mobile su ruote o + altrimenti, di che coprivansi gli assalitori mentre percotean le + mura. Era la tettoia di grosse travi a graticcio, coperta di assi, + e foderata di cuoio, e talvolta anche sormontata di uno strato di + terra, da scemare e sostener l'urto di ciò che gettasser d'in su i + muri gli assediati. Vedi d'Esclot, cap. 161 e seg., e Bartolomeo + de Neocastro, cap. 110, che ne fanno menzione, l'uno nell'assedio + di Girona, l'altro in quel d'Agosta. + + [34] Torricciuole di legno mobili su ruote interiori. In cima v'era + congegnata una lunga trave, che serviva di ponte agli assalitori, + calandosi sul muro quand'era approcciata la torricella. Questa + così somigliava a una cicogna che stenda il lungo collo; e + propriamente si chiamava cicogna o telone la trave. Veg. Niccolò + Speciale, lib. 3, cap. 22, nell'assedio del Castel d'Aci. + + [35] Bartolomeo de Neocastro dice _maestro_. Questo vocabolo + aggiunto a titoli d'uficio era dignità: maestro giustiziere, + maestro de' conti; aggiunto ad arte avea il significato che oggi + conserva in Italia. Ma par che ai soli dottori in medicina o altra + scienza si dicesse assolutamente maestro, in titolo d'onore: di + che, per lasciar le tante memorie pubblicate e notissime de' + secoli XIII e XIV, citerò solo le numerose + cedole reali ad avvocati, medici, e cerusici, chiamati tutti + assolutamente _magister_, ch'è appunto _il dottore o + professore_ d'oggidì. + + [36] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14. + + Bart. de Neocastro, cap. 42. + + [37] Bart. de Neocastro, cap. 43. + + + + +CAPITOLO VIII. + +Cagione della debolezza del governo preso nella rivoluzione. Si pensa +a Pier d'Aragona. Sua partenza di Catalogna per Affrica; fatti +militari; ambasceria a Roma. Parlamento in Palermo, che sceglie Pietro +a re. Com'ei guadagna gli animi de' suoi, e accetta la corona. Viene a +Trapani. È gridato re in Palermo. Disposizioni per soccorrer Messina; +oratori di Pietro a Carlo; ultimi fatti d'arme nell'assedio. Carlo sen +ritrae con perdita e onta. Giugno a settembre 1282. + + + +Degno argomento è di considerazione come venendo re Carlo sopra la +Sicilia, debolmente qui si reggesse lo stato, poco appresso +rivoluzione sì violenta, e mentre le municipalità vigorosamente +operavano. Perciocchè in queste gli uomini, vedendosi in viso, +s'intendean tra loro molto vivamente ne' bisogni comuni; e i capitani +e i consigli di popolo lor forze drizzavano a pronti fatti. Ma nella +nazione, i parlamenti gridando il nome della Chiesa s'eran rimasti dal +creare una signoria, o, come oggidì suona, potere esecutivo; e indi +mancava nel maggior uopo la virtù del comando. Non ebbela il +parlamento, perchè non si fe' permanente; e perchè d'altronde la +riputazion dello stato, passando in questo tempo dai popolani ne' +nobili, nell'atto del mutamento non era forte in alcuno. Dapprima, il +dicemmo, tutto fu brio di repubblica, e ordini democratici. Poi, +dileguandosi quella spinta, la parte baronale preponderò, per +l'avvantaggio delle sostanze, e le consuetudini degli uomini; e perchè +all'ostil contegno di Roma, agli armamenti di re Carlo, il popolo non +pensò più a tenere il governo dello stato, ma soltanto a fuggir +l'empio giogo; onde affidossi a coloro che sopra ogni altro parean +savi e possenti. Perciò al primo capitan di Messina succedea Alaimo, e +chiamavanlo allo stesso uficio tutte le terre per gran tratto delle +costiere di settentrione {173} e levante; perciò Macalda, moglie +d'Alaimo, ne tenea le veci in Catania[1]; perciò se nei primi +parlamenti leggiam solo di sindichi e capitani di popolo, vanta +Speciale in cotesti successivi la frequenza degli adunati nobili e +savi personaggi[2]. La quale mutazione condusse a un'altra maggiore. +Degli ottimati, alcuni per le pratiche anteriori tenean forse a +Pietro: riconosceano i più il dritto della Costanza: tutti la +monarchia più che la repubblica amavano; nè vedeano in tanto pericolo +altro migliore partito che ubbidire ad un solo. A chiamarlo intesero +dunque; e in ciò affidati si rimaser da tutt'altro generoso +imprendimento, mentre Messina fortuneggiava, e con lei la comun +libertà. Solo con le forze che vi s'eran chiuse, e con quegli spessi +ardimenti di trafugarvi armati e vivanda[3], soccorreanla, chè tenesse +contro l'esercito nemico infino all'avvenimento del re d'Aragona. + +Questi diversi umori de' popolani e de' nobili, questo mutamento dello +stato da' primi ne' secondi, richiedendo e tempo e opportune +circostanze al pien loro effetto, ne seguì che irresoluti e divisi +ondeggiarono i Siciliani a lungo sul partito di chiamar l'Aragonese. +Le pratiche s'incominciaron private ed occulte da' partigiani, non in +modo pubblico dalle città. Indi vaghe notizie abbiamo del primo +appicco di quelle; che i diversi scrittori diversamente narrano, +perchè pochi potean saperne, o amavano a dirne il vero[4]. Ma certo e' +pare che Pietro dopo la rivoluzione caldamente {174} si fece a brigar +qui coi suoi partigiani per usarla a suo pro; e ch'ei della Sicilia +avea brama assai più ardente, che non la Sicilia di lui. + +S'armava e tacea tuttavolta il re d'Aragona, quando l'isola si +sollevò; restando sepolti per sempre in quel cupo animo i primitivi +disegni; che tal non sembra la finta guerra d'Affrica, perch'ei non +avrebbe operato da savio a tacerla sì pertinace al papa e a re +Filippo, con certezza di fomentare i sospetti. Ritraesi inoltre, che +segretissime pratiche avesse ei tenuto col principe di Costantina; il +quale minacciato dal re di Tunisi, gittavasi a implorar cristiani +aiuti, e a Pietro[5], profferia riconoscerlo per signore, e aprirgli +la via a larghi acquisti in Affrica, dove alle armi d'Aragona si +sarebber voltati i moltissimi cristiani che a' soldi di Tunisi +militavano[6]. Sia dunque che Pietro tentasse doppio gioco, d'Affrica +e di Sicilia, o che macchinasse quella impresa come scala a +quest'altra, cominciò a scoprirsi alquanto con mandare un oratore a +chieder al papa aiuti per guerra contro Saraceni: a che non +rispondendo Martino[7], l'Aragonese in fin di primavera, {175} quando +gli erano pervenuti senza dubbio gli avvisi de' fatti di Sicilia, +affrettò ogni suo apparecchiamento alla guerra. L'opra d'un mese, dice +Montaner, in otto dì fornivasi sotto gli occhi del re. Adunossi +picciola forza di cavalli, e molta di eletti fanti leggieri[8]: la più +parte dell'oste si trovò a porto Fangos presso Tortosa il dì venti +maggio[9]: e allor Pietro con estrema cura ogni cosa ordinò +all'assetto della regia casa e del regno. Accelera il matrimonio +d'Alfonso suo con Eleonora figliuola d'Eduardo I d'Inghilterra; +deputando i vescovi di Tarragona e di Valenza a dare per lui il +paterno assentimento[10]. Destina a reggenti dello stato il medesimo +Alfonso e la regina Costanza. Fa testamento, con istituire Alfonso +erede de' reami d'Aragona e Valenza e del contado di Barcellona: e +leggiamo ancora che di presente ne cedea la sovranità al figliuolo, +chiamando in gran segreto testimoni alla rinunzia, Pietro Queralto, +Gilaberto de Cruyllas, Giovanni di Procida, Blasco Perez de Azlor, e +Bernardo de Mopahon; atto consigliato da antiveggenza dì ciò che +avrebbe fatto contro di lui la corte di Roma, o piuttosto finto dopo +la deposizione, per eluderla nelle forme, e mostrar ceduta la corona +al figliuolo, innanzi che il papa si avvisasse strapparla al +padre[11]. Il tre giugno {176} infine[12], accomiatatosi dalla reina, +e benedetti con molta tenerezza i figliuoli, salpa con l'armata: ed +era tuttavia {177} segreta l'impresa. Discosto che fu venti miglia, +l'ammiraglio percorrendo sur un battello tutte le navi, fè volgere a +porto Maone; diè ad ogni capitano un plico suggellato da aprirsi poi +all'uscir da quel porto. Stettervi pochi dì finché, avuti avvisi da +Costantina, Pietro comandò di far vela: e allora l'almossariffo di +Minorca, saracino e minacciato sempre dalle armi d'Aragona, appostosi +al vero disegno dal corso delle navi e altri indizi, ne mandò avviso +in Affrica per una saettia, che passò inosservata oltre la flotta +catalana[13]. Arrivò questa il ventotto di giugno[14], con dieci o +dodici migliaia tra fanti e cavalli[15], al porto di Collo[16] nella +provincia di Costantina. {178} + +Trovò Pietro mutata quivi ogni cosa per l'annunzio precorso, o +loquacità del Saraceno alleato, o tradimento altrui. Abbandonato era +in Collo il porto, e la città: e da mercatanti pisani seppe indi a +poco, ucciso il signore, e Costantina in man dei nemici: ma quanto più +perduta parea l'impresa, tanto più per grand'osare e gran vedere ei +rifulse innanti i Catalani, e con la gloria si cattivò quegli +indipendenti animi. Al veder solinga e muta la spiaggia, il soldato +temea frode de' barbari; esitava fino al predare; e negava entrar +nella terra, se non era pel re. Tutto solo con un compagno si fa egli +alle porte; smonta di cavallo, mette l'orecchio a fior di terreno per +coglier qualche leggiero rimbombo: e fatto certo che persona viva non +v'ha, rassicurando i suoi, entra egli primo. Solo indi, o con pochi, +cavalcava a riconoscere il paese; con pronte arti rafforzava il campo; +guardava i passi; spiava ogni movimento dei nemici: e venendosi alle +mani, tra i più feroci quasi temerario pugnava. Le geste non ci faremo +a narrare, scorgendone le memorie maravigliose tutte, e diverse tra +loro; perchè gli ambasciadori mandati al papa, o i soldati che +raccontaronle o scrisserle, ingrandian favoleggiando le migliaia di +migliaia di barbari; gli spaventevoli scontri; il macello; la virtù +dei fedeli; i memorabili fatti de' baroni dell'oste. La somma è, che +da religione e abborrimento di violenza straniera, le torme de' +cavalli arabi piombaron su i Catalani, che li avanzavano d'arte e +d'animo e li respinser indi con molta uccisione. Ma non bastavan essi +nè ad espugnar Costantina, nè ad innoltrarsi altrimenti nel nimico +paese[17]. {179} + +Dopo questi fatti d'arme, nuov'arte, suggerita da Loria e dagli altri +usciti italiani, divisava il re ad aggirar le genti sue; e insieme +tener a bada il papa, che non vibrasse anzi tempo i suoi colpi; +onestare appo gli altri potentati la meditata impresa; vincer le +ultime dubbiezze in Sicilia. Chiamati i principali dello esercito, di +loro assentimento inviò al papa con due galee Guglielmo di Castelnuovo +e Pietro Queralto, che sponessero la sconfitta degli infedeli, e +chiedessero i favori soliti in tali guerre: legato apostolico; bando +della croce; protezion della Chiesa sulle terre del re e de' suoi in +Ispagna; e le decime ecclesiastiche, raccolte già e serbate. Queste +grazie, ei pensava, consentite renderebbel sì forte da potersi scoprir +senza pericolo, negate darebber pretesto a volgersi ad altra +impresa[18]. Ma gli oratori navigando d'Affrica a Montefiascone, ove +papa Martino fuggiva il caldo della state, o i romori già surti in +Italia contro parte guelfa[19], approdarono, come se sforzati da' +venti, in Palermo; mentre i baroni e i sindichi delle città ragunati a +parlamento, in gravissima cura si travagliavano[20]. + +Nella chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, bel monumento de' tempi +normanni, ch'or addimandasi della Martorana, sedeva il parlamento +costernato e ansioso per {180} l'assedio di Messina, trovando scarsi +tutti i partiti, e dall'uno correndo all'altro, com'avviene negli +estremi pericoli. E parlava alcun già da disperato di fuggir dalla +misera patria, quando il Queralto, testè arrivato, appresentossi in +parlamento a mostrare una via di salvezza: chiamassero al regno Pier +d'Aragona, principe di gran mente, di gran valore, vicino con gente +agguerrita, spalleggiato da indisputabili dritti alla corona. Messo +questo partito dunque tra i consapevoli e gli sbigottiti, d'un subito +fu vinto; deliberandosi d'offrire a Pietro la corona, a patto +ch'osservasse tutte leggi, franchige, e costumi del tempo di Guglielmo +il Buono, e soccorresse la Sicilia con le sue forze fino a scacciarne +i nimici[21]: del quale messaggio mandavansi apportatori in Affrica +con lettere e pien mandato di tutte le siciliane città, Niccolò +Coppola da Palermo e Pain Porcella catalano[22]. Bartolomeo de +Neocastro aggiugne {181} fede alle sollecitazioni del re d'Aragona e +alle disposizioni degli animi nel parlamento, col narrar +semplicemente[23], che Giovanni Guercio cavaliere, il giudice +Francesco Longobardo professor di dritto, e il giudice Rinaldo de' +Limogi, inviati già prima da Messina a Palermo per trattar la chiamata +di Pietro, avvenutisi in Palermo con gli oratori del re, speditamente +il negozio ultimavano. Mentr'ei così scrive, il semplice Anonimo porta +il Queralto approdato per caso in Palermo; e il cortigiano Speciale o +favoleggia o simboleggia d'un vecchio ispirato, fattosi di repente nel +costernato parlamento ad arringare. Ma niuno non vede che nè fortuito +caso fu, nè miracolo questo meditato colpo di scena, sviluppo delle +pratiche de' nostri ottimati con re Pietro. Se tramaron essi fin dai +tempi di Niccolò III, se v'ha parte di vero ne' maneggi del Procida in +Sicilia, trionfava in questo parlamento, non già nel vespro, l'antica +congiura. + +Giunti Castelnuovo e Queralto a Montefiascone, lietamente li udì il +papa; per vero credendo rivolto addosso a' Mori quel sospettato +armamento del re; ma non assentia di leggieri le inchieste, +avvolgendosi negli indugi della romana curia; e dicea le decime +ecclesiastiche servire a' soli luoghi santi, non a tutta guerra contro +Saracini: tanto che gli ambasciadori, sdegnati o infingendosi, tolto +commiato appena, tornavansi in Affrica[24], ammoniti forse da +cardinali nimici a parte francese, che Pietro nulla sperasse da papa +Martino, ma pensasse egli a' suoi fatti[25]. E in Affrica già aveano +gli oratori siciliani con accomodate parole {182} offerto a Pietro il +trono[26]; ed ei sceneggiando avea replicato: gradire questa lealtà al +sangue svevo: stargli a cuore la Sicilia: pure gli desser tempo a +risolversi su partito sì grave. Rappresental tosto, dissimulando quel +suo ardentissimo desiderio, agli adunati baroni e notabili dello +esercito; tra' quali chi consigliava l'andata al bello e facile +acquisto, e chi dissuadeala, mostrando: provocherebbe sul reame +d'Aragona l'ira del papa, le armi di Francia; per ambizione di novella +corona metterebbesi a repentaglio l'antica; essere Carlo potente +troppo; e le genti di Aragona use a battagliar co' Mori, non contro +cavalleria sì forte; rifinite chieder la patria e il riposo; ripugnare +a una aggression sopra cristiani: e d'altronde come prenderebbesi +guerra sì grande senza la sovrana autorità delle corti di Catalogna e +Aragona? A quegli ostacoli tacque parecchi dì Pietro, nè fiatò perchè +molti, senza tor pure commiato, facean ritorno in patria[27]: ma +lavorando occulto, prese a poco a poco gli animi de' principali +dell'oste. Quando ne fu sicurato, rispondeva agli oratori di Sicilia: +accettar la corona secondo gli ordini del buon Guglielmo, e promettere +la difesa[28]; scrivea al re d'Inghilterra, e forse {183} anco ad +altri potentati, lasciare pe' nieghi del papa la guerra sopra +infedeli, e chiamato in questo dalle città di Sicilia, andarvi a +rivendicare i dritti della Costanza e dei suoi figli[29]. +Risolutamente poi comanda la partenza, con ciò che libero sia ciascuno +a rimanersi; che se i compagni d'arme l'abbandonino, ei solo andrà. +Per queste arti, seguito da' più, con ventidue galee, una nave, e +altri legni minori, e poche forze di terra diè ai venti le vele[30]. + +Il dì penultimo d'agosto, dopo cinque di viaggio, prese terra a +Trapani, con giubilo grande del popolo, e maggiore de' nobili, +affaccendati a gara nelle cerimonie della corte che quel dì risorgeano +in Sicilia: e baroni montarono sulla nave del re, lo addussero a +città, resser su quattro lance il pallio di seta e d'oro sotto il +quale egli incedeva; e fu più lieto chi tenne le redini del destriero; +gli altri a piè seguianlo, e con essi giovanetti e donzelle, danzando +e cantando al suon di stromenti; il popolo a gran voce: «Benvenuto, +gridava, il suo re, mandato dal Cielo a liberarlo dall'atroce nemico.» +In queste prime allegrezze Palmiero Abate il presenta di ricchi doni, +e largamente dispensa grano alle soldatesche. Pietro cavalcò il +quattro settembre alla volta della capitale: mandovvi con l'armata e +le bagaglie Ramondo Marquet. E quivi a maggiori dimostrazioni +s'abbandonò il popolo, più frequente, e stato primo nella rivoluzione, +onde peggiore aspettavasi la vendetta angioina. Per ben sei miglia si +fece incontro al principe, il menò a trionfo, e all'entrare in città +sì forte surse {184} il plauso della moltitudine, il grido de' +soldati, e lo squillo delle trombe, che rintronò, scrive Saba +Malaspina, fin a Morreale, città a quattro miglia in sul poggio a +libeccio di Palermo. Con tal gioia andò Pietro in palagio; ebber le +sue genti larga ospitalità per le case de' cittadini[31]. + +Ma da' festeggiamenti, le luminarie, le ferie de' lavorieri, e i +presenti di danaro, che Montaner dice ricusati dal re, si venne a +solennità più augusta. Al terzo dì, scrive d'Esclot, adunavasi in +Palermo il parlamento de' baroni, cavalieri, e rappresentanti delle +città e ville. Ai quali Pietro domandava, se per vero deliberato +avessero la profferta della corona fattagli in Affrica dagli +ambasciadori: e un cavaliero rispondea di sì; e poichè tutto il +parlamento a una voce l'assentì: «Degnisi ora il re, ripigliava quel +cavaliero, accordar le franchige de' tempi del buon re Guglielmo, e +lascerà memoria di sè gratissima, eterna, e cattiverà i Siciliani a +ogni voler suo.» Pietro accordolle; e ne promesse i diplomi. Allora +tutti i parlamentari levandosi in piè, gli giuravano fedeltà; un gran +banchetto imbandivasi al re e a' cavalieri[32]. Ma non credo vero, +com'altri scrive, che indi si cingesse a Pietro la corona {185} dei re +di Sicilia, e che tal cerimonia fornisse il vescovo di Cefalù[33]. +Allora a nome della Sicilia indirizzossi al papa un {186} altro nobile +scritto, più misurato della prima rimostranza; come portava il novello +governo regio e baronale. In esso, replicate a lungo le enormezze +della tirannide straniera, toccossi della signoria profferta dopo il +vespro al sommo pontefice, e ricusata; onde la nazione s'era volta ad +altro principe; e il sommo Iddio, in luogo del vicario di san Pietro, +un altro Pietro, scherza così lo scritto, aveale mandato. Con ciò +ricordarono a Martino severamente, ch'ei francese, sulla cattedra +dell'apostolo dovea ascoltare la verità, non le passioni di parte; nè +a dritta piegar nè a manca; nè proceder contro i Siciliani sì +tempestosamente[34]. {187} + +Ristretti in questo mezzo col re i più intinti nella rivoluzione, e +tutti gli esuli del regno di Puglia, affollantisi pieni di speranza +alla nuova corte, deliberavan sulle fazioni da imprendere contro il +nemico[35]. Del che eran tanto più solleciti, quanto ne' privati +ragionari si mormorava già la trista sembianza della gente catalana; +male in arnese; lacera e abbronzata ne' travagli d'Affrica; ondechè i +nostri poc'aiuto la estimaron dapprima contro i cavalier francesi, nè +se ne sgannarono che ai fatti[36]. E però avvisatisi di far +assegnamento sulle lor sole braccia, e su' militari consigli del re, +ansiosamente chiedeano i Siciliani d'esser condotti a Messina; che a +tutti tardava liberar la generosa città[37]. Pietro usando questo +ardore, allor mandò intorno la grida: che tutt'uomo da' quindici anni +a' sessanta si trovasse in Palermo entro un mese, armato, e con +vivanda per trenta dì[38]. Ed ei con molta prestezza con le milizie +più spedite mosse per la strada di Nicosia e Randazzo; seguendolo, +ciascuna come potea, le altre schiere che s'ivano adunando: e fece +veleggiare il navilio alla volta del Faro. Manifesto disegno era +dunque affamar Carlo nel campo, tagliandogli per mare le comunicazioni +con la Calabria, e su pei monti ogni via a foraggiare nell'isola; il +qual consiglio appone a Giovanni di Procida chi il fa protagonista +della tragedia del vespro. Con certezza istorica si sa che Pietro, +disposte così le forze, bandiva solennemente la guerra; e a Carlo a +quest'effetto spacciava Pietro Queralto, Ruy Ximenes de {188} Luna, e +Guglielmo Aymerich, giudice di Barcellona, con giusta scorta +d'armati[39]. + +Per due frati carmelitani domandaron costoro salvocondotto a re +Carlo[40]; il quale sognando potere in brev'ora parlar da vincitore, +ai frati rispondea darebbelo a capo a due dì; e comandava quel +generale assalto del quattordici settembre, che gli tornò sì funesto. +Al secondo dì dalla battaglia, ancorchè giacesse in letto, tutto +rappigliato, spossato, affranto, arso d'infermità e peggio di +rabbia[41], assentì a veder gli ambasciatori, che già venuti al campo, +e cortesemente raccolti con grossiera ospitalità, sotto guardia +strettissima aspettavano[42]. Ammesso Queralto dinanzi al re sedente +in letto su ricchissimi drappi di seta, presentò le credenziali; e +Carlo a lui, troncando le cerimonie: «Alla buon ora di' su;» e datagli +un'altra lettera di Pietro, senza guardarla, gittavala sulle coltri; +ardea tutto d'impazienza {189} aspettando il dir del Catalano. Perciò +questi brevemente si fe' ad esporre l'ambasciata del suo signore, +richiedente il conte d'Angiò e di Provenza che lasciasse la terra di +Sicilia, a torto occupata, atrocemente manomessa, in cui aiuto il re +d'Aragona s'era mosso come signor naturale, pel diritto dei suoi +figliuoli. A queste parole, i brividi della febbre preser l'antico +monarca; convulso ammutolì. Poi rosicando il bastone, com'ei solea per +soperchio furore, interrotto e minaccioso rispondea: non esser la +Sicilia nè sua, nè di Pietro d'Aragona, ma della santa romana Chiesa; +ei difendeala, e saprebbe far pentire il temerario occupatore. Queste +ed altre superbissime parole, secondo altri cronisti, scrisse a +Pietro[43]. E intanto per far sembiante di non curare, o per ingannar +loro e i Messinesi, lasciò {190} andar alla città gli ambasciadori +stessi a profferir tregua d'otto dì. Fu vano, perch'Alaimo non +conoscendo i legati, {191} li ributtava; ond'eglino tornavano al campo +francese, ed eranvi senza risposta intrattenuti finchè il campo si +levò. {192} I Messinesi poi, che non avean creduto a Queralto +l'avvenimento del re d'Aragona[44], n'ebber certezza entro pochi dì +per Niccolò de' Palizzi messinese e Andrea di Procida, entrambi nobili +usciti, mandati dal re in lor soccorso con cinquecento balestrieri +delle isole Baleari. Costoro, valicati {193} per tragetti e alpestri +sentieri i monti a ridosso alla città, da quella banda non istretta +per anco da' nemici, di notte appresentaronsi alla Capperrina; e +riconosciuti i condottieri, e con grande allegrezza raccolti, +spiegavan su i muri lo stendardo reale d'Aragona[45]. + +Già fin dal primo arrivo degli ambasciadori, teneano i nemici novello +consiglio, a disputare non più dell'assalto o blocco della città, ma +della lor propria salvezza. Perciocchè sapendo per sicura spia uscite +dal porto di Palermo molte galee sottili armate di Catalani e +Siciliani, Arrighin de' Mari, ammiraglio di Carlo, rimostravagli +vivamente non potersi difendere; in tre dì sarebbegli addosso il +nemico ad affondare e bruciare i trasporti[46]. Quant'aspro il caso, +apparvero diverse allora le menti. Affrontar la flotta ad un tempo, e +correr sopra il re d'Aragona: accamparsi in alcun forte sito presso la +città co' balestrieri mercenari, accomiatando le milizie feudali: +prender pria de' nemici i passi de' monti: star all'assedio tuttavia +con l'esercito intero, finchè consumasser la vivanda, che n'avean anco +per due mesi; tra disegni sì fatti vagavano i parlatori più feroci. +Pandolfo conte d'Acerra, e molti con lui, mostran all'incontro +dileguata ogni speranza di ridur la città con quell'esercito +scoraggiato, stracco, assottigliato per morbi {194} e partenza di gran +gente ch'avea fornito il servigio feudale: ma le genti nemiche +inanimirsi, ingrossare per la riputazion del re d'Aragona: ben costui +saprebbe adoprare i Siciliani su le montagne: e il mare, il mare tra +le autunnali tempeste il terrebbero i nimici, padroni di sicurissimo +porto: romperebbero i legni napoletani su quelle aperte spiagge: e +intanto chi raffrenerebbe Reggio, invasa già dagli umori della +ribellione? E come ritrarsi poi se la estrema Calabria tumultuasse? +Esausta aggiugnean la Calabria di viveri: il paese intorno Messina, +fatto da loro stessi un deserto: per fame e avvisaglie perirebbe +l'esercito, assediato alla sua volta tra 'l mare, i monti, e quella +indomabile Messina. Per tali ragioni, dietro dibatter lungo, +deliberossi il ritorno[47]; ma per allora si tacque. + +E Carlo sfogò il dispetto con atti disperati ed assurdi. Sguinzaglia i +suoi a un ultimo sterminio delle campagne; che cadde su i luoghi +sacri, poich'altro non rimaneva men guasto; e andò sì oltre, che fin +le colonne e le travi strascinarono al campo; e nel monistero di +nostra Donna delle Scale spogliarono gli altari, e ruppero e +contaminarono ogni cosa. Poi il re saltando all'estremo opposto, offre +ai Messinesi di rimetter tutte lor colpe, consentir tutte inchieste, +sol che tornino sotto il suo nome: ed essi con onta e scherno +rifiutano[48]. I tradimenti anco tentò, praticando col giudice Arrigo +de Parisio, il notaio Simone del {195} Tempio, Giovanni +Schaldapidochu, e un Romano, che di furto mettesser in città le sue +genti; i quali furono scoperti e puniti nel capo. L'insospettito +popolo di Messina allora, tumultuando chiamava al supplizio Federigo +di Falcone, che forse avea consigliato la resa, brontolando «il mal +fatto ne basti;» e minacciava anco Baldovin Mussone, il deposto +capitano, che intendendo la venuta di Pietro, occultamente era uscito +dalla città per andarne al re; ma i contadini di Monforte, credendol +indettato coi nemici, l'avean preso e condotto a Messina. Alaimo salvò +entrambi, imprigionandoli nel castel di Matagrifone[49]. + +Soprastato in questi vani pensieri alcun dì, intese Carlo con maggiore +rammarico l'esser della città da un Morello, ch'uscito in sembianza di +paltoniere, e preso da' soldati, affermava il tenacissimo proponimento +alla difesa; e aggiugnea sue favole di sterminate provvedigioni di +vittuaglie; bande novellamente scritte; disegni contro la vita del re, +imminenti, atroci, ordinati con cinquecento cavalieri spagnuoli e +duemila pedoni messinesi, che giurato avvessero al comune d'irrompere +disperatamente nelle regie tende in una improvvisa sortita de' +cittadini, nella quale il grido di guerra sarebbe «al campo, al +campo[50].» Fosse arte o caso, questo dir del prigione che parve +cominciato ad avverarsi in pochi giorni, diede la pinta al re; il +quale ripugnando a partirsi, aspettava e differiva. + +A toglier ch'altri stuoli entrassero in città sull'orme di Palizzi e +d'Andrea Procida, il dì ventiquattro settembre re Carlo avea fatto +occupare il palagio dell'arcivescovo, poco lungi dalle mura. Un de' +suoi più fidati mandovvi con dugento soldati, che muniti di steccato e +fosso nello edifizio per sè fortissimo, teneano il passo della via di +Sant'Agostino a ponente della città. Ma Alaimo incontanente divisa +{196} un bel colpo. Di suo comando, Leucio e altri condottieri +arrisicatissimi, in gran segreto con iscelte bande di giovani, usciti +a notte da Messina, per vie diverse giungono intorno al palagio; e tre +da tre lati si appressarono; Leucio dall'altra banda, tenutosi +indietro, in un uliveto imboscossi. Come il disco della luna spuntò +dai monti di Calabria, ch'era il segno prefisso da Alaimo, i primi +mettendo altissimo un grido «Cristo già vince,» dan dentro ferocemente +ne' ripari; tagliano a pezzi il presidio; il capitano colto nel suo +letto stesso, vergheggiano a morte. Quanti di lor mani fuggono +all'uliveto, son dalle genti di Leucio ammazzati. E repente da' +silenzi della città uno scoppio di voci «Al campo, al campo,» uno +stormeggiar di campane, un dar nelle conche e nelle trombe, un +percuotere caldaie e panche, rintronano orrendamente: schiuse le +porte, accanite turbe prorompono. Sorse atroce scompiglio nell'oste. +Senz'ascoltar comando o rampogna, mezz'ignudi fuggian qua e là per gli +alloggiamenti; e chi ai poggi, e alla marina i più, sentendosi già sul +collo il formidato re d'Aragona. Saltando dal sonno, Carlo corse gran +tratto con gli altri al mare, percosso dal presagito grido: «Al campo, +al campo;» finchè tornato a sè stesso, vergognando sostò, e si fece a +racchetare il tumulto. Carichi di preda rientrano i Messinesi in +città: e raggiornando, ostentano su per le mura il tronco braccio del +capitano del ridotto, con villanie appellando Carlo coi suoi tutti che +vengano a rimirarlo[51]. {197} + +Allor Carlo non più soprattenne la levata dell'assedio, che divulgata +non ostante il segreto, finì di rovinare i soldati; al segno che nè +onta de' nimici li raccendea, nè per militare orgoglio almeno serbavan +contegno. Al primo dì valicò la regina, venuta a questo campo come a +teatro: e le macchine da guerra e' lavorieri fur traghettati, tanto o +quanto posatamente. Ma imbarcatosi il re[52], nei due giorni appresso +le altre genti si precipitarono al passaggio con tal pressa, e confusi +ordini, e obblio di lor cose e di sè stessi, che rassembrava +sconfitta. Un andare e tornar di vele per lo stretto, un abbaruffarsi +intorno le barche, un bestemmiar gli avari marinai, e lor noli +eccedenti il pregio delle cose; e abbandonati come portava il caso, +per gli alloggiamenti, per la marina, cavalli disciolti o uccisi dai +propri padroni, e arnesi, e robe, e botti di vini, legnami da +macchine, grani, vittuaglie accatastati o mezzo arsi per pressa, +attestavan la condizione di quel dianzi fioritissimo esercito. I +nostri martellaronlo nella ritirata con impetuose sortite; talchè a +protegger l'imbarco si costruì alla meglio un riparo, e ordinovvisi +forte banda di cavalli sotto il conte di Borgogna. Con tutto ciò da +cinquecento uomini furon trucidati, e salmeria grandissima di preda +riportata in città[53]. Recarono tra le altre spoglie il padiglion +grande {198} del comune di Firenze, nella cieca fuga mal difeso o +gittato; e l'appendeano in voto nel maggior tempio[54]. + +Ebbe questo memorabil esito l'assedio di Messina. Tra le gare, +fanciullesche sì ma parricide, onde la patria nostra cadde lacera e +schiava, splende indivisa la gloria delle due maggiori città nella +rivoluzione del vespro. Ne levò l'insegna Palermo; rapì seco la +Sicilia intera al gran fatto: non assestato il reame per anco, e +minacciato da tant'oste, Messina il salvò con quella eroica difesa. +Indi la fama a celebrar di Messina il capitano, i cittadini, le donne; +e di codeste animose e gentili cantava la rinascente musa d'Italia; e +le altre siciliane spose e donzelle, come da ammirazione si fa, +prendeano ad imitare il lusso di lor fogge e ornamenti; che dileguato +il pericolo, ripigliossi ogni dilicato vivere tra i commerci, le +industrie, le ricchezze della valente città[55]. Di stranieri non +pugnavano per lei nello assedio che sessanta Spagnuoli: v'eran da +cento Genovesi, Viniziani, Anconitani, Pisani[56]. Del resto nè +cittadini esercitati all'arme pria dell'assedio, nè avea +fortificazioni, se non che rovinose, e slegate tra loro[57]: onde in +molte parti fu mestieri supplirvi con le barrate; e pressochè +senz'avvantaggio di luogo molti affronti si combatterono. Diversa in +vero da quella dei nostri dì, e men {199} dura agli oppugnati, l'arte +degli assedi allor era; men destre e compatte che i nostri stanziali +quelle antiche milizie; ma quant'arte di guerra fiorì in quei +guerrieri tempi, l'avea esercitato, può dirsi fin da fanciullo, tra il +sangue delle battaglie, il vincitor di Manfredi; sperimentati i suoi +capitani; ferocissimi quegli oltramontani avventurieri; i soldati +d'Italia nè inesperti in quella età nè inviliti. Provveduti di tutte +macchine, obbedienti, ordinati, sommavano a un di presso a +settantamila al cominciar dell'assedio: nè a tanto numero forse +giugneano, presi tutti insieme d'ogni sesso coi poppanti e i +decrepiti, quanti umani rinserrava la città. Per sessantaquattro +giorni la campeggiò tanto esercito, venuto in sua baldanza, che +copriva il mare; e tornossi sgomenato, mutilo, a fronte bassa, +ingozzando oltraggi, poco men ch'a dirotta fuggendo. Altri dirà che +nell'assedio della città, che ne' disegni della guerra contro l'isola, +fallava in molte parti re Carlo; ma posto pur ciò, non son da supporre +sì grossolani gli errori, nè che ei non sapesse ripararli: e certo è +che molti assalti diede con tutte le forze di mare e di terra, ne' +quali la virtù de' cittadini fu che il rispinse. A questa dunque si +dia la vittoria dell'assedio. Alla vittoria di Messina, alle +difficoltà de' monti e del mare, al cuor degli altri Siciliani, e alle +forze ormai concentrate per la riputazione di Pietro si dia, che +null'altro danno tornasse al rimanente dell'isola da tanta mole di +guerra, e primo furor di vendetta[58]. + + +NOTE + + [1] Bart. de Neocastro, cap. 43. + + [2] Lib. 1, cap. 8 e 9. + + [3] Questi aiuti, che il Neocastro dissimula un poco, sono accennati + da Speciale, lib. 1, cap. 7 e 16. + + [4] Non merita piena fede Bartolomeo de Neocastro, che le + attribuisce (cap. 21) ai Palermitani, narrando come sbigottiti a + veder nimico il papa, e Messina leale ancora a casa d'Angiò, + deliberassero, persuasi da un Ugone Talach, di gittarsi in braccio + all'Aragonese, con tanta prestezza, che Niccolò Coppola orator + loro, sciogliea per Catalogna il dì 27 aprile. Il Neocastro + incespa nel computo del tempo, con dir che giunto Niccolò in otto + giorni alle Baleari, una fortuna di mare spingealo sulle spiagge + d'Affrica; dove s'avvenne in re Pietro, che egli medesimo afferma + partito di Spagna il 17 maggio, e per più autorevole testimonianza + si sa approdato in Affrica il 28 giugno. Segue a intessere il suo + racconto: che non volendo il re entrare in quella impresa senza + intender l'animo dei Messinesi, rispondea manderebbe a ciò suoi + fidati, ma nulla prometteva intanto. Così dà tempo e sembianze a + questa pratica, a maggior vanto di Messina sua; senza pure + accorgersi che Messina splendea di tanta gloria verace, da doversi + sdegnar l'accattata. + + Lo Speciale, il d'Esclot, il Montaner, e Saba Malaspina non parlan + d'altro, che dell'ambasceria pubblica, della quale ora diremo. + + I racconti del Villani, lib. 7, cap. 69, e della Cronaca anonima + della cospirazione son sì lontani da tutte queste testimonianze + istoriche, da nemmeno farsene parola. Essi non mancano di mandare + orator dei Siciliani a Pietro il loro protagonista Giovanni di + Procida. + + [5] Saba Malaspina, cont., pag. 361. + + Cron. S. Bert., in Martene e Durand, Thes. Nov. An., t. III, p. + 762. + + [6] Montaner, cap. 44. + + D'Esclot cap. 77 e 78. + + [7] Diploma di Pier d'Aragona del 19 (agosto?) 1282; Docum. VIII. + + [8] D'Esclot, cap. 77 e 78. + + Montaner, cap. 46, 4º. + + [9] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 13. + + Veg. anche Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca + Hispanica del Baluzio. + + [10] Diploma dato di Port Sangos o Fangos il 1 giugno 1282, in Rymer, + atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 210. + + [11] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20. + + Parecchi documenti confermano l'esistenza di questa donazione + segreta; lasciandoci sempre nel dubbio, se il re l'avesse fatto + veramente in giugno 1282, o finto nel 1283. Sono essi: + + 1º. Un breve di Martino IV a Filippo l'Ardito, d'Orvieto 10 + settembre 1283, negli archivi del reame di Francia, J. 714, 5. Il + re avea mandato due ambasciatori per sapere se la concessione del + regno d'Aragona ad uno de' suoi figliuoli, che allor si trattava, + potesse incontrare ostacolo nella rinunzia di Pietro in favor + d'Alfonso. Il papa rispondea che non s'era allegata questa + eccezione, ma che in ogni modo egli e 'l collegio de' cardinali, + la teneano come futilissima e di niun valore. + + 2º. Una rimostranza degli arcivescovi, vescovi e altri prelati, + de' maestri de' Templari, Ospedalieri e altri ordini religiosi + militari, de' conti, visconti, baroni, delle università di città e + ville e di tutti i popoli infine de' reami d'Aragona e Valenza e + della contea di Barcellona, indirizzata a papa Onorio IV, e a + tutto il collegio de' cardinali, scritta in carta bombicina, con + la nota d'essersi copiata in _quatuor foliis papiri_, e mandata + alla corte romana; negli archivi del reame di Francia J. 588. 27. + La nazione Aragonese e Catalana chiedea la rivocazione della + concessione, che Martino ingannato avea fatto a favore di Carlo di + Valois; e pregava il papa che non la sottomettesse alla + dominazione francese, ma lasciasse pacificamente regnare Alfonso. + Tolta la rettorica, le ragioni erano: che Giacomo il + Conquistatore, con assentimento di Pietro suo figliuolo allora + infermo, avea fatto donazione de' regni al nipote Alfonso: che il + dì della coronazione di Pietro in Saragozza, tutti i baroni aveano + giurato di ubbidire dopo la sua morte ad Alfonso: che Pietro, + secondo gli usi di Spagna, donò _inter vivos_ i suoi stati al + figliuolo, e dichiarò che li terrebbe da lui in usufrutto durante + la propria vita: che infine li avea lasciato per testamento al + medesimo Alfonso: e che tutti questi atti erano antecedenti + all'impresa di Sicilia, e a qualsiasi altra offesa che Pietro + avesse recato alla santa sede. Sostenuto così il dritto perfetto + d'Alfonso, si allega ch'egli non n'era punto decaduto, perchè non + avea avuto alcuna parte all'impresa di Sicilia. S'aggiugne che la + nazione anche ignorava questa impresa, e di buona fede credea + preparato l'armamento contro i nemici del nome cristiano; _maxime + cum hoc idem Dominus P. (Petrus) aperte diceret se facturus, ac se + hoc velle facere ipso facto probaret, dum ad partes Sarracenorum, + cum decenti bellatorum societate se contulit, et pro debellandis + inimicis fidei, romane Ecclesie auxilium postulavit._ + + 3º. Finalmente si fa parola della donazione ad Alfonso nella bolla + di Bonifazio VIII, data il 21 giugno 1295, per la quale furon resi + a Giacomo i regni, come li tenea Pietro, _antequam Ecclesiam + offendisset in aliquo, et de predictis regnis et comitatus in + quondam Alphonsum primogenitum ejus, donationem, ut dicitur, + contulisset._ Raynald, Ann. ecc., 1295. + + [12] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20. + + Per le date ho seguito, ancorchè non contemporaneo, questo autore, + che potè correggerle compilando gli annali su i contemporanei e i + diplomi. + + [13] Montaner, cap. 49, 50. + + D'Esclot, cap. 79, 80. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 19 e 20. Almossariffo era il + titolo del feudatario, o principe saraceno di Minorca; forse da un + vocabolo arabo che suonerebbe in italiano: nobile, esaltato, + salito a dignità. + + [14] Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576, e + Geste dei conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit., i quali ho + creduto seguire piuttosto che Neocastro, che porta la partenza di + Spagna il 17 maggio, e Villani, lib. 7, cap. 69, il quale seguendo + Giachetto Malespini, la differisce infino a luglio. + + All'autorità degli Annali genovesi e del contemporaneo catalano + per queste date, aggiungon fede il testè citato diploma del 1 + giugno 1282, e il testamento di re Pietro, del quale è una copia + tra i Mss. della Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 1, fog. + 119, dato di porto Fangos il 2 giugno. + + [15] Gli Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576, + dicono 10,000 fanti, 350 cavalli, 19 galee, 4 navi, ed 8 teride. + Saba Malaspina, cont., pag. 364. allegando per questa impresa + d'Affrica una relazione presentata al papa, porta 1,400 cavalli, e + 8,000 fanti con le picche, oltre i balestrieri. Giovanni Villani, + lib. 7, cap. 69, dà a Pietro 50 galee, molti legni di carico, e + 800 cavalli. Bartolomeo de Neocastro, ch'è sempre in + sull'ingrandire, dice 900 cavalli, 30,000 fanti, 24 galee, 10 + navi, e 10 vascelli a remi. D'Esclot 800 cavalli, 15,000 fanti, e + 140 vele. Montaner 20,000 fanti, 8,000 balestrieri, oltre i + cavalli, e 150 vele. A me è parso tenermi piuttosto agli Annali di + Genova, ch'han maggiore autorità, s'accostano a d'Esclot, e + portano il numero più credibile. + + [16] Il nome di questa terra è storpiato diversamente ne' diversi + ricordi de' tempi; de' quali un la dice Ancalle, uno Antola, altri + Altoy; i più esatti Alcoyl o Alcolla, che è il giusto nome + preceduto dall'articolo arabico _al_. + + [17] Saba Malaspina, cont., pag. 361 e 367. + + Bart. de Neocastro, cap. 17. + + D'Esclot, cap. 80, 83, 89. + + Montaner, cap. 51, 53, 55, 85. + + [18] Saba Malaspina, cont., pag. 375. + + Montaner, cap. 52. + + D'Esclot, cap. 84, 85. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit. + + Diploma di Pier d'Aragona, in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, + tom. II, pag. 208. + + Surita, lib. 4, cap. 21. + + Il Montaner e il d'Esclot portan come sincera e schietta questa + missione al papa. + + [19] Saba Malaspina, cont., pag. 376. + + [20] Anon. chron. sic., cap. 40. + + Queste sollecitazioni a' Siciliani sono apposte a Pietro dal + Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 539; e sì + da papa Martino nel processo, che leggesi appo Raynald, Ann. ecc., + 1283, §. 21. + + [21] Queste condizioni, taciute dagli altri, e pur necessarie, son + riferite dal d'Esclot, cap. 90, 91. + + [22] Anon. chron. sic., cap. 40. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 8 e 9. + + Saba Malaspina, cont., pag. 373, 374. + + Ann. genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 576. + + Pao. di Pietro, in Muratori, R. I. S., tom. XXVI, agg. pag. 37. + + D'Esclot, cap. 87. + + Montaner, cap. 54. + + Giach. Malespini, cap. 212. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 69. + + Cron. della cospirazione di Procida, loc. cit., pag. 269. Questi + tre ultimi, in loro errore, portano Giovanni di Procida ito + ambasciador de' Siciliani a re Pietro. + + Lasciando da parte il Montaner, che nulla dice della deliberazione + del parlamento siciliano, e racconta l'ambasciata in modo assai + strano, è notevole che il d'Esclot porta espressamente questo + parlamento in Palermo nel tempo dell'assedio di Messina, e lo + accordo generale nella esaltazione di Pietro, a proposta del + capitano del popolo. Non dice la persona, nè indica l'uficio di + costui in modo più particolare. Potrebbe indi supporsi che + presedesse in quell'incontro al parlamento, il primo de' capitani + del popolo di Palermo, Ruggiero Mastrangelo, che alla esaltazione + di re Pietro ebbe, forse in merito di tal servigio, la carica di + giustiziere ne' territori di Geraci, Cefalù, e Termini. Diploma + dell'8 febbraio 1283, ne' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. + G. 12. + + [23] Cap. 44. + + [24] Saba Malaspina, cont., pag. 378, 379. + + Montaner, cap. 56. + + D'Esclot, cap. 86. + + [25] D'Esclot, loc. cit. + + [26] Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit. + + Montaner, cap. 54 e 57, narra assai goffamente questa ambasceria + de' Siciliani, che fa venir con vele negre alle navi, in vesti + negre, e dirottamente piangendo ai piè dello Aragonese, implorarlo + con parole di paura e servitù. Non s'addicean certo queste + abbiette dimostrazioni ai Siciliani del vespro, venuti ad offrire + a Pietro una sovranità assai limitata. In fatti D'Esclot, cap. 88, + presenta in ben altre sembianze gli ambasciadori, e riferisce i + patti della esaltazione. Le testimonianze degli altri istorici + portano anche a questo. + + [27] Bart. de Neocastro, cap. 23. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 12 e 13. + + Surita lib. 4, cap. 22. + + Montaner, cap. 57, e d'Esclot, cap. 88, da partigiani del re, + tacendo i dispareri, dicon presa la guerra di Sicilia con grande + accordo e gioia di tutta l'oste, che fu a un di presso l'esito + della faccenda. + + [28] D'Esclot, cap. 90. + + [29] Docum. VI. + + [30] Bart. de Neocastro, cap. 23 e 46. + + Saba Malaspina, cont., pag. 379. + + Anon. chron. sic., cap. 40. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 13. + + Giachetto Malespini, cap. 212. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 69. + + Veggansi anche Montaner, cap. 58, e d'Esclot, cap. 90. + + [31] Bart. de Neocastro, cap. 45. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 13. + + Saba Malaspina, cont., pag. 379. + + D'Esclot, cap. 90 e 91. + + Montaner, cap. 60. + + Gio. Villani, e Giachetto Malespini, loc. cit., Cron. della + cospirazione di Procida, pag. 270. + + I particolari non leggonsi tutti a un modo, in ciascuna di queste + cronache. + + [32] D'Esclot, cap. 91. + + Del parlamento fa cenno il Montaner, cap. 60. + + E più distintamente lo scrittore delle Geste dei conti di + Barcellona, le cui parole, cap. 28, loc. cit., son queste: _Apud + Palermum cum regnicolis omnibus in genere celebre curiam + celebravit, in qua omnibus pristinis libertatibus siculis + restitutis, ac de thesauro regio muneribus elargitis, etc._ + + [33] Afferman la coronazione Giachetto Malespini, cap. 212, e + Giovanni Villani, lib. 7, cap. 69, che copia il Malespini. + + Montaner, cap. 63, la scrive anche, senza espressare qual vescovo + l'avesse fatto. + + Finalmente ne darebbe testimonianza una dipintura a fresco, che + sbiadata e guasta si vede tuttavia nel muro a rimpetto il lato + occidentale della cattedral di Palermo, in quell'antico edifizio + ov'era la cappella di Santa Maria Incoronata, detta così perchè vi + s'incoronavano i nostri antichi re. Di questa dipintura e de' + versi che vi sono scritti, fece una descrizione sul cominciamento + del secol passato il chiarissimo canonico Mongitore; la quale si + legge tra i suoi Mss. nella Biblioteca di Palermo, e io la + pubblico al docum. XLV. + + Con tutto ciò ho dubbi validissimi intorno la coronazione di + Pietro d'Aragona. E il primo è il silenzio di Niccolò Speciale, + Saba Malaspina e Bernardo d'Esclot, che trattan tutti i + particolari dell'avvenimento di re Pietro in Palermo; e il + d'Esclot, cap. 91, dice del parlamento, e dell'omaggio fatto al + re, e del banchetto che seguì; ma non fa parola nè punto nè poco + del coronamento, che in que' tempi, come sa ognuno, era tenuto + essenziale e impreteribile. + + Aumentano il sospetto l'Anon. chron. sic., cap. 40, parlando del + titolo di re di Sicilia preso da Pietro il 30 agosto 1282, e non + già del coronamento; e Bartolomeo de Neocastro, cap. 45, scrivendo + che Pietro in Palermo, _novi diadematis titulo coronatur_; la + quale circollocuzione sarebbe assurda per riferire il coronamento, + ma è un'ambage non straniera al Neocastro, nel supposto che ci + volesse significare come, senza la material cerimonia + dell'imposizione del diadema, il re fu abbastanza esaltato con + quel titolo che gli dava il voler della nazione. + + La Cronaca siciliana, in Gregorio, Bibl. aragon., tom. I, pag. + 270, dice espressamente che, per l'assenza degli arcivescovi di + Palermo e Morreale, Pietro _non fu coronatu si non chiamatu di + lu populu_. + + E quanto alla dipintura della cappella di Santa Maria + l'Incoronata, oltre che lo stile, per quanto io ne sappia vedere, + non è del secolo XIII, e molto meno appartiene a quel + tempo la forma de' caratteri, mi par manifesto che essa sia + piuttosto rappresentazione simbolica, che di un fatto vero e + reale. Perchè son dipinti nell'alto dell'incoronazione Pietro e + Costanza; quando si sa dalla Istoria, che Costanza venne in + Sicilia nel 1283, mentre Pietro era in Calabria; e che queste due + persone reali non si trovaron giammai insieme in Palermo. Di più, + in cima del dipinto si vede l'addogato giallo e rosso di casa + d'Aragona inquartato colle aquile sveve, che fu la divisa di + Federigo II, re di Sicilia, ma non mai di Pietro suo genitore. Per + queste ragioni io credo l'affresco fattura degli ultimi del secol + XIV; e che forse si volle con esso figurare il + coronamento di Pietro e di Costanza, perchè realmente non era + stato giammai, e parea bene riparare questa interruzione e + mancanza nella serie dei re legittimi coronati in quella cappella. + Certo egli è che questo dipinto, non contemporaneo e con due + anacronismi, non è tal monumento da aggiugner fede al fatto + taciuto o negato dai cronisti nazionali e dal d'Esclot. + + D'altronde è naturale che Pietro cominciando a camminare con molto + riguardo verso la corte di Roma, si rimanesse dall'aizzarla con + questa altra cerimonia, che si potea volgere a carico di lui in + sacrilegio. E per vero il papa ne' suoi processi contro Pietro, + ricordando di avergli vietato di nominarsi re di Sicilia e di + servirsi del suggello reale con tal nome, e accagionandolo fin + delle più minute colpe, non toccò mai del coronamento; nè abbiamo + memorie di scomunica al vescovo che il coronò, quando ci restano + quelle fulminate contro i prelati che fornirono tal cerimonia con + Giacomo e Federigo. + + Ognun vede che dopo questa disamina su i contemporanei e i + monumenti, non mi trattengo a parlare di ciò che scrivono del + coronamento di re Pietro il Surita, il Pirri, il Fazzello, il + Maurolico, e gli altri moderni. + + [34] Si legge questo documento nell'Anon. chron. sic., cap. 40, e + altrove; ed è accennato in Raynald, Ann. ecc. 1282, §. 19. + + Il Pirri, tom. I, pag. 150, non saprei su quale autorità, dice + mandata la lettera con Pietro Santafede arcivescovo di Palermo. + Per lo contrario io crederei piuttosto che quell'arcivescovo fosse + stato tutto di parte angioina. È valido argomento a supporlo + dimorante in Napoli in questo tempo, un diploma dato di Napoli a 2 + maggio duodecima Ind. (1284), in quel r. archivio, reg. seg. 1288, + A, fog. 117, dal quale si vede che tra gli altri danari tolti in + prestito dalla corte angioina, v'ebbero once 200 dagli esecutori + del testamento _venerabilis patris quondam Petri Panormitani + archiepiscopi_. + + [35] Saba Malaspina, cont., pag. 379. + + [36] D'Esclot, cap. 91. + + Montaner, cap. 64, dicon ciò; il primo de' Palermitani, il secondo + de' Messinesi. + + [37] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 16. + + [38] Montaner, cap. 62. + + D'Esclot, cap. 92, dice data la posta a Randazzo. + + [39] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 16 e 17. + + Bart. de Neocastro, cap. 45. + + Anon. chron. sic., cap. 41. + + Saba Malaspina, cont., pag. 379. + + D'Esclot, cap. 92. + + Montaner, cap. 61 e 63. + + Giachetto Malespini, cap. 212. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 70. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 271. + + Ho scritto secondo il d'Esclot i nomi degli ambasciadori, de' + quali alcuno è diverso in altri autori de' citati di sopra. + + Il consiglio di affamar Carlo mandando la flotta aragonese, è dato + a Giovanni di Procida dal Malespini, dal Villani, e dalla Cronaca + della cospirazione. + + [40] D'Esclot, cap. 92. + + Bart. de Neocastro, cap. 45. + + [41] Bart. de Neocastro, ibid. + + Saba Malaspina, cont., pag. 380. + + [42] D'Esclot, loc. cit., descrive l'albergo dato in una chiesa, + senza letti, nè coltri, se non che trovaron fieno a ufo; e la + imbandigione di sei pani bruni, due fiaschi di vino, due maiali + arrosto, e un caldaio di minestra. + + [43] Questa prima ambasceria è rapportata dagli scrittori + contemporanei in vario modo, ma tutti tornano a questo: che stando + Carlo d'Angiò all'assedio di Messina, Pier d'Aragona, già salutato + in Palermo re di Sicilia, mandava a ingiungerli che subito si + partisse dall'isola; e Carlo fremente per dispetto, ritorcea su + lui questa intimazione con molte minacce. + + Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 17, Bartolomeo de Neocastro, cap. + 45 e 49, Montaner, cap. 61, Bernardo d'Esclot, cap. 92 e 93, dicon + di sola ambasciata, senza riferire le lettere. Secondo essi la + somma delle ragioni di Pietro era: il dritto della moglie e de' + figli, e la elezione de' Siciliani; onde a lui appartenendo il + reame, facea avvertito Carlo a sgombrarlo, e levarsi dalle offese + di Messina. Poco scrivon della risposta di Carlo; forse non amando + a ripetere ingiurie contro il re di Aragona. + + Saba Malaspina, cont., pag. 379 a 381, porta una epistola, ch'ei + dice breve e non è. Al magnifico uomo Carlo re di Gerusalemme e + conte di Provenza, Pietro d'Aragona e di Sicilia re. Trovandone in + Barbaria a guerreggiar contro infedeli, vennero oratori di Sicilia + ad esporre la tirannide che li opprimea. Perchè questo reame + appartiene alla consorte e a' figli nostri, non potemmo ricusare + il nostro aiuto alla Sicilia. Qui saputo l'assedio di Messina, + mandiamo a richiedervi che lo sciogliate; e, indugiando, muoveremo + con le nostre forze. Questo è il compendio dell'epistola. + Somiglianti parole mettonsi in bocca agli ambasciadori. Carlo + risponde loro a voce: maravigliarsi della non provocata offesa del + re d'Aragona; a sè appartenere il reame per concession della + Chiesa; Pietro usurpane il titolo per false ragioni; ma troppo ei + si affida in sè e in sua gente, se viene in arme contro a noi. + Mostreremgli adesso com'ei s'è gittato a impresa da stolto. + + Nella cronaca del monastero di San Bertino, Martene e Durand, + Thes. Nov. Anec., tom. III, pag. 763, a un di presso è riportata + nell'istessa guisa la lettera di Pietro; se non che s'aggiugne la + circostanza, che a lui guerreggiante in Barberia, la corte romana + negò ogni aiuto; sulla qual ragione, come si ritrae da diverse + memorie, egli facea molto assegnamento. La risposta di re Carlo fu + aspra e villana; e conchiudea, che se Pietro avesse voluto + conservare ombra di riputazione, non avrebbe dovuto cacciar fuori + il capo dalla sua spelonca. Vedrebbesi al fatto, se questo giovane + sarebbe tanto audace da sostener i prodi Francesi pronti a + combatterlo. + + In sensi non molto diversi, ma in tenore più breve, si leggono le + due epistole nella Cronica di Rouen, presso Labbe, Bibl. + manuscripta, tom. I, p. 380. + + Nell'Anon. chron. sic., cap. 40, si legge al contrario una + epistola di Carlo a Piero, e la risposta: lunghe oltremodo, + intessute di frasi bibliche, e di ingiurie, tra le quali nuotano + le reciproche ragioni, che sono a un di presso quelle accennate + dianzi. Le stesse due epistole son trascritte da Francesco Pipino + nella sua Cronaca, lib. 3, cap. 15 e 16, in Muratori, R. I. S., + tom. IX. + + Ma in Giachetto Malespini, cap. 212, Giovanni Villani, lib.7, cap. + 71 e 73, e nella Cronica della cospirazione di Procida, pag. 271 e + 272, trovansi in forma assai diversa le due lettere: intorno le + quali poco io m'affaticherei, per la poca fede che do a quegli + scrittori, se non fosse che leggonsi con alcune varianti nella + raccolta degli atti pubblici d'Inghilterra per Rymer, tom. II, + pag. 225, senza data. + + La lezione del Rymer è questa; nella quale noterò le varianti del + Malespini e del Villani, e quelle della Cronica siciliana che non + si limitino alla diversità del dialetto: + + «Piero d'Araona e di Cicilia re (Piero di Raona re di + Cicilia--_Malespini_), a te Carlo re di Jerusalem et di + Proenza conte. + + «Significando (Significhiamo--_Malesp. Villani_) a te + il nostro advenimento nell'isola de Cicilia sì come nostro + giudicato a me per autorità di Santa Chiesa e di messer lo papa + (papa Niccolaio e dei suoi frati cardinali--_Malesp._ e di lu + santu apostolicu papa Nicola terzu--_Cron. sic. della + cospirazione_) et de' venerabili Cardinali; + + «Et poi (però--_Malesp. Villani_) comandiamo a te che + veduta questa lettera ti debbi levare dall'isola con tutto tuo + podere et gente: + + «Sappiendo che se nol facesti (altramente--_Malesp._) i + nostri cavalieri et fideli vedresti di presente in tuo dannaggio + offendendo la tua persona e la tua gente.» + + «Carolo per la Dio gratia di Jerusalem et di Cicilia re prence di + Capoa, d'Angiò et di Folcachier et di Proenza conte, a te Piero + d'Araona re et (conti di Barcellona--_Cron. sic._) di Valenza + conte. + + «Maravigliamoci molto come fosti ardito di venire in sul reame di + Cicilia giudicato nostro per autorità di Santa Chiesa Romana; + + «Et però ti comandiamo (e perzò ti cummannamu per l'autorità di + nostru cummannamentu chi immantinenti viduti, _Cron. sic._) + che veduta nostra lettera ti debbi partire dal reame nostro di + Cicilia sì come malvagio traditore (tradituri o di presenti + vidirriti lu meu adventu e di li nostri cavaleri li quali disianu + trovarsi cu la tua genti--_Cron. sic._) di Dio et Santa + Chiesa Romana: + + «Et se nol facessi (E se ciò non farai ti disfidiamo, e di + presente ci vedrete in vostro dannagio--_Malesp._) + diffidiamti come nostro inimico et traditore; et di presente ci + vedrete venire in vostro dannaggio però che molto desideriamo di + vedere (voi e la vostra gente--_Villani_) noi et la nostra + gente con le forze nostre.» + + Or sulla prima di queste epistole è da notare che Pietro allega la + sola fallace e ignota ragione della concessione di papa Niccolò + terzo, non accennata da lui nel manifesto scritto d'Affrica a + Eduardo, docum. VIII, nè ricordata da alcun documento, o memoria + degna di fede; e che per lo contrario tace le buone e solide + ragioni del dritto della regina Costanza, e della elezione dei + Siciliani, e l'altra, ch'ei tanto metteva innanzi, dei denegati + aiuti del papa contro gl'infedeli; le quali ragioni leggonsi nel + detto manifesto, in Saba Malaspina, nella Cron. di S. Bert., e + negli istorici siciliani e catalani più informati del linguaggio + della corte aragonese in quest'incontro. Questa circostanza sola + basta a mostrare apocrifa la lettera. È impossibile che Pietro + passando sotto silenzio i veri suoi dritti si fondasse tutto in su + quella vaga asserzione; e ciò contro il detto ai potentati + d'Europa; e ciò nel primo atto in buona forma ch'ei mandava allo + usurpatore; e ciò mentre papa Martino solennemente favoreggiava e + sostenea costui, onde sarebbe tornata vana qualunque anteriore + concessione di Niccolò III. Aggiungasi che se fosse stata vera + questa lettera di Pietro, la corte di Roma non avrebbe lasciato di + smentirlo; e che egli all'incontro, quando fu deposto dal reame + d'Aragona appunto pel fatto di Sicilia, avrebbe protestato di + certo, pubblicando la concessione di Niccolò III. + + Tradiscon di più la risposta di re Carlo, quelle parole «malvagio + traditore di Dio,» nostro inimico e traditore. Si ponga mente in + prima, che nei diplomi autentici del duello dei due re, questi + gravi sfregi non si leggono, ma che Piero fosse entrato nel regno + di Sicilia contro ragione e in mal modo. E quando, fallito il + duello, Carlo rinfacciava al nimico le ingozzate offese (diploma + in Muratori, Ant. ital., tom. III, Dissertazione 39), faceasi con + molta cura a spiegare, che per quelle parole «contro ragione e in + mal modo» avesse voluto significare, il più cortesemente che si + poteva in carteggio di re, l'accusa di traditore; che Pietro + d'altronde avea compreso benissimo, e dettolo agli araldi che gli + portaron la sfida. Egli è evidente che re Carlo, se avea già + scritto letteralmente «malvagio traditore» in quella prima + epistola, ricordava adesso queste parole, e non silloggizzava di + averle adombrato in quel composto e misurato linguaggio. + + A ciò s'aggiunga, che le due epistole son rese d'altronde sospette + dalle varianti tra i testi di Rymer, Malespini, Villani, e della + Cronica della cospirazione; e che a stento crederebbesi che due + principi, l'uno francese, l'altro catalano, le scrivessero in + volgare d'Italia; quando il carteggio tra' grandi, e gli atti + pubblici dettavansi di quel tempo in latino, e si sa essere stati + scritti in latino appunto e in francese i diplomi ne' quali + fermossi poscia il duello. Per queste ragioni le tengo apocrife, + come giudicarono il Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 5, e il Muratori, + Ann. d'Italia, 1282, che le disse fatture de' novellisti d'allora; + l'uno e l'altro anche senza avere per le mani il manifesto di + Pietro, nè la continuazione dell'istoria di Saba Malaspina. Nè + importa che trovinsi nella collezione degli atti pubblici + d'Inghilterra, quando nè erano scritte da quella corte, nè ad essa + drizzate; onde ben potè avvenire, che per via degli ambasciadori + mandati poi da Eduardo ai due re, o altrimenti, fosser capitate a + corte d'Inghilterra le copie che giravano per l'Italia di que' + supposti diplomi, ne' quali chiara si scorge l'impronta di mano + guelfa. + + Io penso che, se lettere si scrissero in quell'incontro, fossero + ne' sensi riferiti da Saba Malaspina e dalla Cron. di S. Bert., + che più si avvicinino a que' degli altri contemporanei, e ben + ritraggono del manifesto di re Pietro ad Eduardo d'Inghilterra più + volte ricordato di sopra. + + Nei particolari dell'ambasceria di Pietro a Carlo ho seguito a + preferenza il d'Esclot, che vien raccontandoli assai minutamente, + in guisa da mostrarsene informato da vicino. + + [44] D'Esclot, cap. 93. + + Bart. de Neocastro, cap. 45 e 50. + + [45] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 17. + + Montaner, cap. 62, il quale dice mandati in Messina dal re 2,000 + almugaveri. Di questa milizia farem parola nel cap. IX. + + [46] Gio. Villani, lib. 7, cap. 74, seguendo Giachetto Malespini, + cap. 212, e portando com'esso il numero delle galee siciliane e + aragonesi a sessanta. Questo è manifestamente esagerato secondo + gli umori guelfi di que' cronisti; perchè si vedrà nel capitolo + seguente come Pietro, dopo ch'ebbe armato le galee di Messina, non + potè mettere in mare che cinquantadue galee. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 272, 273, con l'errore, + che Loria fosse l'ammiraglio aragonese, e che Arrighino mostrasse + non aver tanti legni da fronteggiare il nemico. Egli avrebbe detto + una evidente bugia, essendo di gran lunga più forte l'armata di re + Carlo, come si ritrae bene dal capitolo seguente. + + [47] Saba Malaspina. cont., pag. 381 a 383. + + Bart. de Neocastro, cap. 46. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 75. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 273. + + Fra Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 6, in Muratori, R. + I. S, tom. XI, pag. 1188. + + Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, parte 1, pag. + 608. + + Il d'Esclot, cap. 93 e 94, accenna solo questo consiglio. Il + Montaner, cap. 65 e 66, dice anco del timore di movimenti in + Calabria, e forse nello stesso esercito angioino. + + [48] Bart. de Neocastro, cap. 49. + + [49] Bart. de Neocastro, cap. 47, 48. + + [50] Bart. de Neocastro, cap. 49. + + [51] Bart. de Neocastro, cap. 50. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 14. + + Questi porta la fazione dell'arcivescovado pria dell'assalto + generale; ma m'è paruto seguir piuttosto il Neocastro, che in ciò + non avrebbe ragione ad alterare il vero. + + Il Montaner, cap. 64, dice d'una sortita gloriosa degli almugaveri + mandati dal re. Forse fu questa; ed ei tace la virtù de' + Messinesi, come il Neocastro quella degli ausiliari. + + [52] Le date del Neocastro si riscontran perfettamente con quella che + si scorge da un diploma del 29 settembre 1282 (Docum. IX), dove + Carlo attesta essersi ritirato da Messina il 26 settembre. + + [53] Bart. de Neocastro, cap. 50. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 17. + + Anon. chron. sic., cap. 41. + + Saba Malaspina, cont., pag. 383, 384. + + D'Esclot, cap. 94. + + Montaner, cap. 65, 66. + + Pao. di Pietro, in Muratori, R. I. S. Agg., tom. XXVI, pag. 8. + + Giachetto Malespini, cap. 212. + + Gio. Villani. lib. 7, cap. 75. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 273. + + Questi due ultimi dicon lasciato da Carlo un grosso di genti in + agguato per ferir ne' Messinesi che uscisser sicuri; di che essi + accorgendosi, bandian pena del capo a chi andasse fuori della + città. Il tacciono gli altri; anzi Malaspina, d'Esclot e Montaner + dicono degli assalti dati alla coda dell'esercito che ripassava il + mare; e 'l Neocastro aggiugne, che facean battere i contorni + temendo appunto quell'insidia, ma non trovavano alcuno. + + I particolari della ritirata non son tutti rapportati da tutti + questi scrittori. + + [54] Gio. Villani, lib. 7, cap. 64. + + [55] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 15. + + [56] Bart. de Neocastro, cap 50. + + [57] Montaner, cap. 43, dice che Messina non era allor murata; e si + vede anche dagli altri fatti riferiti da noi al principio del cap. + VII. + + [58] Veggasi il giudizio delle operazioni militari di re Carlo, che + fa Montaner a cap. 66 e 71, che io non ho seguito del tutto, + perchè ridonda di preoccupazioni nazionali. Nondimeno è da + attendere alla conchiusione del Montaner, che Carlo si portò con + molta saviezza, nè potea fare altrimenti. Montaner era condottiero + sperimentato; e la sua cronaca è piena di precetti militari, + com'io credo, non ispregevoli. + + + + +CAPITOLO IX. + +Andata di re Pietro a Messina. Macalda moglie d'Alaimo. Fazioni +navali. Pietro libera i prigioni di guerra. Parlamento in Catania. +Trattato del duello tra i due re. Primi affronti delle soldatesche in +Calabria. Carlo parte lasciando le sue veci al principe di Salerno. +Almogaveri. Vittorie di Pietro in Calabria. Vien la reina Costanza co' +figli in Sicilia. Principi di scontento tra i baroni siciliani e il +re. Parlamento in Messina; ove Giacomo è chiamato alla successione, e +ordinato il governo. Movimenti repressi da Alaimo. Gualtier da +Caltagirone. Partenza di Pietro per Catalogna. Ottobre 1282 a maggio +1283. + + +Levato l'assedio, prima cura de' Messinesi fu di riconoscere le +campagne, se vi si coprisse agguato di cavalleria nemica; ma fatti +certi che l'oste s'era pienamente dileguata, non soggiornarono a +mandare oratori a Pietro a Randazzo, invitandolo a città; com'eran +essi impazienti di salutare il re nuovo, obbligato loro della invitta +difesa, ed essi a lui del soccorso. E Pietro, fatta acconcia risposta, +ove si rammaricava pur della fortuna, che gli avesse tolto di provarsi +con l'arme in mano contro il Francese, mosse immantinenti alla volta +di Messina con tutta l'oste siciliana e spagnuola; battendo la via +delle marine settentrionali, perchè volea prima scacciar da Milazzo +una punta di mille Francesi, lasciata in quel castello per fretta +della ritirata, o appicco a nuovi disegni. Posato a Furnari perciò con +le genti, mandava il dimane Giovanni de Oddone da Patti a intimare a +quel presidio la resa: il quale non isperando veruno aiuto, rassegnati +col castello le armi e i cavalli, passava sotto sicurtà in Messina e +in Calabria. Nella terra di Santa Lucia l'Aragonese albergò[1]. {201} + +E qui prendiamo a narrare un fatto di femminil vanità o peggior +debolezza, perch'ebbe seguito ne' casi dello stato, e dipinge al vivo +re Pietro. Seconda moglie d'Alaimo fa Macalda Scaletta, disposata +prima a un conte Guglielmo d'Amico, esule al tempo degli Svevi. Vedova +di costui, dopo lungo vagare in abito da frate minore, e soggiorno men +che onesto a Napoli ed a Messina, riavuti i suoi beni sotto il dominio +di Carlo, maritossi Macalda ad Alaimo: si gittò gagliardamente poi +nella rivoluzione dell'ottantadue, sconoscendo i beneficî +dell'Angioino, o pensando che ogni rispetto privato dileguar si +dovesse nella causa della patria; ma certo è da condannarsi per la +tradigione de' Francesi di Catania, cui finse ricettare negli strepiti +dopo il vespro, e poi li spogliò, e dielli in balìa al popolo. Governò +indi Macalda quella città durante l'assedio di Messina[2]: ed or +intesa la venuta di Pietro a Randazzo, affrettavasi a complire con +esso. Superba nella baronale riputazione e nel gran nome del Leontino, +appresentavasi al re con molta pompa, coperta a piastra e a maglia, +trattando una mazza d'argento; e non ostante il suo quarantesim'anno, +pur altrimenti pensava conquidere il re. Il quale, non badando ad +amori in quel tempo, finse non la intendere; e di rimando davale +cortesie; l'onorava assai nobilmente; con un corteo di cavalieri ei +medesimo riconduceala all'albergo. Ma a ciò non fatta accorta Macalda, +prese a seguirlo nel viaggio; e parvele il caso la fermata a Santa +Lucia, onde con aria incerta e confusa veniane al re chiedendo +ricetto, ch'erano occupati gli alberghi nè {202} altro luogo trovavasi +nella picciola terra. Pietro, rassegnate a lei le sue stanze, passa ad +altro albergo; e lì trova ancora, come a visitarlo, Macalda. Perciò +schermendosi alla meglio, chiama nella stanza i suoi cavalieri, +incomincia vacui ragionamenti: tra' quali pur domandava a Macalda qual +cosa più temesse al mondo, e «La caduta d'Alaimo» ella rispondeagli; e +richiesta qual fosse il suo maggior desiderio, «Mio non è, replicava, +ciò che più bramo.» Ma il re sordo, pur moralizzava e novellava; e +alfine gli si aggravaron gli occhi di sonno. A questa sconfitta la +donna s'accomiatò, struggendosi tutta. E venuta in Sicilia la reina +Costanza, Macalda mai perdonar non le seppe questa fedeltà dello +sposo; e tanto crebbe nell'odio e nell'arroganza, che sè stessa e il +canuto Alaimo precipitò[3]. + +Ripigliato la notte stessa il viaggio, al nuovo dì, che fu il due +ottobre, su pei luoghi arsi e guasti dalla nimica rabbia, che nè +contadino vi si scernea, nè armento, nè vestigia di côlti venivano a +stuoli i Messinesi a incontrare il re. Il quale festevolmente +raccoglieli, e ringraziali, e Alaimo sopra ogni altro: che ponselo al +fianco, e in pegno d'amistà gli viene svelando i sospetti, che sulla +fede sua e de' Sicilian tutti avea cercato stillargli un tristo +vegliardo, Vitale del Giudice, presentatogli a Furnari, com'esule, +spoglio al mondo d'ogni cosa, per amor, dicea, della schiatta sveva, +cui furo nimicissimi un tempo quest'Alaimo, questi or sì caldi +parteggiatori. Tra cotali parole {203} pervenuti alla città, col folto +popolo si feano innanzi al re i sacerdoti, i cittadini più autorevoli, +e la sinagoga de' reietti Giudei, per loro ricchezze or carezzati, or +manomessi in quei secoli. Solo cavalcava Piero con tutti onori di +monarca: le strade al suo passaggio trovava parate a drappi di seta e +d'oro; il suolo sparso di verdi ramoscelli ed erbe odorose. Smontato +subito al duomo, rende grazie a Dio, entra in piacevoli parlari coi +cittadini, affabile e grato in ogni atto; e loda i monumenti della +città, e richiede d'ogni minuta sua cosa. Passò indi alla reggia, +raccolto dalle più nobili donne, tra le quali non mancò la Macalda: ed +ella ed Alaimo sedean anco a mensa col re. A ciò seguiron le pubbliche +feste, splendidissime per la ricchezza, liete per l'affratellarsi dei +cittadini coi seguaci di Pietro. Sciolsersi i voti fatti al Cielo nel +tempo dell'assedio; nè altro spirava il paese, dice Bartolomeo de +Neocastro, che ilarità, pace, e sollazzo[4]. + +Ma ripigliaronsi in pochi dì le fatiche dell'arme, come vedeansi per +lo stretto le nemiche navi a stuoli ritornar da Catona ai vari porti +del regno. Era entrato il nove ottobre in Messina con ventidue galee +catalane Giacomo Perez, natural figliuolo del re; e altre quindici +delle disarmate in quel porto n'avea fatto allestir Piero tra gli +stessi primi {204} festeggiamenti. Accozzate in tutto cinquantadue +navi da battaglia, diè dunque principio a travagliare il nimico, non +ostante la disuguaglianza delle forze; ma pensava esser quello +scoraggiato e discorde, i suoi in su la vittoria. Nè ascoltò chi +sconsigliava quest'impresa; montò ei medesimo sulle navi catalane; +arringò alle ciurme; nel nome di Dio le benedisse promettendo +vittoria, e sbarcò. Il dì undici ottobre, tornando i Catalani +dall'inseguire invano un primo stuolo angioino pe' mari di Scilla, +avvistatone un altro più grosso verso Reggio, mettono insieme coi +Messinesi l'armata; contro vento e corrente vogan robusti sopra gli +avversari. A ciò salito in furore re Carlo, facea tutte escir le sue +navi al numero di settantadue, ma nè bene in attrezzi, nè in uomini; +donde sbigottite a quel difilarsi de' nostri sì destri e bramosi della +zuffa, rifuggironsi a terra. Spintesi allor le catalane e siciliane +navi fin sotto le fortezze, chiamano a battaglia i nimici; li aizzano +con le ingiurie; sfidanli coi tiri delle saette; nè traendoli fuori +con ciò, tornansi bravando a Messina. Tre dì appresso, salpati da +Reggio quarantotto legni, perchè speravan che il vento ripingesse in +porto l'armata di Sicilia, essa li investì con tanta virtù sua e +scoraggimento degli avversari, che una schiera di quindici galee +nostre, trovandosi innanti nella caccia, pur sola diè dentro, e +ventidue ne prese tra di Principato, marsigliesi e pisane. Quando di +Calabria videro ingaggiare l'inegual conflitto, ch'era presso il +tramonto del dì, non tenendo dubbia la vittoria, con luminarie la +festeggiarono; onde molta ansietà ne surse in Messina; e s'accrebbe la +dimane, scorgendo un grosso stormo di vele che drizzavansi al porto. +Si distinser poi le insegne; sventolanti in alto le aragonesi e +siciliane, strascinate in mare quelle d'Angiò; e tra l'universale +giubbilo preser porto le navi, recando, narra il d'Esclot, quattromila +cinquanta {205} prigioni. Caduto il dì, con fuochi e lumi sfolgoranti +per tutta Messina, rendeasi cenno delle fallaci dimostrazioni della +notte innanti in Calabria[5]. + +Più nobil tratto e di più atto argomento Pietro adoperò co' prigioni. +Due dì appresso, ritenendo soltanto i Provenzali, fatto adunar gli +altri sul prato a porta San Giovanni[6], benigno parlava: conoscessero +or lui e Carlo di Angiò; questi avrebbe messo a morte ogni prigione; +ei liberi a lor case rimandavali senza riscatto, sol che promettessero +non portare le armi contro Sicilia, e recasser lettere per Puglia e +Principato, invitando que' popoli a mercatare nell'isola, che +sarebbervi sicuri e graditi, venendo con intendimenti di pace. Offrì i +suoi stipendi a chi volesse; agli altri fornì barche e vivanda; e fe' +dispensare un tornese d'argento per capo. Talchè essi lietamente si +tornavano, a spargere nel reame di terraferma le lodi del nuovo re di +Sicilia; confortandoli {206} a gara i Messinesi con savie parole: +nulla da' Siciliani temessero, nimici solo agli stranieri oppressori; +alla gente italiana non già, che tratta a forza a questa guerra, +benediva in suo cuore[7] la rivoluzione siciliana. + +Così entro due settimane, rincorati i Messinesi con tali ardimenti di +naval guerra, cavata a' nemici ogni fantasia di ripassare in Sicilia, +e gettata anco l'esca a' popoli di terraferma, Pietro cavalcò il +sedici ottobre per Catania, a mostrare in val di Noto il viso e la +benignità del principe nuovo. Onde in un parlamento di quanti sindichi +di comuni si poteano in fretta adunare, ei stesso orò nella cattedrale +di Catania: dalle unite forze avrebbero ormai sicurezza; godrebbersi +lor franchigie, e giustizia nel governo, e riparazione di tutti gli +abusi angioini; che il ben de' sudditi, dicea, è ben del monarca; la +tirannide li avea spolpato, la libertà porterebbe rigoglio e dovizie. +Cassò di presente le collette; abolì i dritti odiosissimi +dell'armamento delle navi; bandì non tornerebber quelli mai più sotto +il governamento suo, nè dei successori; mai la corona non leverebbe +d'autorità propria generali nè parziali sovvenzioni. Il parlamento gli +accordò allora i sussidi per sostenere la guerra: e a questo effetto +ei torna senza dimora a Messina il ventiquattro di ottobre[8]. {207} + +Permutate lor sorti, la Sicilia si faceva ad assaltare, a portar +fomite e aiuto ai popoli scontenti, a turbar di là dallo stretto ogni +cosa: e Carlo alla meglio recavasi in atto di difesa nel discredito +della sua diffalta. La vien palliando perciò con iscrivere ai +magistrati di terraferma, affinchè non restin presi alle ciance del +volgo, com'ei, dato spaventevole guasto alle campagne di Messina, +percossa e condotta agli estremi la città, da non poterle ormai giovar +nulla il sospeso assedio, sopravvenendo il verno, s'era consigliato, +per la comodità delle vittuaglie e la sicurezza delle navi, a ritirar +gli alloggiamenti un pocolin[9] di qua dallo stretto; per tornar poi a +migliore stagione, con più formidabile apparecchiamento, da schiacciar +sotto i suoi piè le corna dei protervi ribelli[10]. Cotesti vanti +tradiva con una sollecitudine estrema di custodir le spiagge da tutta +incursione di que' che pur chiamava pirati; e ponea velette e +pattuglie; ordinava segnali, di fuoco la notte, di fumo il dì, che +desser l'allarme scoprendo la nostra bandiera[11]: perchè in vero +l'aragonese e siciliana flotta correa vincitrice il Tirreno; armandosi +di più parecchi galeoni a corseggiare[12]; onde grave il danno, e +maggior lo spavento, stendeasi per le marine di tutto il reame di +Puglia. A mettervi riparo ordinò Carlo ancora di racconciar +prestamente tutte le galee, e cento teride[13]. Rimandate le milizie +feudali del regno e gl'italiani aiuti, tenne insieme i soli Francesi e +{208} stanziali, che sommavano a sette migliaia di cavalli e dieci di +fanti. Alla Catona e in altri luoghi marittimi di Calabria li spartì +in grosse schiere: a Reggio ei rimase con la più forte[14]. E, per non +sembrare inoperoso, un messaggio di rimbrotti mandò a re Pietro, già +tornato a Messina. + +Per Simon da Lentini, frate de' predicatori, il mandò, che affidato +nella chierca, rinfacciava al re d'Aragona: l'ingannevole risposta su i +primi armamenti suoi; la guerra non denunziata, portata mentre fingeva +amistà e trattava parentado; l'occupazione ingiusta del reame: con +l'arme gliel proverebbe re Carlo. A que' detti che suonavano slealtà e +tradimento, balzò Pietro dal seggio, concitato nei passi, alterato il +sembiante; ma in un attimo tornando padrone di sè, gli fea bilanciata +risposta: tra lui e 'l conte d'Angiò gli omicidî di Manfredi e Corradino +aver già da lungo tempo rotto la guerra: a ragione tener questo reame, +per eredità ed elezione de' popoli: mentir però chi gli apponea +tradigione: e sì che il sosterrebbe in duello[15]. Onde due messaggi +inviò a re Carlo, coi quali delle condizioni {209} del duello si disputò +lunga pezza; perciocchè re Carlo non amando a misurar le declinanti sue +forze con la robusta età dell'Aragonese, volea compagni molti al +combattere, chè tanti sì prodi, avvisava, non potrebbe trovar +l'avversario: e questi, tenendosi al singolare combattimento, offria +venirne senz'arnese contro Carlo coperto di tutt'arme; e sì ricusava il +duello in Calabria, a meno che non gli si desse in istatico il principe +stesso di Salerno. Accordaronsi al fine che i due re con cento cavalieri +per ciascuno s'affrontassero a provare: «Carlo, come provocatore, esser +Piero entrato nel reame di Sicilia contra ragione e in mal modo, senza +sfidarlo dapprima: e il re di Aragona, come difensore, che l'occupazione +e tutt'altro fatto contro Carlo, non fossero macchia all'onor suo, nè +opera da vergognarne dinanzi a dignità di tribunale o cospetto d'uom +giusto.» Ad ultimar la scelta del luogo e del tempo, si deputavan sei +cavalieri dell'uno e sei dell'altro, per lettere patenti date il +ventisei dicembre. I quali, convenuti nel real palagio di Messina, +ferman, che si combatta in campo chiuso nel contado di Bordeaux in +Guascogna, come vicino a Francia e ad Aragona, e tenuto dal giusto +Eduardo re d'Inghilterra: il primo giugno milledugentottantatrè si +presentin quivi i {210} due principi a Edoardo, o a chi egli manderà, o, +in difetto, a chi per lui regga la terra; ma, salvo nuovo accordo, non +si venga allo scontro, se non presente Eduardo; aspettandolo infino a +trenta dì, sotto fede di non si offendere reciprocamente in Guascogna +infino al duello e otto dì appresso. Stipulano in ultimo che qual manchi +ad appresentarsi co' suoi campioni, tengasi d'indi in poi «vinto, +spergiuro, falso, fallito, infedele e traditore, spoglio del nome e +onore di re». Ratificaron ambo i principi questi capitoli con sacramento +sugli evangeli. E com'era costume, chiamandosi a guarentigia dei re i +veri arbitri dello stato, quaranta per ciascuna parte de' primari baroni +e capitani giuravano sul sacro libro, che legalmente e di buona fede +secondo lor potere procaccerebbero l'osservanza di que' patti: che se il +lor principe fallasse, mai più non vedrebbero la persona di esso, nè +aiuto di braccio gli presterebbero, nè di consiglio. Da loro soscritti e +dai re in buona forma, si stendean di tutto ciò due atti, dati, quel di +parte aragonese di Messina, l'altro di Reggio; ambo il trenta dicembre: +e in questo leggesi, tra molti nobili nomi francesi, un Giovanni +Villani, congiunto forse del fiorentino istorico[16]; nel primo notansi +Alaimo di Lentini, il conte Ventimiglia, Ruggier Loria, Gualtiero di +Caltagirone, e Pietro fratello, Giacomo Perez, natural figliuolo del +re[17]. Gli scrittori parteggianti {211} per l'uno o per l'altro dei +principi li accusavan poscia vicendevolmente d'inganno. Dissero i +nostri, che Carlo pretestando il duello volesse trar di Sicilia il +rivale, per riassaltar l'isola più francamente, e spegner il fomite di +ribellione in terraferma[18]. Di pari astuzia i Guelfi accagionavan +l'Aragonese, supponendolo erroneamente provocatore al duello, come se +per tema delle forze superiori di Carlo divisasse differir tanto la +guerra, che inoperosi morissero nel meridional clima i Francesi[19]. +Pensasserlo o no, Carlo e Pietro uomini eran ambo da meritare l'accusa. +Ma forse la sfida non fu che un appello alla opinione pubblica alla +guisa dei tempi; come un Pietro e un Carlo d'oggidì {212} farebbero con +promulgar dicerie d'umanità, legittimità, bilancia di potere, comodi de' +commerci, bene de' popoli. + +E Pietro ebbe il destro d'esplorar pei messaggi affaticantisi in que' +riti cavallereschi, la condizione e postura de' nimici, su i quali +s'apprestava a portar la vera guerra[20]: e volle incominciarla con +infestagion di truppe leggiere, che riconoscesser meglio il paese, e +gli coprisser lo sbarco. Ondechè sapendo da Bertrando de Cannellis, +reduce dal campo francese, come duemila cavalli e altrettanti pedoni a +mala guardia se ne stessero alla Catona; mosso ancora dal pregar degli +almogaveri, ch'anelavan battaglia e bottino, il sei novembre appresso +il tramonto, fea partir chetamente da Messina quindici galee con un +grosso di fanti sotto il comando del suo natural figliuolo; cui pur +non affidò altrimenti il disegno, che in un plico da schiudersi in +mare. Colto all'improvvista così a profonda notte il presidio della +Catona; fatto assai strage e prigioni; volti in fuga i più; e +incalzati infino a Reggio: che fu trapasso degli ordini, +pericolosissimo perchè raggiornava. Spiacque al re sì forte la +temerità di Giacomo, che per amor che gli portasse, nè per merito +della vittoria e preda, non si trattenne dal torgli il comando: e a +stento ad intercession de' baroni gli perdonò gastigo più grave; +pensando che solo uno estremo rigor di ordini potesse render +sicuri[21] quegli audacissimi {213} colpi tra tante grosse poste +nimiche. Per pratiche ebbe intanto la terra di Scalea in Principato; +al cui reggimento il dì undici novembre mandò Federigo Mosca conte di +Modica[22]. Cinquecento uomini pose sulla estrema punta di Calabria: i +quali annidatisi negli antichi boschi di Solano, costernavano il +presidio di Reggio, con iscorrere in masnade pei contorni, rapir +vittuaglie, infestare le strade, tutte comunicazioni troncargli[23]. + +Tra queste scaramucce e 'l trattato del duello, il sanguinoso anno +ottantadue chiudeasi chetamente, lasciando i semi sì di lunghissime +guerre; alle quali non erano per mancare nè motivi, nè danari, nè +uomini. Perchè oltre la propria potenza di Carlo, la corte di Roma +vedendo tornar vane le prime prove, cominciò a rinforzare i comandi +spirituali e le pratiche, co' sussidi di moneta; le città guelfe +d'Italia, necessitate da lor maligna stella a sostener la casa +d'Angiò, mandaron tuttavia molte genti, e talvolta anco danaro; ed +oltre le Alpi la guerriera schiatta francese era pronta sempre a dare +il suo sangue. Infin dal primo annunzio della strage in Sicilia, il +principe di Salerno corse di Provenza a Parigi, a rincalzar le +inchieste del padre, a comporre le liti che questi avea con la regina +Margherita di Francia per cagion delle contee di Provenza e di +Forcalquier[24]. {214} Ottenne da Filippo l'Ardito un sussidio di +quindici mila lire tornesi[25], e favore a levar a un di presso mille +uomini d'arme. Questi condotti dal principe e da' conti d'Alençon, +Artois e Borgogna del sangue reale di Francia, e spesati in parte dal +papa[26], con assai altri cavalieri passavano in Italia in due +schiere, tra la state e l'autunno ed[27] alle Calabrie avviavansi, +dove sempre furono combattute le guerre dei due reami di Sicilia e di +Puglia, e gli uomini per somiglianza d'indole e paese, più tennero a' +vicini d'oltre lo stretto, che a que' di terraferma. Al tempo +medesimo, il papa consentiva a Carlo, che ne' presenti pericoli dello +stato mettesse presidio nelle fortezze di Monte Casino, e in +tutt'altre possedute da corpi ecclesiastici nel regno suo, sotto fede +di restituirle a ogni cenno della Chiesa[28]. Ed egli, sentendosi per +tali aiuti più sicuro in quelle province, partì come per andarsi al +duello, che ancor gliene avanzavano cinque mesi; ma fu che volle +ultimar da sè stesso le pratiche con Francia e col papa[29]; o {215} +sforzato da' tempi a moderare in Puglia la dura dominazione, gli +rifuggì l'animo superbo dal farlo con le mani sue proprie. Pertanto, +creato vicario generale del regno il principe di Salerno, unico +figliuol suo, per nome anche Carlo, e da vizio della persona detto lo +zoppo, comandò da Reggio il dodici gennaio milledugento ottantatrè ai +magistrati e officiali, che a costui ubbidissero come alla persona sua +stessa[30]. Altresì gli commetteva lo esercito[31]. Ma pria per +consiglio de' conti di Alençon, Artois, Borgogna, Squillace, Acerra, +Catanzaro, mutò la linea di difesa dalla riva del Tirreno al corso del +Metauro; o perchè i nostri tenendo il mare e i boschi di Solano +affamavan tutta la estrema punta delle Calabrie[32], o perchè ei pensò +adescarli tant'oltre, che in mezzo ai suoi formidabili cavalli +s'avviluppassero[33]. Perciò, abbandonata Reggio e i contorni, accampò +il grosso delle genti nelle pianure di Santo Martino e di Terranova; e +posò forti schiere in alcuna terra all'intorno. E pria che sgombrasse +Reggio, i cittadini tanta finser nimistà coi Messinesi, e paura e +incapacità a difender la terra senza presidio francese, che il re +assentia si desser pure al nemico, se così portasse la fortuna, e non +ne avrebber nota di fellonia. Com'ei volge le spalle, i Reggiani, +{216} per oratori raccomandati ai Messinesi, offron sè stessi e la +città a re Pietro[34]. + +Avea già questi messo in punto ogni cosa al passaggio; affidato al pro +Ruggier Loria il comando della flotta[35]; accozzato in Messina tra +Catalani e Siciliani gran podere di gente[36]; chiamando al militare +servigio i baroni dell'isola, ch'alacremente il seguiano[37]. +Quell'oste il re ordinava con poca man di cavalli, ed elette bande +d'arcieri, balestrieri, e sopra tutto almugaveri: fanteria spedita, +chiamata così dagli Spagnuoli con moresco vocabolo. Breve saio a +costoro, un berretto di cuoio, una cintura, non camicia, non targa, +calzati d'uose e scarponi, lo zaino sulle spalle col cibo, al fianco +una spada corta e acuta, alle mani un'asta con largo ferro, e due +giavellotti appuntati, che usavan vibrare con la sola destra, e poi +nell'asta tutti affidavansi per dare e schermirsi. I lor condottieri, +guide piuttosto che capitani, chiamavansi, anche con voce arabica, +adelilli. Non disciplina soffrian questi feroci, non aveano stipendi, +ma quanto bottino sapessero strappare al nimico, toltone un quinto pel +re; nè questo medesimo contribuivano, quand'era cavalcata reale, ossia +giusta fazione. Indurati a fame, a crudezza di stagioni, ad asprezza +di luoghi; diversi, al dir degli storici contemporanei, dalla comune +degli uomini, toglieano indosso tanti pani quanti dì proponeansi di +scorrerie, del resto mangiavan erbe silvestri ove altro non +trovassero: e senza bagaglie, senza impedimenti, avventuravansi {217} +due o tre giornate entro terra di nimici; piombavano di repente, e +lesti ritraeansi; destri e temerari più la notte che il dì; tra balze +e boschi più che in pianura; fortissimi ovunque i cavalli non potesser +combattere. Ben seppe farne suo nerbo alla guerra delle montuose +Calabrie re Pietro; e agevolmente li ordinò, perchè gli alpigiani +Spagnuoli solean darsi a quest'aspra milizia, ed or parea fatta pei +Siciliani, nati tra montagne, svelti, audaci, di mano e d'ingegno +prontissimi[38]. + +Con sì fatta gente a valicare lo stretto si apprestava re Pietro, +saputo l'indietreggiar de' nemici, quando l'ambasceria di Reggio sì +l'affrettò, che il dì appresso che fu il quattordici di febbraio, +navigava a quella città; recando seco nella sua galea medesima tra i +più fidati baroni Alaimo di Lentini. Accolsero tanto più lieti i +Reggiani, quanto, aperto il mare, dopo lunga penuria, ogni vivanda +appo loro abbondò. L'oste parte albergava per le case; parte, non +bastando quelle, attendavasi alla campagna. Tutta la Calabria allora +piena della riputazione del re, cominciò {218} occultamente a +inviargli messaggi: e prima Geraci scoprissi, ov'ei mandò Ruggier +Loria, e Naricio Ruggieri conte di Pagliarico, l'uno a prender, +l'altro a regger la terra[39]. Egli intanto disegnando accostarsi al +nemico esercito, il dì ventitrè febbraio, con un sol compagno a +cavallo, trenta almugaveri e una guida, per cupi sentieri di valli e +boschi infino agli alloggiamenti si spinse a riconoscere. Tornatosi a +Reggio, conduce i suoi pei boschi di Solano; e ad otto miglia dal +grosso delle genti francesi, e non guari lontano dalle altre lor +poste, li accampa in un rispianato che ha nome la Corona, sopra +alpestri e salvatichi monti, sicuro da assalti, comodo portarne su i +luoghi bassi d'intorno. Quivi i Greci del paese, usi a praticar senza +sospetto tra i nimici, d'ogni fiatare di quelli il ragguagliavano. +Cheto aspettando ei posava, come se quelle foreste lo avessero +inghiottito; tantochè in Calabria il bucinavano già uom dappoco e +acquattatosi per paura[40]. + +Quand'ecco stando agli alloggiamenti a Lagrussana presso Sinopoli +cinquecento cavalli capitanati da Ramondo de Baux, mentre stanchi di +gozzoviglia senza scolte straccurati giaceansi una notte, repente un +fracasso li riscuote; gli almugaveri come torma di lupi saltano tra +gli alloggiamenti; scannano, rapiscono; sconosciuto tra i gregari +ammazzan Ramondo; e prestissimi dileguansi col bottino[41]. Non andò +guari che un Arrigo Barrotta tesoriere di Carlo, recando sei mila once +per gli stipendi dello esercito, nella terra di Seminara albergò; +stanza in quel tempo di ottocento cavalli francesi. Avutane spia re +Pietro, l'adescò lor mala guardia, e più la moneta. Onde il tredici +marzo a sera, {219} ei stesso con trecento cavalli e cinquemila +almugaveri calavasi chetamente da Corona: e giunto a tre miglia da +Seminara, fatte posar le genti svelò il meditato colpo. Quel generoso +Alaimo il contrastava. Qual lode a re, dicea, da notturna rapina, e +disutile strage? Vano il pensier sarebbe di tener Seminara sì presso +al campo nimico. Lasciata dunque la misera terra, al campo si vada: lì +il principe di Salerno, il fior della corte di Francia, sbadati, +sicuri; investisserli risolutamente; che l'audacia partorirebbe +fortuna, o gloria certo. Taccion le istorie il contegno del re, le +parole, che furon certo pacate, i proponimenti, forse fieri e +sinistri, che gli si ribadirono in mente contro l'eroe di Messina. +Ostinato a Seminara ei marciò. Dove mentr'una schiera accostavasi al +muro debolmente combattuta delle guardie, gli altri occupate +velocissimi le porte, troncano ogni difesa. Il re, come se +pratichissimo della terra, dritto sprona all'albergo del tesoriero: nè +la moneta pur trova, mandata al principe il dì innanzi. Allora, +postosi fuor dalle mura, alle riscosse contro gli aiuti che potesser +venire dal campo, inondan Seminara gli almugaveri. Il Barrotta, +d'ordine chierico, soldato a' costumi, desto dal fracasso, lasciando +una donna che seco avea, sorge, dà di piglio all'armi, e fieramente +difendendosi è morto. Cadon altri resistendo; e fuggono i più, qual +senza panni, quale a piè, qual balzando sull'ignudo cavallo; ma era +gente sì ordinata, che, non ostante il subito scompiglio, da +cinquecento rannodaronsi di lì a una mezza lega aspettando il dì, e +partendosi poi i nostri, rientrarono in Seminara. Messa questa intanto +a ruba e a guasto: per severo divieto del re furon salve tuttavia le +vite degli abitanti, che fuggendo si dileguaro. Al nuovo albore +straccarichi di preda rinselvansi i Catalani e i Siciliani alla +Corona; non molestati dal nemico, il quale agli avvisi dei fuggenti +s'era desto a tumulto, ma sorpreso e scoraggiato sì fattamente, che +volendo {220} il principe di Salerno muover pure a un assalto, niuno +nol seguì. La dimane ei manda un drappel di cavalieri a Seminara; da' +quali intendendo non potersi munir contro nuova fazione, perchè non +n'abbia comodità il nimico, la fa sgombrar anche da terrazzani, +spartiti per le altre terre di Calabria ad accattare il pan +dell'esilio[42]. + +Con questo notturno guerreggiare e occulto adoprare, il re d'Aragona +occupò parecchie terre intorno il campo stesso nemico; menomandosi ad +ogni dì le speranze nei Francesi, che senza ferir colpo consumavansi. +Per lo contrario crescea Pietro di riputazione e di forze; e la +catalana e siciliana gente imbaldanziva per la fortuna dell'arme e per +lo ricco bottino: che per lo bottino, scrive un guelfo, assalivan le +terre; per la moneta del riscatto facean prigioni, e per le cuoia +rapivan gli armenti[43]: e anco dal catalano Montaner s'intende come +quelle masnade a gara chiedesser le più rischiose fazioni per +arricchirsi, e cupide e animose nè a numero nè a forza de' nemici +badassero[44]. E {221} già, come signor de' mari, stendendosi Pietro +più a dilungo, prende sull'Adriatico Geraci, chiamato da' terrazzani. +Quivi, serratosi nella rocca a' movimenti primi de' cittadini il +presidio francese capitanato da un Guidone Alamanno, il re d'Aragona +gli dava assalti ogni dì; e per fame e sete già riducealo, quando un +sospetto d'umori nuovi in Sicilia, il fe' precipitare al ritorno[45]. + +In questo tempo la regina Costanza, chiamata da Pietro, fin quando +pattuivasi il duello perchè restasse al governo in Sicilia, era venuta +di Catalogna in Palermo co' minori figliuoli suoi, Giacomo, Federigo, +e Iolanda[46]; seco recando cortigiano o consigliero quel Giovanni di +Procida, che sulle memorie degne di maggior fede or la prima volta +appar venuto in Sicilia, nè più se ne facea menzione dopo quegli +antichi disegni tra esso, Loria, ed il re[47]. Vedendo dunque la +figlia di Manfredi, e i giovanetti principi di vago e nobil {222} +sembiante, la moltitudine esultava e plaudiva; soddisfatta alsì dalle +novità, e dalle vittorie di terraferma. Ma tra i baroni e' l re +nasceano molti sospetti. Perch'avendogli dato quei la corona, superbia +in loro, e nel re dispetto del troppo beneficio, lavoravan tanto, che +a' baroni non bastava guiderdone o favore, al re parea fellonia ogni +picciolo scontento; e cominciava egli a giocare con suoi scaltrimenti +per abbattere i più audaci. È probabile inoltre che cagionasse +dispiacere la pattuita e mal osservata ristorazione agli ordini +pubblici de' tempi di Guglielmo il Buono[48], di cui s'avean idee +indefinite e pressochè favolose: onde tanto più ardentemente li +vagheggiavano i popoli, tanto più diveniano difficili a soddisfarsi; +nè Pietro era principe arrendevole, nè mantenitor di franchige che +menomassero l'autorità regia. Pungea fors'anco i nostri invidia de' +Catalani, e del non aver parte abbastanza ne' pubblici affari; onde +alcun pensava non aver mutato la tirannide in libertà, ma la persona +del principe e la nazione de' signori: i quali umori è naturale che +da' baroni passassero anco ne' popolani più veggenti, nè ignoti +restassero al re. Stando Pietro così sotto il castel di Geraci, +avvenne che il dì otto aprile, preso uno spion de' nemici, rivelava +pratiche del principe di Salerno in Sicilia. Confessò, dice il +Neocastro, essersi indettato Gualtier da Caltagirone a dargli in balìa +tutta l'isola, se alla partenza di Pietro per Bordeaux, mandasse {223} +in alcun porto di val di Noto cinquanta galee con un grosso di cavalli +francesi. Il quale Gualtiero, signor di Butera e d'altri feudi, +possente sopra ogni altro in val di Noto, e famoso appo i narratori +della congiura di Procida, al primo avvenimento del re avea chiesto +d'andar tra i cento campioni al duello; ma poi deluso nelle sue +ambizioni, o sospicando de' governanti, venne a tanta contumacia, che +solo tra' siciliani baroni, per inviti che replicassegli il re, niegò +di seguirlo in arme in Calabria. Ciò dunque a' detti della spia +aggiugnea fede[49]. Saba Malaspina sol narra, che mandata la spia +prima della forca a' tormenti, svelato avesse vaghe macchinazioni in +Sicilia; e che questo indizio, riscontrato co' sospetti anteriori, +conducesse a supporre una cospirazione contro la reina e i figliuoli, +trattata con parecchi baroni da Palmiero Abbate, oriundo di Trapani, +cittadin palermitano, ricchissimo in val di Mazara per terreni ed +armenti, prode in arme, picciol di persona, grande di fama[50]. Del +resto poco montano i nomi, e certo ritraesi nata nel baronaggio una +trama, o supposta e spacciata da Pietro perchè la temea. In quel tempo +stesso gli giunse la nuova dello arrivo della reina in Palermo; e andò +in Calabria a trovarlo Piero fratel suo, ansioso tornandogli alla +mente il solenne patto del duello; che il dì sovrastava; che {224} mai +spergiuro non infamò il sangue regio d'Aragona; non si mostrasse egli +primo a tutta cristianità mancatore e codardo. Stretto dunque a tornar +di presente in Sicilia e affrettarsi al duello, fremendo Pietro si +restò dalla impresa di Calabria; le terre occupate abbandonò; sciolse +l'esercito: e lo stesso dì Gualtier da Caltagirone alfin veniva al +campo di Solano: tardo consiglio in vero a purgar sì gravi +sospetti[51]. + +A dì quattordici aprile, con le genti e il vasto bottino, Pietro +valicava lo stretto. Il ventidue la reina co' figli, chiamata da +Palermo, con lui si trovò a Messina[52]. Dove adunati a parlamento il +dì venticinque i sindichi delle città, per ordinare lo stato prima +ch'ei si partisse dall'isola, con assai dimostrazione di affetto, il +re lor presentava que' suoi carissimi pegni, e: «Partir, dicea, m'è +forza da questa terra, che amo quanto la stessa mia patria. Io vado +innanti a tutta cristianità a confondere il superbo nostro nimico; a +vendicare il mio nome nel giudizio di Dio. Perchè tutto io ho commesso +alla fortuna per amor vostro, o Siciliani; e nome, e persona, e regno, +e l'anima stessa. Nè men'incresce già, vedendo coronata l'impresa +dall'onnipossente man del Signore; il nimico lungi di Sicilia; +inseguito e prostrato in terraferma; ristorate le vostre leggi e +franchige; voi crescenti a ricchezza, a gloria, e prosperità. Lasciovi +una flotta vincitrice, capitani provati, fedeli ministri, la reina +vostra e i nipoti di Manfredi. Questi giovanetti, la più cara parte +delle mie viscere, io v'affido, o Siciliani, nè tremo per essi. Anzi, +com'aspri e dubbi sono i casi della guerra, ecco novissima guarentigia +a' vostri dritti: Alfonso avrassi alla mia morte Aragona, Catalogna e +Valenza; Giacomo, secondo figliuol mio, mi succederà sul {225} trono +di Sicilia. La reina e Giacomo terranno finch'io sia lungi le veci di +re. E voi docili serbatevi al paternale impero; forti contro i nimici, +e sordi alle insidie di chi cerca novità per vendervi ad essi.» Poi +volto ad Alaimo: «Sian tuoi figli, disse, la mia consorte, i miei +figli! e voi qual padre onoratelo[53].» Assentiva il parlamento la +successione di Giacomo, proposta forse dal re, perchè il parlamento e +la nazione voleanla; non soffrendo che l'antico reame ridivenisse +provincia d'altro più lontano, e ubbidisse a gente straniera. Così +riparato alla principal cagione di scontento, volle anche rafforzarsi +della virtù e gloria di Alaimo. Il creò gran giustiziere[54]; ma gli +altri maggiori ufici die' a suoi fidati: fatti Ruggier Loria grande +ammiraglio[55]; Giovanni di Procida gran cancelliere, e il catalano +Guglielmo Calcerando vicario, forse nel comando dell'esercito; e anco +l'armò cavaliere. Gli ufici minori accomunò ancora tra Catalani e +Siciliani: volle che in tutto il maneggio dello stato nulla senza +saputa della regina non si comandasse. Ciò ordinato, cavalcò via da +Messina il ventisei aprile; e prima investì Alaimo delle signorie di +Buccheri, Palazzolo e Odogrillo; e baciatolo affettuosamente, gli donò +il suo {226} proprio destrier da battaglia, la spada, l'elmo, e lo +scudo[56]. + +Con questi ordinamenti Pietro a tempo racchetò la nazione, e potè +senza pericolo, pria ch'ei lasciasse l'isola, assicurarsi con pronti +fatti de' pochi tuttavia discredenti e {227} immansueti. Volle mostrar +da vicino la regia autorità per le terre più affette a Gualtier da +Caltagirone. Però comanda che l'infante ed Alaimo il seguan tosto; ed +ei va a Mineo il ventotto aprile: dove intendendo essersi gridata già +a Noto la ribellione, a stigazion di Gualtiero, da Bongiovanni di +Noto, Tano Tusco, Baiamonte d'Eraclea, Giovanni da Mazzarino, Adenolfo +da Mineo e altri molti, aspetta Alaimo e il figliuolo; consultane con +essi di sopraccorrere su i sollevati senza dar loro tempo a ordinarsi; +e avvia que' due a Noto; ei cavalca per Caltagirone a trovar dritto +Gualtiero. L'irresoluto non l'aspettò; ma borbottando co' suoi che non +sosterrebbe il sembiante di questo principe, cortese a lui sì, ma +soperchiatore e pessimo nella signoria, si ridusse nella forte terra +di Butera. Il re vedendolo dileguare e spregiandolo, senz'altro +indugio fu a Trapani ad affrettare il viaggio[57]. + +Alaimo intanto spegnea senza sangue i ribelli. All'entrar di maggio +appresentatosi a Noto con Giacomo, lascia il giovanotto poco lungi +dalla città; egli fattosi con quattro uomini soli alla serrata e non +difesa porta, e abbattutala, al popol grida a gran voce, che corra +all'incontro del re. E il popolo, aggreggatoglisi intorno a que' +detti, docilmente correva a salutare l'infante; perchè se il nome di +Gualtiero e' l romor de' suoi seguaci il sommossero un istante, non +potea per anco bramar gagliardamente nuove mutazioni di stato; nè +senza forte volere il popol resiste a grandi nomi ed opere risolute. +Indi ognuno abbandonò Bongiovanni, che minacciando era accorso; ma +forza gli fu arrendersi ad Alaimo, e gittargli ai pie' le sue armi. +Tano Tusco fuggendo è preso, e alla tortura svela ogni cosa[58]. + +Ignorando questi eventi, Gualtiero se ne stava in Butera, armato come +in ribellione, e spreparato d'animo e di guardie {228} come in piena +pace; quando il tre maggio con grossa scorta l'infante ed Alaimo vi +cavalcarono: e fermatosi a riva il fiume Giacomo con le genti, Alaimo +ascese il poggio; sforzò le porte senza contrasto, come a Noto; ed +entrando esortò anco la moltitudine a farsi innanti a Giacomo con +dimostrazioni di lealtà e di gioia. Onde i terrazzani, i quali a +Gualtiero non eran sì devoti, ma li tenea sospesi spargendo partito il +re, ita sossopra in Sicilia la dominazione d'Aragona, ora al nome di +Alaimo, al saper sì presso l'infante, non pensarono ad altro che a +fargli onore; e maledicendo Gualtiero e sue fole, chi affollavasi alle +porte, e chi si calava da' muri, e tutta la moltitudine scendendo al +fiume per quella pendice si sparse. Alaimo non s'arrestò che non +trovasse prima Gualtiero. Smonta al palagio; entra: e da sessanta +masnadieri toscani tutti armati a mensa sedeano con Gualtiero, +banchettando e bravando, allorchè il fier vecchio fattosi innanti, +franco salutò la brigata. Ammutolirono per maraviglia e dubbiezza: +pendean tutti dal lor signore, che nulla si mosse; appoggiò la guancia +sulla mano, il gomito sul desco; e affisava il volto d'Alaimo senza +fiatare, se sbigottito o minaccioso non sel sapeva egli stesso. Alaimo +si pentì quasi del troppo osare. Tacque un attimo; e risoluto: «Che +vaneggi, o Gualtiero? gli disse. E tu al più vil de' tuoi mercenari +stenderesti la mano, renderesti il saluto; ed Alaimo cavaliero, Alaimo +amico, nelle tue stanze così raccogli! Or più che non pensi amico io +vengo. Vedi in chi ti affidavi! Vedi i tuoi vassalli precipitarsi +incontro all'infante Giacomo, e menarlo a trionfo! Su, vien meco a +fargli omaggio ancor tu, mentre ti avanza un altro istante a campar da +ruina certissima[59].» Tentennò Gualtiero: chiedea sicurtà che nol +menerebbero oltre i mari al conflitto de' cento; al che rinfacciavagli +{229} Alaimo: averlo ambito egli stesso a malgrado del re, che non +chiedeva da lui nè braccio nè consiglio: e infine l'irresoluto si +piegò a simulate dimostrazioni d'onore. L'infante, senza credergli, +l'accolse benigno; parendogli abbastanza avere spento le prime +scintille di aperta ribellione, ed evitato o differito quella di +barone sì possente. Mostratosi indi a Palermo, sopraccorre a Trapani, +ove ansioso aspettavalo il re. Lieto ei fu del successo. Ordinò +punirsi di morte i capi della congiura di Noto; strettamente vegliarsi +Gualtiero[60]: e il dì undici maggio, raccomandati novellamente ad +Alaimo i suoi e 'l reame, sciolse da Trapani con una nave e quattro +galee. Seco addusse, campione, al combattimento di Bordeaux, Palmiero +Abbate, per gratificare, scrive lo Speciale, al suo zelo e guerriera +indole; e Malaspina dice, per catturarlo in bel modo, a cagione de' +raccontati sospetti di stato[61]. + + +NOTE + + [1] Bart. de Neocastro, cap. 50. + + Montaner, cap. 65, parla del rammarico dimostrato dal re per non + aver potuto combattere coi Francesi. + + D'Esclot, cap. 95, attesta il medesimo, e che marciò con Pietro + alla volta di Messina tutta la gente sua e quella del regno di + Sicilia. + + [2] Bart. de Neocastro, cap. 43 e 87, e dal cap. 91 si scorge la età + di Macalda. Il d'Esclot, che le è favorevole quanto nemico il + concittadino di lei Neocastro, la dice, cap. 96, _molt bella e + gentil e molt prous et valent de cor e de cos e llarga de + donar_; e aggiugne che valesse quanto un uom d'arme, e con + trenta cavalieri andasse battendo la città. Ho seguito il + Neocastro che dovea saper meglio de' fatti di costei, e la dice in + Catania nel tempo dell'assedio di Messina. + + [3] Bart. de Neocastro, cap. 50, 51, 52, narra il proposito di + Macalda con una strana chiarezza: _illa enim flammam urentem + gerebat inclusam, quam sub quodam taciturnitatis velamine quærebat + si posset...... comprimere, credens inde suis circonvencionibus + juvenem excitare, etc._ + + Tutto al contrario il d'Esclot, cap. 96, afferma che com'ella vide + il re in Messina, _que null temps nol havia vist, fon molt + enamorada axi com de senyor valent e agradable, no gens per mal + enteniment_. Ma s'accorda meglio co' fatti la malignità del + Neocastro. + + [4] Bart. de Neocastro, cap. 53. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 18. + + D'Esclot, cap. 96. + + Montaner, cap. 65. + + Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 274. + + Quanto a' Giudei non è dubbio che in Messina e in molte altre + città della Sicilia, fossero in gran numero e considerazione per + le industrie e i commerci. Le nostre leggi del tempo, per non dir + di tante altre memorie, ne fanno spesso menzione. E si ritrae che + in Messina i Giudei, al par che i cristiani, fossero molto addetti + all'industria delle tintorie, da un diploma del 24 gennaio 1292, + che leggiamo presso il Testa, Vita di Federigo l'Aragonese, docum. + XV. + + [5] Bart. de Neocastro, cap. 53. + + D'Esclot, cap. 98. + + Saba Malaspina, cont., pag. 384. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 18. + + Montaner, cap. 65, 66, 67, 68, 69. + + Anon. chron. sic., cap. 41. + + Giachetto Malespini, cap. 212. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 75. + + Cron. sic. della cospirazione, pag. 274. + + Ho seguito a preferenza il Neocastro e gli altri due primi, che + narrano con poco divario questi fatti. + + Non attesi al Villani e al Malespini che portano bruciati da' + nostri da 80 legni nimici, perchè Saba Malaspina e gli scrittori + di parte nostra non l'avrebbero pretermesso; e Montaner accenna + questo incendio (cap. 65) ma come avvenuto sulla spiaggia di + Messina, che è forse quello de' principî dell'assedio (Veg. cap. + VII del presente lavoro). Il Montaner in questa impiastra tre + fazioni: la caccia data alle 70 navi, la presura delle 22, e il + saccheggio di Nicotra, seguito nel 1284; che è nuovo argomento + della poca esattezza di questo autore, il quale scrivendo vecchio + e molti anni appresso, confondea nella sua memoria l'ordine e le + particolarità de' fatti. + + [6] Questa porta più non esiste, sendosi da quel canto ampliata la + città. + + [7] Bart. de Neocastro, cap. 53. + + Saba Malaspina, cont., pag. 385. + + D'Esclot, cap. 98. + + Montaner, cap. 74, il quale porta questa liberazione in altro + tempo, e la abbellisce con una munificenza incredibile; facendo + dispensare camicia, farsetto, brache, cappello, cintura, coltello + catalanesco, e un fiorin d'oro per ciascuno, a 12,000 prigioni. + + [8] Bart. de Neocastro, cap. 54. + + Diplomi dell'8 e 15 febbraio 1282 (cioè 1283, contandosi l'uno + appo noi dal 25 marzo), docum. X ed XI; il secondo de' quali è + citato ancora dal Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 135, con + un altro privilegio del 20 aprile, che abolì tutti gli statuti e + le leggi di re Carlo. + + Forse a questo o altro simil diploma allude il Fazello (Deca 2, + lib. 9), che il dice conservato infino a' suoi tempi; e il Pirri, + Sicilia sacra, Not. ecc. catan. ann. 1283 che cita il parlamento e + il diploma. + + Che Pietro avesse abolito i dritti de' marinai è detto anco + chiaramente nel capitolo 44 di re Giacomo, Cap. del regno di + Sicilia. + + [9] _Aliquantulum._ + + [10] Diploma del 29 settembre 1282, docum. IX. + + [11] Diploma del 2 ottobre 1282, citato nell'Elenco delle pergamene + del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 244, e anche in parte + trascrittovi nella nota che continua infine a pag. 246. + + [12] Saba Malaspina, cont., pag. 395. + + [13] Elenco delle pergamene sud., tom. I, pag. 247. + + [14] Saba Malaspina, cont., pag. 384. + + Bart. de Neocastro, cap. 54. + + D'Esclot, cap. 97. + + Cron. della cospirazione di Procida, pag. 274. + + Veggasi anche Montaner, cap. 67 e seg. Il soggiorno di re Carlo a + Reggio per tutto questo tempo, è confermato dalla data de' citati + diplomi e dei seguenti altri: Reggio penultimo ottobre, undecima + Ind. Ibid. 26 novembre, undecima Ind. Ibid. 1, 5 e 6 dicembre, + undecima Ind. Nel r. archivio di Napoli, registro segn. 1283, E, + fog. 1, 1 a t. e 4. + + [15] Bart. de Neocastro, cap. 54. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 23, 24. + + Saba Malaspina, cont., pag. 385, 386, 387. + + D'Esclot, cap. 99. + + Montaner, cap. 72. + + Raynald, Ann. ecc. 1283, §. 5. + + Diploma di re Carlo, in Muratori, Ant. Ital. Med. Ævi, tom. III, + pag. 651. Sul quale e su i due diplomi citati qui appresso, ho + corretto lo errore di alcuni storici, che dicon fatta la sfida da + re Pietro. Del rimanente la più parte di quegli scrittori si + riscontra appunto co' diplomi. + + I nomi degli ambasciadori di Pietro son portati variamente. Certo + che vi fosse il giudice Rinaldo dei Limogi messinese, perchè, + oltre l'attestato d'alcuno istorico nostro, leggiamo il suo nome + ne' diplomi. Notisi che il d'Esclot diversifica in qualche + circostanza. Secondo lui, due famigliari di Carlo vestiti da frati + portavano a Pietro parole d'ingiurie: egli si pose a ridere, e + mandò con loro per ambasciatori, suoi cavalieri onorati e d'alto + affare, per intender da Carlo se i due finti frati ne avessero + avuto mandato; e saputo di sì, questi legati fermarono il duello, + e tornarono in Messina con gli inviati di Carlo per ordinarne le + condizioni. Montaner al contrario dice il grande sdegno di Pietro + al sentirsi dar quelle accuse. Io ho seguito ne' particolari + piuttosto Speciale, Malaspina, e 'l Neocastro; nè è mestieri notar + tutte le minute differenze degli altri cronisti. + + [16] Da una scritta che ti trova nel r. archivio di Napoli, reg. + segnalo 1268, A, fog. 35, si vede che fosse tra' cortigiani di re + Carlo, Rinaldo Villani da Siena milite. + + Un altro diploma del 28 aprile (forse 1268) che si legge nel + medesimo archivio, reg. segn. 1268, O, fog. 30 a t., comanda a' + regi inquisitori d'investigare i carichi dati pe' fatti di + Corradino a Giovanni Villano da Aversa milite. + + Non mi preme il ricercare se costoro fosser della medesima + famiglia, e se tra i mallevadori di Carlo fosse stato un Pugliese + o un Toscano. Perciò me ne rimango a queste semplici notizie. + + [17] I diplomi leggonsi presso: + + Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 226 a 234. + + Muratori, Ant. Ital. Med. Ævi, tom. III, pag. 655. + + Martene e Durand, op. cit., tom. III, pag. 101. + + Lünig, Codex Ital. Dipl., tom. II, pag. 986 e 1015. + + Registro di Carlo I, segn. 1280, B, fog. 151 a t., citato dal + Vivenzio, Ist. del regno di Napoli, tom. II, pag. 353. + + E infine li cita Michele Carbonell, Chroniques de Espanya, ed. + 1567, affermando trovarsi gli originali negli archivi di + Barcellona, de' quali egli era il conservatore; e similmente + Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11, cap. 17. Negli archivi del + reame di Francia ho veduto io ancora in buona forma un di questi + diplomi: e dal gran numero di copie che se ne trova, si può ben + conchiudere che si volle dare a quest'atto la maggiore pubblicità + che fosse possibile. + + Perfettamente rispondono a questi diplomi: + + D'Esclot, cap. 100, che porta anco esattamente i nomi de' + cavalieri mallevadori. + + Montaner, cap. 72, 73. + + Saba Malaspina, cont., pag. 388, 389. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25. + + Bart. de Neocastro, cap. 54. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hisp. del + Baluzio. + + Chron. S. Bert. in Martene e Durand, op. cit., tom. III, pag. 763; + ed altri che lungo sarebbe a noverare, or più or meno esatti. + + [18] D'Esclot, Montaner, Neocastro, Speciale nei luoghi citati. + + [19] Nangis, vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, H. Fr. S., tom. + V, pag. 541. + + Breve di papa Martino, in Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 8. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 86. + + [20] Saba Malaspina, cont., pag. 386. + + [21] Ibidem, pag. 389, 390. + + Bart. de Neocastro, cap. 55, 56. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 19. + + Bernardo d'Esclot, cap. 102, il quale aggiugne la valente ritirata + di 30 almogaveri restati in terra, e le straordinarie prove d'un + condottiere di questa gente. + + Ramondo Montaner, cap. 20, narra diversa e strana questa fazione, + e vi fa uccidere il conte di Alençon, da lui detto di Lauço, il + quale morì alcuni mesi appresso nel campo di Santo Martino, e non + in questa fazione. E veramente ei fu uno dei capitani che + consigliarono nel cominciar del seguente anno 1283 il tramutamento + del campo da Reggio al piano di Santo Martino, come si scorge da + un diploma del principe di Salerno, cavato dal r. archivio di + Napoli, e citato da D. Ferrante della Marra. Discorsi, Napoli, + 1641, pag. 46, a t. + + Veggasi anche l'altro diploma del 20 aprile 1283, citato al cap. X + di questo lavoro. + + Nelle Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, si dice ferito nelle + fazioni di Calabria il conte Pietro d'Alençon, e mortone qualche + tempo appresso. + + [22] Che il conte Federigo Mosca nominato dal Neocastro fosse conte + di Modica, si ritrae da Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 27, + e da' nostri noiosi scrittori delle genealogie nobili. + + [23] Saba Malaspina, cont., pag. 390. + + Bart. de Neocastro, cap. 56. + + [24] Diploma dato di Parigi a 20 giugno 1282, col quale Carlo + principe di Salerno promettea di comporre amichevolmente questa + faccenda. Negli archivi del reame di Francia, J. 511. 2. + + [25] Diploma del 1303, ibid. J. 512. 24, nel quale sono noverati vari + debiti di Carlo II con la corte di Francia, e in primo luogo + queste 15,000 lire tornesi pagate a 18 giugno decima Ind. 1282. + + [26] D'Esclot, cap. 101. + + [27] Nangis, loc. cit., pag. 541. + + Giachetto Malespini, cap. 217. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 62, 85. + + Saba Malaspina, cont., pag. 385, 392. + + Cron. an. sic. della cospirazione, pag. 266. + + Annali genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI, pag. 580. + + Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, parte 1, pag. + 610. + + Chron. s. Bert. in Martene e Durand, Thes. Nov. Anec. tom. III, + pag. 764. + + Montaner, cap. 70, toltone l'errore della uccisione del conte + d'Alençon. + + [28] Breve dato di Montefiascone, 9 dicembre 1282, in Raynald, Ann. + ecc., 1282, §. 27. + + [29] D'Esclot, cap. 100. + + Montaner, cap. 73, 77, 78. + + [30] Questo diploma leggesi nel citato Elenco delle pergamene del r. + archivio di Napoli, tom. I, pag. 248. + + Montaner, cap. 73. + + D'Esclot, cap. 100. + + Saba Malaspina, cont., pag. 395. + + [31] Bart. de Neocastro, cap. 54. Questi porta la partenza di re + Carlo a 2 novembre, ch'è manifesto errore secondo gli allegati + diplomi. Pur non è da toglier fede nelle altre cose al Neocastro, + il quale, come in paese nemico, potea ben errare in qualche + particolare, e conoscere appieno gli altri fatti. + + [32] Bart. de Neocastro, cap. 57. + + Saba Malaspina, cont., pag. 391. Il consiglio dei principi e + capitani nominati di sopra, si scorge dal diploma citato qui + innanzi a pag. 213, al proposito del conte d'Alençon. + + [33] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21. + + [34] Neocastro, Speciale, Malaspina ne' luoghi citati. Il primo porta + questo permesso come dato dal principe di Salerno. + + La ritirata del principe di Salerno al pian di Santo Martino + leggesi anco in d'Esclot, cap. 102. + + [35] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 20. + + [36] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21. + + Saba Malaspina, cont., pag. 391. + + Bart. de Neocastro, cap. 59. + + Montaner, cap. 75. + + [37] Bart. de Neocastro, cap. 61. + + [38] Saba Malaspina, cont., pag. 390, 391, 396. + + D'Esclot, cap. 67, 79, 103. + + Montaner, cap. 62, 64. + + Da questi autori si vede che almugaveri non era nome di nazione, + ma sì di milizia, come oggidì si direbbe: granatieri, cacciatori, + ec. + + I particolari della sussistenza e ordinamento irregolare di questi + almugaveri si scorgono da Montaner, cap. 70, e da due diplomi del + 7 marzo e 4 aprile 1299, docum. XXVI e XXVII, nel primo dei quali + si vede la distinzione tra _stipendiarii_, _almugaveri_, + et _malandrini_; nel secondo leggesi la divisione della preda + _inter se, juxta eorum consuetudinem atque usum_. Nell'uno e + nell'altro i cognomi ben mostrano che queste masnade fossero + mischiate di Spagnuoli e Siciliani. + + L'altro diploma del 27 dicembre, quarta Ind. (1290), docum. XXV, + mostra la niuna disciplina degli almugaveri; per la quale il re di + Sicilia espressamente li avea eccettuato dalla tregua fermata col + nemico, non promettendosi che ubbidissero. + + In somma il modo lor di combattere era il medesimo delle bande o + _guerrillas_, segnalatesi nelle moderne guerre di Spagna, e + la disciplina assai peggiore. + + [39] Bart. de Neocastro, cap. 59. + + Saba Malaspina, cont., pag. 391. + + [40] Bart. de Neocastro, cap. 60. + + Saba Malaspina, cont., pag. 395. + + [41] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 21. + + [42] Saba Malaspina, cont., pag. 395, 396. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 22. + + Bart. de Neocastro, cap. 61. + + E con meno particolarità, d'Esclot, cap. 102. + + [43] Saba Malaspina, cont., pag 395, 397. + + [44] Montaner, cap. 70, 75. + + Il quale scrittore porta con molta confusione e inesattezza questa + prima guerra di Calabria, talchè inutile opera sarebbe a notar + d'uno in uno i suoi errori. + + Il d'Esclot, più accurato sempre, non dice che la fazion di + Seminara. Ei passa sotto silenzio la cagione del sollecito ritorno + di Pietro in Sicilia. + + È da notare che, raccontando come gli almugaveri nell'infestar le + Calabrie spingeansi fino agli alloggiamenti nemici, d'Esclot, a + cap. 103, porta il seguente fatto. Preso da' nimici un almugavero, + e portato al principe di Salerno, questi vedendol piccino, male in + arnese, e orrido d'aspetto, sclamò che gente sì cattiva e + selvatica non potea aver cuore. E l'almugavero replicava: ch'egli + era l'ultimo di sua gente, ma pur si proverebbe col miglior + cavaliere francese, a patto che vinto rimanesse a discrezione, + vincitore avesse la libertà. Nella bizzarria dei tempi il principe + assentiva. Talchè rese all'almugavero le sue armi, e fatto venire + un valente cavalier francese, fuor le trincee si die' luogo al + duello. Il cavaliero preso del campo si serra sull'almugavero; il + quale schivando d'un salto la lancia, trasse al cavallo un fermo + colpo di giavellotto alla spalla; e, abbattutolo, vien addosso al + cavaliero, tagliali i lacci dell'elmo, e con la coltella già + l'uccidea. Allora il principe donatagli una veste, libero il + rimandò a Messina. E Pietro gareggiando in cortesia, rendea al + Francese dieci prigioni anco vestiti, dicendo che così sempre + darebbe dieci per un de' suoi. + + [45] Saba Malaspina, cont., pag. 397. + + Bart. de Neocastro, cap. 55 e 61. + + [46] Bart. de Neocastro, cap. 62. + + Anon. chron. sic., cap. 42. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25. + + D'Esclot, cap. 103, dice anche venuta la regina Costanza in + aprile. + + [47] Saba Malaspina, cont., pag. 397. + + Montaner, cap. 59 e 99, il quale portando questo fatto dopo il + giorno del duello, scordò certo il tempo del viaggio della regina + per Sicilia, ma rammentava bene tutte le minuzie personali, e dice + venuti con essa Giovanni di Procida e Corrado Lanza. Il Montaner + fa menzione al cap. 97 e al 99, al proposito di questa venuta + della regina Costanza in Palermo, di due nostri notissimi + monumenti nazionali; la cappella del real palagio di Palermo, che + esiste ancora in tutta la sua bellezza, ed era, dice il Montaner, + una delle più ricche cappelle del mondo; e la sala verde dello + stesso palagio ove teneansi i parlamenti. + + Quivi, continua il Montaner, s'adunò un parlamento per la venuta + della regina, ove Giovanni di Procida parlò per lei, e Matteo da + Termini rispose a nome del parlamento: ma agli altri particolari + non è da attendersi, scrivendo Montaner nel falsissimo supposto + che ciò fosse stato dopo la partenza di Pietro, e dopo il duello. + + [48] Si vedrà nel progresso di questo lavoro come la costituzione di + Guglielmo il Buono fu la stella polare de' popoli di Sicilia e di + que' di Puglia in quel tempo; e come i Napoletani l'ottennero nei + capitoli di papa Onorio; i Siciliani in que' di re Giacomo. + + [49] Bart. de Neocastro, cap. 61. + + [50] Saba Malaspina, cont., pag. 397. + + Palmiero Abbate nel 1272 fu castellano del castel di Favignana per + Carlo I, come si vede in un diploma pubblicato dall'er. Michele + Schiavo, Memorie per la istoria letteraria di Sicilia, tom. I, + par. 3, pag. 49 e seg. + + Tutti gli scrittori Trapanesi voglion Palmiero lor concittadino, i + Palermitani lo contendon loro; gli uni e gli altri senza provarlo + abbastanza. Nel testo io ho trascritto le parole di Saba + Malaspina, senza tener punto nè poco alla cittadinanza palermitana + di Palmiero Abbate; perchè la Sicilia è la mia patria, non questo + o quell'altro muro, in cui infelicemente i Siciliani per + l'addietro chiudeano i loro affetti nazionali. + + [51] Bart. de Neocastro, cap. 62. + + [52] Bart. de Neocastro, cap. 62. + + D'Esclot, cap. 103 e 104, si riscontra appunto con queste date. + + [53] Bart. de Neocastro, cap. 63, riferisce in questi sensi + l'orazione di re Pietro al parlamento. + + [54] Così il Neocastro e lo Speciale. + + Ma forse Alaimo era stato eletto prima Maestro Giustiziere, perchè + con questo titolo è sottoscritto nel diploma del 30 dicembre 1282, + citato da noi a pag. 211. + + [55] Diploma di re Pietro dato di Messina a 20 aprile 1283, pel quale + Ruggier Loria è eletto ammiraglio di Catalogna e di Sicilia, + pubblicato dal Quintana, Vidas de Españoles celebres, tom. II, + pag. 176. + + La data di questo diploma corrisponde bene a quelle portate dal + Neocastro e dal d'Esclot, diligenti cronisti, i cui detti + riscontrati co' documenti acquistano sempre maggior fede. Sembra + per altro che il re prima di partire, abbia accordato solennemente + e permanentemente i primi ufici dello stato a coloro cui li avea + già affidato. Loria era stato già incaricato del comando della + flotta, veg. p. 216, e forse Alaimo esercitava nello stesso modo + l'autorità di gran giustiziere. + + [56] Bart. de Neocastro, cap. 62, 63. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25. + + Montaner, cap. 75, 76, 99, 100. + + D'Esclot, cap. 104, il quale dice che Pietro pria di partire + nominò i suoi ministri e vicari per tutta l'isola, che ubbidissero + alla reina e a Giacomo; e che raccomandò la moglie e i figli a' + Siciliani, e in particolare a' Messinesi. Perchè questi + ordinamenti di Pietro non son riferiti da tutti gli storici nella + stessa guisa, io mi son tenuto al Neocastro, che forse si trovò + presente e tra gli affari pubblici, e narra la cosa in quel modo + ch'era necessario tenersi da re Pietro. Altri particolari ho + cavato da Speciale e Montaner, l'ultimo de' quali porta le + circostanze essenziali, sbagliando nel tempo e nel modo. Questi + due scrittori dicon poi lasciato il regno di Sicilia a Giacomo per + testamento del padre. Ma come nel testamento che noi abbiamo, e + che d'Esclot anche riferisce con estrema diligenza, non si fa + menzione del regno di Sicilia, così è mestieri che Pietro avesse + fatto riconoscere Giacomo dal parlamento, nel modo che appunto + riferisce il Neocastro, e accenna lo stesso Montaner. + + Certo egli è che infino alla morte di Pietro l'autorità regia in + Sicilia fu esercitata dalla regina Costanza, aiutandosi costei + dell'opera di Giacomo, riconosciuto successore al trono. In fatti + nel capitolo 2 delle leggi di Federigo II di Sicilia, è fatta + menzione di concessioni della regina Costanza; e vari diplomi ci + restan di lei, l'un de' quali dato di Palermo a 25 febbraio + duodecima Ind. 1283 (1284 secondo il computo comune), si legge a + pag. 87 nel Tabulario della cappella del reale palagio di Palermo, + Palermo 1835. Il titolo è: «_Constantia D. G. Aragonum et + Siciliæ Regina._» + + Questa forma di governo finalmente si prova con un atto politico + del tempo. Nel trattato fermato in giugno 1286, tra Pietro di + Aragona e il re di Tunis, che è pubblicato dal Capmany, Memorias + historicas del comercio de Barcelona, tom. IV, docum. 6, allo art. + 40, si legge: «La qual pace noi Pietro per la grazia di Dio re + d'Aragona e di Sicilia sopraddetto, accordiamo pel regno di + Sicilia, per noi e per la nobile regina nostra moglie e per + l'infante Giacomo nostro figlio, che dev'_essere erede dopo di + noi nel detto regno_, dai quali la faremo fermare e accordare; + e pe' regni nostri d'Aragona, di Valenza e di Catalogna, per noi e + per l'infante don Alonzo nostro primogenito, erede dopo di noi ne' + detti regni, ec.» + + [57] Bart. de Neocastro, cap. 64. + + [58] Bart. de Neocastro, cap. 65. + + [59] Son riferite a un di presso queste parole da Bartolomeo de +Neocastro. + + [60] Bart. de Neocastro, cap. 66. + + [61] Bart. de Neocastro, cap. 67. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25. + + Saba Malaspina, cont., pag. 398. + + Della partenza di Pietro da Trapani fanno seccamente menzione il + d'Esclot, cap. 104, e il Montaner, cap. 76. + + + + +CAPITOLO X. + +Nuovi preparamenti degli Angioini contro la Sicilia. Capitoli del +parlamento di Santo Martino nel regno di Napoli. Nuove intimazioni del +papa a re Pietro e a' Siciliani: bando della croce: sentenza di +deposizione di Pietro dal reame d'Aragona, e altre pratiche. Aperta +ribellione di Gualtiero da Caltagirone. Vittoria dell'armata siciliana +su la provenzale, nel porto di Malta, il dì 8 giugno 1283, e +conseguenze di essa. Pratiche del papa a sturbare il duello. Andata di +re Pietro in Catalogna e a Bordeaux: esito della scena del duello. +Umori dei popoli del regno di Napoli. I nostri occupano alcune terre +in val di Crati. Preparamenti di una nuova impresa sopra la Sicilia. +Loria assalta con l'armata il regno di Napoli. Battaglia del golfo di +Napoli il 5 giugno 1284, e presura di Carlo lo Zoppo. Sollevazione +della plebe in Napoli. Maggio 1283 a giugno 1284. + + +In questo tempo il nimico apprestossi a una seconda prova contro la +Sicilia; di che s'eran maturati i disegni a corte di Roma, quando +Carlo, tornato di Calabria, appresentossi al papa e a tutto il sacro +collegio a chiedere aiuti[1]. Tentar doveasi il colpo nella state +dell'ottantatrè, per cogliere il destro dell'assenza di Pietro. A ciò +preparavansi navi e armi, men poderose che l'anno innanzi, per +diffalta di moneta, e perchè faceano assegnamento maggiore sugli animi +de' popoli, simulando mansuetudine quand'era tornata vana la forza. +Par che in Sicilia tenessero a questo disegno, secondo l'indizio della +spia presa a Geraci, i principi di controrivoluzione testè detti. Al +medesimo effetto or trattavasi più solenne e larga la riforma del mal +governo in terraferma. E 'l papa suscitava i nemici di Piero; +spaventava gli amici; e a sviar le forze di lui, principiava a +minacciare il reame d'Aragona. + +Re Carlo dunque nell'andar di Roma a Parigi, era soprastato {231} +alquanti dì in Marsiglia; ove al suo vicario di Provenza avea commesso +che, allestite in fretta venti galee, e armatele della miglior gente +di mare di tutta Provenza, mandassele in Puglia, d'aprile o di maggio +al più lungo[2]: ed ei medesimo poco appresso, tornato a Marsiglia, e +trovate le galee munitissime di attrezzi e armi e ciurma al doppio +dell'ordinaria, aveale affidato a Guglielmo Cornut e Bartolomeo +Bonvin, marsigliesi; giurando Guglielmo che darebbegli morto o +prigione l'ammiraglio nimico[3]. Il principe di Salerno al tempo +stesso armava nel reame di Puglia novanta tra teride e galee, che a +mezzo giugno si trovassero a Reggio[4]. Abbandonato egli avea nel +corso d'aprile gl'infelici alloggiamenti di Santo Martino, ove per +disagio e febbri consumavasi come in atroce pestilenza la gente +francese; ch'eravi anco morto con grande compianto Piero conte di +Alençon, e sì scarseggiavan le vittuaglie e lo strame. Presso Nicotra +sulla marina il principe s'attendò, per esser più pronto all'imbarco: +otto galee fe' racconciare in quel porto; tutto intendendo al +passaggio sopra la Sicilia[5]. {232} Ma prima di mutare il campo avea +tenuto nelle pianure stesse di Santo Martino un solenne parlamento, +del quale è mestieri qui far parola. + +Perchè ai «prelati, conti, baroni, cittadini e probi uomini,» in +grande numero adunati (novella temperanza de' governanti angioini), +chiedeva il principe i sussidj; e gli erano assentiti in merito della +riforma, mal abbozzata già nei capitoli del dieci giugno +dell'ottantadue, e peggio osservata; {233} della quale or trattandosi +con quei grandi e rappresentanti della nazione, nuovi capitoli +sancironsi e pubblicaronsi in questo parlamento medesimo, il dì trenta +marzo milledugentottantatrè. Cominciavano con accettare apertamente in +che orrendo servaggio e povertà fosse venuto il reame, per vecchia +colpa, diceasi, dei tiranni Svevi, e fresca malizia de' ministri e +officiali del re, tradenti il suo paternale buon volere. Larghissimi +indi i favori conceduti e raffermi agli ecclesiastici, per lor averi, +persone, case ed autorità; chè si corse fino ad accordare la +franchigia delle tasse su lor beni ereditarj, e, strano capitolo in +una riforma di abusi, si ordinò la punizion civile degli scomunicati. +Gli aggravj che più ai baroni incresceano furon rivocati; moderato il +servigio militare; disdetto ogni impedimento a' matrimonj delle +figliuole, e alla scossione dei giusti aiutorj (quest'era il vocabolo) +su i vassalli; ristorato il privilegio del giudizio de' pari; cessata +la molestia dei servigi al fisco. A beneficio di tutta la nazione, il +principe francò di dogane il trasporto delle vittuaglie da luogo a +luogo nel regno; promesse coniar buona moneta; vietò le inquisizioni +spontanee de' magistrati; menomò la taglia per gli omicidj non +provati; consentì i matrimonj delle figliuole de' rei di fellonia; +corresse gli abusi de' servigi, e le baratterie degli officiali, +simul, il fisco non rivendicasse beni, altrimenti che per decisione di +magistrato; non incorporasse le doti alle mogli degli usciti; nè gli +artieri si sforzassero a racconciar le navi regie, nè la città a murar +nuove fortezze; i giustizieri e altri ufficiali, usciti dalla carica, +restasser nel paese quaranta dì a rispondere di mal tolto. Quanto alle +collette e altre imposte generali o parziali, il principe bandì: +godessero i cittadini del reame di terraferma tutte le franchigie e +gli usi de' tempi di Guglielmo il Buono. Ma sendone oscure ormai le +memorie, rimetteva in papa Martino descriver quelle consuetudini entro +due mesi; comandava che due legati d'ogni giustizierato, a tale +effetto si trovassero prestamente innanzi il papa: intanto nulla +fornirebbero le città o provincie, nè anco in presto, fuorchè nei casi +stabiliti dalle costituzioni. In ultimo, richiamò in vigore i recenti +capitoli di re Carlo; {234} a vegliar la osservanza dei presenti, +deputò inquisitori a posta in ogni città e terra. Questi nuovi frutti +raccoglieano i popoli di terraferma dalla siciliana rivoluzione[6]! + +Intanto papa Martino senza studiarsi ad occultar la fiera passione +dell'animo suo, vibrava anatemi sopra anatemi contro Piero, e' +ministri, e' guerrieri, e' Siciliani tutti. Da Montefiascone a +diciotto novembre dell'ottantadue, dichiarolli involti nelle +scomuniche comminate già prima; e a Pietro ricantò: sgombrasse di +presente la Sicilia; non usurpasse il titolo, non esercitasse atto +alcuno di re. Al Paleologo, scomunicato d'altronde, comandò per nuovi +scongiuri di spezzar ogni legame con l'Aragonese. E, altro che +minacciar non potendo, diè nuovi termini a obbedire; a Piero ed a' +dimoranti in Italia, infino al due febbraio; al Greco e agli altri, +infino ad aprile e a maggio: fornito il qual tempo, i trasgressori si +rimarrebbero spogliati d'ogni feudo, possessione o diritto; sciolti +lor vassalli dal giuramento; date le facultà e le persone in balìa de' +fedeli che volessero occuparle, quest'era la formula, tolto il +pericolo di mutilazione e di morte[7]. {235} + +Ma poco appresso proruppe a comandar guerra e morte, non aspettato +pure il decorso de' termini, «Sorga il Signore, esordiva da Orvieto a +tredici gennaio milledugentottantatrè, sorga il Signore, giudichi la +sua causa, per le offese che gli stolti vengongli recando ogni dì:» e +sermonando del racquisto di Terrasanta, attraversato da Piero e da' +Siciliani con molestar la Chiesa, «Iddio però, ripigliava, muova +contr'essi a battaglia; e noi, per divina misericordia forti +dell'autorità degli apostoli, esortiamo i cristiani tutti a levarsi +per noi, per Carlo nostro figlio diletto; qual muoia nella impresa +sciogliam dalle peccata, come se in guerra di luoghi santi[8].» + +In fine, a diciannove marzo, fulminò da Orvieto l'altra sentenza. +Rinfacciò a Piero i primi suoi armamenti in Catalogna; il passaggio +sopra l'Affrica, con forze non pari a tanta impresa; i messaggi a' +Palermitani per indurarli nella ribellione; le perfide ambascerie alla +corte di Roma; la fraudolenta occupazione del reame di Sicilia. Ma la +Sicilia, dicea, terra è della Chiesa; e anco feudo nostro l'Aragona, +per l'omaggio prestato a papa Innocenzo terzo dall'avol di Pietro. +Questo dunque sleale vassallo per tradigione deponghiam noi dal regno +d'Aragona; altri ne investiremo a piacer nostro. Con ciò scomunicollo +una terza volta: scagliò interdetto su quantunque città tenessero per +lui[9]. Nella quale sentenza allegò Martino l'avviso dei cardinali; +onde, se non mentì netto, cavillò; leggendosi nelle istorie del suo +medesimo segretario, come parecchi fratelli del sacro collegio forte +la dissentissero. Di ciò, segue il Malaspina, arduo sarebbe, e più da +indovino che da fedel narratore, a scrutar la cagione: e anco toccando +l'autenticità dei titoli del papa sopra Aragona, e {236} il suo +diritto alla deposizione di Piero, si dilegua in ambagi, con meschin +temperamento tra istorico e cortigiano[10]. + +Instava il papa inoltre a dissuadere Eduardo d'Inghilterra dal +matrimonio della figliuola col primogenito di Pietro; costui dicendo +persecutor di santa Chiesa; incesto il nodo per un quarto grado di +consanguineità[11]. Sturbava per un vescovo suo fidato gli accordi tra +l'Aragonese e la repubblica di Venezia, vogliosa dell'equilibrio del +potere in Italia; onde parecchi suoi cittadini avean ricevuto messaggi +di Pietro, e a lui mandatone[12]. Consentiva a Carlo differisse pure +il pagamento del censo alla Chiesa[13]. Esortava nel reame di +Castiglia i prelati, i Templari, i Gerosolimitani, e altre fraterie +armeggianti a muover contro Sancio, presuntivo erede della corona, +ribellatosi al padre, e collegato con re Pietro[14]. Liberava e +preponeva al comando degli eserciti della Chiesa in Romagna il conte +di Monteforte, quel sacrilego uccisore del principe Arrigo +d'Inghilterra[15]. E come or tutte ritrar le brighe d'un tal +potentato, stigato da ira di parte e vicin pericolo? Aspramente in +vero travagliossi la pontificia corte in Italia a quel fortuneggiare +di Carlo: smugneasi di danari per sovvenirlo[16]: vedea la Romagna +corsa dal conte Guido da Montefeltro e sollevata; Roma più che mai +immansueta[17]; {237} e, vero o non vero, si disse di pratiche di que' +cittadini con lo stesso re di Aragona[18]. + +La tempesta preparata per cotal modo, cominciò a scaricarsi appena +allontanato di Sicilia re Pietro, quando Gualtiero da Caltagirone +ripigliando animo, levossi alfine scopertamente; assalì in Caltagirone +i leali stretti a schiera sotto lo stesso stendardo del re; e sparso +assai sangue, occupò la terra, destò per tutto val di Noto uno +spavento di novità. Ma l'infante Giacomo, che percorrendo la region +settentrionale dell'isola, giovanetto vivo e benigno, era stato per +ogni luogo onorato come re, e con grande amore accolto, e giuratagli +fedeltà, sapute in Palermo le rie novelle di Gualtiero, insieme co' +suoi consiglieri sen turbò forte, ma forte provvide. A Guglielmo +Calcerando vicario, e a Natale Ansalone da Messina giustiziere in +quella provincia, fu scritto: andassero mansueti a Caltagirone; +cautamente facesser gente e armi; poi d'un colpo di mano, per forza o +per frode, prendesser Gualtiero. Fecerlo; chè pari allo stato non era +animo nè senno in costui, nè la ribellione avea altre radici: e furono +catturati con esso Francesco de' Todi e Manfredi de' Monti; sì +prestamente, che l'infante cavalcando appresso i suoi spacci, non era +giunto a Piazza che 'l seppe. Andò il ventuno maggio a Caltagirone: il +dì appresso Gualtiero e i consorti, convinti dall'aperto sollevamento, +e sì dalle confessioni {238} di Bongiovanni e Tano Tusco, furono dal +gran giustiziere Alaimo condannati, e immantinenti nel pian di Santo +Giuliano dicollati; gridando il popolo: ammazza, ammazza. Bongiovanni +e l'altro morian sulle forche a Mineo. A dì venzette maggio, +racchetata ogni cosa, entrava l'infante, applaudito e festeggiato, in +Messina[19]. + +Dove fu mestieri allestir subito l'armata contro una prima fazione del +nimico; il quale ignorando che la controrivoluzione fosse stata spenta +sì tosto con arte e fortuna, si mostrava ne' mari di Sicilia in questa +stagione. Perchè venute a Napoli di maggio le venti galee provenzali, +e tolti secoloro assai cavalieri del regno e Francesi, e sette legni +da ottanta remi, a Nicotra s'erano avviate a trovare il principe. Il +quale vedendo così rassicurati i mari da' corsali siciliani, e +mercatanti di Terra di Lavoro e Principato ricominciare a navigarvi, e +recar vittuaglie alle sue stanze; e sentendosi già forte alle offese, +per prima dimostrazione, mandò l'armata provenzale a girar intorno la +Sicilia dal mar Tirreno e dall'Affricano, e, s'altra occasione non si +presentasse, vettovagliare il castel di Malta, che i nostri sotto +Manfredi Lancia, occupata l'isola, stringean d'assedio, e con macchine +percoteano[20]. {239} + +Ruggier Loria stavasi pronto nel porto di Messina con ventidue galee +catalane e siciliane, quando ebbe avviso della nemica flotta da' suoi +legni sottili, o da barche di Principato, che navigavano con frutta e +vini furtivamente alla volta di Sicilia; le quali imbattutesi nella +flotta provenzale presso Ustica, se ne liberavano fingendo esser +indirizzate per Tunisi, e poi, volto il corso, approdavano a Palermo, +a Messina e a Trapani[21]. Presupposta a quell'avviso la fazion de' +nemici, la regina incontanente spacciò a Malta un legno da quaranta +remi a comandar che lasciato l'assedio della rocca, s'afforzassero i +nostri in città: e Loria, cercando la flotta di Provenza, die' ai +venti le vele. D'Ustica la seguitò a Trapani e a Terranova, restando +indietro sempre due giorni; onde com'ei toccò Gozzo, a Malta la seppe, +che già avea sbarcato le genti, e investito, ancorchè invano, gli +assedianti in città. Indi a mezza notte innanzi l'otto giugno +milledugentottantatrè, salpando dal Gozzo, fu surto a traverso la +bocca del porto di Malta, con le ventidue galee ordinate a scaglioni. +Questa era la prima impresa che Ruggiero governava da ammiraglio: tra +la sua gente e la provenzale s'aveva a contendere il primato ne' fatti +di mare. Perciò, sdegnando assaltare il nemico sprovveduto, fa suonare +a {240} battaglia tutti gli stromenti; manda un legno a sfidare +Cornut; e accorgendosi come cento uomini francesi dal castello +correano ad imbarcarsi, da non curante li aspetta. Fe' il nimico +ammiraglio riconoscer le nostre galee; e più baldanzoso per falso +avviso che fossero sol dodici, co' suoi ventisette[22] legni +impaziente die' dentro, che appena facea l'alba. + +Uguagliavansi i combattenti di cuore, d'orgoglio, e a un di presso di +forze; perchè il nimico ci vantaggiava nel numero degli uomini e de' +legni; cedea negli ordini del combattere, per cagion di que' suoi +terzi vogatori[23], nè pratichi nè aitanti al saettare, da meno assai +de' balestrieri stanziali, freschi e spediti, ch'avea l'ammiraglio +nostro, contento di due uomini soli a ciascun remo. Dapprima +s'affrontano con ugual furore, con saette e sassi e calce e fuochi; ma +Loria comanda a' suoi, che copransi alla meglio, e sostengan lo +scontro, lasciando i soli balestrieri a ferire: e così infino a +mezzogiorno si battagliò, e si sparse assai sangue; incalzando gli +uni, difendendosi gli altri soltanto. Ma come Loria s'accorse che già +mancavano i tiri a' Provenzali, i quali invano li aveano sparnazzato; +e che prendean essi a lanciare fino gli utensili delle {241} galee, +passò a ripigliar vivamente l'assalto. Leva il gridò: «Aragona +sovr'essi!» e robusti arrancando i nostri, feriscon di sassi e dardi, +e tutte lor armi i Provenzali, sprovveduti e stracchi; urtan di costa +le navi; spezzan remi, fianchi, prore; saltan all'abbordo con le spade +alla mano. Quest'impeto trionfò. Nol sostenne Bonvin, che con otto +galee sdrucite e insanguinate, a randa a randa la punta del porto, +prese largo alla fuga. Facil preda caddero i rimagnenti. Ma Guglielmo +Cornut disperatamente strignesi a combattere con Loria; spicca un +salto sulla galea catalana, o quei sulla provenzale, che in ciò +variano i racconti; e il Marsigliese cercando l'emulo suo, tanto menò +a cerchio d'un'azza, che sgombrò la ciurma, con lui scontrossi sotto +l'albero della nave. Ferillo alla coscia d'un lanciotto; e 'l finiva +con l'azza, se un colpo di pietra non gliela traea di mano: onde +Ruggiero, colto il tempo, strappandosi l'asta dalla ferita, +ritorcegliela in petto, e 'l passa fuor fuora. Così fornissi la zuffa. +Cinquecento rimaser de' nostri tra feriti ed uccisi; ottocento +sessanta i nimici prigioni; morti poco più. Bonvin, sostato a cinque +miglia da Malta, fea gittare i cadaveri, affondar tre galee incapaci a +mareggiare; e con le altre cinque, sol avanzo dell'armata, tornò +portatore di lutto alle costiere di Provenza, ove pochi erano che non +avessero congiunto o amico da piangere. S'arrese poi a Manfredi Lancia +il castello: Malta e il Gozzo presentaron Ruggiero di munizioni, +gioielli, moneta. Egli, approdato a Siracusa, fa cavalcar corrieri per +tutta l'isola col nunzio della vittoria; spaccialo con un legno al re +in Aragona. Tornasi indi a Messina, strascinando a ritroso le navi +cattivate, e le nimiche bandiere, e tanto stuol di prigioni; de' quali +la reina mandava a Piero in Ispagna dodici cavalieri; i gregari fea +lavorar nell'arsenale di Messina e al risarcimento delle mura; fu +chiuso in carcere Nicoloso de Riso, perdonandogli la pia regina {242} +quella morte ch'ei ben meritava per le portate armi contro la +patria[24]. Ma l'ammiraglio non posando a pascersi di lodi in corte, +di plausi e festeggiamenti in città; e volendo trarre del tutto a' +nemici la voglia di venir sopra l'isola, rifornita in pochi giorni la +flotta, spingeasi lungo le costiere di Calabria e Principato; +presentandosi minaccioso infino allo stesso porto di Napoli. Il +presidio fe' prova a rispingerlo saettando; ed ei, messi all'opra i +suoi balestrieri, spazzò la riva. Allora fa appiccar fuoco a navi, +attrezzi e munizioni navali, accatastati nel porto: passa indi a Capri +e ad Ischia; prende d'assalto quelle deboli castella; e pieno di +preda, torna in Sicilia a svernare[25]. + +Intanto i due re in ponente menavano gran rumore per lo duello, del +quale è bene i particolari tutti narrare. Ad ovviarlo s'era adoprato +papa Martino, solo in questo moderato e pio tra tanta intemperanza +d'ira: di che ci restano irrefragabili documenti, e distruggono una +fola di Giachetto e del Villani, che favoleggiaron pattuito innanzi +Martino il combattimento; posta premio al vincitore la corona di +Sicilia; Pietro, per la diffalta a quella tenzone, scomunicato e +spoglio del regno[26]. Tutto al contrario, il papa indirizzò a Carlo +una grave epistola il dì cinque febbraio {243} dell'ottantatrè. Severo +assai perchè assai l'amava (così scriveagli), il riprenderebbe di +quegli stolti patti, di quelle disoneste imprecazioni stipulate nei +diplomi, di quella, non prova di ragione, ma di vanità e ferocia. E +non s'accorgea della magagna dell'Aragonese, che, minore assai di +esercito, l'adescava a misurarsi da uguale? Vietati, dicea, dalla +religion del vangelo questi certami alle private persone, non che ai +reggitori de' popoli. Pertanto non s'attentasse a combattere: ei, +vicario di Cristo, lo sciogliea da' giuramenti presi; persistendo, +minacciavalo di censure, e di quanti i altri gastighi sapesse trovar +contro di lui la romana corte[27]. Rincalzò lo scritto con la viva +voce del cardinale di san Niccolò in carcere Tulliano, e di quel di +santa Cecilia, mandato in Francia con lo stesso Angioino[28]. A re +Eduardo, per un'altra epistola del cinque aprile, sotto l'usata +minaccia, inibì di star guardiano del campo, di far entrare in +Guascogna i combattenti[29]: al medesimo effetto, scrisse non guari +dopo a Filippo l'Ardito[30]. Ma alfine lasciò fare, o perchè vide non +poter vincere la pertinacia di Carlo, o perchè entrò nei disegni di +Carlo e della corte di Francia, che sembrano men lievi e men innocenti +d'uno sfogo cavalleresco[31]. + +E l'Inglese, richiesto da Carlo, dopo alquanto differimento, +rispondea, gli manderebbe messaggi; e Goffredo {244} di Grenville e +Antonio Bek inviò, portatori d'una lettera, ove conchiudea: non se a +lui ne tornassero ambo i reami di Sicilia e Aragona, lascerebbe +compier tanta crudeltà al suo cospetto, nè in sua terra, nè in altro +luogo ove potess'egli attraversarla[32]. Significò al principe di +Salerno avere risposto a Carlo un no assoluto[33]: gli stessi legati +mandò a re Pietro[34]. Alfine, a trarsi d'impaccio del tutto togliendo +ogni luogo all'assicurazione del campo, comandava al siniscalco di +Bordeaux, che tenesse la città a disposizione di Carlo e del re di +Francia[35]. + +Ma i due nemici re tuttavia sceneggiavano. Pietro, di Sicilia commise +ad Alfonso in Aragona, che scegliesse i campioni; che ne scrisse poi +cencinquanta, perchè in ogni caso non mancassero i cento; ed eran +Catalani, Aragonesi, Italiani, Siciliani, Alamanni, e anco un figliuol +del re di Marocco, disposto a convertirsi alle fede di Cristo se +n'uscisse con vittoria. Carlo dal suo canto fabbricar facea a Parigi +cento armadure finissime; e, partitosi da corte di Francia, tutto +ordinava al duello, o a farne mostra; e raccolse infino a trecento +campioni, per la ragion medesima dell'avversario; che de' cento primi, +sessanta eran Francesi, Provenzali il resto. Vi si pose in lista +ancora {245} Filippo; e a tutti i suoi baroni comandò si trovassero al +duello[36]: onde tal romore ne corse per lo reame, che in ogni luogo +la nobiltà fremeva arme, cavalcava, sperando entrar nella battaglia, +o, se non altro, vederla: e traeano a torme a Bordeaux, come se già si +rompesse la guerra. Indi in que' piani re Carlo fe' costruire assai +capace la lizza, bislunga, girata di gradi a guisa d'anfiteatro, +saldissima di legname e di ferro, con due alloggiamenti per le due +bande nimiche, affortificati di steccato e fosso; l'uno all'un capo, +l'altro all'opposto presso la porta, ch'unica se n'aprì per l'entrata +e l'uscita. Ma queste vicine stanze ai Francesi, le prime assegnavansi +a que' d'Aragona; onde si bucinò, che divisassero i Francesi, restando +vincitore il nimico, occupar con gente di fuori la porta, e, chiuso +nello steccato, farne macello. Maggiori sospetti destava il raccontato +armamento universale di Francia, e 'l sapersi tutti i passi d'intorno +Bordeaux occupati da gente francese. + +Navigò Pietro di Trapani ver ponente a golfo lanciato; ch'entrato in +mare il dì undici maggio, forte il travagliava un timore di non +giugnere a tempo. A ostro da Sardegna, l'investe un tempo fortunale; +ed egli accorgendosi che a vele non si facea, rinforzate di remiganti +due delle galee, passavi dalla sua nave con tre soli cavalieri: +comanda di guadagnar l'isola a ogni costo, mare e venti spregiando, e +i pirati frequentissimi; e a Ramondo Marquet, l'ammiraglio, che lo +scongiurava non si gettasse tra tanti rischi: «No, rispose, perch'io +mi trovi alla battaglia, quanto mortale far possa, io il farò. Il mio +fato, qual che siasi, è scritto, è immutabile; e meglio conviene a' +mortali darsi impavidi alla fortuna, che far vani sforzi a fuggirla.» +Con tale animo, rifocillatosi a terra un istante, si commette di nuovo +sul legno, contro un ponente che il traportò fino a vista d'Affrica. +Maledisse allora i fati che 'l traeano a parer {246} mancatore e +spergiuro: per ansia e travaglio tre dì non prese alimento. Ma fur sì +destri i suoi, che al terzo giorno toccavan Minorca. Quivi il re +cibossi; valicò il mar fino a Cullera; e co' tre soli cavalieri, si +trovò il diciannove maggio a Valenza. + +Trafelato ancor dal viaggio, ivi intende que' sospetti e quel +romoreggiar de' Francesi, fatto, se non altro, a spaventarlo sì che +non vada a Bordeaux. Pensava non poter con sè condurre tant'oste da +fronteggiarli; nè fallar volea la promessa, nè sprovveduto gittarsi in +gola ai nimici: ma poco penò a trovare un partito. Ai suoi campioni, +già pronti e venuti presso i confini, comanda che ciascun resti là +dove abbia saputo prima il sopruso degli avversari. Spaccia Gilberto +Cruyllas al siniscalco del re d'Inghilterra, a domandarlo di sicurare +il campo; e gli fa cavalcar appresso un nuovo messaggio ogni dì, per +aver frequenti avvisi, e render solita per quelle strade la vista +d'uomini del re d'Aragona. Ei co' tre fidatissimi cavalieri, Blasco +Alagona, Berengario Pietratallada e Corrado Lancia, cavalcò senz'altra +brigata con Domenico Figuera da Saragozza, mercatante di cavalli, +usato a trafficare in Guascogna, pratichissimo de' luoghi; dal quale +volle sagramenti terribili del segreto; nè altri in corte seppe questo +viaggio, non lo stesso infante Alfonso. Armossi il re d'un giaco di +maglia sotto i panni, d'una celata sotto il berretto, s'avvolse in un +vecchio mantello azzurro, prese in mano una zagaglia, la valigia sul +caval suo per parer famigliare del mercatante; e gli altri più +poveramente si vestian da mozzi; il Figuera in onorevole arredo e +sembianza; li maltrattava, albergava solo; servialo a mensa il re, e +gli dava acqua alle mani. Così prendeano la via di Tarragona, montati +su veloci palafreni, mutandoli di posta in posta; così richiesti ai +passi, rispose il mercatante che con que' famigliari andasse per sue +faccende; e, deluse le insidie, il dì trentuno maggio a nona si +trovarono sotto Bordeaux. {247} + +Incontanente il re manda a città Berengario, figliuolo del Cruyllas, +chè trovato segretamente costui, venir facesse fuor le mura il +siniscalco inglese Giovanni di Greilly, con dir che un cavaliere amico +suo il dovea richiedere d'alto affare, e sì menasse un notaio. +Giovanni a sera andò: al quale Piero, infingendosi ambasciador +novello, ridomandava se venir potesse il re d'Aragona; e quei risoluto +rispondea che no: saper vicine grosse torme di cavalli francesi: re +Eduardo non aver assicurato mai il campo: nè or, volendo, il potrebbe, +congiunte ancor le sue forze a quelle del re d'Aragona: ciò aver ei +poco innanzi protestato a Gilberto. E Piero il pregava che gli +mostrasse la lizza: alla quale condotto, gittatosi alle spalle il +cappuccio, al siniscalco si appalesò. Que' premurosamente lo +scongiura, s'involi per Dio ai nemici. Il re montato il suo destrier +di battaglia, tre volte accerchia l'arena; surto nel mezzo, dice +solennemente al siniscalco e al notaio, esser venuto a mantener la sua +fede; non restar per lui che non si combatta, ma per la perfidia de' +nemici. Una protestazione fe' stenderne in buona forma; attestandovi +il Greilly la venuta del re d'Aragona, e l'ordine d'Eduardo di +rassegnar la città a Filippo ed a Carlo. Lasciò all'Inglese il re +d'Aragona le armi sue; pregollo che soprastasse alquanto a divulgare +il fatto; e speditamente galoppò, tornandosi per la via di Baiona. +Giunto a questa città tutto spunto e rabuffato, che da tre dì non +chiudea ciglio, promulga una protestazione; manda lettere e nunzi a' +principi di cristianità; e aspettandosi la guerra, richiama in patria +i sudditi suoi che si trovassero in Francia. + +Carlo dall'altro canto, trovatosi infin dal venticinque maggio a +Bordeaux, come il dì stesso del duello seppe dal siniscalco la venuta +dell'avversario, indragato mandava cavalli a inseguirlo, che per +l'avvantaggio delle mosse invano s'affaticarono; e col Greilly n'ebbe +acerbissime parole, {248} e trapassò infino a farlo sostenere in +palagio, ma tosto liberollo vedendo ammutinarsi i cittadini a tal +violenza. Poi quel dì stesso, armato di tutto punto coi suoi campioni, +stette Carlo infino a meriggio nel campo: e una oste francese, chi +dice di tremila cavalli, chi di cinquemila, e chi assai più, +baldanzosa ingombrava i dintorni della città. Carlo protestò +superbamente, gridando in palese falso e codardo re Pietro; ma entro +di sè mordendosi, dice lo stesso Saba Malaspina, d'aver ordito tela di +ragni: e narra d'Esclot, ch'ei chiamava questo fier nimico: non uomo, +sì demonio d'inferno, e peggiore, perchè al segno della croce il +diavol dileguasi, ma contro costui non avvi argomento; tel credi lungi +le mille miglia, e tel senti sul collo. L'undici giugno infine +lasciata Bordeaux, non tardava il Francese a promulgar in Italia una +interminabile diceria de' torti di Pietro, e delle ingiurie ch'avea +ingozzato costui. Così la commedia terminossi. Nei raccontati fatti a +un di presso accordansi tutti gli storici contemporanei, ancorchè +diversi in qualche particolare, e secondo lor parte sforzantisi ad +accusar chi Pietro e chi Carlo. Noioso e inutilissimo parmi entrare in +questo giudizio. Ma è indubitato che il Francese con tanto stuolo, +Pietro nascosamente, ambo pur s'appresentarono: ch'Eduardo non v'era, +nè assicurava il campo. Il giurato patto portava di trovarsi a +Bordeaux il primo giugno, non di combattere, se non dinanzi il re +d'Inghilterra, o secondo nuovo trattato. Amendue perciò in realtà +elusero il bizzarro lor patto, osservarono in apparenza; e da ciò +trassero argomento a gittar l'uno su l'altro la vergogna; il che in +fondo era il solo intento di entrambi[37]. {249} + +Le trame di Gualtiero distratte, la sconfitta di Malta, l'audace +correria del nostro ammiraglio, sforzarono il principe di Salerno a +rimetter pure l'impresa all'anno appresso; mentr'egli, allestite in +Brindisi altre galee e teride, già col conte d'Artois da un dì +all'altro pensava imbarcarsi[38]. Indi con quell'adoprar attivo e +solerte, ch'è pur dote de' mediocri, ma gli effetti il distinguono dal +valor vero, questo Carlo che, degenere dal padre, in sua vita molto si +arrabbattò e nulla mai fece, preparò grandi macchine e videle ruinare +a un soffio, or tutto inteso al passaggio di Sicilia dell'anno +vegnente, la prima cosa perdè l'intento ch'avea sudato a procacciare +testè con le riforme e promesse a' sudditi. Perchè non dismettea le +antiche gravezze, le esacerbava anzi con francarne i Provenzali[39] +{250} e altri stranieri; ridomandava imprestiti ai comuni di +terraferma; nè facea senno all'aperto niego di quelli[40]. Errò ancora +a credere i popoli bambini troppo, quando appresentatisi al papa i +deputati delle province per la promessa riforma dei tributi, Martino, +che giocava d'accordo con Carlo, diessi a pretestare memorie incerte, +necessità di una sottile esamina, e questa commise al cardinal +Gherardo, legato a Napoli[41]; tanto più affrettandolo per lettere +quanto più bramava mandar la cosa a dilungo. Perciò nel reame di +Napoli gli umori desti dalla siciliana rivoluzione e da' travagli che +durava casa d'Angiò, e anco dalle benevole dimostrazioni di casa +d'Aragona, tornavano ad agitarsi. In Sicilia al contrario, allontanato +quel valor molesto di Pietro, quetavano i popoli nel mite reggimento +della regina Costanza: e sì tranquillo corse quell'anno, che sol de' +casi di fuori scrivono i nostri storici; e Montaner afferma, +irrefragabil prova del buon governo, che dopo la comun gloria della +battaglia di Malta, Siciliani e Catalani più che mai s'affratellavano +e strigneansi d'amistà e di parentadi[42]. Per questi cagioni la +regina di Sicilia potè allor tentare, e 'l vicario di Napoli non seppe +rintuzzare nello stesso cuor del suo regno, un'assai temeraria +fazione. + +Ebbe in quel verno gran caro di vittuaglie in Italia. Donde Scalea, +Santo Lucido, Cetraro, Amantea, mosse dalla penuria o dalla mala +contentezza (chè Scalea l'anno innanzi era stata la prima in +terraferma a darsi a re Pietro), si proffersero alla regina Costanza, +s'ella provvedessele di viveri e difendesse; la qual pratica +condussero alcuni {251} Scaleotti usciti per omicidî e riparati in +Sicilia; e volentieri l'assentì la regina. Mandovvi pertanto con otto +galee un forte di almugaveri, e alcune teride cariche di grano; onde +il pregio di esso d'un subito si ammezzò[43], a grande sollievo dei +terrazzani. Ma gli almugaveri, messo piè a terra, diersi a infestare +tutto val di Crati e Basilicata: contro i quali movendo il giustiziere +di val di Crati con grosse torme di cavalli, aspettatolo a lor uso in +una stretta gola, rupperlo con strage, e l'inseguirono infino a un +castello del vescovo di Cassano, ove poser l'assedio. Sopraggiunto di +Sicilia il conte di Modica, e con esso pochi cavalli e più feroci +frotte d'amulgaveri, peggior travaglio diè a Basilicata. Prese alcune +castella e la terra di San Marco; quivi della chiesa de' frati minori +fe' un ridotto assai forte; mal conci ne rimandò Rizzardo Chiaramonte +e altri baroni venuti con maschio valore contr'esso; i quali non furon +punto imitati dagli altri feudatari del regno, scontentissimi del +governo angioino. Invano di maggio dell'anno seguente si fece un altro +appello alle milizie feudali del reame di Puglia per venire a oste a +Scalea, e anco mandovvisi, sotto il comando di Ruggier Sangineto, +gente assoldata in Toscana; perchè sempre tennero il fermo i nostri: e +patiron quelle province correrie, ladronecci, notturni assalti[44]; +che appena si crederebbe, standovi {252} a manca il campo di Nicotra, +a destra la capitale, e per tutto il regno guerriere voci e +apparecchi. + +Il papa, non vinto pe' falliti disegni dell'anno innanzi, ma +rifacendosi ad ogni ostacolo sempre più pertinace e voglioso, +sforzavasi a ritentar ora la prova, fin trascurando i propri pericoli +e bisogni: Roma per carestia tumultuante; accanita ad assediare in +Campidoglio il vicario di re Carlo[45]; esausto l'erario pontificio; +necessitato a incettar grani in Puglia, perchè i Romani non facesser +peggio[46]. E pria rinnovò le scomuniche il dì della cena del Signore, +quel dell'Ascensione, quel della dedicazione della Basilica di san +Pietro, con molto studio a promulgarle per tutta l'Italia, e massime a +Genova[47]; ove molti cittadini per interesse di parte ghibellina eran +disposti ad aiutare il nuovo principato in Sicilia, e pendeano anco a +questo i magistrati della città, tentati invano da Filippo l'Ardito a +collegarsi con la Chiesa e Carlo contro il re d'Aragona e a stento +tirati a promettere una stretta neutralità[48]. Le decime, {253} non +per anco scadute, delle chiese di Provenza, d'Arles e degli altri +domini di Carlo a lui assegnò per la siciliana guerra; dando autorità +ai legati pontificî di sforzare i vescovi al pagamento[49]. A Venezia +s'adoprò, sollecitato dal principe di Salerno dopo la sconfitta di +Malta, ad armargli una ventina di galee, offrendo porger da' tesori +apostolici cinquemila once d'oro: ma l'accorta repubblica rispose: «Nè +al re d'Aragona, nè ad altri cristiani moverebbe mai guerra senza +cagione[50];» e richiamò in osservanza un'antica legge per la quale +vietavasi ai privati di prender l'armi per alcuno stato straniero, +senza permesso del doge e d'ambo i consigli; bello statuto secondo +ragion pubblica e delle genti, del quale sdegnossi pure la corte di +Roma come d'offesa, e pel cardinale di Porto, legato, scomunicò +Venezia, ribenedetta poi nell'ottantacinque da papa Onorio per maggior +prudenza di stato[51]. Tre legati del principe venivano inoltre a +Martino, a ridomandar moneta pel passaggio di Sicilia; ed ei dando di +piglio nei tesori delle decime di tutta la cristianità, levate già per +la impresa di Terrasanta da papa Gregorio e dal concilio di Lione, or +ne forniva per la guerra siciliana ventottomila trecentonovantatrè +once d'oro, non picciola somma, secondo que' tempi: ordinando bensì +che la più parte si maneggiasse dal cardinal Gherardo, in cui più +fidava[52]. {254} Altri danari da altre epistole di Martino appaion +sovvenuti al principe di Salerno. Il quale spintosi infino a chieder +le genti pontificie che in Romagna militavano condotte dal prò conte +Giovanni d'Eppe, le assentia Martino, senza curarsi della sua stessa +vacillante dominazione in que' luoghi[53]. Alfine il due giugno, tre +dì innanzi il precipizio dell'impresa, papa Martino da Orvieto la +rincalzava con bandire la crociata contro cristiani. A sue accuse +vecchie e stracche aggiunse: ricettarsi eretici in Sicilia; vietarsi +agl'inquisitori di perseguitarli; torsi a Terrasanta le vittuaglie. +Donde commise al cardinal Gherardo, che predicasse contro re Pietro e' +Siciliani scomunicati; e, attendendo solo a far numero, desse a +tutt'uomo la croce, senza guardare a sua origine o nazione[54]. + +Nel medesimo tempo re Carlo attendeva in Provenza ad accattar danari e +allestir navi a questo nuovo assalto di Sicilia[55]; e al medesimo +effetto il figliuolo, fatta dimora a Nicotra infino all'autunno del +mille dugentottantatrè, e lasciato quivi con l'esercito il conte +d'Artois, tornossi a Napoli, donde secondo i casi sopraccorreva qua e +là per tutta Puglia[56]. A raccor danaro studiossi sopra ogni altra +cosa, perchè senza fine ne ingoiava la guerra. Ondechè, usando +l'autorità datagli dal padre a torre in presto infino a centomila once +d'oro con sicurtà su tutti i suoi beni e reami, non contento ai +sussidi del papa, nè ai tributi generali {255} del reame di +Puglia[57], accattava grosse somme da mercatanti toscani con +guarentigia dello stesso Martino e delle decime ecclesiastiche[58]: e +quando il bisogno più strinse, {256} impegnò per poca moneta vasellame +e arnesi d'argento[59]; smunse la borsa del cardinal Gherardo e +d'altri privati[60]; richiese altre sovvenzioni alle città più +docili[61]; vendè il perdono di misfatti[62]; sforzò nuovamente il +valor della bassa {257} moneta[63]; e con la riputazione del +cardinale, in un concilio di tutti i prelati convocato a Melfi, +strappò loro la promessa di due anni più di decime ecclesiastiche, e a +riscuoterle deputò immantinenti suoi commissari; dagli ordini dei +frati cavalieri ottenne aiuto di gente o compenso di danari[64]. E +{258} gente richiedea per tutta Italia, in Toscana, in Romagna, in +Lombardia, da comuni, da privati condottieri, cui assicurava del +pagamento con sì efficaci parole, che mostrano quanto si dubitasse de' +fatti[65]. Chiamò al servigio feudale tutti i baroni; che, fatta a +Napoli la mostra, n'andassero in Calabria all'oste di Artois[66]; +molti allettò con sue concessioni novelle[67]. A' capitani di parte +guelfa in Firenze {259} raccommandò sollecitasser le galee promesse da +Pisa[68]; n'assoldò Genovesi[69], oltre le pisane che veniano con +l'armata del padre. Il comando della sua flotta affidò a Iacopo de +Brusson, vice ammiraglio; provvide con estrema diligenza ad allestir +navi, raccor vittuaglie, fornire smisurate macchine da guerra, +maneggiate da' Saraceni della colonia siciliana di Lucera, de' quali +molti anco assoldò arcadori a cavallo, uomini d'arme, e fanti: nè +altro si legge in quella stagione nei registri della cancelleria di +Napoli, che di soldati, munizioni, quadrella per l'armata. Fino una +nuova armatura per sè fece fabbricare in Napoli questo principe, +correndo con gran furore nella militar carriera, nella quale a capo di +pochi mesi trovò tal duro contrattempo, che non osò ripigliarla più +mai[70]. Questo spaventevole strepito d'arme empieva il reame di +Napoli di primavera d'ottantaquattro, perchè i governanti angioini, +dopo l'esito infelice dell'anno innanzi, fidando or meno nella via +delle opinioni, vollero ritentare {260} una prepotente forza d'armi, +come nell'ottantadue; se non che Carlo tenne tuttavia qualche pratica +con baroni di Sicilia, sì infruttuosa quant'eran deboli qui gli {261} +umori di controrivoluzione. Nondimeno temendo qualche assalto +dell'audace flotta nostra mentre esso armavasi, pose il nemico in +questo tempo una straordinaria cura a guardar le costiere di +terraferma[71]. Suo intendimento era insignorirsi al tutto del mare, +schiacciando la nostra armata {262} se s'attentasse uscire, e se no, +inchiodandola ne' porti; e poi, sbarcato l'esercito nell'isola, non +più campeggiar luoghi forti, ma dare il guasto al paese, bruciar le +messi, divider le città, e desolate sforzarle a sottomettersi. Vietava +Carlo al figliuolo qualunque fazione pria ch'egli venisse di Provenza +con la flotta[72]. Trenta galee tenea pronte il principe a Napoli, +quaranta a Brindisi. Entro pochi dì, operata la congiunzione di tutta +l'armata ad Ustica[73], cento navi da battaglia e più assai da +trasporto, verrebbero a por la Sicilia a soqquadro. + +A tempo il seppe Giovanni di Procida, gran cancelliere, pei suoi molti +rapportatori che in terraferma vegliavano assidui il nimico. Onde nel +consiglio della regina, considerato il grave frangente; lungi il re; +non esercito pronto; poca l'armata, l'audace partito si deliberò in +cui solo era salvezza: assaltare gli Angioini risolutamente pria che +tutte adunasser le forze. A ciò trentaquattro galee e più legni minori +s'armano in fretta nel porto di Messina, di scelta gente catalana e +siciliana, di finissime armi, di nobili arredi. Come la flotta fu in +punto, Costanza fatto a sè venire, coi capitani minori e i piloti, +l'ammiraglio, nudrito seco del medesimo latte, educato in sua corte, +con vive parole rimembragli l'affetto della casa reale d'Aragona: +tutto per lei andarne su quest'armata; l'onor del re, la corona, sè +stessa e i figliuoli a due soli commetteva, a Dio e a Ruggier Loria. A +questo dire le s'inginocchiava ai {263} pie' l'ammiraglio, e co' riti +dell'omaggio feudale, poste le sue nelle mani della regina: «Non fu +unque vinto, le rispose, lo stendardo reale d'Aragona; nè oggi il +sarà. Fidane, o regina, nel sommo Iddio.» Non senza lagrime allora gli +altri guerrieri giurarono; li accomiatò Costanza; li salutò il popolo +allo scioglier dal porto; e a Dio, alla Vergin Madre ne pregavan +vittoria. Fece porre l'ammiraglio a una vicina spiaggia; in terra fe' +la mostra di tutte le genti; con brevità da soldato arringò: avrebbero +entro due settimane una grandissima battaglia: andrebbero incontro a +due flotte, l'una surta nel porto di Napoli, l'altra che venia di +ponente. «Son settanta galee; ma come noi ci troviamo armati, o +guerrieri, non paventiamo le cento.» E le soldatesche risposer d'un +grido: «Andiamo andiamo, nostra è la vittoria.» Costeggiate le +Calabrie, tennero il golfo di Salerno. Da ciò in Napoli nacque una +voce, che Piero, tornato d'Aragona subitamente con tutta l'armata, +navigasse pe' mari di Principato. Mandovvisi a far la scoperta un +genovese Navarro con legno da sessanta remi[74]: e costui un altro +falso avviso riportò, frettolosamente riconosciuta la flotta da lungi +per sole venti galee e poche fuste. Vantò dunque, tornato, che +sarebbero anco troppe le ventotto galee del principe e la sua nave. +Talchè salito in superbia il giovane Carlo, ordinava d'uscir contro al +nimico; ma i Napoletani, che punto l'amavano, non vollero armarsi per +lui. + +Ruggiero in questo volteggiava cautamente fuori il golfo di Napoli, +ignorando ove fosse re Carlo con la flotta provenzale; e volea +cogliere il tempo a slanciarsi o su lui o sul principe. A Capri dunque +ancorò dapprima, divisando {264} fare una dimostrazione sopra Baia, e +indi appressarsi se potesse trar fuori il principe con avvantaggio; e, +se no, far prora verso la Sicilia, e poi la notte volgere a Ponza, e +in quel canale aspettare l'armata del re. Ma non uscito alcuno da +Napoli come ei si pose a scorrere per isolette e lidi, guastando i +colti e mettendo a taglia e a sacco le terre; e venutagli presa in +questo una saettia di re Carlo, onde seppe che con trenta galee +provenzali e dieci pisane venisse ad una o due giornate d'ordinario +viaggio, Loria, vedendo sovrastar la temuta unione delle due flotte +nimiche, consultane di nuovo coi suoi più pratichi; e si deliberò di +combattere quella del principe, immantinenti, a ogni costo. Ondechè +venuto a Nisita la notte, e prese in quel mare due galee di Gaeta, +Ruggiero armolle per sè, spartiti i prigioni in tutta l'armata, la +quale sommò a trentasei galee, oltre i legni sottili. Inviò il +catalano Giovanni Alberto con una fusta a riconoscer la flotta di +Napoli; e seppene il vero numero, e che tutta la spiaggia luccicava di +fuochi e d'armi. Indi all'alba minacciando con gran mostra, apparve +fuori il capo di Posilipo, alla Gaiola. + +Era il cinque giugno milledugentottantaquattro. Le depredazioni e gli +oltraggi de' nostri nei dì innanzi; i conforti de' nobili che tenean +per la corte; questa recente ostile baldanza, commossero sì gli animi, +che avuto avviso la notte stessa dell'armata siciliana surta a Nisita, +il popolo preso di novello ardire, chiede battaglia; suona le campane +a martello; Francesi, regnicoli, cavalieri, plebei alla impazzata +rapiscon le armi, corrono a' legni, in tanta pressa che per poco non +li fecero andare alla banda. E gli ottimati, per parere, dice Saba +Malaspina, chi fedele e chi gagliardo, consigliavano sì il combattere: +sopra ogni altro il conte d'Acerra, favorito del principe Carlo, +stigollo a montar in nave egli stesso, per dar animo ai combattenti. +Indi nè ragione, nè autorità il trattenne del cardinal Gherardo, {265} +il quale, non perduta la memoria di quelle aspre battaglie di Messina, +ammonialo ad esser cauto contro i Siciliani, ubbidire i comandi del +padre, aspettare l'armata e con essa la vittoria; non si gittasse al +laccio tesogli da Ruggier Loria. Ma da queste parole anzi aizzato, più +ratto il principe s'imbarcò: e prima ordinò d'imbandire a corte uno +splendido convito per festeggiar la vittoria. Con lui furono Iacopo de +Brusson vice ammiraglio, Guglielmo l'Estendard, Rinaldo Galard, i +conti di Brienne, Montpellier e Acerra, frate Iacopo da Lagonessa, e +più altri baroni. A ventotto o trenta sommarono le lor galee, tutte +del regno; armate le più di regnicoli, poche di Provenzali e Francesi. + +Loria allora quasi fuggendo si difilò a Castellamare, per guadagnar +l'avvantaggio del sole alle spalle, o per trarre in alto mare i +nemici, e lasciarli disordinar nella caccia. Schiamazzando e urlando +l'inseguon essi: volano innanzi a tutte le altre, due galee capitanate +da Riccardo Riso e Arrigo Nizza, Siciliani rinneganti la patria, che +chiamano Loria a gran voce, ed «Ove fuggi eroe? gridangli; ma invano +t'involi, invano; vedi, i tuoi ceppi son qui!»; e mostrangli le +catene. E muti i nostri a vogare. A quattro leghe restano; rivoltan le +prore; l'ammiraglio in un battello scorreva a rincorarli: «Mirateli, +scompigliati da sè stessi; gente che non vide armi, o non vide mare +giammai: gridan essi, e noi feriremo.» A linea di battaglia ordinò +venti galee, serrate tra loro; fe' rassettare i remi, sgombrar le +coverte; schierovvi i balestrieri; il rimanente delle navi pose a +retroguardo, che non entrasser nella mischia senza un estremo bisogno. +Allor si die' nelle trombe; levossi il grido «Aragona e Sicilia:» e +piombò la nostra armata su i nemici, già a tal variar di consiglio +attoniti e palpitanti. + +E ruppeli in un attimo; chè, non aspettato lo scontro, diciotto galee +di Napoli, Sorrento, e Principato diersi a fuggire; {266} lasciando +solo il principe con la sua galea, e quattro di Napoli, due di Gaeta, +una di Salerno, una di Vico, una di Scio, a disputar l'onore, non più +la vittoria. I Francesi, ancorchè non avvezzi nè fermi in nave, +combatteano con maschio valore. Più numerosi e franchi al maneggiar le +navi, Catalani e Siciliani urtavan di prua, spezzavano i remi al +nimico, gittavan fuochi alle tolde, sapone e sego sui banchi, polvere +di calce alle viste, scagliavan sassi e saette: e pure gran pezza non +li spuntarono dalla difesa. La strage indi si mescolò; spenta gran +parte di quei prodi cavalieri di Francia, il numero vinse. Sola +restava la galea del principe: accerchiata, squarciata, invasa da' +nostri la prua, e mezza la nave; ma un fior di gagliardi stretti a +schiera intorno al principe, che piccino e zoppo mal s'aiutava, fecero +incredibili prove; e sopra tutti Galard, uomo d'erculee forze, quanti +colpi tirava tanti feriva o uccidea, o di peso scaraventava gli uomini +in mare. A tal pertinacia, Loria comanda che si sfondi la nave; e i +nostri già saliti le dan d'entro coi pali; un Pagano, trombetto e +marangone fortissimo, attuffò per bucarla con un ferro: rotta in sei +luoghi calava la galea, gridavano i marinai, ma non udianli i +combattenti. Addandosene alfine Galard: «Salvatene, sclamò, vostra è +la fortuna; qui il principe, qui a voi s'arrendono le migliori spade +di Francia!» Gridava l'Estendard, sacra fosse la persona del principe. +E questi togliendosi la spada, tra i nostri domandò: «Qual v'ha +cavaliero?» e rispostogli dallo ammiraglio, a lui la rendè; e accettò +la mano stesagli da Ruggiero perchè lesto sulla sua nave salisse, che +l'altra già sommergeasi. Nove galee fur prese: una delle quali +velocissima involandosi, Ruggiero le spiccò alla caccia la galea +catanese di Natale Pancia; e parendogli perder lena i remiganti, +minacciò di farli tutti accecare se non tornassero colla nimica nave: +talchè per mortali sforzi la sopraggiunsero; sapendo Ruggiero uom +{267} da tener la cruda parola, grande nelle virtù, grande nei vizi, +di smisurato valore e brutale ferocia[75]. {268} + +Alla battaglia seguì un ridevol caso. Avea fatto Ruggiero assai onore +al principe: e questi riccamente armato, in mezzo a molti cavalieri +sedea nella capitana, quando una barca di Sorrento si appressò con +messaggi del comune; i quali, credendolo l'ammiraglio, offriangli +quattro cofani di fichi fiori e dugento agostali d'oro «per un taglio +di calze; e piacesse a Dio, seguiano, che com'hai preso il figlio, +avessi anco il padre; e sappi che noi fummo i primi a voltare.» +Sorrise il principe, e a Loria disse: «Per Dio, ch'ei son fedeli al +re[76]:» ma lamentando la slealtà dei soggetti, scordava il giovin +Carlo chi fosse stato il primo a infrangere il social patto, e la +crudeltà scordava del suo governo, l'avarizia, la superbia, la +tirannide sconcia e brutale. + +E al castel dell'Uovo[77] suonavano di pianti femminili le stanze +della principessa, ch'era salita sul più rilevato scoglio {269} fin +quando Carlo salpò; e fitti gli occhi sulle navi, avea visto +l'affrontata, e la fuga, e sparir la galea capitana; nè sapea +spiccarsi dal guardare, dileguata anco la flotta napoletana, e caduto +il dì. Pallido e ansioso a lei venne il cardinale, spaventato dal +minaccevole aspetto della plebe: e pensando insieme a que' prodi, or +li temeano uccisi, or li speravan prigioni; quando due galee siciliane +approdarono con una lettera del principe. A lui, trepido di sua sorte +in guerra spietata, l'ammiraglio avea richiesto sciolta di presente la +Beatrice, giovanetta e bella figlia di Manfredi, ch'orfanella passò +dalla cuna al carcere di Carlo, e ivi stette come sepolta. Scrivea il +principe dunque, si rendesse immantinenti la donzella: e i Siciliani +aggiugneano che se no, lì, sulla galea, in faccia a Napoli a lui +mozzerebbero il capo. Indi la principessa a cercar Beatrice, a donarle +gioielli e femminili arredi, e gittarsele ai pie' che salvasse per Dio +la vita a Carlo suo. Recarono alla flotta con molto onore Beatrice; e +si sciolser le vele. Alle bocche di Capri, Riso e Nizza, come traditor +maledetti, furon sulla galea di Loria dicollati. Entrò l'armata nel +porto di Messina[78]. + +Dove al primo scoprir quelle vele, con susurro e ansietà precipitava +il popolo alla marina, d'ogni età, d'ogni sesso; ma visti i segni +della vittoria, e le galee prese, e saputo prigione il principe di +Salerno con tanti baroni, inenarrabile allegrezza si destò. Sbarcate +le turbe de' prigioni, proruppe il volgo, com'e' suole in ogni luogo, +a insultarli; {270} ricordando a gara la tirannide, l'assedio, le +scambievoli offese, e molti le abborrite sembianze de' baroni stati +loro oppressori: onde aprian la calca i più avventati, e feansi a +guardarli faccia a faccia, e dir dileggiando: «Chi fuvvi maestro a +battaglie di mare? Oh sventura! dar le spade voi a Catalani ignudi, a +Sicilian galeotti! Eccovi la seconda fiata trionfanti in Messina!» A +schivar peggio, il principe sbarcò travestito da soldato catalano. Ma +la regina, i figli, i cittadini autorevoli raffrenarono la cieca ira, +che già correva a suonar le campane a stormo, coll'antico grido «Morte +ai Francesi.» Nel palagio reale dapprima fu sostenuto il principe; +indi nel castel di Matagrifone con Estendard; non incatenati, nota un +istorico, ma sotto gelosa guardia di cittadini e soldati: e vietò la +generosa Costanza ai figliuoli, che vedessero in quella misera +condizione il figlio di Carlo d'Angiò. Furono assegnati i cavalieri in +custodia per le case de' maggiori della città. La reina con molte +lagrime abbracciava la sorella, campata come per miracolo dalle mani +de' nemici[79]. + +Ebbe tempesta in Napoli la dominazione angioina a quella sconfitta. +Levato il popolazzo a romore, gridava per le strade «Muoia re Carlo e +viva Ruggier Loria:» sfrenavasi per due dì a saccheggiar case +francesi; e pochi cadutigli in mano ammazzò; la più parte usciti dalla +città con cinquecento di lor cavalli scamparono. I quali pensavan +ritrarsi in Calabria appo il conte d'Artois, se non {271} che il +cardinale e i baroni mandavano a confortarli: si riducessero intorno +il castel Capuano, e non temesser pure la minuta plebe e quel foco di +paglia, chè la nobiltà napoletana sarebbe tutta con essi. E in vero, o +vinti dall'autorità e arte del cardinale, o mansuefatti all'alito +della corte, i nobili di Napoli si fecero sostegno all'usurpatore in +quel fortunoso momento. Perciò la plebe volle scacciare i Francesi, e +non potè; contrariata dai suoi stessi, e repressa e castigata due dì +poi dal medesimo re Carlo[80]. Si propagò il movimento a Gaeta e molte +altre terre, che strepitarono un poco, scrivea re Carlo con l'usato +disprezzo, e per le medesime cagioni si tacquero[81]. + + +NOTE + + [1] Montaner, cap. 77, 78, narra queste pratiche di Carlo a corte di + Roma. + + [2] Bart. de Neocastro, cap. 74. + + [3] Montaner, cap. 81. + + D'Esclot, cap. 110. + + [4] Diploma dato di Nicotra il 13 maggio 1283, nel citato Elenco + delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 250, nota + 3. + + Altri due diplomi si trovano nel r. archivio di Napoli, reg. + segnato 1283, E, fog. 10 a t. e 11 a t., l'uno per fornirsi in + Nicotra sei teride oltre sei più che n'eran pronte, il quale è + dato di Nicotra il 20 aprile undecima Ind. (1283), e la cura n'è + commessa a Riccardo de Riso, lo sciagurato uscito siciliano, e a + Gerardo di Nicotra. L'altro è diverso dal notato nell'Elenco delle + pergamene, ma dato ancora di Nicotra il 13 maggio, pel biscotto + delle 20 teride di Principato e Terra di Lavoro, da armarsi a mo' + di galee. + + [5] Saba Malaspina, cont., pag. 398. + + La testimonianza di questo diligentissimo storico è rinforzata nel + presente luogo dai diplomi. + + E prima, il mutamento del campo da Santo Martino a Nicotra si vede + dal registro del regio archivio di Napoli segnato 1288 E, dove a + foglio 10 è un diploma dato _in castris in planicie sancti + Martini_, il dì 7 aprile, undecima indizione (1283); un altro + dato di Nicotra il 14 dello stesso mese; e un terzo di Nicotra il + 21 aprile per lo trasporto delle tende; e a foglio 10 a t. un + altro del 20 aprile per trasporto di vini a Nicotra sotto scorta + di legni armati; il che mostra ancora come que' mari erano + infestati da' Siciliani. + + V'ha allo stesso foglio 10, un altro diploma risguardante il conte + Piero d'Alençon, _carissimi consanguinei nostri_, scrivea + Carlo lo Zoppo. Questo è dato di Nicotra a 20 aprile, undecima + Indizione (1283), e provvede che si supplisse del denaro regio il + bisognevole a soddisfar tutti i lasciti del testamento dì Alençon. + Questi era dunque gravemente infermo. E morì in Puglia il giovedì + dopo la festa degli Apostoli Pietro e Paolo, come si legge in un + diploma di Filippo l'Ardito dal 24 giugno 1283. _Collection des + Documents inédits sur l'histoire de France_, tom. I, Paris + 1839, pag. 318, Documento 244. + + Malaspina dice ch'ei fosse mancato di malattia; l'autore delle + _Gesta Comitum Barcinon._, cap. 28, che morisse lentamente + delle ferite riportate nella guerra. Sbaglia pertanto Montaner che + lo fa cadere all'assedio della Catona, cioè di novembre 1282. + + I luoghi ove dimorò Carlo lo Zoppo vicario generale si veggon + ancora dai diplomi del regio archivio di Napoli. Nel registro + segnato 1283 E, n'abbiamo uno dato di Terranova (presso Santo + Martino) il 20 febbraio undecima Indizione (1283), a foglio 11; + poi vi hanno quegli altri del mese di aprile citati di sopra: e + moltissimi dati di aprile, maggio, luglio ed agosto, tutti di + Nicotra, se ne trovano foglio 9, 3, 3 a t., ed 8; e uno dato di + Matera il 7 luglio, foglio 3 a t. + + È notevole tra questi diplomi, che la Corte angioina, tra tanti + suoi travagli, dovea pur mandare qualche sussidio alle sue genti + in Acri e Durazzo. Ciò si scorge da due diplomi dell'8 e 9 maggio, + foglio 9, per 20 cavalli saraceni e pochi viveri imbarcati per + Durazzo e da un diploma del 27 aprile, foglio 11, per 400 salme di + grano inviata ad Acri _pro usu gentis nostre_, da consegnare + a Odone Polliceno, _Vicario regio in regna Jerhusalem_. + + [6] Pe' sussidi accordati in questo parlamento, veggasi il diploma + del 29 aprile 1283, nel citato Elenco delle pergamene del r. + archivio di Napoli, tom. I, pag. 250, e la nota 2, alla pag. 254. + + Quanto al resto, Capitoli del regno di Napoli, tom. II, capitoli + di Carlo principe di Salerno promulgati a 30 marzo 1283. + + Saba Malaspina, cont., pag. 402, 403, riferisce questo parlamento; + ma sbaglia il tempo e il luogo, confondendolo col sinodo diocesano + che s'ebbe in Melfi. + + Intorno il detto uficio di censura a favor de' governati, oltre lo + statuto de' capitoli, abbiam due diplomi di Carlo lo Zoppo, dati + di Nicotra a 26 settembre duodecima Ind. (1283), nel r. archivio + di Napoli, reg. segn. 1283, A, fog. 60. Sono eletti Rostano de + Ageto milite, il vescovo di Troia, e il giudice Gualtiero di + Catanzaro avvocato del fisco, per investigare e punire in tutto il + reame dal Faro ai confini degli stati ecclesiastici, le + trasgressioni alle costituzioni di Carlo I, ed ai capitoli per + _nos in plano sancti Martini olim editorum._ + + [7] Raynald, Ann. ecc., 1282, §. 23, 24, 25. + + Saba Malaspina, cont., pag. 392. + + [8] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 2, 3, 4. + + [9] Raynald, Ann. ecc., 1283, §, 15 a 23. + + Saba Malaspina, cont., pag. 392, 393. + + [10] Saba Malaspina, cont., pag. 392, 393, 394. + + [11] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 36, 38, breve del 6 luglio. + + [12] Ibid., §. 39, breve del 7 giugno. + + [13] Ibid., §. 47, breve del papa a 26 giugno, ed epistola di re + Carlo a 23 novembre. + + [14] Ibid., §. 54 a 57. + + [15] Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 542. + + Bolla di Martino, da Orvieto, a 9 maggio 1283. Ibid., pag. 886. + + [16] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 51. + + [17] Ibid., §. 28 e seg. + + Giachetto Malespini, cap. 215. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 80 e seg. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., in Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. + 1188. + + [18] Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 610. + + Lo stesso carico si dà a Pier d'Aragona nella bolla del 10 maggio + 1284, con cui il papa comandava contro di lui la predicazione + della croce: _Et ut nihil omitteret ad persecutionem nostram et + ipsius ecclesie intemptatum, ad pacificum statum urbis, Patrimonii + beati Petri, aliarumque terrarum ipsius ecclesie, necnon et + aliarum partium Italie subvertendum, et urbem, terras, ac partes + easdem a nostre obedientie debito avertendas, sicut ex multorum + fida relatione percepimus, nunc per nuncios, nunc per litteras, + variis machinationibus nitebatur et nititur, ac nisibus + fraudulentis institit et insistit, etc._ Negli archivi del + reame di Francia, J. 714, 6. + + [19] Bart. de Neocastro, cap. 75. + + [20] Saba Malaspina, cont., pag. 398. + + D'Esclot, cap. 110. + + Nic. Speciale, lib. I, cap. 26. + + Montaner, cap. 81. + + Quanto al numero delle navi provenzali, il Malaspina dice 27 + galee, ch'è esattamente il numero de' legni che combatterono a + Malta tra galee e d'altro nome; d'Esclot porta venute di Provenza + 20 galee; e gli altri qual più qual meno, ma con pochissimo + divario: talchè riscontransi col diploma dato di Nicotra il 2 + giugno (1283), nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, E, fog. + 12, col quale si comandava di fornir viveri per due mesi a' + vascelli venuti di Provenza, cioè 18 galee, un _Panfilio_, ed + 8 _vaccettas_. + + Ibid. a fog. 13, diploma dato di Nicotra il 3 giugno per lo stesso + affare, nel quale si parla di Bartolomeo Bonvin, e si dice che le + galee eran già venute a Napoli. + + [21] Il d'Esclot, cap. 110, dice espressamente questo caso delle + barche di Principato cariche di frutta e vini per Sicilia. Io + dapprima non sapea piegarmi a credere che dal reame di Napoli si + portassero di tali derrate in Sicilia, massime i vini. Ma bisogna + accettar questo fatto economico, alla irrefragabile testimonianza + di due diplomi dati di Napoli il 2 maggio duodecima Ind. (1284), + pei quali si fece severo divieto alla furtiva estrazione di vini + per Sicilia, che si commettea in Sorrento e in Castellamare di + Stabia, infingendosi imbarcarli per terre fedeli al re. Dal r. + archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 85, a t. 88, a t. E + sempre più si vede la grandissima informazione e diligenza del + d'Esclot. + + [22] E in vero 27 erano tutti i legni, secondo il diploma del 2 + giugno 1283, citato di sopra. La differenza con d'Esclot non + sarebbe nel numero totale, ma solo in quello delle galee. + + [23] Montaner, cap. 83 e 131, dà lunghe lezioni militari intorno il + vantaggio de' balestrieri scritti, o vogliam dire stanziali, e + l'impaccio de' terzi remiganti, che nel combattimento facessero da + balestrieri. Ei li chiama _tersols_; ed è una voce ch'io non + seppi comprendere nell'originale catalano, ma la veggo benissimo + spiegata dal Buchon nella sua versione francese, ed. Paris, 1840, + pag. 288, _rameurs surnuméraires, attachés en tiers au service + d'une rame_. I balestrieri stanziali son detti da Montaner + _en taula_, perchè l'uficio dell'arruolamento si chiama taula + in catalano. A quest'ordine di balestrieri, non gravati d'altra + fatica sulle galee, Montaner dà le continue vittorie de' Catalani + in giusta battaglia navale; ma pur confessa che in un'armata era + necessario un certo numero di galee co' terzi vogatori, per potere + al bisogno dar più vigorosamente una caccia. + + [24] La presura di costui nella battaglia di Malta si ritrae da un + diploma di re Giacomo, dato di Messina il 19 luglio 1286, in di + Gregorio, Bibl. arag., tom. II, pag. 500. + + [25] D'Esclot, cap. 110, 114 e 116. + + Montaner, cap. 82, 83, 84, 93. + + Bart. de Neocastro, cap. 76. + + Nic. Speciale, lib. I, cap. 26. + + Saba Malaspina, cont., pag. 398, 399. + + Il solo d'Esclot, degnissimo di fede, narra quest'ultima correria + a Napoli. Montaner, sovente poco esatto, la scrive con qualche + divario, e pria della vittoria di Malta. + + [26] Giachetto Malespini, cap. 217, 218. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 86, 87. + + Nello error loro cadde ancora l'autore del Memoriale de' podestà + di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, pag. 1156. + + [27] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 8 a 12, breve dato d'Orvieto a 3 + aprile. + + Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 541. + + [28] Raynald, ibid., §. 13; e Nangis, ibid., pag. 542. + + [29] Raynald, ibid., §. 7. + + Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 242 a 244. + + Questo divieto del papa è affermato ancora nella Cronaca del + Monastero di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. + III, pag. 763. + + [30] Breve del 20 aprile 1283. Negli archivi del reame di Francia, J. + 714, 3. + + [31] Nangis, loc. cit. + + [32] Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, diplomi del 25 marzo e 5 + aprile 1283, tom. II, pag. 239, 240. + + Ivi nell'epistola a re Carlo si legge: _Kar sachez de verité qe + pur gainer teus deus Reaumes come celui de Cezile e de Aragon nous + n'en serrions gardeins du chaump où la susdite bataille se fest; + mes mettroms peine et travail en totes les maneres qe nous + saverons qe pes e acord fust mist entre vous, come celui qe mout + le vodroit_. + + [33] Ibid. La frase è, avere rifiutato _tut outre_. + + [34] Ibid., pag. 241. + + [35] D'Esclot, cap. 104. + + Questo attestato, che non si legge in alcun altro contemporaneo, + toglie tutte le contraddizioni che si troverebbero nell'operare di + Eduardo, il quale negava prima il campo, e lasciava poi costruir + la lizza, e venire i combattenti. Consegnata per que' giorni la + città a' Francesi, s'impediva il duello senz'altra briga. + + [36] Questo è accettato dal Nangis, e da altri scrittori di parte +francese. + + [37] Tutto questo racconto, nel quale non mi è paruto possibile + scriver le citazioni a ogni parola, è tratto da: + + Saba Malaspina, cont., pag. 399 a 402. + + D'Esclot, cap. 104, 105. + + Montaner, cap. 80, 85 e seg. + + Bart. de Neocastro, cap. 67, 68, 69. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 25. + + Anon. Chron. sic., cap. 44. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 7, ed 8, in Muratori, + R. I. S., tom. XI, pag. 1188. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, op. cit. + + Frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 17, in Muratori, R. I. S., + tom. IX. + + Ferreto Vicentino, ibid., pag. 954. + + Vite di Martino IV, ibid., tom. III, pag. 609, 610. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 31, 32. + + Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script, tom. V, pag. 542. + + Paolino di Pietro, in Muratori, R. I. S., agg. tom. XXVI, pag. 39. + + Giachetto Malespini, cap. 218. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 87. + + Memoriale dei podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, + pag. 1155, 1156. + + Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. + III, pag. 764. + + Il manifesto di re Carlo al comune di Modena contro Pier + d'Aragona, si legge in Muratori, Antiquitates Italicae Medii Ævi, + tom. III, Diss. 39, pag. 650. + + [38] D'Esclot, cap. 115. + + [39] Diploma del 24 gennaio 1284, citato nel seguito di questo + capitolo in nota. + + [40] Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, + diplomi a pag. 254, 255, 259 e le annotazioni, pag. 254. + + [41] Raynald, Ann. ecc., 1283, breve del 25 novembre, a §. 46. + + Saba Malaspina, cont., pag. 403. + + [42] Montaner, cap. 84. + + [43] Da quaranta a venti tarì la salma, dice il Malaspina. + + [44] D'Esclot, cap. 119. + + Saba Malaspina, cont., pag. 403, 404. + + Il primo dice dell'occupazione di quelle quattro terre; il + Malaspina della sola Scalea. + + I due appelli al servigio feudale nel reame di Puglia si leggono + nel diploma del 30 ottobre 1283, nel citato Elenco delle pergamene + del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 257; e nei diplomi del 21 + e 31 maggio 1284, ibid., pag. 266, 298. Nel r. archivio di Napoli, + reg. seg. 1283, A. fog. 81 a. t., leggesi un diploma dato di + Napoli a 28 aprile duodecima Ind. (1284) per 100 balestrieri e 200 + lancieri a piè, venuti poco prima da Firenze, che si mandavano a + Ruggiero Sangineto per ingrossar l'oste all'assedio di Scalea. + + Montaner, cap. 113, nomina alcuna delle terre occupate, e dice del + mal contento nel reame di Puglia; ma confonde questa fazione con + quella dell'armata che combattè poi nel golfo di Napoli. + + [45] Saba Malaspina, cont., pag. 404. + + [46] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 52. + + [47] Ibid., 1284, §. 1. + + [48] Risposta del podestà, capitani, consiglio e comune di Genova al + re di Francia negli archivi del reame di Francia, J. 499, 42. + + Il re avea inviato due ambasciadori a richieder Genova che desse + _favore, aiuto e giovamento_ al papa e al re di Sicilia, zio + del re di Francia, contro il re d'Aragona, _che avea operato + contro la Chiesa, contro le inibizioni del papa, e contro il re di + Sicilia_, la qual cosa ognun sapea _quanto interessasse la + corona di Francia_. Genova risponde essere in pace col re + d'Aragona da 170 anni, e non aver cagione di rompere; ma promette + che non darà aiuto di navi nè d'armi al re d'Aragona. Non vi ha + data in questo diploma, nè nomi sia dei magistrati di Genova, sia + dei re; ma le narrate particolarità, infallibilmente il pongono + tra gli anni 1282 e 1284. È uno lungo ruolo di pergamena scritto + in caratteri del secol XIII, con suggello in cera verde, pendente + da una stretta striscia di pergamena e impresso da un lato + solamente. V'ha un grifone alato, chiuso in un poligono ad angoli + salienti e rientranti a forma di stella, e fuori il poligono la + leggenda: _Sigillum Comunis et populi Janue_. + + [49] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 10. + + [50] Ibid., 1283, §. 40. Il breve al principe Carlo, posteriore al + fatto, è dato il 22 aprile 1284. + + D'Esclot, cap. 115, riferisce la risposta dei Veneziani. + + [51] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 63 e 64. + + Quivi si legge la bolla di Onorio, data di Tivoli il 4 agosto, + anno 1. + + [52] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 40, nel detto breve del 22 aprile +1284. + + Saba Malaspina, cont., pag. 418. Veggansi anche i diplomi citati + qui appresso per vari imprestiti del papa. + + [53] Raynald, Ann. ecc. 1284, §. 13 e 48. + + [54] Raynald, ibid., §. 2 e 3. + + [55] Saba Malaspina, cont., pag. 402. + + [56] Saba Malaspina, ibid. + + I viaggi del principe di Salerno si veggono dai vari suoi diplomi, + dati di Nicotra, Napoli, Foggia, Brindisi, Bari, nel citato Elenco + delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 260, 261 e + 263; da que' citati nelle annotazioni seguenti, cavati dai + registri del medesimo archivio; e da altri dati di Napoli 1 + gennaio, Foggia 24 e 29 gennaio, Barletta 1 febbraio, Brindisi 23 + a 26 febbraio, Spinacchiola 6 marzo, Melfi 10 a 16 detto, nel + registro 1283, A, fog. 15, 16, 16 a. t. 28, 28 a. t. + + [57] Diploma dato di Nicotra il 25 novembre duodecima Ind. (1283), + indirizzato a tutti gli uomini di tutti i giustizierati del reame + di Puglia. Proponendosi il principe di Salerno di andar nella + vegnente primavera sopra la Sicilia, con grandissima flotta ed + esercito, al totale sterminamento dell'isola, chiedea per tutte le + province di terraferma il sussidio «che non pativa differimento, + ed era appunto conforme alle recenti costituzioni del re suo + genitore.» Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 71. + + Altro diploma, ibid., fog. 80 a t., dato di Napoli il 26 aprile + duodecima Ind. (1284). È una sollecitazione del sussidio per la + impresa contro i ribelli. + + Diploma dato di Foggia il 24 gennaio duodecima Ind. (1284) sulle + querele _universorum gallicorum et aliorum ultramontanorum in + civitate Neapolis commorantium_, lagnantisi che da lor si + volesse riscuotere la presente sovvenzione generale. Il principe + di Salerno comandava non fossero molestati; perocchè per + privilegio di re Carlo erano stati francati da tutte le collette e + sovvenzioni, pel passaggio contro la ribelle isola di Sicilia. + Ibid., fog., 19, a t. + + Diploma dato di Melfi a dì 8 marzo duodecima Ind. (1284), pel + quale furon cedute a un condottiere, pei suoi stipendi, once 400 + su le sovvenzioni generali dovute da alcune terre. Si legge + bandita la sovvenzione _in subsidium expensarum futuri nostri + passagii in proximo futuro vere contra rebellem insulam Sicilie_. + Ibid., fog. 2, a t. + + Un altro diploma, ibid., dato di Napoli 12 aprile duodecima Ind. + mostrava queste sovvenzioni non eccedere i limiti, che s'eran + posti nei capitoli del parlamento di San Martino. + + [58] Diploma del 2 dicembre duodecima Ind. (1283). È la scritta del + ricevuto per once 15,000, che la compagnia de' Bonaccorsi di + Firenze avea pagato per conto del principe di Salerno in Roma, nel + corso dell'anno 1283, in carlini e fiorin d'oro, i primi ragionati + a 4, i secondi a 5 per oncia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. + 1283, A fog. 75. + + Altro del 13 febbraio duodecima Ind. (1284), ibid., fog. 99, dato + di Bari, dove il principe di Salerno confessa avere ricevuto once + 10,000, da papa Martino, tolte in prestito per virtù del permesso + di accattare infino a 100,000 once con sicurtà su i beni qualunque + della corona; permesso datogli dal padre, con un altro diploma che + si trascrive, dato _Salorum in Andegavia_, 1283, 14 luglio + undecima Ind., anno 7 del regno di Gerusalemme e 19 di Sicilia. + + Conti di Adamo de Dussiaco tesoriere, dal 1 settembre a tutto + febbraio duodecima Ind. In que' sei mesi si eran maneggiate meglio + che 36 mille once, ritratte da varie partite, tra le quali sono + notevoli: once 10,175 di tasse straordinarie, once 16,319 per + decime pagate dal papa e da mercatanti lucchesi, once 500 prestate + del suo dal cardinal Gherardo, once 695 da mercatanti romani a + usura, che sono per l'argento impegnato come nel docum. XII. Le + spese sono per arredi, soldi alla famiglia del re, e a cavalli e + fanti dell'esercito di Calabria con Artois: e 5,000 once per + acconciamento di galee, delle quali once 4,000 mandate in + Provenza. Vi si leggono i nomi di vari condottieri: Goffredo di + Joinville, il visconte di Tereblaye, Ugone de Grenat, Giovanni de + Alnect, Pietro de Bremur, Giovanni de Montfort conte di Squillaci, + ec. Nel citato reg. 1283, A, fog. 132, 134. + + Diploma dato di Melfi a 16 marzo duodecima Ind. (1284) per + l'imprestito di once 1,918 da mercatanti senesi. Ibid., fog. 29. + + Diploma dato di Napoli a 26 aprile duodecima Ind. (1284). Carlo + principe di Salerno a papa Martino. Per l'autorità datagli dal + padre di accattare infino a 100,000 once d'oro, avea tolto altre + somme di danari. Confessa qui avere ricevuto da Bullono e + Vermiglietto, mercatanti lucchesi, once 15,608 di oro sul danaro + delle decime ecclesiastiche accordate per la guerra, con + guarentigia della santa sede. Richiede il papa che ne dia credito + a que' mercatanti. Ibid., fog. 131. + + [59] Diploma del 24 settembre duodecima Ind. (1283), Docum. XII. Ivi + si leggono i nomi delle varie maniere di vasellame impegnato, e il + peso, e quel de' rottami d'argento, e fin di alcuni baltei con + borchie d'argento. Vi si trova ancora il riscontro co' pesi di + Cologna; talchè pare documento assai importante per cui si + travagli delle antichità di que' tempi. + + [60] Veg. i conti di Adamo de Dussiaco, citati nella pagina + precedente, e un altro diploma del 2 maggio duodecima Ind. (1284) + pei danari che lo stesso tesoriero avea tolto in prestito a nome + del fisco. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 117. + Ibid., a fog. 75 a t., leggesi un altro diploma per altro + imprestito da uomini di Solmone. + + [61] Diploma dato di Napoli il 29 novembre duodecima Ind. (1283), pel + quale si voltavano alle spese della flotta le seguenti somme + promesse da città in sovvenzione della presente guerra: da Napoli + once 1,000, da Salerno 500, e 100 delle once 200 che avea promesso + Nocera. Nel r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 74. + + [62] Diploma del 27 maggio duodecima Ind. (1284), pel quale si rendea + la grazia regia e, mercè once 1,000, anco i beni ai figliuoli di + Galgano di Marra giustiziato. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. + 1283, A, fog. 149. Ibid., a fog. 119 a t., leggesi un altro + diploma del 6 maggio duodecima Ind. a favor di Giovanni di Marra + figliuolo di Angelo, ch'era stato appiccato, _suis culpis + exigentibus_; cioè i mali consigli dati al governo per + iscorticare i sudditi. + + [63] Diploma dato di Napoli a 25 maggio duodecima Ind. (1284), reg. + 1283, A, nel r. archivio di Napoli, fog. 136. Divieto all'entrata + de' carlini d'argento stranieri, perchè non si ravvilissero que' + del governo, ai quali s'era fissato il valore di grana 12 per + ciascuno. + + [64] Diploma dato di Napoli il 1 giugno duodecima Ind. (1284). Son + lettere circolari per tutte le province, per le quali si destinano + commissari regî sopra la esazione delle decime dei beni + ecclesiastici. _Sane Reverendus in Cristo pater Dominus G. + Sabinensis Episcopus Apostolice Sedis legatus, provida nuper + ordinacione decrevit quod super exactionem decimarum omnium + fructuum reddituum et provetuum Ecclesiarum quarumlibet + existencium in decreta vobis provincia, duorum annorum videlicet, + per universos prelatos et Clericos Regni Sicilie citra farum + domino patri nostro et nobis gratanter in ipsius legati presencia + commissarum_, ec. + + Perciò il vicario del re provvedea che N. N. _dilectus et + devotus noster in quo nos plene confidimus debeat personaliter + interesse_, ec., nella esazione di queste decime. Nel r. + archivio di Napoli, registro 1283, A, fog. 147 a t. Ibid. fog. + 148, leggesi la circolare indirizzata al medesimo effetto a' + prelati, nella quale son da notarsi le seguenti parole: _Quum + pridem Reverendo in Cristo Domino G. dei gratia venerabili + episcopo Sabinensi apostolice sedis legato apud Melfiam residente, + prudentia vestra diligenter attendens quod dominus pater noster et + nos sumus sacrosancte romane Ecclesie Speciales filii et athlete, + quodque in prosecucione finalis exterminii Sicule factionis..... + decimas omnium fructuum_, ec....._in ipsius legati presencia, + pro ut veridico relatu didicimus, per biennium liberaliter obtulit + et gratiose promisit_, ec. Ibid. a fog. 154, altro diploma dato + di Napoli il 2 giugno al medesimo effetto. + + Mi par che resti dubbio se questi due anni di decime + _promesse_ nel concilio di Melfi per influenza del legato + Gherardo da Parma, cardinale vescovo di Sabina, siano state oltre + quelle accordate già dal papa; ovvero se il legato abbia voluto + richiedere di faccia a faccia tal promessa a' prelati per + incontrar minori ostacoli a quel pagamento, che d'altronde dovean + fare per lo comandamento del papa. Io penderei al primo di tali + supposti. + + In questo o in altro concilio di Melfi, gli ordini religiosi + militari furon tassati di gente, ma forse poi detter danaro in + compenso. Ciò si vede da un diploma dato di Napoli il 26 aprile + duodecima Ind. (1284): _Fratri Falconi de ordine militie Templi + Vice Preceptori in Apulia. Cum pridem in Concilio per Venerabilem + in Christo patrem Dominum G. Sabinensem Episcopum apostolice sedis + legatum apud Melfiam sollempniter celebrato, quatuor milites et + sexdecim scutiferos armigeros equis et armis decenter munitis,_ + ec., furono promessi da voi; mandateli senza dimora, o, in vece di + essi, once 50. Reg. med. 1283, A, fog. 83. Al fog. 123 a t. si + leggon altri simili diplomi dati il 29 aprile, indirizzati agli + Spedalieri di S. Giovanni in Barletta e Capua. + + [65] Diploma dato di Napoli 5 maggio duodecima Ind. Il vicario chiama + alcuni armigeri pisani in suo aiuto, a' suoi soldi. Nel r. + archivio di Napoli reg. cit. 1283, A, fog. 131 a t. + + Ibid. diploma di Napoli 7 maggio duodecima Ind. A tutti i soldati + che dovean venire a' suoi stipendi sotto Giovanni de Apia + (d'Eppe). Promette loro che appena messo piè in Napoli, avran la + moneta del soldo par tre mesi; e che non vedendosi pagati, vadano + pur via. + + Ibid. diploma del dì 8 maggio a Giovanni d'Eppe, negli stessi + sensi, aggiungendo che a S. Germano toccherà i primi tre mesi di + stipendio, e poi sarà pagato di trimestre in trimestre. + + Ibid. diploma del 19 maggio, docum. XVII. + + Ibid. diploma del 20 maggio. Mandato fatto ad Adamo Forrer + capitano del patrimonio di San Pietro, a richiedere con qualche + condizione quegli aiuti ch'avean profferto i comuni di Perugia, + Viterbo, Orvieto e altri degli stati pontificî. + + [66] Diplomi del 28 gennaio, 24 febbraio, 3, 7, e 17 aprile, 3, 4, 5, + e 21 maggio 1284, dalle pergamene del r. archivio di Napoli, nel + citato elenco, tom. I, pag. 260 a 266. + + [67] Concessioni di beni allodiali e feudali se ne trovan molte fatte + in questo tempo, reg. cit. 1283, A, fog. 117 a t. 126, ec. + + [68] Docum. XVI. + + [69] Diploma dato di Napoli a 15 maggio duodecima Ind. (1284) per + pagarsi once 100 per nolo della nave genovese di Simone Malleno. + Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 104 a t. E un + altro del 20 giugno 1284, per la nave di un genovese Navarro, + citato nel seguito del presente capitolo. + + [70] Dapprima il principe di Salerno avea affidato l'armata a + Guglielmo Alamanno, e Arrigo Girardi. Diploma dato di Nicotra il + 27 settembre duodecima Ind. (1283), nel citato registro 1283, A, + fog. 59 a t. + + Nel mese di novembre cominciò a incalzare nei provvedimenti per la + flotta; e preposevi un uomo di maggior nome, Iacopo de Brusson, + come si vede da' seguenti diplomi del medesimo registro. + + Napoli 24 novembre per l'armamento delle navi in Napoli, fog. 71, + a t. + + Napoli 26 novembre, parecchi diplomi per le navi in Salerno, ibid. + + Napoli 26 novembre a Iacopo de Brusson vice ammiraglio. Lunghi + ordinamenti a racconciar la flotta; e si dice data ad + _extaleum_ in Napoli la costruzione di dodici galee per la + somma di once 120 per ciascuna, fornite di tutto, fog. 73. + + Napoli 27 novembre, altri provvedimenti; e si fa nota la elezione + di Brusson a vice ammiraglio, fog. 72. + + Napoli 4 gennaio, duodecima Ind. (1284), per farsi biscotto da + servire alla flotta nel passaggio di Sicilia, nella primavera + vegnente. Ibid. fog. 15. + + Altro ibid. fog. 16, dato di Foggia il 29 gennaio al medesimo + effetto. + + Altri ibid. fog. 42, dati di Brindisi, 20 e 24 febbraio allo + stesso fine. + + Nella primavera del 1284, come strignea il tempo all'impresa, il + governo angioino raddoppiava le sue cure per la flotta. + + Diploma dato di Napoli a 15 aprile duodecima Ind. vietando che + niuna nave uscisse da' porti di Puglia, poichè tutte servivano + alla imminente impresa siciliana. Reg. cit. 1283, A, fog. 30, a t. + + Diplomi dati di Napoli l'ultimo aprile duodecima Ind. perchè + fosser subito varate le galee in Gaeta, e fornite di tutto per + l'immediato passaggio in Sicilia. Reg. citato, fog. 84 a t. e 89 a + t. + + Altri diplomi della stessa data e del 3 aprile, ibid. fog. 88, + 100, a t. e 30, dai quali si vede raccolta su i porti + dell'Adriatico, grande copia di grasce e altre vittuaglie per + l'impresa di Sicilia. + + Diploma dato di Melfi a 13 marzo, per dar favore ad alcuni + mercatanti de' Bonaccorsi, incaricati dal re ad incettar frumento. + Se i proprietari facessero mal viso, fossero sforzati a dar il + grano a giusto prezzo. Reg. citato, fog. 43. + + Altro diploma del 26 aprile, perchè dalle regie armerie si + fornissero all'ammiraglio 400 giachi, e due casse di quadrella, da + armarne nove galee in Salerno. Ibid., fog. 121. + + Altro del 1 maggio, dato anche di Napoli, perchè si consegnassero + 20 migliaia di quadrella di due piedi e 40 migliaia d'un piede, + per uso della flotta. Ibid. fog. 113 a t. E al medesimo effetto + parecchi altri diplomi che tralascio per brevità; ma è da notarne + uno del 12 maggio indirizzato al castellano di castel Capuano di + Napoli, ov'eran le armerie, la zecca, ec. Da questo si veggono i + nomi delle varie maniere d'armi da consegnarsi al vice ammiraglio: + _balistas, quarrellos ad unum et duos pedes, conuculos pro..... + igne, lanceas, Jaccarolos, rampicullos, prodas cum catenis earum, + scuta, squarzavella, pavensia, et queque alia arma_, fog. 113. + a t. + + Nello stesso tempo Carlo lo Zoppo, che fu questa sola volta + guerriero in tutta la sua vita, si facea fabbricare armature per + sè. Un diploma del 27 febbraio, ibid. fog. 114, accenna il + pagamento di cent'once fatto a questo fine; e un altro del 12 + maggio provvede al soddisfacimento del compiuto prezzo. Ibid. fog. + 108. + + Si prepararono ancora molte macchine da guerra, delle quali par + che fossero espertissimi i Saraceni della colonia siciliana + trapiantata in Lucera dall'imperator Federigo, una o due + generazioni innanzi quest'epoca. Due diplomi del 23 aprile, reg. + citato, fog. 91 a t. e 104 provvedono di mandarsi a Manfredonia + per l'impresa di Sicilia, quattro _de ingeniis curie_ della + fortezza di Lucera de' Saraceni. + + Un altro del 6 maggio, ibid. fog. 91 a t., per assoldar cento + Saraceni al servigio di queste macchine, le quali indi si vede che + dovean essere molto grandi e importanti. Per un altro diploma del + 13 maggio, ibid. fog. 103, si veggono assoldati nell'oste di que' + Saraceni 9 militi, 90 cavalli e 500 fanti. Altri diplomi dati di + Melfi il 12 marzo duodecima Ind. (1284) provvedeano 300 archi + d'osso pei Saraceni militanti nell'esercito, 290 cavalli per gli + arcieri saraceni, 200 _spalleria, suprapunta, cocceros, et + faretras_ pei medesimi; reg. 1283, A, fog. 43 e 44: ed ivi a + fog. 44 a t. altri diplomi del 20, 21 e 23 marzo per armi e + cavalli di altri 170 arcieri saraceni di Lucera. Altri diplomi + leggonsi nel medesimo reg. fog. 103, uno dato il 23 aprile per + cuoia di buoi e bufali, un altro il 6 maggio per altri materiali e + stromenti, tutti per l'impresa di Sicilia. In quest'ultimo si + legge di fornirsi 200 _lapidum finarratorum pro ingeniis_. + + [71] È notevole la cura che il governo angioino di Napoli si prendea + per custodir le sue spiagge, pur mentre preparava un'armata e + un'oste d'invasione contro la Sicilia. Ciò prova in quale + riputazione già fosse appo i nemici la flotta catalana e + siciliana. Cel mostrano i diplomi del r. archivio di Napoli, nel + citato reg. 1283, A, de' quali, lasciando indietro perchè non + mostra cura straordinaria, un diploma del 21 aprile (1284) + risguardante il pagamento degli stipendi al presidio del castel di + Capri, ricorderemo i seguenti: + + Diploma del 30 novembre (1283) fog. 72, perchè si munissero, con + molta cura le castella di Calabria, massimamente quelle di contra + a Messina. + + Diploma dato di Napoli il 2 maggio, fog. 85 a t. È commesso a + Iacopo de Brusson vice ammiraglio di far osservare gli ordini già + dati nei segnali allo scoprir legni nemici: cioè fumo il dì, + fiamme la notte, che volgarmente si dicean _fani_, e se ne + dovea levar uno per ciascun legno avvistato. Inoltre erano + stabilite _excubias seu custodes_ in tutte le terre e luoghi + opportuni, che vegliassero dì e notte. La spesa si fornisse da' + comuni, e, in mancanza, da qualunque danaro regio. Somiglianti + disposizioni son date, ibid. fog. 127 a t., per aversi particolar + cura delle costiere da Policastro a Castellamare di Stabia. + + Diploma del 2 maggio, ibid. fog. 86 a t., per 75 fanti toscani + mandati di presidio in _Montane Amalfie_, ov'era capitano un + Rambaldo de Alemanni. + + Altro della stessa data, Ibid. 88 a t., al capitano di Gaeta si + raccomandano i fani. + + Par che in vero dopo la battaglia di Malta i nostri corsali + avessero ripreso le infestagioni ne' mari del regno di Napoli. Un + diploma dato di Nicotra a 28 ottobre duodecima Ind. (1284) parla + di un galeone siciliano di un tal Galfono che corseggiasse. + + [72] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 27. + + [73] Bart. de Neocastro, cap. 76. + + [74] Questo particolare è scritto dal d'Esclot. A mostrar la somma + sua diligenza noteremo che per vero da un diploma del 20 giugno + 1284 si vede che fosse a' soldi del governo di Napoli la nave di + questo genovese Navarro. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. + 1291, A, fog. 4, a t. + + [75] Questa narrazione è ritratta da' seguenti contemporanei, che + portanla con poco divario tra loro: + + Bart. de Neocastro, cap. 76, 77. + + Nic. Speciale, lib. 1. cap. 27. + + Saba Malaspina, cont., pag. 404 a 408. + + D'Esclot, cap. 119 a 127. + + Diario anonimo, nella Raccolta di cronache del regno di Napoli, + da' tipi del Perger, tom. I, pag. 109. + + Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 93. + + Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, + pag. 1157, 1158. + + Cron. del Mon. di S. Bertino, in Martene e Durand, Thes. Anec., + tom. III, pag. 764. + + Nangis, Gesta Philippi III, in Duchesne, Hist. franc. script., + tom. V, pag. 543. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nella Marca Hispanica del + Baluzio. + + Montaner. cap. 118. + + Cronaca di Parma, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 812. + + E la più parte degli altri contemporanei, che dicono il fatto + senza i particolari. + + Il giorno della battaglia è confermato da molti documenti, tra' + quali citeremo una lettera di Carlo I al papa, data il 9 giugno + 1284, pubblicata dal Testa, nella vita di Federigo II re di + Sicilia, docum. 2. + + I suddetti scrittori portan variamente il numero delle navi; e i + più pongon l'avvantaggio del numero dalla parte de' Napoletani. + Scrivendo solo per narrare quel che mi sembra più vero, mi son + tenuto a d'Esclot catalano, perchè meno esagerato, e minutissimo + ne' particolari. Saba Malaspina disse 11 le nostre navi e 30 le + nemiche. Speciale 41 le nostre e 70 le nemiche. Il Neocastro 28 le + prime e 30 le seconde. Il Villani 35 le napoletane e 45 le nostre. + Il Montaner 40 le galee di Sicilia e 38 con molti altri legni le + napoletane. La Cronica di Parma, morti d'ambo le parti 6,000, + presi da' nostri 8,000, tra' quali il figlio dei conte di Fiandra, + il conte di Monforte, Rinaldo d'Avella, Oddone Polliceno e altri + baroni, in tutto 32, prese 42 galee armate, sommerse cinque e + fuggite quattro. + + Vi hanno nel r. archivio di Napoli parecchi diplomi di Carlo I, + per l'amministrazione de' beni feudali _comitum et baronum qui + dudum in marino prelio cum Karulo primogenito nostro per + proditores Messanenses et inimicos nostros Aragonenses mortui sunt + vel capti_. Queste parole appunto leggonsi in un diploma dato + di Brindisi il 13 settembre tredicesima Ind. (1284), reg. 1283, A, + fog. 176; e uno somigliante, dato il dì 11 giugno duodecima Ind. + (1284) se ne legge indi a fog. 188; un altro a fog. 12 a t. dato + di Brindisi il 3 ottobre tredicesima Ind. (1284). + + Un altro del 17 giugno 1284, dato anco di Napoli, provvide in + particolare all'amministrazione dei beni di _Raynaldo Gaulardo + miles_ preso col principe di Salerno, reg. segn. 1291, A, fog. + 4. + + Un altro del 21 giugno dello stesso anno 1284, nel medesimo + registro 1291, A, fog. 21, accordò dei sussidi alle mogli de' + prigioni, Rinaldo Galard, Iacopo de Brusson e Guglielmo Estendard. + + E tre altri dati il 14 giugno per l'amministrazione de' beni di + Galard, de Brusson ed Estendard, leggonsi nel ridetto registro + 1291, A, fog. 4, e 4 a t. + + [76] Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 93. + + [77] Saba Malaspina dice _Castrum ad mare_, e che la principessa + salì _scopulum castri_. D'Esclot anche parla di castello di + san Salvatore al mare, e fa supporre che nello stesso trovavasi + prigione la Beatrice; Montaner porta costei serrata nel castel + dell'Uovo. + + Queste circostanze riunite non lascian dubbio, che anche il primo + parlasse del castel dell'Uovo, che sorge su rilevato sasso in + mezzo al mare, come penisola. + + [78] Bart. de Neocastro, cap. 77. + + Saba Malaspina, cont., pag. 408, 409. + + D'Esclot, cap. 128. + + Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, + pag. 1158. + + Montaner, cap. 113. + + La condanna di Riso e Nizza è riferita dal Neocastro, che solo tra + gli scrittori della battaglia fa menzione di quei due sciagurati. + + [79] Saba Malaspina, cont., pag. 410. + + Bart. de Neocastro, cap. 77. + + Nic. Speciale, lib. 1, 27. + + D'Esclot, cap. 129. + + Montaner, cap. 113. + + Queste autorità, e massime il Malaspina, provano ch'è bugia la + uccisione di 200 e più prigioni all'arrivo loro in Messina, + favoleggiata o portata con anacronismo da Ricobaldo Ferrarese e + Francesco Pipino, in Muratori, tom. IX, pag. 142 e 694. + + [80] Saba Malaspina, cont., pag. 410, 411. + + Cron. di San Bert., loc. cit., tom. III, p. 765. + + Epistola di re Carlo a papa Martino, data di Napoli il 9 giugno + 1284, in Testa, Vita di Federigo II di Sicilia, docum. 2, ove + leggesi: _Nonnulli leves et viles contumaci crassantia + excessissent, etc._ + + Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. VIII, + pag. 1158. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 94. + + Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 610. + + Giachetto Malespini, cap. 222. + + Le parole di Saba Malaspina intorno il messaggio a' Francesi + usciti dalla città, che mostran gli umori di parte tra i nobili e + la minutaglia di Napoli, son queste: _Significant enim dictis + Gallicis legatus et nobiles memorati, quod etiam in iis + concitationibus populi non oporteret eos timentium assumere animos + vel pavere, quia contra hujusmodi populum stolidum concitatum, + praedicti nobiles cum ipsis Gallicis volunt esse._ + + [81] Saba Malaspina, cont., pag. 411. + + Epistola citata di re Carlo a papa Martino. + + Diploma di re Carlo, docum. XVIII. + + + + +CAPITOLO XI. + +Carlo, fatta cruda vendetta in Napoli, s'appresta a un ultimo sforzo +contro la Sicilia. Vano assedio di Reggio. Seconda ritirata di Carlo, +e audaci fazioni de' nostri, che occupano molte terre in Calabria, val +di Crati e Basilicata. Impresa dell'isola delle Gerbe. Sospetti del +governo aragonese, e ruina d'Alaimo. Casi dei prigioni in Messina. +Morte di re Carlo e di papa Martino. Provvedimenti della corte di +Roma. Capitoli di Onorio. Insidia di due frati messaggi suoi in +Sicilia.--Giugno 1284-1285. + + +Il dì medesimo della battaglia, re Carlo trapassava dai mari di +Toscana a quei del regno, avendo seco da quaranta galee, portato da +prosperi venti, da novelle speranze, finchè a Gaeta il nunzio +incontrò, scrivealo al papa egli stesso, di sollecitudine e angoscia. +Più che la perduta flotta, il trafisse la morte e prigionia de' suoi +gagliardi; del figliuolo sol rammaricossi perch'era un pegno in man +dei nemici; talchè nel solito abbandono di rabbia, o infingendosi, +imprecavagli: «Foss'ei morto com'è prigione! Che m'è a perdere un +prete imbelle, uno stolto che si da sempre a' consigli peggiori[1]?» I +terrazzani di Gaeta, che già a stigazion de' loro usciti erano per +ribellarsi agli avvisi di Napoli, cagliarono vedendo inaspettato con +una flotta il re: il quale non curolli, tirato da vendette maggiori; +che tra due pendeva, o inseguir Loria di {273} presente, o sfogare su +Napoli[2]. A questa come più vicina si volse. Approdatovi il dì otto +giugno, ricusava smontare nel porto; soprattenutosi al Carmine, +minacciava arder Napoli; talchè a mala pena il dissuasero Gherardo e i +nobili, i quali scusando il popolazzo con dirgli: «Sire, e' furono +folli.--E io, rispondea, punirò i savi che ciò soffersero ai +folli[3].» Lasciò dunque torturare i rei, o creduti[4]; investigò, +borbottò; commosso infine a clemenza, contentossi di cencinquanta, o +poco più, impiccati per la gola: ma sperava rifarsene con più largo +sagrifizio nell'isola[5]. Le popolazioni di Puglia, che fortuneggiando +il governo avean levato in capo, or s'umiliavano di tanto più basso; +profferiano al re averi e persone: ed egli a tal apparenza dell'antico +vigor di comando, col gran cuore che allora il portò sì alto, si +fidava pure vincer la prova. Mette in punto a Napoli e l'armata sua e +le reliquie della disfatta del principe; comanda si fornisca l'altra +di Brindisi; scambia nell'armata del regno i capitani, nel civil +governo gli officiali; non curante scrive per l'Italia: essersi +involata innanzi a lui la flotta de' ribelli Siciliani, dissipata la +codarda e mobil canaglia che gridava in terraferma; avanzargli +soldati, marinai, ottantasei galee, teride altrettante, numerosa prole +del figliuol suo per la successione {274} al trono; già movea a +compiere il meritato sterminio dell'isola[6]. Al papa aggiugne: sol +ch'abbia moneta, trionferà questa volta; il papa col solito amore +provegga all'ultimo sforzo. Temendo pure esausto quel cieco zelo o il +tesoro, il dì stesso commette al vescovo di Troia e a Oddone +Polliceno, consiglieri suoi, che procaccino uno imprestito con +l'intesa di fidati officiali del papa; vadano a corte di Roma, in +Toscana, in Lombardia; richieggan città, compagnie, mercatanti, tutto +purchè abbian cinquanta mila once d'oro. Pochi dì appresso +raccomandavasi a maestro Berardo da Napoli notaio del papa, dicendo +accatto non più, ma sussidio[7]. Nè invano il chiese a Martino, che +fatto per lui tanto sperpero delle decime dell'orbe {275} +cattolico[8], or entro un mese gli fornì novellamente quindicimila e +seicento once di oro; spigolandole dalle lontane chiese di Scozia, +Dacia, Svevia, Ungheria, Schiavonia, Polonia; e allegando sempre +l'onore e 'l pro della navicella di Pietro[9]. + +Il quarto poderoso armamento adunava dunque Carlo, con le forze +ausiliari della più parte delle città italiane; e die' superbamente il +ritrovo a Reggio, occupata allora dai nostri[10]. A Brindisi ei +cavalcò il ventiquattro giugno; di Napoli fe' salpar la flotta sotto +due ammiragli, l'un provenzale, italiano l'altro, che, girato intorno +alla Sicilia, per accrescer terrore a' nemici, e schivar essi il +passaggio dello stretto, niente sicuro con Loria e i Messinesi al +fianco, alla flotta dell'Adriatico si congiungessero. Navigando +costoro s'avvennero in una nave mercatantesca catalana; e presala, gli +uomini tutti, da pochi Romani e Pisani in fuori, gittarono in mare, +come se ciò riparasse l'onta della sconfitta di Napoli. Insultate poi +qua e là le costiere dell'isola, appresentansi un momento provocando +alla catena del porto di Messina; vanno a trovare l'altra armata a +Cotrone; e riforniti di vivanda, a mezzo luglio, pongonsi all'assedio +di Reggio. Quivi per terra andò il re con l'esercito di diecimila +cavalli e quaranta migliaia di pedoni, se da creder è a Bartolomeo de +Neocastro. Sommarono a cencinquanta o dugento i legni grossi. Carlo si +pose alla Catona con parte dell'oste; il grosso lasciò a campo a +Reggio: presala, e come no? si passerebbe in Sicilia[11]. + +E Reggio, debol di sito e di mura, tenne inopinatamente, {276} per la +virtù di Guglielmo de Ponti catalano, e d'un picciol presidio di +Catalani e Siciliani, nel quale si noveravan Messinesi trecento. +Sostennero i nostri ogni più duro assalto; e la vigilanza alle guardie +faticosissima ai pochi: e con fino saettar dalle mura scemavano gli +assedianti, gente vendereccia o venuta a forza, odiante forse il +vecchio re cui la fortuna volgeva le spalle, e mormorante per la +penuria delle vittuaglie, non provvedute abbastanza dal principe di +Salerno, e scarsissime d'altronde quell'anno {277} per tutta +Calabria[12]. Indi a rinfrancarsi i Messinesi dopo il primo +terrore[13]. Indi a sgomenarsi in un attimo, nelle maestre mani di +Carlo, la mal costrutta macchina di questa guerra. Tra il sì e il no +di valicare lo stretto[14], Carlo aspettò alla Catona infino allo +scorcio di luglio[15]; e vedendo che l'assedio di Reggio era niente, +corse a incalzarlo egli stesso; e il quattro agosto passò oltre ad +Amendolia; il cinque alle spiagge di Bruzzano: e facea venir +vittuaglie e stromenti da guerra, e par che quivi aspettasse l'esito +di qualche tradimento in Sicilia[16], e disegnasse qualche altro +assalto su la costa orientale dell'isola[17]. Perchè tentando {278} +anco l'esca delle concessioni, forse per chiesta de' Siciliani con cui +praticava, creò vicario generale in Sicilia con pien potere il conte +Roberto d'Artois, fidando in esso, dice il diploma, come nella sua +persona medesima, e dandogli di poter dispensare perdoni e +guarentigie, che il re ad occhi chiusi confermerebbe: e pensava +mandarlo in Sicilia con un grosso di genti[18]. Questo disegno non fu +recato ad effetto. Rivien Carlo sopra Reggio; tentata senza pro una +scaramuccia, sciogliene l'assedio il tredici agosto[19]; e tornasi +alla Catona con quanto avea d'oste e di navi. + +E incontanente in Messina Ruggier Loria, non potendo per tale +smisurato divario di forze uscir con l'armata, ordinò schiere di +cavalli su le spiagge: il popol tutto intrepido e lieto ripigliava le +armi; l'infante Giacomo confortavalo con la sua presenza; nè andò +guari che i Messinesi con sottili barche a remeggio dier principio a +molestar le galee nimiche, motteggiando e saettando se potessero +trarle presso al porto di Messina[20]. Provocarono invano, perchè il +nemico non pensava ormai che a ritrarsi. {279} + +Incredibil fine di tanto sforzo: onde degli scrittori del tempo, altri +disse che re Carlo mandasse due cardinali a trattare in Messina del +riscatto del figliuolo, e che Pier d'Aragona li intrattenesse finchè +fu passata la stagione acconcia alla guerra[21]; altri die' a vedere +l'Angioino arrestatosi a un tratto dal passaggio, perchè i nostri +minacciasser di mettere a morte il principe di Salerno[22]. Tal +minaccia che, mandata ad effetto, pur sarebbe stata alto e salutare +consiglio rinforzando i Siciliani con la virtù della disperazione, io +non la credo da tanto da trattener Carlo fidante nella vittoria. Errar +più manifesto è quel de' primi, perchè Pietro non tornò giammai di +Spagna in Sicilia, nè di mezzo agosto si potea creder finita la +stagion di combattere. Ma ben altre invincibili necessità volsero +questa seconda fiata negli amari passi di fuga il guerriero angioino. +Malaspina allega la sola mancanza delle vittuaglie, come poi scrisse +il medesimo re Carlo[23]. Più forti cagioni ne mostrano altri diplomi +del re. L'esercito mormorava, fremea, faceasi di giorno in giorno più +immansueto; questa contumacia apprendeasi agli abitanti delle +Calabrie[24]. Cominciò l'armata {280} ad assottigliarsi per molti +disertori; passò tal contagio nell'oste; non menomavasi per guardie +che il re facesse mettere ai passi; non per le ordinate inquisizioni +strettissime de' disertori; nè per un atroce comando, che mostra in +Carlo le smanie della tirannide al guardare qual precipizio già il +trascinava. Perch'ei, quasi non sapendo ritener altrimenti i regnicoli +che non lo abbandonassero, assomigliando a fellonia la fuga che +snervava l'esercito regio, ordinò prima il sette agosto da Bruzzano, e +più volte appresso, si mozzasse il pie' a tutti i disertori; ma disse +il pie' indistintamente pei Saraceni; pe' cristiani, da carità +maggiore, designò che si troncasse il sinistro. Gran pezza +continuarono per tutta la ritirata e queste fughe e questi orrendi +gastighi[25]: nulla giovarono al re. Avea alle spalle Reggio intera e +minacciosa; in Sicilia s'incalzavano gli armamenti; il proprio +esercito si assottigliava, si disfacea, {281} dileguavasi. A che +cercar altre cagioni alla ritirata di Carlo? + +Il caso l'affrettò con una crudele tempesta, che percosse di notte le +navi ancorate alla Catona senza schermo: le quali per manco male si +lanciavano in alto mare; e tornate a dì, dopo aver corso gravi +pericoli, trovaron l'esercito in terra poco men di loro travagliato +dalle folate del vento e dell'acqua. A mezzodì, splendendo in Messina +un bel sereno, di nuovo si scaricarono le procelle su' lidi opposti; +che parea, dice il Neocastro, ch'anco il cielo e 'l mare scacciassero +gli stranieri[26]. Ma più degna è di nota la virtù di Ramondo Marquet +catalano, vice ammiraglio d'Aragona. Costui, mandato dal re con +quattordici galee, quando si seppero in Catalogna i novelli +apparecchiamenti {282} del nemico, navigava nel mar di Milazzo. Vistol +da terra, un Villaraut cavalier catalano comandante di quella città, +spiccasi ansioso sur una barchetta a dirgli dell'enorme flotta nimica +ingombrante lo stretto; e Ramondo a lui: «Comandommi il re di condur +queste navi a Messina; innanzi ad umana forza non volterò:» e +seguitava il suo corso. Villaraut ne spacciò tosto avviso all'infante. +E lo stuol delle navi nostre, gareggiando coi pro' Catalani, escì di +Messina a incontrarli infino a torre di Faro. Entrambi in faccia al +nimico, non molestati, si ridussero in porto[27]. + +Dopo questi fatti non tardò Carlo a sgombrare; e scorgendo ciò i +nostri, davansi a molestarlo, come già nell'ottantadue, mettendo in +mare, tra catalane e di Sicilia, cinquantaquattro galee. Le quali come +fur pronte, Ruggier Loria, convocati in piazza di San Giovanni +Gerosolimitano comiti e ciurme e le altre genti, fatto grande silenzio +per la riverenza dell'uomo, così parlò: «Ecco la seconda fuga +dell'usurpatore di Napoli! Vedete confusi in quel navilio, Provenzali +da noi in mare sconfitti due volte; Francesi inesperti; e, diversi ben +di costumi e di voglie, Toscani e Lombardi stipendiati, regnicoli +disaffetti: italica gente tutta, che di noi ricorda i renduti +prigioni, il mite adoprare in guerra, e, perchè no? la cacciata stessa +di quegli stranieri insolenti. Ma voi, Catalani e Siciliani, diversi +di lingua solo, una gente siete d'affetto e di gloria; provati insieme +in battaglia: e che è a voi la mal ragunata moltitudine di là? +Assalitela dunque, sperdetela, mentre nostra è la fortuna[28]!» E il +popolo a una voce: «Alla battaglia, gridava, alle navi;» e tumultuoso +correavi; nè aspettato comando, salpò. Portavanli vento e corrente +gagliardissimi {283} a Reggio, forse a ineluttabile perdita, quando un +comito di galea: «Restate, sclama, restate! si raccolgan le vele;» e +ubbidito senza intender perchè, come in moltitudine avviene: «Non +v'accorgete, seguiva, che in secco andiamo, a darne senza combattere +a' Francesi!» Costui salvò la flotta. Rivolte le prore, ancorossi al +Peloro, a dodici miglia dalla nemica. + +Ivi chieser le genti, o l'ammiraglio disegnò un assalto sopra Nicotra, +tenuta dal conte Pietro di Catanzaro, con cinquecento cavalli e +duemila soldati da pie' e altrettanti terrazzani; spensierati per +fidar nelle vicine forze del re. Loria, trascelte dieci galee, +piombavi a mezza notte; non sì improvviso pure, che il conte non +facesse pria sfondar otto galee ch'avea in arsenale, e con tutti que' +della terra fuggisse. Poco sangue perciò fu sparso; ma fatto grande e +ricco bottino. Appiccan fuoco dispettosi i nostri alle galee e alla +città, per toglier comodo al nimico, che fatto aveane sua stanza +principale in quella guerra: e ne tornò ai Nicotrini che senza patria +miseri paltoneggiando, riparar dovettero qua e là per Calabria, e i +più a Monteleone e a Mileto. Preso fu quella notte un Geraci da +Nicotra cavaliere, e dicollato a Messina per fellonia; sendosi una +volta recato in parte per lo re di Aragona, e po' fallitogli. Pietro +Pelliccia, cavaliere alsì e da Nicotra, incontrò più crudo supplizio. +Costui, governando Reggio per noi, da invidia e malvagio animo, avea +fatto a furia di popolo ammazzare sette de' maggiori uomini della +città: indi catturato per comando di Pietro; e dal carcere si fuggì. +Coltolo a Nicotra, l'ammiraglio il da in balìa a' figliuoli di quegli +uccisi; che fecerlo in pezzi. + +Tornatosi alla sua flotta allo schiarire del dì, l'ammiraglio vide +quella di re Carlo far vela per lo mare Ionio, rimontando a Cotrone; +onde messosi a inseguirla, trovaronsi a sera, distanti quattro miglia +tra loro, alla marina di Castelvetere. Ciò allettò Ruggiero ad +esplorar da sè {284} stesso i nimici. Perchè montata una barchetta +peschereccia, cheto sguizzando tra le lor navi, ebbe a udire il +cicaleccio delle genti; ch'altri lodava lui stesso ancorchè nimico; +altri lacerava re Carlo, malurioso e fatto dappoco; e i più anelavano +tornarsi a lor case. Corse allor l'ammiraglio un gran rischio, e, come +mille altre volte, l'aiutò la fortuna. «Chi è dalla barca?» gli gridò +una scolta; e l'ammiraglio pronto: «Povero pescatore; e m'affatico per +servigio del re.» Ma tornato di presente al suo navilio, prendevi una +man di trecento tra Catalani e Siciliani, per assalire Castelvetere, +terra a quattro miglia dalla spiaggia. Taciti giungono sotto le mura; +non hanno scale, e fansele con le aste delle armi legate insieme; +sulle quali un Fasano messinese montò primo tra tutti. Abbattutosi con +le guardie ch'eran deste, ne uccide quattro costui, ucciso è dalle +rimagnenti; ma pochi altri Messinesi seguendolo schiudean le porte; +ondechè fu messa la terra a sacco, con assai più sangue che a Nicotra. +La notte appresso, spintosi infino a Castrovillari, quindici miglia +entro terra, se n'insignorisce l'ammiraglio; e nel tornarsi alle navi, +anco di Cerchiaro e Cassano; e rientrato in nave, assaltò Cotrone. Fe' +vela indi per Sicilia; lasciando il re che in fretta riconducea in +Puglia navilio ed esercito. + +Dal canto del Tirreno peggio precipitaron gli eventi. Matteo Fortuna, +condottier di due mila almugaveri, impavido era rimaso tutta la state +nelle occupate terre di Basilicata; che non si crederebbe, ma forse +Carlo, per troppa fretta del passaggio in Sicilia, lo sprezzò. Costui +inanimito agli esempi dell'ammiraglio, una piovosa notte, d'un sol +colpo guadagnava Morano, terra e castello; e poscia Montalto, Regina, +Rende, Laino, Rotonda, Castelluccio, Lauria, Lagonegro, e altre terre +in val di Crati e Basilicata. Eran le armi del re fuggitive e lontane; +per contrario, presente nei popoli l'esempio di Nicotra, vivi gli +umori di ribellione; ed ivano attorno con molti altri eccitando gli +{285} uomini di maggior seguito, due frati calabresi della famiglia +dei Lattari: talchè tutti alla nuova dominazione si volser gli animi; +fecersi occultamente le bandiere con le insegne di Sicilia; e un +soffio a' Calabresi bastava a chiarirsi. Il fe' Tropea, mossa da due +frati; e Strongoli, Martorano, Nicastro, Mesiano, Squillaci. E sì +certo pareva il tracollo della signoria di Carlo, che principiando a +fallirgli i suoi stessi, Giovanni de Ailli, o Alliata, francese, +signore di Fiumefreddo in val di Crati, venne a Messina a fare omaggio +all'infante Giacomo; il quale confermavagli quel feudo, e un altro ne +concedeva. Mileto, Monteleone e altre terre tentennarono ancora: tutte +le Calabrie perdeansi, se non era pel conte d'Artois. Questi, seguito +alquanto il re, com'ebbe quegli avvisi, pronto voltò coi suoi cavalli; +ponendosi a Monteleone a raffrenare i vogliosi di novità, e troncare i +passi a una picciola banda di almugaveri, che da Tropea tentava le +usate scorrerie ne' casali d'intorno. I quali, or battuti dagli +almugaveri ed ora dal conte, più maledivano lui che i nemici; perchè a +nudrir le sue genti iva dissotterrando i grani occultati nella +durissima carestia di quell'anno. Arrigo Pier di Vacca, aragonese, +uomo di nome e valente in arme, mandato dall'infante Giacomo, forse in +Tropea, a maturare con l'autorità di vicario del re quegli importanti +moti delle Calabrie, poco operò per aver poche forze[29]. {286} + +Colpa dell'ammiraglio che potendo col temuto navilio osar la fortuna +di quelle prime fazioni, e distrugger la flotta nemica, e compier se +non altro la sollevazione delle Calabrie e di Basilicata, non +curandosi di ciò che avveniva dalla parte del Tirreno, per invidia o +avarizia, disegnò una impresa da pirata, come se non ci fosser nemici +più da combattere. In alto mare, mette il partito di assalire la +fertil isola delle Gerbe, poche miglia discosta dal continente {287} +d'Affrica, tra Tunisi e Tripoli; impresa, dicea, al nome cristiano +gratissima, a loro utilissima, perchè quei can maumettisti securi e +imbelli nelle ricchezze nuotavano. Gli fan plauso le ciurme: invocan +Dio e la Vergine; e arsi di cupidigia navigano alle Gerbe. Giunservi +il dodici settembre. La notte posta una galea nel canale tra l'isola e +la terraferma, breve e guadoso a basso fiotto, e tolto così lo scampo, +agl'indifesi abitatori dan di mano. Qual rimorso con infedeli? +Ammazzato al par chi resiste e chi fugge; quanti ascondeansi in cave +sotterra, sbucati come volpi col fumo; i più menati schiavi; e d'oro, +argento, masserizie fu grandissima la preda. Due mila i prigioni, +secondo il Montaner, sei mila secondo il Neocastro; e gli uccisi +sommarono quattro mila, ch'è orribile a dirsi, ma forse vero, perchè +non credo uno scrittore sì insensato da cercar vanto qui +nell'esagerare. Ciò temo del Montaner quando leggo il bottino di +questa e somiglianti imprese; onde parmi, che da soldato avventuriere +ch'egli era, contava sogni d'invidia, scrivendo come tolte tutte le +spese, tanta preda si spartisse tra le genti di Loria, che sdegnavan +poi a gioco tutt'altro conio che d'oro, e appena avrian sofferto nella +bisca chi ponesse mille marchi d'argento. Si riscattarono gl'isolani +avanzati alla schiavitù o alla spada; giurarono omaggio alla corona di +Sicilia[30]; e l'ammiraglio {288} fabbricovvi una fortezza, e s'ebbe +poi l'isola in feudo[31]. In questo tempo un Margano principe d'Arabi, +cavalcando con grande stuolo alla volta di Tunisi lunghesso la riva, +fu appostato, e preso dalla gente d'un galeon catalano, e recato allo +infante, che il tenea, scrive Neocastro, come preda, non come prigion +di guerra, nel castello di Messina[32], per istrana avventura compagno +di carcere al principe di Salerno. Ma la cattività dell'Affricano, nè +nocente a noi nè nemico, fu trapasso di ladroneccio e avarizia da +pirati, non gloria alle nostre armi. Nol fu tutto questo fatto +dell'isola delle Gerbe, se non che il malo acquisto si mantenne poi +con onor della nazione. Restò alla corona di Sicilia, non ostante la +ribellion dell'ammiraglio che aspirava alla sovranità di quell'isola, +e non ostanti le guerre e calamità in cui fummo avvolti; nè si perdè +che negli ultimi anni di Federigo II, quando l'aristocrazia sfrenata e +patteggiante, consumò tutte le forze nella esecranda guerra civile. +Ruggier Loria riducendo l'armata in Messina a svernare, empiè la +Sicilia di schiavi gerbini, e ripassò in Calabria con un grosso di +cavalli. Quivi s'insignorisce di Agrataria e Roccella; combatte un +Iacopo d'Oppido, feudatario; il rompe; mette a sacco e a fuoco il +paese. Voltosi a Nicotra con altro animo, rifà le mura, afforza le +castella, richiama gli sparsi abitatori: e incontanente, come per +ammenda di quest'opra di umanità, torna in Sicilia a sfogare con altre +enormezze quell'animo irrequieto, sanguinario, {289} ambiziosissimo e +superbissimo oltre ogni dire[33]. + +Perchè la gelosia dell'impero, crescendo per lontananza di luogo +nell'animo di Pietro e per invidia in Ruggiero e negli altri ministri +dell'infante Giacomo, si portava già in Sicilia a crudeli consigli; +come è nelle cose di stato assai incerto il confine tra il guardarsi e +l'offendere. E sembra in vero che, tenendo una parte de' nostri baroni +a ristrigner la balìa della corte aragonese, e tirandosi sempre +all'opposizione, alcun di loro si mostrò benigno ai prigioni francesi, +e massime al principe di Salerno; altri tenne forse pratiche con re +Carlo: e che la fazion della corte aragonese, ingrossata dagli usciti +calabresi e pugliesi, esagerò quelle pratiche, le appose ugualmente a +chi le avea maneggiato e a chi sol volea mantener le franchige della +nazione; e tutti accagionò di tradimento, per aver pretesto a spegner +chi le paresse, e trovare riscontro nel popolo, abborrente sempre da' +suoi antichi tiranni. Però dopo il ritorno della flotta dall'isola +delle Gerbe, e la ritirata e scompiglio dell'esercito di re Carlo, la +fazione aragonese, ormai secura dalle armi di fuori, diessi a riurtar +contro gl'interni oppositori; e fece spegnendo pochi dei più grandi o +più audaci, e nel medesimo tempo menando grande strepito di +condannagione del principe di Salerno[34]. E prima due nobili uomini, +Simone da Calatafimi e Pieraccio {290} d'Agosta, eran puniti nel capo; +questi, confessa il Neocastro, a stigazion degli emuli suoi, come +fautor di parte francese; l'altro perchè, noto già come avverso alla +rivoluzione e al nuovo principato, s'era partito di Sicilia sotto +colore d'andarsene colla moglie e' figliuoli in Inghilterra al +servigio di quel re, ma poi fu preso che riparavasi in Napoli contro +il dato giuramento[35]. Poi il grande Alaimo soggiacque ancora alla +giovanile perfidia di Giacomo; del quale Montaner fa lode col +proverbio catalano: «Spina non punge se non nasce acuta[36]:» e tal fu +l'infante; ma acuto e precoce al male; a vent'anni maturo già ai +tradimenti. + +Affrettossi la ruina d'Alaimo per la moglie tracotante, che sfatava, +non ch'altri, Costanza stessa; negando chiamarla reina, ma sol madre +di don Giacomo; schifava le sue carezze; infrequente a corte, se non +era a lussureggiar di nuovo spendio di ornamenti; e una volta andovvi +a tastar gli animi quando il principe di Salerno venne prigione. +Costei sendo incinta, volle come maggior d'ogni legge, pretestando +malattia, far soggiorno nella casa dei frati minori a Messina, per +l'amenità e solitudine del luogo; dove ita Costanza a visitarla, il +nimichevole animo non placò. Partorita Macalda, mandava per Alaimo la +regina, offrendo con Giacomo e Federigo tener al fonte il bambino; e +la donna se ne scusò con dir che temea pel nato dal freddo dell'acqua; +ma tre dì poi fecelo da popolani battezzare in chiesa. Notavasi ancora +come un'altra stagione in Palermo, sapendo che la regina inferma fosse +andata in barella al santuario della Vergine a Morreale, il dì +appresso Macalda, {291} nè per cagionevole salute nè per voglia di +visitar santuari, si fece portare in una barella coperta di scarlatto +per le strade della città; e fu vista poi viaggiare di Palermo a +Nicosia nella stessa guisa, che parve strana in quei tempi; e di crudo +verno a capriccio affaticar soldati e vassalli sotto il peso della +bara. Questi femminili dispetti o vanaglorie, a corte eran misfatti. +In tal colore li scrive il Neocastro, aggiugnendo più nero, che +Macalda dall'infeminito Alaimo si facesse dar sacramento di fuggir la +corte, non mischiarsi in consigli contro i Francesi, e fin procacciare +che riavessero il reame. Di fatti palesi, narra come girando l'infante +in quel tempo d'una in una le terre della isola, e intrudendosi ad +accompagnarlo Macalda come avea costume, questa fiata non solo +agguagliavalo in lusso e corteggio, ma con arroganza novella, essa +facea da giustiziere quanto il marito: e peggio temeasi, vedendola, +col principe scortato da soli trenta cavalli, trar dietro a sè +trecento sessanta uomini d'arme, di dubbia fede o sospetti, spigolati +apposta da varie terre. + +Allora nei consigli di Giacomo si tramò un colpo di stato. Portatosi +in Palermo, ei dà segretissimo avviso ai Catalani de' vicini luoghi, +fosser cavalieri, officiali del fisco, o fanti di presidio in +castella, che tutti trovinsi a Trapani a tal dì; mandavi nove galee +catalane delle quattordici di Marquet; vi sopraccorre egli stesso con +buono stuol di cavalli; nè il fa intender che alcuni dì appresso ad +Alaimo, il quale ripudiato dalla corte, per altra via andò a Trapani +con Macalda. Ma un dì, quasi tornandolo in grazia, adunato il +consiglio, Giacomo chiama inaspettatamente Alaimo[37]: e rivolto a +lui, toccava i pericoli che si vedean sovrastare non ostanti le +fresche vittorie; il padre non muoversi per lettera o messaggio a +mandar grossi aiuti; non veder, {292} dicea, chi potesse svolgerlo, se +non che Alaimo; salvasse egli la patria e la corona; andasse al re, +sulle galee lì pronte a tornare in Catalogna: e finito il dir +dell'infante, più efficaci di lui i consiglieri facean ressa ad +Alaimo. Li comprese; non vide scampo il grande; li guardò in volto; e +rispose che andrebbe. Lo stesso giorno dunque, che fu il diciannove +novembre dell'ottantaquattro, entrò in nave; ebbe cruda tempesta a +Favignana, sì che una galea ruppe a Levanzo; con le rimagnenti a +Barcellona arrivò. Quivi tutto lieto in volto l'accoglie re Pietro; +ascolta, loda, promette che faranno insieme ritorno in Sicilia: vezzi +leonini, che nè Alaimo nè altri ingannarono[38]. + +Comandato avea senza dubbio Pietro medesimo questo rapimento d'Alaimo, +in un con la dimostrazione di condannare il principe di Salerno, +strettamente connessavi, com'anzi dicemmo, e dagli storici, per amor +di parte o dubbiose notizie, narrata variamente sì, ma in modo da non +dilungarsi gran tratto dal vero, e lasciarci vedere in fondo che fu +artifizio per ritrovare i ligi della corte e i resistenti; per troncar +tutte pratiche, spaventando e i nostri e i prigioni; per ridestar le +antiche passioni del popolo a tanto strepito; e prepararsi lodi di +longanimità con trattener la scure che sospendeasi sul capo al +figliuol di re Carlo. E avea Alaimo, o in adunanza pubblica o in +maneggi privati, contrastato questa condannagione del principe; il che +forse fu cagion principale del suo precipizio[39]. Ma divulgato {293} +questo in un baleno per tutta l'isola, con maraviglia e dolore +dell'universale, caddene l'animo ai partigiani d'Alaimo, crebbe a que' +della corte. Ond'ecco l'ammiraglio con la fama delle recenti imprese, +seguito da una mano d'usciti del reame di Napoli, gittasi a sollevar +la plebaglia di Messina, gridando tradimento contro i migliori che +teneano per Alaimo. Rabbiosa e diversa, chiamando a morte i prigioni +francesi, corre la canaglia alle case d'Alaimo, ove assai n'erano, e +al palagio del re, che serravane cencinquanta sotto la guardia di +venti soldati catalani: e qui seguia grand'esempio di virtù da una +parte, di atrocità dall'altra, a mostrare a che estremi opposti +portinsi gli uomini. Perchè i Catalani alla prima fecer testa; ma +vedendosi sforzati, sciolgono i prigioni, e armatili alla meglio, lor +dicono: «Insieme, per le vostre vite combatteremo,» e da finestre, da +tetti, coi tegoli, con le armi ributtano gli assalitori, ancorchè +ingrossati al romore. Allora gli usciti gridarono al fuoco; e mettean +cataste intorno il palagio. {294} Soffocati dal fumo, quei miseri +saltan dalle finestre, chieggon mercè; ma son trafitti, ripinti +semivivi nelle fiamme; e narra Malaspina degli usciti tal altro +orrore, che nè il credo io, nè il dirò[40]. Prigioni e guardie, ei +ripiglia, tutti periano. Il Neocastro tace quelle crudeltà, scema anco +i prigioni a sessanta; altri li porta a dugento, e ricorda le +fiamme[41]. L'umanità della regina, e la fortezza di Matagrifone, +salvarono con molti altri il principe. + +Poi si tenne un parlamento in Palermo a deliberare di lui; dove, dice +il Neocastro, tutti accordavansi a mandarlo a morte in vendetta di +Corradino, se non che dissentirono i Messinesi con Giacomo e la reina. +A questo aggiungon fede, non ostante il divario delle circostanze, il +Montaner, Giachetto Malespini, il Villani, e sì una lettera di re +Alfonso di Aragona a Eduardo d'Inghilterra, nella quale trattando di +pace con Carlo II si afferma condannato lui dai Siciliani, e scampato +dal re. Favoleggiò un altro contemporaneo, che la regina un venerdì +facesse intendere a Carlo d'apparecchiarsi alla morte; e che poi gli +perdonasse per la sua fortezza a tal nunzio, e la rassegnazione a +morire lo stesso dì che si ricorda la passione di Cristo; ma tal +novella nacque manifestamente dal vero fatto narrato dianzi. Certo è +che il principe in questo tempo, per tor luogo ad attentati in favor +di lui, o contro, fu tramutato nel castel di Cefalù. Liberati gli +altri prigioni, tutti sotto fede di {295} non militar contro noi; ma +non altri che Galard poi la osservò[42]. + +Macalda intanto, sol essa non isbigottita tra tanti suoi partigiani, +sperando tuttavia volger sossopra ogni cosa, andata era in Messina: ma +con tal audacia fe' rincrudire i governanti, i quali incontanente +promulgan reo d'alto tradimento Alaimo; spoglianlo dei beni, e +dispensanli a lor favoriti o partigiani; fan perir di mannaia a +Girgenti il tredici gennaio Matteo Scaletta, fratel di Macalda, +confessante, diceasi, congiura col cognato. Indi a diciannove febbraio +incarcerarono nel castel di Messina la stessa Macalda co' figli; alla +quale era nulla tal rea fortuna, sì che ilare e contegnosa passava il +tempo a giocare col principe arabo e co' famigliari; e una volta, +quando portossi l'ammiraglio a strapparle i titoli del feudo di +Ficarra, essa, come nell'alto della possanza, il garrì: «Bel merto ne +rende il padron tuo! Compagno, non re, il chiamammo; ed egli usurpa lo +stato, e di soci fatti n'ha servi[43]. Bene a noi sta; ma digli che +non muterei questi miei ceppi nè il palco, col suo trono pien di +misfatti!» Sembra tuttavia che la sventura consumasse quest'animo che +non potea domare; e che Macalda tosto morisse in prigione, perchè la +storia null'altro ne dice di lei. Non andò guari che Alaimo co' nipoti +Adenolfo di Mineo e Giovanni di Mazzarino, nel campo di Pietro in +Catalogna fur sostenuti. Un corriero diceasi preso con lettere di +Alaimo al re di Francia, piene di tradimenti: ch'ei domandava sicurtà +per sè e' nipoti, e l'andrebbe a trovare, e fiderebbesi con dieci +galee rivoltar {296} la Sicilia a casa d'Angiò. Mostrolle Piero ad +Alaimo, il quale negò; onde fu lasciato, e vegliato: ma i nipoti indi +a poco uccisero un segretario che le avea scritto. Scoperto +l'omicidio, un famigliare e Adenolfo alla tortura il confessano, e +Adenolfo anche la tentata tradigione con Francia; e però con Alaimo e +Giovanni è chiuso nel castel d'Ilerda. Re Pietro fin qui. Più crudo il +figlio, salito al trono di Sicilia procacciava lor morte[44]. Poco del +resto è da credere a questi misfatti, come li spacciò da lontano la +corte aragonese. Que' che s'apposero ad Alaimo in Sicilia non son meno +incerti. Ne tacciono i due scrittori catalani, come per coscienza di +colpa de' lor signori. Malaspina scrive, che Giacomo nimicava il +leontino per aver contrariato la condannagione del principe. Il +Neocastro nol fa nè reo nè innocente, ma portato dalla superbia della +moglie; e parla incerto, come ammirator dell'eroe di Messina, e +ministro insieme di re Giacomo. Di documenti non avvi altro che il +mandato del supplizio d'Alaimo nell'ottantasette, sì scuro[45], che, +se delitto prova, è di Giacomo, il quale senza forme di giudizio +assassinò il glorioso vecchio. Portò costui la pena d'aver puntellato +di tutta la sua riputazione re Pietro contro Gualtiero di Caltagirone +e' sollevati dell'ottantatrè. E del rimanente furon sole sue colpe, +gli obblighi di casa d'Aragona, la gloria della difesa Messina, del +dato reame, la riverenza e amor di tutta Sicilia, la grandezza con +poca modestia, e sopra tutto l'invidia di Procida e Loria, non +cittadini ma venturieri, pronti a sagrificare ogni cosa a chi lor +dispensava beni e comando. + +Mentre que' primi casi d'Alaimo travagliavano la Sicilia, re Carlo +consumava le forze del regno e sè stesso, nel delirio di tornar sopra +l'isola. Ritirandosi, inseguito dall'armata nostra, sostò pochi giorni +a Cotrone; ove crebbe a {297} cento doppi lo scompiglio de' moltissimi +disertori: e indi tutto dispettoso e truce passò il re a Brindisi[46]; +e trovò per conforto gli avvisi d'un altro insulto di quel Corrado di +Antiochia, che adoprò sì caldo nell'impresa di Corradino. Costui, +adunati esuli del regno e altra gente presso i confini, ove imperava +in nome la Chiesa, in effetto ogni sfrenato feudatario o ladrone, +entrò a mano armata in Abruzzo al racquisto della contea di Alba. Il +conte di Campania li fronteggiò e ruppe[47]: ei rife' testa, aiutato +di danari dalla reina Costanza[48]. Un Adinolfo surto in quel tempo +stesso a turbar la Campania, disfatto fu da Giovanni d'Eppe con le +genti pontificie. Perugia ancora, Urbino, Orvieto e altre città +d'Italia levarono in capo contro la Chiesa e parte guelfa, tuttavia +poderosa, ma duramente percossa in re Carlo[49]. + +E questi vinto dal disagio, convalescente di quartana, rodeasi tra +mille cure: in man dei nemici il figlio: saltati essi in terraferma: +perduto armamenti, uomini, spesa: affogar nei debiti del danaro +accattato in Francia, e per ogni luogo d'Italia: e come sopperire agli +smisurati bisogni della guerra, se i popoli di Napoli sbuffano, e +negan quasi apertamente e gabelle e collette[50]? Nondimeno +dissimulando alla meglio, e facendo sempre gran dire della guerra che +porterebbe la vegnente primavera ei stesso in Sicilia {298} e il re di +Francia in Aragona[51], provvede a racconciar le navi; scrivere por +forza i marinai; vittovagliar tutte le castella; adunar grani; +preparar biscotto; fabbricar immenso numero di saette e altre arme e +arnesi fabbrili: alletta i feudatari al militare servigio, permettendo +che levassero nuove sovvenzioni da' vassalli[52]. E anelando sempre +{299} danari, poich'ebbe esauste le altre fonti[53], portato +dall'antico vizio, bandì una colletta generale, calandosi pure a +persuadere e pregar quasi i popoli. Bandiva ad essi, che se Dio fosse +ancor Dio, egli ch'avea domi i re e' regni a un girar di ciglio, +espugnerebbe sì quest'isoletta di Sicilia; e avrebbel fatto +incontanente, aggiugnea, se non che sursegli improvviso nimico il +ribaldo Pier d'Aragona; onde fu mestieri altrimenti ordinar la guerra, +ingaggiarsi al duello, muover Francia contro il reame d'Aragona; e +tornato in Italia, la sola carestia gli avea tolto di mettere sotto il +giogo i Siciliani. «La mia causa, sclamava, è vostra; domi i ribelli, +avran fine i travagli; pace e giustizia faran fiorire il reame.» Ma +perchè a quello sforzo bisognava moneta, chiedea quest'anno a tutti i +comuni la colletta usata, e undici per cento di più a chiunque non +tenesse a molestia di sovvenire alquanto più largamente il suo re[54]. +Così, tentennando tra bisogno di danaro e necessaria temperanza, +comandava si riscuotesse la colletta anzi tempo; e insieme {300} +chiamava parlamento in Foggia per lo dì primo dicembre. A Melfi indi +il tramutò per lo minor caro del vitto. Ebbe sospetto in quel tempo, e +forse da calunnie, che tre giudici suoi, tra quali un Quintavalle, e +Tommaso di Brindisi, barese, praticassero tradimento di bruciargli la +flotta; onde chiamatili a sè, mandolli alle forche come ladroni, non +risguardando all'onore e privilegio dell'uficio. Dopo questi esempi +non grati a' sudditi, conturbato e febbricitante va a Melfi, sperando +nel parlamento gran cose. + +Perciò impaziente il fa adunare, rimanendosi egli in palagio, infermo, +o per dispetto delle note disposizioni degli animi: e negatigli +novelli tributi, a precipizio lo scioglie. Indi al solito rifugio +tornò di papa Martino; che prodigalissimo del non suo, gli avea dato +poc'anzi un'altra decima per tre anni su tutte chiese d'Italia, e +ribandito avea la croce contro l'isola dei ribelli. Corrieri sopra +corrieri mandavagli il re; sognando già danari, indi uomini ed armi, e +nuova guerra: e dissimulava ad altrui ed a sè medesimo il morbo che lo +tirava alla tomba[55]. + +In grave età, colpito al petto, distrutto di rammarico e rabbia, cadde +in una febbre continua; talchè a fatica di Melfi si trasse a Foggia, a +incontrar la regina Margherita, che tornava di Provenza; con la quale +assai dolorosa la vista fu, e Carlo appena ebbe forza di stender a lei +le tremule braccia[56]. Allor fu la prima volta che senza inganno {301} +sollecitò il papa alla riforma del governo[57]. Raccomandò al papa lo +straziato e pericolante reame, che per la prigionia del figliuolo non +potea lasciare a certo successore; se non che sostituirvi, e non +sappiamo con quali condizioni, Carlo Martello, primogenito del principe +di Salerno, giovanotto di dodici anni, col conte d'Artois per tutore o +baiulo, come si disse, e per capitan generale Giovanni di Monforte, +conte di Squillaci; salvo sempre il piacimento del sommo pontefice. +Istituì Filippo l'Ardito tutore delle contee, non della persona del +novello conte, di Provenza e d'Angiò, finchè Carlo lo Zoppo non fosse +liberato della prigione, o, morendovi, non uscisse di minorità Carlo +Martello, o il seguente fratel di costui; al quale effetto scrisse a +Filippo un dì pria di morire, chiamandolo sola speranza e rifugio della +schiatta d'Angiò, e scongiurandolo pei vincoli del comun sangue che non +ricusasse la tutela. Indi con molta pietà confesso delle peccata e +comunicatosi, infino all'ultimo fiato ingannò il mondo o sè stesso, +dicendo che sperava perdono da Dio per aver fatto l'impresa di Sicilia e +di Puglia più a onor di santa Chiesa e ben dell'anima sua, che da +cupidigia di regno. Così a Foggia spirava il dì sette gennaio +milledugentottantacinque, nel sessantesimoquinto anno dell'età sua, +diciannovesimo del regno[58]. {302} Villani guelfo, favoleggia che lo +stesso dì predicossi la sua morte a Parigi per frate Arlotto de' minori +e Giardin da Carmignola maestro dello studio, ambo lodati +astrologhi[59]. Il siciliano Speciale notò, come in quel tempo +spaventevol tremuoto scosse l'Etna; e poi squarciandosi il fianco +orientale del monte, ne sgorgò fiume di lava che correa sulla chiesa del +romitaggio di santo Stefano, ma giuntavi, si spartì in due rami senza +pure lambirla[60]. Un frate spagnuolo in vece di prodigi sul fato di +Carlo, scrisse il nobil contegno del re d'Aragona, che risapendolo +all'assedio d'Albarazzin, senz'allegrezza sclamò, esser morto un dei più +prodi cavalieri che fossero stati unque al mondo[61]. {303} + +Mancato un tanto re, papa Martino faceasi a riparare la ruina del +regno, e avvantaggiarne la romana corte. Incontanente, col voto del +sacro collegio, die' compagno ad Artois il cardinal Gherardo legato; +ambo dicendo deputati dalla romana Chiesa a baiuli del regno, finchè +il principe di Salerno non esca di prigione, o il papa altrimenti non +voglia[62]: sottile accorgimento, che ammoniva la casa d'Aragona a non +fidar troppo sul valore del pegno ch'avea in mano; e ricordava al +mondo la pretensione del dominio del papa sul reame di Sicilia, di cui +teneasi vacante il trono, o dubbia la persona del re. Indi i diplomi +del tempo variamente s'hanno intitolati e senza legge, or col nome di +Carlo primogenito del principe di Salerno, or con quello più vago di +eredi e successori di Carlo I, e talvolta vi si aggiungono i nomi de' +due baiuli, o leggonsi questi soli[63]. Più salutare consiglio fu +quello di mandare ad effetto la riforma, non compiuta nei capitoli di +Santo Martino, ove la principalissima parte, rimessa al papa, restava +incerta come per l'addietro. Or Martino da senno volle i nuovi +ordinamenti; come alla giustizia si ha ricorso ove adoprar non puossi +violenza. Scrivea essere stato richiesto di quella riforma da re Carlo +al tempo dell'andata a Bordeaux, e or novellamente; averla maturato a +lungo; di presente promulgherebbela[64]. Aggiunse un sussidio di +centomila lire tornesi perchè Artois s'armasse alla difesa[65]. {304} +Le quali provvisioni e la saviezza e robusta man dei reggenti, massime +d'Artois, sostennero il trono, o vacante, o dubbio tra un prigione e +un fanciullo, con sudditi vogliosi di novità[66], e nimico vicino, +quantunque indebolito per sospetti in Sicilia, e in Aragona turbolenze +civili e guerra straniera. Pertanto Corrado di Antiochia riassaltando +gli Abruzzi, fu rincacciato[67]: nelle altre province non si voltarono +a re Pietro che tre ville marittime Gallipoli, Cerchiaro, e San +Lucido[68]. + +Ma riparata appena la perdita di re Carlo, un'altra ne piombò sul +governo di Napoli, non apposta come quella prima a cordoglio +d'ambizione o fatiche di guerra. Allo scorcio di marzo, in Perugia, +papa Martino, nimico fierissimo di Sicilia, morì, dicono alcuni, d'una +scorpacciata d'anguille, che solea nudrir di latte e in vernaccia +affogare: di che leggiadramente l'avea morso una satira del tempo[69], +intitolata Primo principio de' mali, effigiando lui in manto e +triregno, con una bandiera alla man destra, in segno delle attizzate +guerre, e a sinistra un'anguilla ergentesi verso un augellino, che +posato sulla mitra, reggendosi con le sparse ali s'inchinava a +beccarla[70]. Altri scrive, ben altramente di Martino[71]. Ma i +cardinali senza indugio, {305} chè punto non ne pativano i tempi, +rifean pontefice Giacomo de' Savelli, romano, non per anco sacerdote, +attratto e invalido della persona, destro d'ingegno, procacciante +l'util de' suoi più che l'altrui danno; il quale si nomò Onorio +IV[72]. Costui senza la prontezza ligia di Martino, tenne lo stesso +metro, per l'antico disegno della romana corte. Avrebbe forse Onorio +raffrenato il re di Napoli potente e ambizioso; dovea sostener adesso +quel trono vacillante, che metteva in pericolo tutta la parte guelfa +in Italia. Porse moneta dunque ad Artois[73]; confermò ai bisogni +della guerra di Sicilia le decime delle chiese italiane[74]; +raccomandò agli stranieri principi gli eredi di Carlo d'Angiò: e ne +resta di lui una lettera a Ridolfo imperadore, perchè non contendesse +il pagamento delle decime ecclesiastiche dei suoi dominî al re di +Francia, già involto in assai spese per la guerra sopra Aragona[75]. + +E noti sono nelle istorie del reame di Napoli i due statuti, ch'Onorio +sanciva a sedici settembre di quest'anno ottantacinque, preparati già +da Martino. Nel primo dei quali raffermavansi con l'apostolica +autorità tutti i privilegi ecclesiastici decretati nel parlamento di +Santo Martino, come dianzi ricordammo[76]. L'altro risguarda il +governo civile; dove dopo lungo preambolo, che apponea al tutto la +ribellione di Sicilia alle avanie e ingiustizie del governo, +trascrissersi e ampliaronsi le leggi del medesimo parlamento di Santo +Martino, e molte più se ne dettero a guarentigia delle persone e +dell'avere di ogni classe di sudditi. {306} Si disdisse l'iniquo +spogliamento dei naufraghi: a favor delle famiglie de' baroni si +estese ai fratelli e lor discendenti il dritto di redare i feudi: il +militare servigio o l'adoamento si limitò alle guerre entro i confini +del regno: e soprattutto si vietaron le collette, fuorchè nei quattro +casi feudali; e si assegnò la somma da potersi levare in ciascuno di +quelli. Io non so se debbasi lodar come guarentigia più forte dei +sudditi, o biasimar di usurpazione sulla autorità regia, il richiamo +de' comuni alla santa sede, decretato nelle costituzioni medesime; e +lo interdetto sulla privata cappella del re alle prime violazioni di +queste franchige, la scomunica persistendovi[77]: ma certo non potea +la corte di Roma adoprare a miglior intento civile le spirituali armi. +Questi capitoli Onorio fe' con molta sollecitudine promulgare da +Gherardo per tutto il reame di Napoli, e massime nei luoghi più vicini +a Sicilia[78]; e osservaronsi per poco. Poi increbbero ai governanti, +come imposti da Roma, o larghi troppo; nè ebber luogo nel corpo delle +leggi di quel reame[79]. + +Insieme con queste buone leggi Onorio adoprava non buone arti, +suscitando in Sicilia congiure. A ciò mandovvi furtivamente due frati +predicatori, Perron d'Aidone, siciliano, e Antonio del Monte, +pugliese; i quali iti a Randazzo, recavano a Guglielmo abate di +Maniace lettere pontificie con autorità di largheggiar indulgenze a +chiunque per la Chiesa si ribellasse. Sospesi eran gli animi per la +strepitosa guerra del re di Francia contro Aragona; freschi i torti +d'Alaimo, e gli umori che ne dieron pretesto; le costituzioni di papa +Onorio, più larghe de' presenti ordini pubblici in Sicilia. Indi +l'abate con gravi parole di religione, trovò tosto seguaci due nipoti +suoi, per nome {307} Niccolò e Francesco, messinesi, Bonamico de Randi +milite, Giovanni Celamida da Traina, e più altri di Randazzo; +indettatisi con giuramento a tradire, non so qual credeano, la patria +o il re. E sì l'autorità del papa accecava le menti, che i due frati, +passati a Messina, avean ricetto nel chiostro delle suore di santa +Maria delle Scale; dal qual sicuro nido misteriosi usciano ad annodare +lor fili. Ma la cospirazione allargandosi trapelò. Un Matteo da +Termini, messovi sulle tracce dall'infante Giacomo, appostò alfine i +due frati predicatori, aiutato da due frati minori, Simone da Ragusa e +Raimondo, catalano; i quali il fecer cogliere a casa una femminuccia +mendica. Addotti allo infante, senza pur minaccia, svelavan per ordine +il trattato; e rimandati erano a Napoli con vestimenta, danaro, e +barca apposta; per clemenza non già, ma contemplazione e paura del +papa. L'abate fuggì: preso a Palermo, il mandavan prigione a Malta; +indi a Messina; e infine libero a corte di Roma. I men rei, al +contrario, gastigati severamente: dicollati a Messina i nipoti +dell'abate; Celamida alle forche; Bonamico, gittatosi nei boschi +dell'Etna a levar mano di disperati, fu accarezzato e svolto a parte +regia dalle arti di Matteo da Termini[80]. Così la congiura si dissipò +in Sicilia; mentre in Aragona terminava, senz'altro frutto che d'atti +crudeli e mortalità infinita, la guerra che, tornando alquanto +indietro nei tempi, ci faremo a narrare. + + +NOTE + + [1] Saba Malaspina, cont., pag. 411. + + Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 94. + + Memoriale de' podestà di Reggio, in Muratori, R. I. S., tom. XI, + pag. 1158. + + Tolomeo da Lucca, ibid., lib. 24, cap. 11, pag. 1190 e 1294. + + Ferreto Vicentino, Ibid., tom. IX, pag. 955. + + Cron. di San Bertino, op. cit., tom. III, pag. 765. Epistola di + Carlo a papa Martino, data il 9 giugno 1284, nel Testa, Vita di + Federigo II di Sicilia, docum. 2. + + Il numero delle galee di re Carlo è cavato dai diplomi, che + s'accordano con d'Esclot, cap. 119. Ho scritto numero tondo, + perchè ci sarebbe il divario di due o tre, che nascea dal + computare or le sole galee, or anco i galeoni e qualche altro + legno grosso. + + [2] Saba Malaspina, cont., pag. 411. + + [3] Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 94. + + [4] Nangis, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 543. + + Francesco Pipino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 693. + + [5] Giachetto e Villani come sopra. Con minori particolarità ne + scrivon anco Niccolò Speciale, lib. 1, cap. 28; e l'autor della + vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 611. + + [6] Docum. XVIII. + + [7] Lettere di Carlo, date il 9 e il 14 giugno, nel Testa, Vite di + Federigo II di Sicilia, docum. 1 e 2. + + In un'altra del 10 giugno, che si legge, come le precedenti, nel + r. archivio di Napoli, registro segnato 1283, A, fog. 150, Carlo + chiedeva al papa le bande di Giovanni d'Eppe, scrivendo tra le + altre efficaci parole che: _Sicut capitis sanitas vel languor in + membris, sic in meis negotiis eiusdem Ecclesie status et + dispositio sentiatur._ E con ciò forse voleva far intendere al + papa la posizione inversa, del bisogno che la Chiesa avea di lui. + Veggansi inoltre: + + Diploma dato di Napoli il 10 giugno 1284, per armarsi e fornirsi + di vivanda le 19 galee e 2 teride, ch'erano nel porto di Napoli + (le fuggitive della battaglia del dì 5), r. archivio di Napoli, + reg. seg. 1283, A, fog. 188, a t. + + Diploma dato di Napoli il 20 giugno, duodecima Ind. (1284) per + consegnarsi ad Arrigo Macedonio 2,000 _lanzones ferratos_, + per l'armata che dovea andare in Sicilia, reg. medesimo, fog. 157. + + Diploma dato di Napoli a 20 giugno duodecima Ind. (1284), pei + viveri a due galeoni di 72 remi, capitanati da Giovanni di + Coronato, e Navarro, genovesi, r. archivio di Napoli, reg. di + Carlo II, seg. 1291, A, fog. 4, a t. + + Diploma dato di Napoli a 21 giugno duodecima Ind. (1284), Giovanni + de Burlasio giovane, e Rinaldo d'Avella sono eletti capitani + dell'armata di Principato e Terra di Lavoro, r. archivio di + Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 155. + + Molti altri scambi di officiali pubblici veggonsi in tutto questo + registro dalla venuta di Carlo I, in giugno 1284, fino alla + ritirata a Brindisi. + + [8] Saba Malaspina, cont., pag. 418. + + [9] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 41, ove è una epistola del 24 + luglio 1284. + + [10] Saba Malaspina, cont., pag. 412: _Gentes per totam fere + Italiam auxiliatrici conventione collectae, etc._ + + [11] Saba Malaspina, cont., pag. 412, 413. + + Bart. de Neocastro, cap. 78. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap, 28. + + Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 94. + + Da questi scrittori non si vede che Carlo durante l'assedio di + Reggio stesse per lo più alla Catona; ma il mostrano senza alcun + dubbio i diplomi del r. archivio di Napoli, su i quali ho + compilato il seguente itinerario: e valga a raffermare, e in + qualche luogo a correggere, le tradizioni istoriche intorno a + quest'ultima impresa di Carlo I. + + 1284--9 a 21 giugno--Napoli--reg. 1283, A, fog. 18 a t. 150, 155, + 157, 188 a t.; e 1291, A, fog. 4, a t. + + 19 luglio--Catona--reg. 1283, A, fog. 5, a t. + + 20 a 29 luglio--Fossa di Catona--reg. 1283, A, fog. 5, 34 e 54. + + 31 luglio a 2 agosto--Campo allo assedio di Reggio--reg. 1283, A, + fog. 5 a t. 34, 166, 166 a t. e 167. + + 4 agosto--Campo presso Amendolia--reg. 1283, A, fog. 167. + + 5 a 10 agosto--Campo alla spiaggia di Bruzzano--reg. 1283, A, fog. + 5 a t. 24, 34, 34 a t. 45, 50, 158, 167; e reg. 1283, E, fog. 2. + + 17 agosto--Cotrone--reg. 1283, A, fog. 159. + + 18 a 20 agosto--Cotrone e Brindisi--reg. 1283, A, fog. 9, 174 a t. + 158, 158 a t. 34 a t. 35; e 1283, E, fog. 2. + + 22 agosto--Cotrone--reg. 1283, A, fog. 160 e 170. + + 23 agosto a 7 ottobre--Brindisi--reg. 1283, A, fog. 6, 8 a t. 12 a + t. 24, 25, 35 a t. 36, 174 a t. 175. + + 8 ottobre--Melfi--reg. 1283, A, fog. 179, a t. + + 10 ottobre a 15 novembre--Brindisi--reg. 1283, A, fog. 6 a t. 7, 7 + a t. 8, 26, 27, 27 a t. e 47, a t. + + 26 novembre--Barletta--reg. 1283, A, fog. 12, a t. + + 1 a 21 dicembre--Melfi--reg. 1283, A, fog. 8 a t. 13 a t. 50, 179 + a t.; e reg. 1283, E, fog. 2. + + 1285--7 gennaio--Foggia--reg. 1285, A, fog. 14 a t. Quest'ultimo + fu dato il medesimo giorno della morte di Carlo I. Contiene una + concessione a Guglielmo de Griffis, milite e famigliare suo. È + scritto con altro inchiostro, e carattere frettoloso; e può al par + indicare o una beneficenza di lui negli ultimi istanti della sua + vita, o forse una frode. + + [12] Bart. de Neocastro, cap. 78. + + Saba Malaspina, cont., pag. 413, 414. + + [13] Saba Malaspina, ibid. + + [14] Si scorge tal dubbio da' seguenti diplomi: + + Diploma dato in _Fovea Cathone_ a 29 luglio duodecima Ind. Ai + mercatanti e preposti alle vittuaglie per l'esercito in Cotrone. + Subito navighino pel capo di Bruzzano, e riceveranno gli ordini + suoi, reg. 1283, A, fog. 166 a t. + + Diploma dato al Campo sotto Reggio il 31 luglio duodecima Ind. a + tutti i vegnenti allo esercito reale. Non piglin la via di + Monteleone e del piano di S. Martino, ma di Cotrone e Gerace. A + Gerace avranno nuove del re e dell'esercito, per sapere ove + trovarli. Ibid., fog. 166. + + Della stessa data del 31 luglio v'ha un diploma pel quale il re + confermava agli uomini di Seminara le immunità, libertà e + privilegi conceduti dal principe di Salerno in contemplazione + della loro fedeltà e de' danni ch'avean sostenuto dal nemico. + Ibid., fog. 166 a t. + + [15] Veg. sempre l'itinerario posto in nota alla pagina precedente. + + [16] Argomento le pratiche in Sicilia: + + 1º. Dalle parole del d'Esclot, cap. 119, che dice come in + primavera dell'84 il principe di Salerno si apprestava a passare + in Sicilia, _con volentat de alguns homens traydors qui eren en + Cecilia_. Costoro dovean certo continuare col padre le pratiche + tenute col figlio pochi mesi innanzi. + + 2º. Dalla reazione che avvenne in Sicilia dopo la ritirata di re + Carlo, per opera dei più accaniti partigiani della casa d'Aragona + e della rivoluzione del vespro. + + 3º. Dalla elezione del conte Roberto d'Artois a vicario generale + in Sicilia, con pien potere di perdonare e dar guarentigie, docum. + XX e XXI. + + [17] Diploma _dato in Castris in licore Brutzani_ a 5 agosto + duodecima Ind. (1284). Si mandin subito al re per mare alcune + macchine e stromenti da guerra. Nel r. archivio di Napoli, reg. + 1283, A, fog. 167. + + Diploma dato dello stesso campo di Bruzzano il 6 agosto perchè da + Mantea si portassero subito all'esercito le macchine e i picconi + già preparati per ordine del principe di Salerno, ibid., fog. 167. + + Vari diplomi dati _in Fovea Cathone_ a 29 luglio e _in + Castris in lictore Brutzani_ a 5 e 6 agosto, perchè si + mandassero a Brindisi e Cotrone quantunque grani, legumi, carni + salate e macchine da guerra, ibid., fog. 189. + + Diploma _in Castris in lictore Brutzani_ a 7 agosto. + All'abate di S. Stefano del Bosco perchè incontanente faccia + costruire per uso dello esercito 500 assi e piuoli per scale, e + gliene mandi con istromenti da falegname, ibid., fog. 168 e 169. + + Diploma dato ivi l'8 agosto, per gran copia di frumenti e + vittuaglie, Ibid., fog. 169. + + [18] Docum. XX e XXI. + + [19] Questa data si ritrae dal Neocastro; e compie appunto + l'intervallo dal 10 al 17 agosto che rimarrebbe nello itinerario + compilato su i diplomi. + + [20] Bart. de Neocastro, cap. 78 e 80. Da quest'ultimo si scorge che + Giacomo era in Messina. + + [21] Giachetto Malespini, cap. 222. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 94, che dice ancora della mancanza + delle vittuaglie. + + [22] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 28. + + Anon. chron. sic., cap. 48. + + [23] Saba Malaspina, cont., pag. 413, 414. + + Docum. XXIII. + + [24] Provano lo scompiglio dell'esercito e dell'armata di Carlo, i + diplomi citati nella nota seguente. + + Gli umori de' popoli in Calabria e nelle province di sopra, si + argomentano da' provvedimenti di Carlo che, mentre era lì con un + esercito per occupar la Sicilia, creava capitani generali _ad + guerram_ in quei luoghi, come si vede da' seguenti diplomi. + + Diploma dato in _Fovea Catune_ a 20 luglio duodecima Ind. + (1284) per mettersi danaro e vittuaglie a disposizione di Pietro + Ruffo conte di Catanzaro, capitan generale in Calabria, r. + archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 5. + + Diploma dato in _Fovea Cathone_ a 27 luglio duodecima Ind. al + medesimo conte di Catanzaro con lo stesso uficio di capitan + generale in Calabria, ibid., fog. 166 e 172. + + Tre diplomi dati al campo sotto Reggio il 1 e il 2 agosto + duodecima Ind. Ruggier Sanseverino conte di Marsico è eletto + capitan generale in val di Crati. Gli è commesso di difender + quella provincia dai nemici e ribelli che la travagliavano, ibid., + fog. 166 a t. e 167. + + Diploma dato di Cotrone a 22 agosto duodecima Ind. (1284). Per + informazioni pervenute al re si diede lo scambio al conte di + Catanzaro nel detto uficio di capitan generale in Calabria; e gli + fu sostituito Tommaso di Sanseverino figliuolo del conte di + Marsico, ibid., fog. 160. + + [25] Docum. XIX e XXII. + + Diplomi dati _in campisin obsidione Regii_ a 2 agosto + duodecima Ind. (1284). Agli uomini di Martorano e d'altre città. + Mandino subito catturati i marinai e _subsalientes_ (erano + quelli destinati al maneggio delle vele) che senza commiato + lasciavano l'armata regia, e si spacciavano campati dalle mani de' + Siciliani, r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 166. + + Diplomi dati del campo a Bruzzano il 6 agosto duodecima Ind. + perchè a Squillaci e in altri luoghi si ricercassero i disertori + della flotta, e a prevenir quelli dell'esercito si ponessero + guardie de' terrazzani a tutti i passi vicini al campo, cioè: + Nicastro, S. Biaggio, e altri. Si guardi che non passino + travestiti da mercatanti, ibid., fog. 167, a t. + + Diploma dato del campo a Bruzzano il 7 agosto, per custodirsi come + sopra, per cagion de' disertori, i passi di Cotrone, Sanseverino, + Tatina, Rocca Bernarda e vicinanze, ibid. + + Diploma dato del campo di Bruzzano il 9 agosto duodecima Ind. + (1284). Ordinovvisi di fare per tutte le terre marittime, una + rigorosa inquisizione di coloro che avessero ricevuto stipendi per + l'armata, e l'avesser lasciato; e di prenderli e mozzar loro il + piè sinistro, ibid., fog. 54. + + Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castrovillari, + che facciano stretta guardia per catturare questi disertori + dell'armata, ibid., fog. 159. + + Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castellamare, + per mandargli prigioni i marinai disertori, ibid., fog. 169, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 7 settembre tredicesima Ind. perchè da + Taranto gli si mandassero alcune galee delle isole e costiere del + golfo di Napoli, abbandonate senza permesso da' nocchieri, + vogadori e sussalienti, ibid., fog. 161. + + Diploma dato di Brindisi a 9 settembre tredicesima Ind. (1284) per + farsi catturare i marinai delle navi provenzali che, disarmata la + flotta, fuggissero, ibid., fog. 6. + + Due diplomi, dati di Brindisi il 9 settembre, perchè si ritenesse, + anche con la forza, Giovanni de Coronato genovese, che da Taranto + si volea partire per Genova col suo galeone, ibid., fog. 162. + + Diploma dato di Brindisi a 12 ottobre tredicesima Ind. È un'altra + lettera circolare per catturarsi i disertori della flotta, ibid., + fog. 6, a t. + + [26] Bart. de Neocastro, cap. 79. + + [27] Bart. de Neocastro, cap. 80. + + Saba Malaspina, cont., pag. 414. + + [28] Saba Malaspina, cont., pag. 414, 415. + + [29] Tutte queste fazioni con poco divario leggonsi in Bartolomeo de + Neocastro, cap. 82. + + Saba Malaspina, cont., pag. 415 a 417. + + Le confermano ancora i documenti qui notati: + + Diploma dato del campo sotto Reggio il 2 agosto duodecima Ind. + (1284) a Riccardo Claremont, riguardanti sei terrazzani di + Chiaramonte presi da costui per lor mali portamenti, _adherendo + et favendo Frederico Musca proditori et mugaveris inimicis + nostris_. Nel r. archivio di Napoli, reg. segn. 1283, A, fog. + 166, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 3 settembre tredicesima Ind. (1284) a + Riccardo di Lauria e ai cittadini di Maratea. Sapendo i danni e le + molestie che tuttodì soffrivano dai nemici, il re esortavali a + tener fermo, promettea aiuto e compensi larghissimi; fidassero + nella sua possanza e virtù, ibid., fog. 163, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 5 settembre tredicesima Ind. Avendo + testè inteso l'eccellenza del re che gl'infedeli almugaveri + fossero corsi in masnade infino alle terre di Riccardo di + Chiaramonte nei confini delle province di Basilicata e Principato, + comandava a quei due giustizieri di adunar le loro forze di + cavalli e fanti, e combattere questi nemici, ibid., fog. 60, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 6 settembre tredicesima Ind. + indirizzato a Riccardo di Claremont, permettendogli di richiedere + ostaggi da alcuni suoi vassalli, sospetti nelle presenti + turbazioni; e di ridurre sotto le fortezze gli abitanti de' casali + in pianura, ibid., fog. 161. + + Diploma dato di Melfi a 8 ottobre tredicesima Ind. per fornirsi + danaro a Roberto conte d'Artois, vicario generale In Calabria, al + quale n'era mestieri per vari negozi, ibid., fog. 179, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 26 ottobre tredicesima Ind. Giovanni + di Salerno è eletto capitan generale _ad guerram_ contro i + ribelli e nemici di Scalea. Comandasi di aiutarlo a' giustizieri + di Basilicata, Principato e val di Crati, agli uomini di quelle + province, ed a Riccardo di Chiaramonte, ibid., fog. 51, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 26 ottobre per destinarsi un capitano + in Maratea, avendo i nemici occupato Scalea e i luoghi vicini, + ibid., fog. 51, a t. + + Diploma dato di Brindisi a 8 novembre tredicesima Ind. Il + giustiziere di Basilicata per mezzo di Bellono Bello da Messina, + notaio e familiare del re, gli avea domandato quale eseguir prima + tra tanti suoi ordini; cioè di raccorre la moneta della + sovvenzione, d'aiutare Riccardo Chiaramonte, ec. Carlo scrivea che + pensasse alla moneta, e differisse il resto, ibid., fog. 52. + + Diploma dato di Brindisi il 14 novembre per mandarsi 100 salme di + frumento a Maratea, che soffriva la penuria, oltre le scorrerie e + gl'insulti de' nemici, ibid., fog. 52, a t. + + [30] Bart. de Neocastro, cap. 83 e 84. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 30. + + Montaner, cap. 117, il quale porta con anacronismo questa correria + dopo il passaggio di Giacomo in Calabria, e la confonde con le + altre che Loria fece di quel tempo in Levante. + + Del resto la descrizione geografica di questi istorici, si + riscontra con quante oggidì n'abbiamo più accurate. Quest'isola è + detta anche Zebiba, e tolse il nome o il diè, a quella qualità + d'uva che chiamiam così in Sicilia. Giace a 34° 10' di latitudine + sett. e 9° di longitudine orientale dal meridiano di Parigi. La + cinge una sirte di qualche dieci miglia di raggio, e da 3 a 7 + braccia di profondità, che si stende a guisa d'istmo infino al + continente, e potea una volta passarsi a guazzo. Plinio scrive che + i barbari ruppero un ponte che la congiungea alla terraferma. + Produce quest'isola ulive, fichi, uva, e il famoso loto de' Greci + antichi. + + [31] Ciò non fu immediatamente dopo la conquista, perchè fino al + gennaio 1285, i suoi titoli erano: ammiraglio di Aragona e di + Sicilia, signor di Castiglione, Francavilla, Novara, Linguaglossa + e Tremestieri. Da un diploma del 25 gennaio 1285, nei Mss. della + Biblioteca comunale di Palermo Q. q. G. 1, pag. 147. + + [32] Bart. de Neocastro, cap. 85. + + [33] Bart. de Neocastro, cap. 86. + + [34] Queste riflessioni nascono dalla esamina di tutti i fatti sparsi + nel presente capitolo, e in particolare da que' d'Alaimo, e + dell'eccidio de' prigioni in Messina, e del giudizio contro il + principe di Salerno. Pei sospetti di pratiche angioine in Sicilia, + veggasi ciò ch'è detto di sopra a pag. 277, nota 5. Confermali il + Nangis nella vita di Filippo l'Ardito, Duchesne, Hist. franc. + script., tom. V, pag. 544, ove si legge: _Sed quia Siculi + principem Salernae Carolum quem captum tenebant, de urbe Messanae + ad quoddam castellum Siciliae transtulerant, volentes cum ipso, + sicut sibi dictum fuerat, reconciliari, timens Siculorum + infidelitatem, etc._ I quali umori poteano esser veri, ancorchè + il Nangis apertamente errasse nella cagione del tramutamento del + principe di Salerno da Messina a Cefalù, che fu appunto la + contraria. + + Veggasi anche Saba Malaspina, cont., pag. 420 e 421; e il + Neocastro, cap. 86, 88, 89. + + [35] Bart. de Neocastro, cap. 86. + + [36] Montaner cap. 95. + + [37] Bart. de Neocastro, cap. 87. + + [38] Bart. de Neocastro, cap. 88. + + [39] Secondo il catalano Montaner, cap. 113, 114, i governanti di + Sicilia, liberata la minutaglia dei prigioni della battaglia di + Napoli, domandavano al re a Barcellona: che far de' nobili, che + del principe? e convocavano di lì a due mesi, per dar tempo alla + risposta, un parlamento a Messina. S'ebbero incontanente lettere + del re, segretissime, fuorchè alla regina, a' figli e + all'ammiraglio; ma tutto che s'oprò fu dettato da quelle. Indi + adunato il parlamento de' nobili, sindichi delle città, e + Messinesi a pien popolo, Giacomo tornava a mente i fatti di + Manfredi e Corradino, quasi chiedendone vendetta nel sangue + dell'unico figliuolo di re Carlo: onde tutti il chiamarono a + morte, e la sentenza fu distesa; ma Giacomo inaspettatamente, per + campare il principe di Salerno, lo fè imbarcare alla volta di + Catalogna: il che prova quanto mal ricordavasi il fatto Montaner, + e quanto volea inorpellarlo a lode di Giacomo. Saba Malaspina, + cont., pag. 420, 421, scrive ancora del parlamento in Messina, + supponendo che gli usciti napoletani persuadessero la regina a + quella vendetta; perilchè chiamati dall'isola tutta i nemici più + fieri del nome francese, fu posto il partito; ma contrastandolo i + Messinesi, il parlamento scioglieasi a tumulto; e gli esuli + sfogavano con ammazzare quanti colsero de' prigioni. Questo + scrittore aggiugne, che Giacomo fieramente nimicava parecchi + nobili per aver negato di andare al parlamento, o di condannare il + principe; tra i quali Alaimo di Lentini, famoso e caro per tutta + Sicilia, onde per torlo dal centro delle sue forze, a tradimento + l'addusse in Palermo, e poi in Aragona il tramandò. Il Neocastro, + cap. 87, 88, non dice di parlamento in Messina, ma in Palermo, + adunato dopo il tumulto contro i prigioni in Messina. Dalle quali + testimonianze si vede dubbio se prima dell'ammazzamento de' + prigioni ci fosse stato un parlamento in Messina; ma risaltan + sempre scolpitamente gli umori e le cagioni che io scrivo nel + testo. + + [40] _Multorum quoque viscera, quae crudeli gladio nonnulli + delectabantur exules aperire, ignis subiecti torrent in pruina, et + iam assata in naturali cupiditate famelica lambunt, et immittunt + etiam in crudelem stomacum velut cibum, etc._ + + [41] Bart. de Neocastro, cap. 88. + + Saba Malaspina, cont., pag. 420, 421. + + Giachetto Malespini, cap. 224. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 96. + + Ricobaldo Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142. + + Francesco Pipino, ibid., cap. 18. + + [42] Bart. de Neocastro, cap. 88, 89. + + Francesco Pipino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, cap. 18. + + Giachetto Malespini, cap. 224. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 96. + + Epistola di Alfonso a Eduardo, data il 4 gennaio 1289-90, in + Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II. + + [43] Bart. de Neocastro, cap. 88, 89, 91. + + [44] Bart. de Neocastro, cap. 96. + + [45] Leggasi in Bartolomeo de Neocastro, cap. 109. + + [46] Veggasi l'itinerario posto di sopra, e a pag. 280, i diplomi + dati di Cotrone e di Brindisi pe' disertori. + + [47] Raynald, Ann. ecc., 1283, §. 15. + + Saba Malaspina, cont., pag. 419. + + Diploma dato di Brindisi a dì 8 novembre tredicesima Ind. (1284), + dal quale si vede che Stefano Angelone avea dato un castello su i + confini del contado di Molise ai traditori, tra i quali era + Corrado d'Antiochia. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, + fog. 8. + + [48] Saba Malaspina, ibid. + + [49] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 16. + + [50] Saba Malaspina, cont., pag. 417. + + [51] Veggasi il docum. XXIII. + + Diploma dato di Brindisi il 6 settembre tredicesima Ind. (1284) a + Riccardo Milite e a' Saraceni di Lucera. «Per appagare il vostro + desiderio vi diciamo esser giunti salvi in Brindisi, e + soggiornarvi sani ed ilari; intendendo virilmente e potentemente + alla confusione de' nemici e ribelli siciliani. Si custodiscan + bene le corazze e gli archi d'osso dei Saraceni che sono stati al + nostro esercito, e si aspetti la nuova impresa.» Nel r. archivio + di Napoli, reg. 1283, A, fog. 161, a t. + + [52] Malaspina, loc. cit., e i seguenti documenti: + + Diplomi dati di Cotrone dal 21 al 24 agosto duodecima Ind. (1284) + e di Brindisi dal 2 al 27 settembre tredicesima Ind. (1284), che i + feudatari chiamati al servigio militare potessero riscuotere + sovvenzioni, ossia _aiutori_ da' lor vassalli. Nel r. + archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 9. + + Altro dato di Brindisi il 2 ottobre, col quale si comanda di + portar legname per la riparazione dell'armata. Ibid., fog. 46, a + t. + + Diploma dato di Brindisi il 2 ottobre tredicesima Ind. + Proponendosi nella vegnente primavera tornare in Sicilia con + armata ed esercito, ordina che nessun uomo di mare esca dai porti + del regno, ma che tutti aspettino per servire nell'armata. Ibid., + fog. 177, a t. + + Diploma dato di Brindisi il 7 ottobre tredicesima Ind. È una + lettera circolare perchè si fabbrichi gran quantità di quadrella + di uno e due piè. Ibid., fog. 6, a t. + + Altro diploma dato di Brindisi il 9 ottobre tredicesima Ind., per + farsi subito 50 mila saette per archi, ben astate, ferrate, e + impennate di penne d'avoltoio. Ibid., fog. 46. + + Altra circolare data anche di Brindisi il 10 ottobre, perchè + s'adunasse copia di frumento e d'orzo pe' bisogni dell'esercito. + Ibid., fog. 7. + + Altra circolare data di Brindisi il 20 ottobre, per munirsi con + estrema cura le fortezze di viveri per un anno. Ibid., fog. 7, a + t. + + Altra data di Brindisi il 21 ottobre, per farsi biscotto. Ibid., + fog. 38, a t. + + Altra del 15 novembre, per biscotto, Ibid., fog. 47, a t., e altre + disposizioni al medesimo effetto, fog. 46 a 58. + + Diploma dato di Barletta il 25 novembre tredicesima Ind., per vari + arnesi fabbrili necessari all'esercito. Sarebbe importante a chi + volesse illustrare l'arte militare di quel tempo. Ibid., fog. 48. + + Altra circolare data di Melfi il 1 dicembre, per vittovagliarsi le + fortezze. Ibid., fog. 8, a t. + + [53] Diploma dato di Brindisi a 5 settembre tredicesima Ind. (1284). + È una circolare ai giustizieri perchè prendan moneta per ogni + verso, e subito la mandino al re, pei suoi _ardua et immensa + negotia_. Nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1283, A, fog. 6. + + Diploma dato di Brindisi il 15 settembre tredicesima Ind. È la + scritta del ricevuto di once 1,400 da mercatanti di Pistoia, la + più parte in fiorin d'oro alla ragione di 5 per oncia, per conto + dell'imprestito di once 28,890, fatto a Carlo principe di Salerno + dalla santa sede, sulle decime ecclesiastiche destinate + all'impresa di Terrasanta. Ibid., fog. 162. + + Veggasi anche un altro diploma dato di Brindisi a 10 novembre + tredicesima Ind. È una lettera circolare con disperata chiesta di + danari, pe' tanti bisogni, e massime per la riparazione della + flotta che nella vegnente primavera, con l'aiuto di Dio, + passerebbe sopra i ribelli di Sicilia. Ibid., fog, 8. + + [54] Docum. XXIII. + + [55] Saba Malaspina, cont., pag. 417, 418, 419. Anche Ricobaldo + Ferrarese, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 142 e 252. Nic. + Speciale, lib. 1, cap. 29, e lib. 6, cip. 10; Francesco Pipino, in + Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 695, e parecchi altri + attribuiscon la morte di re Carlo al dolore e dispetto di que' + casi della guerra di Sicilia. + + [56] Saba Malaspina, cont., pag. 421. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 11; in Muratori, R. I. + S., tom. XI. + + Un diploma di Carlo I dato di Melfi il 14 dicembre tredicesima + Ind., provvide alle spese per lo viaggio della regina. Nel r. + archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 8, a t. + + [57] Bolla di Martino, in Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 3. + + [58] Saba Malaspina, cont., pag. 422. + + Giachetto Malespini, cap. 223. + + Bart. de Neocastro, cap. 90. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 95. + + Montaner, cap. 118. + + Cronache del Regno di Napoli, editore Perger, tom. I, pag. 31 e + 58. Quivi si dice la morte di Carlo nel 1284, contando gli anni + dal 25 marzo. + + Nic. Speciale, lib. 1, cap. 29. + + Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 955; e la + più parte degli altri contemporanei. + + L'istituzione di Filippo l'Ardito a tutore delle contee di + Provenza e d'Angiò si legge nel docum. XXIV. Dopo ciò ho creduto + mettere in dubbio la tradizione de' citati scrittori che portano + lasciato a dirittura il regno a Carlo Martello. Carlo I non volle + certamente dividere il regno dalle contee, perchè lasciò anche + queste a Carlo Martello nel caso della morte di Carlo lo Zoppo. + Non sembra dunque probabile ch'egli avesse stabilito due ordini + diversi di successione, chiamando Carlo Martello al regno appena + uscisse di minorità, e alle contee solamente dopo la morte del + padre in prigione. Dall'altro canto può darsi che Carlo I credesse + provvedere abbastanza al governo della Provenza e dell'Angiò + durante la prigionia del signor naturale, con quello espediente di + fare un tutore delle contee piuttosto che del conte; ma non + giudicasse nè legittimo nè sicuro partito di lasciar la corona + reale a un prigione, o vôto il trono fino alla sua liberazione. La + riconosciuta sovranità suprema della corte di Roma, e il non + trovarsi preveduto il caso nella legge dell'investitura + accresceano forse la difficoltà: nè è impossibile che Carlo non + potendole scegliere, le abbia saltate rimettendosene al papa. Io + non ho voluto supplire con l'analogia alla mancanza del fatto; ed + ho lasciato in dubbio i termini della sostituzione di Carlo + Martello, come restarono negli atti de' governanti di Napoli fino + alla liberazione di Carlo II. + + La età di Carlo I erroneamente rapportata dalla Cronaca d'Asti, in + Muratori, R. I. S., tom. XI, pag. 164, si ricava dal P. Anselme, + Hist. généalogique et chronologique de la Maison royale de France, + tom. I, cap. 14, pag. 191. + + La elezione del conte di Squillaci si conferma dal diploma 1º del + tom. II dell'Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, + notato qui appresso; la condizione della scelta d'Artois leggesi + in Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 5. + + [59] Gio. Villani, lib. 7, cap, 95. + + [60] Nic. Speciale, lib. 1, cap. 29. + + [61] Geste de' conti di Barcellona, cap. 26, nella Marca Hispanica + del Baluzio. + + [62] Raynald, Ann. ecc., 1285, §§. 5, 6, 7, 8, bolla del 14 febbraio. + + [63] Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. II, + diplomi dalla pag. 1 a 43, e annotazione 1 alla pag. 2. + + [64] Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 3, bolla del 9 febbraio. + + [65] Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Nov. Anecd., + tom. III, pag. 765. + + Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. + script., tom. V, pag. 543. + + Vita di Martino IV, in Muratori, R. I. S., tom. III, pag. 611. + + Francesco Pipino, lib. 4, cap. 21, in Muratori, R. I. S., tom, IX, + pag. 726. + + [66] Nangis, loc. cit.; Francesco Pipino, loc. cit. + + [67] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 9. + + [68] Bart. de Neocastro, cap. 90. + + [69] È attribuita a un abate Gioacchino. Francesco Pipino, loc. cit., + lib. 4, cap. 20. + + [70] Dal Torso fu, e purga per digiuno + Le anguille di Bolsena e la vernaccia. + DANTE, _Purgat._, c. 24. + + e ciò che nota in questo luogo Benvenuto da Imola. + + Francesco Pipino, lib. 4, cap. 21, in Muratori, R. I. S., tom. IX, + pag. 726, il quale rapporta i due versacci: + + _Gaudeant anguille quod mortuus est homo ille. + Qui quasi morte reas excoriabat eas._ + + Della morte di questo pontefice e non della cagione, dicono ancora + Giovanni Villani, lib. 7, cap. 106. Ricobaldo, loc. cit., ec. + + [71] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 12. + + [72] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 14. + + Tolomeo da Lucca, Hist. Ecc., lib. 24, cap. 13, in Muratori, R. I. + S., tom. XI. + + [73] Nangis, loc. cit., pag. 544. + + Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 16. + + [74] Raynald, ibid. + + [75] Raynald, ibid., §. 23, breve del 1º agosto 1285. + + [76] Raynald, Ann. ecc., 1285, §. 43, e seg. + + [77] Raynald, Ann. ecc., 1285, §§. 29 a 51. + + [78] Ibid., §. 53. + + [79] Giannone, Istoria civile del regno di Napoli, lib. XI, cap. 1. + + [80] Bart. de Neocastro, cap. 98. + + + + +CAPITOLO XII. + +Opere della corte di Roma contro Pietro d'Aragona. Concessione di quel +reame a Carlo di Valois. Protestazioni e pratiche di Pietro. Contese +di lui con le Corti di Aragona. Lega di que' baroni; grande esercito e +armata che apparecchiansi in Francia. Invasione del Rossiglione, poi +della Catalogna. Straordinaria fortezza e perseveranza di re Pietro; +assedio di Girona. Morìa nel campo francese. Pietro ripiglia le +offese. Fazioni di mare. Loria con l'armata siciliana riporta +segnalata vittoria su i Francesi. Ritirata di re Filippo, e sua morte. +Carlo lo Zoppo mandato prigione in Catalogna. Morte di Pietro. +1282-1285. + + +La guerra sopra Aragona, pensata al primo fallir dell'impresa di +Sicilia, per avviluppar Pietro in tal briga nel suo antico reame, che +lasciasse la difesa del nuovo, si macchinò poco men che tre anni, tra +Carlo, papa Martino e Filippo l'Ardito. Di leggieri crederò a Martino, +che parecchi baroni francesi stigavano a quella il re, dicendo +insopportabili ormai le offese di Pier d'Aragona, e vergogna al sangue +reale e a tutta la nazion francese, se non ne pigliasse vendetta[1]; +perchè par che il risentimento della strage del vespro tutto si fosse +volto contro il re d'Aragona, quando si vide ch'ei ne raccoglieva i +frutti, e incalzava e sfregiava sempre più la casa d'Angiò, e facea +scorrer nuovo sangue francese ne' combattimenti di Calabria. Le arti +de' grandi infiammaron certo il sentimento pubblico; menando tanto +romore del duello; gridando Pietro codardo perchè lo schivava, e +traditore perchè avea assalito Carlo in Sicilia senza disfida. +D'altronde la corte di Francia, sollecitata e piaggiata assiduamente +da casa d'Angiò[2], e allettata dall'onore di ristorarla in Italia, +ben potea desiderare una impresa, che insieme promettea larghi {309} +acquisti oltre i Pirenei. La nazione, pronta per indole alla guerra, +v'era anco sospinta dalle condizioni sociali, e dall'uso alle +crociate: chè perfetta crociata fu questa, sì alle bandiere, e sì +all'intento de' crocesegnati, divenuto sì basso e profano nel secolo +decimoterzo. È notevole che nel trattare tal impresa detta sacra e +suscitata dalla corte di Roma, si manifestò ne' consigli di Filippo +una insolita gelosia e diffidenza contro lei, un desiderio a spillare +i danari ecclesiastici, un accorgimento e contegno di cui Martino si +maravigliò, si adontò, ma gli fu forza sopportarlo. I principî +d'ordine monarchico, prevalsi nel regno di san Luigi e messi già in +opera contro la feudalità, si sollevavan contro la potenza papale; e +preparavano la lotta di Bonifazio con Filippo il Bello. + +Il primo divisamento in Francia fu di muover la guerra senza frasi: +volean le decime delle rendite ecclesiastiche, ed eran pronti a +pigliare le armi: il vescovo di Dol e Raoul d'Estrées, maresciallo di +Francia, portarono al papa questa ambasceria di Filippo sul fin +dell'anno ottantadue. Ma quegli rispose che volea meglio colorire la +cosa; aspettar che Pietro persistesse nella occupazione della Sicilia +fino a un termine dato; e poi con forme di giustizia e gravi sentenze +compilar l'atto della disposizione del regno d'Aragona: e così fece, +scrive egli, con molta prestezza, fidando in Dio e nella Francia, che +fosse pronta sempre ad eseguir con le armi il giudizio della corte di +Roma[3]. Ad accrescere il premio, mise fuori un'altra bolla che +spogliava Pietro del reame di Valenza[4]. Volle impedire +l'ingrandimento della Francia nella guerra che si dovea sostener col +suo sangue, dichiarando contro il voto di parecchi {310} cardinali[5] +che concederebbe que' reami a un de' figliuoli di Filippo l'Ardito, a +scelta del re o della santa sede s'ei tardasse, eccetto il primogenito +sempre. Nè lasciò occasione d'allungar la mano nei patti fondamentali +della nuova dinastia; pretendendo immunità ecclesiastiche larghissime, +omaggio e censo a Roma[6]. A trattar queste e le altre condizioni +dell'impresa, avea già inviato legato pontificio Giovanni Chollet, +cardinal di Santa Cecilia; che venne a corte di Francia con Carlo +d'Angiò innanti il dì del duello[7]; e con quell'autorità, scrive +Montaner[8] che dalla terra annoda e scioglie ne' cieli, annullò i +giuramenti della lega di Filippo con Pier d'Aragona. Durò assai più +fatica a vincer le opinioni de' consiglieri del re, dette di sopra e +accettate da' prelati e baroni, che componeano il parlamento, non +scaduto per anco a mera corte di giustizia, e rappresentante, com'or +direbbesi, gl'interessi della nazione, o delle classi privilegiate che +se ne arrogavano il nome. + +Nè credo confondere i nomi e le idee d'oggidì con quei del secol +decimoterzo, se dico che non solo la corte di Francia volle far patti +accorti con Roma, ma che anco il parlamento non amava gittar su la +nazione tutto il peso d'una guerra che a lei nulla giovava, ma a Carlo +d'Angiò, alla {311} corte di Roma e ad alcun de' figli di Filippo +l'Ardito. Perchè nel primo disegno detto dinanzi si chieser le sole +decime per tre anni in quel ch'era allora il reame di Francia; ma +trattandosi l'investitura come voleala il papa, si domandarono le decime +per tutta cristianità, o almeno per quattro anni nella più parte del +territorio francese d'oggidì; e le prime annate dei beneficî +ecclesiastici nuovamente provveduti; i legati pii, e altri sussidi; +oltre le indulgenze, l'autorità della commutazione de' voti; e alcune +condizioni che mantenessero la dignità del re verso la corte di Roma; e +si sostennero le libertà ecclesiastiche de' popoli d'Aragona: ma +soprattutto si pretesero tai favori del papa sia che il parlamento +consigliasse il re, sia che lo sconsigliasse, che è a dire se la nazione +concorresse o no alla impresa in favor del figliuolo del re. Adirossene +il papa; rispose a Filippo il nove gennaio dell'ottantaquattro, +chiamando scandalosa l'inchiesta delle annate dei beneficî; orribile a +udirsi quella delle concessioni nel caso che il parlamento +sconsigliasse; assurda l'altra delle decime in tutta cristianità; e in +bel modo rimproverò Filippo e il parlamento di mala fede, d'incostanza, +d'ignavia, d'abbandonar la santa sede e la casa d'Angiò, di macchiare il +nome francese e dar argomento alle lingue de' suoi nemici. Ma, come fa +chi ha maggior voglia, cominciò a piegarsi alle stesse inchieste di cui +lagnavasi[9]; mandò al legato, in tante lettere diverse, l'assentimento +alle varie condizioni; e gli commise che persistendo il re, gli +cedesse[10]. Queste concessioni e le arti del legato conseguiron +l'intento. + +Chiamati in Parigi i prelati e i baroni, il venti febbraio +milledugentottantaquattro, il re lor significava le ultime +negoziazioni; e metteva il partito della guerra. Presero tempo d'un +giorno a deliberare, di tre a rispondere; e il dì {312} ventuno assai +per tempo adunavansi nel palagio reale; divisi in due sale i prelati +da' baroni, e assente il re. Il legato che non era lontano nè si +rimase a man giunte, fingea poi gran maraviglia della ispirazione per +cui virtù le due camere, lontane e ignare de' procedimenti l'una +dell'altra, deliberassero la guerra in un medesimo istante. La camera +de' baroni mandò prima il messaggio a' prelati; il legato non tardò a +far venire il re co' suoi cortigiani; e il medesimo giorno in pien +parlamento, innanzi a gran moltitudine l'arcivescovo di Bourges e +Simone de Nigel annunziavano a Filippo la deliberazione; Filippo +ringraziava, e assentiva l'impresa: il giorno appresso, convocato di +nuovo il parlamento, fe' intender la scelta fermata in persona di +Carlo di Valois, suo secondo figliuolo[11]. Giurò per costui il padre; +il cardinale conferì al fanciullo l'investitura de' regni d'Aragona e +Valenza e del contado di Barcellona[12] con istrano rito di porgli in +capo un cappello; onde, perchè la terra poi non ebbe, re del cappello +il motteggiavano[13]. Ratificò il papa a dì primo marzo; die' la bolla +di concessione in buona forma il tre maggio[14]. Lo stesso giorno +trasferisce al cardinal di Santa Cecilia piena autorità in Francia, +Navarra, Aragona, Valenza, Maiorca, e tutt'altre province ov'era +intendimento di levar genti, o {313} portar la guerra; concede per +quattro anni le decime dei beni ecclesiastici nel reame di Francia, e +nelle province del Viennese, Lione, Liege, Metz, Verdun, Toul, +Besançon, Tarantaise, Embrun; e fino in città appartenenti allo impero +e altre lontane contrade[15]. Indi commette al legato di predicar la +croce; accorda le indulgenze come in guerra di luoghi santi[16]; e +oltre le decime, anco i legati pii[17], e un prestito su le somme già +raccolte per l'impresa di Gerusalemme, e altri favori che il re +domandava, uno dei quali era richiesto da' baroni, dichiarando tenuti +i crociati a pagar loro le taglie e prestazioni solite[18]. Ebbe anche +le decime ecclesiastiche ne' suoi dominî Giacomo re di Maiorca e conte +del Rossiglione, fratello di re Pietro. Ei volendosi scioglier +dall'omaggio feudale alla corona aragonese, avea colto il destro di +voltarsi contro il fratello, mostrando d'ubbidire alla Chiesa[19]. Fu +di tanto più vile, che dissimulò a lungo lo accordo co' nemici della +sua {314} schiatta, fermato nell'ottantatrè, riconoscendo anco tener +dal re di Francia Montpellier e Lans; e che promise per solenne +scritto di dargli i passi della Catalogna, vittuaglie, fortezze, e di +combatter contro il fratello: patti d'empietà che giurò sul +vangelo[20], e che attiraron su la sua patria le più atroci calamità. + +Ma Pietro saputa la prima sentenza del papa, e preparandosi a renderla +vana coi fatti, volle combatterla anco nelle forme. Richiamossene +prima per ambasciadori; dei quali altri dal nimico fu preso, alla +romana corte pervennero Arnaldo di Rexach e Bernardo de Orlè[21]; che +esposte le ragioni del re, per lui chiedean sicurtà a difendersi in +persona innanti il sacro collegio; e proponean compromesso in cinque +principi di cristianità; ma rispinti dal papa assai duramente, +protestarono, e della sentenza appellaronsi, scrive il Montaner, a Dio +e a san Pietro, con uno scritto in buona forma per man di notaio[22]. +Fantasia che bene sta ai tempi; e nascea da un giusto argomento di re +Pietro, comune a' più alti ingegni di quell'età, e fortemente scolpito +in tutte le memorie nostre d'allora, ch'era, distinguer sempre la +religione dalla Chiesa; lagnarsi ove occorresse del papa, ma esaltar +sempre la fede cristiana. Nè da altro forse fu dettato il motto degli +agostali d'oro battuti in Sicilia con l'aquila siciliana nel dritto, e +il nome della regina Costanza e sopra quello il motto «Cristo vince, +Cristo regna, Cristo comanda;» e nel rovescio l'armi d'Aragona, il +nome di Pietro, e su quello «La somma possanza in Dio è[23].» +Apparecchiavasi come ultimo {315} capo di difesa, per ischivar anco la +quistione del dritto della corte di Roma, quella donazione de' reami +ad Alfonso, di cui parlammo di sopra[24]; ma Pietro non l'usò perchè +la lite si trattò poi con la spada. Anzi sentendo la propria sua forza +nel navilio, e negli ordini d'entrambi i reami d'Aragona e Sicilia, +scherzava su la sentenza del papa, chiamandosi non più re, ma Pier +d'Aragona, cavaliere, padre di due re, e signor dei mari[25]. Con la +stessa non curanza e col brio d'un cavalier trovadore, ei poetò in +provenzale: turbarlo sì questa mostra de' gigli; ma si vedrebbe alle +prove se gli torrebbero il baston giallo e vermiglio, o se troverebbe +la perdizione in Ispagna chi verrebbe a cercarvi la perdonanza: per sè +ei non chiedeva armadura in questa guerra, sol che la sua donna lo +confortasse con un sorriso[26]. + +Un'altra ambasceria inviò in Francia a dolersi della rotta fede; ove +ai suoi legati non pur fu dato di vedere il {316} re[27]: e lo stesso +avvenne alla reina Margherita, madre di Filippo, che parlar volle di +pace[28]. Indarno ancora ne mosse pratiche Eduardo, re d'Inghilterra, +prima per suoi ambasciadori in Guascogna, poscia per lettere all'abate +di San Dionigi; perchè il legato, ben trascelto da papa Martino, +sturbò ogni mite consiglio[29]. Nondimeno non potè Pietro portar +l'Inglese alla guerra contro Francia, che pur non ne mancavano altre +cagioni. Non altrimenti gli tornò il chieder soccorsi all'imperatore +Ridolfo, profferendo cedergli suoi dritti sulla contea di Savoia, e +aiutarlo in Italia contro parte guelfa[30]. Più assegnamento facea +sopra Sancio di Castiglia, da lui favoreggiato nella ribellion contro +il padre; il quale or morto, e usurpato il reame da Sancio, venne +Pietro con esso lui a spessi abboccamenti, e fermarono aiuto +scambievole, e larghe promesse n'ebbe, ma all'uopo non sel trovò[31]. +Nei quali maneggi affaticatosi indarno il re d'Aragona da giugno +dell'ottantatrè infino allo entrar dell'ottantacinque, vedea già le +armi di Francia alle porte, nè era un sol potentato straniero che si +levasse per lui. + +Nè meglio avea da sperare in casa, ove a que' liberi spiriti spagnuoli +forte increbbe l'impresa di Sicilia, cominciata {317} senza voler +delle corti, compiuta senza pro del reame: che anzi per aver Pietro +occupato gli altrui, vedeano in tanto rischio i propri lor focolari; e +frugavali anco la paura del cielo[32], perchè papa Martino, sapendo +non osservato l'interdetto, ribadillo per aspri comandi +all'arcivescovo di Narbona[33]; ond'or vedeansi serrate le chiese, +furtiva e tetra celebrar una sola messa ogni settimana, null'altro +sagramento che il battesimo ai nati, la penitenza ai moribondi, +maledetta miseramente la terra che i lor maggiori aveano bagnato di +tanto sangue per la cristiana fede. Perciò in lor dispetto, chiamavan +Sicilia l'isola del dolore[34]. Adontavali inoltre quel cupo governar +di Pietro, senza consiglio delle corti nè di uomini del reame, ma +d'usciti italiani o sudditi di Sicilia. Ma sopra tutto doleansi delle +non osservate franchige, o, come suonano in lor idioma, _fueros_ del +paese; della negata restituzione dei beni occupati una volta a torto +da re Giacomo; della _quinta_ ossia balzello sugli armenti, che +assentito per la guerra di Valenza, ma riprovato dalle corti d'Exea, +tuttavia si levava; dell'autorità del _Justiza_ tenuta in non cale; +delle turbate giurisdizioni de' magistrati, e somiglianti abusi. +Rinnaspriali il timore di molto scempio in questa guerra; perchè da re +Filippo s'aspettavano audacissimi fatti, e spaventava l'oro e la +riputazione di Roma[35]. + +Poco appresso l'avventura di Bordeaux questi umori parver fuori, a una +prima scorrerìa che re Filippo movea in segno d'animo ostile dal +finitimo regno di Navarra, già {318} da lui occupato[36]. Molte +migliaia di cavalli e pedoni francesi entraron per quattro leghe a +dare il guasto in terra d'Aragona; nè pur ciò bastava a spuntare gli +Aragonesi che al re ubbidissero, sopraccorso in Tarragona, e +chiamanteli alle armi. Indi ei convocò le corti a Tarragona. Dove +baroni e cavalieri e popolani, con meraviglioso accordo, prepostisi di +troncare i passi alla usurpazion del potere, faceano il dì primo +settembre milledugentottantatrè gravissimi richiami; conchiudendo, +consultasse il re con loro intorno l'imminente guerra. Altero rispose, +non reggersi a consigli altrui; richiederebbe le corti al bisogno. +Ripigliaron dunque, riparasse gli aggravî; ed ei, che tempo era non a +disputare, ma a combattere. A ciò le corti, addandosi che le parole +erano niente, secondo lor esempi antichi, strinsersi in una lega, o +_giura_, come si chiamava dal giurar tutti, che le libertà della +nazione manterrebbero con avere e persone; chi fallasse tal giuramento +sarebbe sfidato a duello da tutti gli altri, come fedifrago e vile; +tutti difenderebbero i perseguitati dal re senza condanna del +_Justiza_ e de' pari; se Pietro s'ostini, chiamisi al regno il +figliuolo; si sforzi con l'arme chiunque ripugni alla lega. Allor +Piero con vaghe promesse differì le corti al tre ottobre, in +Saragozza: e quivi, trovandole anzi più salde e disposte a qualunque +sbaraglio, piegossi a confermar le franchige, sperando pur farsene +gioco ne' fatti; e pronto alle frontiere di Navarra volò. Ma que' +della lega che il conosceano, pria di tornarsi a lor case, adunati nel +tempio del Salvadore a Saragozza, rinnovano il giuramento; rafforzanlo +con istaggir ville o castella a guarentigia comune; {319} e +trascelgono lor deputati col nome di conservatori, che veglino al ben +del paese, e richieggano gli altri di entrar nella lega[37]. + +Queste civili dissensioni d'Aragona non ritrarrò più largamente, +perchè fuor del mio disegno sarebbe. Giova sol ricordare, che il +medesimo confermamento di franchige assentì Pietro al reame di +Valenza; e più volentieri a' Catalani, quando nel richiesero +all'entrar dell'ottantaquattro, assembrate lor corti a Barcellona; +perchè lì vedea pronti a seguirlo in tutte imprese, e a' fatti di +Sicilia pensava. {320} Ma sforzato da' bisogni o dalla sua propria +natura, indi a poco raccese gli sdegni con la lega d'Aragona, +richiedendo anzi tempo la moneta delle tasse: onde i collegati, +spagnuoli quant'esso, adunavansi in arme, spregiavano i comandi del +re, da sè trattavano col governador di Navarra e col papa. Più volte +poscia, costretto dalla lega, ei con Alfonso erede del trono, +ripromesse por fine agli abusi; più volte le promesse eluse. Tardi e +male perciò l'aiutarono gli Aragonesi, nella guerra che fuor di loro +confini in Catalogna si combattè[38]. E intanto alle discordie +senz'armi si mescolavan turbamenti d'altra indole. Stigato da Francia, +ribellossi don Giovanni Nuñez di Lara signore di Albarazzin, ma non +ebbe seguito; tantochè quella città dopo lungo assedio s'arrese[39]. +Entratovi il re, aduna quante forze ei può; passa l'Ebro; cavalca a +sua volta terra di nimici; e tornane con molto bottino. Indi +accomiatatosi con mal piglio dai collegati in Saragozza, sopraccorre a +Barcellona, poco men che repubblica, ove macchinava pericolosi +movimenti contro i nobili un Berengario Oller, popolano: e i seguaci +di costui sperde Pietro con la riputazione del venir suo; dissimula +con Berengario; il cattura egli stesso; e lo fa con altri sette +impiccare per la gola il dì di Pasqua dell'ottantacinque[40]. Repente +poi tolta con se picciola mano d'uomini d'arme, che non sapeano dove +si andassero nè a che, valica i Pirenei; piomba su Perpignano, ov'era +il re di Maiorca, già pronto a scoprirsi {321} per Francia, e darle +passaggio per lo Rossiglione, terreno di gran momento nella guerra che +sovrastava. Occupata da Pietro la città; guardato per lui il castello; +Giacomo fuggì da una fogna, lasciando prigioni moglie e figliuoli; e +senz'altro aspettare passò a' nimici[41]. + +I quali, deliberata che fu in Francia la impresa, adunarono da +mezz'Europa forze smisurate. Correano al bando della croce e del +soldo, Francesi, Piccardi, Provenzali, Guasconi, Borgognoni, Tolosani, +Brettoni, Inglesi, Fiamminghi, Alemanni, Lombardi; e più fu l'italica +gente nell'armata, di navi pisane e genovesi, oltre quelle di Provenza +e Guascogna. Cencinquanta galee, navi di trasporto assai più, e +nell'esercito noveraronsi diciassettemila uomini d'arme, diciottomila +balestrieri armati da capo a pie', sopra centomila fanti, e più numero +di guastatori, saccomanni, e bagaglioni, e ottantamila vetture; nel +che accordansi a un di presso gl'istorici tutti dei tempi, e il grave +d'Esclot aggiugne non potersi credere da chi non l'avesse visto con +gli occhi. Tardamente questa gravosa moltitudine si adunò alfine a +Tolosa, nelle feste di pasqua del l'ottantacinque. Ivi la mostra si +fece[42]; si spiegò l'orifiamma: e la seguiano con molta baronia lo +stesso re Filippo e' figliuoli {322} Filippo il Bello e Carlo, col re +di Maiorca, e il legato. Primo stigatore di crudeltà fu costui in +tutto l'esercito, quasi ereditando le passioni di papa Martino; e +innestavale a natura inflessibile ed efferata. Filippo il Bello, al +contrario, da ammirazion di re Pietro fratel della madre, o invidia di +Carlo novello re d'Aragona, veniva di mala voglia, guardando bieco il +legato. Cominciò l'astio a scoppiare un dì a corte; ove lacerandosi il +nome di Pietro, come autor di scandali e più ladrone che re, il +giovane aspramente dava sulla voce al legato; e ne bisticciò col padre +e col fratello, costui nel calor della disputa chiamando re del +cappello, e che sol questo guadagnerebbe dalla concessione del papa. +All'entrar di maggio irruppe la formidabil oste in Rossiglione[43]. + +Spartita mosse in sei schiere o piuttosto eserciti; un dei quali col +gonfalon della Chiesa ubbidiva al legato. E prima inviperito costui, +perchè la sola Elna resistesse nell'occupazion di Perpignano e di +tutto il contado, raccende i soldati a metter tutti gli abitatori al +taglio della spada; chè contro nimici della Chiesa o non era peccato, +o ei l'assolvea. Quindi nè ad età, nè a sesso, nè a religione +perdonaron entro la misera villa le genti crociate: e violaron le +suore ne' monisteri, e trucidarono i sacerdoti, e le donne dopo averle +sforzate, e infransero a' muri i tenerelli bambini[44], perchè Pier +d'Aragona non potesse aiutar la Sicilia, e restasser soddisfatte le +voglie di casa d'Angiò, di parte guelfa, della romana corte in Italia. +Ma dopo il facil conquisto {323} del Rossiglione, l'esercito forza fu +che s'arrestasse alle chiuse de' Pirenei, sotto il colle di Paniças, +donde valicar disegnava, per non discostarsi gran tratto dall'armata e +dal mare. A tal intoppo la immensa moltitudine si disordinò: tutti +doleansi; molti partiansi dall'oste; i quali a dileggio andavan prima +a pie' del colle con tre sassi, e scagliandoli, «Questo, diceano, per +l'anima di mio padre, questo di mia madre, questo alla mia:» e preso +un pugno di terra spagnuola, riponendoselo in tasca, «Questo, +aggiugneano, guadagnerammi la perdonanza.» Donde il legato, impaziente +e inesperto di guerra, tanto peggio sbuffava. Garrì una volta di poco +animo i capitani francesi; al che re Filippo non potè starsi, che non +rispondesse brusco: gran parlar militare ei facea; prendesse le sue +schiere e salisse ei primo le chiuse. Un'altra ne toccò il legato da +re Pietro, quando ingiuntogli per messaggio superbamente di sgombrare +dalla terra della Chiesa e di Carlo re d'Aragona: «Poco, Pietro lor +disse, poco questa terra costa e a chi donolla e a chi l'accettò: i +miei maggiori la guadagnavano col sangue; chi la vuole, comprila +adesso a tal prezzo[45].» + +Nè millantavasi il grande, il quale con maravigliosa costanza, +audacia, e intendimento di guerra si resse tra cotanta rovina, +ancorchè da tutti abbandonato, in pena della sua violenza troppa al +comando; chè nè esercito avea per sè, nè flotta, nè danaro, nè zelo +de' popoli. Com'adunata seppe l'oste di Francia a Tolosa, ma non qual +via terrebbe, fidando pur nell'indole de' suoi, che a niun patto non +avrebbero sofferto dominazione straniera, chiama all'armi {324} i +nobili e le città d'Aragona, che guardino lor confini; ingiunge lo +stesso in Catalogna alle città e a' cavalieri del Tempio e di san +Giovanni; a Barcellona con la campana a martello, com'era usanza, leva +il popol all'arme. Indi, agli avvisi dell'occupato Rossiglione, corre +a quelle frontiere; quivi dà ritrovo a ragunarsi le genti; ed egli, +soprastato alquanto a Junquera per esser senza forze, penetrando che +il nemico presenterebbesi la dimane, gittasi il dieci maggio a +prevenirlo alle chiuse, o almeno morirvi re: con ventotto cavalli soli +e settanta pedoni, monta sul colle di Paniças, che risguarda da un +canto il golfo di Roses, dall'altro sovrasta a una stretta gola di +monti, aspra sì, ma la meno in quelle giogaie. Quivi la notte fe' +porre sparsi e molti fuochi per finger grand'oste; e guadagnati con +tale stratagemma uno o due dì, attendovvi poi le genti di Catalogna +che s'andavano ragunando; la gola afforzò di ridotti, e munizion di +botti piene di sabbia, e massi da rotolare dall'alto. Gli altri passi +guardò con le poche forze che tor si potea d'allato; più tosto velette +che schiere. Al campo di Paniças veniano a Pietro gli ambasciatori di +Bohap, re di Tunis; e quivi stipulossi il due giugno un trattato di +tregua e commercio per quindici anni, che dava reciprocamente +sicurezza e favore alla navigazione e al commercio de' sudditi dei due +re, compresi espressamente in que' di Pietro i Siciliani; e fruttava a +Pietro il pagamento dell'antico tributo di Tunis alla corona di +Sicilia, co' decorsi di esso non pagati a Carlo d'Angiò. Con tal +sicuro animo il re d'Aragona affrontò l'immensa ruina che gli +sovrastava! Tenne ben tre settimane a pie' de' Pirenei l'esercito di +Francia, che una volta fe' prova a sforzar le chiuse, e funne +respinto[46]. + +Ma, come avviene, non mancò (e fu questa volta dei {325} monaci d'una +badia tra que' monti) un traditore che mostrasse altro passo al +nemico[47] per burroni asprissimi, e però men guardati; pei quali +alfine traghettava di mezzo giugno l'oste francese. Allor Pietro, +lasciata l'inutil postura di Paniças, muta secondo necessità i modi e +gli ordini della guerra; licenzia le genti; vieta consumar le forze a +difesa di picciole terre; egli stesso abbandona dietro breve +avvisaglia Peralada, che i suoi bruciarono; mal si ritrae se per +antivenir nel saccheggio i nemici, o da eroico pensiero del visconte +di Rocaberti, signor della terra, ch'altro modo non vedea d'arrestare +per poco il Francese. Indietreggiò dunque Pietro per Castellon e +Girona; chiamò frettoloso i rappresentanti delle città. I quali +vedendo presi dallo spavento ch'erasi sparso per Catalogna, sì che +molti si rifuggiano in Valenza, li riconforta con franco volto; spiega +ad essi il disegno di spossare il nemico con guerra guerriata; chiede +poca moneta per tener insieme poche forze. Avutala, munisce Girona +alla meglio di viveri; comanda che sgombrila in tre dì la gente da non +portar arme; l'afforza di bastioni e spianate, e d'un picciol presidio +di cento cavalli e due mila cinquecento tra almugaveri e balestrieri, +sotto il comando di Ramondo Folch, visconte di Cardona. E re Filippo +con tutto l'esercito, innondata la Catalogna settentrionale che i +popoli abbandonavan dassè, pose il campo a Girona; e, come se fosse +compiuto il conquisto, il legato coronò Carlo re d'Aragona; a' +cavalier di lui fu spartito in feudi il paese. Al medesimo tempo tutte +le {326} costiere infino a poche miglia sopra Barcellona furono +ingombre dallo immenso navilio collegato[48], segnalatosi solo per +enormezze al capo di San Filippo; ove l'ammiraglio richiamò i miseri +abitanti fuggiti al venir suo, e li fece arder vivi ne' lor +casolari[49]. + +Pietro in questo tempo affortificò Barcellona con molta cura; armovvi +undici galee; e dava principio a colorire i suoi disegni, richiedendo +il militare servigio del reame d'Aragona. Ma dinegatogli per le stesse +cagioni dette dianzi; ei fa sembiante di non curar nè ciò, nè i +Francesi, nè la corona o la vita: dà a sollazzarsi spensierato in +desinari e cacce; sdegnando venirne a più umil patto coi sudditi, e +aspettando che l'insulto nimico facesse ciò che il comando suo non +potea. E per vero i cavalier catalani, maneggevoli d'altronde, e or +più per sentire il fuoco in casa, tra non guari vennero disperati a +pregarlo un dì a Barcellona che li conducesse pur contro il nimico; ai +quali Pietro fermo rispondea: stare in questa guerra ei solo da una +parte, tutto il mondo dall'altra; e con tutto ciò potrebbe da' +presenti danni lampeggiar fuori più viva gloria, se gli {327} uomini +non poltrissero. Non era, no, aggiugnea, vergogna di Pier d'Aragona +tal nemico guasto di tutta la Catalogna. Ei, sol che avesse un +destriero e una spada, saprebbe viver lieto quanto niun cavaliere; e +nulla era il regno a lui, ma molto a' Catalani lo giogo straniero: +però non comandava, non isforzava; se voleano, s'armasser pure, ed ei +mostrerebbe come farsi la guerra. Ubbidito, ordinolli in due grosse +poste a Besalu e ad Hostalric, a fianco del nemico. Talchè punti dagli +atroci oltraggi del Francese, adescati dal bottino, i Catalani diersi +a infestar tutto il paese intorno intorno all'esercito. La lega +d'Aragona pur si mosse a mandar qualche picciolo aiuto. E Pietro a +poco a poco levandosi, e pensando anco al mare, inanimito dagli +audacissimi fatti de' suoi corsari, lasciò salpar di Barcellona +l'armatetta regia, capitanata da Ramondo Marquet e Berengario +Mallol[50]. + +Ma ne' vasti comprendimenti di Pietro, le fazioni navali, non che +restarsi a tal corseggiare, eran parte principalissima di questa +guerra; perchè sul mare avrebbe meglio bilanciato le forze l'armata +siciliana, sulla quale ei facea molto assegnamento, per le fresche +vittorie di Malta e di Napoli, e le genti audacissime, pratiche, +leste, la straordinaria virtù dell'ammiraglio. Sapea inoltre il re, +spezzata la flotta francese in varie squadre, a guardia di porti o +convoglio delle navi, che di Provenza recavan vittuaglie all'esercito: +talchè le galee di Sicilia potrebber ferire alla sprovveduta qualche +gran colpo; e, intercetti i sussidi del mare, l'esercito affamerebbe +nella Catalogna, diserta e infestata {328} per ogni luogo dalle +masnade paesane. Perciò Pietro con lettere e messaggi incalzava +l'infante Giacomo, incalzava l'ammiraglio, perchè venisse incontanente +la flotta; e ad una volta mandò tre spacci, per una galea e due legni +sottili, divisi, affinchè se l'uno mal capitasse, non mancasse un +altro: sendo in tutte le imprese di Piero, e massime in quest'ultima +guerra, maravigliosa la cura ch'ei ponea nell'ordinare e grandi e +picciole cose dassè. Comandava ancora al figliuolo d'inviargli il +prigione principe di Salerno, come pegno di salvezza nelle sue estreme +fortune. Ma Giacomo, ormai tenendosi in Sicilia come re, e non amando +privar sè stesso della flotta nè del principe per accomodarne il padre +in Aragona, indugiava; nè fu senza comandi più gravi del re, o forse +voler dello stesso ammiraglio, che al fine la flotta partì. Eran da +quaranta galee, siciliane la più parte, che osteggiando +sull'Adriatico, avean preso Taranto e altre città, e speravano +acquisti maggiori, quando fu forza voltare per Catalogna. Di questo +viaggio narra Speciale, che la vigilia dell'Assunzione della Vergine, +navigando presso la Goletta di Tunisi, festeggiavano i nostri con +luminarie, com'era costume in Sicilia, ed è anch'oggi. In quel brio +avvennesi nel navilio un altro messaggio del re: e, facendo da ciò +buon augurio, confortate dall'ammiraglio, più alacri volaron le ciurme +a quelle estranie guerre[51]. + +Tutta la state tenne fermo in Girona il visconte. Re Filippo moveagli +assalto ogni dì; percotea le mura coi gatti, la città coi tiri delle +briccole, dava scalate, fea scavar le cortine; ma il presidio punto +non se ne mosse, opponendo ingegni agl'ingegni, armi alle armi; e in +sortite bruciò le {329} macchine, e i balestrier saraceni con mirabili +colpi imberciavano, non pure gli scoperti, ma i riparati dietro +macchine o case, e gli infermi per li spiragli delle finestre, e chi +che fosse a gittata d'arco con due dita di luce da ficcarvi un +quadrello[52]. E l'oste francese era già scompigliata e consunta. +Arsevi, da disagi o aer malsano, una cruda morìa; infierita per la +corruzion delle carogne dei cavalli, che a migliaia morivano da +punture di tafani velenosi, ingombranti a nugoli la campagna, usciti +la prima volta, così il volgo favoleggiò e qualche isterico con esso, +dal sepolcro del beato Narciso, profanato dalla nimica rabbia[53]. +Appigliossi la pestilenza al naviglio sì fieramente, ch'entro poche +settimane le ciurme s'ammezzarono, e poi scesero al terzo, e più +basso[54]. I Catalani intanto dalle poste di Besalu ed Hostalric +scorrazzavano per tutto il paese; rapiano i traini delle vittuaglie, +in quella carestia portate per mare a Roses, indi su vetture a Girona; +sorprendeano le picciole schiere francesi; tagliavano a pezzi gli +sbandati; s'arricchivano delle spoglie; vendeano i prigioni; +saziavansi del sangue: infaticabili, pratichi, arrisicatissimi, e +crudeli. Il mare stesso non era più sicuro ai nemici, poichè le undici +galee di Barcellona, disperatamente investite venticinque delle +francesi, rotto aveanle e preso; e indi i privati corsali, inanimiti, +uscivan in maggior numero a tentar la fortuna[55]. {330} + +Allor Pietro manda intorno la grida della misera condizione dell'oste, +e ch'uno sforzo la metterebbe al nulla: fa bandir da Alfonso la levata +in arme in Aragona: ei stesso chiamavi i Catalani; da tutti con +maggiore alacrità ubbidito, come portava la rivoltata fortuna. Cavalca +indi al santuario di santa Maria di Monserrato, famosissimo per tutta +Spagna: passavi una intera notte a pregare all'altar della Vergine: e +la dimane uscendo la prima volta in campo, come se avvalorato dal +Cielo, conduce cinquecento cavalli e cinquemila fanti dritto a Girona; +e con quel pugno di gente, in faccia al nimico volteggiò, senz'altro +schermo che le acque del Tar. Poggia indi al vicin monte di Tudela; e, +abbandonatolo per non parergli opportuno, movea alla volta di Besalu, +quando con poche forze trovossi in una terribile zuffa[56]. + +Solo con dodici cavalli, uscito di schiera e di via, la notte innanzi +il quindici agosto, andava a dar dritto in una torma di cinquecento +cavalli francesi; se non che una parte de' suoi uomini d'arme e poche +centinaia d'almugaveri, che lui smarrito cercavano, s'accorsero de' +nimici. Senz'arnese il re cavalcava. Ma come di qua, di là correr vede +e venirsi alle mani, sprona nel mezzo, e grandissime prove fe' della +sua persona. Leggiamo che recisegli le redini del cavallo, accerchiato +da molti cavalieri, si sviluppò fieramente, uccidendone molti con la +mazza; e che un lanciotto vibratogli da presso, si piantò nell'arcion +della sella: che d'Esclot vide con gli occhi suoi l'arcione e la +spezzata punta. Aspro l'affronto delle altre genti anco si {331} +travagliava: almugaveri leggieri contro gli uomini d'arme, cavalli +contro cavalli; dove sopra tutti i bravi lodati di parte catalana +veggiamo quel siciliano Palmier Abate, giovane che non avea visto +unquemai battaglia, rapito fuor della diletta patria per astuzia del +re, e segnalatosi or tanto in sua difesa, che il catalano Montaner +lasciandosi portare all'estro della cavalleria, gli altri prodi +agguaglia a' Lancilotti e a' Tristani, e lui ad Orlando. Straziatisi +con tal disperato coraggio Francesi e Spagnuoli, stracchi alfine +lasciarono il campo; ed entrambi poi vantaron vittoria. Errore è +d'alcuni istorici, che ivi fosse ferito re Pietro. Venne anzi battendo +a Besalu, e alle altre poste; continuò a dar gangheri, porre agguati, +saltar qua e là intorno allo estenuato esercito di Francia: e pensava +anco qualche stratagemma per vittovagliare Girona; quando il +ventiquattro agosto, lasciato ogni altro pensiero, a spron battuto +volò a Barcellona per lietissimo annunzio[57]. + +E fu questo l'arrivo della siciliana flotta: onde sfavillò Pietro in +volto, a vedere nel porto di Barcellona trenta galee, schierate in +bell'ordine, dipinte intorno intorno con le armi d'Aragona e Sicilia, +luccicanti di scudi e balestre, {332} parate di bandiere, pennoncelli, +tende di seta vermiglia su i castelli di poppa; che non s'era più +vista, continua il d'Esclot, armata in migliore arredo. Un lietissimo +grido misero le ciurme siciliane al vedere il re; che montò su le +galee, soppravvide ogni cosa, e si strinse a consiglio con Ruggier +Loria. Questi, posato tre dì, sciolse pel golfo di Roses[58]: e +mandonne avviso all'armatetta catalana, che era uscita assai prima a +ritrovar briga in quei mari, e le dava caccia la flotta francese. + +Menomata dalla mortalità delle genti, e ignara del tutto della +sorvenuta armata di Sicilia, la francese avvennesi in lei agli scogli +delle Formiche, sotto il capo di San Sebastiano; e Loria la scoperse +senza essere riconosciuto da quella: nè altro aspettò, ma spiccata una +punta delle sue galee a tramettersi in mezzo la terra e 'l nimico, ei +l'investe di fuori col grosso del navilio; ordinate molte fiaccole per +ogni galea, perchè non si desser d'urto tra loro, e spaventassero il +nimico con la paruta di maggior numero. Ed ecco entrati a gitto di +balestra, d'un subito accendon le fiaccole i nostri, levano il grido +«Sicilia, Aragona, Maria delle Scale di Messina;» e l'ammiraglio con +la prora urta di costa sì fieramente una galea provenzale, che +ribaltandola, da cinque o sei uomini in fuori, tutta la gente sbalzò +in mare. Poco ressero gli sprovveduti a tal furia d'assalto. Dodici +galee scamparono, contraffacendo i segnali de' fuochi e il motto +Aragona e Sicilia; delle altre, qual fu presa, qual diè in secco; +restando compiuta la vittoria a' nostri. In questi fatti a un di +presso accordansi tutti gli istorici del tempo, con qualche divario +nel numero delle navi e negli ordini della battaglia. Ma le espresse +parole degli uni, lo stesso silenzio degli altri, e i fatti seguenti +dan fuori ogni dubbio che l'armata siciliana distruggesse {333} quella +notte il nerbo delle forze marittime di Francia. Meglio che cinquemila +tra Provenzali e Francesi caddero in questo abbattimento delli scogli +delle Formiche; e furono pur più felici de' prigioni, per la spietata +rabbia che portavano i tempi, e l'accanimento tra Spagnuoli e +Francesi. Prendendo a scernere i cattivi, Ruggier Loria ne tolse +cinquanta cavalieri di paraggio, che potean pagare grosso riscatto; +gli altri mandò in Barcellona a Pietro: e questi fa legare a una +gomena trecento feriti, accomandare il capo della gomena a una galea; +e la galea vogò allora, trasse dietro a sè la funata de' prigioni, e +consumò l'orrendo supplizio, a veggente di chi veder volesse, scrive +freddo il d'Esclot. Dugentosessanta non feriti fur tutti accecati, +d'uno all'infuori al quale re Pietro fe' cavare un sol occhio perchè +guidasse la brigata a Filippo; infermo dell'epidemia, straziato dallo +sterminio che la morte in tante orrende guise facea del suo +popolo[59]. {334} + +Ruggier Loria entro pochi giorni spazzò il rimagnente della flotta +nemica, mandate le galee catalane a raccorre {335} quante reliquie se +ne ritrovavano a Palamos e a San Filippo; ed ei difilandosi al golfo +di Roses, bruciò e prese venticinque più navi; e ponendo a terra, +stormeggiò il castello per impadronirsi delle molte vittuaglie +serbatevi[60]. Raro esempio in quell'età di sostenersi da fanti ignudi +lo scontro di grave cavalleria, intervenne allo sbarco di Roses. +Perchè movendo da vicina terra contro le ciurme di Loria il conte di +Saint-Pol con un grosso di cavalli, si circondano i nostri di fossi +mascherati, e intorno intorno di gomene tese su' piuoli, e con l'arme +da gitto li aspettano. Piombarono a briglia sciolta i Francesi; e +parte ne' fossi precipitarono, parte respinti da' ripari si +scompigliaro: saltaron fuori i nostri e finirono lo sbaraglio. Il +conte, abbattutoglisi il cavallo, fu ucciso; e troncagli una mano, che +i nemici poi ricomperavano per settemila marchi d'argento. +Rimbarcatosi l'ammiraglio, fece altre ricche prede su i mari; tagliò +tutti sussidi di vittuaglie allo esercito[61]. E allor fu che andato a +lui il conte di Foix, chiedendo tregua a nome di re Filippo, negolla +Ruggiero superbamente. Disse che, pur accordata dal re d'Aragona, a +Provenzali e Francesi ei non osserverebbe tregua giammai; e +ripigliando il conte, non salisse in tanta superbia, perchè la Francia +potrebbe metter in mare trecento galee: «Vengano, ei riprese, e +trecento e duemila; con cento delle mie fidereimi tener tutti i mari; +nè legno solcherebbeli senza salvocondotto di re Pietro, nè pesce +v'alzerebbe la testa senza lo scudo delle armi regie d'Aragona[62].» +{336} + +In questo mentre Ramondo Folch, ch'avea fatto tai prodigi alla difesa +di Girona, e a gran pezza non s'era curato della fame, non che delle +minacce e promesse del nimico, venuto a stremo di penuria, cominciò ad +ascoltar parole d'accordo; di voler anco di re Pietro, il quale nè +potea far levare l'assedio per battaglia, nè vedea cagione di gettarsi +a tal rischio[63]. In questa pratica narra una cronaca francese, +ch'ito al campo degli assedianti l'arcivescovo di Saragozza, il legato +troncavagli ogni parola, fremendo: «Non misericordia, non patti,» +quando Filippo il Bello, bruscamente il domandò, che farebbe de' +bambini e delle donzelle prendendo Girona d'assalto? «Muoian tutti,» +il cardinale riprese; e il giovin principe a lui: «Niuno muoia, che +non può difendersi colla spada.» Indi all'arcivescovo segretamente +palesò travagliar peggio gli assedianti che gli assediati; perciò +tenesse fermo nel chiedere i patti[64]: e chi sa quanto operarono sul +giovanil animo queste prime ire contro la romana corte, per disporlo +all'offesa di Anagni? Il visconte pattuì venti giorni per arrendersi, +se non gli giugnesse soccorso; e non avendone, il dì sette settembre +uscì con armi e bagaglio e tutti onori di guerra, e ammirazione +grandissima de' nemici[65]. + +Ma nè gioia nè comodo ne tornò a' Francesi in tal tempo, perchè +perduto il mare, la fame finiva già l'esercito, straziato dalla +pestilenza e dalla spada nemica; e l'ansietà crescea per trovarsi in +pericolo lo stesso re Filippo, che preso dalla morìa nel campo di +Girona, per mutar sito non rinfrancossi, e sopraggiunto il disastro +della flotta, il sangue {337} gli si rivelenì per tutte le vene. Tra +questi travagli comandava Filippo la ritirata, lasciando presidio a +Girona. Intanto di Catalogna, d'Aragona, di tutto il reame traeano a +gara armati alle bandiere di Pietro; il quale rinfiammò tal zelo con +far dassè ciò che per altezza d'animo ostinatamente avea negato nelle +più dure strette; ed ora nel montar della fortuna gli era tanto +maggior lode. Assembrati i baroni in concione pubblica, egli accetta: +queste calamità pubbliche esser fattura sua, e della maligna sorte che +gli fe' chiuder gli orecchi a' leali consigli de' baroni: Iddio aver +punito il superbo, e trattener ora il flagello levato sul suo capo: +ond'ei ripentito, vedendo la man del Signore, chiedea perdono a' suoi +sudditi; consigliava loro di temperarsi nella vendetta sopra i nemici +sbaragliati e fuggenti, a' quali gli Spagnuoli avessero misericordia +poichè Dio l'avea avuto di loro: così ei pensava, dicessero lor +sentenza i baroni. Col medesimo accorgimento accarezzò gli Aragonesi +sopra tutti; e fe' piangere, dice d'Esclot, di tenerezza quegli animi +sì indocili, a tal umile e benigno parlare. + +Adunato un giusto esercito, marciando di costa alle reliquie del +nemico, giunse al passo di Paniças; e nol contese, dicon gli storici +di sua parte, per pietà del re infermo a morte, e preghiere di Filippo +il Bello; ma forse perchè metter non volle a disperazione il nemico, +tuttavia più poderoso di lui. Ed ecco il trenta settembre[66] +quattromila cavalieri, che sol tanti ne rimaneano montati, e inutili +turbe di fanti, e confusione di salmerie, lasciandosi a dietro, per +falta di vetture, tanti doppi più d'arnesi e robe e argenterie, +anelanti e mesti ripassavan le chiuse: stretti a schiera i cavalieri +intorno all'orifiamma e alla {338} barella del re moribondo, co' +principi del sangue, il legato, e' principali dell'oste. Ardeano gli +almugaveri di dar dentro, e li trattenne il re finchè fur valicati gli +uomini d'arme; poi su fanti e bagaglie sbrigliaronsi. Di là dai monti, +in Rossiglione, il medesimo scempio nel sangue e nella roba de' +fuggitivi facea Loria, sbarcato con le feroci genti dell'armata; +talchè per gran tratto di paese non fu che cadaveri e moribondi di +ferite, di morbi, di fame, e assalti, e ladronecci; salvandosi a pena +il forte nodo de' cavalli. Il sei ottobre morì re Filippo a +Perpignano: non riportarono in Francia i rimagnenti che lutto, +pestilenza, ferite, e peso gravissimo di debito pubblico[67]. + +Ma Pietro, non tardo a usar la vittoria, strignea d'assedio Girona; e +voltavasi anco all'isola di Maiorca, dicea, non per vendetta contro il +fratello, ma per aver meglio di che fermar la pace con Francia e Roma. +Con pratiche tra gli abitatori dell'isola si spianò la via; +cinquecento cavalli apprestò con l'armata di Loria, sotto il comando +di Alfonso. Erano in ponto a salpare, quando il re partendo da +Barcellona per Saragozza il ventisei ottobre, colpito dal freddo del +mattino, e preso di violenta febbre a San Clemente, dopo breve +fermata, ostinavasi a rimontare a cavallo; ma vinto dal morbo, +recaronlo in lettiga {339} a Villafranca di Panadès[68]. Quivi +temendosi già di lui, venne ansioso Alfonso; e il re che non pensava +alla propria vita, ma all'impresa di Maiorca, sgridavalo: «A che +lasciare l'armata? Or se' tu medico da stare attorno al mio letto! Di +me sia ciò che Dio vorrà, ma tanto più preme occupar di presente +Maiorca[69].» + +Andò dunque l'infante, e se n'insignorì tra pratiche e forza d'arme, +con picciol contrasto[70]. Risplendeva in quello incontro il valore +de' nostri; perchè fortificatisi in una rilevata chiesa fuor la città +i più fedeli al re di Maiorca, con Francesi e Provenzali, avean +ributtato i replicati assalti della gente catalana e dell'isola: ma +quando Alfonso, per pensiero dell'ammiraglio, fece sottentrar nel +combattimento i Siciliani dell'armata, «Viva Sicilia» levan essi il +grido; danno nelle trombe, e montando su per scale e remi, d'un solo +stormo impetuoso fur dentro, e finirono la guerra[71]. + +Nel medesimo tempo navigava que' mari Carlo II d'Angiò, mandato di +Sicilia dall'infante, dice il Neocastro, pe' comandi risoluti di +Piero, e' consigli di Procida, che ammonialo a posporre a' doveri +verso il padre ogni utilità sua propria e dell'isola; ma piuttosto fu +che Giacomo col re fortuneggiante avea disputato, al vincitore +ubbidiva[72]. Perciò dopo alcune pratiche, che son da supporsi e forse +ancora con l'intesa di Roma (ritraendosi data licenza dalla romana +corte d'aprile milledugentottantacinque a {340} due frati inglesi +Ugone di sant'Edmondo e Gualtiero di Seggefelt di venire in Sicilia +per lo re Eduardo a visitare e consolare il prigione[73]), +affrettavasi Giacomo a fare per sè, pria che il prigione gli escisse +di mano. Va a trovarlo egli stesso a Cefalù; ottien promessa da lui +per impazienza del carcere o saputa degli eventi d'Aragona, che +cederebbegli ogni ragione su l'isola, darebbegli sposa Bianca sua +figliuola, e con altri parentadi strignerebbersi le due case d'Aragona +e d'Angiò. I quali patti, quanto men valeano per la prigionia di Carlo +e 'l dubbio diritto di Giacomo a fermarli, tanto più Giacomo volle +rafforzar di giuramenti sul vangelo e doppio scritto, l'un per sè +stesso, l'altro per ispacciarlo al padre. Allor trascelti i +fidatissimi cavalieri Ramondo Alamanno, Simone de Lauro, e Guglielmo +de' Ponti, si fa dar sacramento, che la persona di Carlo rassegneranno +a re Pietro; e avvenendosi nel viaggio in forze nimiche, a lor potere +difenderansi, ma, sopraffatti, troncheranno il capo al prigione, e +gitteranlo in mare, perchè nè anco il cadavere riavessero i nimici. Di +Cefalù a Palermo; quindi coi tre cavalieri Carlo s'imbarcò per +Barcellona; e giunsevi nelle ore estreme di Pietro[74]. + +Il quale, poichè Alfonso si partì da lui, sentendo la mortal forza del +morbo, lasciar volle solenne discolpa {341} della guerra contro il +papa, sì come Carlo d'Angiò fatto avea in punto di morte per la guerra +suscitata dal papa. Chiamati dunque l'arcivescovo di Tarragona, co' +vescovi di Valenza ed Huesca e altri prelati e baroni, attestò: non ad +offesa della santa sede, ma secondo sue ragioni aver preso il reame di +Sicilia; le scomuniche acerbe di Martino non aver meritato, ma sì come +cristiano osservatole; ed or presso al divin giudizio, chiedeva +all'arcivescovo l'assoluzione, promettendo che s'ei campasse, e qui +ripigliava le ambagi, obbedirebbe secondo giustizia al pontefice +sommo, al quale rappresenterebbesi di persona o per legati. Il giurò; +e l'arcivescovo ribenedillo. Consigliato a perdonare i nimici, fe' +liberare prigioni, non però que' d'alto affare; non mutò il testamento +dettato a Port Fangos nell'ottantadue; ad alta voce si confessò a due +frati; e poi a grande sforzo surse di letto, mal reggentesi e +tremolante, vestissi, s'inginocchiò lagrimando e pregando dentro da +sè, ed ebbe l'Eucaristia. Seppe indi arresa Girona; venuto di Sicilia +Carlo, che gli restava appena un barlume di sensi, nè potè profferire +risposta; ma fe' croce delle braccia, levò gli occhi al cielo, e il +dieci novembre spirò [75]. {342} + +Questo fine ebbe di quarantasei anni, verde di forze, nel maggior +vigore della mente, nel colmo della fortuna; vedendo dissipata l'oste +di Francia; confuso il re di Maiorca; mancati Carlo, Filippo l'Ardito, +papa Martino; il novello re di Napoli nelle sue forze; scompigliato +quel reame; la Sicilia sicura e obbediente; la sua flotta +signoreggiante il Mediterraneo; per sè la riputazion della vittoria, +da por freno in ogni luogo agli stessi suoi sudditi. Grande fu e ben +fatto della persona, robusto di braccio, d'animo audacissimo, +perseverante, ingegno da abbracciare gran disegni e non saltar le +minuzie, scaltrito, chiuso, infaticabile; tutte le parti ebbe di +capitano egregio. Gli furon queste nelle cose di stato or vizi or +virtù, secondo la giustizia dell'intento, a che mai non attese. Indi +la discordia, non da savio, con le corti d'Aragona; le dubbie vie +contro i baroni di Sicilia; le frodi e gl'inganni che macchinò con +arte profonda; le vendette efferate ne' suoi nemici, alle quali +proruppe per l'atrocità de' tempi, per la fierezza dell'animo, non +curante strazio e morte nè in sè nè in altrui, per la crudeltà della +mente assorta negl'intenti politici, fatta cieca alla conoscenza de' +veri beni propri ed altrui, miscredente a' dritti degli uomini, +ghiacciata contro ogni alito di lor carità. Avventurosa la Sicilia che +sel trovò nel pericolo, e sen disfece tosto; perchè era di tempra da +agognar sempre o fuori o in casa. Gli uomini poi scordarono i danni di +quella molesta fortezza, e diergli il meritato soprannome di +Grande[76]. {343} + +Per questa ragione medesima gli scrittori del tempo, anco i nostri, e +fin il sommo poeta d'Italia[77], che di tanto fu più grande di quei re +combattenti, esaltavano a canto all'Aragonese, l'emolo Carlo d'Angiò, +lodato per valor pari e più chiare vittorie, biasimato al paro di +slealtà, ma senz'arte alla violenza nè alla frode, onde Pietro, che +meglio se n'intendea, lo raggirò e vinse. Più pesante tiranno fu +Carlo, invidioso e uggioso ne' costumi privati, e nello stato +avarissimo, connivente ai suoi sgherri, inumano, spregiator delle +genti italiane[78], calpestator d'ogni dritto, nimico fin dalla prima +sua dominazione di Provenza a tutte franchige, anzi odiatore de' suoi +stessi sudditi; e punito del maggior martiro che il Cielo serbar +poteagli, mancando di lenta morte, nella rabbia di veder lieta e forte +quella Sicilia che straziata lo maledisse, gli rese onte per onte, +sangue per sangue, spezzò il suo scettro, troncò il corso alle sue +esterne ambizioni, la sua schiatta per due secoli combattè. + +Invano ad aiutar questo Carlo intendea con tutto lo sforzo del +pontificato, Martino, la cui vita e la morte non sarebber da istorie, +se non che preoccupato da umori di nazione e di parte, e ritenendo +sotto il gran manto gli antichi ossequi, proruppe ai narrati scandali, +onde le due penisole bagnò di sangue, espilò tutte le chiese d'Europa, +profanò l'armi della croce. + +Da costui suscitato e da volgar vanità e cupidigia, Filippo {344} +terzo di Francia corse oltre i Pirenei a guerra disutile e ingiusta; +lasciovvi sessantamila vite d'uomini, e la sua stessa; smentì il nome +d'Ardito[79] con gli smisurati preparamenti e l'esito miserando, e +fatto notevol nessuno, se non furon gli ammazzamenti d'Elna e di San +Filippo. + +Sotto questi quattro principi, mezz'Europa s'agitò per la siciliana +vendetta del vespro. Mantennela con vittoria il più debol tra loro, +contro le unite forze dei tre potentissimi; tutti mancarono nel +medesimo anno ottantacinque; e dalle loro ambizioni altre ambizioni, +indi altri mali rinacquero. Ma la Sicilia, sciolta dal legame della +comune signoria con Aragona, sola ne restò a guerreggiar contro il +reame di Napoli e 'l papa; e s'ordinò con migliori leggi; e per +maggiori fatti d'arme rese chiaro il suo nome. + + +NOTE + + [1] Veg. il docum. XIV. + + [2] In questo tempo stesso Carlo I e la vedova regina di Francia, + fecero compromesso per le questioni insorte tra loro, intorno la + eredità di Ramondo Berengario conte di Provenza. Diplomi del 10 + novembre 1283, e 23 marzo 1284, negli archivi del reame di + Francia, J. 511. 3. + + [3] Docum. XIV. + + [4] Raynald, Ann. ecc., 1283, §§. 34 e 35. + + [5] Saba Malaspina, cont., pag. 394. + + [6] Bolla del 27 agosto 1283, in Raynald., Ann. ecc., 1283, §§. 25 a + 32; e in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 252 e + seg. + + [7] Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. + script., tom. V, pag. 542. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 12, in Muratori, R. I. + S., tom. XI. + + Veg. anche Saba Malaspina, loc. cit., e Geste de' conti di + Barcellona, cap. 28. + + Gl'intendimenti di casa di Francia in questa guerra, e le + sollecitazioni di Carlo I d'Angiò son detti apertamente da costui + nel diploma del 5 ottobre 1284, docum. XXIII. + + [8] Montaner, cap. 79. + + [9] Docum. XIV. + + [10] Brevi del 10 gennaio 1284, in Rymer, op. cit., tom. II, pag. +263. + + [11] Bolla di Martino IV, in Rymer, loc. cit., pag. 267. + + Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. + script., tom. V, pag. 542, contro i documenti allegati da noi, + porta questo parlamento di Natale dell'83. + + [12] Raynald, Ann. ecc., 1284, §. 5 e seg. + + Rymer, loc. cit., p. 267. + + [13] D'Esclot, cap. 136, il quale trasporta questa investitura al + 1285, aggiugnendovi del rimanente con grande esattezza quanto + sopra si è ritratto dai documenti di Raynald e Rymer. + + Montaner, cap. 119 e altrove, chiama Carlo di Valois «re del + cappello.» + + Surita, Ann. d'Arag., lib. 4, cap. 41. + + [14] Raynald e Rymer, nei luoghi citati. + + [15] Raynald, Ann. ecc., 1284, §§. 4 e 10. + + Bolla del 5 maggio 1284, negli archivi del reame di Francia, J. + 714. 6. + + Saba Malaspina, cont., pag. 394. + + Nangis, loc. cit., pag. 542. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap 12, in Muratori, R. I. + S., tom. XI. + + Le decime estese in Alemagna si ritraggono da un breve d'Onorio, + in Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 23. + + Veggansi ancora Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1. + + Bart. de Neocastro, cap. 70, 71 e 91, per questi preliminari + dell'impresa d'Aragona. + + [16] Brevi di Martino IV, dati d'Orvieto, il 10 e il 26 maggio 1284, + trascritti in un diploma del cardinal di Santa Cecilia, dato di + Vaugirard il 7 luglio seguente, negli archivi del reame di + Francia. J. 714, 6. + + Raynald, Ann. ecc., 1283, §§. 24 e 35.--1284, §. 4. + + Saba Malaspina, cont., pag. 394. + + [17] Breve dato d'Orvieto, il 25 giugno 1284, negli archivi del reame + di Francia, J. 714, 7. + + [18] Breve dato di Perugia, il 30 ottobre 1284. Ibid. J. 714, 8. + + [19] Raynald, Ann. ecc. 1285, §. 25. In questa bolla forse è errato + l'anno, o il nome del papa. + + [20] Diplomi di Giacomo, re di Maiorca, dati di Palayrac, il 16, e di + Carcassonne, il 17 agosto 1283, negli archivi del reame di + Francia, J. 598, 4, 5. + + [21] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 42. + + [22] Montaner, cap. 104. + + [23] Lello (Michele del Giudice) Descriz. del tempio di Santa Maria + di Morreale, parte 2, pag. 21. Maurolico, Hist. Sic., lib. 1, pag. + 15, ed. Messina 1716; il quale aggiugne ch'eran d'eccellente oro, + e n'entravan 72 in una libbra. + + Paruta, Numismatica Sic. in Burmanno, Thes. Ant. Sic., tom. VI, + pag. 1231. + + Vero egli è che nel secol XIII la leggenda «Cristo vince» fu posta + in varie monete siciliane, costantinopolitane, e di altri stati; + ma sembra che da Pietro fosse scelta apposta all'intendimento che + io ho detto; e la rincalzò con quell'altra più significativa «La + somma possanza in Dio è.» + + [24] Veg. il cap. 8. + + [25] Gio. Villani, lib. 7, cap. 87. + + Accenno senz'altro una diceria di papa Martino su la deposizione + di Pietro d'Aragona, e una risposta di Pietro, scritte in versi + leonini, che ho trovato nei Mss. latini della Bibl. reale di + Parigi, 2477, fog. 83. Quattordici di questi versi son regalati al + papa, quattordici al re; e tutto è manifestamente la fattura d'uno + dei più ottusi ingegni del tempo, senza una sola frase che possa + meritare attenzione, sia istorica, sia letteraria. + + [26] Le Parnasse Occitanien, ou Choix de Poésies originales des + Troubadours, Toulouse, 1819, pag. 290, 291. Ivi si leggono questi + versi di Pietro d'Aragona, e le risposte del trovadore Pietro + Selvaggio e del conte di Foix. + + [27] D'Esclot, cap. 108 e 109. + + Montaner, cap. 104. + + [28] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52. + + [29] Diploma del 12 gennaio 1284, in Rymer, Atti pubblici + d'Inghilterra, tom. II, pag. 264. + + La politica d'Eduardo è spiegata in un'altra lettera del 12 + gennaio 1283, presso Rymer, loc. cit. Edoardo rispondeva alla + regina Costanza, che governando l'Aragona in assenza di Pietro, + avea caldamente pregato il re d'Inghilterra a intervenire in suo + favore contro le minacce di Filippo l'Ardito. Eduardo promettea di + fare a ciò ogni sforzo con le negoziazioni; nessuno con le armi. + + [30] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 52. + + [31] Montaner, cap. 102 e 120. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 34, 47, 51, 59. + + [32] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37. + + [33] Raynald, Ann. ecc., 1284, §§. 11 e 12. + + [34] Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, nel Baluzio, Marca + Hispanica. «_Quae recte doloris insula nuncupatur_,» scrive + della Sicilia il frate cronista, a proposito delle scomuniche e + guerre che per cagion di lei erano piombate addosso al suo paese. + + [35] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37, 38. + + [36] D'Esclot, cap. 106. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 83, 85. + + Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. + script. tom. V, pag. 542. + + Montaner, cap. 111. + + [37] D'Esclot, cap. 132. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 38 e 39, + + Bart. de Neocastro, cap, 91. + + Carbonell, Chron, fog. 76. Carbonell scrisse nel secolo XV, ma con + gli archivi d'Aragona a sua disposizione. Ei dice che i Catalani + furono men baldanzosi verso Pietro, «così ne ottennero maggiori + concessioni, o per dir meglio la restituzione di quelle franchige + che Pietro avea annullato per collera e naturale avversione. Il + Carbonell narra in quest'incontro un fatto assai bizzarro: che i + Catalani chiamati al servigio militare, vi si presentarono con le + lance senza ferri e le guaine senza spade né pugnali; e richiesti + di tale strana apparenza, risposero umilmente: esser così venuti + per non fallare il giuramento al re, che avea bruciato lor carte + di costituzioni, libertà, e privilegi; e che a rischio di perder + beni e persone il seguirebbero così inermi dovunque ei volesse. + Pietro, mitigato a tal sommissione, rese le franchige per un + diploma dato di Barcellona a dì 11 gennaio 1283 (1284 secondo il + nostro computo dell'anno che comincia dal 1º gennaio). Veg. anche + Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11. cap. 17. + + L'autor delle Geste de' conti di Barcellona (nella Marca Hispanica + del Baluzio), che è catalano assai caldo, si lagna de' nobili e + comuni d'Aragona che negarono gli aiuti al re, ma non fa parola + delle dissensioni civili di Catalogna, che in vero furono men + aspre. + + Del rimanente io ho ritratto più particolarmente quest'abbozzo + delle discordie di Pietro coi sudditi dal diligentissimo Surita, + il quale, ancorchè non contemporaneo, compilò gli annali su' + documenti e scritti de' contemporanei; perchè il Neocastro le + accenna appena ancorchè con candore; il d'Esclot sa di troppo + cortigiano. + + Montaner, cap. 110, con manifesta bugia loda il grande accordo + delle corti di Saragozza col re, e la loro prontezza alla difesa. + A un di presso dice il medesimo a cap. 112, per le corti di + Barcellona. + + [38] Surita, Ann. d'Aragona lib. 4, cap. 39, 40, 41, 45, 54, 58, 63. + + [39] D'Esclot, cap. 117 e 118 + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 44 e 46. + + [40] D'Esclot, cap. 130, 132, 133. + + Bart. de Neocastro, cap. 91. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 55. + + Montaner, cap. 111, riferisce solamente la scorreria degli + Aragonesi in Navarra. In tutti gli altri fatti che gli parean + disonorevoli al re, o tace o mentisce. + + [41] D'Esclot, cap. 134, 135, 136. + + Geste de' conti di Barcellona, cap. 28. + + Bart. de Neocastro, cap. 91. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 56. + + [42] D'Esclot, cap. 181 e 187. + + Montaner, cap. 119. + + Bart. de Neocastro, cap. 91. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 102. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Il cronista dice 20,000 i + cavalli, e infiniti i fanti. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 54. + + Veggasi anche il Nangis, nella Vita di Filippo l'Ardito, in + Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 544. + + [43] D'Esclot, cap. 136. + + Montaner, cap. 103, 119 e 121. + + [44] D'Esclot, cap. 137, 138, 140, 141. + + Montaner, cap. 121. + + Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, loc. cit., pag. 545, che narra + le istigazioni del legato, e scrive male il nome di questa città, + _Janua_: e il Villani, Janne, nel lib. 7, cap. 102. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + [45] D'Esclot, cap. 144 e 145. + + L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, loc. cit., narra + anche delle pietre scagliate a voto contro gli Spagnuoli per + guadagnar l'indulgenza. Ma non lo dice fatto a dileggio, nè dai + soldati, ma dalle turbe inermi, anche di donne, che avean seguito + l'esercito a questo solo fine. Trasporta il fatto all'assedio di + Girona. + + [46] D'Esclot, cap. 139, 140, 142, 143 il quale porta il capitolo + delle consuetudini di Barcellona, che prescrivea la leva in massa + in caso d'invasione. + + Montaner, cap. 119 e 120. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 53 a 60. + + Nangis, loc. cit., pag. 545. + + Veg. il trattato col re di Tunis, in Capmany, Memorias, etc., tom. + IV. + + [47] D'Esclot, cap. 146. + + Montaner, cap. 122. + + [48] D'Esclot, cap. 147 a 155. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + Bart. de Neocastro, cap. 92. + + Montaner, cap. 123 a 127. + + Forte da questo tempo Carlo di Valois cominciò ad usare il + suggello di re d'Aragona, che si vede in molti suoi diplomi fino + al tempo della rinunzia in mano di Bonifazio VIII. Da un lato v'ha + il re armato di tutto punto, montato sopra un destriero che + corvetta ed è coperto di un lungo drappo sparso a gigli: il re + tien la spada in alto e lo scudo al petto in atto di combattere. + Dall'altro lato il re siede sur una scranna, in sottana e manto + reale, con la corona a punte di gigli, e un giglio alla sinistra, + alla destra uno scettro sormontato anche del fiordaliso. La + leggenda è: _Karolus Dei gracia rex Aragonie et Valencie, comes + Barchinonie, filius regis Francie_. Archivi del reame di + Francia, J. 587, e in altri fascicoli. + + [49] Montaner, cap. 127. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + [50] D'Esclot, cap. 157. + + Montaner, cap. 128 e 129. + + Bart. de Neocastro, cap. 92. + + Nangis, loc. cit., pag. 546. + + Chron. Mon. S. Bertini, in Martene e Durand, Thes. Anecd., tom. + III, pag. 766. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 61 a 63. + + [51] Bart. de Neocastro, cap. 92. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 2. + + Montaner, cap. 112, 129, 135. + + Veggasi anche d'Esclot, cap. 158 e 165. + + [52] D'Esclot, cap. 160 a 164. + + [53] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 1. + + Bart. de Neocastro, cap. 92 e 97. + + D'Esclot, cap. 160. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + Montaner, cap. 128. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 102. + + Nangis, loc. cit., pag. 546. + + Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766. + + [54] Bart. de Neocastro, cap. 92. + + [55] D'Esclot, cap. 157, 158. + + Montaner, cap. 128 a 133. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + Nangis, loc. cit., pag. 546. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 63, 64. + + [56] D'Esclot, cap. 159. + + Bart. de Neocastro, cap. 92. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65. + + [57] D'Esclot, cap. 159 e 165. + + Montaner, cap. 134. + + Bart. de Neocastro, cap. 92. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. Quivi si legge che Pietro + escì col peggio da questo combattimento. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 65. + + Di questa scaramuccia fan motto ancora Gio. Villani, lib. 7, cap. + 103, Nangis, loc. cit, pag. 547, la Cronaca di S. Bertino, loc. + cit., pag. 766, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, la Cronaca + di Parma, Tolomeo di Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 16, in + Muratori, R. I. S. tom. XI, e l'Anonymi Chron. sic. narrando + brevemente la guerra d'Aragona ne' luoghi citati. Secondo essi, + Pietro ebbe una ferita e poi ne morì. Di questa ferita non parlano + i contemporanei catalani e siciliani, che potean meglio sapere i + particolari, e non aveano ragione a occultar con manifesta + menzogna, che un re guerriero morisse di ferita tre mesi appresso + la battaglia. + + [58] D'Esclot, cap. 165. + + [59] Bart. de Neocastro, cap. 93, 94, 95. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 3, e lib. 4, cap. 13. + + D'Esclot, cap. 166. + + Montaner, cap. 131 e 135. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 104. + + Anon. chron. sic., cap. 45. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 17, in Muratori, R. I. + S., tom. XI. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + Surita, Annali d'Aragona, lib. 4, cap. 68, che cita un diploma di + re Pietro, relativo al numero de' nemici morti in questa + battaglia. + + Di questi scrittori, il Neocastro porta a 36 il numero delle galee + siciliane, più le 12 catalane di Marquet, che secondo lui si + trovarono nella battaglia. L'armata francese era di 40 galee, + oltre 15 lasciatene a Roses. Riferisce la particolarità delle 18 + galee mandate da Loria a porsi tra la terra e l'armata francese, e + delle 30 rimagnenti, con le quali ei di fuori assalì, con le + fiaccole accese. + + Lo Speciale dice 40 le galee di Loria, 10 le catalane, non assegna + il numero delle francesi, ma lo confessa un po' minore. + + D'Esclot porta a 30 le galee siciliane recate da Loria, 4 che + vennero a raggiugnerlo di Sicilia, e 10 catalane; e oltre a + queste, 48, tra saettie e altri legni sottili. Le galee provenzali + secondo lui furono 25, ma sì ben armate d'uomini, da valer 40 + galee ordinarie. + + Montaner dice, 80 le galee tra francesi e italiane, 66 quelle di + Sicilia, e che l'armatetta catalana non si trovò nella battaglia. + + L'autor delle Geste de' conti di Barcellona, tacendo i + particolari, afferma pur l'importanza della cosa; cioè, che + Ruggier Loria presso Roses distrusse tutta la flotta nemica, e + prese l'ammiraglio G. de Lodeva. + + Gli altri o forniscono men particolari, o son da attendersi meno. + Ma tra' cinque sopraddetti, e massime tra Montaner e d'Esclot, è + grandissima la disparità quanto al numero delle navi francesi. Io + terrei pel d'Esclot, che suol essere più veridico del Montaner e + più informato; ma mi fa molta specie: 1º. ch'ei non dice il luogo + della battaglia, indicato dagli altri con esattezza, ancorchè i + più minuti la portino alli scogli delle Formiche, e gli altri al + capo di San Filippo, che son luoghi presso il capo di San + Sebastiano: 2º. ch'ei confessa, al par che tutti gli altri senza + eccezione, distrutta in questa battaglia la flotta francese, da + lui portata di sopra a 150 galee; onde ancorchè si voglia supporre + disarmata la più parte, e menomate le ciurme, non è probabile che + perdute 13 galee delle 25, Filippo l'Ardito non avesse potuto con + le 12 fuggite ristorare una flotta uguale almeno a quella di + Loria: 3º. che il numero de' morti, e de' prigioni, ch'ei porta a + 5,560 e si dee riferire nella più parte alle galee prese, fa + sempre supporre la flotta francese assai più numerosa di 25 galee. + Computando a un di presso per 210 l'equipaggio d'ogni galea munita + al doppio del solito, com'ei dice in questo incontro, e avea già + riferito della battaglia di Malta del 1284, si avrebbero da 26 le + galee prese o affondate alle Formiche, come furon 12 senza dubbio + quelle guadagnate a Malta, le cui genti montavano a un di presso a + 2,600 uomini secondo il numero de' prigionieri e de' morti che + assegna d'Esclot, anche aggiugnendovi tanti altri feriti quanti + morti, e non contando que' delle 8 galee fuggite con Bonvin alla + detta battaglia di Malta: 4º. che finalmente i vanti di Ruggier + Loria riferiti dallo stesso d'Esclot e gli effetti della + battaglia, mal s'accorderebbero con la facile vittoria di 44 galee + e tanti altri legni contro 25 galee. Perciò io penso, che il testo + del d'Esclot sia stato corrotto da qualche copista, e che si debba + creder poco disuguale la forza delle due armate, forse di 40 galee + nella nemica, e di poche più nella siciliana; stando al Neocastro + il quale si mostra assai bene informato, e poteva esserlo. Ei + sbaglia solamente, se non è questo un errore del copista o + dell'editore della sua istoria, il giorno della battaglia, che + dice avvenuta il 1 ottobre 1285. Credo senza dubbio che seguì nel + primo o ne' primi di settembre, da' riscontri di d'Esclot, + Speciale, e della ritirata de' Francesi, che fu conseguenza di + questa battaglia, ed avvenne certamente in fin di settembre. + + [60] Montaner, cap. 136. + + [61] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 4. + + Bart. de Neocastro, cap. 95. + + La sconfitta de' cavalli francesi a Roses è riferita anco dal + Montaner, cap. 136. + + [62] D'Esclot, cap. 166. + + [63] D'Esclot, cap. 165. + + Nangis, loc, cit., pag. 546. + + [64] Chron. Mon. S. Bertini, loc. cit., pag. 766. + + [65] D'Esclot, cap. 167. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + [66] Fu questo dì nel 1285 la prima domenica appresso san Michele, + nella quale incominciò secondo il d'Esclot il passaggio dell'oste + francese. + + [67] D'Esclot cap. 166 e 167. + + Montaner, cap. 137, 138 e 139. + + Bart. de Neocastro, cap. 97. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 5. + + Gio. Villani, lib. 7, cap. 105. + + Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 15 e 17, in Muratori, + R. I. S., tom. XI. + + Nangis, loc. cit., pag. 548. + + Cronaca di Parma, in Muratori, R. I. S., tom. IX, pag. 807. + + Ricobaldo Ferrarese, ibid., pag. 142. + + Francesco Pipino, ibid., pag. 693. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 69. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + [68] D'Esclot, cap. 168. + + Montaner, cap. 140, 141, 142. + + Bart. de Neocastro, cap. 97, 100. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71. + + [69] Montaner, cap. 143. + + [70] Montaner, cap. 144. + + Bart. de Neocastro, cap. 97. + + [71] Nic. Speciale, lib. 2, cap. 6. + + [72] Bart. de Neocastro, cap. 99. + + [73] Diploma in Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, pag. 296. + + [74] Bart. de Neocastro, cap. 99; ed a cap. 112 replica questi patti + la bocca dello stesso Carlo, quando liberato vedea per la prima + volta il papa. + + Montaner a cap. 115 narra con manifesto anacronismo questo + passaggio di Carlo lo Zoppo in Catalogna. + + Il Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 72, afferma che ci fossero + strumenti pubblici de' preliminari di Cefalù. + + In un breve d'Onorio IV, dato il 4 marzo 1287, presso Raynald, + Ann. ecc., detto anno, §. 6, si legge che Carlo lo Zoppo, essendo + prigione in Sicilia, avea trattato la cessione di quest'isola con + le adiacenti e la diocesi di Reggio. + + Veggasi anche Rymer, Atti pubblici d'Inghilterra, tom. II, bolla + di Niccolò IV, data a 15 marzo 1288. + + [75] D'Esclot, cap. 168. + + Montaner, cap. 145, 146. + + Geste de' conti di Barcellona, loc. cit. + + Nic. Speciale, lib. 2, cap. 7. + + Bart. de Neocastro, cap. 100. + + Cronaca di Parma, Ricobaldo Ferrarese, Francesco Pipino, ne' + luoghi citali. + + Bofarull, tom. II, pag. 245, non porta di Pietro altro testamento + che quello di Port Fangos. + + Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 71, il quale contro il detto + del Montaner prova che Pietro non fe' altro testamento. Così + dunque non die' alcuna ultima disposizione per lo reame di + Sicilia, evitando un passo che l'avrebbe privato della assoluzione + della Chiesa, e non lasciando men saldo sul trono di Sicilia + Giacomo, fatto riconoscere già dal parlamento di Messina. In morte + d'Alfonso senza figliuoli, sostituì al trono d'Aragona + successivamente Giacomo, Federigo, e Pietro. + + [76] Queste particolarità son cavate da tutti gli storici del tempo + che inutile sarebbe citare. Alcune ne dobbiamo al Surita, lib. 4, + cap. 71. + + Quel che par sì membruto, e che s'accorda + Cantando con colui dal maschio naso, + D'ogni valor portò cinta la corda. + . . . . . . . . . . . . . . . + Tant'è del seme suo minor la pianta, + Quanto, più che Beatrice e Margherita, + Costanza di marito ancor si vanta. + DANTE, _Purg_., c. 7. + + Carbonell, op. cit., fog. 70, scrive, che Pietro fu chiamato + ancora il Francese: ma il vanto mi sembra troppo; e questo + soprannome si è dimenticato a ragione. + + [77] Purgatorio, canto 7. + + [78] Questa particolarità è riferita da Francesco Pipino, in + Muratori, R. I. S., tom. IX, cap. 19. + + [79] Morì fuggendo e disfiorando 'l giglio. + _Purg_., c. 7. + + + +FINE DEL PRIMO VOLUME. + + + + +INDICE. + + +CAPITOLO PRIMO. + +Intendimento dell'opera. Viver civile del secolo XIII. Potenza della +Chiesa e della corte di Roma. Condizioni d'Italia e dei reami di Sicilia +e di Puglia infino alla metà del secolo. Federigo II imperatore; e papa +Innocenzo IV.... Pag. 1 + + +CAPITOLO II. + +Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le province +di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia. Manfredi ristora +l'autorità regia; e l'usurpa. A spegner lui, la corte di Roma pratica con +Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami a Carlo conte di Angiò. +Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto, e morto a Benevento. Carlo +prende il regno. Dall'anno 1251 al 1266.... 11 + + +CAPITOLO III. + +La vittoria di Carlo innalza parte guelfa in Italia. Risorgon pure i +Ghibellini, e chiaman Corradino all'impresa del regno. Sollevasi per +lui la Sicilia. È sconfitto a Tagliacozzo, e dicollato a Napoli. Carlo +spegne la rivoluzione in terraferma con rigore, in Sicilia con +immanità. Eccidio d'Agosta. 1266-1268.... 32 + + +CAPITOLO IV. + +Re Carlo continua e trapassa gli abusi della dominazione sveva. +Immunità ecclesiastiche. Novello baronaggio. Gravezze, e modi del +riscuoterle. Demani, e bandite. Servigi, e soprusi che nascon da +quelli. Amministrazione della giustizia, crimenlese, matrimoni, +violenze alle donne. Violazione dei dritti politici. Riscontro delle +condizioni di Sicilia e di Puglia. 1266-1282.... 42 + + +CAPITOLO V. + +Relazioni straniere di Carlo I d'Angiò. Crociata e trattato di Tunisi. +Carlo aspira all'impero greco. S'ingrandisce in Italia. È raffrenato da +Gregorio X. Disegni di Niccolò III e nimistà di lui con Carlo. Pretensione +di Pier d'Aragona al reame di Sicilia: supposte pratiche di lui per mezzo +di Giovanni di Procida. Preparamenti di guerra in Aragona. Esaltazione di +Martino IV. Armamenti di Carlo per l'Oriente. Sentimento nazionale +manifestato in Italia contro i Francesi. Novelli aggravî che soffrono i +Siciliani: richiami, umori, disposizioni loro. 1266-1282.... 73 + + +CAPITOLO VI. + +Nuovi oltraggi de' Francesi in Palermo. Festa a Santo Spirito il dì 31 +marzo: sommossa: eccidio feroce per la città. Gridasi la repubblica. +Sollevazione di altre terre. Adunanza in Palermo, e partiti gagliardi +che prende. Lettere de' Palermitani ai Messinesi, i quali seguon la +rivoluzione. Ordini pubblici con che si regge la Sicilia, e si prepara +alla difesa. Opinione sulla causa prossima di questa rivoluzione. +Marzo a giugno 1282.... 114 + + +CAPITOLO VII. + +Dolore e rabbia di Carlo all'annunzio della rivoluzione. Ordina la +passata in Sicilia. con l'esercito disposto alla guerra di Grecia. Bolla +del papa contro i ribelli; risposta loro. e legazione del cardinal +Gherardo da Parma. Preparamenti di Carlo. e de' Messinesi. Rotta dei +nostri a Milazzo. Sbarco di re Carlo. Principî dell'assedio. Pratiche del +cardinale entrato in Messina. Assalti minori. Stormo generale contro la +città. Respinti i Francesi. Tentata la fede d'Alaimo capitano del popolo +di Messina. Aprile a settembre 1282.... 146 + + +CAPITOLO VIII. + +Cagione della debolezza del governo preso nella rivoluzione. Si pensa +a Pier d'Aragona. Sua partenza di Catalogna per Affrica; fatti +militari; ambasceria a Roma. Parlamento in Palermo. che sceglie Pietro +a re. Com'ei guadagna gli animi de' suoi, e accetta la corona. Viene a +Trapani. È gridato re in Palermo. Disposizioni per soccorrer Messina; +oratori di Pietro a Carlo; ultimi fatti d'arme nell'assedio. Carlo sen +ritrae con perdita e onta. Giugno a settembre 1282.... 172 + + +CAPITOLO IX. + +Andata di re Pietro a Messina. Macalda moglie d'Alaimo. Fazioni navali. +Pietro libera i prigioni di guerra. Parlamento in Catania. Trattato del +duello tra i due re. Primi affronti delle soldatesche in Calabria. Carlo +parte, lasciando le sue veci al principe di Salerno. Almugaveri. Vittorie +di Pietro in Calabria. Vien la reina Costanza co' figli in Sicilia. +Principî di scontento tra i baroni siciliani e il re. Parlamento in +Messina; ove Giacomo è chiamato alla successione, e ordinato il governo. +Movimenti repressi da Alaimo. Gualtier da Caltagirone. Partenza di Pietro +per Catalogna. Ottobre 1282 a maggio 1283.... 200 + + +CAPITOLO X. + +Nuovi preparamenti degli Angioini contro la Sicilia. Capitoli del +parlamento di Santo Martino nel regno di Napoli. Nuove intimazioni del +papa a re Pietro e a' Siciliani: bando della croce: sentenza di +deposizione di Pietro dal reame d'Aragona, e altre pratiche. Aperta +ribellione di Gualtiero da Caltagirone. Vittoria dell'armata siciliana +su la provenzale, nel porto di Malta, il dì 8 giugno 1283, e +conseguenze di essa. Pratiche del papa a sturbare il duello. Andata di +re Pietro in Catalogna e a Bordeaux; esito della scena del duello. +Umori dei popoli del regno di Napoli. I nostri occupano alcune terre +in val di Crati. Preparamenti di una nuova impresa sopra la Sicilia. +Loria assalta con l'armata il regno di Napoli. Battaglia del golfo di +Napoli il 5 giugno 1284, e presura di Carlo lo Zoppo. Sollevazione +della plebe in Napoli. Maggio 1283 a giugno 1284.... 230 + + +CAPITOLO XI. + +Carlo, fatta cruda vendetta in Napoli, s'appresta a un ultimo sforzo +contro la Sicilia. Vano assedio di Reggio. Seconda ritirata di Carlo. +e audaci fazioni de' nostri, che occupano molte terre in Calabria, val +di Crati e Basilicata. Impresa dell'isola delle Gerbe. Sospetti del +governo aragonese, e ruina d'Alaimo. Casi dei prigioni in Messina. +Morte di re Carlo e di papa Martino. Provvedimenti della corte di +Roma. Capitoli di Onorio. Insidia di due frati messaggi suoi in +Sicilia. Giugno 1284-1285.... 272 + + +CAPITOLO XII. + +Opere della corte di Roma contro Pietro d'Aragona. Concessione di quel +reame a Carlo di Valois. Protestazioni e pratiche di Pietro. Contese di +lui con le corti di Aragona. Lega di que' baroni; grande esercito e +armata che apparecchiansi in Francia. Invasione del Rossiglione. poi +della Catalogna. Straordinaria fortezza e perseveranza di re Pietro; +assedio di Girona. Morìa nel campo francese. Pietro ripiglia le offese. +Fazioni di mare. Loria con l'armata siciliana riporta segnalata vittoria +su i Francesi. Ritirata di re Filippo, e sua morte. Carlo lo Zoppo +mandato prigione in Catalogna. Morte di Pietro. 1282-1285.... 308 + + +FINE DELL'INDICE DEL PRIMO VOLUME. + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La guerra del Vespro Siciliano vol. 1, by +Michele Amari + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA GUERRA DEL VESPRO *** + +***** This file should be named 29409-8.txt or 29409-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/9/4/0/29409/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This book was produced from scanned images of public +domain material from the Google Print project.) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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